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CONTATTACI
Buongiorno a tutti. Iniziamo i lavori del Consiglio comunale per questa seduta ordinaria del 19 ottobre. Chiedo ai colleghi di prendere posto, grazie.
Chiedo, come sempre la segreteria Generale di procedere con la verifica del numero legale. Invito i Consiglieri connessi da remoto ad accendere la telecamera quando danno la presenza e nel caso in cui riscontrassero problematiche all'accesso al sistema di voto elettronico, verificare preventivamente eventuali problemi in modo da avvertire per tempo i tecnici. Grazie, prego.
Grazie, buongiorno, Angiuli.
Megahy.
Bernagozzi Bittini.
Caracciolo assente giustificato Celli presente da remoto Ceretti.
L'azienda da fare molto buongiorno, cima, Presidente. Buon pomeriggio De Biase, De Giacomi, De Martino.
Di Benedetto.
Di Pietro Diaco fattori:
Foresti.
Geiger, Giordani, Iovine, Larghetti, manca Marcasciano, Mazzanti.
Monticelli, Naldi, Negash, piazza pizza Quercioli.
Santori presente, buongiorno, Scarano.
Stanzani.
Tarsitano, Toschi, Venturi.
E Zontini, numero legale raggiunto la seduta è valida.
Ringrazio la segreteria generale e dunque nomino intanto come scrutatori i Consiglieri Geiger, Di Pietro e Pizzol, se nulla osta.
E proseguiamo con gli interventi di inizio seduta.
Prima di procedere a viso i Consiglieri che sono presenti alcune testate giornalistiche che quindi saranno svolte delle riprese qui in Aula durante il Consiglio, il primo intervento è del Consigliere Fattori. Nuovo codice della strada e i diritti dei pedoni. Prego, Consigliere.
Ignorate precedente. Allora, sappiamo, nell'intenzione di questo Governo di apportare modifiche al codice della strada. Infatti, sulla base della legge delega 177 2004, è stato approvato in via preliminare un nuovo testo di codice sono stati fatti anche nei periodi precedenti diversi interventi in Consiglio comunale su una visione che caratterizza questo Governo, non solo autocentro Kamachi diminuisce in maniera sensibile il potere delle amministrazioni locali di intervenire per aumentare la sicurezza della utenza più vulnerabile. Ecco, però, in questi giorni ha avuto particolare rilevanza una notizia rispetto a queste proposte di modifica, particolare rilevanza, una notizia che mette in evidenza come l'articolo 64 dello schema di decreto dica che i pedoni, prima di attraversare la prima di iniziare l'attraversamento, si fermano e verificano che i conducenti dei veicoli che sopraggiungono ne abbiano visti e si fermino per dare loro la precedenza che dia uno può dire: beh, certo, no, è una norma di buonsenso quello che tutte le norme insegnano ai nipoti genitori, figli. No, prima di attraversare comunque guardate no, che ci siano condizioni di sicurezza.
Peccato che di buone intenzioni siano lastricate le vie dell'inferno, oppure che il diavolo si annidi nei dettagli, perché non occorre un ragionamento approfondito per capire che questa norma stravolgerebbe completamente il rapporto tra pedoni e conducenti di veicoli nella fruizione degli attraversamenti pedonali e di fatto eliminerebbe il diritto di precedenza del pedone che attraversa sulle strisce, perché se un pedone viene investire da un altro, significa che evidentemente non si è non si sarebbe accertato del patto che l'automobile, l'automobilista lo veda e si ferma. Questo avrebbe delle ovviamente conseguente sulla sicurezza, sulla funzione degli attraversamenti pedonali renderebbe e in ogni caso di investimento renderebbe, in una situazione di concorso di colpa del pedone che si è fatta investire, perché evidentemente non è stato abbastanza attenta, aumenterebbe i contenziosi, probabilmente a avvalersene, a goderne di questa cosa sarebbero anche in gran parte le compagnie di assicurazione che dovrebbero limitare evidentemente i risarcimenti. No, allora noi abbiamo avuto nel 2026, per ora ci sono i dati dell'Osservatorio, su 327 pedoni uccisi sulle strade, 151 sono stati uccisi sugli attraversamenti pedonali. Allora noi dovremmo dire che un nuovo codice che questi 151, che sono state uccise, perché per colpa loro non sono stati sufficientemente attenti. Allora, proprio in considerazione del fatto che a questa notizia è stata data particolare rilevanza in questi giorni, no, appunto, a volte con toni. Beh, finalmente anche il pedone viene responsabilizzato. Ripeto, di buone intenzioni. Sono lastricate le vie dell'inferno. Allora presento un ordine del giorno di cui chiedo la trattazione urgente per poter discutere in Consiglio della norma perché chiedo di discutere direttamente, perché mi sembra una norma talmente demenziale, talmente assurda in modo evidente che non servono particolari approfondimenti in Commissione consiliare. Quindi presento questo ordine del giorno e ringrazio chi ha contribuito con me a redigerlo la consigliera Larghetti e altri della maggioranza e lo presento chiedendone la trattazione immediata. Grazie,
Grazie, grazie, consigliere Fattori. Allora ora do la parola del Consigliere Di Benedetto per il suo intervento. Scontri in città il titolo. Prego, Consigliere.
Grazie, Presidente. Prima di tutto, alla luce di quanto è accaduto nella nostra città, nella giornata di sabato e in particolare la sera, la piena e totale solidarietà a tutte le Forze dell'ordine.
Per quanto è accaduto, perché noi lo abbiamo visto, sono 75 gli agenti che sono rimasti feriti. Io ho visto coi miei occhi agenti con la faccia insanguinata, piedi rotti, altre fratture che sono rimasti per ore al fianco dei loro colleghi per difendere una città che è stata messa sotto assedio da alcune centinaia di criminali.
Quanto è accaduto è totalmente inaccettabile. Lo dico molto chiaramente e deve avere delle risposte chiare, nette e precise da parte di tutte le istituzioni a livello governativo. Si stanno trovando anche con urgenza col Consiglio dei Ministri per predisporre delle misure e questo è positivo, però da parte del Sindaco Lepore. Lo dico chiaramente: serve una presa di posizione chiara con degli atti non bastano più le parole, perché il Comune ha dei degli strumenti che può utilizzare e deve utilizzarli. Altrimenti il silenzio sarà molto significativo come messaggio. Prima di tutto vanno individuati i responsabili e vanno tutti denunciati. Il Comune deve denunciarli e deve costituirsi anche parte civile per chiedere i danni. Tutti i responsabili devono pagare di tasca loro. Se sono minori, devono pagare le famiglie e tutte le sovvenzioni.
Che ricevono da parte del Comune, devono avere fine perché noi non possiamo sovvenzionare dei criminali che distruggono alla città.
Dove non ci sono atti che prevedono direttamente la galera. Allora il Sindaco deve chiedere al tavolo provinciale per la sicurezza il Daspo urbano, perché questi soggetti che hanno partecipato ad azioni violente vanno espulsi dalla città perché non non vogliono fare parte di un consorzio sociale, non vogliono alla convivenza civile, quindi vanno accompagnati alle porte di Bologna.
Ma non solo noi abbiamo visto.
Centri sociali. Festeggiare io leggo un post di Laba: il vento di Parigi ha attraversato l'Europa ed è arrivato fino a Bologna. La vostra paura non fermerà la voglia di alzare la testa. Le piazze, si riempiono, le strade, si riempiono, il vento cambia con l'immagine, con le fiamme, l'incendio in mezzo alla strada. Quest'questa realtà gode di uno spazio pubblico.
Qua, a mio avviso si supera ogni limite. Questo spazio pubblico va revocato, così come anche tutti gli eventuali finanziamenti. La stessa misura va usata per tutti gli altri centri sociali e collettivi che si sono resi responsabili di avere partecipato a queste manifestazioni, perché lo sappiamo tutti, lo abbiamo visto tutti e non venitemi a raccontare che sono studenti che protestano, perché gli studenti hanno fatto le loro manifestazioni, le hanno fatte in maniera alcuni mai riordinata, alcuni in maniera disordinata. Ma chi era lì quella notte ha visto che non erano studenti, non erano gli studenti che protestavano la mattina e al pomeriggio erano gruppi più o meno organizzati diverse seconde generazioni, ma non solo. E c'era una regia da parte di persone che non erano ragazzi, erano adulti, erano quelli col piccone in seconda fila che liberavano le pietre per lanciarle contro la polizia che in bevevano di benzina. Gli stracci, poi avvolti intorno alle batterie delle mobile, usati come bombe. Erano tutti adulti, sempre le solite realtà, sempre i soliti soggetti. Non usiamo la scusa degli studenti, perché qua si tratta di azioni criminali, di una guerriglia urbana contro la nostra città. Dobbiamo rispondere in maniera chiara, ferma e compatta. Presento due ordini del giorno, uno per dare solidarietà alle Forze dell'ordine, l'altro per chiedere al Sindaco che predisponga tutte queste misure così coi fatti il Consiglio comunale e il Sindaco diranno da che parte stanno. Grazie, Presidente.
Grazie, Consigliere Di Benedetto. Ora la parola va al Consigliere Negash il titolo del suo intervento. Consigliere, lasciate i migranti nelle mani dei trafficanti e sfruttatori. Consigliere a lei la parola. Prego.
Scusate, interrompiamo un attimo il caos. La seduta consiliare.
Allora, riapriamo i lavori del Consiglio comunale, Consigliere Negash. Tocca a lei lasciare i migranti nelle mani dei trafficanti e sfruttatori. Prego.
Grazie, Presidente. La Questura di Trieste vieta di distribuire pasti ai migranti nel weekend per motivi di ordine pubblico, la rabbia dei volontari e delle società civile che raccolgono le firme.
E dicono: qui si proibisce la solidarietà. È inaccettabile che le istituzioni di Trieste scelgano di mettere sullo stesso piano e decoro urbano e la solidarietà, le esigenze di chi vive per strada e il diritto di ogni persona a essere accolta e rispettata e indignate che la presenza di persone costrette a dormire all'aperto, anche perché, in attesa di documenti indispensabili per la loro propria vita, venga affrontata come un problema di ordine pubblico, anziché come il segnale di una responsabilità istituzionale e collettiva, di quale decoro e stiamo parlando quando si considera più importante nascondere le sofferenze che contrastarle di quale sicurezza si discute quando persone che hanno bisogno di un riparo di cibo e assistenza vengono trattate come un ostacolo alla tranquillità cittadina.
L'assistenza alle persone che si trovano in condizioni di estrema fragilità non può essere subordinata agli orari della movida. Fame e freddo non aspettano che i bar si svuotino per far sentire i loro morsi e la disperazione non si mette in pausa il sabato e la domenica. La dignità umana non può essere riconosciuta soltanto negli orari in cui non disturba le persone migranti che arrivano a Trieste dopo avere attraversato i Balcani non sono un problema da nascondere, sono esseri umani che hanno lasciato la loro proroga, la propria casa, il proprio Paese, la propria lingua e la propria cultura, affrontando pericoli estremi per cercare una possibilità di sopravvivenza come lo eravamo anche noi, non possiamo accettare che la possibilità di curare delle ferite e offrire una bevanda carta venga subordinata alla necessità di rendere meno visibile una sofferenza che si mette a disagio.
Non possiamo accettare che il bisogno di tranquillità di chi può tornare a casa a chiudere la porta, a ripararsi elabora.
Prevalga sulle necessità primarie di chi non ha un riparo, non ha cibo e non sa a chi rivolgersi. Ostacolare e rendere insufficienza delle reti di solidarietà significa anche lasciare le persone prive di riferimenti informazione, esponendoli al rischio di finire nelle mani di trafficanti sfruttatori. Ve lo dico, colleghi, trafficanti e sfruttatori ci sono anche nel territorio italiano. È davvero questo che vogliamo una città che allontana chi soffre invece di offrire alternative, nascondere le le conseguenze dell'emarginazione, invece di affrontarne le cause. Per me no, sono tante le associazioni che stanno raccogliendo le firme e tante di queste sono anche legate alla Chiesa.
Cattolica. Questa responsabilità riguarda anche a Bologna una quarantina di persone migranti hanno sfidato la propria paura e la propria ricattabilità perché non hanno il permesso di soggiorno e è scaduto organizzando un presidio davanti all'ufficio di immigrazione inve in via Bovi campeggi per denunciare i ritardi insostenibili nel rinnovo dei permessi di soggiorno. Attese che arrivano a un anno e tre mesi. Un anno e tre mesi. Documenti consegnati, già scaduti, tempi che superano quelli previsti. Non sono semplici disguidi burocratici, ma è proprio una prassi. Sono vite bloccate, persone che lavorano irregolarmente da 15 16 anni pagano le tasse, contribuiscono alle nostre comunità, si ritrovano senza la certezza di poter lavorare, affittare una casa, aprire un conto corrente.
Viaggiare.
E raggiungere la propria famiglia e per questo chiederemo anche un'udienza conoscitiva relativamente alla carenza di organico presso gli uffici del del della Questura di Bologna, che si occupano dell'accoglienza dei migranti come la facemmo nel 2022 per il problema degli ucraini assieme alla minoranza, non si può prima a produrre precarietà attraverso i ritardi amministrativi e poi voltarsi dall'altra parte. Davanti alle conseguenze sociali di quella precarietà, le istituzioni devono garantire procedure efficienti, tempi certi e rispetto dei diritti, non scaricare sulle persone più vulnerabili il peso delle proprie inefficiente. Speriamo anche che ci sia una risposta dalla questura in questi giorni. Grazie.
Grazie, Consigliere Negash, Consigliere Di Benedetto, squadra bolognese vince i mondiali, prego.
Grazie, Presidente. E questo fine settimana e il sincro roller e la squadra di parti, lancio artistico a rotelle sincronizzato di Bologna, che si allena a Calderara, ma è fatto da tante atlete e atleti. Bolognesi ha vinto i Mondiali. È una grande vittoria che arriva dopo 10 anni. Torna al titolo delle atlete e degli atleti che con abnegazione si sono impegnati e rappresentando anche la nostra città. In tutto questo presenteremo in via ordinaria un ordine del giorno per conferire a Turrita d'argento.
Grazie, consigliere. Consigliere Tarsitano giovani manifestazioni, prego.
Grazie, Presidente. Parto da una premessa doverosa a chi parla di Bologna, come se fosse l'unica isola nella quale sta accadendo qualcosa di anomalo. Chiedo di aprire gli occhi. Guardate la Francia, l'Albania, la Spagna, le altre città italiane, i giovani sono ovunque in sommossa. Non è la Giunta Lepore che gli aizzati nel centro sociale di turno ad aver liquidati e un'onda senza confini che prescinde dal colore politico del Governo di questa città. Solo l'ipocrisia svergognata di alcuni esponenti della destra locale può sostenere ciò. Vengo ora a ciò che in maniera quasi pornografica interessa i media e la classe politica. La violenza.
Intorno a questa, tendenzialmente vi è la creazione di due squadre, quella di chi condanna e chi non condanna un giochino sul confine del perbenismo politico. Allora facciamo chiarezza, assumiamo che a tutti noi la violenza non piace vedere le nostre città in fiamme ci spaventa, aspiriamo alla pace e al quieto convivere. Siamo nella stessa squadra. Allora dividiamoci nuove squadre che hanno un senso più profondo che ha capito la violenza di questi giorni e chi non l'ha capita che, oltre a fermarsi all'indignazione e alla reazione istintiva di porre le distanze tra se la violenza vista ha pensato di muovere un passo in avvicinamento a questa violenza per esaminarla, comprendere da dove arriva la condanna, quella vera e non politica, spetta alle out, alle autorità giudiziarie che rispettiamo nel loro lavoro e delle quali attendiamo gli esiti, però noi riappropriamoci del nostro ruolo. La comprensione, l'analisi politica alla ricerca di soluzioni sistemi che solo così possiamo tutelare lo Stato. Vi pongo allora alcune domande. Nel caso in cui vi siano sfuggite nella fretta di condannare, perché è solo giovanissimi in piazza, perché molti di seconda generazione, perché quattro delle cinque persone arrestate a Bologna hanno meno di diciott'anni, perché sfondare le vetrine principalmente di negozi, simbolo del sistema capitalista. Perché appropriarsi dei prodotti esposti in quei negozi? Perché alcuni dei giovani che hanno saccheggiato i negozi dopo sono andati in giro per Milano a dare questi vestiti e senza fissa dimora, perché non c'è una strategia della violenza giovani a cui abbiamo assistito e una chiara affiliazione politica di chi la gita, perché si continua a dire grazie alle forze dell'ordine. Se poi sono le stesse scelte di chi governa che li espone ai rischi di piazza. Ecco, c'è un'ultima domanda. Poiché tengo a fare chi ha paura di questa violenza. Quest'ultima domanda molto interrogato e ci sono due risposte.
Chi è al Governo ancora non ha paura, pensa ancora di poter usare la violenza come arma di narrazione politica a proprio favore. Nessuna scelta può essere più irresponsabile e miope. Eppure ciò che viene fatto a estrarre la violenza dalla piazza e proiettarla sui social, invocando pene marziali per costruire propaganda e consenso politico. Sapete qual è la risposta che sta immaginando il Governo Meloni alle violenze di piazza? Un nuovo decreto Sicurezza non serve a nulla. Vergognatevi affrontati i problemi di merito che le piazze da Nord a Sud vi stanno ponendo l'emergere del carovita, il caro carburanti l'istruzione e il lavoro, i salari, la sanità al sovraffollamento delle carceri, non l'ennesimo decreto Sicurezza, che peserebbe sulle tensioni sociali come un macigno. Sapete chi ha invece veramente paura di questa violenza. La mia coetanea, il mio coetaneo che lavora incassa con una paga misera nei negozi, travolti dalla rabbia dei nostri coetanei e di chi ancora più giovane della sua paura chi si interessa ai suoi problemi? Chi dà risposta al mio coetaneo cassiere non interessa la condanna della violenza, interessa che non ci sia più bisogno di questa violenza. Interessa un lavoro dignitoso. Interessa che la classe politica comprenda ai nostri problemi. Ecco, serve una risposta alla vera paura. Invece il Governo la vuole viva per trasformarle in altra rabbia nella nostra della vostra benzina. Che vendete a caro prezzo le nostre vite in conflitto, le une con le altre. Allora c'è urgenza che la stessa severità che posta nel giudizio delle piazze debba ricadere sulla analisi di quello che è accaduto quanto abbiamo visto in questi giorni è vostra responsabilità, è il frutto di come avete lavorato con i giovani in questi anni, nella legislatura più lunga della storia si, ma anche la più antigene razionale.
E ora che si affrontino le questioni reali, che vengano ricevuti i sindaci che l'hanno chiesto, che si incontrino con serietà alle richieste delle giovani generazioni, anche di quelle che voi volete trattare solo con i Daspo. Questa è l'unica via per garantire sicurezza, per far sì che i sampietrini rimangano incollati alle piazze e non vogliono operare.
Grazie, consigliere Tarsitano. Ora la parola va al Consigliere Diaco il titolo dell'intervento e scontri a Bologna, prego.
Grazie, Presidente. Oltre 70 gli agenti delle forze dell'ordine feriti o contusi 4.000 euro ai minorenni arrestati decine e decine di persone che sono state portate a identificato e portati in questura, Vice bici distrutte, arredi urbani danneggiati, cassonetti incendiati, vetrine infrante è il bilancio degli scontri di sabato scorso davanti alla stazione di Bologna. E credo che questa volta non bassi la consueta condanna di circostanza, seguita dal silenzio fino al prossimo episodio. Vorrei partire da una domanda: cosa c'entra tutto questo con il diritto di manifestare? La manifestazione era nata per denunciare il carovita, le difficoltà dei giovani e il disagio sociale, questioni reali sulle quali possiamo e dobbiamo confrontarci.
Ma quale idea si difende lanciando pietre contro un poliziotto o un carabiniere? Quale diritto si conquista incendiandola una bicicletta o distruggendo un bene pubblico? A me sembra che quando si arriva a questo punto le idee lasciano, hanno lasciato il posto a qualcosa molto più povero, la violenza fine a se stessa.
E trovo particolarmente grave che ancora una volta siamo siano stati coinvolti gravissimi ragazzi giovanissimi. Dovremmo interrogarci seriamente su chi li coinvolge in queste dinamiche, su chi alimenta certe forme di antagonismo e su chi finisce per trasformare una protesta legittima in uno scontro con le istituzioni. Non attribuisco responsabilità politiche che spetta agli investigatori accertare, ma credo sia doveroso chiederci chi tragga vantaggio dalla città rappresentata continuamente come un campo di battaglia.
C'è poi una questione sulla quale vorrei essere molto chiaro: quando un cittadino viene ferito durante un intervento di polizia, giustamente chiediamo accertamenti, trasparenza e responsabilità e dobbiamo continuare a farlo, ma quando sono donne e uomini delle Forze dell'ordine rimanere feriti o contusi. La nostra indignazione deve essere altrettanto netta. La divisa non rende una persona meno umana dietro quella divisa ci sono lavoratori, ma dei padri e persone che hanno il diritto di tornare a casa senza essere, prende per essere a sassate.
La legalità non può dipendere da chi subisce la violenza o da quando ci piacciono i ritenete di a chi la esercita? Veniamo ai danni, perché dopo le immagini degli scontri arrivano quelli del giorno dopo dove qualcuno deve raccogliere i vetri, riparare ciò che è stato distrutto, sostituire i beni danneggiati e ripristinare gli spazi pubblici.
E quel qualcuno troppo spesso è la collettività e quel qualcuno troppo spesso che davvero deve fare fronteggiare a tutto ciò è intollerabile di chi lavora, chi paga le tasse, le chi rispetta le regole deve farsi anche carico di chi scegliere, deboli di devastare la propria città. Chiedo quindi che, una volta accertate le responsabilità, vengono utilizzati tutti gli strumenti previsti dalla legge per ottenere il risarcimento dei danni e di chi li ha provocati. Ho apprezzato la condanna espressa dal sindaco Lepore, da tutti i sindaci delle grandi città metropolitane, ma dobbiamo andare oltre le dichiarazioni, dobbiamo collaborare con le autorità competenti.
Quantificare i danni e valutare le azioni di risarcimento e soprattutto impedire che la violenza trovino a qualsiasi forma di giustificazione politica.
Chi manifesta deve essere tutelato, chi usa la manifestazione per aggredire e distruggere deve essere isolato e chiamate chiamato a rispondere alle proprie azioni.
Vorrei infine richiamare una responsabilità educativa quando tra le persone arrestate troviamo dei minorenni e dobbiamo preoccuparci anche di ciò che sta accadendo alle nuove generazioni, perché la violenza non nasce necessariamente il giorno della manifestazione.
Può crescere molto prima quando il conflitto diventa odio, quando l'avversario diventa un nemico e quando si smette di riconoscere nell'altra, nell'altro una persona su questo Bologna deve riflettere senza rinunciare alla propria tradizione di partecipazione e libertà. Una città democratica che non è quella che tutti la pensano allo stesso modo, è quella dove possiamo pensarla diversamente, senza doverci difendere dalle pietre. Esprimo piena solidarietà agli agenti feriti a tutte le persone che hanno subito le conseguenze di questi episodi. Difendere il diritto di manifestare significa anche difenderlo da chi lo trasforma in violenza.
E difendere Bologna significa avere il coraggio di dirlo senza ambiguità e senza distinguere tra violenza.
Grazie, consigliere Iacono. Ora la parola alla consigliera Corcioli. Chiamiamo le cose con il loro nome. Prego, consigliera.
Sì, grazie, Presidente. Quello che è accaduto sabato a Bologna e non solo è molto grave e di fronte ai fatti come questi abbiamo il dovere di chiamare le cose con il loro nome e le aggressioni, gli scontri con le forze dell'ordine, i negozi danneggiati e il patrimonio pubblico colpito non sono forme di protesta, sono violenze che vanno condannate e per le quali chi ne è responsabile il responsabile deve rispondere.
Ma dietro quei danni ci sono tante persone, commercianti che ogni giorno alzano la serranda, famiglie che lavorano, cittadini che si prendono cura della propria città e le forze dell'ordine che ci garantiscono ogni giorno la nostra sicurezza.
Persone che non possono ritrovarsi a pagare il prezzo di una violenza che non hanno scelto. Per questo chiedo al Comune, in questa sede, di costituirsi come parte civile e in tutte le sedi opportune per ottenere il risarcimento dei danni da parte dei responsabili e di ascoltare le attività commerciali colpite, verificando quali forme di sostegno siano possibili. La condanna, però da sola, come è stato detto, non basta. Occorre essere concretamente dalla parte di chi ha subito le conseguenze di quanto accaduto, perché il dissenso fa parte della vita democratica. È vero, ma abbiamo visto che sono tante le persone che sono scese in piazza per esprimere le proprie difficoltà e portare avanti le loro richieste in modo pacifico per far sentire la propria voce, ma senza usare la violenza o danneggiare le città. Chi mi conosce sa quanto mi stiano a cuore i giovani, le loro difficoltà e l'emergenza educativa, proprio perché credo che ogni ragazzo meriti attenzione e una possibilità. Penso che gli adulti abbiano però il dovere di essere chiari. Comprendere le difficoltà non significa giustificare la violenza. Educare significa anche indicare un limite e chiedere a ciascuno di assumere la responsabilità delle proprie azioni.
C'è poi un'altra questione politica e istituzionale, sulla quale il Sindaco, la Giunta e la maggioranza di questo Consiglio non possono restare in silenzio.
Un centro sociale che usufruisce di spazi comunali ha pubblicato un messaggio sui social che ha accostato alle immagini degli scontri, sembra presentare quanto accaduto come una conquista.
Quando immagini di scontri e danni alla città vengono accompagnate da parole che sembrano celebrarli, il Comune non può fare finta di niente.
Bologna infatti è fatta di persone che ogni giorno lavorano, che si impegnano e contribuiscono con le loro azioni al bene della comunità e che non trasformano assolutamente lo scontro in un motivo di orgoglio. Uno spazio comunale, per di più è un bene della collettività e il suo utilizzo comporta responsabilità precise. Chiedo quindi al Sindaco Lepore e alla sua Giunta. Queste vi pongo. Queste domande. Condividono quel messaggio? Ritengono compatibile con l'utilizzo di uno spazio comunale e questo modo di presentare quanto è accaduto e intendono prendere provvedimenti. Mi rivolgo al Sindaco, ha il coraggio di prendere una posizione finalmente chiara, condanna a quel messaggio? Lo ritiene compatibile con l'utilizzo di uno spazio comunale e quali provvedimenti intende adottare su questo credo che non siano ammesse ambiguità e il silenzio a questo punto non è più accettabile. Grazie, Presidente.
Grazie, consigliere Corcione. Ora la parola va alla consigliera Larghetti. Il titolo del suo intervento è educare e informare all'esistenza delle persone trans. Non è indottrinamento. Prego, Consigliere.
Grazie, Presidente. Trovo esemplificativo che non sento mai parlare di bambini e bambine, tranne quando si tratta di difendere una certa visione del mondo, quando invece si tratta di proteggerli dai pregiudizi, dalla discriminazione e dalla solitudine. Silenzio totale. Il libro nei panni di Zoff che un libro per bambine e bambini di quattro anni è il racconto di un bambino che sogna di fare la principessa, mentre una principessa vorrebbe giocare a calcio una storia veramente molto semplice, che insegna che nessuno va imprigionato negli stereotipi. Ma cos'è che impara un bambino leggendo questo libro, cioè impara semplicemente che i suoi desideri sono legittimi, indipendentemente se rispondono no all'aspettativa sociale che c'è nei suoi confronti, così come chi legge Piccolo uovo di Altan, un libro che è praticamente un classico, impara che esistono persone diverse che esistono famiglie con due mamme con due papà impara a rispettarle ai miei figli. Personalmente ho letto nella parrucca di Marcella per raccontare loro dell'esistenza delle persone trans e vi assicuro che non hanno avuto la minimo scombussolamento. Credo che questa lettura li abbia semplicemente arricchiti, oltreché divertiti.
L'orientamento sessuale e l'identità di genere non sono scelte che si inducono attraverso un libro. La conoscenza non è indottrinamento. L'ignoranza, invece, alimenta la paura e l'intolleranza: cancellare queste storie non cancella l'esistenza delle persone trans o delle persone LGBT Educare alle differenze significa dare ai nostri bambini gli strumenti per capire il mondo, crescere liberi e libere e non avere paura di chi è diverso da loro. Grazie.
Allora, grazie, Consigliere. Consigliera Di Pietro sulle proteste e disordini di questi giorni. Prego, Consigliere. Grazie, Presidente. La violenza va sempre condannata e non si deve essere complici, giustificando guerriglie e devastazioni che sono avvenute a Bologna, Torino e Milano. Così com'è giusto esprimere solidarietà a chi è rimasto danneggiato o ferito dalle forze dell'ordine e alle attività fino alle persone che si sono ritrovate nel mezzo delle guerriglie.
Ciò che però ravviso è la necessità di una riflessione più articolata e profonda che il mondo adulto oggi è chiamato ad affrontare. Gli aspetti sono molteplici. Da un lato, un movimento internazionale di una generazione Z da troppo tempo inascoltata che attraverso i social si sta coordinando per dire la propria nelle piazze e denunciare un mondo basato sulla forza e sul riarmo che alimenta le guerre e che sta distruggendo l'ambiente e il futuro.
Voci che si esprimono smascherando le difficoltà che le rispettive famiglie affrontano per arrivare a fine mese. Questi prendi bassi affitti alle stelle e carovita insostenibile. Una generazione che cresce scuole che cadono a pezzi e che ha tutto il diritto di protestare. Una generazione a cui la politica globale dovrebbe chiedere scusa e adoperarsi per riuscire a rispondere a quei bisogni dall'altro il fenomeno dei giovanissimi, che si ritrovano attraverso chiamate su TikTok, che esprimono in maniera amplificata una rabbia che si sta traducendo in forme di violenza inedite e sconosciute e infine la politica che utilizza a quanto sta succedendo per stigmatizzare maranza e rafforzare le misure repressive, anche attraverso dinamiche che richiedono chiarimenti. Cito, ad esempio, le vicende di sabato, avvenuta a Piazza dalla quella pulizia, né azione in un contesto che era assolutamente tranquillo. Evidenzio questi aspetti perché credo che sia arrivato il momento di un'assunzione di responsabilità da parte di tutti coloro che svolgono un ruolo politico nel Paese stiamo osservando fenomeni che vanno approfonditi, ma non possiamo negare che certi comportamenti amplificati da un uso dei social che rendono la vita un videogames in cui il gioco si trasferisce nella vita reale per prendere spazio e spaccare tutto, non sono altro che l'effetto di un mondo che è stato creato dagli adulti.
Un mondo che sta imponendo divari e nuove disuguaglianze, con scelte che avallano, insieme all'uso della forza la violenza, l'odio, la discriminazione, le guerre come mezzi per perseguire il profitto dei pochi in una gestione delle piattaforme da parte dei capi dei big tech, prive di regole o meglio regolate da pochi, dove ormai si può dire tutto e il contrario di tutto per acquisire visibilità desiderata non è una novità e la sintesi dei cinque minuti di celebrità per leggere la società dell'apparenza e della contemporaneità è un tema che si affronta da più di vent'anni. Il problema è che quando ti accorgi che tutto ormai è dilagato e che ciò che accomuna le forme di protesta è dato da un senso comune diffuso.
In sofferenza e frustrazione per tutto ciò che ha una generazione è stato negato e che tutto questo assume carattere internazionali vuol dire che siamo arrivati a un bivio: o proviamo ad ascoltare quella generazione e comprendere profondamente cosa sente sente e a rispondere di conseguenza, o continueremo ad essere miopi e ANAS non assumerci la responsabilità di quanto sta avvenendo e la risposta non può essere solo repressiva. Non possiamo più accettare che giovanissimi coincidano con i loro errori. Troppo facile liquidare questi ragazzini come maranza incappucciati e pensare di inasprire ulteriormente le misure anziché porre al centro la relazione del confronto con chi sta cercando di trovare uno spazio che è sempre più ridotto. La questione sociale oggi va affrontata con etica e serietà, adottando un approccio sistemico, interconnesso e mettendo al centro del confronto quella generazione servono politiche in grado di affrontare questa crisi e quella rabbia radicata non va neutralizzata, ma compresa e superata, agendo per ridurre le disuguaglianze e per dare un futuro ai giovani. Per questo ritengo necessario e importante la richiesta dei Sindaci al Governo Meloni di essere convocati al più presto. Grazie.
Consigliera Bittini, il 17 ottobre non è stato un sabato qualsiasi a Bologna, prego.
Grazie, Presidente. Prima di cominciare e di dire qual è stata la mia personale sensazione e di coloro che ho avvicinato in questi giorni, voglio esprimere la mia totale, assoluta solidarietà ai cori, ai carabinieri, alla polizia, agli uomini e alle donne che sono stati impegnati sabato in un'azienda, una giornata di guerriglia urbana, una guerriglia che ha messo a ferro e fuoco la città, la nostra città.
Dove tutti abitiamo, chi ha commesso violenze devastato, distrutto, deve essere individuato e severamente punito senza ambiguità, senza giustificazione. Questo anche nei confronti di eventuali infiltrati. La vicenda la violenza non è uno strumento di libertà non può diventare il mezzo per cambiare la società. E sia chiaro, sia chiaro che noi non accettiamo il metodo. Ho indicato da un ex Presidente della Repubblica che oggi non c'è più in un'intervista del 2008 il metodo era questo: infiltrazione e pausa infiltrazione, provocazione, attesa e repressione durissima. No, no, non vogliamo quel quadro. Lì noi siamo oltre, siamo nel 2026.
Quindi, è importante riflettere su ciò che sta accadendo e sulle preoccupazioni che attraversano il nostro Paese, perché ciò che è accaduto qua è accaduto in Francia, in tutta Europa, perché stanno essendo un gruppo di inclusi e un gruppo di esclusi. Peccato che aumentino sempre più gli esclusi. Non.
Quindi noi non diamo speranza alle persone. Le questioni cruciali sollevate sono reali e riguardano milioni di italiani. Arrivare alla fine del mese e pagare l'affitto sostenendo il costo della benzina o dei trasporti per raggiungere il lavoro. Penso a chi lavora con salari insufficienti, a chi vede cambiare le proprie prospettive pensionistiche e che teme di perdere il posto di lavoro grazie all'automazione e all'intelligenza artificiale, penso una società in cui le disco diseguaglianze, crescono, le sicurezze diminuiscono e troppe persone troppo sono lasciate indietro. Questo Governo in questi anni ha prodotto questo la sensazione di Stet Hellas, la essere lasciata indietro. C'è una barca che va gli altri a terra. È proprio qui che dobbiamo interrogarci sul futuro. Una società incapace di rispondere alle difficoltà rischia di alimentare rabbia, esclusione e fiducia, ma comprendere il disagio non significa giustificare la violenza, così come denunciare le ingiustizie, non autorizza a distruggere le città, aggredire le persone o intimidire chi la pensa diversamente. La mia grande preoccupazione è che di fronte alla violenza si finisca per accettare l'idea che per garantire la sicurezza sia necessario limitare la libertà di tutte e tutti non possiamo permetterlo. Dobbiamo essere forti in quest'Aula, uniti nel chiedere che le libertà non vengono limitate, perché le azioni di pochi non devono mettere in discussione i diritti di molti. Sicurezza e libertà non sono nemiche, sono entrambe fondamentali per un'autentica democrazia. Dobbiamo recuperare il significato più con più profondo alla convivenza civile. La condizione scusatemi.
La convinzione che si possa stare meglio tutte e tutti, che nessuno debba essere cancellato l'esplosione e che scusate, è che il privilegio non sia un futuro per pochi, che che il futuro non sia un privilegio per pochi.
Come si cambia tutto questo? C'è una strada che non dobbiamo abbandonare mai la democrazia, il voto, la partecipazione, la libertà di pensare e parlare e proporre, scegliere anche chi contesta il sistema o protesta contro le ingiustizie e deve poter esercitare questi diritti, rispettando gli altri.
La democrazia non è perfetta, ma è lo spazio nel quale possiamo cambiare le cose senza distruggere ciò che ci tiene insieme. Difendiamo le Forze dell'Ordine, chi subisce le ingiustizie, il lavoro e la dignità delle persone, ma soprattutto difendiamo la libertà perché una società nella quale la violenza sostituisse il confronto è una società in cui alla fine rischiamo di perdere tutti e tutte davvero di. Vi ringrazio e credo che oggi e su questo dobbiamo farlo.
Grazie, consigliera Consigliere De Martino. Letture nei nidi, prego.
Grazie, Presidente. Sabato, insieme ad altre colleghe compagne e abbiamo condiviso sui social un video in cui viene eletto ad alta voce il libro Piccolo uovo, che è uno di quei libri da cui è partita la polemica subito cavalcata da alcune associazioni probità e da alcuni esponenti della destra cittadina su fantomatiche lezioni gender nei nidi, appunto in premessa. Voglio specificare che non ho assolutamente nulla contro genitori che chiedono che pongono questioni o che si possono sentire spiazzati di fronte ad alcuni contenuti, perché credo che tutte le domande vadano sempre ascoltate e credo anche che il compito della politica sia favorire il confronto e spiegare, ovviamente con basi scientifiche pedagogiche e riconoscendo le competenze di chi nei servizi lavora. Va da sé che l'apparecchio, invece, con chi cavalca queste perplessità e cerca di trasformare ogni legittimo confronto e non allarme collettivo che tende sempre di più all'isteria di massa, perché questo invece delle conseguenze concrete ce le ha, ce le ha sulla qualità del dibattito, ce le ha sulla serenità di altri genitori e di professionisti e di professionisti che ogni giorno svolgono un lavoro prezioso di cura ed educazione e perché in questo clima ci perdiamo tutte e tutti, a partire dalle bambine e dai bambini. Quindi, prima di gridare allo scandalo il nostro invito è stato quello di andare a leggerli. Questi libri di uno che ne ha parlato la collega Larghetti per motivi di tempo voglio concentrarmi su Piccolo uovo, che racconta appunto la storia di un uomo che ha paura di nascere perché non sa dove andrà a finire e così va a conoscere le famiglie. Incontra una mamma e un papà coniglio. Con i loro piccoli, incontra due mamme. Gatto incontra due papà. Pinguini incontra un papà da solo, un ippopotamo con il suo piccolo incontra due canguri che crescono, due orsetti e una mamma e un papà cane con il loro cagnolino. Quindi questo libro, come potete ben vedere, racconta semplicemente la società in cui viviamo, non indica i bambini un modello di famiglia a cui aspirare, ma dà spazio alle famiglie che già esistono e da tutte pari dignità. E quelle sono famiglie che i bambini e le bambine conoscono già perché sono la loro, sono quella dei loro compagni, delle loro compagne, sono quella delle persone a cui vogliono bene la nostra missione. Credo che sia quella di fare in modo che nessun bambino si senta sbagliato per la famiglia in cui cresce e che anzi la possa ritrovare anche nelle pagine di un libro, possa ritrovare anche lì qualcosa della propria casa e qualcosa delle persone che ama e che possa quindi crescere sapendo di avere diritto, esattamente come tutte e tutti gli altri, a sentirsi amato e felice e riconoscere lo stesso diritto alle altre persone. E questo riguarda anche chi ha un solo genitore che ha in affido chi vive in comunità, chi ha una storia familiare è diversa da quella che alcuni adulti di riferimento possono considerare o meno normale, ammesso che qualcosa di normale su questo pianeta ci sia.
Quando parliamo di società più sicure, è esattamente questo il lavoro che dobbiamo fare per primo, perché imparare fin da piccoli che una differenza non autorizza a discriminare o a prendere di mira a qualcuno è parte integrante della prevenzione della violenza ed è anche così che si costruisce una cultura della pace, di cui tanti no. Poi sì, si fanno portatori a parole specifico anche che questa è propria educazione alle differenze e che l'educazione alle differenze è prevista dalle linee pedagogiche nazionali per lo 0 6. Le stesse che Valditara rivendica perché Valditara, se ci fate caso, ha rivendicato di avere eliminato l'educazione sessuale, ma non quella al rispetto. Bene, questa è educazione al rispetto, perché riconoscere che esistono famiglie diverse e che tutte meritano rispetto significa esattamente fare questo.
E questo è pienamente parte da sempre della qualità dei nostri servizi educativi e di una lunga tradizione bolognese di ricerca e innovazione pedagogica. Io voglio quindi esprimere solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori dei nostri nidi finiti ingiustamente sotto i riflettori la solidarietà arrivata da moltissime famiglie e questo credo ci dica già molto della qualità del loro lavoro e delle relazioni di fiducia che riescono a costruire faticosamente ogni giorno e spero vivamente che questa polemica non si traduca per loro e in altri carichi di lavoro e inutili, per dover continuamente dimostrare la legittimità di ciò che fanno. Un conto è dialogare con le famiglie. Va fatto sempre un conto è dover rispondere di attacchi pretestuosi e politici. Una politica che infatti, alimenta questo clima rende solo più difficile il rapporto tra scuola e famiglie di cui abbiamo profondamente bisogno e allontana.
Grazie, Consigliere De Martino. Ora la parola al Consigliere piazza il titolo del suo intervento e la crisi del commercio di prossimità. Prego, Consigliere.
Sì, grazie, Presidente. Gravissima alla crisi che colpisce ormai da anni. Lo usiamo, lo sappiamo bene il commercio di prossimità alle botteghe artigiane la situazione è veramente molto, molto serie. Ne abbiamo parlato anche tante volte in Consiglio comunale. Siamo tutti consapevoli dell'importanza che ha il tessuto commerciale per il territorio e lo abbiamo detto a partire dal presidio delle nostre strade, con riflessi sulla sicurezza, ma anche che sull'aspetto sociale che rappresentano questi presìdi di prossimità per tante famiglie della zona e ovviamente anche l'importanza occupazionale ed economico. Il lavoro per tante famiglie che con passione si dedicano al loro negozio e la vendita dei servizi al dettaglio, gli enti locali, i Comuni e Città metropolitana, Regione e sono assolutamente consapevoli del dell'importanza di di e anche di quanto sia forte questa crisi e il territorio lo conosciamo lo conosciamo bene e infatti questi enti locali hanno messo in campo ogni genere di iniziative, compresi anche i contributi economici a fondo perduto per sostenere direttamente o indirettamente, il tessuto dei negozi di vicinato, soprattutto nelle periferie che sono quelle che soffrono di più oppure anche nei piccoli comuni, con tantissimi progetti, però da soli gli enti locali, il Comune, Città metropolitana non ce la possono assolutamente fare, perché la crisi è enorme, colpisce in tutto il Paese e i motivi sono certamente non non locali e la difficoltà, per esempio, del ricambio generazionale, il calo del potere di acquisto, che sappiamo benissimo sta colpendo forte delle nostre famiglie il caro affitti, il caro affitti che sono che che ha visto un aumento veramente notevole, vertiginoso delle dei canoni di locazione e l'aumento dei costi di gestione, anche a causa dei costi dell'energia, l'inflazione e la concorrenza senza controllo di outlet e commercio online. Insomma, veramente tante cause che colpiscono congiuntamente e in maniera molto dura. A Bologna, in particolare, in questo periodo si è arrivati al record di ben sei negozi chiusi in via d'Azeglio, la via più commerciale prestigiose della città. Un record che è un indicatore serio della gravità del problema. Gli affitti sono ormai arrivati a migliaia di euro e sono veramente proibitivi, se non per le grandi catene che però lo sappiamo, le grandi catene spazzano via le piccole attività, le bollette, le botteghe storiche e quindi anche con loro l'identità cittadina, che rappresentano recenti interviste che sono state pubblicate dalle associazioni di categoria, sottolineano tra i tanti problemi proprio il caro affitti. I canoni di locazione, come dicevo, sono aumentati vertiginosamente, soprattutto negli ultimissimi 10 15 anni. Una possibilità potrebbe essere, per esempio, l'introduzione della cedolare secca sugli affitti commerciali. Come sapete, oggi, il regime della cedolare secca è limitata solo agli affitti abitativi. Da anni si discute di adottare anche questa opzione fiscale anche per i contratti commerciali, che e quindi sarebbe un notevole beneficio per i proprietari, che potrebbero quindi in qualche modo riverberare sicuramente sul sul sull'affitto e quindi proporre i loro locali ad affitti molto più bassi, molto più contenuti, però come ogni anno, se ne discute, ma ad ogni legge finanziaria io non lo vedo. La proposta torna, ma nella prima bozza anche di questa finanziaria non l'ho vista.
Serve quindi un intervento nazionale anche come proposta anche con iniziative di legge popolari dal da diverse associazioni di categoria, ma questo organo in questo intervento nazionale ancora non si vede, serve organico forte, ma purtroppo non c'è deve essere mirato su questa specifica categoria per sostenere la rete del commercio di prossimità.
Per esempio, come la cedolare secca che citavo prima, ma sicuramente serve qualcosa di mirato per il commercio di prossimità e per questa rete dei negozi che sta veramente soffrendo. Purtroppo in questi anni, come dicevo, non si è visto nulla di significativo. Auspico che la finanziaria abbia ancora spazi del suo percorso parlamentare per prevedere qualche iniziativa. Finalmente se ne sarebbe veramente bisogno per aiutare e sostenere la nostra rete di di prossimità e di botteghe di un negozio di vicinato, ma se non sarà così, purtroppo, se non si fa in fretta, il declino continuerà inesorabile. Grazie, Presidente.
Grazie, consigliere. Consigliere Begaj, la distorsione del mercato aeroportuale, prego.
Grazie, Presidente. Sì, rispetto alla discussione sugli incentivi fiscali negli aeroporti regionali, ho l'impressione che stiamo guardando solo un pezzo della questione. La tassa tolta Rimini ha mantenuta a Bologna, può rafforzare sicuramente Ryanair nella trattativa. Certo, ma quel potere la compagnia ce l'aveva già è parecchio. E adesso spiegherò il perché. Nel mercato europeo Ryanair può decidere dove mettere gli aerei, mentre aeroporti e territori fanno gara per averli può spostarsi dove trova condizioni migliori. L'aeroporto resta lì, però con i suoi investimenti sui costi e sui posti di lavoro. La compagnia stessa Ryanair rivendica apertamente di trasferire i voli fra i Paesi in base alle tasse i costi dei LEP ARU aeroportuali e ha già minacciato la Spagna apertamente per citare un esempio gigantesco e recente. Vi faccio degli esempi. A Bologna Ryanair fa il 55,6% dei passeggeri nel primo semestre del 2026 a Treviso l'81% a Charleroi l'85% una compagnia da sola porta più persone di tutte le altre messe insieme poi ci sono gli incentivi di cui nessuno parla, che il Marconi da direttamente alle compagnie aeree.
Questa polemica non non se ne parla. Nel primo semestre del 2026 il Marconi ha dato 16,2 milioni di euro di incentivi contro i 13 milioni nello stesso periodo del 2025, cioè sono cresciuti sia al traffico incentivato sia l'incentivo per passeggero che il Marconi da alle compagnie aeree, cioè in pratica la compagnia aerea dovrebbe pagare l'aeroporto per i servizi che usa come dovrebbe essere normale l'aeroporto gli riconosce un beneficio economico per i gol, per i collegamenti passeggeri che porta e quindi, appunto c'è questa polizza degli aeroporti, tra cui il Marcone degli incentivi, ma il bilancio del Marconi spiega benissimo perché questa cosa conviene nel semestre del 2026 e questa è una cosa che io spero che, come dire, abbia la giusta, insomma, più visibilità. Il settore Aviation ha avuto un margine operativo lordo di 6,46 milioni. Se togli gli ammortamenti e svalutazioni accantonamenti restano 50.000 euro di risultato operativo 50.000 euro del settore Aviation nel aeroporto Marconi. Allora noi questo ci fa rendere conto dal momento in cui l'utile netto del Gruppo è di 10,44 milioni, significa che l'aeroporto dagli aerei, cioè dal traffico aereo non guadagna, guadagna dai ristoranti e dai parcheggi, dai ristoranti e dai parcheggi.
Allora, io penso che questo ci debba far riflettere. No, spero bene. Le inchieste giornalistiche hanno ricostruito il fatto che ci sono dei contratti nelle qua nei quali le compagnie low cost non più pagano addirittura zero agli aeroporti Bologna potrebbe essere uno tra questi, dal momento in cui ha questo potere sul Marconi, però appunto il contratto è secretato, però io vorrei che ci concentrassimo anche sul concetto di concorrenza, perché l'International Centre for competitiveness studi studies in Aviation industry che queste sigle qua che c'ha sede a Bergamo. Secondo questo studio, Ryanair nel 2025 non aveva concorrenti diretti sul 58% delle proprie rock rotte europee.
Cioè, allora, io penso che, come dire, se queste cose non fanno parte della discussione, devono far parte della discussione per comprendere come funziona il mercato, il mercato aeroportuale europeo e quindi si una governance pubblica, serve e va rafforzata grazie.
Grazie, consigliere Begaja. Ora la parola alla consigliera Bernagozzi. Il contrasto alla violenza passa anche dalla prevenzione. A lei la parola, consigliera.
Sì, grazie, Presidente. Oggi abbiamo ospitato qui è un importante momento di confronto sul contrasto della violenza maschile contro le donne, a partire dalla raccomandazione del rapporto GREVIO sull'attuazione della Convenzione di Istanbul con ANCI e Period think tank è un'occasione che ci ha ricordato un principio fondamentale, che mi sembra obbligo, insomma, ripetere oggi la violenza non si contrasta e soltanto quando si manifesta la si previene intervenendo sulle condizioni culturali, sociali ed economiche che la alimentano.
È un principio che dovrebbe orientare molto più profondamente tutte le nostre scelte politiche, perché quando parliamo ad esempio, di violenza contro le donne, sappiamo che non è sufficiente intervenire dopo un'aggressione dopo una denuncia quante volte l'abbiamo detto dopo l'ennesimo femminicidio. Sappiamo invece che dobbiamo agire prima. Quante volte abbiamo portato in quest'Aula la richiesta di agire prima sulle diseguaglianze che alimentano quel tipo di violenza sullo sbilanciamento di potere. Dobbiamo contrastare gli stereotipi e le diseguaglianze di genere, la dipendenza economica, le relazioni di potere, quella cultura del possesso e del controllo che continua comunque a negare la libertà delle donne. Sappiamo in fondo che non bastano nemmeno le leggi sui quali si è fatto certamente un passo in avanti, ma per quanto necessarie, esse, se non sono accompagnate da investimenti strutturali da investimenti nell'educazione, nei servizi, nell'autonomia, nella prevenzione. Purtroppo sappiamo perfettamente che non bastano. In altre parole, sappiamo che non possiamo limitarci a condannare gli effetti della violenza senza avere il coraggio di affrontarne le cause ed è da questa riflessione che vorrei partire allargandolo un po' anche allo sguardo di ciò che sta accadendo in questi giorni nelle nostre piazze sono per sono fenomeni profondamente diversi che non dobbiamo confondere. Sono io la prima a dirlo, lo sapete molto bene, perché la violenza maschile contro le donne ha radici profonde, strutturali, appunto legate alla disparità tra uomini e donne, ma il metodo con cui la società sceglie di affrontare quel tipo di violenza, ci interroga anche di fronte ad altri fenomeni e questo è il punto. Noi non possiamo continuare a condannare la violenza senza farci delle domande rispetto a ciò che è quella violenza rappresenta.
Ed è qui che entra in campo la prevenzione e la prevenzione e il contrasto delle diseguaglianze. Quante volte lo diciamo qui? Nessuna istanza, per quanto legittima, importante, può giustificare aggressioni e sopraffazioni e questo è stato detto molto bene, come il diritto di manifestare, di dissentire, di contestare le scelte è un pilastro della nostra democrazia ed è proprio per difendere quel diritto che dobbiamo respingere la violenza, certo, ma una politica responsabile deve essere capace di fare anche il passo ulteriore, perché le istanze non possono essere agite solo attraverso la violenza, ma non possono nemmeno essere ignorate soltanto perché la violenza in questo momento ha occupato quella scena. Questo è un discorso che io voglio estendere, perché fa un po' parte del ragionamento e qui chiudo che spesso sento fare a alla destra di Governo, anche sui temi della violenza di genere. Continuiamo a parlare di reati come se il tema del reato fosse un deterrente.
Ma noi, se non agiamo sulla prevenzione, che è la cosa che state cancellando, per esempio sulla violenza di genere, state carcere, cancellando qualsiasi atto possibile per poter contrastare la violenza prima che agisca ed è qui che io vedo il cortocircuito, perché noi possiamo continuare a denunciare e condannare la violenza, ma se non facciamo niente per prevenirla siamo solo degli spettatori in un'arena che commentano ciò che vedono.
E penso che quello che vediamo CIV, invece come politica, ci dovrebbe interrogare sulle azioni che possiamo mettere in campo prima per contrastare le diseguaglianze e tutto ciò che muove questa violenza. Altrimenti, ripeto, facciamo gli spettatori, ma questo lo lascio ai salotti TV e non non dovrebbe appartenere alla politica istituzionale.
Grazie, Consigliere. La parola ora al consigliere Begaj giovanissimi rivolta. Prego, Consigliere.
Grazie, Presidente. Ho pochi secondi per dire che naturalmente Coalizione civica già pubblicato ieri, insomma, il suo contributo su questa, su questa vicenda, sugli avvenimenti, quindi quella è la posizione della dell'associazione e io voglio aggiungere due cose. La prima è questa: TikTok in Albania, da gennaio del 2025 a febbraio del 2026 è stato vietato TikTok da Edi Rama, poi la Corte costituzionale. Di fatto l'ha obbligato a a riaprirlo. Ebbene, cioè.
Le persone giovanissime sono in piazza. È rivolta contro il Governo, perché TikTok è un veicolo sicuramente, ma non è la causa niente sostituisce le cause materiali di un disagio. La seconda cosa è questa, ma come si fa di fronte a dei sondaggi su WhatsApp sui quali i negozi di lusso andare ad assaltare ancora parlare di centri sociali. Ma come si fa a essere così ottusi nel non vedere che il problema, a mio avviso, per la mia cultura politica, almeno è l'assenza di organizzazione e non l'organizzazione stessa, che sembra un fantasma dietro questa cosa qua e poi l'ultima cosa che dicono i pochi secondi che mi rimangono, è.
In tettoia Nervi non si capisce cosa è successo e quindi sarebbe anche da chiarire l'intervento che c'è stato la tettoia Nervi, perché questo è un grande punto.
Consigliere Mazzanti, politiche della casa e rigenerazione urbana, ma non consumo di suolo, prego.
Grazie, Presidente. No, è interessante l'articolo pubblicato dal Corriere della Sera in merito al consumo di suolo e l'edilizia che praticamente un'intervista Luca Dondi, esperto rappresentante del gruppo Gabetti questa è città tra l'altro per fare l'esempio del costruito. Due esempi, quello dell'Ospedale Maggiore, ex Sabian.
Quindi è stato un intervento che ha costruito, sì, ma anche dei sigillato migliaia di metri quadri di cementificazione e lì uscirà anche un parco urbano. L'altro esempio è quello del maggiore di fianco erano due capannoni demoliti e riqualificati con una costruzione nuova che rispetto agli indici di piano regolatore, quindi oneri verde, standard e compagnia rispetto a una soletta di cemento che era prima.
Guarda caso non vorrei visto che è da oltre vent'anni che suolo agricolo non se ne consuma, perché i piani regolatori l'hanno eliminato, lo dico ad onde, che è un esperto strano che non se ne sia accorto, però debbo dire che gli immobiliaristi anche in quest'Aula, un po' di tempo, avevano trovato dei ferri di sostenitori che dicevano che non poter costruire sui treni vergini avrebbe aumentato i costi enormemente di costruzione. Guarda caso, è vero, abbiamo visto anche l'altro giorno Invimit no, perché tutte le aree demaniali i militari scavavano e se prima questo è il dato sta venendo fuori dappertutto, per cui gli dico in tutta onestà, non ti preoccupare. Il consumo di suolo non c'è forse lo volevate voi, ma questo è un altro film, non ci sarà e gli esempi che si fanno, fateli giusti, anche perché sono dei sigilli azioni quelli che avete portato. Mercato ortofrutticolo 3 oltre 33 ettari, metà parco urbano era una lastra di cemento armato di 33 ettari. Questa è la realtà, il resto sono storielle. Grazie.
Grazie, consigliere. Consigliere Monticelli. I premi Daniele Po per i diritti umani ha Yasmine puliamo.
Grazie, Presidente. Oggi vorrei portare all'attenzione del Consiglio la figura degli esami, nulla, alla quale è stato assegnato il Premio internazionale per i diritti umani Daniele Po. 2026 conferito qui a Bologna nella nostra città e il lavoro delle reti di donerò India che rappresenta. Vorrei ricordare anche il significato del premio internazionale per i diritti umani. E Daniele Po, nato per iniziativa di Nedda Alberghini, è fortunato in memoria del figlio, un riconoscimento che ci permette di conoscere donne il cui lavoro, spesso svolto in condizioni di estremo pericolo, riceve un'attenzione troppo scarsa. Premio che ha trasformato il dolore della perdita in impegno prima di Yasmine nulla il premier riconosciuto l'impegno di né nebbie intuì Raggi nella Repubblica democratica del Congo. Desha Osman e le donne afgane di Rawa e dell'attivista curdo-iraniana dai mezzi NATO va yazidi. Storie diverse, unite dalla determinazione delle donne a prendere parola e a cambiare le condizioni della propria vita delle proprie comunità. Premiarle significa anche assumere una responsabilità dare continuità all'ascolto, fare circolare le loro rivendicazioni, portarle dentro il nostro lavoro politico e istituzionale. Yasmine è un attivista, una scrittrice, una poetessa è fuggita bambina dal Myanmar già Birmania con la propria famiglia, ha vissuto da rifugiata in Thailandia e poi si è trasferito in Canada. La sua storia attraverso frontiere, condizioni di esclusione e possibilità faticosamente conquistate. Ma, come ci dice in una sua poesia estere Rohingya e più di un esodo.
In quel verso ci chiede di non fermarci alla fuga. All'esilio ci chiede di conoscere anche ciò che la violenza ha cercato di cancellare, una cultura, le relazioni fra le persone e il desiderio di studiare e di creare e di contribuire alla ditta comune. È una richiesta che riguarda profondamente il nostro modo di intendere i diritti umani. Siamo spesso disposti a riconoscere il dolore di una persona. Facciamo più fatica a riconoscere l'autorità, la capacità di interpretare quanto le è accaduto, di decidere del proprio futuro. La ascoltiamo come testimone di una sofferenza meno facilmente come interlocutrice politica. Il lavoro di Yasemin ed ero India and network di cui a cui lei presiede, ci chiede proprio questo passaggio. La rete fondata e guidata da donne Rohingya in esilio, sostiene le persone rifugiate, lavora per la giustizia e l'autodeterminazione, la formazione e la partecipazione delle donne. Le sopravvissute prendono la parola, costituiscono un'organizzazione, avanzano richieste alle istituzioni, rivendicano il diritto di contribuire alle decisioni che li riguardano. La persecuzione dei Rohingya ha colpito le persone anche attraverso la negazione della loro appartenenza. Una minoranza prevalentemente musulmana è stata progressivamente esclusa dalla comunità politica del proprio Paese privata dei diritti esposta a violenze sistematiche costretta alla fuga.
Le campagne militari del 2017 hanno prodotto uccisioni e violenze sessuali d'istruzione di villaggi e un esodo di massa. Oggi oltre 1000000 di rohingya vive ancora nei campi del Bangladesh. Al centro dell'impegno di Yasemin c'è la richiesta di giustizia per il genocidio dei Rohingya, ottenere il suo riconoscimento, accertare le responsabilità e contrastare l'impunità dei vertici militari del Myanmar, Yasmina ha preso parte all'udienza del procedimento pro hanno promosso dal Gambia contro il Myanmar presso la Corte internazionale di giustizia e ha contribuito alle iniziative internazionali perché la persecuzione del suo popolo fosse riconosciuta come genocidio, un lavoro che chiede alle Istituzioni di dare seguito alle parole attraverso gli strumenti del diritto e la protezione delle persone perseguitate. A questo impegno accompagna quello della partecipazione delle donne perché possano prendere parola e decidere del proprio futuro. A essere Rohingya e più di un esito, dunque, è una frase che ci interroga anche politicamente un popolo non si esaurisce nella persecuzione che subisce, ha una storia, una cultura, conoscenze, aspirazioni. Riconoscere il genocidio e perseguire i responsabili significa anche difendere la possibilità che quel popolo continua a esistere e a costruire il proprio futuro. La nostra città contribuisce a dare consistenza ai diritti, anche attraverso le persone che sceglie, di ascoltare le relazioni, che costruisce, le occasioni di conoscenza che offre nelle scuole, nello spazio pubblico e perché quello sguardo deve poi accompagnarci nelle nostre politiche quando incontriamo, che è arrivato da una guerra o da una persecuzione, quando discutiamo di cittadinanza, di libertà religiosa e di accesso ai servizi e di partecipazione, e finisco con alcuni versi della stessa poetessa. Non basta sperare nella generosità di mani che aiutano voci che consolano. Voglio l'ascolto dell'amore e il cuore della giustizia che crede che, anche se siamo vittime, abbiamo qualcosa da dare alla società a essere Rohingya più di un esodo. Perciò ti prego, guardami, guardo alla mia gente noi con lo sguardo che riserva una persona speciale, intera, umana, non così diversa da te.
Grazie, consigliere Monticelli. Consigliere Mazzanti. Aeroporto Marconi. Bene, la Regione sì al polo regionale aeroportuale, prego. È velocissimo dopo il pianto del Presidente dell'Aeroporto e abbiamo avuto il pianto del Presidente della Camera di Commercio. Per fortuna che il polo regionale sta avanzando e mi fa piacere, perché è un quadro politico dove abbiamo sindaci di sinistra e i Sindaci di centrodestra, i quali dove c'è un aeroporto, chiaramente vogliono che questo piano vada avanti. Bene, voglio dirlo, noi porteremo avanti questo Piano come Amministrazione regionale, come dice il Presidente, così come dice il Comune di Bologna, però è chiaro che ce ne guardiamo bene da non tutelare i lavoratori da non tutelare gli interessi della città che cresce in armonia e cresce in armonia con le altre città. Non c'è solo Bologna da questo punto di vista e mi fa piacere che Forlì guarda caro del centrodestra faccia alleanza con Ravenna e insieme portano avanti la parte del piano regionale che parla di piano aeroportuale. Questo per dire per cui stia ben sereno Veronesi non si preoccupi di fronte alla tutela del del lavoro, di fronte alla tutela delle persone c'è anche la salute e l'ambiente, quindi ci siamo, ci saremo.
E insieme portiamo avanti questo progetto, ebbene, ha fatto il Presidente della Giunta regionale a ribadirlo molto chiaramente sulla stampa locale e nazionale.
Grazie, consigliere. Ora la parola al Consigliere Bernagozzi. Aeroporto Marconi, prego. Sì, grazie, Presidente. Io ribadisco quanto già detto, pochi, pochi secondi. Il tema della della redistribuzione regionale è un tema che portiamo in quest'Aula da diverso tempo e sul quale noi crediamo profondamente. Ad oggi il Marconi Cuba al 95% del traffico aereo di questa regione con altri tre aeroporti disponibili. Noi crediamo che un sistema intermodale e quindi allo sviluppo di un polo regionale possa da una parte e diminuire il traffico sul Marconi, che per noi resta ormai talmente sovraccarico e lo dimostra il fatto che siamo, abbiamo depositato le osservazioni rispetto agli sforamenti del rumore acustico e quindi non capiamo come si possa continuare ad aumentare il traffico più voli più sorvoli in barba a qualsiasi ragionamento sulla salute pubblica. Certo, ragionando però con dati alla mano sui temi dei laboratori, perché su questo non si può fare propaganda.
Grazie, consigliera Consigliere Mazzanti. Potere protesta contro l'insopportabile carovita bene le manifestazioni. No alla violenza e alle provocazioni, prego. Grazie, Presidente. Io anch'io solidarizzo con i lavoratori con gli studenti, con chi si appresta a scioperi è già entrato in sciopero, come tutto il Meridione, di fronte ai problemi del rifornimento dei costi dei trasporti, supermercati vuoti. Quindi questa sollevazione nazionale così come in altri Stati dell'Europa e non solo dell'Europa. E giusta e sacrosanta. Questo Governo di incapaci, non ha fatto nulla in quattro anni e oggi ci troviamo in questa situazione. Bene legittima questa protesta senza se e senza ma. È chiaro come è avvenuto a Roma oltre 120.000 persone e guarda caso, non è successo niente. Qui a Bologna, come in altre città, un gruppo di provocatori ha sfasciato vetrine, ha colpito. Guarda caso, mi sembra di sentire le parole di Cossiga che diceva che poi ci vuole poco affermare la protesta. Basta infiltrare della gente che commette atti di questo tipo Cossiga, lo sappiamo chi era, ma altri dissero questo. Quando poi, ad esempio, vedo un Presidente del Senato che nel 1977 h 73 77 a capo di una manifestazione.
Da quella manifestazione non da lui fu lanciato una bomba che, che ammazzò un poliziotto era una bomba a mano. Quindi da questo punto di vista le paternali li si accetta di chi è pulito da chi non ha problemi, per cui pene, solidarietà ai poliziotti colpiti, ai carabinieri colpiti, solidarietà a chi ci ha rimesso bene, ha fatto il Sindaco a dire quello che ha detto e a procedere legalmente per danni nei confronti di chi ha commesso queste cose senza bisogno di sentirselo, chiedere da quest'Aula, da esponenti del centrodestra che a dir poco sono vergognosi quando fanno.
Consigliere De Giacomi, manifestazioni, prego.
Grazie, grazie, Presidente. Vogliamo ribadire la condanna del Partito Democratico verso ogni forma di violenza contro le persone e il danneggiamento di beni pubblici e privati. Il disagio sociale merita ascolto risposte concrete e non può essere invocato per giustificare comportamenti violenti. Per questo accogliamo con favore la notizia che il Comune si costituirà parte civile. È una cosa che peraltro è stata proprio richiesta in quest'Aula anche dalle minoranze. Era già uscita la notizia. Ci teniamo a ringraziare il personale dei servizi pubblici e le Forze dell'ordine a tutte le persone che nella notte tra sabato e domenica hanno lavorato per garantire la sicurezza, prestare assistenza e ripristinare le aree interessate dai danneggiamenti. Ribadiamo la nostra vicinanza e solidarietà alle persone ferite negli scontri e alle persone che hanno subito questi danneggiamenti. Questa violenza distoglie il dibattito delle priorità sociali di questo periodo che esistono e che vanno affrontate e non fa bene a nessuno, perché i contenuti di questa protesta sono necessarie, che sono condivisi la lotta al carovita, la crisi energetica, il disinvestimento dei sistemi di welfare e la sensazione di una mancanza di futuro della nostra generazione sono fondamentali e devono essere affrontati. Il Comune di Bologna ha adottato misure di sostegno al ceto medio e di contrasto agli effetti dell'inflazione si è dotato di un piano per l'abitare, sta intervenendo per ampliare l'offerta di alloggi e contrastare la crisi abitativa. Il Governo deve rafforzare queste misure. Deve affrontare l'inflazione, la povertà energetica, a sostenere il potere d'acquisto delle famiglie e delle persone che sono maggiormente esposte a queste crisi deve aumentare l'offerta di edilizia pubblica, che appunto come il consigliere Mazzanti ci ricorda spesso non è più tra gli interventi dello Stato e dovrebbe assolutamente esserlo. Ci associamo, quindi alla richiesta dei Sindaci di centrosinistra, Sindaci di tutta Italia di essere convocati dal Governo, per da una parte, contrastare carovita inflazione, risolvere crisi fondamentali e diminuire l'attenzione crescente in questo modo all'interno delle nostre città, grazie.
Grazie, grazie, consigliera De Giacomi. Consigliera Larghetti, la parola a lei. Le morti sulla strada non sono inevitabili. Prego, Consigliere. Grazie, Presidente. In due giorni a Bologna sono morte due persone: Claudio Turchetti di 68 anni sul ponte di via Libia e un uomo di 44 anni in Via Calamosca. Nel frattempo la ciclista di 35 anni, di cui abbiamo parlato lunedì scorso, che è stata investita in via Toscana, è ancora in prognosi riservata. Ecco, io credo che la propaganda, se anche questo costruire una rappresentazione della realtà che alimenta paure e distoglie ogni giorno lo sguardo dai rischi concreti che le persone vivono tutti i giorni perché parliamo continuamente di sicurezza, ma di quale sicurezza stiamo parlando? Se non riusciamo a dare la stessa attenzione a ciò che materialmente ferisce, uccide tutti i giorni i nostri concittadini sulla strada, ovviamente alle vittime va alle loro famiglie, va il nostro cordoglio e alle persone ferite e la nostra vicinanza, però non possiamo, come diciamo sempre limitarci a leggere la cronaca, a esprimere dispiacere e poi andare avanti come se nulla fosse, cioè a volte mi sembra che ci indigniamo di più se si brucia un cassonetto che se si uccide una persona, cioè ma queste persone sono nostri concittadini, sono uscite di casa non sono più tornate. Questo penso che ci dovrebbe scuotere. Non possiamo considerare queste morti come inevitabili, perché in realtà noi qualcosa la possiamo fare e la velocità è uno dei principali fattori che determinano la gravità degli incidenti. Noi lo ripetiamo da anni, ma non ci stanchiamo di ricordare i fatti. Oggi l'ha certificato anche il Resto del Carlino, che ci ricorda che il 39% 39,6% degli incidenti mortali è riconducibile a eccesso di velocità la prima causa quando parliamo di come ridurre la mortalità sulle strade, ovviamente poi si parla di altre cose: i cordoli, i binari, il casco obbligatorio, i monopattini. Ma, scusate, ma con quali strumenti noi vogliamo contrastare davvero ciò che uccide le persone, cioè l'eccesso di velocità, come noi siamo in grado di far rispettare i limiti di mettere in sicurezza le strade. La Città 30 ha portato il tema della velocità al centro del dibattito, ricordando come vediamo queste terribili morti di questi giorni, che non è una questione che riguarda le biciclette, i ciclisti Larghetti Coalizione civica no, scusate, che stanno morendo le persone che sono in una macchina che sono sulla moto che sono per strada. Allora.
Pensiamo a quello che è successo in via Libia, ovviamente noi non lo possiamo sapere, ma se una veloce, se fosse stata fatta una velocità più bassa, cioè si può frenare se una persona ci cade davanti cioè non è inevitabile andargli addosso e ucciderlo. C'è un modo di reagire per questo che nel codice della strada c'è il principio della sicurezza stradale come principio generale che deve guidare le scelte e i comportamenti e la velocità non è un'opinione. Le conseguenze fisiche di un impatto non sono ideologia. Ci preoccupa profondamente che il nuovo codice della strada vada nella direzione opposta, eliminando proprio quel principio della sicurezza stradale, eliminando il principio della mobilità sostenibile e al suo posto, come principio la libertà di circolazione, la libertà per chi perché non aveva libertà di circolare. La persona che uccide, che è stata uccisa ieri sulla strada è quella in Via Calamosca e la ciclista che adesso sta in ospedale, che non faceva niente se non andare per la sua strada, ovviamente non per tutte. Se il pedone deve chiedere il permesso, questa è la propaganda che alimenta le paure, mentre la responsabilità politica guarda i fatti grazie.
Grazie, consigliere consigliere Venturi. Il titolo del suo intervento e dalla violenza, le soluzioni, una nuova agenda per la sicurezza, la legalità e il futuro di Bologna. Prego, Consigliere.
Bene. Grazie, Presidente. Gentili colleghi, credo sia doveroso aprire questa seduta con una riflessione su quanto è accaduto nella nostra città sabato, nell'area della stazione, nelle strade limitrofe, un corteo non autorizzato, al quale avrebbero partecipato circa 500 persone è degenerato, come sapete, bene scontri, danneggiamenti e aggressioni alle forze dell'ordine transenne e cartelli stradali che son stati lanciati dai sampietrini utilizzati come armi dei cassonetti incendiati delle bottiglie scagliati contro gli agenti.
A questo si aggiungono le vetrine che son state infrante e i danni alle attività commerciali con esercenti che sono stati costretti a chiudere per ore per proteggere i propri negozi a loro, ai lavoratori e ai cittadini coinvolti va sicuramente da parte della nostra parte politica la nostra solidarietà. La domanda, però vedete semplice che cosa c'entra tutto questo con il diritto a manifestare manifestare, vedete, è di sentire e di sentire sono diritti fondamentali, ma non possono diventare però un protesi, un pretesto per aggredire, per distruggere e per mettere a rischio l'incolumità altrui. La protesta non può trasformarsi in una licenza di devastare la città. Questi fatti ci impongono anche una riflessione sul disagio giovanile, cari colleghi, sulla perdita di prospettive e sull'isolamento sociale.
Tutti questi sono problemi reali che richiede un'attenzione e risposte.
Ma un principio deve essere chiaro: comprendere il disagio non significa giustificare la violenza.
Chi commette reati deve rispondere indipendentemente dall'età o dall'appartenenza politica. E c'è poi una questione di responsabilità politica: criticare il Governo illegittimo, ma attribuire le responsabilità soltanto alle istituzioni nazionali, senza condannare con altrettanta chiarezza chi devasta alla città e aggredisce gli agenti significa mandare un messaggio che è estremamente sbagliato in questa città.
Anche da parte di realtà, poi i cittadini, come Coalizione civica, lo dico chiaramente.
Ci aspettiamo delle parole inequivocabili, non possono infatti esserci ambiguità, le giustificazioni.
A seconda di chi commette questi atti, la condanna della violenza deve essere una responsabilità condivisa.
Sul fronte della sicurezza, le forze dell'ordine devono poter lavorare poi con mezzi adeguati, delle tutele effettive, delle regole operative chiara. Non chiediamo degli interventi indiscriminati i colleghi, ma la possibilità di agire efficacemente nel rispetto della legge, con strumenti proporzionali alle situazioni che devono affrontare questi agenti che quotidianamente sono messi a dura prova perché vengono sfidati da orde, in questo caso di ragazzini che non fanno altro che provocarli e loro sono estremamente professionali e bravi, diciamolo chiaramente che non rispondono con la forza, ma solamente in un qualche modo per mantenere la città sotto controllo. Ma la denuncia da sola vedete, non basta. Servono delle proposte concrete e chiedo quindi all'Amministrazione di rafforzare, insieme alla prefettura, alle Forze dell'ordine, il coordinamento e la prevenzione nelle aree più esposte, a partire dalla stazione, valutando degli interventi mirati a una presenza efficace sul territorio e chiede inoltre di verificare i danni subiti dai commercianti e valutare, nei limiti delle risorse disponibili, delle forme di sostegno per chi ha visto compromessa la propria attività.
Dobbiamo poi investire nella prevenzione del disagio giovanile, coinvolgendo delle scuole, le scuole, le famiglie e le realtà educative, creando degli spazi di aggregazione e delle opportunità concrete.
Inclusione, fermezza non sono alternative, vede, devono procedere insieme e ai giovani. Dobbiamo offrire delle prospettive, ma anche trasmettere con chiarezza il valore del rispetto delle regole, cosa che purtroppo ormai avviene sempre meno. Infine, chiedo che tutte le forze politiche e, ripeto, tutte senza alcuna divisione di quest'Aula, condivida da almeno un principio che nessuna causa sociale o appartenenza politica può giustificare la violenza anche da parte di quelle forze politiche che purtroppo sospeso restie in quest'Aula.
Presidente, colleghi, Bologna deve garantire il diritto al dissenso, ma anche quello dei cittadini a vivere serenamente, dei commercianti, a lavorare, degli agenti, a svolgere il proprio servizio di sicurezza e per questo chiediamo all'Amministrazione di passare dalle dichiarazioni ai fatti con iniziative che siano verificabili e un aggiornamento al Consiglio sui risultati conseguiti. Bologna non ha bisogno di giustificazioni, ma di responsabilità, non di nuove contrapposizioni ma di soluzioni concrete.
Difendere la nostra città significa garantire sicurezza, legalità, opportunità per i giovani e rispetto per tutti, ed è da qui, colleghi, che dobbiamo veramente ripartire.
Grazie, Presidente.
Grazie, consigliere. Consigliere Giordani. Manifestazioni no, sono attacchi allo Stato, prego. Sì, grazie, Presidente. Ho ascoltato attentamente tutti i colleghi e quanto successo negli ultimi giorni è stato affrontato da tantissimi punti di vista e giustamente fatto notare che non è una questione solo bolognese, non è una questione solo italiana, per cui innanzitutto voglio ringraziare tutte le forze dell'ordine per la professionalità e l'impegno profusi, la solidarietà a tutti coloro che son stati e che sono stati oggetto di violenza da parte dei teppisti dei delinquenti che hanno manifestato sabato e in alcune città anche ieri, e vicinanza a coloro che hanno subito dei danni ai propri, ai propri negozi, alle proprie attività o dei danni fisici, perché queste sono situazioni che non sono accettabili. Queste non sono manifestazioni e la solidarietà la estende a tutte le nazioni, a tutte le città che in questi ultimi tempi sono state violentate da bande di delinquenti incappucciati, fortunatamente la stragrande minoranza dei giovani che compongono la gioventù italiana e la gioventù europea, questi delinquenti incappucciati che hanno deliberatamente devastato centri storici, stazioni, librerie, negozi dove si sono divertiti non ad appropriarsi a rubare. So che combattono i grandi marchi, le scarpe firmate, perché probabilmente poi dopo le regaleranno si faranno i selfie, che erano le scarpe nuove. Questo è la loro nuova idea, nessuna idea, solo fare danni e rubare queste son cose totalmente inaccettabili persone e qui lo dico che negli anni dall'Italia e dall'Europa hanno avuto tutto, perché l'Italia e l'Europa fanno parte di un sistema dove la casa a chi ha bisogno viene data la scuola, viene garantita, la sanità, viene garantita i servizi sociali e non vengono garantiti. Si può fare di più sicuramente, ma andare contro a quello che sono i sistemi italiani, i sistemi europei creati in 50 anni dal dopoguerra a oggi. È una vergogna perché siamo il continente nettamente più avanzato e più all'avanguardia. Se si tratta di tutela dei diritti di chi ha più bisogno, per cui quello per cui fa finta di manifestare e delinquono sono solo balle, solo balle. Queste bande di ragazzi, ragazzini, ragazze che di stelle che decidono di distruggere nel nome di tutto ci è dovuto. Non capiscono che hanno già praticamente tutto e non possono essere considerati. I manifestanti devono essere considerati delinquenti alla stregua di delinquenti. L'ipocrisia che stiamo purtroppo, mettendo in campo da cittadini europei e del buonismo esasperato. Unità l'idea che il nostro Occidente e il suo sistema abbiano delle colpe. Vorrei sapere quali ci sta portando all'autodistruzione e dobbiamo in.
È inutile che ci inventiamo delle sigle per tutelare anche i nostri prodotti. A Bologna, per esempio, l'ed equo. Se poi, dopo non iniziamo innanzitutto ed a tutelare la nostra identità e la nostra storia millenni di storia rischiano di sparire in pochi secondi bruciati.
Nel fuoco dell'ignoranza, come è successo al Municipio di Limoges, queste son cose totalmente inaccettabili. L'Italia e l'Europa nel POR, dovere politico e morale, di difendere i propri principi e le proprie conquiste sociali e culturali a questi ragazzi, a queste ragazze che permesso un delinquenti, ma li definiamo ragazzi e ragazze.
Se vogliono fare qualcosa veramente, mi riporto una frase che disse il Presidente Kennedy: non chiederti quello che può fare la Nazione per te chiedi quello che tu puoi fare per la tua Nazione e sicuramente non è distruggerla. Grassi.
Grazie, consigliere Giordani. Consigliera Scarano manifestare non ha nulla a che vedere con la guerriglia verificatasi nuovamente a Bologna. Prego, Consigliere.
Esatto, Presidente, grazie per la parola. È proprio questo un ennesimo episodio che purtroppo non sarà l'ultimo. Abituiamoci a questo clima di violenza in città, perché è una città.
Pavida da questo punto di vista è una città in cui, dopo un silenzio ambiguo, pericoloso e inaccettabile, abbiamo ascoltato alcune parole, poche parole dette a fatica dal Primo Cittadino. Sono scene inaccettabili vanno isolati.
Iniziasse isolarli, lui lui ha il potere per farlo, lui ha il potere per isolare, per isolare i fautori, i contestatori, coloro che utilizzano quella che dovrebbe essere una manifestazione democratica legittima e fomentano.
Fomentano guerriglia urbana, lo fanno e poi, nei giorni successivi ne vanno fieri.
Sono talmente fieri di questo loro modo di porsi, di agire che non hanno neanche.
Il rigor minimo, la decenza di nascondersi non o nei giorni successivi lo mettono per iscritto. Quello che è successo a Bologna si verificherà di nuovo avanti. Continuiamo come se saccheggiare la città distruggerla attaccare in maniera veramente inaccettabile. Vergognose alle forze dell'ordine. Io veramente penso a questi padri di famiglia che vanno in strada per 1.500 euro al mese e che devono vedersi così martoriati da un branco di delinquenti. Io penso che sia veramente qualcosa di terribile.
E minacciano che torneranno a rifarlo con ancora più veemenza, con ancora più forza e con ancora più sostegno.
Perché qualcuno ha detto: oggi succede in tutte le piazze grazie a Dio, no, succederà alcune piazze in alcune piazze, dove ci sono dei focolai che che non vengono spenti, che continuano ad ardere, anzi sono tenuti vivi ancora più vivi. E Bologna è un caso emblematico di tutto ciò.
Ovunque ci sono altre città che vivono situazioni di analoga Bologna, Firenze, Padova, altre città che hanno la nostra popolazione, che hanno una una vita studentesca molto viva, molto attiva, no, solo a Bologna.
Solo sempre a Bologna succede.
Ma certo le promuovono queste manifestazioni che promuovono sul web tutto il silenzio, bisogna isolarli, però beh, la Giunta ha il potere per farlo, torno a ribadirlo al potere per dire che questa Amministrazione non vuole e non può elargire contributi, donazioni, centinaia di migliaia di euro. Mai come in questo mandato, così tanti, mai come in questo mandato, così tanti a chi in città si sporca di reati perché questi sono veri e propri reati. Poi chiamateli come volete, qualcuno ha detto non o coloro che hanno saccheggiato, che hanno distrutto solo solo dei gruppi di maranza non c'entrano niente. Le altre realtà, però le altre realtà erano fiere, erano soddisfatte di quello che era successo in città venerdì e sabato e l'hanno messo per iscritto. Beh, per me questo è una cosa che che veramente di un pericoloso, che io penso che molte persone non non abbiano la volontà, ma qui si tratta anche di dovere politico, di rendersene conto.
Qui siamo arrivati proprio al limite al limite, perché queste manifestazioni, purtroppo spero di sbagliarmi estremamente continueranno a ripetersi in una maniera sempre più frequente e questo metterà a dura prova tutto il sistema cittadino e non solo.
Il mio collega prima di me ha effettivamente parlato di persone che vivono anche in questa città, che fosse che qui vivono, studiano e che forse dovrebbero imparare un po' i doveri e imparato ad amare e rispettare questa città, anziché distruggerà e odiarla. Presentiamo pertanto un ordine del giorno ci sembra doveroso e obbligatorio per la solidarietà e la vicinanza alle Forze dell'ordine alla ferma condanna.
Terminato il tempo, Consigliere.
Allora, era l'ultimo intervento e sono stati presentati cinque ordini del giorno nel corso degli interventi di inizio seduta, di cui è stata chiesta la trattazione immediata al consigliere De Giacomi, prego.
Grazie, sì, Presidente. Dal momento che sono cinque, chiederei almeno una mezz'ora di pausa, secondo quelle che sono d'accordo, quindi fino ai 40.
Bene, grazie, consigliera. Sono le 15:07 sospendiamo la seduta consiliare. Ci rivediamo qui alle 15:40 per riprendere i lavori. Grazie.
Allora, riapriamo la seduta consiliare. Sono stati presentati cinque ordini del giorno del intervenne nel corso degli interventi di inizio seduta, di cui viene chiesta la trattazione immediata dopo le delibere iscritte, innanzitutto odierna.
Partiamo col primo che questo. Allora, il primo ordine del giorno in lista a prima firma, consigliere Fattori e ordine del giorno per il ritiro della proposta relativa al nuovo codice della strada. Chiedo se vi sia un intervento contrario all'ammissibilità dell'ordine del giorno.
Allora, non ho richieste e quindi metto in votazione l'ammissibilità dell'ordine del giorno numero 1, prima firma il Consigliere Fattori per il ritiro della proposta relativa al nuovo codice della strada. Apriamo la votazione.
Allora, chiediamo la votazione. O 22 favorevoli.
9 non votanti. Il Consiglio approva.
Allora, apriamo la votazione per l'inversione trattazione urgente.
La votazione è aperta.
Chiudiamo la votazione. O 23 favorevoli 1 contrario, 9 non votanti. Il Consiglio approva anche la transazione urgente.
Passiamo all'ordine del giorno successivo, a prima firma, consigliere Di Benedetto, per esprimere piena solidarietà agli uomini e alle donne delle Forze dell'ordine feriti durante le recenti manifestazioni a Bologna. Chiedo se vi sia.
Un intervento contrario, l'ammissibilità.
Apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione o.
33 presenti 33, votanti 33, favorevoli. Il Consiglio approva apriamo la votazione per la trattazione urgente.
Chiudiamo la votazione. No 33 presenti 33, votanti 11, favorevoli 22 contrari il Consiglio non approva la trattazione urgente.
Ordine del giorno successivo, a prima firma consigliere Di Benedetto per l'attivazione di ogni iniziativa utile a individuare i responsabili dei danni provocati durante le recenti manifestazioni a Bologna e a promuovere le azioni risarcitorie spettante al Comune e chiedo se vi sia un intervento contrario.
Apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione o 33 presenti 33, votanti 33, favorevoli. Il Consiglio approva.
Apriamo la votazione per la trattazione urgente.
Chiudiamo la votazione. O 33 presenti 33, votanti 11, favorevoli 23 22 contrari. Il Consiglio non approva la trattazione urgente.
Ordine del giorno successivo, a prima firma, consigliera Bernagozzi, per chiedere che venga mantenuta integralmente la dotazione originariamente prevista per le attività educative contro la violenza di genere. Chiedo se vi è un intervento contrario.
Apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione. O 33 presenti 23, votanti 23, favorevoli 10, non votanti. Il Consiglio approva.
Apriamo la votazione per la trattazione urgente.
Chiudiamo la votazione. 32 presenti, 22, votanti, 22, favorevoli, 10, non votanti. Il Consiglio approva. Ordine del giorno numero 5, a prima firma consigliera Scarano, per esprimere piena vicinanza e solidarietà alle Forze dell'ordine, alla luce degli scontri avvenuti a Bologna, chiedo se vi sia un intervento contrario all'ammissibilità.
Apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione o 33 presenti 33, votanti 33, favorevoli. Il Consiglio approva apriamo la votazione per la trattazione urgente.
Chiudiamo la votazione.
Allora ho 33 presenti 33, votanti, 10, favorevoli 23, contrari. Il Consiglio non approva la trattazione urgente.
Allora, passiamo quindi alla trattazione delle delibere iscritte ai lavori odierni.
La prima delibera e la 104 2026 accordo tra il Ministero della cultura, musei nazionali di Bologna e il Comune di Bologna per la valorizzazione di una porzione di Palazzo Pepoli Campogrande e autorizzazione all'acquisizione al patrimonio comunale di una porzione immobiliare utile alla realizzazione di un nuovo ascensore.
La proposta di delibera è stata trattata in sesta e seconda Commissione del 15 ottobre scorso, licenziata per i lavori del Consiglio e saluto l'Assessore del pozzo che qua con noi in Aula e le do la parola per l'illustrazione. Prego, Assessore. Grazie, Presidente. Do un saluto anche ai consiglieri del Consigliere. Questa è una delibera che dell'area Risorse Finanziarie patrimonio e quindi dovrebbe essere illustrata dall'Assessore Laudani, la illustro oggi, invece io allora faccio una piccola introduzione, ed è il fatto che il Palazzo Pepoli Campogrande, una delle dimore patrizie bolognesi e conserva all'interno, una collezione di circa 300 opere dipinti.
Di artisti di grande valore che appartengono al periodo d'oro della pittura bolognese, faccio dei nomi come Guercino, Palma, il giovane, Crespi, Creti, Tiziano, Carracci, eccetera, eccetera.
Questo patrimonio è come la proprietà della della porzione di Palazzo Pepoli Campogrande, di proprietà del Comune di Bologna. Il Comune di Bologna, nel 2022, con deliberazione della Giunta comunale, ha sottoscritto un accordo con il Ministero della cultura. Quest'accordo mira alla valorizzazione di quella porzione di Palazzo Pepoli Campogrande e prevedeva anche la parte del Comune di Bologna, la concessione al Ministero della cultura e alla direzione dei musei nazionali di Bologna dello spazio a titolo gratuito per nove anni. Questo perché perché era nell'accordo previsto, appunto, è siglato con il Ministero, c'era da parte della Pinacoteca nazionale. Voi sapete che il Palazzo Pepoli Campogrande, una delle sedi della Pinacoteca nazionale, insieme all'ex chiesa di San Mattia e anche alla ex chiesa di San Barbaziano.
Sul Palazzo Pepoli Campogrande, in particolare, era prevista, da parte della Pinacoteca nazionale, la realizzazione, grazie ai fondi del PNRR, di tutta una serie di progetti e opere che andavano verso l'efficientamento energetico e un miglioramento dell'accessibilità fisica degli spazi. I lavori stanno procedendo e diciamo che il Palazzo Pepoli Campogrande è attualmente in corso di ristrutturazione. Lo spazio è chiuso. Il palazzo è chiusa dal 2024 ed è prevista una riapertura al termine dei lavori, indicativamente tra la fine del 2026 e l'inizio del 2027. Che cosa comprendono questi lavori? Questi lavori comprendono sì, un miglioramento delle spazi espositivi e anche un risanamento delle opere sia architettoniche che gli affreschi contenuti, ma sostanzialmente prevede anche un intervento sostanziale dal punto di vista dell'accessibilità. In questo caso si sta parlando della realizzazione di un ascensore che permetterebbe una accessibilità nel prossimo futuro degli spazi espositivi, anche da parte di persone con ridotta mobilità motoria.
Siccome l'importo dei lavori prevede un impegno sostanziale da parte del Ministero e stiamo parlando di circa 3 milioni di euro complessivi dei lavori che andranno a interessare il bene di proprietà comunale, questa delibera prevede anche un allungamento dell'accordo, per cui la anziché il termine al 2031, quindi nove anni che erano stati stabiliti nella stipula della dell'accordo nel 2022, quello che viene proposto è un accordo valido fino al 2040, ovviamente con la possibilità di estendere ulteriormente il periodo, ma questo ovviamente sarà un tema successivo.
Che cosa prevede anche questa delibera? Innanzitutto un'acquisizione a titolo gratuito di una porzione di questo stabile che serve esattamente per la realizzazione della dell'ascensore. Le uniche spese che sono previste da parte del Comune di Bologna sono quelle relative ai costi sostenuti per le imposte dovute e l'incarico notarile per la parte di rogito e stiamo parlando di 2.500 euro per le imposte dovute e 2.165,50 euro per quanto riguarda l'incarico notarile, tutta la parte, diciamo così, di mandato per la realizzazione e la dote dell'adozione dei provvedimenti necessari per questa delibera e per procedere alla sottoscrizione dell'accordo, sarà in capo al capo area Risorse Finanziarie, patrimonio o al dirigente suo delegato, perché siamo interessati a portare avanti questo tipo di accordo e di estensione di accordo con la Pinacoteca. Molto semplicemente perché il palazzo Pepoli Campogrande si affaccia su via Castiglione, esattamente di fronte all'altro palazzo storico che Palazzo Pepoli, attualmente gestito da Bologna Welcome e la riapertura, grazie a questo accordo e grazie ai lavori sostanziale che verranno realizzati della Pinacoteca grazie all'utilizzo dei fondi PNRR, permetterebbe su quell'area di costituire un asse di forte intervento artistico, culturale e storico, che legherebbe appunto Palazzo Pepoli Campogrande con ciò che è contenuto all'interno del Palazzo Pepoli Vecchio. Questo credo che sia, diciamo, così un grande fattore di rilancio anche di quella che è la ricchezza del patrimonio culturale e artistico contenuto all'interno del centro storico, e credo che sostanzialmente sostanzi una relazione tra istituzioni importanti, in questo caso tra la Pinacoteca, il Comune di Bologna, anche per la valorizzazione di un patrimonio che la porzione di Palazzo che appartiene al Comune di Bologna, io mi fermo qui, perché credo di non aver dimenticato niente.
Credo, appunto di potermi fermare se poi ci sono domande e approfondimenti o richieste di maggiori informazioni, grazie. Intanto.
Grazie, Assessore del fax apriamo un dibattito.
Chiedo se ci sono domande interventi?
Allora io non ho iscritti a parlare, quindi non so se l'assessore Del Pozzo vuole aggiungere qualcosa, sennò prego, Assessore. È a posto? Allora passiamo alla fase della votazione. Chiedo se vi sono interventi per dichiarazioni di voto.
Direi di sì, consigliera Larghetti, chiede di intervenire? Prego, Consigliere. Sì, grazie, Presidente. Ma è una delibera molto semplice, che però dà atto di un impegno congiunto tra istituzioni che credo sia importante quello di rendere accessibili gli spazi della cultura, quindi insomma, credo che la nostra dichiarazione di voto a sostegno di questa delibera vada nella direzione di riconoscere l'impegno che c'è tra enti diversi. Per quanto riguarda questo oggetto, noi ricordiamo che tutto il nostro patrimonio edilizio storico ha problemi di accessibilità, quindi bene che mano a mano ci si metta, ci si mette d'impegno a renderlo, a renderlo accessibile, quindi non vorrei darla per scontata, visto che poi dietro ci sono somme importanti lavori, insomma anche il lavoro degli uffici, quindi grazie e voteremo a favore.
Grazie, consigliera Larghetti. Chiede se qualcun altro intende intervenire.
Passiamo, dunque, alla fase di votazione. Apriamo la votazione. Delibera numero 104.
La votazione è aperta.
Chiudiamo la votazione. O 33 presenti 33, votanti 33 favorevoli. Il Consiglio approva all'unanimità passiamo alla votazione per la trattazione urgente richiesta.
Apriamo la votazione.
Consigliere Diaconale votato.
Chiudiamo la votazione. O 33 presenti 33, votanti 33, favorevoli. Il Consiglio approva anche la trattazione urgente.
Passiamo alla proposta numero 108 2026 approvazione bilancio consolidato per l'esercizio 2025 articolo 11 bis, decreto legislativo 118 2011. Ha ricevuto il parere favorevole dei Revisori è stata trattata in seconda Commissione il 12 ottobre scorso, licenziata per il lavoro del Consiglio, l'assessore leccarsi e in collegamento. Assessore, la saluto e le do la parola per l'illustrazione della delibera. Prego.
Grazie, Presidente. Erano immediati, sentiate sì.
E allora questa delibera, come detto, è già stata trattata in Commissione.
E si tratta di una delibera che ogni anno e arriva in Consiglio e che riguarda appunto il bilancio consolidato, grazie per il lavoro tutti gli uffici, perché era una delibera estremamente tecnica e anche di una certa complessità.
Si tratta di un di un impegno chiaramente, che ha stabilito anche a livello normativo, e cioè il decreto legislativo 118 del 2011, stabilisce appunto che gli enti locali redigono il bilancio consolidato con i propri enti e organismi strumentali, aziende, società controllate e partecipate con modalità e criteri che sono individuati individuate nella medesima norma. La Giunta, pertanto, ha proceduto all'aggiornamento del gruppo Amministrazione pubblica e del perimetro di consolidamento per l'esercizio 2025 e con delibera appunto del del 25 e quindi e oggi il perimetro di consolidamento per l'esercizio dell'anno passato è rimasto invariato rispetto a quello dell'anno precedente. In particolare.
Contiene: comune di Bologna capogruppo ACER provincia di Bologna e ASP Città di Bologna Autosezione CAB e BolognaFiere Fondazione Bologna Welcome Fondazione Teatro Comunale, Lepida, SRM e TPER.
Il bilancio consolidato, in uno strumento di natura conoscitiva relativo al gruppo locali, la cui redazione comporta diverse fasi di attività, coinvolgono uffici comunali, società ed enti partecipati. L'elaborazione, come detto, comporta una notevole complessità tecnica, perché di fatto si consolidano.
Diciamo princi natura civilistica, dati contabili e diversi modelli contabili. Appunto. Il bilancio per quanto riguarda il 2025 del gruppo Comune di Bologna, si chiude con un risultato di esercizio positivo, comprensivo della quota di pertinenza di terzi pari a 122 milioni 595.103 euro. Il risultato consolidato scaturisce dall'insieme della gestione operativa finanziarie e straordinaria. Il conto economico evidenzia un risultato della gestione operativa 85 milioni 940.714. Il risultato di esercizio passa quindi a 122 milioni 595 per effetto del saldo della gestione finanziaria 17 milioni e 2 e 90 delle rettifiche di valore delle attività finanziarie meno 86.000 del saldo della gestione straordinaria 29 milioni 614 e delle imposte sul reddito 10 milioni 163.
Rispetto al risultato registrato e dal Comune di Bologna pari a 28 milioni 698, si rileva un deciso incremento che ha origine non solo dagli apporti dei singoli soggetti consolidati, ma anche d'assalto con saldo contabile delle scritture di pre consolidamento elisione rettifica.
Le differenze di consolidamento generale dal procedimento contabile che porta all'elaborazione del bilancio consolidato sono approfonditamente elencati nella nota integrativa e sono confluite in apposita voce di riserbo nella lettura dei dati del bilancio consolidato occorre tenere presente l'eterogeneità del gruppo Amministrazione pubblica, in particolare TPER, BolognaFiere redigono il bilancio secondo gli schemi e i principi internazionali IAS, IFRS e hanno entrambe fornito gli schemi secondo il modello arcone. La nota integrativa esplicita le ragioni delle più significative variazioni intervenute nella consistenza delle voci dell'attivo e del passivo rispetto all'esercizio precedente e riporta le ulteriori informazioni di dettaglio richieste dal principio contabile di riferimento, il decreto legislativo citato all'inizio. Vi ringrazio.
Grazie, Assessore Licalzi.
Chiedo se qualcuno ha delle domande.
Passiamo, dunque, alla fase di votazione. Chiedo se vi sono interventi per dichiarazione di voto.
Allora pongo in votazione la proposta di delibera numero 108.
Apriamo la votazione.
La votazione è aperta.
Okay.
Allora, chiudiamo la votazione o 32 presenti 32, votanti 22, favorevoli 10, contrari. Il Consiglio approva.
Procediamo ora con la proposta successiva che la 110 riconoscimento debito fuori bilancio a seguito di sentenze esecutive emesse dal tribunale, il giudice di pace ha ricevuto il parere favorevole dei Revisori è stata trattata in seconda Commissione il 12 ottobre scorso.
Assessore Li Calzi, le do la parola per l'illustrazione, prego.
Grazie, Presidente. Sono state notificate una sentenza relativi a opposizioni avverso cartelle esattoriali, ingiunzione in violazione del codice della strada con soccombenza e per l'importo di 5.756,78 si chiede pertanto di riconoscere la legittimità di questo debito fuori bilancio, la cui spesa trova copertura finanziaria e alla voce spese per prestazioni di servizio di un corpo dell'Apl PL che ringrazio anche per la presenza in Commissione, che ha permesso un Devereaux. Domande e richieste di approfondimento, grazie.
Grazie, Assessore. Chiedo se vi sono interventi.
Direi di no. Passiamo dunque, alla votazione.
Apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione e ho 32 presenti 32, votanti, 22, favorevoli, 10, non votanti. Il Consiglio Díez 10 contrari. Scusate, quindi 22 favorevoli, 10 contrari. Il Consiglio approva.
Apriamo ora la votazione per l'immediata eseguibilità.
Chiudiamo la votazione. 32 presenti, 32, votanti, 22, favorevoli 10 contrari. Il Consiglio approva anche l'immediata eseguibilità.
Apriamo ora la votazione. No, scusate, procediamo ora con la proposta 115 che il riconoscimento del debito fuori bilancio per la somma complessiva di euro 14.509,14 per sentenza sfavorevole della Corte d'Appello di Bologna numero 360 2026 del 36 2026.
Che ha ricevuto il parere favorevole dei Revisori, è stata trattata in seconda Commissione il 19 ottobre scorso, licenziata per i lavori del Consiglio. Do la parola all'assessore Licalzi per l'illustrazione. Prego, Assessore.
Grazie di nuovo, Presidente. Qui è stato illustrato dall'avvocato trentini in Commissione e la richiesta di pagamento delle spese legali, notificata dall'avvocato di controparte in data 1 luglio e appunto pre prevede a seguito di sentenza del 30 giugno, notificata al Comune di Bologna con cui l'ente era stato condannato alla rifusione delle spese degli indirizzi di primo e secondo grado, quantificate in 6.000 euro per compensi 259 per esborsi quanto al primo grado di 3.500 per compensi 3 88 e 50 Borsi quanto al secondo, oltre oneri di legge e spese generali per il 15% con questa richiesta, si ritiene di dover procedere al pagamento della somma di euro 14.509,14, come detto, con riserva di ripetizione subordinato all'esito dei ricorsi in Cassazione, insomma, complessiva sarà intestata dall'avvocato controparti e Claudia Candeloro come da delega all'incasso forniti dal ai proponenti, al netto della ritenuta d'acconto del 20%, pari ad euro 2.185. Anche per questo si chiede di riconoscere questo debito fuori bilancio con tu qua alla voce oneri vari connessi all'attività dell'Avvocatura comunale. Grazie.
Grazie, Assessore Licalzi. Apriamo il dibattito.
Allora, io non ho iscritti a parlare, quindi direi che possiamo procedere. Non so se l'Assessore vuole aggiungere qualcosa, sennò.
Passiamo alla fase di votazione.
Grazie, Presidente.
Chiedo ai consiglieri se vi sono interventi per dichiarazione di voto.
Apriamo la votazione.
Grazie.
Chiudi la votazione. O 2033 presenti 33, votanti 23, favorevoli 10, contrari. Il Consiglio approva. Apriamo quindi la votazione per l'immediata eseguibilità richiesta.
Chiudiamo la votazione. O 33 presenti 33, votanti 23, favorevoli 10 contrari. Il Consiglio approva anche l'immediata eseguibilità.
Procediamo quindi con la proposta successiva che l'approvazione del quarto adeguamento del programma triennale dei lavori pubblici 2020 26 2028 e dell'elenco annuale dei lavori per il 2026 adeguamento del DUP 2026 2028 la proposta di delibera ha ricevuto il parere favorevole dei Revisori. È stata trattata in Quarta Commissione il 15 ottobre scorso. Licenziata per i lavori del Consiglio l'assessore Borsari che saluto e collegato, Assessore, lei la parola per l'illustrazione. Prego.
Grazie, Presidente e buonasera Consiglieri e alle Consigliere. E allora molto velocemente vado per titoli. Il quarto adeguamento presenta una serie di interventi. Ci sono degli aumenti di importo per alcune quote di global service per le manutenzioni. In particolare, si passa a 2 milioni 965.000 per la manutenzione straordinaria del patrimonio immobiliare 1 milione 166.000 per la manutenzione straordinaria impianti termici, condizionamento e altri impianti uno migliore 6 milioni 327.000 per la manutenzione straordinaria del patrimonio verde. Poi c'è un intervento di 385.000 euro, un aumento di importo sul progetto, gli interventi per la manutenzione straordinaria di impianti di illuminazione pubblica e semaforici, compresa la realizzazione di nuovi punti luce e abbiamo un aumento di 200.000 euro a seguito di affinamento, diciamo, della fase progettuale del progetto esecutivo sull'intervento di recupero dell'ex fienile di corte Bellaria al Parco dei Cedri. Poi abbiamo la riproposizione ai fini della gara a seguito di risoluzione contrattuale per del nell'intervento di sulla via della conoscenza.
Poi abbiamo il rinvio al 2027 e dell'intervento delle della realizzazione di nuovi alloggi nei lotti 24 25 26 nell'area del Lazzaretto, per come perché, come è stato detto in Commissione e stiamo aspettando le integrazioni del progettista che sono state richieste in seguito di conferenza in sede di Conferenza di servizi. Quindi questi sono gli interventi del del quarto adeguamento sono stati illustrati nel dettaglio nella Commissione di giovedì scorso e quindi ringrazio anche i consiglieri e le consigliere che erano intervenuti per richiedere chiarimenti su cui chiaramente in questa sede non mi non mi soffermo su altro per ragioni di brevità e quindi mi sono semplicemente limitato a ricordare quali sono gli interventi su cui si chiede l'approvazione del Consiglio. Grazie mille.
Grazie, grazie, Assessore.
Apriamo il dibattito.
Allora, non vi sono iscritti a parlare. Passiamo quindi alla fase di votazione.
Chiedo se vi sono interventi per dichiarazione di voto.
Allora, non ho richieste, pongo in votazione, quindi la proposta di delibera numero 111.
Votazione aperta.
Chiudiamo la votazione. Allora 32 presenti, 27, votanti, 22 favorevoli.
Va beh, lo aggiungiamo. Allora 23 favorevoli, 5 contrari, 5 non votanti. Il Consiglio approva allora passiamo.
All'immediata eseguibilità la votazione per l'immediata eseguibilità.
Allora, chiudiamo la votazione. Ve 33 presenti 28, votanti 23, favorevoli 5, contrari 5, non votanti. Il Consiglio approva anche l'immediata eseguibilità.
Allora, passiamo ora agli ordini del giorno. Ordine del giorno a prima firma, consigliere Fattori, per il ritiro della proposta relativa al nuovo codice della strada.
Consigliere Fattori, prego.
Grazie, Presidente. Illustro nuovamente in maniera un pochino più articolata a quello che ho anticipato in sede di inizio seduta, dopo avere già avuto vari elementi che ci portavano a guardare con molto scetticismo ma scetticismo è un eufemismo a queste proposte di modifica del codice della strada, che vanno generalmente nella direzione di non tutelare i soggetti più vulnerabili e di limitare le possibilità delle amministrazioni locali di effettuare gli interventi che rien che ritengono necessari. Tra l'altro, il paradosso è che a capo di questo Ministero ci sia una porta che, una volta no, sosteneva l'importanza dei localismi, delle possibilità di ciascuno no di essere, dicevano padroni a casa propria. No. Adesso invece decidono che loro da Roma devono stabilire quali provvedimenti sono utili e quali no. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso, come diceva quello che ha messo in evidenza questa proposta di modifica, che assegna al pedone una serie di obblighi nel momento in cui deve attraversare sulle strisce pedonali. Allora chiariamo una cosa: la attenzione e la prudenza di chi si accinge a riversare sulle strisce pedonali. Sono sacrosante che nessuno si sogni di affermare che noi riteniamo che ci si debba lanciare. No, senza nessun tipo di attenzione. Attraversare le strade incuranti dei pericoli. No, perché ma nessun pedone, voglio dire, ogni pedone sa benissimo che deve fare attenzione anche ai comportamenti non leciti e degli altri soggetti non sanno tutti gli utenti vulnerabili anche chi va in bicicletta sa benissimo che deve stare attento non solo a comportarsi correttamente, ma anche alle infrazioni che fanno gli altri veicoli. Quindi è una consapevolezza comune, una consapevolezza diffusa no, quella di dover fare attenzione, ma, come dicevo all'inizio no, quello che è quella che può apparire una norma di buonsenso. Noi insegniamo quello che insegnano i genitori ai bambini fate attenzione, diventa qualcosa che ha un effetto perverso. No, un effetto di.
Portare sempre sempre il pedone a essere responsabile qualora sia investito sulle strisce pedonali. Allora immaginate un procedimento giudiziario no, in cui c'è una controversia, una controversia con l'assicurazione.
L'avvocato del pedone o il pedone, insomma, dice sono state investite sulle strisce, ho subito dei danni, ho diritto a un risarcimento no.
Vostro onore mi sembra evidente e la controparte dice: mah, vostro onore. Il pedone, il pedone ha guardato quello che dice il codice, il codice dice che prima di attraversare seppe i pedoni verificano che i conducenti gli abbiano visti e si fermino per dare loro la precedenza. Il conducente si è fermato. No, vostro Onore, quindi non ha verificato che si fermasse tessere la precedenza è automatico è evidente. No, se mi hanno investito vuol dire che non ho verificato che mi dessero prevedendo tautologica, cioè voglio dire, è talmente ovvio, no, che non serve chissà quale.
E Azzeccagarbugli per mettere in evidenza una cosa di questo genere, quindi il pedone si è accertato, quindi il pedone ha come minimo un concorso di colpa in questo tipo di situazione. No, una situazione in cui si dice: ma mo la macchina deve dare l'auto o il veicolo deve comunque dare la precedenza, però il pedone prima deve accertarsi che il veicolo si fermino. Allora questo andiamo per analogia no, ipotizzare situazioni simili, no, supponiamo che il pedone che anche attraverso il semaforo sia obbligato, il semaforo verde prima deve accertarsi che i veicoli si fermino questo qui anche qui il pedone chiaramente fa attenzione che nessuno passi quando lui al verde pedonale, ma non è un suo obbligo, questo tipo di accertamento, se viene investito automobile o il veicolo ha tolto. Altro esempio, ipotizziamo che si dica prima di frenare, devi accertarti che il veicolo dietro di te abbia rispettato la distanza di sicurezza, che non ti tamponi, perché se al frenato e lui ti ha tamponato, evidentemente non rispettava la distanza di sicurezza, quindi è colpa anche tua. Oppure prima di arrivare in Aula attraversare un incrocio in cui hai la precedenza, devi ferma anche aspettare di vedere che l'altra auto si fermino, pensate nella strada statale no che ha il diritto di precedenza. Bisognerebbe fermarsi in occasione di ogni intersezione per verificare che se arrivano delle auto effettivamente si fermano un'automobile no, prima di passare col verde in un incrocio deve fermarsi e aspettare che nessun'altra automobile passi. No, mi ricorda quella barzelletta in cui c'era quello che passava col rosso, ma si fermava al verde perché diceva che se poi qualcuno passa col rosso che la faccia. No, allora oppure.
E quando quando ti mettono in una strada e guardi per rimettersi alla tua sinistra dei bianca, accertarti che non arrivi nessuno dalla corsia opposta, invadendo alla sua corsia perché altrimenti ti travolge e non ha il patto, quello che avreste dovuto fare, quindi, è veramente uno un evidente stravolgimento di quello che è il diritto di precedenza del pedone che di fatto in questo modo non viene più riconosciuto. Non ci sarebbe sempre automaticamente concorso di colpa. Allora lo vogliamo andare a dire, come dicevo prima, a quelle 151, a quei 151 pedoni uccisi da inizio anno mentre attraversavano sulle strisce pedonali? No, poi qualcuno dirà Hamas fossero state più attenti, non sarebbero stati investiti, quindi la colpa si dice implicitamente del pedone che che viene che viene investito. No, tra l'altro, ripeto, una situazione in cui andrebbero ovviamente no a notte le compagnie assicuratrici mi viene il sospetto che sia una marchetta fatta alle compagnie assicuratrici. No, perché sempre sempre in questo caso avrebbero sarebbero stimolata promuovere un contenzioso con costi e oneri, tempi, eccetera in cui comunque avrebbero il beneficio per le loro casse del concorso di colpa e di conseguenza, dei minori risarcimento al soggetto danneggiato o a me pare è talmente evidente che si tratta di una stupidaggine e no no, una stupida no, è peggio che una stupidaggine proprio una roba.
Per me pericolo brutta, orribile. No, che davvero mi auguro che ci sia un voto unanime del Consiglio Comunale, tutti quanti siamo pedoni che attraversiamo sulle strisce pedonali, tutti quanti abbiamo figli e tutti quanti non abbiamo, quindi tutti quelli che hanno figli, sanno che attraversano sulle strisce pedonali. Tra l'altro altre due cose vorrei dire in qualunque.
Paese straniero. Le strisce pedonali sono sacre, quando una macchina si avvicina, rallenta e se c'è un pedone che appena accenna attraversare, si ferma, immaginate qui turistica. Arrivano note turistiche che se si accorgono che questo non capita, no? Che attraverso e dicono no ai TOLC tu perché dovevi assicurarsi che l'automobilista ti vedesse e si fermasse. No, allora.
Tra l'altro paradosso, con il limite dei 50, allora spiegatemi uno che va ai 50 all'ora come fa è avere il tempo di accertarsi che il pedone vuole attraversare, rallentare, fermarsi, quindi è tra l'altro, il limite dei 50 all'ora è obbligo per il pedone di accertarsi che l'auto si fermi che abbia il tempo quando sono totalmente contraddittori. Quindi da un lato gli dice: il pedone deve accertarsi che dall'altro si creano le condizioni, si vogliono mantenere le condizioni perché ci sia l'impossibilità di accertarti che se arriva una macchina è 50 all'ora o se arriva una macchina i 30 all'ora sarà ben diverso rispetto alla possibilità di accertarsi che l'auto si potrà fermare. No, quindi davvero è una norma talmente e incongruenze talmente assurda che con questo, tra l'altro, come viene richiamata anche qua, è una norma che è stata contestata dall'ANCI no, Lanci Lanci comprende tutti i Comuni, non solo quelli di centrosinistra, contestata da tutte le associazioni per la tutela dei soggetti deboli. No, il Comune di Bologna mandato pagine e pagine di osservazioni in generale sul codice della strada, sulla proposta di riforma manco considerare Striscia, ma davvero questa norma è talmente paradossale, talmente assurda, talmente non non non posso definirla qua, perché non le parole che userei non sono diciamo congruo e no con quello che è un luogo istituzionale che io non credo che sia possibile non essere d'accordo su questo. No, quindi mi auguro davvero che questo ordine del giorno, che ripeto, è stata chiesta l'urgenza uno perché ritengo che non ci sia nessuna necessità di discuterlo in Commissione è talmente chiaro in secondo luogo, perché appunto questo testo, uscito dalla il Consiglio dei ministri, dovrà insomma fare alcuni passaggi che saranno presumibilmente abbastanza rapidi. Non è probabile che il nuovo codice venga approvato entro i primi mesi del 2027 per poi entrare in vigore a inizio 2028. Quindi credo che questo sia un motivo che giustifichi una pronuncia del Consiglio comunale e non dite che non è una roba che riguarda la città di Bologna, per favore, no, perché riguarda ogni attraversamento pedonale che abbiamo a Bologna, quindi l'importanza non è solo solo nazionale, ma evidentemente anche locale. Quindi questo.
Ordine del giorno si chiude no, con dispositivo con un appello per fare notare queste cose e a ritirare queste stupidario in generale, l'auspicio è proprio di una ridiscussione totale.
Della proposta di riforma del codice, ma in particolare questa norma è totalmente assurda, direi quasi criminale, e, come dicevo prima, grande sospetto è una marchetta alle compagnie di assicurazione. Grazie.
Grazie, Consigliere apriamo il dibattito.
Consigliere De Martino, prego. Grazie, Presidente. Poco da aggiungere. Il Consigliere Fattori ha rappresentato molto bene la questione.
Ci tengo a ribadire come, oltre a insomma, al paradosso, al caos che creerà se questa norma dovesse entrare in vigore in caso di incidenti e anche proprio esattamente, cioè la ratio che muove questa modifica del codice della strada è esattamente il contrario di quello di cui avremmo bisogno.
Per aumentare la sicurezza nelle nostre città e quindi anche la sicurezza in strada, noi dovremmo sensibilizzare sempre di più le persone che guidano automobili o qualsiasi mezzo a motore dal più almeno pesante che causa ovviamente che in caso di incidente può causare dei danni molto seri. Ecco, noi dovremmo sensibilizzarlo al fatto che la città non è una pista, che la città è piena di imprevisti, che la città è piena di persone che con mezzi diversi da più leggeri e più pesanti, la attraversano. Che la città è fatta di incroci, precedenze rotonde, semafori, una quantità infinita di ostacoli e anche eventualmente di imprevisti per cui abbiamo bisogno di mantenere una velocità che permetta di far fronte a quegli imprevisti e che premetta nel che che permetta, nel caso di incidenti, di limitare il più possibile i danni, perché considerando tutto il numero di persone mezzo ostacoli imprevisti che ho appena citato, pur andando più veloci in strada con il proprio piedino sull'acceleratore. Comunque, le condizioni oggettive della città fanno sì che al massimo sui tempi di percorrenza, e questo ce lo dicono gli studi che abbiamo tante volte ricordato in questo Consiglio comunale diminuiscano dagli 1 al massimo tre minuti e mi sembra un tempo veramente irrisorio, soprattutto se dall'altro nell'altro piatto della bilancia, mettiamo il fatto che possiamo con quella scegliendo di andare più ovvero veloce e scegliere di salvare o meno una potenziale vita umana che magari si trova lungo il nostro percorso. Questa destra, invece sposato completamente la teoria opposta, cioè quella di lasciare massima Massimo terreno alla spinta al gas, alla velocità ad arrivare prima alla propria fretta individuale e perde lo sguardo d'insieme, lo sguardo d'insieme è anche quello che ci dice che tante persone, tantissime persone, la stragrande maggioranza delle persone ci chiede di abbassare i limiti nella strada in cui vive, con cui magari porta a scuola i propri figli e poi però, appunto non a quella visione d'insieme tale da intuire in qualche modo no che magari nella strada in cui gli piace sgasata ci abita a un'altra persona con altri figli o un'altra famiglia ci porta ai propri figli, ma questo ci sta, cioè che un cittadino non abbia questo sguardo di insieme, diciamo questo sguardo dall'alto, chiamiamolo come vogliamo, ci sta.
Il problema è quando non ce l'ha la politica.
Cioè il compito della politica dovrebbe proprio essere quello di aiutare le persone a trasformare, neanche a trasformare, perché questo interesse individuale è già un interesse collettivo solo nella mente. Non è solo che non lo è nella mente di tutte le persone nella consapevolezza di tutte le persone, ma è già evidente che sia così. Per questo il compito della politica che prima della tutela della vita umana non dovrebbe essere non dovrebbe mettere nient'altro dovrebbe essere quello di aiutare tutte e tutti ad avere uno sguardo più più largo su questo e invece, purtroppo questo ennesimo provvedimento si scrive esattamente dal lato opposto, cioè spinge esattamente nella direzione opposta. Tutti noi siamo pedoni almeno una volta al giorno, e quindi io credo che nessuno di intellettualmente onesto possa affermare che sia semplice per un pedone, ottenere la precedenza che oggi ha senza tutto questa zecca garbugli che il il collega fattore ha già spiegato bene, quindi che oggi avrebbe diciamo di diritto e non è mica facile esercitare questo diritto davanti alle strisce pedonali.
Io stessa, ma tantissimi altri pedoni che vedo durante la giornata, aspettano a volte anche i minuti davanti alle strisce, proprio perché tante persone non vedono le vie che attraversano come vie potenziali di casa di altre e quindi sgasa no, pensando di arrivare chissà quanto prima, quando magari arrivano, quando al massimo possono arrivare prima di uno, tre minuti quindi già oggi è molto difficile far valere questo diritto che in città frequentate da interessi da persone così diverse, sarebbe fondamentale invece far rispettare, ma abbiamo già capito molto bene che a questa destra piacciono invece delle scorciatoie e la scorciatoia. Anche in questo caso, come in tantissimi altri casi, non è mai quella di rendere più facile la vita agli utenti più deboli e dare parità di diritto a tutti di attraversare la strada in sicurezza, ma è sempre quella di metterli più in difficoltà, perché è molto più facile fare leva su un istinto individuale, su un interesse individuale piuttosto che fare un processo comune per arrivare invece ad individuare quello che può essere l'interesse collettivo e l'interesse collettivo e rinunciare a sganciare un po' perché tanto quel po' non porta assolutamente a niente e farlo per la sicurezza di tutte e tutti, a partire dalle persone più fragili e facendo rispettare quelle che già sono le regole del codice della strada che purtroppo non vengono, non vengono rispettate. E infatti, oltre a sostenere questo ordine del giorno per tutte le ragioni che il collega ha espresso molto bene, ci tengo a sottolineare anche l'aspetto di sperimentazione di nuove forme per verificare quanti mezzi rispettano effettivamente la precedenza alle strisce pedonali. Questa sarebbe una una grandissima soluzione, molto utile per la stragrande maggioranza delle persone, visto che ricordo ancora la stragrande maggioranza delle persone, almeno una volta al giorno, un pedone, perché quando si esce dall'automobile si è automaticamente un pedone. Ecco avere finalmente degli strumenti che ci aiutano in questo, piuttosto che lasciare le persone da sole a sperare che qualche macchina si fermi, a volte si buttano in mezzo alla strada, sperando che quello che oggi è un diritto inviolabile di precedenza no e che quindi metterebbe dalla parte del torto all'automobilista porti l'automobilista in qualche modo a inchiodare, perché altrimenti il pedone non passerebbe mai dall'altro lato della strada. Ecco, questo strumento, finalmente senza far rischiare la vita a nessuno si è sperimentato, ci permetterebbe di di garantire ai pedoni un diritto e anche di sensibilizzare gli automobilisti, visto che evidentemente ce n'è ancora bisogno, nonostante le regole del codice della strada su questo siano ampiamente conosciute, ma affinché una certa politica preferirà lavorare di pancia. La sensibilità purtroppo non sarà ampiamente riconosciuta da tutte e tutti. Spero invece che con azioni di questo tipo finalmente si riesca, anche se il dibattito politico in merito è veramente deprimente. Grazie.
Grazie, consigliera chiedersi. Altri intendono intervenire? Al momento non ho prenotazioni. Consigliera Larghetti, prende.
Grazie, grazie, Presidente. Ma mi auguro di essere smentita. Spero che non intervengano solo i colleghi che spesso intervengono su questi temi, ma ovviamente il dibattito è libero e il Consigliere Fattori, che ringrazio per l'iniziativa di questo ordine del giorno e la collega Di Martino hanno già rappresentato nel merito molto bene quelle che sono le motivazioni tecniche, politiche e di visione del diritto allo spazio pubblico che ci trovano completamente d'accordo su l'impostazione molto preoccupante di questa riforma del codice della strada, che in qualche modo ci tiene a più che dare delle regole e delle norme che vadano a prevenire gli incidenti a certificare lo stato di fatto e renderlo sostanzialmente lecito.
Perché questo è sostanzialmente un una norma che dice che il pedone si deve accertare, ovviamente fa l'eco a quella che è una convinzione comune. No, ve la ricordate la polemica sui pedoni distratti no ai pedoni che vengono investiti, perché sono distratti. Allora io mi chiedo cosa penserebbero. Purtroppo lo so, però diciamo che retoricamente dico mi chiedo cosa penserebbero i familiari di Marco Govoni a 77 anni ucciso sulle strisce pedonali mentre andava a buttare la spazzatura davanti casa sua. Andiamoli. Nelli ci abitava da più di quarant'anni in quella strada. Penso che la conoscenza abbastanza bene. Penso che fosse una persona perfettamente in grado di accertarsi che la strada fosse libera, però sapete cosa c'è e che non basta accertarsi se la strada è libera quando il veicolo arriva ad alta velocità, soprattutto quando si anziani e soprattutto quando la velocità di attraversamento e anche di reazione a un veicolo che sopraggiunge ad alta velocità. Quindi ora che me ne sono accorto, è già qui sostanzialmente no, e quindi purtroppo.
Marco Govoni non insomma, non è più con noi, così come tantissime altre persone. Ricordiamo che nel 2025 sono morti sette pedoni. I numeri oscillano quando si parla di numeri sotto i 10, la statistica, qualche cosa può può giocare, nel senso che no, è quello che si parla di oscillazione statistica, però dietro questi numeri ci sono delle persone lecito qualcun altro? Mohamed Farouk, che a 56 anni è stato investito da un motociclista sulla via Emilia, sempre nel 2025. Anche di lui avevamo saputo, tramite le parole del suo datore di lavoro, che fosse una persona molto prezioso, che sarà resa preziosa nella sua azienda in cui lavorava, se non ricordo male, da più di 15 anni. Così come giovanissimo Alberto Cremonini, anche lui sulle strisce pedonali, appena uscito dal dall'esame di Stato. Ovviamente noi non c'eravamo e purtroppo l'interesse è talmente basso che mentre su alcune morti abbiamo anche la trascrizione delle conversazioni telefoniche dei parenti di quarto grado su altre, purtroppo ci dobbiamo accontentare di un trafiletto e di dinamica ad accertare e molto spesso, se non tramite la conoscenza diretta Nokia, diciamo grazie al cielo. Siamo una città dove le relazioni sono ancora vicina e quindi spesso, se uno è interessato personalmente cerco sempre di venire in contatto con le famiglie di queste vittime, che spesso dopo il clamore, diciamo l'indignazione generale, vengono lasciate completamente da sole e quindi ho avuto modo negli anni di accertarmi di queste dinamiche, che poi non sono pubbliche. Però, ecco, non è la mancanza di attenzione di questi attraversamenti pedonali che ha generato la morte di queste persone, ma è il sopraggiungere dei veicoli ad alta velocità che, non rispettando la norma del codice della strada attuale prima della modifica, e tale speriamo che rimanga, che prescrive che bisogna sempre rallentare in prospicienza di un attraversamento pedonale. Questo perché se non si rallenta non sia il tempo di vedere se c'è qualcuno, perché adesso penso che molti di noi guidino l'automobile o siano passeggeri in un'automobile e vedano bene che la visibilità laterale del lunotto non permette di vedere cosa succede ai lati della strada, se io vado a una velocità anche diciamo moderata, che può essere di 45 e 50 chilometri orari, questo diciamo il cono visivo che si viene a creare nell'abitacolo diminuisce, si restringe con il progredire della velocità. Questa è una legge della fisica e questa legge della fisica che ha generato questa norma, la norma che dice di rallentare sempre in.
In prospicienza di un attraversamento pedonale e lo posso verificare vi dico anche in bicicletta, cioè anche in bicicletta, dove le velocità sono sicuramente molto più basse, ma anche in bicicletta c'è la cattiva abitudine di non dare la precedenza ai pedoni, sebbene con conseguenze infinitamente meno meno dannose, ma comunque diciamo, una cattiva abitudine e anche in bici vi dico che se io non rallento sistematicamente in prospicienza di un attraversamento pedonale. Mi succede di trovarmi davanti il pedone che lateralmente non non avevo visto succede, ed è per questo che bisogna rallentare sempre per evitare che quell'errore del pedone, perché non è che abbiamo bisogno della modifica di Salvini. Già oggi adesso il codice della strada assume tra i suoi principi generali che gli utenti devono comportarsi sempre in modo da non costituire pericolo intralcio e salvaguardare la sicurezza stradale, cioè l'idea che esista già un principio di responsabilità, di corresponsabilità in tutti gli utenti della strada. Nessuno è fatto salvo dal dovere di non creare intralcio di non diciamo creare delle situazioni di pericolo, anche semplicemente non rendendosi conto di cosa lo circonda. C'è nessuno, eh, con le attuali regole, autorizzato o autorizzata ad attraversare la strada, facendosi i fatti propri e non vedendo niente, ma quello che accade non è questo, abbiate pazienza, ma la dinamica è quella di cui parlavo prima, ed è la stessa ragione per cui le persone più anziane, in particolare, aspettano minuti prima di attraversare, perché lo sanno che se arriva improvvisamente una macchina non avranno il tempo di concludere l'attraversamento. Hanno probabilmente già avuto tantissime esperienze negative di macchine che fanno lo slalom che gli che gli fanno il liscio, scusate l'espressione gergale, perché non gli danno la precedenza e loro non è che non si sono accorti, ma purtroppo non sono veloci, non hanno i riflessi ed è questa la ragione che oggi impedisce di esercitare quel diritto di cui parlava la collega Di Martino e quindi io penso che noi non possiamo ridurre una normativa, quale essa sia a una mera responsabilità individuale. Noi non possiamo derubare, lasciare che le istituzioni vengano meno al loro compito di indirizzare collettivamente un sistema che funzioni. Poi, certo c'è sempre l'azione individuale al termine di questa catena, che ovviamente poi la responsabilità di rispettare le norme e personale, ma non possiamo lasciare che sia l'individuo da solo a salvarsi, perché gli individui più fragili e non ce l'hanno, la possibilità di accertarsi che arrivi un veicolo nei tempi di prevedere se i tempi con cui arriva il veicolo sono congrui con la sua velocità di attraversamento, perché gli stiamo dicendo una cosa molto semplice, che lui non può passare fintanto che non c'è nessuno ed è quello che, ripeto, già oggi succede, nonostante le norme cerchino di tutelare.
Queste persone, cioè nel 2025, abbiamo avuto sette morti, di cui e in più 325 pedoni investiti sulle strisce pedonali nella nostra città, ma sono tutte persone che non avevano controllato l'attraversamento ma veramente, ma voi pensate che i veicoli che li hanno investiti hanno rallentato, gli hanno dato la precedenza e loro comunque hanno corso disperatamente, cercando di buttarsi sotto il mezzo, che che hub che arrivava ma cioè se siamo completamente fuori dalla realtà, se pensiamo che norme del genere possano portare, perché poi alla fine qual è il risultato di questa norma? Noi salveremo delle vite, impediremo delle persone di attraversare in modo irresponsabile o semplicemente mi dispiace, ma io credo che la dietrologia un po' malevola del collega fattori sia corretta. Semplicemente stiamo dicendo che l'assicurazione non pagherà, perché questo è l'unico risultato materiale che l'assicurazione non pagherà perché il pedone avesse accettato, perché io poi voglio capire dal punto di vista della dad no, scusate, dell'esame probatorio, come noi andremo a dimostrare che il pedone si ha accertato non sia accertato, cioè o c'è una telecamera che deve guardare esattamente il movimento della testa nella nella direzione giusta, cioè come faremo a stabilire se il pedone si è accertato o meno perché sarà sempre la mia parola contro la tua, mentre la velocità, l'andatura noi la ricaviamo dalla scatola nera, che è il primo strumento che le assicurazioni utilizzano per stabilire le dinamiche, le responsabilità e via discorrendo, cioè il pedone non ce l'ha la scatola nera, quindi, oltre a l'obbligo di parastinchi, perché il codice della strada poi adesso noi parliamo di una norma che è molto importante per quanto riguarda la circolazione urbana, ma nella riforma c'è tanta di quella roba allucinante che persino scusate le associazioni normalmente più tradizionalmente, diciamo a favore dell'uso, dell'auto, eccetera, sono tutti contrari. Io vi chiedo vi scongiuro di trovarmi in associazione nazionale di rilievo che non abbia 10 iscritti, cioè che esiste veramente che si è pronunciata a favore di questo codice, perché non ce n'è una, non ce n'è una e dicevo, tra i vari obblighi c'è anche quello di dispositivi particolari per i motociclisti parastinchi paraschiena, eccetera, cioè noi possiamo andare in giro anche come alberi di Natale, ma se servisse lo faremmo lo faremo. Ma perché negli altri Paesi non ci sono questi obblighi e c'è una mortalità infinitamente minore. Forse sono Paesi dove le leggi non sono consigli come sono percepite in Italia, perché in Italia le leggi son consigli. È.
Cioè soprattutto le norme, quelle che regolano la vita quotidiana. Poi se riguardano diciamo, persone di altra provenienza, allora diventiamo molto legalitari e rigidi, ma se riguardano noi e non ha potuto fare niente, purtroppo non c'è mai nessuna responsabilità. Ecco, io penso che una responsabilità esiste quando una persona come Marco Govoni, come Mohamed Farouk, come Alberto Cremonini la sera non fanno ritorno a casa dalle loro famiglie.
E qualcuno si deve prendere la responsabilità e mi dispiace la responsabilità alla fine della fiera non può essere della vittima ed è un ennesimo spostamento culturale di responsabilità da chi agisce la violenza a chi la subisce e per me culturalmente. Questo è inaccettabile. Grazie.
Grazie, consigliera Consigliere pizza, né la parola. Grazie, Presidente. Ma sono stato stimolato a intervenire perché si ritiene spesso un intervento su tanti argomenti.
Dei vostri dirimpettaia. E allora perché non accontentare la la collega Larghetti? Ma io sono in questa città da sessant'anni ho preso una sola multa per eccesso di velocità sugli ideali andava 53 chilometri orari, quindi ho pagato per questo eccesso.
Sì, l'ho presa da Sud perché mi ha preso Bleecker Bleecker, me l'ha preso con la telecamera, quindi mi sono voluto con l'Assessore pinete che ma c'è un chilometro e mezzo in più, quindi è giusto e io ho pagato la multa immediatamente.
Ma io vi dico come mi comporto come automobilista.
Mi fermo sempre quando c'è un pedone che attraversa non solo sulle strisce.
Ma anche al di fuori delle strisce, perché io riconosco il diritto di attraversamento del pedone.
Che c'è e vi spiego come mi comporto io come Tedone, quando attraverso la strada attendo il cenno di consenso da parte dell'automobilista e ci diamo il cenno di consenso per cui lui mi dice passa o gli dico io passa.
Quindi ritengo che questa norma sia soltanto mi rifaccio alla alla goccia che ha fatto traboccare il vaso del dell'ottimo. Consigliere Fattori.
Sia un ricordare al pedone che deve fare più attenzione, non che non debba fare attenzione, deve fare più attenzione, perché attendere un cenno di consenso dell'automobilista che sta arrivando e la garanzia che non sarà investito, ma la consigliera si diverte moto dei miei interventi e evidentemente evidentemente sono contento di essere in grado di provocare del sollazzo della parte opposta. Comunque questa è la mia posizione e vi posso dire che questi sono i miei atteggiamenti e considero quella norma non una regressione, ma un invito all'attenzione da parte del del del pedone. Tutto qui. Grazie.
Consigliere Naldi.
Grazie, Presidente. Beh, stimolato per stimolato. Mi ero già prenotato, ma mi sarei prenotato un secondo dopo di lei. Consigliere pizza, non me ne voglia. Allora,
Indipendentemente dalle nostre abitudini, dalla nostra educazione.
Dal nostro senso civico noi siamo chiamati come Amministrazione in sedicesimi rispetto a chi ha l'onere di fare leggi a parlare per atti e a considerare gli atti formalmente validi e quindi tutto ciò che ha brillantemente illustrato il collega Fattori rileva anche rispetto a un atteggiamento assolutamente iper super, educato e civile, come lei ha esplicitato nel suo corso, diciamo lungo corso.
Di di di cittadino pedone.
Per cui siamo di fronte a una rivoluzione.
Del codice della strada che ribalta le responsabilità e mi vien da dire l'onere della prova suggerisco all'unisono con la collega farò un esempio anch'io personale, ma non di abitudine.
Ma di conoscenza del territorio che per tanti anni ho seguito, perché può diventare emblematica in questa circostanza la vicenda, o meglio la stratificazione che sulla segnaletica per i pedoni si è diciamo così, perpetuata negli anni su via della barca, che è una via.
Molto frequentata è una via che ha su circa 1.500 chilometri e scusarci metri di lunghezza, 18 passaggi pedonali, di cui 5 con isole pedonali.
A tutela dell'attraversamento particolarmente largo in alcuni tratti e due passaggi pedonali con semaforo, perché faccio questa precisazione? Perché era ri arrivare a questo punto consideriamo che 18 passaggi pedonali su un chilometro e mezzo sono circa con la media del pollo, un passaggio pedonale ogni 83 e 85 metri.
Per arrivare a questa, diciamo conformazione di segnaletica, ci sono voluti lustri, non anni, e questo in conseguenza di tantissimi incidenti che capitavano e quindi il primo passaggio è stato mettere i passaggi pedonali in più dove c'erano attraversamenti per raggiungere servizi via della barca, a est e a ovest di se stessa, a scuole, poliambulatori, ambulatori privati, i dentisti ambiti commerciali.
Una via ricchissima di migrazione di pedoni.
Per andare da un punto all'altro a svolgere attività o comunque raggiungere i servizi, il passaggio successivo fu ero Presidente di Quartiere criticatissimo.
L'inserimento delle isole pedonali a tutela del pedone arrivato alla mezzeria.
Ci fu un sollevamento nei confronti dell'Amministrazione di quartiere perché di fatto si rallentava al traffico, si impediva di poter fare, diciamo così, il superamento.
Degli autoveicoli e quindi si creavano degli intoppi. Ora.
Banale dire che se c'è la linea continua come se fosse un muro, come dicevano i bravi istruttori delle scuole guida, e quindi non è possibile fare superamenti, se c'è la linea continua caso strano prima di queste isole pedonali su via dalla barca, regolarmente feriti e anche morti, ahimè, e qui purtroppo la citazione della consigliera Larghetti è tristemente recente, ma abbiamo un percorso lunghissimo negli anni di persone uccise sulle strisce pedonali avvenivano proprio perché.
Si fermava magari un furgone un po' alto a dare la precedenza al pedone. Arrivava il fenomeno di turno, lo definisco così, ma andrebbe definito in altro modo e regolarmente spazzava via, affacciava il pedone che giustamente stava attraversando ora, perché faccio questo esempio? Quale potrebbe mai essere la cautela in questo caso del pedone che sia propinqua all'attraversamento nel momento in cui magari un veicolo già gli dà la precedenza con il cenno di saluto e la manina per l'amor di Dio. Poi arriva qualcuno e lo falsa. Siamo alle solite queste utenza debole, debolissima. Ci sono persone anziane ci sono i bambini nelle loro autonomie che vanno a scuola da soli, che vengono educati con.
La collaborazione della educazione stradale, della nostra eccellente polizia locale nelle scuole, per come si attraversano le strisce pedonali, ci sono dei ambulatori che devono attraversare con la persona che è malferma. Sulle gambe ci sono le carrozzine, ci sono i passeggini, c'è tutta una serie di utenza debole, debolissima, che ha necessità di mantenere la precedenza sulle strisce pedonali. Non è possibile configurare in altro modo questo tipo di regola che c'è stata e che comunque, nonostante questa regola non ha impedito, non ha impedito di avere danni gravissimi alle persone fino alla morte. Allora, questo provvedimento è una sciagura, è una sciagura. Non si tratta del buonsenso, lo dico veramente senza scherno, consigliere pizza del del cenno di saluto. Io ringrazio quando mi fanno passare sulle strisce pedonali e vengo rimproverato da qualcuno che mi dice: ma tu non devi ringraziare la precedenza. Io ringrazio perché ho sempre fatto e lo faccio sempre, però il problema non è la cortesia, non è il garbo, il problema della regola e come regola, ovviamente c'è quello che ne è la conseguenza del non rispetto, cioè una verifica a seguito di danni che purtroppo ci sono gravi e gravissimi e quindi il tema delle compagnie assicurative, il tema di una verifica a livello di sentenze che devono sancire chi aveva torto o ragione e quant'altro. Allora noi andiamo a impelagarci, dico noi, come Paese, a impelagarci in una roba che non è sostenibile da nessun punto di vista.
Da nessun punto di vista non semplifica nulla, lo complica, non tutela, nessuno toglie tutele, questo noi dobbiamo capire e secondo me, in una situazione come la nostra, dove già ci sono atteggiamenti sconsiderati di chi va per strada e su questo.
Si può intervenire solo ex post, purtroppo, oppure con una prevenzione molto forte che consenta, diciamo così, da un lato, un percorso culturale che stiamo facendo sicuramente Bologna all'avanguardia, perché si parte fin dalla primissima infanzia con le regole della strada e poi anche con le sanzioni e quello che ne consegue via della barca con questi 18 attraversamenti pedonali è una via che in default ha ottenuto prima del provvedimento, che poi ha conseguito al tema della Città 30 la necessità di non poter andare ai 50, ma non perché ci sono troppi passaggi pedonali che sono quelli necessari e utili per il discorso che richiamavo poc'anzi all'utenza che deve attraversare quella strada e come via della barca potremmo replicare Amatrice su molte vie della città. No, via Andrea Costa via Saragozza, vi Amurri, cioè ce n'è una marea di esempio, lo prendo per esempio, diciamo efficace, perché lo conosco molto bene e quindi su questo noi dobbiamo misurarci, cioè su come un provvedimento, ripeto, sciagurato, va a.
Creare una serie di conseguenze che noi non possiamo oggi derubricare a qualcosa che è un suggerimento, un monito, un accompagnamento a un atteggiamento sulla strada sia del pedone sia dell'automobilista o del dell'autista del bus. Chiunque, ma come un qualcosa che invece deve conferire sicurezza, l'utenza debole che deve essere tutelata e deve sentirsi tutelata. Non deve solo essere tutelata, si deve anche sentire tutelata in quel momento critico dell'attraversamento della strada e, ripeto, molte delle autonomie che vengono.
E con fatica generate dai genitori verso i propri figli, partono proprio da come si sta in strada, come pedone, come ciclista, in erba, come automobilista. Alla prima occasione che si ha la patente e via e via dicendo: allora su questo veramente credo che si sia fatto un gravissimo errore. Non voglio metterci.
Del dolo, perché.
Poi, come dire, pensar male, no.
Ci si prende qualche volta, è una citazione che faccio con rammarico, ma purtroppo è così, però voglio essere, voglio essere, diciamo ligio al ruolo istituzionale, non credo che ci sia del dolo e se così è. Allora c'è modo di rimediare a qualcosa che è, diciamo così, è stata considerata male. Vogliamo metterla su questo piano senza fare attacchi frontali con la spada? Ragioniamo come persone che debbono avere una responsabilità civica civile e istituzionale. Allora questa norma va cambiata e un voto unanime anche in quest'Aula sarebbe qualcosa che dà diciamo modo a chi ha avuto questa svista, perché possiamo anche interpretarla così volendo essere benevoli.
Di rivedere e di riconsiderare questo, che è una cosa assolutamente sciagurata, sciagurata per la sicurezza dell'utenza debole, debolissima e sciagurata, per le conseguenze che e non mi ripeto, ha già detto in maniera mirabile il collega Fattori. Grazie, Presidente.
Grazie, consigliere Nardi. Nel momento non ho altre richieste di intervento.
Allora, do la parola al Consigliere Fattori per la replica finale. Prego.
Grazie, Presidente. Grazie a tutti.
Gli intervenuti. Grazie al consigliere Pitta. Non dubito affatto nella sua correttezza, nel momento in cui guida un veicolo, non ne dubito affatto, ma non ne dubitavo neanche prima che facesse il suo.
Nessun intervento.
Aggiungo anche che io credo che il tema della sicurezza stradale che questa Amministrazione ha posto al centro dell'attenzione e del dibattito, non solo il cittadino, perché quando si è parlato in Città 30 il dibattito è uscito dalle mura della città. Il tema della sicurezza stradale ha fatto sì che.
Moltissimi.
Si fermano quando un pedone vuole attraversare sulle strisce pedonali.
Moltissimi, A me vien da dire che la maggioranza delle nei piccoli si ferma, sicuramente molto più di quelli che si fermavano prima rispetto a quando questa Amministrazione ha posto il tema della sicurezza stradale ma attenzione, io di questo rendo merito soprattutto ai cittadini di Bologna.
I cittadini di Bologna, che hanno compreso che il tema è rilevante, che il tema probabilmente è stato sottovalutato.
Io da quando c'è il limite dei 30 all'ora, mi rendo conto che andare ai 30 riesco effettivamente appare attenzione.
In prossimità degli attraversamenti, a vedere se qualcuno ha intenzione di attraversare.
Rallentare, fermarmi in tutta sicurezza, quindi moltissimi si fermano.
Quindi i discorsi che abbiamo fatto non sono per deprecare quello che in generale una mancanza di senso civico, naturalmente, naturalmente ogni volta che io devo attraversare, ma chiunque conosca, faccia in modo che si capisca la mia intenzione di voler attraversare la strada, non mi CATT appunto. No, lo diceva al consigliera Larghetti, ognuno è chiamato.
Appare attenzione, no, perché guardate che chi è per le strade quando sono a piedi non è mica un mio nemico, non c'è mica una lotta tra me e sono a piedi e loro che sono in auto, anzi, se io segnalo che voglia attraversare gli aiuto, mi aiuta a capire che lo voglio fare, quindi a rallentare e quindi a fermarsi in un rapporto di collaborazione reciproca e anch'io, come ha detto il collega Naldi,
Quando passa sulle strisce faccio un cenno di ringraziamento e che mi fa attraversare, perché è vero che è un atto dovuto, ma anche il cameriere che ti serve al ristorante compie un atto dovuto, ma tu lo ringrazio no, perché lo sta facendo. Quindi credo che la gentilezza non sia mai fuori luogo e un automobilista che si vede ringraziato perché fa quello che deve fare, sarà incentivato a farlo. No, rispetto all'automobilista che si vede sbeffeggiata no, o comunque insomma, quindi credo che la gentilezza aiuti aiuti tutti. Credo che i rapporti debbano essere improntati alla collaborazione reciproca. Quindi, detto questo, che non c'è nessuna intenzione di.
Demonizzare altri fruitori della strada. È vero anche, però, che il mancato rispetto del diritto di precedenza dei pedoni in corrispondenza degli attraversamenti pedonali è comunque troppo.
Diffuso, ma non in termini relativi in termini assoluti, che bastano pochi che non rispettano questo diritto di precedenza per creare grandi pericoli e per ledere un diritto no e quindi questi soggetti feto vulnerabili vanno tutelati. Io, tutto sommato possa ancora accelerare l'andatura o fermarmi. Se mi rendo conto che ci sono situazioni di pericolo, altri non possono farli. Altra cosa, voglio dire, la norma creerebbe confusione e difficoltà anche ai conducenti di veicoli, non solo ai pedoni.
Altra cosa aggiungo: guardate che allora prima lezione di diritto che si fa in prima superiore, caratteristiche delle norme giuridiche. Una caratteristica è che le norme sono obbligatorie, quindi mi dispiace, consigliere Pitta, la norma non è un consiglio, non non può essere un Consiglio Consiglio al nuovo, una raccomandazione al pedone di accertarsi che il veicolo si fermino.
Se dice la norma testuale no, il pedone prima di attraversare deve accertarsi che i veicoli si fermino per dare loro la precedenza. Noi un consiglio è un obbligo: deve accertarsi che si fermano e dico un'altra cosa e lo dico smentendo alcuni miei colleghi. Attenzione, qui non si tratta di una inversione dell'onere della prova.
Perché se l'automobilista, se il pedone deve accertarsi che l'autobus fermi e l'auto non si ferma, è evidente che non si è accertato. No? Quindi si tratta di una presunzione assoluta, che vuol dire che non ammette prova contraria. Tu dovevi accertarti che l'auto si fermasse, l'auto non si è affermata e poi non si è fermata. E palese che non ti sei accentrato non è neanche e già sarebbe grave una inversione dell'onere della prova. È una presunzione assoluta, cioè che non ammette prova contraria di corresponsabilità del pedone.
Voglio dire bastano, basta la logica per capire questo no e vede una presunzione assoluta di corresponsabilità del pedone che viene investito.
Non mi sembra grave questo.
Non mi sembra paradossale. Non vi sembra pericoloso? Non vi sembra brutto anch'io, come il collega Naldi POR penso non non non c'è dolo, c'è buona intenzione. Forse, però se c'è la buona intenzione vuol dire una totale mancanza di conoscenza del diritto totale, assenza della consapevolezza di quali sarebbero le conseguenze giuridiche della entrata in vigore di questa norma.
Punto, posso capire chi non ha una preparazione giuridica dire: va beh, è un suggerimento di buonsenso, ma no, ma questa norma impone degli obblighi e stabilisce delle conseguenze che, ripeto, sarebbero incontrovertibili. Se la macchina sia un veicolo ti viene addosso. È evidente che non ti sei accertato che si ferma.
Altrimenti non ti sarebbe venuta do, lo ripeto, lo ripeto, perché sia chiaro.
Io devo accertarmi che si sia fermato. Se mi viene addosso c'è una responsabilità mia. Questo dice, c'è sempre una responsabilità mia. Questo dice non ho la norma che non è un suggerimento di buonsenso, ma è un obbligo, come stabiliscono le norme giuridiche, ripeto, non vi pare assurda questa cosa?
Non vi pare?
Diceva la consigliera De Martino: ognuno di noi anche Pedone norme non vi pare che stravolga quella che è la normativa? No, il diavolo è nei dettagli. Una piccola Righi fai attende, imparate interno non dice, deve fare attenzione, dice. Deve accertarsi del fatto che il conducente del veicolo TI vedersi perde.
O non è mica fare attenzione Accept di che si perde? Se non si permette, travolge, vuol dire che non ti sei accertato punto. Grazie talmente. Io quando ho letto, ripeto, confesso mia mancanza, non avevo approfondito particolarmente questo. Alcune parti di questo progetto di riforma del codice della strada, ma quando ho visto riportata questa proposta venduta come? Beh, sì, condivido, non ho le responsabilità anche ai pedoni. Viene chiara di fare attenzione, non è così non è così, non è semplicemente una raccomandazione, è qualcosa di molto diverso, con conseguenze molto diverse e ripeto, se qualcuno ritiene che le conseguenze non sarebbero questo lo dica, lo spieghi. No, spieghi perché non sarebbero poi mi faccia una dissertazione, spiegando che le conseguenze non sarebbero quelle. Io mi sento di dire chiaramente che è inevitabile che in un contenzioso giuridico il pedone investito venga ritenuto corresponsabile con questo tipo di formulazione. Io lo dico chiaramente, se qualcuno ritiene che non sia così cospicua, grazie.
Allora, passiamo alle dichiarazioni di voto.
Chiedo se vi sono interventi.
Allora, non ho delle richieste.
Quindi passiamo alla votazione.
Ho DG 1 a prima firma, consigliere Fattori su attraversamenti pedonali.
Allora, chiudiamo la votazione.
E o 27 presenti 21, votanti, 6, non votanti 21, favorevoli. Il Consiglio approva.
Passiamo ora all'ordine del giorno numero 4, prima firma, consigliera Bernagozzi, per chiedere che venga mantenuta integralmente la dotazione originariamente prevista per le attività educative contro la violenza di genere. Consigliera, prego. Grazie, Presidente. Sarò molto veloce, perché di fatto.
E a parte che è un tema che abbiamo affrontato, sono stati elencati nel né nel nostro ordine del giorno abbiamo già affrontato più volte. Permettetemi una battuta rispetto anche alla discussione di prima, quando sento parlare del consenso di un cenno di consenso. Mi ricordo che c'è ancora una battaglia aperta sul tema del consenso, che viene insomma utilizzato su vari fronti, ma non su quello cui servirebbe con con grande affetto per il collega, col quale insomma, abbiamo spesso anche i confronti, diciamo proficui e quest'ordine del giorno, se sostanzialmente chiedono una cosa semplice, così come avevo detto in apertura della nostra seduta odierna e attualmente il Governo ha deciso di spostare delle risorse che erano state previste per l'educazione al rispetto e all'abbattimento degli stereotipi, diciamo di genere, ma non è educazione sesso-affettiva. Voglio ribadirlo ma sono fondi che sono previsti per per la per queste elezioni, che dovrebbero tenersi a scuola e insomma che credo siano fondamentali anche nella nostra società di oggi. Io sostengo anche che dovremmo farlo tutti tutti i giorni in tutti i nostri ambienti, perché non è mai diciamo, non è mai abbastanza, però tra l'altro, tra le motivazioni che il ministro ha addotto, c'è quella che le scuole farebbero fatica ad accedere a questi fondi e quindi io noi chiediamo in questo ordine del giorno delle due e di fare in modo che siano più accessibili, non di spostare i fondi sono stati spostati su.
Una su quella che può essere il contrasto al cyberbullismo, che è un tema altrettanto per noi è fondamentale. Quindi quello che noi chiediamo è sostanzialmente non è di fare una una guerra tra cyberbullismo e lotta alla violenza, lotta agli stereotipi. Semplicemente noi chiediamo in maniera molto molto tranquilla che si trovino dei fondi aggiuntivi che non si non si scelga uno rispetto all'altro. Sono entrambi due aspetti molto importanti tra l'altro che in parte si intrecciano anche nel senso che c'è il tema della violenza digitale, che è ancora un tema del tutto da affrontare. Nel nostro Paese c'è una direttiva europea sulla quale l'Italia.
Diciamo, nel 2027 ne parlavamo proprio stamattina, dovrà in qualche modo prendere a prendere una decisione nostra. Adottare questa normativa europea, addirittura potrebbe anche valutare, insomma, di fare una legge che sia anche più restrittiva su alcuni aspetti, quindi i due temi in qualche modo si intrecciano, anche per cui noi chiediamo fondamentalmente che vengano ripristinati quei fondi che per noi sono fondamentali sono fondamentali e lo dico a poche poche settimane dalla dalla presentazione del Rapporto Istat, che ancora oggi ci dice come tantissime c'è la violenza e tantissime, diciamo, episodi di violenza avvengano una fascia ben precisa di età, che è quella tra l'altro delle nostre adolescenti. Noi dobbiamo dare gli strumenti, gli strumenti ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze per poter vivere in una relazione paritaria tra persone di sesso diverso. Non è difficile da capire. È una cosa molto semplice: non si tratta di indottrinare nessuno, ma si tratta di dare loro gli strumenti necessari per costruire relazioni paritarie e tutto qua. È una cosa molto semplice, che credo non debba far paura a nessuno, anzi dovrebbe essere insomma, una questione di cui anche vantarsi, francamente. Quindi non ca io credo e qui chiudo e che questo faccia parte del, come dicevo stamattina, di una di una di una volontà anche di smontare le uniche armi che noi abbiamo di prevenzione del contrasto alla violenza di genere.
Perché non ce ne facciamo nulla di fare passi avanti dal punto di vista legislativo, con nuovi reati, con con nuove fattispecie di reato e non ne abbiamo bisogno di prevenirla alla violenza. Noi dobbiamo abbassare i numeri che Istat ci continua a dare, dove ci continua a dire che tantissime delle nostre ragazze, quasi più del 30% ha già subito una violenza sessuale o fisica. Quando a 14 anni.
Io credo che questo dato non ci dovrebbe far dormire la notte. Quindi su questo noi chiediamo un impegno per tornare indietro su questa norma. Io credo che sia una cosa che semplicemente di buonsenso e che guarda al futuro delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi. Grazie.
Grazie, Consigliere apriamo il dibattito.
Allora non ho nessuna richiesta di intervento, quindi procediamo con.
La votazione dichiarazione.
La replica finale sì, prego.
La fa la consigliera Bittini, prego. Allora, si sono la seconda firmataria orgogliosa di questo ordine del giorno e orgogliosa di ribadire ancora una volta che questi danari che sono stati impropriamente tolti alla prevenzione.
Sulla violenza alle donne debbano ritornare a casa e scusatemi, so che praticamente è inutile, ma vi chiedo ancora una volta di votare questo ordine del giorno, perché dobbiamo cominciare a pensare che cos'è il rispetto, che cos'è la prevenzione, che cosa subiscono le donne nelle case, anche nelle case, dove se tutti gli uomini fossero stati preventivamente informati, forse non sarebbe accaduto.
E quindi perché? Perché fare la prevenzione, perché la prevenzione deve ri.
Riconoscere e contrastare i rischi che accadono e che possono accadere tutti i giorni. Ad esempio, abbiamo letto sui giornali il caso di questa ragazza dodicenne violentata dal padre. Ora mi chiedo se tutte le donne sapessero che ci sono i centri antiviolenza che poi cui possono rivolgersi. Septies fossero sicuri di una legge che le tutela. Questo forse sarebbe accaduto sarebbe durato anni, come ha dichiarato la ragazza, quindi non sottraiamo ci ha questo con questo impegno. Infine, non. Infine, anzi, ne avrei molto da dire. È possibile che si tolgono fondi.
Mettendo in concorrenza due problemi, cioè abbiamo il problema di prevenire la le donne che sono deboli in casa, che in genere non hanno molti danari, perché non tutte lavorano. Sapete benissimo che in Italia la maggioranza delle donne non lavora a lavori precari, a situazioni incredibili. Bene togliamo i soldi a queste donne per dar loro un altro problema. Cherchi per bullismo.
Ma vi sembra normale? È una logica che sta da qualche parte. Ora io credo che i centri antiviolenza debbano essere nel.
Nella nostra mente razionale di persone civili che pensiamo di condividere i rapporti con gli altri, vi do anche.
Un numero sono state più di 60.000 le donne che si sono rivolte ai centri antiviolenza 60.000.
Non è un numero da poco.
E non sono solo le donne poverissime che hanno fatto questo, sono anche le donne colte preparate. Pensiamo ai casi che sono successi anche a Bologna. Vi ricordate il medico che ucciso la moglie? Perché non aveva il coraggio no, di lasciarla.
Ma se noi fossimo in un Paese civile dove razionalizza le differenze dove si pensa che la la convivenza c'è e può anche terminare, questo, forse non sarebbe accaduto, serve a questo o quel fondo serve a farci capire che dobbiamo rispettare gli altri prima che si verifichi una violenza. Non possiamo fermarci di fronte a questo e.
Come dire:
Se una società.
Investe molto nel punire.
Ma molto poco nell'insegnare il rispetto, la differenza, tutte le differenze nel prevenire gli abusi.
Sta affrontando il problema alla radice o fa finta di ignorarlo, ha bisogno di donne che vengano che subiscono, ha bisogno di ragazzi deboli che scendono in piazza come sabato scorso, perché non hanno risposte ai loro problemi. Questo dobbiamo pensare.
Io, come dire?
Ma non solo mi mi sussidiata degli appunti. L'altro punto è questo: pensate anche a questo. Una donna in genere, soprattutto le donne anziane. Ho fatto un intervento nel passato su questo. Sull'ageismo sono deboli, sono deboli economicamente perché c'è stata una generazione orgogliosa di non mandare la propria moglie a lavorare. Queste donne sono a casa e non hanno reddito e subiscono e sono costretti a stare lì in questa casa, spesso con un marito, con demenza in spero non violento. Stava esagerando, ma mi sono capitati anche informazioni di questo genere. Noi vogliamo questo. Vogliamo questo per i nostri ragazzi e le nostre ragazze. È questa l'idea di famiglie e dico famiglie non a caso che noi abbiamo in mente.
Io non credo che sia questo, non credo, se siamo così sensibili di fronte ai bambini che vengono ucraini che vengono bombardati ai bambini di Gaza, perché allora alle nostre donne, a quelli che stanno qui con noi vicino dobbiamo dire di no. Ecco, potrei continuare a lungo, ma è come dire,
Credo di avervi spiegato le ragioni per cui davvero spero in un vostro voto favorevole a questo ordine del giorno, che tra l'altro spiega benissimo ciò che il Comune di Bologna ha fatto per i centri antiviolenza per l'educazione nelle scuole e davvero per chi decidesse di stare da questa parte, dalla parte delle donne. Lo ringrazio.
Grazie, consigliera.
Passiamo alla dichiarazione di voto.
Consigliere De Giacomo, prego. Vorrei davvero ringraziare le consigliere che hanno lavorato a questo ordine del giorno, la consigliera Bittini, che ha portato per la prima volta. No, non ovviamente il tema della violenza di genere, ma il tema di questi tagli in quest'Aula e la consigliera Bernagozzi per la scrittura dell'ordine del giorno è fondamentale che in questo momento storico non si abbassi l'attenzione sul tema della violenza di genere e invece abbiamo segnali che portano a cose molto diverse. Il fatto che nelle scuole non si possa più parlare di questi temi è molto grave e molto pericoloso, perché le scuole sono il luogo che ci parifica tutte tutti possiamo nascere in una famiglia fortunata, in una famiglia che ci insegna l'uguaglianza, una famiglia che ci racconta che esistono diversi tipi di relazioni, che ci sono delle relazioni di acquistare lontana, possiamo nascere in una famiglia che questa cosa non ce la insegna o anzi peggio che, come ricordava la consigliera ci fa, ci mostra proprio al contrario che può diventare una normalità. Per questo è così importante che la formazione e l'educazione siano per tutti, siano democratiche, siano diffuse e che siano sostenute anche economicamente. Ci sono tantissimi luoghi che lavorano su questi centri antiviolenza e consultori, appunto le persone che si occupano di corsi all'interno delle scuole. Ci sono moltissime azioni che il Comune di Bologna fa e continua a fare nonostante i tagli tagli passati sui centri antiviolenza taglia attuali, come vediamo nell'ordine del giorno della Consigliere, per cui il gruppo del Partito Democratico voterà a favore, perché è un tema che riguarda le nostre città. Questi sono luoghi fondamentali all'interno delle nostre città, sono discorsi fondamentali, sono istituzioni fondamentali e riguarda in generale nel nostro Paese, che è un Paese che purtroppo su temi legati alla violenza, al patriarcato e alla difficoltà di affrontare certi temi con la serietà che queste richiederebbero è ancora molto indietro. Grazie.
Chiedo se c'è qualcun altro che intende fare dichiarazioni di voto o qualche altro Consigliere, Consigliere, non passiamo alla votazione.
Allora no, quindi apriamo la votazione.
Allora 27 presenti.
21 votanti, 21 favorevoli, 6 non votanti. Il Consiglio approva.
Allora, i prossimi ordini del giorno sono il 2 e che il 240.
E il numero 1, ex ordine del giorno 276 2025, a prima firma il Consigliere Di Benedetto, che è assente, quindi vengono rimandati.
Per cui l'ordine del giorno successivo è.
Cioè della consigliera Scarano. Ordine del giorno per condannare la manifestazione hanno fatto dai GP e qualsiasi iniziativa che inneggia al terrorismo ha presentato dalla consigliera Scarano ed altri in data 6 10 2025, Consigliere Scarano. Mi dispiace, Presidente, ma il tempo a mia disposizione non mi consente di intervenire. Grazie.
Grazie a lei, Consigliere Scarano, quindi il alla seduta consiliare termina qui e si conclude alle ore 10:17 e 50. Buona serata a tutti e tutti.
