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Verifica del numero legale e nel frattempo do una comunicazione ai Consiglieri, ovvero che, Presidente uno giornalisti di TRC, quindi sì, e vedete appunto fare riprese o la giornalista che si muove è stata autorizzata dalla Presidenza prego segreteria. Grazie,
Grazie, buongiorno, Angiuli. Presidente Bongiorno da remoto, Begaj.
Bernagozzi Bittini.
Caracciolo assente giustificato Celli buongiorno a tutti. Da remoto Ceretti cima.
Di Biase, Di Giacomi, De Martino, Di Benedetto.
Presidente, darà motto:
Di Pietro.
Diaco.
Fattori.
Foresti.
Presidente, daremo atto Bongiorno Geiger.
Giordani, Iovine.
Per esempio, buongiorno Larghetti, assente giustificata. Manca.
Marcasciano.
Presidente Bongiorno, Mazzanti.
Monticelli presente, Bongiorno, Naldi.
Presente. Buongiorno, Negash.
Piazza.
Pizza Quercioli.
Santori, per esempio, buongiorno, Scarano.
Stanzani.
Tarsitano.
Toschi Bongiorno presente da remoto Venturi.
E Zontini, numero legale raggiunto la seduta è valida.
Grazie informo che l'Assessore Alitalia partecipò del question time in videoconferenza e risponde alle domande accorpate per omogeneità di argomento numero 7 8 e 9 sul tema tasse di soggiorno. L'Assessora Guidonia partecipa il question time qui con noi in Aula, la salutiamo e risponde alle domande accorpati numero 17 18 sul tema commercio l'Assessore Ara e l'assessora Madrid daranno risposta scritta la vicesindaco, l'Assessore Campaniello. Saranno presenti anche l'assessore Borsari se era presente in videoconferenza. Procediamo quindi con la trattazione delle domande di attualità le prime sono lì a numero 7 8 e 9, accorpate per omogeneità di argomento sul tema tassa di soggiorno e sono rivolte all'Assessora Licalzi. Chiedo conferma l'assessora sia collegata.
Confermo. Grazie, Presidente. Grazie, buongiorno. La prima domanda, quindi è la numero 7: tassa di soggiorno. Prima di chiedere di più, cosa abbiamo ottenuto? È posta dalla consigliera Quercioli. Prego, consigliera.
Sì, grazie, Presidente. Ringrazio l'Assessora Li Calzi per la presenza e si. Il tema riguarda le dichiarazioni rese dal Sindaco pochi giorni fa, per poi rettificare, o meglio per precisare che l'aumento della tassa di soggiorno fino a 10 euro non dipende dalla Giunta, ma è un provvedimento chiaramente che nasce nelle aule del Parlamento, in quanto ad oggi Bologna sarebbe esclusa da questa possibilità.
Ci tengo innanzitutto a precisare che si sono levate in questi giorni molte voci contrarie a questa richiesta avanzata dal Sindaco e per varie motivazioni, penso innanzitutto al presidente Trombetti di Federalberghi che a mio avviso ha elevato una fotografia di di come questa tassa di soggiorno è elevata appunto a 10 euro non possa di fatto oggi essere applicata a Bologna per un insieme di circostanze e in particolare ha sottolineato un aspetto che forse era sfuggito al Sindaco, ossia che questa tassa rispetto alla normativa attualmente nazionale, potrebbe essere applicata solo ad un albergo che appunto detiene, diciamo, le 5 Stelle necessarie per l'applicazione di questa tassa di soggiorno, ma quello che mi ha colpito particolarmente e che condivido del presidente Trombetti sono anche, diciamo, gli affondi, su quello che è lo scopo della tassa di soggiorno, perché in questi anni, se non da ultimo, appunto, aver introdotto.
E aver prelevato dalla tassa di soggiorno e 10 milioni di euro per evitare l'aumento della TARI. È pur vero che in questi anni, a nostro avviso, a mio avviso, in particolare, i proventi della tassa di soggiorno non sono stati utilizzati per quello che è lo scopo e quando parlo dello scopo non è solo quello di.
Rimettere questi fondi perché la città diventi più attrattiva per i turisti, ma c'è un altro elemento, a mio avviso, che in questi anni è stato completamente abbandonato, perché credo che il turismo è sicuramente, come ho già avuto modo di sottolineare, una risorsa importante per la città, ma diventa anche uno svantaggio per la città, soprattutto per chi ci vive e per i cittadini e queste risorse in questi anni, nonostante da questi banchi della minoranza siano stati fatti vari appelli per rendere la città più pulita, più decorosa, più sicura, sono sempre stati inascoltati. Ora è pur vero che in questo, con l'ultima tassa di soggiorno sono state è stato, diciamo così, evitato l'aumento della TARI, ma il tema a mio avviso è un altro, cioè sostanzialmente paghiamo di più, quindi era per avere un servizio migliore, oppure è solo per aver evitato l'aumento della TARI. Questa, a mio avviso, è una domanda legittima. Come pongo oggi all'Amministrazione le seguenti domande che sono scaturite proprio alla luce delle dichiarazioni del Sindaco, quali siano i risultati concreti e misurabili.
Finora avuti nella città relativi alla l'imposta di soggiorno e per Bologna, ma anche per quelli che sono i cittadini, quali interventi siano stati realizzati grazie a queste risorse e quali obiettivi siano stati raggiunti e prima di chiedere un eventuale aumento dell'imposta, quale impegno attenda assumere l'Amministrazione affinché le risorse della tassa di soggiorno producano un beneficio concreto e visibile per tutta la città e da ultimo, vorrei sottolineare un altro elemento evidenziato, che avevo evidenziato anche durante l'udienza conoscitiva con Bologna Welcome, ossia la creazione della Fondazione Bologna Welcome quando è stata discussa in Commissione, ma anche in questo Consiglio era stato dichiarato che lo scopo era quello di utilizzare più risorse del Comune che in quel frangente, essendo appunto Bologna Welcome società privata e quindi sostanzialmente aveva gli era stato assegnato un bando, non potevano essere sostanzialmente passate al soggetto privato. Quindi lo scopo della creazione della Fondazione Bologna Welcome era quella di utilizzare maggiori risorse che però ad oggi non sono state utilizzate. Quindi questa domanda rimane aperta.
Grazie, consigliera. La prossima è la domanda numero 8, sempre posta all'Assessore alle calze sul tema imposte di soggiorno all'altezza delle condizioni della città è posta dalla consigliera Scarano. Prego, consigliera. Le do la parola.
Sì, grazie, Presidente. Dunque.
E abbiamo già letto alcune smentite proprio nella giornata di ieri dal primo cittadino. O meglio c'è stato un fraintendimento. Non volevo dire che anche se Bologna e simili a Firenze ci ha accertato un attimo di salvare il salvabile, ma io penso che su questo discorso vadano fatte delle considerazioni molto più approfondite, piuttosto che delle buttate elettorale o delle frasi che creino impatto scompiglio, perché di fatto questo è stato l'effetto di una tale affermazione ha creato scompiglio tra le categorie categoria degli albergatori, categorie dei commercianti.
E quindi di un settore che in questo periodo è attivo in città e vorrebbe essere più partecipe. Io lo dico da tempo, quando ancora la tassa di soggiorno era all'inizio, agli esordi, ricordiamo che ormai è una tassa in vigore da 14 anni che per fortuna aggiungo a degli incrementi anno per anno, finché adesso ci apprestiamo a cifre considerevoli che superano abbondantemente i 20 milioni.
L'impiego della stessa non è stato mai condiviso e anche bene accetto dalle categorie, perché quando io anche con la collega aggiuntivi e con i colleghi di Fratelli d'Italia facemmo una una conferenza stampa e illustra Ammo voce per voce, capitoli di spesa della tassa di soggiorno emerse a nostro avviso, ma lo stesso dicono anche i diretti interessati, quindi le categorie interessati. Un impiego improvvido della tassa di soggiorno. C'erano un migliaio di associazioni che ricevevano dei fondi, siano essi 5.000 o 50.000. Poco importa per alcuni eventi di cui io sono certa la maggior parte dei turisti, ma subito nulla, ma non lo sapevano neanche gli albergatori per poterli promuovere nelle medesime strutture, tranne quelli di maggiore spesa e maggiore impatto. Quindi situazione centrale promossi da Bologna Welcome quindi milioni e milioni di euro investiti dal settore cultura di questo Comune è un settore su cui pendono già molte cause e molti problemi e che non sono stati mai cambiati.
No.
Se questo, quindi un utilizzo assolutamente vergognoso di questa tassa e una mancata partecipazione delle categorie coinvolte, Federalberghi, per prima il Sindaco o fa paragonare Bologna a Firenze, dimenticandosi che una delle prime considerazioni che fanno i turisti. Bella buono il panino con la mortadella, questi portici accoglienti ma quanto è sporca? Ma quanto è degradata ma che puzza potrebbe essere molto più bella. Una delle città medievali più importanti d'Europa. Quindi, casomai prima di sparare così in alto facciamoci un esame di coscienza obiettivo su quelle che sono le condizioni della città e poi valutiamo l'uso l'impiego e che lo stesso sia davvero percepito condiviso e apprezzato dai turisti.
Grazie, Consigliere Scarano. Procediamo ora con la domanda del consigliere Venturi tassa di soggiorno a 10 euro come impiegarla. Prego, Consigliere.
Grazie, Presidente. Intervengo anch'io sulla tassa di soggiorno, di cui si è tanto discusso in questi giorni in merito alla possibilità che Bologna possono alzare succursale del Governo la tassa di soggiorno da 7 a 10 euro e allo stesso tempo quello che aveva chiesto il sindaco Lepore, ovvero che si mantenesse invariata i 7 euro attualmente richiesti, è entrato in vigore dopo? No, prima del Giubileo. Ecco, lo dico chiaramente io sono favorevole, sono favorevole vi stupirò tante volte alla maggior parte delle volte. Contesto questa Giunta, però diciamo le cose come stanno, ci lamentiamo sempre che abbiamo in una città sporca, ci lamentiamo della puzza, ci lamentiamo dei servizi che non funzionano. Allora mi chiedo come li andiamo a finanziare questi servizi, come la andiamo a finanziare questa pulizia della città che tutti quanti chiediamo?
Non con le tasse, non con le multe, non si può fare allora come lo andiamo a finanziare e andiamo a finanziare con la tassa di soggiorno?
Siamo contro l'ouverture, diciamo tutti quanti che c'è troppo turismo, ma gestito. Allora ci vuole una stretta, bisogna fare in modo che a Bologna venga un turismo più di qualità, un turismo che apporti una sorta di introito per la nostra città e non la sporchi, solamente che porti ricchezza delle attività commerciali che allo stesso tempo non vada a rendere più complessa la vita dei cittadini bolognesi. Ci sono delle ordine oggi di turisti. Allora non vogliamo dire che i turisti non si vogliono a Bologna guai mai perché questi tengono in vita alberghi, ristoranti, negozi che altrimenti avrebbero già abbassato le serrande, però non credo che un turista che oggi viene a Bologna.
Se paga 5 euro non ne possa pagare 7 e se ne paga 7, se veramente interessata quella città non ne possa pagare 10, è ovvio che, però queste risorse debbono andare a migliorare la città. Allora noi ci dobbiamo chiedere, vengono utilizzate bene queste risorse, è quello che io oggi vado a chiedere all'Assessore, alle Calzi e al Sindaco Lepore, cioè a me interessa che le risorse possano sì incrementare la tassa di soggiorno per Bologna, però allo stesso tempo che vengano utilizzate bene. Allora, se la tassa di soggiorno dovesse aumentare e rimanere la città sporca e questo non mi va bene, ma se la tassa di soggiorno passa da 5 a 7 come attualmente e da 7 a 10. Io sono d'accordo. Se questo va a rendere il servizio di era più efficiente con maggiori passaggi, se vengono rimessi i bidoni, i cosiddetti cestini per le strade che son stati tolti vengono riutilizzati perché è un cestino, è utile per chi butta la cicca per chi butta qualunque forma di piccolo rifiuto. Allora mettiamo più cestini per Bologna mettiamo una pulizia più efficace e più efficiente, con maggiori passaggi. Andiamo a regolamentare meglio l'over Tourism in modo che non vengano delle orde di turisti che la sporcano, non portano alcun tipo di guadagno per la nostra città e rendono i bolognesi infelici perché ormai la città è diventata veramente un pascolo per queste orde di turisti e diamo una regolamentata, però, ripeto, non sono contrario a questa forma, anzi sono favorevole e spero che il governo conceda la possibilità di passare di rimanere a 7 e anzi di dare anche la possibilità a un sindaco, qualora lo decide lo desideri di passare da 7 10 e questo non è contro le categorie, ma è per far sì che la nostra città funzioni meglio ed è per far sì che i bolognesi stiano meglio. Chiede un parere all'assessore grazie.
E allora saluto l'Assessore, le calze che collegate le do la parola per la risposta all'interno. Minotti, Assessora, prego.
Grazie, Presidente e ringrazio i Consiglieri, i Consiglieri per la domanda. Ha posto domande poste, saluto e tutte le persone presenti in aula e collegati. Rispondo anni due anche e sull'imposta di soggiorno e tengo un po' insieme le cose che sono state dette, delle domande, ma anche un po' che sono state dette in questi giorni, che sono già state anche affrontate a mezzo stampa anche nella rassegna odierna imposta di soggiorno, come sappiamo che ne metto uno delle entrate che consentono di sostenere i costi di una città che è in crescita turistica, anche se non è Nouvel Turi. Nostro conto i tuoi tenere in equilibrio i conti pubblici e quindi sposta il focus in quanto ovviamente la mia delega al bilancio e il oh oh lo consente, lo permette spot sul focus appunto su quella che è il bilancio del Comune di Bologna e i conti pubblici e tenere in equilibrio i conti pubblici, proteggere i cittadini e le cittadine e garantire i servizi. Questo l'obiettivo che ci siamo posti fin dall'inizio del mandato, la crescita del turismo ed posizione, risorse che possiamo reinvestire nella città. L'imposta di soggiorno è una delle entrate ed è quella che è cresciuta maggiormente. I mostri lì.
Né in un contesto in cui le famiglie hanno visto crescere il costo della vita e in cui il Comune deve fare e fa la propria parte il bilancio comunale, come abbiamo detto in più occasioni, a fronte della crescita strutturale dei costi e delle spese. La spending review statale non è qualcosa di storico A che ha inciso concretamente per quanto riguarda Bologna per oltre 6 milioni anche nel 2026 e lo faranno il 27 la spesa per gas, luce, acqua per darvi semplicemente un dato: è passato da 25 milioni del 2021 a 32 milioni nel 2020 e.
Questo è il contesto in cui ci muoviamo in questo momento. Vogliamo evita di scaricare sui pugliesi l'aumento di questi computer fitta e per questo abbiamo sempre lavorato sul bilancio e sulle entrate per mantenere i servizi e proteggerli.
Il programma Bologna chi sostiene è l'ultimo esempio che mette in campo 31 milioni di euro complessivi per sostenere, punto, cioè dinanzi a famiglie giovani, le risorse a carico del bilancio comunale e metropolitano previste sono pari a 4 milioni di euro, che saranno una due stabili di un fondo di garanzia per una durata almeno triennale. Piero, dal 26.
Bologna e sta vivendo una crescita turistica. È riportato che nel 2025 l'imposta di soggiorno ha prodotto 23,5 milioni di euro con oltre 4 milioni 870.000 pernottamenti, un più 7% sul 2024. Questo ci e dire ai miei ci conferma che il turismo si fa una grande risorsa economica per Bologna.
Anche una risorsa per la città e l'imposta di soggiorno entra nella nostra città di far partecipare questa crescita al finanziamento dei servizi e degli investimenti necessari per mantenere una città attrattiva vivibili. Abbiamo scelto di utilizzare una parte importante dell'imposta per evitare un aumento della TARI. Nel frattempo il servizio è stato Arafat. Più pulizia e maggiore attenzione. Lo spazio pubblico. Una città più bella, più pulita e più curata il primo investimento che possiamo fare a sul turismo e questo è quello che abbiamo condiviso nei tavoli che seguiamo. Idrico e il delegato e Mattia Santori occorre rappresentanti di categoria, gli albergatori, gli esercenti è un vantaggio per chi vi qui a Bologna e per chi viene a visitarla. Io non credo che la narrazione di una città e debba avere un focus solo sulla una città definita storica, dove c'è puzza, è una città, è sempre più vissuta, che è sempre più frequentata da turisti, ma anche da dai residenti. Per i vari.
E per i vari enti che ci sono in città e che vengono fruiti e oggi l'imposta di soggiorno. Poi chiediamo subito perché solo il fare dove possiamo stare, dove siamo a questi 7 euro e che tutto il gettito rimanga alcuni. Se il prelievo del 30% che conoscete, di cui abbiamo parlato sull'aumento.
E che è stato previsto proprio il Governo per coprire spese che sono assolutamente importanti, ma che non sono collegati all'imposta di soggiorno. Il tetto 7 euro.
Consente di avere risorse adeguati alla dimensione, alla crescita turistica di Bologna, oggi non c'è una contrapposizione col mondo degli albergatori.
Il turismo è una risorsa, come ho detto, la città e per tutta la sua economia il nostro compito è tenere insieme la competitività della destinazione e la qualità della città e l'equilibrio dei conti pubblici difficile, sì, ma non impossibile.
Il riferimento a Firenze lo ha già spiegato il Sindaco, ho fatto un esempio per descrivere quanto sia la differenza tra le modalità con cui la stessa imposta viene applicata sul territorio, ma tra le diverse città, anche capoluogo il tema per Bologna oggi resta la disponibilità di risorse adeguate ai costi e alla dimensione del fenomeno turistico. La nostra richiesta, quindi, è molto semplice: mantenere la possibilità di arrivare al tetto di 7 euro come tetto massimo sappia che la nostra imposta, suddivisa per scaglioni.
È attenta anche alla diversità dell'accoglienza turistica dei prenota. Sì, e anche questo è stato condiviso e al tavolo di cui parlavo prima abbiamo bisogno di queste risorse per sostenere i costi. Paci anthem, disservizi, proteggere la cittadinanza dagli aumenti. È questo che ci siamo dati come obiettivo l'imposta di soggiorno call center, quello di far partecipare alla sostenibilità dei servizi. Anche chi viene Bologna il beneficio della nostra offerta culturale, urbano, sportiva e turistica. Le risorse restano sul territorio. Il turismo beneficia direttamente di una città più curata, più pulito, più efficiente e più ricca di eventi culturali, sportivi, quindi investire nella qualità umana per noi significa anche investire nella attrattività turistica. Per concludere, il nostro obiettivo è tenere in equilibrio i conti pubblici, proteggerli bolognesi e aiutare e continuare a investire nella città. La crescita del turismo ci aiuta a farlo. Vogliamo che Bologna era astratta, attiva per chi viene vivibile, per chi ci abita. Le cose, secondo il nostro punto di vista e con le azioni che mettiamo in campo si possono e si devono tenere insieme solo lavorando insieme tra posizioni in questo momento, sia per quanto riguarda le istituzioni e la politica che per quanto riguarda gli enti con oggi portiamo a partire noi rappresentanti di categoria non aiutano nessuno a fare il bene della nostra città. Questo è quello che vorrei passare come messaggio e che per noi parlano gli investimenti fatti in questi anni. Ringrazio ancora le consigliere e i consiglieri per aver tenuto vivo questo tema. Questo dibattito che spero possa essere sempre più costruttivo, possibile e ve li do la parola, Presidente. Grazie,
Grazie, Assessore alle calze. Ora la parola ai Consiglieri. Consigliere Corcione, per prima, prego. Grazie, Presidente. Vedo che c'è stato un passo indietro, nel senso che comunque l'assessore ha oggi di fatto non chiede un aumento a 10 euro e sulla tassa di soggiorno, ma dice che sostanzialmente l'Amministrazione intende chiedere una conferma dei 7 euro, quindi sicuramente.
Tutto quello che si è verificato in questi giorni ha fatto un attimo e fare questo questo a passo indietro rispetto a quelle che erano le dichiarazioni del Sindaco. È chiaro che il tema è e rimane aperto perché a mio avviso è opportuno interrogarsi su come queste risorse vengono utilizzate e soprattutto io credo che occorra anche fare una spending review del Comune. È inutile continuare a parlare di una spending review a livello statale noi siamo in comune e questa occorre occorre perché anche il rafforzamento della pulizia.
Grazie, consigliera. Perciò. Consigliera Scarano, prego. Sì, ringrazio l'Assessore per la risposta che non mi lascia soddisfatta e ribadisco alcuni concetti. Bologna, Firenze, Roma e Milano in questa città vengono e aggiungo, è anche bello. Così la classica famigliola che vuole fare due giorni anche la famiglia che dorme a Bologna perché più economica e poi durante il giorno va a Firenze, a Venezia e casomai con 500 euro in quattro si fanno i tre giorni, quindi capite bene che colpire quella fascia di turismo che è quella della nostra città, è inutile che ce la cantiamo diversamente, è pesante allorché quando abbiamo una società quotata in borsa, com'era che da questo Comune incassa milioni e milioni di euro, quindi non è vero che bisogna incrementare la pulizia era riceve tanti di quei soldi, tante di quelle commesse da questo Comune, che servirebbe solamente un buon servizio da parte della Giunta. Di contro,
Grazie, consigliere consigliere Venturi, prego.
Solo il caso sono pienamente soddisfatto della sua risposta. Spero che quello che ci ha detto oggi si produca poi veramente. Infatti, però condivido i quattro punti essenziali che ha detto evitare l'aumento della TARI città più pulita, mantenere gli eventi culturali, sportivi e sportivi attuali e tenere in equilibrio i conti pubblici e quello che una buona Amministrazione deve fare è quello che deve fare nel tenere pulita una città con passaggi più frequenti di Hera con cestini per le strade e poi, signori, ricordiamoci una cosa che effettivamente oggi, purtroppo il prelievo che viene fatta ai Comuni è un prelievo importante, quindi l'auspicio che c'è anche da parte mia, è che maggiori risorse possibili possono rimanere sul territorio, e questa è una cosa che io credo ferme fermamente, perché quando siamo all'opposizione, come in questa città, tante volte critichiamo ma poi quando si tratta di amministrare la città, i fondi non sono mai abbastanza e quindi sarebbe anche il caso che tutto il gettito rimanesse o comunque la maggior parte sul territorio, grazie. Grazie, consigliere Venturi. Procediamo ora con le domande 17 18 accorpate per omogeneità di argomento. Il tema è il commercio e l'assessore a Guidonia con presenza la prima del Consigliere Mazzanti. Turismo e commercio in città. Prego, Consigliere Presidente.
Intervento che fa Lazio e.
Pronto si sente? Sì, sì, allora turismo e commercio in città io credo, e la domanda che faccio all'Assessore credo che il turismo sia una cosa importante per la nostra città, perché è un volano economico rilevante.
Però quello che è venuto fuori nella discussione nell'ambito della discussione, come e in che modo noi investiamo risorse. Bologna del turismo del Verano in passato, prima della grande crisi economica del 2010 2013 non aveva questo tipo di necessità ed esigenze, perché c'era il il turismo della Fiera, che era un turismo ricco, pieno di soldi e che naturalmente per dirigeva una serie di in realtà oggi questo non lo è più d'altra parte, abbiamo degli ambiti di.
Di intervento oggi, che creano problemi prima ho sentito dagli interventi dei colleghi che giustamente ci fanno il resoconto e ci dicono le problematiche che ci sono, però è anche vero che Bologna è una grossa te attrattività basta leggere l'articolo che ha pubblicato il guardiano soprattutto della Bolognina e li fa un quadro reale e oggettivo. Ecco, il tema è capire bene come ci muoviamo che tipo di svolta noi pensiamo di dare al turismo nella gestione complessiva di quest'ultimo, anche perché Bologna è una delle poche città, fateci caso dove il centro storico non è come a Firenze, come a Roma, che sostanzialmente è diventato un grande.
Bed and breakfast, perché per un motivo molto semplice: il centro storico di Bologna dentro il centro storico di Bologna, son fatte tre piani di edilizia economica popolare 3, quindi una grossa parte dei residenti sono residenti di case popolari o di edilizia convenzionata agevolata, operazioni fatte dal professor Zangheri ed ai Sindaci successivi. Quindi il tema è come e in che modo noi governiamo questi processi per valorizzare il turismo e non compromettere la realtà cittadine.
Non so se sono stato chiaro. Grazie, consigliere Mazzanti. Consigliera zucchine in commercio di prossimità. Cosa ha fatto la Giunta? Prego.
Grazie, Presidente e ringrazio anche l'Assessore accorge presente proprio perché sul tema del commercio di prossimità delle dei negozi di vicinato e delle difficoltà che ormai da anni e stanno affrontando ovviamente prima ricordiamo ancora tanti cioè diversi anni fa la crisi finanziaria e poi ci fu la crisi pandemica, come sappiamo che ci sono stati tutta una serie di sconvolgimenti geopolitici che hanno ovviamente portato anche un rincaro dei prezzi di materie prime energia che hanno ancora colpito i negozianti, gli artigiani e ovviamente su Bologna abbiamo e la ciliegina sulla torta, ovvero i cantieri che si trascinano da anni e che comunque hanno nonostante c'è anche chi cerca di minimizzare. Sappiamo bene che invece hanno colpito duramente soprattutto i negozianti, che ovviamente si trovano lungo gli e le le vie, insomma, in cui si su interessate dai cantieri del tram, ma anche tutte le strade laterali, peraltro tanto i negozianti che ci hanno contattato, con cui nuovamente in questi anni abbiamo insomma, ha parlato chi siano raccontato delle difficoltà negozianti che, ad esempio, trovandosi sul vie laterali, ma duramente colpiti dai cantieri, non hanno potuto avere accesso neanche a quel poco di supporto che c'è stato da parte dell'Amministrazione, proprio perché non erano né i civici delle strade indicate dai regolamenti, ovviamente TARI e non hanno potuto avere sostanzialmente alcun aiuto.
Anzi, alcuni hanno ricevuto anche qualche sanzione, ma questo è un altro discorso che sappiamo che non semplice aiuto, insomma da parte dell'Amministrazione, che invece ci dovrebbe essere anche sul fronte di dehors o di aiuto ad attività che cercano di andare avanti nonostante le difficoltà. Quindi la mia domanda era questa, ovvero da un lato e la Giunta, come abbiamo visto, fa la firma ad una proposta di legge a sostegno del commercio di prossimità, però dall'altro lato non ha messo in atto quello che doveva essere fatto per tutelare le attività commerciali, artigianali e di piccole imprese che in questi anni in citano subito, appunto forti difficoltà cali di fatturato e di clientela e in particolare mi riferisco ad alcuni strumenti che la stessa Giunta aveva indicato all'inizio del mandato, come ad esempio, un'agenzia per la promozione dell'economia locale che avrebbe dovuto poi, tra l'altro, coinvolgere in modo strutturale anche tutti gli Adeje, associazioni di categoria e i soggetti appunto rappresentativi di commercio e artigianato, nonché si parlava sempre nel programma di mandato di un fondo a sostegno dei commercianti colpiti dai cantieri e ancora, appunto di fondi ad hoc e si dice e si scriveva scrive il Sindaco per affrontare insieme le problematiche dei cantieri. Noi tutto questo lo abbiamo visto, quindi chiedo ancora quali valutazioni hanno portato a non attivare quei questi strumenti e sul tema della desertificazione, diciamo così, e anche della vita notturna, nodi che, come abbiamo sentito parlare da Confesercenti del cambio di abitudini, capire anche su questo fronte ai quali tipo di aiuto intende mettere in campo la Giunta, ma più che aiuto delle azioni per riqualificare e quello che è anche la Friuli, la frequentazione notturna della città che ormai purtroppo è, secondo me è calata quella di qualità, perché purtroppo è rimasta soltanto quella, diciamo che fruisce magari di negozi aperti fino a tardi, che vendono alcolici e basta. Grazie.
Grazie, consigliere Giuntini, Assessore Guidone nelle parole:
Buongiorno a tutti e gentili Consiglieri. Vi ringrazio.
Per avermi posto queste domande di attualità, trovo molto utile avere un momento condiviso di riflessione politica in Consiglio, seppur limitato nei minuti, soprattutto vista tutta la carne al fuoco che è stata giustamente richiamata dai consiglieri, un argomento, questo che mi è stato sottoposto, molto ampio e che ovviamente i consiglieri hanno dettagliato in modo molto approfondito. Cercherò di diciamo rispondere dal mio punto di vista un po' alla radice del problema.
Gli articoli di giornale da cui hanno preso spunto i vostri interventi e che mi avete inviato sia voi oggi che a dire il vero anche la consigliera Scarano, due settimane fa, con la quale mi scuso per non essere riuscito a rispondere in Aula, ma alla quale ho poi risposto per iscritto. Dicevo, gli articoli di giornale si riferiscono al dibattito suscitato dalla proposta di legge nazionale di Confesercenti, una proposta di legge, che sia io che il Sindaco sia altri amministratori locali, abbiamo voluto sottoscrivere, ringraziando anche l'associazione di categoria per l'iniziativa intrapresa.
Allora Confesercenti nazionale d'altra parte non è stata l'unica a sollevare il tema al tavolo governativo. Qualche giorno fa anche il Presidente Sangalli di Ascom nazionale aveva di nuovo ripreso pubblicamente il filo del ragionamento, richiamando il legislatore e il Governo ad intervenire prima che sia troppo tardi e così anche CNA. I numeri delle chiusure a livello nazionale è chiaro che hanno delle ricadute anche a livello bolognese e noi giustamente abbiamo il dovere di intervenire in tutti i modi possibili per limitare e scongiurare invertire la rotta, ma tutti sappiamo cosa contiene la nostra cassetta degli attrezzi e insieme alle associazioni di categoria, noi, così come credo tutti i miei colleghi Assessori, nelle varie città, suoniamo tutti i tassi disponibili nel nostro pianoforte. Da anni, colleghi consiglieri, davvero non si può scaricare sulle spalle degli enti locali l'intera risoluzione di un problema di questa portata negli ultimi sei anni hanno chiuso in Italia 111.455 attività commerciali con una stima di perdita della ricchezza complessiva sottratta ai territori di oltre 16 miliardi di euro, ai quali occorre aggiungere minore disponibilità di servizi, perdita di coesione sociale e sicurezza. È certo che poi nei numeri si vede anche il dato di Bologna, chiaramente noi non lo neghiamo, ma non si può altrettanto non riconoscere che è la declinazione territoriale di un problema nazionale, e questo non voglio che sia minimamente scambiato come una deresponsabilizzazione dell'ente locale. Tra poco dirò cosa abbiamo fatto in questi anni insieme alle associazioni di categoria, ma che la soluzione debba avere a questo punto un intervento nazionale e condiviso proprio dalle associazioni di categoria. Quindi su questo io non mi dilungo, perché credo che sia assolutamente pacifico che determinati problemi strutturali di un mercato che portano alla chiusura di negozi ovunque nel territorio nazionale non possano essere risolti soltanto dai singoli Comuni senza che essi abbiano gli strumenti adeguati per farlo. Entrando nel merito, per quanto sia possibile in così poco tempo, voglio brevemente richiamare le cause profonde di questa crisi che si sommano a problemi più risalenti che risalgono fino alle conseguenze di una liberalizzazione che, avendo sottratto ai Comuni totalmente la pianificazione commerciale delle licenze, se ha liberato molte energie, ha però indubbiamente indebolito se non smantellato il governo di un sistema di rete di servizi di prossimità e altresì inciso su un sistema di formazione e professionalizzazione che detenevano anche le Camere di commercio.
Ma se veniamo alloggi, vediamo invece una dinamica ancora più dirompente che parte dalla catena di approvvigionamento e produzione e questo territorio lo sa molto bene. Attraversa l'intera filiera della rete vendita, arriva alla logistica e si assesta infine anche sulle abitudini di consumo della popolazione.
I negozi stanno in mezzo a questa catena e per tanti aspetti anche i Comuni. Infatti, tutte le progettazioni che ci vengono chieste che insieme ai negozi e alle associazioni di categoria noi portiamo avanti, partono proprio da una solidarietà nella condivisione della reciproca dei problemi e degli scopi e delle funzioni e le soluzioni che mettiamo in campo non solo noi, ma, ripeto, tutti i Comuni e che richiamava anche il consigliere Mazzanti che passano anche da scelte urbanistiche. È chiaro che possono essere più o meno attrezzate, ma nessuno può pensare che possano risolvere definitivamente i problemi strutturali di un mercato distorto.
Che prevede che è lo stesso prodotto possa essere venduto nello stesso momento alla stessa persona a condizioni fiscali completamente diverse. Questo è quello di cui abbiamo parlato nella conferenza stampa di Confesercenti, oppure che possano essere immessi sul mercato valanghe di prodotti a bassissimo costo che contengono sostanze nocive per la salute delle persone e dell'ambiente, e non parliamo del tema dei saldi sui quali ci sarebbe da scrivere un intero libro. Dunque, detto questo, è inquadrata la dimensione del problema per rispondere alle domande più specifiche della consigliera Zontini su cosa ha fatto la Giunta richiama gli strumenti concordati con le associazioni di categoria. Parto dagli hub.
1, ormai già formato 2 in iter, perché purtroppo i medesimi problemi di desertificazione che vengono evidenziati sui cantieri sussistono anche in zone come via Dagnini e non solo. E questo perché, ripeto, i numeri nazionali, come dicevo, hanno ovvie ricadute su tutti i territori, perché i numeri nazionali sono proprio la sommatoria di tutti i numeri territoriali, il regolamento Unesco, per cui se abbiamo un centro, come giustamente diceva, anche il consigliere Mazzanti, non completamente invaso da compro oro. Tutto un euro minimarket pieni di scatolame, macchinette distributrici automatiche. Ma abbiamo al contrario, preservato tante strade con un ragionevole mix merceologico come via Farini, Guerrazzi, San Felice d'Azeglio, Rizzoli, eccetera e grazie allo strumento del regolamento Unesco che solo in questo mandato ci ha visti per ben due volte venire qui in Consiglio comunale.
Passiamo alle risorse importanti impegnate a proposito dei fondi che chiedeva giustamente la consigliera a sostegno dell'economia di prossimità e dei cantieri, tra contributi a fondo perduto e defiscalizzazioni e lo sportello tram con le associazioni di categoria, nato proprio per metterli a terra, cosa che siamo riusciti a fare e su questo voglio specificare che per quanto riguarda i bandi, i perimetri sono stati concordati con le associazioni di categoria e consentivano anche alle attività poste nelle strade limitrofe di partecipare tutta la progettazione sui mercati a partire dal mercato erbe, passando per il recupero dei chioschi abbandonati, ad esempio del mercato Albani, che sono hanno visto una nuova vita, arrivando alla riqualificazione in corso nel mercato di Vittorio Veneto e numerosi altri strumenti innovativi, come ad esempio il partenariato.
L'Amministrazione comunale e nello specifico, il settore economia si è occupato direttamente, in luogo della citata Agenzia dell'economia di prossimità citata dalla consigliera Zontini, di progettare e mettere a terra tutta questa mole di attività e io non posso che esprimere un ringraziamento nei confronti di chi ha permesso tutto questo, comprese le associazioni di categoria che, pur nel rispetto delle diversità dei ruoli, hanno avuto un importante ruolo non solo teorico, ma anche molto pratico nell'indicare le vere priorità di un mondo e di un mercato che sta soffrendo purtroppo dappertutto.
E siccome il question time chiede anche una valutazione politico-amministrativa e non solo amministrativa, mi perdonerete se aggiungo che non ci si può nemmeno stupire di questi numeri, dal momento che ormai abbiamo una crisi industriale conclamata pluriennali, un calo del potere di acquisto delle famiglie incredibile e venti di guerra che spirano ovunque. E poi tutto questo, ovviamente, in fondo, si abbatte ancora di più su un commercio che già soffriva per i motivi di cui parlavo prima. Difendiamo tutti insieme l'industria, il lavoro, il commercio, l'ambiente e la pace, perché è tutto collegato e questo ce lo dicono le attività commerciali stesse. Quando ci parlano del fatto che l'estate va male in città per il caldo erano proprio sugli sul giornale. Poco fa i bilanci delle attività che lamentavano un agosto difficile a causa dell'aumento delle temperature e del caldo e nelle località turistiche, anche perché i costi di gestione sono troppo alti e le famiglie non possono permettersi le vacanze e tutti viviamo sullo stesso territorio. Un'unica piattaforma da preservare è che in ultimo, in ultimo, preserva il nostro stile di vita. I metri centri urbani con servizi di prossimità di qualità è alla portata di tutti. Quindi, visto che mi sia richiesta una valutazione politica amministrativa. Ho voluto fare sia un excursus degli strumenti amministrativi, sia anche un inquadramento politico della situazione.
E per quanto riguarda, invece la domanda sulla questione della notte, ha già risposto alla mia collega Clancy. Non so se poi ci sono anche dei question time rivolte a lei, ma per quanto riguarda questa specifica cosa alla collega Clancy ha già appunto ha avuto modo di illustrare la posizione dell'Amministrazione, grazie.
Grazie, Assessore. A Guidonia. Ora la parola al Consigliere per la dichiarazione di soddisfazione o il consigliere Mazzanti, prego.
Grazie, Presidente.
Mi ritengo soddisfatto anche perché il quadro che ho fatto l'assessore, quello importante, due questioni, la scelta dell'hub.
L'altro hub riguardo alla zona Corticella vi sarà un'altra bella scommessa, anche perché lì abbiamo in base alle norme nazionali e le leggi.
Una concorrenza spietata di strutture commerciali, di una certa rilevanza. Ultimamente pare che la zona di Corticella Navile sia molto quotata da tutti i gruppi commerciali, italiani e stranieri che vogliono tutti. Venne lì e quindi c'è questo aspetto d'altra parte la scelta io credo di avere salvaguardato il centro storico, eliminando ad esempio le strade che erano i bordelli di Bologna, avevamo delle strade che erano completamente dei bordelli. Il Comune ha comperato e lì ha realizzato dei piani di edilizia economica popolare. Sono tre piani importanti che hanno consolidato l'abitato nel centro storico di Bologna. Questi.
Grazie, consigliere mancanti. Consigliera Zontini, prego. Grazie, Presidente. Ma ringrazio l'Assessora per la risposta che devo dire non mi lascia soddisfatto, anche perché, come dire, al di là di tematiche abbastanza generali e e anche note a tutti e non non trovo che abbia risposto nel merito di quello che io avevo chiesto, anche perché, al di là che, se vogliamo parlare delle origini della Liberazione liberalizzazione commerciale, andiamo indietro parecchi anni e sono comunque state tutte misure prese. Tra l'altro da e da governi di sinistra. Almeno due decreti su quattro portano il nome di Bersani e poi gli altri sono di Monti. Ma a parte questo il tema era perché non sono stati attivati con gli strumenti che la Giunta aveva messo nel suo programma di mandato. Noi non abbiamo visto nessuna agenzia per la promozione dell'economia locale, nessun tavolo di concertazione permanente e tantomeno un fondo ad hoc per come scriveva il Sindaco, affrontare insieme i cantieri cittadini, cioè le risposte che noi, ma soprattutto della città si attendeva, erano queste e non altre. Grazie.
Grazie, consigliera Zontini. Ringraziamo l'Assessore Albidona. Chi è terminato? Procediamo ora con le domande alla prossima all'Assessore Borsari. Scuole Armandi ha voglia i lavori fermi consigliera Zontini, prego.
Grazie, Presidente. Ringrazio anche l'Assessore Borsari, perché devo dire e viene sempre a rispondere anche, come dire, quando ci sono insomma, tematiche chiamiamole così spinosi, quello per quello lo ringrazio sempre la mia domanda, ovviamente segue gli altri che abbiamo fatto nelle settimane precedenti, sempre sul tema del cantiere delle scuole Arman diamogli la ulteriore domanda di oggi e prende spunto da un articolo appunto del Carlino, in cui il la ditta esecutrice, quindi la I se srl faceva presente, spiegava insomma il tema che era emerso appunto del mancato pagamento al subappalto, ma credo rimanga appunto una questione poi, diciamo così, privata, tra le aziende, ma piuttosto ne aveva incuriosito il fatto che la primus aveva specificato come i ritardi sul cantiere siano riconducibili a lacune progettuali. Chiedo scusa, quindi, di progetto, circostanza che esula dalla responsabilità ovviamente dell'azienda come impresa esecutrice e fa presente anche conferma la propria disponibilità a proseguire il confronto in atto con il comune nell'interesse della corretta e sollecita realizzazione dell'opera. Quindi la mia domanda ovviamente era su qual è veramente la lo stato attuale dei cantieri, se i lavori sono fermi e o meno grazie.
Grazie, consigliera. Procediamo quindi ora con l'assessore Borsani, che lo vedo collegato. Prego, Assessore.
Grazie, buongiorno, consigliere e consiglieri. Intanto il confronto prosegue, come ho già detto, è così come ho già detto anche nello scorso question time e il cantiere delle scuole vogli sta procedendo secondo il cronoprogramma presentato e come è già stato risposto, è prevista la fase di collaudo ad aprile 2027, successivamente il completamento della sistemazione e riqualificazione del giardino scolastico al rientro in sede degli studenti della scuola primaria per settembre 2027 quindi il cronoprogramma confermato. Il cantiere non è fermo per quanto riguarda le presunte lacune problemi progettuali. Credo di essere stato molto esaustivo. Lo scorso anno scorso, question time quando ho spiegato le vicende dell'appalto e quindi, come normalmente accade durante la fase esecutiva dei lavori, la direzione dei lavori porta alcune migliorie finalizzate a semplificare determinate lavorazioni, a perfezionare alcuni dettagli tecnici, quindi lungi dall'essere lacune progettuali o problemi di altra natura. Semplicemente stiamo parlando di un di una dinamica che è perfettamente normale in un appalto, peraltro in una zona, come abbiamo già detto, che è stata particolarmente oggetto, diciamo di e di alcuni di alcune criticità, anche dovute all'alluvione e per quanto riguarda il contenzioso tra l'appaltatore e subappaltatore, ovviamente noi non entriamo nel merito il Comune è tenuto al controllo dei documenti contabili, alla verità, alla vigilanza sul contratto, sull'adempimento del contratto e su tutto quello che appunto deve presidiare ai sensi della legge vigente, e quindi questo ruolo naturalmente l'Amministrazione comunale lo lo ha sempre esercitato e lo eserciterà Filippo, grazie.
Consigliere Zanchin, prego.
Grazie, Presidente e ringrazio l'Assessore per la risposta. A questo punto, come dire, ci affidiamo questo nuovo cronoprogramma, mi permetto soltanto di, come dire, è come dire, in dubbio alcune cose, ovvero il fatto che, ad esempio, nella le cosiddette lacune progettuali evidenziata anche da primus e come emerge dalle determine no, non fossero soltanto come dire, delle piccole modifica, le lavorazioni o altro. Infatti, abbiamo visto che si parlava addirittura di traslazione totale e in degli interessi e dell'intera struttura per via di problemi e appunto idrogeologici quindi una questione certamente non da poco, soprattutto perché parliamo di una scuola e fino a un paio di settimane fa l'Assessore Ara parlava della e me l'ha messo per iscritto della conclusione dei cantieri a dicembre del 26. A questo punto, appunto, prendiamo atto che siamo ad aprile del 27 e ci auguriamo insomma, che non si vada ancora oltre, ma soprattutto che i lavori possano proseguire con celerità ma soprattutto con la massima sicurezza, data l'importanza dell'infrastruttura, grazie.
Grazie, consigliera Zontini. Procediamo ora con la domanda successiva. Bici sul tram. Sono Conf. Solo confusione e intralcio. Consigliere Venturi, a lei la parola, prego. Proprio procedimento. Abbiamo appreso in questi giorni dagli articoli di stampa del fatto che sia allo studio ve l'ho già avuto la possibilità di permettere alle biciclette di salire sul sul tram, quindi oggi a chiedere all'Assessore Campaniello un parere politico amministrativo e se non ritenga che questa possibilità sia l'ennesima operazione di buonismo e questo è un termine e lassismo atte a creare confusione e intralcio, ovvero mi spiego meglio se è sempre stato detto che è un punto a favore del TRAIN fosse la possibilità di far salire più persone rispetto ad un autobus, quindi la possibilità di trasportare più passeggeri rispetto ad un autobus, ma se permettiamo a tutte le biciclette di salire, come possiamo arginare la possibilità di essere invase da ogni tipo di bici monocicli? Ogni altro mezzo di spostamento, anche elettrico in futuro. Il tutto, ovviamente a discapito delle persone.
Nelle carrozze oggi poi non ci sono postazioni appositamente ricavate, così come ci ha raccontato anche l'assessore, teniamo anche poi presente l'intralcio, persone anziane, disabili a bambini e donne incinte e persone deboli che si trovano a deambulare con supporti Girelli. Non sarebbe quindi meglio dedicare degli spazi piuttosto alle carrozzine e a questi deambulatori delle persone con difficoltà motorie. Ecco, auspico che ci si pensi bene e chiedo perciò all'Amministrazione di fare un passo indietro, perché mi sembra veramente una cosa oggi assurda di poter salire su dei mezzi come il trauma, andando in qualche modo a ostacolare tutti coloro che hanno difficoltà, cerchiamo invece magari di ricavare degli spazi, ripeto, piuttosto per carrozzine per deambulatori e permettere alle persone di muoversi meglio.
Assessore Campanella, un salottino della parola.
Grazie, Presidente. Un saluto a lei e alla segreteria Generale, allo staff del Consiglio, alla Consigliere Consiglieri. Grazie, consigliere Venturi per la domanda che mi offre l'occasione per svolgere alcuni chiarimenti. Il primo doveroso rispetto al fatto che il tram, come ho già avuto modo di spiegare in question time, è un veicolo multi articolato composto da moduli.
BETTI casse tra loro assemblati e non ha carrozze.
Questo lo dico perché così almeno dal punto di vista tecnico, quando chiamiamo le cose le chiamiamo con il loro nome. La cassa centrale è quella dove sono posizionate due postazioni per persone in sedia a ruote posti in prossimità delle porte e facilmente accessibili senza necessità di particolari tragitti a bordo. In assenza di persone in sedia a ruote. Tali postazioni possono essere utilizzate utilmente anche per alloggiare passeggini con bambini, per i quali si può disporre anche dello spazio libero in prossimità di tutte le porte. La disposizione dei posti presente sul tram fornito a Bologna non è inconsueta od originale ed è utilizzata con configurazioni non molto diverse nella stragrande maggioranza dei tram di nuova generazione, con dimensioni simili a quelle di Bologna.
Questa settimana a Berlino a in trans, una delle principali fiere internazionali che si occupano dell'industria delle tecnologie dei trasporti pubblici, è possibile vedere di persona cosa offre il mercato e scoprire che i veicoli proposti sono molto simili a quello di Bologna. Per quanto attiene le biciclette a bordo dei tram in molte città questa possibilità è ammessa, sia pure con varie limitazioni e in generale si utilizzano a tale scopo gli spazi presso le porte o anche gli spazi adibiti alle persone in sedia a ruote, chiaramente, quando questi sono liberi e dando priorità alle sedie e alle persone con disabilità oppure alle carrozzine e solo in terza istanza alle biciclette. Normalmente le limitazioni riguardano il numero massimo di bici, gli orari in cui ciò è ammesso e i modelli deve essere comunque evidenziato che la decisione ultima spetta al direttore di esercizio nominato dal gestore in quanto responsabile del regolamento d'esercizio del servizio tranviario, tenuto conto delle condizioni a cui sarà soggetto i servizi, in particolare nelle prime fasi, tutte queste cose io le ho già chiarite diverse volte. Mi è utile alla sua domanda, perché.
Facciamo un ulteriore passaggio in questa sede, ribadendo che noi ci siamo occupati di realizzare l'infrastruttura, ma poi sarà il gestore che dovrà.
A dare risposte. Anche da questo punto di vista c'è un tema legato alla Carta dei servizi, c'è un ragionamento che si sta facendo, ribadisco, guardando anche a tutto ciò che avviene in altre realtà dove i tram circolano da anni, quindi non ci saranno sorprese particolari. A Bologna c'è un lavoro importante che si sta.
Facendo anche di condivisione, approfondimento è esame delle delle varie opzioni e quando sarà il momento giusto, daremo anche le informazioni che si rendano necessarie alla collettività, precisando che l'ultima parola, appunto, spetta al direttore di esercizio e non a noi.
Consigliere Venturi, prego. Non sono soddisfatto, Assessore, anche perché mi sarei aspettato e avrei desiderato da parte sua un diniego sul fatto che le biciclette potessero effettivamente salire su questi moduli, come li chiama lei o carrozze come li chiamo io? Detto questo, credo che il discorso delle limitazioni delle postazioni adibite alle sedie a rotelle che potrebbero essere utilizzati in caso non si fossero appunto queste sedie a rotelle da parte delle biciclette. Mi sembra una cosa abbastanza purtroppo irrealizzabile, in quanto sappiamo che esiste una diversa sensibilità civica da Paese a Paese, quindi magari nel Nord Europa. Questo viene effettuato in Finlandia, in Svezia o in altri Paesi, mentre da noi sappiamo purtroppo che ci sarà sempre qualche maleducato che andrebbe a occupare questi spazi destinati alle sedie a rotelle con la propria bicicletta, creando scompiglio, creando disagio, come spesso purtroppo avviene, ed è un fenomeno odioso per i parcheggi destinati ai disabili. Ci sono dei parcheggi destinati ai disabili, dove molte volte invece vengono occupati da normodotati da persone che non hanno alcuna disabilità. La stessa cosa avverrebbe.
Grazie, consigliere. Procediamo ora con la domanda successiva, Consigliere Giordani, sicurezza in strada vera, non slogan, prego. Sì, grazie, Presidente e ringrazio l'Assessore per rappresenta. Chiedo solo un attimo inizialmente per esprimere la mia solidarietà la nostra solidarietà al Sindaco e all'onorevole Bonaccini per quanto successo, per le minacce che hanno ricevuto, che riteniamo anche al candidato Sindaco Giovanni Fabio, perché le minacce in ogni caso non si devono essere mai tollerabili, tollerate lo scontro, il confronto anche aspro. Si possono alzare i toni, ma deve rimanere nell'ambito politico. Per cui noi.
Non accettiamo questo tipo di violenza verbale o addirittura in caso di lettere e nei confronti del Sindaco e dell'onorevole Bonaccini, a cui ribadisco la nostra solidarietà. Detto questo, e abbiamo letto ultimamente nelle un report commentato anche dall'assessore dell'osservatorio dell'Associazione sostenitori e amici della Polizia stradale che indica la Regione Emilia Romagna come la seconda regione d'Italia per le vittime sulla strada in particolare dei ciclisti.
Questo e visto anche i numerosi incidenti che stanno coinvolgendo proprio i ciclisti e gli utenti deboli della strada negli ultimi mesi, soprattutto in corrispondenza degli attraversamenti e delle zone dove investire, insisterà il tram.
Chiedo per questo motivo al Sindaco e alla Giunta che cosa intenda fare per mettere in campo, per mettere in campo, per far sì che queste situazioni in listino a calare, perché qui siamo in una fase invece di aumento e in previsione dell'entrata in funzione del tram. Prima o poi finiranno questi lavori che dovevano essere finiti, dovrebbero assembrarsi finiti, ma così non sono evidenti le evidenti differenze di livello tra le varie pavimentazioni che compongono la sede stradale e cosa cosa ha fatto notare varie volte verranno in qualche modo eliminato, maggiormente segnalate. Purtroppo mi dispiace doverlo ribadire, ma Bologna 30 in questo in questo momento è solo e puramente uno slogan. E invece, purtroppo i pericoli e gli ostacoli creati con i lavori sono una realtà. Grazie.
Grazie, Consigliere. Prego, Assessore Campanile. Grazie, consigliere Giordani. Anche a nome dell'Amministrazione per la solidarietà che ha espresso nei confronti del Sindaco. Mi farò, mi costituirò parte diligente per riportarla al Primo Cittadino. Venendo al tema della Città 30 e prima di entrare nel merito della risposta puntuale che le ho preparato io, ci tengo però a una doverosa sottolineatura, perché se c'è gente che non rispetta i 30 chilometri orari. La colpa non è di chi ha messo il limite, ma di chi non lo rispetta. Se esiste una norma scritta.
Sulle nostre ordinanze, che impone di assumere determinati comportamenti e questi vengono violati, il problema non è di chi ha scritto la norma.
Con riferimento, invece, alla domanda in oggetto, mi preme ricordare che l'85% della linea rossa e il 90% della linea verde prevedono una sede tranviaria non percorribile per le biciclette.
E non percorribile per gli altri mezzi di trasporto, infatti, si tratta di una sede dove può viaggiare soltanto il tram nei restanti tratti in cui il tram viaggerà in promiscuo con altri veicoli e quindi anche con le biciclette, vi siano comunque porzioni in cui ciò avverrà con esclusione delle biciclette, in quanto queste ultime dispongono di un percorso ciclabile in sede propria. Si sottolinea inoltre come nella maggior parte della delle strade interessate dalla realizzazione delle linee tramviarie rosse verde sono state realizzate compatibilmente con gli spazi disponibili piste ciclabili mono o b direzionali e corsie ciclabili in carreggiata.
Alcuni tratti stradali sono stati inoltre disciplinati come strade urbane, ciclabili e, ai sensi di quanto previsto dal codice della strada, sul progetto definitivo delle due linee è stato inoltre rilasciato da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il nulla osta tecnico ai sensi dell'articolo 3 del DPR 7 5 3 dell'80, che tiene conto anche del parere rilasciato da ANSFISA, Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali tali nulla osta hanno fornito specifiche prescrizioni anche riguardo alla sicurezza della mobilità ciclistica in prossimità delle linee tranviarie recepite in sede di progetto esecutivo e conseguentemente in fase di realizzazione delle opere. I punti dunque in cui le biciclette si devono conforma confrontare con la presenza di binari sono estremamente ridotti.
E tutti i posti all'interno di zone con velocità ridotta ai 30 chilometri orari. Per quanto riguarda invece le intersezioni stradali e gli attraversamenti ciclabili che vedono la presenza di binari del tram si fa presente che in questi punti non vi sono gradini o dislivelli da superare e saranno regolati con appositi impianti semaforici. È evidente che nel caso in cui le persone che utilizzano la bicicletta e come loro altri utenti della strada non rispettassero la segnaletica stradale o le regole di circolazione previste per i per per gli altri conducenti dei mezzi, i pericoli e le conseguenze di rischi e i conseguenti rischi di incidenti sarebbero ovviamente maggiori, ma questo attiene, ripeto, alle violazioni e non al rispetto delle regole.
Si ricorda, infine, che alcune situazioni puntuali in cui si riscontravano differenze di livello e nella pavimentazione stradale saranno risolte attraverso attività di finitura risoluzione di non conformità attualmente in corso, nonché di asfaltatura definitive e tracciatura della segnaletica finali. A tale attività, che sono comunque prossimi alla conclusione, farà seguito l'avvio della fase di prove dell'infrastruttura necessaria per il conseguimento del nulla osta all'esercizio dell'infrastruttura. Io qui ci tengo a rimarcare quest'ultimo punto, perché è fondamentale. Noi abbiamo rimosso in larga parte della città le reti arancioni perché c'era bisogno che la città potesse ricominciare a respirare, ma non abbiamo ancora acquisito l'opera infrastrutturale e definitiva. Quindi c'è un'attività puntuale che stanno facendo e faranno i nostri uffici nel momento in cui sarà definitivamente terminato il il cantiere, che un cantiere unico non sono un insieme di più cantieri che si sommano e a quel punto potremo apprezzare il lavoro terminato. Grazie Consigliere.
Grazie, Assessore, consigliere Giordani.
Grazie, Presidente. Non mi ritengo particolarmente soddisfatto perché, proprio alla luce del fatto che le opere devono ancora essere terminate, che c'è un lavoro in itinere, ma la gente, ripeto, soprattutto gli utenti deboli o qui dei messaggi di miei amici, ma non mi agli elettori che hanno proprio perché hanno avuto anche incidenti in.
Indipendenza o in altre zone del centro. Se sono convinto che ci sarebbe dovuta essere più attenzione da parte dell'Amministrazione e una richiesta di maggiore attenzione, sempre da parte Amministrazione, verso chi ha eseguito questi lavori non ancora terminati proprio per mettere in sicurezza e in maggior visibilità queste differenze, questi muretti di 5 centimetri che se uno scarta per evitare un ostacolo di qualsiasi genere sia, rischia di far cadere le persone anche e queste rischiano anche di avere dei dei gravi danni anche personali, grazie. Grazie, consigliere. Procediamo ora con una domanda della consigliera Scarano: trasporto pubblico a lavorare in queste condizioni è un'odissea. Consigliera, prego. Sì, questa è una domanda puntuale che si può e tutti gli anni a ridosso del Cersaie.
A causa dei disagi e ogni anno puntualmente viene vista la stessa frase: l'anno prossimo ci adopereremo, ci organizzeremo e vedrete che la situazione sarà migliore. Quest'anno è catastrofica, totalmente catastrofica, del resto ci sono dei cantieri impattanti, lunghi, ancora in essere, ma soprattutto finiti cantieri. La situazione non migliorerà perché quelle carreggiate son state ristretta e quindi c'è la situazione. Ponte Matteotti San Donato. Non so se qualcuno l'ha fatta in questi giorni impraticabile e il trasporto pubblico locale in concomitanza di una delle filiere più importanti in quanto internazionale.
È qualcosa di esplosivo di impossibile. Sono arrivate le lamentele. Sono arrivate, cioè restringimenti di tutto: disagi, ingorghi, incolonnamenti. Per arrivare poi si carica in centro in un hotel. Dopo un'ora si arriva in fiera. Questa è la situazione, siamo stati miracolati. Quest'anno perché non è piovuto. Chiedo alla Giunta un parere nel merito, grazie.
Grazie, consigliera. Prego, Assessore Campanile. Grazie, Consigliere Scarano.
Con riferimento alla domanda in oggetto, informiamo che, come accade per tutte le manifestazioni fieristiche più rilevanti degli uffici hanno attivato la cabina di regia, a cui partecipano tutti gli enti gestori coinvolti. BolognaFiere TPER Polizia locale, Polizia stradale, Società Autostrade, CAT e Cotabo per il trasporto pubblico non di linea Aeroporto di Bologna Marconi Express è RaiMovie.
La pianificazione della viabilità e dei trasporti, in occasione del Cersaie 2026, ha puntato a garantire la fluidi, la fluidità della circolazione attraverso la sospensione dei cantieri non essenziali ed un coordinamento operativo quotidiano. Dal punto di vista della circolazione in Piazza della Costituzione è stato vietato il transito e la sosta dei veicoli privati ai pullman turistici, consentendo l'accesso esclusivamente i bus di linea taxi e mezzi autorizzati muniti di pass su via Stalingrado è stato istituito il divieto di sosta su entrambi i lati fino agli svincoli della tangenziale 7 e 7 bis per garantire una maggiore fluidità del traffico, mentre via Felicori è stata riservata alle operazioni di carico e scarico passeggeri dei pullman turistici sotto la supervisione di personale dedicato. Il piano dei parcheggi dei collegamenti ha previsto l'impiego.
Del Parco Nord, collegato alla Fiera tramite le linee bus e alla alla linea 9 4 7 di TPER e l'utilizzo dei parcheggi multipiano Michelino e Costituzioni, lasciando interamente le aree riservate agli espositori. Per quanto riguarda la viabilità autostradale l'uscita 8 della tangenziale è rimasta aperta salvo chiusure temporanee in caso di criticità e i varchi del Corsello BolognaFiere sono state aperte nel primo pomeriggio con il presidio rafforzato dalla Polizia stradale. Il sistema di trasporto pubblico ha visto il potenziamento delle linee di per 35, la conferma del servizio People Mover, due navette e l'introduzione di un treno speciale riservato agli espositori in tratta da Reggio Emilia, Rubiera e Modena verso Bologna Fiere sono state inoltre attivate una navetta diretta fiere aeroporto con frequenza semestrale della piazza della Costituzione. Un collegamento dedicato fra via Carracci è la fiera, è un'area di sosta per i pullman turistici in via Fioravanti. Infine, il Comune ha formalizzato l'invito allo smart working per le aziende situate nei pressi del distretto fieristico per alleggerire il traffico cittadino. Cosa avremo l'anno prossimo, gentile, consigliera, il tram che, come lei sa benissimo a ben tre fermate in prospicienza del quartiere fieristico, con un'alta capacità di carico e un'alta frequenza di transiti. Quindi immaginare che la situazione non sia stata presa di pugno dal punto di vista infrastrutturale è evidentemente molto lontano dal vero, perché.
Gran parte dei disagi di cui abbiamo discusso sono riconducibili al fatto che ci sono delle cantierizzazioni in corso. La stessa via San Donato attualmente è a senso unico in direzione periferia, perché insistono dei cantieri che al termine del Cersaie avevamo già detto che avremmo portato avanti, quindi prossima alla riapertura, quindi delle modifiche ancora sono in corso allo stesso ponte Matteotti, che lei ha citato in realtà vede al momento un transito sulla sede tranviaria, mentre a regime ci saranno due corsie in direzione centro, quindi dal punto di vista delle infrastrutture, delle strade, delle modifiche ci saranno eccome, ma il vero plus noi lo avremo con l'infrastruttura tranviaria che con tanta fatica, abbiamo portato avanti e che adesso vede LeU le battute finali prima dell'entrata in esercizio.
La parola al Consigliere per la dichiarazione di soddisfazione. Prego, Consigliere Scano.
Sì, grazie, Assessore, per la risposta che non mi soddisfa totalmente, nel senso che le buone intenzioni per l'anno prossimo ci sono tutte, ma io adesso a priori non posso pensare che effettivamente andrà tutto come lei.
Quello che è successo in questi anni mi porta a dire questo, di sicuro per quest'anno andava pianificato tutto meglio e mi auguro che avrete anche un momento di confronto successivo a questa fiera. Con tutti gli attori coinvolti per capire meglio cosa non è andato secondo la pianificazione a priori della fiera a margine della Fiera. Grazie.
Grazie, consigliera. Procediamo col Consigliere Fattori. Mancato rispetto della sicurezza dei pedoni. Prego, Consigliere.
Grazie, Presidente. Prendo spunto per questa mia domanda da un articolo pubblicato ieri, in cui ci si in cui residenti mettono in evidenza come siano messi in pericolo dal comportamento degli automobilisti quando utilizzano l'attraversamento pedonale di via Andrea Costa in prossimità della porta. Conosco benissimo quell'attraversamento pedonale lo utilizza spesso a dinamiche che chi va in auto e moto vede il semaforo verde in fondo alla via accelera per poterlo prendere e di conseguenza non rispetta la precedenza dei pedoni. Allora siamo nella settimana della mobilità sostenibile. Cerchiamo un attimo di alzare lo sguardo da un caso specifico a considerazioni generali, perché questo questo articolo confermo una cosa che ciascuno di noi chiede: prudente i limiti di velocità nei prati sotto casa propria, per poi magari essere insofferente ai limiti. Quando si trova a guidare qualcuno qui ha detto: chiediamo ai cittadini se vogliono il limite nelle loro vie, posso garantire tutti, vorrebbero il limite nella via dove abitano. Allora qui c'è una richiesta legittima di attraversare la sicurezza dell'attraversamento pedonale, ma quello che va messo in evidenza e anche qui c'è un titolo erogate del giornale. No, il titolo che dice: quelle strisce sono pericolose, non è pericoloso, l'attraversamento è pericoloso. Il comportamento di chi non rispetta le strisce pedonali no, così come non è un'auto che travolge un pedone, un ciclista, ma è chi guida quell'auto che travolge il pedone o il ciclista. Quindi in generale la richiesta comunque di maggiore sicurezza sarebbe altrettanto legittima. Peroni attraversamento pedonale provata venire in via Saragozza la sera, ad esempio, provate a vedere quali quali velocità fanno i veicoli no, i veicoli, soprattutto soprattutto la sera non solo non rispettano i 30, ma non rispettano neanche 50. Ora in via Andrea Costa c'è il limite dei 30. No, allora, siccome è evidente che non si può intervenire su tutti gli attraversamenti pedonali, cioè pensiamo a quali costi e con quali tempi no. Sarebbe necessario intervenire su tutti gli attraversamenti pedonali, perché si interviene nessuno, poi ce n'è un altro, eccetera. Questo non significa che non vadano.
Messi in condizioni di maggiore sicurezza, ma che non è evidentemente possibile. Parlo su tutti in tempi brevi e con i conti che ci sono, c'è un'azione che invece è a costo zero a costo zero aumenta immediatamente la sicurezza di tutti i pedoni e ciclisti e anche automobilisti. Quell'azione è il rispetto del limite dei 30 chilometri orari, laddove questo limite c'è, è un'azione a costo zero e ha effetto immediato in tutta la città. Allora a Torino è morto un bambino, Nicolò mentre andava a scuola, in bicicletta. No, mentre andava a scuola, in bicicletta con suo padre, qualcuno ha detto: i bambini non dovrebbero andare per strada in bicicletta. Allora diciamo che a Milano una nostra concittadina è stata travolta e uccisa da un automobilista mentre era sul marciapiede. Quindi diciamo che no, le persone non dovrebbero andare neanche a piedi per la loro sicurezza. No, allora quello che.
E cioè:
Tra l'altro, anche le proposte di modifica del codice della strada vanno non vanno nella direzione di diminuire il pericolo, ma nella direzione di dire dovete dipende da voi meglio come se noi avessimo no, un mondo pieno di persone che vanno in giro armate col colpo in canna. E la risposta: forse dovete mettervi il giubbotto antiproiettile. No, questa più o meno è la logica della proposta di modifica del codice allora, senza divagare la mia domanda è in quale modo l'Amministrazione intende rinnovare la percezione della importanza della consapevolezza del rispetto del limite dei 30 chilometri orari, quali interventi intenda attuare, ma penso che sia prima di tutto, al di là degli interventi strutturali, una questione di una questione culturale e di consapevolezza di quello che certi comportamenti comportano. Grazie.
Grazie, Consigliere. Prego, Assessore Campaniello. Grazie, Presidente. Grazie, Consigliere Fattori.
Mi consenta una premessa doverosa rispetto alle modifiche che sono state proposte al codice della strada e che davvero preoccupano perché proprio con riferimento al tema degli attraversamenti pedonali, si inverte la responsabilità in questa proposta di riforma, dalla l'automobilista al pedone, e questo è francamente.
È un qualcosa di inaccettabile. Quindi, se dovesse essere confermata questa proposta di modifica del codice della strada dall'indomani saranno i pedoni a dover essere attenti alle macchine e non le macchine ai pedoni e queste sostanzialmente inaccettabile, mentre abbiamo visto che addirittura ci sono città europee dove non esistono le strisce pedonali, perché i pedoni possono attraversare in ogni tratto della strada e quindi le macchine sanno che in determinate zone devono andare molto piano, proprio perché i pedoni.
Possono attraversare in qualsiasi luogo, mentre l'Europa va in una direzione di rafforzare la sicurezza stradale. Noi, invece, come fossimo dei gamberi, stiamo facendo dei passi drammaticamente indietro ed ha altresì perfettamente ragione intervenire sullo spazio fisico.
Per modificare diminuire la velocità è qualcosa che sicuramente stiamo facendo. Mi piace ricordare gli investimenti importanti che stiamo portando avanti, che superano i 39 milioni di euro e sono investimenti trasversali, perché non riguardano soltanto il il settore mobilità e il settore lavori pubblici, ma anche il verde, la riprogettazione degli spazi, tutto in funzione di rendere le nostre strade più vivibili e più e più sicure. Però è evidente che quando si interviene sullo spazio pubblico, oltre a esserci appunto dei limiti fisici rispetto agli interventi, occorrono tante risorse, anche tanto tempo è l'elenco di.
Situazioni critiche rappresentate dai cittadini è drammaticamente lungo. A noi piacerebbe poter rispondere positivamente a tutte quante le richieste, come ho già avuto modo di rappresentare proprio in quest'Aula. Se rispondessimo le richieste che ci arrivano da tutti i cittadini, altro che i Città 30 avremmo una città dove la velocità viene ridotta ai 15 chilometri orari, perché le richieste più pressanti che riceve dal Settore Mobilità e il sottoscritto sono di mettere in sicurezza ogni attraversamento pedonale, ogni angolo della nostra strada. Poi condivido con lei il rammarico che molte delle persone che ci scrivono e ci fanno queste istanze sono contrarie alla Città 30, perché tutto ciò che succede al di là del proprio naso non non interessa, e questo è un problema molto, molto serio che abbiamo ed è un problema di natura culturale sul quale in nessun intervento fisico o delle forze di polizia locale potranno mai intervenire? Via Andrea Costa? È una strada sulla quale nel 2024 siamo intervenuti con la riduzione del limite di velocità e portandolo i 30 chilometri orari e nel 2021 ha visto un importante investimento dell'amministrazione per il rifacimento dei marciapiedi degli attraversamenti laterali, un investimento di circa 1200000 euro. Ve lo ricorderete, perché io mi ricordo perfettamente tutte le polemiche che ci furono durante anche quei cantieri.
Venendo ai gli attraversamenti pedonali, anzi all'attraversamento pedonale, che in corrispondenza più o meno del civico 33, esiste una soluzione che potremmo mettere in campo nel medio periodo, che consisterebbe nella avvicinare quanto più possibile all'intersezione con via ordinò l'attraversamento pedonale che attualmente effettivamente poste in una posizione un po' coperta dalla sosta delle macchine e quindi potremmo e stiamo ragionando di anticipare l'attraversamento pedonale, migliorandone anche l'illuminazione, ma occorrerebbe anche intervenire sulla sulla fermata del bus. Noi crediamo che questa misura fatta nel medio termine.
Nel medio termine potrebbe aiutare a migliorarne la sicurezza. Dopodiché c'è un tema: alzare gli attraversamenti pedonali significa portarli quantomeno in quota con i marciapiedi e lì i marciapiedi non hanno un'altezza molto importante, quindi per intervenire senza creare delle barriere architettoniche, bisognerebbe intervenire anche sui marciapiedi, e questo ri lo faccio presente sia per l'attraversamento di cui stiamo parlando, che per l'attraversamento di prospiciente la chiesa di San Paolo di Ravone, dove anche lì ci sono state segnalate diverse volte pericolosità per per gli attraversamenti. Aggiungo rispetto all'attraversamento fronte civico 33 che in quel tratto di strada dove vorremmo portare il l'attraversamento pedonale, la sezione della strada più stretta perché la via Andrea Costa va allargandosi quando ci si avvicina ai viali per avere due corsie di attestamento proprio in corrispondenza con l'incrocio dei viali. Attualmente il percorso pedonale si trova sul tratto di strada più largo e questo implica una maggiore percorrenza da parte degli dell'utenza debole. Questo è un intervento che possiamo mettere in piedi sul medio termine un po' gli attraversamenti pedonali rialzati richiederebbero anche investimenti sui marciapiedi e questo implicherebbe ovviamente tempi più lunghi e necessità di risorse più importanti. Ecco, se vogliamo, visto che il tema viene posto anche da persone non appartenenti alla maggioranza di Consiglio, ma anche delle opposizioni, fare un lavoro utile alla città, siccome da lì è previsto che passi anche la linea blu del tram che con sé porterà anche il rifacimento di tutta quanta la strada dei sottoservizi, così come è avvenuto anche nelle altre strade cittadine. Una cosa utile che si potrebbe fare tutti insieme e sollecitare il Governo, visto che noi il progetto lo abbiamo depositato nei tempi stabiliti dal Ministero e mi riferisco a maggio dell'anno scorso e non sappiamo ad oggi ancora se la linea verrà finanziata e realizzata. Una spinta utile potrebbe essere quella di vedere una risposta rispetto a questa importante infrastruttura, che con sé porterebbe anche degli interventi importanti sulla strada di adeguamento e messa anche in sicurezza. Grazie Consigliere.
Grazie, Assessore Campaniello.
Consigliere Fattori, prego.
Grazie, Assessore. Sono soddisfatto della risposta in relazione alle proposte di modifica del codice della strada. A volte mi domando se le proposte sono scritte direttamente da chi dirige la rivista quattro ruote. Non so se avete mai letto le introduzioni della rivista in cui ci ha una visione esclusivamente auto Chandrika a tutti gli altri soggetti sulle strade sarebbero degli intrusi. Bene tutti gli interventi per aumentare le condizioni di sicurezza fondamentale azioni di carattere culturale diffuse, perché tutti quanti siamo.
Nella condizione di essere i cosiddetti utenti deboli, anche quindi fondamentale anche l'azione culturale, grazie.
Allora, grazie. Procediamo ora con la domanda successiva della consigliera Bernagozzi. Salutiamo l'Assessore campanello che ha terminato. Delibera con osservazioni al Piano nazionale aeroporti sul tema compatibilità ambientale acustica. Aeroporto Marconi prego, Consigliere assoluto, la vicesindaca qua con noi in Aula. Prego, Consigliere.
Sì.
La mia domanda è molto semplice, diciamo che l'aeroporto sta tenendo banco di nuovo in queste ultime settimane.
Ho letto anche stamattina che qualcuno direbbe che sarebbe materia di campagna elettorale. Io vorrei ricordare che di aeroporto parliamo in quest'Aula dall'inizio di questo mandato, anzi ad essere proprio precisi, con uno dei primi interventi fu della collega Marta Evangelisti, che siede nei banchi dell'opposizione proprio sul tema dell'impatto acustico dell'aeroporto. A cui sono seguiti, come sappiamo molto bene, ma questo è tema, insomma, basta fare qualche ricerca, esiti, insomma, sono ufficiali gli atti pubblici di questo Consiglio comunale a cui hanno fatto seguito. Non sono interventi. So seduta, non solo richieste di question time e approfitto per ringraziare la vicesindaca che non ha mai mancato una risposta su questo tema, ma anche diversi ordini del giorno che abbiamo approvato qui, che ricordavano il tema delle dei sorvoli notturni, il tema del dell'Osservatorio, insomma, gli atti sono pubblici, a dimostrazione che questo non è che sia un tema da campagna elettorale, è un tema che riguarda i cittadini della nostra città e quindi di conseguenza è un tema all'ordine del giorno. Io credo di tutti noi, come ho appena avuto modo di dimostrare.
Diciamo che ci troviamo in un limbo, perché ho letto appunto e qui su questo chiedo una valutazione politica o amministrativa alla nota tecnica che è stata mandata rispetto al Piano nazionale degli aeroporti che è stato presentato e che descrive in questo momento uno sviluppo dell'aeroporto Marconi ulteriore rispetto a quelli che sono i dati odierni. No degli 11 milioni di passeggeri. Sì, si fa una una previsione di 15 milioni di passeggeri ma tutto questo succede proprio no, nel diciamo, in questo frangente in cui, come abbiamo avuto modo di disquisire ieri nella Commissione convocata dal presidente Mazzanti, siamo in un in una fase in cui invece c'è stata una una presa d'atto rispetto al rumore acustico e quindi stiamo mandando il Comune, lo farà e osservazioni rispetto all'impatto acustico e quindi la piena compatibilità sia dal punto di vista acustico che ambientale nel nostro aeroporto. Questo, ovviamente, ripeto, è un tema che ci è caro e quindi su questo chiedo una valutazione politico-amministrativa rispetto alle note che sono state inviate, che si incastrano anche in un ragionamento regionale che ieri non abbiamo affrontato in quella Commissione, ma che vorrei di distribuzione regionale, che invece vorrei comunque ricordare che è un tema che qui è stato posto più e più volte. Noi parliamo di un traffico aeroportuale sui quattro aeroporti della regione Emilia Romagna. È un traffico che prevede l'aeroporto di Bologna ad oggi coprire più del 90% del traffico aereo. Anche su questo abbiamo provato ad aprire un ragionamento chiedendoci se si può evitare questo sovraccarico sulla nostra città, sapendo perfettamente che parliamo tra l'altro di un aeroporto altamente urbanizzato, non era un aeroporto, diciamo, come può essere Malpensa che comunque ha i suoi stessi problemi, né un aeroporto fuori completamente dal centro abitato, ma è stato ricordato qui, è stato ricordato in Commissione, ieri, è altamente urbanizzato, è dentro la nostra città, che sicuramente è una caratteristica molto positiva dal punto di vista dell'attrazione turistica dello sviluppo economico, ma che ovviamente ne caratterizza anche i limiti oggettivi rispetto al lavoro che può fare quello quell'aeroporto. Siccome abbiamo parlato anche della chiusura notturna e su questo io lascio qui una riflessione alla vicesindaca. Se insomma è un po' il diciamo lo scoglio più grande, come se si dovesse scegliere tra lo sviluppo dell'aeroporto e il lavoro e la salute e il benessere. Io credo che la politica, ripeto, abbia invece debba avere l'ambizione di tenere insieme questi due pilastri e di provare a farli coesistere, perché altrimenti non si capisce che cosa scriverebbe la politica. Perdonatemi. Quindi anche su questo io vorrei lanciare una riflessione. Ho guardato alcuni dati vicesindaca che riguardano alcuni aeroporti, ne prendo uno italiano, che è quello che è quello di Napoli, che attualmente prevede una chiusura notturna e che ha un volume di, diciamo di passeggeri e di voli che è superiore a quello di Bologna, nonostante una chiusura notturna in una fascia un po' più, diciamo non è quella del nostro, del nostro, della nostra ordinanza e un po' più ristretta in quella fascia di chiusura notturna di quello scalo. Ecco, segnalo che non c'è stato alcun posto di lavoro perso, quindi evidentemente c'è stata una rimodulazione dei voli, si sta ragionando anche su questo. Ecco, io credo che questa sia questo, sia il tenore del diciamo della discussione che noi dovremmo tenere qui e che credo debba essere tenuto da tutti una una discussione all'altezza del compito che abbiamo. Noi abbiamo il compito di preservare una struttura sicuramente strategica di questa città, che ha ambizioni di sviluppo, ma se non ragioniamo rispetto a come quello sviluppo viene costruito. Purtroppo credo che parliamo tutti il compito e non è una questione di campagna elettorale, ma anche di salute e di benessere dei cittadini, come sa esattamente anche del del posti di lavoro che vanno certamente tutelati insieme. Ragioniamoci, grazie. Grazie, consigliera. Prego, vicesindaco.
Grazie, Presidente. Grazie, consigliera Bernagozzi. In merito alla sua interrogazione, le fornisco una inquadramento sulle valutazioni che l'Amministrazione ha formulato in merito alla valutazione ambientale strategica della proposta di Piano nazionale degli aeroporti 2026 2035, il cosiddetto PMA.
Come è noto, la Giunta comunale ha appena approvato la delibera PG 7 2 COIR 4 4 e 84 il 17 settembre scorso per la presentazione delle osservazioni che il nostro Comune fa al Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica e alla Regione Emilia Romagna, raggiungendo quindi è un documento tecnico articolato e dettagliato.
Ritenuti da ricordare che il Piano nazionale degli aeroporti rappresenta un documento di programmazione strade strategica è redatto da ENAC, di concerto col Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e sono lì definiti gli indirizzi strategici per lo sviluppo del comparto a livello nazionale. Per quanto riguarda l'aeroporto di Bologna, alle proiezioni di traffico del PNA ipotizzano al 2035 un'ulteriore crescita sia di passeggeri che di movimenti rispetto a quelli che sono stati valutati e approvati non solo nella nell'ambito del vigente Master Plan aeroportuale 2016 2030, quindi non solo un incremento rispetto all'attuale, ma anche rispetto al masterplan.
Le stime contenute nel PNA per il 2035, infatti, prevedono per il Marconi, in particolare, il superamento di 15 milioni di passeggeri annui. Noi attualmente abbiamo 11 milioni di passeggeri annui e di oltre 95.000 movimenti all'anno attualmente siamo al 79.000, valori superiori, quindi a quelli del vigente master plan, che per il 2030 prevede 12 milioni di passeggeri annui e 91.000 voli all'anno.
Le stime di crescita previsto della PNA, configurato quindi rispetto ai dati del 2024, ovvero l'anno di riferimento considerato nel PNA, prevedono un incremento pari al 40% per i passeggeri e 23% per i movimenti aerei. A questo riguardo la nostra Amministrazione comunale esprime quindi una valutazione di forte preoccupazione l'attuale numero di movimenti dell'aeroporto di Bologna, infatti, ha ormai generato sul territorio una situazione di sostanziale a saturazione acustica, con il progressivo aumento della popolazione esposta a rumore aeroportuale. Questo è confermato dall'andamento delle curve di rumore registrate negli ultimi anni. Il 2023 24 e 25 che tra l'altro risultano essere più estese rispetto a quelle stimate approvate e sempre nell'ambito del masterplan 2016 2030 per lo scenario di massima crescita al 2030 già oggi evidenziando quindi come la movimentazione aeroportuale stia generando sul territorio, infatti, che non erano stati valutati, non erano stati previsti nell'ambito della procedura di VIA ministeriale alle condizioni attuali, quindi non riteniamo conciliabile col territorio prevedere un ulteriore incremento così importante del numero dei movimenti per l'aeroporto di Bologna, pur condividendo l'approccio del PNA orientato alla creazione di un sistema integrato aeroportuale dell'Emilia Romagna fra i quattro scali di Bologna, Rimini, Forlì e Parma.
Rileviamo come la ripartizione del traffico aereo ipotizzata nel piano. Poi, alla fine, continui a gravare quasi totalmente su Bologna. La percentuale di assorbimento del traffico regionale da parte del Marconi passerebbe infatti dal 95% nel 2024 al 94% del 2035, quindi una riduzione di un solo punto percentuale, a cui però corrisponde comunque un forte aumento di traffico espresso. I numeri assoluti sia dei voli che di passeggeri per amministrazione comunale alla rete regionale deve invece rappresentare una concreta opportunità di riequilibrio di crescita distribuita, ponendo un reale ai limiti della capacità per lo scalo bolognese, ed è stato pertanto osservato che per un efficace coordinamento tra gli aeroporti facenti parte del sistema integrato aeroportuale di riferimento. Il PNA dovrebbe definire un tetto massimo di capacità per il singolo aeroporto, con l'effetto di indurre una fisiologica sinergia fra aeroporti dello stesso sistema, analizzando le possibili misure incentivanti anche di tipo fiscale, come peraltro ipotizzati dal piano stesso. In quest'ottica è opportuno anche valutare per il cargo la migliore distribuzione all'interno del sistema integrato aeroportuale dell'Emilia Romagna o del sistema nazionale tra su scala caratterizzati da un'adeguata riserva di capacità e da un intorno a un territoriale non densamente urbanizzato su voli cargo. Ci stanno scrivendo nuovamente molto spesso i cittadini e le cittadine residenti anche sull'orario notturno.
Abbiamo anche evidenziato la mancanza all'interno del piano di un apparato normativo specifico che possa garantire la reale stringente applicazione delle azioni e mitigazioni ambientali assunte per verificarne la sostenibilità. In merito al tema dell'accessibilità dell'aeroporto col trasporto pubblico, è stato evidenziato come risulti indispensabile pianificare nuovi servizi e interventi infrastrutturali per rispondere alle esigenze odierne e centrare gli obiettivi del piano queste misure richiedono infatti, risorse straordinarie da parte del Ministero competente, che non possono essere coperte esclusivamente nell'ambito del coordinamento regionale per il Fondo nazionale del TPL. Quindi ribadiamo con fermezza che, pur riconoscendo il valore strategico ed economico dello scalo, la tutela della salute pubblica, la qualità della vita dei cittadini e delle cittadine e la compatibilità ambientale. Restano per questa Amministrazione delle priorità imprescindibili e non subordinati allo sviluppo dell'infrastruttura. Grazie.
Grazie, vicesindaco consigliera Bernagozzi, prego.
Sì, ovviamente sono soddisfatta della della relazione, di insomma, che che ci è stata presentata, della valutazione politica amministrativa rispetto al Piano nazionale aeroporti. Il tema dei cargo è un tema che abbiamo affrontato a volte anche in maniera più marginale, ma anch'io credo che resti uno dei temi principali, perché, come lei ha ben ricordato in questo momento spesso capita tra l'altro i voli cargo. Voglio ricordare qui che spesso sono molto più rumorosi deboli, deboli, diciamo di quei voli che potremmo chiamare voli passeggeri, quindi anche su questo c'è, c'è da ragionare. Quindi intanto la ringrazio. Io penso ribadisco che questo sia il compito della politica mettere insieme gli interessi della città, l'interesse dei cittadini a cercare di capire come far convivere una struttura così strategica anche con il benessere e la salute dei nostri cittadini. Penso che siamo su questo insistendo ragionando e continueremo a farlo anche grazie ai passi in avanti che questa Amministrazione ha fatto e continuerà a fare. Grazie.
Grazie, consigliera Vita notturna. Consigliere Begaj, prego.
Grazie, Presidente. Sì, abbiamo letto di delle delle parole che sono state spese dal presidente di Confesercenti Zucchini e insomma, che hanno generato un po' di dibattito in città rispetto alla.
Presunta morte della vita notturna a Bologna.
E questo naturalmente colpisce la ragione per cui muovo la domanda, ringraziandolo la vicesindaca dalla presenza, come sempre ricomprendere, insomma, se veramente la vita notturna è morta o se sta messa male, diciamo così,
Capire se c'è una valutazione politica anche delle ragioni per cui ci sarebbe no, una trasformazione o una crisi della vita notturna in città, se riguarda solo questa città, se se riguarda una dinamica che vediamo anche nelle altre città a livello globale, se questo ha a che fare con anche la trasformazione economica.
Del territorio dei flussi, anche turistici o meno che è anche collegato alle questioni che che in quest'che ne question time di oggi poi abbiamo affrontato con con con l'altro Assessore, naturalmente, però ecco, io credo che.
Si faccia fatica a rimpiangere una la Bologna del passato, nel senso che la nostalgia non ci aiuta ovviamente ad affrontare delle questioni che riguardano proprio un cambiamento delle persone sociale, politico, economico, delle persone che che che vivono in città o che la attraversano, e noi dove io credo che dovremmo fare un'analisi, ecco, non superficiale di questo. Ecco, è e anche comprendere poi quali sono gli interessi in gioco, perché naturalmente.
Non possiamo, come dire, volere tutte le cose, anche quando esse sono contraddittorie, a mio avviso, almeno, e cioè.
Riempire la città.
Di turisti, svuotarla.
Dalle dalle persone, come dire, che vogliono abitarla stabilmente o che un tempo abitavano stabilmente.
Allo stesso tempo, appunto,
Pensare che questo non produca in qualche modo no alla un allontanamento di chi potrebbe vivere la città a 360 gradi. Pensare che questo non possa produrre un aumento dei dei prezzi anche della vita notturna del mangiare e del bere, che non è solo questo. La vita notturna, ovviamente c'è anche tanta cultura, c'è il tema della sicurezza, dell'attraversamento, come dire, della della città e del trasporto pubblico, ci sono tante cose che ci stanno che ci stanno di mezzo, però io credo che dobbiamo avere la lucidità in qualche modo di prendere una direzione e fare delle scelte. Evidentemente non lo dico tanto a all'Amministrazione, lo dico come sistema città, come tutti gli attori che sono coinvolti nell'economia.
E nella nella scelta delle città, perché tutto insieme non si può avere. Evidentemente. Allora è ovvio che avere, come dire, per per chi propone un'offerta commerciale il massimo avere tutto, cioè avere le persone, gli studenti, i turisti e le famiglie e i residenti, tutti quanti. Però poi se nella vita della città.
Questa questa dinamica confligge in qualche modo tutto, non si può tenere assieme. È evidente, allora, che delle scelte, delle direzioni vanno prese, posto che ci sono, io credo delle ragioni anche come dire, economiche, di flussi globali anche di trasformazione.
Delle del del comportamento sociale che non riguardano solo Bologna o che comunque, come dire, Bologna da sola non ha gli strumenti per poter per poter affrontare. Ecco, io credo che, insomma, la discussione dovremmo dovremmo farla all'altezza, non in maniera superficiale e capire le ragioni, capire quali sono gli interessi in gioco e insomma, ringrazio la vicesindaca, se potrà darci, appunto anche un punto di vista su quello che l'Amministrazione ha fatto fino a adesso, cioè tutto l'impegno che ci ha messo sulla vita notturna e anche, appunto un po' di valutazione politica su questa discussione. Grazie.
Grazie, consigliere Begaj. Vengono vicesindaco.
Grazie, Consigliere per la domanda. Ho già avuto modo di dire direttamente, diciamo alla dottore delle affermazioni che non le condivido. Tuttavia, come sempre penso sia molto utile quando si apre un dibattito pubblico su questi temi e quindi ci sono spunti di riflessione interessanti sulla notte, come il cambiamento delle abitudini e si è avvenuto negli ultimi anni, in particolare dopo la pandemia e quindi le persone nel tempo libero comunque hanno anticipato gli orari delle uscite. Questo è qualcosa che ci viene raccontato anche in Commissione consuntiva notte a proposito di qualcosa che abbiamo istituito in questo mandato per confrontarci con tutti i portatori di interesse che vogliono o hanno bisogno, vogliono partecipare alla costruzione di politiche pubbliche sulla notte o ne hanno bisogno hanno ci sono molta, c'è molto di più la predilezione per situazioni all'aperto, meno per locali al chiuso, diciamo rispetto a una frequentazione storica, c'è l'interesse a una fruizione diurna della città aumentata, e questo ci viene raccontato un po' in tutte le città metropolitane, non certo diciamo un tema di Bologna. Sicuramente anche rispetto, diciamo alla nostalgia di Bologna dagli anni 90 e 2000. Possiamo anche dire che sono cambiate alcune abitudini. È cambiata anche l'offerta? No, molto spesso viene ricordata questa Bologna che però dobbiamo dirlo, aveva anche tantissime osterie locali, dove si poteva stare a prezzi popolari fino a tardissimo durante la notte, quindi avere locali aperti in orario notturno che oggi magari sono sono meno presenti. Noi abbiamo pensato di costruire delle politiche dedicate alla notte, siamo partiti con l'analisi, con i focus group e questionari insieme all'Università di Bologna. Innanzitutto abbiamo raccolto molti dati, molte informazioni tra cui una preziosissima, cioè che tutte le generazioni, anche le persone over 80 escono a Bologna dopo le 8 di sera, almeno una volta a settimana, magari hanno esigenze diverse. No? Nei servizi indicati e nei bisogni c'era chi ci parlava di farmacie notturne, chi invece chiedeva di più prestiti sociali e culturali, però tutte e tutti escono la sera ed escono anche la notte. Una delle esigenze emerse maggiormente era quella di mobilità notturna e noi in questo mandato abbiamo costruito una rete di trasporto pubblico notturna, le linee N, una rete e un'infrastruttura complessiva che nelle notti fra del fine settimana e fra prefestivo e festivo portano non solo in tutta la città, ma anche verso i Comuni contermini e sono molto frequentate di notte, quindi questo ci racconta di come appunto la notte sia frequentata molti locali notturni che sono in zone più periferiche, ora hanno la possibilità di essere raggiunti dal trasporto pubblico notturno, così come abbiamo lavorato in Commissione consuntiva notte anche sulle segnalazioni dei gestori dei locali notturni che non erano magari raggiungibili dal bike sharing e quindi abbiamo, per esempio, aumentato gli hub di bike sharing intorno a locali che erano particolarmente periferici, dove prima non avi non arrivava appunto la 12.
Di di ride modi. Abbiamo creato dei nostri luoghi aperti la notte. La Montagnola, per esempio, è stato un esempio importante di come voler investire anche su una nostra idea di sicurezza notturna, cioè rendere il posto più fruito più partecipato, più attraversato, non chiuso nei cancelli, magari solo alla mercé di persone malintenzionate, ma invece popolato dalla cittadinanza. Abbiamo visto un calo anche della microcriminalità All'interno del parco abbiamo offerto un presidio notturno costante, cioè tutte le notti da mezzanotte alle 6 del mattino sono presenti gli host di nottambula nel parco della Montagnola ci sono bagni presidiati e gratuiti offerti dal Piano della notte. Anche questa era una richiesta che emergeva dal percorso di consultazione è quello di aumentare i servizi igienici pubblici ed estenderne gli orari. Su questo c'è ancora da fare, ma sono aumentati i bagni pubblici in città e vogliamo continuare a investire in questo senso e in Commissione consuntiva notte ci è stato suggerito di aprire anche di più i presidi culturali come le biblioteche, e quindi stiamo facendo sperimentazioni sull'apertura notturna delle biblioteche, sui punti nottambula, come ad esempio ex Dinamo che è un luogo aperto anche diciamo, nelle primissime ora ore della della notte che offre gratuitamente l'accesso, diversi servizi l'acqua al Wi-Fi, la ricarica delle bici o dei telefoni e dove è semplicemente poter sostare. Ecco, nottambula in generale è stato un grande presidio anche di osservazioni. Noi abbiamo operatori e operatrici specializzati, formati la notte che escono in servizio alle 10 di sera, terminano alle 3 del mattino. Abbiamo un'osservazione settimanale sulle zone frequentate dalla cittadinanza, anche di notte, appunto, non solo in zona universitaria, ma anche in Bolognina, presso le case di quartiere, dove ci sono arrivate magari anche segnalazioni di problemi di convivenza fra vita notturna evita residenziale, dove magari c'erano stati segnalazioni di percezione di insicurezza. Gli operatori e le operatrici nottambula vanno accompagnano le persone verso un bus notturno o verso casa, quindi noi conosciamo una popolazione notturna che vive la città che vive su ai locali notturni. Su questo abbiamo idee anche per il futuro. Allo scalo Ravone sicuramente vogliamo lavorare anche sulla notte. Già adesso, chiaramente lì è presente un distretto culturale che.
Che organizza, diciamo iniziative, concerti da da diversi anni, ma noi vorremmo diciamo darne una caratterizzazione, in particolare approfittando delle zone che sono più lontane dalla concentrazione urbana de delle residenti, quindi per investire, diciamo su un punto h 24 del Piano della notte. Questo è chiaramente un orizzonte più di lungo periodo di su tutto tutta l'operazione di rigenerazione che sta investendo e lo scalo ferroviario, però io davvero rimango diciamo alla Commissione consuntiva notte e alle occasioni di confronto, perché lì noi almeno un paio di volte l'anno, ma spesso anche di più ci confrontiamo con gli operatori e le operatrici ci sono presenti anche peraltro persone che fanno parte delle associazioni di categoria, come la persona autore delle delle dichiarazioni che lei ha riportato, che ci chiedono che cosa potrà, potrebbero di che cosa potrebbero aver bisogno per incentivare la vita notturna per rendere più raggiungibile, ad esempio i locali in periferia o altre esigenze Noyz lì con loro o costruiamo le politiche pubbliche e ne monitoriamo l'impatto, quindi penso che Bologna debba essere viva di notte e faremo in modo che continui ad esserlo. Grazie.
Grazie, ringrazio la Vice Sindaco, Consigliere Bellavia, prego.
Grazie, Presidente. Si sono molto soddisfatto della risposta. Penso che sia stato descritto un impegno non solo a parole, ma concreto, con risorse e progetti che hanno preso vita e quindi sono concreti e vivono quotidianamente nella in questa città legati proprio alla politica della notte, all'economia della notte.
E a tutto quello che che che c'è di delegato, io aggiungo solo questo ragionamento, forse banale, ma ma non lo è. Noi abbiamo parlato e ed è importante lo sforzo su questo di luoghi che non hanno solo una logica di consumo.
Però sappiamo anche che le persone hanno meno danaro in tasca. Noi dobbiamo dircelo. Questo non è, come dire, è un problema globale, però penso che noi non possiamo far finta di che questo problema non ci sia come anche di una logica in passato che anche sui conti.
Consigliere Mazzanti. Emergenza abitativa scarsità dei fondi del Piano casa governativo, prego. Sì, grazie, Presidente. Abbiamo visto in questi giorni sulla stampa l'impegno che la Regione ha messo economicamente 300 milioni di intervento di cui 200 finanziati dalla Banca europea e contemporaneamente abbiamo avuto l'ennesima presa di posizione prima dei costruttori, pure degli impresari edili, oggi anche dell'Ordine, degli ingegneri che ci dicono che il Piano casa nazionale è un grande bluff.
Che non ha capacità economiche, che non ha una soluzione in più, tutti i fondi sono bloccati. Le chiedo il nostro piano che abbiamo presentato con risorse nostre. No. Che tipo di continuità avrà anche rispetto a questa nuova pagina che è uscita a livello regionale e contemporaneamente una battaglia sul fronte nazionale. Grazie.
Grazie, Consigliere. Prego, vicesindaco.
Grazie, consigliere Mazzanti. La valutazione dell'Amministrazione comunale in merito al quadro delineato dal Consiglio nazionale degli ingegneri e dalle associazioni di categoria e di profonda e condivisa preoccupazione. I dati confermano tecnicamente quello che la nostra Giunta denuncia da tempo l'attuale impianto del Piano casa governativo risulta gravemente insufficiente, trasferisce il peso della crisi abitativa quasi interamente sui bilanci degli enti locali. Le stime del CNA smentiscono infatti la narrazione di un maxi investimento statale sull'edilizia residenziale pubblica. A fronte dei 10 miliardi annunciati, lo stanziamento reale per l'ERP si riduce al massimo a 1,7 miliardi a livello nazionale e comunque appunto, si i prossimi anni. Questo genera ricadute dirette, misurabili sul nostro territorio, risorse insufficienti per i cantieri. La media di 20 24.000 euro per alloggio stimato dal Gianni è irrealistica per coprire gli attuali costi di una ristrutturazione completa, perché abbiamo anche la necessità di fare efficientamento energetico, adeguamento sismico impiantistico, impatto locali irrisorio. Le proiezioni per Bologna, se diciamo le risorse fossero date in maniera proporzionale, percentuale perfetta. Poi sappiamo che in realtà vengono anche messe a bando e quindi gli enti locali competono tra di loro, ma seppure facessimo quella stima sarebbero appena 6 milioni di euro su cinque anni. Questo ci consentirebbe di recuperare al massimo una sessantina di alloggi sfitti all'anno un numero che non scalfisce minimamente la graduatoria del peso della nostra città. Ricordo che nel turnover annualmente a noi si liberano circa 350 400 appartamenti da ristrutturare, oltre allo scritto storico che invece stiamo ristrutturando con nostre risorse.
Rischio speculativo. Noi condividiamo l'allarme sulla quota del 70% di edilizia convenzionata applicata alla sola componente residenziale. Questo meccanismo normativo rischia di incentivare grandi operazioni immobiliari attrazione puramente commerciale, svuotando di significato la clausola sociale, limitando l'incremento di alloggi a canone calmierato. I comuni sono stati sostanzialmente lasciati soli a gestire una crisi strutturale esacerbata dall'inflazione, dal caro affitti l'azzeramento governativo del Fondo nazionale per il sostegno all'affitto del Fondo per la morosità incolpevole, anche eliminato le reti di salvataggio essenziali per le fasce vulnerabili è stato detto che venivano ripristinati, ma ho già spiegato in quest'Aula come appunto non sia stato così nell'attuale Piano casa a livello nazionale. La situazione richiede un cambio di paradigma radicale, non è possibile affrontare una crisi strutturale con bonus temporanei o operazioni di partenariato sbilanciata a favore dei privati. Come Amministrazione. Noi chiediamo quindi con urgenza al Governo e al Parlamento.
Il ripristino immediato e strutturale del Fondo nazionale a sostegno affitti, strumento indispensabile per prevenire la marginalità estrema alla perdita dell'abitazione un piano pluriennale di finanziamento pubblico per l'ERP che copra i costi reali di riqualificazione degli alloggi sfitti e permette a nuove edificazioni a consumo di suolo zero, quindi un intervento strutturale importante e non episodico, una legge quadro nazionale sul diritto all'abitare che fornisca ai comuni strumenti normativi efficaci per vincolare le operazioni immobiliari private, areali, quote di housing sociale e per regolamentare in modo stringente le locazioni af di affitto breve continuano a sottrarre alloggi al mercato residenziale di lungo periodo. In conclusione, Consigliere, quello che lascia davvero sgomenti e forse l'ostinazione con cui l'attuale Governo continui a rifugiarsi in questa retorica di un Piano casa disponibile e pronto a risolvere la crisi strutturale del diritto all'abitare nella nostra città, quando, appunto persino un organi di vertice nazionale che raggruppa, coordina, vigila su tutti gli ordini provinciali degli ingegneri d'Italia, quindi un soggetto tecnico terzo, non certo mosso da pregiudizio politico, arriva a dichiarare pubblicamente quanto sia gravemente insufficiente il Piano, come hanno fatto finora molti osservatori, molte associazioni di categoria, molti sindacati e poi infine anche forze politiche. Grazie.
Allora, Consigliere Mazzanti, prego.
Ritengo soddisfatto anche perché i dati che abbiamo visto sono veramente preoccupanti e credo che si sia creato un'unità delle forze economiche e sociali e anche politiche da un punto di vista di posizionamento di queste situazioni, ma che convergono su un punto, quel piano gestionale, un bluff.
È una cosa che grida vendetta che disfa l'edilizia pubblica, perché addirittura riapre il piano vendite senza investire in edilizia pubblica, ma va a ca a tappare il buco nazionale del debito pubblico. Quindi, da questo punto di vista credo che i nostri piani, che sono pure importanti, ma con risorse che tengano conto della nostra capacità di spesa, daremo delle risposte significative, ma o si torna a dei piani seri, come debbo dirlo, l'ho già detto più volte com'era nella prima Repubblica.
O se no il più noi a casa rimarrà e non verrà risolto. È sempre.
Prego, vicesindaco. Ah, no, scusate, allora abbiamo terminato. Ora volevo solo dire che la consigliera Angeletti, che risulta penultima, ho chiesto se può anticipare la domanda, se nulla osta perché è una domanda a risposta scritta, se siete tutti d'accordo. Va bene, allora, lavori in corso a Bologna, partecipazione dei cittadini e il villaggio Due Madonne riceverà risposta scritta dall'Assessore Laudani, prego. Grazie, Presidente. Questo intervento, questa mia domanda, dottor, realtà vuole mettere al centro? È un processo partecipativo che coinvolge.
Un pezzo della del quartiere Savena, precisamente il villaggio Due Madonne e tutto il mondo che ruota intorno a piazza Lambrakis, già da molto tempo. Un processo di partecipazione che ha coinvolto tanti cittadini e volevo capire, insieme all'Assessore Laudani, che risponderà per iscritto, quali sono un po' i tempi de previsti per la riqualificazione e la rigenerazione urbana di piazza Lambrakis. Se c'è già una data per.
Inaugurare quel tratto di pista ciclabile Carlo Piazzi, che intero che gira insomma intorno a ai tre edifici nuovi.
Che insistono su via Nadalini e poi anche capire, rispetto a quella a quell'edificio che c'è nel cuore del parco Peppino Impastato di via Mondolfo 13 appunto a che punto siamo nella rigenerazione di quell'edificio, se ci sono delle tempistiche e quali sono qual è lo stato dell'arte e se sono previste anche, appunto delle date di eventuali fino ai lavori. Grazie.
Allora, consigliera Toschi è collegata al piano per la climatizzazione. Il verde nelle scuole riceverà risposta scritta dall'Assessore Ara, prego.
Grazie, Presidente. Abbiamo letto sulla stampa le dichiarazioni sia dell'Assessore che anche le dichiarazioni del Sindaco in merito agli interventi e ai finanziamenti sul raffrescamento delle aule, per cui io chiedo appunto una valutazione politico amministrativa in merito a tre temi. Intanto.
Un approfondimento sugli investimenti e le conseguenti implementazioni sul sull'impiantistica di raffrescamento e anche quali possono essere le soluzioni di mitigazione ambientale nei giardini scolastici. Dopodiché era il secondo punto è l'integrazione tra gli interventi tecnici appunto, di climatizzazione interna e l'adattamento esterno, perché anche il tema della della componente esterna, che può tra l'altro fungere da rifugio climatico con un incremento di alberature tendaggi, come avevamo anche dettagliato all'interno dell'ordine del giorno che abbiamo presentato e anche qui chiedo un approfondimento, perché questi interventi sono necessari e opportuni per assicurare la tutela della salute e il benessere sia dei bambini che anche dei laboratori scolastici. In ultimo, non ultimo, certo per importanza, quali interazioni o sollecitazioni, si intende promuovere per integrare gli interventi comunque del dell'Amministrazione comunale, quali si intende promuovere nei confronti del Governo centrale, poiché il cambiamento climatico è un tema che non riguarda solo il Comune di Bologna e nemmeno solo la nostra Regione, ma è sicuramente un tema nazionale e anche forse, anzi sicuramente oltre al perimetro nazionale e quindi l'adattamento delle scuole dovrebbe essere, a nostro parere, a mio parere, dovrebbe essere strutturalmente sostenuto con adeguate risorse statali e non sempre e solo quello. Grazie.
Grazie, consigliera. Ora la parola alla consigliera Zontini. Nidi e scuole d'infanzia promesse, proteste, prego, continui.
Grazie ai predetti, ho pochi secondi. Attendo la risposta scritta solo per capire questo piano che dovrebbe portare, entro la primavera del 2027 sostanzialmente a un adeguamento di quasi di oltre il 70% delle sezioni quando verrà presentato il personale alle famiglie e al Consiglio comunale e se le risorse di cui parla l'Assessore ARO veri 2,4 milioni del 2028, dato che parla di essere, dice che sono già previsti nel bilancio, vorremmo capire se sono già stanziati nel bilancio 2026 28 o se saranno stanziati nel prossimo bilancio di previsione.
Consigliera Di Pietro. Allarme sovraffollamento al carcere Dozza, prego. Grazie, Presidente della Camera Penale ieri ha annunciato una settimana di sciopero per accendere i riflettori sullo stato delle carceri in Italia e della casa circondariale Rocco d'Amato e che sappiamo vivere in un sovraffollamento cronico. I dati dei detenuti continuano ad aumentare. Il rapporto di questa associazione ha registrato più di 800 detenuti.
Su una capienza regolamentare di circa 500 posti e si tratta di anche percentuali che sono molto elevate e destinate anche a crescere e numeri che contrastano proprio anche con i principi costituzionali e anche il reparto femminile in sovraffollamento e la struttura, oltre ad essere degradata, è una struttura in più Torda organico ci sono, con questi numeri solo 10 educatori e tutto il personale è insufficiente in una situazione di questo tipo, persone detenute personale vivono in una condizione strutturale e di sofferenza. In più, sempre dai dati del rapporto della camera penale Bologna, la casa circondariale di Bologna al secondo posto per tentati suicidi in carcere c'è un aumento di persone con problemi di tossicodipendenza e il tasso di recidiva è al 70%. È una situazione molto grave, una situazione che più volte abbiamo voluto.
Affrontare per tenere anche noi come Consiglio Comunale alta l'attenzione, il Comune di Bologna, l'Amministrazione comunale opera proprio anche per riuscire a portare avanti una progettualità che cercano sempre cerchi che sono volte proprio a creare un ponte tra quello che è il carcere e la città rispetto anche a quelli che sono i principi dell'articolo 27 della Costituzione. Purtroppo il lavoro che facciamo non potrà mai bastare, perché rispetto a quelli che sono dati che oggi ha voluto evidenziare situazioni che ho voluto evidenziare, sicuramente è necessario e imprescindibile un intervento del Governo e quindi volevo chiedere anche all'Amministrazione al Sindaco, alla Giunta, diciamo si è vista un po' questa situazione, si stanno cercando anche di organizzare dei momenti di confronto in rete anche con altre carceri d'Italia che stanno vivendo la situazione che vive a Bologna, seppur magari con numeri che variano, perché credo che sia molto importante e far leva affinché vengano proprio messi in campo degli interventi, dei provvedimenti. Sicuramente pongo questa domanda con tante perplessità, non tanto nei componenti dell'amministrazione comunale, ma quanto rispetto a un Governo, perché il quadro politico nazionale e seriamente preoccupanti? Perché anziché diciamo intervenire anche per mettere in pratica principi, regole e articoli costituzionali e vediamo come in ogni ambito a partire da quello del sistema penitenziario si stia ostacolando propri, si stia cercando anche di stracciare una Carta costituzionale e quei principi che regolano appunto dovrebbero regolare e uno Stato democratico? Penso a tutti i decreti sicurezza, l'inserimento di nuovi reati, penso anche a proclami annunci, anche no al disegno di legge sui tossicodipendenti, con dei numeri che vogliono far pensare che si andranno a far a spostare dal carcere 10.000 persone detenute quando sappiamo benissimo che se ne usciranno 100 per percorsi alternativi sarà già un risultato.
Importante siamo di fronte anche a politiche discriminatorie. La scuola, ad esempio, sta diventando terreno di propaganda politica, dove praticamente si creano le condizioni per cittadini di serie A e di serie B. Abbiamo praticamente la povertà che sta diventando una colpa e la maggior parte delle persone che sono nelle carceri sono persone, però povere con problemi, con problemi di tossicodipendenza, con problemi di salute mentale, cioè quindi io pongo questa domanda, consapevole del fatto che noi altri cinque anni di questo Governo non ce lo possiamo proprio permettere per come si sta comportando politiche inefficaci scellerate. Queste sono le politiche del Governo Meloni. Grazie.
Consigliere Negash proposta della zona rossa Bolognina efficacia delle misure e prospettive per la sicurezza del quartiere prego riceverà risposta scritta dall'assessora Madrid.
Presidente.
La proroga delle cosiddette zone rosse a Bologna, in particolare in Bolognina, fino al 31 marzo 2027, pone una domanda che crede, che credo dovremmo affrontare con maggior profondità. Come vogliamo garantire la sicurezza negli spazi pubblici e quali strumenti alternativi abbiamo a disposizione? La Prefettura comunica che nelle aree sottoposte a vigilanza rafforzata si è registrato un significato calo dei reati e considera positivi i risultati delle attività di prevenzione e controllo è un dato che va preso sul serio, ma proprio per questo dovremmo chiederci qualcosa di più quando di questo risultato e che è direttamente attribuibile alle zone rosse e che cosa accade ai fenomeni criminali quando aumentano i controlli in una determinata area.
Si riducono realmente oppure, almeno in parte, si spostano altrove. Non credo che mettere in discussione lo strumento significa negare il problema della sicurezza. Al contrario, significa chiedersi se stiamo utilizzando tutti gli strumenti possibili, perché, ad esempio perché, ad esempio, non investire maggiormente in una presenza delle forze dell'ordine a piedi riconoscibile e costante, che, attraverso le strade conosca commercianti e residenti, costruisca relazioni e possa intervenire rapidamente quando è necessario.
Una pattuglia che cammina in un quartiere può essere contemporaneamente un presidio di sicurezza. È una presenza quotidiana nella comunità, non necessariamente una presenza meno efficace, ma una presenza diversa, meno concentrata sul controllo e più orientata anche alla conoscenza del territorio. La sicurezza, infatti, non dovrebbe essere soltanto una questione di controlli, allontanamenti e repressione dovrebbe comprendere anche illuminazione, manutenzione degli spazi e attività commerciali e sociali, servizi per le persone senza dimora, interventi sulle dipendenze mediazione sociale, riqualificazione urbana lo stesso Ministero dell'interno e nelle misure adottate a Bologna ha richiamato anche interventi rivolte alle persone in condizioni di fragilità e il coinvolgimento dei servizi sanitari. Il Ministero lo ammette c'è poi un'altra questione che considero fondamentale: come garantiamo che l'esercizio dei poteri di controllo non produca discriminazioni? La normativa attuale non stabilisce che una persona possa essere allontanata semplicemente sulla base del proprio aspetto fisico o della propria nazionalità. La disciplina richiede specifici presupposti e comportamenti. La stessa prefettura precisa che le misure riguardano persone che presentano i requisiti previsti dalla legge e che pongano ad essere comportamenti violenti minacciosi o insistentemente molesti tali da compromettere la fruibilità degli spazi pubblici. Ma proprio perché esiste una margine di valutazione da parte degli operatori, dobbiamo porci una domanda preventiva. Quali garanzie abbiamo affinché il controllo si basi sui comportamenti della persona e non sulla sua apparenza.
Sulla provenienza percepita, sul colore della pelle, sull'abbigliamento o sulla condizione sociale è una domanda legittima. È necessaria non perché si debba presumere che le forze dell'ordine agiscono discriminando, ma perché ogni sistema che attribuisce poteri discrezionali deve prevedere strumenti di trasparenza, formazione, controllo e valutazione. Infine, credo che la sicurezza debba essere discussa anche con chi vive quotidianamente, la Bolognina, residenti, commercianti, associazioni, persone che lavorano nei servizi sociali e naturalmente le stesse Forze dell'ordine. La domanda dunque non è se dobbiamo scegliere tra sicurezza e inclusione. La domanda è se possiamo costruire una sicurezza più intelligente, capace di contrastare concretamente criminalità e violenza, ma anche di evitare che lo spazio pubblico venga percepito come uno spazio per me permanentemente sottoposto a controllo, un luogo difficile da attraversare, perché è questo che sta diventando per tante categorie della nostra città, perché è una città sicura, non è semplicemente una città dove esiste, ci sono più controlli e una città nella quale le persone, le persone possono vivere lo spazio pubblico, riconoscersi nella propria comunità e sentirsi protette senza sentirsi allo stesso tempo continuamente osservate o sospettati. Grazie, Presidente.
Grazie, consigliere. Consigliere Mazzanti. Sicurezza urbana riceverà risposta scritta, prego. Faccio questo intervento. Ce l'ho anche abbastanza veloce. I dati che riporto delle prefetture sono dati importanti che dimostra che si è lavorato in collaborazione degli enti preposti. L'altra questione è naturalmente la situazione e la domanda che facciamo e la capacità operativa. Non so se voi avete visto oggi sono usciti sui giornali.
I dati che delle forze a disposizione da parte della Polizia di Stato, Carabinieri e così via. Bene, se voi andate a vedere l'incremento del personale, soprattutto per i servizi d'ora notturno come ci hanno detto i sindacati di polizia in modo molto chiaro.
Non sono sufficienti e qui c'è un problema, cioè parlano di sicurezza, però la coerenza su questo non è che ci sia molto, anzi chiedono ai Comuni di assumere l'altra cosa che pongo all'Assessore è che, come avrà visto ieri, la Commissione del Senato ha esaminato il testo di riforma della legge della pubblica, della polizia locale.
Questo ordine, questa esame e cosa fa? Permette di discutere il testo approvato dal Parlamento, per poi portarlo in Aula al Senato. Bene, hanno fatto un'operazione molto semplice. L'ha tenuta ferma quattro anni per i costi che avrebbe l'hanno portata in Commissione alla nono licenziata per l'Aula a costo zero. Questo vuole dire che, secondo il Governo nazionale, la Polizia locale deve essere parificate in tutto per tutto a polizia e carabinieri, ma senza le relative indennità, coperture assicurative e quant'altro. Quindi quel miliardo che riorganizzare i corpi di polizia locale sarebbe costato allo Stato lo Stato fa la norma, ma non mette le risorse, potete ben immaginare già le prendi punizioni che ci sono fra ieri e oggi, di tutti i sindacati della Polizia locale, avremo delle polizie di serie A e delle pulizie di serie B. Siamo alla vergogna e più assoluta. Avrei piacere di una risposta, visto.
Allora era l'ultima domanda in oggi, grazie a tutti, a tutti. Il question time si conclude alle ore 14.
Buon fine settimana.
