Di seguito una breve descrizione dei principali servizi disponibili:
Cliccando su “CC”, nell’angolo in basso a destra del video, è possibile attivare o disattivare la visualizzazione dei sottotitoli.
Per ciascuna seduta sono disponibili:
- le trascrizioni integrali degli interventi;
- l’elenco degli interventi in ordine cronologico e dei punti all’ordine del giorno trattati.
La mediateca è interamente esplorabile.
- Ricerca semplice per:
- Oratore: consente di selezionare solo le sedute di Consiglio in cui uno o più oratori selezionati sono intervenuti.
- Argomento all’ordine del giorno: consente di selezionare solo le sedute di Consiglio durante le quali sono stati trattati gli argomenti di interesse.
- Data o periodo temporale: consente di selezionare le registrazioni di sedute svoltesi durante uno specifico arco temporale o in una specifica data.
- Ricerca Avanzata: è possibile ricercare singole parole, nomi, frasi, argomenti trattati durante le discussioni in Consiglio e ottenere come risultato tutte le registrazioni delle sedute durante le quali se ne è discusso, potendo riascoltare tutti i punti esatti in cui sono state pronunciate la parole di interesse.
Alla data odierna i social abilitati sono:
Per attivare il servizio è sufficiente registrarsi inserendo l’indirizzo email sul quale si desidera ricevere l’alert e indicare le parole/argomenti di interesse.
Dopo aver impostato i criteri delle notifiche, si riceverà un’email contenente:
- l’indirizzo internet della seduta on line di riferimento
- la sessione di seduta con i criteri di ricerca impostati
- l’elenco dei link alle porzioni di Consiglio in cui vengono pronunciate le parole specificate nei criteri di ricerca. Le parole trovate sono evidenziate in corsivo.
CONTATTACI
Speaker : PRESIDENTE.
Buongiorno.
Diamo inizio ai question time del fascicolo d’Aula della seduta n. 78 del 9 settembre.
La prima interrogazione è della…
Sull’ordine dei lavori si interviene all’inizio della seduta. Questi sono question time. Appena iniziamo la seduta, vi do la parola per l’ordine dei lavori.
Diamo la parola alla consigliera Droghei per l’interrogazione a risposta immediata n. 401, del 2 dicembre, concernente “Impossibilità prenotazione tramite ReCUP/CUP di prestazioni in esenzione per malattia rara presso strutture private accreditate”. Prego, Consigliera.
Speaker : DROGHEI (Pd).
Grazie, Presidente. Solamente un minuto per prendere gli occhiali, stiamo invecchiando, purtroppo.
Come lei anticipava, questa è un’interrogazione sull’impossibilità di prenotare tramite il ReCUP, prestazioni in esenzione per malattia rara presso strutture private accreditate. Ne abbiamo già parlato lo scorso anno, quando c’è stato anche il caso della giornalista Francesca Mannocchi della difficoltà di prenotare visite e prestazioni farmacologiche in questo modo.
La mia interrogazione quindi verte su questo. Premesso che la Regione Lazio, in attuazione dei LEA e della normativa nazionale sulle malattie rare, garantisce agli assistiti titolari di esenzione l’accesso alle prestazioni correlate alla patologia nell’ambito della rete regionale malattie rare e dei relativi percorsi assistenziali; e premesso che nel territorio regionale sono riconosciuti numerosi codici di esenzione per le malattie rare, come indicato nell’elenco regionale pubblicato sul portale istituzionale Salute Lazio; che il sistema ReCUP regionale rappresenta lo strumento ordinario attraverso cui gli assistiti del nostro Sistema sanitario regionale possono prenotare visite specialistiche ed esami diagnostici, anche presso strutture private accreditate; ci sono però giunte – tutto questo premesso – segnalazioni, da parte dei cittadini titolari di esenzione per malattia rara, con codici diversi, naturalmente, quindi diverse patologie, i quali riferiscono che da alcune settimane – consideri, Presidente, che questa è un’interrogazione un po’ datata, purtroppo, però io credo che il disagio permanga, naturalmente – il ReCUP non abbia consentito di prenotare in esenzione, visite ed esami presso strutture private accreditate, poiché tali prestazioni risulterebbero non disponibili, in maniera generica, per gli assistiti con esenzione.
In diverse aree specialistiche i tempi di attesa registrati per le visite ed esami non risultano sempre compatibili con la necessità di monitoraggi regolari e tempestivi, propri di queste patologie rare, per cui è fondamentale garantire l’effettiva fruibilità delle prestazioni, naturalmente nei tempi in cui il cittadino ha bisogno.
Tale situazione, se confermata dalla risposta della Giunta, comprometterebbe naturalmente la continuità assistenziale e il monitoraggio clinico che sia proprio della patologia di cui i cittadini che ci hanno fatto questa segnalazione sono affetti, quindi, con un potenziale aggravio del rischio sanitario, per loro.
Io quindi ho inteso interrogare la Giunta per conoscere le motivazioni che abbiano determinato l’eventuale blocco o limitazione di questo sistema di prenotazione per gli assistiti titolari di esenzione di malattia rara presso le strutture private accreditate. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Consigliera.
Diamo la parola all’assessore Ghera per la risposta.
Speaker : GHERA, Assessore.
Ringrazio la collega e ovviamente anche il Presidente.
Leggo la nota della Direzione sanità. In riferimento all’interrogazione in oggetto, concernente la segnalata impossibilità per assistiti titolari di esenzione per malattie rare, di prenotare prestazioni tramite il sistema ReCUP/CUP presso strutture private accreditate si rappresenta quanto segue: a seguito della ricezione dell’atto consiliare la Direzione generale salute e integrazione sociosanitaria ha attivato tempestivamente le necessarie verifiche, coinvolgendo la società in house LAZIOcrea, S.p.A. gestore del sistema ReCUP, al fine di accertare l’eventuale presenza di limitazioni di natura tecnica o configurativa, riconducibili al sistema informativo regionale.
Dalle verifiche effettuate da LAZIOcrea è emerso che il sistema ReCUP non prevede, né a livello di algoritmo di ricerca, né in fase di prenotazione, alcun filtro o blocco legato alla tipologia di esenzione dell’assistito.
In particolare, le prestazioni risultano prenotabili su tutte le agende pubblicate dal sistema, indipendentemente dal possesso di esenzione per malattia rara, e non sono presenti i parametri di configurazione che possono limitare la prenotabilità sulla base dell’esenzione.
L’analisi ha tuttavia evidenziato che eventuali limitazioni possono derivare esclusivamente da indicazioni in inserite autonomamente dagli erogatori all’interno delle cosiddette note operatore, strumenti informativi rivolti agli operatori di sportello, call center o farmacia, che non incidono sul funzionamento del sistema ReCUP, ma possono condizionare il comportamento dell’operatore in fase di prenotazione.
Sulla base di un’estrazione e analisi testuale delle note operatore presenti in agende pubblicate sul ReCUP, tale criticità è risultata circoscritta ad alcune specifiche agende diagnostiche afferenti alla struttura privata accreditata Studio Medico Colombo S.r.l. (codice struttura 202023000) nelle quali era riportata un’indicazione volta a non procedere alla prenotazione in presenza di esenzione per malattia rara.
Alla luce di tali evidenze, la Regione ha provveduto a interessare l’ASL territorialmente competente, la ASL Roma 2, chiedendo di effettuare con urgenza una verifica nei confronti della struttura accreditata e di adottare i conseguenti interventi correttivi, qualora confermata l‘indicazione impropria inserita nelle agende, al fine di garantire il pieno accesso alle prestazioni in esenzione per malattia rara, nel rispetto della normativa vigente e dei livelli essenziali di assistenza.
La Direzione regionale continuerà a monitorare la situazione, in raccordo con LAZIOcrea e con le aziende sanitarie competenti, affinché non si verifichino ulteriori comportamenti difformi che possano ostacolare l’accesso alle prestazioni da parte degli assistiti affetti da malattie rare, assicurando un’uniformità di trattamento su tutto il territorio regionale.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Assessore.
Diamo la parola per la replica alla consigliera Droghei. Prego.
Speaker : DROGHEI (Pd).
Grazie, Presidente, grazie all’assessore Ghera per questa risposta.
Io le chiederei, Presidente, la possibilità di averla in copia. Sono piuttosto contenta di questo approfondimento che la Direzione sanità ha fatto attraverso LAZIOcrea. Non credo che la struttura che è stata nominata dall’Assessore sia l’unica struttura che ha adottato questo comportamento.
Sicuramente è quella che lo ha adottato in maniera certificata. Credo che la policy di alcune strutture private accreditate vada ben oltre questo caso circoscritto. Mi auguro che l’attenzione che la direzione, insieme a LAZIOcrea hanno posto su questo caso specifico, sia allargata a tutte le altre strutture private accreditate che erogano prestazioni sulle malattie rare, in modo che anche quando non c’è scritto nella nota dell’operatore, di scoraggiare la prenotazione della prestazione, ci sia un comportamento corretto nei confronti della cittadinanza, in modo che tutte le persone affette da patologie di malattie rare possano avere nei tempi corretti, sia la visita di monitoraggio, sia i farmaci appropriati.
Grazie. Rimango in attesa della copia della risposta.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie. Diamo adesso la parola al consigliere D’Antò per l’interrogazione n. 473, concernente “Situazione del servizio ferroviario Roma-Lido”.
Speaker : D’ANTÒ (M5s).
Grazie, Presidente.
Parliamo della situazione della linea ferroviaria Roma-Lido. Il servizio ferroviario della linea Roma-Lido continua a registrare gravi criticità, che incidono quotidianamente sulla qualità della mobilità dei cittadini, in particolare dei pendolari che utilizzano la linea per raggiungere il luogo di lavoro o di studio.
Nelle ultime settimane sono state diffuse dichiarazioni pubbliche e articoli di stampa che descrivono un significativo miglioramento del servizio, con riferimento alla puntualità dei treni, all’incremento delle corse, al funzionamento degli impianti di climatizzazione, rappresentando una situazione che, secondo numerose segnalazioni degli utenti e dei comitati di pendolari, non corrispondono alle reali condizioni del servizio.
Dal 1° luglio è stata avviata la ristrutturazione della stazione di Acilia, con la chiusura alternata delle banchine, determinando modifiche al servizio ferroviario e all’attivazione di navette sostitutive che, secondo quanto segnalato dal Comitato pendolari Roma-Lido, non risulterebbero sempre coordinate con gli orari di arrivo dei treni, causando ulteriori disagi all’utenza.
Continuano a registrarsi frequenti, malori a bordo dei convogli, riconducibili anche alle elevate temperature e al mancato funzionamento dell’aria condizionata su numerosi vagoni, perché nonostante siano stati installati i nuovi sistemi di climatizzazione, sembra che questi non siano compatibili con la struttura proprio dei vagoni, quindi le temperature aumentano eccessivamente, mandando in blocco i sistemi di nuova installazione.
Nel corso di un sopralluogo istituzionale effettuato il 30 giugno sulla linea Roma-Lido, il Presidente della Regione Lazio ha dichiarato che il servizio sarebbe garantito da 11 treni con frequenza di 20 minuti e climatizzazione funzionante su tutti i convogli. La frequenza di 20 minuti era stata annunciata come se fosse un miglioramento del servizio, ma in realtà non è altro che una conferma, perché la ciclicità dei 20 minuti era già esistente prima dell’intervento menzionato dal Presidente.
Considerato che secondo i dati ufficiali relativi al mese di giugno 2026, le corse complessive effettuate sono state 3.366, 873 corse straordinarie e 129 corse extra, tra Acilia e Porta San Paolo; nello stesso periodo risultano non effettuate 158 corse straordinario o aggiuntive, pari a circa il 5 per cento del totale previsto; i treni partiti in ritardo sono stati 534, pari al 15,9 per cento delle corse contro il 10 per cento registrato nel mese precedente, quindi, nonostante l’intervento, vediamo un peggioramento della situazione; considerando anche le soppressioni delle corse straordinarie, il numero complessivo di treni in ritardo, o soppressi sale a 696, pari al 20,7 per cento del servizio, in aumento rispetto al 16,4 per cento del mese precedente, quindi si certifica il peggioramento del servizio.
Tali dati, sentito anche il Comitato pendolari, sembrano evidenziare un andamento del servizio non coerente con le dichiarazioni rese pubblicamente dai vertici istituzionali e aziendali.
Tutto ciò premesso e considerato, si interroga il Presidente e l’Assessore alla mobilità, trasporti, tutela del territorio, ciclo dei rifiuti, demanio e patrimonio, per sapere: alla luce delle numerose segnalazioni dei pendolari, del Comitato, dei ritardi delle corse soppresse, dei problemi di climatizzazione sui treni, dei disagi causati dai lavori nella stazione di Acilia; considerato che i dati di giugno 2026 mostrano un aumento delle corse in ritardo, o non effettuate, mancanza del personale viaggiante, quali iniziative urgenti intende adottare la Regione Lazio per garantire un servizio Roma-Lido, efficiente, affidabile e puntuale, con adeguata informazione ai cittadini? Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
La parola all’assessore Ghera per la risposta. Grazie.
Speaker : GHERA, Assessore.
Grazie sia al collega che al Presidente.
In merito all’interrogazione, ovviamente ho chiesto una nota agli uffici competenti e anche al gestore, COTRAL.
Anche sulla base degli elementi forniti dalla società COTRAL, si rappresentano di seguito i dati e gli elementi utili per il riscontro. Preliminarmente si evidenzia che non risulta chiara la fonte da cui sono stati ricavati i dati riportati nelle premesse dell’interrogazione come dati ufficiali, relativi al mese di giugno 2026, in quanto essi non coincidono con quelli ufficiali disponibili presso l’impresa ferroviaria e regolarmente trasmessi alla Regione nei tempi e con le modalità previsti dal contratto di servizio.
I dati in possesso della Direzione scrivente forniti da COTRAL attestano infatti che nel mese di giugno 2026 sono stati effettuati complessivamente 3.374 treni, di cui 395 classificati come straordinari. Per tale tipologia di servizio, secondo i criteri di rendicontazione adottati, eventuali mancate effettuazioni non vengono computate nella soppressione del servizio ordinario.
Ciononostante, anche volendo considerare i treni straordinari non effettuati, il loro numero complessivo si attesta sulle cinque corse, pari a circa lo 0,15 per cento del totale dei treni effettuati, un valore del tutto trascurabile, nettamente inferiore a quanto sostenuto dalla interrogazione.
A conferma della sostanziale regolarità del servizio programmato, si evidenzia che le corse ordinarie soppresse nel periodo considerato risultano essere pari a una. Per quanto concerne gli indicatori di puntualità, si precisa che, in coerenza con le delibere dell’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) e con quanto previsto dal contratto di servizio, viene considerato puntuale il treno che giunge alla stazione di destinazione entro cinque minuti dall’orario programmato.
Pertanto, il dato della puntualità in partenza non costituisce un indicatore di monitoraggio contrattuale. I dati effettivi di esercizio registrano percentuali di treni giunti a destinazione con ritardo superiore ai cinque minuti è attestata intorno all’8 per cento, valore anch’esso significativamente distante da quanto rappresentato nell’interrogazione.
Relativamente alle segnalazioni su ipotetici malori a bordo e malfunzionamento dell’aria condizionata, dai dati gestionali delle imprese ferroviarie non risultano episodi di malori riconducibili alle condizioni di esercizio del servizio. Per quanto riguarda gli impianti di climatizzazione, si sono verificati soltanto isolati e limitati guasti temporanei, prontamente gestiti e risolti in tempi brevi, senza generare particolari disservizi per l’utenza.
In ordine ai lavori di ammodernamento della stazione di Acilia e al conseguente servizio – che tra l’altro sono già terminati, fatti durante l’estate per arrecare meno problemi – e al conseguente servizio sostitutivo su gomma, attivato da Casal Bernocchi ad Acilia, si precisa che le corse dei bus sono programmate in diretta coincidenza con l’arrivo dei treni.
Inoltre, nelle fasce di maggiore affluenza vengono regolarmente effettuate corse aggiuntive per assorbire la domanda di trasporto. Trattandosi di un collegamento su una tratta di circa due chilometri e mezzo, percorsa mediamente in cinque minuti, i tempi di attesa tra un autobus e il successivo risultano contenuti, riducendo al minimo l’impatto e il disagio sui viaggiatori.
Alla luce di quanto esposto, l’andamento del servizio nel mese di giugno 2026 evidenzia livelli di regolarità, affidabilità e qualità significativamente superiori rispetto a quelli rappresentati nell’interrogazione.
Tale miglioramento e il consolidamento del servizio sono peraltro chiaramente riscontrabili nel confronto con i dati dell’anno precedente, in pratica: nel giugno 2025 erano 2.893 treni effettuati totali, di cui 189 soppressi.
Sempre da COTRAL viene fornito il dato che nel giugno 2026 sono 3.374 treni effettuati totali di cui la soppressione imputabile a COTRAL è una.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Assessore.
Diamo la parola al consigliere D’Antò per la replica.
Speaker : D’ANTÒ (M5s).
La ringrazio, Assessore, per le precisazioni. Vorrei farle anch’io, precisando che i dati menzionati all’interno dell’interrogazione sono stati presi dal sito ufficiale del COTRAL, quindi, se il sito non è aggiornato, andrebbe fatto qualcosa per fare in modo che anche la trasparenza e il livello di informazione per l’utenza sia quanto più veritiero possibile.
Alcuni dati che sono stati inseriti nell’interrogazione sono stati riscontrati da me di persona, perché insieme al Comitato abbiamo utilizzato la linea per verificare quello che loro dicevano.
Quello che ho riportato all’interno dell’interrogazione è stato personalmente riscontrato da me, insieme al Vicepresidente del Comitato dei pendolari della linea. È chiaro che non tutti i malori possono essere riportati ufficialmente e possono non risultare alla gestione del COTRAL, ma quest’estate, che ha visto temperature anomale rispetto a quella a cui siamo abituati, ha creato non poca difficoltà, proprio per il fatto che anche se funzionante, l’impianto, quando i vagoni – e questo l’ho vissuto in prima persona – sono pieni, la dispersione è tale proprio per la costruzione dei vagoni che non riescono a climatizzare, ad abbassare la temperatura al punto tale da rendere l’ambiente accogliente per i fruitori del servizio.
È chiaro che il gestore descrive una situazione completamente diversa da quella riportata dai Comitati, e da quella in parte da me verificata.
È chiaro che continueremo a monitorare sulla questione, e magari aggiorneremo l’Assessore, per fare in modo che se si dovesse confermare la situazione, ed essere una situazione ricorrente, magari si può provare a prendere qualche provvedimento per i malfunzionamenti che vengono esplicitati proprio dagli utenti del servizio. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie.
Passiamo all’interrogazione n. 458, che viene presentata dalla consigliera Droghei. Prego.
Speaker : DROGHEI (Pd).
Grazie, Presidente.
Questa è un’interrogazione su una vicenda che è già uscita sulla stampa, in particolare sull’agenzia di stampa Adnkronos per un’intervista fatta a un genitore che ce l’ha sollecitata, sulla quale il presidente Rocca ha avuto modo di intervenire.
Dico “intervenire” perché non c’è stata una vera e propria risposta, quindi io mi auguro che per il tramite dell’assessore Ghera invece potremo avere una risposta puntuale a un problema specifico e anche piuttosto urgente.
Questa è un’interrogazione che riguarda l’applicazione dei nuovi LEA in materia di assistenza protesica e modifica dei tempi minimi di rinnovo delle calzature ortopediche e dei plantari per le persone con disabilità. Ci sono pervenute diverse segnalazioni da parte di cittadini, familiari e anche amministratori di sostegno di persone con disabilità, in merito alle modifiche intervenute nei tempi di rinnovo per le calzature ortopediche e dei plantari forniti dal Servizio sanitario regionale.
Dalle informazioni ricevute dagli utenti presso gli uffici protesici delle Aziende sanitarie emerge che non sarebbe più possibile procedere al rinnovo delle forniture ogni 12 mesi, ma in determinati casi, ogni 18 mesi.
A seguito di richieste di chiarimento rivolte alle strutture sanitarie competenti, è stato precisato che i nuovi livelli essenziali di assistenza, entrati in vigore dal 1° gennaio 2025, prevedono variazioni nei tempi minimi di rinnovo delle forniture.
Considerato che secondo quanto comunicato dagli utenti, per scarpe e plantari, quindi parliamo di beni che devono essere utilizzati necessariamente nel quotidiano, il tempo minimo di rinnovo è stato portato da 12 a 18 mesi per i soggetti deambulanti e dai 18 ai 24 mesi per i soggetti non deambulanti.
È stato inoltre precisato che la deroga ai tempi minimi di rinnovo è consentita per una sola volta, esclusivamente in caso di eccessiva usura del dispositivo, o di mutate condizioni somatiche dell’assistito, previa valida motivazione.
Le calzature ortopediche e i plantari costituiscono però dispositivi personalizzati, utilizzati quotidianamente da persone con disabilità per esigenze di deambulazione, postura e sostegno, e le segnalazioni pervenute evidenziano preoccupazione in merito agli effetti delle nuove tempistiche di rinnovo sulla vita quotidiana degli assistiti, naturalmente, e delle loro famiglie.
Quindi, tutto questo premesso, rilevato e considerato, interroghiamo la Giunta, intanto, se ci sia la conferma, a seguito dell’entrata in vigore dei nuovi LEA, dal 1° gennaio 2025, che i tempi minimi di rinnovo per calzature ortopediche e plantari siano stati rideterminati da 12 a 18 mesi per i soggetti deambulanti e dai 18 ai 24 mesi per i soggetti non deambulanti.
Naturalmente, questo non c’è scritto nell’interrogazione, ma mi sento di aggiungerlo, noi vorremmo capire come questa Giunta in questi casi così specifici e anche così gravi, perché ognuno di noi porta scarpe per camminare, come possiamo venire incontro a queste famiglie, in modo che i tempi di fornitura di tali calzature siano congrui ai bisogni degli assistiti, perché è sempre questo alla fine il motore che ci deve muovere nelle risposte che diamo ai cittadini.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie.
Diamo la parola all’assessore Ghera per la replica.
Speaker : GHERA, Assessore.
In merito all’interrogazione in oggetto, presentata dalla collega Droghei, è doveroso fare chiarezza sulla reale natura delle disposizioni concernenti l’assistenza protesica e sgomberare il campo da alcune interpretazioni recentemente diffuse dai mass media.
L’effetto riscontrato dagli utenti, compresa la non erogabilità delle scarpe di serie, con la rimodulazione dei tempi di rinnovo di calzature ortopediche e plantari è dovuto esclusivamente l’applicazione del DPCM del 2017, a livello nazionale e non deriva in alcun modo da scelte autonome della Regione Lazio.
Come ben noto, il piano di rientro non consente alla governance regionale applicazioni diverse da quanto tassativamente stabilito dai LEA, azzerando ogni margine di manovra locale rispetto a tempi e modalità di erogazione indicati dal Ministero della salute.
Tuttavia, grazie all’impegno e al rigoroso lavoro di risanamento portato avanti da questa Amministrazione, i bilanci della sanità regionale sono stati riportati in pari da ormai due anni.
Questo straordinario risultato finanziario ha garantito la prossima, imminente uscita della nostra Regione dal Piano di rientro.
In conclusione, è del tutto evidente come questa Amministrazione non stia operando alcun taglio o restrizione arbitraria a danno delle persone con disabilità. La rimodulazione delle tempistiche e l’esclusione delle scarpe di serie sono un atto dovuto di un quadro regolatorio nazionale.
È invece ferma intenzione della Regione, non appena formalizzata l’uscita dal Piano di rientro, agire su leve diverse dal solo perimetro definito dai LEA ministeriali, investendo risorse proprie per garantire una migliore e più ampia tutela della salute realmente vicina ai bisogni di tutti i cittadini.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, assessore Ghera.
Diamo la parola alla consigliera Droghei per la replica.
Speaker : DROGHEI (Pd).
Grazie, Presidente.
Io rinnovo il ringraziamento all’assessore Ghera, che si è fatto carico di rispondere a due interrogazioni che non riguardano minimamente le sue deleghe, e quando questo accade, purtroppo, gli Assessori si possono solamente limitare a leggere le note preparate dalle Direzioni.
Naturalmente, questo un po’ soffoca il dibattito. Io tengo a specificare che nell’interrogazione, e non so perché le abbiano fatto leggere una cosa del genere, assessore Ghera, non c’era in nessun modo la colpevolizzazione della Regione. Mi sembra che i toni eccessivamente trionfalistici sul risanamento non portino però nessun tipo di cambiamento nella vita reale della cittadinanza, tant’è che rimandate costantemente al futuro.
Io non so il presidente Rocca che cosa intenda fare con tutto questo avanzo di bilancio della sanità, se alla fine non ci sono mai risposte reali, ma le risposte sono, come in questo caso, sempre esclusivamente burocratiche, tra l’altro, con toni e contenuti che non sono propri di una risposta preparata da una Direzione, mi sento di dire.
Comunque, voglio cogliere il buono di quello che ha letto, assessore Ghera, e mi auguro che appena possibile, e mi auguro anche che la prossima volta, però, questo “appena possibile” venga quantificato nei tempi, si possa dare una risposta più celere alle persone che hanno bisogno di plantari e scarpe perché hanno una forte disabilità, non perché vogliano cambiare le scarpe da ginnastica con una marca più nuova. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie.
Passiamo all’interrogazione n. 484 del presidente Zuccalà. Prego.
Speaker : ZUCCALÀ (M5s).
Grazie Presidente, ben ritrovato.
Parliamo della leucodistrofia metacromatica, ovvero la MLD, che è stata inserita, ormai nel 2016, tra gli screening neonatali delle malattie metaboliche ereditarie, all’interno dei LEA, i servizi essenziali di assistenza.
Ora, chiaramente, come sappiamo tutti, lo screening neonatale costituisce un intervento di prevenzione sanitaria importantissimo, e le terapie geniche, anche e soprattutto nel caso della MLD, sono risultate molto efficaci nei pazienti pre-sintomatici, quindi rappresenta una condizione necessaria affinché si possa accedere allo screening, migliorando in modo significativo le prognosi.
Ora, l’MLD è una grave malattia neurodegenerativa, rara e progressiva, con un’incidenza stimata di un caso ogni 100.000 nuovi nati, almeno dalle ultime osservazioni. Appartiene al gruppo delle malattie ad accumulo lisosomiale ed è causata da mutazioni genetiche.
Tutte le forme comportano un progressivo deterioramento delle funzioni motorie e neurocognitive, con maggiore severità nelle forme infantili e giovanili. Essendo ora disponibile una terapia genica per le forme di MLD autorizzata nel 2020, e che tale terapia è stata messa a punto a partire dalla ricerca del San Raffaele di Milano, consente di arrestare e anche rallentare significativamente la progressione della patologia nei pazienti pre-sintomatici, o paucisintomatici, rendendo la diagnosi molto precoce una condizione che determina effettivamente la possibilità di intervento.
Chiaramente, noi abbiamo già, per i nuovi nati, una fase di screening, che comprende, se non sbaglio, 40 patologie, quindi inserire questa nuova patologia potrebbe essere importante, così come hanno fatto già nella Regione Toscana e come stanno facendo in Lombardia e in Puglia, dove hanno avviato dei progetti sperimentali. Potrebbe essere importante per riuscire ad abbattere i problemi che dà ai nuovi nati.
Quello che noi chiediamo, anche in virtù di quello che ha detto l’assessore Ghera per il tramite degli uffici che si occupano di sanità, è capire qual è il percorso che la Regione Lazio vuole fare sulla MLD, quindi, se ha intenzione, all’uscita del piano di rientro di cominciare un percorso di sperimentazione, di progetto pilota, di iniziare già a lavorare con l’inserimento all’interno dei LEA, o quali siano le sue deduzioni rispetto alla MLD e come intende procedere nell’imminente futuro.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Ha chiesto di parlare, per la risposta, l’assessore Ghera. Ne ha facoltà.
Speaker : GHERA, Assessore.
Ovviamente ringrazio sia il collega che ha presentato l’interrogazione che il Presidente.
Con riferimento all’interrogazione a risposta immediata di cui all’oggetto, si rappresenta quanto segue. Lo screening neonatale per la leucodistrofia metacromatica (MLD) non rientra al momento tra i Livelli essenziali di assistenza (LEA). La Regione Lazio è assoggettata ai vincoli del Piano di rientro dal disavanzo sanitario, pertanto non è consentito incrementare la spesa sanitaria per motivi non inerenti alla garanzia dei LEA per spese di carattere non obbligatorio.
La legge di bilancio 2026 del 30 dicembre 2025, la n. 199, all’articolo 1, comma 340, prevede risorse specifiche per la realizzazione di accertamenti diagnostici finalizzati all’individuazione precoce della leucodistrofia metacromatica e si è in attesa del decreto ministeriale attuativo con la definizione dei criteri nazionali di riparto.
Al riguardo è già stata effettuata un’accurata valutazione della fattibilità dell’inserimento della MLD nel pannello delle patologie oggetto del programma di screening neonatale, tenendo conto degli aspetti organizzativi, tecnico-laboratoristici, clinici ed economici. Sulla base di tali elementi, l’inserimento della MLD è stato ritenuto tecnicamente e organizzativamente perseguibile all’interno della rete dello screening neonatale a seguito dell’ottenimento del finanziamento.
La Regione, quindi, è pronta a dare avvio a tale attività procedendo all’adeguamento laboratoristico, alla definizione dei protocolli operativi condivisi e alla formazione del personale, al fine di garantire un percorso omogeneo, sicuro ed efficace su tutto il territorio regionale.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Assessore.
Ha chiesto di parlare, per la replica, il consigliere Zuccalà. Ne ha facoltà.
Speaker : ZUCCALÀ (M5s).
Grazie, Presidente.
Ringrazio per quella che io ritengo comunque un’ottima notizia. Se come Regione siamo pronti nel momento in cui verranno ripartiti i fondi per lo screening della MLD questo non può che essere accolto con favore.
Quello a cui tengo, e chiaramente terremo monitorato quanto accadrà nei prossimi mesi, quindi se effettivamente la Regione Lazio riuscirà a uscire dal Piano di rientro, quindi avrà disponibilità di spesa propria per quello che riguarda la spesa sanitaria, è che se dovesse tardare il riparto dei fondi ministeriali torneremo a chiedere l’avvio di un percorso pilota, visto che, da quello che ho capito come risposta, che chiedo anche in forma scritta, per cortesia, all’Assessore, essendo una Regione pronta con le sue strutture, con il suo personale a rispondere a questa necessità, se non dovessero arrivare i fondi da parte del Ministero, procedere con un progetto pilota per riuscire ad anticipare i tempi rispetto a quelli dettati dal Governo.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie.
Passiamo all’interrogazione n. 480, a firma della consigliera Mattia.
Ha chiesto di parlare la consigliera Mattia. Ne ha facoltà.
Speaker : MATTIA (Pd).
Buongiorno, Presidente. Ben trovato a lei, alle colleghe e ai colleghi.
Intervengo in Aula per porre l’attenzione su un’emergenza non più differibile, una crisi che non è speculazione teorica né un’esercitazione politica, ma che da giorni sta picchiando sulle porte di decine di Sindaci e di Amministrazioni locali della nostra Regione.
Parliamo del blocco e della paralisi della filiera del riciclo della plastica nel Lazio. Iniziamo dai fatti. A causa della profonda crisi di competitività che sta colpendo la filiera nazionale del riciclo, strozzata dall’ingresso sul mercato di plastica vergine e di materiali riciclati provenienti da Paesi extra UE a costi stracciati e non competitivi, il Consorzio COREPLA ha rallentato e sospeso drasticamente i ritiri degli imballaggi in plastica degli impianti di stoccaggio e selezioni locali. Questo che cosa significa per i nostri territori? Significa che i centri di stoccaggio sono saturi. Quando i centri sono pieni le aziende chiudono i cancelli ai Comuni.
È la cronaca di questi giorni: la Baldacci Recuperi Srl, centro comprensoriale di riferimento per una vasta area a nord di Roma, per i Comuni di Capena, Fiano Romano, Magliano Romano, Mazzano Romano, Morlupo, Palombara Sabina, Riano, Rignano, Flaminio e Monterosi, ha dovuto comunicare formalmente la sospensione del ritiro della plastica dalla data del 31 agosto scorso.
Avete capito? Dal 31 agosto scorso i camion di questi Comuni rischiano di non avere più un luogo dove scaricare la plastica differenziata dai cittadini. Guardate che questo non è un episodio isolato o limitato soltanto a quella parte del territorio, ma si va ad aggiungere anche il Comune di Anzio e alcuni Comuni della Provincia di Latina. Una macchia d’olio che si sta allargando giorno dopo giorno su tutto il territorio regionale.
Qui siamo, Presidente, di fronte a tre grandi questioni: il rischio del blocco del servizio e la beffa dei cittadini; i cittadini del Lazio differenziano i rifiuti con impegno, pagano le tasse, rispettano l’ambiente e i Comuni si trovano schiacciati; i costi economici spaventosi a carico dei Comuni per non interrompere il servizio ed evitare che di cassonetti si riempiano anche le piazze e ci siano i rifiuti davanti alle scuole; e poi il pericolo ambientale, di sicurezza pubblica, perché sappiamo che con impianti saturi, con accumuli esponenziali di plastica ci può essere il rischio di roghi.
Qual è il problema? Diciamo la verità. La verità è che il vostro Piano rifiuti è appeso lì, senza visione, con poche idee e pure confuse. Esistono tecnologie moderne e avanzate per poter ricavare nuovi materiali e valori della plastica. Ne siete a conoscenza? Vi state interessando di qualcosa oppure l’unico vero obiettivo del vostro Piano era semplicemente demolire tutto quello che è stato fatto prima di voi?
Diciamolo con franchezza in quest’Aula: l’unica vera iniziativa coraggiosa e risolutiva di questa Regione negli ultimi anni l’ha presa il sindaco Gualtieri, con il termovalorizzatore. Per il resto, da parte della Giunta regionale vediamo solo vuoto e improvvisazioni.
Con questa interrogazione vi stiamo chiedendo, oltre che una convocazione urgente della Commissione consiliare competente con tutti i Sindaci e gli Assessori, quali azioni immediate intendete mettere in campo per garantire la continuità della raccolta differenziata nei Comuni colpiti ed evitare la paralisi del servizio; quali misure straordinarie, impianti alternativi o capacità aggiuntive di stoccaggio si intendono autorizzare e individuare d’urgenza per smaltire l’accumulo di plastica. Intendete istituire un fondo di sostegno economico straordinario per i Comuni interessati dall’emergenza affinché i costi non ricadano sui Comuni? Intendete convocare un tavolo di coordinamento regionale permanente con tutti questi Comuni? Qual è la vostra strategia a medio e lungo termine per attuare, potenziare e mettere in sicurezza la filiera di riciclo nel Lazio, per evitare che alla prima scossa di mercato sia l’intero sistema dei rifiuti della nostra Regione a finire in ginocchio?
Presidente, concludo. Noi, come opposizione, abbiamo fatto la nostra parte portando in Aula il problema e chiedendo anche la convocazione di una Commissione urgente. Ora la palla passa a voi, quindi diteci chiaramente, con atti e risorse, cosa intendete fare per governare questa crisi e tutelare le nostre comunità. Non accetteremo rimpalli, non accetteremo risposte di rimpalli né tantomeno che questa crisi venga scaricata sulle Amministrazioni locali.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, consigliera Mattia.
Ha chiesto di parlare l’assessore Ghera, per la replica. Ne ha facoltà.
Speaker : GHERA, Assessore.
Ringrazio la collega e il Presidente.
Con riferimento all’interrogazione in oggetto, con la quale si interrogano il Presidente della Giunta regionale e l’Assessore competente sulle misure da adottare per supportare i Comuni che stanno fronteggiando le criticità del riciclo della plastica, si rappresenta che l’intera filiera della gestione degli imballaggi in plastica sta attraversando una grave crisi strutturale e operativa.
La saturazione degli impianti di stoccaggio e la destinazione finale sta determinando un blocco a catena, che si ripercuote fino al servizio di raccolta “porta a porta”. La causa scatenante, segnalata da più attori sul territorio, è legata in gran parte alla mancata disponibilità e tempestività dei ritiri da parte del COREPLA presso gli impianti autorizzati. Questa interruzione del flusso sta costringendo gli operatori e le Amministrazioni locali a cercare soluzioni alternative di emergenza, spesso molto onerose, per scongiurare l’interruzione di un servizio pubblico essenziale e i conseguenti rischi igienico-sanitari.
Sul territorio della Regione Lazio la situazione ha già assunto caratteri emergenziali e le problematiche segnalate dai Comuni e dai gestori degli impianti evidenziano un quadro clinico diffuso, con autonomie residue di pochi giorni e costi straordinari e difficilmente sostenibili.
La situazione di criticità che è stata segnalata da più parti ha fatto sì che il MASE, il Ministero competente, che governa questo settore... Non è una crisi del Lazio, ma una crisi a livello nazionale. Anche le Regioni in cui governa la sinistra sono nelle stesse condizioni. Forse nell’interrogazione non è chiaro. Non è una problematica che deriva in qualche modo dalla Regione, dal Piano regionale. Uno, ovviamente, le cose le definisce adeguatamente. Non c’entra niente, perché in tutta Italia è così. Le plastiche che vengono prodotte in alcune nazioni extra UE hanno un prezzo talmente basso che gli operatori preferiscono acquistare queste plastiche magari prodotte in Cina o in altri Paesi del mondo rispetto a quelle che vengono recuperate dal COREPLA. Quindi, è un problema che va risolto per forza di cose a livello nazionale, perché non dipende dal Lazio, ma da tutte le Regioni, comprese quelle governate dalla sinistra e dal PD, che sono nelle stesse identiche condizioni. Non c’è differenza di sorta. Anche per spiegare le cose, perché altrimenti uno pensa che sia un problema locale. Non è un problema locale.
Comunque, il Ministero dell’ambiente, che è competente, ha attivato un apposito tavolo di monitoraggio permanente, che unisce Ministero, ISPRA, ENEA, ANCI, UTILITALIA, CONAI e lo stesso COREPLA, per coordinare gli interventi straordinari. Tra le soluzioni sollevate dalla filiera e dalle Regioni figurano l’urgenza di rafforzare i controlli sulle importazioni di polimeri extra UE, l’applicazione rigorosa dei Centri ambientali minimi (CAM) negli appalti pubblici per stimolare la domanda interna dei prodotti in plastica riciclata, sostegni mirati per colmare il deficit impiantistico, puntando anche sulle tecnologie più avanzate di selezione ottica e di riciclo chimico per le frazioni di plastica più complesse.
Il tavolo del MASE, che è la sede principale in cui viene affrontata l’emergenza della filiera della plastica, istituito per monitorare l’andamento del comparto, riunisce in modo congiunto tutti gli attori chiave. In data 28 agosto 2026 la direzione ha trasmesso al coordinamento della Commissione ambiente, energia e sostenibilità della Conferenza delle Regioni e Province autonome il proprio contributo, in riscontro alla richiesta del 24 agosto 2026, specificando in particolare che la Regione Lazio, al momento, dispone di sole 295.000 tonnellate in termini di capacità di incenerimento, offerte dall’impianto di termovalorizzazione di San Vittore, gestito da ACEA Ambiente Spa, interamente destinato ad accogliere la produzione di CSS minimo, codice CER 19 12 10, per la produzione del quale viene garantita una copertura parziale.
Pertanto, anche qualora la situazione individuata per gestire la fase emergenziale fosse quella di avviare il recupero energetico, la Regione Lazio non disporrebbe della capacità impiantistica adeguata, dovendo già al momento esportare fuori regione oltre il 20 per cento di CSS minimo.
In data 7 settembre alle 12.30 si è tenuta una Commissione ambiente, energia e sostenibilità, che al punto 5 all’ordine del giorno prevedeva la raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggi in plastica, proposte condivise su strategie e azioni da adottare a livello nazionale atte a superare la situazione di criticità, da presentare al Governo.
La Regione Lazio sta facendo il possibile per segnalare a livello nazionale, di competenza, con le altre Regioni, con la Conferenza Stato-Regioni, dove ‒ come sapete ‒ ci sono sia le Regioni governate dal centrodestra che quelle governate dal centrosinistra. Quindi, non mischierei le varie tematiche.
È giusto fare le Commissioni, gli incontri, spiegare il problema, affrontarlo seriamente, verificare quanto si può fare, se ci sono siti di stoccaggio temporaneo, che è l’unica soluzione, visto che noi non abbiamo impianti adeguati a gestire la mole di tonnellate di plastica che al momento sarebbero destinate, secondo l’indirizzo della Commissione e del MASE, all’incenerimento, non c’è la possibilità nella nostra regione, e non ci sarà a breve, inevitabilmente. L’alternativa è o predisporre adeguate spedizioni fuori dalla nostra regione, ovviamente con costi e aggravi importanti, oppure poter ragionare a livello nazionale con chi di competenza, per trovare le soluzioni, di cui vi ho parlato, che vadano a incidere sul tema della filiera. Lo stoccaggio temporaneo, che è una cosa che si può adottare con ordinanza, è una soluzione temporanea del problema, ma non quella definitiva. Quindi, va studiato. È un tema nuovo, non è facilmente risolvibile, però non è un tema assolutamente della Regione Lazio, ma è un tema nazionale, che può e deve essere risolto, per forza di cose, anche con il supporto delle altre Regioni, ma anche del Ministero competente.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Assessore.
Ha chiesto di parlare, per la replica, la consigliera Mattia. Ne ha facoltà.
Speaker : MATTIA (Pd).
Come avevo anticipato, Assessore, non ci accontentiamo dello scaricabarile e neanche che lei venga in Aula a raccontarci quello che hanno fatto gli uffici o quello che stanno facendo a livello ministeriale.
Lei è un Assessore regionale, ha una delega. C’è un problema, ci deve dire qual è la sua soluzione, la vostra soluzione politica e amministrativa a questo tema. È un tema così grande e così serio che non può venire in Aula e rispondere con quanto indicato dagli uffici. Tra l’altro, ci ha letto anche qual è il parere della sanità? Comunque sia diventa una questione anche sanitaria, se non intervenite.
Avete intenzione o no di convocare i tavoli? Avete intenzione o no di aiutare economicamente questi Sindaci o li volete lasciare soli e raccontare quello che il Ministero vi sta dicendo e raccontarci quello che gli uffici vi stanno dicendo, senza avere una vostra posizione?
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie.
Passiamo all’interrogazione n. 475, a firma della consigliera Zeppieri.
Ha chiesto di parlare la consigliera Zeppieri. Ne ha facoltà.
Speaker : ZEPPIERI (Polo Progressista Sinistra Ecologista).
Grazie, Presidente. Bentrovato a lei e a tutta l’Aula.
Con questa interrogazione richiamo l’attenzione della Giunta sulla discarica di Monte della Grandine nel Comune di Magliano Romano, in Provincia di Roma.
Nel 2007 il Comune autorizzò la trasformazione di una cava in discarica di inerti sulla base di un progetto che non prevedeva alcun sistema di impermeabilizzazione artificiale. Successivamente, la stessa ARPA Lazio evidenziò tale circostanza e la Regione impose un pacchetto di impermeabilizzazione per la base e le sponde dell’invaso. Nello stesso sito risultano conferiti almeno 64.000 metri cubi di rifiuti.
Sulle successive istanze di ampliamento si è pronunciato il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 3997 del 9 maggio 2025, che ha riconosciuto la fondatezza delle osservazioni formulate dall’Associazione Ecologica Monti Sabatini e ha affermato che non appare attendibile ricondurre alle sole condizioni naturali del sito la presenza di fluoruri nelle acque di falda in concentrazioni superiori ai valori di fondo approvati. La stessa sentenza ha, inoltre, ritenuto indispensabile la preventiva elaborazione di un attendibile modello idrogeologico del sito.
Con la successiva sentenza n. 4000 del 19 maggio 2026 il Consiglio di Stato ha, inoltre, affermato che il rinnovo dell’autorizzazione non poteva avvenire mediante autocertificazione, ai sensi dell’articolo 209 del decreto legislativo n. 152/2006, ma richiedeva la procedura ordinaria, di cui all’articolo 208, annullando il rinnovo autorizzativo.
La discarica si trova, inoltre, in un’area di particolare pregio ambientale, nel bacino idrogeologico del Parco della Valle del Treja e del sito Natura 2000, Fosso Cerreto, ed è oggi ricompresa nell’ampliamento del Parco di Veio approvato da questo Consiglio regionale.
Alla luce di tali circostanze e del principio di precauzione, risulta necessario conoscere quali iniziative la Regione intenda assumere per dare piena attuazione alle richiamate decisioni del Consiglio di Stato. Pertanto, si interrogano la Giunta regionale e gli Assessorati competenti per sapere quali iniziative la Regione intenda assumere rispetto all’attivazione delle procedure di chiusura del sito e all’adozione delle eventuali misure cautelative necessarie, al fine di dare piena esecuzione alle statuizioni contenute nelle sentenze del Consiglio di Stato n. 3997 del 9 maggio 2025 e n. 4000 del 19 maggio 2026, con particolare riferimento all’elaborazione di un attendibile modello idrogeologico del sito, al fine di consentire un corretto monitoraggio post gestione della discarica e l’accertamento di eventuali contaminazioni della falda.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie.
Ha chiesto di parlare, per la risposta, l’assessore Ghera. Ne ha facoltà.
Speaker : GHERA, Assessore.
Grazie.
In merito alla risposta all’interrogazione e alla sentenza n. 3997 del 9 maggio 2025, che ha definitivamente annullato la determinazione regionale del 30 giugno 2022 e la relativa autorizzazione all’esercizio dell’impianto di trattamento, si segnala che la società, con nota acquisita, ha presentato istanza di autorizzazione alla disattivazione e rimozione dell’impianto di trattamento chimico-fisico del percolato al servizio della discarica per rifiuti inerti sita in località Monte della Grandine, Comune di Magliano Romano, esecuzione giudicata amministrativa.
A seguito di tale richiesta, la scrivente direzione ha indicato quanto segue: atteso che tali attività rivestono a pieno titolo l’esecuzione del giudicato amministrativo, nonché l’adempimento dell’obbligo del gestore del rispristino dello stato dei luoghi, quindi lo status quo ante esistente prima dell’autorizzazione, oggi caducata, questa autorità competente prende atto di quanto da codesta società rappresentato ed esprime il nulla osta alle descritte attività, non sussistendo alcun presupposto all’adozione di una specifica autorizzazione. A seguito di tale indicazione, la società è obbligata al ripristino, come indicato.
Il Comune di Magliano Romano ha successivamente manifestato, all’esito di tale indicazione, la difficoltà del pieno ripristino dello stato dei luoghi ex ante la realizzazione dell’impianto di trattamento del percolato, in quanto la sua completa rimozione comporterebbe la modifica dello scarico esistente, altresì oggetto di contenzioso per l’ubicazione dello stesso nell’area boscata. La scrivente direzione, comunque, sta monitorando la situazione, al fine di verificare il completo ripristino e di individuare una soluzione rispetto a quanto segnalato dal Comune di Magliano Romano.
In merito alla sentenza del Consiglio di Stato, ha accolto parzialmente il ricorso della sentenza del TAR Lazio n. 14920/2025, indicando che se il vincolo è sopravvenuto rispetto all’originaria autorizzazione non si può procedere con la forma semplificata mediante autocertificazione, articolo 209 del Codice ambientale, ma occorre seguire la procedura ordinaria, articolo 208 del Codice ambientale. La scrivente direzione, in accordo con l’Avvocatura regionale, è in attesa degli esiti del ricorso ex articoli 106 e 395 proposto da IDEA4 Srl presso il Comune di Magliano Romano nei confronti della Regione Lazio per la revocazione della sentenza del Consiglio di Stato, trasmessa dall’Avvocatura con nota protocollo regionale 0727065 del 9 luglio 2026, nella quale la Regione Lazio ha ragionevolmente ritenuto di non costituirsi in giudizio, come peraltro già fatto nel ricorso precedente del Consiglio di Stato. All’esito del ricorso per la revocazione, il cui riscontro avverrà nel mese di ottobre, la scrivente direzione procederà secondo gli esiti.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Assessore.
Ha chiesto di parlare la consigliera Zeppieri, per la replica. Ne ha facoltà.
Speaker : ZEPPIERI (Polo Progressista Sinistra Ecologista).
Grazie, Assessore. Le chiedo, gentilmente, di poter avere la risposta in forma scritta, per poter visionare al meglio tutti i passaggi che ci sono stati. Attendiamo ottobre per gli esiti del ricorso.
Non ho capito se c’è stata una risposta rispetto all’elaborazione del modello idrogeologico del sito, ma magari con la risposta scritta...
Speaker : PRESIDENTE.
Può venire a ritirare al tavolo della Presidenza la copia.
Ha chiesto di parlare il consigliere La Penna. Ne ha facoltà.
È l’ultimo question time.
Speaker : LA PENNA (Pd).
Grazie, Presidente.
Questa interrogazione riguarda le attività che si svolgono nel Porto commerciale di Gaeta, la necessità di verifiche sui controlli ambientali, sulla trasparenza delle procedure di movimentazione di sottoprodotti del petrolio, come il petcoke, per la tutela della salute pubblica.
Da quando è stata depositata sono trascorsi alcuni mesi, ci sono state anche delle polemiche mediatiche e altre notizie che si sono susseguite, fatti di cronaca. Cercherò con equilibrio di ricondurle alla domanda, al quesito che rivolgo alla Giunta.
Come sapete, il Porto commerciale di Gaeta rientra nel sistema dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centro-Settentrionale. Dai dati pubblicati dalla medesima Autorità, nel periodo gennaio-dicembre 2025 il Porto di Gaeta ha registrato un traffico complessivo pari a 1.780.000 tonnellate, tra cui risultano quasi 200.000 tonnellate di rinfuse solide classificate come carbone.
Tra i materiali movimentati rientra il petcoke, sottoprodotto solido della raffinazione petrolifera ad alto potere calorifico. Noi sappiamo che il petcoke fino al 2002 era classificato come rifiuto altamente tossico. Poi, con un provvedimento dell’allora Governo Berlusconi, fu cambiata la classificazione e ne fu autorizzata la combustione, però è rimasto questo elemento di dubbio rispetto all’opportunità di quella riclassificazione.
Tale materiale viene movimentato nel Porto di Gaeta e successivamente trasportato su gomma, attraversando i territori comunali di Formia e Minturno, per essere depositato nel sito di Sessa Aurunca, sito autorizzato già a partire dal 1991, la cui autorizzazione ha resistito alle diverse modifiche normative.
Nel territorio del Sud Pontino permane una certa diffusa preoccupazione in merito agli effetti ambientali e sanitari connessi alla gestione della movimentazione del petcoke, con particolare riferimento alla qualità dell’aria, alla dispersione di polveri e alla sicurezza della circolazione. Teniamo conto che il Porto commerciale è ubicato in un contesto urbano territoriale densamente abitato, con conseguenti rilevanti impatti sulla viabilità locale e comprensoriale.
La questione è stata oggetto nel tempo di diverse segnalazioni, di diverse discussioni. Ultimo un video diffuso sui social da una Consigliera comunale di Formia, un video relativo a operazioni di scarico di una nave ormeggiata nel porto durante un evento meteorico, nel quale si noterebbero fenomeni di dilavamento di residui scuri lungo lo scavo in banchina, con deflusso verso lo specchio acqueo portuale.
Tenuto conto che sotto il profilo tecnico-sanitario la movimentazione e lo stoccaggio del petcoke presentano criticità principalmente legate alla dispersione di polveri sottili PM10, con potenziali effetti sull’apparato respiratorio e cardiovascolare e che in presenza di precipitazioni intense eventuali residui presenti sulle superfici operative possono determinare fenomeni di dilavamento, trasferimento di contaminanti nelle acque meteoriche; tenuto conto che risultano essenziali procedure operative efficaci e integrate lungo l’intera filiera, che è fatta di scarico, movimentazione, eventuale stoccaggio e trasporto, tali da garantire condizioni di contenimento, controllo e tracciabilità del materiale; visto che la Regione Lazio stessa, ai sensi della legge n. 84/1994, partecipa alla governance dell’Autorità Portuale attraverso la designazione di un componente nel Comitato di gestione e che, soprattutto per il tramite di ARPA Lazio e della normativa ambientale regionale, esercita funzioni di indirizzo, monitoraggio, controllo per gli ambiti di propria competenza; ricordato che ARPA Lazio, nella valutazione preliminare della qualità dell’aria, anno 2024, rileva per Gaeta Porto una media annua di PM10 pari a 26 microgrammi metro cubo, con 19 superamenti del limite giornaliero, evidenziando come nella zona litoranea il numero più elevato di superamenti sia registrato proprio nel sito di Gaeta.
Qui c’è stata anche quest’estate una contraddizione, una polemica tra i dirigenti della dogana e dei monopoli, che hanno sollecitato un sopralluogo delle diverse Istituzioni per verificare gli impatti sui lavoratori delle dogane della circolazione di queste polveri, con un documento anche molto articolato, in cui chiedevano l’installazione di cabine di monitoraggio e altre misure di prevenzione sanitaria rispetto alla tutela della salute dei lavoratori. Invece, c’è stato un documento dei lavoratori del porto e anche delle sigle sindacali, che tendevano a confermare che tutte le operazioni di movimentazione di petcoke si svolgessero seguendo le linee-guida, quindi rientrando nei canoni previsti dalla normativa.
È chiaro che stiamo parlando di una sostanza altamente nociva. Ripeto, nel 2002 ci fu quel cambio di classificazione da rifiuto altamente tossico a rifiuto utilizzabile come combustibile. Contiene metalli pesanti molto importanti e anche idrocarburi policiclici aromatici molto pericolosi. Stiamo parlando della necessità che tutte le Istituzioni convergano nel monitorare nella maniera più ampia possibile le procedure di movimentazione del petcoke e garantire gli standard più alti di monitoraggio, di controllo della qualità dell’aria, della difesa e della tutela della salute dei lavoratori.
Per questo la richiesta che noi facciamo alla Giunta, cercando di tener conto con equilibrio delle varie informazioni e anche delle varie tesi al riguardo, noi sappiamo che Legambiente negli anni ha sostenuto, soprattutto dalla parte della provincia di Caserta, l’inopportunità di quel cambio di classificazione e anche tutta una serie di dubbi riguardo alla tracciabilità di tutta la procedura di movimentazione.
Però noi come Istituzioni, dobbiamo garantire, e questa è la domanda, e mi avvio, Presidente, a chiudere, vogliamo conoscere, chiedere alla Regione Lazio, alla Giunta, quali iniziative di monitoraggio, di verifica e di controllo si siano attivate, si intenda attivare, per quanto di competenza, anche attraverso ARPA Lazio, in relazione alle attività di movimentazione del petcoke, con particolare riferimento anche agli episodi documentati in alcuni video che hanno avuto importanza sulla cronaca locale e non solo, e l’eventuale sussistenza di criticità, o non conformità alla conseguente adozione delle misure necessarie a tutela dell’ambiente, della salute dei cittadini e della qualità dell’aria.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie.
Diamo la parola all’assessore Palazzo per la risposta. Ricordo i tempi di tre minuti.
Speaker : PALAZZO, Assessore.
Grazie, Presidente, un saluto ai colleghi dell’Aula, in particolar modo ringrazio anche il consigliere La Penna, perché mi dà anche l’occasione per portare un po’ di chiarezza su questa situazione che sta particolarmente a cuore non solo all’Assessore competente, ma alla Giunta tutta e ritengo al Consiglio tutto.
Venendo in particolare all’oggetto dell’interrogazione, rappresento che mi sono mossa fin da subito, appena resa edotta della problematica, con la Direzione Ambiente, chiedendo di fornirmi tutte le informazioni del caso.
Relativamente alla valutazione della qualità dell’aria, si evidenzia che essa viene effettuata sull’intero territorio regionale, inclusa l’area del Comune di Gaeta, in costante e rigorosa conformità con la normativa nazionale (decreto legislativo 155) e regionale vigente (DGR n. 8/2022 e DGR n. 1124/2022).
Le attività di monitoraggio e la gestione della rete di rilevamento sono affidati ad ARPA Lazio, che assicura la raccolta e l’elaborazione dei dati tecnici secondo standard certificati, sulla base dei quali la Regione Lazio provvede annualmente all’approvazione della valutazione della qualità dell’aria nel Lazio, nel rispetto dei contenuti tecnici previsti dal decreto legislativo n. 155.
Infatti, con riferimento agli standard di qualità dell’aria per il PM 10, disciplinati dallo stesso decreto legislativo, valore limite medio annuo di 40 microgrammi per metro cubo e valore limite giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo, da non superare per più di 35 volte nell’anno civile, come riportato nella valutazione della qualità dell’aria relativa al 2025, la Stazione di Gaeta porto ha registrato una media annua di 23 microgrammi per metro cubo e un numero di superamenti pari a 18, dati migliorativi rispetto al 2024, che riportava 26 microgrammi per metro cubo e 19 superamenti.
Anche per i dati relativi al primo semestre 2026, quindi parliamo da gennaio ad oggi, abbiamo soltanto due superamenti. Evidenziano quindi che i livelli di PM 10 si mantengono stabilmente entro le soglie di legge, confermando il miglioramento descritto nelle relazioni annuali fornite da ARPA Lazio.
Il Comune di Gaeta ricade nella zona litoranea e, sulla base delle rilevazioni storiche e dei dati consolidati in possesso, non sussistono ad oggi criticità o superamenti dei valori limite che richiedano l’adozione di provvedimenti d’urgenza, o piani di risanamento specifici per l’area urbana circostante il porto.
In relazione all’episodio segnalato, la Direzione Ambiente ha provveduto a richiedere ad ARPA Lazio ogni utile elemento informativo, con nota acquisita al protocollo regionale dell’8.7.2026.
L’Agenzia ha riscontrato la richiesta evidenziando il pieno e attivo coinvolgimento delle proprie strutture tecniche nelle attività di verifica sul posto. Il servizio sezione provinciale di Latina, unità controlli, è stato coinvolto in attività di indagine dalle polizie giudiziarie operanti sul territorio, in particolare partecipando ad un sopralluogo congiunto svolto in data 28 maggio 2026 presso il porto commerciale di Gaeta e richiesto al NOE di Latina, a cui hanno partecipato anche altre polizie giudiziarie.
L’Unità risorse idriche di Latina del Dipartimento stato dell’ambiente è coinvolta sin dal principio in indagini tecniche, coordinate dalla Capitaneria di Porto, Guardia Costiera di Gaeta.
In conclusione, colgo l’occasione per precisare che questo Assessorato ha promosso fin da subito ogni attività volta a supportare e valorizzare la fondamentale attività di monitoraggio della qualità ambientale della Regione attraverso un costante e produttivo confronto con la Direzione regionale competente e l’ARPA Lazio, sia per quanto riguarda la qualità dell’aria che delle acque, anche attraverso la promozione di accordi collaborativi interistituzionali con le autorità competenti.
Cito il protocollo d’intesa sottoscritto il 3 maggio 2024 dalla Regione Lazio e il Comando regionale Lazio della Guardia di finanza, e Agenzia regionale protezione ambientale del Lazio, con l’obiettivo di migliorare le modalità di collaborazione per controllare costantemente lo stato delle acque superficiali sotterranee e le fonti di pressione, nonché, di contrastare gli illeciti economico-finanziari in danno del bilancio della Regione. Da ultima, l’approvazione, con DGR n. 594 del 16 luglio 2026, dello schema di protocollo d’intesa tra Regione Lazio, Direzione marittima del Lazio e di ARPA Lazio, per la realizzazione del progetto finalizzato alla prevenzione e al contrasto di fenomeni di inquinamento dei corsi d’acqua e dei bacini idrografici, con particolare riferimento specifico alle aree marine e costiere.
L’accordo, mediante la valorizzazione delle sinergie istituzionali, è finalizzato a promuovere e a rafforzare la collaborazione nel settore strategico della tutela ambientale delle aree marine e costiere e dei bacini idrografici ad esse connessi, offrendo un ulteriore strumento a garanzia della qualità scientifica delle azioni di monitoraggio e ispezione intraprese da ARPA e Capitaneria di porto, nelle aree marine e costiere e nei territori dell’entroterra, con particolare riguardo alle aziende e agli impianti produttivi, le cui attività possono determinare impatti ambientali significativi.
Questo per mettere a disposizione del Consiglio anche dei dati scientifici, quindi, che sono fondamentali. Rimango a disposizione, ovviamente, per qualsiasi approfondimento.
Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Diamo la parola per la replica al consigliere La Penna. Prego.
Speaker : LA PENNA (Pd).
Grazie, Presidente, grazie Assessore.
Mi aspettavo questo tipo di risposta, nel senso che in qualche modo alcuni dati erano già disponibili, altri li ha elencati lei.
La richiesta nostra è che siccome tutta la filiera di movimentazione e trasporto del petcoke non finisce nel porto commerciale di Gaeta, ma riguarda tutto quel territorio e va a finire nel deposito di Sessa Aurunca, quello che chiediamo è che ci sia un costante monitoraggio su tutta la filiera del trasporto e della movimentazione.
Fra l’altro, sono in itinere, mi risulta, altre procedure autorizzative che riguardano società simili o affini rispetto ad altri stoccaggi sulla banchina del porto commerciale di Gaeta. Da questo punto di vista, è chiaro che questo avviene naturalmente fino a prova contraria nel rispetto delle normative, però la preghiera è che si facciano tutti gli sforzi necessari affinché tecnicamente, a livello di strumentazione, a livello di politiche di prevenzione, per quanto riguarda i lavoratori, sia messo in campo uno sforzo unitario di tutte le Istituzioni e uno sforzo che non lasci zone d’ombra, e che permetta che queste lavorazioni, se rispondenti alle normative, possano andare avanti senza creare danno alcuno nella popolazione e nei lavoratori.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie.
Sono terminati i question time.
Sospendiamo 10 minuti il Consiglio per consentire agli uffici di elaborare le pratiche. Riprendiamo i lavori dell’Aula tra 10 minuti.
Invito i Consiglieri a prendere posto. Iniziamo la seduta n. 78.
Comunico che sono stati presentati i seguenti atti:
- Proposte di legge regionale: dal n. 297 al n. 301;
- Proposte di deliberazioni consiliari: dal n. 62 al n. 65;
- Mozioni: dal n. 397 al n. 404:
- Interrogazioni a risposta scritta: dal n. 323 al n. 331;
- Interrogazioni a risposta immediata: dal n. 470 al n. 484.
Comunico inoltre che il consigliere Pasquale Nicolai ha ritirato la proposta di legge regionale n. 49, la consigliera Alessandra Zeppieri ha sottoscritto la mozione n. 394, il consigliere Valerio Novelli ha sottoscritto l’interrogazione a risposta immediata n. 468.
È pervenuta risposta scritta alle interrogazioni nn. 302, 308, 309, 311, 312, 314, 315, 316, 317, 321, 322, 323 e 324.
Comunico che la Giunta regionale ha trasmesso, ai sensi dell’articolo 11 della legge regionale 9 febbraio 2015 n. 1, la relazione informativa annuale della Giunta al Consiglio regionale anno 2025, ai sensi degli articoli 10 e 11 della legge regionale del 9 febbraio 2015 n. 1 recante “Disposizioni sulla partecipazione, la formazione e l’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea e sulle attività di rilievo internazionale della Regione Lazio”, adottata con decisione n. 36 del 6 agosto 2026, inviata ai consiglieri regionali tramite posta certificata e assegnata alla II Commissione consiliare permanente.
Comunico inoltre che la Giunta regionale ha trasmesso, ai sensi del paragrafo n. 11 del principio contabile applicato della programmazione, Allegato 4.1 al decreto legislativo n. 118/2011, la deliberazione n. 694 del 6 agosto 2026 concernente il “Rendiconto generale della Regione Lazio per l’esercizio finanziario 2025 ‒ Adozione del Piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio, ai sensi degli articoli nn. 18-bis e 41 del decreto legislativo 23 giugno 2011 n. 118 e successivi adempimenti, ai sensi del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 9 dicembre 2015 e dell’articolo 13 della legge 30/01/2009 n. 196.
La sopra citata deliberazione è stata trasmessa ai consiglieri regionali tramite posta elettronica certificata.
Comunico infine che il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, dalle ore 12.30 alle ore 20.00, e l’assessore Giancarlo Righini, dalle ore 12.30 alle ore 20.00, saranno assenti nella seduta odierna, poiché impegnati in attività istituzionali, e, ai sensi dell’articolo 34, comma 5, del Regolamento dei lavori del Consiglio, saranno computati come presenti ai fini della fissazione del numero legale.
Sono stati trasmessi per l’approvazione da parte del Consiglio i processi verbali concernenti le sedute n. 76 del 29 luglio 2026 e n. 77 del 28 luglio 2026. Se non vi sono obiezioni, i processi verbali si intendono approvati.
Comunico, inoltre, che, a partire dalla odierna seduta del Consiglio regionale del Lazio, sarà attivato il servizio di interpretariato della lingua dei segni italiana (LIS). L’iniziativa rappresenta un importante passo avanti nel percorso di inclusione e accessibilità delle Istituzioni regionali. Grazie alla presenza di interpreti qualificati, le persone non udenti potranno seguire i lavori consiliari in modo più diretto e completo.
Il servizio consentirà una maggiore partecipazione alla vita democratica e all’attività istituzionale della Regione. L’accessibilità delle sedute rafforza il principio di pari opportunità nell’accesso all’informazione pubblica. Il Consiglio regionale conferma così il proprio impegno nella promozione dei diritti e dell’inclusione sociale.
L’introduzione della LIS nelle sedute consiliari favorisce una comunicazione più aperta e vicina ai cittadini. Si tratta di un intervento concreto, volto ad abbattere le barriere comunicative ancora esistenti. L’obiettivo è rendere sempre più fruibili e trasparenti le attività del Consiglio, un segnale di attenzione che conferisce a costruire un’Istituzione più accessibile e moderna.
È in distribuzione l’emendamento D/01 di Giunta. Siccome è un emendamento tecnico, se non vi sono obiezioni, evitiamo l’ora di attesa.
Ha chiesto di intervenire sull’ordine dei lavori la consigliera Tidei. Ne ha facoltà.
Speaker : TIDEI (IV-C-RE).
Grazie, Presidente.
Prendo di nuovo la parola in quest’Aula per porre il tema del fine vita, però voglio rivolgere soprattutto un appello ai colleghi del Centrodestra, dicendo loro “guardate, proviamo a liberare questa discussione”.
La proposta di legge sul fine vita, che abbiamo presentato insieme al collega Marotta e che hanno sottoscritto tutti i consiglieri d’opposizione, è ferma in questo Consiglio da quasi tre anni, tre anni nei quali noi abbiamo chiesto una cosa molto semplice: confrontiamoci, discutiamola, entriamo nel merito e, dopo quello che è accaduto in Veneto, in cui una Regione guidata dal Centrodestra ha approvato una legge che disciplina le modalità di accesso all’assistenza sanitaria, al suicidio medicalmente assistito, e visto che comunque anche in altre regioni come in Piemonte, dove c’è una proposta a prima firma di una consigliera della Lega, in Puglia, che è governata dal Centrosinistra, ma c’è una proposta di legge regionale firmata da consiglieri di Forza Italia e della Lega, credo che nel Lazio non dobbiamo far altro che discutere di questa proposta ed entrare nel merito.
Perché qui non si può discutere? Non è il caso di liberare questa discussione dagli steccati ideologici? Guardate che questo tema del fine vita non è un tema né di Destra, né di Sinistra, è una questione di libertà, di dignità, di sofferenza, e non basta dire che serve una legge nazionale, ne siamo tutti convinti da tempo, ma se il Parlamento è colpevolmente in ritardo, perché avete visto che sono stati rimandati gli atti in Commissione e quindi decide di non decidere, noi non possiamo far altro che fare quello che ci compete, perché noi siamo competenti nella disciplina, nell’organizzazione dei servizi sanitari.
Cosa diciamo alle persone, nel frattempo che il Parlamento decide, e voi sapete che non deciderà entro la fine di questa legislatura, di aspettare i tempi della politica? Guardate, la sofferenza non aspetta, non aspettano i malati che hanno malattie irreversibili, non aspettano i loro familiari, non aspettano coloro che chiedono solamente l’accesso ad un diritto, che è già stabilito e che è stabilito dalla Corte Costituzionale con requisiti molto stretti.
Questa legge non cambierà nulla, noi non obbligheremo nessuno a ricorrere al suicidio medicalmente assistito, daremo solamente la libertà a tutti di decidere come meglio porre fine alle proprie sofferenze e quando farlo, non ci sarà alcun obbligo. Dico anche questo: dentro un sistema sanitario pubblico, con delle regole, perché qui si sta creando e fortificando ancora di più una disparità che è inaccettabile, una disuguaglianza tra chi ha dei soldi e può permettersi di andare in Svizzera per veder riconosciuto questo diritto e chi invece non può farlo.
Non tutti i malati, perché alcuni hanno la forza di trasformare questo loro dolore, questa loro sofferenza in una battaglia pubblica, in una battaglia collettiva, riescono forse ad andare sui giornali, a farsi assistere dall’Associazione Luca Coscioni, che fa un lavoro pregevole in questo, ma ci sono tantissimi che non hanno né gli strumenti, né la forza per poter trasformare questo dolore in una battaglia pubblica, che soffrono in silenzio e il peso di quel silenzio ricade tutte sulle spalle delle loro famiglie.
Mi ha molto colpito pochi giorni fa Corrado Augias con la lucidità e l’umanità che gli sono proprie, che lo contraddistinguono da sempre, che ha scritto su La Repubblica parole che dovrebbero far riflettere tutti noi. Io ve le voglio leggere: “per molti, compreso me, la vera inquietudine non è la morte in sé, ma il morire. Lì è il vero problema”.
Io credo che il punto sia esattamente questo: noi non possiamo eliminare la morte, ma la politica e le Istituzioni hanno il dovere di non ignorare il modo in cui una persona è costretta a vivere il proprio morire.
Per questo, oggi io non vi chiedo di votare questa legge, vi chiedo di entrare nel merito, portiamola in Commissione, apriamo una discussione, organizziamo le audizioni di medici, di specialisti, delle associazioni, delle famiglie, di tutti coloro che entrano.
Tra l’altro, nel Lazio l’Associazione Luca Coscioni ha già raggiunto le 10.000 firme su un’iniziativa popolare, quindi tra poco arriverà in Consiglio anche questa proposta, corredata da tutte le firme necessarie.
Noi dobbiamo avere il coraggio di confrontarci e poi ognuno chiaramente assumerà la propria posizione, ma basta tenere chiusa nel cassetto questa proposta, perché su un tema così delicato noi possiamo anche avere idee diverse, ma quello che non possiamo fare è avere l’indifferenza. Stiamo elevando la disumanità a valore e credo che invece nei confronti di chi soffre pene indicibili abbiamo il dovere, invece, di guardare a quelle pene e a quelle sofferenze e di provare a dare una risposta.
La prego, Presidente, so che lei è una persona sensibile, faccia qualcosa anche sugli altri colleghi, perché anche nel Lazio, così come ormai si è aperta in molte Regioni italiane, guidate dal Centrosinistra e anche dal Centrodestra, si apra questa discussione franca, che entra nella vita e nei diritti delle persone. Io credo che lo dobbiamo a tutti i cittadini del Lazio. Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Mattia sull’ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
Speaker : MATTIA (Pd).
Grazie, Presidente.
Il 6 settembre sono ricorsi sei anni dalla morte di Willy Monteiro e io ricordo bene quella terribile notte, la ricordo come se fosse ieri, incisa sulla mia pelle. Ricordo ancora il freddo, è successo tutto in soli 40 secondi. Willy, un ragazzo con il sorriso pulito, uno studente lavoratore modello ucciso per la sola, innocente colpa di aver difeso un amico.
Da quel giorno, sul nostro territorio e dentro ognuno di noi è cambiato tutto, si è spezzato qualcosa di profondo. Mai avremmo potuto immaginare che tra le nostre strade potesse annidarsi tanta cattiveria, tanta feroce e gratuita violenza. Noi, che da anni mettevamo l’anima per riscattare e far rinascere questa terra, già martoriata dalla grave crisi ambientale della Valle del Sacco, ci siamo ritrovati di colpo sprofondati in un incubo.
L’unica cosa che ci è rimasta è l’impegno più sacro, custodire la sua memoria, non lasciarlo morire una seconda volta nell’oblio. Lo abbiamo fatto con il cuore e con la forza delle Istituzioni nella scorsa legislatura, quando con un emendamento siamo riusciti a finanziare la piazza in suo onore, inaugurata dall’assessora Angelilli, e quella piazza oggi c’è, è realtà, è un luogo di luce che parla di lui, e insieme a quella piazza eravamo riusciti a creare un premio da portare nelle scuole per raccontare la sua storia e insegnare ai giovani il valore del coraggio, dell’altruismo e del rispetto.
La politica però a volte sa essere spietata, cieca e colpevolmente assente. Evidentemente Colleferro e la sua comunità non vi interessano proprio, lo avete dimostrato anche pochi giorni fa: nessuno di questa maggioranza, nessuno della Giunta, nessuno delle consigliere e consiglieri di maggioranza erano presenti al funerale di Joanna, la madre di cinque figli strappati alla vita dalla furia assassina del marito, una tragedia immensa di fronte alla quale la Regione, il Presidente, la Giunta avrebbero dovuto essere in prima fila con la propria presenza e il proprio cordoglio. Invece, il silenzio e l’assenza.
Non solo disinteresse la vostra assenza nei momenti di dolore della nostra comunità, ma continuate a tagliare anche gli strumenti per prevenire la cultura della violenza. Nonostante i fondi che vengono messi a bilancio grazie alle battaglie dell’opposizione ogni anno, il presidente Rocca e la sua maggioranza hanno bloccato questo premio intitolato a Willy, avete fermato un progetto che portava speranza e valore ai nostri ragazzi nelle scuole. Chiedo scusa se annoio e quindi si sbadiglia.
Questo non è uno sgarbo alla minoranza, è un gesto di insensibilità, che ferisce un’intera comunità e mortifica il futuro dei nostri giovani. Io non mi arrendo, noi non ci arrendiamo, potete cancellare un premio, potete disertare i funerali delle vittime di femminicidio, ma non potrete mai fermare la memoria e la richiesta di giustizia di un territorio.
Chiediamo con forza il ripristino immediato del premio Willy in tutte le scuole, quel premio deve tornare nelle scuole, perché la soglia di Willy e il ricordo di vittime come Joanna appartengono alla coscienza, al futuro di questa Regione. La violenza ha spezzato delle vite innocenti, ma noi non permetteremo a nessuno di spegnere l’amore, la dignità e la speranza che ci sono state lasciate in eredità.
Speaker : PRESIDENTE.
Presidente Tidei, porteremo l’argomento nella Conferenza dei Capigruppo di domani.
Passiamo all’ordine dei lavori del Consiglio.
Proposta di deliberazione consiliare n. 65 in attuazione della decisione adottata dalla Giunta delle elezioni nella seduta del 2 settembre 2026 concernente “Convalida delle elezioni di D’Antò Vincenzo alla carica di consigliere regionale”. Invito tutti i consiglieri a munirsi tesserino, perché la votazione avverrà a scrutinio segreto, quindi non c’è possibilità di intervenire successivamente con il voto.
Invito i consiglieri che non sono presenti in Aula a recarsi in Aula per la votazione.
Invito i consiglieri a munirsi di tesserino perché, come ho già detto, non c’è possibilità di intervenire successivamente sulla votazione a scrutinio segreto. Inserite il tesserino, così verificate se è attivo.
Dichiaro aperta la votazione.
Consigliere Tiero, se si può spostare per la votazione, perché non prende... perfetto, rivoti. Cambi posto.
Dichiaro chiusa la votazione.
Componenti assegnati 51, quorum funzionale a maggioranza semplice 15, consiglieri presenti ai fini del numero legale 31, 2 assenti per motivi istituzionali.
Esito della votazione: voti favorevoli 29, voti contrari 0, astenuti dal voto 0.
Il provvedimento è approvato.
Passiamo ora al secondo punto all’ordine del giorno: Proposta di legge regionale n. 202 del 22 aprile 2025, adottata dalla Giunta regionale, concernente Modifiche alla legge regionale 12 aprile 2019 n. 6: “Disposizioni in materia di equo compenso e di tutela delle prestazioni professionali”.
Diamo la parola all’assessore Angelilli. Prego, Assessore.
Speaker : ANGELILLI, Assessore.
La Regione Lazio già nel 2019 è stata tra le prime in Italia, forse la prima, a dotarsi di una legge sull’equo compenso. È stata una legge approvata all’unanimità, a cui contribuii anche io, allora consigliera di opposizione, e che vide collaborare tutte le forze politiche, che arrivarono a produrre un testo unitario, condiviso, innovativo, grazie anche al lavoro prezioso svolto dalla collega Eleonora Mattia, allora Presidente della Commissione Lavoro .
La Giunta Rocca ha ritenuto necessario adeguare la suddetta legge regionale in seguito all’introduzione a livello nazionale della legge n. 49 del 2023 sull’equo compenso, un testo molto atteso ed apprezzato con prima firmataria la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
A livello regionale, abbiamo deciso quindi di aggiornare il testo con la forte condivisione degli Ordini professionali e della Consulta dei giovani professionisti ed imprenditori della regione Lazio.
La normativa nazionale afferma infatti il principio secondo cui “l’equo compenso rappresenta il riconoscimento di un compenso proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, al contenuto e alle caratteristiche della prestazione professionale, nonché conforme ai parametri ministeriali previsti per gli specifici Ordini professionali”.
La nuova disciplina legislativa, in linea con i princìpi dell’articolo 35 della Costituzione, tutela il lavoro in tutte le sue forme e manifestazioni, non soltanto quello dipendente e che impone di evitare, nei confronti dei grandi committenti e delle Amministrazioni, clienti forti sul mercato, una concorrenza al ribasso da parte dei professionisti, con conseguente svilimento dell’attività professionale e mancata garanzia della qualità delle prestazioni, violazione della dignità e del decoro del professionista, costante aggravamento del fenomeno di progressiva precarizzazione dei professionisti.
Principio cardine della nuova legge è che le grandi aziende e la Pubblica Amministrazione in generale debbano obbligatoriamente corrispondere ai professionisti un equo compenso, conforme ai parametri ministeriali e proporzionato alla quantità e qualità del lavoro svolto, nonché al contenuto e alle caratteristiche della prestazione.
In questo contesto e nei limiti delle competenze legislative esercitate dalla Regione Lazio, con la presente proposta di legge si intende pertanto aggiornare la precedente legge regionale, adeguandola al mutato contesto legislativo nazionale, introducendo strumenti che garantiscano l’equo compenso per le attività professionali svolte in favore della Regione stessa, degli Enti strumentali e delle società controllate e soprattutto che aiutino i professionisti a ricevere il pagamento delle proprie spettanze, coinvolgendo in tale contesto anche le Istituzioni pubbliche. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Assessore.
Se ci sono interventi in discussione generale, siete pregati di segnalarli alla Presidenza.
Prego, consigliera Mattia.
Speaker : MATTIA (Pd).
Presidente, intervengono in quest’Aula soprattutto come prima firmataria della legge regionale n. 6 del 2019. Con quella norma, quest’Aula ha scritto una pagina fondamentale di civiltà giuridica, sociale ed economica.
Nell’anno 2019, la Regione Lazio scelse di non aspettare i tempi della politica nazionale, scelse di non rimanere alla finestra a guardare la progressiva precarizzazione delle professioni e quindi scegliemmo di fare da apripista. Siamo stati i primi in Italia ad approvare una legge organica sull’equo compenso, anticipando di ben quattro anni il dibattito parlamentare e la legislazione nazionale.
Per questo è motivo di orgoglio ricordare che la strada tracciata da questo Consiglio nel 2019 è diventata poi modello di riferimento nazionale, una strada che ha trovato compimento nel 2023 con la legge statale n. 49, un provvedimento approvato da questo Governo e rivendicato con forza in prima persona dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Dico questo per chiarire subito un punto politico di fondo: la tutela del lavoro e dell’equo compenso non è e non deve essere una bandiera di parte, non appartiene a una singola forza politica, è una conquista di civiltà, un principio trasversale, che riguarda la dignità del lavoro, la qualità dei servizi e il futuro della nostra comunità.
Permettetemi una breve parentesi di memoria storica, senza alcuna polemica, ma per puro rispetto di verità dei fatti: emendamenti del tutto analoghi a quelli che avete presentato oggi sono stati presentati durante il Collegato di bilancio, quando mi è stato chiesto di ritirarli, per poi portarli in Aula dalla maggioranza. Io l’ho fatto, ho ritirato quegli emendamenti con spirito collaborativo, dimostrando la massima disponibilità al confronto.
Oggi siamo qui e i nodi vengono al pettine, a dimostrazione che quel tema non era un capriccio dell’opposizione, ma era una questione urgente che andava affrontata allora e che doveva essere risolta immediatamente, senza sotterfugi.
Porto in Aula anche la mia esperienza personale, la mia vita professionale di avvocato. Chi vive il mondo delle professioni, chi frequenta i tribunali, gli studi professionali, i vari studi sa benissimo cosa c’è dietro ogni singola prestazione intellettuale: non c’è solo un timbro, una firma, un’ora di consulenza, dietro c’è un percorso fatto di anni di università, di scuole di specializzazioni, di tirocini spesso non retribuiti, di esami di Stato, di aggiornamento continuo, obbligatorio e costoso, e soprattutto dietro c’è l’assunzione di responsabilità enormi nei confronti della vita, della salute, dei diritti e del patrimonio dei cittadini.
Il lavoro intellettuale non può e non deve essere considerato una merce da svendere al miglior offerente, non può e non deve essere sottopagato dopo anni di sacrificio e di studio.
Ecco perché abbiamo approvato la legge sull’equo compenso, perché queste sono realtà che colpiscono in maniera drammatica soprattutto i giovani professionisti, soprattutto loro, che vengono a costretti ad accettare compensi ridicoli, e dobbiamo chiamarlo caporalato intellettuali.
Noi siamo pronti a votare questa legge, però abbiamo portato un emendamento, perché è stato cancellato l’articolo 5. L’articolo 5 è una norma chiave, che impegna la Regione Lazio a garantire e pretendere l’applicazione dell’equo compenso non solo nelle strutture pubbliche, ma anche in tutte le strutture del privato accreditato.
Perché questo articolo, che è un pilastro della nostra Regione e caratterizza la legge della nostra Regione, dovrebbe essere tolto? Mi auguro, quindi, che venga accolta questa proposta.
Per tutte queste ragioni, come opposizione siamo disposti, se ci verrà accolto l’emendamento all’articolo 5, a votare in maniera favorevole. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Tidei. Ne ha facoltà.
Speaker : TIDEI (IV-C-RE).
Grazie, Presidente.
Anch’io per annunciare che comunque noi guardiamo molto favorevolmente a questa proposta di legge, perché quando la legislazione nazionale evolve, è chiaro che anche la nostra in qualche modo deve adeguarsi.
Quella della legge sull’equo compenso è stata una bella storia legislativa, e qui mi riallaccio al discorso che facevo prima su un tema completamente diverso. Le Regioni possono fare moltissimo per la vita dei cittadini e in quel caso, per esempio, la Regione Lazio ha anticipato. Lo abbiamo fatto, per esempio, sull’invecchiamento attivo, stessa cosa, prima ci è arrivata la Regione e poi dopo, fortunatamente, anche il Parlamento ha fatto una legge, così come sull’equo compenso, ed è giusto, perché queste sono esigenze, soprattutto quella di riconoscere la dignità professionale a tanti professionisti che si sono formati, hanno studiato, hanno investito su loro stessi e svolgono un lavoro prezioso, quindi devono essere trattati economicamente in maniera degna. Lì il Parlamento è arrivato dopo, quindi è giusto adeguarsi.
Mi auguro che su tanti altri temi potremo fare lo stesso, quindi veramente invito tutti i colleghi a non far affievolire questa nostra potestà legislativa, questa nostra iniziativa legislativa, che può esserci su molti temi.
Mi trovo però assolutamente d’accordo con quello che diceva prima la collega Mattia, l’articolo 5 era un cardine di quella legge, perché, al di là delle nostre strutture, delle strutture pubbliche, noi dovremmo poter incidere e indirizzare ai buoni comportamenti anche le strutture del privato accreditato, che comunque ricevono dalla Regione dei compensi per i servizi che svolgono.
Mi auguro quindi che da parte della Giunta ci sia la volontà di recepire l’emendamento della collega Mattia, perché pensiamo che quella legge senza quel pezzo non avrebbe la stessa efficacia e non avrebbe la stessa portata soprattutto.
Il nostro è un invito ad accogliere l’emendamento della collega Mattia e chiaramente a votare una legge che ci sembra una legge sacrosanta, perché parte da considerazioni molto giuste, che riguardano la vita di migliaia di professionisti che spesso sono costretti ad accettare compensi non commisurati alla loro professionalità. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Non ci sono altri interventi.
Diamo la parola all’Assessore per la replica.
Speaker : ANGELILLI, Assessore.
Il parere è favorevole per l’emendamento con riformulazione (ne abbiamo già parlato con la consigliera Mattia).
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, lo vediamo dopo, se gli uffici possono farne copia.
Passiamo all’articolo 1.
Se non ci sono interventi, lo mettiamo in votazione.
Voti favorevoli? Contrari? Astenuti?
L’articolo 1 è approvato.
Passiamo all’articolo 2.
Se non ci sono interventi, lo mettiamo in votazione.
Voti favorevoli? Contrari? Astenuti?
L’articolo 2 è approvato.
Siamo all’articolo 3.
Leggiamo l’emendamento, così come riformulato dalla Giunta.
Assessore, se può leggerlo, prego.
Date una copia alla consigliera Mattia.
Prego, Assessore.
Speaker : ANGELILLI, Assessore.
La riformulazione è la seguente: all’articolo 5 della legge regionale n. 6/2019 vengono eliminate le parole “le competenze attribuite al Commissario ad acta per”, perché non c’è più il Commissario ad acta.
Speaker : PRESIDENTE.
Perfetto.
Mettiamo in votazione l’emendamento, così come riformulato dall’Assessore.
Emendamento P 2/9.
Voti favorevoli? Contrari? Astenuti?
L’emendamento è approvato.
Passiamo alla votazione dell’articolo 3, così come emendato.
Voti favorevoli? Contrari? Astenuti?
Gli uffici mi dicono che votando l’emendamento l’articolo 3 è stato approvato.
Passiamo all’articolo 4.
Voti favorevoli? Contrari? Astenuti?
L’articolo 4 è approvato.
Passiamo all’emendamento di Giunta D 01/1.
Voti favorevoli? Contrari? Astenuti?
L’emendamento è stato approvato e, di conseguenza, è stato approvato anche l’articolo 5.
Passiamo all’articolo 6 dell’entrata in vigore.
Voti favorevoli? Contrari? Astenuti?
L’articolo 6 è stato approvato.
Votazione del titolo.
Voti favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il titolo è stato approvato.
Prima di passare alla votazione finale, ci sono dichiarazioni di voto? Presidente Crea, prego.
Invito gli altri colleghi a predisporre il tesserino nella fessura per la votazione. Prego.
Speaker : CREA (Lc Rocca).
Intanto grazie, Presidente, per la parola che mi ha dato, ma mi tocca perché è un mio dovere professionale, tutti sapete che sono un avvocato e faccio l’avvocato da 35 anni a questa parte.
Per questo voglio ringraziare l’Assessore Angelilli, ma voglio ringraziare anche il presidente Rocca e tutta la Giunta per aver posto l’attenzione a questo tema. Devo anche dare atto alla collega Mattia di aver iniziato da tempo e di aver portato avanti una battaglia, di aver fatto approvare una proposta di legge, quindi voglio ringraziarla per le sue battaglie.
Devo dire che condivido molto i contenuti del suo intervento, perché effettivamente questa legge non è nient’altro che il riconoscimento della dignità del lavoro di ogni singolo professionista.
Per arrivare ad essere professionisti, bisogna necessariamente fare un determinato percorso, che è un percorso fatto di sacrifici, è un percorso fatto di rinunce, è un percorso che porta ad approdare ad una specializzazione, perché oggi fare l’avvocato significa specializzarsi in una materia.
Questa legge va nella direzione di riconoscere quel percorso di lavoro, quel percorso al quale tutti noi, come Istituzione regionale, dobbiamo dare dignità. Nello stesso tempo, andiamo anche a riconoscere la proporzionalità dei compensi rispetto al lavoro svolto.
Non mi dilungo troppo. Io credo che oggi, caro Assessore Angelilli, cara Vicepresidente, segniamo una bellissima pagina di civiltà giuridica, ma anche una bellissima pagina di civiltà istituzionale, riconoscendo la dignità del lavoro dei professionisti.
Per questo, annuncio il voto favorevole e lo faccio anche a nome di tutta la maggioranza. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie, Presidente, anch’io mi associo ai ringraziamenti anche ai consiglieri regionali che dovranno votare la legge, che non è cosa da poco.
Se non ci sono altri interventi, mettiamo in votazione la legge n. 202.
La votazione è aperta.
Dichiaro chiusa la votazione.
Consiglieri presenti ai fini del numero legale 28, di cui 2 assenti per motivi istituzionali, voti favorevoli 26, contrari 0, astenuti dal voto 0.
La PdL n. 202 è approvata.
Coordinamento formale.
Voti favorevoli? Contrari? Astenuti?
È approvato.
Capigruppo è convocata domani, alle ore 14.00, perché ci sono altri impegni dei colleghi, quindi hanno chiesto domani alle ore 14.00.
Il Consiglio è chiuso.
