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Allora, buongiorno, buongiorno a tutti, a tutti apriamo i lavori del Consiglio, della seduta, consiliare do la parola alla dottoressa boss figlioli per l'appello, prego.
Grazie, buongiorno, Angiuli.
Bigai, Bernagozzi viti.
È presente buongiorno, appena riesco sbloccare la videocamera, avrete anche l'onore di vederli molto, eccomi qua.
Caracciolo, assente, giustificato, Celli.
Sono tutti da remoto, buongiorno, buongiorno, buongiorno, Ceretti, presente, buongiorno cima.
Di Biase Di Giacomi De Martino.
Di Benedetto Di Pietro.
Diaco fattori.
Foresti Geiger.
Giordani.
Iovine.
Larghetti.
Sì, sì.
Manca.
Marcasciano.
Mazzanti.
Monticelli.
Naldi.
Negash piazza.
Pizza.
Quercioli Santori.
Scarano.
Presidente.
Stanzani.
Tarsitano Toschi, presidente Bongiorno, Venturi.
E Zontini numero legale raggiunto, la seduta è valida.
Allora nomino gli scrutatori Consigliere Negash, Consigliere Monticelli e consigliera Quercioli.
Allora il primo intervento di inizio seduta del consigliere Quercioli, il centro sportivo Biavati, il passo indietro del Sindaco, prego Consigliere, grazie Presidente, allora il centro sportivo, Biavati, come tutti sappiamo, è un impianto pubblico chiuso da mesi, un luogo che rappresenta una parte della vita della città, famiglie e associazioni, ragazzi, ma anche laboratori partire da qui non significa perdere di vista ciò che è essenziale.
Ma perché siamo arrivati a questa situazione? Io credo che, come ha più volte richiamato il consigliere Giordani in quest'Aula e non solo sia mancata una vigilanza adeguata e costante da parte dell'Amministrazione, in coerenza con quelli che sono gli obblighi di controllo previsti nella condizione su nella convenzione sottoscritta con il gestore.
A fronte di una situazione societaria che era grave da tempo, come dimostra poi la sentenza del Tribunale di Bologna, che ha dichiarato la liquidazione giudiziale, a conferma appunto di una criticità no nota e Stratis fi CATA nel tempo, e questo resta un punto decisivo nella ricostruzione della vicenda. Dentro questo quadro però si inserisce quella che è la fase attuale e proprio per questo, come ho già sottolineato nell'udienza conoscitiva di venerdì, ciò che è emerso con chiarezza è l'assenza di un vero percorso di dialogo con la procedura giudiziale.
Per quanto ci è dato vedere, si è affermata infatti una posizione unilaterale dell'Amministrazione, una logica in cui, di fatto l'amministrazione definisce tempi forme penso alle diffide, agli inviti a riconsegnare l'immobile fino all'ordinanza di sgombero e condizioni e dall'altra resta solo la scelta da parte della liquidazione giudiziale di adeguarsi o essere escluda in sostanza si decide e si procede. Non è un confronto se una parte definisce tempi forme e condizioni.
E all'altra. Resta solo la scelta tra adeguarsi o essere esclusa, perché il punto non è solo cosa si decide, ma da dove nasce una decisione e quale rapporto costruisce con l'altra parte che, nel caso in esame rappresenta. Ricordo in quest'Aula un'altra istituzione, cioè il terzo potere dello Stato, ma entriamo nel merito. Da una parte, il Comune che rivendica il diritto e dovere di entrare in possesso della struttura, metterlo in sicurezza e restituirlo alla città dall'altra. Il tribunale che nell'esercizio delle proprie funzioni tutela la procedura e gli interessi della massa dei creditori, due posizioni legittime, ma il punto non è questo. Il punto è che cosa accade quando queste responsabilità non vengono ricondotte dentro un quadro di leale collaborazione tra istituzioni e si procede per atti separati, senza coordinamento e il rischio concreto è generare contenziosi incertezze e rallentamenti, con ricadute ovviamente sulla collettività.
E lì, ovviamente, che si è aperta una frattura in sede di udienza conoscitiva, l'Assessora ha dichiarato, a seguito del mio intervento, di ammirare le mie certezze, ma qui non si tratta di certezze, si tratta di atti e di conseguenze amministrative e quando una istituzione pubblica intervenuta poche ore prima segnala una condotta unilaterale da parte di un'altra istituzione. Il dato non è interpretativo, è politico e istituzionale, perché il metodo è la sostanza del governo, della cosa pubblica, ma quando il confronto non precede gli atti, ma li segue. Quando il dialogo arriva dopo le decisioni e non produce, si produce di fatto ciò che vediamo, cioè un'astensione istituzionale e difficoltà crescenti di ricomposizione. In questo quadro si inserisce, a mio avviso, poi quello che è un ulteriore.
Elemento quest'Aula ad oggi e non conosce appieno la posizione della procedura. Ad oggi il quadro informativo è parziale e questo incide anche nella, diciamo così, valutazione di quelle che sono le decisioni prese dall'Amministrazione. E poi abbiamo visto tutti che sabato il sindaco è corso ai ripari perché la forzatura era sotto gli occhi di tutti, ha infatti di fatto ha aperto un confronto con il Tribunale, in particolare con il presidente del tribunale, passaggio, ritengo doveroso dopo quanto accaduto, ma se sempre pur sempre tardivo rispetto alla sequenza degli atti,
Nel frattempo questa ordinanza è stata adottata, rimane efficace e produce effetti concreti. Osserviamo e osserveremo cosa accadrà nei prossimi.
Grazie consigliera Consigliere Negash la crisi in Sudan, prego.
Grazie Presidente.
Mentre in Europa discutiamo di confini, sicurezza, propaganda che è quasi ogni giorno nel cuore dell'Africa si sta consumando da ormai da tanti anni, una delle più grandi tragedie umanitarie del nostro tempo e silenzio quasi totale della comunità internazionale dall'aprile 2023 Sudan e devastato da una guerra civile feroce tra le forze armate sudanesi e la RFF Rapid Support Forces, una guerra combattuta sulla pelle dei civili, delle donne, dei bambini, delle famiglie, costrette a fuggire senza nulla in un Paese che sta letteralmente collassando un Paese. Posso dire quattro volte l'Italia oggi oltre 14 milioni di persone sono sfollate, più di 25 milioni necessitano assistenza umanitaria urgente, intere città sono distrutte, ospedali bombardati, scuole chiuse e campi profughi, sovraffollati, Darfur tornano gli incubi che il mondo aveva promesso di non lasciare mai più accadere massacri, violenze etniche, stupri sistematici, fammelo usata come arma di guerra e mentre il popolo sudanese muore, c'è chi continua ad alimentare questo conflitto. I Paesi del Golfo e gli attori regionali che finanziano armano in sostengono le fazioni di guerra hanno responsabilità enormi, in particolare Emirati Arabi Uniti ed Egitto non possono continuare a essere interlocutori rispettabili della sulla scena internazionale, mentre contribuiscono direttamente e indirettamente alla Press perso il prosecuzione della guerra, ogni arma inviata ogni componente militare fornita, ogni sostegno politico alle milizie significa altro que sangue civile versato,
Per questo chiediamo con forza un embargo sulle armi e sulle componenti militari verso tutti i Paesi che alimentano il conflitto. Chiediamo che venga ribadito con chiarezza che il Governo ha POR Sudan. È oggi l'unico soggetto riconosciuto dalla comunità internazionale e che agli altri, alla RFF non venga concessa alcuna legittimità istituzionale, ma questo non significa sostenere una nuova dittatura militare, al contrario, significa lavorare perché il Sudan possa finalmente tornare a un percorso civile e democratico inclusivo significa facilitare il dialogo tra le forze democratiche sudanesi e Burhan, che il Presidente eletto per costruire una transizione reale verso istituzioni rappresentative libere. Noi non possiamo fermare da soli questa guerra, ma possiamo scegliere da che parte stare. Possiamo ribadire il rispetto del diritto internazionale umanitario, pretendere protezione per i civili, per gli operatori umanitari, per gli ospedali e le scuole, possiamo chiedere corridoi umanitari sicuri che portano cibo, acqua e medicinali a chi oggi è intrappolato sotto le bombe. Possiamo ricordare che le vittime principali sono donne e bambini, bambine private, dalle istituzioni madri costrette a partorire nei campi profughi e intere generazioni che rischiano e crescere conoscendo soltanto guerre, fame e proprio per questo dobbiamo parlare anche di futuro di scuole da ricostruire, di insegnanti ed a sostenere il continuità educativa per i minori sfollati, perché senza istruzione né no, non esiste una pace duratura.
Credo inoltre che anche in un Comune un Comune possa fare la propria parte, promuovendo rapporti di solidarietà, gemellaggi con città sudanesi impegnate per la pace e costruendo collaborazione con le cooperative agricole dell'Emilia Romagna, eh, eh eh, purché la pace non so perché la pace non si costruisce soltanto con la diplomazia, si costruisce invece creando relazioni, opportunità, giustizia sociale, anche aiutando le realtà che sono in diaspora. Questa è una guerra dimenticata e le guerre dimenticate diventano ancora più crudeli perché nessuno guarda, nessuno parla e nessuno interviene. Noi oggi abbiamo il dovere morale e politico di rompere questo silenzio, perché ogni volta che una popolazione viene abbandonata alla fame, alla guerra, la violenza, l'umanità intera fallisce. Voi vi direte, ma abbiamo tante guerre, tante situazioni. Come possiamo seguire tutto, invece possiamo fare un minimo, possiamo farlo, e noi, come politici, consiglieri comunali, possiamo fare la nostra parte. Noi non vogliamo essere complici dell'indifferenza e per questo presenteremo un ordine del giorno su questo contrattazione urgente firmato anche con la consigliera Rita Monticelli, Giacomo università.
Grazie Consigliere ora la parola al Consigliere De Biase, Giornata mondiale della fibromialgia, prego Consigliere grazie Presidente, domani, 12 maggio, in occasione della Giornata mondiale della fibromialgia a Bologna, come i numerosi altri Comuni italiani, un monumento verrà illuminata dal colore viola, è un gesto simbolico per accendere l'attenzione su questa sindrome cronica e invalidante che colpisce milioni di persone nel mondo, prevalentemente donne.
La fibromialgia o sindrome fibromialgica è una condizione caratterizzata da dolore muscolare cronico, diffuso, associato a rigidità, i sintomi a volte iniziano, dopo un trauma fisico, un intervento chirurgico, un'infezione, uno stress, in altri casi compaiono gradualmente nel tempo senza nessun evento traumatico scatenanti. Le donne hanno una maggiore probabilità di sviluppare la sindrome rispetto agli uomini con un rapporto di incidenti di incidenza di 9 a 1 una sindrome subdola, dicevamo che colpisce circa 2 milioni di italiani in Emilia Romagna ne soffrono circa 80.000 persone e ha un impatto non solo sulla salute nel senso stretto del termine ma anche ripercussioni sulla qualità della vita sociale degli individui affetti.
Noi, come amministratori, abbiamo l'obbligo costituzionale di aiutare in tutti i modi queste persone ed il dovere morale di non farle sentire sole o, ancora peggio, un peso per la società.
Ed è per questo che dobbiamo ringraziare supportare e associazioni e comitati come Comitato fibromialgici uniti che si battono per aiutare le persone affette da fibromialgia, facendoli uscire da quel senso di invisibilità che la società ha nei loro confronti.
Il direttivo di CFU è composto da tre donne che le nomino Katia Bugli Sabrina Albanesi e Barbara Suzzi che hanno una parte del colorita sono tutte fibromialgica,
Questo fa sì che non ha che non abbiano solo una maggior sensibilità nell'affrontare determinate problematiche legate alla vita quotidiana dei cittadini affetti dalla sindrome fibromialgica, ma riescono con il loro lavoro ad essere punti di riferimento per tutti quei cittadini fibromialgici che, temendo di non essere capiti o peggio ancora aggiudicati nascondono la loro condizione di dolore cronico.
Tra di loro, come dicevo, c'è Barbara Suzzi che l'anno scorso per la sua attività volta ad informare migliorare le condizioni di vita delle persone affette da sindrome fibromialgica, ha ricevuto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l'onorificenza al merito della Repubblica italiana, i Comuni di Bologna dal 2019 è a fianco delle associazioni e comitati che rappresentano e tutelano le persone affette dalla sindrome. In particolare, il Consiglio comunale ha approvato cinque ordini del giorno dal 2019 ad oggi, in ordine temporale, l'ultimo è stato approvato il 19 dicembre 2025.
Ordine del giorno approvato all'unanimità, avente come oggetto la realizzazione e la colorazione di Viola di una panchina a cui applicare la targa esplicativa nell'ambito dell'evento di sensibilizzazione la panchina ci avvicina.
Che si svolge in occasione della Giornata mondiale della fibromialgia.
Questo ordine del giorno, presentato insieme alla consigliera Bernagozzi, che ringrazio nuovamente e vivamente di cuore, perché dimostra sempre una grande sensibilità nei confronti di queste persone, soprattutto nell'ambito delle donne.
E diciamo che questo ordine del giorno che abbiamo presentato insieme, che è stato votato all'unanimità, ha dato i suoi frutti, infatti, il giorno 24 maggio, alle ore 15:30 presso il Centro Katia Bertasi, ci sarà un incontro di approfondimento sulla fibromialgia organizzato dal Comitato fibromialgici uniti a cui farà seguito il taglio del nastro e l'inaugurazione della panchina viola situata nel Giardino delle vittime del 2 agosto.
Naturalmente auspichiamo la presenza di tutti i Consiglieri, grazie.
Grazie Consigliere, consigliera, Foresti, incendi nei parchi, ragazzini e fuoco, prego.
Sì, grazie Presidente, leggiamo dalla stampa che i cittadini di San Donato, dopo i roghi dolosi al Don Bosco, al Parker Lennon, avvertono della presenza di bande di ragazzini che usano petardi e accendini per incendiare i piumini che ricoprono le aree verdi e i marciapiedi i residenti e raccontano del pericolo che non riguarda appunto solo,
Il rischio di incendi, la picco di incendi, ma è anche il tutto ciò che riguarda il degrado e insicurezza, così come lo spaccio e chiedono più controlli e i presìdi di queste aree, anche perché ricordo che già in inverno che si erano verificati c'era il periodo dei petardi dei fuochi d'artificio accesi nelle ore pomeridiane negli orari serali, nonostante e magari la presenza di altri giovani, di persone anziane e di persone che magari portavano a passeggio i loro i loro cani e quindi ci teniamo a sollecitare di nuovo la Giunta a interventi mirati come controlli maggiori della polizia locale in questi, in questi parchi teatri di questi episodi di fonte di preoccupazione, appunto per i cittadini residenti. Grazie Presidente, grazie consigliera Foresti, Consigliere, Tarsitano BUP, evitato i licenziamenti, ora osserva un piano, prego.
Grazie Presidente, faccio questo breve intervento per accogliere con favore la conclusione delle trattative che sono tenute nelle scorse settimane, che hanno visto anche un coinvolgimento del Consiglio comunale tramite la Commissione dedicata, che è stato un importante.
Appuntamento di approfondimento della situazione e che ha riguardato e che riguarda BUP, certamente il fatto che non si sia proceduto con i licenziamenti, ma si siano trovate formule alternative, tra cui la cassa integrazione o ricollocamenti volontari nell'ambito universitario è certamente,
È certamente positivo.
Ora è però opportuno anche proseguire nelle riflessioni che l'urgenza dei posti di lavoro hanno hanno sollevato e che riguarda il futuro di BUP riguardo al piano di risanamento consapevoli, e che.
La crisi che sta affrontando il mondo dell'editoria in particolare.
E il il il caso di BUP sono un qualcosa di complesso e strutturale che che va quindi anche affrontato con con creatività e capacità di innovazione e in questo contesto siamo convinti che il dialogo che si è aperto possa produrre assolutamente dei buoni e proficui risultati. E in questo, insomma, come come gruppo, ma penso come come gruppi parlo anche al plurale, vista l'attenzione comune che c'è stata si possa monitorare l'evoluzione di questo percorso che ha, diciamo, raggiunta una prima tappa, certamente positiva, che era anche quella più.
Urgente da da fronteggiare nell'immediato, con riguardo appunto ai laboratori, soprattutto alle lavoratrici coinvolte. Grazie.
Grazie Consigliere, Tarsitano consigliere Giordani, aggressione, homo sicurezza, zona giardini fa vai via Milazzo, prego sì, grazie Presidente.
Un caro saluto a tutti i colleghi e le colleghe del personale del Comune è presente, io volevo esprimere solidarietà, Homo, Homo un ragazzo di trent'anni e che è arrivato in Italia dalla Nigeria circa 10 anni fa e ha cercato immediatamente di integrarsi, ha cercato immediatamente di fare quanto nelle sue possibilità per rendere migliore la zona dove abita la zona che frequenta. In questo caso parlo dei giardini Fava. Nelle ultime settimane abbiamo visto una rissa in via mila sta a due passi. Da questi giardini abbiamo visto tantissimi interventi di Carabinieri e Forze dell'ordine per arresto di spacciatori. Abbiamo fatto un'udienza conoscitiva, alla presenza anche della dell'assessore a Madrid. È proprio perché questa zona ha degli evidenti problemi. Son stati fatti degli interventi sui giardini Fava c'è un gruppo di ragazzi giovani che porta avanti l'attività del campo da basket del chioschetto, homo era un po' un, come è stato detto anche sui giornali un po' un paladino era un po' il cittadino che aveva il coraggio di andare dalle persone che ha il coraggio di andare a dalle persone. A dire questo non lo devi fare, qua ci son delle famiglie, si sono dei bambini e noi ci a cosa che chiediamo sempre è che il cittadino si fa SAPARD, si faccia parte attiva e lui è uno di quelli che si fa parte attiva, ma queste queste, questi accadimenti cosa inducono nelle persone, diciamo in tutte le altre persone fra virgolette normali e la paura, perché si dicono cavolo, ma lui è un ragazzo giovane, alto grosso e comunque lo picchiano. Gli rompono un braccio, io ho paura di intervenire per questo io penso che per dare un segnale ai cittadini, alla gente di presenza dell'istituzione sia necessario, io spero un presidio fisso, ma altrimenti che venga anche da parte del Comune venga potenziato il servizio di vigilanza di pattugliamento della Polizia municipale della Polizia locale in maniera che la gente percepisca maggiore sicurezza e soprattutto chi frequenta quei luoghi per spazzare per delinquere decida di non farlo più, sempre nella speranza che vengano arrestati e messi in galera o rimandati a casa loro Grassi.
Grazie consigliere Giordani, Consigliere Di Benedetto, lei ha cinque interventi, una distribuito dall'altro, il primo collegamenti con linee 22, prego, grazie Presidente, ma con questo primo intervento ci tengo a riportare la posizione del Comitato 22, un comitato di Casteldebole che ha lanciato una raccolta firme che ha già avuto il sostegno di centinaia di persone che chiede il prolungamento della linea 22, una linea inter quartiere che, collega Casteldebole al resto del quartiere Borgo Panigale-Reno. Quindi i servizi, e non solo di carattere commerciale, ma anche quelli sanitari, e chiedono il prolungamento del potenziamento di questa linea, perché di fatto, per molti di loro è impossibile riuscire a svolgere le attività quotidiane se non prendendo l'automobile. Chi ce l'ha, però, chiedono a gran voce di potersi muovere con il trasporto pubblico locale. Ci sono anche molte persone anziane nella zona. Ascoltare questo Comitato. Penso che sia d'obbligo e riportare questa istanza e che è tutto sommato anche semplice, perché si tratta del prolungamento di un servizio è fattibile.
Totalmente fattibile, quindi presenta un ordine del giorno nel quale chiedo anche la trattazione urgente per chiedere che questa linea venga prolungata ai cittadini di Casteldebole trovi un riscontro, non vengano isolati trattati come una periferia meno importante. Grazie, Presidente.
Grazie consigliere, le ridò la parola per l'intervento successivo. Villaggio in via Terracini e il titolo prego, grazie Presidente, raccolgo l'appello di centinaia e centinaia di cittadini in via Terracini che segnalano la mancanza nella zona di sicurezza, ma anche alla mancanza di parchi di aree per bambini, di servizi di trasporto pubblico locale. A fronte di questo, l'Amministrazione comunale ha deciso di ivi far sorgere il villaggio per senza tetto e quindi rispetto a questo chiediamo all'inizio di un percorso partecipato perché anche in questo caso non è stato fatto, non sono stati ascoltati i cittadini, non c'è stato un confronto, è stata calata una scelta dall'alto e questi lo hanno scoperto dai media. Questo diciamo nel solco di quella che è la partecipazione e il metodo partecipativo del Comune di Bologna, che diamo un cambio di passo su questo progetto specifico. Dialoghiamo con la città e capiamo se questa è la direzione giusta. Grazie Presidente.
Grazie Consigliere.
E allora il terzo Biavati ai costi economici. Prego grazie Presidente, al netto delle ricostruzioni che lasciano il tempo che trovano dall'inizio come centrodestra e con il collega Stanzani, ma il collega Giordani anche altri ci siamo posti al fianco dei genitori del Biavati per garantire, per tutelare un servizio che è anche un diritto che purtroppo sta venendo meno fa, specie la scelta dell'Amministrazione comunale di entrare in guerra anche col Tribunale di Bologna. Abbiamo visto lo scontro con il presidente del tribunale e segnalo peraltro che si tratta da quello CoopCa, quantomeno che mi è stato riferito anche di un esponente di Magistratura democratica, quindi la guerra di Lepore e della sua Giunta contro le corti si sta estendendo adesso anche a tutti diciamo i tribunali ordinari dopo la Corte dei conti, il TAR, l'ANAC e le altre autorità preposte una guerra senza precedenti. Forse è un si devono fare due domande sui rapporti che hanno con la giustizia e con le istituzioni democratiche. Grazie Presidente. Grazie Consigliere. Le ridò la parola per il successivo intervento. Manifestazione iraniani a Bologna prego.
Grazie presidente, per dare voce, anche oggi, come ogni altra volta, alla comunità iraniana di Bologna che si è ritrovata in piazza Nettuno ieri, laddove la stessa comunità era stata minacciata di morte e i ragazzi e di stupro ragazze alcune settimane fa per dare voce anche a loro popolo che continua a vivere, una shutdown delle connessioni continua a essere massacrato, continuano ogni giorno a andare avanti le esecuzioni di ragazzi che hanno la sola colpa di aver alzato la testa contro il regime islamico sono e siamo al fianco di questa comunità che lotta per la libertà, che oggi è quella del popolo iraniano, ma domani e anche la nostra, perché quello che è accaduto lì potrebbe accade anche accadere in Italia e nella nostra terra sono e siamo al loro fianco, l'augurio che le prossime volte altri colleghi, oltre che a quelli che finalmente hanno risposto all'appello che lancio ogni giorno, ogni volta in questa sede, rispondano e siano presenti, diano un segnale tangibile di vicinanza concreto a questa comunità che, penso lo meriti e stia dimostrando una grande forza e un grande coraggio,
Grazie Consigliere, le ancora una volta la parola ad un intervento e spaccio e giardini Fava, prego, grazie Presidente, per dare la solidarietà a un ragazzo che in tanti conosciamo che si occupa della tutela della sua comunità nella zona con gli strumenti a sua disposizione contrasta fenomeni come lo spaccio e il degrado è stato aggredito, gli hanno rotto un braccio. Questo è inaccettabile, un segnale molto grave, perché chi, evidentemente delinque vuole far capire alla comunità che quella è una sua zona. Ecco, su questo noi dobbiamo opporci fermamente. Presenta un ordine del giorno nel quale chiedo la trattazione urgente per dare la solidarietà a Homo, ma anche perché l'Amministrazione faccia la sua parte e in maniera efficace a tutela della zona. Un ordine del giorno molto limpido, che ha un messaggio chiaro da mandare solidarietà al ragazzo, che si è integrato benissimo nella nostra comunità e sta mettendo la sua faccia il suo corpo a tutela dei giovani, delle famiglie e dei ragazzi. Dobbiamo essere al suo fianco. Grazie Consigliere. Ora la parola al consigliere Giordani, centro Biavati, scontro col tribunale, i tempi si allungano. Prego Consigliere,
Grazie Presidente, sì, abbiamo fatto l'udienza conoscitiva venerdì e contemporaneamente è arrivata la nota del presidente del tribunale, dove diceva chiaramente come stavano le cose, cioè l'ha condotto unilaterale da parte del Comune a me dispiace perché abbiamo cercato in tutti i modi di dire se dia sedetevi fatti in modo di trovare un accordo fatto in modo di parlare e fatto in modo di non arrivare a questa situazione perché chi ha da rimettersi, e cioè le famiglie, chi non riesce a entrare nel centro Biavati, cioè i ragazzini a giocare, sono quelli che si stanno rimettendo, per cui pensiamo al loro bene e invece no, no, si è voluto pensare.
Al proprio bene, a cercare di autotutelarsi facendo delle more manovre e delle mosse di forza, probabilmente perché si sapeva di avere un attimino.
E non voglio dire la coscienza sporca, però ci sono dei dati oggettivi, la mancanza di controllo è evidente, per cui uno prova a usare la forza per dire io rientro spendo 500.000 euro che non so neanche se mi bastano. Non so neanche che cosa si deve fare, per cui butto un po' di fumo e faccio il paladino della giustizia e invece si sta facendo esattamente il contrario. Si è arrivati al punto in cui è dovuto intervenire il presidente del tribunale a dire signori, qui non si sta giocando, questa è una cosa seria. Qui si parla di un buco di 4 milioni di euro. Se una società che è fallita c'è da tutelare. Chi ci ha rimesso questi 4 milioni di euro? Ci sono dei ragazzi che non stanno giocando e tu Comune, non puoi fare quello che ti pare, mi dispiace, non sei una Repubblica autonoma. Bene, l'intervento del sindaco Lepore mi sembra che vada proprio in questa direzione. Forse non lo non lo può dire, non lo dirà mai, ma le opposizioni per una volta aveva ragione. Il metodo utilizzato dal Comune era palesemente sbagliato, per cui speriamo che sia stato preso coscienza da parte del Sindaco e della maggioranza e che si riesca finalmente a mettersi a tavola con tutti gli attori per trovare una soluzione rapida, o almeno il più rapido possibile, e che non si resti fermi a delle parole inutili Grassi.
Grazie consigliere, ora la parola alla consigliera Larghetti, lo uccido, sì, lo uccidono, prego.
Grazie Presidente, in questi giorni la vicenda che ha che sta riguardando il Sindaco di Ferrara, Alan Fabbri e la sua ormai ex vicesindaca apre una questione politica che credo vada oltre il ben singolo episodio, parliamo di un sinistro stradale che è avvenuto con un tasso alcolemico della guidatrice superiore a 1,5 grammi per litro quindi non stiamo parlando di un bicchiere per rendere l'idea, visto che non tutti abbiamo familiarità. È una condizione di alterazione pesante, che è incompatibile con con la guida. È il triplo di quello che è il limite di legge.
E vorrei sottolineare che le dimissioni della vicesindaca non è che siano arrivate il giorno dopo, ma sono arrivate cinque giorni dopo, quando la vicenda è arrivata sui giornali e quindi non era più possibile gestirla in segreto come forse era stato auspicato. Non lo sappiamo. Ecco però la questione non è morale e nessuno va a sindacare su cosa fa una persona nella sua vita privata, anche se sottolineiamo che era pomeriggio di un giorno lavorativo, ma se una vicesindaca si ubriaca e poi prende il taxi, cioè la valutazione poi diventa il personale, ecco non politica e il punto è un altro. Mettersi alla guida in quelle condizioni significa mettere a rischio consapevolmente la vita delle altre persone. C'è un dolo perché io lo so benissimo che se mi Scola un'intera bottiglia di vino non sono in grado di guidare in maniera prudente, sanano no, l'equilibrio, la vista regolarmente, ecco, ci indigniamo di fronte ai pirati della strada. Quando succede qualcosa, poi si scopre che il guidatore era ubriaco, ma la verità che dietro questi comportamenti ci sono persone apparentemente molto rispettabili. Allora sì, ci si chiede, ma dov'è il senso di responsabilità, in che condizioni era il Sindaco stesso per non accorgersi che la persona che stava guidando, e lo stava portando quindi era responsabile anche della sua vita, era in questo stato di alterazione, poi la persona che conosce bene, quindi dovresti capire no quando una diciamo, ripeto, ubriaca non un pochino alterata. Viene da chiedersi somma veramente che condizioni fosse lui. Ecco, in questi anni il Ministro delle infrastrutture e Matteo Salvini ci hanno fatto una propaganda ossessiva sulla guida sotto effetto di sostanze alteranti lucido, si lucido o no? Credo che ce lo ricordiamo tutti, quindi, addirittura arrivando a cambiare il codice della strada, per criminalizzare chi ha fatto uso, anche nelle giornate precedenti, di una sostanza che non altera l'equilibrio che non altera la vista, come la cannabis, ma in condizioni di lucidità, ma semplicemente per la presenza della sostanza nel sangue e criminalizzato. Invece, evidentemente c'è una morale doppia quando parla dell'alcol, che è una sostanza più pericolosa, più dannosa soprattutto alla guida, ma moralmente no, accettata, perché ovviamente l'alcol è legale. Ecco, quindi continuiamo a sentir parlare di tolleranza zero, però evidentemente le regole non valgono per tutte. Se alla guida ci fosse stata magari un cittadino straniero, forse le dichiarazioni delle persone della Lega in questo momento sarebbero diverse. Allora io mi chiedo come mai gli esponenti di questo partito sono pronti a definire come violenti violenti, quando sentiamo continuamente i violenti, magari semplicemente persone che partecipano a una manifestazione, però invece guidare, diciamo, dopo aver bevuto 4 mojito tutto regolare quid pluris rischiare di uccidere 4 5 persone in un sinistro stradale evidentemente non è non è considerato un comportamento violento, anzi, visto che sulla sicurezza stradale siamo perennemente sotto attacco di accusati di essere ideologici, io mi chiedo, qual è l'ideologia, quali sono i principi che stanno dietro questa cultura della sicurezza stradale? Ecco, io credo che chi governa deve dare l'esempio e soprattutto non credo che dobbiamo normalizzare con quello che ho sentito dire a me può succedere a chiunque no, scusate, non credo che possa succedere a chiunque mettersi alla guida dopo aver bevuto un'intera bottiglia di vino o 4 5 cocktail. Non può succedere a chiunque, non è normale, non è accettabile e non è da persona responsabile né normale cittadina, né tantomeno una persona vicesindaca di un capoluogo di provincia, grazie.
Grazie consigliera, le ridò la parola per l'intervento successivo. Manca del latte materno, prego, allora volevamo richiamare l'attenzione su una notizia importante per il nostro territorio e per tante famiglie. L'allargamento della Banca del latte materno, donato, di Bologna, che è una realtà preziosa che dal 2012 rappresenta un sostegno concreto per le neonati neonati più fragili, in particolare quelle premature, è uno strumento sanitario fondamentale, ma anche una straordinaria esperienza di solidarietà. Centinaia di mamme, con la loro donazione in questi anni, hanno contributo contribuito a offrire una possibilità di cura e di crescita a bambini e bambine che nei primi giorni di vita affrontano condizioni delicate. Un'esperienza bellissima, quella delle donatrici di latte materno, io la consiglio a tutte le mamme che siano nella condizione di farlo, perché significa donare una speranza in più di salute a queste neonate premature e quindi l'estensione della rete di raccolta sul territorio. È una splendida notizia e invitiamo tutti a sostenere la Banca del latte. Grazie,
Grazie consigliera, Consigliere Iovine, il focolaio endemico di antivirus prego, grazie Presidente, cari colleghi, la malattia da virus è una zoonosi, ovvero un'infezione virale che si trasmette dall'animale all'uomo, pianta virus, infettano i roditori, ma solo alcuni di loro sono noti per la trasmissione dell'infezione alla specie umana trasmissione che viene mediante contatto ma soprattutto inalazione di polveri inquinata da urine, escrementi o saliva di roditori infetti meno frequentemente il contagio può avvenire tramite morso di animali.
Occorrono un maggior rischio. Ovviamente, le persone che lavorano in agricoltura e in ambiente forestale e attività che possono esporre a contatto con i roditori, come la pulizia degli ambienti chiusi, è poco ventilati o alla permanenza in ambienti infestati da roditori in assenza di un vaccino autorizzato. La prevenzione si basa principalmente sul controllo dei roditori, evitando il contatto con Riva urina saliva o escrementi di roditori e sulla pulizia e disinfezione adeguata delle aree contaminate ed escrementi di roditori si distinguono due forme principali di malattia. La sindrome polmonare, che è causata da un ceppo virale del in genere, localizzato in America, Nord Sud e Centro America, mai trovato in Italia e che non ha un serbatoio naturale di roditori in Europa, si manifesta con sintomi polmonari, quindi tosse difficoltà respiratorie, accumulo di liquido nei polmoni e shock, e in questo questo tipo di virus qualche volta può dare una una, una trasmissione da uomo a uomo, ma nei contatti prolungati la seconda Sindaco secondo c'è poi provoca invece una Sndmae renale, quindi con febbre emorragica, ipotensione, disturbi della vista, disturbi della coagulazione, insufficienza renale dei ceppi si trovano in Europa e in Asia. La trasmissione da persona a persona è stata fino alla documentata solo per il virus Sanders, cioè quello americano. Quando si vive verifica, sì, risulta associata contatti stretti e prolungati. La formula europee meno aggressiva e il virus circola nel nordest italiano Friuli Venezia Giulia, 31, Alto Adige Veneto. Nel nostro Paese si sono registrati in questi ultimi anni solo 8 casi tutti importati, cioè ai casi in cui il virus è stato contratto all'estero in Slovenia o a Cuba.
I due coniugi deceduti erano entrambi ornitologi devono effettuato una visita in una discarica in Argentina per una seduta di bird watching e lì probabilmente hanno inalato gli escrementi infetti dei ratti. Il marito è deceduto sulla nave, la moglie, già sintomatica nella speranza di rientrare in Europa in aereo, è entrata in contatto con i quattro italiani, naturalmente sottoposte a sorveglianza. Sono l'1 in Calabria e in Campania, in Toscana e in Veneto, la USL di Bologna, già predisposto una pagina web con le informazioni necessarie, soprattutto per quanto riguarda le procedure di decontaminazione e sicura di ambienti possibilmente frequentati dai topi, come cantine capanne, per cui si raccomanda di usare per l'attenzione con come quanti e maschere non impiegare aspirapolveri a secco ma di irrorare gli ambienti con ha ben tante disinfettante, disinfettante, candeggina, diluita per inumidire i residui, impedire la loro vaporizzazione della conseguenti inalazione.
L'OMS è già intervenuta attraverso il suo presidente Grebe Jesus, per chiarire la situazione, tranquillizzare le crescenti preoccupazioni e prevenire eccessivi allarmismi, trattandosi comunque di una malattia molto rara, anche se grave.
Il ruolo centrale della centrale dell'Organizzazione mondiale della sanità nella prevenzione e controllo delle eventuali pandemie si è rivelato cruciale durante la recente epidemia di Covid dispiace dover constatare che l'Italia si è astenuta nel 25 durante la votazione del primo accordo globale sulle pandemie, essendo il nostro Paese a sé essendosi il nostro Paese assestato su posizioni nazionaliste di incomprensibile protezione della sovranità nazionale in materia sanitaria.
Chiesi, decisione che ha scatenato non poche preoccupazioni tra gli aspetti che non hanno avuto bisogno di sottolineare come il virus non necessitano di passaporti per espatriare e diffondere in tutto il mondo e che solo una strategia comune concordata e condivisa tra i vari Paesi può contrastare efficacemente un eventuale focolaio epidemico. D'altronde, il concetto di quarantena è noto sin dal quattordicesimo secolo, quando veniva adottato dei veneziani nei confronti delle navi provenienti da zone con la peste, questo dell'Italia. E un ulteriore segno del degrado culturale di questo Paese, basato su un'ideologia nazionalista e, diciamo, così, poco condivisibile. Grazie Presidente.
Grazie consigliere, Iovene, consigliera Zontini contributi a estraggono, la sentenza della Corte dei conti fa emergere un sistema prego.
Grazie, Presidente e oggi fa il suo intervento con i, portando in mano la sentenza numero 93 2026 della Corte dei conti, della Sezione giurisdizionale dell'Emilia Romagna, perché invito, qualora non l'avessero già fatto tutti i colleghi, consiglieri e di minoranza, e soprattutto di maggioranza, a leggersi bene tutte le 31 pagine della sentenza.
E perché, come è già emerso in questi giorni, anche sulla stampa e evidenzia un quadro molto grave, molto pesante e anche molto netto e in cui si parla di appunto, condotte realizzati dalla cooperativa Estragone dal suo rappresentante legale, Emanuele Roveri, come sappiamo, è uomo legato a doppio filo al Partito Democratico, nonché definito patron della Festa dell'Unità e condotte, che sono ritenute dalla Corte dei Conti. Contra legem, dolose e foriere di pregiudizio erariale. Tanto è vero che, come dice la Corte, che tramite una serie di false attestazioni che dichiaravano come la cooperativa non versasse in situazioni di debitorie, quindi di morosità nei confronti dell'Amministrazione comunale estere opportuna, ha potuto partecipare a tutta una serie di bandi e in particolare per la realizzazione di attività culturali estive, ma non solo e non avendo i requisiti per farlo. Questo, come spiega la Corte, significa che non solo sono state rese delle false attestazioni e che due dirigenti comunali in particolare che sono il dottor Panaro, dottoressa Boldrini, citati nella sentenza, hanno omesso i controlli dovuti in quanto erano responsabili dei procedimenti e avrebbero dovuto verificare la sussistenza dei requisiti in capo ai vari partecipanti. E la cosa grave che evidenzia ancora una volta molto bene la Corte dei conti e che non solo sono stati e non sono stati rispettati i requisiti. Sono stati violate delle norme, sono state rese delle attestazioni di falsi, che è molto grave. La la cosa grave è che c'è stato un danno erariale, quindi un danno a, purtroppo, contro le casse comunali, che ora ovviamente, dovranno essere risarcite, destra con e da Roveri e nonché in parte, anche dei due dirigenti, ma sono risorse. Ecco, come viene spiega alla Corte. Derivano a loro volta da contributi che a vario titolo i cittadini pagano e quindi sono risorse pubbliche di tutti, che dovevano essere spese, ovviamente nell'ambito della legge e né secondo le regole, e che potevano poi, tra l'altro, escludendo chi non ne aveva i requisiti, andare invece a favore di altri progetti di altre realtà che potevano legittimamente partecipare a questi bandi e questa sentenza e arriva dopo oltre tre anni l'esposto che noi, come Fratelli d'Italia, depositammo e depositammo il 9 marzo 2023, proprio perché c'erano alcune, ove evidenze che insomma ci avevano un po' insospettito, soprattutto sul tema della compensazione dei crediti e i debiti di natura anche non tributaria, che tra l'altro era stata resa possibile con una modifica regolamentare apposita quindi ex post. Ci viene proprio il dubbio che era poi quello che avevamo, che anche quella modifica al regolamento delle entrate fosse stata fatta. Forse anche per favorire queste compensazioni tra debiti e crediti nei confronti delle amministrazioni da parte di alcuni soggetti. Quello che rimane è la gravità di questa situazione. Io mi auguro che, veramente il Sindaco, a parte dire che se le sentenze vanno rispettate, ma che mi sembra, voglio dire il minimo sindacale, spero che il Sindaco e la Giunta, ma anche tutta la maggioranza si fa sono veramente inizino a farsi un esame di coscienza e facciano anche ogni tanto un mea culpa e inizino a mettere in fila tutte quelle che sono state le indicazioni. Le osservazioni fatte in questi mesi e in questi anni da varie autorità Corte dei Conti ANAC Tribunale ordinario e Tribunale amministrativo regionale perché non può essere che siano tutte casuali, evidentemente, su una serie di indizi che portano ad una prova, ovvero che c'è una parte di mala gestione all'interno di questa Amministrazione e quindi io mi auguro che veramente la Giunta inizi a dare seguito a quelle che sono le indicazioni e a gestire le risorse nell'interesse della città e dei bolognesi e non negli interessi di alcuni soggetti. Peraltro, devo dire, ho trovato e ridicole, ma dico anche nauseanti vergognosi, alcune giustificazioni che ad esempio Roveri, ha cercato di dare tirando in ballo il lavoro, la famiglia, strumentalizzando situazioni come quella del Covid, quando sappiamo che ci sono tantissime realtà che in quella fase pandemica hanno sofferto, ma non credo che altre realtà abbiano mai fruito di spazi, risorse concessioni quanto ho potuto usufruire Estragon? Pensiamo che ci sono esercenti colpiti dai cantieri del tram che per 100 150 euro di arretrato TARI non hanno potuto avere neanche accesso a quei 1.002 mila euro di contributo che potevano invece aiutarli. Quindi smettiamola ancora una volta di fare e dei cittadini di serie A e di serie B, ma soprattutto smettiamo di fare finta che a Bologna non esista un sistema dove alcuni soggetti hanno evidentemente più favori di altri. Mi auguro che il Sindaco lo ammetta per una volta e si agisca di conseguenza. Grazie.
Grazie consigliera Zontini consigliera Di Pietro le condizioni di lavoro degli educatori sociosanitari, un tema urgente per welfare, prego. Grazie Presidente. Le condizioni di lavoro in cui operano le educatrici e gli educatori sociosanitari del welfare sono un tema centrale e oggetto di dibattiti di lungo corso. Si tratta del riconoscimento dignitoso di un ruolo e di una retribuzione adeguata, da regolare con norme, affermazioni e pratiche su cui anche le università da anni si spende con riflessioni e approfondimenti e corsi specifici, proprio per affermare e valorizzare un lavoro silenzioso di figure indispensabili nei servizi in ogni ambito del welfare figure professionali che rappresentano un pilastro per garantire la tenuta delle nostre comunità e che ancora oggi necessitano di un'attenzione adeguata. La questione è nota e in più occasioni è stata affrontata e sollecitata da sindacati e rappresentanti del terzo settore, anche nel percorso di amministrazione condivisa, un lavoro ormai riconosciuto fino in fondo che nel tempo, a causa di una precarietà strutturale e costringe chi vive chi vi si avventura a sommare più contratti fragili, il risultato del lavoro povero e precario ed Etec deteriorato, al punto che oggi si manifesta anche nella fuga degli stessi operatori sociosanitari e della cura.
Non è un dibattito semplice, si scontra costantemente con i tagli nazionali agli investimenti per il welfare, ma tutto ciò non può esimerci dall'avviare una riflessione che deve essere lecita con proposte concrete, alleanze diversi livelli della politica,
Perché è un settore che va sanato e, se non vogliamo mandare in cortocircuito il welfare e ritrovarci senza operatori segnali allarmanti, si stanno già manifestando con proiezioni future preoccupanti di fronte a un carovita che cresce alle difficoltà nel conciliare i tempi necessità, come quelle abitative, è difficile pensare che queste professioni non vengano accantonati si tratta di lavori faticosi che si misurano quotidianamente con le persone e le diverse fragilità di cui sono portatrici.
Riflettere su questa condizione, il primo passo per avviare una discussione e va fatto insieme a tutte le forze in gioco. Siamo di fronte a scenari inediti in cui è necessario porre rimedio per garantire in prospettiva anche un ricambio generazionale nel mercato del lavoro. Da questo punto di vista, cito un articolo comparso su il Sole 24 ore sulla longevità, che riporta i dati di una ricerca sulle difficoltà di reperire badanti e collaboratrici familiari in un ambito in cui la domanda di assistenza è sempre crescente. Questo esempio conferma quanto sia importante affrontare il tema nella sua complessità,
E prima che la situazione diventi irreversibile. Alla luce delle sollecitazioni del cardinale Zuppi e della sensibilità che associazioni, fondazioni ed enti esprimono su questa materia, è molto importante cogliere le opportunità e riflettere anche sulla proposta suggerita dal portavoce del Forum Regionale del Terzo settore di istituire sull'esempio del progetto insieme per il lavoro, un tavolo specifico sul lavoro sociale per approfondire e definire con diversi attori coinvolti proposte locali e nazionali da mettere in campo. Come Partito Democratico di Bologna ci impegniamo ad accompagnare e sostenere percorsi di ascolto e confronto. Vuol volti a garantire dignità, supporto il riconoscimento alle persone che agiscono in questo ambito e a sostenere il manifesto lanciato dalla rivista Vita. Da questo punto di vista, insieme ad altri colleghi e colleghe, proporrò un'udienza conoscitiva.
Con terzo settore, i sindacati e i soggetti interessati, per capire la fattibilità di un tavolo locale sul lavoro sociale che aggiunge valore a quanto più in generale è stato inserito sul lavoro, nel patto che l'Amministrazione ha condiviso e siglato con il terzo settore, grazie,
Grazie consigliera, Consigliere Begaj, educatori sociali, prego.
Grazie Presidente.
Conosciamo bene questo tema, conosco bene questo tema da molti anni, da quando ho proprio lavoravo in un sindacato che che seguiva segue tutto tutt'oggi gli operatori sociali, un mondo variegato, naturalmente, che si occupa di tante cose dalla disabilità, l'accoglienza sia dei minori che delle persone adulte.
Che si occupa degli anziani, che si occupa a anche.
Nello scolastico, ecco di di di di fare di fare supporto all'interno delle scuole.
Ed è purtroppo, come veniva detto prima, un tema annoso sì, perché le condizioni di lavoro sono dure, non c'è dubbio, si guadagna poco, sia in qualche modo anche un una sorta di di di vocazione in qualche modo a fare quella cosa in più usare la propria macchina spendere quel tempo in più per aiutare le persone nello spostamento per organizzare quell'attività magari prima e quindi fuori dall'orario di lavoro oppure nel fine settimana. Sono tutte cose che sono vere e che conosciamo molto bene. Ecco, questo lavoro. È una ricchezza per la nostra città, una ricchezza del mondo del welfare.
Non ci voleva Zuppi, ma forse ci voleva Zuppi questo io non lo so, quel che è certo è che non è un tema che riguarda solo la nostra città, riguarda Bologna, sicuramente dove tanti giovani.
Hanno anche come primo impiego quella all'interno delle cooperative sociali e che svolgono questo tipo di mestiere, magari per qualche anno, magari prima di andare in burnout, altri invece, fanno in qualche modo proseguono e diventano coordinatori. Magari però, non cambia in qualche modo il fatto che che il sistema nel suo complesso fa fatica a reggersi così sempre meno soldi per il welfare a livello nazionale, aumento dei costi, aumento giustamente, anche se è stato minimo del contratto collettivo nazionale che comunque,
E alla fine è risultato a carico a carico delle amministrazioni comunali, che devono coprire naturalmente la differenza, e questo è stato sicuramente un risultato importante dal punto di vista salariale, ma, come sappiamo, non è sufficiente.
Noi crediamo e Coalizione civica è sempre creduto. Ecco nel fare il massimo sforzo in qualche modo. Ecco, per affrontare, assieme agli operatori e alle operatrici, questo questo tipo di problematiche e sappiamo che tanti tavoli si sono fatti. Sappiamo che tanti percorsi partecipati si sono fatti in que da da questo punto di vista, ma noi crediamo, ecco che si possa fare anche di meglio e questo sarà sempre il nostro impegno perché.
E siamo in qualche modo vicini e solidali. Ecco, con persone che hanno, che sono esattamente come noi, che svolgono questo mestiere e che sono fondamentali per reggere in qualche modo, ecco il sistema del welfare,
Grazie Consigliere, consigliera Di Pietro solidarietà e vicinanza ai familiari delle vittime della Uno bianca, prego.
Grazie Presidente, poche parole per esprimere vicinanza e solidarietà ai familiari delle vittime della Uno bianca, quanto è emerso in questi giorni si insinua in ferite mai chiuse e provoca nuovi dubbi e perplessità su vicende ancora troppo oscure e su cui il ruolo della magistratura diventa necessario per fare chiarezza da parte nostra tutto l'impegno a seguire con la massima attenzione e a sostenere la ricerca della verità lo dobbiamo alle vittime, lo dobbiamo ai familiari e lo dobbiamo al Paese grazie.
Grazie consigliera, Consigliere, Diaco a scuola, si prepara a vivere insieme.
Grazie per scappare, scusi, scusate.
Grazie Presidente, nelle ultime settimane ho avuto modo di entrare in diverse classi della città per parlare di educazione civica. Legalità è stata un'esperienza che mi ha colpito più del previsto. I bambini ascoltano, fanno domande precise, collegano le regole alla vita reale, non cercano slogan, cercano senso e, quando lo trovano, lo restituiscono con lucidità che spesso noi adulti perdiamo, lo si vede anche dal contributo pubblicato dalla quarta primaria dell'istituto del Sant'Alberto Magno, dove i bambini scrivono che vivere insieme significa rispettare le regole, ascoltare gli altri, aiutare chi è in difficoltà è una frase semplice, ma contiene un principio che dovrebbe guidare anche noi. La convivenza non è un dibattito astratto, è un lavoro quotidiano e, proprio mentre i bambini ci ricordano questo, la città discute sul progetto del villaggio per i senzatetto dedicato a Giovanni Tamburi.
Un progetto nato dal dolore di un padre che ha scelto di trasformare una tragedia in un gesto di Kourou di cura verso gli altri, la storia di Giovanni, che in silenzio portava cibo chi dormiva in strada e che aveva stretto un legame con un ragazzo senza dimora e il suo cane è una storia che parla di responsabilità, non di emergenza, parla di un sedicenne che aveva col colpì capito qualcosa che spesso noi adulti, dimentichiamo che la dignità non è negoziabile. Il villaggio immaginato dal padre non è un accampamento, non è un ripiego, è un luogo pensato con attenzione. Moduli abitativi dignitosi, spazi comuni, un presidio educativo stabile, la possibilità per gli altri ospiti di tenere con sé il proprio cane, psicologi, educatori presenti, rotazione degli ospiti, evitare che ci siano cronicizzazioni è un progetto che prova a coniugare accoglienza e ordine, cura e responsabilità. È legittimo che i residenti chiedono chiarimenti che segnalino criticità, che pretendono ascolto, è un loro diritto, ma è altrettanto doveroso distinguere tra chi solleva questioni reali e chi invece cavalca la paura per raccogliere consenso.
Perché c'è una differenza enorme tra partecipazione, strumentalizzazione e quando si arriva al punto di usare il dolore di un padre e il tentativo di rinascita di una famiglia come terreno di scontro politico, allora non siamo più nel campo della democrazia, siamo nel campo del cinismo.
Il Comune ha il compito di ascoltare tutti, ma anche di non piegarsi a chi trasforma ogni fragilità, in un'occasione, per fare campagna. La politica non può diventare il luogo in cui soffia sul fuoco delle paure per guadagnare un titolo di giornale. Non può permettersi di usare le disgrazie altrui come leva elettorale, non può ridurre un progetto sociale, ha un pretesto per dire no, a prescindere, e qui torna il collegamento con le scuole, perché i bambini, quando parlano di diversità non la negano e non le idealizzano, ma la affrontano ricco di riconoscono, che può creare conflitti, ma che sanno che si gestisce con regole e responsabilità e relazioni. È un approccio sorprendentemente adulto e forse è proprio questo che dovremmo imparare da loro, che la convivenza all'inizio non si costruisce con i no gridati, ma con i sì ragionati. Il Comune deve continuare a lavorare con serietà, valutare il luogo più adatto, garantire sicurezza e qualità urbane, ascoltare i residenti, ma anche difendere la dignità dei più fragili e il valore di un progetto.
Che nasce da un dolore trasformato in bene comune. La città che ho visto nelle classi è una città che vuole capire, non è una città che vuole respingere, è una città che chiede strumenti e non paure, e una città che si è accompagnata sa essere migliore degli adulti che parlo in un suo nome. Non possiamo trattare la meglio gioventù, Gioventù per citare un bel film come puro, è terreno di propaganda della paura, massima solidarietà a Giuseppe Tamburi, grazie Presidente.
Grazie, consigliere, Diaco consigliera, Ciletti, carceri 2 e 20 per cercare una Lucci ostinata di speranza, prego, grazie Presidente, la discesa lenta nel cuore dell'esperienza carceraria è qualcosa a cui faremmo volentieri a meno di pensare se non fossimo costretti, ma tutti hanno il coraggio di addentrarsi nel profondo non tutti hanno il coraggio di addentrarsi nel profondo di quell'abisso dentro quell'oscurità doloroso dove,
Talvolta accade però di scorgere una luce ostinato, che un incontro fragile, imperfetto, profondamente umano, capace ancora di speranza, il punto di partenza di questo mio intervento vuole essere due situazioni che due occasioni pubbliche che si svolgeranno a Bologna nei prossimi giorni 1 la presentazione di un libro dal titolo molto duro i suicidati potere residuo ultima cella che è in programma giovedì 14 maggio alle 18 presso presso mezza mezz'aria Abodi via Frassinago, 6 a Bologna e questo libro e ringrazio gli organizzatori l'associazione Utopia per avermi chiesto di essere presente, di portare un contributo,
È proprio nell'ex caserma Boldrini, che significa appunto,
Sottrarre il dolore alla sua invisibilità o in un luogo, in un recupero di uno spazio storico nel cuore del quartiere Saragozza, che rappresenta proprio un segnale forte per la città in un luogo di rigenerazione urbana.
Dove si discute, appunto anche di rigenerazione possibile dell'essere umano,
E significa riconoscere che dietro a ogni numero, ogni statistica, ogni gesto estremo consumato nella solitudine di una cella Oceano, storia umana che interpella tutti noi e forse significa anche, appunto, riaffermare che nessuna società può dirsi veramente civile se accetta che alcuni esseri umani vengano progressivamente sospinti ai margini.
Del dicibile visibile, perfino a volte anche dello sperabile, e il tema è tanto vivo urgente in questi giorni, tanto che il giorno precedente alla pubblicazione di questo Libro, Alessandro Bergonzoni. Paolo Fresu daranno vita a quello che hanno definito un atto di amore e di coraggio intorno ai vari blocchi della casa circondariale di Bologna, Rocco d'Amato e 2 e 20, quello della presentazione del libro e quello del concerto e ha parlato anche di.
Fresu Bergün, Bergonzoni che sono nati separatamente, che sono inconsapevoli l'1 dell'altro, ma che sono attraversati da una medesima urgenza morale e umana. che cosa li lega, forse proprio ciò che spesso manca nel rapporto tra la società e il carcere?
Cioè l'ascolto che si fa cura, l'ascolto della musica della parola, nel primo caso l'ascolto del silenzio, della sofferenza e del racconto del secondo in entrambi il carcere smette di essere soltanto un'architettura di pena per tornare a essere invece uno spazio abitato da esseri umani una forma di ascolto che non assolve né condanna, ma restituisce presenza. È un atto di ascolto che irrompe almeno per un istante quella distanza invisibile attraverso cui la società tende a separare se stesso da chi vive recluso e la musica che attraverso le mura della Dozza la parola che riflette su suicidio in carcere sembrano così convergere nello stesso gesto simbolico riportare umanità.
Laddove il rischio più grande, la sua progressiva cancellazione.
Fuori dalle mura carcerarie e l'impegno civico diventa ancora più urgente e consiste nello smantellare quel pregiudizio e che vorrebbe il carcere come un altrove separato e distante dalla società, quasi fosse un luogo estraneo alla responsabilità collettiva, eppure non esiste un vero dentro un vero fuori quando in gioco ci sono la dignità e la vita umana le mura possono dividere gli spazi ma non possono separare le coscienze.
Le conseguenze dell'est delle proprie istituzioni, ogni suicidio in carcere, interroga infatti non soltanto l'universo penitenziario, ma noi noi tutti, l'intera società all'intera collettività, in deroga, il modo in cui la società guarda la fragilità, la colpa alla possibilità del cambiamento e persino al significato della pena.
E forse questo il nucleo più inquietante che è quello in cui una società che si abitua al silenzio, all'abbandono e alla disperazione dietro le sbarre rischia lentamente di assuefarsi anche all'idea che alcune vite possono diventare invisibili, residuali, sacrificabili?
Non riguarda solo il potere esercitato sulle persone recluse, ma anche ciò che resta dell'umano quando vengono meno l'ascolto, il riconoscimento e la relazione, il tempo consigliera.
Grazie.
Consigliera Bernagozzi la violenza contro le donne dilaga anche on line.
Grazie, Presidente, sì, e la relazione della Commissione femminicidio ci dice una cosa, un dato molto semplice che dal 2024 sono triplicati i numeri dell'odio on line contro le donne, cioè metà dei contenuti on line, non sono altro che odio verso le donne. Parto da qui innanzitutto, dando la mia piena solidarietà alla collega Meri De Martino, che è stata una delle vittime più recenti di quest'odio on line, perché non è un episodio isolato di aggressività. Guardate, non è così e anzi è un fenomeno strutturale, cioè cosa succede che quando una di noi pubblica magari un proprio intervento in Aula o un proprio pensiero, com'è giusto e legittimo che sia nella libertà di espressione, improvvisamente succede spesso tra l'altro, se si parla di diritti di femminismo, guardo perché penso che questo questo discorso lo possa fare a monte collega sedute. Qui succede che girano in alcune chat e improvvisamente persone che non sono neanche nella stretta amicizia e anzi no, non sappiamo neanche chi sono. Vengono a cascata commentare sotto il post non ci sarebbe nemmeno niente di male se quel commento fosse nel merito politico del posto, ci mancherebbe. Siamo in democrazia, in libertà di pensiero, no, no, no, no, sono commenti di odio. Sono commenti spesso a fondo sessista. Commenti sul nostro aspetto fisico su commenti su cosa ci dovrebbe succedere, commenti che hanno una misoginia di fondo è evidente, è evidente, è questo il punto. Il del problema non è che qualcuno la pensa diversamente da noi questo. Insomma, penso che tu ognuno di noi lo possa mettere in conto, ma il fatto che quel carico d'odio contro le donne sia ormai talmente tanto sdoganato, anche on line, che succede esattamente questo a tantissime di noi in quest'Aula. Allora io voglio dire alcune cose, visto che qui ci sono stati degli interventi di solidarietà verso altre donne che in altre formano ricevuto, minacciano ricevuto o no per il loro pensiero politico. Innanzitutto voglio ricordare qui che l'ordine del giorno proposto dalla collega Marcasciano sull'hate speech non è stato approvato da quelle forze. Politiche. Quindi, innanzitutto un altro cortocircuito che vorrei dire perché ribadisco o l'odio e la si condanna sempre o non lo si condanna quando riguarda che ci fa ti chi è più vicino e chi non è vicino. Questa è la prima cosa che voglio dire. La seconda cosa che voglio dire è che quando parliamo di educazione alla relazione e all'affettività, parliamo esattamente di provare a sconfiggere questo se questo sentimento di misoginia, che ormai è talmente diffuso che arriva fino e lo voglio ripetere ripetere in Aula e continuerò a ripeterlo addirittura immaginare delle chat tra uomini chiamate Accademia dello stupro, in cui gli uomini si scambiano informazioni su come drogare e violentare le proprie mogli e compagne, io non lo so, richiedo ancora una volta qui in quest'Aula, se a voi sembra che viviamo in un mondo normale, cioè se questo vi sembra, perché noi stiamo normalizzando, colleghi, lo stiamo normalizzando, non indigniamo ci sia qualcuno, c c c minacce di stupro, questa è la normalità, è la normalità, ci sono fior fior di donne che stanno denunciando si sono accorti di essere state riprese dai propri mariti che alzavano le palpebre per vedere se erano no coscienti, ma ci rendiamo conto di chi, di che mondo, in che razza di nel mondo viviamo.
Io davvero mi chiedo, mi chiedo e qui concludo se dobbiamo rimanere impassibili di fronte a tutto questo, o forse, se è il caso di incominciare a mettere dei correttivi educazione alle relazioni. Parliamo, stralciamo il ddl buongiorno perché sullo stupro non ci ha capito niente. Incominciamo a normare i social perché nessun commento che io gli ostinati tutti i commenti sotto il post della collega nessuno è stato bannato da quella community dice che non sono state violate le norme di cui alla community. Mi chiedo quali siano le norme della community e che cosa ancora dobbiamo tollerare. Quindi, se vogliamo essere davvero solidali e combattere la violenza anche contro le donne ne digitale che ormai è dilagata, battete un colpo perché finora avete riempito quest'Aula di parole, ma nei fatti non è stato fatto nulla.
Grazie consigliera consigliera Scarano Bologna Welcome va in rosso.
Bis.
Sì, grazie Presidente dolce, sappiamo tutti che la Fondazione Bologna Welcome è stata costituita il 1 gennaio 2024 e oggi in questi giorni a mezzo stampa apprendiamo che è la Fondazione, chiude il 2025, quindi l'anno appena trascorso in rosso.
È il motivo, dicono dicono sia la mancata riapertura della Torre degli Asinelli, quindi, nonostante ricavi che ammontano a 18,2 milioni e la perdita di quegli ipotetici 290.000 euro della torre degli Asinelli,
Pregiudica e il bilancio implica una perdita,
Mi dispiace, ma la motivazione del presidente Ravaglia non regge minimamente.
E ancor più quando?
Enfatizza il tutto dicendo che per i prossimi tre bilanci cultura di fare senza gli asinelli e per stare tranquilli dal punto di vista contabile, allora io penso che il Presidente forse.
Si aspetti che su interlocutori siano distratti, incompetenti e soprattutto privi di memoria storica, perché proprio stamattina sono andata a rileggere quella che su quello che sul percorso per votare, la delibera votata da tutti noi lo scorso 30 ottobre 2023, la delibera sulla costituzione della Fondazione Bologna Welcome e gli adempimenti conseguenti, una delibera provvista anche di un allegato perché ovviamente si parlava del fondatore. Quindi il Comune di Bologna, che concedeva, a partire dal 1 gennaio 2024 alla costituenda Fondazione Bologna, Welcome i beni immobili di proprietà dello stesso vedi che venivano chiamati come attrattori era questo elenco di beni. Alcuni dati a titolo gratuito o con degli affitti dei canoni di concessione è nettamente inferiori, un terzo un quarto nella media. Sono tale leggerli un pochino tutti a quello che restano nel mercato. Ebbene, Fratelli d'Italia, all'epoca io sono andato anche stamattina a rivedere gli interventi dei colleghi Sassone Cavedagna, presentando un proprio una mozione per non votare la delibera perché non aveva senso votare quel piano economico-finanziario che includeva gli incassi della torre degli Asinelli. Quando si sapeva già che per tutte le questioni relative al pericolo che risenta non sarebbe stato utilizzabile,
Quindi questo bilancio di previsione aveva lo chef come un difetto, bisognava, quindi noi chiedemmo di riformulare le previsioni dei ricavi e di fare la delibera, non fu possibile, allora viene presentato un emendamento modificativo. Soppressivo comunque per togliere dall'elenco dei beni ricordo la Torre degli Asinelli e addirittura si disse che se la Fondazione Bologna Welcome assunse è andata in perdita perché avevo erroneamente inserito queste voci che non continuano a esserci e se il Comune fosse andato in soccorso di quella perdita si sarebbe incorso in un danno erariale cose tra l'altro che coloro che hanno impostato e scritto comunque questa delibera quest'atto che votammo due anni e mezzo fa, sapevano benissimo.
Quindi io mi chiedo che senso ha oggi dire che questa situazione c'è per i mancati introiti della torre, quanto sapevamo benissimo entro ottobre 2023, che non ci sarebbe stato impossibile utilizzarla come bene ha procure, non solo nell'anno avvenire, ma anche negli anni futuri.
Non solo in questi anni. Il Comune si è prodigato per questa fondazione perché ha concesso l'Archiginnasio. Ho fatto in modo che Palazzo Pepoli fosse affidata alla gestione, alla fondazione, infatti viene detto che dal 2005 visitatori si possa 25 piglia. Palazzo dei notai, quindi c'è il PalaDozza, il palazzo Renzo che sempre pieno, quindi, è una lista d'attesa, è importante e quindi degli incassi importanti con cui mi viene da dire. Come è possibile che una fondazione che abbia un siffatto i 4000002 in tale valore storico e architettonico e di una tale richiesta chiude in perdita? C'è adesso la scusa della della torre. Non regge sicuramente qualcosa anche del bilancio. La pianificazione dei costi, perché al trentun 12 del 24 i costi del personale ammontano a circa 3 milioni di euro, che non è una cifra irrisoria e suppongo che al 31 12 2025, dato di cui non sono ancora in possesso siano aumentati. Quindi il mio intervento quest'oggi e per ricordare quello che Fratelli d'Italia, il 30 ottobre 2023, avere evidenziato che oggi apprendiamo a mezzo stampa, quindi è stata ipotizzata una voce nel bilancio che già si sapeva di cui non si poteva fare assolutamente affidamento, e oggi si parla di quella voce mancante come causa della perdita. Quindi questa giustificazione non può essere accettabile e condivisa da nessuno e soprattutto c'è una fondazione che da quando è nata ad oggi, sono passati due anni sono due bilanci. 2024 2025 ha visto crescere il proprio potere con un di del degli immobili attrattori importantissimi, eppure chiude in perdita, motivo per cui io, al collega aggiuntivi e il mio Gruppo consiliare, chiederemo un'udienza conoscitiva perché ritengo sia necessario. Non qui è fondamentale fare chiarezza su quella che è la pianificazione strategica, ma anche economico-finanziaria di questa fondazione, i cui numeri sono tutt'altro grazie Presidente grazie.
Consigliere cime 9 maggio, Bologna festeggiato l'Europa prego.
Vorrei fare un intervento di contentezza di ottimismo per restare in quest'Aula. Qui sembra di stare a Gotham City manco, Batman ti sembra risolvere i problemi, probabilmente a volte mi chiedo in che città viviamo comunque sabato Bologna ha festeggiato l'Europa lo ha fatto per davvero con una bella giornata abbiamo organizzato fila una giornata dove tante associazioni hanno partecipato all'incontro è stata una bella giornata veramente con un bel sentimento, una bella emozione, e su quello io ho provato a fare qualche riflessione che vorrei condividere. C'è chi ci ha creduto nell'Europa e c'è chi invece l'Europa la vede l'assente come qualcosa di estremamente distante che.
La la vede come capro espiatorio che svuota dall'interno quando ne prende i soldi, ma non ne capisce la logica, abbiamo visto il più grande strumento di investimento che l'Unione abbia mai costruito, il primo debito comune europeo della storia, una scelta rivoluzionaria nata dalla pandemia gestito,
Come se fosse stato un fastidio burocratico da smaltire.
Abbiamo sentito molte volte i comunicati di questo Governo, che ci dicevano che avevano preso tutti i soldi, eccetera. Poi, in realtà, vai a vedere i dati open data 7, che vengono dati da osservatori indipendenti e ti rendi conto che invece abbiamo qualche problemino perché a poche settimane dalla scadenza del 30 giugno per gli investimenti che devono quindi obbligatoriamente concludersi, risulta INPA pagato in media solo il 49% delle risorse assegnate, il 65% dei progetti è ancora in corso. E invece da dall'altra, assistiamo dei numeri trionfalistici di questo Governo, che ci dice che centinaia di migliaia di cantieri sono conclusi. Sono numeri che, ripeto, divergono sensibilmente dagli open data che sono disponibili, ma io non credo che sia per incapacità a gestire il PNRR. Erano una cosa molto complicata, anche se poi in quest'Aula sono intervenuto spesso avendolo fatto per mestiere, per segnalare anche quali potevano essere alcuni problemini. Comunque, il tema vero è che chi ha usato quello strumento non ci ha creduto, non è avvenuto capire che non stavamo semplicemente spendendo dei soldi, ma stavamo da una parte.
Costruendo un pezzo di Europa. Il PNRR non era un bancomat, era un segnale geopolitico. L'Europa esiste come soggetto politico, se sa rispondere alle crisi, si sa emettere debito comuni a stessa stare in questo in questo mondo, chi l'ha capito e ha lavorato per anni a costruire le competenze, le reti e le relazioni per usare quegli strumenti oggi porta a casa dei risultati. Questa Regione e questa città lo diranno i numeri sta lì dentro, quindi il punto non è solo di chi ha fatto i compiti. Il punto è il futuro, perché il PNRR finirà,
Alle sfide. No,
Transizione energetica, la competizione tecnologica con la Cina, con gli Stati Uniti.
La sicurezza, i flussi migratori. Ve la ricordate no alla dichiarazione roboante del blocco navale fatto dall'Italia, ma nessuna di queste partite si evince a scala nazionale, l'Italia da sola non conta nulla. L'Europa sì, e allora la domanda che politiche e che ogni cittadino dovrebbe porsi. Vogliamo una classe dirigente che sa stare dentro quella partita o una che continua a soffiarci contro, raccogliendo il consenso a buon mercato, io osservo con preoccupazione ai partiti di ispirazione sovranista e stanno aumentando il loro consenso e bisogna farsi delle domande.
Noi dovremmo assumerci una responsabilità anche noi, classe dirigente di questa città.
Abbiamo veramente sfruttato l'occasione che l'Europa ci ha dato, lo abbiamo completamente persa, ecco il senso della giornata che abbiamo costruito insieme all'assessore Boni assieme al tavolo dell'Europa, io penso fosse un po' quella cioè stare dentro l'Europa costruirla a partire proprio dalle città città che realizzano i progetti europei e che hanno una grande responsabilità nel comunicare ai cittadini che cos'è l'Europa grazie,
Grazie Consigliere Cima, consigliere, Begaj, Villaggio dei senzatetto, prego. Grazie Presidente, vado per punti, punto primo. Grazie al signor Tamburi. Grazie perché così magari di gran montana. Non ricorderemo solo la macabra attenzione a dettagli che stanno più di gossip oppure dei controlli, anche nei circoli no profit in giro per l'Italia, come se appunto poi avessimo, ha risolto tutto senza soluzioni strutturali. Punto secondo, osservano case, moduli abitativi non tende, e nemmeno i container che sono stati sperimentati giustamente, ma che non sono la soluzione, il modello evidentemente già superato. Soluzioni strutturali servono per problemi strutturali, come quelli dei cosiddetti e senza tetto homeless, punto 3. Ben vengano le risorse private, ma serve una guida pubblica alla formazione. Un progetto condiviso, e questo naturalmente fa parte del lavoro del pubblico e questo io non ho dubbi che verrà fatto. Ecco, al di là di.
Delle dichiarazioni allarmanti che che vengono fomentate. Questo perché dobbiamo essere contro ogni strumentalizzazione e la logica del non nel mio giardino. Ecco che viene fomentata sicuramente ecco da certi partiti che fanno l'esposto, se senzatetto, stanno per strada e magari ti fanno l'esposto se i senzatetto vengono messi in un modulo abitativo perché sta antipatico a qualcuno? Ecco, ho letto dei commenti del tipo il Comune poteva dirlo chiaramente, così evitavo di spendere oltre 4.000 euro a metri quadri oppure se avessi pagato 2000 euro.
Grazie Consigliere, consigliera, Bernagozzi, Giornata della memoria per le vittime del terrorismo e delle stragi, prego sì e 9 maggio, appunto, non era solo la Giornata dell'Europa, ringrazio appunto collega, ci manca la collega De Martino che hanno dato vita a questa giornata, ma è anche la giornata nazionale per le vittime di terrorismo e stragi, mentre e il Ministro dell'istruzione, che dovrebbe sapere cosa è successo, confonde le BR con la mafia e voglio ricordare che qui a Bologna aspettiamo ancora giustizia e verità per la strage di Ustica e su questo e ci accodiamo alla richiesta di a velocizzare la digitalizzazione e ci stringiamo alle vittime e alle familiari delle vittime della Uno bianca, chiedendo un chiarimento rispetto a quello che ha dichiarato Savi, perché noi vogliamo stare dalla parte della verità, della giustizia, grazie,
Grazie Consigliere ora la parola al Consigliere De Martino, smascherare l'odio per difendere la dignità umana, prego Consigliere.
Sì, grazie. Intervengo di nuovo sul tema della migrazione, perché quello che è successo dopo si dimostra alcune cose molto interessanti che credo valga la pena sottolineare partendo dagli insulti e con l'occasione ovviamente ringrazio le tante persone che hanno espresso solidarietà in pubblico e in privato, dicevo, gli insulti che ho ricevuto sotto il video in cui attaccavo civilmente quel corteo e non perché non mi riferisco a questi, non parto da questi perché siano stati rivolti a me, ma perché, appunto, sono utili per capire il clima che si crea quando la politica normalizza parole di esclusione e di disumanizzazione, perché, come dicevo, la parola a Ret migrazione prova a sembrare una parola tecnica, ma tradotta nella realtà significa solo una cosa, significa espulsione di massa, significa dire che le persone, anche se vivono qui, anche se lavorano qui, anche se pagano le tasse, qui restano comunque sempre persone la cui presenza può essere messa in discussione in qualsiasi momento, ed è questo il punto che reputo più pericoloso. L'idea che i diritti e dignità possano dipendere dai il grado di appartenenza che altri altri ti riconoscono, ma questa che qualcuno vorrebbe spacciare per sicurezza è solo disumanizzazione e razzismo. Certo che i problemi veri ci sono e non mi pare che qualcuno abbia mai provato di negarli, soprattutto in quest'Aula. Criminalità, degrado, sfruttamento, lavoro nero, povertà esistono e quando le persone chiedono più presenza, più cura, più controlli, più servizi pongono delle questioni che sono reali, di cui chi amministra deve farsi carico. Ma proprio perché i problemi sono veri, non possiamo accettare soluzioni false o disumane. Non mi stancherò mai di dire che la sicurezza si costruisce con prevenzione, lavoro, scuola, servizi presidi territoriali, sostenendo chi lavora in questi settori senza abbandonarli alla precarietà, come è avvenuto in tutti questi anni. Si costruisce dando ai Comuni più risorse per rafforzare queste azioni e non continuando a tagliare proprio su questi capitoli di bilancio, come sta avvenendo di anno in anno. Non si costruisce con la fantasia anche si possa espellere una parte di città e risolvere così i problemi che hanno radici sociali, economiche. E anche criminali molto più profonde della facile quanto in CAN ingannevole sovrapposizione tra il concetto di criminalità e quello di immigrazione.
E mi dispiace ribadirlo, ma non è un caso che appena si prova a dire che l'area immigrazione, una teoria razzista, arriva addosso una valanga di odio, perché quell'odio è parte integrante del pensiero e del progetto politico che c'è dietro quella parola, quell'odio Serbia intimidire e a spostare sempre più in là il confine di ciò che accettabile e dentro quest'odio, come spesso accade, come ricordava anche la collega Bernagozzi, che ringrazio. Razzismo e sessismo vanno a braccetto, come dimostrano sempre gli insulti che ho ricevuto e che, come me, ricevono tantissime donne che si espongono, ma non stupisce perché odio chiama odio, difesa di un privilegio, chiama difesa di altro privilegio e l'ignoranza alla base del razzismo e del sessismo, oltre agli insulti, non possiedono argomenti. Questo avviene nella vita fuori negli schermi, nel dibattito politico e avviene anche on line, con la differenza che lo spazio digitale sembra ormai un ruolo, un luogo in cui le regole minime di convivenza democratica possono essere sospese senza alcuna conseguenza ed è bene invece che conseguenze proporzionate inizino ad arrivare se vogliamo cambiare qualcosa,
Vedete, non sono preoccupata da un'ottantina di nostalgici che ha occupato una piazza mentre centinaia di persone festeggiavano la festa dell'Europa, voluta dal Comune dal tavolo Europa fila o altre manifestavano il loro dissenso e la loro contrarietà, sono però preoccupata da quegli esponenti politici che usano gli stessi slogan e che tentano di portarli in maniera molto viscida molto infida nel dibattito pubblico e politico come se fossero dei linguaggi ordinari neutrali quasi dei tecnicismi. Ecco, io su questo non ci sto perché quegli slogan portano solo più conflitto ed è proprio il conflitto, ed è proprio l'odio a generare insicurezza reale e anche la nostra storia europea dovrebbe ricordarselo. In conclusione di questo intervento voglio ricordare con commozione Sacco bancari, che è stata l'ultima in termini di tempo vittima ingiusta, dell'odio e del razzismo. Non ci lascia un migrante del Mali, ma ci lascia una persona, un lavoratore che dava il suo contributo alla comunità tarantina, ucciso per futili motivi, mentre all'alba stava andando a lavorare i campi. Ecco, la comunità che vogliamo costruire è fondata sul rispetto della persona, sulla solidarietà e sulla convivenza civile, non sulla cultura della violenza, non sulla disumanizzazione dell'altro bacari. Continueremo a lottare anche per te, grazie.
Grazie consigliera, consigliera, Monticelli, le scienze umane, per un'etica della democrazia. Prego. Grazie Presidente. Le recenti proposte di riforma che tendano a marginalizzare le scienze umane, anche negli istituti tecnici, rischiano di produrre un errore storico culturale molto grave. Non perché sia sbagliato rafforzare la formazione tecnico scientifica, che oggi è fondamentale, ma perché il problema nasce quando per farlo si indeboliscono proprio quegli strumenti critici, linguistici e culturali che permettono alle persone di comprendere il mondo in cui vivono. Gli diamo infatti dentro una trasformazione radicale delle forme della comunicazione, della conoscenza e persino della percezione del reale. La rivoluzione digitale non riguarda soltanto le tecnologie, riguarda il modo in cui pensiamo, immaginiamo costruiamo relazioni, interpretiamo il mondo realtà e digitale. Non sono più separabili le nostre vite, si formano dentro reti di immagini, narrazioni, algoritmi, piattaforme globali e social media che modellano linguaggi emozioni, consenso e conflitti. In questo scenario, ridurre lo spazio delle scienze umane significa disarmare culturalmente le nuove generazioni, significa omologazione e sottomissione. Le scienze umane non sono LIS un lusso per l'élite. Sono ciò che insegna a leggere criticamente un discorso pubblico a distinguere informazione, propaganda, verità e manipolazione, complessità e semplificazione violenta sono ciò che educa la capacità di interpretare immagini, linguaggi, simboli, identità, conflitti sono ciò che forma cittadini ai cittadini, non soltanto lavoratori adattabili, e questo vale forse soprattutto negli istituti tecnici, perché oggi un tecnico non è semplicemente qualcuno che usa strumenti, è una persona che lavora dentro sistemi complessi digitalizzati, globali interculturali, l'intelligenza artificiale può elaborare i dati, ma non può sostituire il giudizio critico, l'immaginazione etica, la responsabilità democratica, la capacità di interpretare il significato umano delle trasformazioni tecnologiche, uno dei problemi piuttosto su cui riflettere, come insegnare alle scienze umane quali strumenti dobbiamo imparare per e insieme alle nuove generazioni. Non possiamo pensare di continuare a insegnare nelle scuole e nelle nostre attività educative. Come anni fa le scienze umane insegnano esattamente questo l'autonomia del pensiero. Insegnano che ogni linguaggio produce una visione del mondo, che ogni tecnologia modifica le relazioni sociali. Che ogni narrazione costruisce inclusioni ed esclusioni. La cultura non è una intrattenimento marginale, ma una forza materiale che organizza l'immaginario collettivo e quindi anche la politica e i diritti. La convivenza.
È paradossale che, proprio mentre l'intelligenza artificiale trasforma il lavoro intellettuale, le piattaforme digitali modellano consenso, percezione. Lei fake news le guerre culturali attraversano le democrazie, cresce la difficoltà di distinguere tra verità, propaganda e manipolazione emotiva. Si pensi di rispondere con meno storia, meno filosofia, meno letteratura, meno arte, meno pensiero critico le linee di riforma proposta dal Ministero con lui. Forzamento dell'istruzione tecnico professionale la crescente centralità del rapporto scuola azienda alla riduzione di peso di alcuni disciplina umanistica e l'idea stessa di licei tecnici fortemente orientati alla filiera produttiva nascono certamente anche dall'esigenza legittima e condivisibile di superare la distinzione tra scuola e considerati di serie A di serie B e di migliorare il rapporto tra formazione e lavoro. Tuttavia, molti osservatori sottolineano e insieme a loro sottolineiamo un rischio preciso, quello di ridurre progressivamente la scuola, ha funzione addestrativa ed economica, ma la scuola non deve produrre soltanto competenza, deve produrre capacità di giudizio, creatività. Il nodo fra profondo, dunque, non è semplicemente una riforma scolastica e l'idea stessa di che cosa debba essere alla formazione in una democrazia contemporanea e riescono la progressiva trasformazione della scuola dal luogo di emancipazione al luogo di adattamento, formare persone immediatamente funzionali al mercato ma meno alienata, l'interpretazione critica del presente e del futuro, per questo la questione non è scegliere tra discipline umanistiche innovazione, la vera innovazione nasce proprio dall'incontro tra sapere tecnico, immaginazione culturale e spirito critico. Le società democratiche hanno bisogno di ingegneri, tecnici, informatici, scienziati certamente, ma hanno bisogno, allo stesso tempo, di persone capaci di interrogarsi sul senso umano, politico ed etico delle tecnologie che producono.
Solo in Italia continuiamo spesso a pensare che una laureata in filosofia non possa dirigere un'azienda e terminerà con una frase le scienze umane non insegnano soltanto contenuti, insegnano a governare a interpretare la complessità, grazie.
Grazie consigliera. L'ultimo intervento di inizio seduta di oggi e del consigliere Ghera, aggressione, homo paladino dell'antidroga, prego, Presidente, voglio innanzitutto esprimere la mia solidarietà Dambruoso Moirago credito nei giorni scorsi da alcuni pusher, mentre svolgeva diciamo il proprio impegno civico ai giardini, Fava un'aggressione che noi giudichiamo grave, inaccettabile, che colpisce una persona, ma che ci deve naturalmente interrogare tutti. A lui va la nostra vicinanza umana e politica, perché chi subisce violenza da parte della criminalità non può mai essere lasciato solo e perché nessuno dovrebbe sentirsi costretto a convivere con paura, intimidazione o degrado nel proprio quartiere, ma proprio per rispetto della verità e per rispetto dei cittadini, credo sia necessario affrontare questo tema senza alcuna propaganda e senza nemmeno utilizzare scorciatoie comunicative. Voglio ricordare che negli ultimi anni Bologna ha messo in campo numerose azioni di sicurezza urbana integrata o anche in aree particolarmente delicate della città. Penso sicuramente giardini Fava, ma come a Piazza 20 settembre alla Bolognina, alle zona, alla zona della stazione, interventi che hanno combinato controlli, riqualificazione urbana, illuminazione rifacimento dell'illuminazione pubblica, videosorveglianza, presenza della polizia locale, attività sociali, sportive e culturali, patti di collaborazione civica e presidi territoriali permanenti è il modello della sicurezza integrata che la nostra città ha adottato da anni, un approccio che prova a tenere insieme repressione del crimine, presidio urbano, prevenzione sociale e riappropriazione collettiva degli spazi pubblici. Ma dobbiamo avere l'onestà intellettuale e per gli istituzionale e permettetemi anche intellettuale di ricordare una cosa fondamentale e qui mi rivolgo sia ai colleghi qui in Aula sia chi si vuole candidare ad amministrare una città importante come la nostra in e il solito profluvio social tira per la giacca il Sindaco attribuendogli qualsiasi responsabilità, ecco a lui in particolare, ricordo che non tutte le competenze sulla sicurezza appartengono ai Comuni. La tutela dell'ordine pubblico e la prevenzione e repressione dei reati e il contrasto alla criminalità organizzata sono prerogativa esclusiva dello Stato. Questo significa traduco perché così capisce anche lui, che il contrasto allo spaccio organizzato alle reti criminali e ai fenomeni di illegalità diffusa compete innanzitutto al Ministero dell'interno prefettura, questura e forze dell'ordine statali. Ai Comuni spettano invece la vivibili vivibilità urbana, decoro, prevenzione del degrado, coesione sociale e riqualificazione degli spazi pubblico. E allora, attenzione a chi racconta ai cittadini che un Sindaco possa risolvere da solo fenomeni complessi come il narcotraffico, la criminalità organizzata, perché non è così che funziona in uno Stato democratico e forse, prima di candidarsi a guidare una città, sarebbe utile studiare meglio TUEL TULPS e riparto costituzionale delle competenze. Questo non significa scaricare la responsabilità, al contrario, significa rivendicare con forza che il Comune, ciò che il Comune sta facendo e ciò che lo Stato deve fare di più, perché sicurezza e solidarietà non sono alternative, a titolo di esempio, ai giardini Fava dal 2025 e il Comune di Bologna. Ben consapevole di tutte le criticità che versavano su quello spazio spaccio micro, microcriminalità, eccetera. Sulla scorta della positiva esperienza di piazza 20 settembre ha investito risorse e sottoscritto insieme a questura, prefettura e Confcommercio Ascom, il Patto insieme per la sicurezza, progetto che comprende, a titolo di esempio, l'apertura continuativa del del chiosco favoloso, il presidio serale dello spazio e l'organizzazione di eventi e la presenza costante di attività sociali e sportive in collaborazione, tutto questo solo per dire che questa maggioranza è ben consapevole che non ci sarà mai sicurezza duratura senza lotta al degrado, senza welfare territoriale, senza educazione, senza spazi pubblici vivi, senza politica di include politiche di inclusione e senza investimenti nei quartieri e che non ci deve essere alcuna tolleranza verso chi usa violenza, occupa territori con lo spazio e aggredisce cittadini e operatori. Io ho il dubbio che la stessa consapevolezza non ci sia dall'altra parte dell'Aula o perlomeno non fino in fondo. Per questo serve un'alleanza tra istituzioni comuni, prefetture, questure, forze dell'ordine ai servizi sociali, associazionismo, i CTU, Cittadinanza attiva ed è esattamente questo il terreno sul quale Bologna deve continuare a lavorare senza negare i problemi, senza alimentare paure, senza trasformare la sicurezza in uno slogan elettorale, perché la sicurezza non si costruisce urlando più forte degli altri e nemmeno attribuendo tutte le colpe al primo cittadino nella speranza di grattare qualche voto, si costruisce ogni giorno con serietà istituzionale, responsabilità e presenza concreta nei territori. Sorrido, re solidarietà, dunque va a Homo Jerago, ma cari colleghi, chiediamo insieme al Governo e al Ministero degli interni di aumentare il personale delle forze dell'ordine sul territorio, grazie.
Allora, grazie Consigliere, sono stati presentati tre ordini del giorno negli interventi di inizio seduta, di cui viene chiesta la trattazione immediata, do la parola alla consigliera De Giacomi che la chiede, prego, grazie mille, presidente per chiedere una pausa di mezz'ora, direi fino alle 15:30.
Grazie, sono sospendiamo quindi la seduta consiliare, ci rivediamo qui, ci rivediamo qui alle 15:35 30 minuti, prego.
Grazie.
Riprendiamo i lavori del Consiglio, grazie, chiedo ai colleghi di prendere posto.
Prima di passare alla trattazione delle delibere, abbiamo in votazione i tre ordini del giorno che sono stati presentati nel corso degli interventi edilizio seduta.
Il primo è del consigliere Negash ordini del giorno per dare sostegno umanitario alla popolazione del Sudan.
Chiedo se ci sono interventi contrari all'ammissibilità.
No, non vedo interventi, quindi passiamo alla votazione per l'ammissibilità dell'ordine del giorno numero 1 a prima firma, né Cascio apriamo la votazione.
Chiedo solo un secondo, perché proprio un secondo perché abbiamo la votazione è aperta, allora chiudiamolo almeno in votazione, dobbiamo chiuderla, chiudiamo la votazione, abbiamo 30 presenti, 20 votanti, 20 favorevoli, 0 contrari, 0, astenuti, 10 non votanti, il Consiglio approva l'ammissibilità dell'ordine del giorno numero 1,
Allora, dato che c'è una piccola manifestazione in atto, sospendiamo un attimo i lavori della seduta.
Chi deve decidere?
Visibilità e adesso l'urgenza, perché è passato allora apriamo la votazione per l'urgenza.
Nell'ordine del giorno numero 1.
Hai ragione.
La mia.
Chiudiamo la votazione.
Allora 30 presenti 22 votanti, 22 7 non votanti, 22 favorevoli, 1 astenuto il Consiglio approva.
Procediamo ora con l'ordine del giorno numero 2 a prima firma, consigliere Di Benedetto per prolungare.
La linea autobus numero 22, fino all'area dell'Ipercoop di Borgo Panigale, chiedo se vi è un intervento contrario.
Chi ha chiesto?
Non vedo niente.
Consigliera Di Giacomi prego.
Grazie mille, Presidente, per rispondere in parte a questo ordine del giorno e poi proporre di affrontarlo insieme all'assessore in Commissione, questa è una richiesta sicuramente interessante, seppur provvisoria, nel senso che chiede una cosa che avverrà nel momento in cui ci sarà il tram e non si inserisce magari potrebbe inserirsi nel invece,
Aspetto più globale di riorganizzazione dei trasporti e di come questi verranno ridisegnati, ridefiniti dopo che questa tratta che viene richiesta, sarà di fatto coperta da entrambi, quindi per noi potrebbe essere interessante un approfondimento in Commissione e per chiarire eventuali dubbi e pensare a a alla riorganizzazione che è un tema importantissimo di questo momento e quindi ringraziamo e questa è la nostra opinione,
Apriamo la votazione.
Allora chiudiamo la votazione, ho 34 presenti 34 votanti, 11 favorevoli, 23 contrari il Consiglio non approva.
Procediamo ora con l'ordine del giorno successivo, il numero 3 a prima firma, il Consigliere Di Benedetto per esprimere solidarietà e ringraziamento a Homo Hiroko Ambrosio e per l'impegno civico svolto presso il giardino Fava, chiedo se viene intervento contrario.
Consigliere Celli.
Prego.
Scusi, ho schiacciato per lavoro, va bene.
Allora non ci sono interventi, quindi procediamo alla votazione.
Chiudiamo la votazione, 33 presenti, 33 votanti, 33 favorevoli, il Consiglio approva.
Quindi apriamo la votazione per la trattazione urgente.
Chiudiamo la votazione.
34 presenti, 34 votanti, 11 favorevoli, 23 contrari il Consiglio non approva.
Allora procediamo dunque con la proposta numero 45 2026. Modifica dell'articolo 2 dello Statuto del Comune di Bologna è stata trattata in prima Commissione il 7 maggio 2026, licenziata per i lavori del Consiglio con emendamento, il nuovo testo è stato distribuito l'8 maggio.
Allora?
Quindi sottopongo alla vostra attenzione la delibera una volta a valorizzare il dialetto bolognese è la quinta volta in questo mandato che il Consiglio è chiamato a modificare lo Statuto, questa volta per dare risalto al dialetto bolognese questo per una dovuta attenzione alla tradizione e cultura locale di cui il dialetto fa parte la delibera è originata da un ordine del giorno, l'ordine del giorno è stato proposto dal consigliere Pepe piazza, che sapete è delegato del Sindaco sui temi della cultura popolare.
Ed approvato all'unanimità tutti i dialetti italiani, come sappiamo derivano dal latino, sono considerati primari, cioè sviluppati in parallelo all'italiano.
Possiedono proprie grammatica e sintassi e lessi e lessici che rappresentano la storia locale e delle loro comunità alla stregua di un organismo vivente, il dialetto, appunto bolognese, costituisce la trauma identitaria della nostra civitas, questa Amministrazione ha scelto di agire affinché tale patrimonio non resti sgonfi confinato in un passato museale ma divenga veicolo di trasmissione di cultura e tradizioni nella società moderna.
Ne sono prova tangibile le varie attività coerenti con l'argomento che si sono sviluppate nel tempo, come il concorso per le nuove generazioni Bologna Sound e il conferimento d'ecco.
Al teatro dialettale, al ballo, alla Filuzzi, per sottolineare l'importanza, appunto di queste forme espressive rispetto alla nostra socialità,
È anche previsto in futuro, come sapete, l'inserimento del bolognese nello spazio pubblico urbano attraverso la sua integrazione nella segnaletica stradale con la dicitura WLAN si rende ad ogni cittadino e ad ogni cittadino la possibilità di abitare i luoghi che parlino anche la lingua dei propri genitori e nonni senza mai precludere ovviamente l'accoglimento verso il nuovo, in conclusione, pro promuovere il dialetto bolognese, inserendo il nuovo comma 13.
Nell'articolo 2 dello Statuto significa nutrire la democrazia culturale di una città, la nostra, che, se da un lato si dimostra sempre più aperta verso i confini plurale dell'Europa, è fermamente orientata a mantenere viva con fierezza la propria tradizione, vi invito dunque a sostenere questa delibera riaffermare che Bologna sa guardare al mondo orgogliosa del suono autentico del proprio patrimonio linguistico.
Quindi chiedo, apriamo il dibattito, chiedo ai Consiglieri se vi sono interventi in merito.
Consigliere Piazza a lei la parola.
Grazie grazie Presidente, grazie per l'introduzione che ha fatto a questa delibera, un momento molto importante oggi, che è sicuramente un momento importantissimo per la delega che ho l'onore di rappresentare e ho voluto questa modifica di Statuto con quell'ordine del giorno che record, giusto correttamente richiamava,
Perché credo che sia maturo il tempo in cui questo Comune mette come fondamento del suo agire, del suo essere istituzione, proprio la tutela delle sue identità culturale, delle sue tradizioni storiche e linguistiche e in particolare, appunto, di quello che è la lingua bolognese, come patrimonio immateriale della comunità in cui la Comunità riconosce le sue radici, la sua identità e la sua storia. Dicevo, credo che siano maturi i tempi, perché è da anni che il Comune di Bologna sta portando avanti un progetto di valorizzazione proprio della sua identità e delle sue radici storiche. Il progetto dei eco di denominazione comunale d'origine è proprio questo, cioè è un progetto che, tramite l'attribuzione di un nuovo marchio di tipicità dei saperi del territorio, sta individuando all'interno del territorio metropolitano. Tutti quei saperi che hanno fatto la tradizione e la storia del nostro territorio sono oggi. 13. I saperi che tramite la Commissione dedicata sono stati identificati e sono tutti elencati su Tik sul sito d'eco Bologna, punto it. Quindi questo sicuramente è un grandissimo lavoro sulla tradizione immateriale. Ricordo che il marchio DeCO era nato prima del 2022 anno, in cui appunto si è allargato ai saperi alle arti tradizionali ed era nato inizialmente per i prodotti tipici del territorio. Poi l'idea, devo dire geniale, di allargarlo al anche ai saperi e ha permesso proprio di far emergere arti e culture che sono tipiche del nostro territorio e che esistono solo qualche ci rendono unici e famosi. Internazionalmente non sto ad elencare tutte le 13 arti che hanno ricevuto il marchio DeCO, anche perché ho promosso una serie di udienze conoscitive nelle Commissioni presiedute dal Presidente Geiger del Presidente fattori, proprio come avevo promesso per far riconoscere tutte e 13 approfonditamente, chiamando anche gli attori e le realtà, le associazioni che stanno sostenendo queste culture e che questi saperi che rendono unici unico il nostro territorio che sono, come dicevo, spesso famose in tutto in tutto il mondo, o comunque anche in tutta Italia e a livello anche internazionale. Certamente tra queste esiste ed esistono alcune molto legate al al dialetto bolognese, come per esempio il teatro dialettale sul teatro dialettale. Quindi si è fatto un grande lavoro e questa modifica dello Statuto certamente è collegata anche con la valorizzazione, con l'attribuzione del marchio DeCO, al teatro dialettale, che è solo una, però delle espressioni in cui il nostro, la nostra lingua bolognese, da e si esprime al meglio, portando appunto sull'arte scenica.
Le sue capacità espressive. Ci sono poi i burattini che sono un'altra arte di teatro di figura che sfrutta le peculiarità tipiche della lingua bolognese, per portare arte e poi la canzone dialettale la canzone dialettale tra tutte è quella che forse soffre un po' di più da un po' di anni che non investiamo nella canzone dialettale ci sono stati tre grandi Festival della canzone dell'età del 97 88 e 89 che lanciarono grandi personaggi e un po' alla nostra città da allora ha vissuto di rendita. Fu lanciato, per esempio, tra i tanti, oltre a dare Zanin Manservisi, anche un giovane e sconosciuto Fausto Carpani che da allora ha prodotto oltre 130 canzoni integrato do bolognese ha portato la canzone dialettale bolognese in tutto il mondo, si conseguendo anche il premio di Nettuno d'Oro, una delle più prestigiose onorificenze del nostro Comune, come già l'aveva ricevuta, anche Luigi Lepri, altro grandissimo personaggio del dialetto bolognese, a cui vorrei dedicare anche questo passaggio di oggi importantissimo Luigi Lepri ha lavorato per tanti anni nel Comune di Bologna ed è sempre stato un grandissimo sostenitore e promotore divulgatore della potenza espressiva della lingua bolognese,
Dicevo nel teatro tra le varie cose che stiamo facendo proprio in onore di questa di questo impegno, per salvaguardare le tradizioni e la lingua dialettale. Riporteremo il 28 novembre al teatro delle celebrazioni con un lavoro che dura da due anni anche il cardinal Lambertini, quindi tratto riservando anche le scene originali ed il d'Arrigo Lucchini quindi vecchie di di diversi decenni oltre 70 anni, quindi ci sarà un lavoro importante, con un impegno di sartoria per rendere al meglio questa monumentale commedia del nostro commediografo. Alfredo Testoni, che regalò a Bologna, una un, una commedia davvero incredibile, che descrive la bolognesità dei fino al 1.700, mettendo in risalto i contrasti, la vita, il modo di vivere del bolognese. Questo è un lavoro, ma tornando alla canzone dialettale che è un'altra delle grandissime bellissima espressione in cui il nostro, la nostra bolognese, può dare il massimo di sé.
Organizzeremo quest'anno. Come dicevo, manca da un po' il Festival della canzone dialettale organizzeremo quest'anno Bologna Sound con la mia Sandro, è una quand è un festival che lei, Presidente, ha citato adesso nella sua presentazione ha fatto benissimo perché è una uno sforzo importante che come delega alla cultura popolare, abbiamo messo in campo e abbiamo coinvolto davvero tutta una gran parte del mondo della canzone dialettale a partire da Andrea Mingardi, che sarà con noi il 5 giugno in piazza della Pace, ad aprire questa kermesse che di ben otto serate, alla quale ad oggi ai bandi sono ancora aperti per l'adesione sono arrivate circa 20 domande, quindi 20 artisti, 20 gruppi del territorio che presentano nuove produzioni in in dialetto, quindi, io speravo di arrivare a 12 oggi siamo arrivati quasi alle soglie dei 20, devo dire che non mi aspettavo così tanta partecipazione e questa manifestazione, che appunto mancava dagli anni dal 1989 a Bologna, sta partendo con il piede con il piede giusto, quindi mi auguro anche che su questo campo riusciremo a ridare impulso alla canzone dialettale, perché davvero la lingua bolognese, con la sua espressività sposata alla musica, può fare veramente tanto come ci insegnano i precursori fondatore della canzone bolognese, Carlo Musi classe 1.800, poi seguito da Quinto Ferrari, che ha raccolto la sua eredità e ha continuato a produrre poi tutti gli altri grandi come Dino Sarti e della main Mingardi stesso e poi, ovviamente, Fausto Carpani, eccetera. Torneremo quindi sui palchi con la canzone dialettale per dare impulso anche a questo anche a questo aspetto della nostra della nostra lingua e poi farla vedere alla nostra lingua, farla vedere, farla leggere. Il il bolognese è una lingua veramente bella, ma che purtroppo sempre più si fa fatica a vedere, e quindi il lavoro sulla toponomastica, mettere, come già hanno fatto San Lazzaro e San Giovanni in Persiceto, i cartelli in in bolognese, quindi farlo vedere nello spazio urbano, tra l'altro ho scoperto, come dicevo, vi avevo anticipato qualche tempo fa che il bolognese, anche apprezzato, proprio per la sua grammatica, per la sua ricchezza e le sue regole e ed è stato attenzionato dall'Unione mondiale dei poliglotti che hanno deciso di cominciare a studiare i bolognese, quindi SIS avremo presto scozzesi nei palesi che parleranno in bolognese e hanno scelto proprio Bologna l'8 novembre. La loro conferenza mondiale si terrà qua per tre giorni a Bologna proprio perché il bolognese lo ritengono, come già ai tempi di Dante, una lingua veramente affascinante da studiare e quindi, come vedete, ci sono tantissimi aspetti del nostro bolognese di cui andare orgogliosi e che sono stati a questo punto, anche internazionalmente riconosciuti e valorizzati. Quindi, come Città di Bologna, continueremo a lavorare certamente per le nostre tradizioni, che non sono soltanto quelle legate al dialetto, come vi dicevo, sono già 13 saperi e presto aumenteranno. La Commissione ha già nuove richieste di di analisi e di analizzare i nuovi.
Nuovi saperi, tra cui anche la tiro della. Questo sia un altro, un altro sapere legato al dialetto bolognese, questa volta il dialetto bolognese nella poesia, quindi vedete come, in quante forme il nostro bolognese può essere utilizzato il teatro, la musica burattini, la poesia, oltre che l'espressività gergale, né nelle discussioni, quindi e oltre che le regole grammaticali, come vi dicevo veramente una grandissima ricchezza che esprimere la nostra lingua, dobbiamo andarne fieri. Dobbiamo sicuramente a questo punto impegnarci per tutelarla. Per questo motivo e per aver Bios, credo di aver spiegato perché ho aperto questo discorso dicendo ritengo che i tempi siano maturi perché verrà dette. C'è da talmente tanto.
Su questo su questo, sul nostro dialetto sulla nostra lingua bolognese, che si è mossa che si sta facendo, che credo che ci renda veramente maturi, anche con la punta d'orgoglio, di far vedere di di di di prendere atto del fatto che anche a livello mondiale, i persone che parlano 2030 40, anche 50 lingue sono rimaste affascinate dal nostro. Dal nostro bolognese hanno deciso di studiarlo.
Non riesco a dirvi veramente tutto quello che faremo, ma ci sono anche altri progetti per portare il dialetto nelle scuole di Bologna, per esempio. Vi chiudo con questo giusto per informarvi che, naturalmente, se vogliamo che il dialetto abbia un futuro, dobbiamo guardare ai giovani, lo stiamo già facendo, ci sono progetti per portare il dialetto nelle scuole primarie, con tanto di STU sussidi didattici pensati per la LIM, quindi chi dissimile serva, che ci fossero metodi di didattica antiquati si sbaglia. Ci sono metodi interattivi per insegnare il bolognese con tanto di interazioni selezione delle parole e racconti di storie, poi quiz e multimediali che insegnano il dialetto bolognese ai bambini, e quindi anche questi sono strumenti che con l'Assessorato alla scuola e il collega Daniele Ara, stiamo mettendo in campo, contattando un team di parlanti bolognese, pronti ad andare nelle scuole dall'anno prossimo. Puntiamo ad avere un progetto, almeno in una scuola per ogni quartiere, quindi già adesso abbiamo due o tre scuole che stanno sperimentalmente partendo qua a Bologna con questo progetto e già quest'anno lo hanno lo hanno sposato dall'anno prossimo. Speriamo di allargarlo ancora di più e quindi avere presto nelle scuole ai bambini che parlano bolognese come elemento di appartenenza. Chiaramente il bolognese è una lingua inclusiva, una lingua allegra, una lingua positiva, una lingua che sdrammatizza che è aperta a tutti e quindi chiunque la può studiare e imparare.
Anche non necessariamente essendo nato qui, ma persone che vogliono nascere vogliono vivere qui, hanno scelto Bologna come loro città per il loro progetto di vita e magari vogliono decidere di via Diaz di viverne lo spirito a fondo, apprendendo né quella bellissima lingua che si è sviluppato all'ombra dei nostri portici. Naturalmente la nostra socialità sviluppato tante altre forme di cultura, come il ballo alla Filuzzi, come lo carina di Budrio, e potrei andare avanti ancora, ma vi rilascio al sito Deco Bologna, punto it e ci sono molti modi in cui lo spirito bolognese si è declinato. Questo meraviglioso spirito di solidarietà, accoglienza e inclusione, apertura agli altri e quindi certamente il dialetto è una delle cose più importanti, è una delle cose più rappresentative. Ad oggi possiamo dire orgogliosamente anche Orndorff internazionalmente apprezzato, però non è l'unica, naturalmente, ed è per questo che nella modifica allo Statuto abbiamo incluso anche tutte le nostre tradizioni storiche. Quindi, grazie grazie davvero a tutti per essere sempre stati da tutte le forze politiche.
Diciamo vicini a questo progetto in ogni sua fase, anche nei precedenti ordini del giorno c'è sempre stata all'unanimità, lo devo dire da anche nel mandato scorso, quando abbiamo cominciato a a fare anche iniziative sul territorio per divulgare le le arti di Alitalia, o comunque le arti tradizionali della città. C'è sempre stata l'unanimità e abbiamo potuto fare delle cose veramente molto belle e quindi io voglio ringraziare oggi con questo intervento anche tutte le forze politiche che hanno sempre assicurato un sostegno a questo progetto e che spero oggi possano.
Come immagino sostenere questa modifica all'unanimità, dandogli ancora più forza, dato che parliamo dello Statuto, quindi della nostra Costituzione fondante. E quindi un atto molto molto importante che da oggi in poi farà diventare il dialetto non più una scelta di sostegno politico, ma una scelta di missione istituzionale del nostro Comune. Grazie,
Grazie, consigliere, Piazza chiede se ci sono altri che intendono intervenire.
Consigliere Monticelli, prego.
Grazie Presidente, ringrazio anch'io il collega Marco piazza. Credo che sia estremamente importante dare alla cultura popolare il valore che ha di importanza non solo per la tradizione, ma anche per allargare gli orizzonti culturali. Tornare al passato non significa ripercorrere le stesse fatta per mandare al passato un significato di presente e anche di di futuro. A dimenticare le tradizioni. Significa anche dimenticare le radici, ma anche il chiedersi dalle radici dove dove si sta andando. In fondo, l'identità non è solo da dove si viene, ma anche dove si vuole andare. Per questo io credo che sarebbe importantissimo quello che si sta facendo, quindi davvero grazie parco piazza grazie a tutte le persone che vi hanno collaborato e credo che sarebbe molto importante metterlo insieme anche alle altre progettualità che sicuramente di cui ha già parlato il consigliere rispetto alla possibilità, appunto di inclusione di apertura per tutti e per tutte e anche rispetto per esempio, al lavoro che sta facendo il Comune sulle lingue madri che riguardano anche le nuove e nuove comunità. Le nuove cittadinanze, che non esclude l'in là la conoscenza delle del dialetto, delle tradizioni di di di di chi vive, perché meglio di altri possono far capire alle tradizioni culturali popolari così le le le linee di delle prospettive umane, emotive, storiche della nostra comunità, e credo davvero questo e aggiungo che sarà davvero importante continuare a coltivare insieme a questo anche la, la, la, l'importanza delle lingue madri e delle persone che sono pervenute da altri, da altri Paesi e da altri luoghi, perché insieme si possa costruire davvero una quello che viene chiamato, insomma una memoria. Stiamo parlando anche del Polo della memoria, ma anche una un futuro di riconoscimento delle diverse tradizioni, anche per le persone che sono venute qua come migranti o di seconda, ed è come grounding immigrazione. Questo non non non non credo che ci debba essere e non c'è e sono sicuro perché l'ha detto molto molto bene il Consigliere l'abbiamo espresso più volte, non c'è una priorità, oggi come oggi la, la nostra cultura comprende un'apertura interculturale dal dialetto alle lingue madri o e comprendono altri dialetti. È chiaro che non tutti possiamo, possiamo conoscere tutto, ma la possibilità di scegliere, di imparare e di andare avanti è estremamente importante. Ricordo una studiosa di traduzioni, per esempio perché, per esempio, il dialetto è stato oggetto anche di importanti traduzioni che Gayatri estiva, che ci ricordava come lei.
Ci tenesse andò a mettere nelle nuove scuole, per esempio nelle negli Stati Uniti e in altri luoghi, lo studio del bengalese e diceva una cosa impossibile, no, che tutti possano imparare bengalese, però è importante con le sue, con le diverse sfumature dialettali, li ricevesse anche solo una persona prende ad amare qualcosa che va oltre la propria cultura. Io avrò fatto quello che volevo fare, che dovevo fare e quindi credo che davvero si stia facendo.
Molto rispetto alla cultura popolare, per allargare questa possibilità di scelta, di conoscenza e di interazione e continuo a pensare che che vada messa in parallelo, insieme anche alla alla, alla cultura, allo studio e alla valorizzazione delle lingue di provenienza delle lingue madri di persone che si trovano nel nostro territorio. Non sarà una babele, ma sicuramente, come ci ricordavano gli studiosi dei dell'ISEE e Gezi biblica, nella torre di Babele non è una maledizione a una benedizione per conservare la differenza, ma anche la continuità e la l'Unione insieme interculturale. Grazie,
Grazie consigliera, chiedo se ci sono altri interventi in fase di discussione.
Non vedo iscritti a parlare, quindi chiuderei la fase di discussione e devo dire che la la replica finale spetterebbe più giustamente la Presidente manca che ha presentato la modifica dell'articolo 2 dello Statuto, ma io mi limito insomma ringraziare tutti i consiglieri che sono intervenuti e anche il consigliere Piazza perché è stato promotore della di questa modifica e quindi passiamo ora alla fase di votazione chiedo ai Consiglieri se ci sono interventi per dichiarazioni di voto.
Consigliere De Giacomi, prego.
Grazie mille, Presidente, semplicemente per ringraziare il consigliere delegato piazza la consigliera Monticelli, la Presidente della vicepresidente, ma anche tutti coloro che sono intervenuti nelle discussioni passate, perché questo è una modifica che viene da tante discussioni in Commissione ed approfondimenti con esperti da tante iniziative che il consigliere delegato ha ben raccontato da una com down l'approvazione di un ordine del giorno proprio in quest'Aula non molto tempo fa e quindi sappiamo insomma che questa e speriamo che questa modifica abbia,
Si è ricevuto tutti i passaggi di approfondimenti necessari, sia riceverà un'unanimità o comunque un consenso diffuso, perché, a prescindere dall'o, il nostro luogo di provenienza da le nostre origini e siamo tutti i bolognesi, noi lo ritiriamo in senso anche molto esteso, e quindi questo del bolognese come lingua antica, ma che può insegnarci, può arricchirci anche nei tempi di oggi e può arricchire chi verrà dopo di noi. È sicuramente un valore da rafforzare, per cui noi, come Gruppo del Partito Democratico, voteremo favorevolmente e poi ascolto e sarei interessata appunto a capire se questo verrà fatto anche dagli altri Gruppi. Grazie,
Grazie consigliere, chiedo se ci sono altri interventi in dichiarazioni di voto.
No, non vedo prenota prenotazioni, quindi possiamo procedere, apriamo la votazione per la proposta di delibera 45 2026 modifica dell'articolo 2 dello Statuto del Comune di Bologna apriamo la votazione grazie.
Chiudiamo la votazione, grazie.
Abbiamo 33 presenti 33 votanti, 33 favorevoli, il Consiglio approva all'unanimità la delibera numero 45 del 2026.
Procediamo con le altre delibere iscritte per oggi in trattazione abbiamo la delibera numero 48 del 2026 variazioni al bilancio di previsione, 2026 2028 variazioni 10 2026. La delibera ha ricevuto il parere favorevole dei Revisori, è stata trattata inc in seconda Commissione l'11 maggio 2026 e licenziata per i lavori del Consiglio saluto l'assessora Licalzi che è collegato in videoconferenza e le do la parola per l'illustrazione, prego Assessore.
Grazie Presidente e ben trovati ben trovati alle Consigliere e ai Consiglieri abbiamo trattato questa mattina la delibera variazione di bilancio, come hai detto, che ha una caratteri un carattere di urgenza per variare alcune schede VPN. Il metro plus. Si tratta in particolare della ridestinazione di risorse che erano già destinati al Teatro comunale per 5 milioni e mezzo e che ora vengono diversamente articolate tra teatro comunale Archiginnasio, in particolare, 2,2 milioni restano al teatro come trasferimento dal Settore cultura, un migliore 3, sempre del Teatro comunale ma gestiti dal Settore, Lavori pubblici. Altri 2 milioni restano Lavori pubblici per i lavori larghi in Asia. È una variazione urgente in vista della riapertura, come sappiamo del teatro. Nel mese di febbraio dell'anno prossimo. Questa mattina in Commissione erano presenti i referenti dei settori competenti, che ringrazio per tutto il lavoro. Ancora una volta si tratta di una variazione che ha, diciamo, effetti di natura trasversale su vari.
Variare vari settori, in particolare, appunto, come hai detto, con l'obiettivo di riaprire il nostro Teatro comunale a febbraio del 2027. Grazie,
Grazie Assessore per l'illustrazione, apro la discussione, chiedo se ci sono prenotazioni.
Non vedo prenotazioni.
Quindi chiedo conferma all'Assessore se vuole aggiungere qualcosa, ma dire che Irip cioè ci sono, diciamo interventi cui replicare no, grazie.
Infatti, perfetto, allora a questo punto procediamo, passiamo alla fase di votazione, chiedo se ci sono interventi per dichiarazioni di voto.
Nessuna prenotazione, procediamo, apriamo quindi la votazione, ricordo che c'era da votare dopo anche l'immediata eseguibilità, ora poniamo in votazione la proposta di deliberazione numero 48 2026.
Chiudiamo la votazione, grazie.
Abbiamo 32 presenti, 31 votanti, 21 favorevoli, 10 contrari, 0 astenuti, un non votante.
Il Consiglio approva la delibera numero 48 2026. Poniamo ora in votazione l'immediata eseguibilità della stessa deliberazione, apriamo la votazione, grazie,
Chiudiamo la votazione, grazie.
Abbiamo 32 presenti, 31 votanti, 21, favorevoli, 10 contrari, 0, astenuti, un non votante, il Consiglio approva anche l'immediata eseguibilità della deliberazione numero 48 2026. Passiamo alla delibera successiva numero 3.
Sono due.
Grazie alla consigliera Bittini deve comunicarci qualcosa, altrimenti le chiedo di chiudere il microfono grazie.
Ho poi.
Passiamo alla delibera numero 37 2026 riconoscimento del debito fuori bilancio per varie sentenze sfavorevoli, il parere favorevole dei Revisori è stato acquisito anche su questa delibera, è stata trattata in seconda Commissione il 4 maggio 2026 e licenziata per i lavori del Consiglio, lascio la parola all'assessore Li Calzi per l'illustrazione prego,
Sì, grazie Presidente, quindi mi conferma che in sequenza c'è prima la 37 e allora qui abbiamo varie sentenze, precisamente 5.
La prima è una sentenza Tribunale di Bologna, Sezione Lavoro, somma complessiva di cui alla condanna, circa 500 euro, la seconda sempre Tribunale Williams ordinario, sezione lavoro, insomma complessiva, di cui alla condanna 800 euro la terza è una sentenza che arriva da un rinvio dalla Corte d'appello di Bologna sezione lavoro,
Di e qui c'è un importo complessivo di.
8.462 e per quanto riguarda appunto la 5, ci sono varie voci, varie voci di condanna, questa e quella relativa appunto al Comune di Bologna. Abbiamo poi la sentenza la 4, che è una sentenza del TAR di Bologna, e qui abbiamo un versamento da parte del Comune di Bologna che va eseguito al 50% per euro 650 e una somma complessiva di compensi per euro 1.460 circa. Infine, l'ultima sentenza è del tribunale di Bologna, o meglio e Corte d'Appello di Bologna, che conferma una sentenza del Tribunale di Bologna. Sezione Lavoro con condanna complessiva per 5.800 circa, così per un totale di 17.741,14 come debito fuori bilancio.
Che trova copertura finanziaria alla voce oneri, vari connessi all'attività dell'Avvocatura comunale grazie.
Grazie Assessore, apriamo la discussione, chiedo se ci sono prenotazioni.
Non vedo prenotazioni.
Quindi.
Chiedo solo conferma la stesura, si vuole aggiungere qualcosa, no, grazie.
Grazie perfetto, allora procediamo, passiamo alla fase della votazione e chiedo se ci sono interventi per dichiarazioni di voto.
Nessun intervento, quindi procediamo con la votazione e ricordo che dopo si era posta in votazione anche l'immediata eseguibilità, apriamo ora la votazione per la proposta di delibera numero 37 2026.
Chiudiamo la votazione, uno.
Abbiamo 32 presenti, 30 votanti, 20 favorevoli, 10 contrari, 1 astenuto, un non votante, il Consiglio approva la delibera numero 37 2026. Poniamo ora in votazione, data l'urgenza, l'immediata eseguibilità della deliberazione stessa.
Chiudiamo la votazione.
Abbiamo 31 presenti 31 votanti, 21, favorevoli, 10 contrari, 0 astenuti 0, non votanti, il Consiglio approva anche l'immediata eseguibilità della delibera numero 37 2026.
Passiamo ora alla proposta numero 46 del 2026 riconoscimento, debito fuori bilancio a seguito di sentenze esecutive emesse da tribunali e il giudice di pace anche su questa delibera è stato acquisito il parere favorevole dei Revisori è stata trattata in seconda Commissione il 6 maggio 2026 e licenziata per i lavori del Consiglio lascio nuovamente la parola all'assessore Licalzi, per l'illustrazione prego.
Grazie Presidente, sono stata notificata al Comune sentenze relative opposizioni, avverso cartelle esattoriali, ingiunzioni e violazione del codice della strada con soccombenza del Comune, come dettagliato il solito allegato, che è parte integrante delle delibere di questo tipo, di questa fattispecie per un importo complessivo di 12.000 euro e circa pertanto si chiede la e di riconoscere la legittimità di questo debito fuori bilancio dando atto che la spesa trova copertura finanziaria questa volta al capitolo spese per prestazioni di servizio del Corpo della Polizia locale, grazie,
Grazie Assessore, apro la discussione, chiedo se ci sono interventi in merito.
Non vedo prenotazioni quindi.
Sul nulla osta dell'assessora, procedo senza la replica e passiamo alla fase di votazione, chiedo ai Consiglieri se ci sono interventi per dichiarazioni di voto.
Non vedo interventi, quindi apriamo la votazione e poniamo in votazione la proposta di deliberazione numero 46 del 2026 e anticipo che dopo ci sarà anche l'immediata eseguibilità.
C'è qualche collega in Aula che non ha votato e chiedo solo se c'è se non ha votato, pur essendo presente per errore?
Chiudiamo la votazione.
Abbiamo 32 presenti, 31 votanti, 21, favorevoli, 10 contrari, 0, astenuti, un non votante, il Consiglio approva la deliberazione numero 46 del 2026. Poniamo ora in votazione l'immediata eseguibilità per la stessa delibera, apriamo la votazione, grazie.
Possiamo chiudere la votazione grazie, abbiamo 31 presenti, 30 votanti, 21, favorevoli, 9 contrari, 0, astenuti, un non votante, il Consiglio approva anche l'immediata eseguibilità per la delibera numero 46 del 2026.
Passiamo ora alla deliberazione numero 39 del 2026, che ci illustrerà sempre l'Assessora Licalzi e sull'approvazione di modifiche al Regolamento per la disciplina del canone patrimoniale. Di occupazione del suolo pubblico e di esposizione pubblicitaria e del canone mercatale ai sensi della legge 160 2019 articolo 1 commi da 816 a 845, approvato con delibera 14 63 97 del 2021 riduzione delle sanzioni amministrative, adeguamento della procedura in concomitanza con l'adozione di un nuovo Regolamento passi carrabili e agevolazioni legate alla realizzazione di opere di urbanizzazione la dice la delibera è stata trattata in seconda Commissione il 4 maggio 2026 e licenziata per i lavori del Consiglio. Do la parola all'assessore Licalzi. Per l'illustrazione. Prego.
Grazie, questa delibera che modifica il regolamento CUP tendenzialmente ci consegna, crea modifiche.
La prima riguarda le sanzioni amministrative in caso di posizioni abusive di occupazione, suolo pubblico o esposizione pubblicitaria, la norma sulle sanzioni trae origine dalla stessa norma istitutiva del CUP, come sappiamo, è una legge del 2019, precisamente la numero 160 che prevede sanzioni tra il massimo di due volte il canone il minimo pari al canone stesso il nostro Regolamento comunale attualmente prevede sanzioni pari a due volte il canone, dove vi è un abusivismo totale una volta al canone, se si tratti di situazioni difformi rispetto a quanto autorizzato.
Poiché il Comune può, a norma della legge del 97, la 449, introdurre semplificazioni anche per le entrate diverse da quelle tributarie, attraverso l'accertamento con adesione, riducendo le sanzioni sotto la misura minima del 100% del canone dovuto in analogia con quanto già come regolamentato per le entrate tributarie prevediamo di ridurre a un terzo le sanzioni nel caso di accertamento con adesione del canone di occupazione suolo pubblico di esposizione pubblicitaria se il contribuente non presenta ricorso contro l'accertamento e provvede al pagamento entro 60 giorni dalle somme ricevute delle somme ricevute dovute. Scusate,
E la seconda modifica un adeguamento conseguenti alle modifiche che il Settore Mobilità ha introdotto nel proprio regolamento per le autorizzazioni dei passi carrabili, infine, la terza è un adeguamento che introduce la non assoggettabilità al canone di occupazione suolo pubblico nel caso di lavori svolti da soggetti che realizzino opere di urbanizzazione a scomputo di oneri di urbanizzazione.
La logica è che, trattandosi di opere che vengono poi acquisiti al patrimonio pubblico, il canone non è dovuto, come non è dovuto nel caso si realizzino opere pubbliche, queste sono le 3 modifiche che sostanzialmente vengono riportati in questa delibera e pertanto mi fermo qui, essendo già anche questa volta state approfonditamente esplicitati e documentate anche dalla dottoressa sapete in Commissione che ringrazio ovviamente insieme al lavoro di tutti gli altri uffici.
Grazie Assessore per l'illustrazione, apro la discussione, chiedo se ci sono prenotazioni.
Non vedo interventi in merito, quindi, se per l'Assessore va bene, procediamo con la fase di votazione e chiedo se ci sono interventi per la dichiarazione di voto.
Non vedo prenotazioni, quindi passiamo alla votazione della proposta numero 39 2026, anticipo che dopo ci sarà la votazione, anche per l'immediata eseguibilità, apriamo ora la votazione per la proposta numero 39 del 2026, grazie.
Chiudiamo la votazione, grazie.
Abbiamo 30 presenti, 20 votanti.
20 favorevoli zero contrari, zero, astenuti, 10 non votanti, il Consiglio approva la delibera numero 39 del 2026. Apriamo ora la votazione per l'immediata eseguibilità della stessa delibera, grazie.
Chiudiamo la votazione, grazie.
Abbiamo 31 presenti 20 votanti, 20 favorevoli, 0 contrari, 0, astenuti, 11 non votanti, il Consiglio approva anche l'immediata eseguibilità della delibera numero 39 del 2026. Salutiamo e ringraziamo l'Assessore Licalzi per aver illustrato le delibere di sua competenza.
Grazie a voi.
Passiamo ora alla deliberazione numero 42 del 2026 approvazione dello schema di accordo ai sensi dell'articolo 11 della legge numero 241 1990 tra il Comune di Bologna ed ENIT FV, Bologna S.r.l. Per l'uso di sottosuolo di proprietà comunale per la realizzazione di un cavidotto elettrico sito in via canali.
La delibera è stata trattata in seconda Commissione il 4 maggio 2026 e licenziata per i lavori del Consiglio. Saluto e do la parola all'Assessore Laudani per l'illustrazione che è collegato in videoconferenza, buongiorno Assessore,
Grazie Presidente, buon pomeriggio a tutte e tutti.
Ho.
PD, perché si tratta di una delibera innanzitutto molto simile ad altri che abbiamo discusso nelle scorse settimane e poi anche questa, nello specifico, è stato oggetto di trattazione in Commissione.
La delibera, appunto, ha come obiettivo quello di sottoporre ad approvazione uno schema di accordo per concedere alla società punto it FV Bologna S.r.l. L'uso di circa 287 metri quadri di sottosuolo comunale in via canali su un'area che in diritto di superficie a Cabo per la posa di un cavidotto elettrico che poi deve essere collegato l'impianto di Montalto di loro proprietà, come nel caso appunto di deliberi affine, la durata del contratto è di 29 anni e impone alla società il pagamento del cosiddetto canone unico patrimoniale per quanto riguarda la manutenzione. Sarà interamente a carico della società.
Grazie Assessore, apriamo la discussione.
Sono interventi.
Non vedo iscritti a parlare, quindi, se per l'Assessore va bene in un altro da aggiungere, passiamo alla fase di votazione.
Chiedo se ci sono interventi per dichiarazioni di voto.
Non vedo iscrizioni per intervenire, quindi apriamo la votazione.
Per la proposta di deliberazione numero 42 2026 e anticipo che ci sarà anche il voto sull'immediata eseguibilità, apriamo la votazione, grazie,
Chiudiamo la votazione, grazie.
Abbiamo 30 presenti, 20 votanti, 20 favorevoli, 0 contrari, 0, astenuti, 10 non votanti, il Consiglio approva la deliberazione numero 42 del 2026. Apriamo ora la votazione per l'immediata eseguibilità della stessa delibera, grazie.
Prima di chiudere la votazione, io faccio solo il Presidente Soru, collega cima, visto che il Presidente si vuole votare.
Perfetto, grazie, chiudiamo la votazione, abbiamo 31 presenti, 21 votanti, 21 favorevoli, 0, contrari, 0, astenuti, 10 non votanti, il Consiglio approva anche l'immediata eseguibilità della delibera numero 42 del 2026. Ringraziamo salutiamo l'Assessore Laudani grazie ai residenti.
Allora, intanto, sostituiamo la scrutatrice, la consigliera Quercioli che per esigenze è dovuto lasciare il Consiglio con il consigliere Giordani.
E procediamo con la trattazione degli ordini del giorno, che erano iscritti già all'ordine dei lavori.
Allora procediamo con l'ordine del giorno numero 1, chiedo ai colleghi di fare un attimo silenzio, grazie.
Procediamo con l'ordine del giorno numero 1 a prima firma, Negash che è stato presentato oggi durante gli interventi di inizio seduta, ordini del giorno per dare sostegno umanitario alla popolazione del Sudan chiedo al collega legarsi vuole illustrare meglio la proposta, grazie.
Sì.
Grazie Presidente.
Presentiamo questo ordine del giorno perché, come ho anticipato nel mio intervento di inizio seduta,
Chiedo cortesia di fare silenzio, lasciamo proseguire il collega perché.
Quanto sta accadendo in Sudan non può continuare a essere ignorato dalla comunità internazionale, neppure dalle nostre istituzioni locali, dal mese di aprile del 2023 Sudan e devastata da un conflitto sanguinoso tra le forze armate sudanesi.
E le Rapid Support Force, una guerra che negli ultimi mesi ha conosciuto una nuova escalation di violenza e che sta producendo una delle più gravi crisi umanitarie al mondo, i numeri restituiscono solo in parte la dame drammaticità della situazione, 14 milioni di persone sono state costrette a lasciare le proprie case e più di 25 milioni.
Hanno oggi bisogno urgente di assistenza umanitaria. Intere città sono state distrutte, le infrastrutture sanitarie e collassate, la popolazione civile vive senza accesso stabile a cibo, acqua potabile, medicinali e di energia, eccetera, eccetera.
In particolare nel Darfur continuano a registrarsi violazioni gravissime dei diritti umani, attacchi contro civili e strutture ospedaliere, episodi che diverse organizzazioni internazionali definiscono potenzialmente assimilabili a crimini contro l'umanità,
Di fronte a questa tragedia, organizzazione come Medici Senza Frontiere, Programma alimentare mondiale hanno lanciato appelli ripetuti e urgenti affinché le comunità internazionali aumentino gli aiuti e garantiscano accessi umanitari sicuri alle popolazioni colpite, ma troppo spesso questi appelli rimangono inascoltati o ricevono risposte insufficienti non lo so perché ma forse perché il il conflitto del Sudan,
È poco visibile internazionalmente.
Ecco che abbiamo voluto parlarne di questo conflitto e portarlo in ordine, un ordine, un ordine del giorno, che discutere di questo argomento, proprio per far risaltare la problematicità che.
Si vede nel Corno d'Africa e specialmente in Sudan, e creando tanti profughi che poi un giorno ci meraviglia eremo se vedremo dei sudanesi arrivare anche nelle coste italiane e tutto questo parte da questa tragedia,
Con questo ordine del giorno vogliamo innanzitutto affermare un principio politico e morale Bologna non è indifferente, la nostra città ha una lunga tradizione di solidarietà internazionale, come vi ricordate, abbiamo approvato tanti ordini del giorno, tra cui anche quello del Congo, in difesa dei diritti umani e a sostegno dei popoli colpiti da guerre e persecuzioni.
Pensiamo che anche le Amministrazioni locali possano e debbano avere un ruolo non solo simbolico ma concreto nel promuovere iniziative di sensibilizzazione e cooperazione e sostegno umanitario. Bologna ha avuto per tanti anni anche un ruolo di cooperazione internazionale molto forte, e si è ricordato anche Bersani e tutto quello che.
E da qui è partito anche negli uffici comunali di Bologna. Per questo chiediamo al Governo italiano di rafforzare il proprio impegno diplomatico e umanitario e per il Sud, sostenendo ogni iniziativa volta cessate il fuoco alla protezione dei civili e all'invio di aiuti adeguati. Chiediamo inoltre che l'Italia sostenga percorsi internazionale finalizzate all'embargo delle armi verso tutti gli attori e i Paesi che alimentano in conflitto particolare riferimento, come hanno detto anche all'inizio dell'inizio delle linee della seduta, Emirati Arabi Uniti ed Egitto, in cui sostegno militare e contribuisce il protrarsi della guerra, della sofferenza della popolazione civile. Allo stesso tempo, riteniamo fondamentale sostenere ogni percorso di dialogo tra le forze democratiche sudanesi e le autorità coinvolte nel conflitto.
Con l'obiettivo di riportare il Sudan verso un governo civile e democratico e rappresentativo.
La pace non può essere soltanto assenza di guerra, deve significare costruzione istituzionale e tutela dei diritti di partecipazione democratica, prospettive concrete per la popolazione sudanese con questo ordine del giorno, inoltre, invitiamo il Sindaco e la Giunta a promuovere iniziative pubbliche di solidale di dette solidarietà e sensibilizzazione a favore. I rapporti di cooperazione e gemellaggio con realtà sudanese, impegnate per la pace e la riconciliazione e a sostenere la raccolta di beni di prima necessità da destinare alle organizzazioni umanitarie presenti nel campo. Crediamo anche che il coinvolgimento della comunità sudanese presente nel nostro territorio e delle associazioni della società civile possa contribuire a costruire una risorsa risposta più efficace, inclusiva e concreta in un momento in cui milioni di persone vivono nella paura, nella fame, nella fuga, il silenzio nostro istituzionale o anche civico, non è un'opzione. Questo ordine del giorno vuole essere un atto di responsabilità istituzionale e solidarietà umana, un segnale affinché anche a Bologna arrivi una VO da Bologna arrivi una voce chiara per il cessate il fuoco, per la protezione dei civili per la pace e per il ritorno della democrazia in Sudan.
Sudan sembra un Paese molto lontano, ma se non interveniamo e non lavoriamo per la pace e per la per aiuti umanitari, diventerà presto un problema dei nostri vicini di casa, grazie.
Grazie Consigliere per l'illustrazione dell'ordine del giorno, apro il dibattito e chiedo se ci sono interventi.
Consigliera Monticelli, prego, grazie Presidente e mi unisco a le faccio i miei ringraziamenti al collega Silli Negash, grazie anche della condivisione di aver voluto condividere questo percorso com'è com'è delegata ai diritti umani, ma con tutta con tutti noi e abbiamo conosciuto persone del Sudan qua della comunità sudanese e quindi prima di tutto voglio esprimere la mia solidarietà a loro e dire che siamo al loro fianco e che non sono soli in questa.
In questa, in questa lotta contro la guerra, contro la violazione sistematica dei diritti umani, il il collega ha già illustrato tutto l'ordine del giorno. Mi unisco soltanto per dire che anche per noi, per noi tutti, credo di poter esprimere la maggioranza in questo. In questa prospettiva abbiamo sempre sentito il Consiglio comunale, non soltanto come una sede locale, ma anche come una una, un ponte tra la nostra, il nostro essere locale di Bologna, del nostro territorio, con le questioni invece urgenti, nazionali e internazionali. Appunto perché la nostra voce politica e non riguarda soltanto noi stessi, ma deve andare al di sopra di questa della nostra particolarità della nostra specificità. D'altronde, Bologna ha sempre lavorato per i diritti umani fin dai tempi, da da sempre, e quindi sentiamo la necessità e il dovere di continuare. E la questione del Sudan è già stato detto, ma purtroppo ho sento la necessità di ribadirlo veramente gravissima è una non possiamo voltarci dall'altra parte, non possiamo neanche non dare voce a quelle situazioni.
E che non a cui non viene data voce ci sono, sembra quasi che ci siano delle delle vite più degna di essere raccontate nella loro perdita e di terreno degne e guerra in più importanti e meno importanti, e questo, secondo me vuole essere un segnale che per noi non è così.
Che è quello che è successo, che succede in Sudan, che è successo nel Congo, come abbiamo già presentato. Quello che sta succedendo nel mondo e di cui abbiamo parlato molto spesso a casa, in Palestina, o quello che è successo in Siria e né altri in altri in altri Paesi, non non non deve sottolineare una gerarchia contro la guerra, ma siamo davvero tutti dalla parte del valore della pace e della dignità, della della, di uno dei primi diritti fondamentali che quello è il diritto alla vita e anche il diritto alla libertà è davvero è proprio perché non vogliamo soltanto citare delle tragedie, ma vogliamo cercare del nostro piccolissimo di dare un sostegno. Pensiamo che non sia soltanto simbolico le richieste fatte al Governo. Le richieste fatte al nostro Comune è quello di aprire corridoi umanitari e di essere di essere insieme e soprattutto di creare consapevolezza di quello che sta succedendo nel mondo. È vero quello che si diceva, siamo abbiamo, non siamo lontani, siamo vicini di casa, ma al di là di questo non è non è solo questo il punto, il punto, anche davvero che ormai la guerra è diventata in moltissimi luoghi. Sembra davvero una terza guerra mondiale per tappe e davvero ci coinvolge tutte e tutti, non solo nelle conseguenze, ma anche della comune umanità, ferita lacerata. Non possiamo voltarci dall'altra parte, non possiamo rimanere indifferenti, dobbiamo costruire consapevolezza. La costruzione della consapevolezza per i diritti umani e per la pace è fondamentale. Non si arriva a una pace duratura se non si ha consapevolezza della storia del presente, di quello che sta accadendo nel mondo delle forze politiche, economiche e militari, gli interessi che ci sono dietro a io penso che prima di tutto dobbiamo anche ricordarci che il nostro atto principale è quello, appunto, dell'accoglienza di chi ha bisogno di di fuggire da queste situazioni e insieme alla diplomazia e ai nostri governi, che sollecitiamo fortemente e noi nel nostro, nella nostra capacità, quello che riusciamo a fare per le persone. E davvero importante che lo facciamo che ci posizioniamo e questa posizionamento per il Sudan fa parte delle nostra con te la nostro impegno, per i diritti umani e per una costruzione della pace.
La pace non è una tregua, la pace non è un cessate il fuoco, anche se chiedere cessate il fuoco subito in Sudan è parte di questo percorso di pace e di umanità. Continuamente il diritto internazionale viene derubricato, viene violato, così come i diritti e e la tregua. Serve intanto a costruire un primo percorso. Grazie.
Grazie consigliera.
Do la parola al consigliere Giordani, prego.
Grazie Presidente.
Questa guerra del Sudan, che ormai va avanti da anni, è sicuramente una tragedia umanitaria di portata enorme, e però devo anche ammettere che non sono così conoscitore della materia e, di conseguenza,
Non chiedevo.
La avrei anche piacere di votarlo insieme l'ordine del giorno per tutte le votazioni insieme e questa espressa citazione di due Paesi che spesso e volentieri sono anche nostri a alleati in tante situazioni, i nostri fornitori situazioni, Paesi con cui sono stati anche grossi problemi che ci sono ancora basti vedere il caso Regeni però è il classico, è la classica situazione del Paese mediorientale che non dico fa sempre un doppiogioco, però è sempre ambiguo. Mettiamola così, chiedevo se fosse possibile una modifica dell'ordine del giorno, dove si toglie l'esplicita citazione di questi due Paesi e per il resto.
Emirati Arabi Egitto togliere la proprio loro, due sono l'accettazione di Emirati Arabi Egitto, El lì l'impostazione generale, per il resto, per noi non avrebbe problemi solo perché ammetto la mia non conoscenza precisa di questo di questo, di questa materia nell'ambito tra cui citare due Paesi nello specifico mi sembrerebbe un attimino è troppo forte come impostazione grazie.
Grazie consigliere chiede se ci sono altri Consiglieri che vogliono intervenire nel dibattito.
Se i proponenti ritengono di necessita di un paio di minuti, possiamo sospendere.
Sì, sospendiamo qualche minuto così per la valutazione dell'emendamento proposto dal consigliere Giordani.
Del giorno direi che possiamo innanzitutto chiedere chiedo se ci sono altri interventi in fase di discussione.
Allora datemi un cenno quando possiamo riprendere la discussione.
Chiedo se possiamo riprendere.
Ah, no, no, no, no, no, era solo per per avere un'indicazione a cui dei tempi.
Bene, allora riprendiamo la discussione sull'ordine del giorno presentato dal Consigliere Negash, chiedo se ci sono altri interventi in fase di discussione.
Non vedo interventi, quindi do la parola al Consigliere Negash, se vuole fare una replica finale, prego.
Grazie, Presidente, no, e prima di tutto volevo ringraziare della della discussione, della non discussione grazie Ponticelli e anche la minoranza che ha analizzato un ordine del giorno che.
Di per sé è molto semplice, chiede delle cose.
Semplici eco come solidarietà e volevo ricordare un po' a tutti che comunque il Governo italiano.
È un'iniziativa che si chiama Italia for Sudan del Ministero degli esteri,
Che ci sono degli aiuti che son partiti e ci stanno lavorando, ovviamente nell'ordine del giorno sapevamo di questo lavoro che sta facendo il Governo italiano e che poi atterrano al arrivano alla Port Sudan, che la parte adesso che è diventata un po' la capitale della parte più protetta, perché Khartoum e non è sostenibile come capitale perché è molto rischioso e ci sono 100 tonnellate di aiuti umanitari distribuiti già.
E dal Governo italiano. Ovviamente ci sono altre cose che possono essere implementate e quelli li abbiamo messi nell'ordine del giorno. Volevo solo ricordare che, onestamente, è giusto dirlo che il Governo italiano alcune cose le sta facendo. Ci sono alcune cose che possiamo un po' spingere, con la l'acceleratore che che sono scritte nell'ordine del giorno, che riguardano anche i paesi e che aiutano le fazioni, dobbiamo, ecco chiudere un po' il rubinetto de delle delle fazioni. Grazie eh.
Speriamo che abbia ma di avere un voto unanime.
Grazie consigliere, quindi apriamo la fase della votazione e chiedo se ci sono interventi in dichiarazione di voto.
Prego consigliere Giordani, grazie Presidente, e ringrazio ancora i proponenti l'ordine del giorno, ringrazio il consigliere nega, c'è anche per l'ultimo intervento, dove ha sottolineato l'impegno che sta mettendo il Governo italiano per cercare di risolvere questa annosa situazione e ringrazio per aver accettato la nostra richiesta di emendamento e comunico che il nostro Gruppo voterà convintamente a favore.
Grazie Consigliere, chiedo se ci sono altre dichiarazioni di voto.
Non vedo iscritti quindi passerei alla votazione.
Apriamo quindi la votazione per l'ordine del giorno numero 1 a prima firma, Negash per dare sostegno umanitario alla popolazione del Sudan apriamo la votazione grazie.
Chiediamo alla votazione grazie.
Abbiamo 25 presenti 25 votanti, 25 favorevoli zero, contrari, zero astenuti, zero non votanti, il Consiglio approva all'unanimità l'ordine del giorno prima, firma Negash, per dare sostegno umanitario alla popolazione del Sudan.
Riprendiamo ora alla trattazione di ordini del giorno che erano iscritte all'ordine dei lavori e avevamo in particolare la trattazione congiunta di tre ordini del giorno, il numero 241 223 e il 238 241 a prima firma, Consigliere Cima ordini del giorno sulla riapertura del Biavati presentato appunto del Consigliere Cima e poi abbiamo il 223 presentato dal Consigliere Di Benedetto ordine del giorno teso ad invitare il Sindaco e la Giunta a disporre verifiche sulla funzionalità del centro sportivo Biavati e ordine del giorno numero 238 a prima firma, consigliere Giordani per trovare una soluzione in tempi brevi, affinché l'attività del centro sportivo Biavati possa riprendere il primo prossima possibile e la trattazione iniziata appunto in modo congiunto per omogeneità di argomento. Nella seduta consiliare del 20 aprile 2026 sono intervenuti il Consigliere Cima per l'illustrazione dell'ordine del giorno. 241 i Consiglieri Di Benedetto per l'illustrazione dell'odg numero 223 e per una replica breve, il consigliere Giordani per l'illustrazione dell'ordine del giorno numero 238 e replica breve e per presentare emendamenti all'ordine del giorno numero 241 e la consigliera Di Giacomi è iscritto a parlare il consigliere Stanzani. Chiedo se vuole intervenire. Era iscritto a parlare per la trattazione congiunta di tre ordini del giorno sul Biavati.
Sì, risultava iscritto a parlare, il consigliere Stanzani sul era la trattazione congiunta di di tre ordini del giorno sul Biavati, grazie Presidente, rinuncio all'intervento.
Do la parola al Consigliere Cima, prego.
Grazie, grazie, Presidente.
Devo dire che sono contento, siamo arrivati un po' a una discussione no.
In queste settimane abbiamo assistito a tutta questa serie di interventi di inizio seduta, dove chiaramente, ognuno fa un po' il gioco delle parti, l'opposizione deve dire le sue cose, io non sono più intervenuto perché sono un po' uscito da quel gioco, proprio perché credo che la posizione.
Dell'Amministrazione comunale che come partito di maggioranza rappresento.
Fossero ovviamente molto chiara, quindi ho lasciato ai consiglieri dell'opposizione il loro giusto spazio perché dicessero quello che dovevano dire, insomma, che noi siamo i cattivoni e tutte quelle cose lì, io vorrei dire che invece e ci sono stati tutta una serie di passaggi di al.
Situazioni che vanno presi per quello che sono, cioè i fatti non opinioni e che quindi cercherò un po' di riassumere per mi permetto di dare un po' di ordine anche a tutto quello che è successo.
È tutto quello che è stato detto, allora c'è stato chiaramente un problema di rapporti tra l'amministrazione e il curatore, poi abbiamo sentito dotte disquisizioni giuridiche in punta di diritto.
A me pare che le questioni siano veramente semplici, poi mio nonno me lo diceva sempre la questioni sono semplici, bisogna andare alla semplicità, si dice che non c'è stato il dialogo, va be'dialogo, richiede due interlocutori, curatore è stato convocato il 9 aprile e non si è presentato è stato convocato il 27 aprile non si è presentato, era attesa in Commissione, venerdì non si è presentato legittimo. Mi si spieghi come si costruisce un dialogo quando uno dei due interlocutori diserta sistematicamente ogni appuntamento. Vorrei ricordare che il Consiglio comunale.
Ha diritto a delle risposte, io non è che avrei chiesto chissà che cosa al curatore avevo delle domande da fargli, potevo aver capito male, io posso avere una scarsa conoscenza del processo, però avrei voluto fargli delle domande, non ho potuto,
L'Amministrazione dialoga per atti abbastanza chiaro, il collega Naldi sullo ristoro rispetto sempre, è così che funziona allo Stato di diritto, le diffide, le ordinanze, le convocazioni formali non sono segni di chiusura al dialogo, sono il dialogo nelle forme che la legge prevede e che garantiscono trasparenza e tracciabilità se qualcuno preferisce telefonate informali o intese di qualche tipo, io credo che non sia questa la sede né,
Nemmeno per proporle questo tipo di di cose,
Chiedo scusa, consigliere, ha terminato il tempo perché erano i tre minuti della replica breve, due prosieguo e si vuole ai 15 minuti nella replica finale.
Chiedo se ci sono altri che vogliono intervenire nel dibattito.
Vi chiedo se ci sono altri che vogliono intervenire per il dibattito.
Allora, dato che non vedo iscritti a parlare.
Chiudiamo la discussione e do la parola ai Consiglieri proponenti per la replica finale, che è di 15 minuti, ciascuno fino al 15 minuti, ciascuno e nell'ordine prima al Consigliere Cima, quindi prego Consigliere.
Sì, grazie scusate, non avevo compreso, vi chiedo scusa, il meccanismo, pensavo di avere la possibilità di un intervento, questo punto prosieguo del ragionamento, chiedo scusa anche ai colleghi per questa mia défaillance.
Quindi stavo raccontando stavo cercando di focalizzare il ragionamento sul fatto che l'Amministrazione l'Amministrazione può dialogare per atti ed è così che deve funzionare il sistema di comunicazione che l'Amministrazione può mettere in campo. È qualche cosa che è diverso da una telefonata informale o da altri tipi di intese che, ripeto, io non credo siano opportune in una situazione come questa si è parlato di tensione creata, si è parlato di orgoglio, ho sentito parlare di queste cose, ma cosa avrebbe dovuto fare l'Amministrazione? È una domanda che, per esempio, avrei voluto fare. Doveva aspettare ancora.
Abbiamo detto tutti che i ragazzi sono la priorità alle famiglie, sono la priorità, l'Amministrazione ha fatto quello che doveva per rientrare in possesso dell'impianto il prima possibile, ci sono dei Consiglieri che hanno criticato la procedura anche qui io faccio semplicemente la domanda senza polemiche ma se fossero stati al posto dell'AMI dell'assessore avrebbero o non avrebbero fatto i passaggi che l'Amministrazione,
Ha fatto e quali altri passaggi avrebbero fatto a questo punto per rientrare in possesso dell'impianto, io credo che di fronte a tre convocazioni disattese a questo punto.
Credo che l'Amministrazione abbia agito per quelli che erano gli strumenti in quel momento a disposizione.
Vengo al punto anche che ho accennato.
Avrei voluto fare delle domande al curatore, ma a chi per lui e io non lo conosco neanche il curatore non nostri scambi, questo come una mancanza di rispetto io questo è proprio una questione che avrei voluto fare delle domande di tipo giuridico.
Se è vero o meglio è vero o non è vero, questa era la domanda che la concessione al West costi cella, che è stata rescisso.
Dal Comune il 20 marzo, cioè prima che il tribunale dichiarasse l'apertura della liquidazione giudiziaria il 2 aprile,
Se questo è vero, la domanda è su quale base giuridica il bene.
Dovrebbe essere nella disponibilità del concessionario, quindi della queste Corticella, al momento del fallimento vi spiego meglio se, come ci è stato spiegato,
Il Comune di Bologna rescisso il contratto con l'OS Corticella al 30 marzo, il bene non era più nella disponibilità, quindi la domanda è se non era più nella disponibilità per quale motivo ed è questo il punto il curatore pretende che quell'impianto sia nella sua disponibilità.
Magari su una risposta, però, non essendo mai venuto io non posso sapere se quella risposta era in un senso anche nell'altro.
Ci è stato detto che doveva essere fatto l'inventario dei beni.
Adempimento del curatore è tenuto a compiere che però io ho capito, può essere effettuato in parallelo, questa era un'altra domanda che avrei voluto fare. Si può effettuare in parallelo l'inventario dei beni, che è la premessa per il Comune di Bologna per rientrare in possesso dell'impianto per poter effettuare gli interventi per poter spendere in mezzo milioni che era a disposizione.
Io lo vorrei sapere pubblicamente, non attraverso telefonate informali ed è il motivo per cui era stata convocata la Commissione, è stato detto che si dovevano cercare degli accordi con chi.
Curatore è tenuto a pubblicamente ad esporre la sua procedura, come noi chiediamo venga fatto in maniera pubblica e trasparente.
La funzione della Commissione doveva essere questa che non è un tribunale.
È una sede semplicemente di ragionamento e in quella sede vanno portate le ragioni si espongono, si confrontano alla luce del sole, poteva aver ragione il curatore, ripeto, io non do per scontato che ci fosse necessariamente un passaggio che poteva o non poteva essere fatto diversamente, io questo lo do per possibile ma una volta di più non è stato possibile fare questo tipo di domanda.
Quindi, ripeto che tipo di rapporto andava ha cercato col curatore, me lo si spieghi perché io continuo ad avere dei dubbi su questa affermazione, ma se un domani qualcosa per un qualche motivo andava storto.
C'è stato un passaggio in cui l'Amministrazione non ha chiarito bene le sue intenzioni, che adesso ci viene detto, siamo rigidi e burocratici, poi se però quei passaggi non venivano resi chiari.
Chi è che doveva rispondere di un'intesa non raggiunta non so se anche qui sono chiaro i passaggi che il Comune fa li fa per rendere pubblico le sue intenzioni, quali tipi di accordi andavano trovati in un'altra sede e soprattutto se quegli accordi non andavano a buon fine e chi non doveva rispondere.
Io penso che questo, da parte dell'Amministrazione del Comune di Bologna, sia stato un atteggiamento trasparente.
Può avere irritato d'accordo, va bene, ma.
Non c'è un secondo fine, l'intenzione del Comune è chiara fin dal giorno 1 dare al curatore possibilità e al tribunale, ovviamente, di fare il suo lavoro in accordo con l'Amministrazione che deve potere rientrare nel possesso del bene per poter effettuare i lavori per cui sono stati stanziati i soldi.
Un'ultima cosa.
Si dice che saremmo litigando con i giudici.
E ho trovato questo mio intervento di inizio seduta che poi l'argomento più penoso.
Cos'è che sostituisce gli accordi formali con gli accordi non tracciabili, qualcuno l'ha detto il Consigliere qualcuno l'ha, detto lei?
Ripeto cos'è che sostituisce un atto formale dell'Amministrazione con accordi non tracciabili.
Che avremmo creato un conflitto istituzionale con il tribunale, ma?
Che il giudice di Magistratura democratica è stato persino detto questo.
Che non c'entra, ovviamente niente è una fesseria, questo vorrebbe dire allora che, Marco Valerio postato, ci è ostile perché di un'altra parte politica o è un giudice che sta facendo il suo lavoro, di cui l'Amministrazione deve accettare le sentenze, mi sembra che il discorso sia veramente lasciamo stare.
Io penso che le cose stiano semplicemente e banalmente in maniera molto semplice, legate al fatto che il Comune ha emesso un'ordinanza su un proprio bene del patrimonio, indisponibile patrimonio indisponibile nelle forme previste dalla legge, vi si contesti questo fatto.
Dopodiché il Sindaco, giustamente, se ci sono delle frizioni, incontrerà il presidente del tribunale, come è giusto che sia.
Qualcuno, legge i titoli dei giornali, si fa suggestionare no, perché è stato scritto che c'è uno scontro, in realtà mi piacerebbe fosse chiaro questo concetto, il sindaco di Bologna può serenamente chiamare il Presidente del Tribunale perché si stanno parlando tra istituzioni,
Non dovrebbe essere una cosa strana, ci sono delle frizioni, risolvono fra le istituzioni ed è giusto così esattamente quello che ci si aspetta fra Istituzioni, conflitti si creano quando non si utilizzano le sedi formali e questo vorrei fosse molto chiaro, quindi,
È chiaro che abbiamo un problema, questo non lo non lo neghiamo, perché sappiamo tutti che quel quel luogo deve tornare al più presto e pubblicamente a disposizione dei cittadini e si deve fare anche il possibile questo credo sia opportuno chiederlo per ritornare a dare una funzione anche alla società sportiva.
Però non si cerchi, in maniera così, di di scontro politico, di andare a.
Costruire o ricostruire a situazioni che non esistono è molto semplice del curatore, deve fare il suo lavoro, è giusto che lo faccia, l'Amministrazione comunale ha il diritto di porre le sue questioni dal punto di vista normativo.
C'è bisogno di un dialogo, si confronteranno ma non si faccia a pensare che ci siano situazioni o cose, poi parleremo anche di questi supposti controlli, ma non in questa sede del Comune di Bologna, che avrebbe dovuto fare come se fosse un qualsiasi commercialista che va a sindacare i conti di una società sportiva ma va bene però il tema vero è questo,
Torniamo a focalizzarci sull'unica cosa che ha veramente senso in tutta questa vicenda, diamo la possibilità all'Amministrazione comunale di rientrare nella possibilità di agire sul bene, i soldi sono stanziati, rimettiamo a posto quello che è possibile dell'impianto, lasciamo e anzi aiutiamo il curatore a fare il suo lavoro.
Ma arriviamo al dunque, non creiamo Pol-e polemiche politiche fittizie solo perché, se si vuole rovinare qualche genitore o qualche giornalista, è veramente poca cosa cerchiamo di svolgere il nostro ruolo di amministratori con dignità il più possibile, chiaramente, perché poi siamo persone che possono tranquillamente sbagliare io per primo però cerchiamo di focalizzarci e di aiutare tutto il sistema ad arrivare quella che è l'unica cosa vera, ovvero riaprire l'impianto grazie,
Grazie Consigliere, do la parola al consigliere Giordani per la replica finale sull'ordine del giorno da lui presentato.
Grazie Presidente.
Allora la parte della cronistoria ha fatto dal collega la posso condividere sinceramente, però non tutto non accetto che venga detto che qui abbiamo giocato divertendosi negli interventi di inizio seduta e poi qui c'è anche qualcuno che invece era fatta in Commissione, magari proprio perché lì c'erano dei genitori che ascoltavano,
Il curatore, di cui io non sono l'avvocato difensore, che anch'io non conosco.
Però, stando a quanto scritto sui giornali senza delle strane telefonate di cui io non sono a conoscenza, si è seduto a un tavolo di salvaguardia, ha avuto altri incontri e altre colloqui, perché giustamente il collega diceva prima che una telefonata tra istituzioni sindaco e il presidente del tribunale è una cosa normale per cui ritengo che sia normale anche una telefonata tra un curatore fallimentare e l'Avvocatura del Comune di Bologna che è parte in causa essendo la struttura su cui la società in fallimento lavorava era di proprietà del Comune, per cui non penso siano telefonate e nascoste o carbonare, e che in tutti questi colloqui che sia stata fossero un tavolo che fossero delle telefonate, che fossero altri incontri in sedi comunque istituzionali, non avessero portato a nulla.
E posso solo supporre che il curatore non arrivasse. È lo stesso cose del Comune a questi incontri, senza sapere di cosa stavamo parlando, per cui se il presidente del tribunale uso un termine fin troppo semplice per questa Assise,
Si è preso la briga di rilasciare una dichiarazione pubblica, un giornale dove si lamenta del modo con cui gli organi del Comune hanno gestito questa situazione vuol dire che c'è stato un cortocircuito.
Almeno a livello comunicativo, perché se fosse tutto così, cioè il Comune ha fatto il massimo.
E c'era qualcun altro che non ascoltava e che non si è presentata alle Commissioni, per cui la colpa è sua, forse il presidente del tribunale non sarebbe intervenuto in quel modo, forse il Sindaco di Bologna non sarebbe intervenuto in difesa dicendo no, ma ci sediamo e parliamo per trovare la soluzione perché qui e tutti i nostri interventi i miei interventi, lo stesso mio ordine del giorno è sempre cercato di andare nella direzione di fare meno polemica politica possibile e di cercare una soluzione.
Fermo restando quelle che permettono enormi colpe del Comune di Bologna, perché la convenzione parlava chiaro, c'erano obblighi di gestione, obblighi di controllo a partire dal tavolo comune che doveva essere convocato annualmente e finire con la.
La.
Clausola di salvaguardia che erano chiarissime e con una società che per tre anni ha presentato il S.r.l. Ha presentato dei bilanci in perdita, poi per tre anni non ha presentato bilanci e il Comune pagava delle multe all'Agenzia delle entrate per questa società e non potevano sapere che c'erano problemi di bilancio. Qui parliamo di 4 milioni di euro, non 40.000 euro, 4 milioni di euro,
Detto questo, quando c'è un fallimento, il curatore deve tutelare chi è chi sta fallendo e chi ha subito dei dei dell'IMU dei mancati pagamenti da parte di chi sta fallendo, per cui delle aziende che magari hanno lavorato dei lavoratori che hanno lavorato di chiunque facesse parte della cerchia del lavoro dell'OS Corticella sul campo Biavati qui il Comune, io penso, non sono un giurista, non può dire me lo ridai perché il curatore e allo stesso tempo anche detto al primo incontro non il Comune disse che aveva chiesto di fare un sopralluogo per verificare lo stato, invece il Comune aveva chiesto di rientrare in possesso. C'è una differenza enorme, un conto entri con me che ho le chiavi, guardi come si ammessi e vediamo se quei 500.000 euro servono a qualcosa, potrebbero anche non servirà a niente, potrebbero essere troppi, potrebbero essere troppo pochi, noi non sappiamo cosa serve, allora un conto è chiedere al curatore possa entrare con lei. Facciamo una tipi, facciamo una verifica della situazione e cerchiamo dopo io le do la mia ipotesi di soluzione, lei mi dà la sua, vediamo di trovare la quadra per riaprire il prima possibile.
E un conto è dire no, tu me lo devi ridare, io parlo per quel che c'era scritto sui giornali e ripeto non sono né l'avvocato del curatore né una persona che lo conosce, per cui parlo per quello che ho letto è quello che ci siamo detti qua in Aula o in Commissione allora ribadisco che il presidente del tribunale non sarebbe intervenuto con delle parole così pesanti se non si fosse stato quantomeno un cortocircuito comunicativo.
Vogliamo non dare la colpa al Comune, vogliamo non dare la colpa al curatore, sia stato un cortocircuito comunicativo, preso atto di questo, ripeto, io mi e preso atto che se siamo in questa situazione bisogna anche avere l'umiltà di dire in effetti in qualcosa siamo mancati perché è un dato di fatto basta leggere la convenzione, ci sono tre o quattro articoli ben chiari che specificherò se volete la tiro fuori e ve lo rileggo l'ho qua con me non sarebbe un problema.
E non si può, non è un dibattito.
Non è colpa mia anche lui a processuali.
Detto questo, noi speriamo, come ci siamo già detti, che la situazione si dipani il prima possibile, perché qui ci sono quelli che si stanno rimettendo più di tutti, sono le famiglie e i ragazzi che giocavano, che praticavano sport presso quel centro sportivo, è un bene fondamentale per la città di Bologna.
Deve essere riaperto.
Come ha detto il presidente del tribunale, come ha detto il Sindaco, parlatevi trovate una soluzione, non si può rimanere in questo stato di incertezza classica,
Grazie Consigliere.
Decade di intervento di replica finale del Consigliere Di Benedetto in quanto assente, quindi passiamo alla fase della votazione e chiedo se ci sono interventi per dichiarazioni di voto.
Non vedo iscritti a parlare per le dichiarazioni di voto, quindi allora passiamo alla fase della votazione.
E andiamo in questo ordine, poniamo prima in votazione l'ordine del giorno numero 241 a prima firma, Consigliere Cima, apriamo la votazione, grazie.
Sì, ricordo che il 241 e a prima firma Consigliere Cima.
Consigliera Bittini, cortesemente la telecamera.
Ok era.
Chiudiamo la votazione, grazie.
Abbiamo 26 presenti, 19 votanti, 19 favorevoli, 0 contrari, 0 astenuti, 7 non votanti, il Consiglio approva l'ordine del giorno numero 241 a prima firma, Consigliere Cima.
Ora poniamo in votazione l'ordine del giorno numero 223 presentato dal Consigliere Di Benedetto ed altri in data 16 marzo.
Teso ad invitare il Sindaco e la Giunta a disporre verifiche sulla funzionalità del centro sportivo Biavati, apriamo la votazione grazie Ordine del giorno 223.
Chiudiamo la votazione, grazie.
Abbiamo 26 presenti, 26 votanti, 7 favorevoli, 19 contrari, 0, astenuti 0, non votanti, il Consiglio non approva l'ordine del giorno numero 223. Chiedo silenzio, cortesia grazie, poniamo ora in votazione l'ordine del giorno numero 238 a prima firma, consigliere Giordani per trovare una soluzione in tempi brevi affinché l'attività del centro sportivo Biavati possa riprendere, apriamo la votazione grazie,
Chiudiamo la votazione, grazie.
Abbiamo 26 presenti, 26 votanti, 7 favorevoli, 19 contrari, 0, astenuti 0, non votanti, il Consiglio non approva l'ordine del giorno numero 238.
Le chiedo un attimo silenzio ai colleghi perché non è terminata la seduta, allora a questo punto dovremmo procedere con l'ordine del giorno numero 70, ex ordini del giorno numero 136 2025.
Ordine del giorno teso a far conoscere a giovani adolescenti i servizi, spazi e opportunità educative a loro disposizione, utilizzando nuovi metodi di comunicazione presentato dal consigliere Fiazza ed altri in data 9 ottobre 2024, l'ordine del giorno è stato trattato in sesta Commissione il 16 ottobre 2024 e licenziato per i lavori del Consiglio era stata approvata l'anticipazione della trattazione in data 13 aprile 2026, chiedo al consigliere Piazza che è presentatore, se intenda illustrare l'ordine del giorno. Prego,
Grazie Presidente, per aver ricordato tutto l'iter, purtroppo non ho abbastanza tempo, mancando solo 120 secondi al termine, quindi direi che decisamente non ci stiamo dentro grazie bene, allora rimandiamo la discussione dell'ordine del giorno, chiudiamo i lavori odierni della seduta ordinaria del Consiglio e chiudiamo la seduta alle ore 17:58 grazie.
Questo.
