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Bene, buongiorno, buongiorno a tutti, a tutti e benvenuti a questa giornata.
Della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti, delle mafie, ci troviamo qui riuniti per celebrare appunto la trentunesima Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime.
Delle mafie, saluto i consiglieri, le consigliere, le autorità civili e militari, la Giunta tutti presenti, tutti coloro che ci seguono in streaming e il pubblico in aula e saluto e ringrazio davvero di cuore gli ospiti chiamati a relazionare sul tema che oggi ci ricorda che sono Giulia Sarti delegata alla legalità democratica e lotta delle mafie per Bologna, Città Metropolitana, Andrea, Giagnorio, referente dell'associazione Libera Bologna e Stefania Pellegrini, la professoressa Stefania prelevino che è professoressa ordinaria perso l'Università di Bologna.
E saluto il signor Sindaco che concluderà questa giornata. La seduta è anche e soprattutto direi, un momento di riflessione pubblica sulla presenza mafiosa nella società attuale e sull'impegno collettivo per contrastarla come istituzione locale. Intendiamo, come sempre, doverosamente continuare a perseverare in questa lotta. Lo facciamo con iniziando con questa giornata, con l'impegno di tutte le istituzioni e della società civile. Bisogna ritornarci, bisogna ritornarci. Sono queste le parole che Leonardo Sciascia affida né il giorno della civetta, al capitano Bellodi, ex partigiano Emiliano, con incarico in Sicilia che, nonostante l'amarezza per un'indagine ostacolata, crede fermamente fermamente e continuo a crederci allora, nella legalità e nella giustizia.
Lo facciamo anche noi, lo facciamo anche noi ogni anno nel giorno nel primo giorno di primavera.
Torniamo a rinnovare la memoria, consapevoli che la mafia, le mafie non sono un fenomeno lontano.
Ahimè, ne è un capitolo chiuso della storia, continuiamo ribadendo la volontà di una legalità che esige coerenza tra valori, dichiarati azioni compiute, insistere e tornarci ogni anno significa anche promuovere la cultura della legalità e della cittadinanza responsabile, perché la mafia si annida dove le istituzioni arretrano dove l'indifferenza prende il posto della partecipazione e dove la convenienza personale oscura il bene comune.
Ogni anno significa anche restituire dignità, resti restituire dignità a chi ha pagato, a volte, anche con la vita ricordiamo magistrati, rappresentanze delle Fo rappresentanti delle Forze dell'ordine, giornalisti, sindacalisti, comuni, cittadini e, purtroppo, anche bambini, allora si deve il ricordo, si deve il ricordo e la responsabilità di ognuno di noi, perché la legalità è un tessuto che si intreccia ogni giorno attraverso le nostre,
Le nostre scelte, nel rispetto delle regole, nella denuncia e nella solidarietà. Questo è ciò che dobbiamo fare tutte e tutti in questo Consiglio, che è la casa della democrazia cittadina, che è il presidio più prossimo ai bisogni della cittadinanza, ribadiamo che la lotta contro le mafie, processo di civiltà e verità ed è giustizia, io ho terminato con questa introduzione e cedo ora la parola a Giulia Sarti, che ringrazio, Giulia Sarti, lo ripeto, è delegata alla legalità democratica e lotta delle mafie per Bologna, città metropolitane ogni anno e qui con noi prego Giulio.
Grazie Presidente, grazie davvero a tutte e a tutti per essere qui oggi e ringrazio anch'io alle autorità e naturalmente ai consiglieri comunali e le consigliere comunali che che sono qui e un ringraziamento particolare naturalmente va all'associazione Libera e che è presente qui oggi con referente di Bologna, Andrea Giagnorio perché grazie a libera, se siamo arrivati appunto a questa trentunesima giornata in ricordo in memoria delle vittime innocenti, delle mafie, è proprio l'associazione Libera che ha voluto fortemente questa giornata quando è nata 31 anni fa, e un ringraziamento particolare naturalmente anche a alla dottoressa alla professoressa Stefania Pellegrini per essere qui oggi è perché.
È un punto di riferimento non soltanto per la nostra città e non soltanto per la formazione all'interno delle aule universitarie, ma e lo è stata anche lo è ancora per tutto il Paese nel momento in cui, grazie al suo contributo, ci sono importanti sviluppi anche all'interno delle relazioni delle Commissioni antimafia, che si avvalgono appunto anche nella redazione, su tutta la materia, soprattutto legata alla gestione dei beni confiscati, alle mafie appunto del contributo dell'Università di Bologna e della sua persona. Quindi è davvero un punto di vista, è una ricchezza importante per la nostra città, che credo sia sempre bene ricordare, ed è proprio per questo che, grazie anche alla Presidente Caterina Manca, l'abbiamo fortemente voluta qui oggi con noi. Ringrazio naturalmente la Giunta e il sindaco Matteo Lepore, perché da tanti anni e dedichiamo una seduta del del Consiglio in modo solenne alla memoria delle delle vittime delle mafie non è un esercizio retorico e semmai, un momento che in realtà si inserisce in quella che è la Regione Emilia Romagna. Da un po' di anni a questa parte ha voluto come settimana della legalità intorno alla giornata del 21 marzo. Sono nate tante iniziative anche nei nostri territori, in tutti i territori della Città metropolitana dedicati alla legalità dedicati alla memoria di quel lungo elenco che viene letto ogni anno, il 21 marzo e quest'anno la giornata, come sappiamo, si celebrerà proprio domani a Torino 1.117 nomi, questo è l'elenco e a cui siamo arrivati oggi. 1.117 nomi che, come si ricordava prima, sono sono vittime davvero che ci fanno pensare ci fanno pensare perché sono storie di vita, sono anzitutto state servitori dello Stato, sono state persone che con il loro lavoro hanno dedicato tutta la vita nel contrasto alle mafie, a volte invece sono stati imprenditori che hanno denunciato e che si sono ritrovati a pagare un duro prezzo proprio per la loro azione di denuncia. Ci sono vittime che hanno testimoniato all'interno dei processi per dare dei colpi e infierire dei colpi molto pesanti e alle organizzazioni di appartenenza. Oppure semplicemente ci sono vittime che sono state testimoni di reati e hanno scelto di non voltarsi dall'altra parte e di fidarsi dell'autorità giudiziaria e delle forze dell'ordine per continuare con la loro testimonianza, appunto anche all'interno delle aule dei tribunali. Poi ci sono vittime che, semplicemente perché hanno visto qualcosa, sono state uccise, ci sono sindacalisti e giornalisti, come si ricordava prima, davvero una marea di persone che hanno subìto la violenza e l'impatto che le mafie hanno in tutti i nostri territori, quei 1.117 nomi, come si ricordava prima, ci sono anche i bambini, perché la ferocia delle mafie non guarda in faccia nessuno, e questo dovremmo sempre ricordarlo.
Soprattutto credo che in questi in questi giorni è un pensiero lo dobbiamo dedicare soprattutto al fatto che.
Ricordare quei 1.117 nomi ci fa.
In qualche modo riflettere sul fatto che questa lotta non è finita, che le mafie hanno ancora una presenza forte e un impatto forte in tutte le regioni del nostro Paese e addirittura lo sappiamo in tutti e cinque i continenti del mondo, proprio perché sono e sono diventate nel corso degli anni molto forti legami che le mafie hanno saputo costruire con pezzi della società, con settori della società che purtroppo hanno dato un contributo alla loro crescita e di questo credo, dobbiamo tutti essere consapevoli e parlarne, perché qui abbiamo appunto persone che ogni giorno dedicano appunto con con il loro lavoro e un'analisi e una capacità di prevenzione, appunto e e di contrasto che serve ed è servita per arrivare anche nella nostra città delle operazioni molto importanti. Abbiamo voluto inaugurare la settimana della legalità regionale proprio lunedì 16 marzo, con un evento dedicato agli 11 anni dal processo Aemilia.
11 anni perché era la la mattina del 28 gennaio 2015, quando a Reggio Emilia ci si è svegliati con gli elicotteri che volavano e e 117 arresti, che poi hanno portato appunto al secondo maxi processo più grande che c'è stato nell'ex sia celebrato nel nord Italia. Quel maxi processo però è stata ed è una parte della storia. Dobbiamo ricordarci che oltre ad Emilia ci sono altre organizzazioni e naturalmente, oltre alla cosca, Grande Aracri, ci sono altre famiglie e altre organizzazioni criminali che impattano sui nostri territori. Credo però che ci sia stato anche in questi anni continua ad esserci una forte capacità di reazione, che però deve partire da un dato e da un fatto non possiamo continuare, naturalmente questa lotta e non possiamo continuare soltanto a prevenire, a stare nelle scuole, a fare laboratori con i nostri ragazzi, a ad essere consapevoli di quello che accade senza e la consapevolezza. Mettiamola così di di come le mafie sono cresciute, sono cambiate nel modo di stare sui territori in questi, anni, quindi io davvero ringrazio tutti perché questa seduta ci dà nuovamente l'occasione per fare un passo in più, non solo nella consapevolezza, ma anche nelle azioni che come Comune, cerchiamo di mettere in campo ogni giorno nel contrasto al riciclaggio, nelle azioni e nelle scuole, nelle e nei progetti sulla gestione dei beni confiscati e nei tanti passaggi che ancora dobbiamo fare per rendere la nostra società ancora più libera di ciò che grazie. Davvero.
Grazie, grazie ancora, Giulia Sarti, ora accanto a me c'è il referente dell'associazione Libera Bologna, che tutti conoscete da anni, impegnata sul tema Andrea Giagnorio, do la parola ad Andrea, prego.
Buongiorno a tutti e grazie Presidente, grazie per l'invito che, come accade ogni anno, ci ci onora come associazione a essere qua a parlare di fronte al Consiglio Comunale, alla Giunta, al Sindaco, alla Presidente del Consiglio.
E noi, come è stato già detto, leggiamo ogni anno i nomi delle vittime innocenti, delle mafie quest'anno siamo arrivati a 1.117, non eleggiamo come esercizio di vuota retorica, ma le leggiamo appunto come spunto e stimolo per rinnovare ogni anno l'impegno. Scusate però se quest'anno al largo un po' lo sguardo e la prendo un po' un po' più alla lontana, ma l'angoscia diciamo di fronte alle notizie che ci arrivano dal mondo è tanta, e quindi le vittime innocenti si delle mafie, ma ci fa piacere ricordare le ricorderemo in questi giorni vittime innocenti, anche delle tante guerre in giro per il mondo,
In Iran, in Sudan, in Libano, in Ucraina, in Pakistan, in Afghanistan e tutte le altre e non riesca a citare con un pensiero particolare alle vittime palestinesi, in particolare le vittime innocenti, dei bambini e delle bambine.
In questo contesto, le leggi, il diritto internazionale, le Costituzioni, i diritti, le corti penale internazionale sono sempre stati argini da quando son state creati a chi ha potere e denaro per fare quello che vuole e tra i personaggi attivi nel nostro mondo che hanno ossia potere sia denaro sia relazioni profonde spesso occulte che influenzano il mondo e lo rientrano secondo i loro interessi. Ci sono gli appartenenti alla criminalità organizzata di stampo mafioso.
E proprio oggi, in questo mondo così sconvolto, in cui appunto tanti diritti tante leggi sono in crisi, non si riescono a far rispettare, forse dovremmo recuperare la bellezza delle leggi che riescono a garantire i più deboli, le persone che vanno forza o altri strumenti, appunto per far rispettare i loro diritti ed ecco quindi che arriva la legge, arriva lo Stato, e quindi ricordiamo esempi di legge che non solo hanno protetto i diritti delle persone, ma che addirittura ne hanno creati, e quest'anno è il trentesimo anniversario di una di queste leggi che ci fa piacere ricordare la legge 109 del 1996, che ha permesso il riutilizzo sociale dei beni confiscati. Riutilizzo sociale tramite l'assegnazione ai comuni che poi vengono date o a da cooperative o associazioni o tenuti dai comuni stessi, appunto per restituirli alla cittadinanza. Certo, c'era già la confisca anche prima di questa legge, però c'era un problema. Questi beni, una volta confiscati, rimanevano spesso abbandonate per la difficoltà da parte dello Stato di riutilizzare direttamente.
Con un messaggio devastante soprattutto per le tante persone che vivevano, quei luoghi e che nutrivano e, ahimè, spesso nutrono il consesso sociale di cui le mafie purtroppo ancora godono in tante parti del nostro Paese. Il messaggio devastante era che, finché c'erano le mafie, quei luoghi erano vivi, davano lavoro, erano riconosciuti, vissuti, arrivava allo Stato e questi luoghi invece cadevano nell'abbandono e spesso meno integrato. Ecco, quindi, con questa legge 109 del 96 si è ridato speranza i diritti a tanti luoghi, una legge che, mi fa piacere ricordarlo proprio allo scadere della legislatura venne approvata in Commissione giustizia in seduta deliberante all'unanimità da tutte le forze politiche dell'epoca. Oggi però abbiamo un problema.
Abbiamo un problema per la carenza di risorse economiche, probabilmente generale su tanti ambiti, ma che colpisce anche i beni confiscati noi abbiamo stigmatizzato e criticato come associazione Libera una decisione che risale al 2023 del Governo, di cancellare dalle misure del PNRR quella dedicata alla valorizzazione dei beni confiscati erano 300 milioni di euro già stanziati con addirittura già la graduatoria definitiva di ammissione al finanziamento degli enti locali pubblicata.
Ed è anche per questo da questa decisione che all'epoca criticammo che abbiamo lanciato una campagna e l'invito se n'è già parlato in quest'Aula qualche mese fa, ma rinnoviamo l'invito oggi, appunto che ricordiamo il trentesimo anniversario di questa legge a firmare alla campagna s'intitola. Diamo linfa al bene e della raccolta firme che chiede di destinare il 2% del Fondo Unico Giustizia alla valorizzazione dei beni confiscati. Si può firmare sul sito delibera, siamo a 100.000 firme, ma la raccolta non si ferma e continueremo a portarla avanti. Quindi invito le persone presenti, i Consiglieri se lo hanno fatto, a sostenere questa importante campagna per questi beni confiscati che con più fondi potrebbero rinascere, e non solo diciamo discorsi vaghi generici o che riguardano altre città in Italia, ma riguardano anche Bologna, se pensiamo, per esempio, a Villa Celestina, Villa Celestina con bene e su cui si cerca del Fondo per riutilizzarlo socialmente. Visto gli imponenti lavori, che devono essere fatti per il riutilizzo completo. Noi per adesso stiamo riutilizzando il giardino la parte esterna grazie a un patto di collaborazione con il Comune di Bologna e cerchiamo con i nostri impegno settimanale e in primavera e in estate, visto che è un giardino quotidiano di farlo conoscere il più possibile alla città, un lavoro fatto di laboratori, incontri, confronti serate culturali, di cura di un orto urbano e di una programmazione culturale con cui si riflettiamo sulla presenza delle mafie Bologna, ma non solo, parliamo anche di altri temi, alcuni anche di quelli che ho citato prima, perché da un lato crediamo nelle intersezionalità delle lotte e, dall'altro, perché cerchiamo di fare un passo in più creando comunità e senso, insieme, però è questa la lotta alle mafie che nei beni confiscati riesce a trovare una sintesi perfetta per noi è questo il senso e quindi da luoghi mafiosi ai luoghi di incontro in relazione, in attesa ovviamente di un riutilizzo il più completo possibile.
E ci sono tanti altri beni confiscati in città e soprattutto tanti ne stanno arrivando e Save valorizzati e se riutilizzati socialmente, potranno diventare un presidio fondamentale per evitare respingere quella tendenza che vediamo in atto e che ci preoccupa molto. La normalizzazione in atto delle mafie con personaggi sempre più inseriti nel mondo economico e imprenditoriale, spesso accettati e appunto normalizzati,
Come libera Bologna. Forse saprete che facciamo videoinchiesta, utilizziamo il linguaggio giornalistico per parlare di questi temi alla città e nella nostra ultima vi d'inchiesta che è disponibile su YouTube, una storia italiana, abbiamo raccolto dichiarazioni della procuratrice di Milano dolci, che ci fa un paio di affermazioni che ci hanno molto inquietato. La prima è che dice che il problema è che ormai non c'è più stigma sociale nei confronti di certi soggetti nelle nostre città e che quindi, senza alcun problema, continuano ad agire appunto accettati, normalizzati. E l'altra è un'intercettazione, sempre di una sua inchiesta che che ci cita in quei due mafiosi parlano tra di loro e uno dice all'altro vedi come senza sparare sia cambiato tutto. Ecco in questi beni confiscati, per rifiutare questa normalizzazione, per far emergere una realtà sottotraccia, ma che influenza la vita di tutte le città, sono fondamentali. Dicevo che a Bologna, dove arriveranno, ce ne sono già ne arriveranno. Pensiamo ai beni in via Saffi in via Riva Reno in via San Donato in via Boldrini in via San Felice, solo per citarne alcuni beni nuovi che si aggiungeranno a quelli già presenti in città. Sono appartamenti e quindi, a proposito di ridare i diritti. Pensiamo alle risposte piccole, ma che possano iniziare ad essere a uno dei problemi e dei temi della nostra città come quello della crisi abitativa. E non ci sono solo appartamenti, ci sono anche aziende sequestrate e confiscate e qua faccio solo un esempio, per non dilungarmi troppi locali sequestrati, Omar Mohamed come caso orefici a due passi da qua.
Come pizza artista il dopolavoro ferroviario o pizza artist 2 in via San Mamolo o crudo, sempre in via San Mamolo locali ora amministrati da un amministratore giudiziario che quindi garantisce diritti, lavoro buono, sano e pulito ad esso. È proprio un momento di andare e sostenerli e rilasciati per ringraziare su questo anche il Comune di Bologna, che ha deciso di costituirsi parte civile al processo contro Omar, Mohamed e altri, proprio con un atto che rifiuta la presenza e la normalizzazione di certi comportamenti nel mondo imprenditoriale ed economico cittadino. Ecco quindi il senso dei beni confiscati alle mafie che qui arrivano con riutilizzo sociale, arredare diritti e dignità e giustizia a partire da due pilastri fondamentali sanciti anche dalla nostra Costituzione, che sono a casa e lavoro.
Facciamolo i nostri facciamoli della città, facciamoli di tutte e tutti certo come simbolo della presenza delle mafie in città, ma anche come simbolo che le mafie non le accettiamo, le combattiamo perché continuiamo su questo e su altri ambiti a ribellarci a un mondo dominato dalla legge, del più forte, dalla violenza e dal denaro, insomma da un sistema valoriale prettamente mafioso. Noi invece continuiamo a lottare per diritti, per la Costituzione attraverso cura e relazioni, ed è quello che abbiamo fatto anche ieri e concludo.
Leggendo i nomi di tutte le vittime innocenti, giornalisti, attivisti politici,
E tantissime persone, quei 1.117 che hanno perso la vita uccisi dalla violenza mafiosa,
Permettetemi però di ricordare in particolar modo in questo in questi giorni una categoria, quella dei magistrati, perché quando si parla di plotoni di esecuzione ecco i riferimenti ai magistrati, anche a loro vengono in mente i plotoni di esecuzione, però opportuno esecuzioni fatte da mafia, 'ndrangheta, camorra e altri poteri occulti fatemi ricordare quindi questi magistrati che sono stati uccisi per perseguire un'idea di giustizia contropoteri potentissimi, mafiosi ma non solo.
Pietro Scaglione, Francesco, Ferlaino, Cesare Terranova, Gaetano Costa, Giangiacomo, Ciaccio Montalto, Bruno caccia, Rocco Chinnici, Alberto Giacomelli, Antonino Saetta, Rosario Livatino, Antonio Scopelliti, Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino, grazie e buon 21 marzo tutto,
Grazie grazie davvero ad Andrea Giagnorio per questo momento o comunque anche emozionante, grazie.
E ora la parola alla professoressa, Stefania, Pellegrini, prego, professoressa,
Grazie grazie a tutti e a tutte per questo invito e per questa volontà di condividere questa giornata importante, quella che si celebrerà poi domani e a Torino è già stato ricordato, trentunesima Giornata della Memoria, attualmente 1.117 i nomi di vittime innocenti delle mafie quest'anno ne sono stati aggiunti 16,
Ma non sono nuove vittime, sono storie di vittime dimenticate, vittime che sostanzialmente sono state dimenticate dalla società, dalle istituzioni.
Ed ai quali i familiari hanno fatto una attenta ricostruzione dei fatti, perché sapete che anche il riconoscimento di essere vittime innocenti delle mafie Orrico e una è un percorso molto complesso e molto molto articolato, e quindi non è la considerazione che possiamo fare ad oggi nel momento in cui non ci sono vittime di mafia vuol dire che la mafia non uccide.
La mafia non spara, non ci sono vittime.
Però guardate, è stato ormai accertato sia dalle risultanze processuali giurisprudenziali, ma anche dagli studi in materia, che il ricorso all'uso della violenza è inversamente proporzionale alla potenza criminale dell'organizzazione, c'è più indiscusso, sarà il predominio dell'organizzazione, maggiore sarà la forza coercitiva che prescinde totalmente dal compimento di singoli atti violenti e anche da specifiche.
Minacce eventualmente da parte degli affiliati, quindi noi stiamo indiscutibilmente di fronte alla mafia, che è una mafia economica, è una mafia imprenditoriale, allora vi invito, vi suggerisco, di scardinare il primo grande stereotipo che la mafia imprenditoriale, la mafia economica, non è una mafia violenta,
Perché è profondamente pericoloso, pericoloso proprio per i meccanismi che diceva prima Andrea la normalizzazione da parte di chi, da parte di chi è tentato e ci prove sistematicamente a smantellare l'apparato normativo che viene riconosciuto a livello internazionale, come l'apparato normativo più completo ed efficace contro contro le mafie sì,
Perché nel momento in cui c'è la mafia, la mafia non violenta e nel momento in cui quell'apparato normativo è stato proprio emanato, all'indomani di grandi omicidi, stragi erano mafia, una mafia di diversa,
E quindi attualmente quell'apparato non è più necessario, era un normazione di emergenza perché quella situazione, una situazione di emergenza,
Quanti esperti di mafia ci sono no, quanti aspetti di mafia che non hanno la minima?
Percezione del fatto che il sistema naturale della mafia è un sistema carsico non è un sistema violento,
La parentesi del delle stragi è stata una parentesi dannosissima per la criminalità organizzata, perché ha attirato tutta una serie di reazioni che inevitabilmente, poi, alla fine si sono realizzate e ha innescato un meccanismo di applicazione di formulazione di norme che erano già state sostanzialmente ideate ma che non erano state emanate ma la modalità classica della criminalità organizzata di stampo mafioso è una modalità classica silente che non emerge non emerge con con violenza,
Ma poi siamo veramente sicuri che non ci sia violenza?
Leggiamo gli atti investigativi.
E capiamo che c'è una violenza inusitata da parte di questi indagati o condannati nella gestione delle loro attività.
I lavoratori vengono system sistematicamente sfruttati.
Subiscono violenze, violenze, anche fisiche, minacce, anche fisiche, questa non è violenza, è una modalità di gestire l'impresa attraverso il metodo mafioso e quindi attraverso l'intimidazione e la, la violenza, ed è una violenza che viene perpetrata sistematicamente a carico dei lavoratori a carico di imprenditori che subiscono intimidazioni che non sono apparenti è a carico di tutti quegli imprenditori che sostanzialmente non riescono a reggere il mercato perché non si trovano a poter sviluppare le loro aziende e imprese in un mercato tutelante e tutelato perché la mafia altera le regole,
Della concorrenza nel mercato. Allora io francamente penso che tra le vittime della criminalità organizzata andrebbero annoverata la comunità stessa, perché la comunità e a tutti gli effetti una vittima del sistema mafioso, perché sono i sistemi sociali sono i sistemi economici, sono anche i meccanismi di vita quotidiani che vengono completamente alterati perché la mafia è uno spettacolare agente di trasformazione sociale perché altera e condiziona anche i metodi che normalmente vengono adottati e quindi li sostituisce con con i propri, è un.
Un potere che viene applicato a volte è un potere subdolo, è un potere simbolico,
A volte è un potere invisibile,
Ma che dà dei chiari chiari i risultati, è un potere che incide sulla cultura, sulla cultura della anche dei principi democratici, anche dei principi sui quali si basa l'economia, l'imprenditoria, che cos'è un buon imprenditore, è un imprenditore che capitalizza o un imprenditore che è comunque il tutore del mercato perché sostanzialmente un buon imprenditore dovrebbe fare quello dovrebbe tutelare i principi del mercato e della libera concorrenza, non deve limitarsi a fare profitto e quindi è un potere che sostanzialmente è un potere irriconoscibile.
Perché spesso si manifesta in modo sottile, attraverso dei meccanismi di legittimazione del consenso e io credo che questo sia il meccanismo più pericoloso perché nel momento in cui il potere della mafia viene legittimato in base al consenso,
È la legittimazione proprio dell'azione della mafia e il consenso e il mezzo, ma al contempo, al fine dell'agire mafioso, io dico sempre semplificando, scusate, la differenza tra una criminalità economica, una criminalità mafiosa è che la criminalità economica ha come finalità quello dell'arricchimento economico, la criminalità mafiosa come finalità, quello del controllo del territorio, certo, poi c'è anche l'arricchimento, l'arricchimento è uno strumento e può essere anche la conseguenza di quel controllo del territorio, però non è quindi la finalità ultima e cosa vuol dire controllare un territorio non vuol dire solo controllarlo fisicamente, ma vuol dire anche controllare interi settori dell'economia.
E ad 11 anni da Emilia, non possiamo non ricordare le parole anche del Presidente Caruso quando diceva la storia della edilizia reggiana va riscritta.
Sono sto sono frasi al di là degli esiti processuali che non dobbiamo dimenticarci.
Solo una lettura di una.
Sistema economico drammatico che, ribadisco, crea vittima e la vittima, esattamente tutta quell'edilizia che ha dovuto sostanzialmente soggiacere al potere delle realtà imprenditoriali che, ovviamente, si avvantaggiavano di che cosa di quei vantaggi competitivi impropri perché il mondo economico, ma visto vi sto narrando vicende connesse e sono emerse nel processo Aemilia perché è il? Il mondo economico e mondo imprenditoriale è attratto fatalmente dal sistema mafioso semplicemente per un'acquisizione dei dei vantaggi competitivi impropri, perché in un mercato e anche in un mercato con grosse difficoltà ottenere dei prestiti e non è cosa da poco nel momento in cui naturalmente gli istituti di credito hanno difficoltà oppure chiedono delle garanzie che l'imprenditore non può e non può garantire oppure avere. Questa è una questione a cui, insomma,
Sul quale sto lavorando da tempo, in collaborazione anche con con con i sindacati con CGIL, il lavoro, i lavoratori, i lavoratori come vittime di tutto questo sistema, perché nel momento in cui io posso utilizzare una manodopera a basso costo, arrivo a risparmiare sui costi aziendali del 40% del 40%,
E quindi li dobbiamo aggiungere un'altra categoria, una delle categorie diciamo classiche consentitemi dire della criminalità organizzata, perché la gravità è organizzata, sempre utilizzato il lavoro come strumento di.
Acquisizione del consenso,
Ci son tante definizioni di mafia, sapete tantissime, io penso che la quella più.
Più equilibrata e nello stesso tempo più con completa è quella che ha formulato il generale.
Carlo Alberto Dalla Chiesa dicendo che la mafia è quel sistema che concede come privilegio ciò che andrebbe riconosciuto come diritto.
Lì c'è tutto, c'è veramente tutto, c'è l'assenza di uno Stato, c'è la mafia che occupa lo Stato e che si impossessa proprio di quel sistema di riconoscimento non riconoscibili, non riconoscendo, ma offrendo e naturalmente nel momento in cui offro come privilegio.
Leggo a me attraverso il consenso.
Perché ovviamente il lavoro è lo strumento, uno degli strumenti più preziosi, no che noi che noi abbiamo.
E quindi, alla luce proprio della trentunesima giornata della memoria, io mi permetto di aggiungere una vittima, una vittima diciamo composita, che è la comunità che è la società e che siamo tutti noi, con tutto il rispetto per le 1.117 vittime però non è solo la Giornata della memoria ma perché a volte viene sempre dimenticato che c'è memoria impegno,
No e questo in quell'impegno che fortemente don Luigi ha voluto connettere a memoria che noi ci dobbiamo concentrare.
Nel ruolo che tutti noi svolgiamo all'interno della nostra della nostra, della nostra attività professionale, ma anche come privati cittadini.
Ed è la Giornata della dell'impegno per tutte in nome e per conto di tutte le vie, le le vittime innocenti di e di mafia è già stato ricordato a 30 anni dalla legge 109, una legge straordinaria che adesso è stata inglobata nel codice antimafia e che è stata riconosciuta come.
Sostanzialmente lo strumento più efficace di lotta alla criminalità organizzata, perché perché va ad agire proprio in quel consenso su quel consenso, perché c'è tutta la parte precedente è quello della confisca, è quello della del.
Del sequestro, della confisca e determinante perché le mafie vanno colpite, sebbene il bene più prezioso che è quello della della della economico. Ma sapete quei beni, quei beni confiscati e non sono solamente i beni economici, quei beni sono simboli di potere e quindi è fondamentale tutta l'azione che sta che che che innesca la la legge 109, quello quindi di riutilizzare, di ri valorizzare questi beni e quindi di restituire alla collettività ciò che la loro, la la, l'attività organizzata tolto in termini di opportunità e di ricchezza,
E quindi togliendo proprio il consenso nel momento in cui io restituisco alla cittadinanza, vado a.
Depurare depurare un bene dal suo simbolicità, appunto, di di di di simbolo, di di criminalità.
E guardate, naturalmente come l'ente locale, particolarmente interessato al riutilizzo della dei dei beni perché dei beni immobili, perché lì ha un ruolo da protagonista no, ma non dimentichiamoci le aziende, non dimentichiamoci le aziende, perché lì veramente si gioca la sfida più alta ed è una sfida che deve essere giocata guardata. Ecco ancora una volta, attraverso la legalizzazione di tutti quei parametri che hanno portato quell'azienda a coprire una fetta di mercato e nel momento in cui riusciamo ad intervenire sull'azienda, a far emergere no la legalità in quell'azienda. Noi non andiamo a sanificare quell'azienda, ma abbiamo sanificare tutto l'indotto perché noi avremmo tolto dall'indotto una.
Una realtà aziendale che andava ad alterare i meccanismi e andiamo a sostituire con una realtà aziendale che quei meccanismi li deve gli deve seguire obbligatoriamente. Guardate, non è facile, non è facile, perché sostanzialmente è una grande battaglia che tutti gli amministratori giudiziari stanno svolgendo, perché non è facile prendere un'azienda a togliere a quel mercato viziato, eh eh, eh eh eh eh, rimetterla all'interno di un mercato che è un mercato che naturalmente pretende no degli oneri di legalità, oneri di legalità che quell'azienda precedentemente non conosceva.
Però, anche in questo caso è un'azione di.
Tutela nei confronti della comunità stessa, no e di meccanismo, naturalmente, che va a scardinare il principio proprio del del consenso, ultima battuta,
Reefer, riferendo proprio alla questione di di di Emilia no, c'è questa importante.
Importante anniversario del processo Aemilia e e qui vi propongo un altro scardinamento di un altro stereotipo, quello della colonizzazione.
Guardate, io sono fortemente contrario al principio della colonizzazione, sono contraria perché non ritengo che lo spostamento delle mafie dal Sud al Nord sia stato conseguente ad un processo di una colonizzazione, di un nord che è stato colonizzato da un crimine ed ha una un crimine diciamo,
Che viene molto spesso paragonato ad un virus no, è stato infettato, è stato colonizzato semplicemente perché nel principio di colonizzazione c'è un un colonizzato e un colonizzato valorizzante e c'è un rapporto di.
È una realtà che subisce è una realtà che agisce,
Attivo e passivo, io nei miei studi per metodo di indagine e io analizzo gli atti investigativi e processuali e gli metto naturalmente come elemento di verifica delle teorie economiche, perché sono un empirica, quindi io mi baso, oltre a essere orgogliosamente, una militante antimafia,
Semplicemente io tutta questa colonizzazione.
Non la vedo, non la non l'ho potuto no, non la posso constatare questa passività nel subire questa onda criminogena dal sud, non l'ho vista, allora secondo me bisognerebbe cambiare parametro che a cambiare proprio un paradigma e sostituire la colonizzazione come quella che ho chiamato proprio la simbiosi mutualistica e quindi noi abbiamo due organismi che si sono incontrati e che potrebbero vivere tranquillamente da soli ma si sono incontrati, si sono anche piaciuti e si sono condizionati e dal momento in cui si sono incontrati sono diventati un unico simbionte.
Ecco, io credo fortemente che su questo noi dobbiamo lavorare come stiamo lavorando.
Perché ho la fortuna e l'onore di essere stato accolto da questa città, da questa Regione,
Ed è solo in questa città, in questa regione che ho potuto fare quello che ho fatto perché ho trovato la sensibilità perché ho trovato la la l'ascolto, ho trovato l'impegno per potere cambiare, per poter arginare, per potere modificare per potere tutelare e tutti i provvedimenti che sono stati licenziati da questo Comune dalla Regione sono questa conferma.
Però è un passaggio, è un passaggio importante che sostanzialmente creerà un futuro e ed è su quel futuro che dobbiamo comunque.
Scommettere e io sono piuttosto contraria e mi arrabbio anche molto quando si parla di terra, di mafia, quando si parla dell'Emilia Romagna,
La probabilmente chi lo dice non conosce cosa vuol dire veramente una terra di mafia.
Però la situazione è estremamente delicata, estremamente.
Allarmante Emilia è stato solamente un passaggio, ormai si citano anche i collaboratori di giustizia con Emilia non è finito nulla, Antonio Valerio tant'è che tutte le indagini, in tutti i processi che sono anche conclusi in via definitiva, lo dimostrano e tutte le attività investigativa che è nato da Emilia lo dimostra quindi.
Onoriamo la memoria dei 1.117 vittime, onoriamo anche l'impegno affinché quelle vittime non aumentino, ma soprattutto non aumentino quelle vittime silenti che potrebbero essere che potremmo essere noi cittadini, tutti i cittadini che vivono in questa regione. Grazie.
Grazie grazie alla professoressa Pellegrini per aver condiviso con noi tutto ciò che lei e la sua esperienza su questo tema e prima di passare la parola al nostro Sindaco, saluto e do il benvenuto con molto piacere agli studenti e alle studentesse della classe, seconda di e seconda, allo nell'istituto Rosa Russo Emburgh, accompagnati dall'insegnante professoressa.
Caputo, ricordiamo sempre che la visita a cura dei muti, musei civici dell'arte antiche che ci fa sempre piacere ricevere studenti e studentesse, e soprattutto oggi, in questa giornata particolare, la parola ora va al nostro sindaco. Matteo Lepore per le conclusioni. Prego, grazie Presidente, ringrazio i relatori e le relatrici, le autorità qui presenti, i consiglieri e le consigliere. Ovviamente, le studentesse e gli studenti, a cui do anch'io il benvenuto in quest'Aula.
Come ogni anno ci ritroviamo, e alcuni di noi partecipano anche alla giornata del 21 marzo, andando nelle città dove si svolge ogni anno, e ricordo anche la bellissima manifestazione che abbiamo fatto alcuni anni fa a Bologna, dove parteciparono oltre 200.000 persone è per noi questo appuntamento un appuntamento molto importante, come è stato ricordato sia per leggere i nomi delle vittime delle mafie sia per rinnovare il nostro impegno e credo sia molto importante quanto Stefania Pellegrini prima ci ricordava cioè che, oltre al ricordo delle vittime,
Alla memoria, dobbiamo rinnovare il nostro impegno civico e credo che Bologna abbia sempre lavorato in questa direzione. Voglio citare alcuni fronti sui quali siamo impegnati per concludere questo Consiglio. Parto dalla memoria perché noi siamo impegnati tutti nel progetto del nuovo Parco della Memoria democratica che abbiamo deciso di realizzare all'interno dell'area del Ravone, accanto alla stazione 2 agosto, e sarà un parco che.
Ci permetterà di avere 11 ettari di verde e interventi di riqualificazione dei diversi capannoni che ospiteranno industrie culturali e creative e tante attività di associazioni, una lunga pista ciclabile che attraverserà questo parco, che collegherà la stazione ai Prati di Caprara e diventerà un nuovo quartiere della città all'interno del quale abbiamo intenzione di collocare di interventi artistici e un polo della memoria Polo della memoria che che stiamo iniziando a realizzare e che saranno tutti gli effetti un centro di iniziativa di documentazione che cucirà,
L'area della Bolognina con l'area delle popolarissime e.
Di via dello Scalo, un nuovo quartiere che si aprirà in un'area dismessa ferroviaria fino ad oggi poco conosciuta e poco frequentata dai cittadini, se non per il progetto dambo, che molti di voi conoscono, come ieri ho avuto modo di dire che nella memoria democratica del nostro Paese ci deve essere spazio per professor Marco Biagi che ieri abbiamo ricordato che sicuramente dovrà essere ricordato con un'installazione all'interno di questo parco, penso sia importante che in questo luogo ci sia la memoria delle vittime di mafia e delle mafie, perché Bologna ha un forte legame storico,
Difatti di di sentenze, ma anche di impegno civile, appunto perché possiamo parlare di Bologna come uno dei luoghi dove le bombe sono scoppiate e dentro una strategia dell'attenzione che era collegata ad altri fatti che sono accaduti nel nostro Paese. Questo lo dicono le sentenze passate in giudicato, ma possiamo anche dire che Bologna, la terra dove, a partire dal recupero dei beni confiscati Lamù la moneta buona ha saputo scacciare quella cattiva perché tante cooperative nel sud del nostro Paese sono nate grazie anche all'aiuto al sostegno.
Del mondo economico e delle istituzioni del nostro territorio, così come lo studio e la valorizzazione dei beni. In Italia, dopo la legge che è stata approvata, tante battaglie che sono state portate avanti è possibile, grazie alla nostra Università e al lavoro che si fa con lo studio e lo sviluppo di competenze adeguate per poter utilizzare questi questi beni, e quindi Bologna, come tantissime altre città italiane, per fortuna è stata uno anche parte di questa strategia che ha voluto dare linfa al bene come prima ci è stato ricordato, è sempre siamo scesi in campo quando l'associazione Libera e poi successivamente altre associazioni ci hanno chiesto di prendere posizione nel sostegno di campagne per una legislazione nazionale o direttive europee, perché si è lavorato anche per portare a livello europeo nel Parlamento e alla Commissione l'attenzione sul contrasto alle mafie. Abbiamo sottoscritto vari protocolli nelle Amminist, nel mandati precedenti e sostenuto progetti sia sui beni confiscati sia sul recupero,
Di percorsi di reinserimento lavorativo abitativo, di persone che sono fuggite da contesti familiari di mafia o testimone di giustizia, abbiamo lavorato affinché negli appalti ci fossero clausole sociali e trasparenza affinché appunto le infiltrazioni potessero essere il più possibile rese complicate negli appalti pubblici come abbiamo lavorato.
Per accordi etici nei poli della logistica e nei né in tutte quelle filiere che abbiamo osservato per fare in modo che il settore privato potesse alzare il proprio scudo della cultura della legalità, potesse crescere anche nel nostro territorio e con maggiore consapevolezza. Abbiamo lavorato con la Guardia di finanza e le altre forze dell'ordine per condividere i dati, per poter fare in modo che i nostri servizi comunali ai nostri uffici fossero maggiormente d'aiuto e potessero migliorare il proprio approccio. Su questo fronte è stato ricordato il lavoro su Villa Celestina e quanto potremmo fare su altri beni che chiaramente non abbiamo le risorse per recuperare o per in totalità e quindi dovremmo fare delle scelte, ma credo sia molto importante che il Comune si mette a capo di una rete territoriale insieme alle altre Istituzioni, ovviamente perché tutti questi beni possono rientrare dentro una dimensione di legalità, di utilità sociale e di valorizzazione anche economica, proprio perché.
Il recupero dei beni è uno degli antidoti più importanti.
Voglio infine dire, riguardo al processo Aemilia e alcune proposte che possiamo mettere in campo per il futuro. Nei giorni scorsi, insieme alla Regione, abbiamo inaugurato la settimana della legalità con il procuratore Guido, abbiamo introdotto, insieme al Presidente De Pascale, un'iniziativa.
Dove, insieme a magistrati, rappresentanti delle istituzioni e appunto, anche giornalisti impegnati su inchieste nel nostro territorio, abbiamo ricordato il processo Aemilia, che è stato per noi molto importante per le cose che abbiamo visto, anche testimoniando, facendo degli interventi perché al tanti amministratori sono stati protagonisti di qua e di là da dai banchi di quel processo che però ha acceso un faro ed è stato uno spartiacque nell'assunzione di responsabilità e di consapevolezza.
Capire, ad esempio, che nei piccoli comuni si nasconde non solo il dettaglio ma soprattutto la maggiore interesse no,
Le infiltrazioni e le imprese che volevano e stare lontani dai riflettori e stare sui territori meno attenti, con meno procedure, meno capacità di intervento. Allo stesso modo, io mi sono permesso di dire che noi dobbiamo dare per scontato che le infiltrazioni alle mafie siano presenti nella nostra città, nella nostra comunità, per motivi anche solo statistici e probabilistici in un territorio ricco come il nostro non possiamo affatto dire che la mafia non sia presente, le mafie non siano presenti. In tante occasioni abbiamo fatto esposti e abbiamo segnalato testimonianze, abbiamo collaborato, certo, qui no, ancora non ci sono stati processi assimilabili, ma ci sono stati sicuramente persone che sono state coinvolte e abbiamo visto crescere in diversi quartieri, nuove attività economiche che possono anche essere.
Avvicinate a situazioni opache e questo chiaramente lo potranno dire solo le indagini, lo potranno dire solo.
I tribunali e mettendo delle sentenze, però, abbiamo voluto prendere posizione, come è stato detto, in alcuni percorsi giudiziari, proprio anche.
Esponendoci come parte civile, perché riteniamo che il Comune, in questa logica, anche della comunità che può essere può ricevere un danno,
Dalle mafie dalle infiltrazioni deve essere parte di una di una ricerca della verità, della giustizia e della legalità. Lo abbiamo fatto sulla strategia della tensione e le stragi. Io mi ricordo benissimo di aver testimoniato in Aula per dire che la nostra comunità aveva ricevuto un danno dalla bomba alla stazione, e questo è stato molto importante insieme all'allora Presidente della Regione. Credo che noi dovremmo fare lo stesso e dovremo continuare a fare lo stesso anche per quanto riguarda la presenza delle mafie sul nostro territorio, perché poi ci possono essere le grandi organizzazioni, ma ci possono essere anche quelli che decidono di volere far parte, di alzare la mano e dire che gli piacerebbe essere come.
O dentro le organizzazioni e abbiamo visto realtà opache che hanno anche gestito spazi pubblici. No, noi abbiamo deciso di entrare in possesso del Dopolavoro Ferroviario recentemente utilizzando i fondi del PNRR prima di noi, patrimonio del Dopolavoro Ferroviario era nazionale e di un ente pubblico e alcuni protagonisti di percorsi giudiziari in corso lavoravano all'interno e non a caso lì ci sono stati beni che sono stati confiscati e noi abbiamo più volte denunciato, insieme al quartiere Navile, incendi dolosi, situazioni complesse, e quindi abbiamo alzato le antenne, tutti quanti chi avrebbe mai potuto dire che lì forse si poteva essere qualcuno che aveva vicinanze con legami ad organizzazioni.
Eppure pare che questa cosa, in alcune tesi giudiziaria, indagini, ci sia stata e credo che sia molto importante su questo non dare per scontato che le cose che vediamo non siano, come qualcuno si immagina, questo vale ancora di più a Bologna, credo nel mondo del commercio nel mondo delle libere professioni.
Proprio perché l'intermediazione e lo spazio pubblico rischiano di essere oggi un mercato molto appetibile per queste presenze, anche per questo motivo si, insieme alla nostra Assessora Luisa, Guidone a Giulia Sarti, stiamo non solo cercando di rafforzare il monitoraggio dei dati delle concessioni e l'incrocio dei database ma stiamo studiando anche come utilizzare la certificazione antimafia per il rilascio delle autorizzazioni e delle concessioni penso ad esempio allo spazio pubblico, ma non solo, cioè noi dobbiamo,
Garantirci che chi utilizza lo spazio pubblico, ad esempio con?
Déhor, un pubblico esercizio, uno spazio di somministrazione non solo rispetti le norme, ma dimostri anche.
Massima trasparenza, proprio perché questo è un settore di forte rotazione di forte ricambio, abbiamo visto, durante e dopo il Covid che tante realtà sono arrivate ad investire con liquidità, dalle testimonianze e a volte liquidità, anche proprio in contanti, e questo ci preoccupa, ci preoccupa molto la provenienza di queste risorse spesso e varia di varie nazionalità e di varie.
Categorie e dobbiamo aprire gli occhi, perché non solo di mafia italiana dobbiamo parlare noi stessi, siamo intervenuti in in vari contesti anche per accendere un faro su presenze di nazionalità o attività criminali di stampo etnico dal punto di vista organizzato, e credo che questo debba essere,
Un salto di scala e di consapevolezza che fa la nostra città complessivamente, quindi, se da un lato dobbiamo ricordare la nostra storia e dobbiamo fare memoria per quello che è stato conoscere gli intrecci nella storia del nostro Paese, dall'altro dobbiamo anche lavorare sull'oggi e sul domani perché la mafia si è voluta di mafia ce n'è più di una,
Gli intrecci internazionali che ci sono ci riguardano, lo dicono i dati di chi controlla gli ingressi doganali del nostro aeroporto, lo dicono le attività che fanno le forze dell'ordine ogni giorno e che voglio qui ringraziare che sono presenti il prefetto, il questore e le altre forze dell'ordine ed è evidente che se noi facciamo come istituzioni continuamente richiama il fatto che dobbiamo far rispettare la legalità e che, ad esempio, sul traffico di droga e lo spaccio, dobbiamo alzare un argine, dobbiamo fare tanto su sulle piazze, dobbiamo fare tanto nel contrasto al crimine, alla criminalità in strada, ma ricordiamoci sempre che se quelle persone lavorano e perché qualcuno le sostiene, le finanzia le rifornisce e quindi per riuscire a prosciugare quelle piazze dello spaccio, noi possiamo sicuramente io continuerò a farlo chiedere che ci siano maggiori risorse per le Forze dell'ordine, ma dobbiamo lavorare per prevenire e tronco tranciare i legami che invece portano una criminalità forte che si può permettere, ad esempio, di sostituire immediatamente le persone che spacciano. Anche questo è una riflessione che dobbiamo fare no, dobbiamo da un lato pensare a come reprimere, ma dobbiamo anche e soprattutto lavorare sulla prevenzione e sulla chiusura di canali internazionali e nazionali che toccano il mercato della droga e non solo della nostra città. Dunque,
Io voglio cogliere l'occasione per ringraziare tutte le realtà che si impegnano sulla lotta contro le mafie perché, come abbiamo detto nei giorni scorsi.
La differenza la fanno le persone, oltre che le comunità, quindi da un lato la nostra è una comunità attenta e attiva, ma può essere attenta, attiva, se ognuno di noi, nel proprio ruolo, dal punto di vista etico, culturale e anche politico ritiene che questa sia una questione dell'attualità importantissima per la quale innanzitutto bisogna scegliere da che parte stare e nel momento in cui si sceglie da che parte stare, bisogna essere conseguenti, affrontare la complessità fino in fondo e non soltanto citarla per comodità, e credo che attorno a questo, anche a Bologna, ci sia tanto e ancora di più da fare grazie,
Grazie, ringrazio ancora tutti i nostri relatori, ringrazio il Sindaco, ringrazio tutti i presenti e tutti coloro che ci hanno seguito in streaming, gli studenti e le studentesse della Rosa Luxemburg per essere stati qui con noi, la seduta solenne si conclude qui noi poi riprenderemo i lavori un messaggio per i consiglieri e le consigliere tra 10 minuti con il question time grazie ancora a tutte e tutti.
Allora chiedo ai consiglieri e alle consigliere di accomodarsi che riprendiamo con i lavori del Consiglio.
È esattamente con la seduta del Question Time, apriamo i lavori e chiedo alla segreteria Generale di procedere con la verifica del numero legale prego, Segretario generale, a lei la parola.
Grazie, Presidente Angiuli.
Begaj.
Bernagozzi.
Bittini.
Caracciolo, assente, giustificato, Celli.
Ceretti.
Cima.
De Biase.
De Giacomi, assenza giustificata, De Martino, assente, giustificato, Di Benedetto Di Pietro.
Diaco.
Fattori.
Foresti Geiger.
Giordani.
Iovine.
Larghetti, manca Marcasciano Mazzanti.
Monticelli.
Naldi Megas.
Pizzo.
Quercioli.
Piazza mi perdoni.
Santori, assente, giustificato, Scarano.
Stanzani.
Tarsitano.
Toschi.
Venturi.
Zontini, assente, giustificata, Presidente, abbiamo il numero legale, prego.
Allora, prima di dare la parola ai consiglieri e le consigliere per le domande di attualità, dopo la celebrazione del solenne per la Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie, dichiariamo un momento di ricordo doveroso, fondamentale in memoria del professor Marco Biagi nel ventiquattresimo anniversario della sua scomparsa vittima del feroce agguato per mano delle nuove Brigate rosse.
Bologna, città che del dialogo parla ancora, porta ancora i segni di questa ferita, il professor Biagi, un riformista che scelse il complesso e aspro ambito dell'innovazione normativa, cercò la modernizzazione del mercato del lavoro, convinto che la protezione della dignità umana,
Passasse inevitabilmente per la capacità di interpretare i mutui, i mutamenti dell'economia globale, la sua figura ci sprona come amministratori, a perseguire una politica che non sia scontro ideologico, ma ricerca del dialogo sociale e sintesi alta e pragmatica per la coesione di una comunità. Per questo oggi non possiamo non dedicare un pensiero a Marco Biagi e alla sua famiglia, alla moglie Marina Orlandi, al figlio, Lorenzo, alla sorella Francesca e al nipote, Giulio che è qui con noi con profondo rispetto e gratitudine per il contributo reso, chiedo al Consiglio comunale che presiedo di custodire con un minuto di silenzio la sua memoria,
Grazie a tutti tutti.
Stiamo dunque con il question time.
Saluto la vicesindaca che qua con noi in presenza.
Che chiede l'accorpamento per omogeneità di argomento delle domande 1920 21, il tema e l'aeroporto Marconi, l'Assessore Campaniello, anche qua con noi lo saluto, chiede l'accorpamento delle domande 14 15, il tema la Città, 30 gli Assessori Borsari, Madrid, Licalzi, area Laudani daranno risposta scritta. Allora procediamo quindi con la trattazione delle domande, la 19 e la 20, alle 21 accorpate per omogeneità di argomento. Come già citato sull'aeroporto Marconi, la prima è della consigliera Bernagozzi il titolo e situazione ordinanza, sorvoli, notturni, consigliera Bernagozzi. A lei la parola. Prego.
Sì, grazie Presidente, la domanda ovviamente è molto semplice. Io ero già intervenuta in Aula, insomma, in queste in queste ultime sedute, come sappiamo, l'ordinanza dei sorvoli notturni, che ha visto l'ultima volta un rinnovo di un anno, diciamo, a fronte precedentemente di rinnovi un po' più un po' più corti e a fronte anche di dichiarazioni di grande soddisfazione, insomma per aver messo in atto questa questa ordinanza e quindi aver abbattuto il rumore e soprattutto dei sorvoli notturni. Sappiamo che appunto è scaduta e sappiamo che è stata rinnovata per un piccolo periodo, diciamo in questo momento in attesa come immagine. Questa è la mia domanda anche alla vicesindaca della prossima Commissione Aeroportuale, ma chiedo appunto una valutazione politica e amministrativa rispetto appunto all'impegno del Comune nel chiedere il rinnovo di questa ordinanza. Come ho già avuto modo di dire.
Qualche Consiglio fa e questa ordinanza viene spessissimo, rispettata. È vero anche che c'è stato un lungo periodo interrotto semplicemente questi gli ultimi giorni, ma che ha visto nelle due settimane precedenti una continua, diciamo, un continuo sorvolo notturno, soprattutto in alcune fasce orarie 11 e mezza 11 e 40 di alcuni voli o di Lineo cargo, principalmente cargo, e quindi io facevo una riflessione rispetto al fatto, appunto che in teoria dovrebbe essere una situazione emergenziale quando la situazione emergenziale diventa che tutte le sere, lo stesso aereo prende la stessa, sorvola la città nello stesso orario. Mi vien da dire che non sia più emergenziale, ma che ci sia forse qualche altra motivazione. Di fatto, quindi, la mia richiesta è una valutazione politica amministrativa rispetto al rinnovo dell'ordinanza, così come accennavo all'inizio e.
Appunto su questo magari anche un accenno rispetto al percorso che comunque aveva visto all'interno del primo appuntamento dell'Osservatorio da parte di tutti i Comitati presenti e ha anche insomma, dei consiglieri che che Kiev, che hanno presenziato quella primo incontro, anche qui la richiesta di continuare il rinnovo, quindi immagino che questa sia la richiesta che ha portato avanti il Comune, visto che su questo chiedo una valutazione politico-amministrativa, ringraziando la vicesindaca sin da ora per la sua risposta. Grazie.
Grazie consigliera Bernagozzi, consigliere Begaj aeroporto, Marconi, prego.
Grazie Presidente, grazie alla vicesindaca, per essere qui in Aula anch'io mi associo alla domanda che mi ha preceduto della collega Bernagozzi, naturalmente la lettera che che abbiamo visto sulla stampa.
Da parte di uno dei comitati che si occupa del tema aeroportuale, una nuova occasione per per chiedere aggiornamenti, innanzitutto su sul tema della Commissione e anche del dell'Osservatorio, che sono strettamente legati, come abbiamo definito proprio nella della formazione stessa dell'Osservatorio, quindi l'Osservatorio dovrebbe in qualche modo vigilare, ecco e ed aggiornarsi anche proprio sulla sulla base delle discussioni che che la Commissione che la Commissione fa e entrando più più nel merito, come come la collega già anticipava naturalmente c'è c'è il tema proprio dei.
Dei voli notturni, nella misura in cui,
Ci arrivano delle.
Delle sollecitazioni da parte dei cittadini e delle cittadine e banalmente, anche guardando non solo il sito del Marconi, perché poi se tu il Marconi non non non comprende, non comprende i voli cargo, ma guardando i siti che poi monitorano il traffico aereo, basta un po' a vedere che oltre a i Ryanair dico principalmente perché sono quelli poi la mattina presto che partono alle 5:45 alle 5:51 alle 5:53 e sono tutti orari tutti orari, così quelli che che sono facilmente riscontrabili questi sia anche al sito dell'aeroporto.
Ci sono i cargo che partono a mezzanotte, all'1 e mezza alle 3 e mezza alle 4:30 e punto, guardando banalmente anche nelle ultime due settimane, sono davvero sono davvero numerosi, ecco, quotidianamente possono essere monitorati attraverso alcune. Alcune piattaforme quindi sono.
Naturalmente hanno un impatto, ecco, hanno un impatto che viene poi ascoltato letteralmente sentito da dalle persone, dalle persone che che abitano nel territorio e quindi ecco dal momento in cui ci si chiede in qualche modo.
Ecco conto non solo, ovviamente, al Consiglio comunale, che ha chiaramente i poteri, i poteri, che ha però in generale ecco questa, questa situazione chiaramente preoccupa e riguarda poi, anche se in senso stretto la la questione anche del rinnovo dell'ordinanza su questi temi chiediamo nuovamente,
Ha una un aggiornamento della valutazione politica e amministrativa alla vicesindaca, vi ringrazio,
Grazie consigliere Begaj, consigliere Mazzanti, aeroporto Marconi tra sviluppo e saluto i cittadina, 3 velocissimo, sono ben contento dei risultati economici dell'aeroporto Marconi. Il tema vero è che l'aeroporto Marconi dovrebbe farsi sentire nei confronti di chi sta sforando rispetto agli impegni di e di rispetto delle ordinanze vigenti. Arrivano tantissime segnalazioni di orari di sforamento rispetto all'indicazione. Dovrei riprendere le parole del consigliere Bergamo negozio del consigliere Begaj, ma non voglio fare una ripetizione chiaro che bisogna chiamare all'appello sia ENAC, ENAV e aeroporto per far sì che quegli atti vengono rispettati e soprattutto anche rispetto alla futura proroga che spero che venga fatta, come noi del resto abbiamo chiesto, e contemporaneamente anche riuscire a far sì che le centraline funzionino bene, se c'è bisogno di potenziare, lo si faccia grazie.
Grazie Consigliere, allora la parola ora alla vicesindaca per la risposta prego, vicesindaco.
Grazie consigliera Bernagozzi ai consiglieri legali Mazzanti le questioni che ponete relative estero, quelli notturni e al ruolo degli strumenti di controllo e all'andamento complessivo dell'aeroporto Marconi sono strettamente connesse e richiedono quindi una valutazione unitaria che tenga insieme tutti i fattori relativi a sviluppo, sostenibilità e tutela della salute dei cittadini e delle cittadine.
Parto dal tema dei voli notturni e dell'ordinanza Enac 5 del 2023, si tratta di uno strumento importante che limita i sorvoli notturni ai soli motivi meteo e di sicurezza ed è stata prorogata fino al 28 marzo 2026. Proprio in vista di questa scadenza, come Amministrazione comunale abbiamo formalmente richiesto ad ENAC non solo la proroga dell'ordinanza,
Ma anche di procedere a una sua approvazione definitiva anche al di fuori del piano di risanamento acustico in corso di elaborazione. Questo ribadisce quanto già richiesto nella commissione aeroportuale del 25 marzo 2025, in cui a verbale c'è la nostra formale richiesta di rendere definitiva l'ordinanza, ma appunto l'abbiamo reiterata in vista dell'imminente scadenza. Riteniamo infatti che questo strumento abbia dimostrato la propria efficacia nel contenere l'impatto dei sorvoli sulla città e debba anzi essere consolidato, rafforzando al contempo i meccanismi di controllo e verifica per quanto riguarda le segnalazioni dei cittadini ai cittadini e dei comitati che continuiamo a considerare con grande attenzione, nelle ultime settimane abbiamo registrato un aumento delle segnalazioni da loro e inviate relative al disturbo notturno. Tuttavia, i dati ufficiali pubblicati dal gestore aeroportuale risultano aggiornati solo fino ai primi mesi del 2026 e ad oggi, quindi, non consentono una verifica puntuale delle criticità segnalate. Proprio per questo motivo abbiamo anche qui scritto e chiesto formalmente aggiornamenti sia ad ENAC si ad ENAV al gestore aeroportuale, chiedendo che venga chiarito qualora i fenomeni venissero confermati, se i movimenti notturni siano davvero riconducibili alle casistiche consentite dall'ordinanza. Oggi su questo punto non abbiamo ancora avuto riscontro. Un tema specifico che avete sollevato riguarda i voli cargo, che rappresentano un elemento particolarmente sensibile perché spesso insistono sulle fasce orarie notturne. Anche su questo aspetto il Comune ha più volte formalmente richiesto dati puntuali e trasparenti, ma queste informazioni non sono ancora state fornite in modo adeguato. È nostra intenzione ribadire con forza questa richiesta nelle sedi competenti, perché la conoscenza dei dati è condizione indispensabile per qualsiasi valutazione seria. Vengo quindi al tema della governance degli strumenti di controllo. La Commissione aeroportuale rappresenta il luogo istituzionale, è fondamentale per il monitoraggio e il confronto tra tutti i soggetti coinvolti. L'ultima seduta si è tenuta a luglio 2025 e, nonostante fosse preannunciata una nuova convocazione entro l'autunno, questo non è avvenuto. Il Comune di Bologna ha quindi provveduto a sollecitare formalmente la convocazione, chiedendo di inserire all'ordine del giorno temi centrali come l'aggiornamento del piano di risanamento acustico, la proposta di ricollocazione delle centraline di monitoraggio del rumore, una comic, una convocazione è stata finalmente fissata per l'8 aprile, ma successivamente sconvocata è rinviata a data da destinarsi. Riteniamo questo ritardo non più accettabile e continueremo a sollecitare con forza la sua riconvocazione, anche alla luce delle nuove segnalazioni che ci stanno arrivando. Parallelamente è stato avviato il lavoro dell'Osservatorio permanente sull'aeroporto, che ha tenuto il primo incontro a dicembre 2025. In quella sede sono state raccolte importanti osservazioni dei comitati ed è stato avviato un confronto utile sui dati del traffico del rumore, che costituirà proprio la base del contributo che il Comune vuole portare in Commissione aeroportuale. Proprio per questo riteniamo particolarmente importante che venga convocata quanto prima. L'osservatorio è uno strumento importante di partecipazione, trasparenza e noi lo vogliamo. Valorizzare in questo senso.
Infine, rispetto ai dati di esercizio dell'aeroporto Marconi, è evidente come lo scalo continui a crescere, superando nel 2025 gli 11 milioni di passeggeri. Tuttavia, lo ribadiamo con chiarezza. Ciò che incide direttamente sulla qualità della vita della cittadinanza non è il numero dei passeggeri, ma il numero dei voli e soprattutto il loro impatto acustico. Se infatti il numero complessivo dei voli risulta ancora in linea con le previsioni del masterplan, lo stesso non si può dire per le curve di rumore, che negli ultimi anni si sono dimostrate più estese rispetto a quanto previsto negli scenari autorizzati. Anche questo elemento è stato più volte segnalato formalmente dal Comune nelle sedi competenti e anche al Ministero dell'ambiente, e rappresenta una criticità, una criticità che per noi non può essere sottovalutata. Per questa ragione la posizione dell'Amministrazione chiara. Lo sviluppo dell'infrastruttura aeroportuale non può avvenire a discapito della salute e della vivibilità delle cittadine e dei cittadini. Il rispetto delle regole e il rafforzamento dei controlli, la piena trasparenza dei dati e un equilibrio complessivo del traffico sono condizioni imprescindibili. Continueremo quindi a lavorare in tutte le sedi competenti per garantire questo equilibrio, perché la tutela della salute della cittadinanza non è un obiettivo alternativo all'esistenza o all'operatività dell'aeroporto Marconi, ma è necessariamente un principio che deve orientarne l'attività. Grazie,
Grazie alla vicesindaco ora la parola ai Consiglieri per prima la consigliera Bernagozzi per la dichiarazione di soddisfazione, prego consigliera, sì, sono ovviamente soddisfatta della risposta della vicesindaca, che ringrazio, ma sono molto.
E voglio dire arrabbiata, per non dire altro, del fatto che no che si sia sconvocata la Commissione aeroportuale, lo trovo grave nei confronti di questa città, nei confronti dei cittadini di questa città, delle istituzioni di questa città lo trovo grave visto che abbiamo, abbiamo visto per giorni un dibattito sui giornali in cui è intervenuto anche l'aeroporto di Bologna, parlando del piano aeroportuale regionale, parlando dello scalo, parlando dello sviluppo, se quella è la sede in cui si devono prendere delle decisioni e se si fa una discussione, non si può sconvocare a fronte. Tra l'altro della scadenza di un'ordinanza che, ricordo, è stata richiesta da questo Comune, che finalmente aveva visto almeno il rinnovo di un anno che è scaduta, sta scadendo e ancora non sappiamo di cosa succederà quest'estate scusate, ma io lo trovo francamente molto grave nei confronti della città di Bologna.
Grazie consigliere Bernagozzi, consigliere Begaj, prego.
Grazie Presidente.
L'ho risposto mi trova soddisfatto nella misura in cui esaustiva sicuramente noi non siamo soddisfatti dell'atteggiamento dell'aeroporto perché, come la collega ha detto pochi secondi fa, anch'io penso che che sia inaccettabile questo ritardo, come ha detto la stessa vicesindaca, naturalmente ecco sconvocare.
Rinviare a data da destinarsi un tema e una seduta così importante. Credo che, insomma, che non vada assolutamente bene nei confronti innanzitutto dell'amministrazione comunale, ma anche dei cittadini e delle delle cittadine, che chiedono risposte e trasparenza. Non era parte della domanda, però voglio anche dire questa cosa, mi chiedo anche i jet privati di noti imprenditori bolognesi che partono all'1 e un quarto di notte. Invece, ecco, ma su questo vorrei poi.
Grazie consigliere, pregherei il consigliere Mazzanti, prego sì, e mi ritengo anch'io soddisfatto della risposta, anche se debbo dire che l'atteggiamento sia dell'aeroporto, che degli enti preposti al controllo che sono ENAC ENAV lasciano molto a desiderare. Quindi credo che bene fa l'Amministrazione la vicesindaca a farsi sentire, anche perché ricordo che i nostri poteri sono quelli di pressione, di convincimento, di azione. L'ordinanza, quella dei voli notturni, mi sembra molto chiara, però qui ci sono degli enti che ha delle competenze specifiche, hanno le chiavi di quella funzione e noi sappiamo chi sono quindi abbiano. La competerà compiacenza di venire in Commissione aeroportuale e fare rispettare gli atti che abbiamo fatto congiuntamente, anzi, spero che si arrivi come in altre realtà europee e nazionali, a interrompere i voli notturni che creano problemi in una realtà molto complessa come quella della nostra città, anche rispetto poi alle norme regionali che stanno uscendo per averne un riequilibrio del trasporto a livello regionale grave.
Grazie consigliere Mazzanti grazie alla vicesindaca. Procediamo ora con le domande rivolte all'assessore Campaniello. La prima è disagi in via Byron e zone adiacenti la parola alla consigliera Foresti, prego sì, grazie Presidente. Sulla stampa è emersa la situazione che si è creata in un condominio di via Byron e che si è visto bloccare l'uscita dai garage di uno stabile di 80 e di oltre 90 famiglie senza alcun preavviso danno a quanto pare provocato da terzi alla ad una della valvola idrica all'interno di un cantiere. Quindi volevo un parere politico, amministrativo dell'assessore e chiedo anche se trattasi di una rottura avvenuta all'interno di un cantiere del tram o di un altro cantiere presente nella zona, e come possano terzi entrare all'interno di un cantiere, visto le norme sulla sicurezza e visto che nell'ultimo periodo i residenti della zona hanno segnalato più episodi di interruzioni di acqua calda, soprattutto in via Sant'Anna, e quali siano i motivi di tutti questi disagi e interruzioni. Grazie Presidente,
Grazie consigliera, Assessore campanello, lei la parola, prego, grazie Presidente, un saluto a tutte le consigliere e i consiglieri e i membri dello staff del Consiglio alla segreteria generale. Leggo la risposta che mi hanno preparato gli uffici perché ho chiesto che venisse fatta appunto un'istruttoria per verificare la riconducibilità della rottura a eventuali interventi della ditta del tram, e questa riconducibilità è stata esclusa, quindi la rottura non è avvenuta a causa dei lavori del tram. Rileggo dunque la risposta. Con riferimento alla domanda in oggetto. È necessario precisare che il guasto relativa, l'acquedotto in via Byron riguardava una perdita già presente della valvola esistente. Era è intervenuta in coordinamento con l'impresa appaltatrice della tramvia per risolvere la criticità, stante appunto la concomitanza del cantiere. Il gestore, nel ripristinare la valvola, ha constatato la presenza di una perdita della tubazione gas al civico oggetto della segnalazione. A questo è il motivo per il quale.
Si è dovuti intervenire in emergenza con la chiusura che citava anche lei. Purtroppo le rotture, quando si verificano, non sono comportano che l'intervento debba essere effettuata in loco e specie specificamente dove la rottura si è verificata, e se quindi ci si trova davanti alla all'ingresso di un'imboccatura del del garage, siccome parliamo di gas.
Ci sta che nelle ore necessarie a effettuare la lavorazione si proceda anche per una questione di tutela e sicurezza degli utenti. Alla chiusura del dell'uscita, cessa laurea di cantiere tranviarie da parte dei soggetti terzi preposti alla risoluzione dei guasti è avvenuta tramite autorizzazione delle GSD. Appalto, in conformità alla normativa della sicurezza vigente su come possa essere accaduto che il soggetti terzi, o se sia stato un fatto accidentale o imputabile a un soggetto terzo estraneo alla tramvia. Non ho informazioni. I cantieri sono pre presidiati dal personale, ovviamente, quando questi lavorano e quando non lavorano, anche ci siano degli strumenti del controllo, ma questo non vuol dire che non si possano verificare delle intrusioni, come purtroppo si verificano anche all'interno degli appartamenti che possano poi provocare anche dei danni, come in questo caso,
Grazie Assessore, consigliera Foresti, prego.
Grazie Presidente, ringrazio l'Assessore per la risposta, quindi non era un cantiere del tram, dove è avvenuta la rottura.
Però era un cantiere del tram okay, no, la ringrazio per la risposta, è stata esaustiva da questo punto di vista, l'unica cosa non ho ricevuto risposte sulle segnalazioni che abbiamo ricevuto da diversi residenti di via Sant'Anna sulle frequenti interruzioni di fornitura di acqua calda, glielo faccio presente così se vuole fare anche questa indagine Assessore, ci sono più si sono state nell'ultimo mese mese e mezzo più interruzioni di fornitura di acqua calda nella zona di via Sant'Anna e quindi, insomma, la invito a fare un'indagine perché ci sono diversi disagi per diversi residenti, quindi, grazie Presidente.
Grazie consigliera, ora procediamo con la domanda successiva, ponte spostato in Corticelle aggiornamenti consigliera Foresti, prego.
Sì, grazie Presidente, allora sulla stampa è uscita la notizia del termine dei lavori e al ponte di Corticella, riferite appunto a ieri come data 19 marzo. La zona sappiamo è stata al centro dell'attenzione, per diversi disagi, vissuti da più esercenti coinvolti dai cantieri del tram, in particolar modo lo ricordo, e dall'area di servizio che sappiamo e si è vista negare l'agevolazione TARI dal Comune, ma nello scorso question time la Giunta ha parlato di un errore e volevo appunto un parere politico amministrativo nel merito e sapere quali azioni collaborative si pensa di mettere in atto con i commercianti della zona, se si pensa o meno di incontrarli e se siano stati rispettati le tempistiche su citate e in che senso. Se, ad esempio, sia stato Ripe, se si pensa si venga ripristinato il doppio senso di marcia in via di Corticella, se sia già stato ripristinato o le tempistiche e, non ultimo, si chiede se il proprietario dell'area di servizio sia stato contattato dall'Amministrazione per risolvere appunto il problema della mancata agevolazione TARI e, in caso contrario, quando verrà risolta tale situazione. Grazie Presidente, grazie Consigliere, Assessore Campaniello. Prego, grazie.
Presidente, ma mi consenta, prima di entrare nel merito della domanda, anzi delle domande che mi ha formulato, il question time funziona a domanda risposta. Le domande sono quelle che vengono formulate. Per iscritto. Ora, se si allarga l'argomento a temi di carattere più generale, può sicuramente trovare risposta, perché ci sono questioni che ovviamente sono nella mia disponibilità e posso rispondere. Mi riferisco alla domanda di prima dove mi chiedeva di interruzioni in Sant'Anna, che però non erano contenute nella domanda scritta che mi aveva formulato, altrimenti avrebbe trovato riscontro anche da questo punto di vista. Comunque, a me non risultano interruzioni. Questo lo dico perché non voglio lasciare dei conidi e di dubbio interruzioni imputabili alla ai lavori del tram. Per quanto riguarda invece la domanda che mi sta rivolgendo adesso, anche qui trovo che ci siano un po' di questioni che sono fuoriuscite rispetto a quelle che erano le tematiche che mi aveva rappresentato. Per iscritto. Questo lo dico perché se poi non dovesse trovare riscontro nelle mie risposte una delle motivazioni è questa,
Parto da un complimento però agli uffici alla alle ditte che hanno lavorato per il lavoro del sottopasso ferroviario di via Corticella, perché dal punto di vista ingegneristico è stato veramente un un'operazione importante e al tempo stesso molto affascinante.
E sono state rispettate le tempistiche che la ditta ci aveva che ci aveva imposto RFI per la finestra temporale che era stata accordata è che la ditta si era assunta come oneri per poter realizzare il manufatto manufatto. Come sapete, è stato realizzato in loco, dopodiché è stato demolito il vecchio ponte. Fisicamente, il nuovo ponte è stato posizionato nella stessa posizione in cui si trovava il, il vecchio sottopasso ferroviario, ovviamente in sedime più allargato e la precisione millimetrica, con cui è stato fatto questo questo tipo di intervento, sia per quanto riguarda il sedime che è stato occupato, sia per quanto riguarda anche le altezze che devono essere sicuramente precise, perché da lì devono passare i binari, i binari ferroviari. Per quanto riguarda il il tratto sovrastante il, il monolite sono proprio lì le la, la sintesi di un'operazione che, dal punto di vista ingegneristico, è andata esattamente così come doveva andare. È chiaro che un intervento di questo genere in un quartiere fortemente abitato trafficato e reso ancor più complesso dal punto di vista dell'esecuzione dei lavori, anche degli impatti sulla cittadinanza. Ci siamo già rapportati con la cittadinanza, porgendo quelle che sono state le nostre scuse per i disagi, anche se debbo dire che, come Ufficio Mobilità, non ho ricevuto neanche una mail di lamentela, forse perché la comunicazione che abbiamo fatto rispetto a quello che sarebbe stato l'impatto del disagio aveva già preparato il quartiere rispetto al le problematiche che si sarebbero dovute affrontare. Però, a tempi di record, anche le attività più rumorose sono state realizzate e sostanzialmente, in due giorni il mondo, il vecchio ponte, è stato demolito e nuove. È stato posizionato nella posizione che doveva essere.
Definitiva li verranno posizionati due binari, due corsie di marcia, una con due corsie ciclabili per sé, una corsia ciclabile per senso di marcia, più un passaggio pedonale per senso di marcia. Le tempistiche per la riapertura del ponte del sottopasso saranno più o meno per maggio. Perché adesso abbiamo finito di fare questo lavoro, ma poi bisognerà posare la vasca e i binari del tram. Quindi occorrerà completare anche questo tipo di lavorazioni prima di poter riaprire al traffico veicolare. Ovviamente queste sono le stime. Se poi la ditta dovesse riuscire a fare prima, ne saremmo tutti con tutti, con tutti molto contenti.
Per quanto riguarda la TARI, io stesso ho parlato diverse volte con con il benzinaio, quindi si è stato oggetto di incontri della TARI, non me ne occupo, quindi non so dirle se dall'Ufficio, Tributi o altri.
Sono stati presi dei contatti diretti con lui, io per primo ho chiesto dei chiarimenti, al momento non li ha ancora ricevuti, ma a titolo informativo, perché ovviamente io mi occupo di altro e non mi occupo del della della relazione rispetto alle tante domande e sono centinaia che vengono gestite dagli uffici tributi della nostra Amministrazione. Credo di aver risposto a quelle che erano le domande contenute nella sua richiesta scritta, quindi siamo in linea con le tempistiche che ci eravamo dati. Abbiamo fatto un intervento perché è un intervento, ovviamente, che riguarda la città di Bologna, veramente molto importante e significativo. Sono orgoglioso del risultato che si è riusciti a raggiungere piano piano. Ci stiamo sempre più avvicinando all'obiettivo della realizzazione delle linee tramviarie e credo che questo sia sotto gli occhi di tutti e sia la più buona notizie da condividere. Grazie Presidente, grazie Consigliere.
Grazie, Assessore Campaniello, consigliera Foresti, prego, grazie Presidente e ringrazio l'Assessore perché ha risposto a tutte le mie domande e non sul contenuto, nel senso che non dipende da lui perché, come giustamente ha sottolineato quella sul discorso della TARI non compete a lui e però assessore, ho sentito ieri proprio il benzinaio in questione mi ha detto che non era ancora stato contattato da nessuna questa cosa dispiace, perché comunque è passata una settimana da quando la Giunta ha parlato di errore e insomma, una settimana poteva comunque essere contattato da qualcuno. Grazie Presidente,
Grazie consigliera, procediamo ora con la domanda della consigliera Larghetti, duplice incidente, bus linea numero 19, consigliera, prego.
Grazie Presidente, l'Assessore saprà benissimo che, insomma, ultimamente, in questi primi tre mesi del 2026, abbiamo visto molteplici sinistri stradali che hanno coinvolto dei mezzi del nostro servizio di trasporto pubblico, ce ne sono stati che hanno coinvolto ciclisti, motociclisti quello somma tristemente famoso di piazza Verdi che ha danneggiato il nostro patrimonio architettonico e l'ultimo che purtroppo vede una donna ancora in rianimazione, quello in via Ugo Bassi, una donna di 53 anni che ora sta lottando per la vita e il nostro pensiero ovviamente va a lei e ai suoi cari in quest'ultimo incidente è ovviamente correttamente. La cronaca riporta che la dinamica e da ricostruire, però diciamo, coinvolgendo una, un pedone, che era in sosta alla fermata non Sna, è chiaro come poi sia stata travolta dal dal mezzo. È facile immaginare che c'è stato un problema di mancata visibilità di questa persona che forse si trovava un po' troppo vicino al all'autobus, e sappiamo bene quanto può essere fatale il famoso angolo cieco, quella zona di non visibilità. Poiché su questo tema abbiamo già avuto modo di discutere, c'è stato un atto di indirizzo per rendere obbligatori i sensori che permetterebbero anche a tutti gli autisti del trasporto pubblico di tutti i mezzi pesanti che circolano a Bologna, di avere contezza della presenza di un di ciclisti e soprattutto di pedoni, per cui riteniamo veramente che sia importante che anche.
La TPER doti di questi mezzi, i propri di questi sensori, i propri mezzi e chiediamo a che punto è insomma l'iter della delibera di cui abbiamo già discusso. Grazie.
Grazie consigliera Larghetti, Assessore Campaniello, lei la parola per la risposta, prego.
Grazie Presidente, io ho chiesto a TPER di fornirmi un'analisi puntuale anche dal punto di vista della sinistrosità nel periodo indicato. Le leggo dunque la risposta che mi è stata fornita con riferimento alla domanda in oggetto ha sentito a proposito TPER si informa che la stessa mantiene un rendicontazione relativa allentamento dei sinistri nell'ambito delle relazioni normali di carattere assicurative con la propria compagnia di riferimento. Da questa analisi non risulta in ogni caso alcun fenomeno collegabile al concetto di escalation. In particolare, il confronto tra il 24 e 25 ha visto registrare complessivamente tra area urbana ed extraurbana, indicativamente uno scostamento nell'ordine del 5% circa. Si chiarisce che questa percentuale è da ricondurre al totale della sinistrosità in una definizione di sinistro del tutto ampia, dallo specchietto sfiorato dal mezzo sino a episodi gravi. Il confronto tra i sinistri più gravi ha visto il 2025 registrare a Bologna un solo episodio in più. Rispetto all'anno precedente. Si tratta dunque di un trend che appare sostanzialmente in linea con il dato storicizzato. Il lieve scostamento non sorprende in ragione della presenza dei cantieri, che sicuramente comportano un restringimento diffuso dell'area stradale. Premesso quindi che non risulta esserci un fenomeno di crescita e di sinistrosità, si rappresenta che purtroppo l'esperienza mostra come possano verificarsi picchi o momenti in cui più incidenti avvengono in un orizzonte temporale ristretto, il più delle volte per cause imputabili esclusivamente alla casualità, relativamente a quanto verificatosi il 17 marzo ultimo scorso TPER. In questo momento non ha elementi utili a definire le dinamiche dei due sinistri, in quanto risultano infatti essere ancora in fase di ultimazione le verifiche che rimangono in capo agli enti preposti e a cui la stessa società fa riferimento l'azienda e in ogni caso condotto le verifiche interne attualmente possibile, che portano ad escludere malfunzionamenti meccanici dei mezzi TPER, come la gran parte delle aziende del trasporto pubblico locale. Infine, ha adempiuto all'obbligo di indicazione del cosiddetto angolo cieco collocando specifici pittogrammi sull'intera flotta. A questo aggiungo che si sta portando avanti il percorso che avevamo già anticipato gli uffici.
Sta ci stanno lavorando. Sono gli stessi uffici che si sono dovuti occupare anche della fase della rimessa a terra della Città. 30, quindi, se ad oggi non siamo ancora riusciti a portare in Commissione il percorso che dovremmo portare avanti per completare il processo che abbiamo come atto di indirizzo deciso di sponsorizzare, di realizzare nella nostra città, le motivazioni sono essenzialmente anche queste. Ci stiamo lavorando. È un obiettivo importante che entro la fine del mandato ci siamo dati di voler raccogliere. Attiene a quella che definiamo comunemente come fase 2 della Città 30,
Grazie Assessore Campaniello, consigliere Larghetti, a lei la parola prego.
Grazie Presidente, grazie all'assessore per la risposta.
Bene che non ci sia un'escalation, ma sappiamo bene che anche una vittima è una vittima di troppo, quindi credo che, seguendo il principio di responsabilità sociale d'impresa, ancora di più un'impresa pubblica partecipata, credo che, insomma, mettere in campo tutti i mezzi che la tecnologia dispone per evitare qualunque tipo di sinistra o prima di tutto per le vittime ma anche per le persone che lavorano per l'azienda TPER, che sono sottoposte a un grande stress, a carenza di personale, a difficoltà varie che vivono tutti nel mondo del lavoro, quindi credo che sia opportuno insomma sollecitare, oltre ai pittogrammi che possono essere utili ma non salvano la vita dei pedoni che sono fermi in attesa alle fermate, per cui ci auguriamo buon lavoro a lei Assessore agli uffici per la delibera sui sensori, sperando che nessun altro faccia perdere tempo in battaglie politiche, uffici che si devono occupare di cose molto serie e gravi.
Grazie consigliere Larghetti, ora procediamo con le domande sui Città, 30 14 15 accorpate la prima e Città, 30 per la sicurezza stradale e ambientale Consigliere Mazzanti.
Consigliere Mazzanti.
Consigliere Mazzanti.
130, ovvero.
Semplicissimo direi che bene ha fatto l'Amministrazione ripartire, tra l'altro dopo il viatico del TAR che ha, non ha assolutamente contestato.
La l'applicazione di Città, 30, ma chiesto una specifica migliore. Noi siamo pronti, lo facciamo e chi s'è visto s'è visto, quindi, ecco, chiedevo all'Assessore, come ci ha messi i tempi, soprattutto i risultati che sono stati anche pubblicati sull'incidentalità. Credo che in questo modo noi si dia continuità a un intervento che ha già dato rispondesse positive. Ecco l'altra cosa. Io credo che vada visto anche il piano di manutenzione per avere delle scelte strutturali nell'ambito degli interventi che tra l'altro l'assessore ha citato nei suoi interventi sulla stampa, gli incontri che ha avuto in modo tale da dare una doppia veste sia strutturale che di scelte di gestione e soprattutto di controllo, credo che questo sia il punto qualificato per far rispettare delle norme che portano risparmi economici e di vite umane. Grazie.
Grazie Consigliere. Da aprile torna a Città 30 consigliera Larghetti. Prego. Grazie Presidente, devo dire che è particolarmente lunare leggere i giornali mentre mi trovavo a Roma, all'Europa e all'euro Cities Mobility Forum dove tutti i Paesi europei convergono con amministratori locali e portatori di interesse per parlare di politiche della mobilità e dove tutti i Paesi hanno una propria policy per l'estensione della Città, 30 si sta lavorando a un policy statement, come lei Assessore ben sa, sul tema della Città. 30 per sollecitare una legislazione uniforme sulle Città 30 a livello europeo e a livello nazionale, ovviamente cioè dall'Europa come impulso agli stati. Nel frattempo, qua si mette invece in discussione la liceità di un'Amministrazione che, pur disponendo di strumenti poveri, riesce con la forza di volontà, con la motivazione politica, a rispettando le norme in reintrodurre questa norma. Dopo una battuta d'arresto, ma non è soltanto l'Europa che sta facendo attività di analisi, perché ormai le evidenze scientifiche sono ampissime. Anche l'Italia si sta muovendo. Fortunatamente ritengo immodestamente forse che l'esperienza di Bologna abbia dato un impulso molto positivo sul Corriere. Leggiamo oggi che ci sono ben 60 città che stanno introducendo in maniera massiva le zone 30, non solo le più grandi, come Firenze, Milano, Roma, che ha tutta la sua ZTL da pochi mesi ai 30, che solo la ZTL di Roma, diciamo, è grande quasi come Bologna, ma appunto anche le città medie piccole magari per nostra sensibilità più vicine a Bologna, come Parma, Lecce, Bari Cagliari, Verona, Bergamo, Genova, però ancora qui fa finta che il Comune di Bologna si sia inventato qualcosa di strano, allora bisognerebbe ascoltare forse il comandante della Polizia locale di Verona Luigi Altamura, che una vera autorità nel mondo della sicurezza stradale, io o lo conosco di fama da tantissimi anni dove riporta appunto quali sono le evidenze dell'efficacia del provvedimento dei 30 che nella materialità delle cose offre uno spazio? Di frenata di 13 metri, mentre il limite dei 51 spazio di frenata di 28 metri, elementi tecnici e fisici che non sono mai stati portati da chi si è opposto a questo provvedimento, arrivando a fare una battaglia di carte che ha portato gli uffici, scusatemi a perder tempo facendo un'istruttoria di 5.000 pagine, ma se servirà a portare avanti ben venga. Quindi abbiamo una confusione normativa per cui un codice della strada non analizza e l'estensione delle Città. 30, ma rimanda ai comuni la liceità di stabilire i limiti di velocità e abbiamo un regolamento che norma le zone 30 in maniera omogenea, senza bisogno di un'istruttoria strada per strada. Tuttavia, quest'istruttoria è stata fatta rispondendo alla direttiva Salvini rispondendo ai rilievi del TAR, quindi la mia domanda è semplice, la domanda è quale sia la valutazione sulla tenuta di questo nuovo impianto di delibera, sperando che ci porti avanti con coerenza a convincere tutti e tutte che è una misura di mobilità pratica e che può soltanto portare vantaggi grazie.
Grazie consigliere Larghetti, Assessore campanello, lei la parola per la risposta, prego, grazie consigliere nazionale di grazie consigliera Larghetti per la domanda mi offre l'occasione per fare innanzitutto rivolgere innanzitutto un ringraziamento agli uffici anche in questo caso, perché è stato un lavoro enorme quello che hanno dovuto affrontare.
E che, debbo dire, hanno fatto con grandissimo scrupolo e professionalità la risultante è un atto tecnico amministrativo molto puntuale, ha curato, sono oltre 1.300 le schede che mappano la nostra città e ci consegnano una situazione di fragilità, voglio definire così perché se gli indicatori che il Ministero ci ha chiesto di mettere in connessione per capire quale doveva quale poteva essere lo strumento della deroga rispetto a quella che era la re, quella che è la regola dei 50 chilometri orari, ebbene gli indicatori sono tutti quanti presenti nelle strade che sono state analizzate e quindi questo ci consegna una situazione.
Di pericolosità che effettivamente necessita di misure di adeguamento. Fin qui la tecnica, il TAR e il Ministero ci hanno chiesto di fare questo tipo di istruttoria e noi l'abbiamo fatta con il massimo scrupolo e alla dedizione, però questo non è un atto amministrativo fine a se stesso.
Dietro la Città 30 c'è un obiettivo politico molto alto ed è un obiettivo politico che l'ONU, l'OMS, l'Unione europea si sono prefissati di raggiungere, vale a dire la diminuzione dei morti su strada entro il 2030.
Diminuzione del 50% e l'azzeramento entro il 2050 è lo strumento che enti sovraordinati rispetto a quello che il Comune di Bologna si sono dati per poter raggiungere questo obiettivo è proprio quello delle Città 30 e quello che sta succedendo in Europa è che la mappa delle città che progressivamente stanno sposando questo tipo di provvedimento va allargandosi la mappa dei Paesi comunitari che decidono di dotarsi di una legge per mettere nelle amministrazioni comunali nelle condizioni di poter fare questo tipo di provvedimenti va allargandosi.
Nel nostro Paese. Lei ha citato alcune città, ma l'elenco è anche più nutrito e ci sono città di tutti i colori politici che stanno andando in questa direzione, perché, evidentemente hanno fatto lo sforzo di andare un po' più a fondo rispetto a quella che può essere la reazione di pancia rispetto a un provvedimento che ha un impatto su quelle che sono le abitudini di vita ma andando a scavare e si capisce che queste abitudini di vita, se vengono corrette, possono salvare delle vite umane e quindi sono uno strumento. Sono lo strumento per poter raggiungere quell'obiettivo. Quindi, quello che resta a Bologna è un dibattito che, francamente, a distanza di due anni, visti anche i numeri importanti che stiamo portando a casa in termini di diminuzione dell'incidentalità grave della mortalità su strada, mi appassiona veramente poco, anzi non mi appassiona più perché il mio obiettivo, i miei avversari, il mio nemico non sono le forze politiche che si battono contro la Città 30, ma sono i morti su strada. E allora, se questo è un obiettivo comune trasversale. Io vorrei, da parte di chi mi dice no, Città, 30 che mi si fornisse anche intanto la spiegazione, perché se il mondo va in una direzione, noi dovremmo andare nella direzione opposta.
E poi vorrei anche che mi venisse offerta una alternativa dal punto di vista scientifico valida.
Perché noi abbiamo CAV capito oramai da quella che è la letteratura che si è sviluppata su questo argomento, che è lo strumento funziona se viene fatto in una determinata maniera.
Ed effettivamente qui è sicuramente migliorabile, ma la strada tracciata è quella è quella corretta.
Riportare indietro le nostre strade, riportare indietro la politica di sicurezza stradale al pre Città. 30 vuol dire riportare la città, quei numeri di mortalità su strada che avevamo prima e allora io lo lo chiedo veramente con pacatezza e serenità si vuole tornare a ai numeri che avevamo prima della Città 30 o si vuole propendere per arrivare agli obiettivi che ci fissa le Unione europea di mortalità zero su strada e dico ancora di più, prima ancora che un atto richiesto da enti sovraordinati, è un atto che viene richiesto dalle nostre coscienze perché, nel momento in cui a un amministratore pubblico viene offerta una soluzione per risolvere un problema, nel momento in cui questo amministratore pubblico si rifiuta di voler adottare questa questa soluzione, beh, allora a quel punto si deve fare carico anche delle conseguenze di questa sua scelta. Noi, nel momento in cui abbiamo sposato questo progetto, lo abbiamo fatto non con una finalità ideologica, l'ideologia e quell'idea che non è basata su nessun supporto scientifico. Lo abbiamo fatto basandoci appunto su quello che ci dice la scienza, la tecnica e anche il dato esperienziale. Perché non siamo partiti per primi in Europa, anzi, noi ci stiamo accordando, siamo i primi a essere partiti in Italia, fra le grandi città, ma fortunatamente non siamo gli unici, visto che adesso la platea si sta allargando sempre di più. Quindi c'è anche un dato esperienziale da prendere in considerazione e lo abbiamo fatto prima ancora che ci venisse chiesto, da da.
Da dalle a dagli enti sovraordinati. Lo abbiamo fatto perché lo ritenevamo corretto, perché questo è quello che deve fare un amministratore che ha a cuore veramente la vita dei propri dei propri cittadini nel momento in cui si viene messo di fronte uno strumento che riesce a dare questo obiettivo così importante. E così altro. Questa è la Città, 30,
Le polemiche. Io spero che a un certo punto lasciano il passo invece alla presa di consapevolezza che lo strumento funziona e a un dibattito critico su come migliorare la Città. 30 perché dei profili di miglioramento ci sono e ci saranno fintanto che avremo anche soltanto un morto su strada e quindi è su questo fronte che a me piacerebbe veramente confrontarmi in quest'Aula e in tutti i luoghi di confronto dove si parla di sicurezza stradale, grazie ancora Consigliere.
Grazie Assessore, prego Consigliere Consigliere Mazzanti, scusi, prima c'era il consigliere Mazzanti dopo la consigliera Larghetti prego.
Ho soddisfatto chiaramente bisogna procedere guardando il doppio.
Ambito di intervento donatori, ruspe, la realizzare tutto quello che serve per rientrare nei criteri, procedere dall'altra parte, anche dal punto di vista strutturale, degli interventi necessari a mettere in sicurezza ambiti che sono estremamente pericolosi, sul fatto poi che è stato citato della legge,
Di una legge uniforme a livello europeo sarebbe una cosa molto bella, anche perché ci sono dei Paesi che sono talmente avanti rispetto a noi che ci danno lezioni da questo punto di vista.
Quindi bene così e mi ritengo, come hai detto soddisfatto adesso attuiamo la insieme, vediamo come funziona e i risultati ulteriori che riusciremo a ottenere grazie grazie consigliere Mazzanti consigliera Larghetti, prego, grazie Presidente, grazie all'assessore Campaniello.
Qua abbiamo la pellaccia molto dura, facciamo questa, portiamo avanti questo tipo di battaglia da quando si diceva che gli investimenti per ciclabili in sede separata erano soldi buttati ora, con la stessa parte politica, chiede solo piste ciclabili in sede separata, quindi ci aspettiamo anche che prima o poi ci dicano come vogliono fare la Città 30 magari non insieme a noi con una proposta diversa l'unica cosa che mi che mi rattrista è sapere quante persone moriranno nel frattempo finché non ci sarà questa unitarietà di intenti grazie,
Grazie consigliere Larghetti, abbiamo terminato con le domande a risposta in Aula e quindi con le domande all'Assessore Campaniello, che ringrazio e saluto, procediamo ora con le domande a risposta scritta, la prima è del consigliere Venturi infiltrazioni all'Archiginnasio Consigliere riceverà dall'assessore Borsari risposta scritta prego,
Grazie Presidente.
Appunto su questo tema, ovvero le infiltrazioni all'Archiginnasio di cui abbiamo appreso notizie nei giorni scorsi,
È un problema molto rilevante, in quanto stiamo parlando di un bene storico, culturale, di primaria importanza della nostra città. L'Archiginnasio di Bologna sono quindi oggi chiedere all'Assessore Borsari, che mi dispiace ovviamente non essere in Aula, ma spero di ricevere presto una risposta scritta quali siano effettivamente le attuali condizioni di queste infiltrazioni di cui abbiamo avuto notizia e se le stesse abbiano danneggiato dei beni e materiali? E in che modo e come si intende appunto porre rimedio e con quali tempistiche? È fondamentale, infatti, porre rimedio nei tempi più rapidi possibili. Riprendo poi ciò che ho già affermato in merito all'accaduto. Ricordo infatti che debba essere prioritario che il Comune si attivi tempestivamente per tutelare un bene storico già sede della più antica università del mondo, nonché un'istituzione di assoluto prestigio e valore storico tra i più importanti del Paese, un autentico patrimonio culturale assoluto pieno di meraviglie della nostra città. Un'idea che ho letto anche essere condivisa da altri colleghi consiglieri e che ho avanzato, è quella.
Ecco, stavo dicendo che è un'idea che ho letto, essere condivisa da anche altri colleghi e che aveva avanzato è quella di destinare parte degli introiti provenienti dalla tassa di soggiorno per ristrutturare i locali e i muri che son stati danneggiati, ma anche se i fondi venissero da altri capitolati l'importante, ecco, è che non si perda tempo in inutile burocrazia dal momento che ogni giorno che passa rischiamo appunto di perdere dei pezzi importantissimi di un simbolo della nostra città. Inoltre, mi risulta che questa infiltra infiltrazione avvengano da parecchio tempo all'incirca, un anno,
E quindi cerchiamo veramente di evitare dei danni peggiori ed irreparabili, agendo quanto prima.
Anche perché vedete le rassicurazioni del Comune in merito alle quali la situazione sarebbe monitorata da tempo e i materiali al sicuro non lasciano affatto tranquilli sull'evolversi di questa situazione. Ho letto anche che la carenza di personale ha il suo peso nella gestione di questo problema e allora rispondo che il Comune provveda ad aumentare l'organico, magari anche temporaneamente in caso di necessità urgenti come queste, senza senza indugiare ulteriormente in quanto molte volte mi viene da dire vengono spesi male dei soldi dei contribuenti e questo sicuramente è una delle tematiche, uno degli argomenti sui quali andrebbero spesi bene i quattrini, ovvero cercare di riparare delle infiltrazioni che rischia di portarci via un patrimonio storico e culturale di inestimabile valore.
Le chiedo infine all'Amministrazione se stia monitorando questo problema anche presso altre biblioteche comunali. Istituzioni ebbene architettonici che sono afferenti al Comune di Bologna, dove sia logico pensare che questi danni siano comuni e possano anche là in questi luoghi verificarsi. Grazie grazie. Consigliere Venturi nella parola va al Consigliere Di Benedetto Biblioteca Archiginnasio. Prego Consigliere, grazie Presidente e alcuni giorni fa, per prima, ho sollevato il tema dell'Archiginnasio, che sta cadendo a pezzi. Bene che sia stata poi una trasversalità su questo tema e è anche importante indagare perché si sia ridotto in questo stato. Com'è possibile perché non si sono adoperati quei soggetti che erano chiamati da contratto anche a tutelare la struttura? Chiediamo risposte chiare. L'Amministrazione come intende adoperarsi per il recupero e eventualmente quali risorse, come intende e utilizzare per il ripristino e anche qualora e emergesse che non ci siano responsabilità di altri soggetti che dovrebbero poi nel caso intervenire, perché qualcuno immagino fosse, come dire è chiamato a fare questo lavoro e quindi c'è attendo la risposta scritta. Mi auguro che arrivi grazie. Presidente, grazie Consigliere. Ora la parola vale il consigliere Giordani, sempre sullo stesso tema Archiginnasio, piove dentro il palazzo, prego, Consigliere sì, grazie Presidente, un saluto del colleghe e colleghi. Io faccio seguito a quanto detto da chi mi ha preceduto, in quanto abbiamo letto tutti della grave notizia dove si sono evidenziate delle infiltrazioni importanti all'interno dell'Archiginnasio. Di conseguenza, chiediamo che vi sia una particolare attenzione sullo stato dell'immobile e sul discorso della carenza di personale che è stato sottolineato, cosa di cui anche come gruppo è sempre stato fatto notare all'Amministrazione e per sapere quali tempi e modalità si intendono tenere per intervenire e risolvere il problema al fine di preservare i libri affreschi oltre che rendere pienamente fruibile l'immobile, anche perché, se è come sembra da oltre un anno che c'è questo problema di infiltrazioni, ho letto sul giornale che veniva detto che appena si sarebbe stato. Un bel tempo si sarebbe intervenuti. Io penso che in un anno o qualche giorno di sole ci sia stato per cui se una cosa di cui il Comune era a conoscenza si sarebbe dovuto attivare o il Comune o come diceva giustamente prima il collega, chi ha la l'onere della gestione dell'immobile, perché si tratta di uno dei pezzi più pregiati, Che abbiamo a Bologna e che fa parte di quello che è il nostro patrimonio anche da dare e deve essere una delle finestre maggiormente fruite dai turisti che vengono a Bologna proprio per i nostri patrimoni, soprattutto il discorso universitario e e comunale Grassi,
Grazie consigliere Giordani. Passiamo ora alle domande rivolte all'Assessora Madrid, che riceveranno risposta scritta la prima del consigliere Venturi imbrattato, il monumento ai carabinieri uccisi al Pilastro prego, Consigliere, faccio riferimento appunto al monumento ai carabinieri uccisi al Pilastro che è stato imbrattato qualche giorno fa. Chiedo oggi all'Assessore a Madrid un parere politico amministrativo e se non ritenga che questo gesto sia frutto anche del clima di tensione derivante dagli scontri, che Comitati Mo Basta e Papp in relazione al cantiere del Museo delle bambine e dei bambini degli alberi tagliati e in caso di risposta affermativa, ecco, chiedo come intenda gestire questa attenzione che abbiamo visto essere crescente in questi questi ultimi giorni. Ecco, purtroppo siamo abituati da anni a questi sfregi al monumento in onore dei carabinieri e ha descritto inneggianti all'odio verso le forze dell'ordine. Non solo pochi giorni fa sono stato anche uno emergente alle Brigate rosse, che è apparsa sui muri di via del Pratello lo stesso giorno di quella dei Carabinieri, e non solo in questa occasione, ma spesso apparse più più e più volte, e bisogna quindi anche un possa permettere l'evidenza, ossia Bologna è in mano a.
Molte volte ad estremiste e violente di imbrattatori che fanno purtroppo il bello e cattivo tempo. In in varie occasioni abbiamo assistito a tantissimi gravi episodi in questi anni, che non sono mai stati, però stigmatizzati fino in fondo con chiarezza e senza ambiguità, ed è quello che io chiedo oggi a questa Amministrazione comunale di non fermarsi solo a frasi di circostanza, ma di condannare questi vili atti anche con mezzi pratici, proseguendo con ogni mezzo questi criminali, questo termine corretto, anche quando si tratta di iscritte che appaiono in altre parti della città e chiedo poi come questa Giunta voglia proteggere se c'è intenzione il monumento del pilastro che è stato troppe volte imbrattato, sfregiato, magari anche con un sistema di videosorveglianza piuttosto che con un controllo ulteriore e considerando anche la concomitanza con certi momenti di tensione del clima cittadino che abbiamo visto in quest'ultimo periodo. Grazie Presidente.
Grazie consigliere Venturi, procediamo ora col consigliere Mazzanti, sicurezza in città, prego, Consigliere sì, grazie molto velocemente sono fare domanda.
Non so a che punto siamo ormai noi abbiamo già completati i lavori del nuovo commissariato, lo abbiamo fatto a spese nostre, a tutt'oggi non abbiamo un riscontro sulla presenza del personale, che è importante,
Anche perché non mi risulta che abbiano ancora risposto a quella richiesta di aumento delle forze dell'ordine sia di polizia che dei carabinieri, basta leggere la lettera del Comandante generale dell'Arma, credo che questo sia il punto, ecco perché appena noi noi abbiamo già concluso loro devono rispondere come da impegni da parte del ministro che ancora non sono stati onorati. Grazie,
Grazie consigliere Mazzanti, restyling stadio Dall'Ara consigliere Di Benedetto prego, riceverà dall'assessore Li Calzi. Risposta scritta prego, grazie Presidente, mi auguro che la risposta scritta arrivi anche nei termini previsti dalla legge. Ma all'Assessore, alle calze, a differenza di altri. Rispetta il regolamento e diciamo rispetto di solito anche i tempi. Su questo la domanda è chiara. Se l'Amministrazione intende valutare l'ipotesi di dialogare con il Bologna Calcio per affrontare la possibilità della costruzione di un nuovo stadio, ovviamente si parte sempre dal presupposto della rigenerazione urbana e del consumo di suolo zero di aree e di spazi ce ne sono nella nostra città, che potrebbero essere rivalutati attraverso questo investimento. Il Bologna continua a dire che gradirebbe l'ipotesi di uno stadio di proprietà, e quindi chiedo all'Amministrazione se intende adoperarsi in questo senso o se invece rimarrà inerte e non farà nulla. Grazie, Presidente.
Grazie Consigliere, Aggiornamento, situazione del centro sportivo Biavati, consigliere Giordani, prego.
Sì, grazie Presidente.
Allora, dal lunedì, sapevamo che il Comune di Bologna rientrava in possesso delle chiavi del centro Biavati per poter procedere con le necessarie verifiche e poi iniziare i lavori, come comunicato anche dall'Assessore Li Calzi e l'ultima volta che abbiamo parlato di questo argomento poi sapevamo anche di questa PEC che doveva essere pervenuta al Comune nella giornata di sabato, da parte dei gestori e del Centro di cui avevamo parlato, anche quando c'è stato il flash mob e a cui hanno partecipato sia maggioranza che minoranza e tutto ciò premesso, chiediamo un parere politico e amministrativo e su quali siano gli intendimenti dell'Amministrazione su cosa sia stato fatto in questi primi giorni e quali siano le comunicazioni arrivati a mezzo PEC dagli attuali gestori. Questo perché la sistemazione veloce del centro Biavati non deve essere o non vuole essere una bandierina di qualcuno o un qualcosa su cui fare delle battaglie puramente ideologiche. Noi siamo rappresentanti della collettività e questo è un problema grosso della collettività e di conseguenza auspichiamo che possa trovare una veloce soluzione in maniera che tutti possano trovare a furor tornare a fruire di quegli spazi Grassi.
Grazie consigliere Giordani, rincari è ricaduta su costi, servizi comunali, Consigliere Mazzanti grazie Presidente, sarò velocissimo, abbiamo visto che si è aumentata spaventosamente benzina e gasolio, questo incide moltissimo anche sui servizi comunali, mezzi pubblici, servizi, Polizia locale e quant'altro.
È chiaro ed evidente che questa è la storia dei 20 dei 25 centesimi. È una presa in giro, una vergogna, anche perché basta vedere le tabelle che stanno girando quello che ha fatto la Spagna, la Francia e altri Paesi è un lungo elenco che hanno decurtato praticamente tutte le plusvalenze e tutta l'incidenza delle accise. Questo per dire la serietà, e non certo per 20 giorni, ma noi lo sappiamo, abbiamo un Presidente del Consiglio che poveretta alla racconta, penso che sia una delle cose più seriali, quelli di dire balle che la caratterizzano. Questo intervento è chiaro ed evidente, è insufficiente, è una presa in giro. Credo che guardare a quei paesi e sono tanti che hanno agito in modo completamente differente, raddoppiando la riduzione e colpendo quelli che fanno i furbi, questa è la base, ma pretendono da questo Governo se non una presa in giro come quella fatta. Ecco la domanda è molto semplice, se hanno già fatto una proiezione sui costi rispetto a tutti i nostri servizi che hanno bisogno di energia, come benzina, gas e quant'altro. Grazie,
Grazie Consigliere stadio consigliere Mazzanti e ridò la parola, prego sì, e ho letto quello che ha scritto il ministro, ho letto quello che dice l'Assessore, intanto bisogna dire al Ministro una cosa, come chiesto da tutte le, da tutti i Comuni presente di stadi irrilevanti, quindi di centrosinistra di centrodestra, di inserire nelle quote residue di PNR i soldi per gli stadi che sono interessati ai mondiali, c'è una bellissima interlocuzione pubblicate alcuni mesi fa, ma tanto parlare con questi qua non arrivano all'asse del pane, non c'è niente da fare, non capiscono uno, non sapeva che c'abbiamo una delibera votata all'unanimità che punto arrestarli? 2 non hanno messo un soldo 1 quando glielo chiede, ad esempio, un comune come X amministrata dal centrodestra, ne ha risposto di no a noi, ha risposto di no, quindi voglio dire ha risposto di no. A Roma, Firenze,
Se mettevano un contributo, come ha fatto il Comune di Bologna, è stato molto chiaro chi vuole gestire lo stadio c'era la possibilità di intervenire. Il Governo non ha risposto a nessuno e se n'è letteralmente fregato, per cui che oggi il Ministro venga a dire questo. Chiedo all'assessore competente e come intendono rispondere rispetto al problema.
Grazie Consigliere prossima domanda della consigliera Ceretti le ricadute sui cittadini bolognesi del caro carburanti, prego Consigliere, grazie Presidente, allora entrerò nel merito della della questione lunedì, quando presenteremo l'ordine del giorno che abbiamo depositato due settimane fa proprio su questo.
Su questo tema, però è chiaro che col metano al più 12% il greggio 119 dollari e la Borsa, che ha solo ieri perso 420 miliardi di capitalizzazione, toccando tutte le piazze, è chiaro che le preoccupazioni di famiglie e imprese sono preoccupazioni che dobbiamo prendere sul serio, e purtroppo il decreto il cosiddetto decreto bolle bollette del Governo non ha preso molto sul serio questa questione, proprio perché,
Avrebbe dovuto cogliere l'occasione per affrontare un nodo strutturale dell'economia italiana, che è il costo dell'energia, ma non l'ha fatto. È un provvedimento debole e un provvedimento di facciata senza un disegno complessivo che sostenga davvero famiglie e imprese. Non ci sono nuove risorse strutturali, ma la redistribuzione di quelle interne, ecco decreto che dura 20 giorni e che va a togliere risorse ai ministeri, forse accarezza, diciamo anche in questi giorni elettorali.
La pancia di alcuni cittadini, ma in realtà se uno poi va a vedere il decreto e provo a leggerlo trova che nel nell'articolo 5 ci sono le disposizioni finanziarie che ri rivelano come il Governo sceglie di togliere le accise.
E.
Si vede all'interno di questo quinto articolo, che il TAR che c'è un taglio molto pesante, il terzo taglio per per consistenza di, diciamo di di di capacità proprio di.
Sottrazione di milioni di euro è fatto alla sanità su 527,4 milioni di taglio di spesa ai ministeri.
86 milioni vengono tolte dalla sanità, quali voci verranno compresse per liberare queste, queste risorse non sono chiare, vengono prese dalla non autosufficienza, vengono prese dai caregiver, questo non è chiaro a nessuno, ecco, io ritengo che in un momento storico così complesso, le istituzioni debbano mettere in campo delle risposte chiare e quindi sono contenta che questa mia domanda sia stata assegnata all'Assessora Licalzi che ha anche la delega del bilancio proprio perché secondo me dovremmo affrontare una discussione anche a livello comunale per aiutare imprese, famiglie, grazie,
Grazie consigliera. Procediamo ora con la domanda successiva del Consigliere Di Benedetto incontri pubblici riceverà dall'Assessore Ara consigliere. Risposta scritta prego, grazie Presidente, intervengo su un articolo che abbiamo potuto leggere sul Carlino e che porta alla luce un'interrogazione della collega Rontini che ne oggi presente, ma ringrazio per il lavoro puntuale che fa sempre anche sul tema della tutela dei bambini e delle bambine e delle famiglie. Si tratterebbe di corsi non ben chiari su temi di carattere anche sessuale per bambini della fascia di età 0 6 anni e quindi sono a chiedere chiarimenti all'amministrazione se, prima di sottoporre a questi corsi a questi eventi i bambini di età, ripeto, 0 6 anni è stato chiesto il consenso informato. I genitori, come prevede la normativa, se è stato chiesto un consenso informato, sostanziale quindi facendo sapere prima ai genitori chi erano, che le persone, chi sono le persone che poi sono andati a fare questo corso ai bambini e anche una presa di visione del materiale che poi viene sottoposto ai bambini. Questo va fatto prima. Non va fatto dopo e non basta una generica richiesta di consenso su un corso che magari uno scrive contro il bullismo, poi, nella pratica c'è tutta ideologia e indottrinamento su tutt'altro. Quindi chiedo come l'Amministrazione agisce su questo senso, perché oggi, a seguito dei casi specifici, ho dovuto far presente che sarebbero partiti degli esposti se non fosse stato chiesto il consenso informato, che poi è stato chiesto. Quello che chiedo in generale, come si muove l'Amministrazione, perché i bambini non sono delle tabula rasa su cui scrivere quello che volete, ma sono un bene prezioso. Sono perso le persone da tutelare e proteggere e il primato educativo dei genitori nel nostro ordinamento non è un vezzo, ma un principio cardine. Grazie,
Allora, grazie Consigliere, allora la domanda successiva è stata ritirata dal Consigliere Gaigher, quindi procediamo con la domanda della consigliera Bernagozzi. Commissione sul Muba prego sì, grazie Presidente, aspetto la risposta scritta dell'Assessore Ara. Ovviamente la mia domanda è una valutazione politica o amministrativa rispetto alla Commissione che si è tenuta al pilastro, che in realtà non si è tenuta. È stata annullata. Volevo dare anche la mia solidarietà alla dottoressa Cerruti, che è stata interrotta, insomma, perché finché ha parlato l'Assessore, nonostante il rumore, si è riusciti a intervenire, ma lei è stata immediatamente interrotta. Volevo darle la mia solidarietà e la mia area chiesta una valutazione politica e amministrativa rispetto comunque al necessario percorso democratico, anche come una Commissione, noi ne facciamo parecchie durante la settimana.
E come è giusto che sia, uno strumento che i quartieri che sono uso, la parola pilastri però sono i pilastri della democrazia e quindi ovviamente, le immagini che abbiamo visto, penso che non facciano bene a nessuno e a nessuno, ecco, lo dico con con estrema franchezza come ho visto insomma che che la questione sta veramente diventando forse anche ingestibile dal punto di vista.
Non solo umano, ma anche del de del del del del, del modo in cui si si si scrivono certe cose, ho letto la posizione presa o da ampi da Ned, insomma, forse si sta travalicando in qualche modo tutto quello che invece dovrebbe essere una cosa fondamentale a base alla base della democrazia, cioè il confronto anche aspro, come ha detto l'Assessore, perché è anche giusto avere un confronto ASP, credo che nessuna assemblea.
Coi cittadini non possa che essere anche aspra rispetto a posizioni diverse su sulle tematiche che ci riguardano, ma arrivare proprio a non poter fare una Commissione consiliare che, sancita dal nostro Regolamento, che è uno dei principi cardine della nostra democrazia, è come se qualcuno qui ci impedisce di fare le nostre Commissioni. Io credo che questo nella nostra città non sia assolutamente accettabile e quindi la mia richiesta è una valutazione politico-amministrativa su quelli che sono i prossimi passi, visto che ce ne sarà un'altra aperta, come preannunciato dal Sindaco. Insomma, io mi auguro che si arrivi a un confronto, seppur su posizioni molto diverse, ma il più possibile civile e democratico. Penso che lo dobbiamo alla città. Ha anche a chi non è d'accordo chi è d'accordo, ma soprattutto ai valori che rappresentano la nostra istituzione democratica, che dovremmo ricordarci tutti sempre e tutti i giorni. Grazie, grazie consigliera. Procediamo con.
La domanda successiva del Consigliere Di Benedetto rivolta all'Assessore Laudani, ex parco acquatico, riceverà risposta scritta pre.
Grazie Presidente, con riferimento all'articolo è emerso sulla stampa, sono a chiedere, per quanto riguarda l'area di via della Fornace a Borgo Panigale, che pare essere privata se l'Amministrazione sta interloquendo anche con i privati per la rivalutazione dello spazio anche per futuri destinazioni perché è un'area molto grande, è un'area abbandonata che poi diventa magari luogo di accampamenti abusivi o altro da cui poi sorgono altri tipi di problematiche per la cittadinanza, invece potrebbe rappresentare un'opportunità interessante per la città, anche visto la la cubatura, la metratura lo spazio anche in nel senso della rigenerazione urbana. Quindi chiedo su questo specifico luogo, cosa e come si è adoperata l'Amministrazione, come intende adoperarsi grazie.
Grazie Consigliere era l'ultima domanda, la seduta si conclude qui e termina alle ore 14.
Buon fine settimana a tutti tutti,
