Carissime ragazze, carissimi ragazzi.
Vi rivolgo il mio caloroso saluto di benvenuto che estendo alle autorità civili militari.
Ai dirigenti scolastici, agli insegnanti e alle associazioni e ai cittadini presenti. Quest'anno con molta convinzione abbiamo voluto celebrare in questa sede il Giorno della Memoria, lasciando spazio a voi, giovani, componenti del Consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi di Carate Brianza per condividere le vostre riflessioni su una tragedia che ha segnato la storia dell'umanità e ha spronato il mondo intero a non dimenticare e a dire con forza ma i più disumanità mai più odio, ma i più razzismo mai più regimi,
Il Giorno della Memoria, oltre ad essere una ricorrenza internazionale proclamata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite con risoluzione del novembre 2005, è stato istituito dal Parlamento italiano con legge del 20 luglio 2000 numero 211 al fine di ricordare il 27 gennaio 1945 data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz il più grande campo di concentramento nazista e commemorare la Shoah lo sterminio del popolo ebraico le leggi razziali, le Pers la persecuzione italiana dei cittadini ebrei,
Gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che anche in campi e schieramenti diversi si sono opposti al progetto di sterminio e a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. Oggi siamo qui per consolidare quel ponte tra un passato che non dobbiamo dimenticare il nostro presente perché ricordo, rende eterni gli errori umani ed è indispensabile per impedire che gli stessi si ripetano. Per questo abbiamo il dovere di continuare.
A ribadire la storia senza piegarci a logiche interpretative o di parte, non limitandoci solo a leggerla sui libri, ma promuovendo e mettendo in pratica quotidianamente gesti e azioni di pace, di solidarietà, di fratellanza, di inclusione e di rispetto del prossimo. Lo dobbiamo a tutte le vittime, barbaramente uccise e perseguitate dal regime criminale nazifascista,
Ai pochi sopravvissuti ai campi di concentramento e di sterminio ancora oggi in vita, come per citarne alcune Liliana Segre Sami Modiano le sorelle Andra e Tatiana Bucci Edith Bruck, ultimi testimoni che lasceranno noi il compito e la responsabilità di portare avanti e diffondere soprattutto a voi giovani, l'amara verità di quanto accaduto e il grande valore della memoria.
Il crimine subito dal popolo ebraico e da tutti i deportati nei campi di sterminio nazisti è una ferita indelebile che l'umanità non può permettere che si riapra mai, come in questi tempi, nei quali anche in Paesi a noi vicini sono tornate le guerre, le istituzioni hanno il dovere di non abbassare la guardia, di adoperarsi per la pace ed impedire il diffondersi di sentimenti di estremismo, di antisemitismo, di discriminazione e di indifferenza.
Care ragazze, cari ragazzi, sono convinto che la mia e la vostra generazione debbano ritenersi fortunate di vivere in un Paese libero e democratico, una fortuna da apprezzare e salvaguardare perché ancora oggi, nel mondo ci sono troppe persone perseguitate e discriminate pay per i nobili motivi quali ad esempio la razza e la religione. Il significato del ritrovarci qui oggi, oltre a rappresentare un momento commosso, vi ricordo a tutti gli uomini e a tutte le donne e a tutti i bambini che, subendo inumani atrocità, sono stati privati della loro identità e della loro vita. Vuole anche essere un'opportunità per dialogare con voi giovani, aiutandovi a tenere aperte le vostre coscienze ed ora, prima di passare prima di passarvi la parola, vi suggerisco di andare a visitare i luoghi, anche non così lontani, che testimoniano il tragico periodo storico che oggi commemoriamo.
Anche nella nostra città, infatti, ci sono due piccoli segni tangibili di quegli anni terribili sono due pietre d'inciampo in memoria dei nostri concittadini, Giovanni Cesana e Augusto Cesana, incastonate rispettivamente qui all'esterno del municipio in piazza Cesare Battisti e in via Luigi Azimonti, dove l'Amministrazione comunale oggi ha posato due corone di alloro in segno di onore di memoria e di rispetto per tutte le vittime del genocidio nazifascista grazie a tutti.
E ora lascio la parola al al vicesindaco, Luca Cesana, che introdurrà il video che tra poco andremo a vedere.
Ciao ragazzi benvenuti, intanto inizio a dirvi che questa sessione del Consiglio vostro e trasmessa in diretta streaming e poi la ritroverete registrata nel sito del Comune, quindi se qualcuno di voi poi vuole andare a risentirsi e qualcuno vuole approfondire quello che ci siamo detti dopo lo potrà fare,
Vorrei iniziare facendovi vedere ed ascoltare una video-intervista a una donna sopravvissuta ad un campo di concentramento, perché abbiamo scelto di iniziare così abbiamo scelto di iniziare da una testimonianza diretta, perché è fondamentale ricordare a voi, ma anche a me, che sono nato dopo che questi fatti non sono soltanto pagine di libri o capitoli di storia sono vite reali sono esperienze vissute, ci sono ancora uomini e donne che portano nel corpo e nella memoria ciò che è accaduto.
Ascoltare una sopravvissuta significa dare un volto alla Shoah, significa sottrarre la tragedia all'astrazione dei numeri e restituirla alla dimensione umana, significa comprendere che dietro ogni deportato c'era una persona, c'era, una famiglia, c'era una storia spezzata, c'è stata una storia spezzata,
Prestate poi attenzione all'ultima parte di questa intervista, una parte che richiama un sentimento che non dovremmo mai smarrire la vergogna, poi ci ritornerò brevemente alla fine del filmato e poi parlerete voi, quindi inizierei col filmato.
Ecco, avete visto questa donna ci ha confidato che oggi parlare sempre più difficile per lei, per la vergogna di ciò che è stato la vergogna che esseri umani abbiano potuto progettare, organizzare, realizzare un tale abominio, la vergogna che altri abbiano potuto tollerarlo, giustificarlo, subire senza opporsi, ma è proprio per quella stessa vergogna che noi non abbiamo il diritto di tacere perché il silenzio ieri è stato una delle condizioni che hanno reso possibile l'abominio perché solo una memoria che sa provare vergogna e una memoria viva capace di trasformarsi in responsabilità prima di lasciare a voi il continuo di questo Consiglio, vorrei ancora dirvi questo, il Giorno della Memoria, interpella profondamente le istituzioni, la coscienza collettiva, ma interpella anche ciascuno di noi ricordiamo la Shoah, l'abisso della storia europea, la tragedia dello sterminio sistematico di milioni di ebrei e di altri me e di altre vittime innocenti.
La macchina dello sterminio nazista è stata un unicum, un evento senza precedenti, che non deve essere banalizzato né usato come paragone superficiali, ma Auschwitz non è soltanto un luogo della storia, è diventato un monito permanente.
Ricordiamoci di questa verità scomoda ma necessaria. Auschwitz ha dimostrato che ciò che si riteneva impossibile può diventare possibile. Primo Levi ci ha insegnato che lo sterminio non fu opera esclusiva di pochi criminali, fu reso possibile anche da una vasta zona grigia, fatta di indifferenza, fatta di obbedienza, fatta di opportuni opportunismo, di paura di silenzi, un'area umane ampia, contigua al Mali che lo ha sostenuto e lo ha reso normali. Questa riflessione ci riguarda da vicino, perché la memoria, se vuole essere autentica, non è mai auto assolutoria, non serve a dirci noi saremmo stati diversi, ma chiederci chi siamo oggi di fronte alle ingiustizie di fronte alle discriminazioni, alla disumanizzazione di un atto, il giorno della memoria non è soltanto il ricordo delle vittime, ma è un impegno civile e un impegno contro ogni forma di odio, di antisemitismo, di razzismo, di persecuzione, è un impegno a custodire la dignità della persona, che è fondamento della nostra Costituzione e della nostra convivenza democratica. Le istituzioni e anche voi siete in questo momento istituzione hanno una responsabilità particolare sostenere la conoscenza storica, promuovere l'educazione delle nuove generazioni, difendere ogni giorno i valori della libertà, del rispetto e della solidarietà, perché Auschwitz non nacque all'improvviso, nacque da parole che escludevano da leggi che discriminavano da abitudini che disumanizza vanno da un consenso che si è costruito un passo alla volta, un passo dopo l'altro ricordare oggi significa vigilare, significa riconoscere i segnali anche quando sono deboli, significa scegliere ogni giorno da che parte stare. Questo è il senso più profondo del Giorno della Memoria.
Questo ricordiamocelo e adesso sono invece curioso di sentire voi cosa avete da dire a noi e secondo me voi diretti e cosa ancora più belle di quelle che noi abbiamo detto a voi, grazie.
Quindi direi Sindaco parola che è.
Siano essi.
Se al massimi.
San Massimiliano Kolbe, flussi sacerdoti e che nei campi di concentramento offrire la propria vita in cambio di quella di un padre di famiglia che ha poi ricordato quei drammatici momenti con queste parole Kolbe uscì dalla dalle file rischiano di essere ucciso all'istante per chiedere alla Guardia di sostituirmi.
Non era immaginabile che la proposta fosse accettata, anzi molto più probabile che il prete fosse aggiunto i 10 selezionati per morire insieme di fame e di siti, invece no contro il regolamento Kolbe, mi salvò la vita, i sacerdoti e polacco venne rinchiuso insieme con altri prigionieri nel bunker della fame, egli egli dice che queste furono le sue parole, l'odio non aveva una forza creativa, lo è solo l'amore.
Sì, dietro questi rapidi diceva Papa Benedetto sedicesimo si cela il destino di innumerevoli esseri umani, essi scuotono la nostra memoria, scuotere nel nostro cuore non vogliono provocare in noi l'odio, ci dimostrano anzi quanto c'è terribile l'opera dell'odio.
Vogliono portare la re, la ragione a riconoscere il male come male e a rifiutarlo vogliono suscitare in noi il coraggio del bene, della resistenza contro il male, vogliono portarci a quei sentimenti che si esprimono in queste parole, sono qui non per odiare insieme, ma per insieme a mare.
L'opposto dell'amore non è l'odio e l'indifferenza, l'opposto dell'educazione non è l'ignoranza ma l'indifferenza, l'opposto dell'arte non è la bruttezza, ma l'indifferenza, l'opposto della giustizia non è l'ingiustizia, ma l'indifferenza, l'opposto della pace non è la guerra ma l'indifferenza alla guerra, l'opposto della vita non è la morte, ma l'indifferenza alla vita e alla morte. Fare memoria, combattere l'indifferenza è lì. Weasley, scrittore rumeno superstite dei campi di concentramento discorso alla casa Bianca 12 aprile 1999.
Trovo bella la vita e mi sento libera, i cieli si stendono dentro di me come sopra di me, credo in Dio e negli uomini e, oso dirlo, senza falsi pudori la la vita è difficile, non è grave, una pace futura potrà essere veramente tale solo se prima sarà stata trovata da ognuno in se stesso.
Sì, se ogni uomo, un uomo si sarà liberato dall'odio contro il prossimo di qualunque razza o popolo, se avrà superato quest'odio e Laurora trasformato in qualcosa di diverso, se non risolveremo solamente i nostri corpi ai campi di prigionia, dovunque essi siano, sarà troppo poco. Non si tratta infatti di conservare questa vita, ogni costo, ma di come la si conserva a volte. Penso che ogni situazione è buona o cattiva possa arricchire l'uomo di nuove prospettive. Non sono i fatti che contano nella vita, conta solo ciò che, grazie ai fatti, si diventa. Etty Hillesum, giovane ebrea olandese, morta, ad Auschwitz.
Bongiorno, oggi ci riuniamo in questo luogo simbolico della democrazia per ricordare una delle pagine più buie della storia del 900, la Shoah, il giorno della memoria non è solo un momento per ricordare il passato, ma un'occasione per interrogarci sul presente e sul futuro come i cittadini, i cittadini responsabili,
Le parole che ascolteremo appartengono a Liliana Segre testimone testimone diretta delle leggi razziali, della deportazione e del campo di sterminio di Auschwitz nei suoi libri, la sola colpa di essere nati dalla memoria Iren deliberi, la sua voce non cerca vendetta né odio, ma ci invita a capire, a ricordare e a scegliere da che parte stare.
Leggere queste pagine significa assumersi un impegno, fare in modo che ciò che sta che è accaduto non venga dimenticato e non si ripeta mai più sotto forma di discriminazione, esclusione o violenza.
Dal libro la sola colpa di essere nati, prendi ascoltare questo brano, ricordiamo che il titolo del libro racchiude una verità terribile durante le leggi razziali e le persecuzioni naziste milioni di persone furono condannate non per ciò che avevano fatto, ma semplicemente per ciò che erano in questo passo Liliana Segre ci aiuti a capire cosa significa essere privati dei diritti dell'infanzia e della dignità ma anche alla forza inaspettata che abbiamo dentro di noi nei momenti di difficoltà.
Io ero davvero negata per la ginnastica e per qualunque sport, riuscivo talmente male che, quando completato la quinta elementare a mio papà, che mi chiedeva cosa vuoi il regalo anziché rispondere come tutte le bambine di 10 anni dell'epoca che volevano la bambola o una casa per le bambole, ho risposto un asse di equilibrio e papà incredulo l'asse di equilibrio della ginnastica sì, proprio quella feci, io, ma perché io gli ho risposto perché non riesco a farla a scuola, cado sempre e voi esercitarmi in casa e mio papà poveretto in un negozio di articoli sportivi mi compra un asse di oltre due metri che ovviamente non sapevamo dove mettere mia nonna dovette rassegnarsi a Terna, in salotto e io tentavo con le braccia aperte un piede davanti all'altro, provavo e ritrovavo, ma credevo sempre.
Poi è scoppiata la guerra, siamo sfollati Inverigo e l'asse è andata a finire chissà dove non l'ho più vista nel corso della marcia della morte, però poco prima di marzo arrivammo in Germania.
Un bombardamento degli Alleati aveva battuto un ponte sul torrente, che noi dovevamo oltrepassare, allora le SS sono entrati in un bosco, lì vicino, hanno tagliato un albero, hanno piazzato il tronco sul torrente vorticoso e ci hanno intimato di passarci sopra la distanza tra le 2 sponde era di circa 10 12 metri. Eravamo quasi alla fine della marcia scheletriti e senza forze, con gli zoccoli scivolosi su un ponte improvvisato, e sotto di noi l'acqua che scorreva rapida, ebbene, quel terrore ha fatto sì che riuscissimo passare tutte, nessuna è caduta, nemmeno io, che ero stata incapace di camminare sull'asse di equilibrio, io che in casa mia, che devo sempre lì ce l'ho fatta perché quando è indispensabile la forza che abbiamo dentro di noi ci permette di fare cose che in un'altra situazione non sapremmo fare mai.
Nel prossimo brano, tratto dalla memoria, rende liberi Liliana Segre, racconta la scoperta dolorosa di quanto l'essere umano possa diventare crudele, è una riflessione che ci re, che ci invita a conoscere il male per poterlo contrastare senza mai abituarci ad esso.
In una bambina come me, oltre al freddo, alla solitudine, alla fame, alla malinconia, alla tristezza c'è sempre stato lo stupore premere altrui, però un continuo stupore privo da un mondo fatto di persone, buone miti per una famiglia in cui non si litigava in cui ci si voleva bene appartenente a una borghesia quieta,
Per questo, anche dopo aver attraversato tutti i passaggi intermedi che avrebbero dovuto prepararmi alpeggio, quell'orrore andava oltre la mia capacità di comprensione quando, per quello che facevano a me e agli altri, quando assistevo alle violenze, vorrei stupirvi in prima persona colloqui dominava la mia mente più che il dolore era la sensazione di stupore.
Avevo sempre saputo che c'era questa parola dentro di me, ma dovevo leggerla per capirlo fino in fondo lo stupore per il male altrui è una cosa infantile, non sentimento legato all'infanzia.
Primo Levi, proprio a questo sentimento, durante il suo primo incontro con i soldati tedeschi, che picchiavano violentemente i prigionieri per farli salire, rafforza si fa guardi piombati e si rese conto di con stupore e faccio parte dell'innocenza perché chi non si stupisce più di niente ha perso la sua innocenza e io mi sono stupita sempre di tutto quello che ho visto,
Nel terzo posto che ascolteremo Liliana si trova di fronte ad una scelta superare Lemaître tra l'umano e non umano, il suo gesto che il rifiuto della violenza è ferma e integrità morale della persona, anche quando era la di la sua dignità, è calpestata, ci mostra che anche dopo l'orrore si può scegliere l'umanità,
Ricordo di aver visto il capo del campo buttare la pistola per terra era nuovo, terribile, crudele che picchiava selvaggiamente le prigioniere. In quel momento una parte di me avrebbe voluto raccogliere la pistola a ucciderlo. Fu un istante di vertigine durante il quale mi sembrò che si fossero invertite le parti forte. Io e debole lui, guardavo l'arma feci per prenderla convinta di poterli sparare, sicura che sarei stata capace la vendetta mi sembrava a portata di mano, ma di colpo capì che non avrei mai potuto farlo, che non avrei mai saputo ammazzare nessuno. Questo fu l'ottimo straordinario che dimostra la differenza tra me e il mio assassino e da quel preciso istante fui libera, veramente libera perché ebbi la certezza di non essere come lui di essere un'altra cosa. Erano oltre all'etica che avevo imparato della mia famiglia politica, del rispetto, una cultura di vita, non di morte, che tornasse pure a casa sua, ma che nessuno ti fosse reperibile e popolate dai fantasmi che di chi aveva ucciso,
Nel prossimo brano capiremo, perché è necessario non commettere il male, ma uscire dall'indifferenza nelle sue parole vi ricordo che la libertà non è mai scontato e va difeso ogni giorno con le scelte grandi e piccole di ciascuno di noi.
È andata così, sono uscita da un'indifferenza che pensavo il Mibtel gessi e invece mi impediva di vivere, ciò che più mi ferisce è l'INPS, l'indifferenza, l'odio, ancora oggi c'è in giro e tanto odio ed è terribile quando sono diventata una persona conosciuta e ho incontrato si arrabbino Giuseppe Laras, sia il cardinal Carlo Maria Martini, di cui era una grande ammiratrice oggetto ed entrambi,
Io sono ebrea e la mia esperienza, la mia prigionia, il mio arresto, i miei lutti, tutto quello che mi è capitato è successo perché io sono Liliana Segre, se mi fossi chiamato diversamente, non vi sarebbe successo, non è successo perché io avessi commesso qualcosa, ma perché sono qualcosa vedi antisemitismo e razzismo ci sono sempre, però in alcuni momenti è più facile che rimarcano, che si vedono di più che siano addirittura addirittura proclamati. Certo se torna la paura dell'altro che oggi egemonizzato come untori nella sala euro Europa e ci sia be to a pensare che ci sono uomini forti a cui affidarsi allora molto tranquilli, non possiamo stare. Ci sono state città che hanno fatto barricate per poche decine di disgraziati arrivati dal mare.
Quest'ultimo brano ci parla di responsabilità e di speranza, una testimone che ha conosciuto l'oggi più profondo, sceglie di parlare ai giovani affidando loro il compito di custodire la memoria, ascoltiamo questo passo come un messaggio diretta, noi ricordare significa diventare cittadini consapevoli, capaci di riconoscere e contrastare ogni forma di razzismo e discriminazione,
Tu non sai quanto gli apprezzi la parola che hai usato hai detto oggi l'indifferenza non hai detto oggi le indifferenti, come ha scritto Antonio Gramsci, è una conferma delle affermazioni che tu non la di nessuno e secondo me, sotto la scelta della parola, ci sta anche la consapevolezza che da indifferenti si può diventare partecipi. E una prospettiva di eccezionale diversità esatto. L'etichetta della responsabilità è quella che ci obbligano a restare indifferenti. Non abbiamo bisogno di eroi, serve però tenere sempre viva la capacità di vergognarsi per il male altrui, di non voltarsi dall'altra parte di non accettare le ingiustizie riunioni, accettare passivamente al bullismo e di non dire mai non mi riguarda. Anche questi sono concetti che ribadisco spesso ai ragazzi.
Vi ringrazio tutti e ringrazio le associazioni che sono stati qui con noi e lo invito a partecipare anche i prossimi eventi.
Invito tutti i consiglieri e le associazioni a fare una foto di gruppo qua in mezzo.
Intanto ringraziamo, vi ringraziamo ragazzi, perché ci avete davvero portato eletto dei dei bei messaggi e delle bellezze testimonianze.
Teniamole nella mente, teniamole nel cuore questi messaggi che ci avete consegnato,
Noi adulti e ce ne sono anche tra il pubblico.
Noi adulti affidiamo queste memorie, vorremmo affidare queste memorie soprattutto a voi, ma ve li affidiamo non come un peso da portare, ma come luce, perché conoscere ciò che è stato significa imparare a riconoscere ciò che non deve più essere è stato, ma non vogliamo più che sia.
Questo è il nostro compito e il nostro e il vostro compito è la nostra e la vostra responsabilità insieme dobbiamo portarlo avanti questo noi adulti, voi ragazzi, voi, ragazzi che diventerete adulti, ricordandovi però anche questi passaggi, ecco, quindi questa è la vera memoria e fare memoria, ma farlo bene, perché ce lo portiamo dentro perché ci crediamo, quindi la foto viene ancora più sorridente viene ancora più bella, perché questo momento lo abbiamo vissuto tutti insieme, quindi grazie grazie di essere venuti approfondite prima della foto o un ti ti rubo, ancora un secondo Sindaco, perché so che voi avete aderito a questo.
Né nell'ambito di questo progetto costruiamo la gentilezza e allora oggi abbiamo preso l'occasione intanto che voi siete qui e vi abbiamo un po' rubato dalla scuola, anche se probabilmente questo momento è stato.
Più educativo di qualche momento a scuola, perché anche questo serve le professoresse saranno contenti voi forse di più, perché avete fatto appunto un'ora in meno, ma vi siete preparati bene, quindi c'è un lavoro dietro che abbiamo visto e abbiamo apprezzato, allora vi vi spieghiamo un attimo Simone che è un po' l'addetto dell'Ufficio, che stanno proseguendo i rapporti, voi con voi, il Consiglio dei ragazzi, vi spiega un po' quello che trovate in questa cartelletta, perché trovate anche voi la cartelletta. Queste sono le cartellette, un po' come gli onorevoli trovano sul tavolo in Parlamento e quindi voi siete ormai siete importanti e avete questo compito in questa cartelletta. Ci sono dei documenti che i documenti sono ce lo spiega Simone.
Buongiorno.
Vi forniamo un piccolo kit per elaborare le 7 regole gentili per stare bene insieme, infatti, avendo aderito alla rete dei Consigli comunali per la gentilezza, il vostro compito per quest'anno sarà di elaborare queste piccole regole che aiutano nella vita di tutti i giorni ad avere una convivenza civile che è il primo passo per salvarci dall'orrore che o di cui oggi abbiamo ascoltato testimonianze.
Il primo foglio e proprio un piccolo, una piccola spiegazione generale di questo progetto, per cui vi spiega che cos'è una regola gentile come nasce e come può essere elaborata.
Mentre nel secondo foglio avete la scheda di laboratorio che vi permette di elaborare la vostra regola, gentile, riflettere sull'argomento e capire qual è quel momento della giornata in cui notate che c'è bisogno di gentilezza, qual è quella situazione in cui comportarsi gentilmente, può fare la differenza e trasformare una brutta giornata una giornata grigia in una bella giornata.
La terza scheda e una griglia di verifica la regola per essere veramente una regola gentile deve rispettare determinati requisiti.
Se la regola che avete immaginato rispetto a questi requisiti supera questo test di verifica ed è veramente una regola gentile che può essere adottata.
Per rispettare quello che è previsto dal progetto, dovete lavorare sei regole gentili, quindi come Consiglio sei regole, la settima regola Gentile è la regola educativa riparativa, cioè se una persona viola questa regola, gentile, che cosa deve fare per riparare il danno che ha fatto e per imparare che è meglio essere gentili piuttosto che sprofondare nell'orrore.
Anche questa anche questa scheda di guida nell'elaborare la regola gentile e ha la sua griglia di verifica per capire se la regola gentile che avete immaginato sia abbia effettivamente una funzione educativa e riparativa al termine abbiamo lasciato un piccolo gioco, se sbaglio, cosa faccio che potete fare per divertirvi e per cercare di capire in quali ambiti della vita si può applicare questo principio di gentilezza e siccome i il progetto è gestito dall'Associazione corre Tamworth che deve coordinare il tutto a livello nazionale. Abbiamo anche dei termini da rispettare.
Per cui vi chiediamo gentilmente di restituirci l'elenco con le 7 regole gentili entro la fine del mese di febbraio. Buon lavoro,