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Giustificata, Marcasciano.
Mazzanti.
Monticelli Naldi.
Negash.
Piazza assente, giustificato, pizza.
Quercioli Santori.
Scarano Stanzani.
Tarsitano.
Toschi.
Venturi.
Pur presieduto da remoto, buongiorno e Zontini.
Numero legale raggiunto, la seduta è valida.
Bene, quindi.
Apriamo la seduta numero legale, abbiamo, abbiamo in apertura di intervento del sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ricordo dei cinquant'anni del conferimento dell'Archiginnasio d'oro a Giuseppe Dossetti.
Quarant'anni a Giuseppe Dossetti.
Buongiorno, grazie Presidente, ringrazio tutte le Consigliere e i Consiglieri per l'attenzione. Abbiamo voluto come Giunta aprire questa seduta di Consiglio comunale in una con una particolare ricorrenza, il 22 febbraio, infatti, Bologna ha reso omaggio a Giuseppe Dossetti, conferendogli all'Archiginnasio d'oro nel 1986 la più alta onorificenza civica della nostra istituzione, un gesto che rappresentò riconoscimento pubblico di una vita spesa al servizio della Repubblica italiana, della democrazia, della Costituzione e della comunità bolognese metropolitana in quell'occasione nella sala dello Stabat Mater, quando il Sindaco Renzo Imbeni Dossetti, pronunciò un discorso che resta tra i testi civili più intensi del nostro secondo 900.
Italiano.
Un insegnamento, anche in riferimento al contesto politico e istituzionale che stiamo attraversando nel suo discorso Dossetti attraverso la propria vicenda personale intrecciata alla storia della città.
Revoco gli anni della Resistenza, l'impegno costituente, la stagione delle grandi speranze repubblicane richiamò la Costituzione come fondamento vivo della coscienza civile, disse parole che oggi sentiamo come rivolte direttamente a noi. La Costituzione rappresenta un progetto esigente, un orizzonte che orienta l'azione pubblica verso la dignità della persona e la giustizia sociale. Dossetti offrire alla città una mediazione alta sulla politica, la descrisse come forma di carità civile come servizio al bene comune come disciplina dell'intelligenza e del cuore. Nelle sue parole, la politica ha assunto una statura morale che unisce competenza e profondità, concretezza amministrativa e tensione ideale.
Affermò che la vita pubblica richiede studio, rigore, preparazione, chiedendo ascolto delle trasformazioni sociali, comprensione dei mutamenti economici, attenzione alle fragilità emergenti.
In un passaggio particolarmente significativo ricordò che ogni stagione storica porta con sé prove nuove, che ogni generazione è chiamato a misurarsi con la propria responsabilità, 50 anni dopo quella lezione è ancora capace, il 40 anni dopo quella lezione è ancora capace di illuminare il nostro presente e infatti il nostro un tempo complesso attraversato da grandi trasformazioni tecnologiche, da tensioni sociali, da nuove domande di protezione e di giustizia,
La sua riflessione sulla Costituzione parla infatti alla nostra responsabilità quotidiana. La Carta afferma la centralità della persona, il valore del lavoro e la funzione sociale della proprietà, l'eguaglianza sostanziale, questi principi guidano la nostra azione amministrativa nel welfare, nella scuola, nella casa della Salute, nella sicurezza e come viene pubblico condiviso, contenuti che abbiamo ritrovato in queste settimane, anche nella mostra dedicata a Renato Zangheri, nella biblioteca Salaborsa Dossetti, seppe leggere Bologna come una comunità viva un laboratorio civico, un intreccio con la storia e la cultura e la solidarietà e la partecipazione del nostro Paese. Nel suo discorso emerge anche un forte richiamo alla qualità della classe dirigente. Dossetti parlò della necessità di una formazione solida, di una preparazione culturale capace di sostenere decisioni giuste, una democrazia che cresceva attraverso amministratori, consapevole del proprio ruolo, capaci di leggere fenomeni come con strumenti adeguati orientati, un'etica pubblica esigente.
Quest'Aula del Consiglio comunale rappresenta uno dei luoghi in cui quell'etica ha preso forma concreta e qui.
Si sono elaborati se lavorano indirizzi, si discutono scelte, si assumono responsabilità. Ricordare oggi il conferimento dell'Archiginnasio d'oro a Dossetti significa riaffermare un'idea alta della politica municipale, il ruolo stesso del Consiglio comunale. Le parole di Dossetti ci accompagnano verso un impegno rinnovato e ci invitano a vivere il mandato istituzionale come servizio a tenere insieme idealità e concretezza. La memoria di quella giornata è una risorsa effettiva del nostro presente. Radici solide e azioni concrete indica una traiettoria, e oggi ne ricordarla. Nel rinnovare la nostra dedizione a quei valori scegliamo di guardare avanti con fiducia e determinazione, un'etica pubblica a cui Dossetti richiamò la sua attenzione, che ci invita oggi a considerare la vita civica non come un insieme di atti individuali, come una rissa continua, ma come un'opera di cooperazione e responsabilità condivisa,
Faccio mio e nostro, questo invito di lavorare fianco a fianco per la città, per i suoi quartieri, per tutta la comunità, nella collaborazione, nella corresponsabilità della vera vita vera, democratica, grazie.
Ringraziamo il Sindaco per l'intervento, proseguiamo con gli interventi di inizio seduta.
Prima il Consigliere Negash sul tema cosa diceva equo, prego Consigliere. Grazie Presidente. In questi giorni la città di Bologna e il mondo della cultura sono tornati a porre sotto i riflettori l'eredità intellettuale di Umberto Eco, a 10 anni dalla sua scomparsa. In particolare, sta svolgendo, lo si può seguire anche in streaming, eco, eco eco o ad Y toc. Fuori Umberto, una vera maratona digitale di 24 ore, che unisce testimonianze, letture interviste e contributi di studiosi e artisti e intellettuali da ogni continente per rendere attuale e partecipata alla riflessione sul pensiero di ECHO, iniziativa promossa dalla sua famiglia insieme alla Fondazione Umberto Eco alla Fondazione di bottega funzioni trasforma la memoria del professore in un dialogo corale, è aperto a tutti coloro che vogliono condividere il proprio ricordo il proprio legame con il suo lavoro in una sorta di ponte tra Bologna e il resto del mondo, che attraversa fusi orari e culture diverse, mantenendo viva la voce di chi ha contribuito e comprende a comprendere in profondità la società contemporanea. Nel celebre saggio il fascismo eterno presentato da ecco nel 1995 e gli propone una lista di 14 caratteristiche che, nella nostra contemporaneità, possono essere usate come strumenti critici per leggere le tendenze culturali, sociali ed discorsi pubblici. Culto della tradizione, quando si richiama ossessivamente a una presunta identità originale, traendo da essa motivi esclusione, un rifiuto della pluralità culturale.
Rifiuto del modernismo, cioè la diffidenza per Hills verso l'innovazione, alla scienza, disprezzo per il dissenso allo split spirito critico, tendenza a considerare ogni critica come tradimento, paura della diversità che nel discorso pubblico si traduce in seno fobia, opposizione agli immigrati o rifiuto di minoranze come intrusi nella società. Ossessione per i complotti, la narrativa, per cui tutto è contro di noi populismo monolitico, la rappresentazione del popolo come entità unica e indivisibile di cui voce, la cui voce sarebbe interpretata da leader che si presentano come i soli portavoce del bene comune e uso di di una neolingua impoverimento del linguaggio pubblico e semplificazione estrema del pensiero, che indebolisce la capacità di ragionare criticamente in Italia. Siamo in presenza di narrazioni che demonizzano sistematicamente l'altro per attrarre consenso o toni che dipingono la pluralità come un problema da risolvere. Questi segnali di allarme richiedono una vigilanza culturale e civica di tutti noi come voleva. Ecco grazie.
Grazie Consigliere. I prossimi due interventi sono del consigliere Giordani, il primo sulla situazione al centro Biavati. Prego grazie, Presidente, buongiorno a tutti, a tutti, la situazione del centro Biavati, sinceramente molto preoccupante, ma non voglio assolutamente far polemica perché in questo momento, dove se ci sarebbe bisogno di centri sportivi dei campi da calcio, campi da tennis, campi da padel, cioè di proprio di centri sportivi dove i bambini, i ragazzi possono andare a toccare la chiusura del senso Biavati diventa un problema veramente enorme e la cosa che mi lascia esterrefatto, e il fatto che si sia arrivati a debiti di oltre 1 milione, che non ci sia stato un controllo, soprattutto non si sia stata una discussione non sia stato un contatto tra i gestori e il comune tra il gestore e il quartiere. Non si può arrivare ad avere 1000000 oltre 1 milione di euro, a c'è poco da ridere, sono milioni di euro di debiti spalmati su vari su varie voci, senza averne accortezza, perché io penso e sono certo che il Comune debba essere più attento alle strutture che da ingestione proporremo sicuramente un ordine del giorno nel quale chiederemo l'ESA, l'elenco preciso di tutte quelle che sono le strutture date in gestione e che venga introdotto un controllo annuale della gestione degli immobili, delle strutture che vengono dati in gestione altrettanto un controllo di quello che sono le opere che di solito vengono concordate in fase di assegnazione degli delle strutture grazie,
Grazie Consigliere sui prossimi intervento tariffe People Mover prego.
Sì, grazie Presidente, e allora in questi due giorni abbiamo letto che per l'ennesima volta il People Mover si è affermato per motivi di manutenzione o altri disservizi, contestualmente, però, chiedono di aumentare le tariffe,
Mi sembra un paradosso, c'è quasi un ossimoro, non ha senso allora che il People Mover inizia a funzionare seriamente e che diventi un servizio, perché per ora per Bologna è solo un disservizio, per cui parlare anche di aumento delle tariffe è veramente paradossale, cioè non c'è limite al peggio per cui speriamo che prendano atto dei problemi mettono mano risolvono e poi eventualmente chiedano adeguamenti Grassi,
Grazie Consigliere, i prossimi interventi della consigliera Larghetti pace sulle strade prego Consigliere, grazie Presidente.
Esprimiamo la nostra solidarietà al Papa, che è stato aggredito nei giorni scorsi in via Saragozza mentre tornava a casa in cargo bike con la sua bambina perché stava semplicemente esercitando un diritto, percorrere la corsia ciclabile con sua figlia seduta dietro l'aggressione è avvenuta dopo che ha chiesto un tassista che era fermo sulla ciclabile di liberare il passaggio. Ecco chiaramente i taxi svolgono un servizio importante per la città e nessuno lo mette in discussione, però l'articolo 157 del codice della strada disciplina che anche la fermata per i passeggeri, che è consentita ai tassisti, deve avvenire senza creare intralcio e soprattutto non si può occupare una corsia ciclabile che non è uno spazio di cortesia, ma è uno spazio riservato. Ecco, il Papa ha raccontato che ha dovuto chiudere lo specchietto per riuscire a passare poi l'autista è sceso, lo ha aggredito verbalmente e poi fisicamente cercando di farlo cadere, e la bambina era a bordo. In tutto questo, cioè, io credo che questo sia l'aspetto più grave, cioè non parliamo di un semplice litigio nel traffico, ma una situazione che avrebbe potuto avere conseguenze serie anche per una minore, purtroppo via Saragozza, non è un'eccezione, anche se spesso ne parliamo. Le ciclabili spesso vengono occupate da veicoli in sosta con le 4 frecce e chi pedala è costretta a usare? Ah, scusate a uscire dalla corsia e immettersi nel traffico, nel flusso dove ci sono autobus, automobili, e poi qualcuno diceva bene, vogliamo le piste ciclabili separate, ah beh, in via Saragozza. Se vogliamo la pista ciclabile separato, dobbiamo eliminare i parcheggi parcheggi all'autostrada. Quindi forse è più facile invece convivere e rispettarsi piuttosto che chiedere provvedimenti di separazione. Ecco, nel 2016 mero la fece una campagna per me è abbastanza triste che diceva che bisognava riaprire al traffico le corsie preferenziali per restituire tempi di vita alle mamme. Io aggiungerei anche ai papà, ecco, in realtà questo è quello che fanno oggi molte famiglie, scegliendo la cargo bike che gli consente di conciliare il lavoro con l'accompagnamento a scuola e che è una scelta quindi pratica per niente ideologica, però funziona solo se gli spazi vengono rispettati, se le regole vengono fatte rispettare. Per questo è fondamentale che la Polizia locale sia a fianco dei cittadini e delle cittadine nella tutela dei loro diritti e spero che seguano i fatti alle parole dell'Assessore qui in question time venerdì. In queste settimane si stanno raccogliendo firme per un patto proposto dalle associazioni di Bologna. 30, che è nato dall'Assemblea Città 30, siamo noi, stanno aderendo decine di sigle. È un percorso che chiede più sicurezza, più rispetto a una migliore qualità dello spazio pubblico. Credo che sia importante allargare questo patto anche ad altre categorie. Iniziare finalmente a sedersi a un tavolo anche le categorie economiche commercianti.
E le categorie sociali. I sindacati in particolare adesso CGIL, sta partecipando. Credo che anche altri sindacati debbano farlo perché la sicurezza stradale riguarda tutte, non è una questione di parte e richiede responsabilità da parte di tutte. Grazie.
Grazie consigliera il prossimo intervento, il terzo del consigliere Giordani, cantieri, tram Corticella prego, Consigliere.
Sì grazie ancora Presidente.
È capitato anche questo weekend, che ci sia stato uno stop involontario per la rottura di un metodo in via di Corticella, e questo ha causato il blocco della circolazione, perché è impossibile passare se si blocca un mezzo in queste strade durante in queste strade, bene, il, la vera paura è che questo possa accadere anche dopo, quando ci sarà il tram. Purtroppo, il restringimento delle strade che è stato ventilato è stato paventato come la panacea di tutti i mali, perché così la gente va più piano. Può anche provare a dei Gross, portare dei grossissimi di servizi, perché la gente non riesce a passare se fosse stato se fosse stata un'urgenza con un mezzo dei vigili del fuoco. Un'ambulanza che doveva passare sarebbe stato un grosso problema. Noi speriamo che questo non accada, però la paura che possa accadere è reale. Inoltre, sempre in via di Corticella, ricordiamo che si sono dei lavori che speriamo finiscano nei tempi previsti, cioè a giugno, ma sinceramente, da come sono stati visti i cantieri e visto che ho fatto un giro non più tardi di venerdì, mi sembra potuto molto indietro, perché io spero che il Comune controlli veramente chi sta lavorando controlli che i tempi rimangano o vengano.
Considerati certi per cui che le aziende facciano quello che devono fare e che pensa dei ristori che non siano dell'elemosina, perché lì ci sono attività commerciali che hanno perso praticamente tutto per delle scelte non proprie e di conseguenza, che non meritano di chiudere e meritano di vivere e per cui spero che il Comune ne prenda atto. Grazie,
Grazie Consigliere, i prossimi, il consigliere Tarsitano quale giustizia nelle parole di chi sostiene la riforma, prego Consigliere.
Grazie Presidente, visto l'attento fact-checking al quale è costantemente viene posto che argomenti a favore del no alla riforma della giustizia, leggendo le dichiarazioni rilasciate sabato da esponenti delle forze di Governo a loro convegni a sostegno del sì, mi è venuta voglia di fare un gioco si chiama Open che controlla tutte le affermazioni fatte in materia di referendum non solo quelle di Barbero interessano le affermazioni sulle quali mi concentrerò con il si più sicurezza questo è il coro unanime che viene riportato sui titoli di giornale.
Ma come ciò potrà effettivamente accadere in alcun modo. La riforma non stanzia più fondi per le Forze dell'ordine, prevede l'integrazione, non prevede l'integrazione del personale giudiziario, non revisione alle procedure processuali. Affermare ciò è una piena falsità, si Open fosse attento più di qualche posto on line dovrebbe essere oscurato. Seconda affermazione. Siamo qui per dire basta a quel piccolo gruppo di magistrati politicizzati che riesce a vanificare l'operato di Governo e Parlamento. Galeazzo Bignami davanti a un'affermazione così acuta. Sorgono inevitabilmente varie domande. I magistrati si dividono in chi si oppone al Governo e in chi ne sposa le azioni, i magistrati che non si oppongono al Governo esercitano bene la loro funzione. Le correnti della magistratura sono tutte di sinistra, spooler, no, anzi, come si fermano i magistrati politicizzati con la separazione delle carriere, con il sorteggio e se poi vengono sorteggiati tutti i magistrati politicizzati nel CSM nell'Alta Corte ben fatto farebbe sicuramente un bel rispetto. Tornando al fact-checking perché affermate che con questa riforma non volete controllare la magistratura. Se poi nelle vostre dichiarazioni Italia allusione è costante, allora, se non è nell'animo della riforma, a controllare i magistrati, smettetela nei vostri discorsi di dire cose che non avete scritto, altrimenti Barbero merita delle scuse. Mi sorge poi un'altra domanda. Chi, dai banchi dell'opposizione di quest'Aula, tronfio, paladino della legalità, elogia le azioni dei magistrati che correggono lezioni dell'amministrazione locale, la pensa come il Galeazzo per quanto riguarda le vicende nazionali, evidentemente la risposta è sì, come ciò che scriveranno nell'urna, come l'evidente incoerenza che innalza i giudici a Santi tutori della legge quando colpiscono azioni politico, amministrativo e che hanno una matrice di sinistra, per poi diventare diavoli da esiliare quando toccano una scelta di destra e su questo arrivo all'ultimo punto votare sì per combattere l'ideologia immigrazionista che guida parte dei pubblici ministeri Piantedosi,
Nella testa del Ministro dell'interno che ogni tanto si ricorda che la sua poltrona e uno degli ultimi sprazzi del potere elettorale della Lega albergano tali amenità, votare sì per combattere quei PM che cercano giustizia per i corpi che il mare disputa anche in questi giorni qui non serve più il fact-checking,
È sufficiente lasciare spazio all'indignazione.
La vostra un'ideologia talmente cieca che, prosciugata di umanità senza umanità, come può esistere giustizia in un CPR in Albania negli intermittenti sequestri delle navi ONG nei finanziamenti alla Guardia costiera libica anche se si vincerà anche se il PM immigrazionista ti saranno messi a tacere, le onde del mare continueranno a chiederci conto della nostra indifferenza, del vostro mostruoso cinismo che si ciba della pelle dei migranti se questa scampa ai pesci del Mediterraneo.
Ecco, in un evento dove si doveva parlare di giustizia, non una parola è stata proferita sul merito della riforma, solo spazio all'individuazione di nemici contro i quali indirizzare odio, mi chiedo allora, anche se la riforma avesse una bontà tecnica delle vostre parole dalle vostre parole l'interrogativo da ascoltatore che mi rimane è qual è il vostro senso di giustizia la risposta che mi do è che non esiste, è solo una forma malcelata di opportunismo politico.
Grazie consigliera Rontini in cemento al posto del parco, il pilastro, una Giunta ignari, cittadini abbattere alberi.
Grazie Presidente, non è la prima volta che ci ritroviamo e ruspe e abbattimenti di alberi all'alba alle prime luci dell'alba questa mattina e hanno visto al lavoro e chi tagliava gli alberi, i residenti e della zona vicino al parco Mitilini moneta, Stefanini quindi al pilastro e che appunto hanno trovato non soltanto gli addetti pronti a rimuovere gli alberi ma anche le forze dell'ordine che erano state chiamate per in qualche modo proteggere il cantiere da quelli che evidentemente erano poi ovviamente delle proteste annunciate e attese e il tema appunto non è nuovo. In città l'abbiamo visto diverse volte, va be'clamoroso, il caso delle best, ma ricordiamo anche l'area del nido Cavazzoni, l'area di cantiere del nido Cavazzoni, e non è normale che i cittadini si ritrovano all'alba appunto e ruspe e varie motoseghe pronte ad abbattere gli alberi. Soprattutto non è normale che venga fatto per un progetto come quello del Museo dei bambini e delle bambine cosiddetto futura e che ha sollevato già negli ultimi mesi, nelle ultime settimane, delle forti proteste e soprattutto non è normale che la Giunta vada avanti imperterrita, nonostante i cittadini avessero chiesto, con assoluta calma e spirito di collaborazione, un incontro proprio ad alcuni esponenti della Giunta per poter parlare di una modifica del progetto o anche della di una totale modifica. Una revisione di quello che dovrebbe essere e il futuro di quel parco è un parco che appunto è già verde, è fruibile ed è fruito, come abbiamo sentito dalle parole stesse di cittadini comitati, ma anche i genitori della zona, e è un parco verde, è un parco che delle due avrebbe potuto essere migliorato sotto il profilo della fruibilità, con magari delle aree attrezzate e altri giochi per bambini per renderlo più fruibile dalle famiglie e da chi vive nella zona. Certamente quello che non serve ed è emerso dal chiamiamolo percorso pseudo partecipato e portata avanti dalla Giunta erano le esigenze, appunto, certamente nessuno ha detto qui serve cementificare qui serve un museo e la la ciliegina sulla. Torta per non dire la beffa clamorosa, e che poi questo museo che non si sa bene quale utilità possa avere, dato che toglierà dello spazio verde bambini alle famiglie, avrà, come è stato detto dalla Giunta e un tetto verde, quindi non so i bambini invece che nel parco e immaginiamo che dovranno stare sopra il tetto del museo, magari anche poi quando ci sono 30 35 gradi e quindi è una cosa assolutamente ridicola, così come ridicolo. Questo fa il paio col tetto verde del deposito del tram che, dopo che sono stati abbattuti centinaia di alberi, però metteremo un po' di erba sul deposito del tram e siamo tutti contenti. Noi chiediamo e lo ribadiamo perché è quello che chiedono i residenti della zona, di fermare questo progetto.
Di fermarci un attimo, dato che non sono stati ascoltati i cittadini di fermarsi adesso e farlo. Finché si è in tempo, forse gli alberi saranno già stati tagliati, ma almeno potremo fermare la sentii cementificazione. Per questo presentiamo un ordine del giorno, la trattazione immediata con cui chiediamo che si sospenda questo progetto e si procede invece ad un confronto reale con i cittadini. Grazie.
Grazie, Consigliere Di Benedetto palazzina Liberty, Giardini Margherita.
Grazie Presidente, ma intervengo sul tema della palazzina Liberty, che è sita all'interno dei Giardini Margherita, una palazzina che, il cui cantiere non è mai partito e non è neanche mai andato in assegnazione l'appalto. Vi è un'impalcatura che serve solo per la messa in sicurezza in questo momento essa, per ora, e oggi il Comune di Bologna ha speso una somma che arriva a 300.000 euro circa tra messa in sicurezza e pulizia dell'area circostante e 300.000 euro dei cittadini buttati. Perché se 10 anni fa avessimo cominciato i lavori, oggi avremmo uno spazio e che avrebbe già potuto ospitare associazioni, incontri o altre realtà, auspicando che anche quando succederà al Comune, poi metà bando e non di agli amici lo spazio come accade abitualmente, però voglio denunciare con forza questo chiedo anche al Consiglio, per questo presenterò un ordine del giorno, la trattazione urgente di dare un indirizzo politico amministrativo chiaro alla Giunta di iniziare i lavori per poi poter usufruire dello spazio e ridarlo e riconsegnarlo alla cittadinanza. Grazie,
Grazie ancora a lei, Consigliere Di Benedetto aumenti del People Mover. Grazie Presidente, ma è quanto è emerso alla luce di una mia interrogazione sul Bibbo muovere. È abbastanza preoccupante. Non solo parlano di possibili aumenti di tariffe, ma chiedono, anche qualora non dovesse arrivare l'aumento, una compensazione e sul rispetto a quelli che sono i costi dei biglietti dell'autobus che sono coperti come da accordi con la tariffa del People Mover. Io metto subito in guardia la Giunta e mi auguro che anche il resto del Consiglio comunale faccia altrettanto che non venga speso un euro di più dei soldi dei cittadini per il People Mover, perché sarebbe surreale già per anni. Con le nostre risorse abbiamo compensato quelli che erano bilanci in negativo e introiti, non sufficienti da parte dell'azienda per via di un contratto capestro, folle che solamente a Bologna e viene utilizzato se poi dovessero essere utilizzati i soldi dei bolognesi per andare a regalare altre risorse a questa società, allora sarebbe molto grave. Quindi mettiamo prima e, come dire in allerta anche il Sindaco, non regali altri soldi dei cittadini alla società. Qualora dovesse farlo, ci opporremo fermamente in ogni sede. Grazie,
Anzi ancora Consigliere Di Benedetto manifestazioni iraniana.
Grazie Presidente, intervengo ancora una volta su quanto accade nella nostra città. Anche questa settimana, come ogni settimana, i cittadini iraniani, le persone di origine iraniana che vivono a Bologna, nel nostro Comune, si sono radunati in Piazza Maggiore per denunciare quanto sta accadendo, un massacro di decine di migliaia di innocenti e altrettante persone che vengono incarcerate senza processo senza neanche i capi d'accusa chiari vengono torturate e poi uccise, come emerge anche dalle cronache internazionali, e chiedono con forza tutte le istituzioni, anche al Comune di Bologna, e di prendere una posizione netta e chiara e di schierarsi apertamente contro questo massacro, contro questa totale violazione dei diritti umani che sta accadendo e come è accaduto poi in altre situazioni, dove ci siamo schierati tutti, solo che qui il silenzio comincia a essere abbastanza rumoroso, perché sono settimane che scendono in piazza sono settimane che invitano tutte le forze politiche e ad andare con loro, però sono settimane che la piazza, almeno per una parte di un'area politica e della nostra città, quella che è quasi di maggioranza è deserta, e questo è molto grave e sembra quasi no che la solidarietà vada data a. Diciamo momenti alterni a seconda di chi è che protesta o forse contro chi protesta, visto che in gioco in questo caso sia un regime islamico. Grazie Presidente,
Allora, Consigliere, Negash basta stragi in scelte politiche sbagliate.
Ho cambiato scusi se può fermare il tempo.
I vescovi contro i migranti vescovi contro il Governo basta strade, scelte politiche sbagliate, signor Presidente.
Nel porto di Trapani, davanti a 15 corpi restituiti dal mare si è levato un grido che non può essere archiviato come l'ennesima notizia di cronaca, mentre il canale di Sicilia, inghiottiva vite durante e dopo il ciclone Harri e mentre le organizzazioni umanitarie e parlano di circa 1.000 e dispersi, l'Occidente ha opposto un silenzio assordante è fatto di calcoli politici e di frontiere blindate le parole dell'arcivescovo Corrado, Lorefice e dei vescovi calabresi. Non son state dichiarazioni rituali, ma un atto d'accusa non è una tragedia, è il frutto di scelte precise, di politiche che misure che misurano il successo contando gli arrivi e non i morti nel grigio del del Tirreno. Quel salvagente arancione, avvistato al largo di Tropea, è diventato il simbolo di una stagione in cui la vita umana vale meno di un consenso elettorale in cui chi salva viene criminalizzato. Il nostro dovere oggi e spezzare questo silenzio, dare giustizia significa pretendere verità e responsabilità, ma anche riconoscere quei corpi, restituire loro un nome, una storia, una dignità significa sostenere il lavoro delle procure e chiedere corridoi umanitari sicuri, perché nessuno sia più costretto ad affidare la propria speranza alle onde significa riportare quei figli, quelle madri, quei fratelli a casa loro, perché ogni famiglia ha diritto a piangere i propri morti su una tomba e non su un orizzonte vuoto non possiamo abituarci, non possiamo lasciare che l'orrore diventi l'ordinaria amministrazione.
Perché sappiamo tutti che, se una vittima di questa strage fosse stata una nipote di qualche capo di Stato, tutti, ma tutti si sarebbero mobilitati grazie.
Grazie ancora Consigliere Di Benedetto servizi disabili a pagamento grazie Presidente, abbiamo letto tutti dell'ennesima sentenza, in questo caso della Cassazione, che dà ragione ai cittadini che hanno fatto ricorso contro il Comune che ha fatto pagare indebitamente il servizio di un centro diurno a oltre 100 famiglie. È una cosa vergognosa. 15.000 euro, la somma che dovrà essere restituita più le spese, ovviamente alla famiglia 98 famiglie. Questo, secondo me, è interessante. Tra l'altro, ci sono ritiriate per paura di ripercussioni. Vorrei sapere di che tipo, perché a Bologna sentiamo queste cose? Una famiglia coraggiosa è andata avanti e ha visto e nella giustizia finalmente riconosciuti i suoi diritti e condannato il Comune di Bologna, una scelta veramente vergognosa. Grazie Presidente,
Ancora Consigliere Di Benedetto tagli di alberi al pilastro.
Grazie Presidente, questa mattina abbiamo visto tutti le immagini di quanto è accaduto al pilastro con Lepore, il taglialegna che è tornato sulla scena a tagliare alberi sani, su progetti discutibili di cui non sappiamo neanche chi saranno poi i gestori della struttura che il Comune vuole costruire però nel dubbio tagliamo i cittadini hanno chiesto un incontro, hanno chiesto di poterlo discutere qua, qualcuno aveva detto che essi ne possiamo parlare possiamo vedere li aveva tranquillizzati, poi nessun incontro, nessun appuntamento, silenzio totale massacro del ve,
Consigliera Larghetti la salute nei nostri mercati.
Grazie Presidente, sul tema del glifosato, in queste settimane ho ricevuto un messaggio in due da tutta Italia, cittadine e i cittadini che mi chiedevano una cosa molto semplice e concreta, come ci si difende dai pericoli di un cibo contaminato dall'agricoltura intensiva, come si riduce l'esposizione a sostanze che sono sui nostri cibi? La risposta non è ideologica, ma è scientifica, e lo troviamo nell'articolo della dottoressa Fiorella bel Poggi. Che direttrice merita dell'Istituto Ramazzini di Bologna. Cioè la prevenzione primaria, ridurre a monte l'uso di sostanze chimiche pericolose, proteggere la biodiversità, migliorare la qualità del suolo, applicare davvero il principio one health dove la salute umana, animale e ambientale sono inseparabili. Ecco, a Bologna abbiamo la fortuna di avere l'Istituto Ramazzini che da decenni conduce una ricerca indipendente sui rischi ambientali e oncologici. Il loro studio globale sul glifosato continua e rappresenta un presidio di trasparenza e rigore scientifico in un campo dove gli interessi economici sono enormi. Ma la scienza indipendente naturalmente ha bisogno del sostegno della comunità. Sta per partire la campagna Pasquale di crowd funding dell'istituto, che è un gesto semplice, quello di acquistare un nuovo solidale, che significa finanziare la ricerca libera dai condizionamenti e noi, come amministratrici locali. Abbiamo invece una responsabilità sul sostegno alla filiera corta, rafforzando i mercati contadini, rendere il cibo biologico locale accessibile a tutte le famiglie bolognesi, che non deve essere una scelta per pochi, ma una politica pubblica di prevenzione, se tante persone ci chiedono come difendersi, la risposta è questa. Sostenere la ricerca indipendente e costruire un modello alimentare più sano, più giusto e più vicino al territorio Bologna deve essere all'altezza di questa sfida.
Grazie consigliera Di Pietro ristrutturazione alla adotta, no dei sindacati con i detenuti presenti, grazie Presidente, un coro unanime di forze sindacali continua a levarsi settimana dopo settimana per denunciare la tragica situazione della casa circondariale Rocco d'Amato, anche la scelta di avviare la ristrutturazione di una sezione senza il preventivo sfollamento della struttura li ha trovati compatti nel chiedere la sospensione dei lavori previsti il 26 febbraio e la convocazione di un tavolo presso la Prefettura per verificare la sicurezza e la fattibilità dell'intervento.
Reazione è comprensibile e condivisibile e condivisibile che non mette in discussione la necessità di un ammodernamento, ma che evidenzia quanto un intervento di questo tipo che verrebbe realizzato in presenza dei detenuti sia rischioso per tutto il contesto. Le gravi preoccupazioni sono dettate dalla densità della popolazione detenuta ed all'interferenza che si creerebbe tra i cantieri e la vita penitenziaria, già compromessa dalla costante crescita dei detenuti. Prevenire le ricadute che potrebbero verificarsi mettendo a repentaglio la sicurezza dei detenuti, del personale e della collettività è un dovere del dipartimento e lo è ancor di più in una struttura così stressata che, a causa del sovraffollamento, continua a registrare difficoltà, tensioni e aggressioni in un contesto già saturo, con 890 presenze, a fronte di una capienza massima di 490 detenuti. Un intervento di questo tipo non può prescindere dalla reale valutazione dei rischi e auspico che si intervenga al più presto per salvaguardare una situazione just in seria difficoltà dove il personale, oltre ad essere il settore da Granico è già stressato, è costretto a turni massacranti. La questione, però non può prescindere da una valutazione più generale, perché con il Quantas costante arrivo di detenuti provenienti anche da altre strutture, il carcere di Bologna sta raggiungendo la soglia dei 1.000 e come Paese stiamo rischiando una condanna della Corte europea dei diritti umani. Quanto avviene a Bologna non è diversa da quanto avviene in altre carceri d'Italia e continui ai nuovi giunti. Pongono domande per il Governo perché in carceri già sovraffollati e devono continuare a aggiungere nuovi detenuti. Qual è la reale idea di sicurezza e giustizia che tanto viene osannata nella propaganda della destra? Da un lato, decreti misuri e misure che aumentano ai reati inaspriscono pene e limitano anche i principi costituzionali e, dall'altro, l'assenza totale di una reale strategia di prevenzione e contrasto, che possa davvero riparare, ricucire situazioni a rendere le nostre comunità più sicure, coese, trasformare le carceri in bombe esplosive significa provocare malessere, risse e suicidi non solo a discapito dei detenuti, ma per gli operatori e per tutta la comunità penitenziaria. Le politiche securitarie producono anche reazioni di violenza e di paura nelle nostre strade. La pena, come è scritto dalla Costituzione, dovrebbe garantire trattamenti umani e rieducativi, abbattendo i tassi di recidiva. Gli strumenti per perseguire tali obiettivi esistono, ma in questo momento, a livello nazionale, si sta pensando a riempire le carceri senza minimamente contemplare interventi deflattivi e misure alternative previste dal nostro ordinamento penitenziario, che consentirebbero di alleggerire la situazione. Da quel che si vede, non c'è alcuna intenzione di agire per migliorare una situazione perché, secondo me, questo Governo e la detenzione ormai la risposta a tutti i problemi, peccato che, anziché affrontarli, la scelta sia quella di buttarli dietro le sbarre. E peccato che tra scelte, tagli e mancati investimenti a pagarne le spese sono le intere comunità, grazie.
Ancora consigliera Rontini dopo 3 4 anni per il ponte lungo ma Santa, Viola e esasperata.
Grazie Presidente, abbiamo visto un paio di giorni fa il Sindaco e tagliare ancora una volta il nastro per la conclusione dei cantieri del Ponte Lungo. Dico ancora una volta perché incredibilmente fece un taglio di nastro anche quando fu completata alla prima alla metà del ponte. Che cosa mai vista il tema è che c'è poco da festeggiare, perché basterebbe al Sindaco, invece di fare passerelle, fare un giro in zona, parlare con i tanti residenti e commercianti che da oltre quattro anni, perché oramai è dall'agosto del 2021 che sono stati avviati i lavori sul ponte lungo sono arrivati esasperati e stremati, tante attività hanno dovuto chiudere o spostarsi tante stanno sopravvivendo, nonostante i cali di fatturato sempre più e pesanti, e sono veramente al limite della resistenza sul fronte della propria attività. I tantissimi disagi che hanno causato gli interruttori di corrente elettrica, le interruzioni di acqua alle interruzioni di rete internet, sia i negozi sia ai commercianti e ai residenti residenti che da mesi e l'Assessore Campaniello, lo sa perché penso che lo abbiamo riportato in Consiglio almeno 20 volte sono esasperati dalla continua a cambiare della viabilità, nuova viabilità impraticabile. Quello che resta, tra l'altro, è anche una serie di strade laterali e che ad oggi, come TAN ci segnalano tantissime in tantissimi i residenti della zona sono ormai impraticabili, perché con la deviazione del traffico anche pesante sulle strade laterali basti fare l'esempio di via Battindarno, ma se ne sarebbero altri decine, praticamente le strade sono una buca continua e sono assolutamente impossibili da utilizzare, quindi magari festeggiare di meno e invece finalmente mettere mano a quelli che sono i fondi comunali dare un aiuto ai commercianti che fanno fatica e che hanno resistito fino ad adesso.
E chiediamo l'anticipazione dell'ordine del giorno numero 35 2026 su questo tema GRA.
Grazie consigliere Banggai, quattro anni di invasione in Ucraina.
Grazie, Presidente, sì, credo che questo sia un momento importante da ricordare, come è stato fatto ieri, proprio qui, sotto in piazza del Nettuno, assieme a diversi diversi di noi, colleghi e colleghe.
E anche esponenti politici nazionali al Sindaco,
E e soprattutto la comunità ucraina.
Quattro anni fa c'è stata l'invasione, uno shock, penso per tutto il mondo e è una situazione che è che ancora è di stallo e il fatto che sia una situazione di stallo non è una questione banale dal momento in cui qualcuno sosteneva che in tre giorni,
L'Ucraina sarebbe capitolata che sostanzialmente sarebbe stata una passeggiata e che il popolo ucraino avrebbe accolto le truppe di Putin.
Festeggiando questa cosa non è accaduta, evidentemente.
C'è un numero di morti stimati incredibile tra i morti e feriti 1 milione e 600.000, secondo le ultime stime, i soldati russi muoiono a 12.000 o 35.000 al mese, cioè stiamo parlando di persone buttate completamente al macello, per un'invasione assurda e delle mire coloniali che sembrano veramente fuori dal tempo ma che invece appartengono invece purtroppo al nostro tempo.
Io lo dimenticherò mai i viaggi che ho fatto da dal giorno dell'invasione in poi da nelle settimane successive all'invasione in poi in Ucraina, che davvero sono stati per me motivo di formazione, di di solidarietà e anche di comprensione maggiore de del sentimento delle persone che vivono lì e che vivono costantemente sotto i missili e le bombe e sotto le sirene in una vita che non è più normale per chi è lì e per le milioni di persone che sono uscite uscite dal Paese e su questo davvero voglio o voglio ringraziare naturalmente tutto l'impegno che c'è stato e che continua a esserci da parte della comunità bolognese nei confronti della comunità ucraina da parte delle istituzioni. Non sarò io a dare lo spoiler, però, insomma, c'è anche una delibera che abbiamo promesso, alla quale stiamo stiamo lavorando, si sta lavorando attraverso la delegata Monticelli e altri colleghi,
E voglio ringraziare anche chi ha lavorato al.
A al fatto che nei nei viaggi altre mete questo programma per i giovani.
Bolognesi sia prevista anche l'Ucraina come viaggio oltre al coso,
I campi saharawi e altre altre destinazioni, perché credo che questo sia molto, molto importante e quest'anno.
Insomma, è un numero tondo, perché era nel 66 che il volo che che Bologna fece questo Accordo di amicizia, questo patto di amicizia con la città di Kharkiv, ecco, io penso che queste siano cose molto molto importanti,
E di certo non ci facciamo dare nessuna lezione di solidarietà, come qualcuno ha tentato di fare prima da un partito amico di Putin che non sa distinguere il fatto che anche del popolo iraniano ci sono persone che rischiano la vita che muoiono, che hanno amici massacrati dal regime e che però non sono d'accordo con il regime dello Scià ma forse ascoltare, ecco, è una cosa troppo complessa per qualcuno che invece cerca solo la polemica politica. Grazie,
Grazie, consigliere, Megahy, il prossimo intervento del Consigliere, Cima centro Biavati, serve chiarezza, prego Consigliere, grazie grazie, Presidente, intervengo brevemente sul centro sportivo Villabate di Corticella, sulla quale come Partito Democratico abbiamo già espresso la nostra posizione pubblica. Le nostre priorità in questo momento sono le persone, le famiglie e i ragazzi, i soci, le squadre che frequentano quell'impianto e che si trovano in una situazione di disagio che non hanno provocato. E allora innanzitutto va la nostra vicinanza concreta. Non è nostra intenzione puntare il dito contro qualcuno, le responsabilità, se ci sono, le accerterà chi di dovere. Però chiediamo che si faccia chiarezza piena trasparente sui rapporti economici e gestionale all'interno della società che gestisce l'impianto. Quell'impianto è storicamente legato al territorio. Siamo consapevoli che l'Amministrazione si è attivata con la società concessionaria per chiedere che si mette in sicurezza l'impianto per avere tutta la documentazione tecnica che è stata richiesta in occasione dei sopralluoghi. Il nostro auspicio chiaramente, che la riapertura avvenga nel più breve tempo possibile e, soprattutto, che l'area venga presidiata per evitare che una struttura pubblica chiusa diventi poi magari anche un luogo di degrado. Grazie.
Grazie consigliere, la prossima alla consigliera Bernagozzi il silenzio dei corpi nel Mediterraneo, prego consigliera, sì, grazie Presidente, oggi intervengo perché in questi giorni ha fatto molto scalpore l'immagine di un piccolo macaco che in una una zona è stato respinto dalla, diciamo dalla comunità dei macachi no, e ha fatto molto scalpore. Credo sia in tutti i social e in tutte, anche nei notiziari no, e credo che tutti abbiamo provato empatia no vedendo che questo questa macaco veniva sostanzialmente isolato, si abbracciava un pupazzo, veniva rifiutato dalla comunità in cui.
In cui si trovava non ha trovato la stessa empatia nelle notizie che ci restituiscono corpi corpi che continuano ad arrivare sulle nostre spiagge sprazzo delle spiagge del Mediterraneo, e mi chiedo francamente,
Con onestà mi chiedo se tutto ciò è normale, io penso di no.
Mentre si parla di CPR, ci si dimentica che molte di queste persone.
Sono sepolte, anzi sono sotto i fondali del Mar Mediterraneo, corpi persone di cui non sappiamo assolutamente nulla, non sappiamo i numeri, non sappiamo le loro storie, non sappiamo quanti anni avevano, sappiamo che purtroppo tanti partono e tanti, purtroppo a causa del ciclone Harry non sono nemmeno arrivati a proposito appunto ripeto della discussione secondo me lunare sui CPR lunare.
Ecco di fronte a quei morti, ancora una volta è calato il silenzio,
È calato il silenzio, abbiamo parlato di tutto, ripeto, anche del macaco.
Ma non di quei corpi che continua ad arrivare sulle nostre spiagge di quei resti umani.
Che non avranno titoli sui giornali, ma che dovrebbero interrogarci tutti su che razza di umanità siamo diventati, perché quella era la notizia che doveva aprire tutti i telegiornali che ci dovremmo interrogare tutti su come stiamo in questo mondo, nessuno può rivendicare dove dove è nato, dove vive, come se è semplicemente un privilegio,
Essere nate da una parte del mondo, rispetto che è un'altra.
È davvero, io mi chiedo, dov'è finita la nostra empatia.
Do due dove stiamo guardando, quali umanità stiamo guardando, noi siamo le Istituzioni, dovremmo chiederci esattamente questo dove stiamo guardando, perché quei corpi non fanno più notizia.
L'hanno fatta per la campagna elettorale quando si parlava di blocco navale, ma improvvisamente quei corpi non fanno più notizia.
E lo voglio dire oggi perché siamo a ridosso dell'anniversario della morte di Renzo Imbeni, che è stato sindaco di questa città e che quando ci rappresentano in Europa parla proprio di questo tipo di Europa, c'è un'Europa fatta di popoli diversi ma con uno scopo unico, un obiettivo unico, quello di restare uniti e insieme, quindi anche l'Europa deve aprire gli occhi su ciò che sta succedendo nei nostri mari e noi non possiamo stare in silenzio e tutto questo credo sia inaccettabile grazie.
Grazie consigliere, il prossimo è il secondo intervento del Consigliere Cima d'Italia, Meteo ennesimo abuso del Governo alla nostra città, prego Consigliere, grazie Presidente, allora la notizia che è apparsa sui giornali, ma che in realtà andrebbe compresa meglio, essendo che non c'è stato nessun genere di discussione preliminare e che da Bologna si vuole trasferire questo centro che si chiama Agenzia Italia metro non si capisce bene dove si dice a Roma,
Allora sembrano di quelle cose molto tecniche, era un po' distante dai cittadini, ma che in realtà ci dà l'ennesimo esempio di come Bologna, la sua città venga considerata da questo Governo, e la cosa che a me un po' sorprende è che se ci fermiamo un secondo a ragionare sulla logica eventuale perché in realtà non parlerei di logico parlare di assenza di logica.
Le cose non sono veramente chiare e la cosa appunto, che mi sorprende che ci fate sempre questi gran sermoni che dobbiamo ascoltare i cittadini, eccetera, e poi su una cosa del genere non dite una parola,
Italia Meteo nasce a Bologna perché qui ci sono le competenze che le università, cioè il CINECA, ci al CNR c'è un'eco sistema scientifico che è fatto di relazioni umane ma anche contrattuali giuridiche. Spostarla a Roma o ovunque non migliora nulla dal punto di vista scientifico, non rende le previsioni più accurate, non protegge meglio i cittadini dalle alluvioni, non accelera le politiche climatiche, non produce un solo vantaggio operativo dimostrabile, produce solo uno svantaggio, certo che i ricercatori sono qui, non si trasferiranno e anni di competenze accumulate andranno dispersa. Quindi la domanda è semplice, perché farlo?
Risposta è altrettanto semplice, perché a Bologna e Bologna e va colpita in ogni modo, perché le istituzioni devono stare dove si decide a Roma e non ha senso che siano, dove devono stare, cioè dove c'è il retroterra che ho spiegato prima il sospetto più che fondato e che da qualche parte ci sia una poltrona da assegnare.
Qualcuno da sistemare Caligola, almeno aveva il coraggio di essere diretto, nominò senatore ha un suo cavallo, senza nascondersi dietro a una riorganizzazione amministrativa. Questa è politica politicante. Una volta di più, io senza speranza, chiaramente mi rivolgo direttamente ai colleghi della minoranza di centrodestra presenti in quest'Aula. Voi rappresentate i bolognesi, non il Governo Meloni. Questa città perde posti di lavoro qualificati, perde prestigio scientifico, perde un'agenzia strategica e voi non dite niente.
I vostri elettori hanno diritto. Credo di sapere perché avete scelto il silenzio su questa vicenda.
Nel frattempo, se volete occuparvi di cose un po' più serie, ogni tanto e non solo di poltrone da assegnare quei bolscevichi di Confindustria ci dicono che peggiora lo scenario economico, l'export, i consumi, l'industria zavorrata, queste sono le cose di cui dovremmo discutere tutti i giorni non di come distribuire poltrone a Roma grazie.
Grazie consigliere il prossimo mese con l'intervento della consigliera Bernagozzi, ancora in piazza contro ddl, buongiorno, prego, consigliera, sì, l'avevamo detto che non ci saremmo fermate e infatti, il 28 febbraio ci sarà la manifestazione nazionale a Roma contro il DdL Bongiorno lo voglio ricordare qui stiamo parlando di un ddl che di fatto certifica dentro ai nostri team tribunali è quella che chiamiamo vittimizzazione secondaria, cioè fondamentalmente quello che succedeva già nel 79 nei primi processi per stupro, quindi, sarà la donna a dover dimostrare di aver reagito a una violenza e non chi ha commesso la violenza a dover dimostrare che non l'ha commessa.
È una vicenda, insomma, che si incastra in una società tra l'altro. Io su questo spero, insieme anche alla collega De Martino a breve di poter convocare un'udienza conoscitiva. Sono è uscita una una ricerca di Save the children che ci parla esattamente della violenza negli adolescenti. Guardate leggere quel la violenza di genere, adolescenti, leggere, quel report credo che ci farebbe bene a tutti e ci farebbe capire che viviamo in una società che ormai è in permeata di questa cultura della violenza e anche chiamerà chiamata tra l'altro cultura dello stupro e non a caso perché lo stupro, c'entra c'entra eccome, ecco, ah, a questo aggiungo una piccola nota. Come sapete, io non ho mai fatto distinzione né di partito rispetto ad alcuni episodi che riguardano ovviamente linguaggio anche non inclusivo o comunque violento, quindi so che in Regione è successo qualcosa di grave e secondo me la cosa più grave non è e non capire che dire una frase come occhio a quello che dice una donna. Fuori da fuori microfono in questa cultura è un linguaggio violento e quindi forse tutti noi dovremmo ricominciare a capirci su questo.
Grazie consigliera il prossimo il consigliere Diaco casa politiche e i progetti per sostenere la mobilità, prego grazie Presidente, quando parliamo di casa a Bologna, dobbiamo avere il coraggio di dirci una cosa semplice, non è un tema se la casa è legata al lavoro, ai trasporti, alle tecnologie, la possibilità stessa di vivere in questa città senza essere costretti a spostarsi altrove se non teniamo insieme questi pezzi, continueremo a rincorrere l'emergenza senza mai affrontare le cause. In questi giorni la stampa locale ha riportato un intervento importante del Presidente della Fondazione del Monte, Pierluigi Stefanini, che propone un fondo convergente capace di mettere insieme risorse pubbliche, capitali privati, investimenti delle fondazioni. È un'idea che va ascoltata con attenzione, perché ci ricorda una cosa che spesso dimentichiamo nessun attore da solo può risolvere un problema che è di dimensioni europee nazionali e che qui a Bologna si manifesta con una forza particolare. Eppure, nonostante la complessità, qualcosa si muove, l'Amministrazione sta lavorando, la Regione sta mettendo in campo strumenti importanti. Anche il Terzo settore sta facendo la sua parte in ottica metropolitana, perché il mercato della casa non conosce confini amministrativi, le persone si spostano e lavorano in un Comune, vivono in un altro studio in città e cercano soluzioni più accessibili nella cintura. Se non costruiamo una strategia Strategia Metropolitana, continueremo a mettere toppe su un sistema che ha bisogno di una visione più ampia e dentro questa visione i privati devono assumersi una responsabilità chiara. Non possiamo continuare a chiedere solo solo al pubblico di intervenire. Servono proprietari che scelgono il canone concordato, investitori che partecipano fondi misti, imprese che contribuiscono alla creazione di studentati, residenze per lavoratori cooperative che si impegnano nella rigenerazione urbana non come un'operazione speculativa, ma come un investimento sociale. Accanto a questo dobbiamo affrontare il nodo dei salari e della mobilità, perché possiamo costruire tutte le case che vogliamo? Ma se un giovane che guadagna 1.200 euro al mese al mese ne affitti e di affitto ne costa 900, il problema non si risolve e se vivere a 20 chilometri da Bologna significa passare a due ore al giorno sui mezzi, nessuno lo farà.
Le tecnologie possono aiutarci in smart working, servizi digitali, infrastrutture gridi riducono la necessità di spostarsi, ma anche qui serve una regia comune. Bologna ha sempre saputo innovare quando ha scelto di farlo insieme. Oggi dobbiamo fare un salto di qualità, non più interventi isolati, ma una strategia integrata metropolitana, condivisa, una strategia.
In cui ciascuno pubblico privato Terzo settore si assume la propria parte di responsabilità. Solo così potremmo restituire alla parola casa il suo significato più vero, ovvero un luogo dove poter vivere e non sopravvivere. Grazie Presidente.
Grazie Consigliere, i prossimi interventi del consigliere Piazza trasferimento del Centro Italia Meteo a Roma prego Consigliere.
Grazie, Presidente, sì, ne parlava prima il collega Franco cima Bologna, però faccio qualche premessa in più e Bologna e sede di un centro di eccellenza internazionale che si chiama Tecnopolo, un centro di altissima tecnologia che colloca a Bologna, tra le città con maggior potenza di calcolo al mondo, se la giochiamo anche con la Silicon Valley, come sono, come dicono le stesse classifiche che ogni tanto escono, il Tecnopolo esiste ed è in realtà grazie a scelte strategiche lungimiranti sostenute da un investimento e un impegno condiviso tra istituzioni locali, tra la Regione, l'Università, il Governo e costituisce un ecosistema oggi integrato di ricerca supercalcolo, innovazione che è operativo anche nel campo della transizione climatica e oltre che nel digitale. Grazie alla Presidente del Tecnopolo, sono tantissime le aziende tecnologiche che vogliono insediarsi a Bologna in quell'area e tra queste Bologna, proprio qualche anno fa, è stata scelta quale sede del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine. Vediamo sempre l'ASP, la sigla, l'acronimo quando passiamo da via Stalingrado, ECM W F, che sta proprio per l'acronimo inglese di questo di questo nome. Tra l'altro, valutazione che ha coinvolto comparativa, che ha coinvolto altre importanti candidature europee nello scorso mandato. Io mi ricordo, vennero qua a visitare Bologna, egli responsabile del centro, che allora si trovava in Inghilterra. A Reading valutarono molti aspetti di Bologna e alla fine la presenza di questa grande capacità di calcolo della della del degli investimenti di Bologna, della creazione di questo Tecnopolo furono decisive, fecero scegliere Bologna rispetto ad altre città e quindi questo questa scelta riconosce, è rappresentato un riconoscimento internazionale.
E si sono trasferiti dall'Inghilterra a Bologna, confermando la capacità della città di offrire un ambiente altamente qualificato, integrato e competitivo. Quindi noi qua abbiamo ci troviamo il Centro meteo europeo, il consorzio CINECA, il CNR, il Centro euromediterraneo sui cambiamenti climatici, le università tutto qui sullo stesso territorio. Praticamente abbiamo un sistema unico, i tagli in tutta Italia, fondato su sinergie operative e scientifiche di alto profilo. Fatte queste premesse, veniamo all'attualità, ovvero l'incomprensibile decisione di trasferire l'Agenzia Italia Meteo via da Bologna, l'Agenzia nazionale per la meteorologia e la climatologia Italia Meteo è un'infrastruttura scientifica strategica che ha una valenza e un po' di importanza per tutto il Paese, in particolare per il monitoraggio degli eventi meteorologici estremi e per le politiche di adattamento alla crisi climatica. Tanto più oggi che viviamo tempi di gravissimo mutamento climatico, di cui abbiamo purtroppo sperimentato noi stessi come città, i violenti e drammatici effetti, quindi è difficile capire la scelta di togliere l'Agenzia da un territorio dove può funzionare e sfruttare sinergie importantissime che la farebbero. Certamente, ne darebbero certamente una grande potenza e una capacità operativa ancora più più forte, quindi, perché si vuole spostare da questo territorio, che è stato scelto addirittura dal Centro europeo meteo tra tutta Europa è stata scelta a Bologna perché è spostare proprio da Bologna il Centro italiano, cioè se vengono dall'Europa vengono a Bologna, perché potevamo spostare le cose da Bologna proprio adesso che c'è una sinergia evidente e con tutti gli altri 100 metri presenti e quindi bene hanno fatto il sindaco, Lepore e il presidente della Regione De Pascale a chiedere un incontro col Governo per chiarire che quella agenzia, il Tecnopolo di Bologna non sono solo della nostra città o della Regione, ma hanno un'importanza nazionale, europea e internazionale ed è interesse di tutti che funzionino al meglio, quindi tutti dobbiamo impegnarci per fare in modo che le cose siano al loro posto, al posto giusto, dove possono funzionare al meglio sfruttando le sinergie del territorio. Già oggi, tra l'altro, l'Agenzia USA già un po' del supercomputer presenta il Tecnopolo insieme ad altre realtà ed aveva già avviato collaborazioni col CNR, con altri con con i consorzi di bonifica varie, ARPA e di di varie regioni. Quindi il prospettata allontanamento della sede dell'Agenzia Italia Meteo, sradicando lo quindi dall'ecosistema scientifico e tecnologico del Tecnopolo, oltre a far perdere le sinergie, come dicevo prima, poi comporta anche concreti rischi di perdita del capitale umano specializzato che si è accumulato in questi anni di avvio della dell'agenzia. Dal momento che ricercatori e tecnici altamente qualificati difficilmente seguiranno tutti questo trasferimento, con conseguente depauperamento delle competenze dell'agenzia. La proposta governativa presiede anche prevede anche di escludere le regioni e i comuni dalla definizione delle linee strategiche. Insomma, secondo noi c'è veramente materia di discussione. È per questo che depositiamo un ordine del giorno per chiedere di parlare, di approfondire questo discorso qua in Consiglio comunale, di cui vorremmo sentire anche la voce delle delle opposizioni che rappresentano il Governo, perché si sta facendo questa manovra che va a detrimento non solo della città, ma va a detrimento del Paese tutto e del buon funzionamento di un'agenzia che è strategica chiave, importantissima in un momento di cambiamento climatico. Pertanto depositiamo l'ordine del giorno e ne chiediamo la trattazione immediata nell'altra nella seduta odierna. Grazie, Presidente.
Grazie Consigliere ora e sta alla consigliera Scarano Garisenda, degrado, disagi e mancati indennizzi, prego consigliera.
Sì, grazie Presidente, io penso che in questo ultimo anno di mandato che ci apprestiamo comunque a a fare, sia importante riportare l'attenzione su una fase di la lavori, cantierizza, azioni che questa città non ha mai vissuto una fase nuova perché per la prima volta ci troviamo proprio in questo mandato ad avere una concomitanza di interventi e quindi di cantieri estremamente impattante, estremamente lunga, estremamente complessa, quindi io posso capire che nella gestione della stessa ci possano essere soprattutto in una fase iniziale degli errori delle,
Scelte non appropriate, però sicuramente do col passare degli anni ormai siamo qui da oltre quattro anni e mezzo, alcune scelte non possono più essere tollerate e giustificate entro nel merito, anche se questo discorso può essere poi riportato anche su tanti altri cantieri e tanti altri.
Situazioni che si sviluppano in questi anni in città entrano nel merito della questione Garisenda, perché c'è stata una conferenza stampa, una conferenza stampa prettamente tecnica per dare un aggiornamento specifico.
Sui lavori e quindi illustrare 5 milioni e mezzo stanziati rispettivamente da Regione e Comune per la fase di montaggio dei tralicci, e si è entrato anche nel merito in termini tecnici, per spiegare meglio cosa avrà effettuato.
Questo, dopo due anni e mezzo dalla partenza della chiusura di della Garisenda e della zona limitrofa, ecco, due anni e mezzo non sono pochi, sono cantieri veramente che, ripeto, hanno una complessità e una durata estremamente nonché impattante, e come tali devono essere affrontati e gestiti, e il discorso vivibilità, il discorso sicurezza, il discorso lavoro.
Secondo me, non è mai stato affrontato e gestito nella maniera opportuna, tant'è che oggi, a distanza di due anni e mezzo, nella previsione che questo cantiere durerà minimo per altre quattro, tre anni che poi diventeranno sicuramente 4, come spesso succede servono delle risposte, servono delle risposte, perché ci sono tante persone che li hanno delle attività, stanno valutando se chiuderlo, tenere aperte alcune hanno già chiuso. Ci sono dei cittadini che vivono in quella zona e si trovano ad affrontare una nuova situazione. C'è un problema sicurezza enorme e non è stato pianificato nulla né un'illuminazione né delle telecamere funzionanti, ma soprattutto sgravi fiscali. Abbiamo visto solamente alcuni bandi presentati dall'assessore, Guidone siti per alcune zone in città che hanno avuto un esito comunque estremamente limitato. Quando si parla di cantieri di 6 anni, gli sgravi fiscali sono necessari, sono doverosi, parlo di TARI, parlo di COSAP, parlo anche di IMU per i residenti in seconda battuta, ma soprattutto per le attività commerciali. Quindi io chiedo che venga ripreso un ordine del giorno nostro di Fratelli d'Italia ha presentato oltre due anni e mezzo fa nel quale chiedevamo quello che ad oggi, febbraio 2026, non è stato ancora fatto. Valutare gli sgravi per tutte le attività della zona e occuparsi di una strategia condivisa per provare a smorzare al limitare tutti i danni e le conseguenze di questo cantiere. Grazie,
Grazie consigliera, il prossimo, con l'intervento del consigliere, Diaco Umberto Eco un maestro di vita, prego Consigliere.
Grazie Presidente, oggi vorrei ricordare Umberto Eco scomparso il 19 febbraio 2016. Non lo facciamo per ritualità, ma perché la sua eredità ci obbliga a una riflessione politica, che cosa significa per una città come Bologna, mettere davvero la cultura al centro equo ci ha insegnato che la cultura non è un ornamento, non è un settore da finanziare quando tutto il resto è a posto, è una condizione della democrazia e ciò che permette una comunità di comprendere il presente, di discutere, di dissentire, di crescere e ciò che rende liberi,
In questi mesi la città riceve un donne importante, la sua biblioteca, il suo patrimonio di studio, la sua memoria intellettuale è un gesto che ci ricorda che la cultura non è mai neutro, neutrale, è una scelta politica.
È la scelta di credere che il sapere debba essere accessibile. Condiviso è pubblico, e la scelta di una città che non ha paura della complessità, che non si accontenta della della superficie, che investe nella conoscenza come infrastruttura civile. Per questo ricordare, ecco, oggi significa assumersi una responsabilità, continuare a costruire una Bologna che non riduce la cultura a evento, ma la riconosce come diritto, uno a Bologna che sostiene le istituzioni culturali, che valorizza i luoghi del sapere che difende la libertà di ricerca e di espressione. Uno a Bologna che non smette di essere laboratorio critica curiosa è aperta, la sua eredità non ci chiede nostalgia, ci chiede coraggio e oggi, come amministratori e da quella parte, che dobbiamo stare grazie, Presidente.
Grazie Consigliere, il prossimo intervento è del Consigliere Mazzanti politiche abitative, non un fondo dal Governo, prego, Consigliere, no, non lo vedo in Aula era seduto chiusi quando fa.
Allora si entra subito, sennò, procediamo con.
Prego la parola al consigliere Mazzanti.
Grazie.
Grazie Presidente, politiche abitative velocissimo quando ho visto sulla stampa quotidiana candidati futuri candidati, sindaco che chiedono a noi di fare un Piano casa di dare delle risposte, qui siamo al ridicolo perché gli unici interventi fatti e io ho invitato anche i ciechi, visto che non vedono quello che c'è in cantieri aperti lo stato d'avanzamento dei lavori. Basta fare un giro al comparto Navile oppure andare in Costa Saragozza, ma se ha la faziosità del centrodestra è nota no, per cui se le sono inventate in più, abbiamo un rappresentante di un'associazione dei piccoli proprietari. Non è la più grossa, perché la più grossa e quell'altra, a due volte e mezzo di iscritti, di di Confabitare, io gli ho fatto una domanda nella sua intervista gli ho detto, ma non è che concorre con cui Confabitare o ci metti il tuo faccione, lui ha detto ah, ma ci metto il mio facevano, ebbene, perfetto benissimo, allora però giochiamo tutti quanti puliti, non una parola, non una parola, sul fatto che dal Governo hanno tagliato i pochi fondi che c'erano e non è arrivato un soldo sul Piano casa, non un soldo e hanno il coraggio di parlare abbia almeno la decenza di dire una parola di rifinanziare. Non dico molto, ma almeno quello che ha fatto anche il Governo più piccolo della seconda Repubblica che almeno 300 milioni ce li ha messi. Neanche questi abbiano la decenza e si vergognino. Grazie.
Grazie consigliere. Il prossimo intervento è della consigliera Monticelli per una pace giusta, Bologna a sostegno dell'Ucraina e dei diritti umani. Prego Consigliere. Grazie Presidente. Quattro anni fa, il 24 febbraio 2022, l'invasione russa dell'Ucraina ha aperto una delle ferite più profonde del nostro tempo europeo. Quattro anni dopo, quella guerra continua a produrre morte, distruzione, sa radicamento e una sofferenza che attraversa generazioni come istituzioni locali. Non abbiamo il potere di fermare i conflitti armati, ma abbiamo il dovere di prendere parola e oggi vogliamo continuare a dirlo, come abbiamo fatto già altre volte e più volte con chiarezza. Sosteniamo il popolo ucraino, il suo diritto a vivere in pace e il principio fondamentale dell'autodeterminazione dei popoli, che è alla base del diritto internazionale della convivenza tra le nazioni. Allo stesso tempo ribadiamo una convinzione profonda. La guerra, qualunque guerra rappresenta una sconfitta dell'umanità. Non esistono vittorie quanto PAC quando a pagare sono i civili e le famiglie, le città, i bambini e le bambine. I numeri e ci ricordano la portata di questa tragedia. Secondo le Nazioni Unite, all'inizio dell'invasione, dall'inizio dell'invasione, sono stati uccisi oltre 15.000 civili e decine di migliaia sono rimasti feriti tra loro centinaia di minori. Le organizzazioni internazionali stimano che più di 3.000 bambini e bambine siano stati uccisi o feriti e che oltre un terzo dei bambini ucraini viva oggi lontano dalla propria casa sfollato, rifugiato. Dietro questi numeri ci sono volti i nomi storie interrotte e c'è una responsabilità morale che riguarda tutte le istituzioni democratiche, non abituarsi alla guerra, non normalizzare la violenza, continuare a costruire ponti e di solidarietà. Per questo, come Città di Bologna, vogliamo compiere un gesto simbolico, ma profondamente politico, nel senso più alto del termine. Annunciamo la volontà di conferire la cittadinanza ai bambini e alle bambine ucraini che, in forme diverse, sono stati colpiti dalla guerra e che oggi trovano accoglienza nella nostra città.
E nella nostra comunità non è soltanto un atto formale, un messaggio Bologna riconosce quei bambini e quelle bambine, non degli ospiti temporanei ma parte della propria comunità umana e civile, è un modo per dire che la cittadinanza può essere anche un gesto di cura, un segno di futuro una promessa di pace nel farlo vogliamo anche riaffermare una visione più ampia, la pace non è neutralità davanti all'ingiustizia, ma a difesa dei diritti, della libertà e della dignità delle persone.
Siamo per il dialogo, per la diplomazia, per ogni sforzo internazionale che conduca a una pace giusta e duratura, una pace che non cancella i diritti dei popoli e ma li renda finalmente praticabili quattro anni dopo, mentre l'Europa continua a confrontarsi con questa guerra, il nostro compito come amministratori locali è semplice. È difficile, insieme, restare umani, restare solidali, restare dalla parte dei diritti. Per questo oggi e continuiamo a sostenere l'Ucraina e scegliamo ancora una volta la strada della pace, della responsabilità e della speranza, e voglio ringraziare davvero tantissimo tutte le persone di questo Consiglio comunale, di una parte dell'altra o no, un'opposizione e della maggioranza, ma in questo caso siamo tutti uniti per andare verso questa direzione della pace, della speranza e della responsabilità. A questo riguardo vorrei anche che arrivasse il nostro impegno per i diritti umani alle amica, gli amici iraniani, perché non abbiamo dimenticato, ne dimenticheremo mai l'Iran, su cui abbiamo presentato recentemente uno 10 di sostegno e di solidarietà per le donne e bambini iraniani che si trovano nel nostro territorio e donne e uomini iraniani che si trovano nel nostro territorio si cerca anche i bambini iraniani della Daspo, ora diaspora e a coloro che si trovano in Iran per gli studenti e le studentesse che frequentano la nostra università e che abbiamo incontrato la scorsa settimana, e chiediamo con forza che il diritto alla vita e alla libertà personale siano finalmente riconosciuti e cessino le condanne a morte, le morti di chi ha dissidenti le donne uccise, umiliate quello che ormai è un vero e proprio sterminio di vite e di pensiero, Donna, vita, libertà, con concludiamo sempre i nostri interventi, grazie.
Grazie consigliera, il prossimo intervento è del Consigliere Mazzanti, però non lo vedo in Aula.
Quindi, a questo punto e passiamo all'intervento numero 29 della consigliera Scarano casa a Bologna, tra promesse, in realtà prego consigliera.
Sì, grazie Presidente, solo un minuto a disposizione la prossima settimana dovrebbe essere reso pubblico l'albo degli immobili disponibili per la rigenerazione e il Comune di Bologna ha già anticipato che inserirà numerosi immobili, poi da mettere in vendita, e il privato è invitato a fare altrettanto perché se si scriverà all'albo avrà la possibilità di chiedere il cambio di destinazione d'uso ad esempio, ecco sembra di vivere in un regime,
La casa e tua, ma decido io cosa ne puoi fare e comunque, ormai dopo quattro anni e mezzo di mandato, si può dire alla luce tutti questi risultati che questa Giunta ha fallito clamorosamente la sua azione sul fronte.
I prossimi due interventi sono del Consigliere Mazzanti, uno sul tema capotreno, ucciso in galera gli Levice prego Consigliere.
Abbiamo guardato, ho letto sia i telegiornali che i giornali dove i genitori chiedono che l'ex, quello che ha avanzato il capotreno, venga arrestato eh sì, rimanga arrestato e venga pesantemente condannato e umanamente comprensibile che hanno ucciso un figlio e questo è rientra assolutamente nella norma ma quello che sottolineo con forza e che questo tennis era stato arrestato.
Due volte.
C'era il provvedimento di espulsione già pronto e non è stato espulso, ma è stato messo in libertà, quindi CPR non c'entrano niente, questa è la funzionalità.
Che abbiamo del nostro Ministero degli Interni parlano di espulsioni e andiamo a vedere i dati che ci forniscono le espulsioni Governo Renzi 7.243.
Nell'anno del Governo, Renzi, espulsione, Governo Conte 7.000 0 54.
E i numeri rimangono circa invariati, poi abbiamo i fenomeni da baraccone, Governo, Meloni, espulsioni 6.000 0 57, questo è non sono in grado di espellere neanche quelli che hanno già delle condanne e sono in galera di un Paese della UE, neanche quelli che non c'è bisogno di fare delle pratiche particolari.
Sono, occorre di questa situazione, dovrebbero vergognarsi, hanno la responsabilità morale di quello, ci di quella decisione, si vergognino, si vergognino, questa è la realtà, i numeri siano, stanno a dimostrare altra questione, credo abbastanza da questo punto di vista chiara.
La sicurezza, parola troppo seria per venderla in un convegno sul sì, l'onorevole Galeazzo Bignami è intervenuto dicendo che, sapendo come funzionano i tribunali, guardate il servizio che ha fatto la televisione italiana, 15 giorni fa del funzionamento dei tribunali, neanche non hanno neanche il personale per scrivere i verbali,
Oppure dire che quello lui, onorevole, chi ha responsabilità pesanti, perché forse il Governo non ha speso una parola per dire di questo che quel referendum sulla funzionalità di alcuni non c'entra niente, si vergognino una volta per tutte grazie.
Grazie Consigliere, il prossimo intervento è sempre suo sul tema sicurezza i CPR, a quando le risposte del ministro prego, sì, abbiamo avuto il piacere di avere in questa città Piantedosi, lo abbiamo avuto per anni come prefetto io, quando ero responsabile del patrimonio del dello IACP lavoravo colui giovane funzionario rispetto al problema degli sgomberi e quant'altro bene.
Caro Ministro,
Il comandante dell'Arma dei Carabinieri ha detto che mancano 1.000 no 10.000 carabinieri, il totale fra tutto il complessivo delle forze sono 38.000 in meno benissimo abili, il coraggio di fare queste assunzioni vogliono utilizzare i Vigili Urbani, la Polizia locale facciano e approvino una delle leggi, quattro leggi ci sono in Parlamento sulle forze locali che non vada avanti e tutti sanno bene, perché comunque è bene, ci siamo, non vi preoccupate, non vogliamo l'osso e smettete di verbale, caro Ministro, cara Presidente del Consiglio.
Viene proseguiamo, il prossimo intervento è della consigliera Di Giacomi, la cultura delle riuso prego consigliera.
Grazie grazie mille Presidente, anche questa settimana, notizie rispetto al tessere insostenibile in città, ma più in generale e in Italia in questo momento il rifiuto tessile infatti, negli ultimi anni è molto aumentato ed è aumentata anche la raccolta, questo è un aspetto positivo nel senso che le persone come sempre in Italia sono brave e raccolgono le differenziano e,
E per questo abbiamo tassi di raccolta differenziata molto alta, anche rispetto a un rifiuto che è da poco obbligatorio raccogliere. Vediamo le statistiche, ci racconta un dossier di Bologna Today che dal 2020, un momento in cui si raccoglievano circa 3.000 tonnellate di rifiuto tessile, siamo passati da 4.000, quindi una crescita importante per cui appunto le persone sono sensibile. Qual è però il problema di questo tessile che diventa di più che è di qualità scarsissima perché, dal momento che le persone non acquistano più,
No materiali buoni, tessile che dura nel tempo, ma acquistano sempre di più fa special e ultra fast fashion. Il rifiuto tessile è diventato insostenibile dal punto di vista economico. Sempre in questo articolo vediamo un dato che ormai è noto, ma che è veramente molto importante rispetto ai costi e ai prezzi dei kiwi del rifiuto. Una volta un chilo di rifiuto tessile che non era rifiuto, che era risorsa, quindi un chilo di maglioni di lana, di giacché di cotone e di altro, veniva rivenduto a circa 40 centesimi. Oggi i centesimi sono 10 perché in quel chilo ci sono tantissime maglie usa e getta vestiti di scarsissima qualità. Mode che cambiano ogni settimana per cui la settimana successiva non è più utilizzabile, perché è un vestito appunto assurdo. Cosa succede che la moda è diventato usa e getta.
E che quindi bisogna cambiare. A monte ci potranno essere interventi pubblici per sostenere questi chili di rifiuto inutile, ma finché non viene cambiata a monte la risorsa con cui lo componiamo, il problema sarà sempre più grave, perché ci sarà sempre più rifiuto. Da una parte c'è quindi da cambiare la cultura. Ne abbiamo parlato molto in quest'Aula rispetto alle iniziative di sensibilizzazione della settimana scorsa siamo stati ospiti di un'associazione. Grazie Consigliere Di Benedetto, e ogni settimana incontriamo vediamo, parliamo con persone che si occupano di questo tema. Vediamo anche che le aziende sono più sensibili. È sempre notizie di oggi e ci sono sempre più persone impiegate nei lavori green nei lavori rispetto alla sostenibilità impiegate dalle aziende del nostro territorio. Ma tutto questo sforzo se noi non ci non lavoriamo invece sul tassare le aziende di Spa specie, una rispetto agli enormi impatti che hanno sui nostri territori, sarà marginale perché è chiaro che tu puoi assumere chi vuoi puoi formare tutta la cittadinanza, puoi sostenere le tue imprese locali, ma se dall'altra parte del mondo viene prodotto con sfruttamento minorile bassissimi standard ambientali e viene portato qua del prodotto che ha dei prezzi bassissimi, è impossibile competere. Quelle aziende devono essere responsabili del rifiuto che scaricano sulle nostre comunità locali. Quindi crediamo. Credo che la responsabilità estesa di queste aziende debba essere effettivamente messe in pratica. Ci sono delle proposte al momento non è ancora stata fatta, ma è fondamentale perché altrimenti i nostri sistemi locali non reggeranno più. Grazie Presidente, grazie consigliera. Il prossimo intervento della consigliera Fioretti, referendum, partecipare al voto informati prego consigliera. Grazie Presidente. Spesso i termini della riforma della giustizia sembrano lontani dalla nostra vita quotidiana. Eppure le decisioni che prenderemo il 22 e il 23 marzo ci riguardano tutti da vicino e sappiamo che farsi un'opinione non è facile, soprattutto quando si viene bombardati da slogan opposti, spesso estremizzati per questo, già da questa settimana in città ci saranno molti incontri di approfondimento, mettendo a confronto le 2 posizioni.
Ne cito uno fra tutti, quello organizzato dall'Istituto De Gasperi, rete di Trieste rete bianca, mercoledì alle 17:30 all'Istituto Veritatis Splendor in via Riva Reno 57 particolarmente importante perché saranno presenti. Giovanni Bachelet, presidente del Comitato per nazionale per il no e Augusto Barbera, che il Presidente emerito della Corte costituzionale. Ecco quello sarà un momento che offrirà strumenti ai cittadini per decidere in autonomia, attraverso proprio un confronto non urlato, rispettoso e schietto, perché la partecipazione è il cuore della democrazia e, se informata e consapevole, aiuta la democrazia rafforzarsi e cosa di cui abbiamo oggi estremo bisogno grazie.
Grazie consigliera il prossimo mese, con l'intervento della consigliera Di Giacomi Ucraina, quattro anni dall'aggressione. Prego consigliera. Grazie, grazie, Presidente. Sono passati passeranno domani quattro anni dalla aggressione dall'invasione russa dell'Ucraina e ieri siamo stati in tanti tanti ne hanno già parlato il consigliere Begaj e la delegata Monticelli in piazza con la comunità ucraina, come siamo stati a fianco a loro in questi anni con le tante iniziative di Commissione, i LEP, i pranzi, le cene e gli incontri con le associazioni e la cosa che è emersa, credo di più dalla manifestazione di ieri e la paura di essere dimenticati, perché purtroppo, in un mondo in cui stiamo continuamente sommersi da notizie, è facile assuefarsi a queste e abituarsi quasi alla guerra è una cosa terribile, ma che credo sia sia naturale per la cosa l'ha portata terribile che ogni guerra ha su di noi, ma immaginiamo che portata questa sulle famiglie di queste persone e sui tanti morti sui tanti feriti sulle tante città distrutte che faticheranno a ricostruire. Quindi è nostro dovere non dimenticarlo e ringrazio la delegata per la proposta di delibera di cittadinanza onoraria ai bambini e le bambine ucraine, perché tutto quello che possiamo fare lo faremo e tenere alta. L'attenzione su questo è fondamentale, per non far dimenticare anche alle istituzioni europee che questa è una battaglia in cui crediamo e che dobbiamo sostenere anche economicamente. Grazie.
Grazie consigliera. Il prossimo un timing ultimo intervento è del Consigliere Begaj casa, per casa, prego Consigliere, grazie Presidente, sì, abbiamo letto delle polemiche assurde contro la vicesindaca, che ha detto che vuole spiegare il piano per l'abitare e casa per casa e fa bene perché dobbiamo essere orgogliosi dei 3.300 case popolari riqualificata dal punto di vista energetico ristrutturate 1.300, trascritto, ordinario e straordinario 700 persone che andranno ad abitare lì al Lazzaretto di cui 180 studentesse e studenti, cinque progetti di co-housing sbloccati, 5 milioni di euro per le garanzie dei proprietari della della fondazione, 14.000 alloggi sfitti in città mappati ed è l'unica città in Italia che l'ha fatto fondi comunali e regionali messi al posto di quelli del Governo, che li ha tagliati veramente chi critica penso che dovrebbe, ecco dare il buon esempio, ma dal punto di vista nazionale non ce n'ecco. Colgo l'occasione per chiedere anche che l'anticipazione dell'ordine del giorno numero 197 a prima firma Marcasciano. Grazie.
Grazie consigliere, abbiamo terminato gli interventi, dato che non abbiamo fatto prima, nominiamo adesso gli scrutatori e nulla se nulla osta e nomino Giordani, Angiuli cima.
Perfetto, ricordo che quindi sono stati presentati tre ordini del giorno ed è stata richiesta dell'anticipazione di tre ordini del giorno, prego consigliera Di Giacomi, grazie Presidente, chiederei una pausa di una mezz'ora e quindi ad arrivare a eventi della prossima ora, grazie perfetto, se nulla osta, allora sospendiamo adesso i lavori e riprendiamo alle 15:20 grazie.
Viene, riprendiamo i lavori della seduta, il Consiglio ordinario.
Prima di partire con le votazioni sugli ordini del giorno.
Salutiamo i ragazzi presenti, che sono della Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Bologna, laurea specialistica, compost e il professor Sarti che li accompagna, grazie per essere qui con noi.
Viene procediamo nel corso degli interventi di inizio seduta, sono stati presentati quattro ordini del giorno, la trattazione immediata e ed f è stata richiesta la anticipazione di tre ordini del giorno, che sono già iscritti all'ordine dei lavori, partiamo quindi con le votazioni in merito per primo l'ordine del giorno numero 1 a prima firma Zontini, ordine del giorno per sospendere il progetto di realizzazione del Museo dei bambini e delle bambine al pilastro. Chiedo se ci sono interventi contrari all'ammissibilità.
Ma non vedo prenotazioni, quindi passiamo alla votazione per l'ammissibilità dell'ordine del giorno numero 1.
Volevo votare.
Va beh.
Chiudiamo la votazione, grazie.
Abbiamo 28 presenti 28 votanti, 28 favorevoli, quindi il Consiglio approva l'ammissibilità dell'ordine del giorno numero 1. Apriamo adesso alla votazione per la trattazione urgente.
Possiamo chiudere la votazione grazie, abbiamo 28 presenti, 28 votanti, 8 favorevoli, 20 contrari, il Consiglio non approva la trattazione immediata dell'ordine del giorno numero 1.
Passiamo all'ordine del giorno numero 2 a prima firma di Benedetto ordine del giorno per l'avvio degli interventi di restauro della palazzina Liberty dei Giardini Margherita chiedo se ci sono interventi contrari all'ammissibilità.
Consigliere De Giacomi, prego.
Ah sì, grazie mille Presidente, e grazie al collega Di Benedetto che ha sollevato il tema, che per noi è molto importante, proponiamo un approfondimento in Commissione, perché crediamo che, come altre strutture all'interno del dei Giardini Margherita, la palazzina Liberty possa essere diventare un nuovo luogo consegnato alla città nella collaborazione con gli enti con le persone che quei giardini li popolano, è successo con la palazzina, è ex cabina, Enel è successo con le serre e crediamo che possa succedere anche con la palazzina Liberty. Pensiamo però che per fare questo, appunto, sia utile un approfondimento in Commissione. Grazie.
Grazie consigliera, apriamo quindi la votazione per l'ammissibilità dell'ordine del giorno numero 2 a prima firma di Benedetto.
Possiamo chiudere la votazione grazie.
Abbiamo 28 presenti, 28 votanti, 8 favorevoli, 20 contrari, il Consiglio non approva l'ammissibilità dell'ordine del giorno numero 2. Passiamo all'ordine del giorno numero 3 a prima firma, piazza ordini del giorno per esprimere contrarietà al trasferimento dell'Agenzia Italia Meteo da Bologna ad altra sede chiedo se ci sono interventi contrari all'ammissibilità.
Non vedo interventi, quindi procediamo con la votazione per l'ammissibilità dell'ordine del giorno numero 3.
Consigliera saranno, doveva dire no.
Chiudiamo la votazione, grazie, abbiamo 28 presenti, 25 votanti.
20 favorevoli, 5 contrari, 3 non votanti, il Consiglio approva l'ammissibilità dell'ordine del giorno numero 3 a prima firma piazza, passiamo quindi alla votazione per la trattazione immediata dello stesso ordine del giorno, grazie,
Possiamo chiudere la votazione?
Abbiamo 29 presenti, 26 votanti, 21 favorevoli, 5 contrari, 3 non votanti, il Consiglio approva anche l'inversione dell'ordine dei lavori, quindi l'ammissibilità e la trattazione urgente.
Passiamo all'ordine del giorno numero 4, prima firma Giordani.
Ordine del giorno per risarcire le attività che hanno subito un calo di fatturato a causa dei lavori del tram, chiedo se ci sono interventi contrari all'ammissibilità.
Non vedo prenotazioni, quindi passiamo alla votazione per l'ammissibilità dell'ordine del giorno numero 4.
Chiudiamo la votazione grazie, abbiamo 29 presenti, 28 votanti, 28, favorevoli, 1 non votante, il Consiglio approva l'ammissibilità degli ordini del giorno numero 4 e adesso passiamo alla votazione per la trattazione urgente dello stesso ordine del giorno.
Possiamo chiudere la votazione grazie, abbiamo 29 presenti, 29 votanti, 8 favorevoli, 21 contrari, il Consiglio non approva la trattazione immediata dell'ordine del giorno.
Ora abbiamo tre richieste di anticipazioni di ordini del giorno, il primo è l'anticipazione dell'ordine del giorno numero 35 2026.
Richiesta dalla consigliera Zontini e passiamo alla votazione.
Chiudiamo la votazione grazie, abbiamo 29 presenti, 29 votanti, 7 favorevoli, 22 contrari, il Consiglio non approva l'anticipazione dell'ordine del giorno numero 35.
Passiamo alla richiesta di anticipazione dell'ordine del giorno numero 41 2026 chiesto dalla consigliera Scarano.
Passiamo alla votazione, grazie,
Chiudiamo la votazione grazie, abbiamo 29 presenti, 29 votanti, 8 favorevoli, 21 contrari.
Il Consiglio non approva l'anticipazione e, come ultimo, abbiamo l'anticipazione dell'ordine del giorno numero 197 2006 chiesta dal consigliere Begaj di un ordine del giorno a prima firma, consigliera Marcasciano, apriamo la votazione,
Chiudiamo la votazione, grazie, diamo 29, presenti, 29, votanti, 21, favorevoli, 8 contrari, il Consiglio approva l'anticipazione dell'ordine del giorno numero 197 2026.
Passiamo quindi alla trattazione dell'ordine del giorno che è stato ammesso ai lavori di oggi con urgenza, l'ordine del giorno numero 3, prima figlia, così a prima firma, consigliere piazza per esprimere contrarietà al trasferimento dell'Agenzia Italia Meteo da Bologna ad altra sede, chiedo al consigliere Piazza si vuole illustrare in modo più ampi l'ordine del giorno,
Scusi, una mots, se prima l'inversione, se non va prima, chiediamo, se possibile, di di di fare magari una mozione per inversione, di solito succede così, ma per noi va bene fare una mozione nel caso.
Allora, dal Regolamento l'anticipazione va dopo gli ordini del giorno che sono ammessi con urgenza.
Se si vuole fare una mozione specifica per per invertire i lavori, possiamo metterla ai voti.
Chiaramente, sempre perché è il Consiglio che può decidere insomma in qualche modo l'organizzazione dei lavori, però sempre tramite tramite emozioni.
Apriamo quindi la votazione sulla mozione proposta dalla consigliera Di Giacomi per trattare prima l'ordine del giorno numero 197 2026.
Chiudiamo la votazione grazie, abbiamo 29 presenti, 29 votanti, 22, favorevoli, 7 contrari, il Consiglio approva la mozione Di Giacomi per l'inversione delle dei lavori.
A questo punto partiamo con l'ordine del giorno numero 197 2026, che è a prima firma, consigliera, Marcasciano, chiedo se la consigliera vuole illustrare l'ordine del giorno, prego grazie, Presidente sì molto velocemente, perché è stata già presentata e dibattuta in in Commissione li l'intitolazione di un seggio del Consiglio comunale anzi del seggio in Consiglio in cui si chiedeva la consigliera Marcella Di Folco,
Come come amica, soprattutto come attivista, ma come rappresentante di una parte di Bologna che ha visto il Marcella, un'amica, una persona che.
Sosteneva chi.
Ne aveva bisogno le fragilità e soprattutto perché Marcella ah è stata conosciuta, è conosciuta non solo a livello cittadino, ma penso di poter dire a livello internazionale, soprattutto anche per una parte che non è direttamente.
Politica, ma per la sua parte e che definisco artistica attoriale, cioè per i suoi 52 film che ha, diciamo, ha fatto anche come protagonista o come diciamo comparsa principale Fellini, Rossellini, giusto per citare i più importanti,
Parto da dalle premesse che sono necessarie che e i seggi del Consiglio comunale, che sono stati occupati da personaggi conosciuti in città e anche fuori da essa resi famosi per azioni di vicinanza alla popolazione e di indubbio valore per determinate azioni riconducibile al benessere comune potrebbe essere dedicate alla loro memoria, ritenendo che sia opportuno intitolare già l'ho detto lo ripeto alla memoria al seggio della sala consiliare che fu occupata da occupata da dama Marcella Di Folco prima consigliera comunale trans al mondo. Questo ci tengo a dirlo, perché è importante non solo per la comunità, ma per la cittadinanza. Ecco rilevato che non si tratta di di cose e luoghi che inficerebbero il normale svolgimento delle Hattabi attività e che la suddetta intitolazione non comporta oneri ulteriori a carico del bilancio. Quindi invito il Sindaco e la Giunta a intitolare il seggio dico. Aggiungo alcune mie considerazioni o.
Ricordi mi sia concesso di di Marcella, visto il l'ambito in cui ci troviamo in questo momento, il Consiglio comunale di Bologna, in cui lei ha fatto parte per una legislatura, la la cosa che mi piace, ritengo opportuno evidenziare e questa sua posizione molto spesso sopra le parti che la legava,
Non solo alla maggioranza di cui faceva parte della Cody verdi.
Ma anche con le opposizioni durante la Commissione ho sottolineato questa diciamo questa relazione e ho fatto riferimento anche a un consigliere, anzi a due consiglieri dell'opposizione che mi chiedevano appunto di fare questo passaggio di intitolazione a la Marcella, e credo che questo sia significativo.
Rispetto alla alla personalità politica, in questo caso, ma anche alla sua personalità, come proprio come persona che,
Arrivava proveniva e rivendicava al suo posizionamento pacifista, e questo suo pacifismo non lo esprimeva solo né nei fatti, nonostante si accendesse molto spesso su questioni.
Di ogni genere. Però, come si suol dire, non faceva male a una mosca, anzi, quando c'erano delle, diciamo di diatribe. Il suo ruolo principale era quello della mediazione. Era infatti chiamata molto spesso a mediare in diversi ambienti. Lì dove nascevano contrasti,
Conflitti e quant'altro.
Ho sentito profondamente profondamente di fare questa proposta insieme al Gruppo di Coalizione civica, perché credo che Bologna sia si la città, diciamo, RAV rappresentante il punto di riferimento importante per il mondo, LGBTQ plus, ma in generale.
Riferimento punto di riferimento importante, diciamo, alla alla libertà, alla l'espressione, a ai diritti.
Questa mattina esattamente ho ricevuto.
Una professoressa americana de di gender studies che ospiti dell'agenda Hopkins University in questi giorni qui a Bologna, che m'ha chiesto proprio a proposito di parcella e io le ho risposto guarda molto probabilmente proprio oggi le intitoleremo il seggio, lei è rimasta molto sorpresa, lo dico perché appunto questo,
Riconoscimento sotto forma di una domanda arrivi arriva dal mondo accademico, soprattutto da un.
Diciamo un circuito accademico internazionale e permettetemi anche di dire questo da un ambiente universitario qui oggi son presenti Stud, studentesse e studenti arriva dalla dagli Stati Uniti, che è un posto in cui in questo periodo le università, per diversi motivi, ma soprattutto per la questione che io ritengo politica e culturale insieme sono sotto attacco.
Non so se le cose stanno insieme, ma io le vedo insieme,
Perché credo che.
La cultura e Marcella.
Ne ne ne profondeva in abbondanza.
Avvalora questa mia, anzi, questa nostra richiesta di assegnazione non aggiungo altro perché di Marcella si è detto tutto, si sa molto, non tutto, soprattutto, che era una figura iconica di questa città, le è stato già intitolato un luogo nei giardini Kasserine, che è un una piazzetta. Da più parti è arrivava la richiesta di intestazione del seggio e qualcuno sta lavorando a far diventare quel suo motorino con il quale attraversava e come dire tutta la città che la era diventato un personaggio proprio da questo punto di vista.
Nei riconoscimenti di persone, personaggi che hanno fatto della nostra città diciamo la la città più bella di quello che potrebbe essere grazie.
Grazie consigliera.
Do la parola alla consigliera Ceretti, prego.
Grazie Presidente, io volevo ringraziare Porpora Marcasciano, perché il mio voto sarà convinto su questo ordine del giorno Marcella Di Falco che non solo ha abitato le istituzioni.
Ma le ha trasformate, ed è questo il motivo appunto della del mio voto è stata pioniera dei diritti, ha portato tra i banchi del Consiglio comunale una combinazione rara di ironia, pragmatismo politico e umanità sconfinato, ce ne ha parlato molto spesso, porpora.
È proprio anche per il suo ruolo di essere collante con con gli ultimi, con le persone più fragili e rappresentare e dare voce in questi banchi anche a loro,
Ecco quindi le sue battaglie, ritengo che siano un patrimonio collettivo e che quindi questa scelta di portare un segno evidente della sua presenza in quest'Aula sia una scelta molto giusta, sottolineo anche che dai banchi dei Verdi, dove lei era seduta,
Ha sempre svolto un ruolo di mediazione politica,
Molto efficace si è adoperata dalle arse col Pds con i progressisti del 94, con l'Ulivo, sempre attenta, e ad ascoltare le pluralità e adoperarsi per tenere insieme.
I punti di vista differenti, punti di vista differenti e quindi ci insegna che la coerenza non è un limite, ma è una bussola.
Grazie.
Grazie consigliera Parola alla consigliera Bernagozzi, prego.
Sì, molto velocemente. Volevo ripetere, volevo innanzitutto ringraziare nuovamente la collega Porpora Marcasciano per questa proposta che sostengo e credo, insomma, dovremmo sostenere tutti la storia di Marcella. La possiamo tra l'altro leggere anche in un bellissimo libro e che che porpora, insomma, ci ha presentato anche qui in Consiglio, ma è la storia e soprattutto di una di una persona molto coraggiosa che ha messo che è stata in qualche modo è una persona, diciamo normale, nel senso della della sua straordinaria anche capacità di rimanere molto umile nel senso che, nonostante avesse una vita abbia sempre avuto una vita straordinaria ed è stato un simbolo, questo è il vero tema che è stato un simbolo ha portato dentro questa istituzione proprio in questo Consiglio comunale e quindi è giustissimo intitolarle una sede di questo Consiglio comunale ha portato dentro le istituzioni i diritti, i diritti civili e l'attenzione agli ultimi l'attenzione a coloro che erano invisibili ancora nel mondo della società di allora e che purtroppo rischiano di essere invisibili anche oggi e questo secondo me, è il monito di avere quel quel nome sulla sulla sedia di chi.
Se avrà la fortuna di sedere su quella sedia con questo, con questo nome inciso, avrà appunto il compito di ricordare che non sono persone invisibili, ma fanno parte della nostra società, e noi dobbiamo essere i primi come istituzione, a riconoscere nella loro pienezza. Lo dico proprio qui in questo Consiglio comunale e non lo voglio citare. Questo passaggio che ha visto all'inizio di questa legislatura non riconoscere appieno anche l'elezione della nostra collega Porpora Marcasciano da Presidente, quindi, a dimostrazione ancora di quanto lavoro ci sia da fare. Quindi quel nome serve anche a ricordare quella battaglia che donne come marciare come Porpora portano avanti. Ecco e noi abbiamo il compito di portare avanti quindi su questo io spero che ci sia un'unanimità, perché davvero la storia di di Marcella parla da sola ed è veramente penso che sia riconosciuta. Ce l'ha ricordato adesso bene la collega sia riconosciuta a livello mondiale. Quindi davvero io penso che non ci sia più degne di questo da aggiungere e molto orgogliosa di essere sfrutta nella stessa aula, con con porpora e nella stessa aula in cui Marcella per la prima volta al mondo ha ricoperto una carica istituzionale con quel passo con quel piglio con quella capacità di unire e di tenere sempre insieme sempre insieme, questo credo che fosse una delle principali caratteristiche di Marcella, sul quale tutti dovremmo provare anche a concentrarci di più rispetto alla nostra azione politica unire, cucire anche tra posizioni diverse ma cucire, questo è stato un grande esempio grazie,
Grazie consigliera, do la parola alla Consigliere Larghetti, prego, grazie grazie Presidente, volevo ringraziare la collega Porcu Porpora Marcasciano per aver fatto questa proposta e insomma tutti coloro che la voteranno per per portarla avanti e renderla attuale alle parole che hanno già detto le colleghe che ovviamente condivido vorrei aggiungere un piccolissimo aneddoto a riprova di quanto persone come Marcella Di Folco non vivono soltanto nei film o nelle attività politica o non la straordinarietà della sua vita, delle sue scelte, ma vivono anche nella realtà quotidiana della città e credo che sia questa combinazione renderla a renderla un personaggio autentico, una persona che ha vissuto,
Insomma, la sua identità di genere in maniera autentica è sempre anche auto, ironica e e profondamente vera, e credo che questa autenticità sia il messaggio rivoluzionario e vi posso dire che, insomma, la piccola Simona Larghetti, la prima volta che sono venuta in questa città, non vivevo ancora qui vivevo a Milano, portata insomma in giro a conoscere la città da un amico sotto i portici del fratello. Abbiamo intravisto questa figura molto, molto particolare, molto appariscente, e il mio amico, che era un giovanissimo critico teatrale ora insegnante di critica teatrale al Dams Ministero, devi assolutamente conoscere un grande personaggio di questa città, Marcella Di Folco e me, rappresentate la conosceva solo perché era un habitué del fratello viveva il fratello e quindi era una vicina di casa e quindi credo che questa sua capacità di essere appunto un simbolo, un simbolo straordinario che ha avuto un'eco nella storia globale, direi no, però, allo stesso tempo era anche una vicina di casa e in questo ho trovato carinissima di delle tante opere che sono state ispirate dalla sua vita. Questo ultimo libro per bambini, che mi ha che mi ha regalato Porpora, che è bellissimo vi consiglio di di prenderlo e regalarlo che si chiama nella parrocchia di Marcella.
È un libro che ho letto con molto piacere ai miei figli e che mi ha, diciamo anche aiutato a ah. Sì, va a spiegare ai miei bimbi e che cos'è l'identità di genere, ma non è il tema del libro. Il libro è sono tutte le cose meravigliose che si trovano nella sua grande parrucca, tra cui alla fine, insomma, faccio uno Spoilers, la la l'amore per la vita, per la gioia per la festa, per stare insieme alle altre persone, quindi un messaggio di coesione sociale, di umanità e di solidarietà che credo valga per chiunque, anche per chi non fa dell'identità di genere la propria bandiera e lotta, ma che spero sia somma importante sostenere anche per chi non vive. Non vive questa questa questa battaglia, per cui credo che questo sia un bel messaggio in un momento in cui fare politica, essere autentiche, essere reali e portare gioia, visto che tutti i giorni parliamo di cose anche abbastanza negativi angoscianti, ci dobbiamo ricordare anche della necessità di questa gioia che non deve essere, ovviamente una esalazione falsa, di un di un ottimismo che non viviamo, però deve essere anche una direzione di felicità, perché noi non dobbiamo dimenticarcelo, non dobbiamo solo risolvere i problemi, ma portare gioia e felicità nella vita delle persone, concretamente con un impatto concreto delle nostre scelte. Chiaramente in mezzo ci sono tante scale di grigi, però credo che questa lezione di parcella la dobbiamo scrivere nel seggio e portare nella nostra attività politica ogni giorno. Grazie.
Consigliere Celli.
Ringrazio, posso intervenire.
Di.
Ebbene.
Mi ricordo.
Nel 1998.
Quando mio padre tornò a casa.
E mi disse sai, questa mattina sono andato a fare una conferenza con i Verdi, mio padre no, non era a quel tempo fiancheggiatore dei Verdi, c'era Marcella Di Folco che mi ha chiesto di scrivermi e io mi sono iscritto euro guardato bene, insomma, si è deciso di cambiare mestiere, vuol dire che è fatto bene, poi mi presenterà ai appena puoi Marsella, e così è stato, io ho conosciuto Marsella Di Folco, alla quale penso che mio padre dovesse tutto,
Nel senso che è stata lei a iscriverlo a San Giovanni in Persiceto durante un incontro sull'ambiente,
E quindi, se mi mi mi emoziona anche pensare a tornare indietro di così tanti anni e siam subito diventati amici.
Perché sia io che lei ci battevamo per per per qualcosa che di cui ancora nessuno parlava in politica.
E, tra l'altro, mio padre era stato candidato prima per P C e gli avevano fatto fa campagna elettorale insieme a un altro esponente molto amico di di Marsella, di cui non ricordo il nome proprio perché è mio padre era considerato un artista ed era anche un professore e quindi secondo i vertici di allora avrebbe dato una grandissima mano alla causa in corso che all'epoca era una causa molto sentita perché per noi oggi è diventato normale parlare di parità di genere, di transgender e di tanti temi ad essi collegati ma all'epoca si faceva molto fatica, come tutti voi ricorderete,
E siamo diventati amici e Marsella perché entrambi?
Difendevamo delle minoranze, lei in campo umano, in campo animale?
E quindi ci sentivamo vicini, per questo ci eravamo, come dire in quel momento due due isolati e per questo ci siamo anche voluti molto bene, io ho tantissimi bellissimi ricordi su di lei e ho anche dei materiali registrati, perché poi, quando mio padre breve,
Per esempio retto lei partecipò, a diverse a diversi incontri, poi mio padre fu eletto nel Nord Ovest come deputato europeo, quasi un anno dopo la sua iscrizione, i Verdi e poi da lì niente poi da lì continuare la nostra amicizia fino a arrivare a quando io non ho cessato di fare politica. Mi sono allontanato da Bologna e così ho perso un po' i contatti con tutti intorno al 2009, però ecco, penso che sia più che opportuno intitolarlo in un seggio, proprio perché le battaglie che oggi sono sentite, che sono vicini a tutti Silvio false, sì e farsi le combatterle, ma quando tu oggi combatti per delle battaglie invece che saranno comprese, lo sai tra 10 20 trent'anni.
Se il mondo avrà la fortuna, di sopravviverà tanto per il problema della crisi climatica ed è a mio avviso veramente dietro l'angolo. Io recentemente non son stato bene di salute, sono stato molto tempo a letto, costretto, ho letto e ho visto dei documentari, per esempio sull'Art Artide, sui ghiacci che si stanno sciogliendo, che sono terrificanti, però ecco tutto questo per dire che e ci si sente soli quando si combattono certe battaglie probabilmente Marsella, non si sarebbe mai immaginata di di avere l'intitolazione di una poltrona del Consiglio comunale ma, ma penso che fosse contenta lo stesso di avere combattuto quella battaglia, perché era giusto farlo perché, in fondo, come come recita un detto Zen, la ricompensa non è mai nel risultato. La ricompensa è il viaggio, grazie.
Grazie, ha chiesto la parola, la consigliera Monticelli, grazie grazie, Presidente.
Tutto è già stato detto e voglio intervenire anche per dare, come dire, penso che sia importante dire che sì, che voterò positivamente e ricordare io vorrei ricordare soprattutto Marcella, non tanto sulle questioni di identità, che sono comunque importantissime per il dal grandissimo valore e l'impegno politico che queste hanno soprattutto quando riguarda la l'uguaglianza, la parità e l'equità, ma vorrei ricordare e soprattutto l'impegno grandissimo di Marcella ed è stato visto da più parti in quello che è stato detto precedente e sulla sua capacità di mettere insieme le persone diverse tra di loro e della sua grande importanza politica di questo, di questa unità, di creare unità. Quindi io credo che ricordarla qua in questo modo, come è stato anticipato, sia davvero dare valore e forza alla posizionamento politico di una persona che ha creato unità al di là delle diversità e che ha messo insieme appunto le le le le le differenze di questa città sotto tutti gli aspetti sotto tutti i campi, per creare una una Bologna migliore, una Bologna più equa in tutte le le direzioni politiche importanti e Celli diceva appunto che, al di là delle differenze, c'era questa questo grande valore dato alle alle minoranze, ho sentito fortemente la la che ha conosciuto Marcella da vicino io non l'ho conosciuta così da vicino, ma ho visto anche un film fatto da Simone cancello così spero per lei che è stato veramente importante porpora veramente parte di questo percorso e io ribadisco percorso politico percorso di unità percorso di condivisione in tutti gli ambiti fondamentali della vita politica, grazie,
Grazie, consigliere Angiuli.
Grazie Presidente, ringrazio anch'io molto la consigliera Marcasciano per la proposta di intitolazione dello scranno a Marcella Di Folco che non ho mai conosciuto personalmente, ma che ricordo bene a Bologna e penso sia importante tutto quello che è stato detto, quindi riconoscere il suo impegno civile e valorizzare il ruolo che ha avuto nelle istituzioni, affermare i valori di uguaglianza e dignità ancora e preservarne la memoria storica, soprattutto per le nuove generazioni, e penso che questa figura sia stata, come diceva la stessa Porpora storica e iconica insieme del movimento trans e che per Bologna ha un fortissimo valore simbolico e quindi non stiamo solo a ricordare una persona, la persona, ma credo vogliamo ribadire l'impegno di Bologna verso i diritti civili e la rappresentanza di tutte le cittadine e di tutti i cittadini con questo ordine del giorno. Grazie,
Grazie, non ho.
Altri consigliera Bittini.
Grazie Presidente.
Forse mi ripeto, ma vale la pena di ripetersi in quest'Aula per ricordare il gesto coraggioso e il coraggio di Marcella Di Folco che, assieme al Consiglio comunale di allora, fecero questo grande passaggio è stato un momento di grande civiltà e di grande umanità perché i diritti difesi non erano solo di una parte erano di tutta la città, e questa l'importanza, quindi ne approfitto per i CAA per ringraziare porpora per fare questo, per riportarci alla realtà e per farci capire,
Che assieme, tutti assieme, forse davvero possiamo cambiare grazie.
Grazie consigliera De Martino, grazie, Presidente, vado molto veloce e ci tenevo a ringraziare pubblicamente la consigliera Porpora Marcasciano per questo atto, che credo sia molto importante, in particolare per la fase storica in cui ci troviamo, non indubbiamente non è questa la fase storica, diciamo più positiva per chi crede nell'autodeterminazione dei corpi, nelle libertà civili e sociali, nel progresso della, nel progresso sociale della nostra comunità, ecco, sicuramente ci sono stati periodi anche peggiori, ma anche migliori. Questo sicuramente non ci fa essere molto ottimiste.
Ma come mi ha insegnato qualcuno di recente, a volte quando veniamo presi un po' dal pessimismo, è molto utile cercare di Astrud lì in qualche modo di estraniarsi dal presente, di planare dall'alto e guar, cercare di guardare la storia, anche quella dell'umanità, anche quella del nostro Paese dall'alto, perché se facciamo questo esercizio guardandola dall'alto, ci ricordiamo come invece la storia, pur con i suoi bassi, a volte anche molto drammatici, ma alla fine ci ha portato sempre verso un progresso verso più diritti, verso più libertà, verso più riconoscimento reciproco, sicuramente non con la velocità e con l'intensità che tutte e tutti noi desidereremmo, ma così è stato ed è stato anche grazie a personalità importanti e capaci come Marcella Di Folco, come è stato ricordato dalle mie colleghe, dai miei colleghi, con la sua storia, con la sua capacità, col suo modo di essere cittadina di Bologna e di essere anche una figura politica di riferimento e grazie anche a tante e tanti altri che insieme a lei hanno messo il proprio granello di sabbia e ed è questo che dobbiamo continuare a fare insieme e sono sicura che avere lo scranno intitolato proprio a Marcella continuerà a darci questa fiducia di andare avanti con le nostre lotte per quello in cui crediamo, anche se.
I fattori di sono esterni non ci portano a essere particolarmente positivi ed ottimisti, ma questa è la direzione e prima o poi finalmente riusciremo a vivere in una società dove potremmo riconoscerci tutti e tutte, come persone e dove il nostro, la nostra provenienza, il nostro orientamento sessuale, la nostra identità di genere non saranno degli elementi di discriminazione, ma anzi saranno del valore aggiunto e ci aiuteranno ciò che oggi ci divide ci aiuterà invece a vivere in maniera più coesa e più comunitaria ne sono convinta, non sarà semplice, ma questa è la strada e andiamo avanti anche questo piccolo gesto simbolico. Sono convinta che ci aiuterà in questo. Grazie ancora, porterà.
Grazie consigliere Tarsitano, grazie Presidente, mi unisco anch'io ai ringraziamenti per la collega Marcasciano per aver offerto al Consiglio comunale l'opportunità di intitolare uno scranno a Marcella Di Folco e io credo che ogni nome che si incide.
In uno degli delle sedute di questo Consiglio sia un po' un mattoncino della storia di questa città ed effettivamente dalle parole che mi hanno preceduto questo mattoncino è assolutamente significativo, importante,
Ogni volta che anche qualche visitatore entra all'interno di quest'Aula è una delle attività più ricorrenti, è proprio scrutare interrogarsi sui nomi che sono incisi su alcune delle sedute, credo che l'interrogativo che porrà lo lo scranno di Marcella sarà un interrogativo importantissimo per le considerazioni, anche da ultimo fatte dalla collega De Martino, che ci interroga anche sul sul nostro presente. Quindi,
E questa ricomposizione storica che avremmo grazie a questa intitolazione, oltre a definire e a rendere chiaro a a chi entra in quest'Aula. Qual è la storia della nostra città? Sarà anche un monito per il presente, un'occasione e costante di riflessione e è assolutamente un contributo positivo. E nel nel dire quest'Aula, che tipo di persone ha avuto come come rappresentanti della città e di percorsi storici che ancora oggi camminano sulle gambe di chi lotta nelle piazze e nei movimenti? Grazie,
Se non ci sono altri Consiglieri, darei la parola alla consigliera Marcasciano per la.
Conclusione, grazie, Presidente beh, come dire, gli interventi mi hanno commossa prima ancora di rendermi felice della della proposta perché?
Lo lo confesso molto spesso in questo Consiglio.
C'è, diciamo, una ante, ci sono dei tecnicismi, del dei meccanismi che un po' rendono.
Meno umano questo questo luogo Marcella lo fece il dibattito di oggi mi ha colpito in quel senso e per questo mi ha commosso, perché ho sentito l'umanità non tanto verso grandi battaglie perché Barcella neanche io ci siamo fregiati dei chissà a che cosa quello che abbiamo fatto lo abbiamo fatto sempre perché sentivamo di farlo e per più che altro perché lo vivevamo sulla nostra pelle e.
Sapere capire che si è lasciato una traccia Marcella l'ha lasciato un'impronta molto molto grossa a Bologna, in tutta Italia, in diverse città sono state intitolate a lei i luoghi spazi.
Targhe, questo ci ci rende orgogliosa. Ecco visto che l'orgoglio è una cosa, un elenco, un elemento che noi ogni anno portiamo in piazza, perché per troppi anni, per troppi secoli, siamo state negate e.
Messe da parte. Quindi questo questa è una una vittoria, una grande vittoria di umanità, la la la considero tale e la intreccia quella politica, partendo sempre dal fatto e lo faccio sempre in ogni mio passaggio che il personale politico e me l'ha insegnato il femminismo e quindi questa è una vittoria.
Politica e personale intrecciata insieme. Quindi, grazie al Consiglio.
Meno iniziamo la fase del voto parola per dichiarazioni di voto dei gruppi.
Così, se si vede la mia prenotazione, consigliere Celli.
Grazie Presidente, no, volevo, volevo dire che voterò favorevolmente e che ho scritto anche l'avevo già detto in Commissione, ma lo anche riscritto.
Che aggiungo, la mia firma all'ordine del giorno, come detto in Commissione, e poi ne approfitto anche per dare la presenza perché mi son collegato in ritardo grazie.
Altri in dichiarazione di voto, sennò passiamo alla fase della.
Votazione.
Non ci sono altri, quindi passiamo alla votazione dell'ordine del giorno numero 197 per intitolare a Marcella Di Folco la poltrona della sala del Consiglio comunale a lei assegnata durante il suo mandato.
In comune o di G. Presentata dalla consigliera accasciano e altri in data 2 febbraio 2026 è aperta la votazione,
Io ho un problema, non mi compare la votazione.
Provo a uscire e rientrare, comunque è favorevole, va be'raccogliamo il suo voto a voce ah, ecco, c'è questo non riuscito.
Sì, sì, e apposta insomma grossa.
Bene, chiudiamo la votazione, abbiamo 28 consiglieri presenti, 22 Consiglieri votanti, 22 voti favorevoli.
E 6 non votanti, l'ordine del giorno è approvato.
Per sapere?
Pandemia.
Allora mettiamo adesso in discussione l'ordine del giorno.
Per esprimere contrarietà al trasferimento dell'agenzia Italia Meteo da Bologna ad altra sede, che è stato presentato oggi a Parma, a firma dal consigliere Piazza per trattazione urgente, l'odg è stato ammesso alla votazione, è stata votata l'anticipazione.
Consigliere piatta, grazie Presidente,
Riprendo un po' qualche con più calma, visto che i tempi dell'intervento di inizio seduta riprendo qualche concetto che avevo già imbastito nella in apertura di seduta quando ho presentato questo ordine del giorno per introdurre la discussione, nella quale spero di sentire ascolterò con con con interesse diverse voci su questo tema. Essendo qui rappresentate anche forze che esprimono il Governo a Roma. Beh, intanto la premessa, la sappiamo nel senso che Bologna ha investito in maniera molto lungimirante, ha fatto forti investimenti per creare qui da noi il Tecnopolo Tecnopolo che ha delle capacità tecnologiche e digitali scientifiche di ricerca che ci rimette praticamente nelle classifiche a giocarcela a livello internazionale o addirittura mondiale. La capacità di calcolo che abbiamo concentrato qua a Bologna è tale da poter entrare nelle classifiche mondiali di capacità di calcolo. Giocando ce l'ha anche con la Silicon Valley. Questi sono stati investimenti, come dire, di altissima tecnologia, è molto lungimiranti, fatte anche di scelte strategiche e da impegni condivisi. Tra istituzioni locali, la Regione, l'Università, anche il Governo e abbiamo creato alla fine, qua a Bologna, un ecosistema integrato dove si trovano soltanto il calcolo, il supercalcolo ma anche ricerca e innovazione operativa e in particolare qui a Bologna è venuta o a stabilirsi anche il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine, il cui acronimo inglese, come dicevo, che è quello poiché si vede passando da via Stalingrado, ECM W F e,
La loro scelta. Ricordo benissimo, qualche anno fa io ero qua in Consiglio e accompagnai una delegazione che venne a visitare anche Palazzo d'Accursio accompagnano la delegazione di questi di questi studiosi del del centro che allora si trovava in UK a Reading in Inghilterra, e decidere stavano valutando diverse sedi nuove internazionali in tutta Europa dove trasferire il Centro europeo, il Centro europeo ne avevano valutate diverse in giro per per l'Europa e alla fine però, hanno scelto di venire qua a Bologna. Ovviamente, la scelta di Bologna, di un istituto così importante e così prestigioso, e anche, così come dire, ed emendi no, cioè a livello di richieste notevolmente esigente, no di di di richieste di requisiti dal punto di vista territoriale e anche dal punto di vista infrastrutturale, e uno non può che essere una conferma. Un riconoscimento a livello internazionale europeo della capacità di Bologna di offrire un ambiente altamente qualificato, integrato e competitivo, e tutto questo grazie appunto a quegli investimenti che hanno portato qua il Tecnopolo e ci ha fatti preferire ad altri importanti candidature europee, ma anche nazionali, perché qui c'è un ecosistema scientifico, ci sono le infrastrutture, c'è la competenza, è tutto qua, è tutto concentrato e grazie a questo a questo investimento non è soltanto il Centro meteo che è venuto qua a Bologna, ma sono numerose le aziende che da tutto il mondo e soprattutto dall'Europa e in Italia non ne parliamo, stanno cercando di trasferirsi qua in in quello che sarà il distretto. Il nuovo distretto della tecnologia attorno al Tecnopolo sta crescendo veramente con con tanti interessi anche interesse internazionale, un vero distretto di altissima tecnologia lì al Tecnopolo. Quindi non è soltanto una questione di metodo, ma certamente per il discorso che che che facciamo oggi, cioè della trasferimento del Po potesse possibile trasferimento. Diciamo possibile naturalmente trasferimento e speriamo che venga scongiurato. Quindi voglio restare ottimista, ma le notizie che sono girate hanno subito fatto, come dire, preoccupare il possibile trasferimento dell'Agenzia italiana. Questa volta Italia Meteo lascia piuttosto sconcertati e soprattutto non riusciamo a capire il motivo perché qui l'Agenzia Italia Meteo si era avviata, non a caso, come dire ed è condivideva sinergie molto importanti proprio con il il Centro meteo per il clima, ma anche col CNR. Già usava parte delle potenze di calcolo dei supercomputer presenti al Tecnopolo, quindi era già in un ottimo avvio, è già sfruttava le competenze e le strutture tecnologiche e dice e le sinergie perché sono presenti a Bologna. Quindi, con queste premesse, con questa situazione davvero non riusciamo a capire il perché si rischi il trasferimento di questa agenzia da Bologna ad altra sede nazionale, perché perché questa scelta cioè è chiaro che il sindaco, Lepore e il presidente della Regione De Pascale hanno immediatamente chiesto un incontro al Governo e hanno fatto hanno fatto estremamente bene, perché vogliamo prima di tutto far capire che il Tecnopolo e anche l'Agenzia Italia Meteo non sono un patrimonio di Bologna, ma sono un patrimonio nazionale di tutto il Paese, il Tecnopolo, addirittura rilevanza internazionale e quindi è tutto interesse.
È interesse di tutti, di tutto il Paese, che funzionino bene e che funzionino al meglio, che siano messe nelle condizioni di operare al meglio e che set che trovino l'ambiente migliori attorno a sé. Per questo riteniamo che Italia Meteo qua a Bologna possa trovare quelle condizioni che avevano portato ad avviarsi proprio qua per crescere e diventare quello di cui il Paese ha bisogno, cioè un centro di ricerca in grado di valutare il clima anche a medio termine. Perché chiaramente va bene avere le allerte un giorno per l'altro, ma noi, in una fase di di di cambiamenti climatici come questo, dove tutte le statistiche che abbiamo usato fino adesso stanno sballando, dove gli effetti del cambiamento climatico noi stessi come città, li abbiamo purtroppo sperimentati sono devastanti e hanno bisogno di eccellenza, hanno bisogno di investimenti, hanno bisogno di enti e agenzie che funzionino al meglio, che siano in grado di fare un passo avanti rispetto a quello che sono state finora e possano crescere e darci i modelli matematici estremamente complessi che hanno bisogno di potenza. Di calcolo elevatissime che qui a Bologna ci sono per potere nell'interesse del Paese del territorio della Regione, del Comune. Dare previsioni meteo aggiornate, quindi è un interesse di tutto il Paese, di tutte le Regioni ed è qui che l'agenzia si era avviata. Aveva già avviato collaborazioni col CNR con l'Agenzia europea per il clima. Aveva fatto convenzioni con le ARPA di varie regioni, quindi non si è veramente. Non si riesce a capire questa questa possibile trasferimento, se non in chiave politica. Allora, se così fosse e spero di sbagliarmi spero di venire smentito dai fatti. Noi chiediamo con forza di non fare politica sul meteo, sul Tecnopolo, questi sono sono asset strategici nazionali, sono beni di tutto il Paese. Abbiamo fatto visto fare politica su tantissime cose della partita del Virtus col Maccabi abbia visto devi fare politica su ogni cosa e qua in città ne abbiamo dovuto mandar giù di ogni. Ma non facciamo politica sul meteo su un tema così sensibile come è la previsione meteo in un momento di cambiamenti climatici. Spero dicevo di essere smentito. Spero che naturalmente, questa ipotesi rientri che Italia Meteo possa continuare a prosperare qua come aveva impostato fare. Tra l'altro c'è anche il tema delle risorse e del personale delle delle circa 20 persone impiegate e di altissima specializzazione, che si rischierebbe di perdere con un trasferimento perché alte specializzazioni di questo tipo potrebbero decidere di non seguire. Almeno tutte certamente non lo faranno un eventuale trasferimento in altra sede, quindi ci sarebbe un depauperamento netto anche delle competenze che in questi anni di avvio si sono accumulate. Quindi l'ordine del giorno è molto chiaro. Chiediamo chiediamo di non creare un vuoto.
E e un'inefficienza potenziale di questa importante agenzia. Proprio in un momento di crisi climatica che ha bisogno di maggiore integrazione, capacità previsionale, ricerca, coordinamento tra istituzioni abbiamo messo a disposizione spazi e risorse non tanto nell'interesse della città, ma nell'interesse nazionale. Certi che qua ci sia l'ecosistema giusto e migliore perché questa Agenzia possa prosperare, ma del resto è evidente, non c'è bisogno di di chiederlo gli stessi. Lo stesso centro europeo ha scelto Bologna. Quindi non devo dire nulla io che non sia già chiaro ed è espresso dai fatti e quindi come Consiglio comunale noi esprimiamo con chiarezza una contrarietà al trasferimento della sete delle agenzie. Tagliamento da Bologna ad altra location italiana e soprattutto chiediamo che una riorganizzazione cosa che fino adesso non è avvenuta preveda un confronto con Comune Regione, perché quantomeno se proprio trasferimento deve essere e speriamo di no almeno che ci sia. Un coinvolgimento dei livelli territoriali che hanno investito fino ad oggi in questa agenzia hanno investito, hanno creduto, hanno costruito un ecosistema. Relazioni hanno fatto di tutto perché l'avvio fosse dei migliori e quindi almeno che ci sia, come atto di cortesia istituzionale, un coinvolgimento, un confronto e per cui.
Questo è l'ordine del giorno, chiediamo di tutelare i lavoratori, chiediamo di tutelare l'agenzia per il bene stesso di tutto il Paese e spero di avere e che ci sia un dibattito, che vengano chiarite le posizioni e che spesso, insomma, che spero presto si possa tornare a una revisione di queste di questo trasferimento grazie.
Grazie consigliere, parola ora al Consigliere Cima, prego, grazie Presidente, ma c'è un aspetto di questo di questa vicenda è che l'ho detto anche l'intervento di inizio seduta è veramente desolante, che è quello che noi sentiamo sempre in questa Aula alle minoranze che qui sono minoranza ma al Governo sono rappresentati.
Esponenti politici che fanno parte appunto della maggioranza di Governo qui, a livello locale, ci sentiamo sempre dire che loro lavorano per il bene della città che vogliono la il bene dei cittadini e poi su una vicenda come questa non si senta una parola non si sente dire nulla, è una cosa che è sconcertante.
Intanto cerchiamo di capire di cosa stiamo parlando, Italia mettono, non è un ufficio pubblico qualsiasi da spostare con una circolare e l'Agenzia nazionale per la meteorologia e la climatologia e la sua sede a Bologna non è una scelta casuale, una rendita di posizione territoriale Bologna,
È il più grande centro meteo europeo ed è uno dei più importanti a livello internazionale, lo dice la geografia scientifica del continente e non è nemmeno una struttura che deve ancora trovare una collocazione, è già tutto definito, l'agenzia USA un supercomputer al Tecnopolo, assieme al CINECA sono già state avviate collaborazioni operative col CNR ecco Elisa che con l'ISPRA col Ministro dell'ambiente e con i consorzi di bonifica con le ARPAE, è già stato concordato il trasferimento,
In 80 uffici nuovi, nel palazzo della United Nations University.
Del di un di questo appunto di questo di questa agenzia, all'interno di un nuovo edificio che sarà costruito il Tecnopolo è un ecocentri, l'unico sistema scientifico costruito pezzo per pezzo, relazione per relazioni in anni di lavoro, tutto questo il Governo lo vuole smontare.
E non si capisce perché non c'è un perché.
E non ci sono solo ragioni tecnico, scientifiche che che giustificano il mantenimento dell'agenzia.
Non è che si renderanno le previsioni più accurate, non si proteggeranno meglio ai cittadini dalle alluvioni, non si accelereranno le politiche di adattamento climatico, non c'è un solo vantaggio operativo misurabile.
Guardiamo come funziona in Europa.
In Europa abbiamo un quadro che anche da questo punto è molto chiaro. In Francia, ad esempio, il Centro Meteo francese a 3.000 dipendenti, ed è a Tolosa, non è a Parigi, in Germania, il servizio nazionale a 1.800 dipendenti ed a Francoforte non è a Berlino in tutta Europa i centri meteorologici stanno dove ci sono le competenze, non dove c'è il Governo, l'Italia sta facendo esattamente l'opposto del sui principali partner europei e non c'è ancora una spiegazione, non c'è un perché.
C'è un dettaglio che vale più di 1.000 argomentazioni politiche, professor Carlo Cacciamani, una delle migliori competenze internazionali nel settore della meteorologia è andato in pensione nel marzo del 2024, ma è rimasto a lavorare per i Tagliamento gratuitamente senza percepire un euro fino al dicembre del 2025 perché perché credeva nel progetto perché quello che si sta costruendo a Bologna vale tempo, vale esperienza vale dedizione,
Quindi è questo che si rischia di perdere non un edificio, non una sede amministrativa, ma un investimento umano e scientifico che non si compra e non si trasferisce per decreto ministeriale i ricercatori tecnici, gli esperti specializzati non seguiranno il trasloco aroma, ricostruire quelle competenze altrove ammesso che sia possibile richiederebbe anni e risorse ingenti quello che il Governo chiama riorganizzazione nella realtà è una dispersione di patrimonio scientifico nazionale.
C'è un secondo problema, che è altrettanto grave, che rischia di passare in secondo piano rispetto alla questione della sede, la nuova configurazione che il Governo, almeno da quello che ci è stato dato, sapere, intende adottare, esclude le Regioni dalla definizione delle linee strategiche e attribuisce quegli indirizzi al Dipartimento nazionale della Protezione civile c'è una distinzione tecnica che è fondamentale capire che parlava anche il collega Piazza.
La Protezione civile fa l'allerta per il domani, cioè ci dice domani piove dopodomani, c'è la neve,
È un lavoro importante, ma è molto operativo molto contingente lo studio dei sistemi meteorologici e climatici è un'altra cosa e ricerca avanzata, sofisticata di lungo periodo, ed è strategica per il Paese anche qui, se questa retorica del nazionalismo che sentiamo sempre e poi questo che è un elemento fondamentale per il Paese viene messa in discussione ripeto non si capisce perché,
Togliere le regioni della governance non è una questione di rappresentanza formale, le regioni sono il primo livello di risposta delle emergenze meteorologiche, sono quelle che conoscono i territori che conoscono i fiumi, le fragilità e quindi anche qui privarli di una voce significa produrre politiche climatiche calate dall'alto senza nessun radicamento.
Altro elemento.
Nella prima legge istitutiva l'Italia Meteo Bologna era indicata esplicitamente come sede quella dicitura è stata successivamente rimossa.
Ora bisogna approvare il nuovo statuto entro febbraio con un passaggio che va anche in Stato regioni e sarà quello statuto a sancire sede governance definitiva siamo quindi in una finestra temporale che è strettissima, non è un caso che sia venuto fuori così, e non è un caso che il Sindaco, il Presidente della Regione abbiano chiesto con urgenza un incontro al Governo cioè noi ci troviamo fondamentalmente 10 12 giorni in cui si prenderà una decisione strategica per il Paese importantissima,
Ultima cosa, ma non ultima, il Tagliamento non è un'isola, è un nodo di un ecosistema enorme il Tecnopolo di Bologna, dove opera il centro metro, il CINECA Lloyd l'aiutante del National University, l'ENEA, è tutto un sistema interconnesso che è stato costruito in anni di investimenti pubblici e privati che è riconosciuto a livello internazionale colpire uno di quei nodi non è neutro rispetto agli altri.
Il rischio è che una decisione apparentemente circoscritta produca un effetto domino su tutto il polo scientifico, che appartiene non solo a Bologna, non solo l'Emilia Romagna torno a dirlo, perché questa cosa è veramente al di là di ogni comprensione,
E a questo punto l'unica spiegazione e credo di averlo spiegato bene e politica. Se non ci sono ragioni scientifiche, non ci sono ragioni operative, non ci sono ragioni giuridiche tantomeno di efficienza. Allora, a questo punto, l'unica cosa che rimane e la politica, quindi c'è una ragione evidentemente politica, spacciata per razionalizzazione e la logica di questo Governo, che vuole controllare tutte le Istituzioni, ma non permettere al servizio dei cittadini per cercare di prendere il controllo semplicemente per una mera logica di di lottizzazione. Ma è talmente chiaro e talmente evidente.
È altrettanto evidente che ogni volta che si può colpire Bologna lo si fa non c'è proprio dubbio su questo ormai ripeto, voi non state lavorando dai banchi dell'opposizione per i vostri cittadini, perché anche questo ormai dovrebbe essere molto chiaro il Governo vuole controllare le istituzioni a dispetto di quello che è il bene della città di Bologna, della regione o semplicemente delle politiche pubbliche da mettere in atto.
E quindi, una volta di più tacere, come altre volte è successo, su questo è una responsabilità precisa, questa città rischia di perdere il posto di lavoro peraltro altamente qualificati, prestigio scientifico internazionale, un'agenzia strategica costruita in anni di lavoro, investimenti,
Non so più che altro di era a me sembra talmente evidente che qui abbiamo un caso clamoroso di quello che ormai da mesi stiamo andando a denunciare che questa situazione per Bologna, per l'Emilia Romagna è totalmente strumentale agli interessi politici di questo Governo che non ha a cuore e da qui ricordatevelo, non veniteci più a fare la morale, perché questa cosa non l'accetteremo. Più. Questi episodi si stanno ripetendo con troppa frequenza. Non potete venirci a dire ah, ma quella cosa lì poi voi non volete bene ai cittadini, perché questo questo elemento, questi elementi, vengono sempre più chiaro, sempre più chiaro come di fatto non ci sia nessun ragionamento comune di comunità, ma semplicemente ai ragionamenti politici di opportunità. Grazie,
Grazie consigliere, il prossimo intervento è della consigliera, Isabella Angiuli, prego.
Grazie, Presidente, sì, mi ripeterò perché i colleghi che mi hanno preceduto hanno detto praticamente tutto, ma davvero è una scelta quella di portare via all'Agenzia meteo da Bologna che,
Diciamo che posso definire come minimo miope, ma soprattutto io credo, una decisione irresponsabile e profondamente incoerente con la traiettoria di sviluppo che il nostro Paese dice di voler perseguire. Bologna non è una sede qualsiasi, e questo è stato detto, è un punto di riferimento scientifico e tecnologico, è un nodo centrale di competenze, università, centri di ricerca, ma soprattutto spostare l'Agenzia meteo significa spezzare un sistema che dopo non si va a ricostruire e indebolire una rete fatta di ricercatori, tecnici, studenti, imprese innovative, start-up e istituzioni che collabora quotidianamente. Non è solo un cambio di sede e qui emerge davvero l'incoerenza più evidente. Da un lato, il Paese dichiara di voler investire in innovazione, transizione ecologica, digitalizzazione, alta formazione, dall'altro sta smantellando uno dei poli più avanzati che incarnano esattamente questa visione. Come possiamo parlare di sviluppo sostenibile se indeboliamo le strutture che producono conoscenza e capacità di previsione? In un'epoca segnata da eventi climatici estremi? C'è poi un tema economico e territoriale che mi preoccupa moltissimo. Negli ultimi anni la presenza dell'Agenzia meteo ha contribuito ad attrarre investimenti, progetti europei, start up, competenze qualificate attorno a questa risorsa. Si è immaginato uno sviluppo urbanistico e produttivo coerente con un modello di città della conoscenza che noi, come Amministrazione comunale, stiamo perseguendo da anni. Mettere in discussione questo presidio rischia di frenare investimenti, ridurre competitività del territorio, incidere negativamente sul livello di benessere che stiamo cercando di mantenere con fatica in un momento davvero difficile e critico anche dal punto di vista industriale. Una scelta di questo tipo non manda sono segnali a Bologna, ma tutto il Paese. Le strategie possono cambiare. A questo punto, senza visioni di lungo periodo, i poli di ACER di eccellenza non sono considerati asset da consolidare. E un messaggio molto pericoloso, questo, che sta passando in un contesto internazionale in cui la competizione si gioca proprio sulla capacità di creare e mantenere gli ecosistemi scientifici stabili e attrattivi, difendere la permanenza dell'Agenzia meteo a Bologna. Io vorrei essere chiara l'ha detto anche il collega, i colleghi prima di me non è una rivendicazione locale, è una richiesta di coerenza con l'idea di sviluppo che l'Italia dichiara di voler costruire, che deve essere basata sulla conoscenza, sull'innovazione, sulla capacità di affidare, di affrontare le grandi sfide del tempo e indebolire ciò che già funziona. Vuol dire andare totalmente nella direzione opposta. Io non so se il nostro Paese può permettersi una.
Un declino di questo tipo. Davvero faccio appello a tutti i colleghi, anche quelli della minoranza, perché si prenda coscienza del fatto che questa azione davvero deleteria per la città, ma anche per il Paese, grazie.
Grazie consigliera, Parola alla consigliera Larghetti, prego, grazie Presidente ma.
Sono. Sono un po' stupita che, insomma, che per ora le prenotazioni di interventi sia totalmente unilaterale, visto che spesso ci si lamenta di non occuparsi di Bologna, è anche vero che occuparsi di Tagliamento non è occuparsi solo di Bologna, ma a occuparsi della crisi climatica dal momento che,
Vedo che a targhe alterne si ammette la crisi climatica siano strumenti, del resto c'è un Ministero, c'è un Ministro Pichetto Fratin. Ci sono dei piani che fino a che non vengono dichiarati non più vigenti, sono vigenti Piani nazionali, come quello di adattamento ai cambiamenti climatici, che però non hanno corrispettivi nel bilancio non sono finanziati. Quindi, da questo punto di vista c'è totale coerenza nel giudicare il tema urgente, ma non troppo. Nel frattempo l'agricoltura perde terreno tra.
Troppa acqua, poca acqua. Abbiamo avuto due anni di siccità a inizio mandato, abbiamo discusso delle gravi conseguenze sulla produttività dei raccolti anche nel nostro territorio. Poi abbiamo parlato di alluvione e purtroppo continuiamo a parlare di alluvione di rischio piene, eccetera. Però è comodo dire che in realtà il problema è la manutenzione di delle sponde e non invece la quantità incredibile e l'estremità degli eventi meteorologici che dobbiamo essere in grado di di prevedere, salvo poi dichiararsi ambientalisti. Quando si tocca un albero con una quantità di ipocrisia politica, di cui io sinceramente sono solo sconvolta oggi, perché è chiaro che la crisi climatica si può affrontare soltanto con la conoscenza e la conoscenza, almeno da Galileo Galilei in avanti si produce con la collaborazione con l'intelligenza collettiva. Qualunque progetto europeo scientifico si avvale di TIM che stanno su diversi Paesi diversi, atenei e Italia, Meteo nel suo piccolo o nel suo grande. Se vogliamo, si avvale proprio di questa collaborazione tra enti, tra enti istituzionali. Di livello di qualità diversa, ed è questa la sua ricchezza, perché è qui che sta la conoscenza nello scambio di competenze, di dati e di conoscenza, non certo nella centralizzazione che piace tanto a questo Governo che vuole fare la guerra a qualunque tipo di ente locale, ma guarda coi colleghi, somma della parte politica opposta, questa cosa, poi fuori fuori microfono si è detta, cioè sono contraria all'esistenza stessa degli enti locali, quindi figuriamoci a delocalizzare competenze fuori da quello che può essere un controllo, un controllo anche geografico del Governo e la simmetria informativa è un'arma molto potente nei confronti delle persone, della cittadinanza, ovviamente anche della classe scientifica. Quindi non mettere a disposizione e non far circolare i dati e la conoscenza è un modo da sempre, cioè, voglio dire, ce lo aveva insegnato Machiavelli che si fa così e sono passati qualche centinaio di anni. Quindi è chiaro che la scelta è totalmente politica. È chiaro che non ne scientifica è chiaro che non è organizzativa. È chiaro che non è di governance, ma va nello smantellamento delle competenze. Locali, va nella diciamo, chi.
Secretare i dati che sono importanti per conoscere gli effetti della crisi climatica laddove ripeto, in maniera coerente, scelte vere di contrasto alle emissioni, agli obiettivi delle Coop, non si stanno facendo quindi, da questo punto di vista siamo totalmente totalmente in linea con il negazionismo che costruiamo l'occhio un giorno sì e l'altro pure, ecco per noi la radicamento di taglia meteo e di tutte le sue competenze del metodo su questo territorio non è una battaglia campanilistica. Su questo.
Vado dietro quello che ha detto il collega cima è la ragione, non è assolutamente che noi vogliamo che sia a Bologna perché siamo di Bologna, ma è una è dovuto semplicemente alla alla natura delle competenze che sono su questo un territorio, quindi per noi l'opposizione netta e non è da noi dal nostro punto di vista politica, ma è un'opposizione che va a quella rafforzare l'operato di questa agenzia, a cui forse abbiamo dedicato poca attenzione negli ultimi anni. Quindi, se vogliamo fare autocritica, facciamola. Dovevamo rendere più stringenti le relazioni con questa agenzia e quindi questo è quello che dobbiamo fare. Aumentare, la, l'attenzione, non abbassarla, tenerci strette le competenze, non lasciarli andare altrove e collaborare perché le scelte politiche siano sempre più ancorate a dati scientifici, ad analisi il più possibile oggettive quantomeno dello stato. Di fatto, poi, politicamente ognuno costruisce la propria strategia, però non possiamo prescindere da una fotografia dell'esistente che ogni giorno, poi, è il cambiamento, perché siamo in uno schema diverso di sviluppo dei cambiamenti climatici, però deve essere una fotografia oggettiva che non va dietro a comodità politiche, a solleticare la pancia dell'elettorato che pensa che basta pulire un tombino per risolvere l'alluvione, i tombini vanno puliti, ma per risolvere l'alluvione e forse ci vuole un livello scientifico un pochino più alto e Tagliamento è uno strumento molto potente. Credo che sia proprio per questo che ce lo volete togliere. Grazie,
Grazie consigliere al prossimo intervento si è prenotata la consigliera Ceretti, prego, grazie Presidente, aggiungo alle parole del collega Marco piazza, che ringrazio per il l'ordine del giorno, che ha presentato la mia totale e ferma contrarietà all'ipotesi di trasferimento della sede dell'Agenzia Italia metodo, beh meteo,
Sarebbe avere veramente un grave errore strategico del Governo per Bologna e per il sistema Paese, comprometterebbe l'integrità del Tecnopolo di Bologna, tutto il suo ecosistema. Prima Consigliere Cima parlava di effetto domino. Ecco, le ripercussioni saranno tante, saranno sui costi, su ritardi operativi, saranno sul capitale umano che è fatto di professionisti, di studenti, di start up, di ricercatori che hanno scelto Bologna come hub d'eccellenza e quindi abbiamo tutti insieme il dovere di.
Fare una battaglia forte per mantenere questa Agenzia italiana Italia, Metho meteo.
Sul nostro territorio per rafforzare la competitività e l'attrattività e lo sviluppo.
Attraverso un investimento forte in ambito di conoscenza e di innovazione, e quindi questo è il nostro compito, bene, questo ordine del giorno e manterremo la nostra posizione con grande fermezza per ribadire l'importanza di questa agenzia italiana sul nostro territorio, grazie.
Grazie Consigliere la parola al consigliere Mazzanti, prego.
Sì, grazie Presidente, ma si vede che quando parliamo di tecnopolo, in alcune occasioni c'è stato come una maledizione divina.
Nei confronti di questa struttura, purtroppo, si è persa la memoria di quella realtà e io la memoria ce lo buono.
Per fortuna,
Lì c'era un grosso stabilimento di proprietà dello Stato.
Che produceva e lavorava il tabacco faceva sigarette sigari.
Vi lavoravano al momento clou della produzione circa 1.000 1.000 100 persone, prevalentemente donne, dette le tabacchini, dove lavoravano prima queste donne nella vecchia manifattura inviato Gardino, dove oggi voi vedete che c'è la zona universitaria, c'è il Dams.
Eh è rimasta della vecchia manifatture, il muro di centro di un parco che lì esistente.
Naturalmente la manifattura cresceva.
E aveva bisogno di trovare un nuovo spazio,
E non lo spazio fu trovato in via Stalingrado fra via Stalingrado e via Ferrarese.
E lì quella struttura.
Progettata da un grandissimo architetto italiano.
Che è la costruì, la firmò.
E lì cominciò alla produzione industriale con macchinari moderni, tra l'altro il monopolio delle macchine per la lavorazione del tabacco erano Bologna, la S.a.s.i. Produceva quelle macchine e le vendeva in tutto il mondo, figurarsi se non facevano impianto ultramoderno in quello spazio, dopo decenni di funzionamento quello stabile perse di attività perché voi sapete che lo Stato decise,
Di mantenere il monopolio, ma la produzione del tabacco fully paralizzata.
Che fare di quello spazio?
E qui comincia la prima avventura della manifattura, dapprima avventura, è che sì, un gruppo di imprenditori non solo Bolognesi hanno subito visto l'interesse, la strategicità, la un punto strategico, e cosa fecero fecero una proposta di acquisto.
Un investimento per realizzare una nuova, un nuovo pezzo di Bologna.
E quindi FEC, per fare un'operazione immobiliare, però qua e c'è stata una novità Bologna il mondo accademico.
Ma soprattutto la Regione Emilia Romagna, le attività.
Che erano ubicate nel nel mondo della ricerca, l'ENEA che poi voi sapete che confluisce all'interno di questo ed altri.
Ma soprattutto la Regione Emilia Romagna chiede di fare a Bologna, in un posto strategico.
Di quello spazio di quello stabilimento, un punto della ricerca avanzata nel campo scientifico,
Nel campo della fisica, nel campo della medicina c'è in tutti i campi di innovazione tecnologica e di ricerca di quell'ambiente si apre uno scontro Bologna pesante perché la Regione Emilia Romagna, e qui dobbiamo ringraziare il Presidente di allora Errani e quello subito precedente,
E un assessore Duccio Campagnoli.
Che su quello la Regione.
Fece una battaglia politica fortissima, presentando questo progetto, supportato dal mondo scientifico bolognese, che in termini di conoscenza e di ampia e ampi rapporti internazionali naturalmente aveva una grande credibilità lo Stato.
Alla fine, capendo l'importanza del progetto.
Cosa fece decise di non dare spazio a questa operazione immobiliare e guardate che non è un caso, perché anche in quel, anche in quella vicenda da parte della destra bolognese, ci fu un atteggiamento di a stroncate, la libera iniziativa, impedito lo sviluppo e la crisi della città basta prendere le cronache di allora,
Io giovane consigliere di quartiere, purtroppo ho parecchi anni giovanissimo, Consigliere di quartiere, ho vissuto quella realtà perché, essendo consigliere del quartiere Bolognina, allora non c'era il quartiere Navile arriverà dopo.
Alla fine questa battaglia anche il Governo nazionale capì che era meglio privilegiare un centro di ricerca avanzato che fare un'operazione squisitamente immobiliare e speculativa.
Tra l'altro, il prezzo d'acquisto fu presto, visto che non c'era più.
La speculazione non c'era più l'intervento che portava una rendita molto elevata perché avrebbe li costruito appartamenti o altri tipi di strutture di quel tipo commerciali e quant'altro.
Cedette quell'area a un prezzo indubbiamente convivi conveniente e lì nacque tutto il progetto anche perché, fra le altre cose che si pensava di insediare ci fu un fatto importante.
Che a livello di Unione europea l'Inghilterra esce dall'Unione europea e il problema è dove collocare questo 100 metro che era in Inghilterra, dove ubi, Carlo ed ecco che la proposta fu quella di ubicare Bologna, perché è Bologna, aveva un centro di ricerca importante in sede universitaria, aveva centri di ricerca già ubicati dello Stato e alla fine si optò e qui debbo dire che un ruolo importante l'ha avuto anche l'assessore,
Oggi il presidente di una banca bolognese, che su questo ha.
Convinto di questa scelta insieme al Governo, se non ricordo male il Governo Renzi.
Puntarono a questo fortemente a questo e questa scelta anche in questo caso fu osteggiata dalla destra, perché quando pare di ricerca bisogna avere la testa per fare per capirla, e lì c'è una limitazione genetica della destra sulla conoscenza e sulla ricerca, perché l'oscurantismo è talmente forte il loro che meglio sicuramente una speculazione edilizia che la ricerca e la conoscenza purtroppo la drammaticità e questa abbiamo a che fare con questi personaggi squallidi che purtroppo hanno amministrato questo Paese per lunghi anni.
Questa operazione va avanti, e non solo prima.
Il Centro meteo poi l'Enea poi Rizzoli, come ho detto prima, ormai abbiamo creato un centro che occupa, andrà a occupare, già occupa e arriverà oltre i 1.000 ricercatori, ben di più più personale e più il centro cresce, pensate solo il trasferimento dell'ENEA da dov'era entra anche lui in questo circuito centri di calcolo potentissimi credo che, se non ricordo male, deve essere il quarto, il quinto, il sesto al mondo.
Bene, la struttura parte cresce.
E oggi, finalmente, a parte l'ultimo pezzo che sta per essere realizzato, arriviamo alla fine di un percorso che, a regime fra personale di ricerca e personale che lavora in quel prodotto, siamo all'incirca alle oltre 3.000 unità, quindi ricerca, sviluppo, occupazione,
Questo è, ma questo era troppo per questo Governo di oggi, dove la becera argine, la stupidità e il ripudio a centri di eccellenza e di ricerca lo portano a fare una cosa.
A mettere il bastone fra le ruote.
Tra l'altro, è riuscito in un'operazione unica, ha messo d'accordo tutti anche gente che politicamente non è certo della nostra parte candidati cinici che si definiscono indipendenti, fa ridere che dicono quei personaggi, siamo indipendenti, in realtà è gente di destra meno becera di quelli che c'erano prima e anche loro stanno facendo la battaglia insieme a noi per mantenere a Bologna quel centro.
Con un mondo universitario sviluppatissimo con un mondo della ricerca anche al di fuori potente a Bologna. Bene, questa è la realtà che noi viviamo, quindi chi è intervenuto prima di me su questo glielo dico questa è l'ennesima battaglia. Ho raccontato in sintesi com'è la questione, perché è dall'inizio che quella scelta è stata osteggiata, anche se c'è stato gente. Ho fatto i nomi di assessori che non era un certo alla mia parte politica, che però hanno battagliato e dato un contributo notevole a questa scelta beni. Oggi credo che occorre fare una battaglia di resistenza, una battaglia tristezza, perché alla prepotenza, l'ignoranza, l'imbecillità va risposto con forza senza se e senza ma quindi occorre assolutamente Kechiche mobility, il mondo civile, il mondo pulito, che vuole lo sviluppo non solo economico, ma della ricerca dell'intellighenzia applicata alla scienza e alla tecnica.
Per creare un fronte di lotta combattiva per impedire questo scempio.
Questo è quello che noi dobbiamo fare e questo Consiglio comunale, con l'ordine del giorno del consigliere Piazza, dà il la a questo tipo di operazione, non può vincere l'ignoranza, non può vincere l'imbecillità, non può vincere chi vuole boicottare questa scelta importante di studio, di ricerca e di approfondimento tecnico non ce lo possiamo permettere. Non possiamo permettere che, per colpa di incapaci buoni da niente gente che non sa fare o no con un bicchiere rovinino questo tipo di esperienza, questa è la realtà che noi abbiamo, il resto è chiacchiera, che non serve a niente. Mobilitazione e lotta per fermare questo scempio fatto da un Governo di incapaci e i buoni da niente, questa è la realtà dei fatti.
Minazzi Consiglieri, chiedo se ci sono altri interventi in fase di discussione.
Non vedo interventi prenotazioni.
A questo punto do la parola al consigliere Piazza per la replica finale. Prego, ma è come dire, io ringrazio i colleghi di cuore. Erano tutti dato un contributo all'ordine al alla discussione. Mi dispiace molto per il silenzio dei colleghi. Speravo che ci fosse un una discussione più ampia, che coinvolgesse l'opposizione, i rappresentanti locali delle forze governative, che ci potessero dare qualche ragguaglio sulle motivazioni di questa, che davvero è una decisione del tutto incomprensibile che non riusciamo ad inquadrare se non con una lettura politica, perché è veramente di di benefici. Non riesco a vederne, però magari oggi avrei, come dire euro aperto ad ascoltare e a sperare che mi venisse spiegato qual è il motivo per cui si è presa, ossia quantomeno valutata questa decisione nel silenzio. Non posso che pensar male inquadrare questa scelta come al pari del delle polemiche che so che ho già visto delle sterili polemiche che ho già visto FAQ, cioè della campagna elettorale sulle spalle della città, come si è fatto per la partita della Virtus ed altri tristi episodi nel quale si è fatta soltanto propaganda per la città, ai danni dei cittadini e senza pensare alle reali implicazioni di quello che si faceva bene tutto qua. Quindi grazie a tutti per la discussione. Passiamo pure al voto.
Chiedo se ci sono interventi in fase di dichiarazioni di voto.
Consigliera Di Giacomi prego.
Grazie. Grazie Presidente, vorrei davvero ringraziare il consigliere Piazza, Consigliere Cima alla consigliera Toschi e tutti coloro che hanno lavorato sull'ordine del giorno, che credo sia veramente molto importante e mi associo a quanto detto dal consigliere. Sarebbe interessante capire cosa ne pensano su questa cosa. Anche i rappresentanti delle forze che in quel Governo siedono decidono e che quindi hanno deciso di fare una cosa di questo tipo, perché lo spostamento di un'agenzia di questa portata e di un tassello fondamentale per il Tecnopolo fa un danno a tutta la città e non ha colore politico, è un danno rispetto all'innovazione rispetto a coloro che hanno deciso di investire sul Tecnopolo, perché hanno pensato che Bologna ha posto alla città adatta per le sue caratteristiche di legame con l'Università, con il mondo della ricerca di internazionalizzazione e di relazione tra quei mondi e il mondo pubblico e dei cittadini di Bologna. Quindi riteniamo che questo sia ancora fondamentale. Riteniamo che l'innovazione si basi anche su questo tipo di rete e togliere né un pezzo faccia male, non solo alla città, non solo al tessuto economico e sociale della città, ma anche proprio alla ricerca in generale. Quindi, grazie e voteremo favorevolmente all'ordine del giorno del consigliere Piazza.
Grazie consigliera, chiedo se ci sono altri interventi in dichiarazioni di voto.
Consigliere Begaj, prego.
Grazie Presidente, sia stato detto molto in questo dibattito molto, ma solo da una parte dell'Aula, evidentemente, perché.
C'è evidentemente dall'altra parte un grande imbarazzo ad affrontare un tema, un tema concreto che di fatto, appunto a una scelta politica del Governo di privare di questa risorsa a Bologna, e non solo Bologna, ma tutto il territorio, ma in generale come dire tutto il sistema anche scientifico del del territorio e che non ha non porta solo beneficio al territorio ma a tutto il Paese e anche oltre, evidentemente e questo è un po' io credo il sintomo di una di una difficoltà, una difficoltà che è legata a rappresentare nel territorio dei partiti, che se ne fregano altamente dei bisogni delle città e che hanno solo l'interesse di fare un certo tipo di partita sulla pelle della città questo è quello che sta succedendo e non è la prima volta e devo dire che in qualche modo sono anche,
Solidale, nel senso che deve essere dura avere sopra la testa figure che decidono, che parlano, che fanno dichiarazioni improvvide su tutto il contrario di tutto, senza curarsi minimamente delle ricadute che hanno certe scelte e certe dichiarazioni sulla città e sulla città non significa solo su chi la governa e chi sostiene la maggioranza che governa la città ma sui cittadini, sull'economia, sulla società, sulla scienza, sul benessere,
Questo, io credo che sia la fotografia davvero più lampante e anche in qualche modo drammatica. Ecco di un certo modo di intendere la politica, le istituzioni, il rapporto con gli enti locali, il rapporto con i cittadini e le cittadine di quegli enti locali, anche se quei cittadini e quelle cittadine scelgono magari di non essere governati appunto da chi in questo momento governa il Paese ma preferiscono magari, ecco affidarsi ad altri, ad altri equilibri politici, ad altri rappresentanti, e però ecco il cameratismo in qualche modo, alla fine è questa cosa, qua semplicemente questa cosa, qua dove prevale la verticalità, prevale l'interesse di chi sta più in alto, prevale la logica di potere rispetto a i legami territoriali e il benessere della comunità. Oggi questo dibattito a senso unico. Credo che ci abbia consegnato questo dato politico ancora una volta, grazie.
Grazie Consigliere, chiedo se ci sono altri interventi in dichiarazioni di voto.
Non vedo prenotazioni, quindi passerei alla votazione dell'ordine del giorno numero 3 presentato oggi e a prima firma del consigliere Piazza.
Per esprimere contrarietà, contrarietà al trasferimento dell'Agenzia Italia Meteo da Bologna ad altra sede, apriamo la votazione, grazie.
Chiudiamo la votazione grazie, abbiamo 25 presenti, 20 votanti, 20 favorevoli, 5 non votanti, il Consiglio approva l'ordine del giorno numero 3 a prima firma piatta.
Procediamo con gli ordini del giorno che sono già iscritti all'ordine dei lavori del Consiglio e il primo è l'ordine del giorno numero 189. Ordine del giorno di condanna delle violazioni del diritto internazionale in Venezuela sostegno al popolo venezuelano e tutela dei diritti umani presentato dalla consigliera Monticelli ed altri in data 19 gennaio 2026 l'ammissibilità e la trattazione immediata sono state approvate nella seduta consiliare del 19 gennaio 2026. Chiedo alla consigliera Monticelli se vuole illustrare l'ordine del giorno. Prego, grazie grazie Presidente. Lo dei geni nasce da una volontà di solidarietà e di difesa del diritto internazionale e dei diritti umani nei confronti della grave crisi venezuelana, nel solco dei valori costituzionali e della propria storia di promozione dei diritti, esprimiamo solidarietà al popolo venezuelano, vittima sia della repressione interna sia dalle tensioni delle tensioni internazionali. Auspichiamo un percorso democratico fondato su processi liberi, partecipati e rispettosi della volontà popolare. L'ordine del giorno invita inoltre le istituzioni nazionali ed europee a lavorare per una soluzione politica e pacifica della crisi, nel pieno rispetto del diritto internazionale, e l'ordine del giorno nasce dalla preoccupazione, come come ho detto, per la grave crisi che da anni attraversa il Venezuela, segnata da un forte impoverimento della popolazione, dal deterioramento dei servizi essenziali e da una diffusa migrazione forzata.
L'embargo e le sanzioni economiche hanno contribuito ad aggravare di molto la situazione. A questa situazione si accompagnano documentate violazioni dei diritti umani, limitazioni della libertà civili e politiche e una crescente repressione del dissenso interno. Negli ultimi mesi il quadro si è ulteriormente aggravato sia per le responsabilità del Governo menzionano accusato di pratiche autoritarie di indebolimento delle istituzioni democratiche, sia per le pressioni e le ingerenze esterne che rischiano di trasformare la crisi in un conflitto ancora più destabilizzante. In particolare, l'intervento militare promosso dagli Stati Uniti rappresenta una grave violazione dei principi di sovranità e autodeterminazione sanciti dal diritto internazionale e apre scenari pericolosi per l'equilibrio globale. Questo ordine del giorno intende affermare con chiarezza una posizione che vuole essere obiettiva e cerca di essere coerente. Condannare senza ambiguità le violazioni dei diritti umani e la gestione autoritaria del potere in Venezuela, ma allo stesso tempo respingere ogni forma di intervento militare, di pressione coercitiva, o di appropriazione esterna delle risorse del del Paese, perché la difesa dei diritti non può mai passare attraverso la guerra o l'ingerenza armata, né dalla privazione delle risorse interne del territorio e quindi della popolazione venezuelane. E con questo spero che ci sia un voto unanime rispetto a questa solidarietà del popolo venezuelano. Grazie Presidente.
Grazie consigliera.
Chiedo se ci sono prenotazioni per interventi in fase di discussione, gli ordini del giorno.
Consigliera Scarano, prego sì sì, grazie Presidente, in effetti.
Gli ordini del giorno sono stati presentati.
Nello stesso periodo e sono relativi alla stessa tematica, anche se comunque è evidenziano una situazione estremamente critica e complessa, poi nella stesura il mio è un po' più snello perché non entra proprio nel merito della dinamica di di di cosa è successo esattamente in quelle settimane la cattura di Maduro nella rivolta.
Del popolo, che ovviamente sia lì che anche in Italia, ha iniziato a ipotizzare sperare sognare quella democrazia che fino allora è stata loro privata.
E il mio è un ordine del giorno estremamente semplice in cui, appunto, alla luce di un fatto comunque eclatante significativo importante come quello della cattura di Maduro, che da decenni comunque assegnato lo sviluppo in negativo della storia.
Di un popolo, in quanto penso, l'apoteosi del del despota e alla luce anche di di tante manifestazioni a cui abbiamo assistito, che sono svolte anche da parte di tanti venezuelani, nel nel nostro Paese, l'auspicio, oltre alla condanna, ripeto, per un regime,
Che.
Fortunatamente è stato minato la l'ordine del giorno, ringrazio il Governo italiano per il lavoro svolto anche al fine di ottenere la liberazione dei due degli italiani detenuti in Venezuela e auspica l'arrivo di le condizioni basilari penso che dovrebbero esserci in qualsiasi Paese, vale a dire una vita democratica, quindi è un ordine del giorno che, a differenza di quello della della collega della professoressa Monticelli, entra più nel merito infatti anche poc'anzi ha parlato di ingerenze statunitense statunitensi,
Ha ricostruito quella che è la sua posizione su quanto accaduto e un ordine del giorno che non vuole entrare, cioè non vuole,
Giudicare e avere esprimere un'opinione su quanto è successo prende atto di quanto è successo, come la possibilità di ridare a un popolo vessato da decenni la possibilità di una democrazia, e quindi anche la posizione dell'Italia, che può e deve fare la sua parte quindi ci è sembrato doveroso in quei giorni in quelle settimane.
Adesso se ne parla un po' meno, ma la situazione sappiamo ancora essere estremamente complessa, quindi è chiaro che l'attenzione c'è stato soprattutto in quelle settimane, ma c'è nel frattempo un un divenire che va seguito appoggiato e anche a livello di di Unione europea e quant'altro.
Il nostro gruppo ha presentato questo ordine del giorno per tra virgolette esultare, anche se in questa situazione c'è poco da esultare, però per la, quando finisce un regime, comunque c'è sempre la speranza del dopo con nonché la stessa può essere molto complicata però e quindi ambire alla democrazia e quindi risulta azione per la fine di un regime e la speranza che lo stesso non possa ripresentarsi più e quel Paese che, tra l'altro un un grande potenziale, un grande popolo, possa riprendere pian piano impostare le basi di un.
Di uno sviluppo democratico. Grazie,
Grazie consigliere, chiedo se ci sono altri interventi in fase di discussione.
Ricordo solo che stiamo appunto trattando l'ordine del giorno 189 e se abbiamo, beninteso, quelli del consigliere, sperando che il 187 prego Consigliere Begaj.
Grazie Presidente, penso che sia importante valorizzare in qualche modo quello che credo siano la differenza d'approccio, ecco perché a volte diciamo così, la semplicità può essere un valore, lo riconosco, ovviamente ci sono dei momenti di contesto delle questioni dove magari ecco è utile in qualche modo no, avere una un approccio sintetico e più semplice però delle volte.
Credo che possa prestare il rischio di essere superficiale.
L'ordine del giorno della maggioranza credo che dica qualcosa di più e di non banale.
Mi spiego.
Son passate diverse settimane ormai e credo che oggi possiamo banalmente dirci una cosa.
Cioè non è che il regime di Maduro è cambiato, è stato abbattuto, ma questo perché?
Perché io ritengo?
Che, con le dovute cautele del caso, dal momento in cui noi siamo in quest'Aula e non siamo nei servizi segreti statunitensi o o o venezuelani, o di qualche altro Paese potente che che trattiene le relazioni.
Con il Venezuela, ecco, a quanto pare, diciamo così, la scelta è stata fatta sì di prelevare maturo e sua moglie, ma di mantenere esattamente.
Il Governo venezuelano per quello che era e di parcheggiare la premio Nobel per la pace Machado o comunque tenerla in panchina.
Per usare, come dire, un termine calcistico.
Quindi io ritengo che dovremmo fare attenzione, ecco come, come minimo, cerco di essere come dire.
Moderato nel linguaggio, prima di affermare qualche modo, ecco che qualche cioè che è stata un'operazione in qualche modo per.
Portare la democrazia o comunque dare un duro colpo al regime, io credo che questo abbia avuto sicuramente una grande convenienza economica dal punto di vista del petrolio.
E non sto parlando cioè attenzione, io non voglio, come dire, basarmi su teorie del complotto, cose come dire, ragionamenti, che gli analisti possono anche fare no sulle intenzioni e ed è tutto legittimo, sono discussioni che si fanno, ma ma io voglio basare su quello che sostiene Trump su quello che ha deciso di fare Donald Trump che ha messo in campo questa operazione cioè,
Rivolgendosi a la questione del petrolio.
Questo ha fatto quindi io ritengo che sia giusto definire quello di Maduro.
Un regime perché a scanso come dire di equivoci e di banalità, c'è tanta sinistra.
Non solo in giro per il mondo, ma il Venezuela stessa, sindacati dei lavoratori e delle lavoratrici che hanno criticato lottato duramente.
Contro il sistema di maturo e questo è giusto, ma allo stesso tempo sulle volontà.
Del popolo venezuelano e sulla questione democratica, forse un po' di cautela, io credo che che ci vorrebbe, ecco perché evidentemente tutto è da scrivere le incognite sono molte, ma al momento noi abbiamo e le ribadisco e chiudo l'intervento due certezze, la prima è che è stato prelevato solo Maduro e sua moglie,
E sono morti solo i membri cubani della scorta, senza nessuna nessuna vittima, come dire dei servizi dei servizi venezuelani, evidentemente.
È la seconda è che Donald Trump ha rivendicato nuovi accordi, che il Governo di Maduro della Vicepresidente metodi di Maduro ah hanno rivendicato, entrambi, cioè la disponibilità a fare un accordo sul petrolio.
Ecco, queste sono le certezze che noi abbiamo, come dire proprio da i protagonisti di questa vicenda, cioè il Presidente americano Donald Trump, e che attualmente governa il Paese che governa il Venezuela, che non è qualcos'altro rispetto a Maduro ma è la vicepresidente di Nicolas Maduro, quindi ecco questo io credo che non possa essere ignorato in questa discussione e che appunto la lettura che noi diamo di questo di questo di di di questi fatti deve avere sempre un prisma, in qualche modo rivolto a il diritto internazionale, come l'ordine del giorno della collega Monticelli riporta e anche naturalmente appunto sempre evocato a la democrazia e al riconoscimento, in qualche modo, di una visione che non ha dei doppi standard ma che ha, ecco come dire, uno schema di lettura della realtà, sulla base di di valori che possono essere universali e appunto, internazionalisti. Mi verrebbe, mi verrebbe da dire, grazie.
Grazie consigliere Parola alla consigliera Di Pietro e grazie per la parola è già stato detto molto, io ci tenevo a intervenire per ringraziare la consigliera Rita Monticelli delegate ai diritti umani per il importante, immancabile puntuale lavoro che porta avanti in Consiglio comunale nelle sedi istituzionali, rispetto anche a, diciamo, a tutte quelle che sono vicende internazionali e che ci interessano da vicino perché ci preoccupano e credo che questo ordine del giorno come è stato detto anche dal collega che mi ha preceduto sia assolutamente esaustivo e chiarificato era un po' di quella che è una posizione che vogliamo precisare come maggioranza e puntualizzare perché è sicuramente l'ordine del giorno riporta appunto o aspetti legati a quella che era una gestione della della del regime del Governo guidato,
Damman duro e in questo anche diciamo le le responsabilità, no che aveva però chiaramente non possiamo non sottolineare anche quanto sia fondamentale difendere non il diritto internazionale in un contesto in cui donna al Trump sta dimostrando in tutti i modi, a partire dal Venezuela, ma anche da una serie di vicende che, se sennò.
Susseguite no, dopo anche questo golpe di voler col analizzare il mondo e la quotidianità proprio per interessi personali. Per quanto riguardano il, diciamo la questione del Venezuela, come ben veniva ben detto, per interessi legati a al petrolio, e questo in altri ambiti per i propri interessi, proprio anche ad affermare il proprio primato con logiche imperialistiche. Quindi credo che.
Sia assolutamente fondamentale ribadire quanto non si possa accettare e tollerare il fatto che le regole del diritto internazionale e così vengano stravolte, e credo che sia molto importante, appunto, come richiede il dispositivo, come viene esplicitato all'interno del del dispositivo di questo ordine del giorno proprio anche,
Diffondere anche quella che è la posizione del Comune di Bologna, nel rispetto proprio anche dei diritti umani e dell'autodeterminazione dei popoli, e a sollecitare anche il Governo italiano e l'1 l'Unione europea e anche nel nostro piccolo sostenere iniziative che possano favorire, appunto informazione consapevole rispetto anche a quanto sta avvenendo nel mondo. Io credo che questo ordine del giorno sia anche un chiaro esempio, no di quello che è lo sforzo GRA che il Comune di Bologna, a partire anche da rappresentanti, appunto che consi del Consiglio istituzionali, sta cercando di portare avanti con grande determinazione, perché sicuramente, come diceva bene anche la consigliera delegata Rita Monticelli le vicende e stanno aggravando ulteriormente le popolazioni e quindi ancora grazie per il lavoro che abbiamo sostenuto con convinzione.
Consigliere Di Benedetto prego. Grazie Presidente, molto sinteticamente per ringraziare la collega, Scarano per avere presentato un ordine del giorno che in maniera chiara e netta e pone l'accento anche sul lavoro che ha fatto il Governo, un lavoro molto prezioso, un lavoro delicato anche di diplomazia internazionale che ha raggiunto l'obiettivo. Primo, che dovremmo avere tutti noi avremmo dovuto avere tutti voi rispetto alla questione del Venezuela, e cioè la liberazione degli italiani imprigionati dal regime, dalla dittatura imprigionati. Ricordiamo, senza i capi di accusa chiari che per lungo tempo non hanno potuto neanche parlare con la famiglia e in condizioni molto discutibili. Abbiamo a lungo e anche seguito le cronache no allo sviluppo di queste situazioni. Alcune in particolare erano seguite anche quotidianamente da alcuni giornali nazionali, da alcune testate e devo dire questo il lavoro fatto dal Governo in questo senso è stato ottimo. Quanto accaduto in Venezuela ha portato alla liberazione degli italiani e opporsi a questo è veramente inaccettabile. Quindi ringrazio la collega per avere puntualmente evidenziato questo aspetto, anche perché nelle quelle che possono essere le riflessioni astratte sul diritto internazionale e sui trattati internazionali, poi, a volte si rischia di dimenticare quello che dovrebbe essere l'obiettivo primo e di uno Stato, cioè quello di tutelare la propria comunità in questo caso è di tutelare i cittadini italiani che erano stati,
Presi in ostaggio di fatto dal regime, perché ricordiamo, lo ripeto ancora una volta senza capi di accusa, senza la possibilità di difendersi senza la possibilità di avere un difensore, quindi la negazione anche di quei diritti basilari che ci sono in ogni stato di diritto e in questo senso,
La liberazione dei due ostaggi è stato un grande risultato di politica internazionale di tutto il Governo e quindi questo va evidenziato questo va sottolineato questo punto, quello che prima di tutti dovrebbe interessare.
Chi rappresenta le istituzioni in Italia, poi c'è chi illecitamente, a obiettivi o sensibilità diverse, noi stiamo dalla parte prima di tutto del popolo italiano e quindi la liberazione di questi cittadini non può che farci piacere o non possiamo anche festeggiare per questo aspetto quindi ringrazio ancora la collega per quest'ordine del giorno, che sicuramente è parte dal punto nodale di quello che dovrebbe interessare prima di tutto questa è la mia opinione. È legittimo averne di diverse, però ci tenevo a ringraziare pubblicamente la collega, grazie.
Grazie consigliere, chiedo se ci sono altri interventi.
Prego, Consiglieri, ne nasce, grazie Presidente.
Siamo questo ordine del giorno è importante in questa fase di quello che sta succedendo nel mondo e nella geopolitica e perché chiarisce un po' le responsabilità e un ordine del giorno giustamente lungo, che vuole spiegare un po' alle persone anche che lo lo lo lo leggeranno che le le responsabilità sono da tutte e due le parti è ovvio che maturo è stato un dittatore ha messo in prigione tantissime persone,
Ha vietato il dissenso, ha tenuto il Paese in un certo modo con l'eredità, poi devi Čapek, dopo l'eredità di Chávez, ma nello stesso tempo non possiamo negare anche che un un Presidente che decide di togliere di mezzo un Presidente con la forza sia una cosa normale.
Entrambe le cose devono essere raccontate e messe sul piatto, perché l'ASP, quando si dà la solidarietà al popolo venezuelano, è proprio per dire che il popolo deve prendersi mano la sua sorte e decidere cosa vuol fare e non deve essere deciso né da un Governo che viene,
Dagli Stati Uniti o da altri potrebbero essere anche i cinesi o i russi o altro, ma nello stesso tempo non possiamo anche dire che il regime è cambiato in Venezuela perché, come dicevano i colleghi, le stesse persone che c'erano prima sono ancora.
A timonare, a tenere il timone e il.
Lo Stato venezuelano.
C'è qualcosa, però che è cambiato, sono gli accordi economici.
Lo dice anche Trump, vuole.
Un accordo di petrolio da 100 miliardi vuole che le aziende che erano uscite da tanti anni americane ritornino in Venezuela a lavorare.
A esportare tutto il petrolio è possibile a Pras hub, apprezzo bassissimo verso il colonizzatore che ora sono gli Stati Uniti.
È come se qualcuno di un altro paese venisse in Italia.
Togliesse la nostra leadership o Presidente della Repubblica o Presidente del Consiglio?
Perché non abbiamo accettato i dazi?
O accordi economici?
E questo non è accettabile, non è accettabile per nessun motivo, qualsiasi Governo, un Paese abbia, deve essere aiutato ad avere la.
Autodeterminazione del popolo e e se dovevano proprio liberare dalla dittatura, non l'hanno fatto perché la rilasciati con le stesse persone che c'erano prima è cambiato solo il Presidente, ma la vicepresidente era nello stesso tempo.
Ma nessun altro Ministro, anche.
E questo è grave, e per questo che dobbiamo un po' raccontarlo dirlo anche in un ordine del giorno.
E siamo anche felici che ci sia un po' un processo di riappacificazione o almeno liberazione di tutti i prigionieri politici, tra cui anche Trentin, ma la richiesta di liberare Trentin parte proprio dalla società civile italiana, che ha fatto tantissimo e anche dal centrosinistra adesso possiamo essere protagonisti perché siamo al Governo ma da dall'anno scorso che il centrosinistra chiede la liberazione e di iniziare la trattativa al nostro Ministro degli esteri.
E per questo, se Alberto trentine a casa sua è una vittoria italiana, non del centrodestra, se.
Il Governo italiano.
Anche il Governo italiano e se?
Ci sono dei prigionieri politici che sono fuori, è un inizio di un percorso e questo si deve anche guardarlo con con attenzione, però non possiamo dire che il Govi, il regime è cambiato perché è arrivato Trump con con questa missione un po' ad ACAM rocambolesca che sembra un po' strana anche da film hollywoodiano che portano via il Presidente e si risolve tutto.
Se risolvevano la situazione nel Venezuela e lasciavano che gli accordi economici si potessero fare in modo orizzontale, con rispetto del Venezuela, io son contento perché Ugo un Governo venezuelano, qualsiasi popolo Veneziale o qualsiasi Governo che arriva in Venezuela può accettare con chi fare il commercio.
Ma il giorno dopo abbiamo l'obbligo di commerciare, di di fare gli scambi petroliferi petroliferi solo con l'America e con un certo modo di lavorare con certi prezzi, per me è colonialismo puro.
E se questo è accettabile, quando arriverà anche in Europa e in altre in alcune parti dell'Europa, piangeremo tutti quanti perché quando si accetta una cosa, poi dopo dobbiamo anche accettare che succeda nei nostri territori onesti nei nostri Stati.
Per questo motivo.
Noi voteremo per questo ordine del giorno per dimostrare proprio la nostra posizione politica, che è chiara.
Che guarda a questi imperialismi con diffidenza e questo cambiamento di regime anche quello con diffidenza, grazie.
Grazie consigliere, chiedo se ci sono altri interventi.
A questo punto facciamo ah, che prego Consigliere Di Benedetto.
Grazie Presidente, per annunciare il voto favorevole all'ordine del giorno della sì, no, non l'avevano ancora chiamati le dichiarazioni di voto.
No, no, stavamo facendo un riepilogo, stavo appunto dicendo che a questo punto diamo la parola alla consigliera Monticelli e poi alla consigliera scherano, se vogliono fare una replica finale prima consigliera Monticelli, prego.
Presidente, grazie, volevo soltanto dire grazie a chi ha collaborato a questo ordine del giorno, è vero che meno sintetico, ma credo che sia anche stato importante vedere un punto di vista diverso anche noi abbiamo scritto nell'ordine del giorno che ringrazio, avevamo,
Alitalia per tutto il lavoro che ha fatto per la liberazione di trentini e per gli ostaggi in generale, come è scritto appunto nel nell'ordine del nostro ordine del giorno, quindi questa soddisfazione per questo per questo risultato soddisfazioni che non abbiamo certo nel risultato di quello che sta succedendo adesso in Venezuela e delle modalità con cui è avvenuto grazie.
Grazie consigliera, do la parola alla consigliera, Scarano, si vuole fare una replica finale, prego sì, grazie Presidente, ho ascoltato i colleghi che sono intervenuti e.
Sommessamente mi permetto di dire che noto sempre più che questa Assise diventa confronto.
Quasi come se veramente dovessimo occuparci di politica internazionale ed estera, nel senso che si affrontano delle situazioni che toccano per forza di cosa anche noi ci sono state delle manifestazioni dei venezuelani, anche in questa città è coinvolto il Governo italiano, però entrare nel merito di una questione in maniera così capillare e parlando dei temi economici parlando di ingerenze parlando facendo comunque una disamina a mio avviso non è, non è giusto, è una piega che sta prendendo, che si sta prendendo in questo Consiglio in questo mandato. Io penso che sia doveroso e opportuno, laddove lo si ritenga necessario, porre all'attenzione dei temi che.
Esulano dal dall'amministrativo e quindi da quello comunale, però, far divenire comunque questa sala a volte più attenta a politica internazionale estera di quella locale. Mi sembra davvero troppo. Ripeto il nostro ordine del giorno sia del giorno molto breve, molto sintetico, in cui si manifestava la speranza di un percorso diverso a quello che c'è stato sinora e.
La speranza anche che il Governo, di qualunque.
Partito, di qualunque maggioranza fosse il Governo italiano, avrei inserito e citato il Governo, anche se fosse stato un Governo di centrosinistra, assolutamente facesse la sua parte nella maniera migliore possibile. Grazie.
Bene, grazie.
Passiamo quindi alla fase di votazione vera e propria e apriamo le dichiarazioni di voto, se qualcuno si vuole prenotare, prego, Tarsitano, consigliere Tarsitano, grazie Presidente, ma ci tengo a fare un'osservazione per arrivare a esprimere poi quelle che saranno le nostre intenzioni di voto,
Quest'oggi in Aula abbiamo due ordini del giorno, entrambi si occupano di politica internazionale, uno lo fa bene l'altro no.
Il nostro tratta in maniera dettagliata, una questione che merita dettaglio studio, dal momento che si decide di intervenire su un tema e, in questo caso anche l'opposizione. L'ha fatto, quindi, è inutile che si rimpalli a questa maggioranza l'intenzione di parlare di tematiche non strettamente locali. Ebbene, che lo si faccia bene. Ebbene, che si analizzino le questioni con un'osservazione, al contesto, con la complessi, con le complessità che riguardano poi anche la nostra comunità locale, perché bene ha fatto a ricordarlo la collega. Le nostre piazze si animano quando accadono eventi internazionali e quindi capire l'evento internazionale, capire che cosa sta accadendo nel mondo, capire cosa sta accadendo in Venezuela serve a capire cosa sta accadendo nelle nostre strade, quindi dire che questa è una deriva che porta alla nostra politica locale è lontano dagli interessi della città e, secondo me, in primo luogo, una falsità. In secondo luogo, se c'è della buona intenzione nell'esprimere questa questa osservazione, credo che sia un errore di valutazione, perché è fondamentale capire quello che attraversa le comunità e in diaspora che abitano nella nostra città.
Detto questo è appunto il nostro voto, sarà quindi favorevole all'ordine del giorno della collega Monticelli, che ringrazio per il lavoro, è sempre approfondito e curato, che fa quando si parla dei diritti umani, di questioni internazionali e di appunto approfondimenti legati a a questi aspetti e sarà contrario invece all'ordine del giorno dell'opposizione per le ragioni che ho precedentemente citato.
Grazie consigliere Parola al Consigliere Begaj.
Grazie Presidente, io scusate, sono un po' stupefatto, devo dire, da dall'intervento che ho ascoltato, che ha chiuso la discussione sull'ordine del giorno al la nomino sperando, insomma, di poterlo fare della dalla collega Scarano capogruppo di Fratelli d'Italia.
Per carità, è tutto legittimo, però abbiate pazienza, ma noi abbiamo discusso un ordine del giorno presentato dalla collega sulla questione Venezia del Venezuela, abbiamo presentato anche un ordine del giorno sostenuto dalla maggioranza, come è successo esattamente per la questione della del Board of Peace, che adesso si chiama così della della Palestina e scusate ma io credo che i cittadini e le cittadine ci chiedono di non essere superficiali,
Ma di essere dei politici, dei politici che approfondiscono e se due ordini del giorno trattano la stessa questione, con delle sfumature diverse che poi diventano questioni sostanziali, io credo che questo faccia parte della politica e non credo che invece essere superficiali in alcuni casi si ha un valore perché di questo si tratta, perché se si vuole portare in discussione in quest'Aula la questione venezuelana, noi riteniamo che non sia sufficiente prenderla solo dal punto di vista e scusate, la dico così di ringraziamento nei confronti del Governo e basta perché noi siamo per la liberazione, siamo sempre stati per la liberazione di tutti i prigionieri, Alberto trentini in primis, ma non solo. Ovviamente abbiamo preso una parola netta non oggi, ma anche nelle altre occasioni in Aula.
Se poi vogliamo dirci tra di noi che.
Essere un po' più, diciamo così, entrare un po' più nelle questioni, nelle contraddizioni politiche che questa vicenda ha avuto dal punto di vista dell'operazione che ha fatto gli Stati Uniti, che sono alleati di Giorgia, Meloni in tutto e per tutto con un Governo che ha completamente supino la volontà di Donald Trump, se vogliamo dirla tutta, allora, se noi non possiamo far emergere in nessuna contraddizione politica né questa vicenda venezuelana beh, abbiate pazienza, ma non è un problema nostro se ci siamo resi conto che il regime di Maduro sta esattamente lì dove.
Tranne tranne Nicolas Maduro e sua moglie,
Poi, se vogliamo dirci cose diverse, va bene, però allora andiamo a guardarci, andiamo a guardarci quello che Donald Trump ha rivendicato.
Ma io voglio guardiamo, guardate veramente, io credo che abbiamo ascoltato qualcosa di surreale e credo che sia solo un tentativo di arrampicarsi sugli specchi, per non entrare nel merito delle questioni che abbiamo posto. L'abbiamo posta, io credo, in maniera educata civile, abbiamo fatto politica, perché se un ordine del giorno, quello della collega Monticelli, contiene delle questioni che per noi sono anche di sostanza, che non tolgono assolutamente nulla rispetto al fatto che si riconosce e si rivendica la liberazione dei trentini di tutti i prigionieri politici, beh, questo non è un problema nostro, questo è un problema. Io credo di come dire, di capacità di leggere le contraddizioni che una vicenda come questa ha portato e che se la si porta in questa sede, io credo che noi, da persone elette dai cittadini e delle cittadine abbiamo non solo la possibilità ma anche il dovere, il dovere politico di non essere superficiali e di dire quel qualcosa in più, di scrivere quel qualcosa in più che aiuta noi stessi questa Assise e anche le persone che sono fuori che ci ascoltano a leggere e interpretare una vicenda politica importantissima, come lo sono tutte quelle che portano i nostri concittadini a scendere in piazza o le comunità venezuelane iraniani palestinesi, quel che tu, insomma, qualunque conflitto, ci sia nel mondo, scendere nelle nostre piazze che sono le piazze che poi noi decidiamo di attraversare, di sostenere e di fare delle cose per le comuni, per quelle comunità, di farne alcune piuttosto che altre, perché questa è proprio esattamente, a mio avviso, il cuore della politica. Grazie,
Grazie Consiglieri, chiedo se ci sono altri interventi.
Sempre in dichiarazioni di voto.
Consigliere De Giacomi, prego.
Grazie, grazie, mille Presidente, non aggiungerò molto rispetto a quanto detto dai miei colleghi di maggioranza, che ringrazio e vorrei ringraziare la consigliera e delegata Monticelli che ha posto il tema subito dopo quanto accaduto nell'ordine del giorno che presentiamo, io credo, ci sono tutte le istanze sia rispetto a quanto accaduto e quanto accade tuttora in Venezuela sia rispetto alle violazioni del diritto internazionale in tutte le sue forme che sia appunto fermare dei cittadini italiani che si lo sottolineiamo, ringraziamo e siamo contenti che siano tornati in Italia, che sia e non utilizzare le regole di democrazia internazionale che tutte e tutti ci siamo dati in teoria per preservare l'ordine globale ed evitare guerre, conflitti continui, cosa che invece in questo momento sta accadendo.
Oltre al fatto che riteniamo molto strumentale dire che il nostro ordine del giorno che si occupa di Venezuela sia estraneo a dinamiche locali, mentre l'ordine del giorno di una collega che si occupa di Venezuela sia invece molto attinente. Questo lo troviamo un controsenso che non comprendiamo. Pensiamo che da una parte sia molto rilevante per i cittadini e le cittadine bolognesi. Questo tema, e lo è stato per per molti anni, lo è stato adesso lo è stato grazie alle manifestazioni che sono state fatte. Quelle sono richieste che vengono dalle persone di Bologna e sono preoccupazioni delle persone di Bologna, che noi.
Raccogliamo e accogliamo, pensiamo alla questione iraniana. Proprio qui in Consiglio abbiamo avuto rappresentanti della comunità iraniana che ci chiedevano di prendere una posizione. Non sono forse cittadini e cittadine quelle per noi lo sono, lo abbiamo detto in tanti forme in tante occasioni diverse chiudo rispetto a quello che veniva ricordato c'è modo e modo è vero, ci sono modi diversi per trattare allo stesso tema. Noi riteniamo che un iper semplificazione non faccia bene a nessuno e quindi votiamo a favore del nostro ordine del giorno, che tiene conto di tante complessità che sono proprie di un equilibrio internazionale fragile, ma che riteniamo che per dovere di,
Onestà intellettuale siano da comprendere, non è che se iper semplifichiamo, allora fa bene e se invece riportiamo i fatti come sono riportiamo infatti, nella loro complessità non va più bene, mi sembra proprio il contrario, grazie.
Grazie consigliere, chiedo se ci sono altri interventi.
Non vedo prenotazioni, quindi passiamo alle votazioni.
Allora poniamo prima in votazione l'ordine del giorno numero 189 a prima firma, Monticelli, ordini del giorno di condanna delle violazioni del diritto internazionale in Venezuela, sostegno al popolo venezuelano e tutela dei diritti umani, apriamo la votazione, grazie.
Chiudiamo la votazione, grazie.
Abbiamo 24 presenti, 20 votanti, 20 favorevoli, 4 non votanti, il Consiglio approva l'ordine del giorno numero 189.
Passiamo ora alla votazione dell'ordine del giorno numero 187 a prima firma, Scarano per esprimere condanna per il regime di Nicolas Maduro e auspicare la rinascita democratica del Venezuela, apriamo la votazione, grazie.
Chiudiamo la votazione, grazie.
Abbiamo 24 presenti, 24 votanti, 4 favorevoli, 20 contrari, il Consiglio non approva l'ordine del giorno numero 187.
Avendo esaurito il tempo per altri trattazioni, chiudiamo oggi qui la seduta ordinaria del Consiglio e concludiamo la seduta alle ore 17:59 grazie.
