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Questa è la prima volta.
Allora?
Buonasera a tutte e a tutti voi qui presenti. Grazie per essere intervenuti così tanti e così curiosi e partecipi io innanzitutto doverosamente saluto non solo tutti voi presenti, ma porgo un caloroso benvenuto agli ospiti innanzitutto istituzionali, quindi al ai referenti del Ministero del MASAF, che sono venuti appositamente per questa seduta di pubblico accertamento ai referenti della Regione Puglia, il dottor Nardone, il dottor Laricchia, le collaboratrici, e anche al dottor, all'avvocato Francesco Paolicelli, che interviene come Presidente della Quarta Commissione agricoltura, anche in sostituzione dell'assessore Pentassuglia, che non ha potuto raggiungerci, ma che ci fa arrivare i suoi saluti e poi naturalmente, saluto calorosamente tutte le autorità civili presenti, a partire dai colleghi sindaci, assessori degli otto Comuni che fanno parte dell'areale di produzione, vedere qui tutti i gonfaloni, voi davanti con le fasce è davvero emozionante perché da subito il segno tangibile di come questa seduta di pubblico accertamento sia il risultato sia il punto culminante di un percorso che ci vede e ci deve vedere sempre di più uniti perché il raggiungimento che tutti quanti auspichiamo di questo marchio di tutela che è la DOP, l'IVA dolce di Bitetto, significa valorizzare l'intera produzione di una reale che appunto composto dai Comuni, li andiamo a citare oltre Bitetto cebi, netto Bitritto Palo del Colle San Nicandro, Toritto che ho dimenticato e Modugno che noi purtroppo non è potuto essere qui presente. Noi rappresentato è la forza di un territorio che produce una Oliva di eccellenza, che si fa conoscere davvero da tutti per le sue squisite qualità e che oggi punta alla sua valorizzazione. Più saremo coesi in questo percorso e più questo marchio potrà essere un volano importante di sviluppo e di promozione dell'intero comparto agroalimentare, ma naturalmente anche dei territori che lo rappresentano. Saluto naturalmente tutti i rappresentanti e anche dell'Amministrazione comunale di Bitetto. Saluto i referenti che sono venuti e li ringrazio delle varie associazioni di categoria e datoriali. Il presidente e il direttore del nostro GAL, terre di Murgia che comprende un bel paniere di prodotti di eccellenza e che sicuramente ci aiuterà nella promozione e poi, non per ultimo, ma per dare la massima.
Importanza saluto naturalmente, perdonatemi tutto il gruppo tecnico che qui alla mia destra, che ha lavorato alacremente con determinazione e con impegno, e con una visione importante a preparare tutto quel corredo tecnico scientifico, storico, merceologico che compone e che confluisce nel disciplinare di produzione che oggi si andrà a leggere pubblicamente qui in questa sala consiliare quindi il professor Camposeo lo ringrazio, non ha potuto raggiungersi la professoressa, quello dovevo per un impegno dell'ultimo minuto. La professoressa Palmisano per la relazione storica, il dottor Francesco Mennea, il dottor Manlio Cassandro, che sono occupati proprio della redazione tecnica del disciplinare e di tutte le questioni ad esso connesse e, come dicevo per ultimo, ma per dare la massima importanza possibile il comitato promotore per il riconoscimento della DOP Oliva dolce di Bitetto, l'intero direttivo, ma anche tutti gli altri componenti del comitato. Loro sono il motore pulsante di questo intero comparto della produzione dell'oliva dolce di Bitetto. Loro sono gli attori protagonisti del percorso di riconoscimento. Loro saranno da adesso in poi coloro che dovranno far muovere sulle gambe, sulle braccia e sulla testa questo prodotto e questo marchio? Ringrazio ancora, naturalmente, tutti gli uffici comunali che a vario titolo, si sono adoperati perché oggi fossimo qui in questa sala, a celebrare questo passo importante, che non è il passo finale. Attenzione è il passo più importante, il passo culminante, ma che mette insieme davvero tanti anni di lavoro e fatemi dire, assieme al consigliere delegato, Raffaele somma e assieme al Presidente, mi come Attigliano, ma anche allodinia, Gianvito a tutti quanti voi non sto a citarli uno per uno, siete tutti seduti qui che bisognava crederci in questo obiettivo dall'inizio ci abbiamo creduto e se siamo qui oggi è perché insieme ci abbiamo creduto e abbiamo camminato insieme, quindi grazie.
Passo appunto la parola al presidente Nico Marsigliano, buonasera a tutti volevo ringraziare innanzitutto il Sindaco per le belle parole spese nei confronti della della nostra associazione e del comitato, è vero, è stato un percorso sicuramente duro lungo.
Ma alla fine diciamo che ci ha dato ragione, nel senso che abbiamo raggiunto questa, questa penultima tappa prima di ottenere il riconoscimento e dopodiché quello che no che posso fare è quello di augurare che veramente questo riconoscimento possa arrivare a breve, perché dico questo il nostro settore, non lo dico perché voglio vogliamo piangerci addosso perché io faccio parte, io sono un produttore, ma questo è un settore che ha molta difficoltà quando si deve confrontare con il mercato. Quindi io penso che ottenere questo riconoscimento sia una cosa importante, perché vorremmo dare a questo prodotto un valore aggiunto. È una una volta per tutte. Finalmente potremo avere il prodotto riconosciuto che avrà un valore da un prodotto diverso, senza riconoscimento, che avrà un valore.
Ben diverso. Io stasera volevo soffermarmi su un aspetto tecnico, in particolar modo sul discorso della scelta del nome che noi abbiamo, dato che poi in realtà capiremo che non è stata una scelta ma è stata quasi un'imposizione, perché il Regolamento ci chiedeva di utilizzare e di fornire al Ministero o alla Regione il nome di quella che era la descrizione del bene all'interno di un documento commerciale storico, dove per storico intendo un documento datato almeno 25 anni fa,
Bene noi, dopo aver costituito l'équipe di lavoro tecnico con il professor Camposeo progressista, la professoressa Luisa Palmisano, la professoressa Clodoveo. Siamo partiti, insomma, e ringrazio per il loro lavoro che hanno fatto. Siamo stati gomito a gomito anche il periodo di Covid lavorando a distanza. Non so se vi ricordate comunque quello che volevo dire è avviata la ricerca dopo aver iniziato a redigere il disciplinare avviato alla ricerca, e ci siamo imbattuti in archivi più disparati, più pieni di polvere e Luisa lo può confermare, abbiamo preso questi faldoni, siamo messi alla ricerca di questi documenti benedetti documenti storici.
I primi documenti storici che ci sono venuti tra le mani recitavano nella descrizione del bene Oliva Termite di Bitetto, ma noi sapevamo che quella dicitura non poteva essere utilizzata perché è il nome della varietà dell'oliva l'oliva a termine limitato per cui, avendo trovato quella documentazione abbiamo fatto un tentativo per capire se effettivamente al Ministero ci avessero accettato questa dicitura qua non è andata così perché il tutto è stato rigettato.
Chiaramente potete capire benissimo quello che è accaduto.
Ci siamo demoralizzati, abbiamo detto sicuramente questo riconoscimento non è un riconoscimento che potremmo ottenere, ma non ci siamo fermati perché con la determinazione che abbiamo, siamo andati avanti e siamo ripartiti. Finalmente sono venuti alla luce dei documenti ancora più datati, dove nella descrizione del bene abbiamo trovato la dicitura Oliva dolce di Bitetto. Per questo, dicevo, non è stata una scelta, ma è stata un voler, cioè dover mettere in pratica quello che il Regolamento ci chiedeva. Quindi, ad oggi il riconoscimento e noi lo chiediamo con questa dicitura che Oliva dolce di Bitetto, non so se sono stato chiaro, io spero di aver chiarito una volta per tutte questo perché sono in tanti eravate in tanti che mi chiedevano, ma perché non più Oliva, Termite e Oliva dolce. Quindi io penso che questa sera aver dato questa spiegazione sia una cosa importante e ringrazio anche la presenza dei sindaci del comprensorio e spero che facciano portavoce, si facciano portavoce di questa accusa e spiegare ai vari produttori del perché di questa scelta.
Ripeto, non scelta di questa dicitura Oliva dolci limitato, io alla fine abbiamo perso un po' di tempo prima di iniziare, non voglio togliere altro tempo ai lavori tecnici che daranno avvio fra un po' i funzionari del Ministero con anche i funzionari della Regione volevo solo augurare a tutti noi che questa che questo riconoscimento possa arrivare quanto prima, ripeto, per dare slancio non solo a questo prodotto, che è un prodotto di eccellenza del nostro territorio, ma anche uno slancio al territorio stesso grazie a tutti e auguro buon lavoro a.
Buonasera a tutti.
Io lascerò, sarò brevissimo perché lascio poi la parola al Dirigente del Dipartimento, il dottor Laricchia, che di fatto vi spiegherà come la Regione ha operato in supporto e nel nel diciamo così, favorire questo processo che poi chiaramente è in capo al Ministero dopo vi daranno lettura del del disciplinare per sancire il momento volevo soltanto sottolineare una cosa, innanzitutto congratularmi con il territorio e congratularmi con chi ha avviato questa operazione mi ricordava la sindaca che eravamo qui sette anni fa quando si cominciava a pensare a questo percorso.
Nelle poche parole importanti che sono stati detti qui avete capito quanto complesso possa essere questo per poter dimostrare appunto la tipicità, ma mi congratulo perché oggi la riconoscibilità e uno dei nei momenti più importanti, anche per tutelare le nostre produzioni ai nostri territori, il danno principale che subiamo in agricoltura e l'Italian sounding e l'idea che qualcuno possa appropriarsi di ciò che è made in Italy non essendo tale il marchio, la tutela del marchio,
È chiaramente uno degli strumenti che non solo può valorizzare il territorio, può può anche difendere da da, diciamo così, in mano di popolazione, e dare credibilità. Pensate che oggi come oggi credo che sia il 70% degli importatori esteri da un valore maggiore a marchi di tutela della qualità, quindi il percorso è un percorso che può avere poi una valorizzazione economica importante e per tale motivo mi congratulo con questo momento, perché credo che siamo c'è da essere, siete, c'è da essere fieri, dovete essere fieri di.
Di di del traguardo cui siete giunti, a cui siamo giunti e quindi niente soltanto un saluto e una manifestazione, appunto, di vicinanza da parte dell'Amministrazione regionale. Passo la parola al dirigente che mi spiegherà tecnicamente il il ruolo che abbiamo avuto, come come Regione.
Grazie, professor Nardone, per un'introduzione un cordiale saluto tutti e ringrazio in particolare il Comitato promotore per questa brillante iniziativa. Ringrazio il Sindaco del Comune che ha organizzato questo evento e tutti i Sindaci che comunque hanno accompagnato questo importante progetto. Quindi diciamo di valorizzazione di un prodotto tipico di questa realtà, ma soprattutto tutti quanti voi che avete creduto, e ovviamente anche portando il vostro contributo alla creazione di un progetto ambizioso che porterà a un riconoscimento da parte dell'Unione europea, quindi diventa un marchio comunitario, quindi un percorso impegnativo, però, ovviamente il successo è quello di avere un riconoscimento come marchio come marchio con denominazione che significa che un prodotto è legato al territorio che manifesta e quelli che sono le peculiarità del territorio, quindi peculiarità naturali, peculiarità antropiche che portano a rendere, diciamo questo prodotto distinti distinto e distinguibile rispetto a tutti gli altri è un processo di valorizzazione valorizzazione non solo del prodotto in quanto tale, ma di tutto il territorio che è sotteso a questo. A questa qua, questa produzione che è una produzione tipica è unica e quindi il lavoro che avete fatto in questi mesi è quello di dimostrare perché questo prodotto ci obiettivi con il Ministero insieme alla Regione. Insomma, ha valutato con attenzione tutta la documentazione che è stata prodotta in questi anni. Parlo di anni perché la, la proposta di registrazione, a parte dal facciamo a metà del 2021, poi c'è stato un iter, diciamo che ha visto dal, diciamo la, la, un dialogo fra Regione e Ministero con il comitato promotore.
E diciamo fino alla al diciamo alla chiusura, diciamo dell'iter amministrativo che ovviamente vede, nella giornata di oggi la lettura della norma tecnica del disciplinare per verificare, diciamo la diciamo la coerenza e la lealtà, diciamo del documento così come è stato predisposto, insomma presentato e approvato e un iter diciamo, diciamo importante che ha visto da parte vostra diciamo la presentazione della domanda ma anche dalla raccolta di una serie di informazioni, diciamo dal territorio informazioni storiche, non solo, ma anche nell'elaborazione di un documento tecnico, la dimostrazione, diciamo, di quello che è sotteso alla stessa, alla stessa norma, norma che deve essere replicabile e utilizzabili da tutti gli operatori, ma nello stesso tempo deve essere anche in riferimento delle autorità di controllo che andranno a verificare la correttezza applicazione della stessa norma. Ma non solo, ma anche quali sono le potenzialità di sviluppo ed è stato fatto anche questo lavoro, quindi sta documentazione quindi la documentazione storica e quindi come nasce questo prodotto perché è nato in questo territorio? È stato un lavoro molto impegnativo, ma è un lavoro impegnativo per tutte le richieste di registrazione che abbiamo. Ce ne sono diverse e di tutte le richieste che abbiamo, grazie al lavoro di tutti, posso dire un lavoro di squadra e di partecipazione di condivisione del progetto. Molte di queste proposte sono arrivati fino alla Commissione europea, la quale li sta valutando. In molti casi sono stati riconosciuti.
Abbiamo degli esempi di eccellenza, di ultimi riconoscimenti prodotti che usciamo dal momento in cui sono stati riconosciuti hanno portato soprattutto un incremento, diciamo, di visibilità del prodotto, ma soprattutto anche di vendita di questi prodotti sono soprattutto gli ultimi riconoscimento. Parliamo anche della IGP laboratori di Andria, cipolla bianca, di Margherita, la lenticchie di Altamura, insomma, per per fare alcuni esempi che sono prodotti di eccellenza che hanno trainato l'economia agricola e rurale, diciamo di particolari zone, perché l'obiettivo del di prodotti a denominazione indicazione geografica adesso vengono chiamati a indicazione geografica sono quello è quello di far conoscere i prodotti, tutelarli ma soprattutto far crescere il territorio e una attività complementare alla politica gravi che nella politica diciamo di intervento, diciamo strutturale, per il rilancio del settore ma nello stesso tempo un settore che deve essere sì competitivo, ma anche sui mercati, renderle quindi i prodotti riconoscibile attraverso un marchio che comunque è garantito da un organismo terzo da ulteriori opportunità, soprattutto per le economie rurali dove l'economia agricola diventa un volano di sviluppo. Quindi la Commissione europea ci tiene a sostenere le produzioni tipiche locali, produzioni identificato anche i locali che vengono che vedono come attori principali di attori della filiera. Quindi, come primo passo che avete fatto quindi costituire un'associazione, questa associazione, che è costituita dagli attori dei produttori primari dei trasformatori dei confezionatori. Quindi questo è è già stato un elemento importante mettere insieme tutti gli attori di un territorio non è cosa facile, però il momento in cui si mettono insieme significa credere nel progetto comune. Quindi poi avete creato il progetto comune. Avete creato dal disciplinare che è stato oggetto di, diciamo, di discussione di confronto e quindi ha portato alla vostra proposta che si è confrontata poi, ossia con autorità regionale, sia anche con lo stesso Ministero, e quindi si è aggiunta alla alla al documento finale che oggi sarà appunto, abbiamo discusso articolo per articolo e condiviso con voi, con quindi da parte del Ministero. Poi avete prodotto una serie di documenti, la norma tecnica, quindi documenti la relazione storica sulla relazione. Non so se socioeconomica ex tunc. Tutte queste relazioni, che comunque servono a dimostrare quegli elementi che la Commissione arricchire.
Tutto questo percorso ha visto, diciamo, un.
Una partecipazione sia vostra, ma soprattutto dell'azione delle ASL, della Regione del Ministero che hanno comunque, diciamo guidato, diciamo le le attività di di prezzi, di predisposizione di questa documentazione, la documentazione che comunque verrà poi trasmessa ai servizi della Commissione, servizio del controllo, Commissioni che ovviamente, se non ci sono opposizioni tour va valutare per poi decidere. Siamo la, diciamo la la, l'approvazione, questo è un po' e un importante, siamo attivi. Rappresenta un traguardo importante, però diventa anche l'avvio di un percorso di valorizzazione, qualcosa di valorizzazione che apre la strada a numerose opportunità, numerose opportunità che comunque si crea nel momento in cui il progetto viene seguito, viene, diciamo, coltivato, e quindi i diversi soggetti credono appunto si in questa, in questa iniziativa la Puglia ha raggiunto, diciamo, è cresciuta tantissimo nell'agroalimentare di qualità, nelle produzioni di qualità. Quando 60 denominazione fra settore food, quindi alimentazione e vino, abbiamo 60 denominazioni fra le indicazioni geografiche DOP 28 nel settore food restano nel settore dei vini fra dopo IGP più o meno conoscete più o meno questa terminologia. Mentre il settore food prevalgono le produzioni del settore, diciamo appunto ortofrutticolo, quindi l'olio d'oliva, diciamo dolce di DiBenedetto, sia servirebbe in questo gruppo, però abbiamo anche altre posizioni, come olive da mensa, l'Oliva, diciamo la bella della down che è un prodotto, diciamo, dell'olivicoltura da Dolce and però della parte del del della provincia di Foggia, insomma parte meridionale, che comunque è un'importante realtà e ed è in corso, diciamo, la proposta di registrazione di un'altra Oliva dolce, insomma quella della della della Daunia del Nord e quindi l'olivicoltura sta acquisendo anche nel campo delle olive da mensa. Un ruolo importante anche sotto il profilo del denominazioni denominazioni che comunque sono ben rappresentate per l'olivicoltura, diciamo da olio, abbiamo cinque di OP e un IGP che, diciamo, di di di di di di ultimo, riconoscimenti che comunque stanno crescendo e stanno raggiungendo i numeri siano importanti. Sta crescendo anche l'olivicoltura e soprattutto c'è una maggiore attenzione al allo olivicoltura, diciamo di qualità questo, insomma, è un buon auspicio. Diciamo utilizziamo questo momento favorevole nonostante eventi congiunturali che possono mettere in crisi il settore olivicolo. Quindi queste sono delle importanti risposte che diciamo di vitalità che il settore sta andando rispetto a momenti congiunturali esterni. Quindi il settore agroalimentare di qualità è cresciuta, ma è cresciuta, insieme alla Puglia, al sistema agroalimentare pugliese, che si è spostato dalle grandi produzioni di massa alle produzioni di qualità diventano un prodotti sempre più distinguibili, ma anche grazie allo sforzo che la Regione Puglia ha fatto per valorizzare attraverso le sue iniziative di comunicazione, insomma di promozione. Il brand Puglia è sempre più riconosciuto, ma soprattutto per le sue produzioni agroalimentari di qualità, che si spesso si associano alla al turismo, al turismo, diciamo gastronomico ed enologico e quindi tutte quelle attività che comunque hanno presentato un elemento di distintività. Non voglio rappresentare i numeri perché oggi soprattutto un momento solenne un po' il percorso amministrativo, però una piccola introduzione anche per dare evidenza dell'importanza del lavoro è stato fatto e quali sono le opportunità che questo strumento fornisce? Un territorio è un territorio importante, importante perché c'è un'olivicoltura, forse il cuore dell'agricoltura regionale. Proprio la troviamo in questo territorio, quindi stiamo dando una risposta a tutti quegli operatori che vogliono essere riconosciuto il loro lavoro. Dare dignità al lavoro agricolo attraverso questi strumenti di riconoscere riconoscibilità diventa fondamentale che non soltanto non sono soltanto dei momenti diciamo di celebrazione, ma diventano dei momenti di valorizzazione e soprattutto creare degli strumenti che possano dare, diciamo certezza, risposta e soprattutto una forma di di, diciamo di valorizzazione del lavoro e quindi del reddito per i nostri agricoltori. Quindi adesso voglio passare la parola al Ministero che nel dettaglio presenterà, diciamo, l'articolazione della giornata che noi giornalisti è un momento importante che vede voi come protagonisti per questa importante, diciamo iniziativa. Un ringraziamento va ovviamente, oltre a tutte le allo staff che ha partecipato in sede di progetto, anche ai tecnici che hanno dato supporto alla diciamo predisposizione all'accompagnamento del. Di queste iniziative. Noi ci rapportiamo anche col Comitato promotore con i diversi interlocutori, però è importante capirsi e nella nostra interlocuzione e nei nostri suggerimenti che non sono stati tantissime però sono stati capite, sono stati tradotti in atti documenti che hanno consentito all'Amministrazione di esprimere il parere e soprattutto ha consentito dal Ministero di procedere nella sua attività istruttorie che comunque in capo al Ministero che egregiamente, oltre che essere il settore, ha fornito i giusti consigli a tutti i nostri attori. Quindi grazie anche ai tecnici, ma soprattutto all'Università che con la sua insomma, insomma i chojin inconfondibile professionalità fornito elementi preziosi di valorizzazione e predisposizione di questi documenti in bocca al lupo per iniziative e buon proseguimento dei lavori,
Buonasera a tutti io sono Armando Morelli, insieme alla mia collega Lauretta Mazzotta, siamo funzionari dell'ufficio del Ministero dell'agricoltura che si occupa proprio dei riconoscimenti e delle indicazioni geografiche italiane, io.
Brevemente vi illustrerò quale sarà il percorso che seguiremo questa sera, cioè la parte notarile che spetta al Ministero in questa riunione e poi il prosieguo con con i passi che verranno fatti per completare l'invio della documentazione a alla Commissione europea,
Noi adesso leggeremo il disciplinare articolo per articolo, mi fermerò alla fine di ogni articolo per recepire eventuali osservazioni, commenti, richieste di modifica, chi volesse intervenire rispetto al agli articoli dovrà presentarsi e perché poi noi verbalizzeremo il.
Quello il contenuto di questa di questa riunione e potrà fare le osservazioni se le osservazioni.
Verranno recepite e quindi anche dal comitato promotore in questa sede noi potremmo già modificare la il testo del del disciplinare a questa riunione seguirà la pubblicazione del testo definitivo, che uscirà appunto da da questa riunione nella Gazzetta Ufficiale,
Dovranno passare 30 giorni dal giorno della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale se non ci saranno opposizioni fatte da soggetti legittimati.
Il Ministero procederà con la trasmissione a Bruxelles del del dossier, la comincerà quindi l'esame da parte degli uffici della Commissione che, secondo il Regolamento, hanno sei mesi di tempo per fare le le loro valutazioni, normalmente la Commissione europea i sei mesi, se li prende tutti, quindi i primi commenti le prime osservazioni di Bruxelles arrivano normalmente,
Dopo i cinque mesi, cinque mesi e mezzo normalmente arrivano dei commenti al quale il I, il Comitato fornisce al Ministero gli elementi per poter rispondere normalmente un iter di registrazione come tempi medi, complessivamente diciamo un anno un anno e mezzo circa per arrivare al al riconoscimento definitivo.
Se non ci sono domande, io comincerei proprio con la lettura del del disciplinare.
Disciplinari di produzione Oliva dolce di Bitetto articolo 1, denominazione.
La denominazione di origine protetta, olive dolce di Bitetto, è riservata alle olive da mensa in salamoia, rispondenti alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare.
Articolo 2, caratteristiche del prodotto, la denominazione di origine protetta olive dolce di Bitetto, designa le olive da mensa, cominciate ottenute esclusivamente da olive della cultivar autoctone autoctona, termine di Bitetto prodotte nell'area delimitata di cui all'articolo 3. L'oliva dolce di Bitetto potrà essere immessa al consumo come olive intera denocciolate o accettata all'atto dell'immissione al consumo. L'oliva dolce di Bitetto deve rispondere ai parametri specifici per come di seguito indicati. Le caratteristiche chimiche contenuto in grassi da 14 a 18%, zuccheri riduttori 1,2 1,7%, bio fenoli totali superiori ai 300 milligrammi per chilogrammo.
Le caratteristiche fisiche calibro minimo 17 millimetri resa in polpa tra il 75 e l'80%, peso medio della drupa superiore o uguale a 5 grammi calcolato su un campione di un chilogrammo di prodotto, forma sferoidale leggermente asimmetrica con base arrotondata se Oliva intera sferoidale, leggermente asimmetrica con fuori dalla base alla testa, se denocciolate, cilindrica irregolare, se affettata, caratteristiche organolettiche, colore verde, rosato, odore fragrante tipico della cultivar della lavorazione con sentori acetico, gusto sapido, leggermente acido ed amaro caratteristiche Cina estetiche, la polpa deve presentare distacco dal nocciolo netto e completo consistenza, soda, croccantezza, medio-alta fibrosi da bassa eventuali difetti delle truppe, quali difetti della pellicola, con o senza alterazioni della polpa ranghi, Rizzi mento danneggiamenti sono tollerati in ragione del 6% del prodotto finito.
Ci sono osservazioni?
Mi sembra di no articolo 3 la zona di produzione, la zona di produzione dell'oliva dolce di Bitetto, denominazioni di origine protetta comprende l'intero territorio amministrativo dei comuni di Bitetto, Binetto Bitritto Grumo, Appula Modugno Palo del Colle Sannicandro di Bari e Toritto.
Articolo 4, prova dell'origine, ogni fase del processo produttivo viene monitorata documentando per ognuna gli input e gli output, attraverso l'iscrizione in appositi elenchi, gestiti dalla struttura di controllo degli olivicoltori, dei conciatori e dei confezionatori, è garantita la rintracciabilità del prodotto, tutte le persone fisiche o giuridiche iscritte nei relativi elenchi sono assoggettate al controllo da parte dell'organismo di controllo secondo quanto disposto dal disciplinare di produzione e dal relativo piano di controllo.
Articolo 5, metodo riottenimento 5.1 coltivazione, la raccolta delle olive della cultivar autoctona termine di Bitetto prodotte nell'area delimitata di cui all'articolo 3 destinati alla produzione della denominazione di origine protetta, olive dolci di Bitetto, devi essere effettuata all'inizio dell'invaiatura Konig dice di pigmentazione compreso tra 1 e 2,
La raccolta delle olive deve essere esclusivamente effettuata direttamente dall'albero, il distacco della drupa viene fatto in modo da evitare lesioni e compressioni della polpa.
Le truppe vengono destina depositata in con in contenitori fenestrati della capacità massima di 200 chili.
Ed avviata ai centri di trasformazione, la produzione massima di oliva detta non potrà essere superiore a 10 tonnellate, la potatura degli oliveti deve essere effettuata almeno due volte l'anno, di cui almeno una tra febbraio e maggio ed almeno una tra luglio e settembre è consentita l'irrigazione dei terreni,
5.2 Modalità di gol concia e conservazione delle olive conciata e la zona di concia dell'oliva dolce di Bitetto, denominazione origine protetta, comprende i territori amministrativi dei dei comuni di cui all'articolo 3, le olive destinate alla produzione della denominazione origine protetta, olive dolci di Bitetto, all'arrivo presso i centri di trasformazione devono essere sottoposte a defogliazione, calibratura e lavaggio la calibratura e la prima operazione eseguita sulle olive non appena arrivano agli stabilimenti di trasformazione e se avviene per mezzo di linee che liberatrici, le quali, con movimento oscillatorio separano lo lieve secondo la pezzatura di olive, vengono distinte nelle seguenti classi olivi di calibro del 17 e 18 millimetri, tipo 1 indicate commercialmente come media uliveti calibro, 1920 tipo 0 indicate commercialmente come grande olive di calibro uguale o maggiore a 21 millimetri tipo 0 0, indicate commercialmente come extra.
I processi di concia consentiti per la produzione di olive destinate alla produzione della denominazione di origine protetta dell'oliva dolce di Bitetto riguardano esclusivamente la procedura di lavorazione delle olive al naturale, in cui le olive dopo lavaggio energico, estensione acqua potabile sono poste in salamoia con una concentrazione superiore o uguale all'8% peso volume di sale.
Le olive devono essere mantenuti in un luogo asciutto, è lontano dalla luce solare. Per evitare lo sviluppo di microrganismi indesiderati che possono alterare la qualità e la sicurezza del prodotto, sono necessarie le seguenti condizioni. La concentrazione di sale deve essere mantenuta superiore, uguale all'8%, peso volume e un pH inferiore o uguale a 4.3 per le stesse finalità è ammessa la pastorizzazione. La correzione del livello di acidità può avvenire anche tramite l'uso di acidificanti alimentari. Acido citrico e la Scorpii col lattico. Al termine del processo della durata minima di giorni 30, il pH dovrà necessariamente aver raggiunto un valore pH inferiore o uguale a 4,3.
È consentita la successiva lavorazione ad Oliva denocciolate e affettata al fine di garantire la qualità della della DOP, dell'olivo e la dolce di Bitetto, tutte le fasi di produzione trasformazione si devono svolgere all'interno della zona delimitata, l'articolo 3 del presente disciplinare il confezionamento potrà realizzarsi anche al di fuori dell'areale di produzione e dovrà avvenire entro e non oltre il 15 ottobre dell'anno successivo alla data di concia.
Ci sono osservazioni, prego.
Sì, una Salvatore Camposeo, Università di Bari.
Sì, quando si parla di.
Potatura, converrebbe eliminare i mesi, riferirsi solo alla fase fenologica, perché con i mesi ovviamente sapete quindi io proporrei di indicare di cui almeno una nel riposo vegetativo invernale e una in in piena attività vegetativa e così eliminiamo il problema del del mezzo la seconda invece riguardava le Kalibak trici vincolarci soltanto a quelli oscillatorio perché oggi sono Kalibak trici ottiche, quindi io semplicemente eliminerei la tutto. Il contenuto ta narra vivono quindi le quali separano le olive secondo la pezzatura, a prescindere dalla metodologia applicata.
Dare queste queste modifiche, sì, sì, accogliamo l'osservazione e se il professore mi ri rispetto alla potatura, qual è quindi il testo come lo proponete? Quindi la potatura deve essere effettuata almeno due volte l'anno in realtà la potatura ordinaria di produzione annuale, quindi il testo sarebbe la potatura ordinaria di produzione annuale deve essere effettuata almeno due volte l'anno di cui una nel riposo vegetativo.
Se il Comitato prende nota, ecco del testo suggerito, se sono d'accordo così nella versione definitiva che manderete al Ministero per la pubblicazione, terrete conto di questo, quindi questa è la prima modifica che viene introdotta, l'altra invece è quella che riguarda la calibratura e eliminiamo il riferimento alle linee calibro autrici e quindi il testo adesso sarà il seguente la calibratura e la prima operazione eseguita sulle olive non appena arrivano agli stabilimenti di trasformazioni con movimento oscillatorio.
Separano le olive secondo la pezzatura,
Ok, a beneficio del pubblico, possiamo ripetere gli articoli di cui stiamo parlando, stiamo parlando ucciso.
5.2.
Benissimo.
Ci sono altre osservazioni?
Se non ci sono, prego se si presenta.
Allora, per evitare lo sviluppo di microrganismi indesiderati che possono alterare la qualità e la sicurezza del prodotto, sono necessarie le seguenti con condizioni la concentrazione di sale deve essere mantenuta superiore, 8%, peso volume e un pH inferiore o uguale a 4,3.
La correzione del livello di acidità può avvenire anche tramite l'uso di acidificanti alimentari acido citrico, Hellas corpi con lattico e poi, al termine del processo, la durata minima di giorni 30. Il pH dovrà necessariamente aver raggiunto un valore pH inferiore o uguale a 4.3.
Prego se il Comitato può rispondere.
Mi dispiace, questo è un aspetto puramente tecnico che abbiamo affrontato con la professoressa crudo Pio, se è la durata minima.
Entro i 30 giorni dovremmo portare il pH 4 punto voi sostenete no.
Ah minimo 30 giorni.
Perché mi dentro?
Okay e poi, magari, se è possibile averlo questo disciplinare in modo da prima che parta in modo da rileggere cielo perbene, almeno noi confezionato, oltre a essere produttori, siamo anche confezionatori e non vorrei che un giorno in corressi mo delle diciamo peculiarità e delle siamo reduci Delladio P Terra di Bari dell'olio. Quanti problemi abbiamo avuto? Quindi è opportuno che i confezionatori abbiano questo disciplinare per entrare più nel merito. Ancora qualcosa è sfuggito, perché i tecnici sono loro, però noi siamo gli operatori, coloro che tutti i giorni affrontiamo i vari problemi, quindi qualche osservazione a fini di miglioramento e se si può portare salvo e siamo tutto qui,
Grazie per il testo, dice al termine del processo della durata minima di 30 giorni, quindi si intende che può durare anche di più, il pH dovrà necessariamente aver raggiunto un valore uguale o minore di 4.3, quindi che,
Correttamente dice durata minima, quindi significa perché meno di 30 giorni non è possibile 30 giorni in su esatto post può arrivare perché dipende tutto da una serie di fattori okay, grazie.
Ci sono altre osservazioni?
E allora proseguiamo con la lettura dell'articolo 6, che è quello dedicato al legame che è l'articolo che alla Commissione europea, diciamo per la Commissione europea, è il più importante del del disciplinare, perché è quello su cui si fonda proprio la, la richiesta di riconoscimento e quindi articolo 6 il legame con la zona geografica.
La denominazione di origine protetta Oliva dolce di Bitetto si contraddistingue per le caratteristiche sensoriali che traggono origine dello specifico areali geografico, dalle particolarità dell'ambiente geografico e peto climatico, dal genotipo della cultivar autoctona termine di Bitetto e dalle tecniche colturali e di concia tipiche del territorio d'origine, la cultivar termine di Bitetto è presente nell'elenco delle varietà italiane da oli di oliva, ufficialmente scritta nello schedario olivicolo italiano al numero 329.
Lo specifico areale geografico, le condizioni pedoclimatiche di coltivazione, il metodo al naturale di DEA Marizza azione caratterizzanti la produzione della denominazione di origine protetta uliveto, Oliva dolce di Bitetto sono atti a conferire le caratteristiche qualitative tipiche di cui all'articolo 2. Infatti, le olive provenienti dalla zona di produzione di cui all'articolo 3 sono particolarmente ricche di idrossi, tiro, solo verba, scolpite, tiro solo luteo linea in concentrazione minore, acido Vanilli con i quali conferiscono alle olive lieve sentore amaro conferendo al prodotto una univoca identità. La zona geografica delimitata dall'articolo 3 per la produzione e la dopo l'IVA dolce di biglietto è collocata nella Puglia centrale, individuata all'articolo 3 dal presente disciplinare. Essa è caratterizzata da clima spiccatamente mediterraneo, di tipo semiarido, a pochi chilometri dal mare Adriatico.
Le piogge ammontano in media a 600 millimetri l'anno, la stagione estiva è decisamente secca, le piogge possono mancare per più di due o tre mesi consecutivi, anche se talvolta si verificano degli acquazzoni. La limitata pluviometria, anche conseguenza dell'effetto barriera che l'Appennino meridionale esercita nei confronti dei depressioni atlantiche. La piovosità è pertanto condizionata dalla risalita di perturbazioni mediterranee o da irruzioni di aria fredda, da Nord o nordest, circostanza questa in grado di dar luogo a precipitazioni nevose anche a quote basse. Per queste ragioni le precipitazioni sono, oltre che limitati, anche irregolari, cambiando da un anno all'altro in modo vistoso l'inverno invece la stagione nella quale si concentrano i due terzi delle piogge annue e i 20 che soffiano più frequentemente in Puglia provengono in prevalenza dai quadranti meridionali.
Case.
In estate le risalite dello scirocco e del libeccio accompagnano arrivi di aria molto calda africana, che causano rapide marcate impennate dei termometri. Le temperature sono molto miti, complessivamente, specie nelle pianure costiere per gran parte dell'anno, la natura carsica del territorio e la scarsità di precipitazioni rendono la reale tipico particolarmente povero di corsi d'acqua superficiali. Il terreno è pianeggiante, con quote che non superano i 300 metri d'altezza. Le caratteristiche distintive dell'oliva dolce di Bitetto sono ascrivibili a queste particolarissime condizioni geografiche, orografiche e pedoclimatiche, dal fattore umano nella gestione dei terreni, che amplificano di specifiche fisico, chimico organolettiche della cultivar Termite di Bitetto, unica cultivar, ammessa per la produzione dell'oliva dolce di Bitetto, il particolare andamento climatico, che si verifica nella reale geografico tipico di coltivazione prima descritto durante le fasi di maturazione dei frutti, rappresenta il primo fattore ambientale importante, essenziale nella determinazione degli indici di qualità del prodotto, gli stress termici ed idrici che si verificano durante la fase di ingrossamento delle olive agosto settembre inducono la sintesi polifenoli che si accumula all'interno dei frutti stessi polifenoli, si formano a seguito di stress intensi quali stress idrico e o termico. Le particolari tecniche colturali, in particolare irrigazione che favorisce la sintesi di composti volatili, oltre alla potatura di produzione annuale, determinano il raggiungimento dei parametri di pezzatura calibro, peso della resa in polpa nell'intervallo delle caratteristiche pneumologiche, Cina estetico, olfattivi e gustativi che e gustative tipiche del prodotto di cui all'articolo 2.
L'interazione di queste caratteristiche combinare con la cultivar termine di Bitetto, determina una espressione fenotipica unica. La letteratura scientifica a conferma del binomio genotipo ambiente sulle caratteristiche qualitative del prodotto è ampia e testimonia e le testimonianze partono fin dai primi anni 60. La cultivar termine di Bitetto è tra le più antiche varietà coltivate regionali ed è diffusa impianti specializzati solo sul territorio limitato all'articolo 3. Questa cultivar determina l'ottenimento di olive con caratteristiche chimiche e sensoriali specifiche omogenee, di cui all'articolo 2 ben individuabili che ne definiscono un profilo ben riconoscibile dal consumatore per l'oliva dolce di Bitetto. L'area geografica determina le caratteristiche specifiche definite all'articolo 2, le quali non vengono mantenute quando gli alberi sono coltivati fuori dalla reale tipico, così come dimostrato dagli studi del Dipartimento di Scienze del suolo, delle piante, degli alimenti, dell'Università di Bari, i cui risultati sono riportati nella tabella di seguito e c'è riportata la tabella che potete vedere qui, dove vengono messe a confronto le caratteristiche, appunto del prodotto conciato tra quelli della zona atipica, quindi quelle dell'articolo 3 del disciplinare e quelle esterne, che in questo caso sono quelle di Andria e di Castellaneta.
Considerato che l'attitudine alla trasformazione delle olive alla trasformazione di olive da mensa risulta direttamente proporzionale a minore contenuto in grassi, un basso tenore lipidico riduce l'interesse delle truppe per la trasformazione olearia, ma al contempo migliora il profilo organolettico del prodotto conciato in quantomeno soggetto alla formazione di o fleurs de derivanti dai processi ossidativi degli acidi grassi insaturi. In altri termini, minore è il contenuto ingrassi della drupa, maggiore sarà la stabilità, ossidativa del prodotto, finito minore contenuto in sostanze fenoliche, poiché la con c'è un processo di idea Marizza, azioni. Essa risulta tanto più efficace quanto più bassa è la concentrazione di molecole, amare i fenoli che devono andare incontro a processi di ossidazione e diffusione nel liquido di governo.
Da queste osservazioni si evince che la zona tipica di produzione indicate all'articolo 3 del presente disciplinare risulta maggiormente vocate alla produzione della DOP Oliva dolce di Bitetto rispetto alle 2 esterne. Andria Castellaneta, poiché areale, storicamente designato quale zona delle olive dolci meno ricche di polifenoli, che ha visto fiorire la produzione artigianale di olive da mensa, poiché la scarsa concentrazione di grassi rendeva il prodotto poco appetibile per l'industria olearia uliveti specializzati con una varietà autoctona sia per la produzione di olio che per la raccolta di olive dolci da mensa sono stati perfezionati alla metà del ventesimo secolo, tuttavia, risalgono già ai secoli diciassettesimo e diciottesimo. Le iniziative e i primi esperimenti di specializzazioni, allorquando si inizia a favorire la produzione per il mercato, a porre attenzione alle tecniche di trasformazioni industriali, a incentivare la libera iniziativa ad ampliarsi la fama degli oli del territorio italiani all'estero, tutto questo è valido.
Ancora oggi, mentre il lavoro è mutato e le tecniche sono state sviluppate, il sistema produttivo è rimasto inalterato.
Attualmente, la cultura di questa importante tipicità e promossa a livello regionale e nazionale, attraverso la sagra di settembre ottobre, dell'oliva dolce di Bitetto, giunta alla sua ventiseiesima edizione, e i numerosi convegni scientifici gastronomici organizzati durante il corso dell'anno, in cui è esplicito il riferimento alla Oliva dolce di Bitetto,
Questo è l'articolo sul legame su cui è fondato il legame.
Ci sono osservazioni?
Prego.
Volevo sapere se c'è un consigliere può presentare per favore agricola console.
Felice.
Chiedevo se c'è un quantitativo ad ettaro, come peraltro disciplina, è stato già detto che lo Stato era stata detta larghezza e poi un'altra cosa, quando parliamo di non esporre alla luce del sole, io direi più che altro anche ammettere una temperatura, cioè non giusto non tenerla ascensore però dico senza indicare a indicare temperatura nel caso,
No, perché vanno, possono andare male se non vi sono altri.
Quindi siamo ritornati all'articolo 5, mi scusi, la temperatura fa riferimento a al.
Al frutto fresco cominciato.
Ita fresco.
Scritto al 5.2. Le olive devono essere mantenute in un luogo asciutto, è lontano dalla luce solare.
Scusi, lei propone di inserire gradi di temperatura.
No, no, è stato specificato che.
E qual è la sua proposta, scusi?
È lontano dalla luce iscritto.
A meno che non propone dei gradi di temperatura, ma momenti in cui si dice asciutta.
Beh, si tengono al sole, insomma.
Insomma.
Va bene d'accordo, terremo presente grazie.
Allora, se sino alla versione definitiva, perché adesso siamo tornati all'articolo 5, il il Comitato intende integrare meglio, specificare, prego, professor sì, sì, sì, sì, sì, poi le comunichiamo la esatta perfetto, così sistemiamo anche questo.
Grazie, ci sono altri interventi.
Dottor Morelli, prego giusto una cosa, visto che stiamo aggiornando il disciplinare, però comunque non non lo fa nessuno.
Dobbiamo indicare le temperature, anche perché con le stagioni che abbiamo veramente è impossibile a meno che non si accendono, condizione cioè ma non ha senso almeno pensa è chiaro in un luogo asciutto e tutto quello allora va be'una una considerazione veramente generale non non limitata soltanto a questo caso particolare ogni requisito che noi specifichiamo dentro al disciplinare sarà oggetto di controllo. Quindi, se voi scrivete che deve essere mantenuta una temperatura dovrà essere,
Registrata quella temperatura, ogni volta dovrà esserci uno strumento tarato per registrare quella quella temperatura diventerà un effettivo punto di controllo che potrà dare luogo a una non conformità. Le non conformità, quando vengono verificate dall'organismo di controllo danno luogo alla non certificabilità del prodotto. Quindi, per esperienza,
Se un punto di un parametro non è indispensabile, a volte probabilmente è meglio qui questo questo.
Scusate, vorrà dire che dovrete avere uno strumento per misurare la temperatura in continuo.
Ma bisognerà avere uno strumento che misura la temperatura in continuo per garantire il parametro, quindi li mettete in frigo o avete delle celle, o dovreste garantire delle celle frigorifere per tenere qui?
Ed è già scritto, l'uomo ha scritto, è lontano da aggiungiamo fresco se posso, se posso dire.
Aggiungevano fresco grazie.
Lanzolla, una precisazione.
I parametri che noi abbiamo indicato quando abbiamo redatto il disciplinare sono, se sono tutti i parametri che sono stati raggiunti in questi anni, dove il condizionamento non c'era, quindi, se si riesce ad ottenere quel prodotto con quelle caratteristiche, evidentemente l'aspetto temperature il parametro temperatura passa un po' in secondo piano secondo me questo di questo potrebbe dare conferma se ci sono dei trasformatori in sala possono prendere parola e confermare questo.
È certo.
Non dobbiamo metterci nelle condizioni.
Perché poi, un domani al controllo.
No, bisogna bisogna.
In luogo fresco, ma comunque non senza indicare le temperature e facciamo la proposta, come si sa, anche nei bugiardini dei farmaci, scusate se faccio questo esempio anche nei bugiardini non è scritta la temperatura dei farmaci, ma è scritto di conservare in luogo fresco, asciutto e lontano dalla luce solare e penso che sia abbastanza generiche ottimale va bene, grazie.
Sigle.
Sì, grazie Tommaso Loiodice Hapoel.
Visto che siamo tornati indietro nella discussione e nell'ottica di semplificare e sulla scia di quello che è stato il suggerimento del professor Camposeo all'articolo 5 è scritto la prima operazione e la calibratura, io toglierei la prima operazione, la calibratura, perché c'è la defogliazione ci potrebbe essere anche il lavaggio prima quindi lo lascerei solo legato al CAL la calibrazione non andrei a vincolare come prima operazione.
Va beh, lo lascerei perché il lavaggio non so se ho reso obbligatorio o meno, però prima c'è la defogliazione, di sicuro non è sicuramente la calibrazione, la prima operazione che viene effettuata, quindi casserei la voce prima gli stabilimenti di trasformazione.
La.
Le olive destinati alla produzione della denominazione di origine Oliverio occipito all'arrivo presso i centri di trasformazione devono essere sottoposti a defogliazione calibratura, il lavaggio poi dopo, però, dice la calibratura e la prima operazione eseguita sulle olive non appena arrivano gli va incontro addirittura controproducenti.
Ma quindi probabilmente basterebbe, basterebbe, eleva, eliminare il discorso della, la prima operazione patrimonio della prima operazione, lasciare soli e quindi sarebbe la calibratura avviene per mezzo da perfetto sì e lasciare tutto il resto.
Grazie.
Sì, sì, giusto.
Ci sono altre osservazioni?
Grazie, allora leggiamo l'articolo 7, che sull'etichettatura confezionamento.
Per favore, etichettatura e confezionamento, etichettatura la denominazione d'origine protetta, Oliva, Dulce di Bitetto deve essere apposta sull'etichetta, in caratteri chiari e indelebili, nettamente distinguibili da ogni altra scritta che compare in etichetta, essa deve essere immediatamente seguita dalla dicitura denominazioni di origine protetta e o dall'acronimo DOP o,
DOP, con con i puntini, dopo ogni singola lettera, è possibile inserire la specificazione merceologica in salamoia denocciolate in salamoia e affrettata in salamoia con dimensione del font inferiore a quella della denominazione,
Alla denominazione di origine protetta olive dolci di biglietto è vietata la Giunta di qualsiasi altra qualificazione non espressamente prevista dal presente disciplinari di produzione.
È consentito l'uso veritiero di nomi e ragioni sociali, marchi privati o pubblici, purché non abbiano significato l'auditivo e non siano tali da trarre in inganno il consumatore, l'uso di nomi di aziende tenute fattorie e la loro localizzazione territoriale, nonché in riferimento al confezionamento nell'azienda olivicola un'associazione aziende olivicole o nell'impresa situate nell'area di produzione è consentito solo se il prodotto è stato ottenuto esclusivamente con olive raccolte negli oliveti facenti parti dell'azienda medesima sull'etichetta deve inoltre essere riportato il logotipo descritto nel presente articolo 7 ed il simbolo europeo della DOP.
Il logo, il logo di seguito riprodotto è composto della sagoma dell'oliva che contiene la cupola della cattedrale di San Michele, San Michele Arcangelo, di Bitetto, con la sagoma di una luna che forma la cavità peduncolate. Il carattere con le sue rotondità richiama la sagoma dell'oliva e con le sue punte quella della Luna. La combinazione del simbolo e stile del nome costituisce il logotipo. Il font stesso per accompagnare l'immagine coordinata è il fonti in.
Che presenta le medesime grazie del logotipo scelto, la riduzione consentita sia a colori che in bianco e nero e di un centimetro virgola 6 di altezza per due centimetri di larghezza.
Poi ci sono gli indici colori metrici con l'indicazione dei dei Pantoni per i singoli e elementi grafici, e poi dice in etichetta è obbligatorio indicare l'annata di produzione, il lotto e la data di confezionamento dell'oliva dolce di Bitetto, inoltre dovrà indicare obbligatoriamente quale termine massimo di conservazione un periodo non superiore a 18 mesi dalla data di confezionamento.
Il confezionamento potrà realizzarsi anche al di fuori dell'areale di produzione, dovrà avvenire entro e non oltre il 15 ottobre dell'anno successivo alla data di concia, i recipienti in cui sono confezionati dell'oliva a denominazione di origine protetta, Oliva, dolci, Bitetto ai fini dell'immissione al consumo devono essere in vetro latta in sacchetti di materiale plastico con pellicole con pellicola thermos saldante con capacità di 350 500 milligrammi idonei per la buona conservazione del prodotto sigillati e provvisti di etichetta.
Nel caso di vendita al canale Horeca, le olive a denominazione di origine protetta Oliva dolce di biglietto potranno essere confezionati con recipienti di latta plastica o altro materiale idoneo dal contatto con gli alimenti consentito dalle norme vigenti di capacità di 3 kg 5 kg 10 kg idonei per la buona conservazione del prodotto sigillati e provvisti di etichetta e comunque sempre nei limiti e nelle indicazioni di legge,
Prego, si presenta, per favore.
Giuseppe Tricarico, volevo chiedere se in questo caso si parla di peso netto, sgocciolato o peso netto.
Prego, comitato.
Si parla di peso netto sgocciolato, quindi prodotto sgocciolato, quindi una capacità che viene indicata fa sempre riferimento al peso del prodotto sgocciolato, quindi sarebbe il caso di magari specificarlo in questo caso.
Signor al momento che che dice il Comitato rispetto a questa proposta, se poi si può indicare il peso netto sgocciolare?
È un'altra, un'altra cosa volevo chiedere al Comitato, diciamo al tecnico se nel sistema di concia al naturale può essere previsto l'utilizzo di starter selezionati su dal dalla cultivar stessa, magari per lasciare aperta una finestra per la selezione di starter appunto dal dal dal sistema dal dalla da dalla dall'oliva diciamo,
È un problema che poi andrebbero definiti, quali sono questi starter puntualizzati, possiamo essere generici, come dire, su un inserimento di degli starter microbici.
Esatto c'è più il disciplinare contiene particolari e specifiche, non sto dicendo di inserirlo, sto dicendo se magari fosse il caso di lasciare una finestra aperta a un lavoro, a un lavoro di selezione che può essere fatto in futuro, allora ecco una allora anche qui una osservazione generale noi adesso stiamo tentando appunto il riconoscimento,
Nulla ci impedirà, vi impedirà un domani che è stata raggiunta, la.
La la registrazione e che voi col tempo avete selezionato, per esempio, degli dei di dei ceppi adatti a fare per per essere utilizzati come start, di chiedere una modifica del disciplinare la modifica dei disciplinari con la nuova col nuovo Regolamento, noi la otteniamo in veramente i pochi mesi,
Quella è una roba facendo, è più un discorso prima di tutto di ricerca capire quali sono individuarli e poi fatte le prove e poi si possono inserire nel luogo disciplinata, infatti questo è un discorso okay, la mia domanda era solo per magari lasciare una finestra però indubbiamente tutti comunque è possibile si fa in pochi mesi una volta che c'è un riconoscimento,
Prego.
La richiesta di una grammi o non la posso fare allora secondo me c'è, è una cosa al di fuori di o no, e poi un'altra cosa dite, facciamo una cosa, una cosa voi potete rispondere a questo, perché in effetti, secondo me è accoglibile. Nicola possiamo accogliere assolutamente assolutamente, c'è, signora, mi permetta di dire una cosa quando abbiamo stilato il disciplinare abbiamo fatto una una serie di ricerche, confrontandoci anche con lei. Se ricordo bene, voi stessi ci avete consigliato le dimensioni, è chiaro che sono passati degli anni, le esigenze sono cambiate e mi rendo conto, cambiato porterò sì, no, no, ma non ha appunto le dicevo, accogliamo bene questa possiamo accoglierlo.
La signora De Carlo, che è sempre stata molto disponibile, anzi la ringraziamo, ma perché giuristi lacci laccioli tre centimetri a grandi eventi attenuò, oggi ti arrivano una compagnia e chi vuole la bustina di 50 grammi reca la ricchezza avvicinano, la posso fare,
Però una scusate il mio intervento continuo, però siamo reduci delle DOP lacci lacciuoli e non possiamo fare questo e non si può fare quello, quindi è inutile mettere tanto, cioè 1.305 boh va beh, un'altra cosa, olive denocciolate, voi dite in salamoia e sott'olio e condite,
Ragusa.
No, no, no, non è possibile, sì, è proprio come articolo proprio nella denominazione e un'oliva in salamoia, però risolviamo un problema alla volta.
Allora, per quanto riguarda il i grammi, quindi partiamo un numero che abbiamo dato, noi possiamo fare un grammo qui da 100 grammi, ma può anche essere, ma io sono d'accordo con lei, perché può essere uno snack che prendo, dice di 50 grammi l'Alitalia dice datemi le olive a 50 grammi, il costo ammonta a 100 grammi in crescita e la gente compra la bustina, il 50 grana ERS mangia quattro lì in piccolo snack ci può stare, allora allora potrebbero essere anche evitate le definizioni delle capacità, di cui si potrebbe fare nuovamente riferimento, in generale, a tutte le modalità di confezionamento conformi alla norma vigente. Infatti, un attimo.
Dico un'altra cosa.
È cui vorrei che a finire questa storia del de Nuccio lato dei nocciolato solo in salamoia, ma no, anche in olio c'è un grande concerto e più richiesta in olio e condita che in salamoia ci volete mettere questi lacciuoli.
Ragione e un altro prodotto, quello non è vero, dot non è vero perché è stata ultimamente riconosciuta come primo premio un'oliva denocciolate condita con l'olio, PUN e perché no, perché la taggiasca la fanno se toglierlo, ma è nella Termite, non la possiamo fare sotto una viene chiamata farcita Oliva, farci non è farcita no, condita la farcita e colei che vai dopo che toglie nocciolo e la vai a farcire nell'interno invece questa è un'oliva comodità in olio extravergine che, ma è un valore aggiunto, che cioè è tutta un'altra cosa, non lo volete, io tanto non la chiamo DOP, lo faccio lo stesso e poi c'è il bene che vi debbo dire possiamo trovare una mediazione anche qua perché sbloccarlo, fare quello che lei chiede che può anche avere un senso per carità può anche per un senso però significa rivedere e non lo possiamo fare in questa sede tutta una serie di parametri.
Chimici, eccetera, eccetera, che oggi non siamo pronti. Quindi, come ha detto già il Ministero, nulla vieta che si possono fare delle modifiche successivamente, come chiedeva l'amico in fondo, quindi lasciare una porta aperta. Le modifiche sono plausibili. Sono fattibili, però, per fare quello che lei dice che può anche essere giusto, però bisogna fare una serie di analisi prima di comprare. Allora andiamo avanti adesso almeno accennerò, portiamo a casa, portiamo a casa il primo risultato perché andiamo a casa? Un primo risultato, poi su quel risultato è più facile modificare costruire altro però è un suggerimento. Certamente per.
Metterci a lavorare per dopo grazie, se posso, se posso intervenire, potremmo metà aggiungere soltanto una cosa volevo chiedere alla signora ma l'oliva che viene utilizzata per mettere sott olio è sempre un'oliva che è stata in salamoia prima okay. Sono le famose olive denocciolate che un grosso mercato più di quello che è il nocciolo al momento taggiasca nei cespiti.
Assolutamente al modi al momento del riconoscimento, per esempio quel quel prodotto che sta descrivendo lei, certo, non la potremmo chiamare perché non c'è né disciplinare Uliva dolce di Bitetto DOP, però lei se fa un'oliva sott olio, potrà mettere in etichetta che questo Oliva sott olio è 100%, Uliva di Bitetto DOP. Quello sì, però.
Proprio il concetto che è diverso, perché c'è tanto.
Un ragazzo che si evolve chiedono sempre cose diverse, scusi nuove ed è chiaro noi che se ciò è tutto un altro va be'.
Sì, no, non potreste mettere il logo di reato del simbolo della DOP no?
Io suggerirei se è possibile rispetto al testo, siccome siamo in.
Diciamo la sostenibilità, diciamo un materiale plastico.
Se quel plastico possiamo eliminarlo o sostituirlo con qualcos'altro diciamo che suona male, diciamo nel,
Omettere eco compatibile ecosostenibile, però ecco evitare la parola plastica, però anche qua drammatico agli alleggerimento così ma di messa in ragione anche un messaggio è un messaggio più per l'azienda che deve fare un percorso di certificazione, ciò la sensibilità, però vai a creare sempre più limiti metti peggio è per i trasformatori, per i produttori no, chi che se viene scritto in sacchetti senza specificarlo,
È uguale.
Non manda il messaggio non ci scrivono, non è un messaggio negativo dell'uso della plastica, allora anche in questo caso si potrebbe far riferimento a tutti le tipologie di confezione, il sacchetto consentite dalla norma vigente. Quindi potremmo eliminare, ma non metti la parola riferimento alla plastica, come abbiamo eliminato le capacità dei singoli contenitori. Se il Comitato è d'accordo, si può fare sta modifica.
Io non vorrei che questa cosa poi vota comunque a vincolare quella che è la scelta dell'acquisto del contenitore dell'azienda che trasforma noi in quella maniera è libero, è libero,
Cioè io posso pure il sacchetto, lo posso prendere di un materiale particolare nuovo o di classica plastica, quindi è libero fai quello che vuoi non c'è problema più libero, più facile a maglie larghe e disciplinare meglio è,
Aggiungeremo di materiale plastico o di altro materiale consentito dalla normativa vigente dalla normativa vigente.
Normativa vigente,
Ci sono altre osservazioni?
Sì, sì, no, va bene.
Io.
Intanto portiamo a casa e poi aggiungiamo eventualmente queste esigenze che naturalmente per la mamma e la correzione sicuramente ci siamo capiti, diventa difficile in questo momento ha prolungato il proprio nello specifico e quindi sarebbe inutile licenziare questo provvedimento così come viene presentato ed eventualmente le osservazioni fatte nel corso dei trojan giorni i confini,
Quella somma da credo che l'impostazione migliore mi permetterà il vicesindaco è proprio quella di allargare le maglie senza andare troppo a specificare e quindi sia nel caso dell'eliminazione delle varie capacità che abbraccia tutto da 50 grammi a quelle che sono e sia nel caso della di della proposta di eliminare i singoli materiali e di far riferimento soltanto a tutti i materiali previsti dai regolamenti di legge. Significa che si possono usare tutti quelli che sono ammissibili per legge, così la ampliamo le maglie e quindi sono tutti liberi di scegliere come aziende esatto prodotto, milioni esatto, quindi questa era la sembra che l'auspicio del Sindaco sia stato raccolto perché non si sono. In effetti sono piccole modifiche rispetto ad altri disciplinari molto più cose.
Desidero fare un'osservazione anche un po' dovuta alla mia deformazione professionale, ma siamo tutti d'accordo la questione dell'acronimo secondo me ingenera confusione, quindi decidiamo questa sera di scrivere DOP, senza puntini, perché in italiano gli acronimi si iscrivono senza puntini, chiedo scusa ma è dovuto, io concordo anche perché qui,
Sembra veramente una fesseria, però in genere anche, per esempio, dei farlo o no, è giusto, è giusto, ma poi è stato oggetto anche di di, diciamo di proprio, quesiti presso la Commissione europea, quindi noi se invece io io concordo sull'infatti mi sono permessa perché, al netto degli interventi a proposito, siccome queste situazioni in generano anche diciamo dei falsi, perché è giusto che rispettiamo anche la scrittura.
Io proporrei di usare un'unica denominazione Dop senza puntino d'accordo, grazie,
Prego.
Prestazioni ogni volta che si iscrive in termini di Bitetto va tra apici, è vero, perché il nome della cultivar ci vorrebbe anche una 108 e poi una informazione così storica perché il Presidente della accennava.
Quando diversi anni fa il comitato promotore mi incontrò all'università dovevamo decidere che cosa dovevamo proteggere e quindi il Comitato promotore disse professore. Dobbiamo proteggere l'oliva in salamoia Khan, inc col cangiante, e quindi su questo ci siamo orientati e siamo arrivati a quello che poi il Ministero ha detto. Se anche qui dovessimo fare un altro prodotto, per esempio mettere le olive denocciolate nell'olio, dovremmo di cambiare completamente, per esempio la conservazione. Dovremmo dire che olio bisogna mettere con quali i caratteri, quindi primo secondo, e sarebbe un prodotto che avrebbe che dovrebbe aspettare 25 anni, almeno per essere poi diventar tipico. Quindi anche qui tutto si può fare, però, come dice anche e questo è il prodotto che storicamente è espressione di questo territorio che ha questo tipo di disciplinare, ormai credo condiviso dalla comunità. Quindi tutti gli altri prodotti sono altri prodotti. Fra 25 anni magari ci incontriamo e cominciamo a dire mettiamo la dopa anche all'oliva con sotto sott'olio, tra l'altro. Se poi cominciamo a far Cirla ammettere altro, si altera completamente il sapore e quindi quei valori di sapidità indicati nell'articolo 2 cambiano completamente. Quindi io andrei molto cauto. Anche qui ci sono osservazioni, a mio modo di vedere che, come dice Amnesty Ministero possano essere valutate nei prossimi anni con delle modifiche leggere altre, come dire, altre possibilità vanno valutate molto attentamente. Questo anche perché voglio dire la il disciplinare DOP e una certificazione volontaria. Quindi voglio dire no, su questo dobbiamo essere chiarissimi. Non è che, siccome se c'è una volta varato che la UE conferisce il bollino, tutti sono obbligati a far questo, se noi ci auguriamo che tutti gli otto Comuni si orientino su questo. Questo è l'auspicio di onestà di Bari gli auguri che vi fa a nome del Rettore e dentro Dipartimento. Tuttavia, essendo su base volontaria, nessuno si può sentire vincolato da questo. Quindi, se con quella Oliva, una volta a marchio DOP si fanno altri prodotti, si può dire che è stata fatta con quel prodotto, però avvieremmo né negli anni prossimi altri percorsi di irrigazione, per esempio un altro proposto. Lo dico per conoscenza, che era quello invece dell'oliva dolce, è quella non cominciata, ma raccolti in nero per friggere direttamente. Quello è un altro prodotto, la Curti per alla stessa l'albero, pure, ma cambia completamente tutto quanto anche quello è un altro prodotto che meriterebbe, ma non dei 25 anni, forse da subito un alto, però, ma da una cosa alla volta, grazie e vorrei aggiungere un'altra cosa, ma anche perché abbiamo lavorato tanto insieme e siamo molto in sintonia, tant'è che noi stiamo recuperando la originalità storica di questo prodotto, che quello che ci premeva tantissimo ed è stato fatto davvero un grandissimo lavoro, signora De Carlo, io le devo dire di più che questa tradizione di conservare un olio non è più quella storica perché l'olio che avevamo prima ora abbiamo degli oli di ottima qualità e quindi possiamo anche utilizzarli per la conservazione. Ma prima non erano oli e limiterà in qualche modo ragione. Io non sono, diciamo, una professionista del vostro campo, però studiando è emerso questo che non c'era ad un olio in grado di poter conservare del cibo per le qualità di conservazione. Come dicevate, voi, quindi noi abbiamo dovuto salvaguardare la storicità del prodotto per cui stiamo chiedendo la DOP, poi magari potremmo chiedere l'IGP perché abbiamo pensato anche all'oliva nera surgelata, perché no, lei ha detto bene, il mercato chiede sempre prodotti innovativi. Noi ci stiamo pensando ed è giusto quello che ha detto, quindi dobbiamo fare un passo alla volta, con l'aiuto anche del Ministero, ma stiamo studiando i lavori. Sono in corso grazie e grazie anche alla vostra collaborazione. GRA.
Per forza la conservazione vada fatta in salamoia, però però anche qui ci sono state.
Cioè diciamo sia andata avanti nel senso che io ho visto delle confezioni di olive in salamoia sottovuoto, è chiaro che quelle si tratta per quel prodotto, la si tratta di olive e senza un liquido di governo, ora non so cioè questo significa che il comunque bisognerebbe eliminare l'aria e quindi per conservarle ma comunque sono.
Sono state ottenute in salamoia, è confezionate senza liquido, io.
Io penso che.
Come?
Comunque c'è la salamoia, sia stato ottenuto in salamoia, ma non c'è liquido di governo, cioè liquido di governo a quel sale io penso, io penso che.
Cioè nella?
Però nel l'articolo e dobbiamo far sempre riferimento, se mi dà conferma il dottor Morelli.
All'articolo 1, dove dice la denominazione di origine protetta o gli va dolce lievitato riservato agli oli rapidamente in salamoia, quindi non possiamo accogliere, secondo me questa non so se gli altri sono d'accordo.
Salamoia, quindi questa è la caratteristica, dobbiamo anche perché la storicità, i parametri chimico-fisici abbiamo ammesso che non è che dobbiamo cambiare tutto un'altra volta occhi qui come suggerimento dell'oliva sott'olio.
Ed è quello che ti stavo dicendo prima che, anche se lo mette sottovuoto, ma comunque la salamoia, cioè perché tu la prendi da un barattolo.
E poi lo vai a confezionare in un in un sacchetto sottovuoto e comunque il, la salamoia, c'è il liquido di governo e tutta un'altra cosa, quindi noi stiamo parlando di salamoia, non andiamo a confondere le acque sennò, apriamo altri scenari.
Quindi noi dobbiamo apportare nessuna modifica okay.
Ci sono altre osservazioni?
Se non ci sono altre osservazioni, io faccio un riepilogo veloce e interrompetemi se, se salto qualcosa sulle modifiche che sono state introdotte, le modifiche statutarie introdotte al all'articolo 5 al punto al punto 5.1 rispetto alla potatura e il testo, anche in questo caso.
Verrà verrà fornito dalla dal comitato e riguardava l'eliminazione del riferimento al periodo in cui doveva avvenire, poi ci abbiamo al 5.2 il discorso delle dell'ordine con cui erano state elencate le operazioni all'arrivo presso gli stabilimenti, e verrà quindi eliminato, viene eliminato.
Il riferimento troppo specifico rispetto alle linee al movimento Scilla d'Orio delle linee di di calibrazione.
Eh.
Aggiungo poi abbiamo reso dottore, aggiunge fresco, ah, certo, esco sì il discorso della de de, dei locali, della conservazione, poi abbiamo l'eliminazione della del della sigla invece dell'acronimo, quindi dei dei puntini dopo le lettere di OP,
L'articolo 7 abbiamo l'eliminazione delle specifiche de di capacità dei recipienti di commercializzazione e anche l'eliminazione della specifica plastica sui sui sacchetti termosaldati, che a quel punto possono far riferimento a quello che la norma generale consente, mi sembra non ce ne siano altre di modifiche.
Sì, sì, sì, questo fatto delle capacità.
Se non ci sono altri interventi per quanto riguarda la parte nostra notarile da ministeriali.
Eh sì, assolutamente.
Applausi.
Sì, allora diciamo che dal punto di vista della del del della procedura, la riunione per quanto riguarda noi può finire qui, io posso riepilogare il passaggio successivo sarà noi riceveremo dal dal comitato promotore la versione consolidata del del disciplinare quindi che recepisce le osservazioni che abbiamo appunto ha apportato al testo in questa sede una volta che noi abbiamo questo testo trasferì trasmetteremo alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana il testo con un avviso di pubblicazione della proposta di riconoscimento della Oliva dolce di Bitetto di OP, una volta che sarà pubblicata normalmente tra una decina di giorni dopo che è stata trasmessa in Gazzetta come i tempi tecnici,
Ah si aspettano 30 giorni. In assenza di opposizioni, inseriremo noi nel sistema informativo della Commissione europea. Ambrosia il, la richiesta di riconoscimento con tutti i dati, ah, ecco una cosa importante è che il Comitato dovrà darci indicazioni su un testo separato. Di quale sarà l'organismo di controllo che che che viene prescelto da da loro, perché questo lo inseriremo dentro al al sistema informativo. Sì, esatto,
Grazie a tutti per la partecipazione e auguri all'oliva dolce di Bitetto.
