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Allora, buongiorno, buongiorno a tutte e a tutti apriamo, apriamo i lavori per la trattazione ordinaria, chiedo alla segreteria Generale di procedere con la verifica del numero legale, grazie dottoressa, grazie, Presidente Angiuli.
Begaj.
Non lo so Bernagozzi.
Bittini.
Caracciolo, assente, giustificato, Celli.
Ceretti.
Presenta, buongiorno giorno cima, Presidente, buongiorno, buongiorno.
De Biase.
De Giacomi De Martino.
Di Benedetto.
Di Pietro.
Diaco.
Fattori.
Foresti.
Geiger.
Giordani.
Iovine.
Larghetti.
Manca Marcasciano Mazzanti.
Monticelli.
Naldi.
Megas.
Piazza.
Pizza.
Quercioli Santori Scarano.
Stanzani.
Tarsitano.
Toschi.
Entra il consigliere Naldi.
Venturi.
Giuntini.
Abbiamo il numero legale, prego, Presidente.
Grazie, ringrazio la segreteria Generale, procedo con la nomina degli scrutatori, nomino la consigliera Quercioli, la consigliera De Giacomi e il consigliere Tarsitano.
Allora proseguiamo quindi con gli interventi di inizio seduta, il primo intervento è del Consigliere Negash, rispettiamo l'autodeterminazione del popolo iraniano, prego Consigliere a lei la parola, grazie Presidente, parlare dell'Iran ora significa attraversare dolore, rabbia, paura e speranza nello stesso momento. Da una parte c'è un regime che da decenni reprime imprigiona e soffoca la libertà di un intero popolo. Dall'altra si sta sviluppando una guerra sempre più complessa tra Israele e Stati Uniti e Iran, una guerra che rischia di allargarsi e che, come sempre accade, colpisce prima di tutto i civili.
In mezzo a tutto questo c'è la diaspora iraniana, presente anche nelle nostre città e nelle nostre università, una diaspora che non è uniforme. Esistono o più opinioni diverse su come porre fine alla tirannia, su quale strada possa davvero portare alla libertà, ma su una cosa queste persone sono unite, il desiderio di vedere finire un regime che soffoca diritti, cultura e pensiero libero. Tra questi volti ci sono anche persone che sono contro il regime, ma allo stesso tempo contro la guerra, e oggi sembra quasi impossibile poter sostenere entrambe queste posizioni. La guerra viene presentata come la scorciatoia verso la pace, come la promessa di una fine rapide a un incubo che per molti dura da una vita intera. C'è chi crede che solo la guerra potrà abbatterne la tirannia, spesso lo dice con rabbia, con disperazione, con paura e la voce di chi si è sentito ignorato per anni, quando nelle strade dell'Iran si gridava, guardateci ascoltateci. Il mondo si è emozionato per un momento e poi si è voltato dall'altra parte in quel silenzio sono cresciute frustrazioni, disperazioni e io non condivido l'idea che la guerra possa essere la soluzione, ma riconosco la paura e il dolore che portano alcune persone a pensarlo non possono giustificarne gli strumenti, ma posso riconoscere la loro ferita. È proprio per questo dobbiamo imparare a non dividerci ulteriormente, a rispettare opinioni diverse all'interno di una comunità che ha già pagato un prezzo altissimo, il nostro compito qui, nelle nostre città, e aiutare queste persone a parlarsi, a confrontarsi, a non essere isolate o strumentalizzate politicamente. Molti di loro hanno già avuto il coraggio di esporsi contro il regime autoritario. Non possiamo lasciarli soli o trasformarmi in bersagli della polemica.
Della polemica pubblica. Per questo crediamo che anche sul tema delle borse di studio per gli idonei non beneficiari sia importante portare avanti un percorso unitario su quest'Aula, proseguendo nel percorso avviato lunedì scorso per arrivare a un testo condiviso, passando per la Commissione di giovedì, chiedendo un impegno serio a tutte le istituzioni coinvolte per tutti gli studenti coinvolti, compresi i numerosi iraniani. Tanti dei beneficiari stanno diventando vittime degli usurai o persone che li vogliono STU sfruttare in tutti i modi. Ecco perché la situazione che si sta delineando attorno alle borse di studio e di ergo è preoccupante e richiede un'attenzione piena e responsabile. In questo contesto, abbiamo colto positivamente la scelta dell'Università di Bologna di mettere a disposizione fondi straordinari per coprirne una parte dei finanziamenti delle borse, sperando che sia solo un ultimo, il primo passo al quale ne possiamo né possono seguire ulteriori grazie ad una pressione congiunta di tutto il Consiglio.
Aggiungo, ricordando che sabato pomeriggio a Bologna migliaia di persone hanno riempito le strade nella manifestazione, No Kings, per dire no, con con forza, no alla guerra, eravamo lì con le nostre bandiere della pace per gridare che non accettiamo un mondo dominato dalle armi, dal riarmo e dalla logica della violenza.
Noi cerchiamo la pace, la giustizia e la solidarietà tra i popoli e da qui lo diciamo chiaro, siamo determinati, determinanti.
Determinati ad opporci alla guerra, oggi è sempre e diciamo a tutti studenti, tra cui anche iraniani che siamo con voi, vogliamo accompagnarvi in questa lotta congiunta, grazie Presidente,
Grazie, consigliere, consigliere, Tarsitano.
Referendum, giustizia, la partecipazione che dà speranza. Prego. Grazie Presidente. La campagna elettorale che ha accompagnato la discussione sul referendum costituzionale, sulla riforma della giustizia ha avuto moltissime note negative, le ripetute dichiarazioni istituzionalmente scomposto del Ministro Nordio, i 14 minuti di video della Presidente del Consiglio e che altro non fanno che celare la paura di perdere il referendum dietro ad immense falsità, alla strumentalizzazione di ogni sentenza uscita e, in queste settimane, la strumentalizzazione del video della Gabanelli per difendere la scelta di istituire un'Alta corte, salvo poi dimenticare che si trattasse di un video di cinque anni fa e la contrarietà della Gabanelli stessa all'Alta corte, le parole della Bartolozzi, Capo di Gabinetto del Ministero della giustizia, che parla di magistrati come di plotoni di esecuzione Tajani, che allude alla possibilità di togliere la polizia giudiziaria dal rapporto funzionale con i PM e tanto altro.
Davanti alla pochezza di questo dibattito pubblico nazionale. Ci tengo però a testimoniare in quest'Aula la bellezza di tanti momenti di formazione dei dibattiti ai quali ho assistito nei territori, spesso dibattiti guidati da giovani vogliosi di comprendere il testo della Costituzione, le sue complessità, i motivi del perché questo voto, la scelta tra un sì e un no sia così importante, ancora più entusiasmante, e vedere che davanti alla negazione del diritto di voto a migliaia di fuori sede in tutta Italia, questi abbiano risposto con una grande attivazione per impegnarsi come rappresentanti di lista. Questo da un lato commuove fa percepire il legame profondo con il desiderio di poter votare dall'alto. Ci ricorda in modo spietato e dell'attuale legislazione e della pochezza dell'attuale Governo che ha negato l'esercizio di un diritto fondamentale a moltissime persone, a differenza di quanto fatto nello scorso referendum. Alla luce di tutti questi elementi, credo che passati il 22 il 23 marzo 2, rimangono le questioni sul piatto delle quali farsi carico con serietà. La prima è proprio quella che riguarda i fuori sede che meritano una volta per tutte una chiara normazione che gli consenta di poter esercitare il proprio diritto di voto nel luogo dove vivono, senza inventarsi ogni volta uno stratagemma. La seconda, invece, riguarda la giustizia, che non può essere trattata come un prodotto mediatico e utile solo a dibattiti di superficie merita riflessioni profonde. In primo luogo, va seriamente trattato il tema dell'equilibrio nel rapporto tra politica e magistratura, inasprito dalla lontana Tangentopoli, ma ancora dici profonde anche nel presente, nell'incapacità dei partiti di innalzare le forme di controllo interne rispetto alle previsioni del codice penale, facendo diventare l'ultimo strumento di controllo, l'unico, inoltre, la politica certamente deve riappropriarsi dei suoi spazi, senza bastonare però la magistratura, semplicemente ricominciando a fare ciò che ha smesso di fare legiferare. I temi complessi nel nostro Paese sono appaltati alle decisioni della Corte costituzionale e allora diventa logico che la politica si sposti di sede quando il Parlamento è una scatola vuota.
È il principale strumento normativo e la decretazione d'urgenza molto più fragile ed esposta a vizi tecnici. Smantellarli in tribunale. Proprio il recupero di un ruolo da protagonista del Parlamento, non il sorteggio dei componenti del CSM, sarebbe il primo passo per riequilibrare la relazione tra poteri dello Stato e inaugurare una nuova stagione di giustizia. Spero che questi mesi di superficiale e confronto sul tema giustizia possano concretizzarsi in un'autentica riflessione da dopo il voto in grado di produrre avanzamenti nella sostanza della codicistica nelle leggi ordinarie che già oggi possono andare ad impattare positivamente nel miglioramento delle attuali condizioni processuali ordinamentali, senza toccare la Costituzione.
Grazie Consigliere, procediamo con l'intervento successivo del consigliere pizza, multe a giovani ragazzi, prego Consigliere.
Grazie Presidente, non più tardi di qualche giorno fa sono intervenuto in questo consesso lamentando una mancanza di elasticità e comprensione nei confronti di ultraottantenni in difficoltà ad esperire la formalità del registro di presenza in autobus multati invece che aiutati ad effettuare l'obliterazione. Insomma forti con i deboli e non è e non sarà mai un gran bel vedere, oggi debbo lamentare la facilità con cui si irrogano sanzione ai giovani ragazzi. Ebbene, ecco cosa dice sì, reperti questi giorni sulla stampa locale, cito testualmente il signor Stefano, padre di un sedicenne mio figlio di 16 anni, titolare di un abbonamento annuale, ha ricevuto una multa di 150 euro perché il suo abbonamento era scaduto da sette giorni.
Cosa si vuole insegnare a un ragazzo che paga un abbonamento, multando lo di un valore pari a oltre la metà del valore del suo abbonamento per aver dimenticato di rinnovarlo appena una settimana prima? Qual è il messaggio etico che gli si vuole dare? È ancora prosegue il signor Stefano, questo ragazzo, come tanti altri da due anni subisce in silenzio i disservizi dovuti ai lavori per il tram, ha mai pensato TPER di risarcire i suoi abbonati? Inoltre, pochi mesi fa era stato multato di 6 euro perché non aveva con sé il tesserino. Si chiede questo Papa, comprensibilmente, come mai in un mondo così interconnesso, non sia possibile avvertire di default l'imminente scadenza di un abbonamento e inoltre a controllare on line l'esistenza del tesserino.
Ancora una volta, dunque, e mi duole molto, debbo segnalare a codesta Presidenza la grave inefficienza di TPER e nostra sì, perché ogni cosa malfunzionante in una partecipata è colpa nostra del Comune della Giunta e infine del Consiglio, che non ha saputo dare le giuste indicazioni.
Vede, Presidente, credo sia finalmente giunto il tempo per mettere mano ai regolamenti di utilizzo dei mezzi di trasporto, incentrando l'azione dei controllori verso la collaborazione con il cittadino fragile, ultraottantenne e giovani ne va della conservazione di un'immagine più prossima al cittadino amministrato, lasciando alle ortiche quella del cerbero avvezzo alle multe a caccia di danari per rimpinguare le casse, grazie Presidente,
Grazie, consigliere Pizzo, consigliere Di Benedetto, lei ha tre interventi, uno di seguito all'altro, il primo e borse di studio a studenti iraniani, prego, grazie Presidente. Prima di tutto, ancora una volta, come faccio ogni settimana, do la vicinanza e la solidarietà alla comunità iraniana di Bologna e a tutta la comunità iraniana, tutto il popolo iraniano. Abbiamo qui presenti in sala alcune persone, peraltro, che hanno vissuto sulla loro pelle la prigionia nel regime islamico e sanno cosa significa vivere sotto questo regime, che cancella ogni forma di libertà e diritto e l'invito ancora una volta, è quello a tutti i colleghi di scendere in piazza deve venire in piazza alle manifestazioni che si ripetono con cadenza praticamente settimanale, per dare vicinanza a una comunità che ha arricchito la nostra città. Ha dato tanto a Bologna e ora chiedo una mano chiede di essere rappresentata, credo di essere ascoltata a fronte di un regime che ha massacrato decine di migliaia di persone di civili innocenti, senza una reale ragione, se non quella di cancellare la libertà di pensiero, la libertà di espressione in quella che è tutto tranne che una democrazia, ma è un regime autoritario islamico. Ecco, a fronte di questo c'è anche un problema cogente, che è quello dei tanti studenti iraniani. È già stato sollevato dai colleghi il tema delle borse di studio e li ringrazio. Evidenzio però un problema particolare rispetto alla questione degli studenti iraniani, perché questi non possono aspettare i tempi del ripristino delle borse di studio, della discussione sui tavoli istituzionali, sulle borse di studio. Per peraltro, ricordiamo che ergo oggi non neanche un direttore, perché l'ultimo si è dimesso. Qui ci sono persone che, senza una borsa di studio, rischiano di rischiano di rimanere sotto un ponte per strada perché non possono né tornare a casa. Ovviamente perché c'è una guerra in questo momento? Non possono neanche però ricevere i soldi dalle famiglie, perché dal primo missile lanciato dal regime contro gli Emirati Arabi ogni forma di transazione immunitaria è stata affermata. quindi queste persone non possono neanche ricevere i soldi da casa. È una situazione molto particolare di si parla di un centinaio di studenti nella nostra città, di persone che sono state chiamate anche a studiarne nella nostra città e stanno dando tanto a Bologna è l'ora di tendere una mano e l'ora di dimostrare l'accoglienza e la solidarietà di cui tanto spesso parliamo. Presento quindi in via ordinaria un ordine del giorno con l'augurio che l'istanza racchiusa possa poi essere accettata in una discussione e una forma di dialogo collegiale, perché questa istanza trovi una risposta specifica separata rispetto a quella delle borse di studio, perché è molto più cogente. Capisco e condivido la necessità per tutti gli studenti, ma qui c'è una necessità impellente che è di oggi non è tra un mese, tra due mesi, tra due mesi, ma è di oggi di domani e di dopodomani. Grazie Presidente.
Grazie consigliere, le ridò la parola per il secondo intervento, il titolo di tassa di soggiorno prego.
Grazie Presidente. La tassa di soggiorno per l'anno 2025 ha visto gli introiti aumentare. Ancora lo abbiamo detto più volte, la tassa di soggiorno può essere usata in vari modi anche per correggere quelle che sono le esternalità negative derivanti anche dal turismo. Abbiamo fatto diverse proposte nel corso del tempo bocciate dalla maggioranza. Una di queste è stata applicata l'annuncio di alcuni giorni fa. Quindi chiediamo che ci sia questa correzione anche sugli altri temi. Per questo presentiamo un ordine del giorno nel quale chiediamo la trattazione urgente per utilizzare i soldi derivanti dalla tassa di soggiorno sulla sicurezza, sulla anche la promozione e la tutela del patrimonio arboreo di Bologna e la promozione della biodiversità. Perché dobbiamo smettere di tagliare alberi, dobbiamo cominciare a piantarli e a dei sigillare. Possiamo usare le risorse in questa direzione e anche un dialogo maggiore con le categorie che ricevono i numeri macroaree come sempre, ma senza il dettaglio devono poter avere voce in capitolo. Ho già spiegato, abbiamo già spiegato a lungo qual è la base normativa di queste proposte, quindi non serve ridiscuterlo. Chiedo una trattazione urgente immediata per dare risposta a Bologna e i bolognesi.
Grazie, Consigliere a lei di nuovo la parola, il titolo del terzo intervento al centro sportivo Biavati, prego.
Grazie Presidente, annuncio già un ordine del giorno nel quale chiederò alla trattazione urgente, è scritto a quattro mani, insieme al consigliere Giordani, che ringrazio che con me ieri era presente ad ascoltare le famiglie e anche i tanti ragazzi. Tanti atleti che si allenano presso il centro sportivo, Biavati in particolare alla squadra di calcio che è rimasta senza spazi, chiedono solo una cosa, fateci giocare a calcio una domanda molto semplice, che però non può avere in questo momento non ha una risposta efficace, perché queste famiglie, a volte anche con due o tre figli, sono costretti a fare la spola in giro per tutta la Provincia di Bologna. Molti stanno rinunciando agli allenamenti, stanno rinunciando anche ai campionati perché siamo nel periodo dei campionati. Quindi chiediamo con questo ordine del giorno nel quale chiediamo la trattazione urgente che l'Amministrazione si attivi per delle verifiche sullo stato di sicurezza dei soli i campi da calcio e poi eventualmente una volta, come dire verificata questa sicurezza, riaprirli, insicurezza, solo i campi da calcio, perché gli allenamenti possono svolgersi nelle nelle nelle ore diurne. È una richiesta che è venuta a gran voce da parte di tutte le famiglie, degli allenatori e dei bambini. Chiedono solo di poter giocare, di potersi allenare, è una richiesta di buonsenso, perché non c'è neanche bisogno dell'illuminazione. Stiamo andando verso l'estate, quindi così daremo risposta a centinaia e centinaia di ragazzi e famiglie.
Grazie Consigliere Di Benedetto ora al prossimo intervento del consigliere Giordani, Biavati è ora di ripartire, prego, Consigliere, sì, grazie Presidente, un saluto alle consigliere e consiglieri presenti.
Eh sì, come ha già anticipato il collega Di Benedetto, presenteremo questo ordine del giorno dopo che siamo stati ieri al flash mob, organizzato dai genitori del centro Biavati, a cui erano presenti anche esponenti della maggioranza, tra cui l'assessore, ai casi in quanto oggi scadono i termini per gli attuali gestori per fare le opere necessarie alla messa a norma e alla rimessa in funzione degli del centro, cosa praticamente impossibile, visto che nessuno è andato a fare i lavori in questi giorni, visto che è stato parlato di verifiche che sono già state eseguite con impiantistica da sistemare perché nel negli anni o quantomeno negli ultimi mesi sono state eseguite delle operazioni sugli impianti del Centro. Non proprio, diciamo consone. Noi auspichiamo che ci sia un veloce mi monitoraggio di questa situazione complessiva dell'impianto e che vengano eseguiti i lavori in modo che il centro possa riaprire, almeno per parti, in tempi brevissimi. Questo probabilmente, anzi sicuramente potrebbe essere fatto e dovrebbe essere fatto con.
E la messa in sicurezza anche di percorsi che possano consentire ai ragazzi di accedere alle strutture meno impattate dalle problematiche, come per esempio i campi da calcio in qualsiasi cantiere. Nel momento in cui ci sono dei lavori, c'è un addetto alla sicurezza che prevede dei percorsi sicuri da poter, da di di cui poter fruire per accedere alle varie zone del cantiere e oltre a questo, chiediamo che venga individuato l'iter per assegnare o riassegnare tutto il sento nel più breve tempo possibile in maniera che tutta l'attività che gravita attorno al centro Biavati, che conoscete benissimo e si sta parlando di migliaia di persone possa riprendere l'attività in pieno nel più breve tempo possibile. Ecco, non accada come per alcuni centri sportivi bolognesi, che non so citare perché conosciamo tutti e che, alla fine.
Non sono.
No, non sono riusciti a riattivare il tutto, come sarebbe dovuto essere grazie.
Grazie consigliere, consigliere, Celli, lettera del Comune ai bambini delle scuole, Don Milani, prego, Consigliere.
Cari bambini, care bambine, abbiamo letto le vostre lettere, visti i vostri disegni che parlano dei pioppi che non ci sono più.
Sia molto colpito quello che avete scritto, perché vuol dire che volevate bene a quegli alberi, quando un albero è vicino a noi, impariamo ad amarlo, ci racconta delle favole, si vuole bene come se fosse la nostra nonna, anche noi siamo tanto turistico sugli alberi, però vedete quegli alberi erano vecchi, proprio come la nonna e gli alberi muoiono e noi facciamo il possibile per curarli. Abbiamo un giardiniere molto bravo, che si chiama Joseph Mengele e ha una grande esperienza ai tempi del Re Sole. Era l'ha detto la ghigliottina così Mengele approvato salvare gli alberi perché sia vostra nonna. Non bisogna tagliare la testa agli alberi, fa bene a essere capitozzati, perché è il miglior modo per curarli e noi li abbiamo capitozzati quegli alberelli, uno, due, tre, quattro o cinque volte finché è rimasto solo il troncone che poi è morto. Ma cosa volete mai? La cura non ha funzionato, può succedere, ma state tranquilli che abbiamo fatto anche il funerale. Gli alberi ci hanno chiesto di essere cremato e li abbiamo buttati dentro a una centrale a biomassa. Così sono diventati energia elettrica e fanno andare alla vostra televisione, che trasmette tanti bellissimi cartoni animati pieni di alberi. Quindi, anche se non vedete più gli alberi fuori dalla finestra, potete guardarli in TV. Anche noi vogliamo bene agli alberi, tanto è vero che ne abbiamo tagliati migliaia perché dovevamo far delle scuole palazzoni, tram, campeggi, luna park, seggiovie, musei dei bambini, palazzetti dello sport, sta ad inutili, ma noi li tagliamo, perché sono vecchi e loro devono fare spazio ai giovani. Anche questa mattina, tanto per fare un esempio in via della barca c'era un bellissimo platano, beh, Labianca Pizzato speri anche viva. Speriamo che la cura funzioni, ma se non funziona avrete tanti nuovi cartoni animati da guardare in tv. È molto bello scoprire quanto volevate bene quegli alberi che non si sono più quanto volevate. Ebbene, le loro foglie e così noi possiamo orientare degli altri insieme. Così, quando sarete grandi possiamo tagliare di nuovo e i vostri figli potranno fare tanti bei disegni e guardare tanti bellissimi cartoni animati, grazie.
Grazie consigliere. Ora la parola alla consigliera Marcasciano mettete dei fiori nei vostri cannoni. Prego Consigli. Grazie Presidente. La violenza verbale e i linguaggi di odio sono forme di aggressione che utilizzano un parole insulti o minacce per umiliare e controllare o discriminare individui e i gruppi basati su stereotipi e pregiudizi, razza, genere, orientamento sessuale, proliferano on line minacciando il benessere sociale. L'aggressività verbale è una forma di comunicazione ostile, caratterizzata da parole offensive, urla, insulti, sarcasmo distruttivo o minacce può manifestarsi in diversi contesti. Famiglia, lavoro, relazioni sociali spesso è utilizzata per controllare, umiliare o esprimere frustrazione, questo che ho letto, e quanto riportano i motori di ricerca. Quello che sfugge è che, nella stragrande maggioranza dei casi, la violenza verbale, giusto per non farsi mancare nulla, sia creata da uomini contro donne e altre soggettività. Il dato è oramai evidente e sfugge solo a chi non vuole vederlo. Chissà, perché c'è da chiedersi l'attacco contro le donne è sempre più appetibile e vendibile piuttosto che il contrario. Gli esempi sono tanti, troppi per troppi per passare inosservati. non li cito tutti, altrimenti non starei nei miei cinque minuti canonici ne riprendo 3, freschi, freschissimi, distanti geograficamente ma vicini per modalità e forse anche per contesto, quello contro Rachele Borghi, filosofo professoressa ingente studies all'Università di Parigi, che nelle ultime settimane in Francia ha subito un violento attacco tramite stampa e social, ovviamente da parte della destra più Ranci dai pericolosa che ha portato a una aggressiva campagna di odio nei suoi confronti completa di minaccia di morte, la sua colpa essersi schierata contro il genocidio place palestinese a lei tutta la nostra vicinanza. C'è poi il caso della sindaca di Genova Salis, che oltre a querelare gli Stolder ha letto in Consiglio i commenti e gli insulti sessisti e per restare più vicine geograficamente, e non so quanto politicamente la vera e propria gogna mediatica tutta bolognese contro la vicesindaca, sembra quasi che la virulenza dell'attacco sia sfuggito di mano anche agli stessi ideatori. Viene da pensare che noi lo schiacci nello scacchiere bolognese e solo in quello Emily Clancy abbia strappato il primato a Trump, Netanyahu Putin, se lei diventa il nemico numero uno, c'è di che preoccuparsi negli ultimi giorni nella lista si è aggiunta anche la mia amica collega, la Righetti rea di aver condiviso la sua tristezza per il furto della bici, un video creato artificialmente ritrae vicesindaca consigliera che, con voce quasi identica, programmano politiche e strategie sul futuro della bici a sbafo dei problemi della città. Il video farebbe ridere. Se non fosse per i commenti di coloro che credono sia vero distopia Mundi direbbe un grande filosofo, ma dove siamo finiti? Me lo chiedo e ve lo chiedo perché, visto il clima, credo proprio che la guerra ci stia sovrastando da ogni dove troppo facile vederla e collocarla fuori e lontana da noi. La guerra con il carico di violenza che si porta dietro e penetrato nelle nostre esistenze. Ci confonde ci opprime facendoci perdere il senso delle cose e il senso dell'umanità e del discorso politico. Comprendo tutte le rivendicazioni in locali che spesso condivido, ma la guerra della nella narrazione della propaganda sputata sui social avvelena sfugge di mano e distrugge tutti nessuno escluso. Resta quanto mai obbligatorio una riflessione sul qui e ora, come a me piace sottolineare e al dove siamo arrivate laddove siano arrivate le parole nel dibattito e nella costruzione di senso. Per ora sono come meteoriti lanciati dello spazio incontrollabili che potrebbero abbattersi sul pianeta da un momento all'altro. Tutto questo invita a una riflessione profonda e franca all'attenzione e anche perché no, a strategie di difesa, altrimenti tutto diventa nero, puzzolente e pericoloso.
Grazie consigliera, consigliere Celli, secondo, intervento, rispetto e tutela del patrimonio naturale, prego.
Beh.
Grazie Presidente, mi sento di intervenire per fare i miei complimenti a tutti coloro che nelle passati notte e parlo della polizia metropolitana, ma anche delle guardie ecologiche, anche dei semplici cittadini che si sono uniti per andare a raccogliere i rospi che da vada Rioveggio attraversano la strada per andarsi a riprodurre nei maceri, io credo che ci sia ancora speranza, proprio perché le persone che hanno rischiato la vita per questa operazione non si sono tirati indietro, io non sono potuto andare per problemi di salute, quest'anno sono andato solamente una sera, avrei voluto andarci tutte le sere e ho riscontrato, come sempre, la grande inciviltà di quelli che guidano a velocità elevata, in un tratto di strada particolarmente pericoloso e malgrado siano avvertiti da cartelli con indicati la velocità, perché in quel tratto lì si va a velocità. 30 e anche i cartelli, che indicano che ci sono persone che stanno raccogliendo i rospi, eppure queste persone che sfrecciano non hanno nessuna remora, neppure in su tardi. Se tu gli fai il segno di rallentare l'inciviltà delle persone si vede quando queste montano su un'auto, per fortuna però che per tante persone incivili ce ne sono tante altre che hanno a cuore la biodiversità. io spero che in futuro questa Amministrazione, in particolare l'Amministrazione metropolitana, aiuti queste persone, perché è davvero pericoloso fare questo lavoro e quantomeno chiuda la strada nel periodo in cui ci sono le immigrazioni dei rospi. In una sola sera ne sono stati raccolti quasi 150 e penso che siano intorno ai 4 500 e tra un po' dovranno risalire di nuovo perché dopo che si sono rissa dopo che sono i prodotti risalgono. Quindi io oggi sono qui per ringraziare queste persone e soprattutto per invitare il Comune di Bologna e il Sindaco a dare una mano a queste persone che si prodigano a titolo puramente volontaristico. Grazie Presidente.
Grazie consigliere Celli, ora la parola alla consigliera Di Pietro, Giornata nazionale del fiocchetto lilla, prego. Grazie Presidente. La Giornata nazionale del fiocchetto lilla che ricade il 15 marzo è un'occasione per sensibilizzare, riportare l'attenzione sui disturbi alimentari, un'emergenza sociale e sanitaria in crescita che colpisce 3000000 di italiani. I dati sono allarmanti. Aumento costante di patologie che includono anche i maschi, diminuzione dell'età dei pazienti. Tutte le analisi confermano nel Paese un incremento del 35% rispetto alla fase precedente al Covid. I minori, con questi disturbi nel 2025, hanno un'età inferiore ai 14 anni e comprendono anche i bambini di 8 9 anni. È un tema più volte affrontato in Consiglio comunale nella nostra città. Il servizio pubblico locale, i servizi pubblici locali e le realtà agiscono in sinergia con progetti, laboratori e presidi per favorire intercettazione e accesso tempestivo alle cure su scala nazionale e le criticità sono note risorse insufficienti per garantire interventi multidisciplinari specializzati, carenza di strutture e inadeguatezza delle stesse che faticano a intervenire in maniera risolutiva. Prevenire patologie o agire garantendo accesso alle cure è più che mai necessario, da un lato, e dobbiamo aiutare minori persone giovanissime adulti prevalentemente donne e garantire loro la possibilità di guarire, uscirne in tempo per migliorare la qualità di vita nel presente, contrastando anche i decessi a cui le malattie dei disturbi alimentari portano dall'altro. È necessario ragionare anche con uno sguardo rivolto al futuro. I disturbi alimentari sono una malattia dei nostri tempi, hanno ricadute negative nella salute generale delle persone da un punto di vista sanitario, rischiano in prospettiva di provocare un intreccio di complicazioni di.
Scontrarsi con una spesa insostenibile.
In una società globalizzata e capitalistica, dominata da un'estetica del successo, da richieste di performance che oggi sono anche amplificate dai canali digitali e social, si chiede alla persona di raggiungere obiettivi sempre più inafferrabili in tale contesto, in cui si negano difetti e vecchiaia. Il cibo perde valore e all'estero si sostituisce. L'apparire queste ci ricorda, ancor prima della persona che ha il sistema ad essere malato, ed è proprio nel sistema che bisogna intervenire alle risorse, alle strutture carenti. Bisogna rispondere e continuando a chiedere allo Stato investimenti in prevenzione e cura adeguati, servono strategie integrate, capace di accompagnare e colmare i vuoti e anzi che esprimono nella loro manifestazione sofferenze derivanti da più fattori, la comunità. I riferimenti generazionali, le relazioni e le opportunità possono contribuire a superare i disagi attraverso un lavoro integrato tra dimensione specialistica, familiare, educativa e sociale. Bologna, per la saltare a civica associativa, è solidale, presenta potenzialità per implementare una comunità che si prende cura, le stesse infrastrutture sociali già arricchite dei lavori di prossimità in atto possano aiutare anche le persone più fragili a recuperare fiducia e speranza in un mondo che va discusso e problematizzare mantenendo la persona al centro per agire in questa sfera. Occorre inoltre accompagnare e sostenere pratiche utili a stimolare nell'altro un'armonia tra mente, corpo e spirito. Sono elementi della dimensione umana che aiutano ad andare in profondità e a indagare ciò che spinge le persone verso i dipendenti desideri esterni subdoli, aiutandoli a ricostruire un senso positivo di sé e nell'ambiente che abitano. Un cambio di paradigma implica la creazione di un lavoro che possa incidere anche sulla collettività e aiutare a sradicare i modelli che, più che liberare, rendono schiave le persone. Occorre ascolto e la definizione di un patto con gli utenti della collettività va sostenuto, ponendo al centro la solidarietà e l'intelligenza emotiva. È molto importante che le tendenze, le vulnerabilità vengono riconosciute tempestivamente per evitare che sfociano in una dimensione di cronicità difficile da contrastare. I dati confermano la necessità di sostenere i programmi scolastici che affrontino i disturbi alimentari come strategia di prevenzione primaria e di rafforzare l'azione di comunità per cogliere indicatori molto precoci, di rischio e già in età infantile, oltre che nella scuola, nella famiglia. In questo ambito sarebbe importante porre la giusta attenzione a momenti culturali pubblici da realizzare insieme alla istituzione Minguzzi con esperti di settori diversi a familiari ex pazienti quest'area di successo. Questi confronti a più voci potrebbero approfondire i punti di forza e criticità legati a percorsi e modelli da superare. Oltre a riconoscere i sintomi, è necessario sperimentare progettare progetti, processi utili a leggere in maniera aggiornata alla realtà e a riflettere su una società che è profonda.
Grazie consigliera. Ora la parola al consigliere Diaco gioco d'azzardo, allarme minori. Prego Consigliere. Grazie Presidente. Il gioco d'azzardo non è più un fenomeno marginale e una vera emergenza sociale che sta colpendo Bologna con numeri che non possiamo più permetterci di ignorare. Nel 2024 Emilia Romagna sono stati giocati oltre 10 miliardi di euro, con perdite nette, pari a 1 miliardo e 570 milioni, la Provincia di Bologna, da sola, ha registrato 476 milioni di euro di perdite con una spesa media pro capite di 2.834 euro, tra le più alte d'Italia alcuni territori dell'area metropolitana stanno diventando epicentri dell'azzardo a Zola Predosa nel solo gioco on line sono stati giocati 133 milioni di euro, pari a 9.608 per abitante in diversi Comuni. Il gioco on line è cresciuto del 500% e che in pochi anni.
Nell'area bolognese l'aumento è stato del 187% in sei anni. Sono cifre che non possiamo, non possono essere archiviate come semplice abitudini di consumo, ma sono segnali di un fenomeno fuori controllo. Nel Comune di Bologna la spesa complessiva per il gioco ha raggiunto gli 890 milioni di euro all'anno e una cifra che sfiora il bilancio comunale che si aggira intorno a 1 miliardo e 200 milioni. Significa che ogni anno i bolognesi spendono in azzardo quasi quanto il Comune investe in welfare, cultura, scuola e mobilità e un drenaggio di risorse che impoverisce le famiglie e produce costi sanitari e sociali che ricadono sulla collettività e mentre il fenomeno cresce, i servizi sanitari e intercettano solo una minima parte delle persone in difficoltà, nel 2023 a Bologna sono state prese in carico 239 persone per disturbo da gioco, meno del 10% del totale delle dipendenze trattate, l'età media di 50 anni e la maggioranza sono uomini, ma sappiamo che la parte sommersa è molto più ampia che arriva ai servizi. E solo una piccola frazione di chi vive il problema. A questo quadro si aggiunge una nuova frontiera della della dipendenza. Le lotte box nei giovani videogiochi sono meccanismi che riproducono dinamiche d'azzardo. Ecco che coinvolgono soprattutto minori e giovani adulti, in un territorio dove il gioco on line cresce a ritmi così rapidi. Ignorare questo fenomeno significa lasciare scoperta un'intera generazione. Le piattaforme digitali incassano e milioni attraverso microtransazioni prive di trasparenza e senza alcun obbligo di prevenzione. Di fronte a questi numeri non basta la gestione ordinaria, serve una risposta.
La politica della politica in modo forte, Bologna già limitato, i punti fisici in gioco, ma oggi è la vera partita si gioca on line, dove i Comuni non hanno strumenti adeguati, è necessario che il Governo e il Parlamento intervengono con una normativa nazionale più severa che i regolamenti, il gioco on line limiti di pubblicità, imponga trasparenza sui flussi economici e disciplini le lotte box come forme d'azzardo a tutti gli effetti sul piano locale, dobbiamo rafforzare la prevenzione nelle scuole, nei centri giovanili, nei quartieri più esposti, dobbiamo sostenere le famiglie, perché la dipendenza non colpisce una persona sola.
E dobbiamo pretendere chiarezza sui volumi di giochi on line perché, quando in comune in un comune di 20.000 abitanti si registrano centinaia di milioni di euro di puntate, il tema non è solo la ludopatia ma anche la legalità Bologna non può diventare terreno fertile per un sistema economico che prospera sulle fragilità, la tutela della salute pubblica deve tornare al centro, i numeri che abbiamo davanti non sono statistiche, sono vite, famiglie, quartieri e meritano una risposta all'altezza della nostra responsabilità istituzionale, grazie Presidente,
Grazie Consigliere consigliera Scarano all'efficienza, a chi mi Antonelli, prego.
Sì, grazie Presidente, io penso che quando un giovane riesca a raggiungere risultati superbi importanti, Chelsea sia sempre motivo di gioia.
Quando questo giovane poi e bolognese lo è ancor più ed è giusto pertanto quest'oggi riconoscere anche in quest'Aula il suo grande talento perché comunque vincere in Formula 1 a soli 19 anni sicuramente necessita di un grande talento, ma anche e soprattutto degli aspetti che, a mio avviso, sono estremamente importanti e devono essere sempre evidenziati. Inculcati insegnati ai nostri giovani. Perché veniamo da un periodo in cui tanto si parla di giovani, si è parlato, abbiamo spesso ci confrontiamo per parlare di disagio giovanile, spesso ci confrontiamo per affrontare ancora quelli che sono i postumi di una fase delicatissima, gli anni del Covid, che hanno visto soprattutto i nostri adolescenti soccombere soffrire patire con delle conseguenze molto forti anche negli anni successivi, anche quest'oggi. Quindi, quando.
Condividiamo queste notizie e quelle di un giovane, un giovanissimo, 19 anni, nel pieno proprio della della forza, del vigore fisico e mentale che raggiunge questi risultati. Penso che sia anche un esempio per tutti i nostri giovani, un esempio nel coltivare non solo una grande passione, ma anche nel coltivarlo con estrema tenacia, perseveranza, dedizione, quindi il mio intervento odierno è sì un riconoscimento a un bolognese che ha raggiunto un risultato eccellente, un risultato che da ben vent'anni nessun italiano otteneva e il primo così giovane, il primo nella storia così giovane, un ragazzo attaccatissimo alle sue origini, alla sua terra, allo sport, lo si può incontrare a vedere il basket, il calcio lo si incontra per strada, un ragazzo che è riuscito comunque a proseguire gli studi, a diplomarsi, a mantenere l'attaccamento con i suoi amici e il suo territorio. Quindi, oltre al tripudio, in quanto è un cittadino bolognese, anche il messaggio cerco di guardare anche oltre un ragazzo così giovane della nostra città, che raggiunge con perseveranza, dedizione, passione è sicuramente un talento raro, un simile obiettivo, motivo per cui quest'oggi, a nome mio e del mio gruppo, anche con.
Il supporto del del collega Gabriele Giordani, che sul tema sportivo e anche giovanile, sempre così attento, abbiamo presentato un ordine del giorno per invitare i colleghi, il Consiglio comunale, un ordine del giorno molto semplice, come è giusto che sia in questi casi. Considerando che appunto questa vittoria resterà nella storia, perché è giusto ricordarlo è il più giovane italiano di sempre a vincere un gran premio e un italiano non vigeva un gran premio da ben vent'anni, è un onore per la nostra città, già nota e apprezzata come terra di motori di meccanica e dimostra come valori dello sport, della dedizione perseveranza. Possono portare a grandi risultati e possono essere presi ad esempio ai nostri giovani e dalla nostra comunità tutta. Invito il Sindaco e la Giunta e quindi l'invito lo faccio mio in quest'Aula a tutti i colleghi a conferire l'onorificenza civica Nettuno d'Oro ad Andrea Kimi Antonelli, per essersi distinto per talento, capacità e impegno e per suggellare ancor più il suo forte senso di appartenenza alla comunità bolognese.
Ripeto, ci sono situazioni che restano nel cuore e che penso che questa Amministrazione, questa Giunta possa anche far proprie condividerle e dare anche un messaggio forte, non solo con questo conferimento a questo ragazzo, ma anche e soprattutto a tutti i nostri giovani, grazie.
Grazie consigliera, Scarano consigliera, Bernagozzi, sorvoli notturni, prego, Consigliere sì, grazie Presidente, intervengo, abbiamo letto la lettera di uno dei comitati riguardo l'aeroporto, io ero intervenuta qua già un paio di lunedì fa mostrando la mia grande preoccupazione rispetto innanzitutto al tema dei sorvoli notturni e come sappiamo, c'è un'ordinanza che prevede il sorvolo notturno solo ed esclusivamente in determinate condizioni, ma sono settimane che puntualmente allo stesso orario è lo stesso volo sorvola e la città quindi ci viene da pensare. Francamente, almeno a me viene da pensare che non sia certamente un problema,
E come posso dire, di meteo, quindi di anzi io mi chiedo come mai quello è quel volo puntualmente, tutte le sere decolla da pista 12 verso la città. A questo si aggiunge la preoccupazione per il mancato rinnovo dell'ordinanza di cui stiamo parlando. So che la Commissione so che il Comune ovviamente ha già mandato una lettera com'era prevedibile, insomma anche rispettando quella che è stata la volontà espressa da questo Consiglio comunale ha già mandato la richiesta per rinnovare nuovamente questa ordinanza. Mi permetto anche di dire che io trovo folle che un'ordinanza che è stata riconosciuta anche da Aeroporto di Bologna come uno dei primi strumenti di abbattimento del del rumore aeroportuale, stia ancora qui, diciamo nelle nel, nei passaggi burocratici, tutte le volte in attesa del rinnovo, arriviamo a scadenza e poi c'è una piccola proroga e poi capiamo se la proroga di un anno sia di pochi mesi. Insomma, io sono francamente molto preoccupato, lo dico lo. Dico con chiarezza anche perché siamo a marzo siamo alla vigilia della nella stagione estiva. Sappiamo perfettamente che tutto quello che ci siamo detti fino ad ora nei prossimi mesi rispetto ai sorvoli aumenterà in maniera consistente, visto che, tra l'altro, si è aperto un fronte rispetto al piano regionale aeroportuale. Ecco, io vorrei che sul tavolo l'ordinanza non fosse, come posso dire, messa per no. Come posso dire, in in contrapposizione al tema del pieno della dell'area del piano aeroportuale regionale, lo dico con con molta franchezza. Io credo francamente che questa ordinanza, visto che è stata riconosciuta da tutti come efficaci, io ancora non capisco perché sia soggetta al rinnovo. L'ultimo è stato annuale, le volte scorse era di pochi mesi di sei mesi, quindi io mi auguro che nella commissione aeroportuale che mi risulta sia stata convocata per l'8 aprile, si rinnovi queste ordinanze e, soprattutto, si faccia tutto il possibile per poterla rispettare, perché qui ripeto il tema della salute e del benessere cittadini. Anche il diritto al riposo notturno resta centrale nella discussione del del nostro sistema di infrastrutture pubbliche. Grazie,
Consigliere, consigliere, cinema, Italia, Meteo incomprensibile scelta.
Prego.
Io torno sulla questione del trasferimento di tale metodo perché, al di là delle considerazioni tecniche, secondo me uno di quegli di quelle situazioni che ci dà una serie di elementi per capire come le opposizioni considerano questa città e li voglio ringraziare i colleghi la scorsa settimana ha finalmente ci hanno spiegato le ragioni dal loro punto di vista di questo trasferimento, quello che era abbastanza percepibile, l'imbarazzo di chi ha dovuto dare delle risposte prefabbricate altrove, perché la risposta che abbiamo ascoltato dai banchi dell'opposizione la scorsa settimana veramente erano involontariamente gli argomenti migliori che noi potessimo desiderare. Intanto ci è stato detto che Bologna non è al centro del mondo giusto, non lo siamo, siamo solo la sede del Centro meteo europeo, siamo solo il Tecnopolo infrastruttura unica in Italia ed in Europa per il supercalcolo erano il cerchio climatica. Siamo solo il più alto livello di investimento a livello europeo.
Sulla climatologia. Quindi non chiediamo di essere al centro del mondo, anche se forse da consiglieri comunali bolognesi un pochino di orgoglio potremmo averlo in questo senso, però chiediamo di non smantellare quello che abbiamo costruito assieme Comune Regione. E Stato nel nome di una riorganizzazione e che non ha una sola giustificazione scientifica credibili. Poi c'è stato detto che l'Italia Meteo va a Roma, perché ci sono ragioni di efficientamento e per contrastare l'assenteismo. Madame capito male, si parla di assenteismo in un'agenzia scientifica che usa il super computer più potenti d'Italia, che collabora con il Centro meteo europeo che è inserita nelle reti di ricerca climatica internazionale, il problema sarebbero i cartellini e dei ricercatori CLI lavorano.
Oltretutto c'è stato detto.
Che non lavorano per l'agenzia, anche qui ignorando completamente il funzionamento del sistema di ricerca che c'era in quel luogo dico c'era perché solo due persone hanno accettato di trasferirsi a Roma, la realtà mi duole dirlo e che sia completamente dimenticato che lì dentro c'erano ci sono delle persone,
Dall'oggi al domani, dirgli che dovevano andare a Roma, perdere così quelle competenze non ha senso, c'è di più, c'è stato detto di non prendersela col Governo, peccato che l'Agenzia sia governativa risponde al Governo, sia al Governo ad avere una definito ungherese gestione. Quindi il ragionamento è, il Governo gestisce male un'agenzia del Governo alla soluzione, spostare quell'agenzia per ordine del governo, una logica che è impermeabile a qualsiasi critica dite voi io credo che la verità guardate sia veramente molto semplice. Il centrodestra bolognese, oggi ha scelto di difendere il Governo, hanno Meloni su una scelta incomprensibile, invece di difendere tecnicamente un luogo non Bologna, ma anche Bologna, un luogo che era un orgoglio a livello europeo. Io credo che non abbia veramente nessun senso grazie,
Grazie Consigliere, consigliera. Bernagozzi. Per Ustica serve la verità, non archiviazione, prego consigliera. Voglio esprimere una, insomma, anche a nome mio credo, anche del gruppo del Partito Democratico, la piena solidarietà all'Associazione vittime vittime della strage di Ustica, innanzitutto per l'ennesimo attacco da parte di Giovanardi. Lo dico senza timore di essere smentita rispetto alle visite che lui sostiene. Le scuole non debbano fare. Io invece credo che, anzi, noi crediamo fortemente che quel luogo debba essere frequentato sempre da più da alunni delle scuole bolognesi, perché è un luogo di memoria, è un luogo di rispetto, è un luogo che che ci racconta. Che cosa è successo nei cieli, anzi, non ci dice pienamente la verità, perché purtroppo la verità è quella giudiziaria. Al momento è, ovviamente siamo in attesa di capire se.
Ci sarà il percorso delle indagini o se ci sarà un'archiviazione. Noi ovviamente speriamo che il percorso giudiziario incontri ancora una volta la volontà di scoprire che cosa è successo nei cieli di Ustica e soprattutto di andare avanti nelle ricerche, perché nessuno di noi si può accontentare del silenzio rispetto alla morte di tutte quelle quei cittadini bolognesi italiani che hanno perso la vita nei cieli di Ustica. Quindi siamo al loro fianco e faremo la nostra parte come istituzioni, dalla parte giusta della storia. Grazie grazie. Consigliera, Consigliere Mazzanti. Primo, intervento a Bologna, il diesel a 2 euro, al litro, la benzina oltre 1 euro e 80 a quando interventi governativi per ridurre le accise.
Grazie, Presidente, sì, avete visto in giro i distributori, il diesel va oltre i 2 euro e la benzina oltre 1 euro e 80.
È bellissimo perché avete visto questi articoli apparsi sul Sole 24 ore molto interessanti che dicono che cosa han fatto in Spagna cosa han fatto in Francia,
E anche in altri Paesi quello che è interessante è che in Italia il Primo Ministro ha detto che anche lei vuole fare gli altri hanno già fatto, lei vuole fare su istanza delle minoranze, ma ancora non hanno fatto niente.
Questo che cosa significa significa che stiamo perdendo milioni fitti, anche perché le accise in soprannumero, quindi la sovrattassa azione potrebbe essere istituita, così come il costo delle materie prime che vengono pagate a prezzo attuale, quando le riserve sono state comprate a dei prezzi molto ma molto più bassi. Quindi un'operazione ci sarebbe da fare. Gli è stata chiesta in Parlamento, ha detto che la farà. Intanto abbiamo già perso milioni il Sole 24 ore nell'articolo parlava che nell'arco di una settimana, sostanzialmente nelle tasche degli italiani, stati tolti 70 milioni di euro. Bene, mi auguro che questa sia la volta buona, anche perché lei andava dal benzinaio. Vi ricordate la pubblicità in campagna elettorale? Allora, almeno una volta sia seria dica la verità, si muova e non faccia solo propaganda, come in quel filmato vediamo, perché è ancora di più fa la figura di chi, la solita bugiardo, una grazie.
Allora, consigliera Bernagozzi, secondo intervento UTI, ottant'anni di storia, a partire dal voto e elezione delle donne, prego consigliera, abbiamo sì, grazie, abbiamo ospitato qui in questo Comune il convegno di per gli 80 anni di UDI, è stato veramente un convegno importantissimo, abbiamo anche visto visitato come Consiglio comunale, la mostra la storia di Houthi racconta la storia delle donne italiane, a partire dal diritto al voto conquistato 80 anni fa e che ha dato vita a questo, insomma a quello che è un movimento anche di leggi di battaglie sui diritti che ovviamente hanno cambiato in meglio il nostro Paese e questo è un è un patrimonio che va riconosciuto come Comune. Abbiamo chiesto, come Consiglio Comunale, di investire in questo anniversario dell'ottantesimo. So che il Comune ha già messo in campo diverse diverse iniziative e io credo che sia fondamentale ricordare l'apporto delle donne in questa.
Grazie consigliere Bernagozzi, consigliere Mazzanti polo tecnologico avanti con la sua realizzazione, prego, abbiamo visto cosa è successo con i dipendenti del polo, l'attività che viene trasferito a Roma.
Peccato che non si dica che gli vengono avanti altre operazioni di investimento e i tagli emette si inseriva in questo di questo. Naturalmente non se n'è parlato, ma ne parleremo noi perché stiamo organizzando un'iniziativa molto interessante che fa la storia di quel comparto di come la pensava alla destra bolognese ha fatto di tutto per non farla partire la boicottata e come è appena cominciato a funzionare la trasferita. Questo la dice lunga e credo che la movida, il movimento che sta creandoci è più che giustificato. Questo è questa è stata una scelta disgraziata per la ricerca, perché Bologna col suo polo sia difende c'è l'ENEA, c'è tante altre strutture che stanno intervenendo, peccato che si è voluto rovinare come non si voleva all'inizio un gioiello. Dal punto di vista tecnologico si dovrebbero vergognare, ma la vergogna. In caso di questi personaggi non esiste. Grazie.
Grazie consigliere, consigliere Geiger futura, avanti con la realizzazione dell'opera. Prego Consigliere. Grazie Presidente. Se chiedessimo a qualsiasi cittadino italiano se è normale tentare di bloccare, con proteste e tensioni, un cantiere pubblico che stia che sta costruendo un museo per bambini e per bambini, sono certo che la risposta sarebbe una no. Non è normale, e invece a Bologna purtroppo, capita ancora che una parte politica, la sinistra antagonista, una parte dei Verdi che ha fatto del Comitato ISMU contro tutti e tutti e del teatro lo dico tra parentesi, la propria ragione d'essere continua a tentare di impedire la realizzazione di un progetto educativo nel contesto del pilastro in un terreno di scontro ideologico permanente. Fatemi dire che è proprio la scelta del luogo dove costruire il cantiere della protesta rappresentare un paradosso proprio per quelle forze politiche come potere al popolo che, da una parte, accusa la Giunta di trattare il pilastro come un ghetto, ma da un altro vuole impedire che proprio lì venga fatto nascere un servizio che andrebbe ad arricchire un ecosistema socio educativo che chi conosce veramente il pilastro sa essere costituito da associazioni, scuole, educatori, esperienze sociali e di comunità e di luoghi che, da decine di anni, lavorano per affrancare il pilastro da quello stigma che Potere al Popolo. In fin dei conti, spera che continui ad esistere. Voglio ricordare a loro e a chi continua ad apporre ad opporsi che futura sarà un pro gratuito, un luogo. Ho pensato perché tutte le famiglie possano accedervi, un luogo dove si potrà imparare, sperimentare Crescere insieme uno spazio che ospiterà laboratori, attività educative, momenti di incontro tra scuola e comunità, con anche la presenza di un punto ristoro che contribuirà a renderlo un luogo vivo, frequentato un vero villaggio educativo, capace di mettere in rete scuole, appunto, associazioni e i servizi del territorio, un luogo che può diventare un elemento di identità e di orgoglio non solo per il pilastro ma per tutto a Bologna futuro. È un progetto che guarda lontano, perché contribuirà a contrastare fenomeni che conosciamo bene come quello della povertà educativa e la. Dispersione scolastica che in questi anni abbiamo discusso molto in quest'Aula e che spesso sono stati elementi utilizzati come critica a questa Amministrazione, che è stata più volte rimproverata di non occuparsi abbastanza del disagio giovanile. Ma chi ripete questa critica dimentica una cosa molto semplice. Il disagio dei giovani si affronta partendo dall'educazione dei più piccoli, offrendo ai bambini i luoghi dove imparare a crescere dotando le loro famiglie e di strumenti educativi, significa investire nei quartieri prima che i problemi diventino più grandi, ed è esattamente ciò che il progetto futura prova a fare. Vedete, Bologna è da sempre stata una città dove tutti hanno diritto di dire la propria opinione, è una città che ha fatto del confronto e anche del dissenso un elemento della propria storia politica e della propria identità, ed è giusto che anche su questo progetto, se ci sono opinioni contrarie, vi sia il modo di discuterle, ma una cosa deve essere altrettanto chiara. Il confronto non può tradursi nel blocco delle opere pubbliche, soprattutto quando si tratta di interventi che arricchiscono l'offerta pedagogica ed educativa di un quartiere. Per questo oggi l'invito è molto semplice. Andiamo avanti con questo progetto sosteniamo il lavoro del Sindaco della Giunta e di chi sta portando avanti futura con determinazione e sosteniamo anche chi in queste settimane, penso, molti cittadini ha dimostrato che al pilastro esiste una comunità che vuole guardare avanti, perché la verità è semplice, il pilastro non ha bisogno di meno opportunità, ha bisogno di più educazione, più servizi e più futuro. Grazie.
Grazie Consigliere, terzo intervento del consigliere Mazzanti centro sportivo Biavati per la sua ripartenza, prego, Consigliere, sì, ieri eravamo al Biavati, abbiamo saputo che con un ritardo spaventoso.
I gestori hanno presentato una memoria, l'hanno presentata sabato domenica era festa per cui l'ufficio legale e gli uffici tecnici l'hanno guardato stamattina e vediamo cosa salta fuori peccato, perché si poteva risparmiare del tempo se avessero risposto nei modi dovuti nei tempi dovuti come Amministrazione comunale. Naturalmente abbiamo detto l'assessore è stata molto chiara l'altro giorno che noi siamo per ripartire, ma prima bisogna verificare tutto punto per punto, ciò che non va da un punto di vista della sicurezza e della funzionalità, anche perché i debiti accumulati sono responsabilità del S.r.l. Non certo nostri.
Abbiamo preso questo impegno, li stiamo verificando non e guarderemo tutto in modo molto preciso e tutto quello che si può fare rispetto alla legge lo faremo senza se e senza ma è chiaro ed evidente che questo significa naturalmente assumersi la responsabilità non solo noi ma anche i vecchi gestori di quello che è successo anche perché imparare dalla stampa cose che non si sapevano è veramente triste triste anche perché speriamo che i soci che su questo hanno posizioni differenti rispetto alla Presidenza vadano avanti procedono in modo da avere un quadro esatto è chiaro, di tutto non faremo e non perderemo tempo, ma faremo rispettare la legge,
Grazie Consigliere, consigliera Zontini Muba la mossa del Comune prego.
Grazie Presidente, mi rifaccio a questo articolo dal punto intitolato Muba la mossa del Comune, in cui sostanzialmente la Giunta annuncia adesso un incontro pubblico, quindi un'assemblea pubblica per il prossimo 11 aprile e in Sala Borsa, come è stato detto dagli Assessori, sarà un momento di approfondimento nel merito e uno scambio di esperienze e approcci educativi, tenendo però fuori quella che è, diciamo così, la la parte più violenta. No di questa protesta e io concordo sul fatto che ci si debba confrontare nel merito. E chi si debba lasciare da parte assolutamente qualsiasi tipo di violenza. Però faccio notare una cosa che il fatto che arrivi tra un mese, quasi quindi l'11 aprile arriverà questa assemblea pubblica con i cantieri già avviati che, come confermato dagli assessori, non si fermeranno e andranno avanti come previsto. È una mossa, lasciatemi dire molto di facciata e anche molto poco furba, perché chiaramente evidenzia come fino ad oggi non ci sia stata una condivisione, non si sia stata quella quell'apertura e quella volontà di approfondire e confrontarsi con la città che doveva esserci prima di avviare il progetto prima di avviare i cantieri. Non adesso e vedremo cosa salterà fuori quello che è probabile che la Giunta lascerà spazi minimi per le proposte di miglioramento, anche perché è evidente che sono progetti già già definiti e chiediamo che ci sia un reale confronto. Anche si ripeterà, ripetiamo molto tardivo e ci auguriamo che non ci sia la la possibilità per i cittadini di proporre delle modifiche minimali tipo, ad esempio il colore delle tende, così come per il tram. Non è stato chiesto alla città se la città voi sia il tram, ma è stato fatto un sondaggio per il colore della livrea dei vagoni, ancora una volta una partecipazione che è soltanto di facciata, una condivisione che arriva tardivamente e crediamo che sono purtroppo diversi di esperienze di questo mandato che dimostrano come la Giunta, appunto, non voglia coinvolgere la e nella realtà, i cittadini. Non ne provi neanche a prendere alcune parti di alternative di proposte che in tanti casi, sono stati sarebbero state buone per il bene della città, ma sia sempre soltanto una mossa di facciata per provare a salvare la faccia, e non credo che basterà grazie.
Grazie consigliera, Consigliere Mazzanti. Quarto intervento. A che punto siamo con la sicurezza in città, il Cpr, prego, sono velocissimi. Intanto volevo ringraziare per l'ottima operazione fatta dall'Arma dei carabinieri che ha sequestrato un quantitativo enorme di droghe e di sostanze stupefacenti. Voglio ringraziare la Polizia locale per gli interventi che hanno fatto a Bologna in stati relazionati dall'Assessore, ma la cosa che è importante io credo di avere risposta rispetto ai piani e al commissariato che abbiamo pagato. Noi, che è già pronto, è già finito bene, bisogna che velocemente arrivino questi agenti. Spero che quanto affermato dal comandante generale dell'Arma dei Carabinieri che, come avete letto, dice che solo dei carabinieri operativi ne mancano 12.000. Se sommiamo i poliziotti e Guardia di Finanza che guarda il carcere, arriviamo a 38.000 assenze di personale operativo e sul C.p.r faccia funzionare quelli che già ci sono e, rispetto agli impegni presi con Bologna, noi li abbiamo rispettati, faccia altrettanto e mi dispiace perché con la con Piantedosi ha lavorato qui a Bologna su fronti opposti, ma collaboravamo una volta ogni tanto non coppie. La Meloni dica la verità e smettere di.
Grazie Consigliere, allora la parola al consigliere Santori. Imposta di soggiorno, Bologna piace e retribuisce. Prego Consigliere. Grazie Presidente, volevo riportare in Aula quello che abbiamo annunciato alla città sabato e venerdì giovedì scorso, direttamente alle categorie che sono i dati consolidati del turismo iniziano ad arrivare. Il primo è molto buono e lo abbiamo insomma anche commentato sulla stampa. L'abbiamo visto commentare è quella dell'imposta di soggiorno. Secondo, arriverà oggi pomeriggio con i dati dalla Regione che ci diranno come è andato l'anno turistico nella nostra città, in tutta la regione, in tutti i Comuni, con i dati Istat che conosciamo bene, ma che bisogna aspettare un po' perché siano consolidati e non dico quello che già si sa, ma volevo riportare il dibattito un po' più in profondità, perché ho sempre l'impressione che il dibattito si sviluppi un po' sulla punta dell'iceberg e quindi è che tutti conoscano il turismo e di battano al turismo solo sulla sul famoso tesoretto dell'imposta di soggiorno, perché è molto facile promettere un sacco di cose con soldi che sono stati portati nelle casse del territorio da parte di tutto il sistema turistico. È molto più difficile capire perché questo avviene, cioè perché noi abbiamo per il quinto anno consecutivo, un gettito delle imposte di stock di di di soggiorno che che è aumentato e soprattutto su un dato che che penso che sia difficile capire, ma che forse attraverso la quest'Aula possiamo aiutare, come come dibattito, a crescere un po' nella qualità. Noi abbiamo un'imposta di soggiorno e commentata di 7 milioni che quest'anno si è attestato sui 23,5 milioni e quindi parliamo di un aumento del 43%. Ma come facciamo a parlare di un aumento del 43% dell'imposta di soggiorno, se i pernottamenti da cui derivano appunto l'incasso delle impazzire soggiorno sono aumentati solo del 7%? Da una parte abbiamo una grandezza che aumenta del 7% e dall'altra sono le risorse economiche che aumentano del 43%. Questo avviene per due motivi. Sostanzialmente uno, perché c'è stata una scelta politica del Comune di Bologna di continuare a tenere le tariffe che erano state introdotte col Giubileo.
Una cosa che è consentita dalla legge, perché riteniamo che chi viene a pernottare a Bologna debba assumersi le responsabilità, le stesse responsabilità che spettano ai cittadini bolognesi. Quindi pagare le tasse e quindi occuparsi della pulizia della città, occuparsi della tenuta del patrimonio storico, culturale, eccetera, eccetera. E l'altra cosa importante che non viene mai detto, perché ovviamente non fa notizia è che c'è stato un incremento del versamento da parte delle strutture extra-alberghiere che sono emerse dall'operazione che è stata fatta, sulla regolarizzazione, che è stata fatta sia sul territorio e che a livello nazionale e che ha fatto emergere i cosiddetti abusivi o irregolari e quindi noi abbiamo, soprattutto da parte del settore extralberghiero, aumentato in maniera cospicua la raccolta del gettito dell'imposta di soggiorno. Io credo che questa sia una scelta, diciamo entrambe riflettono un po' il nostro approccio al turismo, che non è né un approccio che vuole Gentry ficcare o trasformare Bologna in Las Vegas perché è un aumento del 7%, è perfettamente in linea con quello che avviene a livello nazionale o comunque nelle nelle destinazioni sane, e un aumento del 43% significa proprio che noi abbiamo deciso che la ricchezza generata dall'imposta di soggiorno deve essere redistribuita sui territori. Che credibilità avremmo se con quei soldi facessimo solo quello che viene chiesto da una parte della città? Noi dobbiamo assumerci la responsabilità politica che attiene alla coesione sociale, come abbiamo spiegato anche alle categorie, anche alle categorie che io rispetto, con cui stiamo facendo un ottimo lavoro, e dobbiamo però anche curarci di quello che avviene non solo nel centro storico ma nelle periferie non solo e per quanto riguarda i siti più turistici ma in tutta la città perché abbiamo un patto che abbiamo fatto con la città che va rispettato e questo è uno dei modi per rispettarlo.
Grazie, consigliere, consigliere Mazzanti.
No, scusate il Consigliere De Giacomo in giornata internazionale dell'acqua consigliera prego.
Grazie. Grazie Presidente, come ogni anno, appunto, si celebra questa Giornata internazionale e di acqua. Parliamo però solo quando questa crea problemi, quando ce n'è troppa, com'è successo con la alluvione e a Bologna o quando ce n'è troppo poca. Abbiamo avuto anche una pesantissima siccità poco prima che poi ci siamo dimenticati nel momento in cui ha ricominciato a piovere l'acqua. È però essendo vitale per l'essere umano una risorsa fondamentale che porta appunto rischi e opportunità, come si può vedere, lo vediamo qui a Bologna, ma lo vediamo anche a livello internazionale. Si sta dicendo come l'acqua sia uno degli obiettivi principali. La desalinizzazione dell'acqua, e anche in Iran e come questa quindi diventi anche un'arma di guerra e di sopravvivenza dei popoli. A Bologna l'acqua è stata per anni una risorsa nascosta, messa sotto perché una volta era sporca, portava sì se si scaricava all'interno dei canali, non è più così. Per fortuna stiamo riscoprendo questa risorsa, perché veramente è fondamentale l'uso di questa anche all'interno della città, qualche dato territoriale. Sappiamo che il nostro è uno dei territori più colpiti dalle precipitazioni anomale e sappiamo anche come molte persone vivano nelle aree che possono essere più soggette all'alluvione. Allo stesso tempo, come lattico positivo. Siamo una delle Regioni che al minor prelievo di acqua pro capite, perché c'è un uso virtuoso e a livello cittadino siamo una delle città con le minori perdite idriche. Anche in questo senso l'Italia non è certo un luogo virtuoso. Perdiamo moltissima acqua per strada, Bologna a ne perde circa la metà della media nazionale, anche rispetto ai controlli ci sono tantissimi controlli dell'acqua potabile e lo abbiamo ricordato insieme alla consigliera De Martino. In più occasioni sono circa 3.000 al giorno. Ai controlli che era mette in campo per garantire che l'acqua dei nostri rubinetti sia di buona qualità e potabile, si può fare ancora tanto per utilizzare questa risorsa come risorsa chiave. Per la transizione ecologica delle città, ci serve prevenire i cambiamenti climatici, evitare quindi che queste si abbattano in modo sempre più forte, come se non cambiamo la rotta rotta sarà sicuramente destinata a fare. Per fare questo dobbiamo cambiare l'energia che utilizziamo limitare i combustibili fossili per fare questo, appunto l'acqua ci aiuta. Lo ha testimoniato la riattivazione della centrale idroelettrica del Cavaticcio che, grazie al lavoro dei canali di Bologna, ci fornisce l'energia elettrica necessaria per circa 1.200 famiglie. Utilizziamo poi l'acqua per mitigare quindi i cambiamenti climatici, ma anche per adattarci a essi e lo vediamo per esempio con il canale di Reno. Ha scoperchiato come attorno a questo le temperature siano più fresche e quindi i casi estremi della nostra città più sopportabili. L'abbiamo visto anche con la fontana a raso che è stata utilizzatissimo quest'estate nelle giornate di caldo. Quindi queste cose che il Comune mette in campo servono per rendere più sopportabile dei libri delle nostre città. Promuoviamo poi l'uso virtuoso dell'acqua del rubinetto, l'acqua del Sindaco, quella potabile. È ancora qui il lavoro che abbiamo fatto insieme alla consigliera De Martino e che sta facendo la vicesindaca e tanti altri. Ci sono 11 nuove fontanelle di acqua potabile che possano essere utilizzate da chiunque gratuitamente ce ne sono altre nei piani della città per i prossimi anni, perché anche questo ha un do una doppia faccia, una faccia di prevenzione dell'uso, della plastica monouso, manca una faccia di alleviare quelle giornate di caldo estremo, in cui sempre di più il rischio diventa anche sanitario. In questa giornata, quindi, come ogni anno pensiamo, dobbiamo pensare a nuove soluzioni e a nuovi modi perché l'acqua sia sempre al centro della nostra programmazione, che ci serva che ci sia utile che sia sempre meno un pericolo. Grazie.
Grazie Consigliere, consigliera Zontini, imposta di soggiorno, introiti record, ma vanno utilizzati per la città, prego.
Grazie Presidente e torniamo appunto su questo tema che, come abbiamo visto giustamente, una notizia di rilievo e di questi giorni e che giustamente viene trattata da più colleghi in Consiglio, vero questo che poi il Comune stesso ha definito un po' un tesoretto di 23 milioni e mezzo dall'imposta di soggiorno sul 2025 e lui è un tema che affrontiamo dall'inizio del mandato, ovvero quello, ovviamente, della destinazione della di questi impose di questi questi introiti che sono tra l'altro, come abbiamo visto, veramente non solo rilevanti ma crescenti in modo esponenziale, e ringrazio anche il collega che ha chiarito le cause della e dell'aumento perché comunque è giusto avere il quadro del, perché ci sono queste risorse, il tema è come vanno utilizzati, devono essere utilizzate, come diciamo dall'inizio del mandato, anche quando erano o meno, ma erano comunque magari 12 o 14 milioni per il bene della città e secondo quelle che sono le normative che prevedono appunto una e in destinazione dell'imposta per quello che è il decoro urbano e la tutela dei beni ambientali e culturali e, più di recente, con una modifica normativa anche per il tema della raccolta dei rifiuti. Quindi la pulizia ancora maggiore no della città e delle parti che sono tra virgolette, più impattate e in questo senso, negativamente dalla presenza, ovviamente, del turismo, come abbiamo visto, ma come è riportato, tra l'altro, in questi articoli, in questi giorni dagli articoli di giornale, come abbiamo più volte trattato in Consiglio, fino ad oggi, invece, la Giunta ha sempre fatto una scelta di destinare in maggioranza al sistema culturale, cittadino comunque a una parte di esso, la maggioranza delle risorse. Noi, da da tempo da noi iter di bilancio abbiamo presentato degli ordini del giorno per chiedere che invece queste risorse andassero in era bis nella direzione proprio di rendere più vivibile la città per il decoro, per la pulizia che, ricordiamolo, sono poi i punti deboli che i turisti lasciano. Immagino che i colleghi lo sappiano bene, appunto incluso il collega che si occupa della e del turismo e che ha appena parlato, cioè sono proprio i punti deboli che i Turi si lasciano anche, ad esempio, nelle recensioni, nei sondaggi fatti dagli operatori turistici nonché dagli albergatori. Quindi c'è un'esigenza evidente di maggior decoro, di pulizia, di pulizia dei muri, dei graffiti di lavaggio, delle strade, di raccolta dei rifiuti, perché, se è vero che adesso solo adesso, tra l'altro una quota dell'imposta di soggiorno sarà destinata alla raccolta dei rifiuti, dall'altro lato, se abbiamo ben inteso, non ci sarà un potenziamento di servizio, ma verrà coperto una parte del costo che già già oggi viene sostenuto, tanto è vero che da un lato si dice si investe nella pulizia dall'altro, però tiriamo via i cestini proprio in centro, dove magari c'è anche il Futurismo. Per questo noi chiediamo l'anticipazione dell'ordine del giorno 130 del 2026, in cui, come da tempo chiediamo e chiediamo appunto una destinazione precisa per le imposte e un maggiore coinvolgimento degli operatori del settore alberghiero, turistico e anche commerciali. Grazie.
Grazie consigliera, l'ultimo intervento del consigliere Venturi, Marco Biagi, il ricordo di una vita al servizio delle istituzioni, prego Consigliere, grazie Presidente, oggi chiedo la vostra attenzione, gentili colleghi, per ricordare per dedicare alcune parole alla memoria di mio zio, professor Marco Biagi, di cui ricorrerà l'anniversario della tragica uccisione tra pochi giorni, il 19 marzo,
Per me non è soltanto la figura della storia recente del nostro Paese Marco e anche un ricordo personale familiare, ma proprio per questo credo che ricordarlo in questa sede istituzionale abbiamo oggi un significato particolare perché la sua storia, vedete non appartiene solamente alla sua famiglia ma anche alla città di Bologna in terra e in un certo senso all'intera comunità nazionale, Marco Biagi era prima di tutto un uomo delle Istituzioni, animato da un forte senso del dovere civile, credeva nella democrazia, nel dialogo e nel confronto tra idee diverse, che considerava una ricchezza fondamentale per una società libera.
Ma Marco, era soprattutto un professore amava profondamente l'insegnamento per molti anni, ha insegnato infatti all'Università di Modena e Reggio Emilia, portando nelle aule non solo la sua competenza di studioso del diritto del lavoro, ma anche una grande passione civile e chi lo ha conosciuto ricorda la sua disponibilità verso gli studenti, la sua curiosità intellettuale e la capacità di stimolare sempre il pensiero critico per lui l'università non doveva essere una torre d'avorio, ma un luogo capace di dialogare con la società, con le istituzioni e con il mondo del lavoro intero.
È proprio il lavoro, fu il centro della sua ricerca per Marco, il lavoro era soltanto una materia, non era soltanto una materia giuridica o economica.
Era dignità e l'autonomia e la possibilità per ogni persona di costruire il proprio futuro e contribuire alla vita della comunità, e questo impegno lo portò anche a mettere le sue competenze al servizio delle istituzioni nel corso degli anni, infatti, collaborò con diversi incarichi governativi, contribuendo al dibattito sulle politiche del lavoro e sulle trasformazioni del mercato del lavoro, in particolare, poi lavorò come consulente del Ministero del lavoro, collaborando alla riforma del mercato del lavoro con il Ministro Roberto Maroni ma collaborò con Governi di destra e di sinistra per riformare il mercato che lui riteneva uno dei più datati d'Europa.
Era convinto che il sapere accademico dovesse tradursi in proposte concrete utili al Paese e il 19 marzo 2002, questo impegno civile fu colpito dalla violenza del terrorismo.
Quella sera Bologna fu ferita e con essa fu colpita l'intera comunità nazionale. A distanza di tanti anni. Ecco, credo sia importante ricordare non soltanto la tragedia di quella data, ma soprattutto il significato della vita e del lavoro di Marco Biagi. La sua esistenza è stata dedicata allo studio, all'insegnamento e alla ricerca di soluzioni per migliorare il rapporto tra lavoro, impresa e società, e il suo impegno era guidato dall'idea che il sapere dovesse essere messo al servizio della collettività e delle istituzioni democratiche. Molti dei temi su cui ha lavorato restano ancora oggi estremamente attuali. Il lavoro continua a essere infatti una grande questione sociale, dove molti giovani e molte donne incontrano purtroppo difficoltà nel trovare un'occupazione stabile e nel costruire un percorso professionale per tanti ragazzi. Infatti, il passaggio dalla formazione al mondo del lavoro è assai lungo e incerto e il pensiero di Marco Biagi ci ricorda che questi problemi non si affrontano vedete con semplificazioni, ma con studio serio, con un dialogo tra istituzioni, università, imprese e lavoratori, e con la responsabilità della politica nel cercare sempre delle soluzioni. Concrete non cercava. Marco scorciatoia, cercava delle soluzioni.
Credo che questo sia uno quindi dei messaggi più importanti che la sua figura possa lasciare anche alle nuove generazioni, ovvero l'idea che lo studio, la competenza, l'impegno civile possano contribuire davvero migliorare la società. Ricordarlo oggi, quindi qui a Bologna, in quest'Aula ha un significato particolare, perché questa è la sua città, la città in cui è nato, in cui ha vissuto e alla quale è rimasto sempre profondamente legato una città con una forte tradizione di cultura, di dialogo democratico e di impegno civile, una città che ha conosciuto il dolore della violenza del terrorismo ma che ha sempre saputo difendere i valori della democrazia e della libertà. Ecco il modo più autentico per onorare quindi la memoria di Marco Biagi non è soltanto ricordare la tragedia della sua scomparsa, ma custodire il valore del suo esempio.
Un esempio d'integrità, di passione per lo studio e di servizio per le istituzioni di servizio alle istituzioni.
E se oggi lo ricordiamo, quindi in quest'Aula lo facciamo non solo per rendere omaggio alla sua memoria, ma anche per ribadire che libertà al lavoro, conoscenze, democrazia restano dei pilastri fondamentali su cui costruire il futuro del nostro Paese e per quanto riguarda le scritte viva le Brigate rosse, apparsa al fratello è un campanello d'allarme da non sottovalutare e riporta alla memoria il clima d'odio di tensione che si respirava nel 2002 alla vigilia dell'uccisione quindi,
Grazie consigliere Venturi era l'ultimo intervento di inizio seduta di oggi, sono stati presentati tre ordini del giorno nel corso degli interventi di inizio seduta, di cui viene chiesta la trattazione immediata dopo le delibere deliberazione iscritte alla seduta odierna, vedo che si è prenotata la consigliera De Giacomi, le do la parola prego, grazie grazie Presidente, chiederei mezz'ora di pausa grazie,
Bene, sospendiamo sono le 14:54, riprendiamo il Consiglio alle 15:25.
Sospendiamo la seduta.
Casomai Giorgia proprio da questa Commissione d'accordo.
Allora riapriamo la seduta consiliare, sono stati presentati tre ordini del giorno nel corso degli interventi di inizio seduta.
Va bene allora.
Partiamo col primo ordine del giorno a prima firma consigliere Di Benedetto ordine del giorno per destinare l'eventuale extragettito della tassa di soggiorno al rafforzamento della sicurezza urbana.
Quindi chiedo se vi è un intervento contrario all'ammissibilità dell'ordine del giorno.
Santori, prego, grazie Presidente, come ho già detto in varie occasioni, ma evidentemente non siamo stati capiti quello che viene chiesto in quest'ordine del giorno o non si può fare o abbiamo già fatto per cui, come succede per i ripetenti, rimandiamo in Commissione così lo rispettiamo per la quindicesima volta grazie.
Allora apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione ed ho 34 presenti 34 votanti, 10 favorevoli, 24 contrari, il Consiglio non approva, procediamo con l'ordine del giorno successivo a prima firma consigliere Di Benedetto perché vengano effettuate le verifiche tecniche di sicurezza sui campi da calcio del centro sportivo Biavati chiedo se vi è un intervento contrario all'ammissibilità.
Ah CONS consigliere di acqua, scusi.
Grazie Presidente, ringrazio il collega proponente del dell'ordine del giorno, visto che ci sono altre richieste di interventi ad altre richieste di udienze conoscitive da parte di altri gruppi, chiederei di trattarlo in Commissione, perché è un tema che sta al cuore a tutto il Consiglio comunale quindi avremo modo in Commissione di approfondirlo con che sia la parte tecnica che anche con la Giunta, grazie Presidente, grazie Consigliere, apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione, ho 34 presenti 34 votanti, 10 favorevoli, 24 contrari il Consiglio non approva.
Procediamo ora con l'ordine del giorno successivo, il terzo prima firma consigliera Scarano ordine del giorno per conferire l'onorificenza civica Nettuno d'Oro ad Andrea Kimi Antonelli, chiedo se vi è un intervento contrario all'ammissibilità.
Consigliera De Giacomi, prego, grazie eh, grazie mille presidente, nel augurare il miglior la migliore stagione al nostro concittadino e associarci anche a quanto detto dal Sindaco e questa mi sembra appunto una celebrazione piuttosto trasversale, saremo per fare un approfondimento per due ragioni, una e rispetto alla stagione appena iniziata che, sportivamente, insomma e forse può essere poco propizio. La seconda invece è più rilevante, è relativa a quello che ci siamo sempre detti rispetto all'inefficienza di discuterlo prima abbiamo oggi andiamo in Consiglio comunale con una loro efficienza importante della cittadinanza onoraria ai bambini ucraini a Bologna, su cui abbiamo discusso, ci siamo confrontati e tutto è auspicabile che questo rimanga l'iter. Grazie.
Grazie Consigliere, apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione o?
34 presenti, 34 votanti, 10 favorevoli, 24 contrari il Consiglio non approva.
Allora, poi abbiamo ora l'anticipazione dell'ordine del giorno numero 130 2026.
Chiedo se viene intervento contrario,
Apriamo la votazione.
Glielo dico Consigliere Mazzanti, non ha votato.
Chiudiamo la votazione e ho 34 presenti 34 votanti, 10 favorevoli, 24 contrari il Consiglio non approva l'anticipazione dell'ordine del giorno.
Allora passiamo alla delibera 22 2026 conferimento della cittadinanza onoraria della città di Bologna, le bambine e i bambini ucraini vittime di guerra ospitati nel territorio comunale.
È stata trattata in prima Commissione il 12 marzo 2026, licenziata per i lavori del Consiglio da approvare con maggioranza, dice due terzi dei Consiglieri assegnati, 25 voti, articolo 2, comma 3, Regolamento, onoreficenze, prima di passare la parola alla consigliera Monticelli per l'illustrazione in quanto prima firmataria premetto alcune considerazioni.
E oggi il Consiglio comunale di Bologna è chiamato a compiere un gesto importante che ha un valore profondamente umano, oltre che istituzionale, e il conferimento, appunto, della cittadinanza, onoraria alle bambine e ai bambini.
Krajine, vittime della guerra ospitati nel nostro territorio, quando la guerra colpisce i più piccoli, ricordiamolo, sempre, vengono violati i diritti più fondamentali della persona ed è proprio per questo che la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza afferma un principio importante e fondamentale, che non dovrebbe conoscere confini, non dovrebbe conoscere schieramenti politici, perché ogni bambina e ogni bambino è titolare di diritti inalienabili. Il diritto alla vita e uno sviluppo pieno fisico, mentale spirituale sono principi inderogabili del diritto internazionale e comprendono anche la protezione dalla violenza della guerra. La convenzione ci ricorda inoltre, e ricordiamolo anche qui che l'interesse superiore letteralmente del fanciullo deve essere la considerazione preminente in ogni atto pubblico e che il dovere degli Stati e delle comunità è quello di preservarli, preservarli dalla brutalità della violenza, dallo sfruttamento e dall'orrore dei conflitti. La nostra città ha una lunga tradizione. Ricordiamo sempre anche questo nel trasformare l'accoglienza in un atto di responsabilità civile e voglio ricordare anche a questo proposito il precedente il precedente che ha visto questo Consiglio, unito tutto unito nel conferimento della cittadinanza onoraria ai bambini di Gaza, che, se vi ricordate nel luglio scorso dello scorso anno, quel gesto non fu solo un atto di vicinanza, ma l'affermazione di un principio Bologna si assume la responsabilità di stare dalla parte dei minori che soffrono a causa della guerra, indipendentemente dalla loro provenienza,
Oggi, né in questo solco di umanità e coerenza istituzionale, ci apprestiamo a discutere un atto che riguarda le bambine e i bambini ucraini e che la nostra città ha accolto e sostiene dal 2022, con questo provvedimento proposto da un numero di consigliere e consiglieri ben superiore al minimo previsto dal regolamento che anch'io ovviamente ho convintamente circoscritto intendiamo a testimoniare concretamente la protezione che la nostra comunità vuole garantire loro trasformando l'ospitalità in un legame di,
Cittadinanza simbolica, un modo per restituire il riconoscimento, dignità e speranza a chi è stato privato dei propri diritti a causa della guerra. Per illustrare naturalmente nel dettaglio i contenuti della proposta, lascio ovviamente la parola alla consigliera Monticelli, prima firmataria promotrice. Prego consigliera con Monticelli a lei la parola. Grazie Presidente, soprattutto di quello che ci ha detto della sua partecipazione, del suo impegno. Prima di tutto desidero esprimere un sincero ringraziamento a tutte e a tutti voi, alle consigliere e consiglieri che hanno condiviso questa proposta e sostenuta nei suoi percorsi appartenenti sia alla maggioranza sia i gruppi di opposizione, grazie anche al sottoscritto e a chi voterà.
E credo che questo sia uno di quei momenti in cui il Consiglio comunale può parlare con una voce comune, perché quando si tratta della tutela dei bambini e della difesa dei diritti umani e del rifiuto della guerra, le differenze politiche debbono lasciare, hanno lasciato spazio a un sentimento condiviso di responsabilità e di umanità, è stata una promessa fatta insieme durante il conferimento della cittadinanza onoraria ai bambini di Gaza e insieme siamo andati avanti senza distinzione tra partiti e appartenenze.
Io vorrei ringraziare tutte le persone, sicuramente ve ne dimenticherò, ma chiedo ai Consiglieri che poi, se vogliono intervenire, di riunire i loro ringraziamenti all'IPRES alle persone e alle associazioni agli enti, vorrei ringraziare il sindaco Matteo Lepore. Tutte le persone del Consiglio che hanno accolto sostenuto attraverso associazioni bambine e bambini ucraini ringrazio per i gruppi. Nicola Stanzani Matteo Di Benedetto Gianmarco De Biase, Samuela Quercioli, Francesca Scarano Davide Celli. Ringrazio i firmatari della delibera ai capigruppi Giorgia De Giacomi. Filippo Diaco Siid Negash, detti è un Begaj, grazie alla Presidente del Consiglio, ma via Caterina Manca per il suo costante impegno, un grazie a Marco Piazza, Filippo Diaco e Roberta Toschi per l'accoglienza dei bambini di Kharkiv, città gemellata con Bologna. Ringrazio l'assessore Luca Rizzo, Rizzo Nervo che ha iniziato l'accoglienza, l'Assessora Matilde Madrid, la dottoressa Annalisa Faccini sempre impegnatissima nel nostre le nostre nella ASP di accoglienza. Daniele aree all'assessore. Daniele Ara, all'Assessora, dagli Zamboni, ringrazio e ASP e aspri insieme di Bologna, particolarmente ringrazio la questura e la prefettura di Bologna, la ASL e servizio sanitario, la Croce rossa, la Fondazione EMAS, è mouse la Fondazione aiutiamoli a vivere. Comitato di Bologna grazie alla dottoressa Trevisani e per tutto il suo aiuto, sono certa che i consiglieri e le consigliere mi aiuteranno in questi ringraziamenti. Chiedo scusa per le mie dimenticanze. In particolare, però, sono sicura che tutti noi vogliamo ringraziare la comunità ucraina che qui rappresentata da Ljuba Sandu Lovich, che io ringrazio moltissimo per tutto il suo lavoro, da sempre da sempre costante presente che ha fatto non soltanto da tramite ma è per noi per la città di Bologna, non solo per la comunità ucraina una una presenza importantissima e preziosa, quindi davvero grazie. Continueremo insieme, poi Helicobacter, per decidere quando poi conferirla formalmente per celebrare questo questo momento. Grazie, era qua anche don Mikhail o che è dovuto andare via, ma insomma, portiamo anche i suoi saluti.
La delibera che presentiamo oggi propone di conferire la cittadinanza onoraria della città di Bologna alle bambine e ai bambini ucraini vittime della guerra e ospitati nel nostro territorio si tratta di un gesto simbolico ma significativo, che vuole affermare alcuni principi fondamentali, il primo è il riconoscimento della tragedia della guerra, che rappresenta sempre ovunque una violenza contro l'umanità e una negazione radicale dei diritti fondamentali prima di tutto quello della vita.
E colpisce sempre le persone più vulnerabili, tra queste soprattutto i bambini. I dati delle Nazioni Unite sono drammatici dall'inizio dell'invasione su larga scala dell'Ucraina nel febbraio 2022 ad oggi, molto più di 3.200, bambine e bambini sono stati uccisi e feriti, e sappiamo che questi numeri sono probabilmente sottostimati e per questo sono soltanto quelli ufficiali.
Dietro questi numeri ci sono vite interrotte, Infante, spezzate, famiglie distrutte, ci sono bambini che hanno perso i genitori e fratelli amici e che portano dentro di sé ferite profonde, fisiche e psicologiche, e ci sono bambine e bambini che sono stati costretti a fuggire, a lasciare il loro Paese a vivere sotto il peso di un trauma che nessun minore dovrebbe conoscere. Il secondo elemento che questa delibera de vuole riconoscere. L'impegno della nostra città fin dall'inizio del conflitto Bologna ha accolto bambine e bambini in fuga dalla guerra, anche insieme alle loro famiglie e ai loro accompagnatori, garantendo sostegno abitativo, sanitario, educativo, psicologico e sociale. Questo è stato possibile solo grazie a una straordinaria rete di collaborazione. Le istituzioni pubbliche, i servizi sociali e sanitari, le scuole, le università, le associazioni, le comunità religiose, il volontariato, ovviamente la comunità ucraina in primis e tante famiglie, persone del nostro territorio, che hanno aperto le loro case e i loro cuori.
A tutte queste persone va il nostro ringraziamento, questa delibera vuole quindi riconoscere non solo il dolore di questi bambini, ma anche il valore civile dell'accoglienza della comunità bolognese, conferire la cittadinanza onoraria significa dire a queste bambini, a questi bambini, qui non siete soli, questa città vi riconosce, vi accoglie di considera parte della propria comunità, così come considero alla comunità ucraina parte della nostra comunità, siamo la stessa comunità,
Vi voi a Bologna non siete ospiti stranieri ed estranei, siete parte della nostra comunità, questa città vi riconosce, vi accoglie, Bologna considera suoi cittadini e cittadine allo stesso tempo il nostro augurio più profonde che queste bambine, questi bambini possano un giorno, se lo vorranno tornare nella loro terra, in un'Ucraina finalmente libera, sicura e in pace. Il gesto che compiamo oggi non vuole sostituire la loro casa di origine. Vuole dire che, finché saranno qui e se vorranno rimanere qui, Bologna li considera e li considererà sempre parte della propria collettività. Vuole anche l'essere un'espressione di solidarietà e gratitudine verso la comunità ucraina. Non è la prima volta che Bologna compie un gesto simile. La nostra città ha una lunga tradizione di solidarietà internazionale, dei difesa dei diritti umani, e poco tempo fa ha conferito un'analoga onorificenza ai minori provenienti da altri contesti di guerra, in particolare casa. È una tradizione che parla dell'identità più profonda di Bologna, una città che si riconosce nei valori della pace, della dignità umana, della tutela delle persone più fragili. Ma questa delibera non è soltanto un gesto simbolico, è anche una presa di posizione politica collettiva. Con questo atto affermiamo con chiarezza che le strutture e le istituzioni democratiche hanno il dovere di proteggere tutti i bambini dalla guerra, dalla violenza, dalla fame, dalla disumanizzazione, ovunque questi si manifestino.
Ogni bambino ucciso ferito privato della propria infanzia è una ferita per tutta l'umanità ed è un fallimento politico del diritto, della diplomazia, della nostra società.
È proprio per questo, mentre oggi esprimiamo solidarietà alle bambine e ai bambini ucraini, sentiamo anche il dovere di ricordare tutti i bambini che nel mondo perdono la vita a causa della violenza, delle guerre e delle persecuzioni e delle migrazioni forzate. Non possiamo non pensare anche alle migliaia di bambine e bambini che negli ultimi anni hanno perso la vita nel Mediterraneo, morti nei naufragi lungo le rotte della fuga sommersi dalle onde, ma anche dalla differenza e da politiche che troppo spesso non riescono a proteggere i diritti fondamentali dell'infanzia. Secondo le organizzazioni internazionali, negli ultimi 10 anni più di 3.000 minori e sono morti o dispersi nel Mediterraneo mentre cercavano, insieme alle loro famiglie, un luogo sicuro dove vivere sono bambini senza nome. Nelle cronache Hamas, non senza dignità, avevano una vita e una speranza. Pensiamo anche al ancora alle migliaia di bambini di Gaza, feriti bruciati, affamati, uccisi dal potere militare israeliano, così come avevamo condannato il massacro di donne e bambini da parte di Hamas in Israele.
E poi pensiamo ancora i bambini che sono stati feriti, uccisi in Libano tra il 2 e 9 marzo, 83 ai bambini uccisi, 326 bambini feriti e 200.000 minori e sfollati e secondo l'Unicef pensiamo alle bambine uccise dai bombardamenti in Iran. Ricordarli oggi non significa allontanarci dal senso di questa delibera. Significa al contrario ribadire con forza un principio semplice che la vita di ogni bambino ha lo stesso valore ovunque nasca e ovunque, sia, e qualunque sia il mare o il confine che attraversa e la terra che li abita per quest'oggi, mentre compiamo questo gesto di solidarietà verso le bambine, i bambini ucraini, vogliamo anche ribadire con forza una condanna netta alla guerra di tutte le guerre. La guerra non è una soluzione, distrugge vite, città, relazioni futuro, e, quando la guerra colpisce bambini, colpisce il cuore stesso della nostra civiltà e della nostra umanità. Per questo il nostro gesto vuole essere anche un messaggio, un messaggio di pace, di responsabilità e di speranza. Una città può fare molto più di quanto sembri può accogliere, può proteggere, più educare alla pace, può ricordare che ogni bambino, ovunque nasca, ha diritto alla sicurezza, alla dignità e sì alla felicità, conferendo oggi la cittadinanza onoraria a questi bambini e queste bambine Bologna afferma che la loro vita, il loro futuro, la loro dignità ci riguardano e afferma anche che la pace non è un'astrazione, è una responsabilità concreta che inizia dalle comunità, dalle città, dalle istituzioni democratiche. Per questo ringrazio ancora per il sostegno trasversale che questa proposta ha ricevuto. Credo che oggi questo Consiglio, tutto questo Consiglio Comunale, possa compiere un gesto piccolo, ma profondamente giusto che, ripeto, abbiamo costruito tutti e tutte insieme, direi a questi bambini che Bologna e anche la loro città e che la nostra comunità non smetterà mai di difendere i diritti dell'infanzia e il valore della pace, è un gesto che abbiamo portato avanti insieme. Vogliamo dire che siamo vicini alla comunità ucraina, che è parte della nostra comunità e che ringraziamo per essere con noi. Grazie.
Allora apriamo il dibattito, Consigliere, Stanzani, prego a lei la parola.
Grazie Presidente, grazie e ringrazio anche la collega Monticelli per questa presentazione per questa proposta e per l'energia e la pazienza con cui ha portato avanti questo questa delibera insieme a tutti noi,
Ha usato queste parole, un gesto simbolico per cui veramente il rischio o no in questi casi qui è di cantarsela e suonarsela di fare qualcosa che serve solo a noi, per per dire abbiamo fatto qualcosa. Insomma, però ha detto simbolico ma significativo, perché poi le cose simboliche sono so sono devono essere significative, significano qualche cosa, hanno un significato, sono un segno di qualcosa e io questo credo che si possa si possa dire di questo, perché noi oggi facciamo un gesto simbolico perché dare una cittadinanza onoraria è effettivamente un gesto simbolico, ma noi, non tanto come Consiglio comunale, come parte politica, ma come città, abbiamo mostrato che nella.
Nell'accoglienza, per esempio, allo scoppio della guerra grande, il grande moto di accoglienza concreto reale di tutta la città, tutto tutta compresa no.
Alle persone che scappavano da dagli orrori della guerra in Ucraina e che dietro questo segno c'è qualcosa che appunto è significativo come dietro un bacio, c'è di solito di tua mamma, un proprio figlio, c'è, c'è qualcosa di più che una che quel gap quel gesto che si vede no e poi per esempio l'abbiamo visto in altre cose e.
E la Bnl ha citato anche la collega Monticelli, l'accoglienza quest'estate delle famiglie delle famiglie di Kharkiv, dei dei ragazzi disabili di Kharkiv con le loro mamme e con le educatrici, quel quel quell'accoglienza, anche abbastanza insomma importante che che abbiamo un po' insieme messi in campo e che si è vista bene alla festa al Parco Tanagro a cui molti di noi hanno partecipato credo con gioia.
Ecco io in quella in quella serata mi è capitata una cosa che che mi ha fatto capire ancora di più come il segno sia una cosa importante, ed è questa a fine, se verso la fine della serata c'era l'ultimo ballo de dei ragazzi, tutti io ero vicino a un collega capogruppo vecchio Begaj e di diceva un commentavamo la cosa non guardavamo la cosa commentavamo io gli confidavo e il timore che fare cose come quelle come cose di questo genere fosse.
Fosse una cosa che riempiva di gioia a noi ma poveretti che mi chiedevano chissà che che utilità può avere in fondo, forse ci mettiamo il cuore in pace, noi, ma questi da domani ritorna una Kharkiv sotto le bombe. Non so se gli altri non si ricorda e la risposta di di e di di di detti Hône me la porto nel cuore, perché è stata molto semplice, ma non Nicola, ma guarda riguarda di come son contenti, guarda che faccia anno e io devo dire che mi ha riempito molto il cuore questa risposta, di cui lo ringrazio, perché questa cosa delle facce mi ha fatto pensare e la faccio breve perché la chiudo qua su a una frase di don Tonino Bello che dice di come,
Di come si costruisca la pace veramente anche anche con queste cose, anche con con cose che sembrano simboliche retorico di poco conto don Tonino Bello disse che tutti i conflitti trovano la loro radice nella dissolvenza dei volti.
Per creare un nemico per potergli sparare addosso.
Bisogna che tu non li veda, la faccia in qualche modo, diceva don Tonino Bello, bisogna che si trasformi in una divise, in uno straniero, in un altro, in un nemico, non in uno che c'ha una faccia.
E nel momento in cui c'è la faccia, fai più fatica, insomma una cosa del genere, e io penso che, visto che l'alternativa alla guerra è la politica e la democrazia e la politica.
È proprio questo e viceversa, purtroppo io penso che sia significativo che noi in questo Consiglio tra avversari ci guardiamo in faccia, cioè vediamo le nostre facce, per cui possiamo avere idee diverse, scontrarci duramente sulle nostre idee diverse, però ci guardiamo in faccia i nostri volti, vedere il volto degli a dell'altro ci aiuta a a capire il il, il valore che l'altro mi può dare e le buone ragioni per cui io devo non so sperare che lui continui ad esserci a dire la sua, anche se è diversa dalla mia, eccetera, eccetera, eccetera, e quindi a rigettare con grande disprezzo.
La guerra sempre e comunque.
E quindi io credo che don Tonino Bello ed etico meccanica FES, con ragione nel far notare questa, mi tocca dire questa cosa incredibile e quindi va bene, io credo che sia una cosa bella, spero che ci sia, che continui questa amicizia tra tra Bologna e gli ospiti e i nostri concittadini ucraini qui Ljuba li rappresenta bene no.
E, insomma, e questo lavoro che possiamo fare insieme, in fondo questa accoglienza insegna anche a noi a far bene il nostro lavoro, grazie.
Grazie consigliere Stanzani, ora la parola, la parola va alla consigliera De Giacomi, io qua vedo consigliera De Giacomo.
Sono sparite le altre, ora sono ritornate consigliera De Biase, c'era stato un problema tecnico, erano scomparsi, non inattivi, di prima sono ricomparsi, prego, grazie Presidente, vorrei iniziare con la frase di Luca Carboni Bologna è una regola.
È effettivamente anche in questo caso, è si è dimostrato per Bologna come una città.
Unità e una città attenta soprattutto alle persone più deboli, inizio il mio discorso ringraziando veramente di cuore perché ha toccato con mano.
Tutta l'attività, tutto lo sforzo e tutto l'impegno che il l'ex assessore Luca Rizzo Nervo ammesso per gestire questa situazione. Parlo personalmente perché la comunità dei salesiani, quando è scoppiata la guerra, aveva chiesto aveva dato la disponibilità ad aiutare, però non sapeva come muoversi ave, ma aveva chiesto un aiuto. Io avevo contattato subito la, la, l'Assessore, Luca Rizzo, Nervo e veramente ha fatto i salti mortali perché anche anche come come città come Amministrazione, ci siamo trovati dal giorno alla notte a gestire una situazione veramente complicata e lui è riuscito veramente a trovare soluzioni che sembravano.
I improponibili.
E quindi veramente un grazie di cuore a Luca Rizzo Nervo, un un altro grazie di cuore al alla consigliera che ha proposto questo questa delibera che ci ha creduto veramente dall'inizio, fin dalla stesura del della delibera, quei avevamo che avevamo votato quest'estate per dare la cittadinanza onoraria ai bambini di Gaza.
E si era, si era fatta, ci aveva c'eravamo lasciati e si era presa l'impegno che avremmo consegnato anche la cittadinanza onoraria ai bambini ucraini, senza però escludere i bambini che in tutto il mondo stanno soffrendo a causa della guerra.
Quindi un grazie di cuore alla professoressa Monticelli per tutto l'impegno e la e il lavoro che ci ha investito per portare ad oggi in Consiglio questa questa delibera, la cosa che molto spesso non non pensiamo, che però a me fa veramente.
Non dico paura, però mi fammi mette addosso una tristezza.
È quella che alcuni bambini ucraini che abbiamo anche ospitato, sono bambini che sono nati in guerra.
Non hanno mai vissuto in prima persona.
La vita in pace.
E queste persone, oltre a tutti i bambini che sono stati feriti che hanno perso i genitori che hanno perso la casa, questi bambini saranno segnati.
Per tutta la loro vita.
Da questa situazione, che hanno vissuto e stanno vivendo.
E i danni che la guerra, qualsiasi guerra, ma in particolare la guerra che che hanno vissuto e che stiamo vivendo, causata dall'invasione di una Nazione,
Che si chiama Russia nei confronti di un'altra nazione che si chiama ucraina, i danni sono veramente una cosa che difficilmente ad oggi non no, no, non è misurabile.
Ma che si protrarrà nei prossimi decenni e che causerà.
Delle difficoltà enormi a livello sociale, sia per quanto riguarda i singoli bambini, ma sia per quanto riguarda anche la società ucraina e la società europea.
Non ce lo dobbiamo dimenticare, perché la guerra non provoca solo dal dei morti e delle distruzioni e una volta finite le distruzioni, una volta terminata la guerra,
Da dal giorno alla notte cambia tutto la guerra lascia strascichi,
Che è difficilmente nel breve periodo e nel medio periodo si riusciranno in qualche modo a debellare.
Ed è per questo che la guerra, di per sé, è una cosa che dev'essere e per sempre in tutti i modi cercate di non far svolgere non.
Non provocare.
Perché si sa come si inizia, ma non si sa che piega può prendere e non si sa che cosa porta alla fine.
Noi dobbiamo impegnarci affinché si riesca a trovare delle soluzioni pacifiche in tutte le zone del mondo.
E dobbiamo difendere la pace a tutti i costi.
E questo per tutelare soprattutto le persone più fragili, tra cui i ci sono soprattutto i bambini, che sono poi il futuro della nostra società, grazie.
Grazie Consigliere, consigliera Quercioli, a lei la parola, prego sì, grazie Presidente, innanzitutto anch'io, voglio per prima cosa ringraziare la consigliera e la la appunto la consigliera che ha eseguito di fatto Monticelli o ha eseguito un lavoro, diciamo importantissimo di raccordo fra tutte le forze politiche attraverso un metodo che è appunto quello del dialogo nei confronti di tutta l'Aula e su questo ed devo dire proprio devo dare,
A mio parere, devo ringraziarla per per il metodo utilizzato, come è stato poi anche detto durante la Commissione giovedì e credo che, come ha anticipato la consigliera Monticelli, questo sia un conferimento che è importantissimo. È importantissimo perché quando ricordo scoppiò la guerra in Ucraina, la città,
Andò in piazza mi ricordo benissimo quella quella serata con la piazza, con Piazza Maggiore strapiena di persone, per chiedere, appunto che quel conflitto terminasse il prima possibile, per cui la città ha risposto subito nell'imminenza della della guerra e credo che la nostra città abbia poi fatto un passo molto importante in quel in quel momento perché chiaramente come è stato già detto ma ci tengo comunque a esplicitarlo nuovamente quando la guerra costringe dei bambini a lasciare la propria casa, la propria scuola ai propri amici viene ferita quella che è l'umanità stessa e di fronte a questa ferita una comunità, a mio avviso può scegliere se restare di fatto indifferente oppure se farsi carico di quella sofferenza.
Credo che Bologna e i bolognesi, già dal lontano 2022 hanno scelto appunto quella che è. La seconda strada è quindi quella di farsi carico di questa sofferenza, in particolare, partendo appunto dall'accoglienza non solo delle persone, ma anche dei bambini. E quindi Bologna ha di fatto in quella circostanza, bisogna ribadirlo, ha fatto squadra e un ringraziamento anche da parte mia particolare va all'allora assessore Rizzo Nervo per il coordinamento che ha avuto, ma anche per l'impegno profuso. Lo ha fatto lo ricordo perché credo che sia opportuno ricordarlo in quest'Aula con le istituzioni, i servizi sociali e sanitari, la scuola, l'università, il volontariato, la Caritas, le associazioni, la Curia, la regione, l'azienda sanitaria, ma soprattutto lo ha fatto grazie anche a tante famiglie e tanti cittadini bolognesi che hanno aperto le proprie case, alcuni hanno accolto bambini insieme ai loro genitori oppure ai loro nonni, altri hanno messo a disposizione case vuote o temporaneamente, appunto, libere. Molti di fatto hanno offerto sostegno concreto. Accompagnamento educativo, attività ricreative o semplicemente la vicinanza di una presenza amica.
In tutto questo diventa chiaro che il fare comunità e il Garante antidoto alla solitudine, cioè solo insieme come città, possiamo restituire ai bambini, in particolare appunto a quelli oggi citati la sicurezza, la protezione, il senso di appartenenza che la guerra ha cercato di togliere in questo percorso poi voglio ricordare il ruolo della scuola e anche quello dell'Università che è stato centrale hanno permesso di costruire ponti fra culture, offrendo a questi bambini e ragazzi la possibilità di sperimentare la vita in una comunità accogliente e sicura è assolutamente inclusiva. Fondamentali, voglio ricordarlo in quest'Aula sono state anche i mediatori linguistici e culturali introdotti. Grazie, ricordo a un ordine del giorno presentato dall'allora consigliera Marta Evangelisti, approvato da quest'Aula all'unanimità. Queste figure sono state indispensabili non solo per tradurre le parole, ma anche per accompagnare l'incontro tra le esperienze. Sentimenti e bisogni dei bambini che provenivano da contesti drammaticamente diversi grazie al lavoro delle comunità educanti della nostra città, e l'Università, che ha messo a disposizione personale e competenze e l'inclusione, non è stata un concetto astratto, ma un'esperienza concreta verso questi bambini, fatta di accoglienza, ascolto e partecipazione alla vita della comunità.
E quindi a cogliere davvero significa accompagnare, significa garantire accesso pieno alla scuola, alla formazione e alle attività culturali e sportive, e allora credo che il senso più profondo di questa cittadinanza onoraria stia proprio qua ricordarci che una città diventa davvero comunità quando riconosce nei volti concreti delle persone qualcosa che ci riguarda tutti, una comunità, in sostanza, a mio avviso, diventa davvero tale quando riconosce che il destino dell'altro, soprattutto di chi è più fragile di chi arriva da contesti di guerra e soprattutto di bambini, riguarda anche il nostro e io credo che se oggi sapremo con studiare questa responsabilità nel tempo, se sapremo accompagnare questi bambini nel loro percorso educativo, umano che non è ancora terminato, allora questa cittadinanza non resterà un semplice riconoscimento, ma diventerà il segno concreto di una città capace di accogliere e proteggere e anche formare la vita di questi bambini più piccoli. Grazie Presidente,
Grazie consigliera, consigliere Giordani, prego, grazie Presidente.
Io volevo ringraziare il consigliere Monticelli per ordine del giorno, ma tutto il Consiglio perché alla fine è stato frutto di una condivisione totale di quello che è lo schema e l'ideale che ha portato e porterà al voto su questo ordine del giorno. Non miri non mi ripeto, perché son stati tutti esaustivi, son stati toccati tutti i punti che compongono questo ordine del giorno. Io, peraltro, all'epoca dei fatti non ero ancora in Consiglio comunale, però mi è capitato, come diciamo un uomo di sport, facendo parte sia della Virtus Tennis che della self, Virtus di ospitare la squadra di calcetto femminile, Ucraina e le schermitrice ucraine, anche perché è una schermitrice era la fidanzata di un noto schermitori italiano, per cui ci fu questa sorta di gemellaggio tra la grande famiglia Virtus e una parte del mondo sportivo ucraino che venne a Bologna, e di conseguenza anche questa la vada aggiungere con un piccolo tassello quello che è stato alla solidarietà e la macchina della solidarietà a 360 gradi. Che il Comune è riuscito a mettere in piedi, per cui un ancora un ringraziamento alla consigliera che ha proposto a tutti i consiglieri che hanno partecipato alla stesura definitiva e anche a chi in quegli anni ha fatto in modo che Bologna venisse riconosciuta per la sua capacità di fare rete di fare solidarietà attiva e non solo a parole. Grazie,
Grazie consigliere Giordani, ora la parola alla consigliera Di Giacomi prego.
Grazie grazie mille, Presidente, anch'io, mi associo ai ringraziamenti della consigliera Monticelli e nel ringraziare in particolare la comunità ucraina che è venuta oggi e che ogni giorno lavora con le istituzioni e con la società civile per sostenere.
È un po' una popolazione, è un Paese che è stato invaso e che, e che quindi lotta per la propria autonomia e indipendenza autodeterminazione, oltre ad associarmi, ci tengo a ringraziare la consigliera Monticelli che in questo percorso è stata.
Fondamentale instancabile e che ha portato questa delibera, come era stato detto da la cittadinanza onoraria ai bambini di Gaza e ospiti a Bologna. Anche in questo caso il nostro segnale è un segnale, da un lato certamente di vicinanza di accoglienza che ribadiamo, come è stato detto prima, l'accoglienza è stata fatta in molti modi in molti modi, anche molto pratici, e ma anche un segnale di.
Di per ricordare sempre di più una battaglia che purtroppo ci stiamo forse un po' dimenticando, quando, all'anniversario dei quattro anni dall'invasione russa all'Ucraina, ci siamo trovate trovati qui in piazza con la comunità, io credo che la richiesta fatta più volte sia stata proprio quella di non ricco non dimenticare questo conflitto.
Siamo sommersi da notizie, da informazioni a volte sopraffatti, a volte anche un po' un meccanismo di difesa, quello di non pensarci, non concentrarci sul nostro, concentrarci su casa nostra e non fuori, che sembra appunto molto spaventoso, e invece in questo modo cala l'attenzione internazionale in questo modo cala l'attenzione al diritto internazionale. In questo modo su tutti ci concentriamo solo sul nostro. Dimentichiamo che queste battaglie di pace, se si fanno e si costruiscono solo in relazione solo in cooperazione e solo con il sostegno della comunità internazionale, per cui credo che un altro elemento, oltre a quelli che sono stati già molto bene ricordato, ossia proprio questo, e penso che sia un modo per accogliere anche una richiesta che da questa comunità che è una comunità, certo, ucraina, ma una comunità bolognese che noi sentiamo vicini, noi facciamo quest'atto, quindi grazie davvero alla delegata, grazie a tutti i gruppi, a tutte le persone che siedono in questo Consiglio che su quest'atto si trovano d'accordo penso che sia piuttosto rilevante, non ci capita troppo spesso massimo una cosa così importante, sì, grazie,
Grazie consigliera, consigliere Di Benedetto prego.
Grazie Presidente, ma è un intervento per confermare quanto detto dall'inizio su questa proposta e all'indomani anche della discussione dell'altra delibera relativa ai bambini di Gaza, lanciammo trasversalmente questa proposta con riguardo ai bambini ucraini, perché,
Anche in questa occasione che è stato, diciamo, il primo grande conflitto che abbiamo anche affrontato come Consiglio comunale, affrontato, ovviamente, e diciamo vivendo anche la ricaduta sul nostro territorio e ricordo che dall'inizio eravamo tutti in piazza e insieme già dalla prima manifestazione eravamo tutti presenti gesto simbolico ovviamente di vicinanza e solidarietà ma anche dal primo dal primo Consiglio comunale abbiamo in maniera unanime camminato nella stessa direzione ricordo il primo ordine del giorno,
Per l'accoglienza dei rifugiati ucraini, fulmineo e contemporaneamente, subito dopo. Ne fu presentato un altro dalla maggioranza, votati entrambi all'unanimità, proprio con un gesto simbolico che però andava poi a tradursi in realtà è un indirizzo politico amministrativo alla Giunta condiviso trasversalmente da tutte le forze politiche. Ecco, questa dimensione di accoglienza e di umanità è molto forte e riconosciuto trasversalmente di fronte a queste situazioni di oggettiva, difficoltà di estrema difficoltà che sorgono quando ci sono conflitti di questo tipo e in diverse occasioni abbiamo saputo muoverci, diciamo trasversalmente, nella stessa direzione, a volte con percorsi diversi, che però poi sono riusciti, come dire, a convergere in un'unica direzione con un cammino.
Univoco, ecco, questo è molto importante, anche questa delibera va in questa direzione e ringrazio la professoressa, la consigliera Monticelli per il lavoro,
Di dialogo costante prima ancora che che che diciamo che di sostanza, perché è riuscita a fare di questa dimensione di dialogo uno strumento per riuscire ad arrivare alla sostanza della delibera, non rendendosi di fronte a quelle che sono le diverse difficoltà, anche di carattere politico che si possono.
Affrontare durante queste situazioni, mettendo al centro l'umanità di queste persone, la necessità di accoglienza all'unità e partendo dai più piccoli ai più indifesi ed ai più fragili che sono poi siamo i soggetti che il diritto è chiamato a tutelare prima di tutti, perché il diritto dovrebbe essere chiamato a tutelare prima di tutto i più deboli e più fragili, e cioè i bambini. E quindi questa delibera.
Non è solo simbolica, è anche sostanziale, avrà anche delle ricadute concrete, come altre che abbiamo votato all'unanimità E questa dimensione della difesa dei più fragili e dei più deboli di fronte a questi conflitti, che sembrano cancellare la dimensione dell'uomo. È molto importante quindi bene che ci sia questa convergenza trasversale bene che per l'accoglienza sull'accoglienza di questi bambini di questi di di dei profughi fuggiti dall'Ucraina ci sia sempre stato un lavoro trasversale, anche nelle tante dimensioni che sono state richiamate negli interventi che mi hanno preceduto e sulle singole e specifiche situazioni che sono state affrontate da tutti gli enti su più livelli sia dagli enti istituzionali sia dagli enti non istituzionali, sia dalle associazioni dai comitati. Tutti noi abbiamo lavorato e collaborato in quei giorni e lo facciamo ancora con tanti comitati, gruppi spontanei di persone, anche tante associazioni che hanno fatto in maniera molto importante la loro parte enti no profit e piuttosto che anche tante enti religiosi di diverse confessioni e anche io ne conosco diverse che hanno aiuta all'indomani della guerra è la prima cosa che hanno fatto. È stato lavorare sull'accoglienza e lavorare sull'aiuto sul sostegno. Più conosciamo tutti persone che.
Hanno coordinato i lavori di questo tipo. Le abbiamo aiutate o anche sono andate in Ucraina per un certo periodo ad aiutare a dare una mano. In concreto, ecco questo dimensione di umanità e di accoglienza trasversale che ci ha visto muoverci all'unanimità e si traduce oggi in questo nel voto di questa delibera e ringrazio ancora la professoressa per il lavoro che ha fatto.
E nella ricerca di un punto di caduta comune per sollevare insieme il tema e innalzarlo, diciamo, in maniera ancora più forte congiuntamente, dovrei avere sottoscritto anche la delibera, se non erro sì, grazie che mi.
Aiutate di fronte agli acciacchi dell'età, ebbene, quindi sarà un voto favorevole, ovviamente, come mi auguro quello di tutto il Consiglio e mi auguro che non sia l'ultima occasione non è stata l'unica e in cui riusciremo a muoverci così trasversalmente, mi auguro l'ultima in cui affrontiamo delle difficoltà, diciamo per le comunità che accogliamo in questa città così gravi, così difficili, grazie Presidente.
Grazie consigliere ora la parola al consigliere, Piazza prego, grazie Presidente, voglio ringraziare anche io la collega consigliera Monticelli e a tutti quei e tutti quelli che sostengono che hanno collaborato con questo ordine del giorno con questo atto che conferma ci tengo a dirlo la storica apertura di Bologna che alle tragedie risponde con l'accoglienza e alle guerre risponde con la solidarietà, questa è la storia di Bologna, questo ordine del giorno le fa onore e fa onore alla nostra città e al suo spirito io accolgo l'invito della proponente Monticelli.
A cogliere questo momento di discussione qua in Aula per ringraziare tutte le iniziative che sono state messe in campo. Nella nostra città, degli amici di EMAS Emmaus, dei bambini di Kharkiv, è già stato detto, ci tengo a ricordare anche l'operato di un'altra realtà qua a Bologna, la fondazione, aiutiamoli a vivere che tra l'altro fa parte anche del Tavolo regionale.
Emilia Romagna, ucraina, è una realtà nazionale che opera da oltre trent'anni. In realtà, in Italia è una realtà nazionale e nasce proprio per raccogliere i bambini. Nasce inizialmente per i bambini delle aree contaminate di Chernobyl e si era strutturata negli anni con oltre 1.000 famiglie accoglienti. Li chiamano così che sono in grado di ospitare una media di 1.500 bambini all'anno. Da qualche anno, alla luce dell'emergenza ucraina, si sono subito messi al servizio del dell'Ucraina con progetti di accoglienza e di aiuti su anche sul posto, lanciando il progetto TIR della speranza con in via nelle zone più martoriate dalla guerra in Ucraina, proprio nelle zone del fronte per quello che riguarda le accoglienze, hanno fatto già venire qua a Bologna numerosi bambini ucraini dalle zone del fronte negli ultimi anni a passare alcuni mesi in tranquillità qua a Bologna, anche negli scorsi anni, anche lo scorso anno, insieme al settore istruzione, all'Assessore Ara, abbiamo organizzato i campi estivi per questi bambini ucraini che venivano qua in estate a passare alcune settimane e quindi li abbiamo ospitati nei nostri campi estivi comunali e le famiglie ospitanti, poi gli hanno dato la possibilità di conoscere il territorio. Insomma, bei progetti, un altro piccolo frammento della grande solidarietà della nostra città, che ci tenevo a ricordare oggi in questa discussione, perché veramente la fondazione aiutiamoli a vivere col suo comitato di Bologna, che ha un comitato specifico proprio nella nostra città, si è messa da subito al servizio anche lei dell'emergenza ucraina, ma di questo Paese martoriato da anni di guerra e sta dando il suo il suo contributo e continua a darlo adesso. sono aperti anche i suoi banchetti di raccolta fondi proprio per i progetti per l'Ucraina, proprio specifici per l'Ucraina, con i prodotti con i prodotti Pasquale in varie parrocchie del territorio, in varie aree del territorio, proprio per riuscire ad ospitare anche quest'anno realizzare che quest'anno, ma hanno già detto che ce la faranno altri bambini ucraini. Concludo dicendo che davvero, in questo momento così terribile della nostra storia dell'umanità, non abbiamo mai avuto un numero così record di guerre che dilaniano popoli e paesi, io sono che distruggono scuole, ospedali, sono orgoglioso che la dalla mia città parta un segnale come quello di oggi per confermare la nostra vocazione storica di accoglienza, di sensibilità e di portatori di pace e ne abbiamo bisogno in questo mondo abbiamo bisogno veramente op, oggi più che mai, dello SDI di che lo spirito di Bologna si diffonda in Paesi dove purtroppo, prevale la il, la cultura del più forte della prepotenza e sembra che la guerra sia l'unico mezzo per risolvere problemi. Bologna risponde in un altro modo, e lo fa anche oggi, in questo momento terribile, con un grande abbraccio e un grande segnale di accoglienza. Grazie davvero a tutti alla collega Monticelli in particolare.
Grazie Consigliere la parola al consigliere beccai, prego, Consigliere.
Grazie Presidente, sì, naturalmente anche il Gruppo di Coalizione civica favorevole questa libera. Ringrazio naturalmente la collega su tutte e tutti coloro che ci hanno lavorato. Pensiamo che innanzitutto sia un impegno che abbiamo annunciato e condiviso con la co, con la comunità ucraina e quindi andasse portato a compimento. Ecco quindi aver mantenuto in qualche modo la la. La parola è già un qualcosa di di valore. È chiaro che, come prima si diceva in qualcosa di simbolico, allo stesso tempo, se alla comunità ucraina questa cosa fa piacere, io credo di sì, perché è stata condivisa. Ecco un valore ce l'ha, anche solamente per questo motivo qui.
Va da sé che i numeri di questo di questa guerra sono impressionanti, le stime più recenti parlano di 1 milione 800.000 tra morti e feriti, distribuiti in un rapporto uno a due, cioè 1 milione e 200.000 russi, e 600.000.
Ucraini questo la dice lunga, credo, su sulla catastrofe, sulla strage in qualche modo che sta a ciò che sta accadendo sul tema dei bambini, in particolare,
Save the children e UNICEF fanno condiviso un rapporto, direi di qualche mese fa, che parlavano di 3.003 mila bambini morti, ovvero la A la sparizione di fatto di 150 classi scolastiche. Ecco, stiamo parlando comunque di un qualcosa veramente di incredibile, inimmaginabile. Ecco, fino fino a qualche anno fa, una guerra di invasione portata avanti con i carri armati missili sui palazzi l'altro giorno due bambini morti in un condominio a Kharkiv.
E Kharkiv, che quest'anno sarà sessant'anni che è amica di Bologna, ecco, quindi c'è un patto di amicizia, come si ricordava anche che che prevede appunto una una, un sessantesimo, ecco, quest'anno quindi tutte le ragioni per poter stare dalla parte del.
E due del popolo ucraino, che non significa naturalmente, appunto, scadere poi nel mero Campisi nella geopolitica fine a se stessa. Questa è una cosa importante, ecco e non e non banale, non dobbiamo perdere la lucidità. Eccolo, stando solo dietro a a Putin, a Zelensky ha a Trump a Netanyahu, a tutti i capi di Governo perché.
E i popoli hanno diritto di autodeterminarsi sempre, e questo è un principio fondamentale. Ne abbiamo discusso anche sul tema dell'Iran, che apre altri tipi di contraddizioni, però ecco questo principio. Credo che debba sempre sempre valere e quindi di fronte alla situazione che vive il popolo ucraino, che vede bombardati propri palazzi le proprie case, i treni, i treni civili, perché nelle scorse settimane anche questo è successo per ben due volte in pochi giorni. Credo che ecco questo questa presa di posizione, sia sia doverosa. Ho concluso e ringrazio di nuovo tutte e tutti coloro che ci hanno lavorato.
Grazie consigliere Begaj, chiedo se qualcun altro intende intervenire.
Consigliere di alcol e la parola prego.
Grazie Presidente e grazie in primis alla alla collega Monticelli per aver proposto e soprattutto elaborato questa questa proposta che che fra poco andremo a votare, penso che questo sia, lo dicevo, anche nell'intervento in Commissione è una.
Una risposta da parte del Consiglio comunale, ma della comunità della nostra città, e sono stati raccontati da parte di tutti quanti i colleghi che mi hanno preceduto, quello che è stato il vissuto, quello che abbiamo ognuno di noi ha vissuto in quelle dal dall'inizio di questa guerra a quello che fino ad oggi penso alla mobilitazione che è stata raccontata da parte anche dell'azienda sanitaria del Comune in primis è stato citato più volte l'ex assessore Luca Rizzo, Nervo alla mobilitazione e ricordo bene,
Quella le l'allestimento in piazza 20 settembre, che era diventato una un quartiere aperto in cui tutte le famiglie che provenivano che arrivavano dall'Ucraina arrivavano lì per essere registrati monitorati e poi da lì c'era una mobilitazione da parte della di tutta la città. Penso al tema dell'accoglienza che c'è stato da parte di delle parrocchie, penso tutte le scuole, penso all'azienda, l'azienda sanitaria, le associazioni di categoria, i sindacati, ognuno ha fatto, ha fatto, sicuramente qualcosa si è reso utile. Penso alla la prima cosa che è stata fatta in quei giorni all'inizio è stato proprio.
È stato chiesto a tutte le associazioni del terzo settore i corsi di lingua italiana. Penso che questo è stato un una cosa in cui ognuno tutti si sono mobilitati dalle parrocchie. Penso a tutte le realtà del Terzo Settore, ognuno non solo qui sulla nostra città, ma in tutta l'area metropolitana. A Bologna è stata una delle prime città, proprio in termini di di quello che è di in termini di accoglienza. Penso a quello che oggi ci apprestiamo. Qualcuno prima dei colleghi che mi ha preceduto ha detto un valore simbolico, ma che serve sicuramente a ricordare al mondo oggi quello che, nonostante la tragedia, anche il tema della resilienza e della solidarietà, che restano dei pilastri fondamentali e penso che dopo.
Dopo quattro, ormai quattro anni, penso anche l'impatto sui minori, sui bambini. Quello che oggi noi andiamo a ricordare non non vado sui numeri perché ci fanno star male, ma penso oggi a quelle tante migliaia e migliaia di vittime innocenti. Penso anche a quello che è stato fino ad oggi questa questa guerra, quello che ha portato, ovvero non si parla di uno sfollamento di massa.
Praticamente stiamo parlando di circa 2 milioni e 6 di bambini che hanno che hanno perso una casa, ovvero in termini di proiezioni. Parliamo di un 1 su 3 che non ha più una casa e penso che questo sono dati che ci fanno, ci fanno riflettere, ma soprattutto c'è un altro dato, 1.700 le scuole distrutte quindi significa che ogni scuola distrutta.
Oggi non permette quella il tema dello studio, della formazione e dell'educazione di questi ragazzi. Penso alla alla distruzione degli ospedali delle strutture ospedaliere del mondo dell'università.
Di tutti quei luoghi che sono fanno di ognuno di noi la formazione continua che oggi non ci sono più. Questi sono dati che sicuramente ci ci fanno riflettere, perché sono stati distrutti in spazi di socialità, spazi che di inclusione e di formazione.
E penso alla a quei tanti bambini nati dal momento in cui c'è stato lo scoppio della guerra, in cui, per via del blackout, tanti di loro sono nati con temperature che andavano sotto i meno 20 è che per loro rimarrà per sempre nella anche per i loro genitori fratelli più grandi. Quel ricordo che difficilmente riuscirà a essere dimenticato, penso, Papa Francesco diceva la guerra è sempre una sconfitta, diceva, non esistono guerre giuste, la guerra è sempre una sconfitta per l'umanità, un fallimento della politica e dell'umanità, e penso che nelle parole di Papa Francesco si era stato si è raccolto tanto di quello che il quello che abbiamo portato avanti e che lo Stato che l'Italia ha portato penso del nostro territorio, io penso alla a quella mobilitazione che c'è stata, abbiamo visto anche tanti tanti ragazzi che sono arrivati qui, è stato ricordato prima dalla collega proponente e penso anche degli altri colleghi quando sono arrivati qui al Parco Tanari e ci siamo trovati quella sera con le famiglie, con i ragazzi che erano qui nonostante le schegge la paura.
In quel momento, in quella, anche attraverso la musica, i balli, per per un attimo qualcuno di loro, ah ah, ad è riuscito a mettere da parte, ma quando siamo saliti all'indomani, poi sulla torre dell'orologio la collega Monticelli si ricorderà la collega e il collega Stanzani, la collega Toschi, quando siamo saliti lì e loro erano a questi ragazzi, erano su lì c'era una bella giornata di sole e hanno detto.
C in questo momento noi siamo fortunati perché siamo qui, stiamo, stiamo vedendo le bellezze dell'Italia, ma tanti nei nostri coetanei e invece sono ancora lì e penso che per un attimo siamo riusciti a a far arrivare un minimo, insomma, un po' di speranza e soprattutto a per loro. Ma e c'è ancora tanto da fare perché adesso il lavoro più grande, una volta che speriamo che davvero possano terminare questi attacchi su attacchi e quello è il momento della ricostruzione, come ogni guerra porta, è quello di ricostruire quanto più possibile quei luoghi di socialità, quei spazi, ma soprattutto quello che è il campo sanitario, gli ospedali e le tutte le strutture, perché ci sarà davvero bisogno di quella ripartenza di cui ogni Stato, a partire dall'Italia, dovrà farsi carico per far ripartire un un popolo e soprattutto una comunità di persone che stanno vivendo dei momenti brutti che difficilmente riusciremo a dimenticare tutti quanti. Quindi, grazie anche a chi ha lavorato in questo ordine, questa delibera, ma che vuole essere la voce di una di una città intera, di una comunità a fianco di un popolo che ha sofferto e che continua a soffrire. Quindi, grazie anche tutte le associazioni che sono qui oggi e a quelle che non poteva non non sono qui, ma che dà a distanza, ci stanno seguendo a tutte le la comunità ucraina, anche qui sulla nostra città, grazie perché grazie a quello che è stato il vostro apporto.
Bologna ha imparato sicuramente tanto, quindi grazie anche a voi per quello che ci avete trasmesso. Grazie.
Grazie consigliere, considerato Ski, prego, grazie Presidente.
Poche parole perché ormai i colleghi hanno già detto veramente tanto, sicuramente è importante il segnale che oggi diamo dal Consiglio ed è davvero importante che l'ordine del giorno, la richiesta di cittadinanza scritta a prima firma dalla nostra delegata ai diritti umani Rita Monticelli ma che io sono certa uscirà all'unanimità da questo Consiglio confido nelle parole che ho sentito io credo che sia un momento di alta politica e di umanità, perché se una cosa abbiamo imparato,
E io ricordo bene quando sono arrivati IRU gli ucraini, non solamente i bambini, le famiglie arrivavano soprattutto donne, donne con bambini perché gli uomini non c'erano, gli uomini erano impegnati in guerra, purtroppo, e quindi quando siamo andati in piazza eravamo davanti all'autostazioni. Abbiamo allestito rapidamente un punto di accoglienza, tra l'altro facendo cose che ci siamo dimenticati che siamo capaci di fare. Siamo capaci di dare un permesso di soggiorno rapidamente, siamo capaci di vaccinare rapidamente, siamo capaci di trovare un alloggio rapidamente, anche di portare velocemente le persone in posti di ricovero e inserirli nella comunità. L'abbiamo fatto e siamo stati capaci di farlo. Adesso ci siamo un po' dimenticati e ci sembra tutto molto difficile, ma li pensavamo che fosse.
Una cosa occasionale, che fosse momentaneo, che fosse qualcosa di eccezionale, un po' come il Covid, no che pensiamo che siano sforzi grandi, che possiamo fare una volta, ma che poi non sappiamo replicare perché non riusciamo a trarne insegnamenti, ecco, io credo che quello che,
Gli ucraini per primi, ma i Gaza Howitt, dopo e probabilmente gli eritrei in altri tempi, cioè tutte le persone che sono venute qui da noi e che qui da noi a Bologna, ma non solo in Italia ma parliamo di Bologna hanno trovato accoglienza e hanno risvegliato quella capacità quella voglia,
Quell'empatia, ma anche quella capacità di dire ti conosco, ti riconosco e sei come me. Il fatto che tu sia nato da un'altra parte, che tu sia in difficoltà non fa, non fa la differenza. Siamo umani, siamo su questa terra e questo noi lo sappiamo fare. Ecco, io credo che questa proposta di cittadinanza ripeto come quella che abbiamo già fatto per i bambini di Gaza facciamo oggi per gli ucraini. Credo che ci debba ricordare che non è eccezionale essere aperti e inclusivi verso le persone che hanno bisogno, perché è il vero il vero senso della vita umana. Piero Angela, in uno dei suoi interventi uno degli ultimi era già molto anziano, diceva, cito a memoria, ma il senso è questo, siamo tutti su quella piccola pallina che gira nell'universo e, invece di provare a goderci quel momento in cui stiamo su questa pallina, passiamo un sacco di tempo, a farci la guerra e a darci fastidio. Ecco, io credo che chi invece, fazioni come quelle che sta stiamo facendo oggi e riconoscendo le altre persone di questa pallina come uguali come simili in difficoltà oggi, ma probabilmente domani ci saranno altri in difficoltà. Ecco, io credo che si colga davvero il vero senso della vita e io per questo sono molto orgogliosa di questo Consiglio comunale e ringrazio di cuore Rita Monticelli e tutti i colleghi che hanno lavorato per questo. Grazie.
Grazie consigliera Toschi, Consigliere, Negash, prego, grazie Presidente, volevo ringraziare veramente la delegata ai diritti umani, Rita Monticelli per questa proposta, ma è una proposta, possiamo dire di tutto il Consiglio comunale, è un è un è un avanzamento quello che stiamo facendo in questi anni per i diritti umani abbiamo fatto cittadinanze onorarie per i bambini palestinesi e questo è un passaggio ulteriore.
E quando si parla di bambini o ovviamente c'è una empatia, perché tocca un tema che riguarda e ci fa vedere un po' i nostri figli, i nostri bambini, e ci mette un po' nei panni di per capire tutto quello che stanno soffrendo.
Le persone, ma ringrazio anche tutte le associazioni, come ha detto il con consigliere di acqua a tutte le associazioni ucraine che hanno fatto tantissimo, siano organi e si sono organizzate ad aiutare tutte le associazioni bolognesi, emiliane o emiliani e romagnoli che hanno lavorato nel periodo di guerra mi stanno continuando a lavorare.
Anche anche ora.
Voglio ricordare a tutti che in Emilia Romagna, da quando c'è stato il problema di Chernobyl, che con le famiglie ucraine?
Poca anche bielorusse, comunque, c'è stato sempre un collegamento continuo e ci sono dei bambini che sono cresciuti, sono diventati i genitori che sono passati da questi territori e son stati ospitati nelle famiglie emiliano romagnole e si è creato questa empatia, questa relazione continua e anche qualche volta solo per qualche mese durante l'estate.
Dopo questa accoglienza, adesso abbiamo visto una grande mobilitazione di accoglienza anche delle famiglie e persone, che spero di portarvi in Commissione a visitare questo luogo, dove delle persone hanno donato un luogo per accogliere i migranti ucraini perché hanno visto che c'era bisogno, si son MET messi nei panni di questa problematica e okay e volevo solo ricordare una cosa che è uscita da pochi giorni che riguarda i ragazzini che sono in quattro anni sono stati sottratti alle famiglie e trasferiti nei territori russi, l'80% dei ragazzini che son stati portati in territori in territori.
Rossi non sono più tornati, solo il 20% è ritornato, ancora tantissime famiglie ucraine stanno aspettando i loro figli bambini da 11 mesi a 17 anni che son stati portati nei territori russi e non dobbiamo scordarci di questi bambini perché dalla Commissione d'inchiesta sull'Ucraina dell'ONU le ha dichiarati crimini contro l'umanità. Volevo solo attenzionare questa questa problematica eh no, anticipo anche il nostro voto favorevole a questa delibera.
Grazie Consigliere Negash chiede se qualcun altro intende intervenire.
Allora non ho iscritti a parlare, quindi dichiaro chiusa la discussione, do la parola alla consigliera Monticelli per la replica finale, prego Consigliere, grazie Presidente, io non voglio soltanto ringraziare tutte le persone che sono intervenute, anche quelle che non sono intervenute, ma so che siamo tutti uniti in questo percorso grazie a lei e io credo che siamo pronti per votare e quindi ringrazio davvero tutti tutti ringrazio ancora l'Uwe Ljuba che è qua con noi alla comunità ucraina. Grazie Presidente, grazie grazie a lei, consigliere Monticelli. Passiamo quindi ora alla fase di votazione. Chiedo ai Consiglieri se vi sono interventi per dichiarazione di voto. No.
Bene, allora pongo quindi ora in votazione la proposta di deliberazione numero 22.
La votazione è aperta.
C'è.
La consigliera Ceretti non c'è collegata, non c'è caos.
Il Consigliere Cima ha votato, ha votato possiamo.
Direi che possiamo chiudere.
Ho 34 presenti 34 votanti, 34 favorevoli, il Consiglio approva all'unanimità.
Viene salutiamo i rappresentanti della comunità ucraina e procediamo con i nostri lavori, il prossimo è l'ordine del giorno numero 219 Ordine del giorno per promuovere e valorizzare, nell'ambito delle future denominazioni toponomastica della città, le figure femminili che hanno contribuito allo sviluppo civile, scientifico, culturale e democratico della società presentato dalla consigliera Bernagozzi ed altri in data 9 marzo 2000 e i 26 ammissibilità trattazione immediata approvate nella seduta consiliare del 9 marzo scorso.
È chiedo alla consigliera che già pronta se intenda illustrare l'ordine del giorno consigliera Bernagozzi a lei la parola, prego, grazie grazie, Presidente.
Allora questo ordine del giorno è stato presentato, ovviamente, nella nella durante il Consiglio solenne che abbiamo avuto scorsa settimana, appunto in occasione dell'8 marzo, che è la Giornata internazionale della donna che, come ricordiamo, abbiamo ricordato, rappresenta una ricorrenza di rilievo ovviamente civile e politico è dedicata quindi al riconoscimento dei diritti delle donne in quella in quell'occasione, tra l'altro abbiamo ascoltato sia la dottoressa Andriani che la.
La posso dire bravissima Codrignani e ci hanno anche ripercorso questo 8 marzo in quest'anno molto particolare in cui ricorre l'ottantesimo del diritto al.
Al voto delle donne che ricordo, voglio ricordare proprio il 10 marzo, trovò attuazione rispetto appunto al decreto e voglio ricordare qui per questo io credo che sia molto importante e se oggi riuscissimo a votare questo ordine del giorno che ha visto votare le donne bolognesi, tra l'altro, in un gran numero di donne bolognesi, più di 100.000 donne bolognesi votarono per la prima volta il 26 marzo 2000 eventi del 1946, quindi stiamo proprio scusate nell'ottantesimo di quel importante voto e non so se avete avuto modo di leggere nella rassegna di questa mattina ha raccontato molto bene come non solo è una data emblematica per quanto riguarda il diritto al voto alle donne, ma in quella in quella particolare è tornata alle elettiva amministrativa. Furono elette le prime consigliere donne di questo Consiglio comunale. Quindi io intanto voglio di cui una è rappresentata in una delle nostre delle nostre sedi o no delle nostre sedute che Ester Capponi, ma non è l'unica e voglio partire da qui per dire che questo ordine del giorno tiene, diciamo un po', tira un po' le fila anche rispetto ad altri. L'ordine del giorno che abbiamo portato in trattazione in questo Consiglio comunale, che ripercorrevano e ripercorrono la storia dei diritti delle donne e che nasce comunque in qualche modo da quella da 80 anni fa, da quel primo voto, che ovviamente ha cambiato e ha portato la democrazia paritaria, no all'ordine del giorno anche del nostro del nostro Paese e abbiamo sempre riportato qui ci sono altri ordini del giorno e il tema anche della toponomastica che, come sapete, è molto importante. No, il fatto che appunto ci sia una sedia dedicata, una delle prime consigliere comunali in quest'Aula, è un simbolo molto forte e molto potente. Lo stesso simbolo è giusto che sia anche dal punto di vista della toponomastica della nostra città, sul quale sulla quale, devo dire, nell'ultimo soprattutto nell'ultimo mandato è stato fatto un notevole passo avanti. Lo voglio dire, voglio riconoscerlo, l'impegno di questa Amministrazione. Tuttavia, ovviamente partiamo, diciamo con un grande deficit, quindi abbiamo dobbiamo, correre da questo punto di vista e quindi su questo dobbiamo impegnarci ancora di più. Soprattutto ripeto, in questo anniversario fondamentale perché tante sono le donne che hanno cambiato la storia della nostra città, tanto sono le donne che hanno cambiato la storia del nostro Paese e, ripeto, in quell'ottantesimo non ci fu solo il il, diciamo la, la partecipazione democratica alla vita democratica con il proprio voto, anche se voglio dire qui io credo che sia molto bello ricordare come.
Donne diverse di estrazioni sociali diverse, di storie politiche diverse, di partiti diversi hanno vissuto quel momento in maniera, come posso dire in qualche modo unanime, nel senso con la stessa emozione è ancora oggi poche sono le sopravvissute. Io vi invito a ad ascoltare le loro testimonianze. No che quando raccontano di come tre masse la mano di come avessero paura nodi di fare il primo errore, come si toglievano il rossetto, che era una delle indicazioni che era stato dato proprio per non inficiare il loro primo voto. Ecco, mi piacerebbe che nell'ottantesimo nell'ottantesimo di quell'occasione, insomma, ci ricordassimo quanto sia importante esprimere il proprio diritto di voto. Credo che sia un qualcosa per cui abbiamo lottato tantissimo, non lottato ai nostri, ai nostri partigiani hanno lottato perché ricordo che, insomma, fu la prima elezione democratica, il primo voto democratico e, appunto, che parti noi ci ricordiamo il 2 giugno come data, ovviamente della nascita della nostra Repubblica, ma ricordiamoci che partita alle nostre istituzioni dalle nostre amministrazioni locali e quindi anche qui, partì proprio da questo Consiglio Comunale, quindi, nonostante insomma, non non ci nascondiamo siano stati fatti dei progressi. Questi è evidente, non sono assolutamente sufficienti. Quindi, siccome tra l'altro ANCI Emilia Romagna ma ANCI nazionale, ogni anno promuove una campagna lanciata dall'Associazione nazionale di toponomastica femminile e che chiede, appunto, in occasione dell'8 marzo, di intitolare strade piazze luoghi pubblici a donne meritevoli perché ci sono tantissime donne meritevoli, voglio dire di di di di essere insomma di avere una strada, una piazza intitolata voglio anche ricordare che non è solo strade piazze anche dal punto di vista delle Scu, del, diciamo, dell'arte della cultura. Ricordo che c'è solo una statua in tutta Bologna che riprende cioè che che rappresenta una partigiana quando noi sappiamo che sono state tante le donne partigiane anche nel nostro territorio, a dimostrazione che per lungo tempo c'è stata una rimozione del del del, diciamo, del valore dell'impegno delle donne nella nella nella nella vita pubblica perché erano ricordiamo, è stato proprio l'ingresso nella vita pubblica delle donne nella vita delle nostre istituzioni e amministrazioni e partendo quindi da questa campagna che insomma crediamo sia assolutamente da sostenere. Siamo nel 2026 e nel 2016 ci lasciava una grandissima donna, si chiama Tina Anselmi ha ricoperto tra l'altro è stata la prima donna a ricoprire il ruolo di Ministro per quanto riguarda il tema del lavoro, cosa che voglio ricordare con e con. Insomma, visto che parliamo spesso dell'occupazione femminile, voi immaginate, è stata Tina Anselmi la prima a ricoprire questo ruolo Alessi si devono anche leggi molto importanti. Io ne voglio ricordare una su tutte per non rubare troppo tempo che riguarda, io credo, un tema che ancora oggi e anzi, io penso che rimarrà sempre all'ordine del giorno, che è quella della sanità pubblica, che è quella della sanità pubblica, ecco quando noi parliamo dell'impegno delle donne nelle nostre amministrazioni delle nostre istituzioni e ricordiamoci che fu una donna a immaginare un sistema pubblico universale che potesse in qualche modo no, eh no rappresentare un cambio di paradigma, cioè si curavano, si potevano curare tutti, a prescindere dal loro portafoglio, a prescindere dalla loro condizione sociale. Io credo che questo sia stato sia ancora ad oggi io credo che mai abbastanza rivoluzionario, voglio dirla così nel senso che ci tocca ancora difendere quel sistema universale e quindi vorremmo che questo Comune a distanza, visto che appunto ricorrono i 10 anni dalla dalla morte e quindi siamo ufficialmente nel tempo giusto per poter dedicare un luogo, una strada, una piazza, un luogo pubblico della nostra città, a questa grande donna Tina Anselmi, quest'ordine del giorno sostanzialmente chiede questo, quindi la valutazione è insomma l'impegno ancora di più rispetto alla toponomastica femminile e che voglio ribadire qui. Insomma, è stato anche insomma, dibattito di qualche Commissione e noi spesso parliamo delle donne, magari come per esempio noi abbiamo un giardino dedicato alle madri costituenti.
Che è un bellissimo messaggio e le madri costituenti 21 madri costituenti.
Ecco, però hanno dei nomi e dei cognomi, e noi dobbiamo riconoscere anche la loro individualità, la loro, la loro differenza, insomma, tra non erano un gruppo unico, anzi, erano molto diverse tra di loro portavano avevano un carico politico diverso, eppure, eppure cambiarono in meglio la nostra Costituzione. Ecco, questo è il passaggio in più che credo noi dobbiamo saper fare, e questo quindi è la proposta che è contenuta in questo ordine del giorno e spero vivamente, insomma, che incontri il favore di tutte e di tutti, perché è un riconoscimento doveroso rispetto appunto a una storia, quella del nostro Paese, che ha visto tante donne cambiare in meglio la democrazia nel nostro Paese e quindi dovremmo esserne tutte e tutti molto orgogliosi. Grazie,
Allora grazie.
Consigliera consigliere De Biase a lei la parola,
Grazie Presidente, sarò breve, ringrazio di cuore la consigliera Bernagozzi per l'ordine del giorno che mi trova completamente d'accordo per quanto riguarda cercare intitolare una piazza, un luogo pubblico a una persona che, secondo me, ha veramente ha contribuito in maniera determinante alla costituzione dello stato sociale che ancora oggi noi per fortuna viviamo che Tina Anselmi, una persona che ha sempre dimostrato di lottare per i più deboli e la libertà, i diritti e l'uguaglianza sono i valori che ha sempre perseguito nella sua vita, sia associativa che politica e riscritta la Democrazia Cristiana.
È stata, come diceva la consigliera Bernagozzi, una delle persone che ha insistito e ha voluto il sistema sanitario nazionale, quello che noi adesso viviamo, che molto spesso diamo per scontato, cosa che non è assolutamente vera.
La una delle frasi che mi ha colpito leggendo la vita di Tina Anselmi è la politica che vede le donne in prima linea, è una politica di inclusione, di rispetto delle diversità e di pace, basta, questa basta a questa estrapolazione di un discorso che che fece,
Durante la sua carriera politica, per capire di che pasta era fatta questa questa persona, una persona che lo dico con.
Diciamo con con un po' di invidia e viveva la sua fede cattolica, mantenendo comunque al contempo un profondo rispetto per la laicità dello Stato.
Quindi è proprio una di quelle persone che ha vissuto il suo fare politica come servizio servizio nei confronti delle persone che, soprattutto con le persone più deboli e più bisognose, avendo una visione di Stato inclusivo che ha poi si è dimostrato appunto con la realizzazione ed è stata una delle principali attrici del sistema nazionale sanitario quindi mi vedo cioè annuncio già il mio voto favorevole e ringrazio di cuore la consigliera Bernagozzi per aver fatto questa proposta grazie.
Grazie Consigliere De Biase, chiedo se qualcun altro intende intervenire.
Consigliere Giordani, prego sì, grazie Presidente.
È un.
Io sinceramente la conoscevo poco la figura di Fiera Anselmi e solo ultimamente ho letto alcune cose su su di lei e tutto quello che è stato detto adesso, peraltro rinchiude le trasformazioni che son stati in Italia perché, come diceva giustamente il collega prima era comunque iscritta la Democrazia Cristiana in anni in cui mi metà anni 70 sembra una grossa antitesi tra Partito Comunista Democrazia Cristiana,
Però le cose che faceva sono o ha fatto son state universalmente riconosciute come proposte positive per lo sviluppo della Nazione. Adesso qui potrà essere visto un attimo come tono polemico, visto un momento in cui siamo, però io ricordo che nel 1974 fece anche una proposta di legge per distinguere nettamente le funzioni di giudice e pubblico ministero,
E proponeva la separazione della carriera, traduce tra giudici e pubblici ministeri questo per dire quanto era avanti già a metà degli anni 70 e detto questo e penso che quanto detto anche dalla quelli che Bernagozzi sulla valorizzazione del ruolo femminile e della top, nel caso in questo caso messo in pratica con maggiore presenza della toponomastica in altre situazioni sia assolutamente condivisibile e nel caso della figura di Tina Anselmi, trasversale ormai da cinquant'anni penso possa trovare un voto non contrario quantomeno anche da parte del nostro Gruppo Grassi.
Grazie consigliere. La parola ora va alla consigliera Marcasciano, prego, grazie Presidente e ci tengo a fare un breve intervento, come faccio di solito con un aneddoto su Tina Anselmi, vista, visto che l'ho conosciuta personalmente e visto che è stata una donna di centro che però era aperta a delle istanze, è stata una delle donne, soprattutto le donne, della Democrazia Cristiana che ha fatto in modo di tenere fuori dall'Aula i suoi colleghi, diciamo più conservatori quando ci fu l'approvazione della legge, 164 quella per capire, per capirsi che comprendeva l'esperienza trans, ecco, mantennero fuori, diciamo l'ala conservatrice e questo per noi fu importante in un periodo di grossa negazione in cui le persone trans conoscevano solo il carcere e la violenza non c'era altro.
La incontrammo successivamente esattamente del 1988, in un convegno del MIT a Treviso e nella sala a fianco al nostro convegno c'era, un convegno delle donne, non so se fosse un convegno dell'UDI questo non non so dirlo, ma era un convegno di donne e decidemmo di fare una sorta di invasione, ma come dire molto pacifica nell'altra sala e fummo accolte molto favorevolmente e Tina Anselmi concesse il microfono alla pila Bonanno che era una delle leader del del movimento in in quel periodo e ci fu lo scambio con lei molto aperta, aperta anche alle collaborazioni. Credo che, insomma, fosse già avanti con gli anni, ma non per questo meno attiva e come dire e riflessiva su queste questioni. quindi.
È proprio un un tributo mio personale per diciamo la comunità che che rappresento, quella trans, fare questo intervento che appunto, come dire, non è di grossa analisi politica, ma di di un aneddoto che però riporta quella che è un'analisi e una visione e tutto questo insieme ecco.
Non aggiungo altro, ecco, era per regalare questo aneddoto, questo bel racconto di bella storia al questa sala di Consiglio,
Grazie consigliera, la parola allora alla consigliera Ceretti, prego consigliera.
Milioni e un ringraziamento a Giulia Bernagozzi per il lavoro che ha fatto fin dalle prime.
I primi momenti nei quali Giulia mi ha detto di voler insomma a portare avanti questo ordine del giorno.
Mi sono mostrata subito molto collaborativa e.
Ci tenevo molto perché Giulia sa bene che la figura di Tina Anselmi ha attraversato.
In tante occasioni la mia vita.
E la figura di Tina Anselmi, diciamo, è una figura che crede che ho nel mio Pantheon, diciamo di riferimento della mia storia politica.
E se c'è una parola che la definisce che che definisce proprio il suo percorso di vita e parresia che è il coraggio, diciamo evangelico di tirare avanti, nonostante tutto e dai del rifiuto di calcolare dei vantaggi e degli svantaggi dalle cose che si fanno e si portano avanti anche attraverso la politica ed erano nate la scelta di prediligere una testimonianza anche quando scomoda.
Mai bizzarra, perché comunque è sempre radicata in una testimonianza.
Vera profonda questo stesso coraggio, l'ha portata ad essere partigiana ed è stata anche il costo coraggio a renderla.
A farli vivere con molta.
Approfondita che l'esperienza sindacale è molto vicina alle lavoratrici, soprattutto alle lavoratrici, e poi anche politica, e tutto accade naturalmente una Milano dei primi anni del dopoguerra, che costituiva di fatto, un laboratorio permanente di dialogo culturale, ma anche di confronto fra diverse.
Fra diversi fra fra.
Diciamo percorsi politici, sensibilità molto differenti, ma che trovava nell'ateneo di Padre Gemelli quello che era un vivaio, diciamo di curiosità, ma anche di curiosità proprio intellettuali e di vitalità e di spinta all'innovazione.
E per una donna come lei, ci voleva molto coraggio in quegli anni per essere il sindacato che nella politica, tenendo sempre la schiena molto dritta e un coraggio e tanta pazienza che è stata anche una capacità di sopportazione lei lo scrive bene nella sua autobiografia e nei confronti di tolta mediocrità i malelingue di un maschilismo che spesso fungeva da surrogato di un'inferiorità diciamo culturale ma anche morale Tina Anselmi attraversa tutto questo lo fa sempre con una diciamo,
Con una sua caratura molto che la Corte, l'ha, contraddistinta negli anni sempre molto ferma.
Sia in campo sociale che in campo politico, ma come anche appunto, ad esempio nella nell'ambito anche risale.
E fu la prima donna, ministro della Repubblica.
No la legge, noi ce lo ricordiamo tutti, come donna che ha portato avanti convintamente quello che dalla, ma diciamo la madrina del sistema sanitario nazionale, ma è anche stata la Ministra, che firmò la legge sulle pari opportunità nel mondo del lavoro proprio nel nel 77, la legge 903 che di fatto, insomma, ha portato avanti e ha fatto fare un passo in avanti a tante lavoratrici.
E diciamo che la sua notorietà maggiore è stata forse nel suo momento politico più più duro, più più forte, che è stata quella dell'esperienza da Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla loggia P 2, laddove ha saputo SMA.
Sviscerare un intreccio tra massoneria, criminalità organizzata, il pezzi di potere pubblico e privato e quindi lei riuscì a smontarla, a individuarla, denunciarlo con fermezza e con grande determinazione e le e quelli che sono stati poi i risultati di quella.
Quei lavori della Commissione Anselmi costituiscono ancora oggi a 30 a tanti altri, insomma di stanza e quella che è una testimonianza del degrado,
Politico etico e di una parte del nostro Paese che non possiamo non riconoscere,
E a partire da lì, sembra ancora indispensabile guardare se vogliamo.
Diciamo comprendere quello che è stato un.
Un momento paranco, deviato e corrotto che.
È una è una minaccia che può essere sempre costante, che necessita da parte di tutte le persone che si mettono in gioco nella gestione della cosa pubblica,
Un grande rigore era una grande fermezza, che lei appunto ha testimoniato molto bene.
E vorrei anche ricordare come il Ministro della sanità, appunto, perché.
La legge, naturalmente, la legge 833 del 78.
È per tutti noi un riferimento imprescindibile, ma già dal dal suo intervento in Aula lei che se una chiara una cosa molto molto semplice, ma che.
Tuttora rimane un faro per per quanto riguarda la sanità che lei ha ha iniziato il suo intervento sulla legge, dicendo che.
Ciò a cui l'Italia doveva attendere proprio globalità delle prestazioni, universalità dei destinatari, uguaglianza dei trattamenti, rispetto della dignità e della libertà della persona, è molto difficile dire meglio.
Di quanto ha detto lei?
Quello che naturalmente è un manifesto che dobbiamo portare avanti dobbiamo continuare a portare avanti.
Nonostante tutto e nonostante le difficoltà di oggi.
E quindi vorrei chiudere la somma dicendo che.
Sono tanti i motivi per cui esserle riconoscente hanno detto molto bene alle persone prima di me e quindi nel ricordare questa figura, insomma, credo che sia molto importante che Bologna riconosca insomma le donne che hanno portato avanti battaglie molto coerenti e molto tenace, insomma il il debito di riconoscimento che abbiamo nei loro confronti grazie,
Grazie consigliera, Ceretti ora la parola alla consigliera Bittini, prego consigliera.
Grazie Presidente.
Tina Anselmi è una donna coraggiosa e lo ricordiamo tutti sono stati citati tutti gli importanti passaggi che lei ha fatto madre costituente ha partecipato al voto, ha fatto a partecipa, ha fatto una bellissima legge sulla sanità, ma nel cuore di molti di noi chiamiamo la libertà, l'indipendenza, la democrazia deve restare forte il ricordo della Shoah e con la della sicurezza con cui lei guidò la Commissione della P 2 questa cosa oltraggiosa vergognosa che tentavi ad attaccare.
I il i punti forti dello Stato.
Fece una cosa incredibile per quei tempi e rese pubblici cercò di.
Sui giornali e l'ho trovata anche in rete gli atti della P 2. Leggetelo leggetelo come un giallo e saprete che cosa succede. Per questo io ritengo che lei, come le altre donne siano da ricordare e fu dopo aver presieduto quella costi Commissione, chiedo scusa, ho fatto una ricerca perché non mi ricordavo tutti i beni passaggi fu dopo aver presieduto quella commissione che lei pretese pretese, la l'indipendenza della magistratura dalla politica, questo voleva Tina Anselmi, non facciamoci confondere dalle cose e neanche dai toni molto dolci coi suadenti con cui ci dicono i colleghi.
I fatti, perché l'inchiesta, se dell'infiltrazione sulla P 2, l'aveva molto molto non voglio usano preoccupata, ma sarebbe un'altra. La parola da usare, quindi chiede trasparenza, controllo e la cosa. E questo l'ho imparato nell'accordo. Non lo sapevo portò portò alla decisione di non far partecipare, di proibire ai dipendenti pubblici, ai magistrati naturalmente cose di fare parte di organizzazioni segrete per magistrati e funzionari pubblici. Mi pare che questo sia un grande atto che supera tutto ciò che ha fatto, per cui sono molto felice di votare questo ordine del giorno e di ricordare una grande donna, assieme a tante altre che vorrei non lecito, ma li sappiamo tutti in quest'Aula quali sono.
Allora, grazie consigliera.
Chiedo se qualcun altro intende intervenire consigliere Iovine, a lei la parola, prego il Presidente grazie alla consigliera Bernagozzi per aver voluto questo ordine del giorno solo per ricordare l'attualità della senatrice Anselmi, come il Ministro della sanità.
Era madre della 8 3 3 del 78 e fu un esempio di grande politica di grande impatto perché si trattò di mettere insieme il mondo socialista e comunista con il mondo, più diciamo avanzato del cattolicesimo sociale e questo fu e questo è un Sindaco e una dimostrano h un'altissima capacità politica perché non era affatto semplice,
Far convergere interessi così diversi vi ricordo, quegli anni non erano gli anni più tranquilli della Repubblica italiana, eppure lei ci riuscì che riuscì a creare una cosa che ancora oggi dobbiamo assolutamente tenere come un tesoro rispetto a quello che rischiamo di vedere, cioè il ritorno alle mutue, il ritorno alle assicurazioni private, il ritorno alla disuguaglianza di accesso alle cure mediche e alle cure,
Sì, sì dalle più semplici alle più Co, alle alle più complesse, ed è quello che sta facendo un Governo che riduce, riduce, riduce il finanziamento alla sanità pubblica. Questo rende la sanità pubblica sempre più inefficiente, esposta alla domanda verso il privato, e oggi abbiamo anche la notizia di un calo dell'acquisto di farmaci nelle farmacie perché, ovviamente l'impoverimento del Paese e il ricorso alla al alle cure private genera un aumento e una una un aumento delle difficoltà economiche. Quindi vi ricordo che Tina Anselmi ottenne il consenso, ovviamente, di tutta la sinistra votarono contro. Sono i missini di allora e i liberali e, ovviamente, una parte della Democrazia Cristiana che ovviamente non.
Non non poteva, non poteva.
Essere d'accordo, vi ricordo anche che il compromesso e chiudo.
Nacque dal fatto di avere una medicina ospedaliera pubblica, come volevano i socialisti e i comunisti, e una medicina di pa di base libero, professionale, il medico di base libero professionista nasce da quel compromesso, un compromesso in cui si misero d'accordo su queste due su queste due funzioni diverse, io credo che sia ora di rimettere mano a questa legge e di ragionare in modo più ampio su questo problema, anche non foss'altro perché sono gli stessi medici di medicina generale ad chiede le maggiori coperture, maggiore protezione del loro lavoro grazie a tutti,
Grazie consigliere Iovine, consigliere Di Benedetto prego, grazie Presidente, poche parole per ringraziare la consigliera Bernagozzi per avere messo al centro della discussione una figura che è stata cardine anche nella lotta alla massoneria nel nostro Paese, che è un cancro che più volte ha provato a prendere il controllo, il controllo dell'Italia e non solo, che continua anche a cercare tutt'oggi di infiltrarsi nelle nelle istituzioni e a controllarle e quindi chi ha preso una posizione netta e chiara contro la massoneria e ha guidato anche una importantissima inchieste in questo senso, di fronte alle difficoltà, sicuramente alle minacce, ai problemi che questo ha comportato la vita di tutti i giorni, quindi la compromissione della vita quotidiana, perché lì si parlava veramente di e dei cosiddetti poteri forti, quindi di chi aveva il controllo e poteva e non aveva problemi, ha dimostrato di avere problemi, esercitarlo per raggiungere il dominio delle istituzioni e ha, diciamo fatto molto di più di quello che è chiesto ordinariamente a chi siede sui banchi delle istituzioni. Quindi questo proposta è importante e ringrazio la consigliera, sgomberiamo il campo da tentativi di polemica vari o di tirare la giacchetta, questa figura che ha una sua rilevanza in quanto tale nella storia del nostro Paese che va presa sicuramente dobbiamo studiarla, dobbiamo impararla trarre anche, diciamo sicuramente, degli spunti per interpretare l'oggi, ma ecco, non tiriamo la per la giacchetta. E proprio per questa sua importanza in quanto tale, come figura come figura femminile, come figura nella no lotta anche diciamo all'ideologia nazifascista, ma ripeto centrale anche nella lotta alla massoneria. Ringrazio la collega per avere presentato questa proposta.
Grazie Consigliere Di Benedetto, chiedo se qualcun altro intende in dare intervenire, allora non ho iscritti, quindi dichiaro chiusa la discussione. Do quindi la parola alla consigliera Bernagozzi per la replica finale. Prego consigliera, grazie, voglio ringraziare tutti i colleghi e le colleghe che sono intervenute, che hanno ricordato la figura di Tina Anselmi, anche il diciamo il momento storico in cui si affermati voglio ricordare questo Tina Anselmi fu nominata in quella Commissione che ricordava bene Loretta la collega Loretta Bittini da Nilde Iotti. Lo dico perché io credo che il senso di istituzioni, il senso dello Stato che si viveva in quegli anni io francamente credo sia un dovrebbe essere un faro politico per tutte e per tutti il senso delle istituzioni e la capacità di partire anche da punti di vista diversi, ma per il bene comune, per il bene dei cittadini e delle cittadine si fanno scelte politiche che lasciano il segno e quella nomina lasciò il segno lasciò il segno. Ecco, io credo davvero che in questo in questo modo di fare politica, ripeto, partendo anche da punti di vista molto diversi, molto diversi. Perché Nilde Iotti veniva dalla storia del Partito Comunista italiano, è stato ricordato bene che Tina Anselmi invece, veniva dalla strada della Democrazia Cristiana, eppure, eppure hanno saputo in qualche modo a trovare quel punto di incontro che ha fatto sì che alcune leggi fondamentali e che ancora oggi ancora oggi dobbiamo difendere, dobbiamo difendere, ecco quando li difendiamo, li difendiamo quel principio, quei principio che ha portato due donne che hanno fatto la Resistenza a scrivere la Costituzione, a credere fortemente nei valori fondanti della Costituzione, a credere fortemente nei valori fondanti della Costituzione. Non attualizziamo, ad oggi ha fatto bene il collega Di Benedetto a ricordarlo rispetto ad alcune posizioni che allora allora rappresentavano certamente erano in un quadro politico istituzionale diverso, ma ha ragione la collega Bettini, l'esperienza della P 2 cambiò profondamente il sentimento di Tina Anselmi, ma e lo voglio ribadire qui io voglio che tutti noi non perdiamo di vista il modo. Di stare nelle Istituzioni che allora Tina Anselmi e io voglio dire anche Nilde Iotti perché sono state ripeto, avversarie magari politicamente ma unite nel fare le politiche per questo Paese e quindi anche unite da un'amicizia, nonostante avessero pensieri diversi cosa che ecco vivaddio, voglio dire nel senso che sarebbe sarebbe anche un modo di stare e di stare nella politica, quella di essere anche no, ri rispettosi e non attaccarsi solo perché si è in magari su due posizioni politiche diverse. Ecco il loro modo di stare nelle Istituzioni. Io credo che debba essere un faro per tutte e per tutti, senza tirare per la giacchetta nessuno, ma ricordandoci che quei passaggi di quella storia politica di quegli anni i politici sono stati esattamente quelli, c'era una politica delle istituzioni che erano conniventi, con le associazioni segrete, con la P 2, con movimenti eversivi e c'erano donne e anche uomini, ma io qua voglio ricordare le donne che stavano in quelle istituzioni che stavano dalla parte dello Stato e che hanno difeso la democrazia dello Stato anche rischiando a volte alla vita personale, questo credo che sia la cosa più importante da ricordare e quindi ringrazio tutti e tutte e spero che ci sia l'unanimità in questo ordine del giorno sarebbe davvero un bel segnale per questo 8 marzo, grazie.
Grazie consigliera Bernagozzi, passiamo alle dichiarazioni di voto.
Chiedo se vi sono interventi.
Allora, direi di no, quindi passiamo direttamente alla fase di votazione, apriamo la votazione.
Dell'ordine per l'ordine del giorno numero 219, la votazione è aperta.
Chiudiamo la votazione o 33 presenti, 33 votanti, 33 favorevoli, il Consiglio approva all'unanimità.
Allora proseguiamo con l'ordine del giorno successivo il numero 220 Ordine del giorno in merito alla proposta di taglio delle accise sui carburanti a fronte del rincaro energetico presentato dalla consigliera, Celletti ed altri in data 9 marzo 2026.
Ammissibilità trattazione immediata, approvate nella seduta consiliare del 9 marzo scorso, chiedo alla consigliera Ceretti se intende illustrare l'ordine del giorno consigliera,
Prego, grazie.
Prego, visto l'orario, io preferirei rimandarlo alla prossima volta,
Grazie grazie consigliera, grazie a tutte e tutti la seduta, i lavori consiliari si concludono qui la seduta e chiudo chiudo la seduta alle ore 17:47, buona serata, arrivederci.
