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CONTATTACI
No.
Buongiorno, buongiorno a tutti, a tutti apriamo ai lavori odierni per la trattazione ordinaria, chiedo al Segretario Generale di procedere con la verifica del numero legale prego, dottoressa, ringrazio il presidente Angiuli.
Begaj terremoto.
Bernagozzi.
Bittini.
Caracciolo, assente, giustificato.
Celli.
Ceretti presente da remoto buongiorno.
Cima.
De Biase.
De Giacomi.
De Martino.
Di Benedetto.
Di Pietro.
Diaco, assente, giustificato fattori.
Foresti.
Geiger.
Giordani.
Iovine.
Larghetti manca.
Marcasciano.
Mazzanti.
Monticelli presente buongiorno, no Naldi.
Negash.
Piazza presente, buongiorno, buongiorno, pizza.
Quercioli.
Santori.
Partito, io Scarano.
Stanzani.
Tarsitano Toschi Venturi.
Giuntini avendo la consigliera De Giacomi.
Prego, Presidente, abbiamo il numero legale.
Grazie dottoressa Riva, allora nomino gli scrutatori, i Consiglieri consigliera De Martino, Consigliere, Negash e consigliera Scarano.
Allora partiamo con gli interventi di inizio seduta.
Consigliere Fattori per primo Beppe Savoldi, prego.
Grazie Presidente, la settimana scorsa ci ha lasciato Giuseppe Savoldi, detto Beppe, a 79 anni dopo una lunga malattia centravanti del Bologna, del Napoli e della nazionale che è stato ricordato dal sindaco di Bologna, Matteo Lepore, che lo ha definito una bandiera senza tempo per generazioni di tifosi è stato ricordato dalla squadra nazionale prima della partita con l'Irlanda del Nord con un minuto di silenzio.
Ero un bambino e hanno i primi tempi che andavo allo stadio quando giocava Beppe Savoldi nel Bologna e ricordo i cori e dicevano Dio perdona Beppe, no che riprendevano il titolo di un film con Terence sì, no schierati, Dio perdona io no e anche i cori Beppe non si vende che purtroppo sono stati poi disattesi.
Ha giocato otto anni con il Bologna assegnato 140 reti è stato il quarto marcatore di tutti i tempi per i colori rosso-blu 140, rete a cui andrebbe aggiunto il gol-fantasma di Ascoli, quando un raccattapalle, che evidentemente era triste per il fatto che la scuola stava perdendo già tre uno mise il piede dentro la rete per buttare fuori la palla nel quarto gol, non c'era bar niente, quindi quel gol non venne convalidato e,
Ha vinto due Coppe Italia con il Bologna e a e di il diciassettesimo marcatori di tutti i tempi in seria era micidiale, il suo stacco di testa che derivava dal fatto di essere stato un giocatore di basket, per cui lui saltava agli altri saltavano gli atti cadevano, lui rimane binaria e colpiva di testa diventato nell'estate del 75 mister due miliardi.
Perché venne ceduto a Napoli per una cifra che allora era davvero una cifra record, ecco, sono andata a fare una ricerca, 2 miliardi di lire di allora equivalgono a circa 12 milioni di euro di oggi, che è una cifra assolutamente normale per un calciatore di non altissimo livello. No, ma evidentemente si trattava di un calcio più umano, più.
Un carcere in cui potevi incontrare i calciatori.
Al vaga e in cui, in cui andare a scuola con i loro figli io imparai nella aveva 13 anni imparare della vendita, che era un campo estiva, un campo scout e ci può Vice vidi il titolo del giornale che era stata venduta, Giuseppe Savoldi, ecco, per il resto del campo, girai con un fazzoletto nero al braccio in segno di lutto erano ragazzini, era un po' folklore, ma sicuramente la cosa mi colpì molto.
A Napoli giocò quattro anni fece 77 reti, non vinse lo scudetto, ma crea un legame forte con la città e con quei tifosi.
Ebbe poca fortuna in nazionale perché c'era, allora prima c'erano, le punte erano Riva. Anastasi Boninsegna, no, poi ci fu il blocco del Torino, giocò solo quattro partite con una rete nazionale, ma il legame di Bologna e dove tornò a giocare nel 1979 è rimasto saldo nel tempo è rimasto forte e i compagni di squadra di allora lo ricordano oltre che come un grande calciatore, lo ricordano come un grande uomo, una grande persona di poche parole, ma sempre pronta ad aiutare gli altri a dare indicazioni a quelli che erano i più giovani, quindi quello che oggi si definirebbe un uomo di spogliatoio, un uomo capace di fare squadra, di giocare per la squadra, ecco loro lo ricordano noi in questa sede, in quest'Aula, lo ricordiamo allo stesso modo, ripeto, il Sindaco ha detto che la città di Bologna troverà il modo di ricordarli in modo adeguato, ma credevo, credo che fosse giusto farlo anche in questa Aula del Consiglio comunale. Grazie.
Grazie, Consigliere, Consigliere Negash no al re prego.
Grazie Presidente.
Centinaia di migliaia di persone hanno deciso di e hanno deciso di dire una cosa semplice, radicale, non negoziabile, no aeree, noi padroni del mondo, no alle guerre.
E questo è successo a Roma, qualche giorno fa, il corteo No Kings non è stato solo una manifestazione, è stato un segnale, un segnale potente che parte da Roma, ma non si ferma a Roma, una scintilla dentro a una mobilitazione globale che nello stesso giorno attraversato gli Stati Uniti. L'Europa e il Regno Unito, unendo milioni di persone contro l'autoritarismo, il riarmo e la repressione, è una risposta storica, un tempo che sta scivolando pericolosamente verso nuove forme di dominio aroma non erano in pochi, erano un fiume di organizzatori, parlano di centinaia di migliaia di persone e una grande marcia popolare che ha attraversato le città con bandiere della pace, slogan contro la guerra e contro ogni forma di oppressione. Ma il numero per quanto è impressionante e non è la cosa più importante, la cosa più importante è la composizione. Giovani, lavoratori e studenti, associazioni, sindacati in realtà sociali, un popolo, perché quando parliamo dire oggi non parliamo di corone medievali, parliamo di poteri che si comportano come monarchie assolute governi che decidono sopra i popoli leader che alimentano guerre per interesse, sistemi che chiedono obbedienza e offrono paura. Parliamo di un mondo in cui la democrazia viene svuotata, mentre cresce l'autoritarismo e dove la guerra torna ad essere uno strumento normale della politica. Questo è il senso profondo della mobilitazione internazionale. E contro un modello, un modello che si ripete ovunque, repressione interna, propaganda, nemici esterni, militarizzazione e il ritorno di una logica antica, quella del comando dell'alto, che oggi si presenta con volti nuovi, ma con la stessa sostanza. Allora la risposta non può che essere globale. La lotta contro l'autoritarismo e una lotta internazionale perché internazionale, e il sistema che lo produce, e qui arrivo al punto politico più forte, è quello che riguarda direttamente l'Italia, dopo il referendum, dopo quei no che ha già espresso un rifiuto profondo di una certa idea di potere e di società, questa piazza rappresenta un passo ulteriore e la trasformazione di un voto in movimento, perché o no da solo non basta, se non si org se non si organizza se non si unisce, se non diventa, forse ha collettiva.
E aroma. Questa forza si è vista non perfetta, non omogenea, mareale. Una convergenza ampia, fatta anche di differenze, che però ha trovato un terreno comune. Rifiutare la guerra, rifiutare l'autoritarismo, rifiutare la logica dire, dobbiamo trasformare l'indignazione in un'organizzazione, trasformare la protesta in continuità, attenzione però la vittoria dei no non dev'essere trasformarsi nell'ennesima corsa interna alla leadership. Negli ultimi anni il cambiamento vero è nato fuori dai partiti, nelle mobilitazioni di donne, giovani e i movimenti sociali contro la guerra, disuguaglianze e ingiustizie. E da lì che è tornata alla partecipazione in difesa della Costituzione. La sinistra cresce solo quando riconosce e sostiene queste energie dal basso, non quando prova a ingabbiare. Senza questo resta solo gestione del potere non trasformazione. Dobbiamo dircelo con chiarezza. Chi governa oggi punta sulla divisione divide per governare, alimenta paure e costruisce nemici e ogni divisione, un regalo al potere. Per questo la sfida più grande, l'unità, non un'unità astratta, ma concreta costruita su obiettivi chiari.
Unità contro la guerra, unità contro il riarmo, unità contro le politiche autoritari, unità per i diritti sociali, per il lavoro, per dignità, il messaggio di queste giornate semplice e potentissimo non siamo sudditi, non lo siamo negli Stati Uniti non lo siamo in Europa non lo siamo. In Italia c'è una generazione che sta rialzando la testa, c'è una società che rifiuta di essere trascinata in guerre che non le appartengono, c'è una parte del Paese che non accetta più di essere spettatrice.
Marceremo più uniti perché la strada è lunga, ma è già iniziata. Grazie Presidente.
Grazie consigliere ora la parola al Consigliere Di Benedetto preso, a coltellate in taxi, prego Consiglieri.
Grazie Presidente, intervengo su un episodio di alcuni giorni fa e due soggetti e si sono presi a coltellate all'interno di un taxi, il tassista ha ricevuto dei colpi, è riuscito a salvarsi per pura fortuna, scappando dal mezzo che è stato ovviamente rovinato.
Distrutto, eccetera. I due, ma uno dei due malviventi è stato fermato dalle autorità. L'altro no, e questo era un e un altro episodio che ha interessato di violenza, che ha interessato la categoria dei tassisti, una questione che abbiamo sollevato durante l'ultimo episodio dopo l'ultimo episodio di violenza, alcuni giorni fa, alcune settimane fa, è stata quella della sicurezza sui taxi. Abbiamo anche presentato una proposta in via ordinaria per discuterla con tutto il Consiglio comunale, quindi l'augurio che venga discussa presto nella sede opportuna in Commissione e anche con le categorie, perché è necessaria una riflessione. La categoria dei tassisti, soprattutto, è ancora ancora di più la notte. È in serio pericolo perché garantiscono una componente essenziale del servizio del trasporto pubblico locale. È la parte integrata e gestita sì in via coro con una forma diversa, ma sono parte integrante del servizio di trasporto pubblico. E tant'è vero che hanno una serie di obblighi che poi permettono a tutti coloro che utilizzano un taxi per muoversi, riprenderlo e però la notte sono. Spesso abbandonati quindi in questo senso e si dovrebbero studiare delle forme di compartecipazione per aumentare e garantire una maggiore sicurezza alla categoria. È chiaro che non possiamo pensare aspettare che il prossimo non sia quello fortunato. Speriamo che la fortuna ci sia sempre, ma mettere in campo anche degli strumenti per garantire la sicurezza di queste persone sarebbe indispensabile se no, poi non stupiamoci se decidono di non fare il servizio la notte, piuttosto che di evitare determinate zone o perché, chiaramente, non possono mettere a rischio in via totale alla loro sicurezza, cosa che purtroppo accade in questi contesti. Quindi l'Amministrazione, secondo me, dovrebbe farsi carico di questa situazione e collaborare con la categoria anche per garantire loro una maggiore sicurezza. Non possiamo aspettare l'episodio, le l'episodio che poi ci vedrebbe tutti a piangere il morto o il ferito. Dobbiamo agire prima per garantire la sicurezza della categoria, che è quella che garantisce poi una componente indispensabile del servizio del trasporto pubblico locale. Grazie Presidente.
Grazie consigliere, consigliere Giordani, Kimi, orgoglio bolognese, prego sì, grazie Presidente, un saluto del colleghe e colleghi, ci troviamo ed è un piacere nuovamente davanti a un'impresa del nostro giovane concittadino, chi mi Antonelli, che ha vinto il secondo Gran Premio di fila e si trova ad essere in testa mondiale di Formula 1 cosa che per un italiano non accadeva da 41 anni e soprattutto ai più giovani di sempre ma non solo italiano mondiale, il ragazzo più giovane di sempre essere leader del mondiale di Formula 1,
Io vorrei ricordare che formula uno a Bologna non è solo uno sport, e tantomeno uno sport secondario, è una tra è tradizione, orgoglio, passione, lavoro, noi siamo la Motor Valley, l'Emilia Romagna, è la culla di Ferrari, Lamborghini della Maserati della storia dell'automobilismo italiano di conseguenza,
Queste straordinarie imprese di questo ragazzo che dimostra, ogniqualvolta gli è possibile, la sua bolognesità già oggi tornava a Bologna, lo si vede a Palazzo a vederla Virtus piuttosto che allo stadio, a vedere il Bologna stesso, ribadiamo che secondo noi sarebbe giusto e opportuno che il Comune di Bologna prevedesse l'assegnazione di un Hanefi di un'onorificenza perché questo ragazzo sta portando e porterà sicuramente avanti con orgoglio Bologna nel mondo. Grazie,
Grazie consigliere, consigliere Larghetti, non è una bravata, le puntine in Val di Zena sono violenza stradale. Prego, grazie Presidente, purtroppo è successo di nuovo, quindi forse il problema non era il bike dei come quando è accaduto l'ultima volta agli onori della cronaca in Val di Zena ignoti, hanno disseminato la carreggiata della provinciale di puntine, è successo sabato mattina e ovviamente il risultato è che molte persone che stavano facendo un'escursione in bicicletta, utilizzando quella che da secoli è amata come Valle dei ciclisti per le sue caratteristiche, ovviamente parliamo soprattutto di di persone del luogo e hanno forato, qualcuno ha rischiato di cadere e questa non è una bravata, è un atto di violenza stradale, lo dobbiamo dire e dobbiamo esserne consapevoli che questo non fa ridere. Non è simpatico, perché i ciclisti ci danno fastidio. Allora, ah, che bello se hanno un disagio, perché le conseguenze possono essere anche molto gravi e è anche giusto dire che questo non è un gesto che rappresenta i residenti della Val di Zena che rappresentati nel loro comitato, il comitato della Val di Zena hanno espresso contrarietà e sconforto per quello che è accaduto, confermando un senso diffuso di responsabilità e di attenzione verso il proprio territorio. Quindi non è un messaggio che viene da parte degli abitanti, evidentemente da qualche isolato.
E credo che quando però parliamo di sicurezza, dobbiamo essere credibili e dobbiamo dare dare seguito a una visione di di sicurezza per cui un gesto del genere non è, non è secondario. Allo stesso tempo, in questi giorni, con l'arrivo della bella stagione anche sui colli bolognesi, ovviamente è tornato un traffico pedonale e ciclabile, ma anche automobilistico, che lo ricordiamo interferisce anche con la fauna selvatica, perché i Colli ancora più che da persone sono abitati anche da tantissimi animali. Un traffico massiccio, spesso fuori controllo, con la solita sosta selvaggia con velocità assolutamente non adeguate, in particolare ai nuovi limiti di velocità, che sono chiaramente indicati, ma che non vengono rispettate e strade che sono strette e tortuose lungo quali si muovono. Anche tantissimi escursionisti a piedi sono trattate come piste, quindi non solo i ragazzini che fanno le corse, ma anche, purtroppo, persone adulte che, in maniera veramente poco responsabile, attraversano quello che è un territorio molto fragile, prezioso ed è un bene comune di tutto e di tutti in maniera superficiale e rischiosa per il prossimo, e spero veramente che la Polizia locale intervenga con, diciamo, interventi straordinari durante il weekend, in particolare anche durante insomma dal periodo pasquale in poi perché i weekend e rischiano di essere di sangue sui Colli grazie,
Grazie consigliera. Le ridò la parola per il prossimo intervento. Licenziamenti e sciopero a sit-in in una vertenza che riguarda la qualità dell'informazione prego sì. Grazie Presidente. Lo sciopero che ha riguardato il gruppo siti news è stato indetto perché in pochi giorni si sono licenziati in questa importante testata on line che, lo ricordiamo su Bologna è presente, ad esempio, come Bologna Today sono stati licenziati 5 lavoratori e sono stati rimodulati 21 collaboratori senza alcun confronto sindacale, quindi c'è stato uno sciopero di 48 ore dei giornalisti di questa testata a livello nazionale che chiedono il ritiro dei licenziamenti e l'apertura di un confronto reale. Io credo che sia preoccupante per adesso i licenziamenti non hanno riguardato il nostro territorio, però questo ci dice come sta cambiando il modello di business del mondo, dell'informazione che fatica a inseguire le trasformazioni sociali della natura dell'informazione e rischia di comprimere il diritto democratico a un'informazione sicura a delle fonti verificate a un giornalismo professionale che fa sempre più fatica a emergere rispetto al rumore di fondo dei social, dove la diceria, l'opinionismo, sono trattati alla stessa stregua dell'informazione verificata da parte di un professionista. Quindi credo che l'attenzione alla nostra vertenza deve andare non non solo per l'importante tema dei lavoratori e del lavoro, ma proprio perché tutto quello che sta accadendo nel mondo dell'informazione, l'abbiamo visto quello che è accaduto all'agenzia Dire,
E purtroppo lo abbiamo visto nella vertenza della rotto Press. Queste trasformazioni ci stanno dicendo una cosa molto chiara. Il mondo dell'informazione è in pericolo. Dobbiamo immaginare tutti, soprattutto come forze democratiche, come fare in modo che rimanga libero e verificato grazie.
Le ridò la parola 37 secondi consigliera per l'intervento successivo, tavolo sfratti, fermo problemi in aumento, serve responsabilità istituzionale. Prego sì, grazie Presidente. In questi giorni anche la vicesindaca ha ribadito con chiarezza che il tavolo sfratti è stato uno strumento necessario che ha determinato una gestione migliore sia per i proprietari che per gli inquilini sotto sfratto del fenomeno sempre più crescente degli sfratti, non solo per morosità, ma anche per fine locazione, e il fatto che la Prefettura abbia scelto di non dare seguito a questo strumento è molto grave. La denuncia dei sindacati è stata molto chiara e per questo presentiamo un ordine, un ordine del giorno e chiediamo la trattazione urgente. Grazie, grazie. Consigliere Larghetti, consigliere Giordani, Cierrebi, lo specchio della gestione dei circoli sportivi, cittadini, prego.
Grossi ancora. Allora abbiamo detto che se abbiamo anche visto che è stata posata in pompa magna la prima pietra del nuovo Cierrebi, una vicenda che ormai dura da 10 anni, nel 2017, il CRPA chiuse per 10 anni, si è riusciti a non far niente se non far arrabbiare i cittadini, far arrabbiare comitati, non ascoltare nessuno e la palla era stata passata al Bologna. C'era in ballo lo stadio lo stadio abbiamo visto che fine ha fatto, c'è nessuna il blu, il Bologna sembra abbia ritirato i progetti che il Comune di sicuro è ritirato. Lo stanziamento fatto sta a Bologna si trova ad essere l'unica società ad aver lo stadio scoperto nei quarti di finale di Europa League per non guardare più avanti alla Champions. Il problema del Cierrebi, che riapre dopo 10 anni, è un po' la paura che sia anche per altri circoli bolognesi. Mi viene in mente il circolo Biavati o mi auguro che non succeda una cosa del genere, anche se il rischio esiste perché è stato detto fino a oggi che il Comune ha saputo all'ultimo delle mancanze delle carenze quando invece.
Avrebbe dovuto saperlo e dire che non aveva saputo niente. E sinceramente un'ammissione di colpa che non mi sarei mai aspettato, perché leggendo la concessione si legge che.
Il Comune doveva ricevere i rapporti di manutenzione sugli impianti, sia manutenzione ordinaria, che straordinaria triennali doveva ricevere un rendiconto annuale sull'andamento della gestione, il Comune doveva nominare e pagare a sue spese un collaudatore per le opere eseguite dal gestore, il Comune doveva collaborare allo svolgimento delle attività oggetto della concessione e aveva l'onere dell'alta sorveglianza sull'attività del concessionario inoltre, entro 90 giorni dalla firma della concessione 2017, mi sembra che l'assessore allo sport fosse.
Il Sindaco, cioè Matteo Lepore, entro 90 giorni doveva costituire un tavolo di coordinamento, dove discutere anche dell'andamento della concessione, se fosse vero che non ha mai ricevuto alcuna comunicazione, vuol dire che il Comune non ha ottemperato in alcun modo al contratto e alla concessione che aveva con il centro Biavati. Detto questo, speriamo che l'udienza conoscitiva che è già stata chiesta venga indetta se non dalla Commissione, Sport dalla Commissione bilancio, visto che sono stati stanziati 500.000 euro per le prime opere e che si possa dipanare questa matassa infelice per tutti e che si possa finalmente avere uno spiraglio per il centro Biavati. E soprattutto torno all'inizio che anche in serie B possa rinascere e tornare a uno spazio veramente fruibile da tutti. Grazie.
Grazie consigliere, consigliere Di Benedetto degrado e spaccio in via Maggia e nei giardini Pinchetti ping Carly 3, grazie Presidente. Nella in pieno centro nella zona e su via Maggia giardino, Pinker Levi, ha ormai una un accampamento abusivo che da tempo insiste nella zona. Il giardino non è più utilizzabile da parte dei residenti, ve lo può confermare. Chiunque vive nella zona Aban, anche di giorno, perché è utilizzato o dagli spacciatori o da chi fa acquista da questi i, anche in pieno giorno, succede sia sotto i portici sia nel giardino. Più volte ho chiesto all'amministrazione di risolvere il problema che va risolto sotto il profilo della sicurezza sotto il profilo sociale, sotto il profilo della salute, perché ci sono persone anche tossicodipendenti, che vanno accompagnati in percorsi di recupero, non abbandonate lì in mezzo alla strada e fino a oggi questo non è accaduto in maniera strutturale. Per questo sabato ho presentato un esposto, tutte le autorità preposte, per anche mettere sull'attenti l'Amministrazione, perché se poi un giorno dovesse accadere qualcosa, anche chi farà le dovute indagini potrà mettere l'Amministrazione tra gli indagati, anche perché segnalo che quando io sono andato sul posto, insieme ad alcuni cittadini per verificare la situazione, due di questi soggetti non so se utenti o venditori sono venuti lì davanti alle persone presenti mi hanno messo un dito sul petto e mi hanno detto ti ammazzo, ti stacco la testa, quindi una minaccia di morte in pieno giorno e a quanto pare normale nella nostra città, a quanto pare va bene per tutti. Però, secondo me no, secondo anche i cinque tra l'altro, un cittadino presente è stato a sua volta minacciato, gli hanno detto ti stacco la testa,
Questa è la normalità in pieno centro. Ora non è solo una questione di pulizia, c'è anche la questione di pulizia. È una questione di sicurezza che riguarda tutti, perché i cittadini che vivono in quella zona non possono più neanche uscire di casa tranquilli in pieno giorno, figuriamoci di sera.
E non possono neanche utilizzare un parco che magari nelle intenzioni dell'Amministrazione, quando lo ha realizzato, era destinato a famiglie piuttosto che altre situazioni, o anche solo per portare a spasso il cane. Questo non è più possibile perché quello spazio e utilizzato da gli spacciatori o degli acquirenti risolviamo la situazione. Grazie,
Grazie consigliere, aspettiamo l'ordine del giorno consigliera, Marcasciano i diritti ai tempi dello tsunami, prego, grazie Presidente, un terremoto di forte intensità ha colpito le destre che governano il Paese dopo la vittoria del no al referendum, l'epicentro è stato localizzato di dare a governativa, ma le scosse si sono propagate fino alle regioni e ai comuni più lontani arrivando a toccare anche ambiti visioni che finora si erano mostrati moralmente integri e rigidamente chiusi su diritti e riconoscimenti.
Non mi soffermo sulle dimissioni, sostituzioni sicuramente sgambetti vari altri sicuramente lo faranno meglio di me. Mi preme però evidenziare ciò che fino a poco tempo fa, direi storicamente appariva improbabile, se non impossibile, l'accaparramento da parte della destra dei diritti si fa per dire di gay e lesbiche. Per ora le altre lettere della sigla, fortunatamente LGBTQ Plus, sono state risparmiate a lanciare questa nuova linea. È l'ex compagna di Berlusconi, che inaugura il fronte delle dei gay conservatori per portare i diritti a destra, afferma Pascale. A lei è stato affidato il mese del Pride giugno il lancio del primo evento di gay conservatori in programma quarto in provincia di Napoli. Ma se il gay pride e per loro una pagliacciata, perché scegliere proprio la data del 27 giugno per inaugurare la rivolta e poiché, per inaugurare il loro il loro e non a caso proprio acqua? Da quarto arriva anche il fondatore della pagina Emanuele Romanelli classe 96, che nei suoi post si schiera contro il gender UOC e aborto. Un infanticidio, dice lui e si dice apertamente orgoglioso dell'operato di Netanyahu su Gaza, in uno dei suoi membri contrappone ne contrappone l'elettore, che hai medio di sinistra sovrappeso è toccato a quello di destra muscoloso e d'Orso e a dorso nudo dal nordest arriva poi la lieta novella del matrimonio tra il Sindaco di Pordenone e di Fratelli d'Italia, Alessandro Basso, e il leghista, Loris Bozzo, sindaco di Carlino, provincia di utile che dichiarano in tema di diritti, la destra ha superato la sinistra, cose che fino a tempo a poco tempo fa erano inimmaginabili, appunto gli fa eco Moris Battistini, che dice può sembrare un contrasto, ma per noi è pluralità e valore e Vannacci non è omofobo. Beato a lui non abbiamo mai pensato che omosessuali e persone trans fossero un bacino elettorale esclusivo della sinistra, ci mancherebbe. Rivendichiamo però che le lotte di liberazione e autodeterminazione siano storicamente nate e cresciute a sinistra. Resta a loro una domanda. Come giustificano le campagne d'odio piene di parole violente e volgari che portano a raffiche che partono all'Africa dalle loro retrovie, dai vari Vannacci, passando per gruppi affini, come profumi di Forza Nuova Casapound, fino a chi ricopre incarichi di governo come Roccella Valditara e la stessa Presidente? Io e tante altre come me, quelle campagne, le abbiamo vissute sulla nostra pelle, spedizioni punitive, aggressioni fisiche e verbali cicatrici che oggi portiamo come medaglie e ancora come si giustificano davanti alla storia il confido degli omosessuali basti pensare alle Isole Tremiti o le deportazioni dello sterminio dei triangoli rosa, se il terremoto provocato dalla vittoria di un referendum popolare ha prodotto crepe della struttura tutti democratica del Governo questo non rivela solo debolezza politica, incapacità di mediazione e gestione della crisi economica, ma anche una profonda e disgustosa ipocrisia sul terreno dei diritti e della democrazia.
Grazie consigliera, consigliera Di Pietro, vicinanza e solidarietà a sole Ahriman, prego, grazie Presidente. Le manifestazioni d'affetto e solidarietà per Siri Armando imprenditrice, attivista iraniana, che in queste settimane ha ricevuto accuse ignobili e calunnie, continuano incessanti la stima e il riconoscimento che nutriamo per lei sono in discorsi. Dopo questi gravi episodi che hanno colpito lei, la sua famiglia, sono andato a trovarla insieme ad altre colleghe per ribadirle la nostra vicinanza, sale e testimone vivente di un impegno instancabile e contro il regime iraniano. È un esempio di donna che non ha mai fatto mancare la sua presenza per sostenere il popolo oppresso provando sulla propria pelle la sofferenza di chi si oppone alla dittatura, nonostante abbia perso un fratello e una sorella giustiziata 44 anni fa, se le Armando e non si è mai arresa insieme a tanti e tante attivisti iraniani che credono nell'autodeterminazione dei popoli e dei valori democratici ha sempre lottato per fare emergere le ingiustizie, tenere alta l'attenzione sull'Iran, un impegno che viene da lontano anche in questi ultimi anni e malgrado abbia attraversato momenti di salute difficile se sempre alzata, per partecipare a presidi incontri, iniziative e interviste,
Ho avuto l'occasione di conoscerla nel 2017, quando ero Consigliere di quartiere ed in quegli anni che è nata la nostra collaborazione. Amicizia. Sono molti gli eventi di natura artistica e comunitaria che abbiamo organizzato e che si uniscono ai tanti a cui ha sempre partecipato. La prima mostra in un luogo di via terra rappresentato attraverso le opere di una giovane studentessa iraniana, le atroci torture che subiscono le donne che si oppongono al regime,
Ne sono seguite altre insieme a molti eventi promossi da diverse realtà che l'hanno vista protagonista. Voglio ricordare in particolare l'opera dedicata a Nasreen, la celebre avvocata e attivista per i diritti umani, perché racconta un altro lavoro straordinario che abbiamo messo in moto insieme a tutta una comunità locale grazie a un artista volontario e alla rete di associazioni che hanno aderito e volontari della CNA in pensione. Un'opera di Sandro Zazzaroni che ancora oggi è visitabile in maniera permanente nella sede del quartiere Navile e che è stata affissa in quel luogo dopo che sul ponte Stalingrado era stata sfregiata, non batterebbe il tempo per raccontare altre, raccontarne altri, e ciò che mi preme sottolineare è la gratitudine che in tanti proviamo perso ila perché il suo lavoro costante ha contribuito a rendere la sua missione, un impegno collettivo e di comunità che in tanti,
In questi anni abbiamo riversaggio insieme nel contesto della Bolognina in cui lei ha abitato, in cui ancora oggi lavora insieme alla sua famiglia, sui la non solo è stimata, ma il suo operato ha prodotto l'effetto diffuso di una città di cui è parte che continuerà a farle sentire la PEC, la vicinanza che merita. Rinnovo la mia stima e l'affetto che anche lei, nei momenti difficili, non ha mai fatto mancare e le dico di andare avanti e che non è sola, perché insieme e continueremo a sostenere i diritti umani e le vittime della repressione iraniana che adotta linguaggi verbali violenti inaccettabili non aiuta la causa e contribuisce a violare i principi di libertà. È partecipazione. Colgo l'occasione per esprimere a nome del Partito Democratico di Bologna, la medesima solidarietà le numerose persone che in questo momento stanno subendo accuse a Nagle, analoghe a quelle rivolte al suo ila. Grazie.
Grazie consigliera, consigliere, Celli, maltrattamento animale e pericolosità sociale, prego.
Grazie Presidente.
A Roma, in un parco Tor Tre Teste è stato trovato una gattina reduce da uno stupro. Si tratta di un atto particolarmente ferrato, poiché le gatte, come tutti voi immaginate, hanno genitali di molto più piccoli rispetto a quelli maschili umani. Per questo motivo giace in fin di vita in un ospedale veterinario, sempre della capitale. Questo gesto rientra in una Campania attivo ormai da diversi anni di persecuzioni dei gatti di cui nessuno vuole occuparsi. I gatti spariscono in tutta Italia nelle circostanze più strane. In particolare, questo episodio rappresenta a mio avviso un'evoluzione dello schema predatorio. Molto probabilmente la gattina è stata usata per girarono SNAM film commissionato da qualcuno anche semplicemente venduto nella darne. Quando pubblicato la mia rivista, che fine hanno fatto i nostri gatti? Ho intervistato dal rappresentante dell'Associazione Felyne Guardians, che mi disse che nei gruppi stranieri server tutti posizionati in Cina, dove si praticava questo tipo di zoo devianza. C'erano anche degli italiani, anche se erano inattivi, e pareva che fossero lì solo per imparare, per guardare il che non era comunque normale il fatto della gattina stuprate, un fatto gravissimo che meriterebbe, oltre allo sdegno, un certo raccoglimento. Non ci servono le sceneggiate di alcune persone che faccio fatica a chiamare giornalisti che si servono di questo fatto per mandare in scena uno spettacolo radiofonico che si nasconde dietro l'idea che si deve fare informazione a tutti i costi e che comunque tutto ciò che viene detto deve essere preso per uno scherzo, quindi si può dire tutto e di più, e sto parlando ovviamente della zanzara che va in onda su Radio 24, il primo ospite, intervistato accusi migranti di mangiare i gatti anche di stuprava, cito a memoria perché quando stuprano i gatti.
Si può stuprare le anziane e comunque si potrebbe stuprare anche una bambina, cioè questo perché comunque lui dice che sono sempre fatti. Ecco, vorrei ricordare su questo episodio che c'è un film che si intitola la leggenda del re pescatore di Terry Gillian, ecco come in quel film, un pazzo da qualche parte di Roma intenzionata a farsi giustizia da solo potrebbe ascoltare quella trasmissione preso per buono. Quello che ha detto per scherzo potrebbe entrare in un parco e sparare all'impazzata. È presente solo, ovviamente, un'ipotesi, ma io lo dico perché viviamo in un tempo in cui con l'odio non si deve scherzare e se si vuole scherzare e bisogna quantomeno farlo capire, non basta riderci sopra. Per questo, a mio avviso, la quella trasmissione è ambigua e pericolosa. Non ne chiedo la censura, perché non lo chiedo per nessuno, ma di certo l'ordine dei giornalisti dovrebbe quantomeno intervenire. Come se non bastasse, il secondo ospite interviene da Rovigo e racconta di far parte di un gruppo che si ritrova puntualmente per mangiarsi gatti perché si tratta di una tradizione vicentina. Questi personaggi si trovano insieme per mangiare questi poveri gatti molto spesso e per loro è una sorta di festa di paese, c'è anche una persona delegata al reperimento dei gatti si trovano generalmente in settembre e in aprile due momenti in cui si sono verificati non a caso dei vortici di sparizione a Monzuno, dove abito, per esempio in settembre, ma anche Lesignano de Bagni, chiudiamo la questione comunque relativa a questa trasmissione. Io credo che ci troviamo al cospetto di un Orgaz, un'organizzazione che fa sparire i gatti e fa girare i cani lupi cecoslovacchi in giro per l'Italia e si butta poi la colpa addosso al lupo, perché così si fa crescere la paura e si apre la porta al contractor faunistico e loro misfatti sono sotto gli occhi di tutti e quando buttano la colpa addosso al lupo la gente a casa però nove volte su 10 ride dietro a queste persone, a questi personaggi e vorrei anche ricordare che anche noi abbiamo avuto molti gatti torturati, come per esempio affrontano un gatto scuoiato e azzeccato, gli è stato tolto un occhio dalle orbite, poi c'è una maestra di Monzuno che addirittura ha ricevuto la visita dei droni ad altezza uomo prima di vedersi portar via i suoi tre gatti o il gatto di mia madre rapito forzando la rete del giardino. Questa gente non agisce solo militarmente, ma è anche esibizionista, tanto che si infila nelle trasmissioni, evidentemente e mette le prove sotto il naso di tutti, come nel caso delle caprette di San Lazzaro. Ma non dico oltre. Eppure tutte le volte qualcuno ci crede, ci crede o di conviene credere che queste cose siano vere,
Grazie Presidente.
Grazie consigliere Celli è presente un odg di cui chiedo la trattazione immediata, la penna e attendiamo la DC. Grazie consigliera Di Pietro carcere, situazione allarmante. Prego. Grazie Presidente. La situazione nel carcere della Dozza è talmente grave che anche il sindacato è cicli di Bologna ha deciso di non partecipare alla cerimonia dell'anniversario della Polizia penitenziaria che si è tenuta la scorsa settimana a Bologna. Lo stesso Garante regionale ha sottolineato la sconfitta di un sistema che dovrebbe essere rieducativo. A Bologna i detenuti sono 849, su una capienza di 507 posti e le condizioni di vita all'interno dell'istituto sono gravissime droga, telefonini, sequestri, risse e aggressioni, incendi e problemi di salute mentale, a cui si aggiunge una carenza tangibile di personale per fronteggiare i problemi. In questo scenario drammatico, in cui gli effetti dei decreti sicurezza che vanno si riverberano sul contesto locale nazionale, il Governo Meloni non solo non ha mai affrontato seriamente uno di questi problemi, ma contribuito con scelte politiche e misure repressive e securitari a peggiorarne la situazione, ora che il Paese ha risposto a chiare lettere, bocciando la proposta di riforma sulla giustizia, che nulla dei problemi.
Che ogni giorno, a fronte alla giustizia completava Co Co, contemplava il Governo.
Grazie consigliera, consigliere Santori, minicar, PattiChiari, convivenza lunga, prego.
Sì, grazie Presidente, ringrazio la testata Repubblica.
Acceso un faro sull'informazione cittadina su quello che ormai evidentemente a tutti, è un tema che ci riguarderà da vicino sulla gestione dello spazio pubblico in centro storico. Due dati in particolare stiamo parlando delle minicar microcar elettriche, che sono definite dal codice della strada come quadricicli leggeri, quindi sono abbastanza assimilabili ai ai ciclomotori. Non devono essere guidate con la patente B, ma possono essere guidate con il patentino, e questo rende fruibili anche ai quattordicenni, ai sedicenni e che sono storicamente un mezzo di trasporto che viene utilizzato dagli studenti. Quello che è successo, però, nelle ultime settimane negli ultimi mesi è stata che, secondo insomma, le per ricostruzione che stiamo facendo, la stretta sulle auto ibride in centro ha reso le minicar elettriche, che sono appunto elettriche,
Molto, diciamo molto efficaci per tutta quella categoria di lavoratori che vivono fuori dal centro storico della ZTL e lavorano in centro questo per questo le vediamo anche qua in piazza Roosevelt le vediamo in piazza in zone della città dove non ci sono prettamente scuole o di fronte ai principali licei del centro storico. Questo però ci pone un tema, e cioè che, come abbiamo visto per le auto ibride, ogni concessione, se utilizzata, rischia di esplodere e io non credo che si possa ancora parlare di invasione. Come fare pubblica, però, ricordo che il motivo per cui abbiamo tolto i permessi alle auto ibride perché dal 2019 al 2023 i permessi per le auto ibride istituto storico, sono aumentati dai 18.000 ai 30.000. È chiaro che il fenomeno che stiamo vivendo sulle minicar elettriche rischia di seguire un po' lo stesso trend, ed è il motivo per cui, insomma, ho fatto un po' di ricerche e ho denunciato sui social quello che puoi Repubblica riprende, e cioè se dalla domanda che mi sono posto è, ma le minicar possano davvero parcheggiare negli stalli riservati ai ciclomotori e gli scooter la risposta attualmente per la nostra normativa e no, perché vige un'ordinanza della Corte di cassazione numero 3.432 del 3 febbraio 2023 che dice che le minicar, come tutti gli altri veicoli, devono rispettare gli stalli ad essi proposti e non possono invadere stalli di altri di altri ciclomotori e di altri mezzi di trasporto. Quindi, sostanzialmente, nel 2023 la Corte di cassazione ha detto che, proprio perché non riesce a stare dentro uno stallo scooter, un quadriciclo leggero e seppur elettrico, seppur leggero, non può parcheggiare negli stalli escutere perché fisicamente. Non non ci sta quindi a questo punto la domanda che faremo in un'udienza conoscitiva, che richiederò subito dopo questo intervento è a buon mobile alla Polizia locale. È se abbiamo aggiornato le nostre disposizioni interne rispetto alla Corte di cassazione, perché non è una lotta contro le minicar, ma è semplicemente fare rispettare una normativa ed evitare che ci siano persone a Bologna che pensino di avere dei diritti acquisiti o che magari tra qualche anno ci faranno pesare un diede, un,
Un un percepito dietrofront su qualcosa che invece non doveva mai essere stato concesso. Quindi è proprio per fare trasparenza e per gestire al meglio lo spazio pubblico e i diritti anche di chi acquista le minicar o qualsiasi altro veicolo che può entrare nelle ZTL. Credo che sia importante fare un po' il punto della situazione e poi eventualmente tornare in Aula con le conseguenze di questa verifica che faremo in Commissione. Grazie.
Grazie Consigliere, consigliera De Martino, linee guida regionali per la promozione dell'educazione all'aperto, prego.
Sì, grazie lo scorso mercoledì a Bologna, alla scuola dell'infanzia Cantalamessa, si è tenuto un momento importante sulle nuove linee guida regionali per l'educazione, all'aperto, alla presenza dell'assessore, acconti e dell'Assessore Ara. Ne parlo qui perché quando affrontiamo il tema della scuola, troppo spesso ci concentriamo solo sulle emergenze, mentre è fondamentale concentrarci su quale idea d'infanzia e di crescita vogliamo sostenere l'educazione all'aperto. Infatti, un modo molto concreto per rimettere al centro il corpo, la relazione, l'autonomia alla scoperta, il rapporto con la natura e anche il benessere emotivo di bambine e di bambini in una relazione profonda con il mondo circostante e in un tempo in cui tutto è sempre più accelerato e digitalizzato. Io penso che questa sia una scelta culturale e politica molto importante. Mi viene da dire anche abbastanza controcorrente, quella di restituire all'infanzia una presenza vera, un tempo concreto. Per questo le linee guida regionali sono una buona notizia e per questo dovremmo come politica, investire sempre di più in spazi aperti curati, che stimolino la creatività in un'alleanza sempre più forte con le famiglie e con i territori. Grazie grazie. Consigliere. Consigliera, Monticelli, Gerusalemme, soglia dei diritto e dialogo. Grazie Presidente.
Quello che è accaduto a Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Padre Francesco Ielpo Custodia di Terrasanta, è un fatto grave e senza precedenti, ma quelli se israeliana impedito loro di entrare in chiesa per celebrare la messa della domenica delle palme sono stati fermati lungo il percorso e costretti a tornare indietro il blocco legato alle restrizioni di sicurezza nella città vecchia di Gerusalemme, in un contesto di tensioni e di guerra, le celebrazioni erano già state limitate, ma il cardinale si stava recando in forma privata senza processioni forti. Sono state le reazioni da parte della Chiesa e quelle politiche, anche in Italia, da parte del Governo, dalla Premier Giorgia Meloni, delle opposizioni a partire dai 12, la and per chain del Partito Democratico, che deplorano quella scelta grave e inaccettabile nel gioco della domenica delle palme, alle porte della Chiesa del Santo Sepolcro si è interrotto non solo un cammino, ma un gesto antico rituale nel luogo più simbolico del cristianesimo e custodito nei secoli, quello di una comunità che attraversa il tempo per rinnovare il senso della propria fede. Confido e spero come scelta. Spero sempre che si sia trattato di un fraintendimento, seppur grave, e che possa arrivare al più presto chiarimenti e scuse adeguate, perché Gerusalemme, oggi più che mai, appare come una soglia tra conflitto, possibilità tra diritto e dialogo. Ed è lì che il patriarca latino Pizzaballa, proprio da Gerusalemme fin dai giorni immediatamente successivi al 7 ottobre, ha compiuto gesti pronunciato parole di straordinaria responsabilità, offrendoci come ostaggio in cambio dei bambini israeliani rapiti. Condanna ad Hamas condannando con forza alla distruzione e le uccisioni Agata da parte del Governo israeliano, facendosi più volte voce corpo contro la guerra e chiedendo una tregua vera, perché la parola pace non fosse solo astrazione, quando la partecipazione è un rito, viene fermato, non si ferma solo una celebrazione si corre il rischio di incrinare una continuità, di spezzare una memoria,
E si mette in discussione la possibilità di abitare liberamente ai luoghi che lo spirito non è solo la violazione della libertà di culto, ma una un grave strappo alla convivenza in quei luoghi sacri, Gerusalemme è una città luminosa e fragile, insieme Città di soglie di attraversamenti di ferite e di promesse e il luogo in cui le fedi non possono che incontrarsi anche quando la storia le costringe alla distanza.
In luogo del sacro, oltre i confini identitari, che nessuno vuole travalicare sopraffare, ma uno spazio di incontro sul confine delle differenze e delle identità. Per questo la libertà religiosa non è solo un diritto, una forma di respiro del mondo, quando quel respiro si contrae, riguarda tutte e tutti anche la nostra città, difendere oggi quella libertà significa questo dire qualcosa di più profondo del diritto stesso sulla possibilità del dialogo e la dignità della differenza, la fiducia che anche nei tempi oscuri l'incontro resti possibile, perché proprio nei luoghi più esposti alla tensione che gli ha il dialogo smette di essere parola e diventa responsabilità e forse proprio da Gruppo ancora nascere fragile, ma ho stimata una promessa di pace in momenti così aspri e dolorose. È ancora più necessario ricordare, valorizzare le parole che anche nella nostra città hanno saputo indicare una diversa strada. Mi riferisco, ad esempio, al comunicato congiunto di luglio del 2025 del cardinale Matteo Maria Zuppi e del presidente della Comunità ebraica di Bologna,
Daniele De Paz, così come la posizione è chiara e costante per la pace espressa dagli assilla fra me, dalla comunità islamica, lo dico apposta perché quello che è accaduto non deve innescare altre discriminazioni, altri solitudine, altre distanze in un tempo segnato da una sofferenza insopportabile, tutti coloro che credono il diritto alla vita e chiedere una pace giusta e permanente.
Ci offrono un atto di responsabilità e di speranza, un richiamo per una pace giusta e duratura e cito, si toglie la via del dialogo unica alternativa alla distruzione e con loro anche noi torniamo a chiedere e continua a citare il comunicato alle istituzioni italiane e internazionali e coraggio e lucidità perché aprono spazi di incontro e ai due in tutti i modi. Chi è coraggiose di pace, il dolore whisky, non divida, il dolore, non provochi altro dolore, dialogo non è debolezza, ma forza. La pace è sempre possibile comincia da qui, da noi, Bologna, Città di diritti e di dialogo, vuole continuare a fare la propria parte e custodire la dignità delle persone nel difendere la libertà di culto e non tenere aperto sempre lo spazio del confronto. Grazie Presidente, grazie Consigliere. Monticelli, consigliera, Bernagozzi, solidarietà a su ila Ahriman. Prego.
Grazie Presidente, voglio esprimere anch'io solidarietà sui che ho conosciuto tanti anni fa ancor prima della nascita del movimento Donna, Vita, Libertà e sui la ricordiamo e nella nostra città, e ha visto uccidere per mano degli ayatollah fratello o sorella, e quindi tra l'altro sappiamo anche che per le sue denunce che ha fatto dalla nostra città ha spesso ha subito la paura, la paura di non poter dire cosa stava succedendo la paura, soprattutto l'impossibilità di tornare nel suo paese perché aveva appunto ha avuto il coraggio di denunciare ciò che stava succedendo.
Come solidarietà a lei e a tutte le altre persone minacciate e in qualche modo aggredite, in cui, a cui è stato detto che sono, sono complici difendere la libertà è complesso e sicuramente abbiamo visto anche qui, quando abbiamo accolto la comunità iraniana, quando abbiamo approvato all'unanimità un ordine del giorno qui su quella vicenda c'erano pensieri diversi c'erano idee diverse, è molto più facile strappare cucire.
E proprio quando siamo davanti a una guerra.
Bisognerebbe essere responsabili, bisognerebbe essere capaci di cucire lo hanno fatto per esempio le donne ieri che sono scese in tante piazze d'Italia per tessere insieme la pace, ecco la solidarietà sui LEA, tutte queste a queste persone per una cosa molto semplice, si possono avere idee diverse,
Ma la violenza, il contrasto, la divisione non aiuta né la pace nei popoli.
Ma purtroppo favorisce solo la guerra e quindi credo che da questo punto di vista non solo noi vogliamo dire appunto a seguire anche le siamo vicini e siamo vicini a tutte queste persone, ma vogliamo aiutare tutte e tutti a ricostruire un clima sereno di confronto democratico con idee diverse che però non possono travalicare né nella violenza nelle minacce né nelle accuse infondate su questo credo che le istituzioni debbano saper fare questo con grande consapevolezza e soprattutto con grande responsabilità grazie,
Grazie consigliera, il prossimo intervento è del Consigliere, Cima cresce l'incertezza delle imprese bolognesi, prego Consigliere, grazie grazie, Presidente, vorrei portare l'attenzione su una notizia che è di carattere nazionale, ma che riguarda direttamente le aziende del nostro territorio sto parlando del decreto fiscale del governo.
Che era nato con l'obiettivo di sostenere le aziende e che sta producendo nella pratica un grosso problema. In particolare, faccio riferimento a quello che era il credito d'imposta previsto dal Piano Transizione 5.0.
Che veniva riconosciuto alle aziende a fronte di un certo tipo di investimenti, oggi apprendiamo che di quel credito d'imposta ne verrà riconosciuto solo il 35%, un taglio quindi del 65%.
Che colpisce in modo particolarmente grave quelle imprese che avevano già effettuato investimenti.
E che facevano legittimamente affidamento sull'incentivo promesso dallo Stato, ripeto, sono aziende bolognesi, siamo di fronte chiaramente a un a quello che si chiama giuridicamente una lesione di legittimo affidamento, questo episodio apre, secondo me, è una ferita profonda, perché le aziende, come tutti i cittadini, come le famiglie, devono aver fiducia nelle regole dello Stato. Un'impresa che pianifica degli investimenti lo fa sulla base di una certezza normativa, quando quella certezza viene meno dopo dopo che le decisioni sono già state prese e i capitali sono già stati impegnati.
È una decisione estremamente grave e non è una revisione di politica industriale, si tratta di un danno reale e concreto che ricade su imprenditori, lavoratori e filiere del nostro territorio cito un dato un po' vecchio perché non ne ho trovate di più recenti, però, secondo l'Osservatorio industria che lavorava BI-REX, che lavorava sul 4.0 al provvedimento precedente, circa tre quarti delle imprese in Emilia Romagna avevano usato quel tipo di investimenti e di quelle,
Praticamente la metà avevano investito su riduzione del consumo energetico e sull'autoproduzione da fonti rinnovabili come strategia prioritarie.
Voglio ricordare che abbiamo approvato la settimana scorsa un ordine del giorno sui temi della transizione energetica e vorrei farvi riflettere cosa avrebbe pensato il cittadino medio se noi, come Comune di Bologna, nei confronti delle imprese che stanno lavorando sul nostro territorio con i fondi del PNRR avessimo a un certo punto ha deciso di tagliare i fondi che avevamo già stabilito al pagamento dei loro servizi. Io non riesco veramente a capire come si possa agire in questo modo, fra l'altro, in un quadro dove già la legge di bilancio, quella nazionale aveva tagliato in modo sostanziale agli interventi per gli investimenti. Lo stesso Governo, che aveva messo quel limite, aveva approvato a riscrivere le gli emendamenti che poi in parte erano confluiti in quello che conosciamo, come appunto la transizione Cicu. 5.0 e di fatto oggi ci troviamo che quell'investimento viene tagliato. Il PNRR sta per finire.
Il PNRR e parte investimenti era una parte importante della spesa pubblica per investimenti, una crisi economica che quasi sicuramente non ci porterà come Paese, a contenere il deficit di bilancio al 3%. Quindi andremo in procedura di infrazione nei confronti della Commissione europea. In tutto questo quadro, noi andiamo a tagliare gli investimenti già fatti per le imprese. Io mi chiedo come sia possibile e mi chiedo come, da quest'Aula, dove spesso sentiamo difendere l'impresa, eccetera, eccetera non si dica nulla, non si dica minimamente guardate, è una situazione difficile, io posso anche capire, ma qui stiamo veramente tagliando le gambe al sistema produttivo del Paese. Grazie.
Grazie consigliere il prossimo mese, con l'intervento della consigliera Bernagozzi sul titolo la violenza di genere non si arresta, prego, Consigliere sì, grazie Presidente.
Il Tribunale di Bologna, che sta indagando sul femminicidio di Aurora una ragazza di 13 anni, non so se ve lo ricordate, gettata dal settimo piano dal suo fidanzato, a sta pubblicando quelle che sono quello che sta emergendo da questo dibattimento, innanzitutto, e veniva da mesi di stalking, di gel, di possessività, di gelosia possessiva e di incapacità, no di di controllare quello che che che questo ragazzo faceva nei suoi confronti e sapete la cosa più sconvolgente che emerge da quelle carte che a un certo punto questa ragazza ha chiesto a chat GP ti come dovesse comportarsi per potersi liberare di questa persona l'ha chiesto a ChatGPT, ora io vorrei chiedervi che chiedo a tutti di fare una riflessione,
Su che cosa può spingere una ragazzina di 13 anni a scrivere all'intelligenza artificiale, perché non ha gli strumenti per capire, non sa come affrontare quello che lei sta succedendo. Ecco, leggetevelo leggete, è quello che chiede a ChatGPT, quando sta ci sono le carte del tribunale e chiedetevi se ancora nel 2026, non ritenete necessaria l'educazione stesso affettiva nelle scuole perché quegli strumenti te li dobbiamo dare. Noi non glielo deve dall'intelligenza artificiale e lo dico oggi, tra l'altro, in un momento in cui stiamo assistendo a una recrudescenza rispetto, tra l'altro, ai temi della violenza, e qui chiudo sta emergendo un quadro A nazionale, ma anche internazionale di uomini.
Che non so se avete letto, la ragazza, che è stata uccisa a Milano a gli è stata, è stata tolta, decapitata, è stata preso il presa la sua testa, ecco, c'è un mercato mercato di pezzi di donne uccise che viene scambiato tra uomini, ragazzi, io non lo so, davvero, siamo nel 2026 o qualcosa cambia questo no, questa questa, questa, questa cosa è destinata a sinceramente a diventare non solo un problema, ma dalla cifra di dove siamo arrivati e abbiamo già toccato il fondo e stiamo raschiando il fondo del bar del barile grazie,
Grazie consigliere, il prossimo intervento del Consigliere Mazzanti area scolastica al parco, interventi diffusi per aumentare la sicurezza e l'accessibilità, prego, grazie Presidente, siamo contenti che questo esperimento sia stato sia partito dal quartiere Navile, l'area grosso è un'area dove abbiamo alcune centinaia di bambini e bambine ragazzini e avere fatto un'area scolastica di quel tipo premia chi ha creduto nel Piedibus premia chi ha creduto nella messa in sicurezza di quell'ambito. Bene, procediamo in questo modo e se l'esperimento funziona come io penso, funzionerà estenderlo a tutte le altre aree scolastiche, con presenza così diffusa di bambini, pedibus e accessibilità dolce all'ambito scolastico, ai parchi, grazie.
Grazie Consigliere, i prossimi al secondo intervento della consigliera De Martino. Nuove generazioni, mondo adulto e qualità delle nostre istituzioni. Prego consigliera, sì, grazie. Vorrei provare a tenere insieme alcune cose accadute in questi giorni, perché per me parlano tutte dello stesso nodo, ovvero del rapporto tra nuove generazioni, il mondo adulto e qualità delle nostre istituzioni. Parto dal voto dei giovani al referendum. I dati ci dicono che i giovani sono andati a votare molto e che tra i più giovani no ha prevalso, ma soprattutto ci dicono che il voto ha prevalso molto più per ragioni di merito che di semplice schieramento, cioè per l'idea che certi equilibri e certe garanzie costituzionali non si toccano a seconda della convenienza politica del momento. Ecco, secondo me questo è un punto molto importante, perché troppo spesso i giovani vengono raccontati come disillusi, lontani, disinteressati, ma in realtà sono diverse le ricerche che affermano altro affermano, ovvero che la fiducia nei partiti è bassissima e che è molto più bassa di quella verso scuola, università o altre istituzioni questo permette, dice tante cose, ma una su tutte è che non siamo davanti a una generazione indifferente, ma siamo davanti a una generazione selettiva che non regala fiducia e che ci chiede coerenza. Il problema è che questa domanda di coerenza incontra spesso un mondo adulto che non sa starci dentro per davvero, e anche qui i dati sono molto duri. Quasi tre quarti dei giovani dicono che gli adulti capiscono poco o per niente il loro vissuto, soprattutto nelle paure e nelle fragilità, nei sogni e nelle aspirazioni, cioè proprio nel cuore più profondo di quella che dovrebbe essere l'esperienza giovanile. Allora il punto non è né celebrare i giovani quando ci piacciono e ne punirli, e basta quando ci spaventano e nemmeno raccontargli come se fossero un blocco unico, con stesse paure ambizioni o agiti. Il punto vero come C OSP si insegnano molto bene. Esperti come lo psicoterapeuta Lancini è saper stare dentro una relazione autentica con loro e stare in una relazione autentica significa saper dare. Forma sia alle speranze che le attivano, sia il dolore che li muove prima che diventi agito prima che diventi violenza. Il dramma che si è consumato a Bergamo, e per il quale rivolgo un pensiero sentito all'insegnante nella speranza che possa presto riprendersi. Non lo capiamo se parliamo solo di devianza o di emergenza sicurezza, lo capiamo un po' di più se ci chiediamo quanto dolore non visto, c'era prima quanta rabbia senza parole, quanto isolamento, non compreso e non accolto per tempo, e se ci rendiamo conto anche di quanto a violenza verbale o agita già attraversi questo mondo a opera proprio di adulti, anche quelli con responsabilità politiche o di governo. E poi c'è anche l'aspetto del web, che anche in questa vicenda ha avuto un ruolo decisivo. Oggi stare in una relazione autentica significa anche sapere che una parte importante della vita emotiva identitaria dei ragazzi passa da lì e che per questo non basta a negarlo vietarla, ma va conosciuta compresa, accompagnata dall'altro lato, però significa anche dire con chiarezza che le piattaforme non sono neutrali, meta TikTok che altre piattaforme simili non sono solo strumenti usati male, ma sono attori economici potentissimi che costruiscono ambienti pensati per trattenere, sfruttare attenzione, vulnerabilità e bisogno di riconoscimento soprattutto dei più giovani, e quando il mondo adulto lascia dei vuoti, quelle piattaforme ci si infilano perfettamente monetizzano il disagio. Per questo la sentenza di Los Angeles è molto importante, perché ci dice con chiarezza che certe piattaforme sono state progettate in maniera negligente rispetto alla salute mentale dei più giovani. Quindi la responsabilità educativa degli adulti esiste come esiste, ma esiste anche una responsabilità economica e politica enorme di chi guadagna e fa brutalmente profitto su quel vuoto, su quel vuoto educativo. Allora, se vogliamo prendere sul serio le nuove generazioni, bisogna cambiare il modo in cui stiamo loro accanto e smetterla di oscillare tra celebrazione allarme, ma costruire contesti più credibili con adulti capaci di accogliere le mozioni. Anche le più terribili scuole, che non siano solo.
Grazie consigliera. Il prossimo intervento è della consigliera, Scarano una zona tranquilla, rischia di diventare teatro di risse e violente, prego consigliera, sì, grazie Presidente, sto parlando della zona a ridosso del centro di via San Mamolo che sempre più sta diventando teatro di risse di scontri, di degrado e pericolo, e io personalmente ritengo che i cittadini abbiano il sacrosanto diritto di tornare a casa la sera in orari anche parlo delle 22 delle 23, ma anche quello 24 il venerdì e il sabato in totale tranquillità abbiano il diritto di poter far uscire qualche ora ai propri figli dopo una settimana di studio, qualche ora a bere una birra con gli amici sotto casa o nei pressi della propria abitazione senza che gli stessi vengano aggrediti, minacciati e derubati, perché quello che sta succedendo nella zona di via San Mamolo, dove arrivano baby-gang da altri quartieri, da altre zone cercano la rissa, minacciano i ragazzi che vivono lì, spesso provano a derubarli e.
Spesso si arriva alla rissa perché qualcuno, casomai, si oppone dalle loro portafoglio il cellulare o di accettare insulti. Ecco la mia sollecitazione, che mi sono permessa di fare anche a tanti genitori della zona che vivono ormai col terrore che proprio figlio esca per un'oretta la sera e che faccio anche in quest'Aula è quella di denunciare, occorre denunciare, non occorre avere paura, perché queste sono situazioni che si moltiplicano e purtroppo spesso degenerano, come sta succedendo in una zona che è sempre stata tranquillissima e.
Prima i propri figli uscivano e andavano a giocare all'Annunziata giravano in zona, cioè se San Mamolo era proprio un quartiere dove tutti si conoscevano e ed era frequentato, soprattutto dai locali. Questo non accade più, quindi, la mia sollecitazione verso tutte le famiglie e quella di denunciare di c'è un'area Caserma dei Carabinieri proprio lì vicino, quindi si può e si deve denunciare qualsiasi reato. Qualsiasi situazione è quella di accogliere la polizia locale quando viene per fare il proprio dovere per aiutare, per intervenire e non aggredirla, come è successo. Purtroppo la scorsa sera me ne scuso con le istituzioni, con le forze dell'ordine che andrebbero ringraziate e non aggredita, come purtroppo è successo l'altra sera da un gruppo di ragazzi non della zona, ma è successo. Comunque sia,
E quindi speriamo che ci sia l'impegno dei residenti che si possa denunciare quanto accade e che il controllo da parte delle istituzioni preposte sia, soprattutto, in questa fase così delicata, attento e attivo.
Grazie consigliera prossimo intervento del Consigliere Mazzanti, salario, accessorio in Comune, bene l'accordo sindacale avanti con la collaborazione. Prego, grazie Presidente, sarò velocissimo, intanto voglio ringraziare la mia Capogruppo per il lavoro che abbiamo fatto e il documento che abbiamo fatto approvare in Consiglio comunale e debbo dire che la trattativa è stata una trattativa difficile, è stata una trattativa seria e importante, che alla fine si è concluso positivamente con un accordo unitario di tutte le CUN e ha permesso un recupero salariale a fronte di un contratto nazionale firmato vergognosamente in ritardo di due anni. Che arriva al 5 95% di recupero salariale con una perdita media dei salari nello stesso periodo di oltre il 9%. Quindi, a parte i corvi che hanno voluto polemizzare hanno voluto cercare di mettere i bastoni fra le ruote fra l'Amministrazione e le organizzazioni sindacali. In realtà la cosa è andata molto differente ed è andata proprio bene, anche perché abbiamo dimostrato che eravamo per un accordo l'abbiamo sostenuto in questo Consiglio. L'accordo c'è stato, è stato un accordo positivo che ha permesso il recupero salariale, cosa che il contratto nazionale non permette rispetto agli anni precedenti, pur in una difficoltà finanziarie che i Comuni hanno e questo la dice lunga. Ancora una volta noi insegniamo il Governo come si fa un Governo di incapaci, persone che non arrivano lascia del pane che hanno portato il la Nazione. A questo punto, con tutto quello che ne consegue, proseguiamo, cosicché la giusta via.
Viene nel prossimo intervento della consigliera Scarano nessun progetto serio e condiviso sul patrimonio immobiliare pubblico, prego sì, grazie Presidente, io scusate se a volte torna spesso sui medesimi argomenti, ma torno laddove c'è un interlocutore che non vuole ascoltare e torno, anche perché comunque è anche un rischio anche penale continuare a non occuparsi del proprio patrimonio pubblico lo dico e lo ridico perché abbiamo anche un'Avvocatura molto preparata e il Comune di Bologna, che dovrebbe comunque tutelare.
La propria Amministrazione, la Giunta e i vari settori a occuparsi del proprio patrimonio pubblico perché, laddove ci sono fenomeni di abbandono, di incuria e di un mancato intervento da parte dell'Amministrazione, in questo caso il proprietario su immobili, che hanno un altissimo valore storico, architettonico e anche economico finanziario. Perché basta chiedere una stima dell'immobile in questione, vale a dire la palazzina Liberty, si ricostruisce un quadro ben preciso, quindi io chiedo per l'ennesima volta e lo farò anche in maniera più esplicita di ipotizzare un percorso serio su questo immobile, metterlo nel come è stato presentato un mese fa in Commissione. Inserirlo nell'elenco degli immobili della rigenerazione e una presa in giro e dobbiamo smetterla di prenderci in giro. E un immobile che in quell'elenco non ci può stare, perché servono milioni e milioni di euro per farsene carico, per metterlo in sicurezza, per la manutenzione base, per poterlo utilizzare e ritardo alla città. La mia amica, la mia collega giustamente aggiuntivi diceva ma il museo dei bambini, ma lo facessero lì qualsiasi progetto serio, condiviso, pianificato, purché si faccia da.
Il prossimo intervento della consigliera Zontini, Nettuno dal TAR, un'altra svolta, devono tornare ai vecchi gestori. Prego Consigliere. Grazie Presidente. Ancora una volta siamo a parlare della vicenda del Centro Tennis Nettuno di via Fancelli. Come tutti ricorderete, è una vicenda iniziata ormai nel lontano ottobre del 2021, quando iniziò tutta la procedura per l'assegnazione. Anzi, la concessione tramite finanza di progetto e dell'impianto. Da allora ero lo ricordiamo ogni volta e già a partire dalla prima approvazione che ci fu al Quartiere Borgo Panigale-Reno, nel maggio del 22, Fratelli d'Italia, sempre evidenziato come da un punto di vista prettamente oggettivo e di interesse pubblico, il progetto stesso, quindi, non tanto, e un vaglio sui soggetti che ancora non si conoscevano, ma sul progetto che fu presentato e fu scelto poi dalla Giunta, avevamo votato, contrariamente già al quartiere Borgo Panigale-Reno. Da allora ricordiamo bene come questa vicenda si sia e purtroppo sviluppata in un senso giudiziario su tantissimi fronti. Ricordiamo che c'è anche un fronte penale ancora aperto e che purtroppo ha portato in questi anni a un sostanziale depauperamento di quello che era invece un impianto di grande valore, con delle attività di grande valore per tutte le famiglie e tutti gli utenti delle del circolo tennis. È una responsabilità che noi lo ripetiamo esclusivamente politicamente del Comune, perché non solo insistette per andare avanti su un progetto che, da un punto di vista oggettivo, non era di valore e non aveva e non rispondeva alle esigenze del territorio quando si sono innestati tutta una serie di altre problematiche, anche appunto sulla, ad esempio, sul sui requisiti che effettivamente o meno possedessero i soggetti che poi sono risultati vincitori, il Comune fino a un certo punto ha sempre difeso strenuamente la propria scelta. Ricorderemo, penso tutti, anche l'intervento e mi prendo la responsabilità di dirlo a mio avviso, ma come dicemmo già fuori luogo, e dell'Assessore alle calze, ad esempio quando intervenne in Consiglio prima del Consiglio comunale per dire che quando erano appena entrati i nuovi soggetti gestori avevano trovato l'impianto in condizioni come dire inaccettabili.
E i quasi vandalizzate. Quando poi invece il verbale di passaggio stilato dal direttore del quartiere evidenziava come ci fosse stata una ordinatissima riconsegna dell'impianto secondo quelle che erano le prescrizioni, quindi ben ricordiamo bene una ingerenza politica di un certo tipo fatto sta che da allora a un certo punto, però l'amministrazione, forse resasi conto di non poter più difendere l'indifendibile, invece ha deciso ai soli 12 mesi dalla entrata della nuova gestione ha deciso l'Amministrazione stessa di rescindere il contratto in quella fase, i vecchi gestori e si proposero perché dissero noi siamo secondi in graduatoria e, se avete deciso di rescindere il contratto con i nuovi gestori, scorriamo la graduatoria e noi siamo pronti ad entrare, subentrare e ridare una nuove piena attività al centro, al centro tennis, il Comune di sedi notizie che secondo appunto un certo articolo che è legato strettamente poi alla scelta fatta della finanza di progetto piuttosto che di un'altra forma contrattuale. Ricordiamo, che, tra l'altro, dal lato sportivo, dal lato dei sugli impianti sportivi, questo è stato un unicum in tutta l'amministrazione comunale, per cui fu scelta quella particolare forma della finanza di progetto invece che della semplice concessione fatto sta che, in virtù di quella particolare forma di contratto scelte dal Comune, il Comune di sennò, anche se siete secondo in graduatoria non Savoia entrare e probabilmente, come abbiamo sentito in una delle ultime udienze conoscitive, chieste appunto da dalla minoranza e sarebbe stato scelto un terzo soggetto e in virtù di appunto, una particolare causa, ovviamente è come dire, è come voler tirare ancora avanti e non voler dire che invece spettava ai vecchi gestori perché arrivati secondi in graduatoria, l'entrata nell'impianto. Questo è quello che dice il TAR. Con la sentenza uscita venerdì scorso è tanto è vero che leggo dall'articolo il Comune aveva risposto che il contratto non prevedeva lo scorrimento della graduatoria, fatto che ora il TAR smentisce, scrivendo nero su bianco che entro il 30 giorni il circolo dovrà tornare nelle mani del Tennis Club.
Che prima gestiva il circolo Nettuno. Allora qui è evidente che purtroppo sappiamo come ci saranno colpi di ricorsi. Probabilmente la vicenda non sarà finita. Quello che noi ancora una volta però chiediamo è che Palazzo d'Accursio che, come si scrive nel nell'articolo, sta ancora valutando e al vaglio dell'Avvocatura comunale le prossime azioni veramente finisca questa farsa e per una volta decide di seguire l'interesse pubblico e non più interessi di altro tipo perché, come abbiamo visto e come ha ricordato bene il collega Giordani prima di me, anche nella gestione di impianti sportivi importanti, parliamo del Cierrebi, parliamo degli Avati e parliamo del Nettuno. Questa Giunta non ha mai seguito il faro unico che dovrebbe guidare l'azione amministrativa, che è quella dell'interesse pubblico, almeno adesso, anche se tardi, chiediamo ancora una volta che venga fatto grazie.
Prossimo intervento del Consigliere Mazzanti Piano casa, emergenza abitativa, no scorciatoie, ma l'attuazione di un piano casa nazionale sì, grazie Presidente, sarò veloce, vedo in questi giorni uscire delle cose strane, ad esempio trasformare tutti i negozi vuoti del centro storico in appartamenti dopo che col decreto Unesco le abbiamo messe in sicurezza dopo che abbiamo fatto bandi di finanziamento per il rilascio dei negozi di vicinato e poi la stessa cosa il fatto che non si fece più il Comit il, la commissione prefettizia.
Per la gestione degli sfratti. La cosa che nessuno dice e mi fa strano è che il piano, anche poco casa che aveva presentato questo Governo di 970 milioni, è saltato per finanziare operazioni dico di acquisto bellico ed altre cose di questo genere, per cui sostanzialmente da quattro anni non c'è un soldo. 1 sulle politiche abitative, gli unici soldi che ci sono, lo ripeto e lo dico anziché tirar fuori affrescate, come leggiamo in questi giorni poi, tra l'altro fatte anche da eminenti esponenti politici che parlano di queste robe, dopo che loro casomai hanno votato nei loro Consigli i finanziamenti per i piani di rilancio dei negozi di vicinato, ma è lo stesso molte volte si parla anche raglio, capita, succede no, soprattutto per certe forze politiche, ma non è questo il tema. Il tema è di arrivare a avere questi finanziamenti, e lo dico sempre agli amici del centrodestra, ma ha parlato col sindaco di Palermo, che dice le stesse cose del sindaco di Milano, che dice le stesse cose del sindaco di Bologna, che questo Governo non mette un soldo e poi le forze di centrodestra, in modo falso e ipocrita, chiedono agli altri di fare quello che loro volutamente in modo criminale, non fanno, lasciano la gente in mezzo alla strada e si dovrebbero vergognare. Quindi credo ancora di più che sia giusto la mobilitazione nazionale che sta venendo avanti una bella mobilitazione nazionale forte, forte, in modo tale da far sentire la nostra voce a Roma dei Sindaci, dei sindacati e delle migliaia di persone che hanno difficoltà sul problema della casa. Grazie.
Grazie consigliere. Il prossimo intervento è sempre suo sicurezza. Carceri del fratello via, San Mamolo, vi è Sebastiano Serlio, dimostrazione dell'insufficienza del Governo sul tema della sicurezza. Certo, intervengo perché avete visto sui giornali no, cosa è successo al fratello e la dichiarazione di tutti i sindacati delle guardie carcerarie, tutti indistintamente tutti, la situazione delle carceri, milioni sostenibile, come nei carceri ordinari, cioè degli ammanchi di personale spaventose, come nei tribunali. Siamo fra il 30 e il 40% di personale in meno ce lo ormai dicono in tutti i punti stessa cosa quello che è successo in San Mamolo, quello che è avvenuto nelle forze e nelle altri Stati. No, gli agenti non ci sono. L'ultima del sindacato ferrovieri dei della polizia ferroviaria che hanno tolto personale operativo in strada, quelli che hanno salvato quel ragazzo, accoltellato e l'hanno mandato negli uffici circa 12 o 13 persone che erano in strada prima bene. Queste, come il Governo e il Ministro Piantedosi e la Meloni a fronte il tema sul piano giudiziario, un referendum perso sul resto non assumono agenti. Abbiamo dichiarazioni dei sindacati di polizia dei carabinieri, basta vedere i dati che portano anche l'Arma dei Carabinieri, il comando generale dell'Arma di totale inattività.
Prossimo intervento è della consigliera De Giacomi salario accessorio, dipendenti comune di Bologna prego consigliera, grazie grazie, mille presidente, vorrei esprimere soddisfazione a nome del mio gruppo del gruppo del Partito Democratico rispetto all'accordo che è stato trovato e un ringraziamento ai lavoratori e alle lavoratrici del Comune di Bologna che in questi anni e hanno lavorato e anche prima, ovviamente moltissimo e per.
Rendere per dare servizi ai cittadini, per rendere possibile anche tutte quelle opere, quelle sfide che come Amministrazione abbiamo deciso di darci e crediamo che questo accordo che come abbiamo chiesto, anche nell'ordine del giorno che è stato approvato in Consiglio comunale che abbiamo proposto come maggioranza vada incontro proprio a questa richiesta di incrementare negli anni il salario accessorio così è e riteniamo appunto che sia positivo per quanto continueremo a monitorare, come abbiamo sempre fatto all'interno di quest'Aula e come anche agio ha dichiarato il Sindaco rispetto a possibili interventi futuri grazie,
Grazie consigliera, il prossimo è il terzo intervento della consigliera Bernagozzi, 85 luoghi dedicati alle vittime del 2 agosto prego consigliera, sì, volevo dire che Bologna non dimentica e sono molto orgogliosa della nostra città, della nostra Amministrazione, che ha deciso di dedicare 85 luoghi ognuno ha la vittima alle vittime della strage del 2 agosto quindi non con un in toto l'azione complessiva ma ricordando ognuna di quelle persone che hanno perso la vita in quella strage fascista.
Grazie consigliere, il prossimo è il secondo intervento della consigliera Di Giacomi Covid, un sacrificio collettivo, prego, grazie grazie mille presidente, qualche anno fa abbiamo tutti vissuto questo periodo passato, il periodo della pandemia, il periodo del Covid che ha riguardato tutte le persone a livello globale e che ha messo a dura prova i nostri sistemi sanitari i nostri sistemi economici,
E la nostra salute fisica e mentale è proprio qui sotto quando si entra in Consiglio comunale dal cortile, con gli alberi, si vede una un'opera che ricorda i nomi delle vittime del Covid che a un certo punto è stata messa in piazza Maggiore, ricordando quindi tutti quei nomi dei bolognesi che hanno perso la vita che sono tanti che sono di età diverse,
E io credo che questa pandemia, questo momento, abbia lasciato lasciato in tutti noi dei segni molto forti. Chi appunto, è arrivato addirittura perdere la vita a chi ha avuto conseguenze negative dopo aver preso il Covid e chi quindi è ancora in qualche modo coinvolto dal punto di vista sanitario e chi ha dovuto affrontarla, invece a livello più psicologico. Per fortuna, successivamente, forse anche grazie a questo, c'è stata una consapevolezza maggiore a livello perlomeno della mia generazione sull'importanza della salute mentale, ma in quel momento noi ci siamo trovati tutti chiusi in casa a fare un grosso sacrificio, sicuramente un sacrificio che una generazione donava a una generazione più anziana per proteggerla dalle conseguenze e spesso mortali di questo di questo virus è stato quindi un periodo di solitudine e di sacrificio, ma anche di solidarietà intergenerazionale che è bene ricordare e onorare e, rispetto a questo aspetto, di onorare un sacrificio, credo che come istituzioni siamo chiamati ancor di più a il rispetto delle norme e al rispetto di quanto ci è stato chiesto in quella fase. Quindi penso che non stia a noi fare da giudici o altro, ma credo che sia importante riaffermare, in quest'Aula come il nostro dovere sia quello che ci chiede la Costituzione all'articolo 54, ossia che i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge. Questa importante c'erano norme che andavano rispettate. Spero che tutte e tutti noi lo abbiamo fatto perché altrimenti veramente prendiamo in giro generazioni che sono morte generazioni che hanno sacrificato tutto persone che hanno sofferto molto e chi meglio di noi che sediamo nelle istituzioni.
Dobbiamo onorare una memoria così pesante grazie.
Grazie consigliera, l'ultimo intervento del consigliere Venturi, vivibilità e sicurezza a Porta San Mamolo richieste concrete all'Amministrazione prego, grazie Presidente, gentile Presidente, gentili colleghi.
Intervengo oggi per portare all'attenzione di quest'Aula una situazione che da troppo tempo viene segnalata dai cittadini e dai commercianti della zona di via San Mamolo e di Porto San Mamolo, con particolare riferimento appunto a quest'ultima aree. Ci troviamo di fronte, infatti ha delle criticità che sono concreto, signore quotidiane che incidono direttamente sulla qualità della vita, sulla sicurezza e sulla tenuta economica del quartiere.
La prima riguarda la cronica assenza di parcheggi, una carenza che oggi non è più solo vedete un disagio, ma sta diventando un fattore determinante nel declino commerciale della zona declina, questo è il termine corretto, infatti i negozi di Porta San Mamolo e di via San Mamolo registrano una diminuzione costante della clientela e le ragioni sono sotto gli occhi di tutti le persone non riescono a fermarsi, signori, non trovano posto e scelgono semplicemente di andare a fare e a effettuare i propri acquisti altrove.
Oggi non vi sono stalli nemmeno per chi lavora nelle attività commerciali, figurarsi poi per la clientela.
È una situazione vedete, che penalizza quotidianamente chi tiene viva questa parte della città.
Se non si interviene, il rischio è evidente e continuare a perdere residenti e trasformare sempre più Bologna in una città esclusivamente turistica.
Svuotata della propria identità della propria comunità e del proprio tessuto economico di prossimità, un processo che peraltro è già in atto e non possiamo più permetterci di ignorare.
Per questo motivo, e quindi è necessario passare dalle parole ai fatti, individuando soluzioni che sono che siano concrete avviare una mappatura delle aree disponibili a partire da ex edifici, oggi in disuso, così come piazze e spazio situati nelle immediate vicinanze del centro storico e in prossimità dei viali di circonvallazione che possono essere destinati a parcheggi e se non si ritiene opportuno procedere, vedete con nuove strutture interrate, come sempre viene detto in quest'Aula, se abbia però almeno il coraggio di riqualificare e rendere funzionali delle strutture esistenti, che oggi sono abbandonate o sottoutilizzate. Non è più accettabile, infatti, lasciare degli spazi inutilizzati, mentre i cittadini e i commercianti affrontano ogni giorno dei disagi che sono sempre più evidenti, e a questo si aggiunge poi una situazione che negli ultimi mesi ulteriormente peggiorata, ovvero quella sotto il portico della chiesa dell'Annunziata. La presenza stabile di persone senza fissa dimora è aumentato in modo ormai esponenziale e.
Connessi è cresciuta anche la percezione di insicurezza, una vera e propria tendopoli. Sto parlando di una vera e propria tendopoli sotto gli occhi di tutti ed invito i colleghi a visionare con i propri occhi questa situazione, che è a tutti gli effetti indecorosa, degno di una città del terzo mondo, e non di chi quotidianamente si proclama come la città più progressista d'Italia. Andate a vedere sotto la chiesa dell'Annunziata, ogni giorno ed ogni sera. Che cosa c'è, c'è un campo tende degne di un camping, non di una città come Bologna, eppure nessuno fa niente, si lasciano lì, non si interviene, la gente, comunque spaventate, infastidita, paura che allo stesso tempo non si dà una soluzione alternativa a queste persone in difficoltà. Bisogna fare qualcosa, bisogna intervenire, i cittadini lo segnalano ma soprattutto lo dicono chiaramente i clienti delle attività commerciali, ovvero evitano la zona perché non si sentono più tranquilli, e questo ha conseguenze immediate sulle attività e, più in generale sulla vivibilità del quartiere. Ed era un bellissimo quartiere e lo è tuttora. Però bisogna fare qualcosa.
Qui vedete, non si tratta di polemiche, ma di realtà quotidiana. Invito ancora i colleghi ad andare a vedere. È quindi necessario mettere in campo un piano di controllo e di tutela del territorio chiaro e continuativo, che veda un ruolo però attivo dell'assessore alla sicurezza Matilde Madrid, che deve agire in stretta collaborazione con le forze dell'ordine, un piano che non sia solo emergenziale ma strutturato capace di intervenire sia sul piano del decoro urbano sia su quello del supporto sociale e, infine, non possiamo ignorare le segnalazioni sempre più frequenti relative alla presenza di giovani le cosiddette baby-gang, che contribuiscono a creare un clima di insicurezza, soprattutto nelle ore serali sempre più Funes funestate da risse. Accoltellamenti e violenze e anche su questo fronte ai cittadini chiedono un maggiore presidio, maggiore prevenzione e una presenza visibile delle istituzioni. Ecco, signori, di fronte a questo quadro, so che mai che una risposta concreta coordinate, tempestiva da parte dell'Amministrazione comunale di Bologna.
Dopo numerose interlocuzioni rimaste senza esito. La sensazione diffusa tra esercenti e residenti è quella di non essere ascoltati, di non essere considerati, e questo è forse l'aspetto più grave. È il momento quindi di assumersi la responsabilità di scelte chiare, un piano parcheggi serie realizzabile, un intervento deciso sulle.
Grazie consigliere, questa era l'ultimo intervento di inizio seduta, ricordo che sono stati presentati tre ordini del giorno nel corso degli interventi prego consigliera Di Giacomi, grazie, sì e chiederei una pausa di mezz'ora, se possibile, in modo da esaminarli grazie.
Bene, allora direi che sospendiamo i lavori e riprendiamo alle 15:25, grazie a dopo.
Ludopatia.
Allora riapriamo i lavori della seduta consiliare.
Allora sono stati presentati tre ordini del giorno negli interventi di inizio seduta.
Di cui viene chiesta la trattazione immediata dopo le delibere, allora partiamo con il primo ordine del giorno a prima firma, consigliere langue ghetti per chiedere la riattivazione del tavolo sfratti, chiedo se vi sia un intervento contrario all'ammissibilità.
Consigliera Scarano lei, la parola, prego.
Sì, grazie Presidente, abbiamo letto con estrema attenzione, insieme ai colleghi, l'ordine del giorno presentato dalla collega Larghetti e, tra l'altro, è materia che è stata già.
Trattata su cui sono i colleghi sono già intervenuti anche dei giorni scorsi riteniamo, stante l'importanza del tema che se ne parli in Commissione, anche perché sarebbe interessante nonché utile che intervenissero gli attori coinvolti, è un tavolo importante, un tavolo che vede numerose istituzione coinvolte.
E farne parte, quindi riteniamo che la cosa migliore per sviscerare quel che il tavolo ha in questi anni affrontato e come lo ha fatto, ma soprattutto quelle che sono le prospettive per il futuro e anche le reali motivazioni di uno stallo che è stato denunciato in questi giorni e non solo vengano esplicitate, spiegate e affrontate in una Commissione competente, grazie.
Grazie consigliera, Scarano, apriamo la votazione.
Presidente, scusi, non funziona l'apparecchio, voterei favorevole.
Monticelli, ne aggiungiamo il voto della consigliera Monticelli, grazie.
Allora chiudiamo la votazione.
O 32 presenti 32 votanti, 22 favorevoli 23, scusate con il voto della consigliera Monticelli, 23 favorevoli, 10 contrari, il Consiglio approva.
Apriamo la votazione per la trattazione urgente.
Presidente, mi scusi ancora Monticelli favorevole, grazie consigliera, aggiungiamo il voto favorevole del consigliere Monticelli.
E chiudiamo la votazione o 31 32 presenti, 32 votanti, 22, favorevoli, 10 contrari, il Consiglio approva anche la trattazione urgente, procediamo con l'ordine del giorno successivo a prima firma, consigliere Di Benedetto ordine del giorno per intervenire urgentemente per il ripristino delle condizioni di sicurezza, igiene e fruibilità del giardino finché Pinker lei dell'area di via Maggia, chiedo se vi è un intervento contrario.
Consigliera Di Giacomi ha chiesto la parola, prego grazie mille, presidente, tema sicuramente importante e che ci piacerebbe affrontare come abbiamo fatto fino ad ora in Commissione credo che le sedute che abbiamo avuto sul tema sicurezza siano state molto rilevanti, poiché ci permettono di me tenere insieme sia l'aspetto amministrativo che è l'aspetto associazione.
Legato alle associazioni e che, in generale, è ascoltare i territori interessati, quindi staremmo per fare una Commissione, grazie, grazie consigliera De Giacomi, apriamo la votazione,
Consigliere Monticelli, dispiacere la telecamera.
Ah, eccolo, eccolo, lo vediamo perfetto.
O il suo voto è stato registrato.
Chiudiamo la votazione o 33 presenti, 33 votanti, 11 favorevoli, 22 contrari, il Consiglio non approva ordine del giorno successivo a prima firma, consigliere Celli per potenziare le attività di indagine volte a contrastare le sparizioni di gatti nel territorio di Bologna e nell'Appennino chiedo se vi è un intervento contrario.
Consigliere Naldi, scusi, prego a lei la parola Consigliere, grazie Presidente, ma vista la complessità del del tema che anche durante l'intervento del collega Celli è stato esplicitato, proponiamo di portarlo in Commissione, grazie, grazie Consigliere.
Apriamo la votazione.
Okay.
Chiudiamo la votazione 33 presenti, 33 votanti, 12, favorevoli, 21 contrari il Consiglio non approva.
Allora procediamo ora con la trattazione delle delibere iscritte ai lavori odierni, saluto proposito l'Assessore Campaniello per e passiamo alla proposta 18 2026 approvazione dello schema di accordo di collaborazione tra la Città Metropolitana Comune di Bologna, in provincia di Ferrara, al Comune di Ferrara, società, Reti e Mobilità S.r.l. E Agenzia Mobilità Impianti S.r.l. Per la definizione di indirizzi per l'affidamento di gestione dei contratti di servizio del trasporto pubblico locale, la proposta è stata trattata in Quarta Commissione il 26 marzo scorso, licenziata per i lavori del Consiglio. La Sas, l'Assessore campanello è qua con noi già pronto.
Passo la parola Assessore, per l'illustrazione, prego, grazie Presidente,
Consigliere e Consiglieri, lo staff del Consiglio, la delibera oggetto di trattazione, quest'oggi va nella direzione di separare i due B e C dei due bacini del trasporto pubblico di Bologna e di Ferrara, nonostante la direttiva del 2012 della regione Emilia Romagna che puntava ad avere un bacino unico per la gara le ragioni sono state spiegate molto bene durante la Commissione attengono a diversi fattori il primo,
Rileva rispetto al fatto che nel 2028 Bologna andrà a gara con il trasporto pubblico su gomma, è per il tram quindi una sostanziale differenza rispetto a Ferrara, esistono già due agenzie di.
Di servizio per la gestione del trasporto pubblico, sia su Bologna che su Ferrara è anche c'è anche un tema di allineamento di diversa allineamento della scadenza dei due bandi, come sappiamo, Ferrara scade nel 2026, mentre Bologna nel 2028, l'insieme di queste motivazioni hanno portato le 2 agenzie territoriali assieme al Comune. La Città metropolitana di Bologna e Ferrara di convergere su una separazione dei due bacini e quindi andare a gara diversamente.
Grazie Assessore, apriamo il dibattito, chiedo ai Consiglieri se vi sono interventi in merito.
Allora non vedo iscritti a parlare, non so se l'Assessore vuole aggiungere qualcosa o passiamo allora quello prenotato io Presidente, se è possibile a consigliere piazza e lei sì, prego fermo solo intervenire, prego sì, volevo intervenire se è possibile due parole solo per certo certo ci mancherebbe prego,
Grazie eh no, intanto vorrei molto chiaro. Grazie all'Assessore la Commissione è stata è stata approfondita, come è giusto che sia, in una Commissione aveva richiamato giù sui punti principali. Ci tenevo soltanto a un commento, visto che l'atto comprende naturalmente la questione della del vaccino di Bologna Ferrara, comprende, ribadisce anche una volta di più la volontà di avere un.
Lotto unico sia per il la gestione della della mobilità, che è anche quella della sosta, ci tenevo a, come dire, esprimere una soddisfazione una volta di più, visto che è un tema che abbiamo seguito come Consiglio comunale per tantissimi anni e quello del riunificare la gestione della mobilità del trasporto pubblico locale e quello della gestione della sosta a pagamento e quindi anche in quest'atto come in quelli precedenti si consolida questo orientamento. Volevo esprimere soddisfazione per questa cosa, che è stata oggetto di davvero.
Amplissimo dibattito, ma negli ultimi devo dire, oltre 10 anni perché sono andato a guardare per curiosità, ho trovato uno dei primissimi ordini del giorno di Consiglio è crollato, votati all'unanimità del 15 ottobre 2012, atto che che proposi io come prima firma, che che però la costa e anche la firma.
Di diversi consiglieri di tutti i gruppi, compreso il collega Lo Giudice pediatri, e nel quale appunto si auspicava proprio che si tornasse, com'era stato in passato a una gestione unificata dei servizi relativi alla sosta a pagamento e del TPL.
Non ci siamo ancora arrivati perché naturalmente era il 2012 e il servizio, come questa delibera ricorda il noto appena la gara loro appena adesso sono già passati un po' di anni e tornerà a gara nel 2028, quindi allora riavremo una integrazione che ha delle sinergie evidenti che quest'anno in cui in questi anni tra l'altro di dibattiti abbiamo potuto toccare con mano e vedere ancora di più nella sua nella loro evidenza, inoltre.
Credo che sia molto opportuno ribadire anche in questa delibera il l'integrazione dell'affidamento tra tutti i servizi, anche il tram, cioè avere un una, un servizio unico che comprende anche la gestione e la gestione del tram.
In in tempi spero che nessuno voglia mai andare a cambiare questa cosa, perché la gestione del tram, del lotto unico autobus tram è evidente che anche in questo caso, come come dicevo prima, per la sosta a delle delle sinergie e dei vantaggi importantissimi ecco qui visto che i in gare precedenti,
C'è stata un'flussi, ha puntato il dito e si è chiesto uno spacchettamento, ecco, spero che questa cosa non accadrà anche in questo caso è tutt'altra gara questa e mi auguro che si salvaguardino questi principi di base che sono stati inseriti all'interno di questa delibera è stato ribadito modificazione, abuso della sosta, ma anche avremo all'ora, per allora ci sarà anche il tram nel 2028 e quindi credo che sia molto giusto tenere unita la gestione del del autobus con l'Islam perché credo che sia sotto gli occhi di tutti è evidente che la cosa sono integrate. Devono interagire e un gestore unico la scelta migliore.
Sul resto attraverso l'Assessore. Sulla sulla questione dei vaccini Bologna Ferrara, mi sembra evidente le le le le le le ragioni alla base della scelta sono numerosissime, non storico, ha già richiamato dall'assessore Di Mezza discusse in Commissione onestà neanche richiamare ma ci tenevo a sottolineare le altre due che appunto dell'Assessore del priorità giustamente non ha citato perché credo che siano molto molto importante. Grazie, grazie terminato.
Grazie, consigliere Piazza.
Chiedo se vi sono altri Consiglieri o i consiglieri che intendono intervenire.
Fare ancora.
Chiudiamo il dibattito Assessore.
Non replica va bene, allora passiamo alla fase di votazione.
Chiedo se vi sono dichiarazioni di voto.
Non vedo richieste quindi pongo in votazione la proposta di delibera numero 18.
Allora chiudiamo la votazione o 32 presenti, 21 votanti continuino.
21 favorevoli, 11 contrari, il Consiglio.
Non votanti, scusate allora 21 favorevoli, 11 non votanti.
Allora, quindi, il Consiglio approva.
Quindi passiamo all'IMU e alla votazione per l'immediata eseguibilità.
Chiudiamo la votazione o 32 presenti, 21 votanti, 21 favorevoli, 11 non votanti. Il Consiglio approva anche l'immediata eseguibilità. Procediamo ora con la proposta numero 29 2026 procedimento unico ai sensi dell'articolo 53 della legge regionale 24 2017 per l'approvazione dei progetti di variante per adeguamenti impiantistici, rettifichi puntuali del limite di intervento relativi all'intervento PNRR M 2 C 2 Investimento 4.2 sviluppo trasporto rapido di massa prima e seconda linea tranviaria di Bologna linea rossa è tratto nord linea verde. Ratifica della determinazione di conclusione della conferenza dei servizi di Cipro 2026.
È stata trattata in ottava e Quarta Commissione il 26 marzo scorso, Assessore campanello a lei, la parola per l'illustrazione, prego, grazie Presidente, questa è una delibera che si pone a metà fra il settore urbanistico e il settore delle infrastrutture e della mobilità che seguo io la delibera è stata illustrata come correttamente ricordava la scorsa settimana esattamente lo stesso giorno della delibera che precedente si tratta della localizzazione urbanistica,
Che si rende necessaria per alcune piccole puntuali variazione alla progettazione della linea delle linee tranviarie. La delibera, ripeto, è stata illustrata durante la Commissione, si tratta perlopiù di ganci pali e di trazione.
È piccole piccole piccoli espropri che devono essere resi che sono resi necessari dalla esecuzione di dettaglio del progetto esecutivo,
Grazie Assessore, apriamo il dibattito.
Allora non vi sono richieste di intervento, direi che possiamo chiudere il dibattito passo, passiamo alla votazione, chiedo se vi sono interventi per dichiarazione di voto, il consigliere Celli, prego no, io volevo ricordare alla gente a casa che noi siamo comunque alla fin fine favorevoli al tram, perché è un'opera, diciamo che noi stessi abbiamo proposto fin dai tempi di vita li avevamo un Assessore molto bravo, Silvia Zamboni che ha posto e anche dei Consiglieri bravi, vorrei ricordare Filippo Boriani, per esempio, appunto, anche Marcella Di Folco Rudy Berti. Quindi noi siamo favorevoli, anche se però non abbiamo potuto partecipare alla definizione del progetto, per cui non saremo certo stati favorevoli a tutti gli abbattimenti di alberi che questo progetto ha comportato e che, a mio avviso, sono stati davvero troppi e che si vanno ad aggiungere a tutti gli alberi che vengono abbattuti tutti i giorni in questa città come se niente fosse. Quindi, perdonatemi se questa volta vi ricordo che voto anche a favore e però purtroppo con i miei dovuti distinguo. Grazie.
Grazie, consigliere, Celli.
Consigliera De Giacomi, prego.
Grazie. Grazie. Mille presidente, vorrei intanto anticipare il voto favorevole del Gruppo del Partito Democratico. Noi riteniamo che questa sia un'opera fondamentale per raggiungere proprio quegli obiettivi di abbattimento delle emissioni di gas climalteranti e crediamo che senza il tram non sarà possibile assolutamente fare una transizione ecologica che ci porti a utilizzare mezzi sostenibili a impatto zero elettrici. Com'è il tram e a sostituire invece in questo modo e auto che sono Sen sempre più dannose, sono purtroppo sempre di più all'interno della nostra città. Vorrei inoltre ricordare che, oltre a uno scopo che dal punto di vista delle emissioni è decisamente positivo e che lo sarà ancora di più nel lungo periodo e che se non lo facciamo ora, ma continuiamo a rimandare ovviamente il problema e non può che aggravarsi sono state fatte molte modifiche proprio per cogliere quell'aspetto che sottolineava il consigliere Celli per abbattere meno alberi rispetto al progetto originale. Crediamo però che in generale, in questo caso si debba pensare al progetto come un progetto globale, pensiamo a quante emissioni verranno evitate. Pensiamo a quanto la nostra aria sarà più pulita e a quanto riusciremo a cambiare le abitudini, speriamo e a dare allo stesso tempo un mezzo che è sostenibile, veloce, non che non si ferma nel traffico, che è che anzi es pensiamo possa diminuirlo e quindi noi come come sempre, voteremo favorevole. Ringraziamo per il lavoro che è stato appunto un lavoro anche di ricerca di soluzioni che rendessero ancora minore l'impatto, impatto che ripeto essere molto, molto, molto positivo dal punto di vista del clima. Grazie.
Grazie consigliera, chiedo se vi sono altri Consiglieri o Consigliere che intendono intervenire.
Allora non ho iscritti a parlare, quindi passiamo alla votazione.
La votazione.
Apriamo la votazione.
La votazione è aperta.
Chiudiamo la votazione o 33 presenti, 33 votanti, 23, favorevoli, 10 contrari, il Consiglio approva data l'urgenza, apriamo la votazione per l'immediata eseguibilità.
Chiudiamo la votazione o 33 presenti, 33 votanti, 23, favorevoli, 10 contrari, il Consiglio approva anche l'immediata eseguibilità.
Grazie Assessore, rivederci, procediamo ora con abbiamo terminato con le delibere di competenza dell'assessore Campaniello, quindi procediamo ora con la proposta numero 24 2026 riconoscimento, debito fuori bilancio a seguito di sentenze esecutive emesse dal tribunale, il giudice di pace la proposta ha ricevuto il parere favorevole dei Revisori è stata trattata in seconda Commissione il 27 marzo scorso.
La parola all'Assessora Licalzi, che vedo collegata che saluto per l'illustrazione, prego Assessore Licalzi, grazie Presidente e le consigliere e i consiglieri e a tutto il personale che c'è in sala di Consiglio, abbiamo trattato questa delibera nelle idee, i discorsi in Commissioni e sappiamo che sono stati notificati al Comune le sentenze relative a opposizioni, avverso cartelle esattoriali, ingiunzioni della strada con soccombenza del Comune, come dettagliato puntualmente nell'Allegato A, che fa parte integrante, come sempre di questi tipi di delibere l'importo complessivo di circa 9.000 euro. Pertanto la richiesta è di riconoscere la legittimità del debito fuori bilancio delle sentenze. Avverte e per un importo totale, come detto, di circa 9.000 euro, dando atto che la spesa trova copertura finanziaria sul capitolo spese per prestazioni di servizio del Corpo della Polizia locale. Ringrazio anche il Commissario, dottor Ricci Ghirotti, per essere stato presente con noi in Commissione, di aver risposto alle domande che sono arrivate durante la seduta. Grazie.
Grazie Assessore Calzia prima del dibattito.
Allora non vedo iscritti, chiedo all'Assessore Li Calzi se vuole aggiungere qualcosa in replica.
No, la ringrazio, Presidente, grazie Assessore, passiamo quindi alla fase di votazione, chiedo se vi sono interventi per dichiarazione di voto.
Allora non vedo richieste, pongo in votazione la proposta di delibera numero 24.
La votazione è aperta.
Allora chiudiamo la votazione o 33 Presenti, 32 votanti, 22, favorevoli, 10 contrari, 1 non votante, il Consiglio approva, apriamo la votazione per l'immediata eseguibilità.
Chiudiamo la votazione o 32?
Tutti quanti gli studi più grande che mi ha buttato fuori mi dà solo un secondo eh sì, sì, prego Consigliere.
Okay, grazie, prego, chiudiamo la votazione, 22 favorevoli, 10 contrari, 1 non votante, il Consiglio approva anche l'immediata eseguibilità.
Quindi passiamo all'ordine del giorno, il primo è l'ordine del giorno a prima firma, consigliere Larghetti per chiedere la riattivazione del tavolo degli sfratti.
Apriamo il dibattito consigliera, prego intanto.
Consigliera Larghetti, grazie grazie, Presidente, credo che l'ordine del giorno, insomma, parli da solo, riprende molti dei dati che sono stati portati in Aula in question time dalla vicesindaca, abbiamo visto, diciamo, la denuncia di quei sindacati che ogni giorno raccolgono,
Diciamo le la richiesta di aiuto, l'allarme da parte di persone che stanno attendendo l'esecuzione di sfratti, spesso in ansiosa ricerca di soluzioni abitative alternative, a volte supportati dall'Amministrazione, ma comunque anche proattivi, che però magari non riescono in tempo. Recentemente ne avevamo parlato, ne aveva parlato il collega Begaj di un caso che ci aveva colpito perché era da da parte di una persona che fa parte di un'impresa che pulisce gli uffici.
Di molti enti pubblici, tra cui anche il Comune di Bologna, e quello era un caso. Non è certo l'unico una persona con un problema sanitario grave, che adesso ha trovato una soluzione abitativa alternativa, ed è riuscita, grazie a. Diciamo, un lavoro di mediazione anche con la Questura, eccetera, a evitare lo sfratto, a evitare lo sfratto e diciamo garantire un'uscita dall'abitazione che era a fine locazione, diciamo in maniera non cruenta e non traumatica con reciproca, diciamo soddisfazione nel senso del del risultato materiale. L'immobile è stato, è stato liberato come richiedeva la proprietà, ma appunto dando il tempo la persona di trovare una soluzione diversa, ed è proprio questo il tipo di attività che ha fatto negli ultimi anni il tavolo sfratti, un tavolo che riunisce, che riuniva anzi comune di Bologna, questura.
UNEP, il Consiglio dell'Ordine degli avvocati e tutte quelle associazioni che sono rappresentative sia di proprietari ed inquilini come luogo di concertazione, ma soprattutto come strumento operativo di confronto e di mediazione nella gestione dell'esecuzione degli sfratti. Questo tavolo, che si Rudy, che si riuniva piuttosto piuttosto frequentemente, permetteva a tutti gli enti coinvolti di valutare tutte le situazioni che erano in attesa di esecuzione di uno sfratto. Valutare rinvii, valutare le condizioni di soluzioni abitative alternative e quindi poter concertare sia con gli inquilini che con i proprietari e dai dati che ci sono arrivati. Si capisce qual è stata la funzione importantissima in un momento di credo che no, non serve ripeterlo, ma lo ripetiamo perché siamo in argomento in un momento di crisi abitativa dove il costo medio sia degli affitti ancor di più del dell'acquisto, ma adesso qui parliamo di di inquilini che pagano l'affitto è di ben superiore a quel 30% rispetto al salario medio è quel 30% che, anche secondo l'Inps, evita all'inquilino di finire sotto la soglia della povertà, perché una persona con uno stipendio con uno stipendio base, se spendere più del 30% del suo stipendio per pagare l'affitto, poi non ha di che vivere ancor di più se sono coinvolti dei minori a carico delle persone fragili a carico. Quindi.
Abbiamo appunto questi dati che dal 2022 al 2025 raccontano come il tavolo ha trattato 434 procedure di sfratto e in 200 casi si è arrivati al rinvio dell'esecuzione e in 33 di una liberazione spontanea dell'alloggio. Ovviamente il rinvio dell'esecuzione, che non è stato rinviato ad libitum, ma è stato rinviato fino al momento in cui la soluzione abitativa alternativa, a volte pagata dallo stesso Comune di Bologna, che ha un investimento importante di risorse nella ricerca di soluzioni di emergenza abitativa, lo sapete pagando a volte hotel residenze. Insomma, soluzioni priva nel mercato nel mercato del dell'affitto breve privato o Enal in altri casi più fortunati, quella della.
Insomma della possibilità di trovare una soluzione di lungo periodo. Quindi un altro, un altro affitto, quindi questo rinvio dell'esecuzione ha permesso appunto a un'esecuzione non traumatica e lo lo vogliamo ricordare perché siamo invasi da una propaganda che vorrebbe tutti i coloro che attendono uno sfratto, come scusate se uso parole, ma come degli scrocconi che occupano casa di insomma in maniera arbitraria e vendicativa nei confronti della proprietà. No, la realtà è tutt'altra la realtà ci racconta che di queste qua di questi 400 casi, 434 casi 283, cioè il 65% del totale, erano nuclei familiari con fragilità nel 69%, con minori nel 26% con persone affette da problematiche sanitarie. Quindi parliamo di 1.169 persone, di cui 428 minori. Allora, quando diciamo che vogliamo aiutare le famiglie, forse dobbiamo ricordarci che le famiglie sono anche quelle che non riescono a pagare l'affitto o molto molto frequentemente che pagando pur l'affitto, vengono accompagnate in uscita perché il proprietario legittimamente non rinnova loro il contratto, in quanto magari vuole destinare all'abitazione, ha un'altra funzione, eccetera, eccetera. Quindi stiamo parlando di casi che coinvolgono questa tipologia di cittadini bolognesi, quindi il tavolo di.
Concertazione. Il tavolo sfratti.
Era un luogo di raccordo istituzionale la cui mancanza assolutamente immotivata perché abbiamo visto che la funzione la eseguiva, quindi non c'è una ragione di dire, ci liberiamo di uno strumento che effettivamente non ci serviva niente non era efficace e quindi ne facciamo a meno. No, stiamo parlando di uno strumento che funzionava e la cui sospensione ex abrupto rischia di aggravare le condizioni di vulnerabilità abitativa, di aumentare le tensioni sociali, perché le persone che non hanno trovato un'alternativa non smetteranno purtroppo di fare resistenza all'esecuzione di uno sfratto e pensate che cosa accadrà a quei 428 minori o analoghi per il futuro laddove non c'è una gestione di alcun tipo, ma si dice che le persone devono prendere e andarsene da un giorno all'altro senza la possibilità di trovare una soluzione, anche agevolata dalle stesse istituzioni come il Comune di Bologna, che hanno tra le proprie competenze l'emergenza abitativa. Quindi, cioè non è un occuparsi di cose che non ci riguardano, visto che spesso sono curioso di ascoltare il dibattito, si dice che portiamo atti che nulla hanno a che vedere con le competenze del Comune. Questa è una competenza che noi vorremmo poter esercitare, ma ovviamente lo dobbiamo fare di raccordo con altri attori istituzionali che sono coinvolti, per cui pensiamo che.
Il tavolo sfratti abbia dimostrato che era uno strumento che contemperata certo la necessità di evitare esecuzioni traumatiche, soprattutto in presenza di minori, di anziani, di persone con problemi sanitari, con tanti elementi di fragilità, ma era anche uno strumento che contemplava la tutela dei diritti dei proprietari perché, ripeto c'è nessuno nega che esista d'altra parte un diciamo un diritto a.
Utilizzare il proprio bene, ma dobbiamo ricordare che la casa non è solo un bene, ma è anche un diritto e gli esseri umani non sono oggetti che si possono spostare come pacchi, per cui pensiamo che venire meno di strumenti di coordinamento tra istituzioni e soggetti coinvolti non sia una scelta di buon governo che sia una scelta che sarà destinata ad aumentare i conflitti e aumentare anche il ricorso a soluzioni emergenziali. Rico soluzioni emergenziali che ovviamente ricadono esclusivamente sul bilancio del Comune di Bologna, per cui pensiamo che la riattivazione del tavolo sfratti come sede stabile di confronto e di coordinamento e di mediazione tra Prefettura Comune di Bologna, autorità competenti ai soggetti sociali coinvolti, sia quello che ci serve per una gestione più equa, più efficace e socialmente sostenibile delle procedure di sfratto, per cui l'ordine del giorno propone, diciamo, di esprimere un posizionamento come Consiglio comunale nella richiesta formale di riattivazione del tavolo sfratti, che è già. Diciamo insomma sostenere il Sindaco in questa in questa richiesta, nel farsi parte attiva verso la BREF presso la Prefettura, assieme a tutti i soggetti che ne condividano l'importanza. Crediamo che sia, diciamo, un tema di discussione estremamente di attualità e su cui non possiamo non prendere una posizione anche dopo diciamo la sollecitazione ulteriore che ben che è venuta dalle organizzazioni sindacali degli inquilini, che svolgono a tutti gli effetti un'attività di servizio sociale, grazie.
Grazie Consigliere, chiedersi vision.
Interventi.
Consigliere Mazzanti, prego, Presidente, allora parte che condivido le considerazioni che ha fatto la consigliera proponente dell'ordine del giorno, quindi però credo che ci sia un dato che va visto come si sta affrontando il problema delle politiche abitative.
Non solo, come lo sta affrontando il Comune di Bologna, la Regione Emilia Romagna che hanno dato un segnale molto forte, la Regione si è indebitata per una cifra consistente, la metà dei 300 milioni dell'investimento.
E il Comune di Bologna, naturalmente, ha messo risorse sue su un Piano casa che investe alcune realtà territoriali significative della nostra città.
Ma il problema se noi pensiamo che questo avvenga per l'efficienza di un Comune di identità regionale, abbiamo sbagliato.
Anche perché il tema dell'alloggio e della casa è un fenomeno grave che si estende in modo unilaterale su tutto il territorio nazionale, da Bolzano a Palermo, senza diversità di soluzione, in quanto noi abbiamo una situazione, basta vedere la riunione che si è tenuta a Roma l'ultima riunione dei Sindaci e c'erano Sindaci di tutti i colori politici che sostanzialmente con temi.
Locali non possono affrontare in pieno quella che è la problematica, per tanti motivi, la prima.
Che il patrimonio pubblico è un patrimonio che ha bisogno di manutenzione.
È un patrimonio che con gli affitti che vengono applicati, che sono rapportati strettamente al reddito delle persone che vi abitano, abbiamo canoni che a malapena riescono a coprire i costi di gestione degli enti che governano quei processi, quando va bene, perché abbiamo in realtà significative, pensiamo a cosa è avvenuto in Lombardia.
Due volte l'Aler milanese che, a differenza che a Bologna, un ente regionale è fallita e ha dovuto intervenire per due volte, la Regione ha.
Surrogare e mettere risorse per riuscire a far ripartire una realtà enorme, grossa, Milano, una quantità di elogi molto ampia, quindi con delle problematiche delle tensioni molto forti nel processo di governo, e questa è la prima cosa la seconda cosa.
Quando abbiamo, in queste realtà, dei canoni molto bassi, tenete conto che l'affermazione che ho fatto prima è rapportata con che Bologna, che è una città mediamente considerata, con un canone intermedio alto dell'ERP, aggira fra i 120 130 euro mese medi.
Dall'altra parte abbiamo in realtà, ho fatto prima l'esempio di Milano, che, se non c'è, non è cambiato in questi ultimi anni, prima che io cambiasse attività, aveva dei canoni medi che erano mediamente più bassi, che si aggiravano fra gli 80 e 90 euro mese quindi cioè con una bella differenza dall'altra parte abbiamo realtà dove il processo non è neanche governando, quindi occorre una revisione complessiva, mettendo a disposizione risorse che oggi non ci sono per poter dare supporto anche a quelle realtà dove non sono stati non hanno nemmeno le risorse per fare dei meccanismi autonomi.
Di finanziamento che ho fatto l'esempio di Bologna potrei fare l'esempio di altre realtà, come Firenze, come Venezia, come non so un qualsiasi altro comune che ha una capacità di spesa e di indebitamento o una regione che ha le stesse caratteristiche, ma da solo questo non basta, anche perché i piani anche di costruzione e di ristrutturazione hanno subito una rivoluzione in campo di realizzazione. Voi pensate che col Covid, con la guerra in Ucraina, abbiamo avuto un incremento dei costi delle materie prime predilesse impressionante. Faccio solo un dato, do solo un dato uno. Tenete conto che il tondino da Fondazione, quindi quel tondino d'acciaio che serve a fare il calcestruzzo armato da allora adesso è aumentato del 135%.
Non si era mai manifestato che imprenditori che avevano vinto contratti.
Prima della firmo, anche dopo la firma, hanno rinunciato all'appalto, ha restituito l'appalto a chi lo conferiva. Questo è un fenomeno che si sta manifestasse manifestato e si sta manifestando anche recentissimamente, quindi tenete conto che la realtà è questa. Abbiamo avuto poi, ad esempio, il decreto Draghi, se vi ricordate nel Governo Draghi che col decreto permise e in parte risolse il problema degli appalti, nel senso che il differenziale fra la cifra in appalto e la conclusione praticamente veniva ristorato il differenziale dell'aumento delle materie prime. Ecco, oggi questo non c'è, per cui potete ben immaginare qual è il PIAE, tutto questo naturalmente che come si caratterizza no, se voi andate a vedere e recentemente l'ho detto l'altro giorno in Consiglio quello che è avvenuto, quel quel che è qui da noi, abbiamo.
6.000 domande. Se andiamo a vedere, anche con l'intervento che noi faremo coi finanziamenti regionali e comunali, noi risponderemo grosso modo alla fine del percorso alla metà, perché l'altra metà non saremo in grado di rispondere nell'arco di tot anni se non in un solo modo, a un Piano nazionale della casa che dopo neanche quattro anni il Governo finalmente si era deciso a fare con una cifra che non è sufficiente per tutto l'ambito nazionale di 970 milioni di euro, neanche un miliardo, che però poteva già insomma in un qualche modo aiutare anche questo è saltato.
E il tema comunque drammatico c'è perché il tema che prima la collega enunciava degli sfratti parliamoci chiaro se il meccanismo della graduatoria verso uno sbocco positivo con un numero di alloggi tali da poter dare risposte di questo tipo, beh, avremmo in parte risolto il problema, ma in realtà così non è per cui abbiamo dei momenti di tensione fortissima sul piano nazionale che non dà e non certo e INU, e in un mo praticamente pone le persone nelle condizioni di andare in strada, questo è, c'è poco da fare allora, da questo punto di vista occorre che ci si muova razionalizzando al massimo le operazioni che stiamo facendo ad esempio sul l'edilizia a canone calmierato. Gli interventi che potete fare un giro per la città sono in essere.
Stanno costruendo ri daranno una risposta, ad esempio, a quel tipo di utenza che ha un reddito fra il doppio e fra fra il reddito superiore di assegnazione di pochi euro e arrivare al doppio di quest'ultimo. Ma quelli che sono le indicazioni più bassi, i canoni più bassi, è lì. Questa è gente che se voi andate a vedere qual è la media di chi paga canoni simbolici, voi vi rendete conto di che redditi potevano avere queste famiglie mono redditi redditi bassi e anche perché non è che puoi fare un tempo era più facile della sua più complesso perché gli enti di edilizia pubblica tutti gli anni chiedono alla situazione reddituale, tutti gli anni devono documentare il reddito e quindi ci sono dei controlli molto diffusi, anche perché con il Governo Monti, il Governo di emergenza nazionale, dal punto di vista fiscale e finanziario si è dato la possibilità agli enti di entrare direttamente nei cassetti fiscali dei propri inquilini. Quindi, chi chiede un beneficio di tipo fiscale è controllato perché, nel momento in cui ti chiede la possibilità di avere un alloggio sa che la sua situazione va inserita in questo meccanismo automatico, che controlla i cassetti fiscali del Ministero con la posizione individuale del singolo, e questo è importante. Guardate che questo intervento, quando fu fatto per la prima volta, liberò un numero di alloggi di una certa portata che poi furono riassegnati e messi in graduatoria. Quindi occorre da un lato programmare questo uscire con un Piano casa. Io dico sempre porto, ad esempio, l'esperienza della Prima Repubblica che ha dato un notevole aiuto alla situazione abitativa, anche perché sui Piani casa non c'è stata divisione all'interno dello schieramento, sia di destra che di sinistra, e questo la dice lunga se noi andiamo a vedere chi sono state le personalità che su questo hanno segnato le politiche abitative, sono tra le 3 nomi importanti nella storia dell'edilizia pubblica italiana, un democristiano, un socialista e comunista. Questi portano i nomi delle tre più grosse iniziative, dal Piano casa Fanfani al piano cara, ai piani casi successivi e debbo dire che gli ultimi stanziamenti di una certa rilevanza, finita la Prima Repubblica dove erano programmati erano tutti i piani quinquennali che automaticamente, ogni cinque anni, venivano fatti.
E si facevano gli interventi. Questo era un meccanismo consolidato che nessuno ha mai messo in discussione, perché sul piano della risposta diciamo che si erano un in una unanimità trasversale all'interno del Parlamento e del Senato che permetteva per l'appunto di avere questi fondi ciclicamente a disposizione per dare una risposta alle esigenze abitative. Questo non c'è più gli unici. Gli ultimi due finanziamenti che sono arrivati sono stati 1.
Del Governo Prodi e l'ultimo è stato un no del Governo Prodi. Poi c'è stato un finanziamento, ma non un Piano casa.
Di altri, di altri due Governi, un finanziamento straordinario di Draghi è un finanziamento.
Sono, mi viene il nome del Presidente del Consiglio questa sera che l'età a fare dei brutti scherzi no, no, no, no, va be'ma, non ha importanza questi ultimi tre attenzione che erano finanziamenti una tantum, ma non all'interno di un piano strategico della casa.
Per globalmente, circa 600 milioni di euro.
E 400 milioni di euro, l'ultimo piano, quello fatto da dall'ultimo Governo prima del Governo Meloni. Quindi occorre assolutamente tornare a quello, assolutamente tornare a quel tipo di progettazione in modo tale da dare una risposta, anche perché noi ci troviamo in una situazione particolare che non solo negli ultimi quattro anni non si è dato un finanziamento dell'edilizia pubblica, ma si sono tolti anche i fondi che le leggi precedenti avevano previsto la composizione, la compensazione dei canoni per le morosità incolpevoli e altre possibilità che si erano date, quindi si è chiuso completamente quel canale e gli effetti si vedono perché c'è una situazione pesantissima, drammatica a livello nazionale, talmente vero che si è riusciti a fare un'operazione unica, mettere d'accordo sul punto tutti i sindaci, a prescindere dal colore politico destra sinistra centro, perché tutti i Sindaci son trovati con difficoltà spaventose da far fronte, quindi noi dobbiamo assolutamente recuperare questa situazione.
Fare quello che abbiamo fatto va bene, perché ci siamo indebitati, abbiamo trovato delle risorse, ce lo siamo potuti permettere da investire e dare una risposta soprattutto sul recupero del patrimonio, che era da rimettere in pista e poter ricollocare nelle graduatorie ma anche patrimonio nuovo come stiamo costruendo con i cantieri che sono in essere in questo momento. Questa è l'operazione che noi dobbiamo fare e dobbiamo farlo capire in modo molto significativo, perché quando le organizzazioni sindacali si sono mossi su questo tasto tutti i sindacati degli inquilini, Sunia Sicet quel casa e compagnia terzo settore,
Bene hanno trovato in questo un punto d'incontro con i Sindaci dei territori e con le regioni che, da questo punto di vista, sopportavano questo tipo di disegno, ed è una cosa che assolutamente dobbiamo rifare con un grande fronte, un fronte unitario importante anche perché quando si è cercato e con questo ho finito di giocare questo in una contrapposizione fra.
Italiani e stranieri e vai a vedere quali sono le percentuali di assegnazione d'accordo. È una cosa molto semplice che gli stranieri, che abiti in patrimonio pubblico sono un quinto del totale, quindi quattro quinti sono italiani, ma neanche tanto questo che ha giocato questa contrapposizione dicendo prima gli italiani hanno fatto norme dicendo che un lavoratore extracomunitario in regola, con il permesso di soggiorno con un lavoro regolare in una situazione di persona correttissima, anzi poi pensate, ironia della sorte in edilizia, se non ci fosse il 70% della manodopera extracomunitaria, noi avremo i cantieri in Italia, fermi non ci sarebbero manodopera per realizzare queste opere. Bene, lì ci ha pensato e bisogna ringraziare i giudici della Corte costituzionale che hanno dichiarato illegittime e incostituzionali le leggi che andavano in questa direzione, ma non solo, anche la Cassazione successivamente ha bloccato e annullato provvedimenti di questo tipo, mettendo sullo stesso piano le persone in regola che lavoravano, che avevano la possibilità e quindi tutte le caratteristiche per poter fare questo e questo credo che sia un fatto importante perché aumento sulla battaglia della casa persone differenti, ma che hanno un obiettivo persone politicamente differenti, ma anche persone di nazionalità differente che hanno visto in questa battaglia è una battaglia di unificazione per combattere un Governo che non ha fatto nulla, anzi i 970 milioni che devono essere date al Piano. Cave famoso, promesso da Salvini promesso dalla Meloni. Quei soldi sono andati a finire giù per le scale di cantine perché sono stati spesi per finanziare vari canali, tra cui anche la fornitura di armamenti.
Allora chiedersi qualcun altro intende intervenire.
Consigliere Celli a lei la parola, prego, gli ho risposto questo o desidero anche non ho nulla da eccepire, cioè va bene tutto ciò che può aiutare a diminuire l'emergenza abitativa, per me va bene tutto quello che si può fare va bene, però voglio capire dove si va a parare,
Perché si va a parare di nuovo nelle costruzioni, nel fatto che noi dobbiamo andare a sottrarre buchi vuote questa città per costruire a fin di bene oppure andiamo a costruire dove dove già costruito si dice che si va a costruire dove già costruito, però io vorrei ricordare a tutti, cioè che in questa città ci sono 25.000 appartamenti sfitti. Forse sarebbe anche il caso, prima di andare a costruire, di andare a garantire proprietari di queste abitazioni. Mi sembra che sia la cosa più normale da fare, perché oggi l'edilizia sta distruggendo il pianeta, l'ho detto tante volte, cioè anche a Gaza. Succede quello che succede, perché lo spazio è diventato una risorsa da predare da predare.
Non è che ci possono sempre essere delle ragioni buone che ci spingono poi a fare delle cose malvage, cioè le ragioni devono essere buone quanto le soluzioni. Questo mi sembra ormai una cosa che noi dobbiamo un attimo intenderci. Ci sono tanti negozi, per esempio sfitti da tutte le parti, che non è che sono insalubri, come viene detto, perché magari sotto hanno dei parcheggi, perché magari a non la faccio di dietro, se non addirittura persino in giardino e in quei posti lì non ci va no, non ci va nessuno perché il commercio in crisi perché è in crisi, perché ci sono i grandi rivenditori on line che vanno a portar via.
Il commercio ai piccoli negozianti che hanno investito e magari molti negozi sono i luoghi di passaggio dove nessuno andrebbe ad investire dei soldi per farci un negozio, invece no, i centri logistici si fanno tanto. È vero che mi è anche stato detto recentemente che il grande imponente consumo di suolo dell'Emilia Romagna, che ci ha posto al primo piano al primo posto abbiamo vinto le Olimpiadi del cemento. Bene, quello è stato legato proprio ai centri logistici. Quindi, come facciamo a dire che tuteliamo il commercio di prossimità quando invece si è vero? Da una parte impediamo alle piccole proprietà di di di di di convertirsi e di fornire, magari in cambio che ne so, di un canone concordato, cioè si può fare invece no, adesso non lo facciamo, magari poi, magari vengono convertiti invece delle intere zone industriali in condominio. Allora lì si può lì che ci sono i grandi poteri forti del mattone, lì allora sì, sì, convertiamo tutti questi capannoni in condominio, non so guardate, ragazzi che a casa la gente non è fissa a casa la gente, le cose le capisce e cioè per quanto noi ci sforziamo di andare ad abbellire, a raccontare se poi un mondo reale, là fuori di persone che magari si fanno nel.
Idea leggendo i titoli dei giornali, si guardano attorno, vedono che lo spazio si va via riducendo.
E non è che sono sempre cattivi gli ambientalisti che ti vogliono privare di un bene o vogliono deprimere l'economia, c'è modo e modo di fare economia, intanto bisogna diversificare, la cioè invece noi stiamo portando tutto, stiamo puntando tutto su una forma di economia che che è estremamente, come dire, instabile. Pensiamo per esempio l'aeroporto, adesso si parla appunto di quanto aumenterà il combustibile, cosa dovesse succedere se improvvisamente non arrivano più voli a Bologna,
B sarebbe, credo, un bel problema e, signori miei, vi ricordate i fenici, no, son stati i primi che hanno iniziato a diversificare praticamente le merci che viaggiavano sulle navi, perché questo perché si andava a fondo, una nave che magari portava della porpora beh, lì era un problema.
Si andava davvero a mettere in crisi un sistema?
Quindi bisogna diversificare e poi soprattutto bisogna, come dire smetterla di andare a predare questa città di tutti i buchi vuoti, perché ci sono altri buchi vuoti che forse possono essere riempiti di tutti i tipi, poi si può anche costruire io non dico Mickelson io so so sono anche disposto a dirlo okay, abbiamo chiuso tutti i buchi occupati perché c'è qualcuno dentro quei buchi lì probabilmente i proprietari sono stati garantiti e adesso andiamo a costruire.
Ma poi cioè voglio dire, ma noi ci vogliamo pensare un attimo, cosa vuol dire costruire, dove trovare cemento? Ieri, per esempio, sono stato a una festa le Georgiche sul Po, dove quelli che intervenivano prima di me hanno proprio parlato di di tutti quegli scandali che sono, poi, diciamo, con finiti dentro dei processi penali, perché è stata rubata della sabbia, cioè i palazzi, cioè, al di là del fatto che c'è questa narrazione che io credo completamente come dire come dire strumentale no, questa appunto della decarbonizzazione, che che non è non è assolutamente una questione ecologica e Fanta ecologia, così come c'è la fantascienza, c'è la Fante ecologia, perché a questo mondo non c'è solo il ciclo del carbonio, cerchi lì c'è il ciclo dell'acqua, c'è il ciclo dell'azoto, ci sono tanti cicli, ci sono i mari che vanno in modo, come dire molto importante, a costituire gli equilibri nell'atmosfera. Pensiamo, per esempio, che tutto l'ossigeno prodotto al 90% dal mare e il 10% invece dalla vegetazione. Quindi non è così semplice. Diciamo andare a gestire l'ecologia così come se fosse un giochino, cosicché noi facciamo tipo Risiko, si decarbonizzato qui dei carboni, siamo la mettiamo un pannello solare, qua mettiamo una non è così, cioè bisogna avere un altro approccio, un approccio, come dire, un pochettino più,
Come dire da ecologo profondo, cioè guardare le cose per quello che sono non è che tutte le risorse che noi andiamo a prendere si ricostituiscono così miracolosamente la terrazza e la fa sempre la terra, non se la sta più facendo e noi ci arrivano le alluvioni perché si arriva alle alluvioni perché tra l'altro stiamo diradando completamente i boschi dell'Appennino che diventano impermeabile. L'acqua arriva qua da noi e io l'ho detto tante volte e non vedo che ci sono grandi cambiamenti perché continua a tagliare dappertutto, anche sotto casa mia, dove peraltro c'è già una frana e andiamo avanti così all'infinito, tagliando qui facendola, direi di no, quindi nulla in contrario a votare a favore a questo, a questo ordine del giorno, tutti i miei complimenti a chi l'ha scritto, però, cerchiamo anche di capire dove andiamo a parare sempre con il prelievo di risorse ambientali, con il prelievo di spazi vuoti o andiamo a colmare prima gli spazi vuoti che già abbiamo grazie.
Grazie, consigliere, Celli.
Chiede se altri intendono intervenire consigliera. Bernagozzi. Prego sì, grazie Presidente, allora volevo fare un attimo un po' d'ordine, nel senso che qui stiamo parlando di riattivare un tavolo che non è innanzitutto obbligatorio e lo voglio dire, non è una, non è obbligatorio di per sé, ma è una scelta che le città fanno soprattutto le città che hanno un grosso problema di emergenza abitativa proprio per evitare come come diceva bene la proponente, per evitare quel conflitto sociale che si ovviamente si contrappone nel momento in cui c'è una crisi abitativa che di fatto non qual è qual è l'impedimento impedimento è che spesso magari si arriva a uno sfratto per finita locazione, ma non si è questa famiglie famiglie non riescono a ricollocarsi nel tempo in cui devono lasciare quell'appartamento in un altro appartamento, magari con un affitto uno, perché magari l'affitto che viene richiesto è troppo più alto, perché anche al fine allocazione spesso avviene anche ed esclusivamente per due impreciso. Diciamo per tre ragioni. La prima ragione è l'appartamento, viene torna a deve essere, deve tornare nella disponibilità dei proprietari o per esigenze proprie, ed è assolutamente legittimo che sia così. Il secondo caso è l'aumento di quell'affitto. Io vi ricordo che a fine 2024 avevamo già un dato di proiezione rispetto a quelli che sarebbero stati tutti gli appartamenti che sarebbero andati a fine locazione con un aumento a volte.
Non so affitti da 500 600 euro ci fu spiegato dall'allora assessore che arrivavano addirittura 1.000 e 1.100 euro, c'è una famiglia, si trovava praticamente quasi un affitto raddoppiato. Ricordo anche a tutti che stiamo parlando di un sistema economico che non ha visto assolutamente alcun tipo di aumento degli stipendi base. Lo voglio dire perché c'è e quindi c'era questa no, questo sbilanciamento, per cui, nonostante lo stesso reddito ti trovavi a dover dover sobbarcarsi un affitto a volte altissimo. Tra l'altro lo ricordavo anche all'epoca io credo fosse fino al 2024 sapevamo già di questi dati che venivano da contratti di locazione che furono fatti in epoca Covid. So se vi ricordate che forse ce lo siamo dimenticati, anzi qualcuno oggi ne ha parlato molto bene. La Capogruppo c'è in epoca Covid furono stipulati tantissimi contratti, anche rivedendo dal punto di vista economico perché eravamo in una situazione ovviamente di emergenza e quindi c'era un affitto che era abbastanza calmierato rispetto diciamo alla perché molte persone sono rimaste anche senza lavoro per colpa del Covid. Forse non ce lo ricordiamo, ma è bene ricordarselo. Non riuscivano ad andare a lavorare e quindi più ricorrere perseguito. Anche diverse famiglie che in quel preciso istante avevano un contratto di locazione che era stato era stato concordato con una cifra abbastanza abbordabile, ma che nel giro di quattro anni praticamente si è raddoppiato. Quindi, innanzitutto c'era questa fine locazione per perché non si poteva provvedere e stipulare un altro contratto. C'è una terza opzione, che non ho sentito ancora nel dibattito generale che riguarda la questione delle armi ENVI che ha tenuto banco in questa città. Mi pare che ci siamo ovviamente dimenticati che giustamente, nella legittimità di un proprietario decidere di mettere a reddito.
Il proprio appartamento, perché è evidente che convenga dal punto di vista economico avere un appartamento che ti dà, diciamo né con un canone di un affitto al B&B un importo annuale che nulla c'entra con quello che ti può dare magari una famiglia con un contratto stabile, tre più due. Insomma, adesso non voglio entrare nel merito dei contratti. Questo è un tipo di emergenza, tant'è che il Comune ha cercato con degli strumenti ovviamente dati e quindi del Piano urbanistico. Ha cercato di interrogarsi rispetto a questo RIS perché quando parliamo di spopolamento del centro, cioè parliamo del fatto che però non è che è stato spopolato del, cioè gli appartamenti ci sono e non è che sono sfitti, ma ci sono interi palazzi di Airbnb, cioè non penso di dirvi qualcosa che qui non sappiamo anche rispetto a questo questo Comune non solo ha cercato degli strumenti del piano urbanistico, ma ha lavorato su quello che adesso il collega è uscito, però ha lavorato sulla questione degli appartamenti sfitti innanzitutto facendo un censimento,
Di tutti gli appartamenti sfitti in questa in questa città, se non erro, investendoci delle risorse e delle energie.
E poi ha creato una fondazione per l'abitare che io credo, possiamo contestarla, possiamo non contestare, però bisogna che ci diciamo che cosa dice con la Fondazione per l'abitare e la prima cosa che si pone come obiettivo è garantire il proprietario.
Perché se non viene pagato l'affitto a Fondazione per l'abitare mette i soldi per un anno, un anno.
Cioè paga l'affitto un anno.
Dà dei soldi a fondo perduto per poterli sistemare, perché è stato scoperto in questo censimento che ci sono tanti appartamenti sfitti, sì, magari non per per le ragioni che ho detto prima, ma semplicemente perché, non essendo a norma non possono essere immessi sul mercato immobiliare, magari queste persone non hanno proprio tutta questa vuol dire qui la possibilità economica di metterli a norma e quindi è ancora 6.000 euro messi a fondo perduto per queste persone, per cercare di rimettere nel mercato immobiliare degli appartamenti che attualmente sono sfitti per famiglie di cui, ovviamente, per incontrare le esigenze che abbiamo di famiglie che sono sotto sfratto, che sono a fine locazione oppure sono sotto sfratto e qui aggiungo un passaggio sono sotto sfratto, perché magari non riescono ad affrontare le spese di un affitto.
Perché questo è il sistema economico in cui siamo e.
Io vi vorrei vorrei sfidare a trovare un affitto che una famiglia con un solo stipendio si possa permettere, non parliamo se poi a dei minori.
Vorrei sfidarvi ad andare in banca a chiedere un mutuo, io vi posso scrivere un libro su quello che richiede una banca per permettere un mutuo, anche una persona con uno stipendio.
Diciamo da dipendente.
Ventennale.
A volte, se non hai un garante, non ti aprono nemmeno la porta.
Oppure minimo, devi avere dei soldi da parte.
Per poter fare un finanziamento anche di un mutuo non esiste il mutuo al 100%, ve lo dico verbis, sfatiamo questo mito.
Apro parentesi, sono anche stati tolti gli incentivi a livello nazionale per le giovani coppie under 35 proposto di natalità e di famiglia, eccetera, eccetera. Ma non entro nel merito di questo discorso. Questa è la situazione in cui ci troviamo, allora è una situazione di emergenza abitativa, lo diciamo tutte tutte le forze politiche l'hanno detto in quest'Aula o no, ne parliamo e io mi chiedo siccome il tavolo per gli sfratti è una scelta politica, nel senso che giustamente vuoi cercare di evitare quel conflitto sociale tra chi è un proprietario, giustamente vuole magari tornare in possesso del proprio appartamento, ma dall'altra parte è una famiglia che, dopo di dopo due giorni e mezzo a una strada e magari con dei minori.
Cioè noi dobbiamo scegliere, secondo me, che tipo di città vogliamo essere.
Vogliamo essere la città che se ne frega le istituzioni, che se ne fregano, vogliamo essere quelle istituzioni che, di fronte a un conflitto sociale cercano in qualche modo di mettere insieme le ragioni delle parti e cercare una soluzione che il più possibile vada incontro alle esigenze di entrambi.
E quello è, quindi io non trovo contrarietà a questo tipo di di di di operazione, cioè non riesco a trovare quale può essere un motivo valido per non fare quel lavoro di concertazione, non ne trovo perché credo che non faccia bene a nessuno men che meno ai cittadini che siano proprietari o che siano,
Purtroppo inquilini che che hanno uno sfratto. Penso che non faccia bene a nessuno trovarsi l'ufficiale giudiziario che che bussano alla porta, e cioè non credo che sia un'esperienza. Francamente, ve lo dico lo sfratto non ha un'esperienza meravigliosa dal punto di vista personale e.
Fatemelo dire da chi l'ha vissuto, ma l'ha vissuto in altri tempi.
In tempi in cui ti poteva capitare di ricevere uno sfratto, come è capitato a me, ma era un mercato che ti offriva la possibilità di trovare un altro alloggio,
Cortocircuito è tutto qui, quindi noi non possiamo, come istituzioni, come Comune, non possiamo lasciare che quel tavolo non venga convocato, perché serve esattamente ad evitare, tra l'altro, scene che abbiamo commentato in quest'Aula, io vi ricordo che veniamo l'ultima che mi ricordo a memoria è un muro abbattuto con una mazzetta,
Questo ce lo ricordiamo in zona in zona Fiera con dentro una famiglia ma insomma ragazzi, cioè, voglio dire, non possiamo pensare che quella sia la soluzione rispetto al problema dell'emergenza abitativa, penso che su questo io credo e siamo tutti profondamente d'accordo che non può essere quella quella la soluzione, andare con una mazzetta e buttare giù un muro per entrare, buttar fuori qualcuno, il tavolo serve esattamente a questo, ad evitare quella quel tipo di di conflitto sociale,
E soprattutto qui chiudo, come ha ricordato bene chi ha presentato l'ordine del giorno, spesso parliamo di famiglie con minori.
Parliamo di famiglie con minori, allora non c'è un euro, sul Piano casa sono stati cancellati i fondi di sostegno per morosità incolpevole, cioè quindi non ha, non abbiamo neanche più quel tipo di finanziamento che invece il Comune di Bologna fa è a sue spese per cercare di aiutare chi è in difficoltà perché mi piacerebbe ricordare anche questo,
Creiamo una fondazione per l'abitare, facciamo una mappatura degli affitti sfitti, cerchiamo in qualche modo di capire se riusciamo ad arginare il fenomeno, ovviamente dell'Arbia in b, cercando di creare zone un pochino più omogenea, e così non si può, poniamo al centro.
Il tavolo degli sfratti fa parte di questo ragionamento, nel cercare di evitare che ci sia un conflitto sociale tale per cui noi ci troviamo con le persone in mezzo a una strada, principalmente famiglie con minori,
Tutto qua, quindi, se riusciamo a intervenire prima e a lavorare in quel tavolo per una mediazione che faccia sì appunto di garantire sia i diritti, giustamente, di chi magari ha subito uno sfratto e non è riuscito a trovare un alloggio in cui in cui riuscire a ad andare tra l'altro segnalo che ha in quel tavolo e si fa anche un lavoro rispetto magari a chi è per esempio in graduatoria ACER, perché se uno è in graduatorie ACER è e sta aspettando l'assegnazione dell'appartamento che deve arrivare, cioè, siccome magari si tratta di qualche mese si cerca in quel tavolo di evitare di mettere una famiglia fuori di casa per tre mesi, visto che comunque da lì a breve avrà una soluzione con un alloggio pubblico ma non sembra una follia. Mi sembra una cosa di buonsenso, semplicemente di buonsenso,
E che, ripeto, serve ad evitare il conflitto sociale. Io francamente vorrei una città che fa un tavolo sugli sfratti che lavora sulla mediazione, evitò il conflitto sociale piuttosto che vedere una un'azienda che tira giù un muro con una mazzetta, per tirare fuori una famiglia o ragazzi. Sarò Matta, io, ma io penso che questo sia molto più civile e insomma, sia la cosa più sensata. Ecco, mettiamola per così, quindi questo sembra mi sembra abbastanza. Questa è la discussione. Poi possiamo parlare del consumo di suolo come come è stato tirato fuori. Ecco, però in questo momento stiamo parlando esattamente di questo, cioè di un tavolo che serve a fa a evitare il conflitto sociale e ad evitare, da una parte, che delle famiglie finiscono in mezzo alla strada con dei minori, tra l'altro separandoli perché spesso si fa anche fatica ricollocarle tutti insieme, perché sappiamo benissimo che se continuiamo a tagliare i ed il Governo centrale continua a tagliare i fondi per i Comuni, esattamente cosa si tagliano si tagliano, i servizi del welfare funziona così bilancio fa funziona così però voglio dire ripeto un comune che sta cercando anche di.
Arginare dove, dove il Governo taglia comunemente quel tavolo e serve a mediare con conflitto, quindi secondo me non c'è alcuna ragione, tra l'altro anche in protezione dei proprietari, cosa che ripeto era già è già nell'ordine di idee della Fondazione per l'abitare cioè non c'è nessuna volontà di di come posso dire di non aiutare i privati anziché o i proprietari anzi fare incontrare offerta e domanda sarebbe l'obiettivo, però quando c'è un conflitto, avere un tavolo in cui discutere ed evitare e trovare soluzioni che impediscano con lo sfratto in quella maniera, secondo me è fondamentale in una città civile.
Io penso questo, quindi ringrazio i proponenti.
Grazie consigliera, io al momento non ho altri iscritti a parlare e invece la consigliera, De cioè come ora prego.
Grazie mille, Presidente, e credo che questo ordine del giorno, che condivido, ci dia l'occasione per parlare di temi legati alla casa che spesso in quest'Aula ricorrono anche oggi, all'inizio della seduta, ci sono stati vari interventi su questo tema da parte di di di diverse forze politiche e penso che sia importante.
Ricordare perché si fanno alcune scelte e qual è la chiave che rende queste scelte effettivamente efficaci, perché penso che sia molto connesso a questo ordine del giorno, ovviamente adesso mi spiego meglio, noi vediamo un tema di sfitto lo descriveva molto bene la consigliera Bernagozzi prima di me vediamo,
Circa 13.000 appartamenti sfitti in città, a Bologna più o meno corrispondente al bisogno che ci starebbe, quindi il Comune ha mappato queste e grazie a un lavoro statistico è importante e di collaborazione con altri enti. Ha individuato quanto sono, ha individuato anche qual è il bisogno.
E ha cercato di mettere in campo delle azioni che potessero risolvere questo problema, perché una casa,
Cats, che si può utilizzare, ma che non viene utilizzata, è un problema sociale, cioè esiste una risorsa, uno spazio che esiste già, che è edificato, che è utilizzabile ed è vuoto, e noi, in una città come Bologna, che è una città che ha dello spazio limitato che è densa che,
Non deve espandersi al di fuori della città, abbiamo bisogno di questi spazi perché sono la nostra prima risorsa, dovrebbero e sono la prima cosa a cui dobbiamo guardare quando cerchiamo di risolvere questo problema.
Ma io credo che, oltre a essere un problema, appunto, il fatto che esistano questi spazi sia forse è una derivazione di una un senso di comunità e di collettività che in questo periodo storico abbiamo un po' perso nella paura dell'altro e nella idea che se stiamo tra noi meno meno, insomma rischiamo meglio è alla fine potrei averne bisogno un giorno.
E questo è un non può far altro che peggiorare il problema, perché l'indisponibilità di queste case,
Aumenta al conflitto sociale perché le persone sono sempre più stanche di non riuscire a trovare un alloggio soddisfacente dall'altra parte è aumentato dal conflitto sociale, perché il chi chi dovrebbe chi potrebbe affittare casa non lo fa, perché evidentemente manca la fiducia.
Tutti aspetti legittima aspetti che si autoalimentano negativamente, quindi diminuisce la fiducia, da una parte cresce il conflitto sociale, dall'altra, quindi diventa sempre più difficile mettere insieme la domanda e l'offerta e penso che una città come Bologna, dove la solidarietà e la collaborazione sono sempre state fondamentali per per tutti lo facciamo su tante cose Bologna è una città che si attiva per le cause più diverse e credo che dovremmo anche lavorare proprio su rendere questa una causa collettiva.
La possiamo risolvere sì, come pubblico di certo non non come Comune abbiamo bisogno degli altri enti, lo ricordava il consigliere Mazzanti, prima come sia necessario un Piano casa, però abbiamo anche bisogno dei privati che vogliano prendere.
Pezzo di rischio e che vogliano condividere un bene che non chiediamo di condividere gratis. Chiaramente tutti questi sfitti sono edifici che non creano reddito, che non creano profitto per il proprietario di casa. Quindi noi pensiamo che anzi questo sia assolutamente una prerogativa del privato e che debba essere protetta, ma che ci perdiamo tutti ci perde l'inquilino che non trova casa, ci perde l'affittuario che non ha un ingresso in più che in un momento in cui l'inflazione alta e in cui tutti facciamo più fatica che un tempo fa sicuramente bene e poi ci perde la collettività, perché cosa succede a quel punto? Le tasse che pagano le persone, tutte ma proporzionalmente anche quelli che stanno meglio vengono impiegato per cercare quelle case che magari semplice, per creare le case che magari semplicemente potrebbero essere messe in affitto.
E allora il Comune cosa fa crea un'agenzia che garantisce i 12 mesi, i primi 12 mesi di nel caso non dovessero essere pagati da chi è all'interno della casa, che è una bella quantità, e penso che sia un'opportunità che anche attraverso la Regione sia molto importante per il Comune di tutte le dimensioni. Molti stanno attivando cose simili, ma comunque si fa fatica perché nonostante ci sia questo lo ricordo perché comunque siamo in una seduta pubblica e credo che l'informazione forse non sia ancora passata sufficienza. C'è anche l'aspetto delle piccole ristrutturazioni, per cui si toglie il problema dei dei i mesi di affitto. Si copre questo l'altro motivo per cui non vengono affittate delle case è che magari hanno bisogno di.
Messa a norma, e anche in quel caso vengono dati i contributi per metterle a norma.
E nonostante questo non sta funzionando, quindi per questo il mio intervento è molto rispetto a un senso di responsabilità esteso che forse dobbiamo.
Comunicare meglio e raccontare perché, appunto.
Crea beneficio per tutti, crea ritorno economico, da una parte crea ritorno sociale dall'altra e ci permette di utilizzare le risorse pubbliche, che sono poi sempre le tasse dei cittadini, in modo più.
In modo diverso in questo modo a liberiamo degli spazi e risolviamo dei problemi altre cose che ha fatto il Comune abbiamo, come tutti sapete, ho votato in quest'Aula, il PUG all'interno del PUG, mettiamo delle regole proprio per fare in modo che anche lì il pubblico e il privato lavorino insieme per creare degli alloggi che siano più accessibili dal punto di vista economico.
Anche in questo caso vediamo come sia sia importante che tutti contribuiscano e qui abbiamo approvato una modifica poco fa, poco tempo fa, il principio è sempre lo stesso, cioè contribuisce di più chi ha di più e chi fa di più e chi edifica di più contribuisce di meno chi costruisce meno perché il principio di proporzionalità rimane,
È fondamentale e importante. C'è poi tutto il tema del di ACER, quindi le case che vengono restituita alla comunità che per anni sono state chiuse sono state in disuso e che adesso, grazie a tutta una serie di fondi vari vengono vengono rimessi a posto su questo un tema piuttosto rilevante di cui abbiamo parlato in quest'Aula per molto tempo è stato quel passaggio abbastanza paradossale, per cui a un certo punto i fondi PNRR si potevano utilizzare per le villette private ma non si potevano usare per le case popolari.
Facendo rompendo quel patto di cui continua a parlare in tutti questi passaggi di solidarietà, per cui bisogna cercare di fare in modo che il pubblico, specialmente il pubblico, anche il privato contribuisca di più, dove c'è più bisogno e per chi ha meno.
Quindi io credo che l'elemento comune di tutte queste cose che ho elencato, queste politiche che ho elencato, sia proprio la collaborazione fra queste politiche non funzionano, se gli enti coinvolti, che sono tendenzialmente tra il Comune, gli altri enti pubblici e i privati non decidono che il fine comune è da una parte essere sostenibili dal punto di vista economico e dall'altra dare un ritorno sociale se una di queste tre parti manca l'obiettivo non viene raggiunto.
Cioè se.
Il, il Comune mette le risorse alla Regione, mentre le risorse per la questione degli spazi sfitti, ma il privato non mette a disposizione la sua casa, e non c'è la sostenibilità sociale. Magari ci sarebbe la sostenibilità economica, perché comunque i soldi per i 12 mesi ci sono, ma casca, così come al contrario, cioè se il privato fosse disponibile a mettere a disposizione della sua casa, ma il Comune non facesse niente per garantire l'affitto, non ci sarebbe la sostenibilità economica in caso di occupazione, quindi le 2 parti devono andare insieme e i collabora. Coloro che devono collaborare a questo progetto devono essere messi nelle condizioni di farlo, e questo è il punto di questo ordine del giorno, cioè su tutte le politiche della casa che sono politiche complesse che riguardano.
Il rapporto tra pubblico e privato non sono politiche pubbliche pure o private. Pure non sono le politiche scolastiche per cui tu hai, il pubblico che eroga un servizio punto sono politiche che senza uno dei due elementi non funzionano.
Perché le case sono soprattutto private, ma i problemi sociali sono presi in carico dal pubblico.
Quindi, senza questa collaborazione casca il castello, cioè cascano le politiche per la casa e l'ordine del giorno chiede questo, non toglieteci il tavolo, dove troviamo dei punti soddisfacenti per il pubblico e per il privato, perché di questo si parla, lo dicono bene le premesse dell'ordine del giorno,
In attraverso questo tavolo si sono trovati compromessi, si sono trovati i modi per far uscire anche volontariamente le persone da quelle case, senza dover arrivare allo sfratto o trovare un con un sistema di compromesso per.
Avere sì un ritorno economico, ma anche un po' più di tempo, una soluzione, cioè la classica soluzione che noi qua in quest'Aula cerchiamo, pensate, noi dovessimo trovare delle soluzioni ai problemi, ci tolgono l'Aula.
Questo è quello che pensi di questo ordine del giorno, penso che si tolga un elemento che tutti qua invochiamo da una parte dall'altra in tante discussioni e che non sia mai è positivo se viene tolto un luogo di confronto e di ricerca, di dialogo e compromesso, quindi ringrazio la collega e i colleghi che hanno proposto questo ordine del giorno, i colleghi che sono intervenuti prima di me e che da sempre si occupano di questo tema che ci portano anche in qualche modo la memoria più storica di questo tema nella città di Bologna, che è una città che non lascia indietro le persone, quindi noi comunque ce ne prendiamo carico.
Per quanto vorremmo appunto, una collaborazione maggiore e un su supporto da parte di tutti i livelli politici e amministrativi, grazie.
Grazie consigliere, chiedo se ci sono altre iscrizioni per.
Discussione.
Consigliere Mazzanti, prego.
Volevo intervenire rispetto a come utilizzare un piano di edilizia economica popolare e sociale.
Rispetto al consumo di suolo, perché questa cosa.
È una cosa che dobbiamo guardare bene attentamente, andiamo a vedere gli interventi finanziati con i finanziamenti nostri, okay o finanziamenti di altri, vediamo dove son stati fatti non un terreno agricolo è stato consumato.
Non uno.
Non uno.
Non un terreno che fosse in posizione di compromissione è un dato.
In compenso, si è preso il mercato ortofrutticolo, dismesso nel 2001 33 eteri completamente cementificate okay.
Li abbiamo edilizia privata, edilizia convenzionata, 122 alloggi in costruzione già a buon punto di edilizia, a canone calmierato, del Comune 40 alloggi già assegnati di edilizia sociale okay e abbiamo consumato non un metro, anzi di 33 ettari, non va dimenticato che 15 diventa un parco urbano,
Ma vediamo anche un altro insediamento.
Le officine di Casaralta 6 ettari.
Di cui due eventi completamente decisi lati e verranno trasformati in parco urbano, eccetera, edilizia convenzionata.
Ma andiamo a vedere anche altri interventi che son stati localizzati tutti tutti tutti interamente in aree compromesse.
Che son state risanate verranno risanate e diventeranno in parte con quote notevoli,
Terreni che tornano ad essere terreni con alberature, fondo perché bisogna lavorare perché quei terreni, una volta tolti in calcestruzzo e tolto il sotto calcestruzzo per farli tornare, però intanto si va a vedere dove si è fatto no, che cos'è il risultato, non un terreno agricolo, perché tutti i terreni agricoli di Bologna sono bloccati tutti col Piano regolatore, bene e potrei andare avanti con una lunga, perché la preoccupazione che in quest'Aula ho sentito e mi permetta Celli che ci conosciamo da tanto dato mi preoccupa anche a me,
E non è un caso che si è fatta una scelta ben precisa e quando in quest'Aula qualcuno diceva ma avete detto avete detto, non vediamo i cantieri e gli ho detto beh, scusate, cari signori, sono disponibile un pomeriggio a farvi gira per la città ve ne faccio vedere.
Okay, in modo che così non ero, do una mano no, perché io poi mi metto anche gli occhiali, quindi per vederci meglio, ma questa è stata la logica.
Perché se io vado a vedere, ad esempio interventi, ho fatto gli esempi più grossi, ma se io vado a vedere, ad esempio, quando noi parliamo di aree militari dismesse.
Abbiamo un esempio che è un manifesto che è l'area dell'ex caserma dei viali di circonvallazione, dove la cittadella giudiziaria vi ricordate, e col sottosegretario il ministro, lei avanti abbiamo già fatto il piano, bene, poco non è partito, niente niente.
Lì sì.
Che si sapeva che quel piano, così come era stato presentato prima, ha fatto saltare quello di un'Università grasse Tremonti, poi adesso ho voluto mettere questa cosa, non è partito un cantiere, ma è evidente perché hai fatto una scelta giusta, perché hai fatto una scelta in un'area compromessa che sa che da bonificare perché sotto è piena di porcherie, quindi non potevi dire tu, Ministro di Grazia e Giustizia, che non sapevi dove andavi, cosa facevi, lo sapevano tutti cani e porci, dico la sera lì sotto 120 anni di porcheria seppellita di tutti i tipi. E allora di cosa parliamo?
Non gli esempi dove siamo partiti con quel cantiere mi ha fatto vedere, sono lì sempre disponibili ad accompagnarlo, così li vedete anche voi col vostro Chieti, detto questo, però, detto questo, ci sono altre realtà e io credo che bisogna stare attenti e lì concordo con te stare molto attenti come si muovono molto, però la scelta, l'abbia fatta e su questo siamo stati coerenti e sì, poi c'è il piano della logistica, su cui anche lì possiamo convenire su alcune questioni, ma andiamo a vedere in toto però e in toto noi oggi ci siamo mossi così.
E poi mi dispiace, perché dovrei parlare delle Ferrovie, dello Stato in quanto a spirito del trasporto pubblico per le boiate che hanno fatto che in quest'Aula, per tre anni l'ho detto inascoltato e e nessuno dice.
Grazie consigliere, terminato il tempo.
Chiedo se ci sono altri interventi, prego consigliere Celli, secondo intervento anche per lei questa volta intervengo, non l'ho mai fatto, però mi permetto di dare qualche consiglio. Vorrei prima anticipare che ho massima stima del Consigliere Mazzanti anche di chi dibatte con me, perché tra l'altro, siamo colleghi da lungo tempo, anche se io mi son preso una piccola pausa e sono tornato qua dopo circa 12 anni, pur avendo molto creduto nel centrosinistra, tanto a tal punto da aver e persino fondato, lo ricorderete tutti il Partito Democratico, quindi, insomma, voglio dire qualche merito l'avrò certamente avuto anche quando ero dalla vostra parte, no eh. Ecco bene, però vorrei su questo punto richiamare un po' i principi dell'ecologia, perché l'ecologia è proprio la scienza delle relazioni che si intessono in tutto il PRA il pianeta, non è che rimangono solamente confinati a Bologna, i territori agricoli, fermo restando che i territori agricoli sono territori agricoli che sono già suolo già addomesticato. Quindi va bene però oggi l'Europa stessa ci chiede di andare oltre, cioè l'Europa stessa sostanzialmente ci ha dato un mandato e ci dice dov'è che noi lasciamo la natura così com'è tanto. È vero che c'è un professore, un ecologo dell'Università di Bologna che si chiama Chiaruzzi chi ha scritto questo libro con un titolo emblematico le Arche della biodiversità, dove si chiede questo,
Perché di fatto noi andiamo a modificare tutto. Abbiamo fatto anche una legge che il TUF, il testo unico delle foreste e filiere forestali che è devastante e che causa di alluvione che arriva a Bologna, bene, questo testo unico delle foreste Forest permette persino di andare a tagliare gli alberi dentro le Foreste, Casentinesi che sono tra le poche foreste che noi abbiamo che possono essere definite tali, ma vorrei anche su questo aggiungere che, appunto per queste ragioni l'ecologia funziona un po' come quella farfalla che sbatte le ali in California, ma viene il terremoto a Tokyo, cioè tutto è collegato, cioè perché non si tratta solo di fermarsi al suolo che viene consumato, cioè è un insieme, cioè l'edilizia, oggi è un qualcosa che è un grandissimo produttore di anidride carbonica. Fermo restando che io non sono un sostenitore di quel paradigma, cioè quello della decarbonizzazione, perché lo trovo limitante perché dà dà origine a tutta una serie di ragionamenti che sono fuorvianti e non stanno in piedi l'abbiam, visto le best. Quando quando è stato detto io l'ho riportato anche nel mio libro è stato detto bene okay, noi facciamo una scuola in classe A e quindi noi possiamo fare a meno degli alberi. Beh, allora che non si sentano quelli a Rio de Janeiro, perché ora potrebbero andare a fare la città in Amazzonia e poi ripiantare l'Amazzonia, dove c'era la vecchia città,
Perché vorrei ricordare a tutti che da qualche parte la sabbia va presa, io prendo per esempio il posto dove abito, cioè per prendere la sabbia è stata presa una montagna da qua, tra l'altro in un luogo che era già stato martoriato dai lavori della variante di valico che non hanno avuto ad oggi nessuna forma di ripristino ambientale, perché la roccia madre, la roccia madre che era dentro le gallerie, giace ancora in fondo al 7, nessuno ci ha messo sopra neanche un po' di terra piantato un albero bene, adesso, in quel luogo, lì, dove peraltro, proprio nella strada dei dei dei Cinque Cerri ci passo davanti tutte le mattine, addirittura ci stanno costruendo, non so cosa, ma ci stanno consumando suolo, però li appunto, c'è questa montagna che per prendere sabbia Sabella non so bene, io l'hanno spostata di fianco e stanno togliendo via tutto quello che serve all'edilizia quando avranno finito, riprenderanno la montagna e la rimetteranno di là. Quindi il consumo di suolo, che qualcosa il suolo è qualcosa di vivo, che andrebbe lasciato in pace perché è formato da orizzonti, ha una sua struttura, pensiamo perché, per esempio, una volta piantavano gli alberi ai margini delle strade lo sapete perché perché le strade di terra venivano compresse e a quel punto lì si creavano delle pozzanghere immense, e allora piantavano questi filari per impedire alle carrozze di scantonare andare nei famosi terreni agricoli di Mazzanti.
Quindi non è che quando noi andiamo a costruire bene non stiamo consumando suolo, perché da una parte certi limiti io apprezzo gli sforzi e Consiglieri, io li apprezzo, io li apprezzo, ma quello che vorrei sentire qua e una comprensione più profonda, vorrei evocarli all'ecologia profonda, ai suoi principi, poi si può sempre dire va bene, okay, andiamo a costruire, va bene, facciamolo, ma sempre con quel senso, come dire di rispetto verso ciò che stiamo facendo, quel senso che Langer chiamava il senso del limite che non abbiamo più tant'è vero che si propone di andare a fare un giro per tutti i cantieri per cui da una parte si dice che si costruisce niente dall'altra, si dice che si costruisce tutto, lo disse lei qui concludo, stiamo costruendo una città nella città, non l'ho detto io, grazie.
Grazie consigliere, chiede se ci sono altri interventi in fase di discussione, consigliera Scarano, prego.
Sì, grazie Presidente, dunque.
Abbiamo votato contro la missione odierna di quest'ordine del giorno perché ritenevamo opportuno, perché noi abbiamo sentito solo in quest'Aula, se non erro, lo scorso alla seduta di question time, proprio dall'assessora, che è la Prefettura di Bologna,
Decideva di congelare non effettuare incontri sul.
Sul tavolo degli sfratti ecco incontri sul tavolo degli sfratti e quindi l'abbiamo appreso dall'Assessora non lo so se venerdì questo velo di l'altro preso l'ultimo sì, poi c'è stata una manifestazione innanzi alla Prefettura, io personalmente ritengo che dinanzi comunque,
A queste situazioni sarebbe anche utile sarebbe stato utile avere un confronto, come ho detto anche prima nel mio nella mia intervento contro per la missione odierna, avere un confronto con tutti gli attori e capire meglio.
Questa decisione ex soprattutto le eventuali reali motivazioni che portano porterebbero alla stessa uso il condizionale, perché ritengo sia un po' d'obbligo sarà il condizionale, perché parliamo comunque di una situazione che vede vigente un protocollo.
C'è un protocollo in essere con scadenza il prossimo 31 dicembre 2026, sottoscritto da varie istituzioni. Ultima, se non erro, è stata la Regione ad apporre il proprio la propria firma, e quindi anche il proprio contributo. E che vede anche comunque dei fondi statali, che vede anche l'utilizzo di fondi statali e la morosità incolpevole è stata finanziata anche per l'anno in essere. Poi sul siccome spesso si parla di come da tre anni non ci sono finanziamenti per.
Non ci sono finanziamenti, il Governo sceglie di non finanziare.
No, la morosità è stata finanziata, sceglie di non finanziare.
Aiutatemi.
Il fondo per l'affitto, ben distinguere dal Fondo per la morosità. Mi sono andato a rileggere tutto quello che è successo nei decenni e come anche la cifra stanziata anno per anno, andando indietro veramente di decenni. Quindi, seguendo quello che è stato l'iter, con vari governi di varie fazioni politiche che si sono susseguiti come proceduto e come ci siano stati tanti anni in Governi guidati dal centro, dalla sinistra, dalla destra, che abbiano scelto per questioni anche di ragioneria, decisa dalla Ragioneria dello Stato di non finanziare come questo finanziamento ha raggiunto per forza di cose in anni complicatissimi come sono stati quelli a cavallo del Covid, finanziamenti maggiori per forza di cose, perché soprattutto in quegli anni c'è stata una crisi nera, un mercato fermo, alcuni che avevano soprattutto lavoratori privati che non riuscivano a sopperire ad affrontare le proprie spese anche familiari, nella quotidianità, e quindi quel quella cifra stanziata per forza di cose è stato aumentato ed è arrivata se non erro, il 2022 fino a 330 milioni.
Ma c'è stato il 2012 2015 2016 2017 2018, in cui questa cifra non è stata stanziata.
Quindi.
Ebbene, anche che da forze di maggioranza in Comune e opposizione al Governo, per forza di cose, si dice, possiamo continuare a stanziare SLA legittimo comprensibile. Però, se vi facciamo la ricostruzione, è giusto che la ricostruzione tenga presente anche di un lasso temporale in cui non è che questi problemi non esistessero e non c'era certo un'emergenza abitativa e problematiche sociali. Esistevano comunque, così come è giusto ricordare che questa cifra, per forza di cose nella fase culmine di problematiche di problematiche familiari, sociali e di un po' impossibilità, a volte di sostenere la proprio il proprio affitto, tantissime famiglie fossero maggiormente sostenute perché c'erano persone e famiglie che non percepivano più lo stipendio che non riuscivano a lavorare. Sono gli anni del Covid, quindi io capisco che questo ordine del giorno,
È sicuramente un ordine del giorno fortemente voluto da una parte della maggioranza, anche perché non mi sembra di vedere le firme del Partito Democratico su questo ordine del giorno.
Ah, ci sono allora l'ordine del giorno, vedo la firma di Begaj Larghetti che ho rappresentato prima durante l'intervento e Marcasciano se un ordine del giorno di tutta la maggioranza bene mi fa piacere, ma prima stesura la vedevo come un ordine del giorno fortemente voluto da Coalizione civica e probabilmente anche dall'Assessore, che porta avanti una politica per l'abitare che, ripeto, può essere legittima, ma che mi sento di criticare per certi aspetti, perché laddove continuiamo a puntare il dito verso il Governo che ha sentir voi non fa il proprio dovere tanto quanto dovrebbe. Allora dobbiamo iniziare a fare una disamina puntuale precisa di quello che la politica per l'abitare in questo Comune. Io primo, guarda a casa mia, io prima vedo che per la gestione degli ERP ci sono migliaia di famiglie in attesa, per non parliamo dell'ERSA, cioè sono numeri eclatanti con immobili ancora ad oggi sfitti e non accessibili, e quindi non si possono appunto dare a delle famiglie. Abbiamo prima andavo a rivedere anche alcune alcuni immobili, quando si parlava del potere San Ludovico, ma ce ne sono tantissimi. L'elenco è lunghissimo immobili, che potrebbero ospitare numerosi nuclei familiari in emergenza abitativa ma tenuti vuoti. L'immobile di 21 aprile doveva essere ultimato alla fine del 2018, siamo ad aprile del 2026 e non è ancora pronto. Quindi allora, quando puntiamo il dito verso l'inefficienza altrui, dovremmo fare una disamina più puntuale di quello che succede anche in casa nostra. È sempre il 10.000 case che in 10 anni si sarebbero rese disponibili. Dove sono quindi a me va bene tutto a me. Va bene che alcune forze politiche c'è poco da ridere, collega Mazzanti, e comunque io, quando lei interviene, non rido mai è una questione di educazione e di rispetto, nonostante lei spesso molto, molto arrogante verso tutti, non lo faccio mai, non rido ascolto in silenzio pur non condividendo qui si tratta di educazione e di rispetto del ruolo in cui stiamo e che dovremmo tenere tutti scusi. Presidente, se no non voglio richiamare i colleghi, comunque, lasciare terminare l'intervento perché mi si era bloccato il microfono prego continui pure.
Quindi legittima la richiesta della collega Larghetti, sottoscritta anche dagli altri colleghi, però attenzione in primis, ribadisco, cerchiamo di capire effettivamente cosa c'è stato dietro la gestione, la convocazione e lo svolgimento del tavolo sfratti in città.
Se è possibile. A noi non è dato sapere. Io non lo so personalmente, quindi, per esprimermi su qualcosa di cui si è parlato e di cui l'assessore ha fatto un cenno, seppur fugace, durante la risposta nell'ultima seduta di question time io vorrei maggiori approfondimenti. Volete farvene una colpa, a mio avviso, su queste tematiche, essendo complesse e delicate, gli approfondimenti sono doverosi per capire meglio la situazione, per riuscire a descriverla nella pienezza e quindi ad affrontarla anche con maggiore consapevolezza e anche maggior risultato condiviso. E poi, per quanto riguarda a mio avviso il protocollo, il protocollo in essere il foto, anzi, questo Comune, tramite la Fondazione per l'abitare, ha promesso risultati che non ci sono mai stati e che aspettiamo ancora abbiamo un anno da qui a fine mandato, abbiamo ancora un anno. Aspettiamo tutti desiderosi di grandi risultati che quella fondazione, che è stata così in maniera puntuale, strutturata, decisa, voluta, pianificate per la quale sono stati fatti anche ingenti investimenti. Pubblici porta porti risultati da voi così tanto sperati e di cui, purtroppo ancora nulla si vede grazie,
Grazie consigliera, chiedo se ci sono altre iscrizioni richieste di intervento in discussione.
Consigliere Negash, prego.
Grazie Presidente.
Io.
Sono d'accordo di questo.
Ordine del giorno perché chiede qualcosa di.
Ma normale cioè, anzi, non dovevamo neanche fare un ordine del giorno per chiedere una cosa del genere.
Ma non volevo neanche intervenire, ma mi ha fatto.
La collega mi ha, mi ha, mi ha fatto pensare che forse c'è bisogno di spiegare alcune cose.
Dal mio punto di vista, la.
Il problema casa è il primo problema di Bologna.
E su questo, secondo me, siamo tutti d'accordo e si vede anche dagli interventi delle domande.
La vicesindaca è quasi ogni venerdì presente in quest'Aula.
Ho tirata.
È.
Tirate, danneggiate o le tiriamo la giacchetta per l'argomento aeroporto sennò è l'altro problema, è proprio quello della casa, o qualche situazione è difficile, il Comune non poteva aspettare.
Il Governo o il Piano, il Piano casa, come l'hanno detto anche i colleghi nazionale, che normalmente doveva essere nazionale.
E.
Non ci sono soldi, nessuno investe per risolvere i problemi della casa, che è proprio prioritario per ogni abitante.
Noi stiamo perdendo tanti studenti che non possono, non vogliono e non possono neanche rimanere a Bologna perché non riescono a pagare un affitto.
Così alto, ma questo succede anche a Milano o altre città grandi, nessuno vuole aiutare le persone che non riescono neanche a pagare gli affitti, non c'era il contributo affitti.
E poi tutti i Comuni insieme vanno a chiedere alla alla Ministra ex Ministra di cambiare la legge sugli affitti brevi.
Una proposta che viene dal basso e il Governo non riesce ad ascoltare questo richieste delle città e dopo tanto tempo, e si vede anche che c'è un lobby proprio di un certo tipo di categoria per gli affitti brevi.
Il Governo fa una legge che veramente fa solo.
Pizzichino a questo problema.
Perché non riesce a risolvere il problema degli affitti brevi al 100%, ma neanche al 25%?
I Comuni hanno sempre chiesto di di salvaguardare perché comunque dal basso conoscevano le loro città e le zone, alcune zone che sono case che per forza, se il mercato è incontrollabile, diventano gentrificazione, io sono passato da alcune città europee, tra cui anche alcune protagonisti, come Lisbona o altro.
E c'è tutto il centro storico vuoto, ma è diventato un mega albergo,
Per controllare questo i Comuni possono fare tutto, ma non possono controllare.
Che un proprietario possa affittare o quanto gli pare?
La sua casa o i grandi proprietari, perché anche quello è un grande problema perché sono degli alberghi camuffati.
Allora ci sono questi problemi che poi a cascata creano.
Sfratti.
Io voglio chiedere.
Alla nostra.
Apposizione di Bologna, ma anche che sta in maggioranza al Governo, ma noi vogliamo risolvere gli sfratti.
Con dei manganelli, andando a picchiare i bambini e famiglie,
O vogliamo farlo in modo preventivo, con un tavolo con organizzazione, mettendo tutto quello che si può mettere sul campo, è semplice la domanda.
Noi vogliamo risolvere le persone che ci stanno chiedendo, che hanno dei problemi economici, che non vogliono essere espulsi da casa loro o vogliono avere un'alternativa con dei manganelli, facendo anche una.
Rendendo anche la Polizia di Stato, proprio sporcando la proprio di questi atti, che non so come poi i poliziotti tornano a casa dopo aver visto buttare per strada dei bambini.
Che il decreto poi sicurezza, fatto sempre dal Governo, chiede di fare in questo modo.
Allora noi stiamo dicendo c'era un modo.
Che funzionava in città che si poteva risolvere, e poi non è che si chiedeva alla prefettura di pagare gli affitti o l'albergo l'albergo o se l'ha sempre pagato il Comune, i problemi della città si è sempre accollato il Comune.
Però dire che il tavolo non c'è più, noi non risolviamo in questo modo i problemi, a me sembra.
Che si vuole risolvere il problema perché c'è il problema, ci sarà sempre di sfratti, ci sono, si può risolvere in un altro modo, creando sempre.
Un problema di ordine pubblico.
E non diventa più un problema sociale, allora questo io voglio una risposta chiara, poi il Governo per quale motivo ha tagliato i fondi di affitti o per Ragioneria, a me non interessa, cioè c'è un tavolo preciso dove vengono risolti questi problemi si anticipano,
Non c'è più.
Questo tavolo stiamo chiedendo con un ordine del giorno semplicissimo.
Di riprendere il lavoro di questo tavolo.
È per quello che è importante, io non volevo veramente parlare, però è importante che le persone, se ci ascoltano, penso di no, però se ci ascoltano, capiscano.
Che non stiamo chiedendo chissà quale investimento stiamo chiedendo un modo diverso di risolvere gli sfratti.
Un modo diverso di di di di di capire le persone non sono nemici né del Governo né del Comune son persone che ha che hanno delle famiglie, che a un certo punto si sono ritrovate raddoppiate l'affitto.
Che alcune anche pagavano, continuavano a pagare, ma i proprietari che hanno investito su quei palazzi volevano cambiare, trasformarli in Air B&B.
Si ritrovano per strada e, se non vogliono andare fuori, vengono manganellati.
Se per voi questo è il metodo giusto.
Non votatelo questo ordine del giorno, se per voi invece si può ragionare su un ordine del giorno e si può fare anche emendamenti, però si può discutere nel merito, sono d'accordo e non sono d'accordo anche che questo ordine del giorno debba passare da una Commissione.
Perché la Prefettura non verrebbe in una Commissione del genere?
Ma voi sì che potete parlare col Ministero degli interni e dire.
È possibile far ripartire il tavolo degli sfratti nella nostra città e se riparte?
Vi prendete il merito, siamo ben contenti, grazie.
Grazie consigliere, chiedo se ci sono altri interventi.
In fase di discussione sulla delibera durante sulle proposte di ordini del giorno.
Consigliere, Fattori, prego.
Sì, grazie ai miei 200 su questo allora ha detto che sappiamo tutti che il tema è complesso, potremmo spaziare parlare dei massimi sistemi.
Questo dice molto specifico, diciamo no, perché.
Cioè.
Va beh.
È il tema degli alloggi ERP, secondo me non c'entra niente con questo, nel senso che sappiamo qual è la complessità della gestione, lo dice sempre, ma tanti, sappiamo che sono strumenti che necessita di risorse, che al momento non ci sono tutti quanti vorremmo avere la piena disponibilità di tutti gli alloggi ma se fosse così ovvio, no così agevole, non si capisce perché non lo si farebbe no, allora al consigliere Celli mi scusi signor nomina ha detto,
Ci sono tanti alloggi sfitti, spaziando un po' rispetto al tema, tuteliamo i proprietari di casa, ha ragione, sono d'accordo nel senso che comunque tu.
Oh allora convinciamo.
Parlate tra di voi, lasciamo finire l'intervento del consigliere, Fattori di gratuità o dobbiamo tutelare il modo di tutelare i proprietari per convincerli a mettere in affittano?
Allora io son d'accordo, non dico mica che ha detto una stupidaggine e non lo dico mica per non dare però quello che voglio dire è questo il Comune con la Fondazione per abitare ha introdotto delle forme di tutela che prima non c'erano no, la tutela sul pagamento del canone a tutela rispetto al fatto di poter effettuare piccoli interventi di manutenzione che servono a mettere a norma l'alloggio per poterlo dare in affitto, cosa che magari il piccolo proprietario non può fare. Qual è l'ulteriore elemento che manca e che non si può introdurre? Lo sappiamo tutti, no, è l'elefante nella stanza, cioè la possibilità per il proprietario dell'immobile di dire io se ho bisogno dell'immobile, devo poter tornare in possesso. È questo l'elemento di complessità che è difficile da risolvere, perché bisogna tenere insieme degli equilibri molto complessi. No, equilibrio di chi ha l'immobile, lo affitta l'equilibrio e di chi invece quell'immobile lo lo utilizzano. Allora.
E siccome credo che nessuno si augura comunque un far west no in questo tipo di mercato, perché il far west.
Alimenta la conflittualità sociale, che è il primo fattore di disagio e diffidenza che porta a chiudersi, evitare di affidare, fidarsi degli atti, eccetera, eccetera. No, allora è chiaro che da un lato non è che si può chiedere al soggetto privato di farsi carico di un problema sociale. No, non possiamo far questo. Allo stesso tempo, però, il soggetto pubblico a penso il compito e questo mette in evidenza l'odg al compito di fare quello che può fare per intervenire su questa conflittualità conflittualità sociale che deriva da un far west, e cercare di attenuarla di risolvere o quando è possibile no, allora,
Sì, una tavolo di questo tipo introduce delle procedure di conciliazione di possibile conciliazione, che vanno a vantaggio di tutti quanti vanno a vantaggio degli inquilini, vanno a vantaggio dei proprietari. Vada a vantaggio anche del fatto che ci sia, alla fine, una maggiore disponibilità a mettere alloggi sul mercato. Perché gli altri diciamo ogni volta che qualche correttivo si oppone con la povera uno sfratto, abbiamo un certo numero di proprietari che dicono io col cavolo che metto il mio alloggio sul mercato. No, perché se non posso tornare in possesso, quando scade il camion, eccetera non lo faccio quindi una procedura di conciliazione di questo tipo, una intervento del soggetto pubblico, no, per limitare questa conflittualità credo che convenga a tutti, ma proprio tutti i proprietari inquilini e anche quelli che non sono né proprietari e inquilini perché la conflittualità sociale fa male a tutti quanti. Quindi questo dj è molto specifico. Al di là di come la possiamo pensare su ATI Grandi, su altri grandi temi è molto specifico chiede questo, il mantenimento di questo tavolo e, insomma, non è che sia particolarmente complesso. Grazie,
Grazie Consigliere, chiedo se ci sono altre iscrizioni per parlare in fase di discussione.
Al momento non vedo iscritti né da remoto in Aula.
Bene, se non si iscrive nessuno all'ultimo secondo.
Dichiaro chiusa la discussione e do la parola alla consigliera Larghetti per la replica, prego consigliera.
Grazie grazie, Presidente, sì, abbiamo volutamente di concerto con il resto della maggioranza, ha voluto tenere questo ordine del giorno molto preciso, perché non si tratta di avere una postura sull'emergenza abitativa, su come si risolve, su dove si costruiscono le case, su come si costruiscono su come si sollecitano o meno i proprietari a mettere a disposizione uno di quelle migliaia di alloggi che ad oggi sono sfitti. Ma si tratta di dire se siamo d'accordo o no con uno strumento di concertazione che va a intervenire quando i fatti sono conclusi, ovvero abbiamo proprietario che vuole prendere possesso riprendere possesso del proprio immobile. Abbiamo degli inquilini che non hanno trovato soluzione. C'era uno strumento specifico che io credo che chiunque faccia politica in questo, in questo territorio comunale, ma anche a livello veramente di manovalanza basica quale noi siamo. Credo che sappia che cos'è il tavolo, sfratti come funziona. Ne abbiamo parlato tante volte, c'è ormai siamo a fine mandato, qui ci sono tanti colleghi che non sono neanche al primo mandato, quindi io credo che avere un'idea su come funziona il tavolo SPRAR sia facile. Quindi o si dice, si decide che è uno strumento che secondo noi è positivo e lo si vuole sostenere oppure non sia d'accordo, oppure si dice ai proprietari e agli inquilini sotto sfratto che si devono arrangiare, perché questo che ci stiamo dicendo noi, eliminando un luogo di concertazione, null'altro tutto il resto sono dietrologie, sono questioni di posizionamento che sono super legittime, ma non solo l'oggetto che noi ci apprestiamo a votare. L'oggetto che noi ci apprestiamo a votare dicono che prima di mandare la forza pubblica, manganellare delle famiglie con i minori presenti, parliamo perché siamo ancora in democrazia e mettiamo in campo tutto il possibile della dialettica che abbiamo tutte le funzioni che ognuno di noi può esercitare. Diciamo soltanto questo se preferiamo la discussione e la soluzione non cruenta con reciproca soddisfazione delle parti, oppure se preferiamo. Le manganellate, null'altro tutto il resto sono altre posizioni che ci possono vedere, anche anche all'interno della maggioranza, con posture, sfumature e punti di vista diversi, manganellate o dialogo. Allora è inutile che poi diciamo che siamo per la pace che siamo per contro la violenza, perché la violenza è violenza e non è che c'è la violenza, che va bene quello che va male quando arriviamo a quella lì dobbiamo aver fatto tutto il possibile anche da parte delle forze dell'ordine. Dobbiamo aver fatto tutto il possibile prima se noi diciamo che non importa che il tavolo non serve, che la discussione non serve, stiamo dicendo ai cittadini di arrangiarsi, che noi non vogliamo svolgere le nostre funzioni, però mi consenta, Presidente, nella replica, visto che il dibattito ripeto, di tutto si è parlato tranne che del tavolo sfratti, allora anche noi diamo veramente qualche numero per completare una discussione che a questo punto deve essere deve essere completa. Noi, in 10 anni abbiamo visto 6.000 alloggi in meno a canone concordato a Bologna. 6.000 alloggi in meno significa che il canone concordato, nonostante tutti gli sgravi fiscali, non è più conveniente, indi per cui i proprietari non lo scelgono, idee per cui le famiglie non hanno a disposizione degli alloggi nel mercato privato prezzi sostenibili. Abbiamo avuto in 10 anni 5.000 appartamenti in più su Airbnb vuol dire un totale di 11.000 alloggi che oggi sono sul mercato, ma prezzi inaccessibili e questo ha modificato veramente le possibilità di accesso a un alloggio sostenibile per le famiglie, per i nuclei normali su cui l'ex, quei nuclei di cui prima parlavamo, perché è chiaro che so bambini, piccole problematiche sanitarie, fragilità economiche, pregresse, sarò ancora più in difficoltà nell'affrontare nell'affrontare un né un mercato così aggressivo.
Da parte del Comune per quello che è il nostro impegno sull'edilizia pubblica, lo ripetiamo sempre, abbiamo fatto lo stop all'alienazione del patrimonio pubblico, che vuol dire smettere di vendere case. A inizio mandato lo abbiamo votato, quindi ce lo ricorderemo qualcuno, non l'ha votato. Ricordo anche questo e di questo di questo patrimonio pubblico noi abbiamo poi in più, quindi non solo non le abbiamo vendute, ma abbiamo restituito alla disponibilità di chi ne ha, di chi ne ha, ne ha diritto. 420 appartamenti che erano vuoti, che erano da riqualificare sono stati ristrutturati e sono stati riassegnati.
Per un totale più edilizia sociale, di 600 appartamenti in più tra l'edilizia, sociale e e.
È pubblica tra l'edilizia pubblica, abbiamo riqualificato energeticamente 2.500 alloggi, che significa non solo meno emissioni, ma significa bollette meno salate, particolarmente importante se non ho i soldi per pagare l'affitto, difficilmente riuscirò a, diciamo, a pagare le bollette che non sono solo uno spreco energetico, che è un tema importante, ma sono anche un costo per soggetti fragili, quindi queste sono le attività che senza fondi di nessun tipo, ma con risorse trovate da questo, da questa Amministrazione abbiamo messo in campo in questi cinque anni riavvolgendo il nastro con un impegno rinnovato e, credo inedito negli ultimi decenni, sull'edilizia pubblica e privata e, per quanto riguarda la Fondazione abitare, io farei un po' di attenzione perché c'era uno peraltro di centrosinistra, Fassino che fece una volta una battuta su un comico, sfidandolo a presentarsi alle elezioni, poi com'è finita che quel comico è diventato il il capo di un partito che l'altro partito, la sconfitto allo sono colleghi, quindi ce la giochiamo tra di noi.
Benissimo, allora forza vi tirare in ballo la Fondazione abitare. Non vorrei che arrivasse una brutta sorpresa a fine mandato perché la Fondazione abitare nei primi 15 giorni della sua attività sull'affitto civico ha già fatto più contratti di quanto non avesse fatto la precedente organizzazione metropolitana. Agenzia per l'affitto in cinque anni, per cui attenzione a continuare a farsi beffe della di un'attività che mette in campo strumenti credibili che stanno già funzionando.
Quindi, in sostanza, al netto di quello che tutto il nostro impegno di cui possiamo parlare quando volete e non ci tiriamo mai indietro, noi oggi prendiamo posizione su uno strumento di concertazione che vede il Comune fare la sua parte che chiede agli altri attori di fare la loro parte perché noi non criminalizziamo il bisogno, non criminalizziamo chi non è nelle condizioni di pagare l'affitto, ma prima siamo certi di aver messo queste persone nelle condizioni di trovare delle soluzioni alternative. Oggi si vota questo e null'altro, e su questo voto evidentemente anticipo quello del mio gruppo, che insieme spero al resto della maggioranza lo sosterremo con un voto positivo. Grazie,
Grazie consigliera, passiamo alla fase di votazione, chiedo prima se ci sono interventi in dichiarazioni di voto.
Non vedo vedo iscritti a parlare, quindi passiamo alla votazione.
Sì, e apriamo quindi la votazione per l'ordine del giorno numero 1 a prima firma, Larghetti per chiedere la riattivazione del tavolo sfratti.
Chiudiamo la votazione, grazie.
Abbiamo 29 presenti, 21 votanti, 21 favorevoli, 0 contrari, 0 astenuti, 8 non votanti, il Consiglio approva l'ordine del giorno numero 1 a prima firma Larghetti.
Esatto.
E procediamo con gli altri ordini del giorno che sono iscritti all'ordine dei lavori.
E quindi abbiamo l'ordine del giorno numero 1 ex o di G. Numero 276 2025, teso ad invitare il Sindaco e la Giunta a condannare tutti gli episodi di violenza avvenuti nei primi giorni di ottobre presentato dal Consigliere Di Benedetto in data 6 ottobre. 2025 ammissibilità di trattazione immediata erano state approvate nella seduta consiliare del 6 ottobre 2025, e c'era stato un primo rinvio per assenza del consigliere proponente. Il 22 dicembre 2025 è iniziata la trattazione nella seduta consiliare del 2 marzo 2026. Intervenuto il consigliere Di Benedetto per l'illustrazione e risulterebbe iscritto a parlare il consigliere Fattori.
Sì, grazie, ma anche oggi mi trovo che fa il tempo necessario, quindi chiedo il rinvio alla prossima occasione.
Grazie consigliere, Fattori quindi rinviamo la trattazione e chiudiamo i lavori di oggi del Consiglio stesso in ordinaria e terminiamo la seduta alle ore 17:48 grazie.
Grazie, arrivederci, arrivederci e grazie.
