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CONTATTACI
Buongiorno a tutte e tutti. Apriamo i lavori odierni per la trattazione ordinaria. Chiedo alla segreteria Generale di procedere con la verifica del numero legale, prego. Grazie.
Angiuli.
Begaj.
Bernagozzi.
Bittini.
Caracciolo assente giustificato, che è assente giustificato Ceretti.
Cima De Biase.
De Giacomi.
De Martino presente.
Di Benedetto presente, buongiorno.
Di Pietro.
Diaco.
Fattori.
Foresti.
Geiger.
Giordani.
Iovine.
Larghetti manca.
Marcasciano Mazzanti.
Monticelli.
Naldi.
Negash piazza.
Pizzo.
Quercioli:
Santori.
Il presente buongiorno.
Scarano.
Stanzani.
Tarsitano.
Toschi, buongiorno.
Venturi.
Zontini.
Abbiamo il numero legale, prego.
Grazie mille. Nomino scrutatori i consiglieri Tarsitano, Geiger e Foresti.
E a questo punto proseguiamo con gli interventi di inizio seduta e il primo e del Consigliere Negash mai più a Bologna, prego.
Grazie, Presidente.
Siamo nettamente contrari a qualsiasi ipotesi di CPR in Emilia Romagna. Dobbiamo fare ripeterlo per l'ennesima volta. Non vogliamo che il nostro territorio diventi il luogo dove il Governo scarica un problema nazionale tanto più attraverso le decisioni annunciate senza un vero confronto con le istituzioni locali. Lo ha detto anche chiaramente il Presidente della Regione, Michele De Pascale, criticando il metodo del Governo e un sindaco non può prendere la stampa cosa succede nella propria città e sembrerebbe poi tutto concentrato sulla nostra città. Bologna la sicuro? La sicurezza si costruisce attraverso il confronto, non con decisioni calate dall'alto. Non vogliamo la campagna elettorale sulla pelle dei migranti. E ci sono anche le parole dei sindacati di Polizia a confermare le nostre preoccupazioni. Il SAR chiede personale dedicato ai nuovi organici sul avverte del rischio di sottrarre la gente al controllo del territorio COISP parla di una gestione molto complicata e l'FSP evidenzia il peso che queste attività avrebbero sugli operatori.
Di fronte a tutto questo, la nostra posizione è chiara No ai Cpr in Emilia Romagna vogliamo più chiarezza, più agenti e più risorse sul territorio, non una struttura che rischia di aggravare ulteriormente le difficoltà già esistenti.
Non Cpr. Grazie, Presidente.
Il secondo intervento è sempre suo e le parole del cardinale Zuppi. Prego, Consigliere Negash. Grazie, Presidente.
L'incontro pubblico avevamo detto mai più prima le persone non le frontiere era nato, è stato. Nasce dalla vigilia del tredicesimo anniversario della strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013, quando 368 persone persero la vita. È stata un'occasione per interrogarsi sulle politiche migratorie di oggi in Europa e negli Stati Uniti, sulla realtà dei CPR e soprattutto sulle parole con cui raccontiamo l'immigrazione. E forse non è casuale che il giorno dopo Bologna abbia celebrato il suo patrono nella festa di San Petronio. Il cardinale Zuppi ci ha ricordato che le comunità vanno custodite e partire dai più deboli e ci ha invitato a vivere Bologna come una casa, non come un condominio di egoisti, dove anche lo sconosciuto e possa diventare prossimo tra il 3 e il 4 ottobre. C'è allora un filo che vale la pena raccogliere la memoria di chi è morto nel Mediterraneo e l'idea di una città che sceglie di non lasciare indietro, più fragili, perché parlare di immigrazione significa parlare innanzitutto di persone della loro dignità, della responsabilità delle nostre comunità.
E oggi, a 13 anni da quella tragedia, quelle responsabilità è ancora davanti a noi, specialmente in un in una atmosfera che sembra ricordarci gli anni 40, grazie.
Grazie, Consigliere Negash. Adesso la parola al Consigliere Tarsitano. Giardino Joe Cassano, prego.
Per vivere ed è possibile di chi ti ricordi per sorridere. Fibra chiudeva così il pezzo dedicato dalla crew uomini di mare alla memoria di Joe Cassano. E questo brano è il primo di cui mi ha parlato il fratello Alberto con commozione quando, qualche anno fa, dopo il festival bollo bit per celebrare i 50 anni della cultura hip-hop, è iniziato il dialogo per trovare un luogo che potesse essere dedicato a Joe e custodire l'anima delle sue barre. Nel percorso che ha portato a sabato si sono sovrapposte storie, si sono generate riflessioni inaspettate. Si sono incontrate le richieste di chi abita il giardino Joe Cassano e la richiesta di memoria che arrivava dalla comunità hip-hop.
In tutto ciò la presenza istituzionale è stata una virgola, un segno leggero che, se manca te ne accorgi, che è legato tutti i protagonisti di questa storia per poterla leggere ad alta voce davanti a tutta la città. Così a Bologna è stato inserito per la prima volta in Italia in nome di un artista rap, nella toponomastica ufficiale. Così credo che le istituzioni devono continuare a lavorare per dare valore alla cultura hip-hop del passato e del presente di Bologna come virgole silenziose rispettose dell'autonomia e dei conflitti che il genere racconta, ma indispensabili per renderlo patrimonio comune. Sabato in tanti e tante avevamo una risposta alla domanda di fibra per vivere. Se ti è possibile di chi ti ricordi per sorridere. E Joe Cassano, appunto, era la risposta.
Grazie, consigliere. Il secondo intervento suo 800 anni dalla morte di San Francesco, prego. Grazie, Presidente. Le feste, oltreché azzurrine, servono affermarsi, riunirsi intorno a figure che hanno scardinato la storia e capire come in questa storia che ora è presente anche noi possiamo impegnarci. Gli erano ieri erano 800 anni dalla morte di San Francesco, dalla consegna tutte della sua testimonianza, di ricca di radicale semplicità e amore. Ho avuto la fortuna di vivere il tempo sospeso di questa festa ad Assisi, in rappresentanza del Comune di Bologna, in delega del sindaco Matteo Lepore, insieme ad altri amministratori e amministratrici dei capoluoghi d'Italia.
Nel tornare alla città, al servizio politico, a quest'Aula, alla ricerca di pace e giustizia nel nostro mondo, trovo sfidante tentare di aderire, in particolare ad un passaggio delle dell'omelia del cardinale Zuppi, che si riferisce a San Francesco, ricordandolo così: San Francesco, proprio perché aveva chiaro chi era in cosa credevo, non aveva paura di incontrare tutti e di essere vicino a chiunque, non con la spada, ma con il dialogo fratello, senza supponenza e distanza. In queste parole credo che stia l'essenza di di San Francesco, delle ragioni che hanno reso la sua azione radicale, contagiose, influenze e influente una radicalità non chiusa su se stessa, ma è interessata all'incontro con l'altro anche il più diverse, distante proprio per tentare di innescare cambiamenti e generale pace.
Grazie, consigliere Tarsitano. Era il primo intervento della consigliera Larghetti. Giardino Joe Cassano, prego.
Joe Cassano da oggi le nostre radici diventano radici perché per tutta la comunità i POP non solo di Bologna ma di tutta Italia, Joe Cassano ha segnato l'inizio di quello che oggi è il genere più ascoltato nel nostro Paese, scomparso prematuramente a 25 anni prima che potesse uscire il suo disco. Vi ho lodato un disco che è uscito postumo. Eppure ha cambiato la storia del rugby italiano e dopo i 50 anni della celebrazione dell'hip-hop, Bologna era pronta a intitolare a gioca sano uno spazio nella nostra città, uno spazio dentro il cortile delle case popolari del comparto scalo Malvasia e che penso sia lo spazio che meglio può rappresentare nella nostra città la voglia e il bisogno che c'è nelle nuove generazioni dal basso di questo sentimento di doversi salvare da sole e grazie a Joe Cassano anche nel rap Bologna ha fatto scuola e speriamo che continui a farla perché il vero riconosce il vero. Grazie.
Allora la parola di nuovo alla consigliera Larghetti. Giardin no, scusate, strage di bambini sulle strade. Prego, Consigliere.
Mercoledì Zoë aveva preso per mano suo nonno, come farebbe qualsiasi bambina di sette anni che cammina per strada, però non è bastato. È stata travolta da un'auto guidata da una persona della stessa età, di suo nonno è stata rianimata sul posto operata d'urgenza, è trasferita all'ospedale Meyer di Firenze, ma è morta il giorno dopo. Il nonno è ancora ricoverato e il conducente è indagato per omicidio stradale per lesioni stradali. Ecco Nicolò.
Lo abbiamo pianto lunedì scorso di sette anni, anche lui morto, anche lui, travolto da un'auto a Torino mentre pedalava per andare a scuola col papà in tutta Italia si sono moltiplicate le proteste di ciclisti, di associazioni che lottano per le vittime della strada e proteste che ancora una volta non vediamo nei telegiornali. Non leggiamo sui maggiori quotidiani perché mentre come continuiamo a piangere le nostre politiche sulla strada vanno nella direzione opposta. La legge delega voluta dal Ministro Salvini, che sta portando alla riscrittura complessiva del codice della strada a breve arriverà in Conferenza unificata per il parere degli enti locali ma i problemi sono già evidenti. La sicurezza stradale non c'è più come principio del codice della strada. Al suo posto parole come libertà di circolazione e neutralità tecnologica. Quindi indeboliamo gli strumenti per moderare la velocità, mentre la velocità è la prima causa di gravità. Negli incidenti mortali si restringono gli strumenti per la mobilità pedonale e ciclabile. Pensiamo alle corsie ciclabili che dovevano essere regolate da un regolamento ministeriale che dopo oltre un anno non è ancora stato emanato e ovviamente aumentano i poteri del ministero dei prefetti e si restringe ancora una volta l'autonomia dei Comuni. Proprio quei comuni che ogni giorno dovrebbero rendere più sicure le strade. Ecco, questa non è una questione tecnica. Questa è una scelta politica. Da una parte la libertà di circolare, ovviamente in automobile, dall'altra la sicurezza di chi cammina e pedala se si può se si riesce come il metro e mezzo, sì, distanza di sicurezza, se si può, se si riesce, se non si può la sicurezza se ne va. L'importante la libertà di circolazione certo le regole devono cambiare, ma devono cambiare nella direzione esattamente opposta a quella che sta prendendo questo nuovo codice della strada, perché mentre discutiamo di libertà di circolazione e di neutralità tecnologica, sono già 318 i pedoni morti in Italia dall'inizio del 2026 e 145 di questi pedoni sono stati investiti sulle strisce pedonali le stesse strisce pedonali che questo nuovo codice dice che i fedeli non hanno più la precedenza sulle strisce pedonali devono assicurarsi di poter attraversare, quindi nei primi nove mesi del 2026 l'aumento dei morti e già del 3% rispetto allo scorso anno e di fronte a questi numeri, noi dovremmo dare più moderazione della velocità, più protezione a pedoni ai ciclisti, più strumenti per i comuni, più tecnologia al servizio della sicurezza, non di meno. No, io penso che dovremmo avere molto chiaro che non c'è neutralità tecnologica. Una bambina di sette anni o un sub di 15 quintali non sono due utenti equivalenti della strada, non hanno diritto alle stesse cose e non hanno gli stessi doveri. Le regole dovrebbero servire a proteggere chi è più vulnerabile perché la patente non può essere licenza di uccidere. Grazie.
Grazie, consigliera Larghetti. Ora la parola va al Consigliere Iovine il titolo del suo intervento. Consigliere giovani medici sono demotivati, prego.
Grazie, Presidente. C'è un punto interrogativo alla fine che però il computer non mi fa questa settimana. Due notizie hanno ricordato il mondo della sanità in Regione, la prima che 304 metri ci hanno lasciato volontariamente il servizio sanitario nazionale in Emilia Romagna poco meno di uno al giorno è un dato molto alto, perché fino a qualche anno fa erano un terzo di di questi. A questo punto adesso gli addii volontari superano addirittura i pensionamenti che nel 2025 sono stati 182. E questo mentre nella nostra Regione guida la classifica italiana delle assunzioni in 10 anni ha aumentato gli organici del 15,5% a favore di una media nazionale del 2% i dirigenti medici in servizio sono passati da 8.200 a 9.471. I medici entrano nel sistema sanitario nazionale. Il problema è mettere nelle condizioni di rimanerci. Occorre superare definitivamente i vincoli nazionali alla spesa per il personale a investire sulle attribuzioni, carriere, le condizioni di lavoro in sicurezza, welfare e conciliazione tra lavoro e vita privata. Questo è quello che dicono i sindacati medici. La seconda notizia è che.
Migliore le richieste per i corsi di medicina d'urgenza sono cresciuti in Emilia Romagna, passandolo 59 all'87% dei posti assegnati a Bologna abbiamo saturato al 100% i concorsi per per la specialità di medicina d'urgenza, mentre sono gli atenei più piccoli che sono meno attrattivi.
Queste due notizie sono apparentemente solo apparentemente in contrasto. L'1 con l'altra. La vulgata attribuisce l'abbandono dei posti ospedalieri e la minore etica del lavoro dei giovani medici che lascerebbero lavori impegnativi e molto coinvolgenti la vita personale per lavori più tranquilli in strutture ambulatoriali o con una migliore. In effetti, la medicina di base è spesso il punto, ad avviso degli hub di arrivo dei colleghi ospedalieri che appunto lasciano all'ospedale. In realtà, poi pare che le cose non siano così. C'è una survey Anaao del 2024 sugli specializzandi.
Da cui emerge che il 30% dichiara di lavorare oltre 50 ore settimanali.
Mentre il 60% faceva turni notturni e il 50% denunciava il superamento dell'orario previsto. Quindi, almeno durante la formazione, i giovani medici lavorano moltissimo. Questo rende difficile sostenere che il problema sia semplicemente una minor etica del lavoro e Bologna una minoranza di specializzandi rispetto all'orario normale è frequente una richiesta di lavorare oltre l'orario previsto per la maggioranza dei giovani, arrivando anche oltre il 70% di attività extra, quindi non è l'entusiasmo che manca il giovane medico bolognese. Cosa succede, però? Quando si impiegano i giovani medici sono disponibili a lavorare molto, ma attribuiscono un valore maggiore alla pre prevedibilità dell'orario alla vita privata e sono meno disponibili delle generazioni precedenti ad accettare che la professione medica richiede una disponibilità pressoché totale per molti giovani medici. Il ragionamento sembra essere la professione buon lavoro può andar remunerazione tempo libero, vita personale.
E quando uno di questi elementi viene meno, cambiano specialità, struttura, settore addirittura Paese. Che fare mettere.
La sanità è al centro degli interessi del Paese, finanziandolo adeguatamente, arrivando almeno a quel 7,1% del PIL che costruisce la media europea. Attualmente siamo appena sopra il 6% non basta, bisogna riformare la legge 8 3 3, mantenendo l'impianto universalistico e solidaristico, ma adattandolo a una società che è molto cambiata, sia passata dalle patologie acute infettiva alle patologie croniche o degenerative deve cambiare tutto il sistema. Si dovrà avere nel giusto conto l'avanzamento delle conoscenze mediche e della maggior costo dei dei farmaci e delle strutture salvavita. Oggi le cose da fare sono abbastanza evidenti le si vuole mantenere un sistema pubblico universalistico. Non sembra essere questo l'intento del Governo che con la sua opera mina la credibilità del servizio pubblico sotto, finanziandole, quindi lasciando campo libero al privato profit.
L'ultima proposta del senatore Zaffini in Senato, di fronte al problema creato da loro, e cioè da una forte disuguaglianza tra cittadini che possono e non possono permettersi un'assicurazione sanitaria, la proposta non è di rendere più efficiente il sistema pubblico, rifinanziando, cosa che renderebbe superflua la necessità di un'assicurazione, bensì il raddoppio degli assicurati facilitati dallo Stato. Le assicurazioni ringraziano. È facile essere di sinistra in questo Paese. Grazie, Presidente.
Grazie, Consigliere. Consigliera Di Pietro incendio in via Fior Avantis solidarietà ai condomini e impegno concreto. Prego, Consigliere. Voglio esprimere tutta la mia sentita vicinanza e solidarietà ai condomini dello stabile di via Fioravanti. Per quanto è avvenuto venerdì scorso intorno alle 19. Tutte le famiglie sono state evacuate a causa di un incendio e solo grazie al rapido intervento dei cittadini e i soccorritori si sono evitate conseguenze ancora più gravi. In seguito all'intervento dei servizi, alcune famiglie sono stati inizialmente trasferite in albergo per poi sistemarsi presso parenti, amici o B&B. So che è un momento in cui prevalgono sentimenti di rabbia, paura, incertezza per i danni, le verifiche e per i pregressi legati a quello stabile. La storia di quel palazzo è nota. È un condominio privato che da anni vive una situazione difficile ed esasperata per la presenza di un nucleo in grave fragilità, un nucleo che da tempo logora la convivenza, la sicurezza e la serenità dei residenti, anche con aggressioni e minacce di morte continue. Ne abbiamo parlato in Consiglio comunale nel corso dei vari incontri e contatti telefonici. Siamo consapevoli che non si tratta di situazioni di semplice risoluzione, sia per la presenza di un minore nel tempo allontanato, sia per la tipologia dell'appartamento affittato da un privato, nonostante fosse una situazione notte, malgrado i servizi siano intervenuti per gli aspetti di loro competenza e nei limiti delle loro possibilità. Ciò che è accaduto venerdì e un'altra prova concreta di quanto la crisi sociale, anche in quel contesto sia esplosiva. Purtroppo, a pagare il prezzo più alto sono stati i condomini, anche se non ci sono stati feriti, doversi staccare dalla propria casa per i danni subiti e per gli accertamenti sulla condizione del solaio dello stabile, per i quali in questi giorni verranno appurati i parametri di sicurezza. È una perdita indescrivibile, una ferita che, come istituzioni, abbiamo il dovere di curare con tutti i mezzi necessari di quei cittadini, parte della nostra comunità. Dobbiamo comprendere la rabbia e il dolore che li attraversano, continuando a stare loro vicino, perché oltre all'episodio dell'incendio, permangono precedenti disagi e aspetti che pesano per il terrore che provavano a vivere nei loro appartamenti e che nei mesi scorsi hanno anche portato alcuni a trasferirsi momentaneamente. Aspetti che si connettono anche al contesto più ampio che attorno con i problemi di spaccio e consumo presenti nel giardino di fronte. Non sono mancati gli incontri con le Istituzioni nel lavoro per intervenire, ma ancora oggi i cittadini segnalano che i problemi sussistono. Sono situazioni in cui non è semplice agire perché tutti gli sforzi vengono compiuti in una condizione strutturale di tagli nazionali dei servizi, dal welfare alla sanità, alle Forze dell'ordine, aspetti che rendono sempre più difficile la tenuta sociale e che richiedono il massimo lavoro di integrazione tra servizi sociali, i servizi del quartiere, i servizi sanitari e associazionismo, anche attraverso la costruzione di task force dedicate con una regia territoriale. Anche per questo la politica locale alla politica locale ha richiesto uno sforzo maggiore dove si creano crepe. Dobbiamo trovare il modo di entrare per costruire un'azione collettiva, capace di dare risposte ai problemi in altre occasioni, nel tempo, non senza difficoltà, ci siamo riusciti e la Bolognina e comunque una zona in cui si è investito molto per creare i presìdi, strutture, nuovi servizi e interventi integrati anche nelle aree più critiche. Restano punti che per la loro complessità richiedono un salto ulteriore da organizzare attraverso la partecipazione a un monitoraggio costante. Se un cittadino segnala che il luogo è dedicato ad anziani, giovani e famiglie è stato occupato da altri, è necessario evitare che la situazione si cronicizza rafforzando ancora di più il lavoro di comunità che i servizi della società civile con grande sforzo mettono in campo. Sul caso specifico di venerdì scorso dobbiamo adoperarci da un punto di vista umano e politico per sostenere i cittadini vittime dell'episodio, favorendo anche un momento di incontro comune, rafforzando il lavoro politico che nella zona con tutte le difficoltà si sta cercando di portare avanti ognuno in una dimensione organica integrata, può e deve fare la sua parte e senza strumentalizzazioni.
A noi il compito di unire le forze per costruire con la comunità e con tutti gli attori in gioco una strategia stabile e condivisa. Ma la politica nazionale, il dovere di comprendere gli effetti drammatici di scelte che non investono in salute, prevenzione, sicurezza e risorse umane. Grazie.
Grazie, consigliera Di Pietro. La parola va al Consigliere Ceretti. Il titolo dell'intervento è ventottesima giornata nazionale dei risvegli. Prego, Consigliere. Grazie, Presidente. Quest'anno e la ventottesima giornata dei risvegli ieri è iniziata in Piazza Maggiore con riempiendo la piazza di sport a cui è proseguita stamattina in Assemblea legislativa ci sarà una camminata dei risvegli fino a domani sera con lo spettacolo teatrale al Duse di Alessandro Bergonzoni, il cui ricavato andrà alla casa dei Risvegli. Allora stamattina ho sentito Fulvio per altre ragioni, gli ho anche detto che oggi, appunto, sarei intervenuta.
Per parlare della Giornata dei Risvegli, di quest'anno e della ventottesima edizione. E lui mi ha mandato una testimonianza. Ve la vorrei leggere. Si intitola: nessuno si risveglia da solo. Abbiamo imparato che risveglio non è un momento e un cammino fatto di attese, di piccoli segnali, di paura e di speranze per riempire il tempo dell'attesa. Noi questo cammino l'abbiamo conosciuto come genitori, abbiamo conosciuto il tempo ha sospeso di una famiglia che aspetta, che continua a parlare, a chiamare per nome, a credere nella relazione e abbiamo capito una cosa nel tempo che ci separa da Luca e nel cammino verso e dopo la casa dei Risvegli a lui dedicata.
Nessuno si risveglia da solo, non si risveglia da solo chi è in coma e non si risveglia da sola una famiglia. E oggi qui in questa casa comprendiamo ancora meglio che serve la cura la scienza, l'assistenza alla competenza.
Ma serve anche qualcuno che resti accanto perché ci sono risvegli silenziosi, un ritorno a casa, sguardi che continuano a parole non dette, una famiglia che ritrova il coraggio. Anche questi sono risvegli e forse è questo che Luca continua a insegnarci che la fragilità non ci separa, ci riguarda e ci rende responsabili gli uni degli altri. Per questo possiamo dirlo oggi insieme. Nessuno si risveglia da solo, grazie.
Allora, le ridò la parola. Consigliera interregionale per la petizione fermata Due Madonne, prego. Sì, ci tenevo a informare la cittadinanza che la petite la petizione non vogliamo lasciare a casa. L'auto della raccolta dal Comitato del villaggio Due Madonne è stata accolta in Assemblea legislativa. Adesso inizierà l'iter in Commissione trasporti per poi giungere proprio nella sede dell'Assemblea legislativa per il voto e volevo, essendo anche io.
Vicepresidente del Comitato. Ci tenevamo a ringraziare le Istituzioni per averci accompagnato in questo percorso e dire che il Comitato Due Madonne è apolitico per Statuto, dentro al Comitato fanno parte tantissime persone.
Alle quali, appunto liberamente accedono al comitato senza nessun tipo di come dire, predisposizione politica.
Però ci tenevo a sottolineare il fatto che sono arrivate alcune sollecitazioni, anche alcuni.
Diciamo, appoggi da parte di partiti politici dell'opposizione. Naturalmente, essendo un comitato apolitico ben venga l'aiuto di tutti. Sarebbe necessario però che le tante raccolte firme che l'opposizione spesso ha detto di avere fatto arrivino a ad un iter, almeno quanto almeno all'iter in cui siamo arrivati noi, cioè l'accoglimento della petizione e quindi ad un iter legislativo vero e proprio.
E volevo in questo ringraziare tutti i firmatari, perché insomma, è un pezzo di comunità importante e perché sarebbe molto importante per quel settore est di Bologna, riuscire a portare a casa il risultato per una mobilità integrata e per poter avere una vita più sostenibile, anche più semplice. Grazie.
Grazie, Consigliere. Allora, Consigliere Gaigher, fili festival, beni confiscati e Fondo unico giustizia. Prego, Consigliere. Sì, grazie, Presidente. Nel 1982, come sapete, con la legge Rognoni-La Torre e lo Stato italiano compie un passaggio storico introdusse nel codice penale il reato di associazione di tipo mafioso. L'articolo 416 bis li affermò un principio decisivo: colpire le mafie anche nei patrimoni e negli interessi economici. 14 anni dopo quel principio fece un altro passo in avanti con la legge 109 del 1996 è nata dalla mobilitazione promossa da Libera e da oltre 1 milione di firme raccolte in tutta Italia. I beni confiscati non dovevano più essere soltanto sottratti ai mafiosi, dovevano essere restituiti alla collettività e diventare luoghi di lavoro, welfare, cultura, educazione e partecipazione. Trent'anni dopo sappiamo che quella scelta ha funzionato. Liberace esci censisce oggi 1.332 esperienze di riuso sociale, ma sappiamo anche che tra la confisca riutilizzo c'è ancora un collo di bottiglia enorme. I dati ufficiali dell'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati lo fotografano bene a fine 2025 risultavano quasi 28.000 gli immobili già destinati, oltre 19.000 ancora in gestione. Non significa che tutti quei beni siano fermi per mancanza di risorse pesano procedure giudiziarie, i diritti dei creditori, vincoli urbanistici e problemi tecnici. Ma l'Agenzia stessa documento a quanto la destinazione possa scontrarsi con immobili degradati, abusi edilizi necessita di messa in sicurezza e i costi di adeguamento molto elevati. Nel 2025 959 Benni sono stati avviati alla vendita e 736 di questi perché, dopo ripetuti tentativi era stata accertata l'impossibilità di destinarli, ed è un dato questo, che ci deve un po' interrogare. È un problema che a Bologna conosciamo bene. Villa Celestina, confiscata definitivamente nel 2008, è trasferita al Comune nel 2018 e oggi uno spazio restituito alla città, in parte attraversato dalle attività di libera, ma il suo recupero complessivo richiede risorse molto importanti. E proprio in questi giorni villa Villa Celestina ha ospitato figli, Festival di Libera Bologna. Voglio fare i complimenti innanzitutto a Libera, a Bologna per un programma ricco, capace di mettere insieme approfondimento, cultura, musica, socialità, impegno civili e civile fini dimostra concretamente cosa significa riutilizzo sociale. Un luogo sottratto alla criminalità che diventa uno spazio nel quale una comunità si incontra, discute e costruisce cultura antimafia. Per questo libera propone di destinare stabilmente il 2% del fondo unico giustizia, il cosiddetto FUG, alla rifunzionalizzazione dei beni confiscati al sostegno delle attività che li che li fanno vivere. È una proposta semplice, coerente usare una parte delle risorse sottratte all'illegalità per trasformare altri patrimoni sottratti alla criminalità in bene comune. Il FUG dispone oggi di un patrimonio di oltre 4,6 miliardi di euro. Non chiediamo quindi di inventare un nuovo grande capitolo di spesa, ma di dare una destinazione precisa di una piccola quota di risorse già sequestrate e confiscate. Per questo oggi vado a depositare un ordine del giorno urgente che chiede al Consiglio comunale di Bologna di sostenere la proposta di delibera e di sollecitare il Governo e il Parlamento a renderla strutturale e concludo con un appello a tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione: l'antimafia non è patrimonio di una parte, non è un terreno sul quale misurare appartenenze politiche, ma la credibilità delle istituzioni. Su questo ordine del giorno possiamo mandare da Bologna io credo un messaggio semplice forte quando si tratta di restituire alla comunità ciò che le mafie hanno sottratto questo Consiglio comunale sta dalla stessa parte. Grazie.
Grazie, consigliere. Consigliere Bernagozzi. La genitorialità negata. Sì, grazie, Presidente. Anche oggi ci svegliamo in questa bellissima Italia del 2026, dove ci tocca ricominciare da capo e spiegare che il peso di una famiglia non può essere ripartito solo sulle spalle delle madri. Peraltro, non capisco questo Governo che parla tanto di famiglia, no della della natalità, poi dice frasi come non mi piacciono gli obblighi, specie in quelle specie quelli nelle relazioni. Anche su questa frase potremmo aprire un grande capitolo. Io invece credo che parlare di liste di carico e di condivisione sarebbe fondamentale in questo Paese, ma vado avanti. Il congedo paritario per i padri è un obbligo suddividere lo svantaggio non risolve il problema, semmai lo moltiplica. Io non so se tante frasi peggiori di questo, proprio per dire le ha alle famiglie, non fate figli nel dubbio, così non avete svantaggi perché paragonare lo svantaggio ad avere figli, lo fa la Ministra della vostra Ministra delle pari opportunità. Quindi io qua poi mi chiedo quando si parla di fare una legge sulla natalità, no, per contrastare la denatalità. Da che punto partiamo? Perché secondo me partiamo da due punti molto diversi e innanzitutto lo svantaggio per chi è una domanda che faccio per chi ha lo svantaggio, perché in questo momento lo svantaggio è solo sulle sulle spalle delle donne dal punto di vista salariale, dal punto di vista della carriera politica della Format. Scusate carriera politica lavorativa, perché parlano anche della politica dal punto di vista e della della formazione sul lavoro. Quindi innanzitutto lo svantaggio per chi è o è per le aziende, cioè vogliamo mettere maternità e produttività, vogliamo parlare di questo o forse dovremmo rivedere anche il nostro sistema di lavoro, perché anche su questo potremmo aprire un capitolo e poi l'obbligo per chi? Perché l'obbligo esiste già, ed è che solo che esiste per le donne cosa facciamo? Facciamo così? Togliamo il congedo obbligatorio anche per le donne. Facciamo 10 giorni per tutti e due e bastano. Così vediamo cosa succede nel nostro mondo. Colleghi, una donna su cinque in Italia abbandona il posto di lavoro perché non riesce a conciliare la propria vita personale e lavorativa, perché non ha neanche i servizi nella maggior parte del nostro Paese meravigliosa italiano. Quindi anche su questo investiamo negli asili nido. Anche su questo non siamo d'accordo, mi sa, visto com'è andato il PNRR, ma il tema rimane molto semplice, molto semplice: quando ne parliamo e mi dispiace tornare sempre sullo stesso argomento, ma quando ne parliamo di educazione sesso-affettiva al rispetto e parliamo di abbattere gli stereotipi. Questo è uno stereotipo bello e buono. Quando si parla di genitori si deve parlare di genitorialità non può essere che noi ancora nel 2026 pensiamo che le donne debbano essere legate come angeli del focolare, a stare a casa, a fare i lavori di casa, a fare le madri e l'uomo andare a prendere il andare a lavorare e a essere produttivo. Questo è uno stereotipo che ci distingue fortemente e purtroppo è uno stereotipo su cui io vi ribadisco e vi ripeto che si fondano la maggior parte non solo delle diseguaglianze nel nostro Paese, ma da cui partono anche le violenze contro le donne. Ricordatevelo perché chi si ribella a quel modello ne paga il prezzo.
Consigliera Larghetti, Marcello Fois e l'immensa distrazione vincono il Campiello.
Grazie, Presidente. Ettore Manfredini e il protagonista del romanzo di Marcello Fois è la storia della sua discendenza, assegnata da una grande ricchezza e allo stesso tempo dall'incapacità di rielaborare la violenza sulla quale quella ricchezza è costruita una famiglia che ha fatto fortuna, diciamo, suo malgrado, a grazie alle leggi razziali. Questo premio Campiello a Marcello Fois credo che debba rendere orgoglioso orgogliosa tutta Bologna, Bologna che pensa che lo può chiamare un po' anche nostro, perché Bologna è una città costruita anche su chi è arrivato da un altro posto, quindi grazie a Marcello Fois per questo grande lavoro che sta facendo bene.
Grazie, consigliera Larghetti. Consigliera Foresti messa in sicurezza della fermata a casa Sant'Anna, prego.
Sì, grazie, Presidente. L'ho anticipato anche venerdì in question time che sarei ritornata sulla questione della fermata del bus della zona e case Sant'Anna e sulle preoccupazioni emerse da tempo dei dei cittadini residenti, viste le condizioni di insicurezza per la mancanza di strisce pedonali, di marciapiedi e di segnaletiche. In un articolo della scorsa settimana abbiamo letto che ANAS non avrebbe risposto ai solleciti fatti da Palazzo d'Accursio l'ho già ribadito anche venerdì. Il fatto, però, è che il senatore Lisei, interessatosi della cosa, ha ricevuto da ANAS giovedì scorso, risposta in merito, dove viene spiegato che, trattandosi di una strada extraurbana secondaria. La realizzazione del golfo di fermata di strisce e di illuminazione non è competenza ANAS, ma del Comune e che il Comune può intervenire previo nulla osta ANAS, presentando uno studio di valutazione in sicurezza, cosa che ad oggi non è stato presentato e quindi di conseguenza nessun nulla osta è stato richiesto, quindi si parla proprio di una specifica procedura. Si tratta di presentare questo studio di valutazione e in sicurezza, per poi richiedere il nulla osta ANAS e da quanto è emerso da ANAS, ma manca questo passaggio. Quindi oggi presentiamo un ordine del giorno per il quale chiediamo una trattazione urgente con il quale impegniamo il Sindaco e la Giunta a procedere con questo studio di valutazione in sicurezza per poi avere nulla osta ANAS e quindi procedere finalmente. Grazie, Presidente.
Grazie, consigliera Foresti. La parola va al Consigliere De Iaco il titolo del suo intervento e un figlio è un bene per la famiglia e all'intera comunità. Prego, Consigliere. Grazie, Presidente. Oggi vorrei partire da una riflessione nata dalle recenti dichiarazioni della Ministra Eugenia Roccella sul tema della genitorialità dei congedi, la Ministra ha affermato che occorre fare in modo che la genitorialità non svantaggi nelle famiglie nelle aziende e che se restano svantaggio dividerlo tra madre e padre non risolve il problema. La preoccupazione legittima, ma ho usato un'espressione davvero infelice, perché rischia di trasmettere un messaggio sbagliato. Un figlio non è uno svantaggio. Un figlio è un bene per la famiglia, per l'intera comunità. Se oggi tante coppie rinviano, rinunciano ad avere i figli, non è perché i figli siano uno svantaggio, ma perché purtroppo spesso il lavoro, l'organizzazione sociale e le politiche pubbliche non sono ancora all'altezza della sfida della genitorialità. Le statistiche non ci dicono che oggi le coppie vogliono fare meno figli, ma ci dicono che ne fanno di meno di quelli che vorrebbero fare.
E questa è la cosa da tra da combattere. Non dobbiamo convincerli a fare a chi non vuole, ma permettere di farli a chi li vorrebbe. Lo dico anche per esperienza personale, quando è nato mio figlio ha usufruito del congedo dei riposi per l'allattamento previsti dalla legge. Perché mia moglie lavoratrice autonoma con partita IVA non aveva accesso alle stesse tutele. Qualcuno potrebbe descrivere quel periodo come un sacrificio o una rinuncia? Io no. Sono stati tre mesi più belli della mia vita. Ho potuto esserci ogni giorno rivivere i suoi primi cambiamenti, ricostruire un legame profondo, che ancora oggi rappresenta una delle esperienze più preziose della mia esistenza.
Per questo faccio fatica a considerare quel tempo come uno svantaggio. È stato tempo dedicato a mio figlio, alla mia famiglia e in fondo anche alla società, perché ogni volta che un padre e una madre possano essere presenti nella crescita di un bambino. Tutta la comunità ne trae un beneficio. La psicologia delle dell'età evolutiva ci insegna da anni che il coinvolgimento attivo del padre fin dai primi mesi favorisce anche lo sviluppo emotivo del bambino e rafforza la sicurezza affettiva e contribuisce a relazioni familiari più solide. La presenza paterna precoce non è un lusso, non è un favore che viene concesso, ma è una componente importante della crescita equilibrata dei figli. Anche i dati ci dicono che sempre più padri scelgono di essere presenti nel 2024 oltre 181.000 padre. I lavoratori, i lavoratori in Italia hanno usufruito del congedo di paternità questo significa che sta cambiando una cultura sempre più uomini comprendono che essere padri non significa soltanto prevedere come unicamente alla famiglia, ma anche condividere il tempo della cura, della presenza e dell'educazione. Quando si parla di natalità, sentiamo spesso evocare giustamente i nidi e i servizi educativi. Il sostegno economico alle famiglie sono strumenti fondamentali e vanno rafforzati, ma dobbiamo ricordarci una cosa semplice: i genitori non mettono al mondo dei figli, perché qualcun altro se ne occupi. I genitori mettono al mondo dei figli perché desiderano amarli, crescere e stare con loro. Per questo la risposta alla crisi demografica non può limitarsi ai servizi per quanto siano importanti. Abbiamo bisogno sia dei servizi sia del tempo familiare. Inedia, aiutano a lavorare. I congedi aiutano a essere genitori. Le 2 cose sono alternati, non sono alternative, sono complementari.
In questo senso ritengo molto importante anche la petizione promossa dal Forum delle associazioni familiari dell'Emilia Romagna, che chiede una legge organica sulla natalità e sul sostegno alla famiglia e afferma un principio condivisibile: nessuno dovrebbe rinunciare a un figlio di desiderato per ragioni economiche, lavorative, abitative o per la mancanza dei servizi. Ecco perché credo che il vero obiettivo delle istituzioni non debba essere quello di amministrare uno svantaggio ma di riconoscere un valore. Dobbiamo costruire una società.
Nella quale una giovane coppia non sia costretto a scegliere tra lavoro e figli, tra carriera e famiglia, tra stabilità economica e desiderio di diventare genitori, perché un bambino non è un problema da gestire, ma una risorsa di risorsa da accogliere e tempo che una madre e un padre trascorrono con il proprio figlio nei mesi di vita. Non è un costo per la società, ma è uno dei migliori investimenti che una società possa fare per il proprio futuro. Grazie, Presidente.
Grazie, Consigliere. Consigliera Zontini al-Abbas non solo immobili gratis, ma anche i contributi, prego. Grazie, Presidente. Mi riallaccio a un articolo de il Giornale e grazie al quale siamo riusciti a far emergere una situazione che, a nostro avviso, va ad aggravare ancora di più quella che è la gestione del bene pubblico da parte del Comune di Bologna. Nel caso di specie di specie, parliamo ancora una volta dei locali di vicolo Bolognetti 2, che, come sappiamo ormai dal lontano 2019 sono assegnati e alla Alaba sotto le spoglie, diciamo così, dell'associazione nata per sciogliersi e soggetti che come ricordiamo, avevano occupato che i rami, l'ex caserma Masini e ci furono poi degli scontri nell'agosto del 2017 per gli sgomberi della stessa ex caserma, cui parteciparono alcuni rappresentanti, anche di Laba e non solo di tanti altri collettivi che dopo ritroveremo, come vediamo in una cooperativa di cui parlerò tra poco. Tornando al locale di via di vicolo Bolognetti, come sappiamo, abbiamo più costi più volte richiesto, come Fratelli d'Italia, la revoca da parte dell'Amministrazione di quella che è la concessione degli immobili di vicolo Bolognetti, che ricordiamo solo complesso storico e di centinaia e centinaia. Anzi, tra interno-esterno arriviamo anche a oltre i 1.000 metri quadrati di spazi che varrebbero sul mercato. Dipende dagli anni, ma insomma sono variati tra i 100.000 e gli 80.000 euro di canone annuo, che ovviamente non vengono fatti pagare. Quindi questi 100.000 euro all'anno che il Comune potrebbe incassare, sono stati azzerati per gli amici di là, ma non è finita qui, perché ricordiamo bene che ogni volta che noi come Fratelli d'Italia, abbiamo chiesto la revoca della concessione e non era così, solo perché non ci stanno simpatici. Era perché riteniamo da un lato che non sia giusto azzerare totalmente il canone a questa come poi a tante altre realtà in cui i canoni viene totalmente azzerato, a fronte di attività che onestamente di valore pienamente sociale o culturale per la città hanno ben poco, tanto è vero che ci sono, a fronte di alcune iniziative che forse possono anche avere una qualche utilità, ma la maggioranza del tempo gli spazi sono occupati, come vediamo per fare della propaganda politica, come sempre contro. Ovviamente il Governo Meloni ricordiamo e infatti vado a chiedere l'anticipazione dell'ordine del giorno numero 26. Scusate, ho segnato in numero numero 26 del 2026, che poi era stato depositato a giugno del 2023 in cui chiedevamo la revoca della concessione in quel caso e perché era stata fatta una bella festa all'interno dei locali di vicolo Bolognetti in occasione del decesso di Silvio Berlusconi. Il famoso e Berlusconi funeral party non è finita qui. Avrei da parlare ore, ma il tema qual è che alla base viene dato l'immobile gratuito sotto e la le le le sembianze di dell'associazione nata per sciogliersi. Abbiamo scoperto che tramite la cooperativa sociale ed è in movimento che raccoglie basta vedere la visura camerale ed essa è gestita sostanzialmente sia dai rappresentanti di Laba che anche da fondatori ed esponenti storici di Coalizione civica vengono dati anche centinaia di migliaia di euro per fare il portierato degli stessi immobili. Tra l'altro una parte di soldi deriva dal Settore cultura, una parte dal Settore Biblioteche dal 2021 ad oggi in questo mandato e ah, ah, è stata data questa cooperativa una somma di 335.000 euro. Ora noi chiediamo che non solo venga revocati questi fondi, che sono una vergogna, ma chiediamo che finalmente ci sia un po' di trasparenza in questa città. Infatti, proporremo anche un emendamento all'ordine del giorno, non solo per chiedere la revoca, ma anche per chiedere che ci sia una pubblicazione trasparente di tutti i dati che riguardano tutti gli immobili che il Comune concede gratuitamente o con degli abbattimenti di canone, a quali soggetti a fronte di quali attività, perché non è possibile che si continui a gestire il patrimonio pubblico in questo modo ai soggetti che alla fine, tra l'altro, tra basta andare su Instagram e serate Vigée, feste e pranzi e cose varie, sicuramente incassa. Erano anche delle somme che a nessuno è dato modo di sapere, però prendono anche i soldi dal Comune e prendono anche gli immobili e gratis e ricordiamo perché non lo ripercorro qui, perché ci vorrebbe un'ora tutto il tema del di come è stata fatta l'assegnazione, come è stata fatta la proroga, eccetera, è un sistema che tiene fuori una serie di altre realtà, che invece potrebbero anche probabilmente con un migliore e maggiore contributo sociale e culturale della città, avere accesso agli immobili che invece ad oggi sono preclusi. È un sistema che deve finire. C'è un tema politico, c'è anche un tema di legittimità dell'utilizzo del bene pubblico, che ovviamente lo dico perché tanto lo sappiamo, lo sapete già porteremo anche in questo caso alla Corte dei Conti. Grazie,
Grazie, consigliera Zontini, Consigliere Cima, Marzabotto e la memoria, prego. Grazie, Presidente. Ieri si sono svolti a Marzabotto le.
Le cerimonie che ricordano l'ottantaduesimo anniversario dell'eccidio sono luoghi che insegnano più di quale qualunque altro discorso bisognerebbe proprio andarli a vedere fisicamente ognuno di noi per capire bene che cosa significhi quel luogo. Lì si capisce in particolare che la pace non è semplicemente un'assenza di conflitto, ma un lavoro quotidiano che le città possono e debbono fare assieme in rete ed è un po' quello che è successo durante queste celebrazioni.
Sono stati invitati hanno partecipato i sindaci di Juncker che di Krefeld, Rostock, Berta, Coventry si pensa e ci hanno raggiunto anche le voci di città ucraine come buccia e Kharkiv ognuna di queste città porta una ferita diversa, ma è allo stesso tempo anche una responsabilità, cioè quella di non lasciare che la memoria diventi solo un anniversario e un altro fatto. Mi ha colpito molto delegazioni di giovani da tutte le città sotto il MoVimento. Use foresi, distanze news for peace che, attraverso le loro delegazioni alla Scuola di Pace di Monte Sole, si sono resi pubblico della memoria non solo.
Come dire, partecipanti, ma anche proprio custodi e irresponsabili, di di trovare gli strumenti, di costruire lo spazio e la fiducia per continuare la memoria. Io ringrazio sia i Sindaci che i giovani che hanno partecipato, perché intanto credo sia veramente questo il modo per costruire memoria e poi perché questo è un pezzo d'Europa che resiste, dialoga e costruisce, grazie.
Grazie, Consigliere Cima. Consigliera Bernagozzi, il diritto alla casa a Bologna, prego. Sì, abbiamo affrontato questo tema più volte in quest'Aula c'è stata recentemente anche la protesta degli studenti, rispetto, appunto al tema del caro affitti. Io volevo solo segnalare sommessamente una cosa che la Regione Emilia Romagna.
Ah si dota di 10 milioni di euro per il bando affitti e ne parleremo anche in variazione di bilancio. Certamente, ecco, segnalo solamente che questo Governo ha cancellato il Fondo affitti. Ce lo ricordiamo l'abbiamo detto più volte, però poi vai in Regione Emilia Romagna e contesta dicendo che i 10 milioni che la Regione mette sono troppo pochi. Questa si chiama casa mia ipocrisia e siccome mi pare che sia un tema rilevante non solo nella nostra città, ma come possiamo vedere anche da quello che sta succedendo in Spagna a una riva rilevanza, ovviamente ormai mondiale. Ecco, io spero che prima o poi almeno con le bugie ci facciate i conti, grazie.
Grazie, consigliera Consigliere Cima. Cos'altro deve succedere?
Venerdì pomeriggio, davanti 99, un incendio al terzo piano ha reso inagibile un intero condominio. Se le famiglie sono stati trasferiti in un albergo di via San Vitale a tempo indeterminato, il fuoco ha danneggiato anche le tubature del gas solai ci vorranno controlli, ripristini, verifiche e non è nemmeno certo che l'assicurazione possa coprire il danno. Il cause dell'incendio sono in via di accertamento, non sono certo io ti devo dare una risposta che spetta ai Vigili del fuoco e alla polizia, però quell'appartamento era già finito sui giornali per precedenti episodi. Allora la domanda non è solo cosa è successo venerdì la domanda cosa è successo nei mesi prima? Perché nessuno è intervenuto?
I residenti di quel palazzo non sono rimasti zitti, hanno denunciato più volte alle Forze dell'ordine aggressioni, violenze. Un appartamento usato come base da numerosi spacciatori. Il giardino davanti allo stabile usato per controllare il territorio con gli spacciatori che decidono chi può entrare e uscire dai cancelli. I cittadini di quel palazzo lo hanno fatto in modo formale con atti scritti e mi risulta che quella denuncia non hanno avuto seguito.
La persona che viveva in quell'appartamento è evidentemente una persona con enormi problemi di di fragilità e disagio, ma proprio per questo era la preda perfetta, la persona fragile che di fatto faceva da affittuari agli spacciatori della zona. Qui il disagio sociale non è un tema separato dalla sicurezza, lo strumento con cui lo spazio si radica.
Queste cose le sanno tutti in zona, lo sanno i residenti, i commercianti vicini e noi sono anni che interveniamo su questi temi in quest'Aula e fuori. Allora faccio una domanda semplice, lo faccio platealmente se esistono delle zone della Bolognina che devono restare in queste condizioni, perché servono come aree di osservazione e controllo titolo apertamente, ditela che ci vive, perché altrimenti non si capisce come si possa denunciare per anni ed essere ignorati e ritrovarsi con la casa in fiamme. Non è un attacco agli uomini e alle donne in divisa che conosco e che lavorano in condizioni difficili, spesso con organici sotto necessario, però delle domande vanno fatte, quali segnalazioni e denunce sono pervenute su Viacard avanti 99 e nelle aree circostanti e quali interventi concreti sono seguiti controlli presenti sul territorio, azioni sull'appartamento e sul giardino usato come presidio degli spacciatori, se esiste un'attività di osservazione e di indagini in corso nella zona che abbia influito sui tempi dell'intervento e se è così, come si concilia con la tutela dei residenti che da mesi subiscono aggressioni e intimidazioni. Come si intende dare riscontro ai cittadini quando le denunce vengono archiviate? Quali strumenti ci sono per informarli, per tutelare nel frattempo e se qualcuno ritiene di dover aprire un confronto anche con la procura sui temi dei reati di quartiere che uno per uno sembrano minori, ma rendono invivibile la zona. Quale piano di presidio si prevede per via Fioravanti e quella parte della Bolognina con tempi responsabilità.
La domanda più scomoda: ma cosa devono fare le persone che vivono in quel palazzo hanno denunciato, hanno aspettato e adesso sono in albergo, cos'altro doveva succedere?
Grazie, Consigliere. Consigliera consigliere Giordani. Allora, sicurezza e solidarietà per tutti e tre.
Sì, grazie, Presidente. Un saluto alle colleghe e ai colleghi, l'altra l'altra settimana avevamo Inter intervenuti per esprimere la nostra solidarietà e ribadisco sincera ai ragazzi che erano stati aggrediti in via Mascarella, in via San Felice, in altre zone di Bologna, e ovviamente questo è stato strumentalizzato per dire la destra strumentalizza perché non si accetta che il pensiero della sicurezza, del pensiero, della solidarietà possa valere per tutti, invece, per noi vale per tutti. Di conseguenza, ribadiamo questa solidarietà. Ribadiamo che una delle soluzioni che noi che noi vogliamo soprattutto per la zona di via Mascarella e una maggiore sicurezza e un maggiore impegno da parte del Comune, visto che già è stata confermata la zona rossa, perché, ahimè, solo con le parole e le cose non si risolvono. Nessuno ha mai parlato di razzismo. Abbiamo parlato di intolleranza dovuto a determinate situazioni e questo vuol dire se si vogliono travisare le parole, non è la destra che lei travisa. Sono altri che le travisano, perché gli fa comodo travisare, cercare e trovare sempre un unico nemico comune che il centrodestra, questo lo trovo veramente sbagliato. Per cui io ribadisco con forza solidarietà ai ragazzi che sono stati aggrediti. E ribadisco che in certe zone, soprattutto in via Mascarella, i cittadini ci chiedono più sicurezza, i cittadini ci chiedono più presenza dello Stato e del Comune, perché la situazione è totalmente insostenibile. Noi non solidarizziamo con qualcuno, noi solidarizziamo e cerchiamo di aiutare tutti. Grazie.
Grazie, consigliere Giordani. Consigliera Bernagozzi. Contrasto alla violenza di genere sia stato presentato un report. Ringrazio trauma di terra Imola per averlo presentato sui matrimoni forzati, anche un tema che abbiamo affrontato in qualche Commissione. Ringrazio qui il collega Negash credo che andrebbe riaffrontato e rivisto ovviamente in una in una chiave che sia quella del contrasto alla violenza di genere che, come abbiamo detto e continuiamo a ripetere, non ha confini, non ha religioni a un unico con un minimo comun denominatore. Si parla di uomini e di violenza contro le donne. Grazie.
Grazie, consigliere. Consigliere Begaj, la crisi abitativa in Europa, prego. Grazie, Presidente. Sì, parto dalla Spagna perché quello che è accaduto in queste ore dimostra che la crisi abitativa può decidere la sorte di un Governo e la qualità di una democrazia. Lo sfratto di Mari Carmen, una donna di 87 anni, costretta a lasciare la casa in cui viveva da settant'anni, ha acceso una mobilitazione nazionale che abbiamo visto tutti il Parlamento poi bocciato due decreti che prevedevano più tutele contro gli sfratti, i rinnovi dei contratti limiti alla speculazione, agli affitti brevi. Dopo questa sconfitta, Pedro Sanchez ha convocato elezioni anticipate per il 29 novembre. In Spagna, quindi, la casa è diventata il terreno dello scontro politico. Ma la Spagna non è un'eccezione, è uno specchio nel quale tutta l'Europa dovrebbe guardarsi dal 2013. I prezzi delle abitazioni nell'Unione europea sono cresciuti di circa il 60% gli affitti di circa il 20%.
Eppure l'edilizia sociale rappresenta appena il 6 e il 7% del patrimonio abitativo europeo.
Non è soltanto una crisi di scarsità, è il risultato di anni nei quali la casa è stata trattata soprattutto come investimento rendita, come prodotto finanziario, anziché come diritto infrastruttura sociale. Anche Bologna lo sappiamo vive questa pressione. I residenti sappiamo che sono 395.000, ma ogni giorno 500.000 persone l'abitano nell'attraverso non studiano o lavorano nella nostra città. Gli affitti sono cresciuti del 40% e la crisi colpisce non solo le persone più fragili, lo sappiamo, ma studenti, lavoratori, famiglie. Quel ceto medio che fino a pochi anni fa non avrebbe mai pensato di dover chiedere aiuto per pagare un affitto.
Il problema non è affatto risolto, naturalmente, perché è impossibile da risolvere da soli.
Però noi possiamo dire, credo con fondatezza, di avere cambiato radicalmente la direzione delle politiche abitative. Come la vicesindaca Clancy ha raccontato innumerevoli volte abbiamo interrotto la vendita del patrimonio pubblico, perché la casa popolare non è il bancomat con cui coprire altre spese. Con il programma sfitto zero, abbiamo destinato 20 milioni di euro al recupero degli alloggi pubblici rimasti vuoti per carenze manutentive. In questo mandato abbiamo già ristrutturati e riassegnati i 1.500, dando una casa oltre 4.000 persone. Nel 2027 sarà azzerato l'ho scritto strutturale del patrimonio ACER. Parallelamente abbiamo attivato interventi su 1.864 alloggi di edilizia residenziale pubblica e sociale per circa 138 milioni di euro.
Nel complesso, sommando recuperi nuove realizzazioni efficientamento energetico, Bologna sta mobilitando circa 260 milioni di euro è coinvolto oltre 4.400 abitazioni, gli alloggi del lotto hacker, l'ex mercato ortofrutticolo via Fioravanti, da oggi via Raimondi, appena inaugurata per emergenza abitativa, via Carracci via 21 Aprile con l'ERSA e via Capo di Lucca. In futuro sono tanti gli interventi anche di contrasto alla crisi abitativa, intesa come contrasto alla povertà energetica. Abbiamo UBI mobilitato il 324 milioni di euro per la riqualificazione energetica del patrimonio ERP, con interventi finalizzati al contrasto della povertà energetica che hanno riguardato più di 2.500 alloggi pubblici e oltre 5.500 persone a basso reddito.
Negli edifici in cui i lavori sono già terminate, abbiamo ottenuto almeno due classi energetiche in più e in molti casi, quindi una sostanziale dimezzamento delle spese energetiche delle bollette. In altre parole, perché un alloggio è davvero accessibile soltanto se chi ci vive riesce anche a riscaldarlo e pagare appunto le bollette. Sul fronte d'emergenza abbiamo recuperato 39 appartamenti per la pronta accoglienza, transizione abitativa.
In pochi mesi altri 62 famiglie sono entrati in alloggi di transizione. Abbiamo attraverso il protocollo contro la morosità, abbiamo sostenuto 400 nuclei evitando che la difficoltà economica diventasse uno sfratto eseguito, ma nessuna città Nemuro neppure una città che investe molto come Bologna può affrontare da sola una crisi di questa scala. Servono ripristino dei fondi nazionali per l'affitto e la morosità incolpevole, investimenti pluriennali né nell'edilizia pubblica e sociale.
Con la rete Mayors for housing, la vicesindaca ai colleghi da altre città europee hanno chiesto all'Unione europea un fondo per abitare accessibile procedure più rapide, riconoscimento delle città come protagonisti delle politiche europee. La Commissione sta facendo le prime proposte. La lezione che arriva dalla Spagna. Io credo che sia semplice da comprendere se la politica democratica un Governo al mercato della casa sarà il mercato della casa a governare la vita delle persone e alla fine anche la politica e quindi anche noi. Grazie.
Grazie, consigliere Begaja. Ora la parola alla consigliera Monticelli. Ricordare il 7 ottobre e la pace possibile, prego. Grazie, Presidente. Nella vicinanza e del 7 ottobre vorrei rivolgere la mia attenzione alla memoria delle vittime dell'attacco terroristico compiuto da Hamas in Israele nel 2023, alle persone uccise nelle loro case, nei kibbutz, durante un festival musicale, alle diverse violenze. A che è stato rapito e alla sofferenza degli ostaggi e delle loro famiglie, ha chiesto preavvisato e porta nella propria vita ciò che ha visto e ciò che ha perduto. La condanna di quel massacro e senza riserve. Nessuna causa politica può giustificare l'uccisione deliberata di civili. Vorrei che dalla nostra Aula arrivasse una vicinanza umana. La comunità ebraica, in particolare di Bologna, a chi sente questa ricorrenza come una ferita personale collettiva, una vicinanza che sappia arrestare anche dentro le divergenze, perché le grammi, i legami tra le persone meritano cura proprio quando il confronto diventa più difficile.
Ma in istituzioni e ricordare, comporta anche una responsabilità: interrogarci su ciò che facciamo, di quella memoria, sulle scelte che sosteniamo, sulle vite che riusciamo a vedere e su quelle che lasciamo fuori dal nostro sguardo il dolore del 7 ottobre deve essere riconosciuto pienamente e quel riconoscimento non può diventare una giustificazione della distruzione di Gaza, dell'uccisione di civili palestinesi, della privazione delle condizioni essenziali della vita, della fame, dei bambini delle loro uccisioni. Riconoscere il dolore palestinese non cancella quello israeliano. Ricordare le vittime israeliane non diminuisce la responsabilità verso quelle palestinesi. Non voglio mettere a confronto nei numeri delle vittime, nella situazione né stabilire una gerarchia del dolore. Il genocidio a Gaza e una delle pagine più violente e deprecabili della storia dell'umanità e la sua enormità ci chiama a una responsabilità alla quale non possiamo sottrarci. Ma non voglio che il massacro del 7 ottobre venga dimenticato, minimizzato, ho giustificato la memoria, deve saper custodire quel dolore, anche mentre denunciamo quel conflitto e quel dolore inflitto al popolo palestinese. Nessuna vittima deve scomparire dal nostro sguardo. Ogni vita uguale dignità. Questo principio ci obbliga anche a distinguere le responsabilità, le decisioni politiche, i rapporti di potere, i crimini di Hamas non possono essere attribuiti al popolo palestinese. Le scelte del Governo israeliano non possono essere attribuiti agli ebrei in Israele o nelle nostre città. Contrastare l'antisemitismo e difendere i diritti dei palestinesi sono impegni che devono sostenersi reciprocamente e sono ben consapevole che nessuna pace sarà mai vera senza giustizia nel mio lavoro spesso incontrato. Questa domanda ricordare ci rende più capace di riconoscere la vulnerabilità degli altri. È una domanda esigente perché ci chiede di custodire alla specificità di ogni storia e insieme di non fare dell'appartenenza il criterio con cui decidiamo quale sofferenza meriti ascolto in questi giorni ricordiamo anche che ha perso la vita nel Mar Mediterraneo nella strage di Lampedusa del 3 ottobre, 2013 persone annegate quando la terra era ormai vicina, che erano in cerca di vita. Sono storie diverse, con responsabilità diverse ma che chiedono ciascuna memoria e giustizia.
Ricordarle ci impegna verso che è ancora in pericolo verso le vite che possono ancora essere salvate. Anche da qui comincia la pace possibile dal riconoscimento della vita, dell'altro e della giustizia per tutti i popoli. Grazie, Presidente. Grazie, Consigliere Monticelli. Consigliera Bernagozzi. Salute riproduttiva femminile e contrasto alla.
Alla denatalità, prego. Eh sì, questo weekend è prevista una tappa di preservi your futures qui a Bologna, sostanzialmente si parlerà di salute riproduttiva, soprattutto per le ragazze e per le donne dalle 25 e 35 anni. Io credo che questo sia un tema centrale anche qui, quando si parla di salute riproduttiva, quando si parla di natalità e quindi su questo vorrei anche qui aprire il tema a un approfondimento in Commissione consiliare anche sulla crioconservazione degli ovociti. Grazie.
Grazie, consigliera Consigliere Mazzanti. Il tema della casa è fondamentale in Europa, in Italia e a Bologna, prego. Sì, grazie, Presidente. Abbiamo visto cosa sta avvenendo in Francia e in Spagna, ma anche in altri Paesi europei in Italia il tema è ancora sotto tono e spero che non abbia e non prende le dimensioni di atti inconsulti, ma che si crei, come sta avvenendo un movimento forte, democratico, che su questo va avanti. Tra l'altro c'è un documento molto bello, fatto dall'ANCI nazionale e quindi firmato da tutti i Sindaci, di tutti i colori politici che fanno una critica al Piano casa nazionale rispetto al buco alla beffa che alla, ma come al solito fatto da incompetenti che volutamente oltretutto, hanno voluto creare del danno all'edilizia pubblica. Credo che noi occorre assolutamente su questo vedere esperienze invece altamente positive abbiamo dei Paesi europei, l'Austria, ad esempio, che ha l'edilizia pubblica, che ha percentuali del 35% sul totale dell'edificato, oppure altri paesi che nel nel nel resto d'Europa, la Svezia o la Norvegia, che hanno fatto politiche questo tra l'altro, guardate che hanno imparato da noi, perché se voi andate a vedere le politiche, ripeto, nella Prima Repubblica, che fossero fatte dal centrodestra o dal centrosinistra o dalla sinistra. Talmente vero che portano la firma da tre deputati: un democristiano, un socialista e un comunista. Guarda caso, Fanfani, Brodolini, Libertini e li si vede come si facevano i piani casa e come costruivano le case, ma questo Governo ha tolto tutti i finanziamenti, quelli che c'erano, ha fatto un Piano casa che di fatto è un bluff dal punto di vista economico e finanziario e quindi creerà delle condizioni di disperazione che porteranno anche ad azioni, come già sta avvenendo pesanti anche qua da noi. Credo che i numeri e non non sto a ripetere i numeri che ha dato il consigliere Begaja, lo ringrazio perché mi fa risparmiare una parte di quello che l'Amministrazione comunale ha fatto, ma di quello che anche tanti altri Comuni stanno facendo. Questo è il dato. Credo che da questo punto di vista la Meloni e tutto il suo Governo, che è una.
È un coacervo di persone che non fanno fatica, arrivare l'asse del pane e altri che fanno furbi fanno i furbi, sanno benissimo come la questione, ma lasciano andare in malora questo problema per creare quelle tensioni che vogliono pensare di fare passare con quel Piano casa, che è veramente un fallimento. Grazie.
Grazie, consigliere. Ora la parola alla consigliera Zontini. Dal Ministero. Investimenti veri per integrazione e insegnamento della lingua italiana. Prego, Consigliere. Grazie, Presidente. Pochi secondi solo per dire che alla propaganda l'ideologia risponde ai dati tanto è vero che in questi anni sono aumentati sia i fondi per i CPIA che i numeri di stranieri che hanno partecipato ai corsi italiano. Grazie.
Grazie, consigliera Consigliere Mazzanti. Sicurezza alla soluzione sono in CPR, prego. Sì, grazie, Presidente. È bellissima questa discussione che già da sui CPR no, perché vediamo il dato che ci dà il Ministero, i CPR esistenti rispondono.
Hanno ancora disponibilità per l'80% dei posti, perché è occupata solo al 20% delle disponibilità. Dati ufficiali, quindi non di Mazzanti. Claudio d'altra parte abbiamo un coro che abbiamo sentito dai sindacati di polizia, okay? Che dicono che a condizioni date non c'è e non c'è le condizioni per fare e gestire un CPR. bene anche uno crede e pensa che ho. Questi sindacalisti fanno i furbi, okay? Perché l'ordine di principio non sono contrario, però ti dicono che non c'ha le condizioni per farlo e uno dice: ma no, questi fanno i furbi perché non ha voglia di lavorare. Potrebbero dire le persone in malafede, però andiamo a vedere Agenti di PS mancanti 12.813 finanzieri mancanti 5.759 carabinieri mancanti 9.800.
1 dirama, nonostante ce li siamo inventati quei dati, vero bene, i dati sono del Ministero.
Andatevi prendere Repubblica del 30 e vi fa l'estratto del resoconto di quella che è la carenza, per cui quando sento parlare veramente esponenti di centrodestra che vendono questo, poi io mi aspettavo onestamente che dicessero principiare, lo volevano a Ferrara, Forlì.
Invece il Sindaco di Ferrara e quegli altri hanno detto marameo te lo fai dove pare a te. Ah no, ah no, l'atto di fede del centrodestra e la coerenza e la moralità porta a dire, visto che voi cattivi non lo volete, ce lo prendiamo noi a casa nostra, questo è, ma neanche questo dico perché ipocriti come sono, se ne guardano bene, perché sennò ci sarebbe la rivolta in quei posti e in quei Paesi, ma non è questo il punto. Il punto ha anche un altro. Mi chiedo, visto che per forza il problema è questo e per fortuna e per fortuna che decorrere sono uscite anche rispetto alla gestione di sto problema. No, mi chiedo per quale motivo tutte le volte chiedono ad altri di fare quello che loro non fanno, cioè di assunzione del personale, come dicono giustamente i sindacati e comitati del Ministero ci hanno dimostrato. Ve li ho letti, sono dati ufficiali, non sono certo dei, altrimenti ancora una volta il premio non è il Cpr ancora una volta il premio che questi non sanno gestire, perché se andiamo a vedere le espulsioni fatte in un Governo precedente e quelli fatti da questo Governo. Questo Governo arriva dopo la puzza, come dicono a Bologna, questa è la realtà, quindi sono strumentali, non sanno fare il loro mestiere si dovrebbero vergognare, dovrebbero andare a casa e quantomeno riempiono quei vuoti di organico che non danno risposte che i cittadini che.
Consigliere Venturi, Bologna vuole sicurezza, il Comune scelga da che parte stare prego.
Grazie, grazie, Presidente. Gentili colleghi, chi estrae una città che è Bologna, una città nella quale si verificano con una frequenza sempre più preoccupante aggressioni ed episodi di violenza che colpiscono anche persone appartenenti alla comunità LGBTQ IAP plus e nella quale persino davanti a questi fatti sembra difficile trovare una posizione comune sulla necessità di garantire maggiore sicurezza e maggiore presenza delle forze dell'ordine. E qui emerge un primo evidente cortocircuito. Colleghi, il Cassero, storico circolo bolognese impegnato da oltre quarant'anni nella difesa e nel riconoscimento dei diritti e delle persone citate, chiedo ai nuovi spazi per le proprie attività, per i progetti per la socialità e per l'incontro della comunità.
Contemporaneamente, però, la sua Presidente critica al Sindaco quando quest'ultimo, una volta tanto, mi viene da dire, assume una posizione condivisibile sul tema della sicurezza e sulle cosiddette zone rosse, una delle quali interessa anche una parte di via Mascarella. Proprio tre teatro delle recenti aggressioni.
È quindi una contraddizione che dovrebbe far riflettere, signori, perché difendere i diritti significa anche garantire alle persone il diritto di camminare per strada senza paura di frequentare i propri luoghi di socialità, di vivere la propria identità liberamente senza subire violenze. La sicurezza, vedete, non è, come diciamo sempre, né di destra né di sinistra, la sicurezza è un diritto, ed è proprio per questo è difficile comprendere le posizioni di quella parte della maggioranza che continua a opporsi sistematicamente.
A qualsiasi misura possa rafforzare la sicurezza della città.
No alle zone rosse non nuovo, CPR no all'incremento della presenza delle forze dell'ordine.
Non rafforzamento degli strumenti a disposizione della Polizia locale persino sul peso e l'assessore alla sicurezza continua a mantenere una posizione contraria, nonostante i solleciti che sono stati più e più volte fatti dalla parte politica alla quale appartengo, ma possiamo quindi davvero permetterci questo atteggiamento? Bologna è una città che ha visto crescere enormemente il turismo, come tutti, ben sappiamo, che ospita una popolazione universitaria è molto consistente e che deve confrontarsi con fenomeni sociali complessi, compreso quello migratorio. Nel frattempo i cittadini assistono a episodi di aggressioni, violenze sessuali, furti, rapine e chi più ne ha più ne metta.
E abbiamo conosciuto anche tragedie gravissime, come l'omicidio del capotreno, avvenuta.
Quest'anno di fronte a tutto questo? Aumentare la presenza delle forze dell'ordine, quindi non significa militarizzare. Bologna, colleghi, significa garantire più controlli, significa prevenire i reati, significa intervenire prima che sia troppo tardi, significa restituire ai cittadini la libertà di vivere la propria città. E allora, anziché contrapporsi continuamente, iniziativa del Governo e delle forze dell'ordine.
Questa Amministrazione dovrebbe collaborare parola molto difficile da comprendere in quest'Aula, con Prefettura e Governo, mettendo da parte ideologie, appartenenze politiche. Se il Governo lavora per rafforzare gli organici delle forze di polizia, se vengono mantenuti i controlli nelle aree più problematiche vengono individuati strumenti specifici per prevenire criminalità e degrado. Credo che questa Amministrazione dovrebbe collaborare.
Non ostacolare perché l'obiettivo deve essere comune, uno soltanto: la sicurezza dei bolognesi. E sia chiaro: garantire sicurezza non significa criminalizzare, qualcuno significa far rispettare le regole, significa tutelare chi lavora, chi studia, chi vive nei quartieri chi possiede un'attività commerciale, chi vuole semplicemente tornare a casa la sera senza avere paura o senza rischiare la vita significa difendere anche la proprietà privata e gli spazi pubblici.
Significa intervenire con fermezza quando qualcuno occupa abusivamente.
Aggredisce, danneggia, lancia pietre contro le Forze dell'ordine.
O ritiene di poter sostituire le regole democratiche con la propria idea di società. Bologna non ha bisogno di anarchici, di estremisti, di antagonisti che pensano di poter dettare legge nelle strade. Ha bisogno di istituzioni che facciano rispettare la legge, ha bisogno di una città ordinata, pulita, sicura, viva.
I bolognesi vogliono riappropriarsi della propria città e vogliono tornare a vivere a Bologna senza paura, senza dover considerare alcune strade, alcune piazze o alcuni quartieri come zone nelle quali non è meglio, è meglio non passare.
È per questo rivolgo oggi un appello molto semplice alla Giunta Lepore: collaborate con il Governo, collaborate con la Prefettura, collaborate con le forze dell'ordine, piuttosto di contrastarle e soprattutto abbiate il coraggio di isolare quelle posizioni estremiste che continuano a considerare ogni strumento di sicurezza come una minaccia, anziché come una tutela per i cittadini, perché la vera priorità oggi, gentile Presidente, non è difendere un'ideologia, ma è difendere Bologna.
Grazie.
Grazie, Consigliere. Allora era l'ultimo intervento.
Ad inizio seduta di oggi sono stati presentati tre ordini del giorno:
Nel corso degli interventi di inizio seduta. Consigliera De Giacomin, prego. Grazie, Presidente. Chiederei una pausa di una mezz'ora per riaggiornarci, magari alle 15:15 non sembravano due, non so se ne siano arrivate tre, due, due, più un'anticipazione espansione. Infatti, se si siede la consigliera tunisini benissimo e allora sì, chiederemmo una pausa di mezz'ora per.
Allora sono le 14:42.
Alle 14:52 che prendiamo va bene.
No, no, 15 è.
Alle 15 chiedo al Segretario perché riprendiamo alle 15:15 va bene, ok, sospendiamo l'istituto.
Allora sono stati presentati. Riprendiamo. Riprendiamo la seduta. Sono stati presentati due ordini del giorno, più un'anticipazione nel corso degli interventi di inizio seduta, di cui viene chiesta la trattazione immediata dopo le deliberazioni iscritte alla seduta odierna. Allora chiedo se vi sia una.
Intervento contrario l'ammissibilità del dell'ordine del giorno.
Che il numero uno.
A prima firma. Consigliere Galdiero. Oggetto: adesione alla campagna delibera diamo linfa al bene per destinare il 2% del fondo unico giustizia al riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie nel trend trentesimo anniversario della legge 109 96 non c'è nessun iscritto.
Allora, mettiamo in votazione.
L'ammissibilità dell'ordine del giorno ai lavori della seduta odierna e apriamo la votazione.
Allora, chiudiamo la votazione. 33 presenti, 23, votanti 23, favorevoli 10, non votanti. Il Consiglio approva quindi votiamo per l'urgenza.
E apriamo la votazione.
Benedetto clou grazie, Presidente.
Sì, aggiungiamo allora blu, Consigliere Di Benedetto.
Non Votante, sì, raggiungiamo.
E chiudiamo la votazione o 33 presenti 23.
23 23 favorevoli 11 non votanti. Il Consiglio approva anche la trattazione urgente.
Allora, l'ordine del giorno numero 2, a prima firma consigliera Foresti, invita il Sindaco e la Giunta a presentare uno studio di valutazione e sicurezza per chiedere il nulla osta ad ANAS per poi immediatamente procedere. Chiedo se vi sia un intervento contrario.
Consigliera De Giacomi, a lei la parola. Grazie, Presidente. È un tema molto importante, su cui già molte volte sia maggioranza che minoranza sono intervenuti in quest'Aula, in Commissione, visto che ci sono insomma, le interlocuzioni proseguono, pensiamo possa essere interessante fare un approfondimento in Commissione.
Grazie.
Grazie, consigliera. Apriamo la votazione.
Benedetto verde.
Consigliere Di Benedetto verde.
Favorevoli?
Chiudiamo la votazione. O 33 presenti 34, votanti 10, favorevoli 24, contrari. Il Consiglio non approva.
Quindi passiamo alla votazione.
Per l'anno.
Anticipo.
Passiamo alla valutazione del della votazione del terzo punto che l'anticipazione dell'ordine del giorno 26 2006, che l'ordine del giorno per chiedere la revoca della concessione di vicolo Bolognetti. Chiedo se vi sia un intervento.
Apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione. O 33 presenti 33, votanti 9, favorevoli 24, contrari. Il Consiglio non approva.
Di Benedetto perde grazie.
Abbiamo già chiuso, Consigliere.
Allora, passiamo alla trattazione delle delibere iscritte ai lavori odierni. Partiamo dalla 99 Procedura di parternariato pubblico-privato, di cui all'articolo 193 del decreto legislativo 36 2023 per la gestione unificata dei servizi di manutenzione del patrimonio edilizio ed impiantistico comunale. Autorizzazione alla spesa ex articolo 43 2 del decreto legislativo due sei, sette 2000 ha ricevuto il parere favorevole dei Revisori è stata trattata in quarta e seconda Commissione il 1 ottobre 2026 licenziata per i lavori del Consiglio. L'assessore Borsari. È collegato. Saluto l'Assessore. Le do la parola all'assessore per l'illustrazione a lei, prego.
Grazie, Presidente. Buongiorno, Consiglieri al Consigliere. Allora questa delibera, appunto è stata oggetto di un approfondito dibattito. Illustrazione, appunto, come è stato ricordato il 1 ottobre e si tratta cioè una delibera abbastanza complessa e cerco di sintetizzarla davvero in poche. In poche parole, si tratta di un passaggio importante per addivenire alla pubblicazione del bando di gara per l'individuazione del concessionario del servizio appunto che verrà svolto in partenariato della concessione. Il partenariato pubblico privato, appunto per la gestione unificata dei servizi di manutenzione del patrimonio edilizio ed impiantistico comunale, e si tratta di una procedura molto importante, che è stata appunto.
Evidenziata, è illustrata in varie occasioni e quindi non sto a tornare sull'importanza di questa procedura, ma manca appunto con questo passaggio, appunto sì, sì, propone al Consiglio appunto di arrivare appunto a questo passaggio mancava solo il passaggio di.
Assicurare la copertura economica anche alla alle attività sul all'intervento sul fotovoltaico, perché, come come sapete, il Consiglio neanche discusso il nuovo Accordo del passante che è stato stipulato nel luglio del 2026 prevede un generico impegno della Società Autostrade a monetizzare il fotovoltaico e questo impegno, però, è subordinato ad una convenzione attuativa, come è stato spiegato appunto anche la scorsa settimana e visto che nel partenariato pubblico privato, sono previsti gli interventi del fotovoltaico che si vanno a coordinare appunto con l'accordo del passante, però occorre per avviare la gara occorre già adesso una copertura integrale della spesa anche per il fotovoltaico, la spesa di 22 milioni e quindi si sono individuate alcune strade per assicurare questa copertura della spesa nelle more che arrivi l'Atto attuativo che certifichi e un impegno della Società Autostrade e che sblocchi i fondi della società Autostrade per il fotovoltaico.
Si propone appunto di.
Erogare al concessionario i 22 milioni e in varie annualità sulla spesa corrente dal 2030 al 2042. E per fare questo, però, c'è la necessità di un accantonamento di queste risorse negli anni nel nel triennio 2027 28 e 29, in modo tale da avere la disponibilità dei 22 milioni che servono per il fotovoltaico già nel 2030, quindi dal 2030 al 2042, l'ipotesi sarebbe quella di erogare una quota annualmente e al concessionario oppure.
Una volta, avendo assicurato questo accantonamento, quindi, avendo la disponibilità dei 22 milioni di euro nel 2030 del 2030, si potrebbe anche decidere, come spiegava appunto anche il dottor Gazzi, nella nella Commissione del 1 ottobre potrebbe decidere anche di erogare i 22 milioni in un'unica soluzione per liberare la spesa corrente. Quindi però anche in questo caso, con quell'accantonamento dicevano nel triennio 27 28 29 è necessario sempre appunto che nel frattempo non siano arrivate le risorse di ASPI e quindi non sia stato fatto, non sia stato stipulato l'atto attuativo appunto dell'accordo del passante e in questo caso chiaramente non ci sarebbe bisogno del contributo comunale di 22 milioni, perché questi soldi sarebbero a carico della Società Autostrade, però ecco, visto che serve ai fini della gara, assicurare la copertura economica anche di questi 22 milioni di euro e questa delibera appunto delinea e in modo abbastanza articolato. Penso che l'abbiate potuta leggere e approfondire tutte tutti e quello che quello che serve, le procedure che servono per assicurare, ripeto, questa copertura economica e quindi arrivare alla pubblicazione del bando di gara che si prevede appunto di emanare entro l'anno per svolgere la gara nella prima metà del 2027. È vero, e quindi l'aggiudicatario della concessione entro la prima metà del 2027, in modo tale che la seconda metà del 2027 si possa partire con il nuovo contratto, appunto, di partenariato pubblico privato. Mi fermerei qui. Il tema, appunto, è abbastanza complesso. Ma diciamo lineare e nel senso che si va a proseguire un iter che era già stato avviato e più volte spiegato e discusso e quindi ci stiamo arrivando, quindi alla pubblicazione del bando di gara. Grazie,
Grazie, Assessore, apriamo il dibattito.
Allora, non ho iscritti.
Consigliere Angiuli, né la parola, prego.
Grazie, Presidente. Intervengo solo per ringraziare gli Uffici e l'Assessore Borsari per questo importante lavoro portato avanti sul appunto sull'impianto del fotovoltaico e spero davvero che con Società Autostrade, con i lavori sul passante, si riesca poi a rientrare e a dare, diciamo sistematicità a questo tipo di intervento che ovviamente, come ben sappiamo, è indispensabile per la nostra città, anche per i costi che questo tipo di infrastrutture comportano grazie. Grazie ancora all'Assessore che ha portato insieme davvero con i dirigenti, con tutti i di diciamo gli amministratori che hanno portato la delibera in Commissione e poi in Consiglio. Grazie,
Grazie, consigliere Angiuli. Chiedo se vi sono altri interventi.
Allora io no no, consigliera Bernagozzi, prego.
Sì, grazie, Presidente. Volevo ringraziare anch'io l'Assessore Borsari. È vero che questo tema è stato già affrontato, ovviamente in Commissione, un tema di cui si parla da un po' e io voglio ricordare qui e insieme all'Assessore. Uno dei temi diciamo che avevamo già sollevato in fase di discussione e che voglio ribadire qui, cioè che all'interno, insomma, di questo bando si parla anche dell'ampliamento della, diciamo, dell'offerta, dei servizi e dei bagni pubblici. Credo che questo sia un tema molto importante anche per la nostra città, ed era uno dei temi, insomma, che ci aveva posto anche l'assessore stesso quando aveva presentato il bando, credo che sia fondamentale anche, insomma, nel futuro della nostra città, l'aumento appunto della dell'offerta dei servizi dei bagni pubblici. Faccio una piccola nota, l'Assessore, ovviamente, prego, insomma, l'Assessore e tutto il settore tecnico di avvalersi anche del lavoro che è stato fatto e che è stato portato dal gruppo del Partito Democratico. In questo non so nulla non è fisicamente in Aula, ma è assolutamente presente al dibattito la consigliera De Martino. Ricordo il tema comunque dei bagni pubblici, anche in ottica di genere, perché al momento abbiamo molti beni pubblici, ma sono purtroppo fruibili solo da dagli uomini, invece ne avremmo bisogno anche di bandi pubblici fruibili anche dalle donne, anche se su questo è stato fatto un lavoro insieme alla vicesindaca e anche, insomma, ai nostri, ai nostri servizi di vicinato, però non è sufficiente. Quindi ragioniamo anche dei servizi pubblici in chiave femminile, perché non vi assicuro che non è un tema poco banale. Grazie.
Grazie, consigliere bel negozio. La parola la consigliera Ceretti pre.
E aggiungo alle parole della consigliera Bernagozzi anche l'invito a ragionare su quell'ordine del giorno che è stato approvato all'unanimità dei fasciatoi dentro i bagni, quindi i bagni pubblici che abbiano gli fasciatoi si, né il nei bagni delle donne che nei bagni degli uomini e che i fasciatoi siano anche adeguati per le persone, per i ragazzi, per cambiare i ragazzi con disabilità, quindi abbastanza strutturati, perché possono tenere anche il peso di ragazzini un po' più grandi, in accordo con la Consulta del volontariato era una richiesta che arrivava dal consumo, dalla Consulta scusate della disabilità. Quindi chiederei attenzione sia alla parte che riguarda il genere, come diceva Bernagozzi, ma anche in tema, il tema inclusione che riguardi le persone con disabilità. Grazie.
Grazie, consigliera la parola la consigliera De Giacomi.
Grazie mille. Anch'io sarò molto breve. Volevo ringraziare l'Assessore e gli uffici che hanno lavorato a questa delibera, che è sicuramente molto importante, anche perché definisce quali saranno le priorità di questo partenariato che è importantissimo, veniva ricordato dall'Assessore rispetto a tanti temi che abbiamo affrontato in Commissione il tema del fotovoltaico. Penso che il fatto che l'Amministrazione si impegni in questo sia importantissimo. Credo che allo stesso tempo tutte le forze politiche presenti in Aula dovranno sollecitare affinché Autostrade rispetti l'accordo che è stato preso rispetto alla potenza installabile a un investimento che è fondamentale e che è fondamentale proprio perché si parla di un'infrastruttura all'interno della quale anche nelle delibere che abbiamo votato era ricordato questo aspetto. Quindi io spero che su questo saremo insomma in qualche modo tutti uniti nel sollecitare anche politicamente e il rispetto dell'accordo rispetto a tutte le altre cose. Ovviamente ci sono tanti ordini del giorno che il Consiglio ha approvato e che man mano sono stati accolti e su cui si investe, che vengono richiamati anche all'interno di questo, per cui noi e anticipo anche la dichiarazione di voto nel caso poi non ritenesse di fare diversamente. Successivamente il Partito Democratico voterà favorevolmente.
Compatto.
Grazie, consigliere De Giacomi. Io non ho altre richieste di intervento.
Allora, siccome non ho iscritti a parlare, dichiaro chiusa la discussione e do la parola all'assessore Borsani per la replica finale.
Grazie mille, Presidente. Ringrazio le Consigliere per essere intervenute e sicuramente tutti i temi molto importanti di cui è già in varie occasioni. Si è già detto che appunto che ci si farà carico peraltro, gli indirizzi espressi dal Consiglio comunale, su proposta della Giunta rispetto a questo partenariato pubblico privato e anche gli a gli ordini del giorno che sono stati approvati sono molto chiari, quindi fanno parte appunto del patrimonio di indirizzi che questo partenariato pubblico privato dovrà materialmente mettere in campo e vedremo quali saranno appunto le offerte che arriveranno e in sede di gara, naturalmente il tema è.
Esattamente diciamo in questa sede quello che era stato anche e ha ribadito dalla consigliera De Giacomi, cioè in questa sede assicurare la copertura economica in questo, in questo momento, nelle more della attuazione del della convenzione de del dell'est, della stipulazione della convenzione attuativa di cui parla l'accordo del luglio 2026 sul Passante con Società Autostrade col Ministero assicurare la copertura economica da parte del Comune di Bologna per il fotovoltaico. In questo momento si parla appunto di questo e quindi è molto importante e il richiamo appunto che veniva svolto appunto per F è fondamentale per il Comune, fa la sua parte, fa la propria parte come si è visto e come si vede. Quindi il Comune è disponibile a fare in modo di fare tutti gli atti necessari, di porre in essere tutti gli atti necessari, perché la copertura economica ci sia e perché tutti gli impegni vengano portati a termine. È però importante nello spirito appunto dell'accordo che è stato siglato nel luglio scorso, che ciascuno faccia la propria parte, quindi tutti i soggetti istituzionali facciano la propria parte, quindi che anche Società Autostrade, come è scritto nell'accordo, assicuri le risorse necessarie per realizzare ciò che è stato stipulato nell'Accordo stesso, quindi anche la monetizzazione degli impianti fotovoltaici, quindi il Comune la propria parte la fa. Confidiamo, appunto che vengano rispettate le clausole dell'accordo del luglio 2026, anche rispetto all'impegno del Ministero e di Società Autostrade. Grazie.
Grazie, Assessore. Chiedo se vi sono interventi per dichiarazione di voto.
Consigliera Zontini, prego. Grazie, Presidente. E colgo anche l'occasione per ringraziare i tecnici, anche l'Assessore, perché anche in Commissione e hanno cercato di spiegare al meglio una tematica che è estremamente complesso e effettivamente è un percorso che è stato lungo, perché appunto dal 2023 che, diciamo così, in qualche modo si trascina.
Abbiamo appreso, diciamo, ci hanno spiegato meglio nel corso della Commissione anche quella tematica, no della prelazione che è venuta meno, perché ricordiamoci come appunto delle quattro proposte che erano pervenute all'Amministrazione e fu poi quel comune a scegliere il progetto del Consorzio Innova e, tra l'altro, a mandare al al DIPE, quindi per una valutazione anche accentrata e a a Roma della appunto adeguatezza del progetto, quindi sostanzialmente poi il progetto che andrà a bando che quelli che sia stato presentato di fatto era appunto quello che è stato scelto dal Comune e che era stato presentato dal Consorzio Innova anche se, come ci hanno spiegato, andando appunto a bando, senza la prelazione, potrebbe poi trovarsi a essere gestito invece da un altro operatore e su questo, secondo me, da un punto di vista amministrativo, sia stata comunque un po' di diciamo confusione, perché ricorderete tutti, c'erano anche articoli di giornali, oltre che dichiarazioni dell'Amministrazione sul fatto che era già è stato affidato sostanzialmente al Consorzio Innova, invece poi si è dovuta e ai l'Amministrazione ha dovuto fare una retromarcia, ma al di là di questo, il tema che ci porta a non poter votare favorevolmente, questa delibera è che si tratta di una cifra enorme, perché parliamo di oltre 450 milioni di euro. È stata data molta attenzione, diciamo, a quei 22 milioni di euro che riguardano la parte del fotovoltaico, ma in realtà che sono comunque rilevanti perché potrebbero appunto andare a può incidere e irrigidire la spesa corrente, però il tema qui che parliamo di oltre 450 milioni di euro che vanno a andranno ad un unico soggetto, qualunque esso sia, che probabilmente chiaramente saranno dei consumi dei consorzi o dei raggruppamenti. Chiaramente, però il tema è che tutti i servizi che vengono centrale, dato unico soggetto sono tantissimi, perché abbiamo sentito cioè dall'illuminazione pubblica e alle reti semaforiche al raffrescamento e riscaldamento e di tutti gli edifici comunali il fotovoltaico su una serie di edifici comunali, addirittura la gestione dei servizi igienici, le il sistema di videosorveglianza e tutta un'altra serie di servizi di cui abbiamo sentito parlare, cioè fanno capire qual è anche la delicatezza di comunque assegnare ad un unico soggetto che per qualsiasi motivo potrebbe trovarsi un domani nelle difficoltà anche operativa, con qualsiasi motivo tutti i servizi che di fatto manderanno avanti.
Dall'illuminazione ai semafori, agli impianti di riscaldamento e di raffrescamento e dell'Amministrazione. Quindi è come dire, una scelta anche molto forte, su cui tra l'altro amministrazione fin dal primo giorno del mandato, anzi la Giunta dal promotore del mandato ha comunque puntato e debbo dire che gli anni che ci hanno messo, diciamo così, per arrivarci solo secondo me state anche molti, nel senso che, data la scelta che hanno fatto, ma lo dico in che senso, nel senso che nel frattempo sono stati rimandati anche una serie di interventi che l'Amministrazione poteva fare prima, perché ad esempio, sia sul fotovoltaico no, e abbiamo sentito parlare tante volte. I clan City Contract, piuttosto che altri interventi sono stati rimandati a quando ci sarebbe stato. Poi, invece questo partenariato, l'illuminazione di alcune parti le persino la il funzionamento dell'impianto elettrico del viale Savena che con l'alluvione del 2024 bloccò idro pompe. Mi hanno risposto più volte saranno sistemati quando ci sarà il partenariato, il condizionamento dei nidi pure ricordiamo che fino a poco tempo fa e hanno de l'Amministrazione ha detto e sarà poi sistemata da chi gestirà tutto il tema del partenariato pubblico privato. Stessa cosa, i servizi igienici, cioè su un bando di 451 milioni di euro. Secondo me non possiamo stare a, come dire, concentrarci sulla gestione dei servizi igienici pubblici che tra l'altro si è andata a rivedere è dall'inizio del mandato che si chiede e della maggioranza, tra l'altro, non solo noi che si chiede alla Giunta di investire quello che è necessario per renderli più idonei e adeguati e sufficienti. Ogni volta sono stati fatti dei proclami son passati cinque anni e adesso aspettiamo il partenariato pubblico privato, anche per risolvere il micro tassello dei servizi igienici pubblici all'interno di un quadro che è appunto quello di gestione massiva di tutti i servizi che manderanno avanti gli immobili comunali e che troviamo molto rischioso e lo dico chiaramente soprattutto messo in mano alla capacità di questa Amministrazione e con tutti gli inghippi, ma amministrativi e ritardi che abbiamo visto per una cifra del genere. Questo ovviamente ci porta a non poter votare favorevolmente questa autorizzazione alla spesa e nelle mani di questa Giunta. Grazie.
Consigliere De Giacomi, prego. Grazie mille, Presidente. Si, come anticipavo, è il gruppo del Partito Democratico. Voterà favorevolmente a questa delibera, perché a Juan, a differenza di quanto riferito a una delibera che riguarda moltissimi aspetti. Certo, in Consiglio comunale sono stati sottolineati alcuni di questi, riferendosi a ordini del giorno che il Consiglio stesso aveva approvato, ma in Commissione abbiamo avuto modo, invece di parlare di tutti gli aspetti in questo ci terrei quindi a rispondere in qualche modo rispetto a quella che veniva definita una retromarcia, ma è il fatto la la prelazione è un adeguamento a ciò che ci richiede la Corte di giustizia europea, quindi noi assolutamente stiamo alle regole e alle leggi e quindi, come è stato specificato in Commissione, inviteremmo a attenerci a quanto è stato detto in quel luogo, alle specifiche tecniche che sono state illustrate e a non approfittarsi del Consiglio, che è un luogo sicuramente di maggiore visibilità per dire cose contrarie rispetto a quanto è stato specificato, invece, in una sede in cui avevamo a disposizione tecnici e in cui abbiamo parlato dei tanti temi, molti più temi rispetto al semplice fotovoltaico e i bagni, ma anche tutti gli altri inclusi nella delibera. Quindi è un'altra cosa che vorrei sottolineare l'aspetto dei Climate City Contract, che non è compreso in questo è un accordo tra il pubblico e i privati della città, quindi non la delibera in questione, ma le tantissime installazioni che sono state fatte in collaborazione, ma da gli ospedali, da le università e da tantissimi altri enti. Quindi su quello si è proceduto in questi anni e noi siamo contenti che questo sia stato fatto. Ovviamente non è mai abbastanza. Noi sogniamo un mondo in cui le rinnovabili sono l'energia su cui ci basiamo. Siamo in un Paese in cui queste sono il 40% del nostro mix energetico nazionale. Non è certo una responsabilità di Bologna Bologna non si toglie da questa responsabilità rispetto al proprio territorio, però insomma, valutiamo la situazione come quella che è all'interno del nostro Paese. Grazie.
Grazie, consigliera Di Giacomi. Chiedo se altri intendono intervenire.
Allora, non non ho richieste per cui passiamo alla votazione della delibera numero 99.
La votazione è aperta.
Di Benedetto blu.
Aggiungiamo.
Consigliere Di Benedetto.
Consigliera Toschi non ha votato.
Allora, chiudiamo la votazione.
Allora o 32 presenti 23, votanti 23, favorevoli 9, non votanti. Il Consiglio approva. Passiamo alla votazione per la trattazione urgente. Apriamo la votazione.
Di Benedetto blu.
Allora, chiudiamo la votazione.
Ho 32 presenti 23, votanti 23, favorevoli 9, non votanti. Il Consiglio approva anche la trattazione urgente.
Allora, la prossima la proposta 102 2026 riconoscimento debito fuori bilancio a seguito di sentenze esecutive emesse dal tribunale. Il giudice di pace.
Pare e ha ricevuto il parere favorevole dei Revisori. È stata trattata in seconda Commissione il 28 settembre 2026 licenziata per i lavori del Consiglio e do la parola all'assessore Licalzi per l'illustrazione che è collegata.
Io sono collega, assessore.
Grazie molte. Delibera già discussa e trattata in Commissione. Come detto, sono state notificate al Comune le sentenze relative all'opposizione avverso cartelle esattoriali, ingiunzioni e violazione del codice della strada per soccombenza del Comune come allegati.
Nel nel documento parte integrante, per un importo complessivo di 18.692,94, si chiede pertanto di riconoscere la legittimità di questo debito fuori bilancio per l'importo che ho appena enunciato dando atto che la spesa trova copertura finanziaria al capitolo spese per prestazioni di servizio del Corpo della Polizia locale e ringrazio perché durante la Commissione era presente, appunto.
E irresponsabile. Il referente della polizia locale è intervenuto grazie.
Grazie, Assessore per l'illustrazione. Do la parola ai Consiglieri. Chiedo se ci sono interventi in merito o in fase di discussione.
Non vedo iscritti a parlare, se nulla osta per l'Assessora, procediamo.
Alla chiusura della discussione e ovviamente se l'assessora De Fazio aggiungere qualcosa, prego. Altri minori? Grazie, Presidente. Molte griffe, grazie. Quindi passiamo alla votazione. Chiedo ai Consiglieri se ci sono interventi, invece in dichiarazioni di voto.
Nessuno intervenne. Interviene, quindi poniamo in votazione la proposta di deliberazione numero 102 2026. Apriamo la votazione. Grazie.
Di Benedetto Rosso grazie.
Registriamo voto contrario del consigliere Di Benedetto.
Chiudiamo la votazione, grazie.
Abbiamo 31 presenti, 31, votanti, 22, favorevoli 9, contrari 0, astenuti 0 non votanti. Il Consiglio approva la deliberazione numero 102 del 2026 e apriamo ora, data l'urgenza, la votazione per l'immediata eseguibilità della stessa delibera. Grazie,
Di Benedetto Rosso grazie.
Registriamo il voto contrario dei Consiglieri Di Benedetto, grazie.
Chiudiamo la votazione, grazie.
Abbiamo 33 presenti, 33, votanti, 23, favorevoli 10 contrari. Il Consiglio approva anche l'immediata eseguibilità della deliberazione numero 102. Ringraziamo, salutiamo l'Assessora Licalzi.
Grazie a voi.
Procediamo ora con gli ordini del giorno che sono stati presentati nel corso degli interventi di presieduta e ammessi alla trattazione urgente. Ordine del giorno numero 1, a prima firma Geiger, avente ad oggetto:
Ah, sì, una mozione prego, Consigliere. Cariche o se volevamo chiedere se era possibile trattare prima gli ordini del giorno. Giordani, De Giacomi, che era, diciamo, quelli sulle aggressioni omofobe che abbiamo cominciato, dovevamo trovare un discorso e poi successivamente andremo con la trattazione di quello che ho presentato oggi, se sia, se è possibile,
Tecnicamente possiamo fare o una votazione da parte del Consiglio, oppure se a voci diciamo, come dire, sì, tutti i gruppi sono d'accordo, i nulla osta possiamo anche approvare, diciamo, l'inversione dei lavori, senza procederà alla votazione della mozione.
Bene, allora, se nulla osta, possiamo procedere e trattiamo quindi gli ordini del giorno numero 316 317.
Alle 316 a prima firma a prima firma Giordani e d'estate un ordine del giorno per esprimere solidarietà ai ragazzi che hanno subito aggressioni e all'intera comunità LGBTQ plus per invitare il Sindaco e la Giunta a condannare tali aggressioni e l'ordine del giorno numero 317 a prima firma De Giacomi per esprimere piena solidarietà e vicinanza alle persone coinvolte nelle aggressioni e la più ferma condanna di ogni forma di violenza e discriminazione omofoba. Allora entrambi sono stati ammessi alla trattazione immediati approvati nella seduta consiliare del approvata ovviamente la trattazione immediata nella seduta del 28 settembre 2026.
È accusato, sennò infatti qua risulta non avevamo iniziato la discussione. Quindi io darei la parola a prima il consigliere Giordani e poi la consigliera Di Giacomi se vogliono ripresentare ad illustrare il contenuto dell'ordine del giorno.
Partiamo col consigliere Giordani, prego.
Sì, grazie, Presidente.
E ringrazio anche i colleghi per questa, diciamo questa opportunità. Il mio ordine del giorno, il nostro ordine del giorno era molto conciso, stringente e il.
L'invito riecco ra racchiudeva già tutto, invita il Sindaco e la Giunta a dissociarsi e condannare le aggressioni e impegnarsi affinché tutte le forze politiche comunità religiose si dissolse nel condannano tale episodio di violenza ed era specificato tutte le comunità e le forze politiche, tutte le comunitaria porta religiose. Ed è proprio per questo che sono reintervenire prima in fase di inizio seduta sull'argomento e per.
Dire con forza che non era assolutamente un intervento e una volontà ipocrita, una solidarietà di facciata, perché tutte le forze politiche comprendono anche le cosiddette di destra che qualcuno ha detto e ha dichiarato essere sempre state contro. Questo indica esattamente la volontà contraria, proprio perché le libertà personali e l'ho detto la scorsa settimana sono so, su cui si basa la nostra Costituzione, so, su cui si basa la nostra legge, la nostra comunità e devono essere inviolabili. Poi si può non essere d'accordo su tante altre cose, ma assolutamente non è accettabile che qualcuno venga aggredito per definisco io futili motivi o comportamenti personali che devono rimanere nella sfera personale e nessuno si deve deve osare e.
Contraddire oppure deve usare mettersi contro o con la violenza a cercare di far cambiare quello che è una persona, perché innanzitutto qui stiamo parlando di persone, siamo tutti delle persone, ognuno con le sue specificità per cui ribadisco questo ordine del giorno era nato proprio con l'intento di solidarizzare contro i ragazzi che hanno subito questo tipo di violenza, ma in generale contro tutti coloro che subiscono una violenza ingiustificata ed era stato ottenuto.
Leggero diciamo se mi consentite il termine come ordine del giorno e comprendeva tutti tutte le forze politiche e tutte le forze religiose e o le comunità religiose, perché, ripeto, noi siamo in Italia e ciò che conta in primis sono le nostre leggi e la nostra Costituzione. Grazie.
Grazie, consigliere. Do la parola alla consigliera De Giacomi se vuole illustrare il suo ordine del giorno, prego.
Sì, assolutamente. Grazie, Presidente. E come abbiamo anticipato la settimana scorsa, presentiamo un ordine del giorno a nome di tutta la maggioranza, di tutti i partiti e i gruppi che sostengono questa maggioranza è firmato e dall'intera dall'interesse dei Consiglieri comunali che siedono da questa parte della dell'Aula e questo ordine del giorno tiene in effetti elementi anche aggiuntivi in qualche modo rispetto all'ordine del giorno che abbiamo sentito illustrare precedentemente, perché? Perché capiamo e condividiamo la necessità di esprimere la nostra solidarietà, che ovviamente è richiamato all'interno dell'ordine del giorno, ma che abbiamo già espresso in più comunicati stampa e in più con tutte le forze politiche della maggioranza, e riteniamo però che manchi un tassello, nel senso che noi solidarizziamo, condanniamo e poi cosa facciamo per evitare che questo non riaccada e qui si inserisce la seconda parte del nostro ordine del giorno, che per noi è fondamentale, perché siamo d'accordo che le persone debbano essere libere di esprimersi e quindi dobbiamo far sì che tutti rispettino questa condizione e questo si fa attraverso le leggi. Ricordo il ddl Zan che si riferiva esattamente a questo tipo di cose e che è stato respinto da le stesse forze che presentano l'altro ordine del giorno e attraverso la cultura dell'educazione, che è l'elemento che inseriamo all'interno del nostro ordine del giorno è che nell'altro, né del giorno, non è presente, perché ancora una volta, se noi diciamo che le discriminazioni non devono esistere, dobbiamo trovare un modo per far sì che le persone non pensino più in modo discriminatorio e questo si fa attraverso la formazione attraverso l'educazione. Ricordiamo di nuovo lo fa sempre la Consip, un sacco di Consiglieri, Consiglieri in quest'Aula che anche qui l'educazione sesso-affettiva viene eliminata, non sono forse questi concetti che rientrano il rispetto della sessualità altrove, altro? Eh, ah, scusate.
Altrui era la parola che cercavo, scusate altrui, il tema dell'orientamento. Non sono forse temi, il rispetto di questi? Non sono forse temi che rientrano nell'educazione affettiva? Il fatto di non aggredire qualcuno perché la pensa diversamente da te o è una persona diversa da te.
Altre cose che inseriamo nell'ordine del giorno, oltre appunto le iniziative di educazione al rispetto e alle differenze, tutto il tema dei servizi territoriali di ascolto, centri antidiscriminazione, lo SPAD.
Tutti questi sono elementi pratici su cui noi vi chiediamo un'opinione perché a noi sulla solidarietà siamo d'accordo e all'interno del nostro ordine del giorno e su quello che si fa nella pratica per evitare che queste cose non riaccada, no, che ci distinguiamo.
Quindi, e chiudo rispetto, appunto alla presentazione dell'ordine del giorno, presentandolo in modo un po' più approfondito, come ricordavo, inizia il dispositivo con la nostra solidarietà e vicinanza alle persone coinvolte nelle aggressioni e la più ferma condanna di ogni forma di violenza e discriminazione omofoba. Ogni forma fatta da chiunque trasversale, qualunque sia la persona che fa questa aggressione per noi è da condannare e da perseguire.
Perché accadono in qualunque tipo di forma. Ci viene detto che è stato fatto una ricerca, per cui ci sono state circa 130 aggressione di stampo omofobo, aggressioni, per non parlare di discriminazioni che sono sicuramente molto di più nell'ultimo anno, quindi tutte quelle sono da condannare, qualunque sia la persona dall'altra parte che le fa.
Confida nelle autorità competenti per fare piena luce sull'accaduto e individuare i responsabili. Fondamentale per noi che ci sia anche l'aspetto di.
Giustizia legato a questo tipo di atti, proprio perché crediamo in quello che diceva il ddl Zan, ossia che discriminare su queste basi sia un'aggravante.
E invitiamo il Sindaco e la Giunta a rafforzare, in collaborazione con le associazioni LGBTQIA+ e attraverso un patto di collaborazione, di cui abbiamo parlato moltissime volte anche nella Commissione della collega Marcasciano, che ricordo non essere stata votata da una parte di quest'Aula a proposito di discriminazioni.
A promuovere e rafforzare iniziative di educazione al rispetto alle differenze in collaborazione con le istituzioni scolastiche, con l'università e coi luoghi di aggregazione, perché riteniamo che l'educazione e la formazione alle differenze inizi fin da bambini, ma continui e che i luoghi che accolgono all'interno della nostra comunità, come l'università, che è un luogo da all'interno del quale vengono persone da tutta Italia, debbano essere anche un canale attraverso il quale educare e formare alla non discriminazione. Abbiamo la consigliera Monticelli, che moltissime volte ha parlato di questo tema e ci ha supportato anche nella relazione con l'Università rispetto ai tanti progetti che sono stati portati avanti. Rafforzare l'investimento sui servizi territoriali di ascolto i centri antidiscriminazione in collaborazione con lo SPAD. Questo chiediamo rafforzare la collaborazione con questi enti siete d'accordo sul rafforzare la collaborazione con questi enti, nostro ordine del giorno è piuttosto laico, però queste cose le dice e a riferire nella Commissione consiliare competente le azioni in corso. Chiaramente noi continuiamo a monitorare questo tema. Ogni settimana ci troviamo in una Commissione in cui parliamo solo noi, quindi solidarietà condanna e poi le azioni concrete. Grazie.
Grazie, consigliera. Chiedo se a questo punto ci sono interventi per la discussione, ovviamente in trattazione congiunta, entrambi gli ordini del giorno. Prego, consigliera Larghetti.
Grazie, grazie, Presidente. Ma il problema non è presentare degli ordini del giorno, quelli insomma, si possono presentare, si possono discutere. Il problema è che una forza politica credo che debba il più possibile mostrare qual è la sua posizione in maniera coerente, quindi un'azione politica, un atto, un ordine del giorno non si giudica in quanto tale, ma nella insieme delle azioni che anche nelle votazioni in quest'Aula si esprimono politicamente. Allora, purtroppo quando una condanna a un episodio di omofobia avviene per la prima volta in quest'Aula da parte di un gruppo politico in quattro anni, se solo quando gli autori di quell'episodio sono persone da quello che ho letto dalla stampa, insomma, poi chi ha informazioni più precise ovviamente le può condividere e mettere a disposizione di un dibattito che non vuole essere strumentale, ma specifico. Ecco, quelle persone erano persone straniere,
Persone straniere qua nella stampa hanno scritto anche musulmane, io non so se hanno chiesto la confessione religiosa a queste persone o se automaticamente diciamo che siccome sono persone nere, allora di conseguenza sono musulmane, perché uno di questi Spoilers è che anche le persone nere non sono tutte africane e anche le persone applicarle sono di tante religioni, quindi non lo sappiamo. Io non ho avuto elementi, se non appunto le le deduzioni che che ho letto in giro. Ipotizziamo che sia così, comunque che queste persone siano persone credenti, praticanti e musulmane e nulla si dice sul fatto che negli stessi giorni un'altra aggressione avvenuta sempre in città e a danno, invece è stata dando invece di una persona razzializzata che era insieme a una persona che poi si è resa nota perché è una firma di Repubblica che ha messo a disposizione anche il suo il suo evento, insomma, il suo evento.
Drammatico per fare una riflessione pubblica ad opera di una persona di nazionalità italiana, ma il punto è scusate che purtroppo tutti questi elementi non portano nulla in termini di avanzamento su quello che è il contrasto all'omolesbobitransfobia e perché non portano nulla, non portano nulla, perché nel chiedere che le comunità religiose si dissocino e nel cercare di neutralizzare questi elementi si cioè tutte le comunità religiose quindi io mi immagino che noi ci aspettiamo che Zuppi chieda scusa per quello che ha fatto una persona italiana che magari è stata battezzata oppure no, non lo sappiamo nemmeno in maniera, scusatemi, abbastanza assurda, ma in che modo essere capi religiosi di una comunità religiosa responsabilizza su quello che le persone appartenenti a quella comunità religiosa fanno, cioè in che modo le autorità religiose sono responsabili, si devono dissociare perché noi stiamo intendendo che la religione che loro portano avanti ha mosso quella violenza, quindi a causa della religione e del credo religioso, che quelle persone hanno aggredito un passante. No, non penso proprio che sia così perché se noi leggiamo quello che si dice nella Bibbia e nel Corano e scusate, io non sono credente, ma sono cresciuta cattolica, quindi la Bibbia la conosco abbastanza bene. Quello che c'è scritto nella Bibbia nel Corano in merito alla condanna di relazioni sessuali omosessuali, perché non si parla mai di relazioni affettive che in quella società erano assolutamente non contemplate nemmeno come possibilità, quindi l'unico elemento morale che si riporta in quei testi religiosi riguardano riguardo ai rapporti sessuali, perché ovviamente, diciamo, gli orientamenti sessuali sono tutti intesi, ovviamente una società assolutamente quella arcaica, strettamente binaria. Ovviamente si parla sempre dei rapporti extraconiugali clandestini, eccetera che si dicono le stesse cose in queste due religioni che le religioni vanno interpretate sono oggetto di discussione. Qualcuno sicuramente più informato di me rispetto al dibattito odierno, può dare elementi anche maggiori su quello che la Chiesa cattolica oggi stessa sta discutendo in maniera in maniera importante sull'accettazione o meno degli orientamenti sessuali come vengono espressi? C'è una comunità credente che non tutta si identifica col movimento grazie al cielo dei gay liberali, eccetera, eccetera, ma che insomma porta avanti questa tematica. Non si può assolutamente banalizzare con l'idea che è a causa del fatto che sono dire di religione islamica, che hanno aggredito un passante. Ma come si fa a sostenere una una sciocchezza del genere? Vuol dire non conoscere minimamente la regione islamica non vuol dire conoscere tutte le culture che si riconoscono in quella religione e di SDI confondere gli elementi culturali con la confessione religiosa che non c'entrano nulla, perché ci sono Paesi dove l'Islam, esattamente come è stato fatto per il cristianesimo, non è che dobbiamo citare le crociate, però va bene, citiamole, cioè la religione è stata usata dai poteri autoritari in tante epoche per diciamo deviare comportamenti in una direzione o nell'altra anche dal punto di vista morale.
Quindi ci sono persone di religione musulmana che sono assolutamente tolleranti nei confronti della comunità LGBTI, ci sono persone musulmane della comunità LGBT, così come ci sono persone cristiane, cattoliche della comunità LGBT, eccetera, eccetera. Quindi continuare a insistere per frugare nell'islamofobia che è diventata letteralmente l'unica strumento di propaganda di campagna elettorale che la destra c'è martello dalla mattina alla sera, come se tutti i problemi dell'Italia fossero le persone di confessione islamica, cioè una cosa pazzesca, confondendo questioni che sono culturali che sono di status sociale. Allora, quando noi diciamo che il tema non è la religione è perché quelli che picchiano noi della comunità LGBT sono persone di tutte le confessioni religiose hate, non c'entra nulla, la religione con l'omofobia e la transfobia, eccetera, eccetera, non c'entra nulla, c'entra la morale, c'entra il rispetto del prossimo e questo non te lo dà una religione, un'altra. Quindi è su questi elementi che noi possiamo lavorare come istituzioni senza tirare in ballo le confessioni religiose che nulla che nulla c'entrano allora intorno al da principio, alla coerenza. Allora, la coerenza di combattere l'omolesbobitransfobia, sia anche quando si vota o meno per raddoppiare i fondi ai centri antiviolenza e antidiscriminazione. Un'altra votazione in cui mi risulta che il gruppo di Fratelli d'Italia sono: sto ricordando perché a inizio mandato se non ha partecipato, ho votato addirittura contro e quante volte abbiamo sentito la collega, la collega Scarano dire che non era uno scandalo dare i fondi ad associazioni come il Castello? Il collega Di Benedetto, che ha che ha detto: mi ricordo benissimo in una Commissione che il modo per recuperare delle risorse che servivano adesso non ricordo quale servizio era smettere i vari fondi al Cassero.
Allora, non prendiamoci in giro per favore, perché qui si sta facendo politica sulle Pearce, sulla pelle delle persone LGBT, quindi non si tratta di sincerità, ipocrisia, non è un fatto personale. Colleghi e colleghe, cioè voi nel vostro personale sarete tolleranti, cioè nessuno mette in discussione il vostro punto di vista personale. Qui si parla della credibilità di una linea politica che toglie dignità a tutte le azioni di prevenzione della violenza. Non stiamo a parlare dell'educazione sessuo-affettiva nelle scuole, perché anche lì uno può dire no, va beh, ma io secondo me non è utile eccetera. Quindi cos'è utile.
Cos'è utile e l'attività dei centri antiviolenza è utile o non è l'utile a prevenire la violenza sulle persone della comunità LGBTI? Perché poi bisogna rispondere sì o no? Bisogna votare a favore o contro, ed è quello che faremo noi con questo ordine del giorno, laddove toglieremo ogni ambiguità sul fatto che non si usano le persone omosessuali per sollecitare l'islamofobia, perché il problema non è l'Islam, perché veniamo discriminati tutti i giorni da persone di tutte le religioni. Su questo c'è assoluta neutralità, quindi non abbiamo bisogno di solidarietà strumentali, non abbiamo bisogno di parole, ma di fatti gli strumenti di prevenzione, di coesione, della rete delle associazioni che portano avanti questo tipo di di battaglie che sostengono le persone che subiscono violenza, che danno spazi sicuri in cui queste persone si possono rivolgere, crescere, dirimere i loro dubbi, essere assistite legalmente perché i problemi sono ancora tanti. Grazie.
Grazie, consigliera Parola, alla consigliera Marcasciano, prego.
Grazie, Presidente e grazie alla consigliera De Giacomi per aver proposto l'ordine del giorno e.
E credo che una mia parola non è avuto celebrazione, ma è il caso di come dire, di portarla in questa in quest'Aula, visto che sono considerata, non mi considero io, ma una delle leader storiche dei movimenti di liberazione, ci tengo a sottolineare questa.
Da questa questa parola i movimenti di liberazione LGBTQIA+.
Un movimento che è nato con uno spirito ben preciso, che all'interno si chiama allo spirito di Stonewall, che per la libertà e per i diritti di tutte e di tutti. Quindi è nato in un spirito intersezionale, come viene definito quindi antirazzista.
Femminista e ne potrei citare altre di come dire, di di di intrecci.
Un discorso di chiarimento, anzi, un contributo di chiarimento va fatto perché ci troviamo a Bologna, che storicamente è stata la città ed è la città che ha rappresentato un punto di riferimento per tutte le persone gay lesbiche trans queer.
Ed è una città che ha costruito dei percorsi che io definisco di liberazione, che si inseriscono in quel discorso dei movimenti di liberazione della prima ora. È una città che ha valorizzato quei fresco percorsi e li ha fatti propri attraverso i vari servizi che sono stati già citati, tra cui.
Il patto di collaborazione, ma non quella, diciamo, è un punto d'arrivo, non è un punto, diciamo.
È un punto d'arrivo, sicuramente un'eccellenza che a Bologna e poche altre città.
Sul le questioni che sono successe di di, diciamo di aggressioni e di violenza, si sta generando, a mio avviso, molta confusione.
Io non non sono addentro e lo sapete tutti e tutte al dibattito politico, perché arrivo ad altri percorsi, quindi parlo di quelli, diciamo partitici, sento che si è innescata la politica e la retorica elettorale, quindi su questo si gioca sempre tutto e per tutto, però si genera soprattutto confusione. Io non mi voglio dilungare molto, voglio fare solo un esempio e un riferimento permettetemelo filosofico. Allora, intanto in Italia c'è stata una proposta in 50 anni di movimento, chiamiamolo così, c'è stata una sola proposta contro l'omolesbobitransfobia, che è quella di Alessandro Zan che fu bocciata.
Ma non in maniera.
Così come vengono bocciate o respinte altre proposte di legge, ma venne bocciata con un'esplosione di risate che, se volete, sono state filmate. C'è un film, un documentario di tre minuti bellissimo, che si chiama proprio risate che ha colpito ad e ha ferito profondamente milioni di persone perché quelle risate non c'entravano nulla, ma quelle risate rappresentavano tante, tanto e sto e storicamente scontato è che la nostra controparte con quelli che non ci vogliono, ecco, detta molto banalmente è la destra, ma all'interno del nostro movimento. Questo è risaputo e scontato. Ce lo hanno detto chiaro e tondo, come dire, non è che c'è bisogno di di tanti preamboli. Io quando prima ho detto faccio un riferimento filosofico, è un una parte della filosofia che mi aiuta ultimamente a decifrare le cose, perché in un mondo confuso è difficile trovare il bandolo della matassa, ma veramente difficile ed è l'ermeneutica, che è la ricerca di senso e di significato. Allora, se nella struttura vetero patriarcale come la chiamo io patriarcale, non è compresa l'esperienza omosessuale e transessuale, ma non lo dico io, lo dice proprio la logica della cultura patriarcale. Di conseguenza va da sé che i movimenti o i gruppi di liberazione, come dire, si battono e lottano contro questa logica. Quindi, se si tiene presente, come dire, quella che è la è il dato più scontato e naturale. Come dire: fatta la domanda, l'ha trovata? La risposta mi sembra del tutto scontato. Ora che sono apparsi comparsi gruppi di gay lesbiche di destra negli ultimi tempi, negli ultimi mesi, come dire, guidate da personaggi anche noti.
Evidentemente rimandano a una strategia, credo mi permetto elettorale del di di questa nascita. Ecco, quindi è diciamo per me scontato, mantenendo questo filo del discorso dove stanno i problemi dove stanno, dove vanno ricercate anche le soluzioni e che non va assolutamente nella soffiando sul fuoco. Ecco, assolutamente no, perché non aiuta, non non fa parte della nostra logica, del nostro spirito. Io come l'esperienza personale, posso dire solo una cosa e con questo chiudo io di aggressioni, lo sapete anche in quest'Aula ne ho avute diverse, anche forti e diciamo violente, ma sempre e comunque da persone occidentali, anzi da maschi occidentali italiani, bianchi. Quindi, detto questo, credo che la violenza sia sistemica, quindi le tutto quello che viene costruito per far fronte e rispondere a questa violenza, ben venga i servizi che la città di Bologna, il Comune di Bologna, offre questa questa situazione, la differenza la fanno e la la si vede. Io spero che le campagne elettorali non distruggono, ma piuttosto costruiscono quello che fa è l'eccellenza della nostra città.
Grazie, consigliera. Prima di dare la parola al Consigliere Begaj e ringrazio saluto e do il benvenuto agli studenti e alle studentesse dell'Istituto Superiore ungherese di Budapest e la classe acqua classe quarta del liceo Copernico di Bologna, comunque hanno fatto uno scambio che sono accompagnati dai loro docenti. Ringraziamo anche agli uffici, ai giovani che ha curato la visita e la nostra Giorgia Zampini. Grazie per essere qui.
Procediamo. Do la parola al Consigliere pregai.
Grazie, Presidente. Sì, nel cominciare, ovviamente, rinnovando la nostra totale solidarietà a tutte le persone che hanno ricevuto aggressioni in queste settimane, vorrei spendere delle parole anch'io su sul tema della della coerenza, perché.
Io credo che noi davvero non abbiamo mai fatto distinzioni.
Di razza, provenienza, provenienza di qualunque tipo rispetto alle vittime e chi ha aggredito.
Perché purtroppo sappiamo che nella società questo tipo di odio è trasversale.
Questa è la realtà, una realtà che noi abbiamo analizzato tantissime volte.
Nella Commissione della collega, Presidente, che mi siede qui accanto, che è intervenuta prima di me numerosi ordini del giorno, atti di indirizzo.
A maggio di quest'anno il 18 maggio 2026.
Abbiamo approvato con i soli voti della maggioranza, l'ordine del giorno a prima firma Marcasciano, proprio sul tema del contrasto all'omolesbobitransfobia.
Dove erano le forze politiche di opposizione che oggi rivendicano coerenza?
La realtà che non ci sono mai stati su questi temi questa è la realtà e io non metto in dubbio intimamente non potrei mai ovviamente le intenzioni del collega, quello che prova quello che crede, però mi chiedo ma a livello di forze politiche.
Che rappresenta, che rappresentano le persone, i colleghi che sono dall'altra parte dell'Aula e che governano il Paese.
Ci siamo resi conto, si sono resi conto di quello che i loro esponenti dicono su questo, su questo argomento, forse no.
Io spero di sì, però a questo punto vorrei citare un po' di massime il bestiario.
Di quello che esprimono.
Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia negli anni e sarebbe una lista molto lunga, ve lo assicuro, non basterebbero i minuti, ma io vorrei citare alcune delle frasi di odio discriminatori discriminatorie.
Omofobe che chi rappresenta questi partiti e il Governo italiano ha detto nel corso del tempo.
Beh,
Accetterei con dispiacere la notizia di un figlio omosessuale, perché credo che una persona come me eterosessuale vogliono il figlio gli assomigli e questa è la più leggera. Ignazio la Russa, i gay. Purtroppo esistono, sono malati diversi. Stiamo dando troppa libertà a queste cose, sapendo che ci sono i nostri bambini che girano per le strade, non dovrebbero farsi vedere fuori dalle palle, non in mezzo ai bambini. Santino Bozza Lega, consigliere regionale del Veneto.
I gay. Per quanto mi riguarda, la maggior parte di loro sono malati, ma una malattia da cui si può uscire possono essere curati dice Romano la Russa, fratello Ignazio la Russa, quando era assessore regionale della Lombardia. Le relazioni omosessuali sono gravi depravazioni ha detto Gregorio Martinelli della Lega, consigliere comunale a bagno di Bagno a Ripoli.
L'omosessualità è contronatura perché contraddice la legge naturale della vita, la differenza tra sessi, la riproduzione della specie Michele Napoli Fratelli d'Italia, consigliere comunale di Potenza.
Immagino che qualcuno lo chiamerà del vostro partito, perché guardate che noi in realtà stiamo provando Consiglio comunale a Bologna a far qualcosa. L'omosessualità è stato no, classificata come malattia in Europa si è considerata malattia in altre parti del mondo. Sì, in alcun in alcuni, eppure reato e si viene impiccati poi politicamente corretto sistema. Tutto ha detto Antonio Lamiranda Fratelli d'Italia assessore di Sesto San Giovanni.
Qualche scienziato, prima dell'UOC e del gender, aveva messo nero su bianco trattarsi di malattia, riferendosi all'omosessualità. Sempre lui, Antonio Lamiranda Fratelli d'Italia: i gay sono una sciagura per la riproduzione e la conservazione della specie. Alberto Zelger Lega, consigliere comunale di Verona. Lui ne ha dette svariate. Il Sosso, il sesto omosex fa male alla salute, fa venire malattie di tutti i tipi, ha detto.
Poi l'omosessualità dipende dai traumi infantili, un'altra frase che ha detto sempre questo grande esponente della Lega, la civiltà, ma andiamo sui ministri.
Uno che ancora oggi è Ministro, la civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni. Qua rischiamo di diventare un popolo di ********* Roberto Calderoli, Ministro della Repubblica, il vostro Ministro, sicuramente non in nostro o meglio, non vorremmo averlo come nostro Ministro.
Allora io mi chiedo a che gioco stiamo giocando? Ci vogliamo prendere in giro? Allora chiedete contro, chiedete conto ai vostri Ministri, invece di venire qua in Aula a rivendicare e chiedere coerenza a noi, per non parlare tutte le bestialità che sono state dette a Zan. Lo raccontavo prima, la Marcasciano, che è stata pure leggera da questo punto di vista, perché ci vorrebbe unita alla seduta di Consiglio comunale per analizzare quello che è successo in Parlamento da parte dei vostri partiti, dei vostri partiti.
Allora, qua se ci vogliamo fare i belli, quando ci sono le aggressioni omofobe in città, cominciamo a fare un esame di coscienza.
Sul linguaggio d'odio e la discriminazione che i partiti portano in seno gli esponenti di Governo, i Ministri.
Perché questo genera la discriminazione. L'odio che poi si si traduce anche in strada, ha pensato un po'. Poi ad un certo punto ci sono anche persone che aggrediscono le altre per strada che bell'esempio che abbiamo dei consiglieri regionali, dei consiglieri comunali, dai Ministri, i parlamentari di questi partiti. Un bell'esempio.
Allora, io chiedo solo di farci questo esame di coscienza, tutto è legittimo.
E io non metto in dubbio quello che chiunque individualmente può approvare, perché non lo so, non siamo nella testa dei colleghi, ci mancherebbe altro, però, siccome qua stiamo rappresentando anche dei partiti e delle forze politiche.
Forse forse quando succedono delle cose brutte.
Bisognerebbe chiedere scusa, prima bisognerebbe chiedere scusa, quando i membri dei propri partiti, i propri Ministri, dicono delle cose come quelle che ho letto prima.
Ho concluso grazie.
Grazie, consigliere Parola. Alla consigliera Bernagozzi, prego. Sì, grazie, Presidente. Anch'io credo nella buonafede del collega, ci mancherebbe, ma io questa discussione l'ho già vista arrivare quando parliamo delle violenze contro le donne. Ho sentito spesso prendere posizione solo quando gli aggressori erano persone di altre religioni di altre razze.
Un Ministro della Repubblica ha detto che sono gli immigrati che uccidono le donne senza alcun dato scientifico.
L'avevo già visto arrivare e non è un'onda diversa da questa.
Io personalmente da quest'Aula ha preso di stampa dalle parole di chi del mio partito ha usato parole sessiste, ha detto cose che non condividevo, ne ho chiesto le dimissioni e per me questo si fa in politica, se si pensa una cosa diversa, se qualcuno del tuo partito non ti rappresenta né prendere distanze, non si fa finta di non prenderle per poi fare odg che vanno nel senso contrario.
E voglio ricordare qui alcuni passaggi.
Era il 2023 vi eravate insediate da circa un anno e la prima cosa che ha fatto il Ministro Piantedosi ha chiesto lo stop alle trascrizioni automatiche dei figli delle coppie omogenitoriali avete fatto voi.
Voi.
Ricordo che avete trascinato in tribunale famiglie che erano già famiglie.
Costringendola a difendersi in tribunale spendendo dei soldi.
Per difendere il loro essere famiglia, non abbiamo fatto noi, l'avete fatto voi, il vostro Governo e poi ci stupiamo se quelle quelle coppie poi li aggrediamo per strada, se diciamo che non sono famiglia, famiglia, che lo erano, c'erano bambini di 6. Vi ricordo, c'era una bambina di sei anni, ma ancora me lo ricordo e sapete cosa vuol dire cancellare con una pena? Una famiglia significa che la mamma che fino all'altro giorno si è venuta a prendere a scuola, deve ricevere una delega.
Deve farsi un atto dal notaio.
Ma andiamo avanti, perché non è che abbiamo fatto, se lo abbiamo visto solo questo, il reato della GPA. Non voglio entrare nel merito del tema della GPA specifica, sul quale io credo che abbiamo anche delle sensibilità diverse. Io per prima.
Ma l'avete resa voi il reato universale, giusto o no? E avete rivendicato come atto contro ve lo voglio ricordare le coppie omogenitoriali e c'era qui qualcuno che vi ricordava che in realtà è una pratica che, a cui ricorrono in maggior parte le coppie che non sono omogenitoriali, ma voi l'avete rivendicata con tanto di dichiarazioni, credo che sia tutto possibile, insomma, visionabile oggi grazie a internet.
Non avete firmato la dichiarazione europea per i diritti LGBTQIA+. L'Italia è il Paese che l'Unione europea non ha firmato quella dichiarazione europea, non l'avete firmata e oggi venite qui a dirci.
Che bisogna essere coerenti a noi non l'avete firmata voi.
Insieme ad altri Paesi, Ungheria, Bulgaria, non so se vogliamo parlare dei diritti delle persone e delle comunità LGBTQIA+ in Hungaria va be'.
Ancora avete fatto voi la stretta sui trattamenti di affermazione di genere, sui minori, tra.
Ne ha parlato spesso la collega Marcasciano.
Ne ha parlato spesso la collega Marcasciano. Abbiamo sentito le famiglie che al Meyer non avevano più diritto accesso a quelle, a quelle pratiche. Ve lo ricordate?
Qualcuno invocava dei vostri colleghi, imboccava anche di togliere la patria potestà a quei genitori che vengono invece intrapreso quel percorso riconosciuto a livello mondiale dall'OMS, da cui voi volete uscire, ma va beh, ormai potrei andare avanti.
Avete chiesto il consenso preventivo dei genitori per l'educazione sessuale a scuola. Io penso di averlo, di dirlo praticamente tutti i lunedì e continuerò a dirlo, perché per voi è propaganda gender, ma l'avete detto voi.
Voi.
Avete rivendicato la norma di Valditara, molti dei vostri colleghi nei vostri partiti.
Non avete presumo a distanza da quello una.
Anzi, avete detto che non si può andare nelle scuole a parlare di identità di genere. Voi.
Come se parlando, perché i bambini vanno protetti, evidentemente vale fino a una certa età Arpe, ci dite quale poi dopo si possano lasciare una merce dei violenti.
In questo Comune dei vostri colleghi, che hanno solo sei Stati istituti su questi banchi che sono ancora seduto in questi banchi, hanno detto frasi come dittatura gender a scuola, liceo Laura Bassi, il collega Cavedagna.
Contestando i laboratori che venivano fatte in quella scuola dittatura gender.
Avete detto voi:
Avete chiesto di sfrattare il Cassero era il 2023.
Avete chiesto lo stop ed era il 2024. Si allega che Fratelli d'Italia in quest'Aula lo stop ai progetti LGBTQIA+ nelle scuole. Avete chiesto voi ci sono gli articoli di giornale l'avete chiesto voi arriviamo al 2026 e siccome c'è un'aggressione da parte di una pare si suppone di una di una.
Mi fa piacere che insomma, sul rispetto delle diciamo delle delle indagini e siamo sempre un po' poco coerenti su questo Comune.
Prima bisogna aspettare i processi, poi si possono fare i processi tramite i giornali. Va be', ma non è questo il punto, però siccome c'è un'aggressione, una delle tre avvenute pare sia stata fatta dai ragazzi, pare di un'altra religione. Non so bene come si sappia questo dato. Arriviamo alla solidarietà, colleghi,
Se avete cambiato idea, io credo di essere molto felice di questo ve lo dico con tutto il cuore, perché qua dentro penso che so di averne parlato parecchio, ma l'idea che ho io e quando si chiede di prendere distanza dalle chiede, sicché si chiede che siano le confessioni religiose a prendere distanze. Io credo che si sbagli ancora una volta il punto. Il punto non è chi aggredisce. Il punto è perché si viene aggrediti.
Ed è la stessa cosa che cerchiamo di spiegarvi quando parliamo di violenza di genere, il punto non è chi commette con la violenza, se italiano non è italiano, ma perché commette con la violenza.
Com'è che siamo ancora qui?
Com'è che siamo ancora qui e infatti i dati ci dicono che siccome siamo ancora qui sia su un tema che sull'altro, stiamo facendo passi indietro enormi.
Enormi.
Perché noi ci concentriamo sul chi, perché ci serve un nemico.
Che cambia di volta in volta.
Noi non abbiamo bisogno di nemici, noi avremmo bisogno di fare politiche strutturali che contrastino le diseguaglianze l'odio in questo Paese.
E non mi stupisco che chi parla, come ha appena ricordato il collega, non ne abbia alcuna intenzione, ma questo è il punto centrale, non è la religione.
L'etnia o la razza di chi commette quelle violenze è il motivo per cui le commettere.
E non riconosce la diversità dell'altro perché ci fa paura e chi governa sulle paure siete voi.
Chi le ha alimentate anche in questa città?
Questo è il punto.
E quando fa paura fa ancora paura. Una coppia di persone che si tiene per mano dello stesso sesso rispetto alla guerra, alla violenza che vediamo tutti i giorni. Io mi preoccuperei. Chi semina vento raccoglie tempesta ai colleghi, se avete cambiato idea.
Io sono una persona più felice di questo mondo, ma il mio sospetto è che semplicemente purtroppo, e non parlo del collega che ha presentato, su cui io non ho dubbi di quello che ha detto, perché l'ha ripetuto tre volte in quest'Aula, quindi evidentemente lo pensa. La invito, lo invito a prendere distanza dai colleghi che ne pensano ovviamente all'opposto.
Ma il punto è che voi siete al Governo e se il punto è fermare le violenze contro chi si ama ed è dello stesso sesso, potevate fare qualcosa invece che costruire una politica che dice tutto il contrario. Questo è il punto.
Che vi si contesta.
Non è una questione di religione.
È una, questa, non è una questione di religione, è una questione di del perché si arriva lì.
La persona diversa da noi fa paura.
E c'è chi vuole costruire delle politiche per educare le persone a non avere paura di chi è diverso dall'altro.
A questo serve l'educazione alle differenze nelle nostre scuole che ci avete contestato parlando di teoria gender, serve a questo a costruire delle relezione delle relazioni reciproche.
Avete chiesto di ritirare dei libri dalle librerie di Bologna, dalle biblioteche di Bologna che parlano de delle persone omosessuali. La la l'ha chiesto un collega di quest'Aula in più di un intervento. Avete fatto articoli sul giornale.
Ma come si fa oggi a dire, a dire che bisogna condannare solamente, cioè ed è normale che magari anche con le magari le più grandi buone intenzioni, si pensi fondamentalmente che ci sia sotto dell'altro, come si fa a non pensarla così? Sono anni che sentiamo queste dichiarazioni in quest'Aula anni?
Siamo partiti, non non avere, è detto la presidente Marcasciano nella settima Commissione, una cosa che in questo in questo Consiglio comunale non si è mai visto da quando esiste questo Consiglio comunale.
Chiaro abbiamo iniziato così questo mandato, uno sgarbo istituzionale gravissimo.
Avesse almeno riparato intervenendo in quella Commissione, non è intervenite mai mai quando si parla di questi temi, mai mai mai una volta avete difeso la parola, mai mai quando ci ha portato le coppie discriminate dentro quella Commissione, quando ci ha parlato delle associazioni che parlavano di gente che si suicidava per questo problema, non avete mai preso parola, neanche per dare solidarietà. Se proprio non avevate null'altro da dire mai.
Il rischio è ridicolizzare un problema che non va ridicolizzata, va risolto.
E fare propaganda politica.
In questo caso contro una una razza, una religione sfruttando una violenza. È una cosa inaudita. Colleghi,
Non si può accettare in quest'Aula ed è ora di dire basta. Se avete cambiato idea, io sono felicissima votato il nostro ordine del giorno che tiene tutto, che non parla di di di religione, religione, analizza il problema dalla A alla Z, altrimenti sono chiacchiere e francamente io credo che esportare la violenza e ripeto, abbiamo sentito nella Commissione della Marcasciano, hanno raccontato perfettamente di ragazzi e ragazze che vanno in isolamento sociale che tentano il suicidio.
Ma li avete letti le ASP, le accesso allo sportello di antidiscriminazione li avete letti?
Ecco, parliamo di quello.
Se vogliamo parlare di quello, condanniamo sempre e prendiamo distanza da chi dice certe bestialità. Purtroppo sono colleghi dei vostri partiti. Questo rimane un dato di fatto da cui io credo non si possa prescindere.
Grazie, consigliere. La parola alla consigliera Fioretti.
Sì, grazie, Presidente. Io voglio solo ricordare che nella storia del pensiero riguardare nel volto l'altro non è mai stata una minaccia babbi, ma bensì è sempre stato uno specchio, lo specchio, una condizione fondamentale dell'esistenza umana, Hegel stesso suggeriva che l'autocoscienza non può definirsi nella solitudine e che abbiamo bisogno dell'altro per sapere chi siamo.
Anche la persona che riteniamo più lontana da noi ci dice che siamo e ricordo anche che il filosofo Emmanuel Levinas.
Si è spinto oltre, ci chiedeva proprio di guardare nel volto l'altro e nel guardarlo. Quel volto ci interpellava, ci decentrata, scaldava la nostra pretesa di dominio sulla sul mondo e ci diceva una cosa molto chiara, che la sicurezza non può nascere dall'isolamento. Questa è soltanto una finzione.
La sicurezza nasce solamente quando siamo in grado di riconoscere l'altro che chissà che nell'est che si specchia in noi stessi e che noi siamo rispettivamente specchiati nella sua alterità.
Quindi, riconoscere l'altro non deve essere mai una minaccia.
Lo dico per chi ritiene appunto di essere un altro.
Come diceva Bernagozzi, l'altro può essere anche, appunto la donna che si ritiene di poter possedere.
È riflesso, quindi, di un'area di una ragione che arroccata nella difesa del proprio identico.
È la difesa dell'identico, il problema è un po' alla base di questi nuovi modelli.
E che ci portano a chiuderci nella propria identità, che sono il sintomo di questa contemporaneità.
E superare la paura dell'alterità, quindi non significa appunto annullare queste differenze, ma a comprendere che il Collu, che il confine non è mai un muro che ci separa è uno spazio di incontro dove noi incontriamo, scopriamo l'altro e l'altro lo scopriamo nella sua complessità e quella complessità ci parla di noi.
E ci parla di quanto siamo anche noi, molto complicati e profondi e e che la nostra identità e un'identità che sempre si evolve nell'incontro con l'altro.
Quindi io mi auguro e spero che questo tempo che a Rocca le identità venga superato presto.
Da un nuovo umanesimo, dove ci sia invece la voglia e la necessità di incontrare l'altro per per quello che è e per come modificano gli stessi, grazie.
Grazie, consigliera. Chiedo se ci sono altri interventi in fase di discussione.
Consigliere Tarsitano, prego. Faccio giusto la sintesi estrema di questo dibattito, che è stato alla fine un monologo di maggioranza e per evidenziare alcuni aspetti che forse questo ordine del giorno che voleva evidenziare contraddizioni della coalizione di centrosinistra non ha fatto altro che rivelare la debolezza nel trattare questi temi della coalizione di centrodestra, visto il silenzio alle sedute quote. Secondo aspetto: che per arrivare a parlare di omofobia in quest'Aula diciamo con una.
Proposta che non fosse, diciamo, prima di tutto proveniente da questi banchi, si è dovuto aspettare che ci fosse anche solo l'ipotesi, perché poi non è un fatto verificato che persone di fede islamica con mettessero una una violenza e ci tengo a sottolinearlo, è già stato detto: questa è un'illazione fatta da giornali di destra, che poi è servita strumentalmente per poter portare anche in quest'Aula il tema sotto una certa lettura. Ecco, credo e provo a stare entro il minuto e mezzo che a partire da questo dibattito, se si vuole diciamo andare oltre a questa.
A questa, diciamo figuraccia anche fatta oggi ed il lunedì scorso dai colleghi dell'opposizione in tutte le prossime occasioni, dove seriamente si potrà parlare di questi temi, a partire dalla Commissione di mercoledì della collega Marcasciano, credo che vadano accolte tutte in modo prezioso e spero anche che i prossimi nei prossimi TG che ci troviamo a votare, possano essere espressione di questo ravvedimento, che pare che a partire dal consigliere Giordani sia partito nel centrodestra. Grazie.
Grazie, Consigliere. Ci sono altri interventi?
Consigliere Fattori, prego.
Grazie, Presidente, due cose, forse tre.
Allora, ieri, come è stato ricordato, come abbiamo visto.
In diverse occasioni ieri era l'ottavo centenario della nel transito, come si dice di San Francesco d'Assisi no. E ieri sera, per dire in televisione è stato.
Prodotta è stato fatto vedere a cura di Roberto, un monologo di Roberto Benigni che ha avuto una audience altissima al 20%, che è una percentuale altissima sulla vita di San Francesco.
E oggi ho visto che ci sono vari.
Post in cui si chiede alle persone se è piaciuto non è piaciuto quel monologo.
Allora, ovviamente ci sono quelli che siccome non gli piace Begnini, perché sarebbe un comunista con la K no, perché insomma, nella.
Nella articolazione di un certo tipo di pensiero, chi non è.
I certe idee automaticamente. Un comunista con la K dirottando io mi prendo il comunista con la carta funziona, sanno i miei amici si mettono a ridere. E comunque, tra cui poi ce n'è uno del.
Parlamentare Pillon che dice basta con questa visione. Poi ci arrivo al tema. Basta con questa visione buonista più o meno di di San Francesco che è andato dal sultano per intimargli di convertirsi.
Andata dal sultano per intimargli convertite. Allora io non so se Pillon sia profondamente ignorante.
O finga di esserlo, cioè se c'è o se ci fa no, perché tutti sanno allora sappiamo che San Francesco è una di quelle figure su cui abbiamo una documentazione vastissima.
E quindi non si parla per sentito dire, non è andato dal sultano per convertirlo ampi, andando dal sultano, ha cercato di impedire ai crociati di andare a fare la guerra. No.
È andato dal sultano per conoscere e farsi conoscere, confrontarsi senza rinunciare alle proprie idee e ascoltando quelle dell'altro. Allora questo per dire cosa che l'area di giorni, la religione se viene utilizzata come spesso è stata fatta per in funzione del potere perché utilizzate dalle dagli uomini e dalle donne, prevalentemente dagli uomini, in questo caso in funzione del potere è evidentemente strumentalizzata. No, strumentalità.
Allora, allo stesso modo.
Leggere in questo ordine del giorno, che sarebbero motivi religiosi, quelli che hanno spinto a questo tipo di violenta, mi sembra analoga strumentalizzazione. No, ve lo ha detto anche prima la consigliera Larghetti di quanto sentiamo se vogliamo troviamo nel Vecchio Testamento.
Perché testamento che comunque è accettata anche dall'Islam, c'è il Vecchio Testamento, il Corano è qualcosa che viene dopo.
Cose, che teoricamente giustificherebbe un certo tipo di violenza. No, allora.
Usare la religione come elemento scatenante di questo tipo di violente. Eccomi, sembra decisamente non sono non condivisibile ma privo di logica. Tra l'altro, io credo che qui noi abbiamo una figura eminente che presunte minacce. No, il nostro Cardinale, che anche.
Nel discorso non so se avete visto la rassegna stampa di oggi o ieri non era la mensa di San Petronio, ma ho letto la rassegna stampa, quello che ha detto sulla accoglienza, sul confronto, sul rispetto, eccetera no, quindi insomma, credo che la.
La netta accentuazione delle campagne islamofobi e che.
Le destre stanno portando avanti sia in totale contraddizione contraddizione con questo e anche questo accenno nell'ordine del giorno presentato da Fratelli d'Italia mi sembra che vada in quella direzione.
Non lo so il consigliere Giordani, che sa che stimo, insomma, quanto avesse questa intenzione, però di sicuro il testo di quel tg e tutto il pregresso che c'è stato. No, nel rapporto con Fratelli d'Italia non solo in questa tornata amministrativa.
Ma si fa pagare determinate conclusioni. Veniva ricordato, appunto il primo atto di non votazione. No della consigliera Marcasciano alla Presidenza della settima Commissione, tra l'altro è un altro che manco, cioè sappiamo tutti che manco venne concordato dalle minoranze. No, ho buttato lì da quello che era il capogruppo di Fratelli d'Italia e gli altri della minoranza, ma come cosa facciamo, eccetera alla fine anche loro, che sono, diciamo così adeguati in una minoranza che evidentemente era attrazione di Fratelli d'Italia, comunque lo diceva anche il Consigliere Tarsitano prima di me.
Anche mercoledì ci sarà una Commissione, una udienza conoscitiva avente come tema la violenza o molestia, Trump, transfobia, transfobia in città, eccetera, eccetera, quindi ottima occasione per esprimere determinate posizioni e le proprie posizioni di condanna rispetto alla violenta di un certo tipo no, violenta, che non è solo fisica, ma è anche di altro tipo, lo sappiamo, lo sappiamo tutti benissimo.
E davvero si evita. Allora normalmente si evita di tirare per la giacchetta chi non interviene le Commissioni, però è vero che un pregresso di quasi cinque anni di mancati interventi in certe Commissioni, insomma, qualche dubbio qualche dubbio lo fa venire. Ecco, quindi, come diceva ricordava anche la mia compagna di banco, Giulia Bernagozzi, ben venga un mutato atteggiamento. No, rispetto a questi temi.
Siamo qui, insomma, siamo tutti contenti. No, saremo tutti contenti di questo fatto, a partire dal Comune di Bologna, magari arrivare anche altri livelli, dove, ripeto, mi pare, ecco, se se vogliamo trovare giustificazioni nella religione della violenza di genere. Ecco, poi di Pillon che ne fanno a trovare 1.000 no i motivi per cui potremmo allora attribuire alla religione cattolica, di cui lui propensa di essere un credente.
Dio in cui crede lui è diverso da quello in cui credo io di sicuro no. Dunque ingrediente.
Giustificherebbero evidentemente, quindi, attenzione a imputare alla religione determinati tipi di comportamenti. Semmai è alla strumentalizzazione della religione, che è una cosa ovviamente fatta.
Non in buona fede, ecco, grazie.
Grazie, Consigliere. Chiedo se ci sono altri interventi in fase di discussione.
Consigliere giornali, se vuole, ha tre minuti, come replica breve, come proponente oppure dopo la replica finale? Sì, adesso sono tre minuti, prego. Saranno più che sufficiente. Grazie, Presidente. Io ringrazio tutti per la discussione. Ovviamente i toni possono anche essere state accese anche nella nella nei confronti di di della mia persona, ma non ho timore, perché so esattamente perché ho fatto questo ordine del giorno e ho fatto questi interventi, come ha ricordato benissimo il collega Tarsitano reiterati nel tempo. Vorrei solo ricordare, però due cose, uno, il ddl Zan.
La maggioranza era PD, 5 Stelle, cioè potete dare tutte le colpe che volete da destra, non ve lo siete votati, poi raccontiamo solo come vogliamo.
Il ddl Valditara non dice no alle differenze, al all'educazione, alle differenze, al rispetto e quant'altro è solo i genitori vengono informati esattamente come il discorso come vale per le altre materie e per quelli che sono e si le materie curriculari, di conseguenza non è una negazione e si può iniziare. Può essere questo un primo passo per il confronto ben volentieri. Mercoledì in Commissione magari verrò attaccato nuovamente non è mica un problema, cioè nel momento in cui c'è discussione, l'ho sempre detto sia su posizioni diverse, diversissime, opposte. Perfetto. Discutiamone, parliamone, resto della mia arrestate della vostra non c'è problema, posso anche dire che magari sicuramente son state usati toni sbagliati da esponenti di centrodestra, sicuramente come tante volte anche ad esponenti di centrosinistra, in altre situazioni nei confronti nostri. Benissimo vogliamo provare a costruire qualcosa di nuovo, perché mi sembra che anche le politiche del Comune fatte fin qua e utilizzate nei vari centri non abbiam portato a chissà quali risultati. Allora rivediamo tutto ok.
Accetto le critiche benissimo, ma ricordo che se tante cose non sono state fatte o non sono state date, andate avanti.
Per me il ddl Zan era eccessivo ed è stato giusto che non sia passato, ma è rappresentato dal Governo di centrosinistra e lui non è riuscito a votarselo. Per cui benissimo incolparsi di qualsiasi cosa, ma guardiamoci tutti allo specchio. Grazie.
Grazie, Consigliere. Chiede se ci sono altri interventi.
Nel frattempo preciso solo una cosa, perché forse non l'avevamo chiarita prima ho visto che ieri è arrivata una versione emendata dell'ordine del giorno 317, a cui lo dico solo per i colleghi che magari non avessero fatto caso alle modifiche.
Ecco, se lo dicevo così, se magari non tutti avevano preso visione delle modifiche.
Poiché essi eventualmente la consigliera Di Giacomi non so, siamo anche replica finale li vuole o anche adesso, se vuole accennarle.
Prego, consigliere De Giacomi. Sono modifiche puramente di forma che sono state inviate prima della della trattazione, quindi semplicemente cambiano alcune parole, ma il dispositivo lo stesso, insomma.
È a disposizione di tutti, dall'inizio della discussione, se serve.
Pochi minuti di pausa non c'è problema, ma davvero sono alcune parole.
Grazie, chiedo se ci sono altri interventi in fase di discussione.
Non vedo interventi, quindi possiamo passare se le vogliono fare alla replica finale sia del consigliere Giordani e a seguire della consigliera Di Giacomi, prego.
Prego, Consigliere. Sì, grazie, Presidente. Non ho repliche da fare nel in quanto i tre minuti di prima erano praticamente la replica che avrei fatto finale. Grazie.
Grazie, consigliere. Do la parola alla consigliera De Giacomi. Grazie mille. Presidente, inizierei ringraziando tutti i colleghi e le colleghe che hanno partecipato al dibattito consiliare, Giordani compreso. Non era rivolta a lui la critica rispetto al punto, non fare proposte a non intervenire, ma a tutte le forze politiche che non sono intervenute, che secondo noi, invece, dovrebbero esprimersi rispetto alle proposte che anche noi facciamo e che il consigliere Giordani spe adesso fa che penso siano condivise dalle forze di minoranza, ma a questo fino ad ora non ci è dato saperlo e ringrazio i consiglieri e le consigliere che sono intervenute ricordando tanti aspetti fondamentali, di iniziative di questi anni di approfondimento, di proposte che sono state fatte trasversali, di come anche religioni diverse all'interno delle stesse.
Si ritrovino in valori che dipendono più, come veniva detto da.
Dall'etica che dalla religione stessa, proprio perché veniva ricordato che all'interno delle stesse religioni che sono le stesse, che ricorda in modo piuttosto ampio e il consigliere Giordani, nel suo ordine del giorno down ci sono gruppi che riconoscono la le differenze di genere, la sessualità e che non è condivisa da tutti. Allo stesso modo, i gruppi che non lo riconoscono, cosa succede in qualunque comunità, in qualunque Paese. Noi riteniamo che che che sia nostro dovere far sì che chiunque tutte le persone non siano discriminate da nessuno, quindi da nessuna comunità religiosa, da nessuna comunità civica, da nessun gruppo culturale politico o di altro tipo. Questo è quello che diciamo nel nostro ordine del giorno e ci sarebbe piaciuto anche capire la posizione della minoranza rispetto alle proposte più concrete, appunto, oltre alla semplice solidarietà e condanna, ma cosa ne pensano le minoranze del no? C'è ancora la dichiarazione di voto, quindi magari succederà in quell'occasione cosa ne pensano alle minoranze nel rafforzare il rapporto con le associazioni che ogni giorno lottano contro le discriminazioni, rafforzare il supporto agli sportelli, cosa ne pensano della collaborazione degli altri Enti per dare l'accesso a questo tipo di servizi. Quindi su questo noi rimaniamo ancora in attesa di una risposta.
Rispetto alla posizione sul l'altro ordine del giorno non è questo il momento, ma farò la dichiarazione di voto, però penso che molti interventi dei miei colleghi siano stati piuttosto espliciti. Grazie.
Grazie, consigliera. Dato che abbiamo terminato con le repliche finali e passiamo alla fase di votazione, chiedo se ci sono interventi in dichiarazioni di voto.
Consigliere Begaj, prego.
Grazie, Presidente. Pochissime parole per dire che naturalmente sosterremo il nostro ordine del giorno.
Mentre abbiamo già, come dire, spiegato le ragioni per cui è.
Non ci troviamo d'accordo nell'ordine del giorno del collega Giordania, solo per dire che assolutamente ci hanno un po'. Non mi sembra di poter, anzi mi sembra di poter affermare che nessuno ha mosso degli attacchi personali, cioè ai partiti sì, e lo rivendichiamo, ovviamente, ma sul tema delle abbiamo detto tante volte sul tema delle intenzioni, su quello che ognuno pensa, poi non è che stiamo nella testa, però erano assolutamente attacchi politici a alla coerenza delle forze politiche che appunto oggi ci hanno portato anche a discutere di questo, di questo argomento.
Non c'era assolutamente nient'altro, ecco questo ho usato la la dichiarazione di voto per questa ragione.
Grazie, consigliere. Chiedo se ci sono altri per dichiarazione di voto.
Non vedo prenotazioni.
Quindi, salvo ripensamenti dell'ultimo minuto.
Passiamo alla votazione. Allora, ricordo che la trattazione congiunta votiamo separatamente prima all'ordine del giorno 316 a prima firma Giordani e a seguire l'ordine del giorno numero 317 a prima firma De Giacomi. Apriamo la votazione per l'ordine del giorno numero 316 a prima firma Giordani. Grazie.
Chiudiamo la votazione, grazie.
Abbiamo 28 presenti, 28 votanti, 6 favorevoli, 22 contrari. Il Consiglio non approva l'ordine del giorno numero 316, a prima firma Giordani. Apriamo ora la votazione per l'ordine del giorno numero 317, a prima firma, consigliera De Giacomi, grazie,
Chiudiamo la votazione, grazie.
Abbiamo 28 presenti 22, votanti 22, favorevoli zero contrari zero, astenuti 6 non votanti. Il Consiglio approva l'ordine del giorno numero 317, a prima firma, consigliere De Giacomi.
Passiamo ora alla trattazione dell'ordine del giorno numero 1, a prima firma Geiger, presentato oggi nel corso degli interventi di inizio seduta, avente ad oggetto adesione alla campagna delibera. Diamo linfa al bene per destinare il 2% del fondo unico giustizia al riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie nel trentesimo anniversario della legge 109 del 1996. Do la parola al consigliere Galdiero, prego. Sì, grazie, Presidente. Dunque, come ho provato a dire anche dell'intervento di inizio seduta, questa proposta.
Perché arriva nel trentesimo anniversario della legge 109 del 96, ma affronta uno dei problemi più concreti che abbiamo davanti. Quando parliamo di beni confiscati, non basta, cioè sottrarre un patrimonio alla criminalità organizzata. Dobbiamo essere ovviamente nelle condizioni di poterlo restituire davvero alla società per capire la dimensione del problema. Credo che sia utile partire dai numeri e secondo i dati dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata e la cosiddetta ANSC. Alla fine del 2025 risultavano quasi 28.000 immobili già destinati e oltre 19.000 ancora in gestione, appunto all'Agenzia. Questi numeri sono ovviamente enormi e dentro a questi numeri sono appartamenti, ville, terreni, negozi, capannoni, aziende, patrimoni che però non hanno rappresentato la forza economica delle organizzazioni criminali che lo Stato è riuscito a sottrarre loro. Dobbiamo però essere anche rigorosi nel racconto, cioè dire che un bene è in gestione all'Agenzia non significa automaticamente dire che sia un bene abbandonato o che non venga destinato esclusivamente perché mancano i soldi, il percorso, ovviamente molto più complesso dal momento del sequestro, la confisca definitiva, la destinazione e l'effettivo riutilizzo, possano esserci i procedimenti giudiziari ancora aperti, i diritti di terzi dei creditori da tutelare, occupazione, ipoteche, problemi catastali e urbanistici. E poi ci sono le condizioni materiali dei beni. Può accadere che un Comune o un ente del terzo settore si trovi davanti ad uno ad un immobile che per diventare una scuola oppure una sede associativa, uno spazio sociale, un centro antiviolenza, un presidio culturale oppure un luogo nel quale realizzare servizi abbia bisogno di interventi molto importanti. Bisogna che cioè ristrutturare e mettere a norma, abbattere barriere architettoniche, rifare gli impianti, garantire sicurezza e ovviamente agibilità e tutto questo, ovviamente ha un costo e il problema, quindi non termina nel momento in cui lo Stato confisca un bene, anzi, da quel momento comincia una seconda sfida, cioè trasformare una vittoria giudiziaria in una vittoria sociale. C'è un altro dato è contenuto nella nella relazione dell'ANP ASC, che credo meriti particolare attenzione. Nel 2025, come dicevo, anche questa pomeriggio, 959 immobili sono stati avviati alla vendita per 736. Di questi la decisione è arrivata dopo che era stata accertata a seguito di ripetuti tentativi l'impossibilità di procedere alla loro destinazione. Questo non significa che tutti quei beni, ovviamente non siano stati destinati per mancanza di risorse. Sarebbe o giustamente scorretto sostenerlo. Significa però che abbiamo un problema strutturale, cioè dobbiamo aumentare la capacità del sistema pubblico e sociali di accompagnare i beni confiscati fino al loro effettivo riutilizzo. Ed è esattamente dentro questo problema che si inserisce la proposta di Libera, che proviamo ad assumere con la presentazione di questo ordine del giorno. Dobbiamo anche, però, ovviamente, prima di capire bene la proposta, spiegare bene che cos'è il FUG, il Fondo unico giustizia, perché spesso ovviamente, insomma, è difficile capire i meccanismi, se e capire esattamente che cosa c'è dentro le fughe. È stato istituito nel 2008 con l'obiettivo di razionalizzare la gestione delle risorse finanziarie oggetto di provvedimenti giudiziari nel Fondo confluiscono, secondo quanto previsto dalla normativa, somme di denaro e proventi, nonché determinati rapporti finanziari e assicurativi sottoposti a sequestro o confisca nell'ambito dei procedimenti penali, procedimenti di prevenzione e di altri procedimenti previsti previsti dalla legge. In termini molto semplici, possiamo dire che, mentre l'Agenzia si occupa del complesso sistema di amministrazione e destinazione dei beni sequestrati e confiscati, il Fondo unico giustizia rappresenta lo strumento attraverso il quale viene accertata e gestite una parte importante delle risorse finanziare interessate da provvedimenti dell'autorità giudiziaria. Al 30 giugno 26 il valore complessivo del Fondo risultava superiore a 4 miliardi e 624 milioni di euro. Di questi, circa 2,4 miliardi erano costituiti da risorse liquide oltre 2,2 miliardi delle risorse non liquide, cioè titoli, fondi, gestioni patrimoniali, i rapporti assicurativi e altre attività finanziarie.
Chiariamo anche un punto, ovviamente non significa che lo Stato può disporre di tutti quei di questo salvadanaio di 4,6 miliardi e quindi non può neanche decidere liberamente come spenderlo, perché una parte di queste risorse, infatti, sottoposta a sequestro, non la confisca definitiva era differenza ovviamente sostanziale. Il sequestro è una misura che sottrae temporaneamente la disponibilità del bene al soggetto interessato, ma il procedimento giudiziario può concludersi anche con la restituzione di quel sequestro, di quel bene sequestrato a chi, alla persona, insomma, una società al quale è stato appunto sequestrato. La confisca definitiva, invece, determina l'acquisizione del bene da parte dello Stato. Per questo il sistema deve mantenere una quota significativa delle risorse necessarie a garantire eventuali restituzioni. Soltanto le somme che, secondo i criteri stabiliti dalla legge risultano disponibili, possono quindi essere trasferite e successivamente riassegnate e qui arriviamo ad un altro elemento importante per capire la proposta che oggi di di chi chiediamo, insomma, di di di approvare e di discutere le risorse che dal Fondo unico giustizia vengono effettivamente versati allo Stato sono successivamente ripartite secondo percentuali definite dalla normativa e dai relativi provvedimenti attuativi. I DPCM adottati finora hanno previsto una ripartizione pari al 49% al Ministero dell'interno, un 49% al Ministero della Giustizia e un 2% all'entrata del bilancio dello Stato. Quindi il fondo già oggi ha una funzione pubblica molto importante, cioè contribuisce a finanziare le politiche della sicurezza e il funzionamento della giustizia. La proposta di delibera non mette in discussione questa funzione, pone però una questione politica estremamente concreta, cioè possiamo fare in modo che una quota stabile di queste risorse contribuisca direttamente anche a dare nuova vita ai patrimoni confiscati. Libera propone di destinare il 2% appunto del FUG al riutilizzo sociale dei beni confiscati ed è importante capire che cosa significhi riutilizzo perché l'assegnazione formale delle chiavi di un immobile ad un comune, ad un'associazione non conclude il percorso di riassegnazione, quel bene debba essere messo, come dicevamo nelle condizioni di vivere. Servono investimenti per recuperarlo e rifunzionalizzarla, ma servono anche risorse per avviare le attività e garantire continuità ai progetti. Esattamente quello che abbiamo scritto nelle premesse dell'ordine del giorno c'è, il recupero, richiede risorse, non soltanto per la ristrutturazione degli immobili, ma anche per l'avvio delle attività, la gestione e la continuità dei progetti. E qui entra in gioco il ruolo degli enti locali. Molto spesso sono proprio i comuni, insieme agli enti del Terzo settore, alle cooperative sociali, alle associazioni a trovarsi al nell'ultimo e decisivo tratto di questa filiera, cioè lo Stato sequestra la magistratura, confisca, l'Agenzia, amministra e destina il bene, ma poi quel bene, appunto, deve aprire le porte e sono spesso le comunità locali, i comuni, gli altri enti che dicevo prima, doverlo trasformare concretamente in qualcosa di utile. Per questo ritengo particolarmente importante il principio alla base della campagna di libera, cioè utilizzare una parte delle risorse provenienti dal circuito della giustizia per consentire ai beni sottratti alla criminalità di tornare davvero nelle mani della collettività. C'è una coerenza.
Profonda nella nostra in questa proposta, significa trasformare il patrimonio illegale in una risorsa per la legalità. Significa che il denaro e i patrimoni sottratti attraverso l'azione dello Stato possono contribuire a finanziare i luoghi nei quali si costruiscono l'inclusione: lavoro, cultura, associazionismo, welfare e partecipazione. E significa anche impedire un paradosso che dobbiamo evitare, cioè che lo Stato riesca a vincere. La difficilissima battaglia è necessaria per sottrarre un bene la criminalità organizzata e poi quel patrimonio rimanga per anni inutilizzato perché mancano le risorse, è necessario per renderlo effettivamente fruibile. Per questo il nostro ordine del giorno non si limita a dichiarare una generica condivisione della campagna e ma contiene anche, diciamo, impegni molto precisi. Chiediamo infatti che il Comune di Bologna aderisca. Intanto formalmente abbiamo linfa al bene che questa campagna, appunto di libera e sostenga la richiesta di destinare stabilmente il 2% del FUG alla valorizzazione e gestione e riutilizzo sociale dei beni confiscati. Chiediamo poi anche al Sindaco e alla Giunta di rappresentare questa posizione al Governo e al Parlamento, sostenendo nelle sedi istituzionali competenti l'adozione delle misure necessarie. Ma c'è anche un re. C'è anche un secondo passaggio che considero e consideriamo altrettanto importante e chiediamo anche al Comune di farsi promotore presso ANCI nazionale e regionale ed un con di un confronto tra gli enti locali finalizzato alla definizione di una proposta operativa da sottoporre al Governo e al Parlamento, perché questa pro problema riguarda direttamente i Comuni e credo proprio che i comuni possano spiegare meglio di quel di chiunque altro che cosa accade quando un bene confiscato arriva sul territorio, quali opportunità apre, ma anche quali problemi amministrativi, tecnici, finanziario occorre affrontare, affrontare per farlo vivere. Infine, chiediamo di utilizzare anche i canali istituzionali del Comune per far conoscere questa campagna, coinvolgendo libera e le altre realtà del territorio e di trasmettere anche l'ordine del giorno al Presidente del Consiglio Ministri competenti alla Presidenza di Camera e Senato, ad ANCI, ANCI Emilia Romagna e la libera non stiamo quindi vota votando un atto che diciamo puramente simbolico, dicevo, di adesione alla campagna, ma stiamo chiedendo alla nostra città di schierarsi su una proposta nazionale è concreta e di contribuire, attraverso la propria rete istituzionale, a trasformarla in una misura strutturale. Faccio presente che questa campagna ovviamente ha raggiunto moltissimi altri Comuni e molti altri Comuni. Questo ordine del giorno è stato condiviso, proposto, discusso o verrà discusso nei prossimi giorni. Stiamo perché insomma, dobbiamo tenere insieme due appunto immagine. La prima è quella della confisca, cioè lo Stato che entra in un patrimonio costruito attraverso il potere criminale dice che quel patrimonio non appartiene più alla mafia. E una seconda immagini, che è quella, appunto della restituzione.
Quindi un cancello che viene riaperto, una luce che viene accesa, un mio, un immobile che so che torna ad essere frequentato, qualcuno che ci lavora dentro, magari qualcuno che lo anima, e un servizio ovviamente che accoglie chi poi quel servizio lo deve qui, quel luogo lo deve frequentare una comunità, quindi che entra in un luogo che prima rappresentava il potere, la richiesta della criminalità organizzata e che in quel momento, al momento della confisca, come dire, torna ad assumere un significato che è quello per cui appunto viene confiscato, perché è un bene confiscato e è una sconfitta, ovviamente per le mafie e la criminalità organizzata, ma un bene confiscato che viene restituito alla collettività e anche una vittoria sociale dello Stato. Ed è questa seconda parte che oggi vorremmo rendere più forte, attraverso il voto di questo ordine del giorno. Ecco, io scusate, se ci ho messo mi sono dilungato sulla spiegazione dei contenuti dell'ordine del giorno, ma era importante per cercare anche il voto unanime del Consiglio comunale, che capiste bene le ragioni dietro le quali c'è questa richiesta di adesione alla campagna di assunzione di questa responsabilità, perché insomma, possiamo ovviamente avere opinioni diverse sulla politica, ma vorrei insomma, che da questo Consiglio comunale e mi è parso, come dire che già in altre occasioni faccio ad esempio riferimento a quando abbiamo trattato ordine del giorno sul sul gioco d'azzardo, dove siamo riusciti ad uscire con un voto unanime dell'Aula. Insomma, vorrei che arrivasse un messaggio chiaro e verso la nostra città e verso i bolognesi, cioè quello che viene sottratto alle mafie, deve tornare davvero alle nostre comunità e se possiamo utilizzare una piccola parte di risorse recuperate attraverso la giustizia, per fare in modo che questo accada più veloce, più velocemente per più beni e in più territori. Credo che Bologna, insomma, debba dire con chiarezza che questa è una strada che vale percorrere. Grazie, Presidente.
Grazie, consigliere Geiger. A questo punto apriamo il dibattito. Chiedo se ci sono consiglieri che intendono intervenire in corso di dibattito. Vedo la prenotazione della consigliera Rontini, prego, a lei.
Grazie, Presidente. Valori e ringrazio il consigliere Geiger, che ha fatto un'illustrazione anche corposa dell'ordine del giorno e infatti i tanti temi, tanti punti che ha toccato il Consigliere che tutti meritano e meriterebbero un approfondimento e per questo motivo che noi non avevamo votato l'ammissibilità oggi in Consiglio, proprio perché sono tanti punti che un po' valeva la pena approfondire in Commissione per capire se la strada, diciamo così, e più giusta, più corretta o anche più fattibile e sia quella proposta dall'ordine del giorno. Questo perché chiaramente la proposta di Libera che poi il Consigliere Gaigher, diciamo così, cerca di perorare con questo ordine del giorno, diciamo, in linea teorica, può essere giusta, però va inquadrata in una serie di anche i provvedimenti che negli ultimi anni sono stati fatti e che sono tuttora altri invece sono all'esame del Parlamento in questi mesi per capire se sia la misura corretta, ad esempio, io dico lo dico chiaramente per ignorante, nel senso che io non so ad oggi se quanto sia quel 2% del fondo unico giustizia, se siano solo le risorse che mancano per poter far sì che gli enti locali e riescono poi a mettere a terra quei progetti di diciamo riqualificazione e rifunzionalizzazione dei beni confiscati alle mafie, se si erano soltanto le risorse e se quel 2% ad esempio sia adeguato, insufficiente, ho troppo rispetto a quelli che sono poi effettivamente i beni da.
Da far rivivere, diciamo così, e su questo, ad esempio il una delle diciamo dei dei percorsi normativi che sono tuttora in corso e ce ne sono proprio sul tema che diceva il Consigliere, cioè il fatto di ad esempio, accelerare i tempi tra il sequestro e la confisca allarme, la messa a disposizione anche degli enti locali. Anche questo Governo ha fatto diversi interventi e innanzitutto nel 2024 è stato istituito un commissario straordinario proprio per superare quei ritardi burocratici che rallentano l'assegnazione degli immobili. Questo è stato proprio una una scelta del Governo per accelerare le procedure di recupero e rifunzionalizzazione dei beni confiscati è stata anche recepita una direttiva europea particolare asset recovery, proprio che diciamo pure mira a potenziare il tracciamento, congelamento e confisca dei beni patrimoniali illeciti, ad esempio anche in ambito Transport transfrontaliero ad oggi è ancora in corso di esame in Parlamento ed è qui che, secondo me, magari chi vuole fare questa proposta sui fondi potrebbe inserirsi e dato che è ancora in esame, è una serie di disegni di legge e mirate a riformare proprio la gestione dei beni che da un lato mira ad abbreviare i tempi medi tra il sequestro e la confisca definitiva, che attualmente appunto, sono stimati in circa 8 anni e introdurre maggiori tutele per la continuità aziendale delle imprese sequestrate, anche salvaguardando i posti di lavoro dei dipendenti. Quindi, come dire, ci sono comunque già in corso alcune chiuse e altri in corso e delle misure che sono allo studio e all'esame del Parlamento, che ripeto, dal punto di vista nostro, appunto, se magari approfondendo meglio in quale modo in quale misura si può, si può richiedere anche una maggiore stanziamento di fondi e insomma, a nostro avviso, ma credo che sia evidente anche giustamente dalla dalla articolate, insomma, spiegazione che ha fatto il Consigliere, sono temi che potevamo magari cercare di capire meglio approfondire in Commissione. Poi, come sappiamo bene il Parlamento tutto a luglio del 2026 ha approvato anche una legge. Liberi di scegliere che era stata approvata all'unanimità per istituti, istituzioni, istituzionalizza. Chiedo scusa a livello nazionale, un protocollo che prevede dei percorsi di tutela giuridica, psicologica e sociale per favorire l'allontanamento di donne e minori dai contesti e dalle famiglie mafiose, offrendo appunto la possibilità di rifarsi una vita ovviamente sul piano repressivo e di risorse. Sappiamo che il Governo ha confermato a blindato l'applicazione del regime di carcere duro 41 bis e le norme sull'ergastolo ostativo e in quel quadro di diciamo limitazioni all'utilizzo delle intercettazioni a ovviamente escluso tutti quelli che sono i reati che hanno a che fare con la criminalità organizzata, nonché e il terrorismo. Ci sono poi anche un'altra serie di norme che non sto a richiamare, però quello che voglio dire, che secondo me è un elemento positivo, è che.
Il Parlamento tutto e anche in questo in questa legislatura è guidata dal Governo Meloni. C'è stata molta attenzione al tema della lotta alla criminalità organizzata, da un lato e dall'altro lato, anche alla appunto, al tema della miglioramento, velocizzazione dei tempi tra sequestro, confisca e poi assegnazione agli enti locali. Ripeto, non so se sia solo un tema di risorse, perché e faccio un esempio qui che riguarda Bologna, sappiamo bene che come abbiamo imparato in questo mandato e probabilmente l'unico bene, diciamo di di rilievo, insomma comunque l'unico sostanzialmente che è stato confiscato ed ha assegnato al Comune di Bologna e Villa Celestina e da anni viene poi, visto che qui in questo mandato dall'inizio sentiamo parlare appunto dell'importanza che è vera di dare anche come segnale, no, di far rivivere quei beni che sono stati confiscati, però dall'altro, da una parte, come dire, si predica avere dall'altra, si razzola male, perché questa Amministrazione, questa Giunta, nonostante il fatto che fossero già stati stanziati 4 milioni e mezzo da anni nel piano triennale dei lavori pubblici per riqualificare Villa Celestina. Poi sono stati tolti, se non sbaglio, due bilanci fa.
Per metterli invece sulla riqualificazione dell'edificio di via Carracci 61 63, che, come sappiamo, è stato è occupato abusivamente dall'ottobre del 2023, poi con una convenzione con ASL, insomma, diciamo che formalmente la Giunta ha cercato di regolarizzare. No, questa occupazione come transizione per emergenza abitativa, ma al di là il tema è questo, cioè nel senso i fondi li subiamo Celestina, c'erano da anni erano già stati stanziati sempre da questo Comune. La scelta che è stata fatta di spostarli su un altro progetto, a nostro avviso, rimane ovviamente molto discutibile e chiaramente ognuno su per noi rimane molto discutibile, perché toglierli da un bene che appunto era anche simbolo, no, di questa lotta alla mafia, di questa volontà quantomeno affermata, no, di rafforzare anche con questi Ucla, con la riqualificazione di questi beni di dargli nuova vita e ricordo che, ad esempio anche Villa Celestina, se non mi sbaglio, doveva accogliervi gli alloggi di edilizia residenziale sociale e comunque andare incontro all'emergenza abitativa che tra l'altro è un bene di anche per la posizione, per come è fatta anche di estremo pregio, e ed è ripeto, un simbolo, probabilmente poteva essere anche noi il primo simbolo di un risultato concreto di trasformare un bene confiscato, frutto appunto di attività criminali in qualche cosa che invece faceva del bene alla comunità. Questa Giunta ha scelto di togliere i fondi, questi in questo caso è un esempio, ovviamente che faccio primo, perché è concreto e riguarda il nostro Comune e, come dire, non credo di poter essere smentita dall'altro lato evidenzia come non è sempre su un tema di risorse la problematica, perché in questo caso le risorse c'erano.
Però è stato scelto e dei rosoni rimaste distanziate per un po' di anni e poi dopo e sono state spostate altrove, quindi anche a seconda delle amministrazioni, poi mi ricordo in Commissioni precedenti sempre interessanti della sesta Commissione sui temi dell'antimafia. Mi ricordo che, appunto si parlava di esperienze diverse, ovviamente a seconda della posizione geografica. No, dei comuni ci sono quelli che magari si ritrovano ad avere 2030 anche 100 beni confiscati e chi invece ne ha soltanto uno o due, quindi anche lì e come dire, non è un tema come dire, lineare e ripeto, non è sempre solo una questione di risorse, perché chiaramente chi magari ne ha solo uno o due come ente locale potrebbe anche farcela da solo, chi ne ha 100, chiaramente non può, come dire, provvedere da solo come amministrazioni locali a riqualificare come rimettere in funzione magari decine e decine di immobili, quindi su un tema anche somma organizzativi di Kapisa, capacità amministrativa, eccetera. Sicuramente l'idea della del del dedicare. Ecco una.
Una percentuale ecco, di del Fondo anche unico della giustizia potrebbe, come dire, essere meritevoli di valutazione, però ripeto, visto che si inserisce in un contesto in cui ci sono già dei percorsi normativi legislativi in atto e sono tanti elementi da tenere in considerazione. Secondo me, è giusto che chi magari a questa proposta o proposte analoghe sul tema dei fondi e si inserisca appunto tramite i rappresentanti in quelle che sono e gli emendamenti delle discussioni che saranno fatte in sede parlamentare. Il tema appunto della di Villa Celestina, secondo me rimane però esemplificativo, perché siamo qui a parlare no, di di di, di di fondi, di temi nazionali, però è quando poi dopo sì, si deve scegliere dove mettere i soldi dell'Amministrazione di Bologna, che erano già stanziati, ribadisco, su quel progetto da anni e poi dopo vengono spostati, trasferiti su tutt'altro tutt'altri obiettivi, quindi anche lì va bene chiedere, come dire, c'è un po' sempre l'abitudine di questa Giunta e di magari e richiamare il livello nazionale per chiedere fondi su qualsiasi cosa, ma prima cerchiamo di guardare come vengono investiti stanziati le risorse disponibili in questa Amministrazione e ringrazio comunque sinceramente il collega, perché sono tutti spunti utili e ribadisco, è per quello che anzi lo ritengo importanti, che ecco, da un punto di vista anche magari tecnico e per capire meglio come si poteva fare una proposta e nell'ambito anche no, delle dei percorsi legislativi ancora già in corso, si poteva trattare con più calma in Commissione. Grazie.
Grazie, consigliera. Ora la parola al Consigliere Beihai. Grazie, Presidente. Sì, vorrei dire, spero in maniera molto rapida, insomma, quello che penso rispetto a questo ordine del giorno, per cui ringrazio ovviamente il collega che l'ha proposta, abbiamo sottoscritto con convinzione e pensiamo che il tema comunque di fondo sia avere dei fondi strutturali e non una tantum, perché questo poi alla fine è il principio.
Perché altrimenti ci ritroviamo con delle singole casistiche di cui il CUN viene scaricato. La decisione sul Comune di cosa tagliare, piuttosto che no, per per investirci del danaro sopra e mi fa piacere che Fratelli d'Italia, ma questa attenzione rispetto a Villa Celestina, il problema è che il Governo non mette soldi su questo non mette i soldi sull'emergenza abitativa e quindi quando hai centinaia di famiglie e come anche oggi inviare il mondo è stato inaugurato un nuovo luogo di emergenza abitativa è il Comune deve far da solo tutto quanto. Quindi questa è la realtà materiale dei fatti e anzi vorrei anche esprimere solidarietà a libera per io credo, gli squali di attacchi che Fratelli d'Italia a Bologna muove contro un'associazione come Libera, evidentemente a Fratelli d'Italia a Bologna dà fastidio che ci sia un'associazione antimafia così seria e radicata nella nostra città. E questi attacchi.
Vengono mossi sempre con lo stesso metodo, cioè quando ci sono le Commissioni con queste associazioni Libera il Cassero chilowatt nessuno dice niente e poi dopo, quando non c'è contraddittorio Fratelli d'Italia a Bologna non fa altro che attaccare queste associazioni, ma oggi scopriamo oggi scopriamo che Fratelli d'Italia vorrebbe, vorrebbe avere, come dire, la la ristrutturazione dei fondi per Villa Celestina noi siamo ben felici, immagino che si scuseranno anche per l'attacco che muovono contro questa associazione antimafia e naturalmente quello che noi auspichiamo è che questo ordine del giorno, che ovviamente è un atto di indirizzo politico del nostro Comune, molto pertinente, dal momento in cui c'è una campagna in corso, c'è stata la festa proprio a Villa Celestina in questi giorni, che insomma diversi di noi abbiamo anche avuto il piacere di di frequentare questo ordine del giorno. Credo che sia molto opportuno nel merito e nel metodo. Quindi quello che noi possiamo fare come atto di indirizzo è naturalmente votare un atto che ha una proposta concreta, ma che ovviamente vuole appunto avere il più ampio consenso possibile dal momento in cui, come abbiamo ascoltato, c'è sicuramente la disponibilità di sostenere, di sostenere Villa Celestina al suo progetto, le associazioni che si occupano di antimafia in città e che stanno provando stanno promuovendo questa questa campagna senza nascondersi. Ecco dietro elementi che invece appunto poi fanno non fanno altro che scoprire il fatto che alla fine il Governo non è che ha messo i soldi da una parte o dall'altro, la messi da nessuna parte, cioè né nella ca né sulle politiche abitative, come ben sappiamo, ma nemmeno a per aiutare i Comuni a a utilizzare i beni confiscati alla mafia. Grazie.
Grazie, consigliere. Ora la parola al Consigliere Tarsitano, prego. Grazie e ringrazio anche il collega Geiger per aver proposto questo ordine del giorno. Ci tengo a fare alcune precisazioni. È curioso anche di sentire cosa dirà la collega Scarano dopo di me, a seguito anche delle parole del collega Begaj, in primis sulla questione che il Governo Meloni ha fatto tanto sul tema mafie, è vero, bisogna riconoscere che è stato approvato. Approvata la legge Liberi di scegliere, però bisogna anche ricordare che è stato abolito l'abuso d'ufficio che ha un suo rilievo per quanto riguarda i reati ponti in materia amministrativa e bisogna ricordare che è stato abolito il controllo concomitante della Corte dei conti sul PNRR e anche questo è assolutamente preoccupante e sarà diciamo, protagonista della tragedia di tutto ciò che saranno i controlli successivi relativi alla spesa dei fondi PNRR e le infiltrazioni mafiose nella spesa di questi ultimi, e ci tengo anche a sottolineare un elemento su Villa Celestina si è parlato appunto che è stata fatta una scelta deliberata e politica di spostare i fondi, ma va anche ricordato che questi fondi comunali e non erano sufficienti per coprire l'aumento e il lievitare delle spese per poter fare un'opera di riqualificazione in quel contesto, perché forse i colleghi di Fratelli d'Italia non sono mai stati in quel bene, ma se l'hanno visto, si ricorderanno che esistono solo le diciamo.
De le mura portanti e poco altro, quindi gli interventi richiedono veramente un cospicuo quantitativo di denaro e poi chiudo sul tema del food. È da più di un anno che questa proposta gira nelle piazze d'Italia aggira sulla stampa, gira diciamo.
Nelle nelle aule anche delle dei Consigli comunali e più volte è stata riportata all'attenzione di quest'Aula anche da me, dal collega Geiger e da altri. È curioso che un Governo che si impegni così tanto in materia di antimafia. Nulla sappia di questa proposta e anzi chiede un approfondimento in Commissione consiliare per poter meglio valutare se oggi esprimersi favorevolmente o meno su questo tema. Ricordo che più o meno il 2% del food è una cifra intorno ai 90 milioni di euro e sarebbe assolutamente rilevante e significativa per andare a a portare in maniera positiva alla ristrutturazione e riqualificazione dei beni, oggetto appunto della trattazione fatta dal collega Geiger grazie.
Grazie, Consigliere.
E ora la parola alla consigliera Scarano, prego. Ma io intervengo principalmente perché sono stata chiamata in causa, perché la realtà in questione, che poi viene citata nell'ordine del giorno, è una delle realtà che ho citato come esempio nel mio intervento della scorsa settimana, però.
Cari colleghi, nel momento in cui io.
Esplicito a una mia opinione relativamente all'utilizzo di fondi pubblici, non si tratta di attacchi, si tratta di esplicitare il proprio pensiero per me l'utilizzo della tassa di soggiorno.
Perché in quel caso è stata citata, libera, al pari di altre realtà. È chiaro che la lista è lunga. Avevo la risposta a una interrogazione, ho citato libera, come ne ho citato un altro paio, ma ne potevo citare il tempo mancava alcune centinaia di realtà. Per me l'utilizzo di quello di quell'imposta su determinate realtà, tra l'altro l'utilizzo non condiviso, non condiviso con le realtà cittadine che si occupano di turismo e che da tempo chiedono all'Amministrazione soprattutto a questa Giunta di essere interpellate e non che ricevano le comunicazioni a cose già fatte, già decise e fatte io lo metto in discussione. Se poi è l'utilizzo che fa.
La Giunta sulla tassa di soggiorno a voi val bene, abbiamo i pareri diversi. Non si tratta di un attacco. La dovete smettere di usare la parola attacco quando qualcuno non la pensa come voi non è la prima volta che succede anche il Primo Cittadino. Sono stanco degli attacchi delle destre, ma non è vero. Noi interveniamo nelle cose, così come ha fatto prima anche la mia collega aggiuntivi, citando un'altra realtà molto amica di questa maggioranza i del MoVimento, ad esempio, che continua a ricevere centinaia di migliaia di euro sono fondi pubblici per un servizio in base a una convenzione che non lo prevede.
Quindi noi diciamo la nostra opinione, la motiviamo, la esplicitiamo spesso supportata da numeri che ci vengono forniti a fatica dai relativi settori, e questo non è un attacco e non pensate esattamente come voi e la democrazia che vi piaccia o no.
L'ha pensata in un modo, avete la maggioranza, avete i numeri per decidere, lo fate, ci mancherebbe. Non vado a sindacare su questo la mia presenza quest'oggi in quest'Aula oggi e negli anni precedenti e in quel po' di tempo che ci condurrà alla fine di questo mandato, è semplicemente esplicitare il nostro pensiero a dire perché non la pensiamo così. Non si tratta di attacchi sia tratta di opinioni condivisibili o meno, ma è il mio pensiero e almeno finché siedo qui, lasciatemi almeno la libertà di esplicitarlo. Grazie.
Grazie, consigliera. Ora la parola al Consigliere Begaj per il secondo intervento.
Grazie, Presidente. Poche parole per invitare la collega che mi ha preceduto a leggere il comunicato di libera. Evidentemente sono son sognati quest'attacco, visto che si chiama proprio un altro attacco da parte di Fratelli.
È successo. Ecco, dicevo, invito la collega a leggere il comunicato di libera, evidentemente un'associazione antimafia si è sognata un attacco da parte di Fratelli d'Italia, che non è il primo, peraltro e quindi ha ricevuto veramente migliaia di condivisioni, di commenti da parte di tutta Italia, anche di persone che si occupano di antimafia. Evidentemente Fratelli d'Italia a Bologna vuole insegnare a spiegare a questa associazione e a atto a tutti coloro che insomma, si occupano di antimafia, cos'è un attacco? No, forse un po' di umiltà, forse un po' di umiltà a cercare di capire cosa dicono un'associazione antimafia su questo, su questo, su quello che è successo proprio apro la scorsa settimana. Io credo che possa aiutare, grazie.
Grazie, consigliere. Pregai. Chiedo se ci sono altri interventi, altrimenti passeremo alle alla fase di votazione.
Dal momento che non vedo altri interventi, dichiaro chiusa la discussione e do la parola al Consigliere Gaigher e poi passeremo alla fase di dichiarazioni di voto.
Ebbene, grazie al Presidente. Grazie anche per per il dibattito. Diciamo che il sogno dell'unanimità si è infranto contro, come dire, quella che era un'evidenza che forse non volevo vedere o che speravo di non vedere che oggi, ma che si è ovviamente e come dire, manifestata per come in realtà che su questi temi c'è una distanza abissale, come tra posizioni politiche, diciamo del centrosinistra rispetto.
Alla postura e che Fratelli d'Italia e il centrodestra tengono su questi temi. Io ci tenevo a dire una cosa anche in merito all'ultimo agli ultimi due interventi dei colleghi, rispetto a quanto sostenuto dalla collega, c'è stato poi, come dire, ripreso appunto in un comunicato.
Che libera a Bologna, ha voluto e può stare sul proprio profilo social e che appunto ricordava il collega Begaj, a diciamo ottenuto diversi commenti anche stupiti e un conto è criticare l'Amministrazione criticare anche l'associazione sui contenuti che magari promuove, dicendo che magari possono essere fatte meglio alcune attività, però ecco un conto è criticare un conto, è adombrare sospetti rispetto alla legittimità che associazioni come Libera e ma come anche altri soggetti diciamo sviluppano e al livello di attività nel nostro Comune ci sono, non è che c'è una ami, una associazione in questa città collabora con l'Amministrazione comunale, allora.
Come dire, distrae fondi pubblici o, come dire, fa le cose sottotraccia, perché deve fare i giochini. Cioè qua il tema è che c'è un'associazione e io voglio e sfido qualsiasi altro ente del Terzo settore.
Che, come dire, ha fatto chi chiedeva magari la possibilità eventualmente di chiedere alla gestione del bene confiscato Villa Celestina stiamo parlando fra l'altro di un prato, di un di un giardino dove non c'è neanche una copertura quindi ci sono, c'è un'associazione che tutti.
IMI gli anni cerca di animali per tutto l'anno attività in un luogo che anche è difficile da gestire. Ecco, io vorrei sapere se c'è qualche altra associazione in città che ha avuto modo o che vorrebbe prendersi cura di una di un bene messo così. Mi dispiace molto che l'ordine del giorno chiediamo che stiamo per votare non raggiungerà l'unanimità, ma solo probabilmente i voti della nostra parte della della maggioranza e speriamo eventualmente per le prossime volte, di riuscire invece ad ottenerlo. Grazie.
Grazie, Consigliere. A questo punto passiamo alla fase di votazione e chiedo se ci sono dichiarazioni in fase di dichiarazione di voto.
Dal momento che non ci sono iscritti, passiamo ora alla votazione vera e propria. Apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione.
Ci sono 22 consiglieri presenti 20 votanti 20 favorevoli, 2 non votanti. Il Consiglio comunale approva questo ordine del giorno.
Sono le 18 in questo istante, per cui la seduta è chiusa ed è chiusa alle ore 18, grazie a tutte e tutti.
