Di seguito una breve descrizione dei principali servizi disponibili:
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CONTATTACI
Allora apriamo i lavori del Consiglio odierno per la trattazione ordinaria, chiedo alla segreteria Generale di procedere con la verifica del numero legale, invito il consigliere voler cortesemente rispondere per la loro presenza e accendere la telecamera se connessi da remoto, grazie.
Angiuli.
Berg Megahy.
Bernagozzi.
Vitinia, assente, giustificata, Caracciolo, assente, giustificato cioè di.
Celli.
Consigliere Celli, ci sente.
La sto chiamando mi sente.
Però, se non ha l'audio, è un problema.
Andiamo avanti, Ceretti.
Cima.
De Biase.
De Giacomi.
De Martino.
Di Benedetto.
Di Pietro.
Diaco, assente, giustificato.
Andiamo avanti fattori.
Foresti.
Geiger Giordani.
Iovine.
Larghetti.
Manca Marcasciano.
Mazzanti.
Monticelli.
Naldi.
In video non si sente niente, non si sente niente scusate.
Dal microfono.
Il microfono spento.
Il microfono spento della Presidenza.
No, c'entra niente.
Consigliere De Malt consigliera De Martino, lei ci sente ora.
Quindi la consigliera.
Consigliere Celli, lei ci sente.
Ecco, allora, se silenziate, adesso io vi chiamo e però poi silenziate sennò si creano sovrapposizioni Naldi.
Presente.
Sì, sì.
Negash,
Piazza piazza presente, buongiorno, buongiorno, pizza Quercioli Santori.
Presidente, buongiorno, Scarano.
Stanzani.
Tarsitano Toschi.
Venturi Zontini, prego, Presidente, abbiamo il numero legale, grazie, ringrazio la Segretaria Generale con.
Consigliere Celli, la sua presenza è stata registrata, dovrebbe avere la cortesia di chiudere il suo microfono.
E l'abbiamo già detto se lei non lo ha sentito, non è un problema dell'Aula.
Allora nomino gli scrutatori. Nomino il Consigliere Di Benedetto consigliera, Monticelli e consigliera Larghetti, allora iniziamo con gli interventi di inizio seduta. I primi due sono del Consigliere Di Benedetto sicurezza sui mezzi Tper. Il primo prego, Consigliere a lei la parola. Grazie Presidente. Abbiamo letto tutti quanto è accaduto. Quanto è emerso anche in questi giorni, nell'episodio direttamente dalla giungla in cui un soggetto ha strappato a morsi un pezzo di orecchio euro autista di Tper sono episodi inaccettabili e che chiedono una risposta ferma oltre alla solidarietà, io però voglio evidenziare che ci sono diverse proposte di diversi consiglieri comunali di minoranza, sicuramente la collega Corcioli, ma non solo che hanno nel tempo che anche i colleghi di Fratelli d'Italia e anche i colleghi di falsità tutti hanno chiesto misure concrete per aumentare la sicurezza degli autisti, la cabina e altre situazioni. Le proposte sono state sistematicamente respinte dicendo che non c'era bisogno di aumentare la sicurezza della nostra proposta. Non era non era il nostro vostre, non erano utili e adesso abbiamo un autista che ha perso un pezzo di orecchio che è diventato il pasto di un soggetto squilibrato. Ora, evidentemente qualche c'è una responsabilità politica perché se di Bocci una proposta e poi, dopo succede, questo episodio tu che hai detto che quella misura non era necessaria se è politicamente responsabile politiche sulla politica, non sto dicendo civile, penale, politica, bene, presento anche io un ordine del giorno oggi, con cui chiedo di aumentare la sicurezza del personale, a lavorare anche sulla formazione per gestire questa situazione, perché evidentemente sono in prima linea in campo di guerra questi soggetti e serve che l'Amministrazione si schieri apertamente in maniera chiara e con misure concrete al loro fianco. Grazie Presidente.
Grazie consigliere, le ridò la parola per il secondo intervento, solidarietà la Premier Meloni per frasi sessiste, prego.
Grazie Presidente, ma onestamente, quello che abbiamo sentito, che ho sentito in data 11 giugno, penso sia la frase più sussista che abbia mai sentito in politica, nonché al limite del vilipendio nei confronti delle istituzioni, perché di invitare la Presidente del Consiglio a usare le ginocchiere per svolgere al meglio le sue attività, che dovrebbero averla portata in un qualche modo avanti nella sua carriera politica del suo percorso politico? Penso che sia una frase vergognosa, irricevibile, inaccettabile e scandalosa sessista tutte le frasi che volete veramente vergognoso, una totale mancanza di rispetto nei confronti della Presidente del Consiglio, che non deve trovarci silenti, perché per molto meno abbiamo giustamente gridato allo scandalo, e qui abbiamo una Presidente del Consiglio donna che viene sostanzialmente accusata di aver posto in essere attività che richiedono lo stare in ginocchio per essere arrivato dove è arrivata. Io penso che sia una vergogna che sia inaccettabile da chiunque, a maggior ragione da un parlamentare.
Fare affermazioni di questo tipo, quindi sarebbe molto bello se tutti insieme ad essi, con la solidarietà alla Presidente del Consiglio e se lo facesse anche il Sindaco, perché frasi come queste non possono passare inaccettabile. Osservate anche perché vorrei sapere quale sarebbe stata la reazione se una frase del genere l'avesse letta al segretario di un partito di centrodestra o un parlamentare di centrodestra ha un futuro o un passato Primo Ministro, Presidente del Consiglio donna di centrosinistra, saremmo passati, non ce ne sono stati in futuro, magari ce ne saranno. Saremo tutti giustamente a gridare allo scandalo, a chiedere le scuse, quindi è giusto ora a fare la stessa cosa, perché frasi come queste non possono passare, presenta un ordine del giorno, quindi lei qua richiederà trattazione urgente con cui chiedo al Consiglio di alla solidarietà, alla Presidente del Consiglio e condanni queste frasi inaccettabili. Grazie.
Grazie Consigliere Di Benedetto consigliera, Corcione, aggressioni sul trasporto pubblico, servono scelte immediate, prego Consigliere.
Grazie Presidente, desidero oggi innanzitutto esprimere la mia, la mia piena solidarietà all'autista vittima dell'aggressione sulla linea 96 e ovviamente anche la mia vicinanza a tutti i lavoratori del trasporto pubblico, essenziale che ogni giorno garantiscono un servizio appunto essenziale alla nostra comunità. Quanto accaduto richiama tutti noi, a mio avviso ha una responsabilità precisa, quella di non considerare questi episodi come fatti isolati, ma come segnali che interrogano direttamente le istituzioni sulle condizioni di sicurezza sul lavoro, la sicurezza sul lavoro non può essere considerata un tema secondario, è una condizione fondamentale per garantire non solo la qualità del servizio, ma anche la dignità di chi lo svolge. Il 19 febbraio scorso è in Commissione comunale abbiamo discusso un ordine del giorno a mia prima firma sulla chiusura del posto guida degli autisti.
Con l'obiettivo di rafforzare le misure di protezione in capo a questi ultimi. In quella sede devo dire di aver accolto sicuramente positivamente la scelta dell'azienda e quindi di ti perdi inserire nel capitolato.
La possibilità per i nuovi autobus. La chiusura totale del posto guida è un segnale sicuramente importante che, a mio avviso, va nella direzione giusta, ma oggi è necessario compiere un passo ulteriore, estendere in modo progressivo e sistematico queste misure anche ai mezzi già in servizio, attraverso appunto, come dicevo, delle cabine protettive. Si tratta a mio avviso di una scelta sicuramente di responsabilità, che deve tradursi in atti concreti, anche alla luce delle risorse disponibili dell'utile e di cui siamo venuti a conoscenza la scorsa settimana. È doveroso, a mio avviso, investire con maggiore decisione sulla sicurezza, perché garantire condizioni di lavoro adeguate significa tutelare ovviamente i laboratori, ma non solo i lavoratori e anche i cittadini che ogni giorno utilizzano il trasporto pubblico. Per questo ritengo necessario accelerare l'attuazione delle misure già individuate e dare un segnale chiaro da parte di questo Consiglio. Chiedo pertanto alla Presidente l'anticipazione della discussione del mio dell'ordine del giorno 54 5 6 0 2026, già iscritto ai lavori. Grazie Presidente.
Grazie consigliera.
Allora consigliera Foresti, ennesima aggressione sul bus autista preso a morsi. Prego, Consigliere sì, grazie Presidente, intervengo sulla brutale aggressione, all'autista TPER e preso a morsi da un passeggero alterato che gli ha staccato un pezzo di orecchio. Esprimiamo solidarietà all'autista, gli auguriamo una pronta guarigione e pensiamo che questo possa essere un sentimento condiviso da tutto il Consiglio comunale. Per questo presentiamo un ordine del giorno e per il quale chiediamo la trattazione immediata col quale esprimiamo solidarietà e vicinanza all'autista che, nel corso del suo lavoro, ha dovuto subire una tale violenza nelle nel tempo sono state, è troppo frequenti le scene di insicurezza sui mezzi pubblici a scapito dell'incolumità dei cittadini e degli autisti TPER. Si sono verificati diversi episodi, come sulla linea 33, quando un autista è stato minacciato con un'arma dopo una violenta lite sul bus tra un gruppo di cittadini stranieri o come sulla linea che collega Bologna, Imola quando un autista è stato minacciato e il malintenzionato ha cercato di afferrare il volante e assistiamo sempre più frequentemente ad episodi che compromettono l'incolumità anche dei passeggeri come quelli è emerso il 10 gennaio scorso, quando un signore di 62 anni su un bus e lungo viale Togliatti è stato aggredito da un gruppo di giovani solo per aver detto loro che non si fuma sui mezzi oppure quando e a dicembre, dopo una violenta lite su un bus vicino, alla stazione c'è stato un tentato omicidio o quando a luglio scorso, una violenta lite sul bus a Borgo Panigale finita bottigliate, per questo abbiamo presentato anche un ordine del giorno per via ordinaria, con il quale invitiamo il Sindaco e la Giunta da TV ad attivarsi per porre in essere un pacchetto di misure, anche in via sperimentale, per una maggiore sicurezza di autisti e passeggeri dei mezzi pubblici, che vede diverse proposte come videosorveglianza intelligente. Non solo registrazione, ma anche sistemi che evidenzino movimenti violenti, segnalino urla e colluttazioni, consentano alla centrale operativa di vedere in diretta squadre mobili di controllo personale, ispettivo e di sicurezza che presidia in forma fissa in determinate linee critiche in su in specifici orari pericolosi e salga anche casualmente su mezzi per controlli non programmati. Prestigio delle fermate critiche contorni della Polizia locale, stop immediato del servizio in caso di aggressioni e formalizzazione di un protocollo chiaro, inasprimento delle conseguenze amministrative, con anche di divieto temporaneo di accesso dei mezzi pubblici, canale semplice per segnalare le molestie, perché molte molestie non vengono denunciate per mancanza di procedura semplificata, body cam per autisti e accertatori. Naturalmente la proposta del posto guida chiuso e non è presente perché questa è una proposta già depositata dalla collega Corcioli, anticipo che abbiamo anche già richiesto una nuova udienza conoscitiva e sul tema per avere appunto aggiornamenti dopo quella già fatta a febbraio, naturalmente con tutti gli stessi invitati, come le tutte le sigle sindacali, l'azienda, l'Amministrazione e i tecnici. Grazie Presidente.
Grazie consigliera, Consigliere Di Benedetto Pride, Bologna, prego Consigliere, grazie Presidente, ma in questa sede intervengo per fare quanto già fatto ieri, anche privatamente, a dare solidarietà a due amiche, una e bisessuale, l'altra lesbiche, che in occasione del Pride sono state escluse dalla manifestazione accompagnate fuori.
E dall'organizzazione perché portavano la bandiera della Persia, in riconoscimento del richiamo della libertà del popolo iraniano, ha oppresso dal regime islamico molto preoccupante come presa di posizione politica e che portano anche in questa sede, anche perché ricordo a chi ha deciso di allontanare queste persone che se provi a porre in essere un pride sotto il regime islamico nella migliore delle ipotesi finisce in galera vita nella peggiore ti ammazzano buttati giù da un palazzo impiccandosi, quindi manifestai escludere chi si oppone a un regime islamico non è esattamente una buona idea per chi si propone di organizzare Pride, perché sono poi quelle realtà politiche al di fuori dell'Occidente che quando possono sterminano le persone LGBT. Grazie Presidente,
Grazie Consigliere.
Allora consigliera Larghetti,
Leggo il titolo del suo intervento.
Allora mondo della cultura e dell'educazione in mobilitazione prego Consigliere. Grazie Presidente, nelle ultime giornate Bologna, visto due mobilitazioni diverse ma profondamente legate tra loro, da un lato alle Aldini Valeriani, lo sciopero degli scrutini che ha bloccato il 72% dei consigli di classe, quindi 23 su 32, una scelta certo forte, ma anche il segnale di una comunità scolastica che non accetta di subire in silenzio la pessima riforma, Valditara sugli istituti tecnici una riforma che rischia di impoverire la scuola pubblica, che cancella il biennio unitario e che quindi spinge ragazze e ragazzi a scegliere sempre prima accorpa le materie e riduce lo spazio di formazione e degli organici. Dall'altro lato, venerdì hanno scioperato le lavoratrici e lavoratori della cultura nella piattaforma mi riconosci nei musei, negli archivi, nei teatri, nelle biblioteche, nei servizi culturali, persone qualificate, essenziali ma troppo spesso precarie, sottopagate e invisibili, uno sciopero che ha chiesto salari dignitosi, stabilizzazioni, tutele, reinternalizzazione, più investimenti pubblici anche nei nostri musei, la scuola pubblica e la cultura sono infrastrutture democratiche. Per questo siamo e saremo a fianco delle insegnanti e delle insegnanti, delle Aldini-Valeriani e degli operatori e delle operatrici della cultura. Grazie grazie consigliera. Consigliere Giordani. Tocca le nuove ciclabili rischi aumentati. Prego sì, grazie Presidente, che sabato c'è stato purtroppo un incidente del rapporto. Sono felice che ha visto coinvolta una signora che girava in bicicletta, approvato a imboccare nuovo Corsello. Lo definisco così di collegamento tra i viali e via San Felice,
Che purtroppo risulta stretto, i marciapiedi risultano alti, come ho già avuto modo di dire in Consiglio comunale e purtroppo, la pavimentazione delle zone rifatte dove passerà il tram sono molto scivoloso e si sono tre tipi di pavimentazione uno affianco all'altra che risulta molto pericoloso sia per i ciclisti che per i motorini e che per chiunque passi in quella zona e mo degli incidenti che hanno coinvolto persone in bicicletta perché sono rimaste incastrate nei binari del tram sono già stati innumerevoli, addirittura in un caso è stato è stato è stato multato. Chi è caduto su questo, su queste, sulle rotaie, per cui io penso che.
Bene fare delle ciclabili, ma non devono essere fatte solo per dire le ho fatte, se si fanno, devono essere fatte in maniera che siano utilizzabili e in sicurezza, perché è inutile che ci raccontiamo che quei 30 chilometri all'ora si fanno meno incidenti, poi dopo rischiamo di cadere ai 5 chilometri all'ora perché ci sono delle ciclabili che praticamente sono inutilizzabili Grassi,
Grazie consigliere consigliere Di Benedetto situazioni nei centri per minori, prego, grazie Presidente per sollecitare una maggiore attenzione sulla situazione dei centri per minori non accompagnati, perché sappiamo abbiamo visto da quanto è emerso sulla stampa che ci sono grosse problematiche e per la salute di queste persone ma anche per la sicurezza ricordiamo in passato episodi che hanno visto e bombe ritrovate armi di ogni tipo anche,
Sia, diciamo, da taglio, sia anche da fuoco, poi abbiamo visto la situazione sotto il profilo igienico sanitario, che è totalmente irricevibile, quindi una maggiore attenzione per questi centri, che sono poi autorizza.
Grazie, consigliere e consiglieri Tarsitano, primo dei suoi due interventi di ora il mondo, al contrario, prego, grazie Presidente, ma mi hanno molto stupito le parole del collega che invita a difendere la comunità LGBTQIA+ senza ipocrisia e non sono le dichiarazioni di un attivista al calo di testa del Gay Pride ma,
Di di un esponente della Lega, allora io credo che l'ipocrisia abbia trovato stabile dimora nelle sue parole. Infatti, se crede in queste parole, faccio alcune domande, perché non alza la voce contro ciò che accade in Occidente, ad esempio il ddl Valditara recentemente approvato. Se crede in queste parole, perché non condanna alle parole di Vannacci che definisce gli omosessuali a normali appellandosi a vocabolari che non esistono, forse perché tra un po' in futuro nazionale ci vuole entrare, se crede in queste parole, perché non denuncia alle posizioni di esponenti del Governo israeliano, come ben G-Virus motrice che con le loro posizioni radicali religiose osteggiano ogni libera espressione dell'orientamento sessuale, se quello che, se crede in queste parole, perché non ricorda che il pride di Gerusalemme, svoltosi pochi giorni fa nella LGBTQIA+ friendly Israele è stato preceduto da minacce di morte, i manifestanti si è svolto come ogni anno con la scorta di cordone di sicurezza, se crede in queste parole, perché è costantemente si appella al termine? Ideologia gender per generare timore, odio omettendo che non esiste l'ideologia gender o meglio che è un concetto creato in ambienti conservatori per deformare, delegittimare le rivendicazioni della comunità LGBTQIA+. Se crede in queste parole, perché non prendere le distanze da Trump e da tutti i leader sovranisti che, nella loro agenda politica, qui in Occidente hanno una riduzione delle libertà e dei diritti delle persone LGBTQIA+? Forse perché l'unico diritto, un unico diritto che il collega intende difendere, quello della comunità LGBTQIA+, ad essere strumentalizzata nella generazione di nuovo di conflitto sociale, funzionare al proprio successo elettorale, null'altro, e poi ci tengo a porre una domanda perché la causa iraniana è diventata così attraente, forse perché permette di sviluppare una retorica antislamica generaliste populista che permette di marginalizzare a priori il diverso. Ecco in un pride, per questo non c'è spazio, sperando di ricevere presto chiarimenti. Ci tengo a ricordare alcune cose semplici chiedere la libertà del popolo palestinese non significa legittimare le posizioni di Hamas sugli omosessuali. Chiedere la cessazione delle violenze nei territori occupati da Israele significa avere a cuore la difesa di un popolo e del diritto internazionale, così come chiedere la libertà del popolo iraniano non può significare generare nuovo odio su base etnica o religiosa, ma, al contrario, deve consapevoli Zare tutti noi del fatto che ogni fede religiosa, idea nelle sue pieghe assoluta ed estreme, sempre si può prestare a letture liberticide e dittatoriali e ancora stare accanto al popolo iraniano e condannare il regime degli ayatollah. Non può essere strumento di giustificazione delle atrocità che il Governo di Israele ha commesso in Palestina e tantomeno prestarsi ad una propaganda che idealizza le politiche di Trump come esportatrici di libertà e pace. Ricordiamoci che Trump ha annunciato 37 volte un accordo sulla situazione in Iran, arrivato in queste ore situazione da lui generata e che lui non cambierà anche una volta siglati gli accordi. Perché con le stesse persone che voleva eliminare. Ora si sta mettendo a fare affari perché alla fine quello che interessa non è il popolo, ma appunto i suoi interessi personali ed economici. In queste complessità è certamente difficile orientarsi. Non tutti, evidentemente, ce la fanno nelle ferite dei popoli è difficile stare con rispetto e comprensione del dolore, che a volte si trasforma in rabbia e odio spesso anche in conflitto interno, spesso nei conflitti interni che abbiamo assistito anche nella comunità iraniana. Ma questa sfida siamo chiamati, come politici, stare accanto e guidare la pace, non amplificare sempre di più odio e dialoghi veramente, a mio parere, che non hanno cittadinanza in alcun contesto, grazie.
No.
Consigliere Tarsitano, sciopero, TPER, prego se Presidente e ci tengo a prestare vicinanza al lavoratore che è stato aggredito durante una una, l'orario di lavoro e credo sia importante ricordare che anche come maggioranza abbiamo avviato un percorso in in Commissione proprio sul tema della salute e del benessere degli autisti TPER una Commissione che è tuttora aperta e che credo abbia bisogno di essere aggiornata proprio per approfondire e tutto ciò che l'azienda sta conducendo anche alla luce degli ultimi episodi senza dimenticarci però che questi singoli avvenimenti non possono essere letti come,
E diciamo elementi decontestualizzati da un contesto di crisi sociale veramente complicato, sul quale ci devono essere politiche e trasversali e coerenti, perché intervenire solo con misure di prevenzione e sicurezza certamente può diminuire il rischio, ma non diminuirà in assoluto episodi di questo genere e quindi continuiamo a lavorare in questo senso e ad approfondire anche tutto ciò.
Consigliere Fattori l'evasione, ci ruba il futuro pre durante il precedente periodo di dichiarazioni dei redditi e come sempre si parla anche nel tema della evasione, perché sappiamo tutti che la maggior parte delle imposte IRPEF sono pagate da dipendenti e pensionati. Si parla, si continua a parlare di circa 100 miliardi di evasione fiscale all'anno. Potremmo parlarne a lungo, però, quello che dovrebbe essere chiaro a tutti, che chi evade non solo sottrae risorse alla fiscalità generale, rendendo più difficile erogare quei servizi di cui soprattutto i meno abbienti hanno bisogno, ma contribuisce evadendo a una rappresentazione distorta della propria situazione patrimoniale e reddituale e in conseguenza di questo gode di benefici ulteriori. Chi evade, no, quindi come tariffe, agevolate, esenzioni, sussidi, accesso a determinati servizi, quindi chi evade danneggia doppiamente le altre persone, sia non contribuendo alla fiscalità, sia accedendo a cosa a cui non avrebbe non avrebbe diritto no, ecco, purtroppo ogni maggiore avrà bisogno di un complice, nessuno può evadere da solo. Di fatto, allora abbiamo ascoltato numeri del Governo in questi anni in cui si parla di aumento del recupero delle evasioni, in realtà, andando a vedere si tratta di recuperi dovuti a azioni. Spesso.
Con le radici lontane nel tempo e comunque non di carattere strutturale. Voglio però mettere in evidenza una cosa che credo sia significativa rispetto all'approccio che si ha che ha questo Governo, cioè la riforma della modalità del ravvedimento operoso fatta nel 2025. Leggiamo oggi che allora, in passato, chi si accorgeva di avere sbagliato la dichiarazione omesso qualche reddito poteva entro un certo tempo ravvedersi paragonata dichiarazioni non pagando né interessi né sanzioni. Adesso non succede più adesso, semplicemente uno che omette qualche cosa. Se viene individuato, pagherà quello che avrebbe pagato in più senza né interessi o sanzioni. Quindi uno dietro mi conviene non metterlo direttamente e poi, se mi beccano, mi beccano. Ecco, credo che questo sia emblematico di quello che è l'atteggiamento verso chi, comunque, col suo comportamento contribuisce a rubare.
Il futuro di tutti noi e in particolare il futuro a quelli che hanno piani di futuro davanti a loro, grazie.
Grazie consigliere, Fattori consigliera Larghetti a cosa serve un pride, prego Consigliere.
Grazie Presidente, nel 2026 ci chiediamo ancora cosa serva un pride. Penso che la risposta sia nelle centinaia di commenti che ho ricevuto sotto un video che ho pubblicato, un video normalissimo del Pride, dove si vedevano migliaia di persone a sfilare pacificamente il commento medio evito quelle con bestemmie, parolacce mentalmente instabili curativi. Inoltre, i nuovi trogloditi sono malati, altro che normali fatte vomitare che schifo di gente ecco davvero questo è perché le persone hanno indossato abiti colorati, abiti eccentrici. Allora come mai non consideriamo ridicoli i festeggiamenti per lo scudetto alcuni riti religiosi, qualsiasi rito collettivo che abbia costumi e linguaggi propri? Il pride è uno spazio pubblico in cui una comunità rivendica e restituisce a se stessa la dignità della propria esistenza della propria diversità. Il vestito colorato serve a rendere evidente quello che spesso viene chiesto di essere nascosto, qualcosa che ha ripercussioni nel diritto a trovare un lavoro, ad avere una casa, a sentirsi sicura, camminare nello spazio pubblico, non essere oggetto di violenza verbale o anche fisica. Quindi c'è la vera domanda, è, ma chi è che si sente danneggiata dal vedere delle persone che sfilano con vestiti colorati, chi è che si sente danneggiata dalla richiesta di vivere liberamente la propria vita, la propria affettività, ecco, lo vogliamo ricordare, l'omosessualità non è una malattia, l'omofobia, lo è invece ed è proprio per questo che il pride continua a essere necessario. Ecco sulla polemica, sulle esclusioni al corteo di alcuni gruppi. Noi ricordiamo che i movimenti sociali si autodeterminano un pride è una manifestazione che si raccoglie 30 40 50.000 persone, ma dietro a una costruzione complessa che richiede mesi di confronto, mediazioni, percorsi condivisi, lo slogan di apertura scelto dal Pride no Pride ingenuo Said mette in gioco una lettura intersezionale che lega il tema dei diritti umani rispetto a quello che sta accadendo in Palestina e il tentativo di rainbow washing da parte dello Stato di Israele. Certo, si può condividere o meno, ma una volta che un pride viene convocato con questo titolo da mesi con questa piattaforma politica, io penso che sia del tutto comprensibile che gli organizzatori vogliono evitare provocazioni che hanno soltanto lo scopo di contestare la legittimità della manifestazione e anche la comunità iraniana c'era ben rappresentata, ben rappresentata dal collettivo alzaie, condividendo la lotta di liberazione di tutti i popoli oppressi, compreso quello iraniano dalla propria dittatura. Quindi nessuno si può permettere di dire che sostengono il regime degli ayatollah. Ecco e se due persone sono presenti per provocare. Non credo che rappresentino un popolo e non penso che si può affermare che gli iraniani sono stati cacciati dal Pride perché fanno un torto invisibili Zano invece gli iraniani che erano presenti, che hanno aderito alla manifestazione. Ecco, trovo surreale che la destra stia trasformando ogni Pride in un caso nazionale. L'abbiamo visto anche con le vergognose polemiche di Fratelli d'Italia, contro il pride di Budrio, che non è un pride per piccoli ma è un pride piccola, un pride di Provincia, e c'è una contraddizione che non può passare inosservata. Al piccolo prepara Pride di Budrio come al pride di Bologna erano presenti anche famiglie con bambine, bambini, famiglie che hanno scelto liberamente di esserci. Mi chiedo allora come mai il privato educativo della famiglia viene imboccato solo quando si tratta di ostacolare l'educazione affettiva nelle scuole, mentre invece scompare quando una famiglia, chi decide liberamente di passare una domenica pomeriggio a un pride di partecipare con i bambini dell'età che ritengono, valutando che il contesto è adeguato a loro. Io sabato ho visto una manifestazione pacifica piena di famiglie di giovani di persone di ogni età, orientamento OSCE. Ho visto una piazza che chiedeva libertà e uguaglianza, e forse è proprio questo che continua a dare fastidio a qualcuno, perché finché ci sarà qualcuno che dice una persona a cura, ti c'è bisogno del PRAE.
Grazie consigliera ora la parola al consigliere Iovine riforma della medicina di base, Consigliere prego.
Torno sull'argomento.
Due settimane fa.
Per me ricordare l'ennesimo fallimento del Governo sulla riforma della medicina di base.
Il Ministro della salute, professor Schillaci, aveva approvato, con l'accordo unanime delle Regioni, ad innovare la medicina di base per renderla più aderente alle attuali necessità epidemiologiche, che consistono fondamentalmente nella presa in carico dei pazienti cronici, degli anziani e dei fragili. Il sistema attuale, senz'altro datato, essendo stato pensato per una Italia degli anni 70 molto diversa da quella attuale. Oggi negli ambulatori prevale la presenza di anziani, in genere portatori di più diagnosi, di malattie croniche, spesso soli e ancora più spesso spaesati e in difficoltà per il divario digitale. I pronti soccorsi sono affollati di codici bianchi e verdi che rendono i tempi di attesa per la presa in carico insopportabili. Inoltre, è evidente dai dati prodotti, ad esempio dal Gimbe, la odiosa disuguaglianza tra le diverse aree del Paese con alcune regioni, tra cui la nostra, con ottimi risultati in termini di salute ed altre. Con dati pessimi. È noto che l'aspettativa di vita nelle regioni meridionali del Paese sensibilmente più bassa rispetto a quella degli abitanti del Nord.
Il decreto legge proposta dal Ministro Schillaci, con il supporto di tutte le Regioni, prevedeva alcuni interventi, essendo quelli più rilevanti. La costituzione di una Scuola di specializzazione in medicina generale per dare ai medici di medicina generale la stessa dignità degli specialisti ospedalieri, la possibilità di assumere medici territoriali con un rapporto di dipendenza ed è qui che è nato il problema, la riorganizzazione dei medici per garantire l'apertura delle case della comunità.
Con presenza garantita nell'arco delle 12 o 24 ore e di un diverso sistema retributivo che premiasse la presa in carico piuttosto che che valorizzasse la presa in carico piuttosto che la singola prestazione. Com'è noto, il decreto è stato ritirato dal Governo, soprattutto per il disaccordo di Forza Italia, da sempre contraria alla dipendenza dei medici di base, e anche i pareri contrari all'interno degli atti ai partiti di maggioranza, nonché dello scarso entusiasmo, diciamo così, del sottosegretario farmacista, da sempre ostili alle case della comunità. Inoltre, il testo non è mai stato discusso in Commissione. Con il solito disprezzo verso il Parlamento tipico di questo Governo, il rischio era che magari l'opposizione si mostrasse favorevole alla sua emissione. Il decreto si rendeva necessario perché, a differenza di Toscana ed Emilia che attraverso l'accordo integrativo regionale, siglato dopo un anno di lavoro con le organizzazioni sindacali hanno affrontato e risolto il tema della presenza dei medici di medicina generale nelle case della comunità, le altre regioni si trovano invece nella impossibilità di far partire le loro case della comunità entro il termine previsto dal PNRR che le ha finanziate. E infatti il Governo è stato attaccato principalmente dalla Lombardia,
Secondo, infatti il Presidente Fontana il decreto era la strada giusta per una più ampia riforma della sanità e da proposto della casa comunità. Dice io lo cito, ce lo spiegherà il Governo, come faremo ad aprirle? La pezza in corso di elaborazione sarebbe la richiesta ai medici di medicina generale di credere di essere presenti almeno sei ore alla settimana nelle case di comunità. Questo sarà ovviamente oggetto di contrattazione ed è molto probabile che i medici rispondono di no o condizionino la cosa alla volontà dei singoli. Un medico tappabuchi è molto lontano rispetto all'ambizione di una casa della comunità, in cui le varie professionalità lavorino in concerto per garantire la migliore assistenza al paziente. L'Emilia Romagna ha adottato il modello organizzativo delle aggregazioni funzionali territoriali, che consistono in raggruppamenti di medici di famiglia, sempre gli stessi in ogni aggregazione, che quindi non tappabuchi che condividono obiettivi di salute, dati clinici, orari di lavoro, per estendere la continuità dell'assistenza sul territorio nell'arco delle 24 ore, prevenendo inutili accessi di codici bianchi e verdi dal pronto soccorso, le aggregazioni funzionali territoriali, uno ogni 30.000 abitanti, avranno come sede elettiva la casa della comunità, e questo è tipico dell'Emilia Romagna, perché nelle altre regioni in cui si adottano modelli organizzativi simili, il centro non è sempre la casa della comunità. Questo perché lo scopo di integrare i medici a ciclo di scelte e a ciclo orario, organizzare il lavoro in équipe superando il modello del medico isolato, oggi assolutamente obsoleto.
Poteva andar bene quando gli unici strumenti nelle medico erano le sue mani e illustrato scopi o non oggi, quando la tecnologia ha fornito al medico strumenti diagnostici di facile accesso e di utilizzo come ECG, ecografia, spirometria, in sintesi, Governo ci prova, ma il primo nemico sta nel suo interno nell'incapacità di vedere lavorare per il bene comune stretto com'è da vincoli ideologici, televisioni obsolete, spesso francamente.
Grazie consigliere, consigliere Beghin, solidarietà all'autista Tper, prego.
Grazie Presidente, c'è davvero poco da dire, ma è importante dirlo, naturalmente come gruppo esprimiamo solidarietà all'autista della TPER della linea 96, che è stato aggredito brutalmente, appunto non c'è nemmeno bisogno di entrare nei dettagli, abbiamo letto tutti quello che è successo nel nel concreto, ecco di insomma della ferita che ha riportato una cosa veramente inaudita hanno fatto bene naturalmente i sindacati a scioperare quando accadono queste cose.
I sindacati e i lavoratori e le lavoratrici sono compatte, hanno proclamato per oggi uno sciopero di otto ore e tutte le sigle direi in maniera unitaria Cgil, Cisl, UIL USB e,
Faisa-Cisal. Quello che auspichiamo, naturalmente, è un confronto, come peraltro richiesto da dei sindacati stessi. Sappiamo che ci sono nella nuova flotta le le cabine già già chiuse, sostanzialmente, ma chiaramente, quando ci sono casi di questo tipo, non basta nemmeno la cabina, perché i comportamenti sono imprevedibili da questo punto di vista, perché evidentemente quello che è successo qualcosa veramente, insomma davvero da davvero molto grave. E però ecco,
Non possiamo sicuramente lasciare le cose a caso e, per non lasciare le cose a caso, la collaborazione istituzionale è importante al di là di ogni propaganda e scarico di responsabilità, perché questo significa a comportarsi in modo in modo serio, crediamo che ci siano tutte le condizioni e la capacità non solo da parte dell'Amministrazione e dei sindacati ma da parte anche di tutti gli enti preposti per poter far sì che non non solo evidentemente ecco le persone vengono poi una persona che aggredisce in questo modo venga individuata.
Perché ad oggi qualcuno forse mi correggerà però no non han, insomma, non non è nemmeno noto, ecco chi è chi è l'aggressore, non è stato trovato, però ecco, è importante la prevenzione, la prevenzione, che significa non solo, evidentemente.
Controllo il territorio, posto che non può essere, come dire ogni bus soggetto a alla presenza di forze dell'ordine, che sarebbe un mondo oltre che orribile, come dire nemmeno nemmeno reale, cioè sarebbe una condizione irreale e quindi non possiamo nemmeno nemmeno parlare di una di un'ipotesi del genere, però significa anche, appunto, comprendere poi quali sono le ragioni e i meccanismi, per cui ecco, può poi può capitare un fatto così grave di tale di tale portata. Ecco non sapendo appunto quali sono poi, oltre al fatto che i bus si è affermato un po' dopo la fermata, non sappiamo quali sono le ragioni e le condizioni di questa di questa persona de de dell'aggressore, non sappiamo, non sappiamo nulla, sappiamo solo appunto della brutalità dell'aggressione, però crediamo come ogni volta in cui interveniamo su questi, su questi temi, su fatti di cronaca che poi, ecco il fatto di cronaca e in qualche modo accade, passa viene commentato. Ecco però poi, dal punto di vista sistemico, di come ci muoviamo e le cose rimangono, ed è questo l'approccio che che che noi dobbiamo avere e non solo appunto quello di di inseguire e di commentare un fatto, un fatto del genere. Vi ringrazio. Grazie Consigliere. Ora la parola alla consigliera Bernagozzi una destra contro le donne, prego Consigliere, sì, grazie Presidente, voglio esprimere innanzitutto solidarietà alla Presidente del Consiglio Meloni, a cui sono state rivolte delle parole in sé che non condivido assolutamente. Non sono quelle che ha detto il collega prima mi è stato detto che, invece che alzare la testa indossato le ginocchiere, nonché avrebbe fatto altro però detto questo è assolutamente una frase da condannare, specie in un'Aula istituzionale, e credo che dimostri secondo me ancora una volta in maniera molto palese come questo sia un Paese in cui sessismo, i sessismo regni sovrano e proprio per questo fa un po' specie sinceramente che chi è giustamente si indigna per questa frase siano poi le stesse persone che fanno un ddl che impedisce di educare i nostri ragazzi a non avere quell'atteggiamento, quindi francamente in questo vedo una grandissima incoerenza e mi sarei aspettato oggi delle parole di condanna rispetto a un altro evento che è successo questo questo weekend che trovo altrettanto grave e sono le frasi del nuovo del nuovo leader della destra, dico anche ai colleghi che c'è sempre qualcuno più a destra di voi, è generale Vannacci, che è riuscito anche a disconoscere la legge che voi avete proposto, sulla quale si sono trovate delle intese anche con con le forze di centrosinistra, che è quella sul femminicidio, ha già annunciato che questa legge è da cancellare. Io mi chiedo voi alle elezioni, che cosa proporrete di cancellare una vostra legge? Siete d'accordo perché oggi io mi sarei aspettato una parola su questo, visto che su questa legge avete fatto giustamente.
Grande propaganda rispetto a un atto che io vi riconosco di aver riconosciuto questo reato. Tra l'altro fare non c'è niente di più spregevole di fare propaganda sulla pelle delle donne vittime di violenza delle delle madri che oggi sono intervenute, che hanno seppellito le loro figlie, che sono state uccise per mano di un uomo. Il femminicidio esiste e ovviamente non mi aspetto da chi pensa che noi curiamo le persone in base al loro orientamento sessuale, non perché sono persone, non mi aspetto grande intelligenza. Detto questo, questo è molto grave, soprattutto per per per due aspetti. Il primo, negare il femminicidio vuol dire negare la violenza, perché il femminicidio, come abbiamo sempre detto, è la punta dell'iceberg. C'è anche tutto il resto. C'è anche tutto il resto sul quale continuiamo a fare una propaganda assoluta, però, di fatto di concreto c'è poco. Il femminicidio non è che l'atto finale, che però in tutti, in tutti i casi che abbiamo, che che abbiamo, che studiano non tanto noi, ma gli esperti in tutti i casi abbiamo il possesso, il controllo, il dominio, annidi a volte anni di di di di botte, di violenza ma di violenza psicologica questo vuol dire negare il femminicidio, e non una parola ho sentito oggi anche se ci indigniamo, giustamente, per le parole se esiste, ma anche quelli fanno parte di quel di quella piramide.
Se non riconosciamo che questa è la base su cui poi si costruisce tutto il resto, facciamo propaganda sulla pelle delle donne, io veramente non non posso credere che siamo ancora in questo stato in Italia e sinceramente, ripeto, mi sarei aspettata oggi delle parole chiare di condanna perché non si può condannare quando si è vittime e non quando le vittime sono le altre. Questo è grave e purtroppo a sottenda il fatto che si fa propaganda anche sulla violenza di genere, sulle quali oggi si presentano ordini del giorno per frase se esiste, ma non si è votato un ordine del giorno sull'hate speech, un ordine del giorno che condannasse la violenza, un ordine del giorno che chiedesse degli interventi strutturali su questo quindi, per favore, basta ipocrisia, almeno abbiate la decenza, se proprio non avete nulla da dire come avete fatto ad oggi, non avete nulla da dire di rimanere in silenzio perché la propaganda sulla pelle delle donne è inaccettabile.
Grazie Consigliere, Consigliere Fattori il patentino dell'antifascismo perché dà fastidio, prego allora, per evitare fraintendimenti alla Fiera del libro, più libri più liberi. È stato chiesto ai partecipanti di condividere i valori antifascisti alla base della Costituzione italiana, condividere valori fascisti alla base della antifascista a valle della Costituzione, allora immediatamente la Premier attacca dicendo che si chiede un patentino antifascista e una censura della sinistra, allora questo alla faccia del travisamento di quello che è stata la richiesta, no, qui c'è qualcuno che ogni tanto in Aula, quando deve fare i comizi, ma adesso ad esempio no che avrebbe chiesto il fatto personale a fronte di questo travisamento delle delle parole no, tra l'altro l'antifascismo, mi sembra quanto mai attuale a fronte degli interventi dell'ex generale Vannacci. No di questi giorni mi aspettavo interventi di.
Condanna su quello, qualcuno forse aspetta di capire come gira il vento per decidere se conviene cambiare casacca o no, quindi si astiene da questo tipo di interventi, però ritorno sul tema allora spesso strategie processuali. No, quando ti fa una domanda la cui risposta non ti conviene darla, non darla no. Allora, quando si domanda spesso a esponenti della destra sei antifascista, questi rispondono sono anticomunista. Allora,
Che cavolo c'entra e come se io ti domanda, ti piacciono ammontante, dice mi piace il mare no, vuol dire non rispondere alla domanda, allora io vi dico una cosa che è pienamente legittimo, essere anticomunisti, nessuno lo vieta, no, è pienamente legittimo, lecito, eccetera essa grandi Comuni, si può essere anticomunisti, si può non essere in Italia, ma non è legittimo non essere antifascisti. Questo non è legittimo per chi è nelle istituzioni, per chi giura sulla Costituzione che è una Costituzione antifascista, lo dicono le disposizioni transitorie finali lo dice molto chiaramente l'articolo 3 della Costituzione. Quindi si può essere anticomunisti, no,
Consigliera Toschi il caso Bonfiglioli, un modello di sviluppo su cui riflettere. Prego, grazie Presidente. In queste poche settimane di giugno sono già tre le giornate di sciopero alla Bonfiglioli, riduttori di Calderara di Reno, dire no per protestare contro il mancato assorbimento degli addetti in appalto alla ditte in appalto Be Cube, nel progetto di automazione del magazzino della stessa Bonfiglioli. L'ultimo di questi è il 14 giugno, proclamato da Fiom Uilm e YouTube dopo la disdetta del contratto di appalto di Be Cube annunciato nei giorni scorsi dall'azienda. E questo è l'antefatto. La protesta che va avanti da giorni sia così estesa agli altri stabilimenti del gruppo in Emilia Romagna che il appunto, il 14 giugno i laboratori a Calderara erano di nuovo in sciopero, confermi articolati lungo tutta la giornata, in tutti i turni di lavoro e con un presidio che si è svolto di fronte ai cancelli dell'azienda la mattina dalle 8 e mezza alle 11 e mezza e con il corteo sotto l'occhio vigile delle forze dell'ordine. Lo sciopero ha previsto infatti, oltre al coinvolgimento della parte interna dell'azienda, anche un tratto di corteo, per prendere anche un po' di strada per uscire dall'azienda e dimostrare che quello che sta succedendo a Calderara non è una vicenda che riguarda solo Bonfiglioli e che rischia di mettere seriamente seriamente in discussione il modello di sviluppo del nostro territorio. Al presidio erano infatti presenti il sindaco di Calderara, Giampiero, Falzone, irresponsabile lavoro del PD di Bologna, Andrea gabbare e altri rappresentanti delle istituzioni delle istituzioni, come i consiglieri Larghetti e Begaj, che sono qui in Consiglio con me. C'era anche il segretario della CGIL di Bologna. Questo per dimostrare l'attenzione ampia che la città e gli Enti Locali stanno tenendo su questa vicenda e quali sono i punti di maggiore attenzione.
La Bonfiglioli sta evolvendo il suo modello, opera operativo procedendo ad un'automazione nella gestione del magazzino e sta quindi evolvendo verso una modernizzazione delle sue caratteristiche e delle sue operatività, assolutamente in linea con l'evoluzione tecnologica attuale. Che non meraviglia nessuno e soprattutto non può e non deve essere fermata e questo deve essere chiaro. Tuttavia, è necessario sottolineare che un'evoluzione di questa portata, se non viene gestita con le dovute modalità e il coinvolgimento delle parti, rischia di mettere davvero in discussione in difficoltà ciò che fino ad oggi ha rappresentato il modello di sviluppo della nostra regione, con una grande attenzione alle relazioni sindacali come luogo di concertazione e di ricerca, di soluzioni che possono portare il massimo beneficio possibile all'azienda, alla produttività ma anche agli operatori, soprattutto in termini di dignità lavorativa e retribuzione. Altro aspetto di grande rilevanza e che l'evoluzione tecnologica che oggi riguarda Bonfiglioli, ma domani o forse già ora e non lo sappiamo, riguarda molti altri, deve essere accompagnata da riflessioni condivise e modifiche organizzative e che non possono ricadere esclusivamente sui lavoratori e nella parte più significativa e soprattutto le famiglie. Un ultimo aspetto che non è di minor valore è che la ditta all'azienda Bonfiglioli ha, come sua Presidente, la presidente di Confindustria, e questo non è banale, perché se sdogana siamo un modello di evoluzione tecnologica che non tiene conto, o perlomeno non coinvolge, nella maniera dovuta alle relazioni sindacali e rappresentanti dei laboratori, e non prevede percorsi di accompagnamento per lavoratori che hanno dedicato una vita retribuita, senza dubbio non di volontariato, ma dedicato competenze e lavoro alla produttività delle aziende stesse. Ebbene, probabilmente questo messaggio diventerà endemico, potrà essere riprodotto e questo davvero porterebbe a una messa in difficoltà di tutto il nostro tessuto produttivo. Il PD sorveglierà e credo che non sarà solo dalle prime dai primi messaggi, credo saranno in tanti a sorvegliare l'evoluzione di questa situazione. Grazie grazie Consigliere. Ora il consigliere Mazzanti ha quattro interventi, uno di seguito all'altro, Piano nazionale casa. Il primo prego.
Il piano di massima le Cave direi che e qui devo ringraziare il Presidente del Consiglio penso che sia la prima volta, Presidente Meloni, è successa una cosa unica, la Conferenza Stato Regioni, partendo da Bolzano, arrivando a Palermo tutti tutti i Presidenti hanno pure opposizione contro,
Una roba unica. De se la vedo la Degradi con una volta ogni tanto è fatto un welfare bar, è permesso a questo la cosa è talmente vera che sugli appalti dell'edilizia pubblica, sul meccanismo di ripartizione delle risorse, la pochezza delle risorse a disposizione e addirittura si affida a un ente terzo parastatale living, la stessa, che ha combinato disastri negli appalti che stiamo vivendo. Bologna, abbiamo qui parlato del di via Martiri di Monte Sole, basta andare a vedere lì no, cosa hanno combinato e chi è così bene, qui bisogna che noi diciamo chiaramente che ci vuole una svolta, bene, i Presidenti delle regioni Fedriga.
Fedriga che l'abbiamo sentito tutti, mi dispiace dire queste cose, uno della Lega Nord, perché quello all'asse del pane ci arriva, a differenza del segretario nazionale, perché tutte le volte che parla parla segno bene, credo che ci sia da fare in fretta Presidente, datevi una mossa e cambiamo questa legge che veramente fa ridere i polli,
Sileri do la parola al consigliere Mazzanti, commissariato di Bologna Bolognina, scusi, è commissariato Bolognina bene, allora direi che abbiamo fatto bene ad andare avanti. Pare che il 24 ci sia l'inaugurazione. Di questo siamo tutti contenti i soldi che abbiamo speso noi come Comune di Bologna per fare quella sede, metterla a posto da tempo è a posto e bene adesso dovrebbero arrivare gli agenti. Sono contento, quel giorno spero di vedere Piantedosi che ci conosciamo, abbiamo anche per del periodo di lavorato assieme, benissimo, benissimo avanti coi carri, però c'è un problema, c'è un solo un problema, avete letto la conferenza stampa che ha fatto il salto l'altro giorno, insieme al CTU per tutto il resto mancanza di personale, le caserme che sono allo sbando, per cui oggi non c'è più posto in locali decorosi, oppure che cosa dire anche della carenza degli stipendi? Ha fatto un excursus che mi sembrava di sentir parlare uno dell'opposizione.
Era un sindacalista che, insieme a quelli del Siulp, insieme ad altri hanno detto come stanno le cose, quindi apriamo in commissariato dopo che ne abbiamo chiusi okay, apriamo le casa dopo che li abbiamo chiusi, paghiamo noi Enti locali, va bene, ma dateci quel servizio, sicurezza che permetterebbe al Governo di rispettare gli impegni presi da quattro anni. Che c'è questo Governo,
Il crimine è aumentato di oltre 10 punti in tutti i tipi di reati. Carenza di personale spaventoso, basta sentire andate a risentire oggi. Tra l'altro, le 3 stanno raccogliendo firme. No, da questo punto di vista, per cui il centrodestra a far lezione e cosa dice questo detto da Sindaci di centrodestra, scarica su di noi le loro responsabilità, se lo dice un sindaco del PD a brutto sporco di sinistra, avendolo detto sindaci di centrodestra, è chiaro che avevamo ragione di dire questo della sicurezza, questi ne hanno parlato i parole ma non gliene frega niente solo demagogia e menzogne.
Criticità in ambito di sicurezza, Consigliere Mazzanti, sempre prego.
Sì, era questo proprio il fatto che è in continuità con quello che sta uscendo oggi stanno raccogliendo firme, tra l'altro le 3 iniziano su questo bene, mi dispiace solo che non potrò andare a firmare, non ci avevamo anche detto. Questo è chiaro ed evidente che bisogna che noi, in un qualche modo, dobbiamo far sì che questa operazione, visto anche le punizioni dell'ANCE, veramente porti il Governo una volta per tutte di fare quello che ha detto e non ha fatto in quattro anni le condizioni ci sono. Credo che la spinta nel Paese c'è. Debbo dire che c'è questa presa di posizione dell'Arma dei Carabinieri. È molto interessante. Il Comandante generale dell'Arma un mese e mezzo fa ha fatto questa dichiarazione che ha un manifesto, direi potrei firmarlo anch'io sottoscriverlo. Non è questo il punto, ma bisogna crederci, perché se ci si crede bene, sennò ancora una volta, perché dobbiamo continuare a dare delle palle al cittadino italiano dite la verità che non riuscite a fare un un o con un bicchiere. Avete dei seri problemi di capacità funzionale, e allora si faccia delle cose che sono dette e una volta ogni tanto non dite bugie,
Consigliere Mazzanti l'ultimo suo intervento di oggi. È giusto regolamentare gli affitti brevi, prego sì, si è detto tanto di questo no, beh, debbo dire che questo mi fa piacere perché noi abbiamo bloccato l'operazione col decreto Unesco che ci ha dato questa possibilità. Contemporaneamente, l'abbiamo normate applicando i regolamenti di igiene, la legge fatta dallo Stato, tra l'altro, il Ministro Salvini ha detto che sotto sotto i 20 metri non si può sopra, si può, abbiamo visto le robe da 22 e 23 metri. Le porcherie che sono noi a Bologna, ma non solo Bologna, perché ho imparato che anche altri Comuni di colore differente hanno normato questo e l'hanno normato. I testi igienico sanitari diventano base per dare o no l'assenso. Cosa giusta Comuni lo possono fare sulle realizzazioni e questo ci permette di procedere e andare avanti. Perché regolamentare questo e non fare dei kudu dei tuguri a 800.000 euro al mese, e credo che sia un fattore di dignità e di serietà e correttezza.
Consigliera, Bernagozzi, aeroporto, Marconi, prego sì, intervengo in questi pochi secondi per dire che ho letto che sono stati già prenotati addirittura diversi tragitti dall'area che portano da Ravenna l'aeroporto di Bologna e dei passeggeri per il Marconi. Devo dire che c'è scritto che vanno anche a Forlì e questa è una buona notizia. Tuttavia, veniamo da settimane sinceramente che sono pesantissime per i cittadini della nostra città. Ci sono stati giorni dove abbiamo avuto più di 120 sorvoli sulle nostre teste. Io credo davvero che tutto questo sia assolutamente inaccettabile. e andiamo verso la fine di questo mandato, io mi aspetto che l'aeroporto Marconi risponda insieme ad ENAC ed ENAV di quello che sta facendo, purtroppo, sulla testa dei nostri cittadini, grazie.
Allora 18 secondi per l'intervento successivo al posto di polizia in Bolognina, prego no, volevo solamente ricordare al senatore Lisei che il posto del in Bolognina è stato pagato dal Comune sistemato dal Comune ed è stato richiesto dal Comune di Bologna, io capisco che siamo in campagna elettorale però a raccontare bugie al ai nostri cittadini non si fa certamente un servizio giusto grazie.
Allora Consigliere Monticelli, costruire comunità attraverso i libri da raccoglie ricordando Romano Montroni, prego, Consigliere. Grazie Presidente, oggi Polonia perde non solo i librai più famoso d'Italia, colto generoso, un dirigente culturale promotore della lettura, docente formatore, Presidente, per molti anni del Centro per il libro e la lettura del Ministero della cultura perde una delle persone che hanno contribuito a costruire il migliore paesaggio culturale Civico, umano di Mineo di Bologna, Romano Montroni apparteneva quella rara categoria di persone che non si limitano a svolgere un mestiere, ma finiscono per trasformarlo in una vocazione. Per lui i libri non erano oggetti da conservare, né soltanto strumenti di conoscenza. Erano occasioni di incontro di dialogo, di crescita reciproca, erano ponti tra le persone, erano esplorazione di mondi in essere o a venire. Incontri tra memoria e desiderio di futuro condiviso, in un tempo in cui spesso si misura tutto in termini di velocità, consumo e utilità immediata. Romano Montroni ha difeso per tutta la vita il valore di qualcosa che richiede tempo leggere, ascoltare, comprendere non la fretta del consumo culturale, ma la pazienza dell'incontro con le parole e con gli altri. Una lesione che a me ricorda Italo Calvino, che unisce leggerezza e profondità, curiosità e riflessione.
Romano Montroni ha insegnato a generazioni di librai, con una libreria, non è un negozio come gli altri, ma un luogo in cui si accolgono domande e curiosità, desiderio inquietudini, un luogo in cui la solitudine può trasformarsi in amicizia e il rumore quotidiano lascia spazio alla conoscenza. Molti di noi lo hanno incontrato dietro un tavolo di presentazione tra gli scaffali di una libreria in una sala pubblica, in una conversazione che sembrava sempre continuare oltre l'orario previsto talvolta anche a cena, aveva il dono raro di mettere i libri in relazione con la vita e la vita di relazione con i libri. Forse per questo la sua storia così significativa leggo che era nato in una casa senza libri e ha dedicato l'intera esistenza a far sì che i libri entrassero nelle case degli altri.
Bologna li deve molto, gli deve libreria, incontri, rassegne culturali e generazioni di professionisti che ha formato e gli deve ancora di più un'idea di cultura aperta, condivisa, non elitaria, capace di creare comunità. Vorrei ricordarlo anche come alleato culturale con l'Università di Bologna, molte le rassegne condivisa. Gli autori autrice, ospitate, che senza di lui non avremmo potuto evitare Unipol cultura, gli deve molto, è stato docente del master in Editoria, fondato da Umberto Eco, ha formato generazioni di editori, librai e professionisti del libro. Diversi ricordi lo sottolineano come una delle persone che hanno contribuito a trasmettere concretamente il sapere editoriale alle nuove generazioni ed è qui che emerge. È forse il tratto più profondo della sua eredità civica. Le città non sono fatte soltanto di strade, piazze palazzi sono fatte anche di spazi in cui gli esseri umani imparano incontrarsi senza paura delle differenze. Romano Montroni ha dedicato la sua vita a costruire questi spazi. Non credo che il suo lascito più importante sia solo il numero delle librerie aperte degli autori. Con incontrati o dei librai formati. Tutto questo è importantissimo, ma viene dopo la sua eredità più profonda e aver creduto che la cultura non fosse un privilegio per pochi, ma una forma di cittadinanza che leggere non fosse un gesto elitario, ma un modo per partecipare alla vita comune in un'epoca che ci chiede continuamente di scegliere da che parte stare di dividerci, di reagire in fretta, le librerie che lui ha immaginato erano luoghi diversi, luoghi in cui fermarsi, ascoltare e cambiare idea, incontrare l'altro attraverso le parole. Forse è per questo che oggi la sua scomparsa ci colpisce così profondamente perché non salutiamo soltanto un grande libraio, salutiamo una persona che ha contribuito a rendere Bologna una città può più curiosa, più aperta, più capace di dialogo e, in un tempo nel quale la cultura è spesso costretta a giustificare la propria utilità. Romano Montroni ci lascia una semplice elezione, ma molto preziosa. La lettura non serve soltanto a sapere di più, serve a vivere insieme. In questi giorni si è detto che lascia un grande vuoto. È verissimo, ma forse che ha dedicato la vita ai libri lascia anche qualcosa che resiste al vuoto una trama di parole, incontri, relazioni e letture che continuano a vivere nelle persone che ha incontrato. E allora il modo migliore per ricordarlo non è soltanto guardare a ciò che è stato, ma continuare a credere, come lui ha fatto per tutta la vita, che un libro possa ancora cambiare una giornata, una persona talvolta persino una città grazie romano anche a nome del Gruppo Partito democratico di questo Consiglio Bologna che saluta con gratitudine, affetto e rispetto.
Grazie consigliera ora ai prossimi due interventi sono della consigliera De Giacomi, prima aggressione, autista, Tper, prego consigliera.
Grazie grazie mille Presidente, ci tengo a riaffermare la mia solidarietà all'autista di TPER, che è stato aggredito brutalmente in un'aggressione inaccettabile che condanniamo totalmente, come anche i tanti colleghi che già l'hanno fatto in quest'Aula e che ringrazio, supportiamo e lo sciopero che ne puoi NATO ma e i colleghi che,
Non devono trovarsi a vivere situazioni simili. Ringraziamo anche alle Forze dell'ordine che stanno lavorando per identificare la persona che ha commesso questo terribile atto che ovviamente riteniamo debba essere identificata e che, insomma, le indagini debbano andare avanti. Vediamo in generale e da alcuni miei colleghi di maggioranza l'hanno già detto una crescente aggressività. Ne abbiamo parlato molte volte, anche grazie alla collega Toschi, legata all'ambito sociosanitario, ma lo vediamo un po' ovunque e ci sono certamente sono fondamentali e le azioni di protezione istantanea, quindi ne abbiamo parlato anche in Commissione. Le cabine che nei nuovi autobus Tper sono rafforzate e che le aziende di trasporto, come mi ricorda consigliere Mazzanti, richiedono, e anche a livello statale, in modo da avere una nuova norma aggiornata e ancora più protettiva, non da dimenticare, come veniva già detto le questioni invece di prevenzione, azioni preventive di questa violenza crescente aggressività crescente, che assolutamente deve essere deve richiedere una riforma, una riflessione generale non solo relativa a questo settore, ma che, finché non risolveremo certo fondamentali le azioni che vanno fatte per evitare che nell'ultimo momento queste cose accadono. Le vediamo accadere sempre di più, dobbiamo cercare di abbassare in generale l'attenzione tra le persone.
Che abitano le nostre città e che, in un'insoddisfazione generale, legata forse alla qualità della vita, al mancato supporto psicologico, a le situazioni di fragilità che sono sempre più crescenti, non non non troverà soluzione di lungo periodo. Se non lo affrontiamo, grazie.
Consigliere le chiedo la parola, caro energia, il titolo prego.
Grazie mille torna a parlare del tema energia di cui parlo spesso in quest'Aula, perché ritengo che sia il tema più importante del nostro tempo, perché il tema che ci permette di prevenire le alluvioni e i cambiamenti climatici che ormai tartassano le nostre città, ci permette di garantire uno sviluppo sostenibile della nostra economia che attualmente invece è molto legata dei combustibili che non dipendono da noi e permette di abbattere l'inquinamento e l'autonomia da paesi che, come dicevo, ci tengono in pratica in mano grazie alle loro politiche energetiche che noi, anno dopo anno, finanziamo, poiché non siamo capaci di crearne una nostra cosa. Abbiamo appreso però in questi giorni qual è la novità, innanzitutto, che sono state prorogate le concessioni della rete elettrica senza tante domande sarà stato fatto perché è stato fatto fino ad ora un ottimo lavoro. Non credo, poiché siamo tra i peggiori Paesi in termini di energia rinnovabile in Europa, quindi immaginiamoci nel mondo e in generale però cosa vediamo cosa apprendiamo? Oltre alla proroga, diciamo carta bianca, vediamo che se ci saranno investimenti quindi rinnovabili, investimenti nella rete, investimenti fondamentali che ci servono nel momento in cui elettrificando sempre di più un Paese, perché quella è la direzione che dobbiamo prendere se ci saranno questi investimenti, gli operatori potranno scaricarli nelle bollette delle persone. Questo ci porta a una situazione perfetta di immobilità, come al solito su questo tema, perché se ci saranno più rinnovabili e più investimenti, le famiglie pagheranno di più e non i gestori e non lo Stato. Questo porterà quindi a non fare questi investimenti. Quindi, se non si fanno gli investimenti, noi rimaniamo vincolati a qualunque guerra, a qualunque conflitto, a qualunque crisi internazionale, alla crisi del petrolio, alla scarsità delle risorse come se questo fosse in qualche modo positivo. Questo sistema non sistema nulla non risolve nulla. Rimaniamo in una situazione di immobilità. Quando avremmo bisogno dell'esatto contrario. Avremmo bisogno di investimenti sulle infrastrutture e sulle rinnovabili, avremmo bisogno di agevolazioni per i privati, legata alla sburocratizzazione di un sistema che non ha senso. Avremmo bisogno di autonomia energetica in questo modo, invece, come al solito, non facciamo niente, così nessuno si lamenta vedremo se non si lamenteranno le famiglie che riceveranno un aumento in bolletta o che alla prossima crisi internazionale, comunque rimarranno schiacciate. Grazie grazie consigliera. L'ultimo intervento di inizio seduta di oggi e del consigliere Giordani, nuovo posto di pulizia grazie al Governo. Prego Consigliere. Grazie Presidente, finalmente aprirà il posto di polizia in Bolognina. Bisogna ringraziare il Governo che ha messo a disposizione quanto doveva sta mantenendo le promesse. In pochi anni Bologna abbiamo un nuovo, una nuova caserma dei carabinieri al Pilastro, avremo un nuovo posto di polizia arabo in Bolognina. Il Comune di Bologna ha trovato l'immobile della messa a posto. Bene, finalmente ha collaborato probabilmente il discorso da campagna elettorale andrebbe ritirato su chi accusa noi di farla, perché per quattro anni non ha fatto nulla sulla sicurezza, adesso pressati anche dal Governo. Casualmente trovano gli immobili, casualmente, trovano il modo di far qualcosa, il Viminale su Bologna destinato vari tantissime risorse, oltre 2 milioni di euro in aggiunta rispetto al solito, e questo proprio per dimostrare che c'è attenzione su tutte le città, non solo sulle città amministrate dal centrodestra. Come si crede l'attenzione generalizzata? Dobbiamo ringraziare che son state istituite le zone rosse e son state rinnovate le zone rosse e si vedono i risultati perché la zona di via, Amendola e la zona della stazione ultimamente sui giornali vediamo in continuazione arresti di spacciatori o comunque di interventi che vanno a lenire le problematiche enormi che sono in quelle zone, e noi auspichiamo che Bologna aderisca al progetto Città sicure in maniera che ci sia più attenzione e più sicurezza per le strade, però vorremmo anche che il Comune faccia la sua parte dal 2003 a oggi sono stati persi quasi 100 agenti di polizia locale, 100 agenti di polizia locale e non è possibile e servono più agenti perché servono più agenti in strada, magari anche dotati di Tesero che il nostro Sindaco non vuole, di cui non vuol sentir parlare, perché addirittura potrebbero essere chissà quanto pericolosi lo usano dappertutto. Non vedo perché a Bologna non si possa e servono anche maggiori controlli in situazioni come gli immobili dell'ACER, per cui noi ringraziamo sentitamente il Governo per quello che ha fatto per l'attenzione che pone a Bologna e speriamo che il Comune inizi davvero a fare la sua parte dopo perché per quattro anni non l'ha, fatto per cui capisco che in campagna elettorale, ma lo è per tutti, grazie.
Grazie consigliere era l'ultimo intervento e sono stati presentati tre ordini del giorno è stata richiesta l'anticipazione di un ordine del giorno.
Chiedo no, do la parola, scusate il Consigliere De Giacomo, grazie mille, chiederei mezz'ora di pausa, quindi fino alle 15, in modo da esaminare gli ordini del giorno, grazie allora grazie, sospendiamo fino alle ore 15 la seduta consiliare, ci rivediamo qui alle 15, grazie.
Riprendiamo i lavori del Consiglio comunale.
Chiedo ai colleghi di prendere posto, grazie.
Partiamo con le votazioni sugli ordini del giorno che sono stati presentati nel corso degli interventi di inizio seduta, abbiamo il primo ordine del giorno a prima firma di Benedetto ordini del giorno per individuare ulteriori misure volte a rafforzare la sicurezza degli autisti TPER e del personale viaggiante.
Chiedo se ci sono interventi contrari all'ammissibilità.
Prego consigliera Di Giacomi, grazie eh, sì, allora ribadendo la nostra solidarietà del nostro gruppo, ma di tutti i gruppi di maggioranza che si sono espressi, come anche quelli di minoranza, e però, allo stesso tempo, avendo una Commissione aperta su questo tema con tutti gli operatori con i quali possiamo pensare quelle cose che anche il Consigliere ha inserito nell'ordine del giorno riteniamo possa essere affrontato congiuntamente e lo stesso vale anche per noi per la quale è l'ordine del giorno della consigliera Foresti, grazie.
Grazie consigliera, quindi procediamo con la votazione, apriamo la votazione per l'ammissibilità dell'ordine del giorno numero 1 a prima firma di Benedetto.
Chiudiamo la votazione, grazie.
Abbiamo 27 presenti, 27 votanti, 10 favorevoli, 17 contrari, 0 astenuti 0 non votanti, il Consiglio non approva l'ammissibilità dell'ordine del giorno numero 1 a prima firma di Benedetto passiamo all'ordine del giorno numero 2, sempre a prima firma, consigliere Di Benedetto.
L'ordine del giorno per esprimere solidarietà al Presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni per le espressioni offensive e sessiste rivolte lei nel corso del dibattito parlamentare chiedo se ci sono interventi contrari all'ammissibilità.
Non vedo interventi.
Procediamo quindi con la votazione per l'ammissibilità dell'ordine del giorno numero 2 a prima firma di Benedetto apriamo la votazione grazie.
Chiediamo alla votazione grazie.
Abbiamo 28 presenti 28 votanti, 28 favorevoli, 0 contrari, 0 astenuti 0 non votanti, il Consiglio approva l'ammissibilità dell'ordine del giorno numero 2 a prima firma di Benedetto apriamo ora la votazione per la trattazione immediata dell'ordine del giorno, sempre numero 2,
Chiudiamo la votazione, grazie.
Abbiamo 28 presenti, 28 votanti, 10 favorevoli, 18 contrari, 0, astenuti 0 non votanti, il Consiglio non approva la trattazione immediata dell'ordine del giorno numero 2 a prima firma Di Benedetto.
Procediamo ora con l'ordine del giorno numero 3 a prima firma, consigliera, Foresti, ordini del giorno per esprimere solidarietà e vicinanza all'autista Tper aggredito nel corso del suo lavoro, chiedo se ci sono interventi contrari all'ammissibilità.
Non vedo prenotazioni, quindi possiamo aprire la votazione per l'ammissibilità ai lavori dell'ordine del giorno numero 3.
Chiudiamo la votazione, grazie.
Abbiamo 29 presenti, 29 votanti, 10 favorevoli, 19 contrari, 0, astenuti 0 non votanti, il Consiglio non approva l'ammissibilità dell'ordine del giorno numero 3 a prima firma, Foresti.
Ora invece, votiamo sull'anticipazione dell'ordine del giorno numero 192 2026, chiesto dalla consigliera Quercioli, ordine del giorno sul tema di installazione sugli autobus di sistemi di protezione per gli autisti apriamo la votazione, grazie per l'anticipazione dell'odg.
Chiudiamo la votazione, grazie.
Abbiamo 29 presenti 29 votanti, 10 favorevoli, 19 contrari, 0, astenuti 0 non votanti, il Consiglio non approva l'anticipazione dell'ordine del giorno numero 192 2092 mila 26.
Attendiamo su, secondo l'arrivo della vicesindaca, per la trattazione della prima delibera iscritta ai lavori.
Viene proseguiamo con la trattazione delle delibere che sono iscritte ai lavori di oggi del Consiglio. Salutiamo la vicesindaca, Emily Clancy, che è qui con noi. Per la prima delibera. La proposta e la 40 del 2026 approvazione convenzione fra Comuni per il mantenimento e lo sviluppo di un sistema integrato di gestione delle aree di riequilibrio ecologico dei siti della rete natura 2000 e delle aree di particolare pregio ambientale di pianura per il periodo 2026 al 2030 ed autorizzazione alla relativa spesa la delibera è stata trattata in ottava, seconda e quarta Commissione l'11 giugno 2026 e licenziata per i lavori del Consiglio. Do la parola alla vicesindaca per l'illustrazione. Grazie.
Grazie Presidente, la delibera appunto è stata appena trattata in Commissione e quindi potrà essere breve sotto la sigla giapp. Cioè gestione integrata delle aree protette della pianura si raggruppano 28 comuni delle province di Bologna, Modena e Ferrara, con l'obiettivo di gestire in modo coordinato delle aree di interesse naturalistico di proprietà o uso pubblico ai sensi della legge regionale. 6 del 2005 che disciplina la formazione e gestione del sistema regionale delle aree naturali protette e dei siti della rete natura 2000 e della legge regionale 24 del 2011 riorganizzazione del sistema regionale delle aree protette e dei siti della rete natura 2000, che ha suddiviso il territorio regionale in cinque macroaree per i parchi e la biodiversità istituendo per ogni macroarea un ente pubblico per la gestione, il Comune di Bologna rientra nella convenzione, in quanto sul territorio comunale insiste parte di un'area di riequilibrio ambientale, la cosiddetta golena, San Vitale, interamente compresa in un sito di importanza comunitaria.
Il SIC IT 40 518 golena, San Vitale e golena del Lippo. I boschi di golena e di pianura sono diventati, come abbiamo detto in Commissione molto rari, uno degli ultimi rimasti sul fiume Reno e appunto presente all'interno di questa golena di San Vitale in questa golena, che si trova fra Lippo di Calderara di Reno e l'abitato del di Trebbo di Castel Maggiore, è presente anche un blocco, un bosco planiziale, alcuni laghetti formati da cave abbandonate che consentano particolari habitat e specie di sopravvivere.
La prima convenzione fra i Comuni è stata sottoscritta nel 2011. Chiedo alle opposizioni se possono accordarsi fuori, magari.
La prima convenzione tra i Comuni è stata sottoscritta nel 2011 e successivamente è stata rinnovata nel 2015 e nel 2021 con durata quinquennale, e siamo qua, quindi ha invece a rinnovare in data 11 marzo 2026 i componenti del Comitato direttivo, con la presenza per il nostro Comune del consigliere Claudio Mazzanti, che ha delegato a questa a questo obiettivo hanno assunto la decisione di rinnovare la convenzione per ulteriori cinque anni, quindi per il periodo 26 31, appunto, viene riproposto l'obiettivo di raccordo con la regione per la gestione dell'accordo gestionale, anche economico, dell'ambito di interesse naturalistico sovracomunale del territorio dalla Convenzione giapp. L'articolo 1 illustra chiaramente le finalità della Convenzione, che ha lo scopo principale di mantenere una gestione coordinata e condivisa fra le Amministrazioni sottoscrittrici delle aree di riequilibrio ecologico e delle aree di particolare pregio ambientale di pianura. L'articolo 2 declina il metodo di lavoro e di consultazione fra amministrazioni, prevedendo un comitato direttivo come organo decisionale e di coordinamento tra gli enti convenzionati. L'articolo 3 individua il Comune di San Giovanni, in Persiceto come Comune capofila con le funzioni di coordinamento e amministrative finanziarie. L'articolo 4 specifica rapporti finanziari e le istituzioni di un fondo. Già questa è una delle maggiori novità. Tutti i Comuni si impegnano a versare una quota annuale di 500 euro che confluirà nel fondo già Appia insieme al contributo regionale, che è in aumento rispetto agli anni scorsi, e ai finanziamenti ottenuti tramite i bandi. L'articolo 5 conferma la durata quinquennale della convenzione. Quindi, rispetto alle precedenti versioni, abbiamo alcuni elementi di novità. L'ampliamento dei Comuni aderenti che passano da 22 a 28 si sono aggiunti Castenaso Finale Emilia Granarolo dell'Emilia Minerbio Mirandola Zola Predosa, l'auspicio della costituzione di un parco diffuso di pianura anche come nuova macroarea specifica argomento che è in discussione con la Regione. Anche in vista della prossima legge regionale sulla gestione delle aree protette, l'intenzione di ampliare ulteriormente appunto, il numero dei Comuni di pianura aderenti alla convenzione, questo contributo di cui vi parlavo e l'aumento, appunto del contributo regionale, che arriva a 100 e 5.000 euro all'anno e come vi dicevo è rappresentante del nel comitato direttivo giapp delegato dal Sindaco quando non sarò presente io e il consigliere delegato Mazzanti grazie,
Grazie ringrazio alla vicesindaca, apriamo il dibattito.
Allora non vedo richieste di intervento, chiedo ancora se qualcuno intende intervenire.
Allora non vedo iscritti, non so se la vicesindaco vuole aggiungere qualcosa, direi di no, passiamo alla fase di votazione, chiedo se vi sono interventi per dichiarazione di voto.
Consigliera De già, come prego, grazie mille presidente alla semplice ringraziamento alla vicesindaca, agli uffici e a tutti coloro che lavorano a delibere di questo tipo crediamo sia una delibera importante, c'è stato un bel dibattito in Commissione e che, in ottica anche europea di conservazione della natura e ripristino della natura che è il percorso che si deve prendere in questi casi sia utile avere istituzioni ai luoghi di questo tipo per cui voteremo favorevolmente grazie.
Grazie, Consigliere, De Giacomi, altri.
Allora apriamo la votazione, pongo in votazione la proposta di deliberazione numero 40.
La votazione è aperta.
Chiudiamo la votazione o 29 presenti, 20 votanti, 20 favorevoli, 9 non votanti, il Consiglio approva, apriamo ora la votazione per la trattazione urgente richiesta.
Chiudiamo la votazione o 29 presenti, 20 votanti, 20 favorevoli, 9 non votanti, il Consiglio approva.
Allora procediamo ora con la delibera successiva, la proposta numero 61 2026 riconoscimento debito fuori bilancio a seguito di sentenza esecutiva emessa dal tribunale e il giudice di pace ringraziamo la vicesindaco e passo la parola all'Assessora Licalzi, prego.
Sì, grazie Presidente, ben trovati ben trovati.
A tutte le Consigliere, i Consiglieri, la Presidente e Vicepresidente, la Segretaria al personale di sala e allora sono state notificata al Comune di sentenze relative opposizioni, avverso cartelle esattoriali, ingiunzioni, violazioni al codice della strada con soccombenza del Comune come dettagliato nell'allegato A, che è sempre un documento parte integrante, integranti di questi tipi di delibere e che abbiamo approfondito nel corso della Commissione consiliare e seconda Commissione per un importo complessivo di 12.937 euro virgola 20. Quindi, come sempre per questo tipo di delibere, si chiede in conclusione nel dispositivo di riconoscere la legittimità di questo debito fuori bilancio e e dando atto che la copertura finanziaria è sul capitolo spese per prestazioni di servizio del Corpo di Polizia locale e ringrazio la Polizia locale che era presente nella persona del dottor Ricci Carotti alla Commissione.
Allora apriamo il dibattito.
Chiedo ai consiglieri se vi sono interventi domande.
Allora non ho iscritti a parlare, passiamo dunque alla fase di votazione, chiedo ai Consiglieri se vi sono interventi per dichiarazione di voto.
Allora non vedo richieste quindi pongo in votazione la proposta di delibera numero 61.
La votazione è aperta.
Chiudiamo la votazione o 27 presenti, 27 votanti, 20 favorevoli, 7 contrari, il Consiglio approva, procediamo quindi a votare.
Aggiungiamo a verbale il voto contrario consigliere Di Benedetto e pongo in votazione l'immediata eseguibilità.
Chiudiamo la votazione o 28 presenti, 28 votanti, 20 favorevoli, 8 contrari, il Consiglio approva anche l'immediata eseguibilità.
Passiamo quindi ora alla trattazione degli ordini del giorno.
Allora il primo è il numero 2 6 8 ordine del giorno per sostenere la diffusione nelle scuole di informative chiare sugli spazi giovani, sul progetto Viva l'amore e sugli altri servizi territoriali a cui adolescenti e famiglie possono rivolgersi per ascolto. Orientamento, salute sessuale e riproduttiva, benessere psicologico presentato dalla consigliera De Martino ed altri in data 8 6 2026, l'ordine del giorno poi 2 6 8 1 teso a rafforzare il patto educativo di corresponsabilità tra scuola e famiglie, favorendo il coinvolgimento attivo dei genitori nei percorsi educativi e formativi presentato dal Consigliere Di Benedetto in data 8 6 2020 26 inammissibilità. La trattazione immediata sono state approvate nella seduta consiliare dell'8 giugno scorso è iniziata la trattazione. In pari data sono intervenuti i Consiglieri De Martino per l'illustrazione, il consigliere Larghetti consigliera Marcasciano Consigliere Di Benedetto per la presentazione dell'odg collegato la consigliera Bernagozzi consigliera Ceretti consigliere Naldi e fattori iscritto a parlare il consigliere Venturi. Prego consigliere Venturi,
Uso all'intervento precedente.
Va grazie, chiedo se vi sono altri consiglieri che intendono intervenire in merito.
Chiedo, ha chiesto di intervenire la consigliera De Martino, prego, consigliera, ne ha facoltà, prego.
Sì, grazie Presidente va beh, non mi stupisce battuta volante che il collega abbia rinunciato all'intervento, sembrava un po' strano che la destra intervenisse così in massa e avesse così tante cose da dire in merito, ma, detto ciò, buon chiesto la parola perché, al netto delle recentissime dichiarazioni molto gravi sia quelle del generale Vannacci rispetto ai femminicidi,
Che l'insulto che ha ricevuto la Premier Meloni, alla quale va la mia totale solidarietà, perché sono indubbiamente delle parole inaccettabili che sono figlie di un clima di discriminazione di genere in cui purtroppo ancora siamo costrette non idonee a vivere a prescindere dai ruoli che rivestiamo.
Siccome tutto ciò, come dire, io do per scontato no.
Il contesto culturale tale per cui questo ha direttamente a che fare con un'educazione affettiva, sessuale e relazionale che, come maggioranza, proponiamo fin dall'infanzia, proprio per decostruire questo contesto culturale che ci vede sempre vittime di violenze fisiche o verbali che siano invio adesso appena finisco insomma l'intervento l'ordine del giorno che mi sono auto emendata perché questi concetti erano ovviamente già molto ben contro i contenuti nell'ordine del giorno ma,
Bis i vari fraintendimenti, visto che qualche collega interviene su questi temi solo quando si sente toccato è toccato un suo collega di partito o di maggioranza di Governo. Riteniamo abbiamo ritenuto, come maggioranza, esplicitarli meglio anche all'interno dello stesso ordine del giorno, quindi mi appresto a rinviarlo con evidenziate in giallo un paio di integrazioni, una del dispositivo e una nelle premesse. Ringrazio e mi metto in ascolto del dibattito che ci sarà.
Grazie Consigliere, qualcun altro intende intervenire consigliera, De Giacomi, prego.
Grazie mille Presidente, vorrei innanzitutto ringraziare la consigliera De Martino, la consigliera Bernagozzi, tutte le consigliere e i consiglieri che sono intervenuti nel dibattito che hanno lavorato a questo ordine del giorno e che ogni giorno lavorano perché ci possa essere educazione, sesso affettiva all'interno delle nostre scuole da ben prima di questa ipotesi perché è una realtà che ci aspettavamo che sarebbe arrivata, ovviamente è stata ampiamente annunciata e sbandierata in qualche modo con orgoglio, noi facciamo veramente fatica a capire come si possa essere orgogliosi di togliere una cosa così importante dalle nostre scuole.
Perché io credo che ci siano due piani in generale, quando si parla di argomenti di questo tipo, cioè argomenti che riguardano i diritti e le libertà individuali e ritenendo nemmeno la persona tendenzialmente liberale per quanto riguarda i corpi e le decisioni individuali delle persone, ritengo però ci sia una linea di confine molto netta e molto chiara, perlomeno.
Parlo chiaramente della mia etica e del mio pensiero. C'è un aspetto individuale nel momento in cui ritengo che sia giusto essere liberali e poter scegliere ognuna e ognuno per i propri corpi, le proprie scelte formative e altro che è il momento in cui questa scelta non incide sull'altro e sulle altre persone, quindi tutte quelle eccetera. La scelta della università che io scelgo è una scelta puramente individuale. Nessuno deve poter incidere su questa, la scelta dell'alimentazione che conduco totalmente individuale. La scelta del mio orientamento sessuale o altro non incide sulle altre persone,
Questa cosa di cui parliamo invece, incide sulle altre persone e come.
Perché nel momento in cui noi abbiamo persone, bambini e poi i ragazzi e poi adulti che non vengono educati e al consenso, che non vengono educati alla non violenza, che non vengono educati al rispetto del corpo degli altri, quella scelta che voi date come individuale, noi scegliamo per i nostri figli non è individuale e collettiva perché riversato sull'esterno una cosa terribile che noi tutti vediamo la consigliera, le consigliere del Gruppo PD, ma tutte le altre ogni settimana ci riportano ai numeri dei femminicidi, delle aggressioni. Oggi abbiamo parlato di aggressioni, quindi no, non è una scelta individuale, perché ricade sulle persone al di fuori di noi. Credo che questo si applichi anche tutto l'aspetto di educazione sessuale in senso stretto, se noi parliamo di malattie sessualmente trasmissibili e al posto di parlarne in un luogo in cui possiamo avere un certo rigore e oggettività, ne parliamo solo all'interno delle famiglie, lasciando quindi una totale discrezionalità. Se poi al di fuori di qui vediamo che le malattie sessualmente trasmissibili aumentano e continuano ad aumentare. E perché nessuno? Queste persone a questi ragazzi ha insegnato questa cosa anche lì è forse una scelta individuale non utilizzare correttamente le protezioni e infettare un'altra persona a me non sembra individuale a me sembra collettiva, quindi no, non ci potete dire che è una scelta singola che non ricada sulla colmo collettività ricade sulla collettività e come e ha importanti ricadute sociosanitarie, ricadute di per legata alla parità legate alla violenza, di legate alla discriminazione. Non essere educati alla differenza vuol dire che le persone poi vengono discriminate.
Collettivo, io discrimino un'altra persona, non discrimino me stesso di solito.
Quindi ritengo che non si possa e questa cosa l'abbiamo detto tante volte.
Delegare una funzione così importante come il rispetto, come l'educazione stesso affettiva, l'educazione all'affettività, tutto l'aspetto sanitario ha solo le famiglie, perché alcuni di noi sono stati molto fortunati io ho avuto la fortuna, ne parlavo con una mia amica di non ricordare la prima volta in cui i miei genitori mi hanno parlato di sesso non perché non l'abbiano fatto ma perché veniamo sempre parlato in modo libero e capire formando una persona sensibile, ma io a scuola non ha mai parlato,
Quindi, se io non avessi avuto la famiglia che ho avuto.
Non non saprei, non ne avrei saputo niente se non dai miei pari e forse una formazione, quella tra pari legata a temi di questo genere, e forse se io non avessi ricevuto o un'altra persona, poi ci sono altri debiti genere, quindi, se i miei compagni non avessero ricevuto dai la loro famiglia un'educazione di questo tipo avrebbero fatto dei danni ad altre persone, quindi credo assolutamente che sia di interesse collettivo e per questo che non possa essere scelto individualmente. Ci riteniamo sempre tutti fortunati, ci riteniamo sempre universalizzando alla nostra esperienza. Se io dovessi universalizzare alla mia esperienza, sarei tranquilla e serena. So purtroppo che non tutti hanno avuto la mia fortuna. Grazie.
Grazie consigliera, do la parola al consigliere Giordani, prego.
Sì, grazie Presidente, allora il tema è oggettivamente delicato e cercherò di dire il mio pensiero nel modo più, diciamo, neutro possibile, fermo restando che in primis ringrazio tutti per la solidarietà alla Premier Meloni, al quale mi voglio anch'io ovviamente unire in quanto ha subito un attacco, peraltro in sede del Parlamento da parte di un membro del di una forza non mi sembra di destra. Di conseguenza, penso che tutti i discorsi che vengono sempre fatti abitandoci ai brutti e cattivi forse ogni tanto bisogna farlo anche guardando all'interno e come si suol dire a casa propria. Detto questo, per cui io ringrazio per la solidarietà la Premier Meloni, a cui mi aggiungo volentieri assolutamente, essendo orgogliosamente membro del suo partito e il discorso del ddl Valditara, io ricordo che per l'app in Italia per la prima volta è stato introdotto.
La possibilità di parlare di educazione al rispetto delle relazioni all'interno dei programmi di educazione sessuale, all'interno dei programmi di educazione civica a settembre 2024, mi sembra che settembre 2024 al Governo ci fosse già Giorgia Meloni, ci fosse già la maggioranza di centrodestra, ecco, prima di settembre 2024. Non c'era la possibilità,
All'interno delle scuole di secondo grado di parlare ufficialmente di questi temi e parliamo di scuole di secondo grado se vuol dire chiamiamolo, il liceo o comunque un'età che va dai 15 anni ai 19 e adesso si sta parlando di un discorso di scuole primarie e scuole secondarie di primo grado cioè i bambini che vanno dai 6 anni ai 13 anni,
Io ricordo che le scuole elaborano un POF, un piano di offerta formativa e questo di solito ai famigerati o i famosi open day, questi POF vengono sottoposti alle famiglie, vengono sottoposti alle famiglie e ai ragazzini o ai bambini che hanno di fianco dopodiché le famiglie e decidono spontaneamente se mandarli a una scuola piuttosto che a un'altra oltre che per un discorso di stradario anche in base all'offerta formativa cioè la proposta che viene fatta a loro per l'istruzione e l'educazione dei propri figli fermo restando dei capisaldi entro i quali si devono muovere le scuole italiane.
Stessa, cosa per una materia curricolare, che religione o educazione alla religione, dove la famiglia può decidere anche ribadiscono nelle scuole secondarie di secondo nelle scuole,
Secondarie di secondo grado, per cui i cosiddetti licei di non far frequentare l'ora di religione a fronte di una materia alternativo, far uscire il ragazzo.
Non capisco perché il consenso informato possa andar bene nel caso della DC chiamiamola religione e invece è a anche in un liceo, per cui con ragazzi grandi e invece non vada bene quando si tratta di educazione, chiamiamolo sessuale, comunque toccare la sfera affettiva, soprattutto se si parla di bambini piccoli, io ricordo che il decreto legge 154 del 2013 dice che il consenso informato fino alla maggiore tra affina, la maggiore età, è coerente col concetto di responsabilità genitoriale che prevede il dovere di educare, istruire e curare gli interessi dei figli minori il decreto legge 154 del 2013 è stato elaborato dal Governo Letta già che Letta non mi sembra il Governo di centrodestra.
Allora nessuno è contro al discorso di educazione sessuale, educazione, all'affettività, ma soprattutto fino a una certa età. È giusto che le famiglie siano messi al corrente del percorso e siano di conseguenza favorevoli a o meno a determinate situazioni che si possano venire a creare.
Quantomeno allora che la scuola inserisca questa ipotesi nel fantomatico POF, cioè si deve essere un modo per le famiglie, visto che hanno l'obbligo previsto dalla legge di educare e istruire, curare gli interessi dei figli, di poter dire la propria su determinate materie che in questo momento non sono neanche curricolari lo fanno già per materie curricolari per cui io non si vede assolutamente niente di male non è un divieto, è solo un mettere al corrente le famiglie e che loro possano intervenire per l'educazione dei loro figli drastica.
Grazie consigliere chiedersi, vi sono altri consiglieri e consigliere che intendono intervenire.
Consigliere Fattori a lei la parola, prego.
Volta da remoto, ha detto solo alcune cose, stavolta sono cinque minuti, cerco di essere sintetico, allora io.
E penso che sia abbastanza poco calzante il paragone tra l'assenso alla frequenza dell'ora, la religione cattolica è la Central ora di educazione affettiva, perché?
Io penso che io sento spesso dalla dagli e dagli altri banchi, dai banchi della destra, parlare del fatto che noi non dobbiamo.
ANCI.
Così modificare, ecco il nostro modo di essere, non dobbiamo dobbiamo tenere presente che forse ci sono culture di persone che vengono da altri Paesi che non sono integrabili con la nostra, non possono convivere con la nota, eccetera, no.
Probabilmente ci sono davvero delle situazioni delle culture, in cui uno degli elementi principali di differente rispetto alla nostra è il mancato rispetto della donna, la mancanza di educazione affettiva, la sottomissione della femmina al maschio, come dicono loro, allora io penso, io penso che è il.
Propose ore di educazione affettiva, che vuol dire al rispetto dei sessi diversi, sia un fondamentale fattore di integrazione tra culture diverse. Allora mi sembra strano che propano chi critica al fatto che ci possano e che ci siano culture che difficilmente si integrano con la nostra spingano affinché questa mancata integrazione continua ad essere, cioè, come dire, io mi lamento di una cosa, ma non faccio niente per superarla perché forse mi fa un pochino comodo continuare a sostenere che questo è un elemento a sostegno delle mie posizioni.
E io vi faccio un esempio personale, poi sulla.
Cioè io mi ricordo quando mi candidai il Presidente di Quartiere, il mio parroco che mi disse ma come tu stai con la sinistra che è contro le scuole cattoliche, no, e io dissi e non Ivo io premesso che non sono contro le scuole cattoliche, secondo me è la libertà di insegnamento, c'è eccetera, però io io penso io da cattolico non manderei mai mio figlio in una scuola cattolica, ma perché penso che la scuola pubblica, in cui coesistono diversi modi di essere no, diverse culture sia fondamentale fattore di conoscere e di integrazione, provi a pensare, non Ivo, quando qualcuno chiederà di fare delle scuole musulmane, no, le scuole fondamentalmente dirette ai islamici o induisti o qualcun altro. Lei sarebbe felice o penserebbe che sia uno strumento per continuare una scelta di mancata integrazione? no, allora a quel punto è rimasto perplesso, ha detto beh, in effetti forse non sarebbe una scelta molto condivisibile, allora in generale la scuola pubblica è un fondamentale.
Strumento per incontra tra diversità e strumento di integrazione e soprattutto, è un uno strumento importante per consentire l'assimilazione di concetti che quelli sono realmente nella nostra cultura, quello del rispetto della donna, della parità tra uomo e donna, e sono questi concetti che andrebbero,
E promossi con una reale efficace educazione affettiva, e è abbastanza facile, come ho detto l'altra volta, anche se per altri motivi, che proprio chi rifiuta no. Questo concetto di parità, uomo, donna, rispetto, eccetera, eccetera. Sarebbe lo stesso che impedirebbe ai propri figli di frequentare le figlie di frequentare queste ore di educazione obiettiva, quindi proprio quelli che ne avrebbero più bisogno sarebbero quelli che la rifiutano rimanendo, diciamo così, confinati in una situazione di che favorisce la mancanza di integrazione, contro la quale tutti diciamo di essere no, però, quando c'è uno strumento che in realtà va in quella direzione che ci opponiamo lo diceva prima qualche mi sembra la consigliera Ranghetti che il concetto di autonomia delle scelte educative della famiglia lo tiriamo fuori a comando, no, a volte no. Quindi, rispetto a certe scelte educative, la famiglia deve fare da padrona rispetto ad altre scelte. Non tocchiamo i bambini, non strumentalizziamo i bambini. Ecco, credo che ci voglia coerenza sui principi per poi passare alle.
Consigliere Iovino a lei la parola, prego, grazie Consigliere, Fattori per le cose acutissime che dice sempre io sono solo qui a dire che gli effetti dal punto di vista scientifico l'insegnamento affettivo e sessuale.
Ha un'efficacia positiva dimostrata dalla letteratura.
Certo, c'è una revisione di 134 articoli sperimentali che dimostra l'utilità di questo approccio, ovviamente, tenendo conto che le tipo di educazione debba essere adatto all'età, è basata sulle evidenze sperimentali, quindi non inventato, ma.
Modulato a seconda dell'età e delle evidenze sperimentali di esistenti, i principali effetti osservati sono una maggiore conoscenza del corpo della povertà, della salute sessuale e delle relazioni, una migliore capacità di riconoscere consenso, rispetto reciproco e reazioni e relazioni sane, una riduzione di alcuni comportamenti a rischio con maggiore uso di contraccettivi e preservativi tra i giovani sessualmente attivi in diversi contesti, ri il ritardo dell'inizio dell'attività sessuale, diminuzione delle gravidanze indesiderate delle infezioni sessualmente trasmesse, tenere trasmissibili una maggiore consapevolezza nella prevenzione di abusi, coercizione e violenza.
Un risultato importante è che non esistono prove che l'educazione sessuale con completa in due, che i ragazzi ad avere rapporti sessuali prima più frequentemente e al contrario tende a favorire decisioni più informate, prudenti.
Allora, di fronte a delle evidenze scientifiche di questo tipo, io mi chiedo perché perché non approfittarne per chi consentire alle famiglie di negare questo tipo di vantaggio e ai loro figli e guardate che, come dicevo alla George, la la, la Capogruppo chiedo scusa, come ha ben detto alla Capogruppo, non tutte le famiglie sono uguali e sono proprio le famiglie più deboli più fragili e meno acculturate più retrive, magari che vengono da da da da situazioni sociali.
Più degradate, sono proprio quelli che potrebbero.
Opporre resistenza a una cosa del genere. Non vogliamo aiutare sia i ragazzi io vi ricordo che in sanità e chissà perché parlo di sanità ci sono solamente tre condizioni in cui lo Stato prevarica il diritto del cittadino a.
A scegliere le proprie cure e sono le vaccinazioni obbligatorie, però è proprio quello che diceva la Capogruppo, perché la vaccinazione obbligatoria non serve solo a chi la fa, ma serve alla società sorvegliati dei bambini, specialmente agli atti ai bambini più fragili.
Io, se ricordo i no-vax o ancora mi vengono ancora le bolle sulla pelle, l'altra situazione, il TSO, cioè il trattamento sanitario obbligatorio per i pazienti che i rischi per le persone, per i pazienti che rischiano di fare del male a se stessi e agli altri ma solo per un limitatissimo periodo di tempo e il TSO oltretutto deve essere certificato anche,
Da.
Da da più sanitari e la terza forma di paternalismo sanitario sono i farmaci in fascia, cioè lo Stato decide che cosa quali farmaci puoi ottenere gratuitamente sulla base del fatto che sono farmaci di dimostrata efficacia. Quindi, il paternalismo di uno Stato si può manifestare in certi limiti, in certe condizioni, parti assolutamente particolari e soprattutto riferendomi a questa, a questa legge, a una legge che dà la possibilità a i ragazzi di qualunque da qualunque famiglia, provengono da qualunque tipo di società, provengono da qualunque tipo di condizionamento psicologico, religioso.
Provengano di avere comunque una una, una informazione adeguata adatta alla loro età e con delle evidenze scientifiche di efficacia indiscutibili. Quindi, dal punto di vista scientifico dico perché è in base a quale.
Pensiero.
Sì, poi vi si può togliere o non fornire ai nostri figli e ai nostri ragazzi questo tipo di test e di approccio che ha queste ricadute scientificamente POS positivamente dimostrate. Grazie Presidente.
Grazie Consigliere, intanto saluto, ci siamo venuti a trovare, ho già avuto il piacere di conoscerli con sono qui con con l'Assessora, la delegazione straniera invitata dai Confesercenti dell'Emilia Romagna, alcune sono di Barcellona, mi sembra di capire i Comuni e il Comune di Silandro grazie di essere qui con noi un piacere avervi qui.
Allora procediamo quindi con il Consiglio.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Bernagozzi consigliera a lei la parola prego.
Sì, grazie. Volevo solo segnalare che ho il secondo intervento per cui grazie, allora io intervengo, ovviamente perché oggi ci troviamo a discutere del ddl, Valditara dopo insomma il mio intervento di inizio seduta proprio a seguito, come ricordavo bene in apertura di questo Consiglio comunale delle dichiarazioni sentite da una parte della destra che ha di fatto deciso e che bisogna cambiare le politiche su di contrasto alla violenza di genere con un'inversione di rotta per il quale io mi aspetto e mi aspettavo delle parole più chiare dalla destra oggi e,
Incominciamo con col dire una cosa e non è che l'educazione stesso affettiva è stata abolita, perché è viene impedita nelle scuole d'infanzia e nelle primarie. Quindi, innanzitutto non è vero che la situazione precedente a prima è che questo Governo l'avrebbe introdotta. La verità è che si impedisce tutti quei progetti. Tra l'altro, voglio ricordare ancora una volta che li abbiamo anche sentiti i progetti, siamo siamo stati, abbiamo audito una Commissione più di una Commissione in questo Consiglio comunale, quindi io magari vi invito a prestare molta attenzione quando affrontiamo questi temi in più di una Commissione. Abbiamo affrontato, per esempio, il progetto della Regione Emilia Romagna, che si chiama Viva l'amore, e lì è stato anche ben spiegato che, tra l'altro, è seguito da esperti della ASL psicologi e insomma, come ricordava bene il collega Iovine, tutte persone diciamo che hanno studiato per fare questo lavoro incredibile, ma ci sono persone che hanno studiato proprio anche per affrontare queste tematiche e so che a volte a voi la scienza piace un po' poco, però, insomma, sono persone esperte che parlano ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze fin dalla dall'infanzia, perché gli stessi studi ci spiegano come fin da quel, da quell'età, insomma, si possa provare a costruire un mondo il più possibile paritario e in cui il rispetto tra tra persone sia sostanzialmente fondamentale.
E io faccio una domanda e l'ho già fatta Poli che in maniera polemica qualche Consiglio fa, ma voi noi crediamo davvero che i nostri ragazzi e le nostre ragazze parlino di di sesso, che è la cosa che più vi spaventa? Io credo sinceramente detto tra di noi parlino ed educazione sessuale in famiglia. Io ho sentito la capogruppo, che è stata certamente magari fortunata, ma lo stesso, se deciderà in ci dice che queste sono tematiche che in famiglia non si affrontano e se facessimo un sondaggio in quest'Aula e fossimo tutti onesti e sinceri, sappiamo perfettamente che anche in quest'Aula avremmo un numero di campione di persone che ovviamente non si sono documentate. Diciamo in famiglia, io ricordo nella mia adolescenza che una un esperto divulgatore di informazioni fake si chiamava cioè ed era una rivista che leggevamo intanto in cui c'erano domande assurde, corrisposte altrettanto assurde e a volte, invece, che cercavano di rispondere a domande assurde. Ecco, faccio per dire che almeno c'era un po' meno tabù, anche nel leggere le riviste. Non so se cioè oggi sarebbe stato accettato dalla maggior parte dei colleghi che siedono in quest'Aula in cui si parlava se si rimaneva incinta facendo atti sessuali vestiti. Non so se vi ricordate un pezzo di raccontarvi qualcosa che non sapete. Si tratta di affrontare questo tema in maniera meno ironica, ma in maniera più scientifica. Si tratta di dare degli strumenti ai nostri ragazzi, alle nostre ragazze che quelle domande se le fanno a prescindere a prescindere se qua se l'educazione, se le nostre scuole ai nostri esperti vi daranno delle risposte e sapete cosa succederà alla maggior parte dei casi che adesso, con questi fantastici aggeggi, se ne faranno tramite internet e quindi accederanno al dark web e scopi e qualcuno li dirà, per esempio, come è successo io vorrei ricordare qui e poi chiudo l'evento dello stupro di Milano di una ragazzina da parte di altri ragazzini io vi ricordo che quando si scambiavano i messaggi nella chat, questi ragazzini, una delle prime cose che hanno detto è che gli sembrava di essere nel porno che avevano visto, avevano 14 anni davvero crediamo. Crediamo che non dare in mano degli strumenti giusti che de costruiscano i gli stereotipi in cui siamo sommersi sommersi anche nelle nostre istituzioni. Ne abbiamo parlato ampiamente oggi. Pensiamo davvero che sia questo il problema oggi, ossia una parte, forse l'unica vera parte di prevenzione che noi dovremmo fare? Questo è il punto, sennò torniamo tutti, a cioè torniamo a cioè che era una bellissima rivista con tanti adesivi, però non facciamo finta che non sia mai esistito questo problema e soprattutto non fate finta che vi interessi, perché non ve ne interessa nulla. Vi interessa solo stringere l'occhio ai pro vita. Questo è.
Consigliera Larghetti, prego a lei la parola.
No, grazie Presidente, ma ero già intervenuta nella scorsa seduta, però, anche vedendo il dibattito pubblico questa settimana, mi preme aggiungere un punto a quelli che già i miei colleghi hanno osservato che condivido sia il consigliere Fattori che la collega Bernagozzi e gli interventi che ci sono stati.
Allora la polemica che io vedo sul tema dell'educazione affettiva riguarda principalmente e le polemiche sul piccolo pride sono l'eco di questa roba qua l'idea che l'educazione affettiva, spiegando che esistono orientamenti sessuali diversi, che esiste il corpo che esiste la fisicità, ovviamente tramite contenuti assolutamente adeguati all'età, perché così come a noi ci raccontavano che eravamo nati sotto il cavolo a seconda dell'età si diceva la mamma, il papà si danno i vaccini e via discorrendo e quindi si è adeguata a quella che era un'educazione familiare, a volte povera di strumenti a quella che è l'età del bambino o della bambina ed è normale che sia così anche da parte di quell'educazione che si può fare dall'infanzia nel RIS perché io, a mia figlia, a tre anni gli ho spiegato che nessuno poteva toccare il suo corpo senza suo consenso e purtroppo so bene che non tutti i genitori hanno questo coraggio, perché anche imbarazzante è imbarazzante pensare che il proprio figlio, la propria figlia, possa essere oggetto di attenzioni sessuali inopportune e inappropriate da parte di adulti anche che non si configurano come veri e propri abusi. Ma so che sono comunque abusanti e è capitato che mi riferisse mia figlia che un educatore nella massima probabilmente buonafede, comunque le abbia detto delle cose inappropriate tipo se simpaticissima. Vorrei sposarmi con te e ne è rimasta turbata da questo dialogo inappropriato con un adulto. L'abbiamo affrontato con l'Ente educativo che inc per cui questa persona in quel momento lavorava, ma perché noi siamo una famiglia privilegiata perché io il papà dei miei figli, abbiamo un'educazione su questo perché l'abbiamo avuta dai nostri genitori, ma quanti genitori hanno la stessa fortuna che abbiamo avuto noi, se mia figlia non ne avesse parlato di quell'episodio, avrebbe tenuto dentro di sé quel senso di inappropriatezza e di abuso che è tipico dell'abuso, perché l'abuso non è ha dolore fisico. L'abuso e sottoporre il minore a un contesto di cui lui non conosce non capisce le funzionalità e il contesto e ed eque e in quello che consiste l'abuso, quindi l'idea che è spiegare queste cose, un minore possa, al contrario, portarlo ad avere comportamenti sessuali inappropriati. C'è proprio il contrario. Ugualmente spiegargli che esistono più generi che esistono orientamenti sessuali diversi non significa indottrinare allo all'omosessualità, la bisessualità e la transessualità o qualsiasi altra cosa, cioè l'idea che conoscere porti a divergere dalla norma, quindi che uno sta nella norma, se non conosce, è proprio un'idea del mondo, cioè non è una differenza lessicale e io per questo credo che su questo tema non ci troveremo mai con certe posizioni della destra, perché è proprio all'origine l'idea che conoscere porti a trasgredire quando non è così conoscere porta a fare scelte consapevoli, allora vi svelo un segreto. Gli omosessuali riprese cui nessuno ha parlato dell'omosessualità, non è che non sono omosessuali.
Cioè le persone della comunità LGBT non è che lo sono perché i loro genitori sono omosessuali. Un altro segreto. Le famiglie arcobaleno educano e crescono figli che possono essere anche eterosessuali, perché lo ripetiamo l'orientamento sessuale, l'orientamento di genere non sono scelte, non dipendono dall'educazione, non dipendono da su posti in dottrina menti, sono caratteristiche essenziali dell'individuo che solo l'individuo ha diritto a esprimere, a definire, a stabilire e nessun altro non ha diritto. La scuola non ha diritto alla famiglia, non ha diritto allo Stato, ma ha diritto a nessun tipo di religione. Solo l'individuo ha diritto a dire chi è e come si sente e purtroppo idem e dietro questa visione del mondo, l'idea che spiegare le cose porti a fare scelte, quindi di nuovo lo ripetiamo l'orientamento sessuale, l'identità di genere non sono scelte, non dipendono dalle informazioni che riceviamo. La nostra capacità di rispettare gli altri, di stare insieme agli altri, di capire se.
Individualmente si fa parte di queste due, diciamo di queste di queste comunità. Se uno ha un percorso individuale che richiede una un supplemento di riflessione, si farà quando l'età sarà adeguata, si farà la persona, lo può fare in adolescenza, c'è chi lo fa in età adulta, c'è chi lo fa già dalla prima infanzia le testimonianze delle persone LGBT, se solo le ascoltaste, ogni tanto vi direbbero questo. Le persone scoprono il proprio orientamento identità di genere a età diverse tra di loro, indipendentemente dalle informazioni che hanno. Questa è la realtà e non si cancellerà cancellando l'educazione affettiva nelle scuole d'infanzia e nelle scuole primarie. In quel modo lì cancellerie, solo la possibilità di bambini e bambine di avere informazioni che gli consentano di rispettare se stessi di rispettare gli altri, grazie,
Consigliera Marcasciano, prego.
Grazie Presidente, ero già intervenuto la volta scorsa, avevo presentato anche un, avevo fatto un intervento a proposito, voglio essere molto sintetica ponendo delle questioni, allora la prima è che non mi risulta e non ci risulta che fino ad ora ci siano stati degli interventi sistematici e organizzati nelle scuole sia dell'infanzia dell'adolescenza nelle primarie che nelle secondarie non c'è un intervento, come dire, programmato e assoluto, anzi, lì dove ci sono state quelle rare volte e lo dico lo sottolineo rare volte sono state sempre proporzionate proporzionati gli interventi al tipo di scuola dell'infanzia o della dell'adolescenza o altro, cioè non non si è entrati in gamba tesa nelle scuole.
Non lo si è mai fatto, non lo si faceva neanche ultimamente lì dove, guardando il mondo, è quello che succede.
Sì, è l'opportunità e la al buonsenso voleva che un intervento del genere è una formazione alle alla sessualità e alla alle diversità, sarebbe quanto mai opportuno, basta leggere la alla cronaca e, come dire, ce ne facciamo un, scendiamo un senso, la questione è che ultimamente l'educazione, i ragazzi e le ragazze i giovani se la fanno sui social e non credo che questo sia un mezzo sostituibile alla scuola.
Ci sarebbe molto da argomentare, dico solo che nei miei giri ultimamente per lo stivale da nord a sud, quello che è noto e che c'è un'Italia spaccata, un'Italia divisa in due sui pro e i contro e io credo che questo sia un segnale molto forte su chi la legge la la, la, la preparata la alla proposta senza confronto perché mi sembra che il confronto ormai sia quasi non quasi sia sparito. Molti comuni si stanno muovendo in questo senso per rispondere con i propri mezzi, con i mezzi possibili a,
Questa diciamo questa, questa legge non è più un di in una proposta, ma una legge che.
Far tornare indietro, lo diciamo senza nessuna retorica a far tornare indietro il Paese di di anni c c c, ci son voluti, diciamo, c'è voluto il coraggio per formare, ma non all'interno delle scuole, da fuori al alla sessualità, a una giusta sessualità. Le differenze, però sembra che si sia azzerato tutto. Personalmente ve lo confesso. Ho avuto diversi inviti nelle scuole a fare interventi di formazione. Non li ho mai evoluti accettare se non all'università, perché c'era un, diciamo un pubblico maturo e dove non c'era e l'interferenza delle famiglie, perché si sa che ne basta una sola di famiglia, un solo nucleo familiare e che dice no e i presidi non vogliono ruggini, non vogliono problemi, quindi rinunciano alla alla questione. Ne ho fatto uno solo e lo cito come esempio, perché veramente mi ha commosso a dicembre in una scuola con cinque terze elementari no 5 terze medie. La preside coraggiosissima io ero riluttante per 150 ragazzi, 5 non hanno partecipato perché le famiglie non volevano. Sono state quattro ore attentissime e attentissimi e mi hanno fatto delle domande di un'intelligenza unica che m'ha colpito il cuore e chiaramente il titolo il la traccia non era l'educazione alla sessualità, all'affettività, ma assolutamente non si poteva quello non si poteva dire, ma al pregiudizio.
Vi giuro che quella scuola mi ha commosso anche e soprattutto per le domande poste dai ragazzi e delle ragazze e dei cito una una ragazzina che si avvicina e la.
Si avvale consigliere Azzi anche di un solo minuto perché il mio intervento, se esiste sì e no di quindi non si può avvalersi.
Secondo intervento.
Consigliera Toschi, prego, grazie Presidente, mi dispiace molto di non poter donare qualche minuto alla consigliera Marcasciano perché avrei avuto la curiosità di conoscere la storia di questa ragazzina e vorrei dire anch'io due parole sulla sull'educazione. Se su affettiva e comunque sulla sull'educazione c'è stato un momento qualche anno fa, in cui addirittura si parlava di togliere da scuola le teorie darwiniane e tornare a dire che boh, un bel giorno Buff è nato il mondo e chissà per quale motivo l'evoluzione quale sia per provare a declinare il senso critico perché quando si tolgono le diciamo così le capacità.
Di acquisire informazioni e conoscenze. Si elimina anche la capacità di fare domande a sé e agli altri e di elaborare un pensiero critico, perché le domande sono insite nelle persone e soprattutto nei bambini. Tutti noi abbiamo avuto che ha avuto figli e nipoti, fratelli sorelle, e ci sono delle fasi della vita naturali in cui i bambini chiedono perché continuamente fanno domande, hanno proprio il punto interrogativo come tratto della loro vita e poi imparano se è giusto fare e farsi delle domande o se invece devono supinamente accettare quello che gli viene somministrato dagli adulti, quello che gli viene somministrato dai professori, quello che gli viene somministrato comunque dalle figure autorevoli ritenute autorevoli, possibilmente senza pensiero critico, ed ecco che è lì quello che diceva prima la consigliera Larghetti. È lì che si vivono le situazioni abusanti, dove ci si sottopone in maniera passiva a tutto quello che viene somministrato, senza dare a sé la possibilità di elaborare un quadro di riferimento, di comprendere e qualora questo non avvenga, di avere figure importanti a cui chiedere informazioni per cui il docente che fa educazione all'affettività non è colui che ha il sapere infuso e che darà tutte le informazioni necessarie alla crescita di quell'individuo, ma sicuramente diventa una porta aperta per il pensiero critico di quei bambini e di quelle bambine che sapranno di potersi porre delle domande che sapranno di poter avere dei dubbi, perché voglio ricordare che non è storia attuale, ne parlavano i greci. L'essere umano intelligente si distingue non dalle cose che sa, ma dai dubbi che si pone, perché è l'unica strada per l'intelligenza, l'unica strada, anche per una serenità emotiva, per una capacità, invece di aggredire continuamente gli altri, ma magari di riuscire a farsi qualche domanda su di sé, perché ho sempre bisogno di reagire in un certo modo perché sento determinate tensioni, perché non mi trovo a mio agio in un ambiente perché vivo una situazione con fastidio invece che con gioia.
Avere la possibilità di farsi delle domande e soprattutto in un'età giovanile, in un'età della crescita,
Sapere a chi poterle porre e non avere solamente come punto di riferimento. La famiglia, che è importantissima, non è, ma non è esaustiva. Non lo è stato per nessuno di noi. Io sfido chiunque a dire che tutte le informazioni e tutte la la crescita di una persona possa stare dentro la famiglia, nessuno di noi ha avuto ha avuto questa questa esperienza, sicuramente altrimenti probabilmente non saremmo qui, per cui è indispensabile avere persone autorevoli, possibilmente anzi di garanzia, perché le persone che stanno dentro una scuola dentro un'Istituzione o come le persone che stanno negli ospedali che fanno educazioni, sono persone che seguono corsi e che sono anche controllate nel momento in cui danno informazioni a soggetti più fragili. Viceversa, e faccio il parallelismo con la sanità, quando ci troviamo persone che informano sulle malattie, sulle terapie e non sono garantite in questo, molto spesso fanno danni quindi pensare di istituire corsi percorsi dentro il percorso scolastico. Noi affidiamo i nostri figli a chi gli insegna la letteratura, a chi gli insegna la matematica, a chi gli insegna la filosofia sono materia davvero che entrano nel nel nucleo forte dei nostri figli, dei nostri bambini, dei nostri giovani, perché l'affettività spaventa, perché perché sviluppa delle domande,
Maliziose, perché anche noi non abbiamo risolto ancora questo problema con noi stessi e probabilmente non siamo in grado di gestirle ancora con serenità. Io credo che mettere una luce su questo sarebbe davvero dare ai nostri giovani la possibilità di avere un pensiero critico che si che è sintomo di intelligenza sulla propria affettività e su quella delle persone che li circondano e regalare serenità alle future generazioni che arriveranno grazie.
Grazie consigliera Toschi, chiedo se qualcun altro intende intervenire.
Consigliere Monticelli, prego a lei la parola grazie Presidente, faccio un intervento brevissimo per unirmi alle persone che mi hanno preceduto, ringraziando perché tutto è già stato detto, in modo anche molto forte e autorevole, io volevo aggiungere che quando si parla di educazione alla sessualità e all'affettività.
Chiaramente sia sempre anche la necessità di chiarire che cosa voglia dire e credo che sia stato fatto in maniera molto chiara ci sono persone esperte e anche qui vediamo cosa vuol dire esperte e la e lavorare insieme tra insegnanti, queste persone che si mettono a disposizione con una preparazione adeguata ai le famiglie insieme anche un modo per ricostruire quella che è la la la l'educazione ai sentimenti prima ancora che l'educazione alla alla alla sessualità e anche perché non c'è separazione tra la corporate a della vita alla materialità e i sentimenti.
E in ulteriori delle delle persone, dei ragazzi, dei bambini. Io credo anche, aggiungerei una cosa che a me ha sempre colpito molto e mi ha sempre fatto pensare parecchio e forse forse è importante anche dirlo che non si tratta di trasformare sentimenti e sessualità in qualcosa di razionalizzato totalmente di di registrato di dimesso, diciamo in fila, sono su linee di di di percorsi di di di di questo tipo. Credo che significhi anche un rispetto e sia da parte degli educatori che delle famiglie e alla alla riservatezza e alla sensibilità dei bambini e delle bambine e degli adolescenti stessi. Non posso pensare che ci sia un'educazione sessuale ed un'educazione all'affettività senza rispettare quella parte importantissima, anche di scoperta della propria sessualità della propria vita e anche delle verso i sentimenti eco accompagnati con con una certa delicatezza e soprattutto questa, che non mi non non sono. Non mi dispiace usare la parola pudore, anche se viene usata in maniera sempre negativa. In realtà la il significato è proprio quello della riservatezza. E del rispetto che ogni persona deve ogni bambino o bambina, ogni adolescente deve a se stessa e a se stesso e che chi mi ha preceduto ha parlato anche del rispetto del proprio corpo e io credo che sia importantissimo che nessuno può violare e solo da un'educazione fin dalle prime fasi della vita, credo sia.
È una un'educazione fonda fondamentale, fondativa, rimane e credo aperto perché chi è perplesso su chi educa e a che cosa, naturalmente, e qui noi diamo fiducia, che ci siano dei percorsi sempre sempre migliorati e sempre più importanti verso questa educazione degli educatori e c'è una una consapevolezza, un pensiero critico come si diceva prima anche nei confronti di chi fa questo tipo di educazione e uno sviluppo che si che si mantieni insieme e,
Io penso che quello che noi vediamo all'esterno è talmente la volgarizzazione della materialità del corpo e dei sentimenti che che, più che necessaria, a questo tipo di percorso, forse forse un giorno non sarà più necessario, ma bisognerebbe cambiare profondamente la cultura, questa mercificazione, penso anche alla pornografia che vediamo, da cui è uno a cui hanno accesso spesso molto gli adolescenti, con la sottomissione spesso dell'altro dell'altra.
Penso alla al linguaggio d'odio basato spessissimo su sessismo, oltre che sul razzismo che viene ripetuto così e noi sappiamo che anche il linguaggio costruisce la realtà non la descrive soltanto. Credo che questa educazione alla sessualità e alla ai sentimenti, all'affettività debba anche comprendere un linguaggio adeguato per le esperienze che vorremmo che i nostri figli e le nostre figlie avessero nei confronti di se stessi e degli altri. Quindi io credo che sia molto importante e ringrazio le persone che stanno portando avanti questo discorso, ci uniamo scusate, sì, ci uniamo a loro e forse dovremmo imparare anche noi insieme insieme questi questi percorsi, ricordando sempre che l'educazione all'affettività e un'educazione è fatta anche di di silenzi, di ascolto e di,
E di rispetto della anche della riservatezza e della vita delle persone. Grazie,
Grazie Consigliere Monticelli, chiedo se ci sono altri Consiglieri o Consigliere che intendono intervenire.
Consigliere Di Benedetto prego, prendo la parola per il secondo intervento perché non penso che mi basterebbe l'intervento della dichiarazione di voto per dire tutto quindi utilizzo anche questi minuti per iniziare un discorso che, se non sembrerà compiuto ora, è perché poi finisco successivamente ecco anche poi, per dare soddisfazione a chi continua a dire che il centrodestra non interviene su questi temi, non ha il coraggio di prendere le posizioni interveniamo, prendiamo alle posizioni molto chiaramente l'ha fatto anche il collega Giordani prima di me e quindi,
Oggi prosieguo e ho sentito di tra l'altro che noi vorremmo strizzare l'occhio a ai problemi. Liete faccio mea culpa io sono pro family e non sono l'unico o uno strizzava l'occhio e nessuno lo siamo e non è una cosa negativa a essere a favore della famiglia, anche se per qualcuno evidentemente lo è. Ma io ho sentito alcune affermazioni da alcuni colleghi che ritengo molto molto molto preoccupanti, che hanno trasudato paternalismo. In ogni modo, è proprio una convinzione e di e essere portatori della verità assoluta da dover travasare ad ogni costo, anche superando i genitori, perché poveretti certi genitori che non capiscono non sanno, sono ignoranti, non sono in grado di capire se sono miseri. No, ho sentito delle parole che mi sono appuntato e retrivi proprio dei decreti in contesti degradati c'è, è frutto di un contesto degradato scegliere e chiedere di poter sapere cosa viene insegnato ai propri figli. No, perché, tra l'altro a proposito di educazione o di ignoranza, ma cioè pensate che sia una questione dei titoli di studio, perché se è una questione di titoli di studio, ci sono persone con tutti i titoli di studio che volete, anche molti più dei vostri che continuano a sostenere questa linea in maniera molto netta, sia anche nel campo medico, come nel campo educativo, come Ina in qualunque altro campo. Se il tema dei titoli di studi, sennò qual è che chi non ha le vostre posizioni è un poveretto, un ignorante anche con un'altra parola ha un virgolettato che mi sono citato, ma sono veramente affermazioni che mi lasciano basito, però da noi sono un danno anche un po' la cifra di quello che di quello che è il posizionamento, vostro solito ho sentito che il collega ha citato Letta ha fatto bene. Mi vien da pensare che probabilmente Letta per il centrosinistra di Bologna di oggi si è considerato di destra di estrema destra, vis, viste le posizioni che ha sul riconoscimento del primato educativo dei genitori, che evidentemente è un problema da cancellare, cioè mi aspetto OSS, mentre tra il Governo spero di no una legge per cancellare il primato educativo dei genitori o riscrivere proprio la Costituzione, anche perché è l'unico modo per andare a superare questo aspetto. Voglio sottolineare che nessuno ha cancellato niente, ma quello che si dice, tra l'altro, viene citato l'ora al programma scolastico, ma quello che si è evidenziato e che sono stati fatti corsi sono stati proposti dei materiali sono state dette delle cose che non sono passate dai genitori in alcun modo, cioè, mentre quello che è il programma scolastico passa dai genitori, i genitori sanno qual è il programma scolastico, ne hanno contezza, ne prendono visione, iniziano prendono visione del materiale, prendono visione dei libri, no che vengono proposti ai loro figli. Quello che passa da questi corsi non passa dai genitori, non passa dai genitori.
Vi è va direttamente ai figli, arrivando peraltro da soggetti che spesso non hanno alcuna qualifica in campo educativo. Quindi c'è poco da ridere e quindi anche chi vuole e chi dice di farlo per i genitori dovrebbe ben bene veramente questi aspetti, perché qua si sta veramente disegnando una realtà che mi spaventa. È una realtà di chi vorrebbe di chi vorrebbe superare completamente quello che è il primato educativo dei genitori. Cancellarlo sostanzialmente.
E non sono solo gli oscurantisti brutti e cattivi della destra, perché ricordo che Papa Francesco quindi non è brutto e cattivo Papa Benedetto sedicesimo, Giovanni Paolo brugo, altrettanto brutto e cattivo Giovanni Paolo secondo, e ha parlato chiaramente rispetto a queste singole situazioni di pericolosi tentativi di di colonizzazione ideologica cioè non è che ha detto,
E non ho se cito il papà si può citare il papà o a fare posso citare il Papa. Si quindi veramente continuare a vedere questo tentativo e di e poi dopo citeremo anche alcuni soggetti provenienti dal mondo culturale della sinistra che hanno la medesima posizione è francamente molto preoccupante. Si è scoperchiato quello che è il reale intento, quindi fa piacere che sia emerso in maniera forte da questo dibattito, perché è chiaro adesso che il ideale Valditara deve essere un inizio e va rafforzato ancora di più. Questo primato educativo, perché c'è il rischio che altri vogliono completamente cancellarlo. Grazie Presidente.
Grazie consigliere, chiedo se altri intendono intervenire.
Allora non ho prenotazioni quindi.
No, invece sia il consigliere Stanzani all'ultimo prego Consigliere,
Sì, grazie Presidente, ma io vi racconto perché faccio un po' fatica, ci ho messo un bel po' decidere se sia prenotarmi o no, è intervenire su questo tema proprio per un motivo.
Per una ragione genera perché su questi, su questo tema, come su temi di questo tipo, diciamo eticamente sensibili, per dirlo con un termine giornalistico ma su questo tema, in questo dibattito mi accorgo, ma non credo che sia abbastanza normale che ci accorgiamo tutti tutti si accorgerebbero ascoltandoci che certo c'è uno scontro ci sono sensibilità diverse effettivamente,
Che però non generano la possibilità, do la colpa a tutti noi o la colpa non so che non do la colpa, niente dico, dico il fatto poi dopo ognuno di noi valuti.
Queste diversità di sensibilità non genera allora la possibilità di provare a capire se venirsi incontro a comprendersi molto semplicemente, ma a scavare un solco e a piantare una bandiera e più più alta possibile non c'è entrambe le parti, mi accorgo poi magari mi sbaglio ma mi pare che sia proprio così e io sono cioè sono tra l'altro.
Non sono un osservatore esterno, entra tutti su questi temi, diciamo così, prima ancora che entrambi le parti tutti e abbiamo una discreta convinzione, no di essere di avere ragione di essere e di agire, di avere di essere dalla parte giusta o comunque di avere le ragioni adeguate che dall'altra parte invece non ci siano.
E questo è motivo di scontro, sicuramente, ma quando sarebbe niente di AFOR, affermazione della della propria posizione.
È anche un po' di disprezzo della posizione e l'altra mi sembra.
E questo credo che non sia il compito della politica.
Non penso affatto che ci siano 100 verità su ogni cosa compreso su questo probabilmente la verità sta da una parte c'è sicuramente la verità sta da una parte e quindi ci sta che chi è convinto di di di una sua verità ne sia convinto e abbia le ragioni per esserlo.
Quindi non non credo che si debba essere relativisti, ci mancherebbe altro.
Però credo che si dovrebbe fare uno sforzo in politica, perché la politica è questo per mettere a tema le proprie sensibilità, ascoltarsi e provare a comprendersi un po' di più sto dicendo delle cose ovvie e mi pare che non succeda non ci siano i margini perché su questi temi succedano solo qui ma in generale e credo che questo.
Non serve a nulla, sia una grande perdita di tempo, sostanzialmente sia un modo di non di non fare bene il lavoro che ci è dato di fare,
Perché credo che le diversità servano per arricchirsi vicendevolmente, per portare una ricchezza a ciò che ci è dato in questo caso di amministrare o di governare ognuno dalla sua parte io quindi vi do la motivazione del milioni del mio voto vado adesso non faccio dichiarazioni di voto e la dichiarazione del nostro voto, insomma, che che è legata tutta un aspetto positivo, perché che che io ritengo sia positivo ed è quello della famiglia, io dico che semplicemente questo, che secondo me noi dobbiamo fidarci delle famiglie, anche di quelle passatemi, il termine smart rappate che ci sono, ci sono le famiglie fortunate e quelle Smart rappate, no,
E lo sappiamo molti l'hanno detto insomma hanno alcuni e io credo che noi dobbiamo fidarci, non possiamo non fidarci, nonostante, nonostante questa osservazione, che ovviamente è condivisibile e non solo, ma anche per quello, naturalmente perché non possiamo non solo perché lo dice la nostra Costituzione all'articolo, per non sbagliare che sennò, faccio una gaffe all'articolo 30, dove è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio. Così cito il comma tutti integrano non solo per quello, ovviamente, ma perché ma perché, se non partiamo dalle famiglie, se non ci fidiamo delle famiglie, anche quelle smantella che S-Bahn rappate, con tutto il rischio che questo comporta e siamo secondo me siamo rovinati, insomma,
Che non toglie nulla a tu qualsiasi altro tipo di ragionamento, quindi io penso che questo sia il passaggio centrale, insomma.
Poi fa anche un accenno a una cosa che ha detto il collega, Fattori sulla scuola, sulle scuole e ricordandogli che l'articolo 1 della legge Berlinguer di qualche anno fa, del 2000, la 62, diceva che il sistema nazionale di istruzione è costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie private e degli enti locali e sono tutte scuole che svolgono un servizio pubblico. Questo è importante dirlo, quindi sono tutte no, perché è importante e che noi capiamo perché che noi capiamo che la la, la, il valore, no, non c'è, non c'è una vera posizione laica nel mondo, cioè siamo tutti la posizione laica non è no, no, non elimina, diciamo la possibilità che ci siano Famiglie SMA, andrà paté o che ci siano, per esempio scuole cattoliche che propongono ovviamente rispettando quelle che sono le norme che detta lo Stato, quindi, che detta chi chi fa le regole per tutti, insomma in modo democratico e che possono fare una proposta educativa per tutti, come dice quella legge fatta da Berlinguer non fatta da da Berlusconi, tanto per intenderci, e noi dobbiamo fare i conti con questa cosa qua e non possiamo pensare che ci sia qualcun qualcuno e cioè lo Stato che sia più laico degli altri, perché non è così. Non funziona così perché lo Stato poi è fatto di persone, da persone che gestiscono il potere e che sono, come tutti noi hanno le loro sensibilità e le manifestano, e quindi noi dove io credo che questa fiducia che dobbiamo avere nelle famiglie o per esempio, anche in chi soggetto diverso dallo Stato, fa una scuola e naturalmente rispetto a tutte le norme per poterla parificare no, una scuola paritaria, anche i Comuni, tra l'altro non solo gli enti privati,
E possono dare. Insomma, questa qui questa è la vera laicità. La vera laicità è veramente.
È veramente quella cosa che ha inventato qualcuno 2000 anni fa e che è un'apertura di fiducia totale, che è un grande rischio, ma che è l'unica possibilità, veramente anche che ci sia un'educazione all'altezza di questo nome nel nostro Paese e anche nella nostra città grazie.
Grazie consigliere Stanzani, chiedo se qualcun altro intende intervenire.
Allora chiudiamo il dibattito.
Quindi do la parola alla consigliera per la replica finale del Consigliere De Martino, eccola, prego Consigliere, grazie Presidente, ma voglio ringraziare i colleghi e le colleghe di maggioranza per i loro interventi molto puntuali e completi, che mi consentono insomma di essere anche abbastanza breve rispetto alle repliche sul dibattito che c'è stato al quale hanno partecipato anche alcuni colleghi dell'opposizione, ci tengo a ripercorrere alcuni punti, perché vedo che comunque rischi di mistificazione ci sono e continuano ad esserci. Quindi inizio ricordando alcuni dati che avevo presentato anche nella presentazione, appunto, di questo ordine del giorno dello scorso Consiglio, dati che ci dicono che in Italia, nel nostro Paese, oltre il 70% delle famiglie chiede un supporto da parte delle Istituzioni per affrontare le tematiche di educazione relazionale, socio-affettiva nelle scuole.
La percentuale per quanto riguarda la stessa richiesta da parte di studenti e studentesse è del 90%. Ecco, io non credo che tutte queste famiglie, questi studenti e studentesse, facciano parte di Famiglie SMA aggrappate. Credo che ci sia un bisogno reale sentito nella stragrande maggioranza del nostro Paese e che per timidezza, barra ideologie, bar bigottismo non si abbia il coraggio di affrontarlo politicamente. A livello istituzionale,
Altre cose su cui penso che sia necessario un chiarimento, perché poi questo ddl, a seconda dell'esponente del partito di Governo che interviene, assume forme diverse quando è un testo scritto? Per fortuna lo si può andare a leggere ed è molto chiaro quello che prevede questo ddl è questo prevede l'eliminazione di progetti di educazione relazionale. Il sesso affettiva nelle scuole elementari, dove prima, passando ovviamente dalla dalla scuola, dai genitori.
Si potevano fare, ricordo che esiste da diversi anni, è un progetto regionale, Viva l'amore e il progetto rivolto alle scuole secondarie di primo grado, ma da alcuni anni esiste anche tutto cambia, che ha invece un progetto rivolto alle classi quarte e quinte delle elementari costruito con professioniste e i professionisti sanitari e delle nostre house, ecco questo con il ddl Valditara viene completamente impedito, quindi bambine bambini di.
Nove otto, nove 10 anni, non potranno avere accesso a informazioni importantissime che riguardano, come hanno ricordato molto bene alcune colleghe, prima di tutto la loro sicurezza.
Adattate ovviamente alla loro età sulla base di criteri che non stabilisce questo Consiglio comunale che non stabilisce la politica che non stabiliscono singole associazioni, come qualcuno vorrebbe paventare creando dell'allarmismo, ma che, a partire dall'Organizzazione mondiale della sanità, per continuare con esperti, pedagogisti ed educatori e finire sul nostro territorio con professionisti sanitari, tiene messo a punto e proposto a famiglie bambine e bambini, bambine e bambini che, io ricordo anche in quest'Aula, a volte già a partire dagli otto o nove anni, 10 anni,
Iniziano a sviluppare anche un piacere che è simile, non uguale, ma è un piacere simile al piacere sessuale che provano gli adulti lo provano a volte, toccandosi a volte strofinandosi, bambini che però spesso non capiscono quello che succede perché non hanno un adulto di riferimento, che che gliene parli che vi spieghi cosa accade all'evoluzione del proprio corpo. Questa è sempre la scienza, che che poi lo spiega bene, non non la consigliera De Martino e che quindi, però, senza spiegazioni chiare, adatti alla loro età, rischiano anche di sentirsi magari sporchi, magari in difetto, magari sbagliati e sentendosi così, rischiano anche di sentirsi magari maggiormente in obbligo ad accettare supinamente eventuali interessi, quelli sì, sbagliati e da combattere di persone malintenzionate, è abusanti che sappiamo bene benissimo, che esistono, esistono nel mondo reale e si moltiplicano, purtroppo, nel mondo digitale. Ecco quindi, oltre a tutte le ragioni che hanno espresso molto bene le mie colleghe e colleghi di maggioranza, io aggiungo anche questo per ribadire il dramma che ci pone di fronte questo ddl, e quindi la necessità di parlare con accortezza e scientificità in maniera adeguata all'età. Fin da bambine e bambini di quello che succede ai nostri, ai nostri call, ai nostri corpi, per poter crescere in maniera sana e possibilmente senza essere stati costretti a passare da traumi, abusi o tanto altro che poi ci rende degli adulti fragili anche quando diventiamo adulti. Piuttosto, purtroppo, l'altra cosa che prevede questo ddl non è la presa visione dei libri scolastici. Come qualche collega dell'opposizione vorrebbe far pensare a far capire a chi ci ascolta, ma il consenso informato, che è una cosa molto diversa. Genitori prendono visione dei dei libri scolastici, ma non decidono quali parti del programma PHARE perché l'istruzione libera, come è stato ricordato molto bene dai miei colleghi, consenso informato significa poter dire che il proprio figlio alla propria figlia non deve partecipare a quelle elezioni e, tra l'altro, ricordo che sempre questo ddl prevede l'obbligo, quindi per quei ragazzi, quelle ragazze delle scuole medie, a questo punto, per i quali la famiglia decide di non prestare il consenso, l'obbligo per la scuola di provvedere a una maniera ora a una materia alternativa. Ovviamente, giustamente, il problema è che non c'è nessuna risorsa aggiuntiva che viene data alle scuole per potersi organizzare in tal senso. E se qualcuno ogni tanto sta sul mondo, reale.
Nel mondo reale e parla con il corpo docente, sa benissimo quanto le scuole siano già completamente oberate di mansioni e di burocrazia. Ci mancava pure questa ah aggiungersi alle tantissime altre cui con grande difficoltà devono devono far fronte, oltre al fatto che, appunto, come veniva ricordato anche da altri prima di me.
Questo consenso informato fa sì che, purtroppo, discriminazioni, differenze e disuguaglianze, che derivano anche dai contesti culturali, nonché dalle famiglie di provenienza.
Si acuiscano piuttosto che invece portare tutti allo stesso allo stesso livello, un livello che si spera sia fatto sia basato su principi di rispetto dell'altro, di coesione sociale e di consenso consenso, questa parola che tanto fa paura alla destra, non a caso, direi, tutto torna poi no.
Poi, come ricordava un altro collega della destra, certo.
Dal 2024, cioè l'inserimento dell'educazione socio-affettiva all'interno dei programmi di educazione civica delle superiori, come sapete, i programmi di educazione civica devono affrontare 1.000 mila argomenti, tutti quelli che vecchissimi programmi scolastici di cui pochi sono riusciti con efficacia,
A mettere mano, lasciano scoperti attualità la cura dell'ambiente, ma tantissimi non sto qui ad elencarli, perderei tutti i minuti. Considerare l'educazione sesso afflittivo un pezzettino da mettere in questa vastità di argomenti da affrontare significa non aver completamente capito la strategicità e l'importanza fondamentale di questo di questo tipo di percorso per il futuro dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze. Aggiungo, sono venuti per ben due volte in Consiglio comunale le ragazze e i ragazzi di politico poetico sono centinaia di scuole diverse che fanno questo percorso, sono di cui sono venite, sono venuti a restituirci idee e suggestioni in Consiglio comunale per due anni consecutivi, quindi nel 2025 e nel 2026 ci hanno fatto una richiesta molto chiara, quella di inserire in maniera strutturata del Consiglio educazione socio-affettiva nelle scuole.
Mi sembra molto chiaro quello che quindi sta succedendo, cioè che non è solo l'opinione della consigliera De Martino, ma evidentemente inserire questa materia all'interno di percorsi di educazione civica. Non è sufficiente. Se i ragazzi e le ragazze stesse al 90% del nostro Paese continuano a chiederglielo a grande voce e poi, come dicevo prima, è importante che alcuni principi inizino a essere conosciuti e condivisi fin da piccoli perché fin da piccoli, purtroppo, che si consolidano stereotipi di genere in stereotipi basati sugli orientamenti sessuali e quindi anche si diventa, si può diventare più facilmente vittime di abusi, abusi che poi non è, che finiscono con l'adolescenza, ma che continuano ovviamente nel mondo adulto, perché quegli stereotipi iniziano a far parte anche del modo in cui noi guardiamo gli altri e il modo in cui guardiamo noi stesse e uso femminile, perché purtroppo spesso a pagare il prezzo sono appunto le donne. È notizia uscita pochissimi minuti fa. Ringrazio la collega Bernagozzi per avermela segnalata di una chat su cui ancora sono in corso, ovviamente, degli accertamenti, ma intanto la notizie emerse che esisterebbe una SAT in cui alcuni dipendenti di ATM avrebbero commentato in maniera molto gravi. Ovviamente, se esista i video delle telecamere di sicurezza che ritraggono, passeggiare in salita passeggere in salita in discesa, cioè questo è un po' l'habitat in cui ci muoviamo, in cui purtroppo si muovono soprattutto le donne, e questo ha molto a che fare con la mancanza di un'educazione relazionale e affettiva fin dall'infanzia.
Quindi, per questo noi, con quest'ordine del giorno, ovviamente non potendoci sostituire al Governo, chiediamo che attraverso i canali istituzionali, passando ovviamente dalle scuole, vengano date quante più informazioni possibili alle famiglie, su l'importanza di questi percorsi e su come loro possono parlare in maniera scientificamente approvata di questi temi con le loro bambine, ai loro bambini esiste già un bellissimo manuale. Invito tutti i colleghi dell'Aula ad andarlo a vedere un manuale per le famiglie 0 18 anni si trova sul sito. Viva l'amore punto it, magari sono andato a guardare, ve lo scaricate, capire una volta per tutte quello di cui stiamo parlando e magari poi fatti degli interventi. Effettivamente, nel merito.
E quindi noi chiediamo che questo manuale venga distribuito, urbi et orbi e che vengano a questo punto moltiplicato gli spazi extra scolastici e le famiglie siano a conoscenza dell'esistenza di questi spazi in cui, in maniera sicura se ne possa se ne possa parlare.
Abbiamo grande bisogno di tutto questo e spiace che ci sia addirittura chi rivendica l'appartenenza a gruppi proprietà che nei fatti stanno alla scienza e alla conoscenza dei sistemi e degli apparati riproduttivi e relazionali un po' come i terrapiattisti sanno all'astronomia e allo studio delle stelle ecco, noi siamo in una posizione diametralmente opposta vogliamo mettere al centro il benessere delle bambine e dei bambini, andiamo avanti con le azioni proposte da questo ordine del giorno che oggi approveremo e al quale poi, lavorando di spalle, di di sponda sempre con la Giunta che è molto attenta, fortunatamente, su queste tematiche e porteremo avanti e cerchiamo di fare il possibile per arginare questa fase voglio definirla tale di oscurantismo che sono sicura verrà essere seppellita prima o poi da una grande risata della storia. Grazie,
Bene, grazie consigliera, passiamo alle dichiarazioni di voto, chiedo se qualcuno intende intervenire.
Siamo in dichiarazione di voto, sì.
Consigliere Di Benedetto prego, grazie Presidente, ma come intuibile, sarà un voto contrario all'ordine del giorno della collega e un voto favorevole all'ordine del giorno collegato che ho presentato, cito e anche su suggerimento dei colleghi, giustamente anche un esponente del centrosinistra, così siamo trasversali, che sul tema dell'educazione al sesso effettiva ha preso una posizione abbastanza chiara. L'Assessore ITA non si insegna come si insegna la grammatica o la matematica. Parliamo di Massimo Recalcati che afferma l'educazione affettiva e sessuale dovrebbe costituire un obiettivo trasversale dell'intera vita scolastica, più che è una materia a sé stante. Ogni insegnante, ogni adulto presente nella scuola e, già volente o nolente, un educatore sessuale effettivo attraverso il modo in cui parla, ascolta, guarda l'altro, riconosce pienamente la sua differenza. La scuola deve educare alla libertà, al rispetto.
E al mistero attraversi poeti, la letteratura, il cinema, il teatro, la cultura, serve la testimonianza reale dei propri genitori o di qualunque altro adulto di riferimento che è possibile davvero amare e desiderare senza usurpare o fare soffrire, assenza, ricattare o ingannare. Condivido queste parole perché davvero lasciano un segno di quelle che sono le impostazioni evidentemente differenti.
Sulla materia, perché è del tutto evidente, come diceva anche il collega prima di me, che c'è chi ritiene che i genitori siano parte integrante del patto educativo e quindi il loro primato educativo vada rispettato. Ci debba essere un coinvolgimento alcun percorso. C'è chi invece continua a volere percorsi nelle scuole che però, ahimè, non si possono più fare da quando c'è il ddl Valditara, anzi, non è emerso un ben contento che invece prevedono l'esclusione dei genitori che non debbono, secondo qualcuno, prendere visione di quelli che sono i materiali di quelli che sono i corsi di quelle che e che viene proposto ai figli in quello che è evidentemente, di conseguenza, una operazione di indottrinamento a senso unico, anche perché ricordo che in queste situazioni non c'è mai dibattito. Non c'è mai confronto, non c'è mai pluralismo e pluralismo, oltre a essere il sale democrazie della democrazia, è anche uno strumento fondamentale per testare quella che è la forza di un'idea perché la forza di un'idea e si misura anche nel confronto, attraverso idee differenti, non attraverso il pensiero unico, perché attraverso il pensiero unico nessuno è in grado di mettere in dubbio le tue posizioni, mentre quando la propria idea viene messa a confronto con idee differenti, diviene testata anche la consistenza della stessa e quanto sia aderente alla realtà. E peraltro ho potuto assistere anche sui temi citati dalla collega ProVita o pro famiglia, dibattiti in cui anche i cosiddetti esperti responsabili, eccetera poi alla prova della scienza è la prova del dibattito e a un certo punto non riuscivano più a sostenere posizioni che sono antiscientifiche e che l'estrema sinistra continua a portare avanti su tutti i fronti. Quindi il dibattito io vi invito, prima o poi ad esplorarlo come strumento per testare le vostre idee, il confronto con chi ha idee diverse, noi, volenti o nolenti, lo facciamo ogni giorno e penso anche ci rafforzi quando siamo.
In onda su una posizione corretta o ci permette di cambiare idea quando è evidentemente o di approfondire la nostra posizione fino anche per alcuni aspetti, a cambiarla quando avevamo una posizione sbagliata, questo esercizio di messa in discussione, di se stessi e delle proprie posizioni e ve lo lascio, ve lo ve lo consiglio per il futuro perché evidentemente a tanti manca e nel frattempo, però, ecco invece per i nostri ragazzi c'è una un pizzico di tutela in più di tutela in più rispetto a questi tentativi di indottrinamento e l'augurio è che questa linea venga rafforzata dal Governo, venga rafforzata dalla maggioranza, venga presa in maniera sempre più chiara e quindi bene. Il ddl Valditara però va potenziato e peraltro leggi come quella sull'omotransnegatività della regione Emilia Romagna e mi auguro vengano abolite perché non portano nulla di positivo. Portano solo con una è, come dire, un rafforzamento di quella tentativo di divisione della società in classi categorie per inasprire il conflitto e, da una parte e dall'altra, come avevamo detto in origine la distribuzione di risorse alle associazioni, alle realtà amiche e però che sono poi sempre soldi pubblici che invece dovrebbero essere usati. Previo che sono le priorità dello Stato e le priorità delle Istituzioni e non, e non la distribuzione di risorse a realtà amiche, perché questo non dovrebbe fare uno Stato. Questo invece, purtroppo, avviene spesso, non a caso, quando abbiamo governi di città, regioni o altri Enti di centrosinistra, ecco che un cambio di passo positivo, l'augurio, che si continui in questa direzione e ringrazio Valditara per aver.
Grazie consigliera, ricordo che siamo in dichiarazione di voto, quindi io vedo.
Sia Marcasciano che Bernagozzi.
Ah, prego, consigliera, Marcasciano sì.
Allora riteniamo che i contenuti.
L'intervento, i contenuti della consigliera De Martino siano ottimi soprattutto le argomentazioni che sono le argomentazioni, le stesse argomentazioni dell'estrema sinistra verso e contro l'estrema destra, visto che è stata citata all'estrema sinistra ciò detto, non aggiungo altro e ce ne sarebbe che ce ne sarebbe da dire ma lo diremo e ci proveremo con la presentazione di questo ordine del giorno perché resisteremo su questo siatene sicuri e il Gruppo di Coalizione civica è favorevole e voterà sicuramente a favore.
Consigliera Bernagozzi, prego.
Ovviamente ringrazio la capogruppo.
Mi ha lasciato l'intervento, diciamo di dichiarazioni di voto e ovviamente noi voteremo convintamente l'ordine del giorno presentato dalla collega De Martino, che ringraziamo per il lavoro svolto non solo oggi e per tutto il dibattito che si è sviluppato, lei stessa ci ha detto che il 70 ha riportato i dati che non sono un'invenzione a volte partire dai dati. È importante il 70% delle famiglie e chiede un supporto e questo mi ritrovo nel nell'intervento del collega Stanzani. E il 90% dei ragazzi e delle ragazze, come abbiamo avuto modo di qui, gli sentire chiede l'educazione stesso affettiva. Noi cosa diciamo noi, dobbiamo sostenere quel 20% di scarto scusate che sono proprio quei ragazzi e quelle ragazze che magari in famiglia non riescono ad avere quel supporto all'educazione sesso affettiva. L'educazione sesso affettiva che tanto vi spaventa sostanzialmente si compone di più moduli o ribadisco, affidiamoci agli esperti.
E.
Partiamo da un altro dato. Gli abusi avvengono le violenze, anche qui i dati raccolti da Istat e Save the Children su tutti gli enti terzi avvengono nella quasi maggioranza dei casi, se non nella quasi totalità, in contesti familiari effettivi proprio quei contesti noi, dove noi stiamo dicendo che dovrebbe esserci quella la possibilità di affrontare questa tematica, scusate, ma i quanti quanti racconti avete sentito voi di violenza e di abuso Spiridione sentiti parecchi di uno zio che ti tocca come non dovrebbe, ma voi voi vi immaginate essere, forse non ve lo immaginate, ma siccome a me è successo 8 9 anni, guardate che la spinta di andare da mamma e papà a dire che qualcuno ti ha toccato come non dovrebbe, non è che ti viene.
Ti vergogni, questo è il punto che continuate a voler ignorare, ci si vergogna anche quando si dei bambini che anzi, a maggior ragione, quando siete dei bambini, perché non si hanno gli strumenti, noi stiamo dicendo che vogliamo dare gli strumenti per capire che cosa sta succedendo ci si vergogna specie se viene da un adulto perché dovrebbe essere una figura di riferimento e quindi sia confusi di quello che sta succedendo e non si capisce se si sta subendo una violenza se quello che sta succedendo perché sta succedendo e ci si sente in colpa,
Incolpa ascoltate, le vittime di violenza ci si sente in colpa.
Perché sia piccoli?
Ci si sente in colpa anche quando sei grandi pensate un po' cosa può capire una ragazzina di 11 12 anni è mai capitata una mia compagna delle medie.
È capitato in strada, non ha capito che cosa gli è successo.
È arrivata sconvolta a scuola, è ancora me lo ricordo, era a 30 anni fa, se ne parlava pochissimo di questi temi, qui si tratta di dare questi strumenti a tutte e a tutti.
A tutte e a tutti non di fare confusione, ma di creare consapevolezza de del propri confini del proprio corpo, io non capisco perché usare il consenso contro l'educazione socio-affettiva, per essere poi quelli che parlano di consenso che non si deve avere quando invece si parlano di violare il corpo di una donna,
Anche questa ambiguità sul termine consenso, francamente io continuo a trovarla.
Terribile e aggiungo un dato che non abbiamo detto forse l'ha detto la collega Toschi 83% di incremento di malattie come la gonorrea, 25% dei sifilide, 21% di incremento per la clamidia tradotto, i ragazzi fanno sesso comunque.
Non è che se non gliene parliamo loro fanno finta di niente, i nostri ragazzi e le nostre ragazze giustamente fanno sesso, comunque, ma si ammalano in questo è un senso anche di prevenzione, si ammalano, noi non vogliamo bene ai nostri ragazzi, ai nostri ragazzi e se non gli diamo gli strumenti per capire come non ammalarsi e prevenzione è prevenzione rispetto al al rispetto dei loro corpi, delle loro emozioni, al rispetto del loro orientamento sessuale che prescinde, come diceva bene la collega Larghetti, che glielo glielo dica un adulto che faccia un percorso di educazione socio-affettiva ce l'ha comunque de avrà una preferenza comunque.
Ma allo stesso tempo li diamo gli strumenti anche per non ammalarsi, gli diamo gli strumenti per accettare gli altri, per quello che sono, gli diamo gli strumenti per cercare di non prevalere, di non prevaricare, di non accedere anche ai corpi delle delle persone che gli stand dei loro coetanei senza il consenso dei loro coetanei e si rapportano col mondo adulto tutte queste sono le ragioni per essere contro il ddl validità,
Consigliere Tarsitano, prego.
Grazie Presidente, ci tengo anch'io ad esprimere il voto favorevole che come gruppo daremo a questo ordine del giorno e il voto contrario all'ordine del giorno collegato.
E ci tengo ad argomentare questa decisione, anche sulla base di alcune riflessioni che ho sentito e che mi hanno molto colpita, la prima è collocare.
Il dibattito polarizzato anche nell'ambito educativo, questa cosa un po' mi inquieta pensare che.
I percorsi educativi su una materia così delicata come quella sessuale, quella effettiva, debbano essere la misurazione di forza tra idee. Un braccio di ferro per capire chi ha ragione davanti a un pubblico di ragazzi che magari con l'applausometro deve restituire fiducia, uno o un altro relatore. Ecco, credo che questa idea di di pluralismo sia sia nociva, perché servono spazi invece sicuri, custoditi, nei quali sia rispetto dell'identità dei ragazzi e delle loro fragilità nei quali affrontarli. Dove la discussione preliminare, certo, se si somministrano dei corsi nelle scuole ci deve essere un approfondimento reale di quello che va fatto, ma è quello che è stato fatto nella nostra regione, è quello che viene fatto negli enti locali, non si arriva in maniera sprovveduta nelle aule e poi certo ci possono essere dei casi episodici di errori, ma si tratta di marginalità e a fronte di queste magari marginalità, questo ddl va invece a votare qualsiasi approccio al tema dell'educazione stesso affettiva non sto a ripetere il fatto che moltissime ragazze ragazze ne chiedono invece una un aumento costante. Io che insomma ho la fortuna ancora di avere molti rapporti col mondo studentesco sono subissato da queste richieste e la richiesta è di non avere appunto dei talk-show in classe ma professionisti che possano fornire strumenti, e questa è la parola chiave strumenti, decidiamo, discutiamo, scontriamo, c'è anche ideologicamente su che cosa può essere giusto o sbagliato. Magari sarebbe interessante anche trovare altre sedi oltre quella del Consiglio comunale nel quale confrontarci seriamente su questo tema, però è fondamentale arrivare a degli strumenti e questo vuoto a me spaventa il vuoto che lascia il ddl Valditara quindi l'auspicio è che questo Governo, seppur con l'orientamento di questa di quest'ultima votazione, ha già dato la sua impronta possano in qualche modo ricredersi e capire che questo voto è e nocivo. Anche le stesse idee che tentano di di promulgare e poi non usiamo la parola indottrinamento perché questa riservata solo alla fantomatica teoria inesistente gender, ma forse non parlare di qualcosa può essere il primo modo per lasciare invece e lo spazio veramente gli indottrinamento e chiudo con una con una riflessione anche sul concetto di patto educativo che più volte è stato evocato, credo che sia qualcosa di altamente complesso e importante da analizzare e trattare anche questo con cura nel nostro dibattito, ma,
Fondato su una ri, una fiducia reciproca e io credo che misure come quella che stiamo commentando e sulla quale tra poco ci ci appresteremo a ad esprimere un voto sono misure che demoliscono questo patto educativo perché creano, a mio parere, un una una distanza totale, a paradossalmente, tra famiglie e scuola, perché la scuola viene relegata a essere una una lunga mano della famiglia, quando invece lo spazio di autonomia dell'esercizio dell'attività educativa a scuola è qualcosa di importante come integrazione della dell'educazione familiare, a volte anche per raggiungere elementi che nell'educazione dei familiari mai potrebbero essere evocati e ed è un elemento fondamentale, a volte anche una una, una possibilità unica che gli studenti hanno nel nell'incontrare fiducia Stefi due figure educative, altre rispetto ai genitori e e credo che nella fiducia ci stia anche la possibilità di riconoscere alla scuola la possibilità di parlare di cose che in famiglia magari non si potrebbe mai affrontare o di tematiche approccio anche totalmente differenti da quelli della famiglia di provenienza. Personalmente, semmai diventerò genitore, sarò ben grato alla scuola che offrirà strumenti educativi altri rispetto a quelli che potrà offrire io ai miei figli, perché penso che questo sia il compito della scuola. Questo è il servizio che deve offrire con serietà e rispetto non tanto degli ideali della famiglia, ma del bene dei ragazzi e delle ragazze, grazie.
Grazie Consigliere.
Quindi passiamo alla votazione, partiamo dal 2 6 8.1 dell'ordine del giorno collegato, pongo in votazione il 2 6 8.1.
La votazione è aperta.
Chiudiamo la votazione.
Nessuno Nappi un rinvio.
Il sistema, perlomeno a me verbalizziamo.
Credo di poter votare a voce.
Sì, prego.
Allora tutto il contrario.
Bene.
Allora 30 no 31 31 presenti, 30 votanti, 10 favorevoli, 20 contrari, 1 non votante, il Consiglio non approva.
Passiamo ora alla votazione dell'ordine del giorno numero 2 6 8.
La votazione è aperta.
Chiudiamo la votazione.
O 30 presenti, 30 votanti, di 20 favorevoli, 10 contrari il Consiglio approva.
Sì, aggiungiamo a verbale il voto del consigliere, Fattori che è favorevole.
Allora procediamo ora con l'ordine del giorno successivo, che è il numero 2 6 7 ordine del giorno per avviare un percorso finalizzato all'individuazione, all'intitolazione progressiva di luoghi pubblici a ciascuna delle 21 madri costituenti presentato dalla consigliera Bernagozzi ed altri in data 8 6 2026.
Ammissibilità trattazione immediata, approvate nella seduta consiliare dell'8 giugno scorso. Chiedo alla consigliera Bernagozzi se intenda illustrare l'ordine del giorno, prego consigliera e grazie mille presidente, allora non c'è stato modo la volta scorsa, ovviamente, perché questo ordine del giorno sul ddl Val di Taro aveva preso ovviamente. Insomma, la discussione è stata ampia e abbiamo presentato appunto in occasione del 2 giugno che ricordiamo essere quest'anno è stato l'ottantesimo e della nascita della nostra Repubblica, che si intreccia e ovviamente con l'ottantesimo del voto alle donne. È un argomento che, tra l'altro, in quest'Aula abbiamo già trattato in altri ordini del giorno. Innanzitutto, e non è solo l'ottantesimo del diritto al voto conquistato dalle donne.
E in un breve accenno storico vorrei ricordare che furono fu, diciamo rifiutato decine di volte la possibilità ed è.
Del voto alle donne in Italia prima di arrivare a questa conquista frutto, ovviamente è inutile. Insomma, la storia ce lo insegna ce lo racconta perché andrebbe studiata e non raccontata rivista, frutto ovviamente delle lotte delle donne durante il periodo della Resistenza.
Ne abbiamo, ripeto, ho parlato spesso in quest'Aula, lo ripercorro molto velocemente. Ricordo appunto che durante la Resistenza alle donne furono parte attiva della Resistenza stessa. Furono partigiane, cioè addirittura insomma, imbracciarono i fucili e con hanno combattuto nelle nelle nostre colline, furono ufficiale di collegamento. Lo abbiamo affrontato questo tema in una Commissione in esterna e che insomma volgarmente chiamate staffette, ma ufficiale di collegamento cieco, coloro che portavano messaggi, armi e viveri, insomma che facevano questo importantissimo lavoro durante la guerra di resistenza furono le donne, che sostituire, o non gli uomini nelle fabbriche, nel nella nell'attività produttiva della nostra città e anche guardate nell'attività politica. Voglio ricordare qui una delle piccole rivoluzioni e quella del sale guidata dalle donne bolognesi che vennero all'interno di questo palazzo, proprio qui, a chiedere al podestà di dare il sale ai cittadini e alle cittadine di Bologna invece che ai tedeschi e sfilarono lungo le nostre vie. Questa è una storia bellissima che noi dovremmo, secondo me, provare a ricordare anche questo ottantesimo, in maniera ancora più forte, sfilarono per le vie della città e insieme a loro arrivarono alla fa, alla alla, alla manifattura Tabacchi, oggi sede del Tecnopolo e sfilando per la città migliaia di donne scesero in piazza per rivendicare questo diritto e questa storia delle donne quindi parte da qui e arriva poi con la fine della della della della Seconda guerra mondiale a, diciamo, a un bivio storico che voglio ricordare nuovamente, il video storico fu che qualcuno disse va bene. Grazie per il vostro supporto. Ora potete tornare nelle vostre case e fare quello che facevate prima, cioè occuparvi della famiglia, è tornare nello spazio privato, mentre giustamente le donne, cosa che era già successo nella Prima guerra mondiale le donne invece con molta forza e anche unitamente agli uomini, diciamo che avevano fatto la Resistenza, non tutti, ma una gran parte entrarono ufficialmente nella sfera pubblica del nostro Paese.
E ci fu quindi il primo decreto che prevedeva la possibilità, la conquista quindi del diritto a suffragio universale e quindi la possibilità di esprimere le proprio il proprio voto.
Con un secondo decreto, il passo successivo che voglio ricordare qui la possibilità di essere elette noi abbiamo qui nella sedia della collega Toschi, una delle prime quattro donne che vengono ricordate tra l'altro nell'ordine del giorno eletta in questo Consiglio comunale furono 4 le citiamo e ne voglio ricitare esser Capponi, Giovanna Gardini, Vittoria Vittorina, Tarozzi Anna Serra,
E le è una delle delle cose che mi ha appassionato della storia, anche di questo Consiglio comunale, che le prime quattro donne entrarono in questo Consiglio comunale e prima ci misero sei mesi per prendere per la prima volta la parola in questo Consiglio a dimostrazione che le donne hanno bisogno anche di no del tempo giusto per provare a intervenire, no di di capire dove si trovano e poi incidere nella vita politica di questa città e noi in questo ordine del giorno chiediamo una cosa, ovviamente, ripercorrendo la storia della nostra città,
Medaglia d'oro della Resistenza, chiediamo un passo in avanti rispetto al tema dell'urbanistica di genere e delle della toponomastica femminile.
E abbiamo già fatto su questo diversi ordini del giorno e purtroppo nelle nostre città succede una cosa che è studiata, e non è solo la questione di Bologna, in tutte le città succede che si fanno tante interdetto l'azione e uomini e che hanno fatto la storia del nostro Paese e poi per le donne si trova sempre una connotazione un po' generale no, quindi noi abbiamo il Giardino delle 21 madri costituenti,
Non c'è nulla di male, voglio ben intendere però non dare quel nome e cognome sostanzialmente è come se non le caratterizzasse una per una tra l'altro rappresentavano mondi diversi partiti, diversi storie diverse venivano da da una, insomma da una realtà diversa da una vita sociale diversa e tra l'altro erano pochissime rispetto ai tanti uomini che vennero lette in quelle assemblee e nonostante questo cambiarono e fecero in modo che la Costituzione, soprattutto i primi articoli, ma non solo, insomma, avesse una connotazione molto spinta rispetto al riconoscimento dei diritti. A proposito di parità e ne abbiamo parlato poco tempo fa, no e pochi minuti fa rispetto all'educazione al sesso affettiva, che serve anche a educare i nostri ragazzi e le nostre ragazze alla parità e anche le loro famiglie. Quindi noi sappiamo che esiste già un ordine del giorno che è stato votato nelle legislazioni precedenti che appunto vedeva la richiesta di intitolare vie parchi aree, insomma, le prime quattro lettere di questo Consiglio comunale.
Prevedeva altre cose tra di esse, appunto, il riconoscimento delle 21 madri costituenti, ma come gruppo invece noi vogliamo dare nome e cognome l'affare di quelle donne, perché in qualche modo quelle donne sono state le prime donne a entrare in un'Istituzione come quella dell'Assemblea costituente a cambiare la storia del nostro Paese anche sui diritti delle donne io voglio ricordare qui.
L'articolo 3, l'articolo 3 con la più giovane donna costituente né, insomma, la più giovane Costituente in quell'Assemblea, che davanti a una platea principalmente maschile e di donne e uomini molto più più grandi di lei, ha detto che doveva essere dovevano essere rimossi gli ostacoli della Repubblica di fatto, cioè quel di fatto sostanzialmente mettevo un peso concreto non è l'articolo 3,
Le nostre madri costituenti che?
Anche cercando una certa concertazione tra di loro lo voglio dire perché si regge se leggete le carte, la storia e i verbali dell'Assemblea costituente non andò tutto liscio, ecco, lo voglio dire.
Rispetto per esempio al diritto di famiglia, ma però si ritrovarono concordi sul fatto che, per esempio, uomini e donne avessero una pari retribuzione. Questo è già scritto nella nostra Costituzione di 80 anni fa. Ricordo a tutti qui presenti, siamo ancora lontanissimi da raggiungere, una cosa che avremmo nella nostra Costituzione, questo per dire che quello che ha iniziato a 80 anni fa un percorso molto lungo. D'altronde ci viene detto che sulla parità di genere,
Oggi ci servirebbero altri 123 anni per raggiungerla. Io spererei che accelerassimo un po' il passo, affinché cioè le ragazze e i ragazzi di oggi vivessero in un mondo molto più paritario di questo 123 anni sono tantissimi. Se ci pensiamo, quindi, quella che noi vorremmo è riconoscere l'individualità di ognuna di loro, perché dare un nome e un cognome raccontare la loro storia fa parte non solo del percorso necessario della memoria, ma che sia di monito anche alle nuove generazioni e al fatto che anche loro potranno prendere in mano il mondo è cambiarlo in meglio se questo è quello che che pensano e che vogliono, come le le giovani e giovani di politico poetico ci hanno raccontato in un bellissimo evento qui che voglio ricordare, è proprio a loro che dobbiamo raccontare che le donne.
Sono entrati nella storia di questo Paese cambiandolo, io credo anche sinceramente, cambiandole meglio, forse qualcuno non lo pensa, ma io sì e credo che ce lo dimostri la storia e noi dobbiamo dare loro la speranza di essere magari loro, le future ragazze e ragazzi che saranno ricordati dalle generazioni ancora future, perché magari hanno messo piede in quest'Aula perché magari hanno lottato per i loro diritti perché magari hanno creduto in un mondo migliore e magari sono riusciti a cambiarlo meglio di quanto potremmo fare noi. Quel quei nomi e cognomi hanno hanno un senso, non è un gruppo di donne, sono 21 donne che sono entrate nel per la prima volta nella storia politica di questo Paese e l'hanno cambiato scrivendo una delle costituzioni più belliche più belle che esistono in questa Europa che noi ci dimentichiamo purtroppo un po' troppo spesso e che sono è ripercorsa con la Costituzione, nelle parole dei ragazzi dei ragazzi di questa città che sono venuti qui da questi banchi, a ricordarcelo, noi vorremmo solo questo, ricordare quelle donne tutte a prescindere, io, lo ribadisco, a prescindere dalla loro storia politica, perché non è questo il senso a tutte. Non c'è una parte che vogliamo ricordare, una parte che non vogliamo ricordare, a prescindere perché quelle 21 donne in quel in quel consesso hanno scritto davvero la storia della rappresentanza femminile e noi ce lo dovremmo ricordare un po' di più e lo dico soprattutto oggi e qui chiudo di fronte a un loro voglio ribadire a una nuova forza politica di destra, che invece ha detto che le quote rosa no che dice che le quote rosa sono un abominio, perché si deve guardare al merito. 21.
Erano 21, gli uomini erano più di 500, io non penso che questo Paese non avesse donne in gamba capaci con competenze che potevano essere sedere in quell'assemblea, la verità è che veniamo da un mondo che, ovviamente, fino a solo 80 anni fa non prevedeva neanche che votassero le donne.
Figurarsi entrare nelle istituzioni.
Mi sembra che su questo si voglia fare un passo indietro e io penso forse che si voglia fare un passo indietro, perché le donne, quando entrano nelle istituzioni, cambiano in meglio questo Paese sarà una mia, la mia è una mia personalissima opinione, ma io credo che faccia molta paura invece il fatto che ci siano donne libere, indipendenti che hanno un proprio pensiero politico di destra o di sinistra non non sto facendo un discorso di una parte, faccio un discorso politico complesso e complessivo,
E penso che facciano molta più paura e quindi si vorrebbe tornare indietro. No, tornare alle donne che tornano nelle loro case e non fanno politica, perché tra l'altro si è parlato pure di rubare il lavoro agli uomini. Io vorrei ricordare che questo è il Paese che ha la più bassa rappresentanza femminile nelle istituzioni, anche nelle ultime amministrative, quindi mi mi chiedo esattamente quale sia il problema delle quote rosa, visto che tanto non le rispettiamo comunque e abbiamo alla disoccupazione femminile peggiore di tutto il livello europeo, quindi non mi sembra che diciamo il nostro alle nostre competenze siano così riconosciute da essere una minaccia, se proprio vogliamo dirla come minaccia rispetto agli uomini. E sulla questione del merito e qui chiudo, io penso che ci sono state donne, ne abbiamo ricordati qui abbiamo appena votato, abbiamo votato, mi pare, con con una buona intesa su Tina Anselmi. No, abbiamo riconosciuto il valore di una donna che ha e al di là che sia stata partigiana, ma non è questo il punto che, per esempio, ha riconosciuto la sanità pubblica. Come valore costituzionale e quindi ha fatto una legge in tal senso. Tra l'altro, siamo ancora qui a difenderla a dimostrazione di quanto fosse avanti col pensiero politico. Ecco, io vorrei segnalare che, se dobbiamo parlare di merito, beh, guardiamo prima in merito maschile perché mi sembra che ci sia tanto ci siano ancora tanti uomini delle nostre istituzioni che non hanno lo stesso merito alla stessa competenza delle donne, se proprio la vogliamo dire in maniera così guardiamola a 360 gradi. Non parliamo di merito solo quando si tratta di far entrare delle donne nelle istituzioni. Parliamone a 360 gradi, altrimenti anche questa, francamente, è molta fuffa e molta ideologia. Quindi noi ci troviamo qui semplicemente per ricordare che nell'ottantesimo del voto alle donne nell'ottantesimo in diciamo nella memoria dell'ottantesimo.
È di 80 anni fa del voto delle donne, ma soprattutto della post della dell'entrata delle donne nel mondo politico. Vogliamo ricordare, con nomi e cognomi, le 21 Madri costituenti. C'è un bellissimo progetto in una città italiana e che ho conosciuto tramite ANCI, che ha creato questo viale delle costituenti. Quindi, all'interno di un parco delle vent'dedicato, alle 21 Madri costituenti, ogni viale è dedicato a una di collo di quelle donne con un QR code che racconta la sua storia politica personale e, insomma, diciamo, è quello che ha fatto all'interno dell'Assemblea costituente. Io credo che questo potrebbe essere un buon modo per ricordare e per ricordarci tutti che la rappresentanza femminile non è un una quota rosa, ma è fondamentale nella vita democratica delle nostre istituzioni del nostro Paese. Sarebbe bene ricordarsene grazie.
Grazie consigliere, ha chiesto di intervenire la consigliera Ceretti la parola a lei, Consigliere grazie Presidente, quando Giulia Bernagozzi mi ha parlato di voler scrivere questo ordine del giorno, ho condiviso con lei molte idee, ci siamo fermati a lungo a parlare, a capire anche quale potesse essere il taglio dell'ordine del giorno io credo che,
Come ha ben detto Giulia, le donne non si siano le 21 donne costituenti, non si siano limitate a firmare la Costituzione, ma.
Quelle cinque donne chiamate su 75.
Persone incaricate di re di redigere materialmente il testo della Co della Costituzione, quelle cinque donne che vennero nominate all'interno di quel gruppo per appunto redigere materialmente la Costituzione,
Abbiano.
Costruito fin da subito nella Costituzione più bella del mondo, un metodo e che è stato quello di essere compatte sui diritti fondamentali. Cinque donne che venivano da storie molto diverse tra loro e che, in un momento storico di forti divisioni ideologiche,
Date dalla guerra fredda che che è spaccavano i partiti progressisti moderati del tempo. Ecco, in realtà le donne hanno insegnato come sui fondamentali si può trovare una sintesi, si può cucire, si può stare insieme, si può dare un contributo che sia un contributo per tutte e per tutti. Ecco, questo lo hanno fatto e lo si legge molto bene nella nostra bellissima Costituzione Giulia citava prima l'articolo 3. Ecco, fu per l'articolo 3, Lina Merlin del PSI a dirci e a spiegarci e a volere con grande forza che il comma stabilisse la pari dignità sociale, senza distinzione di sesso, inc I inserendo anche questa dicitura senza distinzione di sesso e, naturalmente.
Questo comma, questo secondo comma dell'articolo 3 introduce quel concetto rivoluzionario di uguaglianza sostanziale e la sua impronta che oggi ci possa inserire sembrare molto ovvia. In realtà, all'epoca molti colleghi uomini la ritenevano una specifica superflua. Merlin rispose che secoli di legge discriminatorie dimostravano appunto il contrario. E poi ci sono anche quegli articoli bellissimi che riguardano il mondo del lavoro, perché il mondo del lavoro riguarda le donne.
E che sono il 28, il 29, il 37, il 36 37 insieme. Ecco sul 29.
Nilde Iotti stabilì che il matrimonio è ordinato sull'uguaglianza morale e giuridica dei coniugi.
E quindi difese Nilde Iotti sappiamo tutti, arrivava dal PCI difese.
La la parità all'interno della famiglia. Anche questo concetto non assolutamente scontato e che ancora oggi.
Ancora un lavoro da portare avanti con grande forza, scontrandosi anche con.
Con le parti più conservatrici nella stesura della del della Costituzione, l'articolo 37 Teresa Noce PC e ma Maria Federici di ci unirono. Le loro forze andarono al di là degli steccati delle dei loro partiti, proprio per garantire alla donna lavoratrice gli stessi diritti degli uomini e a parità di lavoro le stesse retribuzioni, concetto assolutamente poi disatteso negli anni su cui ancora tanto dobbiamo lavorare. Però ci tengo a dire appunto quello è stato un metodo PC e di c insieme hanno portato avanti una battaglia.
Ecco ci tenevo. Ci sono tante altre cose, penso a Maria Maddalena Rossi su l'entrata, l'accesso alla magistratura delle donne, sono tante le battaglie fatte dentro alla stesura delle costituzioni di sole cinque donne su 75 che scrissero quel bel, quella bellissima Costituzione che ancora oggi dobbiamo difendere.
Dagli attacchi di chi vuole sabotarne l'efficacia. Perché è una Costituzione che ci garantisce tutte e tutti, ed è ancora molto innovativa e parla soprattutto della contemporaneità, perché alcune di queste battaglie che ho sottolineato prima sono ancora battaglie da compiere e da esaurire pienamente, penso al tema delle retribuzioni.
Ecco, quindi il mio è un ringraziamento a Giulia Bernagozzi, per il lavoro che ha fatto, a quella bellissima chiacchierata che abbiamo fatto insieme, prima della stesura dell'ordine del giorno, che porto tra le cose più belle che tra le pagine più belle di questa legislatura, perché il confronto è sempre stato molto schietto rispettoso su tutto e li abbiamo anche ragionato poi,
Su sul fare tante cose insieme anche alla luce.
Del centenario della della nascita,
Della onorevole adesso in questo momento mi sfugge il nome aiutami, Giulia mi a cavallo un cavallo di battaglia storico di Tina Anselmi, su cui grazie, mi sfuggiva in questo momento il nome, ma su cui io ho fatto anche elezioni recenti.
In un'aula universitaria ho avuto questo privilegio, ecco, sono tante le cose che ancora si possono fare insieme, ma ecco raccoglierei da questo lavoro di Giulia e dal lavoro grandissimo di quelle cinque donne dentro appunto al Comitato di stesura della Costituzione.
Raccoglierei e conserverei gelosamente quel metodo, che è un metodo fatto di lavoro che va oltre gli steccati politici.
E che punta a portare a casa dei risultati che siano risultati di tutte e di tutti grazie.
Grazie consigliera.
Chiedo se ci sono altri interventi.
Allora non ho richieste di intervento consigliera Bernagozzi, replica finale, prego.
O no, chi era Quercioli, ho chiesto di intervenire.
No, non l'ho, visto che si alzava, prego Consigliere.
Grazie presidente, volevo ringraziare ovviamente la collega Ceretti per questo bellissimo intervento.
Non so come andrà questo voto, io però siamo anche ormai quattro anni e mezzo che siamo in quest'Aula e, come sapete, per quanto mi riguarda i temi ovviamente di genere sono stati la parte preponderante di questo mandato e vorrei dire che da ognuna delle donne sedute in quest'Aula ho imparato tanto e abbiamo costruito in questi anni, io credo anche interlocuzioni importanti su temi importanti, non solo con le colleghe, ovviamente del Partito Democratico, che ovviamente fanno parte della mia comunità con le colleghe della maggioranza, ma mi spingo anche a dire qui con le colleghe delle minoranze, penso all'ordine del giorno insieme a Samuela Quercioli, a Emanuela Giuntini abbiamo sempre provato e questo penso che sia un po' lo spirito che ricordava ora la collega Ceretti. Abbiamo sempre provato a costruire, e questo credo che sia una parte importante anche del modo in cui le donne stanno in politica non sempre, ma mi spingo a dire che quasi sempre è così o dovrebbe essere così noi siamo capaci di fare questa politica di rete ed è per questo.
È che noi dobbiamo provare a valorizzare la storia politica delle donne che hanno cambiato questo Paese, perché se noi le mettiamo solo in un gruppo, non rendiamo, diciamo no, non mettiamo a valore la loro specificità, perché sono le loro diversità. I loro punti di vista, da cui si parte e però che arrivano a volte hanno la capacità di arrivare invece a un punto di sintesi importante perché il bene della propria della propria comunità, per noi è davvero un valore imprescindibile, quindi mettere a valore le storie di queste donne, per far sì, insomma, per spiegare come, anche in partendo da punti di vista diversi, nella sorellanza sulla quale voi sapete io credo moltissimo nella sorellanza, però si sia fatto davvero la storia di questo Paese. Quindi, per esempio, anche e qui la cito proprio perché è il giorno giusto per citarla cito la legge 194 che nasce è esattamente in quel solco, nel solco di di donne che la pensavano diversamente su su, sulla legge 190 qua diciamo sul diritto, all'aborto sicuro e legale, ma che trovarono nella sintesi lag il grande respiro rispetto alla libertà di scelta delle singole donne, me anteponendo anche, diciamo a volte il bene delle donne del nostro Paese, magari a propri principi semplice, personali quindi rendendo la loro libertà la libertà di scelta come principio fondamentale da difendere ripeto partendo da storie diverse questo hanno fatto le storie, le donne di della storia della Repubblica e in questi 80 anni abbiamo il compito di ricordarle ognuna per il loro lavoro specifico grazie,
Grazie consigliera.
Passiamo ora quindi alla fase di votazione, chiedo se vi sono interventi per dichiarazione di voto.
Consigliere, De Giacomo, prego, sì, grazie mille, Presidente, vorrei davvero ringraziare la consigliera Bernagozzi la consigliera Ceretti per il suo intervento e tutte e tutti i Consiglieri che credono che ricordare le madri costituenti sia fondamentale per la memoria che la nostra città terrà in futuro e mi faceva piacere raccontarvi un piccolo episodio dell'altro giorno perché io la consigliera Bernagozzi ci siamo trovati sabato mattina insieme perché appunto la sorellanza e anche trovarsi politicamente,
E puoi condividere altro.
In una libreria di libri usati e sfogliando le varie cose, e ho trovato un libro sulle vie di del Quartiere Porto-Saragozza che è il mio quartiere.
Ed è uno di quei libri che si trova nelle vecchie case, quindi, e in cui c'è la il nome della via, qualche riga che racconta la storia della persona di quella via, allora l'ho comprato l'ho portata alla mia nonna, che è una storica cittadina di Saragozza, e credo che il senso di questo ordine del giorno stia proprio in questo nel trovare e avere la curiosità poi per il futuro, di riscoprire le storie delle madri costituenti perché, appunto, se in quel libro ci ci fosse stato, magari c'era, non so esattamente l'anno dell'edizione il tema delle 21 madri costituenti bene sotto c'è scritto in quattro righe le donne che hanno fondato il nostro Paese antifascista democratico e che hanno contribuito a alla creazione delle nostre istituzioni come le conosciamo molto più interessante sarebbe invece sentire le storie che, per esempio la consigliera Ceretti ci ha raccontato quindi sapere quali sono stati e che le grandi battaglie, le grandi conquiste di quelle donne che hanno fondato il nostro Paese, quindi spero che in futuro e chi magari troverà un libro in questo modo all'interno della libreria potrà leggere le storie delle nostre madri costituenti, e spero che quest'Aula, magari all'unanimità, contribuirà a questo tipo di progetto. Grazie.
Grazie Consigliere De Giacomi, chiedo se qualcun altro intende intervenire.
Consigliere Tarsitano pro.
Grazie Presidente.
Mi unisco anch'io, insomma, alle riflessioni fatte e all'espressione di voto favorevole,
A questo ordine del giorno.
Vorrei infiltrarono opportunamente, in queste dinamiche di sorellanza che io le vedo come estese, diciamo anche a alle componenti maschili ma sensibili e della maggioranza e credo che, insomma, a parte gli scherzi, sia veramente importante condividere.
Queste questo approccio è questo spirito e le riflessioni, insomma fatte anche dalla proponente e Bernagozzi e da insomma tutte le le altre osservazioni fatte anche dalla dalla collega Ceretti dalla collega De Giacomi.
Che che su questo tema illuminano insomma il il percorso che possiamo fare anche nella lettura di dinamiche ed eventi storici che hanno un valore più che mai attuale in in questi tempi, che.
Che spesso ci paiono ci paiono bui. Quindi colgo con favore assolutamente questo tipo di proposta e il mio voto e quello anche del insomma del gruppo, sarà sarà assolutamente positivo e passo la parola. Vedo in coda alla collega Marcasciano, che sicuramente illuminerà di sorellanza con le sue parole, il Consiglio grazie.
Grazie consigliere, la parola alla consigliera Marcasciano tre T, grazie grazie, Giacomo Tarsitano, allora con orgoglio, il nostro Gruppo vota a favore di questo.
Bellissimo ordine del giorno.
Mi ci tengo particolarmente mi inorgoglisce, cito un aneddoto, come faccio di solito.
Per perché ho conosciuto una delle delle madri a ciò la Tina Anselmi e non lo dimenticherò mai l'ho riportato anche nei miei libri perché appoggio la battaglia delle persone trans all'epoca, insieme ad altre come la Asor Rosa Russo Iervolino la e altre donne presenti la la Giglia Tedesco Tatò che è stata insomma e sono l'ha citato la consigliera Bernagozzi un solco, il solco scalato dalle donne che hanno fatto che ha fatto la differenza nella politica e nell'emancipazione e della democrazia del nostro Paese, quindi questo ordine del giorno,
Riempie il cuore riempie anche un vuoto immenso, perché abbiamo bisogno di trasformare la vita, ma non solo la vita, abbiamo bisogno di trasformare le nostre città e renderle pari paritarie uguali per genere, per sesso e per tutto questo. Quindi, grazie e voteremo a favore. Chiaramente.
Grazie consigliera.
Chiedo se qualcun altro intende intervenire sennò passiamo alla votazione.
Allora apriamo la votazione.
Dell'ordine del giorno numero 2 6 7.
Chiudiamo la votazione 27 presenti, 27 votanti, 27 favorevoli, il Consiglio approva all'unanimità.
Allora procediamo ora con l'ordine del giorno numero 240. Ordine del giorno teso ad invitare il Sindaco e la Giunta a garantire maggiore sicurezza in via Parigi e zone limitrofe presentato dal Consigliere Di Benedetto. In data 24 2026, l'ammissibilità è stata respinta nella seduta consiliare del 20 aprile scorso. È stato trattato in prima Commissione, il 28 maggio scorso, licenziato per i lavori del Consiglio, approvata anticipazione della trattazione nella seduta consiliare del 1 giugno scorso, iniziata trattazione in pari data, sono intervenuti i Consiglieri Di Benedetto per l'illustrazione e la replica a breve la consigliera De Giacomi per presentazione di emendamenti. Primo, più secondo intervento, il Consigliere Fattori la consigliera Toschi, consigliere Giordani ed Jacco, iscritto a parlare, è il Consigliere Begaj, Consigliere, prego.
Grazie Presidente, ritengo di non avere tempo per affrontare l'ordine del giorno in questa seduta.
Allora, grazie Consigliere, quindi i lavori consiliari terminano qui, la seduta si conclude alle ore 17:45, buona serata tutte e tutti.
