Click on “CC”, at the bottom-right of the video, to enable/disable the subtitles.
For each recording, these features are available:
- Comprehensive transcription of the recording;
- (If set) the list of all the speakers in time order and the arguments of the agenda.
The media library is completely browsable.
- Simple search:
- Speaker: it is possible to select one or more speakers attending the recorded event (if speakers are indexed).
- Agenda argument: it is possible to select only those recordings that have some specific argument treated.
- Date or time span: This option allows selecting the recordings of events held in a specific date or during a specified time interval.
- Advanced search: it is possible to search single words, names, phrases, arguments treated during the recorded events and the result of the search will be a list of all those recordings in which the searched term has been treated. Then it is possible to listen to the recording in the precise instant where the searched words are pronounced.
As for now, the enabled social networks are:
To activate the service all you need is to sign up up using your email where the alerts will be delivered and choose the words/argument of interest.
Once the alert criteria is set, you will receive an email containing::
- The internet address of the recording
- The recording title with the chosen search criteria
- The list of the links to the instant where the searched words are pronounced. The words that are found are highlighted in italic.
CONTACT US
Speaker : PRESIDENTE.
Dichiaro aperta la seduta n.74.
Comunico che sono stati presentati i seguenti atti:
- Proposta di legge regionale: dal n. 283 al n. 286;
- Proposta di delibera consiliare: n.59;
- Mozione: n.385;
- Interrogazioni a risposta scritta: dal n.303 al n.305;
- Interrogazioni a risposta immediata: dal n.458 al n.460.
Il consigliere Mario Ciarla ha ritirato la proposta di legge regionale n.29 e sottoscritto la proposta di legge regionale n.93.
Il consigliere Nazzareno Neri ha sottoscritto la proposta di legge regionale n.268.
Comunico che il consigliere Vincenzo D’Antò, con nota protocollo n.16924 del 17 giugno, ha comunicato l’adesione al Gruppo consiliare denominato Movimento 5 Stelle 2050.
Comunico inoltre che il presidente della Regione Francesco Rocca dalle ore 11.00 alle ore 20.30, la vicepresidente della Giunta regionale Roberta Angelilli dalle ore 11.00 alle 20.30, l’assessore Giancarlo Righini dalle ore 12.30 alle ore 14.00, l’assessore Fabrizio Ghera, dalle ore 13.00 alle ore 14.00 e dalle ore 17.00 alle ore 20.00, l’assessore Elena Palazzo dalle ore 11.00 alle ore 18.00, e il Presidente del Consiglio regionale, Antonio Aurigemma, saranno assenti nella seduta odierna poiché impegnati in attività istituzionali e, ai sensi dell’articolo 34, comma 5, del Regolamento dei lavori del Consiglio regionale, saranno computati come presenti ai fini della fissazione del numero legale.
Comunico all’Aula che sono in distribuzione gli emendamenti della Giunta D02 e D03 rispetto alla proposta di legge regionale n.245, quindi un’ora di tempo a partire dalle 13.26, quindi alle 14.26.
Sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 13.40. Riprendiamo i lavori della seduta.
Le comunicazioni all’Aula sono state già effettuate, quindi invito i colleghi a entrare in Aula.
C’è la presenza della Giunta attraverso l’assessore Maselli, che ringrazio per la puntualità e per il rispetto istituzionale.
Siamo agli ultimi ordini del giorno collegati alla legge regionale n.247, che sono stati presentati a firma della collega Califano.
Se i colleghi prendono posto, invito la collega a iniziare con il primo ordine del giorno, che è il D 15/3, che immagino voglia vuole illustrare all’Aula. Prego.
Speaker : CALIFANO (Pd).
Grazie, Presidente.
Con questo ordine del giorno, l’intento è quello di rafforzare lo sviluppo dei mercati agricoli e della vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli del Lazio. È un comparto che in questi mesi sta attraversando un momento di grave difficoltà, dovuto anche all’aumento del caro carburante, quindi qualsiasi iniziativa vada nella direzione di alleggerire le difficoltà che stanno attraversando credo che sia necessaria.
Premesso che la vendita diretta dei prodotti agricoli rappresenta uno strumento fondamentale per valorizzare le produzioni locali, garantire reddito agli imprenditori agricoli e offrire ai cittadini prodotti di qualità, soprattutto tracciabili e a filiera corta, i mercati agricoli costituiscono un presidio economico, sociale e ambientale, in particolare nelle nostre aree rurali e periurbane nei piccoli Comuni del territorio regionale.
La Regione Lazio, attraverso i propri strumenti di programmazione agricola 2024-2026, ha più volte riconosciuto il valore strategico dell’agricoltura di prossimità, della filiera corta e dei sistemi locali del cibo. Secondo i dati Istat e CREA del 2024, oltre il 32 per cento delle aziende agricole del Lazio, Presidente, pratica forme di vendita diretta. con un trend in crescita negli ultimi tre anni.
Considerato tutto questo, numerosi imprenditori agricoli incontrano difficoltà, come rappresentavo prima, nell’accesso ai mercati agricoli e agli spazi pubblici destinati proprio alla vendita diretta dei loro prodotti, a causa di regolamenti comunali eterogenei, costi elevati e carenze, soprattutto, di aree attrezzate. Permangono, quindi, criticità di natura organizzativa, regolamentare e anche infrastrutturale, che limitano la diffusione, la stabilità e la competitività dei mercati agricoli, soprattutto nelle aree interne e nei piccoli Comuni.
Un maggiore sostegno, quindi, da parte della Regione può favorire sicuramente l’occupazione, il ricambio generazionale in agricoltura e nei loro settori, la sostenibilità economica delle imprese agricole e la resilienza delle filiere locali.
I mercati agricoli contribuiscono, come prima detto, alla riduzione anche delle emissioni legati al trasporto delle merci, al contrasto delle pratiche speculative e alla promozione di modelli alimentari sostenibili.
Ritenuto tutto quello che ho poc’anzi detto, è necessario, secondo noi, rafforzare le politiche regionali a sostegno dei mercati agricoli e della vendita diretta, anche attraverso il coordinamento con i Comuni e con gli enti locali. È opportuno, quindi, promuovere modelli di vendita che riducano la filiera, tutelino il reddito degli agricoltori e garantiscano ai cittadini prodotti freschi, sicuri e di provenienza locale.
Tutto questo premesso, vorrei impegnare il Presidente della Giunta regionale, attraverso un voto, mi auguro favorevole, dell’Aula del Consiglio regionale, a rafforzare e semplificare il sostegno ai mercati agricoli tramite politiche regionali dedicate, linee-guida uniformi per l’accesso agli spazi pubblici, investimenti in infrastrutture e percorsi di formazione per imprenditori agricoli, con una particolare attenzione, Presidente, ai giovani e a valorizzare la filiera corta attraverso programmi e interventi strutturali di programmazione agricola e sviluppo rurale, con la PAC 2026-2028.
Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie a lei.
Colleghi, poniamo in votazione l’ordine del giorno D15/3.
Favorevoli? Contrari?
È respinto.
Passiamo al successivo, sempre a firma Califano, ordine del giorno D15/4.
Ha chiesto di parlare la consigliera Califano. Ne ha facoltà.
Speaker : CALIFANO (Pd).
Grazie, Presidente.
Con questo ordine del giorno vorrei portare all’attenzione dell’Aula la situazione dell’area portuale di Civitavecchia. La scorsa settimana un analogo ordine del giorno ha ricevuto l’unanimità dell’Aula consiliare. Siccome le premesse sono le stesse, lì si parlava dell’area circostante l’aeroporto, qui si parla dell’area circostante il porto, mi auguro che anche per questo ordine del giorno si abbia un voto favorevole.
L’oggetto è “Studio epidemiologico straordinario e approfondito sull’area portuale di Civitavecchia”.
Premesso che l’area portuale di Civitavecchia rappresenta uno dei principali poli logistici e commerciali del Mediterraneo, con un traffico annuo di navi da crociera, traghetti e mercantili che genera significative emissioni atmosferiche. La popolazione residente nelle zone limitrofe al porto è esposta a potenziali fattori di rischio ambientali derivanti da emissioni navali, traffico veicolare pesante, attività di movimentazione merci e combustione a bordo.
Secondo i dati dell’ISPRA e della SNPA 2024-2025, i porti italiani ad alto traffico presentano livelli di PM2 superiori del 20-30 per cento rispetto alle aree urbane non portuali, con possibili ricadute sulla salute respiratoria e cardiovascolare.
Considerato che la tutela della salute pubblica costituisce una priorità per la Regione Lazio, soprattutto in contesti a elevato impatto antropico con il sistema portuale di Civitavecchia, per valutare eventuali correlazioni tra esposizioni ambientali e stato di salute della popolazione residente è necessario disporre di dati scientifici aggiornati, affidabili e territorialmente specifici.
Gli studi epidemiologici condotti in altri porti europei tra il 2022 e il 2024 hanno evidenziato associazioni tra esposizione cronica alle emissioni navali e aumento di patologie respiratorie, cardiovascolari e oncologiche.
Uno studio epidemiologico straordinario e approfondito, soprattutto affidato agli enti sanitari e ambientali regionali competenti, consentirebbe di acquisire dati essenziali per la prevenzione, migliorare il monitoraggio sanitario ambientale, orientare politiche pubbliche basate su evidenze di dati accertati, individuare interventi mirati per la riduzione dei rischi.
Pertanto, con questo ordine del giorno si impegna il Presidente della Giunta regionale a promuovere e finanziare uno studio epidemiologico straordinario e approfondito sulla popolazione residente nelle aree circostanti il porto di Civitavecchia, con particolare attenzione agli indicatori di salute respiratoria, cardiovascolare e oncologica, e a prevedere un sistema di monitoraggio continuo degli impatti sanitari e ambientali dell’area portuale con pubblicazione periodica dei risultati.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, collega.
Poniamo in votazione… Non c’è la discussione.
Lei può intervenire in dichiarazione di voto. Prego.
Speaker : MARI (FdI).
Innanzitutto, volevo ringraziare la collega Califano per questo ordine del giorno, però volevo anche informare l’Aula che da un approfondimento con l’assessore Palazzo, c’è uno studio epidemiologico straordinario approfondito sull’area portuale di Civitavecchia, attualmente in corso, uno studio finanziato con i fondi del PNRR, dal PNC ci denominato SALPIAM, relativamente all’inquinamento atmosferico delle città portuali e ricomprende quindi anche Civitavecchia, quindi non è una presa di posizione.
Abbiamo votato a favore di quello di Fiumicino perché non esisteva. Grazie. Quindi, annuncio il voto di Fratelli d’Italia…
Speaker : PRESIDENTE.
Non si è capito il voto.
Speaker : MARI (FdI).
Quindi, annuncio il voto contrario di Fratelli d’Italia.
Speaker : PRESIDENTE.
Okay. Lo poniamo in votazione.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È respinto.
Siamo all’ordine del giorno D15/5. Prego.
Speaker : CALIFANO (Pd).
Presidente, con questo ordine del giorno parliamo di nuovo in quest’Aula, e speriamo almeno per una volta, con un esito differente dal passato, di endometriosi.
L’impegno è quello di chiedere alla Giunta regionale di sviluppare e di finanziare un’applicazione dedicata all’endometriosi per la popolazione adolescenziale.
Quindi, l’endometriosi, come sappiamo tutti, è una malattia ginecologica cronica invalidante, che colpisce tra il 7 per cento e il 10 per cento delle donne in età fertile, con una stima, aggiungo molto sottostimata, di oltre 700.000 casi nel Lazio e circa 3 milioni in Italia. Questi sono i dati del Ministero della salute.
La patologia comporta effetti debilitanti, fisici e psicologici, con ritardi diagnostici medi di 7-10 anni, dovuti soprattutto alla scarsa conoscenza dei sintomi, alla sottovalutazione del dolore e alla difficoltà di accesso a percorsi diagnostico-terapeutici dedicati.
Speaker : PRESIDENTE.
Collega Califano, che succede? Mi dica, dica al suo Presidente.
Speaker : CALIFANO (Pd).
Presidente, sento tutta la telefonata del consigliere collega.
Speaker : PRESIDENTE.
Quale?
Speaker : CALIFANO (Pd).
Alla mia sinistra, senza fare nomi. Davanti a lei, dritto.
Speaker : PRESIDENTE.
Collega Simeoni...
Speaker : CALIFANO (Pd).
Numerose Regioni italiane (Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Piemonte, Puglia, Sicilia, Campania) hanno già adottato leggi specifiche sull’endometriosi, prevedendo misure di sensibilizzazione, percorsi clinici dedicati, esenzioni ticket e strumenti digitali di supporto.
Considerato che nella Regione Lazio, pur avendo avviato iniziative di educazione sanitaria nelle scuole e delle campagne informative, ancora non disponiamo di una legge organica sull’endometriosi, né di strumenti digitali dedicati alla popolazione soprattutto adolescenziale, quella più colpita, l’introduzione di un’applicazione regionale rivolta proprio a loro consentirebbe quindi una gestione in tempo reale dei sintomi, un aumento della consapevolezza e dell’educazione sanitaria, un supporto precoce alla diagnosi, una prevenzione secondaria più efficace, un miglioramento nell’accesso ai servizi sanitari regionali.
Strumenti digitali analoghi sono già stati sperimentati con successo in altre Regioni, ad esempio ci sono delle piattaforme integrate in Lombardia e in Toscana, e dimostrano un’efficacia nel favorire l’empowerment dei giovani pazienti e nel migliorare la qualità dei percorsi diagnostico terapeutici.
Con questo ordine del giorno, intendiamo impegnare il Presidente della Giunta regionale a sviluppare una app per l’endometriosi, in raccordo con gli Enti sanitari regionali, assicurando qualità scientifica, tutela dei dati personali, interoperabilità con i servizi sanitari regionali e specifiche campagne informative rivolte ad adolescenti e alla prevenzione delle patologie femminili.
Speaker : PRESIDENTE.
Poniamo in votazione l’ordine del giorno D15/5.
Favorevoli? Contrari? Astenuti.
È respinto.
Passiamo all’ordine del giorno D15/6.
Ha chiesto di parlare la consigliera Califano. Ne ha facoltà.
Speaker : CALIFANO (Pd).
Continuiamo a parlare di endometriosi. Si chiede un impegno per l’istituzione della settimana regionale dell’endometriosi.
Sinceramente, visto il voto contrario di prima, faccio fatica ad andare avanti su questa tematica. Mi verrebbe voglia di ritirare questo ordine del giorno per l’ottusità e la chiusura di un Consiglio regionale rispetto a una tematica così importante, a una patologia così importante, invadente. Specialmente guardando di fronte a me, dove ci sono delle donne, faccio veramente tanta fatica.
Con il precedente ordine del giorno si chiedeva una App. Abbiamo tutti gli strumenti per fare una App e metterla al servizio delle giovanissime, per divulgare e far conoscere questa patologia, e si è votato contro. Qui c’è proprio una pregiudiziale.
Con questo ordine del giorno ‒ la metto così ‒ vorremmo...
Speaker : PRESIDENTE.
Lo ritira o non lo ritira? Non ho capito.
Speaker : CALIFANO (Pd).
No, se mi fa...
Speaker : PRESIDENTE.
Avevo capito che lo voleva ritirare.
Speaker : CALIFANO (Pd).
No, continuiamo a farceli bocciare, così tutto il Lazio sa il Consiglio regionale della Regione Lazio da che parte sta.
Siccome conoscenza e promozione significa anche accorciare i tempi di diagnosi, con questo ordine del giorno chiediamo un impegno alla Regione Lazio per istituire la settimana regionale sull’endometriosi, che permetterebbe in quella settimana di fare campagne di sensibilizzazione rivolte alle scuole, operatori sanitari, giovani donne e famiglie, garantendo, quindi, una qualità scientifica a tutela anche dei dati e ampia diffusione tramite collaborazioni e partnership territoriali; integrare le iniziative con un sistema sanitario regionale, favorendo la raccolta e la condivisione del patrimonio informativo, coordinando tutto questo con le ASL, con i consultori, centri specialistici, reti cliniche, per un approccio multidisciplinare, per far conoscere questa patologia.
Riconoscere i sintomi significa avere una diagnosi precoce prima dei 7-10 anni, quindi significa cambiare il corso di queste donne che soffrono di questa patologia.
Speaker : PRESIDENTE.
Colleghi, poniamo in votazione l’ordine del giorno D15/6. Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È respinto.
Siamo al D15/7, Califano…
No, la collega non ha votato sì. La collega ha alzato la mano per chiedere la dichiarazione di voto, ma io già stavo in votazione, quindi la Presidenza chiede scusa alla collega. Non provochi, collega Valeriani.
Prego, collega Califano.
CALIFANO (Pd). Con questo ordine del giorno chiediamo un monitoraggio delle tecnologie per la sicurezza e la legalità.
La legge regionale n. 15 del 2001 disciplina gli interventi della Regione Lazio in materia di sicurezza, polizia locale e promozione della legalità.
L’evoluzione tecnologica ha ampliato l’utilizzo di sistemi digitali e infrastrutture tecnologiche per il controllo del territorio, la prevenzione dei reati e il supporto delle attività delle forze dell’ordine.
L’assenza, nella normativa vigente, di un sistema strutturato di monitoraggio dell’efficacia delle tecnologie finanziate o installate con risorse regionali può ridurre la capacità di valutazione, trasparenza e responsabilità degli enti attuatori.
La corretta gestione delle risorse pubbliche richiede…
Colleghi, per favore, non disturbate l’intervento della collega Califano. Prego.
Speaker : CALIFANO (Pd).
Anche perché a qualcuno può non interessare, però…
Speaker : PRESIDENTE.
La Presidenza è molto interessata, prego, collega.
Speaker : CALIFANO (Pd).
Assolutamente, perché questo ordine del giorno servirebbe anche a supporto di quello che è successo una decina di giorni fa nel mio Comune e che succede in tutti i Comuni d’Italia: una criminalità che non riusciamo a tenere sotto controllo, e che magari massacra anche i nostri giovani e giovanissimi.
La storia di Willy Monteiro ci insegna qualcosa. Quel ragazzino, dieci giorni fa se l’è l’ha scampata, qualchedun altro ha avuto la peggio, quindi non è che stiamo parlando di cose di poco interesse, stiamo parlando della vita dei cittadini della Regione Lazio, e soprattutto dobbiamo sempre pensare che dobbiamo andare in qualche modo a garantire la sicurezza di chi vive nelle nostre città. Soprattutto, dobbiamo sempre stare attenti ai nostri giovanissimi, che sono quelli più esposti a questi rischi.
La corretta gestione delle risorse pubbliche richiede strumenti idonei a garantire la responsabilità degli Enti beneficiari, inclusa, ove previsto, la possibilità di sospendere o revocare i contributi in caso di inadempienza agli obblighi di monitoraggio e rendicontazione.
Considerato che l’articolo 10 della proposta di legge in esame prevede il monitoraggio continuo sull’efficacia delle tecnologie installate nell’ambito di progetti e sistemi integrati di sicurezza, un sistema di monitoraggio strutturato consente alla Regione Lazio di valutare l’impatto reale delle tecnologie, individuare criticità operative, migliorare la programmazione e garantire l’uso corretto delle risorse pubbliche.
La prevenzione di misure conseguenti all’inadempimento, quindi la sospensione dei contributi costituisce un presidio essenziale di legalità e tutela dell’interesse pubblico.
Con questo ordine del giorno, si impegna quindi il Presidente della Giunta regionale ad introdurre un sistema strutturato di monitoraggio delle tecnologie per la sicurezza, prevedendo verifiche trimestrali, indicatori degli performance, relazioni semestrali e pubblicazioni aggregate dei risultati, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali, a rafforzare la responsabilità degli Enti attuatori, prevedendo la possibilità per la Regione di sospendere i contributi e attivare verifiche in caso di mancato rispetto degli obblighi di monitoraggio.
Speaker : PRESIDENTE.
Siamo al D15/7.
Apriamo la votazione.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È respinto.
Abbiamo terminato con gli ordini del giorno.
Siamo alla "Proposta di legge regionale n.245: Disciplina dei servizi e delle strutture socioassistenziali.
Darei quindi a parola all’assessore Maselli, per illustrare all’Aula la proposta di legge n.245. Prego, Assessore.
Speaker : MASELLI, Assessore.
Grazie, Presidente.
Per evitare di dimenticarmi, volevo subito ringraziare tutta la Commissione Sanità e Affari sociali per l’importante lavoro che è stato fatto in Commissione e ringraziare tutti i Gruppi politici, perché è stata una proposta di legge approvata all’unanimità e quindi condivisa da tutti i Gruppi, c’è stato un grande lavoro, un grande lavoro di ascolto, di confronto, e tutti quanti hanno portato importanti contributi, che hanno migliorato e che hanno fortemente arricchito il testo.
Possiamo tutti essere d’accordo che non siamo di fronte a una legge ordinaria. Certo, è ordinaria, ma ha contenuti molto importanti. Direi che questa è una importante riforma che oggi il Consiglio regionale si appresta ad approvare, una importante riforma e, direi, anche necessaria riforma. Questa proposta di legge, sperando che diventi legge a brevissimo, va ad abrogare la legge n. 41, che stabilisce i criteri, i requisiti, le modalità di tutte le strutture, di tutti i servizi socio-assistenziali.
Questa legge ha una data, quella del 2003, quindi è una legge ampiamente datata, avanti con gli anni. Sapete meglio di me in questi anni quanti nuovi servizi si sono, giustamente e opportunamente, creati. Immaginate il servizio di social housing, i centri diurni, i condomini solidali e quant’altro. L’attuale legge n. 41, ovviamente, non li poteva prevedere, considerata la sua vetustà, quindi c’era un vuoto normativo.
È una proposta di legge che punta a una vera semplificazione e anche a un importante percorso di riordino e modernizzazione del sistema regionale, degli interventi socio-assistenziali, alla luce anche dell’evoluzione normativa nazionale. In questi 23 anni ci sono state nuove leggi, nuovi atti normativi, quindi era necessario anche un adeguamento alla normativa nazionale, mutamenti demografici, l’emergere di nuove fragilità sociali, di cui tutto il Consiglio è consapevole, la necessità di rafforzare l’integrazione socio-sanitaria.
Sapete che questo è il nodo e il tema, direi, centrale di tutte le politiche sociali, socio-assistenziali e sanitarie: arrivare al più presto a una vera integrazione sanitaria, il che vuol dire una vera presa in carico integrata, quindi la presa in carico, poi, personalizzata dell’utente e dell’utente fragile.
Sappiamo che un’altra grande scommessa è anche quella di realizzare il progetto di vita, quindi il progetto personalizzato per ogni singola fragilità, che è facile a dire, ovviamente, ma molto complesso da realizzare.
Questa legge sicuramente porta e porterà un contributo molto importante. Risponde anche all’esigenza di superare la frammentarietà regolativa accumulata nel tempo, razionalizzando le disposizioni regionali previgenti, quindi la 41, ovviamente, e anche parti della legge regionale 11 del 2016.
I princìpi cardine, voglio ricordare, della riforma, si possono così elencare e sintetizzare: la centralità della persona, che ovviamente è fondamentale, quindi, oltre al nostro piano socioassistenziale che il Consiglio regionale approvò, se non sbaglio, a marzo-aprile del 2025, anche quello approvato all’unanimità mette al centro la persona. Anche in questa legge, quindi vedete una visione, sia negli atti normativi che negli atti amministrativi che porta sempre, che sottolinea l’aspetto più importante: la centralità della persona; garanzia di livelli omogenei di qualità e accesso ai servizi su tutto il territorio; integrazione delle prese in carico, come dicevo poc’anzi, e coordinamento dei servizi sociali e dei servizi sanitari, il rafforzamento del sistema integrato degli interventi e degli standard di funzionamento delle strutture.
La proposta mira a garantire coerenza, trasparenza amministrativa e qualità delle prestazioni, assicurando parità di trattamento tra soggetti pubblici e soggetti privati accreditati.
Siamo sempre stati convinti, ma credo che questa sia una convinzione unanime, che l’integrazione pubblico-privata, è sicuramente il miglior ingrediente per efficientare il sistema.
La proposta di legge mira a garantire coerenza, trasparenza amministrativa e qualità delle prestazioni, assicurando parità di trattamento tra soggetti pubblici e privati accreditati, come dicevo. La proposta introduce una disciplina organica delle strutture e dei servizi socioassistenziali, definendo requisiti strutturali, organizzativi e di funzionamento, definendo le tipologie di strutture residenziali e semiresidenziali, programmi innovativi. Ci sono dei programmi, in questa proposta di legge, fortemente innovativi, come accennavo anche prima: semiautonomia, co-housing, condomini solidali, ci sono anche gli alloggi assistiti, c’è la badante di condominio, e ricordo anche, ad esempio, che qui abbiamo, come sapete, una struttura molto particolare, forse unica nel nostro Paese, la Casa di Leda, che assiste le donne che sono in detenzione e che hanno al seguito dei figli.
Questa legge, quindi, guardando con un respiro più ampio, ha pensato che questa struttura potesse allargarsi anche agli uomini che sono in stato di detenzione e che hanno dei figli al seguito.
Servizi a bassa soglia (mense, accoglienza notturna, Centri diurni), servizi specialistici come il reinserimento dei post-comatosi, questo servizio molto importante, innovativo delle persone che sono uscite dal coma e hanno finito tutto il percorso riabilitativo neurologico, però hanno ancora bisogno di un’assistenza sociale per essere reinseriti nella società, nella propria famiglia, quindi c’è questo servizio molto importante.
L’impianto normativo valorizza la flessibilità organizzativa e l’innovazione sociale, con l’obiettivo di adeguare l’offerta regionale ai bisogni emergenti, quali la solitudine involontaria, tema molto frequente, sempre più frequente, purtroppo, e complesso, l’invecchiamento attivo, le vulnerabilità giovanili e i nuovi profili della povertà estrema.
Al contempo, la riforma razionalizza e semplifica i procedimenti di autorizzazione e accreditamento. Uno degli obiettivi principali di questa proposta è proprio la volontà di semplificare una serie di procedure di autorizzazione all’esercizio, definendo le competenze e degli ATS ai fini autorizzativi, nel rispetto dei criteri uniformi, fissati dalla Giunta regionale.
In particolare, la proposta in esame introduce un elemento di forte semplificazione amministrativa, prevedendo che per talune strutture e servizi cosiddetti "a bassa soglia" i gestori non debbano più chiedere l’autorizzazione e quindi l’accreditamento, ma possano dare inizio all’attività socioassistenziale con una procedura semplificata, direi fortemente semplificata, attraverso una semplice comunicazione di inizio attività agli Enti locali competenti.
La proposta introduce inoltre un sistema informativo (anche questo è un aspetto molto importante) unico, quindi una piattaforma informatica unica, che raccoglie dati sulle strutture, sui servizi e sulle liste d’attesa, non solo per gli uffici, non solo per le strutture, non solo per la Regione, ma anche e soprattutto per gli utenti.
La disciplina della vigilanza rafforza la tutela degli utenti prevedendo ispezioni annuali, perché i controlli devono aumentare. Non ci deve essere nessuno che possa violare le norme regionali, i regolamenti e gli atti amministrativi. Qui parliamo di servizi di assistenza alla persona, che devono garantire e tutelare il benessere e la salute della persona.
Si prevedono, quindi, ispezioni annuali obbligatorie, senza preavviso, e l’integrazione tra attività di vigilanza attribuita alle ASL, alle aziende sanitarie locali, e quelle di competenza degli enti locali. Anche nei controlli ci deve essere sempre di più un’attività integrata, quindi fatta insieme.
Il quadro sanzionatorio introduce livelli di responsabilità commisurati alla gravità delle irregolarità, con l’obiettivo di assicurare legalità, trasparenza e tutela dei soggetti fragili.
Come già accennato, particolare rilievo assume l’introduzione di strutture multiutenza e polifunzionali, programmi per la semiautonomia, il co-housing, nonché servizi dedicati alla reintegrazione, come dicevo prima, dei pazienti post-comatosi. Tali strumenti rispondono a un approccio moderno e personalizzato, a percorsi di sostegno, promuovendo inclusione, autonomia e qualità della vita e creando nuove sinergie con il terzo settore e le realtà locali.
I rapporti con il terzo settore e con l’associazionismo sono sempre più fondamentali e strategici.
La proposta ottimizza il ruolo degli Ambiti territoriali sociali (ATS), delle ASL e della Regione, in un’ottica di governance multilivello. La Regione esercita funzioni di indirizzo, accreditamento, monitoraggio e coordinamento, garantendo uniformità territoriale e promuovendo l’integrazione socio-sanitaria, anche attraverso l’utilizzo di sistemi informativi.
Particolare rilievo assume in tale contesto la competenza della Regione in materia di accreditamento di strutture e servizi di interesse regionale. Abbiamo parlato di semplificazione, certo, invece per altre strutture residenziali e semiresidenziali è necessaria sempre e sarà sempre necessaria l’autorizzazione e l’accreditamento dei Comuni. Quando si tratta, invece, di strutture che hanno un interesse di riferimento regionale, l’autorizzazione e l’accreditamento sarà erogato dalla Regione stessa.
Gli articoli finali assicurano il passaggio dal precedente sistema normativo al nuovo quadro regolativo. Abbiamo lavorato molto con gli uffici per quanto riguarda la norma transitoria, garantendo continuità delle autorizzazioni e degli accreditamenti vigenti, con il mantenimento delle iscrizioni negli elenchi esistenti fino ai nuovi provvedimenti applicativi.
Per quanto concerne il dettaglio dell’articolato, si evidenzia che l’articolo 1 definisce gli obiettivi generali della legge, quindi la centralità della persona, la presa in carico integrata, eccetera; l’articolo 2 attribuisce alla Giunta regionale il compito di stabilire i requisiti di cui dicevo adesso. L’articolo 3 disciplina le procedure e le competenze per autorizzare e accreditare le strutture e i servizi, stabilendo quando serve un provvedimento di autorizzazione e quando è sufficiente la comunicazione di avvio attività. L’articolo 4 definisce le tipologie di strutture residenziali, familiari, comunitarie, alberghiere, le categorie di utenti accolti e le modalità di presa in carico, anche con l’integrazione sanitaria.
L’articolo 5 disciplina le strutture diurne che offrono ospitalità non continuativa, specificando funzioni, requisiti e capacità ricettiva. L’articolo 6 introduce i programmi abitativi e di supporto per soggetti fragili con un certo livello di autonomia. L’articolo 7 istituisce un servizio regionale dedicato al supporto delle persone post comatose. L’articolo 8 disciplina i servizi di mensa sociale e accoglienza notturna, rivolti a persone in grave disagio, finendo finalità, funzioni, requisiti e modalità di accesso.
L’articolo 9 prevede strutture per il sostegno, la socializzazione e l’aggregazione definite centri diurni, specificandone i requisiti strutturali e le modalità per l’avvio dell’attività. L’articolo 10 prevede servizi organizzati di vacanze e sollievo per persone con fragilità e per i loro familiari. L’articolo 11 definisce i servizi per affrontare emergenze sociali in tempi rapidi, collegati con il Numero unico europeo di emergenza.
L’articolo 12 istituisce gli elenchi regionali delle strutture e i servizi, stabilendo la tipologia dei dati, modalità di iscrizione e obblighi informativi. L’iscrizione negli elenchi da parte dei soggetti gestori delle strutture e dei servizi è condizione necessaria per convenzionarsi con la PA. L’articolo 13 disciplina i controlli delle strutture sui servizi, prevedendo ispezioni. L’articolo 14 stabilisce le sanzioni per le irregolarità. L’articolo 16 va abroga la legge 41 del 2003 e alcune disposizioni dell’articolo 11 del 2016, l’articolo 17 assicura continuità amministrativa, come dicevo prima, con la norma transitoria, fino all’adozione degli atti attuativi della Giunta.
Io nel chiudere, Presidente, volevo cogliere anche l’occasione per ringraziare la direttrice, l’avvocato Ornella Guglielmino, che mi è qui accanto, e tutta la struttura dell’Assessorato, perché abbiamo impiegato molto tempo, quello giusto, quello necessario perché bisogna sempre sforzarsi di fare le migliori leggi. Quindi, ringrazio tutta la struttura, e di nuovo ringrazio anche i Gruppi politici e la Commissione perché si è fatto un ottimo lavoro, abbiamo dedicato in Commissione anche tutto il tempo necessario, quindi oggi il lavoro in Aula, come è giusto che sia, dovrebbe essere sicuramente fluido e ringrazio, nel senso che è dimostrato dal fatto anche che sono arrivati pochissimi emendamenti, quindi il lavoro importante, per cui ringrazio la Presidente, Alessia Savo e tutti i componenti, è stato fatto in Commissione, come è giusto che sia, quindi in Aula diventa un lavoro sicuramente più fluido e più snello.
Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Assessore, per aver illustrato all’Aula il provvedimento.
Siamo in discussione generale. Non so se qualcuno voglia intervenire.
La mia pazienza ha un tempo... colleghi, io non ho capito chi interviene. Ha avuto la delega? Prego.
Speaker : BONAFONI (Pd).
Grazie.
Per ringraziare l’assessore Maselli, naturalmente la direttrice Guglielmino, tutti gli uffici, la Presidente Savo, perché effettivamente è stato un lavoro (lo dico guardando i colleghi dell’opposizione che fanno parte di questa Commissione) di grande approfondimento.
Peraltro, l’assessore Maselli ci ha abituato, da questo punto di vista, ad una consultazione addirittura preordinata rispetto ai lavori della Commissione, cosa che ogni tanto ci fa ricordare all’Assessore che però poi c’è il Consiglio che è sovrano, c’è il confronto con le opposizioni, non basta la consultazione Giunta/corpi intermedi.
Abbiamo fatto infatti delle approfonditissima audizioni, abbiamo aperto anche la Sala Mechelli per poter ospitare una platea grandissima di organizzazioni, cooperative, associazioni, naturalmente familiari, pazienti, utenti, persone che hanno a che fare con l’oggetto di questa legge, che è tutto tranne che una legge da interpretare come un atto burocratico esclusivamente amministrativo, perché ci sono donne, uomini, ragazzi, anziani, bambini e bambine che si ritroveranno a passare la loro vita dentro queste strutture, cioè queste strutture saranno il luogo delle loro esistenze quindi è un testo che abbiamo inteso maneggiare con molta cura.
Per questo, abbiamo fatto solo emendamenti costruttivi, solo emendamenti che hanno portato, tra l’altro con l’approvazione dell’Assessore, a un miglioramento del testo, che già era assolutamente completo, un testo molto atteso, tant’è che ci è stato detto “sbrigatevi, fate presto”, fuori da qua. Quando ce lo dicono, questa cosa va assolutamente ascoltata.
Ci sono stati anche emendamenti di avanzamento. Faceva riferimento l’Assessore alla Casa di Leda, che abbiamo ampliato, generalizzato, come è giusto che sia. Lo dico, dal momento che l’Aula in questo momento è presieduta dal presidente Cangemi, che ha una grande sensibilità in questo senso: spesso le pene alternative hanno un’impossibilità di essere accompagnate dal fatto che manchino le strutture dove inviare detenuti, soprattutto detenute con bambini che hanno questa necessità.
Tutto vero, tutto giusto, ma mi corre l’obbligo di aggiungere un elemento, assessore Maselli. Nella sua un po’ frettolosa ‒ perché ci dobbiamo sbrigare, quindi si è sbrigato pure lei ‒ relazione introduttiva ha eliminato e ha evitato di dirci quanto, invece, è successo oggi. Lei oggi ha calato un pacchetto piccolo di emendamenti, tra cui uno che fa riferimento a una questione che noi già in Commissione le avevamo segnalato. Questa legge di modifica della n. 41 entra in Commissione con il riferimento anche alle strutture antiviolenza della nostra regione, Centri antiviolenza, Case rifugio, case per la semi-autonomia, da legge n. 4/2014. Ci sono state le audizioni. In quelle audizioni i Centri antiviolenza ci hanno detto: che c’entra questa legge con il lavoro che facciamo noi? Che, peraltro, facciamo noi basando questo testo da dodici anni su evidenze che stanno camminando, perché la nostra Regione ha aperto nuove Case rifugio, ha aperto nuovi Centri antiviolenza.
Voi oggi tornate con un emendamento che ripristina ciò che noi avevamo chiesto e ottenuto fosse stralciato, peraltro, crediamo, con un riferimento improprio, perché fate riferimento all’articolo 4 della legge n. 4/2014, che in realtà è attinente ai Centri antiviolenza, mentre forse i requisiti andrebbero più sulle Case rifugio, cioè all’articolo 8. In ogni caso, non vogliamo entrare nel dettaglio, vi diciamo che è questione troppo delicata, davvero troppo delicata, per essere affrontata con un emendamento che cala alle 13.30 in Aula, con un’ora di tempo per poterlo subemendare. C’è un’intesa Stato-Regioni, ci sono normative regionali, c’è un albo che noi abbiamo con tanta fatica costruito in queste diverse legislature. Anche l’assessora Baldassarre è parte in causa e construens di questa storia.
Poiché abbiamo la volontà di votare questa norma insieme alla maggioranza, proprio perché è importante e accurata, la richiesta che facciamo, che mi sento di dire possa essere anche condivisa dalle altre forze d’opposizione, ma saranno loro a parlare se lo ritengono, è di ritirare questo emendamento presentato oggi in Aula.
Avremo altri provvedimenti, se è il caso, per farvelo ripresentare, nel frattempo magari creiamo un tavolo, delle audizioni, approfondiamo con tutti i testi a fronte, ma le chiediamo come Partito Democratico, assessore Maselli, di evitare di metterci oggi in una discussione che ci allontana dall’approvazione della legge oggi e sicuramente rende impossibile un’approvazione all’unanimità.
Sarebbe davvero un peccato, visto il lavoro che lei stesso ha ricostruito intervenendo poco fa. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie.
Ha chiesto di intervenire la collega Tidei. Ne ha facoltà. Lei si riferiva al D03/6, vero? Va bene. Prego, collega.
Speaker : TIDEI (IV-C-RE).
Grazie, Presidente, io poi farò il mio intervento in dichiarazione di voto finale, però questo mio primo intervento è per supportare quanto già espresso dalla consigliera Bonafoni.
Io credo che sia stato fatto su questa legge un ottimo lavoro, che ha visto tutte le forze di maggioranza e di opposizione impegnate in un confronto proficuo, in un lavoro di ascolto, che è stato un lavoro d’ascolto profondo, approfondito, sentito, e onestamente questo emendamento, che viene calato in Aula, stona un po’, sicuramente non è in sintonia con questo lavoro di confronto e di ascolto che è stato fatto fino ad oggi.
Noi abbiamo un’ottima legge per il contrasto alla violenza di genere, che è la n.4 del 2014, mi sembra addirittura che la Regione Lazio sia stata la prima Regione italiana a dotarsi di una normativa del genere, erano tempi - voglio ricordarlo - in cui era stata appena ratificata dal Parlamento italiano la Convenzione di Istanbul, in cui chiaramente sul tema c’era stata da poco la legge sul femminicidio, quindi c’era sicuramente una sensibilità da parte delle Istituzioni, da parte di tutte le forze politiche molto spiccata.
Su quella legge è stato fatto non solo un ottimo lavoro e io voglio dare anche atto a questa maggioranza di continuare a finanziare quella legge, di accogliere spesso le richieste dell’opposizione. Come consigliere d’opposizione, ogni anno proponiamo in legge di stabilità l’aumento dello stanziamento sulla legge n.4 del 2014, ma, siccome si tratta di un tema di una fattispecie molto specifica, su questo vorremmo avere del tempo per approfondire, intanto perché oggettivamente non capiamo la ratio dell’introduzione dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio in questo, forse le Case rifugio, ma è comunque un tema che va approfondito.
Io conosco la sua sensibilità, Assessore, e le chiedo di rinunciare a questo emendamento, anche perché, come dirò poi nel mio intervento di dichiarazione di voto, noi abbiamo tutta l’intenzione di votare questa legge, proprio perché non solo ne apprezziamo il merito e anche la necessità di questo tempo, visto che comunque la n.41 è del 2003, quindi stiamo parlando di una legge di riforma di un settore che arriva dopo 23 anni e sappiamo tutti quanto la società italiana, quindi anche laziale sia cambiata, come la composizione demografica, la necessità di provvedere ad alcune urgenze, ad alcuni problemi che probabilmente 23 anni fa non erano così impellenti.
Questa però onestamente ci sembra una sorta di intrusione che poco c’entra con questo, ma che soprattutto non riusciamo a leggere con gli stessi occhi con i quali abbiamo letto questa proposta di legge.
Siamo convinti che su questo andrebbero fatti altri tipi di audizioni, quindi le chiediamo di rinunciare a questo emendamento, perché invece vogliamo fare - ripeto - un lavoro congiunto anche su questo, laddove si debbano ravvedere delle necessità di modifica di quella norma, perché poi sono tra quelli che pensano che le norme, anche quelle buone, se hanno bisogno di un aggiornamento, questo aggiornamento possa avvenire assolutamente, però con un confronto sicuramente più approfondito rispetto a quello di un emendamento d’Aula.
Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Bene, colleghi, andiamo all’articolo 1.
Per cosa? Discussione generale, prego.
Dopo il collega Novelli e la collega Savio andiamo avanti e, prima di arrivare all’emendamento che prevede il D 03/6, ci fermiamo un attimo, magari sospendiamo per qualche minuto, perché ci sono anche dei problemi tecnici per capire se debba andare eventualmente un Commissione, quindi andiamo avanti e poi sospendiamo prima.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Novelli e poi Savio. Ne ha facoltà.
Speaker : NOVELLI (M5s).
Grazie, Presidente. Sarò veramente telegrafico.
Speaker : PRESIDENTE.
La Presidenza ringrazia.
Speaker : NOVELLI (M5s).
Prendo la parola per sostenere l’iniziativa delle colleghe sia del Partito Democratico che di Italia Viva, perché anche noi crediamo che, visto l’iter che c’è stato in Commissione così ben condiviso e anche ben condotto dall’assessore Maselli, non farci votare questa legge per un emendamento fatto alle 13.30 e calato...
Credo che sarebbe meglio ritirarlo, perché questa legge effettivamente, così come è uscita dalla Commissione, merita un voto unanime, quindi mi accodo all’appello sia della consigliera Bonafoni che della consigliera di Italia Viva, Tidei, per cercare di trovare un accordo su questo che potrebbe essere uno scalino sgradevole rispetto, ripeto, a una legge che ha visto un iter con un’ampissima discussione, anche con emendamenti dell’opposizione che sono stati accolti dall’assessore Maselli.
Rovinare tutto per un emendamento, chiederei all’Assessore di ripensarci non una, ma due o tre volte. Aspettiamo la votazione, parteciperemo anche noi a questa sospensione. Come Movimento 5 Stelle vorremmo votare questa legge.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie. Ha chiesto di parlare, in discussione generale, la consigliera Savio. Ne ha facoltà.
Savo, chiedo scusa.
Chiedo ai colleghi di non rumoreggiare, per favore.
Speaker : SAVO (FdI).
Intanto, Presidente, la ringrazio per il “savio”: lo prendo come un complimento, un inno alla saggezza, che deve sempre richiamare tutti noi.
Speaker : PRESIDENTE.
Perdoni la Presidenza.
Speaker : SAVO (FdI).
Non si preoccupi. Penso sia naturale, casomai, l’attinenza e l’associazione che ha voluto fare. La ringrazio, Presidente.
Io sono molto soddisfatta oggi di poter intervenire sulla proposta di legge n. 245, che va ad agire su un sistema piuttosto anziano, la legge n. 41, e anche mal ridotto. La legge affronta non solo le tematiche di una società che demograficamente sta invecchiando, ma le affronta prendendo in mano e rivoluzionando la legge n. 41, che era altrettanto anziana e mal ridotta, perché effettivamente il sistema, purtroppo, delle fragilità che riguarda il contesto laziale e il nostro Paese conosce un’evoluzione assai repentina, a una norma ormai così datata, nonostante i tentativi e la buona volontà di modificarla cercando di rispondere alle esigenze delle persone che decidono di vivere nella nostra regione e che nascono in questa regione, non era uno strumento più in grado di fornire alla politica e soprattutto ai nostri cittadini le risposte che necessariamente meritano.
Partiamo dall’articolo 1 della proposta di legge n. 245. Approfitto per ringraziare la Commissione che presiedo per il lavoro enorme che ha svolto anche sull’attività emendativa, 87 emendamenti. Colgo l’occasione per ringraziare il nostro Ufficio legislativo, che ci ha accompagnato anche nel confronto intenso e assolutamente importante, anche con la struttura di Giunta, proprio perché la Commissione ha voluto esprimere un impegno davvero importante su tematiche che riguardano la vita dei nostri cittadini. È una proposta di legge che parte dal mettere al centro la persona, quindi, partendo dalla persona, dalla presa in carico, ma una presa in carico, io dico, diversa, dove c’è una Regione Lazio che attraverso un attento lavoro di ascolto, intenso, che ha richiesto anche del tempo, ma davvero piacevole, perché è il confronto che arricchisce, che nutre la politica, quella politica che non deve essere mai statica, ma che deve avere una visione che rispecchi davvero i bisogni, a maggior ragione quando parliamo di chi è più fragile, o della potenziale fragilità che una società necessariamente porta con sé, e sottende nel momento in cui va avanti la vita di ognuno di noi. Mi riferisco, per esempio, al tema degli anziani, alle tematiche legate delegate ai giovani.
Una proposta di legge dove si affronta e si norma la coabitazione, i progetti di semiautonomia, la coabitazione e il legame intergenerazionale che in qualche modo rinnova quei legami antichi, fatti di umanità che non sempre una norma soltanto animata dall’organizzazione riesce a far coincidere rispetto al bisogno di ogni singolo individuo, in questa proposta di legge, invece, questo c’è. C’è una proposta di legge che al contempo raccoglie ed esalta le fragilità e il bisogno di risposte di quel contenuto umano che riguarda le vite di ognuno di noi. Ma allo stesso tempo, è una riforma di carattere amministrativo che punta sulla vigilanza, sulla trasparenza, sulla facilitazione e anche su un ventaglio di proposte che arricchiscono l’intero lavoro che il Consiglio sta portando avanti, anche attraverso proposte di legge. Abbiamo audito ieri sulla proposta dell’istituzione del direttore sociosanitario, l’affido degli anziani, e ne potrei elencare tantissime, perché le risposte non sono mai univoche, ma fanno parte di un concerto che anche la norma deve sapere in qualche modo corrispondere con l’armonia e la visione di chi invece ha l’obbligo di scrivere norme che rispondano davvero ai bisogni di ognuno di noi, dei cittadini che siamo e alle fragilità che ognuno di noi porta all’interno della propria vita singola, familiare, comunitaria, perché si parla proprio di comunità, nel rinforzo dei nostri servizi che andiamo a definire con chiarezza per quello che riguarda la residenzialità, la semi-residenzialità, ma anche innovazioni importanti come la possibilità per chi si occupa di servizi residenziali di modulare la propria offerta, articolando un’offerta che vada anche incontro ai bisogni di domiciliarità di quello stesso individuo.
La presa in carico diventa completa, a 360 gradi, segue la vita di ognuno e non ha la pretesa di sostituirsi alla libertà di scelta di ognuno, che noi vogliamo sottolineare in ogni momento in cui andiamo a scrivere testi e a normare, con la consapevolezza che questo incida sulla vita di ognuno.
La domiciliarità erogata a seconda della fase della vita del nostro cittadino portatore di fragilità e il concetto della prevenzione nelle politiche sociali, un concetto che spesso appartiene e viene esaltato in ambito sanitario, ma che deve, invece, far parlare di sé in modo molto forte anche nelle politiche sociali. Parlo, per esempio, della proposta dell’istituzione della figura del badante di condominio, che vuole arrivare prima che quella solitudine si realizzi, che vuole arrivare prima rispetto a una società che si deteriora partendo da legami umani su cui siamo costretti a riflettere per un depauperamento valoriale, che oggi rappresenta davvero un dolore enorme per chi ha necessità, volontà e sente tutto il peso e la responsabilità di dare risposte politiche importanti che migliorino la vita dei nostri cittadini.
Una riforma che parla di servizi, una riforma che parla di innovazione nelle nostre politiche sociali, che parla di semplificazione, trasparenza, che parla di umanizzazione nel momento in cui va a normare anche le visite, per esempio, all’interno delle strutture residenziali che ospitano le persone più fragili.
Ci tengo a esaltare proprio questo aspetto, che come Commissione abbiamo voluto sottolineare, a cui abbiamo voluto dare il nostro contributo nel costruire un welfare non solo che non abbandona, non solo che dice “noi ci siamo”, ma soprattutto un welfare che funziona dandoci la mano e stando insieme, partendo da decisioni che siano condivise, con la coprogettazione che parta dalla base e che questa norma credo rappresenti in pieno nei suoi obiettivi e nelle migliorie che sapremo di nuovo apportare anche in Aula.
Ringrazio quindi l’assessore Maselli, rinnovo i miei ringraziamenti a tutti coloro che ci hanno supportato in questi mesi di lavoro importante, ringrazio la Direzione politiche sociali, la dottoressa Guglielmino, ringrazio il mio Ufficio di Presidenza e tutti i membri della Commissione.
Mi auguro che prosegua in Aula un lavoro che sappia ancor più sottolineare la nobiltà del tema che stiamo trattando e la semplificazione a cui aspiriamo, affinché i servizi che programmiamo siano davvero decisivi nel migliorare la vita di ognuno, partendo dagli ultimi. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, colleghi.
Andiamo all’articolo 1.
Qui c’è un emendamento, a firma della collega Tidei. Siamo al P 4/5.
Prego. Intanto invito i colleghi a prendere posto in Aula. Vuole il parere della Giunta? Parere dell’Assessore.
Siamo all’articolo 1, emendamento P4/5.
Parere dell’Assessore.
Speaker : MASELLI, Assessore.
Contrario.
Speaker : PRESIDENTE.
È contrario.
Ha chiesto di intervenire per dichiarazione di voto il consigliere Lena. Ne ha facoltà.
Speaker : LENA (Pd).
Grazie, Presidente.
Non capisco sinceramente la contrarietà dell’Assessore, quando dopo la parola "benessere", sono aggiunte le seguenti "benessere psicofisico".
Era soltanto una specificazione. Parliamo di benessere economico, di che tipo di benessere parliamo rispetto a questo tipo di discorso? Era soltanto specificare in maniera molto chiara a che tipo di benessere era riferito il comma 1 dell’articolo 1. Tutto qua, non mi sembrava una cosa particolarmente pesante che andasse a modificare il testo, ma parliamo di quello che il comma stesso prevede.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie.
Colleghi, è arrivata una richiesta di verifica del numero legale, quindi invito Novelli… Sull’ordine ai lavori? No, sull’ordine dei lavori non le posso dare la parola. Per dichiarazione di voto posso darle la parola.
Può intervenire per dichiarazione di voto. È un colpetto ad effetto, questo.
In questo momento sono il Presidente facente funzioni, non il Consigliere d’Aula, quindi spetta al collega Novelli.
Grazie all’intervento della docente di quest’Aula, la dottoressa, anzi la professoressa Marta Bonafoni.
Colleghi, ripeto, l’appello lo fa il consigliere Novelli, quindi dovete aspettare. Tutto qua. Non lo fa il presidente Cangemi l’appello. Collega Lena, capisco tutto, ma mantenga il suo aplomb.
(Segue l’appello dei Consiglieri)
Speaker : NOVELLI (M5s).
Seconda chiama.
(Segue l’appello dei Consiglieri)
Speaker : PRESIDENTE.
Esito della verifica del numero legale... però così c’è troppa confusione.
Esito della verifica del numero legale: consiglieri presenti 25, assenti per motivi istituzionali 4, consiglieri presenti ai fini del numero legale 29, quindi l’Aula è in numero legale.
Adesso, però, siamo in votazione.
Poniamo in votazione, con il parere contrario della Giunta, il P 4/5.
La Giunta è contraria.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È respinto.
Votiamo l’articolo 1.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Colleghi, sospendo l’Aula fino alle ore 15.00, quindi l’Aula è sospesa e riprenderà alle 15.00. Chiedo scusa alla collega Bonafoni per i sette minuti di ritardo, ma non sono causa della Presidenza.
Colleghi, se prendiamo posto, siamo all’articolo 2.
Chiedo la presenza dell’Assessore Maselli. Collega Bertucci, buongiorno. Lei è sempre elegante.
Colleghi, prendete posto.
Siamo all’articolo 2.
Ci sono alcuni emendamenti.
Siamo all’emendamento P4/8, a firma Tidei…
(Interruzione di un Consigliere)
Era per una sorta di cavalleria, noi siamo uomini di tradizione.
Aspettavo il commento della collega Bonafoni, non è arrivato.
Emendamento Lena-Tidei. Parere della Giunta.
Speaker : MASELLI, Assessore.
Favorevole.
Speaker : PRESIDENTE.
La Giunta è favorevole, quindi lo poniamo in votazione. Siamo all’emendamento P4/8. La Giunta è favorevole.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Siamo all’emendamento P4/9 Lena-Tidei, Parere dell’Assessore.
Speaker : MASELLI, Assessore.
Favorevole.
Speaker : PRESIDENTE.
È favorevole.
Quindi, lo poniamo in votazione con il parere favorevole della Giunta.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Siamo all’emendamento P4/10. Non c’è il proponente…
Lei non lo può fare da solo suo. È decaduto.
Siamo all’emendamento D03/1, Maselli. Parere della... Questo è l’emendamento D3/01 proposto dalla Giunta.
Lo poniamo in votazione. Colleghi, siamo in votazione dell’emendamento D03/1, a firma Maselli.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Passiamo al P4/11, a firma Lena e Tidei.
Parere dell’Assessore.
Speaker : MASELLI, Assessore.
Contrario.
Speaker : PRESIDENTE.
Il parere è contrario.
Lo poniamo in votazione.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È respinto.
Passiamo al P4/12, a firma Lena e Tidei.
Parere dell’Assessore.
Speaker : MASELLI, Assessore.
Contrario.
Speaker : PRESIDENTE.
È contrario.
Lo poniamo in votazione.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È respinto.
Articolo 2.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Passiamo all’articolo 3.
L’emendamento a firma Maselli D03/3 viene accantonato. No?
Colleghi, siamo all’articolo 3.
Votiamo l’emendamento D03/3, a firma Maselli.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Emendamento D03/4, a firma Maselli.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Emendamento D03/5, a firma Maselli.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Emendamento D03/2, a firma Maselli.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Emendamento D03/6.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Poniamo in votazione l’articolo 3, così come emendato. Poniamo in votazione l’articolo 3, così come emendato.
Siamo alla votazione dell’articolo 3.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Siamo all’articolo 4.
Siamo al P4/17, a firma Tripodi.
Prego.
Speaker : TRIPODI (FI).
Grazie, Presidente.
Solamente per comunicare che l’emendamento 17, l’emendamento 18 e l’emendamento 21 vengono ritirati.
Speaker : PRESIDENTE.
Quindi ritiriamo il P4/17, il P4/18 e il P4/21, giusto? Quindi il P4/17 è ritirato.
Il D03/8, Maselli. Lo propone la Giunta.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Il P14/18 è ritirato.
Il P14/19 vede la firma di Lena e Tidei.
Parere dell’Assessore.
Speaker : MASELLI, Assessore.
Contrario.
Speaker : PRESIDENTE.
Lo poniamo in votazione. La Giunta è contraria.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È respinto.
Siamo al P4/20, a firma Lena e Tidei.
Parere dell’Assessore sul P4/20.
Speaker : MASELLI, Assessore.
Presidente, questo è favorevole, ma con una riformulazione.
Speaker : PRESIDENTE.
Bene, la proponga.
Speaker : MASELLI, Assessore.
"Ivi compresi i nuclei mono genitoriali con figli minori, nonché con donne gestanti in situazioni di disagio sociale" ... scusate, ne ho due, "nonché le donne gestanti in situazioni di disagio sociale".
Quando facciamo le riformulazioni, non è che le facciamo per correggere solo, anche per migliorarle.
Speaker : PRESIDENTE.
Va bene così? Accogliete la riformulazione della Giunta?
Quindi, se la consegnate alla Presidenza.
Votiamo l’emendamento P4/20, così come riformulato.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Siamo all’emendamentoD03/7, a firma Maselli. Lo poniamo in votazione.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Siamo all’emendamento P4/21, che è ritirato.
Siamo all’articolo 4, così come emendato.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Siamo all’articolo 5.
Emendamento D2/1, a firma Bonafoni. Parere dell’Assessore?
Speaker : MASELLI, Assessore.
C’è il D03/5 a firma mia, Presidente. Iniziamo dal D03/5.
Dove sta la riformulazione? Non ce l’ho…
Speaker : PRESIDENTE.
Questo è un subemendamento.
È il subemendamento Bonafoni D02/1… Oggi faccio fatica.
Speaker : MASELLI, Assessore.
Presidente, è favorevole però con una riformulazione che adesso vado a leggere.
Speaker : PRESIDENTE.
La Giunta è favorevole, propone una riformulazione. Prego, Assessore.
Speaker : MASELLI, Assessore.
Alla lettera c) del comma 2 dell’articolo 5, le parole “in relazione” sono sostituite dalle seguenti “in collaborazione con le istituzioni scolastiche, nel rispetto dell’autonomia delle medesime”.
Speaker : PRESIDENTE.
Questo, però, è un subemendamento.
Siamo al D02/1.
Speaker : MASELLI, Assessore.
Qual è l’emendamento? Quello che ho letto? Scusi, Presidente, ho fatto io confusione.
Speaker : PRESIDENTE.
Prego.
Speaker : MASELLI, Assessore.
Il parere sul subemendamento è contrario.
Speaker : PRESIDENTE.
È contrario al subemendamento. Il parere è contrario.
Colleghi, si lavora male così.
Ha chiesto di parlare, per dichiarazione di voto, la consigliera Bonafoni. Ne ha facoltà.
Non siamo in discussione, quindi lei può dichiarare solo il suo voto adesso.
Speaker : BONAFONI (Pd).
Chiaramente il mio voto è favorevole poiché il subemendamento è stato presentato dalla sottoscritta, però volevo capire una cosa. Io in Commissione avevo già depositato ‒ parere favorevole, voto favorevole ‒ un emendamento identico a questo subemendamento.
In questo momento i consiglieri Tidei e Lena presentano una totale riformulazione dell’emendamento. Qualora voi doveste approvare la riformulazione, decadrebbe anche...
Magari una spiegazione un po’ più lungimirante ci fa comprendere, altrimenti facciamo la stessa cosa di prima...
Speaker : PRESIDENTE.
Si rivolga alla Presidenza, però. Non è un dibattito privato.
Speaker : BONAFONI (Pd).
Presidente, lo dicevo proprio a lei, ero proprio inquieta con lei.
Speaker : PRESIDENTE.
Era inquieta con me, ma guardava l’assessore Maselli. Guardi me.
Speaker : BONAFONI (Pd).
Poiché lei si era accorto che stavamo discutendo di un subemendamento a fronte di un emendamento da cui parte il giudizio sul sub, se richiama anche lei l’Assessore a un ordine riusciamo a comprendere... cioè era una legge facile, è diventata complicata. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Mi piace quando richiama all’ordine, mi piace.
Allora, colleghi, c’è il parere contrario dell’Assessore, quindi poniamo in votazione il D02/1 con il parere contrario della Giunta.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È respinto.
Siamo al P4/25, Lena e Tidei.
Prego.
Speaker : LENA (Pd).
Grazie, Presidente.
La precedo, prima di chiedere il parere all’Assessore, per spiegare molto brevemente.
Assessore, qui vogliamo soltanto entrare nello specifico delle strutture socioassistenziali a ciclo semiresidenziale, che garantiscono ospitalità, specificando le tipologie dell’ospitalità che possono essere date (a ciclo diurno con ospitalità nelle ore diurne, di norma dal mattino al tardo pomeriggio, a ciclo serale, a ciclo per il fine settimana).
È soltanto un arricchimento di quello che è specificato nell’articolo di legge e spiego anche la motivazione. Volevo dirlo nella dichiarazione di voto finale, ma lo anticipo, Assessore.
È vero che la n.41 del 2003 è sicuramente vecchia, siamo d’accordo, ma all’interno di quella legge c’erano dei presupposti previsti già dalla legge, che andavano rispettati dal punto di vista urbanistico, edilizio, l’applicazione dei contratti, c’erano delle spiegazioni molto più pertinenti e precise, che adesso con questa legge stiamo demandando alla Giunta.
In parte vedremo quello che uscirà dalla Giunta e ne prenderemo atto, ma rispetto all’emendamento P 4/25 è soltanto una spiegazione se è diurno, se è pomeridiano, se è serale, di quelle che sono le strutture socioassistenziali a ciclo semiresidenziale. Tutto qui, non vuole stravolgere nulla, va a spiegare - a mio modo di vedere, a nostro modo di vedere - leggermente meglio il valore della struttura e quello che fa durante l’arco della giornata.
Speaker : PRESIDENTE.
Parere dell’Assessore.
Speaker : MASELLI, Assessore.
Contrario.
Speaker : PRESIDENTE.
È contrario.
Lo poniamo in votazione con il parere contrario della Giunta.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È respinto.
Allora, colleghi, siamo al D 03/9, a firma Maselli.
Poniamo in votazione.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Siamo all’articolo 5. Siamo all’articolo 5, così come emendato.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Siamo all’articolo 6. Emendamento D03/10, a firma Maselli.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Votiamo l’articolo 6 così come emendato.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Siamo all’articolo 7. Qui non ci sono emendamenti. Poniamo in votazione l’articolo 7.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Siamo all’articolo 8.
Qui c’è l’emendamento D03/11, proposto dall’Assessore.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Siamo all’articolo 8, così come emendato.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Siamo all’articolo 9. Qui non ci sono emendamenti.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Siamo all’articolo 10.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Siamo all’articolo 11.
Qui c’è un emendamento, l’emendamento D03/12 proposto dall’Assessore.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Siamo all’articolo 11, così come emendato.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Siamo all’articolo 12. Lo poniamo in votazione.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Siamo all’articolo 13.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Articolo 14.
C’è l’emendamento Maselli, emendamento D03/13. Lo poniamo in votazione. Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Votiamo l’articolo 14, così come emendato.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Siamo all’articolo 15.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Siamo all’articolo 16. Emendamento Maselli D03/14. Lo poniamo in votazione. Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Votiamo l’articolo 16, così come emendato.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Siamo all’articolo 17, emendamento D03/16, a firma Maselli. Lo poniamo in votazione.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Votiamo l’articolo…
Sostituisce l’intero articolo 17, quindi abbiamo votato il 17.
Passiamo all’articolo 18.
Emendamento, a firma Maselli, D03/15.
Lo poniamo in votazione.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Poniamo in votazione l’articolo 18, così come emendato.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Siamo arrivati agli articoli aggiuntivi.
Passiamo al P4/57, a firma Simeoni.
Parere della Giunta.
Speaker : MASELLI, Assessore.
Favorevole.
Speaker : PRESIDENTE.
Lo poniamo in votazione, con il parere favorevole della Giunta.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Articolo 19.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Articolo 20.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Siamo arrivati al titolo.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
C’è il suo ordine del giorno, collega. È decaduto, perché non c’è la firma digitale.
Siamo in dichiarazione di voto. Collega Tidei, voleva intervenire? Ho visto bene?
Ha chiesto di parlare la consigliera Tidei. Ne ha facoltà.
Speaker : TIDEI (IV-C-RE).
Grazie, Presidente.
Innanzitutto desidero ringraziare anch’io agli uffici, la direzione, l’Assessore, i colleghi. Credo di poter dire che stavolta si è fatto un buon lavoro. D’altra parte, il tema è così importante, così pressante che questo poteva essere l’unico metodo applicabile a un provvedimento così fondamentale per la nostra società.
Il fatto che siano stati accolti diversi emendamenti, soprattutto in fase di Commissione, anche dell’opposizione ci racconta sicuramente un percorso virtuoso in cui c’è stato un confronto vero e soprattutto c’è stato un ascolto approfondito delle tante realtà che vivono questa dimensione. Credo che il primo punto da sottolineare sia proprio questo.
Siamo andati a sostituire una normativa che risaliva al 2003 e che quindi rispecchiava una società che non è più la società che abbiamo di fronte, perché probabilmente era una normativa che non rappresentava più fino in fondo i bisogni di questa società profondamente cambiata.
In questi anni è cambiato il quadro demografico, è aumentata fortunatamente l’aspettativa di vita, sono però cresciute contestualmente anche le situazioni di fragilità, di non autosufficienza, ma soprattutto è cambiato il modo di intendere l’assistenza.
Per molto tempo abbiamo costruito sistemi pensati soprattutto per affrontare le emergenze e le situazioni acute, oggi siamo chiamati invece a misurarci con una sfida diversa, che è quella della cronicità, dell’accompagnamento delle persone nel lungo periodo, del sostegno continuativo alle famiglie, ai caregiver. Voglio ricordare che proprio quest’Aula ha votato una legge sui caregiver, anch’essa votata all’unanimità.
Questo vale per la sanità, ma vale altrettanto per il sistema socioassistenziale e sociale, quindi la domanda che dobbiamo porci non è soltanto come assistere una persona fragile, ma come aiutarla a vivere bene, a vivere nella maniera migliore possibile, con maggiore autonomia, con maggiore dignità e soprattutto con maggiore e migliore qualità della vita.
Per questo, considero particolarmente importante la scelta di investire, per esempio, sui programmi di cohousing, sui programmi di semiautonomia, sulla coabitazione, sui condomini solidali, sulle nuove forme di vita indipendenti che questo testo prevede.
Perché questo? Perché per le persone con disabilità significa costruire percorsi che favoriscano l’autonomia, ma anche il protagonismo della loro vita, e questo non è un elemento secondario, questo, secondo me, è un faro che dovrebbe ispirare molte delle nostre scelte, perché per gli anziani - voglio ricordarlo - nella passata legislatura (non vedo adesso la collega Bonafoni) insieme ai colleghi Bonafoni e Ciani abbiamo fatto approvare una proposta di legge, per la verità anch’essa approvata all’unanimità, sull’invecchiamento attivo, perché significa per gli anziani superare quella visione esclusivamente assistenziale, favorire modelli che contrastino la solitudine forzata, che promuovano l’invecchiamento attivo e che mantengano vive le relazioni sociali.
Anche alcuni degli emendamenti che avevamo proposto con il collega Lena andavano proprio in questo senso, cioè a favorire l’inclusione di queste persone nelle relazioni con il territorio, nella partecipazione a una vita più attiva.
Abbiamo provato, anche nei nostri emendamenti, a rafforzare la centralità della persona, sottolineando come il benessere non sia soltanto assistenza e cura, ma anche benessere psicofisico. Non riusciamo a capire, infatti, perché ci sia stato bocciato un emendamento che faceva questa modifica del testo, però che nel complesso sia stata confezionata comunque una buona legge. A noi piacerebbe e credo che la legge vada in questo senso, superare quella visione che è puramente assistenziale. Le persone fragili non hanno bisogno solamente di assistenza, ma di continuare a vivere relazioni, e questo l’abbiamo già detto, e io credo che se questa Regione dovrà investire risorse in questo senso, lo dovrà fare proprio guardando a come far vivere queste relazioni, a come far partecipare le persone più fragili alla vita della comunità, a mantenere il più possibile autonomia, ma anche inclusione sociale.
Ci sono delle cose accolte particolarmente positive, abbiamo visto anche l’estensione di queste novità anche alle donne in gestazione, in condizioni di difficoltà, così come le famiglie omogenitoriali, che sono a volte in difficoltà. Ma lo abbiamo voluto fare anche guardando alla figura del caregiver, appunto, che è una figura centrale, anche quella specifica, collega Lena, sugli orari delle strutture…
Speaker : PRESIDENTE.
Colleghi, sta parlando la consigliera Tidei, un po’ di rispetto.
Speaker : TIDEI (IV-C-RE).
Grazie, Presidente.
Delle strutture socioassistenziali, il fatto anche di voler definire meglio gli orari, e su questo invito la Giunta, nella legislazione attuativa, anche a farsene carico, perché noi crediamo che al caregiver vada data ancora più centralità. Sono persone che spesso sono veramente da sole, che fanno una vita assolutamente a rischio di essere usurata, con un carico di lavoro enorme, che spesso sono abbandonate. Quindi, poter estendere anche le ore di sollievo di queste persone credo che sia qualcosa di importante.
Voglio chiaramente ringraziare anche gli enti del terzo settore, le cooperative sociali, le associazioni, le organizzazioni delle persone con disabilità, le famiglie, tutti coloro che sono intervenuti in questo iter legislativo, perché molte delle riflessioni che poi hanno dato vita ai nostri emendamenti, sono nate proprio da quell’ascolto, così come le proposte che noi crediamo migliorative.
Chi opera sul campo forse intercetta prima della politica i bisogni che sono cambiati. E io credo che noi dobbiamo a tutte quelle associazioni un grande grazie per l’enorme contributo che hanno dato anche allo sviluppo di questa proposta legislativa.
Io credo che questa legge rappresenti un passo avanti, anche se nella consapevolezza che molto chiaramente dipenderà dalla legislazione di attuazione e quindi poi dai vari regolamenti in Giunta. Questa legge ha una grande responsabilità, perché tante delle scelte sono demandate proprio al lavoro della Giunta, seppure poi sarà previsto un passaggio in Consiglio.
Mi preme sottolineare nuovamente che c’è stato un percorso virtuoso che a me piacerebbe fosse replicabile anche nelle altre proposte di legge.
Abbiamo dimostrato ancora una volta che quando il confronto e la disponibilità all’ascolto c’è, l’opposizione lavora non con la finalità di ostruzionismo, non con la finalità di bloccare i provvedimenti, ma con la finalità di migliorare questi provvedimenti.
Ci piacerebbe che, come è stato fatto in questo caso, venisse fatto anche altre volte, quando a volte le nostre proposte vengono messe nel cassetto e non ci viene data la minima possibilità di poterle discutere.
Per questo annuncio, chiaramente, il voto favorevole del Gruppo di Italia Viva.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, collega.
Ha chiesto di parlare il consigliere Lena. Ne ha facoltà.
Prima di dare la parola al collega Lena, abbiamo registrato che la firma digitale è arrivata dopo. Assicuro la collega Bonafoni che non ho bevuto: ho visto che ha ripetutamente fatto il gesto del vino. Io bevo solo dopo le 22, quindi sono ancora nei tempi.
Detto questo, non è stata registrata la firma digitale, che è arrivata successivamente. Quindi, non è né un precedente né qualcosa di rituale.
Poniamo in votazione il D04/1, nonostante siamo in discussione generale, per poi continuare i lavori in maniera ordinata.
Siamo all’ordine del giorno D04/1, a firma Bonafoni.
Lo metto in votazione.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Tutti sono in uno stato di ebbrezza.
Ha chiesto di parlare, per dichiarazione di voto, il consigliere Lena. Ne ha facoltà.
Speaker : LENA (Pd).
Grazie, Presidente.
È stato già detto precedentemente, durante la discussione degli emendamenti, è stato ribadito dalla collega Tidei il modo in cui abbiamo affrontato questa proposta di legge in Commissione. Per questo ringrazio la mia Presidente, la consigliera Savo, tutti i commissari e le commissarie, che hanno lavorato in maniera intelligente, senza pregiudizi. È stato un lavoro importante e di grande ascolto. Abbiamo ascoltato le associazioni, abbiamo ascoltato il territorio, abbiamo ascoltato le realtà che quotidianamente vivono e convivono con quelle che sono, in questo caso, le difficoltà abbiamo cercato di superare.
È vero, l’ho detto anche prima, ma voglio ribadirlo, la legge n.41 è del 2003, ha 23 anni, ma era una legge che andava a specificare molte situazioni, molte cose dal punto di vista urbanistico, dal punto di vista - voglio sottolinearlo - dell’applicazione dei contratti di lavoro e dei relativi accordi integrativi in relazione al personale dipendente.
Queste sono tutte cose che con questa proposta di legge abbiamo lasciato al Regolamento che farà la Giunta. È vero che poi tornerà in Commissione. Ci auguriamo che poi queste cose, che per noi sono fondamentali, sono importanti di ritrovarle, anzi da quello che ci dice l’Assessore siamo sicuri di ritrovarle nel Regolamento che emanerà la Giunta.
Molti dei nostri emendamenti, Assessore, sono stati approvati in Commissione, non riesco a capire perché alcuni, che secondo me erano semplici, come diceva la consigliera Tidei, e andavano solo ad arricchire... l’altra volta in Commissione mi ha detto che erano ridondanti, però questo termine... quando poi lo spiegate voi servono per spiegare meglio, quando li presentiamo noi sono ridondanti, però capisco, apprezzo il lavoro che è stato svolto da lei, Assessore, e dagli uffici regionali rispetto a una legge che noi abbiamo condiviso dall’inizio, senza creare problemi, e abbiamo dato i numeri legali laddove servivano, abbiamo lavorato insieme senza creare nessun ostacolo.
Lo abbiamo dimostrato spessissimo, assessore Maselli, con le sue leggi, forse perché, come hanno detto i miei colleghi precedentemente, c’è un’interlocuzione dall’inizio, si lavora insieme, si cerca di limare alcune cose che non riteniamo sia opportuno inserire all’interno della legge, o comunque c’è una discussione che porta, alla fine, come in questo caso, a un’approvazione all’unanimità di una legge che riteniamo - ripeto - molto importante.
L’augurio è che questa cosa avvenga anche per altre leggi, che non calino dall’alto, che avvengano discussioni all’inizio. Non sono troppe le leggi che dobbiamo discutere, anche questo è un tema vero, c’entra poco con la sua, Assessore, però, visto che siamo in dichiarazione di voto su questa legge, vorrei ampliare il discorso.
Mi auguro, quindi, che il metodo Maselli venga utilizzato anche da altri Assessori di questa Giunta regionale, cioè che si proceda lavorando insieme, discutendo, approvando quello che voi, che siete maggioranza giustamente dovete fare, ritenete opportuno e bocciando quello che non ritenete opportuno all’interno di una legge, ma c’è un confronto, e questa è una legge attesa da tanti anni, va a riorganizzare un sistema che è cambiato, va a inserire delle nuove situazioni abitative che oggettivamente nel 2003 non esistevano, quindi era giusto andarle a inserire all’interno della nuova legge. Abbiamo avuto la spiegazione che ci ha convinto rispetto alle case-rifugio, rispetto a un sistema che, abrogando la legge 11, di fatto cadeva la struttura legislativa della violenza di genere e delle case rifugio.
Anche questo, Assessore, è bastato spiegarlo, per cui noi poi abbiamo capito quella la necessità dell’emendamento che aveva presentato. Ripeto: è una legge condivisa, all’inizio, è una legge che voteremo come Partito democratico favorevolmente, ma immagino come tutta l’opposizione, proprio perché nasce da un confronto che ci ha portato anche ad approvare diversi emendamenti presentati dall’opposizione. Sicuramente questi emendamenti hanno anche migliorato questa legge, e soprattutto la ricaduta che avrà questa legge rispetto a un tema, quello dell’abitare, quello della residenzialità, quello degli anziani, sui quali noi abbiamo anche insistito molto per far sì che queste persone vengano reinserite all’interno del tessuto sociale, che possano vivere all’interno di un sistema che se ne fa carico.
Anche su questo l’emendamento ce lo ha bocciato, però, ripeto, vedremo in seguito di capire quello che sarà il regolamento attuativo dalla Giunta, quindi dichiaro il voto favorevole del Partito Democratico a questa proposta di legge.
Grazie, Assessore.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie.
Ha chiesto di intervenire per dichiarazione di voto il collega Novelli.
Speaker : NOVELLI (M5s).
Grazie, Presidente.
È così che si lavora all’interno di un Consiglio regionale, è questo quello che noi chiedevamo dall’inizio della legislatura. È così che vengono fuori le buone leggi. È in questo modo che c’è anche armonia fra opposizione e maggioranza, dove tutti sono messi in condizione di esprimere il proprio pensiero su una legge, naturalmente una legge presentata dalla maggioranza. È così che devono funzionare le Commissioni.
Questo è l’iter giusto che porta leggi giuste all’interno del Consiglio. Questo è quello che noi stiamo chiedendo dall’inizio della legislatura. Sono leggi come queste, come le fattorie didattiche, come la legge sull’educazione ambientale che arriverà. Non è che l’iter che sta scritto sul nostro regolamento è stato inventato chissà da chi. Se noi applichiamo perfettamente l’iter giusto, con discussione in Commissione, con gli emendamenti, con una sana discussione tra maggioranza e opposizione, allora le leggi escono fuori, arrivano qui in Consiglio regionale e possono essere approvate per il bene dei cittadini.
Io non entro nel merito della legge, perché è stata già portata in discussione più e più volte. Diamo merito all’assessore Maselli di aver ascoltato tutti, dal primo all’ultimo Consigliere, di aver ascoltato tutte le forze, di maggioranza e di opposizione. Diamo il giusto merito all’assessore Maselli di aver sentito tutte le forze politiche. Oggi siamo qui tutti quanti insieme perché riteniamo che questa legge, dopo 23 anni, abbia il giusto iter, la giusta discussione, il giusto svolgimento. È questo che chiedevamo dall’inizio della legislatura e finalmente, a un anno e mezzo dall’insediamento della Giunta Rocca, ci siamo arrivati. Questo è quello che io chiedevo quando noi chiedevamo, quando il Movimento 5 Stelle lo chiedeva, il rispetto delle opposizioni, ma soprattutto il rispetto del nostro ruolo istituzionale. Oggi finalmente si è compiuto, e di questo vi ringraziamo.
Per queste ragioni, il Movimento 5 Stelle annuncia il voto favorevole.
Speaker : PRESIDENTE.
Ha chiesto di parlare il consigliere Sabatini. Ne ha facoltà.
Può anche mettersi gli occhiali, vedo che fa fatica oggi. Può utilizzarli tranquillamente, anche se sembrano da sole.
Colleghi, intanto vi prego di munirvi di tesserino.
Speaker : SABATINI (FdI).
Grazie, Presidente. Tra l’altro, oggi i miei uffici hanno utilizzato un font di una dimensione più piccola di altre volte, quindi devo dedurre che sia una sorta di protesta silenziosa, ma in realtà non c’è bisogno di leggere troppo, perché quanto detto fino a questo momento sicuramente qualifica un percorso legislativo importante, un percorso che è nato un paio di mesi fa, ma che già di per sé raccoglieva una volontà che è stata esplicitava da questa maggioranza sin dall’inizio della legislatura, che oggi, poco dopo il giro di boa della legislatura, trova una proposta di legge pronta a divenire elemento che disciplina un settore così delicato, così importante, così qualificante per un intero Consiglio regionale.
Non posso sin da subito non ringraziare l’Assessore ai Servizi Sociali, Massimiliano Maselli, per il lavoro intenso che ha portato avanti, per il lavoro di condivisione, per la capacità di non sentirsi mai fiaccato, anche quando magari il lavoro sembrava già è terminato o volgere a una determinata ad un determinato punto di definizione e invece dal Consiglio e dalla Commissione pervenivano altre richieste di valutazione e di concordare alcuni punti specifici, che poi effettivamente hanno trovato dimora.
Anche per questo mi sento di ringraziare, personalmente e a nome di tutto il Gruppo, la Presidente della Commissione Politiche sociali, sanità, Alessia Savo, per il lavoro incessante, serio, preciso, puntuale, di grande disponibilità nei confronti di tutti i colleghi membri della Commissione e per chi, non membro della Commissione, ma voluto comunque portare il proprio contributo all’interno della stessa.
Mi sento altresì di ringraziare, oltre ai colleghi, coloro che hanno partecipato alla Commissione in qualità di auditi. Ovviamente, mi riferisco al terzo settore, in particolare al mondo delle associazioni, delle consulte, di coloro che hanno portato non solo un punto di vista, ma una esperienza all’interno del nostro dibattito, ma soprattutto all’interno di una proposta di legge che personalmente non mi sentirei di definire soltanto una buona legge o, come l’ha definita correttamente il collega Novelli, "una legge giusta".
Questa è una riforma vera e propria di un settore che necessitava di un intervento legislativo da tanti anni, che per la verità ha ricevuto anche alcune modificazioni, novellazioni nell’ambito di questi ultimi 20 anni, ma che oggi finalmente torna ad avere un quadro normativo unitario, uniforme, che garantisce applicabilità piena su tutto il territorio regionale.
Io non ci vedo bene, quindi vado a trovare percorsi impervi rispetto alla normativa precedente, ma la 41, che tutti ricordiamo, che abbiamo richiamato, di fatto oggi la possiamo anche un po’ salutare, perché cesserà di esistere nell’impalcatura giuridica e legislativa di questa Regione.
Possiamo dire però che è una legge che ha aiutato tanto questa nostra Regione, che ha aiutato tanto le fragilità di questa Regione a trovare assistenza. Ovviamente, è stata redatta, approvata in un periodo storico molto diverso da quello attuale, il momento storico in cui già riuscire ad applicare tutti i dettami della 41 era un grande, grandissimo successo. Poi, l’evoluzione dei tempi, poi l’evoluzione della società, con le sue difficoltà, con le sue fragilità e anche il tema della capacità da mettere in campo con questo provvedimento legislativo, nell’andare oltre le finalità specifiche della 41: non più soltanto disabilità, non più soltanto il tema del disagio psichico-sociale, ma una capacità più ampia di andare a toccare ulteriori nuove fragilità riconosciute a livello nazionale e dalla nostra Regione.
Io credo che rispetto al tema degli anziani, dei neomaggiorenni, delle famiglie monogenitoriali, delle donne vittime di violenza, della grave marginalità si sia fatto un passo in avanti. È stato detto bene prima, in particolare dalla collega Savo, dalla collega Tidei, il tema della personalizzazione degli interventi.
La 41 era una legge sulle strutture. Questa è una legge sulle persone, cambia tanto dal punto di vista della finalità, cambia tanto dal punto di vista dell’integrazione dei servizi sociosanitari, in particolare socioassistenziali che la norma prevede possano essere messi in rete e riconosciuti dalla Regione Lazio.
Un istituto praticamente del tutto nuovo entra a far parte del nostro ordinamento, quello dei condomini solidali. Io credo che sia qualche cosa di bello, assessore Maselli, perché si fotografa una società che rischia di perdere, effettivamente ha già perso alcuni elementi valoriali che potevano, possono, avrebbero potuto, magari soprassedere rispetto a un tema di questo tipo.
Invece, proprio per questo, la norma prevede i condomini solidali. Anche rispetto al tema del dopo di noi, ha molto a che fare con la capacità, alle capacità – lo voglio dire al plurale – di una società grazie anche al ruolo delle Istituzioni, di poter adempiere al proprio ruolo di assistenza.
Il tema del co-housing, e poi, novità assoluta, quella del servizio per i post-comatosi. Io credo, assessore Maselli, che questo sia uno degli aspetti forse più qualificanti di questa legge, che è già di per sé qualificante, ma che fotografa una categoria in particolare di persone che rischiavano, rispetto all’assetto precedente, di restare escluse da chi ha dato garanzia e assistenza alla condizione precedente e a chi non riusciva a dare garanzia e assistenza alla condizione successiva rispetto a una piena ripresa di persone che hanno vissuto una parte della propria vita in uno stato di coma.
L’emergenza sociale collegata al NUE, i servizi [...] integrati con il sistema sanitario, la mensa scolastica, l’accoglienza notturna come ingresso, come porta di accesso rispetto ai servizi.
È una norma che aiuta tanto, direi tantissimo, a unificare, a uniformare la disciplina in tutta la regione. La n. 41, insieme alla delibera n. 1305 di attuazione della n. 41 stessa, poi la modifica che c’è stata con la n. 11/2016. Ricordo personalmente che mi astenni, votai “astensione” nel 2016. Ero Consigliere di opposizione e dibattemmo anche su come comportarci rispetto a una norma importante dal punto di vista dell’intera cornice delle politiche sociali e dei servizi sociali di questa Regione. Uno dei motivi per cui mi sono astenuto e non ho votato favorevole, su una norma molto importante e anche molto bella dal punto di vista delle finalità, è proprio questo. In quell’occasione noi ci provammo, assessore Maselli. La X Legislatura provò a modificare la n. 41, quindi forse dieci anni fa già era ora di modificarla, però non si riuscì, non ci riuscimmo tutti. Non è responsabilità dell’ex assessore Visini o di altri. Insomma, non ci si riuscì. Il Consiglio regionale non riuscì a fare quello sforzo ulteriore, che, invece, con questa proposta di legge effettivamente viene compiuto nella direzione giusta.
Perché parlo dell’importanza dell’uniformità della legge su tutto il territorio regionale? Perché ad oggi, anzi a ieri, diciamola così, anche se dovremo attendere il momento della pubblicazione sul Bollettino Ufficiale, di fatto non c’era una uniformità della legge regionale, ancorché scritta e nella disponibilità di ciascuno.
Ogni ASL, ogni territorio che coincide con ogni ASL della regione Lazio di fatto metteva in campo misure un po’ diverse l’una dall’altra. Si cercava il momento in cui il paziente, l’anziano entrava in struttura, si andava a fare la prima valutazione d’accesso e si mettevano in campo politiche un po’ empiriche da parte delle strutture per organizzare al meglio la presa in carico di quella persona. Capitava ‒ e capita ancora spesso ‒ che persone con le stesse caratteristiche, anche con patologie simili, in luoghi, città, territori diversi della nostra Regione avessero trattamenti diversi.
Questo non solo è stato iniquo per tutti questi anni nei confronti delle persone, ma andava a causare anche un tema di grave incertezza rispetto ai gestori delle strutture, che poi si trovavano nella difficoltà, avendo la possibilità di lavorare anche su più territori, di dover uniformare misure di gestione di quelle situazioni diverse di territorio in territorio avviene.
Ne abbiamo parlato anche in Commissione. C’è anche il tema dei controlli, sia quelli previsti dalla norma che quelli previsti da normative sovraordinate, che mettevano in difficoltà anche, per esempio, l’Arma dei Carabinieri, i NAS, che in una ASL dovevano muoversi in un modo, in un’altra ASL in modo diverso.
Invece, anche in questo caso viene - vado a conclusione, Presidente - viene richiamato il tema dei controlli, il tema della vigilanza e il tema corretto delle sanzioni, perché la norma mette in campo degli strumenti ed è bene che quando ci sono degli strumenti operativi ci siano anche controlli, vigilanza e sanzioni.
Una norma, Assessore, completa, una legge che rende la nostra Regione più moderna, ma soprattutto più attenta ai bisogni delle fragilità. Per tutti questi motivi, voteremo ovviamente in maniera favorevole a questa importante riforma della XII legislatura. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, collega Sabatini.
Ha chiesto un brevissimo intervento di replica l’assessore Maselli.
Speaker : MASELLI, Assessore.
Grazie, Presidente.
Ho questo impegno con il presidente Cangemi di fare una replica brevissima, anche perché non ci sarebbe bisogno del contrario, perché avete detto tutto voi, a parte la mia relazione questa mattina, quindi il mio può essere solo un ringraziamento a tutti i Gruppi politici, la maggioranza compatta, l’opposizione responsabilmente presente in Aula.
Ringrazio tutta l’Assemblea del lavoro meraviglioso che abbiamo fatto in Commissione e poi oggi qui, in Consiglio. Vi ringrazio, non c’è bisogno di fare alcun plauso ma, se vogliamo farlo, dobbiamo farcelo tutti, perché quando si arriva ad approvare una legge così importante, una riforma che tutti dobbiamo sostenere e rivendicare nei nostri territori, in tutti gli incontri si tematici sulle politiche sociali, sulle politiche socioassistenziali, sulle politiche sociosanitarie.
Siamo tutti consapevoli che stiamo approvando un’ottima legge, una legge che punta, come è stato detto bene, a migliorare fortemente non solo le strutture, anche con efficaci controlli, ma più che altro i servizi socioassistenziali, con tutte le innovazioni che ci sono in questa proposta di legge, e con una bussola sociosanitaria, quella di mettere al centro la persona.
Quindi, ringrazio la presidente Savo anche per la sua esauriente relazione, ringrazio il capogruppo Sabatini veramente, per i due interventi che ho fortemente apprezzato, come ho apprezzato l’intervento della consigliera Bonafoni, quindi del Gruppo del Partito Democratico, che in Commissione sanità, ma non è una novità, dà sempre i suoi importanti contributi, come ringrazio il vicepresidente della Commissione Sanità, Rodolfo Lena, come ringrazio il capogruppo di Italia Viva, Marietta Tidei, non solo per gli interventi di oggi, ma per tutto il lavoro fatto.
Chiudo. Voglio solo, Presidente, tre secondi per rispondere, sempre tramite la Presidenza, al consigliere Lena. Quando devo dare parere contrario a un emendamento, è quasi una sofferenza, per me. È chiaro che tutti gli emendamenti, quando arrivano e vanno a migliorare il testo, sono bene accetti e c’è parere favorevole.
L’emendamento che lei ha presentato era sul benessere psicofisico, la proposta di legge parla invece di benessere. Vi posso assicurare che per ogni parola che scriviamo nelle nostre leggi, c’è qui una persona, accanto a me, di una rigidità unica, rigidità nel senso che è accorta e attenta.
La domanda è questa: perché benessere psicofisico e non benessere sociale? Mettendo invece nella proposta di legge “benessere”, in senso lato, si intende qualsiasi tipo di benessere. Altrimenti, consigliere Lena, si figuri se io potevo dire no al benessere psicofisico.
Questo per dare un esempio di tanti altri emendamenti a cui siamo stati costretti a dire no. Grazie. Credo che anche oggi abbiamo scritto una bella pagina.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Assessore.
Collega Lena, eviti di dare dispiaceri e sofferenze al nostro Assessore.
Colleghi, grazie.
Poniamo in votazione, inserite il tesserino, la votazione è elettronica.
Chi non è munito di tesserino, può aggiungere poi il proprio voto.
La votazione è aperta.
(Seguono le operazioni di voto) Ha votato, collega Bonafoni? La Presidenza la tiene d’occhio.
La votazione è chiusa.
Tiero è favorevole.
D’Antò?
Speaker : D’ANTÒ (M5s).
Favorevole.
Speaker : PRESIDENTE.
È favorevole.
Simeoni è favorevole.
Esito della votazione: consiglieri presenti ai fini del numero legale 41, di cui 4 assenti per motivi istituzionali, voti favorevoli 37, contrari zero, astenuti zero.
La legge è approvata.
Pongo in votazione il coordinamento formale.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Colleghi, passiamo alla legge successiva, la n. 249, presentata dalla collega Berni e altri colleghi.
Credo la illustri il relatore.
Ha chiesto di parlare la consigliera Berni. Ne ha facoltà.
Speaker : BERNI (FdI).
Grazie, Presidente.
Gentili colleghi, questa proposta di legge vuole promuovere iniziative a sostegno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi e si colloca nel contesto delle celebrazioni di rilievo nazionale dedicate alla figura di San Francesco patrono d’Italia e intende concorrere a livello regionale alla promozione di attività di carattere culturale, sociale, turistico e ambientale, valorizzando il patrimonio immateriale connesso al messaggio francescano e alla sua eredità storica e spirituale, una figura che trascende i confini religiosi e si pone come patrimonio universale di valori e di identità.
L’approssimarsi dell’ottavo centenario della sua morte, che ricorre quest’anno, rappresenta un’occasione straordinaria non soltanto per commemorare un Santo venerato in tutto il mondo, ma ci da l’occasione per riscoprire e promuovere un patrimonio di valori, luoghi, tradizioni e testimonianze, che appartengono profondamente alla nostra Regione.
San Francesco è una figura che travalica i confini religiosi. Il suo messaggio di pace e fraternità, dialogo e cura del creato, attenzione agli ultimi e promozione della dignità della persona continua a parlare alle donne e agli uomini del nostro tempo con forza e con un’attualità sorprendenti. Francesco è il simbolo di spiritualità capace di farsi cultura e di un umanesimo che pone al centro della persona la relazione armoniosa con la natura e con la comunità.
È per questo che tengo a ringraziare in modo particolare l’assessore Giancarlo Righini e l’assessore Baldassarre per aver sostenuto questa proposta, il presidente della Commissione cultura, Presidente Crea, e tutti i colleghi di maggioranza e di opposizione che hanno voluto contribuire in modo puntuale a questa proposta di legge, che ha rimarcato in particolare l’importanza del valore della memoria che questo Santo ha per la nostra comunità regionale.
Infatti, il Lazio, in particolare nella provincia di Rieti, ha un legame speciale con San Francesco, che assume un significato ancora più profondo soprattutto nella Valle Santa Reatina, che rappresenta uno dei luoghi più importanti dell’esperienza francescana. È qui che il Santo trascorre lunghi periodi della sua vita, lasciando segni indelebili che ancora oggi richiamano pellegrini, studiosi e visitatori provenienti da ogni parte del mondo.
I quattro santuari francescani di Greccio, Fonte Colombo, Poggio Bustone e la Foresta costituiscono un patrimonio spirituale, storico e culturale di valore inestimabile.
Le celebrazioni dell’ottavo centenario rappresentano dunque una straordinaria opportunità per valorizzare i cammini di Francesco e l’intero patrimonio francescano nel Lazio, promuovendo interventi che favoriscono la conservazione dei luoghi della memoria, la realizzazione di iniziative culturali ed educative, il coinvolgimento delle comunità locali e la promozione turistica del territorio.
Con questa proposta di legge, la Regione Lazio intende quindi assumere un ruolo da protagonista nel coordinamento e nel sostegno di iniziative celebrative, favorendo la collaborazione tra Istituzioni, enti locali, comunità religiose, associazioni culturali e realtà del terzo settore.
L’obiettivo è quello di costruire un programma di eventi capace di lasciare un’eredità duratura che vada oltre la ricorrenza e contribuisca alla crescita spirituale, culturale, sociale ed economica dei territori coinvolti.
Investire nelle celebrazioni significa investire nella nostra identità, nelle valorizzazioni delle aree interne, nella promozione di un turismo lento e sostenibile, nella diffusione di valori che appartengono al patrimonio universale dell’umanità.
Per queste ragioni auspico il sostegno dell’Aula a una proposta della mia legge, che non riguarda soltanto una ricorrenza storica, ma che rappresenta un’importante occasione per rafforzare il ruolo del Lazio quale custode di una parte fondamentale dell’eredità francescana, per consegnare alle future generazioni il messaggio che San Francesco continua a trasmettere dopo oltre otto secoli.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie.
Ha chiesto di intervenire il collega Crea. Prego.
Speaker : CREA (Lc Rocca).
Grazie, Presidente.
Innanzitutto, un vivo ringraziamento alla collega Berni, all’assessore Baldassarre per la collaborazione, all’assessore Righini, per la copertura finanziaria, e a tutti i colleghi della Commissione cultura che hanno contribuito a valorizzare questa proposta di legge.
Una legge che presenta diverse peculiarità, sia nella direzione della valorizzazione dei nostri territori, sia perché si rivolge ad una platea ampia ed eterogenea di beneficiari, e perché poggia su un presupposto fondamentale: quello della trasparenza, dell’imparzialità e della parità di trattamento nell’assegnazione dei contributi.
Per fare sintesi di questa proposta, e ringrazio la collega Berni per aver illustrato il vero pensiero di Francesco, che noi abbiamo il dovere di divulgare su tutto il territorio della nostra regione, e non solo su tutto il territorio della nostra regione, ma essere punto di riferimento in tutte quelle regioni dove il pensiero di Francesco si è divulgato e sviluppato, volendo fare sintesi, dicevo, il vero pregio di questa proposta è che trasforma una ricorrenza religiosa e culturale in una occasione vera, concreta di sviluppo territoriale, di partecipazione civica e di promozione identitaria del Lazio.
Queste sono le ragioni per cui preannuncio il voto favorevole della Lista Civica. Ringrazio nuovamente per l’iniziativa lodevole la collega Berni e tutti i colleghi che hanno contribuito a portare questa proposta di legge in Aula.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Ha chiesto di parlare la consigliera Palazzi. Ne ha facoltà.
Si prepari il consigliere Novelli.
Speaker : PALAZZI (FdI).
Intervengo, Presidente, per annunciare il voto favorevole del Gruppo di Fratelli d’Italia su questa legge che sostiene la celebrazione dell’ottavo centenario.
Speaker : PRESIDENTE.
Non siamo in dichiarazione di voto, però.
Speaker : PALAZZI (FdI).
Allora dopo.
Speaker : PRESIDENTE.
Intervenga in dichiarazione di voto se vuole dichiarare il voto del Gruppo.
Ha chiesto di parlare il consigliere Novelli. Ne ha facoltà.
Speaker : NOVELLI (M5s).
Grazie, Presidente.
Il Movimento 5 Stelle è nato il giorno di San Francesco, quindi figuriamoci se non accogliamo questa legge...
Speaker : PRESIDENTE.
Questa mi mancava.
Speaker : NOVELLI (M5s).
Glielo dico io.
Speaker : PRESIDENTE.
Ne ho sentite tante in diciotto anni...
Speaker : NOVELLI (M5s).
Glielo dico: è nato il giorno del compleanno di San Francesco. Figuriamoci se noi non siamo d’accordo con questa legge.
Signori, detto questo, fare una legge sulla ricorrenza di un santo va bene, è nelle facoltà...
Speaker : PRESIDENTE.
È il patrono d’Italia, però, non è un santo.
Speaker : NOVELLI (M5s).
Patrono d’Italia. Però fare una legge su una cosa così specifica... Ci possono essere anche altri strumenti per valorizzare il ricordo, la promozione di un singolo santo. Sennò, a un certo punto, i devoti di un altro santo ci vengono a bussare e ci dicono “perché il mio santo no?”.
Siccome abbiamo strumenti per elargire fondi, finanziamenti per valorizzare il territorio, quindi l’opportunità di fare una legge su una cosa così specifica, che votiamo, ci mancherebbe altro, perché - ripeto - coincide perfettamente con la nascita del nostro movimento, però in futuro - mi rivolgo ai colleghi di maggioranza, a tutti i colleghi - cerchiamo di fare leggi che amplino gli spettri, nel senso che siano molto più inclusive rispetto a questa, in cui il Movimento 5 Stelle sta dentro un po’ stretto, Presidente, voglio dirle questo.
Ribadiamo però che rispettiamo tutti, ci mancherebbe altro, non vogliamo fare nessun tipo di polemica, però, signori colleghi, cerchiamo di fare leggi che siano per una comunità più vasta, che affrontino problemi importanti. Questi della promozione sono eventi fondamentali, ma - ripeto - abbiamo all’interno del nostro Consiglio regionale la possibilità di usare altri strumenti che danno gli stessi tipi di risorse identici, però non ci fanno una legge apposta.
Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, comunque voglio dire San Francesco non è un Santo, è "il" Santo, che adesso, anche per legge nazionale, è patrono d’Italia.
Voi siete nati il 4 ottobre? Avete una data che vi rende giustizia. Bene, quindi avete doppiamente modo di festeggiare San Francesco e il vostro compleanno, non avete 800 anni, ma siete molto più giovani.
Colleghi, siamo all’articolo 1.
Qui non ci sono emendamenti.
Lo poniamo in votazione.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Siamo all’articolo 2.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Siamo all’articolo 3.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Siamo all’articolo 4.
Poniamo in votazione l’articolo 3, così come emendato.
Siamo alla votazione dell’articolo 3.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Siamo all’articolo 5.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Siamo all’articolo 6.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Siamo all’articolo 7.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Siamo al titolo.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Dichiarazioni di voto, adesso può intervenire, prego, Palazzi.
Speaker : PALAZZI (FdI).
Grazie. Volevo dire al collega Novelli che San Francesco è una figura centrale per la spiritualità italiana, ma anche europea, quindi è il Santo.
Annuncio il voto favorevole del Gruppo di Fratelli d’Italia su questa legge, che sostiene la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Con questa legge, la Regione Lazio sceglie di valorizzare una parte essenziale della propria identità religiosa, culturale, storica e territoriale, riconoscendo il profondo legame che unisce il nostro territorio alla figura di San Francesco e ai luoghi che ne custodiscono la memoria.
Il Lazio rappresenta uno dei territori maggiormente segnati dalla presenza e dall’eredità francescana. I luoghi, i cammini, i borghi, i siti storici legati al Santo costituiscono non soltanto medie di pellegrinaggio, ma anche straordinari patrimoni culturali, ambientali e turistici, capaci di attrarre visitatori da tutto il mondo e di generare sviluppo sostenibile per le comunità locali.
Sosteniamo l’impostazione della legge, che individua nelle iniziative culturali, religiose, sociali, ambientali e di promozione territoriale strumenti concreti per valorizzare il patrimonio materiale e immateriale legato al messaggio francescano. Il messaggio di San Francesco, infatti, conserva una straordinaria attualità: pace, dialogo, cura del creato, attenzione agli ultimi, sobrietà e fraternità sono valori universali che parlano a credenti e non credenti e che possono rappresentare un importante riferimento per affrontare le sfide del nostro tempo.
Particolarmente significativo è il richiamo alla valorizzazione dei cammini, dei borghi e delle comunità locali, perché investire sul patrimonio culturale significa anche investire sulla coesione sociale, sul turismo lento e sulla rivitalizzazione delle aree interne.
Esprimiamo inoltre apprezzamento per la scelta di vedere procedure pubbliche per l’assegnazione di contributi, favorendo il coinvolgimento degli Enti locali del terzo settore, delle associazioni e delle realtà territoriali, che quotidianamente operano per custodire e promuovere questi luoghi.
L’ottavo centenario della morte di San Francesco rappresenta un’occasione importante per rafforzare il ruolo del Lazio nel panorama culturale, nazionale e internazionale e per consegnare alle future generazioni un patrimonio ancora più riconosciuto, accessibile e valorizzato.
Voglio ringraziare la nostra collega Berni per il grande lavoro, la Commissione, il presidente Luciano Crea, l’assessore Simona Baldassarre e per questo esprimiamo il nostro convinto sostegno al provvedimento e il voto favorevole del Gruppo Fratelli d’Italia. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Cartaginese. Ne ha facoltà.
Provi il microfono di Crea o quello a fianco.
Speaker : CARTAGINESE (Lega).
Innanzitutto voglio ringraziare la collega Berni per aver presentato questa legge. Io credo a San Francesco, per cui è stata una proposta bellissima, che sono contenta di sottoscrivere. Ringrazio anche l’assessore Simona Baldassarre per aver partecipato a questa legge e anche il presidente Crea.
Voterò a favore, ovviamente.
Speaker : PRESIDENTE.
Può votarla, ormai siamo in dichiarazione di voto, non si può sottoscrivere.
Ha chiesto di parlare il consigliere Crea. Ne ha facoltà.
Speaker : CREA (Lc Rocca).
Per le ragioni che ho esposto prima, annuncio il voto favorevole della Lista Civica Rocca.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, presidente Crea.
Non ci sono altre dichiarazioni di voto.
Diamo la parola all’Assessore per una sua replica.
Ha chiesto di parlare l’assessore Baldassarre. Ne ha facoltà.
Intanto, colleghi, inserite i tesserini.
Speaker : BALDASSARRE, Assessore.
Presidente, vorrei esprimere un plauso per questa legge, un ringraziamento alla consigliera Berni e alla Commissione cultura tutta. Abbiamo lavorato bene.
Ringrazio anche l’opposizione per il contributo. Sono stati accolti tanti emendamenti dell’opposizione, il che vuol dire che è un argomento che unisce. San Francesco è patrono d’Italia, quindi un santo molto importante, una figura forte e attuale, capace di parlare ancora oggi al nostro tempo. È un patrimonio universale, con una grande...
Speaker : PRESIDENTE.
Per favore, colleghi.
Prego, Assessore.
Speaker : BALDASSARRE, Assessore.
Finisco subito.
Una grande realtà valoriale: parliamo di San Francesco, che parlava agli umili, che parlava agli ultimi, che aveva un’attenzione per il creato e verso gli ultimi.
Apprezzo che si porti avanti un’iniziativa che vedrà il coinvolgimento delle comunità locali e la promozione dei cammini, dei luoghi francescani, la realizzazione di eventi culturali, conferenze e momenti di approfondimento. Un investimento importante, 500.000 euro, sarà regolato da un avviso pubblico, e questa è una cosa importante, e sarà rivolto a enti locali, terzo settore, associazioni, fondazioni, eccetera.
Questa è la prova che la Regione Lazio continua a impegnarsi sulla valorizzazione del patrimonio culturale, materiale e immateriale, promuovendo valori che restano sempre attuali.
Ringrazio, quindi, la consigliera Berni, grazie alla Commissione. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Colleghi, inserite il tesserino... prego, collega Neri, scusi.
Speaker : NERI (Misto).
Mi inserisco dopo che è intervenuto l’Assessore, ma volevo ringraziare la collega Berni per questa proposta di legge. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, non ho visto che aveva chiesto di intervenire.
Colleghi, la votazione è aperta.
La votazione è chiusa.
Adesso aggiungeremo i colleghi che non hanno potuto votare con il voto elettronico.
Chiedo ai colleghi che non hanno votato di aggiunge il proprio voto.
D’Antò.
Speaker : D’ANTÒ (M5s).
Favorevole.
Speaker : PRESIDENTE.
Favorevole.
Colleghi, vi ricordo che quando prendete la parola vi dovete alzare (lo dico al collega D’Antò che è giovane d’Aula, si parla in piedi).
Palazzi?
Speaker : PALAZZI (FdI).
Favorevole.
Speaker : PRESIDENTE.
Favorevole.
Assessore Righini?
Speaker : RIGHINI, Assessore.
Favorevole.
Speaker : PRESIDENTE.
Favorevole.
Assessore Maselli?
Speaker : MASELLI, Assessore.
Favorevole.
Speaker : PRESIDENTE.
Favorevole.
Credo che abbiano votato tutti. Colleghi, esito della votazione.
Consiglieri assenti per motivi istituzionali 4. Hanno espresso voto favorevole 28 Consiglieri; hanno espresso voto contrario 0, astenuti 0.
Comunico l’esito della votazione:
Consiglieri assenti per motivi istituzionali 4
Favorevoli 28
Contrari 0
Astenuti 0
La legge è approvata.
Votazione coordinamento formale.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
La legge 249 è approvata.
Il Consiglio è chiuso.
