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Buongiorno, buongiorno a tutte e tutti presenti e collegati, ringrazio sentitamente tutti e tutti per la vostra presenza, ci ritroviamo oggi, come sapete, per l'intitolazione di uno degli scranni a chi, proprio in quest'Aula.
Ha dato il proprio contributo alla vita della nostra città durante il mandato 1995 1999, ma per ripercorrere la sua vita straordinariamente eclettica, occorre partire da lontano.
Nasce infatti a Roma il 7 marzo 1943 in una famiglia borghese dei Parioli, Marcello, questo era il suo nome alla nascita, diventa un giovane esuberante protagonista delle notti romane, notato, da Federico Fellini, intraprende una birra brillante, bellissima carriera nel cinema, interpretando ruoli di rilievo a fianco di maestri come Monicelli Petri Rossellini,
Zeffirelli, esordì sotto la patina del successo e l'aveva le aveva città esteriore che gli apparteneva, però, Marcello nasconde un profondo e tormentato conflitto di identità nel 1980 non ancora riconosciuto dalla legge in Italia, sceglie di volare a Casablanca per sottoporsi ad un intervento per l'area riassegnazione di genere.
Segnando la fine del tormento e la nascita di Marcella.
Dopo la transizione, abbandona il mondo dello spettacolo e si trasferisce nella nostra città, a Bologna, qui si dedica con passione e con tanta passione e all'impegno per i diritti civili,
Assumendo la guida del MIT, il movimento identità transessuale e contribuendo in modo decisivo all'approvazione di un'importante legge la legge 164 del 1982 che, come sapete, la prima norma italiana disciplinare la rettificazione di attribuzione di sesso sui documenti anagrafici in seguito viene eletta consigliera al quartiere Saragozza e nel 1995 entra in quest'Aula entra in questo Consiglio comunale nelle file dei Verdi diventando una delle primissime consigliere transgender al mondo.
Porpora Marcasciano nostra collega qui a fianco a fianco a me consigliera è stata al fianco della Di Folco nelle lotte per i diritti e sarà lei stesso a fare il primo intervento in merito e a raccontarci la figura e l'ereditati Marcella, frutto di un'esistenza intensa a seguire, poi darò la parola al sindaco Walter Vitali, il sindaco di Bologna, dal 1993 al 1999 che ha visto Marcella svolgere il suo mandato e tra questi scranni e che oggi le renderà omaggio nell'anniversario della sua scomparsa, Marcella scompare il 7 settembre 1210 del 2010. Scusate a Bentivoglio, dopo una dolorosa malattia, chiudere alla cerimonia dell'intervento, il nostro sindaco Matteo Lepore. Passo ora la parola a Porpora Marcasciano. Prego, porta.
Grazie Presidente.
Grazie alle consigliere e ai consiglieri che hanno condiviso e sostenuto la mia richiesta di dedicare a Barcella il seggio in cui sedeva durante il suo mandato elettorale, 95 99 alle ospiti e agli ospiti amiche e amici di Marcella che le hanno a che l'hanno affiancata e sostenuta motivata nel suo importante percorso, grazie grazie a tutti,
Quello di oggi è un atto di grande significato politico, culturale e di grande valore simbolico. Marcella è stata una grande persona e personalità che ha lasciato un'impronta indelebile a Bologna e in Italia, con il suo modo di fare politica, attivismo nei movimenti e nelle istituzioni che ha saputo mediare, cucire e tessere teorie e pratiche. Ho sempre pensato che ci sia una storia ufficiale fatta dai grandi, dai potenti e una storia dal basso, detta anche la contro storia,
Fatta di quelle persone che con passione e umiltà, con saggezza e coraggio, con dedizione e abnegazione, hanno inciso sul suo corso. Se il personale e politico Marcella con la sua nuda vita è stata una grande costruttrice di senso e significato,
Permettetemi anche per stare nei tempi di legge, non pezzo a lei dedicata o da uno dei miei libri.
La peculiarità del suo transito, non di poco conto, era il 1980, quando cominciò influì negli anni a venire, sul suo pensiero, sulle relazioni e sulla costruzione del mondo, perché quello che rese unica la Marcellone fu il suo essere donna e soprattutto il suo proclamato proclamarlo sancirlo in maniera decisa e categorica, appariva chiaro a tutti che nel suo e porre il suo dirsi donna c'era bisogno di strumenti comprensivi, molto più profondi di quelli che eravamo abituati a maneggiare tutto. L'apparato semantico ne usciva completamente stravolto, questione dirimente per coloro che, imbrigliati nelle griglie, nelle rigide griglie di genere, non riuscivano ad andare oltre il modello classico della donna iper femminile e dell'uomo iper maschile.
È del tutto scontato e soprattutto doveroso riconoscere alla big marci di aver spalancato lo spazio di comprensione nel dibattito di genere, caratteristica più unica che rara, era quella esagerata convinzione, diciamo, autostima talmente elevata da non permetterle di vedere il confine tra possibile e impossibile tra lecito e illecito e siccome per noi trans quasi tutto era impossibile e illecito, Marcellone diventava una vera e propria macchina da guerra, capace di arrivare dritta dove si era prefissata, compresi quei centri di potere politici ed economici da cui dipendevamo per diversi aspetti le nostre esperienze. Non so dire quale dote il lei predominanza e se l'intelligenza, la furbizia al sesto senso o tutto questo, beh miscelato Marcella aveva compreso bene che la strategia vincente era quella di uscire dall'anonimato.
Dai mezzi termini, dall'accontentarsi di poco, quanto invece di mirare in alto lontano, dove nessuno prima aveva osato, non a caso, tra i tanti nomignoli che io le affibbiamo c'era anche galassia Di Folco per la caratteristica tendenza espansiva degli ammassi stellari.
Va detto, ribadito e sottolineato che Barcellona non conosceva la sottomissione per cui l'insubordinazione restava il suo elemento fondante, guai a metterla in secondo piano, evitarla o by passarla sarebbe stata capace di armare battaglie, che quella delle Termopili gli avrebbe fatto un baffo, siccome rappresentava tutto il mondo trans delle IGBT Q ne consegue che tutto quel mondo ne usciva a testa alta.
La chiacchierata con Pia Covre e Carla, Corso Pia e qui presente le nostre amiche più care. Le pilastri del Comitato dei diritti civili delle prostitute era finalizzata alla costruzione di qualcosa ancora poco chiaro anche a noi stesso a noi stesse che salvaguardasse i diritti delle lavoratrici del sesso trans donne travestite nel momento in cui il fenomeno raggiungeva la sua visibilità massima con un esodo massiccio di sex workers e una macro che scopi ca ingestibile presenza nelle strade. Stava nascendo un percorso che avrebbe portato nel 94 il MIT e il comitato a presentare una conferenza Zampa qui in sala Savonuzzi un importante documento fondamentale per la nascita di tutti i progetti successivi.
In esso si descriveva e si analizzava il fenomeno per come si presentava, proponendo una serie di azioni mirate alla riduzione del danno, questione che oggi è attualissima, specialmente nella nostra città, nel mondo della prostituzione di strada. Va sottolineato che l'anno successivo Marcella divenne consigliera comunale, nella prima transessuale, a ricoprire un incarico di questo tipo. La sua nomina, unita alla sua esagerata visibilità, ebbe un effetto dirompente non solo per il MIT, ma per tutto il movimento nazionale. Nel 1994 il Comune ci assegna una sede in via Polense 22 dello stesso stabile, dove saremmo tornate, cresciute e arricchite nel 2014 in questo stesso anno, attraverso un piccolo finanziamento della Regione Emilia Romagna, nacque il consultorio ASL del MIT, poi a catena, il progetto di riduzione del danno Moonlight, lo sportello CGIL, il sostegno alle detenute nel carcere della Dozza, il Centro di documentazione e di e il divergenti Film Festival e il resto è storia grazie Marcella.
Grazie grazie di cuore a far fare Marcasciano e ora prende la parola l'ex sindaco di Bologna, Walter Vitali, che appunto dal 1993 99 ha visto Marcella svolgere il suo mandato, tra questi scranni prego.
Grazie Presidente, e grazie anche a.
Porpora Marcasciano, che ha in grande parte svolto anche.
Quindi a me resta sostanzialmente quello di raccontare, diciamo, un periodo che io Marcella è stata consigliere comunale e il clima culturale e politico che si respirava in questa città.
Perché?
Prima che riguarda sicuramente, diciamo così l'Italia intera e di una di una fase storica, insomma per Bologna e per l'Italia è molto importante perché si superava, diciamo, una sorta di democrazia bloccata che per decenni aveva visto sempre gli stessi governare sempre gli stessi opporsi a chi governa e si stava cercando di costruire una prospettiva nuova che poi sappiamo avrebbe portato ad una alternanza al governo del Paese e per la prima volta ha, diciamo un governo allargato delle sinistre e del Centro Democratico.
Tutto quello si chiamava Oliboni, preso per alcuni di noi che hanno una certa età e questa parola, diciamo, è amiche, usuale, familiare, però ci sono altri ai quali, ebbene, spiegare raccontare in due parole di cosa si tratta, questo ulivo nasceva fondamentalmente dall'incontro tra diverse culture che si riconoscevano, ecco no, un'area democratiche e progressiste che erano storiche correnti della sinistra italiana, socialista comunista, le correnti del pensiero cattolico democratico, i Verdi,
Ringrazio Angelo Bonelli, che qui voglio dire il merito di avere candidato Marcella in Consiglio comunale loro, perché se i Verdi non avessero presentato nella loro lista Marcella sicuramente altri ve lo fa quindi questo è un merito che va.
E anche la città, naturalmente, forze laiche questo era il tenta, allora la questione si poneva in questi termini sommatoria di partiti di sigle, eccetera, o tentativo di costruire una cultura nuova, diversa, che partisse dai problemi che c'erano di fronte al Paese, alla città che non erano risolti per diciamo così fare quello che noi allora dicevamo non necessitato, cioè a Bologna non era necessario che la sinistra storica, quella tradizionale, avrebbe sicuramente potuto ripresentarsi alle elezioni e con ogni probabilità vincere, e invece noi facemmo questo tentativo che ebbe successo perché nel 95, appunto quando viene eletto direttamente, l'alleanza che sostenne che mi sostennero un'alleanza composta.
A quel punto si pone un altro pre cosa facciamo sul tema dei diritti, perché Bologna è storicamente la città dei diritti e lo era diventata già da tempo.
Qui c'è Franco Grillini, ho visto anche Beppe Ramina, il Circolo omosessuale 28 giugno al Cassero di Porta Saragozza, odio, qualche problema, ci fu forse più di incomprensioni in quegli anni, poi risolto con la salare col mantenimento, comunque a quel punto lì ma ecco fu una grande evento di carattere nazionale, così come da ricordarsi nel 92 fu la prima volta che si consentì a coppie dello stesso sesso di partecipare ai bandi per l'edilizia popolare.
Ho letto una cosa anche di Sergio Lo Giudice su questo sarà ricordato ed ha fatto molto bene, quindi tutti questi passaggi naturalmente potevano scontrarsi con una cultura come quella cattolica che insomma su questo è da sempre un po' sentivo un po' di brivido quando si parlava.
E allora io in questo la testimonianza che voglio dare sul ruolo di Marcello, intanto non ridurre, scusate, ecco Marcella semplicemente a testimone, pur importantissima, di un mondo come quello dei transessuali, che siamo così grazie alla sua presenza.
Tra l'altro, anche ben visibile si faceva sentire.
Irrompe no nella sede civica e quindi irrompe nelle aule della democrazia rappresentativa. Questo è fondamentale, la sede nazionale del MIT, ricordo anche la mostra di Francesca Conti che facemmo a Palazzo, Renzo, artista transessuale che tra l'altro era stata anche colpita da episodi di violenza, la tavola per appunto la sicurezza e contro la violenza alle donne. Qui c'è Lalla Golfarelli, che è stato assessore in quel periodo proprio alle politiche sociali che la fa,
Marcella aveva un fiuto e intuito politico, formidabile, formidabile, io la ricordo come una dei, diciamo così, dei pilastri della nostra un po' travagliata maggioranza, chi è qui e che ricorda quel periodo forse mi può confermare nel senso che io avevo sempre qualche quando facevo le riunioni col gruppo dei Verdi userà Boriani c'era così, insomma, alla fine lei partiva sempre critica dicendo no qui non va bene, così non si deve fare, però alla fine iniziamo, era una, diciamo sincera, sostenitrice, naturalmente grande.
Grande attenzione ai temi specifici, che riguardano quindi grande sensibilità.
In quel periodo si annunciava il ventitreesimo Congresso eucaristico nazionale, che si svolse qui a Bologna nel settembre del 1998, qualche mese prima, un percorso complesso, perché chi ha fatto il consigliere comunale sa che queste cose?
Meglio di chiunque altro, perché seguendo questo?
Anno, sai quanto può essere anche complicata la vita.
Leader dell'Assemblea elettiva, che pure.
Non si fa per legge che reggere le amministrazioni comunali e allora portammo a termine un percorso con il consenso di tutta la maggioranza, ma su questi temi il consenso della maggioranza era difficilissimo.
Da Paolo Mengoli, me lo ricordo che era consigliere comunale popolare no.
La maggioranza, fino appunto, a Marcella, che fu una delle te, una delle protagoniste di quel lavoro, insieme a chi sedeva esattamente questa posizione, che era il mio vicesindaco, Luigi Pedrazzi cattolico democratico.
Diretto Bologna, Sette settimanale dell'avvenire della Curia, che era stato tra i fondatori del Mulino, so che conosciamo.
E, diciamo, il tema era quello della famiglia, tema complicatissimo, soprattutto in quel momento, allora, com'era la cosa fu questa di dire va be'la, Costituzione dice che c'è la famiglia fondata sul matrimonio e questo nessuno lo mette in discussione, però ci sono convivenze, di fatto ci sono Unioni che possiamo definire civili, ci sono, siamo così affettività che merita di avere un riconoscimento legislativo e, attraverso questo documento, questo ordine del giorno arrivammo all'albo per le unioni civili perché scoprimmo che non c'è niente, come diceva Umberto Eco di più inedito che già pubblicati,
Allora scoprimmo che nella legge anagrafica l'articolo 4 c'era scritto che si potevano anche riconoscere le famiglie per affettività.
Questo era il tema che veniva usata allora in qualche modo ci attacca, ma quello bensì diciamo l'albo sarebbe stato sicuramente contestate. Non si sarebbero potuti istituirlo per istituire questo Albo delle unioni civili, quelle che grazie alla legge, Cirinnà o si possono celebrare. Ecco nella Sala Rossa l'Albo delle unioni civili che a partire dal 99 fu istituito.
Credo la prima sicuramente la prima città in Italia equa fa a Roma, insomma, ecco ancora una volta confermando e riaffermando l'essere città dei diritti anche dentro a questa situazione nuova che ci fece comunque fare dei passi in avanti, quello fondamentale fu che queste stesse parole io le pronunciai nel periodo del Congresso eucaristico che durava una decina di giorni in quella piazza Piazza Maggiore su un palco allestito dalla Curia congresso eucaristico con Giacomo Biffi il cardinale di allora diciamo piuttosto conservatore anche dal punto di vista diciamo della della religione tutto validato,
E io feci quel discorso e ve ne approfitto.
Fu in qualche modo la sanzione che anche in quel mondo, ecco questo tipo di ragionamento e quindi diciamo così i progressi, ecco nell'acquisizione di un fatto civile e culturale fondamentale, aveva fatto breccia.
Ricordo anche e concludo su questa proposta.
Sulla prima vita, appunto di Marcella, che io fui estremamente colpito perché nel 98 via Bologna, 97 98 venne girato l'ultimo film, sicuramente è quello in cui Sordi dalla regia forse anche uno degli ultimi in cui recita che, finché non ha avuto molto successo e quindi si chiama,
Incontri proibiti c'era anche Valeria Marini e fu girato in parte a Bologna e ricordo che in occasione, appunto uno di questi momenti in cui veniva girato i figli nella manica lunga, io andai a salutare sordi arrivò Marcella e vidi l'affetto la complicità, l'amicizia con cui si salutavano.
E questo mi fece pensare che si trattava.
Di una vita nella quale comunque lei si era ritrovata pienamente, che anche diciamo così, l'uscire da quella lì anche il fatto di fare della sua scelta di genere un fatto pubblico, un fatto politico, e di trasferirsi a Bologna e di fare tutto quello che ha fatto dopo peggio ma merita sicuramente di riconoscere.
Grazie, ringrazio mantenere tali per il suo prezioso contributo, ora passo la parola al nostro sindaco Matteo Lepore.
Grazie Presidente, buongiorno a tutti, ringrazio in particolare la consigliera Porpora Marcasciano per il suo intervento e Walter Vitali, ma soprattutto le persone che sono qui amiche e amici, chi ha vissuto insieme a Marcella Di Folco un periodo importante della storia del nostro Paese, della nostra della nostra città come è stato detto sono passati 16 anni esatti da quando Marcella ci ha lasciato e intitolare oggi uno scranno a lei.
In questa sala significa non solo fare chiarezza su questo luogo,
Così importante, dove si prendono le decisioni della nostra città, ma anche significa ricordare che su quella sedia dove lei è stato tra il 95 e il 99 c'è un'eredità che non appartiene al passato, ma che parla al nostro presente e tutti qui siamo perché continui a parlare anche per il nostro futuro in questo mandato, per la prima volta abbiamo deciso di ritornare a intitolare gli scranni del Consiglio comunale e lo abbiamo fatto perché quando siamo entrati in questo sta quest'Aula una delle prime cose che dissi anche da dal sindaco eletto ci accorgemmo di avere una coalizione K del centrosinistra in questo caso,
Che in qualche modo era stata scelta dai cittadini attraverso anche le preferenze, la composizione di questo Consiglio, che rappresentava anche l'esito di una storia di questa città per tanti motivi, così è stata la scelta per noi di lavorare sui bolognesi fin dal primo giorno con il cambio dello Statuto.
E e anche l'ingresso dei nomi ricordate nelle immagini per la prima volta di donne nel Consiglio comunale, perché fino a questo mandato nessuna donna mai a nessuna donna ma era stata giudicata né un seggio e un quadro per alcuni anni abbiamo avuto anche delle dei dipinti di Lavinia Fontana e abbiamo inserito.
Quando venne Anna Di Gioia, era nostro delegato alla cultura.
La prima che arrivasse, Daniele Del Pozzo, questa poesia di Patrizia Cavalli su leader dello spazio pubblico e l'aria che che è di tutti, per questo abbiamo intitolato, ad esempio, Ester Capponi, insegnante, consigliera comunale, Letta, un uno scanno che trovate fra di voi tra quelli che una volta si sarebbero detti i grandi non a caso al maschile della storia della nostra città.
E oggi siamo a Marcella, siamo a Marcella e ci sembra un passaggio importante di questa scelta istituzionale, ma anche politica, non lo possiamo nascondere di cosa significa per noi, rappresentare la storia della città e far sì che le istituzioni si plasmano anche sulla base della battaglia e delle lotte e del contributo che la città nel suo complesso ha voluto al suo interno poi anche attraverso le scelte democratiche.
È stato detto che è appunto la storia di Marcella e di Marcello, arriva da da lontano, da da un altrove, con una storia molto importante che lei ha definito una vita bellissima, dura ma altrettanto bella.
Dai Parioli fino al cinema, il mondo della musica.
Il mondo di Fellini, di tanti registi importanti come Monicelli Antonioni Zeffirelli, una vita che, anche nel raccontare la sua storia, ha fatto attraversare il mondo del cinema del teatro ma, seppure dandole una emancipazione economica, non le aveva dato la libertà.
Nel 1980, prima ancora che in Italia venisse approvata la legge 164 dell'82 Marcella fa appunto la sua scelta e sapeva perfettamente cosa rischiava disse chiaramente ho girato film fino all'80 e tutto è finito quando ho cambiato sesso. Sapevo che da trans non avrei avuto più possibilità di lavorare celle, allora la verità, cioè sceglie se stessa. Nell'agosto del 1980, vuole a Casablanca e la storia lo abbiamo ricordato quando arriva a Bologna a metà degli anni 80, la nostra città di certo non le offre un tappeto rosso e come molte altre donne transgender dell'epoca e conosce le difficoltà, conosce la strada, ma da quel da quella esperienza trae la forza d'animo per pretendere la dignità per sé e per le altre. Bologna e Marcella.
Forse si sono ritrovate in questa città è diventato il terreno fertile in cui la sua seconda vita potuto trasformarsi in una rivoluzione.
Sotto la sua guida Porpora aveva descritto molto meglio di me il. Il MIT, che ha cessato di essere una semplice aggregazione spontanea, è diventata un soggetto politico prezioso, importante e fondativo, come altri movimenti hanno saputo fare nella nostra città, e lo voglio sottolineare perché i movimenti a Bologna hanno saputo gemmare essere parte delle istituzioni, senza per questo perdere la propria proprio il ruolo dei movimenti, senza per questo non a non avere pro provocato anche contraddizioni, dibattito, aperture, riaperture, perché non non finisce mai questa discussione nella nostra comunità, ma è certo appunto che oggi intitolarono scranno. Significa anche riconoscere questa dinamica politica, culturale e sociale che credo sia tipica del nostro territorio e appunto grazie a questo gemmare in continuazione che a Bologna nel 94, grazie al lavoro anche di Marcella nasce un'esperienza unica, cioè il primo consultorio per l'identità di genere. È gestito direttamente da persone transessuali in collaborazione con l'ASL, un percorso di salute e di autodeterminazione. La politica e istituzionale, dunque, che l'ha portata ad essere letta prima nel Consiglio di quartiere e poi nel Consiglio comunale, grazie ai verdi. Anch'io saluto, insomma, gli amici compagni Verdi che sono più presenti a partire da Angelo Bonelli e tutti gli altri rappresentanti.
Il rapporto col Sindaco Vitali, che ha descritto molto molto bene quella stagione, una stagione fatta di politica con pragmatismo che ci ha portato nel 2000 ottenere presso il Ministero delle pari opportunità alle istituzioni della Prima Commissione diritti per l'identità di genere, Bologna ha voluto bene a Marcella e lo ha fatto già nel 2021 con un gesto che ha portato alla nostra Giunta intitolare il piazzale all'interno dei giardini di Villa,
Cassarini, ma oggi appunto facciamo un passo in più perché la sua è stata una vita dura e bellissima, appunto.
In queste parole si riassume, credo, molto della sua petrografia, una storia che non nasconde nulla nelle gioie, né tantomeno le fatiche.
Bologna è sempre stata in grado di stare dalla parte delle minoranze, o meglio ha lavorato per stare in molti casi dalla parte della minoranza, a volte ci è riuscita, a volte non c'è.
Riuscita è capitato proprio ieri nella sinagoga di dire che forse di maggioranza e non ce n'è e quindi tutti quanti ci dobbiamo riconoscere in un grande lavoro di riconoscimento reciproco e di rivoluzione quotidiana Marcella lo ha fatto con quella che lei chiamava una rivoluzione gandhiana con un sorriso un'ironia ma anche una grande forza.
Che non era mai violenza né fisica nel verbale. Uno stile che oggi non è più tanto di moda perché l'irruenza oggi è diventata volgarità è diventata nella politica la voglia di prevalere sull'altro per farlo stare in silenzio, non invece un modo per irrompere nella scena, per aprire un varco e fare in modo che altri possano passare. Ecco, credo che nel ricordare questa storia, nel ricordare il suo contributo, oggi dobbiamo ricordare la nostra città anche per il percorso che, se si è potuti fare assieme, perché ogni volta che entreremo in questa sala vedremo quel nome e dovremmo comprendere cosa significa per ciascuno e per ciascuno di noi avere il diritto di essere visti, di essere rispettati, di poter vivere pienamente la propria vita. Questo è valso per tutte le persone che, dalla strada, hanno conosciuto le istituzioni, hanno conosciuto la possibilità di essere parte della vita comunitaria, riguarda l'esperienza delle sex workers, riguarda il grande lavoro che le nostre istituzioni fanno ogni giorno per far sì che le persone che vivono nella città, senza alcuna etichetta, possono avere pienezza di diritti.
Sul fronte della salute del lavoro e del riconoscimento, non per una scelta caritatevole, ma per una scelta laica e universale di quello che devono essere le istituzioni municipali e repubblicana. È per questo che credo che, tra i tanti che hanno contribuito a questo percorso, dedicarono SCRAM Marcella. Significa anche dare un messaggio molto chiaro nel momento in cui assistiamo a pericolosi arretramenti, su tanti fronti, sui diritti, ma soprattutto sulle parole, su quelle parole che oggi rischiano anche di spegnere e togliere la vita alle persone. Bologna risponde ricordando le parole di Marcella e per questo non avremo mai abbastanza tempo in quest'Aula per ringraziarla, perché per sempre questo posto rimarrà d'ora in poi di Marcella Di Folco un presidio di libertà, un richiamo per tutti noi a non fare mai un passo indietro, ma soltanto passi avanti per riconoscere la dignità umana, per riconoscere che tutti quanti noi oggi, col sorriso, dobbiamo dire bentornata Marcella in questo Consiglio comunale. Grazie.
Ora ci spostiamo verso lo scranno per lo svernamento.
Allora apriamo i lavori odierni per la trattazione ordinaria nella seduta consiliare, chiedo alla segreteria Generale di procedere con la verifica del numero legale prego, dottoressa grazie Angiuli.
Begaj.
Bernagozzi.
Da remoto buongiorno.
Bittini.
Caracciolo.
Celli.
Ceretti.
Cima.
De Biase.
De Giacomi.
De Martino.
Di Benedetto.
Di Pietro.
Diaco.
Fattori.
Fattori.
Foresti.
Geiger.
Giordani.
Iovine.
Larghetti.
Manca.
Marcasciano.
Mazzanti.
Monticelli.
Naldi.
Negash.
Piazza.
Pizza.
Quercioli.
Santori.
Scarano.
Stanzani.
Tarsitano, assente, giustificato, Toschi.
Venturi.
Giuntini.
Credo anche del consigliere cinema.
Presidente, abbiamo il numero legale, prego.
Allora nomino gli scrutatori.
Allora, Consigliere De Biase consigliera Larghetti, consigliera Iovine.
Va bene.
Ho scritto.
Allora proseguiamo con gli interventi di inizio seduta, primo intervento, consigliera Ceretti cittadinanze onorarie al cardinale Pizzaballa, le motivazioni prego consigliera.
Sì, grazie Presidente, oggi affronteremo l'ordine del giorno perché ne chiederò l'anticipazione e.
Volevo fare alcune riflessioni don Tonino Bello diceva che la guerra inizia quando.
Noi non siamo più in grado di riconoscere il volto dell'altro, cioè una dissolvenza del volto, ecco che possiamo dire che in questo tempo storico in cui cerchiamo la pace, la pace e possiamo iniziare questo percorso di ricerca della pace solo quando siamo in grado di riconoscere il dolore dell'altro questo è quello che ci insegna anche il cardinale Pizzaballa credo che profondamente sia questo il suo insegnamento che sta alla base della della richiesta di questo ordine del giorno e,
Dirò poi quando affronteremo l'ordine del giorno, insomma, farò i ringraziamenti, perché è davvero c'è un dato politico che ci tengo tantissimo a sottolineare che è un fatto che è un lavoro collegiale, che arriva da le sensibilità di tante persone, che quindi approda in questo Consiglio comunale dopo un grande confronto e ascolto reciproco anche,
Miglioramento dei testi e quindi io credo che questo sia il dato politico più importante e che sia anche in parte l'acquisizione di un metodo che è quello del dialogo, che è quello proprio della quotidianità del costruire la pace così come ci insegna appunto anche il cardinale Pizzaballa.
Quindi in questo tempo che è assolutamente fondamentale ricercare la diplomazia, non solo il percorso diplomatico e quindi non solo alla politica può essere relegato il compito di costruire la pace, ma questa pace deve essere proprio un processo culturale e sociale che arriva dal basso. Noi non possiamo che accompagnarlo grazie.
Grazie consigliera prossimo intervento, Consigliere Di Benedetto culla per la vita, prego, grazie Presidente, ma abbiamo assistito a una bellissima notizie, quest'estate cioè.
La vita salvata con la culla per la vita di Bologna Mariastella è stata lasciata dalla mamma, la culla per la vita, le suore Minime di Santa, crede Barbieri e che si occupano della struttura del servizio, se ne sono prese cura da subito e Romina evviva da quello che emerge in salute e insomma sarà affidata a una nuova famiglia ed è una vittoria penso per tutti per tutta la comunità.
Di Bologna e per la stessa Mariastella, per la piccola Mariastella, che ha trovato in questo ultimo strumento, però la via per la salvezza per la vita e per la mamma che ha potuto conciliare tutte le situazioni attraverso questo strumento, che certo è uno strumento di c'è un'estrema ratio, però esiste e ha funzionato positivamente e siamo quindi a presentare un ordine del giorno con il quale chiediamo al Comune di farsi, diciamo via di dialogo, attraverso tutte le istituzioni preposte in questo senso, per favorire l'apertura di una culla per la vita nei pressi nelle vicinanze di ogni ospedale del Comune di Bologna. Grazie Presidente, grazie Consigliere. Le do la parola per l'intervento successivo, il titolo Alchimia, Antonelli e Nettuno d'Oro, prego, grazie Presidente. Chi mi Antonelli ha raggiunto una vittoria storica al Gran Premio di Monza, da sessant'anni con italiano, non sedeva sul gradino più alto e di questo importantissimo podio italiano un ragazzo che non solo ha grande talento, ma è incarna e porta avanti una importante tradizione motoristica, che è quella della nostra terra di Bologna, ma anche della terra emiliana, e dimostra ogni giorno un grande attaccamento alla nostra città e la nostra terra, e penso che sia giunta l'ora anche data la posizione che tutti esprimiamo nelle varie sedi che il Comune gli riconosca la più alta onorificenza che il Nettuno d'Oro, proprio perché lui porta avanti con orgoglio la nostra città, la nostra terra in tutto il mondo, la fa conoscere in tutto il mondo. Anche su questo presentiamo un ordine del giorno che ci auguriamo possa trovare il voto da favorevole da subito oggi stesso di tutta.
In tutto il Consiglio Comunale. Grazie Presidente.
Grazie Consigliere, ora la parola alla consigliera Larghetti muore un altro motociclista in strada con limiti e 50. Prego, Consigliere.
Grazie Presidente, purtroppo vedo che sono l'unico a intervenire su questo tema, un'altra vittima. Non voglio abituarmi all'idea che le persone muoiano sulle strade, una strada che purtroppo non ha il limite dei 30 ma dei 50, così come le strade dove si sono verificati gli ultimi incidenti mortali. In questo caso abbiamo perso Daniele Lugaresi di 65 anni, persona conosciuta in quanto dirigente di Agri 2000, uno scontro con un'auto in Via Calamosca, una strada che già purtroppo è teatro di tanti incidenti e alla famiglia, ovviamente, alle persone che gli volevano bene va naturalmente il nostro cordoglio, però penso che questa morte dovrebbe mettere in discussione una volta per tutte la teoria per cui il problema della sicurezza stradale di Bologna sono i 30, cioè di fronte a una vittima, continuare a raccontare che il problema sono i 30 vuol dire non guardare la realtà, vuol dire che le persone muoiono sulle strade, dove il limitazioni 50 e che e che quel limite, anche quel limite non viene spesso rispettato e trovo vergognoso costruire una polemica politica sui 30 invece di interrogarsi su quali sono veramente i fattori che producono gli incidenti e sulla velocità che l'abbiamo visto anche nel caso acclarato del del penultimo del penultimo morto sempre in motocicletta? Dovremmo anche avere il coraggio di parlare delle moto, perché la fragilità fisica delle persone che si spostano con la moto, purtroppo ormai è raccontata da dati martellanti in sella. Sia una protezione minima e la moto raggiunge velocità elevate e, in assenza di questa protezione, anche delle dinamiche molto agili che favoriscono purtroppo manovre sorpassi azzardati. Quindi non significa che stiamo criminalizzando chi va in moto. Attenzione, però bisogna guardare i dati, le dinamiche, bisogna informare le persone, sensibilizzarle se ci fossero tre morti monopattino, a che tipo di dibattito saremo assistendo in questo momento? Come minimo, la destra chiederebbe il bando dei monopattini come minimo invece, ovviamente, per altre categorie. Questo dibattito non parte mai. Allora io chiedo a chi, di fronte al tema della sicurezza stradale, chiede di eliminare il limite dei 30.
In che modo eliminare il limite dei 30 avrebbe evitato le ultime tre morti che abbiamo visto in questa città lobo, cioè voglio proprio saperlo. E un dato concreto. I 39 morti del biennio precedente, Città 30 confrontati ai 22 morti del biennio, con dove il limite dei 30 era vigente. Ma come ve li spiegate questi numeri? Perché i numeri bisogna guardarli tutti? Abbiamo anche la posizione di euro Cities, una una associazione europea che raggiunge i 200 città, che chiede di fare dei 30 chilometri orari il limite urbano generale, e abbiamo assistito un europarlamentare di nuovo ribadire che bisogna eliminare i 30, la velocità continua a uccidere, intanto e noi dovremmo avere il coraggio di affrontarlo sempre indipendentemente da qual è il mezzo che guida la vittima. Grazie.
Grazie consigliera, Consigliere Negash una città sicura, è una città che si prende cura. Prego, grazie Presidente. Quando parliamo di sicurezza, dobbiamo avere il coraggio di superare una contrapposizione che non aiuta Bologna o altre città. Non esiste una sicurezza costruita soltanto con le pattuglie, così come non esiste una sicurezza costruita soltanto con le politiche sociali. Abbiamo imparato che nessun territorio può essere recuperato soltanto con le pattuglie, ma anche che nessun territorio può essere recuperato senza le pattuglie. Le 2 cose devono procedere insieme, serve una presenza forte, autorevole e costante delle forze dell'ordine e i cittadini devono sapere che lo Stato c'è, che i Quartieri non vengono lasciati soli, che chi commette un reato deve rispondere delle proprie responsabilità. Per queste servono più coordinamento, formazione, collaborazione tra forze dell'ordine diverse, ma più coordinamento, anche il Comune e la magistratura. Ma proprio perché vogliamo costruire sicurezza, dobbiamo essere altrettanto chiari su un principio, il controllo deve essere efficace, ma deve essere anche giusto.
Le forze dell'ordine devono poter fare il proprio lavoro, ma dobbiamo evitare che il controllo del territorio si trasformi un sospetto verso intere comunità, la profilazione razziale, o non costruisce sicurezza, rischia di distruggere la fiducia, una persona deve sentirsi protetta dalla dalle istituzioni, non considerata un sospetto per colore della pelle, l'origine percepita o il proprio aspetto. I controlli devono essere basati su comportamenti, situazioni e fatti concreti, perché senza fiducia e più difficile denunciare e collaborare, chiedere aiuto. La sicurezza vera nasce anche dalla convinzione che le istituzioni siano presenti per tutti.
E ripeto per tutti, ma la presenza dello Stato deve accompagnare dove deve accompagnarsi alla presenza della comunità. Una piazza degradata, un parco abbandonato, una strada buia, uno spazio pubblico che smette di essere vissuto diventano più facilmente i luoghi di paura. Per questo investire nella manutenzione e la riqualificazione e la qualità dello spazio pubblico significa investire anche nella sicurezza.
Una città più curata e una città più sicura e dobbiamo investire nelle persone, nella scuola, nello sport e nella cultura, nei servizi sociali, nelle educativa di strada. Dobbiamo sostenere le famiglie, le associazioni, il volontariato e tutte quelle reti che impediscono alla marginalità di trasformarsi in isolamento e nei casi più difficili, in terreno fertile per la criminalità.
Non dobbiamo scegliere tra prevenzione e repressione, servono entrambi legalità, inclusione, controllo e prevenzione, presenza dello Stato e crescita della comunità,
Sterile e dire che la sicurezza appartiene a una parte politica e l'inclusione all'altra la sicurezza, né non è né di destra né di sinistra, è un bene comune.
E proprio per questo non può essere soltanto una risposta all'emergenza.
La sicurezza urbana è un progetto quotidiano che richiede continuità, risorse e capacità di lavorare insieme alla fine.
La sicurezza è una cosa molto concreta, poter uscire di casa, attraversare una piazza, accompagnare i propri figli a scuola, a prendere un autobus rientrare la sera senza paura, ma significa anche sapere che quando abbiamo bisogno delle Istituzioni, quelle istituzioni ci sono questa è la Bologna che dobbiamo costruire, una città nella quale le forze dell'ordine siano presenti autorevoli nella quale la legalità sia garantita nella quale nessuno venga discriminato e nella quale le persone possano avere fiducia nelle istituzioni e nella propria comunità tutti devono trovare,
Un luogo dove possono lavorare insieme.
Per costruire sicurezza servono anni per distruggerla, possono bastare pochi slogan come sta succedendo nei giornali, noi scegliamo il lavoro quotidiano, la responsabilità e la fiducia, con questo auguriamo anche un lavoro sereno alla magistratura per la ricerca della verità e giustizia del caso Fakir.
Che è importante arrivare alla verità e giustizia anche per le istituzioni, ci sarà un'assemblea sul caso Fakir, a Bologna, il 12 settembre, questo momento 12 settembre, sabato prossimo questo momento servirà di confronto e partecipazione per fare il punto sulla vicenda appuntamento, aperto a chi vuole informarsi e discutere e portare la propria voce grazie Presidente,
Grazie, Consigliere, Consigliere, Cima la verità, in politica prego.
Grazie, grazie, Presidente, bentornati a tutti.
Allora.
C'è stato nei giorni scorsi un incontro.
Tra il Ministro Piantedosi e il sindaco Lepore dove, tra le altre cose, si è parlato anche del linguaggio d'odio che ha investito il nostro Sindaco e che sta diventando, purtroppo, una costante nell'agire politico, perché pare chiaro tutti, credo che viviamo in una fase in cui l'analisi della realtà viene progressivamente sostituita dalla propaganda, dalla disinformazione e dalla ricerca del consenso immediato. Le bugie ripetute abbastanza lungo diventano verità ce lo ha insegnato,
Uno dei fondatori di un partito che siede in questo momento di minoranza e, se ripetute, spesso diventano la verità per una parte crescente dell'opinione pubblica, mentre chi le diffonde raramente paga un prezzo per le conseguenze che produce. Si può mentire abbastanza tranquillamente. Questo riguarda ormai tutto la politica internazionale, la salute pubblica, il cambiamento climatico, diritti civili, politiche, sociali e, ovviamente, le scelte delle Amministrazioni locali. Il problema non è soltanto che esistono persone che mentono.
E che abbiamo costruito anche un sistema mediatico e politico che spesso premia chi urla a semplificare e alimenta paure, mentre lascia in secondo piano.
Competenza, analisi e responsabilità e infatti i social in tutto questo hanno aggravato la dinamica, trasformando qualsiasi opinione in una possibile fonte di consenso e quindi spingendo anche politiche, informazione a inseguire continuamente ciò che genera, reazioni, indignazione, visibilità, così le priorità si spostano perché vengano dettate dal dagli algoritmi, dal rumore del momento anziché dai problemi reali delle persone, e questo vale tanto per le grandi questioni globali quanto per le nostre città. Ci si accanisce sulle polemiche del giorno, mentre andrebbero affrontate seriamente le vere questioni che tutti noi credo, ci troviamo.
Di fronte agli occhi la vera emergenza. Mi sembra che stia diventando, quindi che c'è una crisi della verità in politica e della responsabilità pubblica dell'agire pubblico di come noi ci poniamo di fronte ai cittadini. Abbiamo bisogno di meno propaganda e di più competenze di meno inseguimento del consenso e più capacità di governare meno rumore e più informazione seria, perché quando una società perde la capacità di distinguere i fatti dalle menzogne, finisce inevitabilmente per affidare la proprie decisioni. A chi è più bravo manipolarla, la informazione, il problema ancora più grave che una volta che la menzogna.
È diventata un'identità politica. Anche le prove non bastano più smontarla, non basta dire ai mentito, non basta dire, non è vero perché quel quel meccanismo diventi in maniera perversa la verità essa stessa, quindi la difesa della verità. Ecco qua, ma non è solo una questione astratta, è una condizione ormai necessaria per poter governare democraticamente una società. Grazie.
Grazie Consigliere, Cima consigliera Foresti, il centro, ancora teatro di aggressioni e risse tra stranieri, prego.
Sì, grazie Presidente, parliamo di un grave episodio avvenuto in città e un cittadino bolognese, aggredito senza motivo con un coltello, è successo in pieno giorno in via Marconi e questo conferma quanto i cittadini rischino in termini di insicurezza nella nostra città anche solo camminando per la strada forse anche questa volta, il motivo può essere stato il timore di alcuni soggetti di venire ripresi dai passanti, cosa che da tempo e fenomeno che da tempo segnaliamo e anche in Aula è successo anche in via Mascarella ci sono stati più segnalazioni da parte dei cittadini le persone che girano con il cellulare in mano rischiano che dei malintenzionati abbiano appunto il timore di essere ripresi e quindi in questo caso scatta un'aggressione o il volere portare via il cellulare.
E quindi detto questo e sappiamo che ribadiamo che, come sono state confermate le zone rosse e quindi anche l'impegno del Governo in termini di sicurezza, e riteniamo necessario che anche l'Amministrazione comunale faccia la propria parte, come ad esempio maggiori assunzioni della Polizia locale e la dotazione di strumenti atti a tutelare e proteggere i cittadini e più telecamere nelle zone nelle zone critiche. Tornando a via Mascarella strada che, tra l'altro, attenzioniamo da diverso tempo anche in Aula ne abbiamo parlato più volte a gennaio c'è stato l'udienza conoscitiva durante la quale diversi Presidenti hanno raccontato di scene assurde per la convivenza in strada di persone che spacciano che si drogano e di sbandati. Direi che l'ultima delle preoccupazioni che è emersa in questi giorni è quella della presenza di questo distributore automatico, che è diventato un po' il punto di. Ritrovo quindi anticipo che stiamo preparando un'interrogazione per capire la regolamentazione di queste attività soprattutto negli orari notturni, e ci tengo a evidenziare che non è accettabile che a Bologna, in una città come questa, le persone possono avere ansia e paura di uscire di strada, camminare per le nostre strade e il timore, appunto, di venire aggrediti. Penso si possa fare di più e che anche l'Amministrazione debba fare la sua parte. Grazie grazie consigliera, consigliere Giordani, bimba di sei anni, aggredita cambiare il sistema. Prego.
Sì, grazie Presidente, un saluto, le colleghe e colleghi pochi giorni fa la notizia che ha lasciato tutti sconcertati di questi bambini che erano al Parco consumano, ha manifestato accerchiata e sembra più che altro da dei coetanei. Parliamo di bimbi di 6 7 8 anni, comunque li hanno sempre identificati i bimbi sotto i 10 anni e qui siamo davanti a un problema culturale. Ha un problema oggettivo di fallimento del nostro sistema. Io dico fallimento perché probabilmente in determinate zone c'è una mancanza di azione o una mancanza di riuscita di penetrazione delle azioni dei servizi sociali in sé. Per certi versi è stato dichiarato anche dal,
Dal Coordinamento nazionale docenti dei diritti umani. Dal punto di vista, anche dal punto di vista scolastico, ci sono delle difficoltà a intercettare delle problematiche che si evidenziano già fin dalla giovane età in determinati nuclei familiari. Io penso che i si debba riuscire o a mettere in campo tutto il possibile, perché i servizi sociali restano individuare i nuclei familiari e preventivamente identificare.
Queste problematiche, innanzitutto mettendo in condizione tutto il nucleo familiare penso alle donne, penso alle madri, in determinati casi, a partecipare attivamente alla vita pubblica, a imparare bene l'italiano, a essere cittadini italiani, noi dobbiamo insegnare a tutti italiani e non ad essere cittadini italiani a rispettare quello che sono la, quando è quella che è la nostra Costituzione e quelli che sono i nostri valori di civiltà, i nostri lavori valori di convivenza, non basta parlare di ius soli alla bolognese perché questo non serve a nulla. Se si ignorano totalmente le differenze culturali, non si fa nulla per promuovere una vera integrazione. Grazie,
Grazie consigliere. Ora la parola alla consigliera Larghetti cambia gestore del bar del bikesharing, prego. Grazie Presidente, vorrei ricordare che qualche mese fa, intorno al bando del bikesharing da parte di uno degli esponenti che oggi più esplicitamente almeno ambisce a proporsi come nuova guida della città e si è alimentata una narrazione fatta di sospetti presunte anomalie finta concorrenza, un vincitore che sembrava già scritto oggi, sappiamo invece che all'apertura delle offerte tecniche ed economiche raid muovi l'azienda che ha gestito negli ultimi otto anni il bike sharing non è risultata prima, il punteggio migliore è andata a un altro operatore, anche se ovviamente la procedura deve ancora essere completata. Ecco però, in realtà i cittadini di tutti questi complotti, complottismi non è che interessi molto. Quello che interessa è la qualità del servizio che verrà garantito alla città. Ecco, in questi anni il bike sharing di Bologna ha raggiunto dei numeri straordinari, 3 milioni virgola 6 di corse solo nel 2025 che sono più del doppio rispetto a pochi anni prima e tantissime di più rispetto a quello che era il target del primo del primo bando.
E Bologna che ai vertici italiani è tra le prime città europee per l'utilizzo del bike sharing. Questo è un risultato straordinario che è dovuto al fatto che comunque il servizio è stato dato. La gestione è stata coerente con i bisogni, al netto chiaramente di qualche problema. Ecco, forse questa è la discussione che dovremmo fare sul nuovo gestore. Riusciremo a risolvere i problemi di parcheggio selvaggio, riusciremo ad avere un sistema che garantisca ancora di più la punizione di chi parcheggia scorrettamente ingombrano gli spazi pubblici. Sono queste le cose che interessano alle persone, poi sorvolo, diciamo, sulla comicità del fatto che il fatto che abbia vinto un altro gestore in realtà sarebbe una conferma, la sua teoria, perché grazie alla sua denuncia non si capisce di cosa perché una gara è fatta di procedure e bisogna contestare quelle procedure, qualcosa che forse si imparerà se la sua carriera istituzionale andrà avanti. Chi ambisce a guidare questa città, forse dovrebbe preoccuparsi dei problemi dei cittadini. Mi raccomando facciamo noi continuiamo a tenere lo sguardo alto, magari sarà interessante avere una Commissione per capire.
Grazie consigliera, Consigliere Di Benedetto sicurezza sui bus prego.
Grazie Presidente, i dati, anche i diversi episodi di violenza sugli autobus che hanno interessato il nostro servizio del trasporto pubblico locale negli ultimi mesi, ma non solo, sono a rilanciare una proposta già presentata anni fa in questo Consiglio e da parte mia, su sollecitazione anche di alcuni sindacati dei militari, cioè la proposta di dare, come accade anche in altre regioni governate dal centrodestra dal centrosinistra in maniera uniforme la possibile del trasporto pubblico locale gratuito agli uomini e alle donne in divisa dell'esercito, così da dare un servizio loro, come accade in altre realtà, ma anche da mettere persone che anche solo con la loro presenza possono fare da deterrente rispetto a determinate situazioni. Un servizio che Amministrazioni, ripeto, di centrodestra di centrosinistra in maniera uguale hanno già presentato sono solo due le regioni che non hanno ancora fatto l'Emilia Romagna e la Toscana casualmente, tante città di centrosinistra l'hanno fatto in maniera autonoma, l'augurio che Bologna voglia andare in questo senso. Grazie.
Grazie Consigliere, consigliera Foresti, ancora insicurezza, son bus.
Sì, grazie Presidente. Appunto ancora in sicurezza su un autobus di episodi continuano, concerne di ordinaria follia. Questa volta, mentre un cittadino scendeva alla fermata di Zona Roveri, è stato raggiunto da alcune persone con cui aveva precedentemente discusso qualcuno lo ha aggredito spaccandogli una bottiglia di vetro in testa, l'autista si è reso conto dell'accaduto, quindi ha riaperto le porte, permettendo al cittadino di salire sul mezzo è avvertito i soccorsi, oltre al plauso, naturalmente, all'autista per il suo intervento. Ricordo che, come Fratelli d'Italia, abbiamo già richiesto una nuova udienza conoscitiva, dopo quella dello scorso febbraio, sul tema, appunto, sicurezza ai lavoratori, ai passeggeri e sperando che possa essere anche l'occasione per discutere la nostra proposta, quella del pacchetto di otto misure, appunto al fine di maggiore sicurezza sul trasporto pubblico locale. Grazie.
Grazie consigliera, Consigliere Larghetti, bici truccate, ancora un problema di velocità, non di mestiere prego.
Terminato il tempo, mi dispiace.
Allora Consigliere Begaj Bolognina, prego,
Grazie Presidente. Oggi sono 700 giorni consecutivi di zone rosse in Bolognina. 700, un provvedimento nato come contingibile e urgente perché questo dice la norma che proroga dopo proroga è diventato sostanzialmente permanente. Allora io credo che sia arrivato il momento di fare una cosa molto semplice, misurare i risultati all'inizio, lo ricorderete, la Prefettura pubblicava i dati sui controlli e sugli allontanamenti, i primi numeri dicevano 17.000 controlli, 156 ordini di allontanamento, ovvero lo 0,9%. Avevo già portato questo calcolo in Aula dopo che questo fece notizia. Magari sarà una coincidenza nei successivi comunicati abbiamo continuato a trovare i numeri dei controlli, ma non quelli degli allontanamenti. Quelli sono spariti. Sappiamo però che nei primi cinque mesi del 2026, sono state controllate oltre 18.000 persone. Parliamo di decine di migliaia di controlli, quindi, complessivamente con tre operazioni cosiddette ad alto impatto alla settimana, un presidio permanente della Polizia di Stato in via di Vincenzo arresti, denunce e indagini, cioè parliamo veramente di controlli di massa, quindi a questo punto il Comune non si è sottratto. Pur avendo espresso perplessità su alcuni strumenti, ha collaborato, anzi ha fatto di più, ha preso in affitto ristrutturato i locali di via Di Vincenzo li, ha messi gratuitamente a disposizione della Polizia di Stato, oggi leggiamo che il Comune ha chiesto alla prefettura un Comitato provinciale per l'ordine pubblico e la sicurezza dedicato proprio alla Bolognina.
Bene, utilizziamo quel tavolo anche per fare un bilancio onesto, allora perché oggi siamo davanti a un cortocircuito che io trovo piuttosto clamoroso. La Prefettura dice che nelle zone rosse i reati sono diminuiti di oltre il 30%. Questa mattina al Ministro Piantedosi dichiara sulla Bolognina stiamo lavorando bene e qua e parla di un giudizio positivo sul lavoro svolto e definisce quanto accaduto recentemente episodi seri certamente da affrontare, ma singoli contemporaneamente, però incredibile, gli esponenti della stessa maggioranza di governo del Paese di destra sostanzialmente sostengono invece che la Bolognina, il Bronx, che bisogna avere più pugno duro e che la situazione è peggiorata, quindi serve l'ennesima stretta. Allora io vi chiedo di decidervi.
Ha ragione Piantedosi. Il Ministro dell'interno o avete ragione voi perché io non ci sto capendo più niente, allora noi non vogliamo scegliere la narrazione che ci fa più comodo, noi vogliamo semplicemente i dati, quanti controlli complessivi, quante persone controllate, quanti ordini di allontanamento emessi quanto effettivamente eseguiti, quante persone sono state allontanate più volte queste cose qui qualcuno avrà pure approvato a chiedergli questi dati, ufficialmente, con un accesso civico sul sito della prefettura, Lot lo l'ho trovato nella richiesta di accesso controlla gli ordini di allontanamento in zona rossa, esito evasa con diniego, quindi non sono stati forniti questi dati. Il 30 settembre l'ordinanza scadranno nuovamente allora, se saranno prorogate dopo quasi due anni. Io vorrei solo sapere sulla base di quali risultati e quali motivazioni, perché qui nessuno ha mai negato i problemi. La violenza, lo spaccio e il consumo problematico di sostanze. Però, proprio perché questi problemi sono reali e la sicurezza è un tema troppo serio io sono stanco della propaganda sulla paura se dopo 700 giorni la risposta, ogni problema e continuare a fare la stessa cosa, non siamo davanti a una misura emergenziale, siamo davanti ad un modello, è proprio questo modello fatto di repressione senza sufficiente prevenzione, cura, riduzione del danno e intervento sulle marginalità. Questo modello noi lo vogliamo cambiare. Grazie,
Grazie, Consigliere e Consiglieri aggiunti in un caldo eccessivo nei nidi del Comune, nessuna certezza prego.
Grazie Presidente, torniamo sul tema delle temperature eccessive nidi di infanzia e nelle scuole dell'infanzia perché, purtroppo, nelle mesi di agosto che appunto è appena trascorso non è accaduto nulla. Non c'è nessuna novità in merito e purtroppo l'Assessore Ara venerdì non è venuto a risponderci in question time, perché avremmo voluto sapere quali interventi sono stati programmati nel frattempo e se qualche cosa era stato anche realizzato, ma non non è dato sapere. Oggi vediamo io su un articolo di Repubblica, un articolo dal titolo scuole per la climatizzazione in arrivo, nuovi fondi dal Comune. Poi, andando bene a leggere, si dice la Giunta potrebbe aver trovato altri fondi per rinfrescare nidi e materia nel prossimo anno. Oltre ai 700.000 euro già annunciati, l'assessore continua a dichiarare stiamo cercando altre risorse interne senza tener conto di ulteriori contributi dalla Regione o dal Ministero. Quindi, di fatto, direi che non c'è nessuna novità, né nessuna notizia concreta, perché in realtà si parla ancora di ricerca di fondi. Ricordiamo ancora una volta per l'ennesima che gli ordini del giorno che abbiamo presentato più volte, anche collegati alle delibere di avanzo di bilancio e che sono stati o cestinati o bocciati dalla maggioranza, davano un'indicazione all'Assessore perché, se ha difficoltà a trovare le risorse col nostro ordine del giorno, gli davamo anche un'indicazione di dove andarle a trovare perché, come sappiamo, sono stati registrati 70 milioni di avanzo libero sul 2025 e, come sappiamo, ci sono quasi 2 milioni e mezzo di euro nel famoso fondo per la riparazione e l'adattamento climatico, che peraltro serve proprio a queste finalità. Quindi ancora ci chiediamo, dopo oltre un mese e quasi un mese e mezzo e che è passato in tutti i mesi precedenti in cui i genitori, i sindacati, i lavoratori e anche minoranza in consiglio e hanno chiesto di trovare delle risorse, la Giunta, è ancora qui che cerco queste fantomatiche risorse quando, come sappiamo, spazio nel bilancio e nel Fondo per l'adattamento climatico. Le risorse ci sono. Ora io dico innanzitutto ancora una volta l'assessore non è venuto a rispondere in question time. Oggi esce questo articolo, peraltro, ribadisco quel dal titolo altisonante, ma di fatto non chiarisce nulla. Parla di una mini manovra, di cui forse si saprà qualcosa durante la settimana. Io, ancora una volta, chiedo la correttezza anche agli Assessori di rispondere in giunta ai Consiglieri in question time. Chiedo scusa ai consiglieri e non di rilasciare e peraltro anche poco concrete interviste ai giornali, dopodiché vediamo vediamo che cosa di concreto troveranno perché, come abbiamo visto anche nel mese di agosto, uno solo dei genitori si sono dovuti costituire in comitato chiamato nidi roventi, ma ci sono tanti altri genitori che anche singolarmente, hanno fatto presente situazione anche molto gravi di salute dei bambini molto piccoli, nonché hanno diffidato il Comune che continua a non dare risposte. Come abbiamo già evidenziato in passato, è un tema certamente non nuovo, che da anni viene trattato anche in Consiglio comunale. Ci chiediamo ancora primo, questi 700.000 euro, come saranno impiegati, perché non si è ancora avuto traccia di quel piano pluriennale di cui continuano a parlare gli Assessori aree Borsari? Quello ancora non è stato chiarito a nessuno, né dentro il Consiglio né al di fuori e soprattutto, sollecitiamo ancora una volta a trovare definitivamente delle risorse che ribadiamo ci sono e a tirare fuori finalmente un piano pluriennale concreto, che però possa dare delle risposte nell'immediato, perché da un lato si parla di un piano pluriennale fantomatico, dall'altro l'assessore per scongiurare lo sciopero delle rette dei nidi, ha detto, riusciremo a climatizzare tutto entro il giugno 2027, che i dati, i tempi biblici con cui questa Giunta si muove mi sembra veramente uno spot elettorale e non un obiettivo raggiungibile. Grazie.
Grazie consigliera, consigliera Foresti si aspettano aggiornamenti su alcuni cantieri. Prego a lei la parola. Grazie Presidente. Il trentun luglio in question time ha interrogato l'Assessore Campaniello sulla situazione di via dei 1.000 e bus deviati e a causa appunto, delle e del problema che non riuscivano a passare da piazza dei Martiri. In quell'occasione l'assessore mi ha risposto che si trattava di una semplice modifica di allargamento e spostamento di un cordolo e per permettere il passaggio in sicurezza, appunto, dei bus e solo che oggi è il 7 settembre ad oggi non mi pare abbiano ripreso a passare da via dei 1.000 e esaltando quindi tre fermate fondamentali per avvicinarsi al centro, costringendo poi le persone a fare centinaia di metri, e quindi spero di ricevere presto così anche tutti i cittadini gli aggiornamenti su questi interventi, su questa ripristino della situazione e detto questo, però, tutte queste informazioni e dati dell'Amministrazione sulle tempistiche interventi che poi e non corrispondono e come faccio presente le dichiarazioni del 6 agosto sulla fine dei lavori e l'eliminazione dei cantieri. Attenzione, però perché poi fanno perdere di credibilità all'Amministrazione?
Allora Consigliere Di Benedetto interventi della polizia locale in sicurezza. Grazie Presidente. Anche quest'estate hanno avuto luogo diverse situazioni in cui gli agenti della Polizia locale sono stati feriti durante un'operazione per garantire sicurezza alla comunità. Quindi, da una parte, gli agenti cominciano a lavorare ancora di più sul tema della sicurezza, un indirizzo politico che abbiamo nota da tempo e su questo abbiamo fatto diverse proposte, perché a nostro avviso va potenziato questo indirizzo, ma dall'altra parte, l'Amministrazione non fornisce ancora gli strumenti per farlo con maggiore sicurezza. Quindi sono a presentare ancora una volta dopo la bodycam, proposta che abbiamo presentato per la prima volta nel 2021 e che alla fine è stata approvata, seppur con quattro anni di ritardo. È fatta propria dalla Giunta, che è la stessa cosa accadrà con intese. Quindi la sperimentazione avvenga con poche unità, in maniera precisa e puntuale, con una formazione, un regolamento fatti ad hoc e poi eventualmente, se la sperimentazione dovesse avere successo, venga poi lo strumento. L'uso dello strumento è esteso, il Corpo di Polizia locale. Quindi chiediamo anche in questo senso che si proceda finalmente e su questo presentiamo un ordine del giorno. Grazie, Presidente,
Grazie consigliere, consigliere Begaj, il precariato universitario, credo.
Grazie, Presidente, sì, il 22 luglio abbiamo fatto un'udienza conoscitiva nella quale abbiamo ascoltato le rappresentanze delle associazioni e dei ricercatori a tempo determinato dell'Università di Bologna, abbiamo promesso un ordine del giorno, lo presentiamo oggi, correntemente ne chiediamo una trattazione immediata, grazie,
Grazie consigliere consigliere Di Benedetto climatizzazione nelle scuole, prego.
Grazie Presidente, sottolineo quanto detto dalla collega Zontini che mi ha preceduto e quindi chiediamo un cronoprogramma chiaro, preciso e puntuale della climatizzazione delle scuole, dell'infanzia e dei nidi del Comune di Bologna, anche perché quanto detto dalla Giunta finora evidentemente non era vero perché fino a ieri dicevano che i soldi era impossibile trovare i soldi e invece adesso li stanno trovando quindi vuol dire che, come dicevamo dall'inizio, si trattava di una scelta politica e quindi anche su questo presentiamo un ordine del giorno perché vogliamo che la maggioranza in maniera chiara dia un indirizzo alla Giunta, finalmente grazie Presidente, grazie Consigliere ora la parola al consigliere Piazza che collegato il successo della cultura.
Ah, eccolo il successo, scusi, non l'avevo, vista il successo della cultura popolare nell'estate bolognese, prego, Consigliere sì, grazie Presidente. Il Consiglio comunale è sempre stato molto interessato, è molto attento a tutti i temi delle della cultura popolare e delle tradizioni cittadine e pertanto ci tengo con piacere condividere con tutti i colleghi oggi l'ottimo riscontro che hanno avuto le sempre più numerose iniziative di cultura popolare che hanno avuto luogo Bologna quest'estate fare la lista completa di tutti gli eventi. Ovviamente è impossibile in cinque minuti di un intervento di inizio seduta, ma voglio lasciare qui in quest'Aula quello che emerge, cioè che sia la città, ma anche ai turisti stessi. Sono sempre più interessati le tradizioni, i cittadini e le arti tipiche del territorio.
Lo vediamo dalle migliaia di persone che sempre più numerose partecipano a tutti gli eventi della tradizione. Lo vediamo anche dalle platee piene anche in agosto, agli spettacoli di burattini, alla i nuovi, pure in Piazza Maggiore, in una piazza Maggiore strapiena nella serata del 14 agosto dedicata tradizionalmente alla cultura popolare sin dagli anni 70, grazie a Dino Sarti e al sindaco Zangheri. Del resto è abbastanza naturale se vivi o vuoi conoscere la città di Bologna, la sua cultura, le sue tradizioni sui balli, suo dialetto, ti permettono di entrare nello spirito della città in modo molto più vivo di quanto permetta alla sola visita dei nostri comunque bellissimi monumenti. Come dicevo, è impossibile citarvi tutti gli eventi, però alcuni punti che danno il polso della situazione, per esempio il grandissimo interesse sempre più grande per la la Filuzzi, il ballo tradizionale di Bologna, che quest'anno ha visto un nuovo appuntamento, aggiungersi a quelli ormai tradizionali, infatti anche il Lokomotiv degli esperti del dopolavoro ferroviario. Ha deciso di offrire una serata a tema Filuzzi, con tanto di maestri presenti che insegnano il nostro ballo tradizionale in forma del tutto gratuita. Ecco che uno spazio come il Lokomotiv di sperimentazione culturale decida di scegliere la Filuzzi per rintracciare tradizione e innovazione. È un segnale chiaro di quanto grande sia l'interesse di cui vi parlavo nei confronti della nostra cultura popolare, delle nostre tradizioni e poi ancora. La vera novità assoluta è stata la manifestazione dedicata alla canzone popolare dei di Bologna. Quindi una canzone completamente in dialetto una vera e propria Sanremo del dialetto bolognese, Boullan Sound, che ha avuto una partecipazione di artisti che è andata oltre ogni previsione. Ben 27 artisti, i gruppi si sono cimentati, si sono iscritti, si sono poi cimentati ed esibiti in otto serate tutti creando un pezzo originale inedito proprio per la manifestazione, quindi davvero un interesse grandissimo, anche da parte di pubblico. Lo stesso pubblico a.
Seguito con grandissima attenzione le tutte le serate della manifestazione che sono svolte sia in Città Metropolitana con poi la finale, il 14 agosto in Piazza Maggiore, insieme alla alla Filuzzi che ha seguito e ha chiuso la serata subito dopo, quindi doppio appuntamento, quest'anno in Piazza Maggiore per la nostra cultura, la finale della Sanremo, del dialetto bolognese, della canzone in dialetto e poi la Filuzzi grande interesse anche da da di per quello che stiamo facendo per il progetto Deco denominazione comunale d'origine, il marchio che con cui attestiamo la tipicità dei saperi un po' da parte di tutta Italia, che utilizzano il marchio DeCO anche altri Comuni, ma solo, come avevamo fatto noi a Bologna, inizialmente solo per i sapori, cioè per i prodotti. Ora l'interesse e la grande, il grande fermento culturale che è nato attraverso attorno al progetto Dayco, invece dei saperi, come stiamo facendo a Bologna, ha cominciato ad attirare l'attenzione di tantissimi Comuni in tantissimi Comuni, da Firenze che ha voluto,
E ha fatto un'udienza conoscitiva, invitando il nostro Presidente della Commissione ed equo Duccio Caccioni da, ma fino in Calabria, Puglia, stanno nascendo e sta nascendo anche già praticamente è nata un'associazione nazionale delle DECO dei saperi che vuole replicare, proporre il modello di Bologna anche in chiave turistica e di valorizzazione delle tradizioni che in molti Comuni sono ancora forti, mentre in altri, purtroppo, si rischia di di di perdere il Vicepresidente, proprio il nostro Presidente della Commissione ed ECHO d'uso. Caccioni quindi grande interesse davvero anche la stessa Rai. Uno è già avvenuta due volte a Bologna,
E ha voluto fare due dirette parlando dei anche dei sapori e dei saperi ed equo della città, ha voluto ballerini di Filuzzi, ha voluto i merletti, ha voluto tanti saperi, burattini tutti in dichiarati dei, ecco quindi vedete che c'è un interesse sempre maggiore quest'anno è stato veramente, devo dire un salto di qualità notevolissimo già negli anni scorsi c'era una grandissima partecipazione di pubblico adesso veramente la cosa sta avendo una risonanza nazionale e un interesse mediatico senza precedenti, quindi questo, come dire, è un risultato importante che ci tengo a condividere con tutto il Consiglio comunale. I prossimi appuntamenti saranno il 21 settembre per una la festa di Bologna, sangue fuori programma per celebrare nel grande successo, il 28 novembre, il cardinal Lambertini che riporterà in teatro in grande stile la grandissima commedia bolognese.
Grazie consigliere, consiglierebbe GAI, turismo, prego. Grazie Presidente, vorrei replicare brevemente alle parole del presidente di Atp Emilia Romagna, secondo cui a Bologna non esisterebbe un problema motivo per turismo, ma forse non esisterà mai e il turismo sarebbe il nostro petrolio. Nessuno vuole una città chiusa a meno attrattivo, capace di accogliere, ma proprio il paragone con il petrolio dovrebbe farci preoccupare. Il petrolio è una risorsa che si estrae, si consuma e spesso lascia il territorio, ca costi economici, sociali e ambientali. Il punto e governare gli effetti dell'economia turistica. L'Amministrazione sta cercando di farlo perché locazioni brevi. Crescita dei canoni di sostituzione del commercio sono dei problemi importanti. Io credo che non servono né demonizzazione né rassicurazioni, una politica pubblica, il turismo può essere una risorsa, ma a Bologna non è un giacimento petrolifero da sfruttare e prima di tutto una città ad abitare. Grazie grazie. Consigliere consigliera Scarano Gran Tour posizione del Comune di Bologna. Prego.
Sì, grazie Presidente, non continuo a non capire, ma lo faccio ormai da tempo, come come mai nessuno della maggioranza o qualche esponente del Partito pro bolognese Partito Democratico bolognese, che Appia.
Maggior peso e competenze in materia non ne parli.
E non capisco dove si voglia arrivare scegliendo la strada di un fragoroso silenzio perché la situazione di fico di fico è ormai talmente catastrofica che continuare volutamente a non parlarne.
È una missione di colpe che risuona molto pesante.
Capisco che ci siano tra otto nove mesi le elezioni e quindi non si voglia dare visibilità a questa situazione stagnante e preoccupante e non si voglia dire quello che probabilmente bolle in pentola.
Sapevamo tutti benissimo, ma lo sapevamo da tempo, perché basta avere un po' di cognizione di numeri e conoscenza della zona in cui il progetto sia andato ad insediare, che le uniche chance probabili plausibili per limitare un danno enorme era lo stadio temporaneo di cui se ne parlò in pompa magna e io in quest'Aula dissi innumerevoli volte non si farà mai.
Non si farà mai, non prendiamoci in giro preteso in giro neanche loro e infatti non si farà, ma questo lo dissi.
Addirittura l'anno scorso, più di un anno fa, e poi c'è tutto il discorso urbanistico.
E invece sul discorso urbanistico, beh, qualche considerazione occorre farlo, ma forse adesso è il caso di non cimentarsi perché non tutti in seno alla maggioranza potrebbero essere d'accordo e quindi non so aspettiamo le elezioni e una volta il prossimo autunno si parte con l'insediamento urbanistico si parla con la progettazione e si iniziano i lavori di un'area dove non si capisce ancora bene cosa si voglia fare.
Cosa si vogliono realizzare abitazioni di cosa.
ERP abitazioni uso invece a canone pieno a prezzo di mercato, insediamenti di qualche altra realtà non si capisce se si capisce cosa si farà, quali numeri, quali limiti ci sono, perché non non è dato sapere su una partita enorme che riguarda la città e che un fallimento da nove anni a ottobre fa nove anni che inauguro Fico in pompa magna con quella sorta di pseudo imprenditore che tale non è che tale non è ma che era avvallato dalla politica locale e ha costruito un progetto fallimentare.
Che continua a essere un fallimento, perché le esposizioni economiche e finanziarie, che sono enorme, il debito enorme, sono coinvolti non solo il Comune, non solo i privati, ma numerosi ordini professionali. Quindi ci auguriamo che la nostra udienza conoscitiva su questo tema venga convocata quanto prima. Grazie.
Grazie consigliere, le ridò la parola quando il Nettuno d'Oro al talentuoso Kimi prego.
Intervenni in quest'Aula, a nome mio e del mio Gruppo, consiliare per condividere la gioia di un talentuoso giovane ragazzo bolognese, un talento nella Formula 1, un onore per la nostra città. L'ordine del giorno viene trattato il 23 aprile e qualcuno, in quell'assise, disse che quel ragazzo non doveva fare pressioni, che non si poteva valutare di Nettuno d'Oro, perché non poteva essere esercitata alcuna pressione su di lui. Son passati sei mesi da quella data. Questo ragazzo è un campione e un talento caso unico al mondo, ed è un ragazzo che frequenta le nostre strade, le nostre scuole, è vero, ha una faccia pulita, forse a voi faccio pulito, non piacciono, non doveva presentarsi con la razza o essere alternativo, è un ragazzo perbene, è un ragazzo perbene educato. Forse questo aspetto non vi piace, ma ancor più qui da una macchina guida, una macchina. Come si potrà mai dare un riconoscimento a uno che un pilota che corre in Formula 1 B? Per noi resta un caso esemplare di talento, un bravo ragazzo, un onore per questa città, e pretendiamo che il Sindaco mi riconosca almeno il Nettuno d'Oro, e lo faccio in questo mandato. Non ci sono pressioni ragazzo continua, continua a vincere a stravincere e penso che sia un vanto per la nostra città, per lo sport tutta e per tutti i giovani che dovrebbero fare forse maggior Port ed essere dei bravi ragazzi al pari di kiwi.
Grazie consigliere, consigliere Zontini, refezione scolastica, gara senza sorprese, prego.
Grazie Presidente sull'un minuto. Però, per dire questa cosa che, come abbiamo visto nel corso dei mesi di agosto, la gara per la refezione scolastica si è conclusa senza grossi sorpresi, ma dico io con qualche anomalia senza grosse sorprese, perché comunque, nonostante le modifiche che ANAC appunto imposto al Comune dietro nostra segnalazione e comunque è stata Camst di fatto ad aggiudicarsi nuovamente e l'appalto per la refezione scolastica, dall'altro lato, noi ci auguriamo che le modifiche chiara che imposto dopo la nostra segnalazione servano comunque ad andare verso un servizio di qualità migliore per le famiglie, perché l'obiettivo unico e era quello e speriamo che vada a segno certo che qualche anomalia rimane sia nelle tempistiche che sono state utilizzate, perché gli operatori avevano solo 40 giorni per partecipare, il Comune se ne presi quasi 60 per aggiudicare e i lotti e, oltre al fatto che era già stato inserito un membro dei di Camst nel rinnovo della Commissione mensa cittadina, a metà maggio, quando ancora non si sapeva chi avrebbe vinto la gara e altre anomalie che riguardano il contratto definito per l'acquisizione dei centri pasti e, a nostro modo di vedere, un po' anomali li segnaleremo.
Grazie consigliere, consigliere, Diaco rieducare il rispetto, il ruolo di famiglie e scuola di fronte alla violenza giovanile, prego.
Grazie Presidente, ci sono notizie che non si vorrebbero mai leggere, ma di fronte ai quali il ruolo che ricopriamo.
E la nostra stessa appartenenza o comunità vengono messi a dura prova quanto è accaduto una bambina di solo ius soli sei anni, aggredita da un gruppo di coetanei,
Non è solo un fatto di cronaca, è una ferita aperta nel cuore della nostra città e a questa bambina e alla sua famiglia, va prima di tutto la nostra più profonda solidarietà, la vicinanza umana e il sostegno incondizionato. La città di Bologna condanna senza riserve ogni forma di violenza, l'ho sempre manifestato a maggior ragione anche quando vede protagonisti e vittime dei minori.
Ma la solidarietà da sola non basta più.
Non possiamo limitarci al sdegno di del momento per cui scivolare di nuovo nella routine, dobbiamo guardare in faccia una realtà che ci sbatte, con una, con tutta la sua crudeltà, assistiamo sempre più spesso a dinamiche di gruppo tossiche, è una spaventose precoce incapacità,
Nei più giovani di percepire la sofferenza altrui a un vero e proprio analfabetismo emotivo, quando bambini così piccoli arrivano a compiere gesti di simile violenza significa,
Che attorno a loro si è creato un vuoto, un vuoto di riferimenti, un vuoto di confini chiari, un vuoto di ascolto, vediamo troppo spesso giovani vagare per le nostre strade senza una, mentre una volta finita la scuola, immersi in una solitudine sociale che le disuguaglianze della nostra città.
Rischiano di amplificare. Per questo lo dico con forza.
Serve un cambio di passo immediato, urge stringere un grande patto educativo di comunità, nessuno può salvarsi o risolvere il problema da solo. Le istituzioni e la scuola non possono essere lasciate ad agire come unici baluardi, ma devono coordinare la risposta e riaprire i propri spazi nel territorio. Vede si scuole aperte che grazie anche un contributo della Regione Emilia Romagna quello che ha fatto, penso alle famiglie, devono essere sostenute, ma anche richiamate. Ha una fondamentale responsabilizzazione, serve fermezza educativa, servono confini e serve la presenza. Il terzo settore, le parrocchie con i loro oratori e le imprese e il loro tessuto associativo devono tornare a essere la rete di salvataggio che accoglie, orienta e dà senso al tempo libero dei nostri ragazzi. Abbiamo un disperato bisogno di moltiplicare i luoghi di aggregazione sana, di potenziare la presenza di educatori di strada, di riempire i quartieri di presidi educativi e di sportelli di ascolto accessibili. La prevenzione non è solo uno slogan, è un lavoro quotidiano, di presenza fisica e pedagogica nei luoghi dove i nostri figli crescono fermezza e supporto. Sono queste le 2 coordinate da cui ripartire fermezza nel ribadire che la violenza non è mai un'opzione, un gioco supporto per non lasciare da soli e le famiglie e i ragazzi nella fase più delicata della loro vita, Bologna ha una storia di grande civiltà e coesione sociale. Dimostriamo di essere all'altezza di questa storia. Trasformiamo il dolore e l'indignazione di questi giorni in un impegno concreto, e corale per proteggere e di educare i nostri figli. Grazie Presidente,
Grazie consigliere, consigliere Monticelli, la pace, possibile, impegno di Bologna per il dialogo. Grazie Presidente. Molti oggi sono i dibattiti sulla pace. Tra questi molti interrogano la sinistra globale sui temi della pace è importante soprattutto oggi, quando la guerra sembra essere tornata non soltanto nella realtà, ma anche nel linguaggio ordinario della politica. Si parla di riarmo di deterrenza di vittoria, mentre alla parola pace viene spesso considerata debole, ingenuo o persino in pronunciabile. La sinistra invece deve parlare di pace in ogni obiettivo che si pone per darle concretezza politica. Dobbiamo farlo. È urgente essere contro tutte le guerre, non significa ignorare le responsabilità, cancellare le differenze tra aggressori e aggrediti o rifugiarsi in un generico pacifismo. Per quanto nobile, significa rifiutare l'idea che la forza militare sia l'unico orizzonte possibile e affermare che nessuna sicurezza duratura può essere costruita sulla distruzione dell'altro. Il titolo la pace è impossibile. Tra parentesi, contiene una parentesi che ci interroga. La pace è diventata davvero impossibile, oppure siamo noi ad avere smesso di immaginarla e costruirla. Faccio riferimento allo studioso ai due A-side, che cito spesso che riteneva possibile anche la pace in Medio Oriente, definita impossibile perché cercava di trovare soluzioni nuove, e questo è il compito della politica a situazioni anche ritenuti inconciliabili. Bologna prova a rispondere a questa domanda. A partire dal proprio territorio, una città non può fermare da sola le guerre, ma può scegliere quale cultura politica alimentare, Bologna, contrasto ai linguaggi d'odio, costruisce relazioni tra comunità, educa, la complessità difende i diritti umani e crea luoghi nei quali le differenze non diventino confini ostili. Vorrei partire dalle indicazioni John Galtung, dello studioso importantissimo di pace. Fu uno dei primi che ATER e teorizzato gli studi sulla pace, scomparso nel 24 dopo una vita di mediazione sui conflitti e portatore davvero di pace. Come studio e come azione. Credo sia importante unire teorie della pace e contro i conflitti con le azioni concrete possono apparire teoriche massoni in realtà linee guida concrete per azioni di pace. Galtung, distingueva tra pace e negativa, intesa come semplice assenza di guerra, dunque tregua e pace positiva, fondata su giustizia sociale, uguaglianza, diritti, cooperazione e dignità. Impegnarsi per la pace significa allora non limitarsi a dichiararsi contro la guerra, ma agire contro ciò che la prepara. La povertà, l'esclusione, il razzismo, le discriminazioni e la negazione dei diritti significa riconoscere. Seguo ancora Galtung che accanto alla violenza diretta esiste una violenza strutturale incorporata nelle disuguaglianze, e una violenza culturale presente nelle parole e nelle frazioni e che rendono alcune vite e meno degne di essere protette.
Il dialogo tra differenze si colloca precisamente qui. Non è una pratica cerimoniale né un invito astratto alla concordia e un lavoro politico contro la discriminazione e la disumanizzazione, mentre in relazione persone a memoria e appartenenze diverse, senza cancellare i confini e senza rinunciare al giudizio sulle responsabilità e sui rapporti di potere,
Ieri il Sindaco è stato presente alla Giornata europea della cultura ebraica dalla quale Bologna, quest'anno, della quale Bologna e quest'anno capofila nazionale. Questa scelta riconosce la cultura ebraica come parte vive a costitutiva della storia della città e rinnova il rapporto di collaborazione con la comunità ebraica, con il museo e con le istituzioni culturali bolognesi contro l'antisemitismo dilagante e per la solidarietà tra i popoli. Ma anche per riconoscere la comune responsabilità collettiva e convivenza e per conoscere la cultura ebraica. La parola scelta dalla comunità è stata amore come responsabilità e abbiamo visto come amore implichi e produca solidarietà e convivenza in un momento così drammatico. Questo impegno ci chiede di tenere insieme la verità, che non devono cancellarsi reciprocamente, mettersi in relazione invece, e mettere in relazione in memoria e story anziché la parola, ad esempio, mai più penso al libro di Anna Foa sia rivolto non soltanto alla memoria della Shoah, pur mantenendo la sua grandissima importanza, ma debba essere rivolta a tutti i popoli contro ogni guerra contro. Ogni genocidio, contro ogni massacro, anche nel presente. La pace, quindi, non è neutralità davanti all'ingiustizia, non è silenzio, non è semplice assenza di conflitto, è giustizia, riconoscimento, uguaglianza e cura delle relazioni. Forse appare impossibile, ma diventa possibile anche quando una città comincia a costruire le condizioni del presente, perché la speranza non è né attesa nei consolazione, è una posizione politica e la scelta di non considerare inevitabile ciò che la storia ha prodotto e che proprio per questo può ancora essere trasformato. E quello che vogliamo fare insieme. Grazie Presidente.
Grazie consigliera, Consigliere Mazzanti il futuro della Ducati prego.
Ripartiamo.
Ebbene.
Avete visto oggi un'agenzia che l'Assessore Colla comuni che da parte della BU svaghi ne è arrivata una nota non certo positiva,
Ho Chimenti che chiarisca i rapporti con la Ducati, la cosa preoccupante è chi gestisce questa cosa, credo che la Regione faccia bene a entrarci in pieno nella gestione, chieda di esserci perché il Ministro, che oggi tratta queste questioni dello stesso delle acciaierie di Taranto e di tante altre aziende che come giustamente lo raffigura Crosa è sostanzialmente un incapace,
Quindi occorre entrarci, perché è un gioiello che procura profitti a quel livello e ha un'alta qualità, non ci possiamo permettere di perderlo, così come la Lamborghini che credo che occorre intervenire subito, come Regione Emilia Romagna nell'ambito di quella trattativa e non fidarsi di queste persone dopo le esperienze che abbiamo visto.
Consigliere, le ridò la parola stazione di Bologna è un problema locale e nazionale, prego.
Sì, Presidente, avremmo, ho già avuto occasione di intervenire nelle domande di attualità, ma anche in passato, tre anni fa, quattro anni fa, su questo le ferrovie presenteranno un piano, il piano dei tornelli cosiddetto pannicelli caldi, la stazione di Bologna, se possiamo controllare dove vogliamo come vogliamo ma si entra dappertutto.
Io ho sempre detto che allora è oggi e anche l'altro giorno, se volete decidete voi un punto e io vi porto da quel punto che voi decidete dentro alla stazione centrale in pieno.
Ciò lavorato nove anni, ho guidato treni per nove anni, la conosco come le mie tasche è un colabrodo, è del 1.870 e non a caso era stato, sono stati spesi dallo stato delle ferrovie milioni per fare un progetto che nel risultava la soluzione e soprattutto gli permetteva di lavorare nel pieno di una funzione come quella della stazione di Bologna che è la seconda a livello nazionale e la quinta a livello europeo.
Chiaramente, non aver fatto questo aver rinunciato.
A fare la stazione nuova che non toccava minimamente quella monumentale, anzi la ricopriva e la ampliarla, tenete conto che solo oggi abbiamo quattro binari mancanti di quelli che erano precedentemente i binari stazionano fuori le i treni stazionano fuori perché non riescono a entrare, occorre al più presto intervenire ripensando tutto certo per l'amor di Dio, mettiamo pur se tornelli ma mettiamo dei pannicelli caldi.
Su una realtà che avrebbe bisogno di interventi pesantissimi Shannon, il rifacimento totale della stazione,
Consigliere, De Giacomi, inflazione ed energia, prego.
Grazie grazie Presidente, ben trovati ai colleghi tutti e dopo questa estate caldissima ci troviamo davanti a due notizie. Da una parte, la certezza che non raggiungeremo il limite del grado e mezzo di riscaldamento globale, ma che sicuramente lo supereremo. Ci troviamo quindi a dover affrontare una nuova sfida cercando di limitare a un grado e 8, ma la tendenza globale non sembra purtroppo questa ancora troppo poco viene fatto per limitare gli effetti dei cambiamenti climatici. Come abbiamo ribadito tante volte, non ci arrendiamo all'adattamento, poiché questo porta a conseguenze devastanti, qui e soprattutto in Paesi più fragili del nostro. Dall'altra parte, abbiamo un incremento dei costi dell'energia e un'inflazione trainata dai costi dell'energia di tre punti e tre percentuali sui beni, ma che sull'energia hanno un impatto ancora più devastante. Si stima infatti che per le categorie più fragili l'aumento in bolletta di quest'anno sarà di 400 euro annui per le categorie più fragili. Quindi, considerando le agevolazioni e le compensazioni che possono essere messe in campo. Questo è gravissimo. Ha un'implicazione sociale enorme, ma vediamo allo stesso tempo come altri Paesi diversi dal nostro abbiano tenuto insieme queste due sfide e siano riusciti effettivamente a trovare una soluzione in questo periodo. Si è parlato molto della Spagna in questo senso. Paese dove le bollette elettriche e dell'energia sono decisamente meno della metà delle nostre e dove quindi sono riusciti a tenere insieme a un aspetto di equità sociale per cui costa meno la vita e di equità ambientale, per cui ci sono tantissime rinnovabili che garantiscono una politica energetica locale di un paese di quel tipo. E un'autosufficienza e una capacità di basarsi su fonti che garantiranno un futuro, forse alle generazioni che verranno qui a Bologna. Come sappiamo, abbiamo il grande contratto con i privati che con il pubblico lavorano per installare sempre più energia rinnovabile attraverso la città carbon neutral. C'è il nuovo accordo con il Governo rispetto alle compensazioni legate alle all'energia e al fotovoltaico. Manca. Una politica energetica nazionale che ci porti a un investimento massiccio sulle rinnovabili, delle regole più chiare e la nostra capacità di quindi di avere sistemi energetici che durino nel tempo e che garantiscano un futuro che al momento sembra piuttosto buio grazie.
Consigliere Mazzanti, sicurezza in Bolognina in città.
Prego è l'ultimo intervento di grazie Presidente, ma debbo dire che, guardando i giornali e ascoltando quello che ha detto il Ministro Piantedosi, beh, qui siamo veramente al ridicolo.
Ogni giorno si sente lamentele no, sicurezza in sicurezza e il ministro si presenta edilizio, ma abbiamo messo lo abbiamo fatto, abbiamo aggregato B noi abbiamo messo due più di 200.000 euro per fare il commissariato, che moltissimi giorni della settimana è chiuso. Non c'è nessuno, uno bussa ma buio dall'altra parte. L'altra cosa è che non sia neanche rispettato a Bologna, come in altre città, la richiesta dell'Anci di tutti i Sindaci, di tutti i colori che prevedevano un tot di macchine alla notte fuori in Vigilanza. Se voi ci guardante buona parte di questi fatti avvengono di notte. Così c'è scritto e voi sapete che di notte, a Bologna, come a Milano, come a Torino, le macchine di servizio della Polizia di Stato Carabinieri Guardia di finanza sono in un numero, non come concordato allora a livello ministeriale, quando sento dire, ma abbiamo telefonato e ci hanno messo del tempo ad arrivare e quando sono arrivati, la situazione si è normalizzata. Bene, se voi andate a vedere quali sono le pattuglie di notte, no,
Delle forze dell'ordine in servizio sono ampiamente sotto quegli standard e tutti i giorni sentiamo i sindacati di Polizia lamentarsi noi, in due anni e mezzo, neanche tre anni abbiamo assunto 175 esempio.
Bene, nello stesso arco di tempo andiamo a vedere quali sono state le assunzioni delle Forze dell'ordine.
Se non quella bellissima lettera, io gli farei un monumento al Comandante generale dell'Arma dei carabinieri che.
Ma ha fatto un quadro della situazione.
Forse qualcuno l'avrà richiamato, non lo so, perché poi lettere come quelli che non ne sono più uscita.
Ed evidente che la strumentalità del centrodestra è evidente, no, tutte le volte dei vigili urbani non dicono che la legge di riordino della polizia locale è ferma in Parlamento e non si schioda proposte che vanno all'approvazione delle parifica devo tirar fuori più di 1 miliardo, quindi ipocriti e bruciati, come se le caratterizzazioni di quel di quei gruppi politici l'altra questione che fanno ancora peggio che scaricano su altre responsabilità loro bene chi sia convocato il Comitato per l'ordine pubblico e gli si dica una volta per tutte come stanno le cose.
Allora sono stati presentati cinque ordini del giorno, più in anticipazione dell'ordine in tre.
Del giorno numero 302.026 conferimento cittadinanza onoraria a al cardinale Pizzaballa,
Quindi chiedo.
Consigliere Gajda, prego, visto appunto che sono stati presentati cinque ordini del giorno, chiediamo un'oretta di pausa per poter valutare il contenuto dei testi sì.
Quindi sono le 14:41, se siete tutti d'accordo, facciamo una pausa fino alle 15:40 da due.
E 30, va bene, allora ci rivediamo qua e 30.
Quindi pausa fino alle 15:30 riprende il Consiglio alle 15:30.
Allora, come ho già detto, sono stati presentati cinque ordini del giorno nel corso degli interventi di inizio seduta, più una anticipazione, e quindi sono sei.
Se ordini del giorno okay.
Ma non ci.
Okay più l'anticipazione dell'ordine del giorno numero 300.
Quindi sei ordini del giorno.
Allora partiamo dal primo a prima firma consigliere Di Benedetto ordine del giorno per favorire l'apertura di una culla per la vita nelle vicinanze di ogni ospedale di Bologna.
Chiedo se vi è un intervento contrario all'ammissibilità dell'ordine del giorno. Ha chiesto di intervenire la consigliera Torchi, consigliere a lei la parola. Grazie, Presidente, sì, cogliamo l'occasione di questa richiesta del Consigliere Di Benedetto, che appunto ha voluto portare all'attenzione del Consiglio quello che è successo nell'estate con il ritrovamento di Mariastella nella culla, per portare il tema in Commissione, perché penso che, come ha già fatto sulla stampa il primario dell'ostetricia dell'azienda USL di Bologna sia ancora una volta è importante e necessario utile rimarcare quale sia il percorso che viene intrapreso sia nei consultori e nel momento in cui una gravidanza viene a conoscenza dei servizi e una donna si rivolge appunto ai servizi consultoriali, sia all'interno degli ospedali per il parto in anonimato, perché questa è la scelta di maggiore garanzia.
Sia per la mamma che per il bambino. Le culle sono ovviamente un, diciamo così, una un'estrema ratio, cioè per andare a contenere gli abbandoni davvero non adeguati e quindi porteremo in Commissione proprio per approfondire il tema e aver modo di avere le giuste informazioni su questo tipo di percorso così importante a garanzia della mamma e del bambino o della bambina. Grazie,
Grazie consigliera.
Allora mettiamo in votazione l'inammissibilità dell'ordine del giorno.
Favorevole.
Rammento.
Posso chiedere se?
Chiudo.
Quindi, 3 33 presenti, 33 votanti.
11 favorevoli, 22 contrari, il Consiglio non approva l'ammissibilità.
Ordine del giorno successivo, prima firma, Consigliere Di Benedetto per conferire il Nettuno d'Oro, Hakimi Antonelli, chiedersi un intervento contrario all'ammissibilità.
Apriamo la votazione.
Allora io non lo sento.
Consigliere pizza, noi sentiamo che lei parla, ma sentiamo cosa dice.
Favorevole, comunque.
Curricula.
Va bene.
Quindi chiudiamo la votazione, 33 presenti, 33, votanti, 33 favorevoli, il Consiglio approva l'ordine del giorno successivo, ah no, scusate, dobbiamo avvertire, vuol votare, la apriamo la votazione.
Diamo una votazione.
O 32 presenti.
32 votanti, 10 favorevoli, 22 contrari il Consiglio non approva.
Grazie.
Ordine del giorno successivo, il numero 3 prima firma consigliera Di Benedetto per avviare la sperimentazione del taser per la Polizia locale di Bologna chiedo se vi è un intervento contrario all'ammissibilità.
Apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione.
33 presenti, 33 votanti, 33 favorevoli, il Consiglio approva.
Allora apriamo la votazione per l'urgenza di questo ordine del giorno, la trattazione urgente.
Chiudiamo la votazione.
33 presenti.
Allora, 10 favorevoli, 22 contrari, 1 non votante, il Consiglio non approva.
Ordine del giorno numero 4, prima firma, Consigliere Begaj per la tutela delle ricercatrici e dei ricercatori precari dell'Università di Bologna e per il sogni segno strutturale alla ricerca pubblica, chiedo se vi è un intervento contrario all'ammissibilità.
Apriamo la votazione.
Mi scusi, consigliere Piazza, lei quindi modifica il suo voto da contrario pizza, mi perdoni.
Prego no, non ho capito la sua espressione di voto.
Ah non vota okay, grazie.
Chiudiamo la votazione.
Allora 31 presenti.
21 favorevoli.
10 non votanti.
Apriamo la votazione per l'urgenza.
Nulla.
Chiudiamo la votazione.
Allora 31 presenti 32 presenti.
22 favorevoli, 10 non votanti.
Il Consiglio approva.
Successivo ordine del giorno numero 5 per predisporre e rendere pubblico un cronoprogramma completo per la climatizzazione di tutti i nidi e delle scuole dell'infanzia comunali, chiedo se vi è un intervento contrario all'ammissibilità Consigliere Gaigher a lei la parola sì, grazie Presidente, ringraziamo il Consigliere Di Benedetto per aver presentato questo ordine del giorno. Ho visto anche delle notizie uscite sulla stampa. Riteniamo sia importante parlare di questo argomento più approfonditamente in Commissione.
Grazie Consigliere, apriamo la votazione.
Favorevole.
Chiudiamo la votazione.
33 presenti.
32 votanti, 10 favorevoli, 22 contrari, 1 non votante.
Allora, quindi, il Consiglio non approva l'ordine del giorno ultimo di oggi, il numero 6 prima firma Consigliere Di Benedetto per introdurre la gratuità del trasporto pubblico locale per gli uomini e le donne dell'Esercito italiano in uniforme, chiedo se vi è un intervento contrario.
Apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione.
33 presenti, 33 votanti.
32 favorevoli.
1 contrario, il Consiglio approva.
Apriamo quindi il voto per l'urgenza di questo di G.
33 presenti, 32 votanti, 10 favorevoli, 22 contrari, 1 non votante, il Consiglio non approva.
Passiamo ora alla votazione per l'anticipazione dell'ordine del giorno numero 320 26 conferimento cittadinanza onoraria a Pizzaballa, chiedo se viene intervento.
Apriamo la votazione.
Allora chiudiamo la votazione.
33 presenti, 33 votanti, 33 favorevoli, il Consiglio approva.
Ah, passiamo alla trattazione dell'unica delibera iscritta ai lavori odierni e la proposta a 89 2026 modifica della composizione delle Commissioni consiliari a seguito dell'adesione di un consigliere al gruppo consiliare Fratelli d'Italia è pervenuta la comunicazione del consigliere comunale, Felice Caracciolo, delle eccetera, dal gruppo consiliare di Forza Italia e Unione di Centro e di aderire al gruppo consiliare Fratelli d'Italia con l'assenso del Presidente del Gruppo Fratelli d'Italia. Corre quindi procedere con la presente delibera alla modifica della composizione delle Commissioni consiliari, adeguando il numero dei consiglieri appartenenti al gruppo Fratelli d'Italia e del Gruppo Forza Italia o non ogni centro. Chiedo se vi sono interventi in merito.
Allora non vedo prenotazioni.
Quindi passiamo alla fase di votazione, chiedo ai Consiglieri se vi sono interventi per dichiarazione di voto.
Consigliera De Giacomo, prego.
Grazie Presidente, semplicemente per anticipare il nostro voto favorevole a questa delibera, insomma augurare anche al Consigliere un una guarigione rispetto al periodo in cui è stato connesso da remoto, ma ma sempre in presenza, sperando di poterlo vedere poi all'interno di quest'Aula il prima possibile grazie.
Grazie Consigliere, apriamo la votazione Proposta di delibera numero 89.
Chiudiamo la votazione, 33 presenti, 33 votanti, 33 favorevoli, il Consiglio approva.
Quindi passiamo alla votazione per l'urgenza.
Diamo.
Diamo la votazione o 30 presenti, 30 votanti, 30 favorevoli, il Consiglio approva 31 favorevoli.
Col consigliere Pizzo 31 il Consiglio approva.
Quindi passiamo allora agli ordini del giorno, il primo in trattazione e l'ordine del giorno a prima firma, consigliere Begaj per la tutela delle ricercatrici e dei ricercatori precari dell'Università di Bologna e per il sostegno strutturale alla ricerca pubblica.
Un'inversione dell'ordine del giorno e forse è direttamente così, però saremo per trattare prima l'ordine del giorno della consigliera Celesti e poi quello del consigliere Bragaglio.
Eh no, infatti, avendo noi votato successivamente quello della Ceretti, pensavamo andasse come primo, però se serve votare, ovviamente votiamo.
Quindi, se ho capito bene, se non siete tutti d'accordo, dice la Segretaria, votiamo per l'inversione, se siete d'accordo, votiamo.
Se bene.
Quindi.
Come volete, come volete, se siete d'accordo, non c'è bisogno di votare, però.
Volete votare l'inversione?
Son tutti d'accordo, per cui la segretaria va bene tutto a posto.
Quindi passiamo all'ordine del giorno numero 300, e cioè l'anticipazione del 302.026 sul conferimento della cittadinanza onoraria al cardinale Pizzaballa.
Quindi si tratta dell'ordine del giorno numero 300 per proporre il conferimento della cittadinanza onoraria al cardinale Pierbattista Pizzaballa, presentato dalla consigliera Ceretti ed altri in data 17 sette 2026 è stato trattato in prima Commissione il 3 settembre scorso licenziato per i lavori del Consiglio, chiedo alla consigliera presentatrice consigliera Ceretti se intenda illustrare l'ordine del giorno lo vedo già in postazione, prego Consigliere, grazie Presidente,
Allora, siccome ne abbiamo già parlato, faccio solo due considerazioni politiche rispetto a questo ordine del giorno. Uno riguarda il metodo, perché penso che il metodo sia esso stesso, il contenuto. Abbiamo scritto l'ordine del giorno, trauma maggioranza, minoranza e amministrazioni in un lavoro condiviso di scrittura con Samuela Quercioli e Rita Monticelli che hanno coordinato, rispettivamente come mi minoranza e com'è delegata del Sindaco questo lavoro, che è stato un lavoro sartoriale sulle parole poche, semplici ma precise e senza cercare una sovraesposizione mediatica. Non so se ve ne siete accorti, ma insomma, l'abbiamo ottenuta anche abbastanza, come dire, nel giusto cammino del del percorso in Aula, e questo in un tempo dove a volte sembra contare molto di più, un urlo rispetto ad un ragionamento. Ecco, questo è stato un metodo che per noi è un prerequisito politico alla costruzione della pace.
La seconda considerazione che voglio fare è sulla possibilità, sottolineo la parola possibilità di poter arrivare ad una unanimità di voto, ecco, anche questo è stato un percorso, semmai ci arriviamo senza cercarlo, necessariamente, però è un percorso che si è costruito piano piano parlando con con i singoli consigli coi con i singoli Consiglieri con i partiti in modo da appunto arrivare a questo appuntamento.
L'obiettivo, quindi.
È quello auspicabilmente che il maggior numero possibile di Consiglieri qua presenti portino il loro differenza, il loro punto di vista differente su questi temi,
In una però cornice che è appunto la tenuta di cu, la possibilità appunto anche in questo caso, che è un prerequisito politico di costruire la pace insieme un discorso di pace insieme.
Come ho detto stamattina, la pace si conquista appunto, da un lato, con la diplomazia, quindi con un lavoro politico, ma anche con una ginnastica quotidiana, al dialogo, all'ascolto, al confronto e io per questo sono molto contenta oggi in Aula appunto che e siamo arrivati a questo a portare e a parlare di questo ordine del giorno attraverso appunto questo anche questa ginnastica che abbiamo fatto di ascolto e di confronto, affido le conclusioni di questo voto alla consigliera di minoranza Samuela Quercioli, ringraziandola delle a delle alle percorso che abbiamo fatto insieme e sono sicura che durante la discussione la delegata ai diritti umani, al dialogo interreligioso intorno interculturale professoressa, Rita Monticelli saprà entrare nella profondità di questa scelta l'ultimo ringraziamento e al sindaco Matteo Lepore, che ci affiancato in tutto questo percorso. Grazie.
Grazie consigliera. Ora la parola alla consigliera Conticelli, prego, Presidente, innanzitutto ringrazio Cristina Ceretti, Samuela Quercioli, per questo ordine del giorno per l'apertura e averci messo tutti insieme, maggioranza cosiddette minoranze, e di aver proseguito insieme all'interno sia del percorso della scrittura che della De tutte le procedure davvero grande. Ci siamo trovate unite nel chiedere la cittadinanza, onoraria Pizzaballa, che abbiamo tutti e tutte citato più volte in questi in questi terribili anni di guerra e che quindi Bologna, dando la cittadinanza onoraria, fa anche proprie le parole del cardinale, cioè cercare una pace non soltanto a livello governativo, a livello diplomatico, ma anche a livello quotidiano di tutte le persone. Questo è un punto a cui Pizzaballa ha sempre tenuto moltissimo, cioè che deve partire anche noi dei gesti quotidiani dal nostro rapportarci gli uni agli altri. Non è soltanto un una citazione del Vangelo che è comunque molto importante, ma è una esperienza concreta che lui ha vissuto sulla propria pelle e ricordiamo che il cardinale Pizzaballa di fronte alle guerre e non ne è rimasto seduto a parlarne, ma è andato per esempio,
Si è offerto già nel 2023 e di essere sostituito di sostituirsi agli ostaggi presi presi in ostaggio, gli ostaggi israeliani dopo il 7, il 7 ottobre, dopo il massacro del 7 ottobre e il conseguente genocidio Agasa. Ma ed è tornato anche, credo che fosse luglio comunque del 2025, di sicuro a a visitare questi luoghi, a vedere come quello che era successo a confortare le persone e a dirci continuamente che, anche se se ne parla meno, purtroppo la guerra continua. I massacri continuano i bambini, le donne, i civili sono continuamente sotto assedio e per potere andare oltre questa situazione, Pizzaballa ci indica non la via della recriminazione, non la via della vendetta, ma la via della pace è la via della pace per Pizzaballa è sempre stata un'azione concreta e cioè una consapevolezza della storia, ed è quello che dobbiamo fare tutti, anche nella nostra quotidianità, una Consap consapevolezza che ci sono memorie contrastanti, ma che vanno messe in relazione questo è un punto a cui Pizzaballa tiene molto c'è la memoria, non deve servire a cristallizzare un passato, ma deve servire a dire quel mai più che è stato detto per la Shoah, anche per tutti gli altri genocidi della storia e per quello che sta accadendo a Gaza. Per questo io vorrei, se mi permettete, fare una distinzione tra quello che è la parola genocidio, visto che è stata citata tante volte tra l'uso della parola politico e l'uso della parola giuridica giuridico della della parola genocidio, la parola, l'uso di questa parola serve dal punto di vista politico a far sì che questa cosa si fermi. La possiamo chiamare in diversi modi, ma quello che vogliamo tutti, che questa queste stermini continui o si fermino, si fermino in a Gaza, si fermino e alle in Sudan si fermino incongruo, si femmine ovunque si sono stati fatti che non accada mai più per gli ebrei che tutto veramente venga messo a tacere non con le armi, ma con una riconciliazione che sappiamo essere molto difficile, ma che l'unica strada possibile, quindi, per Pizzaballa, la guerra ce l'ha detto tante volte e la la la pace scusate, non è assenza di guerra,
E quindi non è una tregua alla pace e l'assenza di guerra, una tregua. Noi sappiamo, per esempio, che in Medio Oriente questa pace e abbiamo parlato anche prima, viene vista come una pace impossibile ora, per chissà balla. Questa pace invece è possibile, a partire dal riconoscimento delle condizioni storiche, delle condizioni fisiche, della necessità del diritto internazionale di essere ascoltato delle diplomazie e e anche della dell'impegno di del Governo e di tutti i Governi, ma anche dei nostri governi locali. Ora ci sembra strano, noi non possiamo fermare una guerra, ma sicuramente possiamo fare della pace una pratica quotidiana e culturale per questo Pizzaballa dice che dobbiamo.
Ri non soltanto avere.
Anche disarmare non soltanto gli Stati e le nazioni, ma anche il nostro immaginario e disarmare la nostra violenza, la nostra, la nostra incapacità di vivere con solidarietà gli uni e gli altri, proprio a partire dal nostro, dal nostro presente è un Pizzaballa, ha avuto un forte coraggio anche detto all'Unione europea che che che si trattava in maniera diversa quello che avveniva tra Russia e Ucraina o quello che veniva in Medio Oriente, e credo che questo sia stato un atto di coraggio molto importante. Questo non l'ha fatto per dare delle gerarchie di valore su quello che sta succedendo in tutte le guerre, ma per ricordare che la pace è un lavoro complesso, che però ha bisogno di azioni, ma anche di una risoluzione diplomatica governativa, ma anche di trovare queste soluzioni. A me ricorda molto quello che ho citato altre volte, ma il nostro e lo studioso ed falsa idea che anche lui purtroppo scomparso, che ci diceva che la politica ha bisogno di individuare soluzioni nuove, non di ripercorrere sempre l'esistente anche per situazioni politiche o sociali o culturali o o di conflitto apparentemente irrisolvibili. Se continuiamo a pensare che queste situazioni sono sempre state così e sono irrisolvibili, non troveremo mai quella pace che Pizzaballa ci sta insegnando. Ci ha insegnato.
Il Cardinale Pizzaballa, quello che ha già detto la mia collega Ceretti, che ringrazio.
Viene celebrato, viene chiesta la cittadinanza onoraria per lui per tantissimi legami che ha con Bologna ma, come diceva anche la e nelle udienze conoscitive, la collega Quercioli, anche per le tele suo impegno di pace che Bologna deve fare il suo, io credo che dargli la cittadinanza onoraria a significhi,
Prendere un impegno di responsabilità per le sue parole e per la suo, il suo modo umano, vero concreto di mettersi a disposizione della pace, e sappiamo che il cardinale Pizzaballa.
Si è impegnato per tante altri motivi e che l'ha fatto e che l'ha fatto con una grande consapevolezza io sottolineo la parola consapevolezza perché credo che solo quella ci tenga lontano da queste opposizioni binarie, queste opposizioni da da tifo, da da squadra o con me o contro di me, perché, conoscendo la storia dei popoli, conoscendo la memoria e tra mandandola, ci rendiamo conto della complessità, ma anche della necessità di un cessate il fuoco reale e concreto e e anche di capire che la pace non può essere solo pacifismo, ma ha anche un impegno molto forte e lo dice alle sinistre, le destre a tutti, a tutti, a tutti i partiti te e a tutti i politici, metterci insieme per la pace è un dovere collettivo, e non soltanto in una parte di una parte di noi.
Recentemente abbiamo visto Pizzaballa intervenire a in Regione, nella regione Emilia Romagna e le è stato chiesto di venire. Abbiamo visto anche a l'abbiamo visto al al Meeting di Rimini. Le sue parole sono sempre molto forti, ma anche molto legate a una e una responsabilità individuale, e questo credo che sia importante. Anche nel dialogo interreligioso e del dialogo interculturale ci sono diversi livelli di azione. Un primo livello è quello dei leader e il secondo livello è quello delle associazioni tra di loro e il terzo livello è quello individuale per Pizzaballa a tutti e tre sono indispensabili, ma anche l'ascolto tra questi, tra questi tre livelli, per cercare una solidarietà,
Ri condivisa e che vada avanti con questa situazione.
Mi viene in mente un libro di Anna Foa, che si chiama mai più e che abbiamo presentato recentemente, e che ci parla di un mai più riferito alla Shoah, sicuramente nella sua specificità e che nessuno di noi sappiamo che intoccabili, che specifico che è stata è stato un genocidio terribile e immane e nello stesso tempo ci dice e mai più quasi come una domanda lo stiamo davvero questo mai più applicando a tutti i genocidi della storia stiamo davvero applicando questo mai più a quello che sta avvenendo adesso?
A Gaza e nel mondo stiamo davvero applicando questo mai più agli altri popoli che sono sterminati, ora la Shoah non può rimanere cristallizzata, ma deve insegnarci a.
A combattere ogni antisemitismo che in questo momento è dilagante, ma ci deve anche aiutare a combattere ogni forma di razzismo e tutte quelle disuguaglianze che ci portano alla guerra, un altro punto che ci ha insegnato sempre cardinale Pizzaballa adesso attorno attorno a concentrarmi su di lui, e faccio anche riferimento alle parole di Cristina Ceretti di Samuela Quercioli,
È è davvero importante, quindi parlare di pace come qualcosa di strutturale, non soltanto di così casuale non è mai la parola esatta, ma di contingente, e quindi non si può parlare di pace se non siamo disposti, nel nostro Comune, nella nostra vita nel nostro Governo, a combattere le disuguaglianze, a assumere la parola equità prima ancora che di uguaglianza nel nostro percorso civile, sociale, culturale e politico per equità, ovviamente sappiamo tutti che si intende che non tutti partiamo dallo stesso, dallo stesso livello di di di di di opportunità, di.
Di strumenti e quindi è importante che tutti possano avere quegli strumenti necessari per raggiungere l'uguaglianza, e quindi chiediamo ancora al ringraziamo ancora il cardinale Pizzaballa e forse gli possiamo anche chiedere di continuare a guidarci. D'altronde io questo credo sia importante dirlo. Le figure religiose sono state quelle più forti contro la guerra in questi periodi storici e e credo che questa comune umanità, questa spirale spiritualità, che uno credo abbia fede o meno, non è importante, debba veramente accomunare tutti e portarci verso questa dignità della vita e come primo diritto fondamentale che viene continuamente leso disumanizzare l'altro, e l'altra è quello che ha sempre sostenuto e aiutato i regimi totalitari,
E quindi dobbiamo anche stare attenti alle parole d'odio che noi usiamo alle alle nostre, al nostro atteggiamento, perché non si può parlare di pace se non facciamo pace prima di tutto tra noi e in noi e ma queste lascio però quando spero avverrà da noi il Cardinale Pizzaballa dirci meglio di con una voce certamente infinitamente più autorevole della mia parlarci di questo legame. Intanto io ringrazio tutte le persone, anche che abbiamo visto e sentito durante l'udienza conoscitiva. Spero davvero che ci sia unanimità. Io lo credo fortemente perché.
Abbiamo tutti fatto lo stesso cammino anche all'interno del nostro Consiglio comunale, non c'è mai stata una volta in cui.
La via della pace e della uguaglianza non siano state percorse, quindi io spero che anche oggi l'unanimità SIAS non soltanto per questa per questa.
Per questa richiesta, ma anche tra di noi, davvero grazie.
E a tra poco per la votazione, grazie.
Grazie consigliera.
Chiedo se vi sono altri che intendono intervenire, consigliere De Biase ha chiesto di intervenire, prego grazie Presidente, innanzitutto vorrei ringraziare le 3 consiglieri che hanno firmato per prime questo ordine del giorno e condividere le parole che ha.
Detto la consigliera Ceretti relativamente alla metodologia con cui è stato redatto questo ordine del giorno, che condivido pienamente.
E ho visto, ho toccato con mano la volontà da parte delle firmatari delle prime tre firmatarie, di riuscire a trovare una convergenza su un argomento che poteva essere anche divisivo e sono riusciti a smussare tutti gli angoli che c'erano, ma non solo.
Hanno lavorato in un'ottica proprio di non.
Rendere enfatizzare o rendere spettacolarizza o spettacolarizzare questo questo ordine del giorno, ma quello con la volontà veramente di fare emergere quello che è il valore aggiunto, quello che è la persona, quello che è.
Lo spirito che ha.
Porta a lavorare e Pizzaballa porta all'atteggiamento di Peter del di di Pizzaballa, quindi questo, secondo me ha un valore immenso e dovrebbe essere anche come dovrebbe essere utilizzato come punto di riferimento per noi, Consiglieri come modalità di lavoro, ovvero quelli non di fare le cose per,
E andare sui giornali o per andare sui social, ma a fare le cose per.
Infine del bene comune, quindi questo condivido pienamente.
Le parole della della consigliera celeri e poi condivido anche il contenuto.
Il punto di partenza che è stato detto, che va ripetuto anche al consigliere Monticelli, che la pace non è assenza di guerra, la pace è un qualche cosa che va costruita quotidianamente e che è un qualcosa che tocca l'uomo nel profondo dell'uomo, l'approfondita dell'uomo proprio nel,
Nell'essenza dell'uomo e non è una cosa che si improvvisa, né si costruisce da un giorno all'altro, ma è quotidiana e per me è Pizzaballa.
Ha cercato e sta cercando e cercherà sempre di costruire e di incentivare anche le le le persone a camminare insieme per la costruzione di questo tipo di pace che ora capirla, la chiamo pace con la P maiuscola e tutta la sua vita.
È stata incentrata incentrata su questo.
Modus operandi su questo obiettivo, avendo chiaro e se voi leggete anche gli interventi, gli articoli e di Pizzaballa, non solo nell'ultimo anno, ma da sempre tra le righe.
Il punto di arrivo, la stella polare, è il rispetto della dignità della persona, di ogni singola persona, soprattutto di quelle più sfortunate o che sono più in sofferenza.
E guardate che in questi anni di guerra è stata una delle poche persone a non abbassare lo sguardo, ad avere sempre lo sguardo dritto verso il rispetto delle persone, della della dignità delle persone, soprattutto degli ultimi, non è mai sceso a nessun tipo di compromesso, non ha mai diviso.
Ho suddiviso in categorie chi è più o meno bisognoso di attenzione o di difesa.
Tutte le persone devono essere rispettate, devono essere difese e tutelate proprio perché persone.
E secondo me è giusto che una città come Bologna?
Che da questo punto di vista.
Si differenzia da tutto il resto delle città.
Non è per non è che non è semplice campanilismo, ma una la sensibilità di Bologna.
Sotto certi punti di vista.
È un elemento che ci distingue in maniera positiva da tutto il resto della città ed è giusto, ripeto, che Bologna riconosca a Pizzaballa.
La cittadinanza, che non è un semplice riconoscimento fine a se stesso, ma è un qualche cosa che ci che ci lega a doppio filo a.
Al Pizzaballa e soprattutto alle modalità e alle motivazioni per cui Pizzaballa opera nel mondo, quindi auspico che l'ordine del giorno venga votato all'unanimità e ringrazio ancora le 3 Consigliere consigliera Ceretti perciò alle Monticelli non solo per aver proposto questo ordine del giorno, ma anche per aver sottolineato e evidenziato le modalità di redazione e propo e di pro e di proposta di questo ordine del giorno grazie.
Grazie, Consigliere De Biase chiedersi se qualcun altro intende intervenire.
Consigliera Di Giacomi a lei la parola prego.
Grazie Presidente, moltissime cose sono state già dette, ma ci tengo a sottolinearne alcune, anche rispetto al lavoro di quest'Aula, che è stato fatto in passato e che oggi riaffermiamo con questa ordine del giorno e intanto ringrazio le Consigliere proponenti le 3 donne che hanno portato avanti questa proposta che sono la consigliera Ceretti della consigliera Quercioli e la delegata Monticelli e che oggi ci propongono questo ordine del giorno, ma che a brevissimo ci proporranno e tutti noi potremmo firmare nel caso dovesse essere approvato questo ordine del giorno però, insomma, mi pare di capire che ci saranno più i voti favorevoli che contrari o forse nessun contrario, che è assolutamente la speranza in temi di questo genere e quindi potremmo firmare la delibera di proposta di cittadinanza onoraria un passaggio credo sia sempre piuttosto emozionante e che abbiamo fatto varie volte in questa.
Consiliatura e molto spesso legato ai temi di pace e non violenza e di dialogo tra i popoli e tra le culture diverse, n credo forse che quasi tutte le cittadinanze onorarie che abbiamo assegnato all'interno di questi cinque anni siano stati proprio legati al tema della pace, chiaramente questo è un una cosa dolceamara nel senso che noi ci troviamo a votare onoreficenze legate al tema della pace perché siamo in un periodo di guerre, di inasprimento dei conflitti e di delegittimazione del diritto internazionale.
È importante quindi che proprio in un momento del genere il nostro.
Il nostro Consiglio si esprima in modo diverso rispetto alla tendenza nazionale e globale e speriamo che questi messaggi, poi tutti noi li portiamo all'interno dei nostri partiti, dei nostri gruppi, delle nostre riferimenti, perché solo così, quindi, facendo un passaggio nostro, che però siamo una città è un comune, possiamo avere degli strumenti per influenzare tutte le istituzioni a un maggiore dialogo e a un maggiore investimento sul rapporto e il diritto internazionale non violento.
Che forse un po' abbiamo perso nell'ultimo periodo, quindi il gruppo del Partito Democratico, ma magari poi ci tornerò in dichiarazione di voto voterà favorevolmente. Abbiamo capito da dichiarazioni e da dagli arrivi gli invii delle firme di sottoscrizione dell'ordine del giorno, che così faranno moltissimi dei consiglieri speriamo tutti. Questa è anche una buona occasione, eventualmente per dichiarare la contrarietà o l'essere favorevole, e magari spiegare il perché le motivazioni dei voti, per cui io continuo ad ascoltare perché per il momento, appunto, sono venute fuori spunti molto interessanti legati.
A temi fondamentali, grazie.
Grazie.
Consigliera.
Chiedo se qualcun altro intende intervenire, al momento non ho prenotazioni.
Consigliere Begaj, prego.
Grazie Presidente, ringrazio anch'io, naturalmente, questa trasversalità che che c'è stata in questa questa proposta dal collega Cerreti, la collega Monticelli, dal collega cuccioli in primis, naturalmente.
Ci troviamo come Gruppo assolutamente favorevoli a questo percorso perché possiamo percorso perché, appunto, a diverse tappe evidentemente c'è stata una Commissione, l'ordine del giorno ci sarà la delibera, insomma, abbiamo sottoscritto l'ordine del giorno, anche la proposta di delibera naturalmente ci trova.
Ci trova favorevoli e pensiamo che sia comunque un ulteriore passo importante nel posizionamento del dell'Amministrazione del Comune di Bologna del Consiglio comunale a 360 gradi dalla parte.
E della della pace, una pace che, come veniva detto prima che da chi mi ha preceduto, non ha un qualcosa di astratto, non c'è pace senza senza giustizia, senza riconoscimento di dei diritti delle persone e del riconoscimento anche,
Ed è addirittura mi vien da dire che.
L'umanità delle persone che si trovano magari appunto, vittime solamente perché si trovano in un luogo, perché sono nate in un determinato luogo, perché magari dentro di loro scorre il sangue di un popolo che non viene nemmeno consigliera totale, non venne riconosciuto come tale e questo naturalmente,
È la condizione fondamentale per poter violare i diritti fondamentali di un popolo eccola disumanizzazione, sappiamo bene, solo questo veniva che è scritto nel testo, ma veniva ricordato anche prima i legami di Pizzaballa con.
Con la città,
Ma sono ancora più importanti appunto le le le le prese di posizione coraggiose che che Pizzaballa.
Il fatto ecco in questi, in questi, in questi ultimi anni, coerentemente con la propria storia, ecco quando ha parlato di pace, nella situazione che riguarda, che riguarda Gaza e conflitto storico tra palestinesi e israeliani, ha speso delle parole, io credo piuttosto coraggiose, piuttosto precise, anche perché, ecco,
Anche definire il bordo bis, un'operazione coloniale e io credo che sia non rappresa posizione forte che che che ha avuto ecco che che che ha preso Pizzaballa, quindi è questa come la scelta di di rimanere lì dov'erano stati bombardamenti le minacce di.
Di radere al suolo. Anche la comunità cristiana di di Gaza di dover andare altrove ha definito lo spostamento anche all'interno di Gaza, un qualcosa di inaccettabile e immorale. Cioè stiamo parlando, insomma, a dire parole che sono sono piuttosto piuttosto precise, piuttosto piuttosto gravi. Ecco, al di là giustamente, della questione del della parola genocidio che ha affrontato prima la collega è delegata Monticelli che ha tutta insomma tutta una sua questione. Noi non abbiamo avuto mai nessun problema, anzi definire genocidio, quello che è quello che sta avvenendo a Gaza, ma, al di là di questo e nel dire al di là, non significa che non sia importante. È importante però le questioni vanno affrontate anche con la dovuta consapevolezza, anche quando sono parole, ma le parole sono anche crimini. Ecco, in questo caso, contro l'umanità, però qui della discussione che stiamo facendo rispetto anche a a al coraggio e posizionamento di di Pizzaballa. Naturalmente va molto oltre questa questa questione specifica perché le cose che ho citato poco fa anche sono parole comunque dure, importanti e precise nel definire quello che sta avvenendo.
A Gaza nei confronti del popolo palestinese e la condanna più totale e convinta e seria e precisa del del comportamento e di Israele nei confronti dei palestinesi. Queste sono cose che contano e nessuno io credo, può dire naturalmente anche questo non avveniva ricordato sia nella Commissione che che che anche oggi qui in Aula nessuno può, come dire, penso accusare Pizzaballa di allo stesso tempo, di non essere stato attento o alla questione la questione degli ostaggi. La questione del 7 ottobre perché, ecco, io credo che, insomma, dal punto di vista proprio fattuale storico e facilmente anche comprovabile,
Pizzaballa sul testo speso delle parole altrettanto altrettanto serie e precise. Quindi, ecco, credo che ci troviamo appunto di fronte a ad un ad un ulteriore messaggio di pace che che vogliamo dare uno reticenza ad una figura che a questo si dedicano solo spendendo parole, ma anche rischiando quello appunto del proprio corpo e anche con il proprio posizionamento stesso, in quello in quello che dice e queste sono cose che contano. Ecco, io credo perché.
La parola è importante, ma quando la parola seguono anche azioni coraggiose, credo che questo poi assuma anche i caratteri di di coerenza e di scelte di vita personali che sono anche.
Oltre il ruolo che si ricopre, che non sono che non sono banali credo, ecco perché poi, quando parliamo di di Pizzaballa, credo che che questo non esclude, anzi è stato proprio per quello che è che ha fatto e ha detto e la con come dire la coerenza tra l'azione, la parola e questo ha determinato il fatto che fosse in questi anni in nessuno dei cristiani però di assumere più risponde in particolare, ovviamente da dal 7 ottobre, poi una figura molto importante e credibile che è un'altra parola che ha un peso importante, perché poi anche la credibilità ovviamente dando un peso e un indirizzo poi a quello che succede e la capacità di spostare il piano di della discussione e anche.
E in qualche modo determinare poi il dibattito e il posizionamento anche degli altri, perché quando ha parlato Pizzaballa e questo ha fatto sempre scalpore in qualche modo, ma non scalpore come notizia sensazionalistica, però ha costretto comunque in qualche modo tutto lo spettro mi vien da dire democratico.
È sicuramente non solo italiano ma oserei dire occidentale, ecco in qualche modo a confrontarsi con quello che lui ha detto, è quello che ha fatto. Quindi, ecco, non non credo di dovermi dilungare oltre. Insomma, faremo tutti i passaggi dovuti nella speranza, come veniva detto prima, che ci sia la più larga condivisione possibile o con cui.
Grazie consigliere, Bragaglio era la parola, vanno al Consigliere, Scarano, prego.
Sì, grazie Presidente, abbiamo ascoltato con attenzione gli interventi delle tre Consigliere che hanno.
In maniera estremamente.
Approfondita anche evidenziato le reali motivazioni che hanno mosso la stesura dell'ordine del giorno e quindi sia in Commissione sono intervenute le 3 consiglieri che ringrazio la consigliera Ceretti la professoressa Monticelli e la consigliera Quercioli che quest'oggi, le prime due, non suppongo che anche la Quercioli interverrà in seguito probabilmente in chiusura e hanno evidenziato tanti aspetti tanti aspetti noti ma che a mio avviso è stato giusto approfondire perché.
La loro narrazione, la loro spiegazione, le loro motivazioni e anche la proposta per come è stata l'ha detto, anche qualcun altro, prima di me, articolata e formulata a tutta l'Aula è stata esaustiva ed è stata completa, è stata una proposta motivata e condivisa, quindi comunque l'aver ribadito,
Come questa presenza sia una presenza di estremo, una voce è proprio di riferimento per la comunità cattolica e Medio Oriente come questo suo impegno sia stato costante, e lo è ancora di più per la pace e come soprattutto adesso ce n'è un sacrosanto bisogno e quindi la la sua presenza ai suoi messaggi che io personalmente anche dopo la Commissione sono alcuni sono andata anche ad ascoltarli per avere anche un quadro più esaustivo anche l'intervento che ha fatto comunque a Rimini, insomma una una figura che di cui si ha soprattutto in questa fase una.
Profonda e accorata necessità, quindi ringrazio le colleghe per per le motivazioni, l'applicazione e la condivisione.
E quindi, da parte mia, a nome anche del mio gruppo, anticipo anche la dichiarazione di voto.
Ho visto che seguirà a breve, quindi non mi dilungo oltre, perché penso che le cose principali che siano state già dette questo mio intervento solo per ringraziare e per ribadire e lo abbiamo fatto anche tramite la firma mia e dei colleghi del mio gruppo questo percorso e questa scelta.
Grazie consigliera, Scarano la parola al Consigliere Bianco, prego.
Sì, grazie Presidente anch'io mi unisco ai ringraziamenti alle colleghe che.
Ceretti Quercioli Monticelli che hanno portato avanti in qualche mese è stata una cosa abbastanza laboriosa in cui hanno lavorato su quello sul contenuto di cui oggi andremo a votare per quello che riguarda la figura del cardinale Pizzaballa, lo ha detto prima anche la collega Monticelli se non erro proprio il fatto che,
Figure che rappresentano le religioni sono poi quelli che in questi contesti sono fondamentali per quelle di che operazioni di pace e su questo il cardinale Pizzaballa non voglio ripetere con coloro l'intervento dei colleghi che mi hanno preceduto su sulle azioni che hanno portato proprio il Cardinale in questi anni, il suo impegno su quello che il tema, il tema della pace, soprattutto anche quello del dialogo che lui ha sempre e continuerà a portare avanti.
Un che il suo è un cantiere quotidiano di ascolto su quello che riguarda il, il cantiere della pace, non ha mai fatto mancare la sua presenza e vicinanza a tutti quelli ai tanti cittadini che si sono recati in questi anni a fare visita a lui in Medioriente e quindi ha fatto sempre sentire la sua presenza e penso anche se mi dovessi paragonare oggi descrivere il Cardinale Pizzaballa direi una sentinella di pace e di giustizia nel cuore questo è il è quello che lui ha sempre portato avanti in questi anni.
E e lo sappiamo come lui anche altri testimoni, anche il nostro cardinale Zuppi, nelle anche negli interventi che ha fatto quando si è recato in Ucraina, quando è andato anche in a Mosca, ritornerà anche tra qualche settimana. Molto probabilmente penso che questo è il lavoro che stanno portando avanti,
Persone, ma che soprattutto, che rappresentano una un intento di di tanti, di tanti cittadini, penso anche al ruolo della.
Costruzione di dei ponti di dialogo quello che sta portando avanti il Cardinale Pizzaballa. Credo che in qualche modo, sicuramente quello che noi vediamo tutti quanti e la lo vediamo come un faro di giustizia, questo è quello che mi sento di dire di aggiungere alle tante cose che sono state dette su di lui e poi lo aspettiamo da qui a qualche mese settimana, visto che arriverà anche nella nostra città. Proprio sarà ospite anche all'interno di una iniziativa proprio qui all'interno del festival, e quindi avremo anche in quell'occasione speriamo di arrivare proprio in quella in quel periodo a consegnare proprio la cittadinanza nelle mani del cardinale. Quindi per noi sicuramente sarà.
Un motivo, un motivo in più per lottare come hanno fatto fino ad oggi. È quello che stiamo già portando avanti su questo tema, il tema sul tema della pace che e delle tante guerre che oggi invadono il nostro il mondo, quindi sono davvero tante e penso che anche qui sui banchi del Consiglio non è mai mancato anche l'apporto di del Consiglio su in sui temi della della pace, grazie, Presidente.
Grazie consigliere ora la parola al Consigliere Negash, grazie Presidente, e voglio ringraziare le 3 consiglieri proponenti di questo ordine del giorno e siamo, saremmo onorati dopo dopo il voto, di fare questo passaggio molto importante per la città di Bologna.
Anche che testimonia una una visione politica, perché questo premio, anche una valenza politica, quella di dire che noi siamo una città che cerca la pace e con premiando.
Un personaggio come Cardinale Pizzaballa, vogliamo dire che quello che sta succedendo in quel territorio è quello che ha denunciato il cardinale Pizzaballa, noi.
Lo appoggiamo, ecco e poi c'è una.
Una cosa che sta succedendo oggi, proprio che è quello standard est, si aprirà proprio il oggi, una cosa che forse è la la la, la delegata del dialogo interreligioso, lo sapeva.
Quella del del Forum per la vocazione universale di Gerusalemme, che promossa da dal cardinale Pizzaballa, che la motivazione è interessante. Volevo un po' leggerla quello che vuol far partire un po' a Gerusalemme, lui dice, nonostante tutto continua a credere che la missione della pace sia quella è diventare una profezia, è una promessa di quella riconciliazione universale di quella pace che Dio desidera per l'intera famiglia umana. Negli ultimi anni abbiamo perso collettivamente di vista questa missione,
Ed è questa missione che dobbiamo tornare. Scrivo queste parole da una città in cui le parole pace, coesistenza e dialogo sono state svuotate. La violenza che ha inghiottito questa terra ha fatto di più che distruggere vite e casi avvelenato il linguaggio stesso e quando il linguaggio fallisce, il silenzio segue in quel silenzio la violenza. Urla il suo linguaggio brutale, quello che vediamo anche ogni giorno sui social, eppure proprio in quel silenzio e bisogna dire qualcosa un serio e sostenuto tentativo di recuperare la bussola che abbiamo perso, per chiedere di nuovo con onestà e umiltà a cosa serva a Gerusalemme dentro le tue porte e il Forum per la vocazione universale Gerusalemme,
È il tentativo di ni di iniziare questo viaggio, le porte di Gerusalemme spiega Pizzaballa non servono a difendere, deve difendersi, ma per essere aperte in ogni direzione verso lo straniero e il Pellegrino verso chi vuole entrare e partecipare qui non c'è monopolio, tutti noi apparteniamo a Gerusalemme, le sue pareti non son per paura, ma per identità e quell'identità costruita dall'essere benvenuti a tutti. Questo anche perché, come vi ricordate, è stato anche.
Impedito al cardinal fedele Pizzaballa di entrare Gerusalemme, fare una messa a qualche mese fa e non solo, e la cosa interessante che mi mi mi piaceva ricordare che nell'intervento di Rimini lui è stato proprio categorico quando ha detto l'antisemitismo ed è un dramma, come sapete è partito antisemita.
E ha vinto in Germania, e questo dovrebbe preoccuparci, perché è una cosa seria, però un conto è criticare la politica del Governo israeliano ha detto e un altro conto è l'antisemitismo e questo lo dico per ricordare che il 13.
E 13 settembre.
Ci sarà una manifestazione a Roma proprio perché ci sarà la discussione del ddl antisemitismo il 9 settembre, scusate.
E quando la Commissione riprenderà l'esame del disegno di legge bipartisan, anzi tripartisan, che che discuterà perché?
Tantissime associazioni considerano questa legge una legge bavaglio, criticare Israele affermano non è antisemitismo, è un diritto costituzionale che va salvaguardato, per questo la nuova legge bavaglio Juan contenuta nel ddl antisemitismo è basata sulla definizione, era che ne avevamo parlato anche in altri momenti.
Sta creando tanti problemi, spero che ci sia tanta manifestazione tanti gruppi il 9 settembre a Roma, ma con questa mossa anche noi come Comune di Bologna, qualcosa stiamo dicendo sul sul, non mettere il bavaglio a criticare Israele, grazie.
Grazie, Consigliere chiede se qualcun altro intende intervenire.
Allora non ho iscritti a parlare, quindi dichiaro chiusa la discussione e do la parola alla consigliera Cicchetti per la replica finale.
Ah consigliera Quercioli, credo, scusi, grazie Presidente, risulta ora scusami eh sì, prima delle dichiarazioni del voto e prima del voto vorrei dire poche parole.
Sostanzialmente perché credo che comunque questo sia un momento, a mio avviso è importante per Bologna.
Come è già stato detto, è già stato scritto nell'ordine del giorno e a seguire appunto nella proposta di delibera il cardinale Pierbattista Pizzaballa ha un forte legame speciale con la nostra città.
Eh però, e non è questo è il motivo, e non solo per il quale abbiamo deciso insieme di presentare questo ordine del giorno perché, come ho già rappresentato nel corso della Commissione durante la presentazione dell'ordine del giorno,
Quest'ordine del giorno nasce, per quanto mi riguarda, ma credo anche nelle altre due Consigliere, nel desiderio di riconoscere una testimonianza di un uomo di un cardinale che sta portando avanti appunto nella striscia di Gaza, una testimonianza che è dentro ovviamente a una delle realtà più drammatiche del nostro tempo,
E però, appunto lo stesso cardinale, nonostante questa drammaticità,
Continua a mettere al centro la persona, la sua dignità e anche la sua storia.
Sappiamo bene, infatti, come dicevo, che lui vive in quella realtà assegnata dalla guerra, dalla paura e ha dalla divisione e anche dalla distruzione.
Eppure non ha scelto di fuggire da quella realtà e questo è sicuramente un dato, a mio avviso è importante perché è rimasto, è rimasto accanto alle persone e a tutte le comunità, alla sua comunità dei cristiani di Terrasanta,
Cercando ogni giorno di tenere aperta una possibilità di dialogo, di incontro e, come è stato detto, di riconciliazione, un uomo che di fatto, davanti anche a quella che è una tragedia non si rassegna all'idea che la guerra possa diventare l'unico linguaggio è possibile e proprio per questo credo che abbia qualcosa da dire anche a noi.
Perché, come ho già poi è rappresentato anche durante la discussione dell'ordine del giorno, credo che anche la politica, come anche il nostro Consiglio comunale, rischia qualche volta di diventare soltanto contrapposizione tra maggioranza e minoranza e le nostre ragioni contro appunto quelle degli altri. Questo ordine del giorno, invece, è nato proprio da un incontro e da un confronto da un confronto tra colleghi, tutte donne. Casualmente ci siamo trovate tutte le donne che apparteniamo a schieramenti diversi, ma che abbiamo riconosciuto di poter condividere qualcosa che venisse proprio prima della nostra stessa appartenenza. Per questo non posso far altro che ringraziare nuovamente la consigliera Cristina Ceretti che ha dato impulso a questa proposta,
A un percorso leale, insieme anche alla delegata. Rita Monticelli suo contributo è stato prezioso ma anche essenziale e a tutti coloro che hanno contribuito alla sua costruzione, ma soprattutto voglio ringraziare tutti voi del Consiglio comunale perché.
Sinceramente.
Ci ha colpito. Parlo al plurale perché lo è stato per tutte e tre.
E questa richiesta di sottoscrivere quest'ordine del giorno, appunto nella stessa modalità in cui è nata la stesura di questo ordine del giorno. Quindi una sottoscrizione bipartisan che non è scontata, come giustamente già in prima battuta, la consigliera Ceretti ha affermato nella presentazione giovedì durante l'ordine del giorno, perché nulla è scontato,
E credo che questo sia il significato più bello, comunque, del voto di oggi.
Perché a non significa assolutamente che abbiamo smesso di essere diversi, perché lo siamo?
Ma significa che, appunto, attraverso quelle che sono le nostre differenze di opinioni, soprattutto per sappiamo, e abbiamo saputo riconoscere insieme qualcosa che vale per tutti e credo che una città, soprattutto per una onoreficenza che appunto è un momento sicuramente di unità non solo del Consiglio comunale ma di riflesso anche dell'intera città è più forte quando sa fare questo, quando appunto sa guardare oltre il proprio perimetro. E proprio guardando il Cardinale Pizzaballa che ci ricorda ogni giorno nella sua vita che la pace, come è stato detto dalla consigliera delegata Monticelli, non è assolutamente una parola astratta, ma è un lavoro, un lavoro quotidiano, fatto di azioni concrete e è di fatto una responsabilità individuale e una responsabilità collettiva e, di fatto anche la scelta di continuare a guardare l'altro, cioè chi ci sta di fronte, chiunque esso sia come uomo, anche quando tutto sembra dirci il contrario, soprattutto in quei luoghi tanto drammatici in questi giorni devo dirvi che ho riletto alcuni interventi del cardinale Pierbattista Pizzaballa e una cosa fra tutte e mi ha colpito molto.
Parla continua a parlare di speranza, lui è lì, ma continua a parlare di speranza come qualcosa che.
Che c'è, perché parla di persone concrete, uomini e donne, lì che anche dentro a questa realtà ferita crudele, continuano a costruire e a prendersi cura l'1 dell'altro.
Sono quelli che lui ha definito i risorti di oggi e quindi questa cittadinanza a mio avviso era, immagino anche avviso delle colleghe non è solo assolutamente un riconoscimento ma, come è stato anche detto poco fa, è sicuramente un impegno innanzitutto nostro da condividere anche con tutta quella che è la città l'impegno di una città che anche in un tempo segnato magari da divisioni sceglie di stare dalla parte di chi costruisce di chi costruisce per quello che durante l'udienza conoscitiva ho definito,
Il cardinale Pierbattista Pizzaballa come costruttore di pace.
E stare dalla parte, dicevo, di chi unisce, di chi non si rassegna, di chi continua ostinatamente a costruire la pace e quindi vorrei dire grazie al cardinale Pizzaballa per quello che ancora testimonia e ci testimonia e grazie a tutti voi con l'auspicio ovviamente, come è stato detto che questo ordine del giorno possa essere approvato all'unanimità, grazie, Presidente.
Grazie consigliera Quercioli, passiamo alle dichiarazioni di voto.
Consigliere Monticelli per prima prego io le le la dichiarazione di voto per il nostro gruppo, perché volevo anche ringraziare la nostra capogruppo Giorgia De Giacomi che in questa situazione veramente veramente sostenuto e abbiamo abbiamo discusso fino a trovare il modo di andare avanti insieme e devo dire davvero grazie alla tua apertura la tua continua a disponibilità grazie Giorgia De Giacomi,
E grazie anche per queste ultime parole, per tutte le parole, ma anche quest'ultima sulla speranza per noi è davvero importante e in mezzo a tutte le altre diciamo considerazioni che abbiamo fatto sul cardinale Pizzaballa. La parola speranza è fondamentale se debbo sempre visto in lui un custode tenace della speranza anche in questi tempi durissimi, e quindi credo che sia una parola che deve guidarci nei nostri percorsi di pace nei nostri percorsi politici e nei nostri orizzonti umani. Quindi davvero grazie. Ovviamente il nostro voto è favorevole e ringrazio ancora. Ci avete Quercioli per per questo ordine del giorno e anche il Sindaco che ha accolto questa nostra richiesta. Grazie ancora anche a tutti i gruppi che hanno contribuito a tutte le persone che voteranno. Grazie.
Grazie, consigliere Monticelli.
Altri.
Dichiarazioni di voto o no, quindi?
Allora passiamo alla votazione.
Quindi pongo in votazione.
Pongo, pongo in votazione, sono intanto l'ordine del giorno numero 300.
Delle piccole.
Okay.
Chiudiamo.
La votazione 33 presenti 33 votanti, 33 favorevoli, il Consiglio approva l'ordine del giorno all'unanimità,
Procediamo ora con l'ordine del giorno numero 4.
Prima firma, Consigliere Begaj per la tutela delle ricercatrici e dei ricercatori precari dell'Università di Bologna e per il sostegno strutturale alla ricerca pubblica, Consigliere Begaj,
Prego.
Grazie Presidente, questo ordine del giorno nasce dall'udienza conoscitiva che abbiamo svolto il 22 luglio di quest'anno, quindi prima della della pausa agostana attraverso le Commissioni terza e sesta, ascoltando le rappresentanze delle associazioni dei ricercatori a tempo determinato, Art ed appunto ringrazio le consigliere, i consiglieri che hanno sottoscritto con me questo atto e coloro che erano anche intervenuti nel corso del dell'udienza conoscitiva, ma soprattutto ringrazio e ribadisco ha avuto il contributo che è stato fondamentale. Anche la richiesta che che che ci è stata fatta, che è importante di di arte ed con la seduta di Commissione, ci ha restituito, credo, un quadro piuttosto chiaro. Nell'Università di Bologna lavorano almeno 1.200 ricercatrici e ricercatori precari, a fronte di circa 3.000 persone stabilizzate. Ho inserito in qualche modo in un percorso di tenure track, come si suol dire, significa che oltre un quarto del personale che contribuisce ogni giorno la ricerca, la didattica al funzionamento amministrativo dell'ateneo e privo di una prospettiva professionale di lungo periodo.
Ma naturalmente dobbiamo stare attenti. Credo, a a non ridurre tutto ad una discussione sui numeri o sulle diverse tipologie contrattuali.
Dietro la parola precariato ci sono persone in carne ed ossa e questo in udienza un'udienza conoscitiva. Lo abbiamo ascoltato bene, credo persone che hanno studiato e lavorato per molti anni, che hanno investito una parte enorme della propria vita nella formazione e nella ricerca e che spesso, arrivando a 35 o 40 anni, non sanno se potranno continuare il proprio lavoro,
Non sanno se potranno restare a Bologna, trovare una casa, a cedere un mutuo, costruire una famiglia o semplicemente programmare il proprio futuro. Questa precarietà produce naturalmente conseguenze diseguali, colpisce in modo particolare le ricercatrici, che incontrano maggiori ostacoli nel processo, nel proseguimento della carriera, e questo è un altro tema che ovviamente c'è. C'è molto caro, come è proprio storia, anche del dell'impegno politico di questo Consiglio comunale, soprattutto quando l'incertezza lavorativa si intreccia con il lavoro di cura e con la scelta della maternità. Questo non va, non va mai dimenticato e non è mai scontato, ma non è soltanto un problema individuale, appunto perché ci sono le storie, ma.
E queste persone e garantiscono una parte importante della didattica seguono le studentesse, gli studenti svolgono anche attività amministrative, portano avanti progetti scientifici e mantengono in funzione laboratori e infrastrutture, strumentazioni acquistate anche attraverso gli investimenti pubblici. Quando una ricercatrice, un ricercatore, viene espulso dall'università, non parliamo soltanto di un posto di lavoro, parliamo della perdita di conoscenze e di competenze e di relazioni e continuità scientifica e rischiamo di lasciare inutilizzate gli stessi investimenti realizzati attraverso il PNRR.
Il nostro.
Il nostro ordine del giorno riconosce esplicitamente lo sforzo compiuto dall'Università di Bologna e questo insomma, potete potete leggerlo nel bienno 25 26, l'Ateneo è riuscito a creare una prospettiva di prosecuzione per 175.406 16 ricercatori a tempo determinato di tipo A presenti alla fine del 2024. Questo è uno sforzo importante e l'abbiamo detto anche attraverso l'accantonamento preventivo di risorse da parte.
Dei dipartimenti, ma restano senza una prospettiva stabile. Oltre 200 RTD a più di 800 assegnisti di ricerca, almeno 125 persone impiegate attraverso le nuove forme contrattuali. Riconosciamo anche i provvedimenti adottati più recentemente dal Governo. Con il decreto ministeriale del marzo del 26 sono state attribuite all'Università di Bologna 88 posizioni di ricercatrice o ricercatore in tenure track, di cui 86 assegnati ai Dipartimenti e due mantenute nella disponibilità del Consiglio di Amministrazione. Eppure, purtroppo, solamente 35 di questi verranno utilizzati quest'anno.
A causa dell'assenza di risorse e questo è un aspetto molto importante che ci dà anche la insomma una fotografia reale e problematica della situazione con il decreto di agosto, che sono le ultime novità, sono stati assegnati 88,01 punti organico, quindi aumentando rispetto al al 2025 la capacità assunzionale.
Dell'Ateneo sono misure positive che sarebbe sbagliato, naturalmente, ignorare, ma sarebbe anche sbagliato. Noi crediamo affermare che così abbiamo risolto il problema e sicuramente non c'è qui. Non è questo quello che e che ci chiedono i ricercatori che abbiamo che abbiamo incontrato e che abbiamo ascoltato tutte e tutti nell'udienza conoscitiva. Ecco, l'88 posizioni. Devono essere confrontate con una platea di almeno 1.200 persone precarie. I punti organico, inoltre, riguardano innanzitutto il turnover, non determina automaticamente un ampliamento netto degli organici e non sono necessariamente destinati alla stabilizzazione del personale precario e soprattutto, per essere utilizzate, richiedono coperture economiche adeguate, e quindi il cuore del problema è già in coma tra le righe, ma nemmeno troppo. Tra le righe lo abbiamo detto. Resta quindi il sottofinanziamento strutturale dell'università pubblica nell'ordine del giorno, ovviamente, e questo aspetto anche nelle richieste e puntuale, se i costi del personale aumentano, mentre il Fondo di finanziamento ordinario non crescere nella stessa misura, gli atenei vedono progressivamente ridursi la propria capacità effettiva di assumere e programmare le stabilizzazioni. Per questo l'ordine del giorno.
Naturalmente è rivolto da un lato ah, ah ah, al Sindaco alla alla nostra Amministrazione rispetto alla A insomma, ad un lavoro che va fatto o implementato ove manchi su alcuni punti di di ascolto di coordinamento con l'università e le associazioni che sono rappresentative della dei ricercatori precari, ma anche, ovviamente, e i sindacati, chi rappresenta il personale? La Regione Emilia Romagna sono tutti i rom. Insomma, aspetti molto, molto importante ed è quello che ci viene chiesto proprio anche.
Dalle ricercatrici e dai ricercatori stessi che capiamo che abbiamo incontrato. Naturalmente c'è anche tutta una parte di di richieste che invece sono rivolte più a livello.
A livello nazionale, che che chiaramente un piano fondamentale, quindi, da un lato non ci sottraiamo in qualche modo da da quello che come sistema città, in qualche modo nel rispetto dell'autonomia.
De dell'università, da un lato, e aspettano e nel rispetto dell'autonomia, anche del Comune di Bologna, dall'altro ci sono perché chiaramente anche il tema del welfare indiretto della condizione di vivibilità della della città sono aspetti importanti e ci viene chiesto ovviamente di di affrontarli, però ecco al Governo, al Parlamento, il Ministero dell'università. Comunque, si chiede di incrementare in modo strutturale il Fondo di finanziamento ordinario e perché questo è fondamentale di adottare un piano straordinario di ampliamento degli organici e stabilizzazione del personale precario, in particolare alle persone reclutate nell'ambito del PNRR. Questo è stato un aspetto che, su cui abbiamo fatto un piccolo focus proprio durante l'udienza all'udienza conoscitiva. Destinare risorse specifiche, aggiuntive e vincolate ai contratti, ricerca le posizioni tenute Treck, nonché incrementare le dotazioni per i progetti di ricerca di interesse nazionale per gli altri programmi pubblici di ricerca. Infine, riformare organicamente il pre-ruolo universitario riducendo la moltiplicazione delle figure precarie. Problema storico, ovviamente non non di adesso, però è un problema e garantendo i rapporti di lavoro, retribuzioni, tutele previdenziali, ammortizzatori sociali adeguati, anche tenendo conto di questo, lo aggiungo io chiaramente del dell'infrazione. Ecco che che colpisce che colpisce tutti, io credo di essere stato, spero perlomeno esaustivo nella presentazione dell'ordine del giorno. È un impegno che ci eravamo presi proprio nel nell'udienza conoscitiva, quella di comunque e non solo avere un ascolto delle testimonianze delle richieste che ci sono state fatte, ma anche di tradurlo in un atto di indirizzo del Consiglio comunale. Quindi siamo qui in qualche modo per tenere fede a questo a questo, a questo impegno, nella consapevolezza, ovviamente, che è un atto di indirizzo e che quindi ah è importante, ma non risolve e non risolverà, ecco sicuramente problemi nell'immediato, però non siamo soli in questo percorso, non solo perché ovviamente, cioè, come dire il lavoro che poi specifico di di di pressione e in qualche modo, di di anche di trattative delle volte no tra e di ricercatori cercatrice, le associazioni e le università, però sappiamo anche che in altre città italiane ecco, questo lavoro è già stato fatto e sarà fatto sicuramente anche in altre città dove c'è insomma il tema ovviamente del precariato universitario e quindi degli atti di indirizzo sono stati già approvati in altre città e speriamo che questo avvenga anche altrove, credo che in qualche modo, come Consiglio comunale di Bologna, possiamo e dobbiamo fare la nostra parte, come abbiamo fatto anche in altri casi, e quindi siamo qui per questo grazie.
Grazie Consigliere, chiedo se vi sono interventi in merito.
Consigliera Di Giacomi prego.
Grazie Presidente, innanzitutto vorrei ringraziare il consigliere Begaj, che ha avviato questo percorso, che ha avuto una serie di tappe, anche tramite udienze conoscitive, in presenza all'interno delle quali abbiamo potuto capire di cosa parliamo quando parliamo di questo lavoro nella pratica da parte delle persone coinvolte tantissimi gli scenari diversi di contratto di tempo di carriere che sono però appunto tutte accomunate da l'incertezza.
Del del lavoro, della retribuzione della del periodo.
All'interno del quale questo è garantito e della carriera, quindi una cosa che.
È insostenibile per chiunque voglia costruire un futuro all'interno della nostra città, il fatto di non avere certezza di uno stipendio per il mese successivo o l'anno successivo. Credo che l'ordine del giorno che ho firmato, ma a cui ribadisco la mia totale adesione e tenga insieme anche bene gli aspetti che ricordava il consigliere, legati ai diversi livelli. Ci sono delle cose che può fare il Comune e che il Comune fa anche, a volte, uscendo dalle proprie competenze tradizionali, proprio perché a volte non ci sono i fondi necessari da parte dell'ente che dovrebbe occuparsi di università e ricerca quindi da parte dello Stato, e quindi il fatto che all'interno dell'ordine del giorno ci siano questi due elementi insieme penso sia importante. È una cosa che troviamo spesso all'interno degli ordini del giorno, perché sappiamo che.
Né solo i comuni ne sono lo Stato e le regioni possono raggiungere risultati completi da soli e quindi anch'io ci tengo a sottolineare alcune cose di questo dispositivo da una parte all'inizio racconta in qualche modo il lavoro di dialogo che è stato fatto e che si chiede di continuare, ma anche di creazione di misure.
Che supportino la le eventuali incertezze legate a qualcosa che invece non dipende dal Comune, per cui il contratto nazionale o i bandi delle università o altro quelli. Non ci possiamo fare niente. Quello che possiamo fare è creare un sistema che, nel momento in cui dovessero mancare delle certezze dall'altra parte, possa essere resiliente per le famiglie e le persone che abitano nella nostra città, quindi importantissimi, e i temi del diritto all'abitare del welfare, l'accesso al credito, i mutui, e che.
Il Sindaco ha lanciato annunciato qualche mese fa. Alcune misure sono già state.
Messe in pratica come quella agli studenti. Ce ne sono altri in città che sono molto interessanti e per le fasce più giovani e ma sempre in ottica di poter rimanere all'interno della città e anche in una situazione di incertezza. Detto questo, quindi, un po' di compensazione da parte degli enti locali può esistere, e il Comune di Bologna ne fa più di quella.
Di quella richiesta, un altro tema su questo, comunque, parliamo di una fascia di età che,
Rientra nel tema delle giovani famiglie, i posti al nido, che garantisce la città di Bologna, sono molto superiori rispetto a quelli di tante altre città e quindi una città che costruisce dei sistemi e dei delle compensazioni, ma se poi non risolviamo il problema alla radice questi saranno sempre insufficienti qui c'è la seconda parte dell'ordine del giorno del collega che appunto richiede di incrementare in modo strutturale il Fondo di finanziamento ordinario, quindi una cosa strutturata e duratura e poi allo stesso tempo, però ci stiamo un ampliamento degli organici e questo anche a un elemento interessante, credo, rispetto al nostro Paese noi vediamo che sull'università, sulla ricerca e sulla formazione,
Siamo sempre.
Posizioni.
Non esattamente fantastiche come Paese, anzi investiamo sempre meno e nel nostro investire meno, comunque, investiamo molto poco se comparato da altri Paesi e questa è una cosa che va corretta, perché ne va del nostro futuro su tutti i campi e la ricerca e l'università e so che ci permette di risolvere sfide e problemi di tutti i tipi e su tutti gli ambiti.
Per cui penso che questo sia importante e riporto qui è una cosa che.
Che dice sempre il mio nonno, che quando ha deciso che lavoro fare, ha messo i lavori in ordine, per.
Per eticità, al primo posto ha messo il prete quindi, insomma, la cosa per cui c'è un sacrificio per cui dai tutto agli altri al secondo posto il politico però li ha pensato che ci fossero un po' troppo compromessi credo che tutti qua noi possiamo essere testimoni e della difficoltà di questo ambiente e al terzo posto lo scienziato non hanno poi ha fatto lo scienziato quindi ho scelto quello, però è per dire che,
Che questa è veramente uno dei lavori più importanti di una società, quello di trovare le soluzioni per il futuro e per questo noi dovremmo valorizzarli al massimo e questo ordine del giorno sottolinea questo aspetto.
E anche qui ci sono tanti altri punti che riguardano questi aspetti, quindi sui contratti, sul ruolo all'interno delle università e sulla continuità del lavoro, che dovrebbe essere garantita, quindi, per questi motivi voteremo favorevolmente e volentieri ascolterò il dibattito vedo che molti dei Consiglieri delle minoranze sono andati via ringrazio quelli che sono rimasti,
E spero che non sia disinteresse rispetto al tema, dal momento che, appunto nell'ordine del giorno richiamiamo alla responsabilità sia il Comune che lo Stato e dal momento che il nostro Stato in questo momento è governato dalle forze politiche che in quest'Aula e in questo momento non ci sono. Speriamo che ci sia un'espressione favorevole o contrario da parte loro e non un silenzio. Grazie.
Grazie consigliera, chiedo se ci sono altri interventi.
Consigliere Gallo, prego.
Dico due parole anch'io su quest'ordine del giorno che, insomma, è chiaro, parto, diciamo sicuramente dalla considerazione,
Rispetto al voto sull'urgenza di questo ordine del giorno, che noi convintamente, come maggioranza, abbiamo sostenuto, mentre invece dall'altra parte diciamo c'è stato un non voto che mi ha un po' stupito, anche perché spesso e volentieri abbiamo in quest'Aula anche ha avuto occasione di misurarci con.
Dei sindacati, con la precarietà del lavoro che, diciamo, necessitava di un nostro supporto e della necessità di un bisogno di un nostro aiuto. Spesso ci è stato contestato il fatto di non essere abbastanza presenti su questo tema, invece mi sembra che oggi come dire.
Anche il fatto che sottolineava prima la nostra capogruppo, la mia Capogruppo Giorgio De Giacomi, sul fatto che buona parte dell'Aula da quest'altro, dall'altra parte rispetto a dove sono seduto io dove siamo stati tutti noi, non è presente in Aula e mi pare, come dire, manifesti tutt'altro rispetto a quelle che erano appunto le indicazioni o le.
E così richieste reiterate da parte delle minoranze quando conviene mettersi a criticare il nostro, il governo della della città. Ebbene, io voglio anche ricordare che appunto sono il 22 luglio l'udienza conoscitiva a cui abbiamo assistito avuto modo, insomma, di darci l'occasione di.
Avere un confronto che non è stato assolutamente astratto sul lavoro e sulla precarietà del lavoro universitario, io, fra l'altro, ricordo anche che il 10 settembre mi pare del 2025, quindi diciamo al rientro delle scorso pausa estiva abbiamo avuto occasione anche di recarci direttamente.
E così a al CNR, dove abbiamo potuto conoscere.
L'ambito precario presso cui appunto i ricercatori del Cnr lavorano e ci siamo anche accorti e lo dico come dire dopo un'estate molto calda bollente no di quanto sia invece importante il lavoro di ricerca che viene svolto al CNR, perché.
Grazie al lavoro che viene fatto da queste, da queste persone, da questi scienziati noi abbiamo la possibilità e lo dico come dire, non solamente come popolo italiano ma come intera umanità, di accedere a dei livelli di conoscenza tali da permetterci di adottare delle strategie in futuro che possano speriamo consentire di salvare questo mondo che un po',
Diciamo malato a livello, è molto malato a livello,
Ambientale, ne avremo appunto anche, purtroppo, la dimostrazione nelle prossime settimane, quando pare no che El Niño,
Come dire, produrrà catastrofi che noi in questo momento non siamo ancora in grado di quantificare e che però sono probabilmente produrranno diversi danni anche inermi nel nostro della nostro pezzo di mondo, diciamo dei Mediterraneo, sperando ovviamente che poi si riuscirà in qualche modo con la ricerca e con delle scelte che io.
Spero che politicamente avremo il coraggio di fare come Paese saremo in grado, spero, di mitigare perlomeno o di andare in direzione diversa a coloro il 22 luglio e abbiamo avuto l'opportunità appunto nelle Commissioni riunite di incontrare ed ascoltare direttamente le ricercatrici e ricercatori a tempo determinato ai rappresentanti di arte ed dicevo appunto che quel confronto non è stato assolutamente.
Astratto, ma abbiamo appunto incontrato persone che lavorano ogni giorno dentro una delle istituzioni più importanti della nostra città, che fanno ricerca, che contribuiscono alla didattica, che partecipano a progetti nazionali ed europei che tengono in funzione laboratori e infrastrutture scientifiche. E abbiamo ascoltato appunto i numeri che credo sia utile ricordare anche oggi, ma insomma lo ha già fatto anche il collega Begaj. Allora, all'Università di Bologna abbiamo detto che operano 1.200 circa 9 ricercatori e ricercatrici prepara e precari, a fronte di circa 3.000 persone tra personale docente a tempo indeterminato e tenure track. Significa che oltre un quarto delle persone che incontro in cui contribuiscono al funzionamento della ricerca e della didattica dell'Alma Mater non dispone oggi di una prospettiva professionale di lungo periodo. Dietro questi numeri, ovviamente lo ricordavamo tutti. Insomma, ci sono persone sulle quali il sistema pubblico ha investito moltissimo con anni di formazione, con competenze altamente specializzati, con attraverso appunto, i progetti di ricerca, risorse pubbliche che perderle SOA significa non soltanto avere. Un problema occupazionale, ma disperdere un patrimonio appunto di conoscenza, costruito anche attraverso investimenti dello Stato e dell'Unione europea. Credo che questo quindi sia il punto sul quale anche.
Il nostro Consiglio comunale no, abbia pieno titolo di esprimersi ed intervenire.
È evidente che lo dicevamo che non compete al Comune di Bologna e decidere il Fondo di finanziamento ordinario delle università o disciplinare le modalità di reclutamento o riformare il sistema.
Del pre-ruolo universitario, però, l'Università di Bologna non è semplicemente un'istituzione che ha sede nel nostro territorio, perché è una parte costitutiva dell'identità dell'economia e della vita sociale di Bologna e quelli ricercatrice, quei ricercatori sono cittadini e cittadine appunto che vivono qui e che producono ricchezza e che vivono che che utilizzano i nostri servizi che contribuiscono, diciamo ad animare la nostra città facendone, come dire, diventare anche un vanto e, ecco,
Questa difficoltà che questi precari hanno in questi anni e questa indeterminatezza nelle loro condizione di lavoratori, e quindi questa difficoltà che hanno a programmare la loro vita, trovarono a casa o accedere ad un mutuo, costruire una famiglia, a decidere se restare a Bologna e oppure ad andare altrove, insomma, è un è un qualche cosa che ovviamente ci deve interrogare come Consiglio comunale, insomma, noi lo abbiamo fatto, io ringrazio anche il collega Megahy per aver presentato questo ordine del giorno insieme al consigliere Marcasciano Larghetti e.
Questo ordine del giorno poi, insomma, che voglio ovviamente sottoscrivere e che voterò convintamente. Ecco però, insomma, era importante anche.
Visto che, insomma, c'è sempre questa attenzione da parte della maggioranza anche di alimentare un dibattito su questi temi. E un'attenzione anche, appunto, e ai temi della ricerca. Era importante discuterne in Aula. Per non far sentire sole questa parte, diciamo di di persone che sono altamente specializzato, che forse spesso diamo per scontato possano individuare ad avere possibilità, no anche di essere impiegati, però ecco il fatto che la loro conoscenza possa in qualche modo venire dispersa per carenza di fondi. Insomma, ci preoccupa ed è giusto anche che qui noi discutiamo e diamo, proviamo insomma e a sostenere, anche attraverso un'azione di sindaco. E giunta una.
Un sostegno insomma a queste a queste,
Persone e da una parte e ribadiamo insomma che chiedo al Governo, al Parlamento, il Ministero dell'università e della ricerca di assumersi fino in fondo le responsabilità che compete loro, cioè finanziare strutturalmente la ricerca pubblica, consentendo agli atenei anche di programmare il proprio personale e costruire percorsi che riducano, anziché riprodurre continuamente, la precarietà, perché ovviamente sapete che abbiamo già avuto modo di.
Averlo come informazione, insomma, ogni volta che poi era abbastanza logico pensare che ogni volta che si sostengono delle ricerche, queste ricerca, una volta che i termini erano, poi termina anche, come dire, il denaro che viene messa a disposizione per pagare questi ricercatori. Questa cosa ovviamente, insomma nel nostro sistema che è tutto italiano, perché io penso che da altre parti si facciano ben altri investimenti. Ecco, penso che forse un correttivo sarebbe anche opportuno cominciare a metterla dall'altra parte nell'ordine del giorno. Riconosciamo che qualcosa possiamo appunto fare anche noi, cioè continuare a costruire insieme appunto all'università, alla regione e alle rappresentanze delle lavoratrici e dei lavoratori politiche territoriali, sull'abitare sul welfare, sulla mobilità e sull'accesso al credito e nell'ordine del giorno si menzionano la misura che il Comune di Bologna e questa Amministrazione ha deciso di utilizzare.
Con appunto il Bologna. Si sostiene questa misura che abbiamo sentito annunciare dal Sindaco un po' di tempo fa, che è una misura concreta. No, quindi.
È la è la misura, diciamo rispetto alla quale un Comune decide e può effettivamente vuol dire dare un contributo e, nei fatti concreto, pragmatico ai bisogni che queste che queste persone, anche altre, insomma hanno nella nostra città, ecco, ma soprattutto possiamo continuare anche continuando a parlare in Consiglio comunale di questi temi, tenere aperto quel luogo di confronto che abbiamo cominciato a costruire proprio quell'udienza conoscitiva di luglio, ma anche a quell'udienza conoscitiva in presenza che abbiamo appunto svolto a settembre dello scorso anno presso i locali del del del CNR, ecco.
E comunque l'incontro di luglio che mi ha.
Ci ha ricordato qual è anche quale può essere il ruolo delle Commissioni e del Consiglio comunale, cioè ascoltare una parte della città, conoscere direttamente un problema e trasformare quell'ascolto in una iniziativa politica e istituzionale e la ricerca pubblica non è un settore che, riguardo a solo chi lavora nelle università, lo ribadisco, riguarda la capacità del nostro Paese di produrre conoscenza e innovazione. Sviluppo riguarda in maniera particolare Bologna che sulla conoscenza costruito una parte fondamentale della propria identità ed è proprio futuro. Per questo credo sia giusto e concludo che oggi il Consiglio comunale dica con chiarezza e io spero davvero che ci sia anche una presa di posizione positiva da parte delle opposizioni, che sono contento di rivedere qui in Aula, perché, appunto?
Vi dobbiamo dire con chiarezza a quelle ricercatrice quei ricercatori che abbiamo incontrato e che, è vero, li abbiamo ascoltati, abbiamo compreso la dimensione del problema e non consideriamo quella discussione conclusa con la fine dell'udienza conoscitiva, quindi, insomma, il voto a questo ordine del giorno è un modo concreto per dare seguito a quell'ascolto e io ovviamente voterò convintamente a favore e spero che facciate altrettanto grazie.
Chiedo se ci sono altri interventi in fase di dibattito, do la parola allora al consigliere Bignami per la replica.
Ah, consigliere Giordani si era prenotato nello stesso momento, prego, chiedo scusa, Presidente stavo spingendo mentre aspettava.
Stavo prendendo la parola sì, intanto mi dispiace, sì, eravamo usciti un attimo, come capita a tutti, perché non è che quando siamo noi tutti dentro che viceversa, capita che un attimo, fortunatamente, ci sono le casse per cui si riesce ad ascoltare.
Detto questo, solo per puntualizzare che non sembra che noi usciamo dall'Aula perché non è assolutamente così, ma tendenzialmente nessuno, fortunatamente, son sempre.
Ampi e soddisfacenti. Penso tutti i due punti di vista. Ecco detto questo, la precarietà, purtroppo, è un male, è un problema che non nasce negli ultimi anni, un problema che in Italia e soprattutto in ambito scolastico universitario, se da decenni la cosiddetta fuga di cervelli è un problema che attanaglia l'Italia da tantissimo tempo, è un problema che porta l'Italia a spendere soldi per la formazione e perché, fortunatamente, la scuola pubblica in Italia ancora un'ottima capacità di istruzione e portare a delle eccellenze. Poi queste eccellenze vanno a svolgere la propria attività all'estero e, di conseguenza, l'Italia ci rimette perché non riesce a tenere chi ha formato e questo è un problema.
E per cui tantissime alcune cose che sono scritte sia nelle premesse che nel rilevato nei considerato, sono anche.
Per certi versi.
Condivisibili, perché tutti vorremmo che ci fosse una situazione migliore, tutti vorremmo che Bologna, forse anche più abitabile, più vivibile per chi ha degli stipendi da attività precaria, che sono stipendi oggettivamente bassi.
Che devono in qualche modo essere adeguati al costo della vita di certe città, di cui fa parte anche Bologna, che ha un costo della vita molto elevato in Italia, è una delle più alte insieme a Milano.
Per questo, però, io penso che questo Governo, pur tra 1.000 difficoltà dovute anche alla contingenza internazionale, perché dobbiamo ricordarci che l'Italia non si muove su un binario indipendente, ma si muove all'interno di un contesto internazionale che sta portando a degli aumenti di costi spropositati a tutti i livelli quello dell'energia il più lampante,
Noi una volta eravamo il Paese che avevamo la benzina più alta d'Europa, adesso non dico che siamo ancora più bassa proprio alla Germania, che è più alta di noi anche più alto di noi, la Francia, che è più alto di noi cose che erano impensabili solo quattro o cinque anni fa. Detto questo, il Governo ha approvato e sta cercando di mettere mano a queste problematiche degli atenei. Ovviamente qui si parla di tutti gli atenei d'Italia, non dell'ateneo di Bologna in particolare.
E nel 2026 ha stanziato circa 20 milioni di euro e nel 2000 e nel 2027 stanzierà 60,6 virgola 7 milioni di euro per assumere 2000 ricercatori. Questi finanziamenti fanno parte di un piano triennale della ricerca. Questo Piano triennale introduce un modello di programmazione risorse statali stabili per tutti gli atenei. Con questo si vuole riconoscere il valore dei ricercatori. Non si vuole sminuire il valore dei ricercatori è abbastanza sicuramente no. È un primo passo di quello che si diceva. Anche i colleghi della maggioranza dicevano iniziare a programmare. In Italia non si è mai stata una programmazione, si viveva anno per anno, qui si sta cercando di programmare. È un primo passo per iniziare a dare valore a quello che è il lavoro dei precari, dei ricercatori, di tutti quelli che producono valore aggiunto per l'Italia, cioè gli insegnanti a tutti i livelli. In questo caso stiamo parlando di università.
Quello che è iniziato grazie al PNRR con questo Piano potrà avere un seguito, ed è questa la cosa fondamentale, non è fine a se stesso il Piano triennale, proprio per dare un seguito per dare sviluppo è un primo passo, chi verrà dopo, c'è chi spera che cambierà, c'è chi spera che continuerà l'attuale Governo potrà continuare perché su un piano triennale che ha iniziato a stanziare risorse, questo finanziamento, peraltro a una forma di, è una forma di cofinanziamento con le università di del 50% per cui l'Università potrà decidere di raddoppiare o comunque aumentare,
In parte confinanti con le proprie finanze, la quota da destinare a questa stabilizzazione dei lavoratori cosiddetti precari questo secondo noi è importante per due aspetti uno, il Governo mette un primo passo verso un qualcosa di stabile verso finanziamenti stabili verso per l'università e, dall'altro punto mantiene comunque una certa autonomia se viene mantenuta dall'Ateneo una certa autonomia per quello che sono i suoi programmi e i suoi sviluppi futuri, per cui io capisco, se posso comprendere determinate richieste e che sono indicate in questo ordine del giorno ma penso che il Governo stia andando esattamente nella direzione.
Che qua indicata. Io invece spero che il Comune faccia di più per quello che è il problema dell'abitare faccia di più e più concreto per quello che è il discorso degli affitti, chiamiamoli calmierati o comunque che possano essere affitti, dove le persone possono arrivare con facilità e il costo della vita a Bologna diventi non un problema, ma un qualcosa di ingestibile da chiunque grafica.
Grazie consigliere Giordano.
Chiedo se qualcun altro intende intervenire.
Chiudiamo il dibattito, consigliere, Bagnai replica.
Grazie Presidente, e grazie a chi è intervenuto i colleghi della maggioranza anche al collega Giordani, di Fratelli d'Italia, che in qualche modo ci ha messo, ci ha messo la faccia e questo lo apprezzo.
Devo anche però dire che tutto quello che ha affermato a noi non risultano nel risultato, nell'udienza conoscitiva che abbiamo fatto a luglio, dopodiché volentieri come abbiamo promesso, peraltro faremo un altro approfondimento, magari prima della fine del mandato, così andiamo di nuovo a a prendere pezzo per pezzo, come abbiamo già fatto il 22 luglio, la situazione reale e concreta della del precariato in università e anche dei decreti del Governo, anche gli ultimi che noi nell'ordine del giorno li abbiamo messi e li abbiamo messi in fila e anche gli effetti che fanno concretamente sulle università, sull'Università di Bologna, quindi, insomma, volentieri possiamo fare anche questo tipo di.
Di nuovo, una, una, un approfondimento. Detto questo,
Insomma, penso che l'ordine del giorno appunto di ATO non solo delle informazioni, i numeri che abbiamo appreso ci sono stati forniti e abbiamo discusso, ma anche proprio delle anche delle ultime novità che che, a livello che a livello nazionale ci sono dando come si suol dire a Cesare quel che è di Cesare cioè riconoscendo appunto qual è lo stato lo stato dell'arte delle capacità assunzionali sulla base del,
De della situazione attuale economica e dal punto di vista normativo, e dove si colloca l'Università di Bologna in questo in questo preciso scenario? Chiudo, ma non perché ovviamente fosse AR argomento che avrei portato, ma siccome è stato tirato fuori abbiate pazienza, ma nello scenario europeo l'Italia comunque sta stabilmente al sesto settimo posto per il costo della.
Delp della benzina e del gasolio e le accise sono comunque tra le più alte in Europa. Quindi questa è la situazione reale, nonostante le promesse che insomma di cancellazione del delle accise negli famosi spot elettorali della campagna di Giorgia Meloni, non lo avrei detto se non fosse stata accettata questa situazione, ma dal punto di vista del costo della benzina e del gasolio siamo messi molto male in Italia, molto molto male, e negli altri paesi dove costa un pochino di più, abbiamo salari che sono molto più alti, molto più alti, quindi poi, ah, ah, va confrontato il costo con anche il insomma, il livello, il tenore di vita e il PIL di ogni di ogni Paese. Ho concluso grazie.
Allora, grazie, Consigliere, passiamo alle dichiarazioni di voto.
Allora non passiamo alla votazione.
Guzzo Negash, un attimo Consigliere, prego.
Grazie Presidente, no, era solo un minuto di ringraziamento a chi è iscritto all'ordine del giorno che abbiamo firmato e ed era giusto dare testimonianza all'ascolto, a tutto quello che ha fatto il Consiglio comunale su questo argomento dopo la Commissione dal vivo.
E dopo le Commissioni anche che hanno aggiornato la situazione, sono cittadini bolognesi che vedere una macchina, un macchinario, ho comprato dal PNRR,
Che si ritrova poi senza ai tecnici, perché comunque non sono sono precari o la persona che c'era prima va in pensione.
È proprio uno spreco per la cittadinanza e per questo è il mio intervento, oltre a confermare il nostro voto favorevole,
Era per testimoniare che c'è stato tutto l'ascolto e continueremo l'ascolto di questo caso, grazie,
Allora passiamo alla votazione.
Vista la posizione di non voto.
Allora chiudiamo la votazione 24 prese.
Chiedo scusa, Presidente, invito WiBro, ripristinata la mia posizione di non luogo.
Consigliere, lei ha dichiarato di non riuscire a loggarsi ed è per questo che non vede la sua dichiarazione e le le sta consentendo di votare a voce, quindi è evidente che non lo non lo tiene grazie.
Allora 25 presenti.
18 votanti, 19 Boccia e votanti 19 favorevoli,
7 non votanti, 18 favorevoli, ripetiamo allora 25 presenti.
18 favorevoli, 18 votanti.
Non votanti 7.
Allora il Consiglio approva.
Allora passiamo al prossimo ordine del giorno, il numero 240 Ordine del giorno teso a invitare il Sindaco e la Giunta a garantire maggiore sicurezza in via Parigi e zone limitrofe, presentato dal Consigliere Di Benedetto in data 20 aprile 2026 ammissibilità respinta nella seduta consiliare del 20 aprile stesso trattato in prima Commissione il 28 maggio scorso licenziato per i lavori del Consiglio approvata l'anticipazione della trattazione nella seduta consiliare del 1 giugno 2026, iniziata trattazione in pari data, sono intervenuti i Consiglieri Di Benedetto per l'illustrazione e la replica breve, la consigliera De Giacomi per la presentazione degli emendamenti, primo più secondo intervento Consigliere Fattori consigliera Toschi consigliere Giordani di Acco iscritto a parlare il consigliere Begaj.
Grazie Presidente.
Sufficienza.
Grazie Consigliere, allora i lavori della seduta consiliare terminano qui e si concludano alle ore.
17 e 51, buona serata a tutte e tutti.
Grazie.
