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CONTATTACI
Buongiorno a tutti apriamo i lavori odierni per la trattazione ordinaria del Consiglio comunale, chiedo ai colleghi di prendere posto grazie, chiedo alla Segretaria generale di procedere con la verifica del numero legale, grazie.
Angiuli.
Megahy.
Bernagozzi.
Bittini.
Caracciolo, è assente, giustificato Celli.
Ceretti.
Cima.
De Biase.
De Giacomi.
De Martino.
Di Benedetto.
Di Pietro, assente, giustificata, Diaco fattori.
Foresti.
Geiger.
Giordani.
Iovine.
Larghetti, assente, giustificata, manca Marcasciano.
Mazzanti.
Monticelli.
Naldi.
Megas, piazza.
Pizza.
Quercioli.
Santori.
Scarano Stanzani.
Tarsitano.
Boschi.
Venturi.
Zontini.
Prego, Presidente, abbiamo il numero legale.
Perfetto, procediamo loro, intanto, nomino scrutatori, se glossy Consiglieri cima Ceretti Giordani.
Procediamo ora con gli interventi di inizio seduta, il primo intervento è del Consigliere Negash, sul tema Bolognina spazi vivi comunità sicura, prego Consigliere, grazie grazie, Presidente.
La sicurezza urbana integrata.
E l'abbiamo vista.
È sabato inaugurarsi in Bolognina quello che sta accadendo in Bolognina ha qualcosa di importante, non semplicemente la riapertura di alcuni spazi, ma la costruzione concreta di una nuova idea di quartiere, fondata sull'interculturalità, sulla convivenza tra generazioni e su una sicurezza urbana che nasce dalla presenza delle persone dalle relazioni dei servizi di prossimità.
Quando uno spazio pubblico torna a vivere quando un negozio abbandonato, riapre come luogo sociale e culturale educativo, non si sta soltanto recuperando un immobile, si sta restituendo dignità, fiducia e appartenenza a una comunità intera, e questa è la vera sicurezza integrata, una sicurezza che non si costruisce con la paura o con l'esclusione ma attraverso luoghi aperti accessibili attraversati ogni giorno da famiglie giovani, anziani, lavoratori, studenti e nuove cittadinanze. Da ieri.
Dall'altro ieri, precisamente tutti gli spazi su cui abbiamo lavorato come quartiere Navile comune, tutti i Consiglieri di quartiere e consiglieri comunali che ci hanno lavorato hanno spinto l'assessore madri, sono finalmente aperti e restituite al quartiere una scelta politica precisa e che è quello di non lasciare vuoti urbani e sociali in luoghi che per troppo tempo erano rimasti in disuso ma trasformarli in opportunità collettive. Tra via Zampieri, l'idea di Vincenzo agli ex negozi ACER oggi ospitano realtà che parlano di inclusione, creatività e mutualismo, bonobo, spazio dedicato alle famiglie e supporto alla genitorialità, alle attività educative e culturali, Bolognina, hub musicale, con sale prova, produzioni musicali, corsi e laboratori per ragazzi ai ragazzi.
Abaz sartorie, sociale che unisce Lavoro e Formazione, relazioni e nel mercato Albani prendono vita nuovi presidi di comunità, 2 box, il box verde sportello di comunità antidiscriminazione e con servizi di mediazione sociale, supporto digitale, cittadinanza attiva e sostegno, sostegno alle persone più fragili e il box, Lilla, spazio aggregativo e artistico conosciuto come salotto, chiacchierino luogo di incontro, laboratori, convivialità e socialità, anche per tante persone anziane del quartiere. Questi luoghi raccontano una visione precisa della città, una città che non lascia sole le persone che investe nei legami sociali e che riconosce la ricchezza delle differenze e culturale come valore pubblico. La Bolognina è sempre stata al quartiere di attraversamenti migrazioni vecchie dal sud o da altri luoghi, emigrazioni, nuove mescolanze linguistiche sociale, generazionali ed è proprio questo che questa pluralità, dalla che la sua forza, che è la sua forza del quartiere interculturalità, non significa semplice coesistenza, ma costruzione quotidiana di relazioni, ascolto reciproco e diritti condivisi. Significa creare spazi dove ciascuno possa sentirsi a casa senza dover rinunciare alla propria identità. La sicurezza urbana integrata nasce qui nei cortili vissuti nei mercati aperti, nei laboratori pieni di ragazze e ragazzi, nelle famiglie che trovano supporto negli anziani che non restano isolati. Nasce quando una comunità torna a riconoscersi a prendersi cura dei propri spazi.
La rigenerazione urbana e funziona davvero solo quando diventa anche ricucitura sociale tra le persone e quello che abbiamo bisogno ricucitura sociale tra le persone, perché è una città più sicura, quando nessuno si sente invisibile ed è più bella quando ogni persona, indipendentemente dall'età, dalla provenienza e dalla propria condizione sociale, può dire davvero qui mi sento a casa e che è qua tutto questo che abbiamo collegato anche ITS, inserendo nel nostro o di g la richiesta di sperimentare luoghi come piazza 20 settembre, il Cassero di Porta Galliera che si trova proprio al confine di questo meraviglioso quartiere come hub di informazione turistica e mediazione linguistica in collaborazione con operatori turistici, associazioni ed enti di territorio nel nostro e dell'Etr, nel enti del nostro territorio del del territorio, ecco che presentiamo ripresentiamo il nostro odg emendato sul turismo, che è stato discusso in Commissione e che chiediamo in anticipo oggi, di prese, di di di di discuterlo in urgenza, grazie, Presidente,
Grazie Consigliere, il prossimo intervento è della consigliera Ceretti 4.000 firme per sostenere la mobilità integrata e sostenibile nel villaggio, Due Madonne, prego consigliera, grazie Presidente, vogliamo lasciare la macchina a casa il titolo di una raccolta firme organizzata dal Comitato Due Madonne che ha raggiunto in poco meno di un mese 4.000 firme.
E si innesta in quel solco di scelta fatta dall'Amministrazione sulla mobilità integrata, dove bici treni i mezzi pubblici, car sharing si connettono in modo fluido.
Non solo come scelta ecologica, ma proprio come scelta umana.
E quindi la richiesta è molto semplice, è rivolta a RFI ed è quella di fare una fermata sulla linea Bologna, Rimini Bologna, Lecce, diciamo vicino al villaggio Due Madonne, ecco, questo darebbe la possibilità di arrivare in otto minuti alla stazione della alla stazione centrale dei treni e collegare anche,
Quel bacino d'utenza che ruota intorno alla via, Due Madonne, che è fatta di 20.000 abitanti, collegandola meglio con il mare, quindi decongestionando anche nei weekend la 14, e questa cosa servirebbe anche lì accanto c'è il deposito ti per la caserma viali, l'ufficio postale.
Ci sarà una nuova Agenzia delle entrate, un nuovo studentato, c'è una moschea, ci sono dei campi sportivi delle case di riposo, servirebbe quindi per tanti abitanti e parliamo sempre di partecipazione attiva. Ecco, io credo a stamattina è stata molto bella la partecipazione attiva, l'abbiamo conosciuta bene nelle parole dei ragazzi di politico poetico, sono tante le iniziative di partecipazione attiva, ma la partecipazione non è confermare delle decisioni già prese, ma è invece costruire dal basso, insieme con tanti soggetti del territorio e delle proposte che possano aiutare e agevolare la vita di tutti. Grazie,
Grazie consigliera, il prossimo intervento è sempre suo, l'avvento dell'intelligenza artificiale e il bisogno di liberare tempo e relazioni prego grazie Presidente oggi, in una conferenza stampa in Vaticano, Papa Leone quattordicesimo ha presentato la sua prima enciclica dal nome Magnifica umanità, Humanitas nome è molto bello e permettere insieme dedicandola proprio al tema della transizione digitale,
E quindi, come in ogni grande innovazione, anche più in questo frangente, proprio dove.
In tutto il mondo la democrazia è sotto attacco. Questa fase è una fase che può essere accompagnata da grandi timori.
E ci sono molte possibilità effetti positivi dell'intelligenza artificiale o negativi, a seconda di come l'umanità sarà in grado di maneggiarla e una delle paure maggiori è proprio quella della disoccupazione tecnologica, di una riduzione di posti di lavoro a causa della sua introduzione.
Ecco, sono tutti temi che devono essere ascoltati, devono essere accompagnati, bisogna stare molto attenti alle manipolazioni delle preferenze e l'intelligenza artificiale più insidiosa nei social, perché il suo rapporto è proprio con.
Il rimanere invisibili narra nella relazione con gli esseri umani e quindi nelle relazioni faccia faccia e c'è stato un teologo visionario è ottimista che negli anni 50 Teilhard de Chardin guardava con fiducia al progresso tecnologico, che poi noi abbiamo conosciuto molto forte, affermando che la funzione degli automatismi artificiale artificialmente creati dalla vita riflessa non può che essere una liberare e questa volta ma a un livello mai raggiunto prima una massa nuova di energia psichica questa energia immediatamente trasformabile in forme ancora più alte di comprensione di immaginazione.
Ecco, sarà ancora così, con con l'innovazione che sta arrivando, con la grande trasformazione dell'intelligenza artificiale, per quanti anni avverrà riusciremo ad evitare forme di manipolazione, sfruttamento. Ecco, oggi è stata presentata questa Enciclica, è arrivarmi, è arrivata solo ora, quindi queste 47 pagine non sono riusciti a leggerle, però c'è un ultimo capitolo che il cui nome molto evocativo, che dice la cultura della potenza e la civiltà dell'amore accompagnando questa questa lettura oggi, Papa Leone quattordicesimo ha detto, la tecnologia non è una forza antagonista rispetto alla persona, né di per sé un male, ma non è neutrale perché assume il volto di chi la pena.
Grazie consigliera, purtroppo ero è terminato il tempo prossimo intervento della consigliera Bittini l'Europa nasce dal passato, prego consigliera.
Grazie Presidente.
L'Europa del nasce dal passato.
La giornata di oggi che è dedicata all'Europa ci ricordi in lungo e difficile cammino degli uomini e delle donne che nel corso della storia, hanno lottato per la libertà, per l'uguaglianza e per la dignità della persona, significa ricordare chi ha avuto il coraggio di opporsi alla violenza della dittatura, alla negazione della democrazia, per questo non possiamo non richiamare la figura di Giacomo Matteotti e il suo ultimo discorso alla Camera del 30 maggio 1924. Fra pochi giorni saranno passati più di 100 anni da quando denunciò i brogli, le intimidazioni e le violenze del fascismo. Difendiamo le Istituzioni democratiche difendendo le Steve, le istituzioni democratiche, anche a costo della propria vita. Pochi giorni dopo venne assassinato il suo sacrificio, assieme a quello di molti altri altre. Sono i tasselli che hanno permesso, dopo la guerra, di arrivare alla volontà di impedire che i popoli nel nostro continente tornassero a combattersi, a perseguitarci a negare i diritti e libertà fondamentali. Questa giornata ci ricorda che l'Europa non è soltanto un progetto economico istituzionale, è prima di tutto un progetto di pace, di cooperazione e di convivenza democratica fra popoli vicini, liberi di scegliere il proprio destino ed è importante ricordarlo, soprattutto oggi, in un tempo in cui vediamo crescere nuove paure, nuove disuguaglianze e nuove tensioni sociali internazionali. Voglio qui ricordare, con dolore con tristezza, ciò che sta accadendo al popolo palestinese, alle violenze subite dai volontari e delle volontarie della Flottilla,
Che non possiamo ignorare e non possiamo ignorare neanche ciò che sta accadendo in molti Stati sovrani, dove atti violenti vogliono sopprimere la possibilità di un popolo di esprimersi e di scegliere. I.
Come continuare, potrei continuare ancora ricordando le miseria e la povertà nel resto del mondo, ricordando ad esempio Haiti e altre nazioni dove si muore per fame e spesso di epidemie, che nascono dalla mancanza di medicine, il cammino, il cammino dell'Europa non è lineare e non è concluso speranza comunque c'è la danno ad esempio i ragazzi che oggi sono intervenuti in questo Consiglio comunale.
Dobbiamo aumentare l'attenzione da porre alla libertà e alla giustizia economica, soprattutto alla giustizia economica. Questa farà la differenza nel futuro. Per questo il compito delle istituzioni locali, delle città e dei consigli comunali e fondamentale Bologna è una città profondamente europea, democratica, antifascista, al dovere di mantenere viva questa memoria e di trasformarle in un impegno concreto verso le nuove generazioni, perché la libertà non è mai definitiva, la democrazia non è mai garantito una volta per tutte. L'uguaglianza richiedo ogni giorno responsabilità, partecipazione, coraggio.
E l'Europa deve avere il coraggio di difendere il valore della pace con più forza e dei diritti conquistati e dev'per costruire una società più G estera, più giusta e soprattutto più umana. Non dimentichiamolo mai.
Grazie consigliera, il prossimo intervento del Consigliere Tarsitano, Cuba, noi sta suona, prego, Consigliere.
Grazie Presidente, con questo intervento volevo condividere con l'Aula.
E l'incontro che giovedì e insieme a un gruppo di colleghi e colleghe a cui le rappresentanze della Giunta abbiamo avuto con il console generale di Cuba in Italia, Josè Luis da riassumo ARES, è stato un momento veramente molto profondo, perché abbiamo avuto modo di capire appieno quello che sta accadendo in questo momento a Cuba e è in corso un.
Un vero e proprio blocco dell'arrivo di medicinali e cibo, e soprattutto petrolio verso l'isola, che da vari mesi sta rendendo estremamente complicata la possibilità di svolgere la vita ordinaria, andando ad intaccare in maniera veramente problematica anche tutto quello che è il sistema sanitario e l'attività di cura delle delle persone che vivono a Cuba ci è stato raccontato,
Di alcuni episodi veramente raccapricciante, che stanno diventando sempre più ordinari, e di operazioni fatte a lume di telefonino e di torcia elettrica in una situazione veramente estrema, dove appunto nel corso anche di operazioni delicate, salta.
Salta l'energia perché le risorse non ci sono più e gli ospedali vanno a generatori.
Ecco, in questo contesto credo che la consapevolezza sulla?
Scellerata decisione dell'amministrazione Trump di condurre un'escalation vera e propria che in questo momento, appunto, alla sua configurazione, in un blocco o ma che presto potrebbe diventare altro legittimando un intervento militare, è un qualcosa che deve essere attenzionato nell'ambito internazionale anche in questa, in questa città che che sempre sensibile alla,
Richiamo al diritto internazionale e al suo rispetto, ecco quello che sta accadendo a Cuba, ora purtroppo, oltre e a conferma di una determinata postura atteggiamento politico che certe potenze, in questa fase storica, stanno decidendo di attuare e un'ultima sottolineatura, ci tengo a farla la.
Vicinanza al popolo cubano e non può essere un solo esercizio retorico da parte dell'Italia, in particolare, credo per il grande aiuto che proprio da Cuba e provenuto sia durante il Covid ma tuttora né in alcune regioni del nostro Paese e in particolare della Calabria che in questo momento a 320 medici cubani in in servizio che stanno aiutando nella gestione del di un sistema sanitario che purtroppo è in crisi e che grazie al contributo di queste professionalità e si riesce a.
A sostenere. Mi ha molto colpito, proprio in questo incontro col console che c'è stato e ci è stato riportato un episodio di un'assemblea sindacale alla quale il console assistito e nel riportare il dato dei medici cubani presenti in Calabria, proprio un operaio e della di una delle aziende visitate, ha commosso, ha ringraziato per per il contributo dato dai medici cubani, perché un suo parente direttamente è stato curato proprio in una città calabrese e in una situazione molto complicata da uno di questi medici. Ecco, credo che, come è nei momenti di difficoltà del nostro Paese, Cuba ha saputo dare una mano con tutte le professionalità sanitarie. Ecco, credo che quantomeno dal nostro punto di vista, dalla nostra possibilità quantomeno di politici debba arrivare un messaggio di vicinanza e e il più possibile, ecco ci debba essere una presa di posizione, anche più alti vertici del Governo. Credo che sia significativo il fatto che la Calabria sia guida Forza Italia. In questo momento il Ministero degli esteri è di Forza Italia e proprio consapevoli di tutto l'aiuto che proviene da da Cuba. Può essere interessante e farsi sentire anche nei consessi internazionali per chiedere la cessazione di questo blocco e richiedere con forza rispetto del diritto internazionale ed evitare ulteriori escalation che purtroppo dalle dichiarazioni dei vari esponenti dell'Amministrazione Trump sembrano sempre più vicine e sempre più possibili. E con questo concludo grazie.
Grazie consigliere, Tarsitano la parola al Consigliere Bernagozzi, sull'idea dagli amministratori colpiti da minacce. Prego, Consigliere sì, grazie Presidente. Oggi, tra l'altro, siamo in chiusura di un weekend elettorale e quindi, insomma, in cui si leggeranno tanti amministratori ma poca amministratrici. Questo è un dato sinceramente che voglio evidenziare qui e credo che il clima d'odio, che in questo momento colpisce fortissimamente anche i nostri amministratori, non sia assolutamente un clima favorevole anche alla partecipazione democratica del nostro Paese. Per questo voglio innanzitutto dare la nostra solidarietà. Francesca Marchetti, Sindaca di Castel, San Pietro Terme che.
E ha ricevuto un proiettile in busta anonima proprio nel suo comune. Quindi mostrare la nostra vicinanza e ovviamente è un è un tema molto serio che ci deve ci deve preoccupare, così come al nostro sindaco Matteo Lepore notizie di insomma, di di qualche giorno fa, l'ennesima scritta in cui si dice Lepore a peso è ancora un'ultima.
Vicenda che viene, diciamo non dalle nostre parti, però di una consigliera della della Lega che avrebbe augurato a Elly Schlein di essere investita come come è successo a Modena, so che insomma, credo si sia sospesa in qualche modo, però credo che non sia sufficiente alimentare il clima d'odio nei confronti anche dei propri avversari politici. Non aiuta la partecipazione pubblica, non aiuta la partecipazione democratica, ma soprattutto non aiuta la nostra democrazia, rimanere sana, e questo dovrebbe essere un compito del di tutte le istituzioni, una responsabilità che tutti noi ci dovremmo prendere a carico, non solo fare proclami di solidarietà quando ci ci conviene a livello politico, ma essere noi per primi, come istituzioni, essere moralmente e in qualche modo impegnati a far sì che questo clima d'odio non travalichi, come ho appena dimostrato in un odio personale politico e che fa sì, insomma, che tutte le nostre istituzioni democratiche siano solo più deboli, grazie.
Consigliere Giordani, restyling, di piazza Roosevelt, tra sogno in realtà prego.
Sì, grazie Presidente, un saluto, le colleghe e colleghi e abbiamo appreso dal giornale che sembra che finalmente si sbloccherà il cantiere l'inizio dei lavori del restyling di piazza Roosevelt, però sinceramente il titolo che ho voluto dare tra sogni in realtà era bello. Mettere un po' di alberi, fare un po' di verde in centro può avere sicuramente un suo perché dal punto di vista estetico, ma e non si risolvono i problemi con i lavori del tram e gli altri lavori che sono stati fatti negli ultimi anni nel centro storico, sappiamo che son stati persi parecchi posti auto, eleggere che si si scaverà e forse si manterranno gli stessi. Lo stesso numero di stalli auto sinceramente suona un po'. Non voglio dire come una presa in giro, ma quasi cioè nel momento in cui si scava e si fa un'opera che impatterà dal punto di vista economico dal punto di vista dei cantieri, dal punto di vista dell'inquinamento, nel momento del e dei lavori, allora tanto vale anzi sarebbe utile fare un qualcosa che abbia una prospettiva, qualcosa che abbia una visione verso il futuro, non limitarci. All'attuale c'è trasferire 50 posti auto da sopra a sotto non serve oggettivamente a niente, sarebbe uno sperpero di denaro pubblico, per cui io mi auguro che ci sia ancora spazio affinché il progetto venga rivisto e si trovi una soluzione per fare molti più posti auto degli esistenti, giacché si va sotto si scavi uno o due piani in più e si facciano dei posti auto per i residenti. Grazie.
Grazie Consigliere.
Consigliere Begaj, licenziamenti di massa al magazzino, Kamila consigliere Begaj, non c'è.
Grazie grazie, Presidente, sì, la il mio intervento verte su una vicenda che, purtroppo, sta prendendo la piega più più drammatica, ovvero la chiusura del magazzino Kamila a Parma con 90 Facchini che hanno ricevuto venerdì una lettera di licenziamento gravissima, unilaterale e senza nessun confronto sindacale e con i lavoratori e le lavoratrici quindi parliamo di 90 persone che vanno a casa, che sono dipendenti della cooperativa MD, che l'ultima filiera di fatto del della filiera Coop Alleanza 3.0 rispetto alla alla alle movimentazioni appunto delle delle merci che dal magazzino poi arrivano arrivano nei supermercati.
Tutta la solidarietà, naturalmente, va a questi lavoratori che, come sappiamo e che ho conosciuto anche personalmente negli anni scorsi, sono principalmente di origine straniera.
O comunque vengono da contesti fuori dal territorio regionale, magari ecco anche anche dal sud Italia, perché sappiamo benissimo che il lavoro nei magazzini della logistica è un lavoro duro, dove ci sono tanti infortuni dove c'è tanto sfruttamento, e le inchieste di questi anni nel settore della logistica l'hanno ampiamente dimostrato. Oggi questi lavoratori sono in assemblea venerdì mattina, quando hanno ricevuto la lettera di licenziamento, questi lavoratori avevano già Polizia e Carabinieri attorno al magazzino a dimostrare il fatto che, evidentemente, qualcuno era stato preallertato nella della possibilità che, una volta ricevuta la lettera di licenziamento, questi facchini avrebbero potuto protestare seduta stante nel posto di lavoro. Ecco, anche questo è un segnale, io credo orribile, che va denunciato e naturalmente quello che chiediamo è che la Regione Emilia Romagna, e tutti o tutto il territorio, si prenda carico di questa situazione, committenza compresa, evidentemente anche perché la vicenda di questo magazzino e del licenziamento di questa 90 persone è strettamente legata anche al nostro territorio. Dal momento in cui ad Anzola dell'Emilia fu chiuso magazzino nel 2020 con una lotta importante da parte dei sindacati.
Con un accordo che ha previsto, poi a dicembre del 2025, la riapertura e il riassorbimento di questi di questi lavoratori, come da accordi che erano stati sottoscritti bene. Se però da un lato c'è stato dal 2020 al 2025, anzi ormai siamo il punto nel 2026 il rispetto di un accordo che pre che ha previsto appunto la chiusura del magazzino la riapertura qui ad Anzola, questo non possono pagarlo. 90 lavoratori a Parma che dietro hanno delle famiglie che devono pagare l'affitto, che devono pagare il mutuo e che non sono lavoratori di serie B.
Quindi è una vicenda, lo ribadisco, che intreccia più territori non solo quello di Parma, ma ci riguarda anche da vicino, visto che appunto la vertenza che ci fu ad Anzola è stata una vertenza legata anche al nostro territorio.
Credo e crediamo che sia inaccettabile che 90 Facchini vengono mandati a casa, ve siano mandati a casa in questo modo non può esistere in Emilia Romagna, non può esistere nel nostro territorio, non può esistere che ci sono lavoratori di serie A e di serie B quello che ci aspettiamo naturalmente una reazione importante a partire dalla dalla Regione che si deve prendere in carico sicuramente di questa di questa situazione ma anche di tutta la filiera perché lo ricordo, questo è un appalto, è una una filiera che riguarda Coop Alleanza. 3.0.
Camila e MD, che l'ultima cooperativa, quindi l'ultimo anello della catena che pure che appunto è la cooperativa, che poi ha contrattualizzato questi lavoratori, grazie grazie Consigliere, Consigliere Di Benedetto, lei ha tre interventi, una di seguito all'altro, il primo è tubo sotto il Ravone il titolo prego. Grazie Presidente, ecco il primo intervento, voglio parlare della galleria annunciata sotto il Ravone dei 2,5 chilometri e che ho salutato e saluto come un segnale positivo da parte delle istituzioni.
Certamente, con della prudenza, perché.
Dall'annuncio alla realizzazione. So che speranze e speriamo non passi tanta acqua sotto i ponti, ma che sia celere la cosa e però che non sia solo una promessa fatta in vista delle elezioni, perché sappiamo che ormai siamo quasi in periodo di campagna elettorale, quindi speriamo che non sia solo una promessa fatta in vista di quello però saluto positivamente. Questo è anche il lavoro fatto da parte del Consiglio comunale. Ringrazio i colleghi, ringrazio anche i colleghi che insieme a me, a Gianmarco De Biasi, colleghi della maggioranza, guidano la Commissione perché sono convinto che come Consiglio siamo riusciti a fare la nostra parte sia in termini di ascolto della cittadinanza e se.
Che ha le giuste e legittime preoccupazioni, visto quello che in tanti hanno vissuto direttamente o indirettamente, sia in termini anche di raccolta delle proposte che sono arrivate dai tanti comitati delle tante realtà cittadine e quindi è stata un'occasione importante di dialogo tra diciamo, le istituzioni, ma anche la politica e la città e i cittadini, e lo segnalo saluto come un segnale positivo, l'augurio che i lavori continuino anche con la forza e anche il ritmo necessario, e ci siamo poi tarati nel corso del lavoro della Commissione anche per andare incontro a quelle che sono state le richieste dei cittadini, però, ecco, sono sicuro che alla nostra parte un piccolo granellino non l'abbiamo fatta nel percorso per la messa in sicurezza del nostro territorio dobbiamo proseguire in questa direzione. Dalle parole devono seguire i fatti e tutte le Istituzioni ovviamente devono essere impegnati in questa direzione. Ecco, l'augurio è che verso.
La direzione della lotta al dissesto idrogeologico e la messa in sicurezza del territorio continui un impegno trasversale, anche quando poi inizieranno, entreranno nel pieno le campagne elettorali. Perché secondo me, su questo tema mostrarci compatti sarà un segno importante di anche di responsabilità politica e spero mi auguro che tutti saremmo in grado di andare in questa direzione. Perché dare il fianco ad accuse assurde come il magna magna della politica o follie simili, come alcune che ho visto, e sarebbe inaccettabile? Penso perché, quando riusciamo a metterci d'accordo su un tema così importante e trovare una linea comune, ebbene andare insieme compatti nella direzione della tutela del territorio e della comunità. Grazie Presidente.
Consigliere le ridò la parola progetti per piazza Galilei, Roosevelt secondo intervento prego.
Grazie Presidente, con questo secondo intervento voglio parlare del tema di piazza che la galleria di piazza Roosevelt siamo tutti in attesa di ricevere quelli che sono i progetti, da una parte, finalmente si va in questa direzione, nella direzione politica che come Lega ma anche come centrodestra chiediamo dallo scorso mandato cioè di lavorare anche in verticale sul numero di stalli auto peraltro si va anche nella direzione di un ordine del giorno che avevo presentato, cioè lavorare in verticale sugli spazi auto per liberare e invece,
Un po' di terreno un po' di spazio per fare per mettere del verde, per potenziare quelli che sono i polmoni verdi del centro. Anche un ordine del giorno che è stato approvato all'unanimità dal Consiglio. Quindi bene e faccio però un appunto e cioè come anche chi mi ha preceduto sottolineo l'opportunità a questo punto che si sviluppano in verticale i posti auto e di ragionare sulla possibilità di implementare in maniera molto significativa agli stessi perché mantenere lo stesso numero di posti auto che c'è adesso significa, ma anche dei posti moto. Significa perdere un'occasione, perdere un'occasione per tutte le persone interessate che va da chi vive nella zona, che sappiamo avere un grosso problema in termini di posti auto e sappiamo anche che i parcheggi arrivano a costare per chi li vuole. Acquistare anche 300.000 euro in questa zona è sicuramente una cifra inaccessibile per il lavoratore medio. Ero e sappiamo che ci sono dei problemi anche per chi lavora nella zona, anche a Palazzo d'Accursio, perché non è agevole raggiungerlo, e non tutti possono usare i mezzi pubblici, e sappiamo anche che Piazza Rosa ti viene utilizzata anche per chi viene magari in centro nei fine settimana o la sera, per altre ragioni, per altre attività che sono legittime. Quindi ragionare sulla possibilità di aumentare il numero totale di Spolli di posti auto. Penso che sia un'opportunità che dobbiamo cogliere. Attendo una risposta da parte dell'Amministrazione in questo senso. Poi, anche in base a questo, agiremo e prenderemo decisioni come Consiglieri. Grazie Presidente.
Allora ha terminato il tempo, quindi il terzo intervento decade. Giulia Bernagozzi consigliera il titolo del secondo intervento è un Paese diviso in due, la parità di genere sempre più lontana. Prego, sì, è una ricerca di Stato, approfitto per dare solidarietà ai lavoratori di stata che sono attualmente in agitazione e nel loro report spiegano una cosa che diciamo da sempre, ma che voglio ribadire in quest'Aula. Semplicemente il nostro è un Paese diviso in due, dove c'è una differenza di genere, anzi, un divario di genere ampissimo, soprattutto dal punto di vista lavorativo, e specificano la povertà di tempo. È una cosa che mi ha colpito molto, cioè come tra donne e uomini si percepisca la povertà del tempo che sia, perché è ancora sulle spalle delle donne, pesa il tempo di cura, che è ancora troppo sbilanciato sulle spalle delle donne. Su questo ovviamente incidono una serie di fattori in primis e il gap salariale, perché ovviamente, di fronte a un gap salariale così elevato sono le donne che rinunciano eventualmente al tempo del lavoro la mancanza di congedi paritari, insomma tutta una serie di sistemi, anche di welfare e di visione che noi dovremmo avere, che invece questo Governo non ha. Lo voglio ribadire ancora oggi, anzi, stiamo continuamente facendo passi indietro. Non ce ne facciamo nulla di fare proclami sull'occupazione femminile quando parliamo di un'occupazione femminile povera e che nella maggior parte dei casi, ovviamente non è una un'occupazione che è perdurare, ma è semplicemente un'occupazione temporanea che, purtroppo, non rispetto alla vita dignitosa, anche lavorativa e la voglia di carriera, e magari anche delle ragazze più giovani, di sperare di poter far carriera anche nelle materie che più piacciono come ad esempio le materie STEM tutti tutti i fattori che purtroppo incidono in un Paese ancora oggi troppo sbilanciato e che è diviso ahimè in due, su questo serve un cambio di passo, assolutamente grazie.
Grazie consigliera ora la parola al Consigliere Cima ricordo di Carlo Petrini, prego, grazie Presidente, non ho avuto la fortuna di conoscere Carlo Petrini di persone, tuttavia, in questi giorni ho ricevuto molte testimonianze emozionati da chi lo ha frequentato, da chi lo ha avuto come punto di riferimento e da chi gli voleva bene. Ed anche attraverso queste voci che oggi vorrei provare a portare un ricordo ricordare, Petrini significa ricordare molto più del fondatore di Slow Food significa ricordare un uomo che ha cambiato il modo in cui guardiamo il cibo, la terra e le nostre comunità ha insegnato che il cibo non è solo consumo e cultura. Relazione identità e giustizia sociale e memoria dei territori, dignità del lavoro e tutela della biodiversità.
È un modo in cui una comunità decide di stare assieme.
In anni in cui tutto sembrava dover correre più veloce, lui ha avuto il coraggio anche rivoluzionario di pronunciare parole semplici cibo, buono, cibo pulito, cibo, giusto, parole che sono diventate una visione politica e anche umana, capace di attraversare il mondo partendo dalle osterie, dai piccoli produttori, dai saperi popolari perché il cibo è sapere per arrivare fino ai più grandi palcoscenici internazionali.
Che ha avuto la fortuna di conoscerlo sa che la sua grandezza non è stata solo nelle idee. Tutti quelli con cui ho parlato l'hanno definito un visionario. Non è un caso, credo, e la sua capacità stava soprattutto nella capacità di ascoltare, nel far sentire ogni persona capace di essere parte di qualcosa di più grande. Aveva un dono raro di unire intelligenza e umanità, approfondita culturale e, ironia, visione globale, globale, ma anche amore autentico per le persone, per il locale, per molti non è stato solo maestro, è stato un compagno di strada, un riferimento affettivo, una voce capace di aprire orizzonti e la frase che esercita spesso e anche la più bella, però chi semina autopsia raccoglie in realtà, oggi il modo migliore per ricordarlo non è soltanto celebrare il pensiero, ma continuare a praticarlo. Ogni volta che difendiamo un territorio, costruiamo comunità, valorizziamo il cibo come bene comune, contrastando le diseguaglianze alimentari, e portiamo avanti un pezzo della sua eredità. Carlo Petrini. Ci lascia un insegnamento profondo che il futuro si costruisce a partire dalle relazioni umane, dalla terra e della cura reciproca. E forse il suo lascito più bello è proprio questo averci fatto capire che attorno a una tavola non si condivide solo del cibo, ma un'idea di stare assieme. Grazie.
Grazie Consigliere, consigliera, Bernagozzi, terzo intervento, la Bologna, la Bolognina vive. Prego sì, poche parole per dire che è stata festa sabato in Bolognina, so è stato aperto un nuovo, un nuovo ufficio SPAD, ma soprattutto sono stati aperti dei nuovi chioschi del mercato Albani. Nuove attività. Si è data vita finalmente a un nuovo giardino in una, diciamo, in una zona molto difficile del quartiere, dopo tante segnalazioni dei cittadini e c'erano tante comunità, prendersene cura, ecco, voglio dire questo perché sento spesso alla Bolognina veniva richiamata qui solo quando ci sono episodi di grave, ovviamente di di di di criminalità, insomma che la dipingono in un certo modo, ma sono contenta che la Bolognina invece abbia dimostrato di essere viva e abbia voglia anche di bellezza, perché la Bolognina e bellezza, grazie,
Grazie consigliera, Consigliere Cima secondo intervento, Europa, regioni ed enti locali, prego.
Grazie Presidente, oggi abbiamo celebrato con un Consiglio solenne l'Europa e invece io sono costretto a presentare un ordine del giorno che riguarda Bologna e che ha una dimensione europea decisiva e che riguarda una questione che rischia di mettere seriamente a rischio il rapporto della Commissione europea sui territori, la Commissione europea sta valutando di smantellare, diffondere la DG Regio, che è la Direzione generale che a livello di Commissione europea, da decenni gestisce i fondi strutturali europei e quindi il rapporto diretto con le regioni e con le città a suo posto il progetto prevede un'unica struttura centralizzata, guidata direttamente dalla prendesse dalla Presidenza della Commissione, quindi tutto questo si traduce in molto meno territorio e molto più vertice non è banalmente una questione tecnica, è una scelta politica sostituire la governance multilivello, che ha sempre caratterizzato l'approccio europeo, con un modello che scavalca completamente regioni ed enti locali. Lo abbiamo già visto col PNRR e sappiamo che non andrà a finire bene.
Aggiungo un dato che considero molto significativo il presidente della Conferenza delle regioni Fedriga ha scritto al Ministro Foti appena tre giorni fa, chiedendo di difendere la politica di coesione e la DG Regio, e l'ha fatto a nome di tutte le Regioni di centrosinistra e di centrodestra, questo perché è una preoccupazione che attraversa tutti gli esperimenti e tutti i territori.
Chiederò quindi con quest'atto che vado a comunicare questo ordine del giorno, che Bologna prenda posizione e i lavori per costruire una rete di Comuni che porti questa voce, dove si decide prima che sia troppo tardi, grazie.
Grazie consigliere, consigliere Giordani, Ramone e il rischio idrico accelerare con prudenza, prego Consigliere.
Sì, grazie Presidente, allora, dopo la bella e partecipato a Commissioni in cui sono stati interventi tecnici e le persone dell'università, dei rappresentanti dei comitati, dove è stato presentato il progetto di questo tunnel per deviare le acque e sono iniziati i primi, i primi commenti, ovviamente è un'opera di cui c'è estrema necessità, quella come la messa in sicurezza del resto del e del resto dei torrenti e dei corsi d'acqua che passano a Bologna, e non solo, diciamo tutta la rete idrica emiliano, romagnola, per questo il Governo ha fatto uno sforzo enorme, mettendo prima volta nella storia della della Repubblica italiana un miliardo a disposizione della Regione Emilia Romagna, spalmato su vari anni e una decina d'anni, come ha ricordato giustamente anche il governatore De Pascale. Proprio per fare queste opere, ecco l'opera del tunnel e sarà molto impattante e noi verificheremo che venga fatta nel migliore dei modi e io mi auguro, auspico anche sinceramente che queste opere.
Vedano la luce prima dei 10 anni previsti perché si il il ritorno, anzi la, la sì, il ritorno del rischio e la possibilità che capitino purtroppo alluvioni come quelle che si son state danno dei numeri ritorno a 200 500 anni sembrerebbero numeri molto alti, però, visti i cambiamenti che ci sono stati, visto la frequenza degli ultimi anni 2023 2024, sinceramente mi auguro che si cantieristi tutto il prima possibile. Ovviamente si lavora sulla collina, si deve anche trattare con privati. Si deve fare in modo che l'impatto di questa opera venga contenuta il più possibile e soprattutto che si rispettino i tempi e venga fatto nel più breve tempo possibile. Grazie.
Grazie Consigliere, consigliera, Bernagozzi, terzo intervento panchina viola per la lotta alla fibromialgia. Prego sì, volevo comunicare a questo Consiglio comunale, che ha approvato all'unanimità un ordine del giorno del collega De Biase, che ringrazio che abbiamo finalmente inaugurato. La panchina viola nella parco antistante Piazza Lucio Dalla, la panchina ci avvicina insieme all'associazione CFU che ringrazio che insomma ha fatto un convegno a cui abbiamo partecipato. È un simbolo e, tra l'altro collega, una zona così movimentata del quartiere alla casa della salute, è un simbolo che tutti noi dobbiamo tenere in mente, cioè che la fibromialgia è una malattia spesso invisibile, e noi vogliamo invece che sia visibile che sia riconosciuta e quindi ci aspettiamo insomma che tanti cittadini che passano di lì e vedono quella panchina con il QR code sappiano che ci sono dei malati che combattono per la loro dignità.
Grazie consigliera, Consigliere di a quel peso per i caregiver, prego, grazie Presidente, oggi vorrei affrontare un tema che riguarda migliaia di famiglie bolognesi, la difesa dell'assistenza integrata nelle RSA, nei centri per disabili e nell'assistenza domiciliare, nel marzo 2025 al Senato un emendamento, il 13.0 punto 400 ha tentato di scaricare sulle famiglie e tutto ciò che non è strettamente sanitario lavare, nutrire, mobilizzare e prevenire le piaghe.
Non servizi accessori matti, vitali per chi vive in RSA per chi ha l'Alzheimer, perché è assistito a domicilio.
Quell'emendamento è stato ritirato, ma non perché fosse stato riconosciuto sbagliato da chi l'ha proposto è stato ritirato perché la mobilitazione nazionale lo ha reso politicamente insostenibile e quella mobilitazione c'è stata anche qui a Bologna, Associazione familiari, operatori e ai cittadini che hanno chiesta con forza che il diritto alla cura non venisse smontato in silenzio.
Il punto politico è che il disegno di legge 12 41, oggi, 23 65, è ancora in discussione alla Camera finché l'iter non è chiuso, qualsiasi norma può tornare identica o camuffata, ciò che già è successo e può succedere di nuovo e per Bologna sarebbe un colpo durissimo.
Nella nostra area metropolitana vivono circa 18.000 persone con disabilità gravi, riconosciute, non tutte sono in RSA o in centri diurni, ma tutte dipendono da prestazioni integrate sociosanitarie che verrebbero colpite da una norma che separa artisti, che separa ciò che nella vita reale non è separabile.
Significherebbe dire le famiglie arrangiatevi significherebbe creare conflitti tra sanità e servizi sociali, contenziosi incertezza e, soprattutto, abbandono dei più fragili, noi siamo davanti a una svista tecnica.
Siamo davanti a una scelta politica, una scelta che riduce l'universalismo del servizio sanitario nazionale e trasforma diritti fondamentali in costi privati, e qui la domanda alla Lega è inevitabile, l'emendamento lo ha firmato una senatrice della Lega, la ministra per la disabilità e della Lega e su questo tema che riguarda anziani disabili, famiglie la Lega non ha ancora sciolto le sue ambiguità.
Oggi chiediamo una cosa semplice e doverosa, la Lega dica chiaramente se sostiene o no l'idea di far pagare le famiglie, ciò che garantisce il servizio sanitario, oggi lo dico alla Camera, lo dica al Paese lo dica la famiglie alle famiglie che assistono un figlio disabile o un genitore non autosufficiente perché su questo non ci sono zone grigie o si sta dalla parte dei diritti o si sta dalla parte dei tagli Bologna, città dei diritti e dell'inclusione non può tacere e noi oggi lo diciamo con forza l'assistenza integrata non si tocca, non si taglia e non si privatizza.
Le persone non autosufficienti non possono manifestare, ma i loro familiari e le famiglie sì, e noi dobbiamo essere la loro voce finché questa norma non sa, non sarà definitivamente cancellata, grazie Presidente.
Grazie consigliere. Ora la consigliera Conticelli ha due interventi, uno di seguito all'altro, il primo e psicopatologia della politica quotidiana. Prego, grazie Presidente. Ho avuto la possibilità di incontrare lo psicologo, è noto studioso di West e di dialogare con lui sul tema della comunicazione politica. In occasione della sua tenuta a Bologna, la sua conferenza al centro, San Domenico venerdì scorso, aveva un titolo molto significativo Psicopatologia della politica quotidiana, Trump, i suoi apostoli e il destino dell'ordine mondiale. Vorrei innanzitutto ringraziare la rivista psicoterapia e Scienze umane per aver promosso a Bologna un incontro di così alto profilo culturale, civile, capace di riportare il dibattito politico dentro uno spazio di riflessione critica, lontano dalle semplificazioni e dalla propaganda. Non è scontato oggi creare i luoghi in cui la politica venga discussa non solo come tecnica del consenso, ma come questione che riguarda la mente e le emozioni, la responsabilità democratica e il linguaggio pubblico. Una riflessione è quella di Westen, che ricorda infatti che la politica non parla mai soltanto alla razionalità. Le persone decidono anche attraverso emozioni, paure, speranze, percezioni profonde e senso di appartenenza. Questo è il mostra come i grandi leader riescono a costruire consenso non solo attraverso programmi, ma attraverso narrazioni capaci di creare identificazione emotiva, ma soprattutto ha insistito sull'importanza dei valori come struttura profonda dei programmi politici, valori chiari, coerenti, comunicabili e riconoscibili. Spesso oggi proprio questo manca visioni anche molto belle, ma fluttuanti linguaggi che non tengono conto di chi ascolta identità politica incapace di trasformare valori, idee e diritti. Il racconto condiviso e solido cioè solidale, parlando di Donald Trump western, ha spiegato come abbia costruito un legame emotivo molto forte con una parte dell'elettorato, usando identità, paura, polarizzazione e un forte carisma populista. Allo stesso tempo, ha messo in guardia dai rischi di derive autoritarie, narcisistiche e psicopatologiche presenti entrambe in altri leader contemporanei simili, spiegando anche perché continuino ad avere un consenso così forte. Secondo lo studioso, la politica contemporanea è cambiata profondamente. Non conta più solo l'equilibrio, tra ragione, credibilità ed emozione, ma il leader stesso diventa il messaggio, la personalità, il carisma e perfino gli aspetti più estreme del carattere finiscono così per influenzare il consenso e la percezione della realtà. I populismi di destra e di sinistra si rafforzano spesso attraverso racconti semplice, assoluti, capace di polipi di mobilitare, paura, rabbia e bisogno di appartenenza. Per questo sostiene invece l'importanza di una politica capace di unire emozione e pensiero critico, passione, valori profondi e responsabilità democratica, perché è una come migrazione politica. Può certamente essere coinvolgente empatica, persino appassionata, senza per questo rinunciare alla verità, alla complessità e al rispetto dell'esperienza comprensibile di chi ci sta di fronte, ed è forse proprio questa la sfida più importante non eliminare le emozioni dalla politica ma radicale, dentro valori profondi e condivisi, dignità umana, democrazia, giustizia sociale, libertà, rispetto delle differenze, affinché la comunicazione non diventi narcisismo politico, che i programmi siano senza struttura valoriale, ma che, se non costruzioni, è fondata sull'etica comune, ben visibile, espressa e salda. Grazie Presidente.
Grazie consigliere. Le ridò la parola per il suo secondo intervento e il diritto alla Liffe alla difesa. Prego altre. Presidente, l'articolo 24 della nostra Costituzione stabilisce che la difesa è un diritto inviolabile e le garanzie riconosciute all'Avvocatura esistono proprio per assicurare indipendenza, libertà e serenità nell'esercizio del mandato difensivo. Questo significa che ogni persona, indipendentemente dalla gravità delle accuse e del crimine compiuto, ha diritto a essere difesa da un avvocato ed avere un processo equo e non essere considerata colpevole prima di una sentenza definitiva. Intervengo oggi dunque, per esprimere solidarietà all'avvocato Fausto Gianelli. Oggetto in questi giorni ed insinuazioni violenti, attacchi che considero profondamente preoccupanti mi riferisco alla vicenda della strage avvenuta il 16 maggio scorso quando Salim e il Comune di l'altra volta un'auto numerosi passanti. Purtroppo conosciamo la vicenda. L'avvocato Fausto Giannelli ha assunto la difesa fiduciaria dell'imputato, un avvocato che assume la difesa di una persona accusata di un crimine gravissimo non diventa il portatore delle idee, delle azioni delle RAS. Responsabilità dell'imputato diventa invece il garante di un principio costituzionale fondamentale. Il diritto alla difesa è proprio per questo. Ritengo ancora più grave il tentativo di trasformare l'esercizio della difesa in un terreno di sospetto politico e ideologico. Anche a nome del nostro Gruppo esprimo solidarietà, dunque all'avvocato Fausto Gianelli. Grazie.
Grazie consigliera ora la parola al consigliere Mazzanti bentornati volontari della flottiglia, continuiamo insieme la lotta per la democrazia e il popolo palestinese, prego intanto bentornati e la cosa che più credo vada sottolineata e il grande sacrificio fatto avere affrontato violenze fisiche, violenze sessuali nei confronti delle donne, delle,
Dei volontari che hanno fatto questa impresa. Botte violenze di ogni genere nei loro confronti. I racconti sono molto chiari, le foto altrettanto la cosa che mi ha dato molto fastidio è la reazione che ha avuto il Presidente del Senato vergognosa ha detto che lo fanno apposta per avere un momento di pubblicità, si dovrebbe vergognare a Ziraat, ha giurato sulla Costituzione quella Costituzione che ha permesso a lui e a tanti fascisti come lui di potere dire anche fesserie, corbelleria del genere, sia un po' di dignità. Si dovrebbe dimettere e ringraziare questa Repubblica che permette a lui di dire e fare.
Cose del genere. Lo ricordiamo tutti quanti manifestazione con la barba e capelli lunghi, quel giorno, in quella manifestazione, un manifestante scacciò una bomba che uccise la gente Marino. Questi sono i personaggi con cui abbiamo a che fare. Si dovrebbero vergognare grazie.
Consigliere Angiuli, in Carlo Petrini, che semina utopie, raccoglie realtà. Prego grazie anch'io intervengo su Petrini, che era nato a Bra nel 49 e che ha cambiato l'idea di cibo del cibo in tutto il mondo. Il cibo non è mai soltanto nutrimento, ma è politica e paesaggio e piacere giustizia sociale. Dalla sua visione sono nati Slowfood, la rete di Terra Madre, l'Università di Pollenzo, delle scienze gastronomiche, ma il suo lascito più profondo e forse è quello meno visibile è l'aver ispirato. Centinaia di comunità urbane e rurali in tutta Italia a resistere a riportare il valore del cibo sano è buono al centro delle relazioni umane. Il suo pensiero ha lasciato tracce concrete anche nella nostra legislazione regionale. Nel 2007, infatti, all'allora assessore regionale Rabboni che presentava la proposta di legge sulla biodiversità agraria, Petrini non si limitò ad approvare il testo. Chiese di andare oltre, non bastava a conservare il patrimonio genetico, bisognava salvare anche la memoria dei saperi e delle tecniche tramandate oralmente di generazione in generazione, un patrimonio che diceva lui con la scomparsa degli ultimi testimoni rischia di non essere poi di essere perso per sempre Rabboni. Accolse il suggerimento e aggiunse alla legge un articolo per la conservazione della memoria storica, un piccolo episodio che dice molto di come Carlin lavorava non solo ispirando, ma esigendo trasformazione concreta in questo stesso solco. Secondo me si incastona una scelta recente del Comune di Bologna, che riguarda proprio l'introduzione del diritto al cibo nel proprio Statuto, un atto che riconosce il cibo non come merce, né come dato scontato, ma come diritto fondamentale della persona e della comunità come rivoluzione culturale. Quella stessa rivoluzione culturale che Carlin aveva avviato oltre 40 anni fa da una piccola città piemontese, quella Resistenza oggi è più che mai necessaria. Il Presidente del biodistretto, dell'Appennino bolognese Cavazzoni, ha denunciato con forza la recente proposta di legge che escluderà dai benefici per le aree interne molti Comuni montani del nostro Appennino, un atto che colpisce direttamente quegli agricoltori, quegli allevatori che stanno riattivando economie locali che resistono alla diversi, alla desertificazione dei servizi che hanno scelto la montagna come casa e come lavoro. I numeri europei ci dicono tutto. Negli ultimi 10 anni il popolo agricolo in Europa è calato del 25% e in Italia del 30%, il 3,6% delle imprese agricole e Governo e il 55% delle terre europee è proprio quella concentrazione di potere che Carlin aveva combattuto per tutta la vita, preferendo sempre la piccola e media agricoltura. Quella che noi, chiamiamo un'agricoltura artigiana che produce le per le comunità e costui T e custodisce il territorio e biodiversità. C'è dunque un filo che unisce la legge regionale dei Rabboni, lo Statuto di Bologna, le battaglie del biodistretto, il cibo come bene comune e come diritto come atto politico, un filo che Carlin ha contribuito a tessere a Monghidoro nel fine settimana appena trascorso. La comunità del grano alto lo ha ricordato, a modo suo le spighe sollevate in alto per un minuto di silenzio, un gesto che custodisce senza parole quella memoria viva che lui voleva salvare e che oggi sulle nostre montagne e continua ad aver bisogno di difensori chi semina utopia diceva, raccoglie in realtà, grazie grazie, Carlin Petrini.
Grazie consigliera ora il consigliere Mazzanti a tre interventi, uno dietro l'altro, il Sec, il primo e il secondo dei quattro di che ne fa oggi è il primo e Galleria School matrice furbone, secondo intervento, Presidente, direi che la Commissione è stata una Commissione molto importante quella dell'ultima giornata.
La soluzione del tubone. Credo che sia lo chiamiamo così, ma un uomo improprio importante. Bisogna andare avanti, bisogna fare il progetto e mettere in salvaguardia la città. Credo che il problema sia ben dire, però di altra natura, perché subito qualcuno è arrivato a dire ma allora, se si fa un tubo di quel tipo tenete conto diametro massimo cinque metri. Si può fare anche il passante sud. Tenete conto che il passante sud ha una dimensione di scavo che circa sui 20 metri, quindi, provate a immaginare l'impatto, basta vedere cosa ha significato altre operazioni di questo tipo. Noi dobbiamo andare avanti con il tubo, senza distrazioni, ciò che di incompetenti che parlano perché Under bagnati in bocca, non certo per esperienza, per capacità professionale. Quindi su questo bisogna andare avanti. Gli interventi vanno fatti. Il finanziamento governativo è un atto dovuto del Governo sul piano dei finanziamenti dell'assetto idrogeologico, cosa che in passato non ha fatto e con purtroppo anni di ritardo. Finalmente ci siamo arrivati, visto la posizione assunta in sede nazionale di tutti i Sindaci che son stati coinvolti. Quindi bene l'impatto, andiamo avanti, stiamo venne vigili anche perché in un'Università questo studio fatto, il dica e gli esperti l'hanno ben portata avanti, anche perché soluzioni differenti avrebbero impatti molto maggiori. Grazie.
Consigliere Mazzanti, le ridò la parola area sfamato e l'incuria dello Stato, do un interessante servizio, l'altro giorno sulla stava 8 debbo dire che dir la verità è difficile, tenete conto che la sua moto, noi d'accordo col demanio, quando abbiam chiesto gli usi temporanei non siamo entrati per un motivo molto semplice, non abbiamo potuto farlo perché c'era no, non avevano fatto provvedimenti di inquinamento, quindi quindi lo Stato si è di fatto in collaborazione ripreso la gestione di quella cosa, quindi lo dico mi dispiace aver visto.
3 7, le affermazioni fatte dal Consigliere di Fratelli d'Italia e da una cittadina che chiedevano la presenza, beh, è un bene dello Stato, c'è i Carabinieri, c'è la Polizia di Stato, c'è la Guardia di finanza, facciano le bonifiche, poi le hanno messo a disposizione, ne facciano queste bonifiche, no, eravamo disponibili a prendere noi già due anni fa. Dov'è il problema se sono degli incapaci, come si dimostra, guarda caso casualmente anche stavolta e guarda caso bene, ma la verità va detta, la verità va molto detta e il Demanio sta lavorando con noi per avere il progetto riconosciuto a livello nazionale, ma nel momento in cui gli usi temporanei non li abbiamo fatti, le chiavi se ne sono riprese. È da tempo che hanno le chiavi loro il demanio, quindi ancora una volta comincino a lavorare e deve fare quel che devono fare e non tirino dentro il Comune, che in questo caso non c'entra nulla.
Allora, grazie, Consigliere.
Allora lei ha un altro intervento. Sicurezza, due fronti, il sociale e il controllo del territorio. Prego sì, prima è già stato oggetto di intervento quello che è avvenuto nel nostro quartiere Bolognina, le la al Navile importante, avete visto. Abbiamo riattivato delle attività commerciali chiuse e destinate al sociale e interventi di qualità, stati fatti anche i servizi molto interessanti di informazione sulla stampa e sul l'altra questione e naturalmente la parte legata agli interventi di ordine pubblico. Bene, siamo ancora qua che aspettiamo. I locali sono pronti e andateli a vedere per il commissariato da mo', sono pronti e mandino quegli agenti che avevano concordato 18 agenti dentro al commissariato. Noi, la nostra parte sul sociale, l'abbiamo fatta, la Polizia locale fa quel che può bene, ma anche un attore, questa torre. Lui, poi capisco che il ministro dei problemi, ultimamente anche a livello familiare, però, fa il Ministro mica l'aceto, qualcun altro che faccia il suo lavoro, che ci dia una mano e che cominci a lavorare e mi dispiace perché lo stimo come persona,
Terminato il tempo, Consigliere Venturi in meno ideologia più soluzioni, il parcheggio interrato di piazza Roosevelt e il futuro di Bologna prego.
Grazie grazie Presidente, oggi desidero intervenire su un tema che considero strategico per il futuro governo della nostra città, ovvero la realizzazione del parcheggio interrato di piazza Roosevelt e dell'area di piazza Galilei parliamo infatti di una scelta importante che arriva dopo decenni di immobilismo culturale e politico sul tema che a Bologna è stato a lungo trattato come un vero e proprio tabù ovvero quello dei parcheggi interrati, tema sul quale mi sono battuto in tutti questi anni di mandato.
Eppure già nel 1985 l'architetto Andrea Trebbia aveva immaginato e proposto un progetto di interramento della sosta proprio per piazza Roosevelt, sottoponendolo all'allora sindaco di Bologna, Renzo Imbeni, una visione urbanistica avanzata per l'epoca che aveva compreso con largo anticipo un principio che oggi è evidente, ovvero le automobili debbono progressivamente lasciare la superficie pubblica per restituire spazio qualità urbana, sicurezza e vivibilità ai cittadini. Quella proposta, però, vedete, non venne realizzata per quasi quarant'anni. Bologna ha continuato a discutere molto di mobilità sostenibile, ma troppo poco, della necessità concreta di creare infrastrutture di sosta moderne, funzionali e integrate con la trasformazione urbana. Per anni ogni ipotesi di parcheggio interrato è stata guardata con sospetto quando non apertamente osteggiata. Si è sostenuto spesso che queste opere non fossero economicamente sostenibili, troppo costose o incompatibili con il contesto storico della città. Ecco, io credo che oggi questa impostazione debba essere però superate. Le nuove tecnologie, infatti, hanno radicalmente cambiato il quadro. Oggi esistono, vedete parcheggio interrato e automatizzati e meccanizzati che riducono drasticamente i costi di gestione, ottimizzano gli spazi, limitano gli impianti e gli impatti ambientali e consentono una sostenibilità economica molto maggiore rispetto al passato.
Non è quindi corretto continuare a sostenere, come una parte della sinistra cittadina ha fatto per anni, che i parcheggi interrati siano per definizioni opere finanziariamente insostenibili. La realtà dimostra il contrario, se progettati bene con tecnologie moderne e con una visione urbana chiara. Questi interventi possono essere economicamente sostenibili e, allo stesso tempo migliorare la qualità dello spazio pubblico. Allo stesso modo, poi, credo sia necessario affrontare con pragmatismo anche al rapporto con gli enti preposti alla tutela storica e paesaggistica.
Bologna è una città straordinaria sul patrimonio, doveva essere protetto con la massima attenzione, ma tutela non può significare signori immobilismo, occorre costruire un dialogo serio e concreto con la Sovrintendenza e con le belle arti per individuare soluzioni progettuali capaci di realizzare parcheggi interrati senza deturpare in alcun modo il paesaggio urbano e monumentale della città. Le tecnologie ingegneristiche e architettoniche oggi consentono interventi molto meno invasivi rispetto al passato ed è quindi possibile consiliare tutela del patrimonio storico e necessità contemporanea, perché è il punto centrale, resta uno. I cittadini oggi hanno un problema reale. Migliaia di persone non sanno dove ricoverare la propria automobile e non possiamo continuare a ignorare questa esigenza concreta, lasciando le auto in superficie occupando piazze, marciapiedi e spazi pubblici che potrebbero essere restituiti alla collettività.
Se vogliamo quindi davvero una città più vivibile, più verde, più ordinata, dobbiamo avere il coraggio di affrontare il tema della sosta con serietà e senza pregiudizi ideologici, cosa fatta finora, ed è per questo che considero positiva, se pur tardiva, la scelta dell'Amministrazione di procedere finalmente con il parcheggio interrato di piazza Roosevelt Galilei. È una decisione che va nella direzione che da tempo sosteniamo, ovvero meno auto in superficie più qualità urbana, più pedonalità, più verde, più sicurezza, più ordine nello spazio pubblico. Ma attenzione, signori, questo progetto non può e non deve restare un episodio isolato. La domanda politica vera e quindi siamo davanti a una svolta strategica, oppure un intervento unico e irripetibile, perché Bologna ha bisogno di una nuova stagione di parcheggi interrati, moderni, sostenibili e possibilmente automatizzati, capace di ridurre il consumo di spazio, aumentare l'efficienza e minimizzare l'impatto urbanistico. E non stiamo parlando di un ritorno a una cultura auto centrica della città, è al contrario, stiamo parlando di creare le condizioni per una vera riqualificazione urbana. E guardate bene che le grandi città europee che hanno investito seriamente nella pedonalizzazione e nella qualità dello spazio pubblico e lo hanno fatto accompagnando queste politiche con infrastrutture di sosta adeguate, spesso sotterranea, per questo motivo il parcheggio di piazza Roosevelt può rappresentare un banco di prova decisivo. Può essere il simbolo di un cambiamento di paradigma, meno ideologia e più pragmatismo, meno contrapposizione tra mobilità privata e spazio pubblico, più capacità di governare la transizione urbana in modo realistico ed efficace. Naturalmente vigileremo attentamente sul progetto, sui costi e sui tempi di realizzazione, sugli impatti urbanistici.
Allora era l'ultimo intervento, ad inizio seduta, sono stati presentati un ordine del giorno, è richiesta un'anticipazione di un altro ordine del giorno, vedo il Consigliere Gaigher che chiede la parola, prego sì, grazie Presidente per chiedere una sospensione di una ventina di minuti se ai colleghi va bene così magari riguardano consultano il l'ordine del giorno presentato dalla maggioranza.
Bene, allora sospendiamo i lavori del Consiglio e ci rivediamo qui tra 20 minuti, 16 e 40 circa, prego.
Allora riapriamo la seduta consiliare, sono stati presentati un ordine del giorno nel corso degli interventi di inizio seduta, di cui viene chiesta la trattazione immediata dopo le delibere iscritte alla seduta odierna.
L'ordine del giorno a prima firma Consigliere Cima, chiedo se vi sia un intervento contrari all'ammissibilità dell'ordine del giorno.
Allora non vedo nessuna richiesta di intervento, quindi procediamo con la votazione, apriamo la votazione per l'ammissibilità dell'ordine del giorno a prima firma, Consigliere Cima presentato oggi a difesa della politica di coesione europea e del ruolo delle regioni degli enti locali, la votazione è aperta.
Okay, allora chiudiamo la votazione.
Allora, o 26 presenti, 26 votanti, 26 favorevoli, il Consiglio approva l'ammissibilità dell'ordine del giorno, quindi passiamo alla votazione per la trattazione urgente e apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione o 26 presenti, 26 votanti, 19 favorevoli, 7 contrari, il Consiglio approva la trattazione urgente.
Allora ora procediamo con la richiesta di anticipazione dell'ordine del giorno 2 2 5 a prima firma, Consigliere Negash Aprilia, non c'entri, allora la votazione è aperta, scusate 3.
E lo dice.
Allora ricordo intanto che l'ordine del giorno è il 2 2 e 5 per la valorizzazione dell'accoglienza turistica, attraverso l'installazione di totem multilingue cartelli di benvenuto presentato dal Consigliere Negash ed altri in data 23 marzo 2026.
Chiudiamo la votazione o 26 presenti.
26 votanti, 18 favorevoli, 8 contrari, il Consiglio approva l'anticipazione.
Quindi procediamo con l'ordine del giorno a prima firma, Consigliere Cima consigliere, le do la parola, prego.
Grazie Presidente.
Oggi, appunto, abbiamo avuto il Consiglio solenne.
Sulla Giornata dell'Europa sembrava al momento giusto per un ordine del giorno come questo, che in realtà vuole dare l'idea, il segnale di quello che sta succedendo in Europa, perché a Bruxelles, in queste settimane e si sta decidendo il riassetto del quadro economico e finanziario si stanno decidendo anche la riorganizzazione di una serie,
Di quelle che vengono chiamate le direzioni generali e che.
E con quello che sta succedendo noi dobbiamo anche valutare che quello che succede a Bruxelles avrà ripercussioni dirette su sulle città, quindi su Bologna, sui suoi quartieri, sui servizi e soprattutto, sulla capacità di programmare alcuni aspetti del nostro futuro, la Commissione europea sta valutando di smantellare.
O ridimensionare la DG Regio che la Direzione generale per la politica regionale e urbana, ovvero uno dei servizi più antichi e strategici dell'intera architettura comunitaria, è una cosa che è stata confermata anche dal vicepresidente esecutivo Fitto, che pubblicamente ha parlato di riflessione sull'efficienza sapendo perfettamente che dietro la parola efficienza si nasconde esattamente quello che ho descritto cioè una riorganizzazione.
La DG Regio e la DG, che gestisce la politica di coesione europea, quindi lo strumento con cui l'Unione riduce le disuguaglianze tra le Regioni, perché è quella che finanzia le infrastrutture e la mobilità sostenibile, la formazione e la rigenerazione urbana, risorse che Bologna e la Città metropolitana hanno saputo utilizzare molto concretamente si parla dei bus elettrici, si parla dei progetti di riqualificazione urbana, si parla dei fondi per la formazione professionali che hanno radici nella politica di coesione, non è estrazione, quindi, ma è una politica che tocca.
La vita quotidiana delle persone. Quello che si prospetta al momento è la fusione in un unico grande fondo centralizzato, orientato a quello che viene definita al momento competitività e difesa, traduco con riarmo armi.
Gestito direttamente dalla Presidenza della della Commissione, dalla von der Leyen, quindi meno territorio e più decisioni verticistiche, meno programmazione condivisa e più decisione unilaterale.
Il modello a cui si fa riferimento è quello del PNRR, ma chi sostiene queste riforme cita il PNRR come modello di successo, lo cita parlando di un modello veloce, centralizzato ed efficace, ma questo confronto è sbagliato alla radice e vale la pena provare a ragionare sul perché.
PNRR nasce come uno strumento emergenziale.
Per rispondere alla crisi straordinaria del Covid e per dare nel più breve tempo possibile uno strumento agli Stati, aveva un orizzonte temporale limitato.
Molte condizionalità rigide legate a riforme strutturali e piani di lavoro negoziati direttamente tra il Governo nazionale la Commissione era uno strumento di risposta all'emergenza, all'urgenza utile, necessario in quel contesto, ma per sua natura privo di programmazione territoriale, strutturata quindi senza radicamento nelle specificità locali e senza quella governance multilivello ovvero fra Governo, Regioni e Enti locali che permetteva a tutti i territori di essere protagonisti e non semplicemente destinatari del finanziamento.
La politica di coesione aveva esattamente queste caratteristiche, era una politica di sviluppo, è una politica di sviluppo nel senso più profondo del termine, perché aveva un orizzonte pluriennale.
Veniva pro co programmato con regioni ed enti locali e aveva uno un approccio che partiva da bisogni reali dei territori, la programmazione partiva anni prima non si misuravano si misura sulla velocità di erogazione, come il PNRR, che deve essere finito entro subito, si misura sulle capacità di trasformazione strutturale nel tempo, quindi usare il PNRR e la sua modalità di gestione come giustificazione per riformare la coesione significa applicare.
Una logica dell'emergenza, che è quella tipica del PNRR con una struttura permanente dell'Europa è un errore di categoria prima ancora che politico.
I risultati del PNRR del resto ci dicono già qualcosa, perché avremmo già abbiamo già visto che ci saranno ritardi nell'attuazione, ci saranno difficoltà, ci sono state difficoltà di raccordo con i Comuni e con le regioni.
La concentrazione dei benefici del PNRR è avvenuta nelle aree più forti nel recepire finanziamenti che era più capace ed era più attrezzato, ha preso più soldi, non è un modello da esportare, è un'esperienza da cui eventualmente capire e imparare alcuni limiti.
Aggiungo un elemento che credo sia molto interessante, Presidente della Conferenza delle regioni Fedriga ha scritto al Ministro Foti tre giorni fa.
Esprimendo formalmente il dissenso di tutte le regioni italiane rispetto a una riforma che ridimensiona la coesione, mette a rischio l'autonomia della DG Regio Fedriga, che non è la nostra parte politica,
Ha espresso una preoccupazione che è di tutti gli schieramenti e quindi un interesse oggettivo e di tutti i territori. Questo non significa opporsi a qualsiasi riforma della Commissione. Una revisione ci sarà, dobbiamo esserne consapevoli, ma la pretesa legittima è che la riforma sia costruita con le regioni e con gli enti locali non sopra di loro e che mantenga alcune specificità della coesione come politica di sviluppo che non dissolva decenni di competenze tecniche e relazioni territoriali in un fondo generico pilotato dall'alto. Perché, ad oggi, la previsione che il fondo vada direttamente in un mega in un mega fondo, gestito direttamente dal dalla Presidente della Commissione, il negoziato sul prossimo quadro finanziario entra nella fase decisiva entro fine anno. Se i Comuni tacciano adesso, gli enti locali e le Regioni tacciano. Adesso non avranno più voce. Dopo, quindi, con questo ordine del giorno e chiediamo al Sindaco e alla Giunta di portare la posizione di Bologna nelle sedi che contano, che contano per questo tipo di dibattito che sono l'ANCI, il Comitato europeo delle, Regioni, la Regione Emilia Romagna e di lavorare per costruire una rete di Comuni italiani che parli con una voce sola, non come opposizione preconcetta, ma come un esercizio di responsabilità istituzionale verso i nostri cittadini. E verso un'Europa che l'abbiamo detto oggi nel Consiglio solenne vorremmo più giusta e non più verticale e più distanti dalle esigenze del territorio. territorio, grazie.
Grazie Consigliere.
Apriamo il dibattito.
Chiedo se qualcuno intende intervenire, si consigliera De Martino, prego a lei la parola.
Grazie, ma il collega è già stato molto esaustivo, però ci tengo a ringraziarlo per per aver preparato insomma questo ordine del giorno che cade a pennello, visto il Consiglio solenne che abbiamo avuto e che cade a pennello per una discussione nella quale io credo sia molto importante inserirsi e farlo prendendo delle posizioni molto chiare e molto nette. E se oggi viviamo delle crisi così profonde è perché negli anni, nei decenni, quelle che erano le istituzioni che prima facevano un po' da intermediazione tra le comunità locali e.
E le grandi trasformazioni e crisi globali che si verificavano, che si sono verificate in passato. C'era l'infrastruttura far questo dell'Unione europea e c'erano gli Stati nazionali. Entrambi ci sono ancora, ma sappiamo benissimo che le trasformazioni della globalizzazione hanno fatto sì che il potere, la capacità di intervento e di incisività degli Stati nazionali si è ridotta moltissimo del tempo e nello stesso momento l'Unione europea, come infrastruttura istituzionale e democratica, non si è rafforzata nei fatti. Tutti noi europei siamo nelle mani di Capi di Governo che non vogliono cedere quella sovranità in più che servirebbe all'Unione europea per poter essere davvero incisiva sulle grandi questioni internazionali, che poi si scaricano con sempre più violenza, perché non gestite a quel livello sulle comunità locali e, dall'altro lato, quindi, cercano di risolvere i problemi, ma ovviamente non riescono a mettere in campo delle politiche effettivamente efficaci perché, come dicevo, ci sono delle questioni che a livello nazionale ormai noi dovremmo metterci tutto e tutti in testa non si possono più risolvere allo perché ho fatto questo cappello introduttivo che magari può sembrare che la stia prendendo un po' larga.
L'ho fatto perché l'allarme che il collega cima riportato oggi in quest'Aula è veramente alto.
Perché i fondi di coesione sono stati quei fondi che hanno permesso ai comuni, che sono i primi, ormai chiamati dalle comunità locali, a intervenire per rispondere a bisogni crescenti, per rispondere a questo modo violento, in cui le crisi globali si scaricano direttamente sui territori con, come dicevo, questa intermediazione sempre sempre più debole e lo hanno fatto, le comunità e le amministrazioni locali sono riusciti a farle, soprattutto grazie ai fondi di coesione che sono dei fondi europei.
Quei fondi che adesso, non a caso, si stanno mettendo in discussione. Dico non a caso, perché è evidente che ci sono dei partiti che hanno in testa una regia politica molto precisa su questo, a parte che sappiamo benissimo che c'è da anni una discussione in Europa su questi fondi di coesione, perché ci sono quegli Stati che stanno meglio, che ci mettono più risorse che poi li ricevono indietro, no di meno rispetto a quelle che mettono a budget comune, è una forma di egoismo nazionale, assolutamente in controtendenza rispetto all'idea originaria di Unione europea, dove ci mettiamo insieme per crescere meglio in maniera armoniosa tutti insieme, che significa anche, ovviamente, redistribuire no al nostro interno. Una volta in Europa c'erano anche delle strategie bellissime. Io c'ho perso le ore a leggerle perché erano veramente portavano ad avere una visione di lunghissimo periodo e anche di un modello diverso di società. Erano le strategie macroregionali, dove si diceva io non do dei fondi all'Italia o all'Emilia Romagna o alla Sardegna o alla Germania per crescere, ma le do a delle macroregioni europee, cioè io porto i gli Stati che compongono l'Unione europea a capire che ci sono quelle regioni di confine tra Stati che hanno talmente tante cose in comune che possono considerarsi una vera e propria macroregione europea, cioè che travalica i limiti di quelli che sono gli Stati nazionali,
Una politica, secondo me assolutamente d'avanguardia, come dire che ci proiettava veramente al futuro, ma che, non a caso, negli anni è stata sempre più dimenticata ora, tra il dimenticarci delle macroregioni, che è un grande peccato, è una grande perdita, ma tra questo e mettere in discussione uno strumento che finora è stato il pilastro delle politiche dell'Unione europea, cioè il Fondo sociale europeo, io credo che ce ne passi e vorrei che non ce n'è passasse, perché significherebbe veramente fare dei passi indietro, non solo per la comunità europea tutta, ma soprattutto per quei territori che fanno già fatica, che stanno facendo più fatica e non soltanto quelli. Ma io penso anche alle tantissime azioni sociali che siamo riusciti a portare avanti anche qui nel nostro Comune a Bologna. Grazie grazie a questi fondi, in un contesto tra l'altro, sappiamo dove di tagli nazionale proprio sul sociale non è che ne siano arrivati pochi in questi anni ne arriveranno.
Pochi nei prossimi, quindi è molto importante che noi su questo ci facciamo sentire che prendiamo posizione e, soprattutto, che lo facciamo capire alla cittadinanza, perché non so forse chi ci governa, essendo anche, come dire fisicamente un po' più distante dai problemi quotidiani della cittadinanza che alla fine cercano il Sindaco il più delle volte no, come è normale che sia, perché è l'istituzione più fu più vicina. Forse si possono permettere no di di fare orecchie da mercante, ma noi no, chi governa i territori non se lo può permettere, deve stare in prima linea, ed è per questo che sono contenta che il nostro Comune sia da sempre impegnato anche nelle creazioni di gemellaggi nelle reti tra città, perché sono da sempre convinta che, in un contesto di grande egoismo nazionale, una rete fra territori, una rete fra città, forse può essere proprio quel punto di partenza e di rilancio per un'Unione europea più vicina a quello che erano a quello che era il suo progetto originario e quindi più vicina alle sue alle sue comunità, alle sue comunità territoriali.
Non a caso, proprio qui a Bologna è nato il primo esperimento nazionale di tavolo per l'Europa, un tavolo che è composto da associazioni, da da singoli cittadini e che ha proprio l'obiettivo ambizioso di fare questo e restringere la distanza tra i territori e quello che succede a Bruxelles, direi completamente in controtendenza rispetto a quello che alcune famiglie politiche europee stanno portando avanti proprio a Bruxelles. Quindi io, come dire, ringrazio ancora e ci tengo a farlo nuovamente il collega per questo atto molto importante, ma spero sia soltanto l'inizio di una serie di attività, eventi e momenti di dibattito che possano portarci a coinvolgere e a rendere sempre più consapevole la cittadinanza. Di tutto questo perché.
Io sono convinta che prima o poi ci sarà un cambio di rotta, anche se adesso facciamo fatica a vederlo tra guerre e conflitti, grandi crisi internazionali, queste discussioni che sono assolutamente conservative, anzi, che ci fanno fare dei passi indietro mentre avremmo bisogno di un rilancio ma sono sicura che che le cose cambieranno ma per quando cambieranno dovremmo farci trovare pronti e il modo migliore per farsi trovare pronti e avere attorno a sé le persone, la cittadinanza e su questo dobbiamo continuare a lavorare grazie.
Grazie consigliera, la parola allora alla consigliera De Giacomi, prego.
Grazie mille, vorrei innanzitutto ringraziare il Consigliere Cima per l'ordine del giorno, la consigliera De Martino che sempre si impegna sui temi dell'Europa, come tante tanti altri colleghi, e faccio un intervento che in parte sarà rispetto all'ordine del giorno, ma, visto che appunto abbiamo avuto un Consiglio Comunale solenne credo sia importante sottolineare come questo sia in relazione ai temi che sono inseriti all'interno dell'ordine del giorno.
Penso che per la generazione di cui faccio parte e l'Unione europea, e tutto ciò che da questa deriva sia data quasi per scontato e noi siamo nati e praticamente europei non proprio, insomma, lo siamo nati e come in tantissimi però diciamo che in uno stadio di integrazione molto molto avanzato e poi abbiamo cominciato a vedere all'interno del nostro arco di vita la il declino anche in qualche modo di alcune credenze che ritenevamo assolutamente fondamentale, c'è stata la Brexit, ci sono stati tanti momenti di crisi e quindi il fatto di non poter non dare per scontato quello che per noi è sempre stato tale è molto importante, noi oggi abbiamo ricevuto un una grossa delegazione di studenti che ci hanno parlato di temi e hanno chiesto alla città di impegnarsi su dei temi temi fondamentali abbiamo sempre parlato di ambiente, si è parlato di integrazione, si è parlato di.
Di giovani, futuro formazione, questi sono temi che si sono stati declinati a livello cittadino, ma che sono fortemente legati a quello che è stato l'Unione europea negli ultimi anni, che noi pensiamo debba rimanere tale.
Le tematiche ambientali. Se non ci fosse l'Unione europea, l'Italia sarebbe ben più indietro di quanto già non sia rispetto a questo tema dei rifiuti il tema dell'energia. Noi stiamo comunque spesso gli ultimi, non sui rifiuti, però sulle energie, per esempio, si è comunque quello che facciamo, lo facciamo anche in gran parte. Grazie all'Europa il tema dell'integrazione, anche il tema dell'istruzione si è parlato, i ragazzi hanno parlato moltissimo di scambi internazionali, pensiamo a cosa è stato l'Erasmus e cosa sono state tutte quelle politiche che hanno permesso di viaggiare, conoscere, scambiarci, influenzarci, cose che appunto noi nella nostra vita diamo per scontato. Non ci interroghiamo sul perché è possibile andare un anno, sei mesi e a prezzi e costi bassissimi in giro per l'Europa e imparare una cultura diversa, e non è così, non è scontato. Mio padre fu uno dei primi studenti Erasmus in Spagna e prima non esisteva, e quindi noi tendiamo a dare per scontate delle cose che non lo sono.
E quindi penso che questo dibattito che noi facciamo oggi questi e riflessioni che facciamo su quello che deve rimanere e deve dobbiamo rafforzare dell'Europa, sia fondamentale perché e questo è un altro tema mi piacerebbe anche capire di quest'ordine del giorno cosa ne pensano i colleghi perché è chiaro che l'Europa è un contenitore che si adatta a le forze politiche che lo riempiono le forze politiche che l'hanno riempito negli ultimi anni in forma variabile sono state forze politiche,
Quelle che hanno portato a progetti e a investimenti e a fondi e stanziamenti, eccetera, di un certo tipo in ottica di integrazione sono state forze politiche fortemente europeiste, oggi ci troviamo in un paradosso che è un paradosso terribile per cui all'interno delle istituzioni europee ci sono forze non europeiste sarebbe come avere all'interno delle istituzioni italiane e forze che non sono per l'Italia,
E questo io lo chiedo ai colleghi perché appunto qua parliamo di un tema importantissimo, parliamo di un tentativo di in qualche modo indebolire, smantellare un sistema che ci permette di essere più integrati.
E noi qua siamo tutti d'accordo, nel senso che qui abbiamo avuto la seduta solenne, ringraziamo la Presidente abbiamo un orgoglio europeista che che non ha dei, ma perché, come sempre più essenziale, ah no, certo europeista, ma no, come dire italiano ma no 6 italiano 6.
Quindi penso che sarebbe interessante anche capire l'altro punto di vista, perché su temi come questi che sono temi che appunto ci hanno sempre dato spinte positive.
Sarebbe utile capire dove ci troviamo in una seduta così importante rispetto al futuro dell'Europa. Grazie,
Consigliere Giordani a lei la parola prego.
Grazie, Presidente, sì, non siamo intervenuti all'inizio, quando si era da diciamo decidere votare se.
Ritenere urgente questo ordine del giorno e sinceramente avremmo preferito che se ne parlasse in Commissione per avere più tempo, anche per approfondire tutto quanto.
Detto ciò, il discorso del o dei fondi regionali e anche la Presidente Meloni e il Ministro Fitto lo dimostrano.
Per questo Governo è una questione centrale, cioè la Meloni, e questo Governo ha dimostrato dall'inizio ormai siamo alla fine della legislatura, un'appartenenza all'Europa netta piena, senza dubbi, anche in tante situazioni in cui, paradossalmente, chi si è sempre dimostrata europeista, quando c'erano delle decisioni che non piacevano, so sosteneva che forse, però delle cose, andando a cambiare quando dicevamo noi che l'Europa era giusta, è fondamentale, ma era da magari c'era qualche cosa architettonicamente da modificare. No, era perfetta. Quando invece eravamo noi pienamente dentro alle regole europee, è saltava, saltano fuori che invece no. Allora forse l'Europa così non andava bene e anche questo mi sembra uno di questi momenti, in quanto ricordo che in Commissione europea il gruppo di riferimento della maggioranza in questo Consiglio comunale è il secondo gruppo più numeroso. Insieme al PPE tendenzialmente sono quelli che decidono le strategie e la politica dell'Unione europea. Detto questo, visto che non deve essere una Ban, una battaglia campanilistica o di partito, perché qua si parla di fondi regionali e non fondi regionali per l'Italia. Fondi per macroregioni per delle situazioni europee che in tanti anni si erano anche fra virgolette, abituati ad avere questa possibilità economica di spesa che veniva utilizzata per sviluppo, infrastrutture, investimenti fondamentali per le popolazioni che risiedono in quelle zone. D'Europa e come ha detto giustamente il collega cima prima il presidente della.
Fedriga a nome di tutte le regioni italiane, ha detto che si auspica che ci sia una modifica che si torni indietro su questo passaggio. Ripeto che il Ministro Fitto lo.
Più di una volta è intervenuto su questo su questo su quest'ipotesi, sempre dicendo che sarebbe meglio fare un passo indietro e ripensare a questa a questa formulazione, così come ha sempre anche.
Tenuto la parte degli agricoltori italiani e di tutte le istanze che venivano dal nostro territorio in maniera che l'Italia avesse una posizione sempre più forte e credibile all'interno d'Europa.
Detto questo, io penso che però il coinvolgimento The Lancet dell'ANCI non sarebbe risolutivo, anzi rischierebbe di creare confusione, proprio perché già adesso, a livello nazionale, c'è chi si sta muovendo in maniera bipartisan, c'è chi si sta muovendo senza bandierine ma solo per ottenere il meglio per i nostri territori.
Il voler dare un peso Anansi che non ha e che non può avere, sembrerebbe invece proprio andare in quella direzione. Facciamo vedere che noi lottiamo perché non ci tolgano i soldi a noi comuni, ma non è questo il passaggio che i Comuni in questo caso il Sindaco, la Giunta, il Consiglio comunale al suo completo dovrebbe far leva sui propri re propri referenti in Regione a Roma e in Europa affinché portino avanti le nostre istanze senza aggiungere un altro ente ipotetico che non può perché non può che vada a aumentare il volume.
Di di di questa discussione, per cui, ripeto, noi saremmo stati per portare questo documento in Commissione, il, lo Stato italiano, nella figura del Ministro Fitto e i nostri rappresentanti in Europa stanno facendo di tutto affinché queste risorse non vengano tolte ai territori e auspichiamo che questo avvenga.
Oggi, visto il anticipo, anche la dichiarazione di voto, visto che non c'è stato modo di approfondire in maniera completa questo argomento e mi auguro che ci sarà in un'occasione per poterlo fare o in Commissione, nonostante il voto che verrà dato in quest'Aula oggi noi non parteciperemo al voto Grassi.
Grazie Consigliere, chiedo se qualcun altro intende intervenire.
Non ho iscritti, do la parola al Consigliere per la replica finale.
Grazie Presidente, ringrazio i colleghi che sono voluti intervenire su questo argomento, che io capisco essere molto tecnico, e non voglio qui come dire, andare eccessivamente.
Ah.
Sì, tecnici, Zare un ragionamento, io colgo lo spirito, diciamo così, di quello che è stato l'intervento anche del dei colleghi dell'opposizione e apprezzo il fatto che si sia voluto comunque per una volta.
Aprire un ragionamento sui temi europei, perché so benissimo quanto è difficile entrare su questi argomenti e, ripeto, non non non starò qui a a spaccare il capello in quattro, perché non è questa la mia intenzione, non è questa la mia idea serviva oggi perché abbiamo fatto un Consiglio solenne sull'Europa dare un segnale di questo tipo faremo anche, anzi auspico al più presto un approfondimento in Commissione,
Però era rilevante oggi parlarne, perché abbiamo fatto un Consiglio che di questi temi ha citato.
Il nostro Sindaco parlava di emozioni o questo tema, lo capisco molto bene per me l'Europa io sono quelli della generazione Erasmus, per me l'Europa non è solo un tema anche professionali, son stato per anni un tecnico di questo tipo di.
Di di progetti, ma per me l'Europa è soprattutto nella mozione. Io sono parte della prima generazione Erasmus e quello che che per me l'Europa ha rappresentato è stata ai primi viaggi, l'apertura alle capacità di non avere più i soldi da cambiare era un modo per essere parte di qualcosa di veramente più grande e quindi la mia sensazione quando io lavoro su questi progetti su questi ordini del giorno non è mai solo tecnica,
E anche emozionale.
Serviva a parlarne con l'ANCI, serve parlando con l'ANCI perché specificatamente in quest'ordine del giorno si parla della DG Regio, si parla di politiche locali, l'Unione europea, il senso dell'Unione europea nel suo vero cuore.
È l'attenzione ai territori, anche se è stato difficile in questi anni farlo comprendere, ma i meccanismi dell'Unione europea, dopo proverò a dirlo, sono soprattutto quei meccanismi che.
Hanno dato la possibilità ai territori e alle comunità locali.
Di svilupparsi, da qui la necessità di introdurre nel dibattito anche l'Associazione nazionale dei comuni italiani, che è esattamente quella che dà voce rilevanza ai territori.
Vorrei fare un esempio, che spero sia rispettoso ma chiaro di quello che.
L'errore che stiamo andando a fare togliendo la DG Regio.
Quando abbiamo indebolito i quartieri, abbiamo in qualche modo tolto un elemento di democrazia di prossimità, abbiamo ridotto gli spazi, gli spazi di partecipazione, anche allora sembrava una questione tecnica di razionalizzazione, ma in realtà non era solo un tema di efficienza organizzativa,
Oggi abbiamo la comprensione di come creare quel vulnus democratico sia stato un problema, tant'è che stiamo parlando di una riforma dei quartieri, stiamo andando un po' in quella direzione, lì non ci rendiamo perfettamente conto.
E anche qui c'è un pezzo dell'intervento dei colleghi che forse non mi è molto chiaro.
Questa è una battaglia di tutti.
Non ha importanza quanti ci si mettono in quella battaglia, ma quanto si condividano i principi e i valori di quella battaglia quando si dice che Bruxelles non capisce i territori in realtà.
Noi abbiamo un 70% della legislazione europea che viene attuata dagli enti locali, siamo noi Comuni, Città metropolitane e Regioni che trasformiamo le direttive comunitarie in servizi reali.
In strade, in scuole, in politiche sociali, quindi il problema non è che ne sta già occupando il Governo, per cui il problema è che noi dobbiamo far comprendere che l'Europa è lontana dai cittadini, perché siamo noi a livello locale, che non raccontiamo abbastanza il lavoro enorme che facciamo ogni giorno e in nome dell'Europa non esiste una singola sfida lo diceva bene la collega De Giacomi in cui non si richiede una risposta europea il clima, l'energia, la democrazia sottopressione, le migrazioni, la competitività industriale,
Non esiste nemmeno una singola sfida europea che possa essere affrontata senza passare dalle città e dalle loro agende urbane, noi qui abbiamo fatto uno sforzo maggiore, credo che in altre città io spesso partecipa dei seminari a livello nazionale, anche a livello europeo, dove spesso Bologna viene portata ad esempio ma non è un parlarsi addosso perché qua ci crediamo di più e ci lavoriamo di più al collega De Martino ha citato il tavolo per l'Europa è un tavolo che abbiamo voluto noi con le associazioni con i cittadini,
I leader europei stanno cominciando a capire è stato citato il fatto che anche qui non ho capito molto bene il contesto, ma, ripeto, non voglio entrare in questo tipo di ragionamento, il Partito Democratico ha il gruppo più rappresentativo a livello del gruppo dei social democrazia effettivamente dove però i social democrazia hanno quattro commissari su tutti i commissari europei che adesso non ricordo il numero ma sono 26 o 27,
Quindi gli altri, come dire, partiti europei, hanno una rappresentanza a livello di governance europea molto più ampio, ma non è questo il punto, non è un problema di volontà, non è un problema se la Meloni ha fatto bene o fatto male, non è questo il punto, il punto è riusciamo a fare un ragionamento su quale tipo di Europa vogliamo, a partire dagli enti locali che per anni è stata incarnata dalla DG Regio? A me personalmente andava bene. In questo momento si sta facendo una riforma senza consultare gli enti locali che di quelle politiche dovrebbero non solo essere beneficiari, ma anche gli attuatori. Questo è il punto del ragionamento.
Che dovrebbe essere, all'interno del dibattito, anche locale. Smantellare la DG Regio, centralizzare la gestione dei fondi strutturali,
Eliminare una governance multilivello significa questo, è il punto vero, tagliare il filo che collega Bruxelles ai cittadini si creerà un vulnus democratico di cui pagheremo le conseguenze per tantissimo tempo, questo è il punto vero.
Significa forse scegliere un'Europa più rapida, perché questo è quello che si sta cercando dovendo fronteggiare delle sfide che?
Replica finale, ah, ok perfetto.
Non capisco cosa devo fare possa andare avanti.
Grazie, si taglia il vulnus democratico, anche i nostri poveri consiglieri locali.
Scegliere un'Europa più rapida sapete perché si sta scegliendo un'Europa più rapida, avete compreso il tema significa poter rispondere a una possibile e imminente guerra.
Il Gabinetto della von der Leyen sta concentrando i fondi per poter avere possibilità di finanziamento in caso di guerra, questo è il problema che si sta andando a concentrare, a scegliere con questo tipo di impostazione.
Io vi chiedo di votare a favore di questo atto perché, francamente, astenersi uscire dall'Aula non ha nessun senso, la domanda che vi faccio è molto chiara, avete a cuore.
Che l'ente locale, il filo che lega i cittadini locali a Bruxelles, sia ancora quello maggioranza e opposizione, oppure siamo d'accordo sul fatto che questa riforma vada a tagliare proprio quello di cui stiamo parlando, cioè la possibilità che gli enti locali abbiano una voce all'interno della Commissione europea, grazie,
Allora passiamo alla fase della votazione e quindi chiedo se qualcuno intende intervenire per dichiarazione di voto.
Allora non ho.
Richieste di intervento.
Quindi possiamo procedere alla fase vera e propria della votazione, apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione o 27 presenti, 19 votanti, 19 favorevoli, 8 non votanti, il Consiglio approva.
Allora ora procediamo con l'ordine del giorno 2 ben 225 a prima firma, Consigliere Negash.
Consigliere Tarsitano, il Consigliere Negash, cioè presenta, il consigliere, Tarsitano, prego, Consigliere.
Grazie Presidente, come anticipato già dal collega.
Seduta di Commissione che in Consiglio comunale il tema del turismo come gruppo ci è molto caro e sono state fatte varie riflessioni che hanno portato poi alla stesura di questo ordine del giorno, che è essenzialmente il suo dispositivo,
5 punti e che ruotano intorno al tema dell'accoglienza turistica, come facilitare l'accesso ai servizi della città e alla comprensione anche dell'od.g della geografia cittadina a che arriva a chi arriva qui a Bologna in particolare richiedendo l'installazione di alcuni totem digitali che possano avere una connessione anche con un ecosistema di applicazioni e di e appunto di di supporti digitali multilingue è in grado di orientare e,
Chi deve accedere appunto ai servizi, al Tour al all'offerta turistica, anche mezzi pubblici e inoltre, appunto, tutto questo ecosistema, tenendo insieme, anche alla luce delle recenti votazioni che abbiamo fatto in Consiglio comunale sulla questione del dialetto tutto il tema dell'identità culturale e territoriale, che è sempre più un driver interessante per lo sviluppo delle attività turistiche nel nostro.
Territorio oltre, diciamo, a questa connessione tra digitale e fisico con con i totem,
Tramite questo ordine del giorno si va anche a chiedere di istituire un luogo simbolico che possa essere Piazza 20 settembre Cassero della della porta per appunto avere un hub di informazione turistica che li possa avere un suo snodo centrale e un epicentro di di orientamento, e questi sono un po' i contenuti di questo testo. Io non mi dilungo nella nell'illustrazione. Credo però che, appunto, alla luce anche delle discussioni fatte in Commissione, possa essere molto interessante arrivare a un a un tipo di.
Vedi votazione congiunta unanime.
In virtù appunto della, diciamo anche della natura molto.
Tecniche puntuale delle delle richieste fatte e, diciamo, della loro anche declinazione in un'ottica funzionale a quello che può essere l'implementazione di un di della facilità con la quale le persone accedono a alla nostra città sin dal primo contatto con con le strutture di di Bologna, a partire dalla stazione, dall'aeroporto che, insomma, possono veramente diventare un un importante. Un'importante facilitazione nelle esperienze di di visita a Bologna, grazie.
Anzi, sono un intervento tecnico, Consigliere, abbiamo notizie in segreteria che è arrivato una richiesta di emendamento da parte dello stesso Consigliere o no rettificato, ma ecco, diciamo, non una richiesta di emendamento, ovviamente dello stesso Presidente diciamo ai firmatario dico un testo emendato, lo diciamo, è un testo integralmente emendato, quello che è stato invece l'apertura di seduta che recepisce anche le osservazioni che in Commissione sono state elaborate e quindi certo si tratta di un emendamento, ma è chiaro un testo risalto, elaborato che quello che oggi è esatta poi sarà oggetto di discussione e poi dicono esattamente.
Allora ha chiesto di intervenire in dibattito, ovviamente la consigliera Di Giacomi prego.
Grazie mille, Presidente, e grazie anche agli uffici e alle persone che hanno inviato prontamente l'ordine del giorno aggiornato quest'ordine del giorno e ringrazio Consigliere, Negash e il consigliere Tarsitano che sono i primi firmatari e nasce dopo un percorso in Commissione, una Commissione, credo che sia stata estremamente interessante e perché abbiamo potuto effettivamente da una bozza di testo e analizzare,
Delle proposte piuttosto puntuali, che trovate all'interno dell'ordine del giorno. Il delegato Santori anche ci ha dato moltissimi dati in questa Commissione, quindi credo sia stata molto interessante per tutti i colleghi e le colleghe e in generale, appunto, le traiettorie che descriveva il Consigliere Tarsitano sono quelle in cui crediamo che sono all'interno dell'ordine del giorno, è per cui voteremo sicuramente favorevole. Quindi un tema di internazionalizzazione, multilinguismo e anche accessibilità, però, di questo turismo e a tutte tutti, e il fatto di diversificare anche in qualche modo la nostra offerta turistica tramite l'informazione, poiché ci sono tantissime cose e che la nostra città offre e che sono mainstream, alcune e altre lo sono meno, ma sono assolutamente importanti e fondamentali e di cui andiamo molto orgogliosi. E molto interessante il tema del patrimonio immateriale che è il nostro collega piazza porta sempre in quest'Aula, quindi tutta quella cultura tipicamente bolognese, quindi non cultura, ovviamente in senso lato, perché.
Qua si parla del turismo della nostra città, ma quella cultura tipicamente bolognese, legata al dialetto, legata alla cultura locale che tramite strumenti adeguati può effettivamente essere valorizzate conosciuta, perché è questo in generale.
Penso sia sempre vero visitare le città e ci arricchisce solo se abbiamo la consapevolezza di quello che stiamo visitando, altrimenti il turismo rischia di diventare un po' tutto uguale.
Capita ogni tanto di attraversare le città più che visitarle e capirle, e invece penso che è il turismo arricchisca le comunità, sia dove questo avviene che quelle delle persone che vengono nella nostra città, se viene fatto con consapevolezza anche di quello che sia davanti, perché appunto in un mondo in cui possiamo andare ovunque,
Non abbiamo la possibilità di sapere tutto, quindi sarebbe bellissimo sapere tutto poter andare ovunque sarebbe turismo, perfetto, non è così, ovviamente possiamo andare ovunque, però a volte un po' di bulimia turistica, ma non sappiamo tutto e invece dare gli strumenti, quindi che sia il luogo stesso in cui le persone si recano a dare gli strumenti di conoscenza di ciò che si sta vedendo è sicuramente molto importante, quindi il nostro voto sarà sicuramente favorevole e, insomma, ascoltiamo la discussione. C'è stata anche delle modifiche, quindi fateci sapere come avete intenzione di procedere.
Visto insomma anche l'orario. Grazie,
Ci sono qualcun altro intende intervenire?
Allora?
Poiché non ho iscritti a parlare, dichiaro chiusa la discussione.
Passiamo alla replica finale.
Consigliere Tarsitano.
Grazie, Presidente mah.
Visto che non non ci sono state osservazioni, credo che silenzio possa essere letto come una condivisione, immagino quantomeno dei contenuti o altrimenti, insomma, vedremo in fase di votazione aggiunte, insomma, non credo di doverne fare dall'illustrazione, ho tratteggiato quelli che sono i dati della proposta insomma la speranza di vederla poi concretizzata, grazie,
Grazie Consigliere.
Passiamo alle dichiarazioni di voto.
Consigliere Santori, prego.
Sì, grazie Presidente, volevo confermare quello che ha già espresso la nostra capogruppo in precedenza e ricordare, insomma, che c'è stato un dibattito in Commissione che io personalmente ho apprezzato quest'ordine del giorno, perché a riflettere su un fenomeno che ormai fa parte della linea dinamica territoriale della nostra città e che vede un turismo sempre più internazionale? Ricordiamo che da qualche anno la quota dei turisti internazionali ha superato quella dei turisti locali, un fenomeno che, probabilmente, se i dati verranno confermati, le previsioni verranno confermate. Purtroppo sarà ancora più intendenza perché la crisi del reddito in Italia sta provocando effetti negativi su anche sul turismo e quindi, sicuramente riflettere sul modo di comunicare la nostra città, non solo su quello che sono le caratteristiche, come si diceva materiali, ma anche quelle immateriali in particolare e sulle possibilità di questa città offre, al di là dei monumenti e delle cose che si vedono e che si conoscono più facilmente e più di carattere turistico in senso stretto, e sicuramente è una logica che accompagna un processo che fa capire che anche questo Consiglio comunale sta riflettendo ed al passo con i tempi, con quello che succede fuori da quest'Aula per cui ringraziando il Consigliere Negash consigliere Tarsitano annuncio il voto favorevole del nostro partito,
Grazie consigliere Santori, chiedo se ci sono altri che intendono intervenire in dichiarazione di voto, consigliere, Diaco, prego.
Grazie Presidente, anch'io, ringrazio i proponenti i colleghi Negash Tarsitano per aver proposto questo ordine del giorno, come veniva detto anche dai colleghi che mi hanno preceduto, il tema del turismo è un tema che ben conosciamo e sappiamo benissimo all'entità che può sviluppare sul su quello che riguarda e soprattutto sull'impatto del sul nostro territorio ma è anche vero che gli scenari,
Ultimi scenari di crisi che cominciano a farsi sentire, questo in qualche modo andrà a toccare non solo gli aspetti primari delle delle famiglie, ma penso anche a quello che riguarda il tema del turismo e andare a innovare, incentivare quanto più in ferro in termini di comunicazione,
Quello che riguarda il turismo, con i totem e altre.
Aspetti che possono sicuramente valorizzare in più quello che sono i gli aspetti legati al turismo della nostra città e i luoghi, penso che questo sia sicuramente un valore da valorizzare, come tutto il patrimonio che abbiamo nel nel nostro territorio, lo abbiamo visto anche di recente anche con l'inaugurazione del Museo penso che del basket.
Perché questo sicuramente è un fattore importante, è che vedrà la partecipazione anche di tanti appassionati di sport che arriveranno non solo da dal dal dal nostro Paese, ma anche dall'estero, perché conosciamo benissimo tanti conoscono il Basket City e l'impatto che può portare sulla sulla nostra città. Quindi bene che ci sia.
Questa attenzione su quello che riguarda il il turismo sostenibile. Turismo sulla nostra città, sul nostro territorio non dobbiamo più pensare solo fare un ragionamento solo per quello che riguarda la nostra città, ma dobbiamo iniziare a ragionare su quello che è l'impatto dell'area metropolitana, perché pensano anche i fondi che sono arrivati in Appennino e che continua a arriveranno anche nei prossimi anni. Sicuramente è un modo per rafforzare ancora di più e sensibilizzare i tanti luoghi che abbiamo sul su tutto l'ambito metropolitano dall'Appennino fino a tutto il circondario imolese, per arrivare anche alla pianura tutti i vari, i vari luoghi che e di turismo che ci sono. Penso che questa sia un'occasione importante. Bene quindi anche il voto favorevole da parte anche del gruppo anche tu conti su questa, su questo ordine del giorno e che ha visto proprio una partecipazione anche in termini di di numeri, all'interno della della dell'udienza conoscitiva. Penso che sia un quel tassello che oggi man mano si andrà a implementare soprattutto a sperimentare attraverso Piazza 20 settembre e il Cassero di Porta Galliera con hub di informazione che noi lo vediamo in tanti luoghi, anche alle in tante città italiane, avere hub di per dare supporto e informazione, soprattutto per chi arriva poi direttamente lì, arriva in treno o arriva anche dall'aeroporto e arriva sempre in stazione. Avere questi luoghi proprio lì. Di fronte.
È quella vetrina di accesso e per anche per dare l'accoglienza alle alle persone, ai turisti che arriveranno. Quindi aspettiamo semplicemente che l'esito del voto e quindi parere favorevole su quello che riguarda questo ordine del giorno grazie Presidente.
Grazie consigliere di acqua.
Chiedo se vi sono altri interventi.
Non ho iscritti, quindi passiamo alla fase di votazione vera e propria.
Apriamo la pongo in votazione, l'ordine del giorno numero 225.
Votazione aperta.
Il resto del testo corretto, chiaramente la votazione.
Quindi siamo a posto, chiudiamo la votazione o 24 presenti, 16 votanti, 16 favorevoli, 8 non votanti, il Consiglio approva.
Allora procediamo ora con l'ordine del giorno numero 70, ex ordine del giorno numero 136 2025 ordini del giorno, teso a far conoscere a giovani adolescenti i servizi, spazi e opportunità educative a loro disposizione e utilizzando nuovi metodi di comunicazione presentato dal consigliere Piazza ed altri in data 9 ottobre, 2024 è stato trattato in sesta Commissione il 16 ottobre 2024 licenziato per i lavori del Consiglio, approvata anticipazione della trattazione in data 13 aprile 2026. Chiedo al Consigliere, ma non c'è il Consigliere presentatore, il consigliere presentatore, che non c'è. Vediamo il secondo firmatario, chi è.
Allora il primo firmatario, il secondo firmatario, è il Consigliere Negash, che non c'è il terzo firmatario e consigliere Tarsitano.
Il tempo chiedo di rinviare alla prossima seduta la trattazione dell'ordine del giorno, grazie.
Grazie al grazie a lei Consigliere, allora la seduta termina qui e si conclude alle ore 17:51 buon pomeriggio a tutte e tutti.
