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Buongiorno a tutti chiedo ai consiglieri e le consigliere se possono cortesemente accomodarsi, così apriamo questo Consiglio solenne.
Allora buongiorno, buongiorno a tutte e tutti coloro che assistono in streaming, in presenza e a coloro che ci sono venuti a trovare questo Consiglio che oggi si tiene in forma solenne, desidero salutare il signor Sindaco, le consigliere e consiglieri, la giunta alle autorità presenti, ringrazio sin d'ora le nostre ospiti del nostro ospite e Anna Sarfatti hanno esser fatti e un'insegnante scrittrice, Nicoletta Gramantieri e bibliotecaria e formatrice Willian grandi è un docente di letteratura per l'infanzia dell'Università di Bologna. Un ringraziamento particolare va anche all'Assessore Ara, che è qui con noi, che ha contribuito a costruire il programma della seduta. Celebriamo dunque oggi, come già detto, come sapete, è la Giornata internazionale dell'infanzia e dell'adolescenza che è stata istituita nell'anniversario della Convenzione ONU, quindi la Convenzione ONU sui diritti, appunto, dell'infanzia e dell'adolescenza, istituita nel 1989, festeggiamo dunque il più ampio e condiviso trattato sui diritti umani esistente. Questa ricorrenza non è soltanto ovviamente un richiamo simbolico, ma è un impegno concreto.
Che perseguiamo tutti gli anni. La convenzione è riconosciuto, come sapete, bambine e bambini e adolescenti come persone, persone titolari di diritti e per noi istituzioni, questo significa assumerci ogni giorno la responsabilità di garantire loro protezione, ascolto, partecipazione, educazione e opportunità. Giornate come quella di oggi ci ricordano tanto ci ricordano quanto questi diritti siano purtroppo ancora oggi fragili nel mondo e purtroppo anche vicino, vicinissimo a noi. Troppi minori vedono negati i propri diritti fondamentali a causa di conflitti, violenze, povertà, esclusione sociale.
Il nostro compito è trasformare questa consapevolezza.
In azioni in politiche capaci di contrastare disuguaglianze e discriminazioni.
E di aprire spazi reali di crescita per tutti. In questa direzione si muovono le politiche del Comune di Bologna, del nostro Comune dal lavoro, dei servizi educativi e delle scuole dell'infanzia, ai progetti di partecipazione dei ragazzi fino alle iniziative dei nostri centri per le famiglie delle biblioteche, interventi diversi ma con un'unica finalità, costruire una città che non solo protegga i più giovani, ma che davvero li conosca, li riconosca protagonisti. È qui con noi anche la dottoressa Cerruti, che ringrazio e saluto su questo fa un gran lavoro. Come tutti sapete, la convenzione ci ricorda che ogni bambino ha diritto alla istruzione, alla formazione, all'informazione, alla libertà di espressione, al dovere degli adulti di ascoltarlo, cosa non da poco? Questi diritti trovano uno dei loro luoghi essenziali nei libri.
Nella lettura, nell'accesso, alle storie e alla conoscenza, perché, come ricordava Eleonora Roosevelt, i diritti umani nascono in piccoli luoghi, in luoghi piccoli, vicino a casa, luoghi spesso invisibili nelle mappe ufficiali che sono una scuola, una biblioteca, una storia letta insieme ad un adulto e i libri per l'infanzia sono strumenti straordinari, sottolineiamo lì non soltanto raccontano ma formano, sono specchi che aiutano a riconoscersi e finestre finestre che permettono di vedere l'altro sono ponti che uniscono immaginazione e realtà, preparano i bambini e le bambine a diventare cittadini e cittadine consapevoli capaci di comprendere il valore dei diritti e soprattutto di difenderli.
Ed è proprio questo il filo che collega, la presenza dei nostri ospiti, che ringrazio ancora la convinzione che la cultura, la lettura e la narrazione siano parte integrante del costituto Costituzione, costruzione, scusate della cittadinanza, Anna Sarfatti e una un'autrice di opere come la Costituzione raccontata ai bambini quante donne le pari opportunità spiegate ai bambini e alle bambine e l'isola delle regole unisce all'attività letteraria una lunga esperienza di insegnante che le consente di parlare ai bambini con autenticità e rigore. Nicoletta Gramantieri.
Responsabile di Sala Borsa, ragazzi e rappresentante del comune di Bologna nel direttivo di IB Italia, porta avanti ogni giorno il diritto di tutti i bambini all'accesso, ai libri e alla lettura, anche nelle aree più difficili del mondo. Il professor William grandi docente formatore, ha dedicato la sua ricerca al valore pedagogico della letteratura per l'infanzia e al ruolo della storia nella costruzione del pensiero e della crescita.
Gli interventi che ascolteremo oggi ci offriranno dunque prospettive preziose e diverse, capaci di arricchire il nostro sguardo e il nostro lavoro.
Con questo spirito e con la volontà, ovviamente, di continuare a costruire una città che riconosce i bambini come cittadini di oggi e non solo di domani, dichiaro aperta la seduta e passo la parola ai nostri ospiti nell'ordine in cui li ho elencati e raccontati chiudere la seduta il signor Sindaco,
Partiamo dunque grazie, partiamo dunque dalla professoressa Anna Sarfatti a lei la parola.
Sì.
Avvio il.
Così grosso, così benissimo, grazie.
Grazie Presidente e ringrazio molto del dell'invito.
Che che mi onora e che mi offre una possibilità di di parlare a nome e con le voci dei bambini,
Di questo sono molto fiera di poter parlare, portare in giro le voci dei bambini che frequento da tantissimi anni,
In effetti, devo proprio ai libri raccontati letti e discussi con loro il grande privilegio di raccogliere i loro pensieri e le loro emozioni, di contribuire all'approfondimento dei temi trattati, di assistere allo scambio di opinioni e di promuoverlo, di rispondere alle domande anche se poi non sempre la risposta c'è di godere insieme. Adulti e bambini della condivisione della conoscenza.
Offrire ai bambini i testi diversi è fondamentale per tanti motivi, ma vorrei parlare in particolare dello sviluppo linguistico, dello sviluppo cognitivo emotivo e della chiamiamola educazione civica.
Ecco, a questo proposito una rapida carrellata di ricordi i primi. I diritti dei bambini che entrano per ponte prepotentemente nell'esperienza di lettura sono il diritto alla parola e il diritto all'ascolto, entrambi fondamentali. Voglio raccontare una piccola storia che mi sta molto a cuore nei miei ultimi anni di insegnamento nella scuola primaria. Ricordo una bambina che restava bloccata davanti al foglio bianco quando assegnava in classe una traccia. Scrivete qualcosa vostro piacere, una storia di fantasia, una gita fatta con la famiglia, un compleanno, ogni volta lei guardava il foglio bianco atterrita dicendo che non aveva nulla da raccontare, e a me è rimasto impresso un ricordo che risale alla terza alla classe terza che lei frequentava quando un giorno le dissi perché non provi a raccontare il libro che hai preso in prestito in biblioteca e così partì per lei questa possibilità di raccontare. Ho incontrato quella bambina di allora.
E molti anni dopo, anzi no, voglio dire quella stessa bambina alla fine della quinta, però, quando scrisse il suo saluto alla scuola, scrisse così la scuola. Mi è servita molto perché col passare del tempo ho imparato a parlare di più e a leggere tanto mi ha fatto imparare che dovevo parlare anch'io, perché ho il diritto, come tutti, di parlare anche perché mi vergognavo un po' a esprimermi a parlare, ho scoperto che mi piaceva leggere la maestra, mi aiutava a scegliere i libri e a consigliarmi perché vedeva che mi interessava quindi il suo diritto alla parola è veramente legato alla sua consapevolezza del diritto alla parola. È veramente legato alla lettura. Ho incontrato questa la bambina di allora, ora una ragazza due anni fa le ho chiesto come stava e cosa ricordasse dell'esperienza di lettura fatta alla primaria. Mi ha risposto che il suo amore per la lettura è rimasto, ma la sua vita la la travolge, per cui non ho quasi più tempo di leggere se non la sera, quando legge alla sua alla sua bambina.
Perché alla scuola dell'infanzia fanno il presta libro una volta alla settimana, e quindi lei la sera gli legge, i libri e quando quest'anno l'ho rincontrata di nuovo, mi ha detto che era stata al colloquio ai colloqui del suo piccolo che ora frequenta la terza primaria e mi ha detto, sono contenta che anche lui si stia appassionando alla lettura e chiede sempre di poter leggere in classe. È una piccola storia di ascolto reciproco, abbiamo cercato di aiutarlo a uscire dal suo guscio e aprirsi alla relazione attraverso le storie dei libri. Lei lo ha fatto e ci ha creduto così tanto da trasmettere ai figli questo valore, ma forse ha voluto anche dare a me un messaggio, rassicurarmi sul mio bisogno di essere ascoltata in questa mia.
Battaglia, diciamo rassicurandoli che si era impegnata. I frutti erano visibili, quindi insieme abbiamo costruito qualcosa che continua a dare i suoi frutti. Il diritto alla parola riguarda anche l'arricchimento del bagaglio lessicale, fondamentale perché le parole danno corpo ai pensieri. La democrazia ha bisogno di persone che pensano e stanno esprimersi. Penso a quella bambina che arrivò trionfante una mattina in classe, leggendoci una frase che aveva inventato nella Costituzione, c'è tanta in violazione, era stata colpita dall'aver letto nell'articolo 2 e dei diritti inviolabili e quindi aveva creato il suo neologismo. Ricordo anche un altro bambino che, a seguito della lettura dei principi fondamentali della Costituzione aveva scritto io costruirei una casa costituzionali a per quelli che non sanno cos'è la Costituzione, una casa con tante porte, dove si apre una porta, c'è un articolo della Costituzione, così lo impari.
E ancora penso ai bambini che ho incontrato in scuole di tutta Italia o quasi, che quando leggono il testo dell'articolo 2 e scoprono a volte per la prima volta la parola solidarietà alla mia domanda, che cosa significhi questa parola rispondono essere soli solidarietà e allora ci fermiamo a riflettere sulla differenza tra solitudine e solidarietà per scoprire che se tutti agissimo spinti da solidarietà sicuramente vivremmo meglio e sconfiggeremo il senso di solitudine.
Altro ricordo che attiene al diritto della alla conoscenza di altre lingue e culture, mi rimanda quando facemmo una ricerca sulle ninnenanne di tutte le regioni italiane e scoprimmo che le parole bambino, il figlio a hanno tante diverse variazioni nei dialetti da bambina fighi epopea inciti li Burdel figlio, fu così che, parlando della storia della lingua italiana e della pari dignità, dei dialetti, come pure la presenza di un alunno filippino, ci portò a leggere un libro che raccontava la storia di un bambino filippino, dopodiché la sua mamma ci scrisse una filastrocca in tagalog, qualcosa di simile ambarabaciccicoccò che in filippino, che in tagalog suona Paine pende sarà a penna, ecco, tutti la impararono con grande orgoglio, era l'incontro con loro per loro, con una lingua sconosciuta.
E ancora, ricordo la sorpresa di incontrare in una poesia di Alda Merini il termine pastrano. E da lì scoprire parole del passato che ci raccontano la storia dei trisnonni e bisnonni. Ecco se penso invece allo sviluppo emotivo, alla famosa educazione emotiva e affettiva che aiuta i bambini e le bambine a esercitare il diritto di esprimere, manifestare emozioni e sentimenti. Ricordo un piccolo libro, il fiori di Giulio letto in classe che racconta la storia di un bambino di scuola primaria che si ammala gravemente e purtroppo muore.
Per i compagni nella storia e per i compagni. E un dolore terribile che elaborano con l'aiuto degli insegnanti. Questo Giulio aveva la passione delle piante, tanto che sotto il suo banco i compagni trovano una bustina di semi, l'interrano nel giardino della scuola e un giorno vedranno nascere un meraviglioso girasole il fiore di Giulio, come recita il titolo, ecco cosa succede che uno dei bambini della mia classe, all'improvviso, accade di veder morire il nonno NATO, che aveva trasmesso al nipote la sua passione per il giardinaggio, quando, la mattina dopo la morte del nonno, i genitori lo accompagnarono a scuola e ci informarono dell'accaduto, chiedemmo al bambino se si sentiva e se voleva condividere questo dolore con i compagni o se invece preferiva, preferiva non parlarne. Lui volle farlo e lo fece piangendo. Tutti sapevamo del suo tempo trascorso con il nonno nell'orto in giardino.
E una compagna, gli chiese, se lui sapesse dove il nonno teneva i semi, così la storia del libro offrire un cammino da seguire nella realtà e noi insegnanti e scoprimmo quanto quella lettura fosse stata di aiuto non solo al bambino colpito ma tutti i suoi compagni che si rispecchiavano in lui un altro episodio risale alla lettura di Polissena del Porcello di Bianca Pitzorno dopo le prime pagine ecco presentarsi il grande dilemma che, attraverso il racconto Polissena è figlia naturale della coppia Gentileschi o è stata adottata trascrissi alcuni interventi.
In relazione alla nostra lettura. Lo sai Anna che a me ogni tanto mi viene questo pensiero disse una bambina, a me non è mai venuto, le risposero due compagne ammessi quando sogno disse un'altra e un'altra ancora a me sempre perché mio fratello, anche quando si era al mare, mi diceva tetti, abbiamo trovato in una cesta davanti alla porta di casa sei, figlia di una donna che si chiama Cinzia e noi ti abbiamo adottato, ma io non ci credo disse lei è un bambino, io non è possibile perché ho visto il film di quando sono nato e un altro e io ho visto le foto di quando sono nel pancione. Quindi questa la lettura. Questo momento della lettura aveva aperto questo dialogo e infine vorrei accennare a un diritto che i bambini avvertono in modo forte, il diritto di contare di esserci, di far parte della comunità anche in questo caso un episodio. Dal mio passato avevo appena pubblicato un libro dedicato ai diritti dei bambini in ospedale.
Ora in libreria col titolo i pigiami fanno ICI. Non vedevo l'ora di leggere le mie bambini che ascoltarono questa lettura con attenzione dopo la lettura e qui mi mi torna in mente è proprio la frase del i Lennon Roosevelt, che ha letto prima la Presidente, cioè che i diritti nascono e nei luoghi piccoli, quindi il loro fecero questo proprio questo ragionamento. Se tu hai scritto ai diritti dei bambini in ospedale, perché non ci fa iscrivere i diritti dei bambini a scuola e io dissi se, se ce la fate prego, dividiamoci in piccoli gruppi e vediamo cosa fate con la con un po' la, il sospetto, l'arroganza dell'insegnante, che pensa che se non ha insegnato i bambini non sapranno e invece loro si misero al lavoro e nel giro di due mattine scrissero tanti P. A piccolo gruppo, tante piccole Carte dei diritti che poi raccogliemmo in un'unica carta eravamo in quinta.
E ci lasciano esterrefatti, ci chiese, ci chiedemmo come insegnanti, dove avevano si erano formati questi strumenti per scrivere la loro carta dei diritti dei bambini.
A quell'esperienza, dopo quell'esperienza, sentii il bisogno di farli incontrare con un avvocato e quindi, invitando a scuola un avvocato che parlasse con loro di questa carta, che la leggesse prima e poi ne parlasse e, tra l'altro, lei, prima di arrivare a incontrarli, ci chiese di fargli eleggere la Convenzione ONU dei diritti dell'infanzia e i principi fondamentali della Costituzione e il loro scelsero senza dubbio fra le 2 come preferenza la Convenzione dei diritti dei bambini, chiamata così familiarmente perché c'era la parola bambini già nel titolo. Quindi per questa carta noi contiamo. Ecco quindi sempre bisogno o no di contare di esserci l'avvocato, parlando con loro, gli fece notare che non avevano mai nominato la parola dovere e quindi lì li avvicinò e già l'avevano incontrato, leggendo la Costituzione e i principi fondamentali al al concetto di dovere e gli chiese di completare questo loro lavoro scrivendo la Carta dei doveri corrispondente, uno dei quesiti che loro opposero alla all'avvocato fu e chi controlla gli insegnanti.
Non da poco. Un altro ricordo molto più recente parlo di pochi mesi fa si riferisce ai consiglieri del Consiglio comunale dei ragazzi di un comune vicino, Firenze dei quali sono stata nominata facilitatrice con questo gruppo. Trova un po' di difficoltà a far emergere il loro punto di vista sulla città, a indicare cosa si potrebbe fare per migliorare la qualità della loro vita, perché rispondono un po' con le parole degli adulti, le buche nelle strade.
I ragazzi drogati alla stazione, il traffico, i negozi che si chiudono ma fatico. Ho faticato a far venir fuori proprio bisogni e osservazioni dei bambini un giorno proprio per stimolarla in questa direzione. Ho portato con me un libro che avevo acquistato alla Fiera del libro di Bologna e che gli ho tradotto come potevo perché in spagnolo intitolato alla Kayes libri e la strada è libera, racconta di un gruppo di bambini e ragazzi di un quartiere povero brasiliano che lottano per avere un parco giochi finché, dopo tante difficoltà, ci riescono, al termine della mia lettura uno dei consiglieri ha chiesto.
Ce l'hai letto per farci capire che, se vogliamo migliorare qualcosa nella nostra città, dobbiamo lottare come hanno fatto loro. Ecco appunto il libro aveva scosso gli animi assai più delle mie parole,
Ecco la magia dei libri, le vite di altri, raccontate anche lontani nello spazio e nel tempo, hanno il potere di contagiare nelle nostre di accendere sogni, speranze, di suscitare sdegno, desiderio di riparare quando si parla di invece diritti negati del mondo dei libri. I bambini e le bambine sono cittadini universali, perciò leggiamo ai bambini e con i bambini scriviamo, illustriamo per loro, regaliamo libri, portiamoli a sceglierli, libreria, prestiamo, li cerchiamo di in biblioteca, facciamo il passaparola di titoli, aiutiamo i bambini e le bambine a realizzare piccoli libri artigianali da scambiarsi. L'invito che rivolgo a tutti noi adulti è di favorire la lettura dei bambini con impegno resistente, quasi sovversivo, anzi non quasi sovversivo, ormai contro l'omologazione e la passività, l'indifferenza e il senso di estraneità sociale. Grazie.
Grazie grazie alla professoressa Sarfatti, grazie davvero passo la parola ora a Nicoletta Gramantieri, prego.
Buongiorno a tutte e a tutti i ringrazio, dente per per questo invito che fa molto contenta me, la biblioteca e le biblioteche, soprattutto per il fatto di essere in una situazione che mette al centro in modo solenne il il diritto alla lettura.
Inizio da un libro, da un libro di un'antropologa francese, questo libro si chiama Luke, le mondo e l'antropologa si chiama Michel Petite.
Si occupa di trasmissione culturale, di di biblioteche, di trasmissione culturale e, soprattutto, in situazioni in cui succede che questa trasmissione venga venga interrotta, quindi nelle situazioni di crisi, nelle situazioni, nelle situazioni di guerra, nelle situazioni di disagio, nelle situazioni di povertà educativa, nelle situazioni di povertà culturale, in questo libro una delle prime cose che scrive che dice Michel Petite è che lo leggo perché lo dice lo dice bene, gli umani hanno bisogno di bellezza, dissenso, di pensiero d'appartenenza, hanno bisogno di figure simboliche per uscire dal caos il caos Petite lo lo sottolinea in in due modi in due sensi. Da una parte c'è il caos che i piccoli e le piccole trovano quando vengono al mondo, il mondo è fitto pieno di cose. I bambini nascono in un mondo in cui ancora.
Non hanno, non hanno le parole e tutto se non c'è una parola che i nomini risulta confuso, ma poi vengono, come ha detto, anche Anna Sarfatti e anche la la Presidente vengono le ninnenanne vengono vengono le filastrocche, vengono le storie, le storie raccontate a voce dai dagli adulti significativi e le storie che escono,
Che escono dai libri e attraverso le ninnananne, le filastrocche, le storie si inizia a nominare il mondo, il mondo si ordina, questo diventa un bicchiere, questa diventa una una bottiglia, non una cosa, non una cosa indistinta. Il fatto che il mondo si ha ordinato fa sì che sia abitabile le parole, le storie, le filastrocche, le ninne nanne, i racconti familiari, le leggende rendono il mondo abitabile. Ci sono altre situazioni in cui si può e li conosciamo bene. Di questi tempi, entrare di nuovo nel caos sono le situazioni di frattura, di rottura, sono le situazioni di crisi, sono le situazioni di di guerra, sono le situazioni in cui si è costretti a lasciare quello che si conosce, in cui si è costretti a lasciare una casa in cui si è costretti a lasciare uno spazio che è conosciuto e quindi significativo e che in qualche modo in qualche modo ti ti definisce Petito e lavora molto in questi contesti. Lavora con i bambini e le bambine di strada in Brasile ha lavorato coi bambini soldato in Africa,
Lavora nel nelle periferie, nelle periferie francesi e il suo lavoro consiste proprio in questo e per me racconta moltissimo dell'efficacia delle storie delle parole della lettura. Consiste nel portare storie, parole narrazioni là dove non ci sono più, perché nelle situazioni di crisi non c'è nessuno che racconta e viene interrotta la trasmissione culturale fra fra le generazioni. Questo, come ho detto prima e come dice benissimo Petite, rende il mondo in qualche modo Inab inabitabile. Ecco dice. PTP che in queste situazioni di crisi.
E la letteratura è quello che ci fa avere un una possibilità, una possibilità di di manovra dice l'uscita del dall'ordinarietà provocata da un testo non è una fuga, come si dice sovente in termini dispregiativi, ma piuttosto un salto dentro un altrove dove il trasognata mento il pensiero, il ricordo, l'immaginazione di un futuro diventa possibile, ci dice, Petite che per chi ha dovuto ha perduto la propria casa, la dovuta lasciare ha lasciato le cose conosciute, ha lasciato una terra che è che è radici che famiglia, che che, che ha il senso di sé, i libri possono diventare dimore prese a prestito?
E attraverso i libri, attraverso queste dimore prese a prestito c'è la possibilità di ricostruire il proprio assetto spaziale, il proprio essere nel mondo e un'ultima cosa su su Petite.
Fa riferimento a uno scrittore spagnolo, questo scrittore paragona la casa della letteratura alla casa di Tarzan e Jane all'interno della foresta, fra gli alberi e la casa di Tarzan, e genera una capanna, è un luogo intimo raccolto che permette di stare con se stessi, però è anche un luogo aperto ai rumori, agli odori, ai profumi della foresta, degli alberi del degli animali, quindi è un luogo la casa di tutta la capanna di Tarzan e Jane, e anche la la letteratura.
Che permette di stare con sé di andare a fondo dentro di sé, però anche di di conoscere il mondo perché, come dice uno scrittore e un critico letterario che che io amo la funzione della letteratura, questo lui si chiama Walter Siti la funzione della letteratura è la la conoscenza a un'ultima cosa che dice forse è quella che più vicina alla mia quotidianità che dice,
Petite è che lei si occupa anche molto di di biblioteche, della funzione che le biblioteche hanno nella costruzione di comunità dei dei dei contesti sociali e dice che le biblioteche sono dei conservatori dissenso, amo molto queste due parole e conservatori dissenso e all'interno delle biblioteche, dice si trovano delle metafore scientifiche che ci permettono di mettere ordine al mondo e anche delle metafore letterarie e artistiche che sono frutto del lavoro di artisti di scrittori.
Che hanno in qualche modo trasfigurato la loro esperienza, rendendola attraverso la letteratura, attraverso la distanza che la letteratura pone e non a caso quello che ha raccontato Anna Sarfatti prima mi è piaciuto molto questa bambina, che non non riusciva ad avere parole sue, è riuscita a trovarle, mettendo la distanza che c'era fra le cose che leggeva e quella distanza è proprio una una caratteristica forte della della letteratura, quindi gli scrittori trasfigurano le loro, le loro esperienze e le loro opere finiscono per nutrire i sogni, pensieri, desideri e le conversazioni sulla vita e ci dice, Petite tenendo a bada quelle bestie enormi che è vero per tutte e tutti noi e anche per tutti e tutte noi piccoli,
Ogni tanto quelle bestie bestie nere ci passano, ci passano accanto, ecco, le storie ci permettono di tenerli a bada, quindi biblioteche conservatori, conservatori di dissenso.
È in biblioteca. Ci interroghiamo spesso quando incontriamo le bambine, le bambine e su cosa significhi che una il termine biblioteca pubblica, i bambini e le bambine dicono subito che ci possono venire tutti. Allora con noi continuiamo a interrogarci e ci diciamo, ma è sufficiente poter andare in un posto perché quel posto sia di tutti, davvero quel posto tuo, se tu entri e, ad esempio, non trovi niente che corrisponda ai tuoi bisogni culturali, ai tuoi desideri, alla tua necessità di fare un certo tipo di di di esperienza oppure davvero tu quel posto se in quel posto non vedi riconosciuta la tua lingua, la tua cultura, la la, la possibilità di approcciarti A alla cultura nella tua, nella tua lingua madre,
E ed ecco allora perché nelle biblioteche e non ci sono solo spazi in cui poter stare, in cui poter stare liberamente, ma ci sono anche oggetti che noi chiamiamo raccolte, ci sono libri di narrativa, ci sono, ci sono le poesie ci sono i fumetti, ci sono i videogiochi,
Ci sono i film e tutto questo c'è in moltissime lingue diverse a bibliotecasalaborsa, ragazze abbiamo ad esempio libri in 135 lingue, in modo che ognuno e ognuna di coloro che abitano a Bologna possa leggere nella propria lingua madre, e non solo.
Ci sono i libri tattili, ci sono gli audiolibri, ci sono libri in comunicazione aumentativa, ci sono i libri con coi caratteri ad alta leggibilità, in modo che ognuno possa approcciarsi alla lettura secondo i suoi bisogni in in termini di di di lettura.
La biblioteca diventa proprio perché pubblica, è uno spazio attraversabile, uno spazio dove la lettura si può far diritto e non è assolutamente, non è assolutamente dovere una mamma una volta è una delle frasi che ci sta più a cuore.
Una volta una mamma ci ha detto.
Labib, questo parlare della biblioteca e l'unico posto in cui i miei bambini stanno bene, anche se non c'è niente da comprare in biblioteca, si fa esperienza di civismo, di fruizione, degli spazi pubblici condivisi, di spazi che appartengono a tutte e a tutti in biblioteca. Se se sei lì e ti devi muovere devi fare attenzione a quello che fanno, che fanno gli altri, quindi la biblioteca, anche un luogo, come tutti i luoghi condivisi, i luoghi in cui si coltiva il civismo, in cui sei costretto a fare attenzione a fare attenzione agli altri e poi ci sono in biblioteca le le le attività, le possibilità di incontri e tutte le mattine ci sono, ci sono gli incontri con le classi in modo da poter far avvicinare alla cultura che la biblioteca propone anche a tutti i bambini e tutte le bambine che le biblioteche non le hanno mai frequentate. Quindi, per noi che ci lavoriamo tutti i giorni, noi consideriamo le biblioteche un luogo di diritto e di IMU e di democrazia per quello che riguarda la. Cultura.
In biblioteca si trovano le storie e le narrazioni che aprono alla conoscenza, come ho già detto, di noi e del mondo sono capanne per riassumere in cui ognuno può percepire le proprie radici, ascoltare la propria storia e proiettare nel futuro sogni e desideri proiettare nel futuro sogni e desideri vuol dire proiettarsi nel futuro, perché in assenza di sogni e desideri il futuro non c'è e non c'è futuro nemmeno se gli individui e le comunità non riescono a trovare il senso dello stare dello stare al mondo. E allora concludo con con una poesia che questo senso dello dello, stare al mondo, e quindi della possibilità che ci sia futuro, proprio proprio dice, è una poesia di un di un poeta, per bambine e bambini,
Molto conosciuto che si chiama Bruno Tognolini,
Beate, le case beate, le cose beate, le vecchie rugose che dormono al sole beate, le api beate, le rupi beate, le code dei lupi che danzano al sole, beati paesaggi, beati miraggi, beate, le mete dei viaggi che attendono al sole beate parole beate, silenzio, beate, le cose create che danno l'annunzio le voci nel mondo che lanciano il bando che dice che tutte le cose ci stanno provando e allora beate le mani beata la testa beata la vita per ogni domani che resta grazie,
Grazie, grazie molte alla responsabile disse la borsa Nicoletta garantire che ci a garantire che ci ha fatto entrare in questo spazio bellissimo della nostra città, che sia la borsa raccontandolo ce l'ho, questa maniera così così bella e anche romantica, allora passiamo ora la parola al professor Grandi prego, professore gentilissimi, il Presidente del Consiglio Comunale Maria Caterina, Manca sindaco Matteo Lepore, consigliere e consiglieri comunali presenti, grazie per l'invito a questo momento di celebrazione solenne della firma della convenzione dei diritti dell'infanzia, grazie anche alle relatrice che mi hanno preceduto e che hanno fatto degli interventi di grande profondità che mi hanno arricchito molto.
Vi ringrazio per questo invito che è per me un onore e un'occasione di riflessione su un tema che è centrale per il futuro della nostra comunità, desidero portare in questa occasione anche i saluti della professoressa Chiara Vannini che, alla direttrice del Dipartimento di scienze dell'educazione Giovanni Maria Bertin dell'Università di Bologna presso cui io insegno,
Poiché i miei studi, le mie ricerche, i miei corsi sono incentrati sulla letteratura per l'infanzia e sulla storia dell'educazione. Il focus del breve intervento che desidero condividere con voi riguarderà in modo particolare due aspetti, il primo dei quali sarà l'articolo 17 della convenzione, che tratteggia alcuni elementi importanti della relazione formativa tra giovani e narrazioni, mentre il secondo aspetto che intendo affrontare riguarderà la storia di Bologna come città italiana sempre attenta alla promozione dei racconti per l'infanzia, non da oggi non da ieri, ma da moltissimo tempo, il tema delle storie, delle trame, delle parole delle poesie che destiniamo all'infanzia è centrale, perché l'incontro, con le prime narrazioni e per le giovani generazioni, occasioni di scoperta di sé e del mondo, andiamo con ordine.
Per quanto riguarda il primo aspetto, va detto che l'articolo 17 della Convenzione enuncia il seguente fondamentale principio gli Stati parti riconoscono l'importanza della funzione esercitata dai mass media e i vigilano affinché il fanciullo possa accedere ad una informazione ed a materiali provenienti da fonti nazionali ed internazionali varie soprattutto se finalizzati a promuovere il suo benessere sociale, spirituale e morale nonché la sua salute fisica e mentale.
Poi la convenzione prosieguo, segnalando tra le varie cose che a tal fine gli Stati Parti incoraggiano i mass media a divulgare informazioni e materiali che hanno una utilità sociale e culturale per il fanciullo e inoltre, cito testualmente incoraggiano la produzione e la diffusione di libri per l'infanzia in tempi complessi come i nostri, in cui i mass media e i social occupano tanta parte del tempo delle giovani generazioni, veicolando pensieri, informazioni, anche stili di vita, con una rapidità e una incontrollabilità spesso allarmante. I principi della convenzione sono oggi più che mai attuali e ci richiamano ad un'attenzione. Qui non si può rispondere con iniziative abborracciate, frammentarie, perché consolidare nelle giovani generazioni approcci critici ai media, ai social e alle tante e diverse forme di narrazione sta diventando un'urgenza formativa. È necessario pertanto realizzare una sinergia concreta tra diverse entità in campo Comuni. Scuole, università, industria culturale, associazionismo che, essendo competenti per risorse professionali e intellettuali operative, possono collaborare per pensare e realizzare una progettualità educativa coerente, in grado di rispondere alle esigenze civili, culturali e pedagogiche segnalate dalla convenzione.
E a questo proposito ricordo che il Dipartimento di Scienze dell'educazione e qui io afferisco non solo possiede le competenze scientifiche per interpretare i fenomeni e proporre percorsi con cui affrontare queste urgenze così pressanti, ma il Dipartimento è anche aperto ormai da molti decenni ed azioni di collaborazione, progettazione su queste tematiche con il Comune di Bologna. Pertanto basta chiedere e noi, come sempre ci saremo quanto la convenzione e segnala. È per noi che ci occupiamo di infanzia e di adolescenza, un forte richiamo al valore del racconto, della lettura e della fruizione delle narrazioni come atto di cura nei confronti delle giovani generazioni. Leggere, ascoltare, vedere, creare storie, non è semplicemente un piacere, come giustamente è stato detto in tante occasioni e anche un piacere, ma è soprattutto un prendersi cura di noi stessi, bambini e adulti e di chi con noi fruisce di quelle storie, il Papa che legge una fiaba al figlio o quest'ultimo che a sua volta vuole restituire il piacere leggendo quella fiaba al babbo e chi è genitore? Queste cose le sa non sono semplicemente momenti di condivisione di trame gradevoli e magari formative, ma sono soprattutto azioni di cura perché attraverso una storia si apre un dialogo tra le persone e si mostra realmente che l'altro ci interessa, che l'altro è importante per noi e questo vale ogni volta che una storia diventa ponte tra insegnanti e allievi, attori e pubblico, bambino, bibliotecari e giovane, utenza e così via. Diceva Lewis Carroll, l'autore di Alice nel paese delle meraviglie che le storie sono atti d'amore, ecco ogni volta che si condivide una trama, si condivide pure un affetto, un interesse, un atto di cura verso l'altro, e tale considerazione deve avere una posizione centrale in ogni progettazione educativa che, a partire dalle storie e dalla letteratura per l'infanzia, si rivolge alle giovani generazioni. Il tema dei libri per bambini e ragazzi, richiamato dal documento ONU, come pure il tema più ampio delle narrazioni per l'infanzia e l'adolescenza che riguardano, oltre ai libri, pure cinema, televisione, videogiochi, fumetti, divulgazioni e teatro per le giovani, generazioni è ineludibile se si vuole affrontare in modo completo e articolato quanto l'articolo 17 della convenzione dichiara con giusta enfasi. Infatti, senza storie, senza l'incanto poetico narrativo, senza il fascino di trame racconti, com'è realmente possibile pensare di lasciare un segno nella formazione dell'infanzia e dell'adolescenza? Già Platone più di 2.300 anni fa invitava a coloro che erano chiamati ad amministrare città estati a porre molta cura nei racconti offerti ai bambini, perché quelle storie avrebbero inciso tracce indelebili nelle giovani menti dei loro fruitori, che col tempo ricorda sempre Platone sarebbero poi divenuti cittadini.
Per quanto riguarda il secondo aspetto che vorrei affrontare con voi e sarò brevissimo, ebbene, segnalare che Bologna è una città con una lunga tradizione di cura e di attenzione nei confronti delle narrazione rivolte alle giovani generazioni. Vorrei ripercorrere con voi perché tale memoria sia di stimolo, per continuare con consapevolezza lungo un percorso che questa nostra comunità segue da molto tempo. Si consideri per iniziare la cultura dei burattini, che da secoli ha proprio a Bologna uno dei suoi focolari più vivi. Il teatro di figura, infatti, ha sempre trovato in questa nostra città una calda accoglienza da parte del pubblico, non solo giovanile e da parte di tanti autori che si sono dedicati a produrre copioni per questa umile forma di rappresentazione. Come ricordava più di 100 anni fa lo scrittore Antonio Pandolfini Barberi, l'intera Bologna ha nutrito per i burattini un amore appassionato e coi burattini che spesso innalzavano le loro baracche.
Spesso innalzavano nel loro baracche proprio sotto le finestre di questa splendida sala qui, sotto già dal 500 i bambini bolognesi ridevano della proprio prosopopea comica, di Balanzone un mio collega, un professore dell'università, e delle tante altre allegre maschere, sue compagne d'avventura e detto per inciso,
Diverse volte nei secoli passati, si alzarono proprio da questa sala che era la sede dell'eccelso Senato, cittadino reprimende, rimbrotti, ammende contro le intemperanze e le salaci battute che tramite quei burattini il popolo rivolgeva ai suoi reggitori d'arresto, il pensiero critico non ha mai avuto vita facile anche quando esprimerlo e un umile pupazzo. Davanti a un pubblico prevalentemente bambino.
Ma Bologna è anche una città accogliente, da sempre sta a ospitare gente da tutto il mondo, e quest'accoglienza del forestiero è stata estesa anche alle fiabe quando, nel 1.742 4 donne amiche amiche, perché qui ci vanno insieme. Le storielle Manfredi e le sorelle Zanotti state attenti tradussero dal dialetto napoletano al dialetto bolognese, dando questa traduzione, un titolo LeChuck Lear della Banzola, le chiacchiere della panchetta tradussero dal dialetto napoletano al dialetto bolognese, la prima raccolta di fiabe dell'Occidente, ovvero Lo cunto de li cunti, ovvero lo trattenimento dei Piccirilli scritto un secolo prima dal letterato partenopeo. Giovanni Battista Basile. Quelle donne intellettuali, prime di una schiera di donne, colte che la nostra città col tempo ha saputo valorizzare, hanno arricchito l'immaginario bolognese, con fiabe che provenivano da lontano e che sono state accolte con così tanto successo a livello popolare ed affiancarsi a integrarsi pienamente con le fiabe autoctone, come notò un'altra donna intellettuale bolognese, la contessa Carolina corone di Berti che nell'800 si diede tanto da fare per salvare coi suoi lavori riconosciuti dall'Accademia, il dialetto, le fiabe, le tradizioni e le filastrocche del popolo e dei bambini di Bologna. Molte molto probabilmente tante fiabe che le nonne bolognesi raccontano da secoli e ai loro nipoti vengono da Napoli, ma lì erano state portate da marinai e mercanti che le avevano ascoltate a loro volta, in Nordafrica, in Medio Oriente o forse anche in Spagna, nei Balcani, perché le fiabe, come tante persone, sono migranti? È anche necessario ricordare che sempre a Bologna sono state condotte le prime analisi sul disegno infantile, grazie al lavoro di Corrado Ricci, stimato archeologo e storico dell'arte, che fu così attratto dai segni e dagli schizzi tracciati dai bambini sui muri dei portici di Bologna da scrivere nel 1.887, un saggio su questa peculiare forma d'arte. Il suo studio rappresenta uno dei primi e più riusciti tentativi di, svelare i segreti dell'immaginazione e della pratica grafica dei più piccoli. Ma non ci sono solo notizie confortanti. A volte è necessario anche riportare 20 difficili su cui riflettere riflettere a Bologna, nel 1938, nel palazzo qui vicino dell'Archiginnasio si tenne uno dei più controversi convegni nazionali sulla letteratura per l'infanzia. L'evento fu presieduta dal poeta futurista Filippo Tommaso Marinetti, il convegno per la letteratura infantile e giovanile e questo era il titolo della manifestazione vide la partecipazione di molti rappresentanti della loro Governo di diversi organi fascisti, come pure di numerosi autori e editori per l'infanzia. I racconti per la gioventù erano avvertiti dal regime e dalla sua classe intellettuale come fondamentali per il consolidamento dell'egemonia culturale e politica del fascismo, la pericolose censori, attenzione prestata da molte dittature e a volte pure dal democrazia, alla letteratura per l'infanzia e cosa da tenere sempre presente, perché il controllo dell'immaginario giovanile è un modo per reprimere il pensiero critico sin dai suoi albori. Venendo a momenti più lieti, questa nostra città fu una delle prime a dotarsi di una moderna biblioteca per ragazzi. Sto alludendo alla biblioteca Jim, inaugurata sotto il sindaco Giuseppe Dozza, nel 1954, all'interno della palazzina Liberty dei Giardini Margherita, ora l'eredità di questo progetto prosegue nell'odierna Biblioteca Sala Borsa, ragazzi che rappresenta un prezioso presidio culturale civile per le giovani generazioni della nostra comunità territoriali. Pochi anni dopo, nel 1961, la celebre manifestazioni canore per l'infanzia lo Zecchino d'Oro si trasferì definitivamente da Milano, Bologna e che tuttora sede di tale evento musicale la musica, il canto e le canzoni sono una forma di narrazione che, assieme alle filastrocche alle Conte, rappresentano, tra i primi approdi infantile, al mondo della poesia e della sonorità della lingua. Inoltre, deve essere assolutamente qui ricordata anche la Fiera internazionale del libro per ragazzi con la quale Bologna sancito in modo indiscutibile la propria primazia culturale a livello internazionale nel campo dell'editoria, della promozione libraria e della grafica per le giovani generazioni. Sin dalla sua prima edizione, nel 1964, la Fiera raccolto l'interesse di numerosissime editori italiani e stranieri, divenendo con gli anni uno degli appuntamenti più importanti a livello globale per gli operatori e per le industrie culturali che operano nel campo delle pubblicazioni e dell'illustrazione per ragazzi. Infine, va ricordato che nell'Università di Bologna, nel 1982, che l'Università di Bologna nell'82, istituire una delle prime cattedre universitarie italiane di letteratura per l'infanzia affidata al professor Antonio Faeti, il più importante studioso della materia a livello nazionale, un apprezzatissimo maestro di tale ambito anche all'estero, il riconoscimento accademico, tribù tributato alla letteratura giovanile tramite l'istituzione di una specifica cattedra, ha significato nel corso dei decenni e sviluppare ricerca e progetti nel cuore stesso dell'immaginario infantile e adolescenziale, per cogliere quegli aspetti pedagogici che contribuiscono alla formazione umana, estetica, culturale e civile delle nuove generazioni. Questa cattedra, di cui ora chi vi parla continua, cerca di continuare il percorso come pure tutto il Dipartimento di Scienze dell'educazione che accoglie la cattedra, sono ulteriori risorse a disposizione della nostra comunità per realizzare insieme quanto la Convenzione dei diritti dell'infanzia auspica. La mia attenzione in questa breve riflessione è stato soprattutto, ovviamente, per inclinazione professionale, rivolte all'articolo 17 della convenzione, ma in realtà quel documento nella sua interezza, una preziosa mappa del tesoro, perdonate la metafora da letteratura per l'infanzia per progettare percorsi a favore delle giovani generazioni e pertanto merita nella sua totalità di essere letta, meditata e soprattutto attuata. E ciò è vero soprattutto ora che viviamo in tempi difficili, dove la guerra, in tutte le sue diverse insidiose, nascoste forme, è rientrata nell'orizzonte del possibile, intimorendo tutti ma in modo particolare minacciando l'infanzia e l'adolescenza. Il mio invito a riprendere in mano quel documento leggerlo nella sua completezza, individuare quanto rientra nelle nostre competenze specifiche e coordinarci come comunità per connettere i nostri ruoli in una rete di forze che sappia realizzare gli indirizzi della Convenzione a Bologna. A questo si è fatto, si sta facendo, ma soprattutto si dovrà fare ancora di più in futuro per raggiungere in modo completo gli esiti sperati, e questo accadrà solo se sapremo connetterci insieme, condividendo conoscenze, risorse e progetti. Vi ringrazio.
Grazie grazie, professor Lien, grandi, ora la parola per le conclusioni va il nostro sindaco, Matteo lettera, prego.
Grazie grazie, Presidente saluto del Consigliere.
Ai consiglieri e ai nostri ospiti che sono qui e che hanno dato un prezioso contributo.
L'idea di racconto rispetto alle proprie attività, i propri studi e quindi William grandi Anna Sarfatti, Nicoletta Gramantieri che rappresentano tra le persone di età più importanti, credo che nella pratica quotidiana ci possono raccontare cosa significa affrontare i temi della nostra seduta solenne ieri è stata una giornata per tanti di noi importante per vari motivi per me in particolare perché ho avuto modo di incontrare centinaia di ragazzi al teatro,
Manzoni e poi tanti bambini in un quartiere nel quartiere Santo Stefano, in questa settimana del Sindaco che sto facendo e i ragazzi ci hanno ricordato quanto oggi sia fondamentale il loro ruolo nella società, si è parlato molto del protagonismo e della voce dei più piccoli e tra le cose che ci hanno raccordo raccontato ieri e quanti di loro insegnano l'italiano ai propri genitori e come questo sia una speranza per il futuro della nostra città, ma soprattutto un elemento di riscatto sociale per persone che hanno scelto di venire a vivere nella nostra comunità e quindi.
Per noi bolognesi per il primo dal primo giorno significa effettivamente il lavoro che, insieme a questi ragazzi, possiamo fare, che vivono nelle nostre scuole e grazie a loro, i loro genitori e le generazioni precedenti possono dirsi davvero cittadini di questo Paese e poi un bigliettino che mi ha dato una bimba,
Di nome Jammin, che ieri abbiamo incontrato insieme a tantissimi altri e altre.
Che, scrivendo il Sindaco, mi ha scritto per Lepore aprirlo dopo perché avere un po' timida e quindi non voleva che la preside di fronte a tutti voi internamente mi ha scritto caro Lepore, io vorrei che tutte le cose in Italia a Bologna costassero poco fra parentesi, per favore, vado in quinta elementare e spero che le medie saranno belle quanto le elementari e quindi condivido il suo auspicio e sicuramente lo prenderemo in grande considerazione, anche perché, se è una decisione che prendiamo all'interno di questo Consiglio, non è spiegabile a questi bambini e questi ragazzi forse non è la scelta giusta che stiamo assumendo.
In fondo questi bimbi e queste queste bambine fanno, quando parlano con noi una diagnosi della realtà, senza mediazioni culturali e politiche, anche perché non hanno certo condiviso, anche solo per motivi di età, i nostri percorsi, i nostri studi loro sanno benissimo ciò che conta veramente no la la giustizia, il senso della cura che si prendono fra di loro o che chiedono a noi ed è una cura che a volte non ho neanche imparato ma ci chiedono ancora prima di averla.
Di averla vista il tempo, il concetto del tempo che sicuramente molto diverso da quello che noi percepiamo, la vicinanza che per loro è fondamentale tanto quanto il senso di sicurezza e se qualcosa a loro fa male lo dicono immediatamente, non certo non si trattengono per con loro. L'empatia non è un'opzione ciò che non è empatico con i bambini non esiste, anzi viene quasi ignorato o respinto la curiosità e il loro motore, loro il motore vero del cambiamento che che loro mettono in campo e per imparare qualcosa da loro. Noi sicuramente che siamo chiamati qui a cambiare le cose, dobbiamo comprendere quanto l'innovazione non nasca con loro da una pianificazione, cosa che invece noi approviamo. Scriviamo ed costruiamo con grande uomo un grande.
E a volte anche doveroso doverosa attenzione, ma nasca dallo stupore e questo credo sia una lezione molto importante, così come è importante per noi.
Mantenere la loro lezione sul fatto che la fiducia è una delle infrastrutture più importanti che in una società si deve avere proprio per iniziare a discutere assieme e a confrontarsi e per loro, appunto, come per Jamin, la bimba che mi ha dato questo biglietto, il futuro non è un'opzione, è una certezza, loro sanno che ci sarà un futuro, lo sanno e pensano e si immaginano.
Cosa sarà per loro il futuro. Certo noi però che siamo adulti, sappiamo che non è detto che questo futuro ci sia e questo è il senso tragico dell'infanzia. È anche il motivo per cui è stata scritta una dichiarazione dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza nel mondo. Non tutti i bambini possono infatti dire con certezza di poter avere un futuro e questo riguarda anche la cronaca.
Del nostro Paese, purtroppo, e non soltanto di Paesi a noi molto lontane con ritorno della guerra come orizzonte del possibile, come prima veniva detto, questo ci deve far pensare quanto la tragedia si è tornato a pesantemente nella vita dei bambini in alcuni casi ci sia sempre purtroppo Stato.
E quindi abbiamo una grande responsabilità nel confrontarci oggi attorno a queste tematiche, a parlare di diritti e parlare delle loro storie attraverso la lettura e la rappresentazione, e quindi sicuramente ci possono essere d'aiuto.
La grammatica della fantasia, l'immaginazione, ciò che ci permette di aprire uno squarcio nella realtà così difficile e concreta Bologna ci viene in aiuto per la sua storia, le cose che abbiamo sentito raccontare perché abbiamo un patrimonio di risorse e di strumenti di disservizi, di politiche, di infrastrutture,
Che sono importanti. I libri sono in fondo uno degli elementi più importanti che abbiamo, proprio per costruire quell'infrastruttura della fiducia che dicevamo prima, quando non riusciamo a costruire un rapporto di empatia con i bambini, forse è libero e una delle prime cose che ci viene in soccorso, anche se noi genitori a volte non sappiamo nemmeno cosa c'è scritto e quindi credo che davvero i luoghi che noi abbiamo nella nostra città, a partire dalle nostre biblioteche, siano un'oasi di apprendimento innanzitutto per noi adulti, per riuscire a ritrovarsi nelle relazioni, nel riuscire a tessere quella comunità che qui noi, come rappresentanti dei cittadini, vogliamo rafforzare noi, accanto all'istruzione, al lavoro quotidiano delle nostre scuole,
Lavoriamo per garantire benessere attraverso i temi del gioco e del tempo libero, il gioco e forse una delle più alte forme di ricerca e di scoperta, anche di quello stupore di cui parlavo parlavo prima. Tanti sono i progetti che abbiamo discusso e approvato in questo Consiglio. Tra questi il Museo delle bambine e dei bambini che vedrà la luce nei prossimi anni. Le piazze scolastiche, quei luoghi che vogliono rovesciare un po' il paradigma del dello spazio dentro il quale ci relazioniamo con i bambini.
Abbiamo aperto Kinder caffè, abbiamo promosso spazi innovativi all'interno dei parchi e vogliamo che continuamente questi luoghi rimangono luoghi curiosi, aperti, accoglienti nei quali potere in modo libero, coltivare le nostre relazioni. Abbiamo lavorato per rafforzare la nostra attenzione alla disabilità. Lo abbiamo fatto con investimenti importanti senza precedenti. Lo abbiamo fatto anche in modo improvviso, ma non improvvisato, ad esempio quando quest'estate abbiamo avuto un numero crescente di certificazioni. Su questo fronte e voglio ringraziare tutte le persone che lavorano nel nostro dipartimento scolastico, le persone che lavorano nei nostri servizi, perché sempre sanno trovare le soluzioni giuste e indicare anche alla politica quali possono essere le strade in questa direzione, perché noi abbiamo il compito di trovare delle soluzioni concrete affinché la vita anche dei singoli non sia una vita che va alla deriva o ai margini. La comunità educante, all'interno della quale siamo, viene da lontano, lo abbiamo sentito tanti sono i progetti che potremmo citare da Nati per leggere a buon crescere nei libri, a le nostre relazioni internazionali coltivate attraverso la fiera del libro. I progetto che poi è arrivato su anche su il fronte degli adolescenti, come radicalmente adolescenti e scuole aperte, quelle scuole medie che rimarranno aperte il pomeriggio e che spero troveranno i bambini e le bambine che sognano come questa di andare alle scuole medie, non sacro dell'aspetta,
E quindi credo davvero che dobbiamo fare in modo che, invece di suo viaggio, sia un viaggio di scoperta positiva. I burattini che abbiamo riscoperto in questi anni anche con il Museo della Città, Palazzo Pepoli e il cortile d'onore del Comune dove abbiamo deciso di allestire ogni è stato uno spazio proprio dedicato a loro, la delega alla cultura popolare che abbiamo assegnato un nostro consigliere Marco Piazza che non a caso ricostruisce un lavoro molto importante sulle tradizioni del dialetto e lo facciamo non perché siamo nostalgici o identitari, lo facciamo proprio perché pensiamo sia una delle lingue più bella e più importanti da sentire risuonare soprattutto tra i bambini,
Quest'anno poi si intreccia questo nostro lavoro con la scelta di aderire ufficialmente alla rete internazionale della Città, dei bambini e delle bambine proposta da Francesco Tonucci, il quale ci ha detto che se ascoltiamo i bambini, la città inizia a cambiare. Ecco, penso che sia uno degli auspici più importanti, quello di sentire la voce dei bambini nei nostri Consigli, nei nostri quartieri, nelle nostre piazze, negli spazi di incontro, perché la loro autonomia e la risorsa più preziosa che possiamo su attorno alla quale possiamo scommettere proprio per insegnarci come cambiare questa città e dunque anche attraverso l'ascolto dei bambini che noi ci dobbiamo convincere reciprocamente ad essere più convinti di quello che facciamo. Penso, ad esempio, alle politiche per la sicurezza stradale,
Le piazze scolastiche, i luoghi del gioco e quindi sto parlando del nostro progetto sulla Città, 30 attorno a questo presenteremo una fase 2 alla città e il Consiglio comunale perché di Città, 30 non ne abbiamo mai abbastanza, d'altronde siamo diversi, almeno noi, da chi pensa che un corteo di automobili debba essere preferita un corteo dei bambini,
Il riconoscimento giuridico di tutto ciò non è un atto formale, ma la condizione stessa della democrazia, cosa significa democrazia quando si parla di bambini e ragazzi che non hanno diritto di voto, d'altronde, beh, io credo che dobbiamo parlare di questioni sostanziali, no, quando un diritto non è accessibile un bambino non è un diritto ma è una promessa mancata questo vale per tanti e tante, purtroppo vale meno per quei minori stranieri che arrivano nella nostra città e che hanno diritto ad una protezione.
E credo che a loro dobbiamo rivolgere il nostro pensiero quando non solo non hanno diritto di voto, ma non hanno nemmeno diritto di cittadinanza, avrebbero diritto di protezione e su questo, siccome non pare essere scontato nel dibattito né locale né nazionale, dobbiamo rafforzare il nostro impegno così come per le seconde generazioni che.
Soventemente vengono considerate come persone incappucciate, io considererei invece, come aventi in pienezza di diritti e persone che devono insieme a noi.
Riflettere sul loro futuro, quindi io credo che in questa nostra giornata solenne dobbiamo rinnovare il nostro impegno, dobbiamo farlo come città che vuole crescere con i suoi bambini alle sue bambine, a prescindere dalle loro origini, delle loro condizioni, e mi verrebbe da dire anche dal loro pensiero perché si può non essere d'accordo coi bambini così come si può non essere d'accordo con i ragazzi.
Ma non per questo gli si deve marginalizzare o strumentalizzare, dunque credo che questa idea della protezione dell'ascolto, del protagonismo sia l'idea stessa che ancora tiene in piedi questa nostra città, che non deve sognare di ritornare quello che era anche perché forse non lo è mai stata ma deve solo sognare di continuare a camminare con loro per fare sbocciare la loro vita, la loro personalità grazie.
Grazie al Sindaco, grazie ai nostri ospiti, grazie Consigliere, Consigliere presenti la seduta solenne, si conclude qui la seduta ordinaria, ovviamente è quella del question time riprenderà tra un quarto d'ora, grazie ancora.
Allora apriamo i lavori odierni per il question time Michele, chiedo ai Consiglieri al Consigliere di accomodarsi alle proprie postazioni per procedere con la verifica del numero legale, do la parola al Segretario Generale per l'appello, prego, grazie, Presidente Angiuli.
Begaj.
Bernagozzi.
Bittini.
Brinati, assente, giustificato, Caracciolo.
Celli.
Ceretti.
Cima De Biase De Giacomi.
De Martino Di Benedetto Di Pietro Diaco fattori.
Foresti.
Geiger.
Iovine Larghetti manca, Marcasciano Mazzanti.
Eh sì, Lo Bello.
Botticelli.
Naldi.
Megas, piazza.
Pizza Quercioli.
Santori Scarano Stanzani.
Tarsitano.
Toast che qui c'è il consigliere Caracciolo.
Sì.
Venturi.
Zan Zontini.
Presidente, c'era il numero legale, possiamo iniziare, grazie grazie Segretaria allora.
Le domande di attualità, la numero 21 è stata riassegnata la vicesindaco, l'Assessore Borsari qui con noi chiede l'accorpamento delle domande 9 11 e 12, il tema rifiuti, l'assessore campanello è anche lui presente e chiede l'accorpamento delle domande. 3 4 sul tema mobilità ciclistica. L'Assessora Madrid parteciperà alla seduta, chiede l'accorpamento delle domande 13 17 e 22 sul tema sicurezza e 14 16 1923 e 25 26 sul tema partita basket Eurolega la vicesindaca sarà presente il se il Sindaco, l'Assessore, alle calzi, daranno risposta scritta.
Quindi procediamo con la trattazione delle domande consigliere Mazzanti, se si accomoda nella sua postazione, perché la prima domanda è sua il titolo e povertà e costo di vita in aumento, prego sì, grazie Presidente.
Il mio intervento la mia domanda è riferita molto semplicemente ai dati che sono usciti da parte della Caritas e da parte delle Cucine popolari sono aumentati in maniera abnorme il numero delle persone che si rivolgono a queste strutture non abbiamo solo Barboni o persone che vivono in modo strano, abbiamo pensionati, abbiamo lavoratori che hanno delle paghe bassissime abbiamo persone che per problemi legati a problemi fisici,
Di di trattamento personale, se non ci fossero quei posti verrebbero assolutamente senza mangiare.
E credo che il dato riportato è veramente un dato significativo e preoccupante quello che chiedo all'Amministrazione, a parte il dato generale con stipendi, ripeto, in alcuni casi da fame veramente e pensioni, anche bassissime, cosa che le politiche salariali purtroppo fatte anche recentemente non hanno recuperato il potere da cui pensate che hanno chiuso i contratti quelli chiusi 2024 con un recupero salariale del 6% contro una perdita salariale del 17%. Quindi questa è la realtà dei fatti, per cui chiedo all'Amministrazione, molto semplicemente come intende rapportarsi per collaborare positivamente rispetto alla problematica, grazie.
Grazie Consigliere, stiamo, aspettiamo un attimo alla vicesindaca che sta arrivando.
La vicesindaca sta arrivando detto io.
No.
Saluto la vicesindaca e le do la parola, prego, non si preoccupi consigliere, ci sono degli altoparlanti nell'accesso alla sala.
Allora la domanda tocca un tema centrale per la vita della città, la fotografia che emerge dagli osservatori, anche dalle realtà del volontariato, come la Caritas alle cucine popolari, conferma un quadro che conosciamo bene, l'aumento della povertà, che non è solo una dinamica locale, chiaramente, ma anche un fenomeno nazionale, ha acuito da diversi fattori l'aumento del costo della vita, l'inflazione sui beni essenziali e la crescente fragilità di famiglie, lavoratori e lavoratrici anziani, salari fermi davvero da troppo tempo. È un contesto che i Comuni si trovano ad affrontare con risorse limitate, mentre cresce la domanda sociale, e su questo il nostro giudizio politico amministrativo è chiaro. Abbiamo bisogno di più strumenti, non basta scaricare sui territori la gestione della fragilità sociale quotidiana che in aumento, serve sicuramente un impegno strutturale sul versante sociale e anche il Piano nazionale casa, come.
Cita e questo che sindaci, i sindaci, amministratori e amministratrici, riuniti anche recentemente in sede ANCI, hanno chiesto di nuovo e con forza sul versante locale come Giunta, abbiamo messo in campo una strategia articolata che si muove su due assi complementare, il primo riguarda il potenziamento delle politiche sociali di welfare, con particolare attenzione alle persone che sperimentano nuove forme di vulnerabilità. Stiamo rafforzando anche la rete integrata con il terzo settore, valorizzando il ruolo fondamentale delle realtà di volontariato che ogni giorno operano accanto all'Amministrazione.
Il secondo asse riguarda le politiche abitative, su cui abbiamo scelto di investire in maniera strutturale, come sapete, lanciando un piano per l'abitare che tiene insieme diverse leve sostegno all'affitto, aumento dell'offerta abitativa, pubblica e sociale e rigenerazione del patrimonio esistente. Housing sociale, abitare collaborativo, non entro nei dettagli, perché conoscete il nostro lavoro e ne parliamo quasi ad ogni seduta di question time, ma avete visto, diciamo, abbiamo anche diverse novità, come la manifestazione di interesse che adora aperta per la riqualificazione di 25 alloggi in città da parte di imprese. Terzo settore la ricordo perché è un avviso aperto fino a metà gennaio, il lavoro con la nuova Fondazione abitare, di cui la Commissione sta incaricando la persona selezionata per la figura di direttore direttrice. Quindi, anche qui, nelle prossime settimane ci vedremo con delle novità importanti. Ci permette di rafforzare gli strumenti operativi, ampliare la capacità di intervento. Siamo consapevoli che resta molto da fare che la situazione è molto complessa per tante famiglie, lavoratori e lavoratrici in città, ma è altrettanto chiaro che stiamo agendo con una visione di lungo periodo e un approccio sistemico. Contrastare la povertà significa cercare di agire contemporaneamente su reddito, servizi e casa. La collaborazione con le realtà del volontariato non è un elemento accessorio, ma davvero parte essenziale di questo modello è ancora una volta, però non posso non dire che sul tema casa è il vero assente è il Governo, per questo continueremo a chiedere anche a livello nazionale che si assumono responsabilità chiara e adeguata alla portata della situazione perché ci sia un Piano casa che è sicuramente una delle risposte al fattore della povertà in città, grazie,
Grazie, ringrazio la vicesindaca, do la parola al consigliere Mazzanti per la dichiarazione di soddisfazione, ritengo soddisfatto anche perché le parole che dal vicesindaco qui riportato.
Rispecchiano il quadro della situazione e come noi intendiamo muoverci, anche perché non so chi di voi ha visto telegiornale l'altro giorno, il caso di quella ragazza, di quella signora sfrattata via Nicolò dell'Arca, raccontava la sua storia dà l'esatta dimensione della situazione, una persona che viene sfrattata per una morosità incolpevole è disponibile a pagare un canone di 400 500 euro mese e nessuno di affitta la casa. Questa è la realtà. Bene, credo che da questo punto di vista le cose che stiamo facendo con le nostre risorse sia veramente uno sforzo notevole.
Bisogno su questo ho visto che su questo c'è unità di intenti, a prescindere dalla collocazione politica dei sindaci. Convincere una volta per tutte il Governo, oltre a che dire delle balle e delle parole faccia qualcosa, la faceva la Prima Repubblica con unità di tutti i gruppi parlamentari, i Piani, cave possibile che questo gol.
Grazie Consigliere, allora procediamo ora con le domande sulla rivolti all'assessore Borsani, ringrazio e saluto la vicesindaca.
E le domande sui rifiuti è la novella 11, la 12 sono accorpate per omogeneità di argomento, il primo e il Consigliere Cima il titolo della domanda del Consigliere Cima e come si può contrastare l'inciviltà dell'abbandono dei rifiuti prego Consigliere.
Grazie, signor Presidente.
Ritorno su un tema che è stato uno dei primi che ho trattato da dal consigliere comunale, che è il tema dell'abbandono dei rifiuti che io trovo di un'inciviltà assoluta al Comune di Bologna spende ogni anno cifre importanti per contrastare l'abbandono dei rifiuti.
Ed è un fenomeno chiaramente, a mio modo di vedere, è frutto di inciviltà su cui dobbiamo porci però il tema di come far conoscere meglio le regole e come migliorare anche l'uso corretto della Carta Smeraldo di altre cose ogni sa che ho lasciato per strada non è solo brutto, ma è effettivamente un costo per la collettività e un danno per l'ambiente. Io rilevo chiaramente un impegno del Comune a a contrastare questo problema. Sono stati fatti investimenti importanti, è stata scelta, è rinnovata la figura dello spazzino di quartiere, che.
Sappiamo bene essere un'iniziativa nostra del Comune, sappiamo bene che son state fatte appunto delle innovazioni, come la Carta Smeraldo, la prefetto luogo, sono state fatte campagne informative, ma continua anche, evidentemente, a esserci un problema culturale, perché siamo chiaramente di fronte ad un tema fastidiosissimo che è quello appunto della dell'inciviltà.
E dell'ignoranza delle regole, quindi credo che si debbano continuare a perseguire delle open delle delle azioni concrete, credo si debbano rafforzare i controlli, credano, credo vadano anche applicate delle sanzioni per l'abbandono dei rifiuti.
Abbandono che, appunto, come ho detto prima, non sono solo brutti, ma sono anche un costo e peggiorano evidentemente anche la qualità della vita dei cittadini, quindi chiedo cortesemente di capire meglio quali azioni concrete.
L'assessore ha già dato alcuni elementi, ma di riportarlo in Aula.
Quali azioni concrete da mettere in campo per rafforzare i controlli e le misure da adottare alla luce del di questo problema, che continua a essere un problema per per la nostra città, cioè quello dell'abbandono dei rifiuti in diverse parti del territorio, grazie,
Grazie Consigliere, la prossima domanda è la numero 11 posta dal consigliere di acqua sul tema rifiuti alla barca, appello al rispetto prego.
Grazie Presidente, ringrazio l'Assessore per essere qui in Aula e per dare poi risposte alle richieste di di noi Consiglieri, come già ben evidenziato dal collega che mi ha preceduto, il collega cima credo che questo è il tema della raccolta differenziata è un tema che personalmente ho affrontato già in diverse occasioni qui proprio all'interno del Consiglio comunale è un tema su cui abbiamo visto le foto, abbiamo visto dei servizi in questi ultimi giorni e anche nella nostra città, che hanno interessato alcuni, dico tutti i quartieri perché è un problema, è una costante quella di vedere questa.
Vedere fuori sul Sud, sui marciapiedi e vedere tutto quello che le è, soprattutto quello che viene lasciato su questo. Chiaramente l'Amministrazione ha fatto e continua a fare un lavoro lungimirante su quello che riguarda anche l'appello a quel senso civico, quel senso civico che proprio qualche anno fa, quando era Sindaco Virginio, Merola proprio fece un appello forte alla nostra città su quello che riguardava la raccolta differenziata e oggi i dati ci dicono che siamo passati dal 57% del 2021, oggi siamo al 72 e sicuramente questo è un dato importante se andiamo a vedere poi quello che è il tema della raccolta differenziata, oggi il dato 2023, dove la media nazionale è del 66,6%, e se andiamo a vedere a vedere anche i dati Nord il Nord al 73,4 il Centro al 62,3% al Sud 58,95, vedendo i dati, questo ci fa ben pensare che con quel l'azione fatta dal Comune di Bologna e ne va proprio nella direzione giusta. Chiaramente bisogna sensibilizzare ancora quanto più possibile e questo è un lavoro che l'Amministrazione in maniera costante, anche qualche settimana fa sono state lasciate presso le abitazioni dei residenti. Ancora ancora alcune indicazioni sul quello che riguarda la raccolta differenziata. Ma c'è un tema, quel quell'appello, al senso civico e penso che oggi la vera sfida per la nostra città del nostro territorio è quello di educare e sensibilizzare le persone alla alla raccolta differenziata. Questo è un lavoro che va fatto, perché non è possibile oggi vedere lo lo vedo con i miei occhi, sotto anche nel quartiere dove abito vedere che la mattina, dopo essere passato, lo spazzino di quartiere. Dopo un'ora tutto ritorna come prima. Ci sono persone che lo fanno in maniera costante, che non si a te, non non vogliono stare alle regole, al rispetto delle regole, perché cosa ci vuole a inserire con utilizzare la Carta Smeraldo per poter fare.
La raccolta differenziata. C'è gente che lo fa in maniera apposita, lo lascia lì e credo che questo non aiuta, non aiuta quindi cosa dobbiamo pensare oggi che bisogna fare, aumentare le multe? Ci sono già i controlli che vengono fatti, ma questo sicuramente non aiuta poi, se andiamo a dire che dobbiamo aumentare le multe, qualcuno penserà, dobbiamo fare cassa per quello che riguarda l'Amministrazione, ma credo che non sia bello per chi arriva nella nostra città e si trova si trova questo aspetto indecoroso quindi non non sicuramente non ci aiuta e quindi quello che voglio chiedere all'assessore.
Borsari. Alla Giunta, quale quali possono essere le le azioni da intraprendere su quello che riguarda questo tema, che è un tema che in qualche modo ci ci interessa tutti quanti, perché poi è una è una, non è una bella immagine quello che vediamo tutti i giorni e soprattutto anche per il rispetto anche delle persone, perché molte volte vicino ai cassonetti ci sono anche i marciapiedi e le persone non riescono poi da lì a passare soprattutto chi magari in carrozzina, chi magari sta portando il figlio o la figlia a scuola, quindi deve passare col passeggino, ci sono rifiuti ingombranti e questo sicuramente non aiuta. C'è un'app dove le persone possono prenotare, ma tanti ancora non vogliono stare a quelle che sono le regole, quindi sono qui per ascoltare la risposta del dell'Assessore Borsari. Grazie Presidente.
Grazie Consigliere, allora Bologna, in ostaggio dei rifiuti ed incivile il titolo della domanda del consigliere Venturi, prego, Consigliere.
Bene, grazie Presidente, sono contento che oggi ci sia in Aula l'assessore Borsari, che lo ringrazio anticipatamente per la risposta che vorrà fornirci. Il tema dei rifiuti abbandonati, il tema della raccolta differenziata della sporcizia per le strade, degli odori nauseabondi che ci sono per le strade di Bologna ormai è un tema che è stato affrontato più e più volte e che ancora troviamo nelle pagine dei giornali. Questo succede perché purtroppo, Assessore camminando per le nostre strade troviamo effettivamente è una situazione che è una situazione difficile, complessa, situazione dove comunque si sentono odori che sono nauseabondi, dove abbiamo delle strade che sono sporche, nonostante tanto si sia fatto e tanto si stia facendo citavano i colleghi prima alcune delle azioni che sono state portate avanti in questi anni. Lo spazzino di quartiere, un mezzo itinerante che è stato messo a disposizione da Hera per specifiche tipologie di rifiuti, piuttosto che una pulizia di Hera che viene svolta sette giorni su sette pulizia e sanificazione delle strade due volte al giorno piuttosto che la Carta Smeraldo, che è stata introdotta piuttosto che l'applicazione. Il rifiutò luogo, quindi, sicuramente si è fatto molto nel senso sostituito. Anche la raccolta porta a porta con i nostri marciapiedi dei nostri portici che erano in fase di rifiuti, e quindi è stata sicuramente anche questa un'azione utile che è stata portata avanti. Eppure non è sufficiente, non basta, non basta, perché abbiamo tante persone che sono incivili, diciamolo chiaramente, delle persone che potrebbero fare quella minima azione di portare i propri rifiuti nella raccolta differenziata piuttosto che buttare un mozzicone o un piccolo rifiuto all'interno dei cestini che invece magari lo abbandonano per le strade del abbandonano per terra, complicando la vita di tutti gli altri concittadini che si trovano a camminare lungo delle strade sporche. Un altro problema, che però ha a che fare con il mo con i portici, con i marciapiedi, non con la situazione dei rifiuti, è quello delle biciclette che sfrecciano sotto i nostri portici. Quindi, se sommiamo le biciclette che vanno insieme ai monopattini a tutta velocità sotto i portici c'è una situazione dei rifiuti abbandonati piuttosto che urine deiezioni che vengono abbandonate sotto i portici. Capiamo come sia sporca purtroppo la nostra città, io l'ho detto l'abbiamo detto più e più volte, ovvero la situazione potrebbe anche è peggiorata da quando ci sono anche ridotti ed eliminati alcuni cestini per i rifiuti. Su questo io non sono assolutamente d'accordo. Il fatto che ci siano eliminate in alcune zone della città vedi il centro storico piuttosto che la Bolognina piuttosto che altre zone. Questi cestini sia ci sia andato a ri a ridurre del 15% il numero dei cestini nel centro storico in zona stadio Bolognina. A mio avviso, è stata una decisione sbagliata. Allo stesso tempo, andrebbero a mio avviso incrementato il numero di agenti che controllano della Polizia locale a vigilare e sanzionare gli incivili perché, ove le persone non capiscono, non capiscono. A quel punto lì bisogna intervenire con forza e decisione, quindi bisogna mettere nelle condizioni di portare i rifiuti in maniera agevole. Bisogna inserire e aumentare il numero di cestini lungo le strade, ma bisogna anche aumentare il numero di agenti che controllano e che sanziona.
Le chiedo quindi assessore come valuta il protrarsi di tale situazione di degrado sia nel salotto buono, ovvero il centro storico della nostra città, ma anche nei quartieri periferici, perché non sono quartieri di serie B e quindi anche quelli vanno assolutamente tutelati e andrebbero difesi.
E inoltre, nonostante appunto il lavoro di era, troviamo questa situazione di difficoltà. Le chiedo anche come si intende agire per arginare e contrastare il problema dei rifiuti abbandonati, delle strade, dei marciapiedi sporchi e maleodoranti e dell'inciviltà di chi transita a tutta velocità sotto i portici, tralasciando le più elementari norme di convivenza civile. Infine, le chiedo Assessore, com'è organizzato il servizio di controllo e tutela di strade. Porti c'è da parte della Polizia locale con l'auspicio che si incrementino gli agenti a vigilare e si incrementino anche le sanzioni ove le persone non rispettano le normali regole di convivenza civile. Non si possono abbandonare i rifiuti lungo le strade, per terra o ai bordi ai lati dei dei dei, gli appositi cassonetti, quando i cassonetti sono stati posizionati adeguatamente e, ripeto, a mio avviso andrebbe anche rivista la decisione di eliminare i cestini perché non può essere utilizzata come scusa quella che venivano mal utilizzati questi cestini per la raccolta e quindi sono stati eliminati perché ci sono un paio di cassonetti a poche a pochi metri di distanza se già le persone fa fatica talvolta conferire.
I rifiuti adeguatamente nella corretta maniera. I cestini possono aiutare a non buttare quel mozzicone piuttosto che altro per la strada. Grazie Assessore per la risposta che mi vorrà fornire.
Grazie consigliere, ora la parola all'assessore Borsani, per la risposta, prego.
Grazie Presidente buongiorno a lei, consigliere, consigliere, risposte, tema articolato che richiede una risposta evidentemente articolata. L'abbandono sul suolo pubblico non è in nessun caso giustificabile e rappresenta una gravissima mancanza, dice di senso civico, a cui un Comune può ovviare solo in parte perché se fosse possibile trovare l'antidoto al malcostume, alla mancanza di senso civico di alcuni, non saremmo chiaramente qui a parlarne. Gli abbandoni costituiscono un tema già ampiamente trattato, legato ad un uso della città. Non consono alle buone regole del vivere civile, rispetto a cui l'Amministrazione comunale ha posto in essere importanti investimenti e misure che hanno prodotto dei miglioramenti oggettivi e documentati che si sono più volte illustrati. Ma, come ben noto a tutti, è necessaria la collaborazione di tutti i fruitori, delle aree pubbliche o aperte al pubblico per arrivare ad una situazione caratterizzata dall'assenza di abbandoni. A proposito di abbandoni dai dati in nostro possesso risulta che comunque gli stessi, per esempio il periodo tra gennaio e maggio 2025, sono diminuiti del 22% rispetto allo stesso periodo del 2024, e questo dato si pone in coerenza con un trend generale di calo delle segnalazioni per abbandoni dal 2021 ad oggi. È chiaro che comunque il problema rimane e che bisogna naturalmente affrontarlo e affrontarlo di petto, e continuare a fare di tutto per migliorare la situazione. Ma, ripeto, serve anche alla collaborazione di tutti, perché da soli non ce la si fa naturalmente come come sappiamo molto bene, si ritiene opportuno declinare il tema della pulizia della città nella sua complessità, poiché non può essere solamente ricondotto ad una questione di mantenimento del decoro da parte dell'Amministrazione, ma anche, ripeto, ad una questione di uso della città da parte di chi ne fruisce e quindi afferisce anche a tematiche questo tema di senso civico, educazione che genero generano criticità non solo a Bologna, ma anche in molte altre città soggetti a forte pressione antropica al tema della pulizia. Come è noto, si dedica una particolare attenzione che si è tradotta nell'impiego di risorse volte ad incrementare i servizi esistenti nelle more di quanto disposto dall'articolazione del servizio di gestione dei rifiuti urbani stabilito dalla vigente concessione. Nello specifico, tra le molteplici misure assunte sono stati effettuati potenziamenti nel lavaggio, nella pulizia delle strade nei tratti porticati. Lo voglio ricordare ancora una volta nelle le attività di spazzamento in centro storico hanno avuto un incremento di oltre 1.500 chilometri. L'anno e che si traduce in frequenze di sei giorni a settimana ed una rimodulazione oraria volta a garantire un maggiore presidio nelle fasce orarie di maggiore frequentazione. Il lavaggio dei tratti porticati ha subito un incremento sin dal 2020 e poi negli anni costante, nell'ambito di un progetto di valorizzazione come patrimonio storico e architettonico del nostro centro storico, che ha portato nel complesso, fino a questi anni, ad un raddoppio delle frequenze di lavaggio diversificate per ogni tratto sulla base della pressione antropica presente o in risposta a fenomeni legati ad usi impropri. Faccio un esempio. È stata dedicata una particolare attenzione alla zona prossima alla stazione, con potenziamenti importanti in via dei 1.000 e via Marconi piazza dei Martiri alla zona universitaria, anche qui con potenziamenti, ad esempio in via Belle Arti, Petroni, Zamboni, nonché ad Althea ad altre aree, ad altra fare ad alta frequentazione via Matteotti, ad esempio, via Irnerio via San Felice. Altresì, sono stati effettuati ulteriori potenziamenti delle nelle operazioni di sanificazione dei tratti critici, con una variazione delle modalità di intervento che ha consentito una maggiore flessibilità nella programmazione in base alle criticità riscontrate dal luglio 2023, ha preso il via anche un ulteriore importante programma di potenziamento del servizio di lavaggio di lavaggio dei portici in molte strade nel centro storico dove i passaggi sono stati raddoppiati o triplicati secondo le specificità delle specifiche esigenze. I portici interessate dal potenziamento sono ad esempio quelli di Strada Maggiore viale, Masini, di Augusto ricchi di Acri via Alessandrini, al tabella Amendola Belle Arti Belmeloro Belvedere, Broccaindosso, cartoleria, 100 300 Ciro, Menotti via d'Azeglio via dei Bibiena via dei 1.000 da indipendenza, Montebello, via del Borgo via dell'Unione, via delle Moline, Finelli, Fondazza via Petroni, via, Irnerio, Marconi Marsala Mascarella, via Oberdan via, Piella via Polese vi arriveremo via San Carlo via San, Felice, San Vitale Venturini, Zamboni e Zappoli. Il potenziamento non ha riguardato solo pavimentazione dei portici del centro storico, ma anche i portici di via Matteotti e via San Donato. L'Amministrazione, inoltre, sta continuando a fare la propria parte, ad esempio investendo notevolmente in attività di pulizia. Va citato a questo proposito il servizio lo spazzino di quartiere. Non ci torno sopra perché è già molto ben conosciuto da tutti quanti.
Peraltro, è molto importante il rapporto tra i cittadini e i referenti degli spazzini di quartiere quartiere per quartiere, perché questo ha aiutato e sta aiutando anche di intervenire nelle criticità che si presentano ogni giorno rispetto alle peculiarità quotidiana della fruizione dello spazio pubblico per quanto concerne il tema della raccolta dei rifiuti ingombranti abbandonati, l'organizzazione e la periodicità sono stabilite dal contratto di concessione sottoscritto dall'ATERSIR, e quindi tale servizio viene svolto dal gestore secondo delle modalità particolari che sono in rapporto alla dimensione e alla tipologia del materiale abbandonato. Ma il servizio viene, ripeto, regolato dal contratto dell'ATERSIR tra ATERSIR era. Occorre citare però anche l'importante attività dei corpi delle guardie ecologiche e degli agenti accertatori, e questi ultimi nel corso del 2023, sono stati più che raddoppiati. Quando ci siamo insediati, gli agenti accertatori vi erano 5 adesso sono 11, così come va ricordato che anche il Comune ha aumentato il numero delle telecamere immobili rispetto alla dotazione disponibile ad inizio mandato. Quindi abbiamo ancora più, diciamo, incrementato, il numero di queste telecamere mobili in grado di intercettare e gli abbandoni perpetrati appunto attraverso gli autoveicoli.
Molto consenso ha riscosso anche l'eliminazione del porta a porta in centro storico, con l'introduzione dei cassonetti di carta e plastica, e quindi anche sono anche stato, sono in corso periodiche attività di distribuzione della Carta Smeraldo a coloro che non l'hanno ancora ritirata. Ricordo inoltre che, a partire dal marzo 2023, il Regolamento ATERSIR è stato modificato su impulso proprio del Comune di Bologna, prevedendo un inasprimento consistente degli importi per le infrazioni legate al conferimento dei rifiuti, con particolare riferimento alle utenze non domestiche. Al fine quindi di accompagnare le utenze al corretto conferimento, senza procedere immediatamente con sanzioni di importante rilievo economico. Si era anche intensificata l'attività di presidio e di formazione, così come si evidenzia dalle azioni svolte. Le problematiche esposte sono all'attenzione dell'Amministrazione ed è importante avere la consapevolezza che i costi del servizio sono rigidamente stabiliti dalle norme dell'autorità nazionale di regolazione, che è l'ARERA. Sono in essere anche collaborazioni con moltissimi soggetti istituzionali grandi utenze come l'università RFI Santorsola all'Ospedale Maggiore, l'aeroporto, associazioni di categoria gestori di alberghi e b&b. Siamo aperti a sviluppare la collaborazione con tutti rispetto a progetti che contribuiscano ad aumentare la qualità dello spazio pubblico per ogni altra informazione, chiaramente rinvio a quanto già ampiamente detto in altri question time. Occorre ribadire un concetto fondamentale che pertiene alla cura della città, che riguarda il contributo che ogni fruitore può dare, sia dal punto di vista del senso civico e di rispetto del bene comune, sia dal punto di vista del rispetto dell'ambiente, sia ai sensi del Regolamento comunale di Polizia urbana e della gestione dei rifiuti urbani che richiedono, ripeto, un impegno di cura da parte di tutti.
Le azioni intraprese dall'inizio del mandato ad oggi in tema di miglioramento dei servizi ambientali, come ci testimoniano anche molti cittadini, imprese, associazioni con cui interloquiamo ogni giorno stanno determinando comunque un miglioramento della situazione presente al momento dell'insediamento di questa Amministrazione e stiamo lavorando in stretto coordinamento con il gestore che viene costantemente sollecitato a mantenere standard alti di qualità del servizio. I dati della raccolta differenziata lo dimostrano e non li sto a citare perché sono stati già citati dal consigliere Diaco nella sua.
Formulazione della sua domanda di attualità, ma l'importante aumento della raccolta differenziata della percentuale di raccolta differenziata ha raggiunto nel giro di pochi anni dal Comune è stato unanimemente riconosciuto anche da realtà autorevoli quali ISPRA e Legambiente, oltre che naturalmente, dalla Regione Emilia Romagna. Sappiamo bene che c'è ancora molto da lavorare e servizi vengono calibrati anche sulla base delle continue mutazioni nella fruizione dello spazio pubblico e insieme al gestore. Siamo impegnati ogni giorno nel migliorare continuamente i servizi e nel rapporto con i cittadini, molti dei quali, peraltro i cittadini quando parlano con noi, quando anche vengono intervistati dalla stampa, lo avete letto anche nei giorni scorsi. Sono i primi a riconoscere che i passaggi degli operatori ambientali sono continui e che il tema preponderante consiste appunto nel mancato rispetto delle regole del vivere civile, dello spazio pubblico da un'altra parte di una minoranza di incivili e anche per questo l'Amministrazione comunale è impegnata a promuovere direttamente e a sostenere progetti educativi e di sensibilizzazione delle giovani. Generazioni nelle scuole, oltre ad avere messo in campo di recente, con la collaborazione di, era una ulteriore campagna di informazione capillare su come funzionano i servizi ambientali in città e su come e dove possono si possano conferire correttamente i RAE e i rifiuti ingombranti. Avrete visto forse probabilmente attaccati, diciamo, alle agli androni dei condomini le i manifesti di era in cui si dà questa informazione, quindi essere stata è una campagna di informazione, assolutamente capillare queste unità, una campagna social di Hera attraverso dei filmati mirati rispetto appunto alla veicolazione di contenuti di questo genere, e anche recentemente il progetto insieme, e che è stato sta promuovendo appunto il riuso, la cultura del riuso degli oggetti. È importante quindi che, ripeto, tutti coloro che vivono e fruiscano alla città si impegnino ognuno la propria parte a garantire il rispetto degli obiettivi civici ed ambientali che sottendono al vivere comune, quindi al di là, oltre alle attività di sensibilizzazione, oltre all'attività di promozione dell'informazione, c'è appunto ripeto anche l'attività di sanzionamento da parte di degli accertatori che sono stati aumentati e delle Guardie Ambientali Metropolitane e delle guardie ecologiche. Sul tema dei cestini, la, l'ho già detto al consigliere Venturi, ma voglio brevemente tornarci. I cestini intanto non sono spariti, ma semplicemente sono stati ridotti di numero in alcuni punti della città, dove sia hub, dove ci sono arrivate delle segnalazioni dei residenti, ma anche dei commercianti su cestini che venivano utilizzati in modo improprio, come se fossero dei piccoli cassonetti, con il conferimento di rifiuti domestici ingombranti che non dovrebbero finire nei cestini ma devono essere conferiti negli hub nel presso le apposite isole ecologiche. Basti pensare appunto all'interno dei cestini, quando vengono conferiti i sacchi di rifiuto indifferenziato. No, le situazioni in cui accanto ai cestini vengono abbandonati, cosiddetti sacchi neri, quelli grandi di alcune utenze non domestiche. Ecco, in questi casi, in alcuni casi, in alcune situazioni dove abbiamo visto che si creavano oggettivamente delle sacche di degrado. In questi casi siamo intervenuti. Peraltro, si tratta di cestini che erano vicini alle isole ecologiche, quindi è un tema di educazione della cittadinanza al corretto conferimento del rifiuto dove esse, dove deve essere conferito il sacchetto della Coop pieno di indifferenziato, non va conferito sul cestino, ma va conferito presso l'isola ecologica, e le isole ecologiche sono ubicate in modo capillare e dove sono stati tolti i cestini vicino, ci sono delle isole ecologiche dove, lo ripeto, ci sono delle piccole feritoie presidiate da degli adesivi nei cassonetti dell'indifferenziata dove si può tranquillamente conferire il piccolo rifiuto che si poteva conferire nel cestino. Quindi, ripeto, i cestini non spariscono, sono stati solo eliminati e in alcuni punti, ma è un tema di civiltà, è un tema di tutela del decoro urbano in tema di tutela della pulizia della città e anche di educazione ai cittadini al corretto conferimento. Peraltro, sappiamo che i cestini sono dei punti su cui la raccolta differenziata non si fa perché si conflitto. Si conferisce naturalmente delle frazioni di rifiuto miste e quindi è anche da questo punto di vista. Non è certo una buona prassi per quanto riguarda l'incremento della raccolta differenziata. L'ho già detto lo ripeto, ma ci tenevo appunto a anche in questa sede a dirlo. E peraltro la rimozione dei cestini parziale, no e sperimentale, non ha comportato alcuna diminuzione delle frequenze dei servizi ambientali, quindi i servizi di spazzamento in centro storico, ad esempio, così come in Bolognina e le altre. Gli altri posti dove siamo intervenuti non sono stati diminuiti in alcun modo. Quindi questo tema della razionalizzazione dei cestini rappresenta un nuovo, preciso segnale di lo ulteriore preciso segnale di lotta agli abbandoni di cura dello spazio pubblico e di promozione dei comportamenti di corretto conferimento dei rifiuti,
Da ultimo, rispetto all'ultima domanda che faceva il consigliere Venturi, riporto anche quanto riferito dalla polizia locale per quanto concerne l'aspetto dell'abbandono, o comunque del conferimento di rifiuti con modalità non corrette, il comando della polizia locale comunica che, oltre all'azione di vigilanza assicurata dal personale appartenente ai vari reparti operativi del Corpo nell'ambito della quotidiana ed ordinaria attività di presidio del territorio e si conferma la presenza di Telecom,
Grazie Presidente, così almeno completiamo la risposta per il consigliere Venturi.
Dicevo, viene confermata la presenza delle telecamere collocate in corrispondenza dei siti individuati come punti critici, sia in base anche alle segnalazioni effettuate della cittadinanza, si evidenzia che analoghe funzioni di prevenzione e repressione vengono svolte in maniera in maniera capillare dalle guardie ecologiche volontarie, dalle Guardie Ambientali Metropolitane. Riguarda invece il fenomeno della circolazione di biciclette monopattini sotto i portici si specifica che, ad integrazione dei servizi già in atto precedentemente, è in corso un più consistente impegno giornaliero con pattuglie che sia collocandosi impostazioni fisse che, operando in forma dinamica, svolgono la loro azione di vigilanza circa il rispetto delle norme del codice della strada in tutte le aree in cui di volta in volta sia ritenuta maggiormente necessaria, inclusa ovviamente l'area del centro storico, con particolare attenzione ai comportamenti illeciti dei suddetti conducenti veicoli. Grazie, grazie assessore. Ora passiamo passo la parola ai Consiglieri. Il primo, il Consigliere Cima, prego.
Grazie Presidente, non avevo dubbi sull'impegno e anche sulla puntigliosità nella risposta dell'Assessore Borsari, è chiaro che stiamo affrontando un tema che dovrebbe vedere un'alleanza su questa questione fra la minoranza e la maggioranza in Comune, perché nessuno di noi qui penso possa accettare comportamenti di questa natura che dovremmo tutti essere tranquillamente e serenamente schierati contro il malcostume che caratterizza.
Alcune aree della città e credo anche che, come dire, l'atteggiamento di severità debba essere mantenuto. Ci sono ancora, purtroppo, delle situazioni alcune realtà che continuano a non comprendere qual è il corretto modo, anzi delle due mi sembra di capire se ne disinteressa no, per cui come Amministrazione mi sento di sostenere l'atteggiamento di severità che ci è stato descritto. Grazie,
Grazie consigliere, consigliere di acqua, prego sì, grazie Presidente, ringrazio l'Assessore Borsari. Sono assolutamente soddisfatto della risposta che ha portato qui in seno al Consiglio. Credo che notevole l'impegno da parte dell'Amministrazione e anche su quello che riguarda i controlli mi mi sento di dire Bologna, una Bologna per la legalità sia al decoro e no al degrado. Il decoro urbano rappresenta la bellezza e la dignità dello spazio cittadino. Contribuire alla cura della propria città e il modo migliore per la comunità locale di partecipare alla tutela e alla cura del nostro territorio. Chiaramente, come diceva anche l'Assessore Borsari, ognuno deve fare la propria parte e il decoro urbano e la dignità degli spazi comuni. Usiamo il buonsenso, tutti quanti. Grazie Presidente, grazie consigliere, consigliere Venturi. Prego.
Grazie all'Assessore Borsari per la risposta dettagliata, oltre che per l'impegno dell'Amministrazione in questa, nella direzione di un contrasto e di un controllo per rendere Bologna sempre più pulita, ovviamente tutelata, la situazione, ancora molte volte sfugge di mano, non per colpa dell'Amministrazione, ma per colpa del fatto che ci sono degli incivili che non rispettano le regole. Questo tutti lo riconosciamo, quindi l'Amministrazione si sta impegnando. Ci vuole un aiuto da parte di tutti, nel senso che, se i cittadini non ci aiutano, la città continuerà a rimanere sporca, si potrà incrementare la pulizia delle strade, si potrà incrementare la raccolta dei rifiuti differenziata. Ma se non c'è l'aiuto da parte di tutti, purtroppo Bologna continuerà ad essere sport. Comunque ringrazio l'Assessore per quanto sta facendo, devo dire, il discorso dei cestini che son stati ridotti. Non lo condivido. Continua a pensare che se qualcuno non conferisce adeguatamente i rifiuti, sia che siano piccoli sia che siano grandi, è un problema del privato che non conferisce adeguatamente grazie.
Grazie consigliere Venturi, tre tracce d'onore, con appresso una domanda della consigliera. Perciò le troppe donazioni di vestiti e associazioni in difficoltà serve un tavolo urgente. Prego sì, grazie Presidente, ringrazio l'Assessore Borsari per la sua presenza oggi in Aula e sì, il tema è un tema che riguarda appunto il cosiddetto fenomeno del fast fashion, ossia della cosiddetta moda veloce che sostanzialmente consiste nella moda che costa poco, che sta appunto producendo effetti rilevanti e non solo sul piano ambientale ma anche sulla qualità e sulla quantità degli abiti che arrivano alle associazioni di volontariato. Devo dire che nel corso di questa settimana ho notato che questa problematica, relativa in particolare alle associazioni di volontariato, non riguarda solo il territorio bolognese, ma appunto riguarda un po' tutto quello che è il territorio nazionale. Infatti si tratta di conseguenze che ovviamente richiederanno tempo per essere superate e che potranno essere affrontate solo con un cambio culturale profondo, su cui credo che sia istituzioni e comunità devono lavorare, in particolare, come dicevo prima,
E il problema è stato sollevato qua sul nostro territorio comunale, non solo dalla suite, da da alcune associazioni, in particolare da ant, ma anche altre realtà cittadine, impegnati appunto in quello che è il sostegno alle persone in difficoltà e segnalano sostanzialmente un grave problema di accumulo di capi che vengono consegnati a queste realtà e che poi, nella verifica effettuata appunto dalle persone che svolgono volontariato in queste associazioni risultano non idonee e il problema si verifica appunto perché successivamente queste associazioni, e non riuscendo a consegnare alle persone che si recano presso le loro sedi e perché, appunto non idonee e devono sostanzialmente assumersi i costi di smaltimento, che ovviamente sono sempre più elevati, credo che in questo sia un tema ovviamente molto rilevante, perché noi sappiamo benissimo che le associazioni di volontariato, che sono tante su tutto il nostro territorio comunale, sono anche e rappresentano anche un presidio fondamentale di sostegno a quelle che sono appunto le fasce fragili della popolazione e credo che sia nostro compito garantire loro condizioni adeguate di operatività e che va non puoi anche nell'interesse dell'intera comunità. Ascoltando appunto questa intervista fatta la presidente dell'associazione ant, la Presidente Pannuti è sostanzialmente la stessa chiedeva la necessità è di aprire un tavolo un tavolo, ovviamente non solo,
Diciamo né al quale partecipare parteciperà, diciamo, le associazioni di volontariato di volontariato che si occupano e che hanno a che fare con questo tema, ma anche alla presenza di era, in qualità, appunto, di società che gestisce i rifiuti e io credo che se appunto è il Comune di Bologna, vuole sostenere e facilitare queste realtà nel rispondere ai bisogni delle persone, appunto che si rivolgono a queste associazioni debba essere, diciamo, l'istituzione che crei questo tavolo che svolga appunto una funzione è fondamentale e che vada appunto nella direzione di risolvere queste problematiche, per cui la mia domanda è molto semplice. Immagino che l'assessore e il Comune di Bologna sia già a conoscenza di questa situazione e se la mia domanda è volta proprio nella direzione di comprendere se l'Amministrazione intende in prima persona attivare questo tavolo e alla presenza di tutte le associazioni di volontariato e ovviamente anche alla presenza di era, grazie, Presidente.
Grazie consigliera, prego Assessore.
Grazie Presidente.
Grande attualità e si presenta come criticità innanzitutto ambientale, poiché proprio a causa della scarsa qualità dei materiali viene messa in crisi l'intera filiera del riutilizzo e del riciclo. Tali criticità non sono legate solo al territorio comunale, ma si tratta di un fenomeno diffuso. È noto ormai da anni su cui il Comune è già in contatto con i principali soggetti coinvolti rispetto a quanto di propria competenza. Le interlocuzioni con gli attori coinvolti nella raccolta di tale frazione sono iniziate. Non può tuttavia essere risolutiva di una. Non possono tuttavia essere risolutive di una problematica legata alle abitudini di consumo. Per quanto compete di competenza del Comune di Bologna, sono da tempo consolidate le attività educative legate al contrasto dei prodotti usa e getta, tra i quali in maniera indiretta, possono essere annoverati anche i prodotti della fast fashion. Fra queste si possono annoverare le attività educative dello showroom energia ambiente. Il centro pubblico cittadino dedicato all'educazione per la transizione ecologica di Bologna, l'area del riuso Second Life di Borgo Panigale, che alla missione di togliere oggetti dal ciclo dei rifiuti per dare loro una nuova possibilità di riutilizzo e le campagne informative ed educative di era in collaborazione con il Comune incentrate sulla riparazione, sul riuso, che hanno avuto molto seguito anche nelle recenti edizioni. Tuttavia, il contrasto errate abitudini di consumo necessita di impegno e di investimenti e non può comunque essere risolutivo per scelte affidate ai singoli, che finiscono per incidere anche in maniera significativa sul flusso di tali materiali, siano essi destinati a divenire rifiuti, siano essi destinati al recupero per un successivo riutilizzo. A tale proposito, la tematica sta che la tematica stia diventando talmente cogente ed essere giunta dibattiti molto approfonditi a livello nazionale sul riutilizzo e sulla possibilità di riciclo. È, diciamo, talmente evidente che si stanno riguardando anche nuove opportunità in termini di ricerca e di sviluppo di nuove tecnologie, incentrate proprio con il riciclo. Questo aspetto necessita di un'analisi specifica che coinvolga il gestore del servizio rifiuti e all'Agenzia regionale per i servizi idrici e rifiuti. La ATERSIR, in quanto soggetto deputato, ai sensi della legge 23 del 2011 all'esercizio associato delle funzioni pubbliche relative al servizio e anche di gestione dei rifiuti urbani, nonché stazione appaltante dei servizi di gestione dei rifiuti urbani in tutta la regione. Quindi, solo con una interlocuzione collegiale sarà possibile elaborare soluzioni ambientalmente sostenibili per questa filiera di materiali. Il comune di Bologna sta già facendo la propria parte in tutte le sedi per affrontare il tema, insieme a tutti i soggetti coinvolti nelle sedi opportune, ma l'istituzione di un tavolo deve essere proposta appunto in sede di ATERSIR e credo che sia importante. Il Comune di Bologna, senz'altro farà la propria parte, ma è molto, molto importante, proprio perché per diciamo ragioni di anche competenze istituzionali che ATERSIR venga sensibilizzata a farsi carico di questo tema. È sicuramente il Comune di Bologna in tutte le sedi chiederà appunto che venga attivato un tavolo specifico, appunto che coinvolga le realtà e che si parli soltanto non so non solo a livello di Bologna, di Bologna, città, ma questo è un tema che, come ho detto prima, coinvolge un ambito ben più ampio e va affrontato appunto in sede anche di Agenzia regionale. Grazie.
Grazie all'Assessore Borsari consigliera Quercioli, prego.
Grazie Presidente, ringrazio l'Assessore Borsari e devo dire che effettivamente, come lei, c'ha correttamente, diciamo, ha correttamente analizzato la problematica c'è tutto un aspetto culturale che impegna le istituzioni di ogni livello per, appunto, combattere questo fenomeno e cioè però appunto come dicevo anche nella mia domanda è un tema urgente è un tema che riguarda le associazioni di volontariato che svolgono,
Un sostegno reale ai cittadini, in particolare quelli più fragili. Prendo atto che il Comune di Bologna, ad oggi, ritiene di non aprire un tavolo nel territorio comunale perché di fatto non si individuerebbe una soluzione. Mi auguro però che il Comune di Bologna,
Allora, grazie consigliera, Corcione, allora ti ringrazio anche l'Assessore forzare chi ha terminato con le sue, con le domande rivolte procediamo ora con la domanda del Consigliere De Biase rivolta all'Assessore Campaniello che qui in Aula con noi aumentano gli incidenti stradali a Bologna prego Assessore.
Prego, Consigliere, prego, grazie Presidente, ringrazio l'assessore Campagnoli per essere qui in Aula a dare una risposta,
I residenti della località di CAL Sant'Anna sono un po' amareggiati e si sentono abbandonati dall'Amministrazione. L'11 gennaio del 2024, ormai due anni fa, si era tenuto un'udienza conoscitiva in Commissione immobilità, in comune dalla quale erano scaturite le problematiche legate non solo ai limiti di velocità, che in quel tratto di strada è 70 chilometri orari, mentre prima e dopo e di 50 chilometri orari, ma anche quelle legate al posizionamento della fermata del bus e anche alla mancata presenza di una pista ciclabile che unisca la frazione della località di case Sant'Anna, con la rotonda dei Vigili del fuoco.
A seguito di quell'udienza conoscitiva, il 29 aprile 2024 è stato approvato in Consiglio comunale un ordine del giorno che invitava, tra le altre cose, il Sindaco e la Giunta ad avviare interlocuzioni con l'Anas, a cui spetta la competenza del suddetto tratto stradale per valutare e implementare interventi per moderare la velocità oltre alla messa in sicurezza delle fermate del trasporto pubblico.
Sempre nell'ordine del giorno, si chiedeva di dare una periodica e opportuni informazione al Consiglio comunale, al Consiglio del quartiere Navile e alla cittadinanza su sugli sviluppi delle interlocuzioni richieste.
Siccome ad oggi non risulta che queste informazioni siano state rilasciate né nelle sedi istituzionali né tantomeno ai cittadini, chiedo all'Amministrazione in particolare all'Assessore, se c'è stato e che risultati ha portati l'incontro con l'ANAS per definire la messa in sicurezza del tratto di strada compreso tra via Piglione e via Sammarina.
In particolare relativamente alla diminuzione del limite, portandolo da 70 a 50 chilometri orari nel caso non ci sia ancora stato questo incontro, se e quando sarà previsto, se e che tipo di interventi sono stati pianificati per la realizzazione di una pista ciclabile che colleghi la, quella zona del caso e Sant'Anna con la rotonda dei Vigili del fuoco e la tempistica di questi interventi, se e che tipo di interventi sono stati pianificati per la messa in sicurezza della fermata del trasporto pubblico locale situati in corrispondenza della località Sant'Anna. Naturalmente anche la tempistica di tali interventi, se e quando si ha in previsione di effettuare incontri col Consiglio comunale con Consiglio del quartiere Navile e con i cittadini per informarli sugli sviluppi delle interlocuzioni avute con i vari enti. Grazie,
Grazie Consigliere la parola all'assessore campanello prego.
Grazie Presidente saluto lei e la segreteria generale, tutte le Consigliere e i Consiglieri membri dello staff del Consiglio, io Consigliere De Biase, la voglio ringraziare particolarmente per questa domanda perché, come le è noto, questo tema mi sta particolarmente a cuore.
E sembra quasi che ci siamo messi d'accordo, nel senso che da quando io mi sono insediato nella sua ricostruzione manca un passaggio, manca una diffida che fa mandò la Assessora Orioli a seguito di quella Commissione che lei ha richiamato opportunamente e che era proprio l'impegno che era stato assunto da parte dell'Amministrazione quando io mi sono insediato ho provato prima informalmente con ANAS,
Ah avere riscontri rispetto a quella diffida e siccome risposte non ne avevo il ven, ho mandato una richiesta di incontro in Prefettura, quindi ho convocato ANAS davanti al Prefetto di Bologna.
L'incontro poi c'è stato il 26 giugno 2025 è in quella sede ho ribadito, per quel tratto di strada e per un altro tratto di strada che presenta le stesse caratteristiche di pericolosità e ahinoi la stessa competenza di ANAS e quindi l'impossibilità per l'Amministrazione di intervenire in autonomia. Ho sollecitato gli interventi di messa in sicurezza della strada. A quell'incontro non ero solo era presente anche la Polizia di Stato che ha confermato.
La pericolosità de dei tratti di strada di strada di cui stiamo discutendo e quindi la necessità di dover intervenire. In quella sede. Anas ha assunto l'impegno di valutare per rientrare per entrambi i tratti segnalati un abbassamento della velocità veicolare cui leggo una parte del verbale che è stato stilato. Siccome questo incontro, come dicevo, è avvenuto al 26 giugno e non avendo ricevuto riscontri formale da parte di Anas, ho provveduto a sollecitare in formalmente ANAS affinché ci rispondesse, ma siccome non mi arrivavano risposte il 13 novembre e parlo di atti protocollati, quindi atti che possono essere sicuramente acquisiti da parte di qualsiasi Consigliere, ho mandato una diffida a mia firma ad ANAS, intimandogli di fare quello che c'è scritto all'interno del verbale. Quindi oggi siamo al oggi, siamo a verso la metà di del mese di no di novembre e siamo verso la fine del mese di novembre, purtroppo risposte dal 13 ad oggi non ce ne sono state e io lo dico con profondo senso di rammarico perché parliamo della sicurezza delle cittadine e dei cittadini parliamo di un intervento che da parte di tutti è stato dice,
Ritenuto come è necessario e doveroso di messa in sicurezza e il fatto che ad oggi, 21 novembre, non si sia ancora provveduto ad intervenire. E il fatto stesso che ad oggi l'Amministrazione comunale non abbia avuto ancora una risposta formale da parte di chi ha assunto gli impegni a fare delle cose e non le sta facendo è un qualcosa che, se da una parte di proroga provoca appunto un senso di rammarico, mi stimola al contempo un senso profondo di rabbia e frustrazione, perché la sicurezza stradale per me è la sicurezza dei cittadini e delle cittadine di Bologna è sicuramente una priorità. Grazie ancora Consigliere per l'occasione che mi ha fornito quest'oggi,
Grazie Assessore campanello consigliere Di Biase, prego, grazie Assessore, non c'eravamo assolutamente messi d'accordo sulla domanda, mi ritengo parzialmente soddisfatto perché ha dato una risposta relativamente alla all'abbassamento del limite di velocità da 70 a 50, ma per quanto riguarda,
La realizzazione della pista ciclabile e la messa in sicurezza della della fermata dell'autobus non no, ma no, non m'ha dato un riscontro e la cosa che a me preme di più è che queste notizie non vengano riferite alla cittadinanza, quindi le chiedo di organizzare un incontro per il Consiglio comunale anche per il Consiglio del quartiere Navile che si era mosso e anche per la cittadinanza per per metterli a conoscenza di tutto questo iter perché loro altrimenti pensano che l'Amministrazione non ne tenga in considerazione le consiglio di cittadini di serie B. Grazie,
Allora, grazie Consigliere, procediamo ora con la domanda del Consigliere pizza, multe per milioni, cosa sta succedendo sui bus a Bologna, prego Consigliere.
Grazie Presidente. Dalla stampa quotidiana della nostra città riporta il condensato di lamentele dei cittadini bolognesi e non che utilizzano i trasporti pubblici della partecipata TPER è un condensato di malumori registrato partendo dalle segnalazioni degli utenti che il giornale on line Bologna Today ha pubblicato in questi giorni. Su questo argomento sono intervenuto più volte in quest'Aula sottolineando le difficoltà della relazione e controllato e controllore è un lavoro certamente difficile, quello dei controllori. Sebbene facciano dei corsi ad hoc per quella funzione. Ho già suggerito in questo contesto una modifica sostanziale del rapporto da esecutori di contravvenzioni pecuniarie a segnalazioni di irregolarità riscontrate con preavviso che ad un successivo controllo riscontrati irregolare la sanzione sarà raddoppiata.
Quale vantaggio della proposta, ridurre ed eliminare l'attenzione che si instaura al momento della combinazione immediata di sanzione pecuniaria. L'utente si vedrà compreso e certamente avrà cura in futuro di non cadere in errore. L'amministrazione municipale mostrerà un voto comprensivo verso l'utente in errore e non una immagine da Cerbero, a meno che non si preferisca continuare come ora, pensando ai 6 milioni di euro che si incassano annualmente per le sanzioni, ma non voglio avere questo retropensiero. Grazie Presidente.
Grazie Consigliere, Assessore campanello pre.
Grazie Presidente, grazie Consigliere pizza, ma in realtà parto con una domanda più che come una risposta, queste sanzioni le dobbiamo fare o non le dobbiamo fare, perché io vengo sollecitato dai banchi della opposizione come della maggioranza rispetto alla necessità di un maggiore presidio dei degli accertatori sui nostri autobus affinché correttamente tutte le persone che utilizzano il trasporto pubblico paghino il biglietto.
Oggi invece vengo sollecitato perché evidentemente qualcuno ritiene che ci siano troppe sanzioni.
Sui nostri autobus un punto di chiarezza occorre che ci sia soprattutto nella nostra interlocuzione, ma un punto anche di pulizia nei ragionamenti se una sanzione viene comminata, è perché c'è un utente che sta utilizzando il trasporto pubblico, pur non avendone titolo.
È una questione di certezza della norma, se tu utilizzi trasporto pubblico senza pagare il biglietto, ci sta che tu venga sanzionato.
Ora i numeri non sono ovviamente così allarmistici come è stato rappresentato da alcuni quotidiani, perché i numeri sono ovviamente relativi e proporzionati a quelli che sono i numeri di passaggi sui nostri autobus e qui in particolare mi corre l'obbligo di segnalare che sui nostri autobus ci sono circa 146,9 milioni di passeggeri trasportati ogni auto ogni anno a fronte di,
Questo numero così rilevante e le sanzioni sono 120.000, è proprio da Fratelli d'Italia. Mi è stato addebitato che sono un po' poche rispetto alla relazione dei passaggi ma, ripeto il poco, il troppo è sempre una percezione di carattere personale. I dati invece ci dicono che.
Cinque utenti su sei che utilizzano il trasporto pubblico in realtà hanno con sé l'abbonamento. Poi commettono sicuramente un errore che non è sanzionato, cioè, vale a dire quello di non passare ogni volta che entrano sull'autobus il loro abbonamento e quindi questo crea la percezione negli altri utenti del trasporto pubblico che chi sta salendo sull'autobus è privo di biglietto, però poi quello che conta e quando arriva effettivamente il controllore verifica tutte le persone che sono presenti sull'autobus è solo in assenza di un titolo valido di viaggio. Commina la sanzione Sanzione che, per inciso, scatta anche se un soggetto è titolare di abbonamento, ma quel giorno lo ha dimenticato. Ovviamente la condotta va differenziata ed è il motivo per il quale chi è titolare di un abbonamento, ma colto sull'autobus sprovvisto del titolo nel momento in cui fornisce nei termini dati prova di essere un abbonato, paga una Sansone nella misura di 6 euro anziché la ben più corposa sanzione per l'utilizzo del trasporto pubblico in propriamente ogni anno a TPER arrivano indicativamente 2000 scritti difensivi perché.
Ci sono persone che ritengono di aver ingiustamente ricevuto la sanzione rispetto a una condotta che loro ritengono essere lecita. I dati riportati da TPER rispetto alla verifica di questi scritti difensivi ci dicono che soltanto il 20% degli scritti difensivi vengono effettivamente poi accolti dall'azienda. Il personale che effettua i controlli sugli autobus è un personale che viene formato ad hoc.
TPER da qualche anno utilizza anche una procedura diversa di verifica, nel senso che gli accertatori che effettuano poi le verifiche sulle corse si appostano prima all'altezza della fermata del bus e verificano chi sale effettivamente sul bus perché.
Soprattutto negli anni e l'esperienza che aveva portato a consolidare una condotta.
Illegittima di persone che salivano sull'autobus in assenza del titolo di viaggio e si appostavano vicino alla macchinetta in attesa di vedere salire eventualmente il controllore per fare poi il biglietto all'ultimo momento. Essere considerati così rispettosi della norma, anche quando questa condotta ovviamente non era così e quindi ripeto, c'è tutto un percorso di formazione. Poi c'è un'attenzione abbastanza alta, anche da parte della Amministrazione, nel verificare che le condotte poste in essere dagli accertatori siano sempre rispondenti a quella che è la carta dei servizi e quindi, laddove ci vengono segnalate delle condotte che vanno fuori dalle righe e siamo i primi a pretendere che chi esercita il suo incarico lo faccia nel pieno rispetto delle persone e questo ci tengo a dirlo, perché è una delle questioni che viene spesso,
Rappresentata e rispetto alla quale, ebbene, che si abbia chiara quella che è la posizione dell'Amministrazione, quindi il massimo rispetto per le per i cittadini, anche quando sbagliano, perché una sanzione la si può combinare in tanti modi, ma il rispetto delle persone deve sempre essere, deve sempre essere presente. Questo ci tenevo a dirlo perché al di là di quelle che sono, ripeto, le percezioni ci sono poi i numeri e i numeri, al di là degli articoli di stampa, ci consegnano una realtà completamente diversa. Abbiamo ampliato la possibilità di effettuare i pagamenti in diverse modalità. Di recente abbiamo introdotto la tessera boost per andare a dare una mano anche a quelle persone che avevano più difficoltà con il COIR code e l'utilizzo del biglietto. In realtà, alle finalità sono molto più ampie, ma questa introduzione ci consente di dare anche una risposta a quel tipo di bisogno, esistono le app digitali, esiste la possibilità di avere il biglietto cartaceo, insomma, abbiamo una gamma abbastanza vasta di titoli di viaggio a disposizione degli utenti e questo per mettere nelle condizioni di tutti soprattutto le persone che vogliono essere rispettose delle norme di poterlo fare agevolmente. Grazie ancora per questa occasione Consigliere e spero di essere stato chiaro nella mia risposta alla sua domanda di question time.
Grazie Assessore, Consigliere, Pizzi, prego a lei la parola per la dichiarazione di soddisfazione, grazie Assessore per la domanda e le rispondo immediatamente segnalazione. Non significa rinuncia alla sanzione, significa tenerla presente in caso di recidiva, fargliela pagare doppio quello che suggerisco e continua a suggerire o la farò fino alla fine del mio mandato e cercare di modificare il rapporto che c'è attualmente tra il controllore e il controllato e lei mi risponderà che questo non è possibile perché c'è una norma regionale, ma le norme sono fatte da noi, possono essere modificate quello che a me preme sottolineare che vorrei che l'Amministrazione avesse una.
Fosse percepita in modo diverso da Cerbero ah eh educatrice, quindi la mia passione rimane, la mia soddisfazione rimane soltanto parziale.
Ma soprattutto grazie alla sua presenza.
Grazie Consigliere, allora procediamo ora con le 3 domande, tre quattro che sono accorpate. Il tema della mobilità ciclistica alla prima alla pone la consigliera Larghetti, il titolo del suo della sua domanda. Consiglierei aumento della mobilità ciclistica del 22% rispetto al 2024. Prego, grazie Presidente. Questo aumento è stato un ennesimo caso, diciamo di discussione, del tema della mobilità ciclistica. Mi preme però ricordare che l'aumento è lineare e, diciamo, non omogeneo ma costante negli ultimi 15 anni non è, diciamo una notizia di oggi, quindi io credo che sia anche il risultato di investimenti che sono stati fatti nel tempo di politiche che si sono susseguite, ripeto, con alti e bassi momenti in cui si è investito di più un momento in cui si è investito di meno un momento in cui si è dato la preferenza a investire in ciclabili. In sede separata, poi, si è agito con le corsie ciclabili durante l'emergenza Covid. Poi, insomma, se lo abbiamo vissuto diverse stagioni, però il Comune ha sempre fatto qualcosa negli anni. Credo che questa costanza è quella che ha pagato, è evidente, e nessuno lo nega, che in questo momento di difficoltà della mobilità cittadina dovuta alla presenza dei cantieri del tram, diciamo, c'è stata una spinta ulteriore, probabilmente a ripiegare su un mezzo che effettivamente copre una domanda di mobilità che, lo vogliamo ricordare, interessa il 60% degli spostamenti in auto dalle rilevazioni PUMS, che sono sotto i 5 chilometri, e su questo anche la bici elettrica sicuramente ha dato una mano la sua diffusione, la sua conoscenza maggiore. È chiaro che se abbiamo un collega che ha un comportamento, siamo più portati a.
Provare a imitarlo, e quindi c'è stata una diffusione anche di questo tipo di biciclette, che magari consentono a chi si sente meno sicuro fisicamente a chi vuole arrivare al lavoro almeno sudato in estate, eccetera. Di fare questa scelta, però, questa notizia non è isolata. Abbiamo festeggiato da poco il milione sulla tangenziale bici a Porto, San Vitale, ma è interessante da un punto di vista internazionale. Per la prima volta nella storia una città italiana entra nel Copenaghen AIDS Index, che è un indice che è realizzato da una società indipendente, che però fa design'per le città di tutto il mondo Pro pieni proponendosi di trasformarle, diciamo in Copenaghen, dove la mobilità ciclistica e al 55%, il 55% degli spostamenti a Copenaghen, avviene in bicicletta a riprova, che forse non è non avere niente da fare, che porta a usare questo mezzo, ma forse è piuttosto il contrario. Questo indice per la prima volta a una città italiana e sono veramente orgogliosa anche, diciamo, da attivista della bicicletta, direi della prima ora credo che questo sia una soddisfazione non solo per l'Amministrazione, ma anche per tutte le attiviste e gli attivisti che a volte trattati come marziani, in altre epoche politiche, hanno portato avanti queste istanze. E quindi un momento storico, Bologna al venticinquesimo posto, quindi, entra tra le prime 30 città, ma neanche all'ultimo posto, ma un pochino più più in alto, e credo che sia interessante però vedere quali sono i punteggi che abbiamo ricevuto.
Secondo questo questo metodo di calcolo della qualità dell'uso della bicicletta, che è diviso in Policy and Support, che da 66,7 punti su 100 users è un REACH 56,9%, quindi diffusione e utilizzo che sono in crescita e poi Safe and Connected Infrastructures che è 49%,
È questo qui il dato un pochino più basso. Ecco quindi la mia domanda è, diciamo, una valutazione politico-amministrativa su questo indicatore che ovviamente immagino che troverà anche l'Assessore Campaniello che anche lui si sposta in bicicletta, molto spesso sulle stesse radiali che frequento. Io quindi ci si incontra, gli darà soddisfazione, però è anche lo spunto per fare una riflessione su come, ovviamente, dobbiamo consolidare questo dato, perché magari ci auguriamo che quando i cantieri finiranno, il traffico sarà più affrontabile per tutti gli utenti e coloro che hanno usato la bici continueranno a usarlo. Credo che sia necessario riflettere sul fatto che sulle infrastrutture abbiamo punteggio più basso rispetto alle policy, quindi vuol dire molto bene su promozione, cultura e un po' meno sulla qualità delle infrastrutture. Quindi, che cosa pensiamo di fare per avere un punteggio migliore ancora il prossimo anno e consolidare la bicicletta come scelta assicura e corretta per i nostri concittadini durante i cantieri? Ma anche dopo grazie.
Grazie consigliere Larghetti, procediamo ora con la domanda successiva del Consigliere Fattori bolognesi sempre più in bici prego. Grazie Presidente, chiedo scusa, l'Assessore Campagnano perché ci parti era un po' rispetto al testo della domanda che gli ho formulato, ma ve valuterà lui allora bene. Aumento della bici in città, come ha ricordato la consigliera Larghetti, in particolare nel centro storico, dove gli incrementi sono stati maggiori chiaramente e per è evidente che il centro di Bologna è adatto a essere percorsi in bici per le brevi distanze, per i limiti di velocità. Ecco, è di questi giorni la notizia che, a Forlì, la Lega che amministra sta proponendo di riportare le auto in piazze che sono attualmente pedonali. Ecco, mi auguro che questa Amministrazione, ma una osservazione retorica, non vada in quella direzione. L'aumento delle nell'uso della bici, evidentemente santifica la la la l'efficacia delle politiche adottate per le infrastrutture. Ricordiamo che chi usa la bici aiuta anche chi non lo fa, e anche delle infrastrutture criticate come le corsie ciclabili, che però evidentemente piacciono a chi le bici le utilizza davvero. Ecco,
E, come ricordava la consigliera laghetti, le bike sono una grande opportunità, anche quelle che vengono condivise per consentire davvero a tutti di utilizzare questo mezzo di locomozione. Ecco, sarebbe interessante. Questa è una sollecitazione che faccio alla Giunta poter vedere quanto di questi, quanti di questi nuovi utenti delle biciclette, prima si spostavano a piedi o in bus o con mezzi a motore moto e è out. Ecco perché sarebbe interessante capire la permeabilità tra queste due categorie di utenti.
E credo quindi mi chiedo se sarà magari è possibile avere un'analisi di questo tipo. Un'altra indicazione che mi sento di dare è che si concluderà con una domanda che una ulteriore importante misura per incrementare l'uso della bici in città sarebbe un più efficace contrasto al fenomeno dei furti delle biciclette, fenomeno che purtroppo è un importante disincentivo per tanti che si sono visti sottrarre il mezzo. Quindi credo che sarebbe importante un patto tra le istituzioni, perché se vogliamo favorire la mobilità ciclabile e quindi tutta la mobilità cittadina, un contrasto a questo fenomeno, in particolare per rubare le bici a pedalata assistita, occorre una organizzazione che probabilmente è più facile individuare e combattere rispetto a chi ha quella di chi ruba bici muscolari. Altra cosa, ecco, spesso si parla di comportamenti di altri soggetti, a me piace partire invece da una comportamenti di di di individuali. No, ecco, io mi appello alla responsabilità di tutti quelli che utilizzano la bicicletta che appunto sono sempre di più responsabilità al rispetto del Codice della Strada, responsabilità al rispetto dell'utenza più debole, no, perché comunque le regole sono per aiutare tutti, in particolare i soggetti più deboli, e mi riallaccio su questo ha una notizia che ho letto che c'è stato un,
Incremento del delle sanzioni fatte a chi utilizza le biciclette e monopattini taroccati, come diciamo a Bologna, no, perché il fenomeno delle bici e dei monopattini toccati mette in pericolo, mette in pericolo gli altri utenti, anche perché questi mezzi possono andare, possono andare sulle piste ciclabili sulle sulle.
Corsie ciclopedonale ciclopedonali mettono in pericolo gli altri utenti, soprattutto quando non rispettano i limiti di velocità che sono imposti per legge. No, ecco quindi, purtroppo spesso sono utilizzati dal lavoro povero questi mezzi toccati e questa è una ulteriore forma di sfruttamento nei confronti di quel lavoro. Ecco, chiedo alla Amministrazione se intende proseguire in questa direzione, anche per evitare un giudizio che è ingiustamente ma generalizzato, spesso negativo verso gli utenti della strada che utilizzano le 2 ruote. Questo vorremmo evitarlo. Grazie.
Grazie Consigliere, la parola all'assessore, campanello prego, grazie Consiglieri Larghetti, fattori.
Diversi temi connessi fra loro, una grande soddisfazione che parte da una visione che questa Amministrazione ha rispetto alla mobilità sostenibile, che diventa sempre più concreta e trova anche riscontro da parte delle cittadine e dei cittadini che si spostano all'interno della nostra città, e questo ce lo dicono i numeri,
Non credo che sia soltanto una questione legata ai cantieri, ma mi piace pensare che la mobilità sostenibile sempre più entra come convinzione necessità nella testa dei nostri.
Concittadini come bisogno anche in termini di sostenibilità, laddove sostenibilità deve essere letta nell'accezione più ampia del termine, nel senso che c'è una sostenibilità ambientale che riusciamo a.
Coniugare grazie all'utilizzo di della bicicletta o comunque di tutta.
La mobilità dolce.
C'è un tema di sostenibilità anche rispetto a quelli che sono i dati rispetto al traffico e all'uso dello spazio pubblico, che deve essere sicuramente riequilibrato, e qui, a mio avviso, alcuni numeri ci aiutano anche a capire quali sono le tendenze che si stanno registrando nella nostra città, anche per andare un po' dietro alla domanda che veniva rappresentata rispetto a gli indici di spostamento dei cittadini rispetto a una fase precedente e all'utilizzo del mezzo proprio piuttosto che il mezzo pubblico. E credo che la risposta stia anche nei dati che noi registriamo sul calo di traffico urbano. Traffico veicolare privato, perché se è vero come è vero che anno su anno registriamo un meno 9% per quanto riguarda l'anno scorso, meno 8 e meno 7 andando più a ritroso e parallelamente registriamo un incremento dell'utilizzo della bicicletta e i dati più eclatanti sono proprio quelli che avete già richiamato voi e non vi sto a riprendere. È evidente che una buona fetta delle persone che oggi si sposta in bicicletta e lo sta facendo a discapito del del trasporto privato, come altresì possibile.
Ma va anche bene così che chi prima si spostava con il mezzo privato comincia a fare un utilizzo diverso del trasporto pubblico.
Guardando questi due indici, viaggiare in parallelo fintanto che avremo il segno più davanti a quello dell'uso della bicicletta e il segno meno davanti a quello del traffico urbano e dell'uso del mezzo privato, vorrà dire che stiamo andando comunque nella direzione giusta,
Ci aspettiamo una rivoluzione dei dati nel momento in cui avremo in funzione del tram che, come sapete, ha nelle sue previsioni una capacità trasportistica che può arrivare fino al 95.000 persone giorno.
Ed essendo un'ottima alternativa trasportistica rispetto al trasporto privato, anche in termini di appetibilità, sicuramente avrà un esito molto positivo.
È vero, bisogna investire e intervenire il più in infrastrutture e la cosa più complicata da fare, e questo non è un mistero, perché la nostra città ha una sua conformazione, occorrono risorse.
Occorrono autorizzazioni anche rispetto a determinati interventi da parte di enti terzi, come la Sovrintendenza, perché su alcune ciclabili penso ad esempio alla pista ciclabile di via Pietramellara, che stiamo per inaugurare prima di poter procedere con l'esecuzione dei lavori abbiamo dovuto attendere il parere preventivo della Sovrintendenza. Quindi ci sono una serie di enti che si devono pronunciare rispetto agli interventi che vogliamo realizzare. In base alle posizioni in cui ci troviamo all'interno della nostra città c'è un'esigenza di risorse,
Che è sempre più un'esigenza che si avverte con una certa importanza a queste latitudini perché purtroppo, i soldi messi a disposizione dagli enti sovraordinati sono sempre meno.
E a fronte di una riduzione di risorse messe a disposizione per realizzare questo tipo di interventi. Assistiamo anche dei tagli lineari, che poi, anche rispetto a quelle che sono le risorse proprie dell'Ente, ci mettono ancora di più in difficoltà per poter realizzare quelli che sono i nostri progetti, quelli quello che non manca e che ci tengo a sottolineare dal punto di vista politico è sicuramente la volontà e il coraggio di attuare la visione che noi abbiamo della nostra città, che è una visione che abbraccia nuove pedonalità. Oggi, in conferenza stampa abbiamo annunciato un'importante trasformazione urbana che era già presente nel progetto della linea rossa, ma che adesso viene messa nero su bianco rispetto a via Indipendenza, dove in assetto definitivo potrà transitare soltanto il tram, i pedoni e le biciclette. È così sarà anche nella fase intermedia, fintanto che non avremo il tram in funzione. Questa testimonianza del fatto che questa Amministrazione, quella visione c'era perfettamente presente è una visione che sta dando i risultati, i suoi risultati, anche in termini di miglioramento della qualità dell'aria,
Perché siamo l'unico puntino all'interno della pianura padana un po' più sbiadito rispetto al rosso acceso, che è sempre più acceso, dove le zone sono più inquinate dei comuni limitrofi e questo è sicuramente figlio anche di un lavoro che stiamo facendo sul nostro territorio, ma anche in termini di sicurezza stradale. Perché il progetto.
Pilota principe della nostra Amministrazione che il progetto di Città 30 ha fra i suoi pilastri anche quello della pedonalità, le piazze scolastiche della della ciclabilità, quindi un insieme di interventi che vanno tutti quanti nella stessa direzione ed evidentemente visto quanto sta succedendo da un po' di tempo a questa parte per i numerosi riconoscimenti che stiamo incassando a livello internazionale rispetto all'apprezzamento degli interventi che stiamo realizzando nella nostra città,
Ad altre latitudini dove ci osservano con occhi esterni, ma fanno anche le verifiche puntuali in loco. Stiamo lavorando bene il fatto di essere all'interno di una classifica mondiale arrivati venticinquesimo, una ci unica città in Italia.
E questo già di per sé è un ottimo risultato il fatto stesso che dietro di noi ci siano anche città del nord Europa che notoriamente sono città più vocate tradizionalmente a determinate politiche, ci dice che siamo effettivamente nella nella giusta direzione.
Ce lo stanno dicendo diversi enti che lo sta dicendo la popolazione locale. Purtroppo non troviamo un parallelismo anche su quello che è l'atteggiamento del Governo nazionale e della maggioranza di parlamentari attualmente in corso, che ahinoi, se fosse conseguente rispetto ai lavori che stiamo facendo e ai risultati ottimi che stiamo incassando dovrebbe parallelamente sostenere questo tipo di azioni, ma ahimè così non sta avvenendo. E qui un monito a voler sganciare, sganciarsi un attimino delle proprie casacche partitiche e pensando alla politica nel senso più alto del termine che esiste forti anche di un'analisi terza, fatta da soggetti che non sono influenzati o influenzabili da quelli che possono essere gli orientamenti politici nella nostra no nella nostra Regione, nella nostra città, siccome questi enti cominciano a essere sempre di più, attribuì darci dei riconoscimenti e a riconoscere che effettivamente, stiamo facendo un lavoro corretto, beh, allora, sganciandosi dalle nostre casacche partitiche indossando quella invece dell'interesse generale della politica e del lavoro che chi assume, questo onere che è anche un onore di servire la propria cittadinanza, io chiederei a tutto il Consiglio comunale, maggioranza e opposizione, ma in particolare all'opposizione dei banchi che siede nei banchi di questo Consiglio, di sostenere maggiormente le nostre politiche, di chiedere a gran voce che vengano garantite le giuste,
Finanze e all'Amministrazione per poter fare quello che l'Amministrazione sta dimostrando di saper fare bene e che sta dando degli ottimi risultati.
Abbiamo in previsione di ampliare la nostra rete di piste e corsie ciclabili che, come sapete, già oggi arriva 249 chilometri sul nostro territorio. C'è il tema delle radiali, una delle radiali che sarà oggetto di coprogettazione è proprio quella di via Murri.
Su cui avvieremo presto un lavoro di confronto con tutti quanti gli stakeholder, è nostra ferma intenzione andare avanti in questa direzione, quindi più ciclabilità, più sicurezza stradale è migliore vivibilità dello spazio urbano grazie ancora Consigliere e Consiglieri per le vostre domande, se vi occorreva una conferma rispetto all'indirizzo politico che questa Amministrazione ha inteso portare avanti, credo di aver risposto in maniera inequivoca.
E ora la parola ai Consiglieri, la prima della Consigliere Larghetti pre.
Grazie Presidente e Assessore, sono soddisfatta. Voglio chiarire ai cittadini che essere in una classifica internazionale non vuol dire che andare in bici sia un'esperienza sempre piacevole, sempre perfetta. Dobbiamo migliorare tanto sulle radiali. Sono veramente contenta che si cominci a sperimentare un metodo di coprogettazione e voglio ricordare che la tangenziale delle biciclette, la nostra somma radiale, che festeggiamo tutti gli anni più importante, è nata proprio da un grandissimo laboratorio partecipato. Credo che fare intelligenza collettiva sulla progettazione della mobilità sia necessario, quindi spero che presto si avviino cantieri simili, anche su via Massarenti, su via Andrea Costa, su quelle radiali dove vediamo purtroppo che gli incidenti, gli episodi di violenza stradale a danni degli utenti fragili e non solo sono quotidiani, purtroppo sono anche in aumento. Quindi benissimo, per via Murri spero che riusciremo a mettere letteralmente in cantiere anche le altre radiali su cui ogni giorno migliaia di cittadini si muovono. Grazie.
Grazie consigliera, Consigliere, Fattori, grazie Assessore, sono soddisfatto, lei ha parlato di visione e condivido perché favorire la mobilità.
Ciclistica non significa affatto fare la guerra agli altri tipi di di mobilità, perché la mobilità sostenibile migliora la mobilità di tutti. Attendiamo il nuovo bando sulla sulla, su, sulle bici a uso condiviso, perché diciamo questi anni hanno dimostrato che quel tipo di utilizzo ha avuto un successo che è andato probabilmente oltre ogni previsione non è scontato, son state adottate evidentemente modalità,
Adatte, ecco, continuo il mio sollecito per un'azione incisiva, efficace e coordinata per contrastare il furto delle biciclette grazie.
Allora, Consigliere pizza, Boone di chiamate al Rizzoli, pazienti e paura di non essere operati riceverà dal Sindaco risposta scritta prego, saluto l'Assessore Campagna Lupia è terminato, prego, grazie Presidente.
La stampa quotidiana della nostra città riporta come il centralino telefonico degli Istituti ortopedici Rizzoli, sia da giorni intasato per boom di telefonate da pazienti fuori regione per paura di non essere operati. Questo è il risultato tangibile, sinora della ventilata ipotesi regionale di limitare o impedire le cure ortopediche dei pazienti. Non emiliano, romagnoli, e della cosiddetta mobilità canaglia, definita da certi amministratori, perché ama la allarmare i malati con certe ipotesi. Non mi è chiaro. Certo, sono ipotesi non foriere di risultati concreti, come ha dimostrato la loro messa in pratica da parte della Regione Toscana, il cui governatore Ciani l'ha definita del tutto improduttiva, nessun impatto sulle liste di attesa e numerosi contenziosi legali dopo un anno si è rinunciato a proseguire l'esperimento vede, Presidente, sono già intervenuto più volte su questo argomento e non voglio tediare ma è necessario ribadire che non possono essere compressi i diritti fondamentali alla cura come sancito dalla Costituzione repubblicana.
Posso solo ricordare alla nostra municipalità che un suo intervento è auspicabile, tenendo conto che si tratta di fenomeni di ampio impatto sull'economia cittadina e sull'immagine di Bologna, grazie Presidente,
Grazie consigliere, consigliere Di Benedetto tariffe occulte, prego.
Grazie Presidente, ma con questa domanda sollevo un tema che è emerso sulla stampa, in particolare al fatto che vi sono delle tariffe ulteriori, in particolare l'adeguamento tariffario IPCA 2024 dell'1,2% che viene applicato sulla tariffa di gestione amministrativa delle pratiche relative al cimitero di Bologna. La Certosa e che vanno a costituire di fatto un balzello culto come definito dagli operatori. E questo e succede però solamente a Bologna, quindi vogliamo chiedere all'Amministrazione chiarimenti perché ha deciso di aggiungere questa tariffa su quello che è di fatto il trasporto delle salme, quindi sembra, a tutti gli effetti, una speculazione su questa, su questo servizio, che però ha luogo solo a Bologna e come è giustificato in termini normativi, come vengono impiegate queste risorse, come in termini amministrativi, è stata impostata, e questa scelta se la si considera legittima. Grazie Presidente. Grazie Consigliere. Nuova tariffa cimiteriale quali servizi comprende davvero consigliera Quercioli? Prego sì. Grazie. Anche la mia domanda verte sullo stesso oggetto della domanda di, ma è del consigliere che mi ha preceduto. Chiedo maggiore chiarezza in merito alla tariffa cimiteriale. Gestione amministrativa pratica è in quanto anche le società funebri hanno tentato di ottenere chiarimenti al riguardo, ma nessuna risposta è giunta, quindi la mia domanda verte a questa chiarezza. Presenterò interroga,
Grazie consigliera, consigliera, Zontini, Tariffa amministrativa, servizi cimiteriali a cosa serve? Prego, consigliera riceverà risposta scritta. Grazie Presidente, mi associo alle domande poste dai colleghi prima di me, perché su questa famosa tariffa di gestione pratica non meglio precisata. Ma chi viene applicata a qualsiasi tipo di pratica, come dicevano i colleghi e ci sono, era un tema che avevamo già sollevato durante una Commissione, una delle ultime Commissioni sul PSC, e infatti avevamo chiesto e se, in base alla convenzione esistente con il Comune fosse una tariffa dovuta al Comune che poi, come dire, girava in qualche modo abbia SC o se invece rincasata direttamente da PSC e in qualche modo veniva riconosciuto qualcosa al Comune o se invece era proprio una sorta di tariffa che viene riconosciuta PSC per un servizio che sostanzialmente viene esternalizzato dal Comune alla società e o controllate. Infatti il tema e poi questo, cioè non vorremmo, come sembra che sia una.
Veramente una una, una tariffa occulta, applicata tutte le pratiche che prima gli utenti, quindi le famiglie e chiunque doveva purtroppo poi tra l'altro pagare in occasione di cremazione o funerali, perché prima erano servizi svolti da uffici comunali con personale dipendente, come sappiamo nei famosi nel carenza di organico che ben conosciamo ormai in tutti i settori, ha colpito anche quello che riguardava tutto il settore. Cimiteriali funerario e quindi il tema è se pratiche che prima gestiva il Comune senza gravare sui cittadini. Adesso invece vengono esternalizzate a DSC che si prende questi oltre 70 euro per ogni pratica, tra l'altro, andando a vedere i tariffario approvato di recente nel 2 a metà del 2025, con l'adeguamento all'IPCA 2024, si vede che tutti i servizi chiamiamoli inumazioni, esumazione, traslazione e tariffe di concessioni e tumulazioni, e così via, cioè tutte già i servizi veri e propri sono aumentati di prezzo perché legati all'indice dei prezzi al consumo. Quindi, perché è anche una gestione di pratica amministrativa che già non si capisce che cosa debba coprire come costo. Anche queste viene adeguata costantemente ai prezzi al consumo. Non non ha veramente modo di e di essere compreso perché ci sia. Ci auguriamo che l'Amministrazione risponde non solo a noi, ma alle società funebri di cremazioni che hanno chiesto conto e di questo balzello grazie.
Grazie consigliera, ora procediamo con le domande rivolte all'Assessora Madrid, che saluto CUC noi le prime sono la 13, la 17 alle 22 sono accorpate per omogeneità di argomento, il tema della sicurezza consigliera Foresti, la parola per primo va lei indagine d'Italia, oggi Bologna al quintultimo posto per sicurezza. Prego sì, grazie Presidente, sul sulle indagini dell'Italia. Oggi è Ital Communications, in collaborazione con l'Università Sapienza di Roma Bologna, e al quintultimo posto per quel che riguarda l'indicatore reati e sicurezza. Oltretutto, solo nell'ultima settimana sugli organi di stampa abbiamo visto diversi reati, quali aggressioni, spaccio di droga, accoltellamenti e tentate rapine, vandalismi alle auto e addirittura una sparatoria. Quindi vorrei dall'Assessora e sapere quali azioni l'Amministrazione intende mettere in atto per aumentare la sicurezza in città e la tutela dei cittadini. Grazie Presidente.
Consigliere Caracciolo Bolognina, bisogna fare di più, prego.
Sciscione il problema della Bolognino, direi quasi all'ordine del giorno pareva che alcuni provvedimenti avessero sortito l'effetto di ridurre la situazione di pericolosità della zona, purtroppo ciò non è avvenuto e abbiamo visto anche l'altra sera un tentativo che,
Uccidere una persona perché la volontà era quella di uccidere, non solo di fargli paura.
La droga scorrere fiumi e si trova sempre e comunque il problema della droga non è scomparso, ma è solo migrato in piazza Da Verrazzano via Marco Polo via Zanardi in Bolognina dovrebbe aprire un nuovo ufficio della polizia.
No ci dovrebbe raggiungere.
Unitamente ai carabinieri, un numero di operatori di oltre 60 unità uomini che in ogni caso non bastano a sorreggere le domande della Bolognina.
Il spacciatori ci sono ancora, ma si vedono meno, non bisogna avere paura delle zone rosse, è vero che si sta facendo qualcosa, ma temo io temo Assessore batterie che sia già troppo tardi, qualche risultato è stato ottenuto, ma non bisogna abbassare la guardia, io chiedo che il signor Sindaco e la Giunta,
Parlino con gli abitanti, che sono gli unici che ci possono dare una mano, chi fatti tante situazioni si sono risolti proprio parlando con gli abitanti, ora parliamoci chiaro anche noi che siamo dell'opposizione, ci teniamo che alla Bolognina diventi un quartiere Share'ngo, cioè noi non è che critichiamo perché ci fa piacere criticare critichiamo perché vorremmo che ci fosse più serenità in un quartiere che sta diventando veramente un Bronx, la ringrazio Assessore grazie,
Grazie consigliere, consigliere Mazzanti, sicurezza urbana pre.
Sì, grazie Presidente, sarò veloce il tema della sicurezza urbana, in questi giorni abbiamo letto sulla stampa fatti e di questo ringrazio la, gli organi di polizia per gli interventi che hanno fatto Polizia di Stato Carabinieri e Polizia locale, la cosa che faccio, la domanda che faccio colgo l'occasione,
E questo a che punto siamo con il rispetto del protocollo, perché ad oggi non mi risulta che siano ancora mandati gli agenti di pubblica sicurezza che dovevano essere mandati a Bologna. Quindi, quando leggo sul giornale sulla stampa delle richieste di avere 100 Vigili Urbani, tutti piazzati in un posto e questa è la barzelletta, no, anche perché abbiamo visto i dati ufficiali del Ministero degli Interni. Oggi in Italia mancano fra Polizia Carabinieri, Guardia di Finanza e guardie carcerarie, 34.600 agenti, quindi questa è la verità. Ancora una volta la Meloni racconta bugie, l'incremento della criminalità è stata di quasi tre punti, i dati sono forniti dalla procura generale nazionale e quindi altra balla che ha raccontato in tre anni hanno peggiorato la situazione precedente, e questi sono numeri ufficiali. Le chiedo se siamo dentro a questa situazione anche a Bologna, perché scaricano sull'entità territoriali che a sua volta non hanno potuto assumere più o ma anche una copertura totale di 8.000 agenti della Polizia locale e la legge di riordino è ferma in Parlamento, potrebbero approvava già tre anni fa. Non l'hanno fatto, ma questo è un altro film, la cosa che le chiedo è come siamo e se c'è questo rispetto c'è ancora una volta Piantedosi copiando dalla Meloni continua a raccontare balle grazie,
Grazie consigliere e assessore a Madrid, a lei la parola per la risposta, prego, grazie Presidente, grazie per le domande, allora parto dalla prima quella su la quale le indagini sulla qualità della vita, che vede Bologna a salire sul podio terzo posto, insomma e non sono affezionatissima le alle classifiche che di tanto in tanto escono perché danno comunque sempre delle valutazioni basate su degli indicatori che non ci dicono del tutto e non rappresentano del tutto il lavoro che nelle città si fa e non distinguono neanche tra,
Gli attori, cioè chi ha, diciamo il potere o le competenze per per agire sulla materia specifica. Ciò detto, ovviamente, soddisfazione per la tendenza che abbiamo osservato in questi anni, diciamo di qualità della vita generale su alcuni aspetti in particolare, così come sul tema della sicurezza. Rispetto allo scorso anno abbiamo mantenuto una posizione che è quella di quintultima, come ricorda la la consigliera che pone la domanda è un tasso, un, diciamo, un indicatore che tiene conto dei il numero di reati denunciati contro la persona e dei numeri dei reati denunciati contro il patrimonio sull'ambito provinciale, quindi non solo il Comune di Bologna e viene calcolato questo tasso su ogni 100.000 abitanti. E allora su questa cosa, ovviamente, prima di dire che come intendiamo lavorare, come stiamo lavorando.
Mi preme ricordare che proprio diciamo è il fatto che la nostra città, in particolare, che a 380.000 e più poco più residenti vede però una presenza di persone che l'attraversano per lavoro, per studio o per turismo, per fiere e quant'altro molto molto più elevata. Arriviamo anche a picchi da 1 milione, quando ci sono delle cose molto importanti, ma ci aggiriamo ordinariamente tra i 500 600 700.000 abitanti. Dunque questo è il motivo per cui spesso ribadiamo al Governo che noi, come altre città, chiediamo attenzione in particolare sugli organici delle Forze di polizia, commisurata non tanto al numero dei residenti e rispetto ai quali siamo già sotto organico in maniera importante, ma commisurata e l'effettiva fruizione delle nostre città perché, come è noto, la convenienza di commettere un reato è commisurato su appunto.
Su.
So anche sul numero di persone che possono essere potenziali vittime. Dunque, quando ci sono delle fiere, è noto a tutti che si propagano dei reati, come borseggi, furti, eccetera, perché c'è molta gente e quindi questa è criminologia, ma mi fermo qua quali azioni, beh, quali azioni noi lavoriamo come come si deve lavorare, ovvero noi condividiamo tutte le valutazioni chiaramente in sede di Comitato Ordine Pubblico, durante il quale, congiuntamente con tutti i membri del Comitato, facciamo tutte le valutazioni del caso, guardiamo i dati, le zone e le tendenze e le frequenze, le specificità e condividiamo anche delle misure da assumere, sia in chiave preventiva e anche attraverso diciamo, il lavoro del questore che coordina il lavoro delle forze dell'ordine, anche degli interventi mirati più specifici in chiave, diciamo, di contrasto ai reati, ovviamente con le forze che ci sono a disposizione e per quanto riguarda il Comune di Bologna e ci viene spesso richiesto e su questo stiamo insomma siamo sempre, diciamo molto attenti e stiamo anche cercando di utilizzare in maniera più efficiente le nostre risorse di.
Appunto lavorare meglio sul tema della qualità urbana, dell'illuminazione pubblica, della videosorveglianza, della presenza della Polizia locale che, ricordo, è stata incrementata di 50 unità e verrà incrementato di ulteriori 50 a inizio del prossimo anno, con anche un miglioramento delle dotazioni che sono state fornite, verranno ancora fornite al Corpo di Polizia locale. Stiamo abbiamo anche creato il nucleo del centro storico per garantire, su un'area che ha una sua particolarità, un'attenzione specifica, così come abbiamo.
Previsione, cioè abbiamo raddoppiato. Di fatto l'organico del reparto Navile che diciamo è la secondaria su cui in questo momento stiamo dedicando moltissime energie. Oltre a questo, una delle chiavi è quello del rapporto con la cittadinanza. Stiamo lavorando attraverso il metodo del rapporto con i cittadini, con la cittadinanza attiva.
Attraverso, diciamo, una comunicazione molto fluida, incontri di persona o anche on line oppure sopralluoghi. Sul posto.
E anche per verificare lo stato appunto dello spazio pubblico L&C. Le problematiche per vederle dal vivo, insieme a ragionare sulle soluzioni da mettere in campo grazie ai Gruppi di sicurezza partecipata, stiamo aumentando. Il numero di questi gruppi ci stanno scrivendo veramente centinaia di persone che stiamo incontrando un po' alla volta. Anche la prossima settimana ne incontreremo altri sei. C'è molta attenzione su questo tema e molta voglia di collaborare con l'Amministrazione di tralascio di di come dire non prestare attenzione a frasi fatte, propaganda e slogan che non cambiano la realtà e quindi su questo io credo che il riscontro che stiamo avendo dalla cittadinanza sia molto positivo e assieme a loro misuriamo anche la qualità delle cose che mettiamo in campo su via Amendola, che è una situazione emergente in questa fase è anche frutto, insomma, dello spostamento di altri fenomeni fenomeni da altre zone. Stiamo mettendo in campo iniziando a mettere in campo una serie di misure e, assieme ai cittadini, ci stiamo dando un ritorno su.
E su come sta andando, sapendo che per raggiungere un bene come quello della sicurezza è un bene pubblico. Bisogna fare un percorso che ha fatto di attività di controllo che ha fatto di presenza, che è fatto di anche attività di contrasto ai reati, ma anche di rispetto delle regole, così come di cura dello spazio pubblico, di politiche di rassicurazione insieme ai cittadini per quello che riguarda la Bolognina,
Allora si è dunque c'è stato sicuramente un primo, diciamo parziale, miglioramento. Sotto alcuni aspetti mi sono adagiata su questo diciamo piccola soddisfazione per due minuti scarsi, perché non bisogna mai sicuramente ne accontentarsi né fermarsi, e mi mi sono anche, diciamo, non d'accordo con il consigliere Caracciolo quando dice che forse è troppo tardi. Non è mai troppo tardi per mettere mano ai problemi, anche quando questi sono importanti e grandi e come dire anche molto radicati.
Ma io credo che basti avere devono insomma sicuramente onestà intellettuale, la come dire, la capacità di leggere i fenomeni e, per esempio, quando lei cita tutta una serie di zone nella sua domanda in cui ora vengono rilevate problematiche di spaccio, è esattamente una delle conseguenze della zona rossa. È questa nel senso che aver fatto attività di controllo in maniera molto mirata e devo dire.
Ha senso, diciamo così, in alcuni punti specifici della Bolognina ha cambiato le abitudini dei gruppi di spacciatori che si stanno spostando in zone che sono attualmente meno battute dai controlli, e dunque quelle da lei citate sono alcune di queste zone, non le uniche e le abbiamo ovviamente mappate tutte le forze dell'ordine le conoscono molto bene e chiaramente l'attenzione delle istituzioni si sposta anche laddove i fenomeni e vanno a seguito di intensificazione di attività di controllo e,
Certamente aprirà un posto di polizia. È stata una nostra forte richiesta che avevamo inserito in una iniziale nostra proposta di patto per la sicurezza in città, mai firmato con il Ministero degli interni, quindi al consigliere Mazzanti, che mi chiede a che punto siamo con rispetto del protocollo, nessuno perché non abbiamo firmato nessun protocollo. Il vecchio scaduto febbraio si ricorderà che non siamo arrivati a nessuna firma del protocollo per la sicurezza col Ministro Piantedosi, ma a una semplice intesa verbale pubblica e dunque cogente per tutti rispetto alla istituzione di un forte di un posto di Polizia in Bolognina e a un supporto da parte del ministero che ovviamente, insomma, sappiamo che arriverà, ma non è ancora arrivato e a inizio del 2026, per quello che riguarda il posto di Polizia, l'Amministrazione si è adoperata, come avevamo concordato e stiamo ora procedendo a tutta la parte. Diciamo formale, perché istituire un posto di polizia delle ovviamente burocrazia con collegate?
Ci facciamo carico degli oneri di locazione perché si tratta di un posto privato. Ci facciamo carico di tutti gli oneri di adeguamento interno perché andrà a sistemato. Ci facciamo carico di tutti gli oneri di cablaggio perché va a cablato. Ci stiamo facendo carico di tutti gli oneri che spetterebbero allo stato. Detto questo, lo facciamo ben volentieri, perché serve perché in una situazione come quella che rappresenta in Bolognina c'era bisogno di una presenza dello Stato, e quindi siamo ben contenti che questo luogo, prima o poi OSS, verrà ad ospitare Caracciolo non 60 operatori, ma 15 agenti di Polizia di Stato, che verranno collocati in questo posto di polizia,
E le altri organici che sono stati garantiti dal Ministero. Sono altre 50 unità, che sono però due destinati all'intera città di Bologna e quindi, quando lei dice 60 in realtà sono 50 sulla città e 15 sulla Bolognina, ma abbiamo, diciamo, accolto con favore, le 36 nuovi arrivi dell'Arma dei Carabinieri nei giorni scorsi, che sono andati a rafforzare alcune stazioni del nostro territorio e dunque diciamo così che 100 agenti di polizia locale, solo come Comune di Bologna, 36 militari dell'Arma dei carabinieri più 65 agenti di Polizia di Stato, diciamo che un po' di come dire respiro ai carichi di lavoro delle forze di polizia della polizia locale dovrebbe arrivare anche la possibilità per la città di essere di sentirsi più.
Sentire più vicine, anche in chiave preventiva. Le il presidio delle delle forze dell'ordine e.
Poi mi chiede il consigliere Caracciolo se non è il caso di andare a parlare con i cittadini della Bolognina.
Su sempre lì siamo sempre lì tutti i giorni io ci vado anche.
Domani ci vado anche lunedì abbiamo sempre degli incontri con cittadini della Bolognina, facciamo incontri assemblee pubbliche, ci troviamo nei luoghi.
Appunto delle associazioni, anche nello spazio pubblico organizziamo anche in maniera abbastanza improvvisata dei momenti di ascolto, così come altri li organizziamo per tempo per confrontarci su come stanno andando le cose per ascoltare le critiche e i problemi e trovare insieme le soluzioni. Dunque sicuramente questo di incontrare la cittadinanza è una cosa su cui, come dire a cui dedichiamo veramente tantissimo tempo perché è una chiave importante del nostro lavoro. In ultimo,
Si del consigliere Mazzanti, faceva riferimento alla questione delle assunzioni a livello nazionale e delle Forze dell'ordine, si lascia al momento, insomma, gli ultimi calcoli sono che la Polizia di Stato presenta un 11.340 agenti in, diciamo in meno rispetto alla dotazione organica prevista dalla legge.
E dunque considerate già le assunzioni che il Governo ha fatto, e dunque.
Si è praticamente sopperito poco più al al turnover, di fatto, e quasi poco più, neanche insomma, e questo è quanto credo di aver risposto a tutto grazie.
Grazie Assessore per la risposta, la parola ai Consiglieri per la dichiarazione di soddisfazione per prima la consigliera Foresti, prego.
Sì, grazie Presidente, non sono soddisfatta sulle assunzioni della Polizia locale, bisogna comunque tenere presente anche i pensionamenti, anche per questo ribadiamo la necessità di ulteriori 150 assunzioni. Non si tratta di slogan, si tratta di criticità che sono sotto gli occhi di tutti, basta tener presente e guardare gli articoli degli ultimi giorni emersi sulla stampa tenta la tentata rapina, aggredisce negozianti molestate aggredita, mentre a correre al parco sparatorie in Bolognina risentono universitaria, sangue Parco 11 settembre con coltelli mancette fra spacciatori Inbus col coltello. Cioè dire che comunque le criticità nella nostra città ci sono e che anche l'Amministrazione può e può deve e deve fare di più. Grazie Presidente.
Grazie, consigliere, il prossimo al consigliere Caracciolo per la dichiarazione di soddisfazione, prego.
E io ho risposto.
Lei ha tutto il giorno milioni domande, anzi mi fa piacere che lei vada anche domani a incontrare i cittadini, perché veda sono stati i cittadini a dire a me personalmente ho fatto Biagio Bolognina, che secondo loro è troppo tardi, quindi non è una mia idea, è un'idea che si sta diffondendo però c'è chi dice che la situazione è migliorata, quindi non siamo del tutto negativi.
Cioè c'è un miglioramento, certo, che è una situazione che viene da lontano e quindi è difficile Chalal in ogni caso la ringrazio per le sue, per le sue risposte e che dimostrano che lei, il problema ce lo ha ben chiaro, grazie.
Grazie consigliere, il prossimo il consigliere Mazzanti, prego.
Ah, sì, mi ritengo soddisfatto della risposta, anche se però il dato che esce, che ancora questi agenti di Polizia di Stato non sono arrivati, e questo è il dato il dato che lei riportava della Polizia di Stato è stato riportato su tutte le televisioni tra l'altro la Gabanelli ci ha fatto un bellissimo servizio il totale degli agenti mancanti fra Carabinieri e Forze dell'ordine sono circa 34.600 e qualche cosa, e quindi neanche i pensionamenti sono numeri ufficiali che sono stati dati, hanno girato su tutte le nostre televisioni e i giornali. Ecco, il problema è capire quando questo avviene, anche perché nel momento in cui sentiamo dire che c'è criminalità e chi ha il compito primario in base alla legge dello Stato è proprio lo Stato e lo Stato è palesemente continuamente inadempiente è chiaro ed evidente che almeno questi impegni, anche minimali, spero che il Ministro, per quel che riguarda la pubblica sicurezza, le abbia la forza di rispettarlo e noi muoverci in modo tale che questi vengano rispettati e se non lo fanno pubblicamente denunciati, anche perché, sennò si sentono dire.
Passiamo alle domande numero 14 16, dice 9 e 23 e 25 e 26 accorpate per omogeneità di argomento sul tema partita basket Eurolega, sempre rivolta all'Assessora Madrid, il primo e il consigliere Stanzani sul tema partita basket Eurolega, prego.
Sì, grazie Presidente, leggo il Sindaco ha ritenuto di dover tutelare la pubblica incolumità e la sicurezza delle persone, visti gli articoli 50 e 54 del decreto legislativo 18 agosto 2000 numero 267, testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali e di poteri da questo riconosciuti al Sindaco in caso di emergenza, nonché in materia di sicurezza pubblica o incolumità e dell'ordine pubblico a tutela dell'integrità fisica della popolazione ordina di sospendere la partita. Non sto dando una notizia, lo dico per chi non sto neanche inventando nulla. Sto leggendo un'ordinanza che nota molti del 24 ottobre 2024, un'ordinanza firmata dal sindaco. Matteo Lepore.
Che sospendeva una partita la partita di calcio di serie A tra Bologna e Milan, a causa, in quel caso del rischio, diciamo, di un fenomeno alluvionale con tutte poi poi andò bene in realtà quel quel caso, ma la domanda, insomma,
Per per il Sindaco, per l'assessore a Madrid, che qui che risponderà è semplice. Insomma, è quello che poi è emerso nelle discussioni sugli organi di stampa e anche nei bar, credo a Bologna e perché, se il Sindaco ritiene dritti ritegni, ritiene di che vi siano i presupposti di ordine di pubblico, perché la partita di Eurolega di basket tra Virtus, Bologna e ma capite la vive e non si debba svolge che non si debba svolgere in questa, in questa giornata al PalaDozza, ma in altre date luogo perché non ha agito quale ufficiale di governo, così come previsto appunto, dall'articolo 54, segnatamente dall'articolo 4 del Testo unico degli enti locali, che prevede la prerogativa, in capo al Sindaco, di adottare con atto motivato provvedimenti contingibili e urgenti nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento. Leggo dal TUEL quel comma al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana, cioè il testo sembra.
Ripetere le parole che abbiamo sentito più volte. Ho letto più volte in questi giorni da parte del Sindaco che, appunto, ha manifestato una preoccupazione, però poi si è limitato a chiedere al Governo, al Ministro degli interni, di di intervenire senza farlo direttamente. La domanda è proprio semplice, semplice, perché non ha agito come.
Come la legge prevede possa fare e come ha già fatto in situazione diversa, ma analoga. Non più tardi di un anno fa, grazie.
Grazie consigliere, la prossima domanda è la numero 16 partita di basket ed è posta dal consigliere Di Benedetto prego.
Grazie Presidente, ma prima di tutto ci tengo a ringraziare il collega Stanzani, che mi ha preceduto, per avere richiamato in maniera precisa e puntuale da una parte della normativa, dall'altra parte dei casi specifici e concreti in cui non le Amministrazioni in generale ma questa Amministrazione ha, è ricorsa, diciamo, a quei presupposti di legge, proprio in un'occasione analoga e relativamente a una partita di calcio. Ecco e quindi in questo senso sono a chiedere una valutazione politica o amministrativa alla Giunta sulla questione della partita della Virtus e anche su poi tutto quello che è emerso nel frattempo. Noi sappiamo che è diventato un argomento di dibattito, di discussione e riteniamo che in questo senso ci sia una responsabilità in termini politici dell'Amministrazione. Abbiamo letto anche quanto detto e dalla comunità ebraica di Bologna, sia dal Presidente De Paz sia anche dal Vicepresidente, che ha sottolineato come di fatto sia possibile sostenere che le piazze si erano state contro.
Israele, ma anche che poi sono diventate contro la comunità ebraica, siano state alzate da alcuni posizionamenti politici che hanno caratterizzato esponenti politici del centrosinistra e della sinistra bolognese. Non altrettanto è successo in altre piazze perché quello che sta accadendo a Bologna, quello che è stato chiesto a Bologna e sostenuto da parte anche del Sindaco non è accaduto altrove abbiamo visto a Milano la partita ha avuto luogo senza particolari problemi,
E invece a Bologna c'è un clima evidentemente e di tensione molto forte, e quindi in questo senso chiediamo un parere politico amministrativo alla Giunta perché, a nostro avviso, gestendo in maniera differente la situazione sarebbe stato possibile anche arrivare a un contesto meno teso perché l'esercito qui lo mandano in altre città non è stato necessario. Grazie Presidente.
Grazie consigliere, la prossima domanda è la numero 19 e poste dal consigliere Begaj, la partita dell'ordine pubblico prego.
Grazie Presidente, sì, questa è diventata la partita dell'ordine pubblico, anche se la questione è stata posta invece proprio sul tema del boicottaggio.
Sportivo del e dello sport washing che Israele mette in campo attraverso le proprie squadre alla propria nazionale, in questi giorni sono circolate anche le immagini degli account ufficiali del del Maccabi, Tel Aviv con i militari, con le sciarpe della squadra di basket in mezzo alle macerie di Gaza,
Naturalmente pensare che lo sport sia un qualcosa di astratto e scollegato dalla realtà e dall'utilizzo politico che viene fatto da dai Governi spesso spesso e volentieri è completamente surreale. Credo perché sappiamo benissimo che invece non è così e e sappiamo benissimo che invece, appunto, paesi come come Israele hanno spesso usato volentieri lo sport come elemento di normalizzazione dei propri dei propri crimini, quindi questa è la ragione per cui è stata convocata una contromanifestazione alla mobilitazione e in giro per l'Europa, sia per le squadre di basket che anche per la nazionale, ma anche per la squadra di calcio del Maccabi. Ci sono state proteste come ci sono state proteste, come ovunque in Europa e anche a Milano è stato ed è di identificato dalla DIGOS, un consigliere regionale che nel corso della partita aveva con sé una bandiera palestinese, un consigliere regionale. Allora abbiate pazienza. Io credo che le mobilitazioni ci siano state in giro, dopodiché, dopodiché.
Veniamo al punto e, come io chiedo all'Assessora, di spiegarci come funziona il Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza dal momento in cui si riunisce, ci sono gli enti, le istituzioni che discutono che evidentemente hanno chiesto lo spostamento della partita o il rinvio o comunque soluzioni diverse di farla stasera al PalaDozza e,
Improvvisamente o meglio, a seguito delle dichiarazioni del Ministro Piantedosi, qualcuno cambia idea.
E, guarda caso, uno schema identico da questo punto di vista, non per il contesto e per altre cose, però, a quello che è successo quando sono arrivati i fascisti in Piazza 20 settembre, cioè il Comitato per l'ordine pubblico, tutte le istituzioni hanno un orientamento e poi qualcuno, dopo che ci sono evidentemente prese di posizioni di tipo diverso dai piani più alti, c'è un cambio di orientamento, nonostante all'epoca fu tirato fuori addirittura al verbale, per poter dimostrare che qualcuno aveva cambiato idea, allora cosa è successo? È successo che evidentemente si voleva imporre, nonostante la valutazione di rischio per l'ordine pubblico, che è stata fatta non solo dal Sindaco, ma da tutti i componenti l'ordine pubblico. Ma su questo naturalmente chiedo, chiedo, conferma all'Assessora l'altra domanda che io faccio esattamente sul nodo di come funzionano le ordinanze, perché ovviamente cioè io sono un Consigliere, però, insomma, vorrei capire della luce.
Il motivo per cui se io leggo l'articolo 54, comma 4, leggo che certo il Sindaco adotta con atto motivato provvedimenti contingibili urgenti. Però c'è anche una parte no PEEP al fine di prevenire, eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana. C'è anche un'altra parte che dice i provvedimenti di cui al presente comma sono preventivamente comunicati al Prefetto, anche ai fini della predisposizione degli strumenti ritenuti necessari alla loro attuazione. Allora mi risulta che la partita con il Milan non fosse stata non ci fu un'ordinanza perché c'era un problema di ordine pubblico, ma perché c'era stata l'alluvione, allora io mi chiedo se il se il Sindaco può addirittura a mettere in campo delle ordinanze senza il parere positivo del prefetto e del questore sull'ordine pubblico, che sono quelli che lo gestiscono. Ma c'è qualche problema? Evidentemente io credo che invece le ordinanze, l'ordinanza, come ad esempio quella sulla zona rossa, per dirne una sull'ordine pubblico e la sicurezza, la firma al Prefetto, la firma al prefetto e non il Sindaco, e non il Sindaco, e dal momento in cui il Ministro Piantedosi il giorno prima dice beh, se vuole il Sindaco può può far qualcosa e il Sindaco il giorno dopo. Mi risulta che abbia chiesto infatti, confermando la richiesta dello spostamento, ma gli viene detto che il problema di ordine pubblico non c'è. Allora mi sembra che qua ci stiamo prendendo in giro o meglio, che c'è una strategia molto chiara e deliberata,
Grazie Consigliere, Virtus Maccabees gioca clima di tensione in consigliera, Foresti, prego.
Grazie Presidente, intervengo anch'io sullo stesso tema, quello della partita di questa sera al PalaDozza, visto la quantità di articoli dichiarazioni sulla questione, vorrei un parere politico, amministrativo del Sindaco e della Giunta nel merito e sapere se non ritengano che il clima generato si sia stato anche avvallato da comportamenti del Sindaco e della sua maggioranza nei confronti dei manifestanti propalate manifestanti che hanno annunciato proteste per la presenza della squadra israeliana. Sapere se il Sindaco non ritengo opportuno scusarsi con i tifosi con la comunità ebraica e la città per le parole pronunciate. Inoltre, riallacciandomi anche a quanto dichiarato oggi sulla stampa dal senatore Iris Lisei e volevo sapere se il Sindaco, se confrontato col questore il prefetto, in che modo e cioè, oltre a andare sulla stampa, concretamente, cosa ha fatto lo chiediamo perché risulterebbe non risulterebbe da nessuna parte, ci parrebbe più presente su dichiarazioni che cos con azioni, quindi, questo potrebbe essere un momento per chiarire. Grazie Presidente.
Grazie consigliera. Ora la parola va al Consigliere, ammazzando sullo stesso tema, partita Maccabi, Virtus, si gioca in pieno centro anziché fuoricittà. Prego, Presidente, solo veloce, anche perché il consigliere Begaj gli ha tolto parte dell'intervento e lo ringrazio perché ha detto, occorre che condivido in pieno. Detto questo, il racconto di come è andato era evidente, per cui era evidente che quell'atto che il Sindaco, se l'avesse voluto fare, avrebbe avuto addirittura un hub, un ambito ampio di illegittimità, previdenza, ovvio. Il Comitato per l'ordine pubblico era stato molto, ma molto chiaro. Prima ha detto una cosa era d'accordo sull'ordinanza e dopo ha cambiato dopo che il ministro apre l'opposizione. Chiaramente, perché questo Governo voleva far scoppiare il caso fatto gravissimo, successo in Veneto, scontri di piazza pesantissimi in una realtà di centrodestra. Quindi, guarda caso su una partita, guarda caso fra una squadra è una squadra del GOV del dello Stato di Israele, guarda caso, loro volevano che anche qui avvenisse questo quindi la complicità del Ministro, che ha fatto cambiare idea al prefetto e al questore che avevano preso una posizione precedentemente totalmente differente e uguale identica a quella del Sindaco, ma speriamo che almeno questa volta alcuni facinorosi non si muovono come sta avvenendo in tutta Europa. Questo è il dato l'altra cosa e sto andandomi alle conclusioni dovrebbero, io credo, rispondere a chi ritiene che qui si è fatto troppo. Si è fatto troppo contro il Governo di Netanyahu e che è stato condannato dal Tribunale internazionale. Bene, io credo e lo dico agli amici,
Che hanno dichiarato su questo la nostra atteggiamento anti israeliano di smettere di dire fesserie, noi difendiamo bene, non siamo assolutamente anzi antisemiti, anzi facciamo le battaglie a tutela di queste realtà, però una cosa la dobbiamo dire e dobbiamo dire la verità Netanyahu è un criminale che fa genocidio que.
Grazie Consigliere, ora procediamo con la domanda del consigliere Piazza partita, virus Maccabi, per il Ministro Piantedosi andrà tutto bene. Prego, grazie Presidente, ma intervengo anch'io perché credo che su questa vicenda della partita che si giocherà stasera a Bologna, si stia consumando uno scontro politico davvero strumentale sulla pelle della città e dei cittadini. Vorrei dirlo chiaramente che bisogna che i cittadini lo sappiano, perché è il Comitato per l'ordine e la sicurezza che, dove il sindaco si confronta con questore e prefetto Carabinieri Forze dell'ordine, quindi c'è un luogo deputato al confronto e Ministro, prevedendo che qualcuno ancora sembra non sapere non saperlo e lì si era già, come hanno detto i colleghi che mi hanno preceduto e se non erro erano già emerse perplessità, ma ancora una volta, come già accaduto in precedenza e ringrazio il collega Begaj ce lo ha ricordato il comitato che aveva già ripeto unanimamente espresso, dubbi e perplessità sullo svolgersi di questa partita. In questo clima nella città in centro a Bologna, nello specifico, ha cambiato idea dopo l'intervento del Ministro, che invece è intervenuto pubblicamente in un dibattito che tocca invece aveva altre sedi, aveva altre sedi, è intervenuto pubblicamente, creando un caso politico, creando un caso politico su una partita. Allora, se si è voluto creare un caso politico, c'è da chiedersi perché si è voluto creare un caso politico e a me sembra, sulla base della mia piuttosto lunga esperienza politica che ancora una volta si stia cercando di creare disagio e malcontento in città per poi addossarne la colpa al sindaco Lepore b il sindaco Lepore aveva sintetizzato ed era uscito pubblicamente sui giornali dicendo che a suo avviso quella partita aveva troppi rischi, non per non essere giocata, ma per essere giocata nel centro di Bologna okay. Diciamolo chiaramente, non è che il Sindaco diceva no, non si fa Sindaco, diceva perché va fatta lì, bastava attendere qualche giorno che si liberasse altre sedi dove normalmente si giocano le partite di basket. Se io ci vado regolarmente in fiera oppure a all'Unipol Arena bastava farla la questa specifica partita oggettivi, problemi di sicurezza, basta guardare attorno e non credo che sia tanto il Sindaco lei, per quanto io credo che a fomentare problemi siano le immagini che venivano ricordate, che sono facilmente reperibili su internet di soldati con quella bandiera strada in materia di Gaza, io credo che sia questo che influenza più le posizioni e le posizioni irrigidisce posizioni dei comitati propalate, più che altre posizioni che non non credo che abbiano questo potere di influenzare fuori da Bologna o in tutta Italia, visto che questa cosa sta portando attivisti da tutta Italia, in città su cui sicuramente si intorno all'epoca non ha, non ha, non ha influenze, io credo che sia chiaro, bisogna che i cittadini lo sappiano che si sta giocando sulla loro pelle una partita politica per addossare al sindaco Lepore responsabilità che non ha anzi il sindaco. Lepore aveva preso una posizione chiara e aveva detto di valutare e di spostare quella partita perché c'erano troppi rischi. Andava spostate giocata in altre zone non era l'unico a dirlo, era stato detto dal Comitato per l'ordine pubblico unanimamente. Finché poi l'intervento del Ministro non ha fatto stoppare sospendere ogni valutazione, processo che era in corso per spostare quella partita in una sede più idonea a farla a Casalecchio, per esempio, avrebbe allontanato dal centro di Bologna qualunque rischio farla anche a in Fiera, anche in quel caso avrebbe ridotto, certamente rischia. Ora io chiedo e vorrei sapere quanto ci costa questa partita, quali saranno i costi a carico della città, carico della città e dei cittadini di Bologna, per fare questa partita in quella zona, lì del centro di Bologna. Ecco, io chiedo questo grazie.
Grazie Consigliere, ora la parola all'assessore a Madrid per la risposta, prego Assessore.
Grazie Presidente.
Allora?
Quando si leggono ordinanze che si reputano analoghe, bisogna poi leggere tutto, non so quello che diciamo ci aggrada di più Consigliere Stanzani.
Perché nell'ordinanza con la quale il Sindaco ha sospeso la partita Bologna-Milan?
Oltre a quello che lei ha letto, c'è anche scritto.
Ritenuto di dover tutelare la pubblica incolumità e la sicurezza delle persone e va bene sentiti il prefetto e il questore virgola.
Condivisa la necessità di sospendere la partita di calcio Bologna-Milan nel Centro coordinamento soccorsi, tenutosi il 24 ottobre 2024 alle 16:30 presso la Prefettura di Bologna.
Visti, eccetera ordina.
Allora perché io le ho letto queste cose perché, siccome il TUEL all'articolo 54, comma 4 e comma 4 bis non dice solamente che il sindaco, come ufficiale di governo adotta provvedimenti, eccetera, dice anche qui delle cose che vanno considerate quando noi andiamo a fa, come dire, facciamoci così.
Facciamo valutazioni sulla legittimità o, su insomma, il coraggio, almeno di un Sindaco, allora adotta con atto motivato motivato, teniamoci, mentre questa parola provvedimenti anche contingibili e urgenti, nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento, e questo è il secondo inciso che sul che faccio presente al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana.
E via dicendo e poi dice che sono comunicate al prefetto. I provvedimenti adottati ai sensi del comma 4 concernenti l'incolumità pubblica sono dirette a tutelare l'integrità fisica delle persone. Quelli concernenti la sicurezza urbana sono diretti a prevenire e contrastare l'insorgere di fenomeni criminosi, e si cita tutta una serie di cose. La tratta, l'accattonaggio, l'abusivismo, lo sfruttamento della prostituzione allo spaccio di stupefacenti, l'occupazione illecita di spazi pubblici e la violenza, l'abuso di alcol, l'uso di sostanze stupefacenti, allora qui noi o facciamo a capirci che cosa avevamo davanti, oppure stiamo giocando con le norme, siccome con le norme non si gioca allora.
Non è che uno prenda l'articolo 54, comma 4, e fa un'ordinanza perché a seguito di quella modifica del TUEL c'è stato anche un decreto del Ministro degli Interni, era un altro, non questo, ma insomma l'istituzione è sempre quella e che ha disciplinato l'ambito di applicazione.
Per le ordinanze contingibili urgenti del sindaco in quanto ufficiale di governo e le ha specificate ora, andandoci lì a guardare,
Possiamo anche fare se no, se ritenete, insomma, ci sono comunque sono dettagliate in questo in questo.
Dove sta l'ho messo qui in questo decreto del Ministro del Ministero? Eccolo qua, dice con decreto della disciplinato ok e dice interventi del SIN le situazioni urbane di degrado che favoriscono l'insorgere di fenomeni criminosi o spaccio di stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione, l'accattonaggio, con l'impiego di minori o disabili, i fenomeni di violenza legati all'abuso di alcol link e l'incuria, il degrado, l'occupazione abusiva della TAV di situazioni di cui ai punti a e b, le situazioni che costituiscono intralcio alla pubblica viabilità o che alterano il decoro urbano, in particolare quelli di abusivismo commerciale, eccetera, eccetera. La prostituzione di strada, l'accattonaggio molesto. Ora qui non è che ci sia, diciamo, un grande appiglio per fare questa ordinanza, ma ciò detto, poniamo il caso che noi volessimo utilizzare l'incolumità delle persone come appiglio. Poniamo il caso perché.
Allora qui la questione è solo due. Intanto la motivazione del provvedimento, la motivazione del provvedimento, è evidente che è una motivazione di ordine pubblico, corretto allora, sempre ai sensi dell'articolo 54 che ci dice che comunque l'articolo 54, comma 4, che dai poteri del Fit, anche dal Sindaco, i poteri di ufficiale di Governo viene applicato nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento cosa ci sta dicendo ci sta dicendo che comunque l'ordine pubblico rimane competenza esclusiva dello Stato e dunque un sindaco per fare un'ordinanza tirata, usando la questione dell'incolumità delle persone proprio tirandola e perché,
Non è prevista nel decreto del Ministro questa fattispecie, se la volessimo tirare, ci serviva una motivazione sulla base dell'ordine pubblico,
Chi ce la dà questa motivazione sull'ordine pubblico, se non il Comitato per l'ordine pubblico, allora che cosa succede?
Siccome qui Lisei chiede, ma cosa ha fatto il Sindaco, cosa ha fatto il Comune, se i consiglieri che hanno fatto le domande mi ascoltano, io rispondo sennò li aspetto che finiscono.
No, io c'ho tanto il suo tempo, quindi spetta.
Siccome noi abbiamo massimo rispetto delle istituzioni democratiche, siamo andati in Comitato il 5 novembre.
Convocato dal Prefetto sul tema vari temi, tra cui anche la partita a Bologna, Tel Aviv.
Emerge dal verbale che noi sempre abbiamo i verbali, ovviamente se li mandano sempre.
Che il sito?
Tutti presenti concordi, incluse le società, la società Virtus, ritenevano inidoneo il sito del PalaDozza e l'area circostante come luogo per svolgere una partita la cui gestione, dal punto di vista della gestione l'ordine pubblico fosse così critica lo sto dicendo nessuna novità l'ha già detto, il Sindaco, altri due o tre volte, quindi non sto dicendo niente di nuovo.
Fate tutta una serie di valutazioni su come è fatto il sito attorno al PalaDozza e le vie di accesso, le vie di uscita, i cantieri, le case, i negozi, sommate, tutte 'ste cose, ci si è detti tutti insieme concordi, ma siamo proprio sicuri che sia la scelta migliore, ma non possiamo farla o lo stesso giorno da un'altra parte o a Bologna in un'altra data, ma magari scegliendo un altro palazzetto tipo l'Unipol, Arena o tipo la fiera, dopo il 5 dicembre tanto quei quel comitato si è chiuso con una valutazione di inidoneità del sito.
Condividendo il, diciamo la pista di sondare le opzioni alternative sentendo l'Eurolega e dunque.
La Virtus e la questura avrebbero sentito con l'Eurolega la possibilità di o spostare, diciamo di città, e avevamo già verificato quali palazzetti con requisiti Eurolega erano disponibili il 21 o, in alternativa, di spostare la data mantenendo la partita a Bologna, perché giustamente anche la Virtus voleva giocare la partita a Bologna.
Però facendolo o all'Unipol, Arena o in Fiera.
E quindi ci si è lasciati con questo impegno, ovviamente diciamo, senza chiudere su una soluzione, perché andava cercata.
Verbale, quindi, quando l'ISEE fa queste affermazioni, magari se chiedessi e allora si va be'.
Quindi, quando non mi ricordo se il Consigliere Di Benedetto dice gestendola in maniera differente, ma certo gestendola in maniera differente, sono d'accordo, hai voglia.
Se non avremmo avuto per andava proprio gestita in maniera differente, facendo che cosa, usando la testa che è quello che quel Comitato quel giorno ha fatto, ha usato la testa, spero che un giorno ci siamo svegliati leggendo le parole del Ministro che aveva deciso che la partita si gioca al PalaDozza a Bologna il 21 e che lo Stato avrebbe garantito lo svolgimento di questa manifest di questa manifestazione sportiva perché la città non poteva essere tenuta in ostaggio dai facinorosi. Così ha detto.
Esatto, le scelte della città non potevano dipendere dai facinorosi, allora, a quel punto, giustamente, visto quello che avevamo condiviso in Comitato, ci siamo preoccupati che dice scusate, abbiamo deciso tutti insieme, i CARA Lacu, molto complessa da gestire, cosa succederà e quindi è chiaro che a quel punto,
Abbiamo cercato appunto di capire che dimensioni avrebbe preso un po' alla questione.
Con quello che poi avete letto sui giornali e a un certo punto arriva appunto la dichiarazione del Ministro ricevesse, il Sindaco vuole la vieti con un'ordinanza e ufficiale di Governo e allora il Sindaco sia ufficiale di governo, ma intanto nei limiti dell'ordinamento generale due deve fare un provvedimento motivato e le motivazioni sono di ordine pubblico il sindaco o no le autorità che gestisce l'ordine pubblico, quindi le motivazioni di quella ordinanza doveva derivare da un comitato che si è tenuto,
E non mi ricordo ieri l'altro ieri che invece ha espresso un'altra con un altro orientamento, cioè dice siamo oggi nelle condizioni perché il Ministero ci ha garantito gli strumenti, i mezzi, gli uomini, eccetera per gestirla. Quindi oggi non lo riteniamo più critico, come fa un Sindaco, mancandogli il presupposto di criticità di ordine pubblico a firmare un'ordinanza che non fonda su niente, quindi il il sì, perché perché è così è così perché è così, perché.
Perché il provvedimento che va motivato, il provvedimento che va motivato non va motivato in maniera blanda in base alle opinioni del Sindaco, va motivato in maniera molto forte e questo lo prevede sempre il nostro ordinamento, che capisco che per qualcuno sia un orpello che infastidisce o da piegare propri gusti ma,
Linee guida del Ministero nella formulazione testuale dell'ordinanza, un rilievo determinante spetta alla motivazione, la quale deve essere particolarmente rigorosa e deve specificare con sufficiente determinatezza la sussistenza dei presupposti legittimanti, la sua emanazione Ministero degli Interni, allora io voglio capire un sindaco che non è autorità di ordine pubblico dove desume una motivazione così robusta ad affondare un'ordinanza articolo articolo 54, comma 4 e 4 bis, se ha un Comitato Ordine Pubblico che gli, che è l'autorità di gestione ordine pubblico che gli dice che non ci son problemi di ordine pubblico come fa a farla è impossibile dunque noi ovviamente confidiamo confidiamo massimamente nelle autorità locali sulla gestione di oggi, anche perché chi è che l'ha detto piazza il Ministro non ha detto andrà a detto sulla andrà tutto bene oggi ha detto andrà tutto bene.
Garantiranno le autorità locali, quindi lui ha deciso che si fa qua, però adesso garantiscono autorità locali, ecco, è bello, è molto bene, allora diciamo così, ovviamente.
Qui, siccome amministrare la città, insomma, a volte insomma fai porti le questioni ne discuti, si prendono degli orientamenti, a volte le cose cambiano e quindi bisogna fare nel contesto di realtà il principio di realtà ci dice che oggi abbiamo una decisione assodata che quella che oggi la partita si svolge perché al Comitato ordine pubblico il consesso ha valutato che non ci sono.
Motivazioni per non farla lì e oggi e che ci sono tutte le condizioni per gestirla. Il sindaco, a quel punto è come dire che pure era disponibile a firmare un'ordinanza se il Comitato avesse in qualche modo corroborato, con delle motivazioni di ordine pubblico, questa ordinanza, ma mancandogli questa motivazione, non l'ha potuta fare e dunque ha preso atto, ha preso atto e ovviamente, come dire, nutrendo fiducia nel prefetto e del questore, non possiamo che confidare nella gestione di oggi, così come ribadiamo come di invito a manifestare.
E nel rispetto della città, dei cittadini, dei beni privati e pubblici, perché rispetto anche alla questione dei costi, qualcuno, ma fatto sta domanda noi abbiamo ricevuto da parte della questura tutta una serie di richieste formali su messa in sicurezza di tutti i materiali edili nei cantieri. Ricordiamoci, siamo praticamente in via Riva Reno, dove è pieno di cantieri del tram, la rimozione, il pre preavvisi di rimozione, auto per la, il divieto di sosta, e non so quante decine e decine di strade, con anche prenotazione dei carroattrezzi per le rimozioni per oggi, sempre a spese del Comune di Bologna,
Ed e vai vai vai così, cioè allora facendo tutti i conti senza considerare poi le spese successive, perché noi non sappiamo cosa succederà oggi andremo a vedere cosa succederà oggi e stasera e poi andremo a sommare questa lista. Noi abbiamo calcolato più o meno 13 180 200.000 euro di spese che abbiamo detto noi non intendiamo sostenere spese necessarie alla garanzia della gestione dell'ordine pubblico, di una manifestazione che non abbiamo mai voluto fatta così e lì.
Che abbiamo sempre contrastato fatta lì così fin dal Comitato del 5 novembre, e che abbiamo ribadito che non andava fatta lì e così nel Comitato dell'altro ieri, ma che, avendo davanti delle autorità locali che ci hanno detto che non che non c'erano più i problemi che la cosa era gestibile perché c'erano talmente tante come dire un contesto organizzativo che rendeva possibile lo svolgimento in sicurezza dell'evento, a quel punto non c'è stata più nessuna ordinanza perché appunto il Ministro ha detto falla, ma non è che uno fa. La fa la deve fare ai sensi di legge e quindi non c'erano i presupposti.
E quindi adesso andremo a vedere come si sviluppa noi credo che, come dire.
Il prefetto, il questore sono due autorità con cui lavoriamo bene, quindi non ha, confidiamo ovviamente che la cosa venga gestita bene e che da parte dei manifestanti ci sia il buonsenso di vuol dire avere rispetto di Bologna perché, ripeto, siamo nel cuore della città.
E dopodiché?
Sta cosa che, se continuiamo a chiedere scusa alla città, ma il Sindaco cioè, ahinoi no, casomai qualcun altro dovrà chiedere scusa alla città, casomai qualcun altro dovrà chiedere scusa alla città.
Grazie grazie all'Assessora Madrid, ora la parola ai Consiglieri per la dichiarazione di soddisfazione, il primo, il Consigliere Stanzani, prego, grazie, ho capito, ma non ho capito perché ho sentito un'interpretazione, però il TUEL parla chiaro e dice chiaramente che il Sindaco può prendere motivandola quella decisione e la deve comunicare al Prefetto che poi deve prenderne atto e agire di conseguenza e se citiamo la circolare il Decreto del Ministero. Tra le motivazioni che specifica c'è le situazioni di danneggiamento del patrimonio pubblico e privato, di impedimento della loro fruiti, b fruibilità o di scali gradimento della qualità urbana. E quindi direi che ci eravamo in pieno e quindi, se il Sindaco ravvisava come ha detto questo, ma quello che c'è da chiedersi perché ieri a Milano, grande città italiana come Bologna, amministrata dal sindaco del PD, si è tenuta una partita tra una scuola di Eurolega tra una squadra italiana è una squadra di Tel Aviv e l'unica notizia che possiamo dare è che gli amici dell'Olimpia Milano piangono per aver perso di 22 punti quella partita e altri non ce ne sono. Chiediamoci,
Grazie consigliere, consigliere Di Benedetto prego, grazie Presidente. Prima di tutto trovo assurdo che si dica a noi di conoscere che bisogna stare attenti alle norme studiarle. Non siamo noi ad aver perso centinaia di cause davanti ai giudici civili, decine di cause davanti al TAR, le cause davanti alla Corte dei conti non siamo, noi ne avevamo sempre avvisati che avreste perso con le vostre scelte e infatti avete perso davanti ai tribunali voi prima cosa. Seconda cosa, lo SNA ente del della Presidenza del Consiglio dei ministri, con emanato manuale, insieme al Ministero degli Interni, spiega che non solo il Sindaco può emanare queste ordinanze senza il parere positivo del Prefetto, addirittura la giurisprudenza prevalente di, ma ritiene che siano valide le ordinanze emanate senza averlo avvisato, quindi state parlando di nulla, non avete neanche idea delle no, delle norme di cui state parlando. Se questi soggetti che voi non condannate, distruggeranno una città, dovrete prendervi le vostre.
Terminato il tempo, Consigliere Consigliere Begaj, a lei la parola.
Grazie Presidente, ma ancora una volta, ascoltando alcune cose, non capisco se siamo su TikTok su qualche commento su Facebook compulsivo, dove la si dice qualunque, oppure se ci stiamo prendendo sul serio e quindi oltre che ascoltare, capiamo esattamente quello che ci stiamo dicendo, perché è del tutto evidente e comprovato che è stata fatta saltare l'orientamento del Comitato dell'ordine pubblico e che questo ha reso impossibile fare una scelta di tipo diverso. Allora, se noi ci vogliamo negare la realtà, prego, prego, fate pure, però la realtà non cambia dal momento in cui noi la neghiamo, perché la realtà è quella che è la realtà, è quella che si è attesa, una trappola alla città. Questa è la realtà e non è la prima volta e anche questo è già stato comprovato. Grazie.
Grazie Consigliere, consigliera, Foresti, prego.
Sì, grazie Presidente, non sono soddisfatta, politicamente parlando, il Sindaco ci sembra più impegnato ad attaccare il Governo, che resto a Milano, si gioca una partita con la squadra di Tel Aviv e non ci risulta sia stata indetta nessuna manifestazione, invece a Bologna si col rischio che in mezzo ai manifestanti ci siano gruppi violenti infiltrati questo secondo voi perché forse dico forse perché qualcuno e non ha spento le tensioni fin dal principio questo ve lo chiedo e grazie, Presidente.
Consigliere Mazzanti, prego.
Grazie Presidente, mi sento soddisfatto. Il sindaco aveva portato, ad esempio, di fare come a Milano, no, io capisco che chi parla è stato citato, ma perché c'era un'altra esperienza, quella di Pordenone, di Udine, dove un macello è scoppiato, ma loro gli va bene, questo perché va bene che spesso li che sperano, che vada come in Veneto, perché là c'è il centrodestra è andata male, voglia che vada male anche qua, allora questo è il punto vero della questione, perché col pronunciamento il verbale che ha letto è un manifesto che andrebbe affisso fatte un 70 per fissate le bacheche del comune in tutta la città, perché questo ti dà la dimostrazione che prima si prende una decisione, poi interviene il Ministro, a gamba tesa, perché è chiaro che il clima è questo e volevano far scoppiare il caso e a quel punto è chiaro che il Prefetto e Questore di fronte ai pronunciamenti del Ministro e per l'amor di Dio e questo va, questa è la realtà, tutto il resto è chiacchiera, tutto il resto è provocazione. Speriamo che questa volta quelli che ci.
Consigliere, Piazza, prego.
Grazie grazie Assessora per aver chiarito in modo chiaro e con riferimenti normativi che il sindaco di Bologna è stato messo nell'impossibilità di rimandare la partita per giocarla all'Unipol, Arena o in Fiera è stato reso impossibile dall'intervento del Ministro dell'interno che ha detto non ci sono motivi per farla motivi su cui il Sindaco avrebbe dovuto per legge basare l'ordinanza di rinvio. Ancora una volta è stato portato in quest'Aula un verbale del Comitato dell'ordine pubblico che prima concorda su una cosa logica, ovvero che i rischi c'erano e poi invece fa retromarcia e lascia il sindaco di Bologna con il cerino in mano e senza strumenti In quest'Aula, oggi è emerso con chiarezza che da Roma si è deciso di trasformare questa partita in una battaglia politica. Qui invece, è chiaro che il sindaco si preoccupa di tutelare le città e i cittadini, di evitare danni spese, bolognesi, tutte cose che invece, evidentemente, non interessano al Ministero che sta cercando di ribaltare i disagi ai cittadini ed ai ai danni alla città sul Sindaco. Io ringrazio il Sindaco per aver provato in ogni modo a tutelare la Città del Volo, la città e da bolognese, da cittadino. Dico che al Ministro che meritiamo più rispetto, grazie.
Grazie Consigliere, passiamo ora alla domanda successiva rimborsi alluvione del 2023 istruttori afferma, al Comune consigliera Zontini a lei la parola.
Grazie Presidente, faccio riferimento a una situazione emersa anche tramite la stampa dei nostri Consiglieri regionali e dai quali risulterebbe, appunto, è che ci sono un certo numero di pratiche che sono ferme al Comune di Bologna e parlo di contributi appunto legate su richieste di contributo avanzate dai cittadini di Bologna i cui immobili sono stati danneggiati dagli eventi alluvionali del 2023 e per quelle richieste di e di contributo appunto di essere cittadini di Bologna. Il Comune stesso è una fase istruttoria di primo livello prima che poi le pratiche vengono passate ad Invitalia e molti cittadini le hanno fatte subito a fine 23 o a inizio del 2024, e sono passati appunto più di due anni dalla prima alluvione. Però risulterebbe che i 19 domande inviate dai cittadini al al Comune, per un totale di oltre 1600000 euro di indennizzi, non abbiano ancora ricevuto alcuna risposta, dato che il Governo aveva sta ha stanziato i fondi necessari e il commissario è pronto a liquidare gli indennizzi la domanda è appunto questo, ovvero se è vero che il Comune non ha ancora trasmesso queste pratica Invitalia e per quale motivo queste pratiche sono ferme se appunto le risorse ci sono e quindi potrebbero essere giustamente indirizzate ai cittadini che le hanno chieste e anche i due anni fa? Grazie.
Grazie consigliera, parola all'Assessora Madrid, prego Assessore.
Grazie Presidente, grazie consigliera per la domanda. Si rispetto alle pratiche del 2 cosa ah okay, rispetto alle pratiche del della richiesta di rimborso del 2023, confermo che abbiamo un certo numero. Abbiamo alcune pratiche che non sono state ancora del tutto, di cui la prima qui prima Esprit istruttoria non è stata del tutto completata e dunque non sono stati ancora inviati ad Invitalia, che dovrà poi fare l'istruttoria. Diciamo definitiva, la motivazione relativa diciamo al fatto che gli uffici amministrativi, dalla Protezione civile che poi in realtà, insomma, sono una persona e mezza ma adesso abbiamo fatto un, diciamo un una squadra più rafforzata, USA, diciamo, tramite anche l'ufficio amministrativo della polizia locale sia concentrata per accelerare le domande del 2024, pur non lasciando indietro del tutto quelli del 2003, ma su cui effettivamente abbiamo un ritardo che, insomma, confermo con abbiamo. Diciamo fatto alcuni calcoli sui tempi di residui per ultimare il lavoro e contiamo nell'arco di qualche settimana, insomma, di riuscire a completare anche quelle del 2023 rispetto appunto alla parte di istruttoria che necessario ultimare prima di poterla inviare ad Invitalia mentre su quelli del 2024, insomma, siamo a buon punto. Insomma, il cast l'abbiamo ultimato Sulcis. Abbiamo mandato già diverse tranche e stiamo diciamo prendendo l'ultimo pezzo che è quello arrivato negli ultimi mesi e mezzo, diciamo quindi siamo su quello. Abbiamo preso un ritmo buono, però sul 2023, è vero, confermo che abbiamo un ritardo e che stiamo cercando di colmare anche grazie al supporto di ulteriori unità di amministrativi che devono appunto mettere a posto queste pratiche. Confermo.
Allora grazie Parola al Consigliere Zontini. Grazie Presidente, io ringrazio l'Assessore per la risposta e ovviamente non sono soddisfatta nel senso che mi ha dato una risposta chiara e non non mi ritengo ovviamente felice del fatto che ci sono cittadini che ancora attendono il rimborso del 2023 in un contesto in cui appunto e le risorse ci sono e a differenza di quanto tante volte magari viene fatto credere, non ci sono ritardi da parte del Governo. Oltretutto sul tema del degli organi, quand che della Protezione civile è da prima dell'alluvione dal 2022 che sollecitiamo un potenziamento all'Amministrazione e probabilmente, se fosse stato fatto prima, non ci saremmo trovati adesso in questa situazione, ma più che noi i cittadini non sarebbero adesso, è ancora in attesa. Mi auguro veramente che ci sia una celebrazione per dare risposta a chi non solo ha subito già dei danni e non solo materiali, ma adesso almeno la, l'indennizzo che gli è dovuto e che è pronto, insomma, ad arrivare si è dato quanto prima, grazie.
Grazie consigliera.
Allora approviamo, procediamo scusate ora, con la domanda successiva costi delle RSA aumentano CUN, come tutelare gli anziani bolognesi consigliera Bittini, a lei la parola prego.
Grazie Presidente, ma in questi giorni leggiamo sul su tutti i quotidiani.
Ciò che intende fare questo Governo con questo bilancio?
Che darà il percorso di vita quotidiana a tutte le cittadine e i cittadini di questo Paese leggiamo di condoni, leggiamo di qualsiasi cosa e leggiamo anche delle cifre stanziate per per la sanità, una sanità davvero importante per due per chi non ha molto danaro e a Bologna abbiamo 56 RSA residenze sociali per Andia per anziani, a queste aggiungiamo case protette e case di riposo e quindi un numero davvero alto. Abbiamo una popolazione over 65 di circa 96.000 abitanti e la legislazione una legislazione nazionale sulla sanità in larga parte comprende.
L'assistenza alle persone non autosufficienti, ad esempio, anche ad un esempio lo fa anche l'azienda USL fa assistenza sociosanitaria per anziani non autosufficienti. Tra i servizi indicati ci sono appunto assistenza domiciliare, assegno di cura assistere a se stesse i CRA e in centri diurni.
La nostra Regione e per rispondere ai bisogni della popolazione di età grande, all'importo che me che erogano nazionalmente, viene erogato nazionalmente SVIE sostiene il servizio e ciò niente una quota IRPEF, problemi che ci sono lontani, ma problemi che sembrano lontani in realtà quotidiani di tutte le famiglie bolognesi. In questo mese, appunto nella legge di bilancio, cosa fa? Il Governo? Destina 2 miliardi e 4 per il 2026 2 miliardi e 65 per il 27 e il 28 sembrano pacchi di danaro, ma in realtà in rapporto al PIL è stato calcolato che la sanità continua a perdere peso, sente scenderà al 5,9 del PIL nel 2028, relativamente a questo se ne sono accorti. In molti, ad esempio la Fondazione ci GIMBE e Fondazione no profit indipendente. Scrive.
Che dal 2023 al 2026 la sanità pubblica sta perdendo circa 17 miliardi e mezzo valore equivalente a quello dell'intera manovra.
In buona sostanza la sono la sanità non viene finanziata e di conseguenza non sarà, non sono finanziati neppure i bisogni di vecchie le vecchie, non autosufficienti e bisognosi.
Un servizio sanitario senza danaro porterà allo smantellamento, tassello dopo Sas tassello della sanità pubblica lo possiamo tradurre in modo molto semplice, meno cure per tutti e tutti i dati che esso quotidiani, per noi che leggiamo per tutti coloro che leggono i giornali e le cifre ci dicono che il 10% degli aventi diritto alle cure rinuncia perché non se lo può permettere.
Che cosa succede? Non basta solo questo nel completo. Nel frattempo esplosa il Co esplosi, il costo dei beni alimentari al 25% all'orizzonte e cosa vediamo noi cittadini, cosa vedono? I cittadini non vedono aumenti di stipendio, non si parla di salario minimo, le pensioni sono ad un livello bassissimo e per i pensionati stesso la beffa è maggiore, perché questi hanno bisogno di medicine e di bisogno di esami medici e di assistenza, quindi la forbice tra ricchi e poveri si allargherà ancor di più. Tutto questo di fronte, appunto, agli anni in cui ci avevano promesso vita felice, è facile. Questo Governo ignora i vecchi signori e le signore a meno che non siano ben ricoperti di danaro e possono così curarsi da sé senza ricorrere alle strutture pubbliche. Da ciò che leggiamo dalle cifre che ci vogliono stanziare per la sanità, pare essere questa la volontà, ognuno per sé. Questo Governo quindi rifiuta la responsabilità di accudire e di seguire i più fragili. Chiedo pertanto a questa Amministrazione, come intende.
Muoversi nei confronti di questo futuro e di questi futuri bisognosi che graveranno sulla città?
Allora, Assessore alla Madrid.
Grazie Presidente, grazie consigliera, allora l'offerta della rete residenziale che ha rivolto agli anziani non autosufficienti, principalmente rappresentata dalle case residenze anziani, insomma, sono strutture sociosanitarie accreditate e abbiamo oggi una rete di 18 CRA per un totale di circa 1.400 posti contrattualizzati e una delibera di Giunta regionale del 2009 aveva definito i requisiti organizzativi e gestionali dell'accreditamento, così come anche il sistema di tariffazione per del fondo regionale, non autosufficienza del fondo sanitario e quota a carico del cittadino per i così costi cosiddetti alberghieri. Insomma, la è la quota di fatto diletto. Ad oggi la retta media a carico del cittadino per posto assegnato in casa residenza anziani vi circa 57 euro al giorno.
Ora, cosa succede che l'inserimento in lista unica cittadina cosiddetta look per le CRA, avviene a seguito di una presa in carico del servizio sociale di comunità dell'area non autosufficienza e di valutazione dell'Unità di valutazione multidimensionale complessa, che è costituita da un'équipe di geriatra, assistente sociale e infermiere?
La regolamentazione del sistema di accesso è disciplinato da una delibera dell'azienda sanitaria di Bologna che approva i criteri di gestione delle graduatorie unica distrettuale per inserire gli anziani non autosufficienti nelle CRA del nostro territorio e ed è una lista che ha ordinata con punteggio discendente, allora la persona che è inserita in questa lista con un punteggio complessivo che ha costituito da un indice di non autosufficienza che incide in modo prevalente sull'intero punteggio, rilevando il grado di non autosufficienza e la complessità dei bisogni sociosanitari dalla scheda sociale di rilevazione della condizione della rete sociale familiare e, in percentuale più riso ridotta dall'attestazione ISEE sociosanitario residenziale a cui presentazione non costituisce però un elemento obbligatorio per l'inserimento nella lista, ma si è prodotto e rientra entro la soglia di 45.000 euro. Attribuisce un punteggio differenziato e più elevato per i valori ISEE più bassi.
Inoltre, è prevista la possibilità di valutare alcuni casi come emergenza sociosanitaria.
Composizione prioritaria nella lista in ragione di condizioni cliniche o di grave fragilità sociale. Questo diciamo, ad esempio, degli anziani soli, oppure con una rete familiare che non riesce a gestire in maniera come dire adeguata con facendo un progetto di cura che richiede quindi un ingresso tempestivo in una struttura e oggi sì, allora l'offerta accreditata oggi è di fatto satura, in quanto i posti risultano di fatto già si dice acquistati con contratto di servizio dalla committenza dif comune di Bologna, distretto di garanzia e committenza dell'azienda sanitaria e in più abbiamo avuto, insomma negli ultimi mesi diciamo con una delibera di Giunta regionale che ha disposto il nuovo sistema di accreditamento, nel 24 noi avevamo anche pubblicato gli avvisi per selezionare i soggetti per l'accreditamento e la gestione dei servizi sociali, sociosanitari, incluse anche le le le residenze anziani.
Questi avvisi sono stati prima sospesi, poi revocati per con nuovi provvedimenti della Giunta, quindi abbiamo avuto questi mesi come dire, di.
Di instabilità,
E quindi con l'ultima delibera della regione.
Si è stabilito di sospendere l'efficacia della precedente nelle more di una revisione complessiva del sistema a cui dovremmo tutti contribuire perché è evidente che,
Insomma,
Abbiamo un problema di sostenibilità complessiva e di necessità di erogare un servizio adeguato, soprattutto a fronte di una curva demografica come quella che conosciamo e dal punto di vista delle risorse e il Fondo regionale per la non autosufficienza. È stato stabilito che l'incremento delle risorse del Fondo regionale per l'anno 2002 mila 25, tenuto anche conto del quadro complessivo delle risorse del bilancio regionale, dovrà essere utilizzato nell'ambito della programmazione distrettuale dei tre anni per alcuni obiettivi prioritari. Tra questi c'è l'aumento dei posti accreditati e contrattualizzati dei servizi. Residenza anziani con, diciamo, sviluppa tendere nel b nel triennio 25 27, verso un parametro del 3% dei posti in residenza sul totale della popolazione che ha più di 75 anni e di 75 anni, mentre ad oggi questo valore si attesta attorno al 2 7, quindi diciamo un aumento piccolino, ma comunque è un uomo, un aumento, che vuol dire comunque famiglie a cui tendiamo a dare una risposta aggiuntiva. Inoltre, diciamo all'interno di questa rete dei servizi rientra anche il sistema di convenzionamento con le strutture non accreditate e insomma, questo diversifica in qualche modo il sistema di Risi residenzialità ma ovviamente in funzione.
Di altri diciamo rapporti generali anche dal punto di vista economico,
E chiudo con quello che riguarda un'erogazione di un contributo economico per la copertura della quota sociale delle rette di ricovero nelle strutture accreditate e non accreditate convenzionate, che ha disciplinato da una nostra delibera del 22.
Veri, cioè una verifica di un'attestazione ISEE sociosanitario residenziale inferiore ai 20.000 euro, redditi insufficienti al pagamento integrale della retta e l'assenza di risorse mobiliari e immobiliari. Pers preservando anche l'abitazione di proprietà in cui risiede il nucleo familiare dell'anziano, anche su ci successivamente all'ingresso in struttura e a seguito dell'accertamento di tutti questi requisiti, anche dell'ammissione al contributo della retta. L'erogazione di fatto è continuativa, soggetta anche a revisione annuale per la verifica del mantenimento di questi requisiti e in media, in un anno solare sono circa 650 sul totale e gli anziani che sono ammessi a un contributo retta a saldo della retta residenziale. Quindi noi colmiamo la differenza che una famiglia non non riesce a supportare con una prevalenza delle persone inserite in residenza anziani, con un impegno di risorse comunali pari a 6 milioni annui circa. Quindi questo è un po' l'impegno economico dell'Amministrazione per supportare le famiglie nel sostenere il costo tramite un contributo economica previa valutazione di tutti questi requisiti che ho che ho elencato,
Non è cosa consigliera, prego Bitini.
Grazie.
Dovrei dichiarare soddisfazione si sono soddisfatta per l'esposizione, ma in realtà vorrei aggiungere questo che comprendo la fatica quotidiana che fa un'Amministrazione per rispondere ai bisogni di un continuo aumento di richiesta di assistenza, mi auguro che tutto questo sia noto anche a chi in questo momento decide con il bilancio nazionale del futuro.
Di noi cittadini e che non si limiti a prenderne atto con mere cifre fredde, cifre, grazie,
Allora prevenzione e PEEP per i bolognesi, consigliere Piazza pre.
Grazie Presidente, rischia di chiudere o interrompere il suo servizio, il centro Praed point per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibile, per l'erogazione dell'operato della terapia PrEP gestito dall'associazione Plus, organizzazione italiana di persone sieropositive che gestisce a Bologna anche il bielle Cutch point. Negli anni è emersa con chiarezza la grande efficacia dei servizi di prevenzione erogate in sinergia tra le realtà pubbliche e le realtà sociali con tra le quali le associazioni di volontariato e questo è il modello con cui opera l'associazione Plus, offrendo servizi di grande qualità in grado di raggiungere persone che altrimenti sarebbero escluse dalla prevenzione, quindi ad alto rischio. Chiedo all'Assessore, alla Giunta, una valutazione politico amministrativa in merito all'importanza di questo servizio di prevenzione e al rischio reale e concreto di sospensione del servizio che è stato segnalato e su cui è intervenuto anche il Partito Democratico in Regione Emilia Romagna. Le chiedo anche una valutazione sulle attività di prevenzione in generale svolte dall'associazione Plus a Bologna, che è ormai il soggetto di riferimento nel contesto bolognese, anche oltre le Bolognano affiderei tutta la regione per la lotta alla diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili. Grazie,
Prego assessore a Madrid.
Grazie Consigliere per la domanda, è un progetto, quello portato avanti da plus, che sosteniamo da anni,
Su vari fronti, nel senso che ha una storia insomma lunga, in continuità, ovviamente con gli anni precedenti, un obiettivo anche delle nostre linee di mandato, quello di migliorare la qualità di vita e il benessere dei cittadini attraverso la promozione della salute e la prevenzione e anche con attenzione ad alcune diciamo, target più mirati e quindi questo obiettivo è anche sancito in un protocollo d'intesa nel tavolo. Promozione della salute, in cui abbiamo incluso anche una linea specifica importante sulle attività a interventi di promozione, educazione alla salute e prevenzione di malattie trasmissibili e non, ovviamente, il progetto bielle Q.
Check point.
Insomma, si lei ha citato un po' anche, diciamo, in regime all'interno del quale opera, ma insomma, l'obiettivo nasce come inizialmente come progetto sperimentale fu valutato positivamente, insomma, dal anche da una commissione tecnica regionale di prevenzione e lotta all'AIDS. L'obiettivo era quello di promuovere la cultura della salute, della prevenzione, l'implementazione sperimentale dell'offerta del test per l'HIV, imprese in particolare per le persone ad alto rischio, con l'uso di test rapidi a prelievo capillare con una specificità, quella di Biella q check point che, come dire, ha fatto sentire il Comune di Bologna particolarmente affianco e nella sua gestione da parte di pari, quindi anche membri dell'associazione Plus stessa. Persone LGBTI su sieropositivi affiancate da operatori del dipartimento, cure primarie della USL in un lavoro di vera integrazione. Fin dalla parte diciamo sperimentale come Comune di Bologna abbiamo partecipato attivamente in fin da quegli anni, mettendo a disposizione gratuitamente un immobile di ampie dimensioni, in centro, insomma via San Carlo. La sede è nota in regime di sussidiarietà, con delle caratteristiche strutturali Licker adeguato a quella fase inizialmente destinato alla sperimentazione in una fase successiva è stato valutato anche idoneo, previo ovviamente dei lavori di ristrutturazione per diventare un vero e proprio centro di prevenzione, informazione e formazione gestito da un ente del terzo settore abilitato all'esercizio delle attività sanitarie ai sensi della normativa regionale e quindi, insomma, di fatto il valore locativo dell'immobile e il nostro ci è stimato in circa 20.000 euro. Più o meno era il nostro, diciamo contributo indiretto alla possibilità per plus Bologna check point come progetto di prendere il via.
Passare dal progetto sperimentale a centro di di prevenzione, informazione e formazione vera e propria. E c'è questa convenzione, era 3, diciamo, AUSL plus e comune, una durata fino al 2029 e in cui ci sono degli impegni. Chiaramente il nostro impegno era quello di continuare a sostenere l'attività di prevenzione e promozione della salute concedendo in uso il locale di via San Carlo come sede dell'attività, quello dell'azienda sanitaria, di attivare, garantire la realizzazione del progetto.
Attraverso la formazione specifica del personale sanitario, i membri di plus, così come l'affiancamento, la fornitura di beni di consumo e materiale sanitario, così come la presa in carico sanitaria presso i servizi dell'azienda sanitaria delle persone risultate reattive e l'elaborazione dei relativi dati come ulteriore passo di nostro impegno rispetto al loro al progetto. Abbiamo risposto positivamente questa Ranza ma a mio predecessore,
Assessore Luca Rizzo Nervo. Abbiamo.
Risposto a un a un invito di plus di aderire al protocollo internazionale. Fastrack Cities lo abbiamo approvato con una delibera di Giunta nel 2023. È una partnership globale tra città e comuni di tutto il mondo che si impegnano a sottoscrivere la cosiddetta dichiarazione di Parigi per raggiungere entro il 2030 l'azzeramento delle nuove infezioni da HIV. L'azzeramento dei decessi correlati dai DS, così come gli obiettivi 95% di persone con HIV che conoscono il proprio stato, 95% di persone che conoscono il proprio stato sono in terapia antiretrovirale e 95% di persone in terapia che raggiungono la soppressione virale.
A che punto è oggi il progetto? Sì, hanno insomma lanciato questo allarme e per quanto riguarda il nostro impegno specifico, la questione al atteneva a questioni edilizie che negli scorsi mesi si erano un po', come dire, arenati attorno a questioni burocratiche su lavori da fare all'interno, per appunto ripartire i locali in funzione della loro attività di centro di prevenzione e siamo riusciti a sbloccare queste problematiche attraverso un'interlocuzione fra insomma tecnica, abbastanza complessa ma costruttiva. E dunque questo iter di fatto riguarda proprio questi aspetti istruttori per i lavori edilizi e anche per l'ottenimento dell'autorizzazione sanitaria. Dunque avevamo attivato i contatti con gli uffici tecnici comunali. Siamo in questo momento in attesa da parte dell'associazione della pratica edilizia, così come l'abbiamo un po' insomma, ha guardato assieme perché era effettivamente aveva delle complessità su i lavori di adeguamento e, una volta approvati i lavori eseguiti, potremmo ovviamente attiva avviare l'iter per l'autorizzazione sanitaria e la questione che pongono tiene chiaramente anche una questione economica di sostegno delle loro attività, e so che c'è un'interlocuzione aperta con la Regione, noi insomma.
Ci siamo anche con la vicesindaca, ne abbiamo parlato anche di recente,
Per provare a capire insieme se.
Possiamo in qualche modo essere ulteriormente utili sia dal punto di vista dei locali o anche di altro che potesse essere necessario per dare corso a una collaborazione che è iniziata anni fa e che vorremmo proseguisse con plus.
Diciamo uscì che esca, diciamo, da una situazione di difficoltà come quella che hanno manifestato. Ora.
Grazie Assessore a Madrid, consigliere, Piazza prego.
Sì, la ringrazio molto, sono molto soddisfatto della risposta e soprattutto dell'impegno che ha ribadito l'assessora, sì, è vero, l'adesione alle FastTrack Saitis fu invece un'iniziativa del Consiglio comunale, soprattutto se era un ordine del giorno a mia prima firma e poi ha adottato dal Consiglio comunale quindi dalla Giunta che ha portato alla partecipazione della nostra città a questo a questo importante network ora veramente è importante quello che lei ha detto, Assessore al sostegno,
A questa importante realtà e speriamo che anche dalla Regione arrivi un adeguato e consistente analogo sostegno, perché anche loro hanno una parte importantissima, nella parte per quello che è la parte sanitaria che è prevalente, ovviamente in questo caso per poter permettere la continuità di un servizio basato su un modello così efficace che ha dimostrato negli anni di essere davvero importante e di poter raggiungere persone che altrimenti resterebbero escluse e che quindi è assolutamente fondamentale grazie.
Grazie consigliere, procediamo con la consigliera Ceretti, accogliere senza tetto di Bologna presenti e futuri, prego.
Grazie Presidente e ringrazio l'Assessora Madrid per essere qui in Aula e la mia domanda parte da una da un fatto accaduto in questi giorni, non a Bologna ma bensì a Ferrara, cioè è stato dato un ordine di allontanamento, un Daspo urbano emanato dal Sindaco di Ferrara per otto persone senza dimora e vuole essere questa questa occasione è proprio un'occasione, invece, per ragionare sulla diversità di atteggiamento che abbiamo a Bologna, ritengo che questo sia un gesto terribile che è definito dallo stesso Sindaco di Ferrara secondo criteri di decoro urbano e terribile per due motivi. Innanzitutto perché definisce chi è meritevole di stare in una comunità, cioè ovvero una persona sana, forte, competitiva, nascondendo così la verità, cioè che le tante fragilità attraversano la vita di tutti. Tutti siamo potenzialmente esposti alla povertà, alla fragilità.
E quindi questo gesto divide la città fra degni di viverla e di attraversarla, e chi invece non è degno e poi distrugge anche quella che è un'alleanza fra istituzioni, anche fra Sindaci chiude in un fortino felice la propria città, senza riconoscere che i confini comunali non corrispondono alle vite sempre più connesse delle persone. Definisce quindi una città chiusa inospitale, inumana. Secondo appunto, la logica sovranista che purtroppo sta condizionando tante scelte Bologna è diversa e opposta e cura in relazione e comunità.
Qui non nascondiamo sotto il tappeto i problemi, non scriviamo la responsabilità, specialmente in questo tempo in cui anche chi lavora può finire per strada e oggi sono usciti anche dei nuovi dati. L'Antoniano ha annunciato di essere arrivati a 300 posti al giorno di pasti. La Caritas ha raddoppiato il suo aiuto. Insomma, siamo di fronte a una realtà e a una verità che anche chi non vuole vedere esiste lo stesso.
E tutto questo non fa altro che indebolire la democrazia, questo atteggiamento di nascondimento, assistiamo dal Governo e dai Comuni, governati, dai loro sindaci, un attacco alla Costituzione, alla democrazia, difendere la Costituzione oggi significa difendere la dignità umana, l'articolo 2 parla di doveri di solidarietà, l'articolo 3 di uguaglianza, il 4 di diritto al lavoro, il 38 di assistenza sociale, il 31 e il 32 di sostegno alle famiglie e alla salute. Non abbiamo quindi bisogno di gesti di negazione, ma di speranza, di uguaglianza, di tornare ad ascoltare le persone, non allontanarle, e quindi la politica e i politici devono indicare, con i loro comportamenti, visione e responsabilità. Quindi questa mia domanda e per chiedere all'assessore a Madrid un commento politico a ciò che è successo a Ferrara e capire cosa stiamo facendo Bologna per ascoltare, comprendere, accompagnare le fragilità presenti nella città per far sì che ciascuno si senta in una possibile relazione di speranza, non un rifiuto del mondo come dice la Costituzione italiana e quel vangelo che la forza politica del Sindaco di Ferrara esibisce senza evidentemente mai averlo letto.
Chiudo con una frase di Tolstoi se senti dolore sei vivo, ma se senti il dolore degli altri sei umano grazie.
Allora, Consigliere Di Benedetto, allora prego, prego allora ed è l'ultima domanda ultima domanda di oggi.
Ah sì, sì, scusi Assessore, mi hanno confuso perché mi stanno chiedendo molte cose al banco, magari ne parliamo dopo prego Assessore.
Grazie Presidente, grazie alla consigliera Ceretti per la domanda, io credo che il miglior commento più giusto che io possa fare a questa vicenda è.
Insomma lavorare per continuare a essere Bologna, anche magari lavorando per migliorare, perché c'è veramente molto molto da fare da questo punto di vista, perché il bisogno che si manifesta in città e tanto sempre di più e soprattutto.
Ogni anno che passa è sempre diverso. No, lei ha citato quest'anno la questione come quanto evidenti siano i laboratori che troviamo a dormire in strada, ma che sono persone che hanno un lavoro, cosa che magari cinque, sei anni fa l'incontravamo, ma in misura molto minore, quindi, così come sotto tanti altri punti di vista sono cambiate, le fragilità sono sempre più interessi intrecciate fra loro e troviamo complessità multiple, fragilità, multiple su una stessa persona, e quindi questo richiede anche una nostra forte capacità di cambiare anche il modo di lavorare dei nostri servizi e di lavorare insieme al volontariato e al terzo settore, alla rete della società civile e a partire dalle tante realtà attive su questo, le parrocchie, tutti coloro che, insomma, su questo possono esprimere non solo una forma di presenza, ma anche un contributo, anche dal punto di vista culturale, che credo sia molto importante, soprattutto a fronte del episodi come quello da cui è partita la sua domanda.
Certamente, così come penso anche portare più impegno, come siamo partiti anche a fare su questioni che abbiamo probabilmente trascurato in passato troppo come un punto di vista di genere, anche sulla fragilità di strada sulle donne che fanno vita di strada, ne stiamo incontrando sempre di più.
E sono persone che sono doppiamente triplamente esposte a tutte le problematiche che la strada porta a partire dalla sicurezza personale. Sono donne che, oltre a essere, ovviamente senza niente,
Con molte fragilità di vario tipo, anche sanitario, sono esposti anche alla violenza o a fenomeni di anche di timore per la propria incolumità personale, di aggressioni e quindi tendono ovviamente a voler stare con altre persone per non restare sole. Ma questo le le, come dire, le espone ulteriormente noi in una in un ambiente che è così complicato e anche fragile da questo punto di vista, nelle relazioni tra le persone che fanno vita di strada e sul tema della violenza delle donne vittime di violenza, donne senza dimora, vittime di violenza. Abbiamo attivato un servizio specifico trasversale sulla marginalità perché è uno sguardo che ci manca, c'è uno sguardo che avevamo, ma su cui non avevamo ancora messo assieme le competenze per poter lavorare in maniera integrata su quello che le nostre unità di strada stavano rilevando come un fattore in aumento e l'ho citato questo proprio perché a volte si tende, quando si parla di problematiche di strada, considerare la vita di strada come una cosa, se senza distinguo al suo interno, invece, sono tante le differenze dentro il mondo di chi fa vita di strada e sono tante le motivazioni per cui si fa vita di strada. sono tante le motivazioni per cui non si è in una struttura di accoglienza, a volte perché non c'è posto altre volte perché c'è eh, ma si ritiene di non sentirsi sufficientemente sicuri ed entrare o perché appunto non ci si vuole separare magari da una persona con cui si sta facendo questa vita sia che sia un appunto una persona o anche un animale da compagnia che a volte l'unica cosa che sia.
Oppure semplicemente perché ci si sente veramente più sicuri in strada che in una struttura. Questa è una cosa che, ad esempio, alcune persone che fanno che le nostre unità incontrano è un tema che ricorre, ci si sente più sicuri sotto un portico di via Ugo Bassi o di via Indipendenza. No, magari che stare in.
In un luogo che magari noi proponiamo noi, che magari su cui magari questa persona ha avuto in passato un'esperienza negativa e non vuole più ritornare, e quindi anche il tentativo dei nostri servizi di cercare di proporre un qualcosa di più adeguato per provare a indurre la persona ad accettare, non so se ha senso elencare tutto quello che facciamo un servizio di strada attivo sette giorni su sette,
Con turni serali, notturni e diurni. Servizio docce un centralino telefonico è sempre attivo se i centri di pronta accoglienza per adulti, i singoli ai nuclei con minori, se i centri di accoglienza di lungo periodo, due laboratori di comunità ad accesso libero e diretto.
E l'amplia, il servizio sociale di presa in carico, la collaborazione strutturata con le organizzazioni di volontariato, il pronto intervento sociale, l'attivazione ovviamente del Piano allerta climatica. Ci stiamo avvicinando all'avvio del Piano di allerta climatica e quest'anno aumenteremo in maniera, diciamo non comune rispetto agli ultimi anni, il numero dei posti disponibili grazie ad un intervento temporaneo in via Terracini, che ci consentirà di aggiungere circa 100 posti aggiuntivi.
E che diciamo in una piccola quota, vanno a recuperare i posti persi in due strutture che non potremo più usare, ma che comunque aumenteranno la disponibilità di accoglienza per il periodo più più freddo.
Dicevo anche del servizio per le donne vittime di violenza che fanno vita di strada, o anche il fatto che, ad esempio, stiamo con fondi del PNRR sembra nulla, ma in realtà si garantisce un diritto importante. Stiamo ristrutturando il Centro Servizi stazioni di posta per garantire proprio a coloro che acquisiscono la residenza fittizia, che è un grandissimo esito di un percorso anche di battaglie di realtà del terzo settore che hanno ottenuto questo risultato. Interventi di orientamento ai servizi, REACH e anche ricezione della posta, che è comunque uno strumento per il riconoscimento dei diritti dei cittadini e delle cittadine e anche per sostenere fattivamente percorsi di reinserimento di coloro che vivono in strada e attraverso un percorso verso l'autonomia.
E a volte ci sembra quasi come dire di non avere sufficienti leve per tutto quello che vorremmo fare, ma io penso, così come su tante altre cose che.
Bisogna andare avanti, cercare i possibili anche dove ci sembra impossibile.
E soprattutto, come diceva lei all'inizio, fare anche un lavoro culturale, su questo.
Grazie Assessore a Madrid, consigliere Fioretti.
Prego.
Sì, ringrazio molto l'Assessore a Madrid per averci proprio dato una visione che era assolutamente alternativa a quello che è successo a Ferrara e che è piena anche di umanità, oltre che di competenze e di una rete solida fra tanti soggetti che in città lavorano proprio per la ricerca di un benessere di tutte e di tutti grazie.
Grazie consigliera, procediamo ora con l'ultima domanda di oggi sul salario accessorio, Consigliere Di Benedetto, riceverà dall'assessore Li Calzi, risposta scritta prego, grazie Presidente, il tempo che mi rimane la uso per tornare anche oggi, come stiamo facendo da settimane ormai mesi a questa parte sul tema del fondo del salario accessorio dei dipendenti del Comune di Bologna e i dipendenti hanno dimostrato anche questo lunedì, ancora una volta come il conteggio proposta dall'Amministrazione non fosse corretto come i fondi a disposizione siano maggiori, come sarebbe possibile alzare a 4 milioni le risorse messe dal Governo invece de da del dal.
Dall'Amministrazione comunale invece dei 2.4 che sono stati proposti più volte, addirittura all'inizio e 2.4, poi scesi a 2, poi tornate, 2.4 e comunque è ben al di sotto di quello di quello che è il limite massimo consentito per legge e di quello che invece si dovrebbe fare che diamo all'Amministrazione di alzare questo fondo di perché i soldi ci sono, l'avanzo di bilancio è grande e lo stiamo vedendo anche in queste sedute. La scelta politica o amministrativa di mandarla ai dipendenti comunali è una scelta che non possiamo condividere e per questo siamo dalla parte dei dipendenti del Comune di Bologna, ma anche in tutti i sindacati, però che, in maniera congiunta unite trasversale confederati autonomi, stanno chiedendo a gran voce l'innalzamento di questo fondo e su questo sono tutti d'accordo. Si è provato a dare la colpa sul Governo, ma il Governo è quello che va per la prima volta da decenni a questa parte ha sbloccato sia il fondo del salario accessorio e, se abbiamo sentito il Ministro Giorgetti andrà a togliere anche gli altri vincoli. Il prossimo anno, però, serve che anche l'Amministrazione comunale faccia la sua parte, si prenda le sue responsabilità e riconosca ai dipendenti del Comune il loro lavoro. Grazie Presidente.
Grazie Consigliere, era l'ultima delle domande di oggi e quindi la seduta è conclusa, termina alle ore 16:04, buon fine settimana a tutte e tutti 16 e 0 5. In questo momento esatto, prego.
