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Allora, buongiorno, buongiorno a tutti, a tutti apriamo la seduta odierna per la trattazione del Consiglio ordinario, chiedo al Segretario Generale di procedere con la verifica del numero legale prego, grazie Presidente Angiuli, buongiorno Begaj.
Bernagozzi Bittini, presente buongiorno, buongiorno, Caracciolo, assente, giustificato, CETLI buongiorno a tutti.
Remoto,
Fioretti.
Cima.
De Biase.
De Giacomi.
De Martino.
Di Benedetto.
Di Pietro.
Diaco fattori.
Foresti.
Geiger Giordani.
Iovine Larghetti è assente, giustificata, manca Marcasciano.
Mazzanti.
Monticelli.
Naldi.
Negash.
Piazza.
Pizza.
Quercioli Santori.
Scarano.
Stanzani.
Tarsitano, assente, giustificato, toast chi.
Presente buongiorno.
Non la non la vedo in video consigliera MIB ah, eccolo, eccolo adesso, sì, sì, sì, sì, sì, la vedo bene, no, perfetto.
Venturi.
Bongiorno tour, presieduto da remoto, buongiorno.
Giuntini.
Ebbene, Presidente, abbiamo il numero legale, prego.
Allora proseguiamo con gli interventi e salutiamo l'Assessora Licalzi che qua con noi incominciamo appunto con l'intervento dell'Assessore, Li Calzi.
In ricordo di Giulio Zucchi, fotografo bolognese, molto ben conosciuto, fotografo, sportivo, bolognese, prego.
Grazie Presidente e buongiorno e grazie a tutto il personale di sala, la Vicepresidente, alla Segretaria, alle Consigliere e ai Consiglieri e grazie per essere qui presente alla famiglia e agli amici e alle amiche di Guido ci ha lasciato a 82 anni Guido Zucchi originario della Bolognina è stato il fotografo principale del Guerin Sportivo negli anni d'oro del settimanale della Conti Editore ha fotografato gli eventi sportivi più importanti del mondo, per anni ha seguito i Mondiali di calcio e nel 1982 in Spagna ha vinto il premio per la foto più bella del torneo, quella famosa con le mani di Dino Zoff sulla Coppa circondate dalle mani dei compagni di squadra premiato per quello scatto ma protagonista di molte altre avventure conoscenze come quella foto speciale storica Diego Armando Maradona e Pelè essendo due campionissimi, raramente erano disposti a condividere la scena.
Eppure quel giorno, grazie proprio alla presenza di Guido l'argentino, il brasiliano fecero un'eccezione e furono immortalati con il principio della fotografia.
Dopo aver raggiunto l'età della pensione Zucchi, aveva continuato a lavorare come libero professionista al seguito del Motomondiale e aveva seguito anche la Ferrari.
La passione per le immagini e per la fotografia non è mai venuta meno neanche negli ultimi tempi, in cui aveva continuato appunto a seguire sia lo sport che la fotografia. Permettetemi ora un ricordo personale, Guido Zucchi, era un amico, ricordo il suo.
Ricordo ancora col sorriso, quel viaggio che abbiamo fatto tanti anni fa, insieme io te e Giorgio alla sede della Diadora, in Veneto, quante storie incredibili mi hai raccontato lungo la strada e quante risate che ho voluto bene e tu ne hai voluto a me mando anche da quest'Aula un abbraccio di vicinanza alla famiglia e agli amici e li ringrazio per essere qui presenti, ringrazio anche i giornalisti che gli hanno dedicato un ricordo, un pensiero sulla stampa in questi giorni e i colleghi fotografi che lo hanno ricordato a loro volta questa mattina ti abbiamo salutato per l'ultima volta.
In quel momento in cui eravamo tutti insieme, come ho avuto modo di dire proprio ricordando ti poco fa eravamo in tanti magari ci avresti scattato una foto lì tutti insieme, ma soprattutto ci avresti presi un po' in giro con quel tuo fare birichino e quel sorriso sotto i meravigliosi baffi bianchi ciao, Guido, ti ricorderemo sempre con affetto.
Bene, grazie grazie all'assessore Riccardi, le calze ci uniamo, il Consiglio comunale si unisce al saluto affettuoso e all'abbraccio di vicinanza alla famiglia e agli amici di Guido Zucchi.
Procediamo quindi nel col Consiglio e partiamo con il primo intervento.
Consigliere, Negash caldo, esagerato, adattiamo, c'è il futuro, prego.
Grazie Presidente, Bologna sta vivendo giornate che fino a pochi anni fa avremmo definito eccezionali, oggi non lo sono più le ondate di calore che stanno investendo, l'Europa non rappresentano un'emergenza passeggera, ma la nuova normalità con cui dovremmo imparare a convivere.
Il fenomeno è ormai ben compreso dalla scienza alla deviazione della corrente a getto permette alle masse d'aria calda proveniente dal Nord Africa di raggiungere l'Europa. Un sistema di alta pressione rimane bloccato per giorni, creando una vera e propria cupola di calore che fa salire le temperature. Eventi simili sono sempre esistiti, ma oggi sono molto più intensi e frequenti perché si inseriscono in un contesto di riscaldamento globale già avanzato. Continuare a negarlo significa ignorare una realtà che abbiamo ormai davanti agli occhi. L'Europa è un continente che si riscalda più velocemente e le nostre città, costruite per un clima che non esiste più, stanno mostrando tutti i loro limiti. Bologna non fa eccezione. Una città straordinaria che deve trovare il coraggio di adattarsi senza rinunciare alla propria identità. Per questo dobbiamo cambiare approccio. Non possiamo più ragionare in termini di emergenza estiva, dobbiamo pianificare una trasformazione permanente della vita urbana a partire dal lavoro. Nei Paesi dove il caldo ANAC è una costanza di da secoli, nessun pretende di svolgere attività più pesanti nelle ore. Centrali della giornata. Anche noi dobbiamo ripensare gli orari favorendo le attività nelle prime ore della mattina in serata, prevedendo pause nelle fasce al massimo calore e rendendo più flessibile l'organizzazione del lavoro, soprattutto per chi opera all'aperto. Non è un passo indietro e un adattamento intelligente a condizioni climatiche e profondamente cambiate. L'acqua deve diventare una priorità assoluta. Bologna ha già avviato un percorso importante con fontanelle ed erogatori pubblici, ma occorre fare di più. L'acqua potabile deve essere dispongo disponibile ovunque nelle piazze, nei parchi lungo le piste ciclabili, vicino alle fermate di trasporto pubblico. Anche gli esercizi commerciali possono diventare protagonisti di questa trasformazione aderendo a una rete cittadina che consenta di riempire borracce con acqua filtrata a chilometro zero, a costi minimi o gratuitamente. Dobbiamo dire basta alle bottiglie di plastica monouso e affermare un principio semplice. L'acqua è un bene comune, non può diventare l'occasione di profitto durante le ondate di calore. Inoltre vergognoso assistere in questi giorni alla speculazione sulle bottigliette d'acqua da mezzo litro vendute a 2 euro e 80 in un festival che vieta l'ingresso con le borracce non garantisce un accesso adeguato alle fontanelle gratuite. Allo stesso tempo, dobbiamo investire nella città verde, nell'ombreggiatura degli spazi pubblici, nella riqualificazione energetica degli edifici e nella gestione delle acque. Perché Bologna conosce bene anche il rischio opposto, quello delle più precisi Paz, precipitazioni estreme che mettono sotto pressione su il, su suo storico sistema di canali sotterranei adattarsi significa affrontare insieme il caldo e gli eventi meteorologici jeans, sempre più vedere più violenti l'ondata di calore che stiamo vivendo non è un episodio isolato e un messaggio Bologna tutte le competenze per diventare un modello europeo di adattamento climatico, ma occorre agire adesso con decisione, perché non siamo più preparando la città al cambiamento climatico, stiamo imparando a vivere nel clima che è già cambiato. Grazie Presidente.
Grazie consigliere, le ridò la parola al Consigliere Negash. Per il secondo intervento. È centri di frontiera, il titolo anche Bologna. Grazie Presidente. Con l'entrata in vigore del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo emergono an, senza alcuna reale trasparenza, le prime indicazioni sull'organizzazione dei cosiddetti centri di frontiera, una circolare in cui ancora non è stato reso pubblico. Il testo avrebbe già ripartito migliaia di posti sul territorio nazionale, con numeri impressionanti, anche lontano dalle frontiere, solo in Emilia Romagna son previsti 893 posti, di cui 540 a Bologna. Persone che non hanno commesso alcun reato, comprese le donne e i minori, rischiano di essere trattenute fino a tre mesi durante la procedura di frontiera e in caso di diniego di finire nei CPR in vista del rimpatrio, la questione è profondamente politica e democratica. Quale sarà il regime giuridico di questi centri? Come verrà limitata alla libertà personale senza un provvedimento dell'autorità giudiziaria? È inaccettabile che un cambiamento così rilevante venga attuato senza un confronto pubblico e senza chiarezza sulle garanzie dei diritti fondamentali. L'Europa e l'Italia hanno il dovere di governare i fenomeni migratori, ma non possono farlo costruendo un sistema opaco e che rischia di comprimere i diritti costituzionali e umani di persone che non sono accusate di alcun reato e che potrebbero aver pieno titolo a ottenere protezione internazionale. Chiediamo chiarezza su questo ah alla prefettura e il Ministero degli Interni. Grazie.
Grazie Consigliere Negash consigliera Bernagozzi la Memoria di Ustica, non si archivia. Prego Consigliere sì, grazie Presidente. Sabato quest'Aula, dove siamo qui oggi, si è riempita, come ogni anno, delle dei parenti delle vittime della strage di Ustica. Abbiamo sentito le parole del Presidente Mattarella del nostro Sindaco, del Presidente dell'Assemblea legislativa, Fabbri e della presidente dell'associazione dei familiari delle vittime, Daria Bonfietti. La Memoria di Ustica non si archivia, come sappiamo, c'è una richiesta di archiviazione che purtroppo affonda le radici su una verità purtroppo molto scomoda. Non si riesce a risalire perché non abbiamo tutta la documentazione che servirebbe ai pm per procedere. Non si riesce a risalire davvero a cosa successa nei cieli di Ustica, in cui quel 19 fu abbattuto. È arrivata la notizia che io credo sia davvero importante, che il Governo ha deciso che l'Avvocatura di Stato si opporrà alla richiesta di archiviazione stando a fianco delle associazioni dei parenti delle vittime. Questo credo che sia un grandissimo segnale, perché è una Repubblica democratica, se anche le sue istituzioni democratiche si impegnano per la verità e per però non è sufficiente. Ne abbiamo bisogno di reperire tutte le informazioni dai nostri Paesi alleati. Per questo è perché noi crediamo davvero anche noi che la memoria non si archivia e che il diritto alla verità e la giustizia sia dovuto in una Repubblica democratica. Presentiamo un ordine del giorno, la trattazione urgente. Grazie grazie. Consigliere Bernagozzi. Attendiamo l'ordine del giorno Consigliere Di Benedetto.
Case che tremano, prego Consigliere, grazie Presidente, abbiamo visto sulla stampa e sui media la notizie di case che letteralmente tremano nei pressi dei cantieri del tram, quindi si prevedano con le verifiche che dovranno seguire danni potenzialmente anche strutturali sulle stesse comunque disagi sociali e non solo anche di carattere economico, percepiti e poi subiti da parte dei cittadini e anche poi, aggiungo io, su quella che può essere il valore dell'immobile, se un immobile si trova in questo stato e quindi anche un danno diretto di carattere patrimoniale per questi cittadini. Chiedo all'Amministrazione e al Sindaco ancora una volta pubblicamente, visto che i diversi ordini del giorno che ho presentato in quest'Aula sono stati sempre respinti dall'unanimità dalla maggioranza approvati dalle minoranze. Ovviamente questo senso, quindi è chiaro che la maggioranza del Consiglio vuole dare riscontro ai cittadini rispetto ai danni che subiscono. Chiedo però al Sindaco se intende pubblicamente prendere posizione in questo senso oppure se il silenzio sarà la sua unica risposta per questi bolognesi. Grazie.
Grazie Consigliere Di Benedetto, le do la parola per l'intervento successivo mobilità a Bologna, prego.
Grazie Presidente, ma è il tema della mobilità a Bologna è centrale e è chiaro che l'Amministrazione Lepore ha fallito in questo senso. Dame, nella nel dare una risposta strutturale a tutte le necessità dei cittadini e ad alcuni li ha dati ad altre, gli ha fatto credere di darle poi anche lì, non l'ha fatto, ma è una larga parte delle persone sono rimaste inascoltate e temono di avere, anche dopo l'entrata, in funzione del tram, un disagio strutturale e problemi che continueranno a esserci un timore anche nostro, anche in base alle relazioni che abbiamo ascoltato nei diversi tecnici sul tema tecnici, che però sono rimasti inascoltati da parte dell'Amministrazione comunale. Questo non ci stupisce. Andiamo però a presentare quindi sei ordini del giorno e per andare a dare una risposta strutturale ai problemi della mobilità della città. Primo, è sull'hard è la richiesta di ragionare in maniera chiara sul potenziamento del servizio ferroviario metropolitano e l'integrazione di tutti i servizi di trasporto pubblico locale, anche con una tariffa univoca, perché non è pensabile e chiedere ai cittadini di orientarsi in un marasma di servizi e come dire, riferiti solo a se stessi e non giustamente coordinati.
Che è sempre più necessario, come in tutte le città europee, peraltro tranne Bologna e un piano di 1.000 posti auto per ogni quartiere, senza consumo di suolo, quindi il in verticale verso l'alto verso il basso, utilizzando anche le aree demaniali d'accordo con il Governo che si è sempre dimostrato disponibile in questo senso, per dare risposta alla necessità sempre più strutturale ormai in tutti i quartieri, anche in questo modo, potendo poi liberare spazio nelle sedi stradali e da monitorare passo dopo passo, che eventualmente potrebbe essere destinato alle più diverse funzioni, come anche quella del verde pubblico che deve tornare per le strade della nostra città. Quindi, liberare spazi progressivamente nelle strade per destinarlo a un miglioramento della qualità della vita, anche perché è il contrasto alle isole di calore in centro. A oggi non è avvenuto se non nei comunicati stampa e gli strumenti per contrastarlo ci sono. Sta a noi attuarli poi la richiesta di una cabina unica di regia per la mobilità cittadina per gestire le situazioni, anche le che le crisi in termini di mobilità che abbiamo visto quasi ogni settimana negli ultimi anni con dentro tutti gli attori, tutti istituzionali che hanno un ruolo in questo senso. Oggi questa non esiste. Inserimento nella pianificazione del Comune del del principio di zero sovrapposizione dei cantieri pubblici. D'ora in poi chiediamo da ora in poi che in ogni strada, quando viene iniziato un cantiere pubblico, si preveda che non possa essere iniziato un altro cantiere pubblico finché non è finito il cantiere precedente. So che sembra logica di base, ma non è così per l'Amministrazione Lepore e quindi chiediamo di inserire nelle regole degli appalti pubblici lo sportello unico per la segnalazione delle criticità delle mobilità. Sono troppe le segnalazioni che rimangono disattese inascoltate da parte dell'Amministrazione comunale, quindi serve una voce unica, un luogo unico in cui portarle. Perché poi i cittadini abbiano risposta, infine, un tavolo permanente sulla mobilità cittadina per monitorare gli effetti delle politiche sulla mobilità e studiare soluzioni, coinvolgendo tutti gli attori prima che le politiche vengano attuate. Decise e non dopo, come è successo finora. L'augurio è che la maggioranza e come dire, di un colpo di reni in questo senso ascolti i cittadini almeno una volta. Grazie Presidente,
Grazie Consigliere, allora consigliera Zontini, nidi e materne roventi il Comune diffidato pre.
Grazie Presidente, ancora una volta siamo in modo assolutamente non inatteso e, come dire, lustrano dati tanti anni e decenni ormai gli eredi in cui si parla di emergenza climatica e di cambiamento globale delle temperature, ad affrontare il tema del caldo estremo, anche nelle strutture educative scolastiche e anche nelle strutture dei nidi e delle scuole dell'infanzia che sono direttamente gestiti dall'Amministrazione comunale. E su questo ancora una volta, in questi giorni tanti rappresentanti dei lavoratori, quindi i rappresentanti, tante educatrici e anche date dei nidi e delle scuole dell'infanzia, anche con una proteste, ricordiamo un paio di venerdì fa e hanno fatto presente tra le varie problematiche organizzative che purtroppo non sono solo quelle, il tema, ancora una volta, dell'impossibilità di portare avanti le attività nei mesi di giugno e, ricordiamolo, nei nidi addirittura fino al 21 luglio. In queste condizioni di caldo estremo caldo estremo che, come sappiamo, appunto ormai da anni ci accompagna e da tanti anni non solo i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e nello specifico, rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori hanno chiesto un piano strutturale di climatizzazione, ma anche le minoranze in Consiglio sia nel mandato scorso che, come viene sappiamo in questo mandato hanno sollecitato continuamente la Giunta affinché si attivasse su questo fronte anche, ad esempio, utilizzando fondi del PNRR. Altri fondi ministeriali che, ad esempio, per l'efficientamento energetico delle strutture sono stati e per l'edilizia scolastica, sono stati copiosi in questi anni. Ancora oggi ci troviamo nella stessa situazione. Ricordo anche che la collega Foresti, già nel mandato scorso, aveva presentato un ordine del giorno nel 2020 su questo tema, che, tra l'altro, fu approvato all'unanimità nel corso della dell'iter di bilancio. Quindi non è una tematica nuova, non è una tematica che sorge ieri e neanche l'altro. Ieri, in questi anni l'Amministrazione ha fatto pochissimo e il minimo tanto è vero che anche i rappresentanti dei lavoratori e in particolare e di SGB come abbiamo letto, hanno e hanno fatto non soltanto una diffida al Comune affinché intervenga, ma hanno presentato un esposto sia la ASL che all'Ispettorato del lavoro. Questo perché, come hanno loro stessi detto è rappresentato l'Amministrazione. Questa Amministrazione non ascolta, quindi non siamo gli unici, come dicono sempre i colleghi della maggioranza. Non siamo solo noi di Fratelli d'Italia, che per smuovere l'Amministrazione dal suo immobilismo su alcuni fronti importanti, mentre su altri inutili e molto attiva non siamo gli unici a dover presentare degli esposti o delle diffide. Tanto è vero che abbiamo visto di recente il Comune condannato anche sul tema della mancata sorveglianza sanitaria per i propri dipendenti. Quindi sulle mancate visite mediche sul tema della sicurezza in questi giorni, sia per il personale che per i bambini, ricorriamo anche piccolissimi per le ondate di calore nelle strutture educative dei nidi e delle scuole materne. Anche i rappresentanti dei lavoratori sono dovuti arrivare a presentare degli esposti, quindi ci chiediamo ancora una volta che cosa si attende ad investire in questo Piano strutturale di climatizzazione. Ricordiamo che sono stati buttati al vento, ad esempio milioni che erano delle scuole Besta, e ci sono poi ricordiamo che almeno 7000000 e mezzo erano a parole stati stanziati per l'edilizia scolastica. Adesso andremo ancora vedere se e come sono stati spesi e perché non sono stati indirizzati anche per la climatizzazione delle strutture di competenza comunale. Il Comune si vantava dell'avanzo di 70 milioni di euro avanzo di bilancio, di cui 40 dal mancato, diciamo così, realizzazione dei restyling dello stadio dall'Ara. I soldi sono tanti. Ricordiamo che, tra l'altro, i rappresentanti di SGB hanno, ad esempio, stimato un costo, un investimento di circa 1000000 e mezzo, che tra l'altro una spesa molto piccola rispetto all'avanzo di bilancio. Ma è anche quello che il sindaco spende semplicemente per suo staff della comunicazione. Quindi, se il Sindaco rinunciasse alla sua campagna elettorale personale, magari potremmo avere qualche condizionatori e in più nei negli asili nidi e nelle materne. Su questo, comunque, presenteremo per iter ordinario un ordine del giorno affinché si trovino le necessarie risorse. Grazie.
Grazie consigliera, Consigliere Di Benedetto consumo di droga in città, prego, grazie Presidente, i dati, i primi dati su Bologna, del report del Governo parlano chiaro, voglio fare i complimenti a chi nella maggioranza ha promosso la coltivazione di droghe e delle tutele cannabis che viene precisata per fare le droghe leggere perché siamo al primo posto in Italia per la cannabis l'extra,
Grazie consigliere, consigliere Giordani a due interventi, uno di seguito all'altro, il primo e aggressioni in centro sempre più frequenti.
Sì, grazie Presidente.
La scorsa settimana ero intervenuto per quanto accaduto in via delle Moline e solo dopo pochi giorni in questo weekend abbiamo tre aggressioni in 24 ore, un turista che è uscito dall'hotel è stato affrontato da una donna che, dopo aver rimesso le mani addosso lo derubato del sofferma soldi e di denaro che va in tasca una signora di 40 anni che è stata aggredita in via Matteotti, affrontato da un uomo che l'ha presa a schiaffi e ha rubato il cellulare alla Montagnola una ragazza di circa vent'anni che ha preso non si capisce perché un pugno in faccia mentre lacunoso amiche che passeggiava.
Io penso che questi siano situazioni ai dati sempre più allarmanti che dovrebbero far capire una volta per tutte, purtroppo, la situazione a cui è arrivata la città di Bologna a livello di sicurezza, cioè in sicurezza totale, per scelte e, come ho già detto, ho avuto modo di dire ben precise, e cioè il lasciar passare e lasciar pensare che tutto sia lecito nel nome del vogliamoci bene, purtroppo non è così. Per avere una civile convivenza bisogna che la gente impari cosa vuol dire la civile convivenza, per cui è necessario che ci sia più controllo. Non ci stancheremo mai di dirlo, che siano assunti più polizia xe assunta più Polizia Municipale venga messa in strada in maniera che abbia un effetto di deterrenza. Nei prossimi giorni il nostro Sindaco parteciperà a un incontro sulla violenza e di diciamo violenza in generale, violenza nelle città, violenza dei di gruppi di giovani. Io mi auguro che non vada a pontificare, ma vada ad imparare ad ascoltare magari quello che altri Sindaci stanno facendo per migliorare la situazione nelle loro città. Bologna ha bisogno di risposte, non di slogan Grassi.
Grazie consigliere, le ridò la parola per l'intervento successivo. Nuove pensiline nuovi e certi problemi. Prego sì, grazie Presidente. Allora lo abbiamo visto che l'altro giorno è stata inaugurata una pensilina, una banchina di sosta per il tram, quando i trovano sono ancora Bologna. I lavori non sono ancora finiti, per cui magari, invece di fare un'inaugurazione, si poteva dire un prototipo completato, ma inaugurare un qualcosa inutilizzabile mi sembra veramente un paradosso paradosso come la situazione di questa pensilina. Abbiamo la proiezione della copertura, che è troppo stretta, per cui non protegge sicuramente dall'acqua. Chi si dovesse sedere sotto e soprattutto che si dovesse sedere sotto in giorni come questo verrebbe cotto, perché essendoci una copertura in plexiglas o in vetro che lascia passare i razzi anche se parzialmente schermata a livello di struttura di vetro e abbiamo visto come anche in alcuni video, è evidente che sotto c'è una temperatura impossibile da sopportare da parte di qualsiasi utenza, figuriamoci da un'utenza debole o fragile come può essere una persona anziana, la persona portatrice di handicap, una persona magari in stato di gravidanza. Infatti abbiamo letto pochi minuti fa, poche ore fa. Un intervento dell'Assessore che parla già di possibili ritocchi possibili ritocchi vuol dire abbiamo sbagliato, il progetto vuol dire non abbiamo valutato cosa poteva succedere una volta che erano installate. Vuol dire aumento dei costi, vuol dire aumento di disagi. Un qualcosa che dovrebbe essere nuove, innovati, innovativo è già vecchio, dannoso e da sostituire, per cui nuovi disagi, nuovi costi e nuovi problemi per i cittadini di Bologna. Grazie.
Grazie consigliere Giordani, consigliera, Marcasciano Mirko Moriconi, una tragedia annunciata, prego.
Grazie. Grazie, Presidente, si chiamava Mirko Moriconi, aveva 24 anni, ucciso assieme a sua mamma che ti Andreini di anni 52 a fucilate per mano del padre che non accettava la sua diversità. Chi dice fosse omosessuale, chi trans, poiché tra le tante tracce e messaggi che Mirko aveva lasciato c'era anche quella di essersi rivolto al consultorio transgender di Torre del Lago consultorio MIT per capirsi per essere seguito nella sua transizione, i soliti avvoltoio hanno riportato tutto alla tossicodipendenza, alla violenza, ai suoi, ai soprusi, ai suoi genitori legato all'uso di sostanze. L'assassino nel delirio omofobo e omicida non sopportava l'orientamento sessuale del figlio, non tollerava che si through case e portasse i capelli lunghi, che fosse diverso da quello che lui pretendeva diverso da un folle canone di normalità con cui pensava di raddrizzarlo e di aggiustarlo e insieme al figlio, ha ammazzato anche insomma moglie Katie, che aveva provato a difendere fino alla fine il figlio che amava una sfumatura nuova, direi di uxoricidio.
Poi l'uomo ha rimosso, rimesso il posto, il fucile nella sua casa di Camaiore, è rimasto lì ad attendere l'arrivo dei carabinieri a cui, con una freddezza glaciale agghiacciante, ha detto, mi sono liberato di loro Mirko un giorno non molto tempo fa aveva previsto tutto per mio padre, sono meglio morto che gay.
Oggi è davvero accaduto, questa è una tragedia tra le più sconvolgenti prodotta dai nostri tempi, dalla sua cultura e dalla sua politica, ma tranquilli, l'omofobia non esiste, è solo una nostra intenzione, non esiste nessuna emergenza, nessun bisogno di educazione, sesso affettiva, ma anche e questa è stata la più spaventosa e prevedibile allo stesso tempo era già tutto lì nelle parole di Mirko è nella narrazione di certi brutti maestri che stanno avvelenando i pozzi di questo Paese che negano omofobia, sessismo, che normalizzano il razzismo, che marginalizza no ogni forma di diversità e minoranza.
Dobbiamo cambiare tutto, ripartire da zero, ma per Pirri, Mirko e Katie è troppo tardi, troppo tardi per vivere la vita che Mirko avrebbe voluto troppo tardi per tante cose che strazio e che dolore immane per chi è ancora umano e tutti gli ha volt a tutti gli avvoltoi chiediamo silenzio, fate silenzio almeno questo tacete tacete e vergognatevi.
Grazie consigliera consigliera Antonella Di Pietro, Città Unite per obiettare alle guerre, prezzi Presidente, la scorsa settimana il Consiglio comunale si è riunito in Commissione per un'udienza conoscitiva sull'obiezione di coscienza alla leva militare e per la presentazione di un ordine del giorno a mia prima firma, volto a sostenere un'azione che possa far conoscere alle persone e alle giovani generazioni il loro diritto di rifiutare il servizio militare e di optare per il servizio civile universale.
Abbiamo invitato il Sindaco di capace diversi esponenti della società civile locale. È stata un'occasione per comprendere quanto questa azione specifica consente ai cittadini di riappropriarsi pienamente dell'articolo 11 della nostra Costituzione, malgrado ci siano Paesi come l'Italia che stanno discutendo di reintrodurre la leva militare e ci sia chi lavora per preparare alla guerra. Esistono strade che si possono scegliere per opporci a una deriva umanitaria con gesti istituzionali concreti in questo contesto e l'obiezione di coscienza resta un diritto e una strada percorribile alternativa alle armi per garantire la difesa civile. Il Comune di San Lazzaro e si è già pronunciato recentemente e capaci, è stato il primo ad attivarsi a informare la cittadinanza. La Giunta di Bologna è pronta a recepire l'ordine del giorno, per cui chiedo, vista l'importanza del tema, l'anticipazione dei lavori, rinnovo i ringraziamenti a tutte le realtà che abbiamo ascoltato e che ogni giorno, insieme ad altre, si impegnano per promuovere una cultura di pace diffusa e per sollecitare la creazione di istituzioni in realtà, politiche di pace. Oggi il Sindaco di capace è venuto a salutarci di persona e a ricambiare la gratitudine per la città. La nostra proposta di superare i confini cittadini, invitando a estendere questa azione sul piano metropolitano e regionale è coerente con le finalità del Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace. Siamo certi che questa, come altre azioni, debbano trovare la forza di inserirsi in una strategia sistematica, capace di rendere le città i luoghi in cui educare alla pace e alla non violenza e sollecitazioni della società civile sono un bene per la qualità della nostra democrazia e l'associazionismo è uno stimolo continuo al miglioramento delle politiche. Oggi la discussione verte sull'obiezione di coscienza, ma continueremo a lavorare affinché il rafforzamento delle azioni di assessorati e istituzioni politiche di pace e non violenza possano contribuire a spegnere l'incendio che l'economia della guerra sta producendo. La pace è il bene primario e dobbiamo continuare a lavorare. Come Amministrazioni locali, unite per cambiare un paradigma bellico che sempre più va affermandosi. Grazie.
Grazie consigliera, Consigliere Begaj, il caldo prego.
Grazie Presidente, sì, non può che essere il caldo, uno dei temi principali, il caldo, il cambiamento climatico, io voglio essere chiaro nel dire quello che penso.
La verità è che forse non siamo in grado, come sistema democratico, come democrazia in decadenza. A mio avviso, ad affrontare questa sfida con gli strumenti tradizionali, noi possiamo certamente fare del nostro meglio all'interno delle regole del gioco capitalista. In qualche modo possiamo continuare a fare investimenti importanti, come quelli fatti su 3.287 appartamenti 1959 di proprietà comunale e 1.328 le proprietà mista, quindi 6.500 persone che hanno beneficiato di un miglioramento di almeno due classi energetiche e un calo di emissioni di 1,5 milioni di metri cubi di CO 2 all'anno. Ma anche il nuovo piano delle fontanelle pubbliche e i punti acqua. Questo per fare un esempio concreto, il cloud City Contract, che coinvolge tantissimi stakeholder privati o partecipati dal pubblico. Abbiamo ereditato una città che è tra le migliori per rapporto alberi, abitanti, una città medievale che nel dopoguerra è stata l'avanguardia delle politiche pubbliche. Ma in quale situazione ci troviamo oggi? Io credo che i sindaci e le amministrazioni comunali in questo Paese, in questa Europa e in questo mondo, oserei dire, di fatto vengono giudicati in minima parte per le politiche pienamente pubbliche che mettono in campo, ma più per la capacità che hanno di negoziare con capitali privati un ritorno pubblico di questi investimenti privati.
Allora c'è chi è più bravo, chi ha più sensibilità, chi cede meno alle pressioni, ma sono queste le regole del gioco. Noi, fino a quando questo sistema, che chiamiamo democrazia, ma che ha sempre meno capacità autonoma di mettere in campo politiche pubbliche, dobbiamo dare tutto quello che abbiamo, correggere gli sbagli, come le pensiline del tram, ma, vedete, io credo che chi ci sarà per forza una rivoluzione,
E non uso una parola casuale, una rivoluzione che sarà dura la domanda non è se, ma quando ci sarà le persone non potranno più abitare qui in Italia, nella pianura padana altro che l'immigrazione Vannacci e i fascisti, ci troveremo con la necessità vitale di andare in luoghi più freschi e scontrarci con le popolazioni locali o costruire artificialmente i luoghi più freschi a casa nostra non sarà più possibile viaggiare e fare i turisti, prendere gli aerei se non per pochi, ma le diseguaglianze del nostro sistema faranno sì che le persone attaccheranno questi privilegi per Neches, per necessità vitale, saranno distrutte le fonti di calore, sarà distrutto il cemento.
Vedete Alex Langer, nel 94 diceva che il cambiamento deve essere desiderabile, era un orizzonte democratico. Siamo nel 2026 e io credo che questo non lo sarà, perché il nostro sistema lo impedisce, verrà qualcosa dopo di noi, sicuramente, ma che noi stessi vedremo. Nuove generazioni prenderanno in mano il destino delle nostre città e del nostro pianeta, non saranno i fascisti che imperversano nel continente, non avranno nemmeno le tendenze rosso-bruna e non saranno quelli che hanno fatto i soldi che unità ieri o con gli affitti brevi in centro e ora fanno i rivoluzionari. Non può che andare così. Ci saranno rivolte nelle carceri dove insopportabile vivere, vedete il riscaldamento globale provocato dalle nostre emissioni di CO 2, ognuno di noi e mette in media tanta CO2 quanta ne possano assorbire 300 alberi adulti e poiché è impossibile piantare 300 alberi in più per ogni essere umano sul pianeta, dobbiamo smettere di bruciare fossili. Allora non possiamo imporre alle persone meno abbienti di mettere i cappotti termici, rinunciare all'auto, sobbarcarsi individualmente il cambiamento in questo sistema, dove non possiamo mettere in campo sufficienti politiche pubbliche, non possiamo permetterci di avere leggi e norme che regolano la Sovrintendenza che impediscono di cambiamento necessario nei centri storici medievali come quello di Bologna, dalle piantumazione degli alberi al colore rosso della città. Questo non sarà un pranzo di gala, come diceva qualcuno, però questa è la realtà e la sfida che abbiamo di fronte. Allora, se non vogliamo essere noi il pasto di questo pranzo, io credo che dobbiamo invertire la rotta dal singolo quartiere a tutto il globo. Sicuramente non basterà il nostro contributo. La nostra democrazia deve essere salvaguardata e dobbiamo mettere in campo tutto quello che è necessario, come ho detto prima, per fare del nostro meglio con le nostre politiche, con la nostra linea politica, con una linea chiara e non ambigua. Ma sappiamo che in questo sistema non sarà sufficiente, quindi davvero io credo che dobbiamo attenderci un qualcosa di molto più grande. E molto più grave che accadrà nei prossimi anni grazie.
Grazie Consigliere, consigliera Di Pietro carceri roventi nei giorni del bollino rosso.
Grazie Presidente, è dello scorso 8 giugno. Il mio ultimo intervento sulla condizione penitenziaria, in quella occasione, oltre a portare l'attenzione sul rapporto nazionale Cantico, ne ha presentato lo scorso maggio ha sottolineato la necessità di intervenire per prevenire situazioni di disagio dovuta alla calura estiva che ciclicamente si manifesta a scapito di detenuti e lavoratori. Nulla è stato fatto, e a Bologna, nelle altre, ci carceri d'Italia, l'aria irrespirabile, la situazione oltre i limiti della sostenibilità in alcune carceri sta provocando malori tensioni, atti di auto, lesioni, ismo il DAP si auto assalto, inviando un vademecum in cui si invitano le direzioni installare, nebulizzatori ad aumentare le attività trattamentali, le parti ombreggiati e a spostare le ore d'aria nei momenti minatori di. È difficile pensare che le direzioni riescano a realizzare queste indicazioni senza risorse stanziate e senza un investimento per superare il sotto organico. Tutto ciò in presenza di un sovraffollamento che comprende una parte consistente dei casi psichiatrici, tossicodipendenti e soggetti in grave povertà che restano in carcere perché mancano strutture adeguate ed accoglienza. Se ne esempi che confermano la struttura di un sistema che nei giorni da bollino rosso spera nelle due mozioni di privati, quando non arrivano, costringe i detenuti a pagarsi ventilatori e la quota di corrente per accenderli. Inoltre, alla Dozza al terzo piano persistono problemi dovuti al malfunzionamento dell'acqua che scorre scorre bollente. Potremmo discutere per ore sugli aspetti che in carcere non coincidono con i principi costituzionali della pena e che in questo Paese civile andrebbero completamente rivisti e denunciati. Riteniamo però che sia tempo di affrontare la questione sollecitando lo Stato a realizzare un piano carceri reali e a lavorare anche per tradurre proposte in locali in sperimentazioni reale. Anche per questo abbiamo organizzato un seminario che si terrà il 1 luglio alle 17 a Sala Tassinari e tutto il Consiglio è invitato a partecipare, perché si parlerà proprio di umanizzare. La detenzione e di pratiche. Diritti e responsabilità collettive.
Grazie consigliera, Consigliere Bianco caldo allerta rossa, Bologna, solo turisti per le strade della città, prego.
Grazie Presidente, lo abbiamo visto in quest'ultimo fine settimana quanti turisti nella nostra città, tanti stranieri che erano qui per visitare le bellezze della nostra città, ma anche tanti che sono arrivate da ogni parte d'Italia per assistere ai concerti al concerto di di Pezzali, quindi do davvero tante le persone e soprattutto il caldo che ha accolto tutti quanti loro e abbiamo visto anche il quanto sia stato attuato anche da parte dell'Amministrazione negli ultimi giorni ma non solo anche tutti i commi nei comuni limitrofi,
Come ha detto anche il sindaco Matteo Lepore, è un non è un problema solo della nostra città, ormai è un po' un problema di tutto il Paese su quello che l'andamento climatico, le ondate di calore che stiamo vivendo non sono più un'emergenza stagionale, sono una condizione strutturale con cui Bologna dovrà fare i conti ogni estate e ogni volta che la temperatura supera purtroppo i 35 gradi, emerge un dato che non possiamo ignorare. Gli anziani soli sono la fascia di popolazione più esposta, anche perché sono quelli più spesso che non hanno l'aria condizionata in casa. Molto bene, come dicevo prima, anche l'attivazione dei rifugi climatici in città, ma non tutti conoscono e non sono a conoscenza di questa iniziativa, e molti anziani non sanno che esistono altri luoghi che riescono a raggiungere, altri non hanno nessuno che li accompagni perché tanti di loro vivono da soli. Alcuni restano, alcuni di loro restano chiusi in casa, in appartamenti surriscaldati, spesso senza ascensore, con una rete sociale che negli anni, purtroppo si è indebolita nel nostro territorio e su tutto il territorio nazionale. La solitudine urbana non è più un concetto astratto, è una condizione concreta che si manifesta nelle richieste e ai servizi sociali, nelle segnalazioni dei medici di base, nelle telefonate dei vicini e un e riguarda una popolazione che cresce e lo dicono i numeri in due over 75 Sori sono sempre di più e vivono in quartieri dove la prossimità non è più garantito come un tempo.
Per questo mi permetto di proporre tre impegni operativi a partire dal basso, ovvero una il primo, quello di una mappatura sociale svolta con l'aiuto del Terzo settore della nostra città e con l'azienda sanitaria che incroci solitudine, accessibilità, presenza di servizi e trasporti, un secondo punto un programma vicini di quartiere che coinvolga associazioni parrocchie volontari volontarie e ai cittadini per monitorare gli anziani soli accompagnarli ai rifugi climatici e garantire loro anche dei visite periodiche.
Un terzo punto e ultimo è quello di una comunicazione capillare, è semplice, perché purtroppo abbiamo visto che non basta pubblicare solo informazione on line, serve un servizio a Porta a Porta con volantini nelle cassette della posta e cartelle nei condomini, soprattutto per quelli più anziani e senza ascensore.
È lì che vivono gli anziani che non hanno aree aria condizionata e che non cercano informazioni sui siti del Comune, i rifugi climatici devono diventare presidi permanenti di socialità e salute, non solo luoghi di emergenza, Bologna ha una storia di cura e comunità che ci distingue,
Ma oggi quella storia va purtroppo va aggiornata, perché la crisi, la crisi climatica, è anche una crisi sociale, grazie, Presidente,
Grazie consigliere, ora la parola alla consigliera Zontini. Il titolo dell'intervento e sosta cambia la gestione dopo due anni di proroga. Prego Consigliere. Grazie Presidente, ho pochi secondi solo per dire finalmente sappiamo qual è l'esito della gara che, a differenza di quanto ho scritto dal quanto scritto dal Comune, il suo comunicato non è stata indetta qualche mese fa, ma è dal maggio del 2025 che si trascina ricordiamo poiché c'è stata una prima proroga dall'agosto del 24 agosto del 25, che è passata anche dal Consiglio comunale. Dopodiché una serie di proroghe, non meglio definite e non sappiamo da chi approvati. Siamo arrivati sostanzialmente al 1 agosto del 26. Non sappiamo se davvero cambierà, migliorerà il servizio perché, di fatto dentro Abu mob oggi era rimasto solo abaco che insieme a TPER, che in qualche modo rientra dalla finestra nel servizio di gestione della sosta, solleciteremo e vigileremo affinché non ci siano le stesse problematiche e gli stessi disagi che c'erano stati nel precedente passaggio di gestione grati.
Grazie consigliera, ora l'intervento prossimo e della consigliera Bittini su TARI 2026 la consigliera è collegata e si prescinde, prego, Consigliere Riccioli, grazie.
Il PIN vi volevo proporre che volevo, di cui vi volevo portare e la carie Cantella della TARI che è arrivata al 2026, che è arrivata in questi giorni insomma la TARI è rusco e Rusco, come diciamo a Bologna, e si chiede il primo acconto che colpisce in questa cartella e che mi è stato segnalato da molti cittadini che ho visto che hanno scritto anche quotidiani il dopo aver redatto una carte un'occhiata alla cartella stessa e l'emergere di due componenti definiti definite perequative uno di 6 euro per utenza destinata alla copertura delle agevolazioni dei bonus sociali.
E uno di euro 50, sempre per l'utenza destinata alla copertura delle agevolazioni per eventi eccezionali e calamitosi. Ecco così di passaggio ricordo a tutti noi e a tutti coloro che ci stanno ascoltando che in Italia sono circa 26 famiglie, 26 milioni le famiglie che pagano la TARI, senza contare imprese negozio altro. Quindi, care signore e signori imbracciate alla call con l'attrice e fate due conti, nessuno mette in discussione la necessità di sostenere chi è in difficoltà.
O di intervenire in caso di calamità. Quello che emerge nel metodo.
Addebitare queste spese, che dovrebbero trovare copertura nella fiscalità generale e secondo principi di principi e progressività e non essere inseriti nella bolletta della TARI facendo pagare a tutti la stessa cifra. Questo è il problema. 6 euro possono sembrare pochissimi, ma non peso completamente diverso per un pensionato, un lavoratore e lavoratrice con reddito dipendente in genere molto passo, così, visti i tempi di oggi, una famiglia. tutto ciò, tutto questo rispetto a chi possiede grandi patrimoni con redditi molto elevati, trattare tutti allo stesso modo, indipendentemente dal reddito e della capacità contributiva non significa essere uguali, non significa, come hanno fatto ignorare le profonde differenze economiche esistenti nel Paese. È una precisa scelta, in evidente contrasto con lo spirito dell'articolo 53 della Costituzione, che stabilisce che tutti sono tenuti a pagare a concorrere alle spese pubbliche in ragione della propria capacità contributiva e che il sistema tributario deve essere informato a criteri di progressività. Questa.
Questo ciò che è accaduto rappresenta di fatto una patrimoniale. Al contrario, chi ha poco fa che è esattamente quanto chi ha moltissimo tutto ciò a fronte di nuclei che faticano a sostenere il costo della vita a donne che vivono sole, che sono un capofamiglia che mantengono figli, parchi percependo almeno 17 in meno del reddito rispetto ai colleghi maschi, non vi è nessuna crescita industriale, non vi è nessuna traccia di piano industriale. Ecco cosa fa questo Governo e contemporaneamente prova distrarci con le sue piccole beghe di cortile, dimostrando così la totale incapacità di governare uno Stato. Uno Stato giusto non è quello che fa pagare a tutti la stessa cifra, no ed uno Stato giusto è quello che chiede a ciascuno di contribuire secondo le proprie possibilità e dando ai cittadini e alle cittadine l'opportunità di crescere. Insomma, tutto ciò che questo Governo non ha fatto non sta facendo e noi, da quel che mi par di capire, non ha nessuna intenzione di fare grazie.
Grazie consigliera, ora la parola alla consigliera Bernagozzi l'odio che uccide, prego.
Sì, l'omotransfobia uccide a volte con il fucile, com'è successo per Mirko, a volte con il silenzio che logora ragazzi e ragazze, che arrivano anche a pensare al suicidio, sappiate che.
Il rischio di suicidio per ragazzi e ragazze omosessuali è quattro volte superiore a quello delle dei ragazzi e delle ragazze eterosessuali e, tra l'altro, l'Italia è al terzultimo posto in Europa per i diritti per la comunità LGBTQIA+, quindi diciamo che siamo molto lontani dal né omosessuali in italiano tutti i diritti possono guidare.
E possono curarsi, però muoiono muoiono. Questa è la grande verità. Muoiono dentro le nostre famiglie tradizionali, quelle che il Ministro Valditara dice essere quelli dove no, dove si dovrebbe fare l'educazione sesso affettiva. Voglio ricordarlo qui perché è quello il luogo in cui.
Costruire non una relazione che possa in qualche modo educare i figli. Abbiamo avuto un esempio di una famiglia senza strumenti di questo genere. Questo, ad esempio, io mi stupisco che nessuno abbia capito.
Il tenore, l'importanza di fare dei percorsi sull'educazione Sasso affettiva, anche nelle scuole che coinvolgano anche le famiglie, soprattutto le famiglie come quella che non hanno gli strumenti per capire che cosa sta succedendo all'interno di quel nucleo familiare. Ma che cosa è successo? Noi l'abbiamo, visto benissimo che ce l'ha detto Mirco in un video di tanti anni fa, mio padre mi preferisce morto che gay.
Mi stupisce il silenzio di fronte a questa tragedia che è immane, è in mani perché non solo ha ammazzato il figlio perché non accettava il suo orientamento sessuale, che prescinde dal fatto e lo voglio ricordarlo, l'orientamento sessuale esiste, a prescindere che qualcuno ne parli oppure no ha ucciso anche la moglie un femminicidio in piena regola la moglie che ha difeso quel figlio.
Lasciamo perdere tutti gli altri retroscena, questo è il dato che ci consegna questa tragedia.
L'odio uccide.
E noi siamo intrisi di odio.
Lo dimostra la vicenda della ministra Roccella.
Con la quale non condivido nulla dal punto di vista politico, ma cui voglio dare solidarietà e vicinanza per la tragedia che l'ha colpita, ma io vorrei fare un appello a tutte le forze politiche, soprattutto quelle che sono al Governo, perché quando si semina odio si raccoglie tempesta.
Questo è il punto e non si può continuare ad accettare che in questo Paese chi governa le istituzioni dal Parlamento in giù continui a fabbricare politiche d'odio verso chi è diverso da noi, chi la pensa diversamente da noi, che ha la pelle diversa da noi che ha un orientamento sessuale diverso da noi questo è il punto vero,
E se fossimo un Paese democratico, inizieremo a discutere di questo all'interno delle nostre scuole, con i nostri ragazzi e con le nostre ragazze, e se avessimo davvero coraggio.
Grazie consigliera Bernagozzi, ora la parola alla consigliera Ceretti il titolo del suo intervento, il caldo non è democratico, prego sì, grazie Presidente, il cadono né democratico, perché non tutte le persone riescono affrontare le conseguenze di questo caldo torrido con le stesse opportunità. I dati ufficiali diffusi ieri dalla Organizzazione mondiale della sanità sono spaventosi nell'ultima settimana. L'Europa ha registrato oltre 1.300 morti legati al caldo estremo e dove si sta registrando l'epicentro di questa anomalia in Italia, qui da noi, l'Emilia Romagna e Bologna, in queste ore hanno il picchio, il picco di caldo a livello nazionale più alto, con il termometri che ieri oggi stanno toccando i 41 gradi.
Ecco, secondo i dati Istat, una famiglia su due è dotata di condizionatore, il 25% della popolazione anziana e soffre il caldo molto più degli altri, come ad esempio anche succede per i bambini, ecco quindi.
Io credo che oggi sia necessario spostare il ragionamento, l'ottica del ragionamento, bene che il Comune di Bologna da anni stia cercando di.
Far prevedere il tema del caldo in modo trasversale tra vari capitoli di spesa. Io penso, ad esempio gli interventi per gli anziani, le persone senza dimora con la consegna della spesa, i farmaci, l'assistenza domiciliare, e abbiamo visto recentemente anche questa figura innovativa dell'assistente di prossimità, a cui comunque dobbiamo portare pensare di tutelare nella loro professione nella professionalità, ecco, ebbene tutte quelle,
Scelte che sono presenti a bilancio sulla tutela della salute e i protocolli di allerta meteo Klimmt meteo climatica alle comunicazioni mirate.
Ebbene, anche tutto il tema della vi sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente, la manutenzione e l'ampliamento delle aree verdi urbane nei rifugi climatici che avete detto prima. Il consolidamento dei Centri estivi, dove si riadatta anche la progettazione educativa all'aperto,
La modulazione delle attività con dei fondi di gestione che includono l'acquisto di materiale per il refrigerio ludico, approvato pedagogicamente, ecco, tutto questo va bene, ma nel momento in cui pensiamo di aprire, di anticipare l'apertura delle scuole e lo dobbiamo fare con grande responsabilità e con grande affetto e con grande attenzione, perché la climatizzazione delle nostre scuole,
È ancora molto indietro e lo dico perché siamo riusciti a mettere nella diciamo, nel nel piano degli investimenti, anche in vista dell'edilizia scolastica del futuro, anche le scuole del PNRR,
E si prevede l'obbligo di installazioni di impianti con pompe di calore. È in grado di fornire la climatizzazione estiva, però anche recenti, e di c.p. Edifici e scuole. Penso ad esempio le Montalcini che sono state inaugurate due anni fa, hanno li hanno l'impianto, prevedono l'impianto, ma non c'è l'aria condizionata e ancora oggi stamattina c'erano esami con 41 gradi. Ecco, quindi.
Attenzione perché.
A volte.
Investiamo e costruiamo i nostri bilanci attraverso delle voci che sembrano appoggiate su fondi emergenziali che scattano attraverso l'allerta meteo, ma che invece dovrebbero diventare ogni giorno di più sempre più strutturali, il caldo non è democratico e dobbiamo imparare una cosa assolutamente essenziale, cioè costruire le città in modo diverso da quelli che abbiamo costruito fino ad oggi e per fare questo dobbiamo avere il coraggio di invertire la logica ormai consolidata.
In anni di di subalternità della politica in Italia agli operatori immobiliari, e quindi.
Smettere di far prevalere l'interesse privato su quello pubblico, le e ci sono delle leggi che abbiamo smantellato l'urbanistica dagli anni 50 ad oggi dovremmo ritornare.
A dei modelli già superato già già, come dire che erano molto più avanti decenni fa rispetto adesso penso anche nel momento della revisione della legge urbanistica, regionale, sociale e urbano devono oggi stare ben saldi insieme, lo si può fare solamente facendo prevalere prevalere lo spazio verde parchi urbani, giardini di prossimità, orti piazze vegetali,
Grazie consigliera Angeletti, ora la parola va al Consigliere Mazzanti, che interviene con il primo dei suoi cinque interventi richiesti oggi, primo, è tranne linea verde Corticella, prego, Consigliere.
Massimo, anche perché ieri ho visto un servizio su TV dove facevano vedere il disturbo del cantiere del tra è un cantiere e come tale può essere, ma la cosa buffa è che chi ha portato questo in televisione e potremmo informarsi,
E capire uno che quei tombini che vibrano no che fanno così rumore sono della Tim, ma a parte questo bastava solo informarsi per capire una cosa semplice che quella è una situazione provvisoria che nell'ambito di sistemazione definitiva del cantiere verrà superata. La seconda questione che hanno sollevato e è quella di quel ragazzo e su una carrozzina che fa difficoltà a passare anche lì, non ci voleva molto, bastava chiederla il capocantiere e quella situazione è una situazione provvisoria è dovuta al cantiere in quanto nel progetto anche uno che non ci vede vede che quel marciapiede viene quasi triplicato. Quindi bastava informarsi anziché fare questo tipo di propaganda assai corta di mente e assai corte di risultato. Oggi è già uscito anche all'Assessore, spiegando ma bastava informarsi. Non ci voleva molto.
Grazie consigliere, le ridò la parola, il intervento successivo e Ustica. L'ora della verità. Prego sì, sono molto contento che il Governo abbia impugnato e chiedo di non archiviare, e questo sicuramente è importante anche perché CUG quel combattimento aereo c'è stato e riuscire a identificarlo. Poi, naturalmente, lui impugna anche l'altro, quello che dice che in realtà non è stato un missile, no, è stata una bomba dall'interno. Tenete conto che questa ipotesi è stata stra cancellata con sentenze passate in giudicato da parte del tribunale della Repubblica. L'altra, invece, è ancora aperta perché due Paesi si rifiutano di dare informazioni Stati Uniti e Francia. Mi auguro che viene impugnato questa cosa serva e di questo ringrazio il Governo anche a far sì che questi due Stati ci raccontino la verità e ci dicono che cosa è successo quel giorno, visto che c'era due poteri con a caccia in volo per inseguire dei Nigh della Libia. Grazie grazie Consigliere. Allora il prossimo intervento scooter bruciati. Prego Consigliere Mazzanti, sì, beh, e che discutere bruciati e un altro servizio che veramente sono rimasto e anche ho letto sul giornale che hanno bruciato degli scooter e sapete che cosa chiamano in campo i vigili urbani. Peccato che abbiamo appena organi inaugurato un commissariato. Pensate che oggi, se guardate la stampa, c'è un comunicato di un sindacato di polizia, ma il giorno dell'inaugurazione ci son stati sei comunicati di se i sindacati di polizia più l'Esercito italiano, che denunciano l'idea di imprese, le bugie, le menzogne di questo Governo sulla sicurezza abbiano almeno la decenza loro, tra l'altro, si definiscono cadetti, ma vanno all'inferno. È quattro anni che ci raccontano balle su sta roba qua fanno, peccato, se ne convincano bene che dicono la verità, anche questa sapete chi ci deve pensare i vigili urbani, bene, credo che questa vergogna menzognera eh sì, ora sennò faccio una cosa, ma che le parificano. Dei poliziotti di Stato che lo facciano sapete perché non lo fanno perché gli costa più di 1 miliardo bugia nella bugia, Forza Italia e la falsità ipocrisia, l'ipocrisia.
Consigliere Fattori a Baggio, il Vangelo dell'incontro, prego, grazie Presidente, allora la scelta di concedere uno spazio di preghiera anche bimbi, musulmani e la parrocchia di San Giovanni Bosco, a Baggio, nella periferia di Milano, ha suscitato critiche e polemiche, in particolare rieletti indovinate di quale partito che ha rappresentato anche in questa sede per fortuna in maniera limitata allora da settembre 25 il parroco,
Ha introdotto un momento di preghiera separata nel rispetto delle fedi dei ragazzi al mattino, mentre oltre 400 ragazzi e religione cattolica in chiesa.
Discutono letture sulla vita di San Francesco, una ventina di bambini musulmani condividono una riflessione nel cortile dell'oratorio che concludono con preghiera islamica, senza nessun tipo di prostrazione, allora le ovviamente grandi polemiche da chi afferma che in questo modo perderemo le radici cristiane probabilmente fatte da chi il Vangelo non l'ha mai neanche letto.
E soprattutto pensare che si è giustamente no introdotta una reintrodotta la festività di San Francesco, patrono d'Italia. Anche se a Bologna ne perdiamo una di fatto con San Petronio, allora San Francesco, durante le crociate andrò andò a incontrare il sultano, ciascuno rimase della propria idea, ma fu un momento storico. Allora chi promuove San Francesco, patrono d'Italia, poi respinge il dialogo tra le religioni. Secondo me ha qualche problema di logica. No, siccome San Francesco è proprio una delle massime espressioni di ricerca nel dialogo, anche tra le religioni. Tra l'altro non si è trattata della iniziativa di un singolo parroco, ma è stata assunta sulla base di un documento della diocesi di Milano che titola ascoltate bene, fede e accoglienza. L'oratorio come luogo di incontro interreligioso.
È un documento della diocesi di Milano, non del di chissà quale così. Allora il il Papa, il Papa nel suo viaggio in Spagna, ma non solo, ha detto più volte, rifiutiamo la logica dello scontro a favore della logica dell'incontro e del confronto. Anche qui qualche difensore della fede cristiana, assistente evidentemente più ferrato del Papa, non nelle sue azioni per difendere.
Le famose radici cristiane. Allora far pregare i ragazzi islamici secondo la loro fede non significa fare compromessi né rinunciare alla propria. Don Giovanni, il parroco appunto di Baggio ha citato come esempio delle gite che fa portando, insieme alla Caritas ragazzi della parrocchia a Sarajevo, luogo di incontro di religioni diverse, e dice che a Sarajevo madri di religione musulmana hanno aperto le loro case per poter celebrare la messa. Siccome tutti dicono chiedete di parla a Casalnuovo, vedrà che non ve lo fa fare. Quindi ha riportato questa esperienza sottolineando che non è la religione che porta le guerre, ma le guerre porta chi, da chi le strumentali, da chi le usa come pretesto per lo sconto, se non avesse quel pretesto netto, verrebbe altri prossimamente dice parametri, città, Trieste, altro luogo di incontro di culture diverse, no che per tanto tempo è stato un luogo di pacifica convivenza. Quindi ripetiamo e con l'incontro e non con lo scontro che si conoscono le diversità e si comprendono le diversità, lo scontro sappiamo dove porta, lo sappiamo di sicuro chi continua a soffiare sul fuoco. No, c'è qualcuno anche in questo Consiglio e continua a chiamare risorse ai ragazzi stranieri nei suoi video, poi magari Quinzi qui in Consiglio fa a persona pacata no, ecco chi vuole lo scontro sa benissimo dove porterà questo. Grazie grazie consigliere, consigliere Mazzanti, Ordine pubblico e sicurezza, nuovo commissariato, prego, Consigliere, sì, questa è veramente, abbiamo appena inaugurato, tra l'altro, con una spesa notevole per il Comune è costato 234.000 euro. Quel contenitore del commissariato e il giorno dopo dei cittadini si sono rivolti al commissariato che era regolarmente chiuso, figurati, Repubblica non ci ha fatto il pezzo, sfoltendo ma giustamente,
Perché Spent pensando di respiro tutti quei soldi, gli agenti devono essere 18, adesso sono diventati 16, ma d'altronde con la carenza che ormai questo Governo dalla sicurezza e quindi poche assunzioni da quel che i dati che noi abbiamo che tutti hanno pubblicati ampiamente nei giorni scorsi, bene, io mi auguro e spero, visto le risorse che ci abbiamo messo e l'impegno di tutti i cittadini, che ogni tanto qualcuno la si faccia vedere e interloquisca con i cittadini, come stiamo facendo noi, con la nostra Polizia locale, in ambiti comunque differenti, anche perché veramente è una figuraccia da poco e mi dispiace per il Ministro perché quel giorno ci siamo salutati. Ci conosciamo da lunga data ed era mi sembrava molto sincero europee che quando un Ministro della Meloni bisogna che ora qualche falsità te la trovi, perché nel racconto tutti i giorni delle balle, ma io credo che almeno una figuraccia così lo potevamo evitare, visto che la sicurezza è interesse di tutti. Grazie consigliere a 53 secondi per il prossimo intervento. Sanità e liste d'attesa. Prego, sì, sarò velocissimo, ho visto un articolo sul giornale che parla di liste d'attesa in Emilia Romagna e chi le fa sono esponenti di Fratelli d'Italia, non lo dico in bolognesi, cosa significa perché dovrei dire una parolaccia, ma coloro sono al Governo e sono quelli che hanno tagliato i fondi alla sanità sono quelli che hanno finanziato la sanità per un punto e mezzo sotto il PIL medio. Quindi questo è, e vengono a dire a noi che in più abbiamo il 32% delle prestazioni di gente che viene da fuori regione, prevalentemente regioni amministrate da loro, dal centrodestra, si vergognino, abbiano un po' di decenni, va be'che, la vergogna in quel Governo lì non c'è, sono spudorati, ne combina di tutti i colori, ma almeno stiano zitti, si informino elastico giocare le partite agli altri di questo tipo, proprio loro che sono al Governo su via abbiano un po' di decenza, anche perché, se dovessimo chiudere i porti, b.
Allora l'ultimo intervento di oggi e della consigliera Di Giacomi su caldo estremo prego Consigliere.
Sì, grazie. Grazie mille presidente, l'ennesima, l'ennesima giornata di caldo estremo in Italia, ma in generale in Europa oggi sono 22 le città e il bollino rosso saranno sempre di più. Nei prossimi giorni ci si aspetta un picco fino a mercoledì e ci sono temperature oltre i 40 gradi. Vediamo che la nostra rete elettrica è anche a rischio di blackout. Forse per mancati investimenti che nel tempo abbiamo deciso di non fare, ma che sarebbero molto utili nel momento in cui tutti noi abbiamo necessità di elettricità per raffrescare, dice un'ondata di calore che purtroppo diventa sempre più normale. La nostra terra ai nostri territori hanno vissuto prima periodi di siccità, poi le alluvioni e ora anche le ondate di calore estremo, e ovviamente è molto importante adattarsi e trovare delle soluzioni rispetto a quello che sta succedendo oggi. Se però continueremo a ragionare sul breve periodo, sull'immediato, sulla risposta all'emergenza e non sulla prevenzione dei cambiamenti climatici e su modifiche strutturali alle nostre.
Dare alle nostre vite nelle nostre case, agli edifici A e l'energia che utilizziamo. Saremo sempre a rincorrere l'emergenza emergenza che ci richiede di utilizzare ancor più energia, per cui è veramente un circolo vizioso da cui fatichiamo a uscire e fatichiamo come Paese a uscire ben più rispetto ad altri luoghi in Europa e i né rispetto alla gestione dell'emergenza, che comunque è importante fondamentale perché vediamo che c'è un rischio sociale e sanitario che, come diceva bene la consigliera Ceretti, colpisce specialmente le fasce più deboli e le fasce più povere, quelle che non si possono permettere tutta una serie di privilegi in questo momento e che permettono di vivere in modo dignitoso anche con questo caldo. Il sindaco ha affermato pochi giorni fa un'ordinanza per attivare il centro operativo comunale e che prevede una serie di azioni, azioni innanzitutto di supporto, appunto di quei fragili degli anziani e supporto domiciliare supporto per evitare che queste persone siano costrette a uscire nelle ore più calde, quindi spese farmaci e azione di questo tipo e ringraziamo tutti i volontari e i lavoratori che stanno lavorando in questo senso per permettere, appunto, ai più fragili di e sopravvivere all'ondata di calore estremo. Ci sono poi tutti i temi di cui tante volte abbiamo parlato in quest'Aula. Il tema dell'acqua, che oggi si rivela una risorsa ancor più fondamentale rispetto al normale e l'ordinanza prevede e chiede ai gestori dei grandi eventi ce ne sono stati, sono stati nominati di fornire dei punti di acqua gratuita o di poter portare le borracce, cosa che normalmente non è consentita, ma che in questo caso viene richiesta e inoltre a questo si aggiunge sempre per parlare della questione del breve periodo. Quindi agiamo oggi, ma cerchiamo di agire anche sul futuro. La questione dei nuovi punti acqua 46 punti con gli erogatori e 33 nuove scusatemi e 33 fontanelle che vengono ripristinate o aggiunte, e ci sono i temi poi degli spazi dei luoghi, le aperture extra delle biblioteche, no, noi servono spazi in cui, nel momento in cui c'è un grande caldo, la persona si trova all'aperto, questa possa andare a ripararsi, trovare acqua, trovare fresco quindi l'apertura della Sala Borsa, per esempio, oggi una giornata in cui normalmente questa è chiusa. E poi il tema delle scuole, quindi condizionatori, e che sono stati portati anche lì in modo emergenziale. La rimodulazione, la possibilità per i bambini di spostarsi nelle scuole attualmente inutilizzate, ma che hanno l'aria condizionata. C'è poi tutto il tema del verde. Anche di questo, insomma, l'anno scorso se ne parlava come se fosse una cosa ridicola. Oggi vediamo che ovunque ci sia un pezzettino di verde all'interno della nostra città, che stanno sotto delle persone che prendono un'ombra e il fresco, queste attività, queste.
Installazione devono diventare sempre più permanenti, quindi non più solo temporanee, ma all'interno dei nostri centri storici, e per questo noi dobbiamo fare un accordo che vada oltre il Comune, perché sappiamo che su questo ci sono delle resistenze legate a un'idea di città che noi abbiamo un'idea conservatrice di città che noi abbiamo che va superata dalle città, devono trovare un modo per adattarsi e per far questo serve acqua verde, elettricità pulita e nuove modalità per il lungo periodo. Grazie.
Grazie consigliera De Giacomi, dall'ultimo intervento non sono stati presentati.
Sette ordini del giorno.
È una richiesta di anticipazione di ordine del giorno.
Allora consigliera Di Giacomi, prego, grazie Presidente, chiederei almeno fino alle 3 e un quarto, essendo più di 6 gli ordini del giorno, grazie, grazie, allora sospendiamo, siete tutti d'accordo, immagino di sì, e ci rivediamo in Aula e riprendiamo i lavori alle 15:15 grazie.
Allora riapriamo la seduta consiliare.
Chiedo ai colleghi Consiglieri ai Consiglieri di accomodarsi nella propria postazione.
Allora sono stati presentati.
Sette ordini del giorno ed è stata richiesta l'anticipazione.
Di un ordine del giorno del 2026.
O su un atto avevo già suonato anche prima.
Allora partiamo dal primo ordine del giorno, ordine del giorno a prima firma, consigliera Bernagozzi, a sostegno della ricerca, della verità sulla strage di Ustica, attraverso iniziative per il reperimento della documentazione e la collaborazione internazionale, chiedersi vi sia un intervento contrario all'ammissibilità.
Direi di no, quindi possiamo procedere con la votazione, metto in votazione l'ammissibilità dell'ordine del giorno testé indicato, la votazione è aperta.
Sì, sì.
Allora, con la consigliera Angeli non ha votato, è comparsa, ma non risulta l'8.
Io ho votato, non risulta, non risulta consigliera per quello che glielo faccio presente a.
Ho votato utilizzando il sistema di voto, mi sembrava strano, comunque sono favorevole.
Mi sembra strano, perché sono collegata al sistema.
Non vorrei avere dei problemi, comunque verbalizziamo consigliera non comprare in gratta facilmente, grazie, prego, grazie, allora spero che vadano gli altri.
Allora 31 presenti 31 votanti, 31 favorevoli, il Consiglio approva, quindi apriamo la votazione per la trattazione urgente.
Chiudiamo la votazione o 29 presenti, 29 votanti, 29 favorevoli, il Consiglio approva anche la trattazione urgente, procediamo con l'ordine del giorno successivo a prima firma, consigliere Di Benedetto per il potenziamento del servizio ferroviario metropolitano e integrazione dei sistemi di trasporto pubblico, chiedo se vi è un intervento contrario all'ammissibilità.
Apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione o 2030 presenti, 30 votanti, 30 favorevoli, il Consiglio approva l'ammissibilità apriamo la votazione per la trattazione urgente.
Chiudiamo la votazione o 30 presenti, 30 votanti, 9 favorevoli, 21 contrari, il Consiglio non approva la trattazione urgente, procediamo con l'ordine del giorno successivo a prima firma, consigliere Di Benedetto per attivare un piano 1.000 nuovi posti auto e moto per quartiere senza consumo di suolo chiedo, si vi è un intervento contrario.
Apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione o 30 presenti, 30 votanti, 30 favorevoli, il Consiglio approva l'ammissibilità apriamo ora la BAT, la votazione per la trattazione urgente.
Chiudiamo la votazione, 31 presenti, 30 votanti, 9 favorevoli, 21 contrari, 1 non votante, il Consiglio non approva la trattazione urgente, procediamo ora con.
A verbale si può verbalizzare, si però abbiamo già chiuso quindi.
Allora, ordine del giorno successivo, il numero 4, prima firma, Consigliere Di Benedetto per promuovere la costituzione di una cabina unica di regia per la mobilità, chiedo se vi è un intervento contrario.
Apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione o 30 presenti, 30 votanti, 30 favorevoli, il Consiglio approva l'ammissibilità apriamo la votazione per la l'urgenza, la trattazione urgente.
Consigliera Scarano, non vota.
Allora chiudiamo la votazione, 31 presenti, 31 votanti, 10 favorevoli, 21 contrari, il Consiglio non approva la trattazione urgente.
Allora passiamo all'ordine del giorno successivo ordine del giorno per l'introduzione del principio zero sovrapposizione dei cantieri chiedo se vi è un intervento contrario.
Allora apriamo la votazione.
Siamo in votazione.
Chiudiamo la votazione 32 presenti, 32, votanti, 32 favorevoli il Consiglio approva l'ammissibilità apriamo la votazione per la trattazione urgente.
Chiudiamo la votazione 31 presenti, 31 votanti, 10 favorevoli, 21 contrari, il Consiglio non approva la trattazione urgente Ordine del giorno successivo, sempre a prima firma, consigliere Di Benedetto numero 6 ordine del giorno per l'istituzione di uno sportello unico per la segnalazione e la e le criticità della mobilità delle mobilità.
Chiedo se vi è un intervento contrario.
Apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione o 32 presenti, 32 votanti, 32 favorevoli, il Consiglio approva l'ammissibilità apriamo la votazione per la trattazione urgente.
Chiudiamo la votazione, 31 presenti, 31 votanti, 10 favorevoli, 21 contrari il Consiglio non approva.
Ordine del giorno successivo, il numero 7. Sempre a prima firma, consigliere Di Benedetto per l'istituzione di un tavolo permanente sulla mobilità cittadina e sul monitoraggio degli effetti delle nuove politiche di mobilità, chiedo se vi è un intervento contrario.
Apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione 32 presenti, 32, votanti, 32 favorevoli il Consiglio approva l'ammissibilità apriamo ora la votazione per la trattazione urgente.
Chiudiamo la votazione 33 presenti, 33 votanti, 11 favorevoli, 22 contrari il Consiglio non approva la trattazione urgente ultima votazione del momento anticipazione, ordini del giorno numero 2 e 7 e 9 2026 teso ad attualizzare l'obiezione di coscienza al servizio militare presentato dalla consigliera Di Pietro ed altri durante la seduta della sesta Commissione consiliare del 24 6 scorso. Chiedo se vi è un intervento contrario.
Apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione o 33 presenti, 24 votanti, 24 favorevoli, 9 non votanti, il Consiglio approva.
Allora procediamo, passiamo dunque alla trattazione dell'unica delibera scritta ai lavori odierni e la proposta alla 69 2026 riconoscimento del debito fuori bilancio per varie sentenze sfavorevoli ha ricevuto il parere favorevole dei Revisori, è stata trattata in seconda Commissione il 26 giugno scorso, licenziata per i lavori del Consiglio l'assessore Li Calzi è collegata la saluto Assessore, le do la parola per l'illustrazione, prego,
Grazie Presidente, questa delibera, come detto, è già stata approfondita in Commissione, sono esattamente numero 8 sentenze che hanno previsto una condanna alle spese per il Comune di Bologna, la prima è del maggio di quest'anno e per somma complessiva di euro 530 circa la seconda dell'aprile di quest'anno per circa 1900 euro la terza sempre del maggio per altri 500 euro circa così come la Quarta di aprile e la quinta.
È di maggio 1.500 euro, la sesta sempre di maggio 3.400 e la settima e aprile 500 euro circa e lotta poi quella più corposa per 5.836 e parliamo tutte di sentenze. Tribunale di Bologna e sezione lavoro, corte d'appello e tribunale civile di Bologna per un totale di 14.763,49 e si chiede di riconoscere pertanto la legittimità di questo debito fuori bilancio, dando atto che la spesa trova copertura finanziaria al capitolo oneri, vari connessi all'attività dell'Avvocatura comunale. Nel corso della Commissione sono stati esplicitati le motivazioni e più che altro approfondite e le.
Cause sottesi a queste sentenze e quindi restituisco la parola a lei, Presidente, rimango a disposizione, come sempre, per eventuali interventi. Grazie.
Grazie Assessora, allora apriamo il dibattito, chiedo se vi sono colleghi Consiglieri Consigliere che intendono intervenire.
No, quindi procediamo.
Allora io non ho richieste di intervento, quindi possiamo procedere direttamente.
Se l'Assessore vuole aggiungere qualcosa, immagino di no, sennò no grazie, passiamo, grazie Assessore, passiamo alla fase di votazione, chiedo a questo punto se ci sono interventi per dichiarazione di voto.
No, allora pongo in votazione la proposta di deliberazione numero 69.
La votazione è aperta.
Vedi.
Chiudiamo la votazione o 32 presenti, 31 votanti, 22, favorevoli, 9 contrari, 1 astenuto, il Consiglio approva, apriamo ora la votazione per la immediata eseguibilità delibera numero 69.
Chiudiamo la votazione.
Allora 32 presenti 31 votanti, 22, favorevoli, 9 contrari, 1 astenuto il Consiglio approva anche l'immediata eseguibilità.
Bene, allora procediamo con gli del giorno.
Primo ordine del giorno numero 1 di oggi a sostegno della ricerca, della verità sulla strage di Ustica, attraverso iniziative per il reperimento della documentazione, la collaborazione internazionale prima firmataria consigliera Bernagozzi al quale do la parola, prego sì, grazie Presidente.
Vorrei iniziare il mio intervento così.
Andres Cinzia, 24 anni Andres, Luigi 32, Baiamonte, Francesco 55 Bonati Paola 16 Bonfietti, Alberto 37 Bosco, Alberto 41, Calderone, Maria Vincenza, 58 Cammarata, Giuseppe 19, Campanini Arnaldo, 45 casi, Antonio 32, Cappellini Antonella, 57 Cerami, Giovanni 34, Croce Maria Grazia 40 D'Alfonso Francesca sette anni.
D'Alfonso, Salvatore 39, D'Alfonso Sebastiano, quattro anni da vi Michele, 45 De Cicco, Giuseppe Calogero, 28 De Dominicis Rosa allieva assistente di volo dell'Itavia ventun anni De Lisi Elvira, 37 Di Natale, Francesco soli due anni Diodato Antonella, sette anni Diodato Giuseppe solo di un anno Diodato Vincenzo 10, anni Filippi, Giacomo, 47, Fontana Enzo, che era copilota di Itavia, 32 Fontana, Vito 25.
Fullone Carmela 17 Fullone, Rosario 49 Gallo Vito 25 Gatti Domenico che era il comandante del pilota.
Dell'aeroporto dell'aereo Itavia, 44 Gherardi, Guelfo 59 Greco Antonio 23 Gruber, Marta 55 guardano Andrea 37 Guardì Vincenzo 26 Guerino Giacomo 19 Guerra Graziella 27,
Guzzo Rita 30 Lachina Giuseppe 58, la Rocca Gaetano 39 anni Licata Paolo 71, Liotta Maria Rosaria, 24, Lupo Francesca 17, Lupo Giovanna 32 manetta, Giuseppe 54, Marchese Claudio 23 Marfisi, Daniela 10 Marfisi Tiziana, 5.
Mazzella Rita Giovanna 37 Mazzella Earth ad ora Erica 48 Mignani Mariassunta, 30 Molteni Annino 59 Morici Paolo assistente di volo Itavia 39 Norrito Guglielmo 37 Ungari Lorenzo 23 Papi, Paola 39 Parisi Alessandra cinque anni Parinello, Carlo 43 Parrinello, Francesca 49, Pelliccioni, Anna Paola 44 Pinocchio Antonella 23 Pinocchio Giovanni 13,
Prestileo Gaetano 36 Reina, Andrea, 34 Reina Giulia, 51 Ronchini Costanzo 34, Siracusa Marianna 61 speciale Maria Elena 55, Superchi Giuliana, 11 anni, Torres, Pier Antonio 32 Tripiciano, Giulia Maria Concetta, 45 Ugolini, Pierpaolo 33, Valentini, Daniela 29,
Valenza Giuseppe 33 Venturi, Massimo 31 Volanti, Marco 36 Volpe, Maria 48 Zanetti, Alessandro 18 Zanetti Emanuele 39 e Zanetti, Nicola di soli 6 anni,
Queste sono le vittime della strage di Ustica di 46 anni fa.
Nomi e cognomi e le loro età. Quello che noi proponiamo oggi è un ordine del giorno, il loro ricordo e, soprattutto, per chiedere per loro per tutti loro la verità su quanto è accaduto nei nostri cieli e 46 anni fa. Devo dire che in questi anni siamo stati in una Commissione, lo voglio ricordare come Commissione consiliare al museo di Ustica. Eravamo qui in Aula con anche, insomma, eravamo colleghi di maggioranza e di minoranza. Io penso che in questo, su questo tema sarebbe bello che questo Consiglio non si dividesse così come era presente qui unitariamente. Penso anche che i passi in avanti che ho sentito fare dal Governo in queste ultime ore siano un grande segno di speranza per i familiari di queste di queste vittime che ho letto qui in Aula.
Un Paese democratico non può accettare che questi nomi siano letti e che non ci sia una verità sulla loro morte, non può accettare che, dopo 46 anni.
Ci siano Commissioni che ancora stanno cercando di capire come mai sono spariti dagli archivi del Ministero dei trasporti, guarda caso proprio tutti quei faldoni che si occupavano dei trasporti esattamente in quel lasso di tempo e che purtroppo ha riguardato anche la strage di Ustica ma non solo alla strage di Ustica non ci si può accontentare del fatto.
Che un giudice, il giudice Priore, ha già detto che cosa è successo, ma non sappiamo perché, e non sappiamo chi.
Quindi è una verità purtroppo non sufficiente e non può essere che dopo 46 anni noi ancora, ma non tanto noi, i parenti delle vittime ancora aspettino la giusta giustizia che deriva anche dal fatto di chiudere il capitolo, abbiamo visto quanto questo affrontato, per esempio sulla strage del 2 agosto, lo voglio ricordare un'altra strage che ha colpito né, purtroppo, in quel in quell'anno e la nostra, la nostra città, questa è una frase che non ha colpito solo la nostra città, ce lo ricordiamo perché qui, appunto, vengono tanti parenti. Eravamo qui, due giorni fa, tutti insieme ai parenti che si sono seduti esattamente nelle nostre sedie e nei nostri scranni, quindi, che vengono anche da altre, da altre realtà, dal Veneto, da altre, da altri Comuni della nostra Regione, che magari sono anche della Regione Sicilia, ricordo che nella commemorazione dell'anno scorso è arrivato questo signore che camminava a fatica e che ha 5 vittime.
5 vittime di questo di questa strage purtroppo se n'è andato non sapendo la verità, e questo non è giusto, io credo che tutti insieme, come istituzioni democratiche del nostro Paese, a partire dalle istituzioni democratiche di questa città che da sempre da sempre fin dai primi istanti sono a fianco dell'associazione dei parenti delle vittime e che da sempre hanno voluto costantemente porre l'attenzione su ciò che è successo nei cieli di Ustica,
Noi che abbiamo costruito un museo della memoria, quanto è importante la memoria, ma la memoria, senza una verità e una giustizia, purtroppo non è una memoria piena, non è una memoria piena.
Io sabato sono tornata nel museo che abbiamo visitato insieme qui, con appunto con i parenti delle vittime,
E vedere con l'aereo, così ricostruito e sentire, le voci che raccontano le storie dei loro parenti ed essere lì con loro è stato straziante.
Straziante.
E siccome noi siamo una città democratica, abbiamo nei nostri valori valori fondanti, sono appunto non solo la democrazia, la libertà, ecco il diritto alla verità, alla giustizia, a che fare con la libertà, anche la libertà di chiudere questo capitolo vergognoso della nostra storia democratica.
Vergognoso perché voglio ricordare, così come ci ha ricordato Daria Bonfietti, no, nell'occasione della nostra Commissione, ringrazio qui, collega De Biase, in quella Commissione ci fu raccontato come, nei primi istanti.
Qualcuno che sedeva come noi nelle istituzioni?
In maniera vergognosa ha depistato le indagini.
Ha parlato di cedimento strutturale, sapendo perfettamente che non era un cedimento strutturale, non ha voluto dire che cosa stava succedendo.
E questo non è accettabile in un Paese democratico, di fronte a queste vittime.
Noi oggi dobbiamo con ancora più forza e io spero in maniera unitaria pretendere dai nostri Paesi alleati.
Perché sa, perché c'è scritto c'è scritto nelle motivazioni di archiviazione, dove ci opporremo, si opporrà l'associazione, si opporrà anche il nostro Governo con la, con l'Avvocatura di Stato e, ripeto, ringrazio per questa scelta che non era scontata né banale ma vuol dire avere la volontà di dire che lì c'è scritto espressamente che i PM non archiviano perché non è successo niente ma perché i Paesi alleati non stanno dicendo che cosa è successo e questo non è accettabile.
Non è accettabile, noi lo dobbiamo a loro.
Perché noi siamo le istituzioni democratiche di questo Paese e non possiamo permettere che 81 vittime siano ancora senza un colpevole.
Quindi per questo oggi abbiamo presentato questo ordine del giorno, ci sono delle Commissioni, tra l'altro parlamentare che indagano esattamente anche rispetto a quello che dicevo prima, cioè la sparizione di atti pubblici, che è una cosa gravissima. Ovviamente si si capiranno anche le responsabilità, dobbiamo continuare il lavoro. Questo è un appello che faccio di digitalizzazione anche dei processi, perché sappiamo che dalla digitale digitalizzazione dei processi del 2 agosto, grazie a quel lavoro prezioso che è stato fatto si sono rintracciate nuove verità, ossia arrivati addirittura non solo a capire chi aveva commesso quella strage ma anche i mandanti di quella strage voglio ricordarlo, ed è stato un grande lavoro delle nostre istituzioni democratiche. Ebbene, noi dobbiamo ottenere questa verità anche per la strage di Ustica.
E soprattutto per questi 81 nomi in cui ci sono anche tanti bambini e siccome questo Consiglio, quando si parla di bambini, ha sempre trovato il modo di essere unito.
Io credo che soprattutto per quei bambini a cui è stato rubato il loro il futuro di poter.
Vivere e crescere spero oggi, insomma, in un voto unanime, ma penso insomma che davvero le istituzioni in maniera unanime, le istituzioni democratiche della Repubblica italiana, a partire dal Comune di Bologna, vogliano la verità per Ustica, grazie.
Grazie, consigliere Bernagozzi.
Chiedo se qualcuno intende intervenire, apriamo il dibattito.
Consigliere De Biase della parola, prego.
Grazie Presidente, ringrazio la consigliera Bernagozzi per aver presentato questo ordine del giorno come primo firmatario.
E mi ricollego a quello che lei ha detto e che sottolineo, è una cosa vergognosa, veramente vergognosa, che dopo 46 anni non si sia ancora definita e, diciamo, illustrate scoperta la piena verità su quello che è accaduto sui cieli di Ustica.
Un ringraziamento particolare a livello personale e lo voglio fare veramente di cuore alla presidente dell'associazione Daria Bonfietti, perché in tutti questi anni, soprattutto i primi anni dopo.
Dopo quello che è accaduto sui cieli di Ustica, nonostante tutto quello che sta quello che è successo,
Successivamente, al a Ustica, non si è persa d'animo e ha continuato a combattere contro tutti e contro tutti.
E e lo si deve soprattutto a lei e quindi anche all'associazione, se non si è.
Inabissato.
In un mare nel mare del della dimenticanza, quello che è successo.
Non sono d'accordo con la consigliera Bernagozzi, non lo si deve solo alle vittime, ma lo si deve a noi, lo si deve allo Stato democratico, allo Stato italiano.
E veramente è una cosa, neanche da terzo mondo, se lo si va a raccontare che dopo 46 anni.
Non si sa ancora la verità.
Non si sa no, o meglio, non si vuole dire quello che è successo.
È giusto mantenere l'attenzione non alta altissima.
Non deve entrare nel dimenticatoio.
E condivido pienamente le parole che il nostro Presidente Mattarella ha rilasciato proprio in occasione del del 27 giugno, che le leggo.
Che sono poche, ma veramente tagli, enti e incisivi. Sono trascorsi 46 anni dalla strade, dalla strage nei cieli di Ustica, in questo giorno di raccoglimento e di memoria, il pensiero di vicinanza e di solidarietà va anzitutto ai familiari delle vittime straziati da un evento inaccettabile e da un dolore profondo che il tempo non può lenire nella storia della Repubblica il segno di quella catastrofe non è cancellabili.
81 vite ben vite vennero distrutte, morirono tutti i passeggeri, i componenti dell'equipaggio del vicino è partito da Bologna e diretto a Palermo, tanti corpi che non trovarono sepoltura.
La ricostruzione di quanto accaduto è rimasta a lungo nebulosa.
La via della ricerca della verità, tuttavia, è stata percorsa e ha portato a risultati significativi ricomporre quanto avvenne sul mar Tirreno in quel tragico 27 giugno 1980 rimane un dovere irrinunciabile,
Bastano queste parole per e per sottolineare il fatto che noi non possiamo assolutamente abbassare la guardia per non dimenticare, per rispetto alle vittime, ma soprattutto per rispetto alla nostra Repubblica, grazie.
Grazie consigliere De Biase, chiedo se qualcun altro intende intervenire, di prenotarsi.
Allora io non vedo richieste di intervento.
Quindi dichiaro chiusa la discussione.
Consigliera Bernagozzi, prego.
Volevo ringraziare il collega De Biase col quale su questo argomento, non da oggi, perché abbiamo condiviso un'esperienza esattamente tra l'altro nella sede del Quartiere che fianco al museo condividiamo i pensieri mia, mi associo a lui ringraziamento alla tenacia della Presidente Bonfietti.
Fatemelo dire una tenacia incrollabile di cui tutti dovremmo essere grati davvero e insieme all'associazione che continua a guidare l'associazione, e voglio ricordare qui anche Andrea Purgatori che il giornalista a proposito del Giorno dell'importanza del giornalismo d'inchiesta e il grande lavoro di Andrea Purgatori, che riuscì a squarciare il muro di gomma come ricordavo prima rispetto ai depistaggi, rispetto a questa strage, insieme, insomma, al giudice Priore sono gli altri attori principali che ci portano oggi a essere qui ancora a chiedere verità e giustizia. Proprio perché non calò il silenzio grazie al giornalismo d'inchiesta di Andrea Purgatori e quindi io voglio ringraziare davvero tutti, nel senso che il mio ricordo io ho conosciuto, darà Daria Bonfietti, ero una bambina quando appunto in Bolognina si decise di portare il ricordo insomma e si ricostruire aereo che, tra l'altro diede vita anche a degli studi scientifici molto approfonditi che apportarono. Insomma, portarono alla alle. Insomma, le conclusioni rispetto al fatto che il DC-9 è stato abbattuto, non c'è stata nessuna bomba fu abbattuto in quella che qualcuno ha definito una guerra nei nostri cieli in un momento di pace. Quindi su questo noi continueremo a chiedere verità e giustizia e non ci fermeremo. Ha ragione, collega, non ci fermeremo e continueremo a essere a fianco all'associazione dei parenti delle vittime, che fa un grande lavoro di memoria insieme al lavoro culturale e che ha bisogno del nostro sostegno, come come ha bisogno del nostro sostegno la ricerca della verità, della giustizia, compito delle istituzioni democratiche di questo Paese. Grazie a tutte e a tutti.
Ancora non ho richieste di intervento nel momento del gioco.
Consigliere De Giacomi, no, dobbiamo chi è.
E quindi adesso?
Ah la segretaria, infatti mi diceva allora chiudiamo, ci siamo stati interrotti, quindi.
Allora?
Quindi, a che punto siamo?
La votazione allora passiamo e siamo alla fase di votazione, scusate, prego.
Ah odio e non non l'abbiamo vista. Ho chiesto di intervenire.
È in dichiarazione di voto, va bene, prego, prego, prego sì, come prima cosa volevo aggiungere il mio nome a quest'ordine del giorno.
E vorrei dire che anch'io mi sento molto vicino a questa battaglia, tant'è vero che è una battaglia e ha origini molto lontane ed è stato chiaro fin dall'inizio che la verità non servo, avevano proprio far scoprire basterà su questo ricorda ad un film dove peraltro c'era un attore che interpretava proprio il protagonista del film e percorso Celani che è scomparsa ed è un attore bravissimo e appunto è un film che già da allora mettendo in luce come.
Di questo evento sia stato cagionato, non dà un danno strutturale e non davano bombe interna quanto don vero e proprio missile, quindi è passato veramente tanto tempo perché il film è uscito no nel 91, mi sembra ed era appunto la storia di questo magistrato di Priore che indaga,
Su quanto accaduto, quindi debbo dire che secondo me la strada è ancora molto lontana, però nonostante questo bisogna far di tutto per batterlo e quindi voterò favorevolmente vorrei aggiungere il mio numero di C e adesso mando una mail.
Consigliere De ciaccone 3.
Grazie mille, volevo unirmi ai ringraziamenti e alle parole che sono state dette fino ad ora, innanzitutto alla consigliera Bernagozzi, che ha proposto l'ordine del giorno e che da sempre presidia in sé, insieme al consigliere De Biase e a tanti altri consiglieri e consigliere in quest'Aula,
Questo tema e l'abbiamo visto molte volte quando tutte le Istituzioni si attivano a tutti i livelli. E in proprio in quel momento in cui riusciamo a sbloccare le lungaggini e le ostruzioni in questo senso, proprio le volontà di non svelare la verità e non portare giustizia a quelle famiglie che, ringraziamo moltissimo che sono state qui sabato mattina, l'importante cerimonia che ogni anno ricorda in quest'Aula in questo Consiglio, il questa strage e le famiglie e il Sindaco e tutti hanno ancora una volta in quella sede riaffermato la necessità di verità e giustizia e a questa oggi noi ci associamo questo ordine del giorno che speriamo possa essere un ordine del giorno unitario, visti anche i le aperture positive che si vedono da tutte le forze politiche e dal Governo. Quindi in questo per questo noi voteremo ovviamente favorevolmente e non ci fermeremo, credo. Insomma, la consigliera Bernagozzi denota per non fermarsi al primo ostacolo e quindi nel caso dovessero esserci successive. Questioni, sicuramente torneremo sul tema in quest'Aula. Grazie.
Grazie consigliera, ora do la parola al Consigliere Beda, prego, grazie Presidente, sì, voglio anch'io ringraziare la collega Bernagozzi, che che da sempre dedica grande attenzione e un lavoro costante A A alla memoria e con un solo o delle delle vittime della strage di Ustica ma badi tutte anche le stragi è sempre presente sempre sempre attenta, insomma da della Uno bianca il 2 agosto a tutte le vicende più drammatiche che che questa che questa città o i cittadini di questa città hanno hanno hanno subito.
Naturalmente il nostro voto sarà favorevole. Abbiamo già chiesto la sottoscrizione intera del nostro gruppo all'ordine del giorno. Dal punto di vista del merito, non c'è molto da aggiungere anch'io. Penso che che sia positivo che il Governo abbia annunciato l'intenzione di opporsi all'archiviazione. Sono importanti le parole del del Presidente Mattarella, naturalmente, e questo è, è possibile che questa attenzione, questa pressione è possibile grazie alla mobilitazione sociale, civile e politica, naturalmente in primis dell'associazione dei familiari delle vittime.
Della Presidente Bonfietti, appunto, ma ma di tutto il sistema cittadino, e non solo che che sulle stragi. Ecco, ha sempre fatto un lavoro incredibile, davvero questa questa città in qualche modo fa fa da scuola, non solo in Italia, ma in tutto il mondo, ma questo lavoro non è volto ad essere di esempio, ecco o essere può essere di scuola per gli altri, è volto innanzitutto a ricercare la verità e la giustizia. Ecco, come è stato detto, non ci sono dubbi e nonostante i depistaggi e tutte le vicende che hanno riguardato la A la strage di Ustica che ci furono, ci fu, come dire, un qualcosa che non è stato spiegato, un atto di guerra.
In quei cieli, ecco,
E su questo non c'è stata mai. La piena collaborazione da parte della Francia è particolare, ma in generale anche come dire, di tutti i Paesi che che sapevano di eventuali esercitazioni o comunque iniziative rivolte. Ecco, ah, ah, ah, eventuali operazioni di di di guerra e rivolte rivolti alla Libia, o comunque hanno a Nordafrica questo fare luce su questa strage. Naturalmente è necessario e sono passati invece decenni ormai, ma questa lotta non si arresta, nonostante appunto, i tentativi magari di mettere una pietra sopra dal punto di vista giudiziario. Ecco sicuramente la la ricerca della verità e della giustizia non non si fermerà, ecco, non è che siamo noi a dirlo, sono i fatti e la coscienza civile e politica di questa città e non solo della città, ma io credo, ecco anche proprio del dell'intero Paese che io credo che stia inequivocabilmente dalla parte dell'Associazione dei familiari delle vittime, non solo perché lo dice il Presidente della Repubblica, che ovviamente rappresenta l'Italia nel suo nel suo insieme e non solo perché appunto il Governo ha deciso di opporsi all'archiviazione, ma perché ecco.
Perché siamo fatti così, perché è giusto essere fatti così e questo va rivendicato fino in fondo ogni volta che c'è la possibilità di farlo, che sia o meno in ogni anno, nel giorno in cui si ricorda la strage, ogni anno in cui si ascoltano i familiari delle vittime, ogni volta che in Consiglio comunale abbiamo potuto o dovuto in qualche modo prendere parola e appunto come l'ordine del giorno stesso ricorda, non è la prima volta che votiamo anche degli atti in tal in tal senso, perché crediamo che sia.
Ma è necessario farlo anche perché i vuoti si riempiono sempre perché non sono mai finiti i tentativi di ricostruire per questa strage, ma anche per le altre stragi del 2 agosto. Ho anche appunto della della della della Uno bianca, per citare questa intanto i tentativi di depistaggio di ricostruire,
Storie fasulle di portare le cose da un'altra parte. Ecco, invece occorre avere piena coscienza, piena verità e innanzitutto per rispetto delle vittime e dei familiari delle vittime, ma anche per un senso democratico che noi dobbiamo avere. Le guerre non sono mai finite, imperversano ancora nel mondo e sappiamo che dietro non ci sono solo le vittime, ma anche tanta menzogna, ricostruire la verità, il primo passo,
Grazie consigliere, Bernaudo, la parola va al Consigliere Negash, prego, Presidente, abbiamo mandato le firme anche noi come gruppo a ohm ci aggiungiamo alla firma di questo ordine del giorno e ringrazio anche la proponente.
Non solo perché di quel quartiere, ma perché secondo me, lo segue da tanto tempo anche al Consigliere Di Biasi, e questo è un ordine del giorno che chiede verità e giustizia e io c'ero l'altra volta quando la?
Presidente Bonfietti, diceva le parole che erano forti.
E decise, come lo sa l'ha, sempre fatto ogni anno, la richiesta della verità e giustizia e son sempre,
Presenti nelle sue parole e ed è vergognoso che un Paese come il nostro dopo 46 anni non abbia la verità.
Anche dopo un lavoro enorme.
Lei citava di 450.
Pagine depositata anche ai pm.
Andare al a chiedere adesso proprio.
E l'archiviazione e vergognoso e dobbiamo opporci, dobbiamo porci a tutti i livelli e anche il Governo deve fare la sua parte e il Governo italiano e deve chiedere la verità ai Paesi alleati come la Francia, come quella in quella notte sono successe tante cose e ed è giusto che i cittadini sappiano cosa è successo e come mai questa tragedia è avvenuta possono essere anche situazioni di errori o altre cose, però la verità è importante che si sappia per questo. è importante questo ordine del giorno piccolo, perché siamo un Consiglio comunale di una piccola città, però è importante per la nostra città, per tutta Italia, che è quello che è successo negli anni 80 esca fuori, grazie, Presidente.
Grazie Consigliere Negash, consigliere di acqua, prego.
Sì, grazie Presidente, ringrazio anche la la proponente, la collega Bernagozzi e per aver posto questo ordine del giorno e penso che le parole in questi momenti si servono sicuramente a poco perché quello che chiedono i familiari delle 81 vittime e giustizia e penso che questa sia la cosa più più importante che lo chiedono da 46 anni,
Il fatto che.
Dopo 46 anni ancora non sia arrivata una verità, questo è uno dei tanti problemi, purtroppo, del nostro Paese e che non riguarda solo la questione di di di Ustica, ma tante tante stragi che ci sono stati negli anni e che ancora oggi tanti di queste stragi non hanno spesso dei mandanti non non ci sono ancora persone condannate del tutto è o persone che dopo qualche anno,
La fanno franca, escono fuori da quello che è il attraversa depistaggi dalle indagini e penso che quello che un comune, una città come Bologna può fare è quello di stare a fianco a fianco delle delle dei familiari.
Persone da ogni parte, non solo della nostra città da ogni parte e che si ritrovano in quello che è il 27 giugno, in quei giorni, tanti eventi in giro per per la nostra città e quando personalmente sono abbiamo avuto occasione di fare quella Commissione in presenza, entrare in quella in quel museo e sentire quelle quelle voci ti fanno, ci fanno riflettere davvero e penso che sia anche importante su questo di quello il tema del ricordo e penso che chi su questo debba fare un grande lavoro sia il mondo della scuola, non solo a livello cittadino, perché le scuole della nostra città vanno, ma ci deve essere anche un impegno, anche da parte del Ministero da parte anche del Governo dei di tutte le forze politiche, affinché questo luogo luogo diventi il luogo della memoria e come quelle tante tappe che le scuole ripercorrono ogni anno, anche con quando vanno ad Auschwitz, vanno in altre località anche quel luogo del museo di Ustica qui, nella nostra città, possa diventarlo.
Questo è un impegno in cui è un minimo per dare una un segno di vicinanza anche ai familiari e, soprattutto, che rimanga sui libri di storia, rimanga nella nella mente nella testa di ogni alunno, a partire dal dal nostro territorio, per tutto quello che riguarda il livello nazionale penso che questo possa essere il minimo che la politica possa fare oggi affinché ci sia questo questa attenzione da parte delle scuole.
Penso che ci ci fa sicuramente possa essere anche un bel segnale, quindi magari l'ordine del giorno chiede sicuramente tanta di quella a quella tanta giustizia che che oggi manca, ma pensiamo anche al ruolo che possono avere anche le scuole in questo qui in questo, in questo ambito, perché possa essere veramente in memoria e il ricordo di persone che oggi non ci sono più, ricordiamo che tra le tra le vittime c'erano anche dei minorenni, e quindi dei bambini che oggi non ci sono più e che avevano una vita davanti. Potevano fare tante cose, tante cose che non sono riusciti a fare, che oggi non ci sono più e penso che, come dire, i nostri figli e le future generazioni debbano avere un occhio di riguardo. Un'attenzione maggiore su quello che riguarda anche questa strage e che ancora ad oggi, purtroppo, non non non c'è ancora quel quella tanta giustizia ancora non è arrivata, passano gli anni e si rimanda sempre di più archivio, archiviazione, non archiviazione, e nel frattempo i familiari aspettano aspettano da 46 anni. Quindi bene che ci sia questo ordine del giorno che.
In cui spero che ci sia, ovviamente, all'unanimità da parte di tutto il Consiglio comunale, un piccolo gesto. Da parte della della nostra città verso le famiglie, grazie Presidente,
Grazie, consigliere, Diaco, chiede se altri intendono intervenire.
Allora passiamo alla fase di votazione e apriamo la votazione ordine del giorno numero 1 di oggi consigliera Bernagozzi, prima firmataria.
Allora chiudiamo la votazione 32 presenti 24 votanti, 24 favorevoli, 8 astenuti, il Consiglio approva.
Procediamo ora con l'ordine del giorno successivo.
Che l'ordine del giorno del quale è stata chiesta l'anticipazione e quindi è 279 Ordine del giorno per chiedere di potenziare e riqualificare gli impianti sportivi, cittadino presentato dal Consigliere Di Benedetto in data 33.
2026 è stato trattato in sesta Commissione, no, no, no, non è questo, e allora la segretaria mi ha dato, questo non è.
Non lo so per me, è questo qui.
Eh.
Tendiamo lo verifica, dovrebbe essere questo il 279.
Di cui si è potuto 89.
E c'è scritto, verifichiamo.
Qua c'è scritto.
È?
Bene, nell'elenco c'è scritto, c'è un errore, evidentemente ora verifichiamo, non lo so io non sono in condizioni di disagio.
Poi, se c'è però.
Va bene, riprendiamo, abbiamo verificato errare humanum est, c'è stato un errore.
E la l'ordine del giorno è l'ordine del giorno numero 2 e 7 e 9 2026 PG numero 5 tra i 10 e 49, quindi questo ordine del giorno teso ad attualizzare l'obiezione di coscienza al servizio militare, presentato dalla consigliera Di Pietro ed altri durante la seduta della sesta Commissione consiliare del 24 6 2026 consigliera a lei la parola e grazie Presidente, siccome ha ben detto questo ordine del giorno è stato presentato in Commissione del 24 giugno 2026, quindi in settimana in una Commissione congiunta.
Con la Commissione sesta cultura e legalità e scuola, insieme alla Commissione, pari opportunità alla settima Commissione e in quell'occasione abbiamo proposto un'udienza conoscitiva, insieme ad altri colleghi e colleghe che avevo avuto, ma ha avuto modo di annunciare.
Il 22 giugno nello scorso.
Consiglio comunale l'udienza conoscitiva che abbiamo avuto e in cui abbiamo presentato l'ordine del giorno, è stata un'importante occasione per conoscere quella che è un'esperienza che già si sta portando avanti nel Comune di Capaci perché il Comune di Capaci con il sindaco Pietro Puccio, che tra l'altro questa mattina era di passaggio ed è venuto,
A salutarci per innovare anche la gratitudine nei confronti della città messi in moto, proprio un'azione concreta per.
Informare i giovani e la città su il diritto e le opportunità che sia di obiettare alla guerra e alle armi, e dopo questa udienza conoscitiva abbiamo visto che anche il Comune di San Lazzaro si è attrezzato proprio per promuovere questa azione specifica in Commissione.
Abbiamo anche avuto modo di ascoltare la voce di rappresentanti di una società civile locale, perché sappiamo anche che questa azione di attualizzare l'obiezione di coscienza al servizio militare è in qualche modo ha all'interno anche di una accompagna nazionale, e quindi non solo di un'azione locale e regionale che si sta portando e territoriali e che si sta portando avanti ma anche appunto un'azione che promossa anche da a livello nazionale della campagna ripudia di Emergency.
In quell'occasione abbiamo anche avuto modo di ripercorrere quello che è appunto un lavoro che, da questo punto di vista, la società civile e porta avanti in un rapporto stabile con l'assessorato.
Alla pace, alla non violenza era presente l'assessore, Daniele Ara, ma abbiamo anche voluto valorizzare il lavoro svolto dalla delegate ai diritti umani, al dialogo interreligioso, al dialogo interreligioso e a,
Il dialogo interculturale, perché sono tutte deleghe che consentono di rafforzare quella che è un'azione che gli enti locali stanno portando avanti per promuovere.
Una cultura e una politica di pace e di non violenza nel dispositivo, invitiamo il Sindaco e la Giunta a valutare l'opportunità di avviare un percorso cittadino per far conoscere ai giovani il diritto all'obiezione di coscienza e le modalità per esercitarlo a condividere con la società civile interessata le modalità e i tempi con cui avviare tale iniziativa di conoscenza e sensibilizzazione, garantendole.
Adeguato rilievo mediatico,
A valutare la possibilità di diffondere l'iniziativa nei comuni della città metropolitana affinché possano adottare progetti analoghi a valutare la possibilità di raccordarsi con la Regione Emilia Romagna per ampliare il coinvolgimento dei Comuni del territorio. Riteniamo che questo ordine del giorno sia coerente e ho avuto anche modo di esplicitarlo nel corso del mio intervento di inizio seduta. Ma anche in Commissione. Sia coerente con il lavoro che si porta avanti con il coordinamento degli enti locali per la pace, di cui la nostra città è parte attiva e tra l'altro, nell'ultima riunione del coordinamento degli enti in realtà.
Locali per la pace. Era stato proprio anche chiesto al Sindaco di capaci di raccontare la propria esperienza nel suo Comune di riferimento. Ed è un lavoro importantissimo perché più le amministrazioni operano nei tempi, si possono mettere in campo azioni concrete, azioni istituzionali concrete che poi sono azioni che trovano e rafforzano l'alleanza con un mondo associativo.
E della città che da tanti anni e si adoperano affinché si possa attualizzare l'obiezione di coscienza. Noi sappiamo benissimo quanto sia attuale questa questa proposta, perché lobby, la leva militare in Italia e non è stata abolita è stata solo sospesa e quindi basterebbe un semplice decreto per farla.
Ah per farla riattivare, e sappiamo anche che ci sono stati in Europa che nell'anno né sospesa né abolita e che altri Stati hanno già, diciamo, sono adoperati proprio per ripristinarle, e l'Italia sta appunto il nostro Governo e discutendo proposte e sta ragionando proprio per introdurla, quindi è molto importante che ha.
Venga informata la cittadinanza e a tutti i giovani che ci sono, azioni che si possono mettere in campo per esercitare proprio un diritto di optare per il servizio civile universale e quindi per.
Obiettare alla guerra, alle armi e, per appunto,
I dirsi Faw favorevoli a un servizio civile,
Universale in uno scenario che sappiamo essere segnato da grandi, da grandi conflitti che ci preoccupano sempre più, dove gli accordi di pace.
Con cui che si proclamano restano sempre fragili, precari e contraddittorie, dove vediamo sempre più rischio io rischi di escalation armate, di nazionalismi, di disuguaglianze che aumentano.
E rischi in cui sempre più si va a fermare un paradigma e un'economia bellica in Commissione e anche nell'ordine del giorno abbiamo voluto citare le Invitalia, in realtà che abbiamo invitato beh, perché.
Noi sappiamo che questa azione di sensibilizzazione nella nostra città, città storicamente e portata avanti da portico della pace e da Pax Christi e il 1 gennaio 1000 del 2026, questa azione di obiezione di coscienza e della necessità proprio di attualizzare l'obiezione di coscienza al servizio militare è stata riproposta da un gruppo onde di quiescenza che abbiamo invitato insieme a parti della pace e insieme a PAS a Pax Christi in Commissione.
È stata una grande occasione anche per far sentire che la nostra città, prosieguo in un impegno che è sicuramente un impegno volto a promuovere politiche di pace e non violenza, ma soprattutto è intenzionata a proseguire. No, questo lavoro.
E a far sì che sempre più il lavoro degli assessorati e della e delle istituzioni locali in rete possa incidere realmente anche in scelte che a livello nazionale e a livello internazionale. Si stanno portando avanti ed è stata un'occasione anche per capire quanto la società civile e chiede alla politica e alle Istituzioni di lavorare sempre più in maniera programmatica in maniera sistematica per rendere le città i luoghi in cui educare alla pace e alla non violenza. È stata l'occasione per capire quanto c'è bisogno anche di investire in scelte che possano realmente applicare la nostra Costituzione. L'articolo 11 della nostra Costituzione dice che l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. E questa azione che vogliamo mettere in campo che stiamo diciamo discutendo in questo.
Ordine del giorno dimostra chiaramente che esistono strade che si possono scegliere per opporci a quella che è una deriva umanitaria.
In commi dopo la Commissione. Abbiamo visto che la Giunta attraverso le dichiarazioni delle dichiarazioni dell'assessore, Daniele Ara è pronta a recepire questo ordine del giorno e per noi è molto importante, anche in una città che porta avanti un impianto anche di.
Lavoro condiviso che si possa.
Sempre più condividere metodi e modalità con cui lanciare questo percorso e che ha bisogno di un forte.
Appoggio mediatico e quindi in questo l'abbiamo voluto sollecitare, nell'ordine del giorno che si condividano modalità e tempi, appunto con quella che è la nostra città, abbiamo perché comunque anche il Comune, il Sindaco di Capaci ha raccontato che aveva.
Realizzato un'assemblea cittadina aveva notato che nessuno sapeva, ad esempio, che il la leva militare, il servizio militare, era stato soltanto.
Abu Hol è sospeso e non ha abolito e quindi parlare oggi di obiezione.
E di coscienza al servizio militare è sicuramente all'interno anche di un contesto di trasparenza e informazione che le amministrazioni sono tenute a dare appunto ai cittadini, e quindi riteniamo che sia proprio anche coerente e sia proprio anche un principio costituzionale che che si pratica e in questo modo ovviamente nell'ordine del giorno abbiamo voluto riportare anche quelli che sono gli articoli.
Della Costituzione. Il riferimento alla legge di obiezione di coscienza.
E abbiamo anche in qualche modo ho voluto ricordare che la nostra città e medaglia d'oro al valor militare alla resistenza e che la pace, ebbene primario e abbiamo chiaramente riportato anche l'articolo 11 della Costituzione, voglio ringraziare le Commissioni, quindi il Presidente Guider, la Presidente Porpora Marcasciano, voglio ringraziare chi con me ha firmato l'ordine del giorno, quindi la collega Rita Monticelli delegate ai diritti umani e anche lo stesso Maurizio Geiger.
Siid Negash Tarsitano e Davide Celli, che in Commissione ha proprio chiesto di apportare la sua firma, e ringrazio anche chi vorrà intervenire anche sia per arricchire il dibattito, ma anche per sottoscrivere l'ordine del giorno. Grazie.
Grazie consigliera, ora la parola alla consigliera Marcasciano, prego.
Grazie Presidente, grazie al Consigliere Di Pietro.
E al Presidente Geiger della quinta Commissione,
Che, in congiunta con la settima, mi ha permesso di ha permesso di sapere me ne assumo le responsabilità, che la leva al servizio di leva era sospeso e non annullato, lo dico sinceramente, ma penso di parlare a nome de della stragrande maggioranza, credo degli italiani che il militare è qualcosa che appartiene al passato ne parlo anche perché personalmente sono stata obiettore, obiettrice di coscienza, e ho fatto il servizio civile,
Nel lontano 1981. Mi sarei potuta appellare al quella famosa, sana e robusta costituzione che non avevo che ha, per la quale avrei potuto chiedere il famoso articolo 28, quindi la dichiarazione di omosessualità che mi sottraeva al alla leva, ma non l'ho voluto fare. Ho fatto il servizio civile esattamente presso Italia Nostra. L'associazione per la protezione dei beni culturali e artistici ambientali tra l'81 e l'82.
Aver scoperto, grazie anche al Sindaco di capaci che era in Commissione e che ho saputo solo ora essere qui in presenza stamattina,
Mi mi mi ha fatto riflettere anch'soprattutto perché parlando specialmente con le nuove generazioni e in questo periodo succede spesso ho visto i conflitti e le guerre assurde tragiche che stanno ci stanno colpendo più o meno da vicino e in gara in molte parti del mondo che molte persone non non sono a conoscenza di di questo è che i Comuni ogni anno inviano l'elenco dei appunto dei due diciassettenni validi, essa ha di sana e robusta costituzione trovi ottengo, ci tengo a sottolinearlo perché ha un significato molto preciso, ecco sulla questione, quindi, quello che è venuto fuori dalla dalla Commissione e richiesta dalla collega,
Di Pietro, credo sia molto importante in questo periodo sia molto importante per una città, un Comune come Bologna che e contro la guerra ce l'ha scritto nel suo Statuto nelle sue,
Azioni.
E ha, come dire, ha messo in evidenza quello, lo dico lo l'ho detto per prima non non sapevo, pensavo che dal 1 gennaio 2005 fosse finito il servizio militare non era una cosa che mi ha riguardato, lo ripeto perché ero contro la guerra euro contro un sistema di guerra.
E ho fatto appello alla l'obiezione di coscienza in un periodo in cui non era facile lo dico e lo sottolineo perché il valore della della pace e il valore del pacifismo era qualcosa che molti di noi era radicato, era introiettato.
Quindi sono stata molto orgogliosa di aver fatto il mio non di aver essermi dichiarato omosessuale perché era un po' come dichiarare il segreto di Pulcinella, ma proprio di essere utile e servire in un altro modo l'ho fatto l'ho detto con un'associazione.
Molto importante all'epoca era, come dire, molto ben strutturata e in cui mi son trovata a mio agio in un periodo in cui persone come me non era scontato si sentissero a loro agio, ecco, io ho avuto anche questa fortuna, è la fortuna, soprattutto e qui chiudo di apprezzare,
La possibilità dell'obiezione di opporsi alla guerra, perché la guerra è l'espressione dell'odio e la e la tragedia massima dell'umanità su cui ci si ricade sempre, e questo è brutto da dire, ma purtroppo è la verità.
L'umanità non non riesce a leggere la storia, non la guardano la vede e poi mette in moto dei meccanismi che purtroppo ci riportano lì, dove ogni volta diciamo di non voler cedere, di non volere più ritornare.
Degli esempi non sono serviti a nulla, può servire però la nostra coscienza, la nostra obiezione di coscienza può servire il nostro no alla guerra senza se e senza ma, negli anni 60 e 70 era uno dei nostri slogan più urlati.
Quello del fatto e la pace, fate l'amore, non la guerra è uno slogan che ha prodotto sempre con me, perché mi appartiene.
E non mi prolungo quindi scontato il mio voto a favore dell'ordine del giorno, l'ho sottoscritto e anche quello del nostro gruppo.
Consigliere Geiger, prego.
Sì, grazie Presidente, anch'io intervengo, stimolato insomma dalle parole della collega Porpora Marcasciano e dalla presentazione.
E della collega Di Pietro sull'ordine del giorno che, come ci ricordava lei, Presidente, in apertura è stato come dire.
Promosso durante la seduta della sesta Commissione consiliare di mercoledì scorso, dove abbiamo potuto ospitare, oltre che la rete, insomma di di di Pax, Christi del portico della pace, anche la testimonianza del Sindaco di Capaci Puccio che abbiamo incontrato questa mattina e siamo stati insomma accontenti di accogliere in questa casa dei cittadini bolognesi. Devo dire che che quando è nata insomma la la, la proposta di udienza conoscitiva della collega Di Pietro e da quando così nata, anche l'esigenza di mettere giù un ordine del giorno sottoscritto appunto da da da Antonella e insieme a alla collega Monticelli e vi ho voluto sottoscrivere immediatamente il contro i loro l'ordine del giorno, perché lo ritenevo un testo più che condivisibile, insomma, e che mi ha fatto anche un po' tornare e alla memoria un pezzo del mio percorso, diciamo personale che ho potuto anche in brevità, testimoniare in occasione appunto durante i lavori della Commissione, consiliare chi, come me, insomma, ha avuto un trascorso e una formazione anche cattolica non può non aver conosciuto e don Lorenzo Milani e con don Lorenzo Milani, non può non aver letto insomma le lettere e che De Lorenzo, per cui don Lorenzo Milani di Stato esatto è diventato famoso in realtà lo era lo era già, ma la lettera dei cappellani militari che poi diede, diciamo il via ad un processo che in qualche modo consegnò.
E con una sentenza di colpevolezza.
Il comportamento, insomma di don Milani alla memoria, insomma, di questa della storia del nostro Paese. Insomma, è una lettera che ha dei contenuti molto interessanti, ancora molto attuali, che se non avete fatto e sono di consiglio di leggere perché è una lettera davvero toccante che, come dire, ci aiuta a riflettere sul significato e della pace, sulla sul perché e dell'atteggiamento su sul perché nasce, diciamo il movimento non violento e sul significato di ovvie di di obiezione che è stato poi, come dire, inserito dentro l'ordinamento dello Stato e accettato solamente di recente, non nel senso che, ovviamente, quando.
Nel 1965 don Lorenzo Milani scrive quella lettera ai cappellani militari, lo fa in risposta ad un comunicato e che i cappellani militari nel 1965 misero accusando i giovani italiani che obiettavano, che erano obiettori di coscienza di essere dei fili,
E il loro difesa, appunto attraverso questa lettera, don Lorenzo Milani cerca, come dire, di di di di, di mettere a posto, intanto il significato di di obiezione. Cerca di raccontare che cos'è per lui no alla fede cattolica, quindi quali sono i contenuti del del Vangelo e il perché, secondo lui i sacerdoti e non sarebbero dovuti non avrebbero dovuto prendere parte ad alcun conflitto e quindi, come dire, nemmeno ottenere no per un esercito o per la o per la, però o per un altro esercito, insomma, perché ovviamente la funzione del del sacerdozio era una funzione che doveva essere ben lontano da quel modo di interpretare la propria nel proprio.
Mah Ministero, insomma, e da quella lettera, dove appunto DeLorenzo Milani ricorda.
Che, insomma, le le le non è importante e se la persona si parla ovviamente delle dell'Esercito italiano, no, perché si è ovviamente quello era il tema del contendere si parla di obiezione quando ovviamente i giovani si rifiutavano o obiettavano sulla su, su un ordine che veniva loro impartito e che è stato come dire,
Diciamo anche oggetto, diciamo nella storia del 900, insomma, ci ha insegnato che gli orrori, no più grandi sono stati spesso compiuti da persone che si sono giustificato dicendo appunto semplicemente eseguivo degli ordini no e De Lorenzo Milani, in questa lettera ci ricorda che non è che, come dire, si deve in questo caso dare un giudizio su chi impartisce un ordine però, insomma, ognuno di noi e ognuno delle persone che in quel caso, nell'esercito, non svolgeva servizio militare, avrebbe dovuto interrogarsi sul significato dell'ordine che veniva impartito e quindi se quell'ordine fosse giusto o meno, quindi diciamo che dentro la lettera vi sono anche, diciamo, dei ragionamenti e che ci interrogano sul significato di di di giustizia, sul sulla contrapposizione, col significato di legalità, no che spesso e volentieri noi portiamo, come dire, rappresentiamo insieme ma che, come dire hanno, diciamo, son due percorsi, diciamo completi in qualche modo diversi che devono. È un rapporto, insomma tra quello della legalità e della giustizia, così come c'è un rapporto tra autorità e responsabilità e tra dovere e coscienza e ci spiega in questa lettera don Lorenzo Milani che l'obiezione di coscienza non è il rifiuto della della comunità, quindi, semmai la disponibilità, diciamo anche a pagare personalmente il prezzo delle proprie convinzioni morali, quando queste sono orientate alla tutela della dignità umana e dei principi costituzionali, allora, dei tempi in cui il, il conformismo e anche il rischio di partecipare a dei conflitti e un diventano sempre insomma spesso più frequenti e rischiano anche di prevalere sul sul pensiero critico ricordare anche questa lettera b diciamo ai cappellani militari con questo assunto, che è appunto l'obbedienza, non è più una virtù, significa riaffida riaffermare che educare i cittadini non non vuol dire formare persone che obbediscono sempre, ma persone che sanno distinguere il giusto dall'ingiusto, assumendosi la responsabilità delle scelte che compiono. Quindi io penso che il contenuto di questo ordine del giorno che oggi siamo chiamati a discutere, che io spero raccoglierà o l'unanimità, ci consente appunto di ragionare su questo,
E su questo sul significato di questa lettera. L'attualizza in qualche modo e credo che sia come dire che che che questo rappresenti anche per noi un'occasione per ragionare sul periodo storico che stiamo attraversando, come dicevo poco fa e lo diciamo in tanti e spesso lo leggiamo purtroppo spesso anche sui sui quotidiani, insomma, rischia di diventare un periodo molto caldo nella storia del nostro Paese. Se vogliamo che il come dire la guerra torni ad essere un un solo un ricordo. Dobbiamo tutti impegnarci finché questo che significato di queste parole vengono appunto attualizzate, ci aiutino a conservare anche il senso, come dire lo stesso dell'umanità e.
Come dire a consentirci di far vivere i valori della Costituzione in cui, come abbiamo ricordato, come ricordato prima anche dal consigliere Di Pietro, ripudiamo la guerra come appunto strumento di offeso come risoluzione, ma anche come strumento per la risoluzione dei dei conflitti. Quindi io voglio ringraziare da qui, da quest'Aula e il Sindaco Puccio di capace perché ha avuto questa,
Idea, no di intanto, come dire, in interrogarsi e informare i propri cittadini e che la leva non è semplicemente sospesa, non è stata abrogata. Quindi siamo in un periodo storico di, diciamo, di limbo e quindi le liste dei ragazzi che possono,
Appunto, che potrebbero potenzialmente entrare nell'esercito, devono ancora essere consegnato dai Comuni.
Al Ministero e.
E qui e voglio anche ringraziare il Comune di San Lazzaro, perché proprio nei giorni immediatamente successivi alla Commissione a ASM sottoscritto, hai fatto su un ordine del giorno dove si aderisce alla campagna di Emergency dove sostanzialmente, come dire di ci dicevano, si dicono le stesse cose che oggi andiamo a votare come come Consiglio comunale di Bologna, quindi questo penso che sia una cosa molto importante e quindi auguro a tutte e a tutti insomma un buon proseguimento di dibattito. Ho visto che ci sono diversi colleghi diversi colleghi iscritti a parlare e insomma, spero che tutti noi, insomma, che da questo gesto che facciamo sapremo trarre i necessari insegnamenti è un'occasione per riprendere in mano alcuni testi come quello che cita che ho citato prima che fanno ancora parte, diciamo, della cultura del nostro Paese, che possono anche servirci per ragionare né verso il futuro grazie.
Grazie, consigliere Ghera nella parola, va al Consigliere Cima, prego.
Grazie, Presidente mah, annuncio molto volentieri il mio voto favorevole su un ordine del giorno come questo, che io considero molto utile e tempestivo, soprattutto, quindi ringrazio il lavoro che è stato fatto per presentare questo ordine del giorno, un ordine del giorno che si inserisce chiaramente in un non dibattito sulla reintroduzione della leva obbligatoria perché sappiamo tutti che è un tema su cui a vari livelli si sta parlando ma che in realtà è al di fuori da quello che invece è un dibattito politico che si deve fare, perché non possiamo pensare che questo sia un argomento che vada così come dire in cavalleria, è un tema serissimo e questo ordine del giorno, questo dibattito che noi apriamo al Comune di Bologna, dopo il Comune di San Lazzaro, dopo il Comune di Capaci, è una risposta seria a questo non dibattito. È utile ricordare, come è stato fatto, che l'ordinamento italiano già offre strumenti, l'obiezione di coscienza al servizio civile universale, che permettono ai cittadini di declinare il proprio dovere costituzionale di difesa della patria in forme non armate, strumenti che esistono, che sono vigenti e che Giovanni banalmente non conoscono. Io sarei abbastanza curioso di vedere la reazione inviso o di un diciassettenne a cui gli venga detto guarda che tu il tuo nome viene dato al Ministero della difesa perché tu sei potenzialmente un soldato. Vorrei proprio vedere la faccia quando gli dice una cosa del genere e.
Ed è un ordine del giorno che credo possa essere molto utile proprio a questo, cioè a fare quantomeno informazione a parlarne.
L'altro elemento che vorrei sottolineare è che noi stiamo facendo questi ragionamenti in un clima culturale che anche qui, come diceva giustamente il collega Geiger, dà per scontato tutta una serie di elementi. L'Italia è un Paese che non conosce la guerra da oltre 80 anni, ottant'anni di pace sono una conquista straordinaria, costruita su macerie reali fisiche ed umane. La nostra generazione non ha la più pallida idea di che cosa significhi una guerra. Eppure nel dibattito pubblico noi sentiamo serenamente tranquillamente parlare di guerra come se fosse una cosa normale. No, si parla di riarmo, si parla di chiamata alle armi e tutto questo viene trattato con una superficialità quasi da da da Risiko, no da gioco di da tavolo in una una, una superficialità che io trovo francamente angosciante. Io l'ho detto spesso nei miei interventi quando intervengo sul dibattito che c'è attualmente sul sulla riforma del quadro finanziario europeo.
Noi stiamo a livello comunitario decidendo di convogliare la maggior parte del bilancio comunitario al riarmo.
Stiamo costruendo l'industria delle armi a livello europeo, poi ci saranno delle logiche, ci sono delle ragioni, ma non ne parliamo, lo diamo per scontato.
Tanto è una roba che succede là, il bilancio ci riguardano, non ci riguarda, ma in realtà lo stiamo facendo, noi cittadini europei, stiamo sostenendo il riarmo europeo, ci va bene, sì, no, niente tutto passa, così come se la pace fosse uno stato naturale.
Reversibile, non si capisce se in realtà, come dire, sta lì e non invece il risultato fragile di scelte politiche precise, azioni che si sono costruite nel tempo per avere la pace, chi ha 80 anni e non sono tantissimi, purtroppo oggi quelli che hanno visto la guerra lo sanno bene, noi stiamo assistendo alla scomparsa della generazione che la guerra l'ha vissuta e quindi, in un certo senso, anche perdendo un po' quella memoria, che a vent'anni oggi, comprensibilmente, non ha quel tipo di memoria ed è proprio per questo che invece le istituzioni, come la nostra, hanno il dovere di alimentare.
Un dibattito che non sia superficiali su questi temi, compreso quello appunto dell'obiezione di coscienza, una visione oltretutto che anche qui ce lo dimentichiamo a risorse, date, procedere in una direzione piuttosto che in un'altra, quando parliamo di riarmo che ha un costo perché sottrae risorse al welfare sottrarre forse alla transizione ecologica alla coesione sociale e soprattutto una volta di più ignora che esistono delle forme di difesa,
Che sono quelle civili sono quelle diplomatiche, sono quelle istituzionali, sono quelli del diritto internazionale, che oggi viene tranquillamente e serenamente calpestato, che invece potrebbero essere rafforzate perché quel quelle forme di difesa che hanno invece costruito il sistema di pace di cui oggi noi godiamo, quindi, questo non è un ordine del giorno di pacifismo ingenuo, magari qualcuno potrebbe pensare, sono sicuro che qualcuno lo sta pensando. E invece un'idea che la difesa della comunità si possa organizzare, anche senza mettere un fucile in mano di sostenne. Il Comune. Il nostro Comune giustamente deve sostenere la diffusione di questo tipo di informazione attraverso.
I propri canali istituzionali. Infine, trovo giusto l'idea, appunto di cominciare a diffondere l'ordine del giorno sugli altri comuni della Città metropolitana e, possibilmente costruendo anche una rete di Comuni emiliani romagnoli che so che è in fase di ragionamento, ma non ancora non ha ancora preso preso piede, ma che sicuramente, visto che dai Comuni dei territori sempre di più partono determinate sensibilità che sembrano non esserci a livello nazionale, quindi necessario, utile e opportuno che siano i Comuni e i territori e le persone più vicine al rapporto coi cittadini a promuovere questi concetti che, ripeto, possono sembrare scontate semplici, ma che se non ricominciamo a man a, come dire a riportare nel dibattito, alla consapevolezza, ritorna a dire approvate a dire un diciassettenne che lui ha un nome che viene destinato dal Ministero della difesa potenzialmente ad un corpo di difesa, questo manco sa di cosa stiamo parlando. Forse è opportuno che lo rispediamo quindi bene che appunto anche attraverso altri Comuni, attraverso un lavoro che si può fare in rete con altri Comuni, questi argomenti vengano diffusi e discussi il più possibile grazie.
Allora, Consigliere Giordani, prego.
Grazie Presidente.
Allora questo argomento sinceramente mi sembra molto un processo alle intenzioni, in questo momento la leva è sospesa, è vero che in Europa c'è una forte discussione, proprio viste le tensioni internazionali che stanno accadendo e in Europa c'è una forte discussione, c'è un discorso di riarmo generalizzato e non per volontà di una certa parte politica.
Anzi, ricordo che la maggioranza in Europa.
La Presidente von der Leyen tendenzialmente è sostenuta più da una realtà di centro centrosinistra che di centro centrodestra, per cui certe valutazioni vengono fatte. Consentitemi il termine a 360 gradi. Il discorso dello, un servizio civile dell'obiezione di coscienza Zaki ha la mia età. Personalmente io mi ricordo che non era una cosa nascosta, che erano, non erano un qualcosa che non si poteva fare o che Nephew o che veniva vista. Soprattutto capisco gli anni 80, quello che diceva la collega ma già a metà degli anni 90 era un qualcosa di molto praticato, soprattutto magari da chi faceva l'università e quant'altro, per cui non c'era un attacco, non c'era un ghettizzare, chi decideva di svolgere il servizio civile o di aderire all'obiezione di coscienza era un qualcosa che era ben conosciuto e noi ragazzini noi ragazzi eravamo ben consci di quello che potevamo o non potevamo fare il discorso che l Italia giustamente ripudia la guerra come offesa, ma nell'articolo 52 che bene avete fatto a ricordare, sancisce che la difesa della patria è un sacro dovere del cittadino e non penso che possano bastare in situazioni come son capitate a dei Paesi nostri vicini. Purtroppo, ultimamente solo le bandierine o gli striscioni per favore, fermatevi, ragioniamo allora eh,
Io penso che.
Il discorso fatto da anche dal sindaco di Capaci, il discorsi che in certe situazioni vengono fatte, non voglio dire che si erano attacca l'esercito, ma siano un qualcosa che voglia sminuire l'importanza dell'esercito, dei carabinieri di determinate delle forze dell'ordine, come che fosse un qualcosa di inutile da superare e così non è perché noi, alle forze dell'ordine, noi all'esercito ci appoggiamo in tantissime situazioni, magari situazioni spiacevoli, che possono essere le calamità naturali, le problematiche legate determinati eventi, dove serve l'intervento di alcune forze che definiamo le forze speciali, dove serve una determinata attrezzatura dove serve una determinata una determinata preparazione, noi, con le norme nostre forze e dell'esercito, partecipiamo consapevolmente e convintamente a delle azioni.
Di enti come la NATO, enti come l'ONU sovranazionali per cercare di mitigare dei conflitti che ci sono in certe zone del mondo. Questi enti adesso sono quelli che venne viene detto giustamente che sono in un momento di crisi, perché sta tornando a valere il discorso della forza, ma purtroppo il discorso della porta lo si ferma anche o lo si limita, anche se certe strutture sovranazionali tornano ad avere un ruolo e un peso specifico, cioè il.
L'Europa la NATO, l'ONU devono tornare a contare e possono farlo anche con passatemi il termine, la forza militare. Allora io capisco quello che vien detto io in primis ho dei figli, sarei entusiasta se mio figlio, che adesso ha 19 anni, tornasse a fare il militare, per certi versi sì, per altri sarei sicuramente spaventato perché perché quando io ho fatto il militare nel 91 non si erano, non sembrava ci fossero rischi, anzi, era appena caduto il muro di Berlino, eravamo tutti contenti, tutto bello, adesso è un'altra epoca per cui probabilmente sarei il primo a essere spaventato. D'altro canto, però, potrebbe anche avere dei vantaggi sia fare l'obiezione di coscienza, per cui fare qualche forse un anno, no, ma qualche mese di servizio civile piuttosto che qualche mese di servizio militare, anche per insegnare diritti e doveri, soprattutto doveri, perché i ragazzi dosi possono avere anche bisogno di e capire che esistono anche i doveri, cosa che in questo momento è complicato, anche perché il genitore far capire ai propri figli, per cui sinceramente mi sembra un po' troppo. Non voglio offendere nessuno demagogico quest'ordine del giorno, direi, gonfiamo i palloncini è tutto bello, ci si ci fermiamo.
Penso che non abbia senso è giusto insegnare è giusto, info, scusate non insegnare informare ma ripeto, l'informazione sul sul servizio civile sull'obiezione di coscienza non è mai mancata, in questo momento peraltro.
Mi sembra che non si sia ancora un problema fra virgolette, il problema di ripresa del servizio militare nel breve termine è una questione di cui l'Italia può e deve tornare a parlare, ma perché fa parte di una serie di sistemi internazionali Europa NATO, ONU per cui non si può esimere perché non è che possiamo prendere questi sistemi, queste strutture sovranazionali, quando ci fa comodo e non quando non si fa comodo, dobbiamo essere protagonisti in tutte le situazioni. Di conseguenza, io ritengo che l'Italia, anche dal punto di vista militare, debba essere protagonista e quest'ordine del giorno, ripeto, purtroppo non non mi convince per queste motivazioni. Grazie.
Consigliere, prego.
Grazie Presidente, viviamo in un tempo in cui la guerra sembra essere tornata a essere considerata una soluzione, la pace, una cosa non buona, assistiamo ogni giorno a conflitti che devastano popoli, distruggono città, cancellano vite innocenti, vediamo crescere le spese militari, mentre diminuiscono gli investimenti nella scuola, nella sanità, nella cooperazione internazionale la logica,
Del riarmo viene presentata come inevitabile quasi fosse una legge della natura, ma non è così, è una scelta politica e ogni scelta politica può essere cambiata. Gli accordi di pace sono fragili perché troppo spesso vengono costruiti sull'equilibrio degli interessi economici e geopolitici, non sulla giustizia, e quando il profitto dell'industria bellica diventa una priorità, a pagare sono sempre gli stessi, i civili, i bambini e gli ultimi.
Per questo è importante che Bologna, la nostra città, medaglia d'oro della Resistenza, riaffermi la propria vocazione di città, della pace e della non violenza, la non violenza molto importante, una città che ha saputo trasformare il dolore della guerra in cultura democratica, solidale, aperta al dialogo,
La nostra Costituzione afferma l'articolo 11, come si citava, che l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, quel verbo ripudia non significa semplicemente non gradisce, significa rifiuta respinge, considera incompatibile con la propria identità repubblicana qualcuno richiama giustamente l'articolo 52,
Secondo cui la difesa della patria è sacro dovere del cittadino.
Ma la nostra stessa Costituzione, grazie anche all'evoluzione della giurisprudenza della Corte costituzionale, ci dice che è la patria, si può difendere anche senza impugnare un'arma.
La sentenza del numero 164 dell'85 ha riconosciuto pari dignità costituzionale alle libertà di coscienza.
È la legge 230 del 98 ha finalmente trasformato l'obiezione di coscienza in un diritto soggettivo di ognuno di noi.
Questo diritto non nasce da una fuga dalla responsabilità, nasce da una responsabilità ancor più grande.
Quella di non uccidere un'altra vita,
E qui vorrei richiamare una delle pagine più alte della coscienza civile italiana, come è stato detto prima, la lettera dei cappellani militari don mila Lorenzo Milani, che, dopo la lettera della professoressa è stato un insegnamento per tutti i sessantottini nel 65 alcuni cappellani militari definiscono gli obiettori di coscienza vili estranea al comandamento cristiano e dell'amore don Milani rispose con parole che ancora oggi interrogano ciascuno di noi. L'obbedienza non è più una virtù con questa frase, spesso citata, ma non sempre è compresa. Don Milani non invitava alla disobbedienza fine a se stessa, affermava un principio fondamentale della democrazia.
La coscienza personale non può essere annullata dall'Autorità quando l'Autorità chiede di rinunciare all'umanità, questo lo vediamo anche in tanti genocidi o in altre situazioni,
Nella sua lettera scriveva anche e questa è una frase che mi piace tanto citare se voi però avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri, allora io reclamo il diritto di dividerlo in diseredati e oppressi, da un lato privilegiati e oppressori dall'altro è una lezione straordinaria ci ricorda che la vera fedeltà non è verso i confini ma verso la dignità della persona umana che il nemico non è il ragazzo nato dall'altra parte di una frontiera ma la guerra stessa.
Don Milani e pagò, come diceva anche il mio collega Geiger personalmente questa scelta fu processato per apologia di reato.
E tutti i suoi ragazzi hanno sofferto per questo è porre la storia, gli ha dato ragione oggi l'obiezione di coscienza riconosciuta dalla Repubblica proprio grazie al coraggio di uomini e donne che hanno saputo anteporre la coscienza all'obbedienza cieca e ci sono anche tanti hanno nella nostra città sono anche tra i fondatori di questo comitato per questo l'iniziativa proposta oggi non è contro qualcuno, non è contro le Forze armate, come si diceva prima, non è contro chi sceglie liberamente il servizio militare,
È semplicemente a favore della libertà di coscienza, della conoscenza dei diritti e della costruzione di una cultura della pace molto importante, informare i giovani che esiste il diritto all'obiezione di coscienza significa renderli cittadini più consapevoli e non cittadini meno responsabili, significa dire loro che la Repubblica offre più di un modo per servire il Paese con le armi se la legge lo prevede e la coscienza lo consente. Eppure attraverso il servizio civile universale, la solidarietà, la Protezione civile,
La cura delle persone e di tutti i nostri beni comuni, in un tempo in cui si torna a perfino a discutere della reintroduzione della leva militare,
Questa informazione diventa ancora più necessaria.
Dobbiamo fare una campagna in tutta la città per informare di questo la pace non nasce il giorno in cui si firma un trattato, nasce molte prima nelle scuole, nelle amministrazioni locali, nelle associazioni, nelle famiglie, nasce quando insegniamo ai ragazzi che il coraggio non è sparare ma costruire ponti, che la forza non è dominare, ma dialogare, che la sicurezza non si misura non si misura dal numero dei carri armati, ma dalla qualità della giustizia sociale. Nessuno deve rimanere indietro, Bologna può essere ancora una volta un esempio per il Paese. Può dire che l'euro, che organizzare la speranza non è un'utopia, ma è un dovere politico, può affermare che la pace non è neutralità davanti all'ingiustizia, ma impegno quotidiano per rimuoverne le cause.
Per queste ragioni voterò convintamente a favore di questo ordine del giorno che abbiamo firmato, assieme alla consigliera di Di Pietro e la consigliera Montin Monticelli, perché ogni guerra comincia quando qualcuno convince i giovani, che uccidere sia inevitabile, non lo è uccidere e evitabile, ma ogni pace comincia quando qualcuno insegna loro che esiste sempre un'altra strada e quella strada passa dalla coscienza dalla responsabilità.
E, più di tutto, dalla libertà, grazie.
Grazie Consigliere, la parola va al Consigliere Monticelli, prego,
Grazie Presidente, io parto dal discorso che ha appena fatto il collega Sydney AGAC, la ringrazio per questo ordine del giorno, chi vi ha collaborato e ringrazio anche che che ha anche obiettato rispetto ad alcune alcune parti di questo ordine del giorno io infatti voglio iniziare cercando di essere più onesta possibile e dicendo che,
E anche per me è difficile, è stato difficile prendere una decisione su questa, su questo tema lo dico per onestà intellettuale.
E in realtà ho ho dato questa è la mia adesione come delegata ai diritti umani, credendo invece nell'utopia.
E che è una cosa in cui io credo molto, cioè nell'utopia concreta, cioè la speranza che ci possano essere sempre soluzioni non violente e sul rispetto della libertà delle persone, della loro coscienza.
Per la pace e quindi alla riproduzione, non non della guerra che la pace, è possibile che non sia soltanto una tregua tra due guerre vicine e quindi credono in un'utopia concreta, cioè qualcosa che può prendere forma solo attraverso le nostre scelte politiche, culturali e sociali penso che il cammino sia molto lungo e penso che l'utopia c'è una orizzonte a cui tendere, penso AN sblocca tanti filosofi,
Perché ci hanno che ci hanno preceduto e infatti mi dispiace sentir parlare di utopia in senso negativo. Io credo che invece l'utopia sia un nostro modo di immaginare possibilità reali e concrete e di cui conosciamo già le radici si sono già i semi nella nostra realtà, dobbiamo soltanto coltivarli e coltivare e coltivare la speranza della pace e credono il nostro, è un nostro dovere. Per questo io vorrei vorrei anche dire che quando si parla di obiezione di coscienza, bisogna anche e di servizio civile e io credo che sia molto importante chiarire che l'obiezione di coscienza e il servizio civile non è un modo per sfuggire alla leva, io mi dispiace dirlo, però io credo che sia molto importante dirlo. È invece una responsabilità enorme che dobbiamo trasmettere ai nostri figli, alle nuove generazioni. Una responsabilità enorme è un dovere molto forte e sono d'accordo che si debba imparare anche a rispettare il dovere, il dovere di sei, il dovere della propria della propria formazione. Per questo io credo che l'alternativa alla all'ovvie all'alt, alla leva e che è vero che in questo momento è sospeso l'obbligo, ma se ne sta parlando, si sta parlando di un ritorno dell'obbligo la leva almeno in diversi in diverse forme, anche nazionale e anche trasversale, e quindi credo che ci sia la necessità di parlare di un'obiezione di coscienza e del e del e della sostituzione e di questo attraverso il servizio civile in modo molto serio, molto chiaro dove la parola dovere non sia sostituita qualcos'altro, ma anzi venga rafforzato ancora di più ed è il dovere di credere nella pace, di creare gli strumenti culturali, sociali, umani, io credo che questi doveri culturali, umani, sociali, politici di chi fa il servizio civile siano ancora più forte di tutti gli altri doveri non è un'alternativa, è proprio una presa di posizione reale umana che crede nella nella pace, crede nella giustizia, ma per fare questo la pace e la giustizia non possono essere parole vaghe,
Debbono essere fondate su una cultura molto profonda e credo che noi amministratori, noi Comune di Bologna abbiamo il dovere di formare questa cultura sia dalle scuole, dalle piccole alle grandi fino alla all'università. Mi viene in mente e io parlo di quello che so e mi viene in mente nella mia formazione quanto sia stato importante, per esempio, il pensiero di Edward Said rispetto ai diritti umani, non la pace, la pace nel Medio Oriente e, vista, ecco, è conosciuta come una pace impossibile, ma ha la sua visione del mondo, proponeva una pace possibile attraverso una rielaborazione di quella che è stata la storia, la cultura, la memoria, io credo che tutti questi temi la memoria, la pace e la giustizia siano tutti i temi da approfondire e da studiare e sarebbe bellissimo farlo insieme per chi sceglie la alalà di fare la la, la la, l'obiezione di coscienza e fare una un'alternativa con il lavoro civile.
E credo che quindi sia un dov'ero ancora più forte e credo che nel ripresentare questo ordine del giorno ci sia la consapevolezza di un nostro dovere politico ancora più cogente. È ancora più importante di di di dare una formazione ed un'educazione al senso del dovere, al senso della della del rispetto al senso della della pace come un percorso che nasce anche dalle scelte individuali collettive, indipendentemente individuali e collettive e per questa ragione io credo che siamo anche il collegamento che noi facciamo tra la sicurezza e la pace, non nasce dall'equilibrio delle armi, nasce dalla giustizia sociale, dobbiamo spiegare che cos'è.
Dalla cooperazione internazionale, e anche questo è un punto importante dalla diplomazia, anche un altro punto che adesso ci sta sfuggendo sempre di più dalla tutela dei diritti umani e insegnare cosa sono i diritti umani e come sono declinati dalla nostra Costituzione e che viene sempre vista come un punto di riferimento. C'è già tutto nella nostra Costituzione, semplicemente spesso non viene, non viene applicata o viene applicata male, e infatti la le ripudia la guerra. Credo che la parola ripudia se una delle più forti di tutta la nostra Costituzione e ovviamente io sono consapevole, non solo così naïf da non distinguere tra una guerra di offesa di attacco alla guerra di difesa, ma sono anche molto consapevole di cosa è diventata, di che cos'è la guerra di prevenzione. Abbiamo visto una una cosa terribile terribile, una giustificazione alla alla guerra, alla violenza, alla forza del potere maggiore contro popoli, spesso in situazioni di maggiore e di maggiore incapacità, e questo davvero mi AMIA, mi colpisce e mi fa male a partire dal 1990,
Dall'Iraq dalla guerra di prevenzione, adesso anche alla prevenzione che vuole fare e che ha fatto Trump in in in Iran, prevenzione di che cosa cosa cosa significa un attacco? Sicuramente non stiamo parlando della guerra, ma per meglio attacchi alla guerra sono ormai sovrapposti. Ecco quindi questo discorso della guerra di prevenzione. Va veramente spiegato una cosa che la nostra Costituzione ripudia va veramente detto ai nostri giovani aveva veramente studiato tutto questo non è il mondo, sta andando veramente a una a una deriva atroce di di violenza. Faccio mie le parole visto che è stato citato Don Milani, faccio le mie le parole del portavoce del Vaticano Parolin, che parla esattamente di questo di come le guerre di prevenzione. Stiamo distruggendo il mondo allora, se crediamo nella vita, se crediamo nell'umanità, io credo che dobbiamo essere molto attenti quando parliamo di questi di questi temi e di questi argomenti non sono così netti da pensare che in questo momento ci sono, ci sono, ci sono le azioni che sono state attaccate. Cosa significa in questo caso disarmo. Cosa significa in questo in questa situazione, parlare di pace e non ne sono assolutamente consapevole che il discorso è gravissimo, difficilissimo, ma proprio per questo credo che bisogna cominciare a farlo ed è questo per cui ho dato l'adesione a questo ordine del giorno, convinta sempre di più che il servizio civile debba servire a costruire la stessa, la persona come forza interiore, come se ripeto, perché mi ha molto colpito come come ancora di più forte il senso del dovere che sia socialmente nella nostra, nella nostra quotidianità e nella nostra vita, a parlare di di di questioni enormi, è importantissimo, ma serve anche partire da dove si è e quindi io credo che questo sia un punto importante e voterò questo ordine che abbiamo anche ho anche sottoscritto.
Sperando davvero con la consapevolezza che l'utopia è per raggiungerla. Si passa da una quotidianità e dal vedere all'orizzonte qualcosa che anche non si era non si era ancora prospettato, non è stato ancora sperimentato, ma che vale la pena provare a inseguire, e questo, secondo me, è anche davvero insegnare ai giovani che la il servizio civile è davvero un'esperienza profondo importante e quindi dobbiamo dare fare comunicazione anche su cosa significa il servizio civile. Io ci credo molto, questo perché non è assolutamente, è stato detto prima rispetto alle nostre Forze dell'ordine, ai Carabinieri Polizia noi abbiamo una grandissimo rispetto, almeno moltissimo rispetto.
E e gratitudine non non non c'entra con la nostra con anzi non c'entra con la al fatto della leva obbligatoria o meno e quindi colgo l'occasione anch'io per ringraziarli per dire che siamo assolutamente consapevoli del grandissimo valore del valore che ci danno. Il punto è è diverso, è proprio quello di costruire un mondo in cui la pace sia fatta di elementi concreti, profondi e strutturali e perché siano così, occorre che noi e ai nostri giovani diamo un'educazione diversa, un'educazione che però io sono assolutamente convinto di questo rispetti fortemente la libertà degli altri, non soltanto la propria, e che si fondi su come diceva prima il Consigliere Negash sulla sul diritto alla vita, sulla libertà personale e di pensiero e quindi io ricordo anche spero non impropriamente, come già nel 1.846 distinguo, è disobbedienza civile da.
Da rifiuto della leva già.
È solo pensava alla disobbedienza civile, come in casi estremi, ma per la per portare avanti un discorso ancora più profondo di giustizia, di libertà, di pace reciproca, di rispetto delle persone e quindi io credo che sia lo stesso, lo stesso principio e nella pericolosa.
Possibilità che ritorni una le la leva obbligatoria, credo che abbiamo il dovere di pensare a un'alternativa ma formativa e profonda, è importante e io volevo anche cogliere l'occasione per ringraziare Antonella Di Pietro e per questo ordine del giorno ringraziare Maurizio Geiger per questo ordine del giorno e ringrazio anche anche se in questo momento non sono in Aula Mary De Martino e Giulia Bernagozzi perché già a gennaio avevamo parlato di questo di questo percorso e quindi ringrazio anche loro.
E non sono riusciti a incontrare il Sindaco di capaci, ma, insomma, continueremo a lavorare e.
Sì, sì, cosicché do continueremo a lavorare insieme, grazie, so di essere stata frammentata e anche e anche un po' confusionaria, però per me questo è un tema molto difficile e la mia e mi è stata una scelta e quindi ho voluto anch'io espormi su questo tema grazie.
Grazie Consigliere Monticelli, consigliera Iovine, prego, grazie Presidente, io sarò rapidissimo perché dirò quello che dico di solito no, quali sono le evidenze scientifiche dell'utilità del servizio civile obbligatorio ovviamente in Italia e questi studi sono difficili perché oggi 108.000 giovani che fanno che hanno scelto il servizio militare e civile, il servizio civile obbligatorio,
Sono ragazzi che lo hanno scelto e quindi, ovviamente, i risultati non sono quelli di uno studio randomizzato e controllato, però sicuramente è quello che derivano e intanto il fatto che la loro soddisfazione di averlo fatto.
L'aumento dell'occupabilità circa il 32% di questi ragazzi viene poi gli vengono proposte di lavoro nelle aziende in cui hanno o nelle associazioni per cui hanno lavorato una riduzione dell'inattività, cioè di quella quota di giovani che non studia e non lavora e non si è impegnata neanche in corsi di miglioramento. Una crescita del capitale sociale c'è un aumento, come dice la letteratura, della percezione di utilità personale, con particolare riferimento all'accrescimento del senso civico e alla maturazione di un'esperienza pratica orientata al valore del bene comune. Ed è qui la chiave del bene comune. Qui la chiave che poi sottolinea sempre Michele Serra nella sua, nelle sue proposte, cioè sulla utilità di un servizio,
In cui inserire il dovere, non solo perché ci sentiamo buoni, ma insegnare ai giovani che si può avere soddisfazione, crescere e avere gioia dal proprio lavoro, anche al di fuori di quegli ideali.
Diciamo così che il consumismo c'ha obbligato a considerare fondamentale, cioè quelli della promozione personale, smettere cioè di parlare come io, ma parlare di più come noi, una volta che tu sia abbia fatto il tuo training in un lavoro insieme agli altri per il bene comune non solo per il tuo personale tornaconto quindi serve neanche un momento di di svolta e di crescita dei giovani oltre alle evidenze di efficacia, grazie, Presidente,
Grazie a lei consigliera Iovine, consigliere, Fattori, prego sì, grazie.
Ci sarebbe molto da dire, come sempre, quando c'è molto da dire rischia di essere un po' confusi, intanto voglio dire che.
Condivido pienamente l'intervento della consigliera Rita Monticelli, che non a caso ha una delega che io no, insomma competente, che io non ho e quindi interviene con grande.
È competenza e puntualità su certi temi.
Parto anch'io da don Milani perché don Milani a volte un po' come il prezzemolo o no.
E allora anch'io con don Milani è stata Barbiano portato gli scout, ho letto i suoi libri, ho sentito.
Michele, Gesualdi, Franco, Gesualdi, su allievi, eccetera, eccetera quindi penso così di avere una certa conoscenza. Don Milani diceva che non si possono né la sua lettera, i giudici non si possono tacciare di viltà gli obiettori di coscienza perché gli obiettori di coscienza andavano in galera, quindi gli obiettori di coscienza diceva non sono contro la legge ma amano tanto la legge dà volerla cambiare, se lo ritengono ingiusta e sono disposti a pagare un prezzo per cambiare questa legge ingiusta che non consente l'obiezione di coscienza. Quindi, tutto poca dei vigliacchi, tutto fuorché dei vigliacchi pagavano un prezzo, lo pagavano pesante. Dopodiché, grazie a questa azione, questa testimonianza di per nome obiettori l'obiezione di coscienza è stata introdotta come opzione come possibilità è stata introdotta come possibilità, però anche all'epoca chi faceva obiezioni in qualche modo ne pagava un prezzo. Faceva 20 mesi di milita di obiezione anziché i 12 previsti per il servizio militare. Quindi vuol dire che bisognava esserne convinte, pare 20 metri non sapere quanti chiamavano interrompibili studi, eccetera, eccetera. No, quindi io ho degli amici che hanno fatto obiezione, CDU CSU, scherzavamo un po' no, lui deploro, diceva noi mangiamo le carote no, perché siamo dei conigli, io dicevo assolutamente no, perché voi fate 20 mesi anziché 12, voi siete più coraggiosi di McRae ho scelto di fare militare. Premesso che io, se ho scelto di fare il militare non è perché non sapevo che c'era la possibilità di fare obiezione perché ho pensato di poter dare il mio contributo alla collettività con servizio militare. Comunque l'obiezione, un'obiezione, una qualunque tipo di obiezione a una norma.
Uno può fa anche l'obiezione fiscale, ma un'obiezione non può portare dei vantaggi, altrimenti perde di credibilità. Sapete quand è che hanno tolto credibilità all'azione degli obiettori quando hanno reso il servizio civile alternativo al militare? È molto più comodo, molto più facile, molto più vicino a casa orario d'ufficio, eccetera rispetto al servizio militare. Questa tolto credibilità all'obiezione di coscienza che invece è dovrebbe essere una una scelta forte, una testimonianza difficile, dura. Io non dico che vadano penalizzati, ma che valore può avere una testimonianza che porta di fatto a diagnosi, agevolazioni o, insomma, a un certo punto tutti i miei nonni miei coetanei, quelli che avevano una decina d'anni meno di me dicevano, ma perché devo fare i militari quando possono andare in una biblioteca vicino a casa sei ore al giorno? Quindi è stata svilita la scelta di obiezione.
In quel momento lì allora.
Adesso adesso è vero che c'è tutto quello che è stato indicato. No, militare, sospeso. Non c'è la consapevolezza di qual è l'alternativa, eccetera. Ha detto che io ritengo ho sempre ritenuto che quando è stata abolita la leva obbligatoria, sarebbe stato giusto mantenere un anno di servizio civile obbligatorio per tutti o sei mesi, perché comunque quel periodo era un periodo che veniva messo a disposizione della collettività e consentiva a tutti quanti di uscire dalla propria bolla. No con consentiva di conoscere in realtà diverse persone diverse situazioni diverse e hanno diceva il consigliere Iovine. No, era un'attività fortemente educativa, perché non si è fatto di sostituire al militare con servizio civile obbligatorio per risparmiare fondamentalmente per risparmiare, perché sarebbero servite risorse anche oggi il servizio civile? Chi romana di farlo, viene concessa molte meno persone di quelle che vorrebbero farlo perché per una questione meramente meramente economica no allora e quindi secondo me è quello. Insomma, allora però quello che voglio dire è che in questo di Gissi mette in evidenza che è giusto far conoscere questa possibilità dell'obiezione di coscienza, ma l'obiezione di coscienza attenzione non è obietta alla guerra, no, non è quello è chi è che non è contro la guerra, perché secondo voi,
I militari sono a favore della guerra a parte qualcuno che conosciamo, eccetera. No, penso che si possa essere tanto contro la guerra, facendolo obiettore di coscienza che facendo militare o facendo il poliziotto facendo un carabiniere per i poliziotti e i carabinieri, sono devono essere operatori di pace, non operatori di guerra, ma l'obiezione di coscienza obiettori di coscienza attenzione è un diritto soggettivo, ma con il quale si attesta di essere contro, in ogni caso, all'utilizzo delle armi. Una volta c'erano le Commissioni che ti chiedeva, ma tu sai benissimo in casa tua, uno armato, eccetera, eccetera, potesse dipendere dipende da te, lo faresti, è uno, doveva dire no, per essere dichiarato obiettore, no, allora obiezione di coscienza vuol dire questa cosa vuol dire questa cosa, non vuol dire, sono contro la guerra che ripeto, chi è che non è contro la guerra è una testimonianza forte, è una scelta forte che, penso che possa essere fatta a livello individuale, non potrebbe essere fatta a livello statale. Ve lo immaginate un Paese obiettore che rinuncia all'uso no de de de del della porta in qualunque situazione, credo che non sarebbe immaginabile, è una scelta a volte e nel nel fatto di fare acquisire questa consapevolezza lo diceva la consigliera Monticelli non è che il messaggio che passa può essere vuoi evitare militare per l'obiettore di coscienza. No, è qualcosa di molto più profondo, molto più meditato. No, è molto più importante, ecco, rispetto a quella scelta, deve essere così, altrimenti il messaggio è totalmente totalmente banalizzato. Dopodiché io ritengo anch'io, anche quando ero militare, ritenevo che fosse giusto, senza bisogno di obiettare, senza bisogno di obiettare, poter scegliere tra servire il Paese con le armi, a seguire il Paese, i modi metro senza bisogno, obiettare perché c'erano anche persone che in totale buonafede legittimamente mi dicevano io non farei obiezione di coscienza, ma se questo è l'unico modo per fare qualcosa che è utile, antica, è inutile. Perché comunque, quando c'era la leva obbligatoria e ve lo raccomando quanto e Raut, insomma, diciamo quell'anno di servizio militare a me non è che fosse particolarmente educativo, lo posso dire costruttivo, diciamo che dopo due giorni uno aveva già capito. Quindi, se io avessi potuto scegliere tra servizio civile e servizio militare, vi avrei fatto un servizio civile. Non avrei fatto obiezione di coscienza, perché ritengo che comunque l'uso delle armi in determinate circostanze sia non solo legittimo, ma anche doveroso. Quindi penso Alternativa c'è, va fatta conoscere, ripeto, è un messaggio che non va assolutamente banalizzato, perché se viene banalizzato, viene svilito e svilire l'obiezione di coscienza. È una cosa davvero terribile svilire qualunque tipo di obiezione a una legge che si ritiene ingiusta. Credo che sia una cosa totalmente diseducativa e inopportuna. Grazie, scusate la confusione,
Grazie Consigliere, Fattori, chiedo ai Consiglieri se vi sono altri che intendono intervenire al momento non ho iscritti.
Perciò dichiaro chiusa la discussione e do quindi la parola alla consigliera per la replica finale prego consigliera Di Pietro.
Grazie Presidente, io ci tengo a ringraziare veramente tutte le persone che sono intervenute, la maggioranza e il mio partito, poi anche l'opposizione, perché comunque in questa sede è l'occasione, proprio per confrontarsi e per comprendere anche il senso,
Di ordini del giorno.
Che presentiamo e ringrazio anche per veramente le varie testimonianze che hanno appunto chiarito.
Il senso di questo ordine del giorno e che, come ho detto, ma come è stato detto in Commissione, cioè è stato anche molto condiviso e spiegato.
Un un documento, quello che partiamo proprio per garantire una corretta informazione e trasparenza su quelle che appunto sono le opportunità che si potrebbero mettere in campo nel caso in cui la leva militare di cui si parla,
Venisse ripristinata e considerate il fatto che oggi noi, i Comuni, continuano annualmente a inviare le liste dei diciassettenni che sono potenzialmente richiamabili. No, in caso di ripristino resterebbe garantita questa opzione di una difesa non armata della patria, perché c'è una difesa armata e una difesa non armata e l'opzione. E questo questa azione che si sta mettendo in campo e perché.
È necessario anche informare e mettere in campo anche dare a tutti gli strumenti per mettere per sapere, per conoscere, perché non tutti lo sanno, perché comunque il primo già dal 1 gennaio, con una legge del 2004, dal 1 gennaio 2005, la leva è stata sospesa. Abbiamo colto anche, come anche dei nostri colleghi e colleghe, oppure anche approfondendo perché le udienze conoscitive servono proprio a questo e si sono acquisite anche delle acquisite delle informazioni che magari prima non si avevano con la stessa chiarezza ed è importante anche riconoscere quanto oggi ci sia bisogno non è un tema di destra, un tema di sinistra, ce l'hanno detto anche i rappresentanti della società civile quando siamo andati quando ci siamo ritrovati in Commissione on line e quanto è stato proprio ribadita l'importanza di discutere di un tema come questo all'interno.
Di un consiglio quindi di una Commissione che teneva assieme maggioranza e minoranza, perché la richiesta proprio da parte diciamo, di quelle realtà con cui abbiamo affrontato il tema della dell'obiezione di coscienza, la leva limitare militare proprio anche quella di.
Di lavorare sempre più per dare gambe a quelli che sono i principi e i valori universali su cui si basa il nastro la la nostra Costituzione e di lavorare sempre più per mettere in campo azioni programmatiche di pace e non violenza. Perché lo vediamo come le nostre comunità hanno bisogno.
Proprio anche sempre più di investimenti di sostegno, proprio per mettere al centro pratiche che possano far emergere la solidarietà a far emergere la Coop, la cooperazione, la collaborazione e il rispetto delle persone. Abbiamo ascoltato in realtà che vanno nelle scuole no a promuovere anche con progetti questi questi valori e di come oggi, in uno scenario che comunque in cui comunque si sta discutendo anche di ripristinare, ci sono addirittura.
Stati che l'hanno già ripristinato veniva raccontato proprio dal sindaco di Capaci. È molto importante mettere in campo azioni che possano, con trasparenza, dare la possibilità. Ah, i giovani alle persone discende di scegliere strade alternative. C'è un massimo rispetto da parte nostra e non è mai mancato nei confronti delle forze dell'ordine delle persone che comunque hanno un ruolo.
Nelle nostre comunità, che completano anche quelle che sono pratiche di sicurezza integrata, e crediamo profondamente che i cittadini e i cittadini devono credere, no, aver fiducia e siamo quelli che quando commemoriamo, quando lavoriamo, operiamo, li abbiamo comunque al nostro fianco, penso abbiamo commemorato no.
Anche di recente delle delle situazioni che appartengono alla storia, però da parte di tutti.
Da parte delle delle Istituzioni della nostra città non è mai mancato il rispetto assoluto, anzi, spesso denunciamo il fatto che sono sotto organico, che fanno fatica a svolgere il ruolo loro ruoli in carceri roventi nelle città. Chiediamo, propongo anche di di sostenere, come fanno anche i sindacati stessi, quindi cioè credo che in questo ci tengo anch'io a sottolineare che c'è.
Differenza rispetto a rispetto a quello che abbiamo sentito da parte un po' dai banchi dell'opposizione rispetto a quella che è una nostra volontà, poi io credo che noi abbiamo bisogno anche di consegnare un futuro diverso alle generazioni, alle persone, non possiamo continuare a.
Diciamo ah ah, ah, delegare nel senso che a livello istituzionale sia nata una rete di città, sì, di una rete degli enti locali per la pace, è nata perché le amministrazioni dal basso possono fare tantissimo per costruire dei modelli alternativi. Noi non possiamo più continuare a fare a ad accettare quanto sta avvenendo nel mondo e non possiamo veramente viverlo con i POT. Impotenza questa azione e comunque è sicuramente un'azione che ha una richiesta esplicita di tante realtà e anche della nostra città, e oggi abbiamo parlato anche del valore del servizio civile universale e anche onde di coscienza, che poi a questo gruppo, senza nulla togliere al partito della pace, Pax, Christi a tante realtà, che in questo ambito si adoperano proprio tra le azioni che hanno omesso,
Nero su bianco, o ci sono proprio quelle legate alla valorizzazione e alla promozione, sempre più anche del servizio civile universale, che cosa diversa è dall'obiezione di coscienza, perché chiaramente, nel caso in cui venga ripristinata la leva militare diventa scelta alternativa obbligatoria e oggi come ben detto veniva ben detto appunto è una scelta.
Facoltativa, con presentazione di domande che che fai da un punto di vista ministeriale, nel raccordo con le associazioni che accolgono questo progetto. Insomma, e quindi io penso che noi abbiamo oggi stiamo rispondendo anche a una richiesta esplicita che è avvenuta in Commissione e, come ho detto, anche le associazioni speravano proprio in una.
Coesione rispetto a questo ordine del giorno, che poi è posto nei modi in cui proprio.
Si cerca proprio di da di di informare e di trasmettere, di promuovere e e di diffondere, sicuramente è vero, c'è questo cioè nel momento in cui fare un'azione preventiva perché, visto che le liste vengono comunque aggiornato ogni anno e fare una dichiarazione in cui si opta per una scelta diversa, sicuramente in caso di guerra, in caso di casi straordinari chiaramente costringerebbe, lo diceva anche il Sindaco di capaci a guardare e a vedere anche quali sono gli effetti un po' di questa sensibilizzazione e quindi sicuramente è un'azione dal nostro punto di vista, che è un'azione anche di pace e non violenza. Però penso che, nel momento in cui si amministra e soprattutto in questa, in una città, in tutte le città che fanno parte di una rete di enti locali per la pace e la la e la non violenza è sicuramente al centro, ci sono.
I valori, valori ben chiari e la pace. Come abbiamo detto e come ci hanno ricordato anche in Commissione, resta quel bene universale primario da cui discende tutto, perché non possiamo pensare di parlare giustizia sociale, di difendere i diritti dei più poveri dei più deboli, quando alla fine vediamo che a pagare poi le spese sono sempre le persone che non hanno e che hanno bisogno, perché poi lo diceva anche chiaramente il Consigliere Cima, cioè anche rispetto a quelle che sono politiche che oggi vediamo e sono politiche che poi tolgono al welfare, alla sanità. No, quindi quando si sceglie cioè di in una direzione significa che si scegliere, si sceglie di investire da una parte e non dall'alto e in questo noi ci sentiamo molto convinti di porre al centro politiche diversa, altrimenti la nostra città non farebbe parte della rete degli Enti locali della pace e non lavorerebbe proprio anche in maniera costante, anche con delle deleghe specifiche, anche accogliendo, ascoltando tutte quelle reti che fanno parte appunto di movimenti,
Di pace,
E non violenza. Voglio dire anche che la Regione Emilia Romagna, da questo punto di vista, fame, ha attivato un tavolo e quindi credo che ci siano proprio anche con la rete pace e non violenza e si sta lavorando molto e c'è bisogno comunque anche sempre più di far sì che diventino delle azioni strutturali, perché poi la pace e la costruiamo a partire anche dalle nostre comunità è molto importante. Il lavoro.
Con le scuole e credo che proprio anche in virtù di un lavoro che si sta cercando di potenziare sempre più, credo che anche a livello metropolitano, a livello regionale.
Ci siano anche le condizioni per rafforzare sempre più, come veniva detto questa rete, anche locale e regionale, grazie.
Grazie consigliera Di Pietro, passiamo dunque ora alla fase di votazione, chiedo ai Consiglieri se intendono intervenire in dichiarazione di voto.
Allora, direi di no, quindi passiamo alla fase vera e propria della votazione, pongo in votazione l'ordine del giorno numero 2 7 e 9.
La votazione è aperta.
Presidente, non riesco a votare, sono Toschi, vorrei esprimere voto favorevole, giungiamo al voto se si aggiungiamo il voto della consigliera Toschi, voto favorevole, grazie, prego.
Direi che possiamo chiudere.
Allora 24 presenti.
25 scusate perché c'è la consigliera Toschi 25 presenti 20 votanti, 20 favorevoli, 5 non votanti, il Consiglio approva.
Bene, proseguiamo con l'ordine del giorno successivo, che è il numero 2 e 40.
Ordine del giorno teso ad invitare il Sindaco e la Giunta a garantire maggiore sicurezza in via Parigi e zone limitrofe presentato dal Consigliere Di Benedetto in data.
20 0 4 2026.
Eh.
PG numero 3 2 4 o 5 0 9 inammissibilità, respinta nella seduta consiliare del 20 aprile 2026 trattato in prima Commissione il 28 maggio licenziato per i lavori del Consiglio è stata approvata l'anticipazione della trattazione nella seduta consiliare del 1 giugno.
È iniziata in pari, data la trattazione, sono intervenuti i Consiglieri Di Benedetto per le le l'illustrazione e la replica beve la consigliera Di Giacomi per la presentazione di emendamenti, primo più secondo intervento, consigliere, Fattori consigliera Toschi, consigliere Giordani ed Jacco è iscritto a parlare il Consigliere Begaj,
Consigliere Begaj.
Grazie Presidente, ritengo che non ci sia tempo anche in accordo con il collega Di Benedetto, direi che insomma, lo affrontiamo la prossima volta, grazie, va bene, grazie grazie Consigliere, grazie a tutti a tutti la seduta consiliare termina qui e si chiude alle ore.
C 7 17 e 51 buona serata.
