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Prova sì, allora buongiorno, buongiorno a tutti e tutte e benvenuti qui alla cerimonia di conferimento delle borse di studio ai ragazzi che si sono diplomati e laureati con il massimo dei voti nell'anno accademico e scolastico 2023 2024.
È in corso anche a breve. Usciremo con il nuovo bando perché sono in corso nel corso delle sedute straordinarie delle borse di studio per l'anno scolastico e accademico,
Dal 2024 2025. Inoltre, stiamo facendo in modo anche di far uscire un bando straordinario per consentire a coloro i quali, negli anni precedenti, non sono riusciti a candidarsi per tempo. Magari è sfuggito sfuggito loro di potersi candidare, di poterlo fare e quindi recuperare, perché sappiamo quanto i nostri ragazzi ci tengano a questa a questo momento particolare della nostra comunità. A me il compito di introdurre fra i saluti istituzionali e i ringraziamenti, però consentitemi prima di tutto di ringraziare sentitamente il nostro ospite d'onore di questa cerimonia, il professor Mario Tozzi, e lo farei con un caloroso applauso come, come si fa.
Come si fa nelle comunità ospitali e noi di Bitetto siamo sempre molto calorosi, molto accoglienti. Impediremo anche il motivo per il che ci ha spinti fortemente a volere qui con noi il professor Tozzi che, malgrado i tantissimi impegni in giro per il mondo, è riuscito a trovare qualche ora di tempo per per noi epiteto. Saluto e ringrazio ovviamente il sindaco Fiorenza, Pascazio i componenti del Consiglio che sono che che sono qui con noi a condividere questo momento, coloro che arriveranno anche i dopo. Ringrazio e saluto i ragazzi che saranno premiati il, i ragazzi e le ragazze che saranno premiati e la preside del polo liceale, Amaldi di Bitetto, che non è potuto essere qui presente per un imprevisto dell'ultim'ora, ma che è sostituito dal professor Somma.
Degnamente sostituito dal professor Somma che ha accompagnato anche le ragazze del team Gustavo, che si sono particolarmente distinte a livello internazionale per il loro progetto,
Al all'interno della Fiera da Rieti robotica Singapore, quindi, poi loro stesse ci racconteranno un po' come è andata a queste esperienze ci illustreranno brevissimamente in cosa è consistito il loro progetto, bene.
Noi diciamo, siamo sempre molto emozionati quando organizziamo questo incontro, perché l'occasione per congratularci con i ragazzi, lanciando anche un messaggio in questo particolare momento storico, molto importante ed è questo il motivo anche per cui abbiamo voluto qui al nostro fianco, il professor Tozzi, nel momento storico in cui ciascuno si può improvvisare. No, si possono lanciare messaggi sui social parlando di scienza di medicina, come come se niente fosse. Chiunque può parlare di questi temi senza averne le competenze e quindi, per poter contrastare l'ondata anche di revisionismo, l'ondata di qualunquismo che imperversa. È importante avere a disposizione tutta la vostra conoscenza per evocare una persona a me cara. Abbiamo bisogno della vostra competenza, della vostra conoscenza affinché l'obiettivo raggiunto non sia un invito, un obiettivo che soddisfa esclusivamente. Le diciamo i vostri sogni, i vostri desideri, le vostre ambizioni, ma speriamo che possa essere un obiettivo al servizio della collettività della comunità.
Affinché quel carro sapiens,
Che molte volte e in sapiens o molte volte insipido nei confronti di ciò che ci circonda, possa tornare ad avere ad essere un animale, è dotato di ragione dove la ragione non è per ragioni intendono intelligenza e non certo stare dalla parte giusta della storia. E con questi sentimenti che iniziamo questa questa cerimonia e ovviamente passo subito il testimone al padrone di casa dal nostro Sindaco. Fiorenza, Pascazio e grazie a tutti voi presenti.
Buongiorno a tutte e a tutti voi, alle famiglie che sono qui contentissime, di di vivere questo momento ai protagonisti e le protagoniste di questa giornata che sono gli studenti e le studentesse meritevoli. Questo è un po' no. Una definizione, cioè, che hanno ottenuto dei riconoscimenti scolastici il MAV o accademici con il massimo dei voti e che per questo motivo sono qui oggi. Saluto naturalmente tutti i presenti Giulio la già elencati ringraziati tutti, davvero anche Michele, che sta provvedendo alla diretta streaming, ma fatemi dire che sono non soltanto onorata, ma felicissima, proprio personalmente, di avere qui in carne ed ossa, Mario Tozzi, perché per me è un mito, lo è sempre stato non da oggi è un punto di riferimento importante e quando leggo ascolto i suoi interventi perché, oltre che essere un professore, un geologo e un grande divulgatore scientifico, dando a questa parola divulgatore un profondo significato di di grande utilità per i tempi che viviamo, io sono davvero sempre stata.
Non contenta di ascoltarlo perché è un po' incarna quello che ho sempre pensato del mondo ha dato sostanza alle mie ai miei pensieri ha dato concretezza e rigore scientifico a quello che un po' più empiricamente sento, e immagino per il mondo e tutto quello che da anni da decenni lui porta avanti come battaglia per i cambiamenti climatici, cioè perché il mondo sia consapevole che stiamo attraversando un momento delicatissimo e unico, probabilmente nel suo genere, riguardo a i cambiamenti climatici che per la prima volta sono di origine antropica. Perché c'è tantissimo da dire e vi dico anche a me piacerebbe tanto riaverlo qui in un altro momento soltanto per parlare di questo. Mi rendo conto che non è facile Bitetto e un piccolo punto sulla cartina geografica del mondo e non abbiamo la pretesa di poterlo ospitare qui per un tema così importante, ma a seguirlo fa veramente bene all'anima, al cuore e al cervello, quindi averlo qui oggi, abbinando un minimo di come dire conoscenza e divulgazione, perché Mario Tozzi lo lo fa anche quando fu secondo me, racconta una barzelletta armi capace di fare divulgazione scientifica, ma averlo qui in un momento in cui, come Amministrazione, stiamo riconoscendo il merito a voi, ragazze e ragazzi che vi siete impegnati nel vostro percorso scolastico accademico e avete ottenuto il risultato importante che avete ottenuto e poi, come voi stessi ci racconterete, avete guardato in faccia il futuro, l'avete preso con coraggio in mano e siete andati avanti perché magari questo riconoscimento di sale già qualche mese fa, l'anno scorso, quindi ora siete già andati avanti nel vostro percorso. Questo fateci dire, ci riempie d'orgoglio come famiglie, come comunità, come Amministrazione e quindi in un mondo in cui davvero giro un po' lo diceva un mondo in cui ci si improvvisa si diventa importanti soltanto perché ci sono degli strumenti che fanno diventare importante, a volte anche nulla. Noi siamo felici e orgogliosi di poter dare un riconoscimento che sarà pure simbolico, non vi cambierà la vita, la pergamena o l'assegno collegato a questa borsa di studio. Ma è un voler di dire complimenti bravi per quello che avete fatto. Complimenti per il percorso che avete sempre seguito, per la determinazione e la forza di volontà e il coraggio e la voglia di andare sempre avanti nel migliore dei modi. Siete un orgoglio di questa comunità e noi ne siamo i se ne siamo fieri, continuate così perché il mondo ha bisogno di persone che si impegnano per come dire, portare raccogliere i frutti di tanta semina e naturalmente alle famiglie che sono state il terreno importante per questa semina e per tutto quello che poi ne è nato e va il nostro riconoscimento. Quindi è un buon momento, anche di gioia, di festeggiamento, come se fosse davvero un momento per festeggiare insieme in famiglia a Mario Tozzi. Dico ancora il nostro grazie per tutto quello che ogni giorno continua a dire nella maniera più chiara e con la schiena dritta su tanti temi, non soltanto sui cambiamenti climatici e per farlo sempre con la dignità del rigore scientifico. Quindi grazie per essere qui con noi perché davvero professore ci ha riempito di gioia, buona giornata a tutti e ancora complimenti.
E quindi la parola al nostro ospite top, a questa qui, dopo questa presentazione, è difficile e dire delle cose sensate.
No, il fatto di riconoscere agli studenti in come posso dire.
Qualche cosa di ufficiale.
È un po' una tradizione della scuola italiana, ma così effettivamente non avevo visto quando questi questo sciagurato individuo qui alla mia destra mi ha invitato dice vieni vieni a Bitetto e siccome io c'ho una parte della famiglia pugliese e poi ho fatto la mia tesi di dottorato in Puglia lo l'ho un po' girata tutta la Puglia soprattutto la zona murgiana ma Bitetto c'erano passati una volta non me la ricordavo dico, ma perché non mi ricordo, non ci sarà.
Dice no, ma come non te lo ricordi, noi c'abbiamo gli ulivi, m'ha detto e sai che noi, da da Leuca al Gargano tutta la Puglia, già gli olivi dice, ma questi sono diversi però da fuori non è che si vede che so diversi dice no, questa Oliva qui è diversa e particolare dico va beh, ma io mi ricordo l'oliva, quella lì di Cerignola, dunque sta qui la dei devi mangiare su fritta in padella. Cercheremo di fare anche questo, però effettivamente Bitetto rappresenta un po' quelli che sono i Comuni pugliesi, vorrei dire dell'entroterra, ma insomma e tutti quei Comuni italiani che costituiscono l'Italia dei tagli è fatta soprattutto da Comuni con meno, addirittura con meno di 5.000 abitanti è fatta da,
Ne ha fatta dalle grandi città in Italia sono tre città, supera di 1 milione di a le altre no, sono più piccole, per non dire di tutte quelle realtà che chiamiamo marginali perché sono state marginalizzate, ma che invece ci hanno tante storie da raccontare e e anche, come posso dire molto da offrire, soprattutto quando la Puglia, come in questi ultimi 10 anni, è diventato un territorio così straordinario di attrazione soprattutto turistica, chiunque va in Puglia per una vacanza anche breve oppure per una più lunga, è una regione di grande successo, però così significa andare tutti negli stessi posti nello stesso momento. Ecco che allora le realtà che si trovano in altre condizioni possono in qualche modo godere di questa di questa eco, del successo che hanno i posti più noti per varie ragioni, non solo perché sono belli e anche per la costruzione che è stata fatta attorno e quindi è qui quello di cui voglio parlare. Oggi siamo arrivati alla convinzione che le cose non sono tanto come sono, ma come ce le raccontiamo.
E quindi conta molto il racconto delle cose, ma perché conta così tanto per noi sapiens il racconto?
È una cosa, un'unica nostra, siamo gli unici animali che raccontano e prestano fede al racconto di altri, lo fanno pure altri viventi.
Perché è così importante per noi.
Il racconto è connesso alle ai sapiens in tempi antichi questo è un po', lo sappiamo il mito.
Non so tra i mezzi più antichi, noi ricordiamo, per esempio, il diluvio universale, è un mito che non è solo della Bibbia e addirittura mesopotamico, e poi prima ancora, dunque qualcosa che avrà non so più di 10.000 anni qualcosa del genere, ma in realtà gli uomini hanno sempre raccontato solo che da quando sono diventati agricoltori hanno raccontato in un altro modo,
Questa differenza di racconto corrisponde a una differenza di come siamo noi oggi. Noi sapiens siamo tutti più o meno omogeneizzati a un modello, quasi tutti sapiens vorrebbero esserlo solo o ci sapiens occidentali, poi in realtà ci sono anche quelli orientali che però vogliono assomigliare a quelli. Non esiste più, cioè una distinzione fra uomini.
Che fanno attività diverse, mentre un tempo era così, anzi, per la maggior parte del tempo noi siamo stati i cacciatori raccoglitori, andavamo in giro in gruppi piccoli che godevano di ottima salute, in cui tutti facevano qualcosa.
E che giravano perché non avevano una dimora fissa a un certo punto, questi uomini si sono trasformati in agricoltori, si sono seduti, hanno costruito le città, hanno allevato gli animali, hanno coltivato la terra, lì nascono questi racconti.
Perché era importante, racconta a quel tempo, lì che cosa voleva dire, nonché gli uomini cacciatori raccoglitori, no, non si parlassero, lo faceva perché si fermavano la sera, mangiavano e raccontavano magari intorno al fuoco, ma in quel racconto non c'era tanto spazio peraltro perché tutte le attività di tutti, comprese le femmine dei Sapiens dei figli piccoli erano concentrate nel benessere del gruppo quelli più piccolini lavoravano le cose raccolte, gli altri raccoglievano e altre cacciavano, questo era.
C'era un capofamiglia, ma non c'era un capo, la società non era stratificata, non c'erano nemmeno di fatto tutti uguali, dicevo, che godevano di ottima salute perché i cacciatori raccoglitori non si ammalavano quasi mai, non vivevano tanto a lungo, ma sappiamo dai resti antropologici paleoantropologi che erano molto alti normalmente nei sapiens l'altezza è un fattore di salute fisica,
Avevano una statura media di circa 1 80, cioè più alti di quanto siamo noi. Oggi.
Poi, quando invece quei sapiens cominciano a sedersi ad allevare, a coltivare, a costruire città, diventano più bassi.
E si ammalano.
Molto di più.
Perché vincolo loro, però, perché gli agricoltori.
Sono quelli che siamo noi oggi e i cacciatori locali utili sono quasi scomparsi.
Come hanno fatto.
Erano in cattiva salute, malati mangiavano male, perché all'inizio delle coltivazioni si mangiavano solo cereali e basta, quasi non c'erano proteine, non cacciavano più, poi hanno cominciato ad allevare ma insomma non godeva come mai quando un cacciatore incontra un agricoltore il cacciatore è un uomo morto.
Perché?
Perché quello che contava veramente, che conta veramente nelle nei sistemi naturali e il numero quante volte ti riproduci, quante volte di repliche e una famiglia dei cacciatori raccoglitori che poteva fare un figlio?
E poi tre quattro anni non ne poteva più fare, perché già te l'odore di portare in collo figura di due già non era utile al gruppo, dunque si riproducevano poco invece quando ti siedi e fare il dottore puoi fare uno, due, tre figli all'anno e questo fa la differenza non che oggi al mondo ci sono so, so sostanzialmente solo agricoltori e allevatori.
Cacciatori-raccoglitori ci sono ancora, e soprattutto che racconti fanno, beh, in una conosciuti diversi in varie posti del mondo, la storia che vi racconto oggi è quella di un capo indigeno che ho conosciuto in Amazzonia.
Questo signore che si chiama Gouy e aveva 40 a 40 anni.
L'ho incontrato lungo il Rio delle Amazzoni.
L'ho incontrato perché avevo preso un appuntamento, volevo andare a vedere come si muovevano questi uomini che sono ancora uguali a come eravamo noi più di 10.000 anni fa, per questo l'ho dovuto pagare, nel senso che ho dovuto dargli dei soldi a lui e alla sua tribù perché ci consentisse di fare delle riprese televisive nella sua tribù e nel suo posto.
Ma mi ha detto subito, questi sono gli unici soldi che io tocco, mi servono per delimitare la mia terra, in modo che non me la portino via, perché in Amazzonia succede che la terra degli indigeni vengano prese invece da noi occidentali, facciamo, costringerà non da me ma insomma dove ciascuno di noi perché non sono delimitate non è che c'è un confine cioè una cosa loro il denaro non lo conoscono lo conoscono solo per questo scopo.
Chi viene lì, anche per turismo, poi vivere alla giornata con loro quei soldi gliene dai loro. Con questi soldi pagano un pezzo di delimitazione del territorio, di modo che nessuno possa portargli più Piratello. Dunque lo scopo è anche buono, ma gli ho detto, ma come Camp vivete senza denaro, com'è possibile come fate a facciamo così m'ha detto noi facciamo una piccola agricoltura dico, ma come nemmeno l'agricoltura dicevano, continuiamo solo la la manioca che ci facciamo una farina e.
Prendiamo quello che ci abbiamo solo dei pesci, perché lì c'è il fiume, qualche animale che cacciano altre cose che fabbrichiamo con le piante, le mettiamo su delle stuoie, che sono le uniche cose che abbiamo e le portiamo al villaggio vicino gliele, mettiamo tutte davanti e poi ce ne andiamo.
Quelli escono prendono le cose che gli servono e mettono in cambio altre cose, ma ho fatto praticate Baratto,
Abbiamo imparato e quindi il denaro o no dell'ARO niente Giammaria aveva spiegato, ma nemmeno l'agricoltura non ha allevate, neppure.
Nessuna di queste cose e allora ho detto, ma come fate a vivere.
Dice vieni, passiamo la giornata insieme, ti faccio vedere, allora siamo entrati dentro la foresta. La prima cosa che abbiamo fatto dice noi adesso entriamo nella foresta, siamo ospiti di questa foresta. È vero che noi sapiens, che viviamo qui da sempre come indigeni, ci stiamo però il nostro dure viene avvertito subito dagli altri abitanti della foresta. Dunque, se vuoi fare una visita, lo dobbiamo eliminare. Mo ho pensato, mi fa fare un bagno, stavo per buttarmi in acqua, quando mi ha detto no, no, bagno non serve a niente, quello rimane, allora siamo andati vicino a un albero e lo abbiamo cominciato a battere con le mani, sono uscite milioni di formiche, abbiamo prese tutte spappolate Borrelli con le mani ce ne siamo tutti risparmiare addosso in questo modo l'acido formico di questi animali copre il tuo odore,
E così siamo entrati nella foresta.
Lui pure l'ha fatto, e lo fa ogni volta a un certo punto io già mi ero perso, perché in una foresta, se tu fai 10 metri o 10 chilometri a stessa cosa, come sia entrato dentro attorno censuro alberi dunque non ti orienti, lui si orienta.
Abbiamo cominciato ad andare a un certo punto. Dice c'è fame, di così, allora vediamo se riesce a fare le cose che faccio, io dico proviamo, allora presumo una specie di di di ramo e e la tutto appuntito perché il machete ce l'ha quindi RAF gli ha fatto, la punta parla bruciata dopo aver acceso un fuoco con delle pietre e l'ha fatta l'ha resa dura adesso, pretendeva che io andassi a caccia con lui. Ho detto no, ma guardate, io so ciò coraggio dei detriti ammazzasse animali erano di, diciamo, dei piccoli, dei toponi, diciamo, ecco, non lasciamo perdere troppo cruento, però loro fanno così gli ho detto, ma dico poi dopo rideterminate, dice no, noi siamo attenti a prelevare solo quello che ci serve.
Non li dobbiamo sterminare, dice almeno voi pescare, dico va, beh, proviamo a pescare, poveracci, pesci sono animali, lo stesso Mazzotti, abbiamo buttato una specie di re, ma non era nemmeno una rete in una specie di cestino, alla fine siamo riusciti a piano di questi Pescioni e lui l'ha preparata,
Patisce. Se portiamo a mangiare la frutta, facciamo così, c'erano una Parma con dei frutti, sopra, lui ha preso una pianta, la tutto attorcigliata una specie di TIM, e non ci stanno insomma una specie di kenzia, diciamo tutt'altro che ci ha fatto una corda se messa sotto i piedi. Ecco, questo attrezzo è salito alla velocità della luce, su questo abbia io ancora stava già cercato di dire che quello è già stato da sola ha buttato giusta rotta, abbiamo mangiato e questo per il giorno era fatto, dice, ma quante volte mangiate quanto capita.
Prosegue una foresta tropicale, non muore di fame, nel senso che, siccome c'è acqua cibo si innesta sempre altra cosa sarebbe la savana no, perché in Africa si muore di fame.
In Brasile. No, per questa ragione qua può essere molto povero banda, mangiare, ce l'hai perché là dove c'è acqua queste cose ce l'hai disponibili comunque, a un certo punto fatte queste attività, mi ha portato al villaggio che tanto hanno fatto di una quarantina di persone che avevano le loro casette, tutte messe ad anfiteatro su una piazza centrale.
Che cosa vi ricorda questa disposizione? A me m'ha ricordato subito una cosa pugliese, anzi lucana, ma riportato subito avvicinato di Matera, son fatte alla stessa maniera a materia, le case sono tutte messe dell'impianto antico superato, diciamo la fase delle caverne e della Mione, queste case sono messe tutte quante su un cortile interno perché questo perché così un solo genitore poteva governare tutti i figli con un solo sguardo e di altri potevano dedicarsi all'attività degli adulti, tutti giocavano lì, quello era il centro e la stessa cosa di tutti stanno lì e poi gli altri si dedicano all'attività, basta per la sorveglianza, diciamo così un solo adulto.
Io ho detto, ma voi vedete qua così l'on a due ore di barca, dalla città più vicina che Manaus, che sta in mezzo alla foresta, quindi.
Dico, ma siete contenti, dice io sono contento così, ma dico non ti manca la televisione che lui sa benissimo, che cosa dice, ma veramente noi qui la sera raccontiamo dico, ma anche per raccontare, raccontiamo le storie dei nostri antenati, raccontiamo ai nostri medi raccontiamo quello che abbiamo fatto durante il giorno, tutti partecipano al racconto, dico va beh, ma dai un telefonino almeno andare su Instagram, ma guarda, io non so niente in contrario, ma semplicemente non mi viene in mente dei miei figli, che aveva due figli di diciott, anni o qualcosa del genere che stanno a fa qua. Insomma, non si romperanno le scarpe dice guarda loro, sono liberi, qui ci sono barche se vogliono andare in città, ma non ci vanno mai, dico va beh, ma scusa se se uno deve partorire. Mi è venuto in mente chissà perché questa cosa qui dice lì e c'era una specie di slargo nel Rionegro, specie di piscina naturale, lì partorivano eh va beh, ma se state male, però dice stiamo male. Noi in generale stiamo bene in salute, ma tu stai un po' male, ma ha fatto insomma un po' di mal di gola, no,
B dice guarda, ti faccio vedere, è andato vicino, lo abbiamo ormai cederli proprio un po' di di corteccia DIGOS, va tutta pestava, fatto una specie di pappetta bianca e me la spalmata sul petto.
Quando io annunciata.
Come in un cartone animato, non so se avete visto un cartone animato, che sia variata, Tuglie il critico culinario Antoine nego, che è quello signore severo che arriva a giudicare il lavoro del cuoco quando il cuoco guidato dal topino gli prepara la rata tu io e lui l'annosa gli viene in mente quando era piccola, ma è la stessa cosa perché da piccolo mia madre mi metteva una cosa che si Apex vapor hub sul petto perché quando stai male respirava di sta roba,
Ed era la stessa cosa, ma, come si chiama sa pianta la pianta si chiama Bixio indovina, dove l'abbiamo presa.
Cioè la foresta è una grande farmacia naturale piena di queste cose, dico però cam non campate tanto a lungo dice, ovvero la nostra età,
Media, la nostra aspettativa di vita media è più bassa rispetto al resto dei brasiliani,
Però la donna più longeva del mondo, che è campata fino a 122 anni, è nata e cresciuta qui.
Io, quando è finito questo giro, non sapevo tanto bene che ti perché non volevo mai cambiare la mia posizione, non di uomo occidentale, relativamente benestante, acculturato che vive dei suoi privilegi, che sta in una città come Roma.
Non mi sembra non avrei mai cambiato la mia vita con la sua arrivati, ma le immagini, a parte che starei resistito non lo so.
Previsti due resistito forse due ore là dentro che poi non già il fatto che non ti orizzonti non sa dove andare tutto tutta foresta, non piena, poi di di suoni di rumori di cose, di uccelli, di serpenti di persone roba, difficilissima da gestire, però non mandava proprio cioè non ci pensava nemmeno per un minuto, e però sono stato costretto a pensare che c'è un altro modo di vivere che è stato il modo di vivere il nostro per 200.000 anni fino a che non siamo diventati agricoltori di cambia tutto e non è un caso che il loro non coltivino.
Sono sapiens, come noi hanno le nostre stesse caratteristiche, di più ciascuna di quelle tribù parla almeno tre lingue, ma son lingue vere, cioè parlano il portoghese.
La lingua della tribù e la lingua di almeno una delle tribù vicine, ma non è un dialetto.
Non è come tra leccesi baresi, e è proprio un'altra cosa, quindi quei ragazzini crescono già bilingui o trilingui che è una cosa che ti fa esercitare il cervello in una maniera straordinaria e che dunque ti porta a essere più stretto e un'altra cosa che succedeva avevano acceso il fuoco est i bambini, quelli piccoli piccoli, proprio staff giocavano uscì non fu detto, ma scusate.
Ci avete paura, dice beh, uno sguardo, glielo diamo, però se si brucia, non può, è meglio come meglio, perché poi se lo ricordano e non si bruciava nessuno, la stessa cosa facevano questi macerie testimoniali erano tutti ammucchiati da una parte molto affidabili e si ragazzini che giocavano vicini.
Non li tenevano lontani, dico, ma si tagliano qualche taglietto se lo fanno, ma poi ci stanno più attenti.
Dico, ma tu sei il capo, c'avrai di no, io sono il capo solo per amministrare ricordati con il capo della tribù vicina, qui non comando, niente do solo una mano.
In società non stratificata, quando invece arrivano gli agricoltori, non tutti devono lavorare sempre come fanno i cacciatori raccoglitori, quelli che non lavora con si occupano di custodire quello che gli altri producono, nasce la ceramica, custodiamo i semi ritengo io, come i sorveglio, con una pulizia e come mi confronto con gli altri della città vicina con un esercito perché faccio questo perché sono un sacerdote e chi rappresento un dio questo ce lo siamo inventati noi,
Dopo, per la maggior parte del tempo, gli uomini cacciatori raccoglitori non avevano un dio, o un pantheon, avevano gli sciamani, avevano persone che seguono il loro modo di vedere, si mettevano in contatto con il mondo di coloro che non c'erano più fini.
Sincerati di Sapienza, per la maggior parte del tempo sono stati seguaci dei riti sciamanici.
Qui, in Puglia e Lucania, quella roba lì è rimasta fino agli anni 50, e quando si parla di magia lucana si parla di un mondo arcaico che, attraverso un uno scollamento con la religione cattolica, è proseguito fino agli anni 50. Non so se siete mai stati alla festa della Madonna della Bruna a Matera il 2 luglio.
È una festa religiosa che c'è una Madonna, ma in realtà è la festa del carro di Iside, è la festa degli sciamani e tutto quello che c'era prima ha messo su un nuovo piano temporale è quello che siamo stati noi e la scaramanzia e la magia, e tutto quello che sa, penso, sono state fino a che non sono diventati altro che che è quello che siamo noi oggi ecco questa storia dal racconto, perché c'è un modo di vivere in equilibrio con le risorse del pianeta, che però comporta un modo di vita molto diverso da quello che ci abbiamo noi oggi e nessuno di noi vuole tornare a quel modo. Le immagini di soltanto a vivere tutto l'anno senza manco le scarpe.
Non ci viene, mentre lui ci aveva delle ciabattine che gli avevano regalato, normalmente gli altri ne facevano il loro stessi, poi ci aveva un perizoma e basta.
Gli strumenti li fabbricava sul sul momento, le lame però ce l'avevano, i metalli ce l'avevano, quelli evidentemente li hanno comprati o barattati in qualche modo gli sono arrivati altrimenti quelli prima di loro molto prima di loro usavano le pietre, le le scherzavano insomma come facevano gli uomini che noi chiamiamo primitivi però quello che in indice questa storia più che,
Propugnare un modello di vita di quel tipo che non sarebbe possibile per noi, mi dice che qualche domanda ce la dobbiamo fare, cioè ci dobbiamo domandare quello che stiamo facendo, dove ci porterà e se ci sono modelli alternativi o pensieri alternativi, già basterebbe pensare di non esaurire le risorse già aver imparato questa lezione sarebbe parecchio.
Non devi tornare nella giungla vestito Dini di niente, però almeno ricordarti che quella è la nostra condizione naturale, questa è un'altra cosa, i Sapiens sono stati in grado di fare cose meravigliose.
Mo abbia detto lontanto.
Scherzoso, però basta muoversi per la Puglia, per l'Italia, per il mondo abbiamo fatto delle cose no incredibili, insomma prende una volta per tutte una cattedrale sul mare come Atrani miope.
C'è qui, penso anche alle idee dei Federico secondo quando costruiva Cassa del mondo, insomma.
Per stare alla Puglia, ma se mi sposto in qualsiasi altro posto la Cappella Sistina, quella degli Scrovegni, il tempio di accorpate in Cambogia, abbiamo fatto delle cose incredibili, però poi abbiamo anche fatto nefandezze senza senso le periferie di Roma quando mi viene a trovare qualcuno a Roma che viene dall'estero e lo vado a prendere all'aeroporto gli dico che è meglio che si Bendy gli occhi fino a che non arriviamo nel centro storico perché il resto,
È veramente orribile.
Abbiamo fatto quindi un po' di tutto, forse lì la lezione più importante da queste persone che ancora vivono così ce ne sono in Borneo, Nuova Guinea in Africa, centrale, in qualche altro posto del mondo, è quella di recuperare.
Un rispetto diverso per il mondo naturale e per le risorse che ci stiamo perché oggi, quando ci vediamo di fronte a queste crisi ambientali e climatiche, il vero problema è che noi siamo tanti.
E la terra rimane sempre quella un pianeta, su cioè quelle risorse lì non le puoi moltiplicare all'infinito nemmeno il cibo, moltiplicare all'infinito neanche il petrolio.
Pensa che oggi al mondo si pescano circa 110 milioni di tonnellate di pesce tutto il mondo, se però i cittadini dell'India, che so un miliardo e 300 milioni, volessero cambiare la loro dieta e non mangiare più il pollo randori ma invece il pesce mette in conto che volessero mangiare il pesce come i giapponesi solo per loro ci vorrebbero qualcosa come 60 o 70 milioni di tonnellate di pescato solo per loro, quindi vuol dire che Zurru non lo possono cambiare la loro dieta perché ci siamo impossessati noi della loro parte, ma se pure i cinesi volessero ma cambiare dieta già non ci sarebbe più pesce per gli altri.
Ecco questo gli abitanti della foresta lo sanno bene e infatti si guardano bene dal fare quello che abbiamo fatto noi.
Mi ha raccontato questa storia e il il capo cui gli ho detto dico, ma non vi incontrate. Oltre a noi, operatori dell'informazione e a qualche esploratore, qualche turista, non vi incontrate mai con qualcuno che li vuole mettere un'attività, però magari d'accordo con voi, non di quelli che disboscare e basta, dice sì, anche mio nonno, ma lo racconta di Facchetti, raccontava, mi ha raccontato che un giorno lui stava pescando sul sul sulla riva del Rio, della marcia che lì è Rionegro, per la verità e arriva un occidentale, un portoghese, chi gli dice, ma tu stai pescando con questa gamma, ma guarda che cambia, fa schifo fatta, è un ramo con uno spago, ciò delle case bellissime, io fatte di altri materiali, ci hanno un mulinello, erano i primi Mulinelli, tu puoi tacciare con questo l'amor proprio in mezzo al fiume puoi pescare pesci più grossi. Anzi, se chiami un amico ne prendete due, cominciano a pescare più pesce, poi questo pesce lo potete accomunare e magari lo vendete al villaggio vicino, anzi no aspetta un attimo la rete, la conoscete, questo usava il suo grezzo, smettete una rete in mezzo al fiume, magari ci è arrivata con una barca, così pescate, più pesci riuscire a guadagnare più soldi, magari potete comprare una barca a motore, andare in mezzo al fiume Pescara ancora di più ingrandirsi finalmente diventare ricchi, così potete fare quello che vi pare.
Dice che il nonno, l'ha portato, gli ha detto, dice, ma a me piace pescare e lo sto già facendo.
Rifiutando tutto quel mondo che è esattamente l'economia, cioè se tu peschi per mangiare e l'Autorità è quella che fa, cui non c'è bisogno di quel circuito che significa moltiplicare gli strumenti, moltiplicare i lavoratori, moltiplicare per barche, pescare il pesce, creare un'economia, un denaro e poi ritornare a fare quello che eventualmente ti piace fa quel percorso hanno tagliato, anzi non è mai esistito per loro e lo hanno rifiutato quando vi erano proposte noi invece viviamo solo in quell'altro percorso.
Viviamo solo nella parte economica, una si chiama ecologia, l'altra si chiama economia, la radice, la stessa vengono tutte e due dal greco, Oikos significa casa, ma una è un racconto diretto, l'altra invece è un percorso articolato.
Che porta una cosa che certi popoli e tutti gli uomini prima di 10.000 anni fa non conoscevano mai, cioè il denaro.
In natura esiste il denaro, no, tu pensa, non esiste nemmeno una economia, tu pensa un branco di leoni, cattura, sei gazzelle, una porta al mercato, l'altra mettere sotto sale una regala, la mamma, si è mai vista una cosa del genere.
Non esiste l'accumulo in natura, esiste quello che prendi per il giorno, per la stagione, non di più nessuno preleva di più, ma anche i Sapiens erano così no, non prendevano di più i sapiens indiani, cioè dell'America, pre Colombo, prima di Colombo indiani insomma seguivano i bisonti ma non è che li abbattevano tutti battevano uno ogni mese, ogni settimana, ogni 15 giorni a seconda delle esigenze lo usavano tutto dalla pelliccia, gli zoccoli allo sterco col quale si accendevano il fuoco e basta.
Arrivano gli occidentali in questo caso venire ad oriente, tipo Buffalo Bill in un giorno ammazza, 365 bisogno c'è uno per ogni giorno dell'anno per far sì che chi neanche li può conservare tutti, nemmeno c'erano i frigoriferi.
Questo è un po' il punto di oggi, noi esauriamo le risorse a un ritmo tale per cui non si riformano, sappiamo che si può vivere in un altro modo, ma non lo pratichiamo, diamo precedenza all'economia rispetto all'ecologia e non riusciamo a fermarci mai.
Però dentro siamo rimasti uomini dell'età della pietra, però lanciati a tutta velocità sulla corsia di sorpasso.
Questo non porta sempre un bene, anzi porta poi a quello che vediamo oggi accadere proprio oggi, in questi giorni vediamo uomini occidentali dire che una certa nazione, un certo territorio, gli servono come se gli appartenessero.
Questa idea di appropriarsi dei territori del mondo c'erano solo i sapiens, gli altri viventi, cancellando.
Quindi, né nel prepararmi a sentire la a seguire la premiazione, ecco quello che mi piacerebbe che forse che alla fine di questa piccola chiacchierata qualcuno si ponga, qualche domandano quando giriamo per il mondo, quando viviamo le nostre cose di tutti i giorni, facciamoci qualche domanda su come ci stiamo muovendo.
Perché ci muoviamo, così come mai siamo così diversi da tutti gli altri viventi,
Tanti anni fa, veramente quasi un secolo fa, alcuni fisici della della del cosmo astrofisici si erano domandati se ci se, guardandosi in giro.
Sarebbe stato possibile trovare altri pianeti abitati come noi, se ci fosse la vita da qualche altra parte.
E avevano fatto dei calcoli dicendo guarda, forse ci saranno nell'universo conosciuto 1.010 mila, qualcuno disse addirittura 1000000 di altri pianeti, su cui la vita è possibile, eppure quasi un secolo che osserviamo tutto quello che ci ha torto non abbiamo visto nessuno.
Se è vero che la vita è una possibilità dell'universo, perché non c'è mai nessuno, dove sono finiti tutti quanti, dove stanno.
Allora i fisici, sempre hanno cercato di darsi una risposta.
Dice, ma forse l'altra la vita del resto degli enti non è così evoluta tecnologicamente da poterci venire a trovare e noi non siamo così evoluti da poterla vedere. Quella può essere una risposta e un altro però ha detto dice, ma forse però, se su un pianeta simile al nostro la vita si è evoluta a un livello maggiore, cioè hanno avuto più tempo per evolversi forse ci sono stati i pianeti abitati, ma non lo sono più perché quegli uomini e quelle donne o quelle forme di vita si sono estinti e perché dovrebbero per due ragioni o una colossale guerra che impegni tutti i viventi,
Oppure la fine delle risorse e una crisi climatica, cioè esattamente i due fattori di cui possiamo temere oggi, cioè dire che può darsi che ci sono state altre evoluzioni simile alla nostra, ma se non le vediamo, perché qualche errore abbiamo fatto e allora se noi ci poniamo qualche domanda prima come ho cercato di fare adesso con questa piccola storiella forse dico forse,
Riusciamo a indirizzare le cose in un'altra maniera, perché che ci sia una crisi climatica e che ci sia una crisi ambientale non è un caso.
E che le cose sono andate così, perché noi abbiamo scelto che andassero così, pur sapendo che potevano andare male, ma guarda che non è la prima volta che si sappia se si condannano all'estinzione.
Pensate all'ultimo indigeno dell'Isola di Pasqua, che bruciava all'ultimo cespuglio e cosa Stephens, perché non lo vedi?
Perché?
Eppure l'ha fatto pensate ai Maya, i miei erano contadini, soprattutto chi ha visitato lo Yucatan un po' se n'è reso conto che però, siccome dipendevano dalla terra.
E coltivare il mais, soprattutto, dipendevano dall'acqua, negli anni di siccità quello è un territorio carsico, come la Puglia, e i raccolti non venivano bene, ma loro non capivano che dipendeva dalle condizioni geologiche, pensavano che dipendesse dagli dei, in particolare dalle stelle e dei pianeti quindi si sono messi a osservare il cielo in maniera sistematica e morbosa pensa che non ci avevano niente ai giovani un filo d'erba è uno spreco di dei.
Semplificare e tutti i giorni guardavo dal cielo per secoli e riportavano a memoria perché manco, scrivevano facevano solo delle iscrizioni questi dati per cui avevano pensato che ogni volta che c'era una certa conduce laziale sarebbe arrivata la siccità, cioè non l'avevano messa in relazione con la geologia o col clima, ma invece con l'astrofisica.
Per questa ragione sacrificavano appena si avvicinavano quelle condizioni che, una volta secondo loro avevano portato alla società i giovani, più delle famiglie più importanti venivano portate dal sacrificio.
E ci andavano contenti che stavano contenti per il bene di tutti,
Però, siccome questi questa siccità a un certo punto è diventata ricorrente, non bastava più sacrificare, allora innalzavano templi quelli che avete visto non raggiunga quelli bianchi così accecante, per fare questi tempi dovevano intanto far a struttura, ha poi ci mettevano quasi un metro di intonaco per farli così bianchi e poi dipingerli dovrà pigliavano sta calce,
La prendevano dalle rocce calcare dopo che l'avevano Corte, ma per cuocere ci volevano dei roghi immensi per cui disboscamento tutto, cioè bruciavano la fonte della loro sopravvivenza, cioè la foresta, per fare dei tempi per l'idea che gli avrebbero garantito una sopravvivenza che loro stessi compromettevano quando arrivano gli spagnoli,
Che conquistano Tulum all'ultimo villaggio Maya dopo decenni li trovano come una popolazione già vissuta. Non ho dovuto fare tutto il suo sforzo contro gli Aztechi, no, quello era un popolo guerriero, ma è maglia che erano pacifici, si aprono autodistruttive per obbedire al, ha un'idea sbagliata, una superstizione.
Che però seguire la logica del consumo a zero delle risorse, in questo caso per fare i tempi, quindi ne abbiamo già fatte 'ste cose, lo sappiamo che siamo in grado di fare questo sapiens uomini, donne, persone, animali.
Panzer l'altro giorno sono stato a un convegno dove mi hanno invitato a un convegno a Roma che fa una forza politica, si chiama Atreju e questo convegno mi hanno chiesto, abbiamo parlato un po' di queste cose, poi a un certo punto ho detto sei dei sapiens sono animali, quello mi ha portato come animali,
Sì, sarebbe l'Assessore animali particolari, dice, ma noi non possiamo considerare di sabbia negli animali e come li vogliamo considerare vegetali minerali.
Ecco, noi siamo al punto che ci riteniamo di essere sia per quelle ragioni più importante di tutti, ma non è vero, per niente siamo soggetti alle stesse regole, è vero che abbiamo modificato molto il mondo, c'abbiamo un apparato tecnologico, ecco extracorporea importante, ma di fatto siamo animali.
Siamo soggetti a quelle regole quando hai finito le risorse non è che ne crei che cosa 3 8 miliardi e mezzo,
Fatti parecchi, allora dunque il mio invito finale nel complimentarmi ancora con con i vostri risultati, io mi sa che non ho vinto mai niente quando stava a scuola, non sto cercando di ricordare, ma non mi pare pensa che ci avevo cinque in con 5 ci avevano condotto immagini,
Manco 7, avevo cinque, faceva delle cose.
Non insomma non commendevoli particolarmente commendevoli, ma insomma quello che vorrei che rimanesse che ogni tanto riflettessimo su quella parte nostra, che è incarnata dal capo indigeno che noi non abbiamo più ma che dentro da qualche parte ci dice o muovetevi diversamente perché sennò non è che c'è un futuro di benessere come questi Sapienza una specie per prepotente e invasiva dunque non è che lì non è che li sta lì,
Gli esterni, non lo giustamente e anche per fortuna, però rischiano di perdere benessere. Noi, quelli che vivono una parte proprio dal mondo, rischiano di perdere la vita, sono costretti a emigrare, fanno tutta un'altra serie di cose, quindi ricordiamocelo ogni tanto che la nostra natura è anche quella che per fortuna lì dentro c'è un seme di equilibrio CEE e se ce lo ricordiamo, magari riusciamo a fare le cose un po' meglio. Grazie,
Professore davvero grazie ancora una volta per aver accettato il nostro invito, perché diciamo è è esattamente quello che ci aspettavamo da lì, quindi siamo assolutamente certi che le provocazioni che ha lanciato questa mattina possano ed anzi più che certi, fiduciosi che le preoccupazioni lanciate questa mattina possono essere colte soprattutto da una platea giovane perché purtroppo quello che sta avvenendo con gli adulti non no-mask lascia tutt'altro che sperare e poi, devo dire la verità non è neanche,
Come dire usuale che una persona come lei poi resti la mattinata con noi molte volte è capitato che magari degli ospiti venga vengano soltanto per un momento e poi invece l'idea che lei resti con noi a imprimere i ragazzi con noi davvero la aggiunge valore ha la sua bella persona adesso un ingrato compito, quello del team Gustavo, che dopo la relazione del del professore, insomma i illustrerà certamente con non poca emozione quella che è stata l'esperienza che che avete avete ha avuto lì a Singapore, quindi, insomma, inviterei a presentarvi e non so se vi siete già divise in maniera molto prive, diciamo alcune testimonianze di quello che avete vissuto e se anche il professor Somma ora ne lanciano un saluto, sempre, diciamo un piacere per noi quando l'istituzione scolastica incontra l'Amministrazione comunale.
Io voglio quelle unghie, però dopo auguro io so meravigliose, scusate.
Sì, Sensi, innanzitutto porgo i saluti dalla dalla nostra dirigente della preside, come diceva Giulio non è potuto intervenire per un problema dell'ultima dell'ultima ora, allora la nostra esperienza di.
Che abbiamo vissuto a Singapore è stata un'esperienza che.
È il punto d'arrivo di un lavoro che viene svolto dal nostro istituto da molti anni.
Solo Lupescu, per vi dico solo questo che io ho lasciato una lezione stamattina di robotica ed informatica, dove le ragazze parteciperò, anche e quando finiamo torniamo a svolgere questo tipo di di breeding, la nostra della nostra lezione di robottini informatica per proseguire il percorso che abbiamo intrapreso qualche anno qualche anno fa.
E la nostra scuola ha vinto conseguiti diversi vittorie nel campo, in campo nazionale e anche internazionale, e di questo però lascio la parola alle ragazze, perché loro sono le protagoniste,
Vi ringrazio.
Non essendovi ai ragazzi di cui stavo Bocchignano albanese e se non ha project manager del progetto e mi sono occupata di tutto quello che riguarda lo attua,
Buongiorno a tutti io sono Gaia Di Pietro e mi sono occupato della documentazione della presentazione del progetto Gustavo a Singapore.
Buongiorno a tutti sono Rossella fumo e mi sono occupata della parte della parte grafica e del codice del progetto.
Sì, il nome diciamo, che è stata una cosa un po' mandato, che ho scelto apposta in modo tale da mettere curiosità chi lo ascolta, per la prima volta, quindi abbiamo qui è finito per Octavia un nome di persona in modo tale che rimanga con Colin nella memoria della gente piuttosto che sceglie un nome magari più comune più banali che tende a farsi dimenticare e Gussago il progetto che abbiamo portato a nelle Olimpiadi e Mondiali di Singapore nello scorso novembre ed è un progetto che si occupa dei pullman dato per aiutare i cittadini nel,
Nel usufruire del RIS dei dei mezzi di trasporto. In pratica è un progetto formato da un modulo fotocamera posizionato idealmente all'interno di ogni pullman sopra all'entrata e in uscita che registra un video ogni volta che le porte vengono aperte e lo termina quando vengono chiuse questo video successivamente viene mandato ad un server e né durante il nel quale viene analizzato da un modello di intelligenza artificiale che restituisce come informazioni al numero di persone che entrano ed escono dal pullman. Queste informazioni, nella prima fase del progetto, venivano mostrate su una torretta e successivamente, per portarli mondiali, abbiamo incrementato noi funzioni a questa torretta, che ha è dotato di un display che Mosca in orario di partenza dei pullman, l'orario di arrivo alla fermata di riferimento. Infatti, queste torrette dovrebbero essere poste a ogni fermata di pullman in ogni Paese che igienicità e mostra inoltre il numero di persone presenti sul pullman in modo tale da avvisare che se il pullman che si sta aspettando è già pieno, poiché è vuoto e quindi evitare di aspettare per pullman, che poi arriverebbero già pieni, e quindi optare per un un altro metodo di trasporto in aspettano, evitando di aspettare inutilmente a delle fermate, in modo tale da rendere quindi i trasporti pubblici più efficienti, quindi incentivarne l'utilizzo. Inoltre, la torretta è dotata di due pulsanti, uno per avvisare l'autista che sta aspettando l'ha, firmata, magari per le corse, quelle notturne o meno frequentate, che spesso tendono a est, che saltate e un'altra per richiedere informazioni e assistenza, quindi anche per le persone, magari più anziani, oppure che trovano difficoltà. Si è in grado di parlare direttamente con un assistente virtuale e chiedere informazioni che guarda i pullman, ad esempio, se il pullman in arrivo è già è già passato o se è in ritardo, e l'assistente vi darà delle risposte pertinenti e veloci, evitando quindi di utilizzare altri app o siti web magazzini che non sia in grado di utilizzare. Inoltre questa torretta è stata pensata per essere inclusiva per tutti. Infatti ha un'altezza.
Un po' più bassa del solito in modo tale che anche le persone in carrozzina possano utilizzarla e dà delle tradizioni ombrello su ogni pulsante. Inoltre, l'assistente digitale, in grado di anche di di dighe informazioni, vuol qualora la persona sia non vedente. È un progetto che è nato un po' per caso. Infatti è la nostra prima esperienza in questo campo, però ci ha permesso di sviluppare diverse competenze. Infatti, ci siamo trovati di fronte a diverse sfide, anche a livello teorico e pratico, magari con il software o con la struttura di partenza e inoltre ci siamo interfacciati a questa competizione. Parlando totalmente in inglese, infatti, è la prima volta che lo presentiamo in italiano ed è un po' strano, come coesa e inoltre Singapore. Ci siamo interfacciati con persone di culture totalmente diverse, con progetti tutti diversi, ma accomunati da interessi comuni. Quindi è stata un'esperienza che ci ha permesso di sforzi anche in diversi campi. Vi ringraziamo per l'attenzione e per averci invitato in questo Consiglio.
Grazie ai ragazzi io avrei suggerito un nome al femminile, però, visto che c'eravate siete tutte donne, almeno non dico Gustava vero, però non si scherza, era perché non avevo capito anch'io e la scelta del nome e quindi oggi l'avete spiegata nella sua semplicità, grazie per questa testimonianza. Siete state bravissime, continuate, così e ed è bello sapere lo diciamo sempre in tanti momenti, qui insomma pubblici come questi, sapere che c'è qui a Bitetto, una scuola come il polo liceale, con cui collaboriamo sempre tantissimo che produce, semina in questa maniera e che poi allarga i confini fino a Singapore, insomma, non è proprio da niente, quindi davvero siamo felicissimi e siamo felici di sapere che ci sono sempre tanti progetti in cantiere. Io mi permetto soltanto di dire un'ultima cosa prima di passare proprio adesso alla consegna ufficiale delle pergamene e delle borse. Professore, siccome non ci piace mai.
Da quando noi siamo amministratori in questo Paese da 10 anni non è il nostro mandato, dura praticamente da oltre 10 anni e non ci è mai piaciuto dire delle cose nei momenti pubblici, nei convegni, negli incontri o anche in Consiglio che poi non fossero effettivamente metabolizzate, in cui non credessimo e che non provassimo in qualche maniera realizzare. E proprio sui cambiamenti climatici che, come le dicevo prima, ci stanno molto a cuore, nel senso che ne siamo perfettamente consapevoli e su tutto il discorso ambientale questo Paese, seppur piccolo, seppur con poche risorse, seppur con tanti limiti, è un Paese che a oggi si distingue per l'impronta ecologica, per l'attenzione all'ambiente e lo fa in tante maniere diverse dalla raccolta differenziata che abbiamo quasi all'80% e con buona qualità e quindi anche al riciclo, da una azione di forestazione urbana e periurbana molto importante che sappiamo bene quanto è importante anche dal punto di vista del contrasto alle isole di calore e alla l'aria e appunto anche ai cambiamenti climatici. Abbiamo costruito una scuola media, la nuova scuola media, che è completamente green e un involucro Zeb fatto con legno lamellare di una particolare qualità che ha una serie di pregi, anche per la qualità stessa di chi ci vive all'interno che recupera le acque, che appunto è completamente efficientata che ha intorno un percorso botanico. Qui c'è anche il progettista che ci ha aiutato ad immaginarlo piuttosto che abbiamo appena ottenuto il finanziamento per uno scuolabus completamente elettrico. Abbiamo messo le colonnine di ricarica elettrica per le automobili, tra i primissimi Comuni, in Puglia, nel 2016, quando ancora c'erano poche macchine ibride o ad alimentazione elettrica. Ai pochissimi ci ci credevano tant'è che qualcuno si lamentava per i parcheggi che avevamo tolto. In realtà oggi quelle colonnine, che sono anche aumentate nel tempo, diventano un punto importante per chi ha scelto di fare quello che diceva il professore, cioè sente sentire dentro di sé la consapevolezza della propria responsabilità, anche singola, come persone singole in quello che sta capitando al mondo, e di sapere che ogni singola scelta, anche quotidiana anche nella spesa che facciamo, anche nella quantità di carne che decidiamo di mangiare o di prodotti a chilometro zero, che decidiamo di preferire rispetto ad altro fa la differenza in quel o un quell'oceano che noi siamo come popolazione e abbiamo infine, ma solo perché non posso dilungarmi troppo anche adottato il PAES che il Piano di azione per l'energia sostenibile e il clima che impegna questo Comune. Abbiamo efficientato praticamente tutti gli immobili comunali per trasferire no dai dal carbone, dal dal gas alla l'energia elettrica prodotta in loco e abbiamo dotato il PAES che che un atto di impegno non soltanto formale, ma sostanziale per oggi e per il domani, perché questa Amministrazione, questo Comune, questa comunità riesca a fare sempre di più scelte sostenibili e responsabili e ci tenevo a dirlo davanti ad una delle massime, come dire, dei massimi punti di riferimento in questo settore. Benissimo, chiudiamo questa prima fase.
Devo fare una precisazione ai Giulio.
Dicevo, entriamo nel vivo della premiazione, tutti i ragazzi sono presenti chiaramente perché c'è qualcuno che non è potuto essere con noi, ma magari c'è anche qualcuno connesso da remoto che interverrà allora, magari iniziamo proprio con la la consigliera, Patrizia potenzieremo, chiamiamo Caterina dei mastri non so se c'è perché la sua partecipazione Derain forse anche se c'è qualche parente va bene almeno per il ritiro no, non c'è Lavinia Maria Fazio, cioè se si prego, prego,
Ho davanti.
Possiamo avere un occhio?
Però, se prendiamo il microfono visto che abbiamo così almeno prima.
Buongiorno a tutti.
Buongiorno.
Prova prova.
Buongiorno a tutti e io mi sono diplomato nel 2024 e ho frequentato il liceo scientifico qui a Bitetto.
Cosa faccio e studio sono al secondo anno di medicina in inglese.
E studio in Sicilia a Messina, quindi sono fuori sede, sono ancora qui per una settimana e poi tornano, insomma.
Michele, Tiberio.
Attualmente sono iscritto al secondo anno di ingegneria meccanica al Politecnico di Bari.
Angelica Lucariello, dovrebbe esserci, credo, un parente no, sì, sì, sì.
No, ritirava, madre che non è potuta essere presente se vuole dire qualcosa, anche lei troppo Angelic, Cannone qui con noi, perché Angelica in caserma sta facendo scuola dei Carabinieri.
Sì, no, no, no, sta facendo scuola dei Carabinieri, quindi era purtroppo è di Cles in questo momento e quindi non ci può essere.
Buon lavoro.
Non fa niente.
Grazie.
Prova.
Chiamerei anche premiare il al consigliere, Troccoli, c'è.
Pantaleo Martina è presente o chi sintomo.
Allora io, l'istituto alberghiero a Bari e attualmente sto aspettando che escono le graduatorie per la Marina.
Rutigliano Emanuele, ecco.
Allora il Sindaco?
No.
Okay mi sono diplomato nel 2024, qui a Bitetto, al liceo, e ora sono al secondo anno di ingegneria elettronica al Politecnico, a Bari.
Congratulazioni e in bocca al lupo.
Il resto qui.
Allora passiamo ai laureati, abbiamo terminato con i diplomati, quindi i laureati, e iniziamo da già la dottoressa Jacqueline, Amendola, premia, insieme al Sindaco anche il consigliere Tommaso Troccoli.
Va, beh, puoi andare anche tu.
Allora io, a novembre del 2024, così?
Ah, ecco, si sente a novembre 2024 conseguito, la laurea magistrale in innovazione sociale e politiche dell'inclusione sono un assistente sociale, ho conseguito l'abilitazione subito dopo la Triennale e fin da subito ha avuto modo insomma di lavorare per diversi servizi, anche per il Comune di Bitetto a favore di persone non autosufficienti ma anche per lo sportello di Porta Futuro. Infatti ci ha seguito anche l'assessore. Giulio De Benedittis,
E successivamente ho avuto l'opportunità di lavorare per il Comune di Bari, sempre con appunto servizi in appalto per a favore di persone con disabilità.
Grazie.
Adesso abbiamo da remoto.
Sì.
Il verbo da remoto.
Bernardoni, Virginia, Maria Maya, ritira la madre o il padre che ho visto in sala, però diciamo la la dottoressa è connessa.
Avevo visto no, non le è arrivato il link.
Ho va be'ora, vediamo di recuperarla dopo per un saluto, però il ritiro.
Grazie Austria, grazie.
Comunque vediamo di recuperare il collegamento perché prima non l'avevo vista e la dottoressa Annamaria Cascella presente sì.
Buongiorno a tutti io, dopo un percorso umanistico, quindi dopo una laurea in lettere moderne.
Ho proseguito il mio percorso di studi di scienze della comunicazione pubblica sociale d'impresa a Bari, e ora sto collaborando con una realtà giovanile innovativa e una società di comunicazione e marketing Grumo 20 a project,
Allora poi, la dottoressa Annarita Iacovelli.
Ecco, sì, okay.
NTO, vediamo se funziona sentite.
Bene, benissimo.
Buongiorno.
Di sangue mannaggia.
Sì, senz'altro.
Mantova.
L'altro ragazzo, Giovanni, Maffei sempre darei molto, vediamo se con lui va prova ciao buongiorno a.
È evidente sì.
No.
Papa Giovanni.
Mi sentite.
E non tanto voi però adesso.
Ah okay, mi sentite.
Okay già mi chiamo Giovanni Maffei e mi sono laureato nel 2024 nell'ottobre del 2024 in moda per l'esattezza in Tecniche della confezione dell'abito.
Dopo il conferimento, appunto mi sono trasferito a Milano, è attualmente sono a Milano, ecco il motivo per il quale non sono lì con voi in questo momento.
Grazie Giovanni.
Devo dovrebbe essere, dovrebbe essere presente sua madre che era in sala, è così, quindi ritira sì, sì, sì, Tonia complimenti al Consiglio, magari insieme alla consigliera potenziali,
Grazie la dottoressa Michela Mangialardi tieni, Patrizia ops.
Seconda variante a novembre del 2024 in farmacia e ora lavoro come farmacista, qui a Bitetto.
Mi dicevano.
La faccio conosciute Francesca Marcaria forse non è presente, mi aveva preannunciato così come la dottoressa Cristina Slano.
E dovrebbe esserci la dottoressa Fiorella, Silecchia presente, no, la dottoressa Alessandra Stea non è presente a imprese ah okay, perché quindi qui okay.
Io mi sono laureata a novembre 2003 dicembre 2024 in infermieristica e, al momento lavori in una clinica riabilitativa a Bari.
Benissimo, e l'ultima, la dottoressa Lucia Schino, che è presente, magari possono avere il piacere di premiarlo, magari insieme al.
Laureata a Roma in lingue moderne per la comunicazione e la cooperazione internazionale e adesso sono sempre a Roma, infatti domani parto e collaboro con il Centro Linguistico di Ateneo, quindi nella certificazione italiana per stranieri.
Basta.
Faccio io le feci di Giulio no, come hanno detto.
Buongiorno a tutti l'audio tedesco.
Buongiorno, grazie per il riconoscimento, purtroppo, come Giovanni anch'io sono in Lombardia con qualche ucraini nemmeno.
Grazie per i riconoscimenti, io mi sono realtà in interpretariato e traduzioni, attualmente lavoro docente di scuola secondaria di primo grado qui in Lombardia,
Svolgo incarichi di traduzione e interpretariato, grazie ancora per questo riconoscimento.
Abbiamo grazie sì, grazie anche ad Annarita Iacovelli, io vi auguro sempre di ritornare prima o poi da queste parti e vedo che si è collegata anche Virginia Bernardoni se non ho capito male da Graz giusto sì, buongiorno a tutti io sono attualmente in Austria mi trovo qui perché Vibo qui il lavoro qui grazie mille per questo riconoscimento io mi sono laureata a luglio 2024 e musicologia presso l'Università mi sono laureata a luglio 2024 e musicologia presso l'Università degli studi di Pavia e adesso sto conseguendo un dottorato presso l'Università di Graz e niente grazie a tutti,
Allora noi abbiamo terminato, siamo davvero contenti per la buona riuscita di questa iniziativa.
Facciamo come sempre la foto di rito qui co con con tutti coloro che hanno partecipato e vi ricordiamo che presente quella libreria Libriamoci di Bitritto dove è possibile anche acquistare il testo del professore, il professore si rende disponibile, non me l'aveva detto però lo l'ho pensato in questo momento disponibile per un firma copie per una foto per chi volesse insomma una dedica sul libro.
Il Sindaco voleva dire sicuramente qualcosa, no, volevo chiudere di ringraziandovi ancora, ma soprattutto mettendo un po' l'accento, cioè è bella anche questa panoramica, tanti tanti figli e tanti figli di Bitetto che hanno guardato lontano, che sono andati ben oltre i confini della Puglia e che stanno facendo delle esperienze incredibili a loro alle famiglie, auguriamo che in qualche maniera, prima o poi possano rientrare perché la Puglia ha bisogno di queste, di queste forze bellissime e anche Emanuele Fazio che oggi ci sta facendo da fotografo. È un'altra esperienza giovanile di questo Paese molto attiva perché lui ha messo su con la sua passione per la cinematografia, una start-up, una casa di produzione cinematografica giusto.
Di produzione, video e cinematografia, e quindi ci tenevo a dirlo anch'io perché Emanuele è sempre una persona disponibilissima, grazie a tutti e buona giornata.
