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CONTATTACI
Allora buongiorno, buongiorno a tutte e a tutti apriamo i lavori del question time.
Chiedo ai colleghi consiglieri e consigliere di accomodarsi alle proprie prestazioni postazioni.
Grazie, allora chiedo al Segretario Generale di procedere alla verifica del numero legale, prego, dottoressa grazie, Presidente, buongiorno, Angiuli presente da remoto, buongiorno a tutti Begaj.
Bernagozzi.
Buongiorno presente da remoto.
Victini.
Brinati buongiorno, Presidente Caracciolo Celli.
Sono tutti da remoto Ceretti.
Presente buongiorno.
Cima.
De Biase.
De Giacomi.
De Martino.
Presente Di Benedetto.
Di Pietro.
Diaco.
Fattori Foresti.
Gaia era assente, giustificato Iovine.
Larghetti.
Manca Marcasciano.
Prodotto, Presidente.
Mazzanti.
Monticelli.
Naldi.
Presente buongiorno.
Negash.
Piazza.
Presente da remoto, buongiorno pizza.
Quercioli Santori.
Scarano.
Stanzani.
Presente buongiorno.
Tarsitano, assente, giustificato, Toschi, presente buongiorno.
Venturi,
Giuntini qui, abbiamo anche il consigliere Caracciolo.
Perfetto, Presidente, abbiamo il numero legale, prego.
Grazie, ringrazio il Segretario Generale, procedo con le informazioni e l'Assessore Ara, è qui presente con noi, quindi risponderà in Aula e chiede l'accorpamento delle domande 11 13 e 16, il tema sono le scuole d'infanzia, le domande 30,
Scusate, 12 15, sono sempre accorpate il tema euro e di sostegno nelle scuole, l'Assessore Borsari parteciperà in videoconferenza, chiede l'accorpamento per omogeneità di argomento delle domande 17 20 e 21,
Che trattano l'argomento torre Garisenda. Poi le altre domande sono a 30 32. Il tema è la ciclabile di via Massarenti. L'Assessore Laudani in parteciperà alla seduta, chiede l'accorpamento delle domande due, tre, quattro, sette, otto, nove, 10. Il tema è esposto urbanistica a seguire le domande 1 5 6 e l'interpellanza. 11 sul tema giardino San Leonardo. Gli Assessori, Boni Madrid e Campaniello daranno risposta scritta e la vicesindaca sarà presente. Procediamo dunque con la trattazione delle domande. Partiamo dalle domande per l'Assessore Ara la 11, la 13, la 16 sulle scuole dell'infanzia, consigliera Quercioli. Lei è la prima trattativa saltata Bologna verso lo sciopero nei servizi educativi. Prego consigliera, Corcione.
Grazie Presidente, ringrazio l'Assessore Ara per la presenza, sì, oggi torno a parlare dei servizi educativi comunali 0 6 è già oggetto di una mia domanda di attualità della scorsa settimana e però ad oggi c'è un dato nuovo, cioè la situazione di fatto e nel rapporto tra le associazioni sindacali, e il comune è peggiorata. Infatti il tavolo di conciliazione tra Comune e sindacati si è chiuso con esito negativo il 23 luglio scorso e le sigle hanno indetto uno sciopero per l'8 settembre, cioè il primo giorno di apertura dei nidi e delle scuole d'infanzia comunali. L'Amministrazione conosce bene quelli che sono i problemi rilevati sottolineati dalle associazioni sindacali, la carenza di organico, le assenze non sostituite. Il personale precario, che da anni garantisce la tenuta del sistema plessi scolastici con problemi strutturali molto spesso irrisolti, e ancora anche l'assenza di un riconoscimento economico per chi ha lavorato nei servizi estivi.
A questo a tutto questo, poi, da settembre ricordo si somma anche un un ulteriore elemento, l'aumento della tariffa dei nidi comunali, una scelta che inciderà proprio sulle famiglie che allo stesso tempo vedono messo appunto a rischio irregolare avvio dell'anno scolastico, per cui chiedo all'Assessore.
Innanzitutto di conoscere il motivo per il quale il tavolo di conciliazione è fallito. Quali azioni concrete e immediate si intendono adottare per evitare lo sciopero dell'8 settembre già proclamato dalle sigle sindacali, e se vi sia l'intenzione politica di aprire un vero confronto sul precariato e sulla qualità dei servizi prima di scaricare, appunto sui lavoratori e sulle famiglie le contraddizioni di questo sistema, grazie Presidente.
Grazie consigliera, prego assessoriale.
No, scusate Assessore, però sono accorpate, aveva chiesto, hanno visto l'assessore che si era preparato per rispondere in realtà aveva chiesto l'accorpamento e ce ne sono altre due corsi, uno, la prossima della consigliera Zontini, nidi e nidi e scuole d'infanzia in sciopero quindi l'Assessore risponderà dopo la prossima che del Consigliere poi Di Benedetto consigliera Zontini e lei la parola.
Grazie Presidente, la mia domanda ricalca sostanzialmente quella che ho posto il question time di venerdì scorso e a cui non ho avuto risposta, e avevo appunto avanzato la domanda alla luce dello stato di agitazione che era stato proclamato dalle organizzazioni sindacali dei servizi 0 6 e da allora, come diceva bene la collega Corcioli, la situazione è peggiorata, nel senso che non c'è più soltanto uno stato di agitazione, ma dato il fallimento del tentativo di conciliazione, è già stato proclamato uno sciopero per l'8 di settembre prossimo e appunto i nidi. Questo vuol dire che i disagi per le famiglie inizieranno già il primo giorno dell'anno. Educativo e scolastico.
Per questo ribadisco la domanda, ovvero, considerando che sono istanze non soltanto che i dipendenti del Comune dei servizi 0 6 pongono e sollevano almeno dall'inizio del mandato, probabilmente anche da anni precedenti, ma sicuramente con forza dall'inizio di questo mandato. Sono istanze, sono domande che anche noi come Minoranze, poniamo dall'inizio di questo mandato e finora la risposta non c'è stata e le problematiche sono tante e come diceva la collega che mi ha presieduto, sono problematiche di varia natura perché vanno da quello economico contrattuali a quelli organizzative. Non c'è chiarezza sul nostro erario, non si era stata chiarezza e su quelli che erano, ad esempio, le le mansioni, quello che avrebbero dovuto fare anche educatrici e Dade e, ad esempio, quando si è parlato del piano fughe, non si è più saputo niente del piano anti fughe negli asili e nelle scuole dell'infanzia e tematiche appunto anche di organizzazioni situazioni particolari, come ad esempio le situazioni di allerta meteo o in altre occasioni e particolari. Ovviamente annoso il tema del dell'organico, del fatto che deve essere potenziato, che manca personale anche per le sostituzioni e ricordiamo, adesso vedremo gli esiti no del del concorso che è stato bandito e si è concluso da poco, ma anche il fatto che spesso dipendenti e, diciamo, precario temporaneo del Comune, quindi persone che già svolgono attività presso i nostri servizi, poi non vengono neanche valorizzate e in sede concorsuale non viene riconosciuta quella che è la loro esperienza. Quindi, per questo motivo, ancora una volta poniamo la domanda, cosa intende fare l'Amministrazione, si intende muoversi perché fino adesso in questi anni non abbiamo visto alcun passo concreto. Grazie.
Grazie consigliera. Ora la parola va al Consigliere Di Benedetto sindacati, scuole dell'infanzia. Prego, grazie Presidente. Prima di tutto ci tengo a sottolineare le parole della collega Corcioli, della collega Rontini, che condivido in pieno e hanno individuato totalmente il problema. Aggiungo un aspetto emerso anche di recente sulla stampa e sollevato da altri sindacati in relazione alle figure professionali degli educatori per i bambini con disabilità e quindi per le famiglie e i bambini con disabilità, educatori che sono stati scollegati dal rapporto uno a uno per scelta dell'Amministrazione e con dei profili che a nostro avviso, vanno anche a contrastare quella che è la legge quadro, la 104, che parla di quella necessità e professionale per facilitare l'integrazione alla relazione dello studente della famiglia con la scuola, con la classe, un rapporto, uno a uno, lo studente, l'educatore che viene meno in quello che è il disegno comunale che quasi va va a recuperare. Quella figura già bocciata dalla storia dell'educatore di istituto invece che dell'educatore collegato a e quelle che sono le famiglie e gli studenti, e sappiamo che anche nei tavoli che ci sono stati, con le associazioni con i gruppi di genitori, questi hanno bocciato la proposta dell'Amministrazione e quindi chiediamo conto di questo perché si vuole andare avanti. Grazie Presidente.
Grazie Consigliere, ora la parola all'assessore, per la risposta, prego sì, mi è parso che l'ultimo termine di Di Benedetto al quale sono pronto a rispondere però, non sia il tema vero, se è giusto, e l'altra domanda o è tutto insieme,
Tutti insieme, quindi io.
No, ho capito però, siccome io sull'inclusione o a un'altra domanda farò sulla parte, sull'inclusione, la farò tutti insieme, sennò la la farò, la farò per due volte non c'è problema.
Allora?
Ho, ovviamente io mi ero preparato rispetto a quello che mi era arrivato ieri e poi ci sono anche altri temi che vengono posti intanto e grazie per la sollecitazione, anzitutto, su sul tema dello 0 6, in riferimento all'oggetto delle motivazioni indicate dalle organizzazioni sindacali nella programmazione dello stato di agitazione del personale e dei servizi dell'ossia del Comune di Bologna e alla successiva in due più indizione dello sciopero per l'8 settembre, si specifica quanto segue trattativa, aggiornamento economico per le ICD incentivazione del servizio nidi di luglio per quanto riguarda la trattativa relativa alla SVO, alla attività nei nidi d'infanzia, nel mese di luglio l'amministrazione ha proposto alla controparte varie possibili soluzioni che andassero anche incontro alle richieste presentate alle diverse sigle, seppure con il necessario mantenimento del calcolo del calendario scolastico e delle 42 settimane di lavoro in linea con i vigenti contratti nazionali.
Durante l'incontro del 9 luglio scorso, l'Amministrazione ha presentato verbalmente una proposta che, chiaramente, si è dimostrata foriere di incomprensioni proprio nel calcolo del calendario scolastico del conteggio della 40 delle 42 settimane di cui sopra. Pertanto, nell'invio della proposta scritta, ha dovuto necessariamente riformulare tra le proposte in maniera più semplice, inequivocabile anche risposte MMS, espressa richiesta di maggiore chiarezza di al PAN di APAT da parte di alcune sigle presenti al tavolo tale comportamento. Non volevo in nessun modo essere contrario alle corrette relazioni sindacali, ma, al contrario, a mantenersi, seppur con posizioni distinte rispetto alla controparte nella maggiore trasparenza e comprensibilità possibili. Ma inoltre rilevato che il tavolo non non era concorde nelle nelle richieste formulate, se non nella volontà, purtroppo non percorribile, della modifica del calendario scolastico per i beninteso e su una parte del tavolo che vorrebbe che i nidi chiudessero a fine giugno e che quindi anche per i nidi luglio fosse a carico del. Dei centri estivi, cose che non credo che sia possibile per le nostre famiglie. Mancata sostituzione del personale educativo. L'Amministrazione ha attivato tutte le soluzioni possibili per il reperimento di personale supplente, garantisce la sostituzione nominale dell'educatrice degli educatori assenti nel limite della disponibilità derivanti dalle seguenti graduatorie.
È una graduatoria del 2019 per assunzione a tempo indeterminato e determinato. Una graduatoria è sempre del 2019 per l'assunzione a tempo determinato, una grata graduatoria. 2024 per l'assunzione a tempo determinato.
È inoltre in corso all'espletamento con l'obiettivo di avere pronte alla graduatoria, a settembre 2025, di un nuovo concorso per l'assunzione a tempo indeterminato e determinato nella determinazione degli organici. Vengono applicati e rispettati i parametri stabiliti dalla normativa regionale e programmazione interventi strutturali. Il 2 luglio ultimo scorso si è svolto un incontro tra Amministrazione comunale Rsu organizzazioni sindacali, in presenza di assessore alla scuola e ai lavori pubblici. In tale incontro sono stati affrontati i temi relativi al sistema di manutenzione delle strutture e delle aree di pertinenza, in particolare il tema delle temperature gesti eccessive, registrata 3 fino a giugno e inizio luglio. Allo stato attuale, non tutti gli ambienti degli edifici scolastici sono stati dotati di condizionatori, ma sono presenti impianti di climatizzazione è normatori dei nidi e di alcune scuole dell'infanzia. Le scuole dell'infanzia termini nell'attività al 30 giugno 20 nidi vestono aperto, come sappiamo, fino alla terza settimana di luglio per far fronte al caldo. Eccezionale nel cosa settimane nell'amministrazione installato.
In aggiunta agli impianti in dotazione ai sistemi di movimentazione meccanica dell'aria, prediligendo quelli con ventilatori assiali orizzontali installati su mensole su mensole, ha fornito anche condizionatori portatili cosiddetti pinguini alle strutture con maggiori criticità, dal momento che le condizioni di caldo eccezionale si verificano sempre e sempre di più in periodi normalmente non soggetti a tale circostanza. L'amministrazione, come già comunità comunicato a partire dalla prossima estate, prevede di realizzare un piano di adattamento con l'installazione di impianti di condizionamento in quelle strutture che il disagio climatico delle ultime settimane avidi ha evidenziato come particolarmente critiche organico e coordinamento pedagogico. Dal 1 luglio, come comunicato in occasione della procedura di raffreddamento e conciliazione del 6 marzo svolti in occasione dello sciopero indetto da dalle RSU e le Organizzazioni sindacali, il 7 aprile sono stati coperti tre dei quattro posti scoperti di coordinatrice pedagogica per la copertura dell'ultimo posto vacante. SIP le vede di espletare una procedura concorsuale entro l'anno stabile la stabilizzazione del personale precario sulla base dei posti vacanti rilevato al termine del corrente anno scolastico nei prossimi giorni, come comunicato in occasione dell'incontro di conciliazione del 6 marzo, sarà avviata l'approccio, l'approccio procedure di stabilizzazione per 19 posizioni carico di lavoro per quanto riguarda l'organizzazione dei lavori temi indicati sono stati tutti affrontati dall'Amministrazione, anche attraverso appositi e incontri con le RSU, in particolare per la determinazione degli organici degli educatori dei nidi. È stato più volte ribadito che gli standard regionali sono rispettati, non sarebbe giustificata alla riduzione del servizio, all'utenza. La pianificazione e l'autorizzazione delle ferie del personale vengono effettuati. Tenendo conto dell'esigenza di servizi per l'organizzazione del lavoro degli operatori degli operatori operatrici. Sono stati effettuati incontri in tutti i nidi per la definizione puntuale delle mansioni. La presenza in servizio del personale in occasione di sospensione delle attività disposte con l'ordinanza del singolo Sindaco è regolamentata in coerenza con quanto previsto dal contratto nazionali. Dal ci circolari interne, Jawd è oggetto di confronti sindacali negli uffici che si occupano della gestione del personale educativo e scolastico. Al momento non risultano criticità particolari carenze di organico per remunerare la specificità delle mansioni svolte da questo personale è previsto il riconoscimento di unità, indennità di condizioni di lavoro, il cui lavoro, il cui valore è stato aumentato e né nel 2024, durante l'incontro tenutosi in prefettura il 22 luglio, l'Amministrazione ha dimostrato ampia disponibilità a trattare i temi sopra illustrati, fermo restando la necessità di salvaguardare i livelli quantitativi del servizio destinate all'utenza, sia in termini di settimane di funzionamento. L'attuale calendario dei nidi prevede l'apertura dell'8 settembre, la terza settimana di luglio, compresa sì, in termini di apertura giornaliera. L'attuale orario di funzionamento va dalle 7:30 alle 18 e i nei nidi inseriti nei poli 0 6 fino alle 17:30. È stato inoltre evidenziato che molte delle criticità segnalate esempio stabilizzazione del personale precario e sono state già superate. In sintesi è questo è era il complesso tavolo che si è sviluppato che continuerà a svilupparsi e devo dire che parlare di precariato, insomma precariato, è veramente molto poco, nel senso che le azioni che intraprendiamo che la stabilizzazione sono molto importanti e sappiamo bene che la mole di dipendenti, che di cui siamo orgogliosi del nostro Comune. Fa sì che il piano, il piano assunzioni sia molto orientato sullo 0 6 e mettendoci più in difficoltà su tutti gli altri aspetti degli uffici comunali, al quale, anche per i quali anche l'opposizione che chiede un maggior intervento di di personale.
È importante trovare questo equilibrio con le famiglie. Solo aver messo il termine alle 17:30 nei poli 0 6, anche per i nidi, ha creato ovviamente per molte famiglie delle difficoltà e quindi questo è un tema che noi poniamo anche. Ah ah, ah ah, ovviamente i sindacali su ho sentito il tema dell'aumento delle tariffe. Le tariffe sono aumentate di pochissimo solo per chi opta per l'ultima. Mezz'ora dalle 17:30 alle 18, perché è stato fatto proprio un'indagine di chi aveva veramente bisogno di quella mezz'ora quell'indagine proprio propedeutica, e anche il fatto di far pagare quella mezz'ora in più qualche cosa in più per capire il reale bisogno di arrivare fino alle 18, ed è proprio una richiesta sindacale arrivare a capire se c'è bisogno di lavorare nei nostri nidi fino alle 18, oppure se possiamo organizzare in maniera diversa, e tengo anche a dire che noi abbiamo praticamente eliminato in lista d'attesa per i medi e per i grandi e stiamo lavorando, ma ci sarà un'occasione fin da settembre avremo occasione sicuramente di affrontarlo per aprire delle nuove strutture di nido che porteranno apertura importante di posti e anche una soluzione importante per la lista attesa dei lattanti, che è quella che abbiamo ancora più più importante e.
Io dico qualcosa anche sull'altra domanda, a questo punto sull'inclusione.
Allora mi fermo.
Allora Consiglieri, consigliere Quercioli per prima, per dichiarazione di soddisfazione, prego sì, grazie Presidente, ringrazio l'Assessore Ara e sono dei piccoli passi, a mio avviso un po' timidi, per affrontare un problema che ovviamente andrebbe affrontato in maniera più determinata, soprattutto in merito appunto quelle che sono le tutele dei lavoratori e per quanto riguarda giustamente la sua precisazione in merito all'aumento della delle rette dei nidi, ci tengo però a precisare che ad oggi Bologna risulta, è la città con il tetto massimo più alto d'Italia e, da ultimo, credo quindi che sia assolutamente necessario riaprire questo tavolo per evitare, diciamo, dei disservizi alle famiglie già dal primo giorno di scuola e credo che Bologna può e deve fare molto meglio. Grazie Presidente.
Grazie, consigliere, Quercioli, consigliera Zontini, prego.
Grazie Presidente, ringrazio l'Assessore Ara per la risposta non mi trova soddisfatto, ma perché sono sono risposte che noi ci sentiamo ripetere sostanzialmente da dei mesi e c'era un po' sempre venirci a dire che l'organico, cioè che non ci sono problematiche organizzative, perché allora, a questo punto delle due l'1, cioè o i rappresentanti sindacali e i dipendenti del Comune, si inventano le cose, cosa che non credo, oppure l'Amministrazione continua a non fare quello che è necessario fare, ma continua a dire che che sta facendo qualcosa, adesso vedremo anche l'esito dell'ultimo concorso, se sarà sufficiente. Tutte quelle misure che fino adesso sono state intraprese assolutamente non sono state sufficienti e ed è evidente perché le lamentele arrivano da più parti arrivassero soltanto da non lo so, faccio un esempio è da 10 dipendenti. Potrei capire, ma quando si muovono tre, quattro, cinque sigle sindacali, credo che evidentemente le problematiche siano diffuse e vadano finalmente risolte in modo molto più organico, sia per gli asili, nidi d'infanzia che per le scuole dell'infanzia anche con una e una sorta di armonizzazione tra i due Enti ira.
Grazie consigliera, consigliere Di Benedetto prego, grazie Presidente, sottoscrivo quanto detto dalle colleghe che mi hanno preceduto, perché diciamo alla conta dei fatti più che delle parole noi siamo quasi da quattro anni amministrati da una giunta che non sta rispettando quelli che sono i diritti dei lavoratori dipendenti del Comune di Bologna e non a caso, infatti, i sindacati prima sono partiti in maniera paziente, con il dialogo forti che un'amministrazione di sinistra avrebbe rispettato, eccetera. Poi la realtà prevalso rispetto a determinati componenti ideologiche e alla fine anche chi fino all'ultimo ha sostenuto questa Amministrazione, non è dovuto scendere in piazza sennò avrebbe perso gli ultimi iscritti, e quindi adesso sono giustamente a chiedere che i diritti dei lavoratori vengano rispettati. Lo chiediamo con loro. Chiediamo un passo avanti in termini di responsabilità da parte di questa Amministrazione che non lasci indietro nessuno, compresi tutti gli educatori, compresi i bambini con disabilità. Grazie Presidente.
Procediamo ora con le domande 12 15 accorpate il tema ore di sostegno nelle scuole, la la numero 12 e della consigliera De Martino ore dedicate al sostegno nelle scuole e la consigliera De Martino è collegata.
Prego Consigliere,
Grazie Presidente a questa domanda ci tengo a fare un paio di premesse. La prima è che il lavoro del personale scolastico in generale, e degli educatori educatrici di sostegno, a maggior ragione, come sappiamo, è un lavoro faticosissimo, poco remunerati, poco remunerato e che porta ad affrontare situazioni sempre più complesse che oggi come oggi aumentano anche a velocità che un tempo erano abbastanza inaudite. La seconda è che le famiglie che hanno un figlio con una qualche forma di disabilità, come sappiamo molto bene, affrontano ogni giorno difficoltà, che chi non vive sulla propria pelle e fa veramente fatica a immaginare e a comprendere, quindi meritano un profondo rispetto, profonda comprensione ogni giorno per queste famiglie intorno sfidante, un giorno da riuscire a portare a casa in mezzo a tante difficoltà e che quindi non solo comprensibile ma naturale, almeno questo credo io che quando a cambiare sono anche dei servizi su cui fino a un certo momento si è fatto affidamento in un determinato modo, questo non può che generare preoccupazione, anche frustrazione e rabbia per fortuna, almeno per quanto riguarda il personale dipendente, c'è stato un rinnovo contrattuale a livello nazionale sul quale ci stiamo adeguando come Amministrazione locale. Una un rinnovo che, come spesso accade, è sempre poco, perché arriva oggi quello che doveva arrivare cinque o sei anni prima, almeno qui su Bologna si è riusciti ad aggiungere anche alcuni altri riconoscimenti, come ad esempio una richiesta storica che non era mai stata soddisfatta come riconoscimento di alcune ore di back office. Sappiamo che non sono risolutivi, ovviamente però sono dei passi in avanti che vanno, io credo, in una giusta direzione. Ora, da quello che però stiamo apprendendo. Questo aumento, insieme all'aumento anche dei casi di certificazioni non seguito da un aumento proporzionale delle risorse, sta portando all'Amministrazione a ragionare su alcune rimodulazioni del servizio ed anche da quello che ha inteso prevedono una diminuzione di alcune ore nel rapporto, uno a uno, a favore di un lavoro in quelle stesse ore orientato invece su gruppi di bambine, bambini, quindi io chiedo oggi all'Assessore di spiegarci nel dettaglio sia qual è lo stato dell'arte delle risorse, sia cosa prevede. Ebbene, questa riorganizzazione mi permetto già di dire, come opinione personale, che stante così le cose delle innovazioni, riorganizzazioni sono necessarie non solo a al netto delle risorse disponibile oggi, ma anche del trend di aumento dei disagi e di certificazione sui minori cui dobbiamo e dovremmo sempre più far fronte e quindi su questo io credo che dei tentativi in questo senso debbano per forza obbligatoriamente essere fatti. La cosa importante è farvi, insieme con un confronto serrato con le famiglie, i lavoratori e le lavoratrici e soprattutto che, una volta messe in campo, siano affiancate anche da un monitoraggio dettagliato al fine di valutare quelli che saranno poi i risultati rispetto al benessere in primis delle bambine e dei bambini e poi di tutta la comunità scolastica. Quindi mi metto in ascolto dell'assessore.
Grazie Consigliere De Martino, ora la parola alla consigliera Larghetti, scuola minore per gli educatori di sostegno, prego consigliera.
Grazie Presidente, mi unisco insomma alla domanda della collega De Martino, che ha già circostanziato molto bene la fase che stiamo vivendo sul tema degli educatori di sostegno e conosciamo le problematiche, diciamo di riuscire a supplire al numero di aumento, insomma all'aumento, scusate numerico del,
Del numero di bambini e bambine beneficiarie di questa misura.
Abbiamo inteso nel dibattito pubblico con le interviste che ci sono state e che ci sono due temi, uno, quello delle risorse disponibili rispetto al numero di certificazioni, visto che da un lato c'è stato anche un aumento della spesa da parte del Comune e anche da parte della Regione quindi, in teoria, le risorse, diciamo, sono di più rispetto al passato, ma sono anche molti di più.
Le certificazioni. Quindi c'è questo tema delle risorse su cui chiedo all'Assessore di chiarirci, insomma, più o meno se ha un quadro di dighe, di che cifre stiamo parlando e di quale sarebbe il fabbisogno, insomma, se è una sfida che è già ritenuta impossibile alla base, sappiamo che abbiamo poche risorse su tanti servizi, abbiamo carenze adesso no sulla sanità, lo sappiamo. A livello regionale abbiamo carenze sul trasporto pubblico, ma.
È una sfida che possiamo accettare e l'altro tema è quello pedagogico, cioè noi stiamo facendo questa scelta, perché abbiamo delle convinzioni rispetto all'efficacia di un modello diverso, o abbiamo, diciamo, unito, le 2 questioni? Credo che sia necessario chiarire se la nostra è una scelta pedagogica rispetto a il benessere di determinati. I bambini e bambine e un loro percorso più fruttuoso in un'organizzazione diversa. O è una scelta legata alle risorse o entrambe le cose. Credo che in un momento in cui le famiglie, gli addetti ai lavori sono preoccupati, sia importante spiegare bene che cosa stiamo facendo e se ci sono altre strade alternative. Grazie.
Grazie consigliera, prego, Assessore aree, grazie Presidente, io ringrazio le 2 consiglieri che non possono altri 3, anche il Consigliere Di Benedetto, che ha posto prima il tema oltre alle 2 Consigliere.
Perché questo è un tema, è un tema molto importante di cui discuteremo nei prossimi mesi, ci saranno occasioni, anzi io credo che sarà utile in Commissione Scuola avvenire un momento a illustrare i problemi, ma anche le le innovazioni che si possono e si stanno iniziando ad intraprendere io ricordo che insomma noi anche in una recente abbiamo appena avuto un incontro nazionale con ANCI con tutti i Comuni,
I principali comuni del nostro Paese e la situazione sulla disabilità e sull'inclusione è una situazione difficile da tanti anni e la situazione si sta aggravando e noi abbiamo un modello e un livello di spesa tra i più elevati, nel senso anche dai dati ANCI, siamo, siamo quelli che in rapporto a il numero di certificazione spende di più e sono tutti preoccupati e siamo se tutti preoccupati nel nostro Paese su come di rispondere a un'esigenza in un'idea di scuola pubblica ed inclusiva, non nelle classi differenziate che qualcuno ha proposto. Qui stiamo parlando di un'idea di scuola che coinvolga tutti, che abbia anche un un sistema di inclusione che non sia togliere il bambino o la bambina certificata dal contesto della classe della scuola per gli alzare gli altri, lavorare in pace perché prova, a volte, c'è anche un un'idea di questo tipo e entro nel merito,
Noi.
Vi do innanzitutto alcuni numeri dall'anno scolastico 2021 2021 al 2024 e 25 siam passati da 1.715 certificazioni, parlo dall'infanzia alla scuola secondaria, alla scuola superiore e da 1.715 almeno 915 del Comune di Bologna, quindi sono 200 in più. In pochi anni il numero di ore erogate è passato. Son tutti i dati che io invierò al Capigruppo, invierò perché sono materiali importanti di discussione. Dal dall'anno 2022 mila 21 siam passati, avevamo erogato 556.000 ore la programmazione 2024 24 25 di co-programmazione perché ovviamente il 25 non è ancora, non è ancora stato contabilizzato tutto e siamo arrivati a 643.000 ore, quindi parliamo di 80.080 mila ore in più in pochi anni, così come la spesa, noi siam passati da circa 13 milioni nel 2021 a 17 milioni e 500 nel e 24 25 di questi 17 milioni 502.004 arrivano da Stato e soprattutto dalla Regione per il prossimo anno. Cosa prevediamo? Prevediamo di arrivare a 18 milioni, cioè per il prossimo anno scolastico, quindi 500 milioni in più dell'ultimo anno scolastico, con un contributo di Stato Regione e sui 2.390 e scusate eh.
Circa 2005 2 milioni 500.000 euro, con un aumento importante del contributo è dato dalla Regione.
Allora queste sono, diciamo in termini macro, quali sono i numeri veri e propri, ovviamente si inserisce in una in un contesto di complessità innanzitutto anche di aumento, oltre che delle certificazioni di aumento dei servizi, perché fino a qualche anno fa, se vi ricordate avevamo fino all'anno scorso abbiamo avuto un problema importante rispetto all'estate i centri estivi quest'anno si è aggiunta si aggiungerà e già l'abbiamo visto quest'estate il tema scuola aperte,
Perché proprio nel confronto con le associazioni, ovviamente che si occupano di disabilità, è evidente che noi non possiamo fare scuola aperta e senza prevedere risorse per l'inclusione, quindi un aumento importante di servizi extrascolastici, esattamente quello che le famiglie giustamente hanno sempre hanno sempre richiesto, quindi,
Risorse in aumento, no, non sufficienti per il modello attuale, che si che vanno ad impattare con un aumento di certificazione e un aumento dei servizi in più c'è il riconoscimento sacrosanto dell'aumento del 15% del contratto di lavoro nazionale è un aumento che era attesa da molto tempo e anche sempre in questa sede di incontro ANCI sappiamo e che non tutti i Comuni su riescono in questo momento a garantire questo questo adeguamento e contrattuale, quindi non si parla di tagli di risorse, si parla ovviamente e di riorganizzazione e delle ore.
Noi siamo veramente convinti che serva un nuovo modello, nel senso che bisogna?
La domanda specifica dal consigliere Larghetti è evidente che c'è un elemento di criticità rispetto a una spesa che risulta per tutti i Comuni fuori controllo, in un sistema Paese che non contribuisce come dovrebbe, su questo tema, come su tanti temi di welfare e le preoccupazioni sul futuro anche rispetto a dove vanno le risorse né in Europa non solo in Italia ci preoccupano però non è solo un tema di spesa che rischia di essere per tutti i Comuni fuori fuori controllo, il tema è anche come pensiamo a dei modelli.
Che funzionino al meglio per lavorare in un contesto più inclusivo e Vlaams, valorizzare al massimo il lavoro educativo. Questo lavoro che facciamo già da diverso tempo e il Consigliere Di Benedetto diceva è già stato sperimentato in passato il, l'educatore di plesso non ha funzionato, non è vero. Ci sono esperienze importanti soprattutto sui nidi, sui meno gravi, sul fatto che quando l'educatore viene speso sulla classe, sul pezzo, sul plesso, con un'autonomia della dirigenza scolastica, in accordo ovviamente con i nostri uffici ma con un'autonomia, come indisporre queste ore ha dato anche dei risultati ed è un tema che tante C DV con cui stiamo lavorando con tante città, la capofila di questa discussione, Bergamo, ma anche a Reggio Emilia Ravenna e altro stiamo proprio arrivando a questo mix dove ovviamente i casi gravi devono avere il rapporto uno a uno e il più con più ore possibili, ma nella gran parte dei casi bisogna lavorare perché quello educatore sia una risorsa di tutta la classe e di tutta la scuola e quindi stiamo lavorando per incentivare questo con dei gru gruppi di educatori assegnati al plesso con ore aggiuntive dedicate alla programmazione ed era un gruppo di educatori che resti in forza alla scuola da settembre a giugno senza mai, quindi, parlo di scuola, non parlo delle attività estive da settembre a giugno senza mai sospendere il servizio e questa è una novità importante anche in assenza dei bambini e delle bambine certificata, cioè questo educatore, e quando c'erano, quando c'è un rapporto individuale, ovviamente semmai anche al bambino viene avvisato, l'educatore non va, non va a scuola, spesso anche perdendo delle ore di lavoro, e questo gruppo rimane, come dire costantemente, al servizio della scuola.
Iniziamo una sperimentazione, noi stiamo parlando qui istituti comprensivi, la prossima settimana vedremo tutte le associazioni che sanno da tempo che si ragiona su questo, ma le rivedremo la prossima settimana avremo e sicuramente gli approfondimenti anche tecnico, politici all'interno della Commissione siamo disponibili per ogni Gruppo consiliare se ha bisogno di di approfondimenti oltre i materiali che vi vi girerò oggi, ma è importante dirci che,
Noi non stiamo imponendo all'Istituto comprensivo il modello nuovo, ne abbiamo già Sèis. Abbiano già sei istituti comprensivi, più una scuola superiore interessata. È chiaro che se, se accettiamo la sfida del nuovo modello, noi siamo convinti di fare un servizio migliore, istituti comprensivi che ancora non aderiscono alla sperimentazione. Stiamo capendo quanto arrabbiamo, ma l'aumento di certificazioni sicuramente fa sì che se se non si cambia in quelle scuole il modello si debba rivedere,
Rivedere sulle ore.
Ecco, vi girerò dei materiali, ovviamente, la sperimentazione effettuati insieme all'Università di Bologna e.
Non ci sono questioni molto tecniche che preferisco darvi i documenti, anche le basi scientifiche su quali facciamo questo e invito veramente tutti quanti, oltre alla critica che la critica ci deve assolutamente essere, ci mancherebbe a insieme, fare un salto di consapevolezza e un ragionamento molto importante su come dobbiamo traghettare questi servizi così preziosi nel futuro con una complessità di certificazioni aumentata tantissimo con un modello lo diciamo che prevede che l'ASL ha certifichi e poi praticamente esce di scena allora noi crediamo che invece le competenze dell'ASL,
E debbano aiutarci anche nel nel lavorare nei modelli, nella formazione. In questo questo è un tema che poniamo che abbiamo posto anche all'ASL, che poniamo in tema regionale, e l'ASL ovviamente è schiacciato su 1.000 e servizi 1.000 difficoltà, però voi capite che se chi certifica poi non ha la responsabilità organizzativa ed economica e qualora non si trovano dei due una relazione giusta, si rischia che il sistema non non vada abbia degli aspetti come dire, di di crisi e di criticità molto importanti. Io.
Rinnovando la disponibilità con tutto il Consiglio, faccio un invito, mi permetto alzarlo almeno la maggioranza, poi l'opposizione fa il proprio dovere. Auspico, come sui su tanti altri temi, che ci sia una responsabilità nel dialogare sul Governo nazionale, su risorse e su modelli, ripetendo che noi lavoriamo per l'inclusione, per l'inclusione dei bambini certi bambini certificate per l'inclusione di chi ha problemi di redditi per chi ha background migratori. Questo è il nostro lavoro e la scuola ha bisogno di più risorse e non basta, non bastano i comuni, i comuni da soli, ovviamente non bastano.
E questo mi rivolgo anche all'opposizione, ma anche alla maggioranza. Io credo che dobbiamo fare un lavoro che non ci debba spaventare perché, come abbiamo dimostrato su tanti temi difficili che abbiamo affrontato in questo mandato, io credo che oltre a cercare più risorse, perché ovviamente avere più risorse ci permette anche in un modello nuovo, di fare meglio, penso ad esempio al tema della formazione, al tema di avere momenti laboratoriali particolari nelle scuole che ragionano su questo, perché avere tra l'altro riuscire a tenere in classe i bambini che hanno una certificazione è un arricchimento enorme anche per gli altri bambini, esattamente come stare con bambini che vengono da altre esperienze e quindi noi dobbiamo i bambini, le bambine, tenerli nella classe il più possibile e nella vita di quella scuola. Certo, va aiutata la scuola a a pensarsi in maniera organizzativa organizzative differenti. Quindi l'invito che faccio e siamo appena all'inizio del percorso è quello di costruire dei momenti culturali, di riflessione insieme all'università, insieme a chi studia questi modelli e andiamo a vedere come va, come andrà da questo autunno la sperimentazioni in questi sei istituti comprensivi. Confrontiamoci con i genitori e con le associazioni, accogliendo le paure e le preoccupazioni. Non non non abbiamo paura del conflitto quando porta a qualcosa di positivo, rifiutando però un'idea totalmente conservativa, perché l'idea totalmente conservativa su temi come questi ci porta a prorogare per anni un modello che rischia di andare ad affievolirsi. Noi invece, oltre alle risorse in più che dobbiamo pretendere trovare e abbiamo il dovere su questo tema di fare un salto di qualità, come del resto la nostra città, insieme all'Università di Bologna dai dagli anni 60 in poi, ha sempre fatto l'idea che una problematica sociale si affronta con intelligenza, con la scuola, con innovazione, a volte anticipando anche progettualità di livello nazionale. Grazie.
Grazie Assessore consigliera De Martino.
Grazie e ma vi ringrazio l'Assessore che c'ho fatto, una fotografia molto chiara e accurata di quello che è lo stato dell'arte e lo ringrazio soprattutto per questa riflessione finale che mi sento di condividere in toto, è uno strada obiettivamente pioneristica che però mette insieme le esigenze che si stanno riscontrando pressoché da tutti i Comuni, quindi vale la pena andare avanti, continuare con questo confronto, già iniziato con le famiglie e con le associazioni e con tutta la comunità scolastica per cercare di pensare insieme a degli strumenti nuovi e innovativi che mettono al centro il benessere delle bambine e dei bambini che non vadano ovviamente nelle soluzioni semplicistiche alla Vannacci di.
Separazione o divisione, ecco delle classi e abbiamo scelto una sfida molto diversa, che va nella direzione opposta e ovviamente più complicata, però saremo a disposizione per cercare di affrontarlo insieme e soprattutto, poi, come dicevo anche prima monitorarne i risultati. Grazie.
Consigliere, allora consigliera Larghetti. Prego, grazie Presidente, sono soddisfatto rispetto alla risposta ad oggi. Credo che, appunto, osserva un'operazione di osservatorio congiunto su questa fase, sul nuovo modello, perché noi dobbiamo tenere al centro sicuramente il diritto dei lavoratori e gli educatori che sono insomma, che hanno bisogno di un riconoscimento professionale. Quindi bene le novità sulla, diciamo, sulla continuità contrattuale, sulle ore di back office, ma dobbiamo ricordarci che qualunque trasformazione facciamo il primo parametro da osservare e se la bambina o il bambino effettivamente integrato e se la classe è integrata con i bambini e le bambine certificati perché è un arricchimento reciproco e se è garantito il suo diritto all'apprendimento, rimaniamo in osservazione anche rispetto, diciamo, al rapporto tra le autonomie scolastiche, le protagoniste di quartiere, perché crediamo che questa collaborazione non possa venire meno, ma debba rimanere il caposaldo per garantire.
Grazie consigliera, procediamo ora con l'ultima domanda rivolta all'Assessore Ara la pone il consigliere Di Benedetto Torrente Ravone, prego Consigliere, grazie Presidente, ma e chiedo all'Assessore Ara i nomi rispetto alla scelta di non eseguire l'ordinanza del giudice monocratico sul Torrente Ravone quindi di non lavorare per istituire quel fondo necessario piuttosto che quella polizza assicurativa per andare a coprire i danni eventuali future e quindi poi anche come dire, tendere una mano a questi cittadini che già erano stati alluvionati e non sono dovuti andare in causa per vedere riconosciuti questi diritti ora vedono il Comune insieme alla Regione che gli fanno ricorso contro. Grazie Presidente,
Prego Assessore aree, grazie, Presidente, sì, come abbiamo insomma dichiarato summa.
Faremo reclamo perché riteniamo vi siano in quelle decisioni, alcuni profili di criticità, criticità sul piano giuridico è evidente e poi lo lo lo lo deciderà chi di dovere nella sede opportuna, tra l'altro, noi stessi abbiamo detto il Sindaco più volte ha detto ai cittadini che se ritengono che ci siano delle delle problematiche, anche di tipo giuridico, è assolutamente come dire comprensibile che su casi di questo tipo ci sia ci siano dei dei ricorsi, ma è evidente, mettendosi anche nei panni delle dalla pubblica amministrazione di tutte le pubbliche amministrazioni, che pensare che è un tema che riguarda un approccio al territorio di un centinaio di anni, almeno che si è avuto con responsabilità pubbliche privati collettive e pensare di addossare ad ogni singola amministrazione quando capitano fenomeni di questo tipo fuori scala, che hanno probabilmente delle cause difficilmente individuabili. Crea un precedente che credo che su tante su tanti casi al nostro Paese metterebbe, come dire, non solo a repentaglio la fiscalità generale metterebbe proprio mettere nelle condizioni gli altri contribuenti a dover rispondere rispetto delle problematiche veramente complesse. Ma noi vogliamo stare e su un piano di condivisione per cui noi, con tutti i cittadini, continuiamo nel dialogo, nella riflessione e continuiamo nel cercare di capire. E qui il punto vero come si lavori insieme per per la previsione per la pratica per la prevenzione, affinché sia, proprio come dire il, il lavoro importante che tutte le istituzioni devono fare, se un lavoro sulla prevenzione, ovviamente non sto neanche a trattare. Il tema del cambiamento climatico, che è assolutamente evidente, vede una responsabilità collettiva enorme delle delle generazioni prima di noi e anche di e di noi stessi. Ma quello che veramente noi possiamo fare, cioè dirsi soddisfatti per riconoscere il riconoscimento di una fideiussione o un'assicurazione sul potenziale rischio di danni e porta dritto a soluzioni che qualcuno sta già proponendo, cioè far rassicurare i cittadini contro tutti i rischi, in realtà noi dobbiamo fare un lavoro diverso, dobbiamo fare un lavoro di adattamento con un impegno pubblico importante, e sappiamo anche di chi sono le responsabilità sui torrenti naturali e sul e sulla gestione, la gestione del territorio, ed è su quello che bisogna concentrare risorse, energie intelligenze. Ne approfitto per dire che, ovviamente abbiamo sarà importante il ruolo anche del fondo che l'Amministrazione comunale di oltre 7 milioni di euro poi arriveranno altre risorse a ha messo. Ha costituito per per interventi che di prevenzione che si andranno affiancare ai tanti interventi che dovranno avvenire concordando col Governo nazionale con la Regione di competenza, soprattutto dalla Regione del Governo nazionale. Questo è molto importante e, così come sono importanti gli interventi che sono in corso in questo momento, sapete che sul sul Ravone sono in conto in corso interventi in via Zoccoli. Sono in corso degli interventi i stanziando in via Montenero.
E c'è un dialogo con i cittadini di via Zoccoli, perché quella vicenda ancora non si è conclusa e sapete che c'è, come dire, la necessità di sistemare il famoso muretto di contenimento in via doping. 15 17 riattivare il famoso Corsello che fa permette la permeabilità pedonale e dei servizi per altri condomini. Ecco noi.
Riteniamo che sia assolutamente legittimo che, rispetto a una a un atto che riteniamo non giustificato, ci sia un ricorso, detto questo, continuiamo a avere una relazione non polemica con tutti e a chiedere a tutti quanti, a cominciare anche dagli altri organi dello Stato, la massima collaborazione perché il salto di qualità che dobbiamo avere e nell'affrontare questi temi un salto molto grande noi ci siamo accorti che il nostro sistema idraulico non è adeguato ai livelli di piovosità, di concentrazione della piovosità che abbiamo adesso. Questo è un dato tecnico e, di fatto evidente grazie,
Grazie Assessore.
La parola al consigliere Di Benedetto prego, grazie Presidente, ma ero andato un attimo a controllare fuori perché, quando ho sentito, utilizzeremo le risorse del Fondo per mettere in sicurezza, volevo essere sicuro di aver sentito bene, visto che da quel fondo sono stati prelevati i soldi per i vagoni che tutti i Consiglieri possono vedere qua fuori e vedere come viene utilizzato bene questo fondo per garantire la sicurezza dei nostri concittadini e anche per andare a riparare, diciamo, i danni subiti dall'alluvione da questi cittadini che vedono qui invece un'Amministrazione che gli dà contro anche in sede giudiziale, che quindi va in scontro rispetto ai cittadini lesi e decide perché eri peraltro e si sono già mossi sede giuridica, non è vero che lo faranno in futuro. È già successo per andare in sconto rispetto a chi ha subito dei danni, non vuole assumersi le proprie responsabilità e anche ottemperare a quella che è la decisione di un giudice. Prendiamo atto, comunicheremo ai cittadini questa scelta da parte dell'Amministrazione con l'amaro in bocca, visto quanto abbiamo.
Grazie Consigliere, ora saluto l'Assessore Ara con abbiamo terminato con lui con le domande e procediamo con le domande per l'Assessore Borsari che con noi è collegato, le domande accorpate sono la 17, la 20 alle 21, il tema è la torre Garisenda consigliera Quercioli, lei è la prima torre Garisenda la città chiede risposte, prego, Consigliere sì, grazie Presidente e come tutti ben sappiamo la torre Garisenda.
Un simbolo storico della nostra città di Bologna e visti gli articoli di stampa apparsi, ho ritenuto opportuno chiedere appunto all'Assessore competente di fare chiarezza una sullo stato attuale degli interventi e sui tempi di avvio dei lavori strutturali e sulla data di completamento prevista che, ricordo, dovrebbe essere entro il 2028, credo che sia fondamentale anche che l'Amministrazione si impegni a garantire una comunicazione un po' più trasparente e costante verso la cittadinanza, proprio perché ritengo che le Torri,
E sono un simbolo storico della città, affinché appunto i cittadini siano informati in modo chiaro e tempestivo su quello che è l'avanzamento o meno di un'opera tanto delicata e, come dicevo, tanto simbolica, per questo chiedo di fatto all'Assessore quale sia lo stato attuale degli interventi di messa in sicurezza della torre, quando verranno avviati i lavori strutturali necessarie a scongiurare appunto il rischio effettivo di crollo, se conferma la data di completamento al 2028, come intende appunto l'Amministrazione garantire maggiore trasparenza e aggiornamenti regolari verso i cittadini, tenuto conto tra l'atto di tutti i disagi che stanno creando a i soggetti, appunto che vivono e hanno attività di prossimità in quella zona? Grazie Presidente,
Grazie consigliera.
La successiva Consigliere Di Benedetto sempre Garisenda pre.
Sì, grazie Presidente, con la presente domanda, sottoscrivendo quanto già detto dalla collega Quercioli, chiedo anch'io all'Amministrazione conto di quanto emerso sulla Garisenda e se abbiamo o meno la certezza di poter mettere in sicurezza la struttura e avere il, diciamo la certezza zero del fatto che non crolla è importante anche una condivisione del cronoprogramma e tutti i punti sollevati dalla sottosegretaria Borgonzoni che giustamente, dopo avere trovato le risorse col Governo, chiede che poi vengano spese in maniera adeguata e intelligente per mettere in sicurezza questo simbolo della nostra città e anche tutta la comunità. Grazie Presidente,
Grazie consigliere consigliere Mazzanti, prego.
Perfetto, allora la domanda è molto semplice, chiedo all'assessore competente di avere risposte rispetto al quesito.
Anche anche se debbo dire che la relazione che ho letto, come nel comunicato stampa dell'ingegner Bruni, è talmente precisa e dettagliata per chi ha un minimo di esperienza in campo edilizio ha capito, ma non c'era, io non avevo bisogno di leggerla Bruni perché conosco la storia però capisce perché la vices, la se la se la vicesegretaria che l'abbiamo conosciuta non è certo un'aquila e non ha capito e ha fatto quell'intervista. L'importante è che venga risposto anche già in quel comunicato. Tecnicamente c'è la risposta alle fanfaluche raccontate grazie.
Allora la parola va all'Assessore Borsari, prego Assessore, grazie Presidente, buongiorno alle consigliere e consiglieri, allora darò la risposte singolarmente per ciascuna domanda. Allora partiamo dalla domanda del del Consigliere Di Benedetto, come previsto nel progetto esecutivo approvato dalla Sovrintendenza. Con prescrizioni, il lavoro si dovrà svolgere con il metodo osservazionale, che prevede che prevede un costante controllo dei dati di monitoraggio e confronti continui con i modelli di calcolo previsti in progetto. Da qui forse vale la pena effettivamente riprendere sul punto quanto l'ingegner Bruni ha dichiarato nella sua la coordinatrice del gruppo di esperti, come sapete, rispetto al metodo osservazionale, e mi sia consentito di leggere testualmente ciò che l'ingegner Bruno mi hai detto, ogni attività che sarà svolta sulla torre sarà accompagnato da un monitoraggio strumentale e da un confronto con modelli matematici. Ogni azione sarà perseguita dopo l'esame degli effetti dell'azione precedente.
Eh sì, eh eh sarà adeguata a detti effetti, si chiama metodo osservazionale, la Sottosegretaria lo scambia per incertezze o incomplete, incompletezza progettuale. Il progetto esecutivo ha invece ottenuto tutti i pareri favorevoli che servono. Detto questo, ogni azione quindi, ripeto, sarà perseguita dopo l'esame attento degli effetti dell'azione precedente. Sarà adeguata detti effetti? Il servizio di monitoraggio non è garantito dalla Protezione civile, come invece afferma erroneamente la Borgonzoni, probabilmente male informata, ma è garantito da diversi elementi. Collaborazioni con l'Università di Bologna per il monitoraggio a lungo termine della Garisenda affidamento a una società privata per la lettura e interpretazione dei dati in modalità continua a sette giorni su sette, 24 ore su 24, con procedura controllata di allarme in caso di necessità e incarichi di supporto con ruolo di control room durante tutta la fase dei lavori. Il monitoraggio è quindi un elemento ritenuto essenziale per eseguire un lavoro così delicato e complesso come quello della messa in sicurezza della torre. Per poter sostenere questi servizi ritenuti appunto fondamentali per il metodo osservazionale sopracitato tramite gli introiti dell'Art Bonus. Dal 2024 sono stati impegnati circa 500 se 584.700 euro per incarichi con l'università dal 2025.
Circa 930.000 euro per il servizio di monitoraggio e incarichi di supporto per la control room e si prevede per il 2026 2027 di impegnare circa 1 milione di euro tra incarichi aggiunti tra indagini aggiuntive di laboratori, eventuali lavori imprevisti, l'introito di 1 milione di euro ricevuto dalla Fondazione Eric Wendy Smith, Fund for Strategic innovation per la conservazione storica ed il restauro delle torri che, ad esempio, asinelli è stato aggiunto i fondi PNRR per la messa in sicurezza della torre Garisenda. Sono in corso le procedure amministrative per proseguire con i lavori di restauro della Torre, tramite un finanziamento regionale di 4000000 di euro e di 200.000 euro di risorse comunali. Come consiglieri e consigliere, credo ricordino bene perché è stato oggetto del recente a Quarto adeguamento e programma lavori pubblici. Occorre ricordare che non solo il Governo è intervenuto prontamente a finanziare la messa in sicurezza della torre, ma anche il Comune ha finanziato nel novembre 2023 i lavori per sicuro per la sicurezza di Piazza di Porta Ravegnana tramite l'installazione dei container, tuttora a garanzia della sicurezza, per un totale di circa 4 milioni 800.000 euro. Non va dimenticato che l'oggetto su cui si sta lavorando, cioè mi sembra un unicum con caratteristiche materiche che sono note nei limiti ammessi dalla tecnologia del tali tecnologie, di indagini non invasive e su cui è stato fondato il progetto, peraltro fortemente limitate a seguito dei vincoli imposti dalla relazione del Comitato e il Comitato degli esperti del 15 novembre 2023, che penso tutti ricorderà, non si può trattare questo progetto come qualsiasi progetto di ristrutturazione di un bene vincolato, ma come fu per il caso della Torre di Pisa che, diversamente dalla torre Garisenda, ricevette dei finanziamenti appositi e non vincolati nei limiti da limiti di tempo, deve essere chiaro che ogni particolare deve essere attentamente studiato, valutato, soppesato e controllato per non arrecare danno al bene e alla comunità. Rispetto alle domande previste dalla consigliera Quercioli. Il progetto esecutivo della torre Garisenda era stato approvato dalla Sovrintendenza con prescrizioni, pertanto si procederà a breve con l'avvio dei lavori non appena saranno terminate le procedure amministrative necessarie, il progetto prevede una prima fase da realizzare con i fondi del PNRR, in cui si prevede l'installazione delle macchine quelle appunto prese da Pisa.
Un leggero Piro sui lati nord e ovest, la Ristić lettura dei giunti e un campo prove per le iniezioni di Malta sul basamento, il tutto sempre controllato dal sistema di monitoraggio, e verificato i confrontato con i modelli di calcolo. La seconda fase, la cui copertura finanziaria è garantita dal finanziamento in parte regionale, parte comunale, quello del quarto adeguamento per intenderci prevede il completamento delle iniezioni di Malta al basamento, la resti Latour dei giunti fino alla sommità e i lavori di restauro. I lavori saranno eseguiti sempre con il cosiddetto sistema osservazionale e l'abbiamo detto prima che cos'è, ovvero per ogni singola lavorazione, deve essere controllato l'effetto complessivo sulla torre stessa. Al momento si prevede una durata dei lavori fino al 2028, come era già stato preannunciato durante i lavori è prevista una comunicazione aggiornata dell'elaborazione tramite canali dell'Amministrazione. Peraltro, voglio aggiungere che ogni volta che.
I lavori e o comunque l'attività progettuale sono giunti ad un punto cruciale. È sempre stata fatta l'informazione ai cittadini. Il Sindaco, tra l'altro, ha sempre finora personalmente sempre presenziato e illustrato appunto insieme ai tecnici competenti le varie lavorazioni vari. Il punto della situazione sulla torre Garisenda. Quindi la trasparenza non è mai mancata in nessuna fase di quelli che abbiamo attraversato finora. Per quanto riguarda invece la domanda del Consigliere Mazzanti, oltre a quello che era già stato detto, è stato detto prima e risposte ai Consiglieri Di Benedetto Quercioli. Aggiungo quanto segue. Nel caso della torre Garisenda agli uffici comunali e con loro i progettisti e molti professori universitari dell'Università di Bologna, Pisa, Genova e Torino sono impegnati assiduamente nel perseguire l'obiettivo della messa in sicurezza della torre Garisenda tramite continui aggiornamenti e studi sul comportamento della torre nell'ultimo biennio, oltre ad approfondimenti sulle caratteristiche storiche materiche del bene, per giungere ad una definizione sempre più dettagliata delle caratteristiche. Della torre, che consentano un corretto approccio progettuale per la messa in sicurezza.
L'Amministrazione ha sempre avuto a cuore la tutela della Garisenda fin dall'inizio del 1900 o di beni di proprietà pubblica, proprio perché la famiglia è proprietario non eseguita la dovuta manutenzione già all'inizio del 900, l'ingegner Cavana eseguì studi all'epoca avanzati per stabilire l'inclinazione della Torre e già negli anni 70 si avviò una prima campagna di monitoraggio che nel tempo è sempre stata implementata con nuove tecnologie fino ad arrivare ad oggi, dove all'interno della torre, sono presenti quasi 80 sensori per poter attuare i lavori di restauro della Garisenda. L'Amministrazione, oltre a mettere in campo il primo importante intervento di messa in sicurezza della piazza, ha avviato una campagna di sensibilizzazione tramite la forma della Flores con cui si sono finanziati gran parte dei servizi di monitoraggio. Inoltre, si stanno avviando le procedure amministrative per utilizzare i fondi regionali per il progetto di restauro a partire dal 2026. La torre Garisenda, come detto più volte è un bene unico e come tale deve essere trattato. Pertanto sarà necessario continuare ad approfondire elementi ancora non del tutto conosciuti e con i tempi dettati dagli esiti del monitoraggio. Questo è perfettamente normale per il tipo di bene che ci stiamo appunto accingendo a che che stiamo affrontando, la cui tutela stiamo affrontando e quindi poi si procederà sulla base di questi esiti, del monitoraggio, a con gli interventi di consolidamento e restauro, peraltro basandosi su un progetto che è stato già approvato dalla Sovrintendenza, quindi tutto sta procedendo regolarmente. Il monitoraggio è continuo. I report che riceviamo non tanto pericoli non restituiscono pericolo di crollo e il progetto, ripeto, è stato regolarmente approvato, è oggetto di un dialogo proficuo con la Sovrintendenza e con il Ministero della cultura assoluta. È la diciamo attenzione dell'Amministrazione comunale, sia per quanto riguarda la legittimità del percorso, peraltro concordato con tutte le altre istituzioni coinvolte, sia per quanto riguarda la alta professionalità che sia impiegato, appunto, si sta impiegando nella gestione della Garisenda, perché stiamo parlando di professionisti con un livello di competenza davvero elevatissimo che peraltro, insomma sono davvero meritano grande ringraziamento per la loro attività che stanno svolgendo, quindi c'è la massima trasparenza e tutto sta procedendo secondo il programma e,
Da questo punto di vista, qui che l'Amministrazione comunale e continuerà ad andare avanti con la massima attenzione e con il lavoro congiunto con tutte le istituzioni coinvolte nel prendersi cura di questo importante bene a cui teniamo tutti quanti, grazie.
Grazie, assessore Borsani, ora la parola ai Consiglieri per le dichiarazioni di soddisfazione, il consigliere Quercioli, prego, grazie Presidente e ringrazio l'Assessore Borsari sono parzialmente soddisfatta, credo che.
E la tutela della torre Garisenda e non sia solo una questione di patrimonio culturale, ma anche di sicurezza pubblica, e per questo auspico è che gli interventi siano precisi e rapidi e auspico anche però una maggiore attenzione per i disagi che stanno subendo appunto,
I residenti e commercianti e di quelle aree, in particolare, appunto, dell'area di via San Vitale non solo visto che ricordo in quest'Aula, mesi fa avevo proposto un question time improprio che andava nella direzione di, diciamo segnalare le varie criticità e ad oggi non ho.
Grazie consigliera, consigliere Di Benedetto prego.
Grazie Presidente, mi associo a quanto detto dal collega Corcioli. Non posso dirmi soddisfatto, purtroppo, dalla risposta dell'Assessore che su alcuni punti ha fornito parziale risposta. Per questo chiedo di poter ricevere copia scritta della risposta letta dall'assessore, ma dall'altro non ha dato soddisfazione. Penso per esempio la richiesta di un termine chiaro e preciso per la messa in sicurezza e quindi il rischio di crollo zero si poteva semplicemente dire oggi non lo abbiamo evidentemente, com'è stato fatto con il proprio programma, che è stato detto chiaramente che oggi non ci può essere di fatto una data certa della fine di tutti i lavori, perché prima è necessario fare determinate rilevazioni che serviranno poi a programmare anche la tipologia di operazioni in via definitiva e chiediamo però una maggiore trasparenza e una maggiore condivisione di queste informazioni con i cittadini, cosa che oggi non è avvenuta e quindi anche su quella che è la messa in sicurezza della zona e ai cittadini che ci.
Grazie consigliere consigliere Mazzanti, prego sì, grazie, mi ritengo soddisfatto, anche perché l'assessore Borsani non ha fatto altro che ripetere e ha fatto bene i vari passaggi sui lavori della Garisenda, su quello che l'ingegner Bruno in quella relazione perfetta ci racconta, così come la dichiarazione che ha fatto anche il Sindaco in tempi non sospetti sulla data che da come fino ai lavori. Per quel che riguarda l'ambito dell'intervento, è chiaro ed evidente che solo chi non vuol capire o non vuol sentire, oppure è talmente poco informato sui processi di contenimento da un punto di vista edilizio, che può dire le cose che ha detto la Sottosegretaria a cui è stato risposto ampiamente anche sulla stampa nazionale. Pertanto direi che da questo punto di vista bisogna andare avanti, barra dritta, procedere con i lavori e poi, come sempre, la verità viene fuori rispetto alle fanfaluche. Che politiche.
Così dette un po' a raglio e che vuole fare semplice propaganda. Grazie,
Grazie Consigliere, allora procediamo con la domanda successiva della consigliera Foresti, albero abbattuto in piazza San Francesco, prego, consigliera.
Sì, grazie Presidente, è apparsa sulla stampa la lettera di un cittadino nella quale racconta di un albero tagliato in piazza San Francesco, lo stesso cittadino si dice stupito, considerando appunto le installazioni degli alberelli nelle piazze cittadine questa mattina sono passata effettivamente c'è un albero tagliato e all'angolo con via e del Borghetto non era piccolo da quello che si può capire dal diametro del tronco è rimasto, quindi volevo sapere dall'Assessore se verrà sostituito, con quali tempistiche e con quale tipo di pianta nello specifico, grazie Presidente.
Grazie consigliera, prego, Assessore Borsari.
Grazie Presidente degli elementi conoscitivi in nostro possesso risulta che ci sia lo stesso argomento che è già stato affrontato e in nel question time dello scorso 11 luglio, rispondendo ad una domanda di attualità di identico argomento appunto presentata dalla consigliera Zampini. Quindi non faccio altro che riferire quanto già detto in sede di question time. Lo scorso 11 luglio, lo scorso 7 luglio, la centrale operativa della PL del Comune di Bologna ha segnalato la caduta di un grosso ramo proveniente da un esemplare di leccio identificato un cartellino 3 3 5 2 9 situato in piazza San Francesco, all'altezza del civico 7. L'area era stata oggetto di monitoraggio da parte di tecnici specializzati nel mese di giugno e non erano emerse criticità o necessità di intervento. Nell'agosto 2024 era stata effettuata una prova strumentale con dentro densimetro sul fusto, sul colletto dell'albero, in corrispondenza di una ferita visibile. I risultati non avevano evidenziato anomalie rilevanti, se non alcuni difetti, compatibili con le condizioni ambientali fortemente urbanizzate e con l'età della pianta.
La rottura della branca è avvenuta per l'apertura di una spaccatura detta in termini tecnici Cretto nell'area di intersezione delle branche si imporre, si ipotizza che l'evento sia stato favorito da temperature estremamente elevate, seguite da fenomeni atmosferici intensi, come era forte pioggia e il vento a seguito della caduta si è reso necessario tuttavia l'abbattimento dell'intero albero, poiché la chioma risultava fortemente sbilanciata e dunque pericolosa per la pubblica incolumità. Si ricorda che gli alberi in quanto esseri viventi sono soggetti a mutamenti nel tempo, possano reagire in modo imprevedibile, anche tra esemplari della stessa specie e ubicati nella medesima area, soprattutto in presenza di eventi meteorologici di forte intensità. Va inoltre evidenziato che gli alberi piantati così a ridosso degli edifici, come sono quelli nella zona oggetto della domanda attualità nel tempo, hanno richiesto potature di contenimento per eliminare i rami interferenti con edifici stessi. Peraltro, sovente questi potature richieste dai cittadini è stata effettuata una valutazione degli alberi limitrofi a quello abbattuto allo stato attuale non risulta siano stati riscontrati elementi di pericolo per quanto riguarda la sostituzione e siamo in fase di valutazione della specie più adatta da piantare, in considerazione del fatto che la nuova pianta rimarrà sotto chioma rispetto ai lecci a fianco e pertanto in ombra. In ogni caso, si prevede di procedere la prossima stagione utile, ossia appunto autunno inverno del 2025. Mi auguro questa volta di avere dato delle informazioni che possano essere esaustive, appunto di non ripetere ulteriormente il tema. Era stato già oggetto di di analisi. Comunque, naturalmente, per ulteriori segnalazioni sono a disposizione.
Grazie Assessore, consigliera Foresti, prego.
Sì, grazie Presidente e ringrazio l'Assessore per la risposta, appunto nel question time corso fatto dalla collega aggiuntivi e l'assessore aveva risposto che non erano stati riscontrati problemi alla pianta, se non ricordo male e terremo monitorata la situazione per verificare che venga fatta la sostituzione, grazie Presidente.
Grazie consigliera Foresti, ora passiamo alle domande 30 e 32, che sono accorpate per omogeneità di argomento, trattano la ciclabile di via Massarenti assegnate riassegnate all'Assessore Borsari ciclabile via Massarenti, la prima il consigliere Di Benedetto a porla, prego, Consigliere.
Grazie, Presidente, Letta o quello che era l'appello della Consulta, della bicicletta su via Massarenti, di sfruttare la parentesi attuale dei lavori per andare a completare la ciclabile e si tratta di un tratto molto breve e circa 200 metri, se non erro, e si chiede perché la Giunta non riesca a livello tecnico a superare questo ostacolo per fare ora questi lavori, non dovere invece cantierizzare successivamente e chissà quando aggiungo l'opera, quando abbiamo già degli atti approvati per attuarla e una, diciamo, una situazione, una convergenza che faciliterebbe l'operazione. Grazie Presidente, grazie Consigliere, consigliera Larghetti, prego piste ciclabili in via Massarenti. Grazie Presidente. Sì, anche noi chiediamo all'Assessore Borsari un chiarimento rispetto a questo appello della Consulta. Infatti, sapevamo, era già approvato e pubblicato correttamente su iperbole il progetto, che vedeva la realizzazione di una corsia ciclabile in via Massarenti che, lo sappiamo, è una strada fortemente trafficata e, quando dico trafficata non intendo solo dalle auto ma ovviamente da tutte le tipologie dei veicoli, in quanto è una delle nostre radiali principali ma appunto per la sua conformazione, nel tratto aperto a tutto il traffico e anche diciamo abbastanza caratterizzata da comportamenti non sempre corretti e quindi, come sempre all'utenza fragile è quella un po' più in pericolo. Questi 200 metri, anche se sono solo 200 metri, servirebbero a collegare due ciclabili esistenti, cioè la ciclabile di via azzurra, con via rimesse dove c'è il sottopasso che porta anche alla stazione ferroviaria, quindi ha una funzione di servizio a tutta la zona residenziale del parco e appunto c'è anche un po' il punto critico del ponte ferroviario, quindi l'abbiamo, visto che comunque le corsie ciclabili migliorano la visibilità e, di conseguenza la sicurezza. Quando si fanno interventi di manutenzione, dovremmo evitare di tornarci due volte, magari con un prossimo cantiere. Adesso quel progetto non fu realizzato nell'ambito di quel finanziamento. Fu fatta questa scelta, ma il progetto esiste e, dato che si tratta solo di segnaletica orizzontale, ha anche un costo molto ridotto di fronte a gli interventi di riasfaltatura che cubano. Se vado a memoria circa due 650.000 euro, mi correggerà l'Assessore se dico un'imprecisione, perché sappiamo che esiste anche l'articolo.
14, comma 2 bis del codice della strada, che dice che il Comune ha l'obbligo per legge di realizzare anche percorsi ciclabili in caso di lavori stradali di manutenzione straordinaria, proprio come sono questi lavori di via Massarenti. Quindi, non comprendiamo come mai in occasione di questa riasfaltatura non si va da realizzare quello che è un progetto già approvato e quindi abbiamo tutti gli elementi che concorrono alla realizzazione di questa nuova conformazione della strada, perché non si tratta di una infrastruttura, ma semplicemente di mettere una segnaletica che chiarisca la presenza dei ciclisti, cosa che nella realtà, grazie.
Grazie consigliera, Larghetti, Assessore, Borsari, prego a lei la parola.
Grazie Presidente per la risposta, è presto detta e, come è stato dettagliatamente illustrato peraltro durante l'assemblea pubblica di presentazione dei lavori di via Massarenti presso la casa di quartiere, Scipione dal Ferro il 10 giugno scorso in un'Assemblea piuttosto partecipata, tanto i tecnici del Comune hanno risposto ah esattamente questo quesito espressamente il posto da un rappresentante della Consulta la bicicletta,
In riferimento agli interventi di manutenzione straordinaria attualmente in corso. È importante precisare intanto che i lavori riguardano solo il rifacimento del tratto stradale di via Massarenti, più solo il rifacimento di un tratto stradale di via Massarenti di circa 350 metri. L'attuale intervento su Massarenti, quindi, è stato programmato e finanziato limitatamente alla manutenzione straordinaria di questo tratto di strada, però con una suddivisione poi in varie tranche distribuite negli anni, sempre in periodo estivo, per non bloccare del tutto un'importante arteria cittadina, quindi su via Massarenti si interverrà sul sul fondo stradale di via Massarenti anche prossimamente per tranche. Quindi, l'intervento che viene svolto in questo momento non è l'intervento che va a completare le attività manutentive sulla via Massarenti. Diciamo realizzare e inoltrato così breve, diciamo di quello che attualmente è riguardato dei lavori in corso. Realizzare notato così breve di una pista ciclabile in questo momento non risulterebbe funzionale, considerando che esiste già un progetto complessivo. Ripeto, che copre l'intera direttrice di via Massarenti lunga circa 3 chilometri. Inoltre, un ulteriore elemento di criticità allo stato attuale consiste nella presenza di diversi cantieri importanti lungo l'asse stradale, come ad esempio quello di fare e comporta la chiusura al transito, veicolare di via rimesse per alcuni mesi a cui seguiranno le attività dei gestori delle reti di sottoservizi interferenti con le opere. Infine, il settore strade a prezzo già previsto di raggiungere un buon livello di manutenzione stradale per l'impero direttrice di via Massarenti nei prossimi anni con interventi dedicati, come dicevo in apertura. Per tale motivo appare non solo consigliabile, ma anche opportuno, in ossequio ad un elementare principio di buon andamento dell'azione amministrativa, posticipare l'intervento per la pista ciclabile a dopo il completamento dei cantieri di fare e dei lavori di manutenzione stradale. Peraltro, appunto, il progetto esiste già. I lavori e di manutenzione in corso e quelli programmati nei prossimi anni sono compatibili, naturalmente, con la ciclabile di progetto, trattandosi questi ultimi solo dei lavori, come è stato giustamente ricordato di segnaletica orizzontale spero di essere stato chiaro rispetto ai motivi per cui in questo momento non è ritenuto appunto né opportuno né funzionale appunto andare a mettere delle strisce soltanto in un tratto limitatissimo della via grazie.
Grazie Assessore ora la parola ai Consiglieri, Consigliere Di Benedetto prego, grazie Presidente, comprendo quelle che sono le rilevazioni di carattere tecnico e raccolgo la volontà della Giunta di procedere con quest'opera, ma dall'altra parte manca una data di realizzazione, quindi, se vi è una volontà politica chiara di,
Realizzare l'opera e si ritiene che non sia possibile infilarla. Diciamo passatemi l'espressione tra virgolette in mezzo ai cantieri già attualmente in essere e allora chiediamo che venga data una data certa ai cittadini e alla Consulta sulla realizzazione di questo tratto una data chiara e precisa che possa quindi confortare il fatto che l'opera, la messa in sicurezza e i lavori di manutenzione su via Massarenti e potranno raggiungere a breve una loro completezza, perché vogliamo considerare completata la messa in sicurezza e il rifacimento di via Massarenti con la realizzazione della ciclabile? Non so.
Grazie Consigliere, consigliera Larghetti pre.
Grazie Presidente, mi dispiace, ma non sono soddisfatta perché l'articolo del Codice della strada non mette dei limiti di lunghezza minima per questo obbligo. Quindi, così come si ritiene opportuno asfaltare anche solo per 350 metri, facendola in tranche cosa che condivido, per non fare il lavoro tutto insieme, ugualmente, credo che la stessa esigenza di avere un manto stradale omogeneo ce l'abbiano i ciclisti di avere una segnaletica dedicata per quel tratto lì certo, anche il tratto successivo del manto stradale sarà ammalorato e ha e che avranno un disagio, così come i ciclisti, quando finisce la ciclabile e avranno un disagio, perché finisce la ciclabile. Però intanto per quei 350 metri hanno avuto soddisfatta una loro esigenza di visibilità, che peraltro è anche un obbligo del Codice della Strada. In ultimo, ricordo che attendere non è mai una buona notizia, perché mi dispiace dirlo, ma da Presidente della Consulta avevo chiesto sulla ciclabile di via Massarenti mi si disse che si sarebbe fatta dopo il metrobus, sono passati sette anni. Grazie.
Grazie consigliera, allora va ad emettere un vademecum 2025 abbiamo terminato e con l'Assessore Borsari arrivederci, arrivederci, Assessore, grazie allora vada e-mail con 2025 i principali aspetti della transizione energetica, la parola al consigliere Venturi che riceverà dall'assessore Rabboni. Risposta scritta. Prego bene, grazie grazie Presidente. Nei giorni scorsi è stato presentato dal Comune di Bologna, insieme a Confabitare il vademecum 2025 per la sicurezza dell'abitare e la transizione energetica, uno strumento che si può e si propone di accompagnare i cittadini proprietari in un percorso di adeguamento degli immobili per affrontare l'emergenza climatica. Visti tutti i problemi a cui stiamo assistendo quotidianamente. Un'iniziativa quindi importante, certamente, ma che apre però una serie di domande concrete, ovvero oggi a Bologna. Come purtroppo sappiamo, molte famiglie fanno fatica ad affrontare le spese ordinarie, figuriamoci quindi gli investimenti necessari per i quali la riqualificazione energetica delle proprie case, e quindi il legittimo chiedersi in che cosa consista esattamente questo strumento, ovvero questo vademecum 2025 in cosa consiste, e soprattutto come intende il Comune di Bologna agevolare chi non ha le risorse per affrontare autonomamente questa rivoluzione green, questa rivoluzione verde? Sono previste delle misure come degli abbattimenti delle proposte locali, degli sgravi sulla Tari delle agevolazioni, sugli oneri urbanistici o altre forme di sostegno diretto. Oppure nulla di tutto questo, e quindi i cittadini, anche in grave difficoltà economica, verranno abbandonati e quindi, da un lato, dovranno rinnovare i propri immobili dall'altro non sapranno, ovviamente come fare, non avendole le risorse adatte. È stato ipotesi ipotizzato poi un fondo comunale per finanziare i lavori più urgenti, oppure anche in questo caso i cittadini verranno abbandonati e lasciati a se stessi? Le politiche per l'ambiente non possono diventare vedete un lusso per pochi. Non serve una serve, scusate una visione inclusiva, una visione concreta e una visione accessibile, capace di tradurre la sostenibilità in un diritto per tutti, non in un onere per i soli proprietari. Quindi ci sono sicuramente delle direttive europee da rispettare, però, allo stesso tempo, credo che anche il Comune di Bologna si debba mettere in testa, si debba mettere nelle condizioni di aiutare quelle persone che da un lato devono rispettare delle direttive europee ma dall'altra parte sono in grave difficoltà e quindi non sapranno come affrontare il problema. Quello dell'ambiente è un problema che ci riguarda tutti. Non è sicuramente un problema di parte, però, ripeto, non si può far gravare sul sulla testa dei cittadini, che già sono in difficoltà e fanno fatica ad arrivare alla fine del mese di un problema così rilevante così grande come quello della rinnovare i propri edifici e rinnovare le proprie case, magari che si sono guadagnati dopo una vita di sacrifici, di sforzo e di lavoro e però allo stesso tempo non sanno più come mantenerli. Quindi spero veramente che il Comune di Bologna si sia messa nelle condizioni di affrontare il problema e resto in attesa di sapere dall'Assessore e quali sono le modalità appunto per andare incontro anche a chi ha meno possibilità. Grazie Presidente.
Grazie consigliere Venturi, procediamo ora con la domanda all'Assessora Madrid della consigliera forestieri e consigliera, anche lei riceverà risposta scritta dal anche dal se sono Madrid problematiche nella zona adiacente alle scuole, Marconi prego.
Sì, grazie Presidente, torno sullo stesso tema e già affrontato anche in Aula lunedì. Allora sono continue le segnalazioni e di più i cittadini residenti nella zona che raccontano problemi riguardanti l'area adiacente alle scuole, Marconi, problematiche come il degrado e disturbo della quiete pubblica la mattina ci sono ritrovamenti di bottiglie di vetro sparse nel piazzale, cocci e appunto di vetro nella zona frequentata da bambini, i residenti lamentano schiamazzi notturni, episodi di risse tra ragazzi e auto vandalizzate. Quindi avrei voluto oggi un parere politico amministrativo dalla dalla Giunta e sapere se pensa di incrementare i controlli da parte della polizia locale, soprattutto negli orari critici che sono quelli notturni e serali e dei fine settimana, ricordando tra l'altro il nostro ordine del giorno che va proprio in questa direzione, attendo risposta scritta. Grazie, Presidente.
Grazie consigliera Foresti, le ridò la parola per la domanda successiva Lunetta Gamberini e problematiche, prego sì, grazie Presidente, sono diverse le segnalazioni di più i cittadini in merito alle problematiche vissute e dai cittadini che frequentano il parco della Lunetta Gamberini, alcuni residenti lì o lo hanno definito terra di nessuno spazio in cui chiunque si sente libero di agire come vuole. Oltre alle segnalazioni sui problemi della sicurezza più volte riportato in Aula, i cittadini ci evidenziano problematiche legate al degrado, persone che utilizzano il parco come una latrina a cielo aperto sfruttando i rami e fu alti e bassi degli alberi come barriere per non essere viste e quindi considerato questa problem Cape, questa problematica continua da tempo nella parte adiacente al passaggio.
Giorgio Neri del parco. Volevo un parere politico amministrativo da parte della Giunta sapere se è a conoscenza delle problematiche esposte e sapere se pensa e con quali modalità operativa di risolvere il problema del degrado e utilizzo del parco come bagno pubblico. Quindi, se pensa anche di incrementare i controlli della Polizia locale, attendo la risposta scritta. Grazie Presidente,
Grazie consigliera, ora la parola al consigliere Caracciolo riceverà risposta scritta la domanda del Consigliere obiettivo sicurezza in Bolognina riceverà dalla Madrid, dall'assessore a Madrid, ovviamente risposta scritta prego Consigliere mi auguro che la risposta del PEG, perché,
La maggior parte delle mie domande di attualità, corrisposto secca, non vengono mai evaso.
Un costante scambio di informazioni per fare il bene della Bolognina o auspica il questore Antonio Sbordone, che lunedì ha incontrato i rappresentanti dei comitati commercianti del quartiere, un incontro teso a condividere informazioni e capire le problematiche del quartiere, si presenta necessaria la collaborazione con i cittadini per raggiungere l'obiettivo di massimizzare l'attività dei servizi e degli interventi.
Alla presenza anche dei dirigenti del commissariato locale, sono state esaminate le problematiche più importanti per la sicurezza, lo spaccio in redatti, i reati legati alla microcriminalità, il degrado ambientale e l'abusivismo commerciale persone ha ribadito che il quartiere deve essere oggetto di costante attenzione con servizi quotidiani di controllo del territorio.
Ora.
Noi sappiamo che la Bolognina è abitato da gente onesta e la maggior parte dei residenti sono lavoratori e persone che hanno il diritto di vivere in modo sereno.
I rappresentanti dei cittadini hanno dato il loro appoggio segnalando varie problematiche e anche le fasce orarie più critica, la Questura ci impegna di offrire maggiore attenzione compatibile con le esigenze dei residenti è stata ribadita, infine questo interessante.
Utilizzate l'App YouPol per segnalare in tempo reale, in forma anonima e anche situazioni di spazio, quindi rilevato quanto sopra, chiedo al Sindaco alla Giunta parere politico amministrativo nel merito e sulle iniziative proposte e se ritengano di adoperarsi affinché il quartiere possa avviarsi verso sicurezza auspicato dalla maggioranza dei cittadini grazie,
Allora, grazie Consigliere consigliere Mazzanti, sicurezza in città, la situazione della Bolognina. Prego velocissimo. Credo che il questore abbia fatto molto bene a incontrare i cittadini. I comitati hanno raccontato quello che già sapevamo per gli incontri che ci sono costantemente a livello di quartiere istituzione, ma anche con la Questura e la Polizia Carabinieri e quant'altro. Il tema è sempre quello, la capacità di risposta rispetto alla situazione, la domanda che faccio sempre quella, credo, chiedo all'Assessore a che punto è l'accordo Bologna sicura sottoscritta col Ministero, perché anche in questo caso è emerso che c'è un grande sforzo di volontà individuale delle forze dell'ordine, ma manca la Salciccia, cioè manca un numero adeguato di agenti come uscita congresso dell'ANCI. Credo che, da questo punto di vista, quello che dicono anche i sindaci di destra, bene, fa mettersi nella testa del skills, il Ministro degli Interni della preside del Consiglio, e rispondere alle domande per dare quelle risposte positive ai cittadini. Voglio sapere che puntuale incontro che c'è stato o se ci deve essere grazie.
Grazie Consigliere, ora passiamo alle domande successive, quelle riassegnate all'Assessore campanello via Emilia Ponente, i cittadini chiedono ai tempi certi sul doppio senso, consigliera Quercioli a lei la parola.
Grazie Presidente, nel tratto il tratto tra Pontelungo Battindarno sa, causando disagi il crescente dei cittadini e commercianti di via Emilia Ponente mesi fa era stato annunciato che a luglio ci sarebbe stato il ripristino del doppio senso di marcia, ma ad oggi questa fondamentale riapertura non è stata realizzata. E questa situazione ovviamente, come abbiamo più volte sottolineato in quest'Aula, crea disagi alla viabilità di quella zona. Quindi chiedo all'Amministrazione di fornire chiarimenti sullo stato attuale dei lavori, sulle cause del ritardo, sui tempi certi per il ripristino di questo doppio senso di marcia, oltre a garantire ovviamente interventi immediati per anche il decoro della piazzetta, è una comunicazione trasparente e puntuale con i cittadini che troppo spesso manca. Grazie Presidente.
Grazie consigliera viabilità in Santa Viola consigliera Zontini pre.
Grazie Presidente, ancora una volta è ripongo il tema di Santa Viola.
Il posto appunto dalla collega portuali, e sono ormai settimane che chiediamo all'Assessore Campaniello chiarimenti su questo punto e così come non ho avuto risposta e agli ultimi question time, anche oggi vedo che dovremmo attendere risposta scritta, sempre sperando che arrivi e la domanda però appunto, ribadisco, non viene da noi ma viene dai cittadini e come possiamo vedere praticamente quotidianamente, ci sono ad esempio sul Carlino, lettere che pongo in questa tematica infatti del 24 luglio e l'articolo che citava la collega Quercioli, oggi ce n'è un altro, un'altra lettera al Carlino Santa Viola appunto i lungo. La viabilità è un incubo di via Emilia Ponente, Santa, Viola, Pontelungo, non ne parla più nessuno, ma niente di ciò che è stato promesso è stato fatto ultimato nelle vie circostanti come via piove Minganti via miliari via Mantegna via Agucchi il traffico incontrollabile, gli automobilisti che percorrono sempre più spesso, ignorando il senso di marcia. E di vigili, neanche l'ombra. Queste sono tematiche che oramai da settimane e settimane poniamo e i cittadini vorrebbero avere delle risposte. Io ho invitato l'Assessore Campagna allo recarsi in loco per rendersi conto della situazione, servono risposte sulla chiusura dei cantieri, su quale sarà la viabilità e che sarà ripristinata o meno a chiusura dei cantieri e vorremmo anche capire se cambierà o meno l'assetto del TPL e la possibilità di svolte ad esempio a sinistra per chi proviene dalla periferia in direzione centro svolta a sinistra in queste vie, laterali o meno, sono tutte domande che i cittadini si pongono. Spero che prima o poi l'Assessore risponderà grazie,
Grazie consigliera, Consigliere Di Benedetto parcheggio in linea verde, tram, prego, grazie Presidente, chiediamo alla Giunta chiarimenti attendo la risposta scritta sui rischi evidenziati in Consiglio regionale per l'Emilia Romagna sulla sede utilizzata per il parcheggio delle né verde, né entrambi sui vincoli fluviali annessi già un brutto segnale il fatto che la Giunta deciderà di non venire a rispondere in Aula.
Grazie Consigliere, nuovo, ufficio unico per la mobilità, prego consigliera Zontini.
Grazie Presidente, abbiamo appreso dalla stampa come sempre e non in Consiglio comunale, che il sindaco Lepore avrebbe fatto questa proposta di accentrare le competenze sulla mobilità sostenibile e il trasporto pubblico in un ufficio unico, Città, metropolitana e Comune, e ad oggi non si sa ancora, appunto come sarà organizzato, quali personale sarà assegnato. L'unica certezza è che verrà messo a capo l'ex assessore Colombo. Ecco, quindi abbiamo per adesso sappiamo la poltrona, chi sarà, ma non si sa ancora come sarà organizzato e l'ufficio. La mia domanda era proprio volta a capire quale cioè le basi di questa scelta di accentramento e quando si intenda avviare operativamente l'ufficio, ma anche capire come sarà gestito e quale tipo di relazioni diciamo così avremo noi come consiglieri comunali con questo nuovo ufficio ci è entrato, perché non vorrei che, accentrando e appunto le funzioni in un ufficio che magari formalmente se era presso la Città metropolitana avremo meno capacità di interazione, quindi di indirizzo e di controllo sui temi della mobilità e del trasporto pubblico, che sono essenziali anche perché, come ricordato giustamente da un articolo di stampa, sarà l'ufficio che si occuperà nel 2028 dell'importantissimo bando per l'assegnazione del TPL e quindi, insomma, alla Duma.
Grazie consigliera, cantieri, incidenti e pianificazioni consigliera Scarano, prego.
Sì, grazie Presidente, intervengo nuovamente su questa tematica, anche al pari di molti colleghi, perché comunque siamo ormai in una fase che ha del grottesco e io capisco che in ogni cantiere possano esserci degli incidenti, delle disattenzioni, dei mancati controlli.
Qualche anomalia capisco sono cantieri lunghi, complessi, impattanti, ma proprio perché sono tali la.
Il monitoraggio e la precisione dovrebbero essere massimi. Eppure il cantiere del tram annovera, almeno finora e non oso immaginare da qui alla fine alla fine cantieri fatti davvero incresciose che, ribadisco, hanno a mio avviso del grottesco, quindi una macchina che, mentre procede finisce nel cantiere una gru che doveva fare uno spostamento, si sbilancia e cade nel cantiere. Quindi, comunque, situazioni che le cui ripercussioni sono nostro malgrado, quello di congestionare, complicare ulteriormente, appesantire una situazione che già di suo non è facile se procedesse tutto nel migliore dei modi. Quindi ci ritroviamo nuovamente a fare delle considerazioni delle valutazioni e a chiedere all'assessore e al settore competente delle delle azioni mirate degli interventi, anche per prevenire quella che potrebbe essere la situazione a partire da settembre con la riapertura delle scuole, le le fiere in città. E una viabilità che, per forza di cose, sarà più.
Più incisiva, più veloce di quella di questo periodo in cui la città, per una serie di motivazioni e un pochino più tranquilla, quindi chiedo alla Giunta se non sia il caso di fare delle considerazioni e avviare una cabina di regia per poter attuare quelle scelte che finora non ha fatto. Si è parlato qui da più parti dell'apertura di alcune tangenziali della modifica di alcuni.
Di alcuni assi importanti della viabilità cittadina, che limiterebbero perlomeno il malessere crescente in città, perché spostarsi a Bologna e praticamente è diventato impossibile con qualsiasi mezzo sia il bus sia l'auto propria, ma anche anche le 2 ruote, quindi volevo un attimo capire se si sta affrontando questa situazione con delle azioni, non a parole si sta affrontando anche il tema dei parcheggi, perché in alcune zone dove ci sono dei cantieri dove permarranno almeno nel prossimo.
Nei prossimi 6 12 mesi, ancora dei cantieri c'è un problema parcheggi increscioso. Capisco che non vi sia a cuore la tematica delle autovetture, però ci sono delle persone che, ripeto, sono obbligate vostro malgrado ad utilizzarle, e quindi volevo un attimo capire se c'è la volontà di affrontare e arginare una situazione che è davvero estremamente critica ed è sfuggita di mano grazie.
Grazie Consigliere, Scarano consigliere Mazzanti, Città 30 prosieguo e la sicurezza stradale prego.
I dati sono direi molto chiari da questo punto di vista abbiamo circa 18 miliardi di costi per gli incidenti, abbiamo ridotto l'incidentalità con una norma molto restrittiva, a prescindere dal decreto Salvini, che è arrivato molto dopo l'acquisizione di questi dati e il dato importante è che ormai la maggioranza dei residenti arrivano in ambito urbano noi col contributo Città, 30 e altre città che l'hanno applicato, bisogna andare avanti, la domanda che faccio all'Assessore, chiaramente, i prossimi sviluppi, quali saranno e come ci si intende muovere grazie,
Grazie consigliere, consigliere Di Benedetto Lineablu.
Grazie Presidente. Ebbene, qui per chiedere alla Giunta se intende strutturare proposte e migliore rispetto a quella delle lembo del tram per la mobilità di Bologna, visto che è questa, a nostro avviso, difficilmente andrà avanti e per informare il sindaco Lepore che, data la sua scelta di ignorare costantemente le migliaia di persone che chiedevano di poter discutere del tragitto della linea che interessa delle vie che sono strategiche per la mobilità di Bologna e visto che il progetto avrebbe poi paralizzato la città, siamo andati noi al Ministero a portare le rilevazioni, la voce di migliaia di persone e chiediamo che anche il Sindaco si faccia carico di questo tipo di lavoro da ora in poi confrontarsi coi cittadini, ascoltarli invece che tirare dritto per la propria strada come un monarca assoluto è una scelta politico, amministrativa di gestione della città, ma anche del potere da parte del nostro Sindaco e della Giunta che lo sostiene. Ne prendiamo atto. Noi pensiamo che la democrazia, se altro. Grazie Presidente.
Grazie Consigliere.
Benedetto, allora procediamo ora con la domani le domande, le 2 domande accorpate rivolte alla vicesindaca, che saluto che qua con noi in Aula,
Subert Alija Lazzaretto, Consigliere Di Benedetto la prima e la sua prego.
Grazie Presidente, sinteticamente chiedo un parere su quanto sollevato dai comitati di Bertarelli Lazzaretto e sulla e quali sono le ragioni che il Comune utilizza per superare le rilevazioni tecniche, le richieste relative al rischio idrogeologico che sono state sollevate da parte dei comitati, grazie Presidente, grazie Consigliere, Consigliere beccai, prego sempre sullo stesso tema,
Grazie Presidente, grazie alla vicesindaca per essere qui in Aula, ma naturalmente da tempo seguiamo con attenzione le preoccupazioni che che sollevano alcuni cittadini e comitati della zona Bertaglia, Lazzaretto che è stata interessata negli anni negli anni passati da uno sviluppo urbanistico, da un lato importante e allo stesso tempo incompiuto con previsioni che e non è questo ovviamente l'oggetto o l'oggetto della domanda perché ci arriveremo anche poi sul attraverso la discussione sull'urbanistica però da previsioni comunque,
È datate, ma anche da un progetto bandiera molto importante, che è quello di edilizia residenziale.
Sociale del di questa Amministrazione.
Attraverso il piano, il piano per l'abitare quindi un progetto molto importante che deve rispondere vide evidentemente a dei bisogni che che non sfuggono a nessuno, credo in questa in questa città, allo stesso tempo non sfugge a nessuno, credo che c'è una forte, fortissima,
E è giusta sensibilità ambientale che naturalmente fa sì che le preoccupazioni rispetto al destino del verde di quella di quella zona, appunto o siano, se si siano manifestate, sappiamo che nei prossimi mesi è previsto o comunque un percorso ho partecipato rispetto rispetto a questo, però oggi è importante dare una risposta rispetto al al futuro del verde. Come si pone l'Amministrazione rispetto a questa, a queste preoccupazioni e e anche gli investimenti che che intende fare su su questo fronte? Quindi, da un lato, ovviamente,
Il verde, il verde esistente, ma anche, appunto, un un possibile verde futuro per questa, per questa zona.
Credo che queste questa sfida, quella del Lazzaretto ma in generale per la città sia una sfida decisiva. Evidentemente quella di coniugare il rispetto alla tutela dell'ambiente e del verde con la risposta a esigenze sociali che sono primarie, è veramente insomma, ha assolutamente urgenti, come quello della della casa delle donne edilizia residenziale convenzionata e quindi pertanto ci troviamo in questa situazione. È una sfida importante, ma anche io credo in qualche modo che ci può dare la possibilità di ridisegnare un approccio diverso e una è una città diversa, migliore sotto ogni punto di vista. Grazie.
Grazie consigliere Begaj, la parola alla vicesindaco, per la risposta, prego.
Grazie gentili Consiglieri per le domande che ci offrono, l'opportunità di fare chiarezza su un intervento complesso e articolato come quello relativo al comparto Bertaglia Lazzaretto. Per rispondere alle domande poste, sono però necessarie alcuni importantissimi premesse. Primo, l'area del Lazzaretto rientra tra le zone del nostro territorio comunale che presentano il minore livello di pericolosità definito dal vigente Piano di gestione rischio, alluvioni PGR a, essendo inserita fra le aree potenzialmente interessate da alluvioni e rare P 1, la previsione urbanistica del Piano, quindi, seppur datata, risulta dal punto di vista idraulico idraulico, coerente con la strategia di prevenzione, che prevede di localizzare i luoghi di vita nelle aree territorialmente più sicure. Secondo, anche a seguito degli eventi alluvionali eccezionali del 2023 del 2024, nell'area non si sono registrate particolari criticità. Diversamente da quanto afferma avvenuto diffusamente in altre parti del territorio comunale, occorre specificare che la Ghisilieri e la canaletta delle Lame vie d'acqua che attraversano il Lazzaretto con originaria funzione irrigua della zona agricola sono a regime controllato e sono gestite da canali di Bologna, quindi in caso dell'arte meteo vengono disalimentate dal punto di presa.
Terzo, è noto che le coperture forestali consentono una riduzione dei deflussi delle acque e quindi dei picchi delle piena, in primo luogo grazie al trattenimento delle acque di pioggia, ma anche per effetto della maggiore evaporazione, traspirazione che queste superfici garantiscono rispetto ad altre forme di uso del suolo queste prestazioni di regolazione del verde sono molto importanti, anche se vengono saturate e quindi fortemente ridotte in seguito a prolungati periodi con precipitazioni elevate. Queste premesse devono inoltre essere integrate dalla consapevolezza che i cambiamenti climatici in atto ci impongono di considerare un incremento in termini di frequenza e intensità degli eventi meteorologici estremi non sempre prevedibili.
Ciò premesso, il Piano ha sviluppato un approccio progettuale che ha previsto, fra le altre cose, la realizzazione di un'opera idraulica specifica per l'allontanamento delle acque meteoriche direttamente nel fiume Reno, un ampio canale di scarico in corso di completamento, inoltre, nell'ambito dei singoli interventi vengano adottate strategie di drenaggio urbano e di accumulo al riuso delle acque meteoriche, anche come misura di risparmio idrico. A queste misure si affianca. Si affianca poi il recupero di parte delle prestazioni della vegetazione esistente nel verde pubblico di progetto, che presterà particolare attenzione alla componente arborea come elemento di regolazione dei cicli naturali, incluso quello dell'acqua. Il piano, fin dalla sua approvazione, prevede la realizzazione a verde pubblico di oltre il 40% delle aree della superficie territoriale e parte dell'area verde pubblico è prevista con piantumazioni Arbore. Inoltre, nella strategia del verde urbano da realizzare o riqualificare con finanziamenti PON è stato previsto un consistente ulteriore investimento per rafforzare ancor di più la qualità, la ricchezza arboree vegetazionale delle aree del comparto del Lazzaretto. Il piano attuativo del Lazzaretto è stato approvato nel 2007. Il Comune con questo strumento si pose l'obiettivo di rigenerare un'area utilizzata dal dopoguerra come area di cava e di discarica di rifiuti urbani delle allora municipalizzate. Nel 2017 è stata approvata una variante che ha modificato alcuni assetti del piano, anche in seguito alla localizzazione della superficie riservata all'Università, che nel frattempo aveva rinunciato a circa il 50% della propria capacità edificatoria. La superficie complessiva del Piano è di circa 73 ettari, e la parte che è prevista dal Piano che rimarrà verde superficie a parco urbano. Aree forestate, aree per orti urbani, gestiti, eccetera. Come detto, è di oltre 30 ettari, una percentuale di oltre il 40% del totale.
Con il Piano per l'abitare. L'Amministrazione intende realizzare un progetto nella parte nord ovest del comparto, utilizzando la connessione esistente della via Agucchi, piano che porterà alla realizzazione di alloggi ERS e alloggi per studenti con questo intervento, l'Amministrazione supportata dai progettisti che si sono aggiudicati attraverso un concorso internazionale di progettazione. L'incarico per la trasformazione di questo distretto intende inoltre predisporre un progetto complessivo del verde, un progetto ambientale ecologico che farà da guida per lo sviluppo del verde del comparto disciplinando le trasformazioni nei pressi dei boschi spontanea esistenti nel nati negli ultimi anni dopo il completamento del tombamento delle Cave che nel frattempo si sono evoluti, questo progetto complessivo del verde sarà predisposto e sottoposto alla locale Sovrintendenza per le parti vincolate. Gli edifici oggetto del nostro intervento occuperanno una superficie di 0,9 ettari sui 73 ettari del comparto e l'intero intervento trasformerà circa due ettari di comparto sull'intero comparto che appunto, ripeto, di 73.
Il progetto prevede la realizzazione di un insieme di edifici con altre qualità ecologiche organizzate intorno a una piazza ribassata, verde, comprati e alberi, e la realizzazione di parcheggi pubblici che siano però permeabili e alberati. L'approccio progettuale prevede l'elaborazione di una strategia di riequilibrio paesaggistico a scala più ampia, in grado di valorizzare la presenza delle formazioni arboree spontanee comparsa negli anni in seguito all'allunga inattività dell'area, potenziando contemporaneamente la connessione ecologica tra i diversi spazi verdi esistenti e previsti. Questa visione si traduce in un progetto paesaggistico che amplia e qualifica le superficie a verde rispetto alle previsioni originariamente previste dal piano. Rafforza la continuità ecologica fra i comparti, contribuendo alla costruzione di una rete verde interconnessa, integra in modo virtuoso il verde pubblico con gli spazi abitativi, i percorsi pedonali e le nuove aree di socialità, favorendo un equilibrio fra natura e insediamento urbano. Il progetto vuole contribuire alla creazione della rete di centralità come risorsa per la vita associativa della zona. La nuova centralità, questa forza attraverso una lettura del contesto del paesaggio che parte proprio dalla riqualificazione del Canale della Ghisilieri e una ricalibrazione dei flussi della viabilità e restituendo il comparto la dimensione pedonale e ciclabile sì sinonimo di sicurezza e di vivibilità, garantendo funzionalità e continuità delle connessioni. Il nuovo cortile di quartiere liberato dal traffico veicolare è uno dei catalizzatori che si sviluppano in adiacenza al percorso verde della Ghisilieri, che permette di connettere il quartiere di Pescarola a nord e nuovo centro abitato ad ovest dell'Università di Bologna. Nel cortile risiede il cuore di un sistema di spazi usi avvicinato a parti verso la città che, in un'ottica di mobilità sostenibile, arriva a comprendere anche la vicina Pescarola.
Dove attività commerciali, attività gestite dal terzo settore e permettono di rafforzare la rete sociale dell'intero distretto. La trasformazione dell'elemento del parcheggio nel nuovo cortile urbano testimonia di quanto la componente ambientale giochi un ruolo essenziale, costituendo un elemento di continuità col sistema dei portici storicamente sviluppatesi per estendere le attività all'esterno e garantire la massima vivibilità e conforto urbano. I nuovi volumi architettonici si affacciano e cingono questo grande verde, questo grande spazio pubblico, contribuendo alla creazione di quel senso del luogo fondamentale per la creazione di un senso tangibile di appartenenza per i nuovi abitanti del quartiere. Complessivamente il progetto prevede la realizzazione di circa 220 alloggi fra alloggi universitari e alloggi generici a canone concordato.
Ospiterà 700 persone per una superficie utile complessiva di 11.051 metri quadri. Ricordo che per superficie utile si intende la superficie abitabile sui diversi piani e non la superficie impermeabilizzata,
È utile chiarire che le grandi querce presenti nella parte nord del comparto non solo non saranno abbattute, ma saranno anzi valorizzato fin da subito attraverso un progetto in fase di completamento che porterà alla realizzazione di un percorso naturalistico pedonale che metterà, in collegamento da sud a nord, il comparto dalla via dalla volta attraverso la canaletta Ghisilieri la Pescarola e la via Zanardi sono anche oggetto di un patto di collaborazione che stiamo discutendo con WWF e Legambiente. Questo progetto ha come obiettivo di valorizzare il crocevia d'acqua esistente, dove la canaletta delle Lame confluisce nella Ghisilieri, recuperando un vecchio manufatto in muratura d'Arco che costituiva un antico attraversamento della canaletta e la messa in opera di un piccolo manufatto in legno per attraversamento della canaletta delle lame che consentirà quindi il passaggio pedonale e il collegamento in sicurezza del percorso.
Per inciso, le grandi querce presenti sono importanti testimonianze del tessuto agricolo originario che non è stato interessato dalle cave e sono tutte posizionate, o nei pressi delle originarie corti agricole o lungo la Ghisilieri, o nei filari storici che sostenevano le antiche piantate agricole. Dunque voglio essere molto chiara. Il fatto che venga abbattuto un bosco di querce secolari è una completa fake news, non esiste un bosco di querce secolari, ci sono alcuni elementi di alcune querce nell'intero comparto che tutte quante verranno tutelate. Nessuna verrà abbattuta. Lo dico perché da qui in avanti, quando si ripeterà che vengono abbattute delle querce secolari, si sappia che si sta facendo disinformazione. In conclusione, vi segnalo che, dopo i primi contatti via mail questa mattina, abbiamo proposto dal Comitato Bertaglia Lazzaretto un primo confronto già nella prossima settimana insieme al Sindaco. Il Comitato, però, sta valutando se spostare il momento di confronto a settembre per la non presenza in città dei suoi componenti. Dato il periodo di ferie estive. Siamo quindi disponibili a un confronto per spiegare al meglio le ragioni dell'intervento e far comprendere quale tipo di intervento sarà effettivamente fatto e fugare, quindi speriamo permanentemente ogni dubbio o incomprensione. Grazie.
Grazie alla vicesindaco. Ora la parola ai Consiglieri, consigliere Di Benedetto prego. Grazie Presidente, ringrazio la vicesindaca per essere venuto in Aula. Per avere risposto alla domanda. Permangono alcuni dei dubbi, perché non si parla solo di querce, si parla di Olmi di pioppi, di essere di tante spese che rischiano di essere rase al suolo, sollevate dai comitati e in maniera puntuale, precisa e in più sedi istituzionali, peraltro, e quindi sospendiamo il giudizio fino anche all'esito di questo confronto perché e ci auguriamo che l'Amministrazione sia capace poi di mediare queste istanze e di non arrivare a consumare ulteriore suolo perché, al netto di tutto quello che ci possiamo dire, e poi questo il tema e del fatto che si parla della necessità di contrastare le isole di calore, innalzamento del clima e poi si continuano a porre in essere delle opere che vanno in senso diametralmente opposto. Allora qualche assessore potrà pro fa provare a attaccare la persona che sollevai dubbi, ma i due non lei ovviamente, ma i dubbi rimangono e permangono e sono per tutti.
Grazie consigliere, consigliere Begaj, prego a lei la parola, grazie Presidente, grazie alla vicesindaca per la risposta mi trova soddisfatto non solo nella della chiarezza di alcune alcuni dati, alcune specifiche che che sono state fornite in merito proprio a al progetto, ai volumi e le proporzioni ma anche sul sulla disponibilità ad incontrare ad incontrare il Comitato, penso che questo sia importante e penso che la cura delle relazioni con i cittadini e le cittadine sia o una cifra che che deve caratterizzare ovviamente il nostro, il nostro lavoro politico. Questa cosa sta sta avvenendo, naturalmente,
A una zona complessa e sul fronte urbanistico. Ci sono anche tante altre questioni che non riguardano in particolare il progetto che che c'è stato che c'è stato descritto, però io credo che appunto con attraverso questo percorso noi potremmo affrontarlo assieme ai cittadini e alle cittadine. Grazie.
Grazie Consigliere Begaj.
Allora saluto e ringrazio la vicesindaca, intanto procediamo con le domande all'Assessore Laudani che qua con noi quindi risponderà in Aula alla prima alla pone la consigliera De Giacomi indagine della Procura sull'urbanistica ebbe la prima del consigliere Venturi, ma decade perché il consigliere Venturi non è presente in Aula ma lo sa già l'avevo dato per scontato prego,
Infatti non avevo passato scusi, Presidente, e grazie mille Presidente, grazie all'assessore per la sua presenza, abbiamo appreso da stampa dell'apertura del fascicolo conoscitivo rispetto a questi 13 interventi edilizi che sono stati portati avanti negli ultimi anni è stata molto pronta la risposta della dell'Amministrazione a partire appunto dall'Assessore, ma è intervenuto anche il Sindaco, è intervenuto anche l'ex assessore all'urbanistica, che che ha lavorato nello scorso mandato su questa delega. Quindi ringraziamo l'Amministrazione per questo e anche rispetto alla disponibilità che è stata mostrata a qualunque tipo di approfondimento, perché appunto l'obiettivo è agire nella massima trasparenza e abbiamo appreso appunto dalla dichiarazione dell'assessore che le opere sono state fatte nella piena regolarità tecnica. Chiediamo quindi di capire questo, quindi, una valutazione ulteriore rispetto all'esposto e rispetto a quanto avvenuto negli ultimi anni. Inoltre, noi sappiamo qua in Consiglio comunale l'abbiamo fatto un grande lavoro sul PUG, un lavoro orientato proprio a prevenire e un'urbanizzazione selvaggia e a rispettare tutta una serie di vincoli che sono quelli che che valoriali mente ci contraddistinguono, ne cito uno, quello della restituzione al pubblico e quindi della creazione di valore condiviso. Nel momento in cui ci sono delle opere edilizie, per cui sì, sì, sì, sì, creano solo valore, appunto per i privati, ma anche per l'intera comunità. Quindi chiedo anche una valutazione rispetto al lavoro, fatto lavoro fatto con questo Consiglio comunale di cui tutti siamo informati ma che, visto, essendo questa una seduta pubblica, può essere utile ribadire e riascoltare grazie.
Grazie consigliera De Giacomi, consigliere Begaj, esposti e visione urbanistica, prego.
Grazie Presidente, grazie all'assessore per la presenza, naturalmente mi accodo alla domanda su questa notizia ride, relativa al all'esposto de dei comitati, quindi chiedo ovviamente una valutazione all'Assessore su questo e e vorrei però anche utilizzare questi secondi che ho per affermare un principio cioè al di là delle questioni giudiziarie chiaramente c'è la politica alla visione politica una visione che ci ha portato a fare una variante del PUC,
Che interviene esattamente su o il tema delle delle delle ristrutturazioni e gli interventi singoli, che che sono ad esempio quelli che ci sono stati in Jacopo di Paolo e anche al fossero Due Madonne, e questo perché perché per noi quel tipo di palazzone era un problema politico,
Per noi non è mai stato un problema giudiziario. Apprendiamo ovviamente oggi di questa situazione, che già l'Amministrazione in parte ha chiarito, ma appunto siamo qui con l'Assessore, però il tema per noi comunque era politico del contesto in cui quei palazzoni sorgevano le altezze e il PUG che noi abbiamo approvato in questa amministra con questa Amministrazione interveniva su questo per dire che noi crediamo che sia importantissimo ed è una sfida cruciale e vitale affermare una visione urbanistica che significa una visione della vita sociale, una visione della compatibilità ambientale anche delle del dove abitano le persone in questa città, dello sviluppo della città e delle scelte che si fanno, perché sappiamo che la città e luogo, oltre che dei conflitti, ovviamente anche della vita futura, perché tutti tutti i dati ci dicono che sempre di più le persone desiderano vivere in città, quindi questa sfida è cruciale, grazie.
Grazie consigliere beghe, Consigliere Negash.
Esposto di comitati di cittadini in materia urbanistica, prego, grazie Presidente e grazie all'Assessore della presenza si parla tanto di urbanistica o questi ultimi giorni, però, quando si parla di urbanistica parliamo di molto di più che metri cubi, cemento, palazzi e strade parliamo di quale città vogliamo essere Bologna, ha una storia che, lo che ce lo ricorda il Sindaco Dozza l'architetto Cervellati. La nostra città è stata un punto di riferimento internazionale per una visione che metteva al centro le persone, non la rendita, che le immaginavo.
Non la rendita e che le immaginava alla città come luogo dello stare insieme come terreno e non come terreno di speculazione, oggi questa eredità non è un ricordo, ma un impegno da difendere e rilanciare e come.
E come Comune di Bologna lo stiamo facendo e la Giunta anche il Consiglio comunale, con tutti gli ordini del giorno che abbiamo portato in quest'Aula. L'urbanistica partecipata non è una formula vuota, ma la condizione necessaria per impedire che il futuro sia deciso solo da logiche finanziarie di profitto, da interessi privati anziché di interesse collettivo. Bologna e amata, anche per questo, perché non ha quartieri ghetto perché ha saputo costruire spazi pubblici accessibili, comunità coese, i servizi di prossimità, ma questa identità non è scontata, va difesa al giorno per giorno, perché oggi rischia di essere Rosa, però quello che chiediamo questa, questa materia non è materia solo per tecnici o investitori e l'attuale Amministrazione ha intrapreso un segno politico chiaro. Il piano, il PUC e le nuove regole puntano a garantire maggiore trasparenza, sostenibilità e spazi pubblici con vincoli su housing sociale, rigenerazione urbana. Alla luce dell'esposto chiediamo al Sindaco alla Giunta come intende il Comune affrontare le criticità sollevate dai cittadini garantendo il diritto alla casa per tutti? Trasparenza, partecipazione reale dei processi decisionali che designano che disegnano il futuro urbanistico della città. Lo dico con chiarezza, non possiamo fermare Bologna, ma possiamo governare le trasformazioni per evitare speculazioni e garantire equilibrio tra sviluppo e qualità della vita. Per questo serve più partecipazione reale, più tavoli di confronto e strumenti di monitoraggio civico che siano ancora ancorate ai quartieri che auspico che si possano possano essere anche al centro del ragionamento. Qui la riforma dei quartieri, perché il diritto ad h della città non si delega e non si baratta con interessi privati. Ascoltiamo la risposta grazie.
Grazie Consigliere, Consigliere, Diaco apertura di un'inchiesta sull'urbanistica, Bologna prego.
Grazie Presidente, anche grazie anche all'Assessore di essere qui in Aula, abbiamo letto in questi ultimi giorni, in primis, la la situazione, quella che è emersa su Milano, e poi abbiamo letto anche che la procura ha aperto un fascicolo al momento senza nessuna ipotesi di reato e qui e anche sulla sulla nostra città.
Quello che mi sento di dire che c'è la massima fiducia nelle istituzioni, nel nella giustizia, per quello che sarà, quindi questo è stato anche il comunicato stampa anche dall'Amministrazione comunale in tal senso proprio massima collaborazione, e questo è quello che non deve assolutamente mancare.
Per quello che sarà anche le linee, tutto il, tutte le indagini che la procura che i PM vorranno portare avanti e penso che questo sia importante, perché è una cosa che giustamente è una cosa che chiedono chiede anche alla comunità e che dobbiamo anche ai cittadini. Però e mi sento anche di dire che a volte quando escono queste notizie bisogna vedere anche l'effetto che fanno poi sulla sulla comunità stessa, sui cittadini, perché abbiamo visto anche in questi giorni il quanto è emerso dall'Osservatorio di avviso pubblico che sono dati che chiaramente sono anche anche preoccupanti. Abbiamo visto solo i casi che si sono,
Sì, ci sono stati nell'arco del 2024, penso negli ultimi mesi, e penso anche alle scritte che qualche mese fa abbiamo visto qui, nella nella nostra città, la all'Assessore Borsari, al al sindaco, Lepore alla vicesindaca clan Clancy, Alessio, l'Assessore Laudani, che con scritte che sicuramente non non aiutano e quindi e questa è una cosa che,
Da una parte bene che ci sia venga fatta giustizia dall'altra parte, però anche queste scritte perché molte volte le persone non conoscono bene i fatti e quindi la reazione diventa proprio quella di attaccare e poi le persone. Io penso che da questo, come dire, sono dati emersi proprio da un ente.
Ufficiale, quindi, comunque, non sono dati inventati. Auspichiamo davvero che ci venga venga fatta veramente giustizia venga fatta sicuramente che possa uscire alla verità, perché in tutti gli episodi di Milano non è, non è primo e non sarà l'ultimo, ma in tante tante grandi città, ma anche nelle piccole città, emergono questi fatti, penso, e gli assessori, i colleghi che mi hanno preceduto prima hanno anche riportato quanto l'azione di questa Amministrazione è stata fatta in questi anni sui palazzoni anche qui all'interno del Consiglio comunale, all'interno di Commissioni. Quante volte sono mere emersi anche questi questi temi? Penso che ci debba essere piena fiducia anche nel da parte dei cittadini nelle nelle istituzioni, ad ogni livello. Penso che questo sia la cosa più importante, quindi sono qui per ascoltare l'Assessore Laudani, per quello che sarà il quello che abbiamo letto in questi giorni. Qual è la presa di qual è la posizione della dell'Assessore, della Giunta, su quello che riguarda questa questa, questa indagine di cui, se abbiamo letto e continua abbiamo letto in questi giorni. E quindi giusto, perché la chiarezza penso che sia importante e aiuti noi tutti, ma aiuti soprattutto anche i cittadini e la comunità, grazie Presidente.
Grazie consigliere di acqua urbanistica a Bologna, l'esposto infondato consigliere Mazzanti.
Sì, grazie Presidente, ma credo che quello che è uscito sulla stampa, ma debbo dire anche una risposta completa da parte dell'Amministrazione comunale a stretto giro abbia ben chiarito le questioni a quale livello sono e di cosa stiamo parlando.
Tra l'altro, ricordo banalmente una cosa in questo Consiglio comunale, Begaj, io, Naldi ed altri abbiamo portato in discussione in questo Consiglio un ordine del giorno che sostanzialmente l'assessore lo sa.
Criticava pesantemente.
Il salva Milano.
Su quello dicendo molto chiaramente come la pensavamo.
E debbo dire che la cosa che a me ha fatto, specie di quell'ordine del giorno, passò con i voti della maggioranza, ma.
Da parte delle minoranze non ci fu una presa di posizione, questo è chiaro, anche perché il salva Milano non va mai dimenticato, mai mai che è stato presentato da esponenti nazionali del centrodestra, quindi da questo punto di vista eravamo abbastanza tranquilli.
Dopodiché si è parlato e quello che va fatto lo dico molto tranquillamente abbastanza ridere solo le dichiarazioni di chi ha presentato l'esposto a nome di questi fantomatici comitati.
E i giornali dicono la spina.
Bah nel fianco, ma ho sarà anche una spina, ma rispetto a come ci muoviamo.
Sarà una spina di poco conto, forse si auto forato lui un gluteo suo, non certo il mio detto questo, tanto per capirci da chi proviene quel tipo di posizione, l'Amministrazione risposte in modo serio, compiuto punto su punto e da questo direi che poi sentiremo cosa dice l'Assessore ed è la domanda che faccio come intendiamo muoverci oggi è uscita un'intervista anche l'Assessore alla prevista dell'assessore all'urbanistica precedente, molto chiara e molto netta, anche perché, quando abbiamo fatto le Commissioni, abbiamo discusso di piani o di atti di intervento concessorio convenzionato,
Abbiamo fatto quello che la legge ci diceva di fare, e abbiamo sempre seguito gli interessi anche dei cittadini che si trovavano in quel contesto oneri di urbanizzazione, quote accessorie e tutto quello che occorreva fare per avere una ricaduta positiva, pertanto la domanda è molto semplice, anche se quella nota che lei assessore ha fatto uscire è molto chiara.
Chiarissima.
Terminato il tempo, Consigliere, allora consigliera Scarano autorizzazioni, interventi edilizi in città, lei la parola, prego sì, grazie Presidente, grazie Assessore per la presenza in Aula, tematica delicata e complessa, premetto anche perché ci sono indagini e controlli su costruzioni i cui permessi non non toccano molto probabilmente,
Il suo mandato, ma si va indietro anche di oltre un decennio, seguendo un po' la logica, però i cittadini, i comitati tanti mesi fa ormai hanno presentato queste richieste, e quindi una Amministrazione ha il dovere di verificare anche ex post come in questo caso, e quindi andare indietro anche nei mandati precedenti nei relativi.
Permessi rilasci cambi d'uso laddove vedi siano stati costruzioni ex novo, cubature, volumetrie, altezze, tutti quei parametri che hanno e quelle caratteristiche che hanno fatto sì che tanti cittadini e tanti comitati si ponessero delle domande, non trovassero risposta e quindi presentassero anche degli esposti e illegittimo. Lo si fa e un'Amministrazione deve quindi andare a monitorare, valutare e ha il dovere proprio anche giuridico, di rispondere di entrare.
Finito il tempo, mi dispiace allora ora la parola all'Assessore Laudani per la risposta prego, Assessore sì, grazie Presidente, buongiorno a tutti, a tutti saluto le consigliere e i consiglieri, in particolare quelli che in questi mesi si lamentavano per il mio frequentare poco il question time per la legge del contrappasso, oggi mi sorbire per un bel po'.
Le questioni saranno diverse, ci sono domande di diverso tipo, cominciamo su quelle che sono state presentate e illustrate.
Adesso proverò a rispondere a tutte, anche se con sfumature diverse, tutte le domande che sono state presentate sul tema in qualche modo possono essere riconducibili a tre ordini di questioni, quindi cercherò di raggrupparle per questioni tematiche. Il primo possiamo dire il piano giudiziario della vicenda, il secondo il piano normativo e procedurale, il terzo quello più propriamente politico ossia le affinità o almeno con il cosiddetto Modello Milano.
Cercherò di.
Partire dal primo punto,
Ora, come si evince anche dai giornali, è stato ripreso negli interventi che mi hanno preceduto, si tratta di un esposto vecchio, in fondo, no presentato nello scorso novembre, otto mesi fa, senza che questo abbia prodotto ad oggi alcuna inchiesta o indagati qualche giorno fa il capofila degli esponenti ha rilanciato la cosa sui social e la procura ha deciso di aprire,
Un'indagine conoscitiva, non un'inchiesta, e qui ci sono molti avvocati presenti in Aula che, lo potranno confermare, hanno più competenza di me, si tratta praticamente di un atto dovuto.
Che le procure adottano anche quando si preparano poi ad archiviare la pratica. Ad oggi non ci sono indagati, non ci sono ipotesi di reato, cioè sul piano giudiziario. Non c'è nulla.
Tutto questo è riportato correttamente nell'articolo del Corriere della Sera, che però a Tito, ahimè, ha titolato inchiesta anche a Bologna, Bologna come Milano, siccome oggi i giornali si leggono essenzialmente dai titoli, pare che questa sia la notizia che però la notizia non è per questo motivo considero adesso non è in Aula, non so se la domanda è stata ritirata però, insomma, nel tempo che ho a disposizione provo anche a rispondere a questo ho trovato alcune delle domande poste dal Consigliere Venturi,
Diciamo quantomeno in eleganti o perché sono perché sono ingenua, ovviamente politicamente ingenua, oppure perché sono subdolamente allusive.
E in entrambi i casi sono del delle questioni che, come dire, mi mettono come dire in imbarazzo che domanda è quella che chiede il sindaco, Lepore ai suoi Assessori, come intenderebbero comportarsi se Bologna dovesse trovarsi in una situazione analoga a quella milanese cioè si intende forse dire di fronte a ipotesi corruttive che fra l'altro anche a Milano sono da verificare,
Come dire se mia nonna avesse le ruolo le ruote sarebbe una carriola, se invece sotto le forme gentili del garantismo di facciata.
Si volesse indirettamente lasciare intendere che questa Giunta potrebbe aver avuto comportamenti opachi, allora non scherzo più e divento molto più serio.
È dall'inizio del mandato che le forze di opposizione hanno deciso di gridare allo scandalo per ogni provvedimento di questa Amministrazione, annunciando a furor di popolo esposte denuncia praticamente ogni settimana.
In una versione contemporanea del moto qualunquista, piove Governo ladro, esposti e denunce che poi di solito si risolvono in un nulla di fatto, senza che nessuno senta la decenza di tornare davanti alle telecamere o in Consiglio per dire scusate, ci siamo sbagliati.
Ognuno si comporta come crede.
Però una cosa la voglio dire chiaramente, il confine tra la denuncia politica e la calunnia è molto sottile,
È il sulla difesa dell'onorabilità delle persone, a partire dalla mia e del Comune saremo intransigenti.
Per questo motivo voglio rispondere anche senza possibilità di fraintendimenti, a un'altra domanda che era posta nella domanda di attualità del Consigliere Venturi il Comune non ha bisogno di suggerimenti per rafforzare protocolli sulla legalità e l'antimafia, perché adottiamo sempre le misure più rigorose e stringenti in materia.
Vengo da una terra dove su queste cose non si scherza da ragazzo faceva a botte con i miei coetanei per difendere il corretto a 100 sul mio cognome, per non confonderlo con Laudani.
Che è nota famiglia mafiosa, catanese solo dopo molti anni, quando mi sono trasferito qui a Bologna, ho imparato a tollerare l'errore anche quello del consigliere Mazzanti, che dopo tre anni continua a sbagliarlo il cognome.
Passiamo ora invece sul piano normativo e regolamentare qui direi che la nota del Comune di ieri è stata molto precisa e quindi dovrò in parte ripetermi.
L'esposto, da questo punto di vista, appare molto lacunoso ho letto ieri sui giornali l'intervista del primo degli esponenti che spiegava di aver avuto il supporto di un tecnico in pensione per la redazione dell'esposto, mi sa che questo tecnico ha fatto parecchia confusione, la pensione non gli ha fatto bene e comincia a perdere colpi.
L'esposto cita infatti, in maniera allusiva la normative che presiedono alla trasformazione urbana le regole urbanistiche. Come viene detto l'unico riferimento legislativo normativo. Ho citato l'articolo 41 quinquies della legge 1.150 del 1942, cioè la legge urbanistica nazionale. L'esposto prescinde completamente dall'assetto stabilito dalla Costituzione per il governo del territorio, avendo come riferimento delle proprie valutazioni esclusivamente alla legge urbanistica nazionale del 42, per come poi modificata dalla legge 765 del 1967, completata dal DM 1.444 del 68, gli esponenti non sembrano sembrano non considerare che la materia del governo del territorio, che nella nostra Costituzione dal 1948 al 2001 è definita urbanistica, è tra quelle indicate dall'articolo 117, come cito, materia di legislazione concorrente, quindi, tra quelle per le quali cito di nuovo, spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali riservata alla legislazione dello Stato.
Osservando le leggi regionali in materia di governo del territorio, sembra chiaro che l'articolo 41 quinquies, comma 6, non è stato considerato tra quei princìpi fondamentali. Infatti, le regioni hanno diversamente regolato la relazione tra caratteristiche del territorio e tipologia dello strumento amministrativo necessario per l'approvazione dei progetti di trasformazione. Nel caso della regione Emilia Romagna. È chiarissimo, come nella legge regionale 24 del 2017 oggi vigente, come nelle precedenti leggi, la 47 del 78, nella quale già l'articolo 20 modificava i limiti stabiliti dal 41, è quella 20 del 2000, la quale demandava al piano operativo comunale l'identificazione delle aree sulle quali procedere col piano. Un con piano urbanistico attuativo è lo strumento di pianificazione urbanistica comunale, cioè quello che oggi è il PUG, il Piano urbanistico generale, ad avere il compito di stabilire quando le trasformazioni devono essere approvate attraverso uno strumento attuativo corrispondente al piano particolareggiato che da tanti anni non esiste più nella nostra regione.
Quindi, nella legge regionale, i casi in cui ricorrere all'Artico all'accordo operativo al piano attuativo di iniziativa pubblica, non derivano mai da elementi di carattere numerico, densità o altezza, come nel caso dell'articolo 41, prima citato, ma da valutazioni di carattere qualitativo legate alle condizioni delle parti di città potenzialmente interessate che sono contenute nella strategia per la qualità urbana ed ecologico ambientale del PUG. Su questo rimando all'articolo 33 e 34 della legge regionale.
I Comuni, quindi, come ente che esercita il governo del territorio, secondo quanto esplicitato dall'articolo 2 della legge regionale del 2017, sono quindi tenuti al rispetto delle norme di suddetta legge nella redazione dei propri strumenti di pianificazione urbanistica, decidendo sulla base degli obiettivi stabiliti dalla legge dell'Amministrazione comunale compatibilmente con quanto disposto dal Piano Territoriale Metropolitano quali siano i criteri da rispettare per la regolazione degli interventi di riuso e rigenerazione urbana, su questo rimando.
All'articolo 7 della legge regionale, detta altrimenti la legge nazionale urbanistica di fatto è ancora fermo a quella del 1942, con le modifiche apportate nel 1967, nel 68, quando non c'erano ancora le leggi regionali e in molte città non avevano ancora i piani regolatori e su questo ci ritornerò dopo, perché credo che sia fondamentale per un vero ragionamento politico sull'urbanistica. Oggi lo Stato, quindi ha smesso di normare le questioni inerenti la densità alle altezze, gli standard urbanistici, delegando invece alle regioni la facoltà di stabilire le leggi in materia di governo del territorio, la Regione Emilia Romagna ne ha definite tre dal 78 ad oggi, sulla base delle quali sono stati redatti ed approvati gli strumenti urbanistici degli ultimi cinquant'anni o quasi gli strumenti urbanistici del Comune di Bologna prima il PRG, poi il PSC e più recentemente il fuggano data applicazione a queste norme.
Nel frattempo però lo Stato per favorire la cosiddetta semplificazione delle procedure allargato in maniera consistente. La definizione di ristrutturazione edilizia che dels del 1978, sostanzialmente dal 2000 fino ad oggi, ha incluso in questo tipo di interventi sempre più interventi di nuova costruzione per sostituzione degli edifici esistenti. Ad esempio, il cosiddetto decreto del fare del 2013 ha eliminato il limite della sagoma nelle ricostruzioni, consentendo di demolire edifici e del ricostruirli anche fuori dalla sagoma preesistente. L'entrata in vigore di questo decreto del decreto del 2013 ha fatto sì che le norme già contenute negli strumenti urbanistici, ad esempio il PSC, si potessero applicare con procedure semplificate. L'ultima di questa serie di semplificazione è molto recente di questo Governo che, per favorire le misure legate al PNRR per gli alloggi studenteschi, ha stabilito delle procedure super agevolate che di fatto escludono ogni forma di controllo e verifica preventiva degli uffici e del Consiglio comunale.
Se poi guardiamo a i 13 interventi che sono oggetto dell'esposto, tutti nei precedenti mandati, alcuni che vanno indietro fino al 2010, come è stato richiamato anche qui nell'esposto, ci sono molte imprecisioni, solo due di questi interventi sono stati realizzati con delle SCIA.
Usufruendo quindi delle semplificazioni di legge, gli altri, invece, sono tutti rilasciati con permesso di costruire tre di questi interventi sono conseguenti strumenti urbanistici attuativi, Pierre-Hugues o poco, che sono pa paragonabile ai piani particolareggiati 2 realizzano opere di urbanizzazione e quindi sono accompagnati da una convenzione approvata dal Consiglio comunale.
Passiamo però alle questioni più di carattere politico che credo che siano quelle che in questa sede siano più importanti.
Perché politico e il contenuto di quello esposto e anche il dibattito che ne è seguito o meglio, che lo ha preceduto, visto che alcuni degli abbagli che ho provato, seppur sinteticamente a illustrare, sono figlia di un clima ideologico e di una campagna di stampa che mira a fare di tutta un'erba un fascio fascio nel duplice suo significato.
Ogni possibile accostamento tra il modello Milano e la nostra città è improprio.
Diverso è il quadro normativo di riferimento, diverso è il contesto economico e sociale in cui gli interventi edilizi vengono realizzati.
Già da tempo la nostra città ha fatto delle scelte che, nel quadro normativo vigente, vanno nella direzione di limitare l'espansione del territorio urbanizzato, una scelta coraggiosa che per anni ha visto il Comune dovere fronteggiare e vincere cause con proprietaria di aree agricole poste fuori dal territorio urbanizzato e anche di limitare le altezze degli edifici e della mia collega Oriolo e del precedente Consiglio comunale ad esempio, la scelta di limitare l'altezza degli edifici in centro storico diverso, dicevo, è il contesto economico e sociale in cui avvengono gli interventi edilizi.
Quando ho iniziato questa esperienza da Assessore all'Urbanistica, confesso che, in cuor mio ero molto preoccupato di come avrei fatto a resistere ai poteri forti e alle pressioni conseguenti, con mia grande sorpresa ho scoperto una realtà molto diversa. Quella di un mondo tradizionale delle costruzioni bolognese è uscito con le ossa rotte dalla crisi immobiliare del 2011. Oggi il nostro sistema delle costruzioni e delle imprese edili è fatto quasi esclusivamente di imprenditori piccoli o medi, che lavorano soprattutto nelle ristrutturazioni o nei frazionamento, in interventi edilizi piccoli e medi, cioè quelli per l'appunto che spesso passano attraverso le scie. Le semplificazioni di cui si diceva prima e che non contribuiscono significativamente alla cosiddetta città pubblica, cioè al sistema delle dotazioni territoriali, eccetera.
I parallelamente Bologna, anche in questo caso, in modo molto diverso da Milano, nel bene e nel male, non ha finanza, soggetti cioè con le spalle sufficientemente larghe per portare avanti grandi progetti di rigenerazione urbana dei siti produttivi militari e ferroviari dismessi, un contesto quindi radicalmente diverso da quello milanese che, fra l'altro, è diverso anche per storia, valori, tradizioni urbanistiche.
Questo ci fa sì che noi ci confrontiamo con dei problemi diversi, perché noi abbiamo imprenditori piccoli che fanno interventi piccoli, che non danno il ritorno pubblico alla città e al tempo stesso non abbiamo soggetti che siano in grado di fare quegli interventi grandi che sono in grado di dare risposta ai bisogni pubblici della città per fare questo abbiamo dovuto cercare delle strade diverse,
Per questo dall'inizio del mandato amministrativo, prima che il caso Milano sorgesse agli onori della cronaca, abbiamo impresso una svolta alle politiche urbanistiche di questa città, una scelta politica che è a fondamento del patto di Governo, che unisce le forze della maggioranza in Consiglio comunale. In alcuni casi abbiamo proseguito intensificando le alcune scelte dello scorso mandato, quella ad esempio che sinteticamente richiamavo prima. In altri casi abbiamo introdotto degli elementi di novità e di discontinuità. In particolare, abbiamo voluto capovolgere la logica della cosiddetta urbanistica contrattata che ha dominato in Italia negli ultimi vent'anni quella che io, che non sono un fine urbanista ma un modesto filosofo, più volte sintetizzato come ascolti il mercato e poi adatto i piani in linea con la storia dell'urbanistica riformista di questa città, noi abbiamo dall'inizio del mandato proposto e praticato una strada diversa, che è così sintetizzabile il Comune da una vocazione alle aree a partire da un progetto complessivo di città, altro che assenza di visione generale che ieri, in Commissione Urbanistica, ho sentito ripetere come un disco rotto.
Il Comune, poi innesca le trasformazioni con investimenti diretti e poi chiama il mondo privato a scommettere sulla nostra città con progetti coerenti con le vocazioni che abbiamo definito. Vanno visti in questa direzione i progetti bandiera della Città, della conoscenza e dell'impronta verde, la missione clima, il piano per l'abitare che costituiscono la visione generale di città dentro cui poi opera il governo delle trasformazioni urbane.
Per dare gambe e sostanza a questa prospettiva urbanistica progressista, abbiamo deciso di mettere mano, anche qui direi in maniera irrituale, anche con coraggio, di mettere mano o poco dopo la sua approvazione anche al PUG, con una variante urbanistica molto significativa che è entrato in vigore da pochi mesi siccome la conosciamo tutti, mi limito solo ad elencare le principali novità introdotte con questa variante. Come sapete, è già come dire, è prevista una seconda variante che presto entrerà in iter, che è pensata come naturale completamento della prima. Abbiamo deciso di regolare le altezze degli edifici allargando oltre il centro storico questa misura di contenimento nelle aree cosiddette omogenea della città.
Dove non è possibile farlo perché le aree non so Neogene abbiamo introdotto degli indici dice di densità 2,2 al metro quadro molto più stringente del 3% che è previsto nella legge del, nella legge urbanistica nazionale, quella che viene richiamata anche dagli esponenti, abbiamo introdotto innovazioni sul lerce per cercare, senza venire meno all'obiettivo della realizzazione dell'ERS misure che consentissero la sua più efficace messa a terra. Abbiamo cercato di contrastare la proliferazione degli affitti turistici e il loro impatto sull'abitabilità della nostra città introducendo una nuova destinazione d'uso. Il famoso B 3, che è stato contestato, è che il TAR ci ha riconosciuto come legittimo, addirittura dicendo che è compito del Comune introdurre misure di questo tipo per garantire il diritto all'abitare nelle proprie città.
Abbiamo ampliato i requisiti prestazionali, ambientali, eccetera, eccetera,
Sappiamo già anche quali saranno i contenuti principali della seconda variante. Abbiamo detto, dobbiamo proseguire nella direzione che abbiamo stabilito, cercando di allargare la platea degli interventi che devono generale interesse pubblico ed ERS, perché questo ci consente di a introdurre ulteriori elementi di flessibilità e dinamicità nella messa a terra. Poi degli degli interventi e soprattutto proprio perché nella nostra città non abbiamo e non vogliamo la finanza speculativa, dobbiamo intervenire per garantire la sostenibilità economica degli interventi sul lato della rendita fondiaria, cercare di contenere e calmierare il valore delle aree che in questi anni è cresciuto in maniera esponenziale, rendendo sostanzialmente impossibile la rigenerazione urbana. Per fare questo dobbiamo fare sì che tutti gli attori della rigenerazione urbana sviluppatori amministrazione comunale è proprietaria delle aree, si facciano carico dell'interesse pubblico e su questo andremo a intervenire a fianco della revisione degli strumenti urbanistici e di governo del territorio abbiamo poi anche operato alcune scelte urbanistiche, direi non banali, per non dire coraggiose, alcune le conosciamo l'acquisizione dell'ex scalo ferroviario del Ravone contro tutti e tutti, arrivando quasi a dover eh no, quasi arrivando a due espropriare le Ferrovie dello Stato per dare seguito a questo progetto di interesse pubblico. Abbiamo poi siamo andati all'acquisizione dello scalo del dopo l'ho, del parco del Dopolavoro Ferroviario, anche per liberarlo dalle inquinamenti di tipo mafioso.
E abbiamo avviato anche una politica e di permute, a partire dal presupposto che il patrimonio non deve essere visto semplicemente come uno strumento di valorizzazione economica e di bilancio, di un Comune ma come una leva delle politiche urbane, spingendo stimolando gli attori pubblici istituzionali che sono le equivale. Dovrebbero essere l'equivalente non speculativo della finanza a lavorare in un'ottica non di mera valorizzazione economica, quindi non in un'ottica meramente finanziaria, ma nell'interesse del territorio. Abbiamo avviato un ragionamento di questo tipo con il Demanio con Invimit e speriamo prima o poi anche con Cassa depositi e prestiti. Con questo spirito abbiamo rivisto quindi anche scelte urbanistiche del passato, lasciando scadere previsioni, come nel caso dei prati di Caprara o dell'ex scalo ferroviario Ravone, rivedendo significativamente i progetti di espansione del distretto fieristico, partendo dall'assunto che, anche se è legittimi sul piano formale e dei diritti procedurali e dei diritti acquisiti, non siano più rispondenti ai bisogni attuali della città, e ciò vale anche per comparti come il Lazzaretto su cui, se già ha già parlato lungamente la vicesindaco, e quindi non ritorno, ma su cui abbiamo già detto che, sebbene siano frutto di Piani particolareggiati, che sono stati oggetto anche di confronto significativo con i cittadini in tutte le sedi, non riteniamo, dopo tutti questi anni, dopo cambiamenti che ne hanno snaturato la natura e, di fronte alle nuove sfide attuali, che quel progetto non sia più attuale, lo vogliamo ripensare radicalmente, lo vogliamo pensare radicalmente insieme ai cittadini. Avevo già detto tempo fa che vogliamo aprire su questo un confronto aperto e sarà la sulla base di questo confronto che valuteremo se c'è bisogno di cambiare previsioni, se c'è bisogno di modificare le attuazioni e perché in questo caso abbiamo molte più leve per poterlo fare, perché molti del o dei lotti e delle aree di quel comparto sono ancora del Comune di Bologna.
Credo che tutto questo renda chiaro come ogni analogia con il cosiddetto Modello Milano è fuorviante e credo invece che si possa con orgoglio rivendicare un modello Bologna che ha ancorato nei valori e nella cultura progressista e democratica di questa città e provo a rispondere alle sfide del nostro tempo da questo punto di vista io credo che sarebbe utile almeno per quanto mi riguarda avrei molto piacere che sia presso una vera discussione in città ad esempio, su che cosa significa oggi città pubblica?
Come la si garantisce la città pubblica, la grande stagione della l'urbanistica riformista dell'urbanistica riformista, bolognese non ce lo dimentichiamo, ha garantito quella città pubblica di cui ancora oggi beneficiamo.
Attraverso le perequazioni, in un'ottica ancora di espansione della città che, come si riesce a mantenere quell'obiettivo, quando non vogliamo più l'espansione della città, cioè il consumo di suolo, quando il cuore è la rigenerazione urbana, che ha problemi e sfide costi diversi su questo terreno io credo che una discussione seria, non ideologica, non speculativa nel senso non della speculazione finanziaria ma della speculazione politica sia utile è necessaria e da questo punto di vista siamo aperti a parlarne con tutti, anche con quei comitati che oggi, come dire contestano le scelte che stiamo che stiamo facendo la considero non solo utile ma anche necessaria, grazie,
Grazie, ringrazio molto l'Assessore Laudani e passiamo alle dichiarazioni di voto, Consigliere De consigliera De Giacomi, prego.
Grazie, Presidente, sì, per esprimere la mia soddisfazione rispetto alla risposta dell'assessore, che ringrazio sinceramente, sia per le i chiarimenti tecnici che ho voluto riportare anche in quest'Aula rispetto alla regolarità delle regole sulle quali ovviamente siamo siamo ed è disponibile ad approfondire in ogni sede. Ringrazio poi per tutti gli approfondimenti più politici e le valutazioni più politiche su un lavoro che è stato fatto, ma anche continueremo sicuramente a fare con la variante che è stata descritta, ma che che è stata annunciata in varie situazioni, perché ci troviamo come sempre, con una visione politica comune. Così è stato per il PUG approvato e ricordo che anche in quel caso non è stato approvato certo all'unanimità, per cui su delle misure rispetto agli indici di densità, come ricordava minori rispetto alla norma rispetto alla quantità di Airs.
Terminato il tempo Consigliere per una dichiarazione di voto, consigliere Begaj, prego.
Grazie Presidente, grazie all'assessore per la risposta, sono soddisfatto nulla da aggiungere rispetto alla alla questione del dell'esposto. Mi sembra importante anche la parte di traiettoria futura che è stata delineata, perché sul tema appunto del delle delle varianti sul tema del lavoro che noi dobbiamo fare per rendere le nostre regole ancora migliori ancora per avere un maggiore controllo urbanistico, sempre di più per limitare la parola fuori, la proliferazione degli affitti brevi e quindi avere un controllo in qualche modo con gli strumenti che riusciamo a avere a disposizione, ovviamente del mercato. Questa è una traiettoria politica importante come quello, ovviamente, della rigenerazione delle aree dismesse, ma soprattutto del fatto che noi vogliamo trasformare la città, ma assieme alla città questo è un principio fondamentale se vogliamo continuare appunto, a trasformarla questa città. Grazie.
Grazie consigliere Begaj, Consigliere Negash, prego.
Grazie Presidente,
È ovviamente soddisfazione per la risposta dell'Assessore, che conferma non solo la solidità delle procedure, ma soprattutto la visione politica che guida le scelte urbanistiche della nostra città, Bologna, ancora una volta dimostra di avere un anticorpi forti contro pratiche opache opache, regole chiare, trasparenza e confronto pubblico non solo,
Non sono solo semplici slogan, ma principi che orientano il lavoro quotidiano. Le parole dell'Amministrazione oggi, ma anche richiamate nella nota ufficiale, ci ricordano che abbiamo tecnici competenti. È un'impostazione che mette al centro la valorizzazione del pubblico, non la subordinazione a logiche speculative, questo è un patrimonio prezioso da difendere perché parla della Bologna che vogliamo, una città che costruisce il futuro a partire dell'interesse collettivo, garantendo qualità urbanistica, accessibilità e giustizia sociale. Grazie Assessore.
Consigliere, Diaco, prego, grazie Presidente, sono soddisfatto della risposta dell'Assessore su tutto quello che è stato il il, il suo intervento, aggiungo che una città non si misura sulla sua da sulla sua lunghezza e larghezza, ma dall'ampiezza e della visione, dall'altezza dei suoi sogni e visto che l'Assessore poco fa ha parlato anche di sogni su quello che riguarda il sogno di rendere una città più pubblica, allora il sogno dell'Assessore, credo dell'Amministrazione è quella di vedere uno spazio urbano più inclusivo, più accessibile e partecipativo per tutti i cittadini. Grazie Presidente,
Grazie consigliere, consigliere Mazzanti pre.
B mi ritengo anch'io soddisfatto di quello che l'assessore ha detto, anche se più che una risposta è stata una relazione di urbanistica, la ringrazio anche perché quelli che ha fatto l'esposto bastava che andasse a vedere gli atti fatti dal Comune e avrebbero visto come stavano le cose.
Bellissimo, perché la stampa ha riportato l'accordo in questi termini, noi abbiamo fatto l'esposto, ma però non sappiamo poi nel merito, se c'è allora perché avete fatto, bastava leggere tra l'altro chi parla ha fatto il consigliere provinciale.
Sa di atti amministrativi, quindi almeno lui leggere in costava poco, quindi andiamo avanti con la seconda variante, sempre in trasparenza, attuando meccanismi rispettosi della normativa, poi io credo che alcuni atti che si possono fare in aggiunta, sempre comunque finalizzate al bene collettivo cioè tutti gli interventi che abbiamo fatto hanno una ricaduta positiva anche per i cittadini bolognesi.
Consigliera Scarano, prego.
Sì, grazie per la risposta, dunque è vero, ha precisato nell'indagine conoscitiva, ma servono comunque delle risposte puntuali ai temi che sono stati sollevati, non escludere neanche qualche considerazione e qualche approfondimento su cose più datate, ma anche più recenti che riguardano la nostra collina relativamente al fatto che Bologna è una città progressista democratica e tanto sta facendo le voglio ricordare Assessore che sono quasi quattro anni a inizio mandato. Il pieno dell'abitare in questa città è stato un vero e proprio fallimento e sono i numeri, i numeri che lo testimoniano.
Eh eh eh eh, questa Giunta tanto puntava e tanto si era anche si autoincensare su questo aspetto, così come il PUG sono scelte che io ho ritenuto folli, ma ritengono folli persone che in questa città devono costruire vivere, vorrebbero aumentasse. Ero gli alloggi 50 metri, quadri di misura minima utile. È una follia, come imporre delle percentuali ai privati per l'edilizia residenziale vuol dire non far costruire nulla in città e.
Grazie Consigliere, allora procediamo con le prossime domande, sono accorpate, sono tre.
Più un'interpellanza, la uno, la 5 e la 6 sono le domande e la numero 11 l'interpellanza, l'argomento lo stesso è omogeneo, le domande sono omogenee, parlano di giardino, sa e chiedono sul giardino San Leonardo, sono ovviamente di competenza dell'Assessore Laudani, che ringrazio perché è ancora qui con noi la prima la pone la consigliera Di Pietro riqualificazione del giardino San Leonardo,
Prego Consigliere, grazie Presidente, ringrazio l'assessore per la presenza e le vicende legate al giardino San Leonardo sono note, escono anche sulla stampa e vengono aggiornati di Giannini giorno è ormai è chiaro che la proposta progettuale della zona Hopkins è una proposta progettuale in divenire è chiaro che si è fatto riferimento sia utilizzato quello che è uno strumento che la nostra, di cui la nostra Amministrazione si avvale e quindi ha avuto l'iter lineare e che hanno tutti i patti di collaborazione e quindi è una proposta pubblicata in attesa di valutazione attualmente anche in valutazioni della Soprintendenza.
È stata anche l'occasione per chiarire appunto anche questa apertura. No da parte dell'Amministrazione all'ascolto e anche di quella di quelle che sono le realtà che vivono da tanti anni, le realtà associative dei residenti, il il giardino San Leonardo e addirittura, abbiamo anche letto nel senso che si è costituito proprio un Comitato per dire sì, la riqualificazione, no, è importante a, diciamo, a differenza un po' di anche chi è che sta manifestando, perché è un'opportunità va presa come un'opportunità, però chiaramente è importante salvaguardare degli aspetti. Eh.
Che sono appunto gli aspetti legati alla storia, cioè di quella di quel giardino San Leonardo alle necessità che realmente a e in merito, credo che anche questo question time sia l'occasione anche per chiedere all'Assessore, appunto, una valutazione politica amministrativa su degli aspetti che stanno molto a cuore a tutta la nostra cittadinanza, a tutte le realtà che la compongono. Quindi il legate alla diciamo alla tutela del verde, ma anche.
Legate, diciamo a quelle che sono le esigenze che le realtà che davvero vivono, quel parco hanno stanno un po' esprimendo e quindi.
Visto che c'è proprio. Ovviamente anche il Sindaco e la stessa assessore hanno già avuto modo, appunto, di sottolineare questa volontà proprio al dialogo, perché poi ripeto, questa volontà al dialogo fa parte proprio dello strumento anche del patto di collaborazione stesso che quando viene pubblicato da anche l'opportunità alle realtà che ne fanno parte, anche poi di favorire, diciamo un confronto, ma proprio da parte dell'Amministrazione. In questo confronto era ben chiaro che andava fatto quindi rispetto a questo, anche in virtù di realtà sociali che, ad o sicché si adoperano ogni giorno, trasformando il disagio in risorsa perché attivano soggetti fragili, attivi hanno anche i destinatari dei loro interventi.
Nella vita del giardino chiedo anche all'assessore, che ha già avuto modo di chiarire che appunto a scanso e lo diciamo per l'ennesima volta che è un giardino appunto che resterà pubblicò un giardino che in realtà, appunto, mantiene la sua natura se anche in questa voglia anche di lavorare e di coprogettare insieme c'è anche l'opportunità di valorizzare anche attivamente favorendo quello che,
Un modello virtuoso di welfare generativo, anche le realtà sociali e le persone fragili che vi operano. E lo dico pensando ne cito una solo a titolo esemplificativo e non esaustivo, ovviamente chiusi fuori una realtà, no, che si occupa anche di persone fragili, di detenuti che si prendono cura del parco.
E.
Mi chiedevo anche se proprio in questo ambito c'è la possibilità, anche con la Genoacfc Skins, proprio di anche favorire e rafforzare e implementare percorsi virtuosi generativi di cui la nostra Amministrazione Amministrazione si adopera sempre nei vari contesti, perché la fragilità e le persone sono chiaramente al centro e come al centro e l'ambiente nel benessere proprio dell'ambiente delle persone. Grazie.
Grazie consigliera, procediamo ora con il consigliere Di Benedetto prego, grazie Presidente sul Parco di San Leonardo, chiedo se l'Amministrazione intende avviare quei percorsi di dialogo partecipazione che sono stati annunciati, si rende ascoltare le istanze dei cittadini e dei comitati oppure no, grazie Presidente.
Grazie Consigliere, Consigliere Negash riqualificazione ai Giardini San Leonardo, sempre pre.
Grazie, Presidente giardino San Leonardo in uno spazio che conosco bene, prezioso per il quartiere, non solo un luogo verde, ma un punto di incontro di socialità e di vita quotidiana, tra cui, sì, ci sono tutti le Salk, la comunità intergenerazionale, negli ultimi anni il Comune ha fatto passi avanti importanti con i patti di collaborazione, è uno strumento che valorizza la cura condivisa dei beni comuni e riconoscendo il ruolo attivo dei cittadini e associazioni.
Tuttavia, episodi recenti recenti ci ricordano che non basta. L'impegno volontario serve anche a una presenza, forse dell'Amministrazione, per garantire ciò che ogni parco deve offrire. Sicurezza, manutenzione e piena accessibilità. Le aree verdi non sono un lusso, ma un diritto, soprattutto nei quartieri popolari, che lì è proprio popolare, dove sono spazi di respiro, gioco e comunità, se non curati, rischiano di trasformarsi in luoghi di degrado e insicurezza. Per questo, alla luce di quanto è accaduto, chiediamo al Sindaco alla Giunta quali azioni concrete intende mettere in campo per salvaguardare il parco, garantire la manutenzione e la piena fruibilità e se è prevista l'attivazione di un tavolo di confronto con cittadini e associazioni che vivono quotidianamente il parco per definire insieme strategie di cura e valorizzazione e poi, infine, quali temi, quali tempi e risorse sono stati programmati per realizzare queste misure? Se ci sono, perché tutto il progetto l'abbiamo seguito tramite i media e te tutte le interviste, e questo ci fa piacere che l'Assessore sia presente per dare una risposta anche al nostro Consiglio comunale, perché è un parco come quello vivo, è sicuro il primo presidio di legalità e coesione sociale, molto importante per chi vive quella parte della città e su questo non possiamo permetterci ritardi. Grazie,
Grazie consigliere, procediamo ora con l'interpellanza del consigliere Celli, il consigliere Celli è collegato.
Spesso nel collegato.
Non sono in grado dica, non sono in grado di svolgerlo in questo momento lo ritiro.
Va bene, allora la al consigliere, ritirarla, interpellanza, quindi a questo punto do la parola all'Assessore Laudani per la risposta, prego Consigliere.
Prego, Assessore, scusi, collega, richiamare i Consiglieri, in realtà prego.
Grazie.
Per la legge del contrappasso, ancora una volta, proprio questa volta che avrei avuto piacere di confrontarmi di persona col consigliere Celli, consigliere, Celli non c'è, ecco una volta tanto, sono io che ne pago la la legge del contrappasso. Infatti mi rivolgo in primo luogo al consigliere Celli, del quale ho ascoltato anche l'intervento di inizio seduta lunedì scorso, non tanto per rispondere ai contenuti dell'interpellanza, perché la questione è nota alle 17 panchine circolari, le 4 Panky, 9 7 di tavoli e panche, previste nella proposta progettuale dei promotori del patto di collaborazione, sono tutte a libera fruizione. Nessuno ad uso esclusivo di Johns Hopkins non è previsto. L'abbattimento del melograno, ma di tre allori non tutelati ed eviterei di enfatizzare troppo come il consigliere ha fatto nel suo intervento di lunedì, il valore simbolico e storico degli allori, visto che, come lui stesso ha ricordato, quando è stato il momento di piantare l'albero per Giorgio Celli, tra loro melograno e gli chef, egli stesso scelse il Melograno e comunque, nella proposta progettuale è prevista anche la piantumazione di 1 a loro.
Insomma, non corriamo alcun rischio di cambiare la toponomastica di via Belmeloro. La storia è salva storia che comunque, per definizione dinamiche, evolve ed evolve nel tempo. Diffiderei quindi da ricorrerà il gergo dell'autenticità che, come ci ha insegnato Theodor Adorno, è per sua natura fascista perché essenziali, Zan, cristallizza la vita umana, sovrapponendo sulle dinamiche umane la loro multiforme articolazione, un'idea monolitica e ha temporale di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato, di ciò che è vero e di ciò che è falso, però ammetto di essere meno interessato a parlare con il Celli consigliere comunale. È quello che strizza l'occhio al consenso al dissenso, anche quando basterebbe una telefonata per avere fugati dei dubbi. Mi interessa molto di più parlare all'amico Davide, l'uomo colto e appassionato che ho conosciuto in questi anni mai banale dagli occhi curiosi e dalla profonda sensibilità.
Davide, che crede davvero nel valore della difesa della biodiversità e che in questi anni ci sta pungolando a innovare e rinnovare, mutare il paradigma dello sviluppo urbano della nostra città, uno stimolo che sono sicuro Davide mi crederà perché conosce la mia onestà intellettuale. Abbiamo fatto nostro, stiamo cercando di cambiare regole, abitudine nella manutenzione del verde pubblico, modificando sistemi, procedure e progetti. Questo è un lavoro faticoso, serve tempo sia sul piano formale e giuridico, sia per un cambiamento delle mentalità e del funzionamento della macchina comunale, ed è in larga parte un lavoro sotterraneo che non si vede per una volta che arriviamo in Consiglio per discutere di una regola di una deroga per un abbattimento. Ci sono almeno 10 volte che nel lavoro in back-office con gli uffici si trovano soluzioni per salvaguardarne altre, per rivedere i progetti, eccetera.
All'inizio del mandato da caro Davide avevamo un patto tra di noi, un tartufo per ogni albero salvato da tempo ho smesso di chiedertelo, perché per tutte le volte che abbiamo salvato degli alberi senza che si fosse notato, avreste dovuto fare razzia della tua amata montagna.
Certo, su un punto abbiamo una divergenza vera di merito, io non credo che la tutela degli alberi sia un valore assoluto, un'invariante a cui tutti gli altri bisogni diritti, quello all'abitare all'educazione, al benessere corporeo, all'accessibilità universale devono essere sempre subordinate possiamo dire che la difesa di un albero ad un arbusto in un giardino è in sé più importante dal garantire l'accesso e la fruizione a quel giardino anche ai disabili. Il compito di un Governo democratico e progressista di una città è,
Cercare di trovare il modo per conciliare questi diritti e bisogni, in particolare i diritti fragili, ma non sempre questo è possibile e a volte diritti ai bisogni entrano in conflitto tra di loro e in questi casi bisogna fare delle scelte. In alcuni casi si valuterà prioritario privilegiare la tutela della diversità, in altri quello dell'accessibilità o dell'abitare. Poi si può discutere se magari quella specifica scelta.
Era corretta o meno se le soluzioni adottate erano adeguati, ma questo significa entrare nel merito delle cose, sporcarsi le mani con la complessità del reale, non alimentare le tesi semplici o semplicistiche di chi ha sempre ragione dei predicatori a molti lumen che, giocando sui social con l'intelligenza artificiale, si trasformano in produttori seriali di certezze e verità compiaciuti dall'avere sempre ragione. Senza questa Tiboni disponibilità a farsi carico della complessità del reale, la difesa degli alberi e della biodiversità diventa conservazione dell'esistente, dico conservazione e non cura e in politica la conservazione prende il nome di conservatorismo, difesa dello status quo e del privilegio del privilegio di chi una casa ce, l'ha, magari nei boschi o in collina di chi ha già sotto casa del verde, non vuole perdere un posto auto per non fare la fatica di due, fare due passi a piedi di chi come me, può permettersi di mandare a suo figlio a pagamento in una bellissima scuola nel bosco, ma io da sempre sono contro i privilegi che spesso sono l'anticamera dei soprusi, anche quando vanno contro i miei interessi personali. Non so se sia così per tutti che si fanno paladini della moralità ambientale urbano e poi, quando vedono a rischio la valorizzazione di un proprio immobile, si allineano agli amici dei condoni e della deregolamentazione selvaggia. Ma al di là di queste divergenze filosofiche o politiche, mi chiedo, chiedo all'amico Davide, ma che c'azzecca la tua nobile battaglia, la tua funzione moralizzatrice con chi produce ad arte fake-news prova a sfruttare il disagi e le legittime preoccupazioni delle persone per un pugno di voti per uscire dall'oblio politico e ritrovare, dopo tanti anni, un posto al sole, magari in Consiglio comunale o di quartiere, promuovendo liste civiche o simili, di chi in modo parassitario, sfrutta l'energia ribelle delle giovani generazioni, il loro legittimo malcontento verso di noi adulti, che li stiamo costringendo per interesse di egoismo, a un futuro cupo e marginalizzato e badate bene, con questo e con questo spero di rispondere anche agli altri consiglieri che mi hanno interrogato sul tema non mi riferisco alle scritte sui muri contro di me o l'Amministrazione, indipendentemente dalla dimensione penale di quelle azioni. Non è qui una questione personale per storia, cultura e convinzione politica. Io non sarò mai tra quelli che considerano in sé quelle forme espressive, degrado o criminalità, mio nonno Franco Laudani, che non ho mai conosciuto perché è morto quando mio padre aveva 15 anni, ha fatto il confino politico ed era classificato nel casellario giudiziario i fascisti come il giovane comunista più pericolose d'Italia, perché scriveva clandestinamente sui muri delle strade di Catania, propaganda antifascista, ma proprio perché prendo sul serio queste cose, voglio soffermarmi su uno degli striscioni che sono stati posti nel giardino San Leonardo in questi giorni, quello che recita il Salleo e di chi lo vive.
Non mi interessa qui sottolineare se chi ha scritto quello striscione e oggi si autonomina depositario della difesa del giardino quel giardino non probabilmente non l'ha mai frequentato e lo vede come tappa di un tour elettorale o un mezzo per portare avanti una polemico universale contro questa Amministrazione. Coalizione di Governo è vero, il Salleo è di chi lo vive e con i frequentatori cittadini residenti e associazioni del territorio noi vogliamo confrontarci, vogliamo confrontarci anche con la comunità studentesca e i collettivi studenteschi che animano la zona. Non riesco a immaginare una futura gestione fruizione del giardino senza anche il loro protagonismo. Voglio ribadirlo in mezzo alle tante fake news che sono state costruite ad arte è rimasto sommerso un punto fondamentale, quella ricevuta da Johns Hopkins a una proposta e la procedura del patto di collaborazione è ancora aperta e no e no è nota, perché l'Amministrazione l'ha resa pubblica per sottoporlo a giudizio civico ed è quello del qui ed è quindi questo il momento sul piano tecnico, con gli uffici della Sovrintendenza e sul piano civico, con le osservazioni dei cittadini. Per entrare nel merito della proposta,
Su quindi c'è tutto lo spazio per rivedere nel merito il progetto e migliorarlo, a partire dai bisogni e le istanze di chi vive il parco, lo faremo noi come Amministrazione, spero vorranno farlo anche i cittadini tutto e ribadisco tutto può ancora essere rivisto nel merito.
Evidentemente oggi la dimensione procedurale dei patti di collaborazione non è più sufficiente. Come ci insegnavano i grandi giuristi del 900, c'è la costituzione formale, c'è la Costituzione materiale altrettanto importante, se non di più della prima. Per questo già nei giorni scorsi ho detto che ho intenzione di promuovere un incontro pubblico con residenti e associazioni della zona per illustrare la proposta del patto di collaborazione più in dettaglio, rispondere a dubbi, bisogno di cambiamento, ricevere osservazioni e proposte di modifica e discutere anche sulla futura gestione del Giardino, perché, come ho già detto, il giardino pubblico è pubblico, resterà. I patti di collaborazione attiva continueranno ad essere tali e i nuovi patti o proposte di gestione potranno essere attivati. Quando è venuto a trovarci in Consiglio comunale, ormai più di giorni fa, avevamo dato la disponibilità al Comitato di fare una serie di incontri di approfondimento, ma non avevamo avuto ancora risposta l'ho ricevuta poco prima di venire in Aula con una mail e quindi adesso, sulla base di questo proporrò una data per gli incontri. Mi rivolgo però anche e soprattutto alle singole associazioni residenti della zona e collettivi interessati. Kiev, chi è interessato può scrivermi a dare la sua disponibilità a partecipare all'incontro. Chi invece, più che al San Leo, ha interessato una piattaforma politica o un pulpito per portare avanti il proprio progetto politico avrà sicuramente altri modi per perseguire questi obiettivi Damante della politica. Non possono rispettare chiunque si impegna in politica, anche quando non condivido le posizioni e le forme espressive un po' di meno, devo ammetterlo, rispetto ai furbetti del quartierino e chi specula con le notizie false create ad arte create ad arte. Ma per favore non mischiamo i piani con sempre IGP di dire su questo ancora una cosa. In questi anni abbiamo visto moltiplicarsi nella nostra città comitati collettive e forme varie di autorganizzazione dal basso, che sfuggono alle logiche della rappresentanza politica tradizionale e sfido nel governo della città. Considero tutto questo uno dei punti di forza della nostra città, uno degli elementi che contraddistinguono il tessuto e la tenuta democratica di questa città e considero questa relazione che a volte conflittuale, a volte cooperativa, un volano per l'innovazione democratica e più in generale, è ormai una dimensione ineliminabile del processo decisionale. In questi anni abbiamo avuto molti esempi di come queste dinamiche, certo faticose irrituali, che spesso creano POR cortocircuito. I politici e istituzionali abbiano hanno contribuito a spingere in avanti il Governo della città. Penso a laboratori di salute popolare, sui temi della salute di prossimità, l'esperienza di via Carracci per le politiche abitative al comitato Rigenerazione non speculazione per i prati di Caprara, la tutela della biodiversità, solo per citare alcuni esempi, ma proprio per questo mi chiedo che Relazione, anno con tutto questo alcuno delle forme espressive di protesta che ho visto in questi giorni al Salleo, se dovesse utilizzare l'ironia provocatoria che spesso viene rivolta contro di noi, potrei dire che sono IP fuori tempo massimo, ma poiché sono una persona seria e ho troppo rispetto per la lotta politica, sottolineo come gli assalti psichiche o lo sa o lo sballo a base di crack oggi non hanno nulla della carica eversiva e anti sistemica che potevano avere negli anni 60, quando, per un certo periodo, hanno prodotto una rottura con la cultura e la morale dominante del tempo, creando di fatto le condizioni per la nascita dei movimenti radicali di quegli anni. Oggi, però quelle pratiche non hanno nulla di anti sistemico. Per dirla con Marx, non afferro nel presente e non mutano allo stato di cose. È presente, anzi, sono totalmente interna ad una politica culturale promossa dai ceti dirigenti e dai gruppi di potere, che stimola alimento e promuove dall'alto lo sballo et similia, per rafforzare la marginalizzazione delle giovani generazioni ed ottundere la loro energia politica. Agitatevi, ribellatevi, sfidate C, ma non cadete nel gioco di chi vi vuole dei reietti politici, forme del degrado o, peggio ancora, portatori d'acqua inconsapevoli di chi vuole, in fondo, uno strapuntino nel sistema decadente della rappresentanza politica. In questo senso e concludo fatemi dire un'ultima cosa tra le tante questioni polemiche che ho sentito in questi giorni c'è stato anche chi ha criticato il progetto perché renderebbe collusa l'amministrazione con un'università vicino al Governo israeliano e quindi sporca di sangue,
Non entro nel merito di Johns Hopkins, che, se vorrà, potrà spiegare come funziona e come si posiziona nel panorama internazionale. E la tragedia che stiamo vedendo a Gaza e che sta subendo la popolazione palestinese è così in mano e che non credo sia rispettoso usarla per strizzare l'occhio al dissenso nelle nostre piccole miserie locali. Mi chiedo però e qui sono molto serio se oggi, di fronte al di fronte all'ondata autoritaria globale che stiamo vivendo, che specialmente negli Stati Uniti, attacca frontalmente il sistema della formazione universitaria accademica tout-court, per il solo fatto che un volano del sapere e della cultura aperta, se il nostro nemico siano oggi le università americane, le vicende di Harvard dell'attacco che sta subendo dal Presidente degli Stati Uniti è noto forse meno noto, è quello che sta accadendo anche ad altre università americane, come ad esempio l'Università della Virginia, secondo Università pubblica degli Stati Uniti, con cui la nostra città, nei mesi scorsi ha avviato una collaborazione per la promozione di un'alternativa democratica alla rivoluzione digitale, all'intelligenza artificiale autonoma dalle logiche dei big tech, del capitalismo di piattaforma e notizie di alcuni giorni fa che Jim Brian, il Rettore dell'Università della Virginia, è stato costretto a dimettersi perché incriminato dal Dipartimento di giustizia su mandato esplicito di Trump per violazione udite udite dei diritti civili, non per per non aver ottemperato all'ordine presidenziale di sospendere tutti i programmi a tutela delle minoranze e dei diritti di genere, eccetera. Ecco, ma siamo davvero sicuri che oggi è il mondo accademico il nostro nemico principale nella lotta per il popolo palestinese e nella difesa della democrazia, dei diritti e della giustizia globale. Ho finito grazie.
Grazie, grazie assessore, ora passiamo la parola per la dichiarazione di soddisfazione per prima la consigliera Di Pietro, prego consigliera.
Eh, grazie Presidente, io mi reputo assolutamente soddisfatta dalla risposta dell'Assessore e penso che veramente questo percorso, che tiene conto appunto di tutto un contesto con dei valori proprio chiari, no, che vanno proprio nell'ottica di rafforzare quello che è un lavoro, riqualificare e rendere più agibile, accessibile e costruire insieme a chi davvero abita a quel luogo e chi si adopera un giardino ancora più riqualificato e attento anche le persone che lo frequentano sia molto importante come è importante anche questo desiderio e questo impegno proprio approfondire sempre più.
Con le realtà e con i cittadini giovani che lo frequenta ne è la prova che dopo questo giardino, è un giardino pubblico a disposizione di tutti ancor di più lo sarà.
Consigliere Di Benedetto prego.
Grazie Presidente, non sono soddisfatto della risposta dell'Assessore, tra l'altro, la trovo molto incoerente perché prima ha detto gli ai tre alberi si tagliano senza se e senza ma su questo non si torna indietro. Poi siamo aperti a discutere i dettagli del progetto. Siamo aperti a discutere o no. Vanno tagliati per forza o no, anche la scelta, per esempio, di voler portare a terra tutto il parco non è una scelta che possiamo condividere, perché su due porti, tutto a terra come fai con gli alberi, che comunque vorresti tutelare, perché rischiano di rimanere debilitati, ammalarsi e poi essere tagliati successivamente. Com'è accaduto in altre operazioni simili a questo, come anche alle osservazioni sulla violazione della legge regionale fatte proprio in questa sede ancora, l'Amministrazione non ha dato alcuna risposta, quindi il confronto aperto lo attendiamo, ma oggi non c'è stato e non è, e soprattutto non sono state date risposte nel merito alle osservazioni dei cittadini dei comitati. In ultimo, trovo vergognosi gli attacchi ai cittadini. Non presenti in Aula i Consiglieri.
Consigliere Negash, prego, grazie Presidente, voglio esprimere soddisfazione per la risposta ricevuta dall'assessore e per il lavoro dell'Amministrazione sta portando avanti avanti sul giardino San Leonardo, oggi abbiamo avuto una dimostrazione concreta politica di cosa significa ascoltare davvero la cittadinanza, non solo incontri e parole ma a modificare reale i progetti in questo caso anche salvaguardare gli alberi.
E ascoltare chi vive veramente il quartiere, l'Amministrazione è disponibile al confronto, si possono trovare soluzioni equilibrate che uniscono questa qualità urbana, sostenibilità e rispetto del parti bed del patrimonio verde, Ricono, riconosco con favore anche la notizia che la volontà di aprire un tavolo con comitati e associazioni per definire insieme alla strategia di cura e di valorizzazione del giardino e questa è la strada giusta per garantire manutenzione fruibilità da tutti e a lungo termine dimostriamo che la partecipazione è un metodo di governo.
Grazie Consigliere, allora passiamo all'ultimo domanda, un'interpellanza del consigliere Mazzanti, progetto per un museo sull'italianità a Bologna 11 luglio 2025 prego Consigliere Mazzanti.
Cinque minuti, ma l'interpellanza è molto semplice, è stato presentato, vi ricordate, un po' di anni fa, il mega progetto?
Dal titolo Progetto per un bus un museo sul italianità a Bologna, quindi un progetto grosso importante con un finanziamento enorme, presentato da un privato, nel caso Illumia che aveva presentato questo mega progetto, tra l'altro, vi ricordate no, conferenza stampa e già lì c'era da preoccuparsi c'era la sottosegretaria Bergonzoni c'era il sottosegretario,
Tra l'altro di Fratelli d'Italia, mi ricordo.
Vado sui nomi perché non vorrei sbagliarmi, c'erano laboratori, detto Bignami e poi c'era il Ministro, il Ministro Sangiuliano e le autorità locali e hanno presentato questo Museo stupendo sulla italianità,
E, tra l'altro, il Comune ha aderito, era un progetto urbanistico e culturale perché era un museo tra l'altro Museo su linee taglia, età o di premialità, prende il posto no nel mondo, nella storia.
Bene e questo Filardi tecnici, tra l'altro, con un progetto pagato da un privato, noi dovevamo, una volta finito, mantenere la struttura, la funzionalità insieme al privato, quindi c'era una collaborazione nostra aperta e il Comune ha fatto tutti gli atti necessari a che questa operazione partisse tra l'altro con un impegno perché non è stata una cosa semplice sia per il privato.
Il titolare del Lumia, sia per il Comune, perché c'era da fare degli atti. Tra l'altro, quella parte è una porzione importante del comparto Mercato Ortofrutticolo. Quindi non una cosina da poco andate a vedere su via cara su via Caraci, no, la vedete è una zona molto che, tra l'altro, il progetto originario veniva bloccato in attesa di questo progetto grande eh beh, com'è andata a finire ed finire così che non se ne fa più niente, perché il titolare scrive il proponente è quello che ci mettevi soldi veri e ci dice che, mentre il Comune ha fatto i suoi compiti per permettere la realizzazione dell'opera, il privato ha messo i soldi, ha contattato le proprietà per poter realizzare il museo, perché c'era un fabbricato, trasportare le famiglie nel lottò e demolire e ricostruire, fare una cosa grossa, bene impegni promesse, la sfilata e lì io sapevo quando ho visto sfilare la Borgonzoni ha detto qui non si fa niente perché ho Bignami uguali non ne faccio un inciso a farne una.
Ogni tanto bene, ma ormai è chiaro questo benissimo cosa succede che mandi una nota formale al Comune di Bologna questo pochi giorni fa, e comunica che non se ne fa più niente perché da parte del Governo che aveva preso degli impegni sul museo non si fa più difatti dice nel corso degli ultimi 12 mesi, mentre l'amministrazione comunale di Bologna terminava positivamente l'istruttoria urbanistica per consentire l'ubicazione del museo da parte del Ministro della cultura, nonostante le rassicurazioni pervenute e ormai lontane nel tempo nessuna risposta concreta alla proposta formulate, ma è pervenuta da parte del Ministero della cultura, dal momento che sono ormai scaduti preliminari per l'acquisto delle aree in cui realizzare il museo e che è di tutta evidenza come sia inopportuno vincolare gli ingenti fondi privati qui sopra citati per un progetto che si pensava di interesse pubblico, ma evidentemente non del Governo, ci comunica con molto rammarico la revoca dell'iniziativa firmato. Francesco Bernardi. Questo cosa vuol dire che pensate la dimostrazione fisiche palese che esponenti del centrodestra, anche coi soldi degli altri, non riescono a fare quelli che han detto di fare è più forte di loro prestato se amministrassero Bologna che disastro totale, perché è un'opera un museo sull'idealità, un museo pagato da un privato che fa anche un'operazione urbanistica, dicono avanti, ti promettiamo, facciamo Bria e non riescono neanche a fare gol coi soldi degli A. È il massimo e il top. Questa è la dimostrazione provata dell'incapacità di chi abbiamo dall'altra parte del tavolo e questo è il punto e la domanda che faccio assessore a lei con l'interpellanza è molto semplice,
Nelle fasi di interlocuzione avete avuto sentore di questa situazione.
Avete capito qual è il motivo, perché noi non abbiamo una cifra del genere, per poterci mettere quindi che rapporti che condizioni, qual è la valutazione che voi date, visto che ormai l'operazione è saltata per aria, le chiedo almeno questo facciamo partire i cantieri, almeno facciamo quello che noi prevedevamo che è l'altro parcheggio la sistemazione dell'area almeno quello ci sono i soldi e che le cose purtroppo e mi dispiace perché il dottor Bernardi ci ha creduto,
Terminato il tempo.
Allora, Assessore Laudani, prego a lei la parola sì, grazie, Presidente no, innanzitutto ci tenevo a scusarmi con il consigliere Celli perché non sapevo che oggi non poteva essere qui per un problema personale e che avevo proprio piacere di confrontarmi con lui l'ho fatto in questo caso indirettamente lo farò il primo possibile di persona lo saluto e lo braccio,
L'ora è tarda, quindi cercherò di essere essenziale del resto i la questione, come dire, è sostanzialmente è scritta nella lettera che Francesco Bernardi ha inviato al Ministro, al Presidente della Regione e al Sindaco e, per conoscenza, al all'onorevole Mantovano sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri che proprio per conto della Presidente del Consiglio Meloni che aveva molto apprezzato la proposta si era come dire è impegnato a favorirlo nella sua attuazione.
Noi abbiamo avuto molte interlocuzioni anch'io, personalmente ho avuto diversi incontri a Roma con il Ministero, ancora quando Ministro era il Ministro Sangiuliano, a dire il vero, è tutto lasciava intendere che ci fosse la voglia di realizzarlo. Credo che una delle ragioni che hanno fermato la sua attuazione siano state anche delle divergenze di opinione tra le forze.
Della maggioranza al Governo, ma non è compito mio su questo, su questo entrare io posso esprimere il rammarico per questo progetto perché dal punto di vista urbanistico era un'operazione fantastica che avrebbe chiuso e il comparto dell'ex mercato con un intervento di altissima qualità dotando la città di una nuova destinazione culturale di valenza di valenza nazionale.
Devo dire anche che, nonostante le perplessità e le preoccupazioni di alcuni che vedevano in un museo dell'italianità, come dire, un volano per la promozione dell'essenzializzazione del delle identità, io sarei stato pronto a cogliere la sfida di lavorare per ragionare su che cosa significhi italianità oggi qual è il fu la funzione della cultura italiana, oggi, quando anche nella cultura popolare e oggi le figure che per esempio sono più significative pensiamo ai recenti Festival di Sanremo sono artisti come Ghali, Mahmood e altri sarebbe stata una bella sfida da.
Da affrontare però non è così, purtroppo è il progetto irrimediabilmente chiuso, direi a questo punto mi dispiace anche per Francesco Bernardi che in questi anni ho conosciuto con una persona aperta, disponibile, che aveva proprio voglia di fare qualcosa per per la città,
Naturalmente o a questo punto andremo avanti col vecchio, col progetto che era già previsto nei piani attuativi, quindi andremo a realizzare il parcheggio, andremo a realizzare lo spazio civico polifunzionale.
Che era previsto e cercheremo ovviamente di farlo al meglio possibile un'occasione mancata ne troveremo delle altre. Grazie,
Grazie Assessore Laudani, ora la parola va al Consigliere Mazzanti per la dichiarazione di soddisfazione. Prego sì e mi ritengo ampiamente soddisfatto. Purtroppo è la situazione ha portato al fallimento di un progetto. Tra l'altro ho pagato da un privato, ma d'altronde abbiamo a che fare con gente che, come io dico sempre non è boh non è in grado di fare un o con un bicchiere 15 figure, il tema però è l'altro altre domande. La ringrazio della risposta perché riusciamo almeno a completare il comparto e i fondi sono del Consorzio di chi ha pagato le urbanizzazioni, quindi le completiamo con un suo decoro secondo parcheggio, lo spazio pubblico, la sistemazione della piazza e in questo modo finiamo il comparto veramente peccato anch'io ringrazio il dottor Bernardi perché, onestamente, più di così non poteva fare.
Allora, grazie grazie Consigliere, grazie Assessore Laudani, a questo punto la seduta si conclude e termina alle ore 15:12 buon pomeriggio e buon fine settimana a tutti a tutti.
