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CONTATTACI
Allora buongiorno, buongiorno a tutte e tutti. Apriamo i lavori odierni per la trattazione ordinaria. Chiedo alla segreteria Generale di procedere con la verifica del numero legale. Prego, Dottoressa. Grazie, Presidente Angiuli.
Begaj.
Bernagozzi.
Bittini.
Caracciolo, nonostante giustificato, cioè Celli.
Ceretti presente cima.
De Biase.
De Giacomi De Martino.
Di Benedetto.
Di Pietro Diaco.
Fattori, buongiorno, Foresti.
Gaie.
Giordani.
Iovine.
Larghetti.
Manca Marcasciano Mazzanti.
Monticelli.
Naldi.
Negash piazza.
60 ingiustificato Quercioli.
Santori presente, buongiorno.
Scarano.
Stanzani.
Tarsitano.
Toschi presente. Buongiorno, Venturi.
Zampini prego, Presidente. Abbiamo il numero legale. Grazie, dottoressa Riva. Allora, saluto.
Il nostro Sindaco, che è qua con noi e le do la parola, prego.
Grazie, presidente. Saluto le consigliere e i consiglieri. Ho chiesto di intervenire in merito alle manifestazioni, i disordini che hanno attraversato le città italiane nuovamente questo sabato e prima ancora a sabato 17 ottobre. Tra queste anche Bologna voglio informarvi che, insieme ai sindaci e le sindache delle principali città metropolitane del Paese, abbiamo di nuovo chiesto un confronto urgente con il Governo, come subito dopo i fatti del 17 ottobre, ma ancora senza avere avuto una risposta. Nel frattempo sono avvenute, come sappiamo, appunto altre manifestazioni in tutta Italia.
Roma, Milano, Bologna, Torino, Napoli, Genova, Firenze, Cagliari. Insieme rappresentiamo milioni di persone preoccupate per il proprio futuro, per il carovita e la crisi sociale del nostro Paese, ormai evidente.
Tanto quanto per il protrarsi di manifestazioni che sfociano in atti violenti, le città e i sindaci sono pronti a fare la propria parte, ma serve affrontare questa fase con leale collaborazione tra istituzioni locali e nazionali alle quali compete la gestione dell'ordine pubblico, tanto quanto l'approvazione della prossima legge di stabilità. Una legge di bilancio che vorrei ricordare, ha visto l'ANCI nazionale e chiedere nelle settimane scorse un miliardo di euro a favore dei Comuni italiani che da Nord a Sud rischiano di non potere più erogare servizi, pagare stipendi, sostenere gli aumenti dei costi dell'energia, mettendo ancora più in difficoltà le nostre comunità. Il costo della vita, il costo della casa, dell'energia, dei trasporti sta mettendo infatti sottopressione le famiglie, i lavoratori e le imprese in tutta Italia. Da Nord a Sud, come in tanti altri Paesi europei, i Sindaci, noi sindaci lo vediamo ogni giorno nelle richieste di aiuto per l'affitto, nelle attività che faticano a restare aperte nelle periferie dei giovani che non riescono a costruirsi un'autonomia delle filiere produttive, in particolare in quelle dell'autotrasporto dell'agricoltura, per cui lavorare è diventato una perdita. Questo disagio si è espresso in queste settimane in forme diverse, da nord a sud, con scioperi, blocchi autostradali e manifestazioni, e anche qui a Bologna, dove si sono svolte le manifestazioni che conosciamo, tutto ciò si è fatto sentire già dopo i fatti del 17 ottobre ero intervenuto a nome dell'Amministrazione, definendo i comportamenti violenti inaccettabili e condannandoli con massima fermezza, esprimendo vicinanza agli agenti delle forze dell'ordine feriti e lo confermo. Sforzeremo denuncia verso chi ha ancora una volta ha distrutto beni pubblici e privati, chiedendo anche i danni.
Saremo accanto ai cittadini e ai commercianti che hanno subito danni, mettendo in campo risorse, come già avvenuto in altre occasioni, ad esempio per le spaccate delle auto e delle vetrine. Lo faremo per essere loro accanto concretamente e chiaramente ci auguriamo che, una volta individuati i responsabili, siano chiamati a contribuire egualmente, così come chi intende manifestare pacificamente. Riteniamo abbia diritto di essere sempre tutelato e protetto, come prevede la nostra Costituzione. Qui voglio essere chiaro:
Bologna non è mai stata tenera con il Governo Meloni. La nostra città è sceso in piazza per Gaza e ogniqualvolta c'è stato bisogno di essere accanto alle vittime di guerre e soprusi Bologna, nella sua storia ha manifestato per il lavoro, per i salari, per la scuola pubblica, per la sanità pubblica e i trasporti pubblici. I lavoratori e le lavoratrici bolognesi hanno rinunciato a tantissime ore di stipendio per esercitare il proprio sacrosanto diritto di sciopero.
In numerosissime occasioni, ricevendo spesso la solidarietà della comunità intera, nonostante i disagi che a volte ci sono, ma c'è una cosa che il popolo bolognese non può accettare e non accetterà mai che le manifestazioni si trasformi in distruzione dei beni pubblici, atti di vandalismo e sfregio verso chi lavora. Onestamente il popolo bolognese non può accettare che chi manifesta sfondi le vetrate di un autobus sradica i semafori, distrugga cantieri del tram, beni pubblici, appunto costati il denaro e i sacrifici di una comunità intera. Non possiamo accettare che chi lavora debba stare chiuso per paura di violenze e di aggressioni.
Lo ha detto bene Alessio, 17 anni, rappresentante degli studenti dell'istituto Fioravanti Belluzzi in una recente intervista sul Corriere di Bologna. Se le manifestazioni finiscono male, veniamo additati criticati si svuota di valore. Il fatto che volevamo fare sentire la nostra voce.
Se invece finiscono bene, non se ne parla nemmeno insieme all'assessore regionale alla scuola Isabella acconti venerdì scorso li abbiamo incontrati accogliendo il loro invito in Assemblea. Erano oltre 500 tra ragazze e ragazzi.
Abbiamo parlato di tutto, senza filtri, le carenze dell'edilizia scolastica, i bagni senza lavandini, le docce che non funzionano, la nuova palestra, i lavori del tram e gli autobus, il costo della vita i soldi per le armi, il mio stipendio e i salari dei loro genitori, il tetto del 30% nelle classi degli alunni stranieri.
Il benessere psicologico di tutti i social, le strumentalizzazioni fino ai disordini di questi giorni.
Ci siamo presi degli impegni e li porteremo avanti insieme. In quell'assemblea. Ci siamo fatti delle promesse, verificheremo passo passo con loro che cosa saremmo stati in grado di fare e cosa invece non sarà stata ancora realizzato. Abbiamo ricevuto già altri inviti in scuole che si stanno mobilitando. Organizzeremo con loro incontri per rispondere ed essere presenti a partire già dalla prossima settimana, insieme ai miei Assessori per andare ovunque ci sia bisogno di una interlocuzione. Io credo che spetti a noi adulti cercare il dialogo con i ragazzi, aprire spazi di confronto e di disponibilità in famiglia come a scuola, nelle piazze e nella città.
Ma se capire non significa giustificare le violenze, la nostra generazione, anche l'obbligo morale, oltre che politico, di farsi una domanda fondamentale: come possiamo rendere migliore il nostro tempo e quello a venire?
In tutta Europa tanti giovani stanno ponendo da tempo la richiesta di un nuovo patto sociale e generazionale che non si fermi a forme Regis di circostanza, ma che apra le porte a un futuro più giusto, più equo e più sicuro.
Mi fa male vedere che i ragazzi delle scuole hanno paura, paura degli adulti, paura delle istituzioni, paura anche dei loro coetanei che protestano.
Paura di finire in manifestazioni dove alla fine l'unica risposta che ricevono e quella della polizia. La vittoria del partito degli studenti in Serbia è un esempio importante di cosa possono significare il cambiamento e la speranza che provengono dai giovani. Ebbene, noi in Italia non abbiamo dato un buon esempio in questi 10 giorni, dove abbiamo stigmatizzato un'intera generazione, perché i nostri giovani non sono solo la polvere sotto il tappeto che non possiamo, non vogliamo vedere, sono il frutto della nostra società, della nostra educazione, come genitori e anche del lavoro nostro, come Sindaci e come amministratori. Nessuno si può chiamare fuori da questa responsabilità, anche per questo che ha la responsabilità dell'ordine pubblico, da Roma in giù, dal Governo con i suoi Ministri a scendere. E deve essere anche sapere che per tenere insieme un Paese in cui il patto sociale si sta rompendo.
L'efficacia della repressione e scelta debole di fronte all'Arabia sociale. Serve tutto il nostro impegno per tenere unito il Paese e le nostre comunità. Io penso, dobbiamo metterle in campo senza alcuna reticenza e nel momento in cui le istituzioni facciano le istituzioni e si uniscono per il bene comune, è il momento in cui la politica deve assumersi la responsabilità di dare risposte e aprire spazi di confronto, per parte nostra lo faremo e inviteremo tutte le forze sociali organizzate a farlo, perché senza assunzione di responsabilità democratica, i vuoti si riempiono, ma di risposte sbagliate e di azioni. Altrettanto sbagliato. Grazie.
Grazie, ringrazio il Sindaco.
Saluto anche l'assessore a Guidonia qui con noi.
Allora partiamo con la nomina degli scrutatori. Ah, deve intervenire, vero? Allora la faccia, passiamo dopo alla nonna. Prego, Assessore.
Lì Consiglieri, ieri in Parlamento la maggioranza di Governo ha respinto gli emendamenti presentati dalla minoranza, che proponevano un concreto, è necessario intervento per l'economia di prossimità. Ritorna in quest'Aula oggi per riprendere il filo di uno dei miei più recenti interventi, ovvero il tema del sostegno pubblico alla rete dei servizi di prossimità e mi riferisco al dibattito suscitato dalla proposta di legge nazionale di Confesercenti, una proposta di legge, che sia io sia il Sindaco, si altri amministratori locali, abbiamo voluto sottoscrivere, ringraziando anche l'associazione di categoria per l'iniziativa intrapresa oggi voglio qui aggiungere alcuni elementi. Nello specifico. Il primo riguarda le riflessioni del presidente Sangalli di Ascom a seguito dei dati emersi dall'indagine Confcommercio Istituto Tagliacarne, ovvero una perdita annua di 4,4 miliardi, pari allo 0,2 del PIL. Se da un lato, dunque, Confesercenti ha raccolto le firme per una proposta di legge ad hoc sullo stesso filone, anche il Presidente Sangalli chiede al Governo che dia risorse ai comuni per riaprire i locali vuoti. Ebbene, sembra incredibile, ma di fronte a tutto questo, alla maggioranza di Governo, appare non solo afona, ma anche sorda. Il problema della desertificazione commerciale è serio, ma questo Governo lascia soli imprese e sindaci, senza non solo nemmeno un euro di risorse, ma neanche uno straccio di strumento di qualsiasi altra natura. La bocciatura di questi emendamenti, che prevedevano la possibilità per i comuni quantomeno di poter fruire di accordi territoriali sugli affitti, mettendo in campo strumenti di defiscalizzazione, evidenzia l'incapacità di dare risposte ai problemi. I numeri delle chiusure a livello nazionale è chiaro che hanno delle ricadute anche a livello bolognese. Noi giustamente abbiamo il dovere di intervenire in tutti i modi possibili per limitare e scongiurare e invertire la rotta. Ma, colleghi Consiglieri, davvero non si può scaricare sulle spalle degli enti locali. L'intera risoluzione di un problema di questa portata negli ultimi sei anni hanno chiuso in Italia 111.455 attività commerciali con una stima di perdita della ricchezza complessiva sottratta ai territori di oltre 16 miliardi di euro.
Oggi lo stesso prodotto può essere venduto nello stesso momento alla stessa persona, a condizioni fiscali completamente diverse e sempre oggi possano essere immessi sul mercato valanghe di prodotti a bassissimo costo che contengono sostanze nocive per la salute delle persone e per l'ambiente. Quanto è avvenuto ieri è grave perché si bocciano le proposte della minoranza, ma non se ne fanno neppure di proprie di alternative. Mi chiedo: ma esiste almeno un tavolo nazionale su questo? Non si può nemmeno cadere dalle nuvole, quando ormai abbiamo una crisi industriale conclamata, pluriennale, un calo di potere, di acquisto delle famiglie incredibile, venti di guerra che spirano ovunque. E poi tutto questo si abbatte sul commercio. Difendiamo tutti insieme l'industria, il lavoro, il commercio, l'ambiente e la pace, perché è tutto collegato e questo ce lo dicono le attività commerciali stesse quando ci parlano del fatto che l'estate va male in città per il caldo e nelle località turistiche, perché i costi di gestione sono alti e le famiglie non possono permettersi le vacanze e tutti viviamo sullo stesso territorio. Un'unica piattaforma da preservare. Preserviamo tutti insieme in ultimo, il nostro stile di vita, i metri centri urbani, con servizi di prossimità di qualità è alla portata di tutti. Ci tengo in modo particolare ad unirmi, a quanto detto dal Sindaco oggi in quest'Aula rispetto alla nostra solidarietà, alle attività commerciali che hanno subito danneggiamenti o vandalizzazioni o disagi e cali di fatturato dovuti agli scontri e alle violenze che hanno colpito la nostra città e le altre grandi città italiane ed europee. In questi giorni ha tenuto i contatti con le associazioni di categoria e da ultimo abbiamo, insieme al presidente Cipriani, al Sindaco stesso ha avuto modo di contattare alcuni commercianti fitti vittime delle devastazioni avvenute nel corso della giornata di sabato, come abbiamo avuto modo di dire in occasione degli scontri della scorsa settimana, ribadiamo, rinnoviamo e manteniamo fede alla nostra intenzione di coinvolgere tutti i livelli istituzionali per intervenire economicamente in soccorso dei danneggiati. Sono in corso in queste ore interlocuzioni istituzionali e tecniche per mettere in campo il prima possibile gli strumenti che saranno necessari a questo scopo e chiedo pubblicamente a due ASB, organizzatore della manifestazione del 30, di collaborare per mettere in campo le migliori modalità organizzative possibili per tutelare le attività commerciali che hanno già sofferto così tanto nelle scorse settimane. Grazie a tutti.
Grazie, ringrazio l'Assessore Guidone. Prima di proseguire con gli interventi. Nomino gli scrutatori, Consigliere De Iaco, consigliera De Martino e consigliera Foresti.
Allora proseguiamo quindi con gli interventi di inizio seduta, Consigliere Negash.
È solo logica il titolo del suo intervento. Lei la parola, Consigliere. Grazie, Presidente.
Riprendo le parole di Tupac, forse alcuni lo conoscono, altri no, perché ci ricordano una verità che troppo spesso fingiamo di non vedere quando hai fame, il mondo ti parla in modo diverso. È facile parlare di pazienza. Quando non ti manca nulla, è facile dire a qualcuno di impegnarsi, di rispettare le regole, di aspettare il proprio turno quando quel qualcuno non sa come arrivare alla fine del mese, perché la fame e non è soltanto uno stomaco vuoto e la paura di non farcela e la dignità che vacilla e la sensazione di vivere in un Paese che ti chiede sempre di dar qualcosa, ma troppo spesso non ti restituisce nemmeno la possibilità di vivere serenamente. E oggi in Italia questa fame a tanti volti, è il volto di un giovane che studia, si laurea, cerca lavoro e si sente rispondere che non ha abbastanza esperienza. È il volto di chi lavora 8 10 ore al giorno, ma a fine mese deve scegliere tra pagare l'affitto, far la spesa o saldare le bollette e il volto di chi consegna cibo agli altri. Ma non sa se potrà permettersi una cena.
È il volto di una camionista che attraversa il Paese per tenere in movimento l'economia, ma vede il costo del carburante divorare il frutto del proprio lavoro. E allora, quando i giovani protestano contro il carovita quando i laboratori, alzando la voce, quando i camionisti si fermano, perché andare avanti diventa economicamente insostenibile. Noi dovremmo avere il coraggio di ascoltare, non di giudicare, non di liquidare tutto come rabbia, egoismo o protesta, ma di domandarci come siamo arrivati al punto in cui lavorare. Non basta più per vivere dignitosamente, perché questo è il cuore del problema. Il lavoro dovrebbe essere una promessa di autonomia non una condanna alla precarietà e studiare dovrebbe aprire porte, non alimentare la paura del futuro e attenzione: la rabbia da sola non costruisce un futuro. Quando nasce dalla difficoltà reali. Ignorarla non cancella il problema, lo rende soltanto più profondo.
Il nostro ruolo deve essere quello di incarnare, incardinare questa rabbia, accompagnarla alle perso, accompagnare le persone con spirito collaborativo e capacità di ascolto, ma anche saper chiedere e pretendere cambiamenti concreti a modo nostro senza paternalismi. Ed è qui che dobbiamo scegliere quale società vogliamo essere una società in cui il giovane guarda il laboratorio come un privilegiato. Il lavoratore guarda il giovane come in grado e ciascuno combattere contro chi sta accanto.
Oppure una società in cui comprendiamo che dietro battaglie per apparentemente diverse diverse si è spesso la stessa richiesta: poter vivere del proprio lavoro, avere opportunità reali e non dover rinunciare alla propria dignità per arrivare a domani non dobbiamo metterci gli uni contro gli altri, dobbiamo imparare a riconoscersi nelle difficoltà degli altri.
Perché il problema non è chi protesta, chi si ferma o chiede aiuta. Il problema è quando una persona arriva a credere che nessuno sia più disposto ad ascoltarla. Allora riparto da queste parole, nessuno dovrebbe essere costretto a per a perdere la propria dignità. Per guadagnarsi il pane. Nessuno dovrebbe sentirsi colpevole perché chiede una vita dignitosa e nessuno dovrebbe essere lasciato indietro soltanto perché è nato dalla parte sbagliata della società.
Perché la vera forza di un Paese non è chiedere ai suoi cittadini quanto ancora possono sopportare e ne hanno sopportato tanti e creare le condizioni perché non siano più costrette a farlo. E forse la vera rivoluzione e lo dico con la R maiuscola rivoluzione comincia proprio qui.
Quando smettiamo di lottare gli uni contro gli altri per le briciole e iniziamo insieme a pretendere un tavolo al quale tutti possono sedersi tutti quanti, perché noi non vogliamo soltanto sopravvivere, vogliamo vivere e vivere con dignità non deve essere un privilegio, deve essere un diritto. Grazie, Presidente.
Grazie, Consigliere Negash. Ora la parola va al Consigliere Tarsitano, non si è attestato voi, prego.
Grazie, Presidente. Come ho dichiarato pubblicamente sabato ero in piazza per ascoltare la voce di chi la abita e per tentare di comprendere con i miei occhi quello che accade senza l'intervento filtrato di social network perché vedete in queste piazze ci sono ragazzi e ragazze con le quali non abbiamo mai parlato e e ci stanno offrendo una grande occasione di incontro, che credo come Istituzioni dovremmo saper cogliere al netto delle difficoltà che queste stesse piazze ci offrono. Ecco vi racconto un po' di quello che ho visto, perché credo che sia significativo. Vi è stato un concentramento pacifico in Piazza Maggiore, poi il corteo è stato fatto sfilare fino a via Marconi e c'era anche la possibilità, io credo di lasciare le persone che pacificamente si erano radunate in piazza Maggiore lì e non farle andare avanti.
E a un certo punto, proprio in via Marconi, l'attenzione si è alzato e si è alzata notevolmente e dal mio osservatorio non ho notato un atteggiamento aggressivo da parte dei manifestanti, ma tutt'al più delle cariche non motivate da parte delle forze dell'ordine su ragazzi seduti per terra lacrimogeni lanciati in maniera molto invasiva. Io stesso ho temuto per la mia incolumità in una fase dove la piazza non era ancora calda e da lì si è frammentata e sono aperti quegli scontri che abbiamo visto in via Riva Reno e certamente tutte le violenze e non non hanno cittadinanza e non vanno giustificate, però chiedo di riflettere perché dopo che è stato approvato questo decreto Sicurezza, mi pare evidente che l'attenzione che si è voluta creare su sabato fosse altissima e nei fatti e io l'ho riscontrato e ho visto atteggiamenti aggressivi e sopra ogni limite. Ecco che chiedo anche ai colleghi se si sono accorti che, dato che ripetono come leitmotiv che i centri sociali devono vedere rimosse le loro sedi che in queste piazze non c'è una testa, che in queste piazze ci sono appunto i ragazzini e le ragazzine che non abbiamo mai visto e che vanno incontrate vanno conosciute e vanno intercettati in un qualche modo e forse invece che mandare 500 militari a Milano sarebbe opportuno mandare stuoli di educatori nei contesti crea necessitino perché davanti a un'emergenza sociale oltre che rispondere alle politiche che devono essere fatte in questo momento storico. Bisogna anche rispondere con una prevenzione straordinaria e quindi tanti educatori, tante educatrici. Poi mi permetto di porre alcune domande. Le forze che siedono all'opposizione e questo è il vostro modo di interpretare l'ordine pubblico, perché in tutte le città italiane abbiamo visto una non gestione dell'ordine pubblico, ma un caos. I presupposti per creare il caos prendete le distanze dagli episodi di violenza denunciati da più pagine istituzionali, non solo da influencer, anche da Amnesty International. Perché se la violenza va condannata va condannata sempre senza ambiguità. Che effetti ha generato il vostro decreto Sicurezza. A me sembra che abbia alzato l'attenzione, non l'abbia risolta. E allora forse chiedere le dimissioni del Sindaco vanno chieste le dimissioni a Piantedosi e Meloni, perché mi sembra che non siano in grado di gestire questa situazione di tensione nel Paese e, invece che accogliere i Sindaci per discutere del merito delle proposte che arrivano dalle piazze, continuano a fomentare la rabbia di queste piazze ecco, io in queste piazze e ci sto perché ne condivido gli sbilanci, le voglia ascoltare e capire e monitorare, stare di fianco ai rappresentanti di istituto che incontrano nelle scuole, anche nei contesti più scomodi. Voi ci state per riprenderle, sperando che accadano fatti che vi consentono di portare avanti la vostra narrativa di terrorismo ed odio per racimolare voti spaventati. Allora qui ci tengo a fare una riflessione sui social network. Ritengo vergognoso quanto fatto dal collega della Lega con la consigliera di quartiere d'Amico, che semplicemente ha condiviso un post di Amnesty International che va a indicare quelli che sono strumenti per tutelarsi da abusi di potere e vi assicuro che ne sono stati. Non va ad incitare all'odio e alla violenza nessuno e nessuna, ma tutelare chi sta in piazza. Invece chiedo al collega cosa ne pensa di quello che dice il suo amico jolly time ve lo faccio sentire questa mattina.
B i Paesi sulla regolazione dei ragazzi sono morti, non si sente niente e comunque non si può tu pum pum pum il suo amico, il suo amico giallista indice PUE pum pum ai manifestanti che sono feriti. Pum pum ai manifestanti che sono feriti questa violenza il fatto di dire ammazziamo i manifestanti. Lei cosa ne pensa? Lo condanna al suo amico, non lo condanna ai colleghi dell'opposizione per rivolgo all'Aula, però.
Per favore, prendete le distanze da questi atteggiamenti, perché sui social network diffondere queste notizie? Gravissimo e consigli al suo amico quando fai videoselfie la mattina di stare attento agli articoli del codice penale, all'istigazione a delinquere e alla minaccia perché ne sta facendo anche troppo in questo periodo.
Consigliere Di Benedetto, lei ha tre interventi, uno di seguito all'altro. Il primo è il titolo del primo è paura e di istruzione.
Grazie, Presidente. Ma è al contrario di chi mi ha preceduto. Non ho mai problemi a condannare e prendere le distanze da ogni violenza. Sempre nessuno deve fare violenza e quindi chiedo a chi mi ha preceduto oltre che rispettare il mio intervento. Come mai in ospedale sono finiti più di 100 agenti delle forze dell'ordine, 100 agenti delle forze dell'ordine? Quanti manifestanti di quelli violenti? Come mai ci sono 100 agenti in ospedale ci son finiti da soli per caso risponda al collega, perché la realtà che abbiamo visto in piazza sono 100 uomini e donne delle Forze dell'ordine finiti in ospedale non si sono fatti male da soli. Non sono inciampata. Sono stati assaltati 600.000 euro di danni alla nostra città e continuate a dire che sono gli studenti, ma non mi viene da ridere guardandovi in faccia, mentre dite queste cose non sono gli studenti ad assaltare la città. Gli studenti fanno manifestazioni pacifiche, legittime, alcune ordinata e alcune disordinate, ma, come è normale che sia e come li abbiamo fatti tutti, ma quelli che spaccano la città non sono studenti, sono adulti. Guardateli, secondo voi, gli studenti girano con le taniche di benzina nello zaino, girano con le mazze nello zaino.
Si coprono il volto per andare a lanciare le pietre contro la polizia, risponda dopo questi non sono studenti, questi sono violenti, questi sono criminali che assaltano la città.
E continuate a dire degli studenti per cercare di creare divisione e conflitto gli studenti.
Manifestano legittimamente, ma non sono gli studenti a fare gli scontri, non sono gli studenti a rivendicare gli scontri, non sono gli studenti ad annunciarli. Questa è la realtà che vediamo. Ogni santo fine settimana e vedremo anche il prossimo fine settimana e abbiate il coraggio di condannare tutte le violenze, come fa il sottoscritto e come fanno tutte le minoranze, anche quelle che vengono da questi gruppi di estremisti e son certo da chiunque e sono organizzati. Si sono organizzati perché il signore e signori l'hanno anche arrestato, Yussef, si era, non era uno studente, aveva 30 anni, esperto di Islam politico e l'hanno arrestato perché era quello che organizzava i movimenti, dando le indicazioni su come muoversi nelle piazze, su come non farsi riconoscere, su come colpire puoi scappare.
L'hanno arrestato, le chat sono venute fuori e ancora dite che sono studenti non organizzati, non sono studenti, gli studenti ci sono, fanno alcune manifestazioni, ripeto, legittime, sono una cosa, ma quello che abbiamo visto in piazza dopo la manifestazione pacifica è un'altra cosa. Gli incendi e distruzioni. I negozi rapinati, come hanno detto anche i colleghi, diranno giustamente tutto completamente spaccare la giostra dei bambini spaccata. Ma son stati gli studenti che secondo voi, ma chiedete scusa, gli studenti. Questo abbiamo visto a Bologna, questo abbiamo visto per due fine settimana di fila e vedremo anche il prossimo. Temo, anche perché qualcuno è contrario all'esercito. Dobbiamo invece chiedere l'esercito, dobbiamo mettere in sicurezza la città, perché i cittadini perbene hanno diritto di vivere a Bologna. Non è assurdo che debbano nascondersi, perché dei gruppi di violenti hanno deciso che la città è loro e voi, per una volta prendete una posizione netta e chiara in difesa della comunità. Basta a nascondervi dietro un dito. Basta usare scuse, basta raccontare che sono gli studenti perché non sono gli studenti a spaccare. Bologna difendete Bologna dai violenti e schieratevi al fianco della comunità, invece che continuare a nascondervi. Grazie, Presidente.
Consigliere intervento successivo al primo imprevisto traffico in tilt. Chiedo comunque di abbassare i toni, se possibile in Aula. Siete in Aula consiliare prego.
Grazie, Presidente. E abbiamo visto in via Marconi lo splendido risultato della mobilità progettata dalla Giunta Lepore, dalla maggioranza che la sostiene. Traffico in tilt, centinaia di autobus infila paralizzati in una giornata ordinaria che non c'era neanche una manifestazione dei vostri amici in giro per la città e non c'erano altri problemi fiere o da altro città paralizzata. Questa è la quotidianità che state regalando Bologna bolognesi non siete in grado neanche di sincronizzare dei semafori, quindi vi invitiamo a farlo e a progettare in maniera più seria e la mobilità di Bologna. So che avete tanti temi nazionali di cui vi volete occupare, però, visto che qua dobbiamo amministrare una città, vi invito caldamente a cominciare a farlo, se no lo faremo noi quando amministreremo al vostro posto. Grazie, Presidente. Consigliere, lei ha 20 secondi, cerca Bologna, prenda esempio da Ferrara, prego.
Grazie, Presidente. A Ferrara è stato costretto a una task force, un nucleo con psicologi, assistenti sociali, Forze dell'ordine per gestire alcuni fenomeni di criminalità diffusa che insistono in quella città, ma insistono anche a Bologna, che hanno coinvolti anche persone giovanissime e su questo e sono state coinvolte figure esperti in ogni settore e invito l'Amministrazione Bologna appare altrettanto. Grazie, Presidente.
Consigliere Giordani, devastare non è manifestare, prego. Sì, grazie, Presidente. Io ho ascoltato attentamente le parole dei colleghi che mi hanno preceduto, del sindaco e dell'assessore Guido Guidone. E una premessa: siccome è doverosa qui nessuno, nessuno ha intenzione di attaccare, demonizzare e far passare per cattivi gli studenti o i giovani che manifestano giustamente i giovani lamentano che degli infiltrati che vanno in piazza solo per fare confusione, per creare danni per far crescere da creare violenza, spaccare e distruggere per il gusto di farlo senza nessun progetto, senza nessuna progettualità, ma solo per perché si vede che gli piace la violenza, mettono in secondo piano quelle che possono essere delle idee e delle proposte che i giovani vogliono fare e vorrebbero venissero ascoltati dagli adulti. Proprio convengo che gli adulti debbano ascoltare di più i giovani. Parlo anche da papà di tre figli detto questo, di varietà e ero anch'io in piazza sabato ero in piazza sabato con la mia felpa tranquillamente e ho visto in piazza del Nettuno sono stato rifiutato le 5, una piazza che manifestava con le sue bandiere. C'erano anche dei tricolori ed era abbastanza tranquilla. Faceva i suoi cori contro la Meloni contro che volevano una piastra che manifestava come quando manifestava, ma anche noi di Alleanza Nazionale, avevamo anche Piazza Maggiore quando veniva l'onorevole Fini a parlare una piazza che manifestava. Poi sono partiti alcuni, non tutti, perché ribadisco gli studenti, chi manifestava pacificamente erano lì con la polizia che li guardava.
Con la polizia che era appostata davanti ai punti indicati come pericolosi tipo la Apple o la Nike che si è vista la fine che ha fatto o altre zone e stavano fermi a braccia conserte ad ascoltare o a farsi gli affari loro, ma senza in alcun modo creare problemi o dare mettere pressione addosso a questi addosso a questi ragazzi che manifestavano. Poi è partita la Francia verso via Marconi. Poi ci son stati gli scontri che abbiamo visto e gli scontri non sono stati.
Fatti solo contro la polizia che lì uno dice: vado in scontro. Purtroppo mi diverto fare a fare, a litigare con la gente. No, hanno preso di mira dei negozi, han preso di mira delle attività, ha preso di mira dei chioschi che non c'entrano nulla. Né con le loro richieste né con la loro progettualità che, ribadisco, non esiste, è solo violenza per il gusto di fare violenza quando si sentono delle delle persone e delle attività commerciali che dicono, volevano distruggere il gazebo, forse il locale li ho affrontati, approvato a respingerli. Qualche vicino mi ha ringraziato. Io adesso ho due dita e due costole rotte. Questa signora è una poliziotta, era, secondo voi, un in borghese che voleva ostacolarli. No, era solo davanti al suo Caserma dei ragazzi. Io non c'entro niente, questo gli hanno rotto delle dita delle costole e ha spaccato il locale. E questo è il modo di manifestare? Assolutamente no. Se la polizia è intervenuta, la polizia interviene per difendere chi manifesta normalmente e ha il diritto di farlo e ha tutto il diritto di farlo. Chi vuole lavorare, chi vuole passeggiare chi vuole vivere Bologna prima l'Assessore parlava di difendere le le piccole attività commerciali, difendere il commercio al dettaglio, il commercio al dettaglio non lo si difende facendolo star chiuso per porta al sabato, per la paura, lo si difende coi fatti, lo si difende difendendo la città, lasciando manifestare che manifesta, ma lasciando che a Bologna possa vivere, che i cittadini possano vivere la propria città, che i turisti possano vivere Bologna, altrimenti non è manifestare, è fare violenza e la violenza non si non si combatte solo a parole, si combatte anche coi fatti, perché parliamo di Zolli time, ma parliamo anche delle associazioni che deliberatamente su Facebook e con tutti i modi che hanno prima chiamano l'azienda alla piazza, istiga alla violenza e poi si vantano di quello che fanno e a questi vengono regalati spazi, vengono regalati i soldi pubblici delle tasse dei bolognese, a cui viene spaccata l'attività. Questa è una vergogna. Per cui io prendo per buone le parole del Sindaco Lepore, faccio finta di prenderle per buone e mi provo a fidare, ma lo deve dire dimostrare anche coi fatti. Altrimenti è ipocrisia dire io ti difendo, ma solo a parole, perché quei patti difendo gli altri perché alla fine mi votano tutti. Non si fa così, bisogna prendere e avere il coraggio delle proprie azioni. Se si condanna un'azione, non si può lavorare per agevolare chi quelle azioni le compie. Per cui basta ipocrisia. Bologna deve tornare a poter vivere chi vuol manifestare manifesti, ma basta violenza, veramente. La Polizia è lì per difenderci e per difendere la stragrande maggioranza dei bolognesi che vuole vivere la propria città. Grazie.
Grazie, consigliere. Ora la parola alla consigliera Larghetti. Gender Bender, prego. Grazie, Presidente. La storia, purtroppo, ci insegna che l'attacco alla cultura è spesso il primo segnale della deriva di un potere che vuole essere più autoritario che democratico, perché la cultura chiaramente apre delle possibilità, mette in discussione delle certezze e ci costringe a guardare il mondo da prospettive diverse e quindi, quando non si riesce a confrontarsi con delle idee. Chiaramente si prova a tacere, si prova a mettere a tacere chi le esprime. Ecco, vorrei partire dalla bella esperienza che ho avuto ieri. Ho partecipato come spettatrice al lavoro laboratoriale del coreografo Daniele Ninarello, che si teneva dentro il padiglione dell'Esprit Nouveau in Fiera a Piazza della Costituzione. Per il Gender Bender lo spazio è molto bello ed è tornato a essere in disponibilità del Comune di Bologna che lo offre per eventi culturali ed è un esempio concreto di come Bologna può valorizzare i propri luoghi, quindi restituendoli alla creatività, alla partecipazione all'arte perché Bologna lo voglio ricordare, non è solo mortadella tortellini. Aggiungo manifestazioni, ma anche ricerca, sperimentazione, libertà e produzione culturale, quindi ce lo dobbiamo ricordare quando parliamo di identità e quando parliamo di degrado, una città viva che investe nei propri spazi e nella cultura. È una città che si prende cura di sé.
E la battaglia contro il degrado, quindi passa anche da questo, passa dalla capacità di da ridare vita ai luoghi e costruire occasioni di confronto. Gender Bender è una delle espressioni più importanti di questa identità. È un festival che è nato nel 2003, arrivato alla sua ventiquattresima edizione, un festival internazionale che attraverso la danza contemporanea cinema, teatro, arti performative, visive e la letteratura indaga i corpi, le identità, i generi desideri, le relazioni. Questo attraverso il linguaggio artistico, quindi è ricerca e sperimentazione e la possibilità di guardare il mondo da prospettive diverse ed è un festival riconosciuto a livello europeo. Ho riconosciuto dalla critica internazionale della ricerca accademica e ed è una ricchezza di cui dobbiamo essere orgogliose, per cui voglio ringraziare la presidente della Commissione Porpora Marcasciano per aver dedicato anche quest'anno un approfondimento opportuno a questa realtà che è un fiore all'occhiello della nostra offerta culturale. Ecco, voglio ricordare anche che questa ricchezza si è sviluppata anche grazie alla storia del Cassero, che il luogo in cui è nato questo festival e all'energia degli spazi indipendenti e delle esperienze culturali autogestite che hanno contribuito a rendere Bologna una città capace di innovare. È un patrimonio che dobbiamo riconoscere e valorizzare e qui vengo alla polemica di questi giorni, perché purtroppo ormai non c'è evento bolognese che non generi una polemica strumentale. Il Presidente dell'Associazione Pro Vita, che attacca il festival e ne contesta il finanziamento pubblico arrivando lui non si sa in base a quale competenze e ruolo, a chiedere che venga ridotto e addirittura annullato il contributo. Ecco, il Ministero stesso della cultura, che per ora non è diciamo, gestito da qualcuno che ha una visione simile alla nostra, però ha chiarito, ha chiarito che il contributo che ha ricevuto quest'anno il festival Gender Bender di 52.000 euro riguarda nello specifico il programma di danza, che quindi è stato valutato dalla commissione consultiva competente, la Commissione consultiva danza con un punteggio di 27 su 35, quindi lo dobbiamo dire chiaramente la qualità artistica non si misura in base alla morale, né degli artisti nei coreografi né dei direttori artistici, ma in base al valore artistico delle opere di cui si chiede la messa in scena. Il finanziamento, quindi un'opera non è che deve piacere a tutte per meritare di essere valutata secondo criteri artistici. Il finanziamento pubblico non è un premio, non è un premio per chi la pensa come noi e non è neanche una punizione per chi ha delle idee diverse. Ecco, se non vi piacciono spettacolo non siete obbligati a guardarlo, però non potete pretendere che lo Stato lo censuri al posto vostro. Ecco, ci dispiace che chi critica questi progetti non riesca a contrapporre una propria proposta culturale. Forse è questo il problema di un certo mondo di destra che non ha una cultura che possa difendere i propri valori e quindi sceglie di attaccare quella degli altri. Ecco, in una società libera le idee, si discutono le opere si criticano, la cultura, si produce, non si mette sotto processo un festival perché racconta, racconta corpi, identità e relazioni che qualcuno preferirebbe non vedere perché i soldi pubblici non devono finanziare solo la cultura che piace a chi governa, altrimenti non è cultura e propaganda. E qui vengono aboliti. Per Cruz, preoccupazione politica molto concreta. In Emilia Romagna si è deciso di mettere al sicuro il sistema culturale con una legge quadro sulla cultura che tutela. Chi lavora nella produzione artistica, però il Ministero conserva ancora un ruolo fondamentale. Ecco, a gennaio sarà istituita la nuova commissione danza. Sono curiosa di vedere i curriculum di coloro che la comporranno, perché solo.
Grazie, consigliera. Ora la parola va al consigliere Celli. I gatti continuano a sparire. Prego, Consigliere.
Grazie, grazie, Presidente.
A Rimini, dove, a detta dei soliti quattro cacciatori in passa il lupo, sono spariti dei gatti. Tra l'altro vorrei ricordare così en passant chi abita Rimini a chi la governa, chi ne scrive che ogni anno vengono mors circa 200 persone non dai lupi, ma Balcani.
Il sindaco di Rimini, quindi dovrebbe quantomeno a lavorare con le reti ed educatori cinofili se vuole risolvere il problema, evitando di lanciare inutili allarmi sui lupi immaginari che ancora una volta non hanno morso nessuno.
Comunque sia, questa signora riminese si è vista sottrarre otto gatti. L'ultimo di questi è stato trovato con la testa mozzata e trafitta con un gancio. Il giornale parla di strani riti. Questo perché se non viene data la colpa al lupo sono gli occultisti, poi, forse il serial killer, mai coloro che hanno un interesse a far sì che dei predatori scompaiono dall'ambiente, seppur domestici, come il gatto, avete presente con cosa si appendono gli animali in macelleria con i dianzi? Tra l'altro, mi preme ricordare che anche da noi è stato segnalato alle forze dell'ordine è un uomo che si aggira nei paesi della valle del Reno e che catturi gatti con un gancio ed è stato sorpreso dentro a una proprietà privata, dove peraltro nei giorni precedenti è sparito un gatto del pari. Sempre da noi non si sa nulla della signora. Sorpresa mentre catturava i gatti in un giardino condominiale di Vergato, dicendo di essere del gattile di Marzabotto, il quale gattile è stato costretto a smentire l'accaduto con ben due post. Guarda caso, anche ai tempi di Monzuno, quando sparivano i gatti, lo stesso Comune di Bologna è stato costretto a pubblicare un post dicendo che non erano gli operatori del canile e quelli che si presentavano a prelevare dei gatti a Monzuno il gatto oggi viene cacciato come un qualsiasi altro animale appartenenti alla fauna selvatica, orde di bracconieri, orde dico si aggirano per le campagne di notte e quando incontro allungato lo uccidono. E poi dicono che è stato il lupo. Giovedì scorso in Valsamoggia si è tenuto un incontro tra i proprietari dei gatti scomparsi son circa 70, sono in Valsamoggia, okay, spariti dai giardini. Tra i presenti, infatti, c'è stato chi ha raccontato di aver subito l'intrusione di gente incappucciata nel giardino che frugava con le PIL dentro i cespugli. Chi invece ha scoperto che il suo gatto è stato probabilmente ferito con un fucile ad aria compressa per poi essere catturato da un cane. Un altro rapimento è avvenuto davanti a una signora disabile di San Benedetto, che ha persino fotografato il mezzo dei ladri. Bene, di fronte a questi reati si fa finta di niente con tono evasivo. Si è detto che si cercherà di spargere la voce tra i sindaci della Val Samoggia, perché nel frattempo sarebbe opportuno assumere un investigatore privato, un avvocato, così da raccogliere le denunce per la redazione di un esposto.
Cioè, quindi voglio dire, noi paghiamo le tasse, noi proprietari di gatti per niente, perché nessuno faccia indagine, questo che abbiam detto, perché nulla si sta facendo ai Sindaci, non interessa e neanche il Sindaco di Bologna interessa perché continua con il suo delegato, anche recentemente, a coprire la verità, gettando la colpa dell'esposizione addosso al lupo e facendo ordinanze e state pure tranquilli, che servirà a ben poco dimostrare l'amore per i gatti e facendo mostre sulle colonie feline o stanziando i soldi. I gatti hanno bisogno di qualcuno che li protegga. Fine non di mance elargiti in campagna elettorale per prendere qualche voto. Io l'ho detto e lo continuerò a dire. Dietro alle sparizioni c'è la mano bipartisan di chi vuole istituire la figura del bioregolatore di un cacciatore a pagamento che nessun cittadino vuole. Chi fa sparire i gatti vuole convincere la popolazione, che la fauna è fuori controllo e che gli animali domestici, gatti in primis, ma anche gatti, devono essere protetti da qualcuno. Allora i nostri gatti chiedono giustizia e se nessuno si occuperà di loro a qualcuno verrà di sicuro in mente di farsi giustizia da solo, quando trova della gente in giardino che cerca il suo gatto. Questa è quella a cui si vuole arrivare al far-west? Beh, sapete cosa vi dico? Mi pare di sì. I conflitti vengono lasciati andare avanti, anzi vengono addirittura fomentati, non risolti e quanto accade lo dimostra e non solo nel campo degli animali. Grazie.
Grazie, Consigliere. La parola dalla consigliera Foresti. Disagi per i residenti di via Carracci. Quali risposte? Prego, Consigliere.
Sì, grazie, Presidente. I residenti della zona in questione da anni lamentano disagi per problemi di convivenza con soggetti che non rispettano le regole della convivenza civile e con problemi di insicurezza e decoro e con preoccupazione anche per l'igiene pubblica. Negli anni come gruppo di Fratelli d'Italia abbiamo presentato numerose interrogazioni in una delle ultime e su un evento di maggio di quest'anno con megafoni striscioni e musica di notte ci è stato risposto per iscritto all'interrogazione che tale evento non era stato autorizzato dal quartiere. Perché dico questo per far capire che la situazione non appare dunque sotto controllo, cosa che lascia ancora di più nei residenti un senso di abbandono in sicurezza. Tanto più che le striscioni che abbiamo segnalato a maggio a luglio erano ancora presenti, oltre alla presenza di soggetti che frequentano appunto il Centro ci sono quelli che risiedono nello stabile di fianco, situazione che doveva essere temporanea ma che appare è diventata costante con utenze a carico del Comune e con ulteriori segnalazioni di problemi di convivenza con i residenti in estate con il collega Giordani, siamo stati in sopralluogo, abbiamo presentato un'ulteriore interrogazione, era il 30 luglio e siamo ancora qui ad aspettare le risposte. Questo per evidenziare non solo i disagi dei cittadini dei residenti, ma anche la mancanza di risposte da parte dell'Amministrazione. I cittadini non possono essere lasciati soli quando le situazioni che si vengono a creare incidono sulla loro qualità della vita, sulla sicurezza e sul decoro urbano. È ora di dare risposte concrete alle criticità evidenziate vissute, anche perché se dei cittadini arrivano a presentare una diffida, evidentemente la situazione è diventata davvero insostenibile. Grazie, Presidente.
Grazie, consigliera Foresti, Consigliere Zontini, tram allarme della Polizia locale, prego.
Grazie, Presidente. Ci tengo a fare questo intervento, anche perché è un tema importante che non ha avuto invece molto spazio siriano su Itv, ma neanche sui giornali locali, e invece è un grido di allarme lanciato appunto da alcuni agenti della polizia locale, in particolare i rappresentati, insomma, dal sindacato SGB, i quali hanno fatto presente quelle che sono oggi, ma saranno ancora peggio quando ci sarà in esercizio il tram. Le criticità portate appunto dalla circolazione e su quelle strade che il tram andrà inevitabilmente ad occupare quasi per intero, quindi ovviamente soprattutto le strade del centro storico e in cui già oggi si vede benissimo ad occhio nudo che non c'è spazio e un domani non ci sarà nemmeno lo spazio per appoggiarsi pochi secondi. Poche decine di secondi. Ad esempio, come fanno gli esempi i vigili stessi. Per ad esempio accompagnare una persona anziana per scaricare un attimo la spesa e cosa ancora più grave per avere in un momento di sosta dei mezzi di soccorso. Questi sono temi che io devo dire, mi fa piacere che finalmente anche qualcuno che fa parte dell'Amministrazione in particolare del Corpo di Polizia locale, abbia il coraggio di dire, perché, come sapete, sono anni che vi tiriamo in ballo ancora quando c'era il tram in progettazione e poi dopo con la cantierizzazione. Il tema del passaggio deve assicurare il passaggio delle dei mezzi di emergenza, dei mezzi di soccorso, delle forze dell'ordine, della Polizia locale. Sono da anni non solo noi, ma tantissimi anche parti della società civile, organizzazioni enti che si occupano di queste attività hanno sempre chiesto alla Giunta di garantire che un domani, con il termine di esercizio non non si non si vada incontro a delle criticità che, come è evidente, possono essere dei disagi molto pesanti per le persone che abitano nelle vie che saranno interessate dall'altra, ma saranno vere e proprie criticità e anche emergenze, dico io, quando magari non ci sarà lo spazio per i mezzi di soccorso per i mezzi di emergenza di accedere dove c'è necessità del loro intervento. Credo che ricordiamo tutti le immagini, ad esempio, delle ambulanze che dovevano percorrere il portico di via Saffi, quando c'è il cantiere già in quella fase che era già molto tardiva.
Chiedevamo all'assessore Campaniello, ma ricordo bene ancora prima l'Assessore Orioli di dare garanzie sul fatto che la progettazione del tram fosse stata condivisa anche con i vari enti che si occupano di emergenza e di soccorso e le forze dell'ordine sono problematiche serie che invece la Giunta ha sempre minimizzato e su cui non ha mai dato delle risposte. Oggi scopriamo che quello che dicevamo e che chiedevamo era legittimo, perché sono gli stessi agenti della Polizia locale che dicono: attenzione, quando un domani ci saranno, perché ci saranno delle criticità, non voi della Giunta, evitate che sia soltanto la Polizia locale a dover fare da parafulmine di tutte le inefficienze e le criticità progettuali che voi avete scelto e portato avanti. Peraltro, come emerge bene dal comunicato di SGB e non c'è stato mai un coinvolgimento diretto della polizia locale nella progettazione ed entrambe, quindi nel capire se alcune strade fosse il caso o meno appunto, che fossero attraversate dal Trump, che non rimarrà spazio per fare transitare altra altri mezzi e chiedono anche una trasparenza. Chiedono questo di rendere pubblici gli esiti del confronto con gli operatori della sicurezza e del soccorso, le criticità individuate e le soluzioni adottate, chiedendo, chiarendo anche chiedo scusa, le eventuali ricadute sull'organizzazione dei servizi. Ora se lo chiedono agenti della Polizia locale, che sono dipendenti del Comune e che, come dire, a buon senso, sarebbero dovuti essere interpellati sin da subito insieme anche alle organizzazioni dei soccorsi di emergenza evidentemente questo coinvolgimento non c'è stato e non c'è neanche trasparenza su quello che è stato fatto. Per questo motivo noi chiederemo un'udienza conoscitiva proprio per avere chiarimenti su questi punti sollevati da SGB. Ricordo poi anche per l'ennesima volta che sono tutte tematiche che da anni come minoranza e cerchiamo di sollevare e da anni non ci sono state risposte. Io credo che veramente e visto che da quello che dicono, perché poi vedremo, siamo alla, diciamo così, alla vigilia della messa in esercizio del tram, purtroppo ettari, il tema è tardivo, ma io credo che purtroppo emergeranno delle criticità talmente pesanti che non solo la città rischierà di rimanere paralizzata. Ma la polizia locale, con le forze che ha premesso che non ne dovrebbe competere, non potrà neanche in eterno garantire una circolarità e una circolazione, una viabilità ordinate e come bene hanno detto alcuni agenti della Polizia locale, non è neanche giusto che tutte le scelte scellerate di questa Giunta ricadano poi sulle spalle di chi deve stare sulla strada e cercare di dare risposte ai cittadini. Purtroppo, come si suol dire, i nodi vengono sempre al pettine. Il tema è che quando solo quando emergeranno quelle criticità di cui stiamo parlando, non ci sarà modo di tornare indietro.
Grazie, consigliere ha ora la parola va al Consigliere De Iaco il titolo del suo intervento e una testimonianza che trasforma il dolore in bene comune. Prego, Consigliere. Grazie, Presidente.
Oggi vorrei portare una riflessione che parla della nostra città e che non nasce da un grande dibattito politico, ma da alcune piccole storie che messe insieme raccontano che siamo da chi siamo davvero. C'è la storia di Lorenzo, detto Lollò, che per i suoi 50 anni ha chiesto agli amici di rinunciare al regalo tradizionale e destinare quella somma ai bambini ricoverati al Santorsola più di 1.000 euro raccolti per acquistare materiali utili alla fisioterapia pediatrica, bolle di sapone girandole strumenti che aiutano i piccoli pazienti ad affrontare cure difficili con un sorriso in più.
C'è poi il progetto della quinta dimensione che mette insieme tecnologia, intelligenza artificiale, architettura e cura per rendere più umani gli spazi ospedalieri dedicati ai bambini. Un modo per ricordarci che l'innovazione ha senso, quando migliora la vita delle persone, soprattutto dei più fragili. C'è il lavoro del terzo settore che continuano a fare rete, a raccogliere risorse, a costruire comunità e fiducia in un tempo in cui sembrano prevalere l'individualismo e solitudine.
Poi c'è la storia di Sara, che anche dopo la sua scomparsa a causa di un tumore al seno, continua a generare speranza attraverso un progetto di raccolta fondi per un ecografo destinato alla prevenzione.
Una testimonianza che trasforma il dolore, il dolore in un bene comune. Ecco perché queste parole resi istituiscono il senso più autentico del valore della vita: trasformare una perdita in un ecografo per la prevenzione significa fare in modo che la vita di una persona non si spenga con la sua fine biologica, ma che continua a battere nel futuro, salvando altre vite, proteggendo altre madri, figlie o sorelle. Nel momento in cui ci si prende cura di chi si sta curando, si compie il gesto più radicale contro la solitudine che affronta la malattia. Non si sente più un numero o un caso clinico, ma parte di una comunità che lo stringe in un abbraccio concreto.
Sono storie diverse, ma hanno un filo rosso che li unisce. Nessuno dei protagonisti di queste vicende ha aspettato che fosse qualcuno a fare il primo passo. Hanno scelto di mettersi in gioco per gli altri, spesso in quest'Aula, discutiamo di problemi, conflitti e contrapposizioni, è giusto farlo perché il compito della politica, ma credo che sia altrettanto importante ricordare che Bologna è anche questa, una città dove i cittadini, associazioni, professionisti, volontari e imprese sociali continuano ogni giorno a costruire legami, a prendersi cura degli altri e a trasformare la solidarietà in azioni concrete. Forse il messaggio più importante che queste storie ci consegnano che una comunità non si misura soltanto dalle opere che realizza o dei servizi che eroga, ma si misura dalla capacità delle persone di sentirsi responsabili gli uni degli altri con generosità, spesso in silenzio e lontano dai riflettori. Si sa che le buone notizie non fanno notizia, ma penso che ogni tanto servono a ridarci un po' la speranza e la fiducia gli uni verso gli altri. Grazie, Presidente.
Grazie, Consigliere Consigliere Gaigher. Il diritto di futura delle generazioni scese in piazza credo, Consigliere.
Grazie, Presidente. Comincio col dire che mi sento molto rappresentato da quanto affermato dal Sindaco oggi in Aula e anche da quanto rappresentato dall'assessora Guidone, e aggiungo anche la mia di solidarietà ai commercianti che hanno subito danneggiamenti a tutti i feriti, a partire dalle forze dell'ordine. Ecco, ma se facessimo tutti lo sforzo di guardare oltre la tenda di chi ha scelto di anteporre la violenza alle ragioni delle piazze che continueremo a vedere anche nelle prossime settimane settimane ci accorgeremmo che gli studenti scesi scesi nelle nostre piazze piaccia o non piaccia pongono una domanda che la politica continua a deludere. Quale futuro stiamo lasciando a chi studia, cerca lavoro e vorrebbe costruirsi una vita.
Oggi pare che anche la destra si sia accorta, l'abbiamo sentito da alcuni colleghi che la maggior parte di chi manifesta lo fa in modo non violento. Sono contento che condividano e si siano accorti che abbiamo davanti un oceano che riversa la propria rabbia sull'arenile di una civiltà addormentata nel sogno del possedere. Ecco, prima di indignarci per il rumore delle onde, chiediamoci quali distanza abbiamo scavato noi tra le nostre promesse e la vita dei ragazzi che oggi, appunto, scendono in piazza. L'analisi che Gianluigi Bovini fa su Bologna in un articolo apparso in questi giorni su Avvenire dà sostanza a questa distanza, mentre i redditi degli ultra cinquantenni hanno ottenuto il passo con l'inflazione, quelli della delle generazioni più giovani hanno perso terreno. Le diseguaglianze di età si intrecciano con quelle di genere e provenienza e territorio. Dentro una media cittadina possono nascondersi, dite lontanissime tra di loro. Su tutto questo pesa la casa, un affitto può servire tanta parte dello stipendio da rendere povero anche chi lavora e quando l'autonomia dipende dalla casa ereditato dall'aiuto dei genitori, il futuro diventa un privilegio familiare, come osserva bovini. L'abitare diventa una soglia di accesso alla cittadinanza decidere chi può restare e costruire i legami, progettare una famiglia. E anche questo che dobbiamo ascoltare nelle piazze dalla Francia Alitalia emerge una domanda di futuro: il MoVimento 17 ottobre e il fermo dell'amministratore della sua pagina social impongono di distinguere le responsabilità individuali dalle regioni collettive. Le violenze vanno condannato le responsabilità accertate, ma nessuna indagine può diventare il processo di una generazione.
Ed è qui che vedo il fallimento di un Governo che dice di essere per la famiglia, ma lascia i genitori soli davanti al costo di crescere i figli che celebra il lavoro e le imprese, mentre uno stipendio e non basta conquistare l'indipendenza che promette sicurezza, risponde al disagio con l'ennesimo decreto. Ma aumentare le pene, vedete, non paga un affitto e non restituisce prospettive. Un Paese più sicuro quando i suoi ragazzi sentono di avervi un posto. Comprendo e condivido la scelta del collega Tarsitano di scendere in piazza per capire dall'interno chi rappresenta i cittadini deve accettare il confronto e la critica io non ero accanto a lui, non sono sceso tra gli studenti per rispetto dell'autonomia e della loro protesta. Ma questa distanza mi imporre di ascoltare di più non di meno. Quella voce appartiene ad una generazione diversa dalla nostra della mia. Non possiamo pretendere di capirci subito e nemmeno trasformare questa protesta nelle istanze di generazioni diverse o nel megafono dei nostri partiti, ma possiamo offrire istituzioni credibili. Questo Consiglio apre un confronto con gli studenti e assuma impegni verificabili sulla casa, sui servizi, sul diritto allo studio e sugli spazi di aggregazione. Il caro casa riguarda direttamente la possibilità dei giovani di vivere nelle nostre città anche da qui passa la nostra responsabilità. Come pubblici amministratori. Guardo all'Europa e alla Serbia, dove due anni di mobilitazione studentesca sono diventati una vittoria elettorale. Guardo alla riforma di Lula. Va alla riconferma di Lula in Brasile, alla Francia e alle sfide elettorali spagnole. Vicende diverse che mostrano quanto possa cambiare quando chi sembrava destinato a subire decide di partecipare. Quindi avanti, cari studenti, continuate a farvi sentire questi giovani ci chiedono e chiedono conto questo a questo Governo, delle promesse mancate, delle decisioni rimandate. Quando chiediamo loro di rinunciare all'autonomia, facciamo pagare a loro il prezzo dei nostri errori e questo è ciò che mi torna. Mi è tornato in mente in questi giorni, ascoltando un brano di per generano Kedar mettere uno degli ultimi usciti che dice strano di questi tempi, quando tutti gli altri pagano per gli errori di qualcun altro. Ecco, io penso che questo non sia giusto quel conto, lo presentiamo ai nostri figli, poi li rimproveriamo perché lo contestano, assumiamoci le nostre responsabilità. Il futuro che chiedono è un loro diritto a garantirne le condizioni e il nostro dovere. Grazie.
Grazie, Consigliere Gaigher. Consigliere Bernagozzi, manifestazione a Bologna, prego.
Sì, grazie, Presidente, a quanto accaduto a Bologna e in altre città italiane, ma appunto anche nel resto del mondo, credo che ci chiama a una riflessione seria, che deve essere però all'altezza delle responsabilità istituzionale che ciascuno di noi ricopre. Voglio partire, quindi dal punto fermo. Lo abbiamo sempre fatto, abbiamo sempre condannato la violenza e la condanneremo anche questa volta senza ambiguità e senza giustificazioni.
I danneggiamenti, gli scontri, gli atti di devastazione non appartengono alla cultura democratica della nostra città e non possono trovare alcuna legittimi legittimazione nelle ragioni. Anche però, quando sono affondate di una protesta, ma proprio perché abbiamo a cuore la sicurezza e la convivenza civile. La politica deve avere il coraggio di andare oltre la semplice condanna, perché se condannare la violenza è necessario, resta tuttavia insufficiente.
Serve comprendere e affrontare le condizioni che alimentano il disagio che resta, questa, sì, una responsabilità politica e qui si apre una questione che riguarda direttamente anche le scelte di questo Governo. Non nascondiamoci dietro a un dito. In questi anni abbiamo assistito a una successione di provvedimenti e decreti Sicurezza, inasprimento delle pene e introduzione di nuovi reati e a un'impostazione che affida prevalentemente alla risposta repressiva alla gestione dei fenomeni sociali, anche quelli più complessi.
Che mirano tra l'altro, a volte a colpire anche i ragazzi giovanissimi, ma che Paese è quello che è in carcere ai propri figli invece che ascoltarli? Questa è una domanda che io vi faccio colleghi. Tra l'altro, le tensioni nelle nostre città continuano a manifestarsi, nonostante tutti questi decreti Sicurezza. Strano che non si sia ancora capito che non servono assolutamente a nulla.
È legittimo, allora chiedersi se questa strategia, cioè quella della repressione, non della prevenzione, sia davvero producendo i risultati promessi. Vedete, non basta aumentare le pene se non si investe e contemporaneamente sulle cause di quella insicurezza non basta annunciare nuovi reati se si lasciano da soli i comuni ad affrontare le fragilità sociali. La sicurezza, colleghi, non si costruisce soltanto attraverso le norme penali, si costruisce nelle scuole, nei quartieri, attraverso il lavoro e il diritto alla casa, ai servizi pubblici, gli spazi di aggregazione e le opportunità, perdendo giovani generazioni anziché chiamarli solo maranza. E questo non significa essere indulgenti verso chi commette le violenze significa, al contrario, voler costruire una sicurezza più solida, duratura efficace che isola i violenti. Bologna è una città che ha fatto del dialogo e della partecipazione e della coesione sociale elementi fondanti, fondativi della propria identità e noi non possiamo rinunciare a questa identità. Proprio nel momento più difficile dobbiamo saper ascoltare il disagio, soprattutto quello giovanile, senza confonderlo con i comportamenti, invece di chi scegliere deliberatamente la violenza, chi manifesta pacificamente esercita un diritto costituzionale, chi usa la violenza, risponderà secondo la legge. Sono due questioni diverse che una politica responsabile deve saper distinguere. Per questo considero importante e condivisibile. Io su questo mi sarei aspettata oggi qualche intervento. L'appello dei sindaci, insieme al Sindaco Lepore, che chiede che ha rivolto al Governo e chiedere di essere ascoltato, un appello che va raccolto anche da quest'Aula, perché sono i sindaci che ogni giorno sono in prima linea sono le amministrazioni comunali a confrontarsi direttamente con le difficoltà delle famiglie, con il costo della vita, con l'emergenza abitativa, con le fragilità dei giovani e con le tensioni che attraversano le nostre comunità non si può chiedere al Comune di affrontare da soli questi problemi e poi escluderli dal confronto sulle risposte da costruire per questa storia ASP. Auspichiamo, insomma, che il Governo accolga la richiesta, perché nessuna istituzione da sola può risolvere i problemi di questa complessità. E un'altra considerazione, credo, anche qui in Consiglio comunale dobbiamo abbiamo il dovere di evitare che quanto accaduto diventi l'ennesima occasione di contrapposizione sterile.
Tra maggioranza e opposizione possiamo avere idee profondamente diverse sulle politiche della sicurezza, sulle responsabilità del Governo, ma dovremmo essere capaci di riconoscere un terreno comune che è la tutela della nostra comunità, il rispetto della legalità e la difesa della convivenza democratica e il diritto al dissenso. E chiudo dicendo che, per farlo serve, si permettono a controlli di violenza. Mi sarei aspettata le stesse parole dure quando c'erano le ronde in Bolognino a Venezia, perché se la con la violenza va condannata sempre, mi sembra che qualcuno qua non l'abbia fatto, ma servono soprattutto investimenti nella prevenzione e collaborazione leale tra le istituzioni, perché la risposta alla paura non può essere soltanto l'ARES, la repressione, ma dovrebbe essere la speranza in un futuro migliore per questi ragazzi e noi al momento abbiamo fallito.
Grazie, Consigliere Bernagozzi, Consigliere Cima, Trieste e Bologna. La misura umana delle nostre scelte, prego. Sì, grazie. C'erano notizie che mi aveva colpito parecchio a Trieste si possono dare i pasti ai migranti solo in certi giorni, solo in certe ore, perché nei weekend durante non possono mangiare, perché disturbano l'aperitivo, allora è una boutade, ma fino a un certo punto, nel senso che questa solidarietà contingentata.
Prende, come dire, spunto dal fatto che Gian Andrea Franchi novant'anni e Lorena for Nasir su accompagnano fondato un'associazione che si chiama linea d'ombra che fa assistenza appunto i migranti in Piazza della Libertà, creando chiaramente una come dire, una una visione rispetto a quello che è il momento della distribuzione dei pasti che disturba chi prende l'aperitivo. Questa è la notizia del giornale, ma approfondiremo perché intendo intendo chiamarli in una Commissione Bologna farci raccontare la realtà delle cose, perché in realtà quello che mi ha stupito e mi ha fatto pensare e che anche qua oggi abbiamo sentito che c'è chi conquisterà la città. E sempre a una domanda che mi pongo io: ma che idea di città c'è nei momenti in cui poi questa città viene governata? Allora Trieste è una città governata dal centrodestra e appunto sembra che la presenza della povertà diventi un problema perché disturba l'immagine che si dà agli spazi pubblici e della domanda che mi pongo ascoltando spesso anche in quest'Aula, quale idea di città, appunto, quale disagio sembra essere affrontato o debba essere affrontato e la risposta è sempre che l'ordine, il decoro con come dire, vadano mantenuti allontanando ciò che disturba, perché la sicurezza è un diritto e stiamo dicendo: non è questo il problema e lo dobbiamo fare, però c'è un tema che che non possiamo far finta di ignorare, cioè che ci sono le persone povere, qualcuno che va in strada, qualcuno è fragile e chi in una voce. Tutto questo fa fatica a esprimerlo. Allora cosa facciamo? Gli togliamo la possibilità di mangiare perché disturba, disturba l'aperitivo.
Pensiamo a Bologna, perché non siamo così lontani da quella vicenda. Io mi ricordo la Commissione che facemmo sulla marginalità rispetto al portico dell'Annunziata. Mi sono rimaste molto in mente le cose che sono state dette in quella Commissione. Ah, ma io non voglio mica spostarli, però proprio lì proprio in quel luogo non è bello. Allora, a me pare che su questo ci siano delle responsabilità che noi abbiamo. No, io ripeto, anche qui.
Veramente non se ne può più. Stiamo giustificando comportamenti illegali o ignorando preoccupazioni dei residenti rispetto a determinate situazioni o rinunciamo al decoro degli spazi pubblici. Però, se si vuole governare una città come ho sentito dire oggi capire anche la responsabilità individuale, oppure le condizioni di fragilità, capire come la sicurezza non si costruisca soltanto con i controlli, ma anche con i servizi, con la presenza delle istituzioni, con la capacità di intervenire prima che le situazioni degenerino.
Perché appunto, alla fine non è solo fra scegliere fra una città ordinata e una solidale, ma come spesso si fa in quest'Aula, ma è capire se siamo capaci di costruire una città nella quale un po' di ordine pubblico non diventi indifferenza totale verso chi è più fragile. Quindi, ripeto, io chiamerò queste due persone che sono Gian Andrea Franchi e Lorena Fornasiero a parlare con noi, a discutere di questa cosa e a capire come si riesce a costruire una città in cui il disagio, magari come dire, viene affrontato e una città se ne fa carico senza che questo diventi un enorme problema per qualche ben pensante, grazie.
Grazie, Consigliere Cima. Ora la parola alla consigliera Di Pietro. Manifestazioni di sabato. Prego, Consigliere. Grazie, Presidente.
Tutte le manifestazioni di sabato confermano ancora una volta che una nuova generazione ha deciso di scendere in piazza e di porre questioni che la politica non può più ignorare: scendere in piazza per la richiesta di giustizia sociale sul carovita il lavoro, la casa, l'ambiente, la scuola, l'istruzione e la cura e no alla guerra. Sono temi che richiedono un intervento non più rinviabile. Queste richieste non devono essere oscurate da una deriva securitaria e repressiva che tenta di spostare l'attenzione dai problemi reali e di usare episodi di rabbia e di violenza per colpire una mobilitazione che va difesa. Altra cosa è il MoVimento minoritario di giovanissimi che si è espresso in atti di vandalismo, atti che vanno denunciati e per i quali chi li ha commessi deve risponderne per i danni provocati ai disagi prodotti dalla violenza. Al tempo stesso questi episodi hanno fatto emergere una rabbia che non va demonizzato, ma compresa. Pensare di risolverla inasprendo le pene, varando un altro decreto Sicurezza e costruendo nuove carceri, è profondamente sbagliato e non produce alcun risultato, se non quello di accentuare la rabbia, di rendere le persone più criminali di prima. Del resto lo è stato fallimentare delle carceri adulti e degli istituti minorili. È noto e prima di annunciare la costruzione di nuove strutture e il Governo dovrebbe affrontare le problematiche esistenti, investire per creare un sistema che risponda ai principi dell'articolo 27 della Costituzione, questioni che purtroppo non sta minimamente affrontando.
Detto ciò, a chiunque è rimasto ferito, danneggiato, esprimo la mia solidarietà a mi associo anche a chi ha chiesto al Ministro un chiarimento sulla gestione dell'ordine pubblico che in alcune circostanze, come è accaduto a Torino e a Bologna. Più che prevenire i disordini, sembra aver alimentato tensioni su Bologna. Non è la prima volta e avevo già avuto modo di porre l'accento su quanto accaduto il 17 ottobre in piazza Lucio Dalla. Per quanto riguarda il dibattito politico, la destra locale la smetta di strumentalizzare e la destra al Governo risponde alla richiesta di incontro dei Sindaci. Grazie.
Grazie, consigliera. Ora la parola alla consigliera Bernagozzi. Secondo intervento nuovi spazi del quartiere Navile. Prego.
Ecco, anche da cui parte la risposta a una nuova palestra o nel quartiere Navile e il Parco del Fondo Comini che col bilancio partecipativo ha reso quel parco ancora più accessibile. Questi sono gli interventi che noi dobbiamo fare anche nelle periferie più difficili della nostra città.
Grazie, consigliera Consigliere Begaj. Le proteste sono il vento che è cambiato. Prego, Consigliere.
Grazie, Presidente. Sì, come Coalizione civica di nuovo abbiamo espresso la nostra posizione con un con un con contributo che che abbiamo pubblicato, però qui in Aula, ci tenevo a sviluppare anche altre riflessioni. Vedete, a me.
Sembra del tutto evidente che c'è un vento che soffia in Europa e non solo, che chiede il cambiamento.
E che non ha affatto soddisfatto delle risposte e delle politiche dell'Internazionale nera neofascista autoritaria che ha preso in mano alcuni governi o comunque, pur non governando, ha determinato in questi ultimi anni l'agenda politica nel mondo e all'interno dei singoli Paesi.
Questa è la mia, la mia visione delle cose dalla Francia, dove chiaramente le risposte sociali di Macron non sono, non sono assolutamente soddisfacenti e quindi c'è una gioventù in rivolta.
In Italia, in Italia, dove naturalmente questo Governo si è presentato e venduto, ha venduto un'immagine.
Di, come dire, di essere vicino al popolo. Giorgia Meloni ha sempre rivendicato di essere una del popolo e però il popolo non ne può più di pagare le tasse con questa piece, con questa pressione fiscale che non si è abbassata per niente. Non ne può più dell'inflazione, del costo del carburante, del pane, del cibo, non ne può più dell'assenza di servizi, non ne può più dello sperpero di danaro e le infrastrutture inutili oppure dati per costruire dei lager altrove. Questo è quello che accomuna.
La caduta inevitabile di una proposta politica reazionaria e autoritaria come quella di Giorgia Meloni.
Come quella che era di Orbán, come quella che era di Vučić, è come quella che di Edi Rama e non importa al partito che tu ti chiami il Partito socialista, come in Albania oppure no. Sono le politiche economiche e sociali che porti avanti per definire. Poi quella è la traiettoria e da una traiettoria che ha stretto il cappio al collo ad un'intera generazione.
Che non vuole guerra, genocidio, scuole che cadono a pezzi, non vuole il razzismo, non vuole essere discriminata all'interno delle scuole, vuole un futuro.
Come si fa a non vedere quest'onda?
Solo chi è cieco miope.
Dal punto di vista politico può parlare ancora.
Semplicemente di quello che succede ad una vetrina e del fatto che ci sono forze politiche che soffrirebbero sul fuoco dei centri sociali, eccetera, eccetera, ma questo vi serve per prendere quattro voti alle prossime elezioni, ma non vi salverà dal problema sociale e politico enorme che c'è in Italia, in Europa e in altri Paesi del mondo che affrontano le stesse dinamiche.
Voi potete continuare ad andare avanti con questa retorica, ma la realtà materiale vi sta presentando il conto. Non c'è nulla da fare, non potete scappare da questo se non sono andate risposte e la difficoltà di interpretare un qualcosa di nuovo. Questa spinta generazionale che fa sì che ci ritroviamo ancora nell'ottavo decreto Sicurezza, l'ottavo decreto Sicurezza. E ancora è colpa della sinistra, dei centri sociali, dei sindaci, di sinistra, ma in quale Paese vivete? In quale Paese state vivendo? Dopo otto decreti Sicurezza, il fallimento è vostro e di Giorgia Meloni del Ministro Piantedosi.
Degli alleati di questo Governo in giro per l'Europa si sono visti il Governo francese, albanese, italiano a San Patrignano l'altra sera e hanno discusso di come reprimere le proteste.
Bella roba c'è gente che sta perdendo gli occhi con i proiettili sparati ad altezza. Uomo di gomma fabbricata in Italia, peraltro a Lecco.
Ecco, noi non ci stiamo a questa roba qua e quindi sì, vogliamo che questa gioventù si riprenda il futuro.
Grazie, consigliere Begaj, Consigliere De Martino, una lotteria dell'adolescenza e le risposte degli adulti, prego.
Grazie, Presidente. Ma giorni fa leggevo un intervento di De Gregorio su Repubblica, che poneva una domanda che interessa molto anche me: chi nella lotteria dell'adolescenza può prevedere quali incontri i quali relazioni segneranno la vita di un giovane, magari proprio di un proprio figlio, se troverà un gruppo con cui impegnarsi con cui andare a una manifestazione pacifica o se finirà in un gruppo che commette piccoli furti o che va in giro con i coltelli in tasca o in qualche ambiente on line che lo avvicina alla violenza o che lo porta a rintanarsi nella sua cameretta, a isolarsi completamente dal mondo circostante, anche dalle relazioni familiari, senza saper dare un vero nome al proprio disagio. Certo, c'è l'esempio della famiglia, ma in un mondo come questo davvero pensiamo che possa bastare è troppo facile dare la colpa ai genitori genitori sempre più soli in una società individualista dove i figli più che un patrimonio comune come dovrebbero essere sembrano sempre più una ***** individuale dove te la devi cavare tu e poi, se qualcosa va storto, arrivano tutti a chiederti dove stadi stiamo parlando, tra l'altro, di una fase della vita, quella dell'adolescenza già complicata di suo, in cui emozioni, istinti, il bisogno di appartenenza hanno un peso enorme. E nel mondo di oggi, con tutte le sue incertezze ingiustizie, con uno spazio digitale sempre meno governabile, è invece è evidente che lo abbiano ancora di più. Per questo servono relazioni profonde e adulti capaci di starci, perché non è solo una lotteria, rabbia, solitudine, disagio per i tempi che viviamo possono manifestarsi in modi anche diametralmente opposti, dal ritiro sociale di cui parliamo meno, forse perché meno visibile, perché dà meno fastidio agli adulti, alla violenza, che sia in piccoli gruppi che sia verso coetanei o all'interno di grandi manifestazioni, fenomeni diversi che però possono avere radici molto simili e diversi livelli di consapevolezza da parte di chi li esercita. Questo ragionamento non è in contraddizione con l'idea che le violenze collettive e individuali vadano condannate e fermate sempre quelle dei minori, quelli di chi manifesta e permettetemi pure quelle di chi è preposto all'ordine pubblico, perché non voglio tacere sulle denunce di alcuni manifestanti che in diverse parti d'Italia hanno testimoniato attacchi o gestioni poco comprensibili da una parte di coloro che erano preposti alla sicurezza e non voglio tacere perché nessun giovane deve sentirsi intimorito nel manifestare per nessuna ragione. Quindi bisogna andare a fondo di tutto a fondo, di tutte le violenze registrate e denunciate. E lo dico semplicemente perché nella violenza perdiamo tutti, perché si fanno male alle persone, perché vengono danneggiate attività, spazi ebbene, di tutti, perché anche quando ha origine da motivazioni comprensibili e che vanno affrontate con la violenza, si creano nuove, giù ingiustizia, a volte irreparabili, perché la violenza divide proprio quando avremmo bisogno di riconoscerci nelle difficoltà degli altri, perché le persone che fanno fatica sono la maggior parte, chi non riesce a pagare un affitto, chi lavora e non arriva alla fine del mese, persone che hanno il diritto di reclamare molto di più per sé e per gli altri, che avrebbero anche i numeri per farlo se riuscissero a riconoscersi sempre più reciprocamente, a mettersi nei panni dell'altro anche nei panni di un adolescente o del genitore di un adolescente di oggi. Guardiamo cosa è successo proprio ieri in Serbia, che, pur essendo un contesto molto diverso, ha visto la vittoria alle elezioni proprio di un movimento studentesco. Ma è proprio questa possibilità che la destra al Governo cerca di impedire, alimentando l'ostilità degli uni verso gli altri tetto agli stranieri. Il decreto Caivano, gli ultimi LeU, gli ultimi reati penali per i minorenni, l'annuncio di nuove carceri minorili. Tutte misure che, se non bastasse, già l'esempio concreto di questi anni, tutta la letteratura scientifica sostiene non essere utili per aumentare davvero la sicurezza. Ma allora se sono inutili, perché continuano a farle? Per me? La risposta è semplice, perché se continuiamo a confliggere tra noi le disuguaglianze economiche e sociali rimarranno tutte lì e quindi privilegiati di oggi resteranno esattamente dove sono già oggi nel loro privilegio, mentre il ceto medio continua a impedire e a in the world impoverirsi. E per tanti giovani è diventato un privilegio, persino avere un pensiero di futuro. Non dico una casa, ma un pensiero positivo sul proprio futuro. Allora, bene hanno fatto i sindaci a scrivere al Governo. Mi auguro davvero che vengono convocati presto per affrontare insieme questi problemi. Non serve criminalizzare un'intera generazione come questo Governo sta facendo. Non serve concentrare l'attenzione su presunti capi ispettori. Non serve creare allarmismi per tenere la gente in casa a subire da sola nella propria solitudine le ingiustizie di oggi. Ma servono spazi di ascolto reali e scelte politiche, serie e concrete su casa, lavoro, scuola, servizi e inclusione. Perché la società di oggi così eterogenea non potrà mai tornare quella di 30 e 40 anni fa e scopo degli adulti e prepararci al mondo di domani non farci paura.
Consigliere Mazzanti. Ecosistema urbano Bologna dodicesimo su 106 capoluoghi di Provincia. Prego, Consigliere. Grazie, Presidente. Sarò velocissimo. Il Sole 24 ore ha pubblicato la statistica delle città dei 106 ai capoluoghi di provincia.
Bologna e dodicesima. Questa è la dimostrazione che stiamo lavorando come Amministrazione su questo, insieme alle altre città emilianoromagnole che ci piacciono abbastanza bene e quindi avanti su questa strada, che deve essere non un punto d'arrivo, ma deve essere uno stimolo forte per proseguire questo lavoro, per poi posizionare al meglio l'aria e la salute dei cittadini di Bologna. Quindi questo è un ulteriore stimolo sul fatto che abbiamo scelto bene le nostre scelte amministrative sull'ambito ambientale. Bisogna continuare così e migliorandola ancora.
Consigliera Di Pietro, urgenza di costruire politiche di pace, prego.
Sì, grazie, Presidente. L'impegno della società civile e delle tante associazioni che chiedono la pace esprimono con chiarezza la crescita esponenziale di un movimento che non accetta l'idea che le armi e il modello bellicista possano risolvere controversie e conflitti. Sul piano globale. Dobbiamo rispondere a una domanda crescente e la risposta va preparata investendo in politiche di pace e non violenza che devono riflettersi nelle nostre comunità per diventare il perno di un cambiamento culturale e politico capace di porre al centro le persone, i diritti e la giustizia sociale. Ecco perché è necessario continuare a sostenere la nascita di infrastrutture e istituzioni di pace.
In questo senso, nei mesi scorsi ci siamo impegnati ad ascoltare e a supportare la campagna della proposta di legge di iniziativa popolare. Un'altra difesa. È possibile che il 18 settembre scorso ha ottenuto 57.000 firme. Il confronto sul piano politico e istituzionale con tutte le realtà che continuano a proporre progetti, iniziative politiche di pace oggi è più che mai necessario per cambiare insieme un paradigma bellicista che sta solo esasperando il presente e togliendo speranza al futuro. Per questo, anche a fronte di un lavoro collettivo con la società civile che in questo ambito abbiamo perseguito e alla luce di quanto condivise in seguito, a un confronto sul risultato ottenuto. Ci siamo impegnati a dare continuità al lavoro nel corso dell'assemblea degli enti locali per la pace e i diritti umani tenutasi il 9 e 10 ottobre a Perugia abbiamo già esplicitato e, insieme ad altri punti affrontati, l'importanza di raccogliere l'invito delle realtà promotrici, di proporre nei Consigli comunali un ordine del giorno che possa sostenere l'iter, parlamentare di questa proposta concreta e rinforzare azioni locali volte a implementare politiche di pace. Ordine del giorno che, insieme ad altre colleghe oggi presento in questa sede consiliare con richiesta di trattazione urgente e ringrazio in questo la collega De Martino e la collega Bernagozzi.
Allora, Consigliere Mazzanti, pensioni, taglio alle rivalutazioni per finanziare Quota 100 e aumento delle minime. Prego, chi di voi ha letto i giornali nei giorni scorsi, ma che oggi vi è un esempio di come questo Governo vuole incrementare il conflitto sociale, adesso prima ha colpito il fisco, ha colpito criteri di lavoro, oggi colpisce le pensioni. La proposta del ministro Salvini sta andando avanti. 15 potete andare in pensione? Certo, un po' prima, con 64 65 anni, ma una decurtazione del 30 e oltre per 100 dalla pensione maturata. Ma l'altra cosa più bella, più carina che dà la misura di che Governo abbiamo? Questi sono dei corsari e non dare l'incentivo al recupero economico del primo dell'anno a tutte le pensioni rispetto alla legge nazionale. No, ma a colpire tutte le pensioni, non adeguando Leo adeguandole parzialmente no, dei ceti medi, dei dei, dei, delle pensioni medio alte medie no, e quindi su quei risparmi incrementare le pensioni minime questa è un'ulteriore fase. Vedrete che fra scatenare manifestazioni i sindacati di categoria, ma è chiaro che ormai questo Governo poi si lamenta che la gente che va in piazza e delle volte ci sono dei provocatori, tra l'altro li hanno beccati anche di destra in questi giorni, non so se avete letto sulla stampa, quindi da questo punto di vista. È ovvio che questo Governo vuole, vuole lo scontro sociale, lo sta cercando, fa di tutto e quelli che rompono e provocano devono rendersene conto, non facciano dei regali a un Governo squalificato di persone scorrette, incapace buoni da niente. La violenza danno ai poveri, non ai ricchi.
Grazie, consigliere. Consigliere Piazza. Aggiornata del floor, del folklore delle tradizioni popolari. Il 2026 il trionfo delle DECO di Bologna si grazie, Presidente. Volentieri continua ad aggiornare i colleghi sul lavoro che stiamo facendo su questo fronte che vedo interessa tutte le forze politiche. È stato ieri domenica 25 ottobre, in occasione della Giornata nazionale del folclore e delle tradizioni popolari.
Che ha parlato poi quelli abbiamo tenuto una giornata completamente dedicata ai saperi, alle altre tradizionali di Bologna, sapere arti la cui tipicità è stata riconosciuta ufficialmente da dal marchio DeCO, di cui più volte abbiamo parlato e abbiamo fatto anche un percorso in un di udienza conoscitiva in Commissione, marchio che Bologna ha deciso come Amministrazione di utilizzare per riconoscere la tipicità, di sapere arti che esistono solo sul nostro territorio e che ci siamo anche impegnati a promuovere obiettivi che abbiamo anche inserito nel nostro Statuto comunale, quindi trash portandoli via dal discorso politico e rendendoli a tutti gli effetti istituzionali.
Ieri tantissimi cittadini e i turisti hanno colto l'occasione e sono venuti a scoprire e a conoscere le tecniche artigianali, le espressioni artistiche e le tradizioni popolari che hanno definito l'identità culturale bolognese è stata una vera immersione nello spirito della città. Erano presenti tantissime associazioni, tanti artigiani, tutti i promotori che ogni giorno si impegnano a conservare e tramandare questi saperi e sono stati ieri tutto il giorno a Palazzo Pepoli dalle 10 alle 19 passate e permettendo a tante persone di approfondire quella che è la loro arte e farne anche esperienza. Infatti, non era soltanto una una una una dimostrazione. Ma era proprio possibile anche fare esperienza di ogni sapere ed entrare in collaborazione con loro, facendo proprio delle prove tradizioni, spesso un ticket che che però sono ancora vive, che sono state illustrate e messi a disposizione da chi oggi le pratica con grande passione bambini adulti e si sono cimentati con tutti questi saperi tradizionali.
Che tra l'altro ieri sono anche cresciuti di numero perché da 14 attuali e sono diventati 15 con il riconoscimento del marchio d'equa. Un nuovo sapere, quello della Tsuru, dell'altissima antichissima tradizione della città. Voglio ringraziare quindi il Comune di Bologna, che si è impegnato e si sta impegnando con per questo progetto. Credo che era già successo nella giornata di ieri. Confermi l'ottima strada che stiamo procedendo. Voglio Confe, voglio ringraziare anche Bologna webcam e Palazzo Pepoli che si è riconosciuto, si è molto impegnato nell'ospitare questa est, si sta impegnando per ospitare queste questo progetto e poi lasciatemi concludere dicendo che in un periodo come quello di oggi, di grandi tensioni che derivano da seri e concreti problemi sociali che purtroppo non vedono una risposta e che sicuramente non hanno una risposta semplice, le tradizioni che ci hanno lasciato chi prima di noi ha vissuto il nostro territorio. I nostri predecessori credo che possano essere fonte anche di di ispirazione, di speranza, perché, vedete, alcune di queste soluzioni sono, non sono emerse e dell'allegria nella felicità, ma MES molto spesso derivano proprio da idee che vengono trovate in periodi molto buio e difficili della nostra storia. Alcuni, per esempio, hanno portato all'emancipazione della donna quando quell'anno quando la donna non poteva nemmeno uscire di casa da sole non poteva avere. Era inconcepibile che lo avesse un lavoro autonomo oppure hanno permesso di trovare un modo per esprimersi anche in periodi di di oppressione e di divieti.
Si parla una volta e dei momenti anche duri, dai quali si è riusciti a uscire, trovando soluzioni e migliorando le condizioni che sembravano drammatiche e senza uscita. Queste ARCI si dicono spesso e ci di ci indicano una strada che l'ingegno, la sensibilità umana, la collaborazione ha sempre aperto nuove strade, trovato soluzioni che hanno permesso l'uscita anche dal periodi più difficili e bui di cui non si vedeva veramente in cui non si vedeva veramente una luce. Speriamo che anche oggi possono essere d'ispirazione per trovare una via d'uscita a soluzioni che hanno veramente risposte molto complessa e che al momento non si riescono proprio a vedere. Grazie, Presidente. Grazie, Consigliere piazza ora la parola la consigliera De Giacomi. Il titolo dell'intervento e manifestazioni.
Grazie, grazie, Presidente. Vorrei iniziare ringraziando il nostro Sindaco, che ha aperto questa seduta e con alcuni messaggi molto chiari rispetto al fatto che Bologna non accetti nessun tipo di violenza alla posizione che veniva poi richiamata come richiesta da parte della minoranza, è stata ciò che ha aperto questo Consiglio comunale, ha parlato il nostro Sindaco di come abbia ascoltato gli studenti in questi giorni e cosa fondamentale perché la violenza, qualunque essa sia, non deve inficiare. La richiesta che viene fatta è che molti della maggioranza hanno riportato e che in tutta Europa sta emergendo una richiesta di futuro da parte dei giovani e dei giovanissimi e una richiesta di misure che lo Stato non sta mettendo in campo.
Come ha risposto a una richiesta rispetto a una situazione economica sempre più allarmante, a una questione lavorativa, contratti per le giovani generazioni sempre peggiori, a un prezzo dell'energia che si alza alla mancanza di casa, il Governo ha risposto con un nuovo decreto Sicurezza. Una risposta, quindi, non ha le migliaia di persone che sono scese in piazza, ma nemmeno alle persone violente che sono in scese in piazza perché già stavano commettendo reati. A cosa risponde a un nuovo decreto Sicurezza? Che cosa serve? Serve a far paura alle persone pacifiche che scendono in piazza. Serve a isolarle, a far sì che queste non vadano in piazza, perché le altre ci vanno a prescindere. Se le altre persone già stanno commettendo reati, volete che non ci vadano? Perché c'è un decreto Sicurezza in più? Chi è che smette di andare in piazza le persone che vanno per manifestare pacificamente le persone che avranno paura di essere coinvolte in qualcosa di diverso da quello che stanno facendo e questo è estremamente antidemocratico perché voi state mettendo a rischio queste persone stanno facendo sì che queste persone non abbiano più voce, non le altre, invece sono queste le persone che un Governo dovrebbe sostenere e sono queste le persone a cui un Governo dovrebbe dare una risposta, una risposta sull'energia, sul carovita, sulla casa a quelle persone che fanno una richiesta legittima in modo pacifico. Il Governo risponde dicendo che devono stare attente a manifestare, perché se per caso poi ci sono dei violenti ci vanno di mezzo tutti. Questa è la risposta a chi fate paura, fate paura i non violenti.
Non manca la condanna da parte del Comune e il Sindaco è stato molto chiaro. Non manca la risposta rispetto ai commercianti. È stata chiara l'Assessore alla settimana scorsa non manca la risposta rispetto al caro vita del Comune, perché il Comune sta mettendo in campo le misure necessarie che il Governo non sta facendo. Ci è stato detto in quest'Aula, ci avete detto: fate delle cose che non sono di vostra competenza per forza chi le deve fare? Sapete cosa manca? Manca la risposta del Governo al carovita. Rispondete almeno ai Sindaci. Grazie.
Consigliere Mazzanti crisi economica e sociale, manifestazione in città e nel Paese.
Sì, sì, grazie, Presidente. Credo che l'intervento del Sindaco abbia ben chiarito ed esposto la situazione, ma credo che su questo non bisogna fermarsi prima. Ho detto delle pensioni, abbiamo una pressione fiscale enorme, gli stipendi, diciamo sotto rispetto alla media europea di 8 punti.
Abbiamo fallito sul piano come Paese e quindi il Governo nazionale, sul piano dei rifornimenti non si ha il coraggio di colpire chi ha avuto extraprofitti enormi. Li avete visti i bilanci dell'ENI, ma non solo della quota e degli altri.
Quindi un Governo che ha la Robin Hood alla rovescia, toglie ai poveri e dà ai ricchi senza vergogna alcuna, ma d'altronde, non mi meraviglio, sono frutti di quel di quell'ambito e come si vede la gente protesta. Vorrei anche ricordare che non ha protestato solo Torino, Bologna, Milano, ma ad esempio, c'è stata una bellissima manifestazione a Napoli, dove addirittura la polizia ha sfilato coi caschi non in testa attaccati ai foderi e la manifestazione è stata di protesta pesante, ma i violenti sono stati contenuti. Questo è stato un grande segnale di unità e di come si affrontano le questioni. Io credo che da questo punto di vista ricordo anche alla manifestazione a Roma e della CGIL 120.000 persone non è successo nulla.
È chiaro che i provocatori sono sempre pronti ad intervenire e il Governo su questo ci SNA trust, perché sicuramente la Meloni godeva a vedere quello che ha visto, perché questi signori hanno fatto un regalo: parlare di questo e non parlare delle Megane, delle inadempienze, delle scandalose vergognose omissioni da parte di questo Governo che d'altronde c'è un grido no, voi sapete, appena si parla di toccare le banche, ci sono partiti che subito non alzano la voce. No, guai chi tocca le banche. Poi impari che uno dei capi di quel partito è stato uno dei più grossi.
Personaggi della politica italiana che, in fatto di quello anche il parla anche l'Alta Corte di giustizia europea ha rigettato il ricorso della famiglia perché era vergognoso e scandaloso, ma questo ormai è chiaro e va bene così, però questo deve essere un significato importante per la mobilitazione, la denuncia e andare avanti per quelle conquiste che questo Governo toglie.
Ho fatto l'esempio delle pensioni, potrei farne altri. Il lavoro nero è incrementato. I dati che è stata pubblicata, c'è stato un incremento del 32% del lavoro nero e nessuno ha fatto niente e degli infortuni sul lavoro. Un Governo criminale.
Che nel Paese ha scatenato quello che ha scatenato e la.
Grazie, consigliere. Consigliere Stanzani. Gli scontri di piazza e il ruolo della politica. Prego, Consigliere. Grazie, Presidente.
Dopo avere incontrato alcuni dei ragazzi fermati a Milano a seguito delle devastazioni di questi giorni, don Claudio Burgio, cappellano del carcere minorile Beccaria, il fondatore di Kyros, il cui motto lo conosciamo è non esistono ragazzi cattivi ha detto in un'intervista c'è una rabbia che cova da tempo e che esplode in un contesto segnato da solitudine, povertà educativa e perdita di fiducia negli adulti e nelle istituzioni. Poi ancora in un'altra intervista ha detto: come mi dicono i ragazzi, servono adulti adulti veramente capaci di trasmettere il senso della vita. Il perché delle cose che accadono in queste manifestazioni di odio e di violenza continua. C'è il non senso se domandi loro perché l'hanno fatto i ragazzi che ho incontrato non te lo sanno dire. Quindi a Milano c'è stato un richiamo alle armi, ma senza un fondato motivo. Qualcuno genericamente parla di odio verso le Forze dell'ordine perché li trattano male, però sono ragioni deboli. Vuol dire che non hanno il senso dello Stato né quello del limite della legge e hanno un senso di impunità che va affrontato questo. Don Burgio. Io credo che la prima risposta che dobbiamo dare anche come politica sia proprio di senso. La prima è quella del senso stesso del fare politica, di che cosa sia la politica.
Eh sì, perché loro quelle Dewas per loro quelle devastazioni sono atti politici. Lo sono per le mani colpevoli che le hanno progettate innescate. Lo sono per i tanti fiancheggiatori che le sostengono ma lo sono anche per loro, che non ne sanno minimamente spiegare le ragioni e si accontentano di politica. Portare a casa un bottino e divertirsi come raccontano. Io penso che dovremmo dire che la politica è proprio l'opposto di andare in strada a spaccare tutto, così com'è l'opposto di andare in trincea astringe ASP a sparare ad un nemico.
Penso che la politica sia l'opposto del non senso e abbia il dovere di dimostrarlo ogni giorno.
Penso che ci sia bisogno di adulti adulti anche in politica, perché anche in politica anche la politica è un luogo di educazione.
La risposta a quello che tutti e ciascuno desideriamo non solo quei ragazzi non si trova nello scontro, nell'odio, nel disprezzo e nella distruzione, ma nell'incontro, nel dialogo reale e nella costruzione, che sono il motivo per cui esiste la politica. Nessuna rivoluzione ha mai costruito nulla la nostra convivenza, la nostra Repubblica, la pace e il benessere del nostro Paese. Guarda caso, quello che pure oggi tutti vorrebbero o hanno paura di perdere. Non sono nati da una rivoluzione, ma da una Costituzione, non quindi da una distruzione, ma do da una costruzione.
Non si è andati in piazza a cercare lo scontro per distruggere quello che non piaceva. Ci si è riuniti per costruire quello che, ascoltando le ragioni, gli uni degli altri, sarebbe piaciuto a tutti. Sarebbe stato un bene per tutti.
Perché lo si è fatto? Perché quegli uomini e quelle donne, nonostante tutto, avevano ragioni per sperare di poter fare qualcosa di buono, che sarebbe rimasto qualcosa di buono, qualche sarebbe rimasto qualcosa per cui valeva la pena spendere la vita proprio quello che manca e che cercano questi ragazzi grazie.
Grazie, consigliere Stanzani. L'ultimo intervento di oggi, di inizio seduta e del consigliere Venturi difendere Bologna, garantire in sicurezza e legalità. Prego.
Bene, grazie molte. Grazie, Presidente. Gentili colleghe e colleghi, cosa ne sa chi devasta Bologna di quanto sia bella la nostra città? Cosa ne sa della Madonna di San Luca che domina i Colli accompagna da secoli lo sguardo di chi arriva e vive qui. Cosa ne sa dei tramonti sui Colli, quando sotto la città si accendono le luci e cosa ne sa, della bellezza, della nostra architettura, dei portici attraversati? Il sabato pomeriggio di Piazza Maggiore in primavera, mentre le rondini volano tra i tetti rossi. Bologna vedete, colleghi e tutto questo, ovvero storia, cultura, architettura e qualità della vita, è il risultato del lavoro e dei sacrifici di generazioni di cittadini che meritano rispetto. Eppure ancora una volta abbiamo assistito a scene indegne e questo è il termine corretto. Scontri, lanci di sampietrini e altri oggetti ancora lacrimogeni feriti. I commercianti barricati nei propri negozi e cittadini terrorizzati. Vedete via Marconi e via Riva Reno, come ben sappiamo, sono diventate teatro di una guerriglia urbana che ha messo a rischio l'incolumità delle persone e danneggiato una città già approvata dai disagi dei cantieri del tram. Di fronte a tutto questo dobbiamo essere chiari, ovvero manifestare un diritto devastare una città è un reato.
Nessuna causa, rivendicazione politica o disagio sociale può giustificare aggressioni alle forze dell'ordine di istruzione di beni pubblici, saccheggi e intimidazioni ai danni di cittadini inermi. E ancora in quest'Aula, ho sentito chi non si schiera a fianco delle Forze dell'ordine, ma in un qualche modo. CERT cerca di giustificare. Esprimo quindi, al contrario di queste persone, la mia solidarietà agli agenti impegnati negli scontri ai commercianti e a tutti coloro che hanno subito paura, danni e disagi e chi tiene aperto un'attività investe i propri risparmi e lavora onestamente e queste persone non possono essere lasciati soli davanti alla violenza di pochi facinorosi.
Ma vedete la solidarietà non basta, perché troppe volte sentiamo esprimere solidarietà, servono decisioni precise e coerenti con le competenze del Comune.
E per questo chiediamo alla Giunta i seguenti punti: primo convocare con urgenza un tavolo con Questura e Prefettura e Comando della Polizia locale per analizzare quanto accaduto, individuare le criticità nella gestione dell'ordine pubblico e definire un piano operativo per prevenire nuovi episodi di violenza nelle aree più esposte del centro storico, il Comune deve mettere a disposizione le informazioni di propria competenza, compresi i dati della videosorveglianza e monitorare puntualmente le zone interessate. Secondo, rafforzare la polizia locale nei servizi di presidio, supporto soprattutto nelle giornate nelle fasce orarie a maggior rischio, assicurando il coordinamento con le altre forze di polizia. Chiediamo inoltre che il Comune verifichi le dotazioni degli agenti e promuovere nelle sedi competenti l'impiego di strumenti adeguati, compreso il peso nel rispetto della normativa e dei necessari processi di formazione, cosa che ancora l'assessora Madrid non vuole fare il Comune non può decidere da solo sull'equipaggiamento delle forze statali, ma deve sostenere questa richiesta presso il Governo e le autorità competenti.
Terzo applicare con rigore e gli strumenti di competenza del Sindaco e dell'Amministrazione comunale, compreso il Daspo urbano. Quando ne ricorrono i presupposti, chiediamo poi una relazione periodica al Consiglio comunale sul numero di provvedimenti adottati sulle aree interessate, sugli esiti dei controlli. Chi si rende responsabile di violenze o danneggiamenti deve essere identificato e segnalato alle autorità competenti affinché siano valutate tutte le conseguenze previste dalla legge, compresa la custodia cautelare o la detenzione quando ne su quanto ne sussistano i presupposti quarto verificare immediatamente tutte le convenzioni e concessioni relative agli spazi pubblici comunali utilizzati da associazioni o collettivi coinvolti direttamente o indirettamente negli episodi oggetto di indagine e la verifica dovrà riguardare il rispetto degli obblighi, le finalità delle attività svolte e l'eventuale presenza di violazioni. In caso di responsabilità accertate, chiediamo l'avvio delle procedure previste per la sospensione e la revoca delle concessioni nel rispetto del contraddittorio e della legge.
Quinto ed ultimo punto: istituire un canale diretto di ascolto e assistenza per i commercianti danneggiati, raccogliendo segnalazioni, documentando i danni e valutando, nei limiti delle risorse comunali, forme di sostegno e agevolazione. Chi subisce infatti le conseguenze della violenza non deve essere lasciato solo, non siamo contro i giovani e non vogliamo impedire le manifestazioni pacifiche. Vogliamo solamente distinguere chi esercita legittimamente il diritto di protesta da chi lo usa come pretesto per commettere violenze, chi manifesta civilmente deve poterlo fare.
Grazie, consigliere Venturi. Quindi era l'ultimo intervento ad inizio seduta sono stati presentati due ordini del giorno nel corso degli interventi.
Di cui viene chiesta la trattazione immediata e la consigliera De Giacomi chiede la parola, prego. Grazie. Sì, Presidente, direi per una pausa fino alle 3 e mezza, se siete tutti d'accordo.
Grazie.
Ah, bene, allora sospendiamo la seduta e ci rivediamo in Aula area per riaprirla alle 15:30, come richiesto. Grazie.
Allora, riapriamo la seduta.
Come già detto, gli ordini del giorno sono due:
Presentati nel corso degli interventi di inizio seduta. Il primo è a prima firma. Consigliere Giordani. Ordine del giorno per promuovere l'istituzione di un nucleo specializzato nell'ambito della polizia locale per il contrasto alla violenza giovanile e alle baby gang. Chiedo se vi sia un intervento contrario all'ammissibilità dell'ordine del giorno e il Consigliere Gaigher. A lei la parola, prego. Sì, grazie, Presidente. Ringraziamo il consigliere Giordani per aver presentato questo ordine del giorno. Ordine del giorno, che ha dei contenuti che crediamo sia importante provare ad approfondire in una seduta di Commissione la richiesta che faremo poi anche in Ufficio di Presidenza sarà quella di provare ad organizzare questa Commissione di approfondimento in sesta Commissione, perché abbiamo già avuto modo anche in passato di approfondire il tema del disagio giovanile e penso che sia quello il luogo più opportuno in cui ovviamente e cercare di.
Sbrogliare, diciamo, il il bandolo della matassa e ragionare sui contenuti delle richieste che il consigliere Giordani fa insieme al suo gruppo consiliare.
Grazie, Consigliere Gaigher. Metto quindi in votazione l'ammissibilità dell'ordine del giorno.
Prima firma, Consigliere Giordani testé citata. Apriamo la votazione.
Allora, chiudiamo la votazione o 33 presenti 33, votanti 10, favorevoli 23, contrari. Il Consiglio non approva. Passiamo all'ordine del giorno successivo, a prima firma: consigliera Di Pietro Ordine del giorno per sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare, istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della difesa civile non armata e non violenta ed in pre e di implementazione di politiche di pace e apriamo la votazione.
La votazione è aperta.
Chiudiamo la votazione. O 33 presenti 24, votanti 24, favorevoli no, 9, non votanti. Il Consiglio approva.
Allora, apriamo la votazione per la trattazione urgente di questo ordine del giorno.
Chiudiamo la votazione. O 32 presenti 23, votanti 23, favorevoli 9, non votanti. Il Consiglio approva anche la trattazione urgente.
Passiamo quindi ora alla trattazione delle delibere iscritte ai lavori odierni. La prima, la delibera numero 109, proposta numero 109 del 2026 modifica dello Statuto della Fondazione abitare Bologna. La delibera è stata trattata in prima Commissione il 15 ottobre scorso è licenziata per i lavori del Consiglio. Saluto la vicesindaca, che è qua presente come sempre, e le do la parola per l'illustrazione. Prego.
La numero 109 modifica dello Statuto della Fondazione abitare Bologna.
Perfetto, grazie, ma il Consigliere Consigliere si ricorderanno perché è abbastanza recente la trattazione in Commissione, ma magari faccio giusto un riepilogo delle modifiche principali. Stiamo parlando appunto di una revisione dello Statuto della nostra Fondazione abitare Bologna, avevamo detto, diciamo, quando avevamo adottato il primo Statuto, che era diciamo, più simile a uno statuto standard per le fondazioni di partecipazione, che ci saremmo riservati chiaramente di ritoccare anche un po' in base alle necessità che sarebbero.
Imposte nel primo anno di attività così è stato. Andiamo infatti a precisare, ad esempio, l'ambito territoriale e aggiorniamo le finalità con l'articolo 2 e 3 l'ambito di intervento della Fondazione, infatti, viene ricondotto in maniera più esplicita alla dimensione metropolitana. Come sapete, durante quest'anno diversi Consigli comunali di comuni della città metropolitana hanno.
Deliberato di aderire alla Fondazione tramite la Città metropolitana e quindi diciamo esplicitiamo questa dimensione, si richiamano anche gli strumenti urbanistici del Comune e degli altri Comuni dell'area metropolitana, un ampliamento delle attività strumentali e accessorie e connesse, cioè si introduce espressamente, tra le attività strumentali della Fondazione, la possibilità di effettuare, promuovere degli studi di fattibilità e progettazione esecutiva di trasformazione, realizzazione immobiliare pubblica e privata, in coerenza con i fini statutari. Cosa stiamo andando a dire? Sostanzialmente, come sapete, quella Fondazione abitare vogliamo recuperare patrimonio dismesso, sfitto pubblico e privato e a volte quindi si renderanno necessari degli studi di fattibilità per la progettazione di interventi in questo senso.
Aggiornamenti anche su, diciamo, alle attività operative della Fondazione, quindi che la Fondazione possa promuovere progetti, iniziative nel settore abitativo, oltre che partecipare a quelli proposti da altri enti pubblici e soggetti privati e quindi si aggiornano le modalità di gestione e nell'ambito del Patto per la casa e dei regolamenti della Fondazione disciplina sui soci fondatori. La procedura di ammissione dei nuovi fondatori viene ricondotta ai soci fondatori. Il nuovo testo prevede che questi a maggioranza possano attribuire la qualifica di fondatore e sulla base della proposta formulata dal richiedente del precedente passaggio nel Consiglio di Amministrazione. Questo anche appunto perché, come suggerivano anche nelle nelle interlocuzioni, i sindacati vogliamo chiaramente mantenere, diciamo, un un controllo anche pubblico forte della della Fondazione stessa.
Un patrimonio e criteri di gestione viene solo reso più puntuale il fondo di gestione che include, tra i ricavi delle attività istituzionali, accessorie e strumentali e connesse, a titolo esemplificativo, la gestione dei patrimoni immobiliari e le consulenze esterne.
Nuova articolazione dei soci sostenitori e ordinari la disciplina della partecipazione viene riorganizzato distinguendo in modo organico soci sostenitori associa ordinaria separando le relative regole di ammissione escluse nel recesso. La qualifica di socio è collegata al periodo per il quale il contributo è regolarmente versato per i soci ordinari ammessi senza contributo economico, i cosiddetti benemeriti. Il consiglio di amministrazione stabilisce anche la durata della permanenza nella Fondazione. Questa semplicemente non era stato specificato, diciamo quando avevamo redatto la prima versione dello Statuto e si disciplina anche il caso, l'esclusione dei soci o l'eventuale esclusione automatica. Poi diciamo si ridefinisce un po' al ruolo e il peso delle diverse componenti dell'Assemblea e si precisa al funzionamento del consiglio di amministrazione.
Sui bilanci, diciamo, sono invariati i termini, ma modificato il procedimento di approvazione, cioè il termine è sempre al 31 dicembre per il bilancio preventivo e il 30 giugno per il bilancio consuntivo, ma il bilancio preventivo e consuntivo sono approvati dall'Assemblea col voto favorevole dei soli soci fondatori e si danno tempi e modalità più puntuali per la trasmissione della documentazione all'organo di controllo e la successiva trasmissione della relazione agli organi competenti.
Operazioni straordinarie, ulteriori competenze dei soci fondatori si esplicita meglio, diciamo, prevedendo che siano deliberate dai soci fondatori, su proposta del consiglio di amministrazione, le operazioni straordinarie che si potessero verificare, ove previsto, alle autorità competente. Chiaramente viene poi sottoposta la la proposta. La revisione rafforza, diciamo così, la distinzione fra funzioni propositive e funzioni gestionali del Consiglio e le competenze deliberative dei soci fondatori. E poi, chiaramente, come sempre accade, il riordino e il ripristino e la rinumerazione degli articoli per ridare, diciamo, una consequenzialità al testo secondo le modifiche.
Direi che non ho ancora il Presidente.
Allora, chiudiamo il dibattito. Chiedo ai Consiglieri se vi sono interventi.
Allora, non ho richieste di intervento, quindi passiamo.
Alle dichiarazioni di voto.
Chiedo se vi sono interventi. Consigliera De Giacomo, prego.
Grazie, grazie mille, Presidente. Grazie anche alla vicesindaca che è venuta a illustrarci questa modifica dello statuto e della Fondazione abitare, che è una Fondazione che è nata ormai un po' di tempo fa si sta sviluppando e di cui siamo felici di poter partecipare, anche attraverso i nostri voti, all'affinamento, in modo che questa possa essere sempre più efficace. È una fondazione che funziona se le persone, i bolognesi. Le persone che.
Che hanno delle case, magari sfitte, che hanno delle case che potrebbero affittare attraverso questa, conoscono questa misura se questa misura efficace e quindi ogni contributo che come Consiglio comunale possiamo dare anche votando ovviamente favorevolmente questa delibera lo diamo con grande piacere oggi e come anche in passato, ma più che in passato l'emergenza abitativa è sempre più forte. A Bologna, come la vicesindaca, tante volte ci ha ricordato ci sono una quantità di edifici sfitti molto rilevanti. La Fondazione abitare da una parte, dà garanzie a nel rispetto al prezzo della casa, che è un aspetto fondamentale dall'altra parte da garanzie a chi decide di affittare e quindi riduce il rischio, tra virgolette di non impresa, però di di affitto del privato che che mettere la casa a disposizione, quindi una misura su cui siamo veramente molto favorevoli e che anche in questo caso, ovviamente voteremo in questo senso. Ringraziando il lavoro dell'Assessore Heide, tutte le persone che in questo anno hanno cominciato a lavorare in Fondazione abitare.
Grazie, consigliera De Giacomi. Chiedo comunque che di un altro intende intervenire.
Allora non vedo richieste.
Quindi dichiaro chiusa la discussione e passiamo alla votazione.
Proposta di delibera numero 109 la votazione è aperta.
Allora, chiudiamo la votazione 29 presen.
Sì, 28 no, 30 presenti 30, votanti 23, favorevoli 7 contrari. Il Consiglio approva. Apriamo ora la votazione per la trattazione urgente richiesta.
Abbiamo chiuso verbalizzando, lo si verbalizziamo.
Sì, sì, apriamo la votazione per la trattazione urgente.
Era già aperta.
Immediata eseguibilità.
Concetto sullo stesso, mi suggerisce il Segretario.
No, è una precisazione per la consigliera De Giacomo.
Allora, chiudiamo la votazione. Presenti 32, votanti 32, favorevoli 24, contrari 8. Il Consiglio approva.
Allora, passiamo alla delibera successiva.
Che la 112 acquisizione di numero 9 immobili siti in via Zanardi in via Larga dalla cooperativa in liquidazione coatta amministrativa Kayser, a fronte del contributo della Regione Emilia Romagna erogato secondo le modalità indicate nella delibera della Giunta regionale numero 601 dell'8 aprile 2024.
Ha ricevuto il parere favorevole dei Revisori è stata trattata in seconda e ottava Commissione il 19 ottobre 2026 licenziata per i lavori del Consiglio. Vicesindaco a lei la parola per l'illustrazione, prego.
Sì, grazie, Presidente. Io credo che questa sia davvero una una storia, insomma, dal dal epilogo felice di impegno di più enti locali. Stiamo infatti proponendo al Consiglio comunale di approvare l'acquisizione di 9 unità immobiliari o composto da appartamento, cantina e autorimessa dalla Società cooperativa in liquidazione coatta amministrativa Kayser l'IMU la l'operazione riguarda alcuni immobili situati in via Larga e uno in via Zanardi. I primi locati l'ultimo libero per un valore complessivo di acquisto di 762.638,17 euro.
La storia è veramente risalente sostanzialmente gli immobili erano stati originariamente edificati su delle aree comunali in diritto di superficie, poi trasformato in proprietà della cooperativa, con anche un finanziamento regionale. Lunga storia, diciamo di tre fallimenti delle cooperative edificanti. Alcuni alloggi sono stati riscattati dagli assegnatari, altri non sono riusciti a riscattare il proprio alloggio nell'ambito della procedura concorsuale.
E in questo in questa storia, insomma, di fallimenti, la Regione ha dunque fatto una delibera dell'Assemblea legislativa nel 2023 e di Giunta nel 2024, sostanzialmente per consentire ai Comuni che avessero più di 5.000 abitanti di accedere a una quota di contributo restituito dalla Regione qualora si fossero fatti avanti per acquistare quegli appartamenti. Noi scegliamo pertanto di avvalerci di questa facoltà.
E come funziona? Noi fronteggiamo l'intero importo e poi dopo il rogito ci viene restituito, diciamo, fino a un massimo di 586.000 euro.
E quindi diciamo, l'esito è che vengono acquistati da due enti pubblici a meno di 100.000 euro, l'1 degli appartamenti che diventeranno, quindi una dotazione pubblica del nostro Comune di edilizia residenziale sociale li caratterizzeremo infatti come patrimonio indisponibile e continueremo quindi a utilizzarli con questo obiettivo. Con questa finalità avrete visto, diciamo,
Alcuni degli inquilini che hanno dichiarato anche in questi giorni, perché è una storia davvero molto risalente, temevano, insomma, che non sarebbe, non avrebbe avuto esito positivo di potersi ritrovare, diciamo, in una situazione di sfratto, nonostante i tempi avessero messo tutti i propri risparmi nella operazione no e sperassero quindi di poter godere del loro titolo a rimanere in locazione permanente e a vita, come come ai tempi era stato per molti di loro e quindi, insomma, penso sia davvero una una, un esito molto positivo, in quanto il tutto era partito con un in un impegno da parte di Comune e Regione per garantire dell'edilizia sociale a canone concordato. Molto spesso le cooperative riescono a portare avanti delle iniziative e edilizia sociale a proprietà indivisa. In questo caso, purtroppo c'era stata questa lunga, diciamo,
Storia del fallimento, procedure concorsuali e mancati. I riscatti sono di nuovo la Regione e il Comune che tornano in campo fanno un investimento pubblico per sia diciamo, risolvere la situazione.
Dei casi in oggetto, ma anche aumentare la propria dotazione di patrimonio edilizia sociale per sempre, quindi penso sia, insomma, un un buon modo di aumentare il nostro patrimonio pubblico da dedicare alle politiche abitative.
Una non avrei altre due ragazze.
Allora apriamo il dibattito, Consigliere Negash, prego.
Grazie, Presidente. Volevo solo complimentarmi con il Comune di Bologna, erano la vicesindaca per questo passaggio, perché io mi io mi considero di sinistra, è un passaggio di questo genere e di sinistra.
E significa un'azione che persone che potevano perderla casa, essere sfrattati.
Non li vediamo per strada o comunque sfrattati da una da un tribunale, ma il Comune si prende carico di queste famiglie e facendo un investimento che rimarrà per il Comune di Bologna con l'aiuto della Regione, che anche che il tempo di sinistra e direi che che il quel lo Stato dovrebbe fare queste operazioni.
Io non devo dire andate a leggere la delibera, abbiamo fatto una Commissione, si è capito che ci sono nove alloggi, le ha spiegate anche la vicesindaca adesso che passeranno.
È di proprietà al Comune di Bologna che saranno affittati dalla Fondazione e ci sono gli inquilini che rimarranno lì sono.
Dormiranno sonni tranquilli.
Perché comunque significa essere di sinistra, significa anche salvaguardare i cittadini.
Detto questo, vorrei un po' stuzzicare il centrodestra dicendo che ci sono degli enti nella nostra città che hanno delle proprietà, l'INAIL, gli altri altri enti, che alcuni, alcune case anche sono afflitte, alcune anche messe male se facesse questa operazione, vendendola anche a basso prezzo al Comune di Bologna ne faremmo un buon uso.
E poi se ci desse non dico 500.000 euro, come ha fatto la Regione, ma anche qualche milione.
Compreremo altri altri appartamenti per usarli meglio grazie.
Grazie, Consigliere. Chiedo se qualcun altro intende intervenire.
Consigliere Mazzanti. Sì, grazie, Presidente. Credo che l'illustrazione che ha fatto il vicesindaco sia molto chiara, ma credo che ribadire un concetto che come Amministrazione si è fatto nel momento in cui, a differenza delle non risorse che il Governo nazionale ad oggi ha fatto arrivare in quest'ambito urbano, ha impegnato 200 milioni.
In interventi di edilizia sociale. L'altra cosa che non va dimenticata, in questo caso, è l'acquisizione di questi nuovi alloggi 9, con un finanziamento regionale che permette di dare una risposta all'abitazione alla vita, al bisogno di alloggi, per una parte l'altra parte per dare sicurezza abitativa a delle persone che rischiavano, sennò di dover abbandonare quegli alloggi. C'è un bellissimo articolo di un assegnatario che racconta di un assegnataria che racconta la sua storia.
E di questo credo che quello che ha letto quell'articolo si renda conto di qual è il problema. Poi è chiaro ed evidente che questi sono interventi che non sono certo risolutivi, ma dando un segnale insieme anche agli altri interventi che si sono fatti sulle politiche abitative i ripristini degli alloggi di ERP che se dovevano essere ripristinati quei finanziamenti nazionali si ripristinava poco o col montare del canone che è rapportato al reddito nelle aree, quindi sono canoni che mediamente da noi si aggirano sui 120 125 euro medi contro, ad esempio in Lombardia e che dei redditi mediamente più bassi, che sono sugli 80 99 euro mese medi. Quindi gli enti non sono in grado, se non in minima parte con le risorse dei canoni per la tipologia sociale degli assegnatari, di avere risorse sufficienti per ripristinare tutti. Questo intervento dei Comuni e della Regione ha permesso di arrivare alla fine del nostro mandato, avendo ripristinato di questi immobili, così come altri interventi sull'ERSA. Importante fondamentale. Questo è un segnale, è un segnale che io credo che va sottolineato. La Regione ha avuto la sensibilità di accompagnarci in questa cosa e la cosa che mi sento di dire è, come ho già detto in domande, interventi edilizi ceduti, le domande di attualità che la politica abitativi, il problema della casa. Voi avete visto le manifestazioni oggi da Napoli e Reggio Calabria Palermo, così come è avvenuto a Roma, a Bologna, nel Nord Italia. Il problema della casa è un problema, ormai è diventata emergenziale. Proprio oggi sulla stampa avete visto il comunicato del commissario nominato per distribuire i soldi del Piano nazionale casa, sperando che faccia imprese. Bisogna che son pochi perché sono una goccia nel mare, ma speriamo che almeno questo permette di far arrivare le risorse e che non vengano gestiti a livello solo a livello centrale, perché è molto preoccupante se noi andiamo a vedere alcune esperienze anche a Bologna di finanziamenti che hanno gestito a livello nazionale e vediamo come sono andati a finire molto preoccupante. Proprio in quest'Aula abbiamo discusso, ad esempio,
Della pista ciclabile della scienza e della conoscenza, della ristrutturazione della Torre di Guardia, del mercato, dell'asse, di penetrazione e di attraversamento del comparto Navile. Beh, quegli appalti e collegare o stupefatto centralmente da ivi e abbiamo dovuto riprendermi proprio anche in Commissione. Vi ricorderete per portare sul terreno nostro e poter quindi sbloccare quei lavori fermi. Ecco, sulle politiche abitative stiamo attenti di non dichiarare la stessa cosa è idem come sopra, anche perché se andiamo a vedere le persone che sono state coinvolte in questo, veramente c'è da preoccuparsi. Non faccio nomi per una questione di correttezza al momento al momento opportuno, però.
Se ci fossero dei seri problemi, come già si pensa, pensate sulla ritardo applicativo abbastanza preoccupante. L'altra cosa che mi mi sento di dire è che questo segnale che viene dato insieme agli altri, giusto? Difatti io, ma questa è una mia idea personale, così come è avvenuto a Roma alla manifestazione della CGIL a cui hanno partecipato 120.000 persone e non c'è stato un incidente, niente, ma hanno protestato con voce chiara e una delle problematiche sollevate in quella sede nell'intervento che ha fatto il segretario nazionale è uscita con una parte riferita alle politiche abitative.
È chiaro, quindi questo che questo diventa un problema importante, che deve trovare unità di intenti fra enti locali e enti.
Statali e i movimenti sindacali, anche perché ricordo che il documento in a livello ANCI sul Piano casa nazionale, così come ha fatto gli enti, la Federazione nazionale degli Istituti autonomi, case popolari o ACER o altri nomi che ci sono dati in base alle riforme regionali.
Devono portare a una a una pressione fortissima nei confronti del Governo, perché se non spendiamo bene quel po' che c'è, è ancora meno di quello che il piano prevede, in quanto tale. Quindi questo è molto preoccupante e bisogna che si crei un movimento molto forte per far sì che queste vadano a.
A buon fine e a compimento. Vorrei ricordare, non mi stancherò mai di dirlo che i piani casa nazionali in Italia hanno trovato l'unità di intenti di tutte le forze politiche. Piano Fanfani il piano Brodolini, piano Libertini. Sarà un caso, ma allora c'era uno scontro durissimo. No, dal punto di vista politico fra i due blocchi che si manifestavano anche in queste cose, però, guarda caso sui temi della casa dell'abitativo, questi passavano in Parlamento, venivano ripartiti delle risorse, i fondi, le case venivano costruite.
Faccio solo un nome, mi son dimenticato un nome, quando lo dicono, lo dico mai, ma l'onorevole Andreatta col Piano sfratti ci fu nuovamente emergenza fortissima, anche quel piano fu un piccolo Piano casa, però attenzione, fatte in modo tale che i fondi arrivavano direttamente agli enti territoriali e gli enti territoriali hanno costruito le case del Piano casa, dando una risposta. Decine, centinaia di famiglie con gli sfratti giudiziaria, con l'entrata in vigore della 3 9 2, e questo è sicuramente importante. È un altro segnale che questo Governo non vuole recepire, però alla fine, io credo che se nel Paese, come si sta sviluppando c'è un fronte molto ampio che porta la battaglia della casa. Fra i primi problemi che noi abbiamo, credo che noi dobbiamo da questo punto di vista spingere su questo, perché se e gli esempi li abbiamo nel passato, no, tra l'altro, con Governi di tutti i tempi, perché se noi pensiamo, ad esempio al Governo Fanfani, era certo un Governo di sinistra o altri Governi Brodolini erano prime esperienze di centrosinistra. Libertini, il primo Governo che ha portato avanti, dopo la stretta di mano fra Moro e Berlinguer, un Governo di unità nazionale con la legge 4 o 5 7, che è stata la legge che più di tutte ha finanziato le politiche abitative. Quindi da questo punto di vista, e credo che le esperienze unitarie da ci sono e sono state un esempio positivo per i risultati che hanno raggiunto.
Ecco, io mi auguro che non siano solo. Ecco gli interventi importanti, i nuovi alloggi, i 200 milioni investiti che ci ricorda la vicesindaco della tra gli altri, risorse che ci permetteranno di arrivare a fine anno al ripristino di tutti gli immobili di ERP e gli interventi dei RIS di Airs. Ecco, io credo che da questo da questo punto noi dobbiamo partire, prelevare veramente ad avere, ritornando ad avere delle politiche abitative serie e non degli Piani casa che chiamano piani casa, che ricordo che anche l'Associazione dei costruttori, hanno ampiamente criticato per le poche risorse e per il meccanismo burocratico. Questi sono quindi dovremmo essere molto vigili, che almeno quei pochi soldi speriamo che vengano incrementati, come ho detto prima da questo fronte che si sta già costituendo, ma che almeno questi si cominciano a spendere in modo serio già il fatto di nominare un commissario, di avere tolto l'assemblea Stato-Regioni come meccanismo di governo insieme agli enti territoriali è un segnale che porta non bene. Spero che stavolta usino la testa e non invece Fancelli cialtroni, come ha fatto in passato su tante questioni che questo Governo, almeno una volta ogni tanto, una abbia la capacità di portare a casa dei risultati insieme alla Regione, insieme agli enti locali. Comunque bene questa delibera io credo che sia un altro dei tanti esempi che stiamo portando avanti a livello territoriale e l'ultima cosa che voglio dire è che abbiamo visto no, in questi giorni, ma anche oggi no. La questione delle politiche abitative liste come l'ultima legge regionale che ha applicato sentenze della Corte costituzionale e che.
Hanno riportato in un ambito di legalità una norma, io credo è una gestione importante del patrimonio pubblico e mi spero almeno che i Comuni, e anche di centrodestra, come ha fatto Forlì e visto che i Comuni possono come bene ha detto l'Assessore regionale come ente comunale, non come Regione e fare degli atti che vadano anche nella volontà. Debbo dire che poi l'unico Comune che su questo si è mosso di centro di centrodestra Forlì ha fatto questo Ferrara, adesso so che Ferrara è impegnato adesso su un fronte di corruzione mafiosa che ha un problemino, un assessore che ha fatto un'opera di bene, nel senso che questa cosa lo porterà alle dimissioni, almeno un po' di pulizia, la facciamo. Detto questo, ecco, da questo punto di vista, ecco, i Comuni rimangono comunque liberi di e la Regione, però ha fissato un principio: l'applicazione di sentenze, delle costituzionale, che era un atto doveroso e i comuni, però hanno possibilità di manovra. A parte, voglio dire, le fesserie che ho letto e ho sentito da parte dell'onorevole Bignami che quello fa gara che gli dice di più e lui ESA credo fra i primi 3 come numero di fesserie sparate grazie.
Grazie, Consigliere. Chiedo se qualcun altro deve intervenire.
Consigliere Bianco, prego. Grazie, Presidente e ringrazio anche la vicesindaca per l'esposizione di questa delibera e che è uno dei temi. Qui si parla di alcuni alloggi abitativi ed è un tema di cui ne parliamo dall'inizio di questo mandato e credo che questo vada indietro di almeno 10 15 anni, quindi penso che è una, c'è un'emergenza e qualora.
C'è la possibilità di poter reperire alloggi, tutto quello che riguarda il il tema dell'emergenza che stiamo vivendo, il fatto che in questi giorni tante persone, tanti cittadini scendono in piazza proprio per reclamare il il l'emergenza abitativa. E ed è chiaro che in una città come Bologna, in cui c'è tutta un'emergenza non solo per le famiglie, ma penso anche al tema degli studenti, perché questo è un tema da non sottovalutare. Penso che tutto ciò possa essere sicuramente utile. È chiaro che bisogna fare sempre di più. Questa è una cosa che ce lo diciamo da da tempo, ma e considero penso che sia anche importante il il lavoro che si deve fare non solo nella nostra città, ma penso anche all'ambito metropolitano, perché ricordiamoci che abbiamo, dobbiamo anche lavorare affinché anche il nostro Appennino, i comuni più piccoli abbiano la possibilità di non di non perdere ai cittadini con lo spopolamento è una cosa che è una costante, di cui si sta. Sono dati che emergono negli ultimi anni, l'abbiamo visto e grazie anche delle politiche abitative che la Regione Emilia Romagna, la Città Metropolitana stanno lanciando con contributi tutta una serie di servizi, anche il servizio SFM, che in qualche modo va proprio in quella direzione, proprio maggiori servizi, un'implementazione affinché tutti quanti per chi non ha la possibilità di poter acquistare avere una unità abitativa nella nostra città, ma di averla anche al di fuori dalla dalla nostra città. È un tema in cui c'è un ampio dibattito oggi e che si vede poco da parte delle istituzioni a livello governativo e sotto questo punto di vista bisogna fare sicuramente un passo in più e su quello che riguarda anche questa emergenza, perché è un'emergenza che non riguarda solo la nostra città, ma che riguardano il nostro Paese, quindi ben venga che ci siano possibilità di mettere a disposizione unità abitative. Ricordiamoci una cosa: oggi lo dicono i fatti, lo dicono i sindacati, oggi l'emergenza e nel campo sanitario.
Bandi che sono andati a vuoto perché il personale che aveva vinto il bando e che non ha trovato prezzi a canoni calmierati hanno dovuto lasciare la nostra città e quindi perdere rinunciare anche al al loro posto di lavoro. Penso che questo è tutto il mondo della scuola, anche penso a tutto il corpo docenti, quindi, ebbene, anche l'apporto delle aziende qui sulla nostra città, alcune aziende che hanno preso unità abitative, trovato unità abitative da mettere a disposizione a disposizione dei propri lavoratori. Questo è, è un un lavoro comune, un lavoro che deve essere fatto non solo dall'Amministrazione, ma penso anche in sinergia con i sindacati e con tutti i vari enti.
Perché abbiamo bisogno di dare linfa al nostro territorio, ma soprattutto di dare unità e una speranza anche le famiglie, perché oggi due cose più importanti sono uno è l'aspetto abitativo e l'altro è quello della salute delle persone. Penso che questo è un piccolo passo in avanti da parte dell'Amministrazione, un piccolo, come per dire, questa è la delibera di oggi, ma tutto quello che è stato fatto fino ad oggi. Qui la la vicesindaca Clancy lo lo lo lo riporta tutte le volte anche durante il question time, con tutto il lavoro che si sta portando avanti in questi anni all'interno della della nostra città e un lavoro costante e penso che su questo debba essere dato in merito anche ai vari uffici, anche ad ACER, a quello al lavoro che stanno portando, perché oggi si sta arrivando a un'implementazione di quello che è il servizio.
Cercando di stare al passo con i tempi e questo chiaramente merita davvero massima attenzione e ci dispiace che purtroppo, qualche volta poi qualcuno si faccia trascinare ad andare in TV, riportando.
Notizie che non poi non corrispondono al vero. Credo che dobbiamo invece essere bravi e abili a dare le risposte, soprattutto a trovare le risposte per le famiglie che meritano, per quello che è la dignità di un lavoro e di una casa. Grazie, Presidente.
Grazie, consigliere De Iaco. Chiede se qualcun altro intende intervenire.
Consigliere Begaj, prego.
Grazie, Presidente. Sì, attendevo con ansia qualche qualche intervento da parte delle delle opposizioni, ma vedo che non ce ne sono fino a questo momento sono manco un po' stupito, perché poi anche prima sul cambio dello Statuto della Fondazione in Commissione è stata fatta un paio di domande della collega Zontini, che non mi citerà per fatto personale, immagino solamente per avrei detto questo e poi si vota contro. Si dice niente e poi si fanno le conferenze stampa comune, non fa niente. Sulle politiche abitative, si fanno interventi in Aula senza contraddittorio da questo punto di vista, oppure in alcuni question time si ignorano completamente le le risposte punto per punto su tutto quello che si sta facendo e ognuno continua evidentemente sulla propria, sulla propria propaganda. Io sono molto curioso di capire, ecco come si valuta una scelta politica amministrativa di tipo pubblico come questa, perché io credo che questa sia una grande scelta.
C'è un segnale tangibile, come tanti altri, che in questo mandato sono stati dati sul tema delle politiche abitative. Nessuno mai ha detto che siamo ora abbiamo raggiunto l'obiettivo di come dire, risolvere la crisi abitativa, che è strutturale in Italia e in Europa, però.
Io credo che veramente sia l'ennesimo tassello concreto.
Che smentisce ogni tipo di propaganda e di fuffa che l'opposizione di questa città che rappresenta invece il Governo del Paese fa sulle politiche abitative di Bologna.
Questa è la realtà dei fatti.
Gli inquilini di queste case sono grati, l'abbiamo letto sui giornali, credo tutte e tutti. Quindi, come dire, oggi tra virgolette, ecco, celebriamo USA uso questa parola con il voto, un qualcosa che si è consumato in Commissione, che è stato anche raccontato sulla stampa, perché evidentemente c'era anche voglia da parte delle persone che hanno testimoniato un problema molto grave, che poteva determinare il fatto che loro non avessero più una casa che queste persone non avessero più una casa e oggi siamo qui, io credo a dire anche che nulla di fronte ad una crisi strutturale risponde meglio di come può rispondere il pubblico. Questa parola strana, forse per chi governa il Paese, politiche pubbliche, Piano casa, politiche abitative, un qualcosa che ha iniziato ad aleggiare negli ultimi mesi Piani casa nazionali che non si sapeva cosa fossero.
Ebbene, noi oggi siamo qui, ancora una volta, a discutere di una risposta concreta e della di una soluzione reale. Dal dall'altra parte stiamo leggendo cose terrificanti, fondi sovrani di Abu Dhabi che hanno il potere di veto su un possibile piano casa nazionale.
Ma stiamo scherzando?
È questa la soluzione svendere le politiche abitative ai fondi sovrani di altri Paesi.
Bel sovranismo made in Italy, complimenti, complimenti. Non avete un'idea di cosa sono le politiche abitative, perché siete sempre stati abituati a tutelare la rendita e non ad affrontare i problemi sociali delle persone.
Che la casa non ce l'hanno, che sono in difficoltà a pagare l'affitto e lo stiamo vedendo, l'abbiamo già affrontato negli interventi inizio seduta su i problemi sociali, appunto che questo che questo Paese e non solo stanno affrontando. Io credo che questa sia una fotografia che parla meglio di tante altre cose che vengono dette solamente per uscire sul giornale oppure per fare quattro like sui social network. Questa è una delibera che risolve un problema che risolve un problema, far ritornare al pubblico degli appartamenti di cui queste persone pagheranno comunque un canone che sarà incassato comunque dal Comune attraverso, attraverso la la Fondazione, di cui abbiamo appunto cambiato lo Statuto poco fa.
Bene, se vogliamo confrontarci sui problemi reali, sulle questioni reali, queste sono le occasioni.
Se si ha il coraggio, naturalmente.
Però, se invece no questo coraggio non c'è, naturalmente verrà privilegiato da un lato propaganda vuota in città e sul piano nazionale, cose del tutto terrificante o sconclusionate o inconsistenti che ancora ad oggi ancora oggi siamo alla fine della legislatura, siamo alla fine della legislatura, non hanno aiutato i Comuni sulle politiche abitative, non hanno aiutato i Comuni e sono anni ormai che gli assessori alla casa di questo Paese hanno chiesto degli incontri e dei confronti su questo fronte c'è stato più ascolto dalla Commissione europea. Pensa te se così si ammessi.
Così si ammessi, ma il problema evidentemente di chi ha la delega alla casa in questo Paese è salvarsi da chi vuole farlo fuori dentro il partito. Queste sono le preoccupazioni.
Dei Ministri che si dovrebbero occupare di re di risolvere questi problemi al nostro Paese.
Quindi io ringrazio la vicesindaca per questa delibera e per tutto il lavoro che si sta facendo sulle politiche abitative, che non è finito qui, perché nessuno qui nega i problemi, nessuno nega il fatto che in questa città, come tante altre città, c'è un problema che è soprattutto legato al mercato, le dinamiche di mercato.
Che spingono i canoni in alto, contribuiscono alla competizione sulla città tra studenti, lavoratori, giovani, coppie, turisti. Questo fa schizzare in alto il costo degli affitti, al costo anche degli immobili di per sé. Ebbene, quello che noi diciamo è che dobbiamo avere una collaborazione.
Con il privato dobbiamo avere il sostegno delle aziende dei lavori de di chi poi deve assumere i lavoratori e le lavoratrici, certamente delle associazioni di categoria, di tutti quanti. Se vogliamo far sì che le nostre città siano abitate e abitabili. Serve il contributo di tutti, però nulla sostituisce la capacità del pubblico quando individua delle soluzioni e questo è quello che chiediamo come visione, come investimento, come linea politica capace di intercettare i problemi e dare una risposta anche a livello nazionale e a livello europeo. Ecco, io credo che questo sia questa delibera sia comunque all'interno di un esempio di questo tipo. Grazie.
Grazie, consigliere. Qualcun altro intende intervenire? No,
Non ho prenotazioni.
Allora dichiaro chiusa la discussione e do la parola alla vicesindaca per la replica finale. Prego.
Grazie, Presidente, la ringrazio gli intervenuti. Chi ha deciso di farlo per.
La loro testimonianza e chiaramente c'è convergenza.
Con tutti i gruppi che si sono espressi sulla linea politica, noi necessariamente a testa bassa non neghiamo la crisi abitativa che investe la nostra città, come tante altre città europee, ma dobbiamo fare tutto il nostro per fare in modo che assuma il poi il patrimonio pubblico a partire dal nostro in case popolari, sia ristrutturato, ove possibile, aumentare nuova dotazione di Hearst, realizzandola ristrutturandolo, facendo convenzioni con i privati. Anche in questi giorni avrete visto che la Fondazione abitare ha fatto un patto con alcuni sindacati di inquilini proprietari, proprio per divulgare ancora di più l'affitto civico che deve essere necessariamente una missione cittadina. Stiamo cercando di coinvolgere patrimonio sfitto privato e nessuno obbliga nessuno. No, ma cerchiamo di farlo con strumenti e incentivi. Qui stiamo proprio parlando di quelle classiche storie che potevano finire, come mi avevano scritto gli inquilini di questi palazzi, con dei fondi, delle banche, delle multinazionali, dei grandi proprietari che acquistano un immobile no, dopo una storia di fallimenti e magari triplicano gli affitti e sfrattano agli inquilini invece è finita con il pubblico che interviene a livello comunale e regionale su un'operazione che già era partita su territori comune, su terreni comunali con fondi regionali e appunto cerca sia di.
A risolvere le situazioni specifiche canoni di locazione che peraltro andranno ad alimentare le politiche abitative Seeonee effettueremo tramite la Fondazione abitare e alcuni sono già vuoti, quindi li possiamo locare e in generale con davvero meno di 100.000 euro ad appartamento. Non lo sottolineo perché di questi tempi e in tutte le città metropolitane è un prezzo abbastanza vantaggioso. Portiamo a casa nuove AT 9 appartamenti che vengono vincolati ad essere parte del nostro patrimonio abitativo di edilizia sociale, quindi penso davvero sia un buon risultato. Mi fa piacere che insomma, state concordi in questo.
Anche a me dispiace del silenzio delle opposizioni, ma probabilmente perché hanno fatto rumore prima in altre sedi, grazie.
Allora, grazie, ringrazio la vicesindaca. Passiamo alle dichiarazioni di voto.
Allora non ho prenotazioni, quindi possiamo passare direttamente alla votazione. Apriamo la votazione. Proposta di delibera 112 2026 la votazione è aperta.
Chiudiamo la votazione.
32 presenti, 23, votanti 23, favorevoli 9 non votanti. Il Consiglio approva procediamo ora con la votazione per l'immediata eseguibilità.
Apriamo la votazione.
La votazione è aperta.
Do il voto favorevole.
Voi chi fattori, consigliere Fattori, aggiungiamo il voto favorevole del consigliere Fattori.
Quindi chiudiamo la votazione e abbiamo 32 presenti, 23, votanti, 23, favorevoli, 9, non votanti. Il Consiglio approva anche l'immediata eseguibilità.
Procediamo ora con la delibera successiva alla proposta di delibera successiva, che la 114.
2026 e adeguamento del DUP 2026 2028 relativamente all'elenco degli interventi di urbanizzazione realizzati a cura dei privati a scomputo del contributo di costruzione è contenuto nella sezione operativa parte 2 capitolo 12, che ha ricevuto il parere favorevole dei Revisori, è stata trattata in seconda e ottava Commissione il 22 ottobre scorso.
Do la parola all'assessore Licalzi per l'illustrazione.
L'assessore è collegata.
Grazie, presidente e si tratta di una delibera con proposta tra e il settore programmazione e.
In statistica e il Dipartimento urbanistica casa ambiente, ed è appunto già passata in Commissione. È un adeguamento del documento unico di programmazione, o meglio si approva all'adeguamento dell'elenco degli interventi di urbanizzazione.
A scomputo contenuti nella sezione operativa nella parte 2, capitolo 12, proprio del DUP.
Si tratta delle opere di urbanizzazione di cui all'articolo 16, comma 2, del DPR 3 e 80 del 2001 al cosiddetto Testo unico edilizia realizzate previa stipula di convenzione a cura dei privati a scomputo del contributo di costruzione e destinate poi ad essere acquisiti al patrimonio dell'Amministrazione, quindi sono opere pubbliche a tutti gli effetti che la legge prevede consente, siano realizzate dai privati senza per questo far venir meno la necessità per l'Amministrazione di rappresentare in contabilità finanziaria le entrate e le spese di queste operazioni e la previsione di tali interventi nel DUP deriva dal principio contabile applicato dalla normativa che stabilisce che la rappresentazione in bilancio di entrate per permessi da costruire e destinati al finanziamento di opere a scomputo è possibile solo nei casi in cui la consegna delle opere è prevista dai documenti di programmazione, appunto.
E quindi il DUP include le previsioni circa le offro le opere a scomputo mediante un richiamo generale nella sezione strategica e poi la puntuale individuazione in quella operativa a seguito dell'aggiornamento delle tempistiche di realizzazione di alcuni interventi. Si rende quindi io oggi necessario procedere all'adeguamento del quel del suddetto elenco e l'aggiornamento periodico dell'elenco. Come sappiamo, anche in corso d'anno fisiologico, perché il momento dell'acquisizione e dipende dalle scelte operative del soggetto attuatore privato e la delibera in oggetto inserisce alcuni nuovi interventi, in particolare sugli esercizi 2027 2028 elimina un intervento di urbanizzazione perché ha rinunciato e modifica e l'hanno stimato di acquisizione di alcuni altri interventi, come da parti che troverete nell'allegato, che è parte integrante della delibera.
Ringrazio gli uffici per il lavoro e lascio la parola a lei, Presidente, e poi alle consigliere e ai consiglieri e resto a disposizione. Grazie. Grazie all'Assessore Licalzi. Apriamo il dibattito.
Allora, non ho richieste.
Quindi passiamo alla fase di votazione. Chiedo se vi sono interventi per dichiarazione di voto.
Allora passiamo alla votazione. Pongo in votazione la proposta di delibera numero 114.
Chiudiamo la votazione. Quindi o 30 presenti 30, votanti 22, favorevoli 8 contrari. Il Consiglio approva. Apriamo ora la votazione per l'immediata eseguibilità richiesta.
Chiudiamo la votazione. O 30 presenti 30, votanti 22, favorevoli 8, contrari. Il Consiglio approva.
Passiamo ora alla proposta di delibera successiva, che la 101.
Riconoscimento del debito fuori bilancio a seguito di una sentenza del Tribunale ordinario di Bologna sezione lavoro, ha ricevuto il parere favorevole dei Revisori è stata trattata in seconda Commissione il 19 ottobre scorso. Licenziata per i lavori del Consiglio e assessore Licalzi. A lei la parola per l'illustrazione. Prego.
Grazie, Presidente. Di nuovo è stata notificata al Comune di Bologna la sentenza numero 883 del 2026, relativa, come detto, a una vertenza inerente il rapporto di lavoro presentata presso il Tribunale ordinario di Bologna appunto sezione lavoro è tutto dettagliato nell'allegato A in atti e l'importo complessivo è pari a 232 euro virgola 62.
E ringrazio anche qui gli uffici per la.
L'intervento in Commissione per il lavoro su questa delibera, con la quale si chiede di riconoscere la legittimità di questo debito fuori bilancio per la cifra che ho indicato, dando atto che la copertura finanziaria sta dentro il capitolo oneri straordinari in materia di personale. Grazie.
Grazie, Assessore Licalzi. Apriamo il dibattito.
Allora, nessuno intende intervenire, non so se l'Assessore vuole aggiungere qualcosa, sennò passiamo alla fase della votazione.
Grazie.
Quindi, passiamo alle dichiarazioni di voto.
Chiedo se qualcuno vuole intervenire.
Apriamo la votazione.
Delibera numero 101 2026.
La votazione è aperta.
Allora, chiudiamo la votazione. 31 presenti, 31, votanti 23, favorevoli 8, contrari. Il Consiglio approva.
Allora, richiesta l'immediata eseguibilità. Apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione. 31 presenti, 31, votanti, 23, favorevoli 8 contrari. Il Consiglio approva anche l'immediata eseguibilità.
Allora, passiamo alla proposta di delibera successiva, che la 96 2026.
Cioè approvazione del nuovo Piano di gestione locale del sito seriale i portici di Bologna per gli anni 2027 2032.
Su richiesta del settore, in accordo con l'Assessora Boni, la trattazione e viene rinviata alla seduta del 16 novembre 2026.
Quindi la quella successiva e la 106 2026, definizione della durata delle limitazioni previste dagli articoli 6 e 7 dell'atto stipulato a Ministero del notaio Scudellari.
50 508 in data 16 ottobre 1984 tra il Comune di Bologna e il Consorzio AP Roveri per l'utilizzo diretto di aree produttive ai sensi della legge 8 6 5 1971 articolo 27 legge regionale 47 1978 articolo 24.
La proposta è stata trattata in Commissione il 19 ottobre scorso.
L'Assessore Laudani in collegamento, Assessore, buongiorno, le do la parola per l'illustrazione.
Grazie, Presidente. Buon pomeriggio a tutti, a tutti. La richiamo brevemente i contenuti di questa delibera, che è stata già illustrata e discussa in Commissione. La delibera appunto, ha come obiettivo quello di eliminare definitivamente ogni eventuale dubbio.
Su la durata temporale dei vincoli che erano previsti nella convenzione urbanistica.
Del 16 ottobre 1984, che era stata siglata tra il Comune di Bologna e il Consorzio API prova Roversi per l'utilizzo di queste aree produttive in zona Roveri e a quel tempo. Le convenzioni non specificavano la durata di questi vincoli e ma appunto le normative vigenti chiariscono che questi vincoli hanno una durata temporale.
È limitata che può essere compresa tra 20 e 30 anni.
Ampiamente superate appunto in questo caso e quindi il provvedimento propone al Consiglio comunale di stabilire che le limitazioni che erano previste nella convenzione dell'84 abbiano avuto una valenza ventennale, che è il criterio che utilizza oggi il Comune.
Per la stipula di convenzioni.
Simili e che quindi sono decadute, sono decaduti i vincoli allora vigenti.
Allora, grazie, Assessore, apriamo il dibattito.
Chiedo se qualcuno intende intervenire.
Allora, siccome non vedo nessun iscritto, dichiaro chiusa la discussione. Non so se l'Assessore Laudani vuole aggiungere qualcosa? Direi. No, no, grazie. Grazie, Presidente. Allora, passiamo alla fase di votazione. Chiedo se vi sono interventi.
Per dichiarazione di voto?
Allora passiamo alla votazione. Pongo in votazione la proposta di delibera numero 106.
Apriamo la votazione.
Votazione aperta.
Allora, chiudiamo la votazione.
E ho.
Già chiuso.
Ho 29 presenti, 21, votanti, 21, favorevoli, 9, non votanti. Il Consiglio approva.
Allora passiamo ore è richiesta l'immediata eseguibilità. Apriamo la votazione.
Chiudiamo la votazione o 30 presenti 23, votanti 23, favorevoli 7, non votanti. Il Consiglio approva.
Passiamo ora alla proposta successiva che la 113 2026 approvazione dello schema di atto di modifica della convenzione urbanistica relativa al Piano urbanistico attuativo, cioè il PUA Piano particolareggiato di iniziativa privata, parte dell'ambito di riqualificazione misto numero 122 ed aree complementari, stipulata il 26 maggio 2017 tra il Comune di Bologna e il soggetto attuatore.
È stata trattata e no in ottava Commissione, il 22 ottobre scorso, licenziata per i lavori del Consiglio, Assessore Laudani, le do la parola per l'illustrazione.
Grazie, Presidente. Anche appunto, anche in questo caso mi limito a richiamare i contenuti principali della libera che è stata illustrata e discussa in Commissione. Appunto, la delibera ha come oggetto l'approvazione di un atto di modifica della convenzione urbanistica di questo Piano Particolareggiato.
Di.
Per un intervento nell'area di via Scandellari, quindi fa parte del comparto di via Scandellari. Questa convenzione, che era stata siglata nel maggio del 2017, prevedeva la realizzazione di interventi di edilizia residenziale sociale per una superficie utile complessiva di 4.200 ventu poco più di 4.221 metri quadri.
La convenzione prevedeva una durata di questi del di questa edilizia residenziale sociale in locazione di 10 anni, con un canone di locazione che era determinato ai sensi della legge no, del la numero 431 del 9 dicembre del 98 e.
Negli anni questi interventi privati che erano previsti dalla convenzione, sono stati realizzati in parte per stralci successivi. In modo particolare è stata realizzata una superficie utile diverse, pari a 2000 a poco più di 2.521 metri quadri, così come erano stati previsti dalla dalla convenzione di allora, quindi restano da realizzare poco meno di 1.700 metri quadri di superficie utile di Erso è il soggetto attuatore, ha proposto all'Amministrazione di apportare alcune modifiche alla convenzione del 17 per l'attuazione dell'edilizia residenziale sociale in modo particolare porta estendendo la durata della locazione a canone calmierato di ERS da 10 a vent'anni per il 51% della quota ancor di ERSA ancora da realizzare e al tempo stesso portando, come dire, modificando anche quelle che sono le soglie i valori ISEE per l'assegnazione e portandolo appunto al.
A quelli che sono gli standard attuali per il mantenimento dell'associazione dell'assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica che è di 28.304.
Euro virgola 30 e ovviamente la parte è rimanente viene destinato al mercato libero sia dal punto di vista quantitativo, come abbiamo detto in Commissione, che è qualitativo, questa proposta ci sembra migliorativo. Da un lato, perché consente di POR, ma di avere una durata più lunga dell'allocazione e quindi di poter fare delle misure di carattere più strutturale dall'altro perché appunto modificando anche i criteri di assegnazione ISEE risponde di più a quelle che sono a quelle che sono le condizioni attuali del.
Delle nostre, della della nostra situazione abitativa è complessivamente comunque anche dal punto di vista quantitativo, seppur lievemente, però è una misura che migliora la quota, diciamo complessiva di intervento F. Quindi per questa ragione ci sembra una proposta accoglibile.
Grazie, Assessore Laudani.
Attività.
Consigliera Ronchini, prego, a lei la parola.
Grazie, Presidente. Intervengo perché appunto era intervenuto anche anche in sede di Commissione, ma semplicemente per ribadire quella che era la nostra valutazione su questa delibera.
Ovvero che a nostro avviso non è una proposta migliorativa della convenzione in essere e a partire da alcuni alcuni osservatori, cioè forse anche banali. La prima è che la proposta di modifica non è stata fatta dal dal Comune che ha chiesto qualcosa al soggetto attuatore, ma è il soggetto attuatore che ha proposto all'Amministrazione alcune modifiche alle previsioni della Convenzione. Banalmente è chiaro che il soggetto attuatore, che è un soggetto privato che si occupa di costruire e di vendere e di ovviamente a fare profitto su quello che vende, a meno che non sia un benefattore, ma non credo che sia questo il caso non propone delle modifiche all'Amministrazione che vadano nell'obiettivo delle dell'interesse pubblico, fa una proposta che evidentemente a lui in qualche modo viene tanto è vero che.
Si parla appunto della modifica in questo e che tra l'altro, diciamo, tutto quello che è il comparto Scandellari sono tra l'altro è una serie di interventi edilizi che stanno andando avanti sono diversi stralci, diversi lotti stanno andando avanti appunto da anni e tra l'altro sono tra i pochi anche interventi che hanno prodotto un qualche e qualche numero sull'Airs. Chi derivi appunto non da costruzioni, diciamo da interventi pubblici, ma da interventi edilizi privati, e tanto è vero che lui adesso avevamo i dati sempre da interrogazioni e sostanzialmente in cui tutti questi cinque anni di mandato, tutto l'ERSA che è stato e che sia stato ed è stato prodotto, diciamo così, quindi è stato realizzato ecco, attraverso degli interventi urbanistici ed inviato agli interventi di attuazione urbanistica che hanno prodotto un nuovo Airs tra il 21 e il 2021 e il 2026, di fatto, tranne ecco, tranne l'intervento ex ASIPU, tutti gli altri sono interventi Scandellari, come dicevo, di vari lotti che in totale hanno prodotto 47 alloggi ERSA d'affitto concordato.
E 62 in vendita convenzionata, quindi di tutto quello che stampava, visto che si parlava anche prima, no della grande, come dire, i risultati anche dell'Amministrazione noi ricordiamo sul lato est di cui stiamo parlando che i numeri sono questi, 47 alloggi, quelli che dell'oggetto di questa convenzione appunto, sarebbe: vi sono altri interventi di attuazione urbanistica che dovrebbero produrre altri 1.700 metri quadri che, se ci pensiamo sono tanti, perché si li trasformiamo in appartamenti, in alloggi 1.700 metri quadri sono tanti. Devo dire che nella delibera non c'è scritto e noi avevamo dimenticato di chiederlo in Commissione. Sarebbe interessante anche capire quanto quanti erano numero di alloggi previsti, cioè al di là della della superficie, quindi dei 1.700 metri quadri, capire quanti come numero di alloggi erano previsti erse e quanti e a questo punto non saranno più ERS, ma saranno a canoni liberi di mercato. Questo perché, appunto, tornando al merito della convenzione e della delibera, la modifica, il soggetto attuatore ha chiesto è appunto di non realizzare più 1.700 metri quadri di edilizia residenziale sociale, ma di realizzarne 867 circa, vincolata appunto ad Airs, come abbiamo letto e come ci ha spiegato l'Assessore e raddoppiando si la durata da 10 a 20 anni, ma realizzando però anche 833 metri quadri di superficie a libero mercato e onestamente è qui che ovviamente si innesta, chiamiamolo un guadagno, cioè la proposta che va a fare un soggetto attuatore, ivi evidentemente ci guadagna su questo fronte. Oltretutto pensiamo anche una cosa, dato che si parla tanto no della città che espelle i residenti e di eccetera, eccetera, cioè da un lato a canone concordato viene realizzato pochissimo dall'altro lato questa Amministrazione ha consentito tutta una serie di soggetti di attuare degli interventi edilizi a de a parte, con delle con centinaia, decine di deroghe ai regolamenti, ma lo sappiamo, ma soprattutto a dei prezzi allucinanti, perché se in tutto il comparto del Navile vediamo prezzi che viaggiano su 6.000, cioè i prezzi delle case sui 6.000 euro al metro quadro,
Quelli quell'ecomostro che è stato consentito in via Toscana al posto delle scuole Ferrari e mi facevano notare l'altro giorno su un sito di compravendita di immobili, addirittura arriva 8.000 euro al metro quadro. Io non so se ci rendiamo conto che questo è quello che viene consentito in questa città. Poi si viene a parlare e il Sindaco ha parlato di recente anche del e che la città sarebbe in mano e ai fondi di Stato che voglio dire al massimo c'è qualche, come dire, comparto, quindi gli ex delle caserme abbandonate che devono essere recuperati, ma non mi risulta che ad esempio, tutti i fondi stranieri che stanno realizzando e tra l'altro sono ancora in fase di realizzazione. Da parecchi anni gli studentati a Bologna, a cui è stato dato il permesso, sono tutti i fondi stranieri, fondi internazionali, fondi speculativi. E infatti la percentuale di posti in convenzione viaggia intorno al 2 3% rispetto a tutti gli altri pochi posti non in convenzione che negli studentati saranno fatti pagare. Non so con canoni di 900 1.000 e 1.100 euro al mese. Quindi innanzitutto il contesto di cui parliamo è questo: i numeri realizzati Drs sono bassissimi sia sul fronte del pubblico diretto che della degli interventi attuativi, come in questo caso di pensavo dell'edilizia privata. Noi quello che crediamo e lo ribadisco, è che questa non sia una modifica positiva per la città, cioè che vada nell'interesse pubblico, perché noi possiamo anche ampliare da 10 a 20 anni la durata, ma la realtà è che ci saranno 833 metri quadri, che sono parecchi alloggi, perché poi si sono tradotte, nessuno abbiamo avuto questa informazione ma se uno lo traduce in alloggi sono veramente tanti che non saranno di edilizia residenziale sociale, ma saranno venduti o affittati.
A canoni di libero mercato con i prezzi che vediamo in città. Quindi, a nostro avviso non è sufficiente dire: ah, va beh, ti raddoppio la durata sulla metà della superficie e che che doveva essere tutelate e messe soltanto la metà. Questo ribadisco, è la nostra e la nostra posizione su questa delibera. Dopodiché possiamo anche andare avanti a discutere e come vi è venuto con giustamente, come dire, ognuno al suo punto di vista, l'assessore, come anche in Commissione, giustamente dirà no per lui accettabile, anche perché altrimenti non si presenterebbe la delibera, però è la nostra idea, è questa perché rivediamo anche alla luce dei numeri.
Risicati di Eski sono stati realizzati con interventi privati. Andare anche in questa fase in cui si parla appunto sempre della fascia grigia, che ha necessità di alloggi che non sono soggetti, quindi i nuclei familiari che magari possono accedere e magari non hanno i requisiti per accedere all'ERPAC. La necessità di edilizia residenziale sociale in questa fase in cui abbiamo tanti implicherebbero necessità, dimezzare la superficie utile di ERS che questa convenzione poteva produrre. A nostro avviso, non è una scelta che va nell'interesse pubblico e anche perché oltre alla dimezzamento della superficie e abbiamo visto che c'è una modifica in quello che è il criterio di accesso e che appunto andrebbe sostanzialmente.
Incontro a quella che è la San criterio di accesso e quel livello di ISEE che la legge regionale prevede per l'ERP, quindi si rischia di escludere ancora di più, quindi nuclei della famosa fascia grigia che invece in questa fase che siano usi, ne parliamo sempre che siano insegnanti, che siano Forze dell'ordine, che siano persino i dipendenti comunali, i dipendenti pubblici e piuttosto che altri hanno infermieri o medici hanno bisogno a Bologna di trovare un alloggio ad un affitto, diciamo così, calmierato. Quindi questo noi lo ribadiamo e è quella che secondo noi non non è, non è conveniente per l'interesse pubblico in questa fase la modifica che viene proposta alla convenzione con questa delibera, grazie.
Consigliera De Giacomi, prego, grazie. Grazie mille, Presidente. Grazie all'assessore e agli uffici che hanno lavorato a questa delibera.
E trovo molto interessante l'interpretazione che è stata data durante il dibattito di questa delibera, perché penso che se questa effettivamente tenesse questi contenuti dovrebbe ricevere un voto favorevole da parte della minoranza. Mi spiego si descrive nell'intervento della consigliera che mi ha preceduto come questa delibera implicherà una maggiore disponibilità di alloggi a canone libero che implicherà una maggiore costruzione privata e rispetto Allers Controllers.
Che dovrebbe avere un maggiore impatto pubblico e una maggiore distribuzione pubblica rispetto a un rientro privato. Non è così. La delibera non è questo. Poi arriverò al punto, ma se così fosse, rispetto a quello che è stato fatto in precedenza da questa minoranza dovrebbero votare favorevolmente, perché ricordo che su delibere, rispetto a gli stessi temi, per esempio la delibera che stabiliva la percentuale di edilizia che negli interventi privati doveva essere rivolta al pubblico, la minoranza ha votato contraria, dicendo che la percentuale era troppo alta. Quindi, se così fosse, se fosse la delibera descrivesse la situazione descritta dalla consigliera, dovrebbero votare favorevolmente. La delibera, però non descrive questo è in Commissione, ne abbiamo parlato perché.
Il valore della dell'ERSA aumenta, nel senso che diminuisce la superficie, aumenta il tempo e il valore totale aumenta non di molto, ma di un po' aumenta e questo è quello che è già stato descritto in Commissione semplicemente dal momento che il tempo e il scusatemi, il valore in parte aumenta l'accordo richiesto dal privato. Come è stato detto, c'è una preferenza da parte del privato e il pubblico dal momento che non c'è un danno per il pubblico, va incontro al privato. Questo mi sembra uno scenario assolutamente positivo che noi asseconderemo con il nostro voto favorevole. Grazie ancora.
Grazie, consigliere. Ora la parola va al Consigliere Di Benedetto, prego. Grazie, Presidente. Ma mi accodo a quanto è stato detto finora e mi permetto di contraddire chi mi ha preceduto, perché non c'è una contraddizione. C'è un evidente problema che emerge e che sottolineiamo da anni e ancora una volta qui siamo di fronte a chi costruisce in deroga, perché questo Piano urbanistico, salvo mi sembra uno o due casi non permette di costruire complessi di medie e grandi dimensioni, se non in deroga, e questa è una deroga al piano urbanistico che andiamo a votare finisce che può costruire solo chi riceve la deroga. Se ci fossi stato io a chiedere la deroga me l'avreste data appunto di domanda.
Perché il tema è questo: le regole devono essere uguali per tutti, non è possibile che si possa costruire solamente in deroga, quindi bisogna mettere delle regole trasversali uguali per tutti. Peraltro è chiaro che se l'offerta abitativa non aumenta perché si costruisce poco, poi il prezzo medio al metro quadro sale, anche se sappiamo che ovviamente e poi c'è un in un incontro tra la domanda e l'offerta e quanto richiesto non è poi detto che sia il prezzo effettivamente poi concordato, però è chiaro che se tu non permette di costruire e sottolineo sempre in rigenerazione urbana, perché è la via da intraprendere nella nostra città senza consumare suolo. È chiaro che poi tu causi questo. Quindi le scelte politico amministrative di questa Giunta.
Stanno portando a questo hanno inasprimento dei prezzi nel mercato, a un innalzamento dei prezzi e quindi poi all'espulsione di determinate persone, gruppi fascia chiamateli, come più ritenete dalla città che soffre principalmente peraltro, almeno da quello che vedo, che percepiscono né un dato statistico, sicuramente la mia fascia d'età, perché vedo i miei coetanei, i compagni di classe e del del liceo piuttosto che i compagni di università, ma anche delle degli anni precedenti che pian piano, quando riescono ne definiscono la scelta di comprare casa. Poi se ne vanno dalla città, spostano fuori perché il costo medio per chi.
Non ha la fortuna di essere già proprietario, è insostenibile.
Eccolo qua, però c'è una precisa responsabilità politica, perché è il principale strumento regolatore dell'abitare nell'ordinamento italiano e il Piano urbanistico lo fa il Comune sulla base di una legge quadro dalla regione per regione Emilia Romagna, che amministrate voi. Qualcuno ha ricordato anche bene con precisione, in occasione del dibattito, in apertura di seduta, il colore dell'Amministrazione regionale, che coincide con il colore dell'Amministrazione comunale e poi causa questi effetti con questo lavoro a catena che poi pagano i cittadini, ne pagano coloro che cercano casa a Bologna, quindi questi sono gli effetti concreti delle politiche che voi votate e che poi dopo subiscono i cittadini. Quindi ha fatto bene la collega Zontini a sottolineare, come dire, l'incongruità di questa delibera. Io aggiungo questo tassello perché qui stiamo creando si è creato, avete creato, non stiamo un sistema tale per cui per riuscire a fare una pianificazione economica e finanziaria che sta in piedi, sono necessarie deroghe al Piano urbanistico. Solo che le deroghe, poi non sono uguali per tutti e si decide la Giunta di volta in volta il Consiglio comunale, di volta in volta a chi le può ricevere o no, non è un'impostazione adeguata a mio avviso in uno Stato liberale e democratico. Poi fate come ritenete. Grazie, Presidente.
Grazie, Consigliere.
Chiedo se qualcun altro intende intervenire.
Allora, perché non vedo iscritti a parlare, do la parola all'Assessore Laudani per la replica finale. Prego, Assessore.
Sì, grazie, Presidente. Allora, da un lato devo ripetere alcune cose che ho già detto in in Commissione, però una premessa è d'obbligo, perché devo dire che il combinato de.
Degli interventi della consigliera Zontini, del Consigliere Di Benedetto.
Risulta abbastanza, almeno a me incomprensibile. Quindi da un lato mi pare di aver capito che secondo la consigliera Zontini, ogni intervento privato mira esclusivamente al profitto e quindi non può contribuire all'interesse pubblico e quindi il fatto stesso che sia stato proposto da un privato presuppone, come dire che ci sia la fregatura per il pubblico. Se così fosse, mi chiedo per quale motivo il cuore del Piano casa del Governo è costruito su trasferire le risorse ai privati per re e realizzare interventi di edilizia residenziale pubblica o sociale. Per la stessa ragione, mi chiedo come mai in questi anni le risorse del PNRR, per esempio, per gli studentati sono stati utilizzati.
Prioritariamente per finanziare gli interventi dei privati, perché se è così, allora non si capisce per quale motivo i privati che propongono una modifica di una convenzione urbanistica fanno l'interesse privato e quindi non ci può essere, come dire, una convergenza di interessi tra il pubblico e privato e poi dopo, invece per risorse molto cospicue, seppur in termini assoluti non sufficienti per dare una risposta nazionale al Piano casa, si sceglie la via.
Dei privati per realizzare l'interesse pubblico fra l'altro utilizzando risorse che dovevano essere.
Utilizzato per la rigenerazione urbana e che sono state spostate sul piano caso, proprio quella rigenerazione urbana che il Consigliere Di Benedetto richiama come obiettivo principale che dobbiamo portare avanti. Se non vogliamo consumare suolo quindi innanzitutto qui mettiamoci d'accordo perché altrimenti rischiamo, come dire, solo di fare delle frasi ad effetto, ma non rispondiamo poi alle questioni nel concreto nel merito.
C'è un fatto incontrovertibile, a meno che i Consiglieri Zontini a De Benedetti, Di Benedetto sono in grado di smentirlo, ma questa cosa in Commissione, che è la sede in cui si discutono questi aspetti non è stata smentita che dal punto di vista del valore assoluto in termini del valore assoluto di airs.
La proposta che ci è stata fatta di modifica della Convenzione è migliorativa e non peggiorativa, cioè realizza più Airs con una modalità di attuazione diversa la scelta di.
Fare vent'anni invece di 10 anni abbiamo già spiegato in Commissione. Da un lato è un modo per allineare una vecchia convenzione del passato a quelle che sono le richieste attuali, perché oggi sia dal punto di vista della legge regionale, sia dal punto di vista degli strumenti urbanistici della nostra città, l'obbligo dell'ERSA e stabilito in un minimo di vent'anni, come i Consiglieri sapranno, perché son quattro anni che parliamo di PUG attraverso le 2 varianti nelle due varianti abbiamo inserito la possibilità di rimodulare l'attuazione dell'ERS in base alla tipologia DS che viene realizzata ad esempio sexy reali. Se si fanno delle proposte di FS in locazione permanente dove l'obbligo, quindi dura nel tempo, di più si può realizzare una percentuale minore, così come viceversa, in alcuni casi una quantità maggiore di Airs può consentire di realizzare, per esempio, un intervento più o meno. Quindi è una cosa assolutamente in linea con i nostri attuali strumenti di governo quello di immaginare modalità di attuazione diversa dell'Est, proprio perché abbiamo lavorato in tutti questi anni per trovare il punto di equilibrio tra l'interesse sociale e la sostenibilità economica degli interventi. Proprio quella sostenibilità economica a cui prima faceva riferimento il Consigliere Di Benedetto, che comunque ancora dopo tutti questi anni confondo una convenzione urbanistica con una variante al piano urbanistico, son due cose diverse, non mischiamo le cose, perché altrimenti non ci si capisce mai quando parliamo.
Altro aspetto che vorrei sottolineare, si fa riferimento a in maniera critica alla scelta di abbassare la soglia di ISEE che nella convenzione urbanistica.
Mi sembra come se anche il dibattito che sta attraversando il Paese in questi giorni non sia, come dire, poi in alcun modo calato nella realtà, ma basterebbe leggere l'intervista di qualche giorno fa di Gianluigi Bovini per capire come il tema della sperequazione del reddito.
In modo particolare proprio per quelle fasce giovani, per i compagni di liceo del Consigliere Di Benedetto sia diventato un tema reale che si lega all'accessibilità della casa.
Quindi, questo non significa non volere privilegiare la fascia grigia significa cercare di affrontare un tema di redditi, salari, capacità di acquisto che attraversa il Paese e quindi anche la nostra città, su cui in tutti questi anni a livello nazionale non si è fatto nulla e adesso lo si pone come un tema.
È critico e polemico per la variazione di una convenzione, per un intervento tutto sommato.
Minore. Ecco allora, se vogliamo affrontare le questioni reali, innanzitutto non facciamo confusione con gli strumenti, parliamo di numeri reali.
E affrontiamo il problema per il carattere strutturale che ha abbiamo detto che, al di là dei numeri quantitativi che sono leggermente migliorativi e questo dato è incontrovertibile.
C'è un tema di scelte, di fare delle misure di carattere strutturale e non occasionale che il ribadisco l'esatto contrario di ciò che si sta facendo a livello nazionale con il cosiddetto Piano casa dove si trasferiscono per un periodo breve risorse pubbliche per gli interventi privati, come se il tema dell'accesso alla casa fosse un problema temporaneo contingente, una parentesi di dei prossimi due, tre anni e poi, dopo mi miracolosamente il problema è risolto. Come ho già detto in Commissione, si tratta il tema della pressione abitativa e della crisi abitativa che attraversa tutte le città, le principali città europee. È un dato strutturale che va oltre i cicli elettorali che andrà oltre le prebende elettorali e o lo affrontiamo in maniera strutturale, oppure dovremmo avere la decenza di non parlarne grazie.
Allora, grazie, Assessore. Passiamo alla fase di votazione. Chiedo se vi sono interventi per dichiarazione di voto.
Consigliere Zontini, prego.
Grazie, Presidente. Ma io volevo soltanto diciamo, dire un paio di cose. Innanzitutto. Allora, se quasi parliamo di cose incontrovertibili che non mi sembra che ci siano, se la matematica non è un'opinione allora e visto che addirittura all'assessore che possiamo anche non parlarne, c'è. Allora, da un lato, quando si interviene, si cerca di dire il nostro parere è inutile e non viene ascoltato, anzi potevamo anche tacere quando non interveniamo, perché ribadisco, noi interveniamo se e quando riteniamo di intervenire, non quando lo sollecitano né gli assessori né i consiglieri di maggioranza. Quindi allora non si capisce cosa dovremmo fare. Io non lo so da un punto di vista matematico, come faccia l'assessore a dire che c'è obiettivamente oggettivamente un miglioramento delle erse se togliamo o più di 800 metri quadri 833 metri quadri di Airs, mi chiedo che non so quanti potranno essere, ma minimo. Ecco anche che siano grandi di ampia metratura 100 alloggi, perché i numeri poi non ce li avete dati. È tra l'altro allora no, sono 800 metri quadri ah sì e 10 si può avere 10 scusate sì sì sì sì no, no non parlate, però chiedo scusa, se limitiamo che siano 10 o 15 alloggi. Comunque nella sostanza è il numero equo degli alloggi non lo sappiamo perché post potevano essere previsti alloggi da 50 metri come da 80 o 90. Questo non ci è stato detto. In ogni caso se vengono tolti 800 e 33 metri quadri di Airs, non è che noi, con raddoppiando il tempo su quello che avanza, abbiamo più ERSA, cioè no, perché se noi abbiamo x nuclei che hanno bisogno della casa, non è che facciamo di 10, cioè che allungando il tempo usato, si danno il cambio, raddoppiamo la capacità di accogliere persone che hanno bisogno della casa. Prima un primo fatto, seconda cosa: se davvero si voleva fare una misura strutturale, come dice l'Assessore, allora, perché non avete voi come Comune chiesto di adeguare la convenzione ai criteri del nuovo PUG dicendo allora, visto che il minimo dell'ERSA ai 20 anni e caro il mio soggetto attuatore adesso tu mi me ti chiediamo 20 anni su tutte le ERS, questa poteva essere una misura strutturale, non ti di mezzo l'ERSA, così l'altra metà della vendita o la affitti a Caroli di mercato e su quello che avanza, ti chiedo di adeguarsi al minimo del nuovo PUG, perché allora si poteva farla su misure strutturali, il Comune doveva chiedere per fare gli interessi della città allora mi porti da 10 a 20 anni il I e la durata della convenzione con, non accettando la proposta del privato e Trapar tra l'altro, anche qui, come è successo in altri 1.000 casi e spesso quello che noi diciamo viene interpretata in modo diverso e ne viene data una rappresentazione totalmente sbagliata e fuorviante. Io non ho mai detto che se il privato fa una cosa, se la magagna sotto ho detto solo che se il soggetto attuatore in questo caso chiede di togliere metà dell'ERSA per poterlo mettere a canone di mercato, secondo me non è una cosa che va nell'interesse pubblico, che è ben diverso dal dire che ogni volta che sia il privato di mezzo, cioè la magagna sotto, che casomai sarà un pensiero che forse avete voi non certamente noi e copre anche perché, come vedete, è vero, certamente Inter il compito del Comune, come può essere quello del Governo dello Stato e mettere a disposizione delle risorse utili anche ai privati, utilizzando gli strumenti che ci sono, per far sì che quegli investimenti, anche i realizzati dai privati vadano a dare risposta a un bisogno pubblico.
Il caso degli studentati siete voi che avete dato tutti i permessi di costruire e avete siglato le convenzioni con una serie di fondi stranieri, tra l'altro e accettando che su un totale di vado a memoria circa 2.900 posti, che tra l'altro dovrà essere ancora realizzati e li vedremo solo il 2 3% dei posti sono in convenzione e questa è una scelta che fate voi non è il problema del privato in prima del pubblico che accetta la convenzione, come in questo caso il pubblico accetta che venga dimezzata la quota di erse che su questo intervento doveva essere realizzata. Quindi qui, cioè dovevamo cercare poi anche di stare nei temi e francamente lo dico per Angloma e anche degli altri miei colleghi del Gruppo, sicuramente forse anche delle minoranze che ci siamo anche stancati tutte le volte di sentire travisati e le nostre parole di sentirci tirati per la giacchetta. Se non interveniamo, quando voi ritenete che dovevamo intervenire o addirittura di sentirci dire che potevamo anche non intervenire, perché tanto quello che dite voi a verità assoluta, cioè loro mettiamoci anche d'accordo, poi anche qui, se se fa fa qua tiriamo via 900 metri quadri diverse, poi forse volevate invece l'applauso per aver comprato nove alloggi di ERS, come di cui alla delibera prima, tra l'altro con i soldi della Regione, cioè allora smettiamola per favore, ecco di dire scemenze, grazie.
Grazie, consigliere. Consigliere Naldi, a lei la parola, prego. Grazie, Presidente. Ma.
Io trovo veramente bizzarro che, rispetto a un dibattito sugli strumenti urbanistici che dura ormai da da inizio mandato.
Ci sia questa reinterpretazioni a seconda delle fasi politiche che che attraversiamo, per cui all'inizio lo strumento urbanistico versava il privato, avevamo bloccato la città, nessuno poteva costruire poi con le varianti, ascoltando la città, ascoltando le parti sociali. L'assessore con il suo gruppo di lavoro negli uffici ha fatto una ricognizione, anzi più di una ricognizione, ascoltando tutti gli imprenditori e tutte le varie categorie di professionisti si sono stratificate due varianti:
E oggi ci troviamo in una situazione dove, rispetto a questo percorso ancora siamo criticati perché blocchiamo la città. In realtà si è dato alla città uno strumento per contemperare tutte le esigenze possibili, sia quelle economiche che quelle di risposta abitativa, e si è introdotta quella flessibilità che nell'interpretazione specifica di oggi e sto sulla delibera di oggi ha trovato una quadra su proposta del privato. Oddio che scandalo. Mamma mia, che scandalo il privato ha fatto una proposta all'Amministrazione e a saldi invariati di volumi si ottiene un percorso che non si può interpretare anche in maniera diversa, però rispetto a x metri quadri di ERS per 10 anni si ha il raddoppio degli anni sulla metà del degli x metri quadri diviso 2. La risposta è una risposta importante, tenendo conto che c'è una flessibilità che anche quella che hanno le famiglie, cioè l'accesso Allers.
Nell'auspicio penso di tutti quelli che fanno un percorso di questo tipo, essendo un ex convenzionato a scadenza, è quello di, come dire, trovare il modo anche di emanciparsi, migliorare la propria condizione di vita e poi magari provare a andare ad acquistare un'abitazione.
Perché è lo strumento dell'ERS con questa scadenza convenzionale, che impone un termine, la famiglia che entra o il singolo che entra, sa per le vecchie convenzioni che dopo 10 anni dovrà lasciare l'alloggio perché viene messo sul mercato proprio nel nella nella struttura della convenzione e viene riconsegnato alla proprietà. In questo caso i 20 anni consentono una flessibilità di cui le famiglie hanno bisogno, e quindi anche e non solo per quello che è l'indicazione ovviamente degli strumenti vigenti. Si va in quella direzione che in questo caso trova corrispondenza nella proposta del privato, ma che comunque dà modo di poter dare una risposta importante, che magari voi ritenete insufficiente sicuramente a risorse date e a proposte.
Fatte in un Comune come il nostro penso che siano rilevanti. Certo che se ci fosse un piano casa nazionale, magari qualcosa si potrebbe fare in più, ma non si può dire di di di vi mettete subito sugli scudi. A voi fate politica nel comune, però ci state sempre il livello nazionale e grazie che lo citiamo non è che i Comuni possono generare da soli degli investimenti importanti per 1.000 mila alloggi.
C'è una valutazione di convenienza nella flessibilità del rapporto con il il privato privato che voi avete osannato all'inizio quando lo strumento urbanistico, quando lo strumento urbanistico per voi era uno strumento che penalizzava i privati, avevamo bloccato la città in realtà così non è e lo vedremo perché comunque il tempo è un galantuomo e credo che anche questa ri riconfigurazione della convenzione vada nella direzione giusta, per cui esprimeremo sicuramente come Partito Democratico, voto favorevole. Grazie, Presidente.
Grazie, consigliere. Ha chiesto di intervenire il Consigliere Di Benedetto. Ne ha facoltà, prego. Grazie, Presidente. Ma mi corre l'obbligo di correggere la collega Zontini, che parla di matematica, ma non ha capito che quando si parla con la maggioranza e la matematica è più una questione di filosofia dipende dalla autopercezione anche dei numeri, ma rispetto, invece, e quindi alla questione specifica. È chiaro che anche chi mi ha preceduto non ha capito il concetto, che pure avevamo spiegato in maniera molto chiara e non si non si critica il privato perché chiede la convenzione. È chiaro che se ha bisogno della sostenibilità economico finanziaria, che non è possibile per via del Piano urbanistico, si va a chiedere una modifica delle regole di ingaggio, che è quello che è accaduto e quello che si critica è che c'è un piano urbanistico che obbliga il privato a chiedere questo tipo di permesso per riuscire, ahimè, a tenere in piedi la pianificazione economico finanziaria e non è normale e lo ripeto che il privato, per riuscire a avere una pianificazione economico finanziaria, che funzioni, debba chiedere una deroga di questo tipo rispetto a quelle che sono le regole di ingaggio che dovrebbero valere per tutti. Il privato fa bene perché ha bisogno di lavorare da del lavoro delle persone, crea alloggi, crea lavoro e crea offerta abitativa. È chiaro che fa bene il problema sulle regole generali del Comune, che obbligano poi ad andare in questa situazione. Non possiamo accettare un comune che fa delle regole tale per cui alla fine costruisce solo chi la Giunta o chi per lei decide che può costruire, perché se fossi stato io a chiedere questo tipo di convenzione me l'avrebbe data al Comune dai, non prendiamoci in giro. Sicuramente no, come può accadere in tante altre situazioni. Le regole di ingaggio dovrebbero essere uguali per tutti dall'inizio, se serve votare una convenzione per andare a modificarle, vuol dire che qualcosa non funziona e ce lo state confermando. Per quanto riguarda il Piano casa, poi dice bene chi l'ha detto prima di me voi avete governato per vent'anni di piena in casa, non si è vista l'ombra, ora il Governo sta cominciando a farne uno e non va bene senza e non va bene di qua non va bene di là non viene nessuno, viene giù a voi, non va bene che non avete fatto voi è questo il problema, però la matematica. Esatto. Quella che per voi questo Andy filosofia, a quanto pare. Detto questo, e chiedo peraltro al collega e ai colleghi di rispettare l'intervento. So che è complicato e quando si parla di democrazia accettare che altri altri possono esprimere la loro opinione.
E rimaniamo in senso contrario rispetto a questa struttura del Piano urbanistico, che è deleteria e continua a essere deleteria rispetto a quella che è l'offerta abitativa della nostra città ed è una delle cause che sta costruendo la crisi abitativa a Bologna. Grazie, Presidente.
Grazie, Consigliere.
Chiedo se qualcun altro intende intervenire.
Consigliere Begaja, prego.
Grazie, Presidente. Sia un po' particolare, ovviamente il dibattito che si sviluppa poi nella dichiarazione di voto, ma ci sta a noi, del resto non è che tiriamo per la giacchetta, qualcuno facciamo delle valutazioni politiche e quindi anche intervenire o non intervenire in determinati contesti. Io penso che possa essere soggetto di valutazione politica.
Spero che nessuno si toc. Sì, sì, senti toccato nell'intimo se ci sia una qualche lesa maestà dal momento in cui poi dopo nel merito le cose si si vanno a verificare e quindi mi dispiace per chi si è sentito toccato da dalla discussione di prima, però alla fine gli argomenti evidentemente non c'erano. Per quanto riguarda per quanto riguarda la delibera, abbiate pazienza, ma e questo è un accordo può essere valutato positivamente o negativamente, ci mancherebbe altro, però è cioè non è che è opinabile il fatto che alla fine la disponibilità complessiva di hertz su vent'anni è maggiore.
Non c'è, cioè questo può essere, può essere una valutazione, come dire, cioè sull'accordo, su come è nato, su sull'ISEE, sulla soglia ISEE che viene introdotta, però abbiate pazienza ma io credo che sia meglio.
Sui vent'anni avere un accordo di questo tipo.
Poi io c'è, per carità, accetto opinioni, opinioni divergenti e questo, appunto è è la democrazia, però scusatemi, ma prendere prendere lezioni addirittura.
Da chi veramente l'ho spiegato anche prima, ci sta portando i fondi sovrani di Abu Dhabi. Avere potere di veto sul piano sul piano casa nazionale, che nemmeno esiste e si che è oggetto della discussione, è sì che è un problema, perché il Piano casa non è che poi se se verrà fatto, perché sono tre anni che se ne parla, non si capisce. Nel frattempo, appunto, le persone protestano in strada, poi ci si chiede perché poi sono tre anni che che che si fa bla bla bla dalle parti del Governo, questo dà fastidio rilevarlo, ma dà fastidio perché la realtà perché la nuda realtà. Quindi qui stiamo parlando di un accordo specifico su una convenzione, su una convenzione, 10 anni per una convenzione. Hertz sono troppo pochi.
Sono pochi, sono pochi. Questo è un fatto incontrovertibile, controvertibile è un'opinione, però io credo che noi abbiamo bisogno sicuramente di accordi milioni non sicuramente bisogno di hertz maggiore. Abbiamo sicuramente bisogno di alloggi, abbiamo sicuramente bisogno di risorse e di politiche abitative a livello complessivo. Abbiamo bisogno e qua in città ce ne sono, abbiamo bisogno di un quadro nazionale che non premi solo la rendita ma che dia possibilità ai Comuni di regolamentare i canoni, le vie, le strade e la possibilità di mettere gli alloggi.
Sulle piattaforme, oppure di dargli il canone concordato e rendere vantaggioso questa soluzione, soprattutto sul tema dello sfitto, che sono migliaia di alloggi in città, migliaia e migliaia, ma anche questo discorso non conviene farlo, perché altrimenti si creda all'esproprio, a al regime, eccetera, questo non conviene. Evidentemente. Qui, però, la contraddizione sulla linea politica delle opposizioni e della destra dell'estrema destra, scusate, che governa il Paese, è già emersa perché alla fine della fiera non va, non va bene niente, se fa l'accordo col privato non va bene, se fa una convenzione a vent'anni non va bene, se però alla fine fa il Piano urbanistico che ti chiede l'ERSU. Non va bene lo stesso se alla fine pone delle condizioni che sono anche di controllo.
Delle convenzioni e non appunto di come dire, ad aumentare la possibilità, il fatto che ci sia un intervento del pubblico controllo il pubblico, invece di fare solo la SCIA e tirar su palazzi, questo non va bene alla fine non va bene niente.
Ma sapete perché? Perché dall'altra parte c'è il niente, perché queste sono politiche che possono essere sicuramente giudicate criticate, migliorate, però sono politiche. Dall'altra parte c'è il nulla che avanza, grazie, votiamo.
Bene, apriamo la votazione.
Proposta 113 2026 la votazione è aperta.
Voto favorevole. Fattori:
Allora, chiudiamo.
Chiudiamo la votazione. 31 presenti.
No, 29, votanti 31 presenti 29, votanti 22, favorevoli 7.
Ah c'è anche il consigliere Fattori 23 favorevoli, scusate.
7 contrari 1 non votante. Il Consiglio approva.
Dovete chiedere.
Verbalizziamo il voto contrario del Consigliere Di Benedetto.
Ripeto 31 presenti, 31 votanti.
23 favorevoli.
E 8 contrari.
Bene.
Allora, ora c'è un ordine del giorno.
C'è l'ordine del giorno numero 240:
Della prima firma, consigliera Di Pietro, teso ad invitare il Sindaco e la Giunta a garantire maggiore sicurezza in via Parigi e zone limitrofe limitrofe, presentato dal no, non è questo. Scusate, un attimo, un attimo.
Qui c'è questo.
Allora, ordine del giorno numero 2: allora, l'ordine del giorno numero 2 reset ordine del giorno numero 2, per sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare, istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della difesa civile non armata e non violenta e di implementazione di politiche di pace. Consigliera. Prego, Presidente Lavarra. Rimanderei la presentazione al prossimo lunedì. Grazie,
Grazie, consigliera. Allora la seduta si consiliare si conclude qui e termina alle ore 17.
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