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CONTATTACI
Buongiorno a tutti riprendiamo i lavori del Consiglio ordinario, chiedo ai colleghi di prendere posto grazie.
Chiedo cortesemente alla segreteria Generale di procedere con la verifica del numero legale e invito sempre i consiglieri che sono collegati in videoconferenza ad accendere la telecamera per dare la presenza, grazie.
Buongiorno a tutti Angiuli.
Sì, l'ho sentita Begaj.
Bernagozzi.
Bittini.
Brinati, assente, giustificato, Caracciolo.
Celli.
Buongiorno a tutti.
Fioretti.
Cima.
De Biase.
De Giacomi De Martino.
Di Benedetto.
Di Pietro.
Diaco.
Fattori.
Foresti.
Geiger.
Iovine.
Larghetti.
Manca Marcasciano.
Mazzanti, Monticelli Naldi.
Negash.
Presidente, da remoto.
Piazza.
Pizza.
Quercioli.
Santori, presente buongiorno.
Scarano.
Stanzani.
Tarsitano.
Toschi.
Venturi.
Ah sì, è vero, è assente, giustificato.
Zontini.
Abbiamo il numero legale, possiamo iniziare, prego.
Perfetto, grazie, nominiamo gli scrutatori, se nulla osta farei Angiuli, piazza e.
Pizza.
Ebbene, come detto, hanno giustificato la propria assenza i consiglieri Brinati Venturi, proseguiamo con gli interventi di inizio seduta, i primi due sono del Consigliere Negash, il primo è sul tema, su mood residenza o resistenza, prego Consigliere.
Grazie Presidente.
Oggi voglio parlare dei su una parola araba che significa resistenza e resilienza o perseveranza, non una resistenza armata, non la violenza, ma la scelta quotidiana di restare di vivere, di esistere nonostante tutto, su mutui e il cuore pulsante della cultura palestinesi, un simbolo identitario che rappresenta la forza silenziosa e caparbia di chi non vuole abbandonare la propria terra, i propri affetti, la propria dignità. E questo lo spirito che ha dato vita alla Global su un mutuo flottiglia, la più grande iniziativa indipendente per rompere la sede di casa. Pertanto portando cibo e aiuti umanitari e ha una popolazione stremata da anni di blocco e privazioni, 50 imbarcazioni, 300 attivisti da ogni parte del mondo, uomini e donne che hanno deciso di mettere i propri corpi in mare per affermare un principio universale, quello del diritto alla vita e alla dignità. Noi qui in Italia non possiamo essere spettatori silenziosi da Bologna, da Genova, da Roma, da tantissime città. I cittadini e i cittadini comuni hanno scelto di farsi equipaggio di terra, manifestando mobilitandosi, pretendendo che i Governi e le istituzioni aprono finalmente canali umanitari sicuri, perché la solidarietà non è un gesto astratto e presenza e corpo e voce a chi chiede giustizia. Vorrei ricordare le parole dei portuali di Genova, che hanno lanciato un messaggio chiarissimo, se perdiamo il contatto con le nostre barche anche solo per 20 minuti, blocchiamo l'Europa da Genova per Israele escono 14.000 container all'anno. Non faremo uscire più nemmeno un chiodo e la dimostrazione concreta che la pressione popolare quanto diventa massa può incrinare l'indifferenza e obbligare le istituzioni a fare il loro fa. Noi politici amministratori abbiamo un dovere proteggere diplomaticamente che imbarcato, sostenere chi lotta pacificamente pacificamente, per portare aiuti umanitari dove gli Stati hanno fallito, non possiamo lasciare soli quei coraggiosi attivisti stanno facendo quello che avremmo dovuto fare di nuovo, la parola sumus ci interpella tutti significa resistere ma anche prendere in mano ai propri testi.
È un invito a Naro a non rassegnarsi a restare umani, a credere che un mondo diverso e sia possibile e se oggi i giovani in tutta Italia scendono in Italia in piazza, sì ai lavoratori e lavoratrici scelgono di rischiare la solidarietà per solidarietà, noi non possiamo far finta di nulla da Bologna, da questa città che ha una lunga tradizione di accoglienza e di lotta per i diritti, voglio dire con forza, siamo parte degli occupati di terra, della Global sumus, flottiglie, siamo un con Gaza, siamo con chi resiste senza violenza, siamo con chi crede che la giustizia, la pace non siano uno slogan, ma obiettivi concreti da conquistare insieme. Grazie grazie, Presidente.
Grazie consigliere, il prossimo intervento è sempre suo, sul tema sfratto a sorpresa in via Golinelli, prego, grazie Presidente.
Esprimiamo preoccupazione per quanto accaduto in via Golinelli a Bologna, dove una famiglia con tre minori è stata sfrattata senza coinvolgimento dei servizi sociali e senza possibilità di mediazione del Co nel corso dello sfratto. E un grave è un fatto veramente grave. Per la prima volta nella nostra città si accorsero a uno sfratto a sorpresa, che rappresenta un precedente pericoloso e inaccettabile. Le politiche abitative non possono essere ridotte a meri atti coercitivi, soprattutto quando in gioco ci sono bambini e nuclei fragili. Ricordiamo che a Bologna esiste un protocollo antisfratto, sottoscritto da istituzione, Tribunale, avvocati, sindacati e associazioni nato proprio per garantire accompagnamento e protezione sociale, evitando traumi e soluzioni brutali. Chiediamo con forza che questa pratica venga immediatamente interrotta e che la questura chiarisca con quale prassi si intendono eseguire gli sfratti in presenza di minori o persone vulnerabili a Bologna. Non possiamo permettere che famiglie vengano messi in strada senza la tutela dei propri diritti e della propria dignità.
Grazie Presidente.
Grazie, Consigliere prossimo intervento è del Consigliere pizza bullizzata sul bus prego, Consigliere, grazie Presidente, si sente bullizzata da un controllore dell'autobus minacciosamente intransigente e scoppia in lacrime.
La segnalazione riportata dalla stampa cittadina due giorni or sono e del delegato regionale dell'Associazione consumatori di Bologna Aduc, che ha sporto regolare denuncia all'azienda Trasporti TPER. L'episodio sarebbe avvenuto sulla linea 20 e quei fatti la ragazza sale sul mezzo con un trolley che sistema e blocca per non infastidire gli altri passeggeri a bordo. Proprio mentre la giovane si stava accingendo a pagare la corsa tramite smartphone salgono sull'autobus due controllori, uno dei due, l'ha presa immediatamente di mira, ignorando tutti gli altri, riferisce l'Aduc, che ha provato a prendere le parti della giovane che nel frattempo provava giustificarsi, venendo addirittura accusato di interruzione di pubblico servizio e minacciato di denuncia. L'azienda trasporti ti per assicurato un'indagine sull'episodio. Non abbiamo dubbi che lo farà. Ne va dell'immagine di una partecipata del Comune che a sua volta trascina quello della Municipalità, cui comunque, infine, deve essere addossata ogni responsabilità sul buon funzionamento del. Servizio. Non è accettabile che un cittadino fruitore di un servizio pubblico proposto venga trattata in modo in urbano dagli addetti al servizio stesso.
Signor Presidente, sono ormai è intervenuto più volte in quest'Aula per riportare lamentele dei cittadini sul comportamento dei controllori, ti per cui va riconosciuto l'esercizio di una funzione certamente sgradevole, ed è proprio per questo che dovrebbe essere richiesto un comportamento meno aggressivo.
Riterrei giusto il mo giunto il momento per una riflessione approfondita sulla modalità dei necessari controlli sugli autobus al fine di poter mostrare un volto meno autoritario e più collaborante nei confronti dei cittadini fruitori del servizio mi auguro che codesta Amministrazione voglia intraprendere al più presto una tale iniziativa. Grazie Presidente,
Grazie Consigliere, il prossimo intervento è della consigliera Foresti, senza fissa dimora, piano per tutelare il centro, prego consigliera.
Sì, grazie Presidente, è di tre giorni fa uno degli ultimi articoli sul tema, senza fissa dimora e degrado e da tempo come gruppo puntiamo il riflesso, i riflettori su questa situazione e su questi, su queste problematiche e in questi mesi si sono verificati purtroppo più e più episodi spiacevoli con anche scene quotidiane Nell'articolo si legge il piano per tutelare il centro più presidi e controlli intensi e forti le preoccupazioni delle attività, visto che tra le varie dichiarazioni c'è anche quella dell'Assessore a Madrid, in cui dice di aver messo in campo un potenziamento del lavoro della Polizia locale, che continuerà a passare 10 volte al giorno ogni ora in tutta l'area attorno a piazzetta, Guazzaloca e ne maggiori punti di aggregazione. E visto quindi che questo dimostra, penso che si stia andando anche verso quello che è la ratio del nostro ordine del giorno della nostra proposta, depositata a marzo, nel quale proponiamo sia più controlli della Polizia locale, ma anche più passaggi di interventi di pulizia nelle zone interessate perché lo sappiamo, lo abbiamo visto. C'è comunque un problema di persone legate e di persone che spesso utilizzano e le strade come bagni pubblici e che bivaccano e lasciando sporcizia e, insomma per i nostri marciapiedi per le nostre strade, ma è nella nostra proposta c'è anche quella di iniziare un'indagine è volta a capire le motivazioni per il quale molte persone senza fissa dimora, come emerso e nelle varie Commissioni che ci sono state negli anni e decido di non accettare gli aiuti e la proposta e delle posto ed alla notte, quindi, per questi motivi e per un piano che sia e che volto a tutelare il centro a 360 gradi,
Chiediamo l'anticipazione del nostro ordine del giorno sul tema in numero 206. Grazie Presidente.
Perfetto, grazie, quindi segniamo anche la richiesta di anticipazione, il prossimo intervento del Consigliere Stanzani, Bologna, Città 30 e solo un'operazione di facciata prego Consigliere.
Grazie Presidente, si Bologna, Città, 30 è solo un'operazione di facciata, ma non è una mia considerazione, perlomeno non una mia considerazione recente. È un titolo del di di del Corriere di ieri che leggevo è un virgolettato. In realtà, in un titolo attribuito alla portavoce, sa Sara Poluzzi da portavoce del Comitato Città 30, quando l'ho letto ho subito pensato, beh, è quello che ho detto che diciamo sin dall'inizio di questa vicenda della Città, 30 se ne sono accorti, anche loro è un'operazione facciata roba, utile solo a far parlare di sé, ma non a risolvere i problemi della sicurezza stradale, che invece sono una roba seria e come tante altre opere. Pensavo, come tante altre operazioni di questa Amministrazione, sia quelle eminentemente simboliche, come non solo ius soli, che ovviamente non ha cambiato nulla rispetto al tema della cittadinanza. Chi ne fa richiesta? Chi Akin, ambisce, Bologna, oppure anche quelle meno simboliche, come lo stesso tram che è tutto tranne che simbolico, perché è una realtà, è una Nazione che chiaramente sta cambiando e cambierà profondamente la città nel tempo, il cui impatto è sotto gli occhi di tutti, ma in qualche modo è un'operazione di facciata, perché è vero che cambierà ai cambia tanto la la la, la città, ma non nel risolvere l'obiettivo che si dovrebbe prefiggere, cioè quello di migliorare veramente la mobilità bolognese. Insomma, che, come è emerso in queste mie considerazioni, che ritengo valido robuste anche un po' partigiane, lo ammetto quando ho continuato lo scrolling del telefonino e sono arrivato su un video condiviso dell'onorevole De Maria al Festa dell'Unità.
E lo l'onorevole la l'autorevole esponente PD.
Difendeva le le le le le diciamo le azioni della di questa Amministrazione e più che altro si attardava nell'attaccare le la destra bolognese diceva lui, diciamo le opposizioni, fosse CIN, non parlava solo della destra, non lo so e dicendo che un'opposizione tutta che non fa proposte sostanzialmente tutto in negativo, solo propaganda, senza una una capacità di proposta, cioè ho pensato va be'gioca in casa con il suo pubblico, non avendo troppi argomenti in difesa di quello che fa l'Amministrazione Lepore chiaramente punta il dito su quello che invece non farebbe l'opposizione troppo facile, ma al di là di quello che si può pensare di quello che dice De Maria di tutte le considerazioni politiche di una parte e dall'altra, c'è una cosa buona di quello che dice De Maria, che è una cosa giusta e sacrosanta che non c'è dubbio, l'opposizione dovrebbe fare delle proposte, non dovrebbe fermarsi al dire cosa non fa Dibb di buono l'Amministrazione.
E dice una cosa che vorrei sottolineare è la dialettica politica, è la stessa politica, dovrebbero essere un'altra cosa provo a dirlo, io cosa dovrebbe essere meno propaganda e più concretezza, lo so che è lapalissiano e scontato, ma ho la sensazione che ho ribadirlo oggi non sia inutile la sicurezza stradale, così come la viabilità cittadina, ma anche il contrasto alla droga o qualsiasi altro tema che ci troviamo ad affrontare hanno bisogno di meno propaganda, da qualunque parte venga e di più, concretezza e proposte e azioni concrete. Se riusciremo ad essere e a trasmettere non solo ad essere, ma anche a trasmettere più concretezza, più concreti, più concretezza, io credo che otterremo due risultati. Saremo in grado di elaborare più e meglio insieme, anche pur partendo magari rimanendo su posizioni diverse, a fare più cose, risolvere più problemi, a fare più passi avanti, saremo più credibili per gli elettori.
La politica verrà percepita come più utile. La gente andrà a votare più volentieri e non mi pare un tema secondario perché sia si accorgerà una cosa che noi sappiamo che è vera, comunque, ma se ne accorgerà e se non se ne accorge è responsabilità nostra. Vorrei dire anche colpa nostra spesso che la politica serve e serve veramente.
Ci saranno sicuramente meno like, ma ci sarà più politica grazie.
Grazie Consigliere, il prossimo intervento è della consigliera Larghetti, priorità alla vita, prego consigliera, grazie Presidente, per andare appunto sulla ricerca della concretezza e non dei like, debbo ricordare qualcosa di molto concreto che la morte di un nostro concittadino, che ci ha lasciato gravemente scioccate la quinta vittima sulle strisce pedonali nel 2025 Mohamed Farouk di 56 anni da 22 anni a Bologna le sue figlie sono nate qui figlie che oggi sono orfane perché il loro padre è stato travolto.
Da una persona che guidava il motorino. Ecco, al netto della dialettica politica, vedo che siamo in un clima di dibattito che ha profondamente normalizzato la violenza stradale, infatti non si continua a non sentire una parola sul merito di quello che accade quando qualcuno muore, quando qualcuno si ferisce gravemente, non sento cordoglio, non sento.
Proposte concrete per evitare che questo accada nuovamente. Io non possono fare questo esercizio, quanti presidi e quante fiaccolate ci sarebbero state se Farouk invece che da un motorino fosse stato ucciso dalla coltellata di uno spacciatore, ma forse perché il dolore di una famiglia, chi perde un familiare sulla strada e meno straziante, quelle ferite sono meno profonde? No, in realtà è semplicemente perché accade troppo spesso e quindi abbiamo normalizzato questo tipo di violenza, dimenticando che chiunque di noi domani può essere in cronaca la prossima vittima. Purtroppo, specialmente le persone più fragili, le persone anziane, i bambini, ieri, a Vicenza, un ragazzino di 13 anni, è stato ucciso dopo essere stato travolto, mentre girava in bicicletta e l'automobilista non sia neanche fermato. Sabato scorso a Milano, un ragazzo di 25 anni, Matteo Barone è stato travolto investito da un SUV mentre attraversava sulle strisce pedonali esattamente come Faruk. L'impatto è stato così violento che il suo corpo è stato sbalzato per 40 metri. Pensate, ecco, alla guida. C'era un poliziotto fuori servizio che faceva i 90 chilometri orari in pieno centro abitato. Beh, certo, del resto può capitare no la tragica fatalità e questo che significa normalizzare la violenza stradale, che accadono queste tragedie e noi, come società, le vi diamo come fatalismo o ancora peggio, come occasione per attaccare il Sindaco e non un sistema in cui ciascuno è responsabile di quello che accade in strada. Addirittura chi dovrebbe garantire l'incolumità pubblica non è salvo da questo tragico schema in cui è normale condurre un mezzo di 14 quintali a 90 chilometri orari, mentre non sarebbe normale andare in giro con un coltello, correndo che è esattamente il grado di pericolosità che si ha con quando si ha questa condotta alla guida. Ed è proprio da chi ha la responsabilità di garantire la nostra sicurezza, che dovrebbero venire i segnali più forti da chi fa politica da chi ha una responsabilità pubbliche sociale. Invece abbiamo la prova che questa cultura della responsabilità e della criminalizzazione della violenza stradale. Manca completamente l'ha detto il Comitato Bologna, Città 30, di cui analizzerei il senso logico di altrimenti rimane un provvedimento di facciata piuttosto che è un provvedimento di facciata e una avversativa. Si studi alle elementari, far rispettare i limiti dicono non significa militarizzare le strade, servono controlli veri autovelox, se lo sottoscriviamo, servono più telelaser, più info, velox, più rallentatori fisici, ma serve quella che io definirei una calda presenza della Polizia locale, perché il presidio non è solo deterrenza e controllo sociale, è un segnale politico, è la è la dimostrazione che l'Amministrazione ci crede davvero in questo che vorrei che venisse un'unione di richiesta da parte del Consiglio comunale, la prova che l'Amministrazione crede davvero che bisogna fare tutto il possibile non vale solo per lo spaccio, la presenza della Polizia locale, come prova che le strade appartengono a tutte, non soltanto a chi è più forte a chi ha la macchina più grossa e in un impatto può avere la meglio. I crimini non sono solo quelli che avvengono, appunto per lo spaccio, che pure sono molto gravi, ma sono anche questi quelli di chi magari ha la giacca e la cravatta, ma non per questo si trova a essere meno pericoloso anche i crimini che tutti noi possiamo compiere con una piccola dose di involontarietà, una grande dose di incoscienza. Quindi noi dobbiamo avere il coraggio di dire che la Città 30 non è uno slogan e non è solo una campagna di comunicazione, ma deve essere il più grande piano di ripensamento e di rifacimento delle strade che questa città possa intraprendere.
Questo chiediamo di ripristinare il il i livelli di presidio della Polizia locale all'inizio di Città. 30, che hanno dato buoni risultati di varare un programma straordinario o dispositivi fisici di rallentamento a partire dalle strade più pericolose e dagli attraversamenti pedonali, di pianificare un investimento strutturale e continuativo per la messa in sicurezza degli assi principali. Che è esattamente dove sono morte le vittime a piedi, quest'anno non davanti alle scuole, agli ospedali dove solo voi volevate fare le zone 30, ma sugli assi principali, dove continuiamo a dire da inizio, mandato che è lì che è importante il presidio. Questa è la concretezza. Questa è la prova di genuinità politica. Grazie.
Grazie consigliera, i prossimi tre interventi sono del Consigliere Di Benedetto, il primo, e sul tema distribuzione gratuita di pipe in alluminio prego, Consigliere, grazie Presidente, con questo intervento voglio tornare su quello che è stato oggetto di discussione di questi giorni, la distribuzione gratuita di pipe per consumare crack da parte di questa Amministrazione è già stato detto in abbondanza.
Sono già stati espressi con abbondanza. Pareri su questa misura presenta un ordine del giorno per chiedere all'Amministrazione di ritirare, ritornare sui suoi passi. Faccio presente a chi sosteneva che il Governo sarebbe in un qualche modo fautore di questo tipo di misura. Una posizione della maggioranza che il responsabile delle politiche contro la droga del Governo, nominato dal Governo, che ha e plu plurime lauree in medicina, neurochirurgia psichiatria già primario, direttore di dipartimento di neuroscienze Massimo, Gandolfini a tutto il curriculum che voi volete per così, visto che con noi dite che non siamo legittimati a parlare con lui, non potete dirlo che è esperto di questo tema e si esprime su questo tema a nome del Governo. Non dice, come sostiene qualcuno, che il Governo a favore di questa misura, ma dice che è una misura folle, che è una foglia di fico senza alcun tipo di fondamento scientifico e che non ha nessun senso, è pura propaganda, quindi questo per chiarire quella che è la posizione del Governo, che qualcuno avrebbe voluto dire come contrario rispetto a quello delle minoranze. In questa sede votate a favore di questa proposta. Aiutateci a bloccarla perché è pura follia, è propaganda. Grazie Presidente.
Grazie, consigliere del prossimo intervento, è sempre suo sul tema abbattimento, alberi, prego.
Grazie Presidente. Con questo intervento voglio tornare sul tema degli abbattimenti degli alberi, perché è chiaro che manca l'informazione, manca la condivisione, ma anche alla partecipazione di quelle acque da parte di questa Amministrazione. Per questo presento ancora una volta una proposta con cui chiedo che il Sindaco e la Giunta rendano partecipi i cittadini e le associazioni delle informazioni delle perizie relative agli abbattimenti. Rendiamole pubbliche trasparenti, accessibili prima degli abbattimenti. Condividiamo queste informazioni, così tutti potranno essere anche più tranquillizzati e se è vero che un albero deve necessariamente essere abbattuto, allora non ci saranno le proteste, date la possibilità di presentare controperizie. Non tenete queste informazioni nascoste o comunque molto difficili da reperire come sono oggi è praticamente impossibile riceverle prima da parte delle associazioni. L'abbiamo detto lo hanno detto anche le associazioni, tante associazioni che fanno parte della Consulta, che lo chiedono a gran voce, eppure siamo qua. Da quattro anni in questo Consiglio comunale è ancora decidete di non rendere accessibili queste informazioni, perché lo chiedo anche a voi, Consiglieri di maggioranza, perché è una scelta politica, ditelo a tutti i cittadini e le associazioni che si preoccupano di questo tema invece che ridere. Ditelo, spiegategli per quale ragione siete contrari oppure votate a favore. Obbligate la Giunta a muoversi in questa direzione, come è giusto che sia, perché la partecipazione non deve essere solo una bandiera da sventolare per dire che si è bravi, ma un metodo che va applicato nella quotidianità e nell'amministrazione della città. Grazie Presidente.
Grazie Consigliere.
Però l'ultimo o il terzo intervento del Consigliere Di Benedetto sul tema tesi Harper, Polizia, locale, prego, grazie Presidente con quest'ultimo intervento sono presentare un terzo ordine del giorno. Anche di questo, come nei precedenti, chiedo la trattazione urgente, perché è un tema che è già stato sviscerato in abbondanza nelle sedi consiliari. Chiediamo l'adozione per il tesero in via sperimentale, ovviamente con un apposito regolamento e la giusta formazione anche per gli agenti di polizia locale. Si è detto tanto si è chiesto più presidio se ho chiesto più sicurezza, lo chiedono a gran voce dei cittadini, che ti chiedono anche il prosieguo della zona rossa contro cui invece si è esposta all'Amministrazione, perché i cittadini dicono la zona rossa ci ha aiutato a prevenire o a pervenuto almeno una parte degli episodi criminosi, quindi l'Amministrazione giustamente cosa dice no? Quindi noi vogliamo toglierla. Siamo contrari, senza però proporre nulla di concreto. Poi l'Amministrazione chiede anche alcuni consiglieri che in cerca di avventura vengono sotto magari no, e le pagine social dei consiglieri di minoranza, per cercare un po' di visibilità e dicono che ci vogliono più agenti di Polizia di Stato, bene informo e le persone e i consiglieri comunali, gli esponenti della Giunta che dicono che sono contrari al Tesero, ma vogliono più agenti della Polizia di Stato a presiedere le strade che la Polizia di Stato per presiedere le strade usa anche il Tesser, quindi va bene il tesoriere, se utilizzato dalla Polizia di Stato. Quello va bene, si può usare, mentre non va bene il tese alla Polizia locale è sempre lo è. Lo stesso oggetto è lo stesso strumento.
Quindi voi non siete contrari al tese. Voi siete contrari al fatto che ci sia la possibilità di dare uno strumento utile agli agenti di polizia locale per presidiare meglio il territorio? Rendiamoci conto e quindi siete anche contro la sicurezza degli agenti di Polizia locale, perché poi loro a presidiare il territorio ci devono.
Grazie Consigliere, il prossimo intervento del Consigliere Begaj, giù le mani dalle lavoratrici Yuxiang.
Grazie, Presidente, sì, con questo intervento intendo rinnovare ancora una volta la solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori IUGS, ma soprattutto le lavoratrici, perché sono appunto la maggior parte impiegate che stanno subendo un attacco durissimo. 134 licenziamenti annunciati all'Interporto e 31 nella sede di di Zola. Questa mattina sono stato all'Assemblea che c'è stato un momento di grande dignità, di lotta, di commozione e di rabbia. Pertanto, con questo intervento presento un ordine del giorno. Voglio ringraziare e di cui richiedo anche la trattazione urgente, vorrei ringraziare, Tarsitano il collega Tarsitano con cui lo abbiamo scritto assieme, di fatto, e tutta la maggioranza con la quale abbiamo sottoscritto questo ordine del giorno, perché, naturalmente, come in questi casi facciamo, deve essere di tutte e di tutti, pertanto, lo invio alla segreteria, grazie.
Grazie Consigliere, i prossimi due interventi sono della consigliera Di Pietro, il primo è sul tema allarme, carceri, prego.
Grazie, la situazione delle carceri in Italia continua a peggiorare, altri suicidi si sono verificati nel paese in questo weekend e a Bologna la scorsa settimana, è uscito un appello unanime da parte dei sindacati della Camera penale sulla condizione disumana in cui verte il carcere della Dozza dove si registra la grave assenza di forniture di necessità come le lenzuola le lenzuola che non vengono cambiate da due mesi e dove il sovraffollamento aumenta in maniera esponenziale anche nella sezione femminile come Amministrazione e continuiamo a monitorare la situazione con la massima attenzione, ma il Governo deve fare la sua parte e intervenire seriamente per affrontare la questione carceraria, perché tutti questi problemi sono di competenza dello Stato. Grazie,
Grazie consigliere al prossimo intervento, sempre suo sul tema Gaza, fermiamo la barbarie, prego, è nostro dovere continuare a tenere alta l'attenzione sulla terribile tragedia che, dopo il 7 ottobre 2023, si sta consumando da quasi due anni a Gaza e in Cisgiordania contro il popolo palestinese, un massacro di civili e una vera pulizia etnica senza precedenti che ad oggi ha superato i 60.000 morti ufficiali.
Più di 100.000, secondo le stime delle organizzazioni umanitarie, di cui 20.000 bambini e 278 giornalisti, una popolazione costretta in una prigione a cielo aperto e sotto bombe, attacchi continui, a cui è stato imposto anche il blocco degli aiuti umanitari e la possibilità di sfamarsi e nutrirsi dove aumentano di giorno in giorno i morti per fame a livello internazionale. Purtroppo, malgrado questo bagno di sangue orribile, non c'è stata finora nessuna azione politica concreta per interrompere il massacro di un popolo, per sanzionare, isolare Israele per il cessate il fuoco, Netanyahu, su cui pende un mandato di cattura per crimini di guerra e contro l'umanità emesso dalla Corte penale internazionale che è stato condannato in queste ore dall'art, dall'altra corti d'Israele per disumanità nei confronti dei detenuti che non nutre di proposito per farli morire, continua impunito nel suo intento di radere al suolo Gaza e di costringere i suoi 2000000 di abitanti, considerati tutti al pari dei terroristi, ad andarsene o essere deportati. Lo fa con l'aiuto di Trump e degli youth degli USA, nell'inerzia complice di una politica internazionale europea che non riesce neanche a mettersi d'accordo su minime sanzioni contro Israele. Quanto sta avvenendo è una violazione palese del diritto internazionale, dei diritti fondamentali di democrazia, giustizia e libertà, e che sta i vertici dei Governi, dovrebbe agire ancora una volta a rompere il silenzio, a colmare il vuoto dovuto all'immobilismo della politica e la società civile, che da tempo si adopera per denunciare questo termine con azioni concrete. Cito le tantissime manifestazioni che si sono e che si stanno tuttora realizzando, come da noi nelle diverse piazze d'Italia e del mondo. Cito la recente manifestazione a Piazza Nettuno di giovedì scorso e la manifestazione nazionale promossa dalla CGIL e tantissime realtà affermiamo la barbarie che si è svolta sabato mattina a Marzabotto e per cui non è mai mancata la presenza del Comune di Bologna. Cito la Global fiume flottiglia che questa grande mobilitazione umanitarie non violenta che è stata organizzata per rompere il blocco degli aiuti, per sfamare aiutare le vittime palestinesi.
Un'operazione che ha coinvolto e 44 delegazioni di Paesi e che ha visto imbarcarsi artisti, giornalisti, operatori, rappresentanti, attivisti e parlamentari, tra cui Annalisa, Corrado, che sabato è intervenuta telefonicamente a Marzabotto e Yassin, Lafram, rappresentanti della comunità islamica e anche lui presente a Marzabotto, a tutti coloro va il nostro più grande abbraccio e il sostegno costanti. I Governi, a partire da quello italiano, terzo Paese nella classifica che vende armi a Israele, anziché minimizzare, dovrebbero seguire questa operazione con la massima attenzione. Perché Netanyahu ha dichiarato che verranno trattati come terroristi dovrebbero perlomeno sforzarsi di riconoscere un'operazione che ricolloca al centro il valore imprescindibile di una società civile che da sempre si adopera per la pace e la non violenza, la giustizia sociale e i diritti umani dovrebbero iniziare ad agire con senso di responsabilità e fermare questa barbarie come città in virtù di una storia ed un lavoro in costante che la nostra Ministra astrazione porta avanti per la pace e la non violenza e contro la violazione dei diritti umani e continueremo a fare la nostra parte con le iniziative, presenze e partecipazione attiva a tutti gli eventi che si multipli si stanno moltiplicando, come ha fatto anche l'Assessore Ara, e continua a fare insieme a tutta la Giunta del Comune. Grazie,
Grazie consigliera. I prossimi due interventi sono della consigliera, Marcasciano, il primo sul tema crack e PPE gratuite a Bologna. Prego, grazie, Presidente clamore, è molto brutta retorica delle destre maldestre ha suscitato la decisione del Comune di Bologna di offrire pipe monouso ai consumatori di crack, brutta retorica perché superficiale, scandalistica, ha fatto utile e per nulla rispondente alla realtà. Si sa e ci sta che ognuno abbia le proprie strategie di intervento, soluzione contenimento delle problematiche sociosanitarie e ognuno ottiene i propri sui risultati più o meno rilevanti, anche ai fini di mera propaganda. È incontrovertibile che la strategia della riduzione del danno nei territori in cui è stata implementata abbia avuto i suoi risultati in tutti gli ambiti in cui essa è stata applicata, dalle dipendenze, alla prostituzione, allo sfruttamento sessuale e lavorativo, delle migrazioni, fino alla mediazione del conflitto urbano. La validità degli interventi e dei risultati sono supportati dai dati prodotti e dell'abbondante letteratura scientifica. Basterebbe informarsi e capire che non significa accettare ci mancherebbe il funzionamento di questa. Ci tengo molto a riprendere l'argomento perché ho personalmente collaborato ai vari progetti fin dalla loro nascita negli anni 80 a Roma per mano del professor Luigi Cancrini, quando eroina e AIDS mietevano vittime, tale strategia si svegliò come il miglior salvagente dello tsunami in atto in quella fase Cancrini. Mi commissionò una ricerca tramite interviste registrate a 80 transessuali sex worker sulla prevenzione e informazione all'HIV, che produsse i suoi risultati, ma fu qui a Bologna che la riduzione del danno uscì per la prima volta dall'ambito della tossicodipendenza per estere applicata al mondo della prostituzione era il 1994, quando il MIT presentò in una conferenza stampa in sala Savonuzzi un importante documento in cui si descriveva e analizzava il fenomeno o freddo, una serie di risposte volte a tutelare la salute di donne trans e uomini, ma anche di mediazione del conflitto con i cittadini residenti.
Nel tramite una équipe super preparato e formata che esportò saperi e pratiche in tutta Italia ero invece era un vero e proprio modello da seguire nei territori in cui era implementato i risultati erano e sono tangibili rispetto a cui a quelli in cui il fenomeno completamente fuori controllo è evidente. Il Moonlight ebbe una battuta d'arresto quando l'allora Giunta Guazzaloca nel 2000 cancellava il progetto, pubblicizzando la cosa molto retoricamente sul quotidiano cittadino con un paginone intero in cui venivano riportati i dati di una relazione trimestrale come se fossero quelli di due anni.
Il progetto. In realtà non si fermò piuttosto emigrò da Bologna e i Comuni limitrofi per poi, dopo tre anni in cui la situazione in città era ingestibile, fu ripreso dai quartieri a patto che non si nominasse la parola riduzione del danno riprese poi ad altre Giunte, che spesso il seguendo le prospettive Sicuritalia delle destre erano più propensi ad interventi repressivi, multe alle sex worker, ai clienti che non sortivano alcun effetto, anzi, diventavano un aggravio economico per lo stesso ente per l'impegno della Polizia locale. Quello che io ho battezzato con il nome di effetto clessidra era il risultato dell'intervento repressivo. Non risolve, ma semplicemente sposta alle presenze temporaneamente in altre zone, come pure l'effetto sprawl, così denominato da un accurato studio della dottoressa Lorenza Maluccelli, che vedeva come effetto delle politiche repressive lo spargimento lo SPRAR appunto su tutto il territorio regionale, lungo tutta la via Emilia da Piacenza a Rimini, senza crisi di continuità e soprattutto senza tutele e sicurezze. Oggi il fenomeno costitutivo si è spostato dalla strada al chiuso, dove è molto più difficile ridurre i danni, ma intanto le UDS, preposte con le loro operatrici e operatori e fotografano la realtà che la trasmettono e nonostante tutto continuano a ridurre i danni anche con le pipette.
Le secondo l'intervento della consigliera Marcasciano e manifestazioni in tutta Italia contro lo sterminio a Gaza, informazione rimossa, prego, giovedì scorso si sono svolte, decide di manifestazioni in tutta Italia, quella di Bologna è stato enorme e lo ha già detto la consigliera Di Pietro contro lo sterminio in atto a Gaza come in Italia già da tempo si svolgono in tutto il mondo proteste e manifestazioni oceaniche contro le politiche fasciste che assediano il mondo, specie quelle americane e israeliane, ma anche quella italiana. Ma tutto questo non compare assolutamente dei TG della televisione di Stato, an.
Grazie consigliera, i prossimi interventi del Consigliere, Cima l'estate delle notizie inventate, prego Consigliere. Grazie Presidente, allora quest'estate è stata lasciatemelo dire, la fiera delle sciocchezze, ne abbiamo sentite di tutti i tipi e, come spesso accade, il tram è stato uno dei bersagli principali. Invece di essere contenti che l'Amministrazione vigili con attenzione e pretenda che i lavori vengano fatti a regola d'arte, qualcuno ha preferito inventarsi gli errori di progettazione. Si è detto che le rotaie erano state posate male e che bisognava rifare tutto un bel post, con il consigliere comunale che guarda binari del gioco comunicativo e fatto il Comune pretende che i lavori vengano fatti a regola d'arte. Questa è una normale attività di controllo, che è stata trasformata in uno scandalo inventato di sana pianta, qualche altra perla sul tram. Il ponte Matteotti non regge il passaggio del tram falso, il tram non frena giuro che ho sentito, anche questo è falso. Cambiamo argomento. Parliamo del caso Milano è arrivata anche qui a Bologna. La polemica sulla speculazione edilizia si è montata, l'idea sulla parola semplificazione che a Bologna si potessero costruire palazzi di 10 piani senza autorizzazione, la sciocchezze che la SCIA sia una scorciatoia, la SCIA non è una semplificazione e un procedimento previsto dalla legge nazionale, che non riduce i controlli. Anche qui è arrivato l'esposto in Procura che, come prevedibile, finirà nel nulla perché nulla c'è di penalmente rilevante. Intanto però viene fatta passare l'idea che tutto un magna magna stesso copione, l'abbiam, visto anche sulle pipette, perché l'esposto presentato da Fratelli d'Italia è stato archiviato alla velocità della luce, ma intanto il titolo in prima pagina è rimasto. Parliamo della dieta la al caso creato sul nulla da una parlamentare leghista di Monfalcone, che ha postato un video molto suggestivo col sullo sfondo un islamico brutto e cattivo chiaramente, per dire che a Bologna sono impazziti perché diceva la parlamentare leghista, noi qui stiamo facendo una cosa orribile salvo poi dimenticare che a Ferrara, città a guida leghista che lo stesso servizio di mensa c'è lo stesso tipo di menu halal, quindi la non sono impazziti. Noi siamo impazziti e tutto il resto il giardino della Genoacfc Kings prime tre allori, poi lo spazio pubblico, poi la caffetteria per i ricchi, voi, i rapporti con Israele e poi la pavimentazione, poiché non era stato chiesto il parere, poiché il verde non si tocca poi tutto assieme. Alla fine la Johns Hopkins si è ritirata a mezzo milione di euro. È sfumato e tutto questo sull'onda di slogan e polemiche. Stavolta almeno non erano soldi del Comune, allora colleghi, chi governa deve essere incalzato nel merito, la democrazia deve vivere di confronto serio e di opzioni di alternative trasparenti, ma qui siamo davanti a qualcosa di diverso. Qui stiamo di fronte a una delegittimazione continua, spesso sui social, prende forma di bullismo istituzionale, perché trasformare il sindaco Lepore in un carnefice non dittatore è una scelta politica. Precisa, non è un'opinione. Noto anche che tutta questa rabbia organizzata finisca per attirare l'attenzione di una certa destra un po' manichea che sogno di coalizzare tutto in vista del 2027 ma, permettetemi un'alleanza degli arrabbiati non è un progetto politico, un progetto politico e avere una visione di città, un trasporto pubblico efficiente e una politica per la casa. Eliminare la lista d'attesa nei nidi politiche per gli adolescenti, una città più sicura con un Governo nazionale che si assuma finalmente le sue responsabilità sulle forze dell'ordine, sul welfare, e qui c'è il punto, chi semina continuamente falsità e chi effettivamente sta lavorando per obiettivi reali e concreti e non perdere tempo continuamente contro la macchina del fango. La verità è che siamo arrivati al ventiseiesimo mese consecutivo di crisi industriale. Tante famiglie vivono con stipendi da fame e io credo che queste dovrebbero essere le priorità del dibattito per dare risposte ai problemi e non inventarsi una marea di sciocchezze per fare falsa politica, grazie.
Grazie consigliera, il prossimo intervento del Consigliere Begaj, il lavoro non è una mancia, prego, grazie Presidente, sì, ho letto un po' ovunque, devo dire, di questa proposta che ha fatto discutere del dottor Piero Pompili, del ristorante al cambio restaurant manager che,
È sostanzialmente propone una mancia obbligatoria per far fronte a al fatto che, come è noto, il lavoro né la ristorazione particolare e il servizio di sala e cosiddetti camerieri e i cuochi hanno paghe da fame, sfruttamento, orari impossibili e dati alla mano.
Peraltro è uno dei settori dove c'è anche più irregolarità e lo dice anche uno studio proprio dell'Ispettorato del lavoro e il rapporto del 2024 con il 76% delle irregolarità che riguardano proprio il lavoro, il lavoro nero.
Bene.
Questa proposta del della Mancia obbligatoria io credo che si debba essere fermamente contrari, per non tutta una serie di ragioni, la prima è che non si può scaricare sui clienti e invece che sul datore di lavoro il costo del lavoro, questa è una ragione molto banale, ma forse vale la pena di ricordarla. La seconda è che c'è una questione di fiscalità e di contabilizzazione, comunque che va definita la flat tax sulle mancia ne parlava proprio oggi. Il Sole 24 ore è stata introdotta nel 2023, ma non sta portando grandi risultati nella misura in cui è la media nazionale è di meno di 90 euro al mese e di mancia, ma con delle differenze molto grosse perché parliamo di regioni dove siamo i luoghi più turistici, oltre il 3% ma luoghi dove siamo allo 0% e della flat tax sulle mancia hanno usufruito lo 0,5% del dei lavoratori impiegati nella nella ristorazione l'altra, un'altra ragione per cui ci ad essere contrario a questa, a questa proposta è un rischio di una distribuzione iniqua tra.
Chi lavora in sala e chi lavora in cucina, cosa non da poco che andrebbe che andrebbe definita un altro. Un'altra questione è quella della trasparenza su sui prezzi, perché chiaramente è una persona si aspetta di andare al ristorante e spendere un tot. Magari si fa un'aspettativa, ma questo tipo di proposta sulla mancia, invece, come dire, può riservare delle delle sorprese un'altra questione? Ancora il salario del lavoratore così diventa variabile, cioè io già un salario basso sul lavoro della ristorazione, ma con questo sistema di pace obbligatorie, avendo lavoro anche una variabilità su base stagionale, magari di periodi alla fine del mese. Non so quanto guadagnerò e quindi non posso fare farmi i conti banalmente anche sulle spese fisse, che ho quindi. Insomma, questa esternalizzazione delle responsabilità non va assolutamente bene e non fa. Non è una risposta, naturalmente, a quello che dovrebbe essere invece un tema di fiscalità generale e nazionale e soprattutto di contratti di lavoro da fame, perché sono i, contratti, il problema principale e il 58%, secondo uno studio che abbiamo ascoltato, della Ires Cgil ha uno stipendio in meno di 1.500 euro al mese. Ho fatto anche una visura sul ristorante al cambio per capire di quanto, come dire, parliamo dal punto di vista del dell'utile 5.000 euro annui. Io credo che con le mani non si risolve.
Grazie, consigliere, terminato il tempo, il prossimo intervento della consigliera De Martino.
Dai gruppi mia moglie alle baby influencer prego, grazie, voglio esprimere da questi banchi totale solidarietà alle donne, alcuni anche ai colleghi di partito che si sono ritrovate loro malgrado sbattute in gruppi Facebook come mia moglie o insiti in chat composte da uomini che condividono foto di donne senza consenso per umiliarli con frasi sessiste o peggio ancora pratiche erotiche. Questo si ricorda ancora una volta come stupri e femminicidi siano soltanto la punta di un iceberg che affonda le sue radici in una cultura diffusa, intrisa di patriarcato, maschilismo, sessismo. Le polemiche giustissime di questi giorni, su cui so che anche la collega per negozi tornerà dopo, mi danno però l'occasione per affrontare oggi un altro tema che seguo da mesi, che riguarda minori, soprattutto bambine, e che temo non sia stato ancora compreso appieno né da tutta la politica né dalla cittadinanza. Mi riferisco alla condivisione di immagini di minori sul web. Non è un tema semplice, perché entrano in gioco diversi fattori, ma cercherò in questi pochi minuti. Di darvi un'idea. Partiamo da un presupposto. Ogni volta che si condivide la foto di un minore sui social ci si assume un rischio e credo che molti, anche in buona fede, l'abbiano fatto almeno una volta foto nate per mostrare la tenerezza di un sorriso l'orgoglio di un genitore. Il talento precoce di una bambina, ma che in futuro potrebbero mettere in imbarazzo il minore stesso o che, cosa ancora più grave, è troppo spesso rischiano di essere trafugate manipolate e l'intelligenza artificiale oggi rende tutto ancora più semplice fino a diventare materia prima per abusi digitali o addirittura usate per monitorarne gli spostamenti irreali e quindi tentare degli abusi veri e propri. Ma il problema è ancora più grande perché non si tratta solo di immagini rubate. In molti casi si tratta di un vero e proprio fenomeno strutturale. Il fenomeno chiamato delle baby influencer minori, che spesso con la regia diretta delle famiglie diventano personaggi pubblici, generano follower, attirano aziende, producono guadagni, un mercato milionario fatto di sponsorizzazioni e visibilità, un mercato alimentato dall'algoritmo social, un mercato di cui loro per la loro età non possono avere consapevolezza. Dietro quei like ci sono due rischi enormi, il primo, lo sfruttamento economico dell'infanzia, bambini e bambine che diventano brand prima ancora di poter scegliere consapevolmente se vogliono esserlo, che fuori dalla telecamera non hanno più una vita che alimentano il mercato di prodotti estetici già dall'età di cinque o sei anni che nei fatti lavorano, ma senza alcun diritto. Il secondo è ancora più grave, il rischio pedopornografico, la diffusione incontrollata delle loro immagini e il riuso a fini criminali. Non è allarmismo, succede già ogni giorno e non possiamo nemmeno illuderci che i genitori non sappiano non in tutti, ma in tanti casi. Purtroppo è proprio questo il fine alimentare. Profili seguiti da follower sospetti profili che su Tik, Tok o Instagram seguono solo bambine che non pubblicano mai foto proprie e che lasciano commenti disgustosi. Lo vediamo grazie anche al lavoro meritorio di pagina Instagram come no ai bambini sui social che ogni giorno denuncia profili abusanti, bambine vestite in maniera succinta, ripresa in pose ammiccanti mentre embè ballano in modo sensuale o semplicemente mentre mangiano con l'obiettivo della telecamera, guarda caso fisso solo sulle loro bocche, quando queste attivisti provano a dialogare con i genitori. Spesso la reazione inquietante fanno finta di chiudere i profili per poi riaprirli subito dopo, oppure attaccano chi denuncia, arrivando a minacce e querele, ma invece a bloccare follower pericolosi. Non voglio passare da anima bella. So molto bene che la pedopornografia allo sfruttamento lavorativo dell'infanzia sono cancri presenti da sempre nella società. La differenza è che oggi sono alla portata di tutti, anche di bambine stesse, che con i telefonini dei genitori o i loro stessi telefonini hanno facile accesso a tutti questi contenuti li prendono a modello e alimentano il mercato che ci sta attorno. Allora va detto chiaramente, le proposte di legge finora depositate in Parlamento non basta. Non basta dire che i minori non possono iscriversi da soli e social, visto che sono i genitori stessi a iscriverli. Non basta vincolare. Guadagna un conto che verrà sbloccata a diciott anni perché nel frattempo quei video circolano ovunque. Abbiamo bisogno di molto di più di un'autorità di vigilanza che monitori un fenomeno di cui non abbiamo dati precisi, ma sappiamo essere in vertiginosa crescita di regole stringenti per i social network, come esistono per la pubblicità televisiva, regole che disciplinino anche le tipologie di contenuti ammessi e la frequenza. Abbiamo bisogno di poter intervenire subito nei casi più gravi. Ne parlo oggi pubblicamente, perché non possiamo aspettare che arrivi una legge europea o nazionale Tragni, ognuno di noi deve agire. Ora sostenendo le pagine che denunciano, segnalando profili, pren, pretendendo la rimozione dei contenuti e facendo sensibilizzazione a tappeto verso quei genitori che, anche senza volerlo, stanno mettendo a rischio il futuro dei propri figli. Chiudo con un ringraziamento a Telefono Azzurro che questo sabato ha presentato un manifesto per i diritti dei bambini nell'ambiente digitale e che offre già molti spunti alla politica, e ringrazio anche le colleghe come Zampa conti e Bernagozzi, con cui ho già avuto modo di parlarne, che stanno seguendo la tematica. Ma serve un impegno corale e bipartisan che vada dal livello europeo a quello locale che almeno sulla sensibilizzazione e informazione può fare molto lato mio. Mi impegno a condividere a breve delle proposte operative con il Consiglio e con la Giunta, sapendo che la sensibilità non mancherà perché non è mai mancata. Dobbiamo agire subito per restituire alle bambine ciò che spetta loro di diritto, un'infanzia libera, protetta e, soprattutto non in vendita. Grazie,
Grazie consigliera, il prossimo intervento è della consigliera, Scarano ACER, multe, le segnalazioni e pochi gli interventi, prego consigliera sì, intervengo su questa tematica, intervengo nuovamente su questa tematica sollecitata da un fatto accaduto alcuni giorni fa in San Donato all'interno di una corte condominiale ACER è esploso un camper.
Nel quale vivono delle persone che, per fortuna non erano presenti, ci sono stati feriti, non ci son stati danni a persone danni solo a cose, quindi macchine danneggiati, infissi e balconi. Il mezzo era parcheggiato abusivamente all'interno di questo cortile e la segnalazione della presenza del mezzo era stata presentata e innumerevoli volte da lungo tempo ad ACER. E questa è la questione. Adesso l'Assessore Clancy ha promesso di recarsi in loco per parlare con i residenti, nel mentre capire meglio anche la dinamica, la dinamica di questa esplosione. Io ribadisco semplicemente quello che dico da tanti anni. Vivere in un alloggio di edilizia popolare a Bologna sta diventando un incubo per le persone, per le famiglie normali e, perbene, perché continuano a denunciare, continuano a subire minacce soprusi a non poter utilizzare le zone condominiali. Le zone di tutti continuano a pagare spese esorbitanti. A volte alcuni mi spediscono quello che pagano 200 euro di affitto e 400 di spese extra condominiali per degli interventi delle aree comuni danneggiate dagli altri che casomai occupano le Tantive subaffitta, no, minacciano e non pagano neanche l'affitto. Ecco, questa è la situazione che permane. È inutile che si dica che la situazione delle case popolari a Bologna ed iliaca ed è diversa da quella.
Pessima di altre città. Non è così, non è così, perché poi, quando succede il patatrac, vengono fuori tutti i residenti dicendo noi abbiamo segnalato, abbiamo mandato una mail, abbiamo chiamato gli Uffici, ci siamo recati nella sede di ACER, dove succedono esplosione, serve che esploda un camper per fare un intervento, per rendersi conto di quella che è la situazione che permaneva, casomai da mesi e da anni io capisco che la mole di lavoro per chi lavora in ACER sia ingente, nessuno lo mette in discussione, abbiamo 12.000 immobili, ma capite bene che prima c'erano gli accertatori, noi come Fratelli d'Italia, io non so quanti ordini del giorno ho presentato, c'era anche un fondo regionale all'epoca per chiedere che gli stessi fossero aumentati, che era una figura importantissima e che ne servivano tanti, è stata tolta, non sono stato, sono stati diminuiti, pian piano è stata tolta come figura, quindi tutte le segnalazioni vengono prese in carico, ma poi non non hanno un seguito. Ecco, io mi auguro che che l'assessore e la Giunta chieda ad ACER intervenga una volta per tutte, si vedano si incontrino, facciano un quadro della situazione in una situazione complessa di circa 12.000 nuclei alloggi, per garantire una gestione più puntuale e soprattutto perché tutte le segnalazioni che vi assicuro sono centinaia migliaia vengano prese in carico. Non debba succedere che esploda un altro cambiano, succeda un'altra tragedia, questa volta per fortuna sventata per poter intervenire e rendersi conto di quella che effettivamente la situazione in tantissimi contesti, non solo in alcune zone, ma sempre più estesa ormai.
Grazie consigliera, il prossimo intervento è della consigliera, Ceretti lavoro e ceto medio, prego se, Presidente, questo settembre sarà un mese delicato e caldo sotto il profilo del lavoro, non solo per i dazi per le crisi globali, le guerre, ma anche per le crisi di settore a causa di ordini che sono sempre più altalenanti e di un export che sta andando a singhiozzo la cartina di tornasole sono i dati della cassa integrazione che crescono crescono anche in modo considerevole se pensiamo che nel trimestre corrispondente del 2024,
Oggi abbiamo un più 15% nella provincia bolognese e un 20,5% in Regione, coinvolgendo sia piccole e medie imprese, ma anche grandi imprese. Pensiamo ad esempio stamattina alla lotta di IUC. Se il ringrazio molto, il collega Begaj, che ha introdotto.
Questo tema e anche per il lavoro che sta facendo con l'ordine del giorno, insieme al collega Tarsitano, è un ordine del giorno che sottoscriverò Gaggio tech Manza Demm di Porretta Kemet la nuova, diciamo fase complicata per la Minarelli di Calderara. Abbiamo aperta la Marelli insieme a quella anche tecnico, con meccanica di Crevalcore.
Abbiamo la Menarini che che attende il rilancio, abbiamo Tecno forma di Crespellano tante lavoratrici e lavoratori, famiglie coinvolte preoccupati del loro futuro, se da un lato dobbiamo quindi tutelare i posti di lavoro, salvaguardando l'occupazione, dall'altro dobbiamo continuare a sostenere, perseverare,
Perseverare per riuscire, insomma, a appunto a sostenere un sistema produttivo che rappresenta uno dei motori economici della Regione dei tanti.
Diciamo sistemi produttivi che.
Che rappresentano appunto un uno dei motori economici della Regione, ma anche dell'intero Paese, ecco la sfida, qual è la sfida?
È quella di innovare anche il sistema produttivo, bene quindi l'idea del professor Stefano Zamagni di una scuola di imprenditorialità che insegna alle nuove generazioni a costruire nuova crescita che sia capace di coniugare quindi le ragioni dello sviluppo a quelle dell'ambiente, c'è un enorme bisogno dell'abilità di trasformare idee e opportunità in valore economico in valore culturale e sociale, quindi una scuola che possa aiutare anche a creare una compattezza tra i diversi soggetti istituzionali e le responsabilità dei lavoratori e dei sindacati mettendo insieme appunto istituzioni, università, sindacati, terzo settore,
E che appunto riesca ad abbracciare quelle che sono le esigenze di un ceto medio che è in difficoltà ecco cosa fare in questo settembre, da un lato, monitorare le vertenze aperte, accompagnandole nei tavoli istituzionali per trovare le soluzioni di tutela giuste ed eque.
Dall'altro, salvaguardare appunto l'occupazione, sostenendo con tutto ciò che è possibile fare le famiglie colpite dalle crisi e per ultimo anche appunto, sostenere ma innovare e pensare a una nuovo, a nuovi, a una nuova cultura imprenditoriale, verso un'economia civile.
Che metta al centro la persona e le relazioni, grazie.
Grazie consigliera, i prossimi due interventi sono delle consigliera Bernagozzi, aeroporti, il primo sul tema aeroporto di Bologna, ancora più intercontinentali prego.
Sì, grazie Presidente, ma e abbiamo letto anche recentemente che l'aeroporto si allarga, in realtà lo abbiamo anche visto per chi percorre la tangenziale. È stato inaugurato il nuovo, finalmente il nuovo parcheggio, di cui molti utenti chiedevano insomma il prima possibile, perché sapevamo bene che ormai l'utenza di di coloro che usano il nostro aeroporto non era più supportata dai pochi posti auto che erano disponibili e se non quelli più lontani, e è stata migliorata l'area non Schengen. Insomma, sappiamo che i lavori di ampliamento dell'aeroporto stanno procedendo, e certamente a passo veloce, e tra l'altro a breve ci sarà, o se non è già iniziato un'interruzione per lavori sulle piste, lavori che verranno fatti notturni, e anche su questo ho letto il comunicato dell'aeroporto che si scusa con passeggeri e utenti che magari si troveranno costretti, purtroppo magari ad a ritardi e oppure a deviazioni rispetto appunto alla destinazione di Bologna e non entro nel merito. Insomma, del fatto che stiamo parlando della de dei Soru, dei voli notturni, che insomma anche questo sarebbe una discussione da aprire rispetto all'apertura o no dell'aeroporto di Bologna durante le ore notturne, visto che in Italia tantissime aeroporti, ma non solo in Europa si sta andando verso la chiusura notturna del degli scali tema diverso quello dei cargo. Ma a parte questo io mi chiedo francamente quando invece si chiederà scusa a tutti i cittadini bolognesi per l'ennesima estate di sorvoli sulle nostre teste. Io sto documentando il giorno dopo giorno, tutto quello che succede principalmente, tra l'altro, guardate negli orari nell'orario iniziale, cioè di fine. Stop ordinanza quindi intorno alle 6 della mattina fino alle 8:39 e l'orario di AR diciamo che si avvicina l'ordinanza, quindi e quello serale fino fino alle 23 sorvoli. Continua a distanza di pochissimi minuti, l'1 dall'altro. Io davvero lo sto documentando, perché vorrei veramente consegnare questo dossier poi al nostro Sindaco, la nostra vicesindaca, che conoscono benissimo il problema ma consegnarlo anche aeroporto e chiedere anche qui spero in una sede istituzionale di comprendere che cosa significa vivere nella nostra città, in alcune zone della nostra città. Non è davvero possibile continuare a ignorare la problematica.
Ci troviamo alla fine perché a settembre diciamo, chiudiamo la stagione estiva, ma il problema rimane il medesimo, anzi con io suppongo e immagino visto che di master plan si sta parlando, visto che sta migliorando appunto l'assetto si sta aprendo i voli internazionali. Mi immagino che l'aeroporto di Bologna continuerà e così c'è stato anche detto no e ci è stato detto, piaccia o non piaccia, l'aeroporto Marconi continuerà a crescere bene. Io però continuo a ribadire che non è possibile avere una crescita che non tenga conto di questa problematica ignorandola completamente come se e avendo applicato un'ordinanza che gli è stata praticamente chiesta e quasi imposta da questa Amministrazione, anche con toni abbastanza duri. Scusate, se lo dico lo voglio ricordare e che ancora non è strutturale, perché l'ultimo rinnovo è solo di un anno, nonostante venga rispettata quella cioè viene rispettata quell'ordinanza, allora abbiamo assolto al compito. Bene, il compito non è assolto. Aggiungo e chiudo che tra l'altro sono aumentati i decolli. Ma ve la ricordate la virata stretta ve la ricordate, la virata stretta bene quella virata, stretta non esiste. Manderò anche questo record di tutti i decolli che sono e che sono stati fatti in queste in queste giornate nella nostra città, il tutto in assenza di maltempo. Lo voglio dire perché sappiamo perfettamente che ci sono anche dei tempi di sicurezza dei voli, il tutto in assenza di maltempo. Qualcuno poi ci risponderà prima o poi noi continueremo a chiederlo e su questo credo che l'Osservatorio dovrà partire il prima possibile, qui sollecito da questo punto di vista anche noi stessi. L'Osservatorio, deve partire il prima possibile, perché questa situazione non è più tollerabile.
Grazie consigliere, il prossimo intervento, sempre suo sul tema, ancora violenza di genere prego sì, grazie Presidente, ha detto moltissimo la collega De Martino che ringrazio insieme ad altre colleghe che insomma sono sempre su questo tema.
Molto presenti e attente, credo che abbiamo letto tutti quello che è successo prima col gruppo mia moglie, poi con il sito fica e guardate ve lo dico francamente sono solo due esempi di di un sommerso che noi ignoriamo totalmente ricordate. Le chat Telegram, in cui si condividevano i video dello stupro di Palermo e parliamo solamente di due anni fa e a cui si aggiunge una pratica che est cioè un ha fatto accaduto nella nostra città altrettanto grave frasi sessiste, discriminatorie nei portici dalla né nel bellissimo portico di San Luca, e ringraziamo l'Amministrazione, ma soprattutto la Curia per essere intervenuto in maniera tempestiva, cancellare quelle frasi che avevano nomi e cognomi di donne conosciute, quindi anche qui stiamo parlando di persone che vivono con noi, che sono intorno a noi e noi non sappiamo nemmeno chi sono. Ecco, su questo noi presentiamo un ordine del giorno che riteniamo fondamentali e discutere oggi.
Grazie consigliera. Il prossimo è il secondo intervento della consigliera. Scarano pipe inadeguatezza nell'affrontare i problemi. Prego sì, una collega prima di me ha parlato di brutta retorica, io direi che è un punto di vista diverso. Ci hanno chiamato genitori di ragazzi di ormai alcuni uomini che hanno fatto uso di Maria e, peggio ancora, anche di crack, cocaina, addirittura eroina, noi ci facciamo portavoce di quella parte di cittadinanza che ha timore e terrore per alcune vostre scelte, venerdì l'ho detto in Aula l'Assessora Madrid. Forse dovremmo concentrarci maggiormente, dare più energie, più forza e più fondi a diffondere nelle scuole già dalle scuole medie, per continuare delle superiori, un'azione davvero capillare, promuovendola, uscendo su tutte le testate, comunicandolo in tutti i quartieri, in tutte le case di quartiere. Questo dovremmo fare, non incitare l'uso della la coltivazione della marijuana addirittura in quest'Aula, e cercare come limitare le conseguenze del crack. Ecco perché, come Fratelli d'Italia, abbiamo presentato anche un ordine del giorno che va in questa direzione, perché delle proposte le abbiamo? Siamo contrari a questa scelta. Ci facciamo portavoce di centinaia di famiglie terrorizzate.
Grazie consigliera, il prossimo intervento del Consigliere Caracciolo, il Viminale studia il caso Bologna, pacchetto di misure per la sicurezza, prego.
Allora?
Sicurezza non ha più colore politico ed il primo posto dell'agenda di ogni forza democratica.
I tecnici del Viminale stanno lavorando ad un pacchetto di misure per Bologna con una serie di misure concrete, calarci nella realtà per una reale collaborazione tra Governo, forze dell'ordine, il Comune dopo settimane di esposti guerra innescate dalla distribuzione delle famose pipette, la dialettica politica, ho finito per implodere a suon di denunce di carte inviato in Procura. Il Viminale sta lavorando su tre o quattro misure da proporre al sindaco Matteo Piantedosi pone la sua attenzione sulla Polonia e saranno diversi settori in cui si concentrerà l'azione del Governo. Non è vero che il numero complessivo di forze di polizia si è calato in quanto al 31 dicembre 21 ammontavano a 3.009 6 3.
E al 31 12 24 sono saliti a 4 0 82. Resta un tema pesante, è quello della convivenza fra i criminali e i reali ai cittadini.
A fine anno, nelle città che hanno adottato le zone rosse sono stati effettuati oltre 40.000 controlli ed oltre 400 persone sono state allontanate dalle aree più critiche Federalberghi e Confcommercio hanno chiesto la proroga delle zone rosse in un'ottica di presidio del territorio.
Lei pure ha da poco ho chiesto allo Stato collaborazione, chiedendo un Fondo nazionale per la sicurezza e più pattuglie di notte.
Un recente sondaggio di un istituto specializzato ha raccontato che l'Italia, spesso divisa, si trova compatti compatta sui temi della sicurezza e del controllo della immigrazione.
Il pacchetto Bologna potrebbe essere un modello applicabile a tutto il Paese, ricordando che la sicurezza è una questione di buonsenso. Grazie,
Grazie Consigliere i prossimi interventi del consigliere Iacop crisi aziendali nel nostro territorio prego, grazie Presidente, oggi sento il dovere di aprire questa seduta con una riflessione che riguarda il cuore produttivo della nostra città, la sua storia industriale e il Presidente che ci interpella con urgenza.
Bologna è stata per anni decenni per decenni un laboratorio di eccellenza nel settore della moda e design, marchi come la per l'Ecofin, Bruno Magli, non erano solo simboli di stile, ma anche motori di occupazione, innovazione e identità territoriale, erano aziende che hanno portato il nome di Bologna nel mondo e che hanno formato generazioni di lavoratori e lavoratrici con competenze uniche, ma stamane abbiamo detto anche dalla VM di 100 specializzata nella produzione di motori diesel oltre 1.000 dipendenti 10 anni fa, oggi conta appena 300 dipendenti. Noi abbiamo prodotti di nicchia di grande qualità, le aziende sono sempre in grado di fare fare rete, possono crescere e valorizzare e nello stesso tempo anche l'economia del nostro territorio. Penso a una buona pratica come Unibon, Motorsport, un progetto nato dal 2009 per dalla passione di un piccolo gruppo di studenti di ingegneria, con lo scopo di collegare la realtà e con accademica quello industriale. Nasce così la squadra, corse che nel corso degli anni si è ampliata sempre di più, coinvolgendo anche studenti di altre facoltà. Questo anche grazie all'investimento della Regione sul bando del sulla digitalizzazione da 58 milioni di cui hanno beneficiato 1.050 imprese della nostra regione. Oggi, purtroppo, ci troviamo di fronte a una crisi che colpisce.
Un altro simbolo dell'imprenditoria emiliana la Yuxi, fondata nel 2000 proprio a Bologna, Yuxi, rappresentato la rivoluzione digitale nel fashion commerce una start-up unicorno, capace di superare 1 miliardo di valutazione senza mai essere quotata in borsa, e penso che un modello di successo nato qui è cresciuto qui. Eppure, in questi giorni IUGS ha annunciato il licenziamento di 211 ai laboratori in tutt'Italia oltre 160 nella sede bolognese. In questo caso voglio citare Antonio e Milena stamattina abbiamo detto dei giornali, marito e moglie che lavorano nella stessa azienda da anni. Penso anche a quello che sarà anche il tessuto economi economico di questa famiglia e non solo e non solo e non solo, e questo è il campo della moda, ma anche penso al campo del manufatturiero, quello metalmeccanico che per tempo è stato fiore all'occhiello della nostra economia è in sofferenza. Pensiamo alle crisi della comporta né dalla componente auto, con aziende come la Magneti Marelli, costretta a ricorrere alla cassa integrazione nel 2024 nel nostro territorio il numero di lavoratori coinvolti su ammortizzatori sociali è aumentato del 71%, ovvero da 7.000 a 9 77 a circa 13.009. Questa trasformazione, spesso imposta anche delle logiche finanziarie e da proprietà multinazionali, sta svuotando Bologna delle sue competenze, della sua identità produttiva e del suo futuro e mentre le grandi imprese si organizzano altrove, qui restano le ferite aperte, come amministratori, come rappresentanti di una comunità che ha sempre creduto nel lavoro come fondamento della dignità e della coesione sociale. Non possiamo restare in silenzio.
Dobbiamo chiedere con forza l'apertura immediata di un tavolo istituzionale sulla crisi della IUC. Il coinvolgimento del Ministero delle delle imprese made in Italy.
Della regione Emilia Romagna della Città metropolitana. L'attivazione degli strumenti previsti dal Patto per il lavoro e per il clima, una strategia industriale che valorizzi le competenze locali e protegga l'occupazione Bologna non può diventare terra di smantellamento. Dobbiamo tornare a essere terra di rilancio, di visione e di futuro. Grazie Presidente.
Grazie Consigliere. I prossimi due interventi sono del Consigliere piazza. Il primo è sul tema droga, immigrazione, lo scontro tra l'approccio umanistico e quello repressivo. Prego. Grazie Presidente, ci tengo, ci tengo molto a intervenire anche io su questo dibattito incredibile che si è sviluppato durante l'estate, che trovo emblematico della radicale differenza di approcci che esiste oggi in Italia tra la destra di Governo, in questa Amministrazione parlo delle pipette del crack, del questo era il titolo del dibattito, che in realtà era molto più ampio. Da una parte c'era l'approccio repressivo della destra di Governo, che mira a marginalizzare, criminalizzare qualunque cosa abbia a che fare con la droga, non solo gli spacciatori, ma anche gli stessi tossicodipendenti, dall'altra, invece, l'approccio sociale di questa, ma anche tante altre amministrazioni, anche di diverso colore politico dal nostro, che operano invece con gli strumenti di riduzione del danno del recupero di tossicodipendenti che un misure che mettono al centro l'individuo, cercando di avvicinarlo, di creare ponti, ricostruire una relazione di fiducia con gli operatori e con la società, nonostante i dati, i dati, non le posizioni politiche, ma i dati che danno ampiamente ragione all'approccio di questa Amministrazione lo ha detto benissimo. La consigliera Marcasciano pochi minuti fa si è attaccato in maniera esclusivamente ideologica il provvedimento, per esempio, tra l'altro, ecco se anche un articolo che è uscito recentemente sul Sole 24 ore che confronta, guarda caso, proprio due modelli in zona completamente diversa dalla nostra si parla del Nord Europa, Svezia, Norvegia. Da una parte, la Norvegia investe su operatori sociali per il contrasto alla droga. Ha scelto questa strada di ascolto, inclusione e poi quello svedese, dall'altra parte che invece punta alla repressione. Le differenze, i risultati sono incredibili. La Svezia combatte con Banten narcotrafficanti senza riuscire a risolvere i problemi Norvegia. I risultati sono molto più confortanti e questo dà ragione al fatto che, scientificamente, queste misure hanno un'efficacia estremamente maggiore e comprovata anche da esperienze internazionali e nonostante questo, nonostante questo, si è fatto un dibattito incredibile, non basato sui dati, ignorando i dati, ignorando le esperienze internazionali, attaccando con incredibile assurdità tipo che giustificherebbe l'uso delle droghe norma limiterebbe l'uso delle droghe. Uso le parole che ho letto incredibilmente da parole da esponenti politici di destra, addirittura si dice si è scritto. Si vanificano gli sforzi delle forze dell'ordine per smantellare il traffico. Discorsi di stupefacenti delle stesse forze dell'ordine con cui questa Amministrazione collabora cercando di stimolarne l'intervento, facendo con la sua conoscenza del territorio ampi e dettagliati dossier di dove si svolge lo spazio per sollecitare l'intervento più incisivo del Ministero con le sue forze, a cui spetta questo compito di con di di di controllo del territorio, con dossier ampissimi che documentano quello che accade soprattutto in Bolognina. Davvero queste sono assurdità utili solo a parlare alla pancia di un certo tipo di elettorato e non certo a raggiungere l'obiettivo per cui questa Amministrazione invece lavora, ovvero contrastare la tossicodipendenza e recuperare recuperare le persone tossicodipendente. Questa è la vera propagande parole senza dati accuse senza controproposta, anzi a dir la verità, una linea in realtà c'è, i suoi effetti sono visibili ed è la sola criminalizzazione esasperata, con provvedimenti che stanno riempiendo le nostre carceri di emarginati e tossicodipendenti. Questa è la realtà che vediamo, che esprime con i fatti. Quali sono le misure, criminalizzare e marginalizzare le persone in difficoltà quando una persona va in carcere, pur spesso è anche un fallimento della comunità e dello Stato a ogni livello, dal Comune fino allo Stato che non è riuscito a evitare la degenerazione della situazione del disagio e della sua disperazione. È vero che in molti campi, soprattutto e soprattutto per i motocicli dipendenti, se ci fosse più impegno ad agganciarli prima più investimento nelle nelle strategie sociali per riuscire ad aiutare a uscire dalla tossicodipendenza con supporti sociali avremo certamente meno detenzioni, ma per far questo bisogna agganciare queste persone e ci vogliono le politiche di riduzione del danno, come le ripeto del crack, tanto osteggiate. Il sia estesa, infatti SIS le si riempiono le carceri di disperati che fino a lasciarli abbandonati lì, senza tra l'altro misure, misure di di rieducazione che sono saltate praticamente ovunque. Quindi praticamente le carceri sono master di delinquenza, mette un tossicodipendente disperato e peggiori. La situazione crei insicurezza, questo è la realtà dei fatti. Queste sono le conseguenze di chi propone interventi solo repressivi, attacca in realtà le misure comprovate da dati che questa Amministrazione ha messo in campo. Grazie, Presidente.
Grazie consigliere. Il prossimo intervento è sempre suo UNIAN unanimità della politica sulla ristrutturazione dello stadio dall'Ara. Prego sì, grazie Presidente, ci tengo perché è un dibattito quello che si sta riproponendo sul nuovo stadio alla sua ristrutturazione, che in realtà si è già svolto nel 2017. Nello scorso mandato, quindi con molti esponenti presenti la politica sia ampiamente confrontata e all'unanimità. Quindi non è una cosa che succede tanto spesso questo Consiglio, comunque, il Consiglio comunale lo scorso mandato, quindi, comunque con tantissimi esponenti si è espresso a favore della ristrutturazione in situ. Quindi c'è un ordine del giorno di cui io sono il secondo firmatario, quindi, come dire, ne sono particolarmente coinvolto e ha visto il voto favorevole di persone ancora presenti, come l'Assessore Campaniello. Allora consigliere, la stessa Borgonzoni e della Lega Nord, la la, la la la, la collega Scarano oggi capogruppo di Fratelli d'Italia, il deputato oggi il deputato.
Grazie Consigliere, i prossimi tre interventi sono del Consigliere Mazzanti, il primo è sul tema vecchio o nuovo stadio, quali scelta per il futuro, prego.
Credo che.
Presidente.
Quindi.
Vai.
No, ma c'è qualcosa che non funziona okay.
Tutta ha detto no, pensate che nel mandato precedente abbiamo votato un ordine del giorno in questo Consiglio comunale, tra, tra cui la cosa bellissima è stata l'intervista.
Del senatore l'ISEE, che si era scordato, che aveva votato un documento dove chiedeva la ristrutturazione dello stadio, questo è, ma voglio su questo punto a essere molto chiaro l'intervista di Fenucci è stata molto chiara da questo punto di vista e Likasi ha detto la stessa cosa se il Governo, visto che ha reinserito gli stadi nei fondi PNRR, contribuirà riconoscendo la cifra richiesta, come a Firenze, come a Roma, come a Milano e da altri centri non c'è problema.
Si va avanti col progetto di ristrutturazione che 1.000 volte meglio e di uno stadio nuovo, detto questo, l'altra soluzione è quello di fare uno stadio nuovo.
Se il Governo risponderà, presumo che ha sollevato il senatore Lisei e tutta l'altra fila di senatori e deputati di Fratelli d'Italia saranno i primi a chiedere al PNR tirar fuori 80 milioni che mancano per arrivare alla cifra. 40 li mette il Comune 80 le mette saputo e altrettanta è quello che serve a mettere lui, immagino che stanno a Roma, la fa spingere su questo conteggio come dei Pasqua, dati i soldi del Comune di Bologna e se questi soldi verranno dati, siamo a posto, cioè non se ne verranno dati. Vedremo cosa fare. Con questo ho finito per cui aspetto che questi si muovono in modo decoroso, così come hanno detto, ma molte volte, purtroppo di con delle balle, vediamo come va a finire, prego.
Grazie consigliere nei prossimi interventi, sempre suo sul tema cantieri e viabilità in città, prego sì e cantieri che venite in città, direi che in questi giorni abbiamo visto poi prima abbiamo avuto un intervento del Consigliere Cima, direi che ha fatto un excursus di queste cose noi stiamo andando avanti nei tempi previsti per i fondi ci PNRR, stiamo realizzando opere indubbiamente che hanno dei problemi. Penso solo, ad esempio, l'interramento della Bologna Molinella, eh beh, voi avete visto le proteste, beh si sono scordati che hanno raccolto migliaia di firme per chiedere quell'interramento preliminare, quattro passaggi a livello e che bloccavano il quartiere San Donato. Questo è stato dimenticato.
Però quei lavori si fanno, per fortuna, con un'operazione di riqualificazione territoriale di qualità. L'altra questione è il tram, bene, i cantieri sono complicati. Debbo dire che l'Assessore, Guidone l'Assessore Campaniello hanno incontrato tutti, così come hanno incontrato l'altro giorno a Corticella. I fondi sono integrazioni, i bandi sono a disposizione. Io credo che sia giusto procedere nei tempi, visto che siamo in anticipo su questo senza perdite, ulteriormente tempi e fare i lavori come si deve e per quello che riguarda i ristori, sia noi che la Camera di commercio abbiamo dimostrato di esserci, i lavori stanno andando avanti, Bologna viene riqualificata.
Avremo dei servizi di trasporto eccellenti e Coop e da un punto di vista ambientale ecocompatibili. Pertanto, da questo punto di vista andiamo avanti e procediamo nei tempi che ci vengono richiesti. Grazie,
Grazie consigliere e ultimo intervento suo sul tema sicurezza in città, a quando il nuovo Piano del Ministero dell'interno ci stiamo aspettando di nuovo piano, anche perché questa discussione sulle Pippen, un PIP succo rese tossici e visto che prima qui è stato letto la presenza di forze dell'ordine, dovrei fare l'elenco degli interventi dei sindacati di Polizia, di centro, di destra o di sinistra, tutti in coro non c'è un numero di agenti sufficienti, le piante so sottodotate, poi abbiamo l'onorevole Bignami che fa vedere che porta a quattro agenti muove San, Giovanni Persiceto. Sapendo che a Bologna, per fare un lavoro decente, occorrerebbero solo Agenti di PS, 70 unità non lo dice. Claudio Mazzanti, lo dicono le relazioni sindacali, bene, poi c'è la propria dei Carabinieri e c'è il problema della Guardia di finanza, che anche loro lamentano carenze. Poi è bello, perché parlo di commissariati o in Bolognina. C'era il commissariato Bolognina l'hanno chiuso.
C'era la caserma dei Carabinieri in via Barbieri, tre anni fa, chiusa, e oggi vengano a dire queste robe mi potranno dire che il commissariato di pubblica sicurezza non l'ha chiusa a questo Governo.
L'ha chiuso tre Governi precedenti, due Governi precedenti, andiamo a vedere chi era al Governo quando da Presidente di Quartiere ho chiesto il perché mi è stato risposto è, ma noi eliminiamo una burocrazia, ma gli agenti non mancheranno. Balle balle, noi possiamo fare tutte le zone rosse che ci pare blu, verdine chiare, no, ma se non abbiamo forza a disposizione agenti disposizione che riescono a dare un servizio non può essere che di notte abbiamo solo tre macchine massimo, quattro di controllo, oltre a quelli della Polizia locale. Bene, allora chiamiamo le zone rosse, chiamiamo i nuovi interventi di sicurezza che il ministro risponda e mi dispiace perché Piantedosi. Abbiamo lavorato alcuni anni assieme Piantedosi, datti, una mossa non fare non prendere il vizio della Presidenza del Consiglio, che ne racconta uno e tutti i giorni differente dall'altra e poi salta fuori che non sono vere. Fai il tuo mestiere, darci le risorse necessarie. Questo.
Grazie, consigliere prossimo intervento è del Consigliere Gaigher, Bologna e le sfide educative prego grazie Presidente, intervengo oggi prevalentemente da molti altri colleghi per sottolineare uno dei punti che oggi non è particolarmente è emerso, che considero però centrale nel lavoro che questa Amministrazione sta portando avanti in questo mandato amministrativo, parlo della capacità di affrontare con coraggio e visione le sfide educative e sociali che la nostra città si trova davanti, mettendo sempre al centro l'inclusione, la qualità dei servizi e il rapporto con le famiglie. L'occasione per riflettere su questo punto c'è la offerta, il nostro Assessore alla Scuola, Daniele Ara, del quale nell'ultima settimana abbiamo letto un paio di interviste dove appunto l'assessore ha voluto affrontare. Da un lato, la questione delle ore educative per la disabilità a scuola, dall'altro la gestione dei nidi e delle scuole dell'infanzia, due ambiti diversi, ma che raccontano un medesimo approccio politico, quello di un'amministrazione che non si limita a gestire l'esistente ma che prova ad innovare e sperimentare, cercare modelli nuovi capaci di rispondere ad una società in rapida evoluzione sulla disabilità scolastiche. I dati parlano chiaro, il numero delle certificazioni è in crescita costante e questo rende sempre più complesso il lavoro di insegnanti ed educatori. A questa sfida. Bologna non ha risposto con tagli o arretramenti, ma con un incremento delle risorse, con un impegno preciso a garantire il rapporto 1 a 1 nei casi più gravi, non solo con la sperimentazione avviata in alcuni plessi scolastici, che coinvolge quattro istituti comprensivi ed un liceo, si apre la strada ad un modello che non si limita a distribuire ore, ma punta ad abilitare i contesti favorendo un apprendimento cooperativo e inclusivo per tutti. È un segnale importante perché ci dice che l'Amministrazione non rincorre soltanto le emergenze, ma si interroga su quale idea di scuola vogliamo costruire per il futuro.
Lo stesso spirito e lo ritroviamo nella gestione dei nidi e delle scuole dell'infanzia, anche quelli difficoltà, non mancano organici da mantenere, sostituzioni da garantire, rapporti numerici sempre più impegnativi, bisogno bisogni crescenti delle famiglie. Eppure la scelta è stata chiara. Difendere con orgoglio un modello 0 6 a forte guida comunale in un momento di cui in cui altrove si preferisce arretrare o esternalizzare, investire su figure jolly per coprire l'assenza, assumere nuovi pedagogista e aprire al confronto con le famiglie sui temi concreti come gli orari, i servizi estivi, persino la climatizzazione degli spazi, non si tratta solo di risolvere problemi contingenti, ma di promuovere un salto di qualità nel mo nel modo stesso in cui concepiamo i servizi educativi. Queste scelte vanno lette insieme. Da una parte la scuola, che include dall'altra i servizi 0 6, che restano presidio pubblico di qualità. In entrambi i casi emerge una tensione innovativa che voglio sottolineare con forza Bologna non si rassegna all'idea che i servizi educativi siano semplici capitoli di spesa, li considera un investimento strategico, un terreno di sperimentazione, un laboratorio dove si misura la tenuta della nostra democrazia. Naturalmente le sfide restano aperte. Servono più risorse a livello nazionale, servono modelli nuovi per affrontare l'aumento delle certificazioni. Servono risposte anche su altri fronti, come quello degli anziani, delle fragilità, ma intanto questa città sceglie di non stare ferma, sceglie di mettere in campo ciò che può progettualità, ricerca, collaborazione con università, ascolto dei sindacati e delle famiglie, monitoraggio costante dei risultati. Per queste ragioni voglio esprimere un sincero apprezzamento all'assessore. Aree all'amministrazione comunale per la strada intrapresa. Non è la via più facile, perché richiede di misurarsi ogni giorno con conflitti con aspettative talvolta divergenti, con la fatica di innovare dentro contesti complessi, ma è la via giusta quella che tiene insieme il diritto al lavoro e il diritto all'educazione, quella che non contrappone alle famiglie, agli insegnanti, ma li mette relazione, quella che guarda avanti l'inclusione non è una parola astratta, è una pratica quotidiana che si misura nelle scelte concrete e nella decisione di mantenere i nidi a gestione pubblica e nella scelta di ampliare l'offerta estiva per i bambini con disabilità è nella volontà di garantire che nessun alunno resti indietro, perché le risorse non bastano. È in definitiva la cifra stessa di una città che vuole essere comunità. Per tutto questo credo sia giusto che oggi anche qui in Consiglio comunale si riconosca IC, sostenga l'attenzione innovativa che Bologna sta esprimendo su questi temi. Non si tratta solo di amministrare bene, ma di indicare un modello, una città che investe sulla IUC, sull'educazione come leva di futuro, che considera i servizi non un costo, ma un diritto e che continua a fare della scuola e dei nidi. Uno spazio di inclusione e di uguaglianza e di progresso civile grazie,
Grazie consigliere per l'ultimo intervento del Consigliere Piraino, ne è rimasto da tempo, quindi niente, e dunque abbiamo terminato gli interventi di inizio seduta, sono stati presentati cinque ordini del giorno nel corso degli interventi e di cui viene chiesta la trattazione immediata dopo le deliberazioni chiedo se c'è qualche mozione prego Consigliere De Giacomi,
Grazie mille, Presidente, si per chiedere una mezz'ora di pausa avendo cinque ordini del giorno sembra adeguato come tempo.
Perfetto, se nulla osta, sospendiamo gli la seduta per 30 minuti.
Di ci vediamo alle 15:30 15 32. Grazie.
Allora riapriamo la seduta consiliare, sono stati presentati cinque ordini del giorno.
Poi c'è l'anticipazione dell'ordine del giorno numero 206 richiesto dalla consigliera Foresti, quindi procediamo con le votazioni per la trattazione immediata, ovviamente dopo.
Dopo le deliberazioni iscritte.
Allora partiamo dalla.
Primo ordine del giorno a prima firma, consigliere Di Benedetto per ritirare la misura relativa alla distribuzione gratuita di PIP per il consumo di crack, chiedo se vi è un intervento contrario.
All'ammissibilità dell'ordine del giorno.
E allora, consigliera De Giacomi ha chiesto di intervenire.
Prego, grazie Presidente, e sappiamo che un altro ordine del giorno simile è già stato depositato in Commissione e quindi ci sarà una Commissione sul tema, inoltre, visto che, come è stato riportato e detto in varie occasioni durante la Commissione e che abbiamo avuto a luglio sull'argomento che è stata una Commissione molto interessante credo è molto informativa appunto rispetto a tanti esperti che speriamo che abbiano ancora voce in capitolo e che siano stati presi come tali noi riteniamo che possa essere utile, visto che in quell'occasione dibattito non c'è stato, ma si è sviluppato unicamente sui media successivamente magari riproporre un momento di quel tipo grazie,
Grazie consigliera De Giacomi, apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione o 30 presenti, 30 votanti, 9 favorevoli, 21 contrari il Consiglio non approva.
Scusi.
Furono di voto,
Provi a uscire, consigliere, rientrare.
Ah.
E non possiamo, purtroppo, il problema da qua non è risolvibile.
Ho capito io però sono.
Posso solo in presenza perché non sto bene di salute.
Allora ora è chiusa, Consigliere comunque risolviamo il problema delle prossime votazioni, va bene.
Bene procede per le prossime, lo fa presente, vota a voce, va bene.
Bene, allora procediamo ora con l'ordine del giorno successivo, sempre a prima firma, consigliere Di Benedetto per rendere partecipi i cittadini le associazioni delle informazioni relative agli abbattimenti degli alberi, chiedo se vi è un intervento contrario all'ammissibilità.
Allora non vedo prenotazioni, quindi direi che possiamo procedere con la votazione, apriamo la votazione.
Nessun astenuto.
Allora, sì, aggiungiamo l'astensione del consigliere Celli.
Quindi abbiamo 33 presenti, 33 votanti, 33 favorevoli, 32 favorevoli e 1 astenuto.
Procediamo ora con l'ordine del giorno successivo, sempre a prima.
Ah no, scusate, in questo caso, però c'è l'urgenza, perché abbiamo l'ammissibilità, quindi apriamo la votazione per l'urgenza.
Allora chiudiamo la votazione 32 presenti 33, scusate perché c'è anche il consigliere Celli 33 che vota da casa 33 presenti.
10 favorevoli.
23 contrari, quindi il Consiglio non approva la trattazione urgente.
Procediamo ora con.
L'ordine del giorno successivo, il numero 3, sempre a prima firma, consigliere Di Benedetto per l'adozione in via sperimentale dei taser per gli agenti della Polizia locale chiedo se viene intervento contrario.
Allora non vedo richieste di intervento, quindi apriamo la votazione.
Allora chiudiamo la votazione.
31 presenti, 31 votanti, 31 favorevoli, il Consiglio approva l'ammissibilità quindi apriamo la votazione per l'urgenza.
Chiudiamo la votazione o 31 presenti, 31 votanti, 8 favorevoli, 23 contrari, il Consiglio non approva la trattazione urgente, procediamo ora con l'ordine del giorno successivo a prima firma, consigliere Begaj, ordine del giorno per esprimere solidarietà e sostegno ai lavoratori e alle lavoratrici di yachts c'è un intervento contrario.
No, procediamo con la votazione, apriamo la votazione per la trattazione.
Chiudiamo la votazione 30 presenti, 30 votanti, 30 favorevoli, il Consiglio approva l'ammissibilità procediamo ora con la richiesta dell'urgenza con la votazione per l'urgenza.
Chiudiamo la votazione 32 presenti, 32 votanti, 32 favorevoli il Consiglio approva la trattazione urgente.
Procediamo con l'ordine del giorno successivo, il numero 5 a prima firma, consigliera Bernagozzi per contrastare la cultura patriarcale, se esista e violenta, chiedo se vi è un intervento contrario.
Allora apriamo la votazione.
Allora chiudiamo.
La votazione o 32 presenti 24 votanti, 24 favorevoli, 8 non votanti, il Consiglio approva l'ammissibilità procediamo quindi con la richiede, la votazione, nonché la trattazione urgente.
Chiudiamo la votazione 32 presenti, 25 votanti, 25 favorevoli, 7 non votanti, il Consiglio approva la trattazione urgente, l'ultima votazione.
Per di inizio seduta alle anticipazioni degli ordini del giorno 206, richiesto dalla consigliera Foresti, apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione 33 presenti, 33 votanti, 9, favorevoli, 24 contrari il Consiglio non approva l'anticipazione.
Allora passiamo dunque alla trattazione delle delibere iscritte ai lavori odierni.
La.
Prima delibera e di competenza dell'assessore, Li Calzi, che è collegata che saluto è stata trattata in prima Commissione il 4 settembre scorso, licenziata per i lavori del Consiglio, e la parola all'Assessora Licalzi, buongiorno Assessore a lei la parola, prego.
Presidente, buon pomeriggio, le chiedo solo cortesemente perché nell'ordine avevo visto prima la delibera per secondo la delibera debito fuori bilancio o sbaglio.
Quindi questa è la prima è quella assegnata all'Assessore Laudani, mi corregga se sbaglio eh no, io ho la sua come prima delibera perfetto, allora l'elenco prego, quindi parliamo della nuova.
2 è corretto 90 del 2025 Bologna servizi funerali autorizzazione alle modifiche statutarie prego quindi questa okay perfetto, perfetto.
E che ha portato in Commissione il Capo di Gabinetto. Per questo avevo fatto confusione, io benissimo che oggi invece illustro io in Aula di Consiglio saluto lei e la vicepresidente, le Consigliere e i Consiglieri, appunto questa delibera è stata trattata dal capo di gabinetto Sergio Lo Giudice nella Commissione e la proposta di delibera ha ad oggetto l'autorizzazione alle modifiche statutarie di Bologna. Servizi, cimiteriali, Bs F, S.r.l. E che, come sappiamo, è una società partecipata da Bologna, servizi, cimiteriali PSC che ne unico socio, poiché vi SC S.r.l. Partecipata dal Comune di Bologna in base alle definizioni normative Bs F e società indirettamente partecipate dal Comune e cosa ha fatto G.S.F. Ha manifestato la volontà di attivare due nuovi servizi per la clientela.
Il primo, l'esecuzione e o intermediazioni a favore e a supporto dell'utenza inerente la realizzazione OLAF, ovvero l'affidamento dei servizi giuridici di amministrativi connessi e collegati dipendenti al decesso, quindi queste tre forme e secondo l'attività funeraria per animali ed ogni esercizio connesso per fare ciò, intende proporre la modifica dello Statuto societario, inserendo in particolare nell'articolo 3.1 anche i suddetti due servizi e pertanto, proponendo una integrazione nell'articolo 3.1 dei due nuovi servizi. Il testo proposto è il seguente, il tuo appunto, l'articolo 3.1 la società ha per oggetto lo svolgimento della gestione in proprio o per conto di terzi delle attività inerenti i servizi funerari e attività ad essi connessi, come l'attività di esecuzione e o intermediazione a favore e a supporto dell'utenza inerente alla realizzazione, ovvero alla l'affidamento dei servizi giuridici e amministrativi che siano connessi collegati o dipendenti al decesso e l'attività funeraria per animali e, e ogni servizio connesso. Si tratta di servizi commerciali che il socio privato può legittimamente svolgere, pertanto non vi sono motivi per non consentire la modifica statutaria proposta. L'amministratore unico della società BSS S.r.l. Ha motivato la decisione in considerazione della necessità di offrire un servizio più completo in risposta alle esigenze manifestate dalla dall'utenza. Sempre più persone, infatti, chiedono un supporto per svolgere tutti gli adempimenti e burocratici non solo funerari connessi al decesso, come la gestione delle utenze delle operazioni bancari, così come il numero sempre maggiore di persone che hanno animali domestici e il trend in crescita di spesa che le famiglie, sono disposto a sostenere per gli animali d'affezione. Rende opportuno avviare anche queste due attività. Si propone pertanto in questa sede di autorizzare le modifiche statutarie come sopra proposte, cosicché il legale rappresentante di Bologna, servizi cimiteriali possa esprimere voto favorevole in seno all'assemblea dei soci di BSS, chiamata ad approvare le modifiche in questione. Grazie.
Grazie, ringrazio l'Assessore Licalzi apriamo il dibattito.
Non vedo richieste di intervento.
Quindi passiamo alla votazione.
Apriamo la votazione.
Alle dichiarazioni di voto consigliera De Giacomi prego.
Grazie Presidente, per anticipare il voto favorevole del Gruppo del Partito Democratico e ringraziare anche in quest'Aula l'Assessora, il Capo di Gabinetto, tutti i tecnici che lavorano.
Il la alle delibere e a questa delibera, questo è il primo la prima delibera dopo la pausa estiva, quindi ne approfitto anche per augurare un buon rientro a tutte e tutti noi a ringraziare chi si occupa della gestione del Consiglio comunale, di tutte le persone che in quest'Aula ci permettono di lavorare. Grazie.
Grazie consigliera Di Giacomi.
Chiedo se ci sono altri interventi per dichiarazione di voto.
Allora non vedo prenotazioni.
Quindi apriamo la votazione.
Allora chiudiamo la votazione o 33 presenti, 24 votanti, 24 favorevoli, 9 non votanti, il Consiglio approva, procediamo ora con la votazione per l'immediata eseguibilità e apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione.
33 presenti, 24 votanti, 24 favorevoli, 9 non votanti, il Consiglio approva anche l'immediata eseguibilità.
Procediamo ora con la proposta successiva, che è la numero 92 riconoscimento debito fuori bilancio a seguito di sentenza emessa dalla Corte di cassazione ha ricevuto il parere favorevole dei Revisori, è stata trattata in seconda Commissione il 5 settembre scorso e ni in licenziata per i lavori del Consiglio Assessora Licalzi, le do la parola per l'illustrazione prego,
Sì, grazie Presidente deliberano, già trattata in Commissione, come ho detto nell'introduzione, si tratta di una sentenza notificata al Comune di Bologna e pubblicata nel luglio di quest'anno emessa dalla Corte di cassazione, sezione tributaria nell'ambito di un procedimento che nasce nel 2018 e la sentenza condanna il Comune di Bologna a pagare le spese di lite che liquida nell'importo complessivo di 678 euro per compensi oltre 200 per esborsi rimborso forfettario e altri oneri di legge con.
Una nota e sempre di luglio, 25 controparte ha richiesto il pagamento delle spese di giudizio calcolate nella somma di euro 1.189 28. Come sappiamo, in questi casi occorre una delibera riconoscimento, debito fuori bilancio e se, trattandosi di una, è di un importo che deriva da una sentenza esecutiva. Pertanto si tratta di un atto dovuto e vincolato. La legittimità di si chiede pertanto di riconoscere la legittimità di tale debito fuori bilancio e per un importo totale come sopra detto, di 1.199,28, dando atto anche che la spesa trova copertura finanziaria sul capitolo litri transazioni d'oneri conseguenti relative alla gestione dei tributi comunali e il bilancio 2025 con la stessa delibera si chiede di demandare al responsabile del servizio e l'adozione di tutti gli atti e gli adempimenti come sempre necessari per procedere con la liquidazione della somma indicata è riconosciuto. Grazie.
Grazie Assessore, apriamo il dibattito.
Non vi sono richieste di intervento.
Quindi passiamo alla dichiarazione di voto, non deve aggiungere nulla, vero Assessore.
No, grazie Presidente, grazie, allora passiamo alle dichiarazioni di voto.
Allora io non ho prenotazioni neanche per le dichiarazioni di voto, quindi procediamo con la votazione, apriamo la votazione per la proposta di delibera numero 92.
Chiudiamo la votazione o 32 presenti, 32 votanti, 23, favorevoli, 9 contrario, 1 non votante, il Consiglio approva procediamo ora con la votazione per l'immediata eseguibilità.
Chiudiamo la votazione 33 presenti, 33 votanti, 24, favorevoli, 9 contrari il Consiglio approva l'immediata eseguibilità.
Allora erano le uniche due libere iscritti ai lavori odierni e quindi ora procediamo con gli ordini del giorno.
Sono l'ordine del giorno numero 4, il primo, che è ordine del giorno a prima firma, consigliere Begaj, chiedo al Consigliere se intende illustrarlo, prego Consigliere.
Grazie Presidente, sono stato telegrafico nel degli interventi, a inizio seduta, però ci tenevo a spendere qualche qualche parola in più.
Come come dicevo, credo che questo sia uno degli attacchi più pesanti al nostro territorio dal punto di vista.
Occupazionale, perché un piano di esuberi che, che riguarda?
134 persone solo nella sede dell'interporto e 31 a Zola sono numeri importanti, sono numeri molto importanti.
Licenziamenti che sono stati annunciati in videoconferenza, cioè non so se ci rendiamo conto di cosa significa anche dal punto di vista della dignità di queste lavoratrici e di questi lavoratori essere mandati a casa.
Cioè l'annuncio, perlomeno che ci saranno 100.
63 più,
Più 31.
Persone mandate a casa attraverso una videoconferenza, io credo che sia davvero qualcosa di di brutale, ma purtroppo sono questi tempi in cui viviamo, perché sappiamo che le persone vengano licenziate, via WhatsApp, semplicemente buttato fuori dal gruppo, quando quando non servono più ormai questa modalità è diffusa però in un'azienda in una società così importante e storica per questo territorio che ha passato diversi Travaglino che però comunque è tuttora un punto di riferimento per il settore dell'e-commerce della moda, penso che questo sia particolarmente grave questa mattina in Assemblea.
Nel parcheggio proprio di IUGS abbiamo ascoltato le le lavoratrici.
E le loro testimonianze e storie dure di grande preoccupazione per le proprie famiglie, per chi magari lavora in quella sede da da 23 24 anni, abbiamo ascoltato storie di questo tipo, però anche tanti giovani che che erano lì in presidio nello sciopero e nell'assemblea che ovviamente si vedono sfumare comunque un lavoro che che magari cercavano e che appunto avevano avevano ottenuto quello che i sindacati hanno denunciato in maniera molto chiara e che c'era un tavolo.
Che era in corso da tempo un tavolo con i sindacati e con le istituzioni dove questa decisione non era mai stata annunciata o comunque anticipata è una delle ragioni.
Per cui questo credo che non sia accaduto, oltre alla assenza di trasparenza delle intenzioni della società.
È che il Patto per il lavoro.
Siglato anche con Confindustria, che rappresenta in teoria anche you IUGS e lux Experience, che la che la società che controlla, che controlla IUGS prevede espressamente l'esclusione dei licenziamenti collettivi,
In maniera unilaterale, e prevede invece l'utilizzo anche preventivo, degli ammortizzatori sociali.
Questa quindi, di fatto, a una rottura del patto molto grave sulla pelle delle lavoratrici e dei e dei lavoratori, vorrei fare un focus anche su cosa significa non solo per questo numero di lavoratrici e lavoratori appunto questa questa decisione, questo piano di esuberi,
Questa mattina c'erano in Assemblea anche tantissimi addetti della logistica, quindi dell'appalto della logistica, perché non può, non ci sfugge, credo che avere cioè mettere in campo questa decisione, anche un impatto.
È facile pensare, diciamo così, che possa avere un impatto anche su sull'indotto e il primo indotto, ovviamente, che sarebbe impattato è esattamente quello quello della logistica, quindi davvero questo dà le proporzioni di un qualcosa di veramente grave e importante perché se sommiamo gli addetti alla logistica a gli addetti IUGS parliamo di un migliaio di persone.
Un migliaio di persone.
E sono cifre davvero che fanno che fanno rabbrividire l'istituzione, in parte si sono già espresse la Regione a Città metropolitana con parole molto nette, credo che anche il Consiglio comunale debba farlo e debba farlo nell'unico modo possibile in questo momento, cioè chiedere che questo piano di esuberi venga ritirato cioè questo è il primo è il primo punto, cioè non può esistere un licenziamento collettivo fatto in questo modo in maniera unilaterale che manda a casa centinaia di persone.
Questo è il punto, ed è questo anche le, naturalmente, il dispositivo dell'ordine del giorno, oltre alla richiesta a, oltre alle espressioni di solidarietà con queste lavoratrici, e questo atto che discutiamo in questo momento in Consiglio comunale, che che voteremo, spero ovviamente favorevolmente e in maniera trasversale è quello che le lavoratrici e i lavoratori ci chiedono.
Perché quello che hanno anche ribadito questa mattina nel corso dell'assemblea è proprio anche una espressione istituzionale chiara, netta, fatta attraverso degli atti di indirizzo e, naturalmente.
E quello che può fare il Consiglio comunale è esattamente questo, ovvero ovvero un ordine del giorno che inequivocabilmente sta dalla loro parte e che inequivocabilmente chiede il ritiro della procedura di licenziamento collettivo in un clima surreale. Potete immaginare di rabbia come la descrivevo nell'intervento di inizio seduta, di commozione, anche di paura, però anche di voglia di voglia di lottare nell'incertezza nell'incertezza, perché in questo momento nessuno sa a chi tocca la sorte, appunto di essere di essere mandato mandato a casa, però il nostro compito è quello di favorire, essere solidali noi, ma anche favorire la solidarietà tra lavoratrici e lavoratori, perché purtroppo,
È facile cadere nell'egoismo nel pensiero che magari se non si lotta, se non si sciopera, se non ci si mette la faccia magari non tocca a me, tocca a qualcun altro e invece io credo che la vicinanza istituzionale e delle forze politiche è importante proprio per dare questo senso di non isolamento.
E quindi favorire anche il meccanismo, la dinamica di collettività di cui ha bisogno, una lotta che si appresta a essere importante, dura e molto difficile anche da portare avanti, perché parliamo appunto di una società che non è qui, che ha in Germania,
Che ha concluso peraltro a poco appunto la l'acquisizione, quindi cambi societari, anche anche recenti, 700 persone che saranno mandate a casa, o almeno questa è l'intenzione della società in tutto il mondo e 211 solo in Italia, appunto, con l'impatto più alto non sfuggirà bah facendo un banale calcolo, appunto su sul territorio, sul territorio bolognese.
Quindi, davvero è fondamentale che noi prendiamo parte, prendiamo una posizione chiara e mettiamo in campo tutte le iniziative possibili che non ho dubbi, che anche gli altri livelli istituzionali metteranno in campo, perché in questo territorio si è saputo anche in passato a portare avanti le lotte assieme di fronte a questi, a questi attacchi, a queste, a queste crisi con la consapevolezza che,
Siamo in un momento di crisi generalizzata che questo Paese e l'Europa vivono non da oggi, ma da mesi in questo Paese sono tre anni che c'è il segno meno della produzione industriale.
Quindi siamo una situazione molto grave, anche in un territorio che rispetto al resto del Paese, comunque è da traino ed è ed è un esempio, però lo vediamo attorno a noi e anche gli interventi di inizio seduta di alcuni colleghi e alcune colleghe l'hanno l'hanno ricordato quindi, al di là della vicenda Yuxi che è importante però alcuni alcune si sono ovviamente concentrati su il tema appunto della della crisi della crisi industriale generalizzata e quindi,
Questa crisi passa attraverso queste scelte, qui che che le società che le società prendono e che però è inaccettabile che prendano perché, anche se qualcuno non intende metterci la faccia e quindi mandare a casa le persone in videoconferenza con appunto meccanismi anche di soggetti che controllano delle società che non si fanno nemmeno vedere che stanno altrove, però i corpi in carne ed ossa sono qui sono Bologna, sono nella città metropolitana solo nel nostro territorio e appunto e parliamo di donne, soprattutto donne, uomini, ragazzi e ragazze,
Le persone di ogni età, provenienza geografica veramente oggi lo spaccato appunto della dell'Assemblea che c'è stato stamattina lo mostrava davvero in maniera in maniera molto chiara e quindi noi siamo chiamati a fare questo. Ecco, concludo da dove ho cominciato in realtà nell'intervento di inizio seduta, cioè ringraziando innanzitutto il collega, il collega Tarsitano, con cui abbiamo scritto letteralmente insieme e l'ordine del giorno e quindi è appunto dal punto, insomma dal punto di vista proprio assoluto condiviso, ma è condiviso con tutta la maggioranza, nella misura in cui avrete visto e questo mi rivolgo ai colleghi dell'opposizione che è sottoscritto da tutta la maggioranza in forma completa. Quindi, ecco,
Io penso che siamo maturi per fare una discussione di questo tipo e l'urgenza ce lo chiede ma anche appunto, poi di trovare un esito che sia il più possibile condiviso, che è quello davvero, ve lo assicuro, che chiedono le lavoratrici e i lavoratori. Ho concluso grazie.
Grazie consigliere Begaj ha chiesto di intervenire, il Consigliere De Biase, a lei la parola Consigliere.
Grazie Presidente, sarò breve e devo dire che penso che sia una delle poche volte qui mi ritrovo d'accordo su tutto quello che ha detto il consigliere Begaj, lo condivido pienamente e annuncio già che voterò a favore di questo ordine del giorno. È una cosa secondo me inaccettabile come si siano comportati nei confronti dei lavoratori e non solo dal punto di vista della produzione, ma, come diceva bene anche il consigliere, pregai da pa dal punto di vista del rispetto della dei lavoratori e il rispetto della dignità dei lavoratori. Un comportamento così non è inaccettabile. Noi come istituzioni dobbiamo essere vicini ai lavoratori, anche perché non mi risulta che l'azienda fosse in crisi, anzi,
Non dico che navigasse né loro, però un comportamento così è ingiustificabile anche nella in questo momento di mercato.
E la nostra vicinanza ai lavoratori deve essere espressa non solo da dalla dal Consiglio comunale, ma anche da dalla Città, metropolitana e anche dalla Regione, non devono sentirsi abbandonati e soprattutto non devono sentirsi come lavoratori lasciati soli e devono essere devono sentirsi.
Accompagnati devono, esse devono sentirsi supportati in questo momento, che veramente è un fulmine a ciel sereno, si ritrovano dalla dal giorno alla notte con un avviso di licenziamento. È una cosa a mio avviso inaccettabile, ripeto, non solo dal punto di vista lavorativo ma dal punto di vista del rispetto della dignità delle persone, dei lavoratori, quando si parla di bruscolini, ma si parla di persone di famiglie e che vanno a incidere proprio sulla sul sulla vita quotidiana e quindi ringrazio il Consigliere Begaj per aver presentato questo ordine del giorno e ripeto ancora una volta il mio voto sarà favorevole. Grazie,
Grazie Consigliere, Consigliere De Giacomi, a lei la parola, prego.
Grazie grazie mille presidente, vorrei iniziare chiaramente con un ringraziamento al consigliere Banggai, al consigliere, Tarsitano e a tutti i colleghi di maggioranza che hanno firmato, come veniva ricordato, appunto tutti noi abbiamo firmato perché tutti noi crediamo che questo sia un tema importantissimo ed affrontare ed affrontare il prima possibile, credo che si sia rivelata nel tempo l'efficacia di azione di questo tipo e come è stato per la Perla, sulla quale moltissime colleghe di questo Consiglio comunale ai colleghi e hanno lavorato in passato e credo che la spinta unanime del Consiglio, che quindi riesce a parlare sia con la Regione che con il Governo, sia un elemento importantissimo che in altre occasioni, appunto, ha permesso la nostra l'efficacia della nostra azione amministrativa in questo senso, ed è proprio questa azione amministrativa, questa.
Trasformazione delle dichiarazioni in atti politici che le lavoratrici e i lavoratori ci chiedono e che noi siamo felici. Felici. Insomma, felice. È una parola scorretta, perché appunto non siamo felici di poter trattare questo ordine del giorno, però siamo onorati di poter supportare questo tipo di battaglie e come abbiamo fatto appunto in passato e nell'ordine del giorno, si esprime la solidarietà e supporto. Si chiedono, si chiede una un'azione anche agli altri livelli amministrativi, livelli che in molti casi si sono già mossi.
Eh sì, si è visto con l'azione di parlamentari di di altri livelli, appunto la, la presenza, la solidarietà, la vicinanza e l'azione a tutti i livelli, che si sta cominciando a sviluppare, proprio come è avvenuto per la Perla, e vorrei aggiungere un paio di cose, ma credo sia importante approvare questo ordine del giorno.
Credo che una parte molto importante di questo ordine del giorno stia in una riga, quella che ricorda il patto per il lavoro e per il clima. Purtroppo spesso accade che quando ci si occupa di questi temi, appunto, si parli più di patti che di vere e proprie enorme perché la norma esiste l'accordo. Il patto vuole andare oltre la norma e inserire un nuovo livello di diritti, di protezione dell'ambiente, di protezione dei lavoratori, ulteriore rispetto a quello minimo di legge. Nel momento in cui noi mettiamo in discussione questi patti, però, facciamo qualcosa di gravissimo ed è quello che accade a livello internazionale in questo momento storico. Mettiamo in discussione accordi che abbiamo deciso insieme, quindi mettere in discussione da parte dell'azienda un accordo sottoscritto, un accordo che è un accordo innovativo, un accordo specifico della nostra Regione, che intende proteggere lavoratori, clima, sanità e tantissime altre cose, necessità da cui è nato questo patto è molto grave perché permette poi una catena di messa in discussione di accordi informali di questo tipo, che però su questi temi sono fondamentali. Quindi credo che questo sia una cosa molto importante da ribadire anche in questa sede. L'ultima cosa che dico è rispetto al settore, sappiamo che è un settore che diventa ogni giorno più insostenibile, il settore della moda in generale ogni volta che il settore della moda e.
Esce da in dal nostro Paese esce dalle leggi e dalle norme che l'Unione europea ha messo in campo per evitare che ci sia sfruttamento del lavoro, che ci sia lavoro minorile, che ci sia sfruttamento delle risorse. Questo comporta un peggioramento della situazione del settore, che è già molto grave, quindi anche per questo, come è stato per la Perla, credo che sia importante fare questa battaglia all'interno del Consiglio comunale, perché se perdiamo queste competenze, se perdiamo questi lavoratori non vuol dire che la necessità smetterà di esserci, ci sarà comunque la necessità di un sito di commerce di lusso, semplicemente verrà fatto in luoghi dove questo è meno tutelato e parliamo di categorie quella delle donne lavoratrici, che già è fragile in Italia, che già deve essere tutelata in Italia maggiormente e così dovrebbe essere così dobbiamo chiedere, figuriamoci se questo viene esternalizzato all'esterno, dove le regole di questo tipo non esistono. Quindi, per questo io spero che arriveremo a un'unanimità anche su questo, come è stato per la Perla, e ringrazio ancora una volta i consiglieri che hanno lavorato sull'ordine del giorno.
Grazie consigliera, Consigliere, Tarsitano, prego.
Grazie anch'io, non aggiungo molto altro, ringrazio intanto il consigliere Begaj per essere stato anche presente ai presìdi che i lavoratori e le organizzazioni sindacali hanno organizzato in in queste ore per avere appunto contribuito alla scrittura di questo testo, ci tengo a sottolineare due aspetti già.
Già evidenziati, ma che ritengo.
Ancora meritevoli di ulteriore osservazione è il primo tema, è il tema che abbiamo anche assistito col caso della perla, cioè fondi, imprenditori che si allontanano sempre più dai territori, arrivano a considerare i laboratori come come merce, anzi, peggio come,
Appunto degli esuberi o qualcosa di totalmente inutile dell'attività imprenditoriale, che può sopravvivere anche senza. Ecco, questo elemento deve sempre più preoccuparci, attivarci come politica per immaginare e costruire al di fuori anche dei contesti di crisi, quelle che sono delle prospettive effettive di e alternative modalità di fare impresa, quella che è la logica del profitto che purtroppo determina governa molte scelte imprenditoriali in questo mondo. Il secondo aspetto, l'ha evidenziato la consigliera Di Giacomi, ma credo veramente che l'attenzione debba essere massima su questa, su questa questione, cioè la violazione di quelli che sono gli accordi di soft law, di quello che viene determinato sulla base di una pattuizione e di comuni intenti per migliorare le condizioni del del contesto nel quale una determinata impresa risiede dove agisce una data istituzione, ecco la violazione di questi di questi patti, dato che non ha una corrispondenza in termini di cogenza, è che che può nei fatti andare a determinare una sanzione o altro, deve vedere noi, come politici e i primi difensori di questi accordi e nel nel fare rumore nel denunciare, quando un accordo non viene rispettato e anche nel richiedere che chi si allontana da quanto sottoscritto, poi sia effettivamente anche.
E estromesso dalle dinamiche e di prende pubblicità che spesso agli accordi vengono vengono associate. Per questo, appunto, credo che su su quanto accaduto con Koyuki sia fondamentale proprio agire, agire in questo senso, continuare a fare rumore e a non tacere come politica e a tentare di costruire un'alleanza simile a quelle che abbiamo già visto nel sul nostro territorio, né negli scorsi mesi con la vicenda della perla che appunto con Alleanza anche su più livelli di governo, con una faticoso dialogo costruito poi si è arrivati anche a a ad affrontare positivamente la crisi. È sicuramente il nostro territorio. Da questa crisi ne è colpito in modo drammatico un eventuale licenziamento collettivo delle dimensioni annunciate e è qualcosa di intollerabile. Ha delle conseguenze, anche sociali, non da poco e quindi, insomma, la mia è una è un monito che lancia un invito a non a non spegnere l'attenzione. In questo senso credo che anche altri strumenti che come Consiglieri abbiamo a disposizione, oltre all'ordine del giorno, in primis le udienze conoscitive, possono essere qualcosa che nelle prossime settimane. Possiamo utilizzare per per tenere alta l'attenzione e dare e dare visibilità a questa vertenza, grazie.
Grazie consigliere, do la parola al consigliere Caracciolo, che sia per notato, prego.
Grazie.
Sono perfettamente d'accordo.
Su quanto affermato dai colleghi che mi hanno preceduto, in particolare dal consigliere Begaj.
E io vorrei dire questo io leggo.
Quotidianamente i giornali economici.
Gli articoli relativi all'economia dei quotidiani e ancora non abbiamo ben capito se l'Italia è in crisi o non è in crisi, perché dei giorni alcuni giorni ci dice che c'è un aumento della produzione che il Paese.
Veramente è in aumento, come produttività e come redditività, altri giorni in cui si dice che siamo in profondo rosso, quindi ancora non si sa bene se il settore.
Nella loro media sono in crisi o meno, non v'è dubbio comunque che il settore dell'abbigliamento sia un settore profondamente in crisi e lo abbiamo visto anche in occasione della Perla, però con la penna siamo riusciti a ad avere un buon risultato, tutti quanti i dipendenti sono stati assunti è stata data alla cassa integrazione in deroga a quelli che erano stati privati, insomma, qualche passo in avanti è stato fatto. Io penso che mi interesserò nuovamente che questo problema,
Al Ministero competente, perché questa azienda con 1.400 dipendenti deve essere tutelata, ma più che tutelare l'azienda, devono essere tutelati i dipendenti che vengono trattati come carne da macello per chiarire, pareggiare poi andare, ma ma che modo è, ma che modo è di trattare la gente in questa maniera.
È disumano.
Non può un imprenditore comportarsi in questa maniera, quindi il primo responsabile è l'imprenditore, il quale dovrebbe dire la situazione com'è.
È di dire, faremo il possibile invece di trattare in questa maniera questa povera gente con famiglia, con necessità contingenti, quindi la prima accusa va fatta, gli imprenditori, i quali, con la solita arroganza che non è cambiata da anni signori, non è cambiata, purtroppo io speravo, ma non è cambiata. Bisogna che l'imprenditore Ticca esattamente le sue intenzioni, è troppo facile mandare un fonogramma, una lettera, una mail dicendo tu stai a casa, ma voglio dire ho qui ci colpisce l'essenza della famiglia per senza dei bisogni di ogni individuo che il ritrarre dal proprio lavoro, quanto occorre per vivere.
Quindi una esplicita, mentre menzione.
Negativa sugli imprenditori e secondo un appoggio ai lavoratori,
Io spero che almeno che ci siano interventi della cassa integrazione, perché mi dicevano che sono in aumento le ore di cassa integrazione, che idee ed è un elemento questo che contraddice il fatto che l'Italia si è ripresa non è vero, l'Italia non è ripresa, l'Italia sta andando veramente male e non lo si vuol dire, ma la colpa non è di nessuno e di una contingenza di una congiuntura internazionale, i dazi, tante situazioni che si stanno verificando, che determina la negatività della situazione economica. Quindi io sono favorevole a ciò che ci dice nell'ordine del giorno. Ringrazio anche gli ascensori che lo hanno fatto con grande cura ed attenzione. Signori, siamo in un Paese.
Che si dice democratico, ma che democratico non è perché trattare la gente in questa maniera non è democrazia e poi siamo in un regime politico.
Di capitalismo che si sta avvicinando verso quel capitalismo cattivo com'era ai primi tempi.
Ma io mi auguro che cambi anche questa mentalità, perché questo non è un problema di economia, ma è un problema di educazione.
Chi civiltà, quindi, da parte mia ci sarà l'intervento presso il Ministero, a condizione che al Ministero siano già state rivolte queste richieste è,
Speriamo che ci siano delle fasi di ripensamento, bisognerebbe.
Che i sindacati non mi nascere un loro esponente che vedesse veramente i conti perché effettivamente vi dicevano sentivo un collega che all'inizio di di interventi, diceva che improvvisamente questa crisi è esplosa, ma perché è esplosa, è un problema economico o è un problema finanziario, perché è diversa la concezione, quindi io mi auguro che ci sia una,
Verifica da parte di qualche professionista della situazione aziendale perché è facile dire siamo in crisi, ma perché siamo in crisi perché ci manca liquidità, perché vogliamo sbarazzarci di questi dipendenti.
Insomma, ci vuole anche un po' di professionalità nel dimostrare cosa è successo effettivamente in questa struttura aziendale, quindi ancora grazie ai colleghi che si sono.
Interessati per questa situazione e chiedo loro di di relazionarci il più presto possibile sullo sviluppo della stessa grazie.
Grazie Consigliere, do la parola al consigliere Iacop, che si è prenotato. Prego sì, grazie Presidente, anch'io, ringrazio i colleghi Begaja Tarsitano per aver presentato questo ordine del giorno. Purtroppo è uno di quei temi questo, che non vorremmo mai affrontare sui banchi del Consiglio. Quando arrivano notizie di di licenziamenti, di chiusure di aziende sul sul proprio territorio. Io dico penso che forse questa ogniqualvolta si trovano in situazioni come quella oggi dalla IUGS ma anche abbiamo visto stamane abbiamo detto anche della VM, tante altre aziende che si sono susseguite in questi ultimi anni. Penso che questa sia una prova d'esame un po' anche per il nostro, il nostro territorio e anche la nostra Regione. Devo dire che su questo e in qualche modo si sono attivati subito i tavoli di lavoro da parte della Regione. Penso anche qui alla Città Metropolitana quando si sono verificati i fatti della ex SaGa Coffee è di tutta la mobilitazione che c'è stato da parte anche della politica. Alla fine ad essere colpiti sono sempre quelle il, il ceto medio, quelle che molto spesso ultimamente vengono definite come le nuove povertà, perché è una persona che fino a ieri godeva di un di un reddito di una.
Certo certo tenore di vita, all'improvviso vede sparire tutto dalla dalla propria consuetudine della propria quotidianità ed inizia un percorso.
Sicuramente con in salita e che mette poi anche in difficoltà il il tessuto socioeconomico del nostro territorio. Perché stiamo parlando di oltre 160 licenziamenti che vanno sicuramente a colpire anche alcuni Comuni del della della nostra area metropolitana. Soprattutto abbiamo visto anche nelle immagini di stamattina, tra i tanti tanti di ve.
Dipendenti anche tante donne. Penso che questo sia sempre quel quel famoso divario che esiste e permane ancora oggi, nel 2025 ancora nel in Italia, e abbiamo visto anche in termini di di redditi pro capiti le donne poi, alla fine sono sempre quelle che percepiscono di meno,
E.
E soprattutto sono sempre le prime che, qualora venissero a verificarsi situazioni di difficoltà in una famiglia con una persona che ha bisogno di assistenza, sono sempre le prime a denunciare, alla, al proprio al proprio lavoro, pur di poter assistere la persona in difficoltà, penso che questo è un tema ormai di cui ne parliamo, se ne parla da anni, ma siamo sempre punto e accapo, quindi mi auguro davvero che ci sia un'attivazione anche in questo senso anche da parte e abbiamo letto le parole del Presidente De Pascale dell'assessore Colla,
Di Deidda, anche dei sindaci del territorio, per quello che è la situazione della IUGS, sempre situazioni che si mettono in difficoltà,
E sappiamo soprattutto poi a chi chi paga di più poi le conseguenze, perché stiamo parlando di famiglie che magari sicuramente hanno un mutuo da poter da affrontare o persone che commi figli minori, quindi tante le difficoltà.
E proprio in un momento in cui stiamo parlando di un inizio anno scolastico, quindi iniziano sicuramente dei problemi anche per le famiglie che affronteranno quello che è la, il, come dire, il, la difficoltà per vivere questo momento e mi auguro davvero che possa esserci un un ritorno alla stabilità soprattutto un percorso di accompagnamento verso quello che è come dire la dignità poi della persona dignità dei lavori dei laboratori, penso che questa sia la cosa più importante, quindi.
Penso che da qui si debbano attuare tutti i servizi di welfare più possibili di accompagnamento anche per queste persone, per questi lavoratori, perché prima di tutto sono lavoratori e penso soprattutto al tema anche delle di di coloro che entrambi vivono lavorano all'interno di questa azienda. Stamattina c'era sul giornale l'ho citato anche prima di una coppa coppia, marito e moglie che entrambi lavorano nella stessa azienda all'Interporto. Sono situazioni che non in qualche modo mettono tanta attenzione, soprattutto anche nella quotidiana quotidianità. Mi auguro davvero che ci sia un un'attenzione da qui, dal mondo della politica e da parte di tutti, senza nessuna distinzione per quello che riguarda oggi questa situazione e abbiamo visto tante altre che si sono susseguiti anche negli ultimi negli ultimi anni. Purtroppo, il campo della moda negli ultimi anni sta affrontando uno dei momenti più più tragici più brutti della del suo percorso a livello nazionale. Ancora una volta,
E credo che, soprattutto perché abbiamo visto poi perché la maggior parte delle delle delle lavoratrici e sono devono affrontare tante tante problematiche, quindi auspichiamo quindi la massima solidarietà e la vicinanza alle a tutti i lavoratori e le lavoratrici che in questo momento stanno vivendo questo momento e anche a quelle anche quelle piccole aziende che lo stanno vivendo anche in qualche modo anche sul nostro territorio e penso che l'ho detto anche prima. Penso che sia anche giusto e valorizzare poi quelle quelle imprese, soprattutto quelle più virtuose, quelle aziende che negli anni tendono ad investire molto ad investire di più sul sul nostro territorio perché danno sicuramente tanta ricchezza.
E una partecipazione anche al tessuto economico della nostra città. Abbiamo visto alcune aziende che qui addirittura per far arrivare oggi per assumere devono con quello che è il tema dell'emergenza abitativa, addirittura qualche azienda prende in capo alcuni appartamenti da poter assegnare ai propri dipendenti. Penso che questo è una rivolta importante, positiva, ma che in qualche modo aiuta anche i laboratori, perché sappiamo che oggi, per quanti nel campo della scuola, nel campo della sanità, oggi per trasferirsi da una regione all'altra, per arrivare qui con quelli che sono i costi, poi rinunciano all'assunzione e abbiamo visto i numeri di recente anche sul nostro territorio e sulla nostra città, quindi auspichiamo davvero che possa esserci un segnale forte da parte delle istituzioni a vicinanza e solidarietà, ma soprattutto a a trovare una giusta soluzione e alla continuazione di un percorso di lavorativo e di vita per questi oltre 160 lavoratori e lavoratrici. Grazie Presidente.
Grazie Consigliere, do la parola alla consigliera Quercioli, prego, grazie Presidente, mi unisco a tutti gli interventi che mi hanno preceduto e ringrazio i firmatari della, il primo firmatario dell'ordine del giorno, ma anche tutta la maggioranza e per questo ordine del giorno e non voglio aggiungere granché rispetto a quanto è stato detto però, relativamente a questa vicenda quello che mi ha colpito è stata, appunto, come si diceva poc'anzi, è la modalità con la quale si è comunicato questo Lince licenziamento di massa e io credo che,
È come istituzione come Consiglio comunale,
Abbiamo il dovere e anche al fine di evitare che questo precedente non diventi una regola non solo di dare solidarietà, ma di far sì che appunto le istituzioni di ogni stato e grado intervengano con decisione e per far sì, e non solo di verificare nel merito se.
La questo tipo di licenziamento è legittimo o meno, ma anche sulla modalità con cui è stato comunicato, perché credo che sia necessario a rimanere fermi in uno di quelli che sono i modelli della nostra Nazione che ha sempre prevalso e che ha sempre puntato sulla nel rapporto di lavoro sull'umanità, sulla relazione tra lavoratore e datore di lavoro, grazie Presidente.
Grazie consigliera.
Chiedo scusa perché avevo visto una prenotazione ed a distanza del Consigliere Negash, però, mi sembra che sia stata ritirata, quindi do la parola alla consigliera Scarano, prego.
Sì, grazie Presidente, penso che il proponente in primis, ma anche tutti gli altri colleghi che che sono intervenuti, abbiano evidenziato quella che è una situazione di preoccupazione, del resto c'era ieri e oggi un articolo molto bello, proprio di una dipendente che diceva,
Raccontando un po' la sua storia anche all'interno dell'azienda, una una quarantenne che lavora lì da oltre 16 anni, quindi è entrata che era giovane, e adesso è una donna con una con una grande esperienza, dice, per fortuna, che io non mi sono fidanzate sposate all'interno dell'azienda perché si sono create tantissime coppie e adesso sono in due a tremare in famiglia anziché solo uno, quindi a tremare perché, proprio come avevo hanno già evidenziato i colleghi, c'è una situazione di.
Quella situazione di grande incertezza timore e, soprattutto,
Non si è ancora parlato, anzi, si è quasi escluso il ricorso alla cassa integrazione, agli incentivi, quindi si sono forniti le posizioni e gli inquadramenti di coloro che non dovranno più esserci in azienda e non si è pensato proprio a un piano di.
Di aiuto e di risanamento di un'azienda che ha fatto la storia qui, in questa città, in questa Regione, è fondata da un creata, erano start up, mi ricordo quando nacque selezione a parlare, penso, circa 25 anni fa erano start up di un ragazzo all'epoca molto giovane,
È iniziata, come tanti start-up in questa città, in questa regione e fino a diventare quotata in Borsa, a valere a superare abbondantemente i 5 miliardi. Quindi una storia veramente vincente vittoriosa ha una storia che ha fatto la storia, de scusate il gioco di parole della moda, con un epilogo che deve essere contrastato in tutti i modi, quindi so che anche la Regione ha preso in carico questa situazione, anche.
I Comuni coinvolti, quindi c'è anche i Comuni dell'area metropolitana.
Un ordine del giorno che può sembrare appunto semplicemente un intendimento, però del resto abbiamo visto anche con quello che presentarono le colleghe Bitini Bernagozzi oltre un semestre fa. Anzi, parlando di più, se ricostruiamo tutto poi un peso specifico di fatto. L'ha avuto quindi.
Oltre ad esprimere la solidarietà che mi sembra il minimo sindacale che si può dire come istituzioni come eletti di questa città, è chiaro che c'è una.
Una una richiesta proprio a tutti coloro che hanno potere nel merito, che hanno la forza sia politica che istituzionale, di valutare quella che ad oggi la situazione è quella che è il timore, appunto che è una spada di Damocle su oltre 200 famiglie,
E quindi capire quali quali possono essere le prospettive future per provare.
A sanare una situazione che sicuramente sarà sanabile se, fatte alcune valutazioni.
Si è parlato sempre in alcune interviste che ho letto di come il cambio passo la vendita prima di alcuni anni fa e adesso la la guida con questa azienda tedesca abbia portato in figure, diciamo, manageriali, figure di guida probabilmente degli atteggiamenti che poi hanno causato una una fine rovinosa e anche delle decisioni che probabilmente peccano sia dal punto di vista professionale che anche e soprattutto dal punto di vista umano. Quindi ben ve ne ha fatto il collega Begaj a presentare questo ordine del giorno, a sollevare un problema che ormai è di dominio pubblico, per appunto evidenziare anche la vicinanza e la consapevolezza di una crisi che stiamo vivendo sul nostro territorio di un'azienda che veramente era diventata a livello mondiale, fiore all'occhiello per tutto quello che ha creato in 25 anni dal 2000 ad oggi e che non può vivere una fase così drammatica rispetto sia dal punto di vista professionale che umano. Grazie,
Grazie consigliera, parola ora alla consigliera Angiuli, prego. Grazie Presidente, desidero anch'io esprimere forte preoccupazione per la crisi occupazionale in corso presso gli ux che, come abbiamo sentito, coinvolgere oltre 200 lavoratrici e lavoratori e molti dei quali sul territorio bolognese. È una decisione di questa portata comunicata senza il necessario confronto con le rappresentanze sindacali e le istituzioni. Appare a mio avviso del tutto inadeguata rispetto alla responsabilità sociale che ogni grande impresa dovrebbe assumersi nei confronti del proprio personale e della comunità in cui opera. IUGS rappresenta una realtà nata in Italia, cresciuta proprio grazie al contributo di competenze locali, ma oggi purtroppo travolta da logiche finanziarie dettate da proprietà internazionali che sembrano privilegiare il breve termine a scapito della coesione sociale e del nostro tessuto produttivo. E credo anche che sia fondamentale in questa sede distinguere questa gestione da quella di tanti imprenditori che operano sul nostro territorio, adottando pratiche coerenti invece con i principi ASGI, promuovendo innovazione, sostenibilità e rispetto del lavoro. E a loro credo vada il nostro riconoscimento come istituzioni. Riteniamo quindi prioritario ciò che abbiamo segnalato all'interno dell'ordine del giorno a firma del consigliere Begaj e da noi sottoscritto, e cioè il ritiro del piano dei licenziamenti, l'apertura di un tavolo permanente con le istituzioni, il ministero Regio Regione, Città, metropolitana, alle parti sociali e l'azienda per garantire un percorso davvero condiviso e responsabile e io credo anche importante l'immediata attivazione degli strumenti di sostegno al reddito co al reddito di scusi, al ricollocamento. Occorre infine, io credo, avviare una riflessione profonda e più ampia sul modello di sviluppo industriale che vogliamo per il nostro Paese. La finanziarizzazione non può sostituirsi al lavoro, alla dignità delle persone, alla solidità dei territori. Siamo e resteremo al fianco dei lavoratori, nella convinzione che la tenuta occupazionale e la qualità del lavoro siano elementi centrali per qualsiasi strategia di sviluppo equo e sostenibile. Grazie.
Grazie consigliera, do la parola al Consigliere Negash, che si è prenotato, prego, Consigliere.
Grazie Presidente.
Prendere la parola su questo argomento, che è stato un argomento che ci ha un po' spaventato, avendo visto una decisione proprio unilaterale dell'azienda.
Tagliare questo numero alto di lavoratori, la lavoratori e lavoratrici più che altro, perché sono tante donne che lavorano su questo settore, ma sono anni anche in sindacalmente che si seguo questa azienda e è stato preoccupante è un po' un precedente, come si diceva anche l'hanno detto anche altri Consiglieri quello che voglio dire questo ordine del giorno veloce in tempi brevi, è molto importante, perché dà un impulso a una lotta che si sta.
Predefinito anche sia sindacalmente, ma anche con altre alleanze e diverse istituzioni, come diceva anche il consigliere Begaj, e questo fa sì che.
Si vede che siamo un po' allenati a lavorare in questo modo e le istituzioni si sono proprio attivate velocemente, però dobbiamo veramente essere compatti tutte le forze politiche di destra e di sinistra, di centro di qualsiasi per difendere i posti di lavoro, i posti di lavoro sono sacri perché l'hanno detto tanti altri e qui si toccano famiglie e i bambini e un indotto altri lavoratori, altri appalti è una questione a un castello che crollerà piano piano se lasciamo andare,
Se diciamo che sono esuberi, vediamo cosa succede dopo.
La prima cosa e fermare questi esuberi e non si capisce neanche perché l'azienda non abbia richiesto o comunque ho voluto fare un po' la cassa integrazione o altro.
Ho voluto fare questi esuberi, dal mio punto di vista, sembrerebbe che ci sia una delocalizzazione, ma lo dicono anche altri massimo che non c'è una delocalizzazione, questi all'estero verso la Polonia, però e penso come l'Italia, anche perché con un'intervista che hanno fatto col nuovo acquisto avevamo detto che l'ABI italiano e strategico per loro e l'ABI italiano si è strategico dal mio punto di vista dal numeri che vediamo gli esuberi e dalla maggioranza sembrerebbe che Coop che vogliono tenere in vita sia quello milanese.
E spero che questo sia sono c'erano solo fantasie mie mentali e non realtà, ma comunque adesso l'urgenza è quella di fermare questi esuberi. Le famiglie, garantire che ci sia il lavoro che ci siano ammortizza ci siano degli ammortizzatori validi per queste famiglie e che la lotta sia proprio compatta tra tutti noi e consiglieri comunali o altri forze politiche, sia dentro che fuori dalle istituzioni. Detto questo, volevo ringraziare il Consigliere Begaj, ma anche il mio collega Giacomo Tarsitano, che hanno scritto lo vedevo che si scriveva la mattina che c'era questa preoccupazione. Dobbiamo andare anche quando ci sono i picchetti o comunque presenze essere presenti fisicamente, anche quando ci sono le assemblee e le manifestazioni, come hanno fatto alcuni politici anche al consigliere Megahy, stamattina. Continuare a esserci su questo problema ci aiuta a essere umani. È veramente veramente rispettare la Costituzione?
E poi sono contento che sono anche d'accordo con il consigliere Caracciolo che proprio stiamo sotto un grande regime.
Non sotto il regime del capitalismo, e sono sempre stato convinto e sono contento che ci siano anche conferme come il consigliere Caracciolo, grazie.
Grazie Consigliere Negash la parola ora al consigliere Di Benedetto prego, grazie Presidente, sarò telegrafico perché chi mi ha preceduto ha già ampiamente tutti i colleghi hanno già ampiamente sviscerato l'argomento, anche noi, ovviamente, voteremo a favore è sicuramente l'augurio di tutti è che,
Si riesca ad andare nella stessa direzione in cui siamo andati con la Perla e anche se ovviamente, si tratta sempre di situazioni molto complesse, articolate e.
In cui il bilanciamento e non è facile anche a livello giuridico, visti diversi elementi in gioco, in questo caso peraltro ancora diciamo.
Più nei confronti dei lavoratori, ancora più violenta, se possibile, la situazione, perché non si tratta di.
Una situazione in cui vi è una riorganizzazione e di carattere economico dovuto, una crisi dell'azienda che quindi, ma semplicemente la nuova proprietà, si dimentica di chi ha permesso a questa azienda di diventare grande, che sono i suoi lavoratori e ha deciso di cancellarli con un colpo di spugna come se non avessero dedicato decenni della loro vita alla crescita di questa azienda. Questo è un fallimento, è sotto tanti punti di vista, ed è anche vergognoso che i lavoratori vengano sfruttati in questo modo dopo tanti anni e non ripeto di fronte a una situazione di difficoltà, ma semplicemente perché, probabilmente in un qualche modello di calcolo fatto e anche magari dall'altra parte del globo è risultato che licenziando qualche persona in più e riadattando il lavoro, magari caricando sovraccaricando di lavoro altri si riesce ad ampliare almeno di qualche euro il margine di guadagno e quindi vale la pena di muoversi in questo modo. Ecco, questa è una sconfitta o rischia di diventare davvero una sconfitta, e quindi è giusto che ci impegniamo in maniera trasversale coesa a tutela di questi lavoratori, a tutela delle loro famiglie e a tutela di anche del dell'impegno e del sacrificio che hanno messo nella crescita di questa azienda che, anche se non sulla carta, sulla carta non è di loro proprietà. Comunque, ripeto ancora una volta è diventata grande e diciamo imponente a livello europeo, se non mondiale, grazie all'impegno e la dedizione dei suoi lavoratori. Grazie Presidente.
Grazie Consigliere.
Non ho altre richieste di intervento.
Chi?
Consigliere Begaj.
Vorrei replicare no.
Allora sì, sì, sto aspettando.
Allora chiudiamo il dibattito.
Chiusi.
Allora, Consigliere, prego Bagai, replica finale telegrafico per ringraziare di cuore tutte e tutti, insomma lo spirito di questo ordine del giorno, penso che davvero ecco sia stato colto e che sia condiviso fino in fondo a tutte e tutti non prendete questo mio essere telegrafico come un'assenza di di ascolto Code, de degli interventi che ci sono stati, ma ecco per ragioni anche di tempo. Ovviamente non non ho veramente nulla da aggiungere, se non appunto un ringraziamento ai colleghi e le colleghe, ma soprattutto a chi da oggi appunto è è in lotta, ecco e che andranno supportati. Grazie grazie Consigliere, passiamo alla dichiarazione di voto. Chiedo se vi sono interventi.
Allora non ho iscritti a parlare neanche in dichiarazione di voto, quindi procediamo con la votazione e votiamo per l'ordine del giorno, per esprimere solidarietà e sostegno ai lavoratori e alle lavoratrici Yoox e apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione 31 presenti, 31 votanti, 31 favorevoli, il Consiglio approva all'unanimità.
Grazie.
Bene, procediamo con l'ordine del giorno successivo all'ordine dei lavori, che l'ordine del giorno a prima firma consigliera Bernagozzi per contrastare la cultura patriarcale, se esiste violenta, chiedo alla consigliera se intende illustrarlo, prego a lei la parola, grazie Presidente, perché in realtà mi ero lasciata al tempo diciamo per poterlo illustrare.
Diciamo che quanto è successo credo insomma non sia sfuggito a nessuno dei presenti e nemmeno, ovviamente, a chi sta seguendo questa seduta. Parliamo principalmente del primo caso che è esploso, che è quello di un gruppo Facebook chiamato mia moglie è già sul nome. Potremmo potremmo aprire un lungo dibattito e si è scoperto appunto che all'interno di questo gruppo Facebook che è stato chiuso dopo le varie segnalazioni e proteste, ma a quanto mi risulta, semplicemente si è migrati verso una piattaforma meno controllabile, come può essere, per esempio, un gruppo Telegram e quant'altro? All'interno di quel gruppo, uomini, mariti, compagni, fratelli colleghi sconosciuti, si scambiavano foto più o meno intime, tra l'altro ha praticamente quasi sempre prese senza alcun consenso da parte delle donne che, diciamo, appunto, erano oggetto di questo scambio. Lo voglio parlare, voglio voglio usare bene questa parola. Scambio era uno scambio come uno scambio di figurine, uno scambio di immagini di donne e senza il loro consenso per farne un oggetto sessuale. Non commenti e quant'altro sorelle figlie, penso che sia stata una delle prime pagine di violenza digitale, forse portate alla luce anche dalla stampa, dai social e dalla denuncia delle donne stesse, tra l'altro, e ringrazio anche i centri antiviolenza di Bologna, in particolare, che si sono uniti in un appello a tutte le donne che sono vittime sono state vittime di questo gruppo.
Offrono una assistenza, una tutela legale gratuita, perché comunque sappiamo che insomma alcune di loro e procederanno anche con le denunce, ma voglio anche darvi questo dato. Molte di loro non procederanno e anche su questo bisognerebbe farsi delle domande, perché spesso hanno paura di perdere figli, di perdere la loro condizione sociale. Stiamo qua, abbiamo appena approvato un ordine del giorno che parla di lavoro, dell'importanza e dignità del lavoro. Ebbene, sappiate che quando e lo abbiamo detto più volte quando si parla di violenza il fatto stesso di avere un proprio lavoro, un proprio una prova, una retribuzione paritaria e comunque è sufficiente per potersi mantenere è uno un argine rispetto anche alla possibilità di denunciare una violenza come questa.
Oltre a quello e al gruppo Facebook è emerso il la piattaforma fica punto net, anche qui e sul nome potremmo aprire un lungo capitolo in cui diciamo c'è un ulteriore passaggio. Innanzitutto si sta verificando insomma, adesso le indagini sono ancora in corso, forse si stanno anche se ha anche trovato individuato il responsabile e si parla anche di atti estorsivi, cosa che si prefigura come un ulteriore reato rispetto a quello di cui stavo parlando prima. Qui addirittura venivano prese immagini anche di tutte, credo le politiche, compresa la nostra Presidente del Consiglio e da lì a scendere anche qui, rubate dai social pe come oggetto no o di insulti, o anche qui di sessualizzazione, oggetti ficazione,
Io e in ultimo, ma non ultimo, e molte ragazze della nostra città si sono trovate scritte sui muri del portico di San Luca, con commenti che credo tutti abbiate letto e che sono veramente indegne e indecenti.
Ciò muni un minimo comun denominatore, lo voglio dire, siccome quindi abbiam parlato spesso, lo ripeto non tutti gli uomini, ma gli uomini, però e questo è il primo dato lo dico perché insomma, in queste, in queste giornate in cui si è parlato moltissimo bisogna che ci diciamo anche che ci sono uomini che hanno giustamente denunciato o magari hanno preso parola fatto sta che ce ne sono tantissimi che probabilmente stanno si sono visti il sito, hanno fatto finta di niente qualcuno magari gliel'ha anche detto e hanno detto va, beh, io io non c'entro, io io non non non non partecipo,
E credo che quello che sta emergendo, cioè che molte di quelle persone sono, ripeto, medici sta emergendo una grande preponderanza anche di forze dell'ordine, su questo poi voglio fare un passaggio.
Persone comunque uomini che hanno dei lavori che hanno anche a volte parlo proprio delle forze dell'ordine a contatto con donne che si trovano a denunciare quella violenza. Voi capite che è un vulnus sul quale bisognerebbe aprire una grande riflessione, una grandissima riflessione, quando da qui diciamo che la prudenza e sistemica intendiamo esattamente questo. Adesso si sta parlando di medici, cioè di videosorveglianza, di di di telecamere dentro gli studi medici che vengono hackerate, vengono venduti vide, ma voi vi rendete conto che cosa vuol dire per una donna non potersi neanche più fidare né del proprio compagno né del proprio marito né del proprio fratello, né del proprio collega di lavoro né del proprio medico e col nel quale magari va a fare una TAC e succede quello che succede o il ginecologo, né la fa le forze dell'ordine a cui ci si rivolge, né l'avvocato a cui ci si rivolge, ma voi avete idea di che cosa vuol dire vivere continuamente ogni giorno e ve lo dico anche perché io francamente, ci ha pensato un giorno di ve per vedere se c'ero anch'io su quel sito troppo tempo, perché poi, alla fine quesito è stato chiuso, io non so nemmeno non su nessuna di noi qui nessuna di noi qui è certa al 100% che una propria immagine, che sia un'immagine di un profilo social, ossia un'immagine privata, non sia finita nelle mani di uno sconosciuto di qualcuno che conosciamo benissimo, ma voi ne avete un'idea. Di che cosa significa sta roba sta roba qui.
Un giorno vi farei vivere con questa angoscia, uno è terribile, io davvero mi chiedo che cosa ancora debba succedere per capire in che stato siamo dal punto di vista dell'educazione affettiva rispetto alle differenze di parità in questo Paese, perché parliamo dei femminicidi e diciamo sempre che i femminicidi sono una punta dell'iceberg parliamo delle violenze fisiche perché è più semplice riconoscere la violenza fisica,
Questa non è goliardia, scambiarsi una foto anche di una sconosciuta non è goliardia, è tutt'altro, è violenza, io lo ripeto e lo ribadisco quando non c'è consenso e sul consenso io credevo, ha fatto diversi interventi, è violenza, se io non ti do il mio consenso è violenza se io ti dico ti mando una foto perché abbiamo una relazione, non ti sto dicendo implicitamente che puoi farci quello che vuoi.
Se lo fai, è violenza se mi rubi una foto, mentre sono sdraiata sul lettino della spiaggia, sei, il mio vicino di ombrellone e violenza, se sei il mio medico è violenza, se mi fai un commento se esista, mentre mi fai in ATAC è violenza.
Questa è la situazione in cui ci troviamo, quindi io credo davvero non so se se questo è sufficiente a capire in che condizioni siamo, non lo so, perché io ho sempre l'impressione che quando si parla di violenza sul sul momento siamo tutti come posso dire attenti, siamo disgustati, prendiamo posizione, denunciamo no, anche qui, spesso alle donne, perché devo dire che è stata grazie alla sorellanza tra tante donne sui social delle politiche delle attrici, insomma di tutto ecco delle influencer boh, io non tutte quelle che sono state coinvolte anche appunto, di esponenti politiche, è stato grazie a questa sorellanza che è emerso qualcosa che, tra l'altro, è stato denunciato nel 2019 ed era stato totalmente ignorato dalla giustizia italiana e parliamone, parliamone.
Apriamo una riflessione su se questa questa cosa esatto con la richiesta estorsiva. Allora io davvero mi chiedo se anche questa volta ci sarà questo mega mega discussione che durerà un mese, perché è all'ordine del giorno e poi ce la dimentichiamo e continuiamo a dire che la violenza è quella che fanno solo nello spazio pubblico che la violenza è quella che fanno, è più più violenta una religione piuttosto che un'altra, cioè io lo ripeto qui si sta parlando di un sistema in cui degli uomini hanno deciso che senza il consenso delle loro compagni, delle loro colleghe di no non ripeto l'elenco, perché è eterno e io aggiungo figlie perché io, quando ho visto che c'erano coinvolti dei padri che mandavano le immagini delle proprie figlie, ho provato un brivido che voi manco, vi immaginate, penso che l'hub, che tutti dovremmo provare un brivido lungo la schiena, che vendere il corpo, l'immagine del corpo di tua figlia,
Per un bisogno sessuale è qualcosa che è oltre l'immaginabile. Oggi ha parlato molto bene la collega De Martino di de di cosa significa no l'immagine quando magari è un'immagine.
Non so di una laurea piuttosto che di una bimba che è al mare. Voi provate a immaginare che cosa c'è dietro quel pensiero. Lì è aberrante, è aberrante e sinceramente rompe completamente un patto di fiducia che invece tra generi ci deve essere, ma non c'è più. Io ve lo dico, non c'è più e su questo io chiedo ancora una volta a grande voce l'abbiamo già fatto e continua a chiederlo. Non può essere un problema solo delle donne, è un problema della società di uomini e donne e quindi serve un passo, uno scatto d'orgoglio, anche degli uomini, di rimettersi in discussione, perché questa cosa qui non riguarda tutti gli uomini, ma certamente riguarda gli uomini e quindi su questo bisognerà fare una riflessione e si può partire solo ed esclusivamente certo dalle giovani generazioni. Io questo ne sono assolutamente convinta, ma non riguarda solo le giovani generazioni. Attenzione, non è un problema solo delle nuove generazioni, è un problema di tutte le generazioni, perché lì c'era fasce d'età che spaventose.
Ecco, quindi noi crediamo che sia ancora una volta è necessario prendere una posizione di condanna, quindi lo degi l'abbiamo condiviso ore fa con tutti voi, quindi non solo condanniamo quello che è il gruppo, diciamo quello che insomma è emerso dalla violenza digitale. Non solo esprimiamo la nostra totale solidarietà a tutte le donne, vittime, anche quelle inconsapevole, ripeto, io personalmente non ho avuto il coraggio di guardare, non so e purtroppo non saprà mai se qualcuno, qualche sito oscurato qualche gruppo Telegram, magari ha usato una mia foto al mare per farci altro. È importante il nostro lavoro costante con i centri antiviolenza, che ringrazio ancora una volta per essersi schierata a favore delle donne, ma anche con la nostra Università, che anche su questo fa un grandissimo lavoro importante, sia di di cioè di informazione, di ricerca e sul quale forse dovremmo ingaggiare ancora di più.
E noi crediamo sia ora e qui è stato annunciato prima di lavorare anche sulla sul digitale, sul su quello che è l'avvento del digitale, della violenza digitale di genere, ma non solo che, tra l'altro, come abbiamo sempre provato a dire anche rispetto alle nuove forme di intelligenza artificiale perché molte al tra l'altro molte foto vengono vengono modificate con l'Intent intelligenza, ri addirittura si arrivano a fare dei video che non sono reali ma che usano la tua faccia e ti possono rovinare per tutta la vita, tra l'altro si abbandona una cosa che neanche successa non so se ci rendiamo conto, cioè perché non abbiamo non non tutte le donne hanno le spalle larghe per poter sopportare quel quello stigma, quel fango è quello che ti piove addosso, non tutte ce l'hanno, non non non tutte hanno quella possibilità, anche economica, di difendersi o in generale di sopportare il peso.
Di quella violenza e certamente credo, ma io su questo ho sentito parole diciamo di apertura da parte sia del governo, delle opposizioni di tutte le forze politiche di provare a incanalare dal punto di vista legislativo, soprattutto per cercare di colpire, al momento diciamo, in un mondo che è francamente non regolamentato, certo è che non bastano i disegni di legge, mi pare evidente. Avevamo appena approvato un disegno di legge all'unanimità sul contrasto alla violenza. Son passati tre mesi, guardate cosa qua, guardatevi intorno e guardate cosa c'è in giro, quindi è chiaro che un disegno di legge, senza un lavoro vero, culturale e sistemico sistemico, perché per combattere un sistema come quello serve un sistema altrettanto forte, altrimenti non si combatte la violenza se non si parte dalle radici, non si combatte le radici, sono che, se io penso che il corpo di mia moglie e mio.
Ci faccio quello che voglio non può più esistere nel 2025, non può più esistere, siamo stanche, credo e mi auguro che lo siano anche gli uomini, stanchi anche di appartenere a una categoria che purtroppo poi, quando succedono queste cose viene dipinta così.
Sarà il caso di alzare la voce, io spero di sì e spero che, partendo da questo ordine del giorno che non fa né a niente, se non condannare quanto è successo, se non prendere una posizione chiara e dire,
Che bisogna affrontare il tema davvero con serietà.
Partendo da chi mastica la violenza tutti i giorni, quindi anche il centro antiviolenza, insieme dobbiamo ri costruire una risposta a un sistema che davvero ci è sfuggito di mano, bisogna che ce lo diciamo, ci è completamente sfuggito di mano, grazie.
Grazie Consigliere, apriamo il dibattito.
Consigliera Quercioli ha chiesto di intervenire, ne ha facoltà, prego Consigliere.
Grazie Presidente, il tempo non mi permette di intervenire con con il con i termini previsti dal Regolamento, grazie.
Bene, grazie a lei consigliera Quercioli, la seduta, dunque termina qui e si conclude alle ore 17:46, buona serata a tutte e tutti.
