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Buongiorno, buongiorno a tutti e a tutte apriamo la seduta consiliare.
Ordinaria di oggi nomino intanto gli scrutatori Consigliere Negash consigliera Scarano e il Consigliere Gaigher allora.
Chiedo alla segreteria Generale di procedere, ovviamente con la verifica del numero legale prego.
Grazie buongiorno.
Angiuli.
Angiuli.
Begaj.
Bernagozzi Bittini, assente, giustificata, Brinati, assente, giustificato, Caracciolo.
Celli Ceretti cima.
De Biase.
De Giacomi.
De Martino Di Benedetto Di Pietro.
Diaco.
Fattori.
Un tempo congruo.
Foresti.
Geiger, Iovine Larghetti, manca presente, Marcasciano Mazzanti.
Monticelli, professore tutto il buongiorno, Naldi Negash.
Piazza assente, giustificato, pizza Quercioli, Santoro, è assente, giustificato, Scarano Stanzani, Tarsitano.
Toschi.
Venturi e Zontini numero legale è raggiunto, la seduta è valida, grazie, mi scusi, non Angiuli si è sentita la presenza, no, non si era sentita adesso la registri, allora confermo la presenza grazie.
Allora, dunque, partiamo quindi con gli interventi di inizio seduta il primo del Consigliere Negash poco coraggio sui diritti.
Prego.
Grazie Presidente, siamo qui a raccontare ancora una volta non più una nuova legge, ma della paura di farla esistere, della reticenza, del rinvio della codardia istituzionale che, pur in presenza di una maggioranza favorevole nel Paese e di un consenso sempre più largo tra comunità educative e sociali non trova il coraggio di portare in Parlamento a discutere fino in fondo una riforma giusta necessaria,
È attesa.
Lo ius Scole, quello che stanno discutendo ora senza merito scolastico non ci sembra una log, una legge giusta, no, se se senza merito scolastico ci sembra una legge giusta, una legge che non chiederebbe altro se non di riconoscere che chi cresce in questo Paese chi va a scuola qui chi parla italiano sogna sogna in italiano, costruisce la propria vita nei quartieri e nelle classi delle nostre città e italiano nei fatti e dovrebbe esserlo anche per diritto e invece ci territorio troviamo di fronte a una classe politica paralizzata, bloccata non dalla complessità del tema, ma del timore del futuro. Hanno paura dei nuovi cittadini dell'ecu.
Dei cognomi che non suonano italiani, delle famiglie che vivono ai margini dei bambini che frequentano le classi e scuole pubbliche, ma non trovano riconoscimento né né nei nei registri dello Stato né nelle agende della politica, hanno paura di perdere consenso, di sembrare troppo aperti, troppo umani, troppo giusti, allora rinviano, modificano, annacquano oppure semplicemente tacciono, ma noi non dimentichiamo, non dimentichiamo le date, le promesse mancate, comunicate ambigui, le aperture seguite dai silenzi, non dimmi, non dimentichiamo le Commissioni parlamentari che non calendarizzando i leader del partito che promettono a settembre dopo le europee, quando ci saranno le condizioni, eccetera, eccetera le condizioni ci sono da anni, manca solo il coraggio e questo coraggio oggi non manca a chi sta fuori dal Palazzo, ma Achilleo, ma chi lo abita a tutti i giorni.
Non manca ai giovani nuove generazioni che ogni giorno costruiscono legami, identità, progetti di vita nei quartieri delle nostre città, anche a Bologna non manca ai genitori che accompagnano i figli a scuola, vedono ogni giorno cosa significa crescere tra italiani e non essere riconosciuti tali non manca di insegnanti che nei fatti sono i primi testimoni della cittadinanza reale non manca ai partiti, manca al Parlamento e si manca anche chi oggi dovrebbe usare il proprio ruolo per forzare, proporre, insistere,
Possiamo parlare per ore di integrazione e inclusione e cultura della cittadinanza, ma senza diritti, senza riconoscimento giuridico sono solo parole vuote. Una società non si costruisce a partire dall'attesa, si costruisce a partire dal riconoscimento ed è proprio per questo che la responsabilità di costo di continua a Rive, rinviare, posticipare, rimandare la decisione o, peggio, a farla naufragare nei giochi di potere tra partiti e una responsabilità politica e storica. Noi ci ricorderemo, ci ricorderemo di che ha scelto il silenzio di chi ha barattato la dignità di migliaia di giovani con un calcolo elettorale.
Ci ricorderemo di chi ha parlato di tempi sbagliati, come se esistessero un momento più giusto di un altro per riconoscere i diritti fondamentali. Ci ricorderemo anche delle piazze anche alle urne, anche nei quartieri che la cittadinanza non si mendica, si rivendica, e se oggi in Parlamento non c'è abbastanza forza, allora lo costruiremo fuori. La costruiremo con chi lavora ogni giorno per la una scuola più giusta, con le associazioni che fanno mediazione culturale, con i sindacati che difendono i diritti dei magazzini e né dei magazzini e negli ospedali, con i movimenti transfemminista e antirazzisti che parlano di cittadinanza non come status ma come processo. La cittadinanza e il diritto di partecipare, di essere visti, di di avere voce e questo non lo si può fermare con un rinvio, ed è per questo che il 9 luglio dalle 17:30 saremo a Palazzo d'Accursio e poi, in piazza Maggiore, per un momento speciale in Sala Tassinari, proietteremo due cortometraggi, seguiti da un dialogo aperto sul tema della cittadinanza plurale d'incontro su invito coinvolgeranno nuovi cittadini ai cittadini, associazioni, comunità, imprese e istituzioni. Sarà uno spazio per condividere esperienze, riconoscere le diverse soggettività che abitano la città e costruire insieme visioni comuni. Ci farebbe piacere avervi con noi. Grazie,
Grazie, consigliere, consigliere, Celli, lei ha due interventi, il titolo del primo e rigenerazione urbana al giardino San Leonardo, prego, Consigliere.
Grazie Presidente, intervengo oggi sul giardino San Leonardo, ma devo dire che l'operazione di cui ho letto di rigenerazione urbana non mi trovo molto d'accordo, perché quel giardino fino ad oggi è stato di cittadini studenti di fatto diventerà il parterre delle università americana che lo userà come salottino, nel verde, dove facoltose studenti americani i figli dei petrolieri texani o di Brocken Uighur chiese potranno bere Martini, Coca Cola godendoci una location quasi del tutto esclusive progettate appositamente per loro. Detto ciò, vorrei ricordare che in quel giardino,
È stato piantato ormai 12 anni fa un albero melograno in ricordo di mio padre, dal momento che l'estate lo avrebbe fatto seccare un gruppo di amici compresa mia madre, si alternarono durante l'estate negli anni successivi per portare acqua e fertilizzante la pianta, il Melograno fu piantati in quel giardino perché, sotto le fronde dei suoi alberi, mio padre andava a scrivere i libri, ma anche articoli e testi teatrali. Questo perché nelle vicinanze si trovava allo studio dove lavorava che d'estate era sempre troppo caldo, ma anche una galleria d'arte, la BE-4 ancora aperte ed oggi gestita da un socio di mio padre e anche un piccolo teatro, il teatrino di Fantomas del mio padre, svolgeva un'attività teatrale quasi giornaliera, la frequentazione del giardino,
Da parte di mio padre era così nota e risaputa che il Consiglio di Quartiere votò all'unanimità un ordine del giorno depositato da una consigliera del PD che prevedeva di intitolare i giardini a mio padre. Su questo vorrei ricordare che furono raccolte oltre 5.000 firme nei mesi precedenti per chiedere al Comune di Bologna di intitolare una strada a Giorgio Selli. Strada non è mai stata intitolata così come un giardino nemmeno, ma l'albero che abbiamo piantato e ancora lì ed è cresciuto, diventando un albero grande e che soprattutto fruttifica e tutti gli anni e regala Melograni un po' tutti ponemmo anche una targa con una scultura che sparirono ovviamente, dopo qualche mese, noi non rimpiazzando perché evidentemente era una memorabilia che la gente portava via fra l'altro, la piantumazione dell'albero è stata regolarmente autorizzata e fra i presenti che partecipare a una cerimonia c'era, anche il dottor Diolaiti, che, in qualità di responsabile dell'Ufficio Verde autorizzò la piantumazione di col punto dove mettere a dimora la pianta. Il Comune non può certo dire di non sapere di quell'albero, poiché quel giorno erano presenti quasi tutti i Consiglieri di quartiere, ma c'era anche il consigliere Mazzanti, ma c'era Giuseppe Paruolo, nonché molti giornalisti che poi riportano la notizia sul giornale. Per questo mi chiedo se il Melograno e fra quegli alberi che saranno abbattuti sembra proprio di sì, perché praticamente sul confine con l'Università senz'ci tengo a dirlo che segue melograno verrà abbattuto. Non solo farò di tutto perché ciò non accada, ma farò anche causa. Posso capire che i politici di questa città non vogliono dedicare nulla a mio padre, perché è sempre stata una persona scomoda. Ricordo su questo che fu tra i primi ad opporsi l'operazione immobiliare speculativa all'interno della quale in un secondo tempo è entrato anche Fico, ma che si decida di cancellare l'unico mezzo destinata a mio padre da parte di privati cittadini. Lo trovo ingiusto e anche un po' ingiurioso, devo dire,
E non vorrei sentirmi puoi dire che l'albero verrà spostato perché per spostare una un albero.
Parti che non bisogna farlo d'estate ancora, una procedura molto complessa e molto lunga,
Quindi io lo riterrei se quell'albero fosse abbattuto, peraltro senza dirmi niente uno sguardo da uno sgarbo al quale mi opporrò un po' in tutte le sedi, quindi dico io spero che ciò assolutamente non avvenga il secondo intervento,
È vero, è già espresso quello che penso sulla mia pagina Facebook, che è diventata virale, grazie.
Grazie Consigliere, allora il a un altro intervento a lo ritira, ha detto scusi, va bene perfetto, sì, sì, bene, allora quindi passo ora la parola al Consigliere Di Benedetto, lei consigliere ne ha due di seguito. Il primo è aprire le preferenziali, prego, grazie Presidente con questo primo intervento e intendo tornare su una proposta che abbiamo già presentato più volte, come Lega sia sotto forma ufficiale che come intervento in Consiglio comunale in question time e non solo ed è quello dell'apertura delle preferenziali al traffico veicolare privato in via sperimentale durante il periodo dei cantieri nelle fasi interessate dai cantieri. Questo per dare respiro alla mobilità cittadina, che è paralizzata e lo hanno sperimentato anche gli amministratori di questa città. Penso al Sindaco che qualche settimana fa doveva andare via Stalingrado a un convegno ed è arrivato con un'ora e mezza di ritardo perché i cantieri aperti da lui non permettevano di circolare in città e quindi dare respiro. Con questa misura in via sperimentale che proponiamo di sperimentare per l'appunto per sei mesi potrebbe permettere alle alle persone, a tante persone di spostarsi, fare fronte alle proprie necessità quotidiane, cosa che oggi in tanti non riescono a fare, perché i tempi non sono raddoppiati. Sono anche decuplicati a seconda delle situazioni e mezza città, e in queste, in queste condizioni per via della mancata sincronizzazione dei cantieri da parte di questa Amministrazione, anche con scienza e coscienza, ha deciso una scelta legittima. Assolutamente, però, è una scelta di carattere politico, amministrativo di non coordinare in maniera adeguata dei cantieri per fare fronte alla necessità delle persone, che però non vengono meno perché se qualcuno dice stringendo i denti, perché nel 2000 e che poi sarà 28 partiranno i tram e quindi dopo gireremo tutti meglio ammesso e non concesso che sia così. Però nel frattempo le persone ve lo notifico, continuano a vivere, continui ad avere degli impegni, continuano a avere delle necessità, continua a avere una famiglia, un lavoro, puoi, andare non possono andare da datori di lavoro degli sai cosa e per i prossimi tre anni. Arrivo mezz'ora un'ora dopo, però stai tranquillo che dal 2028, quando arriva il tram, poi arrivo eh, ecco, non glielo glielo può dire perché giustamente il datore di lavoro poi lo manda a casa e allora, così come il lavoratore normale, il genitore normale non può mettere in pausa la propria vita per tre anni, allora il Sindaco e l'Amministrazione dovrebbero tenere in considerazione tutto questo nella loro pianificazione e chiediamo quindi, per porre almeno parziale rimedio a questo problema, di aprire le preferenziali ripeto, in via sperimentale, se poi non dovesse funzionare come non ha funzionato alla vostra sperimentazione in via de Carbonesi si torna indietro e lecito sperimentare per sei mesi vediamo se funziona, vediamo se dà respiro alla mobilità e proviamo a dare una risposta concreta ai cittadini. Grazie Presidente,
Grazie Consigliere, allora il secondo intervento, suo il titolo e alberi in città. Prego, grazie Presidente, anche con questo intervento presenta un ordine del giorno nel quale chiedo la trattazione urgente. Andiamo a tornare sul sul tema, già toccato dal collega Celli, anche da lui esposto con la teoria dei bonsai, teoria che forse è sposata da parte dell'Amministrazione comunale, ma non dal sottoscritto e neanche dalla scienza, e quindi invece andiamo con ordine del giorno a proporre un qualcosa di diverso, perché se le isole di calore è vero che sono un fenomeno in crescente intensificazione, è vero che sono h, diciamo, aggravate da una parte da quelle che sono i cambiamenti del clima ma dall'altra parte dalla crescente impermeabilizzazione del suolo anche in città e che le piazze cittadine spesso sono asfaltate totalmente impermeabilizzate e sono, diciamo alla prima e il primo luogo in cui si sviluppa questo fenomeno, fenomeno studiato, ricordiamo a Londra per la prima volta sulle piazze di Londra sui quartieri di Londra. Ecco e andiamo a fare una proposta e di carattere alternativo e, visto che è stato altrettanto dimostrato che la presenza del verde urbano può abbassare quella che è la temperatura del suolo e migliorare la qualità del dell'area e anche quella che è la vivibilità degli spazi in città, andiamo a proporre l'introduzione di vere e proprie aree verdi. Non piante in vaso non semplice, piante in vaso con efficacia è molto limitata, ma è una vera e propria area con suolo vegetale, prati arbusti, alberature in alcune di quelle che sono le piazze principali della città. Proponiamo una sperimentazione di su cinque piazze, una sperimentazione di 24 mesi in cui andiamo davvero a restituire suolo alla natura e restituendolo alla natura vestiti. Lo restituiamo anche alla comunità e alla città in una maniera realmente vivibile, una sperimentazione che si può fare, uno strumento che è molto più efficace di semplici vasi piazzati in via temporanea e può rendere la città molto più a misura anche Duomo a misura di persona, a misura di comunità e anche a misura di ambiente, anche più ecosostenibile e l'augurio è che questa proposta trovi un voto favorevole da parte di tutti i Consiglieri, perché è una proposta di buonsenso, è sicuramente trasversale. Grazie Presidente.
Grazie Consigliere, allora Consigliere Negash, secondo intervento.
Studenti senza casa, prego, grazie.
L'urgenza di intervenire su sulla condizione abitativa delle studentesse e degli studenti è ormai urgente. I dati e le testimonianze raccolte negli ultimi mesi e, come riportato anche dalla recente inchiesta del Corriere di Bologna, mostrano un quadro drammatico fatto di affitti insostenibili, truffe sistematiche, mancanza di alloggi pubblici e condizioni di vita indegne. Per questo servono risposte pubbliche immediate, un piano straordinario per il diritto allo studio, investimenti nell'edilizia residenziale universitaria, controlli serrati contro gli abusi e raggiri. Grazie Presidente, grazie Consigliere, Consigliere, Tarsitano, lei ha due interventi. Il primo attacco alla cultura, la Resistenza parta dagli enti locali. Prego Consigliere. Grazie Presidente. Già altre colleghe hanno portato il tema nella scorsa seduta di Consiglio comunale e immagino che anche oggi il tema tornerà a essere trattato anche da altre.
Nella giornata di oggi, appunto, l'assemblea del dei lavoratori e delle lavoratrici dello spettacolo ha indetto un'assemblea nazionale on line per parlare del disagio disastro culturale in corso dall'insediamento di questo Governo e che trova massima espressione nei risultati del Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo recentemente pubblicati. Il fondo in oggetto distribuisce fondi su base triennale agli organismi di produzione culturale e il Governo a scientificamente deciso, di colpire tutto quel mondo artistico che fino a oggi si è sviluppato con autonomia e puntando all'innovazione, riporta anche l'Assemblea sul proprio profilo. Social, queste scelte impoveriscono il nostro tessuto culturale, lo cristallizzano, uccidendolo, un'arte immobile non scomoda vuota di significato, non è altro che ARTE morta un Paese che uccide i propri movimenti artistici è un Paese che sopprime il proprio pensiero, la capacità di leggere il presente e di agire. Il presente al danno incommensurabile sul profilo culturale si associa una grave ricaduta sulla vita delle lavoratrici e dei lavoratori, sui posti di lavoro, sull'intero comparto. Per questo, come gruppo, siamo vicini all'assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici dello spettacolo e raccogliamo l'invito a costruire una resistenza culturale che parta dalle Aule, dalle aule di Consiglio degli enti locali, nella necessità di mettere a sistema energia e politiche per difendere i posti di lavoro. E presìdi di pensiero, perché, se questa concezione di cultura vince i primi, a risentirne negativamente saranno i territori, quelli più lontani dai centri, quelli dove le forme artistiche innovative sorgono, creando occasioni aggregative e opportunità di futuro, una cultura che non esce dai confini dei luoghi istituzionali dei grandi eventi e dalla confortevole riproduzione del classico non è altro che una maschera di cultura, una finzione per auto con piacere, l'ignoranza di pochi, i nostri governanti.
Noi ci batteremo per evitare che la cultura del nostro Paese finisca alle pendici delle basette del Ministro Giuli, e possa continuare liberamente criticamente a svilupparsi per continuare a dare ossigeno alle nostre comunità.
Grazie consigliere il prossimo intervento, le dico il titolo i piccoli comuni senza risorse, prospettive di futuro prego, grazie Presidente, in Italia ci sono 5.530 comuni, con una popolazione inferiore o uguale ai 5.000 abitanti, che rappresentano circa il 70% del totale dei comuni italiani e questi piccoli comuni, stando ai dati Istat ospitano complessivamente quasi 10 milioni di abitanti, pari al 20% della popolazione nazionale. Questi Comuni da tempo soffrono una crisi acuta sotto il profilo del loro sostentamento, sono istituzioni fragili che con sempre più affanno fronteggiano l'erogazione dei servizi. Nonostante queste difficoltà evidenti, la riflessione politica e tecnica su come affrontare il problema è ancora ai margini del dibattito politico e tecnico dei livelli più alti di Governo.
Questo mi preoccupa, avendo coscienza del fatto che il nostro Paese è principalmente composto da questa tipologia di enti e non ragionare su questi vuol dire ignorare la conformazione dei nostri territori. Per questo ringrazio il Sindaco di Pieve di Cento per aver scritto alla stampa sulle difficoltà strutturali che si trova a fronteggiare la voce di tutti i Sindaci che nei mesi scorsi e in questi anni si sono espressi con passione e sacrificio, sorreggendo le più piccole prossime Istituzioni. Queste grida di aiuto non possono essere ignorate. Il rischio altrimenti è quello di andare incontro alla corrosione definitiva del tessuto istituzionale, arrivando all'esplosione di conflitti e tensioni tra enti già in difficoltà allo sviluppo, direttori che micro sovraniste, arrivando alla dissoluzione dell'Unione e o di strumenti istituzionali simili, come abbiamo già potuto osservare nella nostra area metropolitana. Per questo motivo la riflessione va sviluppata velocemente e con strategie amministrative concrete, anche in questo Consiglio. L'attenzione a quanto accade nella nostra provincia deve essere molto alto, perché le crisi dei piccoli comuni sono le crisi che ci aspettano. Contribuire ad affrontarle vuol dire prepararsi a fronteggiare il nostro futuro senza farci trovare poi impreparati.
Grazie Consigliere, consigliera, Foresti, bus e disagi dei nuovi abbonamenti alle modalità di pagamento sui mezzi prego.
Sì, grazie Presidente, vorrei fare qualche riflessione e sui disagi vissuti dai cittadini che utilizzano gli autobus, perché le segnalazioni che arrivano anche sulla stampa, sono davvero tante, adesso ci sono dei nuovi abbonamenti mensili su carta termica anti può scontrini e quando gli acquisti ti avvertono già che possono schiarirsi dopo poco e quindi conviene fare una foto che attesti,
L'acquisto o e che, come da segnalazioni di cittadini, si strappano facilmente, essendo su carta sottile, visto che per un mese vanno tirati fuori dal portafoglio più volte ogni giorno, poi c'è la questione del pagamento con la carta di credito è assurdo che possa essere pagato un solo biglietto a carta in altri Paesi si di default quando passi la, la carta e si paga un titolo, ma poi si possono se selezionare più biglietti e nel caso di una famiglia con quattro persone paganti, qui ci vogliono quattro carte. È veramente paradossale, quindi, tra la questione delle carte e dei nuovi abbonamenti di carta, che dopo un po' non si leggono, si strappano se poi ci aggiungiamo anche disagi raccontati dalle tante persone sulla nuova modalità di passare il CUR code.
Diciamo che non è di certo stata semplificata la vita ai cittadini che usufruiscono dei mezzi pubblici, il tutto poi non dimenticando l'aumento delle tariffe. Ecco e devo dire che sono tanti cittadini che ringraziano grazie Presidente, grazie consigliera, consigliera Zontini, refezione scolastica, gara deserta e proroga a Camst, prego consigliera.
Grazie Presidente, come abbiamo letto dalle notizie di stampa e nonché dalla determina di della Amministrazione, ha quasi dell'incredibile che sia andato deserto il bando per la gara per la refezione scolastica e sappiamo che si tratta di un appalto importantissimo che è nella precedente e diciamo, il periodo che terminato qui ad agosto del 2025 voleva 77 milioni di euro. La nuova gara addirittura è arrivata a 104 milioni di euro e, in quanto copre appunto 52 milioni di euro per due anni, più un rinnovo previsto per ulteriori due. E sappiamo ovviamente che si tratta di un'attività estremamente complessa, quindi anche la il bando e tutta la procedura lo sono. Si tratta di per chi si affaccia, ad esempio, e non è già il gestore attuale che caso, ma per un nuovo operatore. Provare a entrare in un bando del genere significa ovviamente dover predisporre e tutta una serie di valutazioni di documentazione. Ripeto, complesse. Sono valutazioni importanti da fare perché si tratta di gestire centri pasti, di gestire il trasporto, tutta la preparazione dei pasti e con tutte le clausole che sono comuni in compresi nel capitolato, quindi, ad esempio, dal biologico a tutte le diete che sono previste e che sappiamo sono sia di tipo sanitario che di tipo culturale religioso. È un'attività complessa, quindi, ovviamente, per un operatore che non sia già quello attuale. Provare ad inserirsi in una gara del genere richiede ovviamente uno sforzo notevole. Questo sforzo notevole sì, come dire, richiede anche un tempo congruo per la presentazione delle offerte. Sappiamo che ANAC ed a delle disposizioni in merito ovviamente più sui tempi massimi che su quelli minimi per e per una questione di efficienza e celerità, però è vero anche che il tempo minimo proprio un minimo previsto per le gare aperte di 35 giorni, ora il Comune in questo caso ha lasciato, ha pubblicato il bando sostanzialmente.
Se ricordo bene, il 31 marzo, comunque partiva dal 1 aprile e ed era era lasciato e aprile e 15 giorni di maggio. Ora proviamo a ragionare quest'anno ad aprile, tra Pasqua e le festività, nonché anche per i primi giorni di maggio. Ci sono stati tantissimi giorni di festività, oltre a quelle, diciamo normali del sabato, e la domenica sono in totale pochissimi giorni lavorativi siano come lavorativi. Alla fine saranno una trentina che sono stati lasciati ad operatori economici per poter provare a partecipare al bando. Ora sappiamo dalla determina dirigenziale che c'è stato un operatore economico. Non sappiamo quale che avrebbe voluto presentare. L'offerta ha chiesto una proroga e al Comune per presentare l'offerta, il Comune gliel'ha, accordata solo parzialmente, riconoscendo solo 10 giorni in più. Evidentemente questo operatore non ce l'ha fatta e non ha presentato l'offerta, però neanche l'attuale gestore rappresentato l'offerta, però il risultato. Qual è il risultato che viene negato ad un operatore esterno che, ripeto, non sappiamo ad oggi chi sia di provare a presentare un'offerta e pertanto la gara è andata deserta,
Comporta comunque la proroga tecnica. Camst, ribadiamo per un servizio che vale 100 e 4 milioni di euro in quattro anni molto complesso da organizzare. A mio avviso ci sono delle responsabilità dell'amministrazione che doveva lasciare più tempo, doveva prepararsi prima e pubblicare anche prima il bando e evita e se davvero vuole aprire il settore per avere una qualità maggiore dei servizio e aprire, come concorrenza vuole il servizio anche ad altri operatori. Avrebbe dovuto lasciare il tempo che era richiesto, comunque, lasciare più tempo e pro e per programmare prima anche tutte le fasi del bando. Adesso il risultato è che Camst ancora una volta esisterà questo servizio e in attesa che il Comune si decida a ri rifare il bando e la gara, che però vedremo se porterà o meno la partecipazione ad altri attori e la conclusione che rimarremo comunque quegli stessi servizi, nessuna opportunità di miglioramento per la città, detto questo, faremo anche una segnalazione doverosa all'ANAC in quanto autorità appunto i deputata al controllo sugli appalti e proprio per verificare chi siano state eseguite tutte e le regole del caso grazie.
Grazie consigliera, Consigliere Larghetti.
La scuola e la giustizia sociale, prego.
Grazie Presidente, abbiamo letto dalla penna di Daniela Corneo, della storia di Nadir, un nome evidentemente di fantasia per proteggere la privacy di questo ragazzo di vent'anni che è arrivato dal Pakistan nel 2020 e uno studente che, nonostante abbia affrontato ostacoli immensi la lingua, la lontananza dalle fan dalla famiglia, due ore di percorso per arrivare ogni mattina a scuola, ha dato veramente tutto se stesso per raggiungere quello che è un traguardo simbolico non solo per i suoi coetanei ma anche per lui,
Il diploma Nadir era un ragazzo, è un ragazzo particolare perché in cinque anni non ha mai avuto un debito formativo in nessuna materia faceva addirittura il mediatore linguistico per i suoi connazionali che non parlavano italiano, faceva fa volontariato, eppure Nadira è stato bocciato alla maturità. L'unico bocciato della sua scuola, una bocciatura che è risultata ingiusta agli occhi dei molti docenti che l'hanno seguito di compagni e compagne di classe e anche della cittadinanza di chi l'ha conosciuto e in questa bocciatura si concentrano molte delle criticità del nostro sistema scolastico, forse no dell'istituzione scolastica nel suo complesso, perché Nadir aveva un piano didattico personalizzato, come molti altri studenti che è previsto dalla normativa proprio per tenere conto delle fragilità linguistiche, ma non tutti i docenti sembrano averlo applicato ed è per questo diciamo che sembra strano che un ragazzo che in cinque anni non ha fatto un'assenza non ha avuto un debito. Si è visto negare il riconoscimento di quello che è un suo percorso pieno di risultati positivi. Ma perché è accaduto questo forse perché le misure previste dalla legge restano spesso affidati alla discrezionalità dei singoli dei docenti discrezionalità che, purtroppo, lungi dall'essere neutra in una società che è anche una società razzista che finisce per tradursi in una disuguaglianza strutturale,
Ci sono degli strumenti che sono previsti per ragazzi e ragazze con questo percorso, il Piano didattico personalizzato, bisogni educativi speciali, il pay per chi ha una certificazione 104 ci sono i piani in I per i nuovi arrivi, ma durano soltanto due anni dopo due anni, uno studente è giudicato al pari di chi è nato nel nel nostro Paese, parla la lingua dal primo giorno, ma è evidente che questi strumenti vengano applicate in modo disomogeneo, talvolta arbitrario. Si lascia che delle sensibilità individuali di alcuni docenti decidano chi può farcela e chi non può farcela, e così la scuola, invece che essere uno strumento di riscatto, diventa un luogo di riproduzione delle disuguaglianze. Anziché costruire un'equità, poniamo le fragilità, anziché farci carico del contesto Silence. Selezioniamo secondo dei parametri rigidi e scollegati dalla realtà e credo che vi era la storia di questo ragazzo. Ne sia un esempio. Penso che i numeri parlano parlano molto chiaro su 10 ragazzi stranieri che sono partiti, in prima con Nadir ne sono arrivati alla maturità soltanto due gli altri sono scomparsi, come spesso accade, una scuola in cui lo studente europeo, con il voto più basso A 67, lo studente extra europeo con il voto più alto né a 68 su 100, questa è la valutazione. Allora cosa significano queste valutazioni che i ragazzi extra europei forse sono meno capaci meno intelligenti, cioè stiamo, diciamo, ammettendo un principio razzista, oppure dobbiamo ammettere che c'è un razzismo nel nostro sistema?
E lo sappiamo perché chi abbandona la scuola, poi spesso finisce in una spirale che è fatta di precarietà, di devianza, di esclusione e sono costi sociali che paghiamo tutte tutti. Non c'è solo un tema etico di diritti, c'è anche un tema di sistema. Andiamo a spezzare delle traiettorie di crescita, però, per fortuna c'è anche un lato positivo in questa storia che la forza della situ della solidarietà, che si è attivata, non solo la lettera che abbiamo letto, che hanno scritto i suoi compagni di classe e i docenti che l'hanno preparato gratuitamente per giorni, ma anche quei cittadini anonimi che si stanno facendo carico delle spese legali per il ricorso perché sia anche fare ricorso a un costo, e forse anche per questo che certe bocciature, diciamo, vengono date un po' più alla leggera, perché sappiamo che nessuno farà opposizione, nessuno difenderà questi ragazzi. Io penso che questa sproporzione fra la forza che serve a questi ragazzi e ragazze per riuscire a farcela la leggerezza con cui vengono respinti, e è lì che si gioca la credibilità delle nostre istituzioni. Allora, come Comune dobbiamo e possiamo interrogarci,
Si proponevano, lo proponeva questa docente nel pezzo della corneo, un protocollo di accoglienza scolastica per i nuovi arrivi che sarà ancora più importante ora che accoglieremo anche ragazzi e ragazze che vengono dalla guerra, come gli studenti che vengono da Gaza.
Un percorso più attento, la gradualità e la e le singolarità. La valutazione nella scuola non è una sentenza, ma deve essere formati,
Grazie consigliera consigliera, Marcasciano tagli e sforbiciate la cultura messa in piega, prego.
Grazie Presidente, a pochi giorni dall'inizio della sua cinquantacinquesima edizione, lo storico festival di Santarcangelo di Romagna. La rassegna teatrale più longeva d'Italia, dedicata alla scena contemporanea, si è vista dimezzare il punteggio attribuito dalla Commissione. Progetti multidisciplinari del Ministero della cultura, un vero e proprio declassamento che comporterà una notevole riduzione dei fondi nazionali. Il declassamento riguarda altri 11 Festival in sette regioni tutte e guarda caso, non allineate politicamente all'attuale Governo sulla questione è già intervenuta alla collega Larghetti la al Consiglio scorso, ma lo riprendo lo spettacolo dal vivo nel nostro Paese potrebbe essere condizionato da scelte poco trasparenti e non condivise. L'allarme arriva da sette regioni italiane che esprimono preoccupazione e sconcerto sulle recenti scelte del Ministero della cultura, che rischiano di compromettere princi e principali fondamentali come pluralismo, trasparenza e corresponsabilità istituzionale. Il taglio dei punteggi in base ai quali vengono distribuiti i fondi nazionali. Trova la protesta unitaria di Campania Emilia Romagna, Puglia, Toscana, Sardegna, Umbria e Valle d'Aosta. Nella classifica del punteggio dalla classifica del punteggio scusate, scompaiono i riferimenti a innovazione e rischio culturale e dimensione internazionale, sostituite da logiche.
Di mercato basate su biglietti venduti e ricavi, il fondo perde così la sua natura pubblica di sostegno alla pluralità e alla sperimentazione, favorendo invece modelli decisamente più commerciali nel risultano penalizzate proprio le realtà più dinamiche e coraggiose fondamentali per la vitalità culturale dei territori soprattutto quelli più fragili e periferici le conseguenze sono già evidenti. Decine di realtà culturali, festival compagnia, i centri di produzione sono state escluse, ho pesantemente ridimensionate in base a criteri poco trasparenti, in un quadro che colpisce con particolare durezza chi lavora in ottica di innovazione, inclusione, funzione sociale,
Nei territori regionali. Tutto ciò comporta un progressivo impoverimento dell'offerta culturale, che rischia di accentuare divari già esistenti tra aree centrali e periferiche, tra grandi istituzioni consolidate e organismi agili, ma fondamentali per il presidio culturale, la coesione delle comunità. Per queste ragioni si parla di decine di enti costretti ad annullare programmazioni già avviate e in corso d'opera. Quello di Sant'Arcangelo è cominciato venerdì scorso, 4 luglio, lasciando senza lavoro centinaia di professionisti e professionisti della cultura e centinaia di spettatori privati della possibilità di fruire liberamente, di programmi culturali di qualità, tra tagli e sforbiciate e tinture varie. Si potrebbe pensare a quello attuale come Governo parrucchiere, dopo la rasatura zero del servizio pubblico nazionale RAI, la messa in piega del Centro sperimentale di cinematografia, la tintura grigio-nera di musei e centri culturali, che sarebbe stato meglio mettere una parrucca, per non dire un basco nero, che questo Governo senza ormai ne ne veli né misteri sta cercando di infilare nella testa del Paese alla testa del Paese oggi lavoratrici e lavoratori dello spettacolo si riuniranno in assemblea nazionale, qui a Bologna, alla tenersi a loro va la solidarietà e il sostegno del Gruppo di Coalizione civica, che sta già organizzando mobilitazioni a sostegno grazie.
Grazie consigliera, Consigliere Begaj, chi non serve il People Mover, prego, grazie Presidente, sì, la lettera che ho letto su un quotidiano locale di una di una cittadina sul tema del trasporto da e per aeroporto mi consente un po' di di di tornare sul sul People Mover e sui dati che sono stati.
Comunicati rispetto al numero dei dei passeggeri, perché sappiamo appunto che ufficialmente e anche nell'interrogazione con mano che a cui mi è stata data gentilmente risposta si riportano nel 2022 1 milione e 4 2023 e 1 milione e 7 2024 milioni e 7 ancora 2025 o i dati dei primi quattro mesi però la mia interrogazione si rivolgeva al.
Ai dati sui passeggeri nella tratta Stazione Lazzaretto.
Ex sono interessanti, io credo perché sostanzialmente e ringrazio davvero il direttore Carlini per questa, per questa risposta che mi è stata data si dice che ci sono elementi di riservatezza industriale su questi dati, però con spirito di collaborazione.
I i titoli per la tratta Stazione Lazzaretto corrispondono a circa l'1% dei titoli venduti.
L'1%.
Cioè del 2022 14 passeggeri al giorno 2023 e 21 al giorno 2024 23 al giorno circa. Io sono andato a cercare di capire un po' perché questa vicenda dalla stazione Lazzaretto, chiaramente è importante, perché si diceva appunto che sarebbe stato un elemento di integrazione con con il territorio con il quartiere, visto lo sviluppo dell'università e di insomma e delle previsioni urbanistiche dell'epoca. Però, ecco da uno studio che ho trovato che del del 2008, dove si diceva che sostanzialmente in quella tratta ci sarebbero stati dai 608 ai 1.201 passeggeri, per ora di punta per direzione, noi siamo ha praticamente meno dell'1% di questa di questa previsione, cioè questo cosa significa e dell'elemento della mia riflessione che la stazione del Lazzaretto non serve il quartiere, non serve le persone che abitano lì. Questo è un tema sul futuro, perché se noi vogliamo discutere di un'infrastruttura che oggi funziona,
Perché come dire, nonostante appunto tutti sapessero che la capienza era già ridotta nella progettazione, oggi serve più capienza per provare a rispondere alla domanda e questo è un dato come dire, mi sembra evidente i numeri appunto parlano chiaro quindi, come dire, un un successo al momento dal punto di vista, nonostante tutte le tribolazioni dal punto di vista dei dei numeri, oggi ad oggi la situazione è questa, però io credo che se vogliamo fare una discussione futura sull'infrastruttura e futuro su quel quartiere e noi non possiamo prescindere da questi dati e quindi un'infrastruttura che impatta dal punto di vista urbanistico, dal punto di vista su del rumore, su un quartiere che però non serve al quartiere, questo è molto importante, nonostante ci siano stati anche o sono novità. Insomma, in qualche modo di questi tempi sono stati stanziati dei fondi bimbo per la stazione Zanardi e in qualche modo anche gli utili dei del People Mover stessi vanno sul Fondo per l'adattamento climatico. Tutte cose ovviamente importanti, però, ecco, io credo che.
Dobbiamo affrontare la discussione a questa altezza sul quartiere e su quella infrastruttura, perché l'un per 100 meno dell'1% di passeggeri su quella tratta ci segnalano un problema. Io credo grazie.
Grazie consigliere, consigliere, Diaco passante, fare in fretta, prego.
Sì, grazie Presidente, abbiamo letto ormai in questi giorni tanti articoli su quello che riguarda la questione sul Passante sono arrivati anche appelli da parte anche delle associazioni di categoria, anche abbiamo visto in ultimo anche quello di Confindustria in cui chiede Confindustria Emilia la Presidente Bonfiglioli in cui chiede di accelerare il,
Il tema del Passante, perché è un ormai se ne parla ormai da troppi anni, come credo che sappiamo tutti quanti che il tema del traffico, ormai dagli anni 60, in cui invade la la nostra città, chiaramente sono dati che ci fanno sicuramente sono dati sicuramente preoccupanti è inutile fare dispute ideologiche sul Passante c'è una necessità per il bene dei cittadini e della nostra economia locale e questa supera ogni possibile divisione, Bologna è vicina la alla piena occupazione, ma ci sono ormai due ordini di problemi che mettono a rischio anche la stabilità economica del nostro tessuto industriale.
Questi sono la carenza di alloggi e la congestione del traffico, personalmente sono certo che la fatica e il disagio dei cantieri di oggi sarà ampiamente ripagata dalla comodità di domani e credo che un'Amministrazione debba essere lungimirante e pensare al futuro, è chiaro che è più semplice raccogliere consenso e voti, lasciando le cose come stanno, senza creare disagi a nessuno. Ma questo immobilismo è proprio il male della politica attuale che per raccogliere consensi pensa solo all'orizzonte del proprio mandato e a non seminare per il futuro. Ecco, questo occorre il coraggio di guardare avanti oltre il nostro mandato, per le future generazioni di bolognesi, a costo di pagarne il prezzo che dobbiamo averlo anche per il passante. Penso che sia finito il tempo delle discussioni di chi ha preceduto e per noi sia il tempo del fare. Le contrapposizioni devono essere superate di fronte alla maggiore interesse della città, perché senza case e con la prospettiva dell'imbottigliamento per ore nel traffico, nessun giovane lavoratore, nessuna famiglia penserà mai di costruire la propria vita. A Bologna, a Bologna si sta bene, lo dicono anche le statistiche, ma il welfare si può mantenere eccellente solo se ci sono le risorse per alimentarlo proprio oggi. Antoniano ha presentato alcuni dati anche a riguardo del del servizio di assistenza alle famiglie. Abbiamo visto le famiglie assistite, quanto da 2.223 le famiglie sono passati a 247, abbiamo visto sui minori assistiti, invece le famiglie, anche lì c'è stato un aumento del 32% solo nel 2018, nel 2002 mila 25 e il primo trimestre sono 118 e le famiglie assistite.
Penso che siano dati che ci debbano sicuramente far riflettere. Se guardiamo poi al crollo demografico, capiamo subito quale sia il nesso con l'urgenza di risolvere questo problema. Case, strade non sono temi accessori se il lavoro c'è, ma mancano le infrastrutture e gli alloggi, la nostra città è destinata al declino. Abbiamo bisogno di una politica, di una prospettiva e di una speranza, di un progetto che evochi la responsabilità personale di ognuno e ciascuno restituisca il sentimento pieno della propria cittadinanza, cioè la consapevolezza viva e di appartenere ad una comunità. Grazie Presidente.
Grazie consigliere di acqua consigliera, Bernagozzi, lei ha due interventi, il primo è ronde nere in stazione a Bolognina, il titolo prego, sì, meglio il teschio degli ossari che un arcobaleno, questa è l'ultima rivendicazione, tra l'altro per chi non sapesse parliamo del teschio che ricorda i nazisti tedeschi e,
E si definiscono passeggiate di cittadinanza attiva, dicono che le passeggiate forse funzionano. È per questo che siamo arrabbiati, ma io innanzitutto credo che siano le attività delle forze dell'ordine che funzionano multi l'ultimo in ordine di tempo, 145 identificati tre arresti sequestrata droga e non sono certo le ronde dei cosiddetti patrioti, tra l'altro, una cosa vietata dalla nostra Costituzione, come lo è e lo voglio ricordare il reato di apologia, del fascismo e del nazismo. I cittadini si devono sentire protetti, si ma non dà sufficienti patrioti vestiti di nero che ricordi che ricordano purtroppo solo il baratro in cui ci hanno fatto sprofondare, in cui hanno fatto sprofondare nel nostro Paese. Ha bisogno di istituzioni, forze dell'ordine, di un vero patto sociale tra Ds e di investimenti, senza invece soffiare sui problemi ma cercando, ma casomai, di risolverli. I veri patrioti restano coloro che si riconoscono nella Costituzione democratica nelle sue istituzioni, frutto tra l'altro del sangue di donne e uomini che hanno difeso invece il nostro Paese e la sua libertà dalla morsa nazista tedesca, e resta inaccettabile che tutto questo accada proprio alla stazione, dopo la storica e finale sentenza sul 2 agosto, che ci dice una cosa molto semplice, che c'era una matrice neofascista di quella strage con l'obiettivo di sovvertire l'ordine democratico della nostra, della nostra patria, del nostro del nostro Paese, è inaccettabile come quella di chi si definisce patriota e si sostituisce alle forze dell'ordine o alle istituzioni. La sicurezza è tema serio e non per fare sfilate con maglie. Tenere in ostaggio di un passato che sinceramente non rimpiangiamo e che non rimpiangeremo mai il tutto. Invece noi crediamo nel solco della memoria in questo ottantesimo anno della Liberazione, nel solco dei veri patrioti che ci hanno invece restituito la libertà e le istituzioni democratiche, grazie.
Grazie consigliera il titolo del prossimo intervento sempre suo e quale contrasto alla violenza di genere prego sì, volevo dare da qui la solidarietà alla senatrice Valeria Valente, che ha ricevuto un esposto per aver detto parole chiare, semplici sulla possibilità di un'apertura di un centro per uomini maltrattati senza AN e cioè che si tratta diciamo più o meno quello che è successo con i manifesti qui a Bologna di un atto insidioso di un tentativo di paragonare la violenza maschile contro le donne e alla violenza delle donne contro gli uomini. Sì, adesso non voglio entrare nel merito dei padri separati, sul quale io ho già detto espresso diversi concetti, come se i numeri, tra l'altro, fossero anche solo lontanamente paragonabili. Un attacco ai centri antiviolenza che raccolgono ogni anno migliaia di donne, il tutto, ripeto, senza alcun dato di fondamento. Siamo il Paese dove noi nel 1978, ma nel 2025, è in atto un processo per una ragazza di 19 anni che ha denunciato uno stupro che ha affrontato 1.675 domande di questo tenore avrebbe reggiseno cosa gli ha impedito di tenere la bocca chiusa perché non ha reagito coi denti dove si sta pensando a livello nazionale di cambiare la fattispecie del reato di femminicidio di cui abbiamo parlato introducendo il fatto che dovrebbe essere seguirebbero un rifiuto cosa tra l'altro difficilissima da mostrare in un Paese che non ha neanche la legge sul consenso e che rischia di tenere fuori il femminicidio, come per esempio quello di Giulia, Tramontano che nulla c'entra con un rifiuto e, tra l'altro, facendo tutto questo senza chiedere audizione nelle nelle audizioni e senza parlare coi centri antiviolenza. Di fatto, paragonando la violenza contro gli uomini a quella contro le donne, ignorando i numeri, vuol dire ignorare e negare la violenza strutturale, l'ennesimo schiaffo in faccia alle donne di questo Paese alle stesse che purtroppo ci ritroviamo ancora nei nostri centri antiviolenza che, voglio ringraziare per il lavoro preziosissimo che fanno di supporto per queste donne, per i minori, ancora oggi in un paese altamente sessista, maschilista e che rinnega anche la violenza contro le donne.
Grazie consigliera, Consigliere, Begaj, controlli e profilazione razziale prego Consigliere. Grazie Presidente, penso che la discussione che c'è sui controlli di Bolognina, anche grazie al question time che c'è stato venerdì, alla quale ha risposto l'assessore a Madrid al collega Negash, il dialogo importante che è stato manifestato e raccontato anche sulle terminologia debba essere ancora di più approfondito perché il tema della profilazione razziale esiste in questo Paese e chiaramente lo sappiamo anche perché il Comitato per l'eliminazione della discriminazione razziale ha mandato delle raccomandazioni al nostro Paese. Su questo oggetto e nei comunicati stampa non di oggi, ma anche dell'anno scorso, ho fatto una attenta disamina e ricerca su questo tema. Si riferiscono sempre i controlli e le persone straniere, come quelli.
Le aree relative alle zone rosse del Ministro Piantedosi. Quindi io su questo presenta un ordine del giorno di cui chiedo la trattazione immediata e che dopo, appunto, affronteremo eventualmente.
Grazie consigliere, attendiamo l'ordine del giorno consigliera, scadranno il titolo del suo intervento e ex Stamoto il Governo chiarisce ruoli e inadempienze, prego.
Sì, grazie Presidente, ringrazio pubblicamente il Sottosegretario Lucia Albano, per la puntualità con cui è intervenuta sul tema ex Stamoto e più in generale sulle aree demaniali bolognese.
E lo faccio perché penso, ci sono delle ricostruzioni parziali e di parte su questo tema, quindi è giusto che sia intervenuto un membro del Governo di fatto operativo su questa questione, anche perché fu proprio il Comune di Bologna a chiedere, due anni fa la consegna dell'immobile promettendo progetti di valorizzazione mai avanzati tantomeno realizzati.
L'Agenzia del demanio non detiene la titolarità formale del bene, tuttora ancora oggi affidato il Comune che ha la piena responsabilità in termini di custodia e di sicurezza, ecco perché ribadiamo anche quest'oggi anche in questa sede, noi di Fratelli d'Italia, che il comune si è dimostrato totalmente irresponsabile.
Non ha garantito nella custodia nella sicurezza del bene, d'altro canto, invece, l'Agenzia del demanio ha avviato a proprie spese l'indagine preliminare è fondamentale e necessaria per capire poi l'entità e il costo della conseguente bonifica.
Ha valutato i costi della demolizioni delle zone non soggette ai non non vincolati fabbricati non vincolati e in quella vasta ex caserma per fortuna ce ne sono tanti, la maggior parte sono non vincolati, ha inserito all'intenzione di inserire l'intervento nel piano degli investimenti 2026.
E avviare anche ai lavori nello stesso anno lavori di cui già conosciamo qualcosa, perché sappiamo benissimo che in quell'area ci sarà un partenariato pubblico, affonda e privato fondamentale necessario in questi progetti che ovviamente vedono spazi per la pubblica amministrazione, studentati, edilizia a canone calmierato ma per forza di cose anche edilizia privata.
E poi ci potrebbe essere il bando è previsto tra pochi mesi per l'inizio del 2026 e l'avvio dei lavori entro il 2027, ma fino a quel termine e il Comune di Bologna, che ha la responsabilità, ripeto, di garantire custodia e sicurezza, del resto in quest'Aula l'Assessore Laudani in quelle,
Sporadiche volte in cui si presenta, al pari anche di un consigliere di maggioranza, aveva parlato di queste chiavi che erano state riconsegnate. Non è vero, non è vero, lo abbiamo detto allora e lo ribadiamo quest'oggi c'è ancora un accordo e, ripeto, è ancora. La responsabilità di custodia e sicurezza è in capo al Comune, probabilmente alle tante famiglie che patiscono che vivono in quella zona, che hanno delle attività importanti, anche dei ristoranti e altre attività commerciali e che patiscono denunciano da tempo la situazione incresciosa che va sempre peggio peggiorando. Poco interessa degli attacchi continui e immotivati che da quest'Aula partono verso il Governo in essere. Vedete, negli scorsi mandati, quando eravate voi al Governo, c'era un problema, io chiamavo in ballo il Comune, io non mi sono mai permessa di fare degli interventi in cui deliberatamente ed esclusivamente attaccava il Governo cercavo di capire anche il peso delle relative responsabilità, però ormai sembra che l'andazzo sia questo, quindi bene ha fatto il Sottosegretario a intervenire a ricordare tempistiche impegni e soprattutto a dire e a fare chiarezza su delle responsabilità che non ha mai portato avanti questo Comune in questi due anni. Grazie.
Grazie consigliera consigliera, Bernagozzi, illegittima, convenzione chiude senza ascolto a Torino prego sì, il TAR del Piemonte ha bocciato la stanza di ascolto a Sant'Anna di Torino, ritenendo illegittima la convenzione con i pro vita. Lo voglio dire qui difendere la 194 resta una priorità, anche dopo l'ultimo tentativo, in ordine di tempo nella legge sul fine vita, di reinserire il tema del diritto dell'essere umano dal concepimento, quando ancora non si parla di essere umano. Quindi voglio ringraziare CGIL, se non ora, quando la grande mobilitazione dal basso, anche qui tocca ribadire che invece dobbiamo difendere i consultori pubblici, che devono essere tutelati, finanziati, rilanciato nella loro funzione di accompagnamento, nella libertà di scelta della donna e anche appunto, di accompagnamento, a prescindere dalla scelta che ogni donna deve essere libera di poter fare qualunque essa sia, sono quelli i luoghi e non abbiamo bisogno di altri professionisti. Abbiamo bisogno invece di finanziare la sanità pubblica su questo grazie.
Grazie consigliera, consigliera, Ceretti, cittadinanza, basta parole, serve una legge innovativa, prego.
Grazie Presidente, la prima battaglia culturale e stare di guardia i fatti ci diceva Hannah Arendt scriveva saggiamente e i fatti sono che se siamo passati da una società da società, soprattutto penso all'Europa nazionali, a società multietniche e multiculturali, dove le differenze che le compongono sono davvero tante e nulla di più pericoloso e rappresentare questa realtà in modo rosso è semplicistico, come spesso accade di leggere soprattutto nelle dichiarazioni politiche, rispetto nulla di più pericoloso rispetto quindi al monito della rent. Ecco cosa sono i fatti. I fatti è che sullo ius scole e sullo ius culturae c'è già stato un dibattito politico e con diverse anche convergenze, e la approvazione è mancata per la caduta di Governi di allora.
Ecco, io credo che l'apertura di di Forza Italia sia in questo momento storico molto importante, perché aiuta tutti noi e anche le forze politiche, équipe politiche a convergere su questo tema sono molto contenta delle parole che ho letto in questi giorni sulla stampa.
Le interviste fatte a monsignor Gian Carlo Perego, presidente della Commissione, c'è per le migrazioni, anche presidente della Fondazione Migrantes, che ha ricordato a tutti noi quanto.
La migrazione sia strutturale e non emergenziale, la situazione scolastica è fatta di 900.000 studenti di 180 nazionalità diverse ed è una risorsa per rigenerare il Paese. Ha scritto con molta chiarezza e con molta nettezza.
E quindi l'estensione di questa legge sulla cittadinanza e ciò che.
Avvicina più di tutte le parole alle parole dell'enciclica Fratelli tutti di Papa Francesco, dove appunto viene scritto con molta puntualità come sulla cittadinanza si gioca la giustizia sociale e quindi su una scuola interculturale, sui ricongiungimenti familiari, sul tema della casa, sulla tutela dei diritti dei lavoratori e che quindi questa estensione della legge sulla cittadinanza favorisce la cultura dell'incontro, che è la sola capace di prevenire conflitti sociali.
La Costituzione richiama la centralità del rispetto della dignità umana, della libertà, dell'uguaglianza e quindi attualizzare la legge sulla cittadinanza io sono per lo ius soli, ma oggi riuscire a convergere su un testo e ed estendere la legge sulla cittadinanza.
Significa rinnovare quei valori, alla luce delle trasformazioni sociali,
Ecco chiudo dicendo che il futuro non ammette mai ritardi, grazie.
Grazie consigliera, Consigliere Cima, abbiamo bisogno di serietà nelle politiche sulla sicurezza, prego, grazie Presidente, allora finalmente la criminalità organizzata a Bologna, terrorizzata e sconfitto, sono intervenuto lei discorso per dire che la destra non prendere realmente sul serio il tema della sicurezza lo usa come bandiera da sventolare un argomento buono solo per fare propaganda non un problema da affrontare ma è un tema da agitare perché torna comodo ed ecco che, come per magia compaiono gli educatori felsinei,
Un gruppo di sgarrupati che fanno una passeggiata dimostrativa facendo foto a favore di Instagram è già così fa abbastanza ridere, ma davvero la destra pensa che questo sia il modo di risolvere i problemi, ma sul serio io me li immagino a un gruppo di spacciatori nordafricani affranti dalla preoccupazione gente abituata a trattare con la 'ndrangheta calabrese che improvvisamente si allarma perché arrivano gli educatori felsinei,
Roba che, se questi ci provano davvero finisce che li devono salvare i carabinieri, ma non finisce qui, perché anche Forza Italia ha lanciato le sue ronde azzurre le hanno chiamate occhi sulla città, ma è bellissimo, è bellissima questa cosa forse per non restare indietro nel campionato delle idee venute male anche loro partecipano alla gara destra che fa la ronda più folcloristica gli occhi sulla città.
Sto ironizzando chiaramente il tema, però è maledettamente serio. Gli educatori felsinee sono l'ennesimo prodotto della propaganda di destra, un modo per far finta di agire mentre si sposta il discorso dal problema reale al Teatrino, tema serio invece perché se non si va alla stazione di Bologna, teatro della strage fascista con simboli nazifascisti, tema serio che il controllo del territorio lo fanno le Istituzioni e le forze dell'ordine in cui noi crediamo, non i cittadini, per conto proprio.
Il rischio più grande è quello che delinea il nuovo procuratore capo Paolo Guido, magistrato di grande esperienza che ci dice che il rischio del condizionamento mafioso a Bologna è reale e queste cose dobbiamo stare attenti. Grazie,
Grazie consigliere, consigliere Zontini, teatro comunale in vendita, il capannone delle scenografie, pre.
Grazie Presidente, ho solo un minuto, ma per dire che nella vicenda del Teatro comunale che già tante volte abbiamo portato all'attenzione del Consiglio, c'è un altro passo non positivo, perché abbiamo appunto appreso che è stato messo in vendita il capannone, dove nascono le scenografie operistiche del teatro e con un prezzo minimo di acquisti di 2000000 e mezzo e la manifestazione di interesse, appunto, è stata pubblicata pochi giorni fa, c'è tempo sino a fine agosto, poi il Teatro avrà un anno di tempo per trovare un'altra sistemazione per installare un nuovo laboratorio di scenografia. Ci chiediamo se questa sia una misura consona e idonee ha dato che di fatto si va a vendere un bene immobile, peraltro utilizzato e utile per poi, magari un domani, legarsi a una locazione che andrà ad aggravare ancora di più quei costi che, come evidenziato anche dai Revisori dei Conti nel bilancio 2024 continuano a pesare sull'economia del Teatro comunale che, come ricordiamo, ha chiuso con una perdita di 1 milione e 600.000 euro.
Grazie consigliera consigliera, Scarano scuse, non molte.
Sì, intervengo su questa tematica che penso che sia poi alla base della proprio mancanza di sensibilità e di obiettività che caratterizza questa Giunta, d'altronde il sindaco, Lepore, precipita della classi, se precipita nella classifica ci sarà pure un motivo, una signora cade dalla bicicletta a causa dei lavori del tram a causa delle rotaie si vede pervenire una multa con la motivazione che non ha avuto il controllo del veicolo. Prepariamoci perché probabilmente a bilancio il prossimo anno avremo un introito maggiore perché ce ne saranno tantissime etica.
Grazie consigliera, consigliere Venturi il i rimborsi dell'alluvione, prego.
Grazie Presidente, intervengo oggi per portare in quest'Aula un tema che riguarda direttamente i nostri concittadini, colpiti non solo dagli effetti del maltempo, ma anche da un'ingiustizia normativa, con il rischio di trasformare il danno in beffa sto parlando in particolare della vicenda sollevata da Confabitare dal suo Presidente Alberto Zanni a proposito dell'ordinanza 1.106 della Protezione civile, quella che regola, cari colleghi, contributi di immediato, sostegno per i cittadini danneggiati dall'alluvione di ottobre 2024 che duramente colpito la nostra città,
Si tratta di un'emergenza che, con tutto il rispetto per il lavoro della Protezione civile, vedete presenta un limite macroscopico, ovvero esclude dai contributi chi non ha avuto danni nei propri appartamenti, ma ne ha subiti solamente nei garage, nelle cantine e in altre pertinenze, rimanendo senza alcun sostegno, come se i beni persi in quegli spazi non avessero valore. Anche questi sono danni che costano che impattano e tolgono serenità, perché una cantina allagata non è solamente uno scantinato che è stato alluvionato e quindi bagnato. È una e una bicicletta distrutta, un archivio dei documenti buttato via o l'attrezzatura dal lavoro che è finita sotto il fango, soprattutto in una città, quindi come Bologna che nel 2024, da una ricerca di mercato sviluppata da Immobiliare punto it è risultata terza in Italia per costo degli immobili con un prezzo medio di 3.380 euro al metro quadro. Quindi, cantine garage spesso sono gli unici luoghi disponibili per riporre qualcosa in casa. E piccole, dove ogni metro quadrato fa la differenza.
Pensare quindi che il sostegno della pubblica amministrazione intervenga solo se l'acqua è entrata in soggiorno. Nonostante tutto, ciò che c'era al piano terra nel seminterrato ci sia stato distrutto. È un paradosso burocratico a cui non possiamo rispondere con il silenzio. Queste sono le motivazioni per cui condivido e rilancio l'appello di Confabitare. Serve una modifica urgente, quindi all'ordinanza. La politica, vedete, deve fare il suo mestiere, ovvero correggere le distorsioni e non limitarsi ad applicarle. Questo vale a maggior ragione qui a Bologna, in una città che ha vissuto più di una volta le conseguenze drammatiche del cambiamento climatico e dell'impreparazione territoriale. I bolognesi non si sono dimenticati, ovvero la Regione Emilia Romagna aveva ricevuto 190 milioni di euro tra 2015 e il 2022 per 23 casse di espansione, ma solo 12 ne funzionavano a pieno regime. Così, a marzo 2023 c'è stata la prima alluvione. Nonostante ci siano stati poi ulteriori 18 mesi prima del disastro in autunno del 2024, non fu possibile porre rimedio perché molti amministratori locali, tra cui anche l'ex presidente della Regione, Stefano Bonaccini. Oggi il presidente del Partito Democratico e membro del Parlamento europeo eran, troppo impegnati ad organizzare le proprie campagne elettorali, è lecito quindi chiedersi come una gestione del rischio più tempestiva. Ora, al posto di discutere di risarcimenti, avremmo potuto parlare di danni evitati, ma purtroppo questo non è successo. Se in passato è mancata prevenzione, oggi non si può, non può fallire. Anche il sostegno, però sarebbe inaccettabile, ed è esattamente questo il rischio che corriamo, ovvero che il cittadino, dopo essere stato colpito dall'acqua, venga anche colpito dalla burocrazia che chi vive in un condominio e ai garage al piano terra sia trattato come un caso residuale, non degno di essere risarcito, che chi ha perso dei beni venga lasciato indietro perché l'ordinanza ha deciso che quel tipo di danno non avesse importanza questa è una cosa paradossale.
Dunque, io ritengo che quest'Aula debba agire subito. Non possiamo limitarci a guardare Roma e lamentarci, dobbiamo farci sentire come amministratori locali come rappresentanti di una comunità, non possiamo accettare che l'unico criterio valido sia dove ha colpito l'acqua, ignorando come quanto e soprattutto chi il detto dice da un grande potere derivano grandi responsabilità. Ecco, la nostra è quella di non lasciare soli i bolognesi, i quali, oltre alla casa, si sono ritrovati da un giorno all'altro con la vita sottosopra. Dobbiamo quindi avere il coraggio di ammettere che quando una norma non funziona, va cambiata chiunque sia stato stabilirla. Lo si deve fare con rispetto e pragmatismo, specialmente con la serietà di chi, come noi, ha l'onere e l'onore di rappresentare la propria città. Lavoriamo quindi per fare in modo che l'ordinanza 1.106 cambi, così da distribuire i risarcimenti in base al danno subito e non alla collocazione verticale dell'alloggio nell'edificio,
Per questo chiedo a tutto il Consiglio e alla Giunta di farsi parte attiva di dialogare con tutte le istituzioni coinvolte affinché questa norma venga corretta. Chiedo anche un impegno a livello comunale di mettere in campo, laddove è possibile, Days gli strumenti di supporto paralleli, informativi, anche economici, capace di aiutare chi oggi è rimasto escluso da tutto, perché è una classe politica non in grado di ascoltare e non correggerle ingiustizie quando le vede diventa parte del problema e Bologna, dopo essere stata colpita nel 2023, è ancora nel 2024. Non può permettersi di essere nuovamente.
Grazie Consigliere, Consigliere Mazzanti, la stampa sia series Stamoto, faccia il suo dovere, prego Consigliere.
Ebbene, credo che su Stamoto veramente se ne sta sentendo di tutti, ma soprattutto quello che ha fatto specie è l'intervento della Sottosegretaria, no, che sa benissimo che è tre mesi che ha un documento, il Demanio, dove noi solleviamo il problema delle responsabilità per realizzare quelle opere e quando l'Assessore in modo figurato detto che avevamo scritto,
Al demanio per eventualmente riconsegnare un immobile. È una struttura che, se non si fanno le bonifiche, non si può far nulla, e questo lo sanno bene tutti. Oltretutto debbo dire che è responsabilità demaniale, da un punto di vista di chi ha inquinato non ci sono, perché chi ha inquinato state il Ministero della difesa, l'uso dei militari di quella struttura e questa la dice lunga della realtà per cui solo adesso partono le bonifiche, per cui da parte dell'Assessore c'è stata una posizione molto netta e molto chiara.
Noi abbiamo mandato tre mesi fa un documento a cui il Demanio ancora non ha risposto e ha chiesto tempo perché si è trovato in una realtà difficile, molto difficile.
Anche perché sa che se quelle bonifiche non vengono fatte e la Pro e la competenza per legge della proprietà dell'area, quindi da questo punto di vista credo che sia molto chiaro, poi capisco la sottosegretaria che a Farfa, nell'atto, in qua e là e tirando fuori delle storie di una che non conosce neanche di quello di cui sta parlando, ma noi ormai siamo abituati a questo e ribadiamo con forza che siamo per portare avanti il riuso di quelle aree che così in modo molto plastico Repubblica ne ha fatto un paginone, siamo, siamo per collaborare con tutti. Abbiamo fatto quello che quell'accordo ci prevedeva insieme al Comitato per l'ordine pubblico, ma ribadiamo un fatto che quell'area fosse da bonificare chi ne aveva la gestione, in primis il Ministero della difesa e successivamente il demanio che ha ereditato questa roba sapeva cosa doveva fare, vale per la Casaralta, vale per quell'area per cui, per favore Sottosegretaria mettersi a lavorare, fai il tuo mestiere e fai presto. A trovare quei soldi per bonificare tutta la porcheria che c'è sotto grazie,
Grazie consigliere, c'è l'altro intervento su né altri due, il prossimo è passante, opera strategica, basta ostruzionismo da parte del Governo, prego sì, il questa storia del Passante è veramente ridicola, io, quando ho visto la prima immagine, l'ho già detto no era il passantino.
Da lì però è servito perché tutte le altre balle, il sottopasso, la banalizzazione, il sud e il nord e avanti così sciolto nel nulla, come era evidente che fosse, perché adesso autostrade non ne ha mai voluto mezza di quella realtà, chi dice il contrario mente perché non ha partecipato a quelle riunioni, io, purtroppo ho già una certa età se ero già allora come Presidente di Quartiere e me ne sono occupate tutta. Questa è la realtà dei fatti e c'è anche chi fa il furbo che era in questo Consiglio comunale di oggi, fa il sottosegretario Falco pur fare in corsa, però Almaas cordone si scorda alla realtà che qui anche qui sono passate, ma noi siamo ben fermi su alcuni punti.
Il tavolo tecnico si riunisce, c'è un senatore della Repubblica che dice che di mitigazioni non se n'è mai parlato, la credibilità di quel senatore zero ormai lo conosciamo no, bene, a questo punto è chiaro ed evidente che noi siamo lì pronti ad aspettare, a vedere e a trovare un punto d'incontro perché, come dicono tutti sa da fare bene, bene, c'è da fare, noi siamo lì con le nostre idee e non vogliamo la presa perché è evidente che anche quelle opere importanti sono fondamentali perché è una struttura stia in equilibrio vediamo e siamo lì, non vogliamo la presa grazie,
Consigliere il prossimo intervento. È sicurezza bene l'intervento in Bolognina quando il Governo riempire i vuoti di organico. Prego sì, intanto voglio ringraziare l'autorità di pubblica sicurezza perché veramente sia Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di finanza, stanno for love stanno facendo un lavoro egregio nel nostro territorio e soprattutto quando riescono a bloccare prima che entrino nella vendita del mercato quantità enormi di sostanze stupefacenti e di questo gliene siamo riconoscenti, però parliamo di Bolognina. Nello stesso tempo abbiamo altri quartieri che si lamentano per poche presenze. Qui il tema è uno solo, uno bene, gli organici di Fi, i 70 agenti mancanti della Polizia di Stato, i Carabinieri, quegli altri della Guardia di Finanza, questo Ministro e mi dispiace perché per alcuni anni abbiamo anche lavorato assieme quando era funzionario comunale, ma vuole rispettare gli impegni si o no, perché questo è il punto vero della questione, questo è pure lei ha detto bene l'Assessore. Spero che a breve ci sia un incontro allora caro Piantedosi, persona che, tra l'altro, personalmente stimo. Ecco fa una cosa smette di fare come fa la Meloni, hai detto, è firmato un protocollo rispetto allo e riempì gli organici mancanti, te lo chiedono i sindacati di Polizia. Te lo chiediamo noi, perché quello che avete fatto in Bolognina va benissimo. Vi ringrazio, ma dovete farlo dappertutto.
Grazie consigliere. Ora la parola va al Consigliere gang, il titolo del suo intervento del dell'intervento del consigliere ex Stamoto. Il Comune è pronto, prego Consigliere. Grazie Presidente, dunque il Governo è pronto, il Governo ha investito il Governo, interverrà, proclama la sottosegretaria Lucia Albano, in un crescendo che fa quasi dimenticare che per anni sull'ex caserma Stamoto hanno regnato abbandono, degrado e anche silenzi, e chi mai avrebbe dovuto intervenire in tutto questo tempo? Naturalmente, secondo, e la narrazione ministeriale, il Comune che per lei e anche per alcune colleghe che oggi sono intervenuti sul tema, sempre tutte le colpe che non avrebbe fatto i compiti a casa, che si sarebbe arreso di fronte ai costi della bonifica che avrebbe lasciato il campo a rave spazio in sicurezza e che arriva puntuale comune eroi in ritardo di due decenni, il Governo, ovviamente, con la Sottosegretaria Albano pronta a srotolare un programma di azione, come se bastasse una dichiarazione stampa a trasformare le macerie in studentati e parchi urbani peccato però che, come ben documentato dall'Assessore Laudani, i fatti stiano altrove la cosiddetta inerzia del Comune altro non è che l'ha, presa in carico di un'area che lo Stato aveva ormai abbandonato, non solo fisicamente, ma anche giuridicamente, quando il Ministero della difesa ha detto chiaro e tondo che non era più in grado di garantire la custodia dell'Aula dell'area, è stato il Comune a farsi avanti con coraggio, sì e con senso di responsabilità. Ha accettato di prendere in carico un problema che non aveva creato, nella speranza di poter finalmente avviare un percorso di rigenerazione urbana. Ora però che qualcosa si muove, che una bozza di accordo è stata trasmessa da oltre tre mesi al demanio e tra parentesi aspetta ancora una risposta. Ecco che la Sottosegretaria compare in scena come fosse il deus ex machina della situazione racconta di piani, progetti e milioni di euro in arrivo.
Ma dimentica chissà per se, per distrazione o per convenienza, che tutto ciò dipende ancora da un accordo da firmare. Accordo che, guarda caso, è nelle mani proprio di quel Governo che accusa il Comune di lentezza. Siamo al paradosso, da un lato, il Comune che con i suoi uffici tecnici i lavori in silenzio che collabora, che parla di partenariato pubblico privato e attende con pazienza, ma non con passività, le risposte romane, dall'altro la retorica, tutto propaganda del, siamo pronti dell'abbiamo già investito del. Ci penseremo noi come se le ruspe fossero già in moto, mentre ancora si aspettano le risorse promesse ed un semplice via lì ad un semplice ed un semplice via libera amministrativo e mentre il Comune studia la fattibilità degli usi temporanei, tenendo conto dei vincoli ambientali e delle normative sulla bonifica, c'è chi immagina parcheggi aperti con uno schiocco di dita e demolizioni all'orizzonte come per magia. Peccato che, come ricorda giustamente Laudani, senza l'analisi del rischio e senza fondi per le bonifiche ogni ipotesi resta resti solo fumo, fumo, che però si presta bene la narrazione di chi vuole far credere che solo da Roma arrivi la salvezza.
Ma il pubblico, si sa, è più attento di quanti certi politici credano, i cittadini non si lasciano incantare, debba i proclami. Sanno bene che la sicurezza vera non si ottiene con un comunicato stampa, ma con interventi concreti, e stanno anche distinguere chi ha le carte pronte da mesi da chi si fa vedere solo a favore di microfono, quindi, sì, cara Sottosegretaria, Albano, cari colleghi delle minoranze, il Governo avrà anche deciso di investire con un progetto sull'ex caserma Stamoto, ma siamo ancora ai proclami. Avremo il piacere di verificare che le vostre intenzioni si traducono, infatti non temete, perché le parole anche se solenni non bastano sostituirli, e in questo caso i fatti dicono che i compiti a casa, quelli veri al momenti li ha, al momento li ha fatti solo il Comune. Ora aspettiamo risposte e le attendiamo. Ha ragione. Con il diritto RD dicono il diritto di pretendere rispetto, non lezioni.
Grazie, consigliere, consigliere Caracciolo assalto, a colpi di machete dietro l'agguato la droga, prego Consigliere.
Grazie Presidente, volevo riferire di un episodio dietro al quale, al di là delle lesioni subite dal tunisino, c'è un fatto di droga, purtroppo i fatti di droga.
Sono aumentati, lo dicevano anche altri colleghi, bisogna insistere sul sul fenomeno, perché questo fenomeno è quello che crea.
Violenza, tafferugli.
Prese di posizioni di persone.
Non bene identificate, pertanto.
Se ci fosse una legge e non ritorno a dire che.
Stabilisse con chiarezza e precisione i limiti della droga, non sarebbe male, ma questa legge non c'è.
Accennare ed assistiamo da agguati come quello avvenuto quattro giorni fa, dove una persona già tre volte ferite ferito è stato preso di mira.
Dagli aggressori che vi hanno procurato addirittura alla mano, una ferita tale da richiedere.
Ricovero a Modena, dove c'è un reparto specializzato per la mano, ora, al di là del fatto che ce ne sono tanti di violenza, signori cari, io vorrei far presente e forse non sarebbe male convocare un'apposita Commissione che prenda nota e si interessi e ne parli del fenomeno della droga perché questo fenomeno è alla base,
Di tutte quelle più tutte le posizioni dei malviventi che noi quotidianamente leggiamo sui giornali.
Penso che un'apposita Commissione debba.
Riunirsi per parlare, di come arginare e se ci abbia e abbia, se c'è qualcuno che ha delle proposte le dica perché così sinceramente, non si può andare avanti, considerando che Bologna pare sia al centro del traffico e, sinceramente, la nostra nomea sta perdendo grazie.
Grazie Consigliere, ultimo intervento di oggi, Consigliere Di Benedetto.
Utili TPER però il Consigliere Di Benedetto, non lo vedo in Aula.
Ha finito il tempo, bene, allora abbiamo terminato. Interventi di inizio seduta, sono stati presentati tre ordini del giorno,
La pausa, immagino, la consigliera De Giacomi chieda per perciò di intervenire, prego, grazie grazie mille presidente, direi una pausa di una mezz'ora, tornare in Aula alle 15 e se può andare, visto che sono tra gli ordini del giorno.
Va bene, mi pare siate tutti d'accordo, allora interrompiamo la seduta e, ci ripeto di riprendiamo tra 30 minuti esatti quindi alle 15:05.
Ora dobbiamo.
Riapriamo i lavori della seduta consiliare, sono stati presentati tre ordini del giorno nel corso degli interventi di inizio seduta, di cui viene chiesta la trattazione immediata, abbiamo una sola delibera iscritta alla seduta odierna, partiamo dalla votazione per l'immediata eseguibilità del primo ordine del giorno a prima firma consigliere Di Benedetto ordine del giorno per aprire al traffico veicolare privato le preferenziali esistenti nelle aree interessate dai cantieri, chiedo se vi sia un intervento contrario all'ammissibilità dell'ordine del giorno.
Allora non vedo prenotazioni, quindi direi che possiamo aprire la votazione.
Presidente, mi scusi, sono Angiuli, non riesco ad accedere al sistema di voto.
Eh no, vorrei esprimere riaccenda perché di regola chi è collegato dovrebbe riuscire, sono infatti ho provato più volte, ma non riesco in nessun modo, chiedo le volevo esprimere voto favorevole.
Ma tu il voto favorevole?
Passo quindi ho qualche problema di accesso.
Abbiamo buttato, ce lo fa benissimo.
Consigliere, Fattori, noi non la sentiamo.
Ah okay ha votato comunque il consigliere Fattori ha votato consigliere, Angiuli riprovi, Presidente, proprio non riesco, non riesco ad accedere, continua ad esprimere voto favorevole, chiedo cortesemente se possa essere messo a verbale.
Lo mettiamo a verbale, però pregherei di i Consiglieri di che si collegano da remoto di mettersi nelle condizioni di poter attivare la la, la piattaforma e il collegamento.
Perché onere loro trovarsi nelle condizioni di poter votare e partecipare nelle forme che.
Tutti gli altri osservano.
Allora chiudiamo la votazione.
Abbiamo 30 31 presenti, 31 votanti, 31 favorevoli, il Consiglio approva, allora apriamo la votazione ora per l'urgenza, la trattazione urgente, la votazione è aperta.
Presidente, io non riesco a votare, mi dispiace molto e mi scuso per.
L'inconveniente, però, vorrei esprimere voto contrario.
Allora chiudiamo la votazione, 31 presenti, 31 votanti.
22 contrari, 9 favorevoli, il Consiglio non approva la trattazione urgente, procediamo ora con l'ordine del giorno successivo a prima firma, consigliere Di Benedetto ordine del giorno per avviare la realizzazione di aree verdi in almeno cinque delle principali piazze della città, chiedo se vi è un intervento contrario.
Consigliera De Giacomi, scusi, prego sì, grazie Presidente, credo che sia crediamo che sia un argomento molto interessante e anche molto connesso a quanto sta accadendo in città in questo periodo, per cui pensiamo sia utile un approfondimento in Commissione per capirne la fattibilità e cosa si può fare appunto riguarda grazie.
Allora, grazie consigliera, apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione o 30 presenti, 30 votanti, 10 favorevoli, 20 contrari, il Consiglio non approva, procediamo ora con l'ordine del giorno successivo a prima firma, consigliere Begaj per chiedere che l'Italia applichi la Convenzione internazionale sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale e chiedo se vi è un intervento contrario.
Consigliera Rontini, prego, grazie Presidente, e su questo non siamo d'accordo per ammettere la trattazione di questo ordine del giorno. E prima di tutto perché è una tematica evidentemente abbastanza complessa, dato che tra l'altro il giorno consta di sei pagine e che richiedono anche tempo per la lettura e l'approfondimento e peraltro avevamo anche sempre indicato dagli uffici e che appunto avrebbero dovuto tenersi anche dei testi molto più contenuti, soprattutto quando trattasi di ordini del giorno per l'urgenza. Oltretutto il dispositivo sollecita sostanzialmente solo il Governo e il Parlamento e quindi non credo che sia neanche ta ta tra poco di attinenza e tantomeno di urgenza per il Consiglio comunale e ammettere oggi in urgenza e questo ordine del giorno che dovrebbe essere più propriamente evidentemente portato avanti da parlamentari che lo ritengano fare in sede di Parlamento per sollecitare il Governo e il Parlamento stesso. Grazie,
Grazie consigliera.
Apriamo la votazione.
La cosa?
Presidente, chiedo di votare a vostro se è possibile di esprimere voto favorevole.
Aggiungiamo.
Allora chiudiamo la votazione o 31 presenti, 31 votanti, 22, favorevoli, 9 contrari, il Consiglio approva l'ammissibilità, quindi passiamo alla votazione per la trattazione urgente.
Anche qui chiedo un voto favorevole, esprimo voto favorevole se è possibile.
Chiudiamo la votazione o 30 presenti, 30 votanti, 21, favorevoli, 9 contrari, il Consiglio approva anche la trattazione urgente.
Bene, allora procediamo con l'unica delibera iscritta ai lavori odierni, la proposta, la numero 82 approvazione del primo adeguamento al Piano delle alienazioni e valorizzazioni del patrimonio immobiliare del Comune di Bologna anno 2025. La proposta è stata trattata in seconda Commissione il 7 luglio scorso, licenziata per i lavori del Consiglio l'Assessore Laudani è collegato Assessore buongiorno, le do la parola per l'illustrazione. Prego.
Grazie Presidente, buon pomeriggio a tutti a tutti, sarò breve, anche perché la delibera è stata discussa in Commissione questa mattina, quindi.
Fake le questioni sono note e si tratta del primo adeguamento del piano delle Nazioni del 2025 e gli oggetti in questione sono due, in primo riguarda un'area del Lazzaretto destinata ad usi pubblici da cedere gratuitamente per pubblico, in ingresso in diritto di superficie per cinquant'anni ha l'AUSL in modo da consentire la realizzazione da un lato di garantire lo spostamento del server che attualmente si ricordi in via Fioravanti e che deve essere ricollocato perché nella sede in cui si trovava originariamente sarà oggetto di lavori di riqualificazione legati ai piani urbani integrati e dall'altro per la realizzazione di un polo del soccorso che dovrebbe accogliere.
Il servizio di ambulanze della Croce Rossa, creare ampia mi deve spostarsi dalla sua fede attuale perché, con i lavori del tram, l'accesso alla viabilità,
Le ambulanze in quell'area.
Degli impatti.
Più complicata.
Per quanto riguarda invece il secondo, la seconda è un'area residuale di 64 metri quadri che deriva da un frazionamento catastale che va indietro negli anni e che dovrebbero essere ceduta.
A titolo oneroso alla società, Amedeo Bonfiglioli S.r.l. Per.
Diciamo superare alcuni problemi di carattere tecnico che sono nati all'interno di un vecchio Piano particolareggiato di iniziativa privata, dove erano stati fatti dei ripieghi imprecisi che, allo stato attuale, non consentono la realizzazione di una pista ciclabile. Quindi, per consentire la realizzazione della pista ciclabile e la realizzazione dell'intervento, tutto l'intervento va sostanzialmente traslato da di un metro e mezzo e quindi va recuperata quest'area residuale che verrebbe appunto acquisita.
Da alla Bonfiglioli S.r.l.
Grazie, Assessore, apriamo.
Partito.
Consigliere Caracciolo ha chiesto di intervenire prima, il consigliere Caracciolo, poi la consigliera Zontini, prego, Consigliere, ringrazio e chiedo cortesemente all'Assessore di volermi riferire.
In merito all'area residuale derivante da frazionamento catastale da Ceglie non sta a me, ne ho Bonfiglioli, qua quale prezzo questa cessione avverrà grazie grazie, Consigliere, consigliera, Rontini, prego.
Grazie Presidente e ma su questa delibera che abbiamo trattato poi questa mattina in Commissione, però, ci tenevo solo a evidenziare un punto, ovvero il fatto che la cessione del diritto di superficie a titolo gratuito alla ASL nella zona del Lazzaretto e,
Diciamo adesso ci viene presentata come l'occasione per creare un polo del soccorso, ma come sempre deriva, a mio avviso, da una invece cattiva gestione da parte dell'Amministrazione, nel senso che la attuale, diciamo, una delle chiamiamola sede, dove ci sono poi le Croce rosse e non la sede principale. Li eliambulanza della Croce Rossa su via Emilia Ponente 56 e il luogo dove peraltro andammo, anche in presenza in un'udienza conoscitiva molto interessante e in realtà è costretta a spostarsi, non è una scelta che ha fatto e per creare un polo del soccorso è costretta a spostarsi perché, come noi sollevammo già diversi mesi fa, quando Assessore alla Mobilità era ancora la l'Assessora Orioli, in realtà e fu presentato e per quello che noi abbiamo ovviamente come informazioni la problematica fu rappresentata e da esponenti insomma della Croce Rossa locale, il fatto che, per come è pianificato e programmato, il posizionamento delle fermate quindi poi delle banchine del tram su via Emilia Ponente e sostanzialmente si andrà a. Rendere impossibile la svolta, se non mi sbaglio in direzione periferia quindi verso sinistra, uscendo dal cancello dell'attuale sede delle ambulanze e per la Croce Rossa. Questa è una problematica che noi ponemmo mesi fa. Cercammo di avere anche, come dire qualche informazione in più sul fatto se l'Amministrazione esistesse o meno, ponendo il problema e magari poteva anche cercare di trovare una soluzione per evitare di spostare tutta un'attività importante, ovviamente che lì da tantissimi anni e che è proprio di fronte all'Ospedale Maggiore e però evidentemente non è stato così. Ora noi non sappiamo neanche, ma perché nessuno ce l'ha mai chiarito, sia da un punto di vista tecnico si sarebbe potuta trovare una soluzione diversa e per consentire di lasciare risiede. E appunto questo questo servizio di di ambulanze. Peraltro io parlo solo perché.
Così, avendo a che fare parlando con alcuni volontari della Croce Rossa. Questi mi hanno rappresentato poi delle preoccupazioni su questo spostamento, quando poi allo ancora non era certo proprio per il fatto che spostando la zona Chiribiri ribadiamo è sostanzialmente e ad uso e soprattutto, diciamo così, frequentata da volontari, quindi persone che volontariamente presso il proprio tempo libero e molto spesso nella fascia notturna, molti giovani, molti ragazzi che non hanno una macchina propria, ma si recano ad esempio, alla sede della Croce Rossa, sull'Emilia Ponente, con i mezzi, perché ovviamente è una zona su via Emilia Ponente in via Saffi, che chiaramente è sempre stata molto servita, rappresentavano la preoccupazione che, spostando e questa sede in una zona molto più periferica, meno servita, prova alcuni hanno proprio detto se sarà una zona dove, ad esempio di notte non ci sono mezzi, non possiamo arrivare facilmente. Purtroppo saremo costretti a interrompere l'attività di volontariato. Questa e io mi auguro che siano preoccupazioni, ma sono sicura che sia così che la Croce Rossa locali abbia rappresentato all'Amministrazione, mi auguro che l'Amministrazione, prima di arrivare alla scelta di imporre sostanzialmente un trasferimento, ricordiamolo, per la presenza di una banchina di una fermata del tram a un servizio importante come quello della Croce Rossa ci abbia pensato bene e abbia valutato bene se invece non fosse possibile una soluzione tecnica diversa e, ad esempio, lo spostamento di qualche metro o una configurazione diversa della banchina per la fermata, per consentire alla Croce Rossa e di rimanere in via Emilia Ponente e 56 a quella. La preoccupazione che abbiamo noi è questa perché, ovviamente, e ne va della continuità di un servizio essenziale per tutta la città. Grazie Presidente.
Grazie consigliera Zontini, consigliera Toschi a lei la parola prego.
Grazie Presidente.
Ah, dunque io intanto voglio ringraziare la consigliera Zontini, perché ha sempre avuto davvero una grande attenzione al tema di Croce Rossa e devo dire che vorrei ringraziare anche tutto il Consiglio comunale che appunto durante l'udienza in presenza che abbiamo effettuato con la quinta Commissione ha affrontato la il tema proprio dell'uscita delle ambulanze credo che la notizia di oggi della delibera che oggi poniamo in voto sia un'ottima notizia, perché effettivamente la preoccupazione era era assolutamente tangibile, vorrei specificare meglio, magari può essere d'aiuto, comprendere il tema non era esclusivamente, anzi non era l'uscita dei mezzi, ma era la direzione dei percorsi perché il nostro servizio 118,
E di cui fa parte Croce Rossa, con una quota parte minore di ambulanze, quindi ambulanza e dedicate all'emergenza, e peraltro gestite non da volontari ma da personale dipendente, adeguatamente formato inserito appunto nella rete dell'urgenza, lavora su percorsi che vanno incontro alle necessità delle chiamate tempo dipendenti e quindi viene effettuata una mappatura rispetto ai tempi. Alle aree di intervento oggi dal, diciamo così, dal punto su via Emilia Ponente di Croce Rossa escono appunto le ambulanze in emergenza e coprono sia l'area verso diciamo che va verso l'asse attrezzato che va verso Casalecchio, quindi l'area periferica e coprono anche una quota parte del della città. Diciamo nell'area che va verso.
Porta San Felice per intenderci il la banchina. In effetti, come ci è stato segnalato, non permetteva l'uscita in questa direzione. Permetteva un'uscita contraria che avrebbe allungato troppo i percorsi, appunto tempo dipendenti, perché in virtù dei cantieri dei sensi unici, richiedeva un giro molto tortuoso che rischiava di portare l'ambulanza all'interno del di una zona trafficata. Dico questo perché l'attenzione è molto più fine di quella che può sembrare. Non è banalmente solamente non è l'uscita adeguata, è proprio su una rete fittissima di percorsi che sono disegnati nella mappa.
Siamo andati recentemente a visitare con tutto il Consiglio la sede della centrale 118 e direi che è stata data una dimostrazione plastica di quello che significa organizzare i trasporti in una rete così ampia e anche così trafficata, tant'è vero che la collaborazione, anche rispetto ai cantieri, è massima e quindi già da allora ci era stato segnalato che lo spostamento non è di tutta la sede Croce Rossa che rimane lì rimane mantiene la sua sede. Li mantiene anche il deposito dei mezzi per trasporti non urgenti perché quelli non urgenti e non hanno appunto il vincolo tempo dipendente. Se arrivano tre minuti dopo cinque minuti dopo 10 minuti dopo, non succede nulla. Quello che al momento era necessario delocalizzare appunto erano i mezzi dell'urgenza. Peraltro, il progetto di creare un polo dell'emergenza nella zona Lazzaretto era già un'ipotesi presente, tant'è vero che è stata una delle prime ipotesi che sono state affrontate. Proprio perché la nostra centrale sta aumentando il numero di mezzi ed era necessario identificare una sede comunque vicina all'eliporto, perché l'altro pezzo diciamo così. L'altro tassello fondamentale che lavora congiuntamente con le ambulanze dell'emergenza è la sede della centrale 118 e l'eliporto e quindi la zona del Lazzaretto era, da un punto di vista logistico, ottimale.
L'altro aspetto è quello del trasferimento. Anche questo ormai una richiesta datata del Polo delle dipendenze di via Fioravanti, che in una sede ormai che necessita di un intervento di ristrutturazione importante e che direi che anche qui i nostri approfondimenti, le Commissioni, gli ordini del giorno che abbiamo presentato sulle dipendenze a Bologna giustificano ampiamente la necessità di prestare molta attenzione al tema delle dipendenze. Io credo che questa delibera rappresenti un altissimo momento di collaborazione tra Enti tra aziende, a beneficio della popolazione. Perché chiamare un'ambulanza, chiamare un servizio? 112 118? Quello che sarà è un gesto semplice a Bologna, perché ci sono persone, operatori, ingegneri, medici, infermieri che quotidianamente, come piccole formiche lavorano, affinché questa rete venga mantenuta attiva e questo ci permette di essere estremamente performanti e avere le migliori percentuali di buon esito dei nostri interventi. Il Comune, l'Amministrazione in questo caso ha potuto partecipare, ha dovuto e ha potuto e ha voluto partecipare a questa rete che deve essere pronta, non quando serve, prima perché accorgersene, quando li si chiama, è troppo tardi. Bisogna lavorarci prima e credo che questo sia un atto davvero di grande importanza per tutta la nostra cittadinanza. Grazie.
Grazie consigliera.
Attendo eventuali altre prenotazioni.
Allora non vedo nessuna prenotazione, quindi.
Do la parola all'assessore per la replica, prego grazie.
Grazie Presidente, solo per tranquillizzare la consigliera aggiuntivi che tutte le valutazioni del caso sono state fatte e lo abbiamo fatto insieme alla Croce Rossa abbiamo lavorato a stretto contatto con loro. La soluzione, una soluzione apprezzata e condivisa, per certi versi anche migliorativo. Questo questa collaborazione è talmente bene che questa è una anche delle ragioni per le quali abbiamo chiesto l'urgenza nella trattazione di questa delibera, perché in attesa, poi di formalizzare gli aspetti notarili legati alla questione del diritto di superficie. Per con questa delibera non possiamo andare alla cessione anticipato dell'area proprio per favorire l'avvio dei lavori. È garantire la continuità delle attività dei servizi, anche della della Croce Rossa. Per quanto riguarda la domanda del consigliere Caracciolo, la questione è stata affrontata stamattina in Commissione con un'altra.
È un'altra domanda, io adesso ora qui non ho,
I con me i documenti, ma non se ne è parlato stamattina, stiamo parlando di un'area residuale che viene venduto ovviamente a quello che è il suo attuale valore di mercato, siamo nell'ordine dei 5.000 euro.
Grazie Assessore, passiamo alla fase di votazione, chiedo se ci sono interventi per dichiarazione di voto.
Vale a dire di no, quindi passiamo alla votazione vera e propria, pongo in votazione la proposta di delibera numero 82. La votazione è aperta.
Presidente, sono Angiuli e intendo esprimere il voto favorevole.
Quindi aggiungiamo.
Chiudiamo la votazione presenti 29 votanti, 21, favorevoli, 21 non votanti, 9 il Consiglio approva la data, l'urgenza, votiamo, apriamo la votazione per l'immediata eseguibilità richiesta.
Esprimo voto favorevole anche sull'urgenza va bene, grazie.
Chiudiamo la votazione o 31 presenti, 21 votanti, 21, favorevoli, 10 non votanti, il Consiglio approva anche l'immediata eseguibilità, procediamo ora con gli ordini del giorno.
Allora?
Partiamo dall'ordine del giorno della prima firma Consigliere Begaj, ordine del giorno per chiedere che l'Italia applichi la Convenzione internazionale sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale e chiedo al consigliere Begaj se vuole aggiungere o lui ora illustrare l'ordine del giorno. Prego sì, grazie Presidente, ma io credo che questo ordine del giorno abbia le caratteristiche dell'attualità e anche dell'attinenza con con la città e il nostro lavoro. Naturalmente sono opinioni politiche che possono essere discordanti, ci mancherebbe altro, però io penso che.
È il tema del del razzismo, della profilazione, della profilazione razziale nei controlli, abbia molto a che fare con la città di Bologna e con tutte le città italiane. Evidentemente perché è un tema dibattuto, è un tema di questi giorni, evidentemente, ed è un tema sul quale un Consiglio comunale, credo, può esprimere una una una posizione nell'ambito, ovviamente di e di ciò che si può fare dal punto di vista istituzionale e politico e una delle cose che si possono fare dal punto di vista istituzionale e politico è applicare una convenzione che lo Stato italiano ha ratificato nel 75 e c'è un organo che è la convenzione. Scusate il Comitato per l'eliminazione della discriminazione razziale, che è proprio deputato a valutare appunto l'applicazione di questa Convenzione internazionale.
Il Comitato, il CERT, così eh no, non.
Lo ripeto sempre, la sigla appunto ha mandato delle raccomandazioni in Italia all'Italia, sia nel 2000 nel rapporto del 2023, che è il rapporto del 2024 dicendo delle cose molto importanti e molto precise, che riguardano proprio peraltro anche.
I controlli e la sicurezza delle nostre città, perché attraverso i controlli le forze dell'ordine e tendono, come dire, hanno l'obiettivo di garantire la sicurezza nelle nostre città, però se in questi controlli si delineano profilazioni razziali, chi lo decide, chi lo determina ad esempio il CED chiede di.
Inserire nella legislazione e qual è appunto una definizione. Ad esempio, no di pratica discriminatoria di discriminazione chiede di vietare espressamente la profilazione razziale nei controlli delle forze dell'ordine. È per questo che io e tante altre cose che nel testo ci sono è per questo che io credo che, laddove nella nostra città, la nostra città, è una delle città dove ci sono le zone rosse, intensificazione dei controlli dove proprio in questi giorni, appunto, si è parlato anche del linguaggio attraverso il quale si comunicano questi controlli.
Io credo, e ovviamente mi riferisco alla Bolognina, alle alle operazioni ad alto impatto fatte attraverso gli elicotteri, addirittura io credo che questa cosa sia molto importante e che non sia affatto affatto banale e che sia appunto di forte attualità nella nella nostra città l'ordine del giorno ovviamente parla anche di quello che il Comune di Bologna fa quindi,
Anche su questo punto voglio rilevare l'attinenza, perché se appunto abbiamo una convenzione internazionale del 75 ancora da attuare nelle raccomandazioni che l'organo che vigila su questa convenzione, appunto propone il Comune di Bologna delle cose le ha fatte, ad esempio attraverso lo sportello, lo sportello antidiscriminazioni, io voglio dire una cosa molto molto chiara. Noi o cambiamo approccio e il linguaggio culturale, ma dove culturale non è solo un esercizio teorico, ma che poi ha anche, come dire, un un effetto sulla realtà e sul modo in cui ci si rapporta ai controlli oppure noi credo che non risolveremo mai i problemi di sicurezza, ma faremo solo propaganda, come quella che io è una valutazione politica, come quella che io credo faccia il nostro Ministro e non per stare sempre sul piano nazionale, come se fosse un qualcosa di di astratto, ma perché quando noi apriamo i canali ufficiali del Ministero dell'interno o la pagina Facebook del ministro Piantedosi e troviamo un martellamento continuo sui controlli fatti agli stranieri con parola stranieri, evidenziata anche nella città di Bologna, nella relazione anche alle zone rosse. Io credo che un problema ci sia perché questa equiparazione tra controllo agli stranieri e uso una parola che è proprio quella che viene utilizzata nei comunicati anche delle prefetture e delle questure e il problema della sicurezza della criminalità. Questa equiparazione è un problema, è un problema di razzismo, di profilazione razziale, perché se in ogni comunicato o molto spesso nei comunicati si citano i numeri delle delle persone straniere controllate significa che le operazioni di polizia si vanno a controllare le persone straniere, però non si è dato sapere con quale è il criterio con cui ho avuto il colore della pelle, le sembianze, gli occhi a mandorla, il vestito.
Cioè questa cosa è molto seria e molto seria, perché ha a che fare con la libertà, la democrazia, l'uguaglianza delle persone nello spazio pubblico, oltre che, ovviamente, con la sicurezza, e io voglio farvi degli esempi che non riguardano solo questi giorni, dove appunto abbiamo letto testuale un'attenzione particolare sarà dedicata soprattutto agli stranieri straniero. Potrà essere anch'io, ad esempio, ma come dire cioè in che senso? Quindi no, ed da questo punto di vista io voglio fare degli esempi che riguardano non questi giorni, ma il fatto che è una cosa strutturale e io voglio citare delle delle frasi di dei comunicati stampa. 29 maggio 2024 in Bolognina controllati 65 individui, di cui 42 stranieri, 11 aprile dell'11 cittadini extracomunitari, sono stati accompagnati in questura 11 aprile 2024 nel quartiere Navile controllate 76 persone, di cui 54 straniere di queste 14 sono state portate in questura prelievi, la verifica, il permesso di soggiorno 15 febbraio 2024, quindi non per ri ri. Ribadisco stare solo su il tema caldo di questi giorni 15 febbraio, 2024 controlli nei pressi della stazione della Bolognina, 112 i soggetti identificati 69 cittadini stranieri e possa andare avanti nel 2023. Ma questo cosa c'entra c'entra con il fatto. Ribadisco che quando si comunicano le cose come dice il CERT, o si adotta un un sistema trasparente, quindi di controlli, che significa che come chiede ASGI, che ringrazio per il lavoro che ha fatto e per la sollecitazione su questo su questo, su questo tema, cioè dati etnie, età, allora vogliamo sapere tutto di questi controlli e come vengono fatti e come viene selezionata selezionato. Il campione appunto da controllare, perché è un tema di democrazia, non è un tema, non è un tema astratto, cioè quando noi ci rapportiamo con con queste raccomandazioni che fa un organo europeo che, lo ribadisco, non è un organo così che si è autoconvocato per poter dire delle cose, ma è un organo che ha il compito di vigilare su un Trattato che l'Italia ha sottoscritto, cioè non so se mi sto spiegando e che questa cosa qua lo ribadisco ancora una volta non ha un'attinenza astratta teorica e, come dire accademica, con tutto il rispetto, ovviamente per per per questo tipo di di di lavoro, ma ha a che fare poi con come si fanno concretamente le cose in una città e come le si comunicano.
Quindi questa è una cosa molto importante ed è questa la ragione per cui credo con spirito, come dire, di collaborazione e di rispetto istituzionale, l'ordine del giorno.
Non va come dire, a delineare un qualcosa come dire, non suffragato da da dati, ma sulla base, io credo, di una discussione politica attuale e di questi giorni anche sui controlli in città e vi assicuro che dal punto di vista come dire dell'attenzione alla a questo tema della profilazione razziale ce n'è parecchia Bolognina da parte delle persone che la vivono,
Ma sulla base di questo noi stiamo su un piano che io credo che sia di una massima attinenza e ribadisco correttezza dei anche dei compiti e degli ambiti, ovviamente, che che che un organo politico come come il Consiglio comunale ha ad esempio appunto chiedere che, visto che in qualche modo questa cosa ha un impatto anche sulle città, non solo Bologna cioè che si faccia un lavoro serio, istruito e di rispetto di quello che questo questo comitato fa a livello europeo e in qualche modo poi suggerisce chiede,
Al all'Italia, all'Italia di fare nell'ambito di un lavoro che, lo ribadisco, è molto importante proprio perché, se noi non vogliamo sottovalutare la questione della della sicurezza, noi non possiamo, noi non possiamo pensare che ci basti appunto in qualche modo fare ogni giorno sui canali istituzionali del Ministero delle questure delle prefetture. Questo tipo di comunicazione sull'Iran, I i controlli, alto impatto sull'equiparazione tra sicurezza, criminalità e stranieri e controllo sugli stranieri. Perché questa, da questo, secondo questa tipo di comunicazione che lo ribadisco dal Ministero in giù, viene fatta sostanzialmente il problema della sicurezza è controllare gli stranieri e quindi, sulla base del controllo agli stranieri, si scopre che gli stranieri delinquono perché viene vengono controllati principalmente gli stranieri. Cioè scusate, io lo trovo un po' pericoloso.
Lo trovo un po' pericoloso, ovviamente non da oggi, non a caso, e con questo concludo che ASGI, ad esempio, che è una associazione molto importante nel nostro Paese e anche, ovviamente, della della nostra città del nostro territorio, fa un lavoro su questo tipo di di di dinamiche molto importante perché io credo appunto che a partire come ASGI fa dalle raccomandazioni del 2023, ma anche quelli del 2024, queste cose debbano essere discusse e in qualche modo, ecco non non non non banalizzate e ribadisco quello che ho detto anche.
In a in apertura negli interventi, Rizzo, seduta oggi credo che sia importante il dialogo e la collaborazione istituzionale che è question time, è stata delle Deni delineata quindi le telefonate, il dialogo, la questione, appunto dell'utilizzo delle parole, perché credo che appunto ognuno in qualche modo certamente debba fare il suo però in un sistema democratico ovviamente tutti hanno come dire la possibilità e l'opportunità e qua in qualche modo, devo dire anche il dovere di poter, come dire,
Presentare delle questioni relative, ad esempio a questo, a questo argomento, che riguarda anche un tema, lo ribadisco, di legislazione. Non è solo una questione di come si comporta di come si comporta la questura o meno, ma è una questione che è tutta politica, laddove la politica, appunto è anche il potere e la prerogativa in qualche modo di lavorare su le discriminazioni, sulla definizione delle stesse, su come si vengono comunicati i controlli su come si svolgono determinati controlli, perché altrimenti, appunto rimaniamo a il post su Facebook, zone rosse, controllate 760.000 persone e, come abbiamo visto appunto qualche giorno fa, il 74,3% e provvedimenti riguarda cittadini stranieri evidenziato in giallo. Io davvero mi chiedo cosa ci rimane poi dal punto di vista concreto, reale della sicurezza percepita e reale delle nostre città e nei nostri quartieri da questo tipo di di di propaganda. Io credo che le cose invece vadano affrontate in maniera più istruita, più seria e anche più, come dire, con più trasparenza sui numeri e sul modo in cui vengono fatte le cose in modo tale che appunto, poi, i Trattati banalmente, che lo Stato italiano firma, poi, abbiano anche una vita, una vita reale. Ecco e un'applicazione concreta. Ho concluso grazie.
Grazie consigliere, consigliere beccai, allora apriamo il dibattito.
Consigliere Negro prego.
Grazie Presidente.
Volevo intervenire in questo per questo ordine del giorno è importante.
Perché secondo me siamo in una fase molto importante della nostra società,
Dove una certo tipo di narrativa sta diventando un po'.
Sta sporcando, ecco.
È il modo di pensare, la nostra società, un po' interculturale,
È un modo, un pensiero vecchio.
Che ci sia delle persone.
In un certo tipo solo possono che possono abitare un po' l'Italia o l'Europa o altri Stati Uniti o altro sta ritornando indietro, sta ritornando come pensiero.
Culturale di superiorità.
Ed è ed è un momento molto pericoloso per tutti, per questo è importante che iniziamo a ragionare un po' tutte tutte le azioni possibili che si possono attuare per.
Lavorare sull'antidiscriminazione.
Tantissimi cittadini.
Di origine diverse subiscono delle micro discriminazioni ogni giorno e non.
Denunciano perché si sentono non ascoltati.
Non ascoltati perché?
Perché forse era a tantissime.
Situazioni poi cadono nel buio della giurisprudenza, forse perché i giornali raccontano in un altro modo, in un certo modo, queste situazioni, discriminazioni, forse perché non ne possono più.
Forse è perché si è denunciano, poi hanno anche dei permessi di soggiorno o comunque dei documenti precari.
E possono essere additati,
Per questo ci sono pochissime denunce.
Ma se andiamo veramente a vedere uno a uno, ogni persona ha subito una micro discriminazione ed è continuativa ogni giorno.
Però dobbiamo essere anche consapevoli che.
L'Italia del presente e colorata è fatta da diverse persone, è fatta di di bellezza, non è un bianco e nero.
E ci saranno sempre delle minoranze che non accetteranno questo, però penso che tantissime persone invece hanno capito quanto sia bello essere tra persone diverse quanto sia bello anche.
Ripensare all'italianità cosa significa l'italianità?
E lo dico sempre, sono gli italiani, figli dei migranti che hanno reso l'America grande conosciuta in tutto il mondo e ci saranno altri bambini, o comunque famiglie che vengono in Italia assieme agli hot autoctoni, o comunque detti cosiddetti DOC, che renderanno l'Italia grande ma possono farlo.
Se tutti gli ascolteranno, quando subiranno anche delle discriminazioni?
O comunque ci sarà qualcuno che prenderà le loro denunce e le porterà.
Fino.
Ai luoghi preposti.
E questo ordine del giorno per il nostro Comune è importante, la discussione nazionale, c'è, ci sono tanti.
Avanzamenti, su questo c'era anche una commissione interparlamentare molto importante su questo argomento, non lo so in questa legislatura.
Però lavorare sull'antidiscriminazione significa lavorare sull'anima.
Che ci contraddistingue come umani.
Discriminare poi qualcuno che non ha mai subito la discriminazione può non capire, però io penso che tutte le persone che hanno le donne.
E chi vive nella disabilità temporanea, o comunque o tem o a lungo termine.
Ah, ah subito ha visto quale o comunque sperimentato la discriminazione e sa cosa significa.
E spesso chi non l'ha subita potrebbe succedere che un giorno la può subire e munirsi delle leggi o comunque dei regolamenti o dei modi per cui.
Si può prevenire?
La discriminazione è molto importante e mi auspico e lo dico da questi microfoni che sono importanti, penso che anche le forze dell'ordine inizino a fare delle formazioni.
Importantissime perché io.
Sono?
Sicuro che all'interno del corpo delle forze dell'ordine ci sia una maggioranza che.
La pensa come me.
E che se ci lavora con una formazione e ci si lavora anche con questi metodi.
Che ci si si discute su sulla discriminazione in generale, anche nel maestri secondo me.
Possiamo debellare un po' il razzismo che si nasconde ovviamente anche in quei corpi.
È la trasparenza, abbiamo chiesto tante volte anche che si riconoscano le persone che operano per strada, che abbiano un numero identificativo, e questo aiuterebbe anche le persone oneste che lavorano in modo quotidiano, che soffrono anche essere.
In mezzo.
Tra l'incudine e il martello, di avere una trasparenza e essere diversi farsi riconoscere in modo diverso, ho incontrato tanti poliziotti che vogliono veramente lavorare in un certo modo e sono d'aiuto anche socialmente e presenti.
Anche al di fuori del loro lavoro, con gli abiti borghesi.
E però ci sono anche delle persone, come tutta la società, una minoranza che discriminano perché e spesso anche perché la politica.
Dà degli strumenti, invece di semplificare le cose, complicare le cose e far sì che la discriminazione sia un uno strumento politico, e questo fa sì che chi lavora poi quotidianamente do deve, deve proprio seguire quei con le indicazioni che vengono dalla politica.
Il comunicato stampa dell'altra volta e che la questura ha scritto.
Era imbarazzante per come era scritto, perché diceva di riconoscere ai cittadini stranieri e, come diceva il collega, detti o si deve uscire ogni giorno a fare il proprio lavoro, cioè la sicurezza, e poi fermare le persone che sono delinquenti o comunque che sono state fermate in flagranza qualsiasi origine abbiano ed è imbarazzante anche come Ægir giornali scrivono quando un reato viene fatto da una da una persona autoctona o non che scrivono nomi cognomi e la nazionalità.
Perché questa è la narrativa che forse gli viene imposta, non lo so dalla politica, perché vogliono che ci sia una guerra sociale tra chi abita l'Italia, da più generazioni e da chi è appena arrivato quello che dobbiamo renderci conto.
Che su questa guerra, chi vince è sempre quelle quelle poche persone che hanno il controllo del 95% della ricchezza della nostra società, noi noi poveri.
Avremmo diverse motivazioni una volta e lo straniero una volta e l'altro a farsi la guerra tra di noi.
E chi si arricchisce sulla nostro e sui nostri corpi e continuerà a farlo, grazie, Presidente.
Grazie Consigliere Negash.
Al momento non ho altre richieste di intervento.
Consigliera te Giacomin, prego, grazie mille presidente, vorrei innanzitutto ringraziare il consigliere Megahy per l'ordine del giorno e il Consigliere Negash, che è intervenuto prima di me, e credo che il tema sia molto importante e penso che l'ordine del giorno sia ricco di spunti di riflessione. Vorrei affrontarne alcuni poiché appunto c'è un tema di carattere sicuramente nazionale, ma che viene anche affrontato a livello locale da gli organismi che se ne occupano a livello cittadino e che se ne occupano ormai da anni, come ben riportato all'interno dell'ordine del giorno. E quindi andrei ah ah, ah, ah esplicitare quanto è detto rispetto alle raccomandazioni che vengono date.
Dal Comitato raccomandazioni, che esprimono una forte preoccupazione rispetto a diversi temi. Il primo punto è quello della profilazione razziale, di cui si è parlato.
Precedentemente che sembra non essere un tema e in generale, è quello che viene fuori da dalla gestione che traspare dalle notizie. Che questo non sia un sia un non problema e quando le cose vengono derubricate come tali, oltre a non riuscire ad affrontarle, perdono anche un po' della loro importanza della loro serietà e credo che riportarlo all'interno di un'Aula come l'aula del nostro Consiglio sia molto importante, anche per questo perché, appunto, quando non parliamo di un problema, quando diciamo che forse non è così importante ci sono altri problemi, è un problema di carattere nazionale. Noi stiamo in realtà un po' dicendo che non ci interessa e questo in questo caso e come Gruppo e come maggioranza, invece vogliamo dire che ci interessa molto e che vorremmo che interessasse anche gli altri livelli. C'è poi la criminalizzazione della solidarietà moltissime volte in quest'Aula. Abbiamo parlato di solidarietà, da una parte e dall'altra, e credo che il concetto di solidarietà non possa essere ricondotto a una certa parte politica, ma non possa neanche essere ricondotto a un gruppo che preferiamo rispetto ad un altro. Se la solidarietà c'è c'è, a prescindere dalla categoria a cui ci riferiamo, è un valore universale che dovremmo utilizzare per tutti nei nostri pensieri e le nostre azioni. L'accesso alla giustizia e alla tutela delle vittime. Si parla appunto di come questo non sia sempre garantito in Italia per barriere linguistiche, un tema che abbiamo affrontato anche a livello di Comune, nella nell'accessibilità dei nostri stessi atti in lingue diverse, ma che questo dovrebbe essere possibile a tutti i livelli, specialmente quando si tratta di casi di discriminazione per cui si sommano diversi livelli di discriminazione a un primo livello per cui una persona subisce un'ingiustizia e un secondo livello di ingiustizia, poiché quella persona non può accedere agli strumenti per per contestarla e per risolverla. C'è un tema però che credo sia particolarmente importante, che è quello della raccolta di dati disaggregati che ritorna alla cosa che dicevo all'inizio, cioè se è un problema non lo vediamo e come se non ci fosse e mi fa venire in mente un e.
Un episodio che mi ha raccontato mio fratello, che ha vissuto per un periodo in India e mi diceva che in India dal 2011 non fanno più il censimento.
Quindi non si sa quante persone ci siano, che situazione socioeconomica abbia quante persone vivano sotto la soglia di povertà e in questo modo, se non si vede appunto il problema, se non si vede che gran parte della popolazione non ha di che sfamarsi, il problema può non essere trattato dalla classe politica, può non essere trattato dai decisori, e così è anche un po' per questo, perché sennò non raccogliamo i dati in modo disaggregato, cioè se noi non riusciamo a capire se le discriminazioni sul luogo di lavoro dipendono dal genere, quelli che le raccogliamo, ma possono dipendere, appunto anche dal colore della pelle. Ma se noi quello non lo sappiamo e non abbiamo questo dato il problema a livello politico, a livello amministrativo, non lo potremmo mai risolvere, non solo perché è un non problema, ma anche perché, se mettiamo delle politiche in campo per risolverlo e non riusciamo a misurare se effettivamente quelle politiche sono state efficaci, possiamo continuare all'infinito, a proporre delle politiche che non servono a niente, quindi non misurare in base a quello che viene descritto nell'ordine del giorno è una cosa veramente incomprensibile, quindi credo che questa raccomandazione siano molto importanti, siano molto collegata a quello che facciamo tutti i giorni in Comune, ma siano anche molto importante per il lavoro in prospettiva che possiamo fare all'interno del Comune di Bologna, appunto perché questi dati ci servono e per le ragioni che ho descritto prima, c'è un'altra cosa nell'ordine del giorno che mi che mi colpisce, penso che debba colpire tutti noi che, oltre a non vedere il problema in questo modo c'è una normalizzazione. Una delle preoccupazioni che viene sottolineata dal Comitato è quella della normalizzazione dei discorsi d'odio e la normalizzazione. In questo momento noi la vediamo su tantissime cose, la vediamo sulla guerra, ci stiamo abituando tutti i giorni a sentire discorsi terribili e notizie terribili e l'abbiamo sentita durante il Covid, perché ovviamente un essere umano ha un limite di so importazione rispetto alla quantità di notizie terribili che può sentire ogni giorno la sentiamo anche rispetto al razzismo, una certa normalizzazione, quando appunto smettiamo di sorprenderci rispetto a certi titoli di giornale, quando smettiamo di sorprenderli leggendo dei post di politici che dovrebbero in qualche modo rappresentare tutta l'Italia e quindi credo che riflettere su questa normalizzazione sia molto importante che questo ordine del giorno ci dia l'occasione per fare autocritica per tutti noi che non siamo in una condizione di essere stranieri o figli di persone che vengono da un altro Paese in una condizione quindi di privilegio, ma che non ci può rendere normale quanto accade accanto a noi e quanto è discriminazione ci sono attorno a noi. Per questo noi voteremo favorevolmente. Ribadisco appunto il mio ringraziamento e il nostro voto convinto a questo ordine del giorno che appunto affronta questioni sicuramente di respiro nazionale, ma che sono molto attuale nella nostra città e di cui dovremmo comunque è sempre occuparci tutti sia a livello appunto, di pensiero e autocritica personale che a livello di lavoro politico e amministrativo. Grazie,
Grazie consigliera.
Al momento non ho iscritti.
Consigliere, Diaco, prego.
Grazie Presidente, ringrazio anche il collega Begaj per aver posto questo ordine, ordine del giorno, un richiamo un po', quello che gli interventi che mi hanno preceduto, anche da parte dei colleghi.
Poco fa sentivo la collega De Giacomi quando ha.
Ha citato l'esperienza di suo fratello, io, l'ho vissuto con la mia famiglia e mio padre, quarantun anni in Germania, quindi so quello che quello che ha passato ogni tanto quando mi racconta all'età di 16 anni, quando si è presentato in Germania a quello che per lui e come tanti altri e quando si sono presentati sono arrivati in uno Stato estero quindi in quel caso la Germania, cosa vuol dire cosa vuol dire cambiare Paese e poi arrivare lì con tante tante quelle tante cose che ti vengo vengono in qualche modo.
Imposte e un po' anche la come dire, sapendo che comunque quella persona ha fatto una scelta per per quello che perché stava cercando un po', quella quel diritto alla alla felicità, diritto alla speranza, ha diritto a costi, a costruire qualcosa per se stesso e anche per la sua famiglia e quindi so quello che significa e purtroppo anche anche nel nostro Paese. Ma ci sono tante tante discriminazioni oggi che non fanno sicuramente bene e penso che i primi passi avvengono proprio, mi dispiace dirlo, proprio nel mondo della scuola, a volte a iniziamo proprio da lì piccoli passi quando ti trovi a parlare con con alcuni genitori in cui la pensano diversamente. Io credo che il rispetto verso se stesso, verso gli altri, è la prima e la cosa più fondamentale oggi, nelle vie del rispetto delle persone, delle culture e quant'altro, e quando questo viene a mancare chiaramente non sicuramente non aiuta quindi bene un richiamo a quello che riguarda il tema delle discriminazioni, perché.
Lo lo dico perché oggi c'è un problema, ne parliamo tanto oggi nel in quello che riguarda dell'inverno demografico, anche qui in Italia e oggi, se andiamo a vedere i dati sulla natalità, quando andiamo a vedere i le persone che arrivano qui in Italia delle persone che di i genitori di una provenienza diversa e che fanno sì che oggi quella NATO, quel tasso sulla natalità che ormai abbiamo visto è sempre più basso, tanto lo dobbiamo sicuramente in maniera positiva anche al fatto che comunque tante di queste persone che arrivano da altri Paesi permettono oggi di avere come dire di avere la possibilità di avere le le scuole le classi e lo dico perché vengo da un Comune dove è di 1.000 abitanti dove c'è una classe dove nei Comuni più piccoli oggi si arriva a chiudere le classi, a chiudere le scuole perché non ci sono più alunni, quindi si parla tanto di spopolamento dei piccoli centri urbani,
E la fortuna di avere poi la di trovare alcuni sindaci senza nessun tipo di distinzione. Nei piccoli comuni non ci sono i sindaci che hanno un'appartenenza di destra o di sinistra, sono dei sindaci, tanti civici che, sì, si devono inventare di tutto e di più per far sì che comunque quelle classi non vengono quelle scuole, non vengano chiuse e far arrivare famiglie da accogliere con tutta una serie di incentivi. Basti pensare anche qui sull'Appennino, dove qualche sindaco ha proprio fatto partire delle politiche di incentivi per sulle politiche familiari. Penso che questo è un segnale che oggi, di cui abbiamo davvero tanto bisogno, soprattutto di speranza, perché avere un un inverno demografico e ci fa veramente paura dall'altra parte. Dobbiamo pensare oggi a quello che oggi, quando pensiamo in alcuni tipi di lavori, dove tanti non si rifiutano di farli, pensiamo oggi basta andare in Riviera. Quanti cartelli ci sono qui, 15 anni fa non era così. Oggi basta andare in Riviera quanti cartelli di attività commerciali che cercano personale.
Insomma, credo che questo ci fa sicuramente un po' riflettere su quello che è il tema, poi partire su quello che è il tema della discriminazione, bisogna stare un po' attenti a quelle cose che si dicono quindi bene, un richiamo a quello che riguarda un po' questa un richiamo a partire da qui, dall'Amministrazione a a tutti i vari enti a seguire, a salire quindi fino ad arrivare al Governo e su quello che riguarda una maggiore attenzione su questo perché ne abbiamo davvero bisogno e lo vedo lo vediamo anche all'interno delle carceri, spesso questa, questa grande differenza che persiste e che sicuramente non non ci aiuta quindi,
Credo che in ognuno di noi debba esserci quel maggiore rispetto a quell'attenzione dell'uno verso l'altro. Grazie Presidente,
Grazie consigliere di acqua.
Chiedo se qualcun altro intende intervenire.
Allora non ho richieste di intervento.
Quindi do la parola al Consigliere per la replica, no, c'è la consigliera Larghetti che si è prenotata in questo momento, prego, Consigliere, sì, grazie Presidente, ma voglio contribuire a questo dibattito con pochissime parole perché?
Il mio Capogruppo ha, diciamo già largamente argomentato le ragioni di questo ordine del giorno e anche altri colleghi e colleghe della maggioranza ne hanno diciamo riportato, gli elementi di pregnanza per il governo locale, perché queste cose accadono e accadono nella nostra città,
Diciamo anche legato all'intervento di inizio seduta che ho fatto oggi sul caso dello studente bocciato, cioè dove, insomma, si sono altri elementi. No, altri elementi di insomma di come si dispiega razzismo di come produce produce disagio, produce insicurezza e produce elementi di disuguaglianza sociale, e c'è un altro elemento no che peraltro di cui discutevamo appunto con il collega Begaj di dati di oggi, che riguardano gli studenti cosiddetti stranieri, perché noi abbiamo il 20% di studenti stranieri,
Nelle nostre scuole, i quali però, per la maggioranza sono stranieri perché non hanno la cittadinanza italiana, ma sono nati in Italia, ma sono ugualmente classificati per le statistiche, ovviamente come come stranieri, è proprio questa questa categoria di studenti di seconda generazione risultano essere un terzo di quelli che lasciano il nostro Paese dopo gli studi, cioè dei cervelli in fuga, persone che sono cresciute nel nostro Paese, che si sono formate nel nostro sistema scolastico, che non hanno la cittadinanza italiana e che anche per il disagio di non essere cittadini di serie A, ma sempre e solo di serie B, decidono di lasciare il Paese che li ha formati, per cui peraltro abbiamo fatto anche un investimento in termini di risorse e sulla loro istruzione, formazione in cui quindi il fallimento del nostro Paese è doppio per cui cioè questi elementi e lo ricordo anche perché quando ci fu, diciamo la prima ondata di riconoscimenti massicci in centro storico tre anni fa voglio ricordare che ci fu una discussione anche accesa, su cui peraltro anche su posizioni diciamo eterogenee anche nella maggioranza, cioè molti erano ragazzini e ragazzine minorenni.
E purtroppo anche in quel caso la maggioranza di quelli che erano interessati da riconoscimenti e, diciamo, avevano determinate caratteristiche. Allora, quando ci dividiamo su questi temi, la cittadinanza, lo ius soli, la sicurezza, cioè non ci rendiamo conto che è sempre lo stesso schema.
E vedo anche una simmetria nell'energia politica che mettiamo tra maggioranza e opposizione tra gli interventi di inizio seduta, in cui non c'è contraddittorio, è un dibattito che stiamo facendo praticamente da soli, come maggioranza, né da analizzare delle posizioni che io credo che ovviamente è legittimo per carità delle decidere di intervenire o non intervenire.
Ma è significativo, è significativo che nel dibattito, nel contraddittorio non si dà sostanza a questo confronto di divergenze.
Mentre lo si da quando c'è il solipsismo dell'intervento a inizio seduta che, ripeto, sono tutti strumenti legittimi, però è una considerazione che mi permetto di fare nella condivisione di questo spazio politico in cui dovremmo discutere. Quindi, quando poi si soffre la mancanza di confronto, con la presenza del Sindaco degli Assessori in determinati contesti, vedo che il confronto non lo facciamo neanche tra di noi quando ne abbiamo l'opportunità e questa valutazione, ripeto, mi sento di condividerla, grazie,
Grazie Consigliere la parola al Consigliere Gaigher, prego, grazie Presidente, anch'io anche da parte mia, un ringraziamento al consigliere Begaj per aver presentato questo ordine del giorno e anche un ringraziamento sentito al consigliere né nei CAS per aver condiviso alcune preoccupazioni, alcune riflessioni che probabilmente insomma lo lo vedono.
Protagonista e perché, ovviamente, in prima persona segue molte delle vicende che hanno a che fare con chi viene sceglie di venire ad abitare nel nostro Paese e che magari è costretto, come dire, a subire anche alcune diciamo,
Cose che ovviamente, non dovrebbero far parte della nostra cultura che invece, purtroppo, a cui assistiamo invece, purtroppo con una certa frequenza e sentendo poi anche gli interventi degli altri colleghi che sono intervenuti e condividendo anche IRAP, la preoccupazione e il dispiacere per non riuscire,
È su questi temi ad avere un dibattito onesto con l'altra parte dell'Aula, perché sarebbe veramente opportuno misurarsi no su queste vicende e stimolato anche dalle parole del Consigliere Iacono, che faceva alcune riflessioni in merito all'andamento demografico, alla parità e a quanto è in nostro Paese, come dire, si aspetta dai dal flusso demografico. Diciamo dei prossimi anni e voglio rappresentare qui in Aula perché credo che ce l'abbiano molti dei colleghi anche quanto riportato dentro alla newsletter che Cottarelli con Osservatorio dei conti pubblici italiani Osservatorio CP se non siete abbonati alla newsletter di Consiglio, di abbonarmi perché è gratuito e contiene un sacco di informazioni interessanti, fa in merito appunto ai prossimi anni. A cosa ci so, cosa ci aspetta nel nostro Paese e se non decidiamo, diciamo di affrontare il il tema delle immigrati. Immigrazione, delle migrazioni con fermezza e con una certa urgenza. Eh lo so che pare che questo che sto per dire e che vi leggerò non abbia a che fare con l'ordine del giorno del consigliere Begaj, invece io credo che abbia molto a che fare perché.
Diciamo ha molto a che vedere con il modo che scegliamo per come dire crescere o far crescere o far sviluppare la nostra società e noi che siamo che facciamo politica e anche in una città come Bologna dovremmo tutti essere impegnati a fare in modo che la società provi anche a migliorare e dare delle risposte.
A quelle che sono delle domande che io mi sento, come dire di dire che siano, che sono abbastanza urgenti e urgente, dicevo, è certamente.
Urgente sono i numeri diciamo che identificano quello che sarà il nostro Paese tra un po' di anni ha dato, sembra molto lontano e il 2050 sembra molto lontano, 2000 100, però, visto che abbiamo molti di noi hanno dei figli no, e si immagino di magari avere anche dei nipoti e quel traguardo e che solo apparentemente distante non lo è poi così tanto e leggendo appunto la newsletter di Osservatorio conti pubblici italiani che, voglio dire, non è di destra né di sinistra, si tratta di persone che, come dire, svolgono uno studio e lo pubblicano. Ci dice chiaramente che nel 2.100, se non applichiamo ragionamenti diciamo e se non governiamo i fenomeni migratori, se dovessimo come alcune forze politiche vorrebbero, se dovessimo chiudere il nostro Paese e fare con le persone che hanno cittadinanza in Italia nel 2000 100 avremo una popolazione che adesso ve lo leggo mi pare scenda sotto i 30 milioni di persone, cioè nel 2000 100, saremo la metà di quanti siamo adesso nel 2050 e saremo già sotto i 50 milioni perché sostanzialmente, pur assumendo un considerevole aumento dei tassi di fertilità, appunto e l'Italia perderà oltre 10 milioni di abitanti ogni quarto di secolo, quindi sotto i 50 milioni nel 2050 sotto i 30 milioni nel 2.100 se si volesse mantenere costante la popolazione a livello attuale, bisognerebbe quindi attrarre un numero di immigrati netti pari ad almeno 10 milioni entro il 2050 e oltre 30 milioni entro il 2000 100, quando i nuovi immigrati supererebbero la popolazione cosiddetta autoctona. Un obiettivo forse più realistico prosegue. La newsletter di il di di di Cottarelli è quello di calibrare i flussi in modo da evitare che continui a diminuire il rapporto tra la popolazione in età di lavoro e il totale della popolazione che dovrebbe consentire di salvaguardare la sostenibilità del sistema di welfare. Abbiamo già avuto modo e occasione di discutere anche in altri ordini del giorno, ormai diversi mesi fa, e anche con interventi che ho fatto personalmente di questo tema e.
Diciamo, forse siamo stati tacciati di buonismo. Io penso che sia davvero invece urgente ed è il motivo per il quale io penso che sia stato molto opportuno alla presentazione di questo ordine del giorno e oggi in Aula e che rivestono carattere di urgenza. Non c'è più tempo e non abbiamo più tempo per organizzare la società del futuro. Dobbiamo iniziare anche a modifiche, quindi dobbiamo iniziare anche a pensare a come cambiare l'approccio nei confronti di chi saremo costretti e, come dire, ad accogliere nel nostro Paese dico costretti, ma io, come dire, sono solo che contento e di pensare che l'Italia possa essere, come dire, culla com'è sempre stato di culture diverse. Abbiamo solamente bisogno di capire come intendiamo appunto,
Dare un contributo alla società affinché questa società sia maggiormente accogliente e non rischi di dover essere bacchettata dal CERT refluo da altre organizzazioni internazionali, su come trattiamo appunto le persone che noi riteniamo essere degne di vivere nel nostro Paese e che quindi, come dire, ci.
Mobilitiamo per riconoscere, identificare che magari abbiamo bisogno. Quindi direi di indicare come colpevoli di tutto così da sollevarci, diciamo da responsabilità che invece dobbiamo sentire come nostra. Ecco quindi io penso che l'ordine del giorno del collega Begaj ripeto sia molto importante, sia molto importante che lo discutiamo oggi. Io spero ancora che i colleghi dai banchi delle minoranze abbiano il desiderio di continuare un dibattito in Aula su questi temi. Spero anzi che ci sia modo in futuro di discuterne tanti altri che devono avere a che fare sia con diciamo, il modo che decidiamo di utilizzare per diminuire le di Minsk le discriminazioni nella nostra città, nel nostro Paese, ma che affrontino anche il tema dei flussi migratori, perché sono molto importanti per il presente e per il futuro del nostro Paese. Ultima cosa mi viene da dire che.
E sono diciamo, vedendo anche i miei figli che.
Frequentano e condividono anche lo spazio delle educazioni con bambini che hanno un background migratorio e vedendo il modo in cui bello in cui, come dire questi, i miei figli ma gli altri bambini si sentano accolte nel senso che per per i nostri figli non c'è alcuna differenza, non esiste che il colore della pelle di un bambino, come dire, faccia differenza no al massimo l'unica discriminazione che ci può essere se il bambino o il compagno di classe simpatico o antipatico, ma non di certo non non non c'è, proprio come dire, la volontà di nessuno dei bambini, anche perché poi, insomma, siamo fortunati sono.
Diciamo i miei i miei figli stanno frequentando classi e ambienti dove altri genitori, così come posso essere io condividono l'importanza, no di accogliere e di far sentire accolti tutti. Ecco, io penso che se il futuro del nostro Paese sarà in mano ai miei figli e ai figli dei del dei dei genitori, insomma che frequentano gli spazi educativi e dei miei dei miei figli, insomma, sono abbastanza convinto che sarà un futuro fatto di di accoglienza e anche di capacità, diciamo e di.
E non discriminare l'altro, cosa che sarebbe altrettanto importante che venisse, come dire finalmente assunto come pratica anche in noi che siamo gli adulti che abbiamo la responsabilità e di come dire portare avanti dei discorsi di pace, perché se è vero che dobbiamo prepararci la pace, dobbiamo anche pre dobbiamo e appunto lavorare per per la pace o Naqib, non è vero che per avere però nell'area la pace occorre prepararsi alla guerra. Penso che questo ordine del giorno a chi abbia molto a che vedere anche con la pace, quindi ancora un ringraziamento al collega Bigai e alle parole e al collega,
Ne Gasper, le parole che ha detto, grazie Presidente.
Grazie Consigliere, prego consigliere Bernagozzi, sì, grazie Presidente, molto è già stato detto, soprattutto per quanto riguarda anch'io, ringrazio i colleghi che sono intervenuti per quanto riguarda la popolazione, diciamo con PEC con background migratorio è stato spiegato molto bene, ecco, io facevo, volevo fare invece un passaggio ulteriore e tra l'altro ha stimolato, stimolata da una un articolo che ho letto recentemente di bollinato dei cosiddetti dossier che racconta il superamento delle delle,
Aree di sosta di in via Erbosa, e non solo, che sono diventate delle microaree un passaggio che abbiamo vissuto in questa Amministrazione.
Insomma qualche anno fa e quindi è una sorta di inchiesta rispetto a come si è evoluta la situazione delle microaree e soprattutto di cosa di quanto è discriminante questo Paese nei confronti di etnia come quella Rom, quella Sinta, e non solo lo dico perché io innanzitutto sono cresciute in una scuola della Bolognina le scuole grosso al nella mia Sezione delle elementari c'erano ben cinque bambini che venivano dal campo.
Di di etnia sinta che venivano dal campo, appunto, che si trovava in via Erbosa, che ricordo tra l'altro fu chiuso spostato a seguito di un attacco della Uno bianca, e la mamma di una delle mie compagne fu una delle vittime della Uno bianca. Quindi ricordo quel momento, insomma, in in in un certo senso me lo ricordo come molto vicino no e in questa in questa intervista viene detto molto bene quanto ancora questo Paese sia discriminatorio. Tra l'altro lo diciamo a fronte di una discussione sul ddl sicurezza e su alcune norme che questo Governo ha messo in campo, in alcuni casi dichiaratamente dicendo che erano rivolte a colpire. Ecco, per esempio, i rom, che rubano nelle metropolitane, eccetera, eccetera. Quindi non sto dicendo cose che non succedono nel nostro Paese e le e insomma, le testimonianze che ci riportano sono più o meno queste ve le voglio dire giusto per dar darvi un'idea di che cosa stiamo parlando di quanto la discriminazione sulla pelle di queste persone poi cambi il loro, modo di vivere all'interno della nostra società.
Va, beh, qui si racconta appunto della della discendenza, e dice il fatto di vivere fuori è l'unica cosa che ci è rimasto della nostra cultura. Il valore del campo e l'ambiente aperto, la vicinanza con tutta la la famiglia, perché alcune di queste persone, davanti alla possibilità di poter scegliere un alloggio Acer, hanno invece scelto quello che corrisponde ai loro usi e costumi insomma, come sono stati cresciute, come giustamente vogliono portare avanti la loro la loro vita, i percorsi di autonomia di queste persone si scontrano quindi con razzismo e pregiudizi e dice esistono fattori di discriminazione. Questo lo dice Annamaria Nicolini, che è responsabile del servizio area coesione sociale dell'ASP Città di Bologna, quindi esistono fattori di discriminazione esterna che frenano l'inclusione di chi vive nelle microaree, cioè un loro vorrebbero essere integrati, ma esistono ancora ostacoli esterni che a volte invece li bloccano.
E quindi quello cosa racconta racconta quando i datori di lavoro scoprono da dove vieni iniziano a fare storie, dice anche mia figlia piccola, non ha mai detto a scuola che è estinta, voi provate a immaginare una bambina, quindi magari alle scuole elementari che non deve dire da dove viene o dove abita, perché sa già alla sua tenera età che potrà essere discriminato, magari non avere amici o quant'altro. Io ho fatto la badante per tanti anni, andava sempre tutto bene, poi, quando hanno scoperto che vengo dal campo, improvvisamente mi hanno accusato di rubare, a volte è brutto e questa frase mi ha colpito molto, anche solo non poter dire chi sei. Ecco, io credo davvero che non si stia parlando di argomenti che stanno sulla luna, ma sono argomenti che molte persone vivono sulla pelle, tutti i giorni della loro vita, tutti i giorni della loro vita. Allora o noi, se ci crede, se crediamo di essere un Paese democratico, io spero insomma sono convinta e sono fortemente democratica. Noi non possiamo pensare che ci sia un pezzo, di popolazione, come diceva bene la Capogruppo, che noi non vediamo o peggio non vogliamo vedere, lo vogliamo vedere quando ci importa, quando diventa un nemico per per fare propaganda politica, quando diventa un un obiettivo da colpire, magari con un disegno di legge preciso, però per tutto il resto facciamo finta che non esiste perché, come ricordava bene il nostro collega Maurizio Geiger, quando si tratta poi di pagare le tasse, quando poi si tratta no di essere regolare i cittadini irregolari, allora li facciamo finta che questo non succeda e invece io credo che sia fondamentale vedere queste persone e soprattutto eliminare quegli stereotipi che ci sono ed è inutile che ci nascondiamo dietro un dito, ci sono e a volte sono addirittura ho portate avanti in maniera pregiudiziale, ribadisco, da alcune leggi del nostro Stato. Io lo dico perché di queste discussioni ne abbiamo sentite parecchie nelle aule del Parlamento negli ultimi mesi e mica poche mica poche. Faccio un esempio che ho sentito anche questo in una somma, in un dibattito politico sul ddl sicurezza. Esistono delle norme che, se tu Thelin qui dentro la, la, la, la metropolitana, se commette lo stesso team identico reato che commenti da un'altra parte, ma se dentro la metropolitana e allora ti prendi i sei mesi in più un anno in più perché.
Perché risponde agli stereotipi che noi vediamo tutti i giorni in chat social, eccetera, perché, come se il delinquente fosse solo quello che troviamo nella metropolitana non è mica vero e si vuol colpire ovviamente un tipo di popolazione e lo si dice che la cosa che a me stupisce è che dentro le Aule istituzionali, anche quando si è parlato, scusate delle madri in carcere si è detto preciso preciso, preciso che si voleva colpire le donne, cioè questo è stato un anno detto io e l'ha detto un senatore, un deputato di AN di un altro partito che oggi si trova la maggioranza ha detto specificatamente che serviva togliere quella possibilità di non partorire o di non portare dei bambini dentro il carcere. De Biase ce lo ricordava no nella nostra visita. Che cosa voleva dire vedere quel quel settore con i giochi per i bambini dentro un carcere, poi parleremo anche del carcere. Oggi, quindi penso, insomma, che tutto si tenga anche insieme. È stato detto, serve per colpire le donne rom incinta che delinquono sulle metropolitane. È stato detto, giustificando un'azione, un disegno di legge, un disegno di legge, una una normativa specificatamente indirizzata a quel tipo di popolazione. Allora, se non è discriminazione, questa ragazzi Yobo è una discriminazione grave se viene dalle istituzioni gravissima, gravissima. Ecco, quindi penso che sia importante l'ordine del giorno e ringrazio insomma il collega che oggi ha proposto, grazie.
Si spegne da solo.
Grazie consigliera.
Chiedo se altri intendono intervenire, se no non ho iscritti a parlare e quindi direi che do la parola al Consigliere per la replica ricca finale, consigliere Begaj, prego.
Grazie Presidente, voglio semplicemente ringraziare i colleghi e le colleghe che sono intervenute e penso che abbiamo detto delle cose importanti, non banali e io voglio rimarcare solo un aspetto che è un po', sta anche nelle corde di quest'ultimo intervento, ma anche le devo dire del l'intervento della collega De già comincia il tema del linguaggio e dell'ex spiccio, appunto perché è attraverso le parole che poi si costruisce l'odio e si giustificano anche le azioni discriminatorie, questo non è un aspetto,
Secondario, lo l'ho rimarcato molto prima, però le gli interventi che ho ascoltato mi suggeriscono di di tornare sul punto, cioè quello che noi diciamo, il modo in cui lo diciamo, il modo in cui le Istituzioni dicono le cose costruisce poi anche la discriminazione e anche anche la violenza che poi nella società in qualche modo si esprime attraverso appunto le pratiche razziste, che non sono solo le idee ma sono anche, poi tutta una serie di dispositivi che hanno che costruiscono una vita differente per delle persone che invece, appunto, condividono il nostro stesso spazio di vita. Questo è importante, quindi, se noi noi dobbiamo lavorare sulle pratiche e le parole congiuntamente, perché vanno di pari passo, quindi, come noi definiamo le cose e i fenomeni è già un punto di partenza importante. Non è un esercizio teorico astratto. Ecco, ho concluso.
Grazie Consigliere, passiamo alle dichiarazioni di voto, chiedo se vi sono interventi.
Allora direi di no, quindi passiamo alla votazione, apriamo la votazione per l'ordine del giorno a prima firma, consigliere Begaj appena discusso.
Presidente, sono la consigliera Angiuli, vorrei esprimere voto favorevole.
La parola.
Mi scusi, consigliera dovrebbe almeno accendere la telecamera I e la sto accendendo, ma purtroppo non io io il suo voto non lo posso raccogliere.
Sì, sì, sì, e che ho provato ad accendere, ma continua a farmi schermo nero, non le so dire per quale motivo e nemmeno in un attimo questi si vediamo tutto e obblighi, vediamo un attimo se riesco a vedermi anch'io perché non mi vedo neppure io ho capito,
Trovo sto manovrando.
Ho il cellulare, ma.
Niente, non mi vedo neppure io ho comunque io la questione, sì, sto allora 28, prendo spegnendo il video, molti votanti, 20 favorevoli, 8 non votanti, il Consiglio approva. Procediamo ora con l'ordine del giorno successivo. Il 2 4 6 ordine del giorno per intensificare le informazioni sulla situazione delle carceri locali, attivare la rete di città, sedi di carceri presentato dalla consigliera Di Pietro ed altri in data 36 2025 ammissibilità e trattazione immediata, approvate nella seduta consiliare del 30 giugno scorso, è intervenuta la consigliera Di Pietro, allora per l'illustrazione ed è iscritto a parlare il consigliere Di Benedetto, che non non vedo, non è presente in Aula, quindi chiedo ai Consiglieri se intendono intervenire.
Consigliere pizza, chiede di intervenire, ne ha facoltà, prego Consigliere, grazie Presidente.
Apprezziamo questo ordine del giorno presentato dalla maggioranza, che dimostra ancora una volta una grande sensibilità, come è doveroso per il problema delle carceri, sensibilità che non è inferiore a quella del nostro gruppo e del Governo che attualmente.
A livello qui alla guida del Paese, sulla situazione carceraria, sappiamo benissimo che l'attenzione non può che essere massima, visti i problemi attuali,
E lo stesso Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, qualche giorno fa ha invitato a tenerla presente. Noi siamo come Gruppo anche disponibile a votare il l'ordine del giorno che è stato presentato dalla maggioranza, ma con alcune alcuni emendamenti che posso trasmettere e ora e poi penso saranno valutati, ammesso che siano accessibili grazie.
Grazie, Consigliere pizza.
Consigliera De Giacomi, grazie Presidente, una mozione per chiedere qualche minuto per la ricezione degli emendamenti e guardarli.
No, non molti, nel momento in cui arrivano in cinque minuti, dovrebbero qua se proprio dobbiamo però stabilire la pausa, quindi se mi dite cinque minuti, grazie Presidente.
Allora sospendiamo la seduta per cinque minuti.
Proseguiamo con il dibattito.
Consigliera Di Giacomi prego.
Grazie mille, Presidente, ne approfitto anche. Ne approfitterò anche per fare alcune considerazioni sull'ordine del giorno, ma parto e dagli emendamenti che sono in qualche modo toccano il contenuto più profondo dell'ordine del giorno, nel senso che, dal nostro punto di vista e tolgono parte delle radici per cui questo problema di cui parliamo oggi c'è e capiamo e comprendiamo come una parte politica che chiaramente ha messo in campo azioni come quella del decreto Caivano non ritenga che questo sia parte del problema che va affrontato oggi però per noi toglierlo all'interno di un ordine del giorno che parla di carcere e che parla di quelle che sono appunto per noi le conseguenze di questo stesso decreto vuol dire togliere una parte rilevante del problema. Non certo diciamo che tutto è stato generato da quel decreto, ma riteniamo che quello sia stato una parte. È un'aggravante della situazione all'interno della quale ci ritroviamo adesso rispetto al sovraffollamento delle carceri e anche rispetto a reati minori che che, appunto visto vista la situazione che c'è adesso, rischiano di aumentare ancora di più il rischio di recidiva e il rischio di non riuscire nella obiettivo rieducativo e di reinserimento delle persone detenute. Quindi, togliere questa parte per noi è no.
Non è accettabile all'interno dell'ordine del giorno. Per quanto ci terrei a ringraziare sinceramente il consigliere pizza rispetto al suo approccio, che è sempre un approccio molto collaborativo e di ricerca di compromesso, compromesso che a volte riusciamo ad avere che a volte, specialmente se i temi si riallacciano a dibattiti di carattere nazionale, per quanto poi questo ordine del giorno che chieda una cosa molto specifica e molto legata al nostro territorio, è più difficile mettersi d'accordo, per però, appunto, spero che colga la sincerità nella mio ringraziamento qualche parola sull'ordine del giorno e ringrazio la consigliera Di Pietro, ma anche il consigliere Piazza, la consigliera Monticelli e tutti gli altri consiglieri che si occupano.
E quotidianamente dei temi del carcere. È un ordine del giorno che appunto chiede qualcosa di molto specifico e di molto concreto e che ci può aiutare in futuro. Rileggo il dispositivo, quindi a valutare interessando anche la regione, coinvolgendo anche i Garanti comunali e regionali negli ambiti di rispettiva competenza. L'intensificazione delle informazioni dei periodici aggiornamenti sul complessivo stato della situazione delle carceri locali, per permettere ai Consiglieri di seguire da vicino lo stato della condizione detentiva. In questo momento di grande criticità, quindi, chiediamo sicuramente uno sforzo maggiore, ma che sappiamo essere uno sforzo che già i nostri garanti fanno e che rispetto a un lavoro fondamentale e importantissimo, per cui tengo, ci tengo a ringraziarli anche in questa sede abbiamo fatto da poco una Commissione consiliare anzi due in più puntate, in cui appunto ci veniva proprio raccontato dal Garante quanto sta accadendo e crediamo che occasioni come quella siano sempre più importanti e che quindi il rafforzamento e l'intensificazione delle informazioni che ci arrivano dalle carceri del nostro territorio e sia importantissimo. L'altra cosa che si chiede è il tema del coinvolgimento e dell'ANCI.
Rispetto all'attivazione delle reti di città, sedi di carceri, già proposta nel con durante il Consiglio comunale, come abbiamo fatto in altre occasioni, come la nostra Presidente del Consiglio fa molto spesso in sede ANCI. Anche in questo caso chiediamo che un'iniziativa che viene da da qui venga portata venga sollecitata in una sede importante come appunto ANCI, una sede efficace lo vediamo in tantissime cose che facciamo, per cui ringraziando nuovamente entrambi i Consiglieri, noi noi voteremo in questo modo.
E mi rimetto al dibattito e ascolto il dibattito grazie.
Grazie consigliera Di Giacomi, tendo eventuali no, c'è già il consigliere pizza, prego Consigliere.
Grazie Presidente, volevo ringraziare la consigliera De Giacomi per aver preso in considerazione delle nostre considerazioni, quello che mi dispiace è che, alla fine, le richieste che sono nel cosiddetto PQM erano assolutamente compatibili con quello che pensiamo si debba fare, erano le premesse che non ci permettevano di arrivare a questo, comunque non voteremo contro, non ci asterremo, facciamo finta di niente e voi andrete avanti tranquillamente e mi dispiace che questa volta non siamo riusciti a trovare una non dico un accordo, una,
Convergenza,
Comunque, e grazie per aver presentato questo ordine del giorno.
Consigliere De Martino, prego a lei la parola.
Sì, grazie Presidente, ma mi sento perfettamente rappresentata dalle parole della Capogruppo Giorgia De Giacomi che appena intervenuta sia rispetto, insomma, l'apprezzamento di questo tentativo di trovare delle convergenze, ma anche rispetto agli impossibilità, in questo caso che si riesca ad arrivarci. L'ordine del giorno, tra l'altro, chiede una cosa molto specifica, cioè quella di intensificare fin dove possibile i rapporti per gli ope periodici dei nostri garanti che fanno un lavoro quotidiano molto importante in uno scenario che, come vediamo bene anche dagli articoli sulla stampa, cambia repentinamente. Purtroppo cambia repentinamente in senso negativo e quindi come Consiglio comunale, visto che tra di noi ci sono a maggior ragione molte consigliere, molti consiglieri che si occupano da anni di questo tema, abbiamo pensato che fosse più che opportuno avere delle informazioni in maniera più costante, più frequente che tra l'altro andranno a beneficio appunto di tutto. Il Consiglio comunale, quindi, maggioranza e opposizione, e poi, ovviamente maggioranza e opposizione, decideranno cosa farne, come rapportarsi rispetto alle informazioni che chiari che già abbiamo, ma che diciamo, appunto arriveranno con più frequenza.
Perché non riusciamo ad arrivare alla convergenza, però, intervenendo su queste premesse, perché ci tengo un po' a sottolinearlo questo aspetto e non ci riusciamo perché prima qualche collega rispetto all'ordine del giorno precedente presentato dal consigliere Begaj diceva che se non si parla di un problema o se non si riportano delle analisi e delle statistiche non significa che il problema non esista, io condivido molto questa questa affermazione e nelle proposte di modifica che ci son state fatte all'ordine del giorno. Secondo me vale più o meno la stessa frase perché togliere che gli spazi all'interno del Car delle carceri sono logoranti e non soltanto per le persone detenute, ma anche per il personale che lavora lì, quando comunque abbiamo fatto e svolto, come Consiglio comunale, tante udienze conoscitive, dove abbiamo invitato il personale che lavora lì, il, i rappresentanti dei sindacati e ci hanno sempre rappresentato, purtroppo, una situazione che ha oltrepassato, nella maggior parte dei casi, il limite della decenza e che è andata negli anni peggiorando negare questo non fa un buon servizio neanche all'obiettivo che vogliamo raggiungere, perché almeno per come ragiono io, se sono sbagliate o limitate, in questo caso le premesse anche l'obiettivo, anche l'impegno successivo rischia di non andare nella direzione, nella direzione giusta e anche la stessa premessa del decreto Caivano. Io capisco ovviamente che.
Delle forze che rappresentano un Governo che ne ha fatto una bandiera siano in difficoltà. Su questo, però penso anche che sia molto difficile fare finta di niente, ma ora di dati ne sono emersi tanti e di ricerca è lo stesso da Antigone in suo in giù. Io adesso così velocemente, ho ritrovato un rapporto pubblicato sul Sole 24 ore e numeri alla mano presi dal Ministero. Ci dicono che gli ingressi e di minori in carcere nel 2021 erano 835 e hanno raggiunto quota 1.143 nel 2023,
E sono aumentati in maniera esponenziale i minori proprio in misura cautelare, che è proprio la parte su cui interviene di più. Il decreto Caivano erano.
340 nel gennaio del 2024. I minori ripeto in misura cautelare contro i 243 di un anno prima e, tra l'altro ricordo anche che quel decreto presenta delle misure molto preoccupanti, per fortuna quelle che sto per per ricordare adesso dichiarate illegittime e incostituzionali i quali il divieto della messa alla prova per i ragazzi minorenni che sono stati messi in un istituto penitenziario a seguito di reati quali lo spaccio di lieve entità allora, se noi ci crediamo veramente in questa funzione rieducativa della pena e ci crediamo in particolare per ragazzi e ragazze che hanno commesso dei crimini,
In minore età. Capite bene che se.
Non lo so, cioè vogliamo portare avanti una propaganda su contro le droghe e lo facciamo privando questi ragazzi e queste ragazze di un istituto come la messa alla prova, che è una possibilità in più per poter riscattare il proprio percorso e potersi reinserire positivamente nella società perché appunto sono stati condannati per spaccio e io la vedo mo, vedo molto grigio il futuro per questi ragazzi e per queste ragazze e se noi non la comprendiamo questa premessa, come dicevo prima, rischiamo veramente di non capire qual è la portata oggi della problematica e quindi quali sono le tante azioni e le tante risorse che più velocemente possibile, dovremmo mettere in campo, perché altrimenti noi, tra il modo in cui trattiamo le carceri minorili e i modi in cui etichettiamo le bande di ragazzi in strada, come baby-gang baby vandali e tante altre diciture terribili che si leggono purtroppo quasi quotidianamente sui giornali.
Rischiamo davvero di renderci responsabili della perdita di intere generazioni di ragazze e di ragazzi e quindi poi è inutile portare avanti la retorica su come la società dovrebbe mettere al centro e su come loro siano il nostro futuro, perché il loro futuro è già presente, è già qui, è stata tutte e tutti noi offrirgli il massimo delle opportunità. Grazie,
Grazie consigliera De Martino, Consigliere De Biase, a lei la parola.
Grazie Presidente, faccio una premessa.
E io sono convinto che in una società civile chi sbaglia deve pagare, sia per il rispetto per la società sia per un fatto di educazione, anche personale e, detto questo, sono anche contrario a qualsiasi tipo, quasi a tutti i tipi di indulti, perché se uno sbaglia è giusto che paghi,
Questo però.
È un punto di vista che assolutamente ne sono consapevole e convinto al 100%, sia quello giusto, però dall'altra parte bisogna tener presente che il concetto culturale che noi abbiamo della.
Del carcere e di quello che noi ci aspettiamo dalle persone che una volta.
Evidenziato e certificato che hanno sbagliato.
Subiscono la privazione della libertà e devono fare questo percorso, e dico che secondo me è fondamentalmente principalmente un fatto culturale, perché dal momento in cui uno sbaglia e viene privato della libertà e rimesso in carcere, viene etichettato e questa etichetta non gliela toglie via nessuno anche dopo che,
Ha finito di pagare per quello per l'errore che ha fatto, quindi, secondo me, una delle cose su cui si deve lavorare si dovrebbe lavorare, è far passare il messaggio che uno può sbagliare, sbaglia, va benissimo, paga bene, però una volta che ha pagato per l'errore che ha fatto, non deve essere considerato un cittadino di serie B se non di serie C ma deve essere considerato come un cittadino uguale agli altri e qua interviene la politica come si può far passare questo messaggio dal punto di vista culturale in maniera quotidiana in maniera,
Eh sì, né né né nella vita di tutti i giorni.
Proponendo alle persone che sbagliano.
Dei cammini che possano in qualche modo formarle, riformarle e reinserirle nel tessuto cittadino,
Quindi, da una parte, giustamente devono pagare per quello che hanno fatto, però nel tempo in cui sono costrette a essere private della libertà, gli si fa, sì, gli si deve fare un cammino in maniera tale da che queste persone, una volta terminato il periodo di detenzione, riescano a in sé reinserirsi nella società come i cittadini normali e devo dire che da questo punto di vista siamo indietro.
Anni luce da quello che dovrebbe essere il percorso di.
Di reinserimento del dei di dei cittadini.
Nella società civile siamo indietro perché molto spesso viene utilizzato il carcere come luogo dove vengono ammassate le persone.
In maniera che così non creino dei problemi alla alla cittadinanza finita lì non c'è un un'ottica di.
Migliorare.
Proponendo dei cammini rieducativi ai alle persone che sono state private della libertà, quindi, è solo un modo per togliere via queste persone dalle strade, ma senza fornirgli percorsi alternativi,
Su questo, secondo me, la politica, non solo negli ultimi anni, io non sono convinto che che sia colpa solo degli ultimi anni, ma da decenni vede il carcere solo come un luogo per concentrare, per togliersi da da da da via dei dei problemi da sulle strade cittadine e portare le persone che le creano in questo luogo e se si potesse chiudere a chiave e buttare via le chiavi.
E questo non è giusto, non è giusto, perché non solo la nostra Costituzione prevede che chi sbaglia deve pagare ma, una volta pagato, deve essere reinserito nella società.
Ma anche dal punto di vista e qua scusate se sono abbastanza cinico dal punto di vista prettamente economico, paradossalmente investire in non solo in prevenzione, ma investire in un kernel nella creazione di percorsi di reinserimento dei de de de de delle persone che hanno commesso dei reati in reinserimento nella società previene poi dei costi che.
Sono assolutamente più alti rispetto a quelli che uno potrebbe investire nella nella nel nella prevenzione e nella realizzazione di questi cammini,
Quindi assolutamente c'è tantissimo da fare, condivido.
La alla praticamente la parte finale dell'ordine del giorno che è stato presentato quel quell'invito, anche se non condivido pienamente alcune cose che sono state dette nel nelle premesse, però noi dobbiamo aver chiaro che l'obiettivo della politica, secondo me che deve essere trasversale non non da questo punto di vista è quello di.
Riuscire a fare in modo che ci sia un percorso di riabilitazione sociale e soprattutto umana delle persone che sbagliano.
E all'interno delle del del delle carceri, come si diceva anche nella nella Commissione, nella prima Commissione, quando parlava il Garante, questo mio punto di vista prettamente personale per me è una cosa vergognosa proprio uso il termine vergognoso, perché per non usarne altri che potrei essere molto molto più volgare e avere visto all'interno del carcere Dozza ma penso che qui ci siano anche in tutti i carceri,
E la sezione dove si tenevano i bambini piccoli, che non possono essere separati dalle mamme, è una cosa vergognosa che un bambino piccolo veda al di fuori delle proprie finestre, non il mare e le montagne, i giochi, ma il muro di cinta della del carcere, la mamma può essere,
Può aver sbagliato, può aver commesso dei reati, benissimo, ci sono forme alternative che possono essere anzi devono essere usate, perché questo è un mio parere personale gli errori commessi dai genitori dai fratelli non possono ricadere su i figli.
E quindi questo secondo me è una di quelle cose proprio per me non è solo anticostituzionale, ma è disumana, vergognosa, detto questo, io ribadisco sempre che io sono a favore del fatto che se uno sbaglia deve pagare per l'errore fatto ed è una questione proprio anche di secondo me di educazione,
Cioè si deve capire che, vivendo in una società ci sono delle regole, chi non le rispetta è responsabile di quello che fa.
Quindi è vero che il problema delle carceri ultimamente.
È aumentato per per una serie di motivi.
Se è vero che bisogna avere.
La possibilità di migliorare anche strutturalmente il varie carceri che ci sono però per me la la cosa che dobbiamo avere chiaro tutti è qual è l'obiettivo che come società che come politici abbiamo nell'ambito del,
Dell'utilizzo delle carceri o nell'ambito della gestione delle persone che commettono dei reati. Una volta chiarito qual è l'obiettivo, secondo me automaticamente a cascata le forze e gli investimenti a cascata andranno in quella direzione. Se l'obiettivo è togliere via le persone dalla strada e lasciarli chiusi in una cella, è un conto se l'obiettivo è quello di reinserire, cercare di recuperare e reinserire le persone nella società. È un altro paio di maniche, quindi ribadisco che la parte finale dell'ordine del giorno la condivido. Non condivido alcune alcuni passaggi delle premesse di quest'ordine del giorno, grazie.
Grazie, consigliere De Biase.
Al momento non ho altri iscritti a parlare.
Allora chiudiamo il dibattito consigliera, Di Pietro a lei la parola per la replica finale, prego.
Grazie Presidente, io intervengo per ringraziare tutti gli intervenuti anch'io.
Ho apprezzato lo sforzo del consigliere pizza e, come è stato già ben detto anche dalla nostra Capogruppo Giorgia De Giacomi, i punti nelle premesse sono per noi punti imprescindibili, perché vanno in qualche modo a motivare uno sforzo costante che stiamo mettendo in campo con.
Maggior frequenza e maggior tempestività perché la situazione 9 delle carceri.
In Italia è sconvolgente, lo ha detto appunto anche il collega pizza, di recente è intervenuto anche il Presidente Mattarella, no, nel confronto con la Polizia penitenziaria, il DAP dove appunto aveva proprio, ho voluto sottolineare quello che è uno sforzo no che gli operatori a tutti i livelli stanno facendo può all'interno del sistema penitenziario, però oggi questo sistema è completamente fallimentare perché non risponde proprio ai suoi principi perché sembra più un luogo di custodia e sono proprio le parole del Presidente Mattarella, in cui sottolinea la necessità di adottare interventi urgenti, adottate proprio anche sia da su un piano strutturale, proprio delle strutture, perché sono degradanti e inumani, ma anche per garantire quei percorsi trattamentali, educativi,
Di che possano favorire davvero un reinserimento. No, un riscatto della persona, e credo che noi oggi con questo ordine del giorno e ringrazio veramente in questo se il Partito Democratico ma tutta la maggioranza per un lavoro che che portiamo avanti anche per fare emergere per accompagnare le difficoltà che Quote quotidianamente vive la nostra città e all'interno di questo ordine del giorno andava sottolineato a quella che è una situazione, a nostro avviso che è provocata anche da scelte nazionali, perché non siamo noi che lo diciamo per strumentalizzare una situazione, ma purtroppo i dati, i rapporti che che vengono spesso trasmesse pubblicati.
Ci dicono questo, questo non toglie un'attenzione particolare che è importante è che c'è da parte del Consiglio e da parte di tutto il Consiglio comunale. Sicuramente noi, come maggioranza, stiamo cercando in ogni ordine del giorno che stiamo promuovendo. Papà di dare delle prospettive di concretezza accanto a una situazione che è veramente tragica che spesso apprendiamo no dalla stampa, ci facciamo carico di questo problema e chiediamo proprio, appunto, di rafforzare una sorta di monitoraggio che possa essere.
È destinato proprio a la nostra funzione di Consiglieri. No, com'è, perché avere? La situazione è sotto controllo in maniera tempestiva e aggiornata. È importante anche per ragionare insieme su quali risposte e quale soluzione si possono mettere in campo, e per tenere accesi sicuramente i riflettori su un problema che sappiamo bene essere un problema che va a ondate, purtroppo, perché abbiamo cioè comunque il problema carcerario, è un problema che su cui da sempre si dibatte, però noi vogliamo che questo problema, questo dramma delle carceri venga assolutamente,
Affrontato con delle scelte che riformino proprio il sistema e partire da quello che è un monitoraggio che chiediamo all'interno del nostro ordine del giorno. Ci tengo a dirlo perché l'avevo anche detto la volta scorsa, ma è sempre bene ribadirlo. È possibile chiederlo perché abbiamo comunque dei garanti, a partire dal Garante comunale, ma anche il Garante regionale che hanno sempre manifestato anche nelle Commissioni, anche nelle visite, anche nelle udienze conoscitive, anche in iniziative, una grande attenzione e collaborazione e ha anche un modo per confermare e sottolineare quanto questi, queste figure tanto e si spendono no, e pensiamo che comunque non tutti i Comuni, ad esempio, hanno i garanti, cioè è scelta proprio anche.
Territoriale. No, cioè quando diciamo dell'importanza anche di promuovere, attraverso l'ANCI no proprio l'attivazione della rete di città, sedi di carcere, no che abbiamo più volte portato in questo Consiglio con interventi con ordini del giorno, che sicuramente sono stati sollecitati anche da confronti con persone competenti e sempre più, ci rendiamo conto di quanto ci sia bisogno veramente di fare incontrare testimoni di queste direzioni. No, e di quanto sia importante rafforzare il ruolo degli enti locali, perché spesso le grandi anche riforme avvengono grazie a un lavoro territoriale che si mette in campo, anche con uno sguardo nazionale. Avevamo bisogno di protocolli e abbiamo bisogno di strumenti. Abbiamo bisogno.
Diciamo proprio di avere di in maniera organica tutti quei quegli strumenti che possano collegare questo mondo che oggi è chiuso a la società, alla comunità, perché il lavoro di comunità, il lavoro di confronto, aiuta a affrontare nel migliore dei modi i problemi, noi venerdì abbiamo fatto, abbiamo avuto un'udienza conoscitiva sulla salute mentale, no, è emerso il grande lavorano e dentro quell'udienza conoscitiva c'era un focus specifico, no sulla dimensione penitenziaria, no, perché comunque sappiamo bene,
E che, purtroppo le carceri sono un concentrato.
Di di di problemi, di povertà, di di problemi di salute mentale, e sappiamo.
Che spesso purtroppo questo.
Le carceri non hanno quegli interventi adeguati che dovrebbero avere nei confronti delle persone, la pena va scontata.
È?
La detenzione, che andrebbe usata con extrema ratio e sono gli interventi e le misure alternative, no verso l'esterno, che sono fondamentali perché noi, come città, dobbiamo capire come abbassare la recidiva no il TAV e come Paese, perché noi dobbiamo lavorare perché queste persone siano migliori no di prima ma allo stesso tempo dobbiamo rafforzare la coesione sociale e anche.
Rafforzare una la sicurezza nel nostro territorio, e lo facciamo anche abbassando la recidiva. Lo facciamo attraverso il lavoro culturale, lo facciamo con scelte strategiche e lì intorno anche all'udienza conoscitiva, perché in quell'udienza conoscitiva a me ha colpito molto e questo è veramente va valorizzato il lavoro che si sta facendo tra ambito sanitario e ambito sociale, proprio per arrivare a quell'integrazione sociosanitaria che deve essere anche educativa e anche culturale, per arrivare a capire come a fronte anche.
Di cali di risorse, che cioè sennò progressivi e ci sono sempre stati sulla sanità, ma anche sulla salute mentale, che è sempre stata la più penalizzata. Però dobbiamo mettere in campo sempre più strumenti innovativi che possano accompagnare e favorire dei processi di cambiamento. Questo è per dire che lo sforzo da questa città, anche come Consiglio comunale che stiamo mettendo in campo, è proprio quello di immaginare,
A partire da una situazione che è veramente devastante per chi è in carcere come detenuto. Per chi ci lavora ampie. Mettere in campo strade e soluzioni possibili e in questa direzione va anche tutto il lavoro che è stato citato, in premessa anche di raccordo con una società civile, una società che appartiene al mondo penale, al mondo sociale e almeno al mondo giuridico penale, ma anche con gli operatori stessi che operano, no, anche i sindacati della polizia, cioè i sindacati che ruotano all'interno delle strutture penitenziarie, proprio perché.
L'aspetto culturale è fondamentale, ma è fondamentale anche sollecitare azioni che a livello nazionale si possono mettere in campo in chiave propositiva e costruttiva. Perché questo ordine del giorno, come ebbe veniva ben detto anche dalle colleghe che sono intervenute e.
E che ringrazio, vuole veramente, è partire da Bologna no e creare una apripista in questo senso.
A livello nazionale e credo che sia anche questo passaggio importante. No che ci vede coinvolti con un ulteriore ordine del giorno. La testimonianza e la conferma di quanto.
Ci stiamo adoperando in questa direzione e adoperandoci in questa direzione, avendo a disposizione quelli che sarà, saranno dati aggiornati legati a problematiche legati al cambiamento e leggo legati a questioni, numeri che sicuramente credo che aiuteranno veramente tutto il Consiglio.
Essere parte attiva. No, schierarsi come parte attiva per proseguire questo lavoro, perché il il, la questione carceraria è una questione molto complessa. abbiamo modo anche di di dircelo no in occasione delle diverse udienze conoscitive che che portiamo avanti, ma anche in occasione di eventi pubblici, però in questa complessità, come politica dobbiamo starci, io credo che da Bologna con questo ordine del giorno possa arrivare un nuovo segnale,
È chiaro, no e costruttivo e veramente ci tengo a ringraziare ancora tutti i colleghi della maggioranza e le colleghe per questo lavoro corale che ci vede impegnati proprio su questo tema e anche per un lavoro di.
Di mobilitazione anche di confronto costante, con tante realtà che possono aiutarci a comprendere sempre più anche quelli che sono i problemi che spesso aumentano nel loro manifestarsi. Io ringrazio anche l'opposizione, come ho detto, anche per il confronto per, diciamo anche la sensibilità che anche con seppur con.
Sfumature diversi rispetto anche a punti che per noi sono.
Importanti, come ho detto imprescindibili, però è importante che ci sia un Consiglio in questo che riconosce l'urgenza e la necessità.
Ah di avviare percorsi che possano riformare un sistema oggi che si è aggravato sempre più grazie.
Grazie consigliera Di Pietro, passiamo dunque alle dichiarazioni di voto, chiedo se qualche consigliere intende intervenire in dichiarazione di voto.
Allora, Consigliere De Biasi, prego, grazie Presidente, faccio una premessa.
Chiedo che venga lasciato a verbale che non condivido e buona parte delle premesse, ma che condivido del dispositivo e quindi voterò favorevole a questo ordine del giorno, però chiedo che venga messa a verbale che non condivido buona parte delle premesse, grazie.
Grazie Consigliere, allora Consigliere Tarsitano, prego, grazie Presidente, ringrazio la consigliera Di Pietro per il lavoro fatto e tutti i colleghi della maggioranza che si sono applicati per arrivare a questo testo e credo che come azione a livello locale è quella di ricevere aggiornamenti sia fondamentale per questo. Come gruppo voteremo favorevolmente aderendo convintamente anche alle premesse che riteniamo fondamentale per dare una lettura di questa richiesta che sia una declinazione prettamente locale, ma si colloca in un quadro nazionale che, soprattutto in questi ultimi anni sta, diciamo così, dando una sferzata negativa, le condizioni di detenzione e sia per quanto riguarda la detenzione minorile che per quella relativa agli adulti e che nel modello carcere Dozza vista un po' la sua massima e tragica espressione. Con l'apertura della sezione per per giovani adulti.
E per questo, appunto, questo atto che vuole avviare una pratica di monitoraggio. Credo che che sia sia importante, appunto, da leggere in un contesto politico che va certamente mutato e a partire dalle nostre azioni, delle nostre richieste, forse un giorno lo potrà essere grazie.
Grazie consigliere, consigliere Begaj, prego.
Grazie presidente, grazie alla collega Di Pietro per l'ordine del giorno, tutti i colleghi e le colleghe che lo sostengono.
Noi siamo ovviamente favorevoli a questo ordine del giorno, voteremo favorevolmente, pensiamo che sia importante dotarsi appunto di strumenti e di metodo, non fini a se stessi, evidentemente, ma conoscere la realtà che purtroppo già conosciamo, però è giusto anche darsi appunto un un metodo più più strutturato come quello che che propone l'ordine del giorno nel dispositivo è importante conoscere la realtà per intervenire.
E quindi partire dal riconoscimento de dei problemi e di una realtà come quella delle delle nostre carceri è fondamentale, lo dico perché proprio in questi minuti sto leggendo le dichiarazioni di del Ministro Nordio rispetto alla sezione dei giovani detenuti uscite, proprio un attimo un attimo fa, io penso che sia un problema.
Dire che sostanzialmente va tutto bene che lo spostamento è idoneo, che le attività non hanno perso continuità. Lo dico perché non è tanto, come dire, è il fatto o no che poi ci sono persone che generosamente e con le quali appunto abbiamo e tante e tanti di noi hanno un confronto costante, come i volontari, i sindacati della polizia penitenziaria e tutti coloro che appunto che portano avanti le attività, però.
Come tante volte abbiamo detto in quest'Aula, pensare che il senso del tempo sia lo stesso per noi o per chi sta lì dentro è un problema molto importante, perché alcune cose si sono mosse grazie alla denuncia di chi è andato a fare le visite e che, appunto vengono anche riportate nel dettaglio nell'ordine del giorno. Questo è un aspetto fondamentale. Forse il ministro dovrebbe andare a vedere com'è la situazione, ma soprattutto andare a vedere come dire con costanza, come cambiano le situazioni, perché quella spostamento non era idoneo e non è idoneo perché non bastano solo le attività che pur sono importanti e la continuità, continuità che non c'è stata per un po' di tempo, ma gli spazi, la. L'organizzazione di uno spazio detentivo per adulti o per giovani detenuti non è uguale. Non è la stessa cosa, perché qui dire che gli spazi sono idonei significa sconfessare l'idea stessa, l'idea stessa di spazi immaginati per altri tipi di detenzione per altri tipi, di come dire di di fasce d'età, di persone, di di idea, appunto di che che che sta alla base della della giustizia minorile stessa, mi verrebbe, mi verrebbe da dire, quindi ecco scusate questa parentesi, però ho letto proprio in questi minuti quello che dice il Ministro ed è secondo me è preoccupante nell'assenza di riconoscimento, appunto no delle della realtà e grazie al cielo che si vogliono,
Mantenere gli impegni sui tempi, ma scusate all'inizio. Comunque erano tre mesi e son passati, e cioè vorrei anche sottolinearlo perché noi stiamo normalizzando e le parole sono importanti valeva per la discussione di prima come quella di di di adesso. Le le parole sono importanti per definire le cose e quindi non ha soluzione temporanea di tre mesi che poi, come tutti sapevamo, sarebbe stata prorogata ed è normalizzato il fatto che comunque sia stata prorogata, ma che comunque stiamo nei tempi lo stesso, cioè questo tipo di approccio è un problema, è un problema quando stiamo parlando appunto della vita, le persone detenute di giovani, delle condizioni carcerarie, e adesso mi sono concentrato su i suoi giovani adulti della Dozza, però la situazione del fratello che diversi di noi conoscono meglio di me. Quindi ringrazio ovviamente i colleghi e le colleghe che hanno da sempre un'attenzione su questo.
Su questo tema. Io penso che appunto noi dobbiamo dotarci di strumenti non tanto fini a se stessi ma di per per poi intervenire. Quindi davvero, grazie alla collega,
E che ha presentato l'ordine del giorno a tutti i colleghi che l'hanno sostenuto, espe e speriamo ovviamente che appunto anche attraverso un lavoro preziosissimo dei Garanti sia comunale che che che regionale, noi possiamo dotarci di strumenti maggiori, questo è un passo sicuramente in quella direzione.
Grazie Consigliere.
Se non ci sono altri che intendono intervenire, Consigliere Consigliere.
Mi pare di no, allora apriamo la votazione.
Chiedo di votare favorevolmente il Presidente.
Ha chiesto di.
Aggiungiamo.
Aggiungiamo.
Come?
Sì, sì, lo so eh.
Gora.
Va bene, allora chiudiamo la votazione o 30 presenti, 21 votanti, 21 favorevoli, 9 non votanti, il Consiglio approva l'ordine del giorno numero 2 4 6.
Allora procediamo ora con l'ordine del giorno successivo.
Dunque, l'ordine del giorno numero 5.
Ex l'ordine del giorno 172 2024 atteso ad invitare il Sindaco e la Giunta a informare il Consiglio comunale del progetto di fattibilità dell'intervento conservativo della Pollino di Antonio Canova, presentato dalla consigliera, Scarano ed altri. In data 1 marzo, 2022 è stato trattato in sesta Commissione il 18 maggio 2022 licenziato per i lavori del Consiglio. Primo rinvio su richiesta della consigliera è proponente il 16 giugno 2025, e chiedo alla consigliera se intenda illustrare l'ordine del giorno. Prego consigliera.
Preferirei avere più tempo a disposizione, quindi rinvio la presentazione e la relativa discussione.
Grazie consigliera.
I lavori della seduta consiliare terminano qui si concludano alle ore 17:56, buona serata a tutte e tutti.
Craxi.
Molte grazie.
