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Bene, buongiorno, buongiorno a tutte e a tutti benvenuti saluto intanto e do il benvenuto agli studenti e alle studentesse e della classe terza F dell'Istituto Comprensivo, 5 di via Di Vincenzo e della classe terza B, della scuola primaria Italo Calvino di pignola e ai loro accompagnatori, grazie davvero un piacere per noi che voi siete qui da noi in sala di Consiglio per questo solenne.
Allora apriamo quindi il solenne gentili Consigliere, Consiglieri, concittadini e concittadine autorità civili e militari, illustri ospiti, tra cui i nostri relatori, di fianco a me c'è il dottor Ramunno, il presidente dell'Ordine dei giornalisti dell'Emilia Romagna.
Alice guerra giovane, donna bolognese, che porterà la sua testimonianza in questa giornata del solenne in ricordo del 25 novembre del contratto da Giornata del contrasto alla eliminazione della violenza contro le donne, la nostra Aula oggi si tingere del rosso intenso per una dolorosa testimonianza ricorrenza che, appunto, quella della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, non è una celebrazione, la nostra, sicuramente, ma un fermo solenne momento di denuncia e di impegno.
Ogni parola che pronunciamo qui è dedicata a tutte le donne la cui vita è stata spezzata dalla violenza e a quelle che lottano quotidianamente per la loro dignità incolumità, parliamo di una piaga strutturale, ahimè della nostra società, che Bologna come ogni altra città, ha il dovere morale di combattere con ogni strumento a sua disposizione e lo fa,
In quest'Aula oggi c'è anche una presenza silenziosa.
Che però è potentissima.
Quella della sedia vuota, questa sedia che vedete al centro coperta da un telo rosso con accanto un paio di scarpe rosse, quel posto non è un simbolo astratto e il posto che avrebbero occupato le donne che non ci sono più.
Le donne uccise per mano di chi avrebbe dovuto amarle e rispettarle.
Ogni volta che incontriamo quello sguardo muto.
Dovremmo ricordarci che il femminicidio non è un fatto lontano da noi, ma è un dolore, un dolore che siede o meglio non può più sedere tra di noi e di pochi giorni fa la notizia della condanna all'ergastolo dell'ex comandante di Anzola, dell'Emilia della Polizia locale di Anzola dell'Emilia per il femminicidio di Sofia Stefani giovane donna di 33 anni che ancora una volta ci obbliga ad interrogarci profondamente come istituzioni e come comunità.
Questo tragico evento e un monito, un monito severo su come le dinamiche di potere e controllo e possesso spesso troppo spesso degenerano nella violenza estrema del femminicidio.
Una decisione che rappresenta un passaggio importante sul piano della giustizia, quella della sentenza, ma che non può sostituire la vita di Sofia nel colmare il dolore della sua famiglia.
Le parole della madre ci chiamano in causa, certamente con una chiarezza che non può lasciarci indifferenti la sentenza è giusta, dice la mamma, ma la società fallito è un'affermazione dura che ci impone di guardare oltre il singolo fatto, per assumere tutti una responsabilità collettiva.
Perché ogni film, ogni femminicidio, ripetiamolo, continuavano a ricordarci, non è un evento isolato e il risultato di una cultura, di una cultura che ancora tollera giustifica minimizza la violenza sulle donne, una cultura che dobbiamo continuare a contrastare con determinazione attraverso politiche, educazione, prevenzione, formazione e soprattutto un cambiamento profondo di mentalità.
Il nostro impegno istituzionale è cruciale dalla prevenzione nelle scuole, nella sanità, aggiungo al sostegno economico dei centri antiviolenza fino alla creazione di reti territoriali di protezione, ma oggi voglio porre l'attenzione su un aspetto fondamentale della battaglia culturale contro la violenza che è la narrazione, la violenza sulle donne che si consuma nello spazio privato può estendersi anche a quello pubblico, radicandosi nel linguaggio e nel dibattito comune. E l'intera trattazione collettiva, il modo in cui, come società, siamo abituati a discutere e interpretare.
Questi eventi a influenzare profondamente la percezione reale del problema.
Oggi questa rappresentazione passa anche attraverso i social network e le prove e le piattaforme digitali e lo vediamo continuamente, sono spazi virtuali accessibili a chiunque, anche a chi non sempre agli strumenti critici, l'educazione e la necessaria educazione culturale, per comprendere il peso di ciò che si scrive il rischio di un utilizzo improprio violento, superficiale della parola diventa tangibile e può incidere pesantemente anche nella interpretazione collettiva commenti che,
Banalizzano giudizi sommari e parole d'odio, lanciata e senza filtri non solo sono opinioni, sono mattoni che costituiscono una cultura della colpevolizzazione e creano un clima di fiducia che isola ulteriormente chi ha già subìto violenza e qui che il ruolo dell'informazione professionale diventa un faro indispensabile non solo per chi scrive sui giornali ma per tutte e tutti noi ad analizzare il problema e il Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti che ha stabilito principi deontologici chiari per una corretta informazione e contro la violenza sulle donne. Ecco perché la presenza qui con noi oggi, del Presidente dell'Ordine dei giornalisti dell'Emilia Romagna Silvestro Ramunno è così significativa.
E lo ringrazio davvero l'invito e a far proprio ciò che è codificato dai professionisti della parola, affinché non rimanga una regola per pochi ma diventi patrimonio comune, dobbiamo riappropriarci di quella consapevolezza portando la stessa attenzione che si chiede ai giornalisti anche alle nostre chat sui nostri profili social e nei nostri discorsi quotidiani nella direzione della valorizzazione delle fonti esperte occorre continuare a dare voce ai centri antiviolenza, alle forze dell'ordine che sono anche oggi presenti qui e che ringrazio agli psicologi che offrono una chiave di lettura basata sui dati concreti di esperienza, anche l'esperienza di Alice Guerra che.
Testimonierà qui dimostra crudelmente come la violenza non abbia bisogno di contatto fisico per ferire, ma possa materializzarsi attraverso parole che marchiano allo spazio pubblico. Sarà lei stessa a raccontare come sia diventata la sua a sua insaputa, il bersaglio di un odio tanto tangibile quanto gratuito. Come Consiglio comunale rivolgiamo un appello a tutta la nostra comunità, alle istituzioni, perché si continua a investire nella prevenzione e nell'educazione al rispetto.
E nel sostegno concreto alle donne e agli operatori dei media perché siano guardiani di una narrazione rispettosa e consapevole, o meglio, continuano ad esserlo. Ci rivolgiamo infine a tutta la città, perché tutte e tutti dobbiamo impegnarci nel rifiutare fermamente ogni forma di violenza.
Dall'ex specie sui social alla violenza fisica, questa è una battaglia culturale umana, è nostro dovere assicurare che ogni donna, ogni bambina, possa vivere una vita libera dalla paura e dalla violenza, do adesso adesso subito la parola al presidente dell'Ordine, Silvestro Ramunno, grazie,
Grazie. Grazie Presidente, manca il sindaco, Lepore vicesindaca, Clancy, Assessore e Assessori, Consigliere e Consiglieri quando ho provato a fare una correzione con l'intelligenza artificiale, mettendo prima le donne, poi gli uomini mi rimetteva prima gli uomini e poi le donne, le le declinazioni di genere, non perché l'intelligenza artificiale cattivo, perché ha imparato su discorsi dove si mettono prima gli uomini e poi le donne. Voglio esprimere intanto la mia gratitudine per la scelta di di dare valore al giornalismo, consentendo questo mio intervento dove parlerò sostanzialmente di di questo tema.
Il giornalismo è innanzitutto un servizio al pubblico, è un fattore abilitante della della democrazia. Se il giornalismo libero e noi per primi, noi giornalisti dobbiamo essere all'altezza di questa sfida, so che spesso non lo siamo. Ecco però è una sfida continua che dobbiamo accettare. Io personalmente sento l'autorevolezza di questo luogo per le persone che lo hanno frequentato, perché le persone che si sono sedute sui banchi dove siete voi adesso, ma anche un po' di emozione, perché io l'ho, l'ho frequentato da giornalista, con quattro cinque Sindaci di là dove adesso c'è uno spazio vuoto è vuoto anche perché oggi i colleghi giornalisti sono in sciopero e uno sciopero per il rinnovo del contratto, l'ultimo rinnovo è stato del 2014.
C'è una manifestazione che è cominciata da poco.
Sono solidale con loro, ecco con chi oggi è in sciopero ci tenevo a dirlo, io vi proporrò qualche riflessione sul giornalismo e deontologia dal punto di vista del tema della violenza sulle donne, però prima vi vorrei fare un invito e l'invito è a tenere distinto ciò che è giornalismo da ciò che non è giornalismo,
Non per dire che il giornalismo bene e tutto il resto è male, ecco assolutamente no, ah, ma solamente per dire che giornalismo è deontologia ed è assumersi le responsabilità di quello che si dice e si scrive verificando e o e facendolo in buonafede. Questa è la differenza tra chi fa giornalismo professionale e il resto poi dopo ne farò un altro accenno.
Maranza, influencer stragi del sabato sera, raptus teatrino della politica extracomunitario periferie maltempo baby-gang, Bolognina, pilastro la barca, queste sono parole, sono solo parole, però nella nostra percezione sono anche tanto altro.
Ne sentiamo parlare in continuazione, perché le parole definiscono le realtà e nella scelta di usare una parola piuttosto che un'altra, noi scegliamo una prospettiva da cui costruire l'immaginario collettivo e anche il senso della realtà. C'era un regista noto che diceva le parole sono importanti, ecco, penso che la possiamo condividere questa affermazione. Le parole immagini video, bit, tu tutto sono lo strumento di lavoro del giornalista da anni noi liberamente, nella logica dell'autoregolamentazione della professione che ci governa, abbiamo scelto di ragionare sul corretto uso delle parole convinti del ruolo pubblico della professione e del tenere sempre assieme libertà e responsabilità. Perché se se li scindiamo non facciamo i giornalisti e vengo poi allo specifico nel 2017 nasce il Manifesto di Venezia, promosso da giornalisti e giornaliste, ci dice questo manifesto dove fosse vedete anche qualche slide che si può fare cronaca senza essere morbosi e senza alimentare stereotipi e pregiudizi. Il punto 10 di questo manifesto fa ancora tanto riflettere.
Tra le altre cose, invito i giornalisti a non utilizzare termini fuorvianti come amore, raptus follia, gelosia passione accostati a crimini dettati dalla volontà di possesso, o è annientamento a evitare l'uso di immagini e segni stereotipati che riducono la donna a mero richiamo sessuale o oggetto del desiderio a suggerire attenuanti e giustificazioni dell'omicidio all'omicida, anche involontariamente era depresso, era in difficoltà difficoltà economiche, era stato tradito, aveva perso il lavoro, ne abbiamo sentite tante e a raccontare il femminicidio non solo dal punto di vista o quantomeno non in maniera prevalente dal punto di vista di chi lo commette il reato. Tutti quanti abbiamo sentito le interviste ai vicini salutava sempre questa è la parola che dicono, ma raccontiamo allo, dal punto di vista del di chi, la violenza la subisce. 2020 viene approvato il Testo unico dei doveri del giornalista. Il rispetto delle differenze di genere e del linguaggio corretto nei casi di violenza entra nella deontologia dei giornalisti. Vuol dire che diventa un obbligo rispettare questa prescrizione. I principi del Manifesto di Venezia sono sintetizzati nell'articolo 5, che vedete qui in questa slide, dove ha aggiunto anche un ulteriore elemento, che è il.
Il rispetto anche dei familiari delle persone coinvolte, ci sarebbero tanti casi che si potrebbero citare, ma preferisco andare velocemente 2024 noi cambiamo molto spesso e 2024 viene approvato il codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti con la declinazione di genere, anche nel nome perché siamo giornaliste e giornalisti ecco non.
Per chissà quale ragione la verità, è questa il nuovo testo che è in vigore da giugno,
L'articolo di riferimento di questo nuovo testo e il 13 riguarda i casi di femminicidio, violenza, molestie e discriminazioni e di fatti di cronaca che,
Coinvolgono aspetti legati all'orientamento e all'identità sessuale. In questi casi, se di interesse pubblico, perché poi parleremo un po' di interesse pubblico? Il giornalista deve fare cronaca senza rendere identificabile le vittime, se non su richiesta. Non usare espressioni termini, immagini che sminuiscono la gravità del fatto, un litigio finito male o colpevolizzano la vittima, lo voleva lasciare dimentichiamoci noi giornalisti, ogni riferimento ai dove siamo ai vestiti cost corti alle uscite, a tarda notte, agli ambienti frequentati da soli uomini era in giro nelle periferie. Ecco, dimentichiamoci anche l'immagine della donna a terra in un angolo della stanza con i vestiti strappati alle braccia alzate in segno di protezione. Dimentichiamo che lei è un auspicio, spero che si realizzi questa iconografia, intanto la deontologia e riguarda anche le immagini. Questa iconografia della vittima passiva impotente non rende giustizia a chi poi denuncia e queste immagini perpetuano uno stereotipo che è quello della donna debole. In difesa la violenza e, in ogni caso, non ha bisogno di essere estetizzante, drammatizzata perché è grave in sé. Non servono le immagini, direi questo che vestiti frequentazione stereotipi non sono la notizia e poi la vittima e vittima punto non è che ci sia tanto da discutere sento spesso dire anche da da colleghi, ma non si può scrivere più niente, no, in realtà non è assolutamente così. Si può scrivere e si deve scrivere tutto, basta solo essere essenziali e professionali. Facciamo questo lavoro, non un altro, lo lo sappiamo fare e queste sono le regole, si deve scrivere tutto, ma i giornalisti non scrivono di tutto. Scrivono tutto di ogni cosa che è ritenuta di interesse pubblico, cioè notizie che sono utili per la formazione dell'opinione pubblica, fatti che hanno legami con l'attualità, fatti di grande rilevanza sociale, fatti gravi in sé singolarità, cose che impattano sulla vita delle persone. Come possono essere le decisioni di un Consiglio comunale per restare al posto dove siamo? Potrei continuare, ma la domanda la conosco e.
Chi decide cosa è interesse pubblico e cosa non è interesse pubblico.
C'è tanto dibattito, però, in una società democratica, questa decisione spetta ai giornalisti che lo devono fare con autonomia e con competenza, il dibattito è aperto, questa è la mia posizione, tutto bene nel giornalismo, ma assolutamente no per tante ragioni. Ecco, cito questa frase che presta dall'Osservatorio step promosso, con cui noi collaboriamo e promosso dell'Università della Tuscia per indagare stereotipi e pregiudizi che colpiscono le donne sulla stampa e anche nelle sentenze giudiziarie, dice l'Osservatorio step, attraverso un'analisi sociolinguistica sul repertorio di 16.700 articoli, articoli e 280 sentenze, il gruppo di ricerca ha potuto riscontrare la presenza non episodica di rappresentazioni della violenza contro le donne capaci di determinare una seconda vittimizzazione della parte offesa. Sono le cose di cui parlavamo prima e la tendenza insistita. Riprodurre schemi che dalla figura della figura femminile offrono ancora un'immagine stereotipata e discriminante. Un'altra citazione è tratta da Giulia giornaliste, che forse molti di voi conosceranno. È un'associazione di colleghe che ha dato impulso alle alle iniziative di cui parliamo oggi, Manifesto di Venezia.
In giù e da pochi giorni è uscito un libro che raccoglie i contributi di sui generis sui generis e il nome della loro rassegna stampa è una rassegna stampa che mira ad indagare il, la sotto rappresentazione delle donne all'interno della dell'informazione, ad esempio, quante firme di donne ci sono sulle prime pagine dei giornali telegiornali e così via virgolette? Questo lo scrive Monia Azzalini, che è una ricercatrice che collabora con Giulia. Se in alcuni ambiti i cambiamenti sono visibili, come nella narrazione della violenza di genere, dove, soprattutto, dopo il femminicidio di Giulia Cecchettin, si intravedono segnali di una maggiore consapevolezza e un uso più attento del linguaggio, in altri la resistenza allo status quo è palese. Lo sport, per esempio, emerge come un settore dove la sottovalutazione e la stereotipizzazione delle atlete rimangono una costante chiuse. Le virgolette, parole mie, non sentirete mai definire bello sexy un atleta uomo, oppure che riesce a mantenere la sua mascolinità, nonostante sia un campione dello sport.
Fatevi inverso, ecco per non parlare poi delle immagini che.
Che si usano per rappresentare le atlete, mi fa piacere ricordare che la Presidente Di Giulio, i giornalisti a una collega di Bologna Serena Bersani, ha una componente del nostro Consiglio, ma sono tante le colleghe dell'Emilia Romagna che lavorano su questi temi e vi do una fotografia di quello che siamo.
6.300 giornalisti iscritti in Emilia Romagna con un'età media di 56 anni e 4 mesi. Siamo un po' più uomini e un po' meno donne, ma non non c'è un grosso sbilanciamento. Il nostro consiglio è composto in maggioranza da donne. Siamo nove, cinque donne e quattro uomini organizziamo ogni anno 150 corsi di formazione circa per i colleghi, molti anche sui temi che trattiamo oggi in collaborazione con università e istituzioni, centri di ricerca, enti vari, con una buona ramificazione sul sul territorio, nella parte del bicchiere mezzo pieno, l'altra informazione, metterei anche che il tema della violenza non è più considerato come un fatto di cronaca nera oppure episodico.
Raccontare la violenza, non solo come un evento di sangue scollegato dal contesto, vuol dire fallire nel compito di dare alle persone gli strumenti per comprendere la realtà. Questa cosa la stiamo facendo. Il femminicidio è la punta dell'iceberg e il buon giornalismo illumina anche la base dell'iceberg, non solo la punta.
Mi è noto il fatto che i giornalisti mediamente non godono di una buona reputazione, ma questo fa anche parte del mestiere, però qualche merito ce l'abbiamo. Probabilmente siamo una categoria che più di ogni altra discute di questioni di interesse pubblico, che vanno molto oltre il nostro stretto ambito professionale. Mentre noi discutevamo in centinaia di convegni, corsi di formazione, eventi sui social, per fare solo una parentesi, succedeva un po' po'di tutto da quelle parti. Direi che c'è poco di positivo da raccontare sul tema della rappresentazione della donna, il body shaming e cosa ordinaria. Ci sono sotto ogni immagine.
Centinaia e centinaia di commenti che definirli vomito è quasi un complimento a chi quei commenti che quei commenti li fa, per non parlare della rappresentazione stereotipata della donna.
Non solo le celebrity sulle grandi influence un po' tutto,
Direi che, prendendo il titolo di un libro che indie indietreggiavo nel futuro, però quella non è informazione, ecco non.
Non mi riguarda il giusto mi riguarda dal cittadino, non con non da presidente, ecco, sono contenuti che stanno nell'ambito del free speech, della libertà di espressione, non è informazione però con altrettanta chiarezza e senza reticenza dobbiamo dire che diversi organi d'informazione propriamente detti hanno fatto proprio un modello di business che privilegia l'intrattenere, informare un modello che incorpora la logica dell'engagement dei click ogni costo e diciamolo anche chiaramente in maniera altrettanto chiara che nella nostra società la rappresentazione stereotipata soprattutto della donna genera reazioni e fa click e dietro quei click ci siamo noi, non noi professionisti, noi cittadini come,
Tutti quanti questo è quello che che succede.
Sto quasi per concludere, però c'è un altro grande fenomeno che sta coinvolgendo i media e di sta cambiando profondamente, ma coinvolge anche la società, e la sta cambiando, che è quello della polarizzazione, con un'informazione sempre meno fattuale, è sempre più schierata a prescindere dalla verità sostanziale dei fatti si tratta di una tipologia di informazione che non può essere semplicemente definite come informazione ed opinione quella c'è sempre stata e per fortuna fa parte fa crescere la democrazia. L'informazione polarizzata è quella che è teso a confermare i pregiudizi più che a conoscere divide l'opinione pubblica.
Che non è un soggetto passivo. Perché poi scegliamo noi le fonti dalle quali informarci, dicevo, divide l'opinione pubblica in tifoserie e non risparmia nulla, nemmeno la verità, tutto è vero, niente, è vero, ognuno trova quello che cerca. Parafrasando Hannah Arendt, si potrebbe di definire questo scenario come farsa, ma è anche un dramma, perché se nel tritacarne di queste, perché nel tritacarne di questa contrapposizione farsesca, che non ha niente a che fare con il civile confronto democratico che aiuta, tutti finiscono donne vittime di violenza che andrebbe a questa parte, andrebbe un po' lasciata fuori dalla anche dalla farsa.
Il gioco della polarizzazione non è dei giornalisti, chi sceglie questa professione non deve mai dimenticare che il racconto della verità sostanziale dei fatti e un obbligo inderogabile, come dice il nostro articolo 1, e che il diritto di cronaca va esercitati, va esercitato, osserva osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buonafede e la polarizzazione non può essere nemmeno legata al,
Al diritto di critica, che è una legge dello Stato vecchia del 63, però, riconosce ai giornalisti a una legge ancora in vigore, andrebbe ammodernata perché nel 63 c'erano forse due canali televisivi. Questa legge riconosce il diritto di critica ai giornalisti, che non vuol dire urlare, vuol dire tanto altro. Concludo questo mio intervento che vi prego di considerare come un contributo, ma non non come una verità scolpita nella roccia. Ecco, non mi appartengono alla verità e poi le cose cambiano anche tanto velocemente. Concludo con una citazione di don Tonino Bello che fu un presidente di Pax Christi, tra le altre cose, diceva le guerre trovano la loro radice nella dissolvenza dei volti. E una frase che ha a che fare molto con il nostro mestiere, non solo perché è citata da Papa Papa Francesco nel suo ultimo messaggio di gennaio 2025 per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, l'occasione in cui si celebra anche il patrono dei giornalisti ed è un'occasione di riflessione di tutta la categoria no. Questa frase di don don Tonino Bello ci richiama ad un pilastro della professione che è il rispetto della persona, che il fine e non è il mezzo dell'informazione e la persona non va mai disumanizzata. Ecco io, nel ringraziarvi per questa opportunità, direi che l'informazione non è dissolvenza dei volti grazie.
Grazie grazie al Presidente Ramunno per questo importante e prezioso contributo, come ama definirlo passiamo ora la parola alla natalizie per la sua testimonianza e la ringrazio ancora di cuore per essere qui con noi, prego.
Buongiorno a tutti e grazie per avermi dato l'opportunità di raccontare la mia storia, una storia che, fortunatamente è diversa e decisamente meno grave di tante altre che leggiamo quotidianamente.
Ma diversa non significa da sottovalutare, mi presento, mi chiamo Alice guerra, ho 34 anni e sono una cittadina bolognese da sempre amo lo sport e ho scelto di dedicare i miei studi al movimento che per me è salute, sono dottoressa in scienze motorie e nella vita lavoro come personal trainer,
A maggio di quest'anno ho creato un gruppo WhatsApp per organizzare camminate a San Luca, aperto a chiunque voglia muoversi, socializzare e condividere del tempo insieme.
Questa mia iniziativa gratuita ha avuto un riscontro molto positivo da parte di uomini e donne di tutte le età, lo chiama l'ho chiamato Sanluca, un gioco di parole con look che in inglese significa guardare.
Guardare il panorama, guardare il percorso ma soprattutto guardare se stessi con consapevolezza e con l'intenzione di prendersi sempre più cura del proprio benessere, Sanluca, un invito a rallentare, quando serve ascoltarsi e celebrare anche le piccole cose.
Un paesaggio una risata condivisa, il semplice piacere di esserci,
Questa premessa serve per arrivare a ciò che è successo qualche mese dopo il 28 agosto, mi sveglio e leggo un articolo on line del Resto del Carlino riguarda delle scritte contro le donne, lungo il portico di San Luca scopro, subito a seguire l'iniziativa mediatica dell'avvocata Camilla Guidotti visito il suo profilo Instagram e tra alcune foto di iscritte pubblicate nel suo post leggo anche il mio nome, il cognome, l'aveva giustamente oscurato ma accanto alla parola dottoressa c'era una scritta offensiva.
Immagino possa trattarsi proprio di me perché mi chiamò Alice, sono dottoressa in scienze motorie, come ho anche scritto sui miei canali social e organizzo, camminate proprio a San Luca, chiamo immediatamente la mia amica Carolina, le spiego ciò che ho letto e le chiedo di accompagnarmi lì.
Ho bisogno di vedere con i miei occhi e non voglio essere sola.
Spesso, quando accadono cose del genere, la prima reazione a chiudersi in se stessi ed evitare di parlarne, perché significa guardare in faccia ciò che è successo.
Ma proprio in quei momenti è fondamentale e fare il contrario, trovare la forza di condividere, di appoggiarsi a qualcuno che possa darti supporto e lucidità, ed è per questo che l'ho chiamata subito avevo bisogno della sua presenza, della sua forza, di non affrontare tutto da sola.
Salendo lungo il portico ci troviamo davanti tantissime scritte.
Nomi, cognomi, alcuni luoghi di lavoro, numeri di telefono con accanto, frasi diffamatorie, omofobe e sessiste,
L'ha scritta che riguardava me riportava il mio nome cognome il mio nickname di Instagram, e il mio titolo professionale è seguito da un'offesa, il tutto accompagnato da un simbolo fallico.
Man mano che saliva, ho fotografato un poco più di 40 scritte.
In due di queste appariva anche il nome del mio gruppo e di un altro gruppo di camminate, entrambi corredati da epiteti insultanti.
Mi sono sentita svenire, non pensavo solo a me, ma tutte le donne coinvolte che tra l'altro non conoscevo.
Subito dopo ho sentito di dover fare qualcosa così sceso da San Luca, è sempre insieme alla mia amica, mi sono recata in questura per denunciare contro ignoti.
Uscita da lì, ho registrato un video io l'ho pubblicato sui miei canali social, il mio intento era sensibilizzare e farmi trovare da eventuali altre donne coinvolte, non è stato facile, ma volevo con tutta me stessa a fare qualcosa.
Dopo averlo pubblicato, sono scoppiata a piangere ero scossa, ma anche fiera di aver trovato il coraggio di raccontare ciò che era successo.
Il video è diventato virale in pochi minuti.
Ho ricevuto tantissimi messaggi donne che mi ringraziavano per il mio coraggio, che esprimevano tutto il loro affetto e vicinanza nei miei confronti, uomini che mi sostenevano alcuni mi dicevano che ero stata da esempio per le loro figlie.
Parenti, amici, sempre al mio fianco in un momento davvero difficile.
Quell'ondata di sostegno per me è stata fondamentale, sono stati la mia forza.
Ovviamente, esponendomi on line sono arrivate anche alcune critiche.
Qualcuno è persino arrivato a insinuare che fossi stata io a scrivere sui muri per farmi pubblicità, ma io so la persona che sono e soprattutto avevo cose più importanti da fare,
Tornare alla mia vita al mio lavoro e provare a cercare, tramite i social, le altre donne per informarli dell'accaduto.
Pochi giorni dopo, una di loro mi ha risposto.
Dopo essermi assicurata che fosse davvero lei facendole alcune domande, per evitare fraintendimenti, l'ho spiegato cosa fosse successo e lo ha inviato la foto della scritta col suo nome, la frase accanto ad esso un nome trasformato in offesa in violenza gratuita.
In quel momento ho cercato di darle forza, la stessa che avevo cercato per me stessa nei giorni precedenti le ho scritto.
Non sei sola, ci sono, io siamo insieme e poi quella chiamata Alice suonando denunciare non sei sola, siamo insieme.
Una frase semplice ma potentissima.
In quel momento ho capito che il coraggio è contagioso, che quando una persona si alza in piedi, altre potrebbero trovare la forza di fare lo stesso, eravamo legati da qualcosa che non avremmo mai voluto condividere, ma che ciò, unite nella forza e nel coraggio, trasformandoci da vittime inconsapevoli a donne che scelgono di non tacere più,
Quello che è successo non poteva restare nell'ombra, denunciare significa proteggersi, significa dire basta, se si subisce violenza in qualunque forma essa si manifesti, si deve provare a non restare in silenzio, non bisogna rimanere soli e soprattutto bisogna denunciare perché la nostra voce a forza la nostra voce conta.
Grazie per avermi dato la possibilità di raccontare la vicenda che mi ha visto coinvolta e grazie all'Amministrazione comunale per la vicinanza e la tempestiva rimozione delle scritte.
Grazie a te a Lecce, allora ora alle conclusioni spettano al nostro sindaco, Matteo Lepore, prego, Sindaco.
Grazie Presidente.
Ringrazio le nostre ospiti ai nostri ospiti, le consigliere e i consiglieri che sono presenti.
Tutte le autorità che hanno accettato l'invito di questo Consiglio solenne per la giornata dedicata all'eliminazione della violenza contro le donne a livello internazionale.
Noi abbiamo incontrato parlo di me e della vicesindaca, più di 800 fra ragazze e ragazzi, proprio nei giorni scorsi, al teatro delle celebrazioni abbiamo trattato i temi che sono oggetto di questo Consiglio, lo abbiamo fatto attraverso un progetto della Città metropolitana, dei nostri comuni e di tantissimi partner che hanno voluto portare da tre anni un lavoro nelle scuole,
E in particolare, abbiamo coinvolto 25 istituti di tutto il nostro territorio.
Lo abbiamo fatto perché, in particolare quest'anno volevamo soffermarci sul tema, la maschilità, l'adolescenza tra stereotipi e cambiamento con il progetto maschi del futuro.
Questo impegno nostro deriva anche dal percorso che da molti anni questa Amministrazione porta avanti e saluto anche il nostro dal sindaco Virginio Merola che sui temi del ruolo degli uomini ha avuto prima di me mi impegno anche di stimolare la nascita di associazioni e centri impegnati su questo fronte.
Ma in particolare in questi ultimi anni il lavoro è diventato metropolitano perché volevamo coinvolgere i comuni e le comunità, che magari hanno, anche dal punto di vista istituzionale, minori strumenti, minore risorse o quei cittadini e quelle cittadine e quei ragazzi e quelle ragazze che essendo lontani da la grande città hanno meno opportunità di potere accedere ad un aiuto e ad un sostegno e quindi la strategia del nostro Piano per l'uguaglianza in Città metropolitana è stata ed è tuttora importante e mi auguro che si allarghi anche al resto della regione.
Perché purtroppo i numeri li abbiamo già citati nella giornata di oggi sono sempre più gravi e non vanno a diminuire nel 2024 lo abbiamo ricordato, 1.289 donne sono state accolte dai nostri centri antiviolenza e nel 2025 e siamo già a circa 900 persone, il 76% delle donne con i quali con le quali siamo entrati in contatto hanno richiesto aiuto perché vittime di violenza da parte di un partner o di una di un ex partner, il 94% dei casi in generale si occupa di conoscenti e quindi noi, ancora una volta siamo di fronte a violenze che accadono, non in strade e luoghi pubblici, ma la maggior parte delle violenze accadono proprio nella rete familiare delle relazioni più vicine.
È evidente che sono gli uomini a fare violenza sulle donne, è quello che ci circonda, sia nel nostro intimo, nelle nostre relazioni personali, sia nello spazio pubblico, ci riguarda, ci riguarda e non sempre come istituzioni siamo in grado di essere presenti dove queste violenze scaturiscono, lo abbiamo detto anche da inizio, può essere un semplice gesto, una parola, e noi ci interroghiamo costantemente su quali politiche, quali progetti, quali iniziative possiamo mettere in campo, perché, come abbiamo ricordato, anche alle ragazze, ai ragazzi che abbiamo incontrato, il teatro delle celebrazioni noi non possiamo essere presenti sempre quando si inizia a mancare di rispetto e dunque lì la responsabilità individuale è fondamentale nel discorso che noi vogliamo costruire assieme,
Per questo le testimonianze di oggi sono particolarmente rilevanti, quelle di Silvestro Ramundo e di Alice guerra.
Ringrazio Silvestro, almeno per essere qui oggi, anche l'occasione di uno sciopero che riguarda tutta la sua categoria, alla quale voglio esprimere la nostra solidarietà rispetto ai temi del contratto nazionale e della libertà di informazione, credo che la sua sia una scelta importante non solo ovviamente di di rispetto nei nostri confronti di questa istituzione anche perché.
In questo mondo nel quale si parla tanto, perché negli ultimi anni si è parlato tanto della violenza di genere e delle questioni di parità, le donne sono descritte attraverso il linguaggio dei media, dei social media e della sfera digitale e dunque il ruolo di chi lavora professionalmente in questo ambito è essenziale e riguarda non soltanto il linguaggio ma soprattutto il potere e il ruolo che chi scrive rappresenta il mondo editoriale, gli investimenti, la finanza, che è dietro al mondo della comunicazione è sempre più importante da un ruolo centrale e politico della questione che stiamo trattando.
Così come voglio ringraziare Alice, Alice Guerra che è qui presente, per il coraggio che ha avuto anche di essere qui presente oggi, perché si sta esponendo una seconda volta non è soltanto la prima.
Come abbiamo sentito anche dal suo racconto.
La violenza può iniziare da una parola, può iniziare da un insulto da uno sguardo che a volte è sempre più spesso noi avalliamo anche soltanto soltanto girandoci dall'altra parte e come ebbi modo di dire intervenendo su questo caso quelle parole non solo certo parole di amore ma di odio perché quando manca il rispetto è lì che tutto si trasforma anche l'amore delle persone che abbiamo accanto, che riteniamo essere quelle che di solito ci accolgono che ci proteggono e che invece diventano quelle più pericolose quelle che ci sorprendono e ci terrorizzano. I dati sono lampanti e molto chiari.
E quello che è successo a donne, come è mappe Zemo che ogni anno ricordiamo insieme all'Università di Bologna.
Alessandra Matteuzzi, soffia Stefani e tanti e belli netti attorno alla quale c'è un'indagine in corso, voglio cogliere l'occasione anche per ricordare qui viola Mazzotti che ha perso la vita per strada.
Della nostra città.
Guidando una bicicletta.
Un giorno ci interrogheremo come mai, nella giornata nella quale parlavamo tutti quanti della violenza contro le donne, purtroppo abbiamo perso una vita che non volevano perdere, che non ci saremmo mai immaginati di perdere proprio a Bologna, dove stiamo cercando di fare di tutto perché la violenza stradale venga superata.
La nostra vicinanza, ovviamente, alla sua famiglia, sabato ci saranno i funerali e saremo presenti.
Con la nostra fascia tricolore, per portare il cordoglio della nostra città,
Cerchiamo di lavorare quotidianamente, lo sappiamo, per sostenere i centri antiviolenza, le case rifugio per la formazione del personale sanitario, come giustamente ci ha ricordato la nostra Presidente, le forze dell'ordine, il personale educativo perché?
Non da oggi lavoriamo sull'educazione affettiva nelle scuole, lo abbiamo deciso di fare proprio con un rafforzamento dei nostri progetti a seguito del femminicidio di Alessandra Matteuzzi, fu un impegno allora che ci prendemmo tutti insieme, ed allora le nostre scuole stanno lavorando con maggiore impegno e le tante attività che promuoviamo sono attività che ci insegnano ogni giorno perché lavorare coi più giovani e con le più giovani è sicuramente grande motivo di conoscenza anche della trasformazione dei linguaggi e delle relazioni nella nostra società promuoviamo, come ho detto, percorsi.
Per uomini autori di violenza, con anche due centri che su questo lavorano, in accordo con noi lavoriamo al tavolo interistituzionale con il Tribunale, la questura e i servizi sociali, la procura, la magistratura e voglio ringraziare tutti i rappresentanti di queste istituzioni anche per la presenza né nei giorni scorsi proprio alla deposizione della nostra Corona all'interno del cortile di Palazzo d'Accursio nella targa che ricorda le vittime della violenza di genere.
È indubbio che noi stiamo lavorando da tempo per dare uno sguardo femminile e femminista, dalle nostre politiche alle nostre iniziative, ai nostri bandi, ai nostri progetti, perché riteniamo che la battaglia contro la violenza sulle donne non possono essere delegata alle donne, debba essere di tutta la società e su questo gli uomini devono assumersi in primo luogo una responsabilità ma ancora di più lo debbono fare le istituzioni ed è su questa ultima parte sulle istituzioni e sulla politica che vorrei concentrare il mio intervento.
Perché noi non vogliamo?
Organizzare incontri e iniziative per chiedere pietà, ma soprattutto per chiedere maggiore coraggio, coraggio per far sì che le cose che denunciamo non accadano più nelle nostre case, nei nostri quartieri, nei nostri silenzi, e per questo è molto importante uno sguardo critico e coraggioso sulle relazioni.
Nella vita e nella nostra città, perché ogni volta che una donna denuncia la città deve esserci ogni volta che una donna paura, le istituzioni devono tendere la mano ogni volta che una donna subisce una violenza, questa comunità deve essere il luogo in cui poter ricominciare,
Proprio perché non dobbiamo chiedere alle donne di essere forti, come non lo dobbiamo chiedere a nessuno, nella società, siamo noi la società che deve essere forte insieme a loro, non dobbiamo chiedere alle donne di adattarsi, piuttosto, chiediamo agli uomini, alle istituzioni e alla cultura dominante di cambiare,
L'antropologo francese François Héritier, disse una volta le civiltà si trasformano quando cambia l'immaginario del rapporto tra i corpi ed è lì che nasce la politica e aggiungerei che il modo nel quale la città si immagina deve essere innanzitutto il rapporto tra i corpi e gli spazi e in particolare sul rispetto alla libertà delle donne perché attraverso questa libertà e questa affermazione si determina anche e soprattutto la qualità della sua democrazia.
Dunque una città non solo deve essere contro la violenza, ma si deve organizzare per renderla impossibile, se vogliamo che Bologna sia un luogo di libertà femminile, non dobbiamo solo proteggere, ma dobbiamo fare in modo che questo nostro, questa nostra riflessione, sia l'origine del nostro futuro quindi uno sguardo femminista sulla società va adottato.
Sulla società e per la società e, in fondo, quello che ci chiedono le mobilitazioni di piazza.
Che da anni ormai vediamo nella nostra città, Bologna, in tutto il mondo le mobilitazioni di non una di meno hanno rilanciato oggettivamente con forza una questione femminile e femminista critica e popolare all'interno di ogni contesto, anche quello bolognese, e non dobbiamo avere paura. A mio parere, di questo impegno e di questa mobilitazione più che con paura, dovremmo guardare con speranza, così come dobbiamo guardare con attenzione anche quelle piccole lontane manifestazioni di donne parlamentari che a Bruxelles e a Strasburgo, fuori dagli incontri di colleghi parlamentari uomini.
Si riuniscono per opporsi.
A chi utilizzando gli spazi delle istituzioni?
Si riunisce per promuovere leggi e direttive e contro il diritto all'aborto e l'autodeterminazione delle donne in Europa perché, seppure quelle stanze siano molto lontane fisicamente da noi ci riguardano direttamente, ci riguardano perché c'è un fascismo strisciante che si maschera di fronte a parole di libertà, che si insinua nei discorsi sempre più ricorrenti della politica.
E di una guerra ibrida che invade i social e i media tradizionali,
Fino ad arrivare a contaminare anche la vita degli adolescenti delle nostre comunità nei giorni scorsi, in Giunta, ne abbiamo anche parlato e, insieme alla nostra vicesindaco, abbiamo ricordato una mini serie che uscita quest'anno su Netflix Adolescents chi l'avrà vista avrà riconosciuto, all'interno di questa serie parole, nuove situazioni che ci sorprendono, che riguardano la vita dei nostri ragazzi, misoginia bullismo e cyber bullismo, aggressione di genere, tendenze crescenti tra i giovani europei non solo italiani e Bolognesi, soprattutto tra i maschi, così come sono nuove tra i giovani europei tendenza elettorali e di consumo. Allora il femminismo è una questione democratiche, non solo di parte, anzi, è una liberazione dell'uomo e della donna, è una questione di cittadinanza.
E quindi tipicamente bolognese. Per questo io penso che in questa giornata noi non dobbiamo soltanto denunciare, non ci dobbiamo soltanto esporre, ma dobbiamo ringraziare chi dà l'esempio e non si volta dall'altra parte, come è successo oggi nel caso di Camilla di Alice e di tutte le altre che lo hanno fatto salendo il portico di San Luca, riconoscendo in quelle parole di odio una grande questione politica che ci hanno voluto rappresentare fino ad arrivare qui nel nostro Consiglio comunale grazie.
Bene, grazie grazie al signor Sindaco, prima di chiudere, volevo ringraziare in particolare la vicesindaca, Emily Clancy, senza la quale per la fattiva collaborazione, senza la quale non avremmo insomma realizzato così questa solenne. Grazie, grazie a tutti voi e un grazie anche chiaramente ai collaboratori dello staff del Consiglio, quello sempre per tutti i consigli che vengono realizzati grazie a loro. Grazie ai nostri ospiti, la il Consiglio solenne, si chiude qui e ci rivediamo coi consiglieri tra 10 minuti per il question time, grazie a tutte e tutti.
Via.
Allora apriamo la seduta del question time.
Chiedo ai colleghi Consiglieri ai Consiglieri di accomodarsi.
Dobbiamo.
Allora partiamo con con l'appello, grazie dottoressa, grazie, Presidente Angiuli.
Begaj.
Bernagozzi Bittini, Caracciolo.
Celli.
Ceretti.
Cima.
Dei bias.
De Giacomi.
De Martino.
Di Benedetto.
Di Pietro.
Diaco fattori Foresti.
Geiger.
Iovine.
Larghetti, assenza giustificata.
Manca.
Marcasciano.
Mazzanti.
Monticelli.
Naldi.
Vedo anche il consigliere Caracciolo.
Negash piazza.
Pizza Quercioli.
Santori Scarano.
Stanzani.
Tarsitano.
Toschi.
Venturi.
Zontini, assente, giustificata, prego, presidente, il numero legale c'è grazie, ringrazio la Segretaria Generale parto con le informazioni di routine, la vicesindaca è qua con noi, quindi partecipa al Cutie odierno e chiedere l'accorpamento delle domande. 20 e 21, il tema della violenza di genere delle 22 e 23 sul tema aeroporto Marconi, l'Assessora Licalzi, l'Assessore Campaniello, l'assessore a Madrid del Sindaco daranno risposta scritta l'Assessore Borsari e dalla risposta scritta anche lui all'interpellanza a lui assegnata.
Allora procediamo quindi con le domande di attualità, la prima e la numero 18 cresce la domanda di case e il prezzo a che punto siamo con il patrimonio comunale, consigliere pizza, a lei la parola, prego, grazie, Presidente.
Se da un lato possiamo rallegrarci per il fatto che il mercato immobiliare della nostra città si dimostri dinamico, come ci ricorda il Corriere di qualche giorno fa, e dunque con compravendite di crescita al 7,5% rispetto al 24 con 2.950 transazioni, allo stesso tempo, però, si registrano incrementi di costo fino al 2% per gli acquisti e del 3% per i canoni di affitto. La cosa non può non preoccuparci per in negativo impatto sulla possibilità, soprattutto di acquisizione di contratti di locazione e le notevoli difficoltà di trovare un'abitazione a Bologna a prezzi ragionevoli in rapporto agli stipendi e salari medi della maggior parte degli operatori in città, in particolare per operatori della sanità che più volte hanno denunciato situazioni economicamente insostenibili. Già in passato, in questa sede ho sollevato ed affrontato la problematica, che certo non è esclusiva della sola nostra città, ma si ripercuote anche in tutte le grandi città, italiane ed europee. E che ha un particolare negativo impatto sulla possibilità di trattenere a Bologna qualificati e personale sanitario, sebbene possano concorrere anche altre condizioni, oltre all'elevato costo della pigione, nel voler abbandonare Bologna per tornare alle zone di origine, sebbene negli ultimi numerosissimi anni tutti i Governi alternatisi alla guida del Paese non abbiano mai posto mano ad un solido piano casa nazionale, pur tuttavia questa municipalità si è molto sbilanciata nel cosiddetto Piano casa, proponendo ancora sul proprio sito web 10.000 abitazioni in 10 anni, che certamente avrebbe potuto, se non eliminare, il grave problema che ci attanaglia avrebbe però potuto almeno lenire e ridurne la portata, ma sarebbe utile ed importante sapere a che punto sono i programmi municipali di costruzioni e quali prospettive si appalesano.
E ancora a che punto sono le trattative si fa per dire con le aziende sanitarie locali di cui ci era stato fatto cenno relativamente ad un'eventuale utilizzo di abitazioni di proprietà comunale per professionisti sanitari della città, onde non disperdere importanti professionalità. Dopo averle costruite, viene da sé la richiesta al Sindaco e alla Giunta di un parere politico amministrativo nel merito e quale sia l'orientamento della municipalità e quali azioni pensa sia possibile introdurre per risolvere efficacemente tali gravi criticità? Grazie Presidente, grazie Consigliere pizza, la parola Ramallah vicesindaco per la risposta, prego,
Grazie Presidente, grazie consigliera, Pizzo. Questa domanda è del tutto evidente e lo riconosco anch'io davvero senza giri di parole che oggi a Bologna, alla domanda abitativa è in forte crescita, mentre l'offerta, soprattutto nel mercato privato, non è adeguata né del tutto accessibile per una larga parte della popolazione. Lo vediamo nei dati che rileviamo come Comune. Lo confermano gli osservatori di settore e lo testimoniano le difficoltà che ci segnalano. Studenti studentesse, lavoratori lavoratrici, famiglie e si purtroppo anche operatori operatrici della sanità che svolgono un servizio fondamentale per la città e spesso faticano a sostenere i costi dell'affitto. Proprio per questo, come ho avuto già modo di illustrare in altre risposte, il nostro intervento si vuole muovere su tre assi fondamentali. Come sapete, il piano per abitare tiene insieme diverse leve sostegno all'affitto, aumento dell'offerta abitativa pubblica e sociale, rigenerazione del patrimonio esistente, housing sociale e abitare collaborativo, non entro nei dettagli, perché conoscete bene il nostro lavoro è quasi ad ogni seduta di question time, avete aggiornamenti sui progetti che portiamo avanti, ma sottolineo solo le direttrici. Primo, asse rilanciare il patrimonio pubblico, aumentare l'offerta di alloggi a canone calmierato.
Fra rigenerazione. Nuove costruzioni quasi ng condomini, solidali alloggi per l'abitare collaborativo, come il condominio solidale dell'ex clinica Beretta, oggi in fase di bando. Lo avrete visto ieri dal comunicato stampa del Comune. Abbiamo inoltre consolidato un'azione parallela sugli alloggi ERP, con un piano straordinario di manutenzione e ristrutturazione, con un impegno forte sull'efficientamento energetico, con dimezzamento della spesa energetica per le famiglie e benefici ambientali importanti. Solo alcuni numeri. Da inizio mandato abbiamo investito 18 milioni di euro nell'ERP, ristrutturando 1.300 appartamenti Frast Fitto ordinario è sfitto straordinario. Siamo nei tempi e in linea con il prologo, con il cronoprogramma per arrivare allo scritto zero entro il mandato, un risultato che sarebbe unico non solo per la nostra città, ma credo, a livello nazionale. 3.500 gli appartamenti su cui siamo intervenuti, con efficientamento energetico che chiaramente abbassa il costo del delle bollette. Per famiglie. Secondo asse riportare casi sul mercato dell'affitto a prezzi accessibili. Sappiamo che la persona abitativa non si risolve solo col patrimonio pubblico. Per questo stiamo lavorando a una leva che riteniamo decisiva. Favorire il rientro degli appartamenti oggi sfitti nel mercato dell'affitto calmierato. Lo faremo con la Fondazione abitare Bologna come agenzia per l'affitto e con misure di garanzia accompagnamento ai proprietari, oltre che con forme di sostegno agli inquilini. Oggi ne parlerò al convegno di Confabitare lunedì. Sarò da ASPI. Quindi sono interlocuzioni che stanno avvenendo anche con i proprietari privati. La fondazione di cui la settimana prossima ne annunceremo il nuovo direttore direttrice selezionato e la campagna che parte per mettere in in affitto i propri appartamenti privati o per chiedere invece un appartamento in affitto, ci permetterà di rafforzare ulteriormente strumenti operativi, ampliare la capacità di intervento, quanti più contratti a canone concordato ci sono in città, tanto più abbiamo una speranza, una possibilità di poter calmierare il mercato. Terzo, asse intervenire sul mercato privato a chiedere strumenti nazionali adeguati. Lo ripetiamo da tempo, un Comune da solo non può risolvere gli squilibri generati da dinamiche nazionali, come la totale assenza di politiche strutturali sull'affitto ormai ammessa anche dal Ministro Salvini, o la mancanza di un piano nazionale per l'housing sociale e da fenomeni che toccano tutte le grandi città europee e italiane, come ricordava anche lei, dai canoni in crescita agli effetti delle piattaforme turistiche. Abbiamo più volte chiesto al Governo strumenti che possano accompagnare i territori in questa sfida. Ad oggi, purtroppo, non abbiamo avuto risposte adeguate. Per questo stiamo continuando a fare la nostra parte, sia con la Regione che in Europa. In conclusione, il nostro orientamento è molto chiaro. Non ci limitiamo a fotografare la difficoltà, ma stiamo mettendo in campo un piano organico stabile nel tempo, con obiettivi misurabili che a fronte all'insieme, l'emergenza e la strutturalità. Siamo infatti aumentando anche gli alloggi di transizione abitativa, proprio perché stiamo lavorando su tutti gli assi, sia soluzioni temporanee sia soluzioni stabili e strutturali. Ci stiamo muovendo per aumentare l'offerta pubblica, rendere più accessibile quella privata, proteggere le fasce più fragili, costituire percorsi innovativi di abitare e chiedere a livello nazionale que quegli strumenti fiscali e normativi che i Comuni non possono attivare da solo. So da soli. Solo nell'ultimo triennio abbiamo avuto un aumento di oltre il 25% della presa in carico nella transizione abitativa. Oltre a tutto quello che stiamo facendo sull'ERP ERS che ho raccontato, quindi davvero come Comune stiamo spendendo risorse sul diritto alla casa senza precedenti, anche con i mandati precedenti. Questo impegno come Giunta oggi confermiamo, anche in risposta alla sua domanda, grazie.
Grazie, ora la parola va al Consigliere pizza per la dichiarazione di soddisfazione, prego, grazie, vicesindaco, grazie per essere presente.
Ho apprezzato molto il fatto che lei sia qui, non è mai mancata alle mie sollecitazioni da quando frequento questa Sala e di questo le sono grato che non apprezzo molto debbo però ritenere non ancora del tutto sufficienti gli sforzi che fa questa municipalità, per cui io non posso che accordarle la mia parziale soddisfazione accanto alla mia grande soddisfazione per vederla qui e come le dicevo prima per l'attenzione che ha nei confronti delle mie sollecitazioni spero che quello che lei sta proponendo facendo riesca a risolvere almeno un po' di più di quello che abbiamo sotto gli occhi, grazie ancora.
Allora, grazie Consigliere. Ora passiamo alla domanda successiva al rafforzamento della rete dei punti Viola. Consigliere Angiuli a lei la parola. Grazie, Presidente. E grazie alla vicesindaca Clancy per la presenza in Aula. Con questa domanda di attualità intendo richiamare l'attenzione sul recente avviso pubblico riguardante l'ampliamento della rete dei punti viola nell'ambito del progetto tutta mia, la città, che io ritengo uno degli strumenti più significativi attraverso cui la nostra città sta rafforzando la sicurezza di prossimità, la prevenzione, la vivibilità dello spazio pubblico. L'estensione della rete rappresenta un passaggio importante, quindi questi punti non saranno più solo luoghi di ascolto e prima assistenza, ma nell'ottica dell'amministrazione, sembra di capire, voler costruire una rete di presidi diffusi che contribuiscono a continui a costruire una cultura urbana fondata sul rispetto e sull'inclusione e sulla tutela reciproca. L'obiettivo si legge è quello di rafforzare le reti territoriali attraverso percorsi formativi che sono rivolti a soggetti che operano in luoghi aperti al pubblico, come ad esempio le attività commerciali locali. Gli spazi della notte che dico io informalmente da sempre rappresentano un presidio di sicurezza nella nostra SOGET città e che grazie a questo progetto sono chiamati a svolgere un ruolo strategico nella tutela e nel supporto delle persone. Per questo chiedo di comprendere meglio quali gli obiettivi strategici dell'Amministrazione.
In questa nuova fase e con quali indicatori verranno, quali indicatori verranno adottati per valutarne l'efficacia? Come verrà garantita una distribuzione equilibrata dei punti viola nei vari quartieri.
E quali risorse professionali e organizzative l'Amministrazione sta mettendo in campo per assicurare una rendicontazione trasparente ed efficace nei confronti della città. Pertanto affido queste domande alla vicesindaca e attendo una risposta e una valutazione politico-amministrativa. Grazie.
Grazie consigliera vicesindaca, prego a lei la parola grazie Presidente, grazie consigliere Angiuli, il progetto, tuttavia la città si inserisce nella promozione di iniziative finalizzate alla prevenzione e al contrasto alla violenza di genere e alla diffusione di una cultura della parità, con particolare attenzione alla violenza nello spazio pubblico e lo abbiamo ricordato anche poc'anzi nel Consiglio solenne e il 94% delle donne che si sono rivolte a un centro antiviolenza l'anno scorso l'hanno fatto per violenza subita da una persona conosciuta partner ex partner, conoscendo amico familiare, collega, tuttavia, vogliamo lavorare anche su quel 6% di violenza che avviene nello spazio pubblico perché, pur essendo residuale, ha chiaramente un effetto sulla libertà di tutte le donne nella loro autodeterminazione, di fruire dello spazio pubblico, di attraversare la città e nella loro percezione di sicurezza oltre che attaccare direttamente le donne che subiscono naturalmente l'idea di fondo. Lo sapete che la città debba essere attraversabile e vivibile da tutte tutte tutte, nello specifico tutta la mia. Tuttavia, la città si pone in continuità col progetto verso un Atlante di genere a Bologna, con le ricerche condotte per la pubblicazione dell'Atlante di Bologna per una città femminista, le mappe di genere.
Il progetto intende lavorare sul rafforzamento di una connessione fra economia della notte sicurezza, diffusione di una cultura di parità, garantendo una fruizione più autonoma, libera e sicura per le donne, tutte le soggettività di genere negli spazi di accesso quotidiano, nonché nei luoghi e nelle zone di svago. Il progetto si declina come un'azione di sensibilizzazione territoriale tesa a rafforzare e ampliare le reti attive di prevenzione e contrasto alla violenza di genere e di tutte le soggettività verso le donne. Tutte le suggerite e tutte le soggettività, scusate col coinvolgimento diretto di alcuni attori e soggetti che operano in spazi di pubblico accesso. Quali sono le attività commerciali, con un focus specifico sui locali notturni, che possono diventare punti strategici di presidio per la prevenzione? A tal fine, il progetto si articola innanzitutto in una serie di attività formative mirate. In primo luogo, una formazione rivolta agli esercizi commerciali che intendono far diventare la propria attività. Un punto viola, ovvero un luogo sicuro con personale sensibilizzato, è formato contro la violenza di genere per la sicurezza in strada dalle persone. La formazione è curata da donne per strada. Mira a soddisfare l'attuale domanda formativa da parte degli esercenti su questi temi, non solo a livello metropolitano, ma anche a livello regionale. Una attività specificamente dedicata, poi, a formare invece 40 e cinque fra i 40 e i 50 Street toast la nuova figura prevista dal piano della notte con competizione di.
Mediazione culturale, sociale e integrando la formazione è già prevista per loro con moduli dedicati alla prevenzione, alla prima assistenza in caso di discriminazioni, molestie e violenza sessuale. Poi, una formazione dedicata al personale di club e locali notturni che verranno coinvolti per l'adozione congiunta di concerto di misure di prevenzione efficaci e utili per il settore, quali la stesura e sottoscrizione del protocollo contro le aggressioni e le molestie sessuali nei club e nei locali notturni. Sia l'attivazione dei nuovi punti viola sia il percorso che porterà la prima sottoscrizione del protocollo saranno accompagnate da una specifica campagna di comunicazione che risulta essere centrale nell'ambito di questo progetto. La comunicazione, infatti, dovrà essere indirizzata tanto la cittadinanza e, in particolare, alle persone più a rischio, per fornire informazioni utili delle reti di supporto, garantendo e generando non solo una conoscenza diffusa dei punti di riferimento, ma lavorando anche su una più sentita percezione di libertà e autodeterminazione. Quanto alla platea di esercenti potenzialmente interessati, poi entra a far parte di questa rete e vedendo i primi che hanno aderito al progetto. Venendo allo specifico all'azione di insediamento dei punti Viora nell'ambito del finanziamento complessivo di tutta mia la città, cofinanziato dalla Regione. Come sappiamo, insieme al nostro Comune.
Per l'azione di formazione finalizzata ad ampliare la rete dei punti viola il budget previsto di 9.000 euro sui 50.000 totali. La cifra copre la formazione per il personale di 25 attività commerciali, di cui 20 saranno selezionate dall'avviso sul territorio comunale metropolitano. 5 invece individuate a livello regionale, donne per strada già una lista d'attesa, diciamo, di locali a livello regionale la formazione sarà cura dell'associazione Donne per strada appunto, ideatrice a livello nazionale del progetto punti Viola che dedicherà questa formazione personalizzata. Quindi ogni attività selezionata riceve una formazione ai suoi dipendenti. Non vengono fatte classi generalizzate, ma ognuna.
Avrà un colloquio conoscitivo con il titolare o il gestore. La giustizia di ogni attività commerciale per definire al meglio lo svolgimento della formazione consisterà in due moduli on line, uno di approfondimento psicologico e l'altro di approfondimento legale come esplicitato nell'avviso. Le attività aderenti alla rete dei punti viola sono tenute a partecipare poi un'attività di monitoraggio e aggiornamento promossa dal Comune di Bologna e dall'Associazione Donne per strada alle attività richiesto di fornire semestralmente al Comune il dato sull'attività di supporto eventualmente fornito. Il monitoraggio, la raccolta dati costituiscono una parte integrante dell'impegno dell'attività commerciale. Contribuiscono anche una valutazione dell'efficacia non solo del progetto, ma anche di definizione di ulteriori esigenze o bisogni che possono emergere. L'avviso prevede che la Commissione valuti anche in base all'ubicazione delle attività, tenuto conto delle zone individuate come più a rischio dalle precedenti mappature, assicurando comunque una distribuzione equilibrata dei punti viola. Dobbiamo poi tenere conto anche del fatto che i punti Viola che attiveremo con questo progetto si andranno a inserire in una rete più ampia. È passibile di ulteriore ampliamento. Già alcuni soggetti privati hanno infatti aderito e appoggiandosi alla medesima associazione Donne per strada. L'idea quindi che si possono mettere in rete risorse diverse e che la mappa dei punti viola già presente on line possa arricchirsi sempre di più. Infine, naturalmente, il progetto si interseca con le azioni del Piano della notte e in particolare con nottambula. Infatti è prevista, come detto, una loro formazione specifica, in modo da davvero moltiplicare un'alfabetizzazione di base sul contrasto alla violenza di genere anche nello spazio pubblico. Ci tengo a ringraziare anche lei personalmente, che so che ha fatto da tramite, con le associazioni di categoria, per dare ulteriore diffusione al bando. Grazie.
Consigliera prego, Presidente, sì, voglio dire che sono molto soddisfatta, non soltanto della risposta in Aula, che appunto centrava tutte le richieste della mia domanda di attualità, ma soprattutto perché questo progetto mi sembra veramente molto ben strutturato e si integra perfettamente nella strategia che il Comune sta perseguendo.
Appunto nelle politiche di lotta alla alla violenza di genere, non solo grazie mille.
Grazie grazie consigliere Angiuli, una breve riflessione, un richiamo, chiamiamolo co, con le parole corrette, mi è stato segnalato da da alcuni consiglieri e consigliere che durante l'assist seduta di un espressioni gravemente offensive e se esista da parte del consigliere Caracciolo, che richiamo, perché ricordo che peraltro oggi è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne,
E ci troviamo comunque come aggravante nell'Aula del Consiglio comunale, non sono ammesse ovviamente con in generale, ai comportamenti e parole lesivi della dignità delle persone e nella giornata dedicata al 25 novembre è un motivo in più per ribadire con fermezza il dovere rispetto anche e soprattutto per questa giornata il consigliere non so se mi sta ascoltando comunque,
Grazie, proseguiamo i lavori, ovviamente nel rispetto reciproco, allora la prossima domanda.
Sono?
Consigliere, prego.
Tu qua che non sono venuto qua per ridere. Sono venuto qui per portare la mia solidarietà alla violenza sulle donne ed in particolare alla signora che, di cui non ricordo il nome che ha espresso la sua storia, io ho detto questa frase riferendomi poi ho chiesto la registrazione, ma non c'è, perché lei faceva riferimento ad una persona donna anch'egli abbia telefonato. Io facevo riferimento a qui, cioè che non avrebbero dovuto succedere questa situazione. In ogni caso, ribadisco che da parte mia non vi è assolutamente l'idea di volere offendere la persona che ha disquisito in merito alla sua storia, né offendere cioè chiedo scusa della parolaccia, però, onestamente, io non volevo offendere nessuno e lo ribadisco perché sennò non sarei venuto qua, avrei preso in giro me stesso e agli altri grazie.
Allora le prossime domande sono la 20 alle 21 sono accorpate per omogeneità di argomento il tema della violenza di genere, proposito violenza di genere, un'emergenza oltre 1.000 e codici rossi in un anno, e le do la parola al consigliere Caracciolo la domanda è sua, prego sono 1.131 le donne che quest'anno in circa hanno chiesto ai Carabinieri un aiuto,
È una costante prepotenza, violenza da parte dei mariti, fidanzati conoscenti e anche gli sconosciuti. Il dato dei Carabinieri è quello di aver arrestato 55 uomini per mano, maltrattamenti, stalking, reati sessuali sono 637 alle denunce, vi sono maltrattamenti e atti persecutori, violenza sessuale, violenza di provvedimenti di allontanamento e divieto di avvicinamento. È importante sottolineare la. L'applicazione del braccialetto elettronico è uno strumento importante ed essenziale per monitorare il rispetto delle prescrizioni. Un elenco di dolore in cui si inseriscono le morti in Italia, abbellì netti e Nadia Al Qaeda, accomunate dalla violenza subita dalle relazioni tossiche con due uomini che adesso sono in carcere, accusati di omicidio. Le cose possono cambiare con l'educazione, coinvolgendo i giovani, poi con la prevenzione e la repressione, prevenzione che passa anche con gli ammonimenti del questore Sbordone, il lavoro delle forze che le Forze dell'ordine portano avanti si basa soprattutto sull'ascolto delle vittime.
I carabinieri hanno quattro stanze rosa a Borgo Panigale, Sasso Marconi, Castenaso, San Giovanni, e da qui iniziano le loro ricerca io chiedo al Sindaco alla Giunta un parere politico e se ritengano opportuno di volere appoggiare le forze dell'ordine in questa grande lotta contro il femminicidio che attraverso il dialogo nella scuola alla presenza di persone specializzate,
Sensibilizzando la popolazione con un'efficace azione di conoscenza della situazione, soprattutto rivolta ai giovani, anche con importanti i corsi da tenere nelle scuole, coinvolgendo la Polizia locale, la quale dovrebbe avere maggiori contatti con i soggetti malavitosi ecco tutto ciò si può fare però parte tutto dalla scuola perché nella scuola che si possono avere le prime fase educative per cercare di migliorare questo fenomeno che a mio avviso non regredisce ma continua ad aumentare, la ringrazio, signor assessore, per la sua presenza.
Grazie consigliere la parola ora alla consigliera Bernagozzi per la sua domanda 25 novembre, i dati della violenza prego sì, grazie Presidente, ringrazio la vicesindaca, io voglio ribadire che lei ha chiesto di essere anche chiamata vicesindaca e quando ci diciamo le regole di ingaggio cioè nel senso qua, è inutile che noi ci troviamo qui a fare Consigli solenne in cui parliamo di quanto sia importante il linguaggio che abbiamo avuto il presidente dell'Ordine dei giornalisti che ha spiegato molto bene la responsabilità che si ha quando si usano determinate parole quando si scelgono quelle parole, io credo che il massimo rispetto che noi dovremmo avere per quest'Aula e, in generale, per questo tipo di tematiche senza doversi.
E diciamo scusate se uso una un concetto forte, lavare la coscienza con il 25 novembre, bisognerebbe usare questi questi momenti, innanzitutto per riflettere su noi stessi, e questo ce l'ha chiesto altri, anche il Sindaco sulla responsabilità, no e rispetto che ognuno di noi ha verso queste tematiche e soprattutto se una una una una vicesindaca chiede di essere più ma chiamata vicesindaca, io ho Assessora io chiedo francamente che prima o poi, visto che son passati quattro anni anche in quest'Aula, si abbia rispetto anche di questo. Parto da questo per dire che è tutto a che fare coi numeri e con e con il tema della violenza, perché guardate che i numeri che ci sono, che ci sulla quale io ho chiesto una valutazione politica o amministrativa alla vicesindaca,
I numeri della violenza restano con alcuni aumenti, però bisogna guardare anche di che di ed è qui che ho chiesto una riflessione a che cosa si riferiscono a quegli aumenti, perché noi sappiamo anche dai centri antiviolenza che sono sovraccarico, sovraccarico ce lo stanno dicendo, stanno stanno cercando di di di rispondere a tutte le donne che chiedono di essere di essere accompagnate nei percorsi di uscita dalla violenza, ma sono già in sovraccarico. Lo voglio dire, quei numeri sicuramente descrivono anche una maggiore fiducia nelle istituzioni e nei centri antiviolenza stessi, diciamo nel percorso che che decidono di intraprendere. Sappiamo anche perfettamente che sono percorsi difficilissimi. Spesso le donne incominciano più più di una volta di un percorso. Ne abbiamo parlato ieri in una Commissione, ne abbiamo parlato anche l'altro ieri, insomma, ne abbiamo parlato parate diverse volte.
E quindi bisogna guardare a quei numeri con secondo me attenzione e parlare di dati, e su questo io chiedevo una valutazione politica e amministrativa rispetto anche ai fondi, visto che abbiamo parlato anche di fondi, perché di fronte a un aumento di persone che si affidano anche ai centri antiviolenza che si affidano alle istituzioni capire come i fondi vengono erogati, perché io ieri ho partecipato a un incontro, uno dei tanti incontri che Centri hanno organizzato durante questa 7 questa diciamo questo periodo che ricordo a tutti che va dal 25 novembre al 10 dicembre, che è la Giornata dei diritti umani, perché ovviamente il tema della violenza ha a che fare con i diritti umani. In questi incontri a cui ho partecipato, tutti i centri c c c.
Comunicano che è, per esempio dal punto di vista dei fondi nazionali, ci sono ancora molte criticità, anche su questo cercavo di capire. Insomma, meglio come funzionano tutti i flussi. Chiudo dicendo e qui voglio voglio dire una cosa e chiudo dicendo che il coraggio delle donne mi pare che sia sotto l'occhio, sotto insomma, l'abbiamo visto tutti l'abbiamo visto oggi anche in quest'Aula e quindi ringrazio era la testimonianza della si chiama Alice la dottoressa Alice guerra perché anche questo che bisogna anche visto che si è identificata come una dottoressa, non capisco beh è giusto anche riconoscerlo, non è solo Alice guerra, ma la dottoressa Licia guerra. La ringrazio per la sua testimonianza che ci ha ricordato che il coraggio delle donne c'è anche una rete ci ha ricordato l'importanza di fare rete tra tra tra le donne. Però guardate o cambia la cultura in cui siamo sommersi, in cui pensiamo che anche dire una parola che, anche se non è rivolta a chi sta parlando ma è rivolta a qualcun altro vada bene lo stesso, ecco, questo è inaccettabile e bisogna che ce lo diciamo tra di noi in un patto tra di noi in cui smettiamo di essere scusate ipocriti in cui parliamo di violenza e poi non agiamo con i nostri comportamenti irresponsabili. Grazie, vicesindaco,
Grazie consigliera la parola alla vicesindaco, prego.
Grazie Presidente, grazie Consiglieri, non riesco a non fare anche io un una denuncia formale, richiamo perché comunque stiamo nel Consiglio solenne contro la violenza di genere e per me è utilizzare determinati termini in realtà anche fuori da quest'Aula, ma particolarmente oggi in quest'Aula è veramente lesivo dell'immagine delle donne e della dignità delle donne, quindi lo trovo grave e penso vada vada detto mi mi sembra surreale rispondere a una domanda sulla violenza di genere senza fare cenno a questo mi sentirei un ipocrita e non conseguente coi miei valori di donna femminista e di solidarietà.
In ogni caso.
Ringrazio per le domande che mi permettono di confermare l'impegno dell'Amministrazione sul tema della lotta alla violenza di genere. Questo impegno, come ho avuto modo di dire in questi giorni, si sostanzia innanzitutto attraverso un sostegno economico e la collaborazione con i centri antiviolenza e con i centri per uomini, autori di violenza e poi, naturalmente con interventi, progetti di coordinamento fra enti e soggetti che a vario titolo sono impegnati su questo tema e formano quella che chiamiamo la rete antiviolenza e infine, ma non per importanza, con azioni di sensibilizzazione e prevenzione della violenza di genere e per il rispetto delle differenze per quel che riguarda i centri antiviolenza. Sono attive sul territorio comunale e le associazioni casa delle Donne per non subire violenza, PS, Mondo, Donna, Onlus, SOS, Donna o di Bologna. Questo sul territorio comunale chiaramente poi c'è per le donne e Trama di terre a Imola rappresentano punti di riferimento fondamentali per l'accoglienza e l'assistenza delle donne vittime di violenza. In relazione all'anno 2025 e il Comune di Bologna, attraverso apposite convenzioni, eroga il contributo annuale ai quattro centri antiviolenza del territorio comunale derivanti dal Fondo statale per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità, secondo modalità di ripartizione specificate annualmente con un atto deliberativo della Regione Emilia Romagna che li assegna agli enti locali nel 2025. È stato pari.
A complessivi euro 530.000 eroga il contributo annuale ai centri antiviolenza in base ai criteri dell'accordo di ambito metropolitano nei quali coinvolgono i contributi dei Distretti metropolitani e le risorse abitative utili all'accoglienza in casa rifugio. Ad oggi. 70 posti letto che arriveranno a 77 nel 2026 con la messa a disposizione da parte del Comune di Bologna di due ulteriori appartamenti, contributo che nel 2025 è stato pari ad euro, 137.000, un dato importante solo 10 anni fa, quando è nato questo percorso anche d'accordo metropolitano. I posti in casa rifugio erano una trentina e adesso stiamo arrivando a 77 abbiamo raddoppiato i posti. Come in questo mandato abbiamo raddoppiato i fondi comunali ai centri antiviolenza, eroghiamo un contributo annuale derivante dal Fondo regionale finalizzato ad ampliare l'accesso al sostegno psicologico per le donne vittime di violenza e dei loro figli dei figli, che nel 2025 è stato pari a 109.000 euro, inoltre già dal 2024 e il Comune stesso ha valutato l'esigenza di affiancare i centri non solo nella gestione delle risorse e lavoro di rete, ma anche attraverso un ulteriore importante sostegno economico ripartito per ciascun Cave pari ad euro 95.000. Queste risorse, in particolare, sono destinate alla formazione del personale operante nei centri, al potenziamento della capacità di accoglienza rivolte a donne con bisogni specifici, dando seguito all'accordo metropolitano rinnovato. No, i centri antiviolenza ci dicevano, ci sono alcune specificità che non riescono a trovare accoglienza nei percorsi ad ora dedicati, e quindi ci abbiamo ragionato, ad esempio, madri con figli, maschi adolescenti grandi che no, non possono stare in casa rifugio, donne che hanno subito violenza di genere e hanno anche situazioni di disabilità. Non ci sono tutta una serie di e di percorsi di di casi che non riuscivano a trovare una soluzione specifica e su questo stiamo lavorando. Gestione di sedi e sportelli dedicati, facilitazione dell'accesso della permanenza nelle case rifugio. Sostegno delle attività promozionali e di comunicazione esterna, anche in forma plurilingue, per garantire una più ampia accessibilità e diffusione dei servizi offerti. Come abbiamo detto, sono 1.289 le donne che si sono rivolte nel nostro territorio metropolitano nel 2024 a un centro antiviolenza complessivamente 11.176 le donne seguite dai prestiti del territorio dal 2016 al 2024 del 24 sono state registrate complessivamente 116 ospitalità in casa rifugio, 60% delle donne dichiara di aver subito violenza dal partner, il 16 dall'ex partner, il 10, da un amico o conoscente lotto da un familiare. Pertanto, il 94% delle donne accolte nei centri antiviolenza ha subito violenza da una persona conosciuta. Per quanto riguarda il tema dei centri per uomini, autori di violenza nell'ambito dell'elenco regionale risultano attivi sul territorio comunale due centri per uomini, autori di violenza, uno pubblico liberiamoci dalla violenza e uno privato senza violenza APS. Con quest'ultimo il nostro Comune ha avviato una collaborazione, insieme ad ASP Città di Bologna e l'associazione casa delle donne per non subire violenza, finalizzata a sostenere le attività e il funzionamento del centro, con un contributo di circa 90.000 euro. L'accesso al centro può avvenire in modo spontaneo o su invio da parte dei servizi professionisti o autorità competenti. Nel 2024 si sono registrati 200 primi contatti, dei quali 133 hanno sostenuto almeno un colloquio. 75 hanno intrapreso un percorso di trattamento nel 2024 scusate, avevo rela tassa riga dal consuntivo delle attività del centro senza violenza emerge un trend significativo nel corso degli anni, le richieste di supporto da parte di uomini coinvolti in percorsi giudiziari denunciati, indagati, imputati o condannati per reati previsti dalla legge. 68 del 2019 cosiddetto codice rosso che prevede la sospensione condizionale della pena subordinata al completamento dei percorsi, sono aumentate in modo costante incremento delle richieste ha reso necessario l'avvio di una lista d'attesa, a testimonianza della crescente domanda di sostegno del ruolo sempre più centrale del centro nella gestione e nell'accompagnamento di questi percorsi. Li li abbiamo sempre qualcosa che ci raccontano gli stessi centri per uomini, autori di violenza. Chiaramente l'adesione psicologica a un percorso per cambiare da parte di un uomo autore di violenza è particolarmente importante. Quindi, chiaramente c'è una differenza fra un trattamento iniziato spontaneamente e un trattamento iniziato perché può portare a un beneficio nel proprio iter giudiziario. Per quel che riguarda il lavoro fondamentale di coordinamento della rete antiviolenza e il Comune di Bologna è promotore del protocollo d'intesa per il miglioramento della protezione delle donne che hanno subito violenza, che ha visto la formalizzazione e il consolidamento di una rete antiviolenza sul territorio costituita da un sistema operativo integrato di servizi specializzati, Cave ecu AV è generalmente la Prefettura, le Forze dell'ordine, gli ospedali, i servizi territoriali e sanitari e sociali di comune ed ASP che giocano ognuno per le proprie competenze, un ruolo fondamentale nel sostegno e nella protezione delle donne vittime di violenza e anche dei loro figli. Il protocollo vede l'adesione dal 2024 di nuovi soggetti della rete, l'università di Bologna, l'ufficio dell'esecuzione penale esterna all'Ufficio scolastico regionale. L'ambito territoriale di Bologna e gli ordini professionali degli avvocati e dei medici chirurghi. In quest'ambito è stato realizzato un percorso di autoformazione e di scambio fra operatori operatrici dei vari enti e soggetti aderenti, che ha visto coinvolte 74 persone e sono attivi cinque sottotavoli sottogruppo di lavoro tematici. Informazione, centri per uomini, autori di violenza, approccio, Trauma orientato, supporto psicologico e violenza nello spazio pubblico. Abbiamo voluto estendere infatti il lavoro del protocollo a quest'ultimo tema perché, come dicevo nella domanda della consigliera Angiuli, la violenza di genere nello spazio pubblico, pur rimanendo residuale rispetto alla violenza nelle relazioni di intimità, dunque ad opera di partner ex partner e familiari e conoscenti, rappresenta comunque una violenza che non va sottovalutata. Perché.
Colpisce le vittime dirette, ma diffonde anche insicurezza e paura, e per questo limita indirettamente la libertà di tutti di muoversi con pieno agio nello spazio cittadino. Questa limitazione è a sua volta una forma grave di violenza. Come sapete, su questo non mi dilungo perché abbiamo avviato da poco il progetto. Tuttavia, la città che si interseca con il piano della notte e in particolare con l'iniziativa nottambula, infine, ma non per importanza, attività formative educative per la prevenzione della violenza di genere, del bullismo, per l'educazione al rispetto e alla non discriminazione finanziata dai fondi Pon metro plus, in sinergia con il settore Educazione, nuove generazioni, nell'ottica di consolidare le risorse dedicate a quest'ambito cruciale, integrare realmente la progettazione col nostro ufficio, pari opportunità, che ringrazio. Per l'anno 2024 2025 è stato possibile a sostenere un ampio numero di attività laboratori nelle scuole di Bologna, che hanno raggiunto circa 2000 fra studenti e studentesse, tra scuola primaria e secondaria, chiaramente con percorsi adatte alle età degli scolari e circa 150 figure educative e docenti. Sono state 14 le associazioni del territorio ai centri antiviolenza impegnate quotidianamente nel contrasto alla violenza di genere che, a seguito di un percorso di coprogettazione, hanno definito insieme ai contenuti e le metodologie per affrontare con i ragazzi e le ragazze delle diversità i temi della parità di genere, degli stereotipi, della violenza e del consenso, la conferma dei fondi Pon metro plus anche per il biennio 2025 2027 160.000 euro permette di proseguire questo importante lavoro intrapreso creando anche una continuità nel lavoro con le scuole e la possibilità di integrare i percorsi con nuove collaborazioni progettualità sempre più matura avviando questa volta una coprogettazione a valere già su due anni scolastici, una richiesta che ci arrivava dalle associazioni e dalle scuole.
Le attività di sensibilizzazione e le campagne di informazione che vedono alle amministrazioni impegnate ogni anno in campagna iniziative che, per brevità non riesco qui ad elencare. Trovate comunque sui nostri canali, anche su il sito del Piano per l'uguaglianza e a questo la a fianco, appunto, il lavoro della Piano per l'uguaglianza dell'Atlante di genere, il lavoro sul linguaggio inclusivo, il lavoro sul bilancio di genere, una società libera dalla violenza, infatti, poggia le sue radici sulla parità. Infine, fatemi dire che i numeri naturalmente allarmano, ma dobbiamo sempre cogliere il dato positivo dell'emersione, l'emergere, attraverso denunce e segnalazioni di case, di casi di violenza di genere. Ci parla dell'enorme lavoro che ancora c'è da fare, ma ci parla anche di una rete che è pronta ad accogliere e sostenere le donne che hanno subito violenza e che infatti scelgono di venire allo scoperto e chiedere aiuto. Grazie.
Grazie, ringrazio la vicesindaca e passo la parola ai Consiglieri per la dichiarazione di soddisfazione, il primo è il consigliere Caracciolo, prego.
Voglio ribadirlo gentile Assessore, che più volte dai banchi della minoranza io ho sostenuto gli ordini del giorno della maggioranza contro i femminicidi, quindi non si può certo dire che io volevo son venuto qui per offendere la dottoressa.
Alice guerra.
Sto contesto, però c'è evidentemente ho sbagliato, chiedo scusa a tutti i colleghi perché gli sbagli si possono fare, ma io sono contro fermamente convinto.
Contro i femminicidi e chiedo scusa ai colleghi che hanno.
Voluto intendere.
La mia malafede in questo discorso, che peraltro non è mai successo.
La ringrazio per ciò che lei ha affermato, la ringrazio per la sua.
Consigliera Bernagozzi, credo.
Sì, sono soddisfatta della risposta della vicesindaca Clancy.
Soprattutto, dell'impegno che questo questo Comune da sempre mette in campo, devo dire la verità e lo sappiamo perfettamente ne parliamo spesso e voglio riconoscere insomma al grande lavoro di rete e di cura di quella rete di rete e di cura di quella rete, perché fare rete è importante ma anche avere cura delle reti che noi mettiamo in campo è fondamentale anche perché mettere, diciamo in un'unica rete,
In un'unica rete centri antiviolenza, procura e azienda sanitaria, insomma, sappiamo che ha un valore inestimabile e anche i centri per uomini autori di violenza, sul quale abbiamo acceso un faro in questi ultimi anni, anche dal punto di vista nazionale, sul quale sicuramente dovremmo investire ancora di più perché è chiaro che fa parte della prevenzione in qualche modo quindi grazie.
Procediamo ora con le domande successive. Il tema dell'aeroporto Marconi, le domande sono 22 alle 23 sono accorpate per omogeneità di argomento, naturalmente aeroporto Marconi, Strategia regionale consigliera Bernagozzi. Prego mah sì. La mia domanda rispetto al tema aeroporto, ovviamente si riferisce alle ultime dichiarazioni rispetto alla strategia regionale. Ho letto insomma delle delle possibilità di di di diminuire le tasse per gli aeroporti più piccoli, che è un tema che è venuto fuori. Io esprimo qui, è una preoccupazione. La mia preoccupazione è che non si aumenti semplicemente il traffico aereo sugli altri aeroporti continuano ad aumentare quello di Bologna, cioè l'idea di avere una strategia complessiva che aiuti anche a sgravare l'aeroporto di Bologna, che ad oggi insiste ancora con tantissimi sorvoli sulle nostre teste. Grazie.
Allora Aeroporto Marconi, consigliere Mazzanti, prego.
Grazie, sarò velocissimo, naturalmente la domanda scaturisce da quanto è uscito sulla stampa rispetto alla proposta della Regione di aiutare gli aeroporti piccoli anche per una distribuzione.
Del traffico aereo in a livello regionale, con un piano regionale per la gestione aeroportuale. Credo che questo sia un fatto molto, molto importante e la domanda, naturalmente è generale nel senso che parla e riguarda come ci poniamo a livello di osservatorio. Chiede se da parte di Enac Enav o adibirsi son fatti vivi e o qualcuno ha dimostrato interesse della nostra iniziativa e come su questo noi ci rapportiamo. Questo è quindi una domanda molto, molto semplice, anche perché ho visto la dichiarazione del direttore dell'aeroporto era chiaramente poco favorevole a una ripartizione e un atteggiamento anche molto di chiusura. Credo che da questo punto di vista, noi dobbiamo proseguire per la nostra strada, anche perché la strada è quella della Regione, anche in base a quello che dice il Sindaco di Rimini e anche la Romagna, sia giusto accoglierla anche per alleggerire la nostra realtà, che è una realtà molto complessa. Grazie.
Grazie Consigliere la parola alla vicesindaco per la risposta, prego.
Grazie Presidente, grazie Consiglieri. Il Comune di Bologna e tutti gli enti territoriali coinvolti, ARPA e ASL della stessa società che lo gestisce da anni, sono impegnati nel gestire il traffico aereo in modo da limitare le ricadute acustiche sui cittadini e le cittadine che risiedono nelle aree interessate dai sorvoli. Molto è stato fatto in questi anni. Ricordo che dal 2005 il Comune di Bologna ha istituito un gruppo tecnico sul rumore aeroportuale, al cui interno sono state studiate successivamente proposta alla competente commissione aeroportuale dei correttivi che hanno portato alla modifica nel 2012 delle procedure di decollo antirumore, in modo da renderle più restrittive rispetto alle precedenti all'attivazione da parte dell'aeroporto nel 2014 del sistema di atterraggio strumentale ILS per la pista 30 all'approvazione del 2016 dell'ordinanza Enac 11 del 2016 per la migliore gestione delle atterraggi notturni, lato città all'approvazione del 2023 dell'ordinanza Enac 5 del 2023, che prevede previsto un'ulteriore limitazione dei sorvoli notturni sulla città, all'approvazione, nel 2023, di nuove procedure di decollo antirumore, che prevedono un ulteriore anticipo del punto di virata a nord per i decolli sulla città. Sono tutti interventi che hanno consentito di contenere l'incremento di impatto sulla città correlato all'incremento del traffico aereo. Non possiamo però nascondere che l'aeroporto stia continuando a crescere. Già ad oggi le mappe di rumore, pur nel rispetto dei limiti per il territorio di Bologna, sono più ampie rispetto a quanto valutato nell'ambito del procedimento di VIA del masterplan 2016 2030. Il disagio sulla città sta crescendo e questo rende sempre più difficile la convivenza fra l'aeroporto e la cittadinanza anche nei prossimi anni, quando, secondo le stime contenute nel masterplan, se avrà un ulteriore aumento dei voli, ricordo infatti che ad oggi sull'aeroporto di Bologna, il numero di movimenti all'anno è pari a 77.650 voli, dato riferito al 2024, ma secondo le previsioni del master plan questo valore salirà a 91.000 voli nel 2030. È dunque molto forte la nostra preoccupazione sulle ricadute indotte da quest'ulteriore aumento dei movimenti che, anche nella logica della ripartizione dei voli fra le 2 piste pista, 12 su Bologna pista 30 su Calderara di Reno, comporterà comunque un aumento della pressione sulla città. Aeroporto di Bologna è una società che opera sul mercato. È chiaro che il loro punto di vista la loro strategia, sia orientata ad assecondare domanda offerta, però questo alla, dal nostro punto di vista, non può andare a discapito del benessere delle cittadine e dei cittadini. La regione Emilia Romagna sta operando per il raggiungimento di 20 milioni di passeggeri a livello regionale. Ecco, gli attuali a Bologna sono 10 milioni, quindi rendiamoci conto, nelle proporzioni dei numeri che dobbiamo provare a governare. La Regione sta studiando dei meccanismi per incentivare gli aeroporti minori, Parma, Rimini e Forlì. Incentivare gli scali più piccoli per noi deve essere una priorità, perché non è pensabile che la crescita a livello regionale va ad aggravare nuovamente sulla nostra città, che è già satura e rispetto agli impatti dell'aeroporto, si trova in condizioni di di davvero sostanziale. Saturazione.
Avviare un percorso di crescita anche per gli altri aeroporti, diventa una strategia di prevenzione necessaria se si vuole consentire una crescita di traffico aereo regionale, ma dall'altro tutelare la salute dei cittadini e delle cittadine bolognesi o quantomeno rendere minimamente competitivi gli altri scali. L'abbiamo ricordato tante volte anche in questa sede. Fino a un certo momento, mi pare, nel 2012 il Comune di il, l'aeroporto di Bologna e assorbiva circa l'80% dei voli a livello regionale. Siamo arrivati al 94% e nel frattempo i voli sono anche cresciuti. Questo rende chiaramente meno efficaci tutte le misure di contenimento che vengono proposte dal nostro Ente, anche adottate, perché se comunque c'è un aumento in numeri assoluti di voli, chiaramente.
È il nostro tentativo di contenimento, diventa molto meno efficace,
Questi obiettivi, quindi, non possono essere legati unicamente a logiche di mercato. Tutti gli attori in gioco. A nostro avviso, la Regione Emilia Romagna e la Città metropolitana, i Comuni, ma anche le stesse società di gestione degli aeroporti, devono collaborare per garantire la crescita sostenibile del traffico dei passeggeri a livello regionale, nel rispetto delle diverse realtà territoriali e ragionare anche di redistribuzione, non solo di crescita assoluta e infinita, per quanto riguarda l'Osservatorio permanente sull'aeroporto di Bologna, il primo incontro è stato fissato per il 4 dicembre. Sarà limitato ai soli membri dello stesso, in modo da raccogliere le loro prime istanze e poi portarle alla Commissione Aeroportuale nei successivi incontri, anche in funzione degli elementi che emergeranno durante la prima seduta. Valuteremo se estendere i successivi incontri anche da ENAC ENAV ADB Aeroporto di Bologna, auspicando, al fine della massima collaborazione una loro partecipazione. Per me è molto importante. Come sapete, già in Commissione Aeroportuale ho anticipato l'istituzione dell'Osservatorio stesso e il fatto che avremmo invitato questi soggetti a partecipare. Per quanto riguarda il dibattito sul rapporto fra l'aeroporto Marconi di Bologna e gli altri scali della Regione, ricordo qui che il tema della relazione fra Bologna e le sue società partecipate nell'ottica di un ripensamento della strategia industriale del territorio rappresenta una delle 10 missioni del Piano strategico metropolitano su questa per avviarsi un percorso pubblico. Il piano promosso dalla Città Metropolitana e dal Comune di Bologna insieme alla Regione Emilia Romagna, sarà la cornice in cui affrontare, assieme con altri soggetti del territorio, anche il tema del rapporto fra gli asset del capoluogo di regione e quelli degli altri territori. Grazie.
Grazie, ringrazio la vicesindaca consigliera Bernagozzi a lei la parola, prego sì, grazie vicesindaca. Sono assolutamente soddisfatto della risposta e a tutti i quesiti che avevo posto in domanda e sono molto d'accordo su alcuni concetti che lei ha espresso. Quindi, innanzitutto la redistribuzione, non una crescita incontro incontrollata anche degli altri scali, visto appunto anche che i dati ci dicono che ad oggi il trasporto ce l'ha riportato lei adesso il trasporto aeroportuale regionale per il 94% è viaggia su Bologna e sapendo perfettamente che questo va a incidere fortissimamente sulla vita, sulla salute e sul benessere ai nostri cittadini e mi sento anche di dire e ribadire qui, ancora una volta che è vero che i profitti, una società diciamo privata, guarda può guardare ai profitti ma non si tratta. Si tratta di un'infrastruttura pubblica dentro una città e quindi i profitti non possono essere più importanti della salute e del benessere dei cittadini e su questo con l'Amministrazione continuiamo a battere diciamo.
Grazie consigliera, Bernagozzi, consigliere Mazzanti, prego.
Sì, anch'io mi ritengo soddisfatto della risposta. La mia domanda chiaramente era abbastanza, diciamo, un po' retorica, se qualcuno si era fatto vivo di lor signori IPA invasiva hotspot era quella andava fatta, ma la cosa che mi preoccupa è l'atteggiamento di re d'intervista che oggi ha rilasciato veramente dicendo che a Bologna togliete si trattasse così vi portiamo milioni di roba. Non è così. Bisogna che anche loro si convincono che c'è un equilibrio che va rispettato. Tra l'altro, altre Regioni si stanno muovendo in questo modo Veneto, Lombardia e compagnia. Quindi, da questo punto di vista, è ovvio che la sopportabilità va garantita nel bene e nel male, con le buone o con le cattive per la risposta che ha dato a tempi dati. Mi soddisfa perché sta all'interno di quella che era la la strada che abbiamo deciso di portarlo avanti e quindi avanti e vediamo quali saranno gli effetti e i rapporti con questi lor signori.
Grazie consigliere ringrazio alla vicesindaca era l'ultima domanda per lei, ora procediamo con le domande successive, sono tutte a risposta scritta.
Direi di sì, allora la prossima e della consigliera Quercioli via Indipendenza pedonale, fragili senza trasporto pubblico, prego.
Sì, grazie Presidente, oggi porto in Aula un tema che ritengo abbastanza urgente, che riguarda appunto quella che è la mobilità quotidiana di molti cittadini bolognesi e non solo, che meritano, a mio avviso risposte sia risposte rapide ma nello stesso tempo anche concrete, infatti nei giorni scorsi abbiamo appreso da organi di stampa che il tratto di via Indipendenza tra la T e via Righi sarà pedonalizzato in attesa dell'entrata in funzione appunto della linea rossa del tram.
Sappiamo bene che questo tratto non è stato già accessibile e in questi mesi, a causa dei lavori del tram e oggettivamente siamo rimasti stupiti appunto di questa fase annunciata dall'Assessore, relativamente alla pedonalizzazione di quest'area, perché di fatto in questo modo e gli autobus non potranno transitare su quel tratto fino alla messa in funzione del tram credo che questo sia un disagio, è un disagio, soprattutto nei confronti delle persone più fragili della nostra città, ossia gli anziani, ma anche le persone con mobilità ridotta e per chi si affida anche al trasporto pubblico. Diciamo così per raggiungere molto spesso.
Servizi essenziali. Credo che.
Non possiamo poi non evidenziare un altro dato a mio avviso importantissimo, ossia che la nostra città, come è stato detto svariate volte in quest'Aula, ma anche nel corso di svariate commissioni consiliari, registra un aumento significativo del numero del numero di persone fragili, ossia di persone anziane e ad oggi, alla luce di questa.
Alla luce di questa annuncio da parte dell'Assessore Campaniello della Giunta, a mio avviso, e non sono neanche state indicate delle misure cosiddette compensative adeguate. Credo che il Comune e TPER abbiano il dovere di garantire continuità e accessibilità e sicurezza. Quello che è il trasporto pubblico e soprattutto, che debbano ascoltare i numerosi cittadini che hanno già segnalato difficoltà quotidiane legate a questa chiusura, ma e ha in particolare, appunto, alla futura pedonalizzazione e quindi oggi avrei posto all'Assessore campanello di fatto varie domande. Primo punto, se sia possibile prevedere dalla fine dei lavori, quindi dal 20 dicembre prossimo, una deroga temporanea, questa appunto pedonalizzazione.
E riattivare sostanzialmente trasporto pubblico e quindi gli autobus, gli autobus, permettendo così a queste persone fragili la possibilità di accedere al nostro centro storico. Se tale soluzione non fosse tecnicamente realizzabile, e quindi non frutto di una scelta politica, e chiedevo all'Assessore di indicare quelle che sono le motivazioni tecniche e se l'Amministrazione abbia già individuato alternative concrete da adottare proprio a favore di queste persone e ci tenevo poi a ricordare all'assessore se era anche già stata valutata la possibilità di,
Individuare strumenti di informazione e comunicazione, e non solo nei confronti delle persone fragili, ma anche nei confronti di coloro che vivono quell'aria e soprattutto anche nei confronti dei commercianti presenti in quella zona. Credo che la mancanza di informazioni e amplifica ovviamente quelli che sono i disagi per i cittadini e genera sfiducia e, ultimo punto, quali fasi diciamo meglio quale misure di monitoraggio l'Amministrazione intenda attivare per verificare l'efficacia delle soluzioni adottate, e mi auguro che l'Assessore Campaniello risponda nei termini a un problema. È evidente importante per la città e per il quale abbiamo ricevuto veramente tantissime segnalazioni a fronte dell'annuncio eseguito appunto dalla Giunta nelle settimane scorse. Grazie Presidente. Grazie consigliera Quercioli. Ora la parola al consigliere Venturi. Le ciclabili di Bologna vanno riviste il titolo prego.
Grazie Presidente, nei giorni scorsi purtroppo sappiamo tutti quanto sia stata grave la tragedia di quella povera ragazza, che è stata investita da un da un camion.
Che reimpiegato ero impegnato nei lavori per la realizzazione della linea del linee perdo il tram, questa povera ragazza, che è stata uccisa a soli 23 anni da un camion, appunto mentre percorreva una ciclabile diretta al lavoro,
Ecco, oggi mi dispiace che non ci sia l'Assessore Campaniello perché avrei voluto dialogare con lui e la domanda era molto semplice, ovvero gli volevo chiedere quali provvedimenti si intendono mettere in campo al fine di evitare il ripetersi di tragedie come questa è ovvio che c'è sempre una componente che è imponderabile, infatti, come questi sono tragedie immani, però, allo stesso tempo credo che una riflessione sulla pericolosità di alcune nostre ciclabili sia quanto mai necessarie anche perché ciclabili come questa era già stata segnalata da parte dei cittadini di numerosi cittadini che ne chiedevano.
Ne chiedevano dei lavori per essere messa in sicurezza, per essere resa più più sicure.
Non erano ancora alle 9 del mattino quando viola la ragazza in sella alla sua bici, stava pedalando sulla pista ciclabile in direzione periferie e dall'incrocio tra via dell'Arcoveggio e via Francesca etere è stata appunto investita da un camion che ha suonato di una delle ditte che erano impegnate nel cantiere del tram più volte in quest'Aula e anche durante le Commissioni abbiamo parlato della pericolosità delle piste ciclabili e del rischio che corrono gli utilizzatori delle due ruote e si è inoltre discusso della proposta per rendere obbligatori,
Quei sensori dei camion che attraversano l'area urbana al fine di evitare la tragedia, ecco la cosiddetta dinamica dell'angolo cieco, un problema che è molto rilevante, che riguarda tutti quei mezzi pesanti che purtroppo hanno uno specchio visivo che limitato dalle dimensioni e dall'altezza del mezzo,
Chiedo dunque, dopo anni di dibattiti e di piste ciclabili, che molte volte ancora dimostrano, però, purtroppo, la loro totale inadeguatezza e questo è il termine corretto, che cosa l'Amministrazione comunale intenda fare per dare maggiori garanzie di sicurezza dalla cosiddetta utenza debole?
Affinché delle tragedie come questa,
Non avvengano mai più e, infine, le domando se non sia anche il caso di andare a rivedere, di ripensare alcune alcune pista ciclabile, alcune ciclabili in strade strette e contromano, come ad esempio via Guerrazzi dove si assiste quotidianamente, e questo lo vedo quotidianamente passando per questa strada a pericolosissimi di zig-zag tra ciclisti che evitano auto che sono mal parcheggiate quindi molte volte la colpa è degli automobilisti che parcheggiano male il proprio mezzo andando a invadere parte di queste piste ciclabili.
Però, di conseguenza, abbiamo dei ciclisti che devono fare dei zig-zag pericolosissimi e di conseguenza si trovano a invadere anche quella che è la corsia riservata agli automobilisti, ai mezzi che vanno in direzione contraria e quindi si rischia continuamente il frontale tra i ciclisti che va in una direzione. Gli automobilisti che risalgono per strade molto strette. Questo problema, io l'ho fatto presente più e più volte in quest'Aula e aspetto e spero che non non si aspetti ecco l'incidente, la tragedia prima di doverci mettere mano, perché è alla luce di tutti come certe situazioni siano effettivamente molto rischiosa per quelle cosiddette utenze deboli. E allora mi chiedo che cosa si aspetta perché si fanno tanti proclami, perché si piangono poi dei morti, quando effettivamente abbiamo delle situazioni di pericolosità che richiederebbero l'intervento. L'azione.
Prima che queste situazioni avvengano e queste tragedie avvengano, quindi oggi volevo interloquire con l'Assessore Campaniello per capire effettivamente che cosa si intende fare, che cosa si può fare, questa Amministrazione comunale per mettere in sicurezza tutte quelle piste ciclabili che stanno crescendo moltissimo e questo va dato atto a questa Amministrazione comunale? Quindi si sta incentivando la cosiddetta mobilità dolce alternativa dei mezzi a due ruote, però in molti casi, purtroppo, a questa crescita esponenziale dei costi delle delle piste ciclabili non corrispondono altrettante crescita della sicurezza e quindi sono pericolose. E questa tragedia deve farci riflettere e deve far sì che questa morte non sia in vena. Quindi, innanzitutto, le mie più sincere condoglianze alla famiglia della povera viola però allo stesso tempo un incentivo al Comune di Bologna affinché si faccia qualcosa di reale per metterla in sicurezza e aspettano una risposta da parte dell'Assessore. Grazie.
Grazie consigliere Venturi riceverà, come ho già detto in risposta scritta al consigliere Stanzani, azioni concrete per la sicurezza stradale, prego Consigliere.
Grazie Presidente, mi ha stupito, anche se fino a un certo punto, purtroppo, il fatto che, dopo l'escalation che speriamo si fermi qui di fatti, di di tragedie sulla strada che abbiamo avuto in queste settimane da parte dell'Amministrazione o da parte del dibattito la maggioranza si ripeta il, il mantra della Città 30 e invece che ammettere che qualche cosa non sta funzionando, che qualche cosa non è andato per il verso giusto, si ci dice no, dobbiamo insistere su questo verso quando i fatti di queste settimane confermano che la sicurezza stradale non sexies per la sicurezza stradale non seguono le operazioni propaganda ne segue lo scarico di responsabilità generalizzato, la colpevolizzazione di particolari utenti della strada, gli automobilisti nello specifico,
Ne serve illudersi o eludere o tutte e due le cose rispetto a soluzioni miracolistiche che qui nessuno ha né a destra né a manca okay, per intenderci sinistri, intendo dire Presidente, che che risolvono che risolvano i problemi, perché perché non è così un'Amministrazione responsabile non può limitarsi a puntare il dito nei confronti di chi non rispetta il codice della strada e con comportamenti imprudenti e irresponsabili ovviamente provoca può provocare talvolta provoca purtroppo incidenti gravissimi.
Tenendo presente che questo è un fatto vero, è un fatto concreto e tutti sappiamo che chiunque si mette in strada chiunque di noi noi per primi, io per primo, tanto per dobbiamo sempre stare più attenti e non possiamo sentirci a posto su questo io lunedì sono sui uscito dal Consiglio comunale, ho attraversato a piedi con semaforo pedonale verde via Ugo Bassi e un ciclista mi ha quasi travolta andando molto veloce e mi potevo far molto male, poi sono arrivato, ho preso l'auto in sosta e sono tornato verso casa e attraversando viale Vighi. Ho dovuto frenare perché c'era un pedone che attraversava avviare. Vighi quindi per dire che è evidente che tutti noi, qualunque mezzo, prendiamo, dobbiamo stare molto attenti, perché quando ci mettiamo in strada.
È un attimo commettere una grave irresponsabilità, con danni irreparabili per noi o per gli altri, però quello che serve agire e agire non con la propaganda, puntando il dito sulle responsabilità che ci mancherebbe l'educazione stradale, certo che è importante, non è mai abbastanza, ma serve agire anche investendo e questa Amministrazione non lo sta facendo. Ci ha pensato la Consulta della bicicletta, a ricordarcelo a ricordarci che, per esempio, gli attraversamenti pedonali rialzati andrebbero fatti in molti casi che che e che andrebbero fatti tanti piccoli interventi che bisogna agire veramente con umiltà e lavorare sul terreno per per, per risolvere i punti neri e ai per trovare soluzioni effettive e investire quello che non sta facendo questa Amministrazione in questo mandato lo abbiamo visto poche settimane fa sugli Stradelli Guelfi, dove c'era da fare un'opera, e l'Amministrazione comunale, l'ha, tolta dal suo piano degli investimenti per chiedere a Società Autostrade di farla col passante, e siamo ancora lì e la gente muore e lo vediamo su via ferrarese, dove non si assume la responsabilità l'ha ricordato il collega De Biase qualche giorno fa e succede quel che succede in località. Sant'Anna, lo abbiamo visto anche con l'angolo cieco, dove si è approvato un ordine del giorno un anno fa e non si è fatto niente e bisogna investire, non lo facciamo e anche in quel caso l'angolo cieco esiste e bisogna dire la verità. Esiste un regolamento europeo, una norma europea del 2019 che già impone ai mezzi pesanti nuovi, ovviamente di avere il sensori per l'angolo cieco. Fondamentale è se il Comune di Bologna, alla stregua di quello che ha provato a fare il Comune di Milano, vuol far di più, però ci deve mettere del suo perché l'emendamento che chiedeva di di contribuire e da parte del Comune a questa operazione, perché è chiaro che bisogna che il Comune per primo di all'esempio e dia il contributo alle aziende visto che i se no si va in deroga al, Regolamento europeo. E succede che si va in contenzioso come Milano, perché non lo si fa. Questo è quello che questo è quello che è il bilancio che stiamo per approvare. Questi sono gli investimenti del Comune di Bologna nei prossimi tre anni, 335 milioni, di cui solo 5 milioni e 200 sulla sicurezza stradale. Parliamo dello 0 dell'1,4%. Questo è quello che investe il Comune di Bologna sulla sicurezza stradale. Briciole è chiaro che così non andiamo da nessuna parte.
Grazie consigliere. Procediamo ora col consigliere Celli, omicidio stradale su pista ciclabile in via dell'Arcoveggio. Prego Consigliere. Grazie Presidente, oggi io ho depositato un certo numero di domande, più che altro per, diciamo, per avere un quadro chiaro in quest'Aula, cioè arrivare, come dire a capire cosa fosse successo esattamente le domande in sé non avevano poi tutta questa importanza, nel senso che ho letto alcune dichiarazioni dell'Assessore Campaniello dove per esempio lui diceva che anche se avesse avuto il sensore quel camion non sarebbe servito visto l'impatto che c'è stato, devo dire che che io credo che comunque sia, fermo restando che sono vicino alla famiglia della ragazza deceduta e sono profondamente sconfortato per quanto accaduto,
E perché io ritengo che tutte le volte si verificano casi come questi sono un disincentivo nei confronti di chi usa la bicicletta che a Bologna la bicicletta viene usata molto, cioè io, se devo dire proprio che questa Amministrazione ha fatto qualcosa di davvero buono è stato proprio quello cioè di riuscire a dare una bicicletta a tutti a tutti.
Perché, tra l'altro, è poche convegni che io sono andato riguardo, appunto, il trasporto pubblico. Mi è sempre stato detto che quando tu crei un'offerta interessante l'offerta viene riempita e questa è la perfetta dimostrazione ed è la dimostrazione. È una dimostrazione che sia anche per quanto riguarda il servizio metropolitano ferroviario, cioè tutte le volte che vengo qua che vada da casa mia, alla stazione Sasso Marconi, cosa mai successa? Non c'è più posto per parcheggiare e soprattutto ciò accade anche nel fine settimana. Quindi vuol dire che ci sono delle persone che usano il treno non solo per andare a lavorare, ma anche per andare al mare, per cui ci sono dei ritorni. Devo dire, da questo punto di vista molto molto utili per quanto riguarda il turismo. Ecco detto ciò però, appunto avrei voluto avere un chi ha un quadro chiaro in quest'Aula attraverso le domande che ho posto per cercare di capire.
Che cosa che cosa esattamente è successo e cosa possiamo fare noi per evitare che queste cose succedano ancora meno. Infatti, è stato citato il comunicato che è uscito da parte delle firmato, sottoscritto da moltissime associazioni che lamentano appunto ancora molte défaillance dal punto di vista della protezione dei ciclisti. Quindi io attendo questa risposta scritta, sperando che sia il più il più completa possibile. Voglio anche ricordare che io sono stato un grande sostenitore di Città, 30, che ritengo un po' un provvedimento salvifico proprio per chi usa la strada come un pedone, come un ciclista, ma voglio anche ricordare che, per esempio, ogni tanto vado a Zurigo a trovare mio figlio lì, la Città, 30 la ottengono avendo messo semafori praticamente dappertutto. Sono tutti non sincronizzati. Se tu rientra Zurigo con la macchina più di 2025 chilometri all'ora non fai. Ecco, forse noi dovremmo anche andare a riprogettare la città. Da questo punto di vista io sono un Consigliere, lo so dei consigli e appunto mi rifaccio a questa esperienza diciamo estere, anche che tocco con mano tutte le volte che tutte le volte che vado che vado a Zurigo, quindi forse forse noi potenziamo anche l'uso dei semafori, cercando di far sì che che le macchine rallenti, non cioè non possano proprio fisicamente andare forte, secondo me è meglio rispetto ad andare a sanzionare tutti quelli che vanno più veloci, cioè, voglio dire, le persone vengono costrette ad andare piano questo, naturalmente all'interno della città, soprattutto all'interno di quelle aree che sono più trafficate. Poi, detto questo è ormai giungo alla conclusione. Piaceva anche capire un po' dal punto di vista statistico, perché si fa in fretta a diciamo a parlare di numeri, però vorrei capire noi a che punto siamo statisticamente nel senso che che il rischio zero non si avrà mai, però diciamo i casi che noi abbiamo avuto sono casi che sono, come dire in un numero simile a quello diciamo che accade nelle altre grandi città che hanno abitanti, il numero simile a Bologna, oppure siamo sotto siamo sopra? Insomma, in queste cose, secondo me la statistica ha una grande importanza e auspico anch'io che questi sensori possano essere messi perché oggi la tecnologia può fare molto. Un'intelligenza artificiale anche e quindi io mi auguro di avere tutte le risposte. È una domanda che mi darà l'assessore.
Nella risposta. Scusate, grazie consigliere. Celli consigliera, Bernagozzi, incidente mortale in via Arcoveggio pre.
Sì e credo che non si faccia bene alla memoria di Viola e alla sua famiglia, a cui esprimo vicinanza, fare polemica politica su questo dico semplicemente che la DG e fu approvato solo dalla maggioranza e non si può chiedere al Comune di installare le telecamere sulle aziende private dovrebbe essere il Governo. Grazie.
Allora, Consigliere Di Benedetto travolta, in bicicletta, prego.
Grazie Presidente, intervengo anch'io sulla tragedia dell'altro giorno che abbiamo visto tutti e alcuni giorni fa una ragazza che ha da poco viveva, lavorava e studiava a Bologna, è rimasta travolta in bicicletta. Diamo tutta la nostra solidarietà alla famiglia, è un episodio grave l'ennesimo quest'anno che deve farci riflettere. Condivido sul fatto che non sia il momento di fare polemica politica. Ricordo tuttavia che il collega che mi ha preceduto e aveva presentato degli emendamenti migliorativi sull'ordine del giorno. Per questo poi, non era stato votato dalla maggioranza e dalla minoranza perché si chiedeva un miglioramento del testo è ed è questo agli atti e su questo chiediamo perché l'amministrazione non si è mossa, perché abbiamo letto tutti che il Sindaco ha parlato di un ordine del giorno fermo in Consiglio comunale vuol dire che la Giunta non legge gli indirizzi politico amministrativi che gli vengono mandati dal Consiglio comunale, perché se un anno fa l'ordine del giorno è stato approvato, è arrivato in Giunta e un anno dopo, il Sindaco dice che l'ordine del giorno è fermo in Consiglio comunale. Vuol dire che gli ordini del giorno che vengono approvati niente erano in tasca, rimangono lì oppure finiscono in un cassetto, rimanevano in così. Questo è un tema che su cui ci deve far riflettere come Consiglio, maggioranza e minoranza. Insieme su questo mi auguro che ci sia un impegno trasversale. Non sappiamo se la tragedia sarebbe stata evitabile coi sensori, perché non è stata ancora ricostruita in maniera completa del caso. Tuttavia, se è possibile predisporre atti efficaci e che funzionino in termini giuridici, penso che sia il caso di muoverci in questa direzione e questa volta l'invito è quello di ascoltare anche le osservazioni che verranno e da parte di tutti, perché siamo tutti interessati ad aumentare la sicurezza stradale e a ridurre le morti in strada azzerarle. Quest'anno siamo. Abbiamo raggiunto il record di decenni fa con la dimostrazione del fatto che, purtroppo, le misure fatte non sono state efficaci. In questo senso bisogna lavorare, evidentemente anche perché le morti sono avvenute tutte quei mezzi pesanti che andavano sotto i 30 chilometri orari e quindi su questo tema.
È necessario lavorare e non solo raccontare, spero l'augurio è che questo venga fatto. Grazie Presidente,
Grazie Consigliere, consigliera, Scarano ciclista ventitreenne, travolta e uccisa, prego.
Sì, grazie Presidente, parte, penso, il dolore è condiviso da tutti, per la perdita di una ragazza nel pieno dei suoi anni, con tante speranze, aspettative e progetti, e penso sia la cosa più sconcertante, qui non c'è della polemica, qui c'è semplicemente da capire.
Per quanto possibile, cosa è stato fatto e cosa si poteva fare meglio questo qui non si tratta di polemizzare l'ordine del giorno, c'era vero, lo emendammo, lo aumentammo per renderlo più efficace.
Perché quel invita diventasse quasi un impegno per quello fu inventato e per quello non lo votammo perché l'emendamento non fu accettato, quindi non è polemica, è una semplice ricostruzione dei fatti, così come da verbale si possono appurare ancor meglio che dalle mie parole, così come è evidenziare un aspetto. Questa città è piena di cantieri, mai a Bologna sono stati così tanti cantieri e quindi le problematiche relative alla presenza di innumerevoli mezzi pesanti sul territorio diventa un problema che va gestito ancor più internet Intel in determinate zone. Ancor più in pieno centro è stato effettuato il bando per il tram. Ci chiediamo e lo lo pongo anche nel quesito della mia domanda sono state inserite tutte le clausole relative alla sicurezza per la circolazione dei mezzi pesanti come previsti in terminati. I cantieri non è polemica e chiedere perché, ripeto, i mezzi pesanti ad oggi presenti a Bologna sono innumerevoli e quindi è giusto così.
È in iter, dice l'Assessore, un iter che dura da più di un anno, ma nella città metropolitana di Milano è stata fatta una delibera di Giunta, non è stata necessaria anche una delibera di Consiglio, quindi, per spiegare che alcune scelte possono anche non passare da quest'Aula e poi essere condivise, quindi sono andati a vedere cosa è successo, ad esempio in altre città metropolitane e a Milano. Si è proceduto con una delibera, con una delibera di Giunta non di Consiglio, organo che comunque, ripeto, su questo tema si era già espresso in maniera chiara e anche trasversale, quindi pongo questa domanda per avere maggiore chiarezza nel merito. Grazie.
Grazie consigliera, Consigliere Di Benedetto pedonalizzazione di via Indipendenza, prego, grazie Presidente e su questo mi ha già anticipato la collega Quercioli sottoscrivo ogni parola e i dubbi che ha sollevato, non solo in relazione agli esercenti, ma anche in relazione ai residenti coloro che vivono in via Indipendenza e è necessario trovare una soluzione efficace trasportistica anche per loro, che non devono rimanere esclusi o discriminati o ai subire dei danni da questa scelta. Lavoriamo insieme congiuntamente su questo e rivediamo insieme alle categorie in un confronto con le categorie. Questa scelta, che ancora una volta è stata fatta senza un confronto strutturale e con chi, con le tante voci presenti in città, l'ennesima dimostrazione che la partecipazione è uno slogan che il Sindaco adotta ma non uno ma non applica. Grazie Presidente.
Grazie Consigliere, giovane ciclista, travolto travolta in via dell'Arcoveggio consigliera De Martino, prego.
Grazie Presidente, ma anch'io voglio iniziare questa domanda, ovviamente esprimendo la massima vicinanza e affetto alla famiglia di viola Mazzotti, ai a chi le voleva bene, a chi la conosceva perché, come hanno ricordato anche altre colleghe e colleghi, è veramente una perdita tragica e che ci ha lasciato tutti e tutte senza fiato.
Anche sebbene lei venisse da un'altra città, anche la città di Bologna ha cercato a suo modo, come fa spesso devo dire, quando si verificano eventi così drammatici ha abbracciato il ricordo di di viola e la sua famiglia e chi le voleva bene organizzando un flash mob proprio nel luogo in cui è avvenuto l'incidente. Un flash mob che è stato molto partecipato, molto toccante e che ha avuto come scopo quello di mostrare appunto vicinanza e affetto è anche quello di chiedere di fare ancora di più, di fare ancora di più per accelerare su la l'applicazione della Città. 30 che, come spero, sappiate tutte e tutti ormai in quest'Aula, visto che di Città, 30 parliamo veramente da da tanti anni.
Città 30 è un provvedimento che non si fa con una delibera, non si fa dalla sera alla mattina, ma che si fa soprattutto con interventi di modifica dell'asse stradale, molti in quest'Aula hanno ricordato che ci sono tanti cantieri, ci sono tanti cantieri del tram, quelli saranno dei punti che serviranno non soltanto al passaggio del tram ma anche a una riqualificazione complessiva della zona dove si interviene sul tram per il tram in vista del tram, si interviene anche per allargare i marciapiedi, si interviene anche per migliorare l'accessibilità, si interviene anche per ridurre l'asse stradale, perché strade più strette per le auto significa anche una maggiore induzione a rallentare la velocità.
Quindi sarebbe tempo, non è un qualcosa che si può ottenere dalla sera alla mattina. Soprattutto non ci si può lamentare dei tanti cantieri, da un lato e poi chiedere di fare Città, 30 il giorno dopo perché per fare Città 30 il giorno dopo, vorrebbe dire che dovremmo fare un cantiere grande quanto tutto a Bologna e penso che ci rendiamo conto tutte e tutti che questo non si possa fare, ma sicuramente sicuramente dobbiamo fare al meglio delle nostre possibilità. Dobbiamo andare anche oltre il meglio delle nostre possibilità, sicuramente dobbiamo accelerare, dobbiamo aumentare, per quanto possibile, a concentrare tutti i nostri sforzi per aumentare quanto più possibile le risorse per aumentare quanto più possibile il numero degli investimenti e per aumentare sicuramente i controlli, perché tanta parte passa anche da lì, dal controllo del rispetto dei limiti di velocità. Sono d'accordo con il consigliere di Forza Italia, che prima ha detto quando andiamo in strada, è un attimo, è vero, è proprio così. Quando andiamo in strada, è un attimo un imprevisto, una distrazione qualsiasi cosa in un attimo,
Può portarci a una tragica fatalità.
Ma proprio per questo è fondamentale, non soltanto, come ho detto finora, è ricordato finora l'intervento che modifichi le nostre strade per migliorare la visibilità e portare a livello fisico i mezzi a motore ad andare più.
Più più lenti, ma è fondamentale anche prestare a te la massima attenzione e questa è una responsabilità di tutte e tutti.
Ma è fondamentale anche la velocità a cui si va, perché se avviene un imprevisto, se avviene una distrazione, si va a 50 chilometri, come sapete ci sono determinate conseguenze, nel 90% dei casi si muore se invece si va a 30 chilometri.
Sì, abbiamo l'opposto, nel 10% dei casi si muore, quindi capite quanto il rispetto dei limiti di velocità sia fondamentale, è fondamentale, allora io sinceramente faccio fatica a prendere delle lezioni da chi invece ha contrastato le nostre misure sull'abbassamento del limite di velocità diffuso in città poi sicuramente continueremo e dovremo continuare a fare sempre di più GRA.
Grazie Consigliere De Martino, Consigliere Mazzanti, sicurezza stradale, Città 30, prego.
Signor Presidente, si sono dette molte cose, io ho partecipato al flash mob, l'altro giorno in strada e aspettiamo di capire esattamente cosa è successo, ma credo che la visione, la possibilità di avere telecamere come già l'attuale modifica il codice della strada prevede tutti i mezzi pesanti immatricolati dal luglio del 2024 devono uscire dalle case costruttrici già con i sistemi operativi. In Parlamento c'è stata una discussione molto forte. Sono usciti degli emendamenti bocciati dall'attuale Governo per far sì che.
Chi ha i mezzi prima della norma, la possibilità di realizzarli e scomputare Eli come discorso fiscale?
Cosa che non è passata. Per quel che riguarda Milano, Milano ha fatto un provvedimento, è stato qui raccontato, è stato impugnato al TAR il TAR ha dato ragione agli oppositori. Il Comune di Milano ha dovuto fare ricorso al Consiglio di Stato, il quale, dopo un dibattimento acceso, il Consiglio di Stato ha dato ragione al Comune di Milano, il motivo per cui molti Comuni hanno tardato perché era evidente che Milano era diventata una causa pilota, una causa pilota che è andata a buon fine e sostanzialmente ha dato ragione al Comune di Milano e molti Comuni oggi si stanno addentrando in questa soluzione. Bene, noi dobbiamo andare su questo. Non parlo sul resto perché già i miei colleghi di maggioranza hanno parlato di Città, 30, dovrei ripetere le loro stesse parole perché le condivido. Noi però dobbiamo andare avanti con queste norme di sicurezza. Era ha quasi completato sui suoi mezzi il montaggio di questi strumenti stessa. Cosa sta facendo TPER bene? Noi dobbiamo andare avanti anche coi privati, chiaro ed evidente che non può essere solo un problema dei Comuni, ma diventa un prima dei Comuni dello Stato delle regioni e quant'altro, quindi bisogna assolutamente fare diventare quello che Milano ha fatto norma generale per far sì che ci sia dei meccanismi di agevolazione al montaggio di questi strumenti e renderli obbligatori. Grazie,
Grazie Consigliere, consigliera, Foresti, auto, vandalizzato in via Gandusio, prego.
Sì, grazie Presidente. I residenti di via Gandusio e hanno trovato 17 auto vandalizzate e, dopo che nella settimana precedente e all'alba appunto, ci fosse un una situazione simile, con un rogo e un'auto, un cassonetto e un motorino dato alle fiamme nello stesso punto con, anche se non sbaglio, è un danneggiamento di un garage di un immobile ACER, appunto danneggiato, e un immobile che poi era stato ristrutturato da poco. Quindi, insomma, i residenti sono un po' esasperati se non sono un tanto e direi che la situazione è critica e quindi, insomma, volevo sapere dall'Amministrazione, visto che le segnalazioni ci sono da tempo, quali azioni intende mettere in atto e per rispondere ai disagi e le preoccupazioni di questi cittadini, che da tempo segnalano appunto e degrado e insicurezza nella zona, e se pensa di installare telecamere di videosorveglianza e potenziare i presidi della Polizia locale in strada nella zona? Grazie.
Grazie consigliera le ridò la parola per la domanda successiva lettera di una cittadina su degrado insicurezza in via Saffi prego sì, grazie Presidente è apparsa sulla stampa la lettera di una cittadina e dove racconta le preoccupazioni per gli episodi vissuti dalla sua famiglia nell'ultimo anno in in via Saffi e tra furti ripetuti del portafoglio più a.
Più atti vandalici all'auto e il degrado e la sporcizia in strada, la cittadina mostra amarezza per le condizioni in cui versa la zona, per muri imbrattati e immondizia per la strada, oltre al tema della sicurezza, quindi e avrei voluto oggi un parere politico amministrativa dell'Assessora e sapere quali azioni e pensa di mettere in atto per risolvere i disagi riportati dalla cittadini probabilmente vissuti anche da altri cittadini, grazie Presidente, aspetto la risposta scritta.
Grazie consigliera o Rapallo, la parola al Consigliere Di Benedetto prossimo incontro di basket prego, grazie Presidente, il 12 dicembre avrà luogo un'altra partita di basket con una squadra israeliana, sappiamo che le organizzazioni antisemite di Bologna si stanno già organizzando per andare a fare guerra e quindi chiediamo come l'amministrazione di Bologna intende muoversi di fronte a queste organizzazioni violente che vogliono portare ancora lo scontro in città e se il Sindaco e questa volta non farà polemica col Governo ma deciderà di schierarsi al fianco delle forze dell'ordine per la tutela della comunità o se ancora una volta la getterà in caciara senza preoccuparsi realmente, questa è una valutazione politica della sicurezza della comunità. Grazie Presidente.
Grazie consigliere, le ridò la parola per la domanda successiva atti vandalici in città prego, grazie Presidente per chiedere all'Amministrazione se e come intende adoperarsi insieme, ovviamente, agli altri soggetti interessati per il ripristino della Madonna, del portico dei Servi che è stata imbrattata mercoledì durante una manifestazione da degli atti vandalici che hanno mancato di rispetto non solo al sentimento religioso di centinaia di migliaia di persone ma anche alla nostra cultura e la nostra città con un'opera che è simbolo storico di Bologna un atto vergognoso che condanniamo con forza. L'augurio è che l'Amministrazione faccia la stessa cosa e si adoperi. Grazie, Presidente,
Grazie consigliere, consigliere Mazzanti, sicurezza in città prego.
Sì, grazie Presidente, sicurezza, riferito agli ambiti della discussione che c'è stata sulla manifestazione che intanto è importante avere pubblicato quei verbali come poi è venuto fuori, che erano tutti d'accordo a trasferirla, anche perché chi conosce la città sa che in quella zona di Casalecchio fare del Casino diventa difficile per un semplice motivo, non c'è negozi, non c'è attività e quindi era facilmente governabile. Il Ministro ha imposto in modo autoritario di cambiare idea anche al Prefetto e al Questore. Ed ecco il patatrac, per cui caro Piantedosi è sarai contento di aver procurato quello che ha procurato poi certo c'eri violenti che ebbene che la polizia identifichi e le denunce da questo punto di vista, anche perché la stragrande maggioranza di chi era lì non era violento, assolutamente protestavano per quello che conviene il Governo Netanyahu per i suoi massacri e per il genocidio in corso. Quindi, da questo punto di vista, era molto tranquilla in una situazione.
Poi al Parlamento il Ministro ha preso la parola, ha detto che non voleva assolutamente dire che le parole del Sindaco era un contro la polizia, ma erano contro di lui, bene, ne ha preso atto, mi fa piacere, ci sarà questa nuova partita, come intende l'Amministrazione muoversi, tra l'altro sarà dentro la Fiera, quindi con poche possibilità di manovra, come poteva essere evidente nel centro storico di Bologna. Stavolta spero e mi auguro e chiedo all'Amministrazione che abbiano l'intelligenza di governarla, anche perché in quella zona fare i disastri che ti permetteva di fare il centro storico di Bologna. No, perché giochi allo scoperto, quindi i rischi di prenderle e di brutto, per cui anche violenti devono stare molto attenti e credo credo che sia l'obiettivo di tutti. Detto questo, speriamo bene.
Grazie Consigliere, trasferimenti senza preavviso, in carcere bolognese della Dozza, consigliere, Piazza prego, grazie Presidente, intervengo sulla denuncia che ha fatto il sindacato CGIL, di Bologna, della situazione quasi surreale del carcere bolognese, della Dozza a casa a causa di una serie di trasferimenti di detenuti effettuate senza preavviso verso il nostro Istituto. Quindi, cogliendo completamente alla sprovvista la direzione dell'istituto, anche in certi casi, senza riuscire a prevedere per tempo opportuni rafforzamenti della sicurezza quando i trasferimenti riguardano detenuti particolari e il sindacato sottolinea che rimane sconcertato e ritiene che questa possa essere mancanza di preavviso possa essere un segnale di scarsa considerazione delle nostre istituto. Quindi volevo capire dall'Assessore se ha informazioni e se poi questi trasferimenti, tra l'altro.
Continui anche da fuori regioni non andassero a incidere su quella sovraffollamento già molto alto del nostro istituto, andando a riempire quei posti liberati dalla sezione giovani adulti che invece avevamo chiesto di utilizzare per sgravare il già grave sovraffollamento, grazie.
Grazie consigliere, consigliere Piazza sempre a lei. La parola a verbale del comitato per l'ordine pubblico smentisce il ministro, prego sì, grazie Presidente Neyts. I giornali hanno pubblicato il verbale della prefettura relativo al Comitato per l'ordine pubblico, che si è tenuto il 5 novembre, evidenziando come questo verbale smentisca posizioni del Ministro Piantedosi proprio uscito così su diversi giornali. Infatti, nel verbale che abbiamo potuto visionare si legge che era in corso una gestione consensuale ed unanime della partita della Virtus Maccabi, Tel Aviv presenti e tutti i presenti in questura, prefettura Comune di Bologna, Carabinieri, Finanza, Virtus Fortitudo tutti avevano concordato sull'inidoneità di giocare. Quella partita al PalaDozza proprio per la gestione della sicurezza della Virtus si era già attivata, aveva contattato l'Eurolega per il differimento della data e quindi riuscire a giocare presso l'Unipol Arena, cosa che si legge sempre nel verbale, avrebbe permesso una migliore gestione dell'ordine pubblico. Invece, come sappiamo, poi è intervenuto il ministro ha bloccato lo spostamento del match su cui tutti invece avevano concordato, portando quindi di fatto lo svolgimento della partita presso proprio. Il PalaDozza che tutti avevano invece considerata una sede inidonea alla gestione della sicurezza. Questo intervento sinceramente del ministro risulta istituzionalmente incomprensibile. Dipinge sì un clima di contrasto tra istituzioni di cui già eravamo.
A conoscenza, ma così facendo, in questo modo è venuto meno al compito primario di tutelare i cittadini e la loro sicurezza. Perché se in quel tavolo tutti i rappresentanti presenti, come emerge chiaramente a questo punto, senza più tema di dubbi o opposizioni diversa e tutti i rappresentanti presenti, compresi Questura e Prefettura avevano concordato sul rischio, è trovata una soluzione, allora Mick, ci chiediamo perché il Ministro ha ritenuto opportuno forzare una scelta già da tutti scartata, mettendo a rischio la città e i cittadini e le comunità degli stessi agenti, cioè questa è una cosa che veramente ci chiediamo e io chiedo anche se, a seguito della pubblicazione per caso, siano giunte di questi verbali e a questo punto siano giunte delle scuse del ministro casomai me ne fossi nelle fosse persa e poi vorrei capire, anche se si sono avviate procedure per dare concretezza alle intenzioni del Ministro, cioè di far pagare i danni a chi ha le responsabilità di averli causati o se questi danni ricadranno ancora ingiustamente sui cittadini di Bologna. Infine, chiedo una valutazione in vista della prossima partita di Bologna contro un'altra squadra israeliana che ha in programma per il 12 dicembre. Chiedo se in questa occasione sarà data priorità alla sicurezza di tutela degli agenti e dei cittadini del territorio, oppure ancora sarà prevale, prevarrà. Lo scontro politico ha messo in atto dal ministro, come emerge dal verbale inconfutabile di quella Commissione.
E, per quanto espressione, io credo, di parti politiche differenti. Però la collaborazione istituzionale tra enti del territorio e Governo è un presupposto su cui sinceramente vorremmo poter sempre contare. Questo lo abbiamo anche detto con come Gruppo Pd, con un comunicato appena abbiamo visto la pubblicazione dei verbali rimanendo devo dire piuttosto sconcertati, perché il confronto, ma anche lo scontro politico, ci può stare. Però andrebbe espresso in altre sedi e non giocato incidendo sulla pelle dei cittadini, perché noi vorremmo che al centro ci fosse l'interesse del territorio delle persone e la loro tutela, collaborazione che in questo caso, in questo caso, nel caso della partita Virtus e Tel Aviv Maccabi già giocata, non possiamo rilevare, alla luce del verbale pubblicato, essere venuta assolutamente meno e aver avuto quindi conseguenze non solo sul territorio succede, ma soprattutto sugli agenti feriti, a cui voglio rinnovare ancora una volta, una volta di più, la nostra solidarietà e un ringraziamento per aver rischiato la loro incolumità in una situazione di gestione di ordine pubblico da tutto quel comitato. Lo ripeto, prefettura e questura, comprese ritenuto inidoneo. Quindi, se si è giocato lì a questo punto e dal verbale, emerge chiaramente che è stato perché lo ha voluto esclusivamente il Ministro, quindi, nonostante il Sindaco continuasse a ripetere quello che era stato detto nel nel Comitato all'unanimità, che lì non andava giocata, purtroppo siamo andati a giocare lì e quindi sono state le conseguenze che tutti avevano previsto. Quindi a me sembra che la responsabilità in questo caso sia nettamente del Ministro e mi fa piacere che anche un parlamentare della della del gruppo della Lega abbia chiesto, proprio con un'interrogazione, conto del comportamento di Piantedosi. Alla luce di questo verbale speriamo che per il prossima partita sia prevalga l'interesse dei cittadini e non la politica. Grazie.
Grazie Consigliere.
Consigliera Scarano il Comune di Bologna, finanzia e violenti, prego sì, grazie l'ho detto e lo ridico quest'oggi e tornerò a ribadirlo e anche a dimostrarlo fino a fine mandato dimostrarlo perché di fatto sono realtà che ricevono da tanti, troppi anni contributi ingenti, anzi in questo mandato sono addirittura in aumento ricevono spazi.
Importanti, ampi di hub di valore storico, architettonico, rilevante in una fase di crisi economica e di spazi in città, ricevono sovvenzioni perché partecipano a dei bandi addirittura durante il Covid, quando tutto era chiuso, la va riceveva dei fondi per,
Eventi estivi, quando tutti i ristoranti erano chiusi e nessuno poteva uscire di casa, il Comune finanziava la banche nel 2020 nell'estate del 2020, questo a dimostrazione che quello che diciamo è supportato da fatti, da impegni di spesa e da scelte politiche, perché è una scelta politica continuare a erogare somme ingenti a realtà che in queste città sicuramente di sociale e culturale hanno ben poco.
Quindi chiedo anche alla luce ribadisco, anche alla luce di quello che è successo venerdì 21 novembre, che evidenzia nuovamente come queste realtà partecipano non solo delle miss manifestazioni, ma si rendano anche fautori di eventi, contestazioni guerriglie urbane che sicuramente non depongono a loro favore che l'Amministrazione tagli questo cordone ombelicale che va avanti da troppo tempo anziché in questo mandato, è stato anche tristemente rafforzato e dire a dimostrazione di una gestione della della cosa pubblica e dei soldi pubblici più seria e più equilibrata e consapevole.
Grazie consigliera le ridò la parola per l'intervento successivo, centri di culto islamici, dubbi sulle concessioni prego sì dubbi perché c'è un nuovo centro di culto islamico in via Barozzi e sembrerebbe.
Sembrerebbe che non vi siano tutte le concessioni necessarie, quindi tutto quello che riguarda la luce degli spazi, le uscite di sicurezza, i termini di capienza, quindi chiediamo lumi in materia, anche perché ad oggi in piazza Nardi 106.6 c'è un altro centro di culto islamico che ha avuto richiami dall'Amministrazione che non si è messo ancora in regola e che di fatto è ancora operativo da.
Grazie consigliera, procediamo ora con la domanda successiva è del consigliere Di Benedetto crollo del soffitto alla piscina, Vandelli, prego, grazie Presidente, chiediamo all'Amministrazione spiegazioni in relazione al crollo del soffitto nella piscina Vandelli, sappiamo che alcuni lavori erano stati rimandati al 2006 26, seppur previsti nel 2024 che diamo perché se questi avrebbero potuto evitare quanto accaduto abbiamo sfiorato una tragedia.
Grazie Consigliere, l'ultima è un'interpellanza, abbattimento, alberi in via dell'Arcoveggio 30 ottobre 2025 e del consigliere Celli, che riceverà dall'assessore Borsari risposta scritta.
Prego Consigliere quando, quando ho depositato questa interpellanza, l'ho fatto perché appunto non non si sapeva ancora nulla di questi alberi che sarebbero stati abbattuti solo il giorno successivo, si è imparato che è stato uno scherzo, c'è qualcuno, non si sa bene chi è andato attaccare dei cartelli dicendo che tutta una lunga serie di alberi saremmo stati abbattuti per fare posto alle macchine, la cosa incredibile e io, se volete, vi faccio vedere i messaggi che mi sono arrivati che dal momento in cui è un affissi cartelli, circa un minuto dopo, ho iniziato a ricevere un messaggio dietro l'altro, cioè sono nate anche sui giornali. Sono anche andato addirittura comprare le catene in ferramenta per andarmi a incatenare perché dicevo questo no assolutamente parcheggio non quando ero pronto per venire giù. Finalmente ho ricevuto una telefonata che mi ha detto guarda, pare che sia uno scherzo ormai appurato, eccetera quindi questa cosa mi ha fatto capire, comunque, che c'è un'attenzione altissima per per quanto riguarda il verde urbano.
E e quindi ne approfitto no per per ribadire quello che è un'idea che ho sempre portato avanti fin dall'inizio che poi è stata sposata anche da altri Consiglieri.
In seguito, cioè la necessità, come dire, di fare una specie di bilancio arboreo partecipato, cioè portare quelli che sono i tagli e le piantumazioni all'interno della Consulta, cioè sono qua per ribadire che episodi come questo, che hanno come dire, ci hanno fatto capire che c'è un'attenzione altissima su sul tema del verde degli alberi in città, bene, questo verde, questi alberi, la loro gestione, secondo me deve essere partecipata, quindi deve essere portata all'interno della Consulta e quindi discussa. C'è ancora oggi, non mi risulta che ci sia una sola perizia che sia stata discussa o non sia stato. Come dire, la gente procede indipendentemente da tutto ciò mi ricorda il famoso pino che è stato tagliato, viene l'ICE, c'era un capannello di gente che si era formato attorno a questo Pino e lì non è stato possibile discutere delle perizie. Magari è chiaro che quando un albero, quando un albero rischia di cadere, io non lo metto in dubbio, mai c'è un albero va tagliato, anzi, io mi ricordo in passato che ci fu un famoso comitato che fece addirittura un girotondo attorno a un platano del del della Montagnola, mi invitarono e dissi no, io mandate Fitto, patologo, non vengo perché quello è un albero malato, infatti, quando l'albero fu abbattuto era completamente marzo e pieno di funghi, tanto è vero che fu poi pubblicato sui giornali con la dichiarazione dell'allora bottino che diceva ecco, vedete, questi vorrebbero tenere su tutti gli alberi che poi cadono. No tutti no. Infatti io non c'ero andato e ancora oggi sto sempre molto attento. No andava perché poi, molto spesso non è che gli alberi cadono, perché perché perché sono vecchi gli alberi nove volte su 10, questo si è visto anche nella pineta di Cervia cadono perché ci hanno fatto dei dei dei lavori attorno tanto è vero che è stato pubblicato un album vastissimo di fotografie di alberi. Disarcionati a terra a Cervia che avevano dentro delle tubazioni, avevano dentro dei cavi, cioè gli avevano e questa cosa io l'ho anche pubblicata sulla mia pagina, come dire, guardate molto spesso, non è colpa degli alberi, quindi ecco io rilancio questa idea, cioè di di coinvolgere la Consulta del verde, in modo che non succedano più episodi come questo e soprattutto, appunto, che si riesca ad avere un accesso immediato alle informazioni, senza appunto arrivare a sera con 200 persone che chiamano, io penso io cito il mio caso però magari anche altri consiglieri sono stati chiamati,
In modo che ci sia un accesso più diretto quando ci sono degli abbattimenti, grazie.
Grazie, consigliere, Celli.
Allora l'assist, la seduta è conclusa e termina alle ore 14:28 buon.
