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CONTATTACI
Buongiorno a tutti iniziamo la seduta odierna del Consiglio comunale seduta di question time chiedo cortesemente alla segreteria Generale di procedere con la verifica del numero legale, grazie.
Grazie, buongiorno, Angiuli, assente, giustificata, Begaj Bernagozzi, buongiorno, presente Bittini.
Brinati, presente buongiorno a tutti,
Caracciolo Celli.
Ceretti.
Cima De Biase Di Giacomi De Martino.
Di Benedetto.
Di Pietro.
Diaco fattori.
Foresti, Geiger Iovine.
Presente, buongiorno, Larghetti.
Marca presente, buongiorno, Marcasciano assente, giustificata, Mazzanti.
Monticelli.
Naldi, presidente Bongiorno.
Negash.
Piazza.
Presente, buongiorno, pizza Quercioli, Santori, presente buongiorno Scarano Stanzani.
Tarsitano.
Presente buongiorno, Toschi buongiorno presente.
Venturi.
Zontini.
Numero legale raggiunto, la seduta è valida.
Ringrazio la segreteria generale. Informo che l'Assessore Borsari parteciperò in videoconferenza. Il question time odierno chiede di intervenire a inizio seduta per successivi impegni istituzionali. L'Assessore Laudani sarà presente, chiede l'accorpamento per omogeneità di argomento delle domande numero 21 22 23 e 24 sul tema previsioni urbanistiche Lazzaretto e Prati di Caprara e di intervenire ad inizio seduta a causa successivi impegni istituzionali. La vicesindaca parteciperà alla seduta. Chiede l'accorpamento delle domande numero 25 29 sul tema violenza di genere, 26 e 28 sul tema aeroporto e 27 e 30 sul tema controlli ACER e chiede di rispondere. Dopo le ore 12:30 l'Assessore Campaniello sarà presente, gli Assessori Madrid e ARA e il Sindaco daranno invece risposta scritta alle domande loro assegnate. Procediamo quindi con la trattazione delle domande di attualità, chiedo conferma all'Assessore Borsari se è presente in videoconferenza e sono presenti il Presidente. Grazie Assessore. Buongiorno. Procediamo quindi con la prima domanda.
La numero 1 è posta dal consigliere pizza all'Assessore Borsari, sul tema disagio per le persone con disabilità prego Consigliere grazie Presidente, uno spiacevole episodio riguardante proprio la nostra sede comunale è stato riportato dal Resto del Carlino due giorni fa nella sezione lettere ed ha sollevato il tema delle barriere architettoniche che creano disagio ai cittadini disabili in carrozzina.
In effetti, il basolato del porticato di accesso al cortile interno dalla via 4 novembre presenta profonde scanalature nelle quali le ruote delle carrozzine affondano correndo il rischio di provocare è caduta del cittadino disabile, pare proprio disdicevole che una simile situazione riguardi proprio la sede comunale, vi ha intenzione di provvedere a risolvere la situazione? È possibile immaginare un rapido ripristino in sicurezza o dovremmo essere costretti a suggerire gli altri accessi al cortile per persone disabili e con carrozzella? Grazie Presidente, grazie Consigliere. Do la parola all'assessore Borsari per la risposta. Prego.
Grazie Presidente, buongiorno, Consigliere, Consigliere Palazzo d'Accursio, un edificio storico servito da un ampio cortile, in parte lastricato con basoli, in pietra di antico impianto, che costituiscono anche la pavimentazione di uno degli accessi, quello che veniva citato prima trattasi di un palazzo sede di uffici pubblici e come tale è dotato di più accessi, la maggior parte di qua dei quali sono agibili e percorribili da persone con disabilità. Siamo a conoscenza della criticità rappresentata nel punto oggetto della segnalazione e stiamo valutando insieme ai tecnici l'opportunità di sostituzione delle pietre di arenaria con altrettante dimensioni e caratteristiche materiche analoghe per ripristinare la percorribilità di tutti i percorsi. Risulta tuttavia a quanto difficoltà alquanto difficoltoso reperire materiali analoghi a quelli esistenti. Al momento, quindi, si stanno valutando delle ipotesi di fattibilità progettuale da proporre alla Sovrintendenza, perché non dimentichiamo che trattasi di tratti vincolati, con cui quindi ogni ipotesi di intervento deve essere necessariamente condivisa.
È importante però tenere presente, in ogni caso che l'accesso da via 4 novembre, richiamato nella domanda di attualità, è molto spesso, anche se non esclusivamente utilizzato come punto d'accesso carrabile e per come diciamo per la sua conformazione, è un accesso che di per sé, appunto, potrebbe presentare anche dei problemi di sicurezza, in quanto è promiscuo, carrabile, pedonabile, carrabile e pedonale e ciclabile e quindi Palazzo d'Accursio è dotato di ulteriori due accessi da via Ugo Bassi e da piazza Maggiore, che non presentano le criticità descritte nella domanda di attualità e nella lettera allegata e sono pienamente accessibili e insicurezza da chiunque, comprese le persone con disabilità o difficoltà motoria. Ho concluso grazie.
Grazie Assessore per la risposta, do la parola al Consigliere per la dichiarazione di soddisfazione, prego grazie Assessore per essere presente, grazie della risposta mi erano note le difficoltà che lei ha descritto, so del fatto che questo è un palazzo storico e che per muovere qualche pietra all'interno ha bisogno di particolari.
Precisazioni, ma a questo punto, visto che ci sono negli altri due ingressi, basterebbe poco suggerire alle persone con disabilità di evitare di entrare in carrozzella e utilizzare gli altri accessi. Comunque tutta la mia soddisfazione per la risposta, grazie.
Grazie, arrivederci.
Grazie, ringraziamo anche l'Assessore arrivederci, dunque ora sarebbe il turno delle domande dell'Assessore Laudani, però in attesa che arrivi.
Se siete d'accordo, procederei con le domande, chi avrà risposta scritta chi, tra l'altro, sono anche numerosi, nel frattempo stiamo cercando di recuperare l'Assessore, dunque passiamo alla domanda numero 2, che è posta dal consigliere pizza al Sindaco e riceverà risposta scritta, come hai detto sul tema municipalità bolognese ed aeroporto prego Consigliere,
Grazie Presidente.
Notizie di stampa avvertono la cittadinanza della possibilità che l'aeroporto della nostra città entri in rete con altri scali della regione. Orbene, tale possibilità è legata agli sviluppi di traffico previsto nel futuro, prossimo o meno prossimo, oppure si riferisce ai volumi attuali che verrebbero ridotti, e questo riguarderebbe solo il traffico passeggeri o anche il traffico cargo cioè delle sole merci, poiché il Comune di Bologna ha quote di partecipazione, sebbene minoritaria nel capitale sociale e presenza nel Consiglio di amministrazioni, quale orientamento è previsto da parte della municipalità, nella fattispecie previste? Grazie Presidente.
Grazie Consigliere, riceverà risposta scritta come hai detto la prossima domanda, sempre rivolta al Sindaco da parte del Consigliere Di Benedetto futuro di Gran Tour Italia, prego Consigliere.
Grazie Presidente con questa domanda e mi auguro però che la risposta scritta arrivi davvero, perché io sto ancora aspettando le risposte dei question time negli ultimi mesi, che non stanno venendo mandate e quindi mi auguro che queste arrivino si chiede un parere politico amministrativo alla Giunta sulla questione di in Gran Tour Italia che doveva essere una opera rilanciata e con grande sfarzo dovrebbero dovuto portare lustro alla città. Invece, come ha come dire, la missione dello stesso Farinetti sta fallendo, quindi rappresenta poi un peso di fatto per la città, ricordiamolo, creando addirittura abbiamo messo i cartelli in giro per Bologna per indicare come arrivare a Fico al Gran Tour Italia, cosa che succede solo per loro praticamente. Grazie Presidente.
Grazie Consigliere.
In e mi ha detto che è arrivato l'Assessore Laudani che ringraziamo e salutiamo e passerei alle domande appunto due assegnate che sono la 21 22 23 e 24, accorpate per omogeneità di argomento sul tema previsioni urbanistiche Lazzaretto e Prati di Caprara. La prima è la numero 21 Prati di Caprara ed è posta dal consigliere Di Benedetto prego, Consigliere. Grazie Presidente. Con questa domanda intendo tornare sul tema dei Prati di Caprara. Abbiamo letto sulla stampa di una progettualità che è stata annunciata da parte della Giunta per rilanciare l'area. Quindi, chi è la richiesta che noi facciamo, un tema che è già ha interessato il Consiglio comunale, la Giunta e se l'Amministrazione intende confrontarsi attraverso Assemblea aperte, occasioni di incontro con tutti i cittadini della zona e i comitati che a vario titolo nel tempo si sono interessati all'area dei Prati di Caprara, alla tutela di quest'area per discutere insieme il futuro della stessa, oppure se ci sono già dei progetti predefiniti, che bene o male noi dovremmo accettare. Secondo, ovviamente, la volontà e l'intenzione della Giunta. Grazie Presidente.
Grazie consigliere, la prossima domanda al numero 22 posta dal consigliere Begaj, previsioni urbanistiche, Lazzaretto, prego Consigliere.
Sì, grazie Presidente, abbiamo letto delle dichiarazioni dell'Assessore che è qui presente e che ringrazio.
Dichiarazioni appunto che sostanzialmente nelle quali si afferma che il progetto di Piero Sartogo, del 2000 va rivisto in relazione al comparto Bertoli ha Lazzaretto quello che chiedo all'Assessore, una maggiore specificazione in qualche modo descrizione di di queste intenzioni che sono state anticipate dalla stampa.
E quindi in che cosa anche consistono queste previsioni urbanistiche attuali e come si intende eventualmente ragionare sul sulle modifiche si è parlato anche di un percorso partecipato di maggiori investimenti, al netto del fatto che lì, comunque, c'è già stato un.
Un progetto di carattere internazionale su sull'ecodistretto, che non è stretta delega dell'assessore ma riguarda più le le politiche abitative, però comunque, ovviamente, sono tutti temi collegati a un lavoro che che immagino che sia che sia condiviso. Sappiamo che in quel territorio, in quel quartiere, ci sono preoccupazioni rispetto a a queste trasformazioni urbanistiche, in particolare rispetto all'impatto ambientale. Parliamo di un quartiere che già subisce in qualche modo l'impatto forte de dell'aeroporto,
Quartiere dove mi capita spesso di di stare frequentare dove chiaramente c'è un tema di e di rafforzamento dei servizi, il tema relativo alla composizione sociale stessa del del quartiere, il tema legato ai trasporti, che andrebbero rafforzati, tutte cose che non riguardano le deleghe,
Specifiche che ha che ha l'Assessore, ma che riporto in qualche modo perché chiaramente, quando parliamo di una trasformazione urbanistica, dobbiamo tenere in considerazione evidentemente tutti tutti questi aspetti. Io credo che sia importante appunto accompagnare la città e il quartiere in queste trasformazioni, facendo delle scelte con una visione politica che che dobbiamo avere e che l'Amministrazione sicuramente a non commettendo ero errori del passato e questo è una cosa importante, perché poi appunto si impara anche da a dagli anni passati, delle dalle cose che sono state fatte o non fatte, magari per poter migliorare anche i processi e le relazioni che che si hanno con il quartiere. Io credo che noi siamo in grado di fare tutto questo, di contemperare sicuramente le esigenze de del quartiere con le esigenze delle politiche abitative e anche, appunto, innovare la nostra, la nostra urbanistica, superando magari visioni del passato che che non sono più attuali. Queste sono le domande che rivolgo all'assessore, che ringrazio di nuovo.
Grazie Consigliere. La prossima domanda è la numero 23 e poste dalla consigliera Larghetti. Sviluppo urbanistico, operati di Caprara prego consigliera. Grazie Presidente. Anche noi sui prati di Caprara abbiamo letto l'articolo di Repubblica dove, insomma, sì, si ritorna sui prati di Caprara. Devo dire con un titolo un po' ambiguo a metà abitazioni, metà PRA pratiche. Insomma, non è esattamente quello di cui si sta parlando e credo che sia importante fare chiarezza in quest'Aula. Su qual è la visione dell'Amministrazione sul destino urbanistico ed ecologico ambientale dei Prati di Caprara, su cui è stata fatta una scelta molto forte di conservazione e di scadenza delle previsioni urbanistiche che insistevano su quell'area. È un peccato, devo dire che nella narrazione giornalistica, sì, non solo questo, cioè in generale, nel nel dibattito sui prati spesso si sottolineano gli aspetti di degrado, che ovviamente sono.
Diciamo un di cui rilevante di cui bisogna occuparsene, come avviene in ogni area abbandonata, immersa in un contesto urbano, però che non si esprimano invece quelle che sono le grandi potenzialità non solo appunto future, ma anche presenti cioè da strumentalizzazione di queste situazioni di fragilità, non credo che ci aiutino a sollevare l'interesse dell'attuale proprietà, che, insomma, non sta operando per per risolverla. Abbiamo però l'area di Prati est, che è un'area che va tutelata nella sua interezza.
Per ragioni di carattere ambientale e per i servizi ecosistemici che ci garantisce, li conosciamo bene ne abbiamo parlato tante volte in quest'Aula, hanno un ruolo fondamentale nel contrasto del calore, per l'abbassamento delle temperature che l'area verde garantisce beneficio della città soprattutto dell'area intorno e credo che le temperature di questi giorni ce lo fanno capire come ce l'ha fatto capire l'evento alluvionale che rischiava veramente di travolgere un quartiere se non ci fosse stata quella spugna ad assorbire in parte la quantità d'acqua che si è riversata su quel quartiere. Di certo, insomma, anche la zona ovest ha la necessità di salvaguardare il verde esistente e tutte quelle aree che ancora non sono non sono sigillate.
E poi dobbiamo anche immaginare qual è la relazione tra prati, esse prati ovest, no, dobbiamo anche, forse, pensare a un corridoio ecologico? Collegamento ciclopedonale c'è qualcosa che mette in relazione a queste due aree e anche diciamo il Piergiorgio Rocchi del Comitato su Radio, Città, Fujiko ha ricordato la posizione del comitato Rigenerazione. No, speculazione, che peraltro è sempre stata anche la stessa posizione che come Coalizione civica. Anche dallo scorso mandato abbiamo portato all'attenzione dell'Amministrazione e l'affermazione che riporto, diciamo, è breve integralmente, perché credo che sia rilevante fare chiarezza su cosa ci ai prati, perché essendo un'area inaccessibile, diciamo forse è anche poco conosciuta da chi non vive in quel quartiere e Rocchi dice, il problema dei prati ovest è un po' più complesso, non perché non ci sia del verde straordinario tra l'altro tutelato da una vecchia legge, ma perché esistono ancora 30.000 metri quadrati di superficie coperta, quasi 100.000 metri cubi di edifici, esistenti. Ecco, queste sono le soglie di qualunque tipo di intervento che si proponga di fare là dentro. Quindi si lavora con le quantità esistenti, tenendo al primo posto come input progettuale, il mantenimento del verde e il collegamento con il bosco urbano a est. Come appunto richiamavamo prima, e credo che questa posizione sia assolutamente quella che dobbiamo portare avanti. Peraltro c'è stata discussione su delle proposte urbanistiche che non sono state ritenute coerenti dall'Amministrazione che prevedevano delle volumetrie maggiori rispetto a quelle esistenti. Quindi chiedo all'Assessore Laudani di fare chiarezza su qual è la posizione rispetto a ipotesi di progettuali. Ri rapporto tra verde volumetrie di superfici volumetrie e superfici coperte esistenti. Come si modifica questo rapporto? Ecco, penso che dopo il Ravone, il prossimo passo deve essere assolutamente quella dei prati. Grazie.
Grazie consigliera, la prossima è la domanda numero 24 posta dal consigliere Mazzanti progetti sul comparto Lazzaretto e Prati di Caprara, prego Consigliere, grazie Presidente, allora parto dalla prima cosa che era quella che più.
Mi interessava sul Lazzaretto e rivedere il progetto, Sartogo, ci si è trovati.
Ma Sartogo, aveva un diritto prelazione insieme a medie, per cui quando il nostro di quartiere Navile ero presidente, bocciamo quel progetto.
Lo bocciamo l'Amministrazione non costi, nulla di questo è approvò in quest'Aula quel Piano particolareggiato successivamente la Giunta successiva, alcune correzioni e le ha fatte alcune importanti, ma non ha potuto toccare il progetto in quanto tale, perché i due progettisti Sartor e medie hanno fatto valere i loro diritti di approvazione di quel piano. Non va mai dimenticato, perché sennò qui abbiamo il must cordone in molti, io non ce l'ho Almaas cordone ancora. Per fortuna, quindi, che l'Assessore negli articoli in un'intervista ha fatto va a ritoccare, va a rivedere con un percorso partecipato. Credo che sia la soluzione migliore che questa sia la soluzione che noi dobbiamo prendere per rivedere quelle parti importanti che già sono state riviste.
Perché sulla modifica, ad esempio, di toglierli tutti i campi elettromagnetici. Chi diceva, ma ci pensa Elena com'è andata a finire abbia dovuto fare noi fare una variante al Piano, sennò quei cavi, con la 130.000, erano ancora lì a creare campi magnetici pericolosissimi per chi ci abitava. Sotto questa è la prima e la seconda noi andiamo a rivedere. Ebbene, si dice che il progetto portato avanti dalla vicesindaco in collaborazione con l'urbanistica credo che sia da tutelare perché diamo una risposta massiva al problema casa è in affitto.
E rivedere tutto il resto in quest'ambito. Quindi, eccole, la domanda molto semplice all'Assessore è se può illustrare di più e credo che sia giusto, anche perché la filosofia che c'è dietro al ragionamento che lei ha fatto Assessore, ecco io personalmente la condivido in un contesto però di analisi serie di quella che è la realtà. Prati di Caprara son velocissimo. Voi sapete che ho sempre avuto una posizione molto rigida, forse perché sono stato bruciato dall'esperienza della moneta Mariotti, dove ce l'hanno regalata i militari ce l'hanno regalata, poi abbiamo capito perché 340.000 euro per bonificare quell'area quando abbiamo cominciato ad realizzare quel parco per cui quando c'è di mezzi militari e al demanio, tocchiamo ci tutti ragazzi, perché le sorprese escono non c'è pezza perché ne hanno combinate di ogni. Posso fare un lungo elenco per la mia esperienza. Bene, credo che sia giusto andare avanti con i piedi di piombo e vedere come perché poi abbiamo dimostrato una cosa con Casaralta che quando c'è la volontà noi ci siamo e le aree si sbloccano in modo intelligente, però questo è il punto grazie.
Grazie consigliere, do la parola all'assessore Labolani per la risposta, prego.
Sì, grazie Presidente, buongiorno a tutte e a tutti, grazie anche per queste domande di attualità, che mi danno l'opportunità di chiarire alcuni punti delle dichiara delle mie dichiarazioni che sono state riportate sugli articoli di giornale da cui hanno preso spunto questi interventi che probabilmente per ragioni anche di sintesi giornalistiche non hanno.
Reso pienamente quelle che erano, da un lato le.
Il senso delle mie dichiarazioni, ma anche gli elementi di informazione che intendevo intendevo dare allora comincio comincio dai prati comincio dei Prati di Caprara allora noi all'inizio del mandato, in realtà anche prima dell'inizio del mandato, durante come dire il programma,
Il programma elettorale che, come coalizione di centrosinistra abbiamo presentato, avevamo.
Chiarito fin da subito che la tutela del bosco urbano dei prati Est era, come dire per noi, un punto non.
Un punto fisso, diciamo, di ogni possibile interlocuzione con.
La proprietà dei Prati di Caprara, che è appunto di Invimit in parallelo fin dall'inizio del mandato, avevamo detto sia pubblicamente sia a alla proprietà stessa che eravamo.
Disponibili a ragionare su proposte rispetto alla parte ovest che avessero come elementi caratterizzanti lavorare essenzialmente sul volumetrie e i sedimi esistenti della parte costruita con progetti che tutelasse il verde esistente, in modo particolare quello di maggiore qualità.
All'inizio del mandato, l'apposizione di Invimit era una posizione contraria a questo tipo di a questo tipo di prospettiva, e quindi le interlocuzioni sono state ferma durante il percorso che abbiamo avviato di variante al Piano urbanistico generale, noi abbiamo ricevuto da Invimit una osservazione con una proposta e ho detto in diverse circostanze che era una proposta seria da come dire da prendere e da studiare con attenzione che prevedeva la cessione gratuita al Comune.
Dei Prati di Caprara est.
È un progetto di sviluppo dell'area ovest che tutelava essenzialmente il verde esistente e che non.
Come dire ri trasferiva tutte le volumetrie nei progetti originari che poi nei poco che poi sono scaduti, ma che comunque vedeva un aumento volumetrico del,
Delle volumetrie, essenzialmente sul sedime esistente e poi prevedeva una connessione ciclopedonale per unire le 2 parti del Parco. Quindi era un progetto serio che abbiamo guardato con attenzione, ma che, dopo attenta valutazione, abbiamo ritenuto non essere in linea con gli obiettivi politici che ci eravamo dati, perché presentava un aumento delle volumetrie, seppur minore rispetto ai vecchi progetti comunque significativo. E questo lo abbiamo come dire, trasferito come come indicazione alla proprietà. Nel negli ultimi mesi c'è stato un cambio della governance di Invimit co. Abbiamo dei nuovi vertici di Invimit al qua alla quale abbiamo ribadito questa nostra posizione. Il fatto nuovo che è ho cercato avevo cercato di esprimere con quelle mie dichiarazioni è che, per la prima volta, dal nostro punto di vista.
Molto positive. Abbiamo avuto delle interlocuzioni con Invimit, dove l'opposizione di Invimit non è più esclusivamente di valorizzazione economica di un asset immobiliare di proprietà, ma di cercare di immaginare degli interventi che consentano di dare un ritorno alla città. Quindi con una valorizzazione passatemi, il termine di tipo più sociale e territoriale, da questo punto di vista, ci hanno comunicato che stanno ragionando ad una proposta che stia nelle volumetrie esistenti, che preveda la tutela del bosco urbano dei prati est e la tutela del verde dei prati dei prati ovest. Noi saremmo molto interessati di ricevono una proposta di questo tipo perché corrisponderebbe a quelli che sono i gli obiettivi che ci siamo dati dall'inizio del mandato. Aspettiamo di ricevere questa proposta. Come sempre, la valuteremo e poi se sarà, dal nostro punto di vista, una proposta.
Una proposta positiva. La racconteremo alla città e coinvolgeremo la città, il Consiglio, le istituzioni, come sempre facciamo in in questi casi.
Vorrei però sottolineare come dire un aspetto, perché lo Lab, l'ho detto anche in altre circostanze, ma il caso dei Prati di Caprara è, proprio come dire, un caso di su un caso di specie,
Anche quando noi vi ricorderete, abbiamo avviato un'interlocuzione con il CNR proprio per fare uno studio sui prati est, per capire se e in che modo, un'area che ha degli elementi noti di inquinamento ambientale possa essere resa, almeno in alcune sue parti, anche aperta, fruibile ai cittadini senza dover intervenire con delle bonifiche che metterebbero in qualche modo a rischio. Poi proprio quella vegetazione è il bosco che attualmente è presente. Su questo, già con la precedente governance di Invimit, avevamo condiviso di avviare una sperimentazione, una sperimentazione che avrebbe comportato il fatto che il Comune prendeva in custodia temporaneamente l'area per poter fare questi studi. Ebbene, questo, come in altri casi di aree dismesse soggette a inquinamento ambientale, oggi non è praticabile spe sulla base delle normative nazionali esistenti, perché se il Comune prendesse in carico un'aria con dell'inquinamento ambientale, di fatto prenderebbe incarico dal punto di vista economico delle passività, quindi col rischio di danno erariale. Questo lo dico perché è un'anomalia tutta italiana. Esistono casi nel resto d'Europa, molto simile casa ai Prati di Caprara, il più noto è forse il Natur parte di Berlino, che era un'ex area militare inquinata, vincitore di tutti i premi paesaggistici internazionali più rilevanti, dove a Berlino, per vent'anni hanno fatto delle sperimentazioni per capire proce come erano praticabili processi di Fitto, bonifica e individuare delle aree attraverso delle passerelle sopraelevate che potessero consentire dalla fru la trust, l'avete attraverso abilità e la fruizione dei cittadini delle aree che rimanevano intercluse ai cittadini ma che davano il loro contributo ecologico dopo vent'anni. Oggi questo è un parco a tutti gli effetti, è finita la sperimentazione e adesso è un parco un parco pubblico. Oggi noi in Italia non possiamo fare dei progetti simili, quindi, tra le cose che abbiamo posto come tema a Invimit è A B, oltre al limite delle volumetrie alle caratteristiche che accennavo prima. Abbiamo chiesto nella proposta che ci hanno anticipato ci faranno di tenere in considerazione due aspetti, questo carattere di sperimentazione e di come è possibile tutelare un bosco urbano e dove sono presenti elementi di inquinamento, ma restituirla alla città e ai cittadini e quindi di farsi carico di questa sperimentazione come proprietà perché noi non lo possiamo fare direttamente e, al tempo stesso, di considerare che i prati di Caprara si inseriscono all'interno di un'area della città di carattere assolutamente strategico. Nell'aria abbiamo l'Ospedale Maggiore, abbiamo il il distretto del Ravone, dove proprio attigue Prati di Caprara. Abbiamo l'intervento, che è da poco è stato selezionato dal bando Reinventing Cities abbiamo la Fondazione Golinelli solo per citare alcuni degli aspetti. Dal punto di vista Infra To infrastrutturale, a pochi metri abbia avremo la linea del tram a c'è la stazione dell'SFM dei Prati di Caprara è poco più in là. C'è il distretto del Lazzaretto, con anche il People Mover e stiamo parlando di un'area della città inserita all'interno di quella che abbiamo chiamato via della conoscenza, praticamente a meno di 10 minuti dalla stazione dell'alta velocità a meno di 10 minuti dall'aeroporto. Cioè stiamo parlando di un'area dal carattere assolutamente strategico noi siamo interessati a valutare dei progetti che non pensino solo, come dire, alla rigenerazione dell'area insomma che si inseriscono all'interno di quel quadrante così importante per il futuro per il futuro della città. Ci hanno anticipato che arriverà presto questa proposta. In generale abbiamo notato da parte dell'attuale governance di Invimit un approccio diverso nei confronti della città. Lo voglio ribadire perché, come dire, voglio essere da questo punto di vista ottimista. In genere, queste agenzie dello Stato hanno avuto nei rapporti con la città negli anni scorsi, un atteggiamento come dire, di tipo speculativo, dove l'obiettivo era estrarre valore dalle dalle città e dei territori. Ecco, noi stiamo notando un cambio di passo da questo punto di vista, in queste prime interlocuzioni con Invimit, speriamo che, come dire, si concretizzi no, lo abbiamo notato anche nei rapporti con l'Agenzia del demanio e questo tipo di atteggiamento è decisivo per la rigenerazione urbana non solo della nostra città, ma delle città in genere. Perché non ci dimentichiamo che la maggior parte di queste aree dismesse sono aree dismesse pubbliche, non comunali.
E quindi c'è, come dire, il successo o il fallimento della rigenerazione urbana così importante, se vogliamo portare avanti i processi di trasformazione della città senza consumare suolo a una response trova, come dire, nel pubblico, è una responsabilità fondamentale sulla rigenerazione e, più in generale, se avrò tempo a disposizione, proverò a tornare a tornare dopo.
È.
Il Lazzaretto non è estraneo a questo tipo di ragionamento, dicevo, stiamo parlando di un'area dal carattere assolutamente strategiche Lazzaretto rappresenta di fatto l'ultima grande area della città dove il Comune ha, come dire, una proprietà molto diffusa con delle previsioni non ancora.
Realizzate, e quindi noi abbiamo una responsabilità.
Molto forte su quell'area.
La il, l'area del Lazzaretto, appunto, è stato richiamato nei vostri interventi, ha di fatto un piano particolareggiato che va molto indietro nel tempo, è un po' un problema di quel delle trasformazioni urbanistiche di grandi dimensioni che hanno, come dire, tempi molto lunghi, ma le città non stanno ferma, le città sono organismi vivi, cambiano nel tempo, quindi cambiano i bisogni, cambiano le esigenze, cambiano le priorità e quindi noi ci dobbiamo fare carico di queste nuove esigenze.
In modo particolare, non c'è dubbio che anche in questo caso, l'area del Lazzaretto è un caso abbastanza emblematico delle sfide con cui le città e la nostra città si trova a doversi confrontare, da un lato è il principale serbatoio per potere fare della residenzialità sociale di cui abbiamo tanto bisogno. Voglio continua a richiamare tutte le volte i dati,
Con cui abbiamo fatto l'analisi per il rinnovo della variante del Piano urbanistico generale nel Piano urbanistico generale del 2000, approvato nel 2021, era stato fatto un'analisi con un fabbisogno di 6.000 alloggi ERS in affitto nel corso di un anno, quando abbiamo rinnovato l'analisi per la variante urbanistica. Questo fabbisogno era cresciuto da 6.000 a 7.500 alloggi ERS in affitto. Quindi, da un lato, noi dobbiamo, come tutte le città europee, le città internazionale e dare una risposta alla pressione abitativa, e lì noi abbiamo la maggior parte delle previsioni di intervento pubblico dal punto di vista abitativo, dall'altro l'area del Lazzaretto, ricordiamocelo, un'area come dire in larga parte, come dire già.
Impermeabile perché era una vecchia cava tombata che però, nel corso degli anni, ha visto crescere della vegetazione molto significativa. Noi sappiamo oggi quanto il tema ambientale e climatico, la tutela della del del verde siano oggi un tema decisivo e nella nostra città su questo c'è una sensibilità particolare. Aggiungiamo ci recenti fatti alluvionali dove, proprio in quell'area della città, abbiamo visto come, come dire, le questioni diventano poi concrete nella nella vita di ogni giorno. Per tutte queste ragioni noi pensiamo che sia arrivato il momento per fare un ripensamento complessivo dell'area del dell'area del Lazzaretto, il progetto, il piano particolareggiato che era uscito fuori dal concorso.
Internazionale vinto dallo studio Sartogo.
È stato nel tempo, già di fatto più volte cambiato quando negli anni scorsi è cambiato il progetto edilizio dell'università, della dell'Università di Bologna, è cambiato quando abbiamo cominciato a fare gli interventi di interramento del dell'elettrodotto, insomma, è un progetto che, com'è inevitabile con questi tempi molto lunghi, è cambiato già nel di fatto nel tempo. Ecco, noi pensiamo che sia arrivato il momento per per tutte le ragioni che dicevo prima di ripensare complessivamente, come dire che quell'area.
Se questo comporterà dei cambiamenti dal punto di vista delle previsioni urbanistiche, lo vedremo alla fine di questo processo che noi riteniamo debba essere fatto in un confronto aperto con la città e.
E noi vorremmo avviare questa riflessione dopo l'estate a partire da alcuni punti, da alcuni punti di partenza, che sono la consapevolezza di quelli che sono gli interventi che sono già stati realizzati, perché è vero che ci sono ancora molti interventi, soprattutto quelli di carattere pubblico che devono essere realizzati, ma soprattutto negli ultimi anni, superata la crisi economica che aveva colpito il mondo delle costruzioni bolognese, gli interventi nei lotti privati stanno andando avanti molto velocemente. Quindi cominciare a fare un'analisi di quelli che sono i progetti realizzati o in corso di realizzazione sia di iniziativa privata che di iniziativa pubblica. Io condivido gli interventi che sono stati fatti. Il progetto dell'eco distretto è un progetto portato avanti, è guidato soprattutto dalla vicesindaca.
Emily Clancy è un progetto molto importante per quantità e qualità dell'investimento. Un investimento di quelle proporzioni pubblico da parte del Comune non si vedeva da decenni per il tipo di sfide a cui cerca di dare risposta. La sfida, tanto quella abitativa quanto quella ambientale, perché è un progetto da questo punto di vista molto avanzato, che io credo farà come dire scuola a livello nazionale e internazionale, quindi ciò che già realizzato, ciò che si sta realizzando, quelle che sono le esigenze di cui abbiamo bisogno, le connessioni.
Le connessioni dell'area quella, diciamo nord sud, quella est ovest, come noi siamo in questo mandato. Come sapete, abbiamo ereditato il progetto del People Mover che aveva qualche difficoltà. Abbiamo lavorato per farlo funzionare per migliorare quel progetto. Credo che nei nostri obiettivi ci debba essere quello di renderlo sempre più utile e funzionale alla alla città e poi abbiamo, come dire, il tema di rafforzare la dimensione ecologica, tanto dal punto di vista del verde quanto dal punto di vista idrico. Quindi l'obiettivo è quello di avviare una riflessione aperta con la città a partire da queste coordinate, che noi riteniamo essere quelle fondamentali per fare per quel di quel quartiere e di quell'area un progetto di qualità che risponde ai bisogni attuali della città. Se alla fine di questo percorso capiremo che alcune delle previsioni o alcune delle caratteristiche del Piano Particolareggiato dovranno essere modificate, le affronteremo su questo. Consentitemi, per una volta, di fare il docente, il docente universitario. Cerco di non farlo mai, perché è un ruolo diverso quello che sto svolgendo, però, tra le cose che io insegno ai miei studenti è quando era Juan, quando parlo per esempio di Herbert Marcuse, che è un autore su cui ho lavorato tanti anni Marcuse distingueva tra tecnica e tecnologia, dove la tecnica sono gli strumenti che si utilizzano per intervenire nelle cose dove dice di per sé neutro, li puoi utilizzare in un modo o per un altro, però poi c'è la tecnologia, che è l'orizzonte di senza all'interno del quale gli apparati tecnici a disposizione di una società vengono utilizzati è quello non è neutro, perché ha a che fare col progetto di società che guida quelle trasformazioni. Ecco, io credo che noi sarà perché sono un filosofo io, quando guardo agli strumenti urbanistici, riguardo con questa prospettiva, gli strumenti sono strumenti e li dobbiamo utilizzare per gli obiettivi che vogliamo realizzare se non sono adeguati agli obiettivi che vogliamo realizzare. Lì cambiamo.
Secondo le prassi, le procedure che le leggi e le nostre regole e le regole che ci siamo dati. Abbiamo dati, però quello che è importante è, come dire, l'orizzonte di senso dentro cui queste cose vanno e quindi, nel nostro caso, gli obiettivi politici. Oggi noi abbiamo sicuramente rispetto al passato, una maggiore consapevolezza delle sensibilità ambientali e climatiche, cosa che magari in quel progetto erano declinate in modo diverso perché erano diverse le sensibilità, i bisogni e le esigenze, e la crisi climatica ambientale non era così evidente. Noi oggi abbiamo una sicuramente una maggiore consapevolezza dei rischi idrogeologici di cui il nostro territorio è soggetto e sappiamo che abbiamo una pressione abitativa. È diventata significativa. Quindi, sulla base di questo, noi lavoreremo insieme alla città, perché questo è il metodo che ci siamo dati in questo mandato. Noi le cose le facciamo insieme ai cittadini, senza toglierci, come dire, la responsabilità e la prerogativa di prendere poi delle decisioni. Se alla fine di questo percorso dovremo intervenire sugli strumenti e sulle previsioni, lo faremo. Ecco, però cercherei di vederlo in questa prospettiva, capiamo cosa vogliamo, che cosa serve alla città e poi lavoriamo insieme con gli strumenti, con gli strumenti adeguati e ovviamente stiamo parlando di processi complessi lunghi, perché poi, appunto previsioni, i diritti in essere sono,
E sono cose da non facili da cambiare da intervenire, però abbiamo anche in questo caso una grande chance che molti dei lotti del Lazzaretto sono nostri e quindi abbiamo più spazio per decidere, anche per sperimentare ormai in questi anni, appunto rispetto alle sensibilità, all'uso, la manutenzione del verde. Sono emerse delle esigenze nuove. Magari quello può essere l'occasione per sperimentare delle forme nuove, per esempio di manutenzione e di tutela degli alberi banalmente ancora oggi nei nostri contratti attuali del Global, la distinzione tra parco e bosco è molto complicato. Allora lavorare, intervenire e prendere questa occasione anche per sperimentare delle strade nuove e capire se funzionano, se rispondono ai bisogni di cui ci stiamo interrogando è un'occasione. Da questo punto di vista il Lazzaretto è un'opportunità che dobbiamo provare, che dobbiamo provare a cogliere, diceva un'ultima, un'ultima questione e, più in generale, vorrei ritornare un attimo sui prati di Caprara perché questo mi consente di fare una chiosa in generale sul tema della rigenerazione delle aree delle aree dismesse.
Io la posizione del comitato Rigenerazione no speculazione, la conosco bene sia perché era nota già da tempo, sia perché col Comitato stiamo interloquendo, stiamo interloquendo dall'inizio del mandato,
Credo che il fatto nuovo sia una chiara, esplicita presa di posizione da parte dell'Amministrazione comunale a non prevedere per i prati di Caprara, anche nella parte ovest, un aumento delle volumetrie. È questo l'elemento di novità, perché la posizione del Comitato la conosciamo d'accordo e dirò di più. L'elemento che è politicamente significativo sta nel fatto che l'Amministrazione lo dica perché di per sé la proprietà sulle volumetrie esistente fa un intervento diretto. Poi, certo, ci saranno degli aspetti da condizioni, ma se Invimit vuole fa vuol da sempre, avesse voluto fare un intervento con le volumetrie esistenti. Lo può fare anche se il POC è scaduto, quindi il punto è che non solo quel poco è scaduto, ma noi non intendiamo realizzarlo. È il fatto che inviti dica bene, nonostante io potrei partire domani a fare un intervento con le volumetrie esistenti. Vi voglio presentare un progetto per fare un progetto condiviso con l'Amministrazione con la città. Questi sono due fatti dal mio punto di vista politicamente rilevante, perché lo dico perché io una delle prime mie dichiarazioni ne faccio poche quella volta, come dire a con l'esperienza del passato metà, mi sarei tagliato la lingua era quella di dire questo sarà il mandato in cui sblocchiamo le aree dismesse d'accordo. Ho sperimentato come dire sulla mia pelle che se sono state ferme per vent'anni, ecco, non c'era bisogno che arrivasse Mandrake, che le le sblocca perché c'erano, come dire, delle difficoltà.
Delle difficoltà oggettive delle difficoltà oggettive. Lo lo abbiamo detto in alcuni casi la logica di tipo finanziaria che ha guidato negli anni la cessione delle aree dello Stato alle agenzie pubbliche che li gestiscono e quindi il fatto che le hanno a delle valori nei loro bilanci sostanzialmente fuori mercato. E quindi, piuttosto che fare una minusvalenza, le tengono ferme l'approccio, devo dirlo così prevalentemente speculativo da logica di estrazione di valore dai territori e non di produzione di valore sociale dai territori con cui sono state guidate tutte queste agenzie dello Stato. Negli anni, le assenze di normative a livello nazionale che consentono la rigenerazione urbana, soprattutto rispetto al tema delle bonifiche, la possibilità di avviare degli usi temporanei. Quindi ci sono tutta una serie di difficoltà che noi stiamo sperimentando e che per portare avanti ci hanno per portare avanti quell'obiettivo di cui parlavo prima. Ci hanno costretto anche a fare delle scelte molto forti, a partire da espropriare 110.000 metri quadri alle Ferrovie dello Stato, che è un ossimoro che un Comune si debba trovare in queste condizioni, ma anche le normative vigenti, di fatto ti spingono a dovere muoverti in questo modo. Quindi siamo di fronte ad una difficoltà oggettiva strutturale che non ha a che fare come dire, con la volontà o meno e l'indirizzo politico, l'indirizzo politico e la determinazione ad andare avanti. Comunque, però, nonostante tutte queste difficoltà, vorrei sottolineare perché secondo me questa cosa ancora non è chiara in città che negli ultimi tre anni, su quel tema della rigenerazione delle grandi aree dismesse, è stato fatto più di ciò che era stato fatto negli ultimi vent'anni.
Sono partiti i lavori per la riqualificazione dell'ex scalo ferroviario del Ramona stanno partendo, ma di fatto ormai sono già stati fatti. Gli interventi di bonifica stanno per essere affidati i lavori dal Demanio per i lavori dell'ex caserma Perotti e l'altra metà della della caserma è oggetto del concorso Reinventing Cities abbiamo, avete visto notizia dei giorni scorsi, son partiti gli usi, TEM prima erano già partiti all'ex scalo ferroviario dei lavori, ma son partiti. Da quando è iniziato questo mandato usi temporanea l'ex caserma Masini stanno di fatto sono stati affidati gli usi temporanei per l'ex Caserma Boldrini e avete visto notizie degli ultimi giorni si è avviato con Invimit un ragionamento per usi temporanei alla I Bastardini e altri io.
Grazie Assessore, lei mi spiace finito il tempo.
A questo punto do la parola ai Consiglieri per la dichiarazione di soddisfazione.
Per primo, il Consigliere Di Benedetto prego.
Grazie Presidente, sono parzialmente soddisfatto prima di tutto rilievo che, grazie all'operato del Governo di centrodestra, finalmente si stanno sbloccando quindi delle opere dei cantieri, delle realtà che per decenni sono rimaste bloccate. Come ha detto l'Assessore, il cambio di passo dato dal Governo si vede e si percepisce molto bene dall'altra parte, e manterremo alta l'attenzione perché noi un aumento di volumetrie non significa necessariamente non aumento di terreno che viene impermeabilizzato, ed è su questo però che bisogna tenere alta l'attenzione. Non ci vogliono nuove cementificazioni perché, sennò, dietro tante belle parole rischia di nascondersi quella che poi una cementificazione civica, se vogliamo bene, staremo attenti a tutelare Bologna e i bolognesi e soprattutto a dare voce a tutti quei cittadini che vogliono poter dire la loro che hanno difeso i prati di Caprara nel tempo che vogliono poter tutelare un'area importante per la città. Ci auguriamo che i percorsi aperti è arrivino davvero grazie Presidente, grazie Consigliere, parola adesso il Consigliere Begaj.
Grazie Presidente, grazie all'assessore sono soddisfatto della risposta e siccome siamo noi a in Aula, non siamo su TikTok, perché forse qualcuno sta su TikTok. Io ho ascoltato la risposta diversa all'assessore che non ha mai citato tale e tessuto le lodi del Governo, ma forse qualcuno appunto stava su TikTok. Io credo che appunto parlare di cementificazione da chi invece da partiti che stanno facendo esattamente tutt'altro con le proprie norme, con le proprie proposte lo trovo piuttosto surreale, ma, stando alla risposta dell'Assessore, io credo che appunto noi non possiamo sbagliare. Questo tipo di trasformazioni urbanistiche sono troppo importanti e il metodo è merito. Quello che ha descritto l'Assessore e come metodo è quello che noi dobbiamo fare perché ci porterà, ci porterà anche a fare le cose giuste nel merito. Quindi sarà un lavoro duro, non semplice, però io credo che noi dobbiamo portarlo avanti e che ce la possiamo fare grazie.
Grazie consigliere, ricordo sempre che il minuto è per rispondere alla risposta dell'Assessore, non per fare commenti su interventi di altri colleghi, la prossima e la Consigliere Larghetti, prego, grazie Presidente, sono molto soddisfatta della risposta dell'Assessore che ci ha chiarito in maniera è vero che noi conosciamo già la posizione del Comitato, però credo che a livello cittadino sia importante dire queste cose con estrema chiarezza ogni volta che c'è l'occasione la posizione del comitato Rigenerazione no, speculazione di mantenere le volumetrie esistenti in caso di una riqualificazione urbanistica,
Della zona, appunto già cementificata dei prati. Conservare la parte di bosco era. La posizione del comitato era la posizione di Coalizione civica, molto modestamente dai banchi dell'opposizione nello scorso mandato è diventata la posizione di mandato che è stata eseguita respingendo, diciamo di fatto un progetto che prevedeva un aumento di volumetrie e ora c'è un dialogo positivo anche con la proprietà. Invimit che sta venendo su questa posizione, cioè io credo che questo è la dimostrazione che fare lotte serie con i cittadini porta risultati, mentre fare provocazioni vuote, dimostrando di non saper stare in Aula. Presidente, mi scusi, ma veramente credo che non.
Grazie consigliere, il tempo è terminato, ma allora, ripeto, il minuto di soddisfazione serve a replicare alla risposta data dall'Assessore, ecco, allora utilizziamo il tempo, come è concesso dal Regolamento, grazie il prossimo Consigliere per la dichiarazione di soddisfazione al consigliere Mazzanti prego,
Sì, grazie, mi ritengo soddisfatto, naturalmente, sul Lazzaretto per la parte che è prevalentemente come il professore di nostra proprietà, credo che dovremmo guardarlo bene con gli occhi della festa, anche perché sono aree che hanno avuto dei sconvolgimenti notevoli, quasi tutte cave, quindi facciamo un'operazione fatta bene, riservando però un occhio di riguardo così come avete fatto con il nuovo progetto dei 250 alloggi, all'edilizia sociale, all'edilizia pubblica questa corsia e alla salvaguardia dei due corsi d'acqua, che sono i due percorsi di naturalizzazione dell'ambito per quel che riguarda pratiche. Parlare che dire?
Avanti sottoscrivo sempre però, a un fatto, a un fatto chiaro nel momento in cui si fanno isole pedonali o quant'altro, ricordatevi che la legge ci impone alla bonifica del sottosuolo, le esperienze di Berlino interessantissima, i tedeschi in questo ci hanno insegnato come si naturaliter dove c'è pesante inquinamenti, ma vanno fatti bene perché le facilonerie che ho sentito sulle aree sono ridi.
Perfetto e ringraziamo l'Assessore Laudani, grazie per la presenza delle risposte in Aula, procediamo, chiedo ai colleghi di fare silenzio in Aula, grazie, passiamo alla domanda numero 4 e sono, riprendiamo le domande che sono rivolte al Sindaco e che riceveranno risposta scritta la numero 4 è posta dal consigliere Venturi,
Non lo vedo in Aula.
Quindi decade la domanda mi dispiace e la prossima numero 5 è della consigliera, Scarano rivolta al Sindaco, sul tema Gran Tour e ricavi minori, prego consigliera.
Sì, grazie Presidente, penso che su questa tematica occorra un attimo fermarsi e ragionare, anche con con la Giunta a avere un momento di confronto non solo in quest'Aula e mi dispiace che oggi non sia possibile averlo, ma anche in altri contesti come in Commissione consiliare perché perché il Comune di Bologna, su questa partita, ha da sempre giocato un ruolo importante a in maniera molto forte e convinta e quindi anche decisiva per la realizzazione del progetto, appoggiato la creazione di questo grande spazio proprio dando a titolo gratuito un'area che è giusto ricordare, ha un valore di circa 55 milioni di euro nonché poi tutta la parte, anche a seguito. Anche la parte urbanistica che c'è dietro, quindi, è un progetto su cui il Comune di Bologna.
Già oltre una decina d'anni fa il primo mandato del Sindaco, il Sindaco Merola, ha scelto di investire i propri soldi pubblici e appoggiare fortemente, con delle ambizioni molto molto alto, che appunto provavano a giustificare un progetto che invece, se si fosse analizzato con più attenzione, con più lungimiranza e anche con più competenza in materia, si sarebbe potuto capire che così importante con i numeri che all'epoca ricordo benissimo, vennero proprio sbandierati proprio alla cittadinanza polo Niese per giustificare un simile investimento non potevano esserci né allora né in seguito. Adesso la situazione doveva nascere circa 10 anni fa è partito c'eravamo parecchi noi all'inaugurazione novembre 2017, sono passati quasi otto anni, c'è stata una chiusura, un cambiamento della compagine, una.
Un secondo tentativo che sa tristemente pericolosamente naufragando e ci sono delle aspettative, però aspettative importanti. Uno è quella della fermata del tram, che però non sarà sicuramente realizzata da qui a pochi mesi. E un altro che sarebbe già dovuta partire, perché ricordiamo bene che il bando per la riqualificazione del Dall'Ara e la costruzione dello stadio temporaneo, se avessimo ascoltato quello che è stato detto già nel 2024, sarebbe già dovuto esserci con un cantiere già aperto presso il CAB, cosa che anche questa sembrano Fragale. Quindi io chiedo alla Giunta che ha più informazioni e più poteri decisionali, sicuramente della sottoscritta, qualcosa nel merito e soprattutto di dire una volta per tutte, se c'è ancora qualche remote vaga possibilità dello stadio temporaneo in quell'area. Perché comunque questo tassello era importante per il rilancio di FICO e se non ci fosse, dobbiamo veramente ragionare. Qual è la posizione del Comune ripeto, su un progetto che sta prendendo veramente dei risvolti agghiaccianti dal termine. Vista economico-finanziario, ma anche di immagine del Comune di Bologna, che tanto si è speso e si spende ancora.
Grazie consigliera, come detto, riceverà appunto risposta scritta, la prossima domanda, sempre rivolta al Sindaco, era numero 6 e posta dal consigliere Mazzanti sul tema Postacchini sul futuro dell'aeroporto Marconi prego, Consigliere.
Sì velocissimo, debbo dire che si sono svegliati improvvisamente quelli che fino all'altro giorno ero incontro il polo regionale. Abbiamo sentito questa intervista di questa china benissimo, mi fa felice, anche se loro vedevano il polo regionale come la peste bubbonica, ma soprattutto il risveglio del grosso esponente di Fratelli d'Italia, no, che da Sottosegretario oggi capogruppo di Fratelli d'Italia, è uscito dicendo ma il polo regionale A e 2 e questo è già il secondo risveglio. Speriamo che ce ne siano altri che si vada in questa direzione nel modo più veloce possibile. La domanda e il Sindaco è una valutazione su questo e a che punto siamo rispetto alla nostra posizione da questo punto di vista, anche perché chi non sa mai che improvvisamente, queste persone questi è e soprattutto l'ex sottosegretario del MiTE, che anche lui non abbia un altro colpo d'ala e improvvisamente si è svegliato dal suo torpore e tra che te arriverà anche il rispetto della priva della virata stretta, il contenimento del rumore diurno, il la regolamentazione, come prima proposta ENAC e quant'altro. Comunque, andremo anche noi al convegno recente, che faranno e come i cittadini a dire la nostra, in quel convegno. Grazie.
Grazie Consigliere, passiamo alla domanda numero 7 poste dal consigliere Caracciolo, sempre rivolta al Sindaco sul tema cow, pochissimi accessi durante le ore notturne prego.
Grazie Presidente, dunque, parlando dei cow, fece un gran parlare all'inizio dell'installazione di questo nuovo sistema di cura dei cittadini.
Noi del gruppo di Fratelli d'Italia eravamo scettici a proposito.
Col passare dei giorni.
Ci si è resi conto che il servizio notturno dei cow è effettive effettivamente in a non funzionante, perché la cittadinanza si rivolge costantemente al pronto soccorso, quindi solamente tre persone in media durante la notte vanno ai CAA farsi visitare ai cow, quindi devo dire che è una specie non dico di fallimento perché tutte,
Le operazioni vanno intraprese e studiate, però in tema di Cao devo dire che il servizio notturno non fornisce assolutamente soddisfazione alla cittadinanza,
Ci torno a ribadire che il caos, solo una sperimentazione molto importante ed efficace, che stanno limitando gli accessi nei pronto soccorso dei codici bianchi e verdi durante le ore della giornata, ma di notte, non si risolve nulla.
Non si parla di fallimento, ma di evoluzione nell'ambito delle prestazioni, il numero i numeri che si sono evidenziati non hanno in ca incoraggiato il potenziamento i quali causano, hanno, tocca, hanno toccato ribasso, se non in minima parte, le prestazioni notturne, gran parte degli accessi si esaurisce tra le 8 e le 22 la legge attorno alla quale ruota alla riorganizzazione del sistema sanitario non solo bolognese ma dell'intera regione è dato dalle aggregazioni funzionali territoriali costituite dai medici di medicina generale che dovrebbero fornire un'assistenza di guardia medica.
Leone nel tour nelle zone appenniniche, quindi si parla di sostituire.
Il cavo notturni, con delle aggregazioni di medici di medici di medicina generale che dovrebbero fornire questa assistenza di guardia notturna.
Io chiedo pertanto al Sindaco e alla Giunta di voler indire una riunione con i responsabili del servizio sanitario regionale allo scopo di esaminare la problematica dei caos dei pronto soccorso con maggiori dati disponibili, cioè la cittadinanza deve conoscere se questi caos che hanno comportato un ulteriore costo per la sanità sono o meno funzionali di richiedere all'Assessorato competente regionale le eventuali soluzioni alternative. Quello che prima ho detto aggregazioni di medici di medicina generale di consentire al generale riorganizzazione che vengono diminuiti i tempi di attesa, i quali, in ogni caso, hanno indotto alla costituzione del CAL. Quindi, se il caos sono.
Stati ideati e messi in opera per migliorare il servizio, debbo dire che purtroppo, questo risultato non è stato ottenuto grazie.
Grazie Consigliere la prossima domanda.
Anzi, le prossime domande sono invece rivolte all'Assessora Madrid riceveranno comunque risposta scritta la prossima è la numero 8 è posta dalla consigliera Foresti Fontana, come doccia, prego consigliera,
Sì, grazie Presidente e dagli organi di stampa e sono emerse diverse segnalazioni a proposito di un uomo che mercoledì in pieno giorno, indossando solo le mutande, si faceva la doccia con tanto di insaponata shampo nella fontana di piazza Trento, Trieste e Fontana, che a pochissimi metri dalla strada e quindi visibile da tutti quelli che in quel momento erano di passaggio, purtroppo in città diverse sono le persone che utilizzano spazi pubblici come bagno a cielo aperto e come ad esempio il Voltone del Podestà, dove i muri sono spesso imbrattati di urina e situazioni che abbiamo già segnalato da a marzo. Quindi volevo un parere politico amministrativo della Giunta e sapere se si ritenga accettabile che accadano situazioni di questo tipo e quali azioni si intendano mettere in atto per evitare tutto questo aspetto. Una risposta scritta. Grazie, Presidente.
Grazie consigliera, la prossima domanda, sempre per l'assessore a Madrid e posta dalla consigliera Quercioli sul tema degrado, e non solo in via del Pratello prego consigliera.
Grazie Presidente, intervengo oggi per portare all'attenzione di quest'Aula una situazione che riguarda un'area centrale della nostra città e via del Pratello e le vie limitrofe come via Calari via Santa Croce e la piazza davanti alla basilica ortodossa. Infatti, nei giorni scorsi sono apparsi diversi articoli di stampa che riportano l'iniziativa dei residenti del civico 107 di via del Pratello che, esasperati da una condizione quotidiana di degrado e di insicurezza, hanno di fatto presentato un esposto corredato da fotografie e indirizzato e non solo al Comune, ma alla Prefettura, alla Questura, al Comando dei Carabinieri e anche alla Polizia locale. Nell'esposto si denunciano comportamenti ormai reiterati di bivacco disturbo della quiete pubblica consumo e spaccio di sostanze stupefacenti, atti di vandalismo, tra cui il danneggiamento anche delle auto in sosta e il lancio di bottiglie e un costante imbrattamento dei muri e della pavimentazione sotto il portico. Si tratta, come sappiamo, di una zona già nota per criticità nelle ore serali serali e notturne. Eppure, nonostante le segnalazioni continue, i problemi restano irrisolti.
È comprensibile e quindi la frustrazione dei residenti che si sentono abbandonati dalle istituzioni. Per questo motivo chiedo al Sindaco e alla Giunta se innanzitutto l'Amministrazione ha già ricevuto formalmente l'esposto e quali azioni intende mettere in campo, anche in collaborazione con le forze dell'ordine, per ristabilire condizioni accettabili di vivibilità e sicurezza, a partire appunto da un rafforzamento dei controlli serali e notturni. Mi auguro che da parte dell'Assessore dell'Amministrazione arrivi una risposta concreta, perché penso che è il diritto di questi cittadini. Deve essere tutelato con particolare attenzione, appunto, a quelle zone dove gli stessi segnalano da tempi criticità per persistenti. Grazie, Presidente.
Grazie consigliera. La prossima domanda, la numero 10 posta dal consigliere Di Benedetto all'Assessora Madrid sul tema degrado in via del Pratello prego, grazie Presidente. Prima di tutto ci tengo a dire che concordo. Sottoscrivo con quanto detto dalla collega che mi ha preceduto sul medesimo tema e ci tengo a dire che, in via del Pratello, stiamo assistendo a un progressivo abbandono da parte dell'Amministrazione. Prima la parte per la festa del 25 aprile in cui residenti sono sostanzialmente obbligati a curarsi in caso di difendersi da quello che il Comune permette. Oggi questo ora questo costretti a un esposto, quindi chiedo all'Amministrazione intende tutelare i residenti e coloro che vivono in via del Pratello o ha deciso di considerarli come persone di serie B, che saranno poi costretti, un giorno ad abbandonare la propria dimora perché non più tutelati da parte di chi governa la città. Attendiamo una risposta alla scelta dell'Amministrazione di non presentarsi e non rispondere alle domande dei Consiglieri emblematica. Ci auguriamo che i fatti, almeno questa volta, ci smentiscano. Grazie Presidente,
Grazie Consigliere riceverà risposta scritta la prossima domanda, sempre per l'Assessore Madrid, è posta dalla consigliera Scarano la numero 11 sul tema disagi e preoccupazione nella zona alta di via del Pratello, prego consigliera sì, e volevo un attimo capire dalla Giunta, infatti leggerò con attenzione e poi la risposta che mi arriverà dall'assessore a Madrid,
Se avessero, diciamo conoscenza di questa situazione, purtroppo non nuova in città, soprattutto negli ultimi anni, ma sicuramente nuova nel senso che si è presentato soprattutto nell'ultimo mese, Ecco perché ha destato forte preoccupazione e anche rabbia da parte della cittadinanza che vive la parte alta di via del Pratello. Nello specifico, diciamo l'ultima zona che poi va più prossima ai viali di circonvallazione e quindi famiglie che preoccupate perché spesso lasciavano anche i bambini, giocare, ma nel weekend, quella zona da dall'imbrunire fino all'alba diventate road nessuno, arrivano anche lì decine centinaia di ragazzi e succede di tutto. Quindi volevo un attimo capire se la situazione, siccome hanno presentato un esposto al Comune di Bologna, fosse stata presa in carico, portata casomai al tavolo della sicurezza, in cui si discute appunto delle zone calde della in città e anche degli interventi da pianificare per poter gestire, tamponarla. Volevo un attimo capire quali fossero le azioni che l'Amministrazione avesse intenzione di mettere in campo. Grazie.
Grazie consigliera, la prossima alla domanda numero 12 rivolte dal Consigliere Di Benedetto all'Assessore Madrid, sul tema sicurezza area Stazione prego Consigliere.
Grazie Presidente con questo intervento e vado a parlare di quanto accaduto in stazione e una bambina di nove anni e presa a calci da un soggetto che da tempo sta ivi stazionava uno di quei soggetti, magari importati negli anni in Italia, a contribuire alle nostre pensioni da parte dei Governi di centrosinistra che poi si è ritrovato a Bologna a prendere a calci una bambina di nove anni. Queste sono i frutti maturi delle politiche immigrazionista e volute dalla sinistra. Ora chiediamo se l'Amministrazione intende prendere delle scelte. Mi spiace che qualcuno sbattere i pugni, però questa è la realtà di quello che è accaduto, quindi e chiedo anche di rispettare i colleghi mentre stanno intervenendo e invece che di preoccuparsi di attaccare il sottoscritto o di fare i veneti.
Chiedo cortesemente chiedo cortesemente ai colleghi di fare silenzio e di lasciare concludere il Consigliere. Grazie allora chi però, chi continua a disturbare, non fare silenzio e lo faccio portar fuori dalla Polizia locale, quindi per cortesia un po' di rispetto.
Grazie Presidente di portare rispetto anche a quest'Aula e ai cittadini che noi qui rappresentiamo e invece che preoccuparsi di quello che diciamo qui, andare a rispondere a rendere conto anche i genitori di quanto accaduto e a prendere misure per la tutela della città, dei cittadini e dei bambini di Bologna perché questi episodi non devono accadere e non devono ripetersi mai più prendetevi cura della città di cui siete responsabili, grazie Presidente.
Grazie Consigliere.
Adesso abbiamo le domande,
Che sono di pertinenza dell'assessore Campagnoli, a coloro vedesse, grazie è arrivata grazie, buongiorno Assessore.
Allora partiamo con la numero 13, che è posta dalla consigliera Periccioli e sul tema nuove timbrati, l'ICT per la tecnologia deve agevolare e non ostacolare prego consigliera, grazie Presidente, ringrazio l'Assessore.
Oggi desidero riportare all'attenzione dell'Assessore una questione che sta sollevando veramente tantissimi dubbi e difficoltà tra molti utenti del trasporto pubblico, e parlo delle nuove macchinette di timbratura che stanno, come dicevo poco fa, veramente arrecando notevoli difficoltà agli utenti, in particolare nei confronti dei soggetti più fragili, in questi giorni abbiamo appreso.
Che TPER ha promosso un'intera settimana di iniziative informative a bordo dei bus negli info point del centro e persino nell'ex biglietteria di Palazzo Renzo per aiutare i viaggiatori a familiarizzare con questo nuovo sistema che poi così nuovo oramai non lo è già più perché ormai.
Qualche mese, se non ricordo male e che è stato attivato un'iniziativa sicuramente lodevole nelle intenzioni ma Kirill e va anche la necessità di colmare una distanza tra innovazione tecnologica e reale fruibilità quotidiana. Infatti, molti cittadini segnalano una difficoltà concreta. La timbratura in movimento, una operazione che può sembrare banale, ma che si rivelò rivela tutt'altro che agevole, soprattutto su autobus affollati in corsa in condizioni che mettono a rischio l'equilibrio e la sicurezza.
Penso agli anziani, alle persone con mobilità ridotta, ai genitori coi bambini piccoli, ma anche agli utenti, occasionali o turisti. Il rischio concreto, insomma, è un sistema pensato per modernizzare il trasporto pubblico venga invece percepito come scomodo macchinoso e persino penalizzante. Quindi chiedo all'Assessore quali valutazioni preliminari siano state fatte prima di introdurre il nuovo biglietto con quel code sulla reale praticabilità della timbratura in movimento. Se l'Amministrazione intende monitorare attentamente l'efficacia e la fruibilità del nuovo sistema, infine, se non si ritenga opportuno rivedere e integrare il sistema attuale con modalità di convalida più semplici e intuitive e accessibili e capaci di garantire davvero equità e facilità d'uso per tutti, grazie, grazie, consigliera, parola all'Assessore, campanello per la risposta. Grazie Presidente. Buongiorno a tutte le consiglieri e le consigliere e consiglieri, la segreteria generale.
Ringrazio la consigliera Quercioli per l'attenzione che ripone sul tema del nuove modalità di oblitera Tura dei biglietti di trasporto di TPER, e la ringrazio anche per aver dato atto di questo ulteriore sforzo che avevamo già anticipato né nelle precedenti sedute di question time, in cui erano state poste domande analoghe rispetto al lavoro che come Amministrazione avevamo chiesto a TPER di mettere in campo per aumentare l'offerta informativa.
Nei confronti degli utenti e soprattutto nei confronti degli utenti più fragili, tenuto conto del cosiddetto digital divide, e il fatto che stiamo proprio in questi giorni affrontando questa campagna così importante di comunicazione va esattamente nella direzione auspicata TPER, tra l'altro, ha sempre esplicitato chiaramente che il passaggio al sistema qualcosa rappresenta un tassello di un mosaico più complessivo. Che cosa sta conducendo a larghi passi verso più moderni sistemi di validazione a bordo degli autobus, anche nelle logiche di crescente?
Digitalizzazione e di riduzione del consumo di carta e miglioramento dell'esperienza di viaggio e soprattutto di facilitazione dei pagamenti. L'azienda, al contempo, ha da sempre operato per introdurre i cambiamenti in modo graduale, accompagnandoli anche con Hassen azioni di assistenza come quelli di cui stavamo discutendo proprio poc'anzi. Ciò ovviamente non rende nessun sistema immune dalle inevitabili difficoltà di adattamento, soprattutto quando si va ad intervenire su abitudini consolidate come erano quelle della timbratura dei biglietti, andando indietro con la memoria. Infatti, il passaggio dei vecchi sistemi a quelli per l'epoca più moderni a banda magnetica, oggi o abbandonati, e aveva portato ad obiezioni e ha richiesto un tempo di comprensione da parte dell'utenza che ha dovuto anche in quell'occasione modificare le proprie abitudini. Ricordo anche che quel tipo di oblitera dura spesso aveva dei problemi di inceppamento di timbratura, quindi non era immune anche da problematiche. È proprio l'introduzione di queste nuove forme di timbratura vanno nella di oblitera dura vanno nella direzione di risolvere anche dei problemi che in passato c'erano.
Come abbiamo detto, nei prossimi giorni ci sarà questa attività di comunicazione, ma ci sarà anche l'introduzione di un nuovo tassello, vale a dire una aggiornamento della applicazione. Roger, e ci saranno anche ulteriori novità che andremo a presentare più avanti proprio per andare incontro alle difficoltà che ci sono state rappresentate e a un raggiungimento di una maggiore fruibilità da parte degli utenti del trasporto pubblico. Anche del sistema di validazione.
Relativamente, infine, i timori sul fatto che la tecnologia COIR code sia o meno completamente compatibile con i sistemi di validazione di del trasporto pubblico locale giù mi giova ricordare invece, che questa tecnologia trova da tempo efficace applicazione in molteplici contesti nazionali e internazionali, è proprio nell'ambito della mobilità pubblica e condivisa TPER ha più volte spiegato, tra l'altro, che proprio.
Con l'annuncio di questa campagna di informazione, il primo problema riscontrato da parte dell'utenza e il posizionamento del del biglietto in corrispondenza del lettore, perché a volte viene posto troppo vicino, a volte viene posto troppo lontano, quindi non c'è tanto un problema di mezzo in movimento quando di posizionamento del del biglietto in corrispondenza del lettore ottico e quindi da qui nasce anche la campagna comunicativa che sicuramente spiegando meglio all'utenza come deve essere posizionati biglietto è superata. Quindi questa fase di adattamento siamo certi, porterà a un miglioramento della situazione generalizzata, a cui si aggiungeranno queste novità che ho testé ha anticipato una sull'implementazione della progenie e le altre che saranno in corso di implementazione che presenteremo appena disponibili grazie ancora consigliera per l'attenzione per la domanda.
Grazie Assessore Parola alla consigliera per la dichiarazione di soddisfazione. Grazie, Presidente sinceramente Assessore. Non sono particolarmente soddisfatta perché credo che anche questa campagna informativa non non possa bastare e non sia assolutamente sufficiente, perché, appunto non risponde pienamente a quelle che sono le criticità sollevate dai cittadini e che mi hanno portato a ripresentare questa domanda. Il fatto che si punti solo sull'abituare gli utenti a un sistema potenzialmente problematico, senza interrogarsi invece in fondo sulla sua effettiva praticabilità e credo che non sia sicuramente è una un aspetto positivo, e invece credo che occorra rimettere al centro le persone fragili, cioè le non. Il sistema non può essere il punto centrale. Rimettiamo al centro le persone e sosteniamo le persone in questo e in questa situazione, per cui, per.
Grazie consigliera, purtroppo è terminato il tempo, la prossima domanda è la numero 14, posta dalla consigliera Foresti sempre all'Assessore Campaniello, sul tema bus corse che saltano e l'arrivo delle alte temperature prego.
Sì, grazie Presidente, intervengo sempre su una lettera pubblicata in questo caso una signora parlando del cambio degli orari, riferendosi agli orari estivi dei bus, e dice che tanto vale toglierlo direttamente visti i continui ritardi. La signora nel nella lettera racconta l'esempio della linea 33 e di un pomeriggio, in cui tre corse sono saltate per arrivare poi tre autobus contemporaneamente, considerando anche l'aumento dei costi dei biglietti. Volevo sapere dall'assessore di riferimento e come pensa di poter risolvere questi disagi vissuti dai cittadini, nell'ottica soprattutto delle persone fragili, ma anche visto l'arrivo delle alte temperature. Grazie Presidente, grazie consigliera. Parola all'Assessore per la risposta.
Grazie consigliera Foresti, la ringrazio davvero la risposta a questa domanda forse meriterebbe veramente un seminario, più che una una risposta in question time, perché il tema dell'accodamento degli autobus e uno dei problemi che ci siamo posti quando abbiamo cercato delle soluzioni di tipo trasportistico all'interno della nostra città capaci di evitare che si creassero fenomeni di questo tipo fenomeni di questo tipo hanno due origini, la prima contingente per la situazione in cui ci troviamo, legate ai cantieri e ai lavori del tram, al fatto che,
La Garisenda e è chiusa e quindi quella importante arteria ha dovuto modificare anche il trasporto pubblico con la deviazione di numerose linee di autobus, il ponte lungo e potrei continuare nell'elenco il secondo che noi ci troviamo in una situazione in cui il nostro trasporto pubblico è raggiunto al punto in cui non avremmo potuto implementarlo in nessuna misura diversa se non una di tipo infrastrutturale.
Quindi alla domanda se, aumentando il numero degli autobus, avremmo potuto ovviare rispetto a problemi al progetto del tram. La risposta è no. Proprio per questo motivo, perché mettere ulteriori autobus sul servizio pubblico avrebbe portato a situazioni molto più simile a quella che lei ci ha descritto con il fenomeno del cosiddetto accodamento, vale a dire autobus che tardano alcune corse e poi arrivano in Serie uno dietro all'altro, quindi gli autobus ci sono, non è che mancano, però risentendo delle condizioni del traffico. Purtroppo si trovano in questa in questa situazione. Ora noi siamo in una fase eccezionale perché è importante. Il lavoro di trasformazione della nostra città comporta anche dei disagi per quanto riguarda il il trasporto pubblico, però la soluzione alle questioni che ci troviamo ad affrontare e con ogni probabilità avremmo affrontato magari con dei toni e dei numeri diversi rispetto a questi, ma ci sarebbero stati comunque trova soluzione nel tram, cioè il tram sarà la nostra linea portante con una capacità trasportistica molto più significativa rispetto a quella degli autobus. Elimineremo traffico su strada dal punto di vista del del trasporto pubblico su gomma, e molto probabilmente noi stimiamo il 30% anche delle macchine, perché rendendo concorrenziale il trasporto pubblico, la gente avrà sicuramente un'alternativa più valida nel trasporto pubblico che a utilizzare il mezzo privato e quindi l'obiettivo lo raggiungeremo, però è chiaro che non lo si può raggiungere.
È purtroppo dall'oggi al domani. Occorre un periodo di transizione che appunto quello dell'effettuazione di questo piano infrastrutturale, così importante per la nostra città e per il sistema del trasporto pubblico realizzato, il quale io sono certo che domande di question time di questo tipo non ce ne saranno più in futuro, perché avremmo risolto definitivamente questo questo? Questo problema e quindi le persone troveranno nel trasporto pubblico l'altra risposta effettiva alle loro esigenze, senza avere più problemi di corse saltate o ritardi sulle linee. È un periodo. Siamo nella parte più critica di questa di questo di questo percorso, perché vediamo i disagi, ma non vediamo ancora i benefici. Appena il rapporto benefici disagi si invertirà la prospettiva alla sarà sicuramente tutta un'altra. Grazie ancora per per la sua domanda che unisco a quelle dei suoi colleghi sul tema trasferire al rilancio, ancora una volta nei confronti del Presidente della Commissione Mazzanti l'opportunità di fare un'udienza conoscitiva per parlare approfonditamente del perché abbiamo scelto il tram a Bologna, perché vale la pena al riparo, parlarne ancora e valutare anche insieme perché questa scelta trasportistica e non ha altre come potevano essere anche quella della metropolitana.
Ritagliate cucite su misura su quelle che sono le esigenze della nostra città. Secondo me faremmo un lavoro molto utile al Consiglio comunale, anche una rinfrescata di memoria anche alla città di Bologna, che ciclicamente questa domanda se la pone.
Grazie Assessore Parola alla consigliera Foresti per la dichiarazione di soddisfazione, grazie Presidente e ringrazio l'Assessore per la risposta, non sono soddisfatta e se non perché l'assessore ha detto che si si riconosce e vede i disagi, quindi questo lo apprezzo nel senso che e riconosco l'onestà intellettuale da questo punto di vista, quindi, quello che non capisco è come poter dire che siamo in una fase eccezionale e lei, nella sua risposta mi ha parlato di un futuro x non mi ha risposto alla domanda, era riferita all'estate e non era in un futuro.
Prossimo, insomma, diciamo così, quindi eh capisco, siamo in una fase eccezionale, però i disagi sono vissuti adesso dai cittadini e quindi mi aspettavo comunque una risposta sul presente e non sul futuro. Ecco, grazie Presidente,
Grazie consigliera, la prossima domanda è la numero 15 è posta dal consigliere Venturi, progetto passante prego, Consigliere, grazie Presidente, grazie all'assessore Campaniello che, come sempre in Aula, cosa che apprezziamo molto, negli ultimi giorni l'assessore è tornata all'attenzione pubblica grazie a un'intervista rilasciata dall'ingegner Giovanni Salizzoni che lei conoscerà bene una proposta alternativa alla realizzazione del nuovo passante di mezzo una proposta vede Assessore che merita attenzione rispetto,
Tanto per la competenza tecnica da cui nasce quanto per il realismo con cui guarda alla complessità dei cantieri futuri.
Salizzoni che, ricordo essere stato vicesindaco con delega alla Mobilità della giunta Guazzaloca, definisce scellerata l'ipotesi oggi, in campo del Passante di mezzo, costi stimati attorno ai 3,5 miliardi di euro, tempi lunghi almeno cinque anni di cantieri, impatti enormi sulla vita della città, tutte cose che ci siamo detti e ridetti tante volte. In alternativa, l'ingegnere propone una liberalizzazione controllata delle corsie tra tangenziale e autostrada, sfruttando tecnologie esistenti per la gestione del traffico dei controlli della targa e quindi anche la problematica del controllo della targa che è stato sollevato potrebbe essere arginato e superato. Parliamo assessore di un intervento sicuramente meno impattante, più veloce, si parla di due anni e con dei costi decisamente più contenuti, ed è quello che oggi le categorie, i cittadini di Bologna, tutti quanti ci chiedono, ovvero di procedere, di procedere però con un progetto che sia lungimirante, che sia di facile e veloce realizzazione e con dei costi che siano sostenibili, cosa che oggi un passante di mezzo, diciamocelo chiaramente, sembra non esserlo.
Quindi parliamo di costi decisamente più contenuti, circa 400 milioni di euro a fronte di 12 corsie complessive, si potrebbe così ottenere un flusso di traffico più efficiente senza paralizzare Bologna e i bolognesi, cosa che invece, con un passante di mezzo di nuova generazione, come vogliamo chiamarlo si andrebbe a fare e questi lavori andrebbero comunque ulteriormente ad aggravare una situazione estremamente complicata, complessa, legata a tutti i lavori che, per un motivo o per l'altro, stanno vedendo vittima alla nostra città, in primis i lavori del tram.
Quindi, alla luce di questa proposta che è stata fatta una proposta, credo concreta di buonsenso, che riapre un dibattito che si è protratto sicuramente per troppo tempo, lo ricordo che ci sono dei colleghi in quest'Aula che lo sanno bene anche meglio di me per questioni anagrafiche per questioni di militanza storiche all'interno del Consiglio comunale il dibattito sul passante di mezzo ha paralizzato la nostra città da anni e anni e oggi le categorie, chi lavora Bologna, chi vive a Bologna, chi attraversa Bologna, che lo ricordo a essere un nodo strategico non solo per la città ma il Passante rappresenta un nodo strategico tra il nord e il sud d'Italia e d'Europa è un passante da fare.
Si tratta di trovare una soluzione che sia realizzabile. È stato affrontato prima il passante nord, poi il passante a sud, per il quale siamo stati sempre molto a favore. Però ci avete raccontato che in galleria non si poteva scavare e che era un problema eccessivo. Avete portato avanti il passante di mezzo, che oggi però non è economicamente sostenibile per questioni legate dei prezzi e dei costi che sono incrementate a dismisura. L'ingegnere selezioni che una persona pratica rilancia. Questa proposta rilancia il fatto di eliminare i guardrail, di andare a ripianare i livelli di autostrada tangenziale e con lavori ridotti, se non minimi e con una spesa che è niente rispetto a quanto invece si prevede per un passante di mezzo con soli 400 milioni, che è una cifra irrisoria per la portata e l'importanza dell'opera. Andare finalmente a sbloccare qualcosa e quindi banalizzare autostrada tangenziale e permettere finalmente di fluidificare un'opera che altrimenti non si fa. Diciamocelo chiaramente in un modo o nell'altro, rischia di essere bloccata, e quindi la nostra città e il traffico Nord Sud Europa di essere paralizzato e di continuare in un dibattito politico infinito che ha visto delle parti contrapposte. Allora vogliamo veramente fare qualcosa, vogliamo cercare di fare uno step in più e qui arriva la domanda, ovvero alla luce di questa proposta concreta, chiedo a lei Assessore in primis, chiedo all'Assessore al sindaco Lepore come valutate questa alternativa e se si intenda aprire veramente un tavolo di confronto serio sul tema, coinvolgendo tecnici ed esperti nell'interesse dei cittadini per non lasciare incompiuta un'opera che sappiamo tutti, altrimenti che rimarrà ferma peraltro chissà quanti anni, mentre ormai la nostra città non se lo può più permettere, perché perdere delle ore in autostrada e in tangenziale bloccati è quanto di più sbagliato si possa fare e allo stesso tempo un passante di mezzo porta ulteriore traffico a contatto con le case, inquinamento a contatto con le case, rischi a contatto con i. Nostri concittadini. Mi interessa una sua opinione. Grazie.
Grazie consigliere, parola all'assessore Campagnoli, per la risposta. Prego, grazie consigliere Venturi, ma l'ho già detto e lo ribadisco ancora una volta, non siamo più al tempo delle opinioni. Il progetto del Passante di mezzo è già partito, un cantiere è stato già allestito degli espropri, sono stati già fatti degli alberi, sono stati già abbattuti delle zone, sono state già banalizzate, come si suol dire, in termine tecnico. C'è addirittura un condominio che vive in questa situazione, l'ho già detto condominio in via Corticella che vive questa situazione di eterna incertezza, dove sostanzialmente ha delle problematiche di tipo strutturali sulle quali non può intervenire perché si interviene, i condomini dovranno spendere dei soldi e questi soldi non glieli rimborserà sicuramente autostrade se si farà l'infrastruttura, se non si dovesse fare l'infrastruttura, rimarranno in questa situazione, ma vivono in questa situazione di limbo, da quando Autostrade ha dato il via ai lavori e gli ha preannunciato che quell'immobile verrà espropriato, e questa è la situazione in cui ci ha messo il Governo e quindi quello che io chiederei al Governo, perché a questo punto voi continuate a fare delle domande all'Amministrazione comunale, ma essendo un progetto di interesse nazionale, questi question time andrebbero tenuti a Roma e andrebbe chiesto al Governo a fronte di un progetto che è già partito, che cosa si intende fare, quale risarcimento danni, dare alla e riconoscere alla città di Bologna perché i lavori sono già partiti ora, da qualche giorno, fra l'altro e questa è la cosa un po' più curiosa queste proposte, queste opinioni vengono formulate da persone che appartengono a partiti di Governo e che quindi hanno delle responsabilità nei confronti dei cittadini, quindi non dai cittadini qualunque e non in un dialogo e al bar, ma da forze politiche che avrebbero l'onere di dare delle risposte, invece fanno delle fanno delle proposte a noi, mentre dovrebbero essere fatti sicuramente in altri luoghi vengono ripresi dei progetti già esaminati dal dal passato, tirati fuori da un cassetto della scrivania e spolverati. Però io non voglio eludere rispetto alla domanda che mi ha posto, però la domanda che mi ha posto richiede un passo indietro rispetto a quello che è stato l'iter che ci ha portato poi al Passante di mezzo, perché l'iter che ci ha portato al passante di nuova generazione Passante di Mezzo, chiamiamolo, come vogliamo è un iter nel quale sono state prese in considerazione tutte le varianti progettuali e alla fine si è arrivati a una soluzione che dal punto di vista ambientale dei costi era sembrata quella sicuramente più equilibrata rispetto alle altre perché nessuna delle soluzioni che semplicisticamente vengono messe sul tavolo della discussione. Il tunnel passante nord, il passante sud, adesso la banalizzazione a solo degli aspetti positivi e si tendono soltanto a rimarcare soltanto quegli aspetti quando vengono rappresentati nella interlocuzione, anche pubblica. Buttando, mi mi passi il termine un po' di fumo negli occhi, distraendo l'attenzione dei cittadini da quello che invece il tema centrale, un progetto che è partito e che adesso il Governo sta tenendo in stand-by, senza dire il perché ai cittadini di Bologna e ai cittadini italiani,
Ma siccome io non voglio eludere anche questo aspetto della della risposta, mi sono andato a riprendermi le carte sulla storia del Passante, ora la validità del progetto del Passante di Mezzo è stata verificata e certificata nel corso di vari passaggi approvati, istituzione a livello istituzionale, confronto pubblico nel 2016 Via ministeriale del 2017 18 conferenza dei servizi ministeriale 2021 in ciascuno dei quali è risultata la più vantaggiosa sotto gli aspetti trasportistici di sicurezza ed ambientali in particolare per quanto riguarda l'ipotesi di banalizzazione autostradale per Autostrade per l'Italia già nell'ambito del progetto del Passante ha valutato dettagliatamente tutte queste,
Fra le altre, anche questa opzione e l'esito dello studio evidenziato non poche criticità sulla fattibilità dell'intervento sotto aspetti costruttivi, di sicurezza e gestionali. Per quanto riguarda gli aspetti costruttivi, deve essere evidenziato che solo in brevi tratti del tracciato le carreggiate di autostrade e tangenziali sono tra loro completa complanari. Quindi, l'accorpamento dei flussi veicolari si sarebbe potuto realizzare solo in punti prestabiliti tramite 12 bypass, se in direzione est sia in direzione ovest, e cioè Varchi negli spartitraffico tra Autostrade tangenziale per permettere il passaggio dall'1 all'altra, con evidenti problemi di sicurezza legati ai frequenti cambi di carreggiata dei veicoli, da regolare con una dettagliata segnaletica verticale e orizzontale di preavviso. Oltre a quanto sopra evidenziato per quanto attiene la sicurezza della circolazione e l'incidentalità, deve essere aggiunto che la soluzione avrebbe comportato la commistione dell'elevato numero di mezzi pesanti circolanti in autostrada. Circolanti in autostrada circa 20.000 al giorno.
Bidirezionali con i flussi prevalentemente locali circolanti in tangenziale, con la conseguenza di avere una consistente colonna di mezzi pesanti nelle corsie di destra. Tutti i mezzi pesanti di attraversamento da nord a sud del Paese, che avrebbero diffi reso difficoltose e pericolose le manovre di entrata e uscita dei veicoli dagli svincoli della tangenziale distanti tra loro, mediamente circa un chilometro, ma non è tutto sotto l'aspetto gestionale. Si deve sottolineare che l'accorpamento di una infrastruttura a pedaggio con un'infrastruttura gratuita autostrada si paga tangenziale no, necessita la riconfigurazione di tutti i caselli tramite sistemi di lettura delle targhe, l'utilizzo di pedaggi di feriti per tutti quei veicoli che, arrivando dall'autostrada, escono da uno degli svincoli della tangenziale e l'obbligo per tutti gli automobilisti di dotarsi di un sistema elettronico di riscossione del PE, del pedaggio di poterle pass. Per quanto attiene gli aspetti funzionali, va sottolineato che la presenti di frequenti bypass di e di interscambio tra una carreggiata e l'altra comporta inevitabilmente rallentamenti e perturbazioni di traffico notevolmente maggiore di quelli già presenti attualmente in tangenziale. Con il paradosso di un peggioramento del livello di congestione attuale, la simulazione di traffico effettuata dai tecnici di Autostrade, evidenziato che nelle ore di punta si avrebbe un livello di congestione pari al 90% a una velocità media di 39 chilometri orari da non trascurare, infine, che la concentrazione di tutte le componenti di traffico in un'unica piattaforma comporterebbe, in caso di blocco totale, l'uso della rete urbana come alternativa anche per il traffico di attraversamento autostradale. E a ciò si aggiunga che avremmo dovuto mettere dei caselli a tutte le uscite della Tangenziale per entrare nella città.
Grazie Assessore per la risposta. Però al Consigliere per la dichiarazione di soddisfazione vede Assessore, io credo che abbiamo una caratteristica in comune, che è quello del buonsenso, del dialogare, del del, capire, analizzare le situazioni. Lei mi ha riportato delle problematiche che credo siano tutte problematiche risolvibili. Infatti, fare dei nuovi caselli piuttosto che andare a superare delle differenze di sede stradale. Credo che davanti magari a scavare dei tunnel piuttosto che andare sottoterra o altra soluzione che ho sentito in questo periodo, sia delle soluzioni, sicuramente di più facile realizzazione. Si tratta di trovare una soluzione che possa, da un certo punto di vista, realizzare l'opera che altrimenti rimane bloccata e fare qualcosa di concreto. L'alternativa è che si blocchi e sala d'accordo. Con me nuovamente si riparta con un dibattito che non finirà mai più. Allora, avendo l'urgenza di procedere in questo momento, una soluzione, se vogliamo tampone, ma che comunque permette di fluidificare il traffico, credo converrebbe a tutti quanti le parti politiche e darebbe un risvolto positivo. Effettivamente, alla nostra città andrebbe secondo me approfondita molto meglio la possibilità, ad oggi di Soyuz, di realizzare questa soluzione.
Grazie Consigliere, la domanda numero 16 è posta dal Consigliere Di Benedetto, che però non è in Aula, quindi decade, passiamo alla domanda numero 17 sul tema People Mover posta dal consigliere Mazzanti, prego.
Te velocissimo. Beh, intanto debbo dire che mi ha fatto piacere leggere sul Resto del Carlino quello che dice il presidente dell'aeroporto, avanti col People Mover. No, funziona, se non ci fosse, non ce la faremo e di questo lo ringrazio perché è un'affermazione reale per quanto riguarda i più promuovere, ricordo che nel progetto originario che ben tanta fatica che abbiamo fatto perché funzionasse bene è previsto già nel contratto, una quarta vetturetta che viene congiunta. Quindi, questo ulteriore potenziamento non fa altro che riconoscere nell'utile, anche perché ricordo che il Comune di Bologna in questa fase ha solo guadagnato, così come altri, con gli utili degli incassi che ormai da due anni il Comune incassa insieme agli altri soci, per cui se questa cosa va avanti e c'è una risposta positiva, così come dice l'aeroporto, ma come dico io e tanti altri beni e andare avanti in modo intelligente in modo fattivo, no in modo veramente, perché è un metodo veloce alla stragrande maggioranza, vuole prendere quel tipo di mezzo che arriva dentro l'aeroporto esce dall'aeroporto, quindi Assessore. La domanda che le faccio molto semplice è qual è il suo pensiero, qual è il pensiero della Giunta, ma soprattutto come si pro.
Grazie consigliere parola all'Assessore, campanello per la risposta, prego grazie consigliere Mazzanti, sì, il Comune ci ha guadagnato, ma la città ci ha risparmiato in termini di CO2 perché i milioni di trust di trasportati sul People Mover sono persone che altrimenti avrebbero scelto mezzi alternativi.
Che avrebbero ha aumentato la congestione di traffico all'interno della nostra città, è sicuramente anche l'inquinamento, quindi, il fatto che si riportino dati positivi sull'andamento del People Mover devono essere edotti anche in ottica ambientale e quindi, in ottica anche di risparmio di tonnellate di CO2 che altrimenti si sarebbero riversate nella nostra città. Cresce l'aeroporto, crescono i flussi di traffico passeggero nella nostra città di pari passo, se non potenziamo anche l'infrastruttura del People Mover, rischiamo di avere un'infrastruttura che non sia all'altezza del del compito, ma soprattutto di non dare la risposta che merita. La città, invece, in termini di decongestione del traffico e, soprattutto, di ambientale, di minor impatto delle emissioni climalteranti.
La previsione di espansione per la quale Marconi Express ha prodotto la documentazione progettuale è necessaria a partecipare all'avviso numero 3 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è finalizzata al.
Finanziamento di sistemi di trasporti rapidi di massa e nasce dall'evidenza, nonché il People Mover. E qui una citazione mi sia consentita sia un'infrastruttura inadeguata rispetto alle previsioni progettuali, ma bensì che ad oggi sono cambiate le e stiano cam e stanno cambiando le condizioni in cui lo stesso opera. Ad oggi, infatti, il numero di passeggeri annuale trasportati supera già quelli previsti dal PEF a fine concessione e se a questo si aggiunge l'auspicio di avverarsi delle previsioni delle politiche contenute nel PUMS, il mantenimento del trend di gradimento dello scalo aeroportuale bolognese, l'espansione urbanistica del comparto Bertalia, appare evidente come sia necessaria l'espansione della flotta, che vuol dire acquisto di nuovi mezzi, la quale comporta la necessità di nuovi spazi di ricovero, oltre alla manutenzione, che consentano di poter immettere in servizio in tempi rapidi le navette all'acqua, all'occorrenza necessarie, che saranno nove navette che, dal punto di vista estetico, avranno più o meno le stesse dimensioni esterne di quelle già.
In funzione, ma che avranno una maggiore capacità trasportistica e in più avranno anche una minore rumorosità, quindi, attraverso questa progettualità che noi ci auguriamo venga finanziata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, noi riusciamo a cogliere diversi obiettivi,
Quindi quello ambientale, in primis riduzione del del rumore, maggiore capacità trasportistica oltre che nuove navette, in termini numerici, per dare una risposta sempre più aderente a quelle che sono le esigenze di trasporto all'interno della nostra città e andare nella direzione, proseguire nella nella direzione, così come ci siamo dati come linee di mandato di.
Decarbonizzazione del trasporto pubblico locale di Bologna e quando pensiamo al People Mover, dobbiamo pensare a un pezzo del nostro trasporto pubblico locale. Grazie molte Consigliere per la domanda. Grazie Assessore. Parola al Consigliere per la dichiarazione di soddisfazione. Prego sì certo, che sono soddisfatto, anche perché nei due anni del mandato precedente, negli ultimi due anni si è lavorato piuttosto in modo molto pragmatico e alla fine siamo riusciti a farlo funzionare e questo è stato un fatto importante, anche perché.
Diciamo che gli svizzeri hanno anche loro avevano da imparare dalla nostra esperienza gestionale di quell'impianto. Oggi siamo a questo punto. Ripeto, già i contratti precedenti prevedevano l'espansione del mezzo con l'acquisto di una quarta vettura. Oggi il boom che c'è stato ci porta a dover fare un'esperienza differente, con addirittura un potenziamento delle dimensioni descritte quindi avanti su questa strada, anche perché il servizio ormai credo che sia Struck collaudato ha la faccia di quelle cornacchie del centrodestra, che pensiamo di far fallire l'operazione, ma ormai lo sappiamo, sono cornacchie di sventura e portano iazza. Per il resto è meglio anche noi ascoltarla. Grazie.
Grazie allora la prossima domanda del Consigliere Di Benedetto, che però non è presente in Aula e quindi la domanda decade e quindi passiamo alla domanda all'Assessore Ara riceverà risposta scritta della consigliera Bernagozzi dal titolo a scuola infanti adotta.
Sì, grazie grazie, Presidente, la domanda verte su, diciamo, una, una lettera che è stata sottoscritta da dai genitori nella scuola d'infanzia Dozza circa alcune problematiche, innanzitutto al paventato negli anni insegnamento della della, diciamo della della scuola ovviamente giustificato rispetto insomma a un calo di iscrizioni sul quale,
È chiaramente chiediamo una valutazione politica amministrativa all'Amministrazione, perché ovviamente i servizi educativi per noi restano il primo presidio sociale, soprattutto nelle periferie come quella, quella della Dozza. No, una periferia tra l'altro è in grandissima espansione urbanistica, Akros, che ospita e ospiterà insomma nei prossimi anni davvero un afflusso anche di nuove famiglie, di di insomma di nuovi laboratori e quindi anche di immaginare il servizio all'interno del di quel contesto. Per noi è assolutamente importante tra Ds. Insomma, se tra tra le varie problematiche diciamo che sono state portate all'attenzione dell'Amministrazione con questa lettera c'è anche il tema di un allargamento dell'orario dei servizi che, come sappiamo, va incontro alle esigenze e ne abbiamo parlato spesso nelle esigenze delle famiglie e in particolare, diciamocelo rispetto appunto lo sbilanciamento di cura anche alla possibilità di do delle donne diciamo che di che sono madri ma che giustamente hanno anche un lavoro di poter conciliare al meglio la propria vita. Lavorativa rispetto anche alla vita e alla alla alla questione della cura, sebbene ricordiamoci, insomma, che questo carico di cura dovrebbe essere ripartito in maniera sempre più uniforme all'interno delle famiglie. Questa è una battaglia che portiamo avanti, però il tema c'è rispetto al prolungamento, appunto che si concilia che si deve conciliare con la vita lavoro delle famiglie. Quindi, in questo contesto, ovviamente, chiaramente chiediamo una valutazione politica o amministrativa. È anche un confronto con questi cittadini per fare in modo, insomma, che che si possa arrivare insieme a tenere aperto quel presidio che è fondamentale. Un presidio educativo fondamentale in una periferia ricordo è soggetta a future trasformazioni, sulla quale, come come Amministrazione, sono certo, vorremmo puntare anche per portare nuova linfa e nuove famiglie all'interno di quel contesto urbano molto particolare, insomma che vive già alcune problematiche sulle quali, ebbene non non aggiungere la problematica dei servizi educativi e quindi attendo la risposta dell'Assessore ringraziandolo fin d'ora per per la sua disponibilità, grazie Presidente,
Assessore.
Risposta scritta della consigliera Rontini, scuole dell'infanzia e adotta. Grazie Presidente, mi unisco al tema sollevato dalla collega Bernagozzi, ovvero appunto questa prospettata e questo prospettato ride di ridimensionamento delle scuole degli infanti adotta che appunto, come detto, sono scuole statali, quindi non comunali e.
Però, appunto c'è questa preoccupazione, ovviamente, di diversi genitori, delle scuole e che, come si diceva appunto situate la Bolognina anche in un contesto particolare, proprio perché sembra che la prospettiva sia quella della chiusura di una sezione e della riduzione del tempo, scuola delle restanti sezioni sappiamo che, appunto una scuola statale non comunale, ma sappiamo anche che l'Amministrazione più volte ha investito risorse, ad esempio per garantire un tempo scuola più ampio anche alle scuole statali, e comunque cerca sempre di mettere insomma attenzione a quelli che sono aree magari e più fragili della città. Per questo volevamo avere una valutazione politica amministrativa sul prospettato, ridimensionamento, ma anche capire quale sia il livello di domanda e il trend di iscrizioni d'utenza a questa scuola per capire se si ci siano appunto delle basi per questo ridimensionamento. Come pensiamo che ci siano, e quindi capire qual è effettivamente il contesto in cui si sta pensando di ridimensionare la scuola e ovviamente vorremmo capire se l'Amministrazione si è già attivata per un dialogo con l'Ufficio scolastico regionale, ovviamente Ambito territoriale di Bologna, per comprendere le effettive esigenze di tale ridimensionamento. Quale sia la prospettiva per le famiglie della Bolognina e se l'Amministrazione intende intervenire o meno in modo diretto, proprio per sosti sostenere e supportare una continuità delle sezioni delle scuole dell'infanzia adotta grazie. Attendo risposta scritta.
Grazie consigliera Rontini, allora adesso abbiamo la serie delle domande per la vicesindaca, Emily Clancy, cominciamo con la 25, la 29 accorpate per omogeneità di argomento, un tema violenza di genere.
La parola alla consigliera Bernagozzi domanda dal titolo aumento, denuncia, violenze sessuali, i codici rossi.
Sì, grazie Presidente. Abbiamo letto tutti che in occasione della Festa dei Carabinieri e sono stati riportati alcuni dati circa l'aumento delle denunce e su violenze sessuali e, insomma, e ho anche una rendicontazione dei codici rossi io vorrei ricordare qui ancora una volta in Aula e che quando si parla di violenza di genere e la violenza contro le donne e il numero di denunce non è mai indicativo né in un senso né nell'altro di un fenomeno che spesso è anche sommerso, noi sappiamo bene come ci spiegano anche i centri antiviolenza, che non è detto che tutte le violenze arrivino, diciamo, a sviluppare una denuncia, mentre tanto è vero che in contesti come quello è quello del del nostro tessuto bolognese, in cui Istituzioni e Forze dell'ordine ai centri antiviolenza lavorano in stretta correlazione e la fiducia che le donne hanno anche appunto in questo sistema porta a una maggiore, diciamo, propensione alla denuncia. Questo è un dato da cui partire per poter analizzare il fenomeno e per il quale insomma, chiediamo una valutazione politica o amministrativa alla vicesindaca, che ringrazio questa Amministrazione, ricordando alcuni punti fermi che ci vengono, insomma dati anche da da da quello che so che è un dibattito che comunque varca i confini della nostra città, che è quello della violenza di genere. Quindi su questo chiedo una valutazione politico-amministrativa, aspettando appunto una risposta della vicesindaca che ringrazio.
Allora la domanda successiva sarebbe ancora del Consigliere Di Benedetto, che è ancora assente in Aula, e quindi la domanda salta e quindi parola al vicesindaco per la risposta a sette minuti.
Proverò a fare del mio meglio perché l'avevo tarata su 14 minuti, pensando di avere due domande, vi ringrazio per la domanda, comunque mi permette di ribadire la massima attenzione dell'Amministrazione al fenomeno della violenza di genere e il nostro impegno a moltiplicare, a differenziare le azioni per contrastarlo, a sostenere le vittime e porre in essere misure di prevenzione e sensibilizzazione. Provenire al primo aspetto, sollevato quindi al tema delle denunce. Sono convinta che ogni violenza denunciata rappresentino violenza, che si può sconfiggere rispetto ai dati citati, di aumento delle denunce e delle segnalazioni delle attivazioni di Codice Rosso. Rossi ci riportano in chiaro le dimensioni di un fenomeno che è rimasto, tranne che nei casi più eclatanti drammatici per molti versi e per troppo tempo sommerso. L'emersione del fenomeno della violenza di genere attraverso le denunce è il sintomo, oltre ovviamente, dell'esistenza della pervasività del fenomeno, anche dell'efficacia negli strumenti a supporto delle vittime che oggi trovano il coraggio di denunciare, nonché del consolidarsi di strumenti anche legislativi operativi, come appunto i codici rossi, che permettono di individuare, conteggiare il fenomeno correttamente distinguendolo da altre forme di reato, dando quindi al fenomeno un nome e una dimensione adeguata. Aumentano anche gli accessi ai centri antiviolenza, non solo le denunce e quindi, secondo me, si può dire che per anni, culturalmente e socialmente giuridicamente operativamente, così non è stato. Non era possibile avere piena contezza del fenomeno. Oggi c'è invece sempre di più un'emersione che ci dà la possibilità di contrastarlo, come diciamo sempre come ribadito anche durante la commemorazione dell'Arma dei carabinieri oggetto degli articoli a sostegno delle vostre della sua domanda consigliera Bernagozzi. La repressione dei reati non basta. L'azione preziosa e indispensabile delle forze dell'ordine dell'autorità giudiziaria deve accompagnarsi a una quotidiana e continua azione di prevenzione, formazione, diffusione della cultura, del rispetto tesa a un cambiamento radicale come Amministrazione. Il nostro impegno, come spesso ribadito in quest'Aula, segue tre direttrici. La prevenzione, l'educazione e la sensibilizzazione, il sostegno alle vittime con percorsi rivolti sia alle vittime che ai soggetti maltrattanti, il lavoro di comunità sulla sicurezza degli spazi pubblici. Ognuno di questi aspetti è inquadrato in un lavoro di rete con le altre Istituzioni e con le associazioni e i gruppi organizzati formali e informali. Voglio sottolineare con forza questo aspetto, perché si tratta di un'azione comunale a supporto dell'attivismo che, dal basso, dalle donne stesse, anche dalla comunità LGBTQIA+, ha dato forma e sostanza a quelli che oggi sono servizi consolidati di primaria importanza. Penso ai centri antiviolenza, gli sportelli antidiscriminazione e antiviolenza, trovando in questa Amministrazione dialogo, collaborazione e sostegno.
Il Comune, quindi, come la Città Metropolitana e la Regione coordina dialoga e fornisce strumenti e collaborazione. Questa rete, attraverso molti strumenti, l'Accordo di ambito metropolitano per la realizzazione di attività e interventi di accoglienza, ascolto e ospitalità per donne maltrattate o che hanno subito violenza. Lo abbiamo rinnovato fino al 2027 e abbiamo aumentato anche le risorse destinate proprio a finanziare le attività dei centri antiviolenza dei posti letto dedicati all'accoglienza delle case rifugio. Anche il numero dei CAV sono i posti letto sono aumentati e sono aumentati appunto anche i fondi. E quindi davvero sia strutturata sempre di più questa rete così importante e aggiungo anche che siamo promotori del protocollo d'intesa per il miglioramento delle della protezione delle donne che hanno subito violenza, che ha visto la formalizzazione in consolidamento di una rete antiviolenza sul territorio costituita da un sistema operativo integrato dei servizi specializzati. I cave i cui naturalmente, ma anche generali, e la Prefettura, le Forze dell'ordine, gli ospedali, i servizi territoriali sanitari e sociali del Comune di ASP che giocano ognuno per le proprie competenze, un ruolo fondamentale nel sostegno e nella protezione delle donne vittime di violenza e anche dei loro figli e delle loro figlie.
Il protocollo viene anche delle nuove adesioni quest'anno e l'Università di Bologna, l'ufficio esecuzione penale esterna, l'Ufficio scolastico regionale, ambito territoriale di Bologna e anche degli ordini professionali, gli avvocati, i medici chirurghi, che sono chiaramente molto coinvolti in questa filiera di contrasto alla violenza di genere, il nuovo Protocollo si occupa anche di violenza di genere nello spazio pubblico, che era partita come una sperimentazione con un sottogruppo operativo e adesso ha trovato un suo consolidamento pur rimanendo, come sappiamo, residuale rispetto alla violenza ad opera di partner ex partner, fammi familiari e conoscenti. I nostri dati parlano di oltre il 90% del totale della violenza per mano di questi soggetti rispetto alle vittime. Sul tema però della violenza nello spazio pubblico, abbiamo comunque voluto lavorare. E il Comune di Bologna, che ha di recente ottenuto anche un finanziamento del bando regionale per progetti rivolti a promozione, conseguimento delle pari opportunità con il progetto tutta mia, la città, reti comunitarie per uno spazio pubblico libero dalla violenza, che promuoverà la fruizione autonoma, libera e sicura per le donne tutte le soggettività di genere degli spazi di accesso quotidiano, nonché nei luoghi nelle zone di svago, lavorando sul rafforzamento e connessione fra economia della notte sicurezza e diffusione di una cultura di parità, un'azione di sensibilizzazione territoriale. Volta.
Lavorare con le antenne sul territorio, con gli esercizi commerciali, i luoghi della ristorazione, i luoghi della socializzazione per avere i luoghi notturni, per fare loro, diciamo, un'affermazione di base sul contrasto alla violenza di genere, quindi moltiplicare,
La sensibilità e anche la capacità operativa di suggerire come si può chiedere, aiuto e intervenire in caso di di violenza. Oltre a questo lavoro imprescindibile, penso sia necessario lavoro di ascolto, sensibilizzazione, prevenzione, tema nelle scuole, tema sottolineato anche dal colonnello Ivan, Riccio, comandante del reparto operativo, intervistato in uno degli articoli che voi allegate dice, è fondamentale ed educazione al rispetto a partire dai banchi di scuola. Quindi è davvero, penso, che le misure repressive da sole non bastino, non sono sufficienti. Occorre l'impegno, invece di tutta la comunità nella cultura e del rispetto e del rispetto delle differenze, della legalità, con azioni a contrasto di bullismo, senza dimenticare il tema della gestione dei social e dei loro contenuti, soprattutto nelle giovanissime, e quindi le attività formative educative per la prevenzione della violenza di genere, del bullismo, dell'educazione del rispetto alla non discriminazione sono anche parte della nostra filiera di contrasto della violenza di genere. Si avvalgono di un lavoro che si sta concludendo con l'aggiudicazione anche dei fondi PN, metro plus e una collaborazione fra settore, educazione, le nuove generazioni,
Grazie purtroppo una domanda saltata, quindi ha avuto meno tempo di quello che aveva immaginato Parola alla consigliera Bernagozzi per la soddisfazione. Sì, grazie Presidente. Sono ovviamente soddisfatta su questo tema. Devo dire alla vicesindaca, come su altri è sempre stata molto puntuale. La ringrazio per aver risposto appunto alla domanda. Eventualmente le chiedo anche di farmela avere il mondo, ma anche per leggere la risposta nella sua interezza. Quello che vorrei sottolineare sono due passaggi. Il tema dell'educazione che è stato riportato, che è ancora un tema non affrontato e se non ovviamente a seconda del comune in cui ci si trova, invece, dovrebbe essere anche un tema finanziato dal punto di vista nazionale su questo e spero che sono certa ne ne ne parleremo, come il tema è che riportava dell'importanza del di partire dalle esperienze come quelle dal basso come centri antiviolenza. Anche su questo segnalo che sul ddl femminicidio risulta, mi risulta essere appena è stata cancellata l'audizione che coinvolgeva la rete dire, cioè la rete dei centri antiviolenza nazionale. Quindi su questo credo si debba ancora lavorare. Grazie.
Grazie consigliera Bernagozzi, allora abbiamo ancora per la vicesindaca le domande 26 e 28 compatte per omogeneità di argomento sul tema aeroporto, allora Parola alla consigliera Bernagozzi, sistema aeroportuale regionale.
Sì, grazie Presidente, pochi secondi per dire che, insomma e le ultime le ultime settimane hanno portato a, diciamo, a convergere sulle proposte che questa Amministrazione, questo Consiglio Comunale fa ormai da diverso tempo, quindi il tema della distribuzione regionale, il tema di anche di sovraccarico del tema dell'aeroporto Marco dell'aeroporto Marconi, quindi la richiesta che io faccio alla vicesindaca è ovviamente, che è sempre stata in prima linea su questi temi insieme a noi è un aggiornamento qui, una valutazione politica amministrativa rispetto a questi aggiornamenti e ho incluso anche la richiesta di un aggiornamento rispetto al tema dell'osservatorio, anch'esso portato appunto avanti in quest'Aula dal Consiglio comunale e dalla vicesindaca. Grazie mille.
La parola al consigliere Banggai governance impatta aeroporto Marconi.
Grazie Presidente, ma naturalmente il dibattito di questi giorni ci interessa come c'è sempre interessato le sorti dell'aeroporto Marconi e dell'impatto che l'aeroporto Marconi ha sulla vita delle persone che particolare vivono, vivono nel nel quartiere, devo dire che ricordo molto bene le assemblee dei consigli di quartiere le Commissioni nei quali i vertici dell'aeroporto dicevano quasi.
Il ridendoci in qualche modo che il sistema regionale era impossibile, che comunque era normale, che ci fosse competizione tra tra gli aeroporti, le ricordo molto bene e sono convinto che anche i cittadini e le cittadine che erano presenti in quei momenti se li ricordano molto bene credo quindi che sia un cambio di prospettiva importante è necessario, supportato, sicuramente dà il nostro pensiero, le nostre convinzioni da anni e quelli dell'Amministrazione e della e della vicesindaca. Sono stupito, devo dire, dalle parole del capogruppo di Fratelli d'Italia, Galeazzo Bignami sul fatto che ci sarebbero altri acquirenti che sarebbero che saprebbero far meglio il proprio lavoro con l'aeroporto. Io credo che, come dire, queste affermazioni, bisognerebbe può avere un po' di cura, di trasparenza nelle cose, perché stiamo parlando comunque del destino di più di un'infrastruttura importante, ma quello che ci interessa di più è ovviamente il lavoro che stiamo facendo e che va ancora di più rafforzato sul tema dell'impatto ambientale e acustico e quindi la domanda naturalmente alla vicesindaca verte su questo, alla luce anche proprio del delle ultime cose che abbiamo letto sulla stampa. Grazie.
Grazie consigliere in parola al vicesindaco per la risposta 14 minuti.
Grazie consigliera. Bernagozzi, consigliere Begaj. In linea generale, l'Amministrazione comunale non può che valutare in modo molto positivo che la Regione Emilia Romagna stia avviando un percorso che possa portare a una migliore redistribuzione dei voli su scala regionale di un sistema aeroportuale integrato su scala regionale. La ritengo infatti una conferma della bontà della posizione espressa da tempo da questa Amministrazione e del Consiglio comunale di cui fate parte. La necessità di una redistribuzione più equilibrata dei voli, in un'ottica di sostenibilità ambientale acustica e sociale. È una richiesta che il Comune di Bologna aveva avanzato già da tempo, al fine di poter coniugare lo sviluppo del traffico aereo regionale con il rispetto delle condizioni di sostenibilità per il territorio e per le cittadine e i cittadini che vi risiedono. Finché non saranno illustrate dalla Regione le proposte che stanno valutando per conseguire questo obiettivo, chiaramente non possiamo formulare delle valutazioni di merito, ma vi posso confermare che, in continuità a quanto finora fatto, continueremo a porre in primo piano in tutte le diverse sedi deputate la salvaguardia del benessere e della salute della nostra cittadinanza riguardo la riduzione dell'impatto acustico sul territorio. Vi confermo che nella commissione aeroportuale scorsa del 25 marzo è stata condivisa la nostra richiesta di rendere definitiva l'ordinanza Enac 5 del 2023 che, come ben sapete, consenta il sorvolo notturno sulla città solo per motivi di metodo e di sicurezza del volo, mentre prima era consentito, diciamo anche per mera esigenza di traffico aereo. È stato infatti verificato che questa ordinanza ha consentito di contenere il rumore sul territorio comunale di Bologna, contribuendo a ridurre il rumore aeroportuale, registrato nel 2024 rispetto all'anno precedente. Per quanto riguarda invece la sperimentazione della nuova procedura di decollo e il gestore aeroportuale ha illustrato come la distribuzione dei decolli e si stia progressivamente spostando verso ovest, interessando pertanto le aree meno densamente urbanizzate del territorio, in base alle percentuali di utilizzo delle rotte statistiche sulla città è stato registrato a partire dal mese di dicembre, un utilizzo più marcato delle prime due rotte ad ovest, più ad ovest, se prima la percentuale di utilizzo di queste due rotte aveva raggiunto una percentuale massima del 40% rispetto al tocca tale dei decolli sulla città negli ultimi mesi e sei stabilmente superiore al 60% con una punta dell'80% raggiunta nel mese di aprile. Nonostante sia monitorata la retribuzione dei voli dei decolli sulla città. Non possiamo però fare considerazioni acustiche nel merito per valutare sul campo l'efficacia della nuova procedura. Abbiamo già segnalato in più occasioni la necessità di valutare una ricollocazione delle centraline di monitoraggio del rumore aeroportuale. Da tutto questo tema non ha ancora trovato una definizione nell'ambito della Commissione aeroportuale. Il Comune di Bologna ha deciso di convocare direttamente un incontro del gruppo tecnico del rumore aeroportuale. Quindi il Comune di Bologna, Regione Arpae, AUSL Comune di Calderara, aeroporto Marconi, in modo da verificare se sia possibile individuare una collocazione delle centraline più aderente alle attuali procedure di decollo da proporre poi come punto all'ordine del giorno della prossima Commissione aeroportuale.
Vi posso infine confermare che l'Amministrazione comunale intende continuare a promuovere, nelle diverse sedi istituzionali e anche grazie all'istituzione dell'Osservatorio, l'individuazione di tutte le ulteriori misure, sia di breve sia di lungo periodo, che possano coniugare le realtà dell'aeroporto di Bologna con una maggiore e più su più giusta sostenibilità verso la città. Infine, in questo senso segnalo che nella sua ultima seduta, la nostra Giunta ha approvato la delibera che istituisce formalmente. Propone di istituire formalmente l'Osservatorio sull'aeroporto e relativo regolamento e quindi ora approderà alla vostra discussione in Commissione per essere poi approvata in Consiglio. Abbiamo già ricevuto conferma della partecipazione da parte di ARPAE AUSL e Regione Emilia Romagna e nell'ultima Commissione Aeroportuale abbiamo richiesto che vi prendano parte anche ENAC ENAV e aeroporto Marconi, che hanno detto che si riservavano di valutare la propria partecipazione, l'Osservatorio avrà il compito di essere un luogo strutturato di confronto per affrontare le problematiche che l'aeroporto genera sul territorio comunale di Bologna, con particolare attenzione alle questioni acustiche che impattano sui cittadini sapete che possono partecipare anche,
I comitati costituiti sul tema e sarà quindi a tutti gli effetti il luogo di discussione dell'impatto ambientale acustico dell'aeroporto, attraverso un dialogo strutturato fra istituzioni tecnici e cittadinanza organizzata. Dopo il passaggio in Giunta, la delibera è stata assegnata alle Commissioni ottava e quinta per i relativi passaggi in Commissione. Consiliare poi approderà in Aula per il voto, seguendo anche il vostro ordine del giorno in merito. Grazie,
Grazie, vicesindaca, no, per la soddisfazione Consigliere Pernigotti.
Grazie Presidente, sono assolutamente soddisfatta, lo voglio ribadire, come ho ribadito in altre occasioni, soprattutto dell'attenzione che la vicesindaca questo, questa Amministrazione ha posto anche alle proposte che sono arrivate dal basso, tra cui anche l'ultima citata, quella dell'Osservatorio. Quindi sono davvero contenta di vedere come l'impegno è di 20 concreto e in atti concreti non sono ancora pienamente soddisfatto. Ovviamente diciamo dell'interlocuzione con ENAC ENAV ed aeroporto perché, insomma, le risposte sono ancora purtroppo mancanti sotto diversi punti di vista. L'ordinanza dei sorvoli notturni ottenuta anche qui, forse con insomma con un ve lo voglio ricordare con un atto abbastanza risoluto anche di questa Amministrazione non è sufficiente perché ancora l'impatto acustico e ambientale di giorno su zone della città è, diciamo, troppo forte, è impossibile per far sopravvivere beni cittadini. Grazie ancora.
Grazie, dunque, abbiamo le ultime due domande, sempre per alla vicesindaca, però la consigliera Rontini è dovuto andar via, quindi ne abbiamo solo uno.
Scusi, consigliere Bragaglio, prego.
Grazie Presidente.
Sono, sono soddisfatto della risposta assolutamente della vicesindaca, credo che sia molto importante, come diceva anche la collega Bernagozzi, far partire adesso l'Osservatorio, è giusta anche la pressione che che l'Amministrazione la vicesindaca sta facendo per fare per far parte tutte e tutti quanti di questo osservatorio cioè gli enti che hanno poi il maggior potere,
È solo aeroporto ENAC ENAV e l'aeroporto stesso ovviamente sono fondamentali assieme a.
I comitati e anche ARPAE, certamente credo che questo lavoro debba essere valorizzato e penso che sia un buon esempio di di lavoro congiunto del Consiglio comunale e dell'Amministrazione che prende in carico le sollecitazioni, dobbiamo portare a casa i risultati e sono convinto che, continuando ce la possiamo fare.
Garante, come dicevo, possono a domanda del Consigliere Diaco.
Prego il titolo scusate carceri case ACER, più controlli.
Grazie Presidente, ringrazio anche la vicesindaca. Grazie per essere qui, perché so quanto sta a cuore a lei. Il tema abitativo è un tema che sta portando dall'inizio del mandato e non si è mai tirata indietro su quello che possono essere le proposte e l'azione che l'Amministrazione può portare e deve portare avanti per contrastare in qualche modo questo questo fenomeno che ormai sappiamo benissimo che non parliamo più di una questione di una questione di urgenza, ma penso che sia ormai qualcosa di strutturale, non solo per la nostra città ma credo per tutto il nostro Paese e per soprattutto per le grandi città, e quello che abbiamo letto in questi giorni, i controlli che sono ormai i partiti, ma non ero solo, si parla di alcuni di alcuni numeri abbiamo visto da parte di ACER quelle che riguardano dal 2024 al 15 maggio. 2025 e 2025, ovvero i controlli, 115 accertamenti da parte della polizia locale.
È di questi, per 15 di loro sono avviati, sono stati avviati dei procedimenti addirittura giustamente, per quattro di loro proprio la decadenza dell'assegnazione degli spazi. Credo che questo del dell'unità abitativa penso che questo è un lavoro che viene da viene da qualche anno, se pensiamo che anche nel 2018 l'Amministrazione comunale insieme ad ACER ho trovato alcuni dati.
Al 18 agosto 2018, proprio erano 23 casi scoperti da parte di ACER e quindi di diffide. Quindi, come dire da parte di de di questa Amministrazione e anche quella precedente, ci è sempre stata quella attenzione ai subaffitti e a coloro che sono i furbetti delle unità abitative. Qui non si tratta di fare oggi l'Amministrazione non vuole fare una lotta al proprietario immobiliare, ma credo che si tratta semplicemente di parlare di azione, di trasparenza e credo che anche sulle unità abitative sugli alloggi ACER credo che qualcuno che pensa di poter creare un un subaffitto sta negando la possibilità a qualche altro cittadino di non poter usufruire quell'alloggio e penso che su questo bene l'azione che sta portando avanti ACER insieme all'Amministrazione comunale, ma soprattutto insieme alle forze dell'ordine, in questo caso sicuramente un lavoro.
È importante quello della Polizia locale che si sta portando avanti.
È che sicuramente abbiamo già visto alcune azioni, alcune diffide che sono state sicuramente fatta e credo che questo è una una, una questione che da non sottovalutare o non è una una battaglia, ma semplicemente a quell'azione di trasparenza nei confronti dei cittadini, perché sappiamo benissimo quante quanti cittadini rimangono fuori dalle liste d'attesa ACER gestisce oltre 18.000 appartamenti in tutta l'area metropolitana e su questo abbiamo visto anche l'impegno da parte del Presidente di ACER Bertuzzi, che ringrazio soprattutto anche l'implementazione dei servizi. Anche la comunicazione del di eventuali.
Negligenze di errore di dei lavori da poter fare anche con un numero dedicato. Credo che queste siano tutte azioni importanti, quindi è una cosa che voglio chiedere alla vicesindaca. Qual è l'azione e il come dire, il pensiero da parte della dell'Amministrazione, della Giunta e anche della della vicesindaca, che ha la delega in pieno su quello che riguarda questo tema, in base a quello che l'azione fatta da parte di ACER su quello che riguarda proprio il, il contrasto a questo fenomeno che sta prendendo piede e che sicuramente fa riflettere tanti tanti cittadini perché oggi sappiamo benissimo che su sulla nostra città, all'incirca oltre il 60% dei cittadini proprietario di unità immobiliare, ma ce ne sono tanti un'altra forte fetta di persone che oggi non ha non sono proprietari immobiliari, ma nello stesso tempo.
Tanti di loro sono senza unità abitative. Basta vedere quello che vediamo anche sotto i portici quello che vediamo tutti i giorni nella nostra città, di quante persone senza dimora sostano e che non non hanno la possibilità. Io penso che l'azione intrapresa dall'Amministrazione va nella giusta direzione e quindi quella soprattutto di laddove è possibile di dare anche la possibilità a chi oggi non ha un tetto, dove poter dormire di poterlo avere, quindi aziende. Attendo la la risposta della vicesindaca in merito alla alla questione.
È emersa in questi giorni da parte di ACER e quindi attendo la risposta. Grazie Presidente, grazie parola alla vicesindaca per la risposta. Sette minuti.
Grazie consigliere Bianco, come riportato anche nell'articolo a corredo della sua domanda. ACER Bologna nell'ambito dei compiti di gestione affidati dal comune e in accordo con la nostra Amministrazione, svolge azioni di controllo di routine o mirate in ordine alla regolarità dell'utilizzo degli alloggi ERP assegnati su un patrimonio di circa 12.000 alloggi sul solo territorio comunale dal 1 gennaio 2024 al 15 maggio 2025, in particolare in tema di cessioni non regolari a terzi o veri e propri subaffitti, su un totale di 115 accertamenti svolti in collaborazione con la Polizia locale, 67 sono stati avviati nello specifico per presunta cessione o presunto subaffitto. Una volta pervenuti gli esiti dei controlli della Polizia locale sono stati avviati da parte dell'ufficio rispetto del Regolamento ACER 15 procedimenti amministrativi, percezione sublocazione di cui quattro sono stati completati con l'emissione del provvedimento di decadenza e il conferimento all'ufficio legale per la messa esecuzione in esecuzione dello stesso. Lo dico perché nella sua domanda, ma nell'altra depositate Deku ed è caduta, si parlava di moltissimi casi di subaffitto, ma in realtà questi sono i numeri che comunque arrivano a seguito dei controlli da noi commissionati. Si tratta infatti dei soli controlli svolti con l'ausilio della Polizia locale, diciamo i più delicati ACER. Svolge inoltre quotidianamente i suoi compiti di vigilanza e accoglimento delle segnalazioni. L'attività di controllo e contrasto agli usi impropri degli alloggi ERP è stata richiesta con forza da questa Amministrazione sin dall'inizio del mandato, in risposta alle numerose segnalazioni arrivate dai cittadini ai cittadini con io e l'Assessora Madrid abbiamo quindi lavorato insieme ad ACER, chiedendo e non solo di intensificare le verifiche ma anche di strutturare un sistema più efficiente trasparente è in grado di dare risposte concrete, tempestive collaborando via via con le presidenti dei quartieri coinvolti.
È intenzione dell'Amministrazione proseguire tramite ACER, Bologna e con l'ausilio della Polizia locale, quando necessario, nell'azione di monitoraggio e controllo, anche per favorire un clima, un clima sereno di convivenza o nei comparti ERP e prevenire abusi e potenziali conflitti, a questo proposito evidenzio che, a seguito di una attività di audit indipendente che su mia richiesta ACER ha attivato sulle proprie attività, si è deciso di rafforzare proprio quella parte di azioni legate alle segnalazioni degli assegnatari sugli interventi manutentivi e amministrativi. Quindi, progressivamente a seguito del lavoro dell'audit indipendente dai prossimi mesi, ACER implementerà un sistema più efficace di presa in carico e tracciamento delle segnalazioni. Grazie.
Grazie vicesindaco a parola, al consigliere di Iacop e alla soddisfazione, grazie Presidente, sono assolutamente insoddisfatto della risposta dalla vicesindaca, perché quando parliamo di un sistema di efficientamento e di trasparenza, credo che sia la cosa che ci si aspettano anche ai cittadini ma anche soprattutto l'ausilio e l'apporto anche della Polizia locale, bene anche i numeri, quindi significa che davvero c'è un lavoro in cui, da forte da parte dell'Amministrazione per contrastare questo fenomeno e anche bene la proposta della vicesindaca fatta proprio ad ACER su quello che riguarda anche il rafforzamento per le segnalazioni, perché credo che questo sia un modo per venire incontro anche ai cittadini perché giustamente, se ci sono dei problemi,
All'interno dell'unità abitativa, è giusto anche di portarli a termine, quindi assolutamente ringrazio ancora nuovamente la la vicesindaca, grazie.
Grazie consigliere di acqua, abbiamo terminato le domande per il question time di oggi, non abbiamo interpellanze interrogazioni e quindi chiudiamo qui la seduta di question time alle ore 14:03 minuti.
