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CONTATTACI
Vorrei odierni per la trattazione ordinaria del Consiglio, chiedo alla segreteria Generale di procedere con la verifica del numero legale prego, dottoressa Bonfiglioli.
Grazie buongiorno.
Angiuli Bigai,
Bernagozzi.
Bittini, Caracciolo, assente, giustificato, Celli.
Ceretti cima.
Buon pomeriggio, De Biase.
Di Giacomi De Martino.
Di Benedetto.
Di Pietro Diaco.
Buongiorno, Presidente, da remoto fattori.
Foresti.
Geiger, Giordani, Iovine.
Larghetti.
Manca presente, Marcasciano assente, giustificata, Mazzanti.
Monticelli Naldi.
Negash, piazza pizza Quercioli Santori Scarano Stanzani.
Tarsitano terremoto, buongiorno Toschi.
Venturi e Zontini, numero legale raggiunto, la seduta è valida, grazie grazie, dottoressa Bonfiglioli, allora nomino gli scrutatori, Consigliere pizza, consigliera De Martino il Consigliere Monticelli.
Allora partiamo dal primo intervento Consigliere Negash domanda, risposta asincrono, prego Consigliere, grazie Presidente.
Quello che è emerso dall'inchiesta della Procura di Bologna è gravissimo e va condannato senza esitazione. Un'organizzazione criminale avrebbe trasformato il decreto flussi in uno strumento di profilo di profitto illegale, prestiti usurai con interessi fino al 60%, minacce, documenti contraffatti, contratti di lavoro falsi, decine di migliaia di euro e richieste a persone disperate per ottenere un ingresso in Italia e, come se non bastasse, dalle indagini emergono collegamenti con ambienti della criminalità, criminalità organizzata, questa vicenda ci dice una cosa molto semplice quando lo Stato costruisce procedure l'ente o qua opache e burocratiche, qualcuno trova il modo di guadagnarci. La mafia si infiltra, sempre dove c'è una domanda reale e un sistema pubblico incapace di dare risposte. Se per lavorare regolarmente in Italia bisogna affrontare percorsi impossibili, che sarà sempre qualcuno disposto a vendere scorciatoie illegali, per questo non basta indignarsi per quanto è accaduto a Bologna, bisogna avere il coraggio di dire che il decreto flussi così com'è non funziona i dati del dossier del 2026 della campagna Ero straniero lo dimostrano con chiarezza. Nel 2024 soltanto il 16,9% delle persone previste delle quote è riuscito a ottenere un permesso di soggiorno. Nel 2025 la percentuale è precipitata addirittura al 7,9%. Migliaia di domande e procedure interminabili quote che sulla carta esistono, ma che nella realtà non si trasformano in lavoratori irregolari, un sistema che produce irregolarità invece invece di combatterla, e mentre il Governo continua ad annunciare nuovi ingressi oltre 450.000 nel triennio c'è un Paese reale che continua a ignorare. Lo abbiamo visto ieri a Bari, dove circa 200 braccianti del ghetto di Torretta, Antonacci nel foggiano, hanno occupato la basilica di San Nicola, hanno ricordato una verità che troppo spesso si preferisce non vedere. Non siamo clandestini, viviamo nelle baracche perché ci avete reso ostaggio della vostra burocrazia, dicevano.
Sono persone che già lavorano nei nostri campi, raccolgano il cibo che arriva nelle nostre tavole ma vivono ancora nello sfruttamento, nel caporalato e nell'incertezza dei documenti è da qui che dovrebbe partire una politica seria sull'immigrazione prima di programmare centinaia di migliaia di nuovi ingressi attraverso un meccanismo che continua a dimostrarsi inefficace bisogna regolarizzare chi è già qui lavora, paga il prezzo dello sfruttamento e rappresenta una parte essenziale della nostra economia la Spagna lo ha fatto più volte li 3 L Italia.
Dovrebbe avere lo stesso coraggio, perché la regolarizzazione non è un favore agli immigrati, è uno strumento contro il lavoro nero, contro il caporalato, contro la cremina criminale criminalità organizzata ed è a tutela dei lavoratori lavoratori onesti e delle imprese sane e per questo è il messaggio dovrebbe essere chiaro. Meno flussi, più permessi, meno click-day meno burocrazia, che alimenta il mercato dei falsi contratti, più canali ordinari di regolarizzazione che per chi vive e lavora già nel nostro Paese la sicurezza non si costruisce con sistemi che favoriscono i trafficanti di usurai e le mafie, si costruisce con legalità, trasparenza, diritti e canali irregolari perché ogni volta che lo Stato arretra c'è sempre qualcuno pronto a occupare quello spazio e a pagare il prezzo più alto sono sempre le persone più vulnerabili. Le persone devono poter arrivare in Europa attraverso canali legali e sicuri come a noi è garantita la libertà di viaggiare. E per questo che oggi risuonano con ancora maggiore forza alle parole pronunciate questo in questi giorni da Papa Leone a Lampedusa.
I morti in questo mare sono vittime sia di decisioni prese sia di decisione mancate, sono parole che hanno per il peso della verità, perché sottraggono al Mediterraneo l'alibi della fatalità.
Chi perde la vita in mare non muore a causa di una tragedia naturale, muore all'interno di un sistema politico tra confini sempre più invalicabili nelle tre ASP nelle responsabilità dei Governi.
E nelle conseguenze di anni di politiche europee fondate sulla deterrenza, sull'esternalizzazione delle frontiere, sulla narrazione della migrazione come una minaccia, anziché come una realtà umana, da governare con giustizia e dignità.
C'è qualcosa di profondamente inquietante nel fatto che troppo spesso si hanno le parole della Chiesa a denunciare con maggiore forza a questa fru frattura morale per chi crede nella democrazia e nella costituzione, nei valori della Repubblica la domanda è inevitabile, dove sono le parole della politica e dei politici, grazie Presidente.
Grazie consigliere, consigliere piazza, il professor P, consigliere pizza, scusi, Consigliere Pizza, il professor Zaffagnini, premiato in Cina, prego, Consigliere pizza, grazie Presidente, a pochi giorni da un importante riconoscimento ha avuto dal professore, eccetera, Raffaldini da parte di una importante e prestigiosa università statunitense registriamo un altro particolare, il prestigioso riconoscimento internazionale ottenuto dal professore Stefano Zaffagnini, insignito dall'Università cinese di Pechino quale Academic Thing San consultant,
Questo ruolo è di particolare importanza in quanto consente di influenzare le politiche sanitarie nazionali. Poiché il consulente partecipa alla stesura dei piani strategici per il Ministero della salute o della scienza cinesi. Aiuta inoltre a indirizzare investimenti statali verso filiere di ricerca specifica, quali ad esempio biomateriali, robotica ed intelligenza artificiale alle immagini e, ancora, contribuisce a definire gli standard normativi per l'approvazione dei nuovi dispositivi medici in Asia. Un riconoscimento, dunque, di particolare importanza per il professor Zaffagnini e per gli Istituti Rizzoli, che, in questi ultimi campi citati e rappresentano un faro internazionale e un particolare fiore all'occhiello della nostra sanità cittadina, che va ad affiancarsi a prestigiosi centri di trapianto del cuore, fegato, del Policlinico, Sant'Orsola, ribadisco dunque, ancora una volta quanto già sottolineato i miei interventi in questo consesso e ritenuti congrui dalle risposte scritte del primo cittadino ricevute pochi giorni fa, della grande importanza di ascolto da parte dei decisori amministrativi e politici di quanto questi eccezionali professionisti dicono e chiedono. Ne va dell'importante salvaguardia delle eccezionali in strutture sanitarie e dei tentativi a mantenere saldi nelle dirigenze di questi altrettanto straordinari professionisti che onorano la nostra sanità e la nostra città, facendo il meglio possibile per i pazienti che a loro si rivolgono. Grazie Presidente, grazie Consigliere pizza, consigliere, Begaj, contestazioni e conflitti in città. Prego Consigliere.
Grazie Presidente, sì, abbiamo letto del di questo dibattito, che è scaturito da un intervento che l'assessore a Madrid ha fatto la la festa della CGIL.
Sul tema dei dei comitati, del conflitto, dei sindacati di base, eccetera naturalmente io non conosco il contesto di questo dibattito, nel senso che, insomma.
Nel corso di un dibattito si fanno gli interventi anche più lunghi, si articolano dei discorsi, non sono in grado di di ricostruirlo, perché perché non c'ero però, dal momento in cui questo ha generato dibattito, penso che possa essere anche utile condividere qual è qual è il nostro il nostro punto di vista, noi non crediamo che di per sé i comitati siano caricaturali, assolutamente non abbiamo mai pensato l'abbiamo un fondati anche di nostri in qualche modo contribuito anche allo sviluppo di tantissime lotte in questi anni e ci mancherebbe ci mancherebbe altro sicuramente ecco ci possono ci possono essere degli elementi caricaturali che che assume il dibattito, invece e con cosa intendo cosa intendo dire con questo che,
Faccio un esempio per la destra che governa il Paese e la stampa di destra, che alimenta un certo tipo di dibattito, considera sostanzialmente questa Amministrazione e questa maggioranza, come dei praticamente degli anarchici e dei militanti dei centri sociali che non fanno altro che che fare, gli scontri con la Polizia, eccetera, eccetera dall'altra parte parte dei movimenti antagonisti o comunque in qualche modo, ecco la pluralità dell'espressione dei movimenti, anche parte del Comitato Tisbo, che che li Comitato significa può significare tante cose. Non è una definizione che che univoca considera invece questa Amministrazione amica della polizia, ma che manganella che sta dalla parte della repressione. Va da sé che, se noi prendiamo questi due tipi di posizionamento, ecco, io credo che non possa non possano essere veri nessuno, nessuno dei due. Ecco, questo è un esempio di dibattito che io credo che.
E che può risultare caricaturale dal momento in cui ecco la posizione è così così forte in qualche modo, ma così opposta nell'analisi di una di un'amministrazione, di una di una di una maggioranza politica. Credo che che non possa, ecco rispecchiare la complessità e la e in qualche modo anche la realtà, però ecco cioè c'è stato anche un elemento in più che riguardava il tema del sindacalismo di base. Beh, su questo.
Non solo per mia storia personale e professionale, ma sicuramente. Ecco, penso che i sindacati di base abbiano svolto nel corso dei decenni, lo svolgono tuttora un ruolo importantissimo.
Nelle lotte sindacali, soprattutto in alcuni settori dove i sindacati confederali sono meno presenti e meno radicati, ad esempio, ecco sicuramente sul tema, ad esempio, della logistica e delle e delle lotte dei facchini, particolare quelli razionalizzati. Ecco, il sindacalismo di base ha svolto un ruolo fondamentale in questo Paese e ha portato avanti le lotte in maniera in maniera straordinaria. Dopodiché tutte le cose si possono misurare sulla base della della condivisione o meno di una battaglia di una battaglia politica o sindacale, posto che il nostro ruolo, evidentemente, di chi si assume la responsabilità di Governo è diverso. Quindi si può condividere una battaglia del Comitato, certe cose, di un Comitato piuttosto che altre, come alcune battaglie sindacali, dove comunque la pluralità garantita dalla Costituzione della scelta di essere rappresentati da un sindacato fa sì che nell'ambito delle battaglie sindacali ci siano tante.
Posizioni diverse. Delle volte, invece, c'è unitarietà e vertenze che sono assolutamente unitarie, e dico ancora di più. L'unità è stata forte anche quando è stato chiamato uno sciopero unitario contro il genocidio a Gaza. Questo è stato un esempio. Eccolo del straordinario positività di de degli elementi di questo dibattito che non possono essere sicuramente.
È come dire chiusi, ecco sintetizzati in un intervento di inizio seduta, però ci tenevamo in qualche modo a a cercare di iniziare a sviluppare questo ragionamento.
Grazie consigliere, ha 20 secondi per il prossimo intervento, è sempre sul movimento, in Albania, non si ferma, prego grazie sì, con questo intervento presenta un ordine del giorno di cui chiedo la trattazione urgente dal momento in cui tanti Comuni si stanno impegnando e stanno girando delle emozioni in tutta Italia e quindi ecco questa richiesta pervenuta anche a noi credo che possa essere un elemento di solidarietà e supporto che facciamo, ecco, assieme a tanti altri Comuni d'Italia, grazie grazie, consigliere consigliere, Tarsitano,
BUP, pianificare il futuro,
Grazie Presidente, abbiamo letto dalle agenzie di stampa, venerdì scorso della insomma richiesta di continuare a prestare attenzione su quanto sta accadendo e a BUP abbiamo già fatto un'udienza conoscitiva sul tema e crediamo sia importante sollecitare una continua attenzione, e non solo appunto sulla condizione lavorativa che almeno tre mesi fa si è ricomposta ma anche sul futuro di PUP e le strategie che potranno essere adottate per questo, insomma, come gruppo rimaniamo a disposizione per eventuali approfondimenti e lavoreremo per insomma continuare a presidiare il tema e a comprendere se ci possono essere strategie e azioni da poter implementare e per insomma per garantire una una continuità del servizio.
Grazie consigliere, le ridò la parola per l'intervento successivo, 1 milione per gli studenti, prego.
Grazie Presidente, e anche qui abbiamo appreso dell'iniziativa di insieme all'Università di Bologna, di conferire appunto milioni di euro destinandoli alla alla popolazione studentesca e crediamo che sia veramente importante che le decisioni, anche che riguarderanno questo fondo siano realizzate tramite l'utilizzo anche dello strumento di cui ci siamo dotati in via sperimentale di partecipazione di Presidente e Vicepresidente del Consiglio degli studenti e ai lavori del Consiglio comunale, auspicando appunto che questo possa anche diventare non solo sperimentazione ma proprio consolidata consolidata parte del nostro Regolamento comunale e crediamo appunto che questa possa essere una grande opportunità per per cimentarci un dibattito reale e indirizzare, anche secondo la volontà delle varie sigle studentesche, i fondi in maniera opportuna nelle modalità che loro riterranno insomma decisive e nel corso degli anni, su questo ci teniamo a sottolineare questa necessità e a lavorare in questo senso e di nuovo, come gruppo saremmo disponibili a servizio delle delle richieste degli studenti. Grazie.
Grazie consigliere, ora la parola al consigliere Celli, il titolo del suo intervento consigliere, è grande vittoria degli animalisti, prego.
Grazie Presidente. Gli animalisti festeggiano per la vittoria ottenuta dalle associazioni, tra le quali desidero ricordare la Lega Nazionale per la Difesa del Cane, il WWF e la LAV, in quanto la Provincia autonoma di Trento aveva infatti chiesto di revocare la sentenza del Consiglio di Stato che aveva dichiarato illegittimo il provvedimento di cattura dell'orsa e fare 36, ma il ricorso è stato, è stato respinto. I miei più sentiti ringraziamenti vanno agli avvocati. Paolo Emilio Letrari, Michele, persone che hanno difeso con competenza e determinazione le ragioni delle associazioni. Si tratta di una decisione di grande rilievo perché ribadisce un principio fondamentale. Quando si limita la libertà, o si dispone l'abbattimento di un animale appartenente a una specie protetta, i fatti posti a fondamento del provvedimento devono essere rigorosamente accertati e le valutazioni tecnico scientifiche devono essere logiche, coerenti e adeguatamente motivate. Il Consiglio di Stato ha ritenuto che la Provincia autonoma di Trento e l'Ispra avessero erroneamente qualificato come pericoloso il comportamento dell'orso F 36 vorrei ricordare che l'Ors F 36 è stata trovata morta in circostanze misteriose ancora tutta da appurare dopo che l'ordinanza di cattura era stata annullata. Quasi a voler far intendere che dove non arriva la legge italiana arrivano i bracconieri trentini che agiscono come giustizieri. Del resto, la fine degli orsi trentini è stata decretata prima dal Presidente Rossi e poi dell'attuale Maurizio Fugatti per ragioni esclusivamente politiche. Prima si è alimentata la paura, poi si è presentata la loro eliminazione degli orsi come soluzioni in una dinamica che, a mio giudizio, ha riposto più a esigenze di consenso che a criteri scientifici. Paese che vai usanza che trovi. Se in Trentino gli orsi sono pericolosi da noi a Bologna l'età per gli orti di via Salgari sono dannose.
Su questo. Vorrei fare presente che la talpa europea non è un capriccio animalista, ma un animale appartenenti alla fauna minore dell'Emilia Romagna. La stessa regione la inserisce nell'elenco ragionato della fauna minore e questo significa che non siamo davanti a un animale fuorilegge, prima privo di qualunque rilevanza ecologica. La legge regionale sulla fauna minore nasce alla vigilia del 2 C centocinquantesimo anniversario dell'indipendenza del no. Scusate, ho sbagliato. Nasce proprio per riconoscere il valore degli animali più piccoli, meno visibili, meno amati ma essenziali agli equilibri degli habitat naturali e seminaturali. La talpa vive sottoterra regge il suolo, movimento alla sostanza organica, contribuisce al controllo di molti invertebrati e partecipa alla salute biologica del terreno. Prima di trasformarli in un problema delimitare, bisognerebbe almeno chiedersi se esistono dati scientifici aggiornati, se il danno sia reale, proporzionato e se non siano possibili soluzioni incruente, perché il punto è sempre lo stesso. Quando un ente pubblico decide di intervenire contro un, animale anche piccolo, anche impopolare, anche considerato fastidioso, non può farlo sulla base di abitudini, paure, oppressioni momentanea. Deve fondarsi su fatti accertati, su valutazioni coerenti e su misura appropriati. O altrimenti oggi l'orsa F 36 in Trentino domani sono le talpe, gli orti di via Salgari, calmi alla specie, cambia la scala del conflitto, cambiano i partiti, ma resta identico il problema, la politica che trasforma un animale incolpevole, prima ancora di aver dimostrato la sua colpa presento per questo un oggi che chiede la sospensione.
Del della Campania e di abbattimento talpe, chiedo che sia votato con urgenza, grazie, grazie Consigliere.
Interrompiamo la seduta.
Scusate, se non vi dispiace, dovremmo riprendere i lavori della seduta consiliare, Presidente, posso firmare con.
Posso formalizzare atleta, ah, sì, certo certo consigliera De Giacomi.
Allora riprendiamo la i lavori della seduta, consiliare do la parola alla consigliera Foresti per il suo intervento, roghi di notte, danni e disagi per i cittadini, prego Consigliere.
Sì, grazie Presidente, intervengo sui diversi episodi di roghi che sono avvenuti di notte in città, eroghi, che hanno portato alla distruzione di motorini e danneggiamenti di facciate di condomini e anche ad attività commerciali, e penso a via Castiglione quando sono stati dati alle fiamme otto motorini, situazioni che ha coinvolto anche parte del palazzo vicino, condanni un'attività commerciale e penso a via Amendola e quando un altro rogo sempre di notte, ha distrutto 13 motorini in sosta, 3 e biciclette, danneggiato la facciata di un palazzo con diverse, con anche diverse insegne di attività commerciali. Naturalmente, i cittadini vittime di questi atti dolosi, si trovano già in condizioni di disagio per il danno economico, ma anche per tutto ciò che ne consegue a livello familiare e di organizzazione, avendo appunto Venn vedendosi mancare un mezzo di circolazione e danni importanti, anche a è, come detto, a condomini e attività commerciali. Oltre, naturalmente alla necessità di azioni volte a garantire la sicurezza dei cittadini, al prevenire questi episodi e l'Amministrazione comunale come già realizzato per i proprietari di vetture danneggiate e da atti vandalici può predisporre rimborsi per i cittadini vittime di questi reati. Per questo presentiamo ordini Hunold. Presentiamo oggi un ordine del giorno per il quale chiediamo una trattazione immediata e con il quale invitiamo il Sindaco e la Giunta ad attivarsi per l'erogazione di contributi ai cittadini vittime di roghi con danneggiamenti a motocicli, cicli, auto e condomini, attività commerciali prive di copertura assicurativa per tali danni, come già avvenuto per auto in sosta colpite da atti vandalici sul territorio comunale e invio l'ordine del giorno. Grazie, Presidente.
Grazie consigliera, consigliera Quercioli dalla solitudine alla dipendenza, prego sì, grazie Presidente, i dati sul consumo di droga Bologna non sono più un campanello d'allarme, sono una sirena che suona da tempo e che non possiamo più ignorare, siamo tra le prime città per consumo di cannabis, anfetamine ed ecstasy e c'è un dato che dovrebbe preoccuparci più di tutti, l'età del primo consumo si è abbassata fino a 12 13 anni. Sono ragazzi molto giovani che entrano presto in una spirale da cui poi è difficile uscirne un dato che dovrebbe scuotere le coscienze di tutti noi.
Se aumentano i consumi tra i minorenni, se aumentano le fragilità. Dobbiamo avere il coraggio di chiederci che cosa stia mancando nel nostro sguardo su di loro. Dietro infatti questi numeri ci sono ragazzi, ma ci sono anche famiglie che non riconoscono più i propri figli. Ci sono giovani che cambiano, che si chiudono e che si isolano, e spesso c'è una solitudine che viene prima di tutto il resto, perché il punto forse è proprio questo un bisogno di senso e di compagnia che non trova una risposta adeguata. La droga, infatti si inserisce lì in quel vuoto, come risposta sbagliata, a un'attesa umana e mentre tutto questo accade in questi anni, si è diffusa anche una narrazione, un messaggio di normalizzazione delle cosiddette droghe leggere e questo ha contribuito ad abbassare l'attenzione sul rischio, soprattutto tra i ragazzi più giovani, e allora credo che la politica debba scegliere.
Se accettare lo sballo come modello oppure costruire anche sia sicuramente una strada più impegnativa.
E più complessa. C'è un messaggio in una canzone di ultimo, una canzone che si intitola acquario, che afferma come la tristezza serve a qualcosa, e questo, a mio avviso, una osservazione molto vera, perché non tutto va evitato. Non tutto va coperto. Anche la fatica e le difficoltà fanno parte della crescita, perché questi dati non parlano solo di droga, parlano di una domanda più grande che rischia di restare senza risposta. E allora il compito della politica e degli adulti e prendere sul serio questa domanda e generare luoghi, nuovi relazioni, esperienze in cui un giovane possa fare esperienza di una compagnia alla propria vita. Dobbiamo quindi investire i luoghi di aggregazione già esistenti nello sport, nella cultura, nel sostegno alle famiglie, nel rafforzamento dell'alleanza educativa. Dobbiamo offrire ai ragazzi alternative vere, non illusioni, false, illusioni, perché la politica deve indicare la direzione e restituire ai nostri giovani motivi per vivere, non strumenti per fuggire alla realtà. Grazie Presidente, grazie consigliera Querciola, il Consigliere Di Benedetto emergenza droga in città. Prego.
Grazie Presidente, ma intanto sottoscrivo tutto quello che ha detto la collega che mi ha preceduto, perché ha dato una visione molto chiara di quello che dovrebbe essere appunto alla missione dell'amministrazione pubblica emissione di chi amministra e nel segno del bene comune e evidenzio che sulle droghe abbiamo raggiunto livelli record Seis, visto che al nostro Sindaco piacciono molto i record come quello di oggi, quello da ultimo, Sindaco dell'Emilia Romagna però, su marijuana, ecstasy, crack, cocaina, anfetamine, addirittura la cocaina e presente in tutte le rilevazioni fatte erano, è stato assente in nessuna delle rilevazioni e video. È evidente che c'è un problema, è evidente che l'Amministrazione su questo ha fatto poco o nulla, anzi,
Il taglio delle politiche e su questa materia, a mio avviso, non possono che indurre, ovviamente sbagliando, ma non possono che indurre alcuni a pensare che a Bologna sia tutto lecito, perché poi quello che accade questo, quindi, è evidente che bisogna lavorare sul sulla domanda e sull'offerta della droga, perché a Bologna la situazione è completamente fuori controllo e sarebbe bello sentire due parole tra l'inaugurazione di una pensilina, quella di mezzo ponte è quella di mezzo portico del Sindaco, anche una parola su questo tema. Grazie grazie. Consigliere, consigliere, Celli, genocidio culturale in Tibet. Prego alla vigilia del duecentocinquantesimo anniversario dell'indipendenza delle colonie americane dell'Impero britannico, un uomo ha scelto di trasformare il proprio corpo in un grido di libertà. Lobsang Palden, attivista tibetano residente a New York si è dato fuoco davanti al palazzo di vetro delle Nazioni Unite mentre sventolano la bandiera del Tibet prima di compiere il gesto, aveva inizia, aveva invitato i suoi connazionali a non dimenticare mai la propria identità, la propria cultura, la propria lingua. Denunciando le politiche di assimilazione portate avanti dal Governo cinese. Nelle stesse ore in Cina entrava in vigore la nuova legge sulla promozione dell'unità del progresso etnico, che mira a rafforzare un'identità nazionale condiviso il ruolo del mandarino come lingua comune. La legge prevede inoltre forme di applicazione extraterritoriale nei confronti di condotte ritenute lesive, anche se commesso fuori dai confini cinesi, suscitando forti preoccupazioni tra le organizzazioni che si occupano della tutela dei diritti umani delle minoranze. Al di là delle diverse posizioni politiche sul futuro del Tibet, una cosa dovrebbe accomunare tutte le democrazie, nessun popolo,
Dovrebbe essere costretto a scegliere tra la propria identità e la propria sopravvivenza, alla tutela delle lingue e delle culture delle minoranze. Non rappresenta un ostacolo all'unità di uno Stato, ma una delle sue più alte forme di civiltà. Esprimo quindi la mia vicinanza al popolo tibetano, tutti coloro che nel mondo continuano a difendere pacificamente il diritto alla propria identità, la propria cultura e alla libertà di espressione. E per questo presento un ordine del giorno che chiedo sia trattato con urgenza. Grazie grazie Consigliere. Tendiamo a un ordine del giorno al consigliere Diaco e in collegamento la carenza di personale nelle RSA. Prego, Consigliere sì, grazie Presidente, buongiorno a tutti e tutte intervengo sull'articolo che è uscito.
E in questi giorni su quello che riguarda.
Il problema delle RSA, della mancanza di personale, su questo abbiamo letto le dichiarazioni del presidente di Anaste, Gianluigi Pirazzoli, sulla preoccupazione per una situazione descritta da luglio, proprio una situazione drammatica e che rischia davvero di creare anche problemi anche su quello che riguarda il nostro territorio partiamo sulla legge delega sulla non autosufficienza approvata proprio,
Né nel marzo del 2023, che prevedeva l'integrazione sociosanitaria e priorità a domicilio, il sostegno ai caregiver nelle prestazioni universali, ma dall'altra parte, tutto è stato approvato da parte del Governo, ma rimane ferma il problema della delle coperture finanziarie, questo chiaramente per ripercuote poi sulle diventi sui tanti problemi. Come avvenne evidenziato, il Presidente Pirazzoli, soprattutto.
Abbiamo visto anche l'appello del sindaco Matteo Lepore. In questi giorni in cui si parla di 16.000 anziani, allo stato attuale arriveremo a 30.000 nel 2050 così da Istat. Sono dati che ci fanno sicuramente riflettere e penso che le badanti oggi non riescono a sopperire a tali mancanze. Perché poi abbiamo visto, anche su quello che riguarda il tema delle badanti,
Il dato nazionale pari al 72% di origine straniera, di cui il 35% dell'ex Teodoro. Ma se andiamo a vedere il nostro territorio oggi nell'ambito metropolitano, Bologna e Provincia, l'86% stranieri e il 13% italiani, questo sicuramente ci fa riflettere anche su tutto quello che viene detto oggi da parte di tutti. Sul tema che riguarda il tema delle,
E politiche di inclusione sull'accoglienza e quant'altro. Oggi, se non avessimo le badanti nel nostro Paese, in servizi di welfare sarebbero fermi per lo scopo, sicuramente nel nostro territorio, nell'ambito metropolitano, ma anche su quello nazionale. La Città metropolitana ci consegna dei dati che parlano chiaro, Bologna sta cambiando profondamente la sua struttura familiare e questo cambiamento ci interpella sin da adesso. Nel 2025 e le famiglie nel territorio metropolitano erano oltre 506.000, una dimensione media è scesa a 2,01 componenti è un numero che dice molto crescono nelle famiglie ma si stringono e soprattutto cresce la solitudine. Le famiglie unipersonali rappresentano il 45% del totale tra le opere. 64 questa condizione, che riguarda una persona su due, una prevalenza femminile molto marcata Bologna, supera addirittura il 54% dei nuclei composti da una sola persona,
È un dato fondamentale significa che la rete familiare tradizionale è quella che per decenni ha garantito cura assistenza, vicinanza. Oggi non è più sufficiente e domani lo sarà ancora meno. Le proiezioni al 2050 dell'Istat ci dicono che le persone aumenteranno di oltre 138.000 unità in Emilia Romagna, arrivando a rappresentare quasi il 42% di tutte le fa. Niente dentro questo numero crescerà soprattutto la componente più fragili e gli anziani, in particolare alle donne. Parallelamente aumenteranno le coppie senza figli e nuclei monogenitoriali, mentre diminuiranno le famiglie con figli. Questi numeri sono una responsabilità, ci dicono che il vostro web, così come non reggeranno l'urto del 2050, dobbiamo ripensare i servizi di cura, l'assistenza domiciliare, le politiche abitative, le forme di vicinato solidale e le reti di prossimità. Dobbiamo farlo con lucidità e coraggio, perché la trasformazione è già in corso. Bologna ha sempre saputo leggere del cambiamento prima degli altri. Oggi ci viene chiesto di farlo di costruire un nuovo modello di welfare che non si limiti a tamponare le fragilità, ma che prevenga che accompagni le persone sole, specie le persone soli, anziani e fragili e che non lasci indietro nessuno. Grazie Presidente.
Grazie consigliere, consigliere Di Benedetto isola di calore urbano, pre.
Grazie Presidente.
Con questo intervento voglio parlare di nuovo del fenomeno delle isole di calore Bologna, nell'ultimo studio che è uscito è tra le peggiori città in Italia una media di 42,7 gradi, toccata nei giorni del picco nelle settimane scorse e tra le più alte in Italia in generale, quindi, è evidente ancora una volta, al netto di quelle che sono le narrazioni, che le politiche ambientali di questa Amministrazione hanno fallito clamorosamente, anche perché lo sappiamo, una media è di 22 alberi, ogni 100 abitanti a Bologna, quella certificata dall'Istat contro i 118 di Modena nella prima in classifica significa che noi dobbiamo, arriva a piantare quasi 400.000 alberi per pareggiare il numero di alberi per abitante di Modena. Quindi siamo ben lontani da quella situazione e poi l'effetto concreto lo vivono i cittadini sulla loro pelle. Chiediamo un cambio di passo delle misure concrete. Ci sono fino a oggi la maggioranza e la bocciate col voto, con voti certificate e verificabili, però l'augurio è che arrivi un cambio di passo, sennò starà a noi darlo per il bene di Bologna e dei bolognesi, anche perché altrimenti il caldo continuerà a colpirci con sempre maggiore forza e l'Amministrazione Lepore su questo continuerà a non fare nulla. Grazie.
Grazie Consigliere, consigliera Larghetti, cosa portano i grandi eventi alla cultura? Prego grazie Presidente. La settimana scorsa il cambiamento climatico ha fatto un'altra vittima, il concerto dei New genera che è stato cancellato all'ultimo momento, al sequoie. Le polemiche probabilmente passeranno presto. I biglietti saranno rimborsati e la band ha già regalato alla città un dj-set improvvisato alla velostazione. Il festival continuerà a portare a Bologna artisti importanti e migliaia di persone, però forse vale la pena andare oltre questo episodio nelle ore in cui si parla del più grande concerto in Italia, con 250.000 paganti. Il concerto di ultimo esce anche la riflessione di Nicolò, vecchia, che parla di gigantismo culturale che poi lascia il deserto intorno, e su questo mi è sembrato interessante la riflessione di Alberto Guidetti in arte Bebo e anche di Flavia Tommasini, che in questi giorni ci hanno raccontato una visione che va oltre alla, diciamo opposizione tra i grandi eventi e i piccoli eventi, come se per forza i grandi eventi sono il male, piccoli eventi sono il bene. Io penso che esperienze come sequoie portino a Bologna, artistiche, altrimenti difficilmente riusciremo a vedere danno lavoro a centinaia di persone contribuiscono certo a rendere la città attrattiva, però allo stesso tempo raccontano un mercato culturale che è cambiato produzioni sempre più grandi, costi sempre più alti, anche per chi partecipa non per tutti i 34 euro di biglietto e 8 euro per una birra sono, diciamo possibili, allora la domanda non è se gli eventi grandi vanno bene o vanno male, ma che cosa lasciano alla città? Bologna, Città della musica, si è affermata, si è costruita non lo scenario culturale degli ultimi secoli, direi, non solo anni grazie a circoli più piccoli club festival e indipendenti, spazi autogestiti, sale prove, ma certo anche istituzioni culturali, però luoghi in cui la musica non è soltanto spettacolo ma è anche ricerca incontro, formazione di nuovi pubblici, crescita di nuove generazioni di artisti artisti, allora oggi il rischio che il sistema culturale si polarizza sempre di più. Da una parte abbiamo pochi grandi appuntamenti, che sono in grado di concentrare investimenti, sponsor e attenzione dall'altra tante realtà diffuse che fanno sempre più fatica a sostenersi. Per questo credo che anche Bologna state debba essere un terreno in cui il Comune si può sperimentare, esprimendo l'ambizione di non essere soltanto un cartellone estivo, ma anche un vero progetto culturale. Avere una direzione artistica, ad esempio, che significa costruire connessioni, mettere in relazione i grandi appuntamenti con i quartieri con i festival diffusi, perché una folla non è automatica automaticamente, una comunità, una comunità culturale, esiste quando quello che accade in una sera contribuisce a far vivere anche tutto quello che accade durante il resto dell'anno. Non dobbiamo contrapporre appunto il grande e il piccolo, ma capire come generare ricchezza, attenzione e visibilità anche nei luoghi dove la cultura nasce. Grazie.
Grazie consigliera. La parola va al Consigliere Iovine, le assicurazioni private in sanità. Prego Consigliere. Grazie Presidente, vorrei cominciare con dichiarando la mia solidarietà alla delegata Capasso, di cui condivido ogni riga che ha scritto oggi in risposta a quegli insulti e quelle per cui gli attacchi l'articolo pubblicato sulla stampa, il 6 pone una questione che riguarda da vicino anche Bologna, il crescente ricorso a fondi sanitari integrativi e assicurazioni private, come risposta alle difficoltà del servizio sanitario nazionale su una spesa sanitaria di oltre 190 miliardi. Circa un quarto c'è 42 miliardi e pagata direttamente fuori dalle tasche dei cittadini, in parte intermediata dalle assicurazioni. I dati riportati sono molto significativi. La spesa sanitaria privata continua ad aumentare, così come il numero dei cittadini che sottoscrivono polizze sanitarie. Ormai è arrivato a superare i 21 milioni.
Su una popolazione di 60, ma il punto più preoccupante, un altro, queste assicurazioni in molti casi non coprono prestazioni aggiuntive, integrando quelle non garantite dal sistema sanitario, servono invece ad aggirare le liste d'attesa troppo lunghe pagando per ottenere liquidità più rapidamente ciò che dovrebbe essere un diritto universale da mutue integrative e no profit e a gestione pubblica si sono fatte assicurazioni sostitutive profit,
Il rischio o è un disegno ben orchestrato, è che si affermi un sistema sanitario doppia velocità. Chi può permettersi una polizza cede prima alle cure chi non può permettersi? L'è costretto ad aspettare una deriva che mette in discussione il principio di uguaglianza su cui si fonda il nostro sistema sanitario e sembra quasi un ritorno alle corporazioni più o meno privilegiate. Anche Bologna, pur avendo una rete sanitaria tra le più qualificate del Paese, non è immune da queste criticità. I cittadini segnalano difficoltà nel prenotare visite specialistiche, tempi d'attesa troppo lunghi e una crescente necessità di ricorrere al privato. Questo significa che il problema non riguarda soltanto i numeri nazionale, ma incide concretamente sulla vita delle persone. Recentemente la Corte dei conti ha promosso però la nostra Regione e, riconoscendole un bilancio in ordine con deficit e indebitamento decrescenti. Ovviamente la copertura delle prestazioni è direttamente proporzionale.
Al premio pagato dal singolo, dall'azienda. Le assicurazioni rivolte ai dirigenti garantiscono molto di più di quelle rivolte al dipendente con una disuguaglianza crescente. È assolutamente in contrasto con i principi universalistici della nostra sanità. Inoltre, molte assicurazioni hanno investito, ho acquisito centri medici e strutture sanitarie private, una sinergia che però rischia di innescare un circuito poco virtuoso indirizzando i pazienti verso la propria rete con un evidente conflitto di interessi. Vorrei ribadire per questo alcuni principi. Primo, e servizio sanitario nazionale pubblico deve rimanere il pilastro nel nostro sistema di welfare. Le assicurazioni dovrebbero essere esclusivamente integrative, possono rappresentare una scelta individuale, ma non devono diventare una necessità per ottenere cure tempestive. Secondo, è indispensabile investire nella riduzione delle liste d'attesa, nel rafforzamento della medicina territoriale, nella prevenzione e nell'assunzione di personale sanitario. La risposta non può essere demandata esclusivamente al mercato assicurativo. Terza, occorre vigilare affinché gli strumenti di welfare aziendale non producano nuove disuguaglianze tra lavoratori coperti da fondi integrativi ai cittadini che ne restano esclusi. La salute non può diventare un privilegio legato al reddito o al contratto di lavoro, deve continuare a essere un diritto garantito a tutti, indipendentemente dalle condizioni economiche. Difendere il servizio sanitario pubblico significa difendere uno dei principi fondamentali della nostra Costituzione. È uno degli elementi che più caratterizzano la coesione sociale del Paese. Per questo è necessario affrontare questo tema con serietà, senza contrapposizioni ideologiche che ideologiche, ma con la consapevolezza che investire nella sanità pubblica significa investire nella qualità della vita e della dignità delle persone e il futuro dell'umanità della comunità. Fatemi chiudere questo intervento con un ricordo rivolto al collega Giovanni Gardini, che ci ha lasciato la settimana scorsa durante la notte, riguarda in terapia semintensiva all'Ospedale Maggiore, un Galvanino, laureato con 110 e lode che si è specializzato in medicina interna.
Con una tesi sulla stessa malattia su cui ho fatto io e la mia tesi di specialità, una persona amatissima al maggiore e durante le esequie che le sue esequie c'è stato una commozione generale per tutti quelli che l'hanno conosciuto e apprezzato. Un giovane di grandissimo valore che si era formato negli Stati Uniti in Spagna non si era mai risparmiato ed era ed è e rimane per noi un esempio di medico pubblico, come dovrebbe essere grazie.
Grazie.
Consigliere Iovine, consigliere Stanzani, esclusione, discriminazioni nel progetto, Scuole aperte, prego.
Grazie Presidente, prendo la parola oggi per portare all'attenzione di quest'Aula un fatto a mio avviso più grave di quel che può sembrare che si consuma sotto il vessillo di un finto progressismo e che purtroppo vede ancora una volta la Giunta Lepore agire mossa più dalla bramosia di apparire prima della classe che dal reale senso di equità e inclusione per i gettito per i cittadini bolognesi.
Parlo del progetto sperimentale per l'apertura anticipata delle scuole primarie nelle due settimane antecedenti l'avvio dell'anno scolastico.
La Giunta regionale e la Giunta regionale dell'Emilia Romagna, con la delibera numero 1.072 dello scorso 29 giugno, ha approvato una manifestazione di interesse stanziando 3 milioni di euro a valere sul Fondo sociale europeo Plus, proprio per attivare queste opportunità educative, sportive e culturali. E così scrive la Regione Emilia Romagna nero su bianco all'allegato 1.3 e cosa scrive la Regione Emilia Romagna e all'Allegato 1.3 dell'atto cito testualmente, destinatari potenziali alunni che frequentano nell'anno scolastico 2026 2027 le classi dalla seconda alla quinta delle scuole primarie, statali o paritarie. La Regione stabilisce un principio chiaro, il sostegno al tempo scuola e alla conciliazione dei tempi. Vita lavoro deve andare a tutti i bambini e le bambine e a tutte le famiglie, senza barriere ideologiche o di altro genere e nel pieno rispetto del sistema pubblico integrato, così come stabilito da tutte le leggi, a partire dalla Carta costituzionale. E invece a Bologna, che succede la nostra Giunta con la sua determina e il relativo avviso pubblico per le iscrizioni partito proprio oggi, 6 luglio, decide deliberatamente di ignorare le linee guida regionali.
La vi leggendo l'avviso del Comune, si scoprono una realtà profondamente escludente, non sono non solo, sono state totalmente dimenticate le scuole paritarie della città, ma si introduce un vincolo inaccettabile, un vincolo inaccettabile per le stesse scuole statali.
L'avviso recita che possono fare domanda solo le famiglie dei bambini is degli iscritti negli istituti comprensivi cittadini aderenti, aggiungendo una nota che sa di beffa dice la nota, se la scuola frequenterà frequentata, non è in elenco, ci si può iscrivere in altra scuola, purché sia dello stesso Istituto comprensivo della scuola frequentata solo che solo che questo significa che i bambini iscritti nei tre istituti comprensivi non aderenti della città 1 6 12, visto che l'elenco si ferma appunto 19 su 22,
Tutti i bambini che frequentano l'esprit de le succede che tutti i bambini e questi bambini e tutti quelli che frequentano le scuole paritarie sono totalmente ed arbitrariamente esclusi dal servizio non hanno nemmeno la possibilità di chiedere l'accesso ai posti nei plessi aperti,
Tutto ciò che non prevede l'iniziativa regionale. Una volta si diceva essere più realisti del re, ma qui ci troviamo davanti a una Giunta che è più progressista del progresso, con una smania di superare a sinistra, poi fino alla propria Giunta regionale, mostrando un conservatorismo rispetto ai rigidi schemi del passato che non esistono più da nessuna parte se non qui e arrivando a discriminare, grazie a queste intere fette di città, porzioni importanti del nostro territorio e migliaia di famiglie bolognesi e, badate bene, non è una fatalità burocratica, gli a gli altri Comuni della nostra Regione, guidati da Amministrazioni dello stesso colore di questa penso, per esempio, non so a Rimini, a Cesena, alla vicina Imola non si sono sognati di fare una discriminazione simile e hanno applicato i criteri che Gina regionali rispettando la platea complessiva degli aventi diritto. Solo a Bologna si deve consumare questa ingiustizia, temo, ideologica.
Presidente, questa non è un'inc, non è inclusione, questo è un bando pasticciato che crea i bambini di serie A e bambini di serie B, quindi chiedo alla Giunta di rispondere di questa scelta discriminatoria e di porre immediato rimedio estendendo la possibilità di fruire dei servizi a tutti i bambini e le bambine di Bologna a prescindere dall'Istituto, dalla scuola che frequentano anche per evitare io non voglia di incorrere nell'ennesimo contenzioso in sede legale e come spesso spessissimo sta capitando soccombere. Grazie, Presidente,
Grazie, consigliere Stanzani, consigliere Giordani, droga in città, serve una politica diversa, prego.
Sì, grazie Presidente. Abbiamo letto oggi su questo report dei Carabinieri delle associazioni che parlano di Bologna come capitale delle droghe in Italia si trova al primo posto per consumo di cannabis al primo posto per consumo di ecstasy INPS in generale di droghe sintetiche, una situazione che dovrebbe far pensare una situazione realmente allarmante, soprattutto se prendiamo in considerazione il dato che l'età media a cui si inizia a usare queste sostanze si sta abbassando drasticamente. Ormai si parla di 12 13 anni. Parliamo di bambini, neanche adolescenti o preadolescenti di bambini, e non può essere una giustificazione. Il fatto che questi ragazzini adesso non cambia, abbiano cambiato le abitudini per cui cercano in questo tentativo di diventare di provare le cose da grandi, un qualcosa perché li portino a crescere velocemente. Qui dobbiamo renderci conto che l'idea della liberalizzazione, che l'idea del fatto personale dell'uso personale sia stato, secondo me un errore strategico importante. Liberalizzare vuol dire far credere alle persone vuol far credere che ai ragazzi, ai ragazzini, ai bambini che le droghe siano sostanze innocue siano sostanze con cui si può quasi Zuccaro scherzare, invece le droghe sono pericolosissime, sono pericolose anche quelle che sembrano più leggere a una certa età sono veramente pericolose, oltre a portare una dipendenza in maniera molto più veloce rispetto alla classica sigaretta o ad altre sostanze che possono creare nel tempo delle.
Delle situazioni di dipendenza. La liberalizzazione non è la soluzione. Dobbiamo mettere in campo tutte le misure amministrative, sociali ed educative per difendere i nostri ragazzi, far capire ai ragazzi le per la pericolosità delle sostanze psicotrope. Io non so se anche la distribuzione delle pipe del crack, del crack sia stata una buona idea, anzi penso proprio di no, perché l'aumento anche del crack è aumentato in maniera paurosa. Io penso che Bologna debba iniziare ad attivare una politica per dare ai ragazzi degli strumenti alternativi alle droghe e far capire a loro la pericolosità di queste sostanze. Non dirgli che andrebbe legalizzata Grassi.
Grazie consigliere consigliere Di Benedetto accampamento abusivo, prego.
Grazie Presidente, purtroppo dico purtroppo perché sembrava che un anno fa, se l'avessimo fatta in via definitiva, devo tornare sull'accampamento abusivo di via della Badia. E una situazione che, dopo il nostro esposto, tutte le autorità preposte aveva visto il pronto intervento e lo sgombero circa un anno fa ora è tornato anche più corposo di prima e ha visto e vede la diffusione di droga di altre situazioni difficili, di molestie ai danni delle ragazze, di molestia e delle donne, di molestie ai danni di chi passa di lì e di chi vive di Lima. Istruzione è molto difficile, quindi, che va ben oltre i confini di qualunque cosa sia considerata come accettabile in un Paese democratico e civile. Mette a rischio i diritti di tutti i cittadini, partendo da quelli delle donne. Evidentemente o no, questo so che ad alcuni magari interessa meno, perché c'è più, diciamo, l'obiettivo di tutelare forme differenti di insediamento e al di fuori del perimetro della legalità, però, per quello che ci riguarda, invece, richiede una risposta ferma e netta da parte dell'Amministrazione. Quindi chiediamo che era neanche in questa sede, come faremo anche con tutte le autorità preposte anche in altro modo, perché sappiamo che se aspettiamo l'Amministrazione Lepore, possiamo dormire sonni non tranquilli e per chiedere lo sgombero di questo accampamento che rappresenta e vede situazioni di pericolo pericolo. Lo ripeto anche qui, come l'ho detto, e lo dirò anche in altre sedi perché purtroppo si continua a ignorare il tema e degli accampamenti abusivi finché non arrivano situazioni come incendi, violenze o situazioni di altro tipo, che sono evidentemente la degenerazione di quello che dovrebbe essere una società civile. Gli chiediamo all'Amministrazione di attivarsi di fare la sua parte e bisogna rimanere in silenzio perché, anche se non vi non vi fossero e responsabilità di carattere giuridico, questo eventualmente lo vedono. Un po' vedrebbero. Verranno poi le autorità autorità che spesso, condannando l'Amministrazione comunale, vi è comunque una responsabilità di carattere politico sulla tutela della comunità. Grazie, grazie. Consigliere ora la parola. Alla consigliera Zontini. Gara per la refezione scolastica, un'opportunità per cambiare. Prego Consigliere. Grazie Presidente, come abbiamo visto in questi due di dalle notizie, appunto nessuno e si invita anche sulla stampa e a seguito dell'apertura delle buste per la gara sulla refezione scolastica e si sono presentati sostanzialmente quattro soggetti, sei di offerte complessive arrivate per i due lotti. Questo è una un primo positivo segnale e verso la direzione di una maggiore concorrenza. Apertura al mercato per i servizi di refezione scolastica con ovviamente l'obiettivo ultimo di migliorare il servizio e la qualità per tutte le famiglie bolognesi che appunto fruiscono di questo importante servizio. E quello che volevo evidenziare oggi è da un lato, diciamo l'auspicio è quello che, nella anche nella valutazione di tutte quelle che sulle proposte arrivate, ci sia la massima rigorosità, trasparenza da parte dell'amministrazione e si va ad appunto nella direzione di aprirsi obiettivamente a quelle che sono le offerte migliori del mercato per quello che è il nostro servizio è quello di non rimanere attaccati a e diciamo dinamiche logiche che ormai da decenni e caratterizzano il servizio della refezione scolastica, ovvero quello che era, diciamo così, un po' un monopolio incontrastato da parte di Camst. Ma quello che è ancora di più volevo evidenziare oggi è, come sempre da parte della Giunta e siano, come dire molto bravi a rivoltare la frittata. Questo perché lo dico perché quando il nostro gruppo io in particolare ma invitiamo la segnalazione ad ANAC proprio sul bando della refezione scolastica per evidenziare che non era conforme alle norme e non era legittima come poi è stato dimostrato proprio perché era costruita con lotto unico con l'obbligo dice sui del ramo di azienda, eccetera, era costruita in modo da fare sostanzialmente vincere un solo soggetto che era Camst, quando poi l'ANAC, con la delibera ormai nota del dicembre 2025, ha messo nero su bianco questa cosa e la certificata e ha chiesto al Comune di cambiare, io non so se siete andate a rileggere le dichiarazioni che fecero ai tempi. L'Assessore aree sindaco, Lepore, accusando noi ahimè in particolare e come dire di voler fare questo sui termini dell'Assessore, Ara uno spezzatino del servizio della refezione scolastica contrastarono inizialmente quelle che erano le indicazioni dell'ANAC. Tanto è vero che più volte ribadirono che la loro e come dire idea no del servizio la loro definito e dei servizio secondo l'Assessore era quella giusta che avrebbero spiegato le loro ragioni ad ANAC, come per dire, e spiegheremo e faremo capire che non c'è necessità di cambiare. Questo invece non è stato così e non era vero perché, come l'ANAC ha scritto, il levando della refezione così come era definito andava contro non solo la Costituzione, ma anche le norme del Codice dei contratti e i Comuni si è dovuto adeguare. Peggio ancora, furono le affermazioni delle del sindaco, Lepore, che disse proprio sulla refezione scolastica e la destra vuole rimandarci indietro di 15 anni che evidentemente la e il Sindaco non sapeva nemmeno. Ecco di che cosa stava parlando, perché le le la delibera Diana, che era proprio andava nella direzione di aprirsi al mercato, cosa che oggi sentiamo esaltare no dalla comunicato dell'Assessore Ara e andare nella direzione di maggiore qualità, invece ci accusarono accusarono noi che volevamo portare il servizio della refezione, innanzitutto verso il rispetto delle norme e della Costituzione, ma anche verso una maggiore apertura a diversi operatori di mercato. Questo per dire che la mentre l'Assessore ha a Rodi scrive un percorso impegnativo e strategico avviato dall'anno scolastico. 2024 e 25 con la definizione delle linee di indirizzo frutto di un percorso partecipato e poi dice per la prima volta la gara previsto, la suddivisione in lotti, la concessione gratuita dei centri di produzione dei pasti comunali completamente a trattati grazie agli importanti investimenti dell'Amministrazione, insomma, tutto un comunicato fatto parlando di scelte politiche e di scelte strategiche. Ecco, volevo solo ricordare, giusto per memoria, per realtà che la Giunta non aveva fatto nessuna scelta politica e nessuna nessuna scelta strategica nella direzione di aprire al mercato il servizio di refezione scolastica sono stati costretti dall'ANAC a seguito del nostro esposto e della delibera che ANAC ha mandato al Comune. Quindi se non altro e ci auguriamo che i risultati saranno quelli attesi da noi e che per i quali abbiamo spinto, ma che non sia la Giunta a farsi bella, perché se non era per la nostra segnalazione ad ANAC, che non era per la delibera di ANAC, saremo ancora qui con il bando a cui probabilmente come il 2025, o non parteciperò a nessuno e quindi si fece una bella proroga a Camst grazie.
Grazie consigliera, le ridò la parola per l'intervento successivo dal titolo guide turistiche, serve una vera lotta all'abusivismo, prego.
Grazie Presidente, pochissimi secondi solo per dire che anche sul tema grave dell'abusivismo nel settore delle guide turistiche e chiediamo la anticipazioni di un ordine del giorno che il 130 del 2026 presentato dalla collega Scarano a luglio 2025 per investire in parte dell'imposta di soggiorno grazie consigliera Consigliere Larghetti gli effetti del proibizionismo prego,
Grazie Presidente, anche per noi i dati sul consumo di droga sui giovani sono veramente allarmanti, ed è bene che ne parliamo. Trovo tuttavia assurdo ricondurre questa situazione va be'lasciamo perdere al sindaco Lepore fa veramente Sbudella da ridere scusate se mi viene l'espressione dialettale, ma ancor di più il tema della eventuale legalizzazione, perché non si è mai visto un proibizionismo così disperato sul tema delle sostanze come negli ultimi anni e io penso che sia proprio il proibizionismo che ci ha portato fin qui i decenni di politiche fondate su divieto, repressione, criminalizzazione che non hanno certo impedito la diffusione delle sostanze non hanno protetto le persone più giovani e non hanno sottratto il mercato alle economie criminali. Io penso che se oggi i ragazzi e ragazze arrivano a consumare queste sostanze precocemente non è perché ne sottovalutano i rischi, ma perché quei rischi li conoscono poco. Li apprendono attraverso canali informali tra pari o sui social. La legalizzazione, o almeno un approccio regolato e trasparente, non significa banalizzare gli effetti delle sostanze, significa renderli conoscibili, significa poter dire con chiarezza quali sono i rischi, quali sono i livelli di dipendenza, quali gli effetti a breve e lungo termine, lo facciamo già con le sostanze del tutto legali e largamente diffuse. Ben conosciamo molto bene gli effetti collaterali dell'alcol, sappiamo che può provocare dipendenza, danni epatici, sappiamo che può causare incidenti stradali se assunto prima di guidare puro. Nessuno sostiene che informare correttamente sull'alcol equivale a incoraggiarne il consumo. Allo stesso modo, non aiuta a dire che le droghe sono tutte uguali o definirla in maniera indistinta come pesanti, una sostanza ad altissimo potenziale di dipendenza, come la cocaina, che mi dispiace dirlo ma è più diffusa, purtroppo, tra i banchi del Parlamento che nella città di Bologna, ecco, non è la stessa cosa del THC, così come non sono uguali gli effetti rischi e le conseguenze sociali. Mettere tutto sullo stesso piano finisce spesso per ridurre la credibilità dei messaggi di.
Grazie consigliera consigliera Ceretti a due interventi, uno di seguito all'altro, il titolo del primo e salviamo le scuole di periferia, prego.
Grazie Presidente, oggi ho visto un articolo sul giornale, l'apertura di Repubblica che parlava delle scuole, dei numeri, delle scuole, dei bambini che ce ne sono sempre meno, eccetera, ma volevo focalizzare il mio intervento su un punto particolare, cioè sulla fuga, diciamo, di alcune famiglie dalle scuole di periferia per,
Il centro storico, ecco, io credo che questo sia un passaggio epocale delicatissimo al quale dobbiamo porre una grande attenzione, grandissima attenzione,
E le aule di periferia raccontano il mondo reale così com'è, cioè un mosaico di culture, di storie di complessità,
E oggi, se lo Stato non riesce a capire che quello è il luogo dove può trasformare da ostacolo a convivenza, quella complessità, ecco allora.
Capisco che l'unica possibilità sono le poi le politiche future securitarie, che.
Alimentano le paure dei cittadini e delle cittadine, mentre invece è proprio nelle scuole, è proprio nelle scuole dove c'è questo mosaico di cultura che si può fare prevenzione, ecco svuotare quindi le scuole di periferia, questo lo voglio dire con molta chiarezza, è pericoloso e bisogna compensare quelle CRI criticità, cioè analizzare il perché c'è questo svuotamento e.
Prendere immediatamente iniziative affinché questo percorso venga assolutamente.
Bloccato e lo si può fare in un in un modo molto semplice, non naturalmente limitando la libertà delle famiglie nelle loro scelte, ma rendendo quelle scuole belle e luoghi dove noi riusciamo a prenderci cura di quegli spazi, ecco mettere al centro la bellezza e la cura degli spazi pubblici nel dei decenni le scuole, le scuole, le nostre scuole,
Si sono trasformate tantissimo, una volta c'erano dei laboratori di scienze di arte, le biblioteche nelle scuole di periferia iniziano ad essercene veramente molto poche, ecco, dobbiamo passare da una logica di batteria di classi a una riprogettazione degli spazi, una riprogettazione degli spazi sia esterni che interni.
E quindi anche una riqualificazione delle nostre scuole. Ecco quelle criticità, criticità, io credo che vadano combattute in questo senso. Rendere efficientate le nostre scuole, che non significa semplicemente abbatterle e riprogettare farne nuove, ma rimettere anche nelle condizioni le scuole di periferia di essere adeguate al cambiamento climatico.
Ed essere più belle, spazi più belli con i laboratori, rivedere la progettazione delle scuole, ecco, questo è il modo per per invertire la rotta.
Della fuoriuscita degli studenti.
Ho finito e se.
Allora le ridò la parola per l'intervento successivo e solidarietà dedica Capasso, prego.
La democrazia non è uno spazio politico naturale, ma è una conquista culturale molto fragile.
E quando il pensiero politico e il dibattito pubblico escono dai confini dei valori democratici?
Del rispetto della dignità umana e della legalità costituzionale, la società regredisce verso l'arbitrio e verso l'autoritarismo.
Ecco bene, ha fatto Erika Capasso, a cui va la mia solidarietà, a proteggere l'unica cornice che rende la libertà possibile per tutti, il perimetro democratico che non è una gabbia, ma è uno spazio necessario garantire i diritti di tutti, grazie.
Grazie consigliera ora la parola alla consigliera Di Pietro a due interventi, uno di seguito all'altro, il primo anziani e non autosufficienza prego grazie Presidente, un articolo di ieri sulla stampa locale conferma che il tema degli anziani non autosufficienti è una questione dirimente su cui la politica è chiamata a misurarsi per porre soluzioni di lungo respiro. L'allungamento della vita, l'aumento della popolazione anziana, i mutamenti demografici e cambiamenti legati alla composizione familiare, che vedrà sempre più incremento di una popolazione anziana sola in prevalenza femminile se non una vera sfida su cui è necessario intervenire i tagli progressivi e mancati investimenti nazionali.
Rendono le risorse insufficienti e, mentre i bisogni crescono, la carenza di personale resta un dato evidente. La nostra è una città che molto si adopera con progetti, iniziative, nuove figure professionali per contrastare l'isolamento, potenziare la prevenzione e promuovere la salute Bologna attraverso i suoi servizi integrati e agisce con politiche comunitarie tese a intercettare le fragilità prima che si cronicizzano. Ma le diverse emergenze richiedono oggi un impegno collettivo che non può eludere i diversi livelli locali e nazionali. La Regione stanzia da sempre risorse molto più significative del fondo nazionale e siamo più avanti degli altri territori, ma anche noi facciamo fatica a mantenere lo standard storico. I posti delle strutture residenziali sono inadeguati, gli stessi servizi sono logorati da richieste sempre più diversificate.
Se da un lato questi aspetti pongono la necessità di un incremento della spesa pubblica da parte dello Stato, dall'altro richiedono una riflessione capace di portare a cambiamenti strutturali.
La crescente richiesta di assistenza connessa all'insorgere di nuove patologie, che si sommano richiama nel bisogno di cura a un approccio condiviso e coordinato per rendere il rapporto tra pubblico e privato sociale una prassi in cui pianificare proposte, strategie, interventi all'altezza dei tempi invecchiamento della popolazione è reversibile e tutte le ricerche e le analisi confermano che il modello di welfare va cambiato per generare risorse e colmare l'assenza di personale e dar vita a un approccio di sistema capace di programmare interventi nel medio e lungo periodo. Le fragilità attuali impongono interventi predittivi, sottolineano l'importanza di agire sul lavoro sociale per valorizzarlo, a sostenerlo, affiancarlo e formarlo, garantendo nel pubblico, come nel privato sociale o riconoscimento retributivo, è necessario a ridurne la dispersione. Chi opera nella cura tiene in piedi il welfare, ma fatica a sostenere il costo della vita, aspetti insieme ad altri che vanno affrontati per evitare l'esplosione di una bomba sociale. Il tema va seguito e rafforzando alleanze e accogliendo le istanze di tutti coloro che, in questo contesto operano. È compito della politica immaginare con il contributo degli attori in campo, azioni sostenibili nei confronti di chi ne ha le sue fragilità. Ha diritto a una vita dignitosa e nei confronti di chi in questo settore lavora e si prende cura a vario titolo la forbice delle disuguaglianze e continua ad allargarsi e deve riguardarci tutti. Ci sono aspetti su cui si sta discutendo per rivedere criteri d'accesso, capacità di generare risorse e modelli virtuosi da inserire in una cornice di sistema Bologna e l'Emilia Romagna per la loro storia di sussidiarietà e per le tante in realtà presenti, hanno tutte le potenzialità per continuare a sviluppare un approfondimento che come Partito Democratico di Bologna intendiamo portare avanti. Grazie grazie Consigliere le do la parola pieno sostegno ad Eric Capasso pre.
Piena solidarietà Erika Capasso per gli insulti volgari sessisti, ricevuti comportamenti barbari alimentati da un odio razziale x razziale che soggetti come Cruciani e Vannacci, stanno cercando di normalizzare, bene, ha fatto Erika, che quotidianamente si occupa di partecipazione e inclusione e nuove cittadinanze, a rispondere con una grande lezione di vita e di politica grazie,
Grazie consigliera, Consigliere Cima commercio, i numeri reali prego.
Colleghi, consiglieri.
Sul clima è stato un po' discusso sui giornali, sul calo di fatturato delle attività commerciali legato.
Partirei da un punto di metodo, chiaramente non di polemica, perché i numeri che circolano vanno letti con attenzione perché si prestano a interpretazioni molto diversa, a seconda di come il si mette il rapporto tra di loro, i dati che il Comune e la Camera di Commercio hanno messo a disposizione dicono questo su una platea stimata per difetto.
Di circa 1.005 2000 attività commerciali situate lungo il sedime dei cantieri o nel raggio di 200 metri, 170 aziende hanno presentato domanda dichiarando documentando un calo di fatturato nell'arco di due anni di bandi camerali e parliamo quindi 170 su circa 2000 di una percentuale che si attesta attorno al 10%, del totale potenziale non del 30%, come è stato scritto sui giornali sul Carlino, il 30%, di cui si è parlato un altro numero ed è riferito alla quota di quelle 170 aziende che dichiarano un calo superiore al 20%, cioè 52 su 170, quindi sono due percentuali vere ma calcolate su base diversa. Ora, detto questo, io non voglio ridurre la questione sul fatto che percentuali, perché dietro a ogni singola domanda ci sono i commercianti che hanno contratto un mese difficili, come i cantieri che hanno complicato l'accesso ai negozi, la visibilità delle vetrine, la quotidianità del loro lavoro, quindi un disagio reale e l'Amministrazione, insieme alla Camera di Commercio, non è rimasta a guardare perché parliamo di circa 3 milioni di euro, complessivamente mobilitati.
Crevari contributi allo stesso tempo. Io credo, ma questo lo mai, cioè un discorso fatto tante volte. Dobbiamo avere l'onestà intellettuale di dire un'altra cosa. Il commercio di prossimità in Italia sta attraversando da anni una trasformazione strutturale, cioè un ricambio generazionale che non c'è. Anche stamattina sui giornali si parlava di una nota salumeria che chiude perché non ha più nessuno a cui dare il negozio concorrenza delle piattaforme on line e nuovi modelli di consumo.
Tutte cose che non hanno nulla a che fare con i cantieri. Quindi, attribuire ogni difficoltà del commercio locale mi comment unicamente al tram significa negare quello che è il problema reale del commercio di prossimità. Oggi, quindi, ora i lavori del tram e si avviano alla conclusione. Questo significa che nei prossimi mesi potremmo osservare l'andamento del commercio di prossimità senza le variabili del cantiere e capire con più chiarezza quanto delle difficoltà attuali sia legato ai lavori e quanto invece rientra in dinamiche molto più ampia.
È un esercizio che dobbiamo fare con grande rigore, senza cedere alla tentazione di minimizzare né a quello di gonfiare i numeri, perché qui il problema è come tutelare il commercio di prossimità ai commercianti dagli eventi futuri. Grazie.
Grazie Consigliere, consigliera, Toschi a salve né Santo Stefano apre la casa della comunità, prego Consigliere grazie Presidente, sabato 4 luglio, ieri l'altro mattina è stata inaugurata la nuova casa della comunità del quartiere Santo Stefano Savena e il numero 4 torna a quattro piani per 4.000 metri quadrati, 40 posti di parcheggio e non torna invece per l'investimento perché sono ben 11 milioni di euro investiti per costruire questa meravigliosa casa della comunità e dico meravigliosa invito tutti quelli che non hanno avuto il piacere di vederla di andare a guardare anche proprio l'architettura esterna. Spesso diciamo che il bello aiuta, aiuta le persone a lavorare, aiuta le persone a farsi curare, aiuta anche il rapporto di fiducia con le istituzioni, è una struttura, è stata definita, full, optional dentro, ci saranno i medici di medicina generale, cosa assolutamente non scontata solamente in due regioni d'Italia, Emilia Romagna e Toscana. Abbiamo i medici di medicina generale dentro le case di comunità perché è stato fatto un accordo ad hoc. Abbiamo gli infermieri di famiglia e comunità, abbiamo gli specialisti, a breve avremo anche il settore della psicologia territoriale, le cure palliative, l'assistenza domiciliare, e ci sarà attiva una palestra meravigliosa di riabilitazione. Voi sapete che la riabilitazione molto spesso è patrimonio del privato privato del privato accreditato, invece, la casa di comunità Sabin a Santo Stefano ha una palestra che davvero fa invidia a tutte le migliori attrezzature esistenti, ma questo, come dicevo, ognuno può andarlo a vedere, può andare a ritirare un lavoro che davvero è stato messo a terra in pochissimi anni, solo tre anni dal momento della progettualità all'inaugurazione, un'inaugurazione reale, perché già da oggi la casa della comunità è attiva, quindi stiamo parlando davvero di una di un'inaugurazione operativa. Tuttavia, io voglio soffermarmi su una frase e con questo concludo il mio intervento. Le pietre sono importanti, importantissime, ma le pietre non curano le persone, sono le persone a curare le persone e questa è la frase che abbiamo sentito dire dal Governatore della Regione Emilia Romagna. Michele De Pascale, grazie.
Grazie consigliera Toschi consigliera De Martino, Lampedusa, ci Lampedusa, ci riguarda, prego, grazie Presidente. Dal 2009 sono morte nel Mediterraneo più di 50.000 persone, un numero drammatico che, come ci ha ricordato il Papa da Lampedusa, è causato da decisioni prese e da decisioni mancate. Ecco questa frase, credo, dovrebbe essere il chiodo fisso della politica, per non perdere la visione d'insieme e non scadere nel fatalismo, perché senza visione d'insieme finiamo per trattare ogni cosa come un'emergenza separata. Gli sbarchi permessi di soggiorno e il costo della vita, l'accesso alla casa, problemi questi ultimi che riguardano chiunque vive in Italia e che sono tutti i pezzi dello stesso sistema ingiusto. Chi ha precisi responsabili? La visione d'insieme ci dice che non possiamo chiamare il governo dei flussi decisioni prese che rendono più difficile chiedere asilo, spostano le responsabilità fuori dai confini europei e finanziano accordi con Paesi che non garantiscono i diritti fondamentali, perché questo non produce sicurezza, ma solo più illegalità produce persone consegnate ai trafficanti e al ricatto del lavoro nero per ottenere un permesso di soggiorno. E allora da Bologna, che non è Lampedusa, ma è una città come tutte attraversata da storie di immigrazione, dobbiamo ricordarci che l'accoglienza, quando funziona, è un'infrastruttura sociale che produce sicurezza e benessere per tutti, ma come tutte le infrastrutture sociali, per funzionare davvero bisogno di risorse vere, di canali legali, di ingresso, cioè di quelle decisioni non prese o non prese a sufficienza ce lo dicono i dati, la causa della criminalità e dell'illegalità non è la provenienza geografica, ma la povertà, una povertà frutto di disuguaglianze ingiuste, quelle che stanno rendendo sempre più invivibile il nostro pianeta per fette sempre più ampie di popolazione, mentre la ricchezza si concentra in grandi monopoli e nel caso delle persone migranti, su un altro elemento a produrre questi legalità, ed è il calvario dei documenti, lo conosciamo benissimo perché si aspetti un anno per un permesso, di soggiorno e quando ti arriva è già scaduto, come avviene se senza quei documento non puoi firmare un contratto di affitto ovvero un lavoro regolare. Secondo voi, cosa resta da fare da questo punto di vista? Credo sia stata molto importante l'udienza conoscitiva che abbiamo ottenuto venerdì scorso a partire dal lavoro dello sportello stranieri della CGIL e dalla ricerca condotta in quella sede, perché, mentre qualche partito prova ogni giorno a distorcere i numeri e notizie di cronaca, aiutato anche da una sempre meno diffusa deontologia giornalistica, per fortuna c'è anche chi troppo spesso nel silenzio ci aiuta a rimettere al centro i volti e i volti raccontano tutta un'altra storia, raccontano persone che lavorano, pagano affitti, reggono responsabilità economiche affettive enormi, eppure tremano quando entrano nelle nostre questure. Per questo sono ancora più inaccettabili le narrazioni superficiale di chi prova ad alimentare il conflitto tra chi è povero, chi rischia di diventarlo, chi vive qui da generazioni e chi ci è arrivato da meno tempo e su questo aspetto per me la politica ha un compito difficilissimo, ma è necessario separare i due piani. Da una parte ci sono cittadini che ce la fanno fatica, che vivono sulla propria pelle salari bassi, affitti impossibili anzi, per il futuro, persone che spesso non hanno gli strumenti per vedere la visione d'insieme e che, anche per responsabilità di una propaganda feroce finiscono per puntare il dito contro altri poveri che ce la fanno fatica e che spesso sono le persone migranti. A loro dobbiamo continuare a rivolgerci, non per giustificare l'odio, ma per provare a tirarli fuori dall'odio, in cui anche una politica irresponsabile e li ha gettati, spezzando finalmente la catena della violenza e della povertà affettiva. Un altro piano, invece, riguarda i leader politici, certi giornalisti che ha studiato, che ha un privilegiato e usa consapevolmente la creazione di conflitti sociali per restare un privilegiato a loro. Nessuno sconto loro non sono vittime della propaganda, sono gli attori che la costruiscono ad arte, sono quelli che alimentano disuguaglianze a proprio beneficio e poi convincono le persone a prendersela con chi sta peggio tenere distinti. Questi due piani è difficilissimo, soprattutto in un mondo che non a caso premia solo conflitto e polarizzazione. Li premia non a caso, perché sono i due fattori che cristallizzano la realtà, ma proprio per questo è ancor più necessario fare questo sforzo. Se abbiamo l'ambizione, invece di cambiarla la realtà, anche una persona alla volta, come diceva qualcuno. L'Europa di von der Leyen con il Patto europeo su immigrazione asilo pare abbia rinunciato almeno momentaneamente a questa complessità, preferendo inseguire scorciatoie inutili. E allora resta aperta una domanda non semplice ma inevitabile. Quanto la sinistra riesce riuscirà davvero a incidere dentro questa coalizione e quanto diventa sempre più urgente investire con ancora più energia nella costruzione di una vera alternativa, capace di dimostrare con i fatti che diritti, sicurezza sociale, legalità e accoglienza sono l'unica strada che produce un cambiamento reale, positivo per tutte e tutti il resto può dare l'illusione di una risposta immediata, ma non cambierà la vita delle persone, di nessuna persona, quindi, grazie a chi continua a tenere alto il punto politico, pur pagandone un prezzo, specie se donna non a caso proprio perché donna, come è successo a Bakkali, ha Capasso e a tantissime altre persone attiviste più o meno visibili, grazie,
Grazie, Consigliere De Martino, il Consigliere Bernagozzi, il verde in città, prego sì, grazie Presidente, ho sentito alcuni interventi già in Aula che mi hanno preceduto sul tema degli alberi in città del verde in città e volevo portare alcune riflessioni. La prima è che abbiamo un Presidente, mi pare insomma del del di una delle Camere, il Presidente del Senato, che ha detto che ci abitueremo al cambiamento climatico, che in fondo non non moriremo spoiler, penso invece che si muoia di caldo, anzi non solo si muore. Ricordo che anche parte delle migrazioni che avvengono oggi, ma che avvengono da da decenni, sono dovute anche al cambiamento climatico. Poi abbiamo un altro leader, diciamo il futuro leader della destra, credo no e il nostro Vannacci che dichiara che la Papua Nuova Guinea.
Che è lo Stato più inquinato. Insomma, dove dove dove c'è tanto inquinamento, insomma, però si sopravvive. Insomma, ha fatto un ha detto ANAS, una serie di dati sbagliati, la verità che la Papua Nuova Guinea è uno si dei Paesi più inquinati al mondo, ma soprattutto perché è un Paese dove c'è tantissima povertà, perché anche il cambiamento climatico e la povertà si intrecciano, cosa che qualcuno non vuole con vuole continuare a non vedere come si intreccia.
Secondo me anche il tema degli alberi in città. Io qui voglio chiedere no, visto che si è presentato, voglio portare qui a fila. Si è presentato noi, insieme a tanti residenti ai cittadini, uno dei temi veri del che riguarda la zona Marconi, no, quindi alcune zone del centro storico e quindi un progetto per portare, approvare più a portare più verde in città, ovviamente, di contraltare. Se devi sparare, fare spazio ad alberi e a verde devi togliere dei posti auto. Quindi io qui faccio una domanda a chi vi critica questa Amministrazione, come si pone dentro questo ragionamento, perché a me sembra come al solito, che si voglia in qualche modo attaccare l'Amministrazione, ma poi, quando si vada nel concreto, si provi a ragionare in maniera concreta sulle sulle proposte, sui progetti si fa sempre no un occhiolino dall'altra parte, perché la verità è che del cambiamento climatico, alla maggior parte delle persone sedute al Governo oggi non è mai fregato nulla, nulla.
Nulla.
Quindi sinceramente, ripeto, il cambiamento climatico e la lotta al cambiamento climatico devono, diciamo, devono essere desiderabili, nel senso che tutti si devono sentire in qualche modo ingaggiate rispetto a questo tema, ma devono anche in qualche modo vedere noi mettere in discussione anche il nostro modo di abitare la città, questo è il punto vero perché dentro il cambiamento climatico non c'è solo maggiore alberi e tra l'altro ribadisco dove li mettiamo perché se noi continuiamo a mente lì dove il verde c'è già, invece è bello aprire un ragionamento rispetto no alla nostra città costruita secoli e secoli or sono piena di cemento e qui bisognerebbe capire come riuscire anche a dei sigillare no parte della nostra città, però è chiaro che se noi dobbiamo far spazio al verde, da qualche parte quello spazio va tolto se sono posti auto, perché visto che è un tema che mi pare che sia molto caro agli altri colleghi, faccio questa domanda, insomma, se vogliamo parlarne, però, parliamone con cognizione di causa, perché dire semplicemente che servono più alberi è bellissimo per fare dei video sui social, ma nella realtà, purtroppo, non produce alcuna proposta politica. Ahimè, grazie.
Grazie Consigliere, consigliera, Toschi, anziani e assistenza residenziale, un bilancio sbilanciato, prego, grazie Presidente, riprendo da dove avevo lasciato le cure, le cure delle persone non possono essere affidate alle pietre. Il Presidente Pirazzoli, presidente di Anaste, recentemente ha rilasciato un'intervista il cui titolo è pochi posti. Manca il personale e la situazione è drammatica. Qui non stiamo parlando di una casa di comunità, stiamo parlando dell'assistenza residenziale, agli anziani anziani che a Bologna si stima che nel giro di qualche anno si sta parlando nel 2050 si arrivi attorno a 30.000 persone, 30.000 persone anziane che già oggi sappiamo vivono per lo più in situazioni monofamiliari o al massimo.
Nuclei familiari composti da due persone, entrambe grandi, grandi anziani. Ma la focalizzazione, anche qui non è sulla struttura, non è sui posti letto, non è sull'offerta, diciamo, così alberghiera, ma di nuovo parliamo di personale personale che manca personale, che non si trova personale pagato poco, che fa fatica a trovare la motivazione e la e la capacità di rimanere in un lavoro di cura, di assistenza assolutamente necessario, ma che se non vedrà politiche davvero incisive e fattuali, probabilmente lascerà i nostri anziani e forse anche noi davvero in grandissima difficoltà. Grazie.
Grazie consigliera Toschi consigliera, Bernagozzi, retta internazionale per stuprare le mogli prego, l'Europol ha sgominato alla rete di cui avevo già parlato in varie occasioni in quest'Aula, di uomini che si scambiavano buone pratiche, chiamiamole così buone pratiche per drogare le proprie mogli, compagne e donne che frequentano per poterle stuprare questo è,
È la violenza nel 2026,
È la violenza nel digitale, un argomento che credo andrebbe anzi Co resto convinta che vada affrontata il prima possibile col massimo dell'urgenza. Credo che non sia accettabile che insomma, oggi si parli veramente di una rete e lo voglio ripetere, di una rete di uomini che si scambiavano informazioni su come drogare le proprie mogli per poterle stuprare.
Nel caso Pellico in Francia ha aperto un vaso di Pandora su questo io credo davvero che si stia ormai la alla violenza di genere, anche sta anche cercando canali nuovi, io penso, è quello del digitale, è uno di questi.
Credo davvero che non si possa più far finta di nulla, non si possa anche perché anche su questo voglio aprire una parentesi, parlare di consenso di fronte a questo c'è, capiamo benissimo tutti che che è veramente cioè parlare di dissenso, anzi, come ho visto come è stato presentato il due il ddl assume delle de diciamo un carattere che non serve assolutamente a nulla soprattutto non proteggere le vittime, per tutte queste ragioni, vista l'urgenza dell'argomento, visto che comunque lo abbiamo portato in in Commissione e in Aula presentò di G. Urgente grazie.
Grazie consigliera, consigliere Piazza situazione inumana al carcere della Dozza, prego.
Grazie Presidente, voglio unirmi anch'io la mia voce a quella delle colleghe che nei giorni scorsi hanno denunciato la situazione inumana del carcere della Dozza di Bologna, purtroppo, dopo anni che seguo la la detenzione, devo dire che della disumanizzazione della detenzione a questo Governo pare veramente non interessare minimamente niente, anzi, forse qualcuno la vede come uno scopo politico, a giudicare da certe dichiarazioni veramente agghiaccianti che abbiamo dovuto ascoltare in passato. Sembrano interessare nemmeno, però, che inumane siano persino le e le conseguenti. Di conseguenza, anche la condizione dei lavoratori, delle lavoratrici, delle strutture detentive. Agenti di polizia, penitenziaria, educatori, mediatori, personale sanitario. Tutti sono costretti a svolgere il loro lavoro in un luogo dove la dignità umana è sistematicamente calpestata, e voglio esprimere ancora una volta l'ho già fatto tante volte. Vicinanza e solidarietà a queste persone, a questi lavoratori e lavoratrici che continuano a prestare servizio in condizioni insostenibile. Non a caso, lo ripeto spesso i dati ci dicono che tra le categorie professionali quella degli operatori di polizia penitenziaria è la categoria con il più alto numero di suicidi. Pensate che che cosa vivono queste persone? La situazione interna alle alle strutture, alla Dozza, in particolare, è esplosiva e gli operatori ci segnalano continue proteste violente, risse e danneggiamenti. Il caldo estivo che c'è ogni anno, quindi, anche quest'anno amplifica i problemi, ma quest'anno devo dire che si aggiunge anche la frustrazione di un SIS, di una situazione ignorata ormai da troppi anni dove, invece di soluzioni, si assiste a provocazioni, interventi sulle strutture detentive, sull'organizzazione della detenzione di competenza nazionale non si vedono la manutenzione, è insufficiente. L'assenza di sistemi di condizionamento rende durissima la vita con le temperature di questi giorni e si aggiunge persino il malfunzionamento dell'impianto idrico, che fa mancare l'acqua in vaste parti della Dozza di Bologna. Quindi pensate caldo, assenza di acqua o acqua caldissima, perché quella fredda non funziona e sovraffollamento e personale insufficiente, cioè se si condizioni igieniche precarie. Veramente ce n'è ce n'è di di di tutto, pensate alla situazione di personale resta sotto organico. Il sovraffollamento continua ad aumentare. Come sappiamo, l'abbiamo detto più volte. Le cause sono questa normativa che aumenta le pene detentive. I tossicodipendenti, tema su cui più volte ho puntato il dito sono circa il 30% della popolazione carceraria. Restano nelle carceri, non si trovano soluzioni per risolvere i problemi dei tossicodipendenti detenuti. Dovrebbero stare in strutture di cura che avrebbero bisogno di essere potenziati, avrebbero bisogno di investimenti, ma anche su questo non si fa nulla. Quindi ai al alle persone detenute si aggiunge un 30% di persone che hanno anche problemi di gravissimi di tossicodipendenza e psichici. Poi ci sono le persone in attesa di giudizio che non hanno appena definitive. Circa il 20% sono in carcere anche quelle invece che investire in queste urgenze. Le risorse vediamo vengono destinati a strutture assurde, come i centri di rimpatrio, quando invece ci sarebbe bisogno di sistemare e di restituire dignità alle strutture detentive già esistenti. L'esasperazione aumenta sia nei ristretti che negli operatori, che hanno motivo assolutamente di sentirsi abbandonati, come diverse sigle giustamente denunciano ormai parlare della fonte, funzione rieducativa del carcere che sarebbe costituzionalmente prevista. E quasi grottesco assurdo dirlo, ma mancano le basi stesse su cui costruire percorsi di rieducazione, come si fa a parlare di percorsi educativi, sennò nemmeno garantita all'umanità, cioè la base proprio su cui su cui poter parlare. Devo dire che in questo periodo stiamo veramente toccando il punto peggiore che ricordi in tanti anni da la la situazione veramente ma terribile l'abbandono e massimo si sta omologando la sofferenza della disamina d'azione associati alla pena, cose sbagliatissime. Come Consiglio comunale. Da anni stiamo attenzionando la situazione sostenendo servizi nelle strutture detentive cittadini, promuovendo associazioni, supporti, interventi in carcere, anche la rete di Ca' dalla rete di città, sedi di carcere per collaborare insieme a unire le forze per trovare soluzioni. L'ultima iniziativa promossa dal 1 luglio con lo scopo di ragionare su come umanizzare la detenzione e questo era proprio il titolo del della dell'evento. Voglio ringraziare la collega Di Pietro, che lo ha promosso come momento di confronto che è stato introdotto dalla collega Rita Monticelli delegata ai diritti umani del Comune di Bologna. C'è davvero bisogno? Di parlare dei diritti umani all'interno delle carceri perché purtroppo non sono non sono scontati. E delle iniziative che ha avuto anche il sostegno di Mauro Palma e a cui hanno partecipato garanti regionali comunale, oltre che l'ANCI, che giustamente siamo sempre più coinvolgendo in questi ragionamenti. Pertanto, Presidente, concludo con.
Una speranza, anche se più che altro è uno sforamento e rinnovando, rinnovando la vicinanza a tutte le operatrici e operatori e ai detenuti che devono vivere una situazione davvero indegna per un Paese civile. Grazie grazie. Consigliere Piazza consigliera Di Pietro di varie digitale per una lettera di un ottantenne alla stampa di un'altra città. Rappresenta chiaramente il disagio che molti utenti provano di fronte alla digitalizzazione dei servizi, perché da un lato rappresenta una conquista, ma dall'altra e spesso emotivo di stress e di esclusione sociale. La transizione digitale pone una sfida di cittadinanza e le persone vanno ascoltate. In questo Bologna non si è mai tirato indietro, tirata indietro per garantire, accompagnare, co-progettare interventi capaci di rispondere alle diverse esigenze. Sin dall'inizio del mandato ci abbiamo lavorato e continueremo a farlo e di recente sono stati stanziati nuovi fondi. PON investiti proprio per proseguire l'opera di digitali facile e continueremo a andare avanti.
Grazie consigliera ora la parola alla consigliera Toschi solidarietà a Erika Capasso, prego grazie sì, voglio esprimere la massima solidarietà a Erika Capasso, così com'è successo anche per la parlamentare Ouidad Bakkali è stata aggredita a male parole con prepotenza da un essere spregevole, maleducato e ha reagito con una capacità di serenità di intelligenza e di lucidità encomiabile le femministe così fanno da sempre, così continueranno a fare brava Erica.
Grazie consigliera, Consigliere Gaigher, Bologna, città che sostiene, prego, grazie Presidente, rassegna stampa di questi giorni abbiamo letto insomma di una città che Bologna la nostra, che è attrattiva dinamica, capace di investire sul futuro. Si pensi, ad esempio, ai livelli di occupazione, ma è anche una città, ovviamente, che vediamo attraversato da nuove fragilità la scelta e ha annunciato, ad esempio, dal Comune insieme all'Università, di istituire dal 2027 un fondo da 1000000 di euro all'anno per sostenere le studentesse e studenti che vivono a Bologna con attenzione all'abitare ai trasporti e al diritto allo studio. È una scelta che io ritengo giusta, perché chi studia a Bologna non è ovviamente un problema da gestire, come spesso sentiamo dire anche dalle opposizioni, ma una risorsa invece ad accompagnare e riguarda il modello di città che vogliamo costruire, Bologna, che cresce per tutte e per tutti era il claim. Se lo ricordate, del programma di mandato che abbiamo votato nel 2021 e.
Ed eravamo consapevoli. Allora e lo siamo ancora oggi, insomma che l'attrattività della nostra città deve camminare insieme alla giustizia sociale, se perché se cresce la città devono crescere anche le opportunità per chi la abita, Bologna non può diventare una città e accessibile solo a chi può permetterselo. Non può attrarre talenti lavoro, cultura e innovazione e innovazione, e poi lasciare sole le persone davanti all'aumento degli affitti e del costo della vita e in questa direzione va, ad esempio, nel nella misura, insomma nella nella direzione di appunto dare una mano e a questo a questa idea di città va l'apertura della nuova casa della comunità di Saviane, Santo Stefano. Un presidio sanitario e sociale nel quartiere vicino alle persone, soprattutto quelle più fragili. Questa infrastruttura rende ancora più chiaro l'obiettivo politico con cui si è avviato in questo mandato, cioè costruire una Bologna della prossimità policentrica capace di portare i servizi, cura e opportunità nei quartieri, una città in cui il welfare non è un costo da contenere, ma la condizione. Per garantire uguaglianza, qualità della vita e coesione sociale e a proposito di inclusione solidarietà, lasciatemi esprimere il mio sostegno Erika Capasso. Oggetto in queste ore di insulti e minacce sui social, dopo essersi espressa contro la cosiddetta area immigrazione, si può discutere anche duramente, ma c'è un limite che non dovrebbe mai essere superato. Quello dell'intimidazione e della violenza verbale dell'esposizione personale trasformato in bersaglio. Chi ha responsabilità pubbliche politico, mediatiche come Cruciani in questo caso dovrebbe sapere che le parole non sono mai neutre, soprattutto quando vengono pronunciate da chi dispone di un grande spazio di ascolto nel dibattito pubblico, politica e giornalismo devono sentire fino in fondo la responsabilità di non travalicare certi limiti, di non normalizzare parole che disumanizza noi di non lasciare sole le parole che prendono posizione contro ogni forma di razzismo, suprematismo e cultura dell'esclusione, anche perché quei valori, dignità della persona, uguaglianza, rifiuto della discriminazione sono esattamente quelli iscritti nella nostra Costituzione. È proprio a proposito di immigrazione. Mi pare che, visto l'articolo di di questa mattina su Repubblica, cioè se è vero che 930 bambine e bambini in meno rispetto avremmo bisogno 930 30 bambini in meno rispetto all'anno all'anno scorso che frequenteranno le scuole primarie, non è forse il caso? Mi chiedo di cominciare a dire con chiarezza che l'immigrazione può essere anche una parte della risposta alla tenuta demografica, sociale ed economica della nostra città e del nostro Paese, altro chiaro immigrazione, caro Cruciani. Proviamo piuttosto a discutere seriamente di come cambiare la Bossi, Fini di come costruire percorsi di ingresso regolari, sicuri e governati, di come migliorare la qualità delle politiche di accoglienza, inclusione e cittadinanza. Questo non significa negare i problemi. L'immigrazione porta con sé l'opportunità, certamente, ma anche sfide molto concrete, come l'apprendimento della lingua italiana, il sostegno alle scuole, la mediazione culturale e il rafforzamento dei servizi educativi, l'equilibrio della composizione delle classi, le politiche abitative per evitare concentrazioni di fragilità. Da questo punto di vista, mi pare utile richiamare anche il discorso pronunciato da mandare in occasione del centocinquantesimo anniversario del 4 luglio in America mandane ricordato che una democrazia non si misura dalla capacità di chiudersi, ma dalla forza con cui riesce a rendere più vera per tutte e tutti la promessa di libertà e uguaglianza su cui dice di fondarsi. Ha parlato di una comunità nazionale che non diventa più piccola quando accoglie ma più fedele ai propri ideali. È un messaggio che parla anche a noi, perché ogni volta che qualcuno trova trasformare l'immigrazione in una minaccia assoluta, ogni volta che si invocano, invocano espulsioni di massa o parole come rimisurazioni, si sta in realtà proponendo un'idea di società più povera, più Cusa, chi chiuse più impaurita e invece il compito della politica e democratica e governare i fenomeni, non negarli costruire regole giuste, non alimentare, rancore, allargare, cittadinanza, non restringere dignità.
Chi usa l'immigrazione solo per alimentare paure dovrebbe spiegare quale idea di città, davanti al calo delle nascite, ai banchi vuoti alla carenza di lavoratori, è l'invecchiamento della popolazione, una Bologna più giusta e non è una Bologna ferma e uno a Bologna che cambia senza est.
Grazie consigliere, consigliere Mazzanti politiche abitative a Bologna pre.
Sì, grazie Presidente, sarò velocissimo anche perché debbo dire che due giornali hanno fatto pagine molto interessante sul piano dell'intervento abitativo.
I dati che ha presentato dal vicesindaco e sono molto chiare. Il Piano casa nazionale è sostanzialmente un buco nell'acqua o nel senso che le risorse messe a disposizione non sono assolutamente in grado di coprire le esigenze reali del nostro Paese, e questo la dice lunga. Tra l'altro, debbo dire che la posizione che hanno assunto, oltre a non essere in grado, ha obbligato le Regioni, tutte col documento di Federcasa, a prendere posizione. È chiaro che va fatta una battaglia per modificare quell'ambito, quel testo, seguendo la linea dei Presidenti delle Giunte regionali, quindi da Fedriga arrivare a De Pasquale a tutti quanti che con questo documento che è pubblico, è visibile a tutti, per chi lo vuole leggere, visto che è firmato da esponenti di tutti i partiti politici che hanno la rappresentanza nella Prix nelle presidenze delle Regioni. Questo è il punto fondamentale del su quello che noi batteremo, anche perché non si può scherzare col bisogno, casa che ormai è diventata un'emergenza nazionale. Grazie.
Grazie consigliere ora la parola alla consigliera bikini, le difficoltà del quotidiano prego.
Grazie Presidente, ma anch'io come la collega Di Pietro ho letto la lettera dell'ottantenne molto particolare, un ottantenne che non rifiuta, ma che usa quotidianamente ed esperto di informatica la domanda che questo signore si pone alla fine dice, il sistema è stato progettato per l'essere umano o per favorire solo l'utilizzo o per favorire solo chissà già utilizzare il computer, perché la digitalizzazione delle varie e condivisi incombenze della nostra vita quotidiana, Fascicolo sanitario elettronico, prenotazione, ricette mediche, SPID pagamenti on-line, bonifici, titoli di viaggio porta certamente a semplificare, a velocizzare molte pratiche correnti,
Ma solo a patto di conoscere molto bene funzionamento. Si rischia altrimenti di incappare anziché in un aiuto in una nuova forma di esclusione, soprattutto per i più anziani, rappresentando così una più una nuova forma di frustrazione che di autonomia in Italia, solo il 42% degli over 65 usa regolarmente internet e appena il 19,3% possiede competenze informatiche di base. Questi numeri ci posizionano al di sotto della media europea, dove il 55,6% della popolazione possiede nozioni digitale adeguate. Dati Istat e Adiconsum. La digitalizzazione rappresenta tutto sommato una forma di burocrazia moderna, ma è pur sempre burocrazia, con tutti i suoi aspetti farraginosi e complicati per accedere a un servizio pubblico. Serve poi anche l'identità digitale, ma attivare lo Spid richiede competenze e molto tempo libero e soprattutto tanta pazienza. È vero che in alcune città, come Bologna, vi sono patronati uffici sportelli preposti per fornire supporto a chi è in difficoltà, ma in altri luoghi, non. È così e spesso ci si rivolge all'anziano con frasi apparentemente innocue in realtà fortemente discriminatorie come ad esempio si faccia aiutare, si faccia sfruttare da suo figlio, ma non conosce nessuno e questo poverino timidamente dice Global io veramente sono da solo, quindi, per fare fronte a grave problema sono partiti i progetti di alfabetizzazione digitali del digitale dedicati alla terza età, come il progetto, ad esempio, pane, internet in Emilia Romagna accade in questa città, che comunque è una città vivace, che anche i gruppi di persone si siano autonomamente organizzati per un continuo aggiornamento, io stessa faccio parte di un gruppo on line di questo tipo e qui so che non usarle ma bisogna farlo.
E, permettetemi di ringraziare il dottor Pluchino, docente ed esperto di informatica che gratuitamente adotta, ha adottato un metodo che ci permette di affrontare senza paura il computer, di conoscere nel motore di diventare indipendenti, come in molti altri, come in molte altre persone, a Bologna, come il dottor Poletti che dalla sua opera di volontariato intorno al pilastro che pazientemente ha cominciato a trattare il tema ancor prima che le istituzioni se ne accorgesse, ma non per tutti. C'è questa possibilità, generalmente l'attività di formazione delegata ad associazioni di volontariato e in qualche caso si traduce semplicemente in qualità, si spingere per ottenere un risultato finale. E cos'è il guaio di tutto ciò che si è comunque sempre dipendente da qualcun altro? Restano comunque multi resilienti anche che rifiutano a priori l'appoggio digitale o temono di non essere adeguati, oppure non ha la possibilità di uscire per recarsi nei luoghi preposti o non possono essere raggiunti.
Con la legge 33 2023 del PAR, il Parlamento ha posto le basi per una riforma del welfare degli anziani, che include esplicitamente anche la stabilizzazione digitali, in cui si ribadisce che gli anziani non devo dare, non devono rimanere tagliati fuori dal mondo delle nuove tecnologie, tutto ovvio e condivisibile. Sembra però che manchi una riflessione di fondo, perché la sfida non deve essere soltanto insegnare agli anziani, ad usare la tecnologia informatica, ma anche a pensare a forme di tecnologie più semplici da rendere possibile in modo capillare e mantenere sportelli. Anche luoghi FIGC ha di.
Terminato il tempo consigliera.
Consigliere Mazzanti, allora Aeroporto di Bologna, nel me nel male e nel bene prego sì, Presidente, sarò velocissimo il 2 luglio.
L'aeroporto nell'ambito delle previsioni del Cinema Ritrovato presentato. La sua attività di comunicazione e le parole che usa sono l'aeroporto è un volano economico importante per la città, anche dal punto di vista ambientale. Ecco, su questo ambientale avremmo molto da dire anche perché vorrei che funzionari tiene Achenar il Presidente dell'Aeroporto, venisse a dormire una notte in case degli abitanti di Pescarola in casa degli abitanti di San Donnino in casa degli abitanti di Bolognina e quant'altro. Un bacino di circa 70.000 utenti e con non si è assolutamente preoccupati di farla virata breve, non si è assolutamente preoccupati di far partire prevalentemente operare sulle zone industriali anziché sulle sono abitative. Beh, penso che il 21 luglio avremo modo di parlare con loro e capire bene cosa vogliono fare. Grazie.
Consigliere Mazzanti, gliene do la parola è il titolo del suo intervento successivo ex ospedale militare, a Badia il nuovo di nuovo occupati, gli ingressi.
Ho visto un servizio televisivo su credo che fosse TV, se non sbaglio, dove fanno vedere l'ingresso della Badia che ancora una volta è occupato. Vorrei ricordare che era tutto recitato, hanno rotto la recinzione. Quella è un'area di competenza del demanio e, come sempre, come sempre, il centrodestra, quando fa 'ste robe si scorda di dire di chi è la proprietà di chi sono le competenze. Vorrei inoltre ricordare a colleghi del centrodestra i provvedimenti che il prefetto ha assunto per l'utilizzo dell'esercito nella vigilanza. Ecco, leggeteli, fatevi dare, come ho fatto io e capirete l'insipienza, l'incapacità, anche minima di titolari i propri beni di questo Governo, che è un fallimento totale, oltre che menzogne, bugie in quantità industriale, andatelo a vedere prima di fare certe comunicazioni chiaramente valanghe. Grazie.
Consigliere Monticelli, Giulio Regeni, uno spazio di memoria, un impegno per i diritti umani. Prego, grazie, Presidente anch'io. Mi unisco alla solidarietà per Erika Capasso, ringraziandola per il suo coraggio e la sua forza, e la ringrazio per la sua chiara denuncia, contro il linguaggio d'odio a cui mi unisco e per andare a Giulio Regeni. Abbiamo già fatto più interventi riguardo Giulio Regeni, il nostro Comune ha aderito ad iniziative per sostenere la sua famiglia e chiedere verità e giustizia per sostenere i genitori di Giulio. Claudio e Paola Fendi. Vorremmo proporre Allariz la realizzazione nel cortile di Palazzo d'Accursio, di un punto giallo e di una panchina gialla, dedicati a Giulio un luogo visibile, permanente, che custodisca la memoria di un giovane ricercatore italiano, sequestrato, torturato e ucciso mentre svolgeva il proprio lavoro di ricerca e che richiami l'impegno della nostra città. Per la verità, la giustizia e la difesa dei diritti umani. A più di 10 anni dal suo assassinio il percorso giudiziario ancora in corso. Il processo davanti alla Corte d'Assise di Roma rappresenta un passaggio fondamentale nella ricerca della verità e per chiedere giustizia, mentre scorrere del tempo rende ancora più importante il dovere della memoria. Ricordare Giulio Regeni significa affermare che la libertà di ricerca, la dignità della persona e il rispetto dei diritti umani non sono principi astratti, ma valori che le istituzioni hanno il dovere di rendere visibili e condivisi. Bologna, una città che ha sempre fatto della memoria civile uno strumento di educazione e di responsabilità collettiva. Per questo ritengo che Palazzo d'Accursio casa delle istituzioni democratiche della nostra comunità possa cogliere uno spazio che ricordi Giulio Regeni e di ha significato alla sua vita, alla sua atroce uccisione, offrendo alle cittadine e ai cittadini, alle scuole, alle nuove generazioni un segno concreto contro l'indifferenza, per dare spazio invece al valore della memoria, è quello dei diritti umani. Con questo auspico che l'ordine del giorno che presenterà oggi alla discussione del Consiglio possa raccogliere il più ampio sostegno possibile. Perché Giulio Regeni non appartiene soltanto alla sua famiglia, alla storia del nostro Paese appartiene alla coscienza democratica di tutti noi, è una città che ricorda una città che sceglie da che parte stare. Grazie Presidente,
Grazie consigliera, Consigliere Mazzanti, località tozza, furti e spaccate alle 8, prego, grazie Presidente, anche qui sarò veloce, avete visto un articolo ieri sul Carlino che parlava della Dozza.
Io ho interpellato cercando di parlare con la giornalista perché è una cosa veramente ridicola, anche perché diceva che questa cosa si discuteva per la competenza di un Gruppo consiliare in realtà le richieste di udienza conoscitiva erano due, uno di maggioranza, uno di minoranza e uno di maggioranza. Vorrei inoltre ricordare che in quella sede l'assessore alla sicurezza e alla Mazzoni avevano comunicato il giorno prima l'impossibilità, però era presente. L'ispettore capo della Polizia locale era presente, non erano presenti, anche ci ha invitati formalmente Polizia e Carabinieri. Non si sono neanche presentati neanche degnati di dire che non venivano no, visto che la sicurezza del testo unico di pubblica sicurezza, questo è il livello e ce ne sono ben guardati da dire che le convocazioni erano richieste da due gruppi consiliari e su questo si è parlato e molti sono intervenuti. Ho compreso che per quasi 12 anni ha fatto il presidente ha ben raccontato la situazione, è quello che si è fatto e quello che in proiezione, ma evidentemente la verità ed è sempre difficile raccontarla tutta e ho invitato il giornale prima di fare certe robe. Vedere i servizi visto che sono lei rappresenta perché dire delle bugie ci vuole poco. Ecco allora finalmente si comincia a lavorare seriamente. Grazie.
Consigliere, Mazzanti, aggressioni, furti, interventi sulla sicurezza, prego, sì, ecco, sono velocissimo, pochissimi secondi si avete visto no, cioè hanno aggredito quel signore anziano che di 75 anni del mio quartiere, così come altre aggressioni. Bene, tenete conto che, a parte il ringraziamento alle Forze dell'ordine per quello che fanno, ma sono talmente poche che addirittura queste cose, signora anziana, è andata in Bolognina, dovevano aperto il commissariato che da quando l'hanno aperto e chiuso cioè voi andate là annunciò chiuso nessuno. Questa è la serietà di questo Governo e di queste persone. Questo governo vive nella menzogna, fa le cose e poi le fa cadere. Si vergognino, vadano a casa che ora.
Consigliera Monticelli per i diritti umani e la libertà religiosa. Prego, grazie Presidente, vorrei richiamare oggi all'attenzione del Consiglio comunale o su una notizia che rischia di passare quasi inosservata, travolta dal flusso continuo degli eventi internazionali. Pochi giorni fa un cittadino tibetano, log Hwarang Zen, si è dato fuoco davanti alla sede delle Nazioni Unite a New York un gesto estremo che non può e non deve essere limitato, ma che ci interroga profondamente. Ci interroga sul silenzio del mondo quando una persona arriva a trasformare il proprio corpo nell'ultimo luogo possibile della protesta, significa che ritiene di non avere più alcuna voce. È il linguaggio disperato di chi teme che il proprio popolo, la propria cultura, la propria lingua, la propria identità vengano dimenticati. Il Tibet continua ad essere uno dei grandi temi risolti e del nostro tempo. Al di là delle diverse letture politiche e diplomatiche. Resta aperta la questione della tutela dei diritti umani, della libertà religiosa, della salvaguardia dell'identità culturale e linguistica del popolo tibetano, temi che da anni sono oggetto di attenzione da parte di organizzazioni internazionali della società civile. Come Consiglio comunale non abbiamo la possibilità diretta di intervenire nelle controversie internazionali, ovviamente, ma ci spetta a ricordare che nessuna causa dovrebbe essere costretta a gridare attraverso il fuoco per essere ascoltata. Da oltre 70 anni il popolo tibetano vive una condizione, è segnata da limitazioni delle libertà civili, dalla repressione del dissenso e da profonde restrizioni nell'esercizio della libertà religiosa, culturale e linguistica e con la difficoltà ad esprimere la propria identità, una situazione denunciata negli anni da numerose organizzazioni internazionali per i diritti umani e che continua a interrogare la coscienza della comunità internazionale. Per questo desidero esprimere alla alla comunità tibetana la mia vicinanza e ricordare che la difesa dei diritti umani non può conoscere le gerarchie geografiche né dipendenza dalla convenienza politica del momento. La pace non consiste soltanto nell'assenza della guerra, consiste anche nella possibilità, per ogni popolo, di custodire la propria memoria, la propria cultura, la propria spiritualità e la propria dignità, senza dover pagare il prezzo della repressione o dell'oblio. Ricordare oggi l'of balance significa ricordare che dietro ogni grande questione internazionale, ci sono sempre persone e che il primo dovere delle istituzioni democratiche non voltarsi dall'altra parte, quando una vita diventa l'ultimo appello alla coscienza del mondo, la pace non è soltanto l'assenza della violenza e la presenza della giustizia, della compassione e del rispetto per la dignità di ogni essere umano. Grazie Presidente.
Grazie consigliera consigliera Scarano i primi cittadini e il loro rapporto con tutta la cittadinanza, prego sì, grazie Presidente, fare il sindaco non è certo semplice, serve impegno empatia, uno sguardo, un orecchio rivolti verso tutti i cittadini, perché i problemi e le necessità di chi forse non è stato un elettore hanno uguale importanza e considerazione di chi le ha dato fiducia.
E così, dopo quasi cinque anni, leggendo la posizione leggendo l'opinione complessiva sull'operato del sindaco bolognese, qualche considerazione, anche se probabilmente non sarà recepita, occorre farla, i nodi vengono al pettine, questa classifica è una fotografia della situazione di Bologna, da un lato una città allo sbando preda del caos del traffico in tilt di interventi folli e costosi spesso eliminati basti pensare,
Alla alla ciclabile, presso la rotonda Malaguti del degrado sotto ogni punto di vista e dall'altro, un Sindaco che continua a lanciare slogan a fare propaganda per far credere che Bologna sia all'avanguardia su tanti temi. Lei pure sta facendo pagare la sua ambizione personale alla città e sangue e facendo pagare ai cittadini la sua campagna elettorale di fine mandato. Del resto, era prevedibile, ad esempio, che sarebbero stati svincolati i 40 milioni di euro a un anno dalle elezioni. Il Sindaco si lamenta continuamente, non fa altro che attaccare il Governo peritali per alcune scelte, per alcune posizioni, minacciando rincari che noi riteniamo inaccettabili quando poi eroga milioni di euro a realtà note senza motivo nel merito alcuno.
Irrobustendo una rete di cooperative, associazioni, case di quartieri, fondazioni, migliaia di Baccini da cui attingere, nonostante tutto, nonostante manchi il vero amore e la vera cura per una città che soffre, ma ancora resiste.
Veda Sindaco saper ascoltare è un dovere.
Ma anche un dono probabilmente lei non sente questo dovere e quasi sicuramente non ha mai ricevuto questo dono.
Allora, l'ultimo intervento del consigliere Venturi titolo emergenza a Bologna, droga, Bologna, emergenza droga, a Bologna prego consigliera.
Bene, grazie grazie, Presidente colleghe, colleghi, gli episodi di cronaca riportati nelle ultime settimane dalla stampa locale ed in particolare dal Resto del Carlino raccontano una realtà che non possiamo più permetterci di sottovalutare.
A Bologna. La diffusione delle sostanze stupefacenti non rappresenta più soltanto un problema di ordine pubblico, è una vera e propria emergenza sociale, sanitaria ed educativa che coinvolge interi quartieri, le famiglie e soprattutto ai nostri giovani. Lo spaccio, cari colleghi, è ormai presente in molte aree della città consumo avviene nei parchi, nelle piazze, vicino alle scuole, nelle aree universitarie, perfino alla luce del giorno, e tutto questo alimenta insicurezza, degrado e criminalità organizzata, ma, dato più allarmante, un altro si abbassa continuamente allentato il primo consumo. Sempre più spesso, infatti, il primo contatto con le sostanze stupefacenti avviene già a 12 o 13 anni. Significa esporre quindi i ragazzi in piena fase di sviluppo, rischi concreti per la salute, per la capacità cognitiva e per loro equilibrio psicologico. È un fenomeno che la politica ha il dovere di affrontare senza ambiguità. Proprio oggi il Resto del Carlino riporta l'intervento della tossicologa forense. La dottoressa Elia Del Borrello che, dopo un'attenta e lunga esperienza sul campo, denuncia il rischio di continuare a trasmettere l'idea che alcune droghe siano sostanzialmente innocue, cose che spesso purtroppo sentiamo fare. Secondo la sua esperienza, la dottoressa Del Borrello, questa, ma questa narrazione abbassa la percezione del rischio che contribuisce a normalizzare il consumo, soprattutto tra i più giovani, e questo è il vero rischio.
Credo che questa riflessione debba quindi far riflettere tutti quanti per troppo tempo infatti, il dibattito pubblico banalizzato, il tema della cannabis, continuando a definirla una droga leggera, eppure oggi sappiamo che, soprattutto negli adolescenti, il consumo frequente può provocare conseguenze importanti nello sviluppo cerebrale. Sulla memoria, sull'apprendimento, sull'attenzione e sulla salute mentale, e questo non lo dice il consigliere Venturi, ma lo dicono esperti, tradiscono medici, lo dicono ricercatori. Per questo ritengo che la politica debba smettere di lanciare messaggi ambigui, come purtroppo in quest'Aula ho sentito fare più volte da alcuni esponenti della sinistra. Minimizzare i rischi o alimentare la convinzione che esistano droghe sostanzialmente innocue significa fare un pessimo servizio ai nostri giovani e alle nuove generazioni.
Questo non significa che la risposta debba essere soltanto repressiva, significa invece avere una strategia seria e completa che sicuramente una un compito arduo. Serve però tolleranza zero contro lo spazio nei luoghi sensibili della città. Serve rafforzare la presenza della Polizia locale e delle forze dell'ordine con controlli costante coordinati.
Serve recuperare le aree degradate, perché il degrado favorisce l'insediamento della criminalità. Serve investire nella prevenzione, portando nelle scuole programmi permanenti con medici psicologi con operatori delle dipendenze, affinché i giovani conoscano davvero gli effetti delle sostanze e serve a rafforzare i servizi pubblici che si occupano della cura delle dipendenze per intervenire tempestivamente. Sostenere le famiglie, non lasciarle sole davanti a questo problema, perché molto spesso sono le famiglie che da sole si trovano ad affrontare un problema con le giovani, con i figli che si approcciano a queste nuove droghe e allo stesso tempo non sanno come risolverlo, colleghe e colleghi, la droga non è una questione vedete ideologica, è un problema concreto che riguarda la sicurezza delle nostre città, la salute pubblica e il futuro delle nuove generazioni.
E quindi la politica ha il dovere di parlare con chiarezza, senza minimizzazioni e senza messaggi contraddittori, perché questo è il rischio più grande che possiamo fare dando dei messaggi che sono fuorvianti, che non sono precisi, non sono chiari e che vanno contro anche la scienza che ci dice che anche le droghe leggere fanno male la politica e quindi il dovere di parlare con chiarezza. Bologna merita una città più sicura, più libera dalla criminalità e capace di proteggere davvero i propri giovani ed è quindi il momento di affrontare questa emergenza con serietà e responsabilità e determinazione e vuol evitando. Ripeto ancora una volta nei messaggi fuorvianti che purtroppo troppe volte abbiamo sentito. Grazie Presidente.
Grazie Consigliere, quindi sono stati presentati sei ordini del giorno nel corso degli interventi di inizio seduta, di cui viene chiesta la trattazione immediata dopo le delibere più una richiesta di anticipazione vedo che chiede la parola il Consigliere Gaigher, prego sì, grazie Presidente per chiedere una pausa di fino verso le 4 e mezza sono colleghi se sono d'accordo anche i colleghi dell'opposizione.
Grazie.
Grazie Consigliere, allora sospendiamo sono le ore 15:53 fino alle.
16 e 30, va bene, grazie.
Possibilità d'altro.
Quindi, come già detto, sono stati presentati sei ordini del giorno.
Quindi partiamo dal primo a prima firma consigliere Begaj e ordine del giorno, volto a dichiarare la solidarietà al movimento di protesta del popolo albanese, chiedo se vi è un intervento contrario, l'ammissibilità dell'ordine del giorno Consigliere De Biase a lei la parola. Grazie Presidente, ringrazio il consigliere Bragaglio l'ordine del giorno che ha proposto. Riteniamo però che sarebbe meglio approfondire questo argomento in una Commissione, un'udienza conoscitiva, apposta per sviscerare le problematiche legate, appunto, l'ordine del giorno che il consigliere ha presentato. Grazie grazie. Consigliere De Biase. Mettiamo in votazione l'ammissibilità dell'ordine del giorno e apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione 32 presenti 32, votanti, 21, favorevoli, 11 contrario il Consiglio approva l'ammissibilità.
Quindi.
Allora apriamo la votazione per l'inversione dei lavori e quindi la trattazione urgente, la votazione è aperta.
Chiudiamo la votazione o 32 presenti, 31 votanti, 21, favorevoli, 10 contrari, 1 non votante, il Consiglio approva la trattazione urgente Ordine del giorno successivo a prima firma, consigliere Celli per la sospensione delle attività di cattura o rimozione delle talpe presso gli orti di via Salgari,
Prego Consigliere.
No, l'ammissibilità.
No, no, no, no no, solo se è contrario, infatti mi sono.
C'è un intervento, direi di no, ah, Consigliere De Martino, prego.
Sì, grazie Presidente giusto per riportare quello che abbiamo condiviso prima durante l'interruzione del Consiglio comunale, non abbiamo avuto modo, come consigliere e consiglieri, di approfondire questa materia, che ha seguito direttamente la Giunta. Per questa ragione ci siamo attivati tramite il capo di gabinetto affinché queste procedure possono essere sospese fino a giovedì, quando si terrà un'udienza conoscitiva urgente proprio per approfondire con tutti gli attori che hanno competenza in materia, comprese le associazioni che oggi sono venute a presentare la loro opposizione in Commissione. La tematica ringrazio a tal proposito il presidente Naldi della Commissione, che subito si è attivato e ha individuato lo slot per questo giovedì, come per questo giovedì, alle 16:30, in cui discuteremo, ripeto, l'ordine del giorno del consigliere Celli con tutti gli attori.
Che hanno competenza sulla materia, approfondiremo tutti i vari aspetti e nel frattempo, la richiesta è quella di sospendere le procedure grazie.
Grazie consigliera, apriamo le votazioni.
Chiudiamo la votazione 32 presenti 32 votanti, 11, favorevoli, 21 contrari, il Consiglio non approva ordine del giorno successivo a prima firma consigliera Foresti per erogare contributi a cittadini privi di copertura assicurativa e vittime di danneggiamenti chiedo se vi è un intervento contrario all'ammissibilità.
Apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione, 31 presenti, 31 votanti, 31 favorevoli, il Consiglio approva.
Apriamo la votazione per l'urgenza, la trattazione urgente.
Chiudiamo la votazione 31 presenti, 31 votanti, 11 favorevoli, 20 contrari, il Consiglio non approva la trattazione urgente Ordine del giorno successivo a prima firma, consigliere Celli a sostegno del popolo tibetano e delle minoranze etniche, chiedo se vi è un intervento contrario all'ammissibilità.
No, no, no, solo sui contrario, a sé luogo, no, volevo dire che maggiormente si troverà una convergenza per per avere il voto favorevole di tutto il Consiglio, per cui io penso di ritirarlo per riformularlo insieme a tutti i Consiglieri che vogliono partecipare, grazie, va bene grazie Consigliere, allora passiamo all'ordine del giorno successivo.
Ordine del giorno a prima firma, consigliera Bernagozzi per la e il contrasto alla violenza digitale di genere e la promozione della cultura del consenso e il sostegno alla campagna libere, anche qui chiedo se vi è un intervento contrario all'ammissibilità.
Apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione 29 presenti, 19 votanti, 19 favorevoli, 10 non votanti, il Consiglio approva l'ammissibilità apriamo la votazione per la trattazione urgente.
Chiudiamo la votazione o 29 presenti, 20 votanti, 20 favorevoli, 9 non votanti, il Consiglio approva la trattazione urgente.
Chiedo che venga messo a verbale anche il mio voto favorevole perché la pulsantiera on line ha smesso di funzionare grazie.
Giungiamo verbalizziamo, grazie.
Ordine del giorno successivo a prima firma, consigliera Monticelli per la realizzazione di un punto giallo e di una panchina gialla dedicati alla memoria di Giulio Regeni nel cortile di Palazzo d'Accursio, chiedo se vi è un intervento contrario, l'ammissibilità.
Apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione, 31 presenti, 31 votanti, 31 favorevoli, il Consiglio approva.
Trattazione urgente, apriamo la votazione.
Anticipazioni.
Chiudiamo la votazione 31 presenti, 31 votanti, 31 favorevoli, il Consiglio approva la trattazione urgente passiamo all'anticipazione del D. G. Numero 130 2026 ordine del giorno sulla destinazione delle risorse derivanti da imposta di soggiorno, presentato dalla consigliera, Scarano ed altri in data 11 7 25. Chiedo se vi è un intervento contrario.
Apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione 31 presenti, 31 votanti, 20 contrari, 11 favorevoli il Consiglio non approva l'anticipazione.
Quindi partiamo dall'ordine del giorno numero 1 a prima firma, consigliere Begaj, ordine del giorno, volto a dichiarare la solidarietà al movimento di protesta del popolo albanese, consigliere Begaj, prego.
Grazie Presidente, sarò, sarò breve, anche con con premesso, se non fosse che.
Diversi Comuni sparsi per l'Italia un'iniziativa partita dalla Toscana non fossero iniziati a circolare questi ordini del giorno. Probabilmente non non l'avrei presentato, non evidentemente per mancanza di interesse. Potete immaginare quanto mi stia a cuore questa questione che sto seguendo il più da vicino possibile, però, ecco, penso che quando una comunità chiede come abbiamo già fatto tante altre volte, è un sostegno alla propria, alla propria lotta. Credo che che questa cosa sia importante e credo anche che abbiamo ho visto personalmente o comunque letto in qualche modo da dalla stampa, dai social, dai siti on line e formazione che anche qui in città c'è stata una grossa protesta della comunità albanese c'erano almeno io credo, 600 persone in piazza del Nettuno ormai è ormai un mese fa, quando è cominciato questo questo movimento, che da 36 giorni consecutivi sta riempiendo le piazze di Tirana e non solo, è il movimento di massa più importante, dalla caduta del regime comunista di Enver Hoxha, senza alcun dubbio, ecco.
Ed è un movimento che parla di beni comuni, di democrazia, contro la corruzione, è un movimento trasversale, perché ve lo posso assicurare. Avendolo conosciuto da vicino che è davvero ci sono molte anime che partecipano a questo movimento. È un movimento che critica tutto il sistema di potere economico e politico del Paese, quindi il PAR, il principale partito di maggioranza e il principale partito di opposizione, anzi, è maggioranza in questo mandato. In questo Governo c'è solo un partito, non c'è nemmeno più la la coalizione perché quel quarto mandato di a dirama c'è solo il Partito Socialista, quindi rispetto al passato e quindi ecco io con questo spirito propongo propongo questo questo atto di solidarietà rivolto ovviamente a chi è convinto che questa lotta debba debba essere sostenuta e io ne sono convinto, penso che la maggioranza ovviamente sia molto convinta. Ecco di sostenere.
È una lotta che è partita da un singolo progetto che rivolto a costruire un resort in un'area protetta appena sopra Valona.
Però ecco, oltre alla questione, come dire, della colonizzazione di di Ivanka Trump e Jarrett Kushner della della costa albanese, questo movimento, appunto ha assunto i connotati generali e che sta portando avanti la lotta in tante spiagge, in tanti luoghi, anche di montagna dove ci sono delle delle situazioni simili a quella che sta accadendo a Valona ma come dicevo prima, ecco sta abbracciando a 360 gradi tutta la questione democratica dei diritti sociali e civili del Paese. È un movimento che europeista, ecco a come dire, a differenza di quanto crede il primo, il primo ministro.
Il processo di integrazione europea lo fanno, gli Stati non lo fanno i partiti. Ecco, do do anche questa notizie in qualche modo a chi forse ha qualche confusione non dico qui in quest'Aula, dico rispetto rispetto al dibattito politico su questa, su questa vicenda, e cioè un assoluto come dire convinzione di portare avanti il processo di integrazione europea da parte del MoVimento. Naturalmente, come dire, si assume anche dalla prospettiva critica su su alcune cose, però su questo penso che non ci sia davvero nessuna ambiguità, quindi mi fermo qui. Tutti i media internazionali stanno parlando di quello che è di quello che sta succedendo in Albania da 36 giorni consecutivi ci sono reportage su reportage della stampa italiana, ma anche della stampa internazionale e quindi, ecco, credo in qualche modo che su una vicenda che non riguarda strettamente le competenze amministrative del Comune di Bologna, ma riguarda comunque la comunità albanese di Bologna, che è scesa in piazza e in maniera massiva, come non era mai successo prima, ecco, credo che in qualche modo una un'idea ce la insomma ce la siamo fatta o comunque ecco, diciamo così. Penso che nel che è CUP sia capitato a tutte e tutti a cui di di di di dibattersi in qualche modo in una in una cosa che che è molto grande e molto importante, riguarda anche noi da vicino in qualche modo, non solo perché siamo tra virgolette vicini di casa con con l'Albania, ma perché appunto il movimento non solo è il più importante, come dicevo prima dalla storia della della caduta del regime, ma è dentro i confini dell'Albania, ma è anche il più importante nella diaspora, perché letteralmente tutto il mondo sono da New York a Berlino, Monaco a Firenze e Roma Milano Torino e ci.
Solo in Italia sono decine le città, ma davvero in tutto il mondo la diaspora albanese non è mai scesa in piazza in maniera così massiva per sostenere un qualcosa che accadeva nel proprio Paese. Penso che, insomma, queste ragioni siano sufficienti. Ho concluso,
Grazie consigliere Begaj, apriamo il dibattito.
Consigliere Geiger, ha chiesto la parola, prego sì, grazie Presidente, veramente in grande brevità per ovviamente, insomma, siamo tutti d'accordo con l'ordine come maggioranza, insomma come Partito Democratico sull'ordine del giorno presentato dal collega.
Begaj, che ha rappresentato ovviamente molto molto bene, e quindi insomma anticipo qui che sto per inviare adatti la richiesta di sottoscrizione dell'ordine del giorno, così come credo faranno la maggior parte dei colleghi.
E del Gruppo e penso che dal MoVimento, insomma, da quello che stiamo vedendo.
Dai telegiornali, dagli organi di informazione e quello che ci sta insegnando il popolo albanese sia una lezione, soprattutto per chi amministra o no che, ovviamente, ci sono alcune scelte che devono essere accompagnate, perché sicuramente le trasformazioni urbane sono indispensabili, ma devono appunto essere,
Accompagnate da processi partecipativi che devono essere anche credibile. Io penso che questo sia anche la scelta che stiamo facendo come Amministrazione a Bologna, quindi trovo molto coerente e la presentazione di questo ordine del giorno con la linea politica, insomma che stiamo tenendo come Amministrazione e come maggioranza e al Governo di questa città, grazie, ci tenevo solamente a dire questo, grazie.
Grazie consigliere Began, chiedersi qualchedun, altro intende intervenire.
Allora chiudiamo il dibattito, Consigliere Bekaert vuole aggiungere qualcosa?
Allora apriamo la votazione.
Hanno detto di no.
Questi tempi, se posso protesta quello.
Io non ho sentito.
Affabulare, grazie grazie, se può.
Io no.
Vuole votare sì perché Grassi sente.
Aggiungiamo il voto favorevole della consigliera Di Giacomi.
Chiudiamo la votazione favorevoli 23 non votanti, 9. Il Consiglio approva.
Allora l'UDC successivo e lo diceva prima firma consigliera, Bernagozzi, contrasto alla violenza digitale di genere e promozione della cultura del consenso e sostegno alla campagna libere anche qui.
Consigliera Bernagozzi, prego, grazie Presidente, molto brevemente, non perché questo argomento non meriti, diciamo un intervento complessivo, ma ci terrei più ad ascoltare eventualmente il dibattito su questi temi, visto che penso che i colleghi mi abbiano sentito intervenire su questo tema ormai nelle ultime settimane quasi tutti i lunedì e quindi forse è più che la mia voce e ascoltare la voce dei colleghi e delle colleghe semplicemente.
Diciamo che il tema della della violenza di genere nel digitale l'avevamo già affrontato anche già in altri in altri ordini del giorno e parto. È stato anche citato nel nel nostro ordine del giorno che anche la Commissione parlamentare, che ricordo essere assolutamente rappresentata da tutti i partiti che sono stati appunto eletti in Parlamento e ha già fatto un primo focus sulla sulla questione della violenza nel digitale, la violenza nei digitale, soprattutto in un mondo che è sempre più connesso e interconnesso via social.
Citiamo alcuni dati che riguardano appunto e non solo alla diffusione, e ne abbiamo parlato anche in qualche Commissione la diffusione di materiale. Ovviamente ricordo qui i casi più eclatanti. Vi ricordo le pagine mia moglie fica punto net che hanno su ovviamente trovato una grandissima mobilitazione, ripeto, bipartisan, anche in questo, in questo specifico caso, purtroppo, devo dire che finché non si sono mosse parlamentari,
Senatrici, persone diciamo di rilievo nazionale, le tante segnalazioni invece arrivate da persone, da donne, diciamo comuni come potremmo, insomma, come possono essere tante donne comuni che erano comunque è finita in questa in questa, in questa rete e senza il loro consenso. Lo voglio ricordare perché il tema del consenso centrale, purtroppo, la Polizia postale stessa non aveva chiuso quei siti internet. Ad oggi esiste un'altra polemica recentissima, di cui non vi ho ancora parlato, quindi colgo questa occasione per per informare il Consiglio comunale. Se non ha letto le notizie, esiste una pagina social, ringrazio e qui la collega De Martino, che è stata la prima segnalarvelo, ma diciamo che in poche ore la segnalazione ha, diciamo, ha superato i confini di diciamo territoriali, insomma, è arrivata a livello nazionale meglio e una di meno che una femminista di troppo. C'è quindi proprio della serie in citare direttamente al femminicidio, così in maniera e tra l'altro, intanto abbiamo segnalato quella pagina Facebook. Segnalo che con la pagina Facebook non è stata chiusa, perché tutti ci siamo viste rispondere dal dai gestori, quindi deleghe delle grandi piattaforme digitali che non violava la alle norme della community, cioè non so se ci rendiamo conto. Noi ci muoviamo in questo in questo perimetro, noi abbiamo chat di Telegram dove si ripeto, come ho detto a inizio seduta che ha dato poi vita a questo ordine del giorno, noi ci troviamo chat di Telegram dove circa cioè uomini si scambiano informazioni su come drogare qualcuno per stuprarla, ci troviamo in chat di Telegram, ma non solo telegramma, ci troviamo pagine di Facebook, ci troviamo siti internet in cui vengono scambiate anche le foto sempre e tra l'altro, praticamente sempre prese senza consenso. Veniamo da notizie recentissime ricordate qui in Aula qualche settimana fa di autisti del servizio pubblico che dalle telecamere prendevano le foto delle passeggere. Ve lo ricordate, il caso cosa è stato, credo, la settimana scorsa, due settimane fa.
Veniamo da notizie che ci raccontano di un artista. Io mi vergognerei a chiamarlo così per non offendere i vari artisti che ha pubblicato la sua bellissima mostra in cui ha fotografato le parti intime senza consenso di tantissime donne in giro per Milano.
Cioè.
Questo è.
Una grande opera, se ha ragione il collega Tosi, questo è, diciamo.
Lo stato in cui noi ci muoviamo in questo momento, le nostre armi sono completamente spuntate, soprattutto dal punto di vista della violenta digitale che un'ulteriore, diciamo, un ulteriore sistema attraverso il quale.
Si vogliono colpire le donne, ma non solo dal punto di vista sessuale, come ho ricordato fino adesso, perché veniamo da giorni e in cui tantissime anche il collega è qui dell'Aula, colleghe di Giunta, la Presidente Meloni potrei fare tantissimi nomi di donne che stanno vivendo sulla propria pelle la violenza nel digitale perché sapete cosa c'è di di fondo che quando prendiamo parola qualcuno vorrebbe zittirsi è ancora così.
E ci sono fior fior di ricerche che ci raccontano espressamente come ci sono dei sistemi fatti e soprattutto diciamo che affondano le radici non solo nel patriarcato, ma proprio nella convinzione che le donne devono stare al loro posto e il loro posto non è certo quello della denuncia pubblica ce lo dimostrano i fatti recenti.
Non è certo quella di esporsi, di prendere parola, di dire la propria, qualcuno vorrebbe riportarci indietro con la lancetta, ma manco al Medioevo pur prima. Ecco, quindi noi dobbiamo fare in modo innanzitutto che le piattaforme digitali e rispondano rispetto alle continue segnalazioni che arrivano anche alla Polizia postale, che attualmente non ha gli strumenti normativi per poter intervenire noi abbiamo bisogno di sensibilizzare di più sul tema della violenza digitale, che colpisce soprattutto tante ragazze giovanissime, al primo approccio ai social network. Al primo, diciamo anche approccio relazionale con persone dell'altro sesso o dello stesso sesso perché può succedere.
Quindi noi ci troviamo in una, purtroppo in mi viene da usare una parola sbagliata, il far west, cioè noi non siamo attualmente tutelati, noi abbiamo bisogno e su questo è nata una campagna libere anche qui, perché noi abbiamo bisogno che le donne siano libere, libere di dire quello che pensano,
Di vestirsi come gli pare e di avere relazioni paritarie fine a una cosa semplice. Ne abbiamo bisogno, da questo punto di vista, un passo ulteriore. Anche i nostri centri antiviolenza ci dicono che stanno registrando tantissimi casi di violenza digitale. Noi bisogna che su questo facciamo un ulteriore approfondimento rispetto a quelle che sono le norme, dobbiamo investire del denaro, lo dico senza proprio, lo dico dal punto di vista anche dell'Amministrazione comunale, anche delle istituzioni regionali, anche del del nostro Governo noi dobbiamo investire delle risorse perché questa è una nuova frontiera della violenza di genere.
E noi non possiamo far finta che non esista, perché colpisce tantissime donne e col rischio.
Del ritiro sociale.
Di avere donne che ragazze, che magari hanno anche dei propri pensieri delle proprie aspirazioni e che decidono di chiudersi sempre di più, con tutte le conseguenze che ha questo sulla loro salute mentale e fisica riproduttiva.
Inoltre, dobbiamo difendere le tante donne che ci stanno, che sono già dentro questi processi e che sono vittime dei loro compagni dei loro mariti vi ho letto storie agghiaccianti di donne che hanno scoperto dopo la denuncia pubblica che le loro foto intime, mentre venivano stuprate dal proprio marito erano finite alla mercé di un mercato nero.
Questo non è più possibile, non è possibile, noi ci dobbiamo opporre con tutte le forze, quindi questo è quello che sostanzialmente noi chiediamo quindi di rafforzare, anche nelle nostre politiche sul tema della violenza digitale ci sono delle Campania attuale anche che girano su nei cinema. Insomma, noi dobbiamo essere in prima linea su questo, visto che comunque dobbiamo riconoscere che questo Comune sulla violenza è sempre stato in prima linea e deve continuare ad esserlo. Deve continuare ad esserlo, quindi a sostenere appunto libere anche qui che sia anche una Campania, insomma che che che parla a tutte e tutti,
Che parla anche della plan da dell'Atlante, del consenso digitale, della reciprocità. Anche su questo noi continuiamo anche a sostenere io non l'ho messo proprio, perché capisco che su questo non ci possa essere convergenza. Noi continuiamo a sostenere che anche l'educazione socio-affettiva all'interno dei nostri istituti scolastici sia fondamentale su questo tema, ma capisco che su questo non ci possa essere convergenza. Io invece spero che su questo tematica, quindi quella di adottare anche strumenti di comunicazione istituzionale inclusivi, rafforzare nei tavoli che abbiamo già istituzionali, i nostri protocolli per studiare bene questo fenomeno e contrastarlo insieme a tutti gli attori, poi, ma qui abbiamo citato le università, i centri antiviolenza, le associazioni del terzo settore, le nostre scuole, dove i nostri ragazzi e le nostre ragazze vanno e quindi anche predisporre dei materiali informativi che possono essere il più possibile fruibili da dai nostri ragazzi, della nostra ragazze, ma anche dalle famiglie, ma anche dalle famiglie. Perché è chiaro che in questo rientra anche un po' il collegamento che noi abbiamo tentato di fare qui parlando del ddl Valditara, ma al di là del ddl Valditara su supportare le famiglie che hanno a che fare con questi ragazzi e queste ragazze che hanno i primi no che che hanno in mano uno strumento come quello del cellulare del loro computer e insomma capire che lì ci sono dei grossi pericoli e bisogna che quei pericoli siano. Siamo tutti consapevoli dei pericoli a cui andiamo incontro,
E come dicevo e qui chiudo e su questo c'è già una una una relazione della Commissione femminicidio della Commissione bipartisan parlamentare. Quindi noi crediamo che il passo successivo su questo, ossia investire delle risorse, delle risorse che servano ai centri antiviolenza che servano a formare anche qui agenti, chi ha a che fare, chi, insomma, lavora tutti i giorni anche nel contrasto alla violenza, perché, ripeto, è una nuova forma e soprattutto noi dobbiamo fare in modo che anche dal punto di vista europeo e qui chiudo e non solo europeo normativo, cioè noi abbiamo bisogno di fermare la non responsabilità delle piattaforme digitali, perché non è possibile.
Che si possa condividere su una chat uno stupro senza nessuna conseguenza non è possibile non si possa risalire a chi l'ha fatto e non si possa perseguire chi non fa i controlli su delle piattaforme digitali. Grazie.
Grazie consigliera.
Chiedo se ci sono interventi.
Consigliere De Martino, prego, grazie Presidente, in realtà la collega Bernagozzi, come sempre avviene su questi temi, è già stata particolarmente incisiva ed esaustiva, quindi non ho moltissimo da aggiungere, se non un grande ringraziamento per continuare a battere su questi temi, anche se la solitudine istituzionale bipartisan chiamiamola così, non rende sempre facile farlo, ma è giusto, è giusto continuare perché, come ci diciamo spesso purtroppo non voler accettare alcune cause che sono all'origine di questi fenomeni in prima tra tutti l'assenza di percorsi di accompagnamento di formazione ed educazione affettiva e sessuale. Non mi stancherò neanch'io mai di dirlo.
Fa sì che tu tutti gli sviluppi tecnologici che noi facciamo, piuttosto che favorire le connessioni e quindi la crescita di comunità più sane e più interconnesse,
Faccia piuttosto il contrario, fa anche quello, ma fa soprattutto, purtroppo il contrario, cioè moltiplica gli strumenti in cui propaga alla violenza e siccome.
La violenza, nella maggior parte dei casi, è sempre rivolta verso i soggetti meno privilegiati e più deboli, in questo caso donne, aggiungo, bambine e bambini, perché c'è anche un tema di violenza o digitale enorme verso bambine e bambini.
Leggevo poco fa un altro posto dell'associazione, Meter che di nuovo denuncia nuovi gruppi in cui in quel caso si scambiano purtroppo neanche nuovi gruppi scusate, una cosa ancora più grave sono delle specie di allert pubblicitari su Instagram.
Quindi legali e non legali, però ci sono e sono in qualche modo fruibili e visibili a tutte e tutti che rimandano a dei profili sull'altra piattaforma TikTok e un'altra piattaforma ancora gruppi Telegram, dove si scambiano consigli su come abusare o avere accesso sulle bambine e bambini e avere accesso a materiale pedopornografico.
Questo è un po' Gino, aggiungo questo elemento al contesto già drammatico che aveva rappresentato molto bene la collega oggi il digitale a un vero e proprio Far West, perché le piattaforme sono globali, le piattaforme sono in mano a grandi monopoli di potere, nessuno vuole mettersi le contro perché nelle piattaforme girano anche i post virali della politica e allora anche la politica non ha abbastanza coraggio permettersene contro perché sennò non vanno virali contenuti politici, questa è la verità dei fatti.
E allo stesso tempo, non agiamo con abbastanza efficacia e incisività all'origine c'è nel far sì che crescano nuovi individui che abbiano come come principi fissi inderogabili quello del rispetto dell'altro e del rispetto del gap di genere, di una convivenza pacifica, del basilare principio per cui la mia libertà finisce dove inizia quella degli altri a maggior ragione se gli altri sono, ripeto persone che hanno meno forza fisica, meno consapevolezza per per potersi difendere,
E quindi noi, pur in questa ripeto solitudine bipartisan istituzionale, ma dobbiamo comunque tenere la barra dritta e mettere in campo continuare a mettere in campo tutti gli strumenti possibili e immaginabili. Ben venga la nuova rete che è nata ennesima rete di denuncia, tante piccole cose che però magari ci aiutano come un po' dicevo nel mio intervento di inizio seduta su tutt'altro argomento, ma a salvare una persona alla volta, a provare a togliere da questa rete di violenza una persona alla volta, partendo dalla vittima, ovviamente che la prima da proteggere cercando di recuperare anche qualche carnefice, perché io penso che tutte le vite, alla fine, si possano recuperare anche quelle che in un qualche modo sono finite in questa catena dell'odio. Continuo a pensare che non ci siano individui che nascono cattivi, ma che crescono in contesti affettivi in contesti fatti di cattiveria di violenza e che l'unico modo che conoscono per andare avanti e per stare su questo pianeta è quello piuttosto che di contrastarli di perpetrarsi finché magari non incontrano la persona giusta, la condanna giusta, la condanna rieducativa. No, se crediamo nelle cose che diciamo, se crediamo nella funzione rieducativa della pena e crediamo anche nel fatto che queste catene dell'odio si possono spezzare alla fine l'unico modo un po' utopistico indubbiamente, ma passo dopo passo, che deve essere concreto, ovviamente coerente tra le parole e i fatti, io sono convinta che in un futuro neanche troppo lontano ci si ci si possa arrivare. Quindi, grazie ancora la collega per aver presentato questo ordine del giorno grazie a tutte e tutti i colleghi di maggioranza che su questi temi.
A prescindere dal loro genere, uomo donna si fanno trovare sempre presenti. Andiamo avanti e andiamo avanti su questa, su questa strada, perché ha un principio di civiltà assolutamente inderogabile e sarebbe bello se su questo riuscissimo tutti ogni tanto in quest'Aula è il successo di riuscire a fare dei passi in avanti, andando un po' oltre no, il proprio cortile politico di consenso immediato e provando a guardare un po' più all'obiettivo di lungo periodo un po' più lungimirante non sempre purtroppo ci siamo riusciti,
E, chi lo sa magari al voto di questo ordine del giorno sarà un'altra occasione, io lascio questa porta della speranza è aperta e concludo qui questo primo intervento, grazie grazie consigliera. Chiedo se qualcun altro intende intervenire, sia chiesto di intervenire la consigliera Larghetti, prego,
Sì, grazie al terzetto prevedibile, però dirò poche cose, ma ci tengo a non lasciare sole le colleghe in questo dibattito, sapendo che ovviamente anche altri e altre che non prendono parola stanno ascoltando seguendo, però volevo portare solo una piccola riflessione che prende spunto dalle parole dell'ordine del giorno dove dove si dice che lo spazio digitale, spazio di cittadinanza,
Io credo che questa cosa sia dirimente perché spesso percepiamo lo spazio digitale con uno spazio virtuale quindi in qualche modo un po' meno vero, un po' meno EFI effettivo sulle nostre vite, quando in realtà direi la gara, la maggior parte delle nostre giornate in realtà è fortemente influenzato da quello che si dice. Si pensa sugli spazi digitali e trovo veramente agghiacciante che nel 2026 il web, a più di 30 anni i social hanno 15 anni portati male. Ancora non abbiamo normato a nessun livello veramente quello che è la violenza digitale, che va dalle minacce a le condivisioni non consensuali di informazioni di immagini di persone e non abbiamo normato perché in fondo forse non è così importante normare. Forse, se dovevamo sbrigarci a normare, l'abbiamo fatto Spoilers, quelli che sono gli impatti, i costi e le dinamiche pubblicitaria sui social. Ecco, su quello abbiamo fatto una bella corsa, chiaramente no, invece, perché chiaramente muovono soldi, muovono interessi invece quello che riguarda il benessere delle persone e soprattutto le persone più fragili. Quello ce lo possiamo dimenticare e possiamo addirittura tranquillamente alzare spallucce. Sarà abituate che tu segnali no, ne parlava adesso mi ero rimasto molto impresso perché poi l'avevo, purtroppo, ho visto anch'io il canale che segnalava contenuti di bambine coinvolte in dinamiche che imitano la sessualità, ovviamente non dinamiche sessuali, altrimenti quelle sarebbero bannati. Tu ci sono canali social dove ci sono questo tipo di contenuti che non violano gli standard della comunità. Quindi, se la comunità non si preoccupa di avere degli standard decenti, degli standard dignitosi, ecco forse questa comunità veramente non so non riesco a dirlo meglio. Oggi forse ho un lessico un po' impoverito, però forse questa comunità fa schifo, cioè non non riesco a capire come si possa ammettere che delle bambine e dei bambini vengono sessualizzati, ma la comunità dice che quell'immagine rispetta gli standard. Lo dico su il tema della della pedopornografia perché purtroppo, è particolarmente violento, anche emotivamente, per noi parlarne, perché poi parlare di immaginino.
Non consensuali di mogli e sorelle, eccetera. Lì, magari, sulle persone adulte ci distraiamo, siamo un pochino più indulgenti perché in fondo le immagini che male fanno no, c'è anche un po' questa questa quest'idea va be'ma, in fondo, cioè è un'immagine, cioè non può fare nulla di male perché ancora associamo alla violenza e il concetto della violenza fisica è solo la violenza fisica. Riusciamo chiaramente a identificarla. Allora su questo credo no, per capire che cos'è la violenza, la violenza non è un dolore fisico o un dolore mentale, non è associata al dolore. La violenza è quando manca il consenso e su questo prendo spunto da una discussione che ho letto qualche tempo fa su un canale che fa divulgazione, diciamo, di consapevolezza sulla sessualità, dove si discuteva delle pratiche BDSM. No, quindi masochismo, piacere nel dolore, nella su pratiche di sottomissione, eccetera, che ovviamente è molto ampi, cioè è un tema molto scivoloso. No, perché chiaramente c'è un gioco no, un gioco in cui si mima un rapporto di sottomissione che può essere maschile e femminile non è. Non è questo il punto e qualcuno le commenti chiedeva, ma scusate, ma quindi oggi che ci indigniamo tanto per la violenza contro le donne, però avalliamo delle pratiche che comportano magari anche il dolore fisico e quindi, come facciamo a sapere che quelle pratiche non sono violente oppure quelle pratiche, ma come facciamo a saperlo, la differenza, solo questa, il consenso, null'altro la differenza, il consenso, che sia un epiteto, che sia pubblicare la tua immagine, che sia, diciamo, un'interazione fisica, la differenza tra qualcosa di piacevole di bello, che sia la adesso. La sulla sessualità è molto chiaro, ma riguarda anche le interazioni sociali di tutta la tipologia di tutte le tipologie e invece un'interazione violenta. La differenza è il consenso, null'altro. Non ci stancheremo mai di dirlo, perché quando ti dicono che non c'è un problema a fischiati per strada, perché in fondo è un complimento se è una bella ragazza, è sempre lì qual è il problema, che non c'è il consenso, io sono lì per strada, mi sto facendo i fatti miei. Non sto rimorchiando i passanti. Non voglio dei complimenti, non voglio interagire con degli sconosciuti a cui non ho dato nessun motivo per interagire con me. E cos'è la differenza tra quella è amano, si può più dire niente, non non è più possibile provarci con una bella ragazza, no, è possibilissimo, bisogna capire se c'è il consenso in quel tipo di dinamica, tutto qua né più né meno, e quindi anche gli spazi digitali devono essere spazi dove noi facciamo crescere la cultura del consenso che porta con sé consapevolezza, dignità e anche sostanza delle relazioni umane. Ma cosa ce ne dobbiamo fare? Tutta questa spazzatura sui social ci arriverà mai una forma di ecologia delle relazioni, anche anche nei social, perché se non arriverà alla fine i social verranno abbandonati. Io sono sempre più convinta di questo. Ormai non facciamo altro che migrare da una piattaforma all'altra, sperando di incontrare meno persone possibili di quella tipologia. Siamo passati da Facebook, Instagram, adesso siamo tutti su SABB stack finché non arriveranno anche lì gli odiatori, i professionisti le persone indifferenti a un semplice concetto. Quando interagiamo tra di noi, ci deve essere consenso ancor di più con le persone che amiamo o con cui viviamo assieme coi nostri cari, ma vale anche per gli sconosciuti. Scambiare un'opinione, pubblicare la mia immagine anche questa è una cosa che succede spesso no, io pubblico una foto, la stessa foto viene ripubblicato con una didascalia diversa. Non si può fare, è la mia immagine, non è una foto che hai fatto tu di me in uno spazio pubblico, eccetera. Anche qui la chiave è il consenso. Ripeto questa parola all'infinito, sperando che prima o poi riusciamo a avere un cambio di prospettiva sul tema della violenza. Grazie.
Grazie consigliere Larghetti, chiedo se altri intendono intervenire in corso di dibattito.
Allora non ho richieste di intervento, quindi dichiaro chiusa la discussione. Do quindi la parola al consigliere Bernagozzi, per la replica finale. Prego sì, allora ovviamente ringrazio collegate Martino collega Larghetti, tutte le colleghe e i colleghi della maggioranza, in particolare coalizioni e con Coalizione civica. Abbiamo insomma messo insieme e questo testo, quindi voglio ringraziare anche qui la vicesindaca e che su questi temi non si è mai mai tirata indietro e una parte di questo di questo ordine del giorno dice una cosa molto semplice, lo voglio leggere qui, perché magari sul resto possiamo anche.
È potevamo anche discutere, ma io credo che su questo che rimarrà agli atti sperando insomma in un voto favorevole e il Consiglio comunale di Bologna ribadisce che la violenza digitale costituisce una forma di violenza di genere che colpisce i diritti fondamentali della persona e non può essere tollerata in alcuna forma,
Riconoscere lo spazio digitale come spazio di cittadinanza in cui devono essere garantiti. Quindi dignità, libertà, uguaglianza e sicurezza. Esprime vicinanza e solidarietà alle vittime di violenza digitale, tutte riconoscendo quindi il valore delle denunce dei percorsi di emersione del fenomeno.
Ecco volevo dire esattamente questo perché ancora una volta voglio ribadire la vicinanza, tutte coloro che, insomma, purtroppo.
Chi è più famoso, chi, almeno famoso, chi ha più virale che almeno virale, perché anche la viralità c'entra con questo tema nella nella violenza, lo diceva bene prima la collega De Martino e a tutte quelle donne, quelle ragazze che purtroppo si sono trovati ad affrontare questa violenza e che hanno pensato di essere sole. Volevo dire a loro, come diciamo sempre alle donne vittime di violenza, che loro non sono sole e che noi continueremo a restare al loro fianco. Grazie,
Grazie consigliere Bernagozzi, passiamo ora alle dichiarazioni di voto, chiedo se ci sono interventi.
Consigliere, Negash, prego, grazie.
Presidente, sto perdendo la voce, ma mi interessava dare.
Questa dichiarazione prima di tutto siamo orgogliosi di aver firmato questo ordine del giorno, sia io che Giacomo Tarsitano,
Anticipiamo il voto favorevole a questo ordine del giorno scritto da tante mani, persone che conoscono l'argomento e che siamo convinti di appoggiare quello che mi dispiace, però che.
Dei di degli uomini anche come me e della mia età, si dilettano giochino né nel nel nelle community o nelle nei social. Su questi argomenti mi sembra proprio.
È una cosa che secondo me dobbiamo lavorarci come uomini.
Su questo, su questo argomento, perché sembra che non finisca più, sembra una debolezza, ecco, invece io non mi sento debole, ecco.
Non si capisca perché devono trattare le donne in questo modo e essere.
Fare discorsi anche delle proprie mogli, ecco delle proprie persone che poi gli atti li appoggiano e che sono disponibili ad appoggiarli alla loro crescita o o altre persone, anche più vicine, sembra proprio che ci mancasse, manchi qualcosa, ecco a noi a noi uomini e,
È una categoria che.
Ci dobbiamo lavorare, lo so, che per tantissimi uomini e questo sembra un po' banale di quello che sto dicendo, però i numeri ci dicono che non vogliamo affrontare ogni volta che non vogliamo affrontare questo problema, peggioriamo la situazione.
E dobbiamo affrontarlo e una responsabilità.
Anna.
Corresponsabilità, non Strunk, grazie Presidente.
Grazie a lei, Consigliere, Negash chiedesse, altri intendono intervenire.
Dichiarazioni di voto.
Direi di no, allora passiamo alla votazione.
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 5 a prima firma, consigliere Bernagozzi, Presidente, anche in questo caso voterei favorevolmente mi sentite.
Sì, sì, abbiamo sentito aggiungiamo il voto favorevole della consigliera.
De Giacomi,
Chiudiamo la votazione o 31 presenti 23.
23 votanti, 23 favorevoli, 9 non votanti, il Consiglio approva, passiamo ora all'ordine del giorno successivo, il numero 6 a prima firma, consigliera Monticelli o o reali o l'oggetto e la realizzazione di un punto giallo e di una panchina gialla dedicati alla memoria di Giulio Regeni nel cortile di Palazzo d'Accursio consigliera Monticelli, prego, grazie Presidente,
Volevo presentare questo ordine del giorno che è già stato sottoposto a tutti i Consiglieri, dicendo che sì, ci sono molti punti gialli e panchine gialle in Italia per ricordare Giulio Regeni e anche anche noi. Vorremmo appunto che il Palazzo d'Accursio diventasse una sede di questo spazio dedicato a Giulio Regeni, così come ci è stato chiesto più volte dai dai genitori di Giulio abbiamo, abbiamo altre volte presentato e gli interventi di prima seduta per sostenere la famiglia di Giulio Regeni, per ricordare quanto sia importante sostenere la memoria di Giulio e farlo conoscere alle altre, alle nuove generazioni e a tutti noi, perché è quello che è accaduto a Giulio non ha non avvenga mai più e nel nel in questo ordine del giorno, di cui ringrazio anche la consigliera Meri De Martino e poi tutte le persone che hanno che hanno firmato e si parla di questa richiesta, ottemperando anche a quello che i suoi genitori stanno cercando di portare avanti sempre di più, una ricerca di verità e una cerca di giustizia. Sappiamo che adesso è stato riaperto il processo, ci saranno le requisitorie che dovevano finire alla fine a luglio, ma che verranno verranno invece rimandate. Esse sono state già rimandati a settembre, per questo ci sembrava questo è un momento, il momento giusto per sottoporre questa richiesta. Il nostro Comune da sempre si occupa dei diritti umani e anche della della giustizia e della verità. Abbiamo anche uno striscione che richiama, che richiede verità e giustizia per Giulio Regeni. Quindi ci sembrava che il separato DOC a Palazzo d'Accursio c'è un punto specifico è dedicato a Giulio. Questo può aiutare non soltanto la famiglia, ma anche i nostri, il nostro posizionamento a favore della verità e della giustizia, non solo per lui, ma anche a lui, che è diventato il simbolo di di di, della necessità di giustizia e di memoria.
È una memoria che è stata restituita in questo in questo periodo, grazie anche a un film molto importante che si chiama tutto il male del mondo, e ricordo che quella è la frase che la madre di Giulio ha pronunciato quando ha visto tutte le torture che erano state fatte a suo figlio, torture che sono state riconosciute anche recentemente come terribili, tale più terribili che si possano e si possono ricordare nella storia della tortura e.
E poi anche l'uccisione di Giulio perché dico, purtroppo, non è morto per colpa delle torture, ma per un ultimo colpo finale su questo ci sono le persone che sono state identificate e che sono state, come dire, condannate proprio adesso, ha un all'ergastolo e l'altra molti anni di reclusione, ma sempre sempre Inaz INAPP Xantia delle delle persone stesse. Perché non c'è stata collaborazione da parte del Governo egiziano?
E anche questo è davvero molto difficile da da da da da da accettare da vedere come non ci sia una giustizia reale ancora portata avanti finché a queste persone non si non si presenteranno. È anche vero che quello che interessa in questo momento e che giustizia venga fatta così come come è stata richiesta. Ci sarà poi la parte a settembre.
Ci sarà la conclusione, si spera, di questo lunghissimo e dolorosissimo percorso. Ricordo che in questo doloroso percorso ci sono state delle Commissioni parlamentari e ci sono anche ora delle delle Commissioni e c'è continuamente la richiesta da parte dei genitori. Anche, purtroppo, partecipano sempre a queste, a queste lunghe sedute in cui debbono sentire di nuovo ripercorrere la storia di Giulio, la tortura alla sua morte, i depistaggi e le le difficoltà nell'avere. Se deve essere avere sentito Giulio accusare di essere quello che non era, io ho avuto l'onore di presentare il libro che i genitori hanno scritto Giulio fa cose e ci tengono moltissimo a dire che Giulio non era un giornalista, era un ricercatore e come tali stava facendo il suo lavoro di ricerca in Egitto, perché era era dottorando all'Università di Cambridge. Come sappiamo per loro questo restituire a Giulio la sua identità vera, farlo conoscere per quello che era è veramente fondamentale. Per questo nell'ordine del giorno abbiamo scritto che giugno non è soltanto il simbolo di una di una vita spezzata stroncata da torture dall'uccisione, ma è anche era anche un ricercatore in carne ed ossa, una persona che i genitori vogliono ricordare, restituendo a lui la sua dignità, la sua identità, perché tanto e tanto male è stato, è stato fatto lui alla ed è stato detto di lui e invito davvero a leggere il libro Giulio fa cose, ma anche a vedere questo film che sta girando adesso. Ricordo che il film era stato tra quelli non finanziati.
E non finanziati dalla Commissione che era era preposta ai finanziamenti per i veri per il cinema in uno specifico ambito. E che adesso oggi la per tutte le università e anche nelle nelle sale cinematografiche, e sta restituendo Giulio una memoria importanti, il registro e Schama netti e abbiamo proiettato anche qua a Bologna sia l'università che in altre che in altre sedi, per esempio quella recente della della e del Festival manifesta della CGIL,
I genitori di Giulio Regeni non chiedono di prendere una posizione politica in senso partitico o pro o contro il Governo pro o a favore di quello e quell'altro. Ambasciatore o console, ma chiedono davvero un sostegno per questa ricerca di verità e giustizia, e noi vogliamo nel nostro piccolissimo contribuire con quest'angoli. Con questa panchina ha all'interno del nostro, del nostro, del nostro palazzo.
E io voglio anche esprimere la mia grandissima ammirazione per per i genitori alla famiglia di Giulio e credo che siamo tutti d'accordo su questo che hanno trasformato un dolore indicibile indicibile irricevibile in un impegno costante per i diritti umani e per la giustizia, dei da loro stessi espressa espressamente non solo per Giulio ma per tutte le persone che hanno sofferto e soffrono di ingiustizie, di violazione dei diritti umani e di mancanza di di verità ricordiamo che la verità e la giustizia sono dei diritti e finché ci saranno e ci sarà questa lesione continua dei diritti umani per altri, per altri interessi e per altre per altre situazioni e non possiamo parlare davvero di la di di di di questa di essere dalla parte dei dei diritti umani se non se non li portiamo avanti anche in maniera in maniera simbolica,
Sì, oltre a a Giulio Regeni, ricordiamo che ci sono ancora in carcere in Egitto, moltissime persone che hanno case che hanno cercato di dei dati, di dire la loro di esprimere il proprio proprio parere di edili che hanno esercitato il diritto di espressione e vogliamo ricordare che adesso Giulio Regeni va anche ricordato e messo insieme a quella che noi chiamiamo la libertà accademica, la libertà di espressione, il diritto alla parola e diritto al proprio al proprio lavoro. Ricordo infine che Giulio ci ricorda profondamente come la libertà accademica vada a reinterpretata non solo come diritto di opinione, ma anche di protezione degli studenti e delle studentesse che fanno ricerca di un Paese che non è soltanto il loro. Questo è un punto importante che abbiamo dibattuto e si dibatte anche dell'Unione europea, riguardo, per esempio, alla all'attribuzione della cittadinanza globale, agli studenti e alle studentesse, soprattutto coloro che vengono in Paesi in cui la libertà di coscienza alla libertà delle dei di espressione così messa a rischio.
Per questo io ringrazio chi vorrà votare questo questo ordine del giorno, sapendo che tutti noi di questo però sono certa abbiamo a cuore Giulio Regeni, la sua memoria e e la protezione dei diritti umani, grazie Presidente.
Grazie, consigliere Monticelli.
Apriamo il dibattito.
Consigliere De Biasi, prego.
Grazie Presidente.
E annuncio già il mio voto favorevole a questo ordine del giorno che condivido dalla prima all'ultima parola,
È un gesto che noi facciamo un segnale e chiediamo.
E non solo per Giulio Regeni, ma per dimostrare che la città di Bologna è sempre dalla parte delle persone che ricercano la verità che.
Lottano per la libertà di parola e di opinione.
È capitato di intitolare delle delle panchine o dei luoghi a delle persone sul momento DC uno pensa sì, noi lo conosciamo, intitoliamo questa panchina o questo luogo questa persona, ma la cosa che è più importante è che questa panchina rimarrà negli anni e la gente, anche i più giovani che passeranno,
Almeno si domanderanno questa panchina a chi è stata intestata chi era.
Per non dimenticare, e perché molto spesso noi abbiamo il difetto che sul momento siamo tutti d'accordo, prendiamo le difese del più debole, prendiamo le difese per chi cerca la verità e dopo un po' col tempo tende un po' a sminuire questa tensione verso la ricerca della verità, ecco per me l'idea di fare una panchina intitolare una panchina Giulio Regeni è un'idea geniale che condivido, ripeto, non solo per per la figura di Giulio Regeni, ma proprio per quello che sta.
Alla base di questa intitolazione,
Nei confronti non solo di Giulio Regeni ma, come diceva la consigliera, prima anche di tutte le persone che in Egitto, ma non solo in tutto il mondo, soffrono sulla propria pelle, subiscono sulla propria pelle il fatto di non poter esprimere la propria opinione e quindi condivido pienamente questo ordine del giorno, mi sarebbe piaciuto e questo l'ho detto con con la consigliera.
Che questo ordine del giorno fosse discusso in Commissione in un'udienza conoscitiva, quindi invitare i genitori per approfondire perché magari noi sappiamo ci siamo informati, sappiamo.
E cosa è successo a Giulio Regeni, ma a mio avviso sarebbe stato meglio approfondirlo coinvolgendo magari, naturalmente, se se, se erano disponibili anche i genitori per sviscerare proprio per andare in profondità, anche perché è qua apro una parentesi è una cosa mia personale molto spesso,
Diciamo che gestiamo il trattamento degli ordini del giorno urgenti un po' in maniera molto spesso superficiale.
Da quest'anno da dall'inizio dell'anno, su 38 ordini del giorno, votati solo due sono passati in Commissione, tutti gli altri sono, sta sono dettati dalla richiesta di urgenza e molto spesso l'urgenza diciamo che è un'urgenza più.
Ti visibilità e politica più che di sostanza, detto questo, condivido pienamente questo ordine del giorno, ringrazio della consigliera Monticelli per per averlo scritto e la consigliera Di Martino per aver contribuito alla scrittura di questo ordine del giorno e ancora una volta confermo il mio voto favorevole a questo ordine del giorno.
Grazie consigliere De Biase, chiedo se qualcun altro intende intervenire.
Io non ho iscritti a parlare, quindi chiudiamo il dibattito, passiamo alle dichiarazioni di voto.
Consigliere Monticelli vuole aggiungere qualcosa in replica, prego prima del sì, volevo ringraziare anche delle dell'intervento del del Consigliere e anche del della sua nota, tra parentesi, che che che accolgo e volevo ringraziare perché anche le sue parole sono vanno nella stessa direzione dell'intenzione che abbiamo e volevo solo aggiungere che per molto per molto tempo abbiamo i genitori di Giulio hanno chiesto di non fare nulla senza chiedere per chiedere loro e anche questo abbiamo chiesto prima se potevamo farlo grazie grazie consigliera dichiarazione di voto.
Consigliere Negash, prego no e per anticipare il voto e per chiedere anche che il Consiglio comunale sia protagonista in quando sarà inaugurato questa questa panchina o comunque questo luogo e il Consiglio comunale sia protagonista, perché una un atto molto importante.
Grazie.
Grazie consigliere, ora la parola al consigliere Begaj, prego.
Grazie Presidente, poche parole, non per mancanza, ovviamente, di sostegno e interesse, ma anzi è una cosa molto importato io ringraziare la delegata e collega Rita Monticelli per per il lavoro che che fa ogni giorno per aver seguito sin dall'inizio la questione, insomma di di Giulio Regeni, l'impegno che ci ha messo e in qualche modo il non abbandonarlo anche quando se ne parla se ne parla poco, ecco e quindi anche la cura dietro ad alcune iniziative come questa, che è la cura, non solo dal punto di vista della qualità politica, ma anche di tenere i rapporti comunque,
Con tutti coloro che si stanno continuando mo ah, ah ah, stanno continuando con la mobilitazione e la famiglia e siamo stati, insomma, ho assistito alla presentazione zona del documentario in università, nella quale poi la la, la proprio, la collega e la delegata Monticelli a è stata. Insomma, è stata parte del di questa di questa iniziativa in orario serale, qualche qualche mese fa, ormai all'Università di Bologna, e c'è chi continua in qualche modo a a a tenere un faro, un faro acceso. Credo che comunque, ecco, oltre a Rita Monticelli, possiamo esserlo tutte e tutti noi, con questo gesto del del Consiglio comunale, con questa iniziativa e quindi non possiamo fare altro che sostenere questa questo ordine del giorno. Ovviamente ed esserci poi quando, insomma, quando questa iniziativa avrà preso anche una forma a materiale che sarà quella, quella di questa panchina evidentemente quindi, ecco, questo è il solo per esprimere il nostro sostegno, grazie.
Grazie consigliere, consigliere De Martino, prego grazie anche, ovviamente, per anticipare il voto favorevole del Gruppo, ma soprattutto ringraziare la collega Monticelli per questo percorso che ci ha visto insieme da inizio mandato e con lei con grande competenza, grande sensibilità ha portato avanti in tutti questi mesi e l'augurio condiviso è sicuramente quello di arrivare a meta e quindi all'istituzione della panchina e del punto giallo entro la fine di questo mandato, perché perché ricordare Giulio è come dice il titolo dei del libro, che in cui consiglio a tutte e tutti la lettura, perché non l'avesse ancora fatto il libro.
Dolorosissimo quanto necessario conoscere, Giulio che fa cose anche attraverso le panchine e mi viene da dire a maggior ragione attraverso i punti gialli. Giulio continua a fare cose e continua a farle per tantissime persone quantomeno per tutte quelle persone che, come in parte diceva molto bene anche il collega De Biase, si fanno domande, continuano a farsi domande, non smettono di farsi domande, di approfondire e di portare alla luce la verità. Queste sono le persone delle nostre comunità più preziose che abbiamo perderle dolorosissimo, ma perdita delle fisicamente non significa perderle, nello slancio, nel coraggio, nel portare avanti la loro memoria, affinché possa ispirare tantissime altre persone e costruire anche una rete di salvataggio sempre più forte affinché eventi tragici come questi non non accadano più. Quindi, davvero un enorme ringraziamento alla alla collega e l'auspicio di poter inaugurare la panchina il punto giallo il prima possibile. Farlo a Bologna. Concordo anch'io anche un valore e una commozione ha una portata storica ulteriore, quindi davvero non vediamo l'ora grazie ancora.
Consigliere Giordani, prego.
Sì, grazie Presidente, volevo esprimere a nome del Gruppo Fratelli d'Italia, che voteremo favorevolmente, possiamo questo ragazzo,
Quello che ha fatto debba essere ricordato debba esserci un segnale anche nel Comune di Bologna dove, come diceva giustamente anche il collega De Biase, chi entra possa chiedersi come mai c'è questa panchina gialla gli venga spiegato perché, a prescindere da qualsiasi idea e chi fa ricerca, chi studia, chi va all'estero, chi si impegna per migliorare il nostro mondo, va sempre ricordato soprattutto in situazioni del genere, e soprattutto penso vada anche ricordato che la collaborazione internazionale in tanti casi deve essere a 360 gradi. Abbiamo parlato, sono cose incomparabili e difficilmente paragonabili, però abbiamo l'esempio anche abbiamo visto pochi giorni fa di Ustica che si parla che si fa fatica a parlare con Governi amici, come può essere la Franza? Qui parliamo dell'Egitto con cui comunque si sono tantissimi tantissime relazioni commerciali e non solo, per cui ecco, davanti a determinate situazioni non si può essere l'omertà dei Paesi. In questo caso anche in questo caso si parla dell'Egitto, ma vale, ripeto, a 360 gradi, per cui convintamente votiamo a favore. Grazie.
Grazie Consigliere, chiedo se qualcun altro intende intervenire.
Consigliere Di Benedetto prego, grazie Presidente, per annunciare il voto favorevole, è una proposta che non può che trovare la condivisione spero unanime e a maggior ragione anche alla luce poi dell'atteggiamento ostile che da parte di quel Governo continua ad arrivare verso l'Italia e abbiamo visto anche gli episodi di questi giorni di una cittadina italiana che di fatto viene tenuta ferma solo come,
Merce di scambio politico rispetto ai fatti di Regeni, quindi, a maggior ragione è importante invece prendere una posizione netta e chiara e mandare un segnale e contro queste situazioni anche che vorrebbero continuare, pur nonostante le sentenze, nonostante tutto quello che è emerso di fatto a insabbiare o quantomeno a far venire meno anche una responsabilità rispetto a quanto è avvenuto. Quindi questo voto favorevole, anche nel segno del ricordo e, come ha detto l'hanno detto i colleghi che mi hanno preceduto, anche per lasciare un segno e vivo alla comunità anche per il futuro. Grazie Presidente,
Grazie Consigliere.
Consigliere Di Acco prego collegati, grazie grazie Presidente, anche da parte del gruppo architetto Conti, il voto favorevole a questo ordine del giorno e quindi con tutte le,
Lo so che è stato inserito, ringrazio anche la le colleghe che hanno dalla collega Monticelli tutte le altre che hanno lavorato su questo ordine del giorno. Penso che la mobilitazione che si è attivata in questi in questi anni non solo sulla nostra città ma una mobilitazione a livello nazionale in quanti Comuni hanno appeso uno striscione per chiedere giustizia e verità? Credo che su questo è il minimo che possiamo fare anche come comunità bolognese, quindi di vicinanza alla famiglia e per quanto stanno ancora lottando verso quella giustizia sociale che spesso viene nascosta, e lo sappiamo benissimo anche su quello che, con quante delle stragi in giro per nel nostro Paese negli anni ci sono stati, penso che su questo.
In questo momento quello che possiamo fare di essere vicini alla sua femminile, perché la cosa e credo anche la la la, la voce di tutto quanto il Paese di tutta delle comunità, in cui penso che sia la cosa più importante, e quindi bene che ci sia un luogo identificato in cui potrà esserci le persone sapranno sapranno chi era Giulio Regeni. Penso che questo, e soprattutto anche per le future generazioni, come dicevo anche in qualche precedente seduta di Consiglio,
La memoria, sicuramente, avendo anche dei luoghi prestabiliti, penso che possa sicuramente aiuta e tanto anche oppure generazioni. Quindi voto favorevole e ringrazio ancora il Consigliere che hanno elaborato questo ordine del giorno. Grazie, Presidente.
Grazie consigliere Bianco.
Non ci sono altre richieste di intervento, passiamo dunque alla fase di votazione.
Pongo in votazione l'ordine del giorno,
Numero 6 a prima firma, consigliera Monticelli di realizza per la realizzazione di un punto giallo e di una panchina gialla, dedicati alla memoria di Giulio Regeni nel cortile di Palazzo d'Accursio la votazione è aperta.
Chiudiamo la votazione.
31 presenti, 31 votanti, 31 favorevoli, il Consiglio approva all'unanimità dei presenti.
Allora sono le 17:57. La seduta termina qui e si conclude alle ore 17:57, buona serata a tutti e due.
