Di seguito una breve descrizione dei principali servizi disponibili:
Cliccando su “CC”, nell’angolo in basso a destra del video, è possibile attivare o disattivare la visualizzazione dei sottotitoli.
Per ciascuna seduta sono disponibili:
- le trascrizioni integrali degli interventi;
- l’elenco degli interventi in ordine cronologico e dei punti all’ordine del giorno trattati.
La mediateca è interamente esplorabile.
- Ricerca semplice per:
- Oratore: consente di selezionare solo le sedute di Consiglio in cui uno o più oratori selezionati sono intervenuti.
- Argomento all’ordine del giorno: consente di selezionare solo le sedute di Consiglio durante le quali sono stati trattati gli argomenti di interesse.
- Data o periodo temporale: consente di selezionare le registrazioni di sedute svoltesi durante uno specifico arco temporale o in una specifica data.
- Ricerca Avanzata: è possibile ricercare singole parole, nomi, frasi, argomenti trattati durante le discussioni in Consiglio e ottenere come risultato tutte le registrazioni delle sedute durante le quali se ne è discusso, potendo riascoltare tutti i punti esatti in cui sono state pronunciate la parole di interesse.
Alla data odierna i social abilitati sono:
Per attivare il servizio è sufficiente registrarsi inserendo l’indirizzo email sul quale si desidera ricevere l’alert e indicare le parole/argomenti di interesse.
Dopo aver impostato i criteri delle notifiche, si riceverà un’email contenente:
- l’indirizzo internet della seduta on line di riferimento
- la sessione di seduta con i criteri di ricerca impostati
- l’elenco dei link alle porzioni di Consiglio in cui vengono pronunciate le parole specificate nei criteri di ricerca. Le parole trovate sono evidenziate in corsivo.
CONTATTACI
Donno buongiorno a tutte e a tutti, apriamo i lavori del Consiglio e chiedo alla segreteria Generale di procedere con la verifica del numero legale prego, dottoressa Bonfiglioli, grazie grazie, buongiorno Angiuli.
Big Begaj.
Bernagozzi Bittini.
Presidente Bongiorno, da remoto, brina okay.
Caracciolo.
Celli.
Ceretti.
Cima De Biase.
Di Giacomi De Martino.
Di Benedetto.
Di Pietro Diaco.
Fattori.
Un nuovo protagonismo Foresti.
Geiger, Iovine Larghetti.
Manca presente, Marcasciano assente, giustificata, Mazzanti.
Monticelli.
Naldi.
Negash.
Piazza Pizza Quercioli Santori, presidente, buongiorno Scarano.
Stanzani, Tarsitano.
Toschi.
Venturi e Zontini.
Il numero legale è raggiunto, la seduta è valida, grazie, ringrazio la dottoressa Bonfiglioli nomino gli scrutatori.
Consigliera Larghetti.
Consigliere Di Benedetto.
Consigliere Geiger,
Allora procediamo con gli interventi di inizio seduta, Consigliere, Negash lei e il primo ripudio della guerra, prego Consigliere.
Grazie, grazie, Presidente.
La nostra Costituzione, all'articolo 11, afferma con forza e chiarezza che l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, questa non è solo una dichiarazione di principio, ma un monito imprescindibile.
Scusate, ma io non ce la fa.
Questa non è solo una dichiarazione di principio, ma un monito imprescindibile, che ci ricorda il valore supremo della pace, della diplomazia in un mondo con cui i conflitti armati continuano a devastare intere nazioni, questo articolo rappresenta un faro di civiltà, è una bussola morale per il nostro Paese e per le comunità internazionali.
Oggi il rischio della corsa del riarmo e più concreto che mai le tentazioni di rispondere alle attenzioni globale aumentano gli arsenali militari, aumentando gli arsenali militari e forte, eppure la storia ci ha insegnato che l'accumulo di armi non porta sicurezza, ma aumenta la probabilità di conflitti se una Nazione si arma fino ai denti, il passo verso lo scontro diventa inevitabile. Poi quella guerra spesso arriva all'improvviso e la presenza massiccia di armamenti non fa che accelerare l'uso della violenza impedendo il ricorso a vie alternative come la diplomazia e la mediazione.
Basti guardare il mondo di oggi per comprendere la gravità della situazione Palestina, un conflitto senza fine e continua a mietere vittime innocenti a generare sofferenze in Sudan. Una guerra civile sta portando alla distruzione di un intero Paese, con conseguenze umanitarie catastrofiche. In Ucraina la guerra sta devastando il territorio e popolazione con impatto economico.
E geopolitico globale e questi sono solo alcuni esempi di una pienamente a che sembra incapace a imparare dai propri errori.
Il disarmo non è un'utopia, ma un accessit necessità concreta per garantire un futuro più giusto e sicuro se investissimo di più nella cooperazione internazionale, nel dialogo e nello sviluppo piuttosto che nella produzione e nell'acquisto di armi.
Potremmo creare le basi per una pace duratura, gli enorme, i fondi destinati all'industria bellica mostrano potrebbero essere impiegati in sanità, istruzione e ricerca scientifica, contrasto alla povertà e tutela dell'ambiente, settori che realmente contribuiscono al benessere delle persone e la stabilità globale.
Il ripudio della guerra sancito dalla nostra Costituzione non deve essere essa non deve restare semplice dichiarazione, ma deve tradursi in azioni concrete, l'Italia deve continuare a essere promotrice di pace nelle piattaforme internazionali lavorando per il disarmo e opponendosi alla militarizzazione del pianeta, la pace non si costruisce con la paura e con le armi.
Di chi è più forte, ma con la cooperazione, il rispetto reciproco e la volontà politica di risolvere le controversie senza spargimenti di sangue. Io non sono d'accordo con chi, davanti al pubblico, dice che dobbiamo riarmarsi perché la legge del più forte e porta alla pace non son d'accordo tendenti. Le generazioni future sono una nostra responsabilità. Dobbiamo chiederci quale mondo lasceremo loro in eredità. Un pianeta segnato da conflitti ed istruzione o una società fondata sulla pace e sulla convivenza.
Il nostro compito come cittadini e come è stato, e fare in modo che il ripudio della guerra sia una realtà, e non solo in principio e scritte sulla quarta, ma concretamente, giorno dopo giorno.
Presidente, concludo dicendo viva la pace.
Grazie Consigliere Negash, consigliere Stanzani il tram a San Donato, non stiamo lavorando per voi, prego.
Grazie Presidente.
Piccola storia del tram, voi avete proposto questi progetti di linee tranviarie, ponendoli come vero e proprio biglietto da visita della vostra Amministrazione, ci avete messo il carico, ci avete messo la faccia e non si può dire che sia un male in sé. Noi non abbiamo mai nascosto le nostre forti perplessità su questo tipo di progetti, i cui benefici faranno molta fatica superare i danni. Voi avete finora risposto con il noto slogan, stiamo lavorando per voi, sostanzialmente chiedendo alla cittadinanza la pazienza necessaria a sopportare sacrifici oggi per un futuro radioso. Domani vedrete che con il tram succederanno cose meravigliose, un po' come per la Città 30 come.
Noi ora abbiamo finora aveva obiettato su due punti il primo, anche le cantierizzazioni sono importanti, fare male, un cantiere non considerando per tempo le ricadute non gestendole adeguatamente mostra un'incapacità amministrativa importante e può fare danni irrimediabili come la chiusura di innumerevoli esercizi commerciali per esempio,
Il secondo, siamo proprio sicuri che passate le categorizzazioni danni passeranno o, come già in molti stanno intuendo e qualcuni qualcuno vedendo non sarà così,
I residenti commercianti, chi vive la zona di San Donato in quel quadrante che va da San Donnino Scandellara Cirenaica, zona Fiera hanno ora un grande privilegio, di cui avrebbero fatto molto volentieri a meno luogo hanno chiaro ed evidente davanti ai loro occhi come questi progetti di linee tranviarie siano una fregatura pazzesca e si perché hanno capito benissimo che non state affatto lavorando per loro e che il progetto è stato fatto avendo un'idea di come vorreste della città senza avere un'idea di come la città sia,
Hanno capito che non state lavorando per loro, ma hanno anche capito che loro si stanno sacrificando per voi.
Non parliamo di cittadini politicizzati di parte o con pregiudizi sul tram. No, parliamo di gente che abita, lavora, che vive lì, che dei partiti facciamocene tutti, una ragione vuole sentirne parlare il giusto, fatevi un giro da quelle parti e lo scoprirete ora c'è solo un modo per uscirne, se volete, per dimostrare che siamo noi che stiamo sbagliando e cioè quello di avere l'umiltà, di mettere mano quei progetti per applicare tutti quei correttivi che possono servire a diminuirle gli impatti, sperando che questo serva alla fine a far prevalere i benefici. Per questo propongo oggi, per la trattazione immediata, un ordine del giorno per chiedere di apportare una variante in corso d'opera del alla linea rossa da sottoporre all'approvazione del RUP che modifichi la solo dalla sezione della progettazione stradale.
Nel tratto che percorre la via, San Donato dalla battuta, dalla rotatoria Amedeo Biavati e l'intestazione con la via, Isabella Andreini, prevedendo la circolazione parzialmente promiscua ed il doppio senso di marcia veicolare, così come già previsto nel tratto immediatamente successivo, tra le intestazioni con la via Andreini e la via Kharkov secondo lo schema progettuale di sezione 51, considerando anche che ogni modifica di sezione sul tragitto che preveda lo scartamento da parte degli autoveicoli verso il percorso della linea tranviaria avrebbe o avrà probabili criticità in termini di sicurezza stradale, presenterò la proposta di ordine del giorno a alla Sec alla Presidenza adesso,
Grazie.
Grazie Consigliere, Consigliere Di Benedetto, il titolo del suo intervento e viabilità in San Donato prego, grazie Presidente, mi associo all'intervento di chi mi ha preceduto la situazione in San Donato e critica così come in altre aree della città, soprattutto dove insistono i cantieri del tram. Nel caso specifico parliamo di un Comitato che nasce dall'esasperazione di centinaia di cittadini che hanno chiesto a più riprese al Sindaco e alla Giunta e un confronto per arrivare a delle soluzioni ai problemi di mobilità che interessano San Donato, che è sostanzialmente paralizzata ormai non solo negli orari di punta ma anche ordinariamente nel negli orari. Diciamo che ore vedono.
Storicamente invece il traffico più fluido. Questo perché tutte le vie principali sono state bloccate e la richiesta che fanno è molto semplice, è quella di aprire quella che oggi è la corsia. Uso non promiscuo farla diventare a uso promiscuo nel tratto di San Donato e che va dall'ex rotonda Biavati fino all'incrocio con via Andreini. Si parla di solo 360 metri, a fronte dei invece dei 1.305 che sono i metri che oggi i cittadini sono costretti a fare in strade secondarie, non abituate, non e che non possono sopportare un carico di traffico come quello che comporta. Invece la situazione attuale, che però sarà anche la situazione di domani, visto invece la sede riservata del tram, e questo sta causando fortissimi disagi a un'ampia parte della città di migliaia di persone almeno che per necessità, non per vezzo, utilizzano l'automobile per andare a lavorare per la famiglia o per altre necessità. È una possibilità che invitiamo il Comune a valutare positivamente. Per questo presentiamo anche un ordine. Del giorno che invitiamo a trattare con urgenza, perché è importante trattarlo ora per far sì che le modifiche vengano fatte prima che l'opera sia compiuta, sapendo come sarebbe poi ancor più difficile modificare successivamente il progetto, proprio per dare una pronta risposta a questo problema di mobilità dei cittadini che oggi si trovano paralizzati nel traffico, con la consapevolezza che la situazione non peggiorerà e quando magari in tanti andavano a spiegare che sarebbe successo questo, forse qualcuno non ci credeva oggi invece hanno compreso che purtroppo era la realtà e ne siamo dispiaciuti, perché è una realtà che preferiremmo che non ci fosse però un cambio di passo è necessario. L'augurio è che ci sia una condivisione rispetto a un'attenzione ai problemi concreti aree della della cittadinanza da parte anche dei colleghi della maggioranza. Grazie Presidente.
Grazie, Consigliere, Consigliere Venturini pian piano sicurezza Garisenda.
Bene, buongiorno. Grazie Presidente. Nei giorni scorsi è stato aggiornato il Piano di Protezione civile per l'area della torre Garisenda, come abbiamo letto dai quotidiani e dai media locali. Un piano necessario che prevede MES scenari di emergenza dettagliati, i sistemi di allerta sonora e notifiche diretta ai cittadini, punti di raccolta, aree sicure, presidi medici. Un piano che, va detto con chiarezza, sembra essere il frutto di un lavoro serio e doveroso, soprattutto in un contesto in cui anche le imprevedibile va contemplato. Non bisogna assolutamente lasciare nulla al caso. Bene quindi la cautela, bene la prudenza. Vedete, quando si parla della sicurezza dei cittadini e della tutela di un territorio e di un simbolo della città, non si può e non si deve correre alcun rischio. È giusto dotarsi di un piano d'azione per affrontare anche gli scenari più estremi, che ci auguriamo però di non dover mai mettere in pratica, ma che nel frattempo ci aiutano però a dormire sonni più tranquilli. Tuttavia, accanto all'attenzione per l'emergenza. Serve un'attenzione altrettanto concreta verso chi, in questa situazione, sta subendo un danno quotidiano e penso alla condizione di via San Vitale di tutta l'area attorno alla torre, dove i cantieri pur visibili danno spesso la sensazione di essere fermi di una città finita in un limbo operativo che ormai dura da mesi, per molto tempo si è parlato dell'uso dei tralicci, come quelli impiegati per la Torre di Pisa, ma ci sono voluti mesi solo per confermare questa soluzione, con il risultato che siamo ancora in attesa dell'inizio reale degli interventi e nel frattempo, vedete, l'area continua a soffrire, continua lentamente, diciamo a morire bar, negozi, botteghe storiche si trovano tagliati fuori da un flusso cittadino sempre più ridotto. Anche il trasporto pubblico ha subito limitazioni. Il centro non è più raggiungibile come prima e i disagi non riguardano vedete solo via San Vitale, ma si estendono anche a zone più distante come via Pescherie Vecchie via degli Orefici. Il quadrilatero, tutte aree che risentono della paralisi della viabilità, della chiusura progressiva delle strade, dei cantieri aperti ovunque della Garisenda, dalla Garisenda al tram fino al cantiere del fiume Reno, che è stato riaperto in via Riva Reno. Il rischio concreto e quindi che molte attività purtroppo non riaprono più, cari colleghi, la somma di disagi di ritardi, l'assenza di parcheggi, le deviazioni, la mancanza, la mancanza di accessi per le consegne, per rifornire i negozi sta creando. Vedete, uno scenario desolante, in pieno centro storico e qua continuiamo a dirlo con forza, perché il grido disperato e quello dei commercianti che fanno fatica ogni giorno a tenere aperti i propri negozi, le proprie attività commerciali,
È per questo che chiediamo accanto a giusto impegno per la messa in sicurezza della torre, che è fondamentale.
Un piano reale, però di sostegno economico e logistico per le attività colpite con misure concrete, ovvero sgravi e agevolazioni, comunicazioni, incentivi, e, se un primo piano era stato previsto, allora si dia attuazione rapida e concreta, perché quelli che son stati dati fino ad ora.
Sono dei palliativi, sono dei piccoli contributi a fronte di un problema molto più grande e soprattutto vedete sui Comuni che erano tempistiche certe, perché l'incertezza è il danno peggiore perché ogni giorno prova a tenere aperto non sapere cosa succederà domani, quanto dureranno questi lavori, quale sarà il prosieguo dei lavori, con quali tempistiche? In che modo la Garisenda sicuramente un patrimonio di tutti di tutta la città, ma lo è anche la vitalità del nostro centro storico e Bologna non può permettersi di perdere né l'1 né l'altra. Si tratta di una questione di vitale importanza. Si tratta di dare linfa vitale a tutte quelle attività che oggi stanno soffrendo e che rischiano veramente di chiudere, perché i commercianti nel loro silenzio e continuano a soffrire quotidianamente, a cercare di portare avanti la propria attività commerciale che anche in un'attività di presidio di tutela del territorio di vedetta contro l'insicurezza e quindi ci vuole un'Amministrazione che sia attenta, non solo faccia dei proclami a parole, ma che veramente dia dei contributi fattivi in tempi rapidi e dia delle informazioni precise su quelle che possono essere le tempistiche, perché solo in questo modo i commercianti e possono soffrire e cercare quotidianamente di tenere aperte le proprie s'arrende a fronte però dei tempi certi e di ristori che devono arrivare velocemente, altrimenti.
L'inesorabile percorso sarà quello della chiusura e tutti saremo impoveriti del tessuto economico sociale che ha fatto forte sempre nella nostra città, grazie Presidente.
Grazie Consigliere, consigliera, Foresti, cantieri, tram, disabilità. Sì, grazie Presidente, sul tema siamo intervenuti anche venerdì e visti, viste le difficoltà che sono emerse, e dei cittadini con disabilità motorie e sensoriali, quali ad esempio persone cieche o ipovedenti che sono costrette, a causa dei vari cantieri dei cittadini e del trauma a fare i conti con un ambiente che cambia di continuo rendendo ancora più difficile l'orientamento, posto che era stato previsto un punto di ascolto. Un servizio con operatori proprio per aiutare le persone con disabilità, muoversi in sicurezza, ma che ad oggi questo è il punto d'ascolto non è ancora stato realizzato e considerato che è fondamentale e che i cittadini più fragili siano costantemente informati, aggiornati sui cantieri in città e anche sulle strade alternative senza barriere architettoniche, così da permettere loro di vivere in una città re realmente accessibile. Presentiamo oggi un ordine del giorno per il quale chiediamo la tratta, la trattazione immediata e con il quale impegniamo il Sindaco e la Giunta a istituire e il punto d'ascolto per supportare le persone con disabilità e a realizzare e a diffondere una mappatura aggiornata dei cantieri con indicate anche le strade alternative, prime prive di barriere architettoniche. Grazie invio l'ordine del giorno. Grazie.
Grazie consigliera consigliera Bernagozzi il futuro delle donne in Italia e nel mondo, prego sì, grazie Presidente.
Allora intervengo cercando di tenere insieme più più aspetti, innanzitutto.
Parto da quello che è avvenuto questo sabato nella Sala anziani c'è stato un incontro promosso anche dall'Associazione Orlando, insieme alla delegata ai diritti umani, la nostra collega Rita Monticelli, che affronterà il tema dell'apartheid di genere come violazione dei diritti umani e insomma si è fatto particolarmente particolarmente a 100 rispetto al tema dei diritti delle donne.
E in questo caso con un accento particolare dei diritti delle donne nel mondo, sicuramente i diritti delle donne nel mondo, insieme ai diritti dei bambini, sono anche fortemente provate dai 56 conflitti armati che abbiamo attualmente al mondo, che coinvolgono 92 Paesi, sappiamo perfettamente che i corpi delle donne.
Nel in questi Paesi, ovviamente subiscono il peso più grande tra stupri, violenze. Mi potrei citarne diversi, come mi ha scioccato la notizia, o forse non troppo, la notizia che tre giorni fa hanno ripreso sono riprese le attività di istruzione in Afghanistan con una bellissima immagine che ritrae solo degli uomini, e mi è capitato di ascoltare qualche settimana fa a San Lazzaro, in un incontro promosso insieme ad Amnesty International, insieme ad ampi la storia di due donne afgane che oggi sono residenti nella nostra città e mi hanno raccontato come, quando, prima dell'arrivo insomma del 2021, dove tutto è precipitato e si potevano recare a scuola, avevano imparato a leggere e quando sono era arrivato, il regime talebano hanno deciso anche rischiando la propria vita, di creare delle scuole all'interno delle loro case, dove insegnavano alle ragazze più giovani, alle bambine a leggere, nascondendo i libri sottoterra e li disseppellire vanno tutti i giorni. Non so è un racconto che mi colpisce molto, perché a volte diamo per scontato che i diritti che abbiamo acquisito, purtroppo questa storia ci spiega come i diritti.
Specie per le donne acquisiti non sono diritti acquisiti per sempre, non solo i dati della violenza. Qui la collega De Martino lo fa spesso ci ricorda come i dati della violenza, nonostante sia comunque è diventato un tema al centro del dibattito pubblico, non accennano a diminuire. Guardate né in Italia né tantomeno nell'Europa. Il 31,5% ci dice l'Istat delle donne italiane tra i 16 e i settant'anni ha subito almeno una forma di violenza. Tra l'altro sono notizie recenti di un caso che riguarda un allenatore di pallavolo e che coinvolge quattro ragazze che hanno a malapena 13 anni. Quindi, insomma, il tema della violenza davvero ormai è, diciamo nelle nostre case, non solo sullo spazio pubblico preoccupante, anche in Europa, che un terzo delle donne aver subito violenze, oltre 3.000 donne, 3.000 donne, un numero impressionante al di là dei conflitti, 3.000 donne in tempo di pace vengono uccise dai loro partner. Su questo e su tanti altri temi si è parlato insomma, della Campania di Safe Place for Women, che è stata un insomma dibattuta anche all'interno del del CUN, il Consiglio regionale, ed è stato approvato appunto l'adesione a questa campagna, ben consapevoli che la Regione Emilia Romagna molte di quelle di quelle di quelle indicazioni già le fa. Insomma, però, questo lo voglio dire serve soprattutto per rendere anche le Istituzioni più locali, come i Comuni, come i Comuni ed anche del nostro internet, più attenti a questo tipo di tematiche, rispetto alla costruzione delle nostre città come luoghi sicuri per le donne. E su questo ci sono tanti temi che qui abbiamo dibattuto più e più volte e mi sento oggi proprio anche in virtù di questo tema e di dire di prendere distanze dalle parole di un consigliere del mio partito, il Partito Democratico, che ha usato sicuramente una frase infelice nei confronti dei di una giornalista donna e so che ha già chiesto scusa ci ha fatto ammenda. Lo ringrazio, insomma, per aver capito che il linguaggio anche di odio e violenza contro le donne, non può passare assolutamente dalle istituzioni, e siccome su questo si sono già espressi anche altri politici qui rappresentati dalle minoranze, mi aspetto da loro la stessa presa di distanza invece da un loro esponente di Siracusa e della giù di Gioventù Nazionale che ha detto che le donne dovrebbero smettere di aprire le gambe, aprire il cervello, ecco, io credo francamente che avremo tutti bisogno di ricominciare a fare educazione all'affettività e al rispetto delle differenze a partire dalle Istituzioni. Detto questo, proprio nell'ottantesimo del voto alle donne, che ha sancito l'emancipazione delle donne proprio a seguito di un conflitto a dimostrazione che si può partire in tempo di pace, si può partire e riconoscere il valore delle donne nella società pubblica e tenendo insieme questo tema al tema di se il tedesco Women e il tema anche di una conferenza internazionale delle donne per la pace, così come è stato lanciato, presentiamo un ordine del giorno a trattazione urgente. Grazie,
Consigliere Tarsitano.
Minghetti dallo scontro, il confronto come costruire un nuovo sistema educativo, prego, grazie Presidente, nella scorsa settimana si è acceso il dibattito sul liceo Minghetti, l'occupazione, le denunce, le sospensioni 6 in condotta, le prese di posizione del preside, i pensieri dei genitori, le lettere dei professori e quelle degli studenti. Queste discussioni dolorose manifestano la complessità di fratture multiple in chi vive la scuola e che impongono una riflessione su tutto ciò che sta prima del dibattito di questi giorni e su tutto ciò che a questo seguirà, con riferimento anche alle altre scuole che in questi giorni e alcune in queste ore stanno valutando di occupare o hanno occupato. Nel prima che citavo, sta la paura di parlare nelle classi di ciò che sta nel presente del mondo, dalle guerre alla politica, fine 20, antidemocratici e violenti, parlando solo di ciò che è andato in prescrizione storica, pensando che possa essere sufficiente nell'avere strumenti di lettura dell'oggi. Nel prima sta la paura di parlare di ciò che occupa la mente l'anima di ogni ragazzo e ragazza dall'ansia. I carichi di studio, dal senso delle proposte educative alla capacità di trattare l'emotività e l'assessore Rita nel prima stanno i programmi scolastici a volte utilizzati non come strumento di sviluppo dell'apprendimento, ma come strumento per ingabbiarlo nel prima, starà fatica degli studenti nell'organizzare le assemblee di istituto e nello stimolare la partecipazione e il confronto tra studenti, così come nel prima sta la difficoltà da parte dei professori nel rendere un interesse non una minaccia. L'attenzione nel corso delle elezioni nel prima stanno anche i rapporti nelle famiglie, le difficoltà dei genitori nel decifrare i propri figli, le proprie figlie e, al contempo, la loro difficoltà nell'esprimersi con i propri genitori.
Nel prima ci sta la città, spesso distratta, noncurante di ciò che accade nella scuola, al benessere di chiavi di chi la abita e alla sua vita fuori dei doposcuola, passando per i centri educativi fino agli spazi di aggregazione informale, ancora troppo pochi in tutti questi prima stanno i problemi che rendono l'educazione un tema di cui occuparsi urgentemente e su cui concentrare le energie per costruire un poi che non sia la ripetizione stanca o addirittura degenere del prima. Per questo penso sia fondamentale immaginare e costruire terreni comuni di confronto che possono stare anche nella pratica di attività azioni in grado di unire generazioni. Credo che nel poi si debbano accompagnare gli studenti e le studentesse non solo nell'assumersi le responsabilità della protesta, ma anche la fatica della proposta della ricerca, del dialogo, dell'occupare permanentemente spazi del dibattito pubblico, innovando e diffondendo le proprie capacità Express espressive e di rivendicazione, dato che del prima non si parla e su poi si vagheggia nel qui ed ora ritengo le sanzioni inutili. Un diversivo da ciò che conta. Per questo ha aderito alla petizione lanciata dalle studentesse e dagli studenti del Minghetti, nella convinzione che non siano allontanati allontanamenti da scuola. Denuncio 6 in condotta a far capire il senso delle regole o porre interrogativi su ciò che non va, ma buoni esempi adulti in grado di mettersi in gioco e di credere in ciò che fanno testimone di sapere non figure morte che rappresentano istituzioni zoppe. È tempo di accendere riflessioni che sappiano restituire dignità alla scuola, facendola uscire dalla prospettiva sempre più inquietante di farla vivere fine a se stessa. Ricordo che io scelsi Minghetti, perché quando lo visita era occupato, non per il fascino della violazione delle regole, ma per il fascino di un clima che lasciava trasparire appartenenza alla scuola, nel quale gli studenti e le studentesse in autonomia erano stati in grado di gestire le relazioni con un pubblico esterno e addirittura, come nel mio caso, convincerlo trasmettendo il senso del sapere che attraversava ogni aula, lasciando la provocazione di farlo proprio e trasformarlo perché è in grado di farti brillare renderti, consapevole del se e del contesto, avverando il pensiero contenuto nella formula della buona scuola, quella di don Milani, però, il maestro dal ragazzo, tutto quello in cui crede, ama spera il ragazzo crescendo, ci aggiunge qualcosa, e così l'umanità va avanti nell'occupazione che mi ha fatto scegliere il Minghetti, l'umanità era andata avanti, lasciando anche eredità importante agli studenti del futuro, come il progetto orizzontalmente, uno spazio di discussione autogestito ed accompagnato dagli adulti in una veste nuova al servizio degli interessi dei giovani, come il sogno di una scuola che forma nuova umanità si può avverare con che strumenti le occupazioni sono la via, poniamoci in ascolto come politica, creiamo occasioni e spazi di incontro, non arrendiamoci alle sanzioni, immergiamoci nelle relazioni. Io partirò dalla conferenza stampa di domani in questo percorso di ascolto.
Grazie Consigliere, Consigliere Di Benedetto manifestazione 6 aprile, prego.
Grazie Presidente, ancora una volta in questa sede, nella sede istituzionale, dopo averlo fatto anche in ogni altra sede pubblica, chiedo al Sindaco pubblicamente di rendere noto tutto ciò che riguarda la manifestazione del 6 aprile, che sappiamo nel frattempo, che sta organizzando, perché ha prenotato, tramite il Gabinetto del Sindaco, la piazza. Questo già è un dato indicativo perché se si prenota attraverso il gabinetto, è molto probabile che si decideranno di utilizzare risorse pubbliche. E poi mi auguro che non sia così, ma e spero di essere smentito dai fatti, però sicuramente è un elemento che quantomeno può costituire un indirizzo in questo senso e sappiamo che la piazza saranno nel pomeriggio. Pian piano emergono gli elementi, ci sarà Prodi, però, per fortuna, di donne giornalisti sarà collegato da remoto, quindi possono stare tutti tranquilli e quindi.
Lepore però non ha ancora chiarito e quale sarà chi sarà il finanziatore di questo evento e deve dire chiaramente ai cittadini, però, se intende finanziare una manifestazione politica di parte, perché vediamo che il dibattito su quello che sta succedendo a livello europeo è squisitamente politico ed è squisitamente di parte perché c'è chi si batte per il riarmo, c'è chi si batte per la pace, c'è chi chiede la pace con il riarmo, ci sono varie, diciamo sfaccettature di quello che è un dibattito però totalmente politico sull'Unione europea, sul futuro dell'Unione europea in quanto istituzione, posizioni politiche differenti che però non hanno un sapore prettamente istituzionale e quindi per questo, a maggior ragione, sarebbe opportuno che la piazza non fosse finanziata con soldi pubblici, come invece temiamo possa accadere come Roma. Lepore chiarisca ancora una volta lo diciamo per la quinta volta andremo a presentare un esposto alla Corte dei conti e non solo se la finanziaria la piazza con soldi pubblici, perché sarebbe totalmente inaccettabile. Nel frattempo e gli suggerisco di placare gli animi violenti del suo partito pensiamo per esempio al Consigliere della Valsamoggia, che ha suggerito l'ipotesi di dare calci negli stinchi, alla giornalista che ha messo in bocca Prodi con una semplice domanda, questa è l'aria che tira intorno al PD. Grazie per.
Grazie consigliere, consigliere Celli, l'Italia che frana, prego, grazie Presidente in più di un'occasione, come molti di voi ricorderanno in questa sede, ma anche in Consiglio metropolitano ho parlato di quello che hanno fatto sotto casa mia, dove c'era un bosco, peraltro giovane. Le piante non avranno avuto più di 20 anni, eppure per fare legna completamente autorizzati. Sono arrivati una mattina e hanno tagliato tutto, malgrado il bosco fosse sopra una strada provinciale, la sua parte alta non era facilmente raggiungibile e proprio in quei giorni strana coincidenza è stato pubblicato un articolo sul Carlino, dove si diceva che la montagna sarebbe morta perché nessuno faceva manutenzione. Si precisava che l'assenza della manutenzione derivava dal fatto che non si poteva entrare nei boschi con le ruspe per prendere la legna. Sarà stato un caso, come dicevo, ma dopo qualche giorno, nel bosco di cui vi parlo, sono arrivate le ruspe e hanno incominciato ad andare avanti indietro, su e giù, schiacciando e comprimendo il suolo proprio in quel lembo di terra in mezzo erano ruscello, il cui corso è stato completamente stravolto. Tant'è vero che il tratto usato dalle ruspe è diventato un piccolo torrente. Per questo, se andate a vedere i miei precedenti interventi, scoprirete che ha annunciato che la tanto invocata manutenzione fatta sotto casa mia si sarebbe trasformato in una frana. Giungo quindi alla domanda delle 100 pistole perché ieri sera non sono potuto tornare a casa, è presto detto. Il bosco di cui vi ho parlato è franato, impedendo il transito delle auto. Detto fatto, la mia profezia si è avverata. Comma dimostrare che la manutenzione che può fare peggio della non manutenzioni, quindi, è probabile che quella frana si allarghi fino a portar via casa mia. Quindi, come prima cosa ringrazio quel politico di un'ignoranza abissale che ha deregolamentato il taglio dei boschi varando il TUF, il testo unico delle foreste e filiere forestali, la correlazione tra tagli selvaggi e frane e ormai evidente. La correlazione tra tagli ai alluvioni. E anch'esse evidente quand è che ce ne renderemo conto, quand è che ci metteremo a girare per le montagne e capire quello che sta facendo il taglio eccessivo dei boschi e non mi si venga a raccontare tutte le panzane di rito che sento ripetere che la colpa dei cambiamenti climatici oppure del reticolo idrogeologico medievale, la colpa è di chi va a tagliare gli alberi, tu hai un boschetto, lo tagli ai derivi ci passi sopra bene. Il risultato è che questo crea una frana. Tutto questo per dire che il rancore verso la natura che ci ripaga con alluvioni frane rende cieco chi dovrebbe porre rimedio agli stessi guai che ha combinato.
E ci comportiamo con la natura come quel contadino che carica troppo l'asino e poi lo per quote con la verga, perché poveretto quell'asino non riesce a salire su per la Cavedagna bene quell'asino, cosa fa a un certo punto cade a terra stremato, ecco lo stesso stiamo facendo gli alberi, più li fusti, diamo più li tagliamo a colpi di motosega bene il loro cadono e le frane ci invadono possibile che non ce ne rendiamo conto.
Grazie, consigliere, consigliere Larghetti, le 2 interventi, uno di seguito all'altro, il primo e buon compleanno, Pimpa, prego.
Grazie Presidente. In questi giorni celebriamo con una bellissima mostra in Sala Borsa inaugurata ieri, cinquant'anni della Pimpa, un personaggio di Altan che è un artista straordinario cresciuto qui a Bologna e che ha regalato a tre generazioni di bambine, è un mondo, quello della Pimpa, fatto di relazioni, di amicizia e di scoperta di umorismo. È proprio come dovrebbe essere la vita sociale, credo di ogni bambina e per questo ricordiamo che stiamo lavorando anche sul diritto al gioco, un diritto che la Pimpa ha insegnato a esercitare ognuna di noi, giocando con ogni animale parlante, animando qualsiasi oggetto quotidiano le poltrone e divani di spremiagrumi diventano compagni di gioco. La Pimpa ci insegna che anche i fiori, le api e i cani parlanti si prendono cura l'1 dell'altro e che la fantasia è inesauribile per loro. Trascinare i pazzi avventure meravigliose. Lo ricordo qui perché credo che l'etica profonda della Pimpa, che è quella del gioco e del rispetto, la possiamo riassumere nelle parole di Sant'Agostino, AMA e faccio chi vuoi perché esplorare il mondo divertirsi, rispettare l'ambiente e le altre creature è l'insegnamento che ogni giorno le bambine e i bambini cercano di darci attraverso la Pimpa. Grazie grazie, consigliera prossimo intervento. Vogliamo la strada anche in vicolo Bolognetti. Prego, grazie Presidente, in sul Corriere di oggi un film già visto nuovi genitori, che portano però una vecchia richiesta, quella di trasformare vicolo Bolognetti in una strada scolastica, come abbiamo fatto in altre strade, come in via Murri, di fronte alle Tambroni o in via aperti di fronte alle Bombicci, è una è un uno spazio molto importante, è quello davanti alle scuole, perché credo che l'educazione civica inizi proprio da lì, dal vedere che cosa accade nello spazio pubblico davanti alla propria scuola. Purtroppo, in vicolo Bolognetti c'è già stato un intervento di messa in sicurezza della strada nell'estate del 2023. Però, se vediamo le richieste, capiamo che di fatto,
Questo intervento, certo, ha migliorato la circolazione della strada, ma non ha risolto i problemi che c'erano nell'orario di ingresso e uscita da scuola e notiamo con amarezza che nel 2022 un pezzo di genitori delle scuole, Zamboni e Guido Reni avevano già fatto delle osservazioni per dire che l'intervento previsto non li sollevava da tutte le preoccupazioni che avevano. Credo che dobbiamo fare una riflessione sulla necessità di interventi di sicurezza stradale che certo migliorano, ma dobbiamo andare oltre i miglioramenti parziali, perché la situazione non riguarda solo vicolo Bolognetti. In questi giorni si parla de l'intervento previsto in via Molinelli dopo la tragica morte violenta di un nostro concittadino che ha scosso tutto il quartiere e direi tutta la città, visto che il primo pedone che è stato investito, che ha perso la vita dall'introduzione della Città, 30, le anche preoccupazioni dei residenti di via Molinelli ci mostrano che il come è importante quanto il cosa, quando parliamo di sicurezza stradale, c'era stato, tornando a vicolo Bolognetti, anche una proposta del bilancio partecipativo che poi, alla fine i genitori stessi, insieme al Comitato Bologna vivibile, avevano deciso di ritirare perché nella coprogettazione, col comune tra gli interventi proposti da quel da quel progetto di bilancio partecipativo, era scomparsa proprio la strada scolastica che non era stata ritenuta, diciamo, fattibile o coerente con il progetto. Di fatto, poi, le richieste continuano a essere reiterate. Io credo che in via Molinelli, così come in vicolo Bolognetti, dobbiamo chiederci che cosa possiamo fare perché queste situazioni tornino a ripetersi. Le situazioni di pericolo, di richieste, di preoccupazione, di non soddisfazione. Credo che non ci possiamo accontentare di interventi che migliorano appunto solo marginalmente la situazione. Credo che la Città 30, che ha già dimostrato di ottenere risultati molto importanti nella riduzione degli incidenti, non potrebbero essere sufficiente se questo miglioramento si Consob, non si consoliderà nel tempo, ma non solo il miglioramento in termini di dati sull'incidentalità, che sono chiaramente il primo indicatore cui guardare. Però dobbiamo anche considerare la percezione di sicurezza che ha la cittadinanza alla riduzione del rumore, la riduzione di quella sensazione costante di pericolo che i residenti di via Molinelli denunciano da tempo. Abbiamo paura attraversare la strada e questa paura purtroppo non è stata né peregrina così come in vicolo Bolognetti, un genitore è stato investito con il piede schiacciato da un'automobile in manovra, mentre accompagnava il proprio figlio a scuola. Io credo che noi non possiamo permettere che l'ingresso a scuola diventi un'arena, dove il più forte letteralmente schiaccia il più debole, ma che tipo di messaggio di insegnamento diamo ai bambini e le bambine che assistono a un incidente del genere? Certo il, la responsabilità è individuale e questo lo diciamo sempre, però credo che la città ci giudicherà se la Città 30 dimostrerà di aver portato non solo una città più sicura, ma anche più vivibile, bella, grazie.
Grazie consigliera, consigliera Di Pietro attenzione in carcere, prego.
Grazie Presidente, la questione carceraria continua ad essere oggetto di attenzione critica a Bologna, in Italia, ieri sera su RAI 3, Presa diretta in una puntata dedicata ai minori con approfondimenti specifici sui rischi del digitale, del fede bullismo e sul carcere e con riferimenti anche alla condizione dei minori non accompagnati, sono emersi elementi che, come maggioranza da sempre evidenziamo per esplicitare le contraddizioni e l'inadeguatezza di scelte che a Bologna si sono oggi tradotte nel trasferimento di giovani detenuti al carcere della Dozza. È opinione diffusa e accertata che la causa del sovraffollamento nelle carceri minorili è data dal decreto Caivano e che la sicurezza sociale non si promuove inasprendo e aumentando reati che favoriscono l'arresto di Giovanni minori. La sicurezza si consolida con la cura, la prevenzione e la promozione di speranza nel futuro, intervenendo sulle cause che possono indurre le persone a comportarsi in determinati modi, attraverso investimenti adeguati, servizi e strutture alternative. Lo Stato dovrebbe riconoscere la responsabilità che ha nei percorsi per garantire equità, opportunità e giustizia sociale. Invece, la tendenza della politica nazionale è quella di stravolgere completamente il principio della Playa pena.
Incarcerando spostando i giovani in istituti per adulti, costruendo nuove carceri e chiedendo comunità ministeriali penali. Bologna oggi ne è l'esempio lampante in un carcere adulti sovraffollato, dove di giorno in giorno si consumano attenzioni, com'è successo la scorsa settimana e dove è evidente il divario di genere in termini di offerte presenti e dove ogni giorno si incrociano povertà e disturbi mentali che necessiterebbero di interventi diversi. Il Ministero è ormai avviato un percorso che ha l'effetto di politiche che stanno stravolgendo la funzione di extrema ratio, che andrebbe applicata nella detenzione. Non sono servite le posizioni assunte dai sindacati, dai garanti, dalla politica, dagli esperti, dalla società civile e dagli avvocati, come non conta neanche la posizione assunta dalla magistratura che, in una recente nota, con un'analisi accurata di quelle che dovrebbero essere le finalità costituzionali, trattamentali e relazionali nel recupero dei ragazzi definiscono in maniera puntuale l'illegalità di questa operazione drammatica. È indignati pensare che si stia cercando di attaccare pezze su misure che, di fatto, hanno affollato istituti minorili per motivi ben precisi, come la custodia cautelare per nuovi reati, che prima non era prevista per i ragazzi e che oggi è quell'elemento, tra gli altri, che più produce sovraffollamento. Gli amministratori locali sono oggi costretti a lavorare su un'imposizione del tutto fallimentare ed è nostro dovere seguire con la massima attenzione quanto sta avvenendo,
La Regione e il Comune si stanno adoperando per sostenere i ragazzi e garantire percorsi che li supporti, no e riducano i traumi di vite spostate e spezzate, ma non si deve distogliere l'attenzione dal fallimento civile e sociale che a livello nazionale si sta toccando negli istituti penitenziari minorili perché siamo davvero di fronte a processi Cavallano la repressione come unico modello di risposta alla sicurezza e perché non c'è visione educativa che possa ispirare azioni di questo tipo se non quella securitaria che punta a disumanizzare e a rendere ancora più violenta alla società. Per questo il trasferimento di giovani detenuti d'Italia al carcere della Dozza resta per noi un'operazione inaccettabile, grazie,
Grazie consigliera, consigliere Celli secondo intervento sorvoli in aumento, ma nessuna risposta ai cittadini del Consiglio Comunale prego.
Devo dire che il 2024 ha segnato un nuovo record di movimenti all'aeroporto, Marconi e sorvoli a bassa quota hanno superato i 93 al giorno. Il Comitato Bologna, all'aeroporto, incompatibile per l'ennesima volta, si rivolge alla politica quindi a noi, chiedendoci giustamente conto del nostro operato. L'indignazione non basta più le lamentele che sentiamo quasi tutte le settimane in quest'Aula, comprese le mie rischiano di trasformarsi in un teatro che fa aumentare la rabbia dei cittadini che sono sottoposti a questi voli. Continui continuati la stagione estiva alle porte, non sia nemmeno più riusciti a mantenere l'impegno di istituire un Osservatorio permanente composto anche da comitati cittadini. A tutto questo si aggiunge la beffa del funzionamento a singhiozzo, delle centraline di monitoraggio del rumore. Noi dobbiamo prendere delle decisioni perché, se non si prenderanno decisioni drastiche per tutelare la salute dei nostri cittadini, se non daremo risposte vere all'esasperazione, la politica avrà perso per l'ennesima occasione di stare dalla parte dei cittadini e i cittadini, di conseguenza, non andranno più a votare, non crederanno più, noi non crederanno in più nella politica, quindi noi dobbiamo assolutamente risolvere questo problema, che è un problema molto grave. Grazie grazie. Consigliere consigliera Scarano palco 6 aprile, prego,
Sì, grazie Presidente, è un bravo al nostro Sindaco, in quanto la pezza è peggio del buco, e il suo invito anche al centrodestra, che dovrebbe unirsi e venire in piazza con noi, conferma che la piazza e di parte è di sinistra, il noi presuppone un voi, una piazza di parte in modo inequivocabile, riferire poi notizia di pochi minuti fa della gratuità della manifestazione, in quanto hanno trovato degli sponsor, continua a destare interrogativi. Chi sono gli sponsor, come sono stati selezionati, quanto costa la piazza, quanto ho notato totale assenza di trasparenza, del resto, quando si concedono piazze spazi ad amici, amici degli amici, ci sono sempre riduzioni dei canoni gratuita sponsor, lo sappiamo con la Repubblica delle Idee, ad esempio, ma i casi sono molteplici e li abbiamo sempre evidenziati. Di sicuro c'è solo un aspetto in questa triste vicenda, la nostra diffida presentata alcuni giorni fa, l'ho presentata io, a nome del mio gruppo, Fratelli d'Italia, e del mio partito, ha sicuramente avuto effetto, perché nella diffida evidenziavamo invitavamo il sindaco Matteo Lepore dal destinare, a qualsiasi titolo e per qualsiasi finalità, finanziamenti diretti e indiretti, anche sotto forma di esenzione da tributi comunali dovuti con risorse del bilancio del Comune di Bologna per l'organizzazione della tanto ormai famosa manifestazione del 6 aprile che, ribadisco, non essere una manifestazione voluta da tutti, ma una manifestazione prettamente politica e prettamente di parte non c'è ancora chiarezza sulla stessa, ma del resto fa comodo così. Grazie.
Grazie consigliera, Consigliere Begaj aeroporto e trasparenza, prego.
Grazie Presidente, sì, abbiamo letto la denuncia del comparto, è uno dei comitati che da anni.
Sì si batte per maggiori diritti dei cittadini e delle cittadine de del quartiere, che è più soggetto a ai sorvoli, all'impatto ambientale dell'aeroporto Marconi, e ovviamente per questo per questo li ringrazio come ringrazio tutte e tutti coloro che in quel territorio in forma associata in Comitato oppure anche in forma individuale in qualche modo in questi anni hanno hanno dato battaglia, appunto perché è una battaglia importante che noi non abbiamo mai mollato e non molleremo mai a costo definire la voce in questo in questo Consiglio comunale. Ma questo sappiamo che non basta.
Siamo in attesa, infatti, ovviamente, oltre che delle cose che ci ha sempre raccontato, rispetto all'impegno che sta mettendo in campo la vicesindaca nei tavoli, nei tavoli preposti e quindi, come dire notizie da parte da parte de dell'aeroporto e delle autorità competenti rispetto alle richieste della della vicesindaca ma anche di un'udienza conoscitiva, io settimane fa ho depositato una richiesta udienza conoscitiva ho depositato anche un'interrogazione a febbraio, a inizio febbraio, alla quale ho ricevuto risposta sulla cosa più specifica che è la trasparenza dei dati delle centraline che rilevano il rumore, né in questa risposta mi viene riferito che il Comune ha chiesto i dati grezzi, non quelli aggregati, perché io vorrei capire appunto quali sono i dati grezzi e poi,
Eventualmente fare fare dei calcoli attraverso un supporto scientifico di questi dati delle centraline, non tanto per per malafede, però penso che la trasparenza sia fatta anche anche di questo, come sono in attesa. Evidentemente ringrazio gli uffici che mi hanno risposto a questa interrogazione dell'ultima.
L'ultimo documento di ARPAE su contro, monitoraggio che dovrebbe essere stato spedito al Ministero perché, appunto partire da questo, o comunque non non trascurare questo dato, quando questi dati, quando siamo sostanzialmente sul filo del rispetto dei decibel, io credo che sia importante. Detto questo, appunto io sono in attesa di questa documentazione, ma su questa documentazione ho chiesto già appunto un approfondimento in udienza conoscitiva, e quindi non vedo loro ovviamente, di confrontarmi sui dati e su come viene fatto e la tempestività del monitoraggio e delle.
E della manutenzione di queste centraline. Grazie.
Grazie consigliere, consigliere Angiuli, DL, intercettazioni e riforma della giustizia, preoccupazioni, impegni per una giustizia efficace, equo. Grazie Presidente. Oggi parlo di una questione fondamentale che è molto tecnica e proprio per questo suo tecnicismo sta passando in sordina. In un Paese purtroppo sempre più impreparato è sempre più anestetizzato un Paese in cui manca una vera discussione pubblica e politica sulle riforme. Parlo della riforma della giustizia, ma in particolare della scorsa settimana, l'approvazione di un progetto di legge che modifica la disciplina delle intercettazioni e del 19 marzo, appunto, l'approvazione da parte della Camera dei deputati in via definitiva del progetto di legge che modifica la durata delle operazioni di intercettazione limitandoli a soli 45 giorni. Contestualmente stiamo assistendo all'introduzione di una riforma che è scomposta, scoordinate, incoerente e che, se da un lato si veste di giustizialismo, dall'altro abroga il reato di abuso di ufficio riforma alla Corte dei conti, garantendo impunità quei politici corrotti che usano la pubblica amministrazione per fini clientelari. Sentiamo sempre parlare di esposti alla Corte dei conti, ma sapete che in Parlamento questa riforma?
Renderà più difficile fare questi esposti. A me sembra che ci sia un cortocircuito tra ciò che dite ciò che fate ci sarà. La modifica delle norme sulle misure cautelari si limiterà fortemente Lusi. L'uso e la pubblicazione delle intercettazioni. In pratica, a detta del Governo, si interviene per garantire una maggiore riservatezza nelle comunicazioni tra imputato e difensore e una sostanziale riduzione dei poteri dell'autorità giudiziaria, mentre a nostro avviso dei deputati del PD, ma anche dell'ANM, si sta correndo il rischio gravissimo di fare un enorme regalo ai criminali, rendendo più difficile perseguire reati gravissimi quali l'omicidio alle violenze sessuali e maltrattamenti in fiamme in famiglia e le violenze sui minori. Tutto questo avviene, come dicevo, nella totale inconsapevolezza della società civile, poiché è sempre più difficile approfondire temi così tecnici e formarsi un'opinione che rischia di basarsi su una narrazione falsa e di parte. Non possiamo ignorare il fatto che in questi ultimi anni il Governo Meloni ha adottato numerosi interventi normativi in materia di giustizia che sono disorganici e insufficienti provvedimenti come il decreto Rave, il decreto Cutro, il decreto Giustizia, molti altri hanno avuto l'effetto di frammentare e indebolire il sistema giuridico senza una visione coerente e organica della riforma. Alla luce di ciò, si tratta invece scusate di interventi che non soltanto non affrontano il problema e non lo risolvono, bensì, al contrario, lo aggravano perché tolgono agli inquirenti uno strumento fondamentale per le indagini. Considerato che oggi i reati corrono in rete sul dark web è molto poco. Servono i pedinamenti, che richiederebbero risorse ben più ingente, sarebbero comunque scarsamente efficace e, alla luce di quanto ho esposto, presento insieme ai colleghi Geiger, Tarsitano e altri un ordine del giorno per esprimere una forte preoccupazione nei confronti della riforma della giustizia in discussione e delle sue implicazioni per la sicurezza e il benessere collettivo. Crediamo che, sotto il pretesto della tutela della privacy, si nasconde un vero e proprio indebolimento. Degli strumenti a disposizione delle autorità giudiziarie, con un danno potenziale per l'intera collettività. Per queste ragioni e invito il Sindaco e la Giunta a proseguire nella promozione della lotta contro le mafie e la criminalità organizzata nel nostro territorio, a difendere i principi di legalità e giustizia, a sensibilizzare la cittadinanza e le Istituzioni, sull'importanza di preservare quelle norme che sono strumenti legali che ci permettono di affrontare la criminalità in modo efficace, grazie, porto l'ordine del giorno, grazie grazie, consigliere Angiuli, saluto il signor Sindaco, le do la parola per il suo intervento sulla manifestazione per l'Europa del 6 aprile. Prego.
Grazie Presidente, buongiorno, Consiglieri ai consiglieri.
Ho pensato fosse opportuno intervenire in quest'Aula per presentare la manifestazione del 6 aprile, che sarà una manifestazione proposte dall'Amministrazione comunale di Bologna, insieme alla città di Firenze, saranno con noi tanti ospiti sul palco e tanti cittadini e cittadine nella piazza.
A Nettuno si partirà alle ore 15 e si proseguirà con vari interventi, interventi anche di carattere musicale, l'obiettivo è quello di coinvolgere la cittadinanza su una delle questioni più importanti del nostro tempo, l'Europa, la sua unità come progetto istituzionale e politico e la democrazia in un momento nel quale dobbiamo temere ogni giorno per la ripartenza dei conflitti escalation militari, tensione che vanno ben oltre quello che ognuno di noi, anche solo pochi anni fa si sarebbe immaginato.
Credo sia un'iniziativa coerente con il nostro impegno annuale per la Giornata dell'Europa, che celebriamo peraltro in questo Consiglio quando noi, il 9 maggio, ci ritroviamo in seduta solenne proprio per ricordarci quanto il disegno europeo sia un disegno che ci deve unire tutti. Un'Europa ci tengo a dirlo, che nasce per mettere insieme ai Paesi che prima erano divisi da conflitti bellici, interessi divergenti, quindi un'Europa nata sulle ceneri dei nazionalismi e che nasce con l'impegno di unire quello che prima era diviso. La nostra sarà una manifestazione per un'Europa unita nella tradizione di questa città che dal dopoguerra in avanti ha sempre lavorato in questa direzione, hanno fatto diversi sindaci. Voglio citare fra loro e in particolare il Sindaco Renzo Imbeni, che ha fondato, insieme ad altri colleghi, il Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace, oltre a essere stato Vicepresidente del Parlamento europeo per diversi mandati. Lo ricordiamo ogni anno con una giornata dedicata a lui nella quale, insieme ai familiari, ai tantissimi colleghi ci ricordiamo quanto sia importante l'impegno di questa nostra Istituzione per un'Europa unita, un'Europa sempre più forte, un'Europa più vicina e attenta ai cittadini.
Porteremo sul palco non soltanto una petizione affinché l'Europa sia più unità, ma parleremo di pace io questo lo voglio dire da quel palco ricorderemo quanto è importante che oggi l'Europa sia una potenza di pace.
Che lavori affinché i conflitti cessino e si possa tornare a il multilateralismo e il rafforzamento delle nostre Nazioni Unite, un'Europa che sia a difesa dei diritti umani, dei diritti civili sempre meno interessata.
A dare ascolto a chi invece dà fiato ai nazionalismi e ai nuovi imperialismi che, come vediamo, sono sorti in questi ultimi mesi e in questi ultimi anni, sarà l'occasione anche per ricordare i conflitti che in questo momento stanno incendiando il mondo a partire dall'Ucraina alle cose che stiamo vedendo di nuovo a Gaza e in tantissimi altri teatri di guerra alla Siria che ha ripreso di nuovo nei combattimenti, sarà una piazza coerente con le nostre manifestazioni e gli interventi che abbiamo fatto in questi ultimi tre anni. Quando si ha siamo scesi in piazza ogniqualvolta i diritti umani e civili venivano.
Colpiti quando siamo scesi in piazza, insieme alla nostra Università, per la liberazione di Patrick Zaki, quando lo abbiamo fatto per le donne iraniane, quando l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia ha riempito boh la piazza Maggiore di quasi 10.000 persone? Lo faremo in coerenza con le tante personalità che abbiamo ospitato nel nostro Comune e che è in Sala Rossa. Hanno anche sottoscritto il libro d'onore, da ultima anche la l'attivista per i diritti umani bielorussa che qui ha preso la cittadinanza. Dunque io penso sia una piazza de aperta a tutte e a tutti nella quale nessuno si potrà sentire escluso. Non sarà una piazza di un partito, sarà una piazza di un'istituzione di un Comune come Bologna, Città europea solidale, aperta che si batte per i diritti umani, questa è politica con la P maiuscola, la politica delle istituzioni e non politica di parte, anche per questo motivo voglio ribadire in questa sede l'invito a tutte le forze politiche ad esserci e ad un invito a lasciare stare polemiche che ho trovato strumentali, anche perché la nostra manifestazione sarà una manifestazione senza spese a carico dei contribuenti proprio perché, dato l'ampio programma che abbiamo presentato, abbiamo trovato anche dei sostenitori che era potranno finanziare. Dunque io davvero penso che sia arrivato il momento nel quale dovremmo tutti mettere da parte i conflitti ideologici.
O di partito e dovremmo invece mostrarci uniti di fronte ai cittadini, per un'Europa più unita, più democratica e dedicata ogni giorno alla pace e a terminare i conflitti. Ci tenevo a dire queste cose in Consiglio e ribadire, nonostante le polemiche di questi giorni, l'invito tutti ad esserci grazie,
Grazie, grazie, signor Sindaco.
Procediamo ora con gli interventi di inizio seduta al prossimo intervento è del Consigliere Brin atti, il titolo è problemi di vivibilità viabilità in San Donato silenzio assordante della Giunta, prego Consigliere, grazie Presidente, come si suol dire, non c'è solo il peggior sordo di chi non vuole ascoltare la Giunta ad oggi non ha, diciamo mostrato interesse alle lamentele dei residenti della zona San Donato non ha mostrato, diciamo ascolto anche alle domande e alle richieste fatte in Aula ancora almeno per quanto io sappia, non ha dato, diciamo così appuntamento ai residenti per un confronto diretto.
Tutto è iniziato con degli incontri dove si sono rassicurati i cittadini, dove per il cantiere, nel tratto appunto tra la rotatoria ex Biavati e vi Andreini.
Avevano rías rassicurato, appunto che non ci sarebbero stati degli stravolgimenti e tutto si è materializzato. In realtà, poi un girone dantesco, un girone dantesco, in termini di vivibilità in termini di viabilità i residenti hanno, diciamo potuto assistere a delle scelte sbagliate, come appunto l'istituzione della preferenziale ma Gazzari che ad oggi nessuno rispetta a una congestione ulteriore peggiore di prima per la difficoltà degli stessi bisonti bus che cercano di girare da via ma Gazzari in Andreini. Il giro dell'oca che i residenti devono fare per raggiungere la tangenziale, aumentando appunto i chilometri percorsi e l'inquinamento. Abbiamo chiesto a più riprese all'Assessore di darci una risposta e di darci delle soluzioni alternative, ma non c'è stata nessuna risposta, addirittura l'ultimo question time c'è stata l'assenza dell'assessore in Aula. Non so se è dovuto a questo, ma verosimilmente a questo.
I residenti, probabilmente oggi hanno paventato di presentarsi in Aula alle 14:30 dovrebbero arrivare per protestare perché un ormai una sfilza di proteste dai sindacati ai residenti in questa città, con questa Amministrazione.
Penso che, da questo punto di vista, l'Amministrazione, la sua Amministrazione, caro Sindaco.
Passerà alla storia per la più contestata dei sindacati, la meno amata dai cittadini, quindi chiediamo e presentiamo anche noi un ordine del giorno, perché la circolazione appunto nel tratto dove adesso appunto c'è una cantierizzazione in San Donato possa essere ripristinata alla fine della cantierizzazione nel doppio senso di circolazione per i mezzi privati.
E chiediamo anche che non vengano adottate le solite i soliti escamotage, come ho già ripetuto di prendere tempo di non farsi trovare in Aula, di non rispondere per poter andare avanti e concretizzare, appunto, le modifiche e i lavori e poi dire non possiamo più fare niente, questo è un atteggiamento di irrispettoso nei confronti dei cittadini, anche di chi da parte delle minoranze cerca di far arrivare la voce al Sindaco e alla Giunta.
Quindi oggi speriamo che in qualche modo penso dopo la protesta in Aula, l'assessore si faccia vivo in qualche modo e dia delle risposte, e speriamo anche e soprattutto che queste risposte vadano in questo senso, presentiamo appunto l'ordine del giorno perché venga alla fine della cantierizzazione possa essere ripristinato appunto il doppio senso di circolazione e che l'Amministrazione si renda conto che i residenti, i cittadini cercano di vivere dove risiedono.
E vivere vuol dire anche usare i mezzi le auto.
Non è che dobbiamo per forza tutti adesso, per il clima o per altre esigenze ideologiche, prendere il trasporto pubblico e il tram, e solo quello e la bicicletta che poi ci sono delle strade dissestate che appunto, come ho già ribadito in altre in altri momenti fa male alla schiena e di Sesta le ossa andare in bicicletta su queste strade anche le piste ciclabili sarebbero da rivedere e da mettere un pochino, ripristinare e cercare di perfezionarle. Con questo concludo, spero che appunto il messaggio raggiunga finalmente l'Assessore, la Giunta, il Sindaco in primis, e che dia appunto un input positivo, perché ogni tanto ascolti ascolti, ascolti i residenti e anche ogni tanto anche le minoranze. Grazie Presidente.
Grazie Consigliere, consigliera, Giuntini albero da abbattere prima no, poi sì quale manutenzione del verde a Bologna, prego.
Grazie, Presidente esatto. Viene proprio l'albero da battere prima, no, poi sì, poi all'improvviso viene abbattuto, parliamo della Lunetta Gamberini e di un pioppo che ha creato non pochi problemi e preoccupazioni alle famiglie dei bambini che frequentano sia un nido, sia un'infanzia che una scuola elementare all'interno della lunetta, e ricordiamo che in questa zona, in particolare all'interno del Giardino delle Gastone Rossi, era già è stato abbattuto e nell'ottobre del 24 un altro Pioppo. E da allora e io e il nostro gruppo con accessi agli atti interrogazioni abbiamo chiesto una valutazione delle cause di quel crollo, ma anche della stato di manutenzione di tutti gli alberi che erano presenti all'interno dell'aria da ottobre del 2024, né noi consiglieri né i genitori che hanno provveduto con loro richiesta all'Amministrazione abbiamo avuto una risposta e la situazione. Qual è che si è trovato un ennesimo pioppo pericolante, a fronte del quale, mentre la scuola elementare nei giorni scorsi ha interdetto l'accesso all'area verde. Il nido comunali invece, ad esempio, ha lasciato comunque fuori i bambini. Chiaramente i genitori si sono preoccupati, è iniziato tutta una serie, si è avviata una serie di valutazioni tra Vigili del fuoco, agronomi i tecnici del verde Polizia locale, mentre l'Amministrazione ho continuato a dire che non era era da abbattere, ma non in fretta e all'improvviso invece poi, il giorno dopo tale pioppo è stato abbattuto, l'agronomo poi ha detto, ha fatto sapere che in realtà era attenzionato dal giugno del 2024 e che sapevano già che doveva essere abbattuto. Noi crediamo che questa mancanza di informazioni, che sono che non sono state date ai genitori in primis, ma anche a noi Consiglieri, siano gravi perché si tratta di incolumità sia di bambini che di personale scolastico e, ancora una volta, evidenzia come la manutenzione del verde, l'attenzione al patrimonio arboreo da parte di questa Amministrazione sia assolutamente e fa connotata da incapacità, ma anche da incoerenza nonché, a questo punto, da mancanza di trasparenza. Ancora una volta io sollecito una udienza conoscitiva che avevamo lasciato aperto sul tema del verde e mi auguro che anche l'ordine del giorno che abbiamo più volte presentato, proprio per rendere più razionali e ma anche più competente la gestione del verde in città sia accolta e che si possa a breve riaprire quella udienza, perché tantissime risposte non sono state date. Mentre ci sono molti strumenti che potrebbero migliorare la gestione del patrimonio arboreo e anche garantire la sicurezza e l'incolumità di tutti noi, grazie.
Grazie consigliera, Consigliere Begaj secondo intervento, lo smart-working a Unipol non è un favore, prego Consigliere, grazie Presidente, sì, abbiamo letto, lo devo dire con con stupore le parole del Presidente Cimbri del Gruppo Unipol che, insomma sbalordiscono per il poco rispetto che ha mostrato per i lavoratori e le lavoratrici il mondo è cambiato, crediamo. Lo smart-working è uno strumento decisivo, oltre che è necessario in allerta meteo, e questo vorrei specificarlo, perché altrimenti, appunto, non riusciamo nemmeno a mettere in campo le azioni che servono per per la sicurezza di tutte e tutti.
Importantissimo per conciliare i tempi di vita e di lavoro e anche beneficio sul traffico. Ovviamente, quindi, non deve essere né né un obbligo, ma allo stesso tempo, ovviamente ci deve essere la possibilità, no, perché per chi ne ha bisogno e non è non solo in termini, non va ragionato solo in termini di produttività. Ecco perché non no, non basta in qualche modo agitare, poi bisogna andare a vedere i dati, insomma fino in fondo sulla mancanza di produttività. Crediamo che, come dire, questo atteggiamento ovviamente sia sia sbagliato, noi siamo stati con di fatto con centinaia di lavoratori e lavoratrici in via Stalingrado, l'altro giorno di delle diverse sigle sindacali, divisi in due presidi, però ecco, crediamo che che la necessità sia emersa con forza e speriamo che l'udienza conoscitiva che abbiamo convocato sia convocato il prima possibile l'abbiamo invitato il Presidente Cimbri e quindi ci aspettiamo che accetti l'invito, grazie.
Grazie Consigliere consigliera Scarano secondo intervento.
E se non la pensi, come loro, mostrano il peggio pre.
Esatto, Presidente, la maggioranza in città si è sempre dichiarata e quindi dovrebbe essere l'emblema, la massima rappresentazione della tolleranza, della democrazia, del contrasto alla violenza sia verbale che fisica in tutte le sue forme, mi viene da dire solo quando fa comodo a voi.
Ecco che le tante parole, iniziative, anche lodevoli, che spendete mettete in campo su certi temi e valori perdono senso, peso valore laddove vengano contraddette dai fatti ho apprezzato le parole della collega Bernagozzi perché così come critico certi aspetti così e vi evidenzio altri ma,
Non mi bastano ce l'ho apprezzato in questo consesso e la ringrazio, ma non mi sembra di aver comunque letto accorate posizioni di lontananza e dissenso da parte del partito di maggioranza di questa città nei confronti di un loro eletto in Provincia. Ecco, mi sarei aspettata qualcosina in più e mi sarei aspettata una unanime,
E veloce presa di posizione che sinceramente è mancata e fa capire come determinate posizioni e determinati determinate azioni valgano solo purtroppo, quando fa comodo evidenziarle portando avanti, ecco che perché perdono la loro efficacia e il loro valore,
Grazie consigliera, il prossimo intervento è sempre suo microcriminalità, prego.
Sì, gli ultimi l'ultimo minuto per evidenziare nuovamente perché penso che su questa tematica il nostro intervento sia continuo incessante in questi anni, ma non solo quanto pesante, diffusa e crescente sia la microcriminalità in città e sono sempre più agghiaccianti ormai leggere la rassegna stampa nel nel quotidiano diventa veramente agghiacciante perché si susseguono senza tregua.
Le notizie di scippi, aggressioni, ferimenti,
In qualsiasi zona della città, ormai e in qualsiasi orario dalle 10 di mattina alle 15 non ci soffermiamo e limitiamo più solo ad orari serali e ad alcune zone circoscritte, come era in passato un plauso alle Forze dell'ordine che più di quello che fanno non potrebbero fare un plauso anche alle associazioni di categoria che mettono in campo delle azioni per provare a lenire alcune situazioni. Alcune zone, ma anche il Comune, ma anche il Comune che dichiari, cosa che non ha mai fatto, che in città c'è una situazione di estrema,
Grazie consigliera, consigliera Zontini, secondo intervento Teatro comunale i lavori si allungano, i premi Prodi produttività non si vedono, prego Consigliere.
Grazie Presidente, esattamente per il Teatro comunale, il sovrintendente Macciardi ha detto che ci vorrà probabilmente qualche mese in più per terminare i lavori di riqualifica edifici, riqualificazione della sede storica e, tra l'altro, appunto, ha affermato che il Sindaco è molto impegnato nella ricerca di ulteriori risorse proprio per gli ulteriori lavori che vorrebbero fare e all'interno noi chiediamo innanzitutto che si ricostituisca, che si è riconvocato che il Comitato di monitoraggio sui lavori della sede storica perché comprendeva appunto i rappresentanti dei lavoratori e i professionisti che lavorano comunale e chi, invece, dopo le dimissioni della consigliera delegata di gioia, non è più stato riconvocato? Ci auguriamo che i lavori che saranno fatti, se erano quelli che davvero servono ai professionisti, ai lavoratori del Teatro comunale e chiediamo anche che si agisca con serietà e trasparenza, senza fare sparate inutili, tanto è vero che il Sindaco in un articolo che lo riporta un articolo di Repubblica dell'8 marzo in merito alla ricerca di fondi diceva invece che aveva già trovato parecchi milioni. Questa era un virgolettato per i lavori che servivano alla sede storica del comunale. Ricordiamo ancora una volta che i lavoratori non solo non sono stati ascoltati fino ad ora per quelli che sono i lavori che servono nella sede storica, ma sono ancora in attesa di vedere quel premio di produttività che, come sappiamo per incapacità e superficialità della gestione da parte della Fondazione. Teatro Comunale presieduta dal Sindaco come fu stigmatizzato dalla Corte dei conti, ad oggi non hanno ancora visto nemmeno un euro. Attendiamo la prossima convocazione dell'udienza conoscitiva che appunto abbiamo richiesto e che sarà aggiornata, ma nel frattempo chiediamo la massima serietà e trasparenza nei confronti dei lavoratori e anche della città, perché credo che non si possono continuare a prendere in giro un'istituzione come quella del Teatro comunale. Grazie.
Grazie consigliera, Consigliere, Diaco passeggiata, disabili, passeggera disabile lasciata a terra in aeroporto, prego, grazie Presidente, credo che abbiamo letto tutti quello che si è verificato ieri al all'aeroporto Marconi, credo che questa è una cosa che ci fa sicuramente riflettere su quello sul disservizio che si è venuta a creare nei confronti di questa donna di 51 anni che era diretto a Cagliari e che alla fine per qualche ritardo alla fine non è riuscita a imbarcarsi. Quindi è rimasta lì al nello scalo Marconi,
Con amareggiata perché ha perso il volo e non era la prima volta che viaggiava la cosa che mi preme ribadire che sul Marconi se ne parla tanto qui in Consiglio comunale e credo che il tema dei sorvoli forte lo conosciamo, ma parliamo anche di un aeroporto in cui le tante eccellenze Marconi, il primo in Italia e al mondo per ricevere il Premio ACI, ovvero quel programma che valuta le misure e le procedure sanitarie introdotte proprio all'indomani della della pandemia, vado sulla certificazione ambientale a livello 3 e un'altra dei grandi riconoscimenti, oppure quando il Marconi ha ricevuto il da Bureau Veritas l'attestazione ISO 30 415 2021 sulla diversità e l'inclusione, ovvero favorire l'inclusione di tutti i propri dipendenti. Questi sono tanti degli aspetti positivi che sono stati riconosciuti al Marconi, però nel 2025 si verifica un altro episodio. Un altro di recente si era verificato il 19 giugno 2023 con cinquantenne di Ravenna, Antonio che era diretto con la moglie in vacanza Trapani con volo Ryanair.
Anche lui, per un la mancanza di un elevatore, alla fine non è riuscita a partire, nonostante i suoi bagagli erano stati già imbarcati, quindi continuiamo sempre di più a riconoscere questo questa mancanza qualcuno dice che qui le persone con disabilità sono cittadini di serie B all'aeroporto Marconi chiaramente dopo due inefficienze in meno di due anni, chiaramente questo,
Sicuramente ci fa riflettere, ci fa riflettere sul tema dell'inclusione di quello che si può fare, abbiamo fatto anche una Commissione, due Commissioni come come Comune di Bologna, proprio con la Quinta Commissione, presso quello che la alla stazione centrale di Bologna su quello che riguarda anche i servizi per le persone con capacità ridotta sulle fragilità, sulle sulla disabilità,
Prevediamo che e su questo c'è stato anche un impegno da parte anche delle autorità competenti da parte di TPER e Trenitalia su quello che riguarda il servizio vediamo questo problema al Marconi, che sicuramente ci fa sicuramente riflettere e mi auguro che questo possa far riflettere anche direttamente la chi gestisce porta avanti l'aeroporto di Bologna. Capisco le tante eccellenze in tanti numeri che sicuramente fanno aiutano, è bello poter appendere quei grandi striscioni quando arriva il milione di 1 milione di passeggeri. Vanno benissimo però dall'altra parte. Poi ci troviamo a queste situazioni. È vero che stiamo parlando di piccoli numeri.
Ma quei piccoli numeri fanno sicuramente la differenza e quindi mi auguro che, almeno da parte dello scalo dell'aeroporto, possono arrivare delle scuse Ryanair ha già si è fatto carico di far ripartire poi stamattina la passeggera, perché non era dovuto a una mancanza, è chiaro, è anche vera una cosa che la passeggera è arrivata con un ore 15 prima della partenza del volo. È vero che deve arrivare due ore prima, però stiamo parlando di una persona che stava arrivando da Rimini e quindi vi serve anche un po' di buonsenso io questo quella cosa che mi chiedo perché è stata lì ad aspettare in sala d'attesa, alla fine il volo era lì, ma non l'hanno fatta a salire. Quindi credo che questo, come dire un po' ci fa riflettere ci fa riflettere, debba far riflettere tutti tutti quanti, al di là dei colori politici, perché non abbiamo permesso una persona con una disabilità di non prendi non prendere l'aereo. Mi auguro che davvero, dopo questo episodio del secondo, in meno di due anni possono arrivare delle risposte. Grazie Presidente.
Grazie consigliere, terzo intervento, consigliere aggiuntivi, tram in piazza dell'Unità, il Comune ascolti residenti. Grazie Presidente e mi rimane poco tempo, ma voglio tornare su un tema che come minoranza abbiamo già sollevato, ovvero le proposte fatte da alcuni residenti, commercianti di piazza dell'Unità e proposte per la modifica del tracciato e che attualmente è previsto nel Piano esecutivo per la linea verde del tram. Proprio nel passaggio di piazza dell'Unità i cittadini hanno evidenziato problemi di inquinamento acustico e tutela del verde e hanno elaborato alcune proposte. Sappiamo che non solo sono stati ricevuti, ma di fatto non ascoltati dall'Amministrazione e molto brevemente, oggi presentiamo un ordine del giorno per sollecitare ancora una volta la Giunta ad ascoltarli e, soprattutto ad avanzare una e valutazioni di fattibilità tecnica ed economica sulle proposte avanzate dai cittadini, che chiariscono in modo inequivocabile se il progetto può essere migliorato oppure no. Grazie.
Grazie consigliera Consigliere Begaj, sciopero, telecomunicazioni, appalto, era, prego, grazie questa mattina sono stato allo sciopero nazionale delle telecomunicazioni in piazza a Bologna, volevo esprimere solidarietà a tutti i lavoratori e le lavoratrici, ma soprattutto a 50 addetti di Network Contact una un appalto era dei call center che si è vi che si son visti disapplicare unilateralmente il contratto collettivo nazionale a favore di un contratto pirata approfondiremo sicuramente la questione grazie,
Grazie consigliere, consigliere Mazzanti aeroporto crescono gli utili voli e aumentano i disagi dei residenti, prego quasi sì, grazie, sarò velocissimo, credo che l'attività aeroportuale, i dati che hanno pubblicato i comitati sono molto chiari. Occorre assolutamente fare quello che ho chiesto e che ENAC ENAV il Ministero continuo a non fare, ci sono varie proposte pista, uno, lo studio di Paruolo, le cose che ha detto anche ENAC, ma che non attuano evidentemente va bene fare degli utili, va bene lavorare per accrescere la potenzialità. L'unica cosa che non va bene è quella di ridurre il disagio per i residenti. In questo ci riescono benissimo e ora che si vergognino.
Grazie consigliere, il prossimo intervento è sempre sua emergenza abitativa e persone che dormono in strada prego.
Sì, oggi sulla stampa cittadina e ci sono dei bellissimi articoli giorni addietro 500 alloggi verranno consegnati nel 2025 e lo sforzo massimo che l'ente a che può fare insieme all'Amministrazione comunale o si arriva a rifinanziare, come facevano nella Prima Repubblica e due Governi i piani di edilizia economica popolare partendo da Fanfani in avanti, quindi era democristiana, ma queste cose almeno le facevano questa destra non le fa togli i fondi all'edilizia, almeno si usano i fondi europei per dare una risposta immediata. Ancora una volta questo Governo dimostra l'incapacità e la non gestione, anzi, il menefreghismo totale nei confronti di edilizia pubblica. Grazie.
Grazie consigliere, i prossimi interventi del consigliere Caracciolo, il tema è la Regione introduce il ticket sui medicinali, prego Consigliere, grazie Presidente, a leggere bene il provvedimento generale della Regione come manovra, debbo dire che, se questa manovra.
Forse è stata fatta dal Governo Meloni, le piazze sarebbero già pieni di scioperanti.
Perché in effetti viene colpito il ceto medio e se noi consideriamo che l'inflazione rimane molto alta?
Devo dire che sono i cittadini con un reddito dai 28 ai 50.000 euro.
Colpiti con un aumento dell'addizionale dell'1%.
Ad avere dai ticket un aggravio aggravio che aumenta la manovra che la Regione diceva perché la manovra avviene con un aumento di imposta e anche con un aumento del di questi ticket, di cui non si conosce ancora l'esatto ammontare, ora io prendo in considerazione se in una ricetta cioè un prodotto cortisonico che costa un euro e 50 un euro e 40 è ammettiamo 2 euro e virgola 20, che è il minimo della tassa dei dei ticket, signori, ma ci rendiamo conto, diminuiamo ancora perché è scritto sempre nel provvedimento le visite specialistiche ben vengano a pagamento vengono fatti a pagamento se si tratta di famiglie con più di due.
Figli, allora il ceto medio si vede aumentare il carrello della spesa, l'aumento dei prodotti energivori.
Signori, questa è una manovra vera e propria, iniqua, iniqua, iniqua, perché colpisce i consumatori in maniera eccessiva ora, se si poteva considerare.
Equa per quanto riguarda la spesa, la manovra generale che dava la possibilità di avere 10 miliardi in più alla spesa sanitaria b nella finalizzazione si poteva anche dire non c'è male, ma l'introduzione dei tickets, signori cari.
Da una grossa, un grosso colpo ai redditi medi, perché noi non sappiamo ancora quanto sarà l'incasso di questi ticket.
2 euro e 20, con un minimo di 4 euro a ricetta è veramente una manovra che non ha senso, non ha senso, anche perché la capacità di consumo ridotta al ceto medio si trasforma in una diminuzione del volume di affari.
Delle delle società distributrici di prodotti e quindi dalla produzione, ripeto.
Il Governo centrale non può.
Più volte l'ho detto a prendere delle decisioni di aumenti di spesa perché abbiamo dei vincoli della von der Leyen, signori noi, la politica economica italiana non viene fatta dal Governo, viene fatta dall'Europa.
La Regione ha potuto fare questa manovra perché ha meno vincoli, e allora io concludo dicendo che è una manovra.
Che pone in atto quello che De Pascale, ha dichiarato alcuni giorni or sono che è una manovra che, rispetto a tutte le altre regioni, si presenta più pesante, ma perché c'è qui in Emilia Romagna abbiamo ancora dei ceti.
Poveri c'è ancora della povertà, e allora perché insistere su una manovra che apparentemente è ingiusta?
Io concludo perché.
E posso chiedere di fare almeno terminare il consigliere Caracciolo, altrimenti dobbiamo sospendere la seduta.
Vorrei che ci fosse.
Lealtà da parte della maggioranza dell'attuale maggioranza perché c'è questa manovra, lo ripeto, come ho detto all'inizio fosse stata fatta dal Governo Meloni, ci sarebbe già detto che la Meloni voleva distruggere le categorie più.
Sospendiamo la seduta grazie.
Chiedo solo se potete abbassare il lo striscione che non si potrebbero mostrare in Aula, grazie.
Cerchiamo di riprendere la seduta del Consiglio.
Visto che giustamente ci sono dei cittadini che incontreranno l'assessore Campaniello. In altra aula ho chiesto cortesemente chi deve allontanarsi in altra aula per incontrare l'assessore di farlo ora, in modo che possiamo riprendere i lavori. Lo dico perché ci sono dei Consiglieri che si lamentano, ma è ovvio che non riprendo mentre le persone si alzano riprendo, però faccio capire che se si deve tenere un incontro, si può spostare in un'altra aula, in modo che noi qui possiamo per riprendere il Consiglio, dà, lo dico perché abbiamo sempre dei consiglieri che vogliono fare il lavoro della Presidenza, ma non ce n'è necessità. Allora chiedo cortesemente di consentire al Consiglio di riprendere e, tra l'altro, riprendiamo specifico dal consigliere Caracciolo che aveva mi hanno detto residuato 10 secondi di tempo, anche se appunto non sono molti però giustamente e lascio la conclusione dell'intervento al consigliere Caracciolo prego, concludo dicendo che questa manovra è assolutamente ingiusto, iniquo perché colpisce, direttamente o indirettamente il ceto più debole e quindi con,
Grazie Consigliere il prossimo e mi dispiace che sia stato interrotto, insomma, dalle vicende, il prossimo intervento è del Consigliere piazza presentato il piano metropolitano per l'economia sociale. Prego, Consigliere sì, grazie Presidente, stamattina in Cappella Farnese è stato presentato il piano per l'economia sociale della Città, metropolitana di Bologna, un lavoro importante che era partito a fine 2022, con la presentazione di un manifesto che abbiamo seguito come Consiglio comunale con diverse Commissioni nel 2023 e anche nel 2024 e oggi è arrivato finalmente a completamento ed è stato presentato davanti a una Cappella Farnese davvero strapiena solo posti in piedi e.
Vedere tanta affluenza di persone conferma, a mio avviso di come il percorso impostato per arrivare alla redazione di questo piano sia stato sapientemente un percorso realmente partecipato, che ha generato un alto livello di condivisione e coinvolgimento, elemento fondamentale se un piano ambizioso come questo vuole effettivamente riuscire a mettere a terra le visioni alte e futuristiche che contiene in Emilia Romagna. Il nostro sistema produttivo ha dimostrato già in passato, negli anni, una notevole attenzione al sociale, da creato oggettivamente un benessere, forse più qui che da altre parti d'Italia, però, il contesto attuale dobbiamo dircelo, è rapidamente cambiato e adesso ha posto sfide inedite pesanti che vanno gestite in modo trasversale. Oggi l'attuale sistema economico ha mostrato da tempo la sua incapacità di continuare a generare quello sviluppo sostenibile che lo aveva caratterizzato uno sviluppo giusta ed inclusiva. Oggi non riesce più a condurci attraverso le grandi transizioni della nostra epoca, è risultato che è sotto gli occhi di tutti. Ne parliamo spessissimo qua in questo Consiglio e che stanno aumentando tantissimo le disuguaglianze,
Se lo ripetiamo in continuazione, la forbice si allarga sempre di più e qui nasce il Piano metropolitano dell'economia sociale per permettere ai territori di affrontare i crescenti bisogni sociali legati alla tensione abitativa, l'invecchiamento della popolazione alle nuove povertà, l'emergenza climatica, tutte sfide inedite che si presentano per la prima volta a un sistema che per decenni era andato avanti con un certo modello. Oggi l'economia sociale è la possibilità di garantire la tenuta di quel modello a cui siamo ancora di cui siamo ancora orgogliosi, ma che rischiava e rischia di crollare, se non indirizzato nel modo giusto, nel nuovo contesto da una politica forte che sappia guidare l'economia e non farsi guidare dall'economia. Lasciatemi dire che ancora una volta a Bologna mi rende orgoglioso perché ancora una volta ha dimostrato di avere visione e di intercettare cambiamenti importanti e di non sottrarsi a sfide complesse del nostro tempo come questa, ma di affrontarle con coraggio e impegno. L'ha affrontato questo tema con modo organico in modo organico, con la redazione di questo piano, che ha richiesto un percorso di circa tre anni di lavoro. Però ripeto, un percorso che è stato anche che ha saputo generare la moltissima condivisione essenziale per poter poi funzionare, ha avuto, ha dimostrato di avere visione, di aver analizzato correttamente un contesto produttivo effettivamente in crisi e non di proporre banali correttivi o innovazioni, ma cambiamenti strutturali. Quello che serve oggi, cambiamenti strutturali di un sistema che va riformato dalle fondamenta per rimettere al centro dell'iniziativa economica la risposta ai bisogni delle persone. Se lasciamo l'economia attuale, il capitalismo attuale a guidare la cosa senza un correttivo o più o meno, o meglio, senza una visione e un ripensamento strutturale, ecco che al centro di questo agire ci sarà solo il profitto e il risultato, quale sarà quello di continuare ad aumentare le disuguaglianze che già oggi si stanno producendo in maniera drammatica, con conseguenze poi sulla spesa di welfare, delle nostre realtà, dei nostri dei nostri comuni, delle regioni e degli enti locali in continuo aumento, per assistere poi i cittadini sempre più emarginati e sempre più in povertà. Ancora una volta a Bologna credo che abbia tracciato una strada e la I, e questo è il primo piano dell'economia sociale in tutta Italia. La nostra città ha saputo ancora una volta a tracciare una strada essere da modello, da esempio oggi presente anche il Presidente della Regione Emilia Romagna e De Pascale, che ha riconosciuto a Bologna questa capacità e ha auspicato che questo percorso venga replicato in tutta la regione e in altri comuni. Alcuni, devo dire, la verità si sono già mossi, stanno già partendo, ma Bologna, devo dire per la prima volta ancora una volta ed è arrivata prima, ancora una volta in un percorso importantissime, credo, fondamentale per permettere alla nostra economia di continuare su solide basi e non su basi distorte, che porterebbero purtroppo risultati drammatici per la nostra popolazione. Bisogna assolutamente riformare a livello strutturale questo modello economico e rimettere al centro le persone e i loro bisogni. Questo avrà poi ricadute positive anche sull'efficienza del sistema economico. Grazie Presidente.
Grazie Consigliere nei prossimi interventi della consigliera Monticelli di conoscere l'apartheid di genere come crimine contro l'umanità. Prego Consigliere. Grazie Presidente. Una vasta rete internazionale di associazioni ha aderito all'appello del CIS dal Coordinamento italiano. Sostegno donne afgane in collaborazione con realtà italiane ed europee, che ha promosso la campagna Stop, fondamentalismi, stop apartheid di genere per denunciare ferma e fermare questo sistema disumano e per riconoscere che l'apartheid di genere venga finalmente riconosciuto come crimine nel diritto internazionale. Per apartheid di genere si intende una forma di oppressione sistematica e istituzionalizzata che colpisce milioni di donne e ragazze, persone LGBTQIA+ in diverse parti del mondo, in particolare sotto regimi fondamentalisti. Il caso più emblematico è quello dell'Afghanistan, dove il regime talebano impone un sistema di dominio basato sul genere, negando ogni diritto fondamentale alla metà della popolazione, in violazione non solo dei diritti umani, ma anche degli obblighi giuridici internazionali di cui lo stesso organis aveva aderito.
In questa direzione. Si era mossa anche Amnesty International, che fin dal 17 giugno 2024 aveva lanciato un appello forte chiaro. Riconoscere l'apartheid di genere come crimine contro l'umanità, affinché i sistemi istituzionalizzati di oppressione non possono più godere dell'impunità nel diritto internazionale. Oggi esiste già il reato di persecuzione basata sul genere previsto dallo Statuto di Roma, ma non è sufficiente. Non basta a descrivere l'entità e la complessità del dominio ideologico e istituzionale che caratterizza l'apartheid di genere, è un fenomeno che va oltre la persecuzione individuale perché si fonda su un intero sistema di leggi, pratiche politiche. Pensate per escludere, sottomettere annientare in modo continuativo una parte della popolazione. Il concetto di apartheid di genere non è nuovo. È stato definito per la prima volta delle attiviste afgane per i diritti umani e dalle loro alleate femministe Legnani 90 come risposta alla brutale repressione subita da donne e ragazze sotto il regime talebano questo termine ha assunto una risonanza ancora maggiore dopo il ritorno al potere dei talebani del 2021. Anche molte femministe iraniane e diversi esperti delle Nazioni Unite riconoscono oggi che le discriminazioni e l'oppressione istituzionalizzata delle donne nella Repubblica islamica dell'Iran rientrano potrebbero rientrare in questa definizione.
Come ha definito Agnes Callamard segretaria generale di Amnesty International alla comunità internazionale, finora mancato nel suo dovere, non ha saputo riconoscere le affrontare adeguatamente l'oppressione sistematica esercitato contro donne e ragazze e persone LGBT Q. Lo vediamo, generazioni intere sono state private della loro dignità, della libertà, dei diritti fondamentali, molte sono state uccise altre ridotte al silenzio, eppure questa violenza non è ancora chiamata per quello che è un crimine strutturato, sistemico, istituzionale. Il riconoscimento formale non è solo una questione simbolica, è lo strumento necessario per attivare indagini, processi e sanzioni contro chi impone la segregazione. L'annientamento dei diritti delle donne e delle minoranze di genere è un passo indispensabile per sostenere chi oggi, in condizioni di estremo pericolo, lotta per la dignità, la dignità in Paesi come l'Afghanistan. L'Iran è molto altrove. Credo sia dovere anche di questa Amministrazione prendere posizione, come lo fa sempre nei confronti dei diritti delle donne e delle e delle minoranze, con chiarezza e responsabilità al fianco delle attiviste dei difensori dei diritti. Umani che da anni chiedono giustizia, protezione, riconoscimento. Vorrei quindi proporre al nostro Consiglio comunale, insieme a Giulia Bernagozzi, un'udienza conoscitiva per conoscere la Campania stop, fondamentalismi, stop apartheid di genere, e vorrei anche ricordare che sabato scorso si è tenuta a Palazzo d'Accursio un importante seminario proprio su questo tema a cura dell'Associazione Orlando, insieme al Comune sui diritti negati delle donne rivendicati alla luce del diritto internazionale con la partecipazione di giuristi internazionali e inviate ai luoghi di guerra e di crisi per chiedere che l'apartheid di genere venga finalmente riconosciuto come crimine nel diritto internazionale e noi ci uniamo a loro. Grazie Presidente.
Grazie consigliera. Gli prossimo intervento è del Consigliere Gaigher. Dialogo, impegno per un'Europa di pace. Prego Consigliere. Grazie Presidente, intanto mi dispiace davvero che, insomma, alcuni colleghi a cui mi sarei rivolto non sono in Aula, però ecco, devo dire che anche da quei colleghi le uniche parole che ho sentito, insomma in merito alla manifestazione del sia del 6 aprile sia il solito esposto questa volta la Corte dei conti, no, adesso, a seconda delle situazioni, ci facciamo un esposto ad un ente diverso, ad una situazione diversa, ma questa volta toccherebbe la Corte dei conti sulle spese appunto per la piazza del 6 aprile, che sono contento come dire che il Sindaco sia venuto in Aula a spiegarci che in realtà quelle spese vengono coperte con.
Delle persone che ovviamente, come dire, hanno credono nella pace e credono in un'Europa unita che vogliono questa manifestazione, non una parola da quel pezzo di centrodestra, su che cosa pensa e sul tempo che stiamo vivendo, che è il tempo in cui ormai è diventato normale parlare di guerra, tavola in famiglia, e sta diventando accettabile pensare che per evitare di entrarci in guerra occorre prepararsi ad andare. Ecco, io trovo che tutto questo sia folle.
È tutt'altro che accettabile, così com'è inaccettabile ascoltare ancora una volta dalla Lega usare argomenti pretestuosi al solo fine di buttarla in caciara, in caciara, per alzare sempre il solito il livello del conflitto cara Lega. Ma davvero è questo che volete lasciare ai posteri? Ma davvero pensate che questo tipo di contributo possa davvero essere utile al progresso della società, perché voglio essere chiaro, la guerra non è il proseguimento della politica con altri mezzi, la guerra è la negazione della politica e subentra quando la politica non è stata in grado di dare le risposte ai problemi che stiamo vivendo. Mi chiedo quali siano le risposte che l'atteggiamento irresponsabili di alcuni colleghi favoriscono, quali politiche e pensano di costruire con il continuo dileggio alle istituzioni e a chi le rappresenta, che parla certamente al vostro elettorato, magari alla parte più ancestrale degli esseri viventi, quelli abituata per intenderci ad accettare l'odio, ma che è meno abituata a ragionare sull'equo solo i consegue sulle conseguenze a cui l'odio porta. Chi fa politica si deve sentire una responsabilità in più. Non siamo al bar e userei il tempo in cui ho l'onore di ricoprire una carica pubblica come quella di essere consiglieri comunali, per costruire certamente anche per confliggere, ma al solo scopo di costruire qualcosa che possa servire anche alle prossime generazioni per lasciare il mondo meglio di come lo si è trovato per confrontarmi magari con gli altri sul futuro per rafforzare le istituzioni, non per lasciare le macerie a quelli. Ci sta già pensando chi si frega le mani per i guadagni che l'economia della guerra può portare, ma che produrrà e sta già producendo morte e distruzione. Noi domenica 6 aprile saremo in piazza ancora una volta con lo spirito di chi pensa che questa città, abituata ad essere laboratorio di partecipazione democratica, per possa dare un contributo per un'Europa più giusta, che deve diventare il cuore pulsante di una democrazia forte.
E voglio leggervi un pezzo, un estratto del Piano strategico per l'azione europea e internazionale che il nostro Comune ha assunto dal 2024, e cioè l'Unione europea deve diventare sempre più vicine ai cittadino, ai cittadini e alle loro necessità. In questo senso, il municipalismo europeo può giocare un ruolo importante per favorire una governance più flessibile, responsabile, dove le decisioni vengono prese ad un livello più vicino alla cittadinanza. Questo stimola l'interesse e la partecipazione attiva dei cittadini, ma crea anche un terreno fertile per l'innovazione e l'adattamento alle sfide emergenti. Ecco, è con questo spirito che saremo in piazza il 6 aprile ed è con questo spirito che, mi auguro, vorrà vorranno partecipare a questa manifestazione e anche le altre forze politiche. Sarebbe un segnale importante per tutti i cittadini, sia per quelli che hanno votato per questa maggioranza, sia per quelli che hanno votato per voi. Facciamo vedere che ci siamo che siamo che riusciamo anche a superare quelli che sono i nostri piccoli conflitti e cerchiamo di pensare al futuro per un'Europa più unita, più forte per un'Europa di pace. Grazie Presidente, grazie Consigliere. I prossimi due interventi sono del Consigliere Mazzanti, i primi sul tema fuga dal carcere e i vergognosa carenza del personale. Prego Consigliere. Sia ancora una volta abbiamo visto la dichiarazione dei sindacati della Polizia carceraria. Nello stesso tempo abbiamo visto delle dichiarazioni dei sindacati della Polizia di strada che di Stato che proprio l'altro giorno, due organizzazioni sindacali tra le più rappresentative hanno dichiarato la carenza di personale, per cui è evidente che in quest'Aula più volte il centrodestra e anche fuori da quest'Aula parla e chiede sicurezza, chiede quali interventi si fa si va a vedere, non fanno nulla per riempire quei buchi enormi che ci sono le piante organiche in modo palese. I numeri sono 4.000 agenti meno di Polizia carceraria Lari dichiarato i due sindacati rappresentativi dell'80% del personale. Per quel che riguarda Bologna, sappiamo che c'è una carenza di organico fra le 60 alle 70 unità solo nella Polizia di Stato, senza conta Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza. Questa è la realtà, quindi, con pieni ipocrisia delle loro dichiarazioni. Il centrodestra chiede sicurezza e non fa nulla per questa, anzi disattende gli impegni anche con le organizzazioni sindacali. E ora che si vergognano chiaramente,
Grazie consigliere, il prossimo intervento è anche l'ultimo tema piazza dell'Unità e tram prego sì, grazie, volevo intervenire per un servizio, per l'articolo apparso su il Resto del Carlino, su piazza dell'Unità, su come verrà sistemata e quale di chi e quali operazioni verrà fatta per il passaggio del tram.
Abbiamo parlato di abbattimenti da alberi, quanti sono gli alberi abbattuti, uno sicuro uno è stato battuto quattro anni fa e hanno piantato un alberello che verrà spostato da un'altra parte, questi sono gli abbattimenti degli alberi, ma vediamo la proposta alternativa che questo Comitato ha fatto.
E andiamo a vedere il tram passa in mezzo a piazza dell'Unità, riprendono il vecchio percorso che ha fatto sino al 1964 bene, gli abbattimenti necessari vanno da un minimo di 16 a un massimo di 24 alberi, di cui buona parte di questi alberi sono alberi enormi. Andatevi a vedere bene, allora qui c'è da decidere e visto che il tram deve passare cosa facciamo, né abbattiamo una marea, facciamo strage di alberi e questo che vogliono bene vogliono chiudere Piazza dell'Unità perché è passando in mezzo si toglie il campo da basket, si toglie alla zona giochi per i bambini benissimo perfetto. E questo che si vuole bene l'ho, visto che lo stanno dicendo ma che lo spieghino in modo molto chiaro e molto netto, non come invece abbiamo visto scritto sul giornale in questo caso il Resto del Carlino o quello che e TV ha mandato in onda no, allora questi sono i numeri, basta fare una passeggiata, basta andare a vedere, noi abbiamo ridotto il danno al minimo in questo modo, tra l'altro, eliminando anche il sottopasso che avrebbe tagliato minimo 18 platani salvati. Anche quelli. Quindi, a questo punto non si capisce se il Comitato è Pro alberi o contro gli alberi, perché si battono per due, anzi per uno a dire il vero abbattuto. L'altro è un alberello che ha sostituito un un biloba che fu abbattuto un bel po' di anni fa, tre quattro anni fa, e ci hanno piantato un alberino che può essere benissimo spostato. Questo è quanto, quindi bisogna decidere uno.
Ho numeri che variano da 16 a 24 25 alberi, tra l'altro di dimensioni, con dei colletti che superano i 20 centimetri questo è alquanto, va detta la verità, per quanto poi riguarda il resto, l'abbiamo già detto in tre assemblee, come stanno le cose, si vuole per forza fare polemica, la si faccia, non c'è problema, anche perché, se ci mettiamo sul piano dei numeri, anche altri sono buoni di organizzare, convegni e spararle. Noi portiamo i dati che ci sono, i dati che sono stati portati, che sono quelli oggettive, verità, per favore, ogni tanto si parli seriamente e si dica la verità. Grazie.
Grazie consigliere sui era l'ultimo intervento di inizio seduta, sono stati presentati sette ordini del giorno, vede la consigliera Bernagozzi pronta per la mozione, prego.
Eccoci sì, grazie Presidente, e sono stati presentati sei ordini del giorno, quindi chiedevamo insomma se possiamo riprendere, non so 15 e 30, può andar bene per voi, andiamo a fare di più, sono parecchie, però per noi 15 e 30 andrebbe bene però si tra l'altro sono correggo, sono sette il settimo e il mio lo sto facendo trasmettere adesso.
Quindi sui 45 per me va bene riprendere se nulla osta bene, sospendiamo la seduta e riprendiamo alle 15:45 grazie.
Allora riapriamo i lavori della seduta, consiliare sono stati presentati, come ho già detto, ho sette ordini del giorno dei quali è stata chiesta.
La trattazione immediata.
Quindi passiamo alla votazione.
Uno per uno, partiamo dal primo ordine del giorno per la prima firma, Consigliere Stanzani per la modifica della sezione stradale del progetto linea tramviaria rossa, tratto rotatorie, abbia va attivi, Andreini, chiedo se vi è un intervento contrario,
Consigliere Mazzanti, prego.
Ritengo che a quel punto l'ordine del giorno vadano mandato in Commissione, tra l'altro è la quarta Commissione, quindi mi sembra riconoscerla per affrontare il tema che l'ordine del giorno del consigliere Stanziani pone grazie.
Grazie Consigliere, apriamo la votazione.
Ma tu incontrario non mi prende il voto.
Consigliera Bittini, le dispiace, una telecamera.
Ha ragione, mi scusi, grazie.
Allora chiudiamo la votazione o 29 presenti, 29 votanti, 10 favorevoli, 19 contrari, il Consiglio non approva l'ammissibilità, procediamo con il successivo ordine del giorno a prima firma. Consigliere Di Benedetto ordine del giorno per aprire ad uso promiscuo di tutti i mezzi il tratto di strada di via San Donato, che va dalla rotonda, abbia vatti a via Bertini. Chiedo se viene intervento contrario consigliere Mazzanti a lei la parola. Grazie Presidente. Dovrei dire esattamente quello che ho detto prima, quindi del risparmio, e chiedo che venga mandata in Commissione. Grazie anche qui è la quarta, quindi grazie Consigliere. Apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione 29 presenti 20.
È un attimo, il Segretario mi chiede, lo vedo con.
Va beh.
29 presenti 29 votanti, 10 favorevoli, 19 contrari, il Consiglio non approva, procediamo con l'ordine del giorno successivo a prima firma, consigliera Foresti, chiedo ai Consiglieri collegati da casa un po' di attenzione perché qualcuno accende la telecamera e poi non vediamo se si adotta.
Consigliera Foresti, dicevo prima firma ordine del giorno per supportare le persone con disabilità per i cantieri, i cittadini, chiedo se vi è un intervento contrario.
Consigliera Toschi scusi, prego.
Grazie Presidente, io ringrazio la consigliera Foresti per la proposta, che peraltro è già, è già stata all'attenzione anche mia personale nostra e quindi chiedo di andare in Commissione, perché l'argomento richiede assolutamente un approfondimento, grazie.
Grazie consigliera Toschi, apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione o 30 presenti, 30 votanti, 10 favorevoli, 20 contrari, il Consiglio non approva l'ammissibilità, procediamo con l'ordine del giorno a prima firma consigliera Bernagozzi per valorizzare ottantesimo del voto alle donne, adesione a Safe Place for Women's e sostegno a conferenza internazionale delle donne e per la pace chiedo se vi è un intervento contrario.
Non ho prenotazioni, quindi non c'è nessun intervento contrario e apro la votazione.
Allora chiudiamo la votazione con 30 presenti, 21 votanti, 21 favorevoli, 9 non votanti, il Consiglio approva l'ammissibilità passiamo alla votazione per l'urgenza.
Chiudiamo la votazione o 28 presenti, 20 votanti, 20 favorevoli, 8 non votanti, il Consiglio approva anche la trattazione urgente Ordine del giorno successivo a prima firma, consigliere Angiuli per prendere posizione nei confronti della legge di modifica della disciplina in materia di intercettazioni e più in generale nei confronti della riforma della giustizia Nordio, chiedo, si viene in che intervento contrario. Consigliere De Biase a lei la parola, grazie Presidente, e ringrazio la consigliera del negozio proposto. Questo ordine del giorno e della Angiuli scusa scusa.
Siccome ritengo l'argomento molto molto interessante, chiederei di portarlo in Commissione per approfondirne i contenuti, grazie.
Grazie.
Consigliere, apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione 31 presenti, 31 votanti, 21, favorevoli, 10 contrari, il Consiglio approva l'ammissibilità apriamo la votazione per l'urgenza.
Chiudiamo la votazione 32 presenti 32 votanti, 22, favorevoli, 10 contrari, il Consiglio approva la trattazione urgente, ordine del giorno successivo a prima firma, consigliere Brinati per ripristinare, al termine dei lavori del tram, il doppio senso di circolazione in via San Donato chiedo se vi è un intervento contrario consigliere Mazzanti le ridò la parola gli dovrei ripetere esattamente dalla prima alla seconda anche questa Commissione.
Quindi le faccio perdere poco tempo.
Grazie Consigliere, apriamo la valutazione e la votazione.
Chiudiamo la votazione 30 presenti, 30 votanti, 10 favorevoli, 20 contrari, il Consiglio non approva l'ammissibilità ordine del giorno numero 7 a prima firma, consigliera Zontini per valutare le proposte di variante progettuale elaborate da residenti e commercianti di piazza dell'Unità, chiedersi viene intervento contrario consigliere Mazzanti, a lei la parola sì, Presidente, qui c'è una variante perché abbiamo già fatto su questo argomento turco, questo sarebbe la quarto non supera indefinita, per cui anche questo deve andare in Commissione, anche se è stato non solo trattata ma si tratta tratta in passato, però, ebbene, che faccio un altro, passeggino di lì insieme alle altre. Grazie allora grazie Consigliere. Apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione 32 presenti 32, votanti, 10, favorevoli, 22 contrari il Consiglio non approva, procediamo quindi con la trattazione.
Delle delibere iscritte ai lavori odierni, la prima, la numero 27 approvazione, schema di convenzione del servizio di tesoreria ed autorizzazione della relativa spesa, la proposta di delibera è stata trattata in seconda.
Ah poteva farlo anche dopo che leggevo la delibera soffre.
Grazie Presidente, chiedo chiedo di anticipare lo digiti 1 7 9 2000 del 2025, quindi dopo i due o di G. Chiedo in trattazione questo ordine del giorno, se siete.
Allora votiamo la mozione, un'altra mozione, anche lei IQOS e siccome no no, ma prego Di Benedetto, intanto dobbiamo votare le mozioni, votiamo entrambe a questo punto grazie Presidente vis, visto la discussione in essere sull'ordine del giorno della consigliera e Zontini sulle foibe che ha ad oggetto anche un elemento che è parte di un ordine del giorno che ho presentato nel 2023 che è stato trattato in Commissione e la sesta Commissione.
Nel luglio, se non erro, del 2023 e che è in fondo all'ordine di trattazione, visto una un, il fatto che gli oggetti sono molto simili, chiedo l'anticipazione dovrebbe essere il 9 9 4 0 1 del 2023 e 42 del 2025, con il numero aggiornato che è attualmente in fondo e a un oggetto sostanzialmente analogo, grazie Presidente, grazie Consigliere, allora votiamo le 2 mozioni, partiamo dalla mozione.
Consigliere, Geiger da trattare congiuntamente con quello della consigliera Zontini in onda, anticipare prima di quelli che sono stati messi adesso in cima con l'ordine, grazie quindi la trattazione in congiunta con l'ordine del giorno di pari argomento della consigliera Zontini, che già l'ordine dei lavori partiamo con la votazione per la mozione Diaco,
Chiudiamo la votazione 31 presenti 22 votanti, 22, favorevoli, 9 non votanti, il Consiglio approva l'anticipazione se ho capito bene dell'ordine del giorno numero 179. Procediamo con la votazione per la mozione Di Benedetto e qui parliamo del 9 4 4 0 1.
E apriamo la votazione.
No no.
Ah è il PG, ho detto io, quindi l'ordine del giorno, il numero 42.
Chiudiamo la votazione o 31 presenti, 31 votanti, 31 favorevoli, il Consiglio approva.
Bene, allora procediamo con le delibere, riprendo la prima rileggo la proposta 27 25 approvazione, schema di convenzione del servizio di tesoreria, autorizzazione della relativa spesa.
La proposta è stata trattata in seconda Commissione il 26 marzo scorso, licenziata per i lavori del Consiglio, e do la parola all'assessore, Li Calzi, che saluto per l'illustrazione. Prego Assessore rincalzi. Grazie Presidente, parliamo del servizio di tesoreria e che, alla alla all'articolo 210, comma 2, prevede che il rapporto col tesoriere venga regolato sulla base di una convenzione deliberata dal Consiglio comunale. Appunto, l'attuale convenzione di tesoreria e stipulata per il periodo tra il 2018 e il 2022 è stata rinnovata fino al 31 12 di quest'anno. Risulta dunque necessario attivare una nuova procedura ad evidenza pubblica per la selezione del tesoriere. Nell'approssimarsi della scadenza della convenzione, si rende necessario predisporre gli atti occorrenti per l'affidamento del servizio di tesoreria nel periodo successivo, proprio per poter indire la gara coi tempi corretti. Si prevede attualmente che il nuovo contratto abbia durata cinque anni, quindi, con decorrenza dal 1 gennaio del prossimo anno, in scadenza al 31 dicembre 2030, con la possibilità poi di esercitare il rinnovo o proroga contrattuale della durata di 3 anni, si autorizza la spesa annuale presunta di euro 166.740 per ciascuna annualità. Il servizio in oggetto sarà affidato con procedura aperta, secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa.
Sono già stati assegnati idonei stanziamenti per l'affidamento in oggetto, quindi, con questa delibera si chiede di approvare lo schema di convenzione allegato 1, che fa parte integrante della presente deliberazione, che è stato approfonditamente esaminato anche durante la Commissione. E per questo ringrazio la dottoressa Elisa Ravaioli, che rappresenti anche per rispondere alle domande delle consigliere e dei consiglieri, e quindi si chiede anche con la stessa delibera di dare mandato al dirigente competente di apportare eventuali modifiche non sostanziali laddove si rendessero necessarie per giungere all'affidamento di questo servizio e ulteriormente si chiede di autorizzare la spesa complessiva di euro 1 milione 333.920 per l'acquisizione del servizio di tesoreria dell'Ente relativo al periodo come sopra detto dall'1:01 2002 mila 26 al 31 12 2033, tenuto conto dell'opzione di rinnovo o proroga contrattuale, grazie.
Grazie Assessore Licalzi, apriamo il dibattito.
Allora non vedo richieste di intervento, no, invece si c'è il consigliere Caracciolo, che si è prenotato ora Consigliere, le do la parola, prego, la ringrazio una semplice precisazione, chiedo all'Assessore, non vedo il parere dell'organo di revisione, è necessario le chiedo come,
Precisazione perché non vedo vedo che c'è, rispondo io Assessora non è necessario perché me lo dice già la Segretaria Generale, qua va bene perché è peggio che c'è il responsabile del settore aree finanziari, ma non vedo l'organo di revisione.
Allora, grazie, Consigliere.
Allora non ho altre richieste di prenotazione di intervento, quindi direi che possiamo procedere.
Va beh, comunque l'Assessore alle calze qua ecco non è.
Non è andata via sì, consigliere Caracciolo, confermo quanto ha anche già dichiarato la Segretario generale non è un parere richiesto, come è necessario.
Passiamo dunque alla fase di votazione, chiedo se vi sono interventi per dichiarazione di voto.
Non ho interventi neanche richiesta, neanche per dichiarazione di voto, quindi pongo in votazione la proposta di deliberazione numero 27.
Chiudiamo la votazione o 29 presenti, 20 votanti, 20 favorevoli, no 9 non vota 21 votanti, scusate quindi 21 favorevoli.
9 non votanti, il Consiglio approva alle allora è richiesta l'immediata eseguibilità, apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione.
Allora, o 30 presenti, 20 votanti, 20 favorevoli, 10 non votanti, il Consiglio approva anche l'immediata eseguibilità.
Procediamo dunque con la proposta numero 28 riconoscimento debito fuori bilancio a seguito di sentenze esecutive emesse da tribunale, il giudice di pace la seguente proposta ha seguito il parere favorevole dei Revisori, è stata trattata in seconda Commissione il 26 marzo scorso, licenziata per i lavori del Consiglio Assessore Licalzi le ridò la parola, prego.
Grazie Presidente, appunto, come detto è stata già approfondita in Commissione. Tratta di un riconoscimento di debito fuori bilancio per sentenze notificati al Comune tra il 19 febbraio, il 6 marzo, e sentenze relative a opposizioni avverso, cartelle esattoriali, ingiunzioni e violazione del codice della strada con soccombenza del Comune è dettagliato tutto nell'allegato A, anche in questo caso parte integrante della delibera per un importo complessivo di 9.687,77 euro. Come sappiamo, le delibere di riconoscimento dei debiti fuori bilancio che derivano da sentenze esecutive costituisce un atto dovuto e vincolato per l'amministrazione, e questo non comporta appunto che poi non si possano.
Proporre laddove ammissibili e ancora ne e nei tempi ovviamente eventuali impugnazioni. Qui quindi si tratta di con questa delibera chiedere che venga riconosciuta la legittimità di questo debito fuori bilancio per le sentenze che ho appena detto, per l'importo indicato e di dare atto che la spesa trovi copertura finanziaria sul capitolo spese per prestazioni di servizio del Corpo di Polizia locale. Anche qui un ringraziamento al dottor Ricci. Gare ottica era Presidente, in cui si era che era presente in Commissione nella trattazione. Grazie,
Grazie Assessore Licalzi, chiedo se vi sono interventi in merito.
Non vedo prenotazioni, quindi possiamo dichiarare chiusa la discussione, posso passare immagino direttamente alle dichiarazioni di voto.
E chiedo se vi sono interventi per dichiarazione di voto.
Non ho prenotazioni quindi a questo punto passiamo direttamente alla votazione, pongo in votazione la proposta di delibera numero 28.
La votazione è aperta.
Bisogna stare in Aula.
È vero, allora chiudiamo la votazione o 30 presenti, 29 votanti, 21, favorevoli, 8 contrari, 1 non votante, il Consiglio approva.
C'è anche qui richiesta l'immediata eseguibilità, apriamo la votazione.
Allora chiudiamo la votazione 31 presenti, 30 votanti, 22, favorevoli, 8 contrari, 1 non votante, il Consiglio approva anche l'immediata eseguibilità.
Ora procediamo con gli ordini del giorno ammessi.
Di stamane. Il primo è l'ordine del giorno della prima firma consigliera Bernagozzi per valorizzazione ottantesimo del voto alle donne, adesione a Sip Race for Women's a sostegno e Conferenza internazionale delle donne per la pace. Consigliera vuole re illustrare l'ordine del giorno. Prego si molto, molto brevemente, perché insomma abbiamo avuto anche una pausa lunga per poter leggere bene gli ordini del giorno. È semplicemente raccontare precisamente come nasce questa idea e nasce in primis da all'ottantesimo del voto alle donne. Ne abbiamo parlato qui in Aula, ne abbiamo parlato in Regione anche con tutti i gruppi consiliari, quindi non non solo maggioranza, ma a maggioranza e minoranza. È stato c'è stato un bellissimo incontro, tra l'altro con l'Albertina Soliani che ci ha raccontato bene il il tema del primo voto democratico e quindi il primo vero suffragio delle donne. Quindi siamo partiti da un concetto molto semplice e la fine del conflitto, quindi del secondo conflitto mondiale, che poi, come ci è stato ricordato in più diciamo in più assise, ha poi dato vita no alla nostra Unione europea, la nostra, la nostra idea. D'Europa bene, in quel momento, in quel preciso momento, ciò che non era possibile non era stato possibile fare fino al 1945, è diventato finalmente è possibile, cioè le donne sono riuscite. A giustamente gli è stato riconosciuto il loro sacrosanto diritto di entrare nella vita pubblica e del proprio dello Stato o no in cui sono cittadini, e quindi non solo di poter votare, ma anche di essere votate che secondo aspetto molto importante di quella di quel percorso che dura è dura un anno, proprio per questo perché prima gli è stato riconosciuto il diritto di poter esprimere il voto e poi finalmente anche di poter essere protagoniste e quindi essere candidato e poter essere votate e siamo partiti da lì, appunto perché questo avviene solo ed esclusivamente dopo una il secondo conflitto mondiale, quindi un momento molto tragico per quanto riguarda il mondo, l'Europa e il nostro Paese e quindi ci siamo collegati, come dicevo all'inizio di questa seduta nel mio intervento di inizio seduta. Ci siamo collegati ai tanti. Troppi conflitti che abbiamo sul nostro.
Nel nostro mondo. Ne ricordavo prima 56 conflitti, 92 Paesi e sappiamo perfettamente come, durante quei conflitti le donne, i corpi delle donne, i diritti delle donne siano fortemente in difficoltà e come se non vengono accompagnati anche quando quel conflitto finisce se non viene accompagnato da un ragionamento giusto di emancipazione, di autodeterminazione, di libertà delle delle donne, dei loro diritti, purtroppo si assiste come appunto stiamo assistendo. In alcuni paesi si assiste a un arretramento terribile nei loro diritti. Ripeto qui quello che ho detto a inizio seduta. Ci tengo negare il diritto all'istruzione, alla salute. I diritti fondamentali della vita umana è veramente terribile solo perché si è nati nate donne. Questo è veramente veramente terribile. Non solo abbiamo collegato anche al tema, comunque cardine rispetto a quello che è la violenza, la violenza di genere e la violenza contro le donne. Proprio in questo già l'Unione Europea, che tra l'altro ricordo insomma lo lo ricordava la collega Monticelli sta già ragionando rispetto al tema dell'apartheid di genere, che credo che sia un passo fondamentale nel riconoscimento, appunto, di questo tipo di di di reato e quindi di violazioni dei diritti umani all'interno della del Consiglio del, diciamo, del del Parlamento europeo, se è all'interno anzi del Comitato delle Regioni, è stata lanciata l'iniziativa dei 6 place for Women, che non è altro che una serie di azioni concrete da mettere in campo. E siccome qui il tema della violenza, anche nello spazio pubblico, è stato più volte sollevato non solo da questi banchi ma insomma da dai banchi, anche delle delle minoranze, penso che sia di estremo interesse per tutti noi affinché le nostre città siano luoghi sicuri. Cosa vuol dire anche insieme, riprogettare rispetto? Lo abbiamo detto spesso rispetto all'illuminazione rispetto alla allo spazio pubblico, come ce lo immaginiamo, come lo disegniamo insieme, perché sappiamo e di questo abbiamo parlato in un in nella presentazione di un ordine del giorno della collega De Martino e quando ne abbiamo queste città sono state immaginate, appunto non eravamo ancora nella condizione che dicevo prima, cioè delle entrate nella vita pubblica e sociale delle donne nel nostro Paese, quindi erano sono città costruiti da uomini che ovviamente non avevano ancora in mente quella visione che invece secondo noi dovrebbe avere chi immagina le nostre città quindi quello che noi chiediamo è così chiudo per lasciare spazio al dibattito è innanzitutto valorizzare, secondo noi è importantissimo,
L'importantissima ricorrenza del nell'ottantesimo anniversario delle donne, quel percorso che, insomma ha visto, come dicevo prima, diversi step diverse diverse, come posso dire, diverse.
Istanze che sono state portate avanti anche, diciamocelo con fatica, che però hanno aperto poi alle alle nostre madri, costituenti quindi a donne che hanno scritto insieme agli uomini della più importante, insomma, che hanno scritto la Carta costituzionale. Ecco, anche lì hanno aperto le porte alle nostre madri costituenti, promuovendo quindi iniziative pubbliche mostre. Io so che il Comune ha già fatto una una conferenza stampa, dove ha detto che, insieme ad ampi distribuirà materiale che ricorderà l'ottantesimo della liberazione. Io aggiungo che sia molto importante che, assieme all'ottantesimo della liberazione, si parli del diritto al voto alle donne, perché davvero, in un momento di grande difficoltà dei diritti internazionali delle donne, ricordare quanta strada è stata fatta solo poco tempo fa per non percorrere strada all'indietro, credo che sia fondamentale ad aderire come Comune alla Campania 6 FES for Women. Io penso che questo Comune da sempre metta in campo politiche molto precise rispetto al contrasto alla violenza di genere, non solo dal punto di vista economico, con l'accordo metropolitana, l'aumento dei posti per le case rifugio, l'aumento dei fondi ai centri antiviolenza e i centri per uomini maltrattanti. Ma, come dicevo prima, o ma una maggiore attenzione rispetto anche ai lavori pubblici che mettiamo in campo rispetto all'urbanistica, che ci immaginiamo rispetto a come ridisegniamo lo spazio pubblico solo per dirne alcuni, ma sono certo che qualcuno interverrà e anche su questo e, infine, noi crediamo fortemente che vada sostenuto il progetto di una conferenza internazionale per le donne per la pace, diciamo, dopo quella di Pechino. Crediamo che sia un momento storico importante poter creare una rete tra le tra le donne del mondo, tra le donne del mondo, affinché dove quei diritti o non sono mai arrivati o purtroppo hanno subito una battuta d'arresto, così come abbiamo ricordato sabato, siano supportate da chi, come noi ancora, deve difenderli, perché questo è.
Ancora così nella nostra democratica e democratica Europa e insieme si possa costruire davvero davvero una pace duratura, perché a oggi, purtroppo, questo non è più nemmeno questo un dato di fatto, quindi queste sono i motivi per cui abbiamo presentato questo ordine del giorno. Espero nel dibattito e nel voto unanime di quest'Aula. Grazie.
Grazie Consigliere, apriamo il dibattito.
Consigliere Larghetti ha chiesto di intervenire, ne ha facoltà. Prego Consigliere. Grazie Presidente, voglio ringraziare la collega Bernagozzi per aver portato questa mozione anche nel Consiglio comunale di Bologna. Credo che non possiamo esimerci dal, ovviamente, dall'aderire a questa rete europea che sta già raccogliendo diversi sottoscrizioni, perché sul tema dell'urbanistica di genere già la sua guardo la collega De Martino, che ha lavorato lungamente su questo tema, abbiamo delle linee guida, poi dalle linee guida la realizzazione. Sappiamo che ci sono ancora dei vuoti, diciamo questo in generale nella progressione della cultura tecnica. Però, avere delle linee di indirizzo è già un punto di partenza. Credo necessario intanto per affermare la questione il tema come va posto, cioè che lo spazio pubblico, come diceva la collega nella presentazione dell'ordine del giorno, ha nel suo modo di essere progettato delle influenze su la percezione di sicurezza, di condivisione di armonia, anche che ci può essere, diciamo così, trae tra i generi e quindi l'aspetto dello spazio pubblico, non solo per l'infanzia, come abbiamo ricordato un paio di settimane fa, ma anche per altre categorie di umanità che, pur essendo la maggioranza, sono ancora quelle di cui non si tiene conto. Quando si prendono delle decisioni vale per la medicina. C'è un tema insomma ampio che sono sicuro avremo modo di trattare, magari nella Commissione consiliare dedicata, che riguarda appunto la lo sviluppo della conoscenza anatomiche della cura delle malattie basata soltanto diciamo, sulla fisiologia maschile. Analogamente, la fisiologia delle città, da sempre disegnata da chi, ovviamente, non solo ha detenuto per secoli il potere politico, ma anche la conoscenza tecnica. Siamo in una città dove le prime donne laureate sono diversi secoli dopo i primi uomini laureati e la parola architetta fa sorridere solo perché contiene una parola anche buffo, che vuol dire anche un'altra cosa, però, questo rivela la nostra poca confidenza con queste professionalità declinate al femminile, quindi credo che non sia.
Peregrino affermare che abbiamo bisogno di ragionare anche con una mentalità femminile che non vuol dire che il progettista, la progettista, deve essere una donna, ma significa appunto che l'urbanistica di genere deve avere questo tipo di sguardo, se vogliamo progettare città in cui anche le donne si sentano, si sentano, diciamo considerate né nelle nelle decisioni che prendiamo e credo che questo tema sia strettamente legato a quello del diritto di voto, proprio perché parliamo sempre di, diciamo chi ha il potere in questo Paese e trovo significativo che, 80 anni dopo il diritto di voto, che sono pochissimi rispetto all'avvio, diciamo, dei processi democratici nella società occidentale, lo ricordiamo, la donna non votava perché veniva ritenuta non non solo non capaci di partecipare alla vita politica, non solo non era al suo posto, ma anche, diciamo biologicamente considerate incapace di avere un pensiero critico, no, influenzata dagli ormoni, insomma, il mito del dalla strega, la donna isterica, ah. Forse cosa ti succede in questi giorni Larghetti alle tue cose, eccetera eccetera. Ce lo siamo sentito dire tutte, quindi non è retorico ricordare che questo voto è stato conquistato con delle lotte e non è retorico dire che 70 anni scusate, ottant'anni dopo ancora, la politica non ha la stessa capacità.
Di rappresentanza nel genere maschile nel genere femminile, quindi non solo le donne, ai vertici politici e non solo, anche riguarda anche no la percentuale minima di donne in posizioni manageriali, eccetera epoca, ma sono meno anche le donne che votano, ottant'anni dopo, le donne si sentono ancora meno partecipe, coinvolto della vita politica. Il dato delle ultime delle ultime elezioni in Italia, lo sappiamo LAF, l'affluenza è stata, diciamo piuttosto bassa, che almeno rispetto a quelle che dovrebbero essere dei numeri di un sano dibattito democratico, ma in questa affluenza bassa noi abbiamo avuto il 73% degli uomini totali che hanno votato soltanto il 53% delle donne vota totali che hanno votato, quindi credo che appunto sia utile ricordare che questo diritto va esercitato, che le donne fanno parte come gli altri generi della nostra società e che quindi questo diritto non solo va rivendicato ed esercitato, ma dobbiamo lavorare ogni giorno perché ci sia la consapevolezza dell'importanza del protagonismo di ognuna e ognuno di noi, nella vita democratica del Paese. Quindi, grazie per questa mozione. Come Gruppo di Coalizione civica lo sottoscriviamo e lo anticipiamo che ovviamente voteremo a favore. Grazie.
Grazie consigliere Larghetti, ora la parola alla consigliera De Giacomi, prego.
Grazie mille Presidente, grazie davvero alla consigliera Bernagozzi, alle Consigliere De Martino e alle Consigliere che hanno lavorato su questo ordine del giorno, è molto importante parlare, ricordare questo questo accadimento appunto di 80 anni fa, del primo voto alle donne e ricordarlo e tramandarlo alle donne di oggi, perché non dimentichino, appunto che questo non è scontato se noi pensiamo a 80 anni rispetto appunto, come diceva giustamente Larghetti, alla ai processi democratici della storia precedenti al voto alle donne ma in generale a tutte le decisioni politiche che sono state prese, anche non democratiche precedenti, chiaramente sono sempre state esercitate da uomini che possiamo solo immaginare come sarebbero andate forse diversamente le cose si a prendere quelle stesse decisioni fossero state delle donne.
È molto importante parlare del voto delle donne, sia per il tema che veniva ricordato della astenersi, astensione che cresce in tutte le categorie, ma anche in quella femminile, ma anche sulla rappresentanza, per cui noi vediamo che gli uomini tendono a votare. Altri uomini e le donne tendono a votare gli uomini e in questo modo, anche se esistono per fortuna dei meccanismi che richiedono che le donne siano comunque in pari quantità all'interno delle liste, non necessariamente le donne vengono elette e vengono sottorappresentate, anche all'interno dei Consigli comunali, dei Parlamenti e dei di tutti i luoghi delle Istituzioni. Questo è chiaramente dannoso per le battaglie che noi portiamo avanti, non perché gli uomini non possano essere ottimi femministi, anzi, io sono molto felice di essere circondata da uomini, femministi e uomini che portano avanti le nostre battaglie, ma l'esperienza di una donna, l'esperienza quotidiana di una donna su un posto di lavoro, l'esperienza di una donna all'interno delle istituzioni, le piccole discriminazioni, il, il carico sociale e familiare che viene messo sulle spalle delle donne può essere, credo compreso, può essere raccontato, può essere condiviso, ma per fare delle politiche efficaci è fondamentale che ci sia il maggior numero di persone che hanno esperienze di questo tipo all'interno delle nostre istituzioni. Anche per questo è molto importante. È un lavoro che dobbiamo fare anche noi, sicuramente come donne, nel creare una sorellanza che sia sempre più forte, oltre le divisioni politiche, perché appunto intrinsecamente ci sono delle battaglie che condividiamo e che dobbiamo portare avanti insieme, senza cadere in quei pregiudizi che anche noi.
Che anche noi subiamo fin da quando siamo bambine che le donne sono litigioso e che le donne non lavorano bene insieme, è nostro compito ribellarci a questa narrazione, insegnare alle nostre figlie o alle nostre nipoti che si può fare alleanza tra donne in modo molto sano in modo molto virtuoso e che questa porterà a benefici per tutte e per tutti e quindi credo che ci sia sia una parte appunto, come dicevo di istituzioni che una parte personale nostra su cui lavorare, per cui né nulla è mai concluso nulla è perfetto, ma ma credo sia una battaglia molto importante anche per far vedere come si possano fare le cose diversamente.
Questo nostro ricordare il voto alle donne è fondamentale, si potrebbe estendere probabilmente a tanti altri ambiti del del nostro del pubblico veniva ricordato l'aspetto della medicina e, in generale, da quanto tempo le donne possono essere dottoresse da quanto tempo le donne si possono firmare nelle ricerche da quanto tempo,
L'anonimo, come se ci si fermavano spesso si dice che chi si fermava anonimo era una donna,
E perché non poteva fare altro, per cui ci sarebbero tantissime prime volte per le donne da ricordare che non troveremo molto lontane dal tempo e che sono più vicine di quello che pensiamo. Noi siamo un'Istituzione, ricordiamo quella che c'è più vicina che c'è più cara e che ha permesso anche di eleggere all'interno di questo Consiglio Comunale Ester Capponi che ricordata su uno strano che.
Per cui ringraziamo il lavoro della Presidenza nel ricordare come appunto questo voto alle donne e abbia anche portato a all'elezione delle donne, all'interno dei luoghi delle decisioni molto importanti, progetti che vengono ricordati, l'ha spiegato benissimo la consigliera Bernagozzi, però ci tenevo a fare questo questo cappello più generale.
Che credo ci ci riguardi tutte riguarda tutte quelle che verranno dopo di noi, grazie ancora, ovviamente il nostro voto sarà favorevole, ma non serve neanche dirlo.
Grazie consigliera.
Consigliere Stanzani, prego a lei la parola.
Grazie Presidente, avevo sentito dire di questa iniziativa del del del Partito socialdemocratico europee, insomma, che mi se non sbaglio è stata è arrivata anche in Regione Emilia Romagna, se non sbaglio, insomma, fosse l'Eden donde drag. Mi viene in mente che come partito a livello nazionale si somma nei territori. Ci stiamo muovendo su un'iniziativa che va in questa direzione, ma che risponde a uno degli obiettivi di questo documento, di questo documento europeo che sono richiamati qui, perché l'iniziativa è volta a tradurre in azioni concrete il principio di radicale contrasto della violenza contro le donne e si esplica, in violazione di vario tipo, sensibilizzare attraverso campagne di comunicazione, programmi educativi e formativi o presentazione nelle scuole università, vietare la pubblicità sessista, aprire centri di accoglienza per le vittime di violenza, ripensare la progettazione complessiva della città e garantendo spazi sicuri e di sostegno alle donne e promuovendo politiche attive contro ogni forma di violenza e a favore della parità di genere. Sappiamo bene che la violenza contro le donne non avviene soltanto negli spazi pubblici, ma avviene tanto anche negli spazi privati. E anzi, direi che questo è un dato abbastanza grosso, però certamente questo aspetto di ripensare la progettazione complessiva delle città è uno degli aspetti.
Che sono importanti come tutti gli altri e a mio avviso insomma, e quindi.
La proposta che vi faccio è di collegare una un ordine del giorno che adesso vado ad inviare, rappresentare, che è volta ed su cui si potrebbe dire che, in parte,
Alcune cose c'è certamente diverse di quelle cose che ci sono scritte riguarda sostanzialmente una migliore illuminazione, un monitoraggio dell'illuminazione e del e della insomma e della cura della del del della luminosità degli spazi pubblici, in particolare di determinati spazi con un monitoraggio e una è una identificazione di quali sono gli spazi e i punti più importanti da mo da da illuminare nell'ambito della città.
Ovviamente parchi, camminamenti, insomma tutto quello che che può essere importante, anche di un indirizzo intelligente dell'illuminazione, con con i dispositivi che noi abbiamo ormai per fortuna da anni a Bologna, quindi la possibilità di di modulare la la l'intensità luminosa in modo intelligente come sapete eccetera.
Sicuramente è un ordine del giorno, è un invito alla Giunta a ad operare su un percorso che comunque la con l'amministrazione comunale di Bologna non da oggi sta già facendo, sia in termini di illuminazione intelligente con i led come poi tutte le città italiane, ma sicuramente Bologna ha iniziato presto,
E e che va credo, nella direzione è orientato in particolare alla all'attenzione alle donne, ma naturalmente a tutti gli, a tutti e a tutte le persone più fragili, vulnerabili, più che altro in questo caso, ovviamente penso per esempio ai disabili, che in situazioni di pericolo sono comunque più ASP ancora più esposti o naturalmente, ai bambini, perché per esempio,
Quindi io manderei questo ordine del giorno che chiederei la possibilità di della velocità di collegarlo all'ordine del giorno della consigliera Bernagozzi, perché direi che approfondisce un tema specifico che è trattato da quell'ordine del giorno. Insomma, in qualche modo diciamo, risponde o prova a rispondere. L'idea è quella a a questo, a questa iniziativa europea e che è volta a tradurre in azioni concrete. Questo è un passetto in avanti, diciamo.
Su uno degli aspetti, su una delle dei del del delle azioni concrete che, che è quella, appunto, di ripensare alla progettazione complessiva della città, quindi adesso invio l'ordine del giorno, grazie.
Grazie consigliere Stanzani, al momento non ho altre richieste di intervento.
Consigliera Bernagozzi, replica breve, una pausa, pervenire per visionare ovviamente l'ordine del giorno va bene perfetto quanto ma oddio ditte, diciamo sette minuti.
Allora sono le 16:43 7 minuti, vanno bene, 15 16 e 50 ci riapriamo, sospendiamo fino alle 16:50.
Di Ambrosi procediamo, proseguiamo con il dibattito sull'ordine del giorno a prima firma consigliera Bernagozzi, chiedo se vi sono interventi.
Consigliere Celli a lei la parola prego.
Allora, intanto premetto che voterò a favore, chiedo di aggiungere la mia firma, ne approfitto però per fare alcune considerazioni generali, cioè nel senso che noi ci interroghiamo sempre su su una situazione di cui prendiamo atto, ma non ci interroghiamo mai non si guardiamo mai indietro meglio per vedere da dove è iniziata quella situazione nel senso che,
Famoso antropologo come Bruno Latour ha scritto che noi non siamo mai stati moderni aveva ragione, non non siamo moderni e e la e la tradiva emancipazione concessa alla donna è proprio un simbolo della della della nostra finta modernità, perché se ci guardiamo indietro vediamo che questa oppressione, che è stata compiuta nei suoi confronti un po' figlia del nostro modello economico, mentre invece i modelli economici precedenti erano di tutt'altra natura, proprio ieri ho partecipato ad un incontro dove, dalla presidentessa di un'associazione che si occupa di portare delle colonie di api in giro per i parchi pubblici, a Milano ha mostrato un dipinto paleolitico dov'è raffigurata, una diciamo, una donna intenta a raccogliere del miele da un favo eque e perché è una donna, è molto semplice, perché nelle antiche società di cacciatori e raccoglitori l'85% della sussistenza della comunità stessa era.
Ottenuto dalle donne, dalle donne che andavano in giro, che avevano maturato un'attenzione particolare nei confronti del territorio e del territorio, tenevano cibo, mentre invece quel misero 20% era ottenuto dagli uomini che andavano a caccia e la carne ottenuta dalla selvaggina era era particolarmente, come dire, richiesta proprio perché era estremamente scarsa, per cui gli antichi cacciatori del paleolitico erano l'equivalente di un cercatori di tartufo. Oggi diciamo era era più un vezzo che non un fattore di sostentamento, quello relativo appunto al reperimento della carne. Questo ha fatto sì che le donne da sempre siano in perfetta sintonia con tutto ciò che le circonda, siano le vere e proprie ecologiste, cioè se c'è un ecologismo. Beh, questo è nato dallo spirito femminile, tra l'altro le comunità, le comunità di cacciatori di raccoglitori come quelle che seguiranno.
E sono erano estremamente democratiche, e proprio per questo, cioè, erano come dire società matriarcali come struttura non patriarcali, cercando sempre di far capire che il matriarcato non è una versione al maschile del patriarcato, era qualcosa di completamente diverso e c'erano delle cerchi dove si decideva, non c'erano gerarchie e dov'è che la donna, a un certo punto incomincia a essere legate molto semplice. Quando l'uomo diventa stanziale, quando l'uomo diventa stanziale, non c'è più bisogno del territorio che nutre la comunità, quindi le donne non vanno più in giro e vengono relegate al ruolo di fattrici. C'è bisogno di braccia di braccia che insieme agli animali devono arare il terreno e quindi forzare la natura a fornirci del cibo. E lì è iniziata la vera grande come dire oppressione, perché la donna di fatto, è stata parificata a ad un animale che serviva appunto per giusti, per per col collaborava. Diciamo alla gestione dei campi facendo finta facendo figli, e questo secondo me è lì che ha incominciato il grande, il grande declino, anche se devo dire e io mi rifaccio su questo delle teorie di alcune note antropologo e come la Asnan, la Gimbutas, è vero che prima di arrivare nella fase stanziale ci sono state delle delle comunità appunto di cacciatori, raccoglitori che si sono molto probabilmente convertite.
Non c'è o meglio, non si sono convertite del tutto al modello, diciamo della stanzialità, ma sono riusciti a recuperare quel 20% di di risorse che mancavano, diciamo probabilmente raffinando delle delle tecniche di raccolta e sono appunto poi da queste comunità, poiché poi discendono anche da quelle paleolitiche nato. Poi il mito della dea madre, cioè la figura della donna, era considerata, era considerata sacra fino alla all'avvento delle nuove religioni che, dove anche queste si sono mobilitate in gran parte per criminalizzare la pensiamo, per esempio, che la diciamo la nostra condizione di uomini schiacciati dal paradiso terrestre deriva direttamente da un Consiglio che ci viene dato da una donna per cui è più che naturale che poi chi sento questa questa questo tipo di narrazione religiosa sia comunque un pochettino condizionato. Poi ovviamente, è intervenuto il cristianesimo che ha rivalutato la figura femminile proprio perché ha introdotto la figura di Maria, che quindi va come dire, a cancellare.
È il gesto di Consiglio che viene, diciamo l'intenzione, appunto che è stata impartita da Eva. Ecco, quindi io diciamo quando penso appunto alle donne, io penso all'ecologia e penso anche al ruolo che l'uomo ha dal punto di vista della biologia. Proprio per questo perché l'uomo tecnicamente mi perderanno, perdoneranno i miei colleghi e naturalmente sto parlando sempre a titolo personale. Sono convinzioni mia in quanto eletto l'uomo biologicamente un portatore di materiale genetico, mentre invece la donna deve per forza entrare in sintonia con ciò che la circonda PEEP. Siamo per esempio alle horse, che infatti si dice che le ore sono matrilineari. Cosa vuol dire vuol dire che quando fanno i cuccioli, fanno i Cuzzolino nello stesso luogo dove sono state partorite loro, perché perché quello è un luogo particolarmente adatto per cui avere delle ore su un territorio significherebbe avere anche un certo grado di natura incontaminata Selvazzano a questo i trentini non non lo lo lo capiranno mai bene. Ecco un cucciolo di orso, deve stare con la madre per quasi tre anni e impara tutto dalla madre. E questo quindi questo questo, solo questo ci dice che mentre invece l'uomo diciamo, come sappiamo tutti, il ruolo affidato all'uomo, quello di portatore di materiale genetico e un ruolo molto più ridotto, poi, naturalmente la nostra cultura ha fatto sì che che il nostro ruolo, il nostro ruolo di inventasse predominante, dominasse quindi quello della donna. Ma ci dobbiamo chiedere se questa oppressione che alle volte il genere maschile diciamo rivolge alla donna, non sia, proprio come dire, frutto di un risentimento che nasce da biologia. Ovviamente queste mie considerazioni sono considerazioni che nulla tolgono l'ordine del giorno che voterò, però penso che noi tutte le volte che parliamo di fenomeni che si verificano nella nostra società, dovremmo guardarsi indietro e cercare di capire dove sono nati quando sono nati, perché di fatto.
Proprio se esistono i femminicidi, se le donne vengono spesso aggredite, vuol dire che comunque c'è un conflitto in atto e i conflitti vanno sempre come dire, risolti cercando di di di cogliere il senso di quei conflitti alla radice, cioè capire quando sono nati e andare in direzione contraria. È chiaro che questo non si può fare perché la nostra società economica è fondata sullo sfruttamento. Bisogna però ritrovare assolutamente un'armonia, un'armonia che ci permetta, come dire, di tornare in pace sia con le donne, cioè zone maschile, tornare impazzì con le donne, ma anche con l'ambiente che ci circonda e con la stessa terra che in fondo è come dire, porta un nome, cioè la terra, F Pianeta, Terra femmine, grazie,
Grazie consigliere Celli, ora la parola alla consigliera De Martino, prego Consigliere grazie.
Grazie Presidente, sull'ordine del giorno, già presentato ottimamente dalla collega Bernagozzi, non ho moltissimo da aggiungere, se non.
Sennonché sottolineare un po' come i tre aspetti del dispositivo possono sembrare ah, ah, ah, ad alcuni magari slegati tra loro, in realtà sono profondamente connessi ricordarci dell'importanza dell'anniversario del diritto di voto alle donne significa ricordarci che,
È solo da 80 anni che metà della popolazione, cioè tutte le donne, hanno accesso a un diritto assolutamente basilare e fondamentale per ogni democrazia, cioè la partecipazione attiva alle elezioni, e dovrebbe bastare questo, a farci capire quanto sia pressoché impossibile dirci oggi in una condizione di assoluta parità se ci sono si tratta da soli 80 anni. Possiamo partecipare anche noi alle elezioni e quindi a ricordarci la tantissima strada che ancora c'è da fare e che ci porta quindi anche su altri piani di intervento che sono uno sicuramente il.
Adesso mi confondo sul titolo Safe Place fruirne,
Che riguarda la sicurezza delle donne, ma quando diciamo delle donne è bene ripeterlo, perché non si ripete mai abbastanza, ma, insomma, lo consideriamo ormai anche abbastanza implicito. Parliamo di tutte le minoranze, di tutte le fragilità che attraversano la città e quindi porci l'interrogativo di come rendere il loro attraversamento dello spazio effettivamente sicuro e si ricollega anche a un altro enorme ambito che è quello dei conflitti che purtroppo sono riemersi con estrema violenza negli ultimi mesi anni e ci ricordano di quanto le donne, anche in caso di conflitto subiscano doppiamente violenza. Perché c'è la violenza generale della guerra che colpisce tutte e tutti, e poi ci sono quello che sappiamo, gli stupri e le violenze fisiche e tante altre barbare che non sto qui a ricordare, però ecco un ruolo delle donne in tutto questo, invece, in una risoluzione pacifica dei conflitti verso un percorso di pace, è assolutamente attinente. È giusto.
In riferimento all'ordine del giorno collegato presentato dal consigliere Stanzani. Intanto.
Mio personale, ma direi di tutto il gruppo del Partito Democratico apprezzamento rispetto intanto alla volontà di dialogare e di collaborare, insomma, su questi atti di indirizzo e anche, insomma, rispetto alle proposte che condividiamo totalmente e io l'unico punto debole che rilevo insomma, alcuni punti deboli che rilevo di quest'ordine del giorno sono 1 rispetto alla richiesta di stanziamenti economici che in un ordine del giorno a trattazione urgente. Facciamo un po' fatica, cioè bisognerebbe quantomeno parlarne un attimo in Commissione. Il nostro in trattazione urgente, si però diciamo è più su una cornice di di di lavoro non ha una richiesta specifica su e poi c'è un problema un po' più a monte e chi è il fatto che manca tra le premesse, due progetti molto importanti che sono concreti, che vanno esattamente nella stessa direzione di quanto chiede il dispositivo di Forza Italia e che sono uno il manuale sull'urbanistica di genere che già predispone tutte quelle che sono le azioni che bisogna mettere in campo, bisognerebbe mettere in campo per rendere le città sicure, sempre in un'ottica.
Intersezionale, quindi per le donne e quindi per tutte le persone più fragili. E mancano tutti i riferimenti su su questo e poi mancano i riferimenti a un'altra a un altro progetto che a brevissimo tra l'altro, so che verrà presentato dal nostro Comune, sul quale ha lavorato lungamente l'Assessora Clancy insieme a realtà esperte anche di ricerche di dati e cose di questo tipo, che è l'Atlante di genere, un Atlante di genere per Bologna, che sarà proprio cioè produrrà sostanzialmente è proprio quello che Forza Italia sta chiedendo con questo ordine del giorno c'è una mappatura della città sia rispetto ai servizi, ma rispetto anche a quelli che sono invece i luoghi su cui si deve lavorare perché sono più insicuri, perché.
Va beh, perché sono punti, diciamo, più critici, quindi secondo me ci sta benissimo e tra l'altro, con la consigliera Bernagozzi, Monticelli, ma anche altri, ne stavamo parlando prima con la Capogruppo De Giacomi chiederemo un'udienza conoscitiva per approfondire le modalità in cui il manuale sull'urbanistica di genere di cui il Comune si è già dotato,
Viene e verrà applicato nei prossimi mesi dal settore lavori pubblici perché chiaramente, finché non capiamo questo rischia di e lo capiamo anche noi rischia di restare un po' una lettera morta. Siccome nessuno di noi lo vuole, faremo un'udienza conoscitiva proprio per capire le tempistiche sulla sulla sua attuazione. In quella occasione io credo che sarebbe molto interessante un dialogo tra maggioranza e opposizione, anche con degli atti, come ad esempio anche quest'ordine del giorno di Forza Italia, sia perché ci permette con più tranquillità di affrontare il tema delle risorse che si possono investire in una cosa del genere che possono essere necessarie e sia per avere, da un lato, un quadro più ampio dei lavori in corso e dall'altro capire più nello specifico, effettivamente, su che cosa conviene concentrare gli input del Consiglio comunale. Ad oggi, quello su cui ci CONS ci chiedete di concentrarci è qualcosa che, in teoria, tra alcune settimane verrà presentato come il lavoro dell'Amministrazione comunale. Quindi non ce la sentiamo oggi di votare a favore, ma ripeto che apprezziamo moltissimo.
Il contenuto, lo sforzo di dialogo e ci farebbe piacere insomma, poterne discutere meglio in Commissione, grazie.
Grazie consigliera ora la parola al Consigliere Monticelli, prego, grazie Presidente anch'io, volevo intervenire per ringraziare, collega Bernagozzi e tutte le colleghe che hanno firmato questo ordine del giorno e sono anch'io d'accordo con chi mi ha preceduto con meri De Martino nel dire che anche lo dj la proposta che è stata fatta dal collega Stanzani ci sembra veramente importante. Sappiamo che il Comune ci sta lavorando, quindi avere un'udienza conoscitiva da fare insieme,
E all'unisono verso verso questa progettualità di uno spazio della città come sei Space for Women ci sembra davvero molto importante, tornavo invece al nostro ordine del giorno e, per quanto riguarda l'ottantesimo anniversario,
Del diritto al voto delle donne e, come primo punto, ci sembra fondamentale ed Enrico per riconoscere la parità di genere come un punto fondamentale come il diritto al voto abbia portato a un passo avanti fondamentale. Importantissimo politico, culturale e sociale per la liquidità di genere, l'uguaglianza di genere e la parità tra uomini e donne. E quindi questo punto va ricordato. Come diceva prima, la nostra Capogruppo ha già Giangiacomi, va ricordato a tutte le generazioni. Io credo che sia importante quello che è stato scritto in questo ordine del giorno, e cioè attraverso le istituzioni, la scuola a creare veramente una memoria prioritaria, cioè il diritto al voto alle donne come memoria fondativa della parità di genere, ci sembra veramente veramente importante, senza la possibilità di esprimere la propria identità politica e personale attraverso l'azione del voto e quindi la decisione e la capacità decisionale delle donne nella costruzione della della società. Ci sembra un diritto che è stato fondativo e fondamentale. Benissimo, ha detto Giorgia De Giacomi nel ricordare che ci sarebbero tantissimi primi primi momenti in cui le donne hanno espresso.
La la propria partecipazione come un diritto fondativo civile e io direi anche umano e noi continuiamo a lottare oggi, ricordando le grandi madri che ci hanno dato la possibilità di essere, quali i movimenti femministi, movimenti, tornando ancora più indietro, delle suffragette, cioè di tutte quelle donne che hanno lottato per la libertà di tutti quegli uomini che sembra, le donne hanno hanno lottato per la libertà, per il voto e per il diritto alla propria esistenza. Dico le avrei detto alla propria esistenza perché questo ordine del giorno include anche una parte importante contro la violenza di genere, la sottende ed è molto importante che venga ricordato ed è un punto in cui tutti noi, e senza distinzione tra maggioranza e opposizione, abbiamo sempre portato avanti con un riconoscimento che senza l'eliminazione della violenza nei confronti delle donne non ci può essere pace. Quando il terzo punto importante abbiamo stamattina ha ribadito che c'è una importante petizione. No apartheid di genere, noi fondamentalismi, altro punto vitale, e noi sappiamo che in alcuni regimi abbiamo parlato di Afghanistan, di Iran, ma possiamo parlare anche di altri, purtroppo, in cui è l'apartheid di genere, è sistemico e sistematico e strutturale all'interno di sistema e, come diceva prima la la la, la consigliera prima firmataria è una situazione davvero che ci CIG ci opprime profondamente. Ci fa ricordare ogni giorno che finché abbiamo ancora, diciamo questa possibile, questa libertà, non questa continua violazione dei diritti umani, dobbiamo sostenerlo e portarlo avanti. Dobbiamo riconoscere che l'apartheid di genere è un crimine contro la la umanità, e questo è quello che chiediamo al diritto internazionale,
L'1 conferenza di pace non può non tenere conto dei diritti umani che vengono continuamente lese nei confronti delle donne e dei diritti civili, che molti Paesi vengono chiesti e che continuiamo a sostenere, proprio perché sappiamo e siamo consapevoli che non i diritti civili e i diritti umani non sono acquisiti una volta per tutte, ricordiamo quindi in questo diritto al voto la capacità delle donne di esprimere la propria opinione, e questo è un altro punto vitale che non riguarda solo le donne, ma vorremmo dirlo a partire dalle donne, come spesso la libertà di espressione e diritto umano fondamentale venga spesso messo a rischio. Questo dobbiamo dirlo che anche nel nostro Paese oggi alla libertà di espressione viene messa a rischio. Il Paese è crollato rispetto ad altri Paesi rispetto alla sua posizione nei confronti della libertà di espressione, all'interno del del, diciamo, delle diverse, delle diverse delle diversi Stati.
E sappiamo che le donne erano silenziata e il diritto al voto ha dato loro voce politica. Ed in questi termini che vogliamo anche pensare alla libertà di espressione delle donne come qualcosa di specifico, per esempio quando non hanno il coraggio di parlare perché oppresse della violenza che viene loro inferta, giustamente andiamo finalmente oggi ho sentito dire anche dall'opposizione quanto la violenza, se anche domestica, non avvenga soltanto nelle nostre, nelle nostre piazze, nelle nostre strade, e quindi siamo molto felici che sia stata acquisita da tutti questa questa realtà felice, soltanto che sia acquisita, ma terrorizzate che esista, è vera mentre contrariate. Esprimiamo tutto il nostro disappunto di questa realtà terribile che ancora abbiamo nelle nostre nelle nostre case, non soltanto nelle nostre, nelle nostre città, e quindi questa questa anniversario del voto ci ricorda costantemente cosa c'è dietro a tutte le sofferenze che hanno dovuto subire le donne prima di poterci arrivare alla sofferenza di uomini e donne per la libertà e quindi vogliamo ricordare anche questo con un ordine del giorno che, come si diceva prima non è così specifico solo sulla 6 Space fruirne. Ma ah, ah, vuole essere un ordine del giorno strutturale, cioè un ordine del giorno che prende in considerazione degli elementi strutturali che ci portano a tre considerazioni l'istruzione per il riconoscimento della parità di genere attraverso il riconoscimento dell'ottantesimo attraverso un'urbanistica di genere di cui si è parlato e attraverso la costruzione di una conferenza internazionale delle donne per la pace, non ci sarà pace se non cesserà la violenza contro la le i gruppi minoritari contro le fragilità e contro le donne è un è un assioma fondamentale. Non si può parlare di pace in maniera astratta e credo e sono sicura che questa Conferenza della pace parlerà di sorellanza tra donne, come è stato detto prima da George, ed è fondamentale, ma Conferenza anche scusate, ma anche sorellanza tra soggetti che invece non hanno voce e quindi ci sarà una conferenza che darà voce a chi voce non ha, non ha non l'ha avuta, non è stata abbastanza rappresentata.
Sarà una Conferenza che parlerà di equità, cioè che strumenti dobbiamo cercare dare per arrivare all'uguaglianza. Equità, uguaglianza. Non sono la stessa cosa e sarà una Conferenza per le donne, per la pace. Chi chiederà il diritto di voto in quei Paesi in cui ancora non c'è e sarà una conferenza in cui parlerà di genealogia e di trasmissione di una memoria della storia delle donne e dei soggetti repressi e Emin cosiddetti minoritari sono tutti elementi fondamentali senza i quali la pace sarà soltanto pacifismo, e non una pace duratura, e in questo senso credo che le donne abbiano sempre portato avanti un discorso sulla pace, assolutamente non solo teorico e simbolico, ma hanno vissuto sulla loro pelle. Cosa significa vivere, per esempio, in tempo di guerra? Mi faccio riferimento anche agli uomini, ovviamente, dove il corpo delle donne è sempre stato usato come arma nelle guerre etniche. Stiamo là purtroppo recente situazione nelle nella guerra dei Balcani nell'ex Jugoslavia vediamo cosa sta succedendo in Palestina, vediamo cosa è successo tra lo sterminio di Hamas del 7 ottobre. Ricordiamo quello che succede in Ucraina e quindi il corpo delle donne come arma. E come.
Mezzo milita, diciamo, più di guerra. È veramente un punto che la Conferenza della pace non può trascurare e sono certa che terrà in serissima considerazione insieme alla quando parlerà di apartheid di genere si ricorderà di questo di Juan come nelle guerre. Le donne sono le prime a essere colpite, sono le prime il cui corpo viene mutilato e usato e usato proprio per mantenere quella guerra, e quindi credo che siano tutti elementi importantissimi nella città di Bologna è scesa spesso in piazza su questo abbiamo è molto bello vedere come ci siano i propri delle piazze come la polis, un tempo in cui ci si può ritrovare ed essere insieme e questa appropriazione dello spazio che voi ci viene dato molto molto volentieri dal nostro Comune. Ma questa appropriazione dello spazio sia uno spazio che vedrà, appunto, anche la prossima domenica, uno spazio di pace in cui parteciperanno anche anche le donne, attraverso la loro, la loro cultura, la loro esperienza e.
Quando si parla poi di sei Space for Women, estremamente importante vedere che non è solo un discorso locale e noi abbiamo la volontà e il desiderio di unirsi a quello che sta succedendo in Europa, perché crediamo davvero che l'unione tra donne in Europa sia un punto fondamentale. Crediamo ancora nell'Europa, crediamo che possa dare una risposta e, come si è visto in molti Paesi molte risposte sono partite dalle donne. Quindi noi crediamo che la Conferenza delle delle donne per la pace sia fondativa per una pace duratura. Quindi grazie ancora per questo ordine del giorno. Grazie a tutte, diciamo, possiamo dire a tutti noi che ci abbiamo lavorato grazie anche alla Regione, insomma che ci ha Acea, ci ha chiamato, grazie anche alle alle opposizioni, che sono certa troverà in questo odg un elemento di di di condivisione e di e di reciproco sostegno verso questo obiettivo, grazie.
Grazie consigliera, ora la parola va al Consigliere Stanzani, prego Consigliere, grazie Presidente, solo per accogliere l'invito proposta della collega De Martino, quindi di mandare degli mandare all'ordine del giorno presentato poc'anzi in Commissione per una condivisione del testo e un adeguamento anche, insomma diciamo una condivisione anche a quello che si sta facendo d'altronde l'avevo premesso che era stato fatto senza,
Un po' in fretta e da questo punto di vista e quindi ritiro la richiesta di agganciarlo all'ordine del giorno della collega Bernagozzi. Grazie.
Grazie Consigliere, ora la parola va al Consigliere De Biase, prego Consigliere, grazie Presidente, innanzitutto ringrazio il consigliere che hanno proposto il sottoscritto, questo ordine del giorno, che mi trova pienamente d'accordo, faccio mie le parole del Consigliere De Martino quando diceva che da 80 anni e si ricorda la ricorre l'anniversario del primo voto femminile e Consigliere De Martino ha detto da soli 80 anni effettivamente e questo ordine del giorno secondo me è importante io lo vedo importante soprattutto per un motivo non dare per scontato quello che oggi noi vediamo, come come è normale.
E il voto alle donne vuol votare, vuol dire essere parte attiva della società, non essere considerati cittadini di serie B.
E.
Se le donne hanno iniziato a votare solo da ottant'anni, diciamo che c'è ancora tantissima strada da fare, ma perlomeno ad oggi hanno la possibilità di incidere di essere.
Cittadini non di serie B, ma cittadini di serie A come lo sono gli uomini, e questo non lo dobbiamo dimenticare, non lo dobbiamo scordare quindi questi questi ordini del giorno che potrebbero sembrare all'apparenza ridondanti, e invece sono quei puntelli che ogni tanto bisogna.
Insistere per piantare perché non si scordi che è il cammino che si sta facendo. Non siamo arrivati alla fine, ma siamo in continuo cammino. È come scalare un po' una parete e ogni tanto i pioli bisogna rafforzarli. E il fatto, la seconda cosa che condivido pienamente. Il fatto che comunque questa questa attenzione non è solo ed esclusivamente è dettata dal dal nostro Consiglio comunale dalla nostra città, ma c'è una sensibilità che, almeno a livello europeo, non non mi allargo a livello mondiale, perché ci sono ancora zone in cui zone del nostro globo terrestre, dove questa parità.
Non è minimamente raggiunta, però a livello europeo. C'è questa sensibilità ed è giusto dare forza a queste manifestazioni, a questi progetti che ci vedono collegati in rete,
Verso un obiettivo che è quello di raggiungere la vera e propria parità che e questo è un mio parere personale che non vuol dire che.
Le donne siano migliori degli uomini che devono fare i cosi, devono avere più potere rispetto agli uomini, ma devono essere messi nelle stesse condizioni in tutti i settori, in tutti i settori, cosa che ad oggi anche nella nostra diciamo nel nostro Occidente.
Tra virgolette civilizzato non ci sono e tutte questi ordini del giorno che vengono presentati secondo me servono per fare un passo in avanti, due passi in avanti, ma soprattutto per non fare un passo indietro e per ricordare ai più giovani anche che quello che si sta facendo non è un qualche cosa che è solo ed esclusivamente è partito da noi Consiglieri da noi, i cittadini di oggigiorno, ma è dovuto a un cammino a un adesso, in questo periodo, chiamare lotta non è, non è il massimo però a una lotta a un cammino che la la, le persone negli anni passati nei decenni passati hanno fatto e che con noi continua, continuiamo e continueremo a fare e che anche quelli che verranno dopo di noi continueranno lungo questo cammino, soprattutto questo cammino fatto insieme, cioè non da soli ma in rete, e insieme quindi anticipo già il mio voto, che sarà assolutamente favorevole e ringrazio nuovamente la consigliera Bernagozzi la consigliera De Martino, la consigliera De Giacomi, anche Ceretti e quelli che hanno sottoscritto questo ordine del giorno, perché secondo me è giusto ogni tanto.
Sottolineare la situazione attuale, grazie.
Grazie Consigliere, Consigliere di acqua, a lei la parola.
Grazie Presidente, credo che sia stato detto tanto dai colleghi che mi hanno preceduto, anch'io ringrazio la collega Bernagozzi e tutte le colleghe che hanno convintamente stilato questo ordine del giorno, che richiama a quello che è stato detto a quello che, agli 80 anni dal dal voto a quello che è stato fatto fino ad oggi, mi viene da ricordare una persona che secondo me è stata negli anni è stata molto riconosciuta come una come Tina Anselmi, che secondo me è stata una persona che da questo punto di vista, chi tutti quanti portano nel cuore le battaglie, le passione, la passione per quella che è la politica e quanto fatto con in quel suo ingresso nel mondo della politica con le tante porte chiuse, trovate perché era un qualcosa di nuovo di innovativo e credo che persone come tiene Tina Anselmi siano state per il nostro Paese un esempio e una guida. Oggi, per fortuna, anche qui, nella nostra città, abbiamo avuto occasione, anche attraverso le scuole, di ricordare Tina Anselmi. Ci sono delle panchine proprio al ricordo di Tina Anselmi e credo che questo sia anche bello, perché anche il mondo della scuola.
Ricorda una figura come come lei e come quelle tante donne che hanno dato tanto per il nostro Paese.
Ma quello che mi sento anche di dire chiaramente votare convintamente questo ordine del giorno. Mi sento anche di dire che c'è bisogno di quel principio costituisse costituzionale verso una nuova politica economica, sociale e senza ostacoli al sesso, e questo dal sesso. Questo credo che sia importante e ben ribadire anche quello che riguarda anche l'impegno verso l'ottantesimo e mi sento anche di dire verso quella parità di genere, che non sempre purtroppo viene raggiunta e lo vediamo nel mondo del lavoro, nella contrattualistica, oggi quante volte una una, una mamma, una donna che, dopo la gravidanza, se decide di giustamente di stare di accudire i propri figli, perde in quello che poi è la sua condizione contributiva ai fini pensionistici, i riscatti e quant'altro? Ebbene, se parliamo di parità e io credo che su questo vanno fa sicuramente vanno fatti dei passi in avanti, anche da parte del legislatore su quello che riguarda anche la tutela anche della della donna stessa e penso anche ad alcuni processi che oggi ancora purtroppo mancano come quella dell'educazione alle cure mediche e penso che su questo ci sia tanto da fare oppure a quella parità dell'accesso nel mondo del lavoro, che spesso non è sempre così, ma soprattutto anche la figura della donna in quella che riguarda i processi decisionali politici ed economici. Quindi, qualora riuscissimo a raggiungere una cosa così, allora credo che allora veramente possiamo parlare di di parità di sesso. Ancora io personalmente non mi sento di per quello che purtroppo sono ancora quel quei quei step che ancora mancano nei nostri, nei processi, a partire dal basso, verso l'alto. Credo che su questo sia importante parlarne, ma ci sono delle cose che sicuramente un po' mancano, perché oggi sappiamo benissimo la donna che quella figura che al 95% oggi è quella che decide di di, a volte, di mettere da parte tutto per fare il caregiver, credo che su questo ci sia tanto ne parliamo spesso anche in Commissione, anche qui in Consiglio comunale massimo rispetto anche verso quelle figure, quelle persone, quelle donne che hanno deciso di rinunciare a tutto pur di poter accudire una persona vicina, un familiare e quant'altro. Credo che e poi, in ultimo anche mi mi mi preme anche ribadire un'attenzione forte, che è un tema che mi sta molto a cuore, che è quella legato anche alle badanti,
La maggior parte sono tutte donne ed è oggi sentirmi dire che abbiamo badanti di 72 anni, 72 anni, che magari assistono una persona con disabilità di cinquant'anni sessant'anni. Credo che queste cose ci fanno sicuramente riflettere tanto grazie, Presidente,
Grazie Consigliere, Consigliere Negash, a lei la parola.
Grazie Presidente, volevo, volevamo ringraziare come gruppo a chi ha proposto questo ordine del giorno e.
E siccome è collegato anche ad altri ordini del giorno a livello nazionale e anche a livello europeo, fa sì che forse ci saranno delle azioni concrete.
Perché comunque, come Comune di Bologna le azioni ci sono e sono tante, le nostre colleghe, l'hanno anche.
È esplicitato San tanti progetti, anche in avanguardia di avanguardia a livello nazionale, però si può fare sempre di più e noi dobbiamo essere qui vigili su questo problema, fare sempre di più.
E mi collego però al al 80 in aree o al gli 80 anni di di del voto delle donne, perché sembra che ci siano,
Siano avanzamenti, però questo questo diritto che è stato concesso proprio nel 46.
È un diritto che è stato richiesto dalle donne dal dal dal dal dal dalla fine del 1.800.
Che, seguendo anche tutte tutto quello che si faceva in altri Paesi, le donne hanno sempre raccolto le firme, fatto manifestazioni per avere il diritto che era riconosciuto a tanti uomini, a tutti gli uomini e qualche volta all'inizio ad alcuni uomini e poi dopo a tutti gli uomini il 50% della popolazione nella rappresentato non si poteva né candidare non non potevano praticare nel vuoto attivo né passivo e questo diritto,
Mi collego, cioè quello di votare alle amministrative del marzo nel 46 e poi dopo giugno,
È del 46 per il referendum della Procura della Repubblica, noi possiamo certificare, sicuramente se abbiamo una Repubblica è anche dovuto al voto delle donne.
Perché io non sarei tanto sicuro se eravamo solo uomini a votare, avremmo avuto la Repubblica.
E secondo me è importante questo dirlo, e poi è importante anche dire che il voto delle delle donne non è solo stato fondamentale lo abbiamo visto anche nell'ultimo film della Cortellesi, dove si spiega come il voto, l'unico aggrappo, qualche volta anche di alcune violenze.
È stato quello di dire che esisti di dimostrare che esiste una signora anziana mi parlava del voto della prima volta che votò in quegli anni e che mi diceva che la tessera elettorale era un modo per dimostrare che la parità di genere esiste, cioè dicevo è.
Far vedere la tessera elettorale era era utile in quegli anni per dire che entrambi i sessi valgono,
Sembra una fantascienza parlare di tessera elettorale quando il 53% dei voti degli elettori non vanno a votare, però è importante ricordarlo alle generazioni. Ecco perché questo ordine del giorno diventa importante andare in giro nelle scuole, parlare del voto e quanto sia stato importante per avanzare alcuni diritti. Il vuoto è molto importante. Lo dico io perché, come sapete, da due anni portiamo avanti un progetto che si chiama qui vivo qui, vuoto per dimostrare insegnare anche ai cittadini di origine straniera a come funziona il voto a persone che vengono anche dal da non democrazie, da Paesi autoritari, tutto la tutta la educazione al voto e le minoranze che adesso vivono in Italia e che non possono votare perché non hanno la cittadinanza né alle amministrative né a livello regionale né a nazionale.
Questo argomento delle voto del voto delle donne è fondamentale perché quando lo raccontiamo si rendono conto che i diritti prima di tutto non vengono concessi.
Ma ci vuole una battaglia per averli come, come hanno fatto le donne, quasi cinquant'anni di battaglia prima di avere il primo voto e poi di fargli capire quanto ha fatto avanzare i diritti che sono collegati al voto e le donne esistono, sono visibili, ora sono presenti dappertutto ma ci sono tanti altri diritti che mancano perché siamo bravi noi uomini a a nascondere,
È concessioni.
Simbolicamente siamo bravi a dire le donne si sono davanti San davanti a noi, sono con noi e tutto quanto però ci sono tutti i modi per discriminare, che non vengono spiegati anche delle persone che escono delle superiori o delle università, come vengono selezionate le persone nel mondo del lavoro come vengono,
Fatti firmare dei contratti in un certo modo, tutto questo è importante, che entra nel luogo delle scuole,
E si discuta e a quello che a me preoccupa anche.
Questo maschilismo che sta avanzando anche guidato da alcuni Presidenti, come quello degli Stati Uniti o altri, che che adesso nelle scuole io lo lo sento, ci sono dei maschi che che parlano, ma come mai le donne chiedono sempre di più come mai la parità di genere, perché perché questo perché quello perché c'è una narrazione.
Fuori dal dalle scuole su YouTube, ma anche in tv o altro, che che sembra che l'uomo deve essere forte, deve combattere, deve deve diventare una macchina da guerra, perché la donna alla schiacciato in questo mezzo secolo, questa è la narrativa che arriva ai ragazzi giovani e questo è il pericolo poi dopo perché troveremo figli nostri che ammazzano le nostre figlie grazie.
Grazie Consigliere Negash, consigliere Naldi, a lei la parola prego.
Grazie Presidente, io mi sento di fare questo intervento, innanzitutto per fare un ringraziamento non solo formale, ma davvero sentito col cuore alle colleghe che hanno lavorato a questo testo.
E anche gli interventi che ho sentito in Aula,
Un ringraziamento.
Proprio verace, come si può dire, perché credo che questo sia il tema dei temi, perché a partire da questo tema si articolano tutta una serie di.
Acquisizione di diritti.
Dove ancora questi diritti non esistono, che fatichiamo a percepire proprio perché lo abbiamo derubricato questo tema c'è una.
Circostanza che mi ha visto riflettere parecchio che è quella della, diciamo così, fase successiva alla visione del film di Paolo Paola, Cortellesi, c'è ancora domani.
Un film.
Mi viene da dire di taratura popolare nell'accezione più alta del termine popolare, ovvero rivolta al maggior numero di persone in grado di poterlo.
Vedere e.
Come dire interpretare?
In tutte le sue chiavi di lettura.
E quindi con un codice che può essere interpretato sia da persone con un livello culturale più basso, con meno strumenti e sia per le persone invece con più.
Mezzi dal punto di vista culturale.
È un film leggero e pesantissimo.
Leggero e pesantissimo, è un film che ha una sua strada autonoma internazionale, celebrata anche con articoli che ne hanno dato conto.
E ed esulta quasi paradossale il contrasto, lo stridere no tra l'avere questo successo internazionale in Paesi lontani lontanissimi come la Cina, e dove un piccolo film italiano, ma sempre piccolo va grandissimo e ha riscontrato quello che oggi abbiamo un po' detto no, cioè il tema.
Dell'autodeterminazione in un periodo storico importante.
È quello del del primo voto, poi oggi nel testo abbiamo parlato anche di altro, abbiamo parlato dello spazio pubblico, si è parlato di quello che può rappresentare la visione delle cose, la visione del mondo, abbiamo anche volato alto, perlomeno chi è intervenuto io ho percepito che abbia volato alto rispetto a questi temi che sono temi molto concreti in realtà sono temi che riguardano la quotidianità sono temi che riguardano dove poter trovare un parcheggio,
Che di agio alle donne in una percezione di insicurezza che è costante, purtroppo rispetto anche a quelle che sono le narrazioni che diceva bene anche il collega Negash sono narrazioni che viaggiano in maniera carsica e poi riaffiorano, esplodendo con conseguenze terribili,
E forse dobbiamo dare molta più attenzione a questo tema.
Ringrazio il collega De Biase in alcuni passaggi perché di fatto ha conclamato la necessità di fare una manutenzione pressoché quotidiana ai temi che riguardano il genere, che sono i temi della vita delle persone, perché ognuno di noi ha una vita di relazione e in questa vita di relazione che sia la famiglia che sia il mondo del lavoro che sia il mondo della ricreazione personale delle amicizie ha ovviamente a che fare con.
L'altro genere.
E ci sono degli automatismi.
Che avvengono anche inconsapevolmente, qui faccio una battuta su me stesso e so che verrà.
Capita da qualcuna delle mie colleghe, è vero, è vero, questi automatismi anche in una banale conversazione che presenta delle frasi fatte e determinano una uno, sta una stratificazione culturale che qualunque razionale pensiero non riesce a scardinare.
Qualunque impostazione.
Volutamente, diciamo, messa in campo preventivamente, per non avere questo tipo di di retaggio culturale e a un certo punto decade, perché c'è proprio un riflesso pavloviano che scatta nell'eloquio corrente.
Ed è questo il punto.
E vado a concludere, Presidente, se anche chi, come noi, si occupa della vita pubblica.
Con delega da parte dei cittadini che nella nostra azione politica collocano la loro fiducia, non riesce a comprendere a tutto tondo, per quanto ci si possa sforzare, qual è la condizione di quello che viene percepito, che è rilevante come qualcosa che distorce l'equilibrio e l'equità che tra generi deve esserci allora mi chiedo come noi potremo mai risolvere il tema oggi in discussione e rappresentato nelle parole che ci sono scritte nell'ordine del giorno da un punto di vista concreto nell'attività politica del nostro Paese e spero,
Dei Paesi che hanno a che fare con noi, che è un'ambizione e utopica forse, visto lo stato di fatto che viene vissuto quotidianamente a livello internazionale rispetto ai diritti negati, ma che per noi deve essere una stella polare, noi dobbiamo cercare di tenere sempre presente questo aspetto.
E lo dico perché.
È inevitabile che ci sfugga, è inevitabile che ci sfugga e quindi il richiamo a questa attenzione deve essere un richiamo costante questa manutenzione del nostro cervello a predisporsi in un'ottica che non è quella consueta a cui ci siamo abituati, è l'unica via di uscita, a mio modo di vedere grazie Presidente grazie consigliere Naldi al momento non ho altre richieste di intervento,
Allora chiudiamo il dibattito.
Do la parola alla consigliera Bernagozzi, per la replica finale, prego consigliera,
Sì, grazie Presidente, vorrei partire ringraziando i colleghi Larghetti De Martino Monticelli, Stanzani, De Giacomi De Biase, Thiago, né Diaco nega scenari che sono intervenute, non mi aspettavo una discussione così ampia, lo dico in premessa a proposito di stereotipi.
Quindi qua faccio un mea culpa e invece io ringrazio perché sono intervenuti anche tanti uomini, a dimostrazione che invece il tema come come ci è stato anche ben rappresentato non riguardi solo le donne ma riguardi l'idea di una società più giusta e più equa e quindi riguardi tutti e tutti e quindi l'obiettivo appunto di una di una discussione non solo tra donne, su su questo tema francamente non erano obiettivo dichiarato, ma è stato raggiunto ugualmente, ne sono francamente molto contenta e ha detto bene il collega De Biase. Si tratta di mettere dei puntelli a un sistema che comunque ogni tanto scricchiola.
Puntelli che a noi servono per tenere insieme questo sistema, ma che noi sappiamo esattamente quanto sia importante poter votare, poter andare a scuola, poter aver accesso alla salute pubblica, cosa che ci sembrano scontate e banali in tanti Paesi del mondo. Non lo sono.
Perché si tratta di capire che con l'ottantesimo del voto alle donne le donne diventano soggetto soggetto.
Non sono più oggetto, ma sono soggetto e quindi ha ragione il collega Negash, quel diritto al voto sancisce che una persona è soggetto nella vita pubblica, nella vita della città, è un soggetto e questo è davvero importante questo riconoscimento davvero importante, come ricordava bene la collega Larghetti,
La questione no del del del progresso. C'è quel voto è stato un primo passo, ma è solo nel 1963 che se ha potuto avere l'accesso a un impiego pubblico per le donne. 1963 e se viene incassi tutte le leggi che ho già fatto in tanti interventi e oggi non lo farò però tutte le leggi che da quel voto piano piano, grazie anche al fatto che siano state elette delle donne, ricordava bene di acqua, Tina Anselmi e grazie a Tina Anselmi, se oggi abbiamo un servizio sanitario pubblico nazionale grazie a quella donna che è stata votata ed eletta, e quindi su questo davvero l'importanza, come ci ricordavano il collega Monticelli e già come della trasmissione, dell'importanza, non solo di quell'obiettivo, cioè aver raggiunto il voto, ma di poterlo esercitare, e forse se oggi questa diciamo questa passione che noi abbiamo visto, come ci ricordava il collega Vincenzo Naldi, in quel film, laddove è quella lettera che tutti abbiamo pensato a essere una lettera d'amore era la cosa più importante per lei. Tutto e abbiamo pensato fosse una lettera d'amore, invece stringe man mano la possibilità di esprimere un voto bene. Se oggi quella passione ancora purtroppo non c'è più, non ancora. Purtroppo non c'è più su questo ben interrogarci tutti e tutte, perché evidentemente ripartendo forse da quella da quel voto, da quel dall'importanza di quel voto, forse dovremmo recuperare il valore e l'importanza di poter essere soggetti di poter essere dentro una democrazia, perché purtroppo quello che succede nel mondo ci racconta che non è sempre così e mi mi fa specie perché mia nonna diciott'anni non poteva votare.
Non era andata a scuola e mi fa strano pensare che permessi a una cosa così normali così così è assodate no, come se, se questo fosse sempre esistito, invece no, mia nonna, per esempio, non lo poteva fare ricordo quando mia nonna mi raccontava la le emozioni e invece di vedere mia mamma che si è diplomata al liceo classico qualcosa che lei non aveva neanche la licenza elementare e quanto questo abbia cambiato profondamente profondamente la storia della di tante famiglie italiane di tante famiglie italiane e come fosse quello il RIS, il primo riscatto sociale non solo per le donne, ma di tante famiglie italiane che vivevano nella povertà e che non avevano gli strumenti e grazie in primis al voto.
Ma tutto quello che si è costruito dopo, grazie anche all'entrata nella vita pubblica e politica delle donne in questo Paese, sia cambiato per tantissime per tutte e per tutti e abbia permesso a tante bambine e tanti bambini di poter andare a scuola gratuitamente di avere tutti lo stesso accesso alla scuola pubblica per dirne una, ma potrei citarne altre, quindi.
Io credo che sia un nostro obiettivo ricordare che dobbiamo costruire società più giuste e in questo la Conferenza internazionale per la pace ed è per le donne, per la pace, perché crediamo davvero che, in un vero patto di sorellanza tra donne di tutto il mondo, tra l'altro abbiamo esperienze nel mondo di donne che stanno dimostrando anche mettendosi a capo di rivolte l'abbiamo ospitata qui ma Capo di rivolte a capo di diciamo nel tentativo di sconfiggere di sconfiggere dei retaggi purtroppo di dittatura non solo retaggi ma anche vere e proprie dittature bene combattere e sistemi di potere che vedono appunto le donne come oggetto e non soggetto.
B e credo sia il nostro fine ultimo, altrimenti non saremmo una democrazia e quindi io vi ringrazio per il dibattito e ringrazio il collega infine Stanzani per essere entrato molto nel merito. E però, ecco, questo voleva essere un ordine del giorno più di cornice che serviva poi, per però, per affrontare in maniera concreta, concreta, partendo da già ciò che già si fa, perché si fa tanto, però, partendo da ciò che si fa partendo dalla tratta di genere, partendo anche da una mappatura precisa e corretta anche della della nostra città, dei luoghi della nostra città, fare un'azione puntuale e su questo penso che sarebbe bello che non ci fossero steccati tra maggioranza e minoranza, perché si tratta di disegnare società più giuste, grazie,
Grazie consigliera.
Allora passiamo alla fase di votazione per le dichiarazioni di voto, se qualcuno intende intervenire.
Consigliere Gaigher a lei la parola prego.
Naturalmente, intanto, anticipare ovviamente il voto favorevole di questo ordine del giorno e per ringraziare anche.
I colleghi e le colleghe del dibattito che si è generato surplus da questo, insomma su questo ordine del giorno, che io ritengo importante perché ci consente non solo e di ricordare il voto dell'ottantesimo del voto alle donne che lo ricordava poc'anzi la collega Bernagozzi ha trasformato diciamo in soggetti no le donne ma anche perché io credo che sia importante,
Che ho ricordare, diciamo che ogni azione che viene fatta per avere presente che oltre l'80 meno, diciamo un po' più di 80 anni fa eravamo in una situazione diversa ci consente di continuare, di continuare a fare dei passi in avanti, come ci ricordava anche il collega De Biasi, di cui ho molto apprezzato l'intervento. Ricordo a proposito della diciamo e del riconoscimento delle donne come soggetti. No in politici e quindi elettorato è attivo o no e che è vero che a 80 anni fa è stato, diciamo, consentito loro e per la prima volta di votare e non è, e non solo nel, mentre in Italia e anche in democrazie più antiche, penso alla Francia o no che dal 1.792 no, mi pare A e una Costituzione e anche lì il voto alle donne era vietato fino al 1944, quindi è evidente che i percorsi per far crescere le democrazie hanno bisogno di tempo, ma ma non abbiamo sicuramente più tempo e non vogliamo né tornare indietro sui diritti e alle donne e anzi diciamo consolidare anche nelle giovani generazioni la consapevolezza che le donne vanno non solo difese, ma anche sostenute. Diciamo.
Sempre sia, come dire, su tutte le scelte diciamo che che fanno e che riguardano direttamente. Io voglio anche ricordare che in questi 80 anni e di cose ovviamente ne sono accadute. Penso ad esempio anche all'avanzamento. No che le nostro, né il nostro ordinamento giuridico ha fatto, ad esempio, su alcune leggi, penso alle più clamorose no, la 194, sul diritto all'aborto che è arrivato nel 78 e così come è arrivato solo nell'81, ricordo l'abolizione del matrimonio, riparatore no, questo per dire che, anche se a 80 anni che hanno cioè che l'Italia ha consentito e un voto e al alle alle donne facendoli diventare come il soggetto in realtà come dire, il cammino per riconoscere davvero come soggetto purtroppo come dire è stato lungo ed ed è ancora lungo e,
Ed è ancora lungo, perché lo ricordiamo purtroppo spesso troppo spesso in Consiglio comunale grazie agli interventi delle colleghe, che puntualmente ci ricordano anche che cosa succede e nei domicili, no a casa, nelle famiglie dove molte donne continuano ad essere sfruttate e continuano ad essere violentate, uccise, ecco, io penso che dobbiamo continuare ad essere bravi come società e come.
Penso intanto diciamo agli uomini no a trasferire anche ai nostri figli e alcune considerazioni che devono, come dire, aiutare anche i maschietti, soprattutto i maschietti, a riconoscere veramente come soggetti le donne vi dico solamente una cosa, poi tanto come dire fra poco mi viene tolta la parola,
Di ufficio, però io ho due figli maschi, come molti di voi, e mi accorgo che anche se sono piccoli, essendo, anche se entrambi crescono in una famiglia dove hanno un padre femminista e che non ha come dire paura o come dire di timore a fare le faccende di casa, cioè stirare fare da mangiare, andare a far la spesa, no, lo dico perché è importante che queste cose vengano dette, perché non ci deve essere vergogna, anzi, deve esserci orgoglio nel nell'aiutarsi in famiglia vicendevolmente per portare a casa e le fa tutto è quello con tutto quello che succede, a cui anche infondere nella famiglia come la mia, dove mio figlio è cresciuto chiedendomi come regalo anche un asse da stiro per dire ed è stato prontamente regalatogli anche lì, io mi accorgo che ah ah les alle scuole elementari qualche volta delle attenzioni in merito a come i bambini e si comportano, diciamo, si atteggiano con le bambine, bisogna purtroppo averla quindi il percorso diciamo per arrivare veramente alla parità di, genere per riconosci per riconoscersi vicendevolmente come soggetti è ancora lunga e questo ordine del giorno convintamente viene votato favorevolmente. Per questi motivi.
Grazie Consigliere, altri interventi.
Consigliera Quercioli, prego.
Grazie Presidente e ringrazio la consigliera Bernagozzi, perché comunque anche oggi assistiamo a un'altra occasione per.
Ribadire, appunto e il ruolo di noi donne e, soprattutto, partendo, come è stato detto da vari consiglieri, da quel diritto al voto festeggiamo gli 80 anni di fatto e mi fa sempre un po' strano, perché mia mamma è proprio nata nel 46, quindi in realtà è e si sono 80 anni fa e però era l'età di mia mamma. Ecco per cui non è poi così tanto lontano, no, però, e in questa sede vorrei anche ricordare che in questi 80 anni sono stati fatti tanti passi in avanti. Non ce lo dimentichiamo anche all'interno delle istituzioni, pensiamo a questo Consiglio comunale, che è molto rappresentato da donne, penso anche ad altre istituzioni, come la Presidenza della Corte costituzionale, che negli anni scorsi abbiamo avuto la prima donna. Presidente, penso all'attuale presidenza, anche del Consiglio e dei ministri. Quindi, sicuramente il ruolo delle donne e anche all'interno delle istituzioni AV ha visto un protagonismo di noi donne e, negli ultimi anni, importante e, detto ciò, però, è evidente che occorre, come è stato detto, fare tanti passi in avanti, cioè non ci si ferma mai e quindi ho apprezzato molto questo ordine del giorno che, come è stato definito poco fa dalla consigliera Bernagozzi a una cornice una cornice da cui partire e ovviamente poi spetterà al nel nostro, diciamo nel nel nostro ambito, all'interno del Consiglio comunale e continuare con provvedimenti con azioni che vadano proprio nella nella direzione di riconoscere sempre di più.
Quel valore di.
Diciamo uguaglianza della donna rispetto all'uomo perché, come è stato poco fa detto dal Consigliere Negash, mi è piaciuto molto quando è intervenuto perché a un certo punto ha detto, il riconoscimento al diritto al voto alle donne è riconoscere che la donna ha un valore, ecco quindi, partendo da questo il mio augurio è annunciando ovviamente il voto favorevole a questo ordine del giorno. Il mio augurio è proprio quello di.
Fare piccoli passi per aumentare sempre di più il valore a noi donne. Grazie Presidente,
Grazie consigliera, chiedo se ci sono altri consiglieri che intendono intervenire in dichiarazione di voto.
No, allora non non ci sono altri iscritti a parlare e quindi procediamo con la votazione, pongo in votazione l'ordine del giorno appena discusso.
Chiudiamo la votazione allora 31 presenti 31 votanti, 31 favorevoli, il Consiglio approva all'unanimità.
Procediamo a dircelo.
No, allora procediamo con il prossimo ordine del giorno, che è l'ordine del giorno a prima firma, consigliere Angiuli, chiedo alla consigliera se intende illustrare l'ordine del giorno, Presidente, se lei è d'accordo, rimanderei alla prossima seduta di Consiglio, grazie, non c'è il tempo esatto, grazie bene il Consigliere, allora la seduta termina qui si conclude alle ore 17:57, buona serata tutto e tutti.
