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CONTATTACI
Seduta odierna trattazione ordinaria del Consiglio chiedo alla segreteria Generale di procedere con la verifica del numero legale prego, dottoressa Lazio, Angiuli.
Begaj.
Bernagozzi Bittini, presente buongiorno, sono in on line.
Scusate un secondo.
Brinati.
Caracciolo.
Celli.
Sono tutti da remoto.
Ceretti buongiorno, presente cima.
De Biase.
De Giacomi.
De Martino.
Di Benedetto.
Di Pietro.
Diaco.
Fattori presente, buongiorno.
Foresti.
Geiger.
Iovine.
Larghetti.
Manca.
Marcasciano.
Mazzanti, presente, mi vedete, sì, sì.
A posto, grazie dottoressa.
Monticelli.
Naldi.
Negash.
Piazza.
Pizza.
Quercioli.
Santori.
Presidente, buongiorno, buongiorno Scarano.
Stanzani.
Tarsitano.
Toschi.
Venturi.
Giuntini.
Bene, Presidente, abbiamo il numero legale, possiamo iniziare, grazie, grazie dottoressa intanto nomino gli scrutatori Consigliere, Begaj, consigliera, Bernagozzi e consigliera Foresti.
Allora partiamo con gli interventi di inizio seduta.
Consigliere Fattori è collegato, credo, riflessioni dopo un anno di Città, 30. Buongiorno Consigliere, prego a lei la parola.
Buongiorno, Presidente, dunque abbiamo visto che sono stati pubblicati in data 16 gennaio 2025 di quest'anno, dopo 52 giorni effettivi di introduzione della Città, 30 alcuni alcuni dati e alcuni dati che mettono in evidenza.
Ah, stradale a volo.
Lo abbiamo informazioni su meno incidenti, meno feriti, meno decessi, addirittura i decessi si sono dimezzati.
Rispetto agli anni precedenti,
Elemento rilevante e incontrovertibile, nessun pedone ucciso sulle strade, cosa mai successa dal 1991, quando sono cominciate le rilevazioni, tanto per avere un'idea. I pedoni mediamente morti sulle strade ogni anno venivano 12 nel decennio 94 appena al 2003 erano 7. Dal 2004 al 2013 erano sei sempre per anno dal 14 al 23. Ecco quindi un dato zero. È effettivamente un dato significativo. È stato sono aumentati il bike-sharing car-sharing, l'utilizzo dei mezzi pubblici e sono aumentati in generale gli spostamenti in bicicletta. Magari sarà interessante fare un'udienza conoscitiva in Quarta Commissione per approfondire tutti questi dati. Ecco, a fronte di questi elementi, dovremmo tutti quanti essere molto, molto contenti e molto contenti. Invece, invece, abbiamo assistito a reazioni in cui si si parte, ad esempio, dicendo che si tratta di dati, si tratterebbe di dati non veritieri e allora ci chiediamo in quale modo avremmo potuto nascondere i decessi. No, siamo riusciti a nascondere dei decessi e che ci sono stati, non li abbiamo indicati, oppure viene detto che questi dati non dipendono dai nuovi limiti, perché non si fanno le multe, no, infatti le multe son state solo 89 in un anno per sforamento dei 30 chilometri orari, ma anche qui dicono si sosteneva all'inizio che il provvedimento e reintrodotto per fare cassa altro argomento dipendono dai cantieri. Noi minore. La maggiore sicurezza dipende il cantiere, allora è verissimo che sono i cantieri ad aumentare i tempi di percorrenza, non certo i nuovi limiti, però, insomma, paradossalmente, come ha detto anche il nuovo referente regionale dell'Osservatorio Sicurezza stradale, Pollastri, no al fatto che si dica che il cantiere, rallentando, Juan diminuire gli incidenti.
È così sottolinea il fatto che la velocità, la principale causa, incide poi abbiamo, abbiamo letto anche delle indicazioni sui tempi di percorrenza, dati presi dai navigatori dai navigatori sono che utilizzano miliardi di tanti miliardi di dati derivanti dagli scostamenti nelle varie città che ci dicono che,
Nel 2024 Bologna, mediamente rispetto al periodo precedente al 2023 sul percorso urbano di 10 chilometri 10 chilometri e i tempi di percorrenza sono aumentati di un minuto un minuto, allora tenendo conto 10 chilometri urbani, tenendo conto che un percorso mediano è lungo meno della metà meno della metà significa che mediamente un percorso urbano ha avuto aumento dei tempi di percorrenza di 10 2030 secondi al massimo. No, allora a noi sappiamo benissimo. Sappiamo benissimo che i tempi di percorrenza in ambito urbano non dipendono affatto dai picchi di velocità, ma dal tempo in cui dobbiamo stare fermi o incolonnati nel traffico.
Per questo motivo meno traffico ci sarà, più si ridurranno i tempi di percorrenza, a prescindere dal fatto che il limite sia 30 o 50, quindi ripeto, limiti e 30 o 50 cambia praticamente nulla sui tempi di percorrenza, come viene dimostrata anche nello studio, ma come non faccio altro che sostenere da un anno a questa parte, senza trovare nessun tipo di contraddittorio per quello che riguarda i numeri e dipende da altri elementi, quindi una, io vorrei una Amministrazione che vuole il velocizzare i tempi di percorrenza, non falsando i limiti di velocità, ma ma cercando di offrire alternative all'utilizzo del mezzo privato, che è su scala complessiva, sicuramente meno efficiente. Allora questo anno di Città, 30 ha portato una serie di indubbi benefici. No, ecco quali sarebbero i costi nel rapporto costi benefici in maggior tempi di percorrenza. Abbiam, visto che non ci sono, io mi domando quali continuano a essere, secondo, che si oppone al provvedimento i costi relativi grazie.
Grazie Consigliere, allora procediamo con la consigliera Quercioli report sull'attività del Consiglio Comunale, prego consigliera, grazie Presidente, oggi vorrei soffermarmi sulla funzione di indirizzo politico in capo al Consiglio tale funzione, come ben sappiamo, consiste nella partecipazione del Consiglio alla definizione dei fini politici amministrativi dell'Ente che, costituendo i criteri guida dell'azione politica e gestionale del Comune di fatto vincolano il Sindaco, gli assessori, i dirigenti e i responsabili dei servizi.
In particolare, il Regolamento sul funzionamento del Consiglio comunale di Bologna riconosce ai consiglieri comunali il diritto di iniziativa su ogni questione sottoposta alla deliberazione del Consiglio comunale. Tale diritto viene esercitato mediante la presentazione di proposte di deliberazione di ordini del giorno, nonché gli emendamenti volti appunto ad attivare il Sindaco e la Giunta ad agire in relazione al tema proposto. Ma vi è di più il regolamento. Il nostro Regolamento sul funzionamento del Consiglio comunale prevede una periodica verifica in capo alle Commissioni consiliari sullo stato, appunto.
E di quanto disposto negli ordini del giorno approvati in Aula, poiché sono vari gli ordini del giorno approvati da questo Consiglio comunale. Essendo trascorsi tre anni di mandato, penso sia arrivato il momento di verificare il corretto compimento di quanto disposto negli ordini del giorni approvato in Aula, poiché penso che il Consiglio comunale sia una grande risorsa per poter rappresentare al meglio la volontà dei cittadini. Per tali motivi, questa mattina ho presentato in via ordinaria un ordine del giorno con il quale invito il Sindaco e la Giunta a istituire un monitoraggio degli ordini del giorno approvati dall'Aula, consiliare coinvolgendo l'Assessore avente la delega ai rapporti con il Consiglio Comunale, grazie Presidente,
Chi inviti?
Grazie consigliera ora la parola alla consigliera Monticelli, le bandiere e la pace possibile. Prego Consigliere. Grazie Presidente. Oggi prendo la parola con un sentimento di profonda responsabilità e consapevolezza dell'importanza del momento che stiamo vivendo la decisione del Sindaco di esporre la bandiera israeliana accanto a quella palestinese e alla bandiera della pace sul palazzo comunale rappresenta un gesto di straordinario valore simbolico, politico e umano, in seguito alla tregua tra Israele e Hamas, un gesto che parla di speranza, di dialogo e di una visione di convivenza pacifica che tanto necessaria quanto difficile da costruire. Lo aveva annunciato già molto tempo fa e aveva promesso che l'avrebbe fatto in con incidenza in seguito alla tanto sperate voluta tregua. Non è un gesto che passa inosservato, lo ha dimostrato, l'hanno dimostrato le reazioni contrastanti che ha suscitato, da un lato, il plauso della comunità ebraica, dall'altro le perplessità, le proteste di comunità ai cittadini palestinesi. Questo ci ricorda che le bandiere non sono semplici pezzi di stoffa i simboli e se portano con sé storie, identità sofferente speranze e la loro esposizione pubblica richiama inevitabilmente riflessioni complesse. Esporre insieme a un invito al dialogo, ma anche una sfida, perché il dialogo autentico richiede sempre coraggio e soprattutto la volontà di riconoscere le sofferenze e il dov'è il dolore altrui. Questa tregua tra Israele e Hamas è un passo importante ma fragile, e quelle bandiere unite da quella della pace vogliono essere un invito a continuare a sperare, perché vogliamo credere che dalla tregua nasceranno azioni e determinazioni per una pace duratura e una solida politica di conciliazione. Non ci stiamo illudendo che una tregua sia sinonimo di per sé di pace. La pace vera, un processo lungo che deve poggiare su fondamenta solide di giustizia, e la giustizia richiede di affrontare le cause profonde del conflitto e dell'ingiustizia, che segnalano da decenni la vita dei popoli di quelle terre martoriate, riconoscendo il diritto del popolo palestinese a vivere in libertà e dignità, così come il diritto di Israele. Alla sicurezza e alla pace, una giustizia che non è mai facile, ma è indispensabile per costruire un futuro in cui nessuno si senta escluso o addirittura soppresso. La pace autentica non si costruisce soltanto con le tregue. Essa richiede l'impegno a rimuovere le cause strutturali del conflitto, come si è detto, a partire dall'occupazione, dall'espansione degli insediamenti e dalle privazioni quotidiane che affliggono milioni di palestinesi e lo sterminio di migliaia di innocenti soap palestinesi, soprattutto a Gaza, così come non dimentichiamo il massacro del 7 ottobre in Israele da parte di Hamas. Non dimentichiamo il sistematico, la sistematica violazione del diritto umanitario, lo sterminio di vite innocenti da entrambe le parti e, tuttavia, vogliamo continuare a sperare nella pace. Nel gesto di speranza del Sindaco, vedo un invito alla riflessione e al confronto.
Bologna, città storicamente è aperta al dialogo, all'inclusione si fa portavoce di un messaggio ancora più profondo, che non ci può essere pace senza giustizia e che ogni processo di riconciliazione, dialogo deve partire dal riconoscimento delle sofferenze di tutte le parti coinvolte. Esprimiamo anche l'impegno a riprendere con forza il dialogo interculturale e interreligioso e a promuovere iniziative concrete in questa direzione tra le comunità presenti nel nostro territorio, per far sì che Bologna sia non solo un simbolo di speranza, ma anche un laboratorio concreto di pace e giustizia di evitiamo per questo venerdì 24, questa settimana in Cappella Farnese alle 15, a parlare con gli enti locali e nazionali di percorsi e costruzione di pace con il Presidente De Pascale, il sindaco, Lepore, l'assessore alla pace, ara, grazie Presidente e grazie consigliera Consigliere Di Benedetto. Lei ha tre interventi di seguito. Il primo è linea blu, tram, prego. Grazie Presidente, quel primo intervento. Voglio parlare della linea blu del tram, un progetto che è così come esposto in Commissione, vede coinvolte via, Sabotino e via Andrea Costa e viali e arriva fino poi a Casalecchio, passando per la Porrettana. Un progetto che, così come pensato, a nostro avviso non va bene perché rischia di paralizzare definitivamente una porzione di città che già oggi è in grande sofferenza e c'è già una forte protesta nella cittadinanza. Chiediamo che il progetto venga sospeso e si apra una fase di dialogo e di confronto con la cittadinanza, una fase di partecipazione vera, perché non possiamo vedere un'Amministrazione, soprattutto un sindaco che sbandiera la voce partecipazione con riferimento al tram, quando fa scegliere il colore del mezzo e poi tace quando si chiede di poter discutere il percorso che partecipazione è, non fate decidere nulla ai bolognesi su dove lo volete far passare, però siete capaci davvero di rivendicare un percorso partecipativo quando si tratta del colore del mezzo.
E lo avete fatto seriamente?
Perché se uno esce da Bologna e racconta questo si pensa a uno scherzo, invece la misura della partecipazione, secondo il sindaco Lepore, evidentemente con riferimento al tram è discutiamo del percorso, no, bocciamo una linea e senza neanche interloquire con la cittadinanza si se lo decido. Io sì, però attenzione, vi faccio, scegliere il colore del tram state molto attenti. Questa è vera partecipazione bolognesi. Secondo il Sindaco, secondo noi no, e bisogna veramente che venga discussa perché via Sabotino. Evidentemente chi prende queste decisioni non lo sa, non vive da quella parte della città o, come penso io può prendere le preferenziali, quindi non gli interessa. È un'arteria principale del veramente della nostra città, in particolare nella parte, ovviamente, e da questa parte della città collega, e chi vive in porto, Saragozza, ma anche nei Comuni e successivi della provincia, con il resto di Bologna, e decidere di far passare il tram, di interessare i viali che inizialmente si era detto che non sarebbero stati interessati dal passaggio del tram è, a mio avviso, a nostro avviso molto pericoloso per la mobilità, soprattutto per il periodo di transizione. Quindi presentiamo un ordine del giorno urgente e sia, ci auguriamo che trovi il voto favorevole da parte della maggioranza che con responsabilità mette al centro l'interesse della comunità e quindi con il quale chiediamo che si fermi l'iter della linea blu del tram e si discuta con la con la cittadinanza, il percorso da far fare a questa linea e se proseguire o meno con la linea. Grazie Presidente,
Grazie Consigliere, allora l'intervento successivo alluvionati prego. Grazie Presidente. Un pensiero agli alluvionati di Lavino di Mezzo dimenticati dal sindaco, Lepore che, a sentire gli alluvionati stessi, aveva promesso presto aggiornamenti aggiornamenti, che oggi non sono ancora arrivati. Nessun sopralluogo, con telecamere e grandi promesse, come è stato fatto magari giustamente, anche in altre zone questi cittadini sono stati completamente dimenticati. A nulla vale il fatto che una porzione del territorio sta in capo ad Anzola, una porzione a Zola Predosa, anche perché vi è anche Bologna e comunque ricordiamo Lepore che è anche Sindaco della Città metropolitana e quindi è suo dovere preoccuparsi anche dei cittadini di Anzola, dell'Emilia, di Zola, Predosa, anche se non lo votano, quindi, forse per questo non è poi così interessato, mi viene da dire, però l'augurio è che veramente si metta a e si ascoltino questi cittadini si diano risposte e anche l'Amministrazione si faccia vedere con forza, con una presenza seria e responsabile, anche per dare risposte e prospettare quelle che sono le misure per la messa in sicurezza è veramente occuparsi di questa parte della cittadinanza e dei bolognesi che non possono essere dimenticati in essere considerati nei fatti come cittadini di serie B? Grazie Presidente, grazie Consigliere. Terzo terzo intervento, il titolo bandiere su Palazzo d'Accursio. Prego. Grazie Presidente, siamo lieti. Salutiamo con favore la scelta del Sindaco che segue il tracciato di una proposta che era già stata fatta all'inizio di questa vicenda e dai colleghi civici di centrodestra, poi da tutto il centrodestra, cioè di esporre entrambe le bandiere, posizione che all'inizio era stata respinta con forza dalla maggioranza. Oggi viene adottata dal sindaco Lepore, anche se qualcuno pare abbia qualcosa in contrario. Ecco, ci teniamo al fatto e di lavorare seriamente anche su un piano culturale e politico, sul tema dell'antisemitismo, perché è un fenomeno che sta evidentemente tornando anche in maniera strisciante ma forte nella nostra realtà e nella nostra società, e quindi il giorno che si avvicina al 27 gennaio può essere un'occasione per lavorare insieme in questa direzione, grazie Presidente.
Grazie consigliere, consigliere Monticelli. Secondo, intervento la difesa dei diritti umani come imperativo universale. Prego Consigliere. Grazie Presidente. In un contesto globale in cui i diritti umani continuano a essere violati in molte aree del mondo, la condanna a morte di Pasha, analisi attivista curda iraniana, rappresenta un tragico simbolo di ingiustizia. Questo caso evidenzia la necessità di un impegno collettivo per la protezione di chi, come lei, dedica la propria vita. Cause umanitarie e civili, ma si ritrova perseguitata per il proprio coraggio incarcerate, condannata a morte. Con l'accusa di ribellione, ha trascorso anni ad aiutare donne bambini sfollati in zone devastate dal conflitto. Lo so per umanitaria, è stata di fatto un faro di speranza per tutti coloro che fuggivano dalla brutalità dello Stato iraniano. Ha dissestata per questo sottoposta sparizione forzata, torturate, sottoposta a un processo iniquo che ha ignorato i principi fondamentali della giustizia, chiude la revoca della chiedere la revoca della condanna a morte di Assisi. Non è un dovere solo morale, ma un passo necessario per riaffermare un principio universale di giustizia e umanità, la difesa dei diritti umani e una responsabilità globale che riguarda ciascuno di noi. Grazie,
Grazie consigliera prossimo intervento, Consigliere Gaigher, scomparsa di Giovanni Cantoni, De Sabata OSS di sabato.
Giovanna Cantone.
Lo vuole morto la professoressa Giovanna che Antonio De Sabato la sua vita attraversato quasi un secolo fa, nel 1928 e ci ha lasciato nel 2025, ha fatto l'insegnante la preside dell'ispettrice, la consigliera comunale a Bologna, l'assessore della scuola San Lazzaro è stata una delle colonne della scuola bolognese, moglie del PROF Venzo De Sabbata, illustre scienziato fisico e anche apprezzato violinista e cognata dell'onorevole pesarese, Giorgio De Sabbata anch'egli esponente della Resistenza,
Personalità di livello nazionale, professoressa di fisica, al liceo Fermi, poi, preside, del liceo Copernico dove fu una esponente. È particolarmente stimato del MoVimento professionale, delle pratiche docenti per le sperimentazioni didattiche nell'insegnamento della fisica e per ISEE e per l'estensione e la qualificazione dell'insegnamento delle lingue straniere da settant'del 77, il suo libro il campo elettromagnetico edito da Loescher e nel e del 1982, l'insegnamento della matematica e della scienza edito dal Mulino, la sua casa è realmente di studenti e insegnanti che si riunivano a discutere di cultura politica, di scienza di didattica ha fatto appunto la consigliera comunale a Bologna, dal 64 al 70 con i Sindaci Dozza Fanti divenne poi ispettrice, Assessora San Lazzaro. È stata in questi giorni ricordato autorevolmente per la sua capacità di anticipare i tempi nell'approccio al grande tema del disagio adolescenziale che mai più che oggi è argomento di discussione straordinaria, protagonista della scuola dell'integrazione da lei seguita. Sia come ideali etico e come che come paradigma del buon governo scolastico territoriale è stata sempre presente nella vita civile della nostra città e si è allontanata dalla militanza civile più attiva per problemi di salute e di età. Solo negli ultimissimi tempi rimane ancora oggi un esempio da non abbandonare. Siamo vicini alla sua famiglia, al figlio ingegner Piero e ai nipoti Giorgio e Giulio.
Grazie Consigliere Gaigher, consigliere. Tarsitano tra bandiere, multe e resistenze, vive verso una pace giusta e duratura. Prego, grazie Presidente. Nelle scorse ore è stato annunciato un atteso e sperato. Cessate il fuoco, un respiro di umanità dopo un anno e mezzo di atrocità, la rinuncia alle armi, l'apertura di una speranza di dialogo erano il primo obiettivo necessario per avviare scatti riflessivi. Ulteriori di questo bisogna gioire. Non è però una firma cancellare quanto è accaduto fino ad oggi. La disparità delle parti in gioco, Israele nelle sue espressioni governative, non pare rinunciare al suo atteggiamento aggressivo e coloniale. Al contempo, la devastazione portata nei territori palestinesi e il più fertile e, con cime possibile per una rinnovata rabbia più forte di quella di prima, il percorso di pace in salita, preoccupa il ruolo che potrà giocare Trump e la chiarezza con la quale Netanyahu ha ribadito la temporaneità della tregua. Ora più che mai è necessario riaffermare la presenza del diritto internazionale e dare seguito alle sentenze della Corte penale internazionale calpestate fino ad ora su vicende così complesse e crediamo che anche gli enti locali possano giocare il proprio ruolo nello spostare piccole gocce di pace in un mare di odio. Per questo abbiamo sostenuto tutte le iniziative che sono state proposte per fare luce sul genocidio in corso a Gaza, per evitare che passasse inosservato e per pretendere il rispetto dell'umanità. Tra queste, l'affissione dello striscione cessate il fuoco ora e la bandiera della pace accanto a quella della Palestina e l'adesione, al pellegrinaggio di pace e dello scorso giugno, organizzato dalla Curia. Le bandiere sono mute, non ci dicono chi e cosa rappresentano. Siamo noi che le riempiamo di significato agitando con queste le nostre emozioni e i nostri vissuti, riempendo i loro colori dei nostri credi. Per mesi nel dibattito pubblico è stato necessario spiegare che la bandiera della Palestina non fosse quella di Hamas, che i palestinesi non fossero terroristiche quanto stavano subendo, non dovesse essere tutte le volte anticipato dalla condanna, più volte ripetuta di quanto è accaduto il 7 ottobre per trovare una legittimazione. La bandiera della Palestina rappresenta e ha rappresentato un popolo che resiste per la propria terra, costanti spinte coloniali, che ogni giorno afferma la propria esistenza in condizioni estreme, da 15 mesi a questa parte, in condizioni oltre l'estremo, rappresentando la morte del diritto internazionale davanti al diritto del più forte della firma del cessate il fuoco, accanto alla bandiera della pace della Palestina, esposte a Palazzo d'Accursio, è stata aggiunta quella di Israele. Anche questa bandiera, inevitabilmente colma di complessità e contraddizioni, rappresenta un Governo che cessa il fuoco, ma non cessa le proprie pretese coloniali, che ha come motore per il suo funziona per il suo funzionamento. La violenza, figlia della violenza subita nel secolo scorso, sulla quale non deve cessare la pratica della memoria, uno Stato che nella sua storia è stato protagonista di un susseguirsi di soprusi. Per questi significati, che oggi hanno un peso particolare, con un genocidio durato 15 mesi di appena sospeso, non possiamo condividere la sua esposizione nascosta nella stessa bandiera, però non ignoriamo che si raccolgono le speranze dei dissidenti e oppositori del regime di Netanyahu che cercano vie di pace, come recita mamma di Erchie ostaggi, ucciso da Hamas che, nel raccontare il suo dolore, ha denunciato la violenza delle azioni militari a Gaza, ribadendo che non ci può essere una competizione del dolore strumentale utilizzata dalla politica come il rabbino Jeremy Milgrom, che insieme ad Abu Khamis, capo del villaggio beduino, di al Canada, mare in Cisgiordania, ha realizzato una scuola nel deserto per dare futuro ai bambini Shalim, dimenticati anche dall'Autorità palestinese, come tante e tanti altri che in queste ore festeggiano e nella loro quotidianità, sono ambasciatori di pace. Noi crediamo e lottiamo nel nostro piccolo perché a partire da questo cessate il fuoco si possono scardinare le logiche di oppressione, si possa percorrere un percorso di riconciliazione che veda trionfare le resistenze che, faticosamente ed emarginate, lottano quotidianamente perché le bandiere siano le loro e la pace sia la loro. In questa nuova fase, crediamo che non sia giusto affrontare il tema del conflitto. Partendo dalle bandiere si è aperto uno spiraglio di pace al quale aggrapparsi. La sua complessità deve ora essere affrontata assumendosi la responsabilità di organizzare incontri tra resistenze, momenti di approfondimento della storia e delle responsabilità dell'Occidente, percorsi di giustizia e ricostruzione partendo dalle nostre comunità, allontanando il conflitto dai giornali ed avvicinando il confronto dal vivo, toccando le storie di chi vive le ingiustizie e sulla propria pelle che sulla propria pelle e continua a non alimentare odio con odio, ma con inspiegabile forza. Rispondo all'odio con la ricerca di una pace giusta e libera, che oggi è ancora distante, come la famiglia palestinese Enasarco incontrato appunto nel mio viaggio a giugno, che da 32 anni combatte davanti al Tribunale i sordi per difendere la propria terra in Cisgiordania, affrontando le brutalità degli attacchi dei coloni israeliani con azioni non violente ed un cartello affisso all'ingresso della propria proprietà, rifiutiamo di esservi nemici quest'oggi l'unico messaggio che per noi conta.
Grazie consigliere e consiglieri di acqua, il diritto alla casa è fondamentale, prego.
Sì, grazie Presidente, abbiamo letto in queste, qualche giorno fa, su un quotidiano del locale la situazione di di d'ora, questa ragazza ungherese, costretta a vivere, vivere in un appartamento dove paga 700 euro. Lei ha problemi con con la vista e chiaramente ha fatto. Ha pubblicato una foto in cui si vedono dei tubi in vista una caldaia che funziona con una scarsa reazione e tanti altri problemi che ci sono in questa unità immobiliare. Parliamo tanto di diritto al lavoro, ma bisogna anche iniziare a parlare, e lo facciamo da poco. Per ebbene, farlo anche Digny il diritto alla dignità del posto, posto letto del di quello che riguarda anche l'unità abitativa, perché condizioni come quelle di d'ora che ha ha voluto far uscire.
E sono tanti, sono tante situazioni che permangono anche nella nel nostro territorio. Mi è capitato di vedere anche in questi anni foto di persone che vivono in appartamenti dove di solito il colore della parete dovrebbe essere bianco, era nero dall'umidità e per una famiglia che vive lì con dei bimbi, soprattutto bimbi, piccoli o anziani. Cari giver, questo chiaramente comporta sempre di più a una situazione di criticità.
Io mi auguro che questo possa in qualche modo anche far partire anche un dibattito nella nostra città, su quello che riguarda il problema della casa, oggi no, le persone non chiedono soltanto di avere un posto dove dormire, ma avere anche luoghi sicuri come avviene anche nel mondo del lavoro in cui chiediamo la sicurezza nei luoghi di lavoro chiediamo anche una,
Adeguamento su quello che riguardano le unità abitative. Secondo Istat si parla di oltre 500.000 gli appartamenti che vengono affittati senza contratti.
La CGIA di Mestre, da un numero molto più alto, forse due volte tre volte di più rispetto a quelli che sono i tanti appartamenti che vengono affittati senza in nero e soprattutto nella nostra città. Si sono verificati casi di tanti studenti che hanno fatto uscire emergere questa criticità, bene, hanno fatto la Guardia di Finanza, l'Agenzia delle entrate e l'Università di Bologna, anche di comune accordo anche con i medici su cui, su quello che riguarda anche i tanti studenti dove si sono verificati, sono venuti a conoscenza di tanti appartamenti che venivano affittati in nero viene a mancare quella quella dignità delle persone, sappiamo, molte, vuol sappiamo molte volte perché un proprietario e decide di affittare in nero, perché così in qualche modo evade sicuramente le tasse dall'altra parte fa pagare di meno all'inquilino, ma sappiamo anche benissimo che poi, in caso di sfratto per morosità di i tempi sono ancora più lunghi, quindi ci sono un gioco delle due parti e questo sicuramente non non aiuta il poi le condizioni di vivibilità all'interno degli appartamenti. Il tema dell'agibilità, la questione dei contratti, gli appartamenti non agibili sono tanti di quelle condizioni che oggi sono ancora persistenti sul nostro territorio nazionale. Quindi quello che si chiede è quello di portare agli enti preposti di fare più controlli su quello che riguardano le unità abitative, perché ne vale anche poi la sicurezza e soprattutto lo stato di salute delle persone che poi vivono all'interno di quegli appartamenti d'ora, nel nell'intervista che ha rilasciato, ha chiesto di poter avere un alloggio Acer, e devo dire che anche da questo punto di vista del presidente di di ACER Bertuzzi ha risposto prontamente assolutamente dicendo che comunque ci sono appena verrà aperto il bando stamattina è stata contattata d'ora proprio da ACER prossima settimana. Porterà i documenti, quelli che sono richiesti e poi, appena ci sarà l'apertura della piattaforma, potrà concorrere partecipare. Credo che questo, come dire grazie anche alla al quotidiano, è arrivata questa notizia che in qualche modo, da una piccola speranza ad ora, ma come d'ora tutte quelle tante persone che nella nostra città si trovano in queste situazioni.
Perché, ebbene, avere un tetto dove dormire, ma quello che vale, oltre alla dignità del lavoro e anche la dignità della persona, grazie Presidente.
Grazie Consigliere e consigliera Ceretti collegata la pace è possibile solo con la relazione, l'incontro e la mediazioni prego il Presidente, la traggo Gaza e l'inizio del rilascio dei primi ostaggi israeliani e la notizie più bella dei giorni appena appena trascorsi, che dobbiamo accogliere con gioia nonostante siamo tutti consapevoli sia un compromesso fragili appeso a un filo,
Il compito della politica a continuare ad immaginare e a costruire sempre nuovi strumenti di dialogo e le città esercitano in questo un ruolo importante, perché nella scelta della loro conformazione urbana si favorisce o meno l'incontro con l'altro, con il diverso, anche nella pratica quotidiana amministrativa. Sono molto efficaci le marce della pace che si moltiplicano nelle piazze coinvolgendo molte persone, famiglie a Bologna, vengono organizzate dal portico della pace, con il compito difficile di tenere insieme più di 50 associazioni così tante che ad elencarle arriverei. Alla fine dei minuti che ho a disposizione, invece, vorrei aggiungere qualche considerazione, ringraziandola naturalmente, che, sebbene per la complessità del momento storico, a volte ci ci siano assenze rumorose alle iniziative di piazza, questo non ci deve togliere la voglia di testimoniare in modo non violento, la necessaria fraternità fra i popoli, perché uso la parola fraternità anziché a fratellanza, come invece ci invita a fare lo psicanalista. Massimo Recalcati sulla pagina di Repubblica.
Perché mentre la Fratellanza ha un presupposto naturalistico che interessa certamente nel mondo della psicanalisi, la fraternità ci lega, ci tiene insieme, ci rende custodi gli uni degli altri fra diversi, come ci spiega da tempo Stefano Zamagni, per questo oggi è così preziosa fraternità è una parola che ha più di 800 anni.
Ed è di una contemporaneità straordinaria ci ricorda Edgar Moren che la libertà può essere restituita, che l'uguaglianza può essere anche imposta mentre la fraternità non la si può stabilire per legge e l'esercizio di una responsabilità personale e collettiva che va praticata a prescindere dal proprio bene per sé e l'esercizio di prendersi sulle spalle il dolore dell'altro, solo la fraternità, dunque, in grado di andare oltre i confini sia naturali della psicanalisi sia storici che tendono a separare una persona dall'altra. È riscoprendo questa parola antichissima e nuova insieme, fra molte altre che arrivano da culture lontane diverse, che andrebbe costruita la casa dell'incontro e del dialogo fra religioni e culture, di cui oggi più che mai urgente la realizzazione. Il dibattito sulle bandiere rispetto a questo esercizio di relazione ha senso quando fa sentire.
Vicino non far sentire solo un popolo nel suo dolore, oggi ha senso che le bandiere siano due, perché dobbiamo voltare pagina rispetto all'incomunicabilità, al muro, contro muro, ma guai ad accontentarci solo del piano politico simbolico, la pace è una pratica concreta, quotidiana, silenziosa e continua, si nutre di relazioni di mani scambiate, di sguardi, di incontri, di reciprocità, di convivialità, di Piast, di marce, di pellegrinaggi, di luoghi concreti, di dialogo, questo tempo fortemente bisogno di tanti amministratori che dalle città dimostrino la capacità di essere artigiani dell'incontro mediatori fra parti contrapposte urlate, grazie,
Grazie Consigliere, Consigliere. Negash, odio e violenza non sono opinioni. Prego Consigliere. Grazie Presidente. L'aumento degli attacchi contro le comunità LGBTQ plus è una ferita che colpisce Bologna ma che sanguina. In tutt'Italia questi atti non sono episodi isolati, ma il sintomo di un clima di odio e intolleranza sempre più diffuso è normalizzato. È impossibile restare indifferenti di fronte a quanto accade. Il Cassero storico, presidio della comunità queer, simbolo della lotta per i diritti, è stato bersaglio di una serie di attacchi che fanno rabbrividire per la loro violenza, per il silenzio che li accompagna. Non si tratta solo di striscioni vandalizzato i cartelloni omofobi. Il tentativo è quello di colpire il cuore di una comunità, di intimidirla, di negare il diritto a esistere, a sentirsi al sicuro. Questi episodi sono PRA in parte di un'escalation allarmante da Capodanno, con cartelli carichi di insulti omofobi alle aggressioni fisiche contro i soci del Cassero, Bologna sta vivendo un problema che non può essere ignorato e non si tratta di un problema solo locale. Nel 2023 si contano 139 episodi di omotransfobia, denunciati, mentre i centri antidiscriminazioni raccolgono ogni giorno decine di migliaia di richieste d'aiuto. Molti altri casi restano nell'ombra, per paura o sfiducia nelle istituzioni. Questa violenza non nasce dal nulla, è figlia di un ruolo, di un vuoto normativo, di un silenzio istituzionali e di una retorica d'odio che si alimenta a tutti i livelli. L'Italia manca ancora di una legge contro l'omotransfobia e l'Ufficio nazionale antidiscriminazioni che dovrebbe essere un baluardo di difesa per le vittime. È stato svuotato di potere. Non sorprende quindi che anche il Consiglio d'Europa, il Parlamento europeo, abbiano condannato il nostro Paese per il suo arretramento di tema di diritti civili. Ma c'è chi non si arrende il Cassero che oltre quarant'anni da quarant'anni, un simbolo di lotta e resistenza reagisce il 6 febbraio 2024 alle ore 19 ospiterà un'assemblea aperta di tutti nei suoi spazi,
Sarà un momento per unirsi, ascoltarsi, costruire risposte collettive.
A dire e dire forte che Bologna non CED non chiederà al fascismo e A alla N e all'omofobia, come dice la presidente del Cassero, non ci lasceremo intimidire Bologna ha un problema di fascismo e omofobia, affronteremo insieme difendere il castello, significa proteggere un luogo sicuro e per tutti e per tutte, grazie Presidente,
Grazie Consigliere nei prossimi interventi della consigliera Di Pietro anche l'ONU interviene contro il ddl, sicurezza, prego consigliera grazie per la parola a criticare il ddl. Sicurezza del Governo che colpisce i diritti e libertà delle persone non sono più soltanto le opposizioni e le piazze italiane, ma anche le istituzioni internazionali e di dicembre. La lettera che l'ONU ha indirizzato al Governo italiano, ponendo l'attenzione su una serie di articoli in netto contrasto con gli obblighi che i Paesi hanno in materia di diritti umani. Solo questo dovrebbe bastare per far comprendere quanto sia grave la proposta di legge in discussione. Ma evidentemente al nel Governo Meloni prevale la volontà di provare provvedimenti repressivi, identitari della destra, ordine e sicurezza di dubbia costituzionalità, limitare la libertà di espressione, di manifestare e di dissenso delle persone, aumentare i reati e le pene, prolungare la detenzione, punire la resistenza passiva in carcere e ipotizzare uno scudo protettivo per le forze dell'ordine anche nel caso di uso sproporzionato della forza sono solo alcuni esempi delle violazioni dei diritti sanciti nella Convenzione internazionale dei diritti civili e politici, che si tenta di far diventare legge. Un disegno, quindi, che oltre a colpire regole democratiche fondamentali, qualifica nei fatti una maggioranza al Governo che sta seriamente rischiando di compromettere e isolare lo Stato italiano. Grazie,
Grazie consigliera secondo intervento del Consigliere Negash, loro dicono noi diciamo prego Consigliere, grazie Presidente, la riforma costituzionale ha approvato in prima lettura alla Camera che introduce la separazione delle carriere dei magistrati, rappresenta un grave rischio per la democrazia e lo Stato di diritto in Italia non è una semplice modifica tecnica ma un intervento che mina l'indipendenza del potere giudiziario, pilastro della Costituzione e garanzia per i cittadini. La proposta ignora le raccomandazioni europee che richiedono un rafforzamento dell'autonomia del pubblico ministero per garantire giustizia equa ed efficiente per tutti.
Separare le carriere dei magistrati, come previsto dal Governo, significa creare un corpo separato di di pubblici ministeri sottratte alla giurisdizione e potenziarne prudenzialmente controllati dal potere esecutivo. Significa Primo Ministro, questo compromette il principio dell'obbligatorietà dell'azione penale, subordinando la giustizia alle scelte politiche della maggioranza parlamentare. Il Governo giustifica la riforma citando i passaggi di carriere tra pm, i giudici già limitati nella riforma Cartabia, un fenomeno residuale che interessa a me, che interessa a meno dell'1% dei magistrati.
La vera intenzione sembra essere indebolire la magistratura, rendendola vulnerabile alle pressioni politiche e creando un super PM, strumento del potere politico. Questa riforma è un attacco all'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge e ai principi democratici.
Per discuterne a Bologna ci sarà un evento di area democratica per la giustizia Emilia Romagna giovedì 23 gennaio alle ore 17 per presso la Sala della traslazione del complesso di San Domenico, invitiamo tutti ad andare a ascoltare degli esperti e capire come questo questa riforma ci porta un po' a un potere autoritario difendiamo insieme alla democrazia e il nostro sistema costituzionale, grazie Presidente,
Grazie Consigliere, prossimi interventi della consigliera Marcasciano nominata la nuova Garante dell'infanzia e adolescenza, prego grazie Presidente Marina Terragni è stata nominata garante dell'infanzia e dell'adolescenza dai Presidenti delle Camere su suggerimento della ministra della Famiglia Eugenia Roccella. Ma chi è, ma chi l'ha piazzata lì non riesco a capire cosa faccia nella vita. Sono le frasi che ricorrono nella chat del gruppo dei garanti dell'infanzia e dell'adolescenza regionali per avere un'idea chiara del senso di smarrimento alla nomina della Terragni, una notizia accolta con imbarazzo nel settore dei professionisti e di profonda amarezza nel mondo dell'attivismo, LGBT plus e femminista. Il suo nome dice poco, ma per chi è stato attaccato, spesso violentemente dal suo pensiero medievale, tra cui la qui presente, diciamo che Terragni si è distinta per aver negato l'esistenza delle giovani persone trans per essere contraria alla genitorialità delle persone LGBT plus, attaccato i genitori dei bambini con varianza di genere. Si è battuta contro il ddl Zan nel suo curriculum, non vi è traccia di esperienza nel campo dei minori imbarazzante commenta Antonio Marziale e fondatore dell'Osservatorio sui diritti minori, è garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza forte di un'esperienza trentennale, già candidato al Consiglio regionale della Calabria, con Fratelli d'Italia, dichiara mi sento in imbarazzo, ma forse chi l'ha nominata dovrebbero ricordarsi di più, non fare la manifestazione di interesse non è stato onesto pescare così a caso non è stato rispettoso del lavoro dei professionisti che da decenni lavorano nel settore.
Non c'è traccia di specifiche e comprovate professionalità nel campo dei minori, come prevede l'articolo 2 della legge sui criteri e modalità di nomina del Garante, preoccupazioni che oggi diventano un fastidio dietro l'imbarazzo formale per l'ennesima poltrona assegnata a fedelissimi del Governo sprovvisti di competenza specifica per svolgere il compito assegnato. Attendiamo che i Presidenti Fontana e la Russa ci spieghino a quale titolo si elegga una garante per l'infanzia che di titoli ed esperienze adatti al ruolo sembra di averne. Do di non averne alcuna.
O il secondo?
Prego consigliere, chiedo scusa, ma anche la seconda, se con intervento l'attacco al Cassero è un attacco a tutta la città, prego Consigliere, grazie Presidente e lei si può attacco alla sede del Cassero lo spazio culturale e politico della comunità LGBT plus a Bologna. In pochi mesi il circolo ha ricevuto quattro intimidazioni, vedendosi distrutto per tre volte lo striscione simbolo del Cassero. Si osserva e stigmatizza il crescente odio verso la comunità LGBT. Si tratta di attacchi di chiara matrice omofoba e fascista, si legge in una nota dell'associazione che sono sintomatici di un problema profondo. Come già ribadito più volte, non ci sono dubbi che siano proprio le politiche governative ad alimentare questa violenza.
Il 1 gennaio un cartello con la schifezza, con la scritta spazi liberi via dai via i froci è apparso sulla porta della Salara in mezzo a un manifesti e volantini strappati. Il secondo atto di vandalismo è avvenuto il 15 gennaio, quando lo striscione simbolo del Cassero è stato nuovamente distrutto. Questi attacchi non sono episodi isolati, ma il sintomo di un problema profondo. La situazione è diventata ancora più allarmante dopo l'episodio, in cui una socia e del Cassero è stata inseguite aggredita con un lancio di oggetti.
I fatti sono stati raccontati dalla vittima sui social dell'associazione. Non possiamo più restare in silenzio di fronte a questa violenza. Il Cassero non è solo uno spazio della comunità queer LGBT plus, ma di tutta la città. Siamo qui da oltre quarant'anni visibili e orgogliosamente froci. Bologna ha un problema di fascismo e omofobia ed è ora di affrontarlo. Grazie.
Grazie consigliera i prossimi al secondo intervento della consigliera Di Pietro l'ennesimo episodio di aggressione alla Dozza, prego consigliera che è un altro episodio di aggressione, si è verificato la scorsa settimana alla casa circondariale Rocco d'Amato, un detenuto ha aggredito un agente della penitenziaria fratturandogli un dito un pensiero di solidarietà all'agente colpito e a tutti coloro che vivono sulla loro pelle e l'aggravarsi quotidiana della condizione carceraria.
Siamo ormai consapevoli che questi episodi sono l'effetto di una violenza annunciata. Chi vive e opera all'interno di una struttura detentiva deve affrontare traumi provocati da un sistema drammatico che va ripensato radicalmente. Il malessere psicologico e fisico a cui assistiamo e che viene costantemente rappresentato conferma che il sovraffollamento, le dinamiche presenti e l'inadeguatezza delle risorse in ogni ambito portano solo a vivere Stati di oppressione, disperazione che privano di spia di speranza alle persone.
In un contesto nazionale che, purtroppo, rischia anche di vanificare ogni sforzo locale. Le politiche repressive securitarie a cui assistiamo alimentano rabbia, violenza e malessere mentale, calpestando i, mettendo a dura prova la salute, la dignità umana, in una flat solitudine che spinge agenti e operatori ad andarsene.
Bologna da sempre investe per migliorare le condizioni detentive e favorire percorsi di reinserimento. Sono diverse le esperienze che si portano avanti, ma purtroppo non bastano a sanare la frustrazione diffusa. Il percorso tracciato che vuole riformare un sistema del tutto fallimentare va perseguito con continuità e tenacia. Anche se non è semplice, la visione carcere centrica, va superata. Le pene devono aiutare a rendere le persone migliori, devono servire a rieducare la politica. Deve fare, deve fare la sua parte senza esimersi. Pensa alle parole del cappellano dell'istituto minorile, in cui rappresenta i bisogni della struttura e dei ragazzi, a quando descrive il razzismo latente che vede negli occhi delle persone che incrociano ai ragazzi libertà vigilata, pensa a questi ragazzi e agli adulti reclusi alla Dozza e alle dichiarazioni del sindacalista d'amore sull'insostenibilità di una situazione esplosiva è al collasso, per ribadire la gratitudine che ognuno di noi dovrebbe avere nei confronti dei cappellani, degli operatori e dei volontari che ogni giorno si adoperano per contrastare una società che, anziché curare, rigetta ai margini. Per questo, al fine di creare maggiore consapevolezza, insieme ad altre colleghe e colleghi, proporrò un'udienza conoscitiva sul volontariato e penitenziario e sui risultati di una ricerca promossa in ambito regionale dal Garante, che interessa ovviamente anche Bologna. Grazie.
Grazie consigliera prossimo intervento è della consigliera Larghetti, alluvione, cabina di regia, adattamento e mitigazione, prego consigliera.
Grazie Presidente, sono passati tre mesi dalla seconda terribile alluvione che ha colpito la nostra città e anche gran parte dei Comuni metropolitani, dopo il sopralluogo che c'è stato a inizio anno, fatto dal sindaco Lepore dal nuovo Presidente De Pascale nelle zone alluvionate e abbiamo saputo che c'è l'accordo per questo primo diciamo organo di,
Coordinamento tra Regione Comune e Città metropolitana per mettere in sicurezza i territori attraversati dai torrenti bolognesi, ecco, nel dramma dell'alluvione abbiamo visto quali sono, diciamo, i nodi.
Della burocrazia. No, un territorio in cui c'è un ente che è responsabile della viabilità comunale, un ente che il responsabile della viabilità provinciale, un altro dei fiumi e degli argini, un altro ancora della gestione delle allerte. Ecco, io credo che coordinarsi in emergenza magari abbiamo imparato a farlo, però coordinarsi per immaginare una pianificazione del territorio proprio radicalmente diversa, che sappia tenere conto del nuovo scenario e delle necessità che l'adattamento e la mitigazione impongono. Credo che sia una sfida veramente difficile e devo dire che va. Beh, non è con sorpresa, ma con un certo disappunto che di nuovo sentiamo parlare dalla destra, che ci dice insomma molte chiacchiere e pochi fatti, la stessa che poi, quando si è trattato di fare campagna elettorale sulla pelle dell'alluvionati, mi pare che non si sia fatta troppi scrupoli e li ha scientemente abbandonati per poi poter incolpare gli enti locali, però sembra che giochino non abbia funzionato. Ecco, io credo che noi non dobbiamo fare lo stesso errore perdendoci, perdendo tempo nel chiedere trovare a chi dare le colpe. Invece dobbiamo prenderci la responsabilità, che è quello che ci chiedono i cittadini, che ciascuna si prenda le proprie responsabilità. Questo vale per il Comune, vale per la Città metropolitana, vale per la Regione. Ovviamente vale anche per il Governo e speriamo che la nuova struttura commissariale di Curcio in questa sia, diciamo, un pochino più proattiva e meno. Ebbene, inutilmente politica. Ecco, il dialogo non deve mai essere interrotto. Se vogliamo ricomporre questa complessità anche con i cittadini che sono ancora, diciamo, sconvolti ancora non hanno tutte le risposte. Molte Fund fanno fatica ad arrivare anche agli enti locali. Per questo ci sembra molto positiva l'iniziativa della assemblea civica questa sera al Cinema Bellinzona dedicato in particolare ai residenti della zona alluvionata in porto. Saragozza. Ovviamente ci saremo, ringraziamo non solo la cittadinanza e le forze politiche, ma anche le Consigliere Consiglieri di quartiere che fanno un mestiere, diciamo ancora più in grado di quello che faticosamente facciamo qua. Ringraziamo Federico Grazzini che ci sarà nella sua doppia veste sia di vicepresidente del quartiere San Vitale, ma soprattutto di esperto.
E di politico attivo e instancabile divulgatore. Ecco questa unità che noi dobbiamo ricercare. La dobbiamo riportare anche sul resto del territorio, in particolare in Città metropolitana, dove sarà attivato appunto, un team di lavoro tecnico per il coordinamento e ci sembra molto opportuno, visto che ci sono territori come la Val di Zena, che aspettano ancora delle risposte, e su questo il sindaco Lepore ha assicurato una particolare attenzione, però, ecco, stiamo ancora pagando le azioni demagogiche sulla gestione dei fiumi e c'è questa denuncia molto preoccupante ed è climatologo. Stefano materia. Un climatologo bolognese, che opera a Barcellona ma che vive e frequenta il nostro territorio, che.
Ha denunciato questa operazione disastrosa che era stata fatta in chiusura dell'ultimo mandato regionale sulla ripulitura degli argini in Val di Zena, che però si è tradotta, e praticamente in una devastazione di decine di chilometri di sponde dell'alveo del fiume disboscate con le ruspe direttamente dentro al fiume a dragare i fondali. Ecco un intervento in netto contrasto con le stesse linee guida per la programmazione e la realizzazione degli interventi di manutenzione e di gestione della vegetazione e dei boschi ripariali a fini idraulici, che è stata approvata dalla Regione stessa con una delibera di Giunta del 4 novembre 2019. Ecco, Stefano materia ci dice ditemi, per favore, dov'è la visione e la progettualità di operazioni di questo genere, perché senza le radici, chi trattiene il terreno alla prossima pioggia violenta, il dragaggio spinge il fiume a cercare sedimenti che gli sono sottratti erodendo le sponde, incentiva le frane sul versante e causa l'abbassamento della falda. Questo si sa da 50 anni. Infatti il dragaggio è proibito. Allora perché stiamo dragando? Ecco, noi abbiamo il dovere di dire anche la verità, quando anche non è comoda per noi questo tipo di interventi. Non credo che siano spiegabili e non credo che siano risolutivi per, diciamo, ridurre il rischio idraulico e anche se questo azione sul fiume non è di competenza né del Comune, ovviamente, che non è il territorio, ma neanche del Sindaco metropolitano, però credo che noi, nell'ambito di questo coordinamento con la Regione, dobbiamo chiedere che ci sia un nuovo corso di gestione del territorio che è fatto di approfondimento scientifico di responsabilità, di coraggio e anche della fatica di spiegare alla cittadinanza il da farsi invece che eseguire, diciamo i sommovimenti della vulgata che riecheggiano ai nostri colleghi alle volte pulite. Fiumi puliti.
Consigliera Bernagozzi, strage del 2 agosto, Bologna non dimentica, prego.
Il 2 agosto 1980 alle ore 10:25. Nella sala d'aspetto della seconda classe della stazione di Bologna, una bomba esplode causando 85 morti, tra l'altro ricordiamo la più piccola Angela Fresu di soli tre anni causa anche 200 feriti, è di fatto l'ultima e la più grave strage degli anni di piombo, ebbene, qualche giorno fa è diventata definitiva la condanna all'ergastolo dell'Est ex terrorista Nar Cavallini, accusato di essere tra i responsabili proprie della strage neofascista alla stazione di Bologna. Con questa sentenza si pone fine a tutte le false piste sentite in tutti questi lunghissimi 45 anni, come ad esempio quando un famoso giornalista Bruno Vespa continuava a dire in collegamento, proprio nelle prime ore, dopo la strage, con quell'odore di zolfo che permeava tutta la città, che si trattava dell'esplosione di una caldaia. Ricordo anche, appunto, la reazione di questo Consiglio comunale quando lui entrò nel Consiglio straordinario e dovete uscire di gran fretta. Questa sentenza stabilisce con chiarezza che si trattò di una strage di stampo neofascista, atta fatta quindi per fini eversivi, quindi nessun'altra bugia, nessun altro depistaggio, può essere più tollerato. Un abbraccio anche quindi da tutta la comunità del Partito democratico di questo Consiglio, ai familiari che da anni combattono per la verità e la giustizia che ha accompagnato in questi anni il loro percorso tenendo viva la memoria anche di chi non c'è più e su questo permettetemi di ringraziare personalmente Cinzia Venturoli. La storica che da sempre si è occupata appunto di trasmettere anche ai più giovani la memoria di questa strage. Insieme a lei Agide Melloni l'autista, il famoso autista dell'autobus 37 e che abbiamo anche incontrato qui casualmente con alcuni colleghi del Consiglio che da allora non fa altro che trasmettere alle giovani generazioni, raccontando la reazione di questa città, una reazione importante che forse è stato il primo vero argine a quegli anni terribili, insomma, persone che tengono viva la memoria. Anche e soprattutto le nuove generazioni e che quindi hanno a camminare, hanno camminato insieme a tanti cittadini bolognesi a fianco dei familiari per la verità e la giustizia sulla strage di Bologna. Per questo non abbiamo e continuiamo a condannare quanto è successo poco tempo fa per una famosa marcia proprio né nel nei pressi della stazione, perché ancora una volta ci tocca ribadire che quella fu una strage neofascista Eric e vogliamo ricordare a tutti che Bologna non dimentica, grazie.
Grazie consigliera, consigliera De Martino dentro e fuori il carcere minorile, prego Consigliere.
Grazie Presidente, con questo intervento voglio portare qui in Aula consiliare una riflessione. È emersa pochi giorni fa sul Corriere, attraverso una bella intervista rivolta al Don Domenico, il parroco dell'istituto penitenziario minorile del Pratello e aggiungere ovviamente anche delle mie riflessioni conseguenti e non don Domenico che quasi quotidianamente frequenta quelle mura. Le mura del carcere minorile ci riporta elementi che, come politica, io credo non possiamo ignorare nella sua intervista il Don parte dalla provenienza dei detenuti, provenienze che sono molto diverse. Ci dice infatti che nel carcere si trovano italiani, figli di italiani, seconde, generazioni e minori stranieri non accompagnati, background, quindi molto diversi ma accomunati dagli stessi sentimenti, sono tutti i ragazzi, dice sempre il Don, abituati a non essere visti abituati, a non importare a essere messi da parte ragazzi, ragazzi che hanno ansia per il futuro e vivono solo un presente e che spesso quel presente non è fatto di adulti e ragazzi che fanno fatica a comprendere e gestire le proprie emozioni e che proprio per questo sono ancor più affamati di affetto e di amicizia. Sentono le istituzioni lontane perché non le reputano in grado di offrirgli alternative concrete per potersi costruire una vita come quella degli altri. Lo stesso donna ammette che quando i ragazzi gli chiedono un aiuto, lui è proprio lui a rendersi conto di non avere gli strumenti necessari. Alcuni di loro sono di seconda generazione e subiscono quindi in aggiunta, un razzismo latente quotidiano fatto anche di cose che noi non noteremmo come semplici sguardi, ma che per loro sono pugnalate, che li allontanano sempre più dal nostro Paese, ragazzi che per quanto riguarda i minori stranieri non accompagnati. In aggiunta a tutto quello che ho premesso prima al compimento dei 18 anni, perdono anche ogni tutela. Insomma, quello che a me viene da dire che sono ragazzi, che potremmo tranquillamente incontrare nelle nostre piazze, nelle nostre strade, nei nostri centri commerciali, perché hanno tantissimo in comune con chi sta fuori dalle sbarre e con questo non voglio ovviamente dire che tutti i nostri ragazzi potrebbero arrivare a delinquere, ma voglio dire che c'è un senso di disagio tra loro sempre più profondo, un senso di disagio che li accomuna tutti e che ne porta una parte sempre più significativa a commettere atti violenti. Basta pensare che quando andammo con il collega, Tarsitano il proprio don Domenico a parlare di carcere insieme ad un ex detenuto, di fronte a una platea di 60 quattordicenni solo in 8, alzarono la mano per rispondere affermativamente alla domanda in cui gli veniva chiesto se si fidassero degli adulti, poi certo una differenza sostanziale c'è ed è il fatto che chi di loro delinque e poi si trova in un contesto come quello del carcere minorile oggi ha pochissime possibilità di recupero perché per scelte politiche precise e ottuse, ormai il carcere riesce a perseguire solo il mero scopo del contenimento della separazione dal resto della società e mentre all'interno di quelle sbarre, continua a crescere ad alimentarsi la violenza, nonostante l'egregio lavoro degli operatori e delle operatrici e delle associazioni, che però si scontra con limiti concreti e materiali. Il mio timore è che, se continueremo a non vedere queste connessioni a fare finta che non esistono, a dividere i buoni dai cattivi, gli italiani dagli stranieri, a non occuparci di chi vive dietro le sbarre questa spirale di disagio, frustrazione e violenza dentro e fuori il carcere continuerà ad auto alimentarsi, rischiando di diventare una vera bomba sociale. Sappiamo quanto il Comune si è impegnato sui temi dell'adolescenza, in coordinamento con tante realtà territoriale e anche sui temi della detenzione, ma tutto ciò ci dice che dobbiamo insistere e investire sempre più tempo, energie e risorse, perché ne va davvero del futuro della nostra comunità cittadina che non siamo già più noi, ma è tutto ciò che ci stiamo lasciando dietro e sicuramente non saranno delle ronde autoorganizzati a salvarci come comunità, anzi le ronde, come il mero utilizzo di etichette che stigmatizzano violenti e delinquenti senza lasciare alcuno spazio all'analisi delle complessità, non farà altro che acuire quel solco è quella distanza tra noi e loro adulti e ragazzi, istituzioni e giovani cittadini, solco di cui pagheremo tutte e tutti le conseguenze grazie.
Grazie consigliera, consigliere Venturi contro le zone rosse in città, prego Consigliere, grazie Presidente, in questo momento di scontri di piazza a livello nazionale, per fortuna sabato pomeriggio la pausa aggiornato della rete dei patrioti nel centro commerciale Granreno di Casalecchio di Reno, tanto temuto da alcuni non ha avuto conseguenze nefaste.
Non abbiamo infatti assistito ad alcuna violenza, ne sono apparsi slogan o bandiere, il tutto si è svolto vedete con ordine rispetto per i luoghi e le persone. Riguardo al tema della sicurezza, comunque, apprendiamo con favore che la Polizia locale sta lavorando in sinergia con le forze dell'ordine e Conf con Confcommercio ed ASCOM per cercare di animare piazza 20 settembre e dalle così nuova vita Controspazio degrado tramite eventi di vario tipo in tutto l'arco dell'anno.
È un metodo che vedete, noi auspichiamo da sempre, ovvero una collaborazione proficua tra Palazzo d'Accursio, la polizia e i commercianti in più, come sappiamo, è stato finalmente istituito un assessorato ad hoc per la sicurezza e presto arriveranno anche le bodycam a protezione degli agenti come da sempre chiediamo, come ci è stato riferito il question time, dall'Assessore alla Sicurezza, Matilde Madrid invece niente da fare per i tesa, ed è questo un vero peccato perché a nostro avviso sarebbero molto utili per scoraggiare ancora di più le iniziative violente ed un ulteriore ausilio per tenere sempre più sotto controllo il territorio di cui Bologna ne ha un gran bisogno. Anche la maggiore illuminazione, poi tramite l'installazione di nuovi fonti luminose, annunciata sempre dall'assessore Madrid, è un fatto molto positivo e che chiedevamo da lungo tempo, visto che in passato si era anche deciso di ridurre l'intensità dei nuovi dispositivi in città. Tutto questo per risparmiare pochi poche migliaia di euro, quindi c'era stata era stata prevista ed è stata prevista una riduzione degli dei dispositivi luminosi. Questo per risparmiare pochi milioni di euro 1 2 milioni di euro. Non ricordo esattamente a discapito della sicurezza in città. Per fortuna adesso si è deciso però di installare nuovi dispositivi. Quindi qualcosa, mi viene da dire, sembra si stia muovendo nella direzione giusta, anche se è ancora in fase embrionale. Ci auguriamo, lo ribadisco, che non siano però vedete solo i soliti proclami, ma che si agisca concretamente stavolta.
È vero, da un lato, che è la Prefettura, infatti, che autorizza o meno le manifestazioni, ma speso quest'ultima basa le proprie decisioni sugli orientamenti dell'amministrazione. Pertanto è ovvio che sono necessarie una certa sensibilità e una grande attenzione da parte del Comune che deve allertare su eventuali rischi legati ad alcuni cortei.
Indicazioni devono quindi essere chiare e precise e puntuali ed anche rigide, in alcuni casi dove ci siano dei segnali di possibili disordini. Ricordiamoci, vedete che Bologna è una città molto a rischio in questo senso, per l'abbondante presenza di anarchici e antagonisti e di collettivi che hanno sempre trovato un terreno assai fertile grazie alle amministrazioni di sinistra che si sono succedute. Quindi manteniamo sempre alta l'attenzione perché il clima d'odio che è andato sviluppando, se negli ultimi anni è preoccupante ed assai grave,
Complici sono stati anche alcuni avvenimenti internazionali come le 2 guerre cui stiamo assistendo ormai da anni in Ucraina e Medio Oriente.
Le quali hanno creato una grande attenzione di fondo. È una cattiveria generalizzata.
In questa fase, quindi, non dobbiamo sottovalutare nessun segnale e le forze in campo devono sostenersi a vicenda, così come sembra che stia succedendo in quest'ultimo periodo. Tutte le persone, quindi anche donne anziani, devono ricominciare a poter uscire di casa senza paura di essere aggrediti da bande di balordi o venire derubati. Dobbiamo assolutamente riprendere il controllo della città e restituirlo alla cittadinanza purificata. La direzione al momento è quella giusta. Quindi forza, continuiamo così e non arrendiamoci alle intimidazioni,
Grazie Presidente.
Grazie Consigliere, ora tocca alla consigliera Scarano città né Città, 30 i dati reali, prego consigliera sì, grazie Presidente, doveroso intervenire nuovamente sul tema, anche quest'oggi, perché proprio sul tema è tornata alta l'attenzione, in questi giorni è stato presentato un bilancio alquanto bizzarro, con dati parziali e travisa bili.
Stiamo e questo è già stato annunciato da alcuni colleghi di Fratelli d'Italia preparando una disamina precisa.
Frutto anche di interrogazioni di dati che si sono susseguiti nell'ultimo decennio per fornire e avere anche un confronto, eventualmente ce lo auguriamo per fornire una disamina più precisa che tenga conto appunto dell'andamento di certi dati, quindi morti feriti e anche delle reali motivazioni e cause degli incidenti in città, non si possono, a mio avviso, sbandierare dati senza avere un contraddittorio o semplicemente con analisi di parte, ma passi pure quello che da tempo diciamo noi di Fratelli d'Italia, motivando comunque sempre la nostra posizione perché riteniamo e torno a ribadirlo quest'oggi che l'ideologia, soprattutto su certe tematiche, sia deleteria,
Però vi invitiamo almeno a prestare un minimo ascolto e attenzione verso le associazioni di categoria, vedete la vostra visione ottusa e di parte vi impedisce di ascoltare le critiche, le proposte di valutarne e di farne una saggia sintesi a dicembre con i colleghi abbiamo presentato, abbiamo pre organizzato un convegno in sala Farnese e in quell'occasione abbiamo chiamato tante realtà cittadina per discutere di Bologna era il periodo del bilancio, ma è stato anche un momento di confronto tra un gruppo consiliare e i suoi rappresentanti in Consiglio comunale e non solo anche in Parlamento e la città,
Ebbene, tutti i relatori che sono intervenuti per parlare di Bologna sotto diversi punti di vista, sotto diversi aspetti, hanno fatto un accenno tutti sul progetto bolognese, Città 30, non certo sollecitati da noi, credetemi, tutti hanno criticato il progetto mostrando però un atteggiamento, e questo è il dove voglio arrivare collaborativo e soprattutto motivando le critiche, nessuno lo rispetta è stato detto da tanti nessuno rispetto al limite dei 30 orari, certo non per i controlli, bensì perché ci sono comunque ormai insignita zone percorsi dove fosse impossibile anche fare i 20 allora.
Causa cantieri, calamità naturali, restringimenti, corsie incolonnamenti inquietanti e crescenti. Eppure il Sindaco ha detto che Bologna, in questa fase, grazie alla Città 30 e la città meno inquinate della Pianura padana, ci sono orari della città orari in cui la città letteralmente paralizzato ci sono degli incolonnamenti che in questa città non si sono mai visti e non sto parlando di una concomitanza di fiere, convegni, situazioni particolari, no, qualsiasi mattine qualsiasi pomeriggio. Negli orari di punta c'è una congestione totale, una paralisi totale della viabilità del traffico cittadino, e parliamo del miglioramento dell'inquinamento. Capite il paradosso. Ora però nessuno ha da obiettare sul fatto che si voglia potenziare e migliorare il trasporto pubblico locale. Lo invitiamo a fare da da tempo immemore sottolineiamo come ti per debba investire di più. Ci debbono essere delle maggiori linee, ci debba essere anche una maggiore dialogo con con la cittadinanza, chiediamo nuove linee per le scuole in certi. Orari, quindi è chiaro che il trasporto pubblico locale, nell'area urbana, nell'area metropolitana, deve essere potenziato e migliorato. È chiaro che se la vostra priorità sono le biciclette, benissimo che si potenzi e si sponsorizzi di usarne di più è salutare fa bene, ma attenzione, non si può ragionare solo valutando questi parametri. La visione con i paraocchi che state portando avanti ribadisco e deleteria e per l'estensione della Città. 30, che per noi va bene su certe zone sensibili e limitate. Invece alle arterie principali della città c'è una critica oggettiva e unanime, pertanto, che invita appunto la Giunta a evitare la rigidità di questo provvedimento e invece ad affrontarlo con più flessibilità. Ormai concludo nessuna pomposa conferenza stampa.
Grazie consigliera, consigliera Zontini, tagli alle scuole dell'infanzia senza un criterio. Prego Consigliere. Grazie Presidente, molto rapidamente, però, ci tenevo a sollevare questo tema, che appunto riguarda il taglio di diverse sezioni di scuola dell'infanzia e che il Comune avrebbe giustificato con il calo demografico in atto. Ora, premesso che, come da sempre diciamo, i Comuni, tra l'altro prende atto di questo trend senza fare nulla per contrastarlo e per contrastare la denatalità e sta andando avanti, chiudendo i modi razionali, una serie di sezioni di scuola dell'infanzia e con diciamo, l'obiettivo dichiarato di invertire, diciamo di destinare poi lei le risorse sui nidi. Il tema, però, è che ci sono situazioni diverse tra di loro. Tra queste viene tagliata da tre a due il numero delle sezioni di una scuola dell'infanzia che si trova al porto, Saragozza perché crescenti, che si chiama Progetto 1 6 c'è stata una protesta dei genitori, non sono, hanno inviato una lettera firmata da 140 appunto persone e indirizzata al Sindaco, anche all'assessore chiedono di poter rivedere questa scelta che causerebbe una serie di problematiche in particolare, ma non solo per chi ha già un bambino presso la materna e dovrebbe, il prossimo anno, inserirne un altro e cosa che non potrà fare. Si chiede appunto una una revisori di questa scelta. L'Assessore Ara, in una in un'intervista ha dichiarato che, se i genitori vogliono quei servizio che non è comunale o statale, ma che a tutti gli effetti privato, possono anche decidere di proporre H di, ahimè, che la cooperativa che gestisce la scuola dell'infanzia di creare una sezione e pagarla, tra l'altro, dice, è un servizio che il Comune può anche convenzionare ora, premesso che è sempre un atteggiamento molto sbagliato e di chiusura e anche di supponenza nei confronti delle famiglie da parte dell'Assessore, che si riconferma ogni volta e i temi anche che si Ever, che formalmente è gestito da una cooperativa privata, ma fino ad oggi rientra nella offerta comunale, come si può vedere sul sito di iperbole. Quindi credo che l'Assessore aree lo sollecitiamo a fare questo debba ascoltare, come è stato chiesto di famiglie per trovare una soluzione che non sia di taglio e di, come dire, sfruttare il calo demografico per tagliare sezioni, ma piuttosto per migliorare quella che è la qualità dell'educazione, come è stato chiesto, ad esempio, di ridurre il rapporto tra educatori e bambini grazie,
Grazie consigliera, Consigliere piazza.
La liuteria bolognese ha ottenuto il marchio DeCO. Prego. Grazie Presidente, in apertura della seduta di oggi desidero condividere con il Consiglio comunale un evento che ritengo significativo per la nostra città, il conferimento della denominazione comunale ed eco all'arte della liuteria bolognese è avvenuto questo sabato, 18 presso Palazzo Pepoli. Questo riconoscimento non è solo il tributo alla maestria artigianale dei nostri liutai, ma rappresenta anche un ulteriore passo nel percorso di valorizzazione delle tradizioni e delle arti che hanno definito l'identità di Bologna. Durante l'evento di sabato scorso abbiamo avuto il piacere di ascoltare le parole di alcuni maestri liutai di Bologna, che ci hanno raccontato la storia e l'evoluzione della liuteria nella nostra città, a seguire un concerto di violino e cembalo ha permesso di apprezzare le straordinarie qualità sonore degli strumenti prodotti dalla scuola bolognese, il cosiddetto suono di Bologna, come viene affettuosamente chiamato dagli stessi strumentisti ad arco. La liuteria bolognese affonda le sue radici. Inoltre, cinque secoli di storia, mai nel 1.800 che nasce la scuola bolognese, grazie alle tecniche specifiche introdotte dal maestro Raffaele Fiorini. È lì che l'arte liutaria bolognese si differenzia rispetto alla scuola, cremonese quello di Stradivari nascendo così facendo così nascere una tradizione liutaia unica e riconoscibile. Nel 900 alla tradizione proseguì con figure di spicco come Otello Bignami che fondò la scuola di liuteria artistica, bolognese, a Otello Bignami, tra l'altro il quartiere Saragozza con il presidente Roberto fattori ha intitolato un giardino pubblico in via San Rocco, il 21 giugno 2014, il suono di Bologna non è solo un'espressione usata dagli strumentisti ad arco, ma un tributo alla qualità e alla bellezza sonora. Gli strumenti costruiti a Bologna tra alla fine dell'800 e 900 e lasciatemi dire ancora oggi questi strumenti apprestati per la loro eleganza e potenza sonora continuano a essere oggi, come dicevo, prodotti artigianalmente con le tecniche tramandate negli anni la scuola bolognese di liuteria. Credo che sia un patrimonio inestimabile che merita di essere preservato e promosso già tra l'altro oggetto di attenzione in questo mandato, con un'udienza conoscitiva ha inizio proprio del di questo mandato. Da quando è stato istituito il Registro Deco ed esteso ai saperi, alle arti tradizionali si sta creando un vero e proprio mosaico che racchiude tutto ciò che ha fatto la storia di Bologna, che ne contribuisce la sua identità e che ne sta disegnando il futuro. L'istituzione della DeCO a Bologna ha permesso di identificare, valorizzare numerose arti e culture popolari, saperi tradizionali, che sono parte integrante della nostra storia tra le arti già iscritte nel registro delle DECO. Voglio ricordare il merletto, l'arte delle sfogli nel teatro dei burattini, lo Scarpellino e la sculture in arenaria, l'ocarina di Budrio e interroghino bolognese la liuteria bolognese. Adesso si aggiunge a questo prestigioso elenco e al mosaico delle arti della città di Bologna. Concludo, Presidente, ricordando la prossima ad Eco che verrà conferita sabato 26 alle 17 presso Palazzo Pepoli, questa volta toccherà alla Filuzzi un altro importante e arte caratteristica della nostra città.
Quando lo proposi anni fa, in Aula si parlava in realtà del conferimento di un'altra Deco lo propose, l'Assessore Ara qua in Consiglio sembrava quasi scherzasse, invece siamo arrivati davvero al al riconoscimento vero e proprio della DeCO per la Filuzzi. Ne sono molto, molto felice e la Filuzzi, come sappiamo con le sue melodie sui passi di danza, è un simbolo di gioia e con viabilità con il convivialità e rappresenta un pezzo fondamentale della nostra identità culturale. Rappresenta la socialità che si è sviluppato all'ombra dei portici di Bologna. Credo che la denominazione comunale si stia confermando un ottimo strumento di valorizzazione e tutela delle nostre tradizioni per celebrare soprattutto tramandare il ricco patrimonio culturale della nostra Bologna. Grazie Presidente,
Grazie consigliere, consigliere Caracciolo mutui, i tassi scendono ancora e cresce la voglia di comprare casa, prego Consigliere.
Ecco, mica io come al solito, a farlo che mi economici, perché sono miei più congeniali.
Ora sono.
Calati i tassi e ciò spinge le famiglie italiane a comprare con il mutuo un appartamento.
Debbo dire però che gli appartamenti stanno leggermente aumentando, quindi il calo del tasso dei mutui non compensa l'aumento degli immobili.
Secondo l'ABI gli interessi sì scendono dal dicembre al dicembre 3,10 contro il 3,30 di novembre ai quattro 49 del dicembre 23.
I prestiti per la casa sono siamo.
Siamo in una fase di incertezza, perso tassi più bassi che però vengono contrastati da rigurgiti inflazionistici in effetti non è non è il caso di dire che l'inflazione cala perché chi va a fare la spesa si rende conto che il carrello costa sempre di più, quindi l'inflazione non è calata.
Pare che sia calata, ma non è così, quindi.
Abbiamo anche un indice che Thirst a 10 anni, che è un indice di riferimento di riferimento per i mutui a tasso fisso che è salito dal fine 2024 gennaio 25, dal 2 23 al due e 50, quindi ci sono anche delle situazioni in cui i tassi pare che scendano ma in effetti non scendono è la politica della casa che non è seguita né dal Governo centrale né dai Comuni, fa sì che i prezzi degli immobili siano sempre più alti, a ciò contribuisce chiaramente anche la politica nefasta svegliare il PMP, che bisognerebbe cercare di limitare perché creano problematiche agli studenti, lavoratori e le famiglie che regolarmente ci vogliono a Casale e così via.
Ora ci troviamo che il PIL.
Sta perdendo, abbiamo una perdita dell'1% di novembre dell'1 e 8 in via definitiva si nota un rallentamento della crescita, il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento e ora del 4 e 53 invariato rispetto al dicembre, contro il 5 e 45 del 2023, quindi c'è un calo,
Però le banche si dimostrano sempre più restii a concedere finanziamenti,
Perché non c'è in alcune aziende la sicurezza della restituzione per quanto attiene il settore casa, i prezzi tendono lievemente ad abbassarsi e ciò si ritiene.
In connessione alla flessione dei tassi sui mutui manca ancora.
Ma non è una novità la mancanza di una legge nazionale sul settore casa affitti ed il mio augurio è che si intervenga al più presto per regolamentare gli affitti brevi, i quali stanno comportando notevoli problemi.
Gentili e cari amici, se non si mette mano alla politica della casa,
Non si riesce a concludere niente, né per gli interessi né per gli affitti brevi, dobbiamo creare la possibilità di dare alle famiglie bisognose una casa e ricordo a questo proposito, con i 600 case tracce che debbono essere ancora sistemate.
E che ci vorrebbe poco a sistemarle, ma si dà la precedenza agli investimenti come lo stadio Dall'Ara, grazie.
Grazie Consigliere, consigliera Zontini, Ragone, alluvioni, ancora molte parole e pochi fatti tre.
Grazie Presidente, come veniva ricordato prima da una collega, siamo appunto a tre mesi dalla alluvione che ha colpito Bologna lo scorso mese di ottobre e, onestamente, continuiamo ancora a sentire molte parole e a vedere molti pochi fatti. E tanto è vero che l'ennesima appunto questo annuncio, insomma di un accordo tra Città, Metropolitana, Comune e Regione, per una cabina di regia che sia politica e anche e di formazione di un gruppo tecnico a livello comunale e innanzitutto, come bene abbiamo detto tante volte, non soltanto è tardivo, perché sappiamo bene che la condizione delle Ravone e del rischio idraulico cittadino era nota da anni, tra l'altro, proprio in questi giorni era tornata un po', diciamo alla ribalta un'intervista del 2014, quindi parliamo di 10 anni fa, fatta tra l'altro al geologo Grazzini dell'ARPAE che, ricordiamolo, non è solo geologo e ma anche Vicepresidente del Quartiere Porto-Saragozza, esponenti di Coalizione civica nonché parte del gruppo di lavoro sul Ravone che, come abbiamo visto in un anno e mezzo di attività, sostanzialmente non ha concluso nulla. Io mi auguro per tutti noi e per tutti i cittadini che hanno subito le alluvioni, che questo non sia l'ennesimo buco nell'acqua. Scusate il gioco di parole, però veramente di annunci di cabine, di regia e di gruppi tecnici, ne abbiamo sentite tante, tra l'altro, l'avevamo sentite solo dopo che ci sono state le piogge di maggio del 23, mentre prima non era stato fatto nulla, pur essendo appunto ben noti i rischi, soprattutto del Ravone. E adesso sentire parlare di ennesimi gruppi che, tra l'altro, dovrebbero anche portare una sensibilizzazione sui temi della Protezione civile, quando noi, da almeno dall'inizio del mandato, da quando siamo qui e sollecitiamo la Giunta anche in questo senso, ancora non è stato fatto nulla e io credo che sia veramente quasi vergognoso sentire certe parole, ma mi auguro per tutti che non siano che davvero si riesca ad arrivare a qualche risultato. Credo però anche e vedremo cosa e cosa emergerà dagli incontri che il Sindaco terrà in questi giorni con i cittadini alluvionati dal Ravone e spero anche che ci sia come punto di partenza un'ammissione di responsabilità da parte degli amministratori che fino ad oggi per la messa in sicurezza del territorio non hanno fatto nulla grazie.
Grazie, consigliera consigliera, Bernagozzi, la violenza e i femminicidi non sono umanamente comprensibili, prego.
Sì, abbiamo letto tutti del doppio femminicidi a Modena di una sentenza che ha visto decidere appunto al giudice, non per l'ergastolo, ma non è questo che.
Sinceramente ci ci indigna, ma sono le ragioni che sono state date per questa sentenza, cioè in ragione della comprensibilità umana che hanno spinto auto. Ha spinto l'autore a commettere reato, cioè a noi. Insomma, mi associo alle parole della consigliera regionale. Simona Lembi. Il linguaggio usato per questa sentenza sinceramente è preoccupante ed è un altro terribile colpo alla lotta alla violenza contro contro le donne e la violenza di genere. A questo, tra l'altro, fa eco l'indagine su diverse chat Telegram che, insomma, ci riportano una realtà fatemelo dire choccante, io non voglio scioccare l'Aula, ma credo che, oltre ai numeri, sebbene la violenza a guardarle conoscerla fino in fondo, ci sono circa 70.000 uomini che si scambiano consigli su come stuprare una donna, e parliamo tra l'altro di stupri di mogli, fidanzate, madri, sorelle e in alcuni casi figlie e si scambiano consigli su quale sedativi usare e vi leggo alcune frasi perché davvero sennò non ci si rende conto della della cosa di quanto siamo scesi in basso. Non è supero se non se non sa cosa è successo ad ora, a sapere che gli estranei persino pensino al loro corpo, al suo corpo, da usare in quel modo, senza che lei sappia nulla, userò sicuramente qualche utensili da cucina, mia sorella, finalmente priva di sensi. Se la dogmi potreste usare la sua bocca, io davvero mi chiedo e vi chiedo se vogliamo porre fine a tutto questo, c'è fin dove ci dobbiamo spingere e far finta di non vedere quello che sta succedendo nella nostra società. La violenza ormai è ovunque nel linguaggio, nelle nostre chat.
L'educazione certo è importante, serve esattamente a questo, a combattere questo fenomeno e io davvero mi chiedo come si faccia a non voler essere tutti dalla stessa parte e concludo questo intervento dicendo che anche esprimo solidarietà al Cassero Lacom alla comunità LGBTQI Plus per gli attacchi ricevuti. Grazie.
Grazie consigliera, Consigliere Gaigher la caserma pazzeschi cade a pezzi, prego.
La caserma Papa chi cade a pezzi? Questa è la denuncia che il Nuovo Sindacato Carabinieri Emilia Romagna ha fatto dopo aver visitato la sede del comando del reparto operativo nella nostra città. Ora io non so gli altri colleghi in Aula, ma onestamente, questa denuncia, accompagnata da un'altra, cioè la caserma, avrebbe bisogno di almeno il doppio del personale attuale che quel sindacato ha voluto consegnare alla stampa. A me desta una certa preoccupazione perché, vedete, è evidente che il Comune sulla sicurezza si stia muovendo, lo attestano l'attenzione dell'assessorato affidato a Matilde, matrice Ciafardini, assieme alle attività che questo Comune sta organizzando sulla sicurezza integrata. Penso ad esempio a ciò che partirà in questi giorni in Piazza 20 settembre e alle miriadi di microinterventi organizzati con puntualità su tutto il territorio, ma è anche evidente che da soli possiamo fare solo un pezzettino, ed infatti credo sia da sottolineare anche l'impegno di questura e prefettura che con quello che hanno a disposizione parlo di uomini e mezzi stanno veramente facendo il massimo. Ora, io spero che questo ennesimo allarme sullo stato in cui versano le infrastrutture dove lavorano, parte di coloro che lavorano per mantenere sicuro il nostro territorio non venga inascoltato e quindi leggo il mio intervento in question time di venerdì sulle cosiddette passeggiate dei patrioti che nel weekend sono state spostate a Casalecchio di Reno se vogliono fare delle passeggiate per sentirsi veri patrioti, Consiglio, un giro sotto il Viminale per andare a chiedere i fondi del Ministro Piantedosi. Servono fondi per sistemare le caserme e le aree militari dismesse, servono fondi per dotarle di sufficiente personale. Essere patrioti significherebbe rispettare la patria e quindi le sue istituzioni, volersi sostituire alle Forze dell'ordine nel controllo del territorio non è solo irrispettoso e anche molto pericoloso. Sono d'accordo con le parole di condanna espresse ieri dal Sindaco di Casalecchio Matteo Ruggeri, a cui va la mia e la nostra solidarietà. Grazie Presidente.
Grazie consigliere, consigliere Zanchin testamento biologico, sportello al Santorsola con personale del Comune prego, Consigliere.
Grazie Presidente, molto rapidamente, volevo far presente che è stato firmato una convenzione tra il Comune di Bologna e il Policlinico, Sant'Orsola, per trasferire in alcuni tornati orario del personale dei servizi demografici che, come sappiamo, sono già in sofferenza di organico per favorire la raccolta delle disposizioni anticipate di trattamento cosiddette testamento biologico. E allora volevo soltanto fare questa osservazione. Il primo, che sarebbe compito della Regione, e attivare quelle procedure procedure per cui basta compilare un modulo ai consigliarlo presso gli ospedali. Non è nemmeno necessario recarsi agli uffici comunali. Altra cosa vedo che c'è questa attenzione verso le date, ma sul tema della donazione degli organi, su cui tanto abbiamo chiesto aiuto anche per potenziare i servizi dell'URP, non è ancora stato fatto nulla. Grazie.
Grazie consigliera, passiamo ora all'ultimo intervento di inizio seduta di oggi e del consigliere Begaj, il titolo e lo sguardo con cui guardiamo le vittime dei crimini contro l'umanità, prego Consigliere.
Grazie Presidente, sì, ho pensato che in questi giorni ricchi di tensione e di speranza, di discussione, ma anche di tregua in qualche modo tregua, che ovviamente non non cancella la conflittualità e a pochi giorni al Giorno della Memoria sia comunque giusto in qualche modo discutere di questi argomenti nonostante non sia,
Non sia semplice e in qualche modo questo accende gli animi, perché poi, quando parliamo della guerra, dei crimini contro l'umanità,
Abbiamo a che fare con con il vissuto la memoria, la storia delle persone, e non è semplice ideologia oppure una presa di posizione astratta, spesso quando affrontiamo queste queste discussioni, appunto forse non ci rendiamo sufficientemente conto. Non dicono in quest'Aula dico in generale in qualche modo il dibattito.
Politico, anche mediatico,
Per pecca a volte di superficialità. Con questo non ho l'arroganza, ovviamente, di sostenere che che siamo noi, evidentemente come Gruppo di Coalizione civica, ah ah ah ah ah svelare in qualche modo una realtà oggettiva oppure gli unici a non essere superficiali, perché perché non è così, però credo in qualche modo che.
Che che questa sia la città, dove anche la conflittualità più più dura e le discussioni anche più aspro, in qualche modo possano generare degli degli avanzamenti, perché, come dico sempre, mi scuserete, lo lo ribadisco ormai quasi ogni ogni lunedì.
Bologna non ha una bolla, ma evidentemente le cose che accadono a livello internazionale toccano la nostra comunità, che è fatta di tanti pezzi di società, sono comunità all'interno delle comunità che hanno storie e vissuti appunto molto, molto specifici e per non essere in qualche modo,
Come i patrioti che girano al Gran Reno in cerca di, non si sa bene cosa io credo che invece dobbiamo avere come dire dei dei punti fermi, perlomeno noi che non siamo in guerra, non siamo soggetti al bombardamenti continui e non siamo soggetti a in qualche modo tutto quello che è successo in particolare alla nella Striscia di Gaza, ma anche ma anche mi viene in mente una come dire, la quasi dimenticata invasione russa russa in Ucraina e delle volte abbiamo un occhio che guarda alle vittime, che è quello che cerca in qualche modo nella vittima.
Una un atteggiamento immacolato, in qualche modo abbiamo un'idea spesso di una vittima che che non reagisce, vorremmo come dire, che quando prendiamo le parti della vittima di qualcosa.
Non ci sia nessuna sbavatura, nessuna contraddizione, e invece sappiamo che la realtà non è così, vale ovviamente per la Shoah.
Che il 27 ricorderemo nel Giorno della Memoria e su cui non c'è mai stato da parte nostra alcun strabismo da questo punto di vista, ma vale anche, ovviamente, per chi appunto in questi mesi, ma in realtà da decenni come è successo come è successo a Gaza è stato vittima di bombardamenti e continui.
Le reazioni, la risposta alla resistenza a un qualcosa di fortemente umano, connotato all'esperienza umana e delle lotte della, né nella nostra storia, in tutte le, in tutte le storie che abbiamo di conflittualità, senza che questo ci possa riconoscere la conflittualità, le contraddizioni, le reazioni, anche come dire, dure e violente, non ci deve mai far perdere di vista chi è la vittima e chi è il carnefice, in un contesto, anche quando lo stesso soggetto può giocare tra virgolette, due parti in causa di vittima di qualcosa e di carnefice di qualcos'altro, magari in due momenti, in due momenti storici diversi e senza mai questo, sì, perché noi non abbiamo mai fatto equiparare ovviamente i Governi da le proprie comunità e i propri i propri cittadini. Questo è l'auspicio che noi facciamo e che faremo sempre sa sapendo sempre, ovviamente, da dalla parte in cui stare, che è quella di chi resiste contro contro i soprusi e contro le colonizzazioni. Grazie.
Grazie consigliere Begaj, allora era l'ultimo intervento, ad inizio seduta, sono stati presentati solo un ordine del giorno nel corso degli interventi di cui viene chiesta la trattazione immediata, chiedo se volete fare una pausa e do la parola alla consigliera Di Giacomi chi ha chiesto di intervenire prego sì, grazie Presidente, direi una pausa di un quarto d'ora per dare a tutti la possibilità di uscire, valutare questo ordine del giorno un quarto d'ora,
Allora sospendiamo la seduta per 15 minuti, quindi ci vediamo qui a 0 5, grazie grazie a lei.
Grazie.
Allora riapriamo la seduta.
È riapriamo, con la votazione dell'ammissibilità dell'ordine del giorno unico ordine del giorno presentato in data odierna a prima firma consigliere Di Benedetto per sospendere l'avanzamento del progetto della linea blu del tram.
Chiedo se vi sono interventi contrari all'ammissibilità.
Consigliera Larghetti, prego, grazie Presidente, poiché si tratta proprio di un atto che chiede una dialettica, riteniamo che il primo passaggio necessario per discutere, visto che i tempi non sono nemmeno eminenti di quest'opera, ma siamo ancora in fase largamente pre progettuale che è la sede giusta sia alla Commissione per cui chiediamo di poterlo trattare nell'ambito della Commissione, Quarta grazie.
Grazie consigliera, apriamo la votazione.
Consigliere Celli, può accendere la telecamera grazie.
Mi scusi.
V.
Voto scusate non su tutto l'ordine del giorno presentato da.
Di Benedetto.
Sì, Consigliere, non riesce a votare no, faccio fatica e volevo dichiararlo.
Guardi che lei non si è logatto consigliere e quindi non è presente in teoria, in pratica cumulo, mi sono presentato e io riferisco quello che mi viene detto dagli uffici allora guardi, io ho votato allora.
Ho dichiarato la mia presenza alla Segretaria nel presupposto, a mio avviso.
Io sono a posto.
Ha riscontrato Presidente della mia presenza, sì, sì, è stato chiarissimo Consigliere.
Per Presidente sì, Presidente malati, o forse ho qualche problema con mentre sono sulla pagina del voto io ho votato contrario, vorrei sapere se risulta perché, tra l'altro, non mi pare, mi dice ha preso la parola, quindi qui come dire, c'è qualcosa che non.
Che non va, quindi dichiaro il mio voto contrario adesso esco e provo a rientrare.
Consigliera Bettini, lei ha votato sì, ma risulta contrario Anna allora e ex ora io presi la parola alla Segretaria perfetto, quello voglio sapere perché qui bis o del G consigliera Bittini mi perdoni, allora il suo voto risulta espresso ed è contrario le chiederei anche,
Perfetto grazie eh dovrebbe accendere la sua telecamera, comunque ti ha ragione, anche lei lo avevo, spento adesso per parlare, ecco, ecco quindi il modo e correndo okay grazie gentilissima.
Io ho dei problemi, dichiaro il mio voto contrario all'ammissibilità.
L'ordine del giorno Di Benedetto.
Scusate qualche alzare la manina, quelli che siete a casa per parlare offre avvisarci, perché sennò qua non si capisce nulla, allora alziamo la manina, ecco.
Mi chiamo Claudia istanti, sono un consigliere comunale, tra l'altro la presenza e la segretaria, e ne ho preso nota e voto contro.
Post, chiudiamo la votazione.
Pronto, allora abbiamo chiuso la votazione, Consigliere, abbiamo 10 favorevoli, 24 contrari, il Consiglio non approva 25 contrari, compreso il consigliere Mazzanti, il Consiglio non approva.
Grazie mille.
Bene, allora procediamo ora l'unico ordine del giorno, passiamo alla trattazione delle delibere iscritte ai lavori odierni, la proposta numero 127 2024 costituzione della fondazione abitare Bologna con funzione di agenzia sociale per l'affitto in attuazione delle linee di indirizzo del Piano per l'abitare di cui alla delibera 4 6 9 8 4 4 2023 e adempimenti conseguenti.
La proposta ha ricevuto il parere favorevole dei Revisori, è stata trattata in prima Commissione il 16 gennaio scorso e licenziata per i lavori del Consiglio. Saluto la vicesindaca che qua con noi e le do la parola per l'illustrazione, prego vicesindaco.
Grazie Presidente, ci siamo confrontati con i consiglieri e le consigliere, qualche giorno fa in Commissione ci apprestiamo con questa delibera a costituire una fondazione per realizzare, insieme alla Città metropolitana e ad ASP Città di Bologna, una fondazione appunto per realizzare un'agenzia a casa, come sapete, stiamo parlando di una misura che era nel nostro programma elettorale nelle linee di mandato. Realizzare un'agenzia per la casa, per la locazione, quindi entrare con anche il comune con l'Amministrazione pubblica nel campo della locazione, un campo sostanzialmente lasciato al mercato privato, come abbiamo visto in questi anni nella nostra, come in tante città ad alta tensione abitativa in Italia, ma davvero in tante città, in tutto il mondo non c'è più una sufficiente offerta di abitazioni a prezzi accessibili per studenti, studentesse, lavoratori e lavoratrici, pensionati e pensionate nelle nostre città. Abbiamo bisogno di aumentare l'offerta di appartamenti in locazione a canone concordato con l'Osservatorio metropolitano sul sistema abitativo. Abbiamo studiato l'andamento dei contratti a canone concordato in città. Abbiamo fatto molti incontri all'interno dell'Osservatorio nell'assemblea pubblica sul sulla casa, che è prevista dall'Osservatorio almeno una volta annualmente con decine e decine di soggetti collettivi, dai sindacati, naturalmente, ma anche associazioni, i collettivi che si occupano di diritto all'abitare nella nostra città e abbiamo studiato e anche questo studio dell'Osservatorio è stato presentato pochi giorni fa. Il mercato, il, il patrimonio sfitto in città. Come sapete, abbiamo un patrimonio pubblico di case popolari che era sfitto, 600 appartamenti che abbiamo inserito nella strategia sfitto zero del nostro piano per la casa su 600 entro la fine del mandato ai primi 340 appartamenti sono già stati realizzati e ora ci diamo l'obiettivo anche di rimettere in circolo e altro patrimonio sfitto in città da parte dei privati. Abbiamo studiato il fenomeno e sappiamo che fra i 13.000 e i 15.000 e una stima diciamo sufficientemente avvalorata dalla ricerca e dai dati abbiamo incrociato molte banche dati di cui era a disposizione del nostro Comune no alla residenza, chiaramente, ma anche le utenze, la TARI, tutto ciò che ci serve per sapere se effettivamente un appartamento viene utilizzato oppure no e per dare avvio all'agenzia, insieme ad ASP e alla Città metropolitana, dotiamo l'Agenzia stessa di molte risorse, in primo luogo economiche, fondi derivanti dallo scioglimento dell'ex ama fondi del PM metro plus, dedicati esclusivamente appunto alla realizzazione di un'agenzia a casa, ma anche uno stock abitativo importante. Nei prossimi anni arriveremo adottare l'Agenzia di oltre. 400 appartamenti pubblici, anche questi da essere locati a canone concordato, e quindi rispondere in prima battuta chiaramente a una domanda di abitare in città, ma avranno anche un'altra funzione molto importante, cioè la previsione di quando finiamo i fondi straordinari che abbiamo richiesto per dare impulso e avvio all'Agenzia casa, avere un meccanismo che alimenti l'Agenzia stessa, no e quindi con quei canoni continueremo, oltre alle risorse straordinarie che stiamo dedicando ora all'avvio dell'operazione stessa, a poter portare avanti il lavoro dell'agenzia. Significa anche.
Promuovere opportunità ulteriori di abitare collaborativo, dando quindi attuazione anche a questa strategia del Piano per l'abitare avrete visto già in queste prime settimane del 2025 stanno uscendo di ve diversi avvisi di edilizia residenziale sociale, opportunità di appartamenti a canone concordato pubblici per la nostra città. Possiamo dire che il 2025 è l'anno in cui davvero.
Tutte le strategie del Piano per l'abitare dalla riqualificazione energetica dell'ERP alla ristrutturazione degli appartamenti per lo sfitto zero, ai progetti di abitare collaborativo, fino alla realizzazione dell'Agenzia stessa e all'attrazione al trattenimento dei talenti internazionali, entrano in piena operatività. Quindi davvero un anno molto importante che inizia a vedere una svolta e un'inversione di tendenza importante dopo decenni di disinvestimento, diciamo, nel nel diritto alla casa da parte di tutti gli enti,
Di ogni livello di governo. Il nostro obiettivo è quindi di innanzitutto mettere chiaramente locare i nostri appartamenti, quelli degli altri soci, di confrontarci anche con il resto della città, secondo i principi dell'amministrazione condivisa, per scrivere insieme il regolamento di gestione dell'Agenzia stessa. Noi ci apprestiamo a costituirla con questi tre soci fondatori, ma lo stesso strumento dell'Agenzia tramite fondazione è stato scelto perché ha una fondazione, chiunque diciamo, condivida allo scopo che è immutabile nel tempo. Questa è la natura del codice civile della fondazione di partecipazione. Può aderire anche successivamente sia chiaramente come socio fondatore, com'è il nostro caso, perché conferiamo risorse e unità abitative, ma anche membri ordinari, membri, sostenitori. Quindi no, anche chi, idealmente,
Aderisce alla missione ci potrà aiutare a portarlo avanti. Lo dico perché molte interlocuzioni sono già state avviate. In questo senso stiamo parlando, ad esempio, con le imprese di club rock, sono interessate anche a ristrutturare patrimonio sfitto nella nostra città per poterlo locare a lavoratori e lavoratrici che oggi non trovano casa nella nostra città, nonostante magari si siano trasferiti qui perché abbiano trovato occupazione. Lo stesso vale per studenti e studentesse. Sappiamo già che ergo e ACER aderiranno. Infatti alla Fondazione stessa saranno partner fondamentali. Stiamo interloquendo con l'Istituto di sostentamento del clero e con l'Arcidiocesi no proprietari importanti nel nostro, sul nostro territorio. Stiamo interloquendo chiaramente con i partner strategici. La Regione Emilia Romagna, con cui realizziamo l'Osservatorio metropolitano sul sistema abitativo e ai quei fondi del Patto per la casa si potrà accedere per avere un contributo a fondo perduto per poter ristrutturare un appartamento, almeno diciamo, nei primi lavori di messa a norma, nella realizzazione di un impianto, nella certificazione APE, insomma, tutte quelle piccole cose che possono aiutare a mettere in circolo patrimonio oggi sfitto ci sarà inoltre un importante fondo di garanzia. Stiamo parlando di 12 mensilità che andranno a.
Coprire appunto un'eventualità, ma un eventuale morosità incolpevole. Chiaramente ci sarà una mediazione sociale che lavora in questo senso. Però, ecco, rispondiamo anche un timore di molti proprietari che ad oggi non affittano un appartamento. Magari lotte lo ottengono sfitto perché hanno avuto brutte esperienze in passato che invece riceveranno da noi, diciamo, un servizio chiavi in mano. Sarà poi l'agenzia a occuparsi anche della contrattualistica, avvalendosi anche di convenzioni con i sindacati degli inquilini e proprietari. Ci sarà naturalmente una campagna di comunicazione quando poi effettivamente prenderà avvio la, l'Agenzia stessa che oggi ci apprestiamo a costituire con lo strumento appunto della Fondazione. Queste sostanzialmente le linee su cui ci siamo confrontati in Commissione e vi ricordo che abbiamo votato in questo Consiglio comunale. Il Piano per l'abitare credo fosse luglio 2023, oggi siamo a gennaio 2025, iniziamo davvero a vedere, diciamo dipanarsi gli effetti di questo Piano concretamente in questo mandato. Grazie grazie. Ringrazio la vicesindaca per l'illustrazione prima di aprire il dibattito. Saluto e do il benvenuto agli studenti che sono venuti a trovarci alle studentesse delle classi terza, quarta e quinta del liceo artistico Arcangeli e agli studenti spagnoli dell'istituto Escuela deformazione professionale a Santa Maria de los Angeles di Malaga, con i quali hanno fatto uno scambio e ai loro accompagnatori, dottoressa Zampini,
Un saluto anche a lei e grazie di essere qui con noi.
Allora procediamo ora con apriamo il dibattito e chiedo ai consiglieri e le consigliere se intendono intervenire.
Consigliera Zontini ha chiesto di intervenire, ne ha facoltà a lei la parola consigliera.
Grazie Presidente e su questa delibera che è ovviamente molto di rilievo abbiamo infatti, come ricordava anche la vicesindaca, insomma il fatto diversi domani in sede di Commissioni, diverse approfondimenti.
Noi quello che crediamo che in parte gli obiettivi che si vogliono perseguire e siano anche condivisibile, nel senso che, se è vero che ci sono dai 13 ai 15.000 appartamenti sfitti e è anche giusto pensare sì, cioè se ci può essere un modo per rimetterli in circolo e in città dando risposta appunto quella che è la pressione abitativa che ad oggi non trova risposta. Però crediamo anche che dovrebbe essere fatto innanzitutto sempre nel rispetto di quella che è la proprietà privata e comunque la libera scelta dei proprietari e di come gestire i propri immobili, eventualmente anche lasciandolo sfitto. Dall'altro lato, il ruolo dell'Amministrazione, a nostro avviso, dovrebbe essere quello di utilizzare quelli che sono gli strumenti propri dell'Amministrazione. Quindi, ad esempio, il tema del contratto concordato e che fino adesso si è sempre detto non ha negli anni portato e gli obiettivi che si che si prefiggeva ed effettivamente non è non ha mai preso, diciamo quel piede che magari sarebbe servito per dare risposta alle persone abitative in città, ma anche in altre città della regione, e è un tema che appunto andrebbe affrontata, affrontati in quanto tali, ovvero e c'è una legge regionale e anche abbastanza, devo dire, comunque tecnica e ci sono delle procedure precise, appunto che portano e alla definizione di tutta una serie di range e di zone, eccetera e a mio avviso si doveva mettere mano a quella legge. Innanzitutto per rendere più efficace la figura e della fattispecie del contratto concordato. Dall'altro lato, le singole amministrazioni comunali, e potrebbero utilizzare quelli che sono strumenti propri, ad esempio la leva fiscale su questo tema, ad esempio, la venerdì scorso in question time la vicesindaca, appunto, aveva fatto una sorta di disagi. Apertura comunque rispondendo ad alcune domande sul tema dell'agevolazione dell'IMU. Ecco quello, per esempio, uno strumento tipico e proprio del Comune che dice. A mio avviso, chiaramente, ogni Amministrazione fa le proprie valutazioni dice, a mio avviso, e in questa città ci sono troppi appartamenti sfitti oppure ci sono degli appartamenti che, ad avviso dell'Amministrazione d'affitto breve potrebbero essere convertiti e verso un affitto chiamiamolo di lungo periodo, comunque ordinario anche a canone concordato per incentivare, cioè il tema è sempre quello dell'incentivo alla incentivi privati. Possono prevedere delle esenzioni o delle agevolazioni dell'IMU per come dire trasferire. Ecco far far sì che una parte di questi appartamenti migrino da affitto breve ad affitto, chiamiamolo normale oppure quelli sfitti rientrano in circolo.
Prima di tutto, però, questo punto questo è uno strumento proprio dell'Amministrazione, l'anticipazione, diciamo così, un'apertura che ha dato la vicesindaca e per quanto ri può, per quanto abbiamo sentito venire in Aula e riportato anche dalla stampa, invece, sembrava che fosse rivolto solo ai privati che si rivolgeranno alla Fondazione. Quindi qui si opera un innanzitutto un forte limite o è una sorta di adesso? Uso un termine forte, il ricatto, perché chiaramente se io sono un privato, allora se io voglio incentivare tutti i privati e che hanno appartamenti sfitti a rimettere in circolo sul mercato l'esenzione, IMU la devo dare a tutti, non è che posso scegliere di darla soltanto a chi decide di transitare tramite una fondazione creata dal Comune, quindi, ovviamente, con un controllo pubblico che fa un po' qua e un po' come dire, si segue le mie regole, ti do anche l'esenzione dell'IMU, altrimenti no, e questo è un primo tema, quindi per dire in parti crisi gli obiettivi sono condivisibili. Non condividiamo questo strumento della fondazione per diversi motivi. Innanzitutto, come abbiamo già avuto modo di dire, e non al di là di alcuni, come dire di quello che è l'utilizzo dei fondi PON Metro che tra l'altro sono limitati, ovviamente diciamo, sono ampi, ma sono limitati a 5 milioni e quindi poi c'è anche un tema di sostenibilità finanziaria in futuro e che abbiamo anche sollevato e su cui tornerò, però il tema è anche chi di fatto c'è un po' una replica di quell'Agenzia Metropolitana per l'affitto che, come sappiamo, è stata liquidata, tant'è che appunto le e le risorse che erano dell'AMA e saranno un primo costituiranno un primo nucleo nodi. Dotazione finanziaria per la Fondazione e, come spiegava il dottor Guerzoni in Commissione sì, in parte è cambiato. Il contesto, però di fatto diceva le garanzie che vengono date sono di più perché, anziché i sei mesi di morosità, si recupereranno 12. Insomma, diciamo alcuni chiamiamoli ritocchi sono stati fatti, ma di per sé è lo strumento e l'idea sono la stessa, così come cambia nome, ma di nuovo fino ad oggi non ha portato i risultati e si parlava di Piano. 1.000 case per Bologna. Ora abbiamo il piano per l'abitare e ad oggi si è ancora molto indietro sia ancora molto indietro perché e come abbiamo visto oltretutto tanti di quegli gli stessi interventi che erano riproposti cinque anni fa, ma anche di più, perché è stato detto e gli ultimi anni sono stati, c'è stata la pandemia, gli interventi immobiliari sono stati fermi. In realtà, se andiamo a vedere, ci sono stati alcuni interventi che in pochissimo tempo hanno costruito. Basta pensare alla zona del Lazzaretto, cioè in pochi anni, per perché penso di avere visto crescere 20 o forse anche 25 condomini e se guardiamo all'ex avviene in poco tempo, hanno tirato su tre è mastodontici edifici e per non parlare di tutta la zona di Bragaglio, Borgo Panigale, ma insomma, gli esempi sono tanti e di cui, appunto per dire che negli ultimi anni in realtà si è costruito tanto nonostante il 20 e come sappiamo che sia stato un anno di pandemia, questo per dire che l'ex clinica Beretta è un intervento che non è fermo dall'altro. Ieri è fermo dal 2012, quindi per dire che adesso finalmente va a conclusione. Okay son passati 12 anni. Come dire, non si può parlare proprio di successo della del Piano per l'abitare l'ex Fioravanti e fermo dal 2019. Adesso pare che, insomma, vedrà la luce e poi vedremo. Insomma, ci sono appunto questa serie di interventi che in realtà sono gli stessi citati chiamati in causa da anni e sono sempre quelli poi mi facevano. Mi ponevo anche da cittadino una domanda, per esempio quei 25 appartamenti. Parlando della dotazione, appunto, immobiliare che viene data è affidata alla fondazione quei 25 appartamenti di ERP che e suoni in Città Metropolitana, quindi in province, design in comuni diversi da Bologna che fino adesso erano fermi, come è stato detto, per carenze manutentive. Mi chiedo perché fino adesso e non sono stati manutenuti rimessi in circolo, cioè adesso che devono transitare nella fondazione e Amministrazione, trova i fondi per sistemarli e assegnarli. E prima no. Sappiamo bene, ma la vicesindaca, Crazzy lo sa molto meglio di me, perché sono tantissime le persone che so per certo dico quasi quotidianamente si appellano al Comune perché hanno necessità di un appartamento e allora per anche e sarebbero, voglio dire disposta anche ad andare in Provincia, allora io mi chiedo perché e viene perché fino adesso non sono stati manutenuti e invece ora si trovano i fondi per rimettere in circolazione, si poteva fare anche prima e dare risposta a tante persone che purtroppo ad oggi sono senza un'alternativa.
Ma sono veramente sentito in alternativa, perché chissà chi o che sono a termini di transizione abitative, chi si è arrangiato in qualche modo, chi ha anche dovuto in più di un caso e non è solo un caso, purtroppo, vivere addirittura per strada o accontentarsi di quasi ripari oserei dire di fortuna insomma io non ho capito perché solo adesso troviamo i fondi per sistemare anche qui quindi qui in quegli alloggi che fino adesso erano sfitti,
L'altro tema che vorrei affrontare, appunto, è quello che si lega strettamente a questo degli immobili, che vengono che vengono conferiti e un po' quello della sostenibilità, proprio da un punto di vista proprio anche amministrativo o no, ci si pone al di là che noi non siamo d'accordo sul tipo di strumento, ma una sostenibilità di questo di questo strumento perché è stato detto appunto, si vede anche poi nel budget no allegata alla delibera. Nei primi cinque anni si utilizzeranno questi circa 5 milioni del PON Metro, dopodiché è stato detto, la sostenibilità sarà garantita dai canoni che verranno incassati dagli immobili Ersel. Allora anche qui, premesso che, come hai detto, alcuni interventi prenderanno, avranno luce soltanto probabilmente nel 2032 mila 31 e tipo il Lazzaretto, ma anche il lotto H del mercato ortofrutticolo. Il tema è siamo sicuri perché sappiamo bene quali sono le entità odierne delle morosità, non solo degli alloggi ACER, che chiaramente sono un settore diciamo diverso, perché l'edilizia popolare ma che esiste e che dà anche un segnale, ma sappiamo bene che c'è una morosità elevatissima, ad esempio anche negli appartamenti che sono locati da ASP. C'è una morosità che inizia ad esserci anche sugli Airs, ad esempio, l'immobile è quello porto con la residenza a Porto. 15 che una delle diciamo poche che ad oggi noi già operativa e per quanto di competenza di ASP,
Sui 18 alloggi. Due sono poi i vuoti da due anni. Anche lì ci chiediamo sempre con tutta la necessità che c'è perché siano rimasti vuoti, ma questo è un altro tema, ma sugli altri 16 ci sono già delle morosità, anche importanti, che indicano comunque una difficoltà nel pagamento dei canoni. Quindi la domanda è sì, sarà veramente questa sostenibilità una volta esauriti questi fondi del PON Metro? È un tema che va affrontato poi chiaramente. C'è tutto un tema grosso che abbiamo già sollevato di allora amministrativo da un certo punto di vista, perché si crea comunque un'ennesima fondazioni di partecipazione, che comunque comporterà dei costi e sicuramente darà da sedere a un consiglio di amministrazione nonché a un direttore e, tra l'altro, un Presidente, decidiamo nominato dal Sindaco, eccetera, che prevederà anche la assunzioni di un certo numero di dipendenti e quindi è comunque sempre uno strumento e di forte controllo pubblico, ma anche anche costoso che noi non riteniamo sia il più efficiente perché, come detto, si potevano come dire incrociare, mettere insieme una serie di incentivi da parte dell'Amministrazione senza dover creare tutta questa sovrastruttura e, dall'altro lato, si vanno a dare degli incentivi che sono so, è vero e riconosciamo che sono veramente forti ai privati, alle ai proprietari. Il problema è che sono incentivi, che vanno poi in una direzione anche di di fare una concorrenza alle agenzie, ad esempio che per lavoro no aiutano i proprietari a concludere i contratti, a cercare di immobili in locazione, nonché le stesse associazioni di piccoli proprietari che danno una serie di servizi ai propri associati. Chiaramente il Comune si mette con questa Fondazione in concorrenza, perché se io, invece di farti pagare giustamente per il servizio che ti rendo addirittura ti do io di soldi, quindi ti pago la certificazione energetica, ti do addirittura 6.000 euro per le manutenzioni che anche qua mi chiedo, abbiamo immobili di ERP in condizioni. Lo ripeto, io non smetterò di dirlo, pietose, perché il termine non ce n'è altri però noi troviamo noi leviamo i soldi per sistemarli, però troviamo a 6.000 euro da dare priva ad ogni privato che vuole sistemare la casa per metterla in affitto. È stato detto i 12 mesi, addirittura di copertura della morosità. Anche qui c'è tutto un tema e dopo brevemente lo riaprire un riepilogo vanno introduco già adesso c'è troppo il tema no che è emerso poi anche in Commissione che ad oggi non sono previste e non ci sono stati dati chiarimenti su due no, ma perché non sono ancora state definite tutte quelle procedure attuative che chi vedranno la luce dopo che è stata creata tutto questo baraccone della fondazione? Perché, ad esempio, capire a quale tipo di rapporto ci sarà tra il privato e la fondazione è stato citato forse un'ipotesi di contratto di servizio, ma anche lì non si sa altro tema che io mi pongo, ad esempio i proprietari, e sarà ci sarà un budget, perché ha fatto un esempio se io sono proprietario che per mia fortuna, o 20 appartamenti sfitti, magari li ho ereditati non è infrequente a Bologna. Se io mi presento alla Fondazione dico io ho 20 appartamenti, li voglio affittare tutti con questo sistema, così non spendo niente. Mi danno anche 12.000 euro in totale per le ristrutturazioni, eccetera. La fondazione, cioè esiste un Regolamento per cui io dico no, non possiamo concentrare tutte le risorse. Fa tutte, insomma, una buona parte sul singolo proprietario. È prevista una sorta di e di limiti di di limiti per darle al singolo proprietario oppure per zone della città? Anche lì ci si potrebbe e si dovrebbe pensare no, cioè, ad esempio, se si presentano solo proprietario, o in gran parte maggioranza di proprietari che per le capacità finanziaria della Fondazione, però son tutte concentrate, non so in centro piuttosto che un'altra zona sarà invece più giusto prevedere che ci sia una sorta di e diciamo parcellizzazione così del del budget a disposizione della fondazione, anche per favorire non so zone che sono più o meno penalizzati in città c'è tutta una serie di per non parlare poi di tutta la questione che i colleghi e avvocati che più di me ne capiscono hanno sollevato, ovvero capire come gestire tutto il tema della morosità perché la Fondazione dice a parole etico, però 12 mesi, 12 mensilità se l'inquilino non paga, però non è stato spiegato e in quale termine saranno pagati, cioè addirittura Guerzoni in Commissione diceva e probabilmente cioè potremmo anche pensare che la Fondazione avrà un rapporto diretto con l'inquilino e il proprietario non ci sarà neanche, diciamo così interessato, se l'inquilino non paga alla Fondazione, paga comunque tutto. C'è anche lì, a parte che è un'affermazione forte da fare, ma poi bisogna capire che implicazioni a perché, per esempio, se dopo 12 mesi l'inquilino smette di pagare cosa succede, cioè si è inutile la fondazione di mezzo, il privato a certi strumenti che siano per lo sfratto c'è lo strumento della morosità incolpevole, ad esempio, per accedere ai fondi. Ma se c'è la Fondazione, sempre come filtro tutti questi rapporti, noi ad oggi non sappiamo come saranno gestiti, tra l'altro, sul tema della concorrenza ai privati che c'è chi rimane, perché tra l'altro è stato sollevato, anche se diciamo dalle poche osservazioni che sono arrivate in consultazione pubblica perché, come avevo detto poi in Commissione, era stata una conf consultazioni farsa perché è fatta dal primo al 31 agosto, quando voglio dire non è certamente il periodo dell'anno in cui le persone sono più attenti alle tematiche che non neanche è stata molto pubblicizzata. Oltretutto era stata fatta su una forma di agenzia Kiruna, S.r.l. E che è tutt'altra cosa rispetto alla fondazione. Le poche osservazioni arrivate fanno presente questo tema della concorrenza con il privato. Ora il dottor Guerzoni in Commissione ci ha detto ah, ma non si tratterà di concorrenza con il privato e si tratterà di Alleanza. Ora il mio timore è che sarà Alleanza 3.0, cioè nel senso che saranno chiamati in causa i fatti. Lavorare i soliti amici, le solite categorie che comunque sappiamo bene lavorano meglio di altri con questa Amministrazione, perché chiaramente che siano avvocati, che siano commercialisti, che siano agenzie di intermediazione, almeno quello lì, almeno su quello. Spero che ci sarà una reale trasparenza e un regime pubblicistico per e per attivare appunto questi questi bandi e queste forme di utilizzo dei fondi e dei servizi che è stato detto che saranno e che saranno appunto prese dal privato. Quindi, nel complesso, io credo che non non siamo d'accordo con quello che è il tipo di strumento, proprio per i limiti che abbiamo detto sicuramente ad oggi la delibera riguarda la creazione,
Si avvale consigliera, prego.
Riguarda la creazione della Fondazione, lo Statuto e il conferimento degli immobili, però nel complesso non c'è ancora tantissimo da parte applicativa attuativa di cui noi oggi non sappiamo nulla e quindi non sappiamo neanche, cioè non sarebbe neanche devo dire e corretto dare un voto e perché non è non è informato rispetto a quello che potrà chiederò a essere che poi è il grosso che tutta la gestione successiva,
Ribadiamo uno strumento assolutamente non non necessario. Si poteva trovare un altro modo e appunto, giocando su quelli che sono gli incentivi ai privati. E poi adesso chiudo con una battuta, ma tanto lo abbiamo già già fatto in altre occasioni e sull'ERP e sugli alloggi popolari sappiamo bene le carenze che ci sono. Ci sono oltre 6.000 quasi 6.000 nuclei in attesa, ci sono tantissimi ancora alloggi che sono sfitti, tantissimi alloggi che dovrebbero, con dentro persone che hanno formalmente chiusura, decadenza, ma che non hanno ancora liberato l'alloggio che quindi non possono dare questi alloggi, risposta a persone che invece lo meriterebbero,
Ci sono alloggi sia gestione ASP sia e di di ERP, che sono in condizioni manutentive pessime, ma con persone che abitano dentro fino a adesso. L'Amministrazione non è mai riuscita a dare una risposta efficace né alla edilizia residenziale pubblica né tantomeno quella sociale. Quindi, onestamente, io credo che prima di provare a mettere a far concorrenza con il privato, si dovrebbe cercare di fare bene quelli che sono proprie le funzioni del pubblico. Grazie,
Grazie consigliera ha chiesto di intervenire la consigliera Angiuli, prego consigliera.
Grazie Presidente, oggi ringrazio l'Assessora vicesindaca presenti in Aula che ha illustrato la delibera. Io penso che sia un momento davvero importante per intervenire su questa bellissima iniziativa del Comune di Bologna che il Comune ha deciso di intraprendere, che appunto la creazione di un'agenzia per la casa, che è un progetto ambizioso ma assolutamente necessario per affrontare una delle sfide più urgenti della nostra città, ovvero l'accesso ad un'abitazione dignitosa a prezzi sostenibili. La questione abitativa è diventata negli ultimi anni un problema sempre più pressante. Studenti, lavoratori, giovani, famiglie, fasce più vulnerabili della popolazione stanno incontrando enormi difficoltà nel trovare soluzioni adeguate. Con questa iniziativa l'Amministrazione comunale ha dimostrato di voler intervenire in modo deciso, mettendo al centro i bisogni delle persone e il diritto fondamentale alla casa. L'Agenzia per la casa, a mio avviso, sarà un'alleata per tutti. Da un lato, contribuirà a promuovere un mercato immobiliare più trasparente ed equo, contrastando le speculazioni e favorendo affitti. Accessibili dall'altro, un sostegno concreto alle categorie più fragili, tutelando chi ha maggiori difficoltà ad accedere al mercato abitativo. Ma non solo questo progetto si pone anche l'obiettivo di valorizzare gli immobili inutilizzati. Diceva la vicesindaca, presenti sul nostro territorio, troppi edifici restano sfitti o in stato di abbandono, mentre tante persone cercano un tetto sotto cui vivere. Recuperare questi spazi non significa solo offrire nuove opportunità abitative, ma anche combattere il degrado urbano e dare nuova vita ai quartieri. Auspico che l'Agenzia, oltre a fornire alloggi, diventi un punto di riferimento per i cittadini, con offrendo consulenza, orientamento e supporto. Grazie a questa iniziativa, auspico che i cittadini possano contare su una assistenza anche nella gestione operativa dei contratti. L'accesso agli incentivi fiscali, tutte le informazioni necessarie per affrontare il mercato immobiliare in un modo più sicura e consapevole, un esempio concreto di come le istituzioni possano accompagnare le persone nei momenti cruciali della loro vita, con strumenti che semplificano e superano gli ostacoli burocratici. Spesso, percepiti come insormontabili. Questa iniziativa rappresenta anche un'opportunità straordinaria, a mio avviso, per promuovere i modelli abitativi innovativi e sostenibili. Esperienze europee, come i progetti di co-housing che abbiamo di cui abbiamo sentito parlare in Danimarca o quartieri ecosostenibili in Germania, Friburgo dimostrano che è possibile coniugare innovazione, inclusione sociale rispetto per l'ambiente. L'agenzia io lo spero, potrebbe adottare queste soluzioni in futuro, supportando l'efficientamento energetico degli edifici e incentivando pratiche abitative più condivisa e cooperative, ovviamente sarà fondamentale snellire le procedure amministrative, riducendo i tempi di realizzazione dei progetti e semplificando l'accesso ai finanziamenti, affinché queste idee diventano rapidamente in realtà. Infine, migliorare l'accesso alla casa significa rendere la nostra città ancora più attrattiva. Bologna è già un importante polo culturale ed economico, ma risolvere il problema abitativo rafforza rafforzerà ulteriormente il suo ruolo attirando studenti, giovani professionisti, investitori, una città dove è più facile vivere è una città che cresce che valorizza il talento, che crea opportunità ed è la città che vogliamo. In conclusione, l'Agenzia per la casa non è solo una risposta, a mio avviso è ai bisogni immediati della comunità, ma è proprio l'espressione di una visione lungimirante per costruire una Bologna più giusta, più inclusiva e solidale. Questa Amministrazione ha scelto di agire con coraggio e responsabilità e siamo certi che questa iniziativa porterà benefici concreti e duraturi per tutti, grazie.
Grazie, consigliere Angiuli.
Io non ho altre prenotazioni al momento chiedo se qualcun altro intende intervenire consigliera, Scarano a lei la parola, prego.
Sì, grazie Presidente, dunque, spendo alcune parole qualcosina, seppure in maniera approssimativa ho detto anche in seno alla Commissione.
Di giovedì nel tardo pomeriggio molto ha detto anche la con estrema precisione, affrontando vari aspetti, la collega Zontini, riporterò in Aula alcune osservazioni, sottolineando alcune perplessità.
Sperando che il tempo non non mi darà ragione, perché su un progetto del genere ad oggi io personalmente non mi sento proprio di.
Esprimermi in modo positivo, ma è ovvio che, per il bene di tutti e per le alte ambizioni che comunque è un progetto del genere, vorrebbe raggiungere ottenere, ci auguriamo tutti che tra un anno, ad esempio, quando ci troveremo a parlare degli sviluppi e di come sta procedendo la Fondazione per l'abitare ci siano dei numeri che possano farci ricredere.
Ad oggi permangono, da parte mia e del Gruppo che rappresento, numerose perplessità e mi accingo a anche a evidenziarne le motivazioni.
Quando lei in Commissione, ma lo stesso lo si può leggere anche nell'atto principale della delibera, si parla di di quello che ad oggi è, diciamo, il portafoglio alloggi pubblici esistenti. Di fatto, come già evidenziato la collega Giuntini si evidenziano dei comparti che a febbraio 2025 ma anche marzo, quando poi la Fondazione sarà di fatto a regime non sono utilizzabili perché parliamo di realtà sui quali ci sono degli interventi manutentivi straordinari, importanti e impattanti che vedranno la luce, qualcuno dice nei prossimi mesi, a mio avviso, nei prossimi anni, quindi il.
Il la forza abitativa dalla quale questa Fondazione parte non è poi così corposa come ad oggi, quindi primavera 2025, come si vorrebbe far intendere che, d'altro canto, però un finanziamento, quello si corposo del PON Metro, 4 milioni che comunque rafforzano diciamo questo start-up, questa partenza e quindi anche gli investimenti e quindi anche,
L'atteggiamento che può essere, diciamo, persuasivo nei confronti dei proprietari immobiliari in città,
Persuasivo, non lo stato tempo fa, nonostante anche con AMA le condizioni, era una situazione diversa, c'erano anche delle condizioni economiche diverse, per esempio questo può metro di cui si parla quest'oggi, allora non c'era, allora c'era un fondo regionale, se ben ricordo che garantiva il proprietario o nel caso di morosità,
Fino a sei mesi, quindi comunque delle garanzie c'erano, perché l'ente che si chiama o che sia la Fondazione deve comunque sollecitare convincere allettare il proprietario a partecipare a questo progetto, perché alla fine è un progetto diffondere, potenziare, allargare la possibilità di un canone concordato in città, un progetto del quale si ha assoluto bisogno. Quindi la nostra posizione rispetto alle all'obiettivo cardine di questa fondazione è favorevole. Io sono anni che continuo a chiedere di aumentare e potenziare il canone calmierato concordato che si vuol chiamare in città. Sono anni che evidenzio che su circa 12.000 alloggi pubblici circa questo il numero degli alloggi pubblici presenti in città con marginale percentuale nell'area metropolitana pochissimi sono destinati al calmierato, una percentuale irrisoria circa 500, quindi una percentuale irrisoria. Pertanto, quella fetta di popolazione che ha bisogno che per forza di cose con un ISEE basso ma non bassissimo una situazione critica ma non criticissima resta fuori da tutte le risposte tant'è che non presentano neanche più la domanda, perché tanto sa a priori di restarne comunque fuori quindi una situazione di criticità che negli anni, ovviamente, essendo la classe media, essendo si è assottigliata ed essendo sempre più sofferente una situazione che si è amplificata, quindi, per forza di cose l'obiettivo è da noi condiviso.
C'è bisogno sia nel pubblico che nel privato di potenziare il calmierato e concordato,
Perché proprio c'è c'è, c'è una domanda e non c'è un'offerta, c'è una domanda crescente, c'è un'offerta che latita quindi sicuramente questo questa premessa, la faccio Assessora ad un uso improprio della del vero per evidenziare che la nostra attenzione su quello che sarà lo sviluppo, la crescita, l'evoluzione della Fondazione per l'abitare la nostra astensione sarà massima, però, ciononostante, restano delle perplessità sulla partenza, nel senso che benissimo aver aver fortificato quelle che sono, diciamo, le garanzie, gli aiuti supporti di stimoli per.
Coloro che hanno degli immobili a Bologna, 14.000 e un numero considerevole. E quindi sicuramente che porta a fare tante riflessioni, perché a Bologna un privato decide, sceglie di non affittare e perché potrebbe invece essere invogliato a partecipare a un progetto che sia remunerativo per lui, ma anche un risvolto sociale perché casomai anche questo probabilmente non non potrebbero interessare al privato, però forse ci potrebbero essere anche privati, che dicono io da una parte guadagno, ma dall'altra parte rientra a far parte di un progetto dove effettivamente do una risposta,
Non solo a chi è benestante e ha bisogno di casa, ma chi ha bisogno di case a qualche difficoltà nel reperirla. Quindi anche questo aspetto può essere condiviso, e lo fate appunto.
L'ha. Detto lei è stato detto tante volte è stato presentato anche gli organi di stampa prima che della trattazione in Commissione prima di andavamo 6 abbiamo visto che comunque è stato un flop, perché a me è stato un flop eclatante che si è perpetrato per oltre un decennio. È stato chiuso con l'Assessore Geri, se non erro, sono chiuso da poco, se ne parlava già quando Assessore era Malagoli con dei numeri veramente 12 immobili all'anno dati ingestione, cioè quindi si creava una struttura enorme che doveva invogliare migliaia di proprietari e il risultato. Ogni anno ci sono ancora le mie interrogazioni che che che che riporto.
All'attenzione dell'Aula per evidenziare che i numeri non talmente irrisori anno dopo anno, 10 12 15 su Bologna e tutta l'area metropolitana, nonostante ci fossero degli incentivi corposi, aumentiamo gli incentivi. Vediamo se la risposta inizia a essere quella delle aspettative. Infatti, 12 mensilità e addirittura 6.000 euro per.
Supportare dell'investimento iniziale e rendere l'abitazione idonea per l'abitabilità poco quello è un altro problema e quindi non so interventi per la riqualificazione energetica e quant'altro, perché spesso comunque in città si affittano anche De tuguri. Anche quest'altro aspetto va affrontato, invece dovrebbe ci dovrebbe essere maggiore, diciamo, controllo e anche il rispetto di di delle persone che entrano nei nostri immobili. Detto questo, però, assessore, quando lei parla della degli immobili di proprietà, capisce che tutti gli immobili che cita, come ben ha detto la collega Zontini di fatto ad oggi e mi sento di dire per l'anno in corso, quindi per il 2025, sono una percentuale bassissima, perché quando si parla di del comparto dell'Azzaretto, sappiamo che vedrà la luce, ma l'ha detto anche lei, insomma, ci sono degli anni quando si parla della clinica Beretta.
È un cantiere che un mese fermo e poi riprendere una settimana. Io non lo so, chi lo seguo col cantiere ma doveva essere completato da anni. L'altra settimana sono passata lì davanti per 21 aprile si sentiva qualche rumore, poi per un mese spasso, perché io posso spesso sente niente tutto fermo, quindi, comunque, è anche parlando con le persone che vivono lì nel. Non mi sembra che da qui a un paio di mesi possa vedere la luce adesso. Non so se vogliono lavorare nel prossimo mese ventiquattr'ore su 24, ma dubito.
E poi c'è il concetto di immobili che erano stati previsti per il co-housing.
Che che è un progetto su cui lei mi sembra di capire, tenga molto e invece l'obiettivo comunque della Fondazione è quella di affitti a canone concordato, quindi volevo anche capire meglio come queste due realtà che a mio avviso sono diverse possono sposarsi.
Non so se lei vorrà intervenire durante durante il dibattito assessore, per casomai anche esplicitare meglio quello che è il la partenza degli alloggi pubblici del Comune di Bologna perché, ripeto, su questo ho molte perplessità altre sono state avanzate dalla dalla collega Giuntini.
Non so se voi avete già avuto dei c'è scritto che comunque tante altre realtà ergo.
ACER altre realtà del territorio sono interessate al progetto della Fondazione. Ecco piacerebbe capire se già sono stati valutati dei tempi. Perde gli inserimenti parziali di queste altre di questi altri attori che potrebbero partecipare se ci sono determini delle stime dei numeri, se c'è già una cadenza. Ecco, mi piacerebbe capire anche meglio se questa fondazione che diciamo è una formula che questa Giunta sposa per la maggiore, perché ormai in questo mandato diciamo che le fondazioni nascono in maniera corposa, quindi mi sembra di capire che sta molto a cuore a questa Giunta il promuovere, incentivare e creare, che comunque hanno un costo e una valenza anche giuridica e quant'altro la fondazione.
Quindi non è stato detto ancora non c'è ancora. Di fatto votiamo un atto. Ci sono delle buone premesse, buone intenzioni per far sì che da qui a fine anno ci possono già essere degli accordi degli immobili, anche delle anche delle famiglie che entrano in degli spazi pubblici e privati, ma di fatto un cronoprogramma su quello che sarà.
E anche degli step per iniziare a dare una valutazione di sarei anche degli obiettivi che siano più tangibili e anche effettivi. Ecco, io ad oggi non li vedo,
Questo è uno tra i tanti motivi per cui posso già anticipare che il diciamo che il mio gruppo sta valutando appunto di non partecipare al voto dello stesso atto, grazie.
Grazie.
Consigliera.
Chiedo se vi sono altri interventi.
Consigliere Piazza.
Prego, Presidente, ma sono stato un po' stimolato a intervenire da ad ascoltare i colleghi che sono intervenuti in questo argomento estremamente importante, perché sicuramente dell'abitare a Bologna da qualche tempo è diventata un'emergenza. Non c'è, non c'è nessun dubbio, esisteva già un'emergenza prima, adesso veramente siamo in condizioni critiche, però bisogna tenere sempre presente il quadro di contesto nel quale ci muoviamo. Oggi, che è estremamente diverso da quello di alcuni anni fa, è arrivato a Bologna, ha una componente che ha sconvolto gli equilibri che duravano da decenni, cioè il turismo. Il turismo ha permesso agli ai proprietari di appartamenti di avere una nuova possibilità di utilizzare i loro bene una volta e questa possibilità era assolutamente marginale. Oggi invece è diventata concreta e anche estremamente profittevole, cioè la possibilità di dedicare il loro appartamento. Non ha un affitto per famiglie e studenti che erano le 2 componenti praticamente uniche, esistenti fino a poco fa, ma anche all'utilizzo per affitti brevi, una cosa che è estremamente remunerativa a delle flessibilità estremamente interessanti delle tutele. Anche queste molto interessanti, e quindi diventava quasi cioè diventa, è estremamente competitiva rispetto alle altre forme di impiego del dell'immobile. Quindi bisogna avere presente questa cosa qui, quando si parla del tema abitare a Bologna, bisogna aver presente chiaramente qual è la situazione e qual è stata la prima cosa che questa Amministrazione ha chiesto quando si è insediata in una situazione che già di veniva è preoccupante è stata quella di chiedere degli strumenti forti per le Amministrazioni, per i sindaci, per gli enti locali che conoscono il loro territorio, per poter gestire in maniera forte questo fenomeno, perché se lo si lascia all'assoluta libertà di iniziativa e il liberalismo sfrenato non è mai stato vincente, lo sappiamo, c'è bisogno di calmierare con un intervento pubblico, perché la cosa cresca in maniera sana. Il turismo è un'opportunità assolutamente, ma se lo lasciamo,
Ecco assolutamente libero di espandersi senza regole e senza freni. Allora la sola iniziativa privata porterà la città verso una serie di problemi che sono quelli che vediamo oggi, perché effettivamente questa richiesta non è stata ascoltata, si è fatto pochissimo, non si sono state, non sono state fornite armi sufficienti alle amministrazioni locali per gestire questo problema da parte di questo Governo, che è rimasto sordo a questa domanda e ha preferito lasciare tutto al liberi realismo sfrenato, cosa che ripeto anche in altri settori. Ha già dimostrato la sua il suo disastro. Quindi, non avendo strumenti in mano, è chiaro che si deve cercare di fare con quello che sia ora. Se noi lasciamo la situazione così com'è, gli effetti sono quelli che cosa che è successa sono quelli che vediamo affitti di un 70 metri quadri a 1.500 euro, mentre al mese sono affitti che 10 anni fa erano assolutamente impensabili. Oggi a Bologna è normale, basta fermarsi in qualunque agenzia immobiliare lungo la strada e vede che quali sono i prezzi vanno dai 1.005 mila 6 2000 al mese per appartamenti assolutamente normali che una volta andavano affittate a 600 700 euro. Questo è l'effetto, perché la domanda è talmente aumentata che si è creata una competizione tra studenti e famiglie che una volta erano gli unici a chiedere affitto. Oggi c'è una terza componente è cresciuta in maniera smodata incontrollata che si è lasciata praticamente.
Sguinzagliare per la città, e questo è il primo effetto qual è, secondo me, il secondo è che, se continuiamo così, l'espulsione di famiglie e studenti verso l'hinterland o proprio fuori dalla città, sarà inevitabile. È sempre più forte un calo di iscrizioni all'università e questa la Bologna che vogliamo? Rischiamo veramente un processo di turistificazione della città? Ripeto, il turismo è una cosa positiva, buona va gestita, però non si può lasciare in maniera incontrollata. Gli enti locali e le amministrazioni locali hanno bisogno di strumenti forti per poter gestire la gli gli, il fenomeno degli affitti brevi, se lo si lascia liberi, gli effetti li stiamo vedendo e oggi parliamo e diciamo alla leva fiscale, bene, parliamo della leva fiscale, allora la leva che cos'è la leva, quello strumento che ti permette di sollevare un peso sfruttando un braccio okay. Quindi, se tu hai 10 chili, da una parte con un braccio di un metro, lo puoi sollevare con un solo chilo basta avere, un braccio di 10 metri dall'altra parte. Giusto bene, allora, se dall'altra parte abbiamo un affitto breve che ti rende 35.000 euro e dall'altra abbiamo un affitto che invece calmierato, ti rende 10.000 hai bisogno di un abbraccio di 20.000 euro, la leva fiscale, questo braccio di 20.000 euro non ce l'ha lo puoi se vuoi allungare un po', ma non si arrivi quindi la il peso più alto dall'altra parte non si solleva è come provare a sollevare un peso di 10 chili col braccio di un metro mettendo un chilo e un braccio di due, non ce la fai, non si alza, hai bisogno di almeno cinque chili se il braccio di due hai bisogno di un chilo, se è un braccio di 10, ma la leva fiscale è insufficiente. Okay, quindi è inutile che continuiamo a parlare della leva fiscale perché, anche se avere l'IMU anche servire la cedolare, secca e questo dipende dallo Stato, dal Governo, perché parliamo sempre dell'IMU che decorre il Comune. Non parliamo della cedolare, mettiamola zero. La cedolare mette a zero la cedolare oggi a 10%, vuoi mettere a zero anche lì mette a zero l'IMU allunghi un po' il braccio bene. Il peso dall'altra parte rimane comunque insufficiente a sollevare e a compensare le entrate dell'affitto breve, che è assolutamente spuntata come arma quella fiscale. Quindi è inutile continuare a parlare di leva fiscale perché l'ho già detto in tutte le salse c'è una tale sproporzione che non la compensi okay, quindi possiamo numeri alla mano e, per carità, numeri alla mano. Sennò dimostratemi dimostratemi voi come fai con la leva fiscale, a compensare un affitto breve che ti rende queste cifre con un affitto normale standard di quello di 10 anni fa e che te ne rende tutt'altre non ci arrivi, è una coperta corta, la puoi tirare finché vuoi puoi ridurre un po' il gap, vorrei disse un po', ma non lo compensi. Questo è il primo punto, quindi premessa. Oggi stiamo discutendo di un problema grave, cercando di metterci una solo di trovare una soluzione con gli strumenti che abbiamo. Ne abbiamo chiesti altri che non ci sono stati dati, quindi facciamo con quello che abbiamo ora e questa è la prima premessa, dobbiamo avere chiari e quindi, quando si interviene su questo argomento, bisogna avere chiaro questo punto qua okay secondo è quello della leva fiscale che ho detto bene. Terzo, la situazione è variegata. Ci sono quelli che affittano e quelli che non affittano okay, ci sono 13.000 appartamenti sfitti, diceva la sindaca ha fatto uno studio. Mi faccio e faccio i complimenti a lei e a tutto il settore che la condotto, perché abbiamo dei dati che prima non avevamo. Avevamo soltanto dei dati nazionali, i fatti su base molto più imprecise. Oggi abbiamo uno studio accurato su quella che è la situazione a Bologna sullo sfitto e ci restituisce dei numeri molto interessanti su cui discutere. 13 15.000 appartamenti sfitti quindi gente che, pur potendo affittare a studenti, a famiglie o ad affitto breve, ha scelto di non affittare quindi lì abbiamo margine per discutere perché stiamo parlando di situazioni diversa. Poi ci sono invece quelli che affittano ci sono quelli che affittano ad affitti brevi, Elia e meno margine, perché questi stanno già hanno già fatto una scelta. Hanno fatto due conti e ha detto io a calmierato studenti a libero non affitto, affitto a breve e lì e allora lì lì cos'ha in mano la leva fiscale ma, come sappiamo numeri alla mano non compensi anche si avveri tutte le aliquote e quindi lei è più è più complicato. La fondazione ha detto bene la vicesindaca, si sta rivolgendo primariamente a quelli che hanno scelto di non affittare, quindi non si stanno intanto cercando certo. È chiaro che cerchiamo anche di rendere più interessante questo mercato a chi ha già fatto la scelta dell'affitto breve, cercare di farlo tornare indietro, con incentivi, per carità, ma primariamente io vedo questo strumento interessante per chi al momento sta tenendo l'appartamento libero e ha scelto di non affittare, e sono numeri importanti, 13 15.000, se riusciamo ad aggredire neanche soltanto una piccola percentuale, comunque sono numeri irrilevanti, pensate un 10%, sono 1.300 appartamenti 1.500 appartamenti tanta roba, anche un 5% sarebbero comunque centinaia di appartamenti. Allora è giusto, come faceva la vi serve alla vicesindaco, a ragionare su questi appartamenti, cercare di capire le motivazioni che hanno indotto questi proprietari a non affittare e, tra queste motivazioni, una buona percentuale sicuramente può essersi. L'incertezza, per esempio, della della dello sfratto è quella può essere buona. L'offerta che fa la Fondazione con un anno intero di copertura di canoni. In caso di morosità, può essere buona anche quella piccola incentivo che c'è in caso di necessità di fare lavori. Ristrutturazioni magari l'appartamento è sfitto perché fuori norma e il proprietario non ha tempo e voglia di investirci per metterlo a norma. Ecco che anche su questo aspetto, alla Fondazione offre dei fondi per poter intervenire e mettere a norma l'appartamento per poi rimetterlo sul mercato. Quindi, come vedete, la Fondazione che è stata pensata questa nuova agenzia è stata pensata per offrire incentivi che si rivolgono primariamente. A mio avviso, e poi parlo per come è stata pensata, sto parlando dicendo la mia a chi ha scelto in questo momento o comunque ha scelto. Comunque è in una situazione di non di blocco di fermo non sta affittando, quindi, secondo me è la strategia è intelligente, perché stai cercando di andare a parlare con un settore con cui hai margine di di dialogo, no, cioè quelli degli appartamenti fermi che possono essere 1.000 motivi, uno magari decide, non lo voglio affittare e allora lì non ovviamente non hai non ai margini o non lo vuole affittare, vuol tener fermo amen, ma ci si tra quei 13.000. Ci sarà anche chi non lo affitta, perché magari ha avuto il pregresse esperienze negative o perché magari ha bisogno di farci un investimento per mettere a norma e qui la fondazione ha proprio gli strumenti giusti per parlare a quelle a quelle a quelle a quei proprietari e non va in concorrenza con gli altri, con i piccoli proprietari perché sennò avrebbero già affittato. Ovviamente no, cioè lui non è. Non è una questione di concorrenza, come ho sentito dire che fai alle agenzie, ai piccoli proprietari, agli atti non lo fai perché sono fermi quegli appartamenti, quindi di sicuro non fai concorrenza, quindi il problema dell'abitare è primario a Bologna, oggi e me darsi uno strumento del genere che cerca di intercettare questi appartamenti per fare per aumentare l'offerta, che oggi è tanto critica in città. È un'idea assolutamente non soltanto intelligente, ma necessaria oggi, in una situazione nella quale ci troviamo per poter dare delle risposte. Quindi, come dire, invito quando si interviene su questo argomento, a tenere presente questa situazione e anche tutto il pregresso che c'è stato i dibattiti che ci sono stati sulla richiesta di regolamentazioni e degli affitti brevi a livello nazionale, perché sono, come dire, la conseguenza della situazione in cui ci troviamo oggi. Non le non diciamo, non le.
Le escluderei dal dibattito le terrei ben presente. Ecco tutto il pregresso che c'è stato prima, quindi io auguro buona fortuna a questa Fondazione. Spero che tanti enti, già tanti sono, sono all'interno, entreranno a far parte della Fondazione. Già mi fa piacere alla vicesindaca, dato nomi importanti, com'è sicuramente il Comune in primis, naturalmente, ma anche tutta la Curia che oggi gestisce i suoi appartamenti.
Numerosi, anche, tra l'altro, è stato molto utili in certe situazioni che anch'io ho avuto, come dire la la, la, la, la.
La necessità di gestire o sono riuscito a trovare appartamenti e ringrazio sempre la cura per la disponibilità. Metterli però in congiunta con questa offerta permetterà anche alla Curia stessa di dare più flessibilità e più supporto agli inquilini, che entrano anche con dei servizi, anche dal loro punto di vista. Perché lo ricordo, dentro alla Fondazione c'è la possibilità per l'inquilino di pagare un canone, anche addirittura inferiore a quello che in realtà percepisce il proprietario. Questa è un'altra innovazione interessante che è presente nello Statuto che è stata e che è stato illustrato e che permette quindi all'inquilino al proprietario di prendere il massimo del dell'affitto e all'inquilino di pagare invece un un canone leggermente inferiore con l'Agenzia del mezzo che compensa. Quindi questo è anche un ulteriore,
Punto a favore sia per il proprietario che per l'inquilino, un'innovazione interessante che spero possa essere possa essere sfruttata. Ecco quindi, come dire oggi la città ha assolutamente bisogno di ritrovare quell'equilibrio che si è spezzato, che da troppo tempo si sta sta aspettando. Se si aspettate, sta portando effetti veramente deleteri nella nostra città. Non vedo altre molte altre possibilità che possiamo giocarci in questo momento. Mi sembra uno sforzo importante. Tra l'altro, 5 milioni di euro sono una dotazione non banale e credo e spero che per i primi tempi possano essere sufficienti, ma credo di sì per dare un avvio a questa a questa Fondazione spero che i privati colgano l'occasione è un'occasione molto interessante, perché è davvero la città ha bisogno di riportare in gli equilibri di un tempo, altrimenti la Bologna, che conoscevamo veramente, sta già cambiando ma cambierà sempre di più rapidamente se non si interviene a riequilibrare l'offerta in tempi rapidi. Grazie, Presidente.
Grazie Consigliere, consigliera di pietra a lei la parola prego.
E grazie Presidente, io intervengo per.
Confermare quanto sia importante questa delibera che oggi andiamo a votare, perché costituire una fondazione per realizzare un'Agenzia per la casa e in questi anni veramente una scelta molto coraggiosa che l'Amministrazione ha deciso di fare con tutto il territorio, cittadino e metropolitano e lo dico pensando anche a tutto il lavoro che nel corso di questi anni di questo mandato è stato portato avanti nel momento in cui si è aggravata no, ed è esplosa un'emergenza abitativa a Bologna, in Italia e anche in parte del mondo, proprio per restituire, proprio per rispondere a quelli che sono i bisogni dei nostri cittadini e delle cittadine e di tutte le età, per togliere proprio la casa, l'abitare da logiche di mercato sfrenato che penalizzano.
La vita e l'accessibilità a tante persone e credo che sia molto importante che oggi noi ci troviamo a discutere di questa delibera, pensando anche al lavoro che è stato fatto con l'Assemblea per la casa e tutto il percorso che l'Amministrazione ha messo in atto perché grazie anche a tutto questo percorso è stato definito un Piano casa, all'interno del quale si è convenuta la necessità proprio di inserire appunto uno strumento che potesse proprio far entrare l'Amministrazione il Comune nel campo dell'allocazione per.
Intervenire proprio nella crisi abitativa, in uno scenario in un contesto nazionale che va in altra direzione, perché sappiamo bene che per risolvere il problema abitativo è importante.
Avere piani casa sia a livello locale, a livello regionale e soprattutto a livello nazionale, e non dimentichiamoci mai gli sforzi che si sono portati avanti all'interno di questa Amministrazione, ma anche a livello regionale, per mantenere risorse proprio su i fondi della morosità incolpevole sugli affitti cose che in realtà abbiamo visto tagliare a livello nazionale e quindi tutto questo percorso credo che abbia degli elementi di innovazione che dovrebbero vederci tutti uniti è d'accordo nel sostenerlo, perché perché, quando si parla di Fondazione per l'abitare e bisogna tener ben presente che una fondazione per l'abitare consente veramente anche di alimentare dei percorsi che ricevono in impulso per la via applica per la via perché hanno strumenti che consentano anche di costruire una strategia di partnership territoriale con il pubblico e con il privato di reclutare insieme attraverso progettualità e strategie, risorse e sappiamo benissimo perché poi è emerso molti di noi hanno partecipato di quanto anche la necessità di coinvolgere il privato sia stata proprio sottolineata da tanti attori no che dialogano e che fanno parte proprio.
Di questo percorso e questa volontà di costituire una Fondazione per l'abitare non vuole certo come o si pensa.
Creare delle competizioni tra privati e privati. In realtà, lo scopo è proprio di favorire un'alleanza strategica che possa accompagnare dei processi di equità e di giustizia sociale. È sempre più per affrontare le crisi dei nostri tempi e sappiamo quanto sia importante adottare il metodo e il modello collaborativo. Quindi, da questo punto di vista il lavoro è chiaramente in questa direzione e credo che sia molto anche importante la scelta della Fondazione per l'abitare, perché ha consentito proprio di, diciamo coinvolgere anche il terzo settore e lo dico pensando anche a tutto il lavoro di ascolto e di accompagnamento che come Consiglio comunale abbiamo fatto anche con ordini del giorno e proposte e mi riferisco proprio all'importanza, no sottolineata a marzo 2024 proprio di lavorare nella direzione di creare, a partire da quello che è un modello e dell'amministrazione condivisa, un processo nell'ambito di questa strategia di questo strumento di co-programmazione e coprogettazione, perché la Fondazione consente di andare a intervenire anche su un ambito e sociale che consente di investire in termini anche di abitare collaborativo in termini di politiche di prossimità attraverso un lavoro che deve vederci sempre più presenti e attenti. Perché sicuramente noi ci crediamo tantissimo in questo progetto ed è stato anche molto importante ascoltare in Commissione quanto è emerso, come è importante anche invitare no nei vari momenti, la Giunta all'Assessore, alla vicesindaca.
Su questi ambiti, perché il tema della casa ormai rappresenta uno dei progetti, uno de delle sfide più importanti. No, perché nel momento in cui ti viene a mancare questa possibilità si impoverisce anche una città di di persone e soprattutto la cosa drammatica che non risponde a quelli che che sono i bisogni. Io credo che accanto a questo e anche molto importante il lavoro che sta facendo la nostra Amministrazione, dovremmo avere tutti una gratitudine da questo punto di vista su.
Anche un lavoro con le altre città, anche per riuscire a costruire un modello a livello nazionale che oggi manca che possa rispondere ai diversi bisogni. Sarà sicuramente nastro a cura utilizzare gli strumenti che abbiamo a disposizione anche per seguire e accompagnare e sostenere un progetto che veramente è un progetto collettivo di comunità, perché nasce da un ascolto e da una costruzione condivisa del percorso.
Crediamoci perché è veramente importante e la nostra città, come sempre, si distingue e si caratterizza in questo grazie.
Grazie consigliera, ora la parola va al Consigliere Bernagozzi, prego Consigliere sì, grazie Presidente, ma molte cose sono già state dette dai miei colleghi, vorrei provarono ripetermi, però partirei da tantissimi articoli che abbiamo letto in questi anni, che penso non siano sfuggiti a nessuno che ci raccontano che cos'è l'emergenza abitativa in città a Bologna,
Ad esempio, sarei Victor 27 anni lei 24 lui, due laboratori con uno stipendio assolutamente nella norma, un bambino di pochi mesi cercano per un anno una casa in affitto a Bologna senza trovarla in che cosa sono incappati in appartamenti di pochissimi metri quadri?
A costi assolutamente proibitivi che non permettevano nemmeno di poter mettere il lettino del bimbo o, ancor peggio, e qui vorrei rispondere a chi è intervenuto prima di me ha Tour vere e proprie truffe, cioè proprietari di affitto, di di di case in affitto che dicevano loro di versare Unas un bonifico che service che serviva sostanzialmente a fargli visitare l'appartamento per esempio oppure,
Agenzia, appunto che ci promettevano un contratto, però non era chiaro che quando arrivavano lì chiedevano anche anche lì ancora soldi. Insomma, questo per per dare un piccolo esempio di una delle tante che abbiamo letto in questi giorni in questi in questi mesi vorrei leggerne alcune. Un altro esempio serena e sua madre sereno e una lavoratrice di 48 anni che vive con la sua madre anziana ha un contratto regolare d'affitto di circa 700 euro. Il contratto arriva a scadenza e nel rinnovo e si il canone d'affitto si alza così tanto da impedire di poter ovviamente provvedere a quel tipo di affitto, nonostante sia serena sia disposta a pagare fino a 850 euro che rispetto ai 700 euro e che pagava fino fino a prima, sono 150 euro in più al mese, fate un po' i conti degli dell'investimento annuo, no che porta, che potrebbe portare nella vita di serena e della madre anziana non è ancora riuscito a trovare un appartamento nemmeno a 850 euro.
Un medico, un medico, tanti Aquila, la collega Toschi ne ha parlato anche più di una volta di tanti professionisti che noi cerchiamo di tenere anche no, de delle grandi delle grandi test che cerchiamo di tenere sul nostro territorio e di mettere a servizio della nostra comunità quindi con stipendi che voglio dire adesso non vorrei essere smentita in in alcuni casi non in tutti, perché se parliamo di altre professioni mediche, forse non è così, però in alcuni casi stipendi anche del tutto, insomma, co.co.co. Insomma, esatto abbastanza abbastanza elevati che non riescono a trovare una soluzione abitativa in questa città. Infine, l'avevo portato anche in un in un intervento di inizio seduta.
E lo disse di questa mamma, che ha anche anch'essa aveva un affitto un appartamento in affitto, tra l'altro nell'area metropolitana, affitto in scadenza mamma che è libera professionista perché anche i due figli, una mamma single, cerca di coniugare vita lavoro su quanto potremmo. Non vorrei aprire questo tema sennò vi tedio e mi servirebbero molto più dei degli 11 minuti che mi rimangono.
E non riesce a trovare un appartamento e quindi rischia di andare in mezzo a una strada con due figli piccoli perché, nonostante si possa permettere un canone d'affitto ovviamente equo nel nel libero mercato, non riesce a trovare un appartamento adatto. E a questo fa paio l'annuncio che qui molto è stato dibattuto in quest'Aula. Se vuol dire, vi vorrei ricordare anche qui un'agenzia che mette in affitto otto metri, quadri 8 metri quadri nella nostra città, se non erro a 800 euro, una cosa del genere, 600 euro, insomma, qualsiasi cifra per otto metri quadri, francamente, è incommentabile. Allora, quando noi parliamo del tema dell'abitare, noi parliamo di due situazioni che io vorrei ricordare qui la prima parliamo di un ceto medio come quello che penso di aver descritto in questi pochi minuti, che ha possibilità economiche di accedere a un mercato libero. Il problema è che il mercato libero in questo momento ha un mercato del tutto inaccessibile sia dal punto di vista degli affitti. E vi ho fatto gli esempi e guardate lo ha detto anche l'altra volta sia dal punto di vista del mutuo, perché oggi l'intervento del collega Caracciolo ci ha ricordato che in che i tassisti si stanno abbassando, ma, insomma, siamo ben lontani dal vedere i tassi che vedevamo banalmente 3 4 anni fa.
Oltre al fatto che qualsiasi banca oggi chiede delle garanzie assurde a chi chiede un mutuo in banca assurde, chiedono di avere un immobile a garanzia di un possibile mutuo per comprare un immobile, voi capite perfettamente che tutto questo non può, non può risolvere il problema, magari abitativo di una famiglia, di una di una famiglia che decide di comprare un appartamento in questa città.
E abbiamo un una larghissima fetta di popolazione in forte difficoltà economica, al quale siamo già in difetto perché non riusciamo a rispondere già a quel bisogno, che è un bisogno che attinge, ovviamente, alla richiesta di alloggi di residenza pubblica siamo certamente, è,
In questo momento leggevo nell'intervista del Presidente Bertuzzi di ACER che ci sono 6.000 famiglie che aspettano di poter accedere a un alloggio pubblico. 6.000 famiglie sono tantissime tantissime e anche qui faccio una piccola piccola piccola postilla. Abbiamo discusso, mi pare, qualche mese fa, del regolamento ACER nodi. Abbiamo parlato di nuove norme anche per l'accesso. Anche qui mi sarebbe piaciuto avere dall'altra parte qualcuno che apprezzasse il fatto che, per esempio, abbiamo incominciato a mettere mano rispetto anche all'accesso delle case pubbliche. Perché, guardate, noi avevamo un Regolamento che ci diceva che se sotto un certo ISEE che tra l'altro è bassissimo, se parliamo di 6.000 euro di ISEE, ora non so se ci rendiamo conto di che cosa vuol dire avere 6.000 euro di ISEE. Avevamo un Regolamento che purtroppo è era un po' escludente da questo punto di vista e anche su quello abbiamo fatto degli interventi per rispondere esattamente alle tante esigenze di tante famiglie che dall'oggi al domani si sono trovate in difficoltà rispetto alla crisi abitativa e torno anche su questo.
Abbiamo tantissime famiglie, come che ci aveva detto bene la vicesindaca in un question time ripresa Dallas dall'allora assessore Luca Rizzo Nervo.
Tante famiglie che avevano dei contratti regolarissimi assolutamente in scadenza, ma che hanno visto il rinnovo di quegli affitti con un rincaro del 100%.
Ma come fa una famiglia con un rincaro del 100% e con lo stesso stipendio che prendeva due mesi prima a permettersi di mantenere quell'affitto, è quell'appartamento.
E da lì abbiamo dovuto e giustamente e per fortuna, che abbiamo un'Istituzione che lo fa abbiamo preso in carico 70 famiglie, le abbiamo accompagnate in un'emergenza abitativa e anche quelle famiglie fanno parte di quelle famiglie che potrebbero usufruire di questa fondazione per poter rientrare nel libero mercato perché in quel in questo momento non riescono a rientrare nel libero mercato.
Quindi tutto questo io lo voglio ribadire in un vuoto assoluto nazionale, guardate, io non parlo solo dell'ultimo Governo e ha ragione il consigliere Mazzanti che oggi non è in Aula ma è collegato, è un vuoto assoluto da tempo, da tempo immemore, ma è un vuoto assoluto sola che noi, come diceva bene il collega Piazza abbiamo sperato no, come sempre, che noi guardiamo alle cose che scorrono e non ci siamo accorti che adesso l'emergenza abitativa è talmente elevata e su questo faccio un ulteriore passo.
Però guardate, lo vi do un dato, sempre sempre il Presidente di ACER ci dice che il canone medio degli alloggi pubblici ad oggi, cioè di chi è dentro un alloggio, un alloggio pubblico è di circa 62 euro al mese,
Ma voi sapete quant'è il guadagno giornaliero di un alloggio affittato su una piattaforma.
94 euro. Ora voi voi mi dovete spiegare, ma se io guadagno 94 euro al giorno ho fatto un po' i conti perché più o meno si riesce ad affittare un alloggio, oggi nella piattaforma a Bologna per circa 270 giorni all'anno atte 94 per 270 e poi voi mi dite se è un po' un proprietario che giustamente no decide di.
Magari a degli alloggi a disposizione riguarda il proprio guadagno, come come succede e giustamente fa un certo tipo di di no di analisi, ma come ci è stato ben descritto qui ci sono tantissimi alloggi can di persone che non hanno sfruttato quella cosa lì.
Non hanno sfruttato quella possibilità lì e quindi ed Evi. È evidente che non è un tema di, come posso dire, di mettere a reddito un alloggio e non so come farlo, cioè ormai voglio dire è abbastanza facile farlo. C'è evidentemente un un, un insieme di persone che hanno dispone disponibilità di un alloggio che hanno probabilmente delle paure rispetto a, come è già stato ben descritto, magari rispetto al fatto che, se mettono I in affitto il loro appartamento magari possono avere delle difficoltà nel momento in cui ci sono delle morosità, apro parentesi in morosità incolpevole, che però è un è un fondo che questo Governo ha cancellato perché questo è di questo Governo di quelli precedenti, ma va bene e anche qui giustamente, è quello che che vogliamo mettere in campo e la possibilità di dare una garanzia, una garanzia, perché io mi immagino che ci siano delle persone che magari sono semplicemente in difficoltà rispetto alle tante norme che regolano, tra l'altro l'affitto, il canone concordato. Guardate che è un accompagnamento che è semplicemente necessario fare rispetto anche come ricordava bene prima, rispetto anche al rimettere a disposizione magari alloggi che hanno delle, come posso dire delle.
E hanno delle sistemazioni da fare e quindi magari non si ha la liquidità per farle. Insomma, ci sono tantissime realtà noi questa Fondazione, rispetto al problema abitativo, ha esattamente quel segnale, quel segnale a quell'obiettivo, senza però cancellare il resto, perché questo è il Comune che ha fatto. Il ha rinnovato il tema del canone concordato, che è stato citato più volte, è stato appena rinnovato, tra l'altro, con un ampissimo accordo ampissimo, credo forse uno dei più ampi, cioè quindi, evidentemente si stanno cercando di mettere in campo da più fronti per affrontare in maniera seria l'emergenza abitativa, che ormai non riguarda più solo la fascia più debole della nostra popolazione, sul quale comunque serva un intervento pubblico.
E anche qui ne abbiamo parlato e più e più volte, ma serve un intervento anche su quella fascia medio grigia che sia quella che voglio dire magari a uno stipendio regolare, ma non si può permettere un affitto, oggi a Bologna fatevi un giro a ma mica solo a Bologna è chiaro che noi stiamo parlando di Bologna, ma questo è un tema che valica anche i nostri confini, non penso di dire qualcosa che non sappiamo.
E quindi l'obiettivo anche di creare sinergie importanti con dentro questa città è un altro tema fondamentale e io lo voglio dire qui sinergie che questo questa Amministrazione cerca costantemente di avere, non è solo un tema di partecipazione dal punto di vista dei cittadini che è fondamentale ma il tema della partecipazione della città e anche su questo io chiudo dicendo che siamo a.
Ce lo ha ricordato nell'ultimo question time di questo venerdì. Siamo ancora in attesa che i tantissimi sindaci assessori delle città metropolitane che hanno il nostro stesso problema, perché non è solo di Bologna il problema, ma hanno il nostro stesso problema siano ricevuti dal Ministro che ha in carico questa tematica, quindi quello che io voglio dire che tutto è perfettibile per l'amor del cielo, tutto è perfettibile, però non si può dire che questo non sia uno dei tanti strumenti che questo Comune mette a disposizione della città per poter uscire da un da un problema che sovranazionale. Guardate, mi spingo a dire anche che va oltre i nostri confini dell'Italia, quindi su questo io ringrazio ancora una volta la vicesindaca questa Amministrazione che con coraggio e fatemi dire anche con molta tenacia punto su punto sta cercando.
Con gli strumenti che ha con fondi propri, fondi propri di cercare di aiutare più famiglie e più persone possibili. Grazie grazie consigliera prima di dare la parola al Consigliere Di Benedetto che si è appena prenotato per l'intervento saluto e do il benvenuto agli studenti e alle studentesse delle classi terza e quinta del liceo Galvani e agli studenti cinesi dell'istituto il sa di Shanghai con il quale hanno fatto uno scambio e ovviamente ai loro accompagnatori, Benvenuti, grazie di essere qui con noi,
Allora procediamo ora con l'intervento successivo, è del Consigliere Di Benedetto a lei la parola Consigliere.
Grazie Presidente, dirò alcune cose, poi interverrò anche successivamente in dichiarazione di voto. Devo dire che su questa delibera purtroppo, rispetto alla Commissione, non sono stati fatti dei passi avanti sui dubbi che avevamo posto, dubbi non secondari non solo formali, perché quando si parla di procedura di scelta e degli inquilini piuttosto che di procedura da seguire per la liberazione dell'immobile, i termini giuridici delle garanzie e la risposta, eh beh, sono tutti elementi che verranno definiti in seguito. La sostanza di quello che si sta andando a discutere è una delega in bianco alla Giunta, fate quello che volete quasi un voto di fiducia al voto di fiducia che da parte nostra sicuramente non ci potrà essere una delega in bianco che non vogliamo dare, perché non sono elementi secondari, sono la sostanza, poi quelli che saranno i parametri per l'assegnazione degli immobili e gli strumenti per la tutela della proprietà privata e che non è secondaria perché, proprio quando parliamo della signora anziana o della famiglia che affitta la seconda casa, per come dire qua a far quadrare i conti. Stiamo parlando di famiglie che se poi si trovano con è un inquilino moroso e il Comune che copre solo i primi 12 mesi e poi.
Cosa succede e il Comune collabora in quelle che sono le procedure di sfratto non lo fa, perché è contro gli sfratti, con come si quali saranno i passi seguiti dall'amministrazione, questo non è chiaro dal punto di vista giuridico, nella delibera è però si tratta poi di elementi che non sono secondari l'ATS gli accessi agli atti sulle informazioni relative agli immobili in,
In possesso del Comune saranno seguiranno le stesse tempistiche e degli accessi agli atti, per esempio dei consiglieri comunali. Quindi, quando il Quai, come giustamente ha evidenziato anche qualche collega di minoranza, quando poi il l'inquilino avrebbe il proprietario, avrà bisogno dei dati sui pagamenti da parte degli inquilini e verranno dati celermente, perché quando facciamo noi un accesso agli atti ci vogliono anche dei mesi perché arrivi una risposta e magari arriva incompleta o magari non arriva e cosa succede poi per i proprietari non è chiaro.
Tanti elementi, troppi elementi che non sono chiari, che fanno sì che questa sia di fatto una richiesta di delega in bianco per andare a costruire una fondazione che risponde a delle regole che non sono le stesse a cui rispondono gli enti di diritto pubblico e quindi diventa un soggetto con un'ampia libertà di movimento sotto tanti profili che assolutamente non vogliamo consegnare nelle mani del Comune e peraltro ho sentito diversi colleghi che hanno poi per alcuni aspetti è anche giustamente ha parlato dei B&B. Io ricordo che nell'introduzione della delibera è stato detto chiaramente da parte dell'Amministrazione che il tema non è il B&B, ma la casa non utilizzata è rimasta vuota. Quindi non comprendo perché parlare per 20 minuti di leve fiscali o di altre cose collegate ai B&B, perché non si sta parlando dei B&B, vuol dire che forse non sia neanche ascoltato quella che è stata l'introduzione della Giunta sulla motivazione della delibera, perché la delibera espressamente e giustamente da questo punto di vista va e si pone l'obiettivo di rimettere, diciamo, sul mercato tra virgolette, anche se con strumenti calmierati quelli che sono le proprietà attualmente non utilizzate, gli immobili sfitti, non quelli affittati. B&B quindi non comprendo perché questa questa guerriglia per alcuni.
Motivi anche compresa sul lato dei bimbi non sono collegati i temi perché si sta parlando di case che non sono affittate,
Peraltro, sono lieto che ora ci sia il fervore su questo senso da parte della maggioranza e ed è risuonava e in maniera molto forte. È assordante il silenzio quando, per i due anni dall'inizio del mandato si è parlato di questo tema, si è parlato della fuga da Bologna, delle famiglie, ma lo diciamo dal 2021 qualcuno dice va comincerà adesso comincerà la fuga delle famiglie, ho sentito dire è già cominciata da un pezzo ben svegliati, lo diciamo dall'inizio del mandato. Anche questo, peraltro, ci preoccupa anche chi va a votare. Questa delibera evidentemente non ha ben chiaro il quadro o vive su un pianeta diverso da quello in cui vivo. Io, però poi anche questo è legittimo. Bene queste alcune delle motivazioni che ci fanno emergere forti perplessità sul votare a favore di questa delibera dopo andremo anche in dichiarazione di voto. Preoccupa che invece poco sia stato detto, anche da parte dei colleghi sul piano urbanistico che lo ripeto per l'ennesima volta e probabilmente lo ripeterò fino a fine mandato è il principale strumento regolatore dell'abitare in Italia, in Italia, nel nostro ordinamento giudiziario. Basterebbe utilizzare in maniera più efficace e concreta quella parliamo di ridurre gli oneri, bene, azzeriamo gli oneri di sostenibilità.
Che avete messo voi con il Piano urbanistico, azzeriamo li quantomeno sulle operazioni di rigenerazione urbana. Non lo volete fare. Quindi è una scelta politica quella di ingessare il mercato e di impedire la costruzione o limitare fortemente la costruzione di complessi abitativi di medie e grandi dimensioni a Bologna, che sono quello che servono con le operazioni di rigenerazione urbana, quindi senza consumo di suolo. Lo diciamo da tempo, però su questo non ho sentito nessuno sbracciarsi. Ho sentito ancora una volta un assordante silenzio. Per questo dico che si tratta di una scelta politica, di andare a limitare quella che è l'offerta, magari poi per inserirsi con questo strumento e cercare di dettare un po' la linea. Quindi questi i dubbi che purtroppo le scelte politiche e i posizionamenti politici legittimi della Giunta non ci convincono e il motivo per cui ci opponiamo rispetto a questa struttura e di proposta, che ha ancora troppi punti di domanda e questioni irrisolte, quindi non trova il nostro favore l'augurio che questa consapevolezza rispetto anche quelli che sono gli strumenti amministrativi già esistenti, perché esistono già e nelle disponibilità dell'Amministrazione che non vengono utilizzati o vengono utilizzati a contrario per bloccare quelle che sono le possibilità di sviluppo. Ebbene, anche i colleghi si rendano conto della situazione, perché è continuare a ignorare quel patrimonio anche di attività imprenditoriali, quindi non sono imprenditori, ma anche ai lavoratori, per esempio del settore edile che ci sono a Bologna, ma continuano ad allontanarsi sempre di più, che hanno le capacità e le conoscenze per costruire con efficienza anche quelle che sono anche dal punto di vista altra questione che ho sentito sollevata e del dal punto di vista energetico, dell'efficienza energetica, quella che può essere una vera e concreta risposta, o comunque una parte molto importante della risposta sul tema abitativo. Oggi su questo fronte e l'assenza della maggioranza è totale. Anche la decisione di votare contro ogni proposta che va in questo senso lascia veramente l'amaro in bocca, però comprendiamo, è una linea politica legittima, una linea politica che non ha e non troverà il nostro supporto. Comunque, rimarremo vigili nell'osservare lo sviluppo della situazione, anche perché il rischio che poi tra qualche tempo vi siano proprietari immobiliari che si troveranno magari delle amare brutte sorprese. Grazie Presidente.
Grazie Consigliere e al momento non ho prenotazioni.
Tendo ancora un attimo prima di chiudere il dibattito.
Bene, perché non ho altri iscritti a parlare è chiaro, dichiaro chiusa la discussione e do la parola alla vicesindaca per la replica finale, prego.
Grazie Consigliere Consiglieri per l'articolato dibattito, dunque vado sostanzialmente a utilizzare il tempo di replica per rispondere alle puntualizzazione domande delle opposizioni e ringrazio naturalmente i Consiglieri del consigliere di maggioranza, ma diciamo che lì c'è una linea e c'è anche una costruzione condivisa di un'Amministrazione che lavora su dei temi e quindi mi concentrerò nel tempo che ho a rispondere ai dubbi ora lo dico per chi magari ascolta il Consiglio comunale,
Ai consiglieri d'opposizione ripetere le stesse domande che si sono fatte in Commissione, che hanno già avuto risposta in Commissione per poter dire ah, ci sono delle domande a cui non abbiamo risposta. Può essere sicuramente un artifizio retorico che ha una sua fascino per chi ci ascolta a distanza. Per i componenti che sono qui presenti che hanno no, ho seguito i lavori della Commissione consiliare che sono rimasti a rispondere a una domanda dopo l'altra, sei o che la struttura tecnica, e abbiamo esaurito la trattazione della Commissione. Abbiamo infatti licenziato la delibera per i lavori del Consiglio perché era stata data la domanda. A tutte le risposte risulta appunto è un po' un po' surreale, così come lo dico intervenire sullo scibile umano e non sulla delibera. Secondo me non è furbo da parte di alcune forze, perché altrimenti posso farlo anch'io, se vogliamo parlare del tema casa in generale o del tema urbanistico, eccetera allora anch'io mi metto a dire e mi metto a elencare come mai do con da quando c'è il Governo Meloni è stato eliminato il Fondo morosità, incolpevole il Fondo contributo affitto quest'anno sì, per la prima volta è stato rifinanziato, però abbiamo una tabella che dice che fino a prima di quando è stato dismesso avvaleva a 50 milioni l'anno. Ora ne abbiamo messi 10 per poter dire l'abbiamo rifinanziato quando, di fronte a una grande crisi abitativa in crescita nel nostro paese e prima l'abbiamo tolto per due anni per stare sicuri, poi, quando lo abbiamo rifinanziato, mettiamo un quinto del fabbisogno che serve quando sappiamo che già quello precedente non era sufficiente. Ecco, potrei far cioè, ma potrei farlo per ore, mettermi a parlare di tutte le cose che il Governo non fa sulla casa, è molto facile e non sta facendo nulla, tant'è che appunto il Ministro Salvini non ha neanche risposto a 40 assessori e assessore alla casa, scesi, più di una volta in presidio con cinque proposte precise per un piano per l'abitare e né neanche ricevere la risposta alla richiesta di un incontro. Tuttavia, non credo sia, diciamo, un'occupazione utile del nostro tempo, quindi invece vado a rispondere alle domande più puntuali, anche quelle che hanno già avuto risposta. Così cerchiamo di chiarirci una volta per tutte, allora opposizioni. Siccome io c'ero, nel mandato scorso sedevo tra quei banchi, soprattutto con alcuni di voi che c'erano a me su alcuni temi, non la potete fare, potete sicuramente raccontarla all'uditorio, potete raccontare al vostro elettorato, ma delle due, l'1 o l'Agenzia Metropolitana non funzionava perché non aveva risorse dedicate, non aveva uno stock abitativo, non aveva sufficienti garanzie, non aveva risorse umane. Tutte cose che io condivido e sollevavo da consigliera comunale come facevano forze della maggioranza a cui io ai tempi faceva opposizione e lo dico proprio, oppure quando si mette in campo una struttura che è imparagonabile all'Agenzia Metropolitana per l'affitto perché ha una dotazione iniziale di oltre 5 milioni di euro a 400 appartamenti di stock abitativo pubblico. Ha delle risorse umane dedicate, non il CdA che non riceve un compenso, quindi anche qua forse ci leggiamo un po' meglio. Le delibere non incorriamo in degli errori, ma ha delle risorse umane dedicate a questo obiettivo. Allora è chiaro che stiamo rispondendo a qualcosa che per anni è stato sollevato da forze di maggioranza, da forze di opposizione, dai collettivi dei sindacati, tutti coloro che avevano a cuore il tema del diritto all'abitare e quindi ora abbiamo messo in campo questo strumento delle due, l'1 cioè o no andava bene tutto come prima e non mi pare, oppure quando si fanno le cose poi non è che si può dire è però adesso le abbiamo fatte così, ma non sappiamo sarà la stessa cosa, non è la stessa cosa no e l'abbiamo ben illustrato in Commissione. Ci sono delle differenze macroscopiche fra quelle due strutture in generale, peraltro, l'argomentazione perché non l'avete fatto prima lascia il tempo che trova, cioè ci stiamo occupando della casa, perché perché la casa è uno dei problemi principali della nostra città, come tante città ad alta tensione abitativa, ma varrà dire, ma perché non l'avete ristrutturate prima le case, intanto, adesso le stiamo ristrutturando senza certo fondi governativi per un sistema di edilizia residenziale pubblica che andrebbe finanziato anche dallo Stato okay. Siccome non arrivano fondi dallo Stato, i Comuni negli anni hanno dismesso il proprio patrimonio di case popolari per avere le risorse per ristrutturare e il resto del patrimonio. Questa scelta in questo mandato è cambiata di corso. Noi non vendiamo più le case popolari per cambiavano dedicato risorse straordinarie, però a questo obiettivo finanziamenti europei mutuo nostro fondi regionali. L'unico grande assente è lo Stato. In ogni caso, lo ripeto,
Sono argomentazioni che toccano le case popolari ERP, che fa parte del grande sistema di edilizia residenziale sociale, ma è un sottoinsieme. Noi qua stiamo parlando, invece di edilizia sociale destinata a canone concordato sia pubblica che privata, e stiamo dicendo metteremo progressivamente 400 appartamenti proprio per dare la benzina che alimenti la Fondazione stessa, ma vogliamo anche intercettare il privato. Anche qua si parla di proprietà privata e di libertà di disporre della propria proprietà privata anche qui delle due, l'1, se per anni sindacati,
Associazioni, forze politiche di tutti i colori dicono c'è bisogno di incentivi per rimettere in circolo il patrimonio sfitto, perché i proprietari hanno paura ad affittare la loro casa e, allo stesso tempo, sappiamo che c'è bisogno di maggiore offerta a canoni concordati per gli inquilini che non riescono a sostenere gli attuali prezzi di mercato. Quando poi quella cosa viene fatta e si ascolta questo punto politico sollevato da più parti e anche qua risulta un po' peregrina l'osservazione, perché è letteralmente per anni si è chiesta una cosa quando viene fatta, si dice no, si cerca di cambiare argomento, dire che non va bene o non va bene abbastanza, oppure andiamo a vedere come va. Ci daremo risposta fra un anno, valutando gli effetti, ma questo cioè, diciamolo così, allora siamo delle forze di opposizione. Non vogliamo votare una delibera i cui obiettivi condividiamo, perché ci teniamo dalla parte dei bottoni la sfida alle politiche abitative. La sfida di tutte le città nel mondo in questo momento, insieme alla crisi, climatica. Quindi sappiamo che è una cosa difficile. Vediamo come va poi se andrà bene, allora forse lo riconosceremo legittimo. Questo è legittimo però, diciamocelo, noi invece stiamo dicendo rispondiamo ad anni di lavoro, di confronto, di analisi, di studi, lo facciamo quando non abbiamo i dati precisi. Commissionando dei dati, l'abbiamo fatto costruendo un Osservatorio metropolitano sul sistema abitativo anche qua a proposito, una cosa che il Governo non ha fatto istituire l'Osservatorio nazionale sulla casa, che forse sarebbe utile a dare delle risposte, però giustamente, siccome non vuole dare risposte sulla casa, neanche crea l'Osservatorio per avere piena contezza del patrimonio che c'è nel Paese.
Su gli sconti la scontistica non è oggetto di questa delibera la questione dell'IMU, ma anche qui è stata sollevata per anni dalle associazioni dei proprietari di cui voi vi siete fatti portavoce, molto spesso in sede di Commissione possiamo avere degli ulteriori sconti sull'IMU allora l'IMU per chi affitta a canone concordato Sapete già che al minimo rispetto invece al massimo di chi tiene a canone libero, ma abbiamo detto al momento della presentazione, vogliamo continuare a ragionare per capire se ci sono altri tipi di scontistiche, da incentivi da mettere in campo. Lo vogliamo fare assieme e poi dite, però non avete ancora detto quali sono le cose definite e quindi c'è ancora troppa incertezza anche qua delle due, l'1 o giustamente dite. Il Regolamento di dettaglio, comunque va costruito. Bisogna confrontarsi con le associazioni dei proprietari e degli inquilini, con i sindacati, come facciamo, oppure decidete tutto fino all'ultima virgola. Poi però non voglio sentire nessuno che dica e però decide tutto il Comune. Non c'è possibilità di confronto, di dialogo, cioè bisogna decidersi nella nella linea. A me vanno bene entrambe nel senso. Io porto avanti la nostra, che è quella di un'amministrazione condivisa che porta avanti il suo obiettivo, porta avanti il suo piano per l'abitare, mette i contorni, crea il contenitore, come in questo caso, con dei parametri molto chiari. Sappiamo che è rivolto alla fascia grigia a chi non entra nell'ERP, ma non è abbastanza forte da sostenere agli attuali canoni di mercato. Sappiamo che questa fascia è in crescita, l'abbiamo analizzata e sappiamo come vogliamo rispondere e quindi dettagliamo questo processo, poi le finiture le andiamo a discutere insieme, come è giusto che sia, come si fa sempre quando si vuole creare una politica pubblica che risponda alle esigenze, tant'è che la stessa Fondazione, con tutto ciò che vi vado ora illustrato, risponde a danni di confronto, di elaborazione condivisa, di incontro con i sindacati, con le associazioni con i collettivi di ogni colore politico, perché il tema della casa è un tema che chiaramente vivono tutte tutti in questa città, quindi.
Questo è è, per quanto mi riguarda, il il tema. Diciamo la riserva che voi dovete sciogliere anche qua buttare dentro Fioravanti, porto, 15, eccetera, non pertinente con la delibera, ma vogliamo andare a trattare, trattiamole porto. 15, che fa parte comunque, almeno della delle risorse della Fondazione. Quindi possiamo vedere questa contiguità così com'è un esempio di abitare collaborativo. Ha avuto due alloggi vuoti. I due alloggi sono andati però cioè quando no è finita l'utilizzo che ne facevano i nuclei che ci sono dentro. Quei due nuclei, quei due alloggi sono andati in accordo con la comunità che abita a Porto 15 ad avviso Pubblico. Noi stiamo il pubblico, non scegliamo casualmente chi va ad abitare in una risorsa pubblica a canoni concordati e quindi si è fatto un avviso che è stato concluso. Ci sono delle morosità all'interno di un importo 15, si è molto piccole, per la maggior parte, e le alcune che hanno degli importi un po' più importanti e sono seguiti dai servizi e hanno un piano di rientro, come succede veramente ovunque nelle città in cui c'è stata e no una guerra, una pandemia, ci sono dei costi importanti d'inflazione, le persone fanno più fatica ad arrivare a fine mese. Si quindi proviamo ad aiutarle. Questo è quello che dovrebbe cercare di fare qualunque Amministrazione pubblica su gli alloggi dell'ex clinica Beretta o di Fioravanti, anche qui delle due, l'1, cioè o ci aspettiamo che buttiamo via tutto il Piano, 1.000 case così e lasciamo delle dei cantieri a metà, perché magari hanno sono incorsi in extra-costi in delle difficoltà sul cantiere oppure da amministrazione responsabile. Aggiungiamo i fondi che servono e interveniamo nei problemi quando si presentano per poter chiudere un percorso che è stato faticosamente avviato diversi anni prima. Anche questo è amministrare e governare e quindi delle due l'1. Non credo sia utile buttare dei progetti a poco dalla fine, credo sia utile. Cercare di far fronte alle difficoltà che si presentano quando si presentano. Credo che no, non devo raccontarvelo io e il sistema edilizio post pandemia con il superbonus, con l'aumento delle materie prime e so che a volte noleggiare dei ponteggi no passava da 12 euro al metro quadro a 48 in alcune fasi della crisi. Questo stiam parlando, quindi facciamo fronte punto per punto alle difficoltà e andiamo avanti. Io ecco, credo che tutte queste cose voi le state mettendo nella discussione per cercare di giustificare il fatto che non ci sia un voto favorevole a una delibera i cui obiettivi li avete detto, li condividete anche voi, ma lo so perché sono stata per la maggior parte di voi vostra compagna di banco, quindi so benissimo quali temi venivano portati avanti in Consiglio da una parte dall'altra e a quali esigenze adesso si dà risposta, dunque davvero vi Howitt, insomma vi chiedo di pensarci se volete rimanere invece della linea aspettiamo guardinghi perché la sfida abitativa è una sfida complessa, difficile e vediamo se ci riesce il Comune è legittimo però diciamocelo così no, è tutto chiaro. Nel frattempo vi faccio notare che assessori e assessore alla casa, da tutta Italia anche che governano,
Le amministrazioni di centrodestra ci stanno chiedendo informazioni. Siccome abbiamo fatto il nostro piano per l'abitare l'Osservatorio metropolitano, lo studio che abbiamo fatto sullo sfitto e i contratti a canone concordato, che si sono in calo, ma almeno di altre parti per il lavoro che viene fatto, eccetera, eccetera, eccetera. Quindi, se vogliamo essere onesti, un po' di onestà intellettuale su questo tema forse fa bene grazie,
Grazie, ringrazio la vicesindaca, passiamo alla fase della votazione, chiedo se vi sono interventi per dichiarazione di voto.
Consigliere Negash a lei la parola grazie, Presidente, no, è la prima volta che come Gruppo vogliamo fare questo intervento dicendo che siamo al 100% d'accordo con la vicesindaca, grazie.
Consigliera Zontini, prego.
Grazie Presidente, ma ringrazio per le risposte. La replica della vicesindaca Clèzio, ma il non è vero che tutte le nostre domande hanno trovato risposta, tanto è vero che tutte quelle problematiche attuative, che appunto sono ancora in via di definizione e che sono essenziali perché vanno a definire nel concreto quello che sarà il rapporto tra la fondazione, i privati appunto ad oggi non ci non sono definite. Quindi voglio dire le non è che noi ci attacchiamo cose, innanzitutto votiamo come riteniamo e se riteniamo e non è che ci dovevamo neanche accampiamo scuse, ma abbiamo detto che nel complesso capiamo l'obiettivo di rimettere sul mercato degli immobili sfitti, ma non condividiamo lo strumento e quindi, di fatto, l'oggetto di questa delibera perché questo strumento della fondazione e per come è stato concepito non ci trova d'accordo, non mi sembra che abbiamo, come dire, accampato tematiche non pertinenti, perché se parliamo parliamo di Porto. 15, l'ex Veneto Fioravanti quei 24 sugli immobili che rientrano nella delibera e, appunto, con questa delibera nella concessione e nel patrimonio della fondazione. Quindi non mi sembra che siano, come dire, argomenti e peregrini. Comunque, se vogliamo parlare del tema casa, come diceva la vicesindaca, Clancy e il Fondo, per la morosità incolpevole, è vero che è stato finanziato comunque per 10 milioni di quest'anno 25 milioni il prossimo, ma è vero anche che aveva raggiunto delle cifre più alte negli anni in cui c'erano state e le problematiche del Covid che tante enorme, come sappiamo, e come dire a noi che hanno inciso su tante enorme un contesto dettavano inciso su tantissime enorme, così com'era sul chiamiamolo, divieto di sfratto per identificare e su tantissime altre normative ha inciso il Covid, allo stesso modo erano stati aumentati questi fondi per quella contingenza. Per quanto riguarda invece il fondo, quello cosiddetto per l'affitto, lo avevamo già avuto modo di dire in passato, ma non è vero. Che è stato cancellato perché, innanzitutto, se è una una norma con cui fu creato, non breve prevedeva appunto una formazione di un fondo e un rifinanziamento annuale bilancio per bilancio e può essere rifinanziato o meno, ma non è stato cancellato e comunque, come avevamo già avuto modo di dire in altre occasioni, negli ultimi anni le risorse che erano state destinate al Fondo sono state erano state cancellate in un ri o meglio non rifinanziate per almeno almeno cinque Governi e tra cui i Gentiloni Draghi, Renzi, Letta e altri. Quindi non è assolutamente la prima volta che non viene rifinanziato, perché ovviamente viene rifinanziato a seconda anche delle delle risorse che sono disponibili per lo Stato e delle degli obiettivi che la man mano mano la manovra finanziaria si è data. Questa manovra di bilancio incide su altri fronti per sostenere il reddito delle famiglie. Non è andata direttamente su quello per l'affitto, ma non è stato cancellato e se ve ne saranno le condizioni, sono certa che sarà anche rifinanziato questo, così come è stato rifinanziato, quello per la morosità incolpevole. Oltretutto, ogni volta ci dobbiamo sentire dire che non è stato fatto il Piano casa, che non vengono date fondazioni dal Governo Meloni delle dei fondi per l'abitare, però vi faccio una domanda, visto che voi non lo dite mai dal 2011, dalla fine del 2011 a settembre del 2022, non mi risulta che nessun altro Governo e abbia fatto i piani per l'abitare Kahn per la casa abbia finanziato gli enti locali per l'ERP, e non mi sembra neanche che la maggioranza in Parlamento, in cui hanno ceduto il Partito Democratico altri partiti che oggi sono all'opposizione al Governo e abbiano speso i mesi anzi gli anni, perché sono stati quasi 11 anni di legislature per portare avanti dei piani casa, si sono spesi i mesi e mesi e dibattiti di ore e di giorni, ad esempio su e misure, poi non è mai che non hanno mai visto la luce come il ddl Zan. Allora, invece di concentrare tutte le energie su certi decreti, se ritenevate che fosse una priorità, chi era in maggioranza al Parlamento e al Governo dal 2011 al 2022 avrebbe potuto attivare un piano casa. Avrebbe potuto impegnarsi su quel fronte invece di scegliere altre priorità. Evidentemente quelle priorità non lo erano. Però, adesso che sia il Governo Meloni in maggioranza dobbiamo tirare fuori che il Piano casa non è stato fatto nel 2011 al 2022. Parimenti non è stato fatto nulla.
Questo per dire il Contris, per rispondere ad alcuni attacchi che sono stati fatti sul tema della delibera per la dichiarazione di voto, come già annunciato dalla Capogruppo Scarano, non voteremo la delibera proprio perché, come abbiamo detto e ripetiamo, ci sono tantissimi punti attuativi applicativi di rilievo che ad oggi non sono stati definiti e perché non riteniamo e adeguato lo strumento della fondazione così come definito dalla Giunta Lepore lo strumento adeguato per dare risposta alla problematica degli appartamenti sfitti in città, grazie,
Grazie consigliera, consigliera De Giacomi, prego, grazie mille Presidente. E grazie all'Assessore, alla vicesindaca e a tutti i colleghi che sono intervenuti in questo dibattito che anche in quest'ultimo momento di dichiarazione di voto va ben oltre la delibera che oggi ci apprestiamo a discutere e che credo invece sia la cosa più importante del nostro compito, del nostro ruolo come consiglieri comunali e della nostra giornata di oggi. Quindi mi piacerebbe sentire anche in futuro dei motivi concreti sul perché questa fondazione non vada bene e non un benaltristi con è però si potevano fare altre cose. Noi Ciak, attaccato voi ci attaccate sul Governo, ma noi abbiamo fatto dell'altro. Noi stiamo votando e discutendo una delibera specifica su un progetto in cui crediamo e che è basato sui dati. Questo è un aspetto molto importante che ci tengo che sia all'inizio, insomma, della dichiarazione dei voti, perché tanto spesso torniamo su questo tema. La politica fatta per obiettivi e la politica fatta basata sui dati e su ciò che veramente è necessario. Da una parte, quindi, abbiamo il dato di qual è la situazione attuale, che è una situazione grave, e il dato prodotto per creare questa delibera degli immobili sfitti che sono tra i 13 e i 15.000 a Bologna, quindi un numero molto consistente di alloggi sfitti e che quindi non contrastano con la libertà delle persone di vendere, affittare altrimenti non sarebbero sfitti, perché in una situazione di domanda e offerta come quello attuale e se qualcuno desidera già alle condizioni attuali, affittare breve lungo vendere, lo può fare. Noi creiamo quindi un nuovo luogo, un nuovo, una nuova modalità che si può aggiungere a queste tre che ovviamente esistono ancora e che quindi può convincere una parte di questi 13 e 15.000 allo proprietari di casa a affittare la propria casa. Di cosa si parla, quindi, quali sono i timori a cui rispondiamo? Con questa Fondazione si è parlato degli inquilini morosi. Bene, a questa rispondiamo con 12 mesi di di affitto garantito dal Comune che comunque non prescinde ovviamente dalle leggi. Noi non ci poniamo sopra le leggi dello Stato rispetto alla morosità e agli affitti, quindi tutto viene fatto all'interno della normativa, poi si parla di POS dei costi, dell'adeguamento. In questa ricerca emerge appunto come il fatto che alcuni alloggi che abbiamo visto sono tutti alloggi. Molti alloggi che hanno più di 50 anni, quindi richiedono una certa cura. Il costo dell'adeguamento lo dà al Comune fino a 6.000 euro per gli alloggi, per metterli in sicurezza, per metterli per regolamentarli. C'è poi il supporto burocratico per avere certezza del contratto che si fa l'inquilino. Anche questa è una sicurezza che non è irrilevante e, oltre a questa che è una sicurezza che si dà alle persone che mettono a disposizione dell'alloggio gratuitamente, che spesso sono persone anziane, perché anche questo è emerso dai dati. Oltre a questa, c'è la presenza e la il fatto che siano impiegate delle persone a uno sportello fisico che possono rispondere a tutte le domande. Anche questo rispetto all'audience a cui ci riferiamo per questa delibera è molto importante, inoltre.
E il mi pare abbastanza evidente, appunto, come non ci sarà una concorrenza con il privato, vale la pena ribadirlo, questo è una struttura che agevola non chi appunto ha già intenzione, ho già affitta, si vogliono intercettare persone che a causa di questi fattori morosità inc non non riuscire a svolgere le pratiche e alloggi che non sono adeguati non lo stanno facendo e noi rispondiamo con delle risposte puntuali su questi tre problemi.
Un altro tema che ritengo sia lodevole rispetto alla delibera e alla Fondazione è quello della partnership. Ne parliamo in tantissimi ambiti e ne abbiamo parlato sulla città carbon neutral viene fuori su tanti temi della mobilità. Il pubblico senza il privato non riesce ad arrivare al 100% di questa offerta e del di quanto vuole raggiungere. È necessario che gli enti collaborino con la cosa sta fondazione e sono molto promettenti. Le dichiarazioni che sono state fatte dall'università, dalla Curia e da tanti che potrebbero collaborare in futuro con la fondazione nel nostro voto è favorevole, sia per quello che viene presentato oggi, sia per la prospettiva che crediamo. Avrà questa fondazione, quindi, di attrarre sempre più appartamenti, attrarre sempre più privati.
Crescere una affidabilità e attrarre partnership lizzat secondi rimanenti, chiedo l'oltranza per la delibera successiva. Se si può mettere.
In coda grazie.
Grazie consigliera, allora prima di.
Aprire la votazione per l'oltranza chiedo se ci sono altri interventi.
Consigliere sto aspettando se qualcun altro intende intervenire, siamo sempre in dichiarazione di voto, non ho ancora chiuso se nessun consigliere Begaj, prego.
Ma chiaramente, insomma, una discussione che è un porto, abbiamo fatto spesso sul tema, sul tema della casa, però, appunto, numeri per numeri, a me risulta che nel 2018 il Fondo per la morosità incolpevole era di 45,8 milioni nel 2019 di 46 milioni. Non mi risulta che fossero anni di Covid in effetti, però, insomma, qua ognuno dalla propria interpretazione della realtà, anche se la realtà presenta dei numeri che dicono chiaramente qual è stata la scelta politica di questo Governo, che è un Governo che non ha nessuna idea di una politica abitativa e, come ho già detto tantissime volte, lo dimostrano anche i programmi elettorali con cui la coalizione di governo del Paese si è presentata alle elezioni. Basta leggerli, ma, detto questo, si è parlato di tutto lo scibile umano. Appunto, però, io credo che insomma, sia un po' difficile dimostrare il contrario rispetto al fatto che questa è un'Amministrazione che sta facendo sul tema della casa, cose mai viste, e non lo dico solo in ottica bolognese, ma lo dico anche a livello nazionale, ma non perché è una medaglia al petto, ma perché il tema a casa è un'emergenza ormai strutturale, in realtà di carattere nazionale. La vicesindaca ce l'ha spiegato bene, perché il lavoro che sta facendo di coordinamento di tanti Sindaci, tante amministrazioni non è tanto un qualcosa per scambiare due parole con i colleghi, ma un qualcosa che serve ai cittadini e le cittadine di questo Paese ai bolognesi e le bolognesi, ma non solo. Quindi io credo che bisogna darsi una svegliata e dico anche,
E dico anche che, come se non c'entra il tema degli affitti brevi, quando parliamo del mercato del mercato abitativo, però lo diceva prima anche la vicesindaca, cioè delle due l'1 qua si danno incentivi per poter avere a Parma appartamenti a disposizione. Per la fondazione, però, si accusa di fare la concorrenza, però non va bene mai niente, quindi cioè alla fine la linea sostanzialmente è quella di dare.
Do da parte dei partiti del Governo, mi sembra questa dare dei contributi a fondo perduto, probabilmente a i proprietari, in qualche modo come incentivo, poi tanto faranno quello che vogliono de degli appartamenti sfitti che hanno e sul tema degli incentivi lo abbiamo affrontato tante volte e lo dimostra bene il Sole 24 ore, il Sole 24 ore, con sventolati più volte in quest'Aula, che fa i calcoli al centesimo su quanto convengono gli affitti brevi rispetto anche alle misure cha cha ha messo il Governo sulla cedolare secca. L'aumento della cedolare secca contengono gli affitti brevi e peraltro il Sole 24 ore, che non è il quotidiano di Coalizione civica meno che qualcuno non dimostri il contrario, cioè a una bellissima pagina sul sito dove te lo calcola anche la convenienza dell'affitto dell'affitto turistico della calcola basta, basta che mette i dati, basta che si mettono i dati e tra calcola allora io dico questo.
Guerra cito cito un sindaco democristiano, un sindaco democristiano, visto che qua si sono sentite delle cose assurde, come dire non solo oggi, ma in questi mesi sulle politiche abitative del comune che sembra che andiamo ad espropriare i privati, quando questa cosa peraltro, come dire, non si può, non si può fare. Sono determinate condizioni, ma non mi non mi addentro aperte virgolette, considerando considerato che gravissima è la carenza degli alloggi nel Comune, essendo pendenti richieste per alloggio in numero 1.147 da parte di sfrattati e sfrattando che attraverso informazioni presa attraverso normali organi d'informazione, risultano essere assolutamente nell'impossibilità di procurarsi un quartiere o altra sistemazione per non avere i mezzi per pagare un fitto corrente al mercato libero anche di una sola Camera. Il Sindaco ordina la requisizione immediata dello stabile Giorgio la Pira, sindaco democristiano che ha lavorato assieme al magistrato, che è un punto di riferimento dei cattolici in Italia, Giampaolo, Meucci, gli espropri gli espropri venivano fatti un tempo degli sfitti quando c'era l'emergenza abitativa, allora siamo nel 2025. Io invito a riflettere a chi utilizza, come dire paroloni di ideologia per fare impressione, evidentemente forse sui social network o al proprio elettorato. Non lo so a riflettere un po' più seriamente quando trattiamo di espropri di emergenza abitativa e quando andiamo a capire cosa si è fatto in questo Paese quando c'è stato il coraggio di farlo e non.
Dai comunisti, ma persino appunto dei democristiani, grazie.
Grazie Consigliere.
Consigliere Di Benedetto prego.
Grazie Presidente molto curioso l'accostamento di esponenti di maggioranza che attaccano le minoranze di andare fuori dal seminato, non parlare dell'oggetto e poi esponenti di minoranza che aprono parlando dei programmi, delle politiche dei partiti che sono al Governo, magari mettetevi d'accordo quando decidete la linea da prendere per bocciare le posizioni delle richieste della minoranza, che però è rimangono rimangono, pur essendo anche interessanti le osservazioni e di un Sindaco del peraltro datata del febbraio del 53, se non erro sicuramente all'epoca molto attuali, oggi non sappiamo cosa avrebbe detto nel contesto del 2025. Rimangono però domande che non sono solo.
Formalità e che non esauriscono la risposta nella mancata risposta avvenuta in Commissione. Quindi, nella osservazione che a oggi non ci sono e gli elementi procedurali e neanche i parametri e rispetto alle quali verranno assegnati gli appartamenti, neanche quelli che sono gli elementi invece a tutela della proprietà non sono elementi secondari perché se nella forma rimane la tutela della proprietà privata e la garanzia della stessa, ma poi nella sostanza si va o si andrà a infilare altro e noi questo non lo possiamo sapere, allora si andrebbe a inficiare anche quella tutela della proprietà privata che a parole si dice di voler garantire. Oggi non sono stati dati chiarimenti su questi aspetti, che per noi sono dirimenti, perché rimane una richiesta di delega in bianco, se non vengono dati gli elementi concreti su come andranno a svilupparsi le assegnazioni e la gestione degli stessi. Rimane un magari uno spartito interessante, ma senza una buona parte delle note, quindi non è sicuramente un atto che può trovare il nostro voto favorevole. Mancano gli elementi per votare a favore. Non voteremo. Questo atto perché veramente è incompleto laddove si chiede un voto pieno e consapevole da parte dei consiglieri comunali. A meno che non si voglia ridurre, il Consiglio comunale ha un mero passacarte di quelli che sono gli atti della Giunta. Secondo noi, secondo me il ruolo è molto più elevato. Peraltro ricordava una collega anche oggi nell'intervento di inizio seduta e condivido quelle parole anche per questo, per senso di responsabilità, non voteremo questo atto. Permangono dubbi molto forti e che è manterremo e per questo vigileremo anche sull'applicazione di questa delibera e saremo eventualmente al fianco. Ci troverete al fianco di quelle persone che magari un giorno saranno messi all'angolo perché si sono fidate e di chi egli proponeva grandi soluzioni, ma poi ha messo in atto e i piani che sono andati in altre direzioni e non crediamo che sia una delibera adeguatamente misurata, adeguatamente dettagliata per dare risposte concrete. Oggi vedremo quella che sarà l'applicazione e il rischio. Davvero è quello che diventi l'ennesimo strumento con cui puoi andare magari a garantire situazioni a persone che magari in altro modo non le avrebbero. Parlo però del ai ruoli e anche dirigenziali delle fondazioni e quindi è veramente un peccato che si sia voluto andare in questa direzione. Si sia anche da questo punto di vista forzato un voto senza andare prima a definire meglio i contenuti di cui si sta andando a parlare. Quindi il nostro sarà un voto e facciamo proprio anche le nostre. Le tante osservazioni giuste nel merito che non hanno avuto, anche in questo caso, la risposta dei colleghi di minoranza. Grazie Presidente.
Grazie consigliere, consigliere di acqua, a lei la parola, prego, grazie Presidente, grazie anche la vicesindaca, per per aver risposto sia in Commissione ma anche qui in sede di Consiglio, quello che è il dibattito che è emerso in questi in questi ultimi giorni credo che l'Amministrazione comunale sta facendo sta rispondendo a quell'esigenza che le famiglie che i cittadini hanno chiesto in questi ultimi anni,
E lo dico perché non è solo la città di Bologna ad aver fatto un piano sull'abitare, penso al Comune di Roma Milano 2024, Roma 2023 Venezia sono tanti i Comuni che stanno portando avanti questo qui su questa politica, sull'abitare sull'emergenza educativa, io l'ho detto anche venerdì scorso in sede di question time e ho detto che chiaramente è un è un problema che persiste da da quasi cinquant'anni quindi chiaramente non voglio difendere nessuno, credo che su questo,
Siamo stati fermi a livello proprio nazionale su quello che riguarda il tema dell'abitare.
Quello che ci chiedono oggi i cittadini e soprattutto quando parliamo di di lavoro e che oggi nella nostra città oggi non si trovano più appartamenti, questa è la realtà, oggi studenti preferiscono andare altrove, perché qui quei pochi appartamenti sono a costi elevati, ma soprattutto quello che manca oggi quando parliamo di 13 15.000 appartamenti sfitti perché le persone hanno non hanno una certezza.
Quindi non vogliono. Non voglio attaccare assolutamente le associazioni di categoria dei proprietari proprietari immobiliari, assolutamente però, se non sono riusciti ad arrivare a quelle migliaia di di di appartamenti sfitti, secondo me c'è qualcosa. Questo può essere una possibilità, può essere una possibilità, perché a garanzia, comunque, c'è sempre un ente come l'Amministrazione comunale e credo che questo per tanti cittadini possa essere un segno in cui affidarsi su quello che riguarda anche questo. L'avvio di questa fondazione con nido delle 12 mensilità che sono state portate avanti, ma soprattutto questo risponde a quello che è il principio, ovvero l'accesso all'abitazione dignitosa. Io credo che questo sia la cosa più importante è che tutti quanti ci aspettiamo e dall'altra parte, quello sul quello che riguarda il degrado urbano, perché vedere appartamenti vuoti sfitti alla fine? Spesso poi vediamo questo degrado e quindi arrivare a costruire questa fondazione, a dare un avvio dopo nemmeno un anno, più di un poco meno di un anno da quando se ne era parlato nel 2023 oggi diventa a fine 2023 sta diventando quasi una una realtà. Chiaramente, come dire, è una è un segno come dire, di di fiducia che si vuole portare avanti su un lavoro che chiaramente non sarà sicuramente facile, però dall'altra parte dobbiamo anche capire oggi quello che è la, quello che è l'impatto sulla nostra città, una città in cui tende, abbiamo tante persone che vivono da soli, tanti sono anziani e abbiamo visto quanto anche nella nostra città abbiamo visto, c'è una percentuale bassa, ma che tenderà ad aumentare da qui anche nei prossimi anni, su quello che riguarda il fenomeno delle nuda proprietà, quanti coloro che decidono di vendere oggi l'appartamento e poi con quello che ricavano di poter andare in una struttura dignitosa per poter essere in qualche modo, come dire, avere una quella vicinanza, quella segue con l'accompagnamento e se questo credo che sia importante e l'altro l'altro fenomeno di cui tanti il proprietario oggi hanno paura ad affittare e anche quello legato alla a quello che può essere una volta che lasciano l'appartamento eventuali danni. Quante volte ci siamo trovati in queste situazioni e credo che, da questo punto di vista dell'amministrazione della fondazione si fanno carichi sicuramente su quello che riguarderà anche questo da questo punto di vista, perché è una garanzia in più anche per e per i proprietari immobiliari, quindi assolutamente Food for. Voteremo in maniera favorevole a questa, a questa delibera che un po' risponde a quello che è quella e quell'attenzione che ci hanno chiesto i cittadini della nostra città, ma è un tema che vorrei portare, anche non solo nella nostra città, ma anche sul livello metropolitano e pensare anche per dare una ripartenza a quello che è anche il nostro Appennino. Questi possono essere sicuramente.
Punti di partenza per un volano per il nostro territorio. Grazie Presidente.
Grazie consigliere, procediamo dunque con la votazione della proposta di delibera numero 127. Seguirà la votazione per l'immediata eseguibilità, dopodiché voteremo per la mozione di oltranza proposta dalla consigliera De Giacomi, apriamo la votazione per la proposta di delibera numero 127. La votazione è aperta.
No, no, no, ho detto via, va bene bene, allora chiudiamo la votazione.
O 33 presenti 22 votanti, 22 favorevoli zero, contrari, 11 non votanti, il Consiglio approva la delibera, è venuto il vuoto, non so se è venuto il mio voto, io comunque ero favorevole, no, no, non è non il suo voto non è comparso si conferma il Segretario verbalizziamo,
Verbalizzate.
Cosa vota favorevole, consigliere Celli come vota.
Favorevole bene, allora verbalizziamo, passiamo alla votazione per l'immediata eseguibilità.
Consigliere Celli, Avot no, non ha votato e.
Non c'è, non c'è più, chiudiamo la votazione.
Allora o.
33 presenti, 23 votanti, 23 favorevoli, 10 non votanti, il Consiglio approva anche l'immediata eseguibilità, ora passiamo alla votazione per la mozione di oltranza e apriamo la votazione per la delibera successiva.
Saluto la vicesindaca, la prossima delibera è competenza Assessore Laudani.
Chiudiamo la votazione.
Allora ho 33 presenti 32 votanti, 32 favorevoli, un consigliere non votante, il Consiglio approva l'oltranza,
Per cui passiamo alla successiva delibera.
L'Assessore Laudani è collegato.
Saluto l'Assessore, intanto.
Presentò l'oggetto della delibera 229 2024 progetto di realizzazione della nuova sede regionale dell'Istituto buddista italiano Soka Gakkai assenso alla localizzazione nell'ambito del procedimento unico di cui all'articolo 53 della legge regionale 24 2020 17.
La proposta ha ricevuto il parere favorevole dei Revisori, è stata trattata in ottava Commissione il 16 gennaio scorso, licenziata per i lavori del Consiglio, Assessore Landoni a lei la parola per l'illustrazione, prego,
Grazie.
A tutte e tutti, vista l'ora, io cercherò di essere essenziale nella introduzione, anche perché il la delibera è stata discussa e approfondita dal punto di vista tecnico in tutti i suoi dettagli in Commissione questa delibera di fatto porta a maturazione un percorso pluriennale,
Che ha come obiettivo quello di realizzare la nuova sede regionale dell'Istituto buddista italiano Soka Soka Gakkai.
Con un intervento che verrà realizzato in due stralci che si insedierà in in via Zanardi. 327 in località Noce sarà un intervento, come abbiamo visto in Commissione, molto importante dal punto di vista realizzativo che verrà realizzato in due stralci funzionali e che, di fatto, andrà a realizzare un nuovo polo culturale e religioso e in sostituzione di un del vecchio dell'ex vivaio Vannacci, da tempo dismesso, si tratta di un intervento importante sia per le sue caratteristiche urbanistiche e architettoniche, ma anche per l'importante valore culturale religioso, perché andrà a insediare nella nostra città un'altra centralità culturale e religiosa, come di fatto sta avvenendo negli ultimi anni. E quindi un intervento molto importante anche dal punto di vista del dialogo culturale interreligioso, che poi come città come Amministrazione, stiamo portando avanti un intervento che, dal punto di vista delle caratteristiche insediative, necessita di una localizzazione che è l'oggetto specifico della delibera di oggi perché comma e sappiamo.
Ai nostri strumenti urbanistici non hanno carattere conformativo e quindi hanno bisogno di un processo di localizzazione del dell'opera come punto finale del procedimento unico previsto dall'articolo 53 della legge regionale 24 del 2000,
E 17. Dicevo che anche dal punto di vista urbanistico e architettonico si tratta di un intervento importante perché, come abbiamo avuto modo di illustrare in Commissione,
Si tratta di un intervento.
Particolarmente di pregio dal punto di vista del progetto architettonico molto avanzato rispetto al prestazioni energetiche e ambientali e anche un intervento importante dal punto di vista.
E degli aspetti ambientali del verde, visto che ha come obiettivo quello di curare, preservare e mantenere un'importante fascia boscata che è cresciuta negli anni con l'attività del vivaio. Poi la sua dismissione, ma anche un'importante operazione di riduzione complessiva del consumo di suolo e quindi che aumenta il rapporto tra superficie permeabile, impermeabili, presenti nella nell'area, ha anche una valenza dal punto di vista sociale perché l'intervento si colloca in un'area della città molto importante. Ef potrà contribuire a rafforzare anche le connessioni e le interconnessioni relazionali tra i diversi insediamenti urbani che si trovano in prossimità, perché è prevista anche la possibilità di poter utilizzare parte degli.
Degli spazi per attività sociali, culturali e ricreative del del quartiere, quindi questa è a grandi linee, a quelle che sono le caratteristiche principali di questo intervento che, come dicevo all'inizio e lo ribadisco è stato il frutto di un percorso molto,
Lungo su cui i nostri uffici hanno lavorato molto e che quindi finalmente adesso arriva a conclusione, grazie.
Grazie Assessore allora apra il dibattito.
Allora non vedo iscritti a parlare.
Quindi procediamo, immagino, che l'Assessore non debba aggiungere nulla, visto che non c'è stato il dibattito.
Quindi procediamo con la fase di votazione e chiedo se vi sono interventi per dichiarazione di voto.
Consigliera Di Pietro prego eh, grazie Presidente, intervengo per annunciare il voto favorevole del Partito Democratico e del nostro gruppo e ci tengo anche a ringraziare l'assessore e tutti gli uffici per il lavoro svolto su questo progetto, perché è un progetto molto atteso.
E devo dire che la prima volta che ho sentito parlare di questa idea nel quartiere Navile ero consigliera e posso testimoniare che quanto è stato detto anche in Commissione e dall'Assessore dagli uffici nel momento in cui è stata spiegata la l'associazione Soka Gakkai in premessa che ha un progetto anche molto atteso da parte di una comunità buddista diffusa, abbiamo visto che risponde a criteri di sostenibilità energetica e ambientale e, appunto, risponde a esigenze di una comunità che come Comune, stiamo accompagnando proprio nella costruzione di un progetto che vuole favorire, come diceva l'assessore e la realizzazione di luoghi di incontro e di dialogo religioso interreligioso e, credo che sia molto importante perché comunque la sua casa, che è un'associazione che fonda le sue radici sulla pace, la coma, la comunicazione e l'educazione.
E anche da un punto di vista laico e sappiamo quanto sia importante no favorire la preghiera alla cura dell'anima e la spiritualità. Proprio ieri c'era un articolo in un'intervista del teologo filosofo.
Mancuso che proprio diceva no, quanto sia importante per far acquisire consapevolezza, soprattutto lo dico nei tempi in cui viviamo per affinare capacità di resilienza per rispondere anche a, diciamo, ah, aspetti e fenomeni che possono mettere in crisi le persone, ma anche per costruire insieme, diciamo anche il bene di ciascuno e credo che questo progetto va in continuità con un lavoro territoriale che porta avanti la Sacacol CAI, sia a livello locale e nazionale e mondiale.
È importante ricordarci che si parla di una struttura di interesse pubblico. Il fatto che viene aperta ancora di più alla collettività con un patto di con di collaborazione con il quartiere è un aspetto importante, perché diventa anche risorsa di comunità. Però è anche importante ricordarsi che, attraverso le iniziative Nale pure i finanziamenti dell'otto per 1.000 sempre il quartiere Navile nella zona Pescarola a un progetto che è stato finanziato.
Proprio per promuovere il verde in città, perché ovviamente questi progetti promuovono la ricerca scientifica, i diritti umani, l'ambiente e l'educazione e la cultura e anche nel nostro territorio. Abbiamo appunto questo progetto, il verde in città che abbiamo.
A cui molti di noi hanno partecipato.
In varie occasioni, poi anche l'associazione, perché è sempre bene ricordarlo è un'associazione riconosciuta a livello mondiale, parte delle Nazioni Unite e il Presidente Daisaku Ikeda, che morto nella a novembre nel 94 a novembre del 2024,
A Bologna aveva un rapporto molto importante perché ha ricevuto anche nel 94 la laurea ad honorem,
Credo quindi che voteremo oggi una delibera molto importante e auspichiamo che sia così per tutti grazie.
Grazie Consigliere. La parola va alla consigliera Marcasciano. Prego, grazie Presidente, per dire che il nostro Gruppo di Coalizione civica favorevole aggiungo alcune informazioni, elementi rispetto all'Istituto Buddista Soka Gakkai, che ha avuto modo di conoscere e di incontrare negli anni ha citato già la consigliera Di Pietro la laurea honoris causa del 94 a dai sciacquo Ikeda che mi dite presente nell'Aula absidale di Santa Lucia, li ho potuto comprendere, come dire, la profondità della del pensiero verso la pace nel mondo e il disarmo nucleare e il riconoscimento dei diritti umani. Lo dico anche perché la al la mostra sul disarmo nucleare, se che si chiama Senza atomica, continua a girare in tutta Italia ed è stata anche qui a Palazzo d'Accursio esposta per un po' di tempo, e mi ha dato AV e mi ha dato modo di approfondire quel pensiero. Quella produzione di.
No non solo di saperi, ma di convivenza, di di di di pace e di rispetto dei diritti e dell'ambiente.
Elementi, quelle questioni e pensieri che faccio miei e che vi fa, che mi portano a a reputare l'Istituto Buddista Soka Gakkai come un elemento dirimente, come chiede con meno esperienza centrale per la pace di cui tanto abbiamo bisogno partendo proprio da da sé. Cito una loro frase che una loro, anche una mia, che mi ha colpito particolarmente e che faccio mia e che cito spesa è che non esistono terrain pure terre pure o terrain pure, ma tutto dipende dalla bontà o malvagità della mente umana. Ecco quindi, anche rispetto al progetto in atto che ben descritto dall'Assessore Laudani, che ringrazio, credo che quel progetto vada proprio partendo da questo principio, nel rispetto dell'ambiente della della comunità circostante della città di Bologna, della Regione Emilia Romagna, di centri come quello ce ne sono già diversi in Italia, nelle principali città e hanno sono hanno avuto grandi riconoscimenti delle amministrazioni locali proprio per questo ruolo che ricoprono, non aggiungo altro se non ecco qui il nostro voto favorevole. Grazie.
Grazie consigliera chiedersi, vi sono altri interventi.
Consigliere Negash, prego.
Grazie Presidente.
Il nostro voto sarà favorevole già dalla Commissione, l'avevamo un po' anticipato, è un modo per dire anche.
Per dare un via a una collaborazione per la città, per una comunità e avere dei luoghi di questo genere è importante, perché si può costruire tutto quello che poi si è anticipato anche con.
Nella discussione, sia in Commissione che anche qui dalle mie colleghe e quello che volevo aggiungere è questi queste tipo di delibere sono una notizia buona per Bologna perché crede nel dialogo interreligioso e avere più luoghi dove il dialogo interreligioso sia abitato è una cosa importante perché il dialogo interreligioso anche un primo passo per la pace e la convivenza in alcuni luoghi.
Volevo aggiungere che speriamo di votare un giorno una delibera che.
E che faccia avanzare una costruzione, un luogo di culto di alcune realtà religiose, religioni che non hanno la possibilità di costruire un luogo di culto come quello dell'Islam o altre religioni, questo è un è un presupposto da costruire insieme, secondo me c'è la.
Sensibilità interessante per costruire, iniziare anche discuterne anche nelle Commissioni per portare avanti una discussione di questo genere grazie.
Grazie Consigliere.
Al momento non ho altre richieste di intervento.
Possiamo passiamo dunque alla fase di votazione, apriamo la votazione per la proposta numero 129.
La votazione è aperta.
Consigliera Bittini, cortesemente la telecamera.
Grazie.
Chiudiamo la votazione.
Allora o 32 presenti, 22 votanti, 22 favorevoli, 10 non votanti, il Consiglio approva la delibera nonché non richiede l'immediata eseguibilità, quindi saluto l'Assessore Laudani, la seduta si conclude qui alle ore 18:01, buona serata a tutte e tutti.
