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CONTATTACI
Speaker : SABBATINI – Presidente del Consiglio
Buongiorno. Benvenuti alla seduta del Consiglio comunale.
Prego il Segretario comunale di procedere all’appello.
Speaker : SEGRETARIO GENERALE
Travaglini Riccardo (presente); Guadagnoli Gino (presente); Piredda Valentina (presente); Baldelli Emanuele (presente); Sabbatini Noemi (presente); Lupino Alessia (presente); Incecchi Michele (presente); Polinari Fulvia (presente); Cicciola Roberta (presente); Stefoni Fabio (presente); Cirillo Federico (assente); Cellitti Mauro (presente); Rossi Emiliano (presente).
Speaker : SABBATINI – Presidente del Consiglio
Constatato il numero legale, procediamo con il primo punto all’ordine del giorno: “Comunicazioni del Sindaco”.
Speaker : TRAVAGLINI – Sindaco
Grazie, Presidente, buongiorno a tutti. Alcune comunicazioni importanti per la cittadinanza.
Iniziamo dalla prima. Come sapete, dal 1° luglio è iniziato il trasporto pubblico locale gestito direttamente dalla Regione Lazio per conto della società ASTRAL e ci sono stati un po’ di problemi e di disavventure. Dopo i primi giorni, il servizio è stato reso regolare anche tramite i percorsi che erano stati individuati all’inizio, abbiamo avuto delle problematiche soprattutto nei primi due giorni.
Il Comune di Castelnuovo di Porto è destinatario di quattro linee del trasporto pubblico locale, che prendono sia l’asse Flaminia che l’asse Tiberina e sull’asse Tiberina ci sono tantissimi servizi che collegano Castelnuovo Alto con la frazione di Ponte Storto, per poi andare verso Monterotondo.
Rimane anche il servizio di Cialone, che è sostitutivo rispetto al blocco della ferrovia Roma-Viterbo, quindi quello è un servizio a parte che non rientra nel trasporto pubblico locale.
Invitiamo tutti i cittadini, abbiamo istituito un’e-mail per eventuali segnalazioni, che è segnalazioniTPL@Comune.CastelnuovodiPorto.RM.it.
A breve faremo ulteriori segnalazioni ad ASTRAL per migliorare il servizio e per recepire tutte le osservazioni che i cittadini ci hanno inoltrato. Purtroppo, ad oggi siamo solo a tre e-mail ricevute su segnalazioniTPL@Comune.CastelnuovodiPorto.RM.it quindi invitiamo i cittadini e tutti gli interessati a fornire segnalazioni attraverso i canali ufficiali predisposti dal Comune di Castelnuovo di Porto, così faremo le dovute osservazioni alla società ASTRAL. Queste osservazioni saranno sicuramente recepite da ASTRAL, faremo una riunione insieme all’Assessore Guadagnoli e ai tecnici di ASTRAL già in settimana, quindi chiedo a tutti voi di affrettarvi cosicché possiamo migliorare il servizio da qui al prossimo settembre e prepararci per l’inizio dell’anno scolastico.
Vi comunico, inoltre, che abbiamo ottenuto ulteriori due contributi per quanto riguarda i plessi scolastici, sia per Santa Lucia che per via Roma, abbiamo aderito al Conto termico GSE e due progetti sono stati validati, quindi abbiamo ottenuto 371.000 euro per via Roma e 91.000 euro per il plesso di Santa Lucia.
Siamo in sede di valutazione per quanto riguarda il plesso scolastico De Gasperi, ci hanno chiesto integrazioni che abbiamo fornito al GSE e devo dire che questa è una grossa novità, ma anche una grande opportunità, perché riusciremo così a sostituire tutta la parte degli infissi dei plessi scolastici e quindi a garantire sicuramente un miglior comfort termico per i nostri alunni.
Vi comunico, inoltre, che abbiamo ottenuto un ulteriore contributo per quanto riguarda il corteo storico. È stato riconosciuto direttamente dal MIC, quindi dal Ministero e abbiamo preso 11.700 euro di contributo. Questo è un riconoscimento importante, vuol dire che il corteo entra appieno nelle attività e negli eventi del Ministero dei Beni culturali, che ne ha riconosciuto la rilevanza anche a livello nazionale e questo è di grande orgoglio per la comunità e soprattutto per chi si è speso in questi anni per creare questo corteo storico e a portarlo avanti nel tempo, in quanto fonte di tradizione e di identità per la comunità castelnovese e per la sua storia, che viene rappresentato direttamente nel corteo storico.
Sono ripresi inoltre i lavori a via Marcello Guidi, al parcheggio pubblico. Come avevamo accennato, abbiamo atteso che venisse realizzata la fogna, che passa proprio all’interno del parcheggio pubblico di via Marcello Guidi, dell’asilo nido comunale, tutta la parte della fogna è stata realizzata e quindi già da lunedì sono iniziati i lavori per la conclusione del parcheggio a via Marcello Guidi, che sarà la messa in sicurezza della scarpata posta in sommità, in adiacenza alla parrocchia di Santa Lucia e poi verrà asfaltata l’intera area e dotata di pubblica illuminazione.
Inoltre, abbiamo ottenuto la proroga per quanto riguarda il PNRR per la scuola Matteotti, le due scadenze sono 30 agosto e 30 ottobre per ultimare i lavori che sono attualmente in corso.
Altra segnalazione importante è che stamattina abbiamo sottoscritto la convenzione con la Caritas e quindi con Monsignor Vincenzo Mamertino, delegando alla Caritas le fragilità più importanti all’interno del territorio, sia per quanto riguarda la problematica, che purtroppo interessa i nostri territori, relativa all’accesso alla prima abitazione, sia per quanto riguarda i problemi alimentari, quindi all’interno delle famiglie più fragili.
Vi comunichiamo, inoltre, che abbiamo ancora posti disponibili per quanto riguarda l’asilo comunale di Ponte Storto, quindi esortiamo le famiglie a iscrivere i propri figli da 0 a 3 anni al nostro asilo perché è terminato, abbiamo speso quasi 1.200.000 euro, 1 milione di fondi PNRR. Abbiamo finanziato la parte delle aree esterne con fondi comunali, è in avvio alla procedura di coprogettazione per il terzo settore per individuare il soggetto che gestirà direttamente l’asilo nido. Abbiamo chiesto e otterremo che vada avanti il metodo Montessori che è già iniziato per quanto riguarda la classe primavera, che vogliamo estendere a tutte le fasce di età da 0 a 3 anni, e siamo andati incontro alle famiglie per quanto riguarda le rette, che partono da 200 euro a bambino, quindi siamo molto al di sotto della media nazionale, e questo è uno strumento per andare incontro alle famiglie e permettere ai genitori di avere sia un’istruzione di livello, come è stato adesso nella classe primavera con il metodo Montessori, per il quale abbiamo ricevuto tantissimi apprezzamenti dalle famiglie e dai bambini che hanno frequentato, sia anche di dare in termini economici una mano concreta.
Le comunicazioni finiscono qui, oggi è una giornata, secondo me, storica perché andremo ad approvare la comunità energetica. Questo vuol dire che siamo uno dei primi territori, forse il primo della Valle del Tevere, che approva questo strumento messo a disposizione dei Comuni per far fronte al caro energia, per incentivare le persone a condividere l’energia e quindi far sì che i costi possano essere ridotti.
È importantissimo come provvedimento e auspico ovviamente che ci sia l’unanimità del Consiglio, perché vuol dire realmente dare risposta concreta al caro energia che è impellente, come sapete dovuto alle guerre in atto in Europa, ma soprattutto alle mancate scelte da parte dell’Italia di dotarsi della risorsa principale dell’energia. Imprese, attività e famiglie hanno grossi problemi a rispondere e ad essere competitive sui mercati, perché il problema energia è il primo problema al quale dobbiamo dare risposta. Grazie.
Speaker : SABBATINI – Presidente del Consiglio
Grazie, Sindaco.
Prego, consigliere Stefoni, anche se in teoria la risposta non è prevista. Prego.
Speaker : STEFONI
La ringrazio della cortesia, farò un breve intervento sulle comunicazioni, perché bisogna sempre capire se sia un diritto o una cortesia. Io credo che sia un diritto come Capogruppo, visto che si parla di temi inerenti a Castelnuovo, fare un minimo di replica o di spiegazione, perché questo lo dobbiamo chiarire prima di fare il Consiglio.
Facciamo una cosa, io lo faccio in dichiarazione di voto.
Speaker : SABBATINI – Presidente del Consiglio
Da Regolamento sono previste le comunicazioni del Sindaco e dei Capigruppo, non è previsto un dibattito, in teoria lei potrebbe intervenire per una comunicazione.
Io l’ho sempre fatta intervenire, ho solo specificato che non è previsto.
Speaker : STEFONI
No, le spiego, perché il problema è sempre questo: io non voglio andare oltre quello che mi è consentito, quindi chiedo una spiegazione, se alle comunicazioni del Sindaco, che sono comunicazioni importanti, perché se ci fa la cronistoria di quello che fa tutti i giorni è un discorso, ma se si parla di temi di cui non abbiamo neanche discusso in Commissione, uno vorrebbe riuscire a capire qual è il momento in cui si replica a queste cose.
Detto questo, se nelle comunicazioni del Sindaco i Capigruppo possono fare una replica ma non un dibattito, perché non deve rispondermi qualcuno, la faccio, se effettivamente non può essere fatto per il Regolamento, io mi taccio così in tutte le dichiarazioni di voto su tutte le cose parlo per 10 minuti di questa roba.
Dobbiamo chiarire se sì o no.
Speaker : SABBATINI – Presidente del Consiglio
Va cambiato il Regolamento, perché il Regolamento all’articolo 63...
Speaker : STEFONI
E cambiamo il Regolamento, abbiamo 7.000 Regolamenti, io penso che sia una questione democratica, visto che c’è il Partito Democratico...
Speaker : SABBATINI – Presidente del Consiglio
Allora, i Capigruppo possono intervenire per comunicazioni, non per un dibattito o per una risposta da Regolamento.
Speaker : STEFONI
Lo devo scrivere all’ordine del giorno? Allora in tutti gli ordini del giorno scrivo “comunicazioni al Capogruppo”.
Allora, facciamo così, quando facciamo la Capigruppo nell’ordine del giorno ci sarà “comunicazioni del Capogruppo” e abbiamo risolto il problema, cioè la forma è sostanza su queste cose, perché una volta lei mi può dire, Presidente, “le faccio la cortesia”, può darsi che la volta dopo la cortesia non me la faccia più oppure cambi il Presidente.... mi taccio, poi mi dite se posso parlare o no, se ne ho facoltà.
Speaker : SABBATINI – Presidente del Consiglio
Prego, Incecchi, e poi interviene il consigliere Stefoni.
Speaker : INCECCHI
Faccio veramente la richiesta di cambiare il Regolamento su questo, altrimenti rischiamo che, come è successo già altre volte, facciamo la cortesia al Capogruppo Stefoni perché è minoranza e poi magari non possiamo parlare noi, anche se vogliamo dire qualcosa, quindi o permettiamo un intervento senza replica a ogni Capogruppo e decidiamo di cambiare il Regolamento, altrimenti diventa una cosa che non si può fare, cioè rimane comunicazioni del Sindaco e nessun intervento, perché credo che sia una cosa anche di giustizia rispetto a tutto il Consiglio.
Mi è capitato più di una volta di sentir dire “Stefoni parla perché è minoranza”, ma che vuol dire? Allora parliamo tutti.
Speaker : SABBATINI – Presidente del Consiglio
Io direi che è importante mantenere comunicazioni utili per la cittadinanza, poi, se ogni consigliere vuole intervenire su un determinato tema che non è portato in Consiglio, si propone un’assemblea pubblica dove chiunque può intervenire, comunque prego, Stefoni.
Speaker : STEFONI
Scusate, intanto non sono d’accordo che, per intervenire su un tema che evidenzia il Sindaco, devo fare un’assemblea pubblica, perché siamo all’assurdo a questo punto. Al limite, si può normare con dei tempi stringenti la replica sulle comunicazioni del Sindaco, però, se il Sindaco ci racconta il mondo e in questo momento apprendo delle cose che non sapevo, è chiaro che io in questa fase devo rispondere, perché altrimenti è inutile, nelle Commissioni non è che parliamo di tante cose, ad esempio dell’UDR non abbiamo mai parlato, quindi ho l’occasione per dire la mia.
Giustamente, come dice Incecchi, il Capogruppo non è solo il Capogruppo della minoranza, il Capogruppo è del Partito Democratico, di Castelnuovo Rinasce ed è giusto che facciano un intervento, poi come vogliamo normarlo, altrimenti diventa il comizio del Sindaco ed è diverso, non è una comunicazione, perché, non essendoci un minimo di contraddittorio, comunque un minimo di ricerca di spiegazioni, diventa un semplice comizio.
Comunque la finiamo qua, la sistemiamo in Capigruppo e via. Il mio è proprio un piccolo intervento, perché visto che sul trasporto pubblico si sono alimentate tante polemiche...
Voglio fare prima una premessa: voglio fare gli auguri al neo Segretario del Partito Democratico, questo sarà un Comune a livello nazionale, perché dal campo largo stiamo al campo extra large, quindi credo che avrà da lavorare parecchio su questo e faccio sinceramente gli auguri, e il consigliere Baldelli sa che quando faccio i complimenti sono sinceri.
Detto questo, passiamo al discorso del TPL. Ho sentito una serie di polemiche, però la verità sul su questo nuovo sistema dei trasporti regionali non è che parte dal Presidente Rocca, parte dal nostro amatissimo Alessandri del Partito Democratico, che ebbe l’idea, che secondo me era anche giusta sostanzialmente, di rimettere un minimo di ordine regionale, visto che il servizio è regionale, ma, da quando è partito a quando siamo arrivati, la situazione non è migliorata, ma è peggiorata.
Senza entrare sulla polemica che non è stata gestita nemmeno bene fino all’ultimo minuto in cui sono partiti i servizi, abbiamo un problema reale adesso, che ci sono cittadini che, non avendo la macchina, sono le fasce più deboli, perché chi ha la macchina francamente non sa nemmeno come è fatto il pulmino del TPL, ma bisogna comunque risolvere il problema.
Io credo che tutte le riunioni che farete, perché oltretutto questa cosa, altra pecca, non è stata neanche discussa in Commissione Trasporti o Bilancio (chiamatela come volete), quindi l’esigenza di parlarne in Consiglio è perché non c’è stata una Commissione, cioè io ho saputo a macchia di leopardo qualche notizia, tanto i cittadini mi dicono “voi state in minoranza e non dite niente?” giustamente, perché il tema non è stato affrontato in Commissione e avremmo potuto dare, come di solito diamo in Commissione, anche il nostro parere.
Adesso cosa succede? Io non so che riunioni farete, perché quelle riunioni che voi fate e che noi non sappiamo mai, perché non partecipiamo a queste riunioni, e non sappiamo in tempi strettissimi il risultato, ma bisogna metterci mano a livello comunale.
Mi rivolgo quindi all’Assessore al Bilancio, cioè noi non possiamo spendere soldi per cose fosse utili, forse ludiche, ma non per cose strategiche, quindi faccio la proposta di aprire una Commissione Bilancio per trovare le risorse per fare un servizio aggiuntivo comunale, perché se io sto in mezzo al Wyoming castelnuovese e devo andare a lavorare o andare all’ASL, non è possibile dire “è colpa della Regione”, perché sarà colpa della Regione, sarà stato errato il rapporto Comuni/Regioni, perché anche questo molte volte è stato preso sotto gamba, però bisogna mettersi lì, riuscire a capire, dopo le riunioni che fate, quali sono i nervi scoperti del trasporto e impegnarsi a fare un servizio aggiuntivo comunale solo per questo.
Calcolate che il trasporto pubblico, visti i lavori della ferrovia, la viabilità di gronda che partirà, per cui ci sarà il delirio in questo Comune per quattro o cinque anni, se nessuno ha la possibilità di andare a scuola, di curarsi o di fare una vita normale, francamente faremmo una grossa ingiustizia quando facciamo le feste e spariamo i fuochi d’artificio. Credo che questi possano aspettare, ma tanta gente, tante persone, secondo me, hanno il diritto di vivere una vita normale.
Grazie, Presidente, per l’occasione.
Speaker : SABBATINI – Presidente del Consiglio
Grazie. Passiamo al secondo punto all’ordine del giorno.
Prego, consigliere Polinari.
Speaker : POLINARI
Abbiamo avuto la disponibilità del dottor Guarini della Benefit Comunità energetiche, che, come abbiamo verificato in Commissione Urbanistica, ci è stato di grande aiuto nell’esame dell’argomento ed è in collegamento.
Chiederei al Consiglio lo spostamento del quinto punto all’ordine del giorno al secondo.
Speaker : SABBATINI – Presidente del Consiglio
Mettiamo quindi in votazione lo spostamento all’ordine del giorno della proposta n. 22 come punto n. 2 del Consiglio.
Voti favorevoli allo spostamento? All’unanimità.
Apriamo la discussione della proposta n. 22: “Attivazione comunità energetica rinnovabile nel Comune di Castelnuovo di Porto. Individuazione soggetto aggregatore”.
Prego, consigliere Baldelli.
Speaker : BALDELLI ‒ Assessore
Grazie, Presidente, buongiorno a tutti i colleghi.
Ringrazio il consigliere Stefoni per l’augurio sincero che mi ha fatto, sicuramente la responsabilità non verrà meno, mi permetto di utilizzare solo tre secondi rispetto al discorso di prima.
Anche io mi trovo d’accordo sull’eventualità del cambio del Regolamento, nel senso che ogni Gruppo è rappresentativo della cittadinanza, quindi è bene che si esprima.
Confermo che chiaramente non è una colpa del Presidente, perché è quello che è previsto dal nostro Regolamento, però magari la prossima volta cerchiamo di essere costruttivi, di presentarlo in Commissione Statuto e Regolamenti e mettere chi deve attenersi alle regole in condizioni di non dover dare deroghe.
Fermo restando questo, entriamo in un tema che il nostro Sindaco ha già annunciato, quindi mi ha aggravato di una responsabilità ancora maggiore, un tema importantissimo per noi, un tema che faceva parte del nostro programma elettorale, un tema in cui personalmente credo fortemente, quindi permettetemi di allungarmi solamente un minuto in più per dare una piccola indicazione, per evitare di non essere chiaro, come dichiarato a volte dai banchi dell’opposizione. Cercherò di dare delle definizioni e poi di esprimere una posizione politica in merito.
Le comunità energetica rinnovabile, definite anche con l’acronimo CER, sono diventate un modello di riferimento nel panorama delle politiche energetiche ed ambientali, rappresentando una delle sette configurazioni di autoconsumo diffuso, introdotte dalla delibera ARERA.
Le CER sono costituite (qui entriamo in temi interessanti per i nostri cittadini e per chi ci ascolta) da cittadini, piccole e medie imprese, Enti territoriali, autorità locali, che collaborano per produrre e consumare energia rinnovabile, migliorando l’efficienza energetica e riducendo l’impatto ambientale.
Come? Una comunità energetica è un soggetto giuridico autonomo, che agisce nel mercato energetico, il cui obiettivo principale è fornire benefici ambientali, economici e sociali ai propri membri, quindi a coloro che aderiscono e fanno parte della comunità energetica, e alle aree locali in cui operano, ribaltando il paradigma a cui tutti noi oggi siamo legati.
Fino ad oggi, infatti, abbiamo sostenuto una produzione centralizzata da una centrale, che attraverso le reti venisse poi venduta lungo la rete di distribuzione. Che succede con la comunità energetica? Si risparmia questo tipo di percorso, ma l’energia elettrica rinnovabile, quindi da fonti tipo pannelli solari, viene condivisa tra i vari membri connessi alla stessa cabina primaria. Questo è il concetto fondamentale della comunità energetica rispetto a prima.
Prima prendevo dell’elettricità lungo la rete o immettevo con i pannelli solari lungo la rete la mia elettricità e poi un soggetto o autorità che gestiva tutto, che era il GSE, mi rimborsava i costi.
Oggi invece ci cerca, grazie a una direttiva europea, di trovare una via diversa, cioè quello che io produco all’interno di una cabina primaria, per capirci quelle di Castelnuovo sono due, uno in località Ponte Storto, una addirittura a Morlupo, quindi non è un confine territoriale, ma è un confine determinato dalle distanze, tutto ciò che viene prodotto a Castelnuovo, nella parte alta o nella parte bassa del paese, può essere consumato da tutti i cittadini, gli Enti, come ho detto prima, o i soggetti che vogliono entrare in questa comunità, senza passare dalla distribuzione di un fornitore terzo. Questa è la base della comunità energetica.
Pertanto, è un soggetto giuridico, i cui soci o membri con poteri di controllo all’interno delle CER possono essere cittadini, piccole e medie imprese, per le quali la partecipazione alle CER non costituisca l’attività commerciale e industriale principale (solamente come consumatore, non devo essere un produttore, posso essere solo un consumatore), gli enti di ricerca, di formazione, gli enti religiosi, quelli del terzo settore, di protezione ambientale, insomma tutti coloro che vogliono condividere i consumi, il fabbisogno energetico di una comunità.
Le CER sono un soggetto giuridico autonomo, il cui unico obiettivo è fornire benefici ambientali, economici o sociali a livello di comunità ai propri azionisti, quindi tutti coloro che vi appartengono, o a membri delle aree locali in cui si opera.
In una CER l’energia elettrica rinnovabile viene condivisa tra i diversi soggetti produttori e consumatori connessi alla medesima cabina primaria, che è quello che ho espresso prima, grazie all’impiego della rete nazionale di distribuzione di energia elettrica, che rende possibile la condivisione virtuale di tale energia. Io, Emanuele, produco 10, 10 è quello che consuma Valentina, stiamo sulla stessa rete, Valentina non deve rivolgersi a un soggetto terzo, ma prende il 10 che produce Emanuele.
So che questo è un neologismo inglese, però purtroppo è quello della Comunità europea. Qual è la figura nuova che si propone all’interno di una comunità energetica? Il prosumer, termine a cui ci dobbiamo legare ed essere interessati. Cosa significa prosumer? È una parola nata dalla fusione inglese di producer, produttore, e consumer, consumatore, cioè oggi io ho i miei pannelli solari, produco energia e la utilizzo direttamente per il mio fabbisogno, quindi divento un prosumer, metto a disposizione un’energia che consumo. Questo è il termine a cui tutti dovremo essere interessati per il nostro futuro di partecipazione. Dobbiamo essere i soggetti partecipi, non dobbiamo comprare, poi sentire che sono aumentati i costi della bolletta perché è scoppiata la guerra, perché chi ci fornisce l’energia, chi ci fornisce il gas...
Il concetto base di questa comunità energetica è che bisogna essere noi stessi interpreti e azionare noi per primi le contromisure al mercato, che a volte siamo costretti a subire.
Come funziona? In Europa, il Green Deal europeo rappresenta un piano d’azione fondamentale, è stato introdotto con il Green Deal europeo un piano UE sostenibile, con l’obiettivo di raggiungere addirittura la neutralità climatica entro il 2050.
Questa iniziativa ha stimolato dalla revisione delle politiche energetiche degli Stati membri, promuovendo l’uso di energie rinnovabili e l’efficientamento energetico.
In Italia, il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima riflette questi obiettivi, integrando strategie per aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili e migliorare l’efficienza energetica.
Gentile Presidente, gentili consiglieri, gentili cittadini, prendo la parola per presentare la proposta di delibera consiliare n. 22, un atto che segna una svolta fondamentale per la nostra comunità e che riguarda l’attivazione della prima comunità energetica rinnovabile nel Comune di Castelnuovo di Porto e l’individuazione del relativo soggetto aggregatore.
Cosa andiamo a fare oggi con la delibera? Oggi, a seguito di un avviso pubblico in cui è stata redatta una graduatoria ed è stato identificato un soggetto che adesso andremo a presentare, abbiamo scelto un soggetto aggregatore, un soggetto amministrativo che possa essere interfaccia e soprattutto sia di aiuto per tutti i soggetti che vogliono entrare in questa comunità energetica.
È un soggetto che chiaramente terrà conto del partenariato pubblico/privato, cui il Comune metterà a disposizione probabilmente il proprio patrimonio disponibile, ci sarà una forte influenza di natura pubblica per poter permette ai piccoli soggetti, che in questo caso sono i cittadini, di inserirsi e capire, attraverso il fabbisogno, quali soggetti intermediari possano diventare produttori, a prezzi calmierati, della nostra energia.
Nel farlo, vorrei iniziare prendendo in prestito le parole di un celebre proverbio nativo americano, che dà il titolo anche il prezioso documento di analisi legato alla nostra visione: “non ereditiamo la Terra dai nostri antenati, la prendiamo in prestito dai nostri figli”. Questa è la chiave di lettura su cui oggi spingo affinché venga approvata la comunità energetica, dobbiamo sapere che quello che stiamo utilizzando è quello che lasceremo poi ai nostri figli.
Pertanto, non è solamente un richiamo morale, ma rappresenta oggi il pilastro cardine del nostro ordinamento giuridico e delle politiche pubbliche globali. Con la recente riforma degli articoli nn.9 e 41 della Costituzione, la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi è diventata un valore costituzionale supremo, esplicitamente orientato dalla nostra Costituzione, per la prima volta nella storia repubblicana, agli interessi delle future generazioni.
La legge e l’iniziativa economica oggi ci impongono di agire, affinché la transizione ecologica sia non solo un’opinione, ma un dovere intergenerazionale. L’Unione europea ha tracciato una rotta chiara con il Green Deal, ponendo il 2050 come scadenza per la totale decarbonizzazione. Tuttavia, la transizione non si compie calando dall’alto i parametri numerici, bensì mutando radicalmente le politiche locali, per permettere al territorio e ai cittadini di essere i primi attori di questa azione.
Le comunità energetiche rinnovabili nascono proprio per questo, per ribaltare quel vecchio paradigma della produzione centralizzata e trasformare il consumatore in un prosumer, come vi spiegavo prima, un cittadino energetico attivo, che produce, consuma e condivide energia pulita a chilometro zero. Questo è il concetto di base su cui dobbiamo rimanere.
La proposta che presentiamo oggi al voto del Consiglio non è solo una scelta di sostenibilità ambientale, che pur permetterebbe di risparmiare emissioni e consumi, ma anche e soprattutto una scelta di forte valore sociale ed economico.
Sul piano sociale, la CER è la massima espressione del principio costituzionale di sussidiarietà orizzontale, e questa è un’altra parola chiave che dobbiamo ricordare. Solitamente, siamo abituati a subire una sussidiarietà verticale, dal produttore al consumatore. Oggi, con la comunità energetica, si va verso una sussidiarietà orizzontale. Siamo noi i primi attori, i primi agenti, l’Amministrazione è il primo interfaccia, non è più un soggetto terzo nazionale.
Si unisce, quindi, cittadini, piccole e medie imprese ed Enti locali in un patto collaborativo paritario, offrendo uno strumento concreto e innovativo per contrastare la povertà energetica e proteggere le fasce più vulnerabili della nostra popolazione. Sul piano economico, si innesta un circolo virtuoso, che riduce i costi in bolletta, trattenendo il valore economico all’interno del nostro territorio.
La giurisprudenza della Corte Costituzionale, con la sentenza n. 48, ha confermato e fissato il modello secondo cui fondamentalmente la centralità delle Amministrazioni comunali quali Enti di prossimità, capaci di guidare la transazione in modo ordinato, solido e finanziariamente sostenibile, noi Comuni dobbiamo essere l’avamposto di questa rivoluzione ecologica ed energetica.
Con questo atto, a seguito di un percorso trasparente di evidenza pubblica, avviato con l’avviso di manifestazione di interesse, proponiamo di individuare quale partner tecnico e soggetto aggregatore territoriale la Benefit Part-Energy, operatore che ha ottenuto il punteggio più alto e che vanta una consolidata esperienza nel settore. Questa sinergia ci permetterà di attivare il servizio a favore della collettività senza alcun onere di spesa, e questa è la prima cosa importante, o aggravio economico per il bilancio comunale e per i partecipanti.
Votare favorevolmente questa delibera significa quindi dare gambe ai principi costituzionali, rispondere concretamente alle sfide del nostro tempo e soprattutto iniziare a restituire ai nostri figli quella terra che ci hanno temporaneamente prestato, consegnando loro un Comune di Castelnuovo di Porto più pulito, più unito e più giusto.
Vi ringrazio e confido nel sostegno unanime a questa proposta di delibera.
Speaker : SABBATINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere.
Ci sono interventi? Prego, Sindaco.
Speaker : TRAVAGLINI – Sindaco
Innanzitutto grazie, Emanuele, per la spiegazione con cui hai presentato la nostra proposta di delibera, che chiaramente è una svolta per noi epocale, perché la verità dei fatti è questa.
Io vorrei entrare nel merito proprio per capire esattamente quello che avviene, perché tu hai parlato di obiettivo, ma poi dobbiamo spiegare esattamente domani mattina cosa cambia alla signora castelnuovese o alla famiglia castelnuovese che aderisce alla comunità energetica.
Innanzitutto che succede? Che lo Stato ha deciso una cosa, ha deciso che chi mette in condivisione la propria energia riceve un beneficio economico. Solitamente, se installiamo pannelli fotovoltaici, abbiamo già un contributo dal GSE, però lo Stato dice “se tu questa energia la metti in condivisione e vai a prenderla dalla stessa cabina primaria di quello che lo produce, io ti riconoscono incentivo, perché tu sei stata una persona lungimirante, hai preso l’energia direttamente dalla cabina più vicina a te, io Stato, dato che l’energia, come sapete, da dove si produce a dove arriva perde necessariamente. è un procedimento fisico che l’energia, se parte 100, arrivi a 90, perché durante la rete di si disperde, dato che tu sei stato così bravo che l’hai presa all’interno della tua cabina primaria, che è posta vicino casa tua, io Stato non devo adeguare e rinnovare l’infrastruttura per cercare di diminuire questo divario di perdita di energia, quindi ti premio”.
Succede, quindi, che chiunque può entrare in questa comunità energetica, non c’è limitazione alcuna, Non è detto che se io non ho un impianto fotovoltaico non possa entrare, anzi posso entrare comunque, anche dove ci sono vincoli ambientali e paesaggistici dove è impossibile metterei i fotovoltaici, Penso al centro storico che sarebbe tranciato via dalla possibilità di mettere pannelli, invece anche chi abita nel centro storico, essendo un consumatore, può entrare nella comunità energetica e quindi ricevere quel beneficio, se chiaramente consuma nel momento in cui la comunità sta producendo, cioè più consumiamo mentre la comunità produce e più riceviamo i benefici, quindi tenteremo di cambiare la nostra vita per cercare di spendere meno rispetto all’attuale.
Se guardate la bolletta, oggi ci sono delle fasce orarie, alle quali aderiamo e quindi scegliamo quella tipologia di fascia. Con la comunità energetica cambia questo aspetto e dobbiamo cercare di consumare nel momento in cui la comunità sta producendo, perché così c’è uno scambio direttamente di energia prodotta dalla comunità. Pensate a tutte le strutture che ha il Comune, pensate a tutte le terrazze che il Comune ha all’interno delle scuole, quindi noi potremo mettere a disposizione della comunità tutti i nostri solai, che sono esposti perfettamente alla sommità degli edifici e possono essere messi a disposizione di quella parte di comunità che non riesce ad installare pannelli fotovoltaici.
Potremmo recuperare le ex cave, come potremmo recuperare l’ex discarica di Monte Vanigno che ci costa annualmente 60.000 euro per far sì che sia messa in sicurezza, invece vorremmo pensare da domani di rigenerare quei posti, di installarci dei pannelli fotovoltaici e di dare quell’energia direttamente a quella comunità che sta più in sofferenza.
Inoltre, a questo progetto si aggiunge un’altra cosa: il fatto che il Comune avrà un piccolo bilancio annuale, perché anche il Comune sarà un produttore di energia, quindi chi produce ha quell’incentivo di produzione, oltre quello che gli da il GSE, e decideremo insieme alla comunità come destinare queste risorse. Inizialmente saranno 7-10.000 euro all’anno, ma poi più aumenterà la comunità, più aumenterà questo budget del Comune, quindi arriverà a 15, 20, 30.000 euro l’anno, che potremo decidere di assegnare alle categorie più fragili che hanno necessità di ottenere un beneficio da questa comunità, quindi di pagare meno l’energia, quindi pagare meno quella maledetta bolletta che oggi attanaglia tantissime famiglie che non ce la fanno arrivare a fine mese.
Potremmo segnalare le famiglie al di sotto della soglia di povertà, che sono tantissime, perché non è che, se non le vediamo, non esistono, esistono eccome e noi dobbiamo dare risposte. Una risposta concreta è proprio questa, perché mettere in condivisione l’energia vuol dire che mi faccio carico non solo di me stesso, ma di un’intera comunità. Questo è il messaggio che deve passare a tutti noi.
Se quindi installo questo pannello fotovoltaico, produco energia, quella che a me non serve, perché in quel momento non sto consumando, sarà messa in rete e ci sarà un’altra famiglia che potrà accendere l’interruttore e quella energia sarà dedicata a quella famiglia, quindi vuol dire mettersi insieme per dare una risposta a un problema enorme.
Abbiamo pensato di chiamarla Valle del Tevere, perché il Comune ha delle cabine primarie dove non c’è un confine territoriale, non è che se il cittadino sta a Capena o sta Morlupo non può aderire alla comunità energetica, perché vige il principio di prossimità, quindi al di là dei confini comunali che sappiamo e che abbiamo delineato all’interno della nostra cartografia comunale, il cittadino che sta nelle immediate vicinanze della cabina primaria può aderire alla nostra comunità energetica.
Inoltre, quanti capannoni abbiamo sui cui tetti non sono ancora installati impianti fotovoltaici? Le imprese potranno dare quella risposta concreta e reale, entrando in comunità energetica e garantendo i fabbisogni della comunità, perché anche quelle imprese che hanno ettari di capannoni che oggi sono spogli... pensate all’ex complesso INAIL, parliamo di 100.000 metri quadrati, quindi di 10 ettari di superficie è stata recentemente acquistata da una società e che adesso inizierà un processo di riqualificazione di quel complesso, pensate che in quei 10 ettari di capannoni dove saranno realizzati tutti pannelli fotovoltaici, perché ci guadagnano tutti, ci guadagna il produttore, ci guadagna il cittadino perché c’è questo incentivo che ci dà lo Stato da qui ai prossimi vent’anni.
Non è infatti un incentivo che finisce domani mattina, altro concetto che deve essere chiaro, cioè oggi stipuliamo questo contratto, perché aderire alla comunità vuol dire in qualche modo sottoscrivere un contratto, e quel contratto, da qui ai prossimi vent’anni, ci sarà riconosciuto. Avremo adesso 60 giorni per mandare tutto alla Corte dei conti, per ottenere il via libera definitivo, perché acquistiamo 25 euro di quota e lo Stato ci impone che, se facciamo l’acquisto di una quota, dobbiamo chiedere prima il permesso ai cittadini giustamente e poi mandarlo alla Corte dei conti, ma, fatta questa operazione, fra 60 giorni saremo pienamente operativi.
Questo vuol dire che fra 60 giorni chiunque vorrà aderire alla comunità energetica potrà farlo e noi ci auguriamo che inizino veramente a farlo concretamente soprattutto le imprese che hanno questi capannoni che sopra sono vuoti, quindi sono spazi disponibili, perché quello vorrà dire garantire ai cittadini la possibilità di autoconsumo e quindi vorrà dire pagare meno in bolletta la propria fornitura di energia.
Stabiliamo un altro principio importante: non dobbiamo sottrarre all’agricoltura ulteriori spazi. Siccome abbiamo a disposizione le superfici ad oggi, che sono superfici reali e che sono i nostri tetti, i tetti dei capannoni, i tetti delle nostre case, delle nostre scuole, dei nostri impianti sportivi, andranno prima quelli messi in esercizio, dando la possibilità di installare pannelli fotovoltaici, cosicché non avremo aggravato ulteriormente il suolo con i pannelli fotovoltaici, bensì invece avremo recuperato superfici che sono disponibili a beneficio dell’intera comunità.
Io credo che sia una delle rare volte che lo Stato pone come base questo principio, che se dobbiamo dare una risposta ad un problema, la risposta va data da una comunità, cioè che il singolo non può far nulla e quindi tutti insieme dobbiamo adoperarci affinché sia sanato questo problema energetico, che non nasce oggi, ma deriva da 50 anni di mancate scelte rispetto all’energia.
Si è in grado di acquistare infatti energia in Francia o in Spagna e noi invece, purtroppo, anche per le scelte che abbiamo fatto in passato sbagliate, oggi abbiamo un problema reale, perché le nostre imprese non riescono a essere competitive a livello europeo, fabbricare una cosa in Italia costa tre volte di più che farlo in Francia o in Spagna o in Germania e chiaramente questo causa difficoltà nella crescita del PIL, del Prodotto interno lordo, che si riversa su tutto quello che è sanità, scuola, istruzione, sociale, eccetera.
Questa è una risposta importante. Dato che lo Stato ha paura di fare queste scelte rispetto all’energia, noi oggi invece diamo una risposta come comunità, e non è un procedimento semplice perché abbiamo iniziato da tempo a farlo. Non è una stupidaggine, non è un piccolo capriccio che ci siamo inventati, è una cosa molto seria, per la quale c’è bisogno di massima competenza e, soprattutto, c’è bisogno di studiare le cose, perché i decreti attuativi delle comunità energetiche, seppur partiti nel 2021, sono arrivati un anno fa, quindi queste comunità hanno atteso più di quattro anni per avere i decreti attuativi per poter partire.
Nell’attesa di questi decreti si è studiato, e, appena i decreti sono stati emanati dal Ministero competente, ci siamo messi subito in moto e di essere i primi nella Valle del Tevere a farlo, perché se vi girate intorno, non è che negli altri Comuni ci sia la possibilità di costituire una comunità energetica, dobbiamo essere orgogliosi.
Ci vorrà del tempo, perché avremo ancora 60 giorni prima di accendere definitivamente, quindi Mauro sarà presente e farà l’accensione nel GSE della comunità energetica Valle del Tevere. Sarà quel giorno, a fine settembre, in attesa che arrivi il parere della Corte dei conti, e sarà un grande orgoglio, perché tutti insieme avremo dato una risposta concreta, reale al problema energetico, che è un problema che crea povertà, e dobbiamo essere tutti consapevoli che il problema energetico aumenta la povertà e le disuguaglianze, che credo che noi come consiglieri comunali e la politica in generale dobbiamo combattere con tutti i mezzi. Grazie.
Speaker : SABBATINI – Presidente del Consiglio
Grazie, Sindaco.
Ci sono interventi? Prego, consigliere Stefoni.
Speaker : STEFONI
Visto che siamo molto fiscali in questo Consiglio comunale, domando al Presidente se sia un Consiglio comunale aperto.
Speaker : SABBATINI – Presidente del Consiglio
No, possono intervenire secondo l’articolo 62 del Regolamento: ”possono essere altresì invitati consulenti e professionisti incaricati di progettazioni e studi per conto dell’Amministrazione per fornire illustrazioni e chiarimenti”.
È ovvio che se il Consiglio reputa che non sia...
Speaker : STEFONI
No, per una questione formale, è un consulente del Comune? Avete fatto una determina di consulenza? Solo per chiarire. Dovete dirmi solo se c’è stata una determina di consulenza al signore, che adesso non ricordo come si chiama, perché c’è una differenza... mi risponde il Segretario, perché penso sia la voce più autorevole.
Secondo lei, Segretario, è un consulente del Comune? Mi fido ciecamente di quello che dice lei, se c’è una determina di consulenza del Comune... l’avviso di partecipazione al bando, manifestazione d’interesse (qualcosa la ricordo ancora), però il consulente è altra roba.
Il signore è titolare di una ditta, da quello che ho capito in Commissione, tu non c’eri, ma se ci fossi stato, sapresti che si è presentato, la comunicazione arriva a tutti i consiglieri comunali, anche a te, e c’erano anche altri consiglieri comunali il consigliere Rossi, visto che ci hai fatto questa relazione magnifica potevi anche partecipare alla Commissione.
Il problema però adesso è questo ed è un problema di principio, perché se fate i principi da una parte, vorrei fare i principi anche io. Nulla in contrario che ci sia il signore, che non so nemmeno come si chiami, ma il problema è questo: se i Consigli comunali sono aperti, si dice che è un Consiglio comunale aperto, se il signore è un consulente, voglio la certezza che sia un consulente, che ci sia una determina di consulente, assistente al RUP, chiamiamolo come vogliamo, se è questo, altrimenti mettiamo in imbarazzo anche chi è collegato on line, perché è così, la formula è il Consiglio comunale aperto.
Aspetto notizie.
Speaker : SABBATINI – Presidente del Consiglio
Nel frattempo ci sono altri interventi? Prego, consigliere Baldelli.
Speaker : BALDELLI ‒ Assessore
Io non ho capito, quindi il consigliere Stefoni chiede che prima che intervenga...? Nel merito, vogliamo dare delle indicazioni specifiche tecniche o facciamo intervenire? Non ho capito questo, Presidente.
Speaker : SABBATINI – Presidente del Consiglio
Prego, consigliere Stefoni.
Speaker : STEFONI
Visto che c’è un rappresentante dell’azienda che si occuperà, dopo la determina, della comunità energetica, la domanda è il titolo che ha questa persona, se sia Amministratore delegato di questa società o sia un consulente dell’Amministrazione.
Questa è la domanda, o è l’uno o l’altro, o entrambe, però, se è un consulente, bisogna fare una determina e trovare i fondi in bilancio, perché le consulenze sono onerose, bisognerà pagare questa persona, perché non credo che faccia l’assistente sociale del Comune di Castelnuovo di Porto, quindi dovrebbe esserci una determina, un capitolo del bilancio e una consulenza.
Se invece è il rappresentante di un’azienda che ha vinto un bando, bisognava fare un Consiglio comunale aperto, perché si può fare, e non la formula del Consiglio normale, perché altrimenti chiamiamo tutti a parlare, anch’io domani chiamo qualcuno e mi collego, non è possibile ed è successo.
Sono stato chiaro?
Speaker : SABBATINI – Presidente del Consiglio
Chiarissimo, ho anche capito che lei si sta appellando al fatto che io prima ho specificato che in realtà non poteva replicare alle comunicazioni del Sindaco, ma in realtà la faccio intervenire ad ogni Consiglio, quindi lei adesso si sta appigliando a questo per quel motivo.
Attendiamo la determina per farlo intervenire. È chiaro che se non ci sono domande o i consiglieri non ritengono opportuno far intervenire il professionista qui presente, può anche non intervenire, e mi dispiace perché si è collegato, pensavamo fosse un aiuto, un supporto per spiegare meglio, però se il Consiglio ritiene di non dover far intervenire il professionista collegato, non lo facciamo intervenire.
Nel frattempo, proporrei comunque una sospensione di due minuti per leggere la determina.
Votiamo quindi la sospensione.
Voti favorevoli? All’unanimità, quindi ci rivediamo tra due minuti. Riprendiamo i lavori dell’Aula.
Prego il Segretario di fare l’appello.
Speaker : SEGRETARIO GENERALE
Travaglini Riccardo (presente); Guadagnoli Gino (presente); Piredda Valentina (presente); Baldelli Emanuele (presente); Sabbatini Noemi (presente); Lupino Alessia (presente); Incecchi Michele (presente); Polinari Fulvia (presente); Cicciola Roberta (presente); Stefoni Fabio (presente); Cirillo Federico (presente); Cellitti Mauro (presente); Rossi Emiliano (presente).
Speaker : SABBATINI – Presidente del Consiglio
Riprendiamo la discussione della proposta n. 22.
Ringrazio il tecnico Mauro Guarini, Vicepresidente della Società Cooperativa Comunità energetica Part-Energy. Abbiamo concluso la pausa decidendo insieme di non farlo intervenire, era stato proposto dal Presidente della Commissione Polinari per dare dei chiarimenti in Consiglio, però abbiamo capito che non ci sono domande, quindi lo ringraziamo e andiamo avanti.
Ci sono interventi? Prego, Incecchi.
Speaker : INCECCHI
Intanto vorrei fare un intervento pacato per ritornare sull’argomento.
Credo di essere un antesignano del discorso sia dell’installazione dei pannelli, perché a titolo personale ho cominciato a installare pannelli sopra i tetti dei capannoni circa vent’anni fa e anche per aver costituito la prima comunità energetica in loco, naturalmente a titolo personale, privato.
Qual era il problema maggiore? Che immettere energia all’interno del sistema creava una grande dispersione. Lo Stato italiano ha cercato di incentivare le politiche per l’installazione delle energie rinnovabili anche per colmare il gap con il resto d’Europa, però immettere energia in mezzo alla pianura di Fiano Romano vuol dire che c’è una grande dispersione, quindi c’è l’incentivo statale, ma poi quell’energia non viene effettivamente molto utilizzata.
Invece, secondo me, la comunità energetica è veramente una risposta concreta a questo discorso, che poi diventa anche un discorso ambientale, perché parliamo di risparmio di energie prodotte con il petrolio, prodotte con sistemi molto più inquinanti.
Che vuol dire? Che l’energia prodotta rimane sul territorio. Credo che la maggiore differenza e soprattutto il valore di questa proposta sia che lo facciamo a livello comunale, quindi con un vantaggio privato, ma non per interesse privato.
Quell’abbattimento dei costi viene riversato sulla comunità, sulle fasce più deboli e sicuramente c’è un miglior consumo, un miglior utilizzo dell’energia.
Un altro punto fondamentale è che non c’è un aggravio di costi per il Comune. Anche la società, a cui non abbiamo fatto domande, ma non credo fosse necessario, è una società di consulenza che cercherà di facilitare in tutti i modi la realizzazione di questi interventi, ma che non ha un costo diretto al momento per il Comune.
Se l’impianto viene realizzato, naturalmente avrà il suo guadagno, se l’impianto non viene realizzato, non ci sarà un aggravio dei costi. Mi auguro che sia una cosa alla quale aderiremo tutti, perché è un’iniziativa che, come diceva anche Baldelli, guarda all’ambiente.
Che la temperatura globale si stia alzando lo vediamo tutti i giorni, quindi dobbiamo cercare assolutamente di intervenire su questo. È bello quando possiamo farlo a livello locale, perché di solito queste sono politiche che riguardano sfere superiori, con decisioni statali o addirittura europee o sovrastatali, con accordi molto più importanti di noi, quindi è bello quando riusciamo a intervenire concretamente su una cosa che riguarda la vita di tutti.
Anticipo già le mie dichiarazioni di voto e l’invito al voto favorevole su questo punto, che credo sia una delle tematiche e dei punti più belli che abbiamo affrontato ultimamente. Grazie.
Speaker : SABBATINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere Incecchi.
Prego, consigliere Rossi.
Speaker : ROSSI
Buongiorno.
Credo e sono sicuro che su questo punto ci dovrebbe essere unanimità anche nel portarlo avanti, perché va a favore della comunità.
Credo che siamo i primi in quest’asse Valle del Tevere a formalizzare in Consiglio comunale una cosa del genere e nel 2024, con decreto ministeriale, sono stati formalizzati e approvati questi incentivi e sono cose veramente concrete.
Per me era opportuno, se volevamo trovare una forma per dare autorevolezza a chi poteva intervenire pur essendo esterno al Consiglio, avere informazioni che magari chi ha esposto la delibera o altri non hanno avrebbero potuto dare, secondo me era un qualcosa in più avere un esperto già inserito in una determina dirigenziale, che a livello tecnico gli ha dato quell’autorevolezza.
Noi avremmo dovuto dargli oggi l’autorevolezza politica per chiudere il cerchio con l’approvazione della delibera proposta, quindi secondo era non solo opportuno, ma giustissimo avere qualcuno, dovevamo semplicemente dargli la giusta autorevolezza anche nei confronti di chi interviene.
Io sono comunque favorevole a questa delibera, perché va a favore della cittadinanza tutta.
Credo che in tutte le cose ci siano dei pro e dei contro, ma secondo me sarebbe stato opportuno farlo intervenire oggi e ancora più opportuno far intervenire in Commissione una persona che tecnicamente poteva sciogliere qualche eventuale dubbio, perché saremmo arrivati alla seduta odierna più addentrati in queste cose, comunque il mio voto sarà favorevole. Grazie.
Speaker : SABBATINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere Rossi.
Prego, consigliera Polinari.
Speaker : POLINARI
Volevo dire al consigliere Rossi che il dottor Guarini è intervenuto in Commissione e ha avuto modo di interloquire con tutti i membri della Commissione Urbanistica, in cui è stata data ampia trattazione dell’argomento.
Questo è il motivo per cui si era ritenuto importante rendere edotti tutti i membri del Consiglio con un approfondimento sul tema e la sua partecipazione. Grazie.
Speaker : SABBATINI – Presidente del Consiglio
Prego, consigliere Rossi.
Speaker : ROSSI
Faccio una domanda direttamente a lei: a che titolo è intervenuto in Commissione? L’autorevolezza di intervenire in una Commissione, per cui c’è una determina, secondo me è la stessa autorevolezza che avrebbe potuto avere oggi in Consiglio comunale, quindi ha titolo, secondo il mio parere, di intervenire e di dare ulteriori spiegazioni anche a noi. Grazie.
Speaker : SABBATINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere Rossi.
Ci sono ulteriori interventi? Prego, consigliere Cellitti.
Speaker : CELLITTI
Grazie, Presidente.
Oggi abbiamo sentito in quest’Aula tante belle parole. Quello che manca, però, a mio giudizio è il discorso tecnico... faccio ridere? Perché per chi ci ascolta da casa le parole che sono state dette indicano che è tutto bello, tutto funzionante, aderiamo tutti, però avete fatto uno studio di quanto produce questa comunità energetica? Avete fatto lo studio di quale sia il fabbisogno? Nel caso in cui il fabbisogno fosse superiore alla produzione, che succede al cittadino che aderisce? Come va a pagare il surplus di questa energia?
Oggi come cittadino ho la possibilità di cambiare il gestore, per cui ad esempio sto con Estra e passo a Enel o viceversa, una volta che aderisco posso tornare indietro? Perfetto.
A quanto ammonta la produzione degli impianti esistenti nel territorio comunale di Castelnuovo? Quanto producono e quale prevedete che sia il fabbisogno dei cittadini? Grazie.
Speaker : SABBATINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere Cellitti.
Prego, consigliere Baldelli.
Speaker : BALDELLI ‒ Assessore
Ci siamo un po’ persi, quindi rientriamo nel merito della proposta di delibera che, probabilmente anche per mia colpa, non è stata letta, e parliamo delle basi.
Faccio un esempio. Il Comune di Castelnuovo ha un contratto con un fornitore terzo per quanto riguarda l’illuminazione pubblica dei pali presenti e quello è un contratto che noi abbiamo, quindi su quello ci basiamo sul fabbisogno giustamente, perché il termine chiave è “fabbisogno”.
Noi, oggi, però stiamo facendo una cosa completamente diversa, cioè oggi stiamo approvando con delibera un rapporto di partenariato con una società che si occupa espressamente di questo, proprio perché il Comune entra in un soggetto di partenariato pubblico/privato, in cui non è il Comune direttamente a gestire il fabbisogno, la produzione o tanto più il discorso che dicevamo prima rispetto ai consumi.
Noi stiamo dicendo un’altra cosa, stiamo dicendo che bisogna trovare dei soggetti disposti ad investire sul nostro territorio, e ce ne sono già molti, Non può essere il Comune. perché, come ha detto bene prima il Sindaco, non parliamo di un anno, parliamo di un percorso di vent’anni, e io società, che oggi vengo a Castelnuovo di Porto e impianto dei pannelli fotovoltaici, so che la durata dell’ammortamento del costo di quei pannelli è di minimo 20 anni, o 25-30, perché la tecnologia è migliorata, prima che vengano dismessi.
In quel tipo di attività so di produrre quello, quindi l’identità della comunità energetica è quella di trovare dei soggetti disposti a fare i produttori.
Nel caso del Comune di Castelnuovo, siamo dei consumatori, nel caso dei cittadini, siamo dei consumatori. La terza figura presente all’interno della comunità energetica, come ho spiegato prima, è quel neologismo inglese, prosumer, cioè io, Michele, come ha detto il consigliere Incecchi, ho i pannelli fotovoltaici dentro casa, bisogna spiegare cosa succede oggi? Ma questo è un discorso privato che prescinde dalla comunità energetica. Ho i pannelli voltarci dentro casa, produco e ho due possibilità, o compro le batterie al litio (non fatemi entrare in tematiche che mi appassionano, come sapete, su cui sono pronto a rispondere a tutto) perché sono pannelli solari, quindi è chiaro che, se faccio pannelli solari, quando produco energia? Di giorno, con il sole, ma di notte ho bisogno di energia, perché non è che di notte si spegne il sole e, come succedeva nel Medioevo, andiamo tutti a dormire e non serve più l’elettricità.
Che succede? Succede che ho una batteria che accumula questa energia, quindi un costo personale mio che devo fare questa spesa, oppure consumo dell’energia fornita tramite la rete, quindi energia terza, che vado a pagare ad un fornitore.
Se invece entro nella comunità energetica, che succede? Succede che io e Mauro, in questo caso non come consigliere, ma come cittadino, entriamo nella comunità energetica, io produco 100 e ne consumo 50, invece di aspettare quattro mesi che il GSE mi da una quota calmierata per quell’energia prodotta e messa in rete, i miei 50 sulla stessa cabina primaria - questa è la chiave di lettura - che vengono consumati da Mauro vengono utilizzati dalla mia produzione, quindi il consumo è diretto su quella produzione che ho immesso.
Questa è la prima risposta da dare, quindi non c’è più uno scambio con il GSE da un punto di vista individuale, privato, ma è come comunità. Io ho prodotto 1.000, ho consumato 1.000, sto a posto così. In più, c’è un discorso di incentivi, ma questo è un tecnicismo che ha espresso bene il Sindaco, che, siccome la rete nazionale avrebbe dovuto produrre 1.100 per fornirmi 1.000, quel risparmio di 100 lo pago a te come comunità energetica.
Il discorso che ci interessa, a parte questo, è quello che dicevamo prima, che i miei 1.000 sono stati... scusate l’interruzione, oggi il piano non è più di un rapporto individuale, ma di un rapporto unitario come collettività, come se fosse un unico soggetto che produce 1.000 e riutilizza 1.000. È su questo che si costruisce la comunità.
A parte gli aspetti tecnico-legali, serve soprattutto un soggetto che non sia il Comune direttamente, anche perché il Comune (non c’è niente di male a dirlo) è portatore dei propri interessi, mentre con un soggetto terzo vengono rappresentati tutti in egual modo e tutti hanno le stesse facilitazioni e agevolazioni.
Partiamo dal presupposto che questo è un primo step, questa è la delibera di affidamento ad un soggetto terzo dell’istituzione della comunità energetica, a cui poi il Comune di Castelnuovo aderirà e sarà probabilmente soggetto principale, perché mette a disposizione le superfici (lo anticipiamo, Sindaco), quindi noi metteremo le superfici come è stato espresso, come ha detto giustamente il Sindaco, della scuola, che, oltre a produrre l’energia per la scuola, metterà l’accumulo di energia in più a disposizione della comunità che, invece di sentire un fornitore terzo, come fa oggi, che contrattualizza la bolletta, pagherà l’energia prodotta dal Comune di Castelnuovo meno (non è gratuita) di quanto l’ha pagata fino ad oggi. Questo è il primo impatto.
Chiedo gentilmente se ci siano altre domande a cui rispondere... no, era solamente su questo, quindi quello che voglio dire è che non è la comunità energetica della maggioranza, la comunità energetica del PD, la comunità energetica di Castelnuovo Rinasce o di Castelnuovo è di tutti, il mio interesse personale in quanto relatore, ma soprattutto di tutta l’Amministrazione è che più soggetti aderiscono e più c’è l’interesse nei confronti di questa comunità.
Abbiamo un’occasione, sicuramente anche storica, determinata, come è stato detto, dall’espansione logistica, dalla possibilità di far entrare i soggetti che necessariamente... diamo anche delle risposte pratiche, perché s volte rimango su temi più elevati.
Se è stato fatto un bando alla Protezione civile per chi vuole costruire o ricostruire o restaurare (non so quale sia il termine, perché non è una mia competenza) quel tipo di capannone, non può farlo senza garantire un’autonomia energetica, cioè oggi le regole prevedono che tu debba avere depuratore, pannelli fotovoltaici, che l’energia che produci non incida su qualcun altro, quindi è necessario che qualsiasi struttura oggi sia ecosostenibile.
Faccio l’esempio pratico di dove lavoro. Oggi, se costruisci un nuovo depuratore, non si calcolano solo i benefici di aver fatto un nuovo depuratore da 150.000 utenze, ma quel depuratore deve essere autonomo, altrimenti vai a gravare, ci sono i fattori di emissione di CO2, ci sono i fattori di smaltimento, e se non sei auto sostenibile, nessuno ti dà l’autorizzazione a produrre, quindi l’idea di fondo è questa.
La domanda che dovremmo farci tutti è perché dobbiamo rivolgerci a un rapporto individuale contrattualistico? Non voglio dire Enel, ACEA, ARERA, perché non è nei confronti di nessuno, non posso citare un fornitore in particolare, ma se io contrattualizzo da solo la mia richiesta di fornitura energetiche a qualcuno che mi impone le sue regole, sarò sempre perdente, dovrò sempre subire la sua offerta di mercato.
Qui quello che stiamo dicendo è “facciamoci noi il mercato”. Quanti siamo, quanto produciamo, di quanto abbiamo bisogno? La mia non è una contrapposizione, ci mancherebbe, sto cercando anch’io di esprimere un concetto difficile, quindi l’idea è questa: abbiamo già a disposizione delle strutture come pubblico, mettiamole in un mercato più ampio.
Perché il Sindaco ha fatto l’esempio del centro storico? Non perché il centro storico goda di favoritismo rispetto al altri, ma perché il centro storico non prevede l’installazione. Io ho la fortuna di vivere in una zona del PEEP, del piano d’espansione, in cui sulla mia villetta posso mettere i pannelli fotovoltaici, mentre chi abita nel centro storico sottostà a delle leggi della Sovrintendenza e non piò metterli, quindi è sfavorito.
Come possiamo bilanciare questo aspetto? Lo bilanciamo mettendo a disposizione.
Se vivo in affitto, non posso fare l’investimento dei pannelli solari sulla casa di qualcun altro, perché devo subire questa cosa? Entro nella comunità energetica ed ho un prezzo calmierato sulla base di appartenenza, senza essere produttore, perché non ho i mezzi per produrre, non ho la capacità di investimento, e resto un consumatore con prezzi calmierati.
Questa è l’idea politica dietro la comunità energetica, dopodiché ci sono tante altre belle idee che sono quelle europeiste, che dicono “non disperdiamo, cerchiamo di essere ecosostenibili”, ma praticamente al cittadino l’idea è dire “hai la capacità di investire? Allora entra nella comunità energetica come produttore. Non hai la capacità di investire? Entra come consumatore, avrai ugualmente i benefici, perché fai parte di una famiglia così ampia che, se io devo date energia a 1, gliela faccio pagare 100, se do energia a 100, gliela faccio pagare 90”. Questa è l’idea della comunità energetica.
Tra l’altro, voglio ringraziare tutti perché io non ho partecipato alle Commissioni della Presidente Polinari, però possiamo dire tra noi che questo non è un discorso che va avanti da un mese, è un discorso che va avanti da cinque anni a Castelnuovo, se vogliamo proprio farmi un’accusa, c’è il discorso del ritardo, ma non è un tema facile, quindi personalmente, prima di esprimermi su una tematica di questo tipo, voglio prendere tutte le certezze del caso.
Mi pare di aver capito che, rispetto agli altri Comuni, siamo comunque antesignani di un percorso che da altre parti non è stato ancora adottato nella nostra zona, sarebbe ancora più bello poterlo estendere, c’è solo un problema a farlo con Riano, con Morlupo, con Fiano, perché possono entrare, ma c’è il discorso tecnico della cabina primaria, cioè quello che dicevamo prima sulla mancanza di confini, le cabine dove arriva l’alta tensione e viene destinata a media tensione, quindi è quello che fa da scambio, il confine della comunità energetica è quello, la trasformazione sulla cabina primaria, quindi più soggetti presenti all’interno di una cabina primaria che prendono elettricità da quella cabina primaria entrano e più riusciamo a contenere i costi, perché, come sappiamo, un conto è la produzione, un conto è la distribuzione.
Noi cerchiamo di entrare in quella filiera di distribuzione dell’elettricità, che significa per molti poter risparmiare un po’ di soldi in bolletta o comunque inserire in questa comunità anche i soggetti più deboli e più fragili, come il Sindaco ha espresso. Il beneficio va a tutti e non è sul reddito - lo specifico - però, di conseguenza, si riesce ad aiutare tutte le fasce, anche le più deboli.
Spero di essere stato esaustivo.
Speaker : SABBATINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere Baldelli.
Prego, consigliere Stefoni.
Speaker : STEFONI
Un passo indietro per quello che è successo prima, sul fatto che abbiamo chiuso il collegamento con l’ottimo Vicepresidente della società a responsabilità limitata della Benefit.
A me dispiace, perché, a parte che volevo correggere le parole del Presidente, “ abbiamo deciso tutti insieme di chiudere il collegamento”, perché avete deciso voi di maggioranza di chiudere il collegamento, perché, quando io ho fatto la proposta di trasformare questo Consiglio comunale chiuso in un Consiglio comunale aperto, voi avete deciso di chiudere il collegamento, che è una cosa bruttissima nei confronti del signore collegato da Pordenone, che chiaramente non ha tempo da perdere, l’avete tenuto per un’ora in collegamento e poi gli avete detto “va bene, non se ne fa niente”.
Le cose sono due, o non doveva dirci niente questo amministratore e serviva solo per fare un po’ di tarantella comunale, o francamente non riesco a capire il motivo...
Sarebbe bastato (lo dico a chi ci ascolta) alzare la mano facendo la proposta che io avevo avanzato, facciamo un Consiglio comunale aperto, si alzava la mano e si poteva far parlare e aveva titolo anche nel verbale, perché se non ricordo malissimo, i Consigli comunali aperti si possono fare singoli, si possono fare aperti a tutti, si possono modulare come intende l’Amministrazione e comunque il Consiglio comunale.
Non avete voluto farlo, perciò “mi scuso” anche da parte vostra con il signore che sarà collegato, perché effettivamente poteva essere un argomento di chiarimento, soltanto che voi le cose o le fate come dite voi o non si fanno.
Questo è un discorso molto grave, secondo me, perché il Consiglio comunale aperto è il momento massimo, dove la signora che sta qui davanti al signore che parlava poteva dire “scusi, non ho capito”, poteva fare una domanda e avere una risposta, o chi comunque voleva fare un intervento diverso, poteva farlo, chiaramente sempre normato sul punto, perché non è che in un Consiglio comunale aperto parliamo di comunità energetiche e della partita di pallone.
Questo è un modo, secondo me, proprio triste, misero di fare le cose, ma ormai ci siamo abituati, sono 4 anni che stiamo così. Questo è quanto.
Tornerei però sul punto. Caro neo Segretario del Partito Democratico, Assessore in pectore, io e il signore che era collegato in video siamo stati un’ora e mezza perché c’era una Commissione, tutto quello che lei mi ha detto non è stata una novità, se ci fosse stato anche a lei, sarebbe stata una cosa gradita, anche perché ha fatto l’Assessore all’Ambiente e, se si fa una Commissione su una cosa che penso che bisognerebbe far fare all’Assessore all’Ambiente, al consigliere Incecchi, perché la comunità energetica andava fatta da 7-8 anni, forse siamo con un pelino di ritardo.
Detto questo, quando ci fu la riunione della Commissione Urbanistica, è stata una cosa molto produttiva. Premetto, prima di andare avanti con il discorso, che noi siamo completamente d’accordo con la comunità energetica, anzi abbiamo sempre detto e stimolato “quando facciamo la comunità energetica?”.
La comunità energetica nel titolo va bene, poi nello svolgimento andiamo a vedere che succede, chiaramente dobbiamo levare dall’ombra che il signore di Pordenone non abbia scelto Castelnuovo come Cristo scelse Eboli, perché questo paese non è Civitavecchia. Per questa società, come ci ha spiegato il Presidente, c’era la Civitavecchia, che ha 51.000 residenti, ci sono infrastrutture a livello europeo come il porto e una comunità energetica che immette un potenziale del genere verso il cittadino chiaramente non è Castelnuovo di Porto.
Mi sono anche permesso di dire che quando si fanno le riunioni, si fanno le Commissioni, si fanno queste bellissime cose, un dato ce l’abbiamo? Noi non abbiamo dati, in Commissione non è emerso potenzialmente il Comune può dare in esubero, attenzione, perché se faccio 100 sulla comunità energetica e consumo 101, addirittura devo comprare l’energia elettrica, quindi il bug poteva essere questo.
Visto però che l’investimento è pari a 25 euro, che sarebbero quattro fiori che abbiamo fuori perché costerebbe poco, aderire alla comunità energetica non è un rischio per il Comune, non manda in dissesto il Comune, vediamo cosa succede.
Chiaramente, però, dobbiamo pensare che la società Benefit non è un assistente sociale, è un soggetto aggregatore che forma la comunità energetica, ha i suoi giusti utili e organizza questa comunità energetica.
Per quanto riguarda quindi la bontà dell’operazione, posso dire che è stata poco elaborata nella sua interezza, non è detto che non si possano fare altre comunità energetiche, questa è una, se ne possono fare altre, è libera concorrenza e i cittadini dovrebbero essere informati più che altro del beneficio personale, perché non è tanto che dobbiamo salvare il mondo, come a volte sembra dai discorsi, perché c’è il buco nell’ozono, l’Amazzonia è in crisi, probabilmente il cittadino che intende aderire a questo vuole sapere se mette i pannelli e aderisce a questa comunità energetica, quale sia il tipo di riscontro nei termini economici.
C’è un discorso più semplice, non hanno aderito gli altri Comuni, ma francamente un Comune come Formello, come Fiano, che sono anni luce avanti a noi, non dobbiamo nascondercelo, se non hanno aderito forse qualche titubanza l’avevano, non penso che noi siamo questo paese pilota su queste cose, probabilmente hanno altre comunità energetiche, al Comune non interessa perché probabilmente fa in house, perciò dite pure che gli altri Comuni non hanno aderito, tanto che io ho proposto in Commissione, dove c’era anche il Vice Sindaco “scusate, perché non portiamo questa comunità energetica, anche per conoscenza, ai 17 Comuni, al Distretto sociosanitario, a qualsiasi strumento, e vediamo quali possibilità ci sono, magari la cabina è solo con Morlupo, però aderisce Morlupo” e sarebbe stato un discorso chiaro di trasparenza, che se non facciamo massa critica, siamo 7.800 persone, non siamo comunità da 50- 70.000 e abbiamo infrastrutture così importanti.
Risposta: andiamo in delibera, come al solito dicono di sì, poi alla fine fanno come vogliono giustamente, perciò evidenzio la mancanza di valutazione della simulazione di quanto possiamo portare, perché io tiro fuori 25 euro perché dico che, invece di comprarla da diversi gestori, la prendo dalla comunità energetica, ma la prendo dalla comunità energetica nel momento in cui c’è il surplus, ma se non c’è sotto il surplus, do i 25 euro perché posso entrare e uscire senza nessun problema, ma poi potrei non avere la corrente, perché non è stata prodotta, cioè c’è più richiesta di corrente che produzione. Questa è una domanda che è rimasta appesa in aria.
Il Comune come partner: si è fatta una stima? Quando ce la dite, dopo che abbiamo approvato la delibera? No, l’abbiamo detto in Commissione, doveva essere riportato in Commissione, abbiamo riportato la delibera.
La frase indiana di Baldelli: dovevamo dirlo anche quando abbiamo votato i capannoni di logistica che abbiamo consumato suolo come ossessi, avresti dovuto dire la stessa frase in dichiarazione di voto su tutte quelle operazioni logistiche, però forse eri assorbito da altre cose.
Ritorno al discorso che avremmo un aggio di 7-8.000 euro, per poi arrivare a 30.000, ma è in delibera? Non c’è nella delibera, perciò la previsione che avremo 7-8.000 euro, poi arriveremo a 30.000, 100.000 e 1 milione di euro, francamente... sempre che non so come si faccia a calcolare, forse se aderiranno 1.000 persone.
Chiaramente, la produzione è fatta da una serie di situazioni, case, ma non è detto che se arriva INAIL e ne fa 10.000 non si faccia la comunità energetica da sola, non è detto che aderisca, non è un obbligo per chi si trova nel Comune di Castelnuovo aderire a quella comunità energetica, perché se quella comunità energetica ha la cabina a Monterotondo, va a Monterotondo, quindi facciamo anche quest’altro esempio.
Questo per dire che, tutto sommato, la delibera non fa danni, e non è poco, perché molte volte ne abbiamo fatte di peggio. Nello stesso tempo, noi siamo convinti che la comunità energetica, se funziona, sia un’ottima cosa.
Il discorso è che non abbiamo dati che possa funzionare, però chi vivrà vedrà, non è un problema che incide sulle casse comunali, né sulle tasche dei cittadini, quindi il problema non c’è.
Rimane il fatto che quando si fanno i Consigli comunali, per voi è una pratica, perciò il confronto non vi interessa, Stefoni è noioso, rompe le scatole, però, francamente, se sono qui invece di essere al mare o al lavoro, è perché mi piace entrare in Consiglio comunale nel confronto, spesso in questo confronto trovo muri sette metri e questi muri, francamente, sono abituato a smuoverli. Se ci riesco, bene, altrimenti non fa niente, ma questo è il mio ruolo e questo faccio.
Grazie dell’attenzione.
Speaker : SABBATINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere Stefoni.
Tenevo a specificare che non l’abbiamo trasformato in adunanza aperta perché rispetto a questa fattispecie il Regolamento non prevede la trasformazione, ma solo la convocazione di un’adunanza aperta.
Oltretutto, l’articolo 57 specifica che, durante le adunanze aperte del Consiglio comunale, non possono essere adottate deliberazioni o assunti impegni di spesa, motivo per il quale non l’abbiamo trasformato.
Non abbiamo fatto intervenire il tecnico, perché non eravamo tutti d’accordo nel fare intervenire il tecnico durante il Consiglio.
Rispetto al confronto, mi sembra di far intervenire più volte tutti i consiglieri, superiamo tutti i minuti di intervento, lei compreso, quindi credo di garantire il confronto su ogni proposta.
Prego, Sindaco.
Speaker : TRAVAGLINI – Sindaco
Grazie, Presidente.
Qualche precisazione al consigliere Stefoni, due in particolare.
I consiglieri Cellitti e Stefoni fanno domande tecniche quando avevamo messo a disposizione un tecnico che poteva tranquillamente rispondere, però, siccome ho capito che non avete dato nemmeno lettura dei documenti che sono allegati alla delibera, perché altrimenti non avreste fatto queste domande, negli allegati alla delibera vi è una relazione tecnica dettagliata, che inizia dicendo che il Comune di Castelnuovo di Porto ha previsto un consumo di 131.663 kW nelle ore diurne e che solo l’ingresso del Comune di Castelnuovo di Porto nella comunità energetica produce al Comune 7.000 euro annui di risparmi, quindi 5.000 euro di incentivazioni e 1.349 euro annui di fondo sociale. Questo solo con l’adesione del Comune di Castelnuovo di Porto.
La relazione quindi era ben dettagliata, era tutto scritto negli allegati, come al solito siamo additati come dei cialtroni, come gente che non studia, che non ha competenze, però mi sembra che, al contrario, anche questa volta portiamo le carte in Consiglio per tempo, le alleghiamo alla delibera, però non vengono lette dai consiglieri, e questo è un peccato, perché saremmo tutti maggiormente consapevoli di quello che stiamo per adottare,
Rispetto alla domanda se ci sia un’adesione obbligatoria, assolutamente no, c’è un’adesione volontaria, ma come funziona questa adesione? Che prendi un incentivo statale, è molto semplice, e prendi l’incentivo statale solo se stai in comunità energetica.
Deve pensare, consigliere Stefoni, che lo Stato ha fatto un calcolo, non è che lo Stato ci rimette, lo Stato verde, per un problema di dispersione di calore, dal 5 al 10 per cento dell’energia che mette all’interno delle proprie infrastrutture, quindi c’è una media nazionale che è dovuta necessariamente alla perdita di calore, è un problema visione dei joule, è così, in base alla distanza, quindi lo Stato sa benissimo che perde dal 5 al 10 per cento per la lontananza da dove si produce energia a dove io la consumo, quindi ha detto una cosa: “come posso recuperare questo gap dal 5 al 10 per cento e non creare nuove infrastrutture?”, perché avrebbe dovuto fare nuovi investimenti, “lo recupero con le comunità energetiche”.
Quel gap dal 5 al 10 per cento lo ha stimato in termini economici e ha messo per le comunità un incentivo, per cui lo 0,1 che produci su un chilowattora lo riconosce a quella comunità energetica e, solo se stai all’interno della comunità energetica, ti riconosce questo incentivo. È molto semplice, quindi per lo Stato è a costo zero. Chi ci guadagna? Tutti noi, ci guadagnano i cittadini, ci guadagnano le imprese, ci guadagna chiunque aderisca, perché c’è un incentivo statale, da qui ai prossimi 20 anni, quindi non un incentivo quinquennale, ma un incentivo ventennale, che quindi, una volta aderito alla Comunità energetica, iscritto il POD all’interno del GSE, perché anche su questo va fatta chiarezza, non facciamo il libro mastro con carta e penna di chi sta all’interno della comunità energetica, ma viene iscritto il POD all’interno del GSE, perché avremo un nostro identificativo all’interno del GSE con scritto “comunità energetica Valle del Tevere”, aderisci a questa comunità e da quel giorno prendi l’incentivo fino ai prossimi vent’anni.
Mi sembra abbastanza semplice e mi sembra superfluo dire che è un vantaggio per i cittadini, è alla base del provvedimento perché lo Stato ha deciso di mettere in incentivi economici.
Rispetto al tecnico che oggi avrebbe potuto darci dei chiarimenti maggiori perché noi non siamo tecnici, non facciamo comunità energetiche da 10 o 5 anni, né trattiamo tutte le energie alternative e rinnovabili, sicuramente avrebbe dato le risposte che chiedeva Cellitti, le risposte che chiedeva Stefoni, invece, come al solito, siamo cascati nella burocrazia più totale, siamo cascati nel rispettare, forse anche giustamente, il Regolamento comunale, non avendo un minimo di elasticità e non riconoscendo il ruolo pubblico di questo Consiglio, che avrebbe dovuto maggiormente informare i cittadini.
Invece, si lascia un alone di dubbio, quando invece dovremmo incentivare le persone a entrare, perché da domani mattina prendete l’incentivo economico, come al Comune arrivano 7.000 euro annui perché produce 139.000 chilowatt anno, arriverà anche a voi, perché è previsto dallo Stato, dalle leggi italiane, quindi darà un incentivo da qui ai prossimi vent’anni, quindi si deve dire “aderisci, comunità, aderite, cittadini, perché c’è un incentivo” e quelli che lo faranno e poi riceveranno 5.000 euro, 1.000 euro, 2.000 euro saranno la testimonianza che quello che ci siamo detti oggi è verità.
C’è però sempre un punto interrogativo, il tecnico non abbiamo voluto sentirlo, perché il Regolamento dice che solo il consulente o il progettista incaricato dal Comune può avere parola in questo dibattito, invece avrebbe dato a tutti la possibilità di maggiore chiarezza, credo che l’abbiamo data anche noi, nei limiti delle nostre possibilità e facoltà, perché, a differenza sicuramente dei consiglieri di minoranza, l’abbiamo studiato, perché questo è allegato alla delibera di Consiglio, è stata portata in Commissione la delibera con tutti gli allegati, con tutto lo studio sul Comune di Castelnuovo di porto, perché noi, prima di fare questo studio, ci siamo presi tutte le bollette, ci siamo letti tutti i POD, abbiamo trasmesso quanto consumiamo l’anno, quindi consumiamo 133.000 chilowatt annui e riceviamo un beneficio di 7.000 euro annui.
Questo significa che il Comune di Castelnuovo di Porto da domani mattina, aderendo alla comunità energetica che sarà a settembre, svincolerà 7.000 euro di bilancio comunale. A me non sembrano pochi, e come Castelnuovo di Porto quanti produttori e consumatori ci sono? Tantissimi.
Dicevi che si poteva fare a livello intercomunale, ma nessuno lo vieta, nessuno vieta che domani mattina possa aderire Morlupo, possa aderire Rignano Flaminio, possa aderire Riano, nessuno lo vieta, anzi si troveranno avvantaggiati, perché il mazzo ce lo siamo fatti noi per andare a cercare tutti i decreti attuativi, per avere tutti i confronti, chiamare il tecnico, chiamare il consulente, ragionarci sopra, studiarci sopra ce lo siamo fatti noi tutti insieme, sono anni che noi stiamo verificando le comunità energetiche, oggi le portiamo e siamo orgogliosi di farlo!
Devi essere orgoglioso di averlo fatto anche tu, devi essere orgoglioso del tuo paese, perché devi amare il tuo paese.
Capisco che tu dici sempre “prima gli italiani”, ma prima i castelnuovesi, e lo dico io oggi, prima i castelnuovesi, perché oggi hanno avuto l’opportunità di avere un’Amministrazione capace di dare risposte in termini economici a un problema reale, prima i castelnuovesi! Poi arriveranno i morlupesi, noi accogliamo tutti, ma partiamo da noi, partiamo domani mattina dal far aderire tutti i cittadini castelnuovesi, tutte le imprese castelnuovesi, in modo tale che pagheremo la bolletta meno di Riano e meno di Morlupo e saremo felici!
Se vorranno entrare, saranno tutti ben accetti, perché più aumenta la comunità e più riceviamo benefici, però mi sembra strano che un politico come te, che dice sempre “prima gli italiani”, stavolta non dica “prima i castelnuovesi”, e lo dico io prima i castelnuovesi, prima di tutti, perché noi amministriamo questo paese con amore e senso di responsabilità e, quando portiamo i provvedimenti, non portiamo le papere, come dici tu, portiamo provvedimenti che hanno due palle così dentro, perché ci hanno studiato!
Non stiamo su questa sedia a galleggiare. A noi il galleggiamento ci sta proprio sulle palle. Noi vogliamo scegliere, continueremo a scegliere per questa comunità e continueremo a farlo tutti i giorni, perché noi vogliamo migliorarci, non vogliamo galleggiare e non abbiamo paura di niente, perché dobbiamo fare fino in fondo l’interesse dei cittadini! Grazie.
Speaker : SABBATINI – Presidente del Consiglio
Grazie, rispetto dei toni e del linguaggio, per favore.
Passiamo ora alle dichiarazioni di voto.
Castelnuovo Rinasce si è già espresso.
Castelnuovo è di tutti.
Adesso rispettiamo i tempi, perché la proposta è stata abbastanza discussa.
Prego, consigliere Polinari.
Speaker : POLINARI
Presidente, sarò brevissima.
Volevo porgere le mie scuse al consigliere Cellitti, perché all’inizio del suo intervento ho palesemente riso delle sue osservazioni.
Io mi scuso personalmente con lei, però, durante lo svolgimento di questa riunione, mi sono accorta che tutto il teatrino che si è venuto a verificare faceva parte purtroppo di un canovaccio a cui dovevate attenervi, così come le domande che lei ha posto, perché erano domande che in Commissione avevamo avuto la possibilità di esaminare chiaramente, per cui il suo intervento serviva in qualche maniera ad evidenziare ai cittadini quello che noi avremmo dovuto dire e che sarebbe stato detto tramite la bocca di un tecnico.
Mi rendo conto che la presenza di un tecnico, ancorché non nella modalità prevista dal consigliere Stefoni, non avrebbe dato comunque la possibilità al consigliere Stefoni di fare il suo intervento.
Pertanto, io mi scuso con lei per aver sorriso del suo intervento e chiedo scusa a tutto il Consiglio per la mia azione. Grazie.
Speaker : SABBATINI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere Polinari.
Torniamo alle dichiarazioni di voto.
Castelnuovo Rinasce si è già espressa.
Castelnuovo è di tutti.
Speaker : STEFONI
Ringrazio il Presidente per avermi dato la parola.
L’accorato appello del Sindaco mi emoziona sempre. Quando fa questi interventi così accalorati, mi sento veramente in un Consiglio Comunale di prestigio, al di là di qualche svarione o qualche parolaccia, che però fanno parte della foga, perciò come Presidente non lo riprenderei più di tanto.
Sul “prima gli italiani” vorrei dire che in gran parte i castelnuovesi sono anche italiani, non è che chissà in che posto vivono, ma allo stesso tempo, al di là della battuta che riuscirà a capire, questo razzismo comunale, francamente, prima noi, poi Riano... io ho sempre pensato che i Comuni sotto i 30.000 abitanti dovrebbero essere aboliti e fatte le Unioni dei Comuni, quindi ho sempre pensato che i piccoli campanili non portino da nessuna parte, quindi qui abbiamo due punti e due visioni diverse.
Francamente, quando in premessa (l’ho detto in Commissione e chi c’era può esserne testimone) ho detto “scusate, abbiamo un dato sui numeri?” mi è stato risposto “no, non c’è un dato”, e io parlavo dei dati di quella Commissione, perché in Consiglio si dovrebbe venire a votare tranquillamente senza fare dibattiti, portando scienziati da tutto il mondo.
Il consigliere Cellitti dovrebbe capire dopo aver parlato con il collegato, quando non avrebbe nemmeno la possibilità di far sedimentare il ragionamento per poter votare, a parte che c’è chi vota per dogma, vota perché lo dico io, lo dice quello o lo dice quell’altro, invece i Consiglieri dovrebbero essere informati, dovrebbero studiare, dovrebbero avere una loro posizione, ma in sette anni posizioni pure (diciamo così) non ne ho mai viste, però è una scelta di squadra e la capisco.
Non ho capito bene - continuo a dirlo - perché abbiamo interrotto il collegamento con il signor non so come si chiama, che poteva spiegare le cose bene, ma poteva stare nell’alveo, nell’ambito di un discorso formale che stava bene, bastava pochissimo, c’è stato un atto di stizza, si è preso il pallone e se ne è andato, quando eravamo ragazzini e si litigava era così.
Oltretutto, quando si fanno i Consigli comunali aperti, bisognerebbe che nella lista degli interventi fosse citato anche chi ha invitato il consulente ufficialmente, ma questo lo dico non per il discorso di oggi, perché quando vedo i consiglieri comunali e vedo l’architetto [...] Nicola mi faccio l’idea di un Consiglio comunale diverso, aperto, posso anche proporre di invitare un altro architetto, ma qui facciamo come ci pare “alla volemose bene”, quindi, secondo me, l’occasione è stata persa, è stata persa da voi, è stata persa dal titolo che avete mandato che dovevamo fare chissà cosa.
Ho premesso anche che sono d’accordo sulla delibera, non sono partito a pallettoni perché la delibera non ha senso, ho dei dubbi, ma li avevano anche i filosofi greci, voi non avete dubbi, voi avete solo certezze, a volte si prendono certi pali con le vostre certezze che non finiscono più!
Detto questo, secondo l’intervento della consigliera Polinari era un canovaccio, praticamente, secondo le “turbe” del consigliere Polinari, avremmo fatto una strategia comunale, “entriamo dentro, facciamo quello, facciamo quell’altro”.
Assessore, lei mi conosce, io posso fare qualsiasi cosa al momento, non leggo foglietti perché vado a braccio e a volte dico anche svarioni, ma questo non è un problema, perché so che cosa vuol dire andare a braccio, però me ne fregio.
Quando ho visto il video, ho detto “bene, è un consulente, bene, è un Consiglio comunale aperto? Applichiamo le regole”, cosa che qui non succede quasi mai, e ho detto “facciamo una cosa, trasformiamolo in Consiglio comunale aperto” e servivano due minuti per farlo, e non diciamo, Presidente, che ci voleva la regola di Destra o di Sinistra, perché avremmo fatto passare una mozione di tutti, perché si ricordi che, al di là del Consiglio, se decidiamo adesso di ballare qui sopra, basta che votiamo e balliamo qua sopra.
Il problema del Regolamento di Consiglio è quando non siamo tutti d’accordo, il documento del Consiglio comunale serve per normare, ma se dicevamo adesso che vogliamo ballare sul cubo, ci mettevamo a ballare sul cubo, e lei sa in cuor suo, perché lei è intellettualmente onesta, sa che è stata una stizza, è stato quello, il suo limite, caro Sindaco, è proprio quello che non ragiona, le si chiude la vena, e quando si chiude la vena non è una bella cosa per chi fa politica o comunque fa Amministrazione pubblica.
Se ho offeso qualcuno, me ne dispiaccio, se qualcuno non l’ho citato e si è sentito magari in difficoltà perché non l’ho nemmeno citato, mi dispiace uguale, comunque il nostro voto sarà favorevole. Grazie.
Speaker : SABBATINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere Stefoni.
Scusate, approfitto per invitare il Sindaco a convocare successivamente la Commissione Statuto e Regolamenti, andremo a rivedere punto per punto il Regolamento del Consiglio, che tra l’altro è stato portato pochi mesi fa e nessuno ha proposto questa modifica.
Prego, Partito Democratico, per la dichiarazione di voto.
Speaker : BALDELLI ‒ Assessore
Grazie, Presidente.
Cercheremo di essere brevi e di non sfruttare questo momento per fare polemica, però stiamo utilizzando una delibera di interesse collettivo per trasformarla in un discorso quasi privatistico, tra l’atteggiamento di uno e dell’altro.
Abbiamo detto che questo è un primo step, abbiamo detto che in questo caso servirà trovare un partner, e questa è una delibera che serve a trovare un partner affinché si possano verificare tutti i presupposti, come giustamente ha detto il Consigliere Gigliotti, dei soggetti interessati e partecipanti.
Abbiamo detto che c’è stato uno studio dietro sul fabbisogno, abbiamo detto che abbiamo già fatto una valutazione dell’impiantistica come Comune su quello che potremmo mettere a disposizione della comunità, abbiamo stabilito dei princìpi di natura tecnica, tipo quelli della cabina primaria e del principio di sussidiarietà orizzontale, nel senso che si parte dal basso per arrivare a una distribuzione equa, e non in modo verticale.
Abbiamo detto che questa scelta - permettetemi - tra castelnuovesi, italiani, morlupesi e tutti è un’opportunità deliberata dalla Comunità europea, con decreti attuativi ministeriali italiani che impegnano le Amministrazioni locali a favorire questo tipo di progettualità, quindi è il classico esempio non di sovranismo o di legame con l’identità ius soli, stiamo parlando della Comunità europea e delle opportunità in qualità di cittadini della Comunità europea, che finalmente arrivano direttamente al cittadino, senza troppe sovrastrutture burocratiche.
Ben felici di cogliere, al pari di questa Amministrazione che le ha già raccolte con il PNRR, le possibilità di sviluppo che la Comunità europea ci offre, soprattutto questo - ripeto - è un primo passo che (forse questo è il principio su cui dovremmo basarci) dovrebbe coinvolgere tutti gli attori, da oggi in poi, perché quello che è stato fatto oggi è solo un percorso preliminare, è da oggi che si entra nella rivoluzione, è da oggi che si entra nella necessità pragmatica di verificare, programmare e garantire che il Comune, non l’Amministrazione Travaglini, non la maggioranza attuale, perché è un impegno per vent’anni, che il Comune di Castelnuovo si offra come garante, perché noi crediamo fortemente che il pubblico debba essere la garanzia per l’interesse e il bene della collettività.
Questo è il punto focale di questa delibera, questo è il punto focale su cui ci apprestiamo a votare favorevolmente e questo è il motivo di orgoglio che penso debba condizionare me e i colleghi nel portare una proposta che può veramente significare concretamente qualcosa per i nostri cittadini.
Pertanto, il nostro non può che essere un voto favorevole alla presente delibera.
Speaker : SABBATINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere Baldelli.
Passiamo quindi alla votazione della proposta n. 22: “Attivazione comunità energetica rinnovabile nel Comune di Castelnuovo di Porto”.
Voti favorevoli? All’unanimità.
Passiamo alla votazione dell’immediata eseguibilità.
Voti favorevoli? All’unanimità. La proposta n. 22 viene approvata.
Prego, consigliere Incecchi.
Speaker : INCECCHI
Vorrei chiedere lo spostamento del punto che riguarda il bilancio, così permettiamo al consigliere Piredda di presentarlo, perché poi ha degli impegni personali.
Speaker : SABBATINI – Presidente del Consiglio
Quindi chiede lo spostamento della proposta n. 20 e della proposta n. 21 come terzo e quarto punto all’ordine del giorno. Non so se è chiaro ai consiglieri, ma il consigliere Incecchi chiede lo spostamento della proposta n. 20 e della proposta n. 21 come punti all’ordine del giorno nn. 3 e 4.
Voti favorevoli? All’unanimità.
Passiamo alla proposta n. 20 “Modifica e integrazione del regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali”.
Prego, consigliere Piredda.
Speaker : PIREDDA – Assessore
Grazie, Presidente. Se possibile presenterei le due proposte in maniera unica, in quanto il regolamento ovviamente segue la volontà di aderire alla Rottamazione Quinquies da parte del Comune di Castelnuovo di Porto, essendo una possibilità da parte degli enti locali quella di aderire alla Rottamazione.
Il regolamento, che è già stato approvato a inizio anno per la definizione agevolata delle entrate comunali, viene integrato per la parte che riguarda i ruoli iscritti in Agenzia delle entrate dal periodo del 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.
I cittadini possono presentare istanza, facendo anche un estratto all’interno del portale dell’Agenzia, di quelli che sono i carichi pendenti fino alla data del 20 maggio.
L’approvazione dell’adesione è possibile fino al 31 luglio 2026. I cittadini, a partire dal momento dell’approvazione, potranno presentare istanza al Comune sia attraverso discarico da parte del portale dell’Agenzia delle entrate, che sarà possibile fino a settembre 2026, sia facendo istanza direttamente al Comune per poter procedere ai carichi all’interno di Agenzia delle entrate e riscossione, sia per quello che riguarda le entrate di natura tributaria (quindi IMU, TARI e canone di occupazione suolo pubblico, canone unico patrimoniale), sia per quello che riguarda le sanzioni da codice della strada.
I cittadini che hanno già fatto istanza, in considerazione del precedente regolamento approvato, e che quindi hanno già compilato la richiesta con la relativa modulistica, potranno integrare la richiesta anche con quella parte che riguarda l’Agenzia delle entrate. Quindi, il Comune farà la raccolta di tutte le istanze per poi procedere alla lavorazione.
Al momento le richieste già inviate sono state lavorate ma sono sospese, in quanto eravamo in attesa di avere anche la possibilità di inserire i ruoli esattoriali.
Questa possibilità però viene limitata in caso di contenziosi con Agenzia delle entrate e riscossione, che ovviamente non potremo prendere in carico.
Pertanto, chiedo di votare favorevolmente la proposta.
Speaker : SABBATINI - Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere Piredda. Se ci sono interventi, quindi apriamo, se siete d’accordo, anche un’unica discussione, poi ovviamente faremo due votazioni separate.
Ci sono interventi? Prego, consigliere Cellitti.
Speaker : CELLITTI
Grazie, Presidente e colleghi consiglieri.
Intervengo per esprimere il nostro voto favorevole alla proposta di delibera in discussione, relativa all’integrazione del regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali.
Un voto favorevole che nasce dalla volontà di garantire ai cittadini uno strumento più completo e più coerente con il quadro normativo nazionale, soprattutto in relazione ai carichi affidati all’Agenzia della riscossione. Tuttavia, ritengo doveroso precisare, anche per coerenza istituzionale, che già nella precedente approvazione del regolamento avevamo manifestato il nostro dissenso su questo punto specifico, l’esclusione dei crediti tributari già presenti in cartella esattoriale.
In quella sede avevamo chiesto quale fosse la motivazione di tale esclusione, perché ritenevamo, e riteniamo, che una definizione agevolata realmente efficace debba includere anche le posizioni più critiche, quelle che spesso rappresentano la parte più rilevante delle difficoltà dei contribuenti.
Oggi, con questa integrazione, il quadro cambia in modo significativo. La parte quinta del regolamento introduce infatti una disciplina specifica per i crediti affidati ad Agenzia delle entrate e riscossione, consentendo la definizione agevolata dei debiti tributari, purché non vi siano le condizioni che poco fa ha detto l’assessore Piredda.
Il regolamento ora prevede che tali debiti possano essere estinti versando il capitale, gli oneri di riscossione e gli oneri di notifica – quindi vengono aboliti gli interessi e le sanzioni – e introduce una procedura chiara, con istanza, entro il 30 settembre 2026, di possibilità di pagamento in un’unica soluzione o in 24 rate mensili.
Quindi, rispetto alla precedente versione del regolamento, la modifica sostanziale è che oggi il Comune decide di includere nella definizione agevolata proprio questi crediti che prima erano esclusi, ritenendo la misura più completa, più equa e più aderente alla normativa nazionale.
Per questo motivo, pur mantenendo la coerenza con le osservazioni che avevo espresso in passato, oggi il nostro voto è favorevole perché la delibera recepisce finalmente un’impostazione più ampia e più utile per la cittadinanza.
Grazie.
Speaker : SABBATINI - Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere Cellitti. Prego, consigliere Piredda.
Speaker : PIREDDA – Assessore
Grazie, Presidente.
Durante l’approvazione del regolamento era emersa questa criticità, e io avevo già esplicitato che la normativa non ci consentiva, eravamo in attesa, però, per consentire ai cittadini comunque di partecipare all’adesione, e quindi di non limitare la libertà dei cittadini e delle imprese, io avevo spiegato che approvavamo quel regolamento. Avevo già preannunciato che tra le richieste di Anci in lavorazione, e la Nota di aggiornamento che stava facendo E-fil. Era già stata istanza dei Comuni quella di inserire le cartelle iscritte in Agenzia delle entrate e riscossione. Io quindi già in quella sede avevo già preannunciato che potenzialmente avremmo modificato il regolamento.
Quindi, non riesco a capire perché lei adesso me lo contesta, quando io già in quella sede ero stata chiara rispetto alla nostra volontà di aderire nel momento in cui la normativa nazionale ce ne avesse consentito la possibilità.
Speaker : SABBATINI - Presidente del Consiglio
Il consigliere Incecchi si è prenotato prima. Prego.
Speaker : INCECCHI
Ne avevamo già parlato nelle precedenti Commissioni, dove era uscito questo argomento che ci eravamo posto tutti, cioè perché non fosse possibile togliere la parte che riguardava le cartelle già emesse, quindi la parte comunale. Purtroppo, non era consentito dalla normativa, adesso è consentito, quindi abbiamo portato a termine questo lavoro.
Io vorrei solo far notare che l’opposizione, spesso, anzi, molto spesso, oggi sempre, è d’accordo con le scelte che portiamo avanti. Poi, devo ricordare a tutti che siamo a fine mandato, che ci avviciniamo alle elezioni, che certe volte vengono dall’opposizione dei suggerimenti legittimi, giusti, che noi accogliamo, certe altre rientra il gioco della politica, quindi credo che dobbiamo prendere la parte positiva, e sicuramente questa volta l’abbiamo colta.
Io anticipo sempre le mie dichiarazioni, poi il Presidente non mi fa mai riparlare in sede finale. Credo di essere sempre l’unico che viene estromesso. La democrazia è come l’arbitro amico, l’arbitro della Juventus che poi ti fischia contro, però…
Speaker : SABBATINI - Presidente del Consiglio
Consigliere, se lei non le anticipa, io gliele faccio fare, se lei le anticipa, le ha già fatte.
Speaker : INCECCHI
Voglio dire che ci vorrebbe anche un po’ di coerenza, un invito che faccio a tutti, nel senso che certe volte applichiamo il regolamento, certe volte no, certe volte si chiede di essere precisi alla lettera quando riguarda gli altri, poi, quando riguarda se stessi c’è sempre un po’ di tolleranza. Dico questo, anticipo le mie dichiarazioni, spero che…
Speaker : SABBATINI - Presidente del Consiglio
Allora non le anticipi, così poi le fa dopo.
Speaker : INCECCHI
Le anticipo e chiudo qua.
Speaker : SABBATINI - Presidente del Consiglio
Prego, consigliere Cellitti.
Speaker : CELLITTI
In merito all’esclusione la volta precedente, vorrei sapere che cosa è intervenuto da marzo ad oggi, che ha consentito di inserire anche le cartelle esattoriali.
Dal mio punto di vista, poteva già essere inserito all’epoca. Mi sono documentato, forse mi sono documentato male, però per mia conoscenza gradirei sapere e che si dicesse: guarda, è intervenuta questa norma che consente di inserire anche le cartelle esattoriali. Grazie.
Speaker : SABBATINI - Presidente del Consiglio
Prego, consigliere Stefoni.
Speaker : STEFONI
Mi dispiace che il Presidente della Commissione bilancio stia uscendo dall’Aula per motivi fisiologici, però gli avrei risposto carinamente, su questo.
Noi in Commissione ci siamo sempre stati, io non credo di aver mancato nemmeno a una commissione.
Nelle Commissioni giustamente ci leviamo la casacca, vediamo qual è il problema, diamo il nostro apporto, molte volte ci viene data ragione, certe altre volte, purtroppo, non ci viene data ragione, perché molto probabilmente ci saranno altri fattori che non possono andare avanti. Però, noi abbiamo sempre collaborato. Sempre. Se noi andiamo a vedere, in tutte le Commissioni abbiamo sempre collaborato, certe volte abbiamo pure evitato scivoloni.
Chiaramente, chi sta in Comune, e ci sta dalla mattina alla sera, perché ha un ruolo, chiaramente l’informazione è molto più semplice. Io ho fatto sia maggioranza che opposizione. Vi posso garantire che è come portare una macchina col cambio automatico, quando sei in maggioranza, e hai tutti gli strumenti per guidare la macchina, quado stai in opposizione… Questo Baldelli, forse, o molto probabilmente lo sa, perché l’ha fatto: devi arrancare col tempo e con la cosa. Perciò, in linea di massima, io non credo che mi si debba dire datemi qualche apprezzamento, ma sicuramente, almeno quello della presenza, stando in opposizione, avendo visto troppo poche persone che fanno quattro anni di Commissioni e di Consigli comunali, sempre presenti ne ho viste poche, dalla parte sia di chi sta nella maggioranza, sia nella minoranza.
Nella specifica delibera e nella critica del mio consigliere Cellitti, da una parte la colpa è un po’ mia, perché io quando ho partecipato alle Commissioni – l’assessore aveva detto “adesso si è liberata la normativa” – non sono stato molto veloce a poterti dire: guarda, si è aperta questa cosa, è giusto che tu abbia fatto questa osservazione, però è giusto quello che dice l’assessore, perché la normativa è arrivata ex post da questa cosa, quindi poi l’ha applicata.
Oltretutto, però, vogliamo rivendicare, se questo è possibile, finite tutte le evacuazioni possibili di Incecchi – che vedo stato così – bisogna riuscire a capire che questo problema l’abbiamo tirato fuori noi per la prima volta, dicendo: signori, qui c’è la quinquies, se la vogliamo fare. Molto probabilmente, credo, gli uffici magari stavano lavorando, però, come al solito, non avendo comunicazione, in Commissione bilancio, se si ricorda il Presidente della Commissione, tirai fuori questo problema della quinquies: vero? Questo non vuol dire, ora mi risponderà l’assessore, come mi risponde sempre, “ma noi ci stavamo già lavorando”. Ma siccome non è che noi abbiamo dei doni particolari, tali che riusciamo a capire nella testa dell’assessore, del Sindaco, o del consigliere cosa stanno facendo, noi abbiamo accelerato questo processo, dicendo: andiamo a fare la Commissione per la quinquies.
Nello stesso tempo, e qui, come vedi, da una parte dico una cosa, dall’altra parte ti do pure ragione. Effettivamente, le cartelle che stavamo già all’Agenzia delle entrate, in quel momento, molto probabilmente, non si doveva farle. Come è uscita la normativa siamo ripartiti su questo. Comunque, è una delle cose più giuste da fare, questa cosa, anche perché il Comune qualche soldo lo prenderà in più. Bene o male, se c’è qualcuno che si vorrà mettere in regola, avrà pure meno difficoltà, visti e considerati sanzioni e interessi, visto che la rateizzazione dà la possibilità a qualcuno di poterlo fare, l’unica cosa che bisogna fare, visto che il 30 settembre, e qui siamo ad agosto, bisogna fare una comunicazione efficace, tipo Agenzia delle entrate, perché il termine, credo, del 30 settembre, sarà perentorio. Oltre il 30 settembre, tanti, parlando con le persone, nessuno sa niente, ma non è che non sa delle cartelle che stanno in agenzia. Non sa nemmeno la definizione agevolata di quelli che stanno qui.
Detto questo, il problema qual è? Che quando si fanno le Commissioni, e qui si parla anche dei rapporti che ci sono tra minoranza e maggioranza, l’interazione tra minoranza e maggioranza porta sempre un beneficio. Io l’ho visto pure quando avevo una minoranza, comunque aspra, o come vuoi, però mi accendeva degli alert, che tutto sommato correggevo, perché quando si va da soli, alla fine in qualche modo si sbaglia.
Perciò, la critica di essere prolissi nei Consigli comunali molto probabilmente è un debito di rapporto che noi non abbiamo. Chiaramente, facendo i Consigli comunali una volta al mese, quando arriva il Consiglio comunale, hai tutto l’arretrato di un mese, un mese e mezzo di discussioni non fatte, di documenti non visti e quant’altro, quindi, tutto sommato penso ci sia tutto.
In termini di correttezza, vedo che è un Consiglio comunale abbastanza corretto, quindi anche noi, tutte le volte, se andate a vedere, sulle cose strategiche importanti abbiamo sempre votato. Poi, possiamo non essere d’accordo su tante operazioni che a noi non sono piaciute, e lì abbiamo votato contro. Punto.
Detto questo, voteremo con fervore questa delibera. Punto. Ho finito il mio intervento.
Grazie.
Speaker : SABBATINI – Presidente del Consiglio
Grazie. Passiamo quindi alle dichiarazioni di voto.
Castelnuovo di tutti vuole rifarla?
Castelnuovo rinasce, Partito Democratico, okay.
Passiamo quindi alla votazione della proposta n. 20 “Modifica e integrazione del regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali”.
Voti favorevoli?
All’unanimità.
Votiamo quindi l’immediata eseguibilità.
Voti favorevoli?
Quindi, è approvata la proposta n. 20 “Modifica del regolamento per la definizione agevolata”.
Votiamo ora la proposta n. 21, per la quale presuppongo che non ci siano dichiarazioni di voto: “Adesione alla rottamazione quinquies”.
Voti favorevoli alla proposta?
All’unanimità.
Votiamo quindi l’immediata eseguibilità della proposta n. 21.
Voti favorevoli?
All’unanimità.
Quindi, anche la proposta n. 21 è approvata.
Passiamo quindi all’ultimo punto all’ordine del giorno, la proposta n. 19 “Approvazione collaudo e accettazione rete fognaria Via dei Bersaglieri/via Monti della Camera al fine della cessione ACEA ATO 2 e contestuale delega di poteri espropriativi”. Prego, consigliere Guadagnoli.
Speaker : GUADAGNOLI – Vice Sindaco
Grazie, Presidente.
Prima di tutto, riconosco dei cittadini di via Monti della Camera, quindi mi scuso per gli ulteriori spostamenti dei punti all’ordine del giorno, a nome di tutto il Consiglio comunale.
Praticamente, questa qua… È la bellezza, il romanticismo dei Consigli comunali sta proprio in questo: si parla di futuro, si parla di comunità energetiche e oggi, finalmente, stiamo portando un atto, sto portando un atto in Consiglio comunale, talmente importante per il territorio di via Monti della Camera e di Via Bersaglieri, del Consorzio Tre Portoni alla pari di un atto delle Comunità energetiche che vanno verso il futuro. Qui però dobbiamo approvare un atto per i servizi fondamentali, i servizi primari dei cittadini che ancora non hanno in quel territorio…
Faccio un attimo di cronistoria per quanto riguarda il Consorzio dei Tre Pontoni, di Monti della Camera e di Via dei Bersaglieri: nel 2004 è stata presentata una DIA per presentare il progetto della rete fognaria e la realizzazione della rete fognaria sia a via di Monti della Camera che a via dei Bersaglieri. Nel 2005 è stata presentata una variante al progetto, una DIA in garante, e i lavori si sono conclusi nel 2006, poi collaudati nello stesso anno, a novembre. Sono stati trasmessi i collaudi dell’opera, di tutto quanto, dell’infrastruttura, al Comune.
Questa Amministrazione ha voluto fortemente che quest’opera, che questa infrastruttura della rete fognaria, proprio per dare il servizio al cittadino, grazie anche alla volontà sia dei cittadini stessi, del Consorzio Tre Pontoni, ha avuto la volontà di acquisire questa infrastruttura, questa rete fognaria, sia per sgravare dalla responsabilità i cittadini e i Presidenti del Consorzio Tre Pontoni, sia per una programmazione futura con ACEA, la quale ha acquisito la gestione di tutte le infrastrutture nel 2007. Quindi, l’interlocutore poi è diventato ACEA, per quanto riguarda le infrastrutture, per poter sgravare soprattutto i cittadini della responsabilità di una rete fognaria che è a loro carico, e tutto il Consorzio dei Tre Pontoni.
Quindi, abbiamo iniziato i colloqui con ACEA, abbiamo iniziato i colloqui con i cittadini e il Consorzio Tre Pontoni. Un passaggio decisivo di questa infrastruttura di cui oggi andiamo ad approvare il collaudo è stato il verbale dell’Assemblea che è avvenuta ad agosto 2025, che ha formalizzato la volontà della cessione gratuita dell’infrastruttura da parte del Consorzio, e della costituzione delle necessarie servitù di passaggio: questa la volontà dell’Assemblea.
L’acquisizione da parte di ACEA avverrà grazie anche alla programmazione che ha ACEA nei piani triennali di intervento, dove noi come amministrazione, abbiamo sempre richiesto sia l’acquisizione della rete fognaria, che è un primo passo per poi mettere anche la possibilità della realizzazione e della progettazione dell’acquedotto idrico. Quindi, ACEA, rispetto a questa proposta, ha detto che l’importanza dell’acquisizione della rete fognaria è la costituzione delle servitù di passaggio e della parte espropriativa.
Infatti oggi è importante che noi stiamo approvando il collaudo stesso del 2006 presentato dal tecnico Fernando Gloria, sia delle opere di collaudo, quindi con l’approvazione del collaudo, sia deleghiamo ACEA nei rispettivi atti espropriativi e la costituzione delle servitù di passaggio. Questa è l’importanza principale per poter poi seguire l’iter, da parte di ACEA, dell’acquisizione.
Oggi, approviamo, colloquiamo, rispettiamo, deleghiamo il nostro ufficio tecnico alla parte della verbalizzazione con questa delibera e del collaudo di questa opera, di questa infrastruttura, quindi da parte del Comune, contestualmente, con questa delibera deleghiamo ACEA su tutta la fase espropriativa e la fase della costituzione della servitù di passaggio.
Sono passati parecchi anni di colloqui con ACEA, perché noi volevamo la massima trasparenza e la massima volontà anche da parte di ACEA di acquisire un’opera fatta da privati, però oggi siamo al compimento di questo atto amministrativo che ci porterà poi alla programmazione futura che abbiamo sia su queste infrastrutture, di portare anche l’acquedotto idrico. Ma queste infrastrutture che sono l’acquedotto idrico e l’acquisizione della rete fognaria nasce anche dalla volontà dell’Amministrazione e anche dalla visione che ha avuto ACEA rispetto agli atti già formalizzati, e al piano di espansione sul Piano regolatore di quel territorio. Quindi, la volontà di ACEA si esprime anche in questo: visto che quel territorio si sta espandendo, ACEA riesce ad investire fortemente su quel territorio. Di tutti questi discorsi che abbiamo fatto in questi anni, di questi colloqui e di questi incontri, desidero ringraziare ACEA per la collaborazione, i cittadini di via Monti della Camera e di via dei Bersaglieri per la pazienza che hanno avuto.
I Presidenti del Consorzio per la convocazione delle assemblee, il colloquio con i cittadini, in primis Luca Moscatelli, e poi Alessandro Buttazzoni, firmatario del verbale dell’Assemblea del 2025, l’amica Samira Sforzini, per la tenacia che ha avuto nei contatti con me, anche al consigliere Baldelli va un mio ringraziamento particolare. Io gli faccio i complimenti anche per la sua carica avuta come Segretario del Pd, del partito, ma io lo saluto come amico, e anche per il forte contributo che ha dato per portare in Consiglio comunale questo atto, per i rapporti con ACEA, per l’aiuto anche amministrativo che ha dato.
Chiedo quindi al Consiglio di votare questa delibera, una delibera che porta una pianificazione futura, ma soprattutto dà un’approvazione a un discorso di servizi primari, che dobbiamo cercare come politica e come Consiglio comunale, parlo di maggioranza e di minoranza, portare sì, è molto importante andare verso il futuro, ma cercare di sanare tutti i problemi che abbiamo nel territorio del Comune di Castelnuovo di Porto, per poter non dare responsabilità né ai Consorzi, né ai cittadini stessi, di queste infrastrutture, soprattutto quella della rete fognaria. Parlo anche di altri Consorzi privati che magari hanno una responsabilità, sia come Presidenti, che come cittadini, che come amministratori, che spettano secondo me sia al Comune, sia agli enti sovrapposti e agli enti di gestione. Quindi, si fa un discorso proprio di cercare di portare queste agevolazioni ai cittadini, che più che agevolazioni, sono proprio infrastrutture primarie, che adesso, nel 2026, la cui responsabilità deve essere in capo ad altri, non ai cittadini.
Grazie.
Speaker : SABBATINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere Guadagnoli. Prego, Sindaco.
Speaker : TRAVAGLINI – Sindaco
Grazie, Presidente.
Il ringraziamento va a te, Gino, perché avevamo anche perso le speranze, il tempo è stato lungo, il lavoro non è stato facile.
Anche qui, se guardavamo i regolamenti, se guardavamo le leggi urbanistiche, se avessimo visto tutti quei faldoni immensi della giurisprudenza, non avremmo fatto nulla. A volte le leggi non entrano nel merito delle situazioni, non entro nel merito delle fattispecie, non pensano che dei cittadini possano, negli anni 70-80 essersi costruiti casa con tanta difficoltà, con tanto sacrificio. Vive in un mondo ideale, le leggi dicono: ma le opere di urbanizzazione, primaria, secondaria, vanno fatte prima quelle, prima quelle altre, dove insedi la tua abitazione. Delle volte, però, proprio dalla spinta di migliorare la propria vita, i cittadini si sono autocostruiti casa, sono riusciti nel tempo a non chiedere niente a nessuno, e questa è un’altra cosa che dobbiamo aggiungere.
Negli anni 70 e 80, ci sono cittadini che con le proprie spese e con le proprie fatiche hanno costruito il proprio futuro, con chiedendo niente a nessuno. Chiaramente, se avessimo seguito tutti gli iter previsti, avremmo dovuto chiedere prima un piano di lottizzazione, un piano di recupero, avremmo dovuto chiedere i frazionamenti della particella catastale, avremmo dovuto chiedere a tutti gli intestatari di donarci la parte della strada dove passa la fogna, saremmo dovuti andare con un atto dal notaio, formalizzare un atto notarile, andare in 70, 80, 100 persone in quell’atto.
Ci abbiamo messo del tempo, abbiamo trovato questa via legale, non di certo illegale, dove addirittura chi ha il possesso materiale di questa infrastruttura, possa cederla al Comune. È il primo atto che facciamo così. Non l’avevamo mai fatta, questa cosa, è la prima volta che la facciamo, ecco perché ci abbiamo messo anche nel tempo.
Ci abbiamo messo del tempo perché abbiamo dovuto studiare, abbiamo dovuto capire se poi il gestore lo prendeva in carico, perché erano anni che chiedevamo questo adeguamento fognario, che chiedevamo l’estensione, che chiedevamo di portare l’acquedotto in quella zona, però poi tutte le volte ci veniva risposto: ma se io non ho la fogna principale, come faccio ad ampliarla, se quella ancora è in mano ai privati?
Qui abbiamo tolto la burocrazia di mezzo e abbiamo dei cittadini che nel tempo, con sacrificio hanno realizzato delle cose. Oggigiorno è impensabile, oggi è impensabile che noi chiediamo a dei cittadini di realizzare la fognatura pubblica, di realizzare una strada. Non lo farebbe nessuno. L’hanno fatto quei cittadini negli anni 70-80 perché avevano la voglia, credevano ancora in un sogno, credevano nel progetto che è la casa, la casa di una famiglia, che è la cosa più importante che va tutelata. Quindi, ci abbiamo messo del tempo, però finalmente ce l’abbiamo fatta. Come tutte le cose, e qui mi riallaccio al discorso di prima, se forse avessimo seguito tutte le mille cose che ci dice la legge sull’urbanistica, o il DPR 380 in maniera proprio centellinata, in realtà non avremmo fatto niente. Però queste situazioni esistono, e queste situazioni portano con sé persone fatte in carne e ossa, che poi chiedono e vantano dei diritti, perché alla fine, se quelle persone lì ci abitano, è giusto che noi portiamo le infrastrutture e i servizi primari.
Purtroppo, non è l’unica zona che è così. Io penso a Monte Cucco, in assenza di acquedotto, in assenza di fogne, di qualsiasi tipo di infrastrutture, anche lì è un problema. Stiamo portando l’acquedotto a Valle Yoro, nel 2026, pensate, un Consorzio che nasce negli anni 70 e non aveva l’acquedotto.
Quindi, non è, purtroppo, una situazione a margine, del Comune, ce ne sono tantissime, così. Ce ne sono veramente tante, che affliggono migliaia di persone, e tutto questo si risolve… Oggi l’abbiamo risolta così, ma abbiamo bisogno di strumenti attuativi, abbiamo bisogno di strumenti urbanistici, di rigenerazione urbana, di piani attuativi. È per quello che poi dietro a tutto questo c’è tanto tempo: dire che domani acquisiamo la fogna, lo possiamo fare tutti, ma poi in realtà tutto questo non si realizza. Quindi, ci vuole anche qui tutta la preparazione che abbiamo fatto col Piano, quindi, il fatto di inserire questa zona in una nuova zona di espansione, però perimetrandola, quindi dicendo: no, prima che tu fai la nuova espansione, devi prendere in carico quello che oggi esistente, devo cercare di rifunzionalizzarlo per far sì che queste famiglie possano vivere, e vivere bene e degnamente nel 2026, ma veramente siamo veramente da terzo mondo. Pensate che oggi ancora intere zone non hanno l’acquedotto, non hanno le fognature, non hanno le infrastrutture primarie e secondarie.
Non chiediamo che in queste zone ci siano i parchi pubblici, perché pure quelli dovrebbero starci. Un decimo di quella superficie dovrebbe essere destinato a parchi pubblici. Eppure, oggi ancora non ci sono, però, se non ci sono le fogne, dobbiamo fare prima le fogne, poi gli acquedotti e poi i parchi pubblici. Ce ne sono tante di zone così, e potrei elencarne infinite zone. Abbiamo lottizzazioni [...] che ci hanno lasciato senza collaudi tecnici-amministrativi, strade tutte private ad uso pubblico, interi quartieri lasciati così, perché nessuno ha fatto mai collaudi amministrativi. Questa è la verità. Abbiamo corso tanto, negli anni 80, dovevamo andare tutti quanti di fretta, poi abbiamo abbandonato tutto quanto e oggi chiediamo al pubblico di porre rimedio. Il pubblico deve porre rimedio perché ha la responsabilità del mancato controllo.
Negli anni 80, negli anni 90, negli anni 2000, mentre questi quartieri crescevano, dovevano aiutarli a crescere, e non dire “facciamo la gara, facciamo quello e poi ci pensiamo”. Oggi stiamo qui ed è giusto che il Comune lo faccia, stessa cosa quando abbiamo dichiarato le strade private ad uso pubblico a Monti della Camera, a via dei Bersaglieri, ce ne facciamo carico e interveniamo insieme ai proprietari, quantomeno a sistemarla, per far sì che possa essere carrabile, perché non è nemmeno asfaltata.
Eppure, tutto questo c’è. Abbiamo dichiarato private ad uso pubblico, quelle strade, per poter spendere dei soldi pubblici, perché altrimenti non avremmo mai potuto farlo. Però, tutte cose che non si facevano e che oggi vengono fatte, perché qui l’Amministrazione comunale si è assunta delle responsabilità nei confronti di questi cittadini.
Ha detto: siccome voi vivete in quei posti, e dovete viverli degnamente, noi dobbiamo fare il massimo degli sforzi che possiamo avere, affinché voi possiate vivere in maniera degna. Quindi credo che oggi… Gino, io ti ringrazio personalmente perché hai portato avanti tu questa cosa, quindi il merito è tuo, di chi ti ha affiancato e di chi ha permesso, insieme agli uffici tecnici comunali, che hanno capito qual era la problematica, hanno capito in che maniera poter porre rimedio e hanno apposto quella firma su quella delibera, nonostante i mille dubbi, e l’hanno fatto perché credono principalmente che quelle zone debbano essere riconvertite in generale, perché tutti quanti nel 2027 non è possibile che non ci siano acquedotti e fognature all’interno degli agglomerati dove vivono persone.
Quindi, c’è tanto da recuperare, e quando parleremo poi di pianificazione comunale, parleremo di PUCG, partiamo sempre dal presupposto della situazione attuale e facciamo un bell’esame tutti quanti di coscienza, dicendo: ma a queste persone come garantiamo i servizi? Garantiamo servizi se quelle zone le perimetriamo, se garantiamo con gli oneri concessori la possibilità di rigenerare quel patrimonio, perché quel patrimonio lì c’è, e quel patrimonio è fatto di carne e ossa. Grazie.
Speaker : SABBATINI – Presidente del Consiglio
Grazie, Sindaco.
Chiedo ai consiglieri una sospensione breve di cinque minuti.
Voti favorevoli?
All’unanimità. Grazie.
Riprendiamo i lavori dell’Assemblea. Prego il Segretario di fare l’appello.
Speaker : SEGRETARIO GENERALE
Travaglini Riccardo (presente); Guadagnoli Gino (presente); Piredda Valentina; Baldelli Emanuele (presente); Sabbatini Noemi (presente); Lupino Alessia (presente); Incecchi Michele (presente); Polinari Fulvia (presente); Cicciola Roberta (presente); Stefoni Fabio (presente); Cirillo Federico; Cellitti Mauro (presente); Rossi Emiliano (presente).
Speaker : SABBATINI – Presidente del Consiglio
Constatato il numero legale, riprendiamo quindi i lavori dell’Aula.
Torniamo alla discussione della proposta n. 19. Ci sono interventi?
Passiamo alle dichiarazioni di voto.
uindi, Castelnuovo rinasce.
Speaker : INCECCHI
Sono veramente contento di portare questa delibera, finalmente, dopo tanti anni, perché cominciavo a portare dei servizi, in queste zone, che molti ritenevano abbandonati, invece non lo erano.
Come ha detto il Sindaco e come ha detto anche l’assessore Guadagnoli, non era una cosa semplice, perché quelli erano dei consorzi privati, con delle strade private, molti… Dice: ma non si possono rifare queste strade? Noi le avevamo acquisite come private ad uso pubblico, però poi, andare a rifare una strada completamente lì, era una cosa complicata. Cominciando invece a portare questi servizi, con l’intervento di Acea, sarà anche possibile intervenire su acquedotto, come dicevamo, ma anche sulla strada stessa, perché raggiungere certi posti è veramente complicato.
Poi, speriamo di portare nel tempo tutte le cose: l’illuminazione nei parchi, eccetera. Sicuramente questa è una conseguenza anche, come dicevamo, dell’intervento che ha avuto il Comune, quindi col Piano regolatore, perché la Zona d’insediamento permetterà anche ad ACEA di rientrare di questi investimenti, perché questi sono sicuramente dei costi, quindi, programmazione del futuro, del futuro migliore, cercare di recuperare tutti quegli insediamenti nati spontaneamente, come abbiamo detto.
Credo che sia un altro punto positivo, quindi l’invito è naturalmente al voto favorevole.
Speaker : SABBATINI – Presidente del Consiglio
Grazie.
Castelnuovo è di tutti.
Speaker : STEFONI
Quando ha chiesto l’introduzione al Segretario comunale pensavo che ci fosse un problema sulla delibera. Dopo l’intervento del Sindaco mi ha cominciamo a far venire qualche dubbio sulla delibera, perché parlava… Se dovevamo retta alle leggi, se davamo retta ai regolamenti, davamo retta a tutti. Allora dico: qui votiamo la delibera, dovrebbero essere regolamenti e leggi, ma il Sindaco ho capito quello che voleva dire. Eravamo sul crinale del “si può fare e non si può fare”, ogni tanto penso di essere anche comprensivo.
La delibera ha il suo senso, io su questo, in maniera particolare, dal 2009, quando ho fatto il Sindaco, essendo il fautore delle perimetrazioni di Monti della Camera, lì dovevamo riqualificare, perché se no facevamo la fine della Striscia di Gaza, abbandonati a se stessi, e il primo atto importante dell’eventuale rivoluzione urbanistica doveva essere questo: quelle aree che erano veramente non disagiate, di più, dovevano avere una dignità urbanistica, dei servizi e tutto quanto. Perciò, non è mi trovate d’accordo, di più, e possibilmente ancora di più.
In questa delibera, visto che il Segretario comunale è ritornato, vedo la firma di Marco Tutone, responsabile dell’urbanistica, conoscendo il Sindaco che edulcora tutto, fa tutto, non si sa quello che dice, certe volte, siamo pronti a votare questa delibera.
In bocca al lupo a tutti quelli che sono residenti in quei posti. Sarà un bellissimo posto, però devono avere questa dignità da cittadini, da residenti e da proprietari di case.
Speaker : SABBATINI – Presidente del Consiglio
Partito Democratico.
Speaker : BALDELLI – Assessore
Una piccola digressione politica permettetemela.
Non voglio dire sul fallimento, però nelle mie idee personali, quando il pubblico deve andare a sostituire il privato, abbiamo visto a Monte Tufello un depuratore che il Sindaco si è preso in mano, nella sua gestione, perché non sono stati in grado di mantenerlo; abbiamo visto a Valle Yoro, dove stiamo finalmente concludendo dopo 15 anni? 20? Dopo diciotto anni un’opera pubblica perché il Consorzio è privato.
Io vorrei far capire che è il pubblico che deve intervenire in queste circostanze, perché altrimenti poi bisogna riparare e gli atti non sono scontati. Stiamo parlando di un’opera pubblica in una situazione privata, pertanto, con la difficoltà di coinvolgere un soggetto che inevitabilmente ha capacità di investimento che non ha nessun altro, come ACEA che è il gestore unico del servizio idrico, poi significa dover fare tutta una serie di pratiche e di atti per cercare di andare in deroga e risolvere.
Quindi, sicuramente è un percorso iniziato prima, è indubbio. È altrettanto indubbio il lavoro che è stato portato avanti da Guadagnoli per riuscire a farlo inserire. Qui stiamo parlando dell’inserimento e della progettazione di un’opera, anzi, se vogliamo, c’è stato pure un errore, a suo tempo, da part di ACEA, e forse pure per questo ci scusiamo coi cittadini della zona: noi eravamo già riusciti a inserirlo e c’era già una progettazione in merito. Quando è venuto fuori che c’erano dei tronchi privati, spiego solo tre secondi, tecnicamente, perché l’esito del depuratore è che è già un depuratore pubblico, è quello di Colle Verde, pertanto, un depuratore già gestirlo da ACEA. Quando però è venuto fuori che c’erano dei tronchi privati, giustamente ACEA dice: ma io mi posso prendere la responsabilità di un’opera che non ho vigilato e che mi sono ritrovato oggi ad acquisire? Quindi, questo è l’invito: cercare sempre di trovare delle soluzioni pubbliche, perché poi almeno lì si trovano anche i finanziamenti, e nelle tempistiche.
Quindi, fermo restando questo, sono indubbi l’opera e il lavoro di attenzione che ci sono sempre stati da parte delle Amministrazioni, e ultimamente, con la chiusura di Gino. Complimenti a tutti. Ci auguriamo che i servizi vi arrivino al più presto, come è giusto che sia.
Voteremo sicuramente favorevole. Pertanto, non rimane altro da dire.
Speaker : SABBATINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere Baldelli.
Passiamo alla votazione della proposta n. 19 “Approvazione, collaudo e accettazione reti fognarie via dei Bersaglieri/Monti della Camera”.
Voti favorevoli?
All’unanimità.
Votiamo quindi l’immediata eseguibilità della proposta n. 19.
Voti favorevoli?
All’unanimità.
Terminati i punti all’ordine del giorno, dichiaro conclusa la seduta.
Grazie e buona giornata a tutti.
