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CONTATTACI
Buongiorno a tutti, a tutti. Apriamo i lavori odierni della seduta ordinaria. Chiedo al Segretario Generale di procedere con la verifica del numero legale. Prego, dottoressa Pompignoli.
Grazie, buongiorno, Angiuli.
Begaj Bernagozzi vittime.
Caracciolo, assente giustificato uccelli.
Ceretti cima Di Biase.
Di Giacomi.
De Martino, Di Benedetto.
Di Pietro Diaco.
Fattori.
Foresti.
Geiger Giordani, Iovine.
Larghetti manca Marcasciano, Mazzanti.
Monticelli, Naldi, Negash.
Piazza.
Pizza, Quercioli, Santori.
Scarano.
Stanzani.
Tarsitano Toschi.
Venturi.
Il Zontini, numero legale raggiunto la seduta è valida.
Grazie, dottoressa Bonfiglioli. Allora nomino gli scrutatori:
Consigliere Mazzanti.
Consigliera Bittini.
Consigliere Giordani.
Proseguiamo con gli interventi di inizio seduta.
Consigliere Negash. Il primo avevamo detto mai più. Prego, Consigliere.
Grazie, Presidente.
Quante vite dobbiamo ancora perdere prima di considerare ciò che accade nel Mediterraneo?
Una priorità umana e politica. A 13 anni dalla strage di Lampedusa il 3 ottobre 2013, quando 368 persone persero la vita a pochi metri dalle coste italiane e il Mediterraneo continua a essere una delle rotte migratorie più pericolose al mondo. I 2 ottobre sulla alla Sala Biagi del Baraccano Bologna, alle ore 12:08 ci incontreremo per una giornata di confronto dedicata al Mediterraneo e la Libia, l'Europa e il diritto d'asilo e i CPR e le nuove frontiere interne. Parleremo di ciò che accade lungo le rotte migratorie nei Paesi di transito, nei luoghi di detenzione nelle frontiere, ma anche delle scelte politiche che stanno trasformando il mondo in cui l'Europa gestisce l'immigrazione, a partire dalla situazione drammatica in Libia delle migliaia di persone che ogni anno muoiono orizzontale, disperse nel Mediterraneo. Discuteremo delle conseguenze delle politiche di esternalizzazione delle frontiere e del nuovo quadro europeo in materia di immigrazione e asilo. Ci interrogheremo anche su cosa significa quando il confine non rimangono più soltanto ai margini degli Stati, ma entrano nei nostri territori attraverso controlli e procedure e nuove forme di frontiera interna. Sarà una giornata per approfondire, discutere e porre domande, perché ricordare Lampedusa non può significare soltanto commemorare una tragedia significa interrogarsi su ciò che è cambiato in questi 13 anni e su quale Europa vogliamo costruire. Vi accettiamo il 2 ottobre alle 18 nella Sala Biagi di Baraccano. Perché parlare di immigrazione significa prima di tutto parlare di persone, vite e i diritti. Grazie, Presidente.
Grazie, consigliere. Consigliere Larghetti. Voleva solo andare a scuola in bici, credo. Grazie, Presidente. Volevo solo andare a scuola in bici.
Questo è il cartello che commenta la morte di Niccolò di sette anni.
Ucciso da un'auto guidata da una mamma che stava anche lei portando i figli a scuola. Pensate.
Che ha travolto Nicolò, che stava pedalando col suo papà su una corsia ciclabile a Torino. Tutto normale. I commenti sono la maggior parte riposa. Piccolo Angelo e la rabbia di chi dice che la corsia ciclabile lì non ci doveva stare, che è criminale, è il Comune che la progettata, ma nei tanti commenti che ho letto non ho letto alcune domande che per noi sono domande vere, quelle che ci facciano capire cosa è successo esattamente. Ad esempio, la guidatrice rispettava la distanza di un metro e mezzo da chi pedala stabilita dal codice della strada. Oppure la signora stava rispettando il limite dei 30 chilometri orari previsto su quella strada? E infine, se non ci fosse stata la corsia ciclabile in strada, ma quale strada avrebbe dovuto fare questo Papa per portare il figlio a scuola proprio lungo la direttrice.
Dove è successo il fatto e probabilmente sarebbe stata la stessa strada, la stessa strada, però senza corsia ciclabile, quindi se non siamo capaci di farci domande così semplici, cioè le domande ovvie.
Se la vita di quel bambino non ci suscita la minima indignazione, se non ci chiediamo come potevamo salvare Nicolò senza quella corsia ciclabile, forse stiamo smettendo di esseri umani, dobbiamo proprio chiederci invece come funziona una città in cui un bambino che va a scuola in bicicletta non rischia di morire? Vorrei che qualcuno me lo dicesse, perché quando si chiede la rimozione di una corsia ciclabile noi non stiamo immaginando una città dove le persone hanno diritto a usare la strada, dove tutti rispettano i limiti di velocità, il diritto alla precedenza, la distanza di sicurezza. No, noi stiamo immaginando una città dove semplicemente i bambini non ci sono in strada, dove li portiamo in auto fino alla maggiore età. Peccato che poi muoiono lo stesso a un certo punto, quando li lasciamo da soli, come è successo ad Alberto Cremonini, lo studente del Righi, che è stato investito sulle strisce pedonali proprio mentre usciva dall'esame di maturità. Quindi il problema non è chi non rispetta le regole, quindi evidentemente, ma chi esercita il proprio diritto allo spazio pubblico, l'autonomia, chi cerca di educare i figli e le figlie, l'attività fisica, il problema. Non solo, dunque, le conseguenze prodotte da chi guida investe e uccide, perché evidentemente gli automobilisti siamo noi, mentre i ciclisti sono gli altri. Ecco, quindi il problema. Non sono mai io, ma sono sempre gli altri quelli che in strada non ci devono stare, soprattutto se sono bambini. Ecco, a Bologna la Città 30 è nata proprio da un fatto simile, dove alla fine la piccola Margherita, per fortuna, si è salvata in quell'attraversamento in via azzurra. Ma noi queste domande proviamo farcele, anche se sicuramente non basta perché in un Paese normale ci sarebbe una rivolta popolare di fronte a un bambino ucciso nell'esercizio dei suoi diritti. In Olanda. Per questo hanno rivoluzionato tutto un sistema di mobilità, mentre in Italia non abbiamo il coraggio ancora di metterci in discussione fino in fondo e su questo la nostra città proverà a essere tenacemente diversa, perché non possiamo lasciare che la violenza stradale vinca sulla vita dei bambini. Grazie.
Grazie, consigliere Larghetti, Consigliere Negash. Parlare di ambiente, chiedo scusa alla presenza. Non era arrivato il link per in precedenza di Benedetto. Va bene, Consigliere Megas, parlare di antirazzismo, qualcosa non fossero concordi.
Aveva ce l'aveva già data al consigliere la presenza lei.
Prego, Consigliere Negash.
Grazie, Presidente. Nel corso del weekend si è svolta un'importante iniziativa nei confronti di confronto dedicata ai temi della geografia urbana, del razzismo strutturale, della profilazione razziale e della sicurezza.
Due giornate che hanno permesso di affrontare, a partire dal tragico omicidio di avverrà in Fakir non soltanto un singolo episodio, ma anche le dinamiche sociali e istituzionali che riguardano il modo in cui gli spazi delle nostre città vengono vissuti attraversati.
Un punto centrale della discussione è stato proprio il rapporto tra sicurezza e spazio urbano. Parlare sicurezza significa infatti chiedersi anche chi viene percepito come parte della città e chi invece viene considerato un elemento estraneo, sospetto e potenzialmente pericoloso la città non sono le città, non sono soltanto strade, piazze dei luoghi di passaggio, sono anche spazi regolati da pratiche, controlli, percezioni e comportamenti che possono incidere diversamente sulle persone che le attraversano. È necessario, quindi interrogarsi sul rischio che le politiche di sicurezza finiscono finiscano per produrre, anche involontariamente, forme di profilazione razziale attraverso controlli maggiormente concentrato su persone che vengono percepite come straniere o appartenenti a determinati gruppi. Questo non significa mettere in discussione la necessità di garantire sicurezza e vivibilità, ma chiedere che gli interventi siano proporzionati, motivati e soprattutto e verificabili nei loro affetti.
Se una determinata zona viene considerata insicura, dobbiamo poter sapere quali siano i fenomeni che si intendono, può tastare, quali strumenti vengono utilizzati e quali risultati producono. Allo stesso modo è importante capire se l'aumento dei controlli riduca effettivamente determinati reati oppure se finisca semplicemente per spostare i fenomeni in altre parti della città.
Per questo chiediamo alla Prefettura una maggiore trasparenza e la pubblicazione periodica di dati disaggregati sui controlli, sugli allontanamenti, sulle motivazioni degli interventi e sull'andamento dei fenomeni che si intendono contrastare. Chiediamo inoltre che siano resi pubblici gli obiettivi concreti delle politiche di sicurezza e i risultati raggiunti nel tempo.
Senza questi dati e il rischio è che la percezione dell'insicurezza finisca, per cui sostituire una sua misurazione, una città davvero vivibile, una città nella quale la sicurezza non viene costruita attraverso le contrapposizione tra chi è considerato di casa e chi viene percepito come estraneo, ma attraverso regole chiare e controlli verificabili e il diritto di tutte e tutti a vivere attraverso la a vivere, attraverso attraversare lo spazio pubblico.
La trasparenza in questo senso non è un elemento secondario, è una condizione necessaria affinché le politiche di sicurezza possono essere comprese discusse e valutate pubblicamente e noi, come Gruppo, ci muoveremo questa direzione anche nei prossimi mesi chiedere più trasparenza. Grazie, Presidente.
Grazie, Consigliere.
Consigliera Larghetti.
Diritto al parcheggio, alla scuola pubblica.
Grazie, Presidente. Vorrei che non ci trovassimo come Torino di fronte alle scuole Carducci, vedendo il primo morto, dove il parcheggio selvaggio davanti alla scuola da sempre costituisce anche un grave problema di sicurezza per i bambini e le bambine stesse. Sapete, i bambini sono bassi, quindi durante le manovre, se le macchine sono parcheggiate proprio nei punti di visibilità a ridosso delle strisce pedonali, rischiamo di non vederli ed investirli in ogni ad ogni manovra. Quindi ho letto che il problema che alle Carducci non ci sarebbe il parcheggio, ma io direi che nessuna scuola elementare, però a Bologna a un parcheggio dedicato ed è per questo che abbiamo lo stradario e la sua prossimità, se decidiamo di scrivere il nostro figlio dall'altra parte della città, poi però ci dobbiamo assumere le conseguenze anche organizzative. Per questo ringrazio, insomma, la scuola, i genitori che si stanno attivando per fare un Pedibus dal Baraccano, che può essere una soluzione razionale e perché dobbiamo non possiamo sbagliarci sulle priorità da andare a scuola. È un diritto, però per il parcheggio bisogna ricordarsi che la propria libertà finisce dove si mette in pericolo la vita degli altri, specialmente se sono bambini, grazie. Grazie, Consigliere Consigliere Tarsitano. Solidarietà alle persone vittime di aggressioni omofobe, prego. Grazie, Presidente. Intanto condivido le parole già uscite pubblicamente di sindaco e vicesindaco di vicinanza alle persone che in queste giornate, anzi settimane, perché si parla anche di più episodi, sono state colpite da violenze omofobe.
Mi piace fare anche nostra di questo gruppo la proposta di trattare quando e se.
Le persone che hanno subito queste offese lo riterranno opportuno il tema anche nella settima Commissione, che, sempre grazie al lavoro della collega Marcasciano, è attenta a queste tematiche. Essa è dedicare la delicatezza, l'attenzione degli approfondimenti e che questi temi meritino meritano. Ci tengo a chiudere questo intervento facendo giusto una sottolineatura, perché mi ha molto colpito che in questi giorni cerca stampa di destra anche alcuni politici si siano indignati, perché appunto alcuni di questi episodi vedono come protagonisti dell'azione violenta alcune persone con background migratorio. Ecco, questo mi colpisce molto perché è sempre a attenzione alterna. Si va a toccare il tema.
Dell'omofobia, al tema della violenza contro chi ha una inclinazione è differente all'approccio, alla sessualità, il proprio essere alla propria manifestazione della persona in pubblico. E questo credo che spesso sia anche sinonimo in alcune esternazioni della destra, di messaggi violenti e linguaggi d'odio che che vengono ignorati e quindi a chi anche in questi giorni sui giornali si è espressa in certi, in certe modalità, invito a seguire di più la settima Commissione, perché certamente lì si troveranno risposte meno superficiale di quelle date sui giornali in questi giorni.
Grazie, consigliere. Le ridò la parola per il secondo intervento. Mi è sussidi alle famiglie di ignoranza che delinquono tu sei d'accordo. Prego, Consigliere.
No, caro Bignami, non siamo d'accordo a penalizzare le famiglie di chi tu chiami maranza. Ecco, questa mattina prevista gramma e il mio feed crudele mi proietta sullo schermo il post Dipignano dopo qualche secondo di indignazione proprio ad immedesimarmi, lo so, è molto difficile e penso a quanto sia dura la vita di Galeazzo. La mattina si alza compresi con pensieri fascia intrusivi che non riesce a contenere. Allora deve condividere con noi l'inferno che ha in mente e annunciare di volerlo trasformare in legge fino a che il nostro ruolo sta nell'accogliere il disagio altrui. Possiamo fare uno sforzo, ma quando questi turbamenti hanno l'ambizione di diventare legge e passando prima dalla gogna mediatica dei social, allora non si può tacere. Caro Bignami, tu guardi il mondo con odio in quest'odio non può che nascerne altro. Per questo ti consiglio un libro. La periferia vi guarda con odio. L'ho portato anche qui oggi in Aula di capire se russi e tanti e tante altre che in questo libro hanno dato contributi da don Claudio Burgio, densi ami rissa e tanti altri rapper che spiegano come nasce la fobia dei maranza. Questo libro tenta di capire come e nasce questo fenomeno e cosa provoca l'etichettamento seriale sui giornali e quanto c'è di mediatico, quanto di reale quanto da curare, quanto le ricette offerte sino ad ora non solo sono inefficaci, ma addirittura dannose del perché i ragazzi non si fidano degli adulti ancora di più delle istituzioni, del fatto che, a forza di essere raccontati come un problema sia out convincono di esserlo. Ecco, credo che dopo che lo hai letto, caro Galleazzo, ripensa a quanto sostieni e oltre al dato sociale, pensa anche ai dati giuridici, ricorda che la responsabilità penale è personale che il criterio maranza e un non criterio nell'attribuzione di eventuali pene. E anche se lo fosse, cosa facciamo alle famiglie di chi ha un background migratorio, diamo una determinata tipologia di pena e invece, a parità di reato ad altri non la diamo. E poi di che sussidi parli? Ecco, credo che inoltre, dove c'è difficoltà ci deve essere più Stato, certamente non meno e nelle stesse famiglie che hanno magari avuto delle vicende e di devianza minorile. Ci deve essere un supporto e non un abbandono. La prossima volta che ti passa un pensiero fascia intrusivo in testa si onesto e non fare pubblicità ingannevole. Non chiedere se siamo d'accordo a togliere i sussidi alle famiglie dei maranza. Piuttosto chiedi. Siamo d'accordo ad avere più criminalità giovanile, più famiglie lasciate sole. Questa è la domanda più sincera e la mia risposta, caro Bignami, non muta e no, nei prossimi giorni ti farò avere per tramite dei tuoi Consiglieri qui in Aula a questo libro la mia coppia non te la do perché ci tengo e sarà, diciamo mia premura, poi valutare che tu l'abbia letto e spero che sinceramente le tue idee possano cambiare prima che diventino legge. Grazie.
Grazie, consigliere terzo intervento consigliere Larghetti: morti in strada morti sul lavoro. Grazie, Presidente. È un operaio di 45 anni. È morto sabato sera sulla A 14 travolto da un'auto mentre lavorava in un cantiere dell'autostrada e il conducente è risultato positivo all'alcol test ed è indagato per omicidio stradale. Ed è una vicenda in cui la morti sul lavoro e le morti stradali si incrociano, che sono due tristi primati del nostro Paese, ma chi lavora sulla strada è esposto maggiormente a rischio di morire a causa del traffico. Quindi pensiamo che non sia giusto derubricare a uno solo di questi due fenomeni, questo tris.
Grazie, consigliera. Consigliera Marcasciano omofobia in città, prego.
Grazie, Presidente. Sono ben due le aggressioni omofobe a Bologna negli ultimi giorni distinte e separate, uno ai danni di un ragazzo gay tra via del Pratello e via San Felice. Una settimana fa l'altra ai danni di una coppia gay che camminava tenendosi per mano. Grave, gravissimo anche perché è successo nella nostra città che continua a mantenere presidi attivi contro la violenza. Omo Lesbo transfobica penso alle associazioni e ai servizi, agli sportelli e LGBTQIA+, al patto di collaborazione col Comune, alle assemblee come quella del Rivolta Pride, in programma il 1 ottobre. Penso a tutti gli interventi di educazione sesso affettivo nella scuola, oggi sempre più ostacolati come sempre gli aggressori e non può essere che egli al maschile agiscono in branco puntando oculatamente le vittime. Voglio chiarire che per me e per noi la violenza non a doppio standard che a commettere la sia un italiano, una STU, uno straniero nulla cambia.
Che la violenza omofoba sia sempre esistita. Ne siamo coscienti, ma se per decenni essa rimaneva celata frenata trattenuta per un diverso clima politico e culturale che incentivava all'apertura e non alla chiusura. Oggi sembra, anzi, è un dato di fatto che essa risenta di un preciso obiettivo politico che si è instaurato a Bologna, in Italia e nel mondo. Mi sembra quasi superfluo chiedersi da dove essa proviene provenga, noi lo sappiamo, la conosciamo. Quella violenza sistemica che sembrava sfumata e ora, sotto la spinta di proclami dai pulpiti, prende sempre più forma, diventando quasi una moda. La riconosco e la sento sulla mia pelle dalle occhiate dagli sguardi ostili o di anti della gente. Ci chi dovremmo ringraziare chi dovremmo additare? Quando dai pulpiti che ci governano arrivano esclusivamente messaggi di odio, di chiusura, di didattica sviata, di scuola bloccata l'educazione in senso affettiva, quando la narrazione, oramai sdoganata su normalità e anormalità, su regolari o irregolari, su gonne sotto il ginocchio, sopra sulle grandi carnevalate dei Pride sulla teoria gender come colpa ormai di tutti i mali. Tra poco ci diranno che è anche colpa dei cambiamenti climatici, con un Trump che colpisce ogni giorno le persone trans, denigrando le ma mi chiedo e vi chiedo cosa dobbiamo pensare? Gli effetti li vediamo, anzi li subiamo e siccome gli accadimenti hanno sempre una causa, poniamoci la domanda e diamoci la risposta. Troppo facile addossare la colpa ai migranti o ad altre categorie. Questo non spiegherebbe mai. E poi mai perché danno e noi, i cosiddetti diversi, la violenza la subiamo da sempre. Sarebbe come negare i roghi, i manicomi le carceri, le retate, i licenziamenti di occidentale e patriarcale memoria. Grazie.
Grazie, consigliere. Consigliere Begaj, il rischio del terrorismo suprematista, prego.
Grazie, Presidente.
In città un botto ci starebbe.
Lo ribadisco e in città un botto ci starebbe.
Questo dicevano giovani, giovanissimi, suprematisti, neofascisti e neonazisti. Parlando di Bologna, a quanto pare, in queste chat, le torri Garisenda e degli Asinelli erano le Torri gemelle 2.0.
Nel frattempo antifascisti antifasciste come regina bazar e Zaid rischiano l'estradizione in Ungheria ho l'impressione che non faccia abbastanza scalpore, ma in questi giorni è stata no, è stata resa nota un'altra indagine sui gruppi neonazisti e suprematisti attivi on line.
Sono state eseguite e 17 perquisizioni in diverse città italiane, tra cui Bologna, Reggio Emilia. Le persone coinvolte sono 14 minorenni e tre maggiorenni. Propaganda nazista, messaggi razzisti e antisemiti e in alcuni casi indicazioni sull'uso di armi e sulla costruzione di ordigni. Io penso che sia utile guardare alla successione di queste inchieste negli ultimi anni, dove Bologna compare più di una volta.
Nel 2021 ci furono perquisizioni a Casalecchio di Reno e Crevalcore, nell'ambito di un'inchiesta sulle chat suprematiste. Nel 2022 quattro arresti colpirono il gruppo neonazista ordine di a.gall. Nel dicembre del 2024 l'inchiesta sola Werfel Division, coordinata anche dalla Procura di Bologna, portò a 12 misure cautelari e 25 perquisizioni.
Gli investigatori costruire un'attività del gruppo anche nel territorio metropolitano di Bologna nel 2025 sono emerse altre reti neonaziste on line ed è stato arrestato un 15enne nel trevigiano.
Quest'anno 2026 in un'indagine su un diciassettenne accusato fra l'altro di detenere materiale con finalità di terrorismo e di aver manifestato l'intenzione di compiere una strage scolastica. Le perquisizioni hanno raggiunto anche la Provincia di Bologna.
Poi c'è stata l'operazione dell'altro giorno.
L'Europol registra nell'Unione europea 43 arresti per reati di terrorismo di estrema destra nel 2025 e 5 attentati, compresi quelli sventati nel 2024. Gli arresti registrate in Italia per questa matrice erano stati 15 in una ricognizione delle operazioni di polizia esaminata dalla Scuola superiore della magistratura. I minorenni erano 39 su 92 soggetti coinvolti nell'ambito del suprematismo e fenomeni simili. Le statistiche sul terrorismo peraltro non comprendono tutte le indagini sulla propaganda razzista e sull'istigazione alla violenza.
Però la domanda è questa: quanto spazio occupa questo rischio nel dibattito politico sulla sicurezza? Quanto spesso sentiamo parlare della radicalizzazione neonazista fra i più giovani di gruppi che esaltano gli autori di massacri dell'antisemitismo che circola nelle chat della fascinazione per le armi e per la violenza. Troppo poco, credo. Intanto una parte della radicalizzazione. Crescere nelle camere dei ragazzi sugli schermi dei telefoni e reti che attraversano città e confini. Milioni di dollari di euro di rubli dagli USA al mondo Maga, da Putin e dal neonazismo europeo finanziano propagande, influencer BOT sui social e contenuti. Pensate che l'influencer olandese che ci ha deliziato con il suo cinema in Bolognina e poi è andato a picchiare la gente a Venezia, secondo le stime di alcuni siti che monitorano i guadagni da dare pubblicità di YouTube solo nelle prime 24 ore dalla pubblicazione del video su Bologna guadagnato 5.000 euro solo dalla pubblicità di YouTube e quello di Venezia. Lo stesso sono nelle prime 24 ore.
Ecco, io penso che noi non dobbiamo mai smettere chiamare le cose per il loro nome. Anche per questo ho firmato l'appello per Gino a Baze ai apparso so già scossa e sulla rivista francese l'Humanité giro è nato in Albania, è cresciuto in Italia, ha partecipato alle lotte sociali per il diritto all'abitare, per questo non ha mai ricevuto la cittadinanza italiana. Dopodomani avrà a Parigi l'udienza per l'estradizione in Germania, che rischia di essere il preludio per quella in Ungheria. E per questo c'è una campagna internazionale che va sostenuta per questo raccontato la storia di Gino due anni fa, quindi il Consiglio comunale. Per questo sarò a Parigi il 30 novembre per Gino per Zaid per mai a T. Free Gino Friolo, antifascista.
Grazie, consigliere Bergamin. Consigliera Di Pietro, caro carburante, allarme Terzo settore, prego. L'aumento del costo del carburante non è solo un problema economico, è una vera e propria barriera sociale, con ripercussioni altissime sulle persone più fragili e su quel Terzo settore che da sempre garantisce loro il diritto alla mobilità a denunciarlo. E sono le stesse associazioni che ogni giorno, con operatori e volontari assicurano accompagnamenti per anziani, persone con disabilità e malati.
Anche loro, perché è un dato che pesa su tutti, toccano con mano e nella pratica quotidiana quanto il carovita lei stia mettendo in seria difficoltà. Garantire il trasporto alle persone non autosufficienti significa garantire la cura e l'esercizio dei diritti fondamentali, come il lavoro, lo studio, la salute, le relazioni e la partecipazione alla vita sociale e pubblica. Senza quella accompagnamento. I diritti restano sulla carta e la questione va affrontata con urgenza. Non possiamo permettere che il carovita, in particolare il caro-carburante, diventi un ostacolo insormontabile, insormontabile per il terzo settore e per chi di quei trasporti indispensabile ha bisogno per vivere, curarsi e non restare solo.
Per questo mi unisco all'appello lanciato da molte associazioni e ribadisco la necessità di aprire subito un tavolo nazionale di confronto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il Ministero della salute, l'ANCI e il Forum nazionale del terzo settore. L'urgenza oggi e dare ossigeno immediato alle realtà impegnate sul campo, nella consapevolezza che la situazione geopolitica internazionale sta rendendo strutturale una condizione che già insostenibile da parte del terzo settore e sono già in campo proposte concrete che un Governo degno di questo compito dovrebbe ascoltare.
Cito tra queste i fondi dedicati ai Comuni, la creazione di un fondo nazionale strutturale, l'adeguamento dei rimborsi spese fermi al 2016 e l'estensione al trasporto sociale del credito di imposta sul carburante già riconosciuto all'autotrasporto professionale.
Questioni che vanno affrontate al più presto, perché quel terzo settore che ogni giorno esce di casa per rispondere ai bisogni sociali è un elemento imprescindibile ed essenziale per tenere insieme alla coesione sociale, va sostenuto e supportato nelle sue difficoltà per contrastare il senso di abbandono e le nuove disuguaglianze che continuano a crescere. La mobilità e libertà e nessuno deve sentirsi escluso è troppo lontano per essere raggiunto. Grazie.
Grazie, consigliera Consigliere Diaco. Fisco equo e Giovanni, prego. Grazie, Presidente.
Dove possono incontrarsi e costruire il proprio futuro le nuove generazioni?
Quando parliamo di lavoro giovanile, spesso e discutiamo di salari, contratti, formazione, il diritto alla casa, tutti i temi fondamentali, ma troppo spesso dimentichiamo una questione per una questione preliminare. Servono luoghi, soprattutto servono spazi, spazi dove le ragazze e i ragazzi possono confrontarsi, progettare, trovare supporto e partecipare.
Spazi, dove il lavoro non sia vissuto soltanto come fatica individuale o come una corsa solitaria alla sopravvivenza, ma torni a essere anche esperienza collettiva. Crescita personale, Cittadinanza e impegno sociale. Oggi questi spazi mancano, mancano nelle periferie urbane, dei piccoli comuni, nelle aree interne, nei territori colpiti e quando mancano gli spazi alla precarietà economica, si aggiunge un'altra forma di precarietà.
Quella relazionale e democratica, crescono l'isolamento, la sfiducia, il senso di impotenza. Cresce l'idea che le decisioni vengono prese da altri. Negli ultimi decenni abbiamo assistito a una progressiva riduzione dello spazio pubblico. Luoghi che creano, che erano nati per favorire l'incontro e partecipazione. Sono stati abbandonati, privatizzati o trasformati esclusivamente secondo logiche di mercato. Ma una società che lascia solo i giovani rinuncia anche la loro energia alla loro creatività e la loro capacità di immaginare il cambiamento. Per questo le ACLI nazionali, durante il loro incontro nazionale di questo scorso fine settimana, hanno proposto.
La nascita in ogni comune delle case di futuro, non semplici centri servizi, non contenitori vuoti, ma luoghi vivi aperti, accessibili in cui cittadinanza si incontrano luoghi dove trovare orientamento, assistenza sui diritti, spazi di co-working popolare strumenti digitali, occasioni di formazione e di cultura, espressione artistica e confronto pubblico, soprattutto nei luoghi luoghi nei quali i giovani non siano utenti o destinatari passivi, ma protagonisti. Le case di futuro di futuro non si costruiscono per i giovani, si costruiscono con i giovani e vengono governate insieme ai giovani.
La proposta si muove lungo due strade: la prima, quella di Val, di valorizzare ciò che esiste ai circoli, associazioni, presìdi territoriali, realtà del volontariato e della partecipazione che hanno una storia e un radicamento nelle comunità a questi luoghi occorre dare anche una nuova forza, affidando alle nuove generazioni una quota reale di responsabilità e di potere decisionale. La seconda guarda ai luoghi di lavoro contemporaneo: poli logistici, grandi aree commerciali, spazi produttivi, dove migliaia di persone trascorrono gran parte della propria vita senza occasioni di socialità, confronto e organizzazione collettiva. Anche lì si dovrebbero aprire, aprire spazi dedicati alle persone. Le case di futuro non rappresentano soltanto una risposta a un bisogno sociale. Sono una scelta politica, significa restituire spazi pubblici alla collettività, significa rafforzare il protagonismo delle nuove generazioni, significano costruire legami tra lavoro, ambiente, cultura, diritti e partecipazione. E significa anche costruire e ricostruire un PRAC un patto tra generazioni, perché nessuna società cresce, lasciando soli i propri giovani e nessuna trasformazione è possibile senza l'incontro tra l'esperienza di chi c'era ieri.
Le linee, le energie di cui di chi costruirà il domani, le case di futuro nascono da questa convinzione che la democrazia abbia bisogno di luoghi, che lavoro abbia bisogno di comunità e che i giovani abbiano bisogno di spazio per contare davvero riprendersi lo spazio oggi significa riprendersi il futuro. Grazie, Presidente.
Grazie, consigliere Iacop, Consigliere Gaigher. Il diavolo si nasconde nei dettagli. Cosa c'è davvero dietro il tetto del 30% a scuola, prego. Sì, grazie, Presidente. Sul decreto Scuola credo valga la vecchia regola che il diavolo si nasconde si nasconda appunto nei dettagli. Vede, se ci fermassimo alla comunicazione di questi giorni il messaggio sarebbe semplicissimo: il Governo mette un tetto del 30% agli studenti stranieri nelle classi e questo è il messaggio rilanciato dalla Presidente Meloni. Il limite del 30% basta classi ghetto, stop a burqa e niqab. Poi però uno apre il decreto e lo legge. Io, ad esempio, l'ho fatto nel weekend e scopre che quel 30% non riguarda semplicemente gli stranieri e soprattutto non misura direttamente la conoscenza dell'italiano. Alle scuole primarie e si guarda la cittadinanza, ad esempio, al luogo di nascita e alla frequenza della scuola dell'infanzia, alle secondarie, alla cittadinanza e agli anni trascorsi nel sistema scolastico italiano. E allora c'è una prima contraddizione: se il problema è la conoscenza dell'italiano, perché non partire proprio dalla conoscenza dell'italiano? C'è poi un altro dettaglio importante. Lo stesso decreto riconosce che in molti casi quel 30% non potrà essere rispettato perché le città ovviamente non sono fogli excel nelle città ci sono quartieri, scuole, famiglie, ci sono fratelli nello stesso istituto genitori che accompagnano i figli prima di andare al lavoro. Distanze e trasporti. E difatti il decreto dice che quando non si riesce a rispettare il limite prima si prova a distribuire gli studenti tra scuole vicine e se non è possibile, si interviene rafforzando l'insegnamento dell'italiano. E allora viene spontanea una domanda: non potevamo a partire proprio da lì, dall'italiano L 2, dai mediatori dai CPIA più insegnanti, più risorse alle scuole che ogni giorno accolgono bambini che ancora non conoscono bene la nostra lingua, perché questo problema esiste ed è proprio per questo che meriterebbe qualcosa di più serio di uno slogan, perché il diavolo si nasconde anche nella distanza tra quello che c'è scritto nel decreto e il modo in cui questo si è scelto di raccontarlo. Concentrare la comunicazione sul 30% di stranieri, sulle classi ghetto sul BUR, che sul niqab costruisce un messaggio politico molto più semplice dei contenuti della norma, ma anche molto più tossico. E tutto avviene in un contesto ben preciso. Meloni annuncia queste misure il 20 settembre scorso, nella giornata di Pontida mi pare e delle manifestazioni di Futuro Nazionale, Vannacci risponde dicendo sia assolutamente d'accordo, aggiungendo che bisognava addirittura farlo prima. Legittimo allora chiedersi quanto pesi la comunicazione politica destra, nelle scelte dei temi e soprattutto nel modo di raccontarli. E infine c'è il metodo. Stiamo parlando di come formiamo le classi di integrazioni di bambini, di famiglie, del ruolo dei servizi sociali, delle conseguenze che tutto questo avrà nelle nostre città e deve il Governo. Cosa fa? Sceglie un decreto legge. Attenzione, lo sappiamo alla Costituzione, riserva alla decretazione d'urgenza i casi straordinari di necessità e urgenza, ma la nuova disciplina sulla formazione delle classi entrerà a regime nell'anno scolastico 27 28. Allora dov'è l'urgenza? Perché non discuterne pienamente in Parlamento? Perché non ascoltare prima insegnanti, dirigenti, comuni, servizi sociali, famiglie e anche CPA. Ed è qui che nasce un altro ragionevole dubbio: siamo sicuri che questa improvvisa urgenza riguardi soltanto la scuola? Perché mentre si sceglie la via più rapida del decreto a destra è già aperto una competizione politica sui temi identitari. E Giorgia Meloni sembra voler occupare quello spazio prima di lasciarlo. Vannacci a questo punto viene persino da chiedersi se non stiamo assistendo ai primi vagiti della prossima campagna elettorale. E se questa legislatura arriverà davvero senza scosse alla sua scadenza naturale, non so se assisteremo alla caduta del Governo, ma vedo una politica che sembra già guardare alle prossime elezioni. E allora discutiamo pure di integrazione e di conoscenza dell'italiano e di composizione delle classi. Sono problemi veri e dobbiamo affrontarli, ma facciamoli nel merito in Parlamento, ascoltando chi la scuola, chi la scuola la video ogni giorno e soprattutto non trasformiamo i bambini nelle comparse della prossima campagna elettorale. Ritiri il decreto legge, Presidente, faccio a discutere nel merito i nostri parlamentari. Grazie.
Grazie, Consigliere GAI del consigliere Bernagozzi aggressioni omofobe in città, prego.
Sì, grazie, Presidente. Anch'io come consigliera, ma credo anche insomma, tutti noi vorremmo dare solidarietà ovviamente ai ragazzi che sono stati aggrediti, che si tenevano per mano, come faccio ancora paura oggi in questo mondo due ragazzi che si tengono per mano non facciano più paura delle bombe, resta per me un grandissimo mistero e ovviamente e lo dico chiaro, non ci sorprende. Non ci sorprende che il clima sia questo tra l'altro è un clima in cui l'Italia, insomma, versa da diverso tempo, motivo per cui era stato presentato un ddl ddl Zan, che, ricordo, è stato affossato a livello nazionale. Vincerebbe ricordarlo anche, insomma, con ricordo anche diversi applausi da dalla parte, diciamo della nelle forze politiche attualmente di governo. Ecco, non mi stupirei, non mi stupirei, quindi non mi stupirei di quello che succede in Italia, perché c'è sempre bisogno di un nemico che solitamente è sempre qualcuno che qualcuno ritiene diverso da se stesso, mentre c'è chi parla di un no di famiglia, c'è chi parla di famiglia singolare. Qui abbiamo iniziato questo mandato, lo voglio ricordare anche con la collega De Martino e con tanti altri. Sì, ma anche ai colleghi del Gruppo di Coalizione civica del Gruppo della lista della lista del Sindaco io ricordo che abbiamo parlato spesso di come ci fosse una discriminazione in questo Paese. Ricordo che questo è il Governo che ha mandato una circolare tramite il Ministero per Ministero degli interni per cancellare con una penna in tribunale famiglie che esistevano già famiglie omogenitoriali. Questo è il clima che viviamo in Italia. Quindi io mi stupirei se oggi qualcuno dice oddio cosa sta succedendo? Niente o sta succedendo esattamente quello che succede in un Paese in cui ogni giorno si costruisce un nemico. Ogni giorno si deve costruire un nemico. Ha appena parlato il mio collega e parliamo dei bambini che non hanno cittadinanza italiana e quindi persone che non hanno né che magari hanno un background migratorio. Sono le persone che hanno un'identità sessuale diversa e ancora una volta anche oggi in Italia ci svegliamo e ci ricordiamo quanto siano. Invece è importante l'educazione stesso affettiva nelle scuole. Qui ricorda che abbiamo fatto un dibattito su un ordine del giorno che è stato approvato solo da questa parte, diciamo di l'atto della del Consiglio e abbiamo proprio parlato dell'iter, dell'identità di genere e voglio ribadire una cosa molto semplice, forse ovvia, ma che evidentemente ovvio non è per tutti, non è che se non si parla dell'identità di genere, l'identità di genere non esiste l'identità di genere esiste e questa è la dimostrazione palese di come qualcuno invece vorrebbe assolutamente negarla, non tanto a se stesso, ma gli altri. Questa è la cosa grave agli altri, agli altri siamo sempre in questo clima. Quindi io volevo accodarmi, insomma al Sindaco, alla vicesindaca, a dire a tutti loro che non sono soli. Questa parte dell'Aula sarà sempre al loro fianco. Grazie.
Grazie, consigliere Bernagozzi, Consigliere De Martino minori stranieri non accompagnati, indagini PRS, aggia, prego.
Grazie, Presidente. Ma visto che purtroppo, insomma, la destra ci ha abituato a parlare di questo tema delle vite di questi minori, solo quando succedono fatti gravi e violenti che nessuno nega, che accadono.
Credo però che se vogliamo risolvere i problemi, aggredirli e capire lì dove il sistema non regge, dove va irrobustito, bisogna piuttosto che diffondere allarmi anche poco ingiustificati, partire sempre da quello che ci dicono i dati delle rilevazioni, le ricerche e ho trovato particolarmente illuminante quello che è emerso dall'indagine che è stata presentata il 23 settembre dalla Garante per l'infanzia nazionale insieme all'Istituto psicoanalitico per le ricerche sociali. Ci sono alcuni da tanti dati, ne riporto alcuni, insomma, che mi hanno particolarmente colpita e che sui quali mi piacerebbe un confronto anche con l'opposizione nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Intanto si stima che a entrare nel circuito penale sul totale dei minori stranieri non accompagnati sia un 10%. Quindi, come dicevo prima, è ovvio che un problema c'è ed esiste. Credo che però questa percentuale ci aiuti anche a capire che viene raccontato come se fosse enormemente più grande rispetto a quella che è la percentuale effettiva. Significa che il 90%, quindi ribaltiamo allo il 90% dei minori stranieri non accompagnati non è finito in un circuito penale, quindi a delle storie evidentemente di inserimento e di inclusione positiva, ma che fanno molto meno notizia. Vengono poi approfonditi un campione di 80 percorsi di vita di questi minori dei minori che sono entrati all'interno del circuito penale.
Si rileva una stragrande maggioranza di provenienze dalla Tunisia e dall'Egitto. Allora ovviamente questo non deve portarci a rafforzare una sorta di inutile razzismo verso alcuni Paesi, ma deve portarci se se vogliamo fare politica seriamente a dirci che forse ci sono delle reti criminali transfrontaliere che sfruttano e abusano questi stessi minori e sulle quali c'è bisogno di un confronto molto più serrato tra il nostro Paese e questi paesi di provenienza. Andando avanti sempre su questi 80 ragazzi che sono entrati nel circuito penale ci viene e dice che il trend ci viene detto che il 30% ha avuto la possibilità di accedere alla messa alla prova e che ci sono state su questo 30% pochissime revoche, a differenza invece dei tassi di recidiva per quei ragazzi che entrano direttamente in un istituto penale, poi magari vengono trasferiti anche tra più istituti penali del nostro Paese. E infatti è proprio quello che avviene perché gli altri dati della ricerca ci dicono che di questi 80 oltre sei su 10 entrano direttamente in un istituto penale, cioè senza poter aver accesso alla messa alla prova o senza avere accesso altre misure alternative. A differenza di quello che succede per giovani di origine italiana, quando commettono un crimine, questa cosa fa tutta la differenza del mondo se pensiamo a come sono messi i nostri istituti penali, al sovraffollamento e alla carenza di personale.
Solo chi è evidente che un minore che non ha delle reti familiari qui nel nostro Paese attorno abbia molte meno possibilità di accedere a una misura alternativa e anzi venga trasferito per far fronte al sovraffollamento tra un istituto e l'altro in maniera anche molto più facile e veloce, proprio non avendo una famiglia alle spalle. Solo che facendo in questo modo, cioè spostando questi minori come pacchi tra un carcere e l'altro. Capite bene che quelle radici e quella rete sociale e che potrebbe quantomeno sostituire la non presenza di quella familiare non riuscirà mai a crearsi. Aggiungo che di questi 80 ragazzi solo 6 hanno un tutore volontario. È il caso, lo dico anche da tutrice, di fare un punto sulla legge Zampa i tribunali per i minori e continuano a denunciare la scarsità di personale che non gli permette di stare dietro alle nomine.
Quindi, insomma, ci sono tanti aspetti sui quali riflettere, tra cui l'ultimissimo. Non ho il tempo per entrarci, ma il sistema d'accoglienza tout-court. Ci sono dati incredibili di differenza tra chi commette reati ed è entrato nel Sai e chi invece è entrato in comunità extra. Sai. Questo è un punto che dovremmo con grande serietà approfondire. È molto importante farlo piuttosto che inseguire i fumi del razzismo che non ci non non ci sono utili a risolvere nessun problema. Nessun problema. È proprio per questo, visto che di razzismo si parla e visto che c'è un intero decreto scuola che nei fatti si basa su un pensiero razzista che non risolverà problemi. Deposito in trattazione. Urge urgente un ordine del giorno sul tema.
Grazie, Consigliere De Martino. Consigliera Bernagozzi, Bologna, al fianco dei familiari delle vittime della Uno bianca, prego. Sì, volevo abbracciare Capolungo, il presidente dell'associazione e con lui tutti i familiari delle vittime della Uno bianca per gli sviluppi dell'inchiesta, di questi, di diciamo di questi giorni, di queste settimane e ribadire ancora una volta, credo la vicinanza, mi sento di dire di non so se tu di tutti, di noi, ma immagino di sì comunque di molti di noi, rispetto a una vicenda che ha colpito profondamente la nostra città e non solo la nostra città e il fatto che sia stata così diffusa a livello anche della della Regione Emilia Romagna e non solo, probabilmente non l'ha fatta percepire come magari altri grandi eventi che hanno colpito la nostra città, pensa Ustica pensato 2 agosto, ma anche le stragi della Uno bianca tra l'altro avevano anche lì, e questa è una della dei filoni di quelle indagini e il fatto che avessero a un certo punto abbiano intrapreso una, diciamo, un filone razzista. A tal proposito, visto che l'intervento che mi ha appena preceduto, quindi su queste, su tutte le indagini che verranno fatte, ovviamente piena piena fiducia nella magistratura, però ribadiamo ancora una volta la necessità di fare piena luce su quanto è successo in quegli anni e per quanto riguarda la vicenda della Uno bianca, perché abbiamo pianto 23 morti e diversi feriti, ma ancora non abbiamo la piena verità e, come sempre qui a Bologna noi continueremo a chiedere la grazia.
Grazie, consigliera. Consigliera Zontini People Mover ancora fermo. Disagi ai passeggeri. Silenzio della Giunta, prego.
Grazie, Presidente. Torniamo, come spesso è accaduto in questo mandato sul tema del People Mover, perché ancora una volta la monorotaia sarà ferma per sette giorni. Questa coinvolta dal 29 settembre al 6 ottobre per test e per manutenzioni programmate, come sempre accaduto in queste occasioni e come dire, è una appunto occasione che noi prendiamo per sollecitare ancora una volta la Giunta Giunta che dopo tante promesse fatte più volte anche dall'Assessore allo dai tempi Assessora Orioli, ma successivamente anche dell'Assessore Campaniello, sul fatto che la Giunta si sarebbe attivata presso il gestore Marconi Express per assicurare un servizio di maggiore qualità più puntuale, con frequente e anche affidabilità maggiori per evitare tutta quella serie di disagi che vediamo e che i turisti continuano tra l'altro a documentare anche tramite i social non abbiamo, mi sembra ha ottenuto grandi risultati, continuano a esserci dei disservizi, dei guasti periodici, dei fermi. In tutto questo ci sono altri due tematiche che noi da anni portiamo avanti e su cui ancora non abbiamo avuto una risposta e la prima è un tema ovviamente di diciamo anche equità verso i passeggeri, nel senso che a parità di servizio, se, come sappiamo, quando il monorotaie ferma viene attivato con il solito messaggio sul sito di Marconi Express che leggiamo anche in questi giorni viene attivata i bus, viene attivato il bus sostitutivo.
Ancora una volta noi ci chiediamo se c'è un autobus che secondo l'ultimo messaggio e siamo sul display, impiega circa 35 40 minuti per fare lo stesso tragitto che altrimenti sarebbe fatto in cinque sette minuti. Non vediamo perché i passeggeri debbano pagare la tariffa piena che sarebbe prevista per la monorotaia, che, come sappiamo ormai a memoria, richiede 12 euro e 80 per la tratta singola e oltre i 23 euro per l'andata e di ritorno è qualcosa di assolutamente inconcepibile, tanto più in questa fase, in questi mesi, oramai da anni in cui i cantieri, le deviazioni e la viabilità impazzita della città consentono un tragitto anche tramite autobus molto più lento di quello che sarebbe in condizioni normali, chi sarebbe comunque molto più lento e rispetto alla monorotaia e neanche lontanamente paragonabili. Quindi ancora una volta noi abbiamo presentato non innumerevoli volte la proposta di appunto abbassare la tariffa, né nei casi in cui ci sia il bus sostitutivo, ma su questo vediamo che la Giunta ancora non si muove. Poi sentiamo il sindaco Lepore che magari richiede anche chi si aumenta di 10 euro la tassa di soggiorno, quando però turisti vorrei capire quali servizi diamo, perché il servizio questo è, cioè devono pagare più di 23 euro, dovrebbero pagarli, se prendono il bus sostitutivo invece della monorotaia, che raramente funziona bene e come dovrebbe. Quindi questo è un tema che, secondo tema, forse anche più più ampio, non più grave ma più ampio è quello sollevato anche dalla Corte dei conti. Anche su questo ricordiamo che sono ormai più di due anni che la Corte ha evidenziato e ha in qualche certo modo, diciamo tra virgolette ammonito il Comune, proprio perché le clausole contrattuali che sono state definite, come dice nero su bianco la Corte e di generano un disequilibrio che è a vantaggio di squilibrio economico che a vantaggio del gestore privato e a danno invece della collettività, quindi poi anche della delle casse delle Amministrazioni comunali. La Corte aveva chiesto di rivedere queste clausole aveva indica invitato l'Amministrazione a rivedere tutta una serie di di clausole di compensazioni di criteri che sono previsti proprio per rendere il contratto equilibrato ed evitare che si sia un danno al Comune e fino adesso erano state evidenziate delle perdite indirette. Anche lei a carico dell'Amministrazione. Noi più volte in question time, più volte tramite ordini del giorno e in Consiglio abbiamo invitato non solo la Giunta ad adempiere a quanto richiesto dalla Corte, ma anche all'Assessore campanello a venire in Consiglio, anche tramite la Commissione competente, a illustrare le modifiche che si sarebbe case dovevano essere fatte ormai da tempo proprio sul contratto che consenta Marconi Express, la gestione del People Mover sappiamo bene che, nonostante gli introiti, nonostante, come dire, venga sempre detto no, che ci sono milioni di passeggeri, che tutto va bene. In realtà Marconi Express a decine e decine di milioni di indebitamento e tra l'altro una parte anche verso TPER e quindi passiamo due anni e mezzo, arriveremo forse alla fine del mandato, quando ancora questa Giunta non avrà dato risposte e non si sarà assunta nessuna responsabilità su tutto quello che ruota intorno al People Mover e a una gestione di Marconi Express, sicuramente con tante lacune e da rivedere, grazie.
Grazie, consigliera Consigliere Mazzanti. Aeroporto e convivenza con il territorio, prego.
Grazie, Presidente. Velocissimo, ho letto l'intervista che il presidente dell'aeroporto fatto credo che ormai l'abbiamo detto in tutte le salse e nessuno vuole mettere in discussione i livelli occupazionali dell'aeroporto.
Però c'è un però: è giusto che la popolazione che abita nel quartiere che abita Castelmaggiore, che abita Calderara possa di notte riposare e di giorno avere un livello di rumore, di sopportabilità.
Lo diciamo e lo diciamo con forza, lo ripetiamo e crediamo che le osservazioni che il Comune manderà al percorso di partecipazione al Piano nazionale del trasporto arriveranno con queste indicazioni molto chiare. Tra l'altro la Regione, così come chiesto dai sindaci di Rimini, Forlì e Parma, di un riequilibrio: noi siamo per questo riequilibrio. Bene si vada avanti, però si permette alla gente di dormire.
Anche perché non è mai stato fatto, se non da un punto di vista sanitario.
Un'indagine molto interessante. Abbiamo sentito l'altro giorno in Commissione che cosa? L'usl ha detto, pertanto nulla più da aggiungere, per cui stiano sereni. Non vogliamo assolutamente licenziare nessuno, lo dico da ex sindacalista.
Così come vogliamo un rapporto di sopportabilità, come avviene in tantissimi europeo aeroporti europei, l'Italia non può essere da meno. Questo qua è quello che diciamo e quello che proponiamo, ed è quello che scriveremo nel momento in cui le nostre osservazioni arriveranno. Tutto qua.
Grazie, consigliere Mazzanti. Ora la parola alla consigliera Scarano. Tassa di soggiorno, condivisione, trasparenza e pianificazione. Noi lo chiediamo da tempo. Prego, consigliera. Sì, la ringrazio, Presidente. Non capisco come mai un politico navigato, come il primo cittadino, facendo questo da oltre vent'anni, debba spesso spararle così grosse per poi ritrattare, ridimensionare, dopo aver fatto innervosire categorie e lavoratori e persone che forse anzi sicuramente più di lui hanno competenza in alcune materie, con il suo stucchevole attacco al Governo a mettere le mani avanti. Così, nel caso in cui il Governo stesso deciderà di non prorogare la misura straordinaria che era stata prevista e decise voluta per il Giubileo, potrà riprendere quello che gli riesce meglio attaccare, accusare il prossimo, senza minimamente rendersi conto di quanto assurde, inopportune e inesatte.
Siano tante sue affermazioni ed azioni, per fortuna che chi si occupa direttamente o indirettamente di turismo abbia un minimo di forza e volontà.
Ma anche di coraggio, perché in questa città, se ti opponi al sistema, rischi grosso per riportare la discussione sul livello di sensatezza e serietà, quella condivisione, trasparenza e pianificazione che noi chiediamo da tempo con delle motivazioni infatti, se il Sindaco non dovesse smetterla di chiedere solo e di pretendere e al contempo gestire entrate e settori senza rendicontare, manderemo noi noi, come Fratelli d'Italia, manderemo a Federalberghi e a tutte le realtà interessate in questa partita tutti i dettagli dell'impiego della tassa di soggiorno, perché c'è un lavoro dietro tutta questa rendicontazione della quale chiediamo da tempo, perché quando si va anche durante la fase di bilancio, a rendicontare ci sono un paio di voci e quindi i Yanne milioni che adesso supereranno i 25 sono semplicemente ricco rendicontati come qualche milione a Bologna Welcome oltre 10 15 milioni per il settore cultura.
Qualche milione per dare decoro e pulizia, garantire alla nostra città, ecco, però, nella parte cultura che si vuole così vendere e e spacciare come delle iniziative che abbiano un impatto sulla cittadinanza e che diano lustro e visibilità alla nostra città e quindi ai turisti che scelgono di visitarla e viverla. C'è un mondo, è un mondo che sarebbe maggiormente da esplorare e da approfondire, perché ci sono tantissime associazioni, tra l'altro, alcune nel lavoro che la mia collega Giuntini e io stessa facciamo da anni un lavoro certosino, con schede tecniche, dettagli, centinaia di voci, ci sono tantissime associazioni addirittura che ricevono dal Comune.
Sede gratis.
Fondi per Bologna Estate morosi di utenze e ricevono i fondi anche dalla tassa di soggiorno per iniziative che non si capisce quali siano e che sicuramente i turisti bolognesi, di cui non sanno neanche l'esistenza, ma neanche bolognese stesso, tranne l'associazione che ne usufruisce poi tutte le fondazioni. Ma perché io devo utilizzare la tassa di soggiorno per finanziare le fondazioni? Ma dove c'è scritto dove c'è scritto che io devo da debba dare 2 milioni di euro a Fondazione Rusconi Chigi, prendendoli dalla tassa di soggiorno. A che pro.
Della Fondazione Cineteca va benissimo, la Cineteca l'ha detto il direttore andiamo alla grandissima. Abbiamo dei numeri importantissimi, 3 milioni di euro, ma perché? Perché a Libera Libera fa un lavoro, secondo alcuni lodevole sul territorio. Ma qual è il nesso da prendere i soldi della tassa di soggiorno? E dagli è libera o alla su cooperativa sociale chilowatt, ma ce ne sono una marea di realtà di in realtà di associazioni. Io non metto in discussione che voi decidiate di dare dei fondi a queste realtà, ma per chi utilizzare i fondi della tassa di soggiorno per le associazioni vostre amiche utilizzate da altri fondi. Qual è l'impatto sul territorio? Quand è che l'avete deciso anche con le realtà che in città gestiscono il turismo sarebbe troppo onesto ed è invece rendicontabile un grande progetto, una grande iniziativa, una grande opera e invece più comodo così presentare una voce totale e poi frammenta.
Consigliera Bernagozzi. Aeroporto Marconi e gli effetti sulla città, prego. Sì, volevo ringraziare quello netto dei che ha fatto questo dossier che tiene insieme ovviamente alle voci dell'aeroporto, ma anche quelle dei residenti dell'azienda USL e dice delle cose che in realtà diciamo da tempo, e cioè che non è tutto oro quello che luccica. È chiaro ed evidente che lo sviluppo economico dell'aeroporto A e porta dei benefici che, come diceva bene il collega che mi ha preceduto, dobbiamo difendere.
Il lavoro e l'occupazione, ma allo stesso tempo ci sono dei risvolti che vanno, vanno evidenziati. Il tema comunque del rumore della noi Hains, che noi continuiamo a ribadire in quest'Aula, ma anche il tema del turismo, dell'aumento, dei costi e una piccola postilla è ben spiegato come gli appartamenti si siano svalutati e non rivalutati, visto che qualcuno qui in Aula diceva che che chi aveva comprato casa lì aveva fatto un affare e chiudo dicendo che questo è veramente il tema è la sfida politica sul Marconi del 2030.
Grazie, consigliera. Consigliera Di Giacomi commercio di vicinato, prego.
Grazie, grazie, Presidente. Intervengo per questo rispetto a un tema che è abbastanza trasversale. Noi abbiamo visto all'interno della città, abbiamo parlato tantissime volte di sostenibilità, di commercio locale, di sicurezza, anche legata a questo ecco, il fatto che le nostre città abbiano sempre meno negozi di prossimità. È una tendenza globale che purtroppo a subisce degli effetti nazionale e internazionale e sicuramente anche locali, ma di cui la politica deve prendersi carico e contrastarla, proprio perché appunto le attività locali, le attività che sono legate ai territori sono spesso quelle più sostenibili, sono quelle che hanno una maggiore ricaduta anche economica sul territorio stesso e non all'esterno e che ci permettono quel presidio di comunità di cui abbiamo molto bisogno, perché abbiamo visto tante volte anche in Commissione rispetto al tema della sicurezza che i luoghi più sicuri sono quelli più frequentati sono quelli dove le attività riescono ad esserci e a garantire appunto quel presidio e per questo abbiamo accolto con favore la sottoscrizione da parte del Sindaco e dell'Assessora Guidone, della proposta di Confesercenti e.
Parlo anche in particolare rispetto alla consigliera Bittini, che ha è molto sensibile a questo tema, ma in generale come Gruppo pensiamo che sia un aspetto da da valorizzare. Grazie.
Grazie, Consigliere. Allora, Consigliere Giordani, aggressioni e violenze omofobe non tollerabili, prego.
Sì, grazie, Presidente. Un saluto alle colleghe e colleghi.
Quanto è stato dichiarato ho dichiarato a nome del gruppo sul giornale.
Dopo le aggressioni che sono avvenute in quel caso, se nessuno se ne sapeva una venerdì sera e poi è saltata fuori, è venuto fuori anche quella seconda di pochi giorni fa in centro a Bologna,
Non è una solidarietà di facciata, è una solidarietà reale.
E voglio ribadire con forza a questa solidarietà, in assoluta sincerità, verso questi ragazzi che hanno subito una violenza ingiustificabile e ingiustificata solo perché si tenevano la mano.
Io in una delle prime nei primi interventi che feci in Consiglio ricordai una frase:
Molto utilizzata, è spesso utilizzata, non ha proprio quello che dici, ma difenderò sempre il tuo diritto di dirlo. La frase di questa scrittice inglese All potrebbe essere presa come manifesto della nostra democrazia. Io in tanti casi possono essere d'accordo con quello che viene detto, ma sono sempre il primo a volere il confronto, a volere, il dibattito, ad accettarlo, ad accettare le critiche, a litigare, a discutere. Magari non si arriva a una soluzione, ognuno resta sulle sue idee, ma sempre come è stato anche nella condanna a eliminasse sempre in un ambito di democrazia e di confronto, purtroppo, e non è una questione questione razzista o razziale, perché qui non è un discorso di e uso termini banali: apposta, bianchi, gialli, neri, rossi, blu o verdi, cinesi, arabi, africani, thailandesi, filippini brasiliani, no, è un altro concetto. Ci sono delle realtà culturali spinte spesso da idee religiose che non sono tolleranti verso non una parte verso la nostra cultura, verso la nostra idea di democrazia e io purtroppo devo dire che, ahimè, in occasione di questi fatti gravissimi avvenuti a Bologna, la capitale de di certe libertà.
Così come non mi sembra a memoria di aver sentito una parola dopo l'attentato di Modena o dopo l'attentato al Gay Pride di Berlino. Non ho sentito mai dire nulla contro questi atteggiamenti io spero che il Sindaco, la Giunta all'intero Consiglio comunale, a seguito di questi fatti gravissimi, abbiano la forza di chiedere a tutti di prendere coscienza che questo sta diventando un pericolo reale di non chiudere gli occhi anche per convenienza e si passa a qualcosa di reale affinché l'integrazione possa nascere veramente e non possa più succedere, come a Padova, pochi giorni fa, che una signora vada a chiedere la cittadinanza e non le venga dato perché non conosce l'italiano, chi viene in Italia, chi viene in Europa, perché vuole integrarsi, perché vuole scappare da Paesi dove sta male o dove c'è la guerra, non deve venir qua per imporre come me e i modi di fare, di vivere del Paese da cui veniva, perché è scappato da lì, ma teoricamente deve venire qua per integrarsi con noi e questo vuol dire prendere atto di quelle che sono le nostre leggi, la nostra democrazia e la nostra cultura. Per questo noi chiediamo un ordine del giorno urgente, grazie.
Grazie, consigliere. Consigliere Mazzanti Bologna insicurezza urbana prego, Consigliere. Sì, grazie, Presidente, ma intervengo su questo tema perché ho letto l'articolo di intervista che è stata fatta dall'onorevole Bignami e lui parla no, e dice cosa che il Comune deve fare di più. Abbiamo pagato la caserma dei Carabinieri, interamente abbiamo pagato il commissariato Bolognina.
Strutture servizi per quanto riguarda la Polizia municipale, ricordo che abbiamo assunto in un triennio 175 genti. Ricordo che la Polizia locale e ausiliari di Pubblica Sicurezza ricordo sempre al onorevole Bignami, che si vede che ogni tanto fa lo smemorato di Collegno.
Che le competenze sono differenti. Talmente vero che in quest'Aula, prima che lui facesse l'intervista, ho ricordato che al Parlamento nazionale la Camera ha approvato il nuovo testo di organizzazione delle polizie locali e la pratica adesso dalla Commissione del Senato, e lui dice che le cose che i Comuni chiedergli verranno date. Ebbene, su questo testo c'è già la protesta di tutte le organizzazioni sindacali e delle polizie locali e dei Comuni, perché che cosa fa? Parificano i servizi, le parificano allo stesso livello. Presumo che non saranno più ausiliari, diventeranno agenti. È bello sapere qual è che questa operazione che vi occuparono allora alla Camera circa un miliardo, perché parificazione comporti indennità, mensilità completamente differenti. Bene, non è previsto un soldo, un euro, niente. Questo. Cosa vuol dire che i Comuni, se la legge passa così com'è, verranno messi nelle condizioni di non poter operare perché non hanno le condizioni economiche per poter rispondere a quel tipo di legge. Questa è la realtà dei fatti. Così come città quello che ha detto il dottor Gabriele alla Festa dell'Unità, però cito solo quello che gli pare a lui: il dottor Gabrielli ha demolito la politica dei CPR di questo Governo demolita, dicendo che sì un CPR ci può essere.
E ha descritto come debbano essere e ci ha anche detto che i posti disponibili nei CPR esistenti sono più che il doppio di quelle che sono le richieste. Gabrielli, però Bignami questo non lo dice mi meraviglio che non gliel'ha sottolineato il giornalista del terreno, che era uno di quelli che intervistava, non quello che ha scritto l'articolo, se non ricordo male, c'ero, però erano quelli che interessi stanno, per cui a questo punto è chiaro ed evidente la strumentalità e soprattutto la scorrettezza nel raccontare quelle che sono le competenze, ma non è una novità che Bignami si pone in questo modo e tra l'altro gli ricordo e spero che il suo impegno alla Camera ci sarà al Senato. I suoi rappresentanti politici saranno per far sì che, se quella legge passerà, abbia almeno la decenza di parificare veramente anche da un punto di vista economico, sennò abbiamo già visto quale conflitto nascerà fra enti locali e governo centrale, ma d'altronde questo è l'obiettivo. No, la città lasciate stare che mettono in difficoltà comuni anche da loro amministrati. Ma questa è la realtà per cui Bignami fa della polemica, non affronta un tema, dice che il Comune investe il lo Stato ha investito in sicurezza. Certo, quanto riempirà pienamente gli organici, farà i servizi notturni che non fa perché mancano gli agenti e gli agenti, poveretti, lavorano molto. Quindi si vergogni.
Consigliera De Giacomi, aggressione omofoba, prego. Grazie mille. Presidente, anche noi interveniamo a rispettarli. all'aggressione che c'è stata ai danni di due ragazzi che semplicemente sistema ne avevano fermano. È una cosa gravissima. Siamo già intervenuti con un comunicato il giorno in cui è accaduto e in generale ci mostra come purtroppo non sempre le libertà che dovrebbero essere libertà assolute delle persone che noi riteniamo dovrebbero essere tali e vengono rispettate. Questo, però, e su questo penso che certo la solidarietà è stata data da tante forze in quest'Aula ci sono state delle misure in passato, delle richieste legislative, proprio per evitare che questo potesse accadere o per intensificare le le pene nel caso di aggressioni omofobe, perché questa è stata e le forze che anche hanno manifestato la loro solidarietà in quest'Aula oggi hanno votato contraria. Queste, anzi, con grande esultanza e questo è un fatto, cioè ci sono le votazioni, ci sono state.
Tanti dibattiti anche in quest'Aula rispetto a questi temi, quindi ci domandiamo se in questo caso ci sia una solidarietà semplicemente perché dall'altra parte c'è un'altra battaglia che in questo momento è più impellente per la destra rispetto ai fatti di Modena. Sarò brevissima, però abbiamo approvato un ordine del giorno a prima firma del consigliere Begaj sui fatti di Modena. Il il lunedì successivo all'accaduto, quindi poche ore dopo questo e mentre invece in Aula si diceva che la maggioranza di questa città non si è espressa sui fatti di Modena, invece, è stato assolutamente il contrario dal momento che siamo in una seduta pubblica, ritengo che sia importante raccontare quello che è successo e infine sono d'accordo con quanto detto dal Consigliere prima di me ci sono delle culture che sono contrarie e che si oppongono e ritengono di dover decidere per la sessualità, per in genere delle altre persone. Noi siamo contrari a queste culture. Purtroppo queste cultura non sono solo le culture al di fuori della nostra, ma sono soprattutto e purtroppo la nostra cultura. Molto spesso, infatti, le leggi di questo tipo in Italia non possano.
In generale e per questo motivo anche noi proponiamo un ordine del giorno di cui chiediamo trattazione urgente e che a breve manderemo adatti del Consiglio, grazie. Grazie, consigliere. Attendiamo l'ordine del giorno. Allora, l'ultimo intervento del consigliere Venturi, che però è assente, non in Aula. Non è collegato, quindi.
Intervento decade, per cui.
Abbiamo terminato con gli interventi di inizio seduta, sono stati presentati tre ordini del giorno, nel corso di, appunto, degli interventi di inizio seduta, di cui viene chiesta la trattazione immediata.
Dopo le deliberazioni.
Immagino, consigliera Di Giacomi, voglia chiedere una pausa, prego. Grazie, anche perché appunto, essendo io stata l'ultima intervenire, ci vuole il tempo per mandare all'ordine del giorno, quindi chiederei una pausa di mezz'ora arrivare magari alle 15, grazie, grazie. Allora sospendiamo la seduta e riprendiamo alle ore 15, grazie a tutti e due.
Riprendiamo i lavori del Consiglio.
Abbiamo tre ordini del giorno.
Che sono stati presentati nel corso degli interventi di inizio seduta.
Chiedo ai colleghi di prendere posto grazie.
Il primo ordine del giorno è a prima firma De Martino. Ordine del giorno per promuovere misure richieste dal Governo a salvaguardia dell'integrazione scolastica, dell'offerta formativa CPA e del sostegno alle famiglie nel territorio bolognese. Chiedo se ci sono interventi contrari all'ammissibilità.
Consigliere Giordani, prego. Sì, grazie, Presidente. Ma noi sinceramente riteniamo che non sia il Consiglio comunale l'ambito in cui discutere di questi argomenti qui viene chiesto al Sindaco sarebbe stato, secondo me è più opportuno che i colleghi della maggioranza, che dessero ai loro parlamentari, soprattutto anche perché in questo momento mancano ancora gli atti di complemento. Di conseguenza, siamo ancora nella fase embrionale del decreto legge, per cui noi riteniamo che non sia da accettare il fatto che venga discusso in seduta odierna. Grazie.
Grazie, Consigliere.
Procediamo, quindi alla votazione per l'ammissibilità dell'ordine del giorno numero 1, a prima firma De Martino.
Chiudiamo la votazione, grazie.
Allora abbiamo 30 presenti 30, votanti 22, favorevoli 8, contrari 0, astenuti 0 non votanti. Il Consiglio approva l'ammissibilità dell'ordine del giorno numero 1, a prima firma De Martino. Votiamo ora per la richiesta di trattazione urgente dello stesso ordine del giorno. Grazie,
Vi diamo alla votazione, grazie. Abbiamo 30 presenti 30, votanti 22, favorevoli 8, contrari 0, astenuti 0 non votanti. Il Consiglio approva anche l'inversione dell'ordine dei lavori, quindi la trattazione immediata dell'ordine del giorno numero 1, prima di passare ai prossimi ordini del giorno e saluto e do il benvenuto alla presidente e ai suoi Consiglieri di un Consiglio dei giovani della città svedese. Sicuramente sbaglierò la pronuncia forse a Healing so o Aleksas non sa che sono oggi qui tra il pubblico in visita e ringrazio molto anche l'Ufficio giovani e la dottoressa Zorza Bini che curano la visita. Benvenuti, grazie.
Procediamo ora con l'ordine del giorno numero 2 a prima firma Giordani ordini del giorno per esprimere solidarietà ai ragazzi che hanno subito aggressioni e all'intera comunità LGBT qua plus e per invitare il Sindaco e la Giunta a condannare tali aggressioni. Chiedo se ci sono interventi contrari all'ammissibilità dell'ordine del giorno.
Non vedo interventi, quindi procediamo con la votazione per l'ammissibilità dell'ordine del giorno numero 2.
Chiudiamo la votazione, grazie.
Abbiamo 31 presenti, 31, votanti 31, favorevoli 0 contrari 0, astenuti 0 non votanti. Il Consiglio approva l'ammissibilità dell'ordine del giorno numero 2, a prima firma Giordani. Votiamo ora per la trattazione urgente dell'ordine del giorno, grazie.
Chiudiamo la votazione, grazie.
Abbiamo 30 presenti 30, votanti 30, favorevoli 0 contrari 0, astenuti 0 non votanti. Il Consiglio approva anche la trattazione urgente dell'ordine del giorno numero 2. Votiamo ora per l'ordine del giorno numero 3 a prima firma De Giacomi. Ordine del giorno per esprimere piena solidarietà e vicinanza alle persone coinvolti nelle aggressioni e la più ferma condanna di ogni forma di violenza e discriminazione omofoba. Chiedo se ci sono interventi contrari all'ammissibilità.
Nessuno. Quindi apriamo la votazione per l'ammissibilità dell'ordine del giorno numero 3, a prima firma Di Giacomi.
Chiudiamo la votazione, grazie. Abbiamo 31 presenti 31, votanti 31, favorevoli 0 contrari 0, astenuti 0 non votanti. Il Consiglio approva l'ammissibilità dell'ordine del giorno numero 3 e votiamo ora per l'immediata trattato della trattazione urgente dello stesso ordine del giorno. Grazie.
Chiudiamo la votazione, grazie. Abbiamo 31 presenti 31, votanti 31, favorevoli 0 contrari 0, astenuti 0 non votanti. Il Consiglio approva anche l'inversione dell'ordine dei lavori per l'ordine del giorno numero 3.
Passiamo alla trattazione delle delibere che sono iscritte ai lavori odierni. La prima e la proposta numero 85 del 2026 aggiornamento del catasto delle aree percorse dal fuoco è stata trattata in ottava Commissione il 17 settembre 2026 e licenziata per i lavori del Consiglio.
Do la parola all'Assessore Laudani, che è collegato. Buongiorno.
Grazie e buon pomeriggio a tutte e a tutti richiamo brevemente i contenuti della delibera che è stato appunto illustrato in Commissione.
Il tema, come recita il titolo a e l'aggiornamento del cosiddetto catasto incendi o più più per la precisione, il catasto delle aree percorse dal fuoco da parte del Comune di Bologna si tratta di un obbligo di legge previsto dal dal Piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, che impone ai Comuni di aggiornare il censimento delle aree che sono state interessate da incendi si tratta di una normativa nazionale che poi viene appunto predisposta dal Piano regionale, che pone dei vincoli molto stringenti su quei terreni che sono appunto.
Percorsi dal fuoco richiamo i principali, come già illustrato in Commissione, il divieto di cambio di destinazione d'uso per 15 anni, il divieto di edificazione al pascolo per 10 anni e la sospensione delle attività di rimboschimento pubbliche per cinque anni e il divieto di caccia per 10 anni. Nello specifico, la delibera propone, da un lato l'adozione del modello di schede incendio che viene adottato un nuovo modello standardizzato, conformativo alla conforme alle direttive regionali per raccogliere i dati essenziali alla perimetrazione delle aree. Il censimento e la perimetrazione degli eventi che vanno dal 2012 al 2025 e in questo caso specifico, però, si inserisce nel catasto con la relativa perimetrazione tre incendi che si sono verificate sul territorio comunale, uno nel 2012 a Casteldebole, uno nel 2024 in via del Torriana e uno del 2025 in via Stalingrado 75.
La procedura prevede che il il catasto con l'elenco innescati incendio viene pubblicato sull'albo pretorio per 30 giorni per consentire di poter presentare eventuali osservazioni. Scaduto il termine, vengono valutate le osservazioni e poi si approveranno gli elenchi definitivi con la so, con una successiva.
Deliberazione, questo è a grandi linee il contenuto. Ho cercato di sintetizzare il più possibile.
Di appunto un un obbligo da parte del del Comune e che che appunto andiamo a ottemperare con questa delibera.
Grazie, Assessore.
Chiedo ai consiglieri se ci sono interventi in merito alla delibera.
Non vedo interventi. Chiedo solo conferma all'Assessore se possiamo procedere con la votazione. Sì, certo, ma può benissimo.
Grazie, Assessore. Quindi passiamo alla fase di votazione e chiedo ai Consiglieri se ci sono interventi per dichiarazioni di voto.
Nessuna prenotazione, quindi poniamo in votazione la proposta di deliberazione numero 85 2026.
Apriamo la votazione.
Presidente, se posso, aggiungo il mio voto blu non votante.
Ho provato da un altro modo, ma non capisco. Va bene, registriamo avuto presente, non votante di del Consigliere Di Benedetto.
Chiedo suo record ai consiglieri che sono presenti in Aula di o di procedere con la votazione.
Come i voti mi mancano Scarano Santori e di ACOM.
Perfetto. Chiudiamo la votazione. Abbiamo 30 presenti 21, votanti 21 21, favorevoli zero contrari zero, astenuti 10 non votanti.
Il Consiglio approva la deliberazione numero 85 2026 e procediamo ora con la votazione per l'immediata eseguibilità della stessa delibera. Grazie.
Presidente, aggiungo il mio voto non votante, grazie. Sì, grazie.
Chiudiamo la votazione, grazie. Abbiamo 31 presenti.
2021 votanti 21 favorevoli 10 non votanti. Il Consiglio approva anche l'immediata eseguibilità della delibera numero 85 2026. Salutiamo e ringraziamo l'Assessore Laudani.
Passiamo ora alla deliberazione numero 103 2026 ad oggetto Bologna Fiere spa aumento di capitale sociale e acquisto nuove azioni delega al Consiglio di Amministrazione ai sensi dell'articolo 2.443 codice civile conseguenti modifiche statutarie. Variazioni al bilancio di previsione 2026 2028, con parziale applicazione dell'avanzo di amministrazione dell'esercizio 2025.
La delibera ha ricevuto il parere favorevole dei Revisori, è stata trattata in prima e seconda Commissione il 21 settembre 2026 e licenziata per i lavori del Consiglio. Do la parola all'Assessora Licalzi, che dovrebbe essere in collegamento collegata. Grazie, Presidente. Mi scuso, se non riesco in questo momento ad accendere la telecamera, ma abbiamo in ufficio una connessione Wi-Fi che oggi da qualche problema di stabilità della connessione Staes sai, quindi preferisco che sia fruibile il collegamento senza telecamera. Si chiaramente.
Lei, Presidente, e i Consiglieri sono d'accordo.
Io procedo con l'illustrazione di questa delibera, in primis, ringraziando gli uffici per tutto il lavoro e il collega capo di gabinetto, Sergio Lo Giudice, per essere intervenuto in Commissione ad illustrarlo, avendo.
È la delega alle partecipate e il Comune di Bologna, come sappiamo, è socio della società BolognaFiere spa, di cui detiene e 44 milioni 793.445 azioni pari al 22,9% 99% scusate nel capitale sociale e le azioni di BolognaFiere sono quotate presso Euronext Growth ma Milano, segmento professionale di Borsa italiana a partire dal 20 dicembre 2023 le operazioni di aumento di capitale sociale proposta dalla società BolognaFiere spa da approvarsi nell'assemblea straordinaria degli azionisti che si terrà il 29 settembre 2026, quindi nella giornata di domani è finalizzata al rafforzamento patrimoniale della società e dunque, alla crisi pandemica è tornata a registrare i bilanci inutile e intende perseguire nuovi investimenti strategici. Tra questi spicca la realizzazione, già in corso, di una nuova struttura polifunzionale al posto del precedente padiglione 35 pensano per aumentare la capacità ricettiva del quartiere fieristico e attrarre grandi eventi internazionali. Caratteristiche dell'aumento di capitale proposto sono le seguenti: al primo punto all'ordine del giorno dell'assemblea dei soci è proposto un aumento di capitale in denaro da liberarsi fino a un massimo di 20 milioni di euro al prezzo di 1,25 euro. Operazione in particolare, viene chiesto di conferire una delega al consiglio di amministrazione per definire, in prossimità dell'avvio delle offerte in opzione, sia l'ammontare definitivo dell'aumento di capitale nel rispetto dell'importo complessivo massimo stabilire i termini e la tempistica per l'esercizio dei diritti di opzione da parte degli azionisti, nonché i termini per la negoziazione dei diritti di opzione su Euronext Growth Maila Milano segmento professionale, previo accordo con Borsa Italiana. Spa. Il termine finale di sottoscrizione dell'aumento di capitale è fissato al 31 marzo 2027. Con la presente proposta di deliberazione si intende esprimere voto favorevole, approvando altresì le conseguenti modifiche allo statuto sociale dal punto di vista finanziario, a fronte di un diritto di opzione complessivo che per il Comune sarebbe pari a circa 4,6 milioni di euro. L'ente decide di esercitare l'opzione, autorizzando un impegno di spesa limitato a un massimo di 1 milione. Tali porto sarà internamente interamente coperto mediante l'applicazione di una quota dell'avanzo di amministrazione disponibile dell'esercizio 2025, garantendo così il pieno rispetto degli equilibri di bilancio comunale.
Il punto numero 2 all'ordine del giorno dell'assemblea soci è proposta l'attribuzione di una delega al consiglio di amministrazione di BolognaFiere per un ulteriore aumento di capitale in natura fino a 4 milioni di euro riservato al Comune. Tale aumento di capitale in natura riguarda beni ritenuti dal consiglio d'amministrazione e strumentali per il perseguimento dell'oggetto sociale e che saranno conferiti dal Comune, individuando di volta in volta all'operazione che meglio.
Si adatti alle esigenze della società e alla relativa strategia di crescita e sviluppo.
Al momento i cespiti non sono stati individuati e quindi è necessario aggiornare il Consiglio comunale per deliberare l'eventuale adesione all'aumento di capitale in natura.
Una volta che il CdA avrà individuato gli immobili, definito il valore delle azioni e del relativo sovraprezzo, indicando come lo stesso è determinato.
A quel punto, anche con la stima del valore dei veri di cui si chiede di conferimento, il Consiglio comunale potrà fare la valutazione di congruità e convenienza ed esprimersi compiutamente. In sintesi, tenuto conto di quanto sopraesposto si esprime voto favorevole ad approvare l'aumento di capitale in denaro e la delega al consiglio di amministrazione.
Per deliberare l'aumento di capitale in natura da offrire al Comune di Bologna, così come proposti dal consiglio di amministrazione stesso.
Fermo restando che il Consiglio sarà chiamato poi ad esprimersi in merito ai singoli utenti capitali, natura che il CdA delibererà di approvare come sopra chiarito e infine occorre anche approvare. Quindi ci sarà anche per questa delibera una doppia votazione. Immediata eseguibilità dell'atto al fine di consentire l'espressione del voto in Assemblea nella data che appunto abbiamo già esplicitato. Io ringrazio per l'attenzione e tutte le Consigliere e i Consiglieri le restituisco la parola al presidente, rimanendo a disposizione e ringraziando ancora una volta per il grande lavoro, come sempre per questo tipo di delibere che riguardano le partecipate, gli uffici coinvolti. Grazie,
Grazie, Assessore.
Dibattito chiedo ai Consiglieri se vi sono interventi.
Prego, consigliere aggiuntivi.
Grazie, Presidente. Come abbiamo già avuto modo di dire in sede di Commissione, questo, appunto, come sappiamo, non è una prima delibera e di questo mandato che riguarda BolognaFiere e non è la prima delibera che riguarda un aumento di capitale di BolognaFiere e abbiamo già più volte motivato e lo anticipo ovviamente quello che sarà il nostro voto contrario a questa delibera e, come ricorderete negli anni, parliamo allunghiamo indietro anche di non sono 10 12 anni e l'aiuto finanziario di capitale che il Comune ha dato a BolognaFiere è stato ingente soltanto in questo mandato. Ricordavo ovviamente l'aumento di capitale del 2022 e in cui il Comune, e peraltro ricordiamoci in una fase che era di grave difficoltà per in generale i bilanci anche dei comuni delle città, ma per i soprattutto per le famiglie con tutto il caro energia e tutte le problematiche sui servizi, sulla carenza di organico che avevamo ha deciso di utilizzare 6000000 di euro di avanzo libero che potevano essere messe al servizio della città. Invece, per la parte che esce di aumento di capitale in BolognaFiere, oltre a quello, non è abbassato Bologna e il Comune di Bologna ha conferito oltre i 28 milioni di euro di valore in immobili e terreni e non soltanto il Palazzo dei Congressi, ma anche tutta una serie di altri terreni e immobili che insistono appunto nell'area e a nord della Fiera, appunto, con la motivazione di sostenere in un piano strategico, che era il 2 e il loro insomma, un piano strategico vigente e la crescita anche da un punto di vista internazionale e di diversificazione dei servizi delle attività di BolognaFiere. La fase pandemica che chiaramente aveva messo in difficoltà un po' tutto il settore fieristico, così come chiaramente ha messo in difficoltà una serie di altri settori, è stata superata, tanto è vero, anche con anche grazie all'aiuto del Comune di Bologna, che comunque ha dato appunto un sostegno non indifferente di capitale e secondo tutti quelli che sono i risultati che ci vengono raccontati, i grandi successi che vengono vantati da parte di BolognaFiere e evidentemente come azienda anche da un punto di vista internazionali si è sviluppata e quindi oggi, come ci è stato ripetuto, è comunque un'azienda che gode di ottima salute dal punto di vista economico-finanziario e anche patrimoniale e che comunque è in forte espansione e ricordiamoci che poi nel 2022 noi non soltanto il Comune di Bologna e aveva aderito all'aumento di capitale, servono usate altre decine di milioni sottoscritte da altri soci e anche il famoso prestito obbligazionario convertibile che fu sottoscritto da informa, lipidi limiti del socio inglese, che poi è stato successivamente appunto convertito in azioni di capitali vero e proprio e fino ad avere appunto anche nella nella compagine questo socio inglese, che, come ci dicevano anche in Commissione, da un aiuto e non soltanto un rapporto finanziario, ma popolo anche da un punto di vista chiaramente un partner strategico e anche commerciali, in particolare per le iniziative fieristiche che si tengono all'estero, quindi comunque un quadro diciamo positivo di crescita della della Fiera anche dal punto di vista internazionale e quindi non non di difficoltà.
Ricordiamo poi anche un altro tassello, ove il Comune con un covo sostanzialmente semplifico, un comodato gratuito, ha ceduto, credo non ricordo, sono sincera se era per vent'anni per 30 anni comunque per diverse decine di anni a titolo gratuito anche l'area del Parco Nord, sempre a Bologna Fiere, quindi il sostegno è stato notevole. Ora ci chiediamo perché in questa fase il Comune debba ancora aiutare di nuovo BolognaFiere ancora utilizzando dell'avanzo libero di bilancio in una fase in cui ci sentiamo ripetere continuamente che non ci sono fondi per rinforzare organico piuttosto che per potenziare alcuni servizi, nonché dare una delega che è vero, tecnicamente corretta, perché la delega che viene data al Consiglio di Amministrazione ai sensi del 2.443 del Codice civile e tecnicamente corretta, nel senso che si dà una delega al consiglio di amministrazione che potrà deliberare successivamente in diverse fasi, tra l'altro anche temporali, un ulteriore aumento di capitale con conferimento di beni in natura o in IMU, gli immobili e i terreni. In sostanza, però qui il Comune di Bologna si impegna con il voto a approvare questa delega, che può arrivare fino a 4 milioni di euro, quindi, oltre al milione di euro di aumento di capitale cash, quindi proprio in contanti con risorse fresche viene già deliberato, si dà appunto questa delibera, per cui si potrà e il Comune in questo senso, diciamo si vincola con la con la delibera di oggi a sottoscrivere un ulteriore aumento di capitale fino a 4 milioni in immobili e i terreni che ad oggi non sono stati nemmeno individuati. Ora il fatto che tecnicamente si possa fare un significa che politicamente o dal punto di vista amministrativo sia corretto, cioè sia giusto farlo perché se noi come Consiglio dobbiamo votare oggi non solo un ulteriore aumento di capitale.
Ed è apro e chiudo parentesi aumenti di capitale e sostegni finanziari che non sono stati dati negli anni, ad esempio ad altre partecipate che hanno anche svolgono anche delle funzioni più direttamente di interesse pubblico e per il territorio.
Non sono state date. No, dobbiamo di nuovo a BolognaFiere e poi ribadisco questo tema degli ulteriori 4 milioni in beni immobili che non sono ancora stati individuati, a nostro avviso, non dà assolutamente, come dire, alcuna garanzia, sicuramente non di trasparenza, ma non si riesce neanche a capire l'obiettivo vero, perché se non capiamo quali immobili.
Quali terreni per farci che cosa? Cioè mi chiedo anche come possano. Possiamo noi Consiglieri deliberare in modo favorevole, perché non si nel corso della Commissione, in diversi colleghi abbiamo fatto domande, abbiamo cercato di capire, però non si è capito se si trattava di beni immobili o terreni che potevano riguardare, non so un'espansione di San della della della Fiera, ma era già stato fatto con l'altro conferimento di 28 milioni e 3 di immobili, per cui si erano dati talmente tanti spazi per cui il cosiddetto son PAM ampiamente o no anche per l'area congressuali fieristica, insomma, ci sembra più che sufficiente. Oltretutto, avendo a disposizione anche l'area del Parco Nord, ulteriori 4 milioni Imbeni ripeto, immobili, terreni che ad oggi non sappiamo quali sono, a che cosa potrebbero servire, se sono legate all'attività strettamente della Fiera, se sono legati ad attività parallele. Ora faccio un'ipotesi, la butto lì non sarà quella, ma diciamo dello stadio, cioè non da oggi potrebbe essere qualsiasi cosa, voglio dire, potrebbe essere un nuovo padiglione per una qualsiasi funzione. Chi però noi ad oggi non sappiamo, quindi non sappiamo per quale obiettivo preciso e i quali i beni immobili il Comune dovrebbe conferire e quindi beni immobili di cui il Comune si va a privare per. Ricordiamoci che e che ha già gli immobili e i terreni che sono stati conferiti nel 2022 avevano un valore non indifferente, non solo economico, ma anche anche strategico. Quindi ad oggi non è chiaro il quadro prossimo di sviluppo. Poi, ripeto, si tratta di una società che, come è stato ribadito più volte non sembra avere da quello che appunto emerge difficoltà, né sotto il profilo della liquidità, che comunque non potremmo noi sostenere come Comune, ma neanche dal punto di vista patrimoniale e finanziario e centinaia di milioni di ricavi diversi milioni di utile. Ci sono anche altri soci, se non ricordo male, ci hanno spiegato in Commissione che anche la Città metropolitana interverrà con 1 milione di euro di capitale.
E anche lì chiaramente compiuto il sistema metropolitano non nostro, ma anche gli io andrei a capire bene perché anche la Città metropolitana di rimettere 1 milione il tema di questi immobili fino a 4 milioni di euro, che non sappiamo nemmeno quali sono e a che cosa dovrebbero servire. E poi rimane un ultimo tema non chiarito, ovvero visto che l'aumento di capitale in più tranche può arrivare a 20 milioni di euro. Se noi e noi partecipiamo con mio comune, cioè si intende proporre la delibera di partecipare con 1 milione, appunto cash fino a 4 milioni successivamente, ma l'aumento di capitale in CA in in cash che fino a 20 milioni non sappiamo neanche come andrà a finire, ovvero quali altri soci parteciperanno, ma soprattutto la parte che non è optata. Non sappiamo se andrà al mercato, se andrà altri soggetti privati, come cambieranno le quote in seguito a quell'aumento? Quindi voglio dire, per i per assurdo, ma non tanto potrebbe anche accadere che il Comune mette nuovamente delle risorse proprie libere e che sono anche importanti per la città in BolognaFiere, poi magari arriva un soggetto privato, chi sottoscrive molti più milioni aumenta anche molto la quota e magari noi, a fronte di tutto lo sforzo economico patrimoniale che è stato fatto negli anni, il Comune potrebbe trovarsi con una quota ancora più, cioè diluita rispetto a quella che adesso, quindi una come dire, una capacità ancora minore di poter incidere sulla sulla strategia e sugli amministratori della società. Aggiungo solo un ultimo tema per ricordarlo sempre a tutti. Quando ci fu proposto un aumento di capitale di 6 milioni cash, credo che ce lo ricordano in tanti, perché discussioni furono fatte in diversi momenti e più volte era stato prospettato come un aiuto che serviva e in parte, anche se non fu molto citato per superare la crisi pandemica, ma fu sempre tirato fuori. Tema del lavoro ricorderanno bene anche i colleghi della maggioranza, che hanno sempre chiesto, come noi, delle udienze conoscitive sul tema del lavoro dei precari storici della Fiera e più di una volta ci è stato ripetuto a l'aiuto. Serve perché se per rafforzare la fiera in modo che possa valorizzare e stabilizzare qualificare il lavoro, sappiamo benissimo e credo che con un minimo di onestà intellettuale elude, potrebbero riconoscerlo tutti che non è stato così. Tanto. È vero che non sono mai stati stabilizzati i precari storici che poi partivano dall'essere più di centinaia sono ridotti. Purtroppo poche unità sono. C'è stato un po' una manovra tra una serie di scatole cinesi, per cui basta guardare la struttura del Gruppo e tra Wide ex tra viva event un giro di lavoratori, per cui sostanzialmente siamo passati da una situazione di precari storici che da decenni lavoravano per la Fiera con delle competenze precise che chiedeva la stabilizzatore che io non hanno avuto, ha sostanzialmente appaltare tutto esternamente a queste altre società del gruppo e che poi è un tema appunto anche soltanto questo della diciamo esternalizzazione del lavoro su cui potremmo parlare, ma io ricordo solo io me lo ricordo bene quante volte sia stato ribadito questo tema del supporto alla Fiera per qualificare il lavoro, per stabilizzare e questo non è avvenuto. Quindi francamente, oltre al fatto che l'obiettivo che poi l'altra volta fu dichiarato, non è stato raggiunto, ma noi lo dicemmo fin da subito che era uno specchietto per le allodole, cioè a maggior ragione questa volta, perché dobbiamo ancora una volta intervenire a sostegno e oltretutto senza sapere neanche quali sarebbero questi beni immobili che lì il di cui il Comune dovrebbe privarsi per sostenere ancora una volta BolognaFiere, mentre ripeto, altre partecipate che hanno avuto difficoltà molto più oggettive, che hanno anche un ruolo, un ruolo più stretto sul territorio, perché, anche se formalmente le fiere lo sappiamo dalla su una legge del 2001, riconosce un interesse pubblico no, ed è proprio dell'attività fieristica, però voglio dire, parliamoci chiaro, è chiaro che le fiere sono un volano per l'economia del territorio, tutto quanto, ma sappiamo bene che ci sono altre partecipate che svolgono dei servizi che sono molto più diretti. No per la cittadinanza, una ricaduta molto più diretta. Questo sostegno non è stato dato ad altre società, mentre invece a Bologna Fiere, ma non solo da oggi da questo mandato, ma anche mandati precedenti è sempre stato dato in maniera anche molto.
Molto poderosa e mi chiedo anche poi alla fine, se sì, con quali risultati per la città, perché un conto è parlare di i risultati del gruppo, che è una, diciamolo con questioni più privata. Dobbiamo anche cercare di capire poi qual è il valore vero che chi ci riviene sul territorio. Io credo che sia una cosa di una società che può andare avanti con le sue gambe e visto che un gruppo internazionale e che appunto i milioni in più del Comune di Bologna in 4 milioni in più di beni che nemmeno sappiamo quali è, quali siano, potrebbero benissimo fare meglio il gruppo e se il piano strategico e valido, se la strategia è giusta. Interverranno eventualmente anche altri soci pubblici o anche no, però lì no, non si può concentrare continuare a distribuire dell'avanzo libero, perché tanto perché se mettiamo insieme soltanto 6 più 1 7 milioni di avanzo libero 7 milioni. Sono tanti. Ricordiamo le cifre che in questi anni abbiamo tirato fuori sono e tante volte le organizzazioni sindacali delle dei lavoratori del Comune hanno tirato fuori, ad esempio, cifre che potevano servire da una parte per potenziare l'organico dei servizi, dall'altro per il famoso salario accessorio, più di recente per altri problematiche anche più strutturali, ad esempio no di di di di edifici scolastici, 7 milioni sono tanti, quindi noi ovviamente anticipo voteremo contrariamente a questa delibera, proprio perché è di sostegno, ce n'è stato, diciamo abbastanza, potremmo anche dire fin troppo BolognaFiere, soprattutto in questa fase noi riteniamo che ne vada dato ulteriore, a maggior ragione, perché non abbiamo chiaro l'obiettivo.
E la finalità di due di questo aumento, in particolare del conferimento di ulteriori vieni immobili. Grazie, Presidente.
Grazie, consigliera Zontini, che adesso vi sono altri interventi in merito.
Consigliere Fattori, prego.
Grazie, Presidente.
Continuiamo con il dibattito che abbiamo già avuto in Commissione. D'altra parte, questa è una sede in cui è legittimo riprendere posizioni e repliche. Confesso che l'intervento che mi ha preceduto ha messo insieme tante cose, quindi.
Io cercherò di stare un po' sul sul pezzo, insomma, sul tema della.
Delibera è stato spiegato anche in Commissione che l'aumento di capitale.
Non serve a ripianare perdite. Fortunatamente l'andamento della Fiera in questi anni è positivo. Serve per un riequilibrio del rapporto tra capitale proprio investimenti di vario tipo. Ecco, ricordo che quando venne deliberato invece spero di ricordare bene in anni precedenti un aumento di capitale. Ci trovavamo in altre condizioni. Si parlava di.
Minoranze parlavano di conferimento di risorse a fondo perduto, così evidentemente non è stato. Io credo che debba essere una buona notizia per tutti noi e per tutto a Bologna. Il fatto che.
La Fiera di un andamento economico positivo che si contribuisca a favorirne lo sviluppo in un panorama nazionale che per il settore fieristico è estremamente competitivo, quindi la crescita è evidentemente necessaria.
Non è un costo, è un investimento conferimento di capitale.
Un conferimento di capitale in quote che rimane rimarranno di proprietà del Comune di Bologna. Il fatto che ci siano anche altri soggetti che contribuire contribuiranno al conferimento di capitale. Credo che sia una notizia positiva che depone a favore della credibilità.
Che ha acquisito, che ha acquisito quest'ente questa partecipata nel corso degli anni, dopo le difficoltà che ha incontrato, ma non solo l'Ente Fiera, evidentemente il periodo del Covid e nel periodo immediatamente post-Covid.
Per quello che riguarda il conferimento in natura di ulteriori beni, se non ricordo male, ma Assessora poi chiarirà eventualmente è stato spiegato più volte che ci sarà.
Un ulteriore passaggio in Consiglio non saranno conferiti beni senza che il Consiglio deliberi su tali conferimenti, quindi non si può parlare dei conferimenti al buio, non sappiamo ancora quali beni saranno conferite, ma sappiamo che si passerà al Consiglio per deliberare su questi conferimenti. Quindi credo che non sia così corretto parlare di conferimento al buio di ulteriori.
Beni in natura, perché così non non accadrà. Ecco, questi sono gli elementi principali del dibattito. Ripeto, l'Ente Fiera sta andando bene, dobbiamo essere tutti contenti. Siamo però tutti consapevoli che il panorama fieristico internazionale, anche internazionale e nazionale e anche vicini a noi, è piuttosto competitivo e che quindi bisogna andare, bisogna contribuire.
Andando nella direzione dello sviluppo, cosa che adesso si sta facendo, credo in maniera positiva, grazie.
Grazie, Consigliere.
Chiedo se ci sono altri interventi.
Allora non vedo.
Iscritti a parlare con l'Assessore Li Calzi per la dei Club p.le. Replica finale, Assessore, oppure.
E.
Ringrazio la consigliera. Continuo i Consigli, direttori che sono intervenuti, ovviamente anche tutti i Gruppi consiliari anche per gli interventi svolti in corso di Commissione. Per qua figura, diciamo così, le richieste più che sono già state fornite risposte in sede di Commissione alla presidente che dei capi.
Prima ha detto, ma soprattutto da parte dei lupi, nel momento in cui tutto il lavoro anche a seteria generale e pertanto diciamo, per quanto riguarda gli aspetti più tecnici e rinvio a quella Commissione, dove sono state già puntualmente e illustrati i dati. Risposta di alle specifiche questioni. Per quanto riguarda, diciamo così, gli aspetti più politici in parte e il consigliere dei fattori aggravanti, percorso anche di tappe precedenti del rapporto tra Comune e BolognaFiere, come come partecipata e lo ringrazio. Mi ritrovo nelle nelle sue parole e anche rispetto alla scelta di aderire a questo aumento di capitale. Sappiamo ovviamente che BolognaFiere per la città di Bologna e per tutto il comparto della zona, ma in particolare tutta la ma più in generale per tutta la città è una società, è un asse strategico sotto molti profili, che sono già stati il più volte i croati, illustrati anche recentemente, proprio quando si fa riferimento ad alcune infrastrutture che già le quali terminano a più.
I nipote di che sono appunto di carattere sportivo, culturali e aperto, dev'aperta ed eventi internazionali di cui si è parlato in questi anni, in questi mesi, in particolare, solo un dettaglio, anche senza urtare tutto l'importo spettante al Comune. La diluizione è comunque una diluzione di per sé piuttosto irrilevante, nel senso che si tratta di 20 milioni su 194 milioni di capitale sociale attuale. Questo solo come puntualizzazione per quanto riguarda i numeri e per il resto, sia per quanto riguarda l'utilizzo dell'avanzo e, più in generale, le modalità chiaramente.
Di utilizzo delle risorse di bilancio, anche per quanto riguarda in questo caso è una una società partecipata che ha comunque, ripeto, uguali e Coimpo, tacchi, crediamo che da questo risulta lo sviluppo sia sempre da sostenere, anche perché le ricadute sono anche in un momento in particolare in un momento storico come questo e vanno a ah, diciamo così, produrre conseguenze positive e su chi e come, come è stato detto in più occasioni, anche dal Sindaco, quindi ringrazio.
Se i Consiglieri intervengono in tutti gli uffici, perché preziose risposte Tiwanaku, riunite in sede di Commissione e ovviamente da parte della Giunta, vi è una richiesta di due tavoli e positivamente approvando questa delibera che ha sicuramente un'importanza fondamentale anche per quanto riguarda le tempistiche, come tutto domani ci sarà l'assemblea, grazie.
Grazie, passiamo alle dichiarazioni di voto.
Allora non ho prenotazioni, quindi pongo in votazione la proposta di delibera numero 103.
Presidente, aggiungo il voto contrario, se è possibile, grazie.
Aggiungiamo il voto contrario del consigliere Di Benedetto.
Chiudiamo la votazione. 32 presenti, 32, votanti, 24, favorevoli.
9 contrari il Consiglio approva. Passiamo alla votazione per l'immediata eseguibilità.
Aggiungo il voto contrario, se è possibile, grazie.
Aggiungiamo il voto contrario del Consigliere Di Benedetto.
Chiudiamo la votazione.
Allora 32 presenti 32, votanti 24, favorevoli 8, contrari 9 contrari. Scusate, il Consiglio approva anche l'immediata eseguibilità.
Passiamo agli ordini del giorno il primo ordine del giorno, a prima firma, consigliera De Martino, per promuovere misure richieste dal Governo a salvaguardia dell'integrazione scolastica dell'offerta formativa GpA e del sostegno alle famiglie nel territorio bolognese. Consigliera, prego.
Grazie, Presidente. Ma su questo tema sono intervenuti anche dei colleghi della maggioranza e l'inizio seduta e insomma, hanno già posto in rilievo alcuni elementi abbastanza scioccanti di questo decreto presentato dal Governo, che hanno avranno delle ripercussioni ovviamente molto importanti sul nostro territorio, motivo per il quale abbiamo deciso di presentare anche noi in urgenza un ordine del giorno per supportare i nostri territori in quelle che saranno dovranno essere le modifiche da apportare nel caso in cui non venga ne è ritirato né modificato, ma confermato così com'è e diciamo che il livello del dibattito politico di questo momento ci fa pensare che purtroppo sarà confermato, così come nell'affrontare i vari punti principali quantomeno di questo decreto, vorrei partire anch'io dal modo in cui è stato presentato. È stato presentato dalla premier Giorgia Meloni davanti ai giovani e ai tanti del suo partito ed è stato annunciato come un tetto agli stranieri tout-court, addirittura con la finalità di non far più sentire una minoranza i bambini italiani nelle classi delle nostre scuole. Ma io per un attimo così da inguaribile ottimista.
Ho pensato sperato che Meloni fosse stata fulminata sulla via di Damasco, avesse in qualche modo sposato il principio dello ius soli.
Ovvero il fatto no, di non considerare più stranieri quei bambini e quelle bambine che nascono e crescono nelle nostre scuole, ma che per lo Stato italiano restano stranieri, perché abbiamo delle leggi sulla cittadinanza vecchissime, con che che che prevedono dei percorsi a ostacoli tali per cui a volte neanche parecchi anni dopo i diciott'anni si riesce a ottenere la cittadinanza. L'ho sperato veramente. Poi, però, pochi minuti dopo ho letto una dichiarazione di Salvini, suo compagno di Governo, che interveniva sulla legge sulla cittadinanza, ma individuando come unica e sola priorità da ricordare ai ai Sindaci quella di non darla alle persone che non conoscono l'italiano, ma soprattutto mi sono fatta due conti e sono andata a vedere un po' le percentuali delle presenze delle nostre classi a scuola e ho visto che se Meloni effettivamente avesse sposato il principio dello ius soli, non avremmo potuto considerare gli italiani di origine una minoranza e quindi diciamo che le mie speranze si sono subito rivelate molto vane e ho avuto la conferma e mi voglio soffermare su questo punto, perché lo reputo particolarmente grave, perché è fatto sulla pelle di bambine e bambini. Quindi, dicevo, ho avuto la conferma del fatto che c'è una distanza abissale tra quello che è il messaggio politico che Meloni consapevolmente ha voluto mandare ai suoi giovani compagni di partito, ma anche a tutto il Paese, essendo la Premier e quello che prevede questo decreto e da un'altra parte ancora i problemi e bisogni che ogni giorno le scuole e.
C denunciano e per le quali chiedono supporto.
Quindi Meloni ha parlato di questo tetto agli stranieri per soffiare ovviamente sul sul fuoco del razzismo. Poi, però, a un certo punto, quando questo questo annuncio deve diventare una norma effettiva in un Paese che, grazie al cielo è tenuto insieme da una Costituzione, una Costituzione che difende il diritto all'uguaglianza, che difende il diritto all'istruzione, che prevede anche il diritto d'asilo e che quindi non può che garantire a dei minori, specie se appena arrivati da altri Paesi, il pieno accesso al diritto di istruzione, all'istruzione. Quindi, visto che tutto questo bisogna in qualche modo no tenerne conto e io voglio ricordare che questa cornice istituzionale e costituzionale, anzi che ci dà la nostra Costituzione, è una garanzia a tutte e tutti, perché ora a questo Governo di ha preso il pallino degli stranieri, ma o in qualsiasi altro Governo di qualsiasi altro colore, può prenderli un altro pallino e quindi magari questa cosa può riguardarci ancora molto più da vicino. Quindi dicevo, nel momento in cui questa norma no a terra, in quelle che sono le norme del nostro Paese. Cosa diventa questo tetto agli stranieri diventa un.
Un riprendere, quello che già prevedeva una circolare del 2010 ed è un tetto non vincolante, ovviamente consigliato e che si riferisce a livello di conoscenza della lingua italiana per avere delle classi, insomma quanto più inclusive possibili e in cui tutte e tutti abbiano gli strumenti per andare avanti insieme. Questo tetto con il decreto diventa invece vincolante e viene riferito per i come criteri per l'iscrizione alle classi prime in questa divisione e vado a leggere nella primaria agli alunni senza cittadinanza italiana, non nati in Italia oppure senza almeno due anni di scuola dell'infanzia alle medie, alle superiori a quelli che non hanno frequentato con esito positivo almeno tre anni nel sistema scolastico italiano. Ora io non entro nel merito di questi criteri, perché non sono un'esperta linguista, ma diciamo che comunque il Governo li ha scelti accoppiandosi a quello che pensano sia il presunto livello di italiano di un bambino, di una bambina che non è nata qui e che non ha svolto almeno due anni alle scuole dell'infanzia o almeno tre anni alla scuola primaria e quello che più mi colpisce, però, è che questo che è stato sbandierato come un tetto evidentemente da quelli che sono i criteri poi effettivi che andiamo a vedere, si rivolgerà a pochissimi casi. Io voglio anche sapere quanti casi e infatti ho anche depositato venerdì scorso, venerdì scorso un'interpellanza alla Giunta, proprio per sapere a quanti casi delle nostre scuole di Bologna si andrebbe a rivolgere, ma voglio dire che i casi saranno pochi, anche perché non so se Meloni e il suo Governo non se ne sono accorti, ma le scuole, oltre al fatto che comunque nella nostra città metropolitane esistono le scuole polo per l'accoglienza che fanno ogni anno un lavoro enorme, proprio per far sì che nelle classi non ci siano disequilibri, ma le nostre scuole stesse, i nostri istituti.
Comprensivi stessi cercano ogni anno di fare gli equilibristi per tenere insieme i bisogni linguistici, che sono certamente un bisogno che questo Governo ha evidentemente individuato, ma poi ci sono le disabilità, ci sono i bisogni dell'apprendimento e i disturbi dell'apprendimento. Ci sono tante fragilità sociali, insomma, sappiamo che queste nuove generazioni si portano con sé delle complessità sempre più sempre più crescenti e le nostre scuole fanno i salti mortali, perché, non avendo risorse e personale sufficiente, devono cercare di creare delle classi più equilibrate possibili e a volte anche coordinandosi con altri istituti, cosa che anche i poli dell'accoglienza, come dicevo prima, aiutano e supportano a fare ovviamente facendo i conti con quello che ha il territorio di riferimento, cioè con quella che è la composizione demografica del territorio in cui sono inseriti perché è evidente che essendo un territorio c'è una particolare concentrazione di persone di origine straniera, non è che possiamo mandarli a 20 a 30 chilometri per portare i figli a scuola e quindi di questo bisogna tener conto, ma siccome il Governo questa cosa la sa, il decreto stesso prevede delle deroghe al tetto che hanno messo come vincolante.
Prevede delle deroghe e provvede un potenziamento per quelle scuole in cui bisognerà appunto attuare la deroga all'insegnamento dell'italiano, che è una cosa assolutamente sacrosanta tra l'altro basta ascoltarli i dirigenti scolastici e gli insegnanti per sapere che nella classe A 23, cioè che è la classe di concorso proprio per il potenziamento dell'italiano, non ci sono, non c'è da anni sufficiente personale e che tanti corsi pomeridiani che sarebbero destinati proprio al potenziamento dell'italiano non si possono fare, ma io mi chiedo allora, per potenziare e dei corsi di italiano in quelle scuole dove ci sono più alunni arrivati da poco e che non sanno ancora abbastanza l'italiano. C'era bisogno di parlare di un tetto agli stranieri? È questa la domanda politica alla quale io non riesco a trovare una risposta che non sia sì, perché anche se si fa una cosa che può servire, bisogna comunque alimentare divisioni, razzismo, contraddizioni all'interno del Paese. Ma io starei molta attenzione a giocare con questa cosa qui, perché poi la violenza, quando uno la istiga all'alimenta, torna sempre indietro e torna sempre indietro, e questo è il primo punto sul quale mi sono dico giacché mi avvarrò degli altri cinque minuti e su cui mi sono voluto particolarmente concentrare, perché è proprio una cosa questa è una contraddizione che non mi che non mi dà pace.
Ma poi c'è un altro punto ancora: le sanzioni ai genitori, le sanzioni e i genitori che non conoscono abbastanza l'italiano e quindi fanno fatica a comunicare con la scuola e che a questo punto, con questo decreto dovranno essere segnalati da.
Dai dagli insegnanti, dalle scuole stesse segnalati ai servizi sociali che gli proporranno dei corsi gratuiti che, se loro non potranno frequentare, porteranno a delle sanzioni fino a 1.000 euro. Anche qui di nuovo pugno duro. È l'unica lingua che questo Governo conosce, ma ci vogliamo domandare prima, magari il tipo di vite che fanno queste famiglie, perché spesso le mamme e i papà fanno quei lavori degradanti, umilianti, umilianti nodi. La di di lavoro umiliante non ce n'è nessuno Ford. Le condizioni sono umilianti e i lavori sono in condizioni degradanti, che però servono anche a noi. Servono magari ai nostri genitori per l'accudimento ai nostri nonni, servono per portare avanti i servizi di cui tutti noi fruiamo. Allora, magari prima di pensare alla sanzione, io penserei a monte a un meccanismo che faccia sì che queste persone abbiano davvero il tempo e le condizioni di vita e i tempi di lavoro e di cura per poter anche frequentare un corso di italiano. Ma soprattutto noi vogliamo aspettare che delle persone adulte impari in una lingua completamente straniera. Oppure, visto che il rapporto a beneficio del minore tra famiglie e scuola è fondamentale? Pensiamo di mettere di risorse sulla mediazione culturale, perché forse nel mentre che si impara l'italiano. C'è bisogno di mediatori culturali per far sì, perché va a beneficio dei bambini. E se uno poi degli adulti non gliene frega niente e va be' o almeno a me ne frega, però magari a qualcun altro. No, però quantomeno ai bambini e alle bambine ci possiamo pensare tutti e il rapporto con la famiglia va a beneficio loro, quindi i mediatori culturali servono anche per loro. Se la missione di questo decreto è davvero.
Quello di garantire una migliore inclusione, poi, tra l'altro, lasciando la responsabilità, gli insegnanti di fare questa segnalazione, ma quote.
È meschina anche questa cosa. Qui c'è un conto, è quando gli insegnanti devono fare una segnalazione, perché magari sia c'è il sospetto, ci sono delle prove di maltrattamenti in casa e ci mancherebbe altro, ma ora devono segnalare il genitore di un loro bambino perché non sa l'italiano sapendo che può incorrere in una sanzione di 1.000 euro. Ma è cioè, ed è lo stesso paradosso, dei medici sui CPR, cioè scarichiamo ai medici la responsabilità di dire che una persona sta abbastanza bene per andare in un luogo degradante dove ci si ammala uguale uguale per gli insegnanti. Io il tipo di concezione che questo Governo ha per i dipendenti statali non l'ho ancora completamente compreso, ma sarà un problema mio.
Stessa cosa per il burqa o per tutto, tutti quei quei vestiari, insomma, che coprono che coprono il volto, che rendono irriconoscibili parte che io personalmente non ancora conosciuto. Un insegnante che mi abbia detto di aver avuto una bambina, una ragazza con il burqa in classe. Quindi anche qui mi chiedo da quali dati e da quali bisogni reali parte il Governo per procedere addirittura con urgenza, bypassando il Parlamento per fare delle norme di questo tipo, ma anche su questo discorso, prima di introdurre un divieto, magari fare un bel confronto approfondito con i mediatori culturali competa guzzisti con il mondo della scuola per capire davvero come favorire l'inclusione e l'autopsia, l'autodeterminazione per tutte le ragazze. No, anche qui la via più semplice to ti becchi il deviato. Niente. Se poi quel divieto. Seguirà il fatto che magari è una ragazza, una bambina, una bambina dovrà seguire le lezioni private a casa perché non verrà più mandata a scuola da un'amica più un problema. Noi ci siam puliti la coscienza mettendo il divieto e poi amen si emancipa, era in caso con le elezioni a casa e poi anche su questo io vorrei che che chiarirci chiarissimo, un po' su come si attiva un processo di autodeterminazione parte dalla propria volontà. Non parto dalla volontà di altri e non parte neanche dai dai divieti.
E questa questa propria volontà si forma se si ha accesso a opportunità diverse, a strumenti diversi, a modelli culturali diversi, vivendo insieme agli altri, vivendo insieme alle diversità, per capire meglio che cosa si vuole per se stessi. Quindi il rischio di allontanare delle ragazze dalla scuola dovrebbe essere la nostra prima preoccupazione. Da lì dovremmo partire non dai semplici divieti che ci scaricano le coscienze a qualcuno magari scaricano le coscienze. Poi trovo anche abbastanza stucchevole quando esponenti della destra pensano di mettere in difficoltà le donne della sinistra su su questo terreno io sinceramente non mi ci sento per nulla. Sono e sarò sempre per l'autodeterminazione dei corpi e quella libertà di autodeterminazione nella storia è stata limitata o impedita o punita da prescrizioni religiose di vari tipi di varie religioni, da pressioni sociali, da scelte politiche, anche dalle leggi del mercato, anche dalle leggi del mercato, perché qui, scusate, non è una provocazione, ma è veramente quello che pensa.
Eh no, non si può valere, purtroppo. Consigliera.
No.
Mi ritrovo spiegare.
Volevo chiarire al Consigliere che il relatore dispone di 15 minuti per l'illustrazione, tre minuti in corso di dibattito per dare spiegazioni e 15 minuti finali per la replica viceversa.
Chi inter.
Consigliere Negash, prego.
Grazie, Presidente. Mi dispiace, vorrei ringraziare la prima firmataria di De Martino.
Spero che ci sia qualche tema che posso continuare a dire e nel mio intervento vorrei partire dai numeri.
Questo tema, quando appena uscito da Valditara, prima volta ad agosto, perché il bello di questo Governo e che propongono delle cose ad agosto presentano i report, ad agosto, tutto quello che si può nascondere si fa ad agosto.
Vorrei partire dai numeri, perché credo che su un tema come questo i numeri siano molto in modo migliore per evitare che la discussione venga trasformata in uno scontro ideologico. Questo lo dico anche alla minoranza. Il punto di partenza è molto semplice: il decreto introduce a partire dall'anno scolastico 2027 2028 dopo le elezioni, un limite del 30% nella composizione delle classi per gli alunni con cittadinanza non italiana, con criteri diversi a seconda dell'ordine di scuola, con particolare attenzione, secondo il Governo, alla conoscenza della lingua italiana, ora chiediamoci di quale fenomeno stiamo parlando, come le ho detto anche tante volte, i dati del Ministero dell'istruzione relative all'anno scolastico 2022 e 23, che poi sono gli ultimi dati che abbiamo, ci dicono che gli alunni con cittadinanza non italiana.
Erano 914.000 pari all'11% della popolazione scolastica, ma c'è un dato ancora più importante: 598 di questi 2000 di questi studenti, cioè il 65% sono nati in Italia. Noi consideriamo stranieri le persone perché non hanno la cittadinanza o un passaporto.
Quasi due studenti su tre.
Questo significa che quando parliamo genericamente di alunni stranieri stiamo mettendo dentro la stessa categoria ai bambini e ai ragazzi che hanno storie, bisogni, percorso molto diversi, parlano anche forse un po' con cadenza del luogo. Ci sono studenti arrivati da poco nel nostro Paese, magari con una conoscenza limitata dell'italiano, che hanno effettivamente bisogno di un sostegno linguistico intensivo e che si fa e ci sono bambini nati in Italia, che hanno frequentato i nostri asili, le nostre scuole che parlano italiano, che vivono nei nostri quartieri e che fanno parte quotidianamente delle nostre comunità, cioè per dirla in modo semplice, sono nei compleanni che voi invitate per i vostri figli. Ed è proprio qui che il dato del 30% diventa interessante. Secondo l'elaborazione dei dati ministeriali, il 7,6% delle classi statali superava la soglia del 30% considerando tutti gli alunni con cittadinanza non italiana, considerando anche quelli che sono cresciuti con noi alla scuola primaria la percentuale era del 12,4% secondaria di primo grado del 7% alla secondaria di secondo grado al 3.5%.
Ma se proviamo a guardare il fenomeno attraverso la lente che il decreto stesso dichiara di voler utilizzare, cioè quella del possibile bisogno e linguistico, il quadro cambia radicalmente, considerando soltanto gli alunni con cittadinanza non italiana. Nati all'estero. Le classi sopra il 30% scendono al 0,6% del totale nazionale 0,6 della primaria 0,2 della secondaria di primo grado 0,8 nella secondaria di primo grado e di secondo grado. Questo non significa naturalmente che il problema delle classi complesse non esista.
Esiste e le scuole lo conoscono molto bene, ma proprio per questo dobbiamo porci una domanda:
La cittadinanza è davvero il criterio e più efficace per individuare il bisogno educativo, perché se questo la maschera si capisce del Governo cosa vuol dire, perché è una classe, può essere difficile da gestire per molte ragioni condizioni socioeconomiche, disabilità, fragilità familiari, dispersione scolastica, difficoltà linguistiche, bisogni educativi speciali, caratteristiche del territorio, eccetera, eccetera, eccetera e soprattutto perché non tutte le scuole hanno davanti allo stesso contesto anche la distribuzione territoriale. Ci dice qualcosa oltre il 63% degli studenti con cittadinanza non italiana frequenta scuole del Nord e l'Emilia Romagna è tra le regioni con la concentrazione più elevati.
Nella nostra regione, secondo le elaborazioni disponibili sui dati ministeriali, il 15,6 delle classi supera il 30%, considerando complessivamente gli alunni con cittadinanza non italiana, con un valore del 25% della scuola della scuola primaria. Questo dovrebbe portarci a una conclusione molto concreta.
Proprio nei territori in cui il fenomeno è più presente, servono strumenti più precisi, non semplicemente un numero uguale per tutti. E poi c'è un secondo pezzo di questa Vincenzo vicenda. Forse è ancora più evidente quello dei CPIA.
Io ho letto bene l'intervista anche dei vari presidi dei CPIA.
In questi giorni e che si sono meravigliati di questa di questo decreto, il decreto prevede corsi gratuiti di italiano per i genitori stranieri che presentino difficoltà linguistiche tali da ostacolare la collaborazione con la Scuola, accompagnando l'obbligo con sanzioni. Una meraviglia, ma qui emerge un problema molto concreto:
I corsi oggi non sono sufficienti nemmeno per rispondere alla domanda esistente. A settembre 2026 è stato riportato un dato di oltre 31.000 adulti in lista d'attesa del CPA. Il dato riguarda 119 dei 130 centri cesti censiti per l'anno scolastico 2025 2026.
È 93 CPA su 119, cioè il 78,2% hanno ricevuto più domande di iscrizioni SPES risp rispetto ai posti disponibili nel nord e le persone rimaste fuori dal dalla scuola di italiano risultano essere oltre 18.000 e tra le regioni con le percentuali più alte di persone in lista d'attesa viene indicata proprio l'Emilia Romagna. Allora le domanda è semplice:
Come si può prevedere una sanzione per chi non frequenta un corso su se quel corso in molti casi non è concretamente disponibile, direi anche accessibile? Io questo lo so benissimo, perché comunque abbiamo delle parrocchie, co cooperative di tutti coloro i volontari che formano tutti i migranti che si trova nel nostro territorio, perché il CPIA non riesce assorbirli è un problema di coerenza.
Prima ancora che di principio, cioè si chiede per avere il permesso di soggiorno, per avere questa cosa qua, qualcosa di imparare l'italiano, di avere la certificazione B 1 a 2, tutto quello che si chiede però lo Stato.
Non non crea le occasioni per formare questi cittadini, anzi taglia è un problema di coerenza prima ancora di principio, se una persona vuole imparare italiano, ma rimane fuori da una struttura pubblica per mancanza di posti. La risposta dello Stato non può essere una multa. La risposta deve essere aumentare la capacità del servizio e qui veniamo al punto politico di questo ordine del giorno. Noi non contestiamo che l'italiano sia fondamentale. Al contrario proprio perché lo consideriamo uno strumento essenziale di autonomia, partecipazione, accesso ai diritti. Riteniamo che debba essere garantito, come si fa in tutti i Paesi europei, con continuità e con risorse adeguate. La questione dove mettiamo quelle risorse servono insegnanti specializzati delle italiane. Le 2 servono spazi, servono ore di insegnamento, servono mediatore, servono il territorio e i servizi territoriali. Servono interventi continuativi e non soltanto misure emergenziali.
E servono classi costruite sulla base dei bisogni reali degli studenti, non sulla base di un'etichetta amministrativa, perché la scuola pubblica direi anche un'etichetta di colore, perché separeranno le persone sul colore della pelle, perché la scuola pubblica non deve scegliere tra gli uni e gli altri.
L'obiettivo deve essere mettere ogni studente nelle condizioni di imparare.
E questo vale per il bambino nato a Bologna, dei genitori italiani per la ragazza nata qui dai genitori stranieri. Per il ragazzo è arrivata in Italia a 14 anni e per l'adulto che oggi è in lista d'attesa per imparare la lingua.
La Costituzione dell'articolo 3 e 34 ci indica esattamente in questa direzione uguaglianza, accesso all'istruzione e rimozione degli ostacoli che limitano il pieno sviluppo della persona. Per questo credo che il nostro ordine del giorno debba concentrarsi soprattutto su una richiesta molto concreta: verificare sul territorio è un nostro bolognese gli effetti del decreto, confrontarsi con i dirigenti scolastici, monitorare gli eventuali spostamenti di studenti e rendere pubblici i dati sulle persone che ogni anno rimangono escluse dal CPIA. Voglio rispondere a qualcuno che prima diceva: ma a cosa serve discutere su questo ordine del giorno? Perché questo ordine del giorno cambierà la situazione di tutte le scuole di tutti i genitori e noi dobbiamo difenderli, perché se se abbiamo oltre 31.000 persone in lista d'attesa a livello nazionale, il problema non è convincerli a studiare il problema e fare in modo che possano farlo e se davvero vogliamo affrontare la difficoltà linguistiche nelle nostre scuole, dobbiamo, a partire da lì, dai bisogni reali ed equo e non da quelli fittizi propagandistici per rincorrere la destra più del della destra, della destra e della destra della destra, né della contrapposizione tra bambini italiani ai bambini con cittadinanza straniera.
Perché una scuola capace di includere, insegnare e accompagnare o non sta, eh eh eh, accompagnare, non sottrarre e non sottrarre opportunità.
Ma c'è un'ultima questione che credo non possiamo ignorare, perché mentre discutiamo ancora una volta dello straniero come problema della scuola, rischiamo di perdere di vista il problema strutturale. Quale scuola pubblica stiamo costruendo quale modo migliore per distogliere l'attenzione dello smantellamento della scuola pubblica, se non quello di mettere al centro del dibattito lo straniero o sparacchia per tutti? Lo straniero diventa così il bersaglio perfetto sposta il discorso semplifica una questione complessa, alimenta contrapposizione, finisce per permettere gli uni contro gli altri. Proprio coloro che nella scuola pubblica dovrebbero avere un interesse comune, perché mentre discutiamo del bambino straniero seduto in fondo a una classe sovraffollata, rischiamo di non parlare abbastanza delle condizioni di quella classe.
Rischiamo di non parlare degli insegnanti che mancano degli edifici che hanno bisogno di manutenzione, delle ore di sostegno, che non bastano, dei servizi che non riescono a rispondere alla domanda.
Rischiamo soprattutto di non porci una domanda ancora più grande: quante risorse stiamo in destinando alla scuola pubblica e quale idea di istruzione stiamo finanziando?
Per il bilancio 2026 vengono indicate 886 milioni di euro destinati alle scuole paritarie e vengono previsti strumenti di sostegno alle famiglie che scelgono la sola la scuola paritaria. Allora, la domanda che dobbiamo porci è semplice: chi difende la scuola pubblica, perché il problema non può essere soltanto chi siede in un banco. E il problema è se quel banco e se quel banco si trova in una scuola sicura, con insegnanti sufficienti, con spazi adeguati, con servizi capaci di accompagnare gli studenti e con le risorse necessarie per garantire a tutti il diritto di imparare. Perché il figlio dell'operaio di destra e il figlio dell'operaio è di sinistra, allo stesso interesse ad avere una scuola pubblica che funzioni.
Allo stesso interesse ad entrare in un edificio sicuro hanno lo stesso interesse ad avere insegnanti ai laboratori palestre, sostegno, tempo, scuola e servizi adeguati. Eppure rischiamo di far credere loro che il problema sia il bambino straniero è seduto nell'angolo della classe.
Quella è la distrazione, il vero tema e, se vogliamo una scuola pubblica che abbia le risorse per accogliere, insegnare, garantire opportunità. Tutti ricordiamoci che l'Italia è stata una dei primi Paesi in Europa a fare la legge dell'inclusione e dell'integrazione in classe per i bambini disabili e questo tutti i Paesi son venute ac ah ah, ah, ah, ah, copiarci allo e invece adesso vogliamo tornare indietro. Allora io credo che dovremmo smettere di chiederci quanto spazio debba avere lo straniero nella scuola. Dovremmo cominciare a chiederci quanto spazio, quante risorse quanta attenzione vogliamo ancora dare alla scuola pubblica, perché il problema non è chi siede in quel banco.
Il problema è se la scuola a chi li mettiamo intorno è ancora una scuola capace di garantire a tutti il proprio futuro. Noi almeno io mi considero di sinistra, pensiamo che tutte le persone devono avere la stessa disponibilità, opportunità senza barriere, grazie.
Grazie, consigliere Parola, alla consigliera Larghetti, prego. Grazie. Grazie, Presidente. Grazie alla collega De Martino per aver proposto questo ordine del giorno, perché credo che sia importante ricordarci che a Bologna non partiamo per niente da zero su questo tema, ma anzi abbiamo un'esperienza che credo dovrebbe essere messa a frutto invece che essere cancellata con un colpo di spugna da meccanismi che sono molto lontani da quelli che sono bisogni reali di persone, di famiglie, di comunità scolastiche, perché dovremmo partire proprio dalla domanda: che cosa serve davvero a una scuola per integrare? E la risposta che Bologna ha provato a dare è quella che abbiamo diciamo iniziato nel 2014 con un protocollo, quello delle scuole polo per l'accoglienza degli alunni neoarrivati e non italofoni. È un protocollo che è nato, insomma, insieme all'Ufficio scolastico territoriale con il Comune di Bologna e con le scuole che si è dato l'obiettivo di non creare una separazione tra gli alunni, ma al contrario di organizzare meglio l'accoglienza, di distribuire le risorse e di accompagnare le famiglie, individuando la scuola più adatta per favorire l'insediamento, l'inserimento, scusate, nel modo più efficace possibile.
Quindi le scuole polo non sono uno sportello burocratico, ma un sistema di relazione che fa la prima accoglienza, raccoglie la storia scolastica dell'alunno, lavora con la famiglia e di conseguenza individua in quale scuola della rete è più adatto collocare l'alunno, mettendo quindi in comune le risorse per l'insegnamento dell'italiano che coinvolgono i mediatori, i facilitatori e il CPA. Il protocollo parla esplicitamente di facilitazione e di sostegno di collaborazione, scuola, famiglia, scuola, territorio. Quindi va a costruire un contesto più favorevole possibile per utilizzare le risorse che abbiamo poche, purtroppo nel modo più razionale possibile. Credo che questa ricchezza che Bologna ha costruito in più di 10 anni, deve essere valorizzata e non sostituita da una percentuale, perché 30% peraltro non è un concetto nuovo e è un concetto che esiste già dal 2010 ma è un criterio per una distribuzione equilibrata degli alunni con una cittadinanza non italiana, inserito però dentro un sistema di valutazioni territoriali, ovviamente di possibilità di deroga. Ancora oggi l'Ufficio scolastico regionale dell'Emilia Romagna gestisce proprio attraverso le procedure spe specifiche quelle situazioni che superano quel quella soglia.
E quindi il problema del nuovo provvedimento e che trasforma una questione educativa complessa in un meccanismo rigido di composizione delle classi che ignora l'umanità e le competenze che stanno dietro ogni singolo bambino. Quindi un bambino Naïr neo-arrivato. Scusatemi, ma non è una percentuale, è una persona che arriva a scuola, magari dopo un lungo viaggio, dopo il ricongiungimento familiare, una situazione abitativa difficile con.
Con una storia scolastica che dobbiamo conoscere, è una lingua che magari deve ancora imparare in quel momento la scuola deve essere il luogo in cui si trova una comunità e qualcuno che si prenda cura del suo inserimento non un cartello che dice: qui abbiamo raggiunto la quota. Per questo penso che noi dobbiamo assumere una posizione molto chiara. Come Comune di Bologna non chiediamo di alzare i limiti, noi chiediamo di rivedere completamente l'impostazione del provvedimento di ritirarlo, perché cambiare una percentuale non risolve i problemi della scuola. Se una scuola ha difficoltà a gestire una forte concentrazione di studenti neoarrivati, la risposta seria e mettere il sistema scolastico nelle condizioni di farlo. Quindi, come è già stato detto, più risorse.
Ah gli insegnanti e alla didattica diciamo che favoriscono questi procedimenti, quindi una distribuzione complessiva delle opportunità educative in quello che è tutto il sistema scolastico, non la valutazione scuola per scuola, quindi grazie a chi, insomma ha lavorato quest'ordine del giorno e penso che di questo tema dovremmo continuare a parlarne in tutte quelle che sono anche le derive di questa pericolosa impostazione. Abbiamo già fatto una Commissione tempo fa sul tema diciamo di alcuni ci che hanno visto un fuggi fuggi. L'ho parlato, ne ho parlato a inizio seduta, si creano delle storture in cui una famiglia del Navile decide di mandare i bambini delle elementari in via Dante, alle scuole Carducci perché magari non gli piace la composizione etnica della propria classe. E poi, insomma, si generano assurdità di cui il parcheggio auto davanti alla scuola in sosta vietata è sicuramente l'ultimo dei problemi, ma anche quello è un problema.
Ha generato da queste storture, quindi lo vediamo già oggi nella scuola pubblica. Bologna, scuole pubbliche rimangono con classi vuote, perché le percentuali non piacciono, invece di lavorare su quello che deve essere un sistema di offerte didattiche democratico aperto a tutti, soprattutto quando parliamo di bambini, noi sui bambini non facciamo differenza. Ci dispiace.
Grazie, consigliera Parola al Consigliere Fattori, prego.
Grazie, Presidente.
Allora cercherò di, cioè leggerò delle cose che ho scritto, perché vorrei cercare di essere preciso qui parliamo anche di numeri.
Io potrei anche cogliere un elemento positivo in prospettiva, in questo in questa norma, poi ve lo spiego, anche se davvero fatica a comprendere il senso di un decreto legge che va emanati in casi di necessità e urgenza per norme che entreranno in vigore a partire dal prossimo anno.
Scolastico. Comunque, se ho capito bene, leggendo il decreto, per essere considerati stranieri ai fini della quota del 30%, occorre vediamo i vari ordini di scuola per chi va per chi si iscrive in prima elementare occorre tre requisiti: tutti e tre: non avere cittadinanza italiana, non essere nati in Italia non avviene più argomentata almeno due anni di scuola dell'infanzia quindi.
Va beh, no, la cittadinanza italiana sono stranieri, non ce l'hanno, ma se sono nati in Italia e hanno frequentato almeno due anni di materna e quindi magari sono arrivati in Italia entro i tre anni di vita non rientrano in questa quota.
Per chi si iscrive alle medie inferiori secondarie di primo grado tecnicamente occorre non essere italiani non avere fatto almeno tre anni di scuola elementare in Italia, il che significa che non rientrano in questa quota a tutti quelli che non hanno cittadinanza italiana, ma sono nati in Italia oppure quelli che sono arrivati in Italia entro gli otto anni di età. Che quando si inizia la terza elementare.
Per chi si iscrive alle superiori, per essere considerata straniera, quindi del 30%, occorre non essere italiani non avere fatto almeno tre anni di scuola in Italia, quindi significa che non sarebbero stranieri tutti i ragazzi che pur privi di cittadinanza, hanno frequentato in Italia anche solo le medie, perché sono arrivati in Italia entro gli ul entro gli 11 anni di età, quando si va in prima media. Quindi allora da un lato potremmo dire che.
La finalità della legge porre un limite alla presenza straniera nelle classi è una boiata elettorale, perché io nei miei appunti non ho scritto boiata un sit in altro modo, ma dico boiata, perché in primo luogo la presente in una classe del 30% di bambini considerati stranieri secondo questi criteri e in base alla mia esperienza, praticamente impossibile da raggiungere.
Quindi, questo significherebbe che si tratta di un non problema, un problema.
Così come è un non problema, quello del burqa petto. Io quarant'anni qua e di scuola no, e ho insegnato in scuole dove la presenza di ragazze islamiche è molto diffusa. Mai incontrato una ragazzina che mettesse il burqa che volesse mettere il burqa, quindi.
Se se un non problema.
Perché lo possiamo valutare in positivo dopo ve lo spiego.
Allora, quindi, è un problema. La legge avrebbe dovuto far riferimento a un limite del 30% nella presenza nelle classi della scuola, a partire dalla scuola dell'obbligo di bambini e ragazzi con una limitata conoscenza della lingua italiana. Limitiamo la concentrazione di bimbi che non conosca la lingua italiana. C'erano già norme che non prevedevano. Sarebbe comunque è stato una cosa non corretta, perché.
Perché sì, c'è una presunzione assoluta del fatta sopra, nonché un'assoluta, vuol dire non ammette prova contraria nel fatto che i bambini che non hanno determinati requisiti non abbiano padronanza della lingua italiana, mentre un bambino straniero dopo uno o due anni in Italia la lingua italiana la può padroneggiare a può padroneggiare bene, ma almeno la legge sarebbe stata chiamata col nome giusto limitazione del 30% nelle classi di alunni che, in quanto stranieri e da poco in Italia non conoscono a sufficienza. In lingua italiana, invece, si è voluto dare in pasto.
All'opinione pubblica.
Di cui evidentemente si cerca al voto un provvedimento che sembra servire ad alimentare xenofobia.
Oppure seconda lettura: attenzione: se.
Secondo questa logica sono considerati stranieri, quindi al 30% sono quelli che hanno determinati requisiti, quindi non sono considerati quelli nati in Italia qui, in Italia da almeno tre anni, eccetera, magari è un passo in avanti verso la prospettiva di modifica della legge della cittadinanza.
Se per voi.
Sono come sembrate dire no realmente stranieri, quelli.
Che non sono nati in Italia, sono poche unità, eccetera, vuol dire che non sono stranieri quelli che sono nati in Italia, che hanno fatto almeno tre anni di scuola in Italia, che conoscono bene la lingua italiana, quindi potremmo dare anche una lettura positiva. No a questa concezione, al modo in cui viene stabilito questo limite del 30% io me lo auguro nell'uovo, non ci credo molto, ma me lo auguro, perché comunque, come ho detto prima.
L'impressione alimentata anche dal dibattito di questi giorni è che questa norma, presentata nel contesto in cui è stata presentata, voglia per l'ennesima volta trarne alzare un muro tra un confine tra noi e gli altri divisivi dividiamo, separiamo, distinguiamo.
Il problema è lo straniero, non passa lo straniero, forse accantoni del Piave verrà proposta come inno nazionale? No, anche se la canzone del Piave e sappiamo tutti che è un falso storico, no, perché il 24 maggio col Piave non c'entrava assolutamente, non c'entrava assolutamente niente. No,
Ma.
Questa, appunto alimentare, la distinzione. Italiani e stranieri, quegli stranieri che vengono dipinti in un certo modo. Lo ricordava la consigliera laghetti stamattina era uno straniero, l'operaio investito in autostrada, investito e ucciso sabato notte in autostrada mentre faceva il suo lavoro. Un lavoro per il quale probabilmente si fatica a trovare laboratori italiani euro Moldavia, cioè ci sono delle pagine in rete in cui dicono curiamo gli italiani, non curiamo gli stranieri, perché noi abbiamo pagato i contributi a loro no con delle delle robe che sono di una vergognosa falsità privi di qualunque tipo di prive di qualunque tipo di fondamento. Allora, ma io domando, secondo le forze di Governo, a ripetere continuamente, perché si parla anche noi, il problema giovanile a ripetere continuamente i giovani nati e cresciuti in Italia, che parlano italiano, spesso anche con l'accento locale bolognese qua milanese, al di là che c'è romana a Roma, a ripetere continuamente che loro sono diversi, si fa del bene alla collettività, si fa del bene agli italiani, cioè abbiamo bisogno di alimentare questa logica del nemico.
Creare e alimentare conflittualità sociale fa bene a chi vuole la guerra, fa del male a tutti gli altri che mi auguro continuino a essere la maggioranza di sinistra e di destra.
Grazie.
Grazie, Consigliere. Parola la consigliere Bernagozzi, prego. Sì, grazie, Presidente. Una parte dell'intervento in realtà me la me l'ha appena rubato il cuore che ha fattore che ringrazio e perché anch'io avrei insistito sul tema della cittadinanza e ricordo qui l'opposizione su Bolognesi dal primo giorno e però insomma, mi pare che questo e se vogliamo leggere in chiave positiva in realtà e questo decreto parla esattamente no dei cicli scolastici, dei bambini che nascono, nascono in Italia e quindi a tutti gli effetti non considerato i cittadini stranieri. Mi concentro su due cose. La prima l'ha toccata velocemente per insomma, aveva appena finito il tempo, ma sono certa che ci tornerà la collega De Martino, che ringrazio per la presentazione della di questo ordine del giorno e che ha toccato anche quelli da fattori che è il tema del burqa e niqab.
Io ero già intervenuta in Aula quando somma, a distanza di poche ore da questa dichiarazione che ha, che ha riscosso tutta questi scroscianti applausi e chiedendo i dati dei bambini e delle bambine che indossano attualmente il burqa nelle nostre nelle nostre scuole. Innanzitutto perché bisognerebbe sapere cosa il burqa e dove viene utilizzato il burqa, in quali paesi che il regime c'è in quei Paesi bisognerebbe studiare noi abbiamo portato qui, voglio ricordarlo così, anche magari, se c'è qualche cittadino che ci ascolta qui è stato portato un ordine del giorno. La nostra proposta è, per esempio, sullo stop ai fondamentalismi e riguardava esattamente, ad esempio l'Afghanistan, dove, come voi sapete, il burka è stato imposto insieme a tutta una serie di altre leggi che colpiscono le donne, le donne del le donne afgane. Lo dico perché, come come diceva bene la collega De Martino, io non ho timore assolutamente, non CR, non difendo il burqa, non l'ho mai difeso, anzi, ribadisco, abbiamo portato qui un ordine del giorno che ricordava proprio come quel tipo di di imposizione no, è imposta appunto alla popolazione, alle donne della della popolazione afgana fosse continui ad essere qualcosa contro cui noi ci opponiamo.
Però c'è un però.
Noi non siamo contro il burqa e quindi diciamo che appunto allontaniamo se c'è una bambina col burka C C non ci poniamo il problema delle due, basta che sia fuori dalla scuola e il problema è risolto e lo dico perché vi avevo già segnalato questa cosa. Io a quando abbiamo portato l'ordine del giorno sull'educazione sesso affettiva, colleghi, io ve lo dissi proprio chiaramente non venite, però poi a dire: ah, però è cosa come le bambine che hanno, diciamo che hanno delle imposizioni, dobbiamo insegnare alle bambine la libertà, ma quale libertà, colleghi.
Quella libertà che dobbiamo insegnare la libertà dell'autodeterminazione da dove partiamo? Perché non possiamo fare nessun tipo di educazione al rispetto alla sessualità zero su zero.
Diciamoci la verità che sulle gonne siete più d'accordo e su burqa non siete d'accordo, ma il concetto è il medesimo e gli stereotipi sugli stessi.
È il corpo delle donne, il problema.
Ne vogliamo parlare o non ne vogliamo parlare? Che noi facciamo finta di fare puritani quando non serve? Il concetto è da due: il concetto il diciamo, il dato di partenza è il medesimo, è il corpo delle donne punto.
Noi vogliamo parlare o non ne vogliamo parlare nelle scuole, io sono favorevole a parlarne.
Claudio, credo che noi siamo favorevoli a parlarne, partiamo da lì.
Dalla consapevolezza partiamo da lì, non si può dire che qualcosa va bene qualcosa. No, se non partiamo dal principio, però se mi permettete.
Seconda cosa che voglio dire è questa:
Colleghi, non prendiamoci in giro. Siamo ufficialmente in campagna elettorale. Questo è il punto vero. Siamo ufficialmente in campagna elettorale, in una campagna elettorale e lo lo dico lo dico e lo voglio ribadire qui in questa discussione in cui c'è un partito nato pochi mesi fa che sta trascinando il dibattito su due temi, uno.
Il genere due.
Il razzismo e il fondamentalismo. Questo è e capisco che ci sia, visto che è un partito di destra, sto parlando ovviamente di Futuro Nazionale, lo stesso partito che a proposito del corpo delle donne ha appena fatto un post doveva rivendicato di aver spogliato con l'intelligenza artificiale. Una sottosegretaria, colleghi, ribadisco il tema: il corpo delle donne, non prendiamoci in giro, perché la siccome oggi ho sentito degli interventi su questo tema, sul tema anche dell'omofobia, sul tema no, del delle aggressioni omofobe. Il problema non è la cultura religiosa e il problema è la cultura patriarcale che attraversa tutte le religioni, tutto il mondo. Smettiamola di dire che la cultura patriarcale appartiene a una religione o a un pezzo della terra.
Sono migliaia di anni di sopraffazione, lo studiamo tutti nella storia e ne vediamo gli effetti. Non prendiamoci in giro. Il tema non è religioso, è la cultura patriarcale in cui noi affondiamo i piedi.
Ecco, quindi, ribadisco, siamo tu siete, siamo tutti, siamo tutti in campagna elettorale. È chiaro ed evidente che quel questo tipo di decreto non aiuta le scuole, perché se volessimo parlare delle classi ghetto, dovremmo parlare di povertà vogliamo parlare di povertà? Mi pare che la povertà sia l'unico tema che non abbiate mai avuto all'ordine del giorno.
Perché il tema delle classi ghetto si lega profondamente al tema della povertà.
Aumentano i bambini in povertà assoluta in Italia è un dato che voi, siccome quel dato esiste, parliamone quando parliamo di bambini, parliamone.
E guardiamo che tipo di background hanno certo che hanno un background migratorio e quindi cosa facciamo? Li lasciamo più indietro?
Facciamoci delle domande anche su questo, quando parliamo di investire nella scuola, parliamo anche di questo.
Perché vogliamo guardare se sono nati o non nati in Italia, siano la cittadinanza italiana oppure no? Beh, guardiamo anche come stanno economicamente, perché non mi pare che siano benissimo.
E mi pare che alcune azioni di questo Governo abbiano, purtroppo ha aggravato la loro situazione economica, se mi permettete, per cui non si capisce perché dovrebbero pagare una multa, se non sanno neanche come arrivare alla fine del mese e siete voi che lo dite perché siete sempre voi che vi lamentate del fatto che ci sono più accesso agli sportelli sociali.
Mi pare sia stata una una, una disquisizione che è avvenuto in quest'Aula, quindi non penso di dover di dirvi, cosa che anche voi ne siete consapevoli. No?
Quello che fa rabbia e qui chiudo perché ci sono molti interventi dopo di me è che si sia usata, si sia usata la distinzione tra bambini.
Tra l'altro, tirando per la giacchetta anche il Presidente della Repubblica Mattarella, che lo trovo veramente una cosa gravissima, ma il mio senso delle istituzioni amici che è gravissimo, ma apro non voglio entrare in questo in questo, diciamo in questo pezzo della storia.
Noi continuiamo a dire che non ci possono essere bambini di serie A, di serie B e su questo ho siamo d'accordo o non siamo d'accordo?
Io credo che lo Stato e lo scrive la Costituzione non lo scrive, non lo dice Bernagozzi, la lo dice la Costituzione che è stata scritta a 80 anni fa.
A poco faranno fra gli 80 anni nella nostra Costituzione, e forse è bene che ce la rileggiamo è che noi che siamo lo Stato, dovremmo rimuovere gli ostacoli, non metterne di nuovi. Questo è il punto.
Dove ci collochiamo noi, ci collochiamo da questa parte della storia e pensiamo che non ci sia campagna elettorale e poltrona che tenga.
Per tirare ancora una volta la giacchetta no, il il voto di chi magari giustamente sta male, perché magari e individua, deve individuare un nemico pensando che se se si toglie dalla vista nemico ha risolto i suoi problemi, purtroppo non è mai così, mai mai ecco, noi pensiamo che buttare in questa campagna elettorale i bambini di mezzo sia stata una cosa gravissima, gravissima, gravissima.
Mi dispiace, colleghi, lo voglio dire, è una cosa gravissima. Strapperemo un voto in più, magari ci vincete le elezioni, può essere. Io sono però felice di essere dall'altra parte. Ve lo dico con grande onestà.
La parola alla consigliera Rontini.
Grazie, Presidente. Ma allora io intervengo perché allora, innanzitutto, come aveva detto il collega Giordani, in inseriti ammissibilità dell'ordine del giorno è un è un tema che sicuramente va affrontato, ma è vero anche che l'ordine del giorno, così come posto e va fatta una premessa, però intervengo proprio perché mi sembra giusto dare anche il nostro punto di vista sulla discussione ormai che è stata avviata, però anche nel diffuse nel dispositivo stesso, si chiede al Sindaco alla Giunta di chiedere al Governo e al di chiedere al Governo, in sede di conversione del decreto legge, alcune no modifiche, il ritiro di alcune disposizioni. Eh, no, non credo che siamo qui come dire, in grado il sindaco Lepore, né tantomeno noi di chiedere lo stralcio di alcune parti in sede di conversione del decreto-legge ci sono dei parlamentari che sono lì apposta faranno e anche per la parte del centrosinistra, immagino le loro osservazioni, la loro, la loro parte era soltanto questo tema per dire per il motivo per cui appunto non l'avevamo ritenuto l'urgenza di trattare in Consiglio oggi, perché ripetiamo, abbiamo tantissimi ordini del giorno e proposte che riguardano direttamente la città e i cittadini bolognesi, che invece vengono non da mesi, ma ormai da anni e lasciati in coda e non verranno mai trattati. Ma questa era solo una premessa per precisare anche quanto già detto dal collega Giordano. Dopodiché, e se dobbiamo, come sempre, devo dire dare una lente nel nostro piccolo, ci proviamo i più pragmatico e concreta possibile e penso che di quello che è stato detto fino a adesso si debba sgomberare, sgomberare parecchio, nel senso che innanzitutto e va be' elucubrazioni sul diritto della sul tema del diritto di cittadinanza, sono abbastanza fuori contesto, perché il decreto si chiama decreto scuola, non è una legge né una proposta di legge che riguarda il diritto di cittadinanza, l'attribuzione della cittadinanza e, tra l'altro tratta soltanto del tema della conoscenza o meno un livello adeguato di conoscenza della lingua italiana che possa consentire o meno alle classi di avere una composizione tali per cui non si creino, diciamo, da un lato delle difficoltà di portare avanti tutti, quindi gli chiesi che insegnanti riescano a portare avanti tutti nell'apprendimento. Dall'altro lato, come poi cercheremo di capire un po' nella pratica, né di mettere in difficoltà chi appunto non a un livello adeguato per il livello di strutture che sta andando ad affrontare. Quindi non è una legge di un decreto che riguarda la cittadinanza, riguarda semplicemente il tema della composizione delle classi sulla base della conoscenza della lingua italiana. Come è stato detto, tra l'altro dai colleghi che giustamente e correttamente hanno riportato i criteri previsti dal decreto. No, non semplicemente sul tema straniero oppure no.
Può non piacere, come è stato presentato, può non piacere, può essere ritenuto propaganda se dovessimo stare qui a fare l'elenco di tutte le disposizioni proposte, piuttosto che così sparati di propaganda che abbiamo sentito in questi anni dal centrosinistra, sia a livello nazionale, ma anche locale. Possiamo anche stare qui fino alla fine del mandato a fare gli esempi d'altra parte. Come dire, se ci sono delle differenze vanno accettate a noi può non piacere, come presentati voi, alcune cose a voi potranno un piacere, come vengono presentate alcune disposizioni, alcune proposte, però il tema è rimanere, secondo me nel concreto. Allora era il concreto abbiamo sentito diversi interventi che, riportando alcuni numeri e alcune percentuali che hanno a che fare con che cosa nel concreto non comporterebbe questo decreto. Quante classi nel concreto andrebbe ad impattare? Dal lato abbiamo sentito però sempre dalla stessa maggioranza che si creerebbe appunto una no, una discriminazione e una barriera per alcuni i bambini e una, tra virgolette cartello non sei il benvenuto va da un'altra parte, dall'altro lato, però altre percentuali che sono state dette ed è stato commentato rappresenterebbe quasi un non problema, non l'ho detto io. Quindi allora innanzitutto mettiamoci d'accordo perché se vogliamo approfondire questo è giusto? Quali sono gli impatti effettivi e concreti sulle varie regioni che, come abbiamo visto, hanno percentuali di presenza di stranieri in generale e di e diciamo, bambini di nazionalità non italiana con barriere linguistiche e che in un altro tema diversi tra le Regioni. Allora, è giusto, è giusto capire quanto impatta sulla nostra città qualche impatto sulla nostra regione. Sono d'accordo sul tema del capire se, ad esempio i centri per la formazione adulta siano attrezzati o meno siano sufficienti o meno, e questo credo che sia un tema che è giusto affrontare, però dall'altro e questo è, è una cosa concreta tutta la propaganda e i fronzoli, chi vengono messi in mezzo? No, anche perché se vogliamo essere onesti, allora, da un lato abbiamo capito che le percentuali, per quanto la nostra Regione abbia, diciamo rappresenti questa situazione, questa chiamiamola problematica affrontata dal decreto in modo magari più intenso rispetto ad altre regioni, però i numeri ci dicono che appunto e non dovrebbero impattare su un numero elevatissimo di classi proprio per proprio per i criteri che sono stati messi e che giustamente sono stati riportati e per cui, secondo me, giustamente si è parlato, diciamo relativamente, di un problema, nel senso che si tratta e i criteri che sono stati posati chiaramente quando si fa una proposta, un i legislativa di criteri devono essere individuati.
Confrontandosi ovviamente con chi quotidianamente no, fa istruttore quei dirigenti scolastici. Io credo per quella che è anche la mia esperienza personale di mamma con due figli nelle scuole pubbliche, credo che siano criteri abbastanza sensati di buonsenso, perché il fatto di essere le elementari e non avere fatto due anni di infanzia o di arrivare alle medie magari non hai fatto neanche i due o tre anni di elementari non sono così campate in aria e lo dico per l'esperienza personale di alcuni compagni che conosco dei miei figli, che effettivamente in alcuni casi hanno delle problematiche, ce ne sono alcuni, non tanti, ma ce ne sono e ci sono, che hanno veramente una difficoltà grossa a seguire, a capire anche vagamente di cosa si stia parlando. Do atto che sono le scuole pubbliche, sono attrezzate e al pomeriggio fanno già delle ore di alfabetizzazione per i ragazzi, però io stessa, che sono anche in una scuola, rappresentanti di classe nel mio piccolino, ho constatato la difficoltà di ad esempio, informare e confrontarmi con i genitori che non parlano italiano, perché ad esempio, non si inseriscono nelle sorti di classi, nelle nei casi che SAT dei genitori, io faccio proprio fatica come rappresentante a comunicare delle cose anche importanti. Non riesco ad avere un feedback da loro e in alcuni casi mi attrezzo contattando i fratelli più grandi dei compagni, che magari un minimo di italiano invece lo sanno, ma voglio dire, la problematica esiste e io credo che la soluzione non sia può essere giusto in una fase iniziale, quella che proponeva la collega De Martino, non avendo alcun della mediazione culturale, sicuramente serve all'inizio, ma credo che negli anni, se noi accogliamo una famiglia qui in Italia per accoglierla in modo adeguato e per veramente dargli la possibilità di integrarsi. Il tema è che sia la famiglia di imparare l'italiano, ma non perché resa razzisti, ma perché se io scelgo di vivere in un Paese il minimo, ma proprio per me, non per chi sta lì, ma perché io, che arriva in un paese e capire che cosa mi stanno dicendo, potermi esprimere e poter capire e partecipare pienamente alla vita sociale, altrimenti è impossibile, è impossibile, tant'è vero che tante situazioni di chiamiamole ghettizzazione e che sono francamente tristi. Lo dico perché proprio anche da mamma, quando vedi che non partecipano alcune famiglie che so alle feste, piuttosto che altre situazioni, ma è proprio perché soprattutto devo dire in parti le mamme e dei papà e non gli è dato. Quindi è stata data la possibilità di imparare la lingua ed è in queste situazioni che interviene il decreto e.
Perché se andiamo a leggere anche quando si parla annuali sanzioni i genitori che non si possono permettere qua, cioè se andiamo a leggere poi nel dettaglio, in realtà i criteri sono molto stringenti e perché così come sono precisi criteri che individuano i bambini e i ragazzi che magari sulla base di criteri oggettivi che sono necessari per tutte le norme, possono non avere una conoscenza adeguata dell'italiano. Si parla anche dei casi in cui i genitori e possono essere in qualche modo chiamati in causa.
E lo vorrei leggere, perché è abbastanza preciso, tanto è vero che l'obiettivo innanzitutto e contrastare le barriere linguistiche che ostacolano l'integrazione e il rendimento scolastico dei figli, quindi non è che sia e non è una, non è dire se sei serie di serie A o di serie B anti proprio perché dobbiamo cercare di avere tutti le stesse opportunità, come io parlo, mi esprimere italiano. Posso parlare con i professori anche l'altro genitore, chi non è italiano deve avere la possibilità di capire, di interessarsi, essere coinvolto nella vita scolastica del figlio, tant'è vero che si dice la scuola segnala i servizi sociali di situazioni di grave difficoltà dello studente, quindi non è che solo perché sei straniero, ti vengo ad abitare a ti segnalo ai servizi sociali di grave difficoltà dello studente. Quindi c'è una situazione che si percepisce gli insegnanti sanno come percepirla e la conseguente impossibilità di dialogo con la famiglia.
I servizi sociali dispongono quindi un percorso di apprendimento per i genitori che appunto e si terranno gratuitamente presso i CPIA, con l'obiettivo di raggiungere almeno il livello A2 di conoscenza della lingua e l'obbligo, si dice, riguarda esclusivamente i casi critici segnalati, non la totalità dei genitori stranieri. Chi si rifiuta di frequentare dopo un formale avviso e rischia appunto questa sanzione amministrativa da 200.000 euro sono esentati i genitori con disabilità, patologie o limitazioni legate all'età, quindi e tra l'altro viene nello stesso decreto viene comunque dato un primo potenziamento finanziario. Magari non sarà sufficiente, ma viene previsto proprio per i centri di formazione e degli adulti, quindi, secondo me vanno un po' rimessi in riga le cose, poi può piacere o non piacere, come è stato presentato, ma secondo me l'obiettivo è giusto perché è proprio quello di coinvolgere le famiglie e tra l'altro sulle stesse cose che noi dicevamo già cinque anni fa, quando qui in Consiglio comunale discutevamo del famoso eh no, tema bandiera dello ius soli, tra virgolette chiamato in salsa bolognese presentato dal Sindaco. Lei poi, se vi ricordate, noi dicemmo: non serve dare un pezzo di carta a un bambino o una famiglia per dire se è uguale a noi, perché a parte che se per noi si è già uguale a noi senza che ti dà un pezzo di carta, ma il tema è vero, è: e vi si vi ricordate, noi le proponemmo Gnudi 1.000 ordini del giorno collegati concentrarsi sulla formazione linguistica dei genitori proprio per dare la possibilità a tutti di partecipare alla vita scolastica del figlio, che poi vuol dire anche creare relazioni con gli altri genitori entrare nella vita sociale della comunità, perché sennò se io continuo a farti mediazione culturale, quando tu entri a scuola, ma nel momento in cui esci no, non sai con chi parlare come parlare come rapportarti. Non non credo che sia quella nell'integrazione, né un aiuto concreto che noi diamo. Oltretutto lo stesso decreto prevede appunto anche una.
Altre norme di buonsenso e che hanno a che fare appunto, sia col potenziamento di risorse, ad esempio contro la dispersione scolastica, che possono riguardare anche in uno solo, ma vuoi dire, sappiamo bene anche i bambini e i ragazzi, appunto di origine magari straniera. Viene anche aumentato la fondazione e la chiedo scusa, i finanziamenti, i fondi per i libri di testo scolastici gratuiti e viene anche innalzato il limite dell'ISEE dai 30.000 40.000 euro per poterli richiedere. Quindi comunque ci sono una serie di disposizioni che vanno proprio incontro alle esigenze che tante volte noi sentiamo richiamare anche in quest'Aula quindi io l'unica cosa che dico è: rimaniamo nel concreto, vediamo di capire innanzitutto quali saranno gli impatti dei reali sulle situazioni delle nostre classi. Poi ribadiamo, ci sono anche delle ovviamente possibilità di deroghe, possibilità di flessibilità, come è stato previsto ovviamente per non e verranno dati più fondi per quelle scuole dove per composizione socioeconomica e soprattutto di origini diciamo territoriali, c'è una presenza elevata di appunto bambini o i ragazzi che non hanno questa pre-parto in italiano vengono date più risorse per dire ovviamente tu scuola che non puoi spedire ed è stato scritto lì non puoi mandare i bambini e i ragazzi in una scuola lontana da casa e non rispettare la prossimità solo perché devi rispettare questo 30% quello è scritto, saranno previste delle possibilità di deroga. Si cercherà di potenziare le risorse a quell'istituto per i corsi di italiano. A me nel complesso non sembra che sia tutta questa e la cioè il con non c'è assolutamente volontà di discriminazione, ma al contrario si danno degli strumenti concreti per dire: cominciamo a far sì che tutti siamo sullo stesso livello che si impari l'italiano, il bambino, il ragazzo, ma anche la famiglia, perché l'abbiamo detto 1.000 volte, se in tantissimi casi non hanno parlato di disagio giovanile, baby-gang, eccetera, quando non sempre lo sappiamo. Certo su tantissimi anche i ragazzi italiani, quando ci sono ragazzi che sono di origine non italiana, tante volte la problematica magari sta dietro proprio nella famiglia che negli anni, per una serie di motivi, non si è riusciti ad integrare nella società qui da noi, nel nostro comunità. E il primo passo è la lingue, cioè io non so se voi avete mai vietata all'estero, a me è capitato, cioè se tu non capisci che cosa stanno dicendo e di che cosa si sta parlando neanche esprimerti minimamente, cioè nella comunità è impossibile che reintegrarsi c'è proprio, è proprio impossibile, è un dato oggettivo. Oltretutto, tante volte noi abbiamo sentito presentare anche dalla Commissione Scuola, da altre Commissioni, le iniziative, secondo me positive di lingue straniere che vengono fatte, ad esempio per le mamme no, le mamme straniere, quelli che potevano frequentare anche con i bambini, eccetera, quindi non capisco perché si sono cose che vengono fatte qui dal Comune vanno bene quando diventa una, diciamo, una proposta di norma nazionale che va comunque nella stessa direzione. Disegnare la lingua anche ai genitori proprio per integrare la famiglia intera e non soltanto aiutarli. Bambino, ragazzo nel momento, nelle ore in cui a scuola perché si deve estenderà quando poi esce da scuola, entra nella società e poi dopo si parla, non sa di propaganda o si tirano in ballo problemi, secondo me, anche poco esistenti. Quindi ecco il nostro avviso. Vi ringrazio comunque per la discussione che è stata fatta, anche se ribadisco.
Molto dovrà essere fatta per chi ritiene a livello parlamentare e la nostra visione o comunque questa, perché andiamo a vedere la pratica quali sono le disposizioni e sono tutt'altro che discriminatorie e vanno esita esattamente nella direzione opposta le idee di chi afferma che si vogliono creare e bambini di serie A e di serie B. Grazie.
Consigliere, scusate, Consigliere Gaia.
Sì, grazie, Presidente. Però dopo l'intervento della collega confesso di essere un po' confuso, nel senso che siamo passati dal discutere un decreto-legge.
L'urgenza, che è ancora in bozza, che ancora non è stato convertito in legge e che prevede il tetto del 30%, diciamo dentro alle classi quindi frequentate da bambini, alla discussione sul fatto, sull'integrazione degli adulti no, quindi dei genitori dei bambini che essendo inseriti dicevamo adesso in una chat o magari non capiscono bene l'italiano. Non capisco se il problema è colpire i bambini o colpire i genitori dei bambini no, che sono due cose completamente diverse e è disonesto, secondo me, anche pensare, come dire,
Che per arrivare ai genitori, che sono quelli in realtà che sono l'obiettivo probabilmente di Fratelli d'Italia, si debba passare dall'innocenza dei bambini che invece frequentano le classi. Allora io intanto parto da una considerazione che è diciamo, parto dagli annunci che la Meloni ha fatto il 20 settembre scorso, solo sei giorni fa, durante la festa dei giovani di Fratelli d'Italia, che rafe di scusate, di Gioventù nazionale che appunto dal palco di Phenix ANSA.
Sta per arrivare in Consiglio dei Ministri un provvedimento che introduce per legge il numero massimi massimo di studenti stranieri per classe. Meloni aggiunge che il provvedimento avrebbe introdotto l'obbligo per alcuni genitori stranieri di imparare l'italiano e il divieto di burqa e niqab a scuola e soprattutto utilizza questa forma. Formulazioni dice: non esiste che in una classe italiana sentirsi in un angolo siano bambini italiani, perché sono diventati una minoranza. Questo è quello che ha detto, l'anno la nostra Presidente del Consiglio dico nostra perché la Presidente di tutti, che però è stata, come dire, eletta con i voti di Fratelli d'Italia.
E però qua in Aula oggi abbiamo sentito il tentativo, diciamo, di un ribaltamento, io capisco e perché voglio dire, è chiaro che, come dire, Fratelli d'Italia in questo momento sia in difficoltà, perché, come dire, abbiamo partorito un topolino, cioè noi abbiamo messo.
Come urgente ed è il motivo fra l'altro, per cui oggi abbiamo chiesto l'urgenza di discutere questo ordine del giorno, perché ovviamente, come dire, se il Governo ritiene urgente il decretare una legge sul 30% degli studenti che avrà un impedire stranieri che avrà un impatto sul funzionamento delle nostre città, perché io ricordo a chi è intervenuto prima di me.
Che poi, come dire, il problema del trasporto pubblico, gli spostamenti dalla da una scuola all'altra impattano anche e come sul Comune di Bologna, anche come sulle decisioni del Sindaco che chiede che il Sindaco assume anche come sui nostri servizi sociali.
Nella discussione dobbiamo per forza metterci anche l'impatto che decisione che il Governo prende avrà.
Per forza sulla nostra città e sulle nostre città. Io sono, ad esempio convinto che questa discussione debba anche far essere fatta coinvolgendo ANCI UE. Nel mio intervento di inizio seduta ricordavo che sarebbe opportuno che la Presidente Meloni ritirasse questa decretazione d'urgenza per riportare nella sede parlamentare la discussione su questo decreto.
Poiché il problema vede, è uno e che, come giustamente ricordavano i colleghi che sono intervenuti prima di me siamo in campagna elettorale, stiamo assistendo i primi vagiti, io li ho definiti così nel mio intervento di inizio seduta, ma siamo perfettamente in campo elettorale, in campagna elettorale e il problema di Fratelli d'Italia oggi è quello di riuscire a guadagnare campo rispetto alle posizioni di Vannacci. Io capisco che voi abbiate quel problema di guadagnare consensi e i voti.
Dall'elettorato che in questo momento si sente più vicino a Vannacci che voi.
Ma non può essere, come dire, un problema di tutta l'Italia e non può essere un problema ribaltato sulle spalle dei bambini che sono nati qua, che frequentano le nostre scuole, che sono amici dei nostri figli.
Perché io guardi, lo dico senza, come dire?
E penso che, come dire che sia così anche per altri genitori mi i miei figli hanno amici, che sono figli di di persone che vengono da altri Paesi che magari non hanno la cittadinanza italiana, che si frequentano al parco che si frequentano. Io sono noi, siamo fortunati anche alle feste di compleanno.
E quindi voglio dire, cioè noi noi stiamo discutendo di una norma, di un decreto che ancora non è legge, ma che probabilmente diventerà legge e poi dopo si comincerà la campagna elettorale, perché accadrà al Governo, immagino non si sa ancora con quali motivazioni, ma è evidente che la maggioranza in questo momento del Paese non regge o non regge più. È evidente che in grande difficoltà, anche perché quel 30% a me ricorda il consenso che la Presidente Meloni in questo momento a.
Nel Paese e mi torna alla mente questo dato, abbiate pazienza se scusate se se se lo ricordo, però voglio dire, noi stiamo discutendo di questo urgentemente della di una richiesta di questo Consiglio comunale di questa maggioranza per chiedere al Sindaco e alla Giunta di chiedere alla Presidente Meloni di apportare delle modifiche a quel testo che è fatto così è un pugno in un occhio.
A parte il fatto che, ripeto, le dichiarazioni della Meloni sono diverse dal contenuto del decreto e mi dispiace anche che che egli i colleghi dell'opposizione siano costretti a dover spiegare i contenuti di un decreto legge che fra l'altro decreto, come dire che anche difficili da trovare, perché io mi sono messo nel week-end a spulciare tra i documenti del Governo, visto che è ancora in bozza, non è stato proprio semplicissimo individuare le fonti, però io ho il testo e se volete, vi rileggo gli articoli 11 e 12 di questo decreto per farvi capire che cosa contiene.
Ora io non non è che non voglio aggiungere altro, perché secondo me, come dire, i colleghi prima di me hanno veramente già detto tutto e ringrazio davvero la consigliera De Martino, che è riuscita ad inquadrare nel modo corretto e tutto il contenuto del decreto della bozza di decreto legge, che io spero, come dire, che vedrà appunto modifiche prima di essere convertito appunto in legge dello Stato, perché contiene anche delle cose giuste. C'è un potenziamento addirittura delle risorse per l'insegnamento dell'italiano. Benissimo.
No, da da, come dire, da una cosa fatta bene, comunicata solo per guadagnare consenso elettorale nei confronti di Pannacciò, diciamo: ma vi rendete conto che è una roba che non sta che grida vendetta.
Ma di cosa stiamo? Cioè veramente io quando ho letto il contenuto del decreto, dopo aver letto delle dichiarazioni della Meloni, sono tra salito, ma veramente abbiamo bisogno, fra l'altro, come dire, di una di una norma che andrebbe applicata per l'anno scolastico 27 28, che quindi, voglio dire, mi spiegate il motivo dell'urgenza di questo decreto, se non quello dell'inizio della campagna elettorale? Ma vi sembra di dover cominciare la campagna elettorale sulla pelle dei bambini?
Vogliamo affrontare il tema dell'immigrazione? Affrontiamolo discutiamone, ma non facciamolo con utilizzando la scuola, utilizzando quelle difficoltà che hanno anche gli insegnanti e il corpo docente e le le le le di dei dirigenti scolastici, gli Uffici scolastici territoriali, con i provveditorati e quant'altro, insomma, per per per anche, come dire, costruire il tasso, ma dire mettetevi nei panni di un dirigente scolastico che il prossimo anno è costretto.
A dover, come dire, comporre le classi numericamente, cercando di trovare un equilibrio per evitare che più del 30% di questi fantomatici bambini che fra l'altro non ci sono neanche perché ce lo siamo detti, ci saranno veramente pochissimi casi.
È come sparare con un cannone su Mocerino, cioè.
È veramente una follia.
Io mi auguro veramente che prendiate in considerazione il contenuto di questo ordine del giorno, che fra l'altro ripeto, inquadra bene i contenuti del decreto.
Lo spiega, racconta i motivi per i quali noi saremmo contrari e chiede delle cose semplici, che no, che non che non si partendo dal primo punto che c'è.
Non possiamo ribaltare sempre sulle spalle dei Comuni, dei sindaci, delle amministrazioni locali, degli enti locali, i problemi del Governo lo fate, lo lo lo state facendo con questo decreto, lo avete fatto con gli innumerevoli decreti sicurezza, lo fate in continuazione.
Governati da cinque anni, quasi quattro anni e mezzo Scuotto, quattro anni, scusate, da quattro anni in questi quattro anni io sfido anche voi a dirci quali sono i problemi che avete risolto in questo Paese, perché non mi pare che abbiate risolto i problemi di sicurezza. Non mi pare che abbiate risolto i problemi di immigrazione irregolare. Io questa chiusura dei dei dei dei dei dei porti, questa allentamento della del dei dei flussi migratori non l'ho, non l'ho vista, cioè io vorrei sapere e vi sfido veramente più vorrei sapere cosa avete fatto per questo Paese.
E cosa avete fatto del programma che avete, come dire, per cui avete chiesto la fiducia degli italiani?
Differentemente da voi, ad esempio, il futuro, criticate spesso, ma questo Sindaco, questa Amministrazione, le cose che ha scritto nel programma le ha fatte tutte e li continua a fare. Vi sfideremo eventualmente, come dire, ad essere bravi, a risolvere i problemi, anche che avete detto che avreste risolto. Intanto poi ripeto, mi chiedo se non sia il caso e ve lo e vi rimando la palla, diciamo dall'altra parte dell'Aula di nostro di sostenere il nostro ordine del giorno, che ha tutte le caratteristiche per poter essere votato, che è un un ordine del giorno che non attacca il Governo, ma cerca, come dire, di di di di perimetrare i contenuti di un decreto che deve essere modificato, perché così secondo noi, è vergognoso.
Parola al Consigliere Cima, grazie.
Grazie, Presidente, ma intervengo brevemente perché è stato già detto tanto e non aggiungo particolari cose se non le mie riflessioni sulla base di una serie di.
Di di input, remissione arrivati dalla Snam delle nostre minoranze. Oggi la prima abbastanza curiosa, che insomma, non avremmo dovuto presentare questo ordine del giorno, perché avremmo dovuto rivolgerci ai nostri parlamentari. Poi ci ho riflettuto detto: ma effettivamente ci sono tutta una serie di possibilità che ci si aprono, perché se per affrontare problemi complessi basta mettere un tetto del 30%, abbiamo davanti, appunto tutta una serie di opzioni che.
Su proprio brevemente riassumere, per esempio, è venuto in mente che per contrastare lo spopolamento delle montagne potremmo stabilire che almeno il 30% dei cittadini vada a vivere sopra i 1.000 metri.
Oppure per salvare l'INPS potremmo decidere che i pensionati non debbano superare il 30% della popolazione complessiva locali, oppure che per combattere il traffico e l'inquinamento non più del 30% dei cittadini debba usare l'automobile privata e perché no, per migliorare la politica italiana che non più del 30% dei parenti dei Ministri possa essere assunto nei ministeri. Sono regole semplici, chiare, facilissime da comunicare. Il problema che, dette così sembrano delle fesserie.
Infatti lo sono.
Il punto è che una classe scolastica non è un contenitore da riempire fino a una certa soglia. Dietro quel 30% ci sono i bambini e i ragazzi, le famiglie e gli insegnanti. Percorsi diversi, storia diversa. Se il problema è la concentrazione di studenti con difficoltà linguistico di integrazioni. Ha ragione la consigliera Rontini. Nessuno lo nega. A quel punto affrontiamolo con più insegnanti, mediatori linguistici, classi meno numerose, risorse dove servono? Non spostando semplicemente i ragazzi da una scuola all'altra per fare tornare a una percentuale, altrimenti confondiamo uno strumento amministrativo con una politica educativa, perché se è così, io avrei un'altra proposta:
Prendiamo un po' di bambini dalle Carducci Bianchi belli biondi e li portiamo le Federzoni e così stabiliamo statisticamente una quota corretta, il che evidentemente un'altra fesseria, però vorrei farvi proprio a ragionare su questo. La scuola non deve distribuire statisticamente le persone, i ragazzi deve dare a ciascuno la possibilità di imparare a stare assieme agli altri, diventare una comunità. Penso di dire una cosa molto semplice: il problema vero che servono le risorse per farlo, perché il nodo vero tutto qui. Alle scuole servono le risorse per affrontare le complessità dei nostri tempi e soluzioni facili, banali. La propinare attraverso la comunicazione governativa non esistono grazie.
Parole. Consigliere Naldi, prego.
Grazie, Presidente, ma non interverrò sul contenuto dell'ordine del giorno e in maniera così specifica, perché più di come è stato illustrato che sia impossibile e ringrazio davvero chi ci ha lavorato in particolare la collega Di Martino. Io però alcuni punti di di carattere prettamente politico, divisione del Paese, li vorrei mettere sul piatto perché.
Questa città che ha tutto il diritto di discutere in quest'Aula, di un provvedimento che fa il Governo, visto le ricadute matematiche sull'organizzazione amministrativa, sull'organizzazione emotiva, che è politica tanto quanto le ricadute amministrative lo sono.
Perché si parla delle persone che vivono tutti i giorni, la loro vita e si confrontano tutti i giorni con i problemi.
È necessaria un'e inopportuna. O ci sono altre sedi o rivolgetevi ai parlamentari. No, io mi rivolgo il mio Sindaco, che ha ruolo e titolo per esprimersi nelle sedi opportune, anche a livello amministrativo sovraordinato e quindi questo è il primo punto che vorrei chiarire, non ci sono limitazioni di sorta all'agibilità della discussione di quest'Aula.
Detto questo, che mi sembrava doveroso per riconoscere un ruolo che abbiamo noi, forse ci stiamo dimenticando che non ci sono compartimenti stagni dentro le agenzie istituzionali, questa città penso con il diritto di traino che si è conquistata nel mondo, ha determinato la definizione di comunità educante.
Cioè di una società, di una collettività che si adopera affinché le generazioni che, diciamo così, fanno capo a quella comunità possano avere una sorta di molteplicità di livelli educativi, compreso quelli ovviamente che sono stati citati anche dalla collega aggiuntivi, ovvero il lavoro egregio che viene fatto nelle scuole da parte dei genitori, nei vari organi, eccetera, eccetera. Allora, se così è, io mi chiedo come si può fare a non riconoscere che c'è un affronto alla pedagogia nel momento in cui si fa questa operazione e non ripeto le parole del collega alla Geiger, che.
È stato esemplare. No, nelle motivazioni che sottendono l'intenzione del Governo, ma stiamo al concreto, come è stato sollecitato, di fare.
I cardini della pedagogia, soprattutto della pedagogia inclusiva. Cito un nome che forse qualcuno ricorderà: il professor Andrea Canevaro, che è stato uno scienziato che in questa Università bolognese, occupandosi in particolare di inclusione per quanto riguardava i bambini con handicap, ha rivoluzionato il modo di fare scuola. Io sono della generazione, ho fatto le Giovanni ventitreesimo alla barca.
Sono del 67, okay, e quindi ho vissuto nella sulla mia pelle no, un tema che era una immigrazione di altro carattere, di altro tipo, quella dal Sud.
E le classi speciali che sono state distrutte da questo modello eccellente di pedagogia inclusiva.
E anche lì il dibattito ovviamente non lo posso.
Relazionare in base all'esperienza da bambino, ma in quello che poi mi è toccato vedere anche successivamente da genitore, da da Presidente di Quartiere e quant'altro, era il rallentamento sull'apprendimento delle classi che avevano anche bambini diversamente dotati. Guardate che il principio del medesimo e.
Cioè, non è che stiamo parlando di altro il pregiudizio sul fatto che alcune classi che avevano bambini con delle difficoltà potessero rallentare l'ossessione, il programma, quanto avete fatto del programma? Allora, cosa abbiamo fatto? Le tabelline, cioè era un tema all'ordine del giorno. Allora.
Come oggi, legittimamente, perché è giusto avere anche un orizzonte no, in cui i genitori sanno qual è il programma che viene svolto, con quale ritmo, eccetera, ma nessuno è rimasto indietro. Questa città apro, ha preso per mano gli ultimi, gli ultimi degli ultimi, gli ultimi degli ultimi degli ultimi, li ha portati avanti sempre. Quindi, come ci si può chiedere di non parlare in quest'Aula di questo decreto che grida vendetta? Faccio anch'io una una provocazione.
E non non me ne si voglia. Per questo già il collega cima è stato multifunzionale, su questo no, provo anch'io a dare un contributo.
Questo Paese.
Dati oggettivi.
Sviluppa tra i 16 e i 65 anni, il 35% di analfabetismo funzionale.
Che è una cosa enorme, vuol dire non comprendere un testo nella sua senza non capire quello che si legge.
Farete un decreto anche per questo?
Perché è interessante capirlo, eh, perché se il tema è se il tema è la lingua italiana, imparare la lingua italiana con il 35% di persone in Italia è la statistica, dice ovviamente che la maggioranza dei de del del delle persone sondate siano italiane, che ha questo problema di analfabetismo funzionale, ovvero non comprende un testo scritto e raramente comprende anche.
Diciamo così, una una discussione, un un un discorso parlato non entro nella soglia di attenzione, i 20 secondi, tutte quelle su queste cose da da da da studiosi, però farete un decreto anche per questo, perché è importante è importante, secondo me, perché anche solo per andare a fare qualunque tipo di attività, se non comprendi quello che ti dicono, altro che il bambino che fa fatica a parlare l'italiano, perché è straniero. Allora, se questo è il punto su cui ci dobbiamo misurare, divisione che abbiamo, di chi ha difficoltà e va.
Come dire, accompagnato per superare la difficoltà che ha a 360 gradi su tutti i livelli, io ci sto. Se, invece, come è evidente, stiamo parlando di pura propaganda elettorale, beh, mi dispiace, siete nel posto sbagliato al momento sbagliato. Grazie, Presidente.
Grazie, consigliere. Se con l'intervento del consigliere Fattori, prego. Anche dopo il consigliere Nanni che vola alto, io voterò più basso alcune repliche, diciamo, perché ho ascoltato con molta attenzione la consigliera Rontini, unica intervenuta della.
Minoranza e certo volevo rassicurare, non sappiamo.
Collega Tontini, con interventi, ascolto sempre con attenzione, perché.
Sa che ho stima di lei, quindi.
Certo che noi parliamo, sappiamo che è un decreto che parla di scuola, lo sappiamo bene, ma quello che volevamo dire in alcuni interventi che se la logica è quello di considerare integrati dal punto di vista linguistico, i bambini che o sono nati in Italia, cioè sia quelli nati in Italia sia quelli che, pur non nati in Italia, hanno frequentato la materna, sia quelli che hanno superato almeno tre anni di scuola dell'obbligo se la logica è quella di considerarli integrati dal punto di vista linguistico, speriamo che la stessa logica valga anche nella evoluzione del concetto di cittadinanza. È questo che intendevamo dire a seconda cosa nel suo articolato. Intervento: la consigliera ha detto che in fondo questo decreto non è niente di che è la semplicemente, ribadisce la volontà di favorire l'integrazione linguistica, che le norme sono in fondo ragionevoli. Allora, quello che io voglio dire che da un lato questi strumenti per favorire l'integrazione linguistica ci sono già e magari andrebbero.
Finanziati, ma, come ricordava il collega Gaggia, che avete presente, come è stata presentata questa norma come una rivoluzione epocale, un cambiamento di paradigma. Finalmente i nostri bambini italiani non dovranno soccombere ai bambini stranieri, quindi bambini italiani contro bambini stranieri, è stata presentata in questo modo: norma epocale, rivoluzione totale. La consigliera Rontini giustamente entrando nel merito, ma in fondo non è poi questa rivoluzione, eccetera, eccetera, però insomma, farà quello che io stigmatizzava e non solo io, ma è proprio questa logica degli annunci per parlare tante volte di niente, come la questione del burqa degli annunci per sollevare un coro da stadio presso la propria tifoseria. È un modo di fare politica che personalmente apprezzo pochissimo, grazie.
Grazie, Consigliere. Chiedo se ci sono altri interventi in fase di discussione.
No.
Do la parola.
Allora, chiudiamo il dibattito e do la parola al Consigliere De Martino per la replica finale. Prego.
Grazie, ma gli interventi delle colleghe e dei colleghi, anche quest'ultimo del collega Fattori, che ha risposto, insomma, l'unico intervento dello della minoranza mi permettono di, insomma, a essere molto più breve di quanto avevo previsto all'inizio.
Ci tengo però anch'io a sottolineare qualche passaggio rispetto a quelli che sono emersi nella discussione. Intanto vorrei sottolineare che, dal momento che questa maggioranza e il Governo della città e questa maggioranza lavora moltissimo come sapete, con il mondo della scuola per i bambini e per le bambine.
Nel momento in cui si è anche solo iniziato a parlare di questo decreto, prima ancora che uscisse la prima bozza, siamo state tutte e tutti sommersi di messaggi di richieste da parte di insegnanti, da parte di dirigenti scolastici da parte di lavoratori e lavoratrici del del del Polo delle scuole per l'accoglienza che citavo poc'anzi, perché sono tutti preoccupati e chiedono tutti al Comune di essere aiutati in quelle che poi saranno le nuove procedure. Se questo Governo, se questo decreto dovesse entrare in vigore, quindi questo ordine del giorno è anche una assunzione di responsabilità da parte nostra, intanto, perché comunque con il Governo si può interloquire anche come Enti locali e non soltanto come parlamentari, fino a prova contraria, anche se insomma, abbiamo visto che la diplomazia di questo Governo nei confronti dei suoi enti territoriali,
Cosa un po', insomma, una robetta particolare dai non l'avevamo vista, secondo me, in passato, con tanti altri Governi, anche anche di destra, però, insomma, fino a prova contraria, questo dovrebbe essere un dialogo positivo o comunque utile entrambi e soprattutto dicevo, è un'assunzione di responsabilità verso i nostri dirigenti scolastici che già ogni giorno fanno i salti con gli ostacoli e quindi a dirgli che invece noi ci siamo, siamo al loro fianco e li aiuteremo nel caso.
Anche io ci tenevo, insomma, a come ha fatto il collega Fattori a smontare un po' il ridimensionamento che la collega Zontini ha voluto fare anche in merito al modo in cui questo decreto è stato lanciato nel nel dibattito pubblico, perché è ovviamente vero che ciascuno si fa la sua propaganda, ma un conto, come dire,
Promettere risultati a beneficio della cittadinanza, che poi magari alla fine nella concretezza, non si riescono a raggiungere un conto è promettere dei risultati che vanno a danno di un altro pezzo della cittadinanza. Che alimentano pregiudizi che alimentano la logica del capro espiatorio rispetto a tutte le cose che non funzionano in questo Paese e che è esattamente quello che che viene fatto se si utilizza il termine tetto per gli stranieri e se si sottolinea ancora di più questo concetto, aggiungendo affinché i bambini italiani non siano più una minoranza nelle scuole, questo, se permettete, non non può ridimensionarlo nessuno e non si può, cioè è il problema di questo Paese. È proprio che qualcuno lo considera propaganda come quella di qualsiasi altro partito. No,
Se è propaganda, becera, propaganda, becera, propaganda razzista. E noi la contrastiamo, perché, ripeto, aumentare i conflitti e pregiudizi tra la popolazione non aiuterà la politica, né di destra né di sinistra a guidarci verso il futuro non aiuterà nessuno. Ultimo, non ci sto al fatto che si dica che ai genitori di bambini e bambine estraniare viene data una possibilità perché si organizzano corsi gratuiti. No, se il decreto si fermasse lì, ma il decreto prevede delle sanzioni e delle sanzioni che vengono nella gita sulla base di segnalazioni di cui si deve assumere la persona. La responsabilità al personale scolastico. Ma no, scusate, ma non si può questa cosa qui venderla come un'opportunità e sia un'opportunità. Io vorrei che qualcuno mi spiegasse, visto che il decreto prevede che i corsi di queste famiglie passino attraverso i CPIA. Siccome i CPIA dell'Emilia Romagna un collega riportava il dato nazionale, io ho il dato regionale. Ci sono 8.000 persone in lista d'attesa, i CPIA dell'Emilia Romagna a febbraio 2026. Io voglio sapere, visto che c'è questo decreto urgente, se queste famiglie vengono segnalate e i servizi sociali gli dicono di andare a fare il corso gratuito al CPIA. Questi passano davanti a 8.000 persone che da anni sono in lista d'attesa, perché volontariamente vogliono avere un accesso all'istruzione che in questo territorio non riusciamo a garantire.
Come funziona questa cosa qua?
Perché lo scopo non è farlo. Questo è dire che si fanno le sanzioni e i genitori degli stranieri, esattamente come per per per il per il tetto che è stato inserito. Lo scopo non è potenziare l'italiano, perché se lo scopo era potenziare l'italiano si faceva un bel concorso, un concorso classe A 23 e si assumevano i docenti che servono per i corsi di supporto dell'italiano. Al pomeriggio.
Ma non è questo lo scopo, lo scopo e dire che c'è il tetto agli stranieri, quelle poche scuole immagino che dovranno fare la deroga sotto questo clima, che ovviamente sarà di divieto di sospetto, di aiuto, aiuto quando in realtà da soli si stavano riuscendo ad organizzare benissimo, gli servivano solo un po' di risorse in più, ma comunque quelle scuole che supereranno quel tetto.
Riceveranno dei fondi e tutte le altre, cioè quelle scuole dove gli studenti che non conoscono l'italiano sono il 25% continuano a non conoscere l'italiano perché non aumentiamo le risorse dei docenti classe A 23, perché non potenziamo i corsi, cioè che il problema risolve questo decreto, che il problema non risolve nessun problema e questa è l'ennesima riprova del fatto che si voleva fare solo della propaganda che mi dispiace, ma il tentativo da parte della minoranza di quest'Aula di volerlo dei dimensionare non regge, non regge proprio alla alla prova dei fatti. Quindi con questo con questo ordine del giorno noi, come è stato ricordato anche da altri colleghi e lo ridico brevemente, perché non sono stata riuscì, non sono riuscita a dirlo nell'illustrazione iniziale. Chiediamo ovviamente il ritiro di queste disposizioni rigide il tetto, i divieti e le sanzioni presenti, che insomma son state già abbastanza sviscerate con gli interventi precedenti. Nel caso in cui non venissero ritirati, chiediamo un tavolo con i dirigenti scolastici per monitorarne l'applicazione e soprattutto dargli una mano, appunto nel cercare di tenere insieme più bisogni possibili con il principio di prossimità territoriale e il lavoro che ripeto, veniva già fatto in serenità e che adesso questo decreto continuerà a far fare, ma con molta meno serenità. Allora noi come istituzione cerchiamo invece di stargli accanto e di dargli un supporto e poi, attraverso i nostri servizi, accompagnare quelle famiglie che sulle basi delle disposizioni di questo nuovo decreto rischieranno di incorrere nelle sanzioni.
È quello che dicevo prima: rendere pubblico è visibile settimana per settimana, mese per mese, quelle che sono le liste di attesa del CPA, dei CPIA del nostro territorio, dove ricordo si scrivono persone adulte per accedere ai percorsi di istruzione moltissime per partire proprio dall'italiano, e vi do anche questa notizia Neopard, visto che di questo tema ho parlato nell'intervento di inizio seduta si scrivono anche i minori stranieri non accompagnati per prendere la licenza media. Ne restano fuori la stragrande maggioranza, la stragrande maggioranza e ogni anno il CPA e anche costretto a mettere dei criteri sempre più stringenti per l'iscrizione, proprio perché non riescono ad avere dei posti a sufficienza, quindi il danno va agli adulti e il danno va a i minori stranieri non accompagnati che lo dice il nome, sono nuovi giunti, no e quindi hanno bisogno primariamente di accedere a quei corsi.
Quindi, noi ovviamente sosteniamo questo ordine del giorno, andremo avanti con questa battaglia, saremo a fianco delle famiglie, saremo a fianco delle scuole e speriamo veramente che il Governo ci ripensi e soprattutto che la smetta di fare dei provvedimenti fuffa sulla pelle della tenuta sociale della nostra comunità, perché sulla pelle della tenuta sociale della nostra comunità ci giochiamo il futuro del Paese, non il futuro di un Governo, di un singolo o di una singola. Grazie.
Grazie, consigliera. Passiamo quindi alla fase di votazione e chiedo se ci sono interventi in dichiarazioni di voto.
Consigliere Diaco, prego. Grazie, Presidente. Ringrazio.
Meride Martino, per aver presentato questo ordine del giorno, chiaramente voteremo voterò a favore su quello che l'impostazione e il contenuto di quello che è l'ordine del giorno. Poche cose credo che nel dibattito sono emerse tante, tante cose, la mia due, due o tre cose, giusto per per da da rilanciare. Io penso che al di là.
E di quelli che siano le percentuali e quant'altro. Penso che la cosa che oggi dovrebbe fare uno Stato è quello di una scuola più inclusiva e senza barriere. Questo è quello che dovrebbe mettere lo Stato tra le proprie priorità e non possiamo pensare oggi.
Che un luogo di nascita possa determinare le opportunità di apprendimento.
Questo è una cosa che lo lo hanno detto a gran voce, non solo il mondo politico, lo hanno detto anche il corpo anche di alcuni docenti, il corpo dei e anche dei genitori, e io penso che questo è la cosa che debba oggi più più di tanto prevalere su quello che riguarda non le il Paese, il Paese di origine nel paese di nascita. Penso che dobbiamo valorizzare oggi quanto più possibile sicuramente la valorizzare e noi diciamo spesso valorizzare la persona, la chance della persona al centro allora di supererà dobbiamo superare quelle dosi disuguaglianze educative piuttosto che stare dietro dei criteri numerici.
È stato proprio detto poco fa dalla collega De Martino sui CPA, il lavoro che fanno i la lista di attesa che c'è, allora un mi aspetto che da parte anche dello Stato ci sia proprio una maggiore attenzione su quello che riguarda una maggiore presenza anche e anche di investimento su quello che fanno i CPA e nel nel nostro territorio e su tutto il territorio, su tutto il nostro Paese. Penso che questo sia la cosa più importante è ed è chiaro che lanciare oggi a qualche mese dava di quello che sarà poi la pre, il voto alle prossime politiche. Lanciare queste cose mi sembrano più di uno spot elettorale che piuttosto di quello che possa essere una soluzione delle dei problemi del nostro Paese. Lo dico perché abbiamo la fortuna, oltre il CPA, ad avere una una rete di tante associazioni qui nella nostra città, che fanno proprio i corsi B 1, penso anche ai corsi a due che vengono fatte attraverso la prefettura e c'è una rete di o di volontariato del terzo settore di corpi intermedi che lo fanno a titolo gratuito. Mi aspetterei da parte anche del Governo, visto che ancora c'è ancora la possibilità di lavorarci su di incontrare anche il mondo del terzo settore, il Forum Terzo Settore CSV e trovare una linea comune strategica tutti quanti insieme. Grazie, Presidente.
Grazie, consigliere. Chiedo se ci sono altri interventi per dichiarazioni di voto.
Consigliere Mazzanti, prego. Sì, grazie, Presidente.
Chiaramente, come gruppo, voteremo a favore di questo ordine del giorno, anche perché credo che voglio ringraziare i compagni del Gruppo per la chiarezza e degli interventi, la illustrazione che hanno fatto, entrando nel merito in modo veramente completo, l'altra cosa che è importante, credo.
E qui voglio anche ringraziare i tutti i consiglieri, anche la parte riferita alla maggioranza per gli interventi che sono stati fatti, ma anche gli interventi che ha fatto le minoranze, perché debbo dire e mi spiego che sia una chiarezza c'è stata in quegli interventi è il sostegno, ma con delle argomentazioni che pure ho ascoltato, ma che ancora di più mi hanno e hanno convinto noi della giustezza del nostro documento di maggioranza ed è la battaglia che su questo si è aperto a livello nazionale.
Credo che la consigliera Di Martino, nei momenti in cui ha messo, secondo me ben a fuoco nella sua replica, il tallone d'Achille di questo sistema, i CPIA, non so chi di voi ha letto l'altro giorno sulla stampa le dichiarazioni dell'Associazione dei direttori regionali della pubblica istruzione, gli ex provveditore.
Questi, come documento unitario dell'associazione, hanno riportato questo dato la metà dei genitori.
Che chiedono di poter partecipare ai corsi di italiano, vengono respinti perché non c'è posto. Questo è il dato, quindi la sottolineatura che prima ho fatto nelle repliche la consigliera De Martino è lo specchio reale di quella che è la situazione, perché nel momento in cui tu poni e dici che questi genitori, se non fanno questi passi tu le multi di 1.000 euro, sapendo che tu Stato.
Non hai creato gli strumenti per far sì che questi che fanno la domanda che ha fatto la domanda.
Non vengano respinti a questi qui quello che si fa.
Le mutate, le colpite, casomai ci sarebbe voi da multare voi, Governo da multare, che non permettete di adempiere a una norma governativa trasformata in decreto che poi verrà approvato in via d'urgenza, per cui, sapendo che fai una norma che non ha la possibilità di essere adempiuta, è top.
Bene, come l'ha detto la De Martino, io non sono in grado, ma hai fatto un manifesto da questo punto di vista.
Questa è la realtà dei fatti. Allora non è che ci possiamo prendere in giro fra di noi. Qui siamo tutti grandi e vaccinati, ognuno è collocato politicamente, ma se l'associazione dei direttori regionali escono in questo modo e prendere una posizione del genere.
Beh, ci sarà un senso, così come le percentuali dei bambini, dati che in questi giorni sulla stampa ne abbiamo visti completamente smentiti i dati governativi, per cui è chiaro che è una mossa elettorale presi dal terrore di Vannacci, speriamo che gli vada male in Calabria e così almeno smettere di dire le erbacce che dice? Detto questo,
Detto questo, beh, ecco, detto questo, naturalmente noi voteremo a favore e il dibattito è stato veramente interessante, pieno, completo. Questo è dimostrato anche del livello con cui i consiglieri tutti a prescindere, maggioranza o minoranza si approcciano a temi di questo tipo, e questo credo che sia una un riconoscimento che credo che sia dovuto a questo dibattito, a questo Consiglio su un'argomentazione così importante. Quindi voteremo a favore e continuerà la battaglia proprio nel merito e nella sostanza di questo contenuto, a favore di ragazzi, di bambini, di genitori che sono oggi in questo Paese e sono io credo e devono essere trattati al pari nostro grazie.
Grazie, consigliere. Chiedo se ci sono altri interventi per dichiarazioni di voto.
Non vedo prenotazioni.
Quindi direi che apriamo la votazione per l'ordine del giorno numero 1, a prima firma De Martino.
Chiudiamo la votazione, grazie.
Abbiamo 26 presenti, 20, votanti, 20, favorevoli, 0 contrari, 0, astenuti, 6 non votanti. Il Consiglio approva l'ordine del giorno numero 1, a prima firma De Martino per invitare il Sindaco e la Giunta a promuovere misure richieste dal Governo a salvaguardia dell'integrazione scolastica, dell'offerta formativa CPA e del sostegno alle famiglie nel territorio bolognese.
Passiamo quindi al secondo ordine del giorno, a prima firma Giordani per condannati omofobi. Gli do la parola al consigliere Giordani. Se vuole illustrare ulteriormente l'ordine del giorno, prego.
Grazie, Presidente. Purtroppo il tempo è tiranno, non riuscirei a.
Trattarlo qua dovere, per cui chiedo di rimandare.
Grazie, consigliere. Quindi rinviamo la discussione. Terminano qui i lavori odierni del Consiglio ordinario e chiudiamo la seduta alle ore 17:51. Grazie a tutti.
