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Noi siamo stati eletti.
Apposizione sistematica buonasera.
Buona sera a tutti a tutti.
Prima di aprire questa Commissione, o meglio, lascio la parola per aprire a questa Commissione al alla Presidente Valentina Messuti per un impegno non può essere qui presente tra noi e quindi le lascio la parola che in in collegamento.
Buonasera, buonasera.
È?
Un saluto al Sindaco, ai colleghi Consiglieri comunali e da un particolare benvenuto ai nostri ospiti e al direttore generale, Carlo Salvi il direttore sanitario, dottor Antonino Zagari, la dottoressa Rosaria, Tiziana, state Arrigo, Direttore del pronto soccorso di Vimercate e attualmente ad interim del transistor complicate Brianza e delle cure subacute la dottoressa Susanna Motta, dirigente responsabile della medicina interna dell'ospedale di Carate Brianza e il consigliere regionale Fabrizio Tosini, grazie per aver accolto il nostro invito.
E faccio anche un saluto e un ringraziamento a tutti i cittadini che hanno scelto di essere presenti e che sono collegati. Mi spiace non poter essere con voi, come diceva il Sindaco. Avevo un impegno programmato, ma ci tenevo comunque essere presente, anche se a distanza, per aprire questo importante momento di incontro. Sarò breve, appunto perché sono in chiamata, ma come presidente della Commissione Consiliare. Ecco, credo profondamente che il nostro ruolo, che è quello di creare occasioni di confronto, informazione d'ascolto su temi che riguardano la città e della nostra comunità, che la sanità è certamente uno di questi, inoltre, altri 30 all'ospedale di Carate Brianza, che tra l'altro è un luogo prescelto per la seconda volta per partorire tra un paio di mesi non vedo soltanto una struttura sanitaria, vedo un luogo fatto di persone che ogni giorno si prendono cura di altre persone, accompagnandole in alcuni dei momenti più importanti e delicati della loro vita. E proprio per questo che desidero esprimere un sincero ringraziamento a tutte le donne e gli uomini che, con professionalità, competenza, passione, hanno continuato a credere nel valore di questo presidio. Schede altri ospedaliero.
Persone che hanno lavorato con impegno per affrontare e individuare soluzioni, costruire strategie affinché l'ospedale di Carate Brianza possa continuare a crescere e a rispondere sempre meglio ai bisogni del nostro territorio. Nella serata di oggi ci tengo a precisare che nasce proprio con questo spirito, per condividere le prospettive future del nostro ospedale, aprire informazioni chiare, creare uno spazio di dialogo e partecipazione, perché la struttura della sanità si costruisce insieme attraverso un confronto, collaborazione e impegno di Cruz, insomma.
E a questo punto io passerei la parola al nostro Sindaco cosicché possa introdurre gli interventi della serata, vi auguro un buon incontro e una buona serata, sono sicura che sarà un bellissimo momento di informazione e confronto.
Un ringraziamento al presidente Messuti, nonostante l'impegno ha voluto comunque collegarsi per per farci un saluto e condivido il suo intervento in quanto questa, oltre a essere un un, una Commissione servizi sociali, è una serata aperta alla cittadinanza, anzi ringrazio per.
Il nutrito e folto pubblico, saluto anche le persone collegate da casa, perché tanti dato il periodo non hanno potuto presenziare, quindi ci hanno chiesto un collegamento da remoto, ma soprattutto mi unisco ai ringraziamenti, perché comunque non è una cosa scontata che l'intera dirigenza della essersi ti Brianza,
Sia sia qui presente, quindi io li ringrazio, non solo per essere qui questa sera metodo, ma per la costante vicinanza alla nostra Amministrazione comunale e a tutto il il territorio. Brianzolo, ma questa sera adesso non voglio svelare nulla, perché lo lascerò dire, dirà loro. Ci sono delle importanti novità. Voi sapete benissimo che la sanità non è una competenza comunale. Infatti ringrazio anche per per la presenza di Fabrizio Figini, consigliere regionale, che tu che stasera sarà qui e dopo interverrà e ringrazio tutti i loro. Come dicevo, vi ringrazio sia la Direzione generale che è in costante rapporto con con noi, ma anche la la dirigenza che più collegata al all'operatività del dell'ospedale e quindi, se oggi abbiamo delle notizie positive da da darvi, gran parte, se non esclusivamente il, il merito va a loro e al loro grande impegno che dedicano tutti i giorni alla nostra struttura che si è vista un po' risorgere nel negli ultimi anni. Quindi, nonostante negli anni passati, ci sono stati anche delle delle notizie poco felici, addirittura in alcuni periodi di difficoltà e di scarsità del del personale si ipotizzava anche una chiusura parziale del del PSE. Adesso notiamo con con piacere che i numeri sono decisamente cambiati. Il nostro ospedale è tornato attrattivo, ha trovato una sua.
Specialità, e quindi siamo contenti di di ascoltarvi e ricevere queste belle notizie, quindi direi in ordine di grado di partire dal Direttore generale ter saldi per per una comunicazione, grazie.
Okay, ci sono.
Beh, è una bella occasione, questa di stasera prendono raccontarvi un po' cosa bolle in pentola e cosa si è fatto perché ormai siamo quasi a fine mandato, noi a dicembre concluderemo il nostro mandato.
E quindi anche un momento di incominciare a fare qualche come dire.
Qualche riflessione su quello che è stato questi due anni e mezzo noi abbiamo iniziato la nostra, il nostro mandato con un documento in cui noi avevamo esplicitato e abbiamo esplicitato quello che voleva essere per noi la SS ti Brianza.
E uno dei temi su cui noi abbiamo lavorato, il tema della caratterizzazione dei singoli presìdi che compongono la SSD, quindi Vimercate, Desio e su create anche con un gruppo di lavoro che ha coinvolto stabilmente i consiglieri regionali e anche il Sindaco su karate, abbiamo lavorato su quello che voleva essere e che cosa noi credevamo per l'ospedale di Cariati ed è un ospedale che.
Ha una sua funzione ben preciso ed è un ospedale che può crescere, anzi, sta crescendo, poi vi darò qualche numero che testimonia che l'ospedale di Carate sta bene e che è in salute e che ha turbato è stato rubando una collocazione all'interno del dell'ambiente sanitario.
È buttato a quello che è la l'elezione, è quello che al la cura della cronicità e dei ganzi anziani.
Quindi questo era un po' il mandato che c'eravamo e che avevamo condiviso anche con la politica.
E in questi anni noi abbiamo portato avanti anche alcuni lavori che erano necessarie, che avevano un po' in giacenza, abbiamo concluso la ristrutturazione di due reparti, abbiamo fatto dei lavori legati al alle normative antincendio, perché comunque è un ospedale che ha bisogno, anche da questo punto di vista, di essere adeguato a quella che è l'evoluzione della normativa e quindi ai 4 milioni e 7 che noi abbiamo utilizzato per rifare il quarto e quinto piano del monoblocco.
Abbiamo aggiunto un altro 1 milione 750 di lavori di adeguamento alla normativa antincendio, tuttora abbiamo dei lavori in corso, che servono sia per quello sia per costruire i nuovi spogliatoi per i dipendenti e che ristrutturerà anche l'odontoiatria speciale perché è un fiore all'occhiello di questo presidio e che rende un servizio oltre che utile anche socialmente molto importante, quindi hub. Oltre a questo, ovviamente, anche grazie ai fondi PNRR, abbiamo ridotto la radiologia di nuovi macchinari, la nuova TAC, gli ecografi e gli altri apparecchi che servono per far funzionare la struttura. A questo si è aggiunto il fatto che, purtroppo, sull'ospedale di Seregno San dovuti intervenire per problemi strutturali e quindi abbiamo dovuto ridistribuire quella che era la degenza e i servizi dell'ospedale di Seregno negli altri presìdi, ed è stata l'occasione qui. Ringrazio anche perché i nostri operatori di carattere son stati molto disponibili.
Per risposta, per spostare la Calvio, riabilitazione, la pneuma, riabilitazione che erano a Seregno a Carate, dotando quindi karate anche di un di due reparti riabilitativi che tutti noi sappiamo, come sono fondamentali nel post acuto e nel post chirurgico e quindi,
E inoltre abbiamo centralizzato tutta la parte dello screening senologico, lo screening mammario, quindi, completando il cerchio e voi sapete che è cambiata, è il punto di riferimento aziendale per il trattamento del tumore della mammella, che quindi vanno dallo screening alla diagnosi, all'intervento che viene fatto karate e poi tutto quello che è il follow up e per le donne ed è un servizio che.
Sta andando molto bene, nonostante, appunto, tutte le difficoltà che noi ben sappiamo di.
Organico e di reperimento di figure specialistiche, come nel caso della chirurgia.
Senologica.
A questo noi stiamo Labo A per raggiunta, io vado un po' cercando di essere organico, ma siccome le cose sono tante e quindi mi perdonerete un po' di magari di non lucidità, ma perché ci tengo comunque a dirvi quello che c'è, che è non solo il fatto dei appunto della cura ma è quello che sta tutto dietro quindi i servizi che crescono e che sono di supporto,
Al al lavoro che i clinici, i medici, gli infermieri, gli operatori sanitari svolgono tutti i giorni e quindi anche i lavori che sembrano meno appariscenti, come possono essere le scale antincendio, tanto per dire,
E in realtà sono fondamentali nel momento in cui c'è da garantire la sicurezza degli operatori e dei pazienti.
E noi abbiamo alcuni progetti che prossimamente vedremo con le zone di portare avanti, uno è legato alla ristrutturazione delle sale operatorie, il blocco operatorio, anche questo mostro è un po' l'età e quindi vorremmo ristrutturarlo, vorremmo anche occuparci della facciata perché, come dire l'ospedale di Carate purtroppo per una serie di interventi di di di consolidamento sembra più un edificio, insomma di di qualche ex Guerra che un ospedale, quindi ci piacerebbe anche interloquire con regione per rifare la facciata, che comunque sempre un biglietto da visita per una struttura.
E, da ultimo, come altro elemento, vorremmo completare appunto alcuni degli interventi che sono legati sempre alla sicurezza, perché poi, come voi ben sapete, l'ospedale è cresciuto con la parte vecchia, poi la parte nuova, il monoblocco, e quindi dentro tutto questo si sta facendo un lavoro sistematico di adeguamento e di perfetta sintonia con le normative.
Legate all'antincendio.
È un presidio che ha circa 500 dipendenti, in questi anni abbiamo fatto anche un lavoro di chiamata di professionisti importanti, abbiamo comunque.
Nominato il direttore e la direttrice dell'anestesia rianimazione, abbiamo nominato il direttore della ginecologia, il dottor Manni, e entro fine dell'anno completeremo con il primariato del dell'ortopedia, che che era stato vacante per.
Per il pensionamento, purtroppo anche di di di, come dire la mancanza del dottor Castoldi e della chirurgia generale, quindi anche dal punto di vista, diciamo, delle risorse umane oltre agli infermieri, che.
Con costanza e pazienza stiamo come dire, cercando di acquisire, adesso abbiamo fatto un bando dove abbiamo resi idonei 100 infermieri che verranno distribuiti naturalmente sui tre presidi e che serviranno fondamentalmente per le urgenze perché il turnover che noi abbiamo anche molto elevato, però fortunatamente siamo attuativi e sui nei tre bandi che noi abbiamo fatto in questi anni, complessivamente abbiamo avuto un'adesione importante di infermieri che poi, purtroppo, alcuni son rimasti, ma avendo poi altrettanti concorsi in altrettante essere siti vicine, non sempre si fermano e decidono loro poi,
Nel tema.
Però anche da questo punto di vista, appunto, abbiamo fatto i primariati, abbiamo acquisito delle geriatrica per portare avanti questo progetto, che poi la dottoressa morta illustrerà nel dettaglio e che sta dando dei notevoli frutti, sia in termini di degenza media delle del delle persone che sono ricoverate in medicina sia per il focus che noi abbiamo dato sulla parte legata proprio alla geriatria quindi agli anziani e alla presa in carico degli anziani dal dalla parte acuta fino a quello che è appunto poi la riabilitazione.
Ultimo, ma non ultimo Regione, qualche settimana fa ci ha chiesto di aprire un ulteriore ospedale di comunità nell'ambito della progettualità, APN, Gherghe.
E quindi in accordo con Regione, abbiamo aperto gli ospedali di comunità karate che ha aperto in questi giorni, naturalmente progressivamente sarà popolato, arriverà fino al modulo di 20 posti letto, così come è previsto dalla normativa, e che quell'anello di congiunzione che sarà fra il territorio e per la medicina generale e l'ospedale quindi un reparto due moduli da 10,
A bassa intensità, con però una forte presenza di assistenza infermieristica, poi magari il dottor Zagari, che entrerà un po' nel merito di quello.
Per dare insomma alcuni numeri questi mesi noi va be'abbiamo come dire con quel questa operazione che vi ho detto aggiunto.
Oltre 20 posti letto anzi 40 posti letto nel presidio che quindi è tornato ad essere.
Di 145 posti, letto che è molto di più di quelli dei 110 che erano solo tre anni fa.
E quindi questo dice anche di una volontà di investimento.
Nel nell'ospedale, in termini di operatività.
E in questi mesi il diciamo che l'ospedale ha lavorato molto e ha lavorato molto bene, sia per quanto riguarda la parte di ricovero che ha avuto rispetto allo stesso periodo, gennaio maggio dell'anno scorso, un aumento del 16% e con 14% in regime ordinario e un 23% di day hospital quindi di persone che vengono per i trattamenti che sono legati alla giornate che poi quindi son terapie conservative o momenti di follow-up rispetto alle loro patologie di fondo e,
Abbiamo il Pronto soccorso, poi entrerà in merito alla dottoressa Pepe Errigo, che ha aumentato ancora la sua accoglienza con una caratteristica che è quella che il tasso di per sé, la percentuale di ricoveri di pazienti che arrivano in pronto soccorso è bassa e sotto la media regionale siamo intorno al 7 contro il 9 di quello che la,
Lo standard, la media regionale, questo vuol dire che, da un lato, si caratterizza come UPS, che impatto ha un bisogno di,
Bassa di di urgenza più che di emergenza, come le caratteristiche, come si è configurato il PSE, ma che osa che comunque serve l'anno scorso, quasi 30.000 persone e quindi è un PSR a tutte le regioni per esiste.
Altri numeri che io posso darvi sono che appunto la parte diciamo che dell'ortopedia sta che, essendo molto che è un'ortopedia votata all'elezione, in una sorta di come dire ridistribuzione della patologia su soprattutto sulla parte ovest, quindi Desio e Carate che stanno sempre più lavorando insieme nel,
Come dire nel distribuirsi le competenze e quindi, mantenendo ovviamente Desio con il pronto soccorso, che ha la vocazione dell'emergenza urgenza, e quindi anche della chirurgia d'urgenza, anche della pneumatologia, di urgenza delle fratture di femore, eccetera, e cercando invece di aumentare quella parte di ortopedia elettiva che,
Tante volte viene procrastinata perché non c'è tempo, non sono aumentate il menisco, l'apertura del menisco piuttosto che altre patologie legate alle caviglie alla spalla e quindi, dove noi stiamo puntando a venire incontro a quella quel tipo di patologia che poi la patologia che più impatta in termini di liste d'attesa anche sulla chirurgia generale noi lavoriamo molto sulla parte rielezione perché le ernie le colecisti queste sono le patologie che vanno a come dire,
A far crescere le liste d'attesa, perché sono quegli interventi che poi, ovviamente, nell'atto nel momento dell'urgenza dell'emergenza avvengono comunque poi non è messo in secondo piano rispetto ovviamente a una chirurgia di emergenza.
E quindi questo è il tema là la cosa altra importante che però è proprio ed abbia anche altri numeri, ma adesso non voglio annoiarvi più di tanto quello che invece è interessante, proprio il contributo che l'ospedale di Carate sta dando all'azienda FS ti Brianza.
E mi sembra che il lavoro fatto con i Consiglieri col Sindaco nella prima fase del nostro mandato stia portando i suoi frutti in termini di coscienza e di caratterizzazione che.
L'importante non è quello di avere tutto o di rispondere a tutti i bisogni, ma di rispondere, ebbene, ai bisogni che, all'interno di una programmazione di un'azienda grande come la nostra, che ha a cuore l'intera provincia a Monza e Brianza, ciascuno è chiamato come contributo di personali di di professionalità, di umanità, di passione,
All'interno di quello che è la risposta ai bisogni di salute della gente,
Quindi, personalmente sono molto molto contento di come il lavoro sta andando avanti, di come anche, appunto, diverse professionalità, per esempio la dottoressa Motta, che avrebbe potuto sicuramente collocarsi in altre aziende più prestigiose nell'esperienza e per le capacità che ha però, come dire, grazie anche un po' il pressing della dottoressa preferisco, ma anche a una progettualità che abbiamo valutato insieme e mi sembra che ci stiamo dando gli strumenti per poter crescere in un Crosetto che è un progetto importante che va a prendere in quella fascia di popolazione di anziani e di fragili da cui cura,
Merita delle particolari attenzioni che sono quelle che il Geriatria può dare meglio del dell'intervista,
Mi fermerei qui, io chiederei appunto invece Annino di parlare un po' di come invece il presidio si colloca in quello che è il progetto del sviluppo del territorio, che è quello che è anche caratterizzato il nostro lavoro di questi due anni, cioè tutta la progettualità PN Gjergi noi abbiamo aperto il 30 giugno, ma anche alcuni un paio di mesi prima perché,
16 case di comunità e due ospedali di comunità purtroppo sono abbiamo avuto grossi problemi, sia strutturali che con la ditta appaltatrice per cui a Limbiate siamo un pochino indietro, ma concluderemo anche quel quell'ospedale di comunità e poi rimane la casa di comunità di via Borgazzi a Monza che abbiamo ereditato purtroppo molto tardi e che quindi,
E ci ha fatto un po' di trattare i lavori, ma che sono anche lì in fase di dirittura d'arrivo, quindi lascio al dottor Zagari una parola.
L'acceso grazie, grazie Sindaco, grazie direttore, grazie per l'invito e ringrazio tutti voi per la presenza, intanto io porto i saluti del dottor Guzzoni, che il direttore di distretto, che stasera era impegnato altrove, quindi non c'è però mi ha detto di portare i saluti allora io vi devo parlare del territorio,
Che magari è un po' più difficile da comprendere perché si sta sta nascendo okay, nei sul distretto dichiarata abbiamo aperto tre case di comunità, una è quella di Besana, l'altra è quella di Macherio e l'altra è quella di Lissone okay, quali.
Sono i servizi che ci sono all'interno delle case di comunità. In termini generali c'è un servizio che si chiama PUA, che è il punto unico d'accesso. C'è tutta la parte relativa all'assistenza, ai permessi per gli ambulatori infermieristici, tutta la parte delle cure domiciliari, la valutazione multidimensionale e tutta la parte relativa ai rapporti con i medici di medicina generale. Poi c'è tutta la parte della specialistica, sostanzialmente che sono tutti gli specialisti, poi vi faccio un elenco veloce di quali sono gli specialisti che abbiamo inserito all'interno delle case di comunità e poi c'è tutta la parte amministrativa, che riguarda invece la parte della scelta revoca da parte del CUP, eccetera. Tutti e tutte le case di comunità sostanzialmente hanno questi servizi che io vi ho indicato, dopodiché in alcuni contesti ci sono ulteriori servizi. No, se andate a Besana, la struttura è molto più ampia, quindi c'è tutta la parte della neuropsichiatria, c'è tutta la parte della psichiatria, c'è una comunità per minori, diciamo di degenza, quindi c'è tutta la parte della fisioterapia che l'ha approvata al piano terra, mentre invece a Lissone. Ci sono tanti altri servizi che diciamo vengano erogati io quello che vi posso dire noi, come dire qualcuno potrebbe pensare e dire va beh, però alcune cose che erano già no e che noi voglio dire diciamo che non c'erano già noi stiamo cercando di dire qual è quello che noi abbiamo aggiunto da quello che c'era già.
In questi tre anni noi abbiamo inserito solo tra infermieri amministrativi, eccetera. Circa 70 persone dislocate in in queste tre case di comunità in più abbiamo più che raddoppiato il numero di specialisti che noi avevamo all'interno delle case di comunità. Vi faccio un elenco che può servire anche come dire, anche come informazione, se qualcuno di voi ha dei familiari che ha bisogno.
Diciamo a Besana, noi abbiamo inserito lo pneumologo, il diabetologo, l'epatologo cardiologo, stiamo andando avanti perché ci mancano altri specialisti che dovremmo inserire. A Macherio c'è il diabetologo, lo pneumologo neurologo, l'oculista, geriatra, cardiologo, neuropsicologo e poi lì c'è un servizio particolare che è sperimentale, che siamo partiti che la psicopatologia digitale. In sostanza, noi abbiamo aperto un un ambulatorio innovativo che si occupa sostanzialmente della dipendenza da.
Questi aggeggi sostanzialmente da parte sia degli adulti che dei minori e soprattutto curare questi ragazzi. La domanda e tanta okay, tant'è vero che noi abbiamo, insieme alla Direzione generale deciso di implementare, noi eravamo lì tre psicologi o neuropsichiatra. Stiamo implementando ancora di più questo servizio. Vorremmo aprirlo in un'altra casa di comunità, perché noi siamo partiti con con Macherio, vediamo, stiamo cercando di reclutare il personale, invece Alissa, né c'è gli specialisti che in questo momento abbiamo della cardiologia diabetologia, la fisiatria alla geriatria, pneumologia, Reumatologia, Medicina Interna, dermatologia, angiologia, neurologia okay, quindi, come vedete, noi abbiamo inserito tanti specialisti, stiamo facendo anche un lavoro con gli specialisti dell'ospedale per farli venire fuori. Proprio oggi abbiamo fatto un accordo con i medici di medicina generale.
Tutti i medici di medicina generale, tutti in qualche modo dovranno venire all'interno delle case di comunità. Quindi noi abbiam chiesto inizialmente di fare un minimo di ore all'interno della casa di comunità, in modo tale che tutti loro si colleghi no, all'interno delle case di conta che sappiano anche loro cosa c'è che anche i loro pazienti sappiano che il loro medico di me c'è già c'è un giorno in cui è in case di comunità e lo diranno e che curino tutti quei pazienti che per tutti i motivi di questo mondo non possono, eccetera al medico di medicina generale o perché sono pazienti cosiddetti orfani, cioè non hanno il medico di medicina generale, perché non ce li abbiamo effettivamente, abbiamo qualche difficoltà, ma in questo momento abbiamo circa 50.000 pazienti senza medico di medicina generale. Da qui alla fine dell'anno arriveremo a circa 70.000 pazienti. Se non vedete gli allarmi sui giornali, perché voglio dire che li stiamo gestendo bene, diciamo altrimenti ci eravamo i Sindaci e tutti i giornalisti che ci avrebbero detto. C'è qualcosa che non va e come dire,
E quindi questi medici di medicina generale, più altri medici che abbiamo inserito gestiranno sostanzialmente chi gestiranno le persone o che dicevamo, non hanno il medico, un ragazzo che viene all'università e attualmente al medico, giù.
Una persona che tenta di contattare il suo medico curante, ma per tutti i motivi di questo mondo non ci riesce e sta male e deve scegliere tra l'andare in pronto soccorso o andare da qualche altra parte. Noi stiamo costruendo la terza via, okay e la terza via, la casa di comunità attraverso il 106 e 117, che un numero che ogni cittadino può chiamare anche adesso, anche di giorno, anche di notte sempre okay, risponde la centrale di AREU, questa centrale poi passa no, la comunicazione a dei medici che si trovano a Carate, dentro l'ospedale di Carate lì ogni sera, dalle 20 in poi fino alla mattina alle 8, ci sono 10 medici mediamente che rispondono a queste telefonate, che danno dei consigli rispetto al gli aspetti sanitari. Quindi, se riescono, gestiscono loro da remoto, attraverso la telemedicina o anche attraverso il colloquio col paziente, gestiscono questo paziente, se non riescono lo affidano agli ambulatori che noi abbiamo in tutte le case di comunità. In questo momento, in tutte le case di comunità sono aperti sette giorni su sette e aperto un ambulatorio medico, dalla mattina alle 8 fino alle 24, in questo momento è andata Macherio. Se andate a Lissone si tratta Besana, c'è un medico, no, che ed non è lui lo stesso dalla mattina, però diciamo, garantiamo questa assistenza e garantiscono appunto questi pazienti. È chiaro che noi abbiamo messo un filtro, che è quello dei 106 e 117, per evitare l'abuso, cioè per evitare io non son contento del mio medico curante, sai che ti dico me ne vado alla casa di comunità, magari è quello il giorno di malattia, me lo dà oppure mi dà quel farmaco che il mio medico curante non mi vuol dare, secondo me giustamente e io lo vado a prendere lì. Quindi c'è questa questo 106 e 117 unica è collegato poi col progetto che vi spiegherà. La flat Errigo, quindi è una continuità. Tutto quello che stiamo facendo.
Ok, come dire altri servizi per dire sempre su a Besana abbiamo inserito la COT che la centrale operativa territoriale della salute mentale siamo l'unica azienda che diciamo, abbiamo costruito questa cozza sperimentale che serve soprattutto per i passaggi tra setting all'interno della salute mentale che vuol dire vuol dire che noi ci siamo accorti che ci sono dei problemi, no e i problemi sono uno che sta aumentando. Tanto la domanda relativa a questa problematica voi vive lo se c'è qui l'assessore ai servizi sociali lo vive in forma indiretta. No, perché sicuramente dalle scuole.
No chiedono tanto per quanto riguarda le certificazioni oppure loro devono ricoverare le persone. Loro hanno tanti contatti, quindi sta aumentando la domanda di salute mentale, oltre al fatto che sta aumentando il problema che noi abbiamo, come dire rilevato, era il percorso che il paziente fa all'interno dei setting assistenziali, cioè può sembrare banale però un ragazzo che in neuropsichiatria infantile quando ha i 18 anni va in psichiatria.
No questo passaggio, vi assicuro che traumatico per il bambino, per il ragazzo e per la famiglia, oppure il passaggio della psichiatria verso Hedley Bramani verso, diciamo, i setting come le dipendenze, piuttosto che la psichiatria, piuttosto che altre strutture di dei de dell'area della salute mentale, la psicologia clinica, eccetera. Questi passaggi si faceva fatica a farli, cioè riuscire a mettere insieme i diversi servizi. Diventava difficile questa COT della salute mentale, sostanzialmente che fa riceve la segnalazione del ragazzo e si preoccupa di far sì che questo ragazzo venga preso in carico dal servizio successivo. No, quindi cerca di cercando di fissare l'appuntamento e non lasciando la famiglia il percorso che deve fare ad oggi, se vi devo dire i dati, gli ultimi dati del che ho preso oggi prima di venire qua di di di dei pazienti che erano stati segnalati alla salute mentale erano circa 250 nei primi mesi del del 2026. Quindi il numero di persone sono tante. L'altro aspetto è il lavoro che stiamo facendo con gli ospedali, con le dimissioni protette con l'ospedale di Carate abbiamo un'altra centrale operativa che si occupa specificamente delle dimissioni dall'ospedale di Carate. Questa centrale operativa si trova Lissone da Lissone, viene gestito l'ospedale di Carate e tutti i pazienti che da tutta la Lombardia dovessero essere devono venire da noi. Quindi, se un paziente viene dimesso dal Niguarda e ha un bisogno assistenziale che deve essere preso in carico al domicilio Niguarda, segnala una Cot che si chiama trasversale, che aggiustano Giussano gira a Lissone, Lissone chiamano i guarda e dice okay, dov'è che deve andare, quali sono i problemi e quindi lo accompagna in questa, in questa assistenza.
Altre cose che che vi posso dire diciamo oltre al 116 117, che per darvi le dimensioni noi abbiamo ricevuto da quando abbiamo aperto circa 150.000 chiamate ad oggi di questi 150.000 chiamate circa il 50% sono state gestite a domicilio, vale a dire il paziente non si è spostato dal domicilio il 38% circa l'abbiamo mandato negli ambulatori delle case di comunità, circa l'8% è stato inviato in pronto soccorso e un'altra parte che varia, diciamo, è stata gestire nei diversi servizi. Questo è un servizio che funziona.
Dobbiamo cercare di pubblicizzarlo.
Ed è, come dicevo prima, la terza via, vale a dire un cittadino che non ha un problema urgente, quindi che non è un problema da Pronto soccorso e si trova nelle condizioni in cui non sa cosa fare. Ventiquattr'ore su 24 chiama il 106 e 117 e qualcuno lo ascolta e lo indirizza. Questo servizio funziona ovunque. No,
E noi lo abbiamo attivato, siamo tra le aziende che son partiti per prima, adesso, la notte funziona anche in altre aziende di giorno, siamo una delle poche aziende che in questo momento ha attivato questo servizio e che quindi ci funziona anche di giovani.
E poi abbiamo tutti i pazienti senza medico di medicina generale che stiamo gestendo e vi devo dire, non so se qualcuno di voi non ha il medico di medicina generale o la sperimentato però un sistema che funziona, poi non vada avanti perché non voglio rubare se tempo se avete delle domande io sono qui fatte e noi rispondiamo.
Lascio la parola fratelli, o così va avanti con la parte su.
Intanto, buonasera. Grazie Sindaco. Grazie ai miei direttori alla platea mi sento di dire, nonostante lo slang che usano una caratterizzi ad hoc, visto che abito qui ormai da tanto e soprattutto sono figlia dichiarate, sono figlie dell'ospedale di Carate quest'azienda, lo girata tutta, sono stata qualche anno, adesso sono stata ben 18 anni a Carate per poi passare a Vimercate, quindi dichiarate. Io ho un pre e un post e la data è segnata dal Covid, e quindi c'è un pre in cui c'era una sanità che era completamente diversa rispetto a quella che abbiamo adesso, un bisogno che era totalmente diverso. Abbiamo parlato di bisogni fino adesso e quindi anche un'organizzazione ospedaliera ben diversa, una pressione completamente minore rispetto agli ospedali, una popolazione chiaramente fatta dai medici di base numerosa è sicuramente che riusciva a soddisfare tutti gli hotel, gli utenti, quindi un'organizzazione che era quella che noi ricordavamo. Il Covid però ha assegnato, diciamo, un periodo o meglio una caduta quasi del sistema sanitario. No, quindi i pensionamenti gente che a un certo punto ha deciso di liberarsi al sistema pubblico, andare nel privato fra i liberi professionisti di fare altre scelte, cambiare totalmente vita e quindi chiaramente questo o di questo la sanità ha risentito soprattutto ospedali piccoli come quelli, quello che poteva essere l'ospedale di Carate, che è un ospedale che chiaramente è sempre importante, non solo per la popolazione di riferimento, ma anche all'interno di una stessa azienda, nel senso che ogni ospedale, all'interno di un'azienda grande, come è noto come la nostra, che ha diversi presìdi, risulta essere, perdonatemi questa locuzione che io non non amo particolarmente un valore aggiunto e questo si è dimostrato karate. È stato faticoso, cioè io mi ricordo che il 20 febbraio 2025 il mio direttore sanitario mi ha preso per il braccio, ma a detta del suo tu vai chiacchierate e i sistemi e-mail situazione e così è stato. È stato faticoso perché è stato faticoso trovare il personale è stato faticoso.
Sicuramente fidelizzare il personale, quindi fare in modo che il pronto soccorso di Carate diventasse casa loro e che loro in qualche modo potessero lavorare come dire, nel rispetto di quello è uno di quelli che erano i protocolli. Chiaramente il presidio e allo stesso tempo i protocolli aziendali nasceva quella che era la diciamo diventava più forte quella che era la medicina di prossimità, quindi tutto quello che praticamente è destino ha descritto il e il dottor Zagari. E quindi, anche con questa necessità di integrazione tra i due sistemi,
Noi abbiamo avuto una grande scuola che è stato un po' quella di Vimercate, perché tante cose le abbiamo sperimentate lì e facendo tesoro di questa esperienza, ogni tanto io scherzo con la dottoressa moto, il dottor Carniti o il dottor Maggiolini, no, parlando di questo sistema Vimercate che è un po' una specie di incubatore, no, abbiamo trasportato un'esperienza vissuta, Vimercate su karate, quindi cos'era la prevalenza di accessi, ma questo vale un po' per tutti i Pronto soccorso e ricordiamoci che noi abbiamo una popolazione fatta di 1 milione di abitanti, quella era la popolazione più frequente in pronto soccorso, il paziente anziano e il paziente anziano va approcciato in un certo modo, con un determinato metodo e deve seguire sicuramente una rotta, una via.
Chiaramente di presa in carico, che necessariamente caratteristica è caratterizzata da determinate esperienze. Quindi questo modello lo abbiamo praticamente esportato o l'abbiamo importato o esportato chiaramente su karate, e abbiamo creato quindi un pronto soccorso, finalmente con un pool dedicato e a breve avrete anche irresponsabile referente che il dottor Maggiolini, che è qui presente in in sala e ci terrei a dire che durante tutti questi anni, anche in momenti difficili, il grande pilastro e ve lo pilastri, il vero pilastro comunque del Pronto soccorso dichiarate è stata la coordinatrice che la dottoressa Laura Consonni, che anche lei è qui in presente e che ci tengo assolutamente ringraziare. Quindi abbiamo creato un pronto soccorso dove abbiamo un accesso fa accessi fatti prevalentemente da pazienti anziani, da pazienti ortopedici, perché anche l'ortopedia e un grande fiore all'occhiello della del dell'ospedale di Carate e da lì abbiamo creato una serie di percorsi percorsi che chiaramente hanno trovato una diramazione all'interno dello stesso ospedale grazie anche allo sviluppo della medicina con una, diciamo, a eccezione geriatrica e da lì dalla medicina, passare poi al pronto soccorso. Quindi siamo stati in grado di creare un circuito che va dal pronto soccorso. Arriva a ricovero se è necessario, oppure arriva alla medicina di prossimità e quindi a quello che è la casa di di comunità o piuttosto all'ospedale di comunità, ma anche il geriatri TIM domiciliare di cui parlerà chiaramente la dottoressa morte, che sta avendo un grande successo. Quindi diciamo che abbiamo confezionato un pacchetto dedicato prevalentemente al paziente, fragile e anziano, ma anche un pacchetto chiaramente dedicato a tutti i bisogni di questo distretto. Tutti i bisogni di questo di questo territorio. Noi ci riteniamo assolutamente soddisfatti. Io posso solo ringraziare della mia Direzione che mi ha dato l'opportunità, rompendo anche l'anima, a volte di riuscire a realizzare, di riuscire a realizzare questi questi progetti, però devo dire che possiamo essere soddisfatti e contenti di quello che abbiamo chiaramente insieme al pronto soccorso. Lavorano.
O altre realtà che devono essere comunque sposate e considerate in un momento in cui abbiamo una povertà di medici di base. O abbiamo quest'ansia nei riguardi della nostra salute, quindi dobbiamo correre chiaramente in pronto soccorso. Ricordiamoci che, prima di arrivare al pronto soccorso, ci sono altri servizi che possono essere attivati, non ultimo quello di cui parlava il dottor Zagari, cioè il 116 117, che è una grande conquista averla h 24, sette giorni su sette. Soprattutto vi rispondono e magari vi evitano di fare delle code interminabili all'interno del pronto soccorso. Io mi ritengo particolarmente.
Diciamo soddisfatta soddisfatta delle scelte che sono state portate avanti, quindi delle scelte verso i miei ragazzi, che io ho dovuto cedere da Vimercate soddisfatte per quello che stanno portando avanti e possiamo solo crescere, ma la salute è un bene di tutti.
Di tutti quanti basta, grazie.
Buonasera ringrazio anch'io il Sindaco e la Direzione, la dottoressa fatti Enrico, perché, se stiamo qui a raccontare quello che è successo in questi mesi, insomma un grazie va a tutti loro mi aggancio un attimino quello che in parte è già stato detto, cioè quello che si sta cercando di attuare per quanto riguarda pronto soccorso e medicina di Carate in questi mesi è partito da un'osservazione della realtà dei dati concreti, andando a vedere quali pazienti arrivavano principalmente al pronto soccorso di karate e quali pazienti venivano prevalentemente ricoverati nel reparto di medicina di karate, e i numeri ovviamente hanno rilevato che nel pronto soccorso dichiarate.
In prende un po' come tutti gli ospedali, ma rispetto agli altri presìdi dell'azienda, il pronto soccorso di karate ha un accesso molto più prevalente degli anziani con più di 75 anni e ovviamente vengono ricoverati medicina prevalentemente anziani. L'età media della medicina a un anno fa era già sopra gli 83 e 84 anni, quindi tutti le riflessioni che sono state fatte successivamente sono partiti da questo dato concreto, oggettivo e quindi dalla riflessione di cercare di dare una risposta concreta a quello che è il bisogno di una particolare fetta di popolazione perché perché la popolazione anziana e io sto parlando dell'anziano grande anziano fragile è un paziente completamente differente, che merita a tutti gli effetti una valutazione specialistica. Ed ecco qui un po' là. La sfida.
Di andare a creare in un ospedale di fatto, dove non ci sono reparti per acuti, ma quindi quindi una medicina indirizzo generale, andare a renderla specialistica, proprio quindi specializzata nella gestione dell'anziano fragile che appunto e a tutti gli effetti, una valutazione specialistica. Questo perché perché l'anziano fragile merita un approccio che, come diceva la dottoressa fra deriva, fate righe completamente diversa e quindi c'è bisogno di un'appropriatezza di cure, quindi l'anziano, merita delle cure che solo in un determinato modo possono essere fatte e alla base di questo metodo. Appunto, c'è una valutazione complessiva che va ben al di là della valutazione della singola problematica acuta della singola malattia. Ma appunto che guarda il paziente a 360 gradi e chi è intorno, quindi prendersi carico dell'anziano e di tutta la sua famiglia, che quindi vuol dire andare letteralmente a valutare il paziente dalla testa ai piedi, cioè andare a valutare come cammina, si ha un quadro di decadimento cognitivo con chi vive se autonomo, se non è autonomo, se vive al terzo piano senza scale, senza ascensore, se è in grado di mangiare come mangia, se è in grado di farsi da mangiare da solo e quindi tutta una serie di problematiche che vanno ben al di là del sintomo e del problema acuto che l'ha portato in pronto soccorso quindi tutto parte dal colloquio con i familiari che fa parte del percorso di cura dell'anziano e deve essere coinvolto, così come poi tutta la gestione intorno all'anziano fa ben al di là di quello che può fare il singolo medico, perché è un lavoro di squadra, un lavoro d'équipe in cui tutte le figure coinvolte devono lavorare in maniera sinergica e questo è un lavoro, si costruisce e si costruisce insieme, quindi, partendo da questa premessa, se l'anziano fragile a un paziente specialistico e che quindi merita un approccio che tutto dedicato lui, è giusto che questo approccio e questa presa in carico avvenga in tutti i setting, cioè in tutti gli ambiti di cura in cui il paziente anziano si trova in quel momento. Ed ecco quindi l'idea di creare un percorso integrato dove l'anziano fragile venga gestito con questa sensibilità, laddove quindi dalle dall'arrivo in ospedale in pronto soccorso, se poi deve essere ricoverato quindi in un reparto che abbia una sensibilità in questo senso e poi dopo ricovero, ovviamente tutto un aggancio sul territorio dove anche lì il paziente possa proseguire quel quel tipo di percorso, avere diritto a quell'approccio appunto specialistico. Quindi quello che stiamo cercando di fare è tutto questo. Adesso entriamo un attimino un po' nel nel dettaglio, però l'idea è proprio quella di rendere il presidio dichiarate un punto di riferimento per la parte proprio di gestione dell'anziano dell'anziano fragile. Concretamente, quindi, come come ci stiamo muovendo l'accesso in pronto soccorso per l'anziano fragile ovviamente è un momento drammatico, traumatico, quindi, soprattutto in pronto soccorso l'anziano. Merita un'attenzione e una un approccio.
Particolari.
In pronto soccorso a Carate e quindi nel momento in cui arriva il paziente anziano, viene accettato dall'infermiere di triage attraverso una scala standardizzata viene, come dire, scatta un alert qualora il paziente compiuti i 75 anni è considerato fragili. A quel punto significa che quel paziente merita assolutamente una valutazione precoce in quel senso, già in pronto soccorso, e questo viene fatto attraverso la figura del geriatra, consulente che quindi che prende in carico che valuta l'anziano in pronto soccorso e questo è cruciale per andare a snocciolare, attraverso il proprio, il metodo tipico della valutazione geriatrica, una serie di problematiche che magari possono essere rito risolte nella permanenza in pronto soccorso e quindi andare ad evitare un ricovero all'ospedalizzazione che sappiamo essere spesso problematica no, se usciamo evitare il ricovero all'anziano fragile, gli facciamo solo un gran bene, se però il paziente deve essere ricoverato, occorre che il reparto ritrovi un ambiente adeguato, dove anche lì ci siano delle cure.
Ci sia un approccio di cure mirato e quindi questo piano piano lo stiamo costruendo cercando di caratterizzare appunto una medicina come indirizzo geriatrico, e questo lo si può fare innanzitutto con un lavoro di formazione e di metodo di tutto, ma appunto di tutta la squadra che va ben oltre il le figure mediche, ma va a coinvolgere tutte le figure sanitarie, infermieri, gli OSS che sono assolutamente in prima linea e coinvolti in tutto questo metodo di cura non sono stati inseriti dei dei medici geriatri e.
Nelle ultime settimane hanno preso servizio alcune figure sanitarie particolari ma assolutamente preziose nel percorso di cura di questi pazienti, che sono la logopedista che fondamentali nel valutare la deglutizione del paziente anziano con decadimento cognitivo che spesso in ospedali può avere degli episodi confusionale e quindi andare a perdere l'atto della deglutizione. E questo comporta tanti rischi. Quindi la logopedista valuta il momento del pasto, valuta il tipo di dieta e educa il familiare che quindi, una volta che è rientrato al domicilio, può e sa come gestire il momento del pasto, quel paziente anziano demente che è un momento appunto estremamente delicato e.
Due settimane fa ha preso servizio una psicologa all'interno del reparto che ci sta aiutando tantissimo. Per quanto riguarda la parte, innanzitutto del colloquio con i familiari, abbiamo detto che Lama.
Il punto fondamentale nel percorso di cura di questi pazienti e il colloquio con i familiari, no che ha integrato proprio nel percorso di cura dell'anziano e quindi la psicologa ci aiuta nel colloquio, nella comunicazione del insomma di prognosi infausta e soprattutto per quanto riguarda il fine vita, ma è un valido aiuto anche per andare a supportare il caregiver che molto spesso noi ci troviamo di fronte familiari.
Esauriti stressati, che non sono affaticati da quella che è l'assistenza di un paziente estremamente complesso e quindi si riesce a intercettare anche questo luogo. Bisogno supportarlo e quindi poi, comunque tutto questo va a vantaggio del paziente, perché un paziente, se seguite da un familiare che è in grado di gestirla, un paziente sicuramente meglio seguito, che arriva meno in pronto soccorso in ospedale, ultimo pezzettino appunto dopo il ricovero. Cosa succede dopo il ricovero? Anche lì il paziente anziano fragile non deve essere abbandonato, perché altrimenti il rischio che poi subentra una complicanza, anche magari rapidamente dopo il ricovero, e che quindi Torrani in pronto soccorso in un ospedale nuovo, ospedalizzazioni, con tutte le complicanze, quello che stiamo cercando di fare è proprio di integrare questa comunicazione tra ospedale e territorio, coinvolgendo i medici di medicina generale, proprio per proseguire quel percorso di cure, quel metodo, quell'approccio, cosicché anche una volta uscito dall'ospedale quel paziente possa avere diritto a quel tipo di approccio concretamente.
Abbiamo aperto il servizio di telemedicina, quindi significa che il paziente, che è stato dimesso nel giro di pochi giorni, viene rivalutato da remoto, da un collega geriatra che valuta appunto il paziente a casa sua dopo la dimissione per vedere come sta andando, se sono subentrati altri problemi. Viste la terapia, la sta prendendo banalmente in maniera corretta e questo è fondamentale ed è un valido aiuto per non lasciare il paziente, ma soprattutto la famiglia da sola. Chi magari ha dei dubbi e che, se non sa a chi rifarsi, poi magari tuona nuovamente in pronto soccorso la telemedicina e anche di supporto ai medici di medicina generale tramite il teleconsulto, proprio per favorire il dialogo, le scelte e le decisioni nel percorso di cura di questi pazienti non sempre facili,
È da gestire e, da ultimo, è partito questo progetto sperimentale a maggio.
Del geriatri. TIM domiciliare in questo momento attivo nella casa di comunità di Lissone, che coinvolge una cerchia, diciamo, più ristretta, di medici di medicina generale e rappresenta un valido supporto proprio nella andare al domicilio, a vedere il paziente grande anziano o molto fragile, quindi il geriatra lo specialista geriatra insieme all'infermiere va al domicilio di questi pazienti per fare una valutazione e gestire e dare una valutazione, appunto, specialistica sulla gestione di problemi comuni per questi pazienti che possono essere gli episodi di agitazione, i disturbi del comportamento, la deambulazione, le cadute la ma il problema della nutrizione fino ad arrivare al tema delicato della prognosi e del fine vita di questi di questi pazienti, il tutto per cercare di rafforzare il dialogo con i con il territorio ed evitare che quel paziente possa tornare in ospedale ma che sia curato nel modo corretto a casa sua. Quindi questi sono un po' i.
Gli step che sono stati fatti concretamente in in questi mesi, cercando appunto di creare un percorso, perché non bisogna pensare di creare delle esperienze, diciamo positive chiuse per quanto riguarda la gestione dell'anziano, cioè gestito bene in pronto soccorso. Se poi nel passaggio successivo quel tipo di approccio viene a mancare, come dire, va a neutralizzare tutto quanto di buono è stato fatto prima. Questo sta avendo sicuramente una sta facendo un po' da cassa di risonanza né a livello delle scuole di specialità. Quindi ci sono già specializzandi che hanno chiesto di fare un periodo di formazione da noi e questo ci rende assolutamente orgogliosi. Quindi, concludendo, siamo un po' all'inizio mi ha fatto qualche passo,
Tanti sono ancora il progetto, I gli step che si possono fare.
È però sicuramente siamo convinti che questa è la direzione, cioè il paziente anziano. Oggi non è il paziente di 30 anni fa. La sanità, oggi l'ospedale oggi Pronto soccorso oggi non è quello di 30 anni fa e quindi occorre pensare dei progetti innovativi e che vanno al di là appunto, della singola struttura per cercare di integrare i vari servizi. Quindi tornare a quella che deve essere una reale e concreta integrazione tra l'ospedale e poi il territorio.
Concluderei qui poi se ci sono domande, siamo qua.
Non faccio un ultimo chiosa finale.
E abbiamo voluto darvi, diciamo.
Per conto di quello che è in ballo, io penso che l'aspetto più positivo.
Si è fatto.
El il mondo si dice che l'aria intorno all'ospedale di Carate è cambiata è cambiata nel momento in cui, anche con lavorando con gli amministratori locali, con i consiglieri regionali, si è capito che il tema dell'ospedale di Cariati non è quello di inseguire Niguarda o i grandi ospedali o di avere a tutti i costi e tutte le specialità ma il fatto di riuscire a valorizzare quello che come esperienza, professionalità e capacità sia in grado di dare come contributo alla popolazione del cari attesa ma non solo.
Voi avete sentito insomma le testimonianze o comunque il racconto de.
Nostro e io conosco l'ospedale di Carate dal 2008, poiché dopo, come dire, come direttore medico, avevo la responsabilità di Desio Carate e Giussano i tempi,
E realmente questi due anni e mezzo, ma hanno fatto vedere che c'è la possibilità di alzare la testa, a guardarsi intorno e dire, ma noi siamo bravi a fare quello che c'è a rispondere a quello che c'è valorizzando e cercando anche dall'interno di far crescere le professionalità e far crescere le competenze per rispondere a quello che c'è che ha bisogno innanzitutto di di base, e un bisogno che è legato a un legame col territorio che deve crescere. Le 3 case di comunità devono essere, come dire, un un canale continuo di dialogo con l'ospedale, perché noi vogliamo che gli specialisti escano ospedalieri riescano a vedere com'è la realtà delle case di comunità e le case di comunità possono avere negli specialisti ospedalieri un dialogo e un ascolto preciso. Per tanti anni ci ha parlato di ospedale territorio. Io penso che l'opportunità del del PNRR, delle case di comunità, degli ospedali di comunità e della l'attenzione che è stata messa dalla legislatura dai legislatori sul sul territorio siano un'opportunità grande per creare una medicina che sia una medicina che sia vicina ai cittadini e quindi questo è un po' il percorso che noi stiamo facendo e ovviamente tutto no non va tutto bene, abbiamo da lavorare, come dire, le maniche sono canottiera, sfila muratori perché di cose ne abbiamo da fanghi da migliorare in termini di servizi in termini anche strutturali, come vi dicevo, però, secondo me questa è la strada che,
È la strada giusta per poter fare dichiarato un punto di riferimento reale nella popolazione,
Ebbene, dopo avervi ascoltato con attenzione la verità, mi viene solo in mente una una parola, un grande grazie per per il vostro impegno e la vostra dedizione che ha portato a un'inversione di tendenza per per il nostro Pes, presidio Caratese, devo ringraziarvi anche perché ho letto nei vostri in interventi non intenzioni future, ma già dei dei fatti concreti e delle migliorie che avete apportato al nostro ospedale. Quindi io vi faccio ancora un ringraziamento da parte mia e di tutta l'Amministrazione comunale a tutta la dirigenza, sia quella generale, che è quella più più operativa, ma vorrei cogliere anche l'occasione, visto che nel pubblico ho visto anche tanti i vostri colleghi che operano nel nell'ospedale di di karate e se, nelle parole del del direttore generale, abbiamo sentito che il nostro ospedale è sta tornando attrattivo per la medicina, per la chirurgia per loro, l'ortopedia, per il pronto soccorso per la maternità è merito di tutti voi che operate quotidianamente, quindi direi di ringraziarvi con un bell'applauso.
Bene, prima di lasciare la parola al Vicepresidente Vergani.
Direi che, cogliendo anche sempre nelle parole del direttore generale che è servito il il, il lavoro e la sinergia tra AST e istituzioni, ne approfitto del della presenza del consigliere regionale, Fabrizio vicini, per accedere anche a lui la parola per un saluto.
Grazie a tutti buonasera. Sì, ringrazio innanzitutto il Sindaco quando ho visto la convocazione della Commissione, ho detto proprio, ma una bella cosa, anche perché è giusto che un Consiglio comunale, la Commissione competente venga informata e venga appunto informata da chi è a capo. Dirige, insomma questa importante se ti varianza, perché ricordo a tutti che l'essere stati Brianza direttore siamo la più grossa in termini di capacità attrattiva, c'è il nostro bacino di dei di attrazione a livello di pazienti, tutta la nostra Provincia. EU è quella più grossa di tutta la Regione Lombardia, quindi è un asset importante. Detto questo, però è giusto e mi fa piacere che appunto che lei, direttore generale del direttore sociosanitario, dottoressa Fratelli d'la dottoressa Motta, anche perché siete appunto il fulcro decisivo di tutto quello che passano delle varie decisioni, però è giusto anche ricordare, come diceva appunto accennato prima il vostro Sindaco di tutto il percorso che è stato fatto in questi anni perché.
Le cose quando cominciano a funzionare in una maniera buona, non ottimale, perché possiamo sempre migliorare perché lì credo che anche in termini di salute, come diceva la dottoressa Frate irrigano, abbiamo bisogno tutti quanti oggi, in un futuro e leggo anche il bisogno di salute, non solo una questione sanitaria, la leggo anche una questione del volontariato, del terzo settore di ogni singolo cittadino e dell'Ente locale, in questo caso il Comune. Ebbene, ha fatto la vostra Amministrazione in questo caso, ovviamente ringrazio tutti voi e gli assessori competenti, i consiglieri comunali, ma il Sindaco per le riunioni che abbiamo fatto appena. Insomma, anche come Consiglieri regionali e con tutti i consiglieri regionali di Monza e Brianza abbiamo fatto per questo ospedale giusto, caro direttore, e gli altri suoi colleghi, e anche le riunioni, possiamo dire che non c'è nulla da nascondere stati anche abbastanza ben accesa nel senso nel termine, perché ovviamente siamo stati eletti dai cittadini come Sindaco, come i consiglieri regionali, e dobbiamo raccogliere quello che funziona o non funziona nel nostro territorio, e credo che la visione che ha avuto il vostro Sindaco, tutta l'amministrazione. Credo che sia stata positiva, che non è quella di dire.
È un polo l'ospedale di Carate, così c'è un presidio, così no, la volontà di quello di rilanciarlo e di essere attrattivo sul territorio, perché qui c'è una fetta di popolazione importantissima che ha bisogno e quindi credo che il percorso che è stato fatto comincio a vedere i suoi frutti dal pronto soccorso ha un accesso, ovviamente, dottoressa Motta, come diceva lei, per i più anziani, perché oggi abbiamo questa esigenza di salute e sarà così anche nei prossimi anni. Però se l'anziano, capisce che qui, anche per le persone che i cardigan capiscono, che qui c'è un'attenzione diversa e è ovvio che questo diventerà un accesso diverso, un accesso più attenzionato e anche tutto quello che riguarda l'ortopedia, che è importante in questo presidio, come è sempre stato anche quello della natalità. Credo che un percorso alla volta si possa fare, perché quante volte abbiamo discusso dell'importanza del pronto soccorso o no, perché non bisogna aver paura di dire le cose dalla politica, è un pronto soccorso, così che va non va e io credo che questo è un pronto soccorso che è stato rilanciato. Deve funzionare e credo che sia importante direttore. Mi scuso che sono entrato qualche minuto dopo da capire, anche magari in questa Commissione, quanto in questi giorni, se abbiamo i dati di accesso in questi giorni perché mi sono permesso, in qualità anche di consigliere regionale, che abbiamo potere ispettivo anche per chiedere, ad esempio a San Gerardo, ho chiesto stamattina per capire anche qui come funziona il PSE, è importante che lo sappiano anche tutti San San Gerardo. In questi ultimi giorni ha avuto un eccesso di 320 persone, 50 con autoambulanza e circa 270 persone in autopresentazione. Volevo capire questo PS come ha funzionato in questi giorni. Sicuramente una c'è e sono anche recato. Mi recherò anche il PS di carattere perché è giusto Sindaco andare a vedere e a Monza c'era un sovrannumero, spaventoso di persone anche nei corridoi, soprattutto di persone anziane, e mi immagino la difficoltà delle persone anziane, però abbiamo avuto insomma il problema del caldo che ha ISP esploso. Quindi quello che mi domando è questo PSA in questi giorni che funzione ha avuto e sicuramente ne ha avute, e quello che mi domando, però queste 280 persone che sto parlando di Monza si sono auto presentate molto probabilmente diverse. Non dico tutte perché ci mancherebbe diverse, avrebbero potuto avere un accesso alle case di comunità. Ecco quello che dico oggi, che forse è importante che l'ospedale sia anche casa di comunità.
Come garantire l'accesso e secondo me è bene ricordarlo anche il 116 117, perché mi posso chiedervi in quest'Aula, a prescindere chi opera dentro nel settore, quanti erano a conoscenza del 116 117?
Siamo, credo, una quarantina cinquantina di persone.
Ecco questo no, ma questo PEF lo chiedo perché ci sono dei servizi che diamo come Regione Lombardia in questo caso, se se ti Brianza non è che è stato un caso che il 116 117 sia stato sperimentato rispetto a tutte le Province in provincia di Monza e Brianza e presso il presidio di Carate Brianza vuol dire che qualcuno ci ha messo la testa, la disponibilità della Direzione, la disponibilità dell'Amministrazione del Sindaco, questo però, quando dico che va bene, ma non tutto funziona. Probabilmente abbiamo ancora un deficit di comunicazione alla cittadinanza per il 116 117 e questo credo che.
Dobbiamo dobbiamo come Regione, dobbiamo sicuramente come esse, se ti Brianza, fare qualche cosa per farlo conoscere perché, se non sa neanche il 116 117, è anche vero che se fate il 112 in alcune necessità viene traslato al 116 117, però si perde tempo. Quindi credo che questo qua sia un numero importante da comunicare, magari anche l'Amministrazione non so che cosa possa fare attraverso i suoi canali, però questo è un deficit da colmare. Per quello che mi riguarda, cioè mi riguarda quello che cerco di capire e come l'app visto che siamo qua, diamo un po' di informazione e l'App che possiamo installare tutti sul nostro telefono, perché abbiamo tutti ormai un cellulare di ultima generazione, la 12 guerra RIU dove siamo. Immagino che non tutti noi abbiamo installato quell'app sul cellulare per un'altra più importante che ci Geo localizza esattamente quando stiamo male. Io credo che credo che alcuni servizi poi non so se alcuni servizi reputo che devono essere conosciuti dalle. Persone. Quindi questo è un po' tutto un piccolo, diciamo trascorsa di quello che abbiamo fatto del nostro lavoro insieme e credo che i suoi frutti comincia a portarne quello che sicuramente dobbiamo fare conoscere queste case di comunità, perché c'è bisogno sicuramente dell'accesso, cioè dell'accesso di queste case di comunità e che so che il dottor Zagari ha una particolare attenzione sull'accesso del pronto soccorso del delle case di comunità e quello che quando l'abbiamo inaugurato e abbiamo detto a tutti i Sindaci di qualsiasi colore politico, no, no, c'è stata una grande disponibilità da parte di tutti i Sindaci e credo che una delle responsabilità sia proprio quello di dire quello che non va all'interno della propria casa di comunità, perché tanto si sa che prima di arrivare ad un consigliere regionale di un Assessore, vanno a bussare alla porta del Sindaco, ai cittadini e ai consiglieri comunali. Credo che la forza di un'Amministrazione si misura anche in questo, quindi posso dire che sono soddisfatto. Possiamo sicuramente migliorare perché ci sono delle aree migliorabili in maniera eccezionale, però credo davvero questa unità di insieme che possa fare quel disegno di bisogno di salute che abbiamo tutti quanti. Quindi grazie Sindaco ed è tutta l'Amministrazione comunale, grazie al Direttore, da tutto il suo diciamo staff dirigenziale,
Un ringraziamento al consigliere Figini mi fa piacere anche sentire, sia da parte dei luoghi del direttore generale anche questo spirito critico ma costruttivo, in quanto, come ci sono tantissime cose da migliorare, però questa sera intanto portiamoci a casa queste belle notizie, che non sono poche,
Devo dire che tra quelli che avete detto noi abbiamo una particolare sensibilità sull'Odontoiatria speciale, perché ricordate che pochi anni fa come Amministrazione ci siamo spesi moltissimo per trovare anche dei finanziamenti privati per acquistare le le poltrone dell'odontoiatria e sono contento che adesso, grazie al vostro intervento, completeremo questo settore che ci è riconosciuto un po' da da ogni dove e come come eccellenza.
Ringrazio anche per la selezione dell'ospedale di Cariati come ospedale di comunità e, in ultimo ma cosa più importante, il grande progetto che avete attuato su questa specializzazione della nostra medicina interna nella nella geriatria, e quindi grazie ancora per quello che avete fatto, quello che state facendo ma soprattutto quello che farete. Io concludo e lascio la parola al Vicepresidente Vergani. Grazie,
Okay. Grazie, signor Sindaco, grazie a voi veramente per questo momento di confronto importantissimo, utilissimo e in qualità di Vicepresidente della Commissione ai servizi sociali, penso di poter estendere grazie anche da parte degli altri membri della Commissione, prima di concludere, se è possibile, vorrei fare solo qualche domanda per avere qualche chiarimento chiarimento, tre domande. Allora la prima domanda per quanto riguarda il pronto soccorso c'è, per quanto riguarda il problema della stabilizzazione del personale del pronto soccorso. C'è quindi il problema dell'esternalizzazione del personale, famosi gettonisti che sappiamo che per anni hanno retto. Purtroppo, in questi anni drammatici che abbiamo vissuto quando.
Retto sulle loro spalle, la gestione del pronto soccorso lo sappiamo che c'è stato da parte della Regione una stretta in questo senso, impedendo il rinnovo di contratti. Ecco, volevo capire rispetto al nostro Pronto soccorso di karate, come eravamo messi da questo punto di vista, faccio le 3 domande e poi dopo la seconda domanda era riguardo se avete già magari dei dati rispetto alle liste d'attesa per le prestazioni diagnostiche, le visite specialistiche, cioè questo implemento delle case di comunità con questo numero di specialisti raddoppiato. Voi potete già leggere nei vostri dati che ha portato a un miglioramento, a una riduzione delle liste d'attesa, che sappiamo che per i cittadini comuni rappresentano il problema forse maggiore. No, quindi la.
Nei tempi lunghissimi per trovare delle prestazioni banali. Un'ecografia, una gastroscopia, una visita cardiologica. Sappiamo che nelle case di comunità vengono dirottate tutta una serie di pazienti che hanno alcune caratteristiche. Se questo ha migliorato, se avete dei dati già di un'inversione in questo senso e poi un'ultima domanda che così è una domanda e anche un po' una stima se per caso non c'è, nella prospettiva o nelle idee, anche la possibilità di una casa di comunità Spoke a Carate, cioè case di comunità, case di prossimità, quindi la vicina quando sappiamo quanto è importante proprio la vicinanza fisica anche ai cittadini, noi come cittadini di karate, facciamo riferimento alla casa di comunità, che non è nel nostro Paese, quindi, se c'è la possibilità o l'idea, magari in futuro, di aprire un piccolo presidio, quindi non un hub, ma una casa di comunità Spoke, anche all'interno del nostro Comune in modo tale da dare la possibilità sempre ai più fragili agli anziani eccetera di avere un accesso più immediato, grazie,
Ultima, perché così poi?
Vuol dire sentire il caso di comunicare in questo periodo, dopo gli ultimi trimestri, in cui, come dire, mi fa vedere un afflato di stanchezza.
Bene ma.
È semplice.
La PNRR subire una ogni 50.000 abitanti, quindi.
Il San Gerardo è diventato Istituto di ricerca a carattere scientifico, se un po' tirato fuori dalla partita e lasciando a noi, allora hub, siamo in una fase in cui noi dobbiamo farle elaborare le case di comunità perché.
Punto abbiamo vinto lo scetticismo di molti che dicevano non ce la farete mai, abbiamo vinto lo scetticismo di chi diceva saranno scatole vuote, non so se avete sentito, sono un numero di specialisti che girano e il numero di personale infermieristico di infermieri di famiglia e di.
Personale per la di e quindi che, come ho detto io, in qualche occasione di qualche inaugurazione alle nostre sono case piene sono cause piene di servizi che debbono fece allora.
Poi noi siamo, come dire domani mi chiama il direttore generale welfare e mi dice la prima casa di comunità karate, come dire la apriamo un sento lucra, gli dico trovami qualche cosa e vediamo di farlo, però io penso che sia ci sia la necessità, in questa fase di consolidare quello che è stata fatta come progettualità in termini di capire,
E cosa funziona e cosa non funziona e soprattutto, se la casa di comunità può essere una risposta, questa è una risposta valida ai bisogni, soprattutto della cronicità e della fragilità. Nulla ci vieta poi un domani, di come dire di implementare altre strutture complementari e altre cose. Io questo è il mio pensiero personale, dico dateci il tempo di costruirne non solo strutturalmente, ma anche come contenuti, di incominciare a leggere la realtà di questi 50.000 cittadini che ruotano intorno alla casa di comunità, di capire quali sono solo bisogni, capire come tarare le risposte, perché se, come dire adesso Besana ci sono tanti che hanno problemi dermatologici, è inutile mettere il ginecologo, probabilmente è meglio mettersi due dermatologi, spostare il ginecologo qui a Carate che c'è più bisogno,
Adesso chiedo scusa banalizzo, ma il tema è quello che io vorrei avere il tempo di veder crescere, questa che è una sfida ed è un'opportunità grande di costruire una risposta a un bisogno che è sempre più crescente e che ha necessità di trovare risposte. Poi noi siamo disponibili a fare tutto ciò che è opportuno per arrivare sempre più puntualmente a dare risposte ai bisogni.
Dateci un po' ti chiedono di TEMPUS.
Nino sulle sulle prestazioni ambulatoriali, sulle liste d'attesa.
Allora questa è una un tema su cui si consuma uno dei dibattiti più accesi negli ultimi anni in ambito politico.
E quindi?
È un tema molto delicato perché, da un lato, si scontrano le esigenze e dall'altro c'è un tema di abuso e quindi di appropriatezza delle prestazioni, noi, beh, solo qui, a carattere, dicevo prima noi abbiamo aumentato comunque il numero di prestazioni rispetto ai primi cinque mesi dell'anno scorso del 12% quindi noi stiamo facendo uno sforzo per incrementare e per dare risposta soprattutto a quelle richieste diciamo urgenti,
Che sono quelle famose B, che devono essere date entro le 72 ore piuttosto che quelle entro i 10 giorni, che sono quelle che presentano caratteristiche più di criticità, la programmabile è quella che può andare a sei mesi del diabetico stabile che dice va, beh, sto bene, ho controllato per sei mesi, li faccio il numero allora noi stiamo lavorando molto su questo e anche perché Regione è diventata, molto come dire, a un una cabina di regia regionale e che fa il monitoraggio quotidiano delle delle liste,
E laddove ci sono dei comuni degli sforamenti in termini di risposta, ci arrivano delle richieste di aumentare puntualmente il numero di questa azione sull'una o sull'altra prestazione.
E quindi diciamo che il lavoro che si sta facendo sulle case di comunità forse è un po' presto per poter dire quanto questo incide rispetto alle liste d'attesa, anche perché poi sappiamo che purtroppo a me è capitato trent'anni fa quando ero all'ospedale di Merate dove avevamo un solo oculista e quindi c'erano liste d'attesa lunghe assumemmo un altro oculista, liste d'attesa crollate una settimana dopo tre mesi erano il doppio di quelli di prima perché ovviamente l'offerta,
Era diventata terra, come dire, attraente non solo per i meratese ma per tutto il circondario. Quindi anche questo è un tema, secondo me, che va affrontato in parallelo con un lavoro che bisogna fare sicuramente con la medicina territoriale, sicuramente con i nostri specialisti in cui.
L'offerta deve essere appropriata anche in termini di risposta.
Ma anche un intermezzo, niente, no, allora.
Vorrei dire che non c'è un'esternalizzazione sul pronto soccorso dichiarate, non c'è quindi non ce l'abbiamo più, anzi sono liberi professionisti, ma troviamo quelli, ma li troviamo anche su Vimercate o piuttosto su come dire su X, nel senso che questi ragazzi preferiscono finire nel corso di specialità preferiscono andare a lavorare nell'ospedale, sotto casa, si fa fatica a trovare il personale, i ragazzi hanno una concezione ben diversa da me che ho sessant'anni, quindi non sono stakanovisti. Loro guardano alla qualità della vita e sacrificio fino ad un certo punto non sono quelli della nostra generazione.
E quindi non ci sono gettonisti, sono liberi professionisti, come in tanti altri pronto soccorso, si possono trovare, si possono trovare, sono ormai fidelizzati, lavorano già da diversi anni, qualcuno lavorava anche in qualche altro pronto soccorso e ha scelto di restare solo ed esclusivamente a carattere addirittura affittando la casa l'appartamento a Carate quindi voglio dire credo che questo sia.
Un successo, ecco.
Poi, per quanto riguarda gli accessi Consigliere, ieri ne abbiamo fatti 115 a Carate, 248 a Vimercate, 210 a.
Desio,
Abbiamo degli organici che comunque sono ridotti, abbiamo degli organici, che per far fronte a tutta una serie di obiettivi che ci danno da Regione, il boarding allo sbaragliamento ai tempi, i codici gialli, eccetera, eccetera questi ragazzi fanno tantissime altre attività, quindi a un poliambulatorio di follow-up gestiscono negli atti della medicina d'urgenza della medicina alto turnover piuttosto quelli della fragilità, quindi devo dire che stanno facendo un lavoro egregio, sono bravissimi, veramente è sotto numero.
Quindi, devo dire, proprio grazie al Nord.
Volevo fare un'integrazione rispetto alle case di comunità, visto che c'era la domanda.
Prego, di cui Transport, che poi l'ASL e l'altra relativa alle liste d'attesa no, prima e direttore generale ha detto abbiamo aumentato la produzione, no, si riducono le liste d'attesa, secondo me sarà difficile. Noi rincorriamo la domanda perché la domanda per come è fatta la popolazione tenderà ad aumentare e noi in questo momento abbiamo una velocità rispetto all'aumento della domanda, che è ridotta inferiore. Quindi è ovvio che se noi rincorriamo costantemente la domanda sarà difficile, come si diceva prima, dobbiamo fare anche qualcosa per gestire la domanda. Alcune cose le stiamo facendo anche all'interno, cercando di capire chi è che fa le impegnative, chi è che induce, diciamo una domanda, se sono i nostri specialisti, se sono i medici di medicina generale, abbiamo scoperto, diciamo che gli specialisti hanno un bel ruolo nell'indurre la domanda, quindi siamo noi stessi che in alcuni casi no, facciamo domanda col CUP, diciamo unico regionale. Questo è l'altro percorso che si sta facendo, ma è la parte che invece spetta alle case di comunità, alla presa in carico precoce, vale a dire il tentativo che noi dobbiamo fare e stiamo facendo con le case di comunità è quello di prendere in carico prima il paziente che si ammali no,
Vale a dire con attraverso dei progetti. Uno è quello del Psdi, della sorveglianza domiciliare attraverso le gli infermieri di famiglia, eccetera, e noi stiamo andando bene su questo versante. Diciamo che l'anno scorso noi contatti i codici fiscali, siamo arrivati a 21.000 pazienti su tutta l'azienda okay,
E poi, in verità gli stessi pazienti, se li contiamo su quanto è presa in carico e sono un po' di più perché magari lo stesso paziente è andato su più setting, però contando solo i come dire, i codici fiscali sono 21.000 quest'anno ci siamo dati l'obiettivo di aumentare, quindi abbiamo detto l'obiettivo a tutti i direttori di distretto, che è quello di aumentare ultima cosa che volevo dire, perché a volte noi contiamo di, diciamo i numeri, però, per avere cognizione e contezza di cosa significa che era coi numeri, bisogna avere anche dei parametri di riferimento okay. Prima il direttore generale ha detto, abbiamo aperto 16 case di comunità, anzi 17, perché una non è, non c'è la struttura, ma la l'apriremo ad agosto,
Ma son tante son poche e quali sono le dimensioni per darvi le dimensioni? La Liguria ne ha aperte 10 tutta la Liguria.
L'Umbria ne apre 19 ancora, non le ha aperte la Basilicata né aperte 6.
Poi ci sono, è chiara, la Calabria no, no, devo dire che all'incirca ci siamo, però è una diecina, li hanno aperti anche Calabria okay, quindi noi siamo un'azienda che vale quanto l'Umbria, in termini di dimensioni che abbiamo aperto, le case di comunità che ha aperto un'intera regione okay e gestiamo 950.000 abitanti, l'Umbria ne fa circa 1 milione di abitanti. Noi siamo Basilicata e Molise messe insieme, quindi voi state parlando con un'azienda che in altri contesti e più di una Regione, perché queste sono le dimensioni che noi abbiamo, per cui non è così semplice no, dire apriamo le case di comunità, no di una Regione intera in tre anni, è quello che noi siamo comunque riusciti a fare e a finire tutti i lavori, con tutte le difficoltà che c'erano.
Riprendo però un concetto che diceva prima Figgins, rispetto ai 116 117, che è vero, no, devo dire, noi ci stiamo provando in tutti i modi, io lo metto pure su WhatsApp, sullo stato metto il 106 e 117, no, però l'abbiamo fatto sui social, siamo andati sui giornali, siamo andati okay domani sera io l'incontro con tutte le farmacie del territorio, per dirgli per piacere, volete attaccare cartelli in ogni farmacia, per dire che esiste 106 117, facciamo fatica a far passare la comunicazione, nella consapevolezza però che è un fatto anche culturale, cioè non è solo un difetto di comunicazione, è anche un fatto culturale. Noi, il territorio, lo stiamo costruendo, adesso l'abbiamo perso per un certo periodo con la riforma Maroni, perché i distretti erano scomparsi, lo stiamo ricostruendo. È chiaro che la gente deve ricominciare ad abituarsi, che c'è un posto fuori sul territorio, dove qualcuno può andare e trovare la risposta ci vorranno sicuramente degli anni noi su 106 e 117, io lo continuo a dire sempre perché spero che ognuno di voi, quando esce da qui, va dal suo familiare, gli dice, ma sai che ho scoperto che stasera hanno parlato di 106 e 117, già abbiamo fatto anche un pezzettino, grazie,
No, anch'io vorrei aggiungere, in risposta al consigliere Figini, che peraltro nelle ultime interlocuzioni che ho avuto con col direttore generale, il direttore sociosanitario è emersa proprio questa necessità di collaborare nel nella comunicazione, quindi tra l'altro, quelle quelle chiamate poi hanno dato frutto anche all'organizzazione di di questa serata e quindi confermo anche la la disponibilità tramite tutti i nostri canali di informazione comunque a condividere queste importanti informazioni c'è anche da dire che io sono stato assolutamente felice che abbiate scelto Carate come Comune pilota per per la centrale unica, però, visto che anche il Consigliere Ficili era presente, ci ha fatto specie come nonostante questo numero fosse ai più sconosciuti. Avevamo registrato nei primi nel primo mese, nei primi due mesi, una quantità di chiamate davvero in impressionando e stanno continuando ad aumentare grazie,
Grazie grazie mille, se c'è qualche altro intervento, qualche altra domanda da parte degli altri consiglieri.
Niente, allora, ah, scusi.
Buonasera e grazie a tutti, grazie a voi che avete partecipato grazie al nostro Sindaco che ha voluto organizzare questa serata, e grazie alla Commissione che ha ospitato questo questo momento di condivisione.
Ma io mi ero preparato forse una decina di domande, ma invece avevo anche cercato avevo anche provato a barare chiedendo al dottor Zagari, ma c'è una domanda in particolare che io potrei fare in realtà, voi avete già risposto a tutto quanto complimenti e grazie grazie perché si vede che siete persone appassionate, si vede che siete dei professionisti che hanno vissuto in prima persona quelli che che sono stati i problemi e che.
Chiaramente condividiamo tutti i giorni e si vede chiaramente che avete affrontato momenti particolari, come diceva la dottoressa il Covid, ne avete fatto tesoro e ne avete e li avete utilizzati per migliorare quelli che so che lo che per sviluppare e migliorare quello che è il servizio che oggi voi state dando complimenti alla dottoressa che alla quale volevo fare delle domande, come per esempio la, l'assistenza domiciliare oppure la medicina a distanza, e l'unica domanda che mi viene in mente che vorrei rivolgere al dottor Zagari è come implementate come avete, come pensate di implementare,
Quelle che sono le dimissioni protette. Avete fatto un accenno a quello che è il progetto, ma io credo che sia ancora oggi un un problema grosso che va chiaramente affrontato.
Abbiamo sostanzialmente in questo momento strutturato 5 COT, cinque centrali operative, una per ogni distretto che si occupano delle dimissioni protette e insieme un e un team, un'équipe che all'interno dei presìdi, in sostanza la centrale operativa di Brugherio si occupa del San Gerardo quella di Desio si occupa del presidio di Desio parlando transizione, ospedale territorio mentre invece poi si occupano anche di tutto il resto quella di Lissone, come ho detto prima, si occupa dei karate,
È quella di Giussano, si occupava sostanzialmente di Seregno e adesso fa da eco trasversale, quindi che, come dire segue, diciamo la parte che è esterna alla nostra azienda, quindi tutto ciò che arriva dalle dagli altri e aziende ospedaliere. Noi abbiamo la COT della salute mentale che vi ho detto prima che sua karate e un'altra COT, che abbiamo attivato, che a Limbiate e che si occupa soprattutto della parte delle cure palliative dell'hospice, per darvi le dimensioni l'anno scorso ne abbiamo gestito circa 5.500 persone che hanno fatto questi percorsi, diciamo di transizione che dall'ospedale sono andati a domicilio, sono andati in uno studio di riabilitazione, sono andati in casa di riposo o sono andati in altre strutture. Stiamo portando avanti ancora questi progetti sviluppando lì soprattutto su alcune tipologie di pazienti. Faccio un esempio che interesserà sicuramente alla stand all'Assessore, se i senza fissa dimora no,
Che sono un problema importante. Sono quelle persone sostanzialmente che vengono ricoverate e poi o non hanno la residenza o non hanno qualcuno che comunque li possa accogliere, e quindi queste persone diventa un problema, come dire, fare sto percorsi di transizione perché saranno alla residenza. Non sa di chi sono figli, sostanzialmente e tutti i Comuni non è che dicono, so io il papà no di tutti i Comuni dicono no, io non c'entro no, perché sanno che devono pagare la retta, per cui noi facciamo il giro di tutti i Comuni per capire di chi è figlio sta sta persona, parliamo di persone, quindi anziani, ma parliamo di persone che hanno grosse difficoltà, poi ci c'è il problema delle case di riposo, Paragone, direttore in una casa di riposo sa bene qual è la lista d'attesa e stiamo cercando di trovare e fare accordi con le case di riposo per dire su questi pazienti, no, dateci una priorità nella dimissione dall'ospedale, perché un paziente che noi teniamo all'interno dell'ospedale per 60 giorni, sostanzialmente gli paghiamo la retta per i prossimi 10 anni, almeno con i soldi che noi spendiamo e siccome sono soldi di tutti, forse è meglio che vada nel posto più appropriato e quindi stiamo lavorando anche in questi termini. Per quanto riguarda come contropartita, diciamo alle case di riposo le RSA, gli stiamo dando il teleconsulto, vale a dire mettiamo a disposizione degli slot con degli specialisti che supportano i medici della casa di riposo, a gestire i loro pazienti. Provate a immaginare un paziente che magari ricoverati in case di riposo e a una polmonite magari il loro se lo terrebbero tranquillamente in casa di riposo. Però, non avendo l'infettivologo, non avendolo pneumologo a disposizione, è chiaro che tendono a portarlo in pronto soccorso. Noi.
Certo, certo, certo, mandando i vostri pazienti, quindi noi stiamo cercando e stiamo in fase di arrivo con delle convenzioni con delle case di riposo, partiremo con le 3 case di riposo che sono nostre, diciamo, che abbiamo appaltato ma sono nostre, una è quella della Savina Fossati a Monza l'altra è quella di Ornago e l'altra è quella di Brugherio.
Una volta standardizzato il percorso, l'idea è quella di estenderlo a tutte le case di riposo, dicendo voi ci date come possibilità quella di collocare i pazienti che sono ricoverati e noi vi diamo come contropartita, questa qui, quindi stiamo lavorando anche su altri versanti, non non mi dilungo perché sennò la faccio quello femminile,
Grazie mille ancora se non ci sono altre domande, come mi sembra, allora vi ringraziamo ancora per la vostra disponibilità per il vostro tempo, grazie, signor Sindaco, e ci aggiorniamo a un prossimo confronto.
