Speaker : PRESIDENTE.
Buongiorno. Diamo inizio ai lavori della seduta.
Comunico che sono stati presentati i seguenti atti:
- Proposte di legge regionale n. 303 e n. 304;
- Mozione n. 408;
- Interrogazioni a risposta scritta: dal n. 335 al n. 339;
- Interrogazioni a risposta immediata: dal n. 493 al n. 501.
La consigliera Eleonora Mattia ha sottoscritto la proposta di legge regionale n. 287.
Il consigliere Mario Luciano Crea ha sottoscritto la proposta di legge regionale n. 301.
La consigliera Edy Palazzi ha sottoscritto la mozione n. 407.
È pervenuta risposta scritta all’interrogazione n. 328.
Informo inoltre che con nota protocollo n. 24602, n. 24607, n. 24603, n. 24.596 e n. 24.600 del 17 settembre 2026, è stata trasmessa alle competenti Commissioni consiliari la documentazione concernente la nomina, rispettivamente del Difensore civico, del Garante dell’infanzia e dell’adolescenza, del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, dei coadiutori del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, e del Garante regionale per i diritti e la tutela delle persone anziane.
Non avendo le competenti Commissioni provveduto nei termini previsti dall’articolo 82 del Regolamento, le nomine sono state iscritte all’ordine del giorno generale del Consiglio.
Comunico, infine, che il presidente della Regione, Francesco Rocca, dalle ore 12 alle ore 20, la vicepresidente della Giunta regionale, Roberta Angelilli, dalle ore 12 alle ore 22,30 e l’assessore Elena Palazzo dalle ore 12 alle ore 18 saranno assenti nella seduta odierna, poiché impegnati in attività istituzionali.
Ai sensi dell’articolo 34, comma 5, del Regolamento dei lavori del Consiglio, saranno computati come presenti ai fini della fissazione del numero legale.
Sono stati trasmessi, per l’approvazione da parte del Consiglio, i processi verbali concernenti le sedute n. 78 del 9 settembre e n. 79 del 16 settembre.
Se non vi sono obiezioni, i processi verbali si intendono approvati.
Chiedo cortesemente un minuto di attenzione, da parte del Consiglio, perché domenica prossima ricorre la 76a Giornata nazionale per le Vittime degli incidenti sul lavoro.
Sono occasioni, queste, che devono stimolare un’attenta riflessione da parte delle Istituzioni. La sicurezza sul lavoro e le attività di prevenzione rappresentano una priorità assoluta. La sicurezza sul lavoro deve essere una vera cultura ed è nostro dovere rafforzare una rete tra tutte le realtà coinvolte.
Il lavoro è un diritto e dobbiamo lavorare insieme per garantire sempre le giuste condizioni, al fine di rendere realmente e concretamente effettivo questo diritto.
Per tali motivi, nell’esprimere la massima vicinanza ai familiari delle vittime per gli incidenti sul lavoro, chiedo cortesemente in Aula di osservare un minuto di silenzio.
(L’Assemblea osserva un minuto di raccoglimento)
Volevo inoltre rivolgere un caloroso saluto al personale dell’ENS, l’Ente Nazionale Sordi, e dell’Associazione Sordi di Acilia, che sono oggi presenti, perché, come sapete, abbiamo da poco attivato un servizio di interpretariato della lingua dei segni, un’iniziativa promossa da tutto il Consiglio regionale, che rappresenta un importante passo avanti nel percorso di inclusione e accessibilità delle Istituzioni.
Grazie alla presenza di interpreti qualificati, anche nelle dirette che facciamo su YouTube, ci sarà possibilità per i sordi di poter partecipare attivamente alle dinamiche del Consiglio regionale.
In generale, queste iniziative sono anche utili al fine di abbattere quelle barriere di comunicazione e quelle distanze che troppo spesso si creano tra i cittadini e le Istituzioni, un segnale di attenzione che contribuisce a rendere sempre più partecipativi i lavori dell’Aula del Consiglio.
Un saluto da parte del Consiglio alle persone che sono venute oggi a trovarci all’interno della sala del pubblico.
Comunico, ritornando ai lavori, che è in distribuzione il subemendamento D0/1, a firma del consigliere Lena. Invito i consiglieri a prendere posto prima di dare inizio ai lavori. Se serve, sospendiamo la seduta.
L’ordine del giorno, al punto 1, reca: Proposta di legge regionale n. 250 del 29 gennaio 2026, di iniziativa legislativa popolare, concernente: Istituzione del servizio di assistenza psicologica primaria.
Apriamo la discussione generale e diamo la parola alla consigliera Battisti. Prego.
Speaker : BATTISTI (Pd).
Grazie, Presidente. Buongiorno a tutte le colleghe e a tutti i colleghi.
Speaker : PRESIDENTE.
Chiedo scusa, gentilmente i colleghi che vogliono parlare possono accomodarsi fuori dell’emiciclo e chi vuole ascoltare l’intervento della consigliera Battisti può rimanere all’interno dell’Aula. Grazie.
Speaker : BATTISTI (Pd).
Grazie, Presidente.
Inizio questo intervento dicendo che questa è una giornata per noi molto importante, perché intanto arriva in Aula un testo di legge di iniziativa legislativa popolare e, in un tempo in cui molto spesso si dice che la partecipazione dei cittadini alla vita politica e a quella delle Istituzioni sia sempre più lontana, credo che sottolineare, invece, che oltre 13.000 cittadini hanno scelto in poco più di tre mesi di sottoscrivere questo testo sia un segnale importante, che ci restituisce anche qualcosa di fondamentale che ha a che vedere con la base della nostra democrazia.
Un messaggio per tutte e tutti quelli che non ricordano mai che, grazie alle battaglie che questo Paese ha fatto per conquistare la democrazia, noi abbiamo degli strumenti normativi che consentono loro non soltanto di scegliere i propri riferimenti istituzionali (Comune, purtroppo non la Provincia, Regione, in parte Parlamento, vedremo cosa succederà in queste ore,) ma che hanno soprattutto degli strumenti per poter indirizzare le scelte dell’Amministrazione.
Noi abbiamo scelto questo percorso, perché questa legge in realtà parte da molto lontano, è una legge che, insieme alle colleghe e ai colleghi dell’attuale opposizione, nel 2019, quando eravamo maggioranza, durante la guida di Nicola Zingaretti, abbiamo depositato. L’abbiamo depositata in una forma sperimentale, perché già al tempo i dati ci parlavano di qualcosa che stava avvenendo soprattutto nelle giovani generazioni, che gettava la nostra comunità in uno stato di allarme.
Io mi sono imbattuta proprio nel 2018, quando sono stata eletta, in un approfondimento del giornale La Repubblica, che evidenziava come negli ultimi 10 anni le giovani e i giovani avessero aumentato l’utilizzo di psicofarmaci di diversa natura del 30 per cento, e mi sono posta una domanda: come è possibile che questo avvenga senza che ci sia un’attenzione da parte degli specialisti, da parte dei medici di medicina generale, da parte dei pediatri di libera scelta?
Ho provato a darmi una risposta in base al mio vissuto e al vissuto delle persone che avevo accanto: i cittadini hanno come primo presidio sanitario di prossimità il medico di medicina generale. Molto spesso a lui chiedono quando si trovano in un momento di fragilità emotiva, oppure quando si trovano già ad affrontare una patologia legata alla sfera della salute mentale come poter affrontare questa situazione.
Teniamo conto che oggi c’è una carenza di queste figure, ma al tempo, già ovviamente, i medici di medicina generale servivano una parte molto importante della popolazione. È capitato a chiunque di noi di andare dal proprio medico e dire: sto affrontando un momento di difficoltà, non riesco a dormire, ho degli stati di ansia, sento che qualcosa non va.
Il medico, ovviamente, cerca la prima volta di dirti “stringi denti”, la seconda volta, di darti magari dei consigli utili, la terza volta di prescriverti dei farmaci. A quel punto abbiamo pensato che potesse essere utile inserire all’interno del Sistema sanitario regionale, con l’auspicio che anche il Governo nazionale potesse finalmente occuparsi di questi temi, di inserire, all’interno delle nostre ASL, delle figure professionali che potessero fare prevenzione, perché la prevenzione è l’aspetto fondamentale, ma anche la presa in carico del paziente, restituendo anche qualcosa che l’articolo 32 della Costituzione ci ricorda sempre: che la sanità è un diritto di tutte e di tutti e che dovrebbe essere gratuita.
Nel 2019 depositiamo questo testo. Noi eravamo ancora in fase commissariale. Con l’allora assessore Alessio D’Amato abbiamo fatto un approfondimento per capire come potevamo stare all’interno delle norme, in un percorso che avviasse una fase di sperimentazione, e contemporaneamente la Campania e la Puglia hanno avviato l’iter per la legge sullo psicologo delle cure primarie.
Sono stati soggetti a dei ricorsi, quindi anche noi abbiamo atteso che il TAR si pronunciasse in merito, per evitare che l’iter non potesse neanche essere avviato. Nel frattempo, questo lo voglio ricordare, abbiamo lasciato una dotazione di 7 milioni di euro a questa attuale maggioranza per avviare la sperimentazione all’interno dei PUA.
Poi è arrivato il Covid, ci ha sorpresi tutti. È stata, come io la definisco sempre, la più grande tragedia degli ultimi tempi che l’umanità intera ha vissuto, ma anche il trauma collettivo più grande che ha vissuto. Pensateci un secondo: quante volte nelle vostre vite con gli amici e i familiari parlate di quei mesi? Io penso nessuna, perché un trauma chiama sempre rimozione. Solo che qualcosa che già era sedimentato e grave è esploso.
A portare alla luce questo problema sono state, come sempre, le ragazze e i ragazzi del nostro Paese, il terzo settore, anche le forze politiche, ma soprattutto i giovani, che ci hanno chiesto di essere aiutati.
Nel 2023, quando Francesco Rocca vince le elezioni, noi torniamo in Consiglio regionale, depositiamo di nuovo il testo, con alcuni aggiornamenti, sempre per rimanere all’interno della normativa nazionale, e nel 2025, non avendo avuto modo di poter discutere la proposta di legge nella Commissione consiliare competente, nel frattempo diversi colleghi si sono spesi su questo tema, per esempio abbiamo discusso e approvato in quest’Aula lo psicologo scolastico, e ci sono altri testi che secondo me sono comunque importanti, perché sono un segnale a prestare attenzione a questo argomento. Però, come ho detto prima e non ci torno, noi abbiamo fatto un’altra scelta: facciamo in modo che questo viaggio che noi abbiamo fatto tra le persone possa essere un segnale di rafforzamento della democrazia e della partecipazione, ma anche un modo per consentire loro di raccontarci le proprie esperienze e ricordare che davanti a un problema legato alla salute mentale non si è soli e non bisogna avere paura di dire “ho bisogno di aiuto”.
In questo viaggio abbiamo avuto modo di ascoltare sindaci, amministratori, assistenti sociali, dipartimenti delle ASL, professionisti di vario tipo, ma anche cittadine e cittadini, che ci hanno raccontato i loro percorsi di vita e che hanno dato ancora più forza a questo testo.
Il 14 aprile 2025 in Sala Etruschi i promotori hanno depositato il testo, non soltanto le colleghe e i colleghi dell’opposizione, ma anche diversi parlamentari e senatori della Repubblica, le sigle sindacali, alcune associazioni e i Giovani Democratici del Lazio.
Il 13 maggio 2025 c’è stata la pubblicazione della proposta di legge di iniziativa legislativa popolare sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio. Il 1° luglio 2025 abbiamo dato il via alla raccolta di firme, il 12 novembre 2025 le firme raccolte sono state consegnate agli uffici competenti e in particolar modo alla Segretaria generale del Consiglio regionale.
Nel 2026, con la deliberazione n. U00019 del 21 gennaio 2026, l’Ufficio di Presidenza ha annunciato il superamento di tutte le tappe burocratiche e ha avviato l’iter, che doveva concludersi entro il 29 maggio, all’interno della Commissione competente e successivamente, non avendo potuto proseguire questo iter all’interno della Commissione, ha iscritto questa proposta di legge all’Aula il 16 settembre, posticipandola ad oggi.
Perché ho voluto ricordare tutti i passaggi? Perché noi abbiamo avuto di fatto tantissimo tempo per sederci, ragionare assieme, condividere un testo. Siamo arrivati alla giornata di oggi, che mi auguro sia l’avvio di un’interlocuzione tra tutte le forze politiche che siedono in quest’Aula, perché lo dobbiamo innanzitutto a chi soffre.
Pensate alle tante ragazze e ai tanti ragazzi che in questo momento, mentre noi siamo qui, sono chiusi in una stanza, non escono più e non hanno contatti con la società. Pensate a chi perde il lavoro, a chi perde una persona cara, a chi finisce una relazione importante, che si trova appunto ad affrontare un momento di fragilità emotiva. Pensate alle loro famiglie, pensate a quante volte davanti, all’impossibilità di curarsi, i genitori si dicono tra loro “andrà meglio, aspettiamo”. Pensate a tutti quelli che, non avendo potuto curarsi, magari hanno scelto di auto somministrarsi quanto possibile farmaci che, invece di aiutare a superare la patologia, l’hanno aggravata.
D’altronde, come ho detto prima, non siamo noi ormai che parliamo di un’emergenza non più rinviabile, il mental health dell’Organizzazione mondiale della sanità ha presentato a settembre del 2025 un rapporto che indica che più di un miliardo di persone nel mondo vive con un disturbo mentale grave. Nel Lazio ci sono attualmente 1,5 milioni di persone che convivono con un disturbo psicologico. Sono tantissimi rispetto alla nostra popolazione. Come ho detto prima, associazioni, mondo della letteratura, cinematografia, musica, oramai descrivono questo stato di allarme.
Anche Papa Leone è intervenuto sul tema, sottolineando come la spesa pubblica globale per questo settore continua a rappresentare appena il 2 per cento dei bilanci sanitari. L’appello del Papa invita a uno sguardo diverso sulla sofferenza psichica, meno segnato dal pregiudizio e più orientato all’ascolto, alla vicinanza e alla cura. Tra l’altro, è notizia di ieri che si riuniranno tutti i vescovi che sono delegati, al Ministero della salute, proprio per discutere di questo tema, nelle prossime settimane.
Cosa dice questa proposta di legge? Innanzitutto, quando noi abbiamo ridepositato il testo della legge di iniziativa legislativa popolare, c’erano alcune norme che ancora non erano intervenute: penso, per esempio, al Piano nazionale della salute mentale che è stato presentato da poco. Aggiungo che ancora non avevamo contezza, ma fortunatamente oggi l’abbiamo, che la misura del PNRR dedicata all’edilizia sanitaria andasse a buon fine, a termine e che quindi ci dotasse anche di strutture territoriali che potessero aiutarci a rispondere non alle nostre esigenze, ma a quelle dei cittadini soprattutto, ma anche al DM 77, che declina quali sono le funzioni delle case di comunità hub e le case di comunità spoke, richiamando sempre non all’obbligatorietà, ma all’indicazione di avere uno psicologo all’interno di queste.
L’articolo 1 fissa le finalità, quindi l’attuazione dell’articolo 32 della Costituzione e richiama lo Statuto regionale che fa riferimento a modelli organizzativi innovativi e integrati per intercettare il disagio psicofisico.
L’articolo 2 è il cuore della legge: entro 60 giorni dall’entrata in vigore, previa delibera di Giunta, la Regione istituisce in ogni ASL il servizio di assistenza psicologica primaria, organizzato a livello di distretto sanitario con uno psicologo o una psicologa ogni 15.000 abitanti.
Sapete benissimo che anche la risposta che stiamo dando con questo testo di legge è insufficiente, ma comunque è una prima risposta e un primo segnale. Il servizio prevede una prima valutazione dei sintomi, l’ipotesi diagnostica e l’invio dei casi più complessi ai servizi specialistici, in collaborazione con i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e, in caso di patologie psichiatriche, i dipartimenti di salute mentale delle nostre ASL. I professionisti sono individuati tra gli psicologi dipendenti e gli specialisti ambulatoriali interni alle ASL, iscritti agli elenchi regionali per ciascuna Azienda. I requisiti sono la laurea magistrale in psicologia, l’iscrizione all’albo e un’esperienza almeno biennale, oppure un master universitario, o una specializzazione.
L’articolo 3 elenca i compiti dello psicologo: primo livello di assistenza psicologica accessibile e rapida presa in carico; prevenzione e intercettazione precoce; interventi individuali di gruppo e di comunità, anche in teleassistenza e a domicilio; sostegno nei lutti, nelle separazioni, nella perdita del lavoro, nelle diagnosi di malattia cronica; raccordo con scuola, enti del terzo settore, comuni; funzione di filtro per alleggerire pronto soccorso e livelli secondari di cura.
L’articolo 4 prevede che in ogni distretto vi sia un coordinatore psicologo e un referente aziendale della funzione psicologia e la possibilità di accordi anche con gli Enti locali.
L’articolo 5 introduce una clausola valutativa: relaziona la Giunta entro due anni e poi ogni due.
L’articolo 6 quantifica gli oneri in 14 milioni di euro all’anno, coperti da una nuova voce nella Missione 13 “Tutela della salute”, Programma 07, con riduzione del Fondo speciale.
L’articolo 7 stabilisce l’entrata in vigore dopo la pubblicazione sul BURL.
Ho avuto modo in queste ore di interloquire con diverse persone, professionisti, capidipartimento dei nostri centri di salute mentale e Caritas, che mi hanno chiesto di non frammentare ciò che noi già abbiamo. Ma ci tengo a chiarire che questa legge non frammenta, anzi all’interno proprio dei dipartimenti di salute mentale aumenta il numero delle figure professionali a disposizione, ovviamente, del Sistema sanitario pubblico, tenendo sempre bene a mente che l’elemento di collaborazione e multidisciplinarietà deve rimanere quello attraverso il quale ci prendiamo cura delle pazienti e dei pazienti.
Abbiamo detto prima delle case di comunità. È chiaro che oggi abbiamo questo elemento aggiuntivo e su questo permettetemi di dire una cosa che non è in Aula oggi. Ho apprezzato il testo che la collega Savo, Presidente della Commissione competente, il 6 agosto di quest’anno ha depositato, perché in parte prende in considerazione il Piano nazionale di Salute mentale, quindi invita ad allocare queste professionalità all’interno delle case di comunità, che credo sia un punto sul quale possiamo iniziare a trovare una convergenza anche nella modifica del testo. D’altronde, noi stessi abbiamo presentato già degli emendamenti in tal senso.
Il Piano nazionale di Salute mentale fa riferimento ai LEA e di questo voglio dare lettura, perché secondo me risponde in parte alle considerazioni che sono state fatte sia durante i lavori della Commissione competente, in cui abbiamo illustrato il testo, sia nella Commissione bilancio di ieri.
“Si ribadisce che i modelli organizzativi ritenuti più efficaci per garantire un’appropriata offerta assistenziale siano gli attuali due modelli regionali esistenti, rivolti alla popolazione di tutte le fasce di età, al fine di assicurare i livelli essenziali di assistenza” ‒ stiamo parlando della Regione Puglia e della Regione Campania – “per la tutela della salute psichica complessivamente intesa, che prevedono gli obiettivi di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione in tutti gli ambiti della stessa, attraverso una gestione dei diversi aspetti che ne fanno parte.
L’organizzazione unitaria e integrata dei diversi percorsi di diagnosi, cura e riabilitazione, nonché di prevenzione e di sensibilizzazione contribuisce a dare centralità ai bisogni dei pazienti, superando frammentazioni organizzative tra le strutture e dicotomie tra i diversi poli, e contribuisce altresì a ridurre il pregiudizio e lo stigma.
Inoltre, tali modelli organizzativi sono in grado di dare una risposta articolata e complessa agli attuali quadri clinici, complicati dal consumo emergente delle nuove sostanze psicoattive e dalle sostanze più tradizionali, come la cannabis, che hanno visto modificare significativamente il principio attivo, aumentandone la concentrazione e conseguentemente la pericolosità.
Altrettanto rilevante è stato l’incremento delle più diverse dipendenze comportamentali nella popolazione generale, come si desume dai dati precedentemente esposti. Questo è il testo del Piano ovviamente e fa riferimento ad una parte precedente. I cambiamenti riscontrati in quest’ampia area clinica, determinati dalle sollecitazioni del mercato, da nuovi stili di consumo o da comportamenti che hanno generato dipendenza, hanno introdotto, da un lato, sostanze dalle caratteristiche più selettive e, dall’altro, comportamenti che risultano maggiormente pericolosi e si associano oggi, rispetto a ieri, ai disturbi mentali.
Ora, senza essere ridondante e anche retorica, noi facciamo un mestiere che ci consente di avere un rapporto diretto con le cittadine e i cittadini e tutti quanti noi abbiamo sicuramente avuto un episodio personale o un episodio che ha coinvolto una persona amica, un familiare nel dover attraversare un momento così difficile e non avere gli strumenti e la possibilità anche di capire cosa stava accadendo e anche come comportarsi davanti a un problema di salute.
Quindi io non devo ribadire quanto sia importante la prevenzione, quanto sia importante legiferare in tal senso. Io voglio ribadire, invece, una cosa che per me è fondamentale: che noi abbiamo una fortuna, la fortuna di potere legiferare, cioè di potere decidere come cambiare la vita delle persone. È un privilegio il nostro e io credo che oggi noi dovremmo rendere insieme merito a questo privilegio, e lo dico perché ho avuto modo di dirlo in Commissione e lo voglio fare anche qui.
Per molto tempo, oggi un po’ meno, il tema della salute mentale è stato normalizzato, se vogliamo, grazie al contributo, come ho detto prima, delle ragazze e dei ragazzi e di tanti che hanno iniziato a parlarne e a raccontare anche la propria esperienza personale. Noi facciamo un mestiere molto complesso, giudicato molto male fuori da qui, ma sappiamo che richiede una prestanza quotidiana che è molto impegnativa.
Io per tanto tempo ho negato di avere un disturbo con cui ho convissuto e col quale convivo. L’ho negato per questa ragione, perché faccio politica. Credo, l’ho creduto per tanto tempo, che bisognasse nasconderlo.
Mi sono curata, mi curo tuttora, come tanti di voi, immagino, perché è un problema che so che in quest’Aula in tanti abbiamo affrontato, e continuiamo ad affrontarlo. Sempre perché siamo dei privilegiati, però, abbiamo avuto, io, una rete sociale, familiare e anche delle risorse economiche che mi hanno permesso di arrivare qui.
Fuori, non tutti hanno questa possibilità. Mettiamoci testa, ma mettiamoci anche un po’ di cuore nell’azione che noi portiamo avanti.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE.
Grazie.
È finita l’illustrazione.
È arrivata una richiesta di sospensione. Sospendo i lavori del Consiglio e convoco la Capigruppo.