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Odierni per la trattazione ordinaria, chiedo alla segreteria Generale di procedere con la verifica del numero legale, invito i consiglieri e le consigliere a voler cortesemente rispondere presente e accendere la telecamera se connessi da remoto prego, grazie buongiorno.
Angiuli.
Begaj.
Bernagozzi.
Bittini, Caracciolo, assente, ingiustificato, Celli, buongiorno tutti da remoto Ceretti.
Cima.
De Biasi De Giacomi.
De Martino.
Di Benedetto Di Pietro.
Diaco fattori.
Foresti.
Geiger, presente, Giordani, Iovine, assente, giustificato, Larghetti.
Manca Marcasciano.
Mazzanti.
Monticelli Naldi.
Negash.
Piazza presente buongiorno da remoto, pizza Quercioli.
Santori.
Presidente, buongiorno, Scarano Stanzani.
Tarsitano.
Toschi, assente, giustificata, Venturi e Zontini, assente giustificata, il numero legale è raggiunto, la seduta è valida, grazie nomino come scrutatori, i Consiglieri Tarsitano Di Pietro Foresti, hanno giustificato la propria assenza i consiglieri Caracciolo Iovine Toschi aggiuntivi, proseguiamo con gli o con gli interventi di inizio seduta il primo del Consigliere Negash la cura non è un reato prego,
È evidente oggi davanti all'ospedale di Ravenna, proprio queste ore si stanno fermando tutti gli operatori sanitari ai cittadini. Noi da qui mandiamo un atto di solidarietà per difendere un principio, ci siamo fermati per dire che la cura non si perquisisce, non si intimidisce, non si trasforma in sospetto. Venerdì notte, nel reparto di malattie infettive dell'ospedale Santa Maria delle Croci a Ravenna si è consumato un fatto che ha scosso profondamente che ogni giorno indossa un camice non come simbolo di potere ma di responsabilità, modalità degne di indagini sui reati violenti applicate a professionisti che hanno esercitato il proprio dovere di cura. Per ora sono 6 medici innocenti fino a prova contraria, accusati di aver falsificato delle diagnosi e senza nemmeno una richiesta di rinvio a giudizio, già attaccato pubblicamente da una delle massime autorità del Paese vergognoso. E questo è il clima che vogliamo accettare. È questa l'idea di Stato che vogliamo consegnare ai nostri studenti, ai nostri cittadini, ai nostri pazienti nel massimo rispetto della magistratura che ha il compito di Aceh, accertare i fatti.
Diciamo con forza che le modalità contano, perché le modalità parlano e quando le modalità sono sport porzionato, invasive, intimidatorie. Il messaggio che passa è devastante, che è l'atto medico possa essere trattato come un sospetto da smontare, anziché come una responsabilità del Dalai Lama.
Esprimiamo nella.
Non lo risolviamo.
Esprime?
Esprimiamo piena solidarietà ai sanitari coinvolti medici, operatori che hanno agito secondo la scienza e coscienza, nel rispetto del codice deontologico e in particolare dell'articolo 32, che impone al medico di tutelare le persone fragili e vulnerabili e esposte. La medicina non è una frontiera, non è un braccio operativo delle politiche migratorie e presidio di umanità. Chiediamo una presa di posizione chiara e coraggiosa da parte delle istituzioni e degli ordini professionali. Difendere l'inviolabilità dell'atto medico significa difendere il diritto della salute di tutti senza distinzioni, senza paura, senza pressioni. Chiediamo l'intervento del Garante nazionale, dei diritti delle persone private, della libertà personale.
Perché quando si crea un clima inquisitoria attorno a chi cura a persone vulnerabili e distinti ed o destinati a forme di detenzione, non è solo una categoria a essere colpita e il diritto alla salute che vacilla oggi dobbiamo dirlo con chiarezza basta con la strumentalizzazione, basta con la delegittimazione sistematica dei professionisti della sanità, basta con parole d'olio che alimentano divisioni sospetti campagne mediatiche costruite sulla paura, la salute non può diventare terreno di propaganda, è tempo di riconoscere un clima di fiducia, è tempo di rimettere al centro della dignità delle persone tutte e tempo di dire che la medicina resta libera, non della convenienze politiche del momento.
E se c'è il Governo che alimenta divisioni, che attacca categorie professionali per costruire consenso sulla paura, allora la risposta non può essere il silenzio, la risposta deve essere partecipazione, unità, responsabilità civile, lavoriamo insieme come i cittadini, come professionisti, come comunità e quando sarà il momento, usiamo gli strumenti della democrazia per cambiare ciò che non ci rappresenta più perché la dignità non si negozia. Grazie Presidente, grazie a lei il prossimo intervento è sempre del Consigliere Negash. Il colonialismo italiano prego,
Grazie Presidente, mentre Giorgia Meloni vuole ad Addis Abeba in Etiopia per il secondo vertice Italia-Africa, scegliendo di disertare la Conferenza di Monaco con i leader europei, la coincidenza con l'anniversario di il CATI 12 pesa come un macigno politico e simbolico e Khatir 12 19 febbraio, 1937 e la data che in Etiopia ricorda il massacro scatenate dalle truppe coloniali italiani, fascista in quel momento, dopo l'attentato al Viceré Rodolfo Graziani,
Una repressione brutale, ordinata e sistematica che colpì civili, intellettuali, religiosi, trasformando Addis Abeba in un teatro di sangue che proprio in questi giorni la premier italiana si presenta alla capitale etiope per promuovere il Piano Mattei, suona per molti come una beffa della storia un cortocircuito tra memoria e presente che interroga le nostre responsabilità, il Piano Mattei viene raccontato come un no, un nuovo paradigma di cooperazione paritaria tra Italia e i Paesi africani, ma due anni dall'avvio operativo emergono criticità profonde, i progetti realmente verificabili sono pochi i meccanismi di controllo opachi.
Le risorse in parte sottratte a fondi destinati dalla transizione climatica e alla cooperazione dello sviluppo,
In questa prospettiva, il Piano Mattei rischia di configurarsi come un colonialismo camuffato, non più conquista militare ma influenza economica, non più amministrazione diretta, ma condizionamento finanziarie. Non Piero teorica imperiale, ma il linguaggio della cooperazione, cambiando le forme, non sempre le logiche di potere, ma ci sono ancora la scelta di presentarlo proprio ad Addis Abeba nel cuore istituzionale di un Unione africana, amplifica il paradosso. È per questo che le iniziative che inizieranno da domani la settimana del colonialismo italiano a Bologna assumono un significato politico, oltre che storico. Ricordare e Katif non è un esercizio rituale, ma un atto pubblico che collega le stragi coloniali alle scelte contemporanee, chiedendo trasparenza e quindi equità e riparazione, e per questo vi invitiamo domani, dalle 17 Piazza Nettuno a ricordare tutte le vittime del colonialismo. Grazie, Presidente Graziadei. Il prossimo intervento del Consigliere Pizza, il Ramazzini mi ha lasciato solo, parla il dottor Daniele Mandreoli, prego, grazie Presidente, cito testualmente dal Corriere di Bologna di sabato. L'ultimo scorso il dottor Daniele Mandrioli è stato direttore del Centro di ricerca dell'Istituto Ramazzini fino al dicembre 2025.
Il suo licenziamento è stato contestato da sindacati e componenti del Comitato scientifico. Avevamo bisogno della massima protezione, dice il dottor Daniele Mandrioli, ma evidentemente non è accaduto il suo licenziamento del direttore del Centro di ricerca. L'Istituto Ramazzini è diventato un caso e degli attacchi ricevuti per i suoi studi. Ne ha parlato persino le Monde. Fino a pochi mesi fa lo scienziato ha coordinato Egloff glifosate stadi la ricerca, che ha collegato l'aumento dei tumori nei ratti e l'erbicida più usato al mondo. Questo il Corriere di Bologna.
Conosco molto bene personalmente il dottor Mandrioli e altrettanto bene conosco i suoi studi che seguono la linea di ricerca a suo tempo impostata per l'istituto del compianto professor antesignano Cesare Maltoni. Volta al controllo dell'impatto sulla salute della popolazione di sostanze di largo consumo utilizzate dall'industria. Orbene, Presidente, da oltre cinquant'anni l'istituto di ricerca di Bentivoglio è un importante presidio di salvaguardia per la salute pubblica. Grazie alla tipologia di studi e ricerche perseguite.
Né posso dimenticare il contributo dato dal professor Maltoni nella valutazione della innocuità di sostanze immune attive, prodotte e utilizzate dall'équipe da me diretta e nell'ambito degli approcci di immunoterapia in oncologia urologica. Come non posso dimenticare le recenti riunioni col dottor Mandrioli a Bentivoglio per impostare esperimenti su cavie di protezione da neoformazione mediante l'utilizzo preventivo di analoghi prodotti immunitari.
È con profondo rammarico che vivo il sollevamento del dottor Manzuoli dal suo incarico, augurandomi inoltre che le motivazioni che si ventilano nell'articolo possono essere infondate, nel caso contrario, un attacco alla libertà e autonomia della ricerca scientifica sarebbe molto grave e a detrimento inoltre del merito acquisito negli anni della nostra città, che in questa fattispecie ha grandemente contribuito agli studi del professor Maltoni e dei suoi valenti epigoni.
Mi auguro comunque che il dottor Mandrioli possa trovare adeguata ospitalità in centri di ricerca della nostra città che possano permettere di continuare le eccellenti ricerche sinora condotte. Grazie Presidente, grazie a lei per il prossimo intervento del sì e del consigliere Giordani, lite Lepore De Pascale e Piantedosi. Prego.
Grazie Presidente, un saluto alle colleghe e colleghi, alle polemiche interne di questo periodo tra il sindaco Lepore, il governatore De Pascale sono la fotografia di come viene gestita questa città, grandi proclami e pochi risultati, per poi scaricare sempre la colpa addosso agli altri senza mai assumersi le proprie responsabilità sulla sicurezza, dove si nega l'utilità dei CPR o dei metal detector nelle scuole si incolpa e si incolpa il Governo di non dover di non voler mettere risorse quando volutamente si è evitato di implementare e potenziare la Polizia locale. E la cosa è dimostrata anche dal prossimo sciopero che è stato indetto dalla stessa pulizia in occasione di Bologna, Marathon, dove sulla Città 30, dove si è voluto imporre un'ideologia andando contro le norme in essere, ma la colpa è del TAR che l'ha bloccato sul PUG, dove per arroganza si son volute accelerare i termini, ma anche in questo caso sono i giudici che hanno torto sull'appalto mense, dove la parte del cattivo lo facciamo fare all'ANAC sul tram, che ha creato disagi enormi e sembrano, verrà neanche completato questa volta per colpa di Autostrade sullo stadio dove la colpa è del Bologna Football Club, senza quando ci si dimentica che la proprietà dello stadio del Comune lo stadio compirà. Cent'anni nel 1.000 nel 2027 e necessita di lavori urgenti di messa in sicurezza. Qui siamo davanti alla precisa volontà di non trovare soluzioni, ma solo dei capri espiatori, per coprire la propria incapacità di gestione della città. Caro Sindaco, la smetta di fare la vittima sacrificale sull'altare dell'ideale, quando qui le vittime della sua ideologia sono solo Bologna e i bolognesi.
Il prossimo intervento della consigliera Foresti criticità fermata bus adiacente ai cantieri in prossimità di scuole e teatro prego.
Sì, grazie Presidente, torno sulla questione delle criticità della fermata provvisoria in via Matteotti, adiacente al cantiere del tram e in prossimità e del teatro e delle scuole. Ci torno perché la risposta che ho ricevuto venerdì dall'assessore Campaniello, quella che è l'alternativa, sarebbe altrimenti di sopprimere alcune fermate. Non mi trova d'accordo, come ho già detto da tempo e puntiamo i riflettori sulle problematiche di queste fermate provvisorie riguardo l'accessibilità e la sicurezza nel caso di via Matteotti per la vicinanza al teatro e alle scuole, e pensiamo debba esserci ancora più attenzione visto la quantità di alunni che arrivano e le scolaresche, e anche di sezioni di nidi e scuole dell'infanzia. Quindi i bimbi molto piccoli che si recano a teatro lo abbiamo detto fondamentale sarebbero segnaletiche, temporanee, orizzontali e verticali, strisce pedonali, provvisorie o semaforo a chiamata per consentire di attraversare appena se si scende dal bus e mettersi in sicurezza, e per noi in Aula sarebbe fondamentale a questo punto un confronto e per questo chiediamo l'anticipazione del nostro ordine del giorno 158 2026. Grazie.
Se lei il prossimo intervento della consigliera Larghetti che, mentre uno di fila all'altro il primo è solidarietà al profumo Andrioli contro la lobby del glifosato, prego.
Grazie Presidente. Se la mattina vi mangiate i fiocchi di mais nel latte e quel prodotto non è biologico, sicuramente il campo dove è cresciuto quel mais è stato trattato con il glifosato. Ecco i pionieri dell'agricoltura biologica, lo dicevano già negli anni 70, che il glifosato nella sostanza pericolosa per la salute, ma la lobby dei produttori di un erbicida che, lo ricordo, è il principale in agricoltura e per un fatturato di 11 miliardi di dollari l'anno. Ecco, questa lo abbia fatto il suo lavoro a partire dalla Monsanto, che ne ha detenuto il brevetto per cinquant'anni e che ha costruito un modello agricolo strettamente dipendente da questa sostanza. L'abbiamo visto con l'amianto, ci possono volere anche 30 anni per acclarare scientificamente la dannosità estrema per l'uomo. Adesso l'amianto ovviamente ci spaventa tantissimo tempo ce ne riempivano i tetti. Lo stesso stiamo facendo nei nostri campi, con il glifosato.
E, pensate nel 2015 l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha classificato come probabilmente cancerogeno per l'uomo, però restano interrogativi sugli effetti a lungo termine, in particolare per le persone più vulnerabili. Stiamo parlando dell'erbicida più utilizzato al mondo. Ecco non di una sostanza marginale, ed è proprio su questa sostanza che si concentravano gli studi che portava avanti per l'Istituto Ramazzini, Daniele Mandrioli, il direttore scientifico che da poco ha perso il suo incarico in questo importantissimo centro indipendente di ricerca, che è noto a livello internazionale per gli studi sui rischi cancerogeni, credo che sia importante ricordare, appunto, che Mandrioli ha contribuito agli studi sul glifosato con dati scientifici indipendenti e quando uno scienziato che guida ricerca su temi così sensibili viene allontanato in un contesto in cui si evocano pressioni da parte dei produttori e delle lobby, io credo che sia dovere delle Istituzioni pretendere la massima trasparenza. Rimaniamo quindi un'osservazione su questa vicenda, chiedendo chiarezza su quello che è accaduto ed esprimiamo naturalmente solidarietà al professor ma Andrioli, a tutti gli scienziati indipendenti che, nonostante le pressioni economiche industriali, continuano a lavorare con rigore e autonomia per la tutela della salute pubblica. Grazie,
Prossimo intervento, sempre suo consigliere, Larghetti senza consenso, è stupro.
Grazie. La manifestazione di ieri ha attraversato la nostra città, ma non è stata solo un corteo, ma una presa di parola collettiva, centinaia di persone di tutte le età che hanno ribadito un principio semplice ma non negoziabile senza consenso è stupro, ed è importante sottolineare che questa manifestazione, guidata dai centri antiviolenza che ogni giorno accolgono, proteggono e sostengono le vittime nei momenti più difficili e del movimento, non una di meno che dal 2016 ha inaugurato una nuova stagione di mobilitazioni trasversali intersezionale dai femminismi. Non sono realtà astratte, ma sono soggetti radicati, competenti, che conoscono sul campo che cosa significa la violenza e che cosa serva davvero per contrastarla. Il consenso deve essere libero, esplicito, informato e revocabile in qualsiasi momento. Su questo credo che non possono esserci ambiguità e non accettiamo passi indietro sui diritti fondamentali. Non si arretra, dobbiamo garantirli. Grazie.
Prossimo intervento che è l'ultimo della consigliera target, la concorrenza sleale dell'on line sulla logistica prego, allora abbiamo letto e abbiamo visto sui social il caso della libreria Ulisse, che denuncia un abbandono totale da parte dei servizi di logistica, di quelle che sono le necessità del commercio di prossimità. In particolare, ha parlato di due corrieri che, a causa degli scioperi che giustamente i lavoratori fanno, perché hanno contratti assolutamente indegni e a causa del fatto che gli stessi corrieri hanno contratti che privilegiano a causa di penali altissime, la relazione con un particolare piattaforma di vendita on line con Amazon e quindi naturalmente il Corriere, avendo queste penali molto alti, scelgono di servire Amazon e di non servire i negozi. Risultato, una libreria importante come quella di Ulisse si è trovata praticamente senza la merce nel periodo di Natale, il periodo che è inutile dirlo e anche quello in cui si vende di più, e quindi è fondamentale. Io penso che sia il sintomo di un modello di mercato che abbiamo lasciato deregolamentato pensando che si sarebbe aggiustato da solo, abbiamo tolto le licenze, abbiamo liberato liberalizzato, tutto affidato tutto alla grande distribuzione di pochi operatori convinti che la concorrenza avrebbe garantito l'efficienza. Ecco, oggi il conto lo pagano proprio i negozi di prossimità, l'on line e non attacca solo con i prezzi, attacca con la logistica, attacca con i servizi, quando un colosso come ad Amazon, che concentra volumi enormi, impone condizioni ai corrieri. Ovviamente si comprimono i margini, si dettano le priorità di consegna e chi resta indietro sono proprio i piccoli negozi, come le librerie indipendenti, le realtà che tengono vive i nostri quartieri e così la filiera si spezza e il tessuto connettivo urbano si disgrega. Se vogliamo difendere il commercio di prossimità, dobbiamo rimettere mano alle regole della filiera e ristabilire condizioni eque, altrimenti continueremo a scoprire che il prezzo più basso alla fine lo pagano le nostre città. Grazie.
Grazie consigliera, ora la parola al Consigliere Di Benedetto, che ha due interventi, uno di seguito all'altro, il primo è CPR a Bologna, prego Consigliere, grazie Presidente.
Si interventi con il primo intervento, voglio e presentare un ordine del giorno per chiedere che l'Amministrazione, o meglio, il Consiglio comunale chiede al Sindaco di esprimersi favorevolmente rispetto all'apertura del CPR a Bologna. Evidentemente il nostro Sindaco non ha orecchie per sentire e soprattutto non ha ascoltato i tanti interventi dei consiglieri comunali di maggioranza in questi mesi, che hanno chiesto misure a favore della sicurezza e hanno chiesto che il proprio il Governo prendesse provvedimenti per far sì che quei criminali, almeno quei criminali di origine straniera che delinquono in città, possano essere tenuti chiusi in attesa dell'espulsione. Diverse volte i Consiglieri di maggioranza hanno chiesto misure serie in questo senso, il mi, oltre che quelli di minoranza che lo fanno da quattro anni il Ministro finalmente si è attivato e quindi il Sindaco evidentemente di un'altra opinione, al contrario dei consiglieri di maggioranza, vuol li vuole liberi per strada. Noi invece siamo d'accordo con loro. Un voto contrario. Ovviamente non sarebbe accettabile, perché significherebbe che allora fino a oggi la maggioranza ha fatto solo propaganda e non gli interessa avere strumenti per la sicurezza della città. Siamo convinti invece che qualcuno, almeno CIP, ci provi e quindi, in questo senso ci auguriamo che arrivi un voto della maggioranza, quantomeno per dare un'indicazione chiara al Sindaco, l'indirizzo politico amministrativo, questo Sindaco o occupati della sicurezza della città. Grazie.
Grazie Consigliere, le do la parola per l'intervento successivo ciclabile al Sabine. Prego, grazie Presidente. Anche su questo tema presenta un ordine del giorno tema già sviscerato. Chiediamo che ogni progetto di ciclabile e nell'area di competenza della scuola Sabine venga sospeso fino a che non abbia avuto luogo un confronto strutturato, aperto con tutta la scuola e con gli studenti. Sappiamo che il Sindaco aveva dato appuntamento agli studenti, poi la disdetto e non gli ha dato una nuova data nel frattempo e quelli che sono quello che è il percorso burocratico procede. Chiediamo di fermarlo e di procedere a un confronto strutturato con la scuola e con tutti i responsabili. Tra l'altro, la dirigente sui giornali ha evidenziato come anche i responsabili della Città metropolitana si siano espressi in senso contrario rispetto alla realizzazione in questo modo di queste ciclabili dentro l'area di competenza della scuola. Quindi, visto che anche i tecnici della Città Metropolitana chiedono questo, chiediamo che vengano sospesi i lavori sospeso. L'iter è avviato un confronto sennò la partecipazione per qualcuno è solamente è solo uno slogan. Grazie.
Grazie consigliere, ora passiamo al consigliere Giordani, il titolo del suo intervento e sicurezza nelle scuole, prego Consigliere, grazie Presidente.
Abbiamo letto venerdì 13 che molti presidi si lamentano delle fughe degli alunni delle scuole in alcune zone fragili della città quanto sta succedendo penso che debba far aprire gli occhi sul problema sicurezza nelle scuole nessuno mette in dubbio assolutamente in alcun modo il livello formativo offerto dalle scuole che lamentano questo calo delle istruzioni, il problema per le famiglie e la sicurezza dei propri figli.
Per questo pensiamo che sia giusto promuovere con più forza possibile la cultura della legalità e del rispetto delle leggi e delle regole di civile convivenza, ma si debba unire a questo anche l'installazione di metal detector, individuando magari gli istituti dove possa essere più necessario, perché questi avrebbero la funzione di deterrenza, esattamente come gli antitaccheggio nei negozi. Tutti sanno che non si deve rubare, però c'è la necessità di metterli antitaccheggio. Inoltre, in alcune realtà sarebbe, secondo me, è opportuno aumentare i controlli congiunti a sorpresa di polizia e polizia locale per contrastare lo spaccio di stupefacenti. Dobbiamo aiutare questi presidi, dobbiamo aiutare le famiglie, dobbiamo far sì che la nostra città non diventi un insieme di ghetti, ma per essere veramente una città unita dobbiamo dare a tutti la possibilità di vivere nel proprio quartiere, mettendo tutti in sicurezza, a partire dalle famiglie, dai bambini grassi.
Grazie Consigliere, Consigliere Di Benedetto trasparenza sulla gestione della palazzina di via della Certosa 35 prego. Grazie Presidente, su via della Certosa 35 presenta un ordine del giorno per chiedere che l'Amministrazione comunale di e che il Consiglio comunale dia all'Amministrazione un indirizzo politico amministrativo chiaro. L'immobile deve essere mandato a bando. Tutti devono avere le stesse opportunità e rispetto all'utilizzo di questo spazio, che è ampio, è significativo, ha delle grandi potenzialità da tutti i punti di vista, partendo da quella sociale e associativo. Se l'Amministrazione non dovesse fare in questo modo, ma volesse procedere a un'assegnazione diretta, vi ho detto in question time passaggi strani che sono avvenuti rispetto a questo immobile sarebbero, saremmo di fronte a un fatto molto grave, e cioè qualcuno che di fatto decide di utilizzare la cosa pubblica per darla sempre i soliti soggetti, magari perché è vicini a qualcuno. Questo deve cambiare, perché la cosa pubblica deve essere di tutti. Tutti devono avere le stesse opportunità nella nostra città e quindi chiediamo un bando chiaro e trasparente, dove tutti possono avere le stesse possibilità. Mi auguro che la maggioranza del Consiglio comunale la pensa allo stesso modo. Grazie,
Grazie Consigliere, le ridò la parola per l'altro intervento, il percorso del tram si riduce, prego, grazie Presidente, dopo quello che ricordiamo tutti, è stato il grande fallimento sulla linea verde da parte di questa Amministrazione, cioè il mancato collegamento con la periferia con Castelmaggiore che sarebbe stato molto utile per drenare il traffico che arriva da fuori dalla città, oggi abbiamo un fatto gravissimo perché la pessima programmazione dei cantieri, la pessima in programmazione delle scelte, anche di tipo economico-finanziario della Giunta hanno fatto perdere il collegamento del tram al pilastro. questo è molto grave, perché poi queste persone saranno costrette a prendere l'automobile, però passando su strade che sono state ridotte a causa del passaggio del tram, che è su corsi che è su corsia riservata e questo danneggerà notevolmente la vita quotidiana di queste persone è una scelta che pagano i cittadini è ora di un cambio di passo, è ora che Lepore si assume le sue responsabilità e chiedo scusa invece che continuare a provare a scaricare quelle che sono le sue responsabilità politiche sul Governo. Grazie Presidente.
Grazie consigliere ora la parola alla consigliera Foresti via Selva nella Pescarola, residenti preoccupati per la sicurezza dei pedoni. Prego consigliera sì, grazie Presidente, faccio riferimento ad un servizio andato in onda assunti. Gli locale su un articolo di stampa è uscito stamattina e perché la zona di via Selva della Pescarola e via Molino di Pescarola, presenta criticità, criticità che i cittadini segnalano da tempo e sono diverse le segnalazioni che abbiamo ricevuto dai residenti riguardo la situazione dei pedoni, che sono costretti a camminare a camminare sulla strada con il rischio di essere investiti da auto e i mezzi che transitano sulla carreggiata. Tra le varie situazioni che destano preoccupazione, cioè l'assenza appunto di un marciapiede, la presenza di buche fango pozzanghere al lato della strada, che rendono inaccessibili il transito pedonale in sicurezza, soprattutto per le persone più fragili, persone in carrozzina e famiglie con passeggini. Allora, considerato che la sicurezza degli utenti deboli della strada è una delle priorità e deve essere una delle priorità dell'Amministrazione comunale. Oggi presentiamo un ordine del giorno per il quale chiediamo la trattazione immediata con il quale, impegnando il Sindaco e la Giunta a verificare in loco la situazione e ad attivarsi, ma edite immediati a mente e per la realizzazione di un marciapiede a tutela della sicurezza dei pedoni nella zona interessata. Grazie Presidente, invio l'ordine del giorno e subito. Grazie.
Grazie consigliera Foresti, Consigliere Di Benedetto le sistemazioni, le esternazioni del Sindaco, prego.
Grazie Presidente, questa mattina la copertina del Carlino ci ha deliziato con quelle che sono delle esternazioni surreali da parte del Sindaco, che prima dice che il centrodestra finanzia finti candidati civici, poi parla di fake news, forse si riferisce a se stesso, perché non trovo un'altra spiegazione se ha prove di qualcosa di strano o ai margini della legalità, lo invito a andare dalle autorità preposte. Sennò si preoccupi della città, non c'è bisogno che qualcuno venga pagato per evidenziare i suoi errori, perché tutti i cittadini sono arrabbiati, per usare un eufemismo, rispetto alla gestione che ha avuto dalla Città della mobilità e non solo ha messo in ginocchio i cittadini esercenti e sono tutti arabi.
Grazie Consigliere, allora il prossimo intervento è della consigliera Foresti, catene chiodate in strada, paura e auto danneggiate, prego Consigliere.
Sì, grazie Presidente. Questa notte e tre catene chiodate sono state posizionate nelle strade di accesso a Villanova per ostacolare l'arrivo delle forze dell'ordine da ignoti che hanno tentato un furto alla cassa continua a dell'extra Coop di Villanova di Castenaso, causando danni a diversi cittadini che passavano da quelle strade e anche a una gazzella dei Carabinieri che stava correndo e sull'intervento al centro commerciale. E quanto è accaduto è un fatto gravissimo e preoccupante e che avrebbe potuto essere davvero tragico, soprattutto se a passare fosse stato una moto. Un ringraziamento alle Forze dell'ordine per l'intervento tempestivo e risolutivo. Speriamo vengano presto individuati i responsabili di questo vile atto ed esprimiamo solidarietà ai cittadini colpiti per i danni subiti e sicuramente, per la paura approvata. Grazie Presidente, grazie consigliera Foresti. Il prossimo intervento è della consigliera, Scarano il titolo dell'intervento e tram, incertezze e dubbia utilità dell'opera. Prego consigliera.
Se un titolo penso, grazie Presidente, ho un titolo, penso doveroso, proprio alla luce di di come si sta evolvendo e sviluppando non solo la fase di progettazione, ma anche la prospettiva futura circa l'utilità di quest'opera siamo già intervenuti su questa tematica e ha lasciato alcune dichiarazioni anche il collega regionale Francesco Sassone ma siccome la piena competenza e pertinenza e amministrative di questo Comune ci tengo che resti agli atti anche la chiara il pensiero e la posizione di Fratelli d'Italia su quello che sta succedendo in città e che non è una cosa scontata semplice, ma non è una cosa di cui questa Giunta può e deve andare fiero, ma soprattutto constatiamo e critichiamo fortemente la ricostruzione che si fa di tutto l'iter di questa opera, quindi siamo un po' abituati dopo quattro anni a uno scaricabarile, che è diventato talmente ripetitivo quanto ossessivo da parte della Giunta del primo cittadino nei confronti del Governo e dei vari Ministeri competenti. In base alla tematica trattata, in questo caso ci sono pretese pretese importanti verso il Governo, verso il Ministero verso Autostrade fermo restante che autostrada ha il compito di progettazione, ma non ma tutto il resto è in carico al Comune. Quindi, quello che leggiamo in questi giorni per giustificare.
Una.
Diciamo una mediocrità nel progettare una situazione e nel capire che potessero esserci imprevisti e che quindi bisognava avere un'ipotesi B e valutare sin dall'inizio come eventualmente affrontarli e gestirli. È abbastanza evidente. Peccato che il tema interferenze venne affrontato. Ci sono tantissimi articoli di stampa che.
Ripercorrono proprio questa fase. Andiamo indietro di tre anni, 2023 c'era, viceministro Galeazzo delle infrastrutture, Galeazzo Bignami, e venne sollevato proprio tutta la problematica eventuale delle interferenze. Si iniziò a parlare del tram con il passante e di cosa sarebbe potuto succedere se ci fossero state problematiche relative al Passante. L'opera del tram doveva comunque continuare. Si doveva comunque ipotizzare e garantire quel capolinea. Noi all'epoca parlammo anche di valutare, di estendere dopo Fico all'area metropolitana e arrivare sino a Granarolo, ma questo è un altro e un altro discorso, quindi la problematica. Illo tempore non è stata affrontata come doveva essere dovuta, quindi con un serietà e competenza che una simile opera deve per forza di cose presupporre e quindi adesso ci ritroviamo quest'oggi con un'opera che di fatto non è quella che era stata ipotizzata, toglie tantissimo a un quartiere per cui era stata proprio pensata, servirà per riunire il pilastro, in maniera veloce ecologica al resto della città servirà per dare un servizio alla facoltà di agraria. Non è mai stato detto, servirà l'ennesimo tentativo per provare a salvare l'opera più fallimentare dell'ultima, una delle opere più fallimentari dell'ultimo decennio Fico. Ebbene, tutto ciò parrebbe naufragare. Quindi il nostro invito è quello a prendersi le proprie responsabilità, a gestire progetti importanti, impattanti e complessi quali la rete tranviaria con quella competenza e quella efficienza che finora sicuramente non non si è vista.
Grazie Consigliere, ora la parola va al Consigliere Begaj operai sostituiti dai robot prego, Consigliere.
Grazie Presidente. In questi giorni, nel nostro territorio una vicenda concreta ci costringe a guardare in faccia una delle questioni più importanti del nostro tempo, l'automazione che entrano nei magazzini e insieme ai rom, ai robot arrivano decine di esuberi tra lavoratrici e lavoratori in appalto, con mobilitazioni e scioperi già proclamati. È il caso della Bonfiglioli riduttori dei 62 esuberi minacciati e per i quali i lavoratori e le lavoratrici, appunto, stanno scioperando, con il supporto dei sindacati, ai quali va tutta la nostra più convinta e decisa solidarietà. Voglio dirlo con chiarezza qui il problema non sono i robot. Di per sé il problema è con quali regole si distribuiscono costi e benefici dell'innovazione. Mi perdonerete la citazione che è di Karl Marx che, nel frammento sulle macchine dei Grundrisse, immaginava che lo sviluppo tecnico potesse ridurre il tempo di lavoro necessario e liberare tempo di vita la macchina come potenza sociale, come intelletto generale, incorporato nella produzione, ma avvertiva anche l'altra possibilità, ovvero che, se il comando resta nelle mani del profitto, la stessa macchina diventerà strumento per espellere forza lavoro, aumentare i ricatti e comprimere i salari se marcia troppo scomodo, basta vedere Black Mirror che una nota serie TV,
Allora la linea politica è ambiziosa. Naturalmente, innovazione, sì, ma a servizio del lavoro se un'azienda investe milioni in automazione, quell'aumento di produttività deve tradursi in un patto sociale. Tutela occupazionale e percorsi veri di formazione retribuita, ricollocazioni garantite, clausole sociali e, soprattutto, riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario, quando la tecnologia riduce il lavoro necessario perché la produttività e ricchezza prodotta collettivamente e va redistribuita che rappresenta Confindustria del caso della Bonfiglioli, cioè un'associazione di categoria, io penso che abbia anche una responsabilità maggiore nella gestione della forza lavoro, nel dare un buon esempio di contrattazione sindacale nel dare il buon esempio sugli appalti e sui subappalti, perché questi lavoratori, da quello che apprendiamo.
Guadagnano 1.450 euro al mese, che sono pochi, oggigiorno, 4.000 euro in meno all'anno rispetto ai loro colleghi che non sono in subappalto, perché alla fine la domanda democratica e questa, a mio avviso, la tecnologia deve liberare le persone dal lavoro che schiaccia non liberare il lavoro dalle persone. Se non governiamo questa transizione, la chiameranno progresso, ma per troppi sarà soltanto una doccia fredda. Grazie,
Grazie Consigliere, Consigliere, Tarsitano, barca e Borgo Panigale sono veramente terra di nessuno.
Grazie Presidente. In questi giorni si è illuminato il dibattito sulle zone barche, Borgo Panigale per via delle esplosioni di fuochi d'artificio e petardi che hanno disturbato i residenti anche nel corso della notte subito. L'occasione è stata accolta al volo da Lega e Fratelli d'Italia per soffiare sul fuoco dei legittimi timori di chi abita le zone. Con uno sguardo però criminalizzanti degli adolescenti che stanno adottando questi comportamenti disturbanti promuovendoli a pericolosi criminali nei confronti dei quali solo il pugno duro di adeguate punizioni può essere la risposta dei toni utilizzati dalle opposizioni, forse il carcere può essere un'adeguata reazione per lo scoppio di un petardo. Eppure il nostro ordinamento è chiaro nel circoscrivere il tipo di sanzioni che possano conseguire le condotte contestate. Mettiamo l'ipotesi che domani questi ragazzini vengano fermati che tipo di sanzione di aspetterebbe, nell'ipotesi più probabile, un'ammenda amministrativa di poche centinaia di euro, se proprio la condotta fosse particolarmente costante rumorosa, allora si potrebbe tentare la contestazione del reato previsto all'articolo 659 del codice penale disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone, che è punito con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a 309 euro. Ipotesi questa seconda, ben più ricorrente nei fatti, sempre che il reato non vada in prescrizione, quindi l'approccio repressivo in questi casi nei fatti, che cosa lascia nulla? Anzi, aumenta il rischio di inasprire la condotta deviata incanalata da un'etica da un etichettamento precoce che diventa definizione identitaria, che fa scattare nella mente del perseguito. Non lo dico io, ma studi criminologici il desiderio di proseguire nel percorso per il quale si è riconosciuti pubblicamente e si ricopre un ruolo, quello criminale. Ci tengo a questo punto a precisare che le preoccupazioni e i fastidi dei residenti non vanno in alcun modo sminuiti, ma presi seriamente, cosa che è evidente le. Opposizioni non stanno facendo con le soluzioni che offrono.
Ciò che io auspico è che la richiesta di aiuto dei residenti si possa rispondere con soluzioni più efficaci di incontro di questi ragazzi e delle loro famiglie. Ciò chiede risorse, idee creative, alleanze territoriali e questo non lo dico perché voglio difendere acriticamente i ragazzi che hanno atteggiamenti rispettosi, ma perché ostinatamente penso che non possono rimanere ineducati, non impuniti e che l'incontro, con l'adulto, non debba essere sanzionatorio, ma di accompagnamento nella crescita perché instaurando un rapporto di fiducia, il disagio dallo scoppio di petardi. E una questione che possiamo facilmente affrontare. Credo anche che, se non ci può continuare ad appaltare alla sola sicurezza quelle che sono le funzioni sociali di un territorio e della sua cittadinanza, dei suoi corpi sociali organizzati della politica che in questa sfida di coesione e creazione di reti si deve cimentare, non può essere solo un passacarte, che inoltre, a segnalazioni e copia incolla frasi fatte in comunicati stampa. Per questo in prima persona mi metto a disposizione della cittadinanza per riflessioni e percorsi territoriali che possano incanalarsi in relazioni azioni già attive che con fatica nel silenzio si stanno portando avanti sia sulla zona Barca che a Borgo Panigale giorno per giorno e appunto si sta faticosamente costruendo percorsi. Ecco, questi territori non sono terra di nessuno, sono i luoghi della nostra vita comunitaria, ma per rivendicare e dobbiamo viverli, parteciparvi, prendercene cura e conoscerci conoscerli anche nella complessità che più ci infastidiscono in questo. La politica deve facilitare la ricomposizione dei conflitti, senza inasprirle, altrimenti questi, a furia di pubblicazioni sui social e sulla stampa, diventano nucleo nevralgico della creazione di bacini di consenso irresponsabili, che solo tramite la riproduzione di nuovo conflitto e rabbia possono essere continuamente alimentati e conservati ad esclusivo vantaggio di chi, con quei voti arrabbiati, continua a conservare una rendita politica egoista. Grazie.
Grazie Consigliere, consigliera Di Pietro le dichiarazioni di Nordio sono irricevibili, prego.
Grazie Presidente, le parole irricevibili del Ministro della Giustizia Nordio, che ha definito il Consiglio superiore della magistratura un sistema para mafioso, offendono gravemente la magistratura e tutti coloro che, a partire da Paolo Borsellino, si sono battuti contro la criminalità organizzata sacrificando la propria vita. È un modo vergognoso di accendere lo scontro in fase referendaria e di stravolgere la realtà non se la stiamo assistendo a un chiaro tentativo di oscurare il diritto a un'informazione libera e democratica, come è previsto dall'articolo 21 della nostra Costituzione che tutela la libertà di pensiero e come è stato ben evidenziato nel corso del presidio di sabato mattina a Bologna,
Ma siamo di fronte a un vero e proprio attacco nei confronti della magistratura, da cui la Presidente del Consiglio deve prendere le distanze. L'idea di un CSM unificato non è un privilegio corporativo, ma un presidio costituzionale, ed era stato pensato nel 48 per impedire che la magistratura venisse influenzata dalla politica. Senza questo sistema sarebbe stato impossibile stanare anche i lunghi tentacoli dei depistaggi sulla storia dello stragismo italiano che vide connessioni con una parte della politica. Questa riforma, proposta dal governo, mina profondamente l'equilibrio costituzionale e l'indipendenza della magistratura non risolve niente perché non affronta le carenze di organico negli uffici giudiziari, ne stabilizza i precari, non introduce nulla per velocizzare i processi e soprattutto non migliore. Non interviene minimamente sul sistema carcerario per implementare le misure alternative e risolvere il sovraffollamento strutturale negli istituti detentivi che continuano a registrare tensioni, suicidi e morti. Non bisogna neanche stupirsi, ma indignarsi sì, perché le dichiarazioni del Ministro evidenziano il vero obiettivo della destra al Governo, mettere sotto controllo e la magistratura e decidere quali indagini archiviare o meno, aspetto realmente preoccupante per il nostro Paese, che deve indurre tutti i cittadini e le cittadine a esercitare il proprio diritto di voto con responsabilità. Grazie,
Grazie Consigliere, consigliera, Bernagozzi, Bologna, contro il ddl, buongiorno, prego.
Sì, grazie Presidente, ieri mi non solo a Bologna, per la verità, in tutta Italia sono sono scese in piazza alle donne, ai centri antiviolenza, alle reti femministe. Le associazioni e il 15 febbraio non è una data a caso, lo voglio ricordare, è stata scelta perché il 15 febbraio, 1996 e come ho più volte ricordato in quest'Aula si compiva un primo passo perché venne cambiata la legge sulla violenza sessuale da reato contro la morale com'era come è stato fino al 1996, lo voglio dire.
Come reato contro la persona 30 anni dopo ci troviamo purtroppo in una fase in cui ci tocca fare un passo indietro. Qualcuno vorrebbe che noi facessimo un passo indietro e credo che la mobilitazione nazionale indetta per prima dai centri antiviolenza che hanno chiamato le piazze e che le hanno riempite, appunto insieme anche a tante associazioni, a tanti movimenti in maniera anche trasversale, abbia dato un segnale, io credo, forse sarebbe anche il caso di coglierlo e questo è il mio suggerimento, perché le donne sono scese in piazza a dire che questa legge non si deve fare, non si può costruire in questa maniera. Le parole d'ordine sono semplici. Io credo che non si possa accettare che uno Stato decida arbitrariamente, invece che stare dalla parte delle vittime, di complicare il percorso di giustizia che queste vittime hanno il diritto hanno il diritto di percorrere, sempre che decidano di denunciare sempre che decidono di denunciare, quante volte abbiamo parlato della violenza di genere e della violenza contro le donne, quante volte abbiamo spiegato che il percorso di uscita dalla violenza non è uguale per tutte e tutti ci sono percorsi diversi e che le donne che subiscono violenza a volte non arrivano nemmeno nei tribunali? Uno perché sappiamo già perfettamente che già oggi all'interno dei tribunali vigono degli stereotipi e continua ad esserci un po' quel mantra che attraversa, guardate alla nostra cultura, alla nostra società ed è bene che non la neghiamo e quando noi chiediamo di fare educazione stesso affettiva nelle scuole e che vorremmo sminare, diciamo quel quel ragionamento che attraversa la nostra cultura. Sono due domande di rito, te la sei cercata e cosa hai fatto per evitarlo? Queste domande ci accompagnano sempre sempre da anni perché il PRAC, il primo processo per stupro passato alla storia passata alla storia,
Se non erro, è del 79, in cui quella donna fu messa sul banco degli imputati invece che essere riconosciuta come vittima. E ripeto la Bongiorno che ha scritto questo ddl questo emendamento.
Lo sa perfettamente, perché è di chi ha difeso la vittima di violenza sessuale che nel suo dibattimento ha subìto 1.600 domande su come lei avesse reagito, se aveva reagito abbastanza, come avevano fatto a commettere la violenza, se era stata passiva, se aveva urlato è già è già così perché siamo in questa cultura, qui, allora, perché difendiamo una vittima in Tribunale, giustamente riconoscendo il fatto che è una pratica inumana, inumana che una vittima si vede si debba difendere dicendo quanto ha reagito alla violenza che ha subito e scriviamo un emendamento che dice esattamente questo, cioè lo praticamente lo lo lo lo rende una pratica da fare in tutti i tribunali e in tutti i processi di violenza.
Questo è io mi chiedo davvero se non ascolta, cioè se non riusciamo ad ascoltare la voce, ripeto, non di una parte politica io lo rivendico qui le questioni della violenza di genere contro le donne, non è un argomento che secondo me Giulia non può essere pro un argomento di propaganda ci dovrebbe trovare tutti uniti qui a cucire a capire cosa fare per cercare di debellarlo.
E almeno dovremmo partire ad ascoltare da chi questo tema lo affronta. Tutti i giorni sono migliaia le donne di questa città che si rivolgono ai centri antiviolenza, migliaia ascoltiamo la voce di chi lavora sulla violenza, tutti i giorni da chi accoglie donne che arrivano, che hanno subito una violenza, da chi risponde al telefono, a quelle donne e sanno perfettamente quali sono quelle dinamiche, non si possono fare lo Stato non può scrivere leggi partendo dal presupposto che ci sono denunce false quando non c'è una statistica che non ci dica invece che le donne non denunciano, neanche quando la subiscono la violenza è ora di smettere di fare leggi sulla pelle e sulla vita delle donne. Questo vi hanno chiesto nelle piazze e questo dovrebbe essere ascoltato. Grazie.
Grazie consigliera, Consigliere Begaj, il calo degli studenti dal Sud prego.
Grazie grazie, Presidente, sì, i numeri sulle immatricolazioni all'Università di Bologna ci dicono due cose assieme, l'Ateneo resta sostanzialmente stabile, ma cambia chi riesce a studiare qui crescono gli strumenti internazionali. Oltre il 15% del totale calano quelli che arrivano da altre regioni, in particolare dal Sud meno 13,8%. Lo stesso Rettore collega questa dinamica al costo della vita e il costo dell'alloggio a Bologna. Beh, questo è l'effetto di scelte politiche di dove vengono indirizzati i soldi pubblici, perché gli 1,2 miliardi per arrivare a 60.000 posti letto il PNRR, a chi sono andati meccanismo è chiaro, il contributo va gestori, anche privati, ed è dichiaratamente relativo alla sola gestione. Non ha costruzione, ristrutturazioni in sostanza coprono una parte dei proventi della locazione dei primi tre anni e il gestore, oltre al contributo, incassa anche i canoni. C'è poi Lo student housing Fund, gestito da CDP con 599 milioni, ma il problema è che una città dove il mercato fuori scala proliferano studentati, privati a canoni alti attirano chi può pagare e spingono fuori chi non può, con un effetto selettivo. Per la prima volta noi abbiamo messo un obbligo di quote di canone calmierato nel PUG proprio rivolto agli studentati. No con le quater, con gli studentati privati è normative locali e regionali contro la proliferazione degli affitti brevi. Peccato che il Governo ha fatto ricorso contro la legge regionale, quindi io mi chiedo qual è la politica per avere studentati pubblici e per far sì che gli studenti universitari di questo Paese possono iscriversi all'università, che preferiscono e fare quello che tutte e tutti noi abbiamo sempre fatto, ovvero trasferirci per studiare un'altra città, questo momento mi sembra che la linea politica non esista su questo fronte. Grazie.
Grazie Consigliere, consigliera Ceretti caregivers, manca la bozza di progetto di Lecce, di legge del Governo, prego, grazie Presidente, con questo intervento è la sedicesima volta che da questi banchi parlo di caregiver. Aggiungo tre cose rispetto alle cose dette in passato. Sul piano legislativo manca un testo certo del disegno di legge che il Governo non ha ancora trovato il tempo di depositare. È una vergogna sul piano burocratico, i pochissimi che stanno accedendo ai due spiccioli messi sul 2026 dal Governo stanno trovando, oppure la fatica di domande burocratiche impossibili sul piano politico. Bene l'iniziativa prevista dal PD nazionale per lunedì prossimo, cosa che avevo auspicato più volte da questo tavolo da quest'Aula. Ryman. Ringrazio di cuore le associazioni di caregiver nazionali, parlamentari promotori del progetto di legge del PD, che mi hanno invitata a Roma lunedì, ma appunto di lunedì sarò qui in Consiglio comunale. Potete però contare sul fatto che recupererò la discussione fatta a Roma e la porterò a Bologna. Nel frattempo depositerò una richiesta di udienza conoscitiva per approfondire l'indagine fatta dall'Università di Bologna sui caregiver bolognesi. Grazie.
Grazie consigliera, le ridò la parola per l'intervento successivo dal titolo Sicurezza, no all'alternativa tra repressione, prevenzione servono entrambe.
La sicurezza è un bene comune, un prerequisito di altri diritti, su questo dico tre cose, non serve proliferare leggi restrittive e non serve limitarsi a dire che non servono a niente prevenzione e lotta alla criminalità devono andare insieme, sempre servono investimenti certi in entrambe le direzioni, opporre le 2 visioni non fa bene a nessuno.
2 va creato un Ministero o un'Agenzia nazionale per le politiche migratorie che innovi completamente l'accoglienza, le politiche volte alle realtà di città che sempre più sono plu PRU plurali, i flussi illeciti rimpatri.
Con politiche strutturali non emergenziali o strumentali.
3. Occorre mettersi intorno a un tavolo fra vari livelli istituzionali e trovare soluzioni certe ed efficaci. Auspico che, su iniziativa di Bologna, insieme alla Regione Emilia Romagna e al Governo e insieme a tutti gli attori in campo in tema di sicurezza, ci si mette attorno a un tavolo, magari con una persona terza, competente, non ideologica, per mettere in fila ciò che serve, siccome non amo parlare in modo vuoto, faccio una proposta Franco, Gabrielli, che conosce molto bene il nostro territorio durante il perché è stato qui durante il terreno, il terremoto del 2012 è stato capo della polizia al vertice di SISDE e eyes, prefetto Roma, sottosegretario con Draghi, consulente del sindaco, Beppe Sala. Lui o uno come lui ci potrebbe aiutare. Grazie.
Grazie consigliera, ora la parola va al Consigliere di ecco CPR, non è questa la strada da seguire, prego Consigliere, grazie Presidente, intervengo per esprimere una forte preoccupazione rispetto alla direzione che il Governo sta prendendo in materia di immigrazione e accoglienza. Non si tratta di una critica pregiudiziale, ma dalla constatazione che ancora una volta si tenta di scaricare sui Comuni e responsabilità che non si possono essere affrontate senza una regia nazionale seria, coordinata e rispettosa dei diritti fondamentali. Il nuovo disegno di legge sul sull'immigrazione, presentato con una riforma organica, rischia di indebolire il sistema di protezione, restringere gli spazi di tutela per i richiedenti asilo e lasciare gli enti locali soli a gestire le conseguenze sociali e organizzative di scelte calate dall'alto.
È un rischio che è stato evidenziato con chiarezza anche da voci autorevoli del mondo ecclesiale, che hanno sottolineato come la Pro, l'approccio proposto non affronti le cause del fenomeno migratorio e no, non garantisca percorsi di integrazione efficaci. Lo vediamo anche nei territori. L'apertura dei nuovi CPR, come quello previsto qualche anno fa Ferrara ha sollevato forti preoccupazioni, non solo per l'impatto sociale e urbanistico, ma perché rappresentano un modello che non risolve nulla, che concentra fragilità e che rischia di trasformare le città, i luoghi di detenzione più che di accoglienza e inclusione. Di fronte a tutto ciò, credo che sia doveroso ricordare che Bologna sta dimostrando da anni come si possa gestire l'accoglienza con serietà, umanità e capacità amministrativa. La nostra città investe su in progetti di integrazione diffusa, tutela dei minori non accompagnati, collaborazione solide col terzo settore, percorsi scolastici inclusivi e interventi che mettono al centro la dignità delle persone e la coesione sociale. Questo lavoro non è improvvisato, è frutto di una visione che riconosce che l'accoglienza non è un'emergenza, ma una responsabilità strutturale dello Stato da esercitare insieme ai territori e non scaricando su di essi.
Per questo oggi voglio dirlo con chiarezza, non possiamo accettare un modello in cui il Governo irrigidisce le norme, restringere i diritti, accelera le procedure senza garantire strumenti, risorse e una strategia condivisa, non è così che si governa un fenomeno complesso, non è così che si costruisce sicurezza, non è così che si tutela la dignità delle persone.
Ne emerge un sistema che assorbe risorse pubbliche crescenti senza produrre risultati proporzionati, ampliando allo stesso tempo la privazione della libertà amministrativo.
Ma il nodo centrale resta politico e giuridico, non solo non si tratta solo di inefficienza, ma anche di un dispositivo che produce violazioni dei diritti fondamentali,
Ancora più evidente, il fallimento sugli obiettivi dichiarati, a fronte dell'aumento della capacità detentiva dell'estensione sui tempi di trattenimento e l'efficacia dei rimpatri prossimamente, è diminuita, se si guarda al totale dei provvedimenti di allontanamento, il peso dei CPR resta marginale nel periodo 2011 2024 la quota media dei rimpatri realizzate tramite,
Detenzione si ferma a 9,9% del no, nel 2024 il dato è pari al 10,4%, in lieve calo rispetto all'anno precedente,
Bologna continuerà a fare la sua parte come sempre, ma non accetteremo che la nostra capacità di accogliere venga usata come alibi per le politiche nazionali che non affrontano i problemi e non rispettano i territori, grazie Presidente.
Grazie, consigliere ora la parola al consigliere Celli, il salario dei dipendenti del Comune di Bologna, al centro della trattativa sindacale.
Grazie Presidente, grazie mille, servono risposte concrete sul salari, diritti e sicurezza per i dipendenti del Comune di Bologna, è importante.
Incomincio dicendo che il tavolo della trattativa del 12 febbraio è saltato ed è stato spostato il 19, poi di nuovo è soltanto il 26 febbraio.
È necessario un aumento significativo del salario accessorio per tutti i dipendenti, la famosa percentuale di virtuosità del 28 e 8% stabilita dal DL 34 2019, per poter così garantire al 100% il turnover del personale in realtà non sembra essere stata raggiunta, come si evince dal Piano 2026 2028 nella nella sezione fabbisogno personale, considerato che questa Amministrazione si colloca dunque nella fascia dei Comuni a bassa incidenza di spesa, esiste un margine di manovra finanziaria che consentirebbe un investimento maggiore sul personale.
Motore essenziale per l'erogazione di tutti i servizi ai cittadini, attualmente le risorse stanziate in più nella parte stabile del fondo non sono sufficienti.
Appare quindi evidente che un incremento sensibile di tale importo rappresenterebbe non solo un riconoscimento economico per il personale, ma anche una scelta strategica per aumentare l'attrattività e l'efficienza dell'Ente,
Quindi, come Verdi, chiederemo al Sindaco e all'Assessore competente di conoscere e vi sia ancora la chiara volontà politica di questa Amministrazione di incrementare la quota di.
Già stanziata nella parte stabile del fondo e di riconoscere un aumento significativo ai dipendenti del salario accessorio, quota importante della busta paga delle lavoratrici e dei lavoratori del Comune di Bologna, perché è il Comune di Bologna, senza di loro, senza i lavoratori che sono in prima linea non va da nessuna parte grazie.
Grazie consigliere, consigliere piazza. Il progetto di ristrutturazione dello stadio proposte dal Bologna FC è fermo, ma il Comune resta disponibile. Prego, Consigliere sì, grazie Presidente. Siamo in tanti rattristarsi per il rinvio a chissà quando della ristrutturazione dello stadio dall'Ara. Purtroppo, il progetto che fu proposto dal Bologna Football Club nel 2020 che ci ha fatto sognare dobbiamo prendere atto che si è fermato. Speravamo che finalmente la nostra città avrebbe avuto uno stadio riqualificato con un buon numero di posti coperti, magari con spazi di socialità e sportivi rinnovati di qualità. La politica cittadina trattato, lo sappiamo, era unanime su questo cosa piuttosto rara trovare unanimità su qualcosa, ma sullo stadio e tutte le forze politiche. Già nello scorso mandato avevano votato un ordine del giorno a prima firma Massimo Bugani e la mia seconda firma proprio per chiedere di preferire la riqualificazione dell'attuale stadio. Questo era il 2017, poi qui, quindi, quando arrivò alla proposta del Bologna Football Club proposta, lo ricordiamo, privata venne accolta a braccia aperte. Letteralmente eravamo già tutti pronti su questo una proposta, dicevo privata, io ero presente, seguì tutta da vicino la vicenda, la conferenza stampa con cui viene presentato il progetto, una proposta di un privato su un immobile pubblico, il Bologna Football Club, l'immobile pubblico, lo stadio di proprietà del Comune di Bologna, con anche l'uso dei soldi pubblici, una cosa che ha passaggi non semplici da seguire, come è giusto che sia, dato che si parla di patrimonio pubblico di tutti i cittadini, che quindi deve essere tutelato. Devo dire che il Comune si mosse veramente in tempi record. Pensate che ci sono le date e pensate che la proposta del privato arrivò il 24 giugno 2020? In pochi mesi l'Amministrazione riuscire a concludere la conferenza dei servizi preliminari era il 19 ottobre.
Sempre del 2020 deliberare a quel punto a novembre l'interesse pubblico e poi votare di stanziare 40 milioni prima della fine del 2020, quindi meno di sei mesi, ed erano anche tra l'altro mesi di Covid. Se li confrontate coi tempi di un mutuo o di un prestito presso un istituto bancario, sempre che vi dicono i soldi vengono consolidano considerando anche il lockdown. Poi, ecco, vedete che di sicuro in questo caso la burocrazia non ha assolutamente colpe ad altri stia viaggiando a tempi veramente concorrenziali con qualunque istituto di credito privato. A quel punto si passa alla seconda fase, quella che doveva entrare nel merito di ogni dettaglio del progetto proposto dal privato e questo impegno a tutto il 2021 e si chiude il 24 marzo 2022,
Chi chiude chiedendo dei documenti, tra cui quelli relativi alla riqualificazione sismica della torre di Maratona il 13 luglio 2022, però, invece dei documenti, arriva una richiesta di revisionare tutto il piano finanziario economico e realizzare uno stadio temporaneo. Presso Finco quindi ancora su area comunale per ospitare le partite durante i lavori dell'altro Stato di dall'Ara. Allora ci si attiva subito pensate solo 16 giorni e il 29 luglio 2022 parte subito la conferenza preliminare, per che si chiude positivamente e a quel punto serve il progetto definitivo dello stadio temporaneo, che arriva nel luglio 2023,
È stato quindi depositato e viene tempestivamente valutato i già il 20 novembre. 2023 vengono richieste integrazioni che arrivano e si arriva all'approvazione dello stadio temporaneo il 6 agosto 2024, però, mentre andava avanti lo stadio temporaneo, la verifica del progetto definitivo del dall'Ara era sempre in attesa di quei famosi i documenti. No, ricordiamo del 2022,
E e anche sui giornali, a quel punto cominciano a uscire notizie che la società spiega la città. Purtroppo le difficoltà per cui è oggettivamente non può più procedere, dovuta all'aumento tra l'altro vertiginoso dei prezzi. Quindi, purtroppo impariamo che il progetto di fatto è fermo e lo nuovamente la stessa società con motivazioni del tutto del tutto comprensibili a quel punto, dopo lunga attesa, non si può far altro che chiudere la conferenza dei servizi che ormai aperta da tre anni con un verbale datato 25 luglio 2025 che non fa altro che prendere atto della mancanza di quei famosi i documenti che si aspettavano.
Arriviamo quindi la settimana scorsa, in cui il Comune sblocca i 40 milioni, che era assurdo tenere ancora fermi bloccati per un progetto che non c'era più. Lo fa però ribadendo la disponibilità, leggo scritto testualmente dalla delibera che conferma la propria disponibilità a valutare una nuova proposta aggiornata e completa, compreso anche un contributo pubblico. Ho visto in questi giorni che la città, per la maggior parte, ha capito come sono andate le cose, ovvero che il progetto privato non può andare avanti e quindi, di conseguenza, il Comune ha dovuto prenderne atto e a quel punto non aveva più senso tenere bloccato i soldi per un per nulla, cioè se non agganciati a un progetto esistente. Sia stata però qualche triste eccezione di persone, magari alcuni candidati, addirittura a guidare questa città, che continuano a provare a dare colpa al Sindaco dimostrando solo o di non sapere le cose oppure di non farsi scrupoli a raccontare cose strumentali solo per dare contro al Sindaco per loro i fini elettorali. Però la realtà è che l'Amministrazione di Bologna, su questo progetto si è impegnata viaggiando in tempi da record. Di sicuro la burocrazia in questo caso non è la causa del fallimento di questo fenomeno, della chiusura di questo progetto. Grazie Presidente.
Grazie consigliere, consigliere Begaj, controlli sui locali, prego.
Grazie, Presidente, sì, purtroppo ho pochi secondi, ma sicuramente ci torneremo per dire che sul tema dei controlli manca un pezzo molto importante, a mio avviso della discussione che la politica perché naturalmente tutti hanno il diritto di uscire a divertirsi senza rischiare la vita per gente che si compra la Maserati risparmiando sulle norme di sicurezza ma naturalmente sul tema degli spazi andrà anche aperta una discussione su sugli spazi stessi, ecco,
Consigliere De Martino l'importanza di tenere insieme scuola e territorio, prego.
Grazie in questi giorni abbiamo letto di famiglie che stanno lasciando alcuni istituti comprensivi che si trovano in certe zone, in certi territori che sono più fragili, e quindi che proprio per questo, per questa maggiore fragilità avrebbero bisogno di una scuola come presidio ancora più forte. A questo si aggiunge l'allarme lanciato da alcuni presidenti dei consigli di istituto che affermano, come in certi casi gli stessi open day, le giornate di promozione che ciascuna scuola fa stiano assumendo delle caratteristiche sempre più competitive e un po' una sorta di campagna acquisti ci ci riferiscono con l'obiettivo, ovviamente, di attrarre nuove iscrizioni. Allora, premesso, ovviamente, che ogni scuola è autonoma nella propria promozione, che la libertà delle scelte educative va assolutamente rispettata e che lo stradario non può essere un obbligo. Io credo però che sulla scuola pubblica serva una riflessione più ampia e anche un'assunzione di responsabilità condivisa, perché le scuole ce lo diciamo, spesso sono i veri presidi territoriali che abbiamo. Non è un caso che sia il Comune che la Regione e stiano investendo per sostenerle sempre di più, anche attraverso dei progetti che vadano oltre l'orario scolastico, come quello di scuole aperte, ma anche perché il contesto in cui una scuola opera dice molto poco della professionalità e della qualità del progetto educativo che poi si può trovare al suo interno. Ma ci dice molto invece di quella che è la conformazione sociale di un territorio, o almeno dovrebbe dirci molto su questo, perché se noi togliamo studenti e studentesse da alcune zone, da alcuni quartieri e ne lasciamo solo degli altri, il rischio è che quel territorio perda nel tempo sempre più coesione sociale, ma è proprio la coesione sociale ciò che restituisce sicurezza e inclusione. È ciò che sostiene poi nel tempo anche l'autonomia delle ragazze e dei ragazzi, il loro senso di appartenenza, di appartenenza a una zona, a un luogo e quindi anche il modo in cui possono poi vivere quel quartiere o quella scuola nel o quella zona, scusate nel tempo extra scuola. Per questo lo stradario non è solo una formalità. Almeno nella mia visione, ma è qualcosa che ci aiuta a tenere insieme prossimità, relazioni, servizi, programmazione, trasporti e sostegno educativo. E tutto questo ci serve proprio in quei territori che sono territori più complessi. Io quindi condivido, ci tengo a dirlo qui lo spirito con cui alcuni consigli di istituto chiedono hanno chiesto un confronto e una gestione attenta alle iscrizioni e agli organici, perché è giusto evitare che il pubblico rischi di incentivare, anche involontariamente, una spirale dove l'idea di scuola più prestigiosa, Stiamo sempre parlando di scuola pubblica si concentra più da una parte e impoverisce l'altra, ed è evidente, però, che le scelte delle famiglie nascono da delle ragioni che sono assolutamente legittime dal desiderio, dal desiderio e soprattutto di fare e di proporre il meglio per i propri figli. Ma la paura, però, a volte può nutrirsi anche di pregiudizi e portarci a decidere senza guardare il contesto a 360 gradi e dimenticando che comunque poi le ragazze e i ragazzi in quel territorio ci vivono e se lì non sono facilitati a creare dei legami sociali profondi, il rischio è che la crescita in quel territorio diventi ancora più fragile. Allora serve un lavoro politico e istituzionale che sia fatto di accompagnamento e anche di investimenti maggiori, proprio in quegli istituti in cui si concentrano maggiori fragilità e serve, come dicevo prima, una presa di responsabilità collettiva. Ufficio scolastico comune, quartieri devono collaborare sempre più per evitare che la competizione sulle iscrizioni diventi la norma e che la somma delle legittime scelte individuali produca, però rischia di o rischi, di produrre una perdita collettiva e dobbiamo stimolare di più anche Alleanza in rete tra i dirigenti scolastici e continuare a investire sulla scuola come un luogo aperto con più tempo educativo, con più pomeriggi con più integrazione con i servizi del territorio e assumere anche politicamente, in modo in modo bipartisan, viene da dire una narrazione diversa dei quartieri più fragili, perché anche noi stessi, se continuiamo a raccontargli solo attraverso degli allarmi, senza voler negare che ci siano, ma se raccontiamo tutto questo alla fine sembra che esista solo quello quando in realtà non è così, perché delle belle reti di comunità dei bei progetti riguardano tutta la nostra città, ma se noi le raccontiamo in quel modo, rischiamo alla fine che diventi una profezia che si autoavvera e che quindi tutte le famiglie scappino da lì anche legittimamente, ma che quel territorio si impoverisca sempre di più, creando delle sacche che poi rischierebbero di diventare veramente difficilmente recuperabili grazie.
Grazie consigliera, Consigliere Cima, lei ha due interventi, uno di seguito all'altro, il primo in linea rossa e tram al pilastro prego, grazie Presidente.
Capisco la delusione dei cittadini del pilastro quando un progetto cambia è legittimo essere illustrati, ma proprio per rispetto nei confronti dei cittadini dobbiamo cercare i numeri alla mano, di capire il contesto in cui questo tipo di linea di dirgli di lavoro si sta andando ad innestare per evitare il solito rimpallo molto noioso. Siete voi cattivoni, noi bragoni, io ho provato a cercare la, come dire, il criterio oggettivo, che sono i numeri che non mentono mai. La linea SIS si va a collocare all'interno dei progetti del PNRR e ho provato a guardare a livello nazionale. A che punto siamo? Questi sono dati del novembre del 25. In realtà è appena uscito un report molto interessante sulle città che non ho ancora letto, ma che farò a breve. A novembre del 25 solo il 52% delle risorse risultava effettivamente speso, nonostante l'Italia abbia incassato l'80% dei fondi.
Il 24% dei progetti è in corso, ma lontana dal completamento ci sono state nell'ultima revisione 173 misure modificate, 13,4 miliardi sono stati riallocati per difficoltà attuative. E chi ha pagato il prezzo più alto di questa confusione? I Comuni perché nella gestione del PNRR a livello nazionale i Comuni sono i principali attuatori che hanno dovuto navigare tra i ritardi iniziali causati dalle continue rimodulazioni, perché all'inizio del PNRR, io in quest'Aula l'ho denunciato spesso i Pianera, arrestato, ampiamente rimodulato e in questo contesto, in questo panorama, come si situa a Bologna? Quindi, qual è la spesa che Bologna ha messo a terra? Ecco, noi siamo molto al di là della media nazionale, quindi a livello nazionale c'è un divario enorme tra fondi ricevuti e spesi nel nostro Comune. Abbiamo dimostrato capacità di spesa e gestione amministrativa, quindi non è un caso che noi oggi stiamo arrivando a spendere, a intercettare la maggior parte dei fondi, nonostante le difficoltà che ho cercato di descrivere. Il tram è un'opera complessa, ma non.
Per motivi come dire casuali, richiede coordinamento con gli enti sovracomunali, dipende da autorizzazioni e procedure che noi non controlliamo direttamente e abbiamo subito le stesse rimodulazioni che hanno colpito migliaia di progetti italiani, quindi la differenza. Noi stiamo realizzando con problemi, però li stiamo facendole opera, quindi è giusto pretendere che il pilastro venga collegato, assolutamente sì, Sindaco ha dichiarato e continueremo a lavorare per questo, ma trasformare un problema strutturale nazionali in una questione locale.
Non è onesto, non è onesto intellettualmente, i dati ci dicono che Bologna ha gestito molto meglio di altri questi fondi, quindi non potete permettervi oggi di accusarci di non realizzare le opere, perché è stato chiaro in tutti questi anni che avete fatto di tutto per bloccare il tram e mettere in difficoltà a Bologna e questo al di là di ogni chiacchiera e ancora una volta contro la città e contro i cittadini.
Ultima cosa, su questo tema ci sono degli altri candidati a sindaco di colto candidati perché non si capisce chi li candida che fanno il meme giocando con il cognome del Sindaco, no alle porre leprotto, quindi fanno il meme simpaticone con il treno con leprotto no queste cose un po' da assemblea di istituto, gente che politicamente è rimasta quella roba, lì, l'assemblea d'istituto del liceo o no che pretende di gestire Bologna facendo queste queste queste manovrine questi simpatia, no, ecco io a questi manco un chiosco della piadina al mare, gli darei da gestire, non Bologna, grazie.
Grazie consigliere, le ridò la parola a Bologna, lavora è ia, intelligenza art, parliamo di intelligenza artificiale e lavoro, penso sia abbastanza chiaro che non stiamo più parlando di futuro remoto a Bologna sta già accadendo lo diceva bene anche il collega piegare un attimo fa.
Questa su sta succedendo, cosa che ci impongono di capire i numeri non li possiamo ignorare. Purtroppo non ho il tempo, ma ci sarebbero diverse cose da raccontare. Comunque, il paradosso è questo Bologna sta guidando l'innovazione e rischia di pagarne il prezzo sociale più alto. Questo è un problema. Da una parte, non possiamo pensare che le aziende del settore pubblico investano in Martelli e carriole, perché così manteniamo, come dire, i posti di lavoro, ma non si può essere all'avanguardia tecnologica senza essere all'avanguardia nelle politiche del lavoro, altrimenti sarebbe un fallimento politico. Io vorrei parlare di questi temi in una Commissione che a breve richiederò e che in qualche maniera,
Deve segnare la nostra responsabilità come città verso il futuro. Grazie.
Grazie consigliere ora la parola alla consigliera Bittini, grazie alle donne l'Italia, in cima al mondo, prego consigliera.
Sì.
Grazie Presidente, in questi giorni sono le poche volte che le donne vengono ricordate.
E.
Purtroppo, però, considerato come il nostro sistema come pensiamo oggi in Italia, non siamo disposti a farle diventare leggenda perché dico questo.
Perché abbiamo un record di medaglie alle Olimpiadi invernali di Cortina, al momento sono 22.
E le 2 prodezze del pattinaggio di velocità sono Francesco Lollobrigida,
Abbiamo Federica Brignone in Super G e replicato nel gigante, le medaglie dello slittino, il bronzo di Sofia goccia, non è mancata, certamente Arianna, Fontana, grande pattinatrice, anche nel Carling italiano, confermato ad altissimi livelli, le 2 medaglie di Michele Ramaioli, nello snowboard in gara individuale e nella prova mista.
C'è gloria, infine, anche per Lisa fittizi, che vince un imperioso oro, scusate gli aggettivi davvero alti, ma questo se lo meritano per quello che sta succedendo oggi in questo Paese alle donne, nel non veder riconosciuto il loro diritto alla difesa e.
Quindi, Lisa fittizi ha vinto un oro negli serve nel nell'inserimento dei biathlon, molte di queste cose donne sono grandi, hanno figli, si lottano e si Cannes STI partecipano con sacrifici, questo è un tema complesso nello sport, la presenza delle donne intreccia in pieno impegno atletico, stretti estremo con sfide sociali, economiche e culturali affrontate per ottenere parità e riconoscimenti che mi pare che questo Governo e questo maggioranza di Governo, se vogliono portarci indietro storicamente sono escluse relegata ai margini.
E ogni volta devono ricominciare daccapo per dimostrare che sono brave, molto brave, queste atlete hanno dovuto compiere sacrifici unici per imporsi, spesso hanno bilanciato la carriera sportiva con pregiudizi di genere, come ho appena detto, disparità retributive e carenza di supporti nelle infrastrutture, ma grazie a queste ragazze, a queste donne l'Italia si è trovata in cima al mondo e ci ha fatto anche divertire sì, le donne fanno anche queste, sono capace di farci divertire in molti campi auspichiamo però che queste gloria al vertice si trasferisca con nella passione sportiva di tutto il popolo femminile del nostro Paese.
Grazie consigliera consigliera De Martino contro il ddl, buongiorno, buongiorno, prego, grazie, è stato molto potente essere ieri in una piazza che ha tenuto insieme tante donne e tante persone con altrettanta sensibilità sociali e politiche, ma tutti.
Il Consigliere Gaigher CPR, le politiche securitarie della destra sono un fallimento, prego.
Ambiente. Criticare il modello dei CPR che abbiamo fatto che stiamo facendo in queste ore non significa ignorare le procure preoccupazioni sulla sicurezza di chi vive nei nostri quartieri, né sottovalutare il tema della legalità. Significa, al contrario, affrontarlo con serietà, distinguendo tra strumenti che funzionano, gli strumenti che servono soprattutto ad alimentare una narrazione politica. I centri di permanenza per i rimpatri, così come sono stati concepiti oggi, rappresentano il simbolo di un approccio che promette fermezza. Addirittura oggi ho sentito parlare da un collega che spesso fa i suoi interventi fra i suoi show, poi esce dall'aula perché non gli interessano le opinioni degli altri. Abbiamo pseudo parlare di uso detentivo no del del CPR, ma troppo spesso non producono risultati concreti. Il rimpatrio effettivo non dipende dal numero di strutture disponibili, ma dalla capacità dello Stato di identificare rapidamente le persone, di concludere accordi bilaterali con i Paesi di origine e di eseguire le procedure amministrative in tempi certi. Senza questi presupposti CPR diventano luoghi di trattenimento temporaneo che non funzionano e che comunque non risolvono il problema dell'irregolarità e non rafforzano neanche la sicurezza. Vedete, delle politiche immigratorie migratorio italiane sono il prodotto di un quadro normativo complesso e stratificato. Il Testo unico sull'immigrazione, il cosiddetto TUI, è del 1998 e ha costruito l'impianto generale, poi profondamente modificato dalla legge Bossi Fini 2002 che ha irrigidito il sistema legando in modo stretto il permesso di soggiorno al contratto di lavoro. Negli anni successivi ulteriori interventi legislativi hanno accentuato l'enfasi sul controllo e sulla deterrenza. Il risultato è un sistema che produce strutturalmente una quota significativa di irregolarità amministrativa, spesso legata alla perdita di lavoro o all'impossibilità di rinnovare un permesso più che ad una scelta deliberata di illegalità. Questo avviene mentre il nostro Paese e l'intera Europa affrontano una trasformazione demografica profonda. L'Italia registra da anni un saldo naturale negativo, con molte più morti che nascite e l'Unione europea cresce demograficamente solo grazie al contributo migratorio. Allo stesso tempo, i lavoratori contribuiscono in modo significativo alla ricchezza nazionale, generando circa il 9% del PIL. Questi dati non sono opinioni, descrivono una realtà strutturale che la politica non può continuare ad ignorare o semplificare, ed è per questo che sull'immigrazione servirebbe una discussione finalmente scevra da posizionamenti ideologici, capace di tenere insieme sicurezza, legalità, sostenibilità economica e coesione sociale. Sicurezza significa anche garantire che chi commette reati non ha titolo a restare venga effettivamente rimpatriato, ma questo obiettivo si raggiunge rafforzando la capacità amministrativa dello Stato e la cooperazione internazionale, non moltiplicando strutture che intervengono solo a valle del problema. Come ha scritto il demografo allievi, bisogna ripensare, ma seriamente la società, l'organizzazione sociale, tenendo conto di una sempre maggiore pluralità interna, ma anche imparando i metodi per gestire i conflitti correlati a questa situazione. La nostra democrazia ha imparato a gestire i conflitti politici politici e sociali, trasformandoli in confronto istituzionale e non in scontro distruttivo. Oggi siamo chiamati a fare lo stesso con i conflitti culturali, costruendo strumenti, luoghi e politiche capaci di governare una società sempre più plurale. I conflitti non si negano, si organizzano, si rappresentano, si governano e questa è la responsabilità della politica e invece il Governo Meloni continua ad inseguire una strategia fatta più di annunci che dei risultati. Dopo anni di promesse sui rimpatri più rapidi e i controlli più efficace più efficaci, i numeri raccontano una realtà ben diversa. L'irregolarità non è diminuita e i CPR non hanno prodotto quel salto di qualità annunciato. È la dimostrazione di un'incapacità strutturali di trasformare la propaganda incapacità amministrativa. Non è un caso che lo stesso Ministro dell'Interno Piantedosi proprio questa mattina direi abbia dichiarato di voler tornare, una volta conclusa la sua esperienza politica, a fare il prefetto, una scelta che suona come una missione implicita. Governare questo fenomeno richiede una visione ed una capacità che vanno oltre la gestione emergenziale e, oltre alla dimensione simbolica che questo Governo ha scelto di privilegiare. La sicurezza non si costruisce con strumenti simbolici, ma con politiche efficaci, credibili e coerenti. Governare l'immigrazione non significa negarla o subirla, ma riconoscerla per ciò che è una delle più grandi trasformazioni del nostro tempo e affrontarla. Richiede meno propaganda e più Stato, e magari anche più capacità.
Grazie Consigliere Gaigher, consigliera Di Giacomi, CPR inutili, lo dicono i numeri, serve parlare di sicurezza urbana, prego consigliera, grazie mille, Presidente, e vorrei ringraziare davvero il consigliere del gruppo e della maggioranza che sono intervenuti su questo tema e mostrando, credo, una visione ben definita.
I CPR come strumento si sono dimostrati costosi, inutili e spesso dannosi rispetto ai diritti umani. Bisogna certamente riconoscere il il tema dell'immigrazione come uno dei temi prioritari rispetto a tutte le sfaccettature, quindi una sfaccettatura necessaria di integrazione di cura di seconda generazione di.
Creazione di legami all'interno della nostra comunità, un aspetto di sicurezza urbana certamente fondamentale e un aspetto in generale di costruzione della società, come diceva il Consigliere Gaigher prima di me, è una società per cui non possiamo negare che esista un fenomeno, ma dobbiamo renderlo compatibile con lo sviluppo dei nostri territori e del nostro Paese. Per questo motivo depositiamo un ordine del giorno di cui chiediamo trattazione immediata che afferma, da una parte, un principio di contrarietà rispetto ai CPR, che è un principio che abbiamo già ribadito grazie a un ordine del giorno del consigliere Begaj in passato e che nell'ordine del giorno è argomentato grazie a tutta una serie di dati e per questo ringrazio in particolare dal Consigliere De Martino che ci ha lavorato rispetto appunto a ah l'attuale inefficace di questo tipo di strumento dall'altra parte, oltre appunto a manifestare la contrarietà su questo preciso strumento. Chiediamo invece che ci siano che il Sindaco e la Giunta si impegnino e continuerà ad impegnarsi e rispetto a.
Le politiche di coesione sociale, di diritti umani e di sicurezza per tutte e tutti e di pari dignità nello sviluppo, appunto di quella società che crediamo debba essere quella fondamentale per le nostre città in futuro. Grazie.
Grazie consigliera, procediamo ora con l'ultimo intervento di inizio seduta di oggi del consigliere Venturi, un CPR per Bologna, responsabilità non ideologia, prego Consigliere.
Grazie Presidente, ho ascoltato con interesse gli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto, che hanno una posizione diametralmente opposta riguardo rispetto alla mia per quanto riguarda la necessità di avere un CPR in città. Intervengo oggi su un tema che tocca da vicino la nostra città e che richiede serietà, pragmatismo e il senso delle istituzioni, Presidente, ovvero la necessità di realizzare un nuovo centro di permanenza per il rimpatrio a Bologna. È inutile infatti nascondersi dietro formule ideologiche o slogan, ovvero i CPR. Non sono uno strumento perfetto, ma sono uno strumento previsto dall'ordinamento dello Stato per gestire in modo ordinato e legale le situazioni di irregolarità sul territorio nazionale.
Negarne quindi l'utilità in modo assoluto, come ha fatto il sindaco di Bologna. Matteo Lepore, significa sottrarsi a una responsabilità istituzionale che non possiamo permetterci di ignorare. Il punto, vedete colleghi, non essere a favore o contro per principio.
Il punto è affrontare un problema reale, ovvero l'esistenza di persone presenti sul territorio senza titolo, per le quali un provvedimento di rimpatrio non può restare solamente sulla carta.
Senza strumenti adeguati, le decisioni delle autorità diventano inefficaci e lo Stato perde di credibilità e quando lo Stato perde di credibilità, vedete a pagarne il prezzo più alto sono i cittadini e anche gli stessi migranti irregolari che vedono minato il proprio il principio di legalità. Un CPR, quindi, non è una soluzione magica. I fenomeni migratori e però uno strumento di gestione e serve a garantire che le procedure di identificazione e di rimpatrio si svolgano nel rispetto delle regole, sotto il controllo delle autorità e con garanzie giuridiche precise.
L'alternativa non è più diritti, l'alternativa e il caos amministrativo, l'irregolarità diffusa, l'assenza di controllo. A questo si aggiunge poi un tema che non possiamo eludere, ovvero quello della sicurezza. Bologna sta vivendo una fase in cui il degrado e l'insicurezza sono cresciuti in modo evidente e dei cittadini e non mancano di farcelo notare ogni giorno, con le proprie paure, con le proprie manifestazioni, sempre più cittadini, sempre più famiglie, sempre più commercianti esprimono preoccupazioni sul tema della sicurezza e non possiamo liquidare queste paure come suggestioni. Dobbiamo ascoltarle. È un dato di fatto che una parte della microcriminalità diffusa si è spesso riconducibile a soggetti in condizioni di irregolarità, persone che hanno già violato le nostre leggi, non solo sotto il punto di vista, vedete amministrativo, ma anche sotto il punto di vista penale. In questi casi lo Stato deve essere chiaro, ovvero chi si macchia di reati e non ha il titolo per rimanere in Italia deve essere rimpatriato in tempi certi, non per spirito punitivo, non per alimentare divisioni come questi. In quest'Aula spesso si cerca di fare, ma per affermare un principio elementare di giustizia, accoglienza e rispetto delle regole devono procedere insieme.
Chi rispetta le leggi deve essere sicuramente tutelato. Chi invece le viola, soprattutto se ospite del nostro Paese, non può rimanere impunito né permanere indefinitivamente sul nostro territorio. In questo senso, quindi, appare responsabile dell'impostazione del Ministro degli Interni Matteo Piantedosi, che sta lavorando per rafforzare il sistema dei rimpatri e rendere effettive le decisioni dello Stato. Possiamo quindi discutere le modalità, possiamo anche chiedere più trasparenza, possiamo anche pretendere delle strutture dignitose. Questo è corretto e controlli rigorosi. Va benissimo, ma però vedete, colleghi, non possiamo limitarci a dire no, senza proporre delle valide alternative credibili.
Se riteniamo che CPR vadano migliorati bene, allora lavoriamo perché sia in strutture più moderne, più controllate, più rispettose della dignità delle persone.
Se temiamo criticità gestionali, chiediamo standard più elevati e monitoraggi costanti, ma sottrarci al confronto e rifiutare in radice ogni ipotesi di realizzazione, ecco, allora significa lasciare irrisolto un problema che esiste, indipendentemente dalle nostre opinioni, e in questo caso ho apprezzato anche l'apertura che c'è stata da parte del Presidente della Regione Emilia Romagna Michele De Pascale il quale è stato,
E ha manifestato la necessità di trovare una soluzione, aprendosi anche in un certo modo a quella che è la volontà del Ministro di trovare una soluzione, mentre alcuni esponenti della sua parte subito hanno usato criticarlo.
Bologna è una città accogliente, una città solidale, con una forte tradizione civile, proprio per questo non può permettersi di affrontare un tema complesso con semplificazioni ideologiche, legalità e solidarietà, non sono in contraddizione, son due pilastri che devono stare insieme e per questo ritengo che il Consiglio comunale debba aprire un confronto serio senza pregiudizi sulla possibilità di dotare il territorio di uno strumento previsto dalla legge dello Stato migliorandone eventualmente le caratteristiche ma senza negarne l'esistenza come opzione la sicurezza.
Grazie Consigliere, era l'ultimo intervento di inizio seduta di oggi, sono stati presentati cinque ordini del giorno, più una richiesta di anticipazione all'ordine del giorno, Foresti do la parola al consigliere Giacomin, prego.
Grazie Presidente, chiederei una pausa fino alle 15:30 e, se possibile, di ricevere il numero dell'ordine del giorno o l'anticipazione dell'ordine del giorno per mail 158. Grazie, no, no, va bene così, grazie.
Va bene, allora grazie, sospendiamo la seduta e riprendiamo, ci rivediamo qui per riprendere la seduta alle 15:30 come richiesto, grazie.
Allora riapriamo la seduta, sono stati presentati cinque ordini del giorno nel corso degli interventi di inizio seduta, più una richiesta di anticipazione e, come già detto, procediamo quindi con il primo ordine del giorno a prima firma, consigliere Di Benedetto ordine del giorno per l'istituzione di un centro di permanenza per il rimpatrio a Bologna a Bologna chiedo se vi sia un intervento contrario all'ammissibilità.
Allora non vedo richieste di intervento, quindi apriamo la votazione, certo.
Allora chiudiamo la votazione 25 presenti, 25 votanti, 25 favorevoli, il Consiglio approva all'ammissibilità, allora ora apriamo la votazione per la trattazione urgente.
La votazione è aperta.
Chiudiamo la votazione o 28 presenti, 28 votanti, 28 favorevoli, il Consiglio approva anche la trattazione urgente, procediamo quindi con l'ordine del giorno successivo, sempre a prima firma, consigliere Di Benedetto ordine del giorno per la sospensione di qualunque progetto che prevede il passaggio di piste ciclabili all'interno dell'area del liceo Sabin chiedo se vi è un intervento contrario.
Consigliera De Giacomi, a lei la parola, grazie Presidente, crediamo possa essere utile un approfondimento, dal momento che il tema importante ed è stato anche affrontato in recenti dichiarazioni dell'Assessore della delle legata, quindi noi saremo per fare appunto una Commissione grazie,
Grazie Consigliere, apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione o 28 presenti, 28 votanti, 8 favorevoli, 20 contrari, il Consiglio non approva l'ammissibilità, procediamo con l'ordine del giorno successivo a prima firma, sempre il Consigliere Di Benedetto ordine del giorno, perché venga chiarita la destinazione dell'immobile ex vivaio di via della Certosa 35. Chiedo se vi è un intervento contrario.
Apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione 28 presenti, 28 votanti, 28 favorevoli, il Consiglio approva all'unanimità, apriamo la votazione per la trattazione urgente.
Chiudiamo la votazione 28 presenti 28 votanti, 9 favorevoli, 19 contrari, il Consiglio non approva la trattazione urgente Ordine del giorno successivo, il numero 4 della consigliera Foresti per la realizzazione di un marciapiede in via Della Selva Pescarola, chiedo se vi è un intervento contrario.
Consigliera Bernagozzi, prego sì, e non è un intervento contrario a discutere l'argomento, ma vorremmo assolutamente approfondire in udienza conoscitiva, anche perché sono diverse competenze sia Lavori Pubblici che mobilità e quindi crediamo sia importante fare un approfondimento io mi spingo a dire anche rispetto, diciamo non solo a quel pezzo di strada, ma anche rispetto ad alcuni pezzi della Pescarola che meritano un approfondimento preciso. Quindi ringrazio anche la collega, quindi saremo per mandarlo in Commissione. Grazie consigliera. Bernagozzi. Apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione 29 presenti, 29 votanti, 9 favorevoli, 20 contrari, il Consiglio non approva l'ammissibilità, procediamo con l'ordine del giorno successivo a prima firma, consigliera De Giacomi, ordine del giorno per esprimere contrarietà verso il sistema dei CPR, chiedo se vi è un intervento,
Direi di no, apriamo la votazione, la votazione è aperta.
Chiudiamo la votazione 29 presenti, 29 votanti, 29 favorevoli, il Consiglio approva l'ammissibilità all'unanimità apriamo la votazione per la trattazione urgente.
Chiudiamo la votazione 29 presenti, 29 votanti, 29 favorevoli, il Consiglio approva la trattazione urgente all'unanimità, allora passiamo ora alla votazione per l'anticipazione dell'ordine del giorno numero 158 2026 a prima firma, consigliera Foresti.
Chiedo se viene intervento.
Apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione 29 presenti, 29 votanti, 9 favorevoli, 20 contrari, il Consiglio non approva l'anticipazione.
Allora procediamo ora quei lavori.
Allora la noi, la prossima al PRUSST, al punto successivo abbiamo la trattazione di una delibera della Assessora Licalzi, proporrei di sospendere cinque minuti perché non stiamo cercando di.
Vedere quand è che può venire all'Assessore, se può venire o in che termini ci risponde grazie.
Allora salutiamo l'Assessore alle Calzi che che è qui con noi e le diamo subito la parola per la delibera numero 11 2026, che è la delibera di riconoscimento del debito fuori bilancio per sentenze sfavorevoli, ha ricevuto il parere favorevole dei Revisori, è stata trattata in seconda Commissione il 13 febbraio scorso licenziata per i lavori del Consiglio.
E l'Assessore Licalzi, qui per l'illustrazione, prego Assessore,
Buongiorno. Grazie Presidente, saluto lei, la dottoressa Bonfiglioli, le consigliere e consiglieri, tutte le persone in sala. Mi scuso per qualche minuto di ritardo, ho dovuto risolvere una situazione urgente. Sono arrivata di corsa letteralmente, e mi potete credere, allora. La delibera riporta tre sentenze, in particolare la 25 del 2026, con cui il Comune di Bologna è stato condannato alla rifusione. Spese di giudizio, Tribunale Bologna, Sezione Lavoro per 400 euro, circa la numero 140 e del 22 con cui il Comune è stato condannato alla rifusione delle spese del giudizio qui il giudice di pace di Lauro Avellino per 512 euro circa e la numero 81 del 2026 con cui il Comune è stato condannato alla rifusione. Spese, giudizio, Tribunale ordinario di Bologna, sezione lavoro per circa 490 euro, per un totale di legittimità da riconoscere come legittimo di debito fuori bilancio complessivamente pari a 1.403,47 euro, dando atto che la spesa trova copertura finanziaria alla voce oneri vari connessi all'attività dell'Avvocatura comunale. Grazie.
Grazie grazie Assessore alle istanze e apriamo il dibattito, chiedo ai Consiglieri se intendono intervenire.
Allora non vedo richieste, quindi direi che possiamo proseguire.
Dichiaro chiusa la discussione Assessora, deve aggiungere qualcosa, immagino di no, passiamo alla fase di votazione, chiedo se vi sono interventi per dichiarazione di voto.
Allora non ho richieste e quindi pongo in votazione la proposta di delibera numero 11.
La votazione è aperta.
Qualcuno?
Allora chiudiamo la votazione o 29 presenti, 28 votanti, 19 favorevoli, 9 contrari, 1 non votante, il Consiglio approva, allora apriamo ora la votazione per la trattazione urgente richiesta.
Chiudiamo la votazione o 29 presenti, 29 votanti, 20 favorevoli, 9 contrari, il Consiglio approva anche l'immediata eseguibilità.
Benedetto, ma si può.
Allora, intanto salutiamo l'Assessore alle calze, procediamo ora con gli ordini del giorno, grazie Assessora.
Allora gli ordini del giorno, partiamo quindi dagli ordini del giorno presentati ad inizio seduta e abbiamo l'ordine del giorno numero 1 del Consigliere Di Benedetto per l'istituzione di un centro di permanenza per il rimpatrio a Bologna.
E se siete d'accordo, si potrebbe fare una trattazione congiunta con l'ordine del giorno numero 5, che l'ordine del giorno a prima firma consigliera De Giacomi per esprimere contrarietà verso il sistema dei CPR.
Nulla osta, possiamo procedere con una trattazione congiunta, sì.
Allora intanto allora do la parola al Consigliere Di Benedetto per l'illustrazione e poi, dopo la parola alla consigliera Di Giacomi, prego Consigliere.
Grazie Presidente, l'ordine del giorno lo abbiamo già illustrato in un intervento di inizio seduta, aggiungo solo alcuni passaggi e sicuramente non stiamo dicendo che il CPR, lo strumento risolutivo che promuoverà ogni problema, stiamo dicendo che è uno strumento utile.
All'indomani di alcuni bruttissimi episodi che hanno caratterizzato la nostra città, molti consiglieri di maggioranza, direttamente o indirettamente, sono intervenuti dicendo che determinati soggetti, anche che hanno commesso reati molto gravi, non sarebbero dovuti rimanere in Italia e su questo sono d'accordo che il Governo avrebbe dovuto fare qualcosa per far sì che quelle persone non fossero in quel momento in e nei nostri sul nostro Paese sul nostro suolo.
Io sono d'accordo.
Uno strumento utile in questo senso del CPR non è risolutivo.
Non è la manna dal cielo che risolve ogni problema, però è uno strumento utile che può permettere di contenere almeno una parte dell'emergenza criminale che sta affliggendo la nostra città ormai da anni, e penso sia doveroso andare incontro.
A quelle che sono le proposte del Governo.
Votare no significa, a questo punto, che tutte le istanze, tutte le?
Gli attacchi politici che sono arrivati nel corso del tempo su questo tema chiedendo maggiore sicurezza sono mera propaganda, sostanzialmente perché non c'è, non c'è un reale intento di affrontare il problema, si preferisce avere determinati soggetti, spesso criminali, per strada.
Questo e sono convinto che invece sia necessario porre un freno. Sono altresì convinto che sia giusta l'osservazione di alcuni colleghi di maggioranza che hanno sottolineato come il carattere di prevenzione della solo aspetto criminoso, senza uno sguardo anche dal punto di vista sociale, sia insufficiente che diciamo è la dimensione securitaria vada accompagnata anche con un importante lavoro dal punto di vista sociale e su questo serve un impegno maggiore da parte di tutti i soggetti coinvolti. Quindi, in questo senso c'è un'apertura totale a ricevere anche emendamenti migliorativi al testo, sia, diciamo, di per limare alcuni aspetti che possono magari sembrare anche politicamente eccessivamente Rudy sia dall'altra parte e aggiungere quelli che sono elementi positivi, propositivi trasversali anche in termini istituzionali e sulla dimensione sociale di accoglienza e inserimento. Integrazione di tutti i soggetti che vengono nel nostro Paese sono, lo dico pubblicamente, senza troppi problemi c'è un'apertura e tra l'altro, anche una condivisione vera e di questo aspetto che porta ad aprire e a dire modifichiamo insieme il testo e mandiamolo per diciamo far coniugare queste due dimensioni che giustamente qualcuno della maggioranza ha sottolineato, che devono viaggiare insieme, e la proposta era ritagliata solo sul CPR, perché era il tema di discussione di questi giorni, però sono con condivido il fatto che i due elementi debbano viaggiare insieme e quindi ben volentieri, qualora arrivino proposte di emendamenti sia additivi sia anche che vadano a eliminare alcuni passaggi per rendere più trasversale il testo per raggiungere un obiettivo condiviso. Allora e c'è un'apertura.
Perché è l'impegno su questo tema, deve essere preso insieme e mi auguro che i colleghi di maggioranza tutti comunque la, ma la maggior parte, siano capaci di fare almeno un passo in questa direzione.
Perché altrimenti significa che non vi è una reale volontà di collaborazione,
E sul tema della sicurezza che tutte quelle istanze, quelle invettive che abbiamo sentito anche così accorate nel corso del tempo, lascio da parte del Sindaco perché il Sindaco ha già dato nel senso che ha sparato mari e monti e ha detto che servono e AN misure, poi tutte le volte che qualcuno è venuto a proporre delle misure e si è detto contrario, però ha già dimostrato ampiamente in questa sede di non essere capace di lavorare in maniera trasversale l'abbiamo visto su tantissimi temi, vuol svolte che è venuto in Aula per impedire che ci fosse un voto convergente di tutte le forze politiche su un testo non non mi stupisce da parte sua e che ci sia però pura propaganda in campagna elettorale e lo capisco e tuttavia ritengo che noi come Consiglio comunale, a maggior ragione dobbiamo avere la responsabilità di dare un indirizzo politico-amministrativo alla Giunta, quindi anche al Sindaco, quindi, anche su questo tema è essere capaci di aprire, rispetto all'apertura che c'è stata dall'altra parte al Governo sul tema della sicurezza,
E questa è, secondo me, è una via da percorrere. Facciamolo insieme, ripeto, apertissimo a apertissimi, perché sono sicuro che anche tutti i colleghi di minoranza tu, come tutte le volte precedenti sono saranno disponibili anche a un confronto e un dialogo però deve essere fatto da entrambe le parti. Mi viene anche la discussione si apra, grazie a ascolto con interesse, gli interventi dei colleghi sul tema, grazie,
Grazie Consigliere Di Benedetto.
Vuole intervenire il Consigliere De Giacomo?
Dal momento che sono favorevole alla trattazione congiunta, a presentare l'ordine del giorno perfetto, prego okay.
Grazie grazie Presidente, e grazie anche al Consigliere Di Benedetto per la presentazione del suo ordine del giorno, procedo con la presentazione dell'ordine del giorno di maggioranza, che è un ordine del giorno, ricordo firmato da tutti i Gruppi e scritto da tutti i gruppi della maggioranza.
Crediamo che quell'aspetto che veniva citato, anche prima del tenere insieme l'aspetto di coesione sociale, prevenzione e certamente di ricerca di una maggiore sicurezza all'interno della nostra città, sia fondamentale. Questo va fatto attraverso il dialogo e su questo concordiamo ciò che su cui non concordiamo. E invece una richiesta che viene da un'unica direzione e quindi che non è certo nata all'interno dei tavoli in cui si viene chiesta la collaborazione rispetto al Cpr. Peraltro, una richiesta che è la città di Bologna, già in passato nel mandato precedente ha rifiutato, per cui mi sembra anche strano che questa venga proposta come una possibile.
Proposta di mediazione e di collaborazione Bologna nel mandato precedente con il Sindaco Merola ha espresso la contrarietà e ha chiuso un CPR nella città di Bologna e questo Consiglio comunale ha ribadito in precedenza la contrarietà rispetto a questo strumento. Si può dire, noi cerchiamo di collaborare. Capisco però chi è che andrebbe a un tavolo cercando di collaborare e proponendo una soluzione che è già stata negata ed è a cui è già stato detto questa no, perché è disumana, perché è inefficace, perché si è visto che non non servono altri posti. Quindi io mi chiedo come si possa richiedere collaborazione e allo stesso tempo proporre una misura che è incompatibile con la nostra città. Io non penso che questa sia una sincera voglia di collaborare, penso invece che quello che ha scritto nel nostro ordine del giorno vada in quella direzione e leggo invita il Sindaco e la Giunta a farsi promotore in tutti i luoghi adeguati di politiche, sistemi che possano far coesistere pari dignità, sicurezza per tutti e, per tutte rispetto. Dei diritti umani e coesione sociale. Non è questo uno di quegli strumenti che tiene insieme questi aspetti e peraltro, appunto, è uno strumento su cui ci siamo già espresse.
E su cui i mandati precedenti della città si sono espressi, su cui anche tantissimi.
Istituzione della società civile e non solo si sono espressi in città Bologna, e questo in tutto lo spettro perlomeno della maggioranza abbiamo sentito interventi di moltissimi consiglieri sostenuta che voglio veramente ringraziare, perché ci sono sfumature diverse di questa contrarietà.
Ma sono sfumature importanti perché, appunto ci sono molti motivi per cui non siamo favorevoli e ci sono molti motivi per cui invece saremmo favorevoli a una reale collaborazione nella ricerca di un forum di compromesso.
Questo è il nostro ordine del giorno, lo ripercorro velocemente, visto che comunque siamo in presentazione e si apre con ovviamente le notizie di cronaca, ma anche tutti quei dati l'ho ringraziata, ma la ringrazio di nuovo che la consigliera De Martino ha integrato all'interno dell'ordine del giorno dati rispetto appunto l'inefficacia di questi sistemi, noi siamo chiamati a fare delle politiche pubbliche con i soldi dei cittadini, per cui dobbiamo cercare di renderle efficaci queste politiche pubbliche, non metterle in atto solo perché ci ci portano consenso o possono sembrare delle soluzioni nel momento in cui abbiamo una politica che si rivela inefficace dovrebbe essere nostro dovere cambiarla.
Si parla poi della vita all'interno dei CPR, quindi una vita disumana in molti casi di dipendenze di di difficoltà.
E poi, rispetto a quello che questo Consiglio comunale ha detto che nel 2022 23, grazie a un ordine del giorno a prima firma del collega Pepe, ai, ha già ribadito la contrarietà a questa ipotesi e ribadisco ancora come fate a dirci, cerchiamo collaborazione proponendoci una cosa su cui già ci siamo espressi ma che collaborazione ma lo fareste nella nella vita, non vi dice io questa proprio no, andiamo al tavolo e quella ci proponete.
Quindi, nel nostro ordine del giorno chiediamo appunto che il Consiglio comunale si esprima ribadendo la forte contrarietà rispetto a questo sistema e invito il Sindaco e la Giunta invece a fare quello che veniva già in qualche modo anticipato, quindi a trovare delle soluzioni che tengano insieme la dignità e la sicurezza grazie,
Grazie consigliera Di Giacomi.
Chiedo se ci sono interventi.
Consigliere De Martino, ha chiesto la parola, prego Consigliere.
Sì, grazie Presidente, va sollecitata dalla Capogruppo di zona cominciano, ringrazio insomma per questo lavoro, ma assolutamente poco poco importante che ho fatto sicuramente ha dato un contributo, ma niente di che però ci tengo insomma dire due parole in generale sull'ordine del giorno, soprattutto sul tema, vedete, io penso rispetto a tutta questa discussione, che il Sindaco abbia preso una posizione non solo legittima ma anche molto corretta.
In questa posizione, diciamo, riassumendo la proprio all'osso, pur dimostrando con dei dati l'assoluta inefficacia di queste strutture, si è detto no a un CPR nel nostro territorio e si è detto di cercare in un'ottica di collaborazione interistituzionale, perché la sicurezza nelle città non si può fare solo a livello locale, ma a cercare in questa collaborazione a più livelli che ci vede anche come parti politiche contrapposte delle soluzioni di breve tempo in cui si possa anche procedere a espellere dal territorio quelle persone che commettono più reati e che quindi mettono in crisi la sicurezza per la ai nostri cittadini, ai nostri cittadini. Allora tutto corretto, considerando che la sicurezza non è un problema della città di Bologna, che ha governato dalla sinistra, ma se apriamo un po' alla cronaca delle città italiane e delle grandi città, ci rendiamo conto che è un problema ovunque, anche in quelle città governate dal dal dal centrodestra.
È correttissima la richiesta del Sindaco appunto, perché se riusciamo a trovare delle risposte nel breve termine che dovessero portare ad avere anche solo 2030 persone in meno che delinquono nel nostro territorio, ovviamente questa soluzione andrebbe messa in pratica con leale collaborazione nel più breve tempo possibile. Credo però dall'altra parte che chi fa politica non possa fermarsi qui, perché, nel breve termine, una risposta pienamente strutturale a tutte queste, a tutte queste problematiche non c'è, semplicemente non c'è e non può esserci nei fatti e faremo un brutto servizio alla nostra cittadinanza se noi dicessimo dell'altro perché sarebbe semplicemente una falsità. Per questo io dico che qui noi, come consigliere e consiglieri comunali, ma insieme a tutte le nostre forze politiche di appartenenza, dobbiamo dirci anche molto altro se vogliamo prenderci con responsabilità e lungimiranza cura della nostra comunità nel suo futuro, non soltanto nel contingente, perché se noi andiamo a guardare a quelli che sono i dati della criminalità nel nostro Paese, vediamo va be'a parte che, nonostante la popolazione straniera che delinque nel nostro Paese sia inferiore all'1%, noi vediamo comunque vediamo comunque che i reati commessi invece dai cittadini stranieri che rappresentano anche questo, è giusto ricordarlo nel i dati è sempre bene riportarvi che rappresentano il 35% della popolazione detenuta in Italia, ma vediamo che comunque i reati commessi dalle persone straniere nel nostro Paese crescono e questo credo che sia giusto dircelo e riconoscerlo e se vediamo oltre a questo che il sovrappiù che cresce anche il sovraffollamento delle nostre carceri e che il sovraffollamento è un limite,
Molto importante, che impedisce, irreale, recupero poi delle persone che devono scontare una pena, io credo che sia assolutamente legittimo e comprensibile che la prima cosa che chiediamo è che queste persone, alcune di queste, quantomeno scontino la pena prioritariamente a casa loro mi sembra naturale.
Ma allo stesso tempo, però, mi sembra che in questo ragionamento però manchino due elementi che sono altrettanto molto importanti. Il primo, quest'un per 100 meno di stranieri che delinque in Italia, al soldo di chi lavora, perché se noi andiamo a guardare nella maggior parte dei casi, questo queste persone di provenienza di origine straniera che delinquono nel nostro Paese lavorano al soldo di italianissimi persone bianchissime che hanno le loro reti criminali che continueranno a esistere.
Anche se noi mandiamo via alcuni che delinquono perché perché troveranno nuova manodopera finché non verranno scalzate e troveranno sicuramente nuova manodopera, perché nella storia dell'umanità che Spoilers è una storia fatta di migrazioni, la gente che si voleva spostare non si è mai potuta affermare. Non c'è mai stato un blocco navale che potesse contenere gli spostamenti nel globo delle persone che volevano spostarsi. La gente che si sposta non si ferma, non si ferma con un blocco navale e noi, per cercare inutilmente di fermarla, per fermare quel meno dell'1% che nel nostro Paese delinque, siamo complici di stragi di centinaia di migliaia di civili innocenti nel nostro mar Mediterraneo. Persone che nel nostro Paese, con dei veri progetti di inserimento, porterebbero solo del valore aggiunto anche dal punto di vista economico. Così facendo, invece, con questo tipo di politica a livello nazionale, noi continuiamo a far morire della gente in mare, altra gente continua comunque ad arrivare perché non si può fermare, comprese quelle persone meno dell'1%, criminali che continueranno ad alimentare delle italianissime reti della criminalità organizzata del nostro Paese, che avranno che esisteranno finché non saranno smantellati alla radice e che troveranno ancora altra manodopera. Questa io credo che sia la prima grande ipocrisia che dobbiamo dirci se vogliamo fare un dibattito serio, anche bipartisan, su questo secondo elemento, senza una regia europea che non ci sarà mai se il nostro Governo non si schierasse rami seriamente a un tavolo e continuerà a cincischiare tra Ungheria, Orbán, Trump tutta gente che si richiude dentro il proprio nazionalismo senza una regia europea,
L'unico modo per effettuare espulsioni e quindi i rimpatri è quello che Meloni ha cercato di mettere in maniera fallimentare in piedi. Finora c'è quello di stringere degli accordi tra singoli Paesi, ma essendo degli accordi che non convengono praticamente a nessuno, non solo è difficile stringerli, ma è anche difficile poi applicarli concretamente. Ed è esattamente quello che stiamo vedendo adesso. Allora io, come stavo dicendo in premessa, se c'è un modo per dare per trovare per dare più sollievo nel contingente ai nostri cittadini, le istituzioni di tutti i livelli hanno il dovere di mettersi a tavolino e di trovare quel modo.
Ma noi intanto, se vogliamo far politica, abbiamo il dovere di strutturare ed elaborare un piano che sia realmente realmente risolutivo alla radice e nel lungo termine, e come si fa questo se teniamo conto dei due elementi di cui ho brevemente appena parlato, lo si fa facendo facendo una battaglia europea seria in direzione assolutamente contraria rispetto a quello che Meloni ha fatto fino ad adesso e che sta abbondantemente dimostrando di non funzionare e intervenendo su quelle che sono le cause della criminalità e le cause della criminalità sono sempre la marginalità sociale, la povertà economica, la povertà culturale, la povertà educativa, la presenza di reti criminali sul territorio perfettamente autoctone.
Reti che lo stato di detenzione che avviene dentro i CPR alimenta perché se sei in un posto degradante, se vieni trattato come un animale, quando esci di lì se sono pronte a delinquere, se solo pronto a sfogare con violenza la violenza istituzionale che hai già subito e non serve un genio per capirlo questo è quasi più Stato di natura no istintivo e la gente che esce da lì senza essere rimpatriata, e ce lo dicono i dati di quante persone escono dagli senza essere rimpatriate e ci dicono i dati anche di quanta Pers di quante persone entrano nei centri per il rimpatrio senza aver commesso alcun reato, ma solo perché abbiamo delle leggi migratoria assurde in questo Paese che nei fatti non prevedano che tu possa essere presente legalmente nel nostro territorio e quindi creano continuamente chiamano continuamente problemi su documenti, procedure, è un attimo, è un attimo che, se in un illecito amministrativo e la maggior parte della gente che si trova nei CPR si trovano i CPR. Esattamente per queste ragioni, e non per reati commessi, però poi che succede succede che entra lì.
E quando ri e quando esce, perché non si riesce neanche a rimpatriare, magari anche il doppiamente più violento, ma la stessa cosa riguarda anche i progetti Saia, tutte le persone che, a causa delle mancate proroghe a causa dei mancati rinnovi, adesso si sta discutendo anche di abbassare la possibilità per i minori stranieri non accompagnati di accedere al prosieguo amministrativo da ventun anni a 19 anni senza nessuna garanzia di continuità del percorso e tutte queste persone una volta che finiscono in strada, che cosa pensate che facciano?
Ma che ci siano molte molte alternative. Per questo servirebbero molte più risorse per governare quello che altri colleghi e colleghe hanno giustamente ricordato essere un fenomeno strutturale che noi continuiamo invece ad approcciare, come se fosse un fenomeno emergenziale, è un fenomeno che, se ben governato, ci aiuterebbe solo solo a crescere come Paese e quindi questo è il terzo grande elemento importante l'investimento serio strutturale in percorsi di accoglienza e che non siano un percorso a ostacoli burocratico che in un secondo da un secondo all'altro ti rendi un clandestino senza nessuna possibile alternativa, quindi, invece di buttare i 20 milioni perché 10 CPR all'anno ci dicono i rapporti costano 20 milioni e invece che buttarvi lì in inutili e disumani CPR che alimentano solo la violenza, è esattamente qui che dobbiamo investire nel sociale, nel contrasto alla marginalità e la povertà, nel contrasto alle reti e alle reti criminali, nell'avere dei percorsi sicuri certi e legali di ingresso nel nostro Paese, in mediazioni culturali e, come diciamo spesso anche con altre colleghe e colleghi, in istituti penitenziari che non ti rendano ancora più,
Che non ti rendono ancora più in uno stato degradante e quindi violento, ma che ti aiutino davvero a ricostruirsi come persona, in modo tale che, quando esci puoi portare il tuo valore aggiunto e non sei più un pericolo per il resto della comunità, qui qui, se abbiamo a cuore la nostra comunità, dobbiamo investire seriamente con dei progetti lungimiranti. Ripeto, è importante agire nel brevissimo periodo Hong Kong con tutte le soluzioni che si possono trovare, ma come politica, visto che in con il Consiglio comunale dà degli indirizzi e gli indirizzi in genere non sono solo dall'oggi al domani, ma dovrebbero guardare anche in prospettiva, come politica, dobbiamo guardare più lontano e dobbiamo guardare veramente a qualcosa che che ci aiuti tutti i Comuni come comunità, perché se noi invece guardiamo da vicino le politiche di questo Governo, se le guardiamo da dentro in prospettiva, capiamo molto facilmente che in questo caos sociale che generano e che genereranno sempre di più a salvarsi, sarà una fetta sempre più piccola. È sempre più ristretta di élite fatte di gente già molto ricca e già assolutamente privilegiata.
Per il resto il grande, il ceto di poveri e popolari, che questo Governo dice solo a parole, perché difatti, noi ne abbiamo visto neanche uno di rappresentare, ma anche il ceto medio medio borghese, se ce la fa bene, si è povero e va alla mensa dei poveri e si mette in fila zitto e non disturba bene lo stesso, così si sentono, da quel lato politico, anche sollevati dai loro doveri cristiani o verso la chiesa e il resto chi se ne frega il messaggio che da questo Governo il disegno che ha e che tutto il resto chi se ne frega se ce la fai bene?
Se ti accontenti dei pochi aiuti che ti diamo bene lo stesso, ma se non ce la fai Tirale con il conflitto, un conflitto che sarà più interclassista, interculturale e intro genere, perché tutte le politiche si tengono insieme,
E Presidente, dico giacché mi avvalgo, grazie, prego, Consigliere, voglio chiudere quel tempo che mi resta questo ragionamento, denunciando un'altra cosa molto grave che che sta avvenendo in questi giorni e che secondo me è assolutamente collegata con.
Anche con questo dibattito sui CPR, perché è un Piano tra l'altro molto pericoloso, almeno per l'interpretazione che ne do io.
E lo abbiamo anche riportato infatti, in un passaggio del dell'ordine del giorno che ci apprestiamo a votare, che vedete.
Io capisco non voler cioè voler negare a tutti i costi il fallimento di queste politiche per la sicurezza.
E capisco meno il fatto che si voglia continuare a investire milioni di milioni su questi CPR che hanno già dimostrato di non funzionare e, tra l'altro rendo anche noto che i posti disponibili sono 1.238 ma che di effettivamente utilizzabili ce ne sono solo 600 perché gli altri sono stati danneggiati distrutti son troppo degradanti ma noi non è che gli sistemiamo no continui a continuano a costruirne di nuovi è veramente incredibile questa cosa?
Ma, dall'altro lato, oltre a questo, a preoccupare nel suo fatto tutto l'intervento finora. Ma un'altra cosa che mi preoccupa molto e questo intervento a gamba tesa su quelle che sono delle indagini ancora tutto in corso della procura di Ravenna sui presunti certificati medici, anti rimpatrio, perché intervenire così a gamba, tesa come hanno fatto fior fiore di rappresentanti di questo Governo, non solo dimostra un accanimento molto vergognoso verso chi si prende cura della salute delle persone, siano esse di qualsiasi origini, origine con accuse gravissime, di falso ideologico, ma mostra anche la volontà, più che evidente di cercare nuovi capri espiatori da criminalizzare per non ammettere il proprio fallimento. Quindi una nuova arma di distrazione di massa, però, questa volta fatta su professionisti che lavorano nel mondo della sanità, questa cosa non può passare sottotraccia, non può assolutamente passare sottotraccia anche per chi non fa. Non posso fare a meno di non negarla con altre operazioni sempre sottotraccia ma preoccupanti che stanno avvenendo in questi giorni e penso anche un'altra, un altro tema sul quale sono intervenuto in questi giorni al questionario di azione studentesca sui professori solo di sinistra che, a detta di qualcuno, farebbero propaganda nelle scuole. Allora non ho capito. Ci sono gli insegnanti,
Che fanno propaganda nelle scuole e ci mandiamo alla giovanile di Fratelli, di una associazione legata alla giovanile di Fratelli d'Italia, a fare le ispezioni e cercano solo quelli di sinistra su quello che sta succedendo a Ravenna. Interveniamo subito a gamba, tesa in qualche modo per lasciare il dubbio, anche se è ancora tutto da dimostrare da verificare che ci siano dei medici fantomatici di sinistra e ideologici che impediscono i rimpatri, cioè ai medici che fanno il loro lavoro, che impediscono il rimpallo no a questo Governo, no, tutte le cose che ho detto finora no che manca una regia europea, no, che la gente si sposta, no che i blocchi navali non funzionano o no, i medici medici di sinistra ideologici negli ospedali che impediscono i rimpatri.
Guardate, io mi fermo qui per il momento, ma mi sembra che il disegno ideologico di destra sia veramente già molto chiaro e dobbiamo tenere tutti le antenne ben ben Rizzati ebbene, ebbene, alzate perché è veramente molto, molto, molto preoccupante, grazie.
Grazie, consigliere De mattina, chiedo se qualcun altro intende intervenire.
Allora non ho nessuno, quindi chiudiamo Eldim no, consigliere Begaj, all'ultimo prego Consigliere.
Grazie Presidente su questo argomento diciamo che avrei tante tante cose da dire, però e li approfondiremo anche molto presto in Commissione, però voglio leggere in quest'Aula dei nomi.
Natalia.
Wissem Ben Abdel Latif Roton, Mohamed Ousmane, Silla Hussein, Fazal, Moussa Balde.
Jak, Tang Enukidze, org, Asturia, Ezedine Anagni Arshad Yanan Gere.
Ahimè, McLean non offre Bonu Mustafa, affannando Abel OKB-1.
Osarò Uhumwangho Oussama, dar qui.
Simoes AID, questi sono alcuni dei morti e delle morti, perché Natali ora una donna dentro.
I CPR italiani.
In circostanze sospette imbottiti di psicofarmaci per suicidio, recentemente c'è stata una condanna alla direttrice del CPR di Torino, l'altro giorno in Puglia è morto un altro ragazzo tre giorni fa di 25 anni.
Questa erano persone innanzitutto.
Non so se qualcuno pensa che non lo fossero, però lo erano fino a prova contraria.
Perché vedete, prima di ogni cosa, per quanto ci riguarda?
Nel concreto, con prove provate con inchieste della magistratura, inchieste giornalistiche, ispezioni parlamentari numerosissime che riguardano non solo i CPR, ma anche ICE in passato i CPT, compreso quello di Bologna, dove ci furono delle violenze e inchieste sulle violenze, i CPR sono dei luoghi disumani indegni per un Paese civile.
Per quanto ci riguarda, sono più simili ai lager.
Che ha Centri volti a rimpatriare le persone.
Questo sono, lo sono in Italia e lo è anche quello in Albania, lo è anche quello in Albania.
Allora le persone?
Della nostra città, della nostra regione e ovunque esse siano,
Devono innanzitutto sapere questo.
Che le loro tasse.
Le loro tasse vengono spese.
Per dei luoghi disumani degradanti, dove le persone muoiono, dove le persone impazziscono, dove le persone vengono picchiate?
Dove le persone che escono da lì.
Non sono spesso e volentieri rimpatriate, ma rimangono nel territorio, rimangono nel territorio, nelle nostre strade, nelle strade delle città.
Completamente allo sbando.
Queste sono le cose da raccontare alle persone per spiegare loro cosa sono i CPR.
Perché questa è un'operazione di verità.
E se non lo raccontiamo, non stiamo dicendo la verità, innanzitutto.
Oggi ho visto dei dati.
Di Fratelli d'Italia, naturalmente, quei dati.
Che son stati pubblicati oggi al giornale non sono ovviamente possibili da visionare da i comuni mortali, ovviamente da Fratelli d'Italia, sì, perché vi assicuro che sono anni tantissimi anni che mi confronto con le persone che visitano i CPR o che lavorano come sanitari dentro i CPR e questi dati così puntuali ammesso che siano veri o non veri questo punto non sono in grado di verificarlo, però non sono visionabili.
Le ricostruzioni che vengono fatte dalle dai parlamentari e dalle organizzazioni.
Non governative, dalle associazioni sono quelli appunto che si basano cioè sull'esperienza concreta sulle visite, chiaramente, quindi sarebbe bello naturalmente avere la trasparenza totale su i posti le persone che ci sono dentro quanti rimpatri e anche su una cosa.
Che è piuttosto curiosa, diciamo così, cioè questa commistione tra precedenti, non si sa di quale tipo precedenti di polizia, che però non sono in realtà precedenti penali.
Non si capisce quanti sono le persone che sono state in carcere a scontare la propria pena e poi sono finite nel CPR e che quindi, avendola scontata per no, il nostro ordinamento penale dovrebbero, come dire, essere libere in qualche modo s'è scontato la pena perché ad esempio ActionAid ci dice che il 15% delle persone che sono finite dentro i CPR vengono dal sistema penale.
Solo il 15% allora vedete innanzitutto su questo fronte bisogna avere chiarezza e trasparenza e non mescolare le mele con le pere, come spesso questo Governo fa inventando dati, mettendo in Parlamento anche sui rimpatri sbugiardati in maniera clamorosa, cioè un Ministro dell'Interno che viene sbugiardato così veramente una vergogna.
E dovremmo chiederci, appunto, se è degno di ricoprire quel ruolo.
Forse questa è la domanda da porci, ma quello che mi preme dire è che.
Un luogo che ha.
Dal punto di vista giuridico, è una detenzione amministrativa, perché per il resto ci sono le carceri che sono immonde, sovraffollate, non sono rieducative, abbiamo pers esponenti del Governo che che si è citano quando manca l'aria ai detenuti e lo dichiarano tranquillamente, e questo è il problema delle carceri ma quell'altra è la detenzione amministrativa.
Allora vogliamo parlare di quante persone sono state rinchiuse dentro i CPR.
Per essere diventati irregolari nel territorio dopo decenni.
Di lavoro e permanenza in questo Paese, persone che non conoscono manco il Paese di provenienza che non hanno commesso nessun reato.
Noi vogliamo parlare, vogliamo far finta di niente.
Oppure vogliamo raccontare una menzogna assoluta, e cioè che CPR sono i luoghi dove ci finiscono i cattivi?
Perché questa cosa non è vera, non è vera.
Allora, quando si tratta un argomento, ascoltiamo innanzitutto chi fa le visite, chi ci lavora.
Le inchieste giornalistiche, le istituzioni europee che hanno fatto delle relazioni sulle torture nei CPR, a meno che uno non decida di di di di dire, va bene io sconfessa le istituzioni europee che fanno questo lavoro, quindi usciamo, diciamo che non dicono il vero, diciamo che le persone sono di parte,
E quindi se ne sono inventate.
Però qualcuno dovrà anche provarlo, se queste cose non sono vere.
Oppure no?
Allora?
In questo in questa discussione c'è questo grande equivoco.
Anzi più di un equivoco, che è quello chiaramente della natura del Cpr, di quello che succede dentro della sua capacità di rimpatriare le persone, si o no, di chi ci finisce dentro, delle condizioni dei luoghi, se sono degne oppure no, ci sono tante cose da raccontare di quello che raccontano,
Non possono farlo pubblicamente, ma in altre sedi lo raccontano le forze dell'ordine che ci lavorano dentro.
E di quello che raccontano anche le persone che ci sono finite dentro che ne escono, vive, magari o che ci sta e che sono dentro e che riescono magari a mandare di video di quello che succede.
E le inchieste giornalistiche sono piene di queste testimonianze piene di video di pestaggi, non basterebbero ore di Commissione per vedere tutti i video che ci sono, perché parliamo di ore, non di qualche frame.
Allora?
Noi dobbiamo dirci questo.
Quando una persona, quando una persona esce dal Cpr?
E dai CAF e dai CAS e viene espulso dal circuito, da un lato, dall'accoglienza, che è una cosa dall'alto, dalla detenzione amministrativa, che fine fa.
Che prospettiva a dove finisce?
Finisce come ho detto prima nelle strade della nostra città,
Ed è questo quello che il Governo vuole.
Avere dei luoghi, spendere miliardi, perché di questo si tratta miliardi per tenere le persone in condizioni disumane, degradanti, bottiglie di psicofarmaci.
E quelle che ne escono, vive, girano per la nostra città.
E quindi, se tu hai un CPR in città, significa che le persone rimangano nel territorio.
Ed è questa la ragione per cui vanno chiusi ovunque, perché creano dei mostri.
Ho solo una mostruosità giuridica ed etica.
Una mostruosità.
E poi chi si deve occupare di queste persone ebbe?
E certo non vogliamo chiedere a i sindaci comunisti.
Di risolvere questo problema che ci crea un sistema tossico malato, disumano che non funziona e su cui però ci buttiamo i miliardi ogni anno.
Questa è la strategia, non è risolvere il problema.
È crearlo, riprodurlo, riprodurlo in modo tale che questo problema ci sia per le strade,
In modo tale che così c'è sempre l'argomento pronto da muovere contro i buonisti, gli immigrazioni misti, i sindaci di sinistra e le zecche dei centri sociali.
E tutta questa cosa che adesso è diventata il vota sì al referendum, come se avesse un qua e là qualche connessione logica e come dire e fattuale, e ovviamente non ce l'ha, noi siamo arrivati a questo livello di menzogna.
Che non rende onore, innanzitutto all'intelligenza delle persone, dei cittadini e delle cittadine degli italiani e delle italiane, oltre che ovviamente delle persone, perché sono persone appunto che ci finiscono lì dentro.
Allora, chi ha il coraggio di dirle queste cose, evidentemente gli esponenti del Governo e delle forze politiche che lo rappresentano non ce l'hanno o perché non conoscono la verità, la realtà di cosa sono i CPR e cosa succede dentro, oppure semplicemente perché non gli conviene.
Perché non gli conviene perché andare a spiegare alle persone è più facile, è più facile fare la chat WhatsApp, la raccolta firme, dicendo che questi qua stanno lì per colpa dei sindaci, di sinistra, eccetera, così è più facile, certo, è più facile.
Ma non risolve assolutamente niente.
Nel concreto altro che ideologia l'ideologia, mi avvalgo lo dico già Presidente dei dei minuti che ho in più,
L'ideologia è quella di usare i soldi delle persone e delle tasse delle persone.
Per fare queste cose qui, per vendere fuffa, disumanizzare le persone, deportarli, non si sa dove in Albania, per poi farle rientrare qui per poi, dopo non si sa che fine fanno.
Questo non è degno di un Paese civile, non è degno per le persone, vengono deportate, non è degno per le persone che pagano le tasse in questo Paese e che se ne vedono consumare in questo modo, perché questa è la realtà dei fatti, perché poi in parte la collega De Martino l'ha detto parliamo del sistema dei rimpatri come funziona certo con i miliardi che si danno a i dittatori, le bande?
Perché, signore e signori, i criminali non se li riprende nessuno, se non andando a soldi, ed è questo esattamente quello che fanno questi Governi andare a soldi volete, certo, noi ce lo riprendiamo, ve lo paghi un tot di milioni, queste cose qui poi mi fai l'appalto lì poi mi fai quest'altro poi mi agli utili certo,
Perché così funziona, ma le persone devono saperlo, devono saperlo e questa è una grande operazione di verità che dobbiamo fare, perché altrimenti noi continueremo magari certo qualche vuoto. Qualche voto sulla propaganda di pancia si tira su certo certo si tirano su, però non stiamo facendo un'operazione di verità, non stiamo facendo buona politica, non stiamo lavorando per la risoluzione dei problemi. Non stiamo lavorando per risolvere il problema della sicurezza nelle città, non stiamo risolvendo il problema dell'accoglienza, anzi, anzi, i soldi che dovrebbero andare all'accoglienza per renderlo un sistema funzionante degno vanno esattamente in questo sistema mostruoso, perché il problema non è la politica dell'accoglienza e il circuito dell'accoglienza è l'assenza dell'accoglienza. Questo è il problema di questo Paese e dell'Europa e delle politiche, come si diceva prima lo diceva la collega De Martino, dell'assenza di una politica seria e integrata, ma una politica che invece il rincorre solo le prossime elezioni, le prossime elezioni si rincorrono, non si riso, non Siri, non si inseguono i problemi in maniera seria e discutendo de delle soluzioni strutturali,
Non si vuole farlo perché paga di più raccattare un po' di voti per le prossime elezioni. Questa è la strategia, lo è da anni e continua ad esserlo e continua ad esserlo. Quindi abbiate pazienza, ma noi saremo sempre contrari ai CPR, alla questa mostruosità che si chiama detenzione amministrativa, che già dovrebbe dire qualcosa sul fatto che non è volta, appunto ai criminali, ma uno strumento che ha un'altra vocazione che ha un'altra vocazione, motivo per cui noi saremo sempre contrari,
Lo siamo stati e lo saremo in futuro, perché avere un CPR a Bologna, in Emilia Romagna, in Italia e ovunque essi siano o esternalizzato in Albania significa alimentare questo sistema disumanizzante e che non risolve alcun problema di sicurezza nelle nostre città e nel Paese, grazie,
Grazie consigliere Begaj, ora la parola alla consigliera Ceretti, prego.
Grazie Presidente, è chiaro ed evidente che negli ultimi decenni non sia riuscita a trovare un equilibrio tra la gestione dei flussi migratori e la tutela dei diritti fondamentali.
Ma dobbiamo tutti aver presente che il rispetto della dignità umana è il parametro su cui si misura la qualità della nostra democrazia. Questo è un punto fondamentale al quale nessuno di noi può fare un passo indietro o delegare ad altri. Questa è una battaglia per la democrazia. Ecco, è per questo che stamattina, quando sono intervenuta, ho detto che occorre costruire degli strumenti nuovi e ho provato ad accennare, come ipotesi o Ministero, un'Agenzia nazionale per le politiche migratorie perché, come hanno detto bene chi mi ha preceduto l'accoglienza non è mai stata portata avanti in modo determinante in questo Paese. E c'è bisogno proprio di un'innovazione in tema di accoglienza, così come occorrono strumenti nuovi nelle politiche sociali, educative e culturali.
Che costruiscono citate sono sempre più plurali, sono sempre più.
Diciamo, attraversate da tante culture, da tante religioni, da tante persone diverse.
La migrazione non si può fare, non si può affermare e.
Occorre appunto è saperla gestire.
E poi occorrono strumenti nuovi anche sui flussi illeciti, sui rimpatri, ciò che abbiamo costruito in questi decenni nasce solo da episodi emergenziali o legati a elezioni vicine questo non va bene il tema della sicurezza, ma anche il tema dei flussi migratori e sono due temi che non si sovrappongono.
Ma che devono trovare strumenti innovativi, nuovi, completamente nuovi, e bisogna avere il coraggio di percorrere questa sfida culturale di questo tempo molto importante. Ecco, nel fare questo, è importante anche il lavoro capillare con tutto il terzo settore che nelle nostre città, come sappiamo, regge sulla propria sulle proprie spalle un bel pezzo di welfare e anche un bel pezzo di sicurezza.
E mi fermo qua dicendo, appunto, puntualizzando il fatto che il rispetto della dignità umana deve essere per noi una priorità sempre.
Grazie consigliera, consigliere Giordani, prego.
Grazie Presidente.
Io ero molto indeciso se intervenire perché sinceramente.
Si rischia di voler fare la parte o di voler sembrare faziosi, invece uno sinceramente in questi argomenti.
Parla anche con la propria coscienza e quello che può pensare il problema dell'immigrazione non verrà sicuramente risolto i CPR questo è fuori discussione il problema dell'immigrazione.
Forzata dell'immigrazione sostenuta e per cui non del tutto volontaria, è un altro tema su cui si deve parlare. Poi c'è anche il SIS, il discorso del valore delle persone immigrate, che è sicuramente innegabile io lavoro in un settore, l'edilizia che oggi farebbe fatica a sostenersi senza certi lavoratori. Qualche anno fa magari erano più gli albanesi rumeni, adesso lavoratori egiziani tunisini. È il vero, dato che nessuno dice è che.
Il problema del delinquenza legato agli immigrati è per primo i primi a subire il problema della delinquenza legata agli immigrati. Sono immigrati stessi, perché probabilmente la maggioranza che prova a lavorare che lavora, che è persona perbene, viene poi identificata con chi, invece delinque, per cui il Cpr in quanto tale deve e può far parte di un sistema che serva a tutti a rispettare di più le regole, a far sì che chi non merita di essere ghettizzato o di essere guardato male non subisca questo trattamento e vorrei ricordare che in questo momento il discorso del CPR è stato toccato anche dal governatore De Pascale, che sicuramente non è tacciabile di essere di centrodestra, per cui è la valutazione generale. Nel momento in cui si chiede di collaborare col Governo, non accetto che venga detto ah, però sul tavolo avete messo quello che a noi non va bene. Grazie, allora, anche se vogliono ne parliamo con voi, vi mettete sul piatto quello che a noi non va bene, cioè questo deve essere un punto di vista di partenza totalmente diverso. Guardiamo quali sono tutti gli aspetti da toccare e magari il compromesso lo troviamo anche su qualcosa che a noi non va bene, può capitare a voi e può capitare a noi, anche perché i CPR ricordo solo un dato sono disciplinati dal decreto legislativo 286 1998 di luglio. 1998 il Presidente del Consigliere Romano Prodi, che poi fu sostituito da d'Alema nell'ottobre del 1998, se certe cose non andavano assolutamente bene,
Non sono state inventate dal Governo Meloni, sono lì, come avete ricordato, primi prima, da ben prima della Bossi Fini, ci son stati vent'anni per cambiarle, attualmente sono la il decreto che che.
Regola questi CPR è di di ed il decreto 286 98 Governo Prodi, punto per cui guardiamo un attimino tutti i dati. Se questi strumenti hanno un'utilità e CPR 100 per praticamente per il rimpatrio o che è una questione amministrativa, ma esiste anche quello lì, come come dato, se uno commette un reato viene verificato, non ha i documenti e atout e di conseguenza deve essere espulso, rendiamo più veloci, le espulsioni.
Benissimo, rendiamoli veramente attivi, il problema non è non farli e renderli funzionali e funzionanti, che ci siano dentro delle sicuramente delle condizioni di vita accettabili, che non siano dei lager, ma non possono sicuramente essere degli hotel a cinque stelle che siano accettabili, che siano nella norma, ma che servono per quello che sono le persone che non devono stare in Italia non restino in Italia questo innanzitutto per difendere chi è qua legalmente e lavora legalmente e aiuta l'Italia ha poc'a progredire, perché ricordiamo che i primi a subire danni sono le persone perbene che lavorano e vivono in Italia seguendo le leggi dello Stato italiano.
Per cui capisco la difficoltà ad accettare qualcosa che non è nelle corde di una determinata di di di determinate sentimenti o determinate politiche, però ricordo che questa richiesta in Emilia Romagna è venuta dal centrodestra, ma il dibattito c'è perché è stato chiesto un confronto aperto e leale da parte del governatore De Pascale, per cui io spero che tutti abbiano la volontà di sedersi al tavolo al tavolo della discussione senza preclusioni. Questo per il bene di Bologna e dell'Emilia Romagna e dell'Italia intera e soprattutto delle persone immigrate perbene che vengono qua per lavorare grazie,
Bravissimo.
Grazie consigliere Giordani, ora la parola al Consigliere Fattori prego Consigliere.
Grazie, come ha detto il consigliere Giordani e anch'io pensavo di intervenire, ma il suo intervento mi ha stimolato, mi ha stimolato proprio perché io stimo il consigliere Giordani, ci conosciamo da tanto tempo fa degli interventi.
Educati, diciamo così rispettosi delle opinioni altrui e con dei contenuti che io posso anche condividere, in parte nel senso che lui ha detto allora vi faccio un esempio per qual è il motivo per cui io mi arrabbio moltissimo con chi va in bicicletta e fa il cretino, perché il suo comportamento tende a gettare discredito su tutti quelli che vanno in bicicletta. No, perché un proprietario di un cane che si comporta correttamente è logicamente il più arrabbiato con chi invece non lo fa, perché questo genera discredito nei confronti di tutti gli atti in maniera ingiusta e per carità, perché le generalizzazioni sono estremamente ingiuste, perché generalizzare vuol dire dare un alibi ai peggiori e demoralizzare, migliora quindi quindi quello che ha detto il consigliere Giordani, benissimo, no che gli immigrati che si comportano, ma di qualunque correttamente, sono i più danneggiati da quelli che si comportano non correttamente, ma ma.
Allora, come dicono tanti no, quello che conta è quello che viene dopo, ma ma allora io credo che al di là del Cpr no, perché il CIPE è qui, il tema non è l'immigrato che delinque deve rimanere o non rimanere, ma il tema è che.
Lo consideriamo come maggioranza uno strumento inefficace e i numeri ci dicono che è inefficace, voi avete un'altra opinione, ma nessuno dice che l'immigrato, che dei limiti che va espulso, eccetera, non non debba non si debba agire di conseguenza, ma,
La generalizzazione, che è la cosa più ingiusta che ci sia.
Non va alimentata, non va utilizzata come strumento di lotta politica, attenzione, ma se la Presidente del Consiglio dice per prima.
Mi diranno che sono razzista, ma di fatto quelli che delinquono più sono gli immigrati, allora potrà anche di è un dato che per queste statistiche attendibili possiamo usare anche in altro modo in statistica, comunque è evidente che spinge su una generalizzazione che è quella che più di tutti io credo fa male a tutte quelle persone che si comportano correttamente e che si vedono,
Da molti degli elettori e di una certa parte politica, considerati comunque con sospetto, per il solo fatto di essere persone che vengono da altri luoghi, cultura, eccetera. No, anche se probabilmente sono persone che hanno avuto una vita molto più difficile e complicata, eccetera, eccetera di di noi che, come diceva Primo Levi, viviamo nelle nostre tiepide case, no, ecco però a parte questo, cioè io le generalizzazioni purtroppo io sento parlare spesso ha ragione. Il consigliere Giordani ha ragione, no, sono i più danneggiati. Allora quindi per questo motivo evitiamo qualunque discorso sulla genio e realizzazione di un certo tipo di persone e io credo sinceramente che sia in discorsi che vengono anche, purtroppo, da esponenti istituzionali.
Che non dovrebbero avere la logica di creare, di accentuare divisioni, cioè di dire in di individuare la categoria quando cui sparare no, voglio dire allora.
La Lega su queste robe da ANCI ha costretto no, c'ha costruito il consenso, facciamo finta che non sia vero o no, allora non sono questi i comportamenti più iniquo e più ingiusti, più che più contribuiscono a rendere difficile un percorso di integrazione in una comunità da cui queste persone si sentono.
Escluse da chi generalizza no, quindi ben venga no, questa indicazione, no, questa cosa qua evitiamo proprio di.
Generalizzare e disumanizzare delle categorie, perché trovare il nemico, no contro cui scagliarsi politicamente può pagare, ma è profondamente iniquo, ingiusto e non corretto da chi dovrebbe lavorare per tutta la comunità, non solo per i propri tifosi no, ecco, credo che questo dovremmo farlo tutti quanti grazie,
Grazie Consigliere, Fattori ora la parola va al Consigliere Gaigher, prego, Consigliere, sì, grazie Presidente, in realtà non volevo intervenire perché ho già fatto, diciamo in l'intervento di inizio seduta, dove ho provato a così raccogliere anche un po' le idee e a dare qualche suggerimento anche per innestare diciamo la discussione su un binario diverso che non fosse quello della contro il può contrapposizione ideologica no che vede appunto, da una parte, una una parte politica che è quella che governa il Paese e che attraverso diciamo slogan,
E continua a sostenere l'uso di strumenti che si sono verificati inefficaci, perché è sotto gli occhi di tutti che non non funziona o non rappresentano una spesa per il nostro Paese e soprattutto uno, diciamo un'occasione per alimentare anche delle de odio che io, lo chiamerei etnico non rispetto delle categorie di persone che spesso e volentieri,
Ma appunto affrontano viaggi, lo ricordava bene la consigliera De Martino, ma anche il Consigliere Begaj disumani per raggiungere il nostro Paese o addirittura all'Europa e perché, come dire, necessitano sognano magari di vivere una vita migliore di quella che ovviamente vivono nel loro paese, io in quest'Aula ho già avuto modo anche di di di intervenire rispetto alla demografia anche l'anno scorso e ricordavo ai colleghi invitavo anzi.
Anche a utilizzare le newsletter no che, ad esempio, l'Osservatorio conti pubblici italiani di Carlo Cottarelli, intanto, come dire un mantra o no che ripeto, volentieri offrono alla politica per fare delle riflessioni che vadano rispetto a ciò che superino appunto le contrapposizioni ideologiche che proprio in utilizzare i dati per fare dei ragionamenti politici un pochino più alti, ecco io anche questa mattina o questo pomeriggio, con il mio intervento di inizio seduta, approvava ad offrire una lettura diversa e che fosse appunto legata ad un ragionamento che prova ad affrontare il tema migratorio, non come solamente, come dire, un'occasione di scontro, ma come un'occasione per far crescere il nostro Paese. Non ho citato, ad esempio, alcune ricerche anche di dell'Economist,
E che, ad esempio, se prendevano come come come esempio il caso e che non esiste se non dovessero esistere.
Diciamo frontiere in tutto il mondo si triplicherà ebbe addirittura il PIL mondiale. No, nel senso che questo è il valore che l'Economist assegna al alle migrazioni, quindi cosa vuol dire vuol dire che lì dentro c'è del valore, no, cioè se noi, al posto di affrontare il tema migratorio come esclusivamente come un tema emergenziale, lo affrontassimo come un'occasione anche per far crescere l'economia del nostro Paese. Forse sapremmo individuarlo e metterlo nel quadrante. È giusto dare, ve ne sarebbe osservato, diciamo in una maniera diversa, più matura, che ci consentirebbe di fare anche dei progressi. No, come società, per fornire il nostro Paese di strumenti che possano veramente diciamo.
Appunto affrontare e nel complesso questo tema che è veramente un tema, come dire che la sfida del dell'epoca moderna no, perché ci sono ricerche che ci ricordano che.
Negli negli anni futuri la lo non è che l'immigrazione diminuirà, cioè noi possiamo fare tutti i ragionamenti che volete rispetto alle chiusure dei dei porti, ai blocchi navali, alla chiusura delle frontiere, possiamo giocare a fare i nazionalisti, ma dobbiamo affrontare la realtà, che è la seguente, che c'è un mondo dove la democrazia cresce e di miliardi di persone. Noi è del 2000 100, e lo dicono appunto le ricerche dell'Osservatorio dei conti pubblici italiani. In Europa saremo più o meno 419 420 milioni di persone di fronte a noi dall'altra parte del Mediterraneo, vivranno trend tra i 3 miliardi e mezzo, i 4 miliardi e mezzo di persone. Ora è evidente che, fra l'altro, come dire,
La la, la flessione della demografia, anche in in in ambito europeo, ammette mette l'Europa sta mettendo l'Europa nelle condizioni di dover affrontare appunto un ragionamento sul sul su come sono, diciamo erogati i servizi su come sono distribuiti e su chi vivrà nei nostri territori perché c'è ridire, magari c'è un ci sono dei paesi tipo, appunto l'Africa, e dove l'età media è molto più bassa, ad esempio di quella europea, e quindi le persone che in Europa nel 2000 100 che vuol dire domani, politicamente parlando, se vogliamo avere un po' di, diciamo di di Usta, no, un po' di visione saranno poco in grado, con le persone che abitavano in Europa, di affrontare magari i lavori e cioè, ma è proprio una questione pragmatiche, cioè pa parlo proprio provo a stare lontano dalle ideologie proprio per pragmatismo. Noi dovremmo cercare di affrontare il tema migratorio con un po' di visione, non solamente, come diceva giustamente il consigliere Begaj con l'obiettivo di avere qualche voto anello in più alle prossime elezioni politiche. Perché stiamo parlando di questo io lo so e cioè noi qua in quest'Aula bisogna che ci diciamo almeno la verità, cioè noi lo sappiamo che il tema del Cpr è utilizzato da piante dosi, perché così riusciamo. Magari lui pensa di riuscire, come dire ad avere qualche votarlo in più lui e il Governo Meloni, ma attenzione, perché state facendo un errore clamoroso il Cpr dimostrato e lo ripetiamo che non serve a nulla e siamo profondamente contrari. Mi dispiace, voglio dire davvero con con affetto anche al collega dell'opposizione che ha parlato poco fa e che non cito perché non vorrei essere come dire, tacciato di però ecco De Pascale, è proprio questa mattina ha rilasciato e ha continuato a rilasciare dichiarazioni che vanno esattamente nella direzione di quello che diceva il nostro sindaco Lepore. C'è una contrarietà al Cpr c'è una contrarietà perché c'è un conto è dire e affrontiamo, diciamo ma tu in modo maturo e il tema delle migrazioni della, il tema della sicurezza, che non è che una preoccupazione solo del centrodestra e della sicurezza, è un tema che è dentro la Costituzione italiana, non so se c'è il diritto alla sicurezza è inserito, è incardinato dentro la nostra Costituzione. Volete volete che PEG cioè? Pensate che noi non siamo d'accordo con la Costituzione? Quelli contrari alla Costituzione sono altri e noi siamo a favore della Costituzione. Siamo e abbiamo, come dire, siamo molto d'accordo con quello che c'è scritto lì dentro. È evidente che siamo quindi d'accordo sul fatto che debba essere garantita la sicurezza dei nostri cittadini e chi paga giustamente deve pagare e, nel caso di una persona che sul nostro territorio in modo irregolare, deve essere preso e mandato via. Però, come riprovava ricordare anche nel mio intervento di inizio seduta, non è che il tema migra delle migrazioni lo risolviamo dicendo che gomitiere, mettendo delle persone dentro un CPR perché intanto dentro il Cpr quelli però sulla persona, oltre ad aver individuata di riprenderla e buttarla lì. Dopodiché devi c'è tutta la procedura per l'espulsione, ora leggevo dati di oggi, poi mi correggerete abbiate pazienza, se magari.
Mi confondo un po', però mi mi pare che Piantedosi parlasse di 7.000 rimpatri nel 2025 poi ho visto, diciamo il fact-checking è sbagliato perché sono 4.000 TO 5 o 3.008 5.000.
Ecco su 600 milioni 6.006 66.000 persone che magari provengono da quelle tratte migratorie. No, quindi è ovvio che è evidente che la maggior parte di loro se sono anche nel Paese in modo irregolare o son tutti dei delinquenti e non abbiamo la capacità di individuarli, oppure non è poi così vero che tutti quelli che arrivano qua sono dei delinquenti. No, e quindi il tema è però essere capaci, come dire, di affrontare l'argomento migratorio nella giusta prospettiva, e quindi l'invito che noi facciamo anche col nostro ordine del giorno che come dire, ecco e ovviamente è contrario e rafforza e continua a ribadire che questo Consiglio comunale, perlomeno sicuramente la maggioranza, è contraria all'adozione di strumenti che ledono la dignità delle persone che hanno dimostrato di non funzionare, ecco però cioè tra le righe prova anche a di ad inquadrare a emettere appunto nella giusta prospettiva del tema delle immigrazioni l'invito che vi facciamo noi come maggioranza, voi che siete dell'opposizione e di provare ad uscire, diciamo dal dal.
Dallo Stream televisivo o dal post social, che magari fra qualche like, per provare ad affrontare insieme il problema. Allora che poi lo ripeto e non può anche non essere un problema può diventare anche un'occasione. Ecco, noi pensiamo, noi siamo quelli non buonisti, ma capace di riconoscere anche nelle nelle migrazioni, perché ciò vuol dire un'opportunità che l'opportunità di dare come dire, di di di di di di di far crescere una società migliore di quella che anche migliore di quella che abbiamo, non è che noi non dobbiamo aver paura di affrontare la diversità, dobbiamo confrontarci con la diversità, entrare nel conflitto generato dalla diversità provando a risolverlo, così come abbiamo provato a risolverlo. Anche e lo ricordavo, ripeto e poi chiudo e poi chiudo, Presidente, nella chiosa del mio intervento quando ricordavo che noi e abbiamo organizzato il nostro Paese, la democrazia attraverso la democrazia, immaginandosi degli strumenti dove al posto di ammazzarci a vicenda, al massimo, ci votiamo contro no, perché abbiamo il Consiglio comunale il Parlamento e quindi vuol dire la società nate negli ultimi anni è avanzata. Abbiamo grazie al cielo riconosciuto che ci sono strumenti che vanno, che sono quelli democratici che servono, come dire, a far crescere anche questa questa la democrazia e rappresentano un progresso della società. Noi dobbiamo solamente riconoscere che anche i fenomeni migratori sono rapper, possono rappresentare un'occasione di progresso. Questo vi diciamo e vi chiediamo quindi di valutare e di votare positivamente il nostro ordine del giorno, grazie.
Grazie consigliere Ghera ha chiesto di intervenire il consigliere pizza, prego Consigliere, grazie Presidente.
Ma anche io non volevo intervenire, ma sono stato sollecitato da molti interventi ora e non vi è alcun dubbio che.
Il flusso migratorio.
Debba essere tenuto sotto controllo.
Come non vi è alcun dubbio che la spinta migratoria sia inarrestabile, è sempre stato così.
Abbiamo tanti parenti noi in Argentina, in Venezuela, che nei secoli scorsi si sono trasferiti, sappiamo bene che la gente, le persone, cercano di trasferirsi in luoghi dove possono vivere meglio.
E quindi tutto questo è accettabile, sono assolutamente d'accordo che il problema della migrazione debba essere affrontato e utilizzato nel senso più corretto e pieno del termine ed umano 9 dubbio, come diceva giustamente il consigliere Giordani, che lavora in un ambito in un ambito,
Edilizio, molti lavori non potrebbe farli perché perché non trova manodopera d'altra parte, io che ho rifatto.
Che ho rifatto del tutto recentemente i bagni di casa e ho visto che a venire a lavorare sono venuti dei.
Delle persone del del Marocco, persone della.
Della Romania, quindi di italiano, c'era soltanto l'imprenditore che giostrare a queste persone.
E sono d'accordo che.
Noi non possiamo affrontare il problema della migrazione delle ondate migratorie dicendo che vanno fermate assolutamente d'accordo, sono anche d'accordo che il discorso debba essere preso dal lato utilizziamo queste spinte, troviamo quello che è possibile fare i CPR, però, insomma, non non li ha inventati il centrodestra,
Come diceva giustamente, il consigliere Giordani, sono stati proposti a suo tempo, sono certamente migliorabile perché il consigliere Begaj diceva delle cose che sono comprensibili se e d'altra parte, nello stesso vostro ordine del giorno c'è un invito alla.
Alla.
A fare dei centri di raccolta, in cui ci sia educazione umanità e c'è una parte dell'ordine del giorno del che lo dice, quindi io credo che.
Colleghi, colleghi, Consiglieri.
Che avete proposto questo ordine del giorno, possiamo certamente metterci a discutere e vedere di trovare un punto d'incontro,
D'altra parte, leggevo sul giornale oggi che un Sindaco Lelli qui nei paraggi, enormemente preoccupato perché teme che la il posto dove possa essere scelto,
La istituzione del nuovo eventuale CPR possa essere il suo comune e di questo si preoccupa più disagiata, altre presenze e un centro di di quanto il Comune di 14.000 abitanti e avere un centro come questo che potrebbe creare problemi e sui giornali di oggi Lelli. Non mi pare che sia un Sindaco di centrodestra. Non mi risulta quindi quindi l'invito è discutiamone realmente, perché credo che le impostazioni che noi abbiamo è sono noi non risolviamo il problema delle ondate migratorie qui dentro, non siamo in grado di farlo.
Esistono delle dei luoghi dove le persone che non possono rimanere nel nostro Paese e che sono comunque qui arrivate in qualunque modo sono arrivate, non possono rimanere perché le normative non lo permettono, dobbiamo stazionale per qualche tempo da qualche parte certamente non in una grotta né una terra d'albergo a cinque stelle ma in luoghi in cui per un tempo limitato possano essere trattenuti educatamente decentemente e poi provvedere su quello che si deve fare quindi,
Poi mi fa piacere che questa discussione sia avvenuta con tutta tranquillità, come è giusto che sia, però non possiamo farci carico in questo Consiglio dei problemi.
Di questa portata sono fuori della nostra portata,
La parola portata sia ha due significati diversi, in questo caso non possiamo risolvere noi questi problemi, certo è che, se il presidente della Regione De Pascale ha pensato che deve ascoltare la richiesta che viene dal Governo, di trovare un luogo dove fa stazionare delle persone che non possono rimanere in questo Paese che sono qui arrivate vuol dire che volontà di trovare punti di incontro che ne sono il vostro appunto il vostro ordine del giorno non so quanto vada in questa direzione e quanto sia dialogante per cui rinnovo la,
Richiesta qui da questi banchi di minoranza, perché voi spesso li chiamate di opposizione, ma io non sono d'accordo, io non pongo a niente, sono per il momento in minoranza, cioè faccio parte di questa zona e quindi ma chiedo che si discuta il vostro ordine del giorno è certamente apprezzabile, ma non va incontro del tutto a quello che possiamo proporre noi. Grazie Presidente.
Grazie, consigliere pizza, ha chiesto di intervenire il Consigliere Negash, prego, grazie Presidente.
Beh, questo questi due ordini del giorno hanno un tema ben specifico, c'è scritto.
L'apertura o Notices chiede l'apertura a Bologna, un CPR, l'altro dice che a Bologna non apriremo un CPR punto.
Se si vuol parlare di immigrazione, del valore aggiunto della migrazione, come ad adesso ha specificato l'emigrazione italiana quanto valore, se andiamo a vedere metà dei premiati a Oscar o Grammy, hanno un cognome italiano, allora, se conosciamo la storia dell'Italia, che è fatta di emigrazione e che 30 milioni forse ci sono all'estero e che tanta ricchezza stanno portando verso l'Italia siamo capaci di valorizzare anche l'emigrazione altrui.
Allora, se devo parlare invece del Cpr specifico del Cpr, ci sono una decina di CPR in giro per l'Italia, se mi vuoti che la gente normale pensa che finiscano la maggior parte delle persone, persone fermate dalla polizia.
Perché delinque Ivano o spacciavano o hanno fatto una microcriminalità, non è vero, La maggior parte che finisce dentro i CPR sono le badanti, le colf, il giardiniere che la persona che è uscito a quel momento senza il permesso di soggiorno o gli è scaduto, il permesso di soggiorno è stato formato da una dalla polizia è stato portato al Cpr. Io ho conosciuto un ragazzo di Bologna che è nato a Bologna, cresciuto a Bologna, ha perso il permesso di soggiorno e dalla questura di Bologna è stato trasferito in nel Veneto, ha un CPR e, grazie a Dio, un giudice, l'ASL ha fatto scarcerare l'ha fatta uscire e ri ripartire daccapo da zero. E questo che dobbiamo spiegare alla gente.
Al Cpr finiscono delle persone normali, che sono quella quel valore aggiunto, quelle persone che stanno costruendo il tram, quelle persone che stanno costruendo delle case nostre solo perché non hanno un permesso di soggiorno in quel periodo vengono portate in un posto degradato. Però, cosa si racconta? Si racconta che chi finisce lì sono tutti i nostri spacciatori, non è vero,
Ed è giusto così, perché chi delinque come tutti, come il mafioso?
Deve finire in carcere e si deve fare dentro il carcere, tutto il lavoro di rieducazione,
Ma a noi italiani ci piace questo modo di ragionare, perché tutte le cose che non funzionano nella nel, ma nelle nostre strade devono esca, devono essere pulite, portate via da altrove, ecco perché CPR politicamente diventa interessante.
Perché si racconta alla gente che tutte le cose che non funzionano, siccome io Ministero degli interni non riesco a prendere le persone?
E portarle dentro il carcere allora ti racconto che creerà un sistema che per sei mesi li tratterrà lì, te lo allontanerò e poi, dopo sei mesi prolungato e dal nostro Ministro illuminato.
Dopo sei mesi le persone gli sarà dato un foglio di via che dice, per favore, Signorino o signorina, potreste andare nel tuo paese da solo, pagando il biglietto, tutto quello che vuoi, e queste persone usciranno non avendo niente fuori, come diceva la collega Di Martino peggio perché hanno vissuto un sistema reclusorio con tutti i mali che sono scritte ovunque in tutti i report del mondo, potete leggere cosa succede in CPR, ci son persone che non sono esperte, che tengono delle persone come degli animali, una persona che esce da questi posti qua torna nel sulle strade, ovvio che ti va a cercare con con dei coltelli che fa il pazzo.
Perché questa cosa qua non viene spiegata alle persone normali?
Allora tutti additare i migranti ci sono 6 milioni di persone che lavorano, pagano le tasse e coprono una parte enorme delle pensioni italiane dell'INPS.
E queste persone vengono additate quando escono per strada, perché vengono considerate degli spacciatori dei criminali, come se essere italiano sia solo bianco.
Ecco perché mi fa arrabbiare quando si ragiona abbiamo dei CPR che funziona anomale, che sono il collega Begaj, l'ha spiegato benissimo quante morti abbiamo dentro il Cpr, tutto il mondo ci sta guardando in modo da dire, ma perché tengono questi centri?
E noi vogliamo aumentarli,
Dove comunque, in un luogo come Bologna, che è stato smontato con le unghie.
Un CIE fisicamente l'abbiamo fatto chiudere perché faceva schifo.
Perché tutto quello che c'era dentro era veramente imbarazzante.
Io ho lavorato sette anni in psichiatria.
Basaglia.
Ha fatto un'operazione che diceva le persone e le stiamo rinchiudendo solo perché fanno danno fastidio alla società, danno fastidio alla società, abbiamo chiuso i manicomi, la 180.
Di Basaglia.
Faceva questo ragionamento, perché queste persone non possono stare tra gli altri e fare tutto l'iter che fa un qualsiasi persona normale, se delinque va in carcere punto?
Non possiamo essere un Paese che crede nella sicurezza quando, quando la mafia sta controllando metà Paese.
Vogliamo far la guerra, facciamo la guerra a chi controlla il sistema.
Prima lei collega, diceva, vediamo ogni volta che vedo le le, le, i lavoratori, tutti qua sono stranieri, lavorano bene, poi solo il capomastro o solo il capo e italiano forse non si è reso conto, ma ha detto la stessa cosa che ha detto Di Martino lo spaccio e controllato dalla mafia.
Allora, se è controllato da, dà la stessa cosa.
Allora anche lo spacciatore, tantissime persone che io conosco che.
Che sono giovani diciannovenni ventenni, che sono finiti in criminalità.
Dello spaccio perché faccio anche l'educatore, vedo delle persone rovinarsi.
E queste persone, se sono italiane, poi dopo finiscono ai domiciliari perché hanno una residenza e tantissimi ragazzi.
Stranieri finiscono in carcere perché non hanno la residenza per fare ai domiciliari, e questo quando arriva quando arriva.
La denuncia.
Al momento che viene deciso alla persona a finire in carcere o non in carcere.
Le persone si chiedono, chiediamo anche F.C, spieghiamo questo, c'è stata una Commissione qualche settimana fa, le persone chiedono perché la persona che stava spacciando è stato portato dalla polizia e poi, il giorno dopo lo vedo spieghiamolo perché ci sono dei Governi che hanno fatto,
Ha fatto delle leggi.
Dicendo che tutti i reati meno di cinque anni non finiscono in carcere, le persone.
Finiscono in carcere quando c'è il primo grado, ma preventivamente il giudice o il pubblico ministero non può mandarli in carcere perché i carceri, come abbiamo detto, 300.000 volte qui dentro sono pieni, anche quelli sono diventati luoghi degradanti,
Ma in questa situazione apocalittica del sistema di sicurezza aggiungiamo leggi che mandano le persone in carcere, aggiungiamo leggi che mandano, che creano dei luoghi nuovi CPR che costano una marea di soldi.
Come quello di Albano dell'Albania, che veramente imbarazzante.
Aggiungiamo tutto questo modo qua per raccontare e poi non riusciamo a risolvere delle cose banali.
Ecco perché i CPR io personalmente, ma una marea di persone, ma anche associazioni, sono pronte a fare guerra affinché in questa Regione, in qualsiasi altra regione, non si faccia nessun C.p.r.
Se vogliamo far lavorare CPR ci sono già e sono metà pieni, allora non potete raccontare Into a tutto il mondo che i CPR servono, i CPR servono quando non funzionano, allora dite che volete migliorare CPR, volete renderli umani.
Fateci rivedere, fate questa operazione investite invece di investire in Albania, investite, a rendere umani in questi luoghi e poi ragionate, pensando a come si può fare, e come si può mandare la persona a casa sua in un modo organizzato, come possiamo fare degli accordi con questi paesi eccetera eccetera ma quella è la logica che,
Un un Paese come la Tunisia o altri luoghi deve accogliere un delinquente da un altro Paese,
Perché dice è un delinquente, noi te lo rimandiamo indietro perché è un delinquente, e lui dice, ma perché perché mai io devo riprendere un delinquente?
Rimandate indietro l'ingegnere.
Ma che logica c'è?
Allora, cosa diranno i questi paesi, come l'ha detto il Consigliere?
Begaj, diranno datemi due miliardi, io ti fermo tutta la migrazione che parte dal mio paese, ma ti ti possa anche riprendere un aereo di quelli che me li rimanda indietro.
È per un Paese, per un Governo di questo genere, questa è una vittoria.
Non riusciamo a gestire pochissime persone, però siamo capaci di pagare miliardi 700 milioni e 400 milioni per far bella figura per chi per l'elettorato, ovviamente.
Pragmatismo, fermarsi un po' c'è una b, l'immigrazione come tutte le cose, ha bisogno di una gestione punto e basta.
Le persone arrivano, ha bisogno di un, hanno bisogno di una scuola di italiano, hanno bisogno di documenti che gli arrivano dopo un mese, hanno bisogno di essere de di di vedere uno Stato efficiente.
Oche e se questo succede le persone sono una ricchezza come lo siamo stati noi italiani all'estero.
Se invece queste persone, dopo anni dopo vent'anni io conosco delle persone che dopo vent'anni si sentono precari della vita, dopo dopo vent'anni si sentono diversi.
Dei topi di fogna.
Perché perché dei politici fanno scommesse sulla vita delle persone?
Di 6 milioni di persone.
Dei politici fanno delle scommesse, il tempo passerà, cambieranno le situazioni.
E questi politici si pentiranno di aver fatto questa roba qua.
Allora, se siamo capaci, io vengo da un quartiere che è popolare come la Bolognina, ci sono, so, c'è spaccio, c'è un disagio, sono il primo, io posso farvi vedere una marea di persone che abitano anche nelle case popolari, che sono anche loro migranti che vivono il disagio,
Però nei CPR ci finirà la signora che stava in case popolari, che il suo permesso è scaduto.
Ipocrisia.
Ecco perché non vogliamo sentir parlare di CPR.
Abbiamo chiuso i manicomi, abbiamo chiuso altre cose, voglio chiudere le carceri, mi piacerebbe chiudere le carceri, perché si può pensare anche in un altro modo di fare l'educazione, però forse non siam pronti, però apriamo un altro CPR e questo lo dico sia al centrodestra ma anche al centrosinistra.
Non ci dobbiamo veramente azzardare di fare dei giochetti sulle vite delle persone.
Perché ve lo garantisco, se ci facessero entrare una Commissione dentro il Cpr?
Io giuro che tutti voi cambierete proprio la vostra opinione.
Non ti fanno entrare, non ci fanno entrare, non solo ci sono le leggi adesso che non vogliono neanche le telecamere passata settimana scorsa, non vogliono neanche le telecamere, neanche il cellulare ci deve, deve avere una persona che è dentro i CPR perché documenta se documenta significa che poi escono delle informazioni quello che è successo.
Perché nessuno è riuscita a entrare a documentare?
Non mi avvalgo perché il messaggio è passato, grazie.
Grazie grazie, consigliere, Manigrasso.
Allora io non ho altri iscritti a parlare.
Quindi, chiudo il dibattito, do la parola ai Consiglieri proponenti per primo il Consigliere Di Benedetto per la replica finale.
Grazie Presidente, ma è bene che gli ordini del giorno abbiano sviluppato un dibattito così ampio in sede di Consiglio, vuol dire che è un tema sentito e in maniera diffusa in tutte le forze politiche, ringrazio tutti coloro che sono intervenuti, evidenzio io onestamente speravo che di essere come dire e i fatti non mi dessero ragione sulla non disposizione del Sindaco a confrontarsi quindi mi auguravo che sarebbe poi venuto in Aula corso in Aula sapendo che si stava sviluppando un dibattito trasversale su questo tema e su cui tanto ha parlato sui giornali su cui sappiamo anche che il Presidente della Regione ha detto una cosa poi ne ha detta un'altra per cercare di riallinearsi lui, ma stava di fanno di fatto aprendo al CPR e invece, ancora una volta il Sindaco ha deciso di non partecipare al dibattito, di non essere il Sindaco di tutti e della città, ma sostanzialmente di aver dato un'indicazione un ordine di partito e poi gli altri sono costretti ad eseguire un peccato e non mi aspettavo molto di più, però la confermato. Mi spiace anche che non ci siano stati dei tentativi o un'apertura da un punto di vista anche emendativo sul testo, perché l'apertura da parte mia è stata totale anche alla riscrittura.
A quattro mani o a più mani del testo per trovare una convergenza, però,
Purtroppo, poi la maggioranza su questo non ha voluto e non ci sono state proposte.
In questo senso ne prendo atto, farò tesoro di questo elemento anche per il futuro, per quando si svilupperanno nei dibattiti sul tema della sicurezza e qualcuno ci verrà a raccontare che il centrodestra non ha fatto proposte o che il centrodestra non era aperto al dialogo e al confronto perché.
Avanti un'apertura totale sulla mediazione, sul dialogo e sul confronto. Mi vengono in mente le parole del collega Sassone nei primi giorni di Consiglio comunale, quando io gli dissi quando lui mi disse va Matteo continui a cercare un dialogo che dall'altra parte non non vogliono vogliono uno scontro ideologico, sono guarda, andiamo avanti, proviamo, dialoghiamo, dicevano guarda la mia esperienza mi dice che è così, lo capirai col tempo quando cadono situazioni di questo tipo che ha per totalmente al dialogo e dall'altra parte c'è una chiusura netta, c'è un muro eretto, è una assenza.
E di dialogo, e mi viene da pensare che che il collega aveva ragione e mi tornano in mente le sue parole, però non demordiamo anche perché mi auguro che invece, in sede di voto, qualche spirito libero dimostri una volontà di mettere a terra uno strumento, uno strumento che non è, come ho detto nel mio intervento di inizio seduta e che io avevo detto anche poi in discussione in apertura di discussione. Come ha detto anche il collega Giordani, non è risolutivo di tutto nessuno la pretesa con un singolo elemento, di rivoluzionare il sistema, di ribaltare o di avere la bacchetta magica e cambiare tutto. Però è un tassello, è un tassello che va messo a sistema insieme ad altre misure. Se quello che è stato fatto finora non basta, e su questo c'è una convergenza e decidere di impedire di fare qualunque cosa non è uno, non è una soluzione, è un cercare di cementificare. Si ottiene il risultato di bloccare il problema di.
Anche sclerotizzare una situazione di fatto, favorire anche il dilagare della criminalità. Quindi io su questo e mi auguro che vi sia invece un cambio di rotta da parte della maggioranza e una presa di responsabilità che sennò si riduce solo a uno scontro di carattere ideologico, a un mettere le bandierine a un voler attaccare il Governo, ogni costo, anche quando fa delle proposte, questo lo abbiamo visto su altri temi, ne abbiamo visto quando Piantedosi è venuto a Bologna con una serie di proposte, tutte respinte. Abbiamo visto quando il Sindaco si è lamentato dell'assenza di un patto di protocollo per la sicurezza della stazione, salvo poi di fronte all'evidenza che tutti i grandi Comuni d'Italia governati dal centrosinistra hanno un protocollo tram per la stazione tranne Bologna, perché il Sindaco ha sempre detto di no, ogni proposta, quindi su magari proposte analoghe. Torino dice di sì, Milano dice di sì, Firenze dice di sì, Genova dice di sì, persino a Genova e invece.
Lepore dice di no, è una chiusura totale, ogni forma di collaborazione, io lo capisco, sono scelte legittime e anche di campagna elettorale che il Sindaco sta già facendo in maniera molto chiara, cercando la contrapposizione, cercando lo scontro, inventando nemici fantasma,
E oggi abbiamo raggiunto veramente l'apice con i finti civici pagati dal centrodestra per inventare le fake news, abbiamo raggiunto veramente dei livelli e dei livelli quasi imbarazzante da parte del Sindaco, che però in campagna elettorale capisco e per questo io non mi aspetto una presa di responsabilità da parte sua, me lo aspetto, invece mi aspetterei da parte della maggioranza augurio che arrivi qualche voto favorevole. Si dia almeno un segnale di una volontà, se così non sarà, ne prenderemo atto, ne faremo tesoro e poi nelle sedi apposite, quando se ne parlerà e la Carta canterà i voti saranno scritti, risulteranno ben evidenti, così come l'assenza di ogni apertura al di al dialogo, al confronto che da parte mia, quantomeno ma sono sicuro da parte nostra, invece permarrà nonostante tutto, come c'è sempre quando si vuole lavorare insieme su una convergenza, su una soluzione comune ai problemi, alle questioni che affrontiamo in sede di Consiglio, perché ancora convinti che il Consiglio si è l'organo sovrano che dà l'indirizzo politico amministrativo al Sindaco e non recepisce solamente da lui le indicazioni su come votare. Cosa fare cosa che a volte purtroppo sembra, mi auguro un voto favorevole che mette al centro la sicurezza della comunità e in un conflitto di carattere ideologico che non aiuta nessuno e che quindi poi si comincia a lavorare insieme in questa direzione e su tutti gli altri elementi da mettere a sistema al fianco del Cpr. Grazie Presidente.
Grazie Consigliere ora la parola alla consigliera De Giacomi, prego sì, grazie mille, Presidente, innanzitutto mi piacerebbe rispondere a questa accusa di non aver partecipato a un dibattito democratico, dal momento che il consigliere che la muove non è stato in Aula neanche un minuto del dibattito ha ascoltato gli interventi da fuori, ci fa piacere, però ecco essere accusati di non voler dibattere in quest'Aula, dialogare, cercare delle soluzioni, mi sembra, è alquanto strano e ringrazio davvero i Consiglieri che hanno partecipato al dibattito, che credo sia stato un dibattito ricco e utile e che sicuramente ha trovato delle posizioni di convergenza che però nel merito del CPR che il tema della discussione di oggi non si trova su altre cose si potrà trovare su questa no. Qui proprio abbiamo due ordini del giorno in uno, si dice, si invita il Consiglio comunale a dare la la, il parere favorevole e nell'altro si invita il Consiglio comunale a dare il parere. È contrario. Su questo credo che non troveremo una convergenza sul resto e noi speriamo che forse la seconda parte del nostro ordine del giorno sia condivisibile e che era quella che chiama richiamava proprio quel dialogo tra istituzioni e che chiamava il Sindaco e la Giunta a partecipare a questo dialogo tra istituzioni nella ricerca di soluzioni che si garantiscano la sicurezza. Perché vorrei ricordare un aspetto che ha citato prima dal Consigliere De Martino, ossia che la maggior parte delle persone che sono all'interno dei CPR non sono all'interno dei CPR perché hanno commesso reati e quindi anche fare questo parallelismo tra una cosa e l'altra non torna.
Quindi, oltre a questo, io vorrei davvero ringraziare appunto i Consiglieri di di maggioranza e minoranza che sono intervenuti per aver richiamato molti temi importanti, ringraziare la consigliera Ceretti che ci ha ricordato il valore di una certa umanità nel trattare temi così delicati perché parliamo di persone vorrei ringraziare il Consigliere e Begaj Consigliere Negash, che già molte volte si sono espressi in quest'Aula su questi temi e che ci hanno portato a una realtà che credo che sia importante da considerare.
A questo punto appunto anticipo, visto che non farò la dichiarazione di voto. Io e il nostro voto favorevole al nostro ordine del giorno che ribadisce appunto la contrarietà a questo sistema, ma che chiede che vengano trovate altre soluzioni di lungo periodo e di breve periodo di breve periodo, che risolvano problemi emergenziali, ma che si possa effettivamente pensare a un modo, come diceva il Consigliere Geiger e come diceva il consigliere, Fattori per e costruire un futuro che sia accettabile per tutte e per tutti e che crei una società in cui tutti noi possiamo crescere, vivere, avere una vita soddisfacente, perché è chiaro che se delle persone sono disposte a rischiare tutto quello che hanno per venire in Italia, è perché quello che hanno terribile, e quindi davvero con l'umanità che veniva richiamata, penso dovremmo metterla un po' di più all'interno di questo dibattito e cercare sì, all'interno dei tavoli istituzionali, delle soluzioni che non siano disumane alle soluzioni disumane. Noi diciamo no, diciamo di sì alle soluzioni umane che mettono insieme tutti gli elementi di sicurezza, di coesione sociale, di integrazione e di futuro nel nostro Paese. Grazie.
Allora il Consigliere Di Benedetto, ho chiesto il fatto personale che le è stato compra concesso, per il semplice motivo un attimo che ve lo spieghiamo però un secondo solo.
Grazie quelli sennò no, però bisogna spiegare lo spieghi lei perché a suo dire e sono state attribuite parole non dette e comunque atteggiamenti che lui non ha assolutamente non riconosce, prego, grazie, Presidente, io non ho detto che non c'è stata, non c'è una volontà di dialogo perché non ci sono stati interventi, hanno detto che non c'è stata volontà di dialogo perché non è stata proposta alcuna modifica emendativa, che è una cosa diversa il dialogo, in concreto sul testo, in un dialogo in astratto nel senso di parlare in seconda battuta, aggiungo che il fatto che ci siano delle casse fuori permette a tutti di ascoltare. So che il digital divide è un problema intergenerazionale, però faccio presente che esistono questi strumenti nel 2026, quindi è possibile ascoltare gli interventi anche da fuori. Tant'è vero che ho ringraziato un collega per l'intervento che ha fatto se voi aveste ascoltato. Grazie.
Allora passiamo alle dichiarazioni di voto.
Consigliera Monticelli, prego.
Grazie Presidente e nella dichiarazione di voto io vorrei ricordare una cosa importante che riguarda il fondamento di tutte le libertà dei diritti che, appunto, nel linguaggio dei diritti umani, la dignità e la Dichiarazione universale del 48, parte proprio dall'idea che tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità significa che la persona è sempre un fine, ma mai un mezzo. Lo Stato e le istituzioni devono proteggere. Questa condizione, quindi, parte dal principio che la dignità è propria o altrui, vuol dire che ogni essere umano merita rispetto, considerazione e cura. Quando diciamo che qualcuno ha dignità o di o gli è stata tolta la dignità, parlammo del modo in cui viene trattato e deve essere trattato senza umiliazione, senza violenza, senza riduzione, un oggetto senza riduzione, ora reificazione della persona e noi crediamo fortemente che la condizione dei dei migranti nei CPR lei da questo principio fondamentale dei diritti umani, anche noi teniamo alla alla sicurezza. Pensiamo che la sicurezza, però, debba essere portata avanti in modo strutturale, profondo e non e non ledendo i diritti umani, i diritti della persona e voglio voglio terminare di anticipando il nostro voto favorevole dunque all'odg della maggioranza.
Con una nota che passi dalla distopia all'utopia. Questi tempi sono veramente peggiori di quanto ci scrivevano voci molto più potenti delle nostre rispetto a a come stava andando il mondo nei regimi totalitari, nella condizione delle persone che arrivavano da altre terre, e vorrei fare chiudere, infatti, con una nota utopica, io vorrei che i migranti che vengono nel nostro Paese non servissero solo a fare quei lavori che nessuno vuole più fare o ad aggiustare le nostre cucine o a essere impiegati in posti dove nessuno vuole andare, anche se credo che facciano un ottimo lavoro, ma vorrei un mondo in cui loro possano fare nel nostro territorio quello che facevano a casa loro, cioè gli ingegneri e gli avvocati e le maestre, i docenti, in modo che sia veramente una società che valorizza tutti e tutti, so che è un pensiero che può sembrare strano, ma quello che c'è dietro e che dobbiamo considerare che sono persone non al nostro servizio Malan, al pari nostro e questo davvero un punto che penso che riguardi il principio fondamentale della dignità e non come si muove una persona o come si comporta in forma normativa, ma proprio su questo principio fondamentale. Quindi davvero grazie perché abbiamo fatto insieme questo lavoro in particolare Giorgia grazie e credo che il dibattito ci sia perché stiamo tutti parlandone, quindi vuol dire che in qualche modo siamo tutti parte di questo percorso, grazie.
Grazie consigliere Monticelli, consigliere, Tarsitano, prego, grazie Presidente, ma da quando sono piccolo c'è un detto che riecheggia nella mia testa, che è la prima gallina che canta ha fatto l'uovo, allora ho sentito più volte in questo dibattito ha il Sindaco in campagna elettorale, beh, io credo che chi pronuncia queste frasi in campagna elettorale, cioè dal giorno dopo in cui è stato eletto ed evidentemente canta parecchio da quattro anni e l'apertura al dialogo da chi fa 18 video al giorno aggressivi, oltre va be'la postura che si tiene in Consiglio comunale, poi capisco i fatti personali, ma ricordiamo anche che in questa sala anticamera, la cassa in questo momento non è in funzione e funziona solo nel corridoio principale di là, e il collega, l'ho, visto poche volte seduto nei divanetti di là, quindi magari ha fatto qualche ascolto ben selettivo ad interventi di favore ma non ha ascoltato completamente il dibattito e quindi anche porre critiche in questo senso reputo inaccettabile perché qui gente che la risposta al dialogo c'era,
E inoltre mi preme anche soffermarmi sul dato ideologico.
Più volte ripetuto in materia di CPR, a me pare che gli interventi dei colleghi siano stati ben puntuali nel precisare con sentenza argomentazioni, riferimenti anche a Report.
E di associazioni che si occupano di monitorare i diritti umani all'interno delle strutture dei CPR, mentre dall'altro lato si che il dato ideologico rileva perché non ci sono argomentazioni che sostengano effettivamente la bontà di questo strumento. C'è una politica che afferma ndo cojo cojo, cioè, ebbene che si faccia qualcosa qualsiasi cosa sia per affrontare un problema. Io reputo che sia veramente problematico, soprattutto quando le proposte che si pongono sono proposte estremamente limitate e ciò è certificato dai dati. Noi ci attacchiamo ai dati nell'attaccare i CPR, non ad altro perché è ampiamente testimoniato che questo strumento non funziona.
Ecco.
E in ultimo ci tengo a rimarcare una cosa se il Sindaco ha espresso una posizione forte sui CPR, non l'ha certo fatto senza aver detto una maggioranza che altrettanto solida nel considerare i CPR come uno strumento non adatto per affrontare il tema migratorio e tutte le conseguenze che ne derivano, negative e pluri citate dai colleghi e chiederei di presentarmi i colleghi che hanno fatto illazioni sui CPR, distanti dalla linea unitaria della maggioranza che è emersa, perché non li conosco quindi anche continuare a dire che questa è una maggioranza eterodiretto dal Sindaco. È vergognoso, perché se il Sindaco ha potuto fare certe affermazioni, perché in questa maggioranza anche oggi ci sono stati interventi molto chiari e continuare a denigrare e dire falsità in questo senso e per mettere zizzania poi perché questo, evidentemente quello che stanno e che sta facendo il collega, penso che insomma sia un modo di fare politica e qui esprimo anche un giudizio veramente basso.
Grazie consigliere, Tarsitano consigliere di acqua, prego sì, grazie Presidente, poche cose, credo che la cosa positiva di oggi che ci sia stato un dibattito che da una parte e dall'altra ha fatto emergere tante tante cose, mi sento di aggiungere questa cosa e al di là e ho fatto un intervento e io penso che il fatto che qualche giorno fa, qualche settimana fa la Presidente Meloni abbia chiamato a raccolta anche le opposizioni sul tema della sicurezza dimostra che su questo tema il Governo ad oggi ha fallito, questa è la cosa che mi sento di dire, perché il fatto che abbia chiesto questa cosa c'è una criticità che viene da dietro viene da lontano.
Non è soltanto un po' un pensiero sull'attuale Governo, su tutti i Governi hanno lavorato male sul tema della sicurezza e credo che quando si vanno a fare delle scelte queste scelte debbano essere anche condivise.
Da parte anche del Governo e del Ministero dell'interno, anche con i presidenti delle regioni che hanno un ruolo fondamentale in tutto ciò. Penso che questo sia la cosa più importante e mi sento di aggiungere su quello che è emerso anche in questi giorni su tutto quello che è stato detto, anche dai colleghi che mi hanno preceduto prima sulla dignità della persona, su quello che riguarda i diritti fondamentali della disumanizzazione e ogni forma di disumanizzazione che esce all'interno del di quello che è il dibattito sul C.p.r.
Penso anche al al terzo settore che in questi giorni sta dicendo tanto sta dicendo tanto al al Governo, alle istituzioni e il mondo della politica su quello che riguarda, perché lo lo fa il terzo settore lo fa per un motivo, perché è uno di quei corpi di quelle figure che a stretto contatto anche in questi luoghi, quindi, ebbene, secondo me anche dare un'attenzione. Ecco quindi, quando ci sono scelte del genere, mettere al a quei tavoli anche una parte di quello che riguarda anche il mondo del terzo settore, perché male non fa sicuramente potrà dare tanti contributi su quello che riguarda questa tematica. È un tema oggi non di destra e nemmeno di sinistra. È un tema che riguarda tutto il tema della sicurezza, su cui abbiamo sì ed se ne parla da decenni e decenni, ma credo che si sia fatto ancora poco, quindi, al di là di quello che riguarda il C.p.r.
Se qui o altrove, prima di tutto bisogna capire anche è stato detto anche da alcuni colleghi dell'opposizione su quello sicuramente qualcosa non ha funzionato, ma bisogna sicuramente in qualche modo che anche da parte di chi oggi prende decisioni, organizzarlo, strutturarlo al meglio affinché ci sia quel rispetto soprattutto verso quella costruire quella giustizia solidale penso che questo e soprattutto con quella umanità che ci contraddistingue, grazie Presidente,
Grazie Consigliere, consigliera Marcasciano, prego.
Grazie Presidente, credo che sia sotto gli occhi di tutti la disumanità in cui il mondo si sta sta entrando.
Sono, come dire, fare ferite che si aprono ogni giorno, e ogni giorno vediamo questa bruttura, non riesco a definirla altrimenti che aumenta, evidentemente c'è qualcosa che non va, che non funziona, qualcosa che non va e non funziona soprattutto nei nostri sistemi, quelli che continuiamo a sbandierare come,
I sistemi democratici che devono esportare democrazia nel mondo e che, come esportazione, credo non sia delle migliori, ecco sulla questione sicurezza legata, intrecciata alla questione, anzi il problema sicurezza intrecciato alla questione immigrazione, credo che il, la ruggine, il, il contrasto ci sia tutto e c'è tutto anche la.
Riconoscimento che.
Non c'è stato nessun.
Nessuna miglioria in questo senso le cose sono peggiorate perché le migrazioni sono sistemi che sono costanti e l'Occidente, io l'ho definito diversi anni fa come il piano inclinato dove chi è più grasso si siede sul piano inclinato e fa vedete traballare,
Chi è dall'altra parte, che sono quelli più magri, concedetemi la metafora,
Dall'altra parte, quindi, mi sembra del tutto ovvio. È normale che, come dire a una tavola, dove sono seduto ai quattro persone, se due mangiano di più altre due non mangiano, e credo che sia un po' la triste metafora del mondo, quindi, per dire che quello dell'immigrazione e dell'immigrazione in generale andrebbero visto nella loro complessità e soprattutto affrontate con una grande umanità e non con l'ipocrisia. Ho seguito il dibattito che mi ha appassionato, molto ci sono stati interventi che mi hanno, diciamo arricchita e soprattutto mi hanno dato il senso della de de della questione.
E con questo mio intervento voglio anche ringraziare le tantissime persone di cui ho fatto parte e continua a fare parte che ogni giorno si battono. Si mettono il loro impegno nel risolvere le questioni come quello dell'immigrazione e di tante altre allo Stato in riferimento al terzo settore. Non mi riferisco solo a quello mi riferisco tutto al mo al mondo dell'associazionismo, del volontariato, che si adopera anche mettendo a rischio la propria vita. Molto spesso, diciamolo, non è stato detto e ringrazio appunto tutte e tutti coloro che si adoperano per questo e soprattutto la mia e la nostra solidarietà del gruppo A i medici di Ravenna che sono stati bistrattati. Voteremo come Gruppo a favore della dell'odg presentato dalla consigliera De Giacomi e contrari al al Di Benedetto.
Allora non ho altre richieste di intervento, quindi passiamo alla votazione.
Apriamo la votazione per l'ordine del giorno a prima firma Consigliere Di Benedetto,
Chiudiamo la votazione 29 presenti, 29, votanti, 9 favorevoli, 20 contrari, il Consiglio non approva, passiamo ora alla votazione dell'ordine del giorno numero 5 di oggi, prima firma consigliera De Giacomi.
Apriamo la votazione.
Consigliere Mazzanti.
Prego.
Allora chiudiamo la votazione 29 presenti, 26 votanti, 20 favorevoli, 6 contrari, 3 non votanti, il Consiglio approva.
Allora 17 e 56 va be'procediamo ora con l'ordine del giorno numero 189. Ordine del giorno di condanna delle violazioni del diritto internazionale in Venezuela, sostegno al popolo venezuelano e tutela dei diritti umani. L'ordine del giorno è stato presentato dalla consigliera Monticelli ed altri in data 19 gennaio del corrente anno. L'ammissibilità alla trattazione immediata sono state approvate nella seduta consiliare del 19 gennaio scorso. Chiedo al consigliere Monticelli se intenda illustrare l'ordine del giorno. Grazie Presidente, visto il la mancanza di tempo, rimanderei alla prossima settimana la discussione del o dell'ordine del giorno. Grazie grazie. Consigliere Monticelli, ringrazio tutte e tutti e chiudiamo la seduta consiliare odierna alle 17:56 buona serata.
