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CC Corato 26.10.2026
TIPO FILE: Video
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Lo dico Padova.
Buonasera a tutti. Chiedo ai Consiglieri di Béjart sì e di prendere posto in modo da poter dare inizio ai lavori di questa seduta di Consiglio. Grazie.
Signori, ci siamo, abbiamo presupposto vi siete bocciati? Allora chiedo al Sindaco:
Allora, sindaco, può prendere posto. Possiamo dare inizio all'appello? Prego, Segretario, proceda pure, grazie.
Buonasera a tutti, Sindaco dei beni Nittis Arsale Michele.
Bovino, Filomena, Cannillo, Gianluca.
Caldara, Gennaro.
Caputo: Francesco Colonna Francesco di avere Pasqualino Di Bartolomeo Giuseppe De Scisciolo Antonio.
Gavioli, Rossella.
Neo Claudia Pia Longo Nicolò Alessandro, ma è stata una nota. Vincenzo assente, Muggeo Nietta.
Onesta Gaetano quercia Giulia quinto Fabio assente, Scaringella Vito Stolfa Francesco Edmondo.
Tandoi Giulia, Tatò, Filippo Testino unica Torelli Massimo zona Pietro, assente. Sono 22 presenti: procedo con gli assessori a Dario felice, Diaferia Antonio Loiodice, Eleonora Marcone, Beniamino assente, Mazzone Valeria assente, Ciceri Di Gennaro assente, Varesano Antonella.
Allora, come comunicazioni in apertura di seduto di seduta, allora comunico che sono pervenute.
Due e-mail da parte dei Consiglieri zona e Mastrodonato, che giustificano che comunicano la loro rosse alla loro assenza, che può quindi considerarsi giustificata.
Prima di dare inizio ai lavori di questa seduta di Consiglio, secondo l'intesa che è stata raggiunta in sede di Conferenza dei Capigruppo, che ringrazio espressamente per aver voluto condividere col Presidente con il Consiglio comunale tutto l'impostazione che abbiamo voluto dare a questa seduta di Consiglio.
Mi corre l'obbligo, diciamo un esprimere una breve introduzione, diciamo ai temi che sono oggetto della discussione odierna. È un Consiglio comunale che è stato fortemente evoluto sia dal Sindaco che il sottoscrittore della del primo ordine del giorno che andremo in discussione, come anche devo darne atto da parte delle forze politiche di minoranza che hanno presentato un ordine del giorno, che sarà anch'esso in discussione nella seduta odierna di Consiglio, quello di cui andiamo a fare i temi di cui andiamo a parlare oggi sono effettivamente molto sentiti di una stringente attualità, perché stanno incidendo nella carne viva del tessuto non solo economico e sociale, ma anche umano, di queste nostre comunità, fortemente colpite dalle dalla crisi del del settore olivicolo e dalla crisi del del comparto dell'autotrasporto. Infatti, in una in uno dei due ordini del giorno verranno affrontati entrambi questi temi.
Sappiamo tutti quello che è successo, quello che sta succedendo tuttora, quello che per almeno per il comparto dell'autotrasporto potrebbe ancora succedere. So di un tavolo che a livello nazionale è stato convocato per la giornata di domani dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Abbiamo appunto voluto, come Amministrazione nel suo complesso, dare un segnale di vicinanza a tutti i soggetti che sono stati coinvolti e lo sono tuttora in questa battaglia che è una battaglia di civiltà, oltre che una battaglia legata ai temi dei costi della diciamo, al prezzo del delle olive, al prezzo.
All'aumento del del del carovita, eccetera, e abbiamo voluto anche impostare questa seduta di Consiglio per l'appunto con esclusivamente concentrata su, diciamo incentrata sull'analisi, sulla discussione di questi temi, condividendo con tutti i Capigruppo. Intanto l'idea che appunto per dare dignità e risalto ai temi che sono appunto oggetto di discussione in nella seduta odierna, abbiamo inteso disciplinare la seduta stessa, evitando di.
Di svolgere quell'attività che normalmente si svolge in un Consiglio comunale è quella delle dichiarazioni in apertura di seduta ai cosiddetti preliminari, è quella delle interrogazioni proprio, ripeto, per dare un segnale forte di attenzione ai settori e ai comparti rispetto ai quali stiamo avviando questa discussione. Come avrete notato, io non sono entrato nel merito degli ordini del giorno che verranno illustrati dai presentatori. Mi corre l'obbligo anche di dire che in diciamo in sede di.
Di di Capigruppo sia intesa, si è raggiunto anche l'intesa rispetto alla quale il Consiglio comunale oggi si apre agli interventi di alcune persone e alcuni soggetti da alcune personalità importanti della nostra comunità e non solo che hanno una una rilevanza importante all'interno del diciamo della del diciamo rispetto alle questioni che andremo a trattare. Io non mi dilungherò oltre, diciamo a questo punto.
Daremo questa. Abbiamo dato questa impostazione alla seduta di Consiglio, ascolteremo gli interventi dei nostri ospiti e che andrò a presentare in in modo tale da da poter poi dar loro la parola. C'è la fiducia.
L'invito che abbiamo fatto, ah, eccolo qua in modo tale da poi diciamo se loro vogliono partecipare sono naturalmente saremo contenti di continuare ad ospitarli che andiamo a presentare, perché poi dai contributi, dalle suggestioni, dalle indicazioni e dei suggerimenti che dovessero venire dalla da, da da da da da quello che ci diranno e parliamo di persone particolarmente esperte, diciamo nei settori, diciamo interessati al ai tavoli di confronto ancora aperti potremmo decidere libera con una maggiore consapevolezza, con una consapevolezza, diciamo accresciuta rispetto alle questioni che andremo appunto a discutere nella seduta odierna di Consiglio. Mi riferisco al signor Tommaso Loiodice che una vecchia conoscenza di quest'Aula consiliare che interverrà in rappresentanze in rappresentanza della FOI Unipol. Mi riferisco al signor Giuseppe Caldara anche di una vecchia conoscenza di quest'Aula consiliare per averla insieme a Tommaso calcata, diciamo è vissuta in tempi in tempi andati, diciamo di questa diciamo di questa città. Mi riferisco anche al dottor Gian Vittorio Cappiello, che diciamo darà un suo contributo in rappresentanza di Coldiretti e infine al professor Luigi Tedone, che.
E che interverrà in rappresentanza di Confagricoltura. Spero di non aver commesso errori, almeno nella descrizione delle appartenenze e delle diciamo. Detto questo, io mi fermo qui, ho voluto dare giusto, ho voluto fare giusto questa un'introduzione molto rapida, lasciando ai nostri ospiti al dibattito che poi si svolgerà in Consiglio quella dignità e quella.
Con quella profondità che noi ci auguriamo questo dibattito possa dare alla alla città e a noi tutti, alla città per intero. Mi fermo davvero qui. Passo la parola al a Tommaso Loiodice, che invito a prendere posto in alto.
Si sono accesi.
Vicino all'assessore Diaferia, prego. Prego, Tommaso, prego. Grazie mille grazie, buonasera a tutti e a tutte.
Io saluto il Presidente del Consiglio e per il suo tramite, chiaramente l'Assise, tutti voi consiglieri e il sindaco, perché in questo momento rappresenta quei tanti agricoltori e quei tanti autotrasportatori che stanno vivendo un momento di difficoltà. Non vi nascondo che dopo otto anni mi ricordava Franco, un po' di emozione mi tocca nel nell'essere presente, nel prendere la parola in questa assise.
Allora io vorrei porre velocemente dire qual è lo stato dell'arte e portare a conoscenza di tutti voi quello che è lo stato dell'arte, ma nella parte finale, visto abbiamo i tempi contingentati spero di essere rispettoso dei tempi anche offrire ai punti di riflessione spunti di riflessione che partono già sin da subito, con un'osservazione che facevo nel mentre parlava il Presidente di quanto.
Ecco, non ci siamo, non è un rimprovero, ma è una constatazione. Il Presidente parlava il prezzo delle olive che è calato. No, il prezzo dell'olio iniziamo ad affrontare proprio noi siamo qui per attingere dalle vostre preziose parole. Naturalmente no, perché abbiamo bisogno, lo dico in apertura e forse lo dirò di lavorare molto, lavorare tanto per anche informare ed educare le popolazioni una nostra con la nostra collettività, ma i consumatori, che sono poi quelli finali. Allora parto intanto dalla parte tecnica.
Come tutti voi ben sapete, questo momento di difficoltà l'abbiamo percepito in tempi non sospetti. Sin da maggio abbiamo iniziato a chiedere che si aprissero dei tavoli di confronto nel nella seconda decade di maggio l'assessore regionale ha avuto la sensibilità di convocarci in regione e di capire cosa stesse accadendo, perché erano ormai i mesi che non c'erano proprio contrattazioni di mercato e questo per dare anche un significato a quanto è stato detto impropriamente in alcuni.
In questi giorni non è stata un'operazione speculativa che tentava di voler cogliere un prezzo maggiore nella vendita dell'olio. Chi si è ritrovato con le giacenze di olio lo si si è ritrovato in quella condizione, perché non c'erano contrattazioni sul mercato e non perché voleva speculare e quindi ci siamo subito allarmati perché in questa situazione si trovavano una gran parte dei frantoiani. Io qui, Presidente, mi ha presentato come il Presidente Fois, presidente Unaprol, ma anche in questo abbiamo fatto una scelta di di campo, di mettere da parte le bandiere. Siamo tutti confluiti per una parte delle rappresentanze in Orgoglio olivicolo, che mi onoro anche per il quale mi onoro anche di poter spendere due parole e quindi avevamo deciso, ho capito che era il momento di mettere insieme le forze cosa che mi auguro nasca anche in questa Assise stasera, che si mettono insieme veramente tutte le forze di ogni schieramento e di ogni formazione politica o un movimento civico, perché bisogna essere uniti il grido che la cosa che io invito da giorni e restare uniti, perché solo uniti riusciamo a.
Dare un piccolo segnale e a far cadere quella goccia che, come ci insegnava qualcuno poi compone l'oceano, perché siamo in un mondo ormai globalizzato e se non stiamo insieme resteremo solo delle piccole realtà. Quindi dicevo, sin da maggio abbiamo iniziato questi tavoli di confronto a giugno, siamo stati poi subito ricevuti dal Sottosegretario Patrizio la Pietra, il quale devo riconoscere a seguito tutto il percorso sarei ingiusto se dicessi che non siamo stati ascoltati. L'unico rimprovero che ho fatto non più tardi di ieri è stato che i tempi dovevano essere molto più celeri, molto più veloci nell'avere le risposte, perché delle risposte le stiamo ricevendo, ma non risolveranno sicuramente il problema nella sua, nella sua interezza, nella sua non saranno efficaci nell'immediato e quindi avevamo chiesto questo tavolo di crisi per dare sbocco e per cercare di aiutare la vendita e l'immissione sul mercato.
Di questo olio, che era in giacenza, nei frantoi, nelle cooperative e anche di quei tanti produttori che avevano scelto di seguire la la la prassi del conto deposito, cioè molisano e lasciavano l'olio in conto deposito per poi andare a liquidare e quindi recuperare il lavoro di un anno che stava diventando il lavoro di due anni. Vi voglio far, va a smontare questo, questo particolare e quindi era fermo lì nelle nelle cisterne e abbiamo iniziato subito. Avevamo individuato quale potesse essere stata la causa e la causa per noi era l'olio, che era entrato nel periodo delle molitura proveniente dai Paesi esteri sui Tunisia, in particolare, dove purtroppo noi paghiamo, diciamo quello che è un patto sec. Siglato anni fa, ormai di ingresso di olio a dazio zero sulla qualcosa. Anche qui voglio essere ben chiaro, non è che noi non abbiamo bisogno di quell'olio di quell'olio. Noi abbiamo bisogno perché non riusciamo a soddisfare il fabbisogno nazionale in termini di consumo e di esportazioni. Il problema è regolamentare l'ingresso di quell'odio e far sì che quell'olio non entri nei momenti di lavorazione del nostro prodotto e non vada a determinare il crollo della contrattazione e del valore dello stesso prodotto. A questo. Poi vanno aggiunte tutta un'altra serie di tematiche che capisco sono un po' di livello superiore, ma sulle quali anche da questo Consiglio comunale possono partire dei segnali, che è quella dell'equità e della dell'equità di combattere ad armi pari. Non si può combattere con le nazioni dove i diritti sociali o i diritti lavorativi sono molto più molto meno.
Incisivi e stringenti di quelli nostri, cioè noi dobbiamo fare i conti con nazioni dove la manodopera costa un decimo di quella italiana, dove sappiamo tutti il rispetto dei lavoratori viene anche molto spesso calpestato e questo chiaramente non è un lavoro, un avere una, una, un approccio di mercato ad armi pari. Quindi, detto questo, avevamo subito individuato questo problema e questo problema portava anche a una serie di.
Anomalie sul mercato, in quanto questo olio, poi così com'era previsto dalla legislazione e grazie ad alcuni furbetti, poi diventava estremamente olio italiano e sugli scaffali circolava olio italiano, ma di fatto le cisterne erano ancora piene e nasce la prima richiesta, il Dow, che la documentazione elettronica, che è stata qualche giorno fa, appunto regolamentata, è stata posto in campo e che sicuramente ci aiuterà e ci permetterà di porre un ulteriore limite e rendere ancora più stringente il controllo e le eventuali.
Diciamo gli eventuali tentativi da parte dei soliti furbetti di compiere delle frodi anche su questo signore. Io vorrei aprire una parentesi. In questi giorni abbiamo tanto parlato di contraffazioni e di frodi, però lo dico a me lo dico anche ai agli amici produttori. Smettiamola di.
Autoflagellarci. Noi abbiamo un sistema di controlli che è efficiente e spesso all'estero o all'esterno. Trasmettiamo una visione del nostro prodotto come se fosse un continuo.
Una continua frode o un continuo porre in essere azioni fraudolente se si parla di frodi in Italia, perché gli organi di controllo lavorano e funzionano, dobbiamo migliorare. Lo abbiamo migliorato con il Dow, ma smettiamola non sentirete mai parlare in televisione di frodi che spagnole o frodi di altri Paesi, quindi un po' di furbizia dobbiamo metterla in campo e su questo io rinnovo un invito che avevo fatto voi. Questa Assise qualche giorno fa ha saggiamente votato all'unanimità un ordine del giorno. Io mi permisi di suggerire, aggiungete un impegno, quello che le Amministrazioni comunali si costituiscano parte civile nel momento in cui vengono rilevate sul territorio comunale delle frodi nel comparto agroalimentare a 360 gradi sia olio, si avviino sia grano, sia qualsiasi cosa è un piccolo segnale di attenzione e quindi.
Tornando alla descrizione, quindi, avevamo chiesto il Dow, gli davo è stato approvato, si era aperta nel frattempo un'altra vertenza. Il Ministero aveva dichiarato la disponibilità ad aprire una forma di accesso al credito per le parti agricole, i frantoi agricoli restavano fuori quella categoria classificata come frantoio industriale, perché nella legislazione attuale il frantoio Seat appartiene un'azienda agricola e un frantoio agricolo se è un fa solo l'attività di frantoio è un, è inquadrato nella categoria industriale e per la prima volta nella storia della Repubblica. Da quello che mi risulta siamo riusciti ad unire i tavoli ministeriali.
Il Ministero dell'agricoltura e il Ministero dell'industria, dove devo dire, abbiamo subito colto la disponibilità al dialogo, anche perché anche lì abbiamo giocato un po', lasciatemi passare il termine, abbiamo fatto comprendere che alcuni successi di cui negli ultimi tempi ci si faceva vanto tipo il riconoscimento della cucina italiana o della dieta mediterranea quale bene immateriale dell'umanità, non poteva reggersi. Se poi crollava ciò che di fatto dava senso a questo termine. A questo concetto di cucina, la cucina italiana senza l'olio extravergine di oliva non va da nessuna parte e quindi su questo abbiamo subito trovato la disponibilità del Ministero a dialogare e a rivedere un attimino quelli che erano i parametri per i quali si poteva dare un attimino un respiro finanziario, perché è quello che chiedevamo non è, è quello che gli agricoltori chiedono. Non è un aiuto, è solo un.
Riconoscere la dignità al lavoro che fanno e un riconoscere un valore a ciò che fanno quotidianamente e noi ci eravamo resi conto come filiera che gli agricoltori non possono fare a meno dei frantoiani, così come i frantoiani, viceversa, non possono fare a meno dei degli agricoltori. Le cooperative non possono fare a meno della parte primaria, ma non possiamo manco fare a meno dell'industria e quindi abbiamo aperto un confronto come filiera per cercare di chiudere il cerchio e in questo siamo stati ascoltati, hanno rivisto l'accesso al credito per appunto per ISMEA, elevando e dando la possibilità anche ai frantoi di natura industriale di poter avere un respiro di natura finanziaria, perché, come tutti noi sappiamo, quando arriva la campagna delle olive lì sì, Presidente, si vendono le olive e chi ci fa da banca sono o le cooperative o i frantoi. Non possiamo nascondercelo e quindi questo accade. Dovevamo ricostruire anche una solidità finanziaria, perché non avremmo potuto non possiamo affrontare la nuova campagna olearia. Se non c'è qualcuno che soddisfa anche le esigenze di delle aziende di arrivare a fine anno.
Capitalizzando il lavoro di un intero anno, quindi questo è il secondo aspetto. C'è stata poi la richiesta, perché quando si parla di filiera, vi dicevo produttori, trasformatori.
Imbottigliatori manca il quarto soggetto, anzi i soggetti sono ancora due, ma quello importante che il collo di bottiglia di tutto il meccanismo è la grande distribuzione, ormai sappiamo prima quando io ero più piccolo, ci aiutavano gli esercizi di vicinato, abbiamo fatto delle scelte di natura economica che ci portano ad essere sempre più indirizzati verso la grande distribuzione. Dobbiamo iniziare a dialogare con loro, dobbiamo dialogare con loro e dobbiamo cercare di far comprendere loro che il 100% italiano, proprio perché anche alcuni marchi di natura internazionale investo, ne sono presenti sui nostri territori. Non farò nomi, però è loro anche interesse valorizzare il prodotto. Il 100% italiano c'è stato un primo incontro, abbiamo avuto le porte quasi sbattuta in faccia e però non abbiamo Demos. Noi abbiamo stiamo continuando proprio stamattina, abbiamo rifatto un ennesimo invito, perché i Ministeri hanno colto l'importanza del di questo passaggio e stanno insistendo affinché si torni a regolare, a dialogare con la grande distribuzione per fare piccole cose, piccole cose che sono finalizzate indirizzate a cosa? A sensibilizzare i consumatori, perché anche in questo noi dobbiamo educare le persone a saper riconoscere intanto un prodotto 100% italiano da un prodotto che non è 100% italiano, ma che comunitario o addirittura extracomunitario e ad apprezzarne le qualità e le potenzialità. Noi poi decorativi abbiamo da spendere tantissimo su questo, perché è pur vero che la coratina è una cultivar ormai presente in diverse realtà territoriali, in diverse nazioni. Io già 15 anni fa, quando ho avuto modo di visitare l'Argentina, ho trovato in Argentina alla cultivar Coratina, però possiamo rivendicarne almeno la paternità. In questo ecco, possiamo fare molto. Possiamo continuare a fare molto, perché stiamo facendo tanto possiamo fare ancora di più e quindi abbiamo questa grossa potenzialità perché i consumatori inizino a comprendere anche quanto l'olio faccia bene alla salute. Sono questi i punti di forza sui quali si può lavorare qualità e prodotto, che è quasi un parafarmaco.
In America l'hanno capito prima di noi, noi siamo sempre in ritardo a rimorchio su questo e quindi abbiamo chiesto e stiamo continuando ad insistere su questa, su questa, su questo aspetto.
Altre due cose: e poi, quando i miei colleghi che mi seguiranno sicuramente potranno anche completare il quadro di ciò che si è ottenuto venerdì si è riusciti ad ottenere un'altra delle cose richieste e che era il bando per gli indigenti, cioè abbiamo chiesto al Ministero che ci desse una mano proprio a svuotare le cisterne, dando un congruo valore al prodotto che veniva immesso sul mercato, essendo un bando di natura europea. Tutti dobbiamo comprendere che i tempi tecnici, ahimè, la burocrazia ci massacra in questo.
Andavano un attimino presi in considerazione, bisognava studiare come blindare il bando per gli indigenti, perché, ripeto, essendo una misura di natura europea, possono accedere a quel bando, tutti quanti, anzi, il bando è proprio ufficialmente come a carattere europeo e quindi che cosa abbiamo, cosa insieme al Ministero? Siamo riusciti a fare, a blindare un attimino questo bando dicendo che per la fornitura.
Di di in atto bisognerà solo acquisire prodotto DOP e IGP. In questo modo, diciamo, abbiamo un po' protetto il prodotto italiano l'unico, rischio che potrebbe arrivare una DOP spagnolo che partecipa al bando, però più di tanto non potevamo, non potevamo fare e quindi è un bando che è stato pubblicato venerdì e ora stanno mettendo aprendo i portali tutte le attività che saranno.
Messe in e posta in essere, ma un bando al ribasso. Io vi posso dire che il bando parte con un valore almeno per il nostro olio dignitoso. Parliamo di 8 euro e 50 più IVA, però sarà al ribasso, a quanto arriverà non lo sappiamo, ma ci darà perlomeno una mano a risolvere il problema. Quindi queste alcune.
Delle misure che abbiamo portato a casa.
Ce ne sono altre? Ripeto: ora mi sfuggirà qualcosa. Non entro nel merito di quelle generali, tipo aiuto carburanti o cose del genere. Sulla qualcosa anche invito tutti, anche qui, ad essere attenti quando parliamo perché non possiamo dire che abbiamo subito un aumento di costi di produzioni e poi salire sui palchi a dire che da giugno a settembre non siamo andati in giro con i trattori delle due l'1 o l'abbiamo consumato e abbiamo subito un costo oppure non lo abbiamo subìto questo danno? Stiamo attenti, stiamo attenti, dobbiamo ragionare in maniera intelligente, non dobbiamo farci male. Quindi queste un po' le in di carattere generale. Io ora prima di.
Terminare il mio intervento, non vi nascondo, ci sono i tempi.
Ah, sono già abbiamo, abbiamo abbondantemente sforato, ma no, diciamo che fu esami preside, in questo caso possiamo consentire delle deroghe al regolamento, ci mancherebbe, grazie, grazie. Resto onestamente prima di venire qui, ma che cosa possiamo chiedere o che cosa posso chiedere o come posso contribuire.
A far sì che questa seduta di Consiglio, poi diventano una seduta di Consiglio permanente, nel senso che il problema non va affrontato oggi è dimenticato. Allora, noi dobbiamo intervenire su più fronti per quello che possiamo. Uno molto pratico.
È dopo otto anni, ritorno e ricordo quello che è stato un'intuizione che all'epoca fu votata all'unanimità, quella del riuso delle acque, il problema idrico. Stiamo arrivando in fondo ci sono voluti anni, ma ci stiamo arrivando, però anche la faccio un invito, lo faccio l'Assessore, lo faccio al Sindaco. Sono passati anni, sediamoci ed ragioniamo perché non è più sufficiente quello che avevamo individuato, perché bisogna ridurre e fare di tutto per ridurre i costi di produzione. Noi saremo competitivi se riusciamo a dare attenzione al comparto, riducendo i costi di produzione. I costi dell'acqua sono un dramma per l'agricoltura, e questo è il primo segnale che si può fare un'altra cosa. L'ho sempre detto rivalorizzato anche da un punto di vista culturale. Il nostro patrimonio abbiamo delle cisterne che sono di proprietà comunale, rimettiamo le Muse e diamo la possibilità a chi va in campo a fare i trattamenti, di poter attingere acqua per riempire le bottiglie, le cisterne e fare dei trattamenti, piccole cose, piccoli segnali che la comunità locale può fare può dare l'invito che ho fatto l'altro giorno, partecipando o un Consiglio comunale a Bitetto con Fiorenza alla presidente dell'ANCI Puglia, in quelle realtà comunali dove ancora non si è adeguato il bando per le mense scolastiche, imponiamo nei bandi comunali e dei bandi regionali, nonché nazionali che venga consumato il 100% italiano e sull'olio extravergine di oliva, se riusciamo a mettere il chilometro zero, tanto di guadagnato, però controlliamo poi dopo perché dirlo e non controllarlo?
Non ci porta a nulla e poi riflettevo e concludo veramente, perché non voglio sottrarre tempo agli altri, avrei tante cose da dire.
Io ho apprezzato molto l'altro giorno in termini positivi.
L'Unione che ho visto da parte degli studenti nell'unirsi agli agricoltori che rivendicavano e gridavano a gran voce.
Il recupero della propria dignità. Beh, quelle sono delle risorse. Noi abbiamo un problema nel comparto olio, siamo con le idee molto vecchi, abbiamo bisogno di idee giovani. Allora, queste forze studentesche, questi ragazzi, valorizziamoli al meglio. Io onestamente fossi stato io non avrei detto partecipati alla sfilata o al corteo, o meglio fatelo, però dopo fatte assemblee dove il liceo ci dà una mano nel valorizzare culturalmente il prodotto.
L'Istituto professionale alberghiero si inventa un qualcosa per arrivare a trasmettere come utilizzare l'olio in maniera giovanile. L'istituto d'arte ci aiuta a valorizzare il prodotto nella comunicazione, il commerciale, quello che è il marketing che a noi manca, perché anche su questo finalmente si parla di consorzi, ma stiamo attenti, non è un consorzio, non duplichiamo ciò che già esiste, consorzi di tutela e valorizzazione. Esistono quello che manca il tutte, il Consorzio di commercializzazione, e su questo, signori manco, io ho la bacchetta magica, dobbiamo affidarci a gente seria, a gente che sa il suo mestiere ripeto, io vi ringrazio l'unica speranza che veramente.
Da questa Assise, da quello che partirà da stasera, io ringrazio l'Assessore, anche che è sempre stato presente, che sin dal primo momento non ha lesinato a telefonare o a confrontarsi anche ad arrabbiarci e ridiamo un po' perché a me ha fatto molto male.
L'altro giorno su Facebook Stamate no, ieri ieri mattina un video che ha postato un nostro concittadino, un giovane, il nostro concittadino ho letto nei suoi occhi proprio li ho letti spenti spegnere l'entusiasmo di questi giovani, di quei pochi giovani che si stavano avvicinando.
Credetemi, è la cosa più brutta che possa accadere per una società, per una comunità che si legge sull'agricoltura e in particolare sull'olio extravergine di oliva, per cui nell'augurarvi buon lavoro. Io sono fiducioso e rendo rinnovo la disponibilità a qualsiasi confronto in qualsiasi luogo, in qualsiasi modo, nelle sezioni, per le strade dove volete, affinché si continui a lavorare e a cercare di dare una risposta che sia veramente concreta. Dalle dai momenti di difficoltà nascono anche Levi i momenti virtuosi. Il vino ebbe un problema, un momento di collasso, da quel momento si è ripreso. Speriamo che questo possa accadere per l'olio extravergine di oliva. Grazie e buon lavoro.
Ringraziamo Tommaso Loiodice della sua accorata e competente, sapiente relazione. Mi piace sottolineare una espressione che lui ha usato: dobbiamo sentirci in una sorta di seduta di Consiglio permanente, ovverosia ci deve essere una mobilitazione continua, diciamo permanente rispetto a questioni che naturalmente meritano attenzione, meritano.
Grande presenza anche dagli enti locali, per quanto il conto, per quello che può essere il contributo che un'istituzione locale può dare a questi come risposte a questi, a questi temi.
Un suggerimento:
Un albero di Natale che sia un ulivo con dei cocci di olio luminosa, prenderemo.
Cercheremo di prendere in considerazione questa questa proposta del diciamo del del caro Tommaso Loiodice. Va bene, grazie ancora adesso passo la parola e lo invito anch'egli ha da avvicinarsi al tavolo, al a Giuseppe Caldara, anch'egli un veterano di queste Aule, di Consigli di questa di quest'Aula consiliare che darà il suo contributo in rappresentanza della CIA, prego. Grazie.
Buonasera a tutti.
Intanto vorrei ringraziare l'Amministrazione e in particolare il sindaco e l'assessore Antonio Diaferia, insieme anche al vicesindaco a Dario, hanno dato un grande contributo sin da quando è partito son partite queste iniziative per.
Cercare di affrontare quello che è il momento di crisi. Io non dico dell'olivicoltura solamente perché se noi analizziamo l'annata e il problema non è olivicolo, il problema è olivicolo, vitivinicolo, cerealicolo. Non c'è cosa che è andata bene. L'unica.
Specie che.
Sul mercato ha avuto buoni risultati e mandano, ma solo perché in California c'è stata la mancata produzione per problemi climatici. Quindi il problema che dobbiamo affrontare è la questione olivicola, ma nel contempo non perdiamo di vista la situazione generale del settore agricolo, che si trova in una situazione particolarmente debole e che io, per quelli che sono i miei anni di vita e per l'esperienza che ho avuto ritengo che questa crisi non sarà una crisi passeggera, ma sarà una crisi che durerà per un bel po'. Mi dispiace dirlo, però quello che vedo e spero di sbagliarmi 1.000 volte, però quello. Vedo perché, insieme alla questione commerciale della Tunisia che ha avuto delle delle superproduzione insieme alle superproduzione della Spagna, poi che c'è il problema delle guerre che non permette più la libera circolazione delle merci vedi i dazi e vedi un po' la libera circolazione di quello che sta accadendo e su questo siamo chiamati un po' tutti quanti ad assumerci le nostre responsabilità. Quello che dispiace è che stasera vedo qui pochi produttori e che la volta scorsa abbiamo avuto un incontro qui al Comune, organizzato dall'assessore Antonio Diaferia.
E un gruppo di produttori pensa e crede che estraniare le associazioni, estraniare il mondo politico sia un bene per loro.
Questo non lo è, non lo può essere assolutamente perché la cosa bella di stasera, che vedo un po' tutte le associazioni, vedo qui tutte le forze politiche e poi qualcuno di questi signori che intendono andare avanti deve spiegarci la differenza tra le olive di Antonio Caputo, le olive da della destra, le olive di Synextra di olive.
Dei produttori. Questo è un problema che è un problema che coinvolge tutti e dobbiamo avere un ruolo propositivo coinvolgente è quello di avere la capacità di saper camminare tutti quanti insieme con senso di responsabilità.
Ho visto questi giorni, in alcuni casi anche sui social, alcune strumentalizzazioni.
Molto soft, onestamente non sono state molto, non sono state di quelle provocatorie, però cerchiamo anche almeno accorato tra di noi di cercare di fare un po' un po' gruppo a prescindere dai colori a prescindere, perché i migliori risultati si ottengono quando è vero che se è vero che tutti quanti crediamo nel nostro territorio, dobbiamo viaggiare quando ci sono problemi seri, dobbiamo comunque affondarli insieme e vedere un po' quale percorso portare avanti.
Concordo con Tommaso quando dice un tavolo, io direi il tavolo tecnico permanente che lavori insieme chiaramente con l'Amministrazione e anche le forze politiche, però ci vorrebbe un tavolo tecnico che individui un po' le criticità di tutto il sistema e di li puoi capire come muoversi, che dove muoversi, perché anche in tutte queste vicende ci sono tante di quelle cose che non sono state ancora chiarite. Una di queste per dire noi abbiamo chiesto il Consiglio comunale aveva. Voi avete chiesto lo stato di crisi, però da quello che ho potuto comprendere stati crisi non può essere dato perché non viene coinvolto tutto il Piano nazionale.
Poi io mi faccio una domanda, ma la produzione l'80 90% della produzione che si fa tra Puglia, Abbas, Puglia, Calabria e Sicilia abbiamo l'80 90% abbiamo una produzione abnorme rispetto al Piano nazionale e poi noi dobbiamo essere considerati. Allora qual è il principio? Se il principio è quello, significa che la politica tutta.
E anche le associazioni tutte devono iniziare a far capire a chi ci governa.
Ripeto, non è una responsabilità di chi governa oggi è una responsabilità che viene da lontano. Bisogna FAQ completo a cambiare il principio, perché se noi abbiamo 19 regioni no che che non producono, e una che produce il 100% che faccia quella mettiamo in crisi. No, no, non è sul piano nazionale. C'è un principio che non non calza quello che ci hanno detto. Poi, ripeto, io la legge non la conosco, non l'ho, non ho avuto modo di.
Di di leggerla, ma io credo che dobbiamo stare molto più attenti, come sul down.
È vero che il Governo, diciamo:
Ha dato anche la.
Una delle aperture ha discusso a diciamo qualche risultato si è ottenuto. E una riflessione anche sul down. Il Dow se si parla di sei giorni inizialmente da sei giorni, se non erro, Tommaso.
Per leggere sei giorni, poi ci dicono che da sei giorni, per quanto riguarda la labora elettronica, la la portiamo a tre giorni.
Poi, dopo qualche rivendicazione, dicono tre giorni, esclusi i giorni festivi. Quindi io se devo fare qualcosa che non va, diciamo mettiamo su questo piano, cioè da se siam passati a 5, io commercializza le olive giovedì o il mercoledì e ciò cinque giorni a disposizione da sei a cinque. Mi dite che cosa cambia? Io quello che dovevo fare sei giorni lo faccio in cinque giorni.
Cioè sono tutte queste sfaccettature che, seppure andiamo ad analizzare, sono quelle che incrinano un po' tutto il sistema.
Ora io non voglio dilungarmi, perché è giusto che un Consiglio comunale, ed è giusto che i Consiglieri.
L'Amministrazione un po' tutti quanti comprendiate fino in fondo un po' tutto quello che sta accadendo e.
L'unica cosa che spero che si dia un prosieguo dopo la raccolta dell'olio, perché ora bisogna raccogliere le olive e poi dopo bisogna mettersi a tavola a tavolino e cambia e comprendere un po' come andare avanti.
Noi io posso dire stasera sono qui come rappresentante della CIA di Oliveti Terra di Bari, che sarebbe una organizzazioni di produttori, nonché la più grande d'Italia.
Ecco la cooperativa Terra Maiolo che fa parte di Oliveti Terra di Bari.
Noi questo tema l'abbiamo iniziato ad affrontare da maggio maggio abbiamo fatto un'assemblea in cooperativa, era presente il Sindaco, tu eri presente. No, l'assessore in quel.
In quella circostanza l'onorevole Presidente.
E sin da maggio abbiamo abbiamo avuto il primo, abbiamo fatto una prima assemblea dove io mi sono espresso Rossi proprio in questi termini.
Poi, in quella circostanza, se voi vedevate l'Assemblea, erano sì e no una quarantina di soci su una cooperativa di 7 800 soci.
Diciamo 700, di quelli fittizi e di quelli veri, reali e qualcuno che magari sta in diciamo.
E 40 persone e in quella circostanza ho detto che il problema dovevamo iniziare da quel momento ad affrontarlo. Dovevamo iniziare da quel momento e non avrei voluto sentire e vedere dissi proprio parlando in maniera vicino alla alla quarantena, non è che poi andiamo a prendere la legna, cioè andiamo a mettere l'elenco sotto al Comune Natale e così è accaduto esattamente quello. Se eravamo partiti a maggio, sicuramente.
Do qualche risultato in più si sarebbe ottenuto a maggio, però non non si è mosso il mondo, diciamo degli agricoltori che oggi rivendicano, però il mondo delle associazioni si è mosso, però la cosa era se si muoveva insieme tutto. No a quel, a quelle organizzazioni che si stanno creando spontanea una cosa: invece, muoversi da solo e non avere il sostengo alle spalle e nella speranza che tutto migliori. Ora.
Io non voglio dilungarmi, perché, ripeto, non credo che.
In un Consiglio comunale è giusto dare spazio ed è giusto che il Consiglio Comunale raffronti.
In maniera seria per per affrontarlo in maniera seria. Ebbene, che chi se la sente dica la sua, perché anche noi vorremmo ascoltare, perché se ci sono criticità che noi non abbiamo ben compreso, siamo ben lieti di valutarle e e cercare un po' di.
Intraprendere e ripeto, quella strada comune che è obbligatoria a prenderla, mi auguro che subito dopo la campagna olivicola.
Associazioni anche i produttori che oggi non ci sono insieme all'Amministrazione di cui possiamo far nascere qualche seme e se davvero vogliamo fare qualcosa di propositivo, io credo che dobbiamo coinvolgere anche qualche Comune, di quelli ci con che che vicini a noi, ripeto, ai paesi limitrofi, dove ci si coltiva la coratina, perché insieme davvero possiamo fare qualcosa di serio.
Perché il consorzio che se ne parla tu ah, sai, sono trent'anni che ne parliamo a destra e a sinistra trend ci sono stati in alcuni casi nel notaio no, siete arrivati al notaio e poi dopo li qualcuno si è fermato. Ora il Consorzio lascia ricordarsi. Allora, però aveva un senso. Oggi inizia a essere molto, molto più difficile, perché i consumi, anche se non vengono denominato i consorzi, quando parliamo di organizzazioni di produttori.
Io so storico operativa e so che facciamo parte di un'organizzazione di produttori, dove ci sono 10 cooperative più Consorzio di quello. Abbiamo una struttura commerciale che Italia olivicola, cioè noi siamo già abbiamo gli sci, disciplinari, tecnici, disciplinari di tu.
Etici, cioè abbiamo tutto quello che il Consorzio dovrebbe fare.
E niente stiamo attenti. Quando parliamo di consorzio, cerchiamo invece di parlare di sistema agricolo che deve viaggiare in maniera univoca. Poi possono esserci diverse, diversi o.
Organismi di produttore, però il l'indirizzo.
Deve essere identico, invece qui poi chiaramente ogni organizzazione dei produttori si organizza come meglio può e come meglio. Quindi, ripeto, ancora una volta e chiudo.
Niente buon lavoro a tutti quanti voi, con l'augurio e l'auspicio che tutti quanti.
Facciamo meno rivendicazioni di parte e più collaborazione per il bene del territorio. Questo spero io io nel mio piccolo nell'ambito della cooperativa e se qualcuno mi dovesse chiedere un aiuto per quello che posso, sono sempre disponibile, lo fa il mio modo di vivere. Tanti lo conoscono e spero che.
Ecco, questo spirito propositivo, costruttivo, venga da parte di tutti quanti.
Grazie, buona sera a tutti, grazie a Giuseppe Caldara per il suo contributo.
Del quale possiamo certamente valorizzare l'idea che.
Che il suo auspicio possa essere davvero raccolto, quello anche di una ad una composizione più ampia ed un confronto sempre più ampio, più più duraturo nel tempo, più costante, più presente e siamo obbligati a farlo se siamo obbligati a farlo, grazie ancora.
Cedo la parola adesso al dottor Gian Vittorio Cappiello, in rappresentanza di Coldiretti, anche AIPO. Avvicinarsi al banco per poter conferire con il Consiglio. Grazie.
Salve, buonasera a tutti. Grazie al Presidente. Grazie, signor Sindaco. Grazie all'Assessore e sono Gianvittorio, Cappiello, Coldiretti, Corato, Andria, Trani e ringrazio l'Assessore che già fin da subito ha voluto incontrarci per affrontare le varie questioni che ma ancor prima delle problematiche che si sono diciamo riscontrate, diciamo affrontate in questi ultimi giorni,
E una sensibilità sicuramente che apprezziamo di tutta l'Amministrazione di Corato.
In verità, in realtà, è una sensibilità che riscontriamo un po' in tutti i comuni di tutte da parte di tutte le amministrazioni, in gran parte delle amministrazioni, dei paesi e dei comuni limitrofi, e questo è il segno che evidentemente c'è un una, una, come dire, un un problema che potrà diciamo sfociare in una questione sociale, quindi ecco la necessità e la vostra sensibilità. Ecco perché la necessità anche di di essere presenti qui noi sul banco degli imputati sembriamo essere sul banco degli imputati, ma.
Siamo lì proprio per dire che siamo presenti, lo eravamo e continueremo ad esserlo.
Tommaso ha fatto uno spaccato molto ampio con con i suoi 23 minuti di discussione, ma è giusto che si prenda il suo, il tutto il tempo che opportuno per esporre determinate cose, ma i risultati si ottengono non facendo mani o meglio facendo manifestazioni ma.
Deve essere, devono essere continue mobilitazioni. Noi, come Coldiretti, siamo costantemente presenti da sempre. Non voglio dire da 80 anni perché non ho ottant'anni, ma da quando è nata Coldiretti è costantemente e continuamente siamo in mobilitazione.
Dal 10 febbraio e il signor Sindaco l'avevamo anche invitato. Ora non ricordo se era presente. Eravamo sotto prefettura in piazza Ferrarese, ma non solo sotto la Prefettura di Bari. Eravamo contemporaneamente presenti sotto tutte le prefetture di tutta Italia, perché già da allora avevamo.
Il sentore di una crisi non solo olivicola. In quel contesto portavamo già il problema della crisi del del grano e in quel contesto abbiamo acceso i riflettori sull'intero, sull'intero settore agricolo, con tutte le problematiche che sono, che potevano emergere e che poi in realtà si sono si sono verificate, quindi le prefetture già erano a conoscenza non solo a Bari, in tutta Italia, del problema che oggi stiamo vivendo e il Governo, di fronte a tutte queste manifestazioni, a tutte queste continue mobilitazioni non è stata ferma. È chiaro che i risultati che apportava, o meglio che i riscontri che il Governo sta mettendo in campo e portando sul te sui vari territori, dalla dagli interventi operativi. Il Dow.
La riduzione dei tempi di registrazione, i risultati con dal da quelli che sono poi stati i benefici fieri finanziari che sta mettendo in campo sono frutto di discussioni che vengono gestite mese per mese, settimana dopo settimana e quindi non è un frutto di una settimana, è frutto di duro lavoro che.
Ai tavoli del partenariato le varie organizzazioni affrontano e non dimentichiamoci che ha dato la possibilità di presentare domande.
Relativamente al al carburante utilizzato in agricoltura con un 20% da utilizzare come credito d'imposta 60 milioni di euro che verranno utilizzati presentando una domanda e che rappresentano un ulteriore 20% sul quantitativo di carburante, o meglio sul costo del carburante prelevato dal 1 giugno al 16 febbraio, legge.
Indigenti 16 milioni di euro che, come diceva Tommaso, serve a far svuotare un po' i magazzini, dando la possibilità alla povera gente che non ha la possibilità di acquistare dell'olio DOP e IGP di quindi di.
Di dare la possibilità a loro anche di utilizzare del prodotto salutare. Quindi stiamo parlando di misure sicuramente che non risolvono il problema, ma che comunque danno la possibilità di danno, un segnale e danno un segnale che anche economico a quelle aziende agricole che lamentano i costi. È chiaro che.
Il Comune che cosa può fare in tutto questo, ovviamente a livello nazionale, secondo noi intanto, assessore e il Sindaco, signor Sindaco, l'approvazione come Consiglio comunale, quindi qui lo dico pubblicamente sulla modifica del codice doganale che abbiamo già chiesto al Comune di Corato, come lo abbiamo chiesto a tutti i comuni di cui faceva cenno Tommaso, la modifica del codice doganale, per intenderci, deve evitare di. Faccio riferimento al prosciutto di Parma di far entrare all'interno della della del confine italiano. Prosciutti dall'estero solo per il processo di salatura è solo per quei prosciutti che subiscono un processo di processi di salatura vengono possono.
Farsi Fred, pregio della.
Della denominazione e il prodotto italiano, quindi deve essere assolutamente modificata. Quindi chiediamo al Comune di poter approvare, quindi al Consiglio comunale di poter approvare questa modifica del codice doganale, nonché approvare anche la nostra proposta di imporre agli East, alle alle mense che riforniscono cibo all'interno delle scuole di utilizzare in percentuale anche.
Soprattutto prodotti di origine.
Locale e territoriale, perché dobbiamo partire dalla scuola e soprattutto dalla salute dei nostri figli.
Questi sono i due aspetti su cui, secondo noi può e ci crediamo vivamente, affinché questo tutti i comuni possano possano approvarli molti gran parte l'hanno già fatto.
Cos'altro possiamo chiedere al Comune, al Comune, all'Amministrazione, come dissi sabato nel tavolo che che che all'interno di questa di questa di questa sala abbiamo chiesto e chiedere e magari organizzare anche un tavolo tecnico insieme alla all'Ispettorato del lavoro, perché.
Le aziende agricole non sono caporali, non sono banditi, non sono delinquenti, la stragrande maggioranza non sono caporali e devono dobbiamo chiedere loro di mollare un po' e rallentare un po' quella.
Come dire, quella pressione che viene mostrata nei confronti delle aziende agricole, per carità, le aziende sono a conoscenza che devono assumere. Gli operai devono pagare la busta paga, l'IMU la la il salario, come la busta paga e lo fanno ormai sono tutti allineati, però basta una una, non un corso di formazione preventivo che non viene, non viene.
Ho fatto all'operaio che scatta una sanzione di 1.600 euro.
Quindi dobbiamo cercare di chiedere, almeno in questa fase di raccolta raccolta, è raccolta delle olive di andare un po' a mollare la pressione sulle aziende agricole non significa che non devono fare il loro lavoro. È un loro lavoro, però cercare anche di con delle diffide, con con altri strumenti, cercare anche di non mettere in difficoltà perché ci sono aziende che hanno già ricevuto per una non formazione apportata è messa a disposizione perché.
Operai.
Chiamati il giorno prima, trovati il giorno prima se non nello stesso giorno della raccolta, e stiamo parlando di prodotti deperibili sanzioni fino a 10.000 euro. Un'azienda ha raccolto l'uva quel prodotto della fattura, servirà solo quell'incasso, servirà solo per pagare la sanzione e se questo dovesse succedere, così come stiamo avvertendo, dovesse succedere con.
Durante la raccolta, sicuramente potrà rappresentare un grave problema che va ancora di più ad appesantire la situazione economica delle aziende agricole.
Che altro noi abbiamo ovviamente controlli sulla GDO?
Stiamo attendendo il coltiva Italia e stiamo facendo pressione affinché possa essere possa entrare in vigore al più presto, perché sono previsti, in questa, in questo disegno di legge, 300 milioni di euro per un piano strategico olivicolo.
È previsto e stiamo spingendo affinché all'interno del Coltivitalia possano migliorare la norma, possano meglio applicare la norma sui controlli della qualità dell'olio attraverso il Dna attraverso le risonanze isotopiche attraverso la risonanza isotopica. L'ho già detto, quindi attraverso un po' quei esiste l'utilizzo di quei sistemi che vanno a caratterizzare l'olio, a renderlo distintivo e aumentare il valore del nostro olio e quindi fare dare la possibilità appunto di di creare una una distinzione. Quindi qua olio di qualità, che è quello nostro olio di qualità minore, che è quello che magari proviene dall'estero e in questo ci dovete aiutare e supportare le organizzazioni a.
Farvi da portavoce e a livello regionale e a livello nazionale, non credo laddove era di dover aggiungere altro, perché hanno già gran parte hai detto anche gli amici che mi hanno preceduto, grazie.
Allora, prego la parola al professor Luigi Tedone.
Confagricoltura.
Posso accendere?
Buonasera a tutti. Grazie al Sindaco e al Presidente per avermi invitato e grazie a tutti per per avermi dato la possibilità di ascoltarmi, a differenza dei colleghi.
Tommaso e Pino. Per me è la prima volta oggi poter diciamo parlare in questa Assise, quindi, come diceva Papa Wojtyla, poi Wojtyla, se mi sbaglio, mi correggerete, forse i tecnici qui accanto avranno più diritto. Non a caso fra le righe. Adesso Antonio mi diceva: gli facciamo l'esame. Bravo.
Io ovviamente mi trovo in rappresentanza di Confagricoltura, che appunto ha come un po' tutte le organizzazioni di categoria hanno già ben esposto i colleghi già da diversi mesi.
Denunciavano quella che poteva essere questa situazione d'altronde. Poi c'era da fare una considerazione.
Se noi facciamo un po' di, cioè il problema dell'olivicoltura e un problema che ci tocca ciclicamente.
Probabilmente chi è più avanti e poi un po' più maturo di me, diciamo così, ha vissuto le diciamo le le manifestazioni olivicole degli anni 90.
Che si sono abbinate a quelle degli anni 2000.
Che anche sono continuate poi con eventi meteorici tipo la la gelata del 2018, perché ovviamente nel settore agricolo.
Ovviamente non è solo olivicoltura. Io che la la l'ho vissuta, l'ho studiata, la insegno ovviamente nel mondo agricolo che abbiamo in questo momento, un settore olivicolo che è quello che ci tocca più da vicino, un settore cerealicolo che vive da tre anni, una situazione di perdita, perché ha un settore vitivinicolo a te altrettanto in difficoltà, per cui.
Tutti il settore agricolo, fra eventi climatici e aspetti legati a questo, a diciamo a queste variabilità.
Creano, diciamo, una situazione di instabilità.
Io vi vi sono sincero molti dei soci di Confagricoltura sono dei giovani che hanno manifestato con nell'ambito di questo movimento. Olivicoltori Corazzini è in loro, naturalmente ho sempre fatto, ha avuto molta fiducia perché inve in loro vedevo la mia passione, la passione degli giovanile, degli agricoltori e che rappresenta, deve rappresentare un punto di forza per quello che è, diciamo, un settore.
Che si deve evolvere e che deve diventare, diciamo, se.
Trainante perché.
Quanti di noi ci hanno figli che poi sono andati a studiare fuori e magari sono rimasti fuori a lavorare e quali opportunità alternative possiamo dare per farli rimanere qua, cioè obiettivamente, fra qualche anno Antonio chi ci pagherà la pensione qua, se se qui vanno via tutti, quindi dobbiamo appunto cercare di fare mente locale e capire come cosa fare di di questa agricoltura.
Prego, ah, no, scusami.
Ovviamente, diciamo un ragionamento che facevo era legato proprio al settore olivicolo. La Puglia, laddove l'hanno già detto i colleghi, rappresenta il 50 per no, forse di più più del 50% dell'olivicoltura nazionale.
Olivicoltura.
Che era Press, che forse olivicoltura di qualità e for no, forse sicuramente olivicoltura di qualità ampiamente discussa ampiamente, diciamo dimostrata non a caso il nostro PIL e la nostra città porta il nome dell'oliva coratina, che presenta caratteri distintivi anche a livello farmaceutico. Purtroppo si trova a trovarsi in una classificazione merceologica che la porta di più verso un concetto di commodity purtroppo.
Il concetto di commodity non ci rende competitivi rispetto a quello che è il mercato internazionale, le olive spagnole, le olive che oramai si fanno adesso. Addirittura si parla di oli e di sistemi olivicoli moderni in Perù, in Argentina.
In altri Paesi, diciamo orientali e dove è nato. Ovviamente, se vogliamo competere sotto questo punto di vista, saremo sicuramente perdenti. Quindi.
Io diciamo vedo il settore olivicolo, il se è l'argomento del di di questo momento, di questo asse di questa Assise con comunale come l'argomento essenziale e ovviamente quali messaggi poter trovare, cioè dobbiamo combattere in una regione che produce 200.000 tonnellate di olio che in questo momento si trova con 60.000 tonnellate stoccate perché dice come commodity non si non si riesce a stoccare per il loro valore reale e ovviamente dobbiamo cercare di proporre soluzioni, quali soluzioni? Ovviamente le organizzazioni di categoria hanno cercato di dare respiro a quello che diciamo, che è la situazione con gli aiuti che riguardano il carburante agricolo. Sapete benissimo che ci sono state due misure, una di.
Che praticamente Confagricoltura aveva portato, facendola estendere dal dal semplice mese di marzo a tutto il mese di marzo, fino al 31 maggio. Ovviamente questo poi si è abbinata a l'ulteriore misura che è stata messa in piedi adesso con i 60 milioni di euro, un'ulteriore di misura pro. Ovviamente questo, per esempio, è una prima osservazione, sicuramente il prezzo delle dei prezzi energetici del gasolio non si abbasseranno. Probabilmente si che.
Uno dei messaggi che bisogna lanciare è quello di prolungare, di allungare il periodo di, diciamo, di agevolazione a del carburante agricolo, perché i prezzi sicuramente non scenderanno. Le previsioni non sono rosee quindi parlano di ulteriori, diciamo di un mantenimento dei prezzi, quindi sarà necessario.
Per affrontare la campagna olivicola, perché bene o male finite queste questo periodo bisogna iniziare a raccogliere il nostro prodotto e bisognerà iniziare a comunicarlo, a rafforzare il la comunicazione in termini di prodotto di qualità, il nostro prodotto e una commodity, ma che deve diventare una tipi siti. Noi dobbiamo ragionare secondo un criterio che è l'olio che imbottigliano e che dobbiamo cercare di imbottigliare anche diciamo in prospettiva.
Io ricordo quando ero quando ero ragazzino che l'olio e il vino, per esempio, si vendeva in cisterne. Adesso si cominci. Si è entrato nell'ottica del vino che si vende in bottiglie. I vitigni non si valutano più in litri di vino, ma si valutano in bottiglie per Ceppo perché dobbiamo cambiare il nostro concetto? Dobbiamo cambiare il nostro modo di pensare e venderci. L'olio secondo quello che è il loro valore reale, quindi valore reale che ovviamente non è quello attuale.
È sicuramente quello che ha avuto nei negli anni scorsi, due anni fa e l'anno scorso e che deve mantenere questo, diciamo, questo livello.
Che misure, diciamo ulteriore che messaggio lanciare alla.
All'Assise comunale, al Sindaco, all'Assessore e a tutti voi. Ovviamente questo lo ribadisco e poi diciamo deve rappresentare un concetto culturale che dobbiamo portare avanti, che tutti noi dobbiamo far radicare in noi e in tutte le nostre famiglie e anche fuori dalle nostre famiglie, comunicare un nostro prodotto come un prodotto di altissima qualità, come misure diciamo rapide. Il bando per il TG per indigenti e un bando che è in essere il presidente di Confagricoltura, che peraltro il Presidente della e la rappresentanza europea dei sindacati agricoli, quindi, è presente, il presidente di Copa-Cogeca ha portato a livello di Comunità europea Los lo diciamo lo stoccaggio di crisi, che può rappresentare un ulteriore elemento per dare respiro a quella che è l'attuale situazione e quindi dobbiamo appunto con tu, con queste misure, cercare di tamponare il breve, perché ovviamente quei giovani che fanno parte del Movimento olivicoltore.
Vanno, ovviamente, diciamo.
Sostenuti per alcuni aspetti corretti, per quelli per quello che naturalmente gli vie gli vien detto di TIR di dire beh, diciamo così, però vi dobbiamo naturalmente andare verso una una strada che sul lungo, perché deve essere per forza sul lungo periodo va benissimo, il Dow va benissimo la valorizzazione e quindi naturalmente io mi auguro che l'Assise comunale raccolga questo messaggio e lo porta, naturalmente lo porti, diciamo per quello di sua competenza, diciamo alla all'opinione pubblica. Grazie.
Grazie al al professor Tedone per il suo intervento, diciamo particolarmente significativo. MES mi è sembrato il passaggio per il quale.
Noi dobbiamo passare dall'idea che il prodotto sia non più una commodity dev'essere un prodotto di qualità, beh, diamo entrare ovviamente un altro messaggio.
Anche l'etichettatura che noi troviamo nelle nei supermercati non è poi così informativa cominciare a parlare di olio 100% italiano e trovarlo negli scaffali e sapere che quest'olio lo abbiamo fatto noi e che il nostro olio e per tutta una serie di motivi che ha esposto Tommaso e che ha esposto Pino, che ha esposto Gian Vittorio, è sicuramente superiore rispetto alla media e rispetto a un olio diciamo derivanti, che ne so da processi, da da altre zone o magari anche di un super intensivo. Io c'ho un collega che difende a stampa a spada tratta il super intensivo, mettiamoci in testa che noi gli olivi, i nostri non potranno mai essere competitivi con l'olio super intensivi, quindi quell'olio va valorizzato e differenziato per quello che è.
Grazie ancora al professor Pedone per il suo importante.
Sull'etichetta.
Perfetto, farò una, diciamo, una delle cose di cui l'Amministrazione si farà carico rispetto alla discussione che oggi stiamo per affrontare. Prima di passare alla discussione dell'ordine del degli ordini del giorno come fuori sacco, diciamo così, abbiamo la presenza, ne abbiamo parlato con i Capigruppo.
Di maggioranza e delle minoranze abbiamo.
Il signor Aldo Malcangi, che è stato protagonista anch'egli, diciamo, di questi tavoli di confronto di questa mobilitazione e che darà la sua testimonianza, ne abbiamo parlato, ripeto, con tutti i Capigruppo.
Darà la sua testimonianza in materia di autotrasporto che uno dei comparti che sta vivendo una stagione difficile in diciamo di sofferenza e di disagio. Detto questo, io non mi dilungo lo invito, come abbiamo fatto con gli altri relatori ad avvicinarsi ad uno dei tavoli.
In modo tale da poter dare il suo contributo all'Aula, grazie, prego, signor Malcangi.
Buonasera a tutti. Intanto ringrazio il Sindaco e ringrazio voi tutti per e per questa opportunità.
L'autotrasporto, purtroppo, sta vivendo un momento complicato.
Sapete bene che sappiamo bene che con, a causa di queste guerre che purtroppo purtroppo ci sono.
Abbiamo avuto degli incrementi di carburante non di poco conto. A gennaio avevamo il gasolio a 1 euro e 70, poi pian piano il gasolio ha preso sempre più piede, abbiamo avuto rincari ogni mese, abbiamo toccato i 2 euro e 40 quasi e gli autotrasportatori da persone responsabili quali sono? Hanno sempre lavorato, cercando tutti i giorni di trovare la quadra per andare avanti.
E non è stato semplice, perché chi ha sulle spalle dipendenti collaboratori, la piccola e media impresa, perché qua insomma, io distinguo anche le flotte dalle piccole e medie imprese, tutte le mattine quando ci svegliamo? Abbiamo il problema serio di non sapere se alla fine del mese riusciremo a pagare l'F 24, riusciremo a pagare l'IVA, riusciremo a pagare gli stipendi? Oppure c'è questa coperta, toglierla da una parte e metterla dall'altra per cercare di tenere l'azienda le aziende in equilibrio. E allora sui social la popolazione. Poi c'è il carovita, il caro vita che tocca tutta la popolazione e che di certo non può essere.
Addebitata alt all'autotrasporto, perché c'è stata in quest'ultimo periodo una forte speculazione che però non deriva dall'autotrasporto, perché l'autotrasporto ha continuato a camminare con tariffe ancora di circa 10 anni fa, 15 anni fa. La committenza in quest'ultimo periodo ci ha dato dei degli aumenti, ci ha riconosciuto qualcosa, ma non basta perché non basta.
Perché purtroppo in Italia abbiamo il pesce grosso che mangia il pesce piccolo e questa è, e questo è un detto che da sempre va, funziona, è ancora oggi è in essere il pesce grosso, mangia il pesce piccolo, tutti dicono: ma voi dovreste farvi pagare dalla committenza e fare in modo che questi rincari ricadono sulla committenza. Purtroppo, in un mercato libero qual è quello dell'autotrasporto è molto difficile perché quando l'imprenditore si rivolge alla committenza e chiede un aumento delle tariffe, probabilmente c'è qualcun altro che si presenta con tariffe più basse.
E questo è il dilemma che ormai da sempre vede l'autotrasporto fra l'incudine e il martello. Ora, perché gli autotrasportatori si sono fermati in questa protesta che non è uno sciopero, non è uno sciopero nazionale, non è stato richiesto uno sciopero nazionale, ma questa protesta è nata dal fatto che i nostri consulenti commerciali ci hanno detto: se voi continuate a camminare vi indebitate ogni giorno che mettete il mezzo in moto.
Voi vi indebitate che facciamo? Abbiamo camminato per mesi, abbiamo chiesto consulenze ai nostri sindacati di categoria e risposte zero. Avevamo avuto a marzo un credito di imposta che adesso ancora oggi non risulta ancora accreditato sui nostri conti correnti e dall'ultimo confronto che c'è stato, abbiamo risolto il problema e ci siamo sentiti dire: vi abbiamo dato 430 milioni di soldi, le persone e quanti soldi avete avuto? Non è così questo credito d'imposta era un diritto che noi avevamo già conseguito a marzo.
Quindi qui abbiamo un problema. L'autotrasporto sta chiedendo al Governo non soldi.
Non sta chiedendo riforme emergenziali che risolvono il problema al momento, ma fra qualche mese ci ritroveremo di nuovo punto e a capo autotrasporto sta chiedendo al Governo norme, norme, una ristrutturazione delle norme che possano stabilire qual è la tariffa minima obbligatoria, che è l'autotrasportatore, deve applicare e qual è la tariffa variabile che per norma e quindi obbligatoria deve essere accreditata, addebitata alla committenza fin quando non arriveranno queste risposte e purtroppo qui.
Io devo dire che ci sono i sindacati di categoria che sia la Cantone, se la giocano perché non vogliono arrivare a questo concetto, perché probabilmente qualcuno ci rimette, perché dei sindacati, né in tutte le sigle 11 sigle, quante ne sono? Ovviamente loro dicono: ma che stiamo scherzando? E qui però penalizziamo la committenza e qui penalizziamo le la. La grande flotta non funziona così, perché la Spagna.
La Spagna l'ha fatto la Spagna fa parte della Comunità europea. Non lo so, forse sto sbagliando. Io non è che se lo sono insomma molto addentrato, però l'ha fatto ora perché noi autotrasportatori, chiediamo le norme e queste norme ci vengono negate, cioè non vogliamo soldi. Allora abbiamo avuto l'incontro. Il Ministro Salvini ha.
Invitato questa una: alcuni autotrasportatori del Sud Italia. Noi in Puglia siamo 6.000 aziende, siamo in tutta l'Italia, siamo quasi 100.000 imprese in Puglia 6.002 circa in Lombardia 14.000 che ma perché il Nord non si è fermato? Il Sud si ferma.
Ma perché noi purtroppo abbiamo una percorrenza chilometrica diversa da quella del Nord, abbiamo delle condizioni strutturali, strade, autostrade che sono a dir poco vergognose e che ci costano quello che ci costano. Abbiamo un tariffario medievale, quello che non funziona, quello che non c'è al nord e al nord ci sono tanti consorzi e grandi flotte che probabilmente noi del sud non abbiamo.
E allora noi del sud diciamo dateci le norme, così non diamo fastidio a nessuno, andiamo a lavorare e sappiamo cosa fare ed evitiamo la concorrenza sleale. Ecco, un altro tema che ci tocca e la sicurezza sicurezza stradale. C'è qualcuno che è mai stato su un camion? Avete mai fatto un viaggio su un camion? Avete sapete cosa significa portare un mezzo pesante e con nove ore di guida, arrivare a destinazione. Sapete cosa significa stare su un mezzo pesante, andare a caricare un mezzo pesante.
E poi sentirsi dire per chi fa ortofrutta per garantire a voi tutti la merce fresca sugli scaffali dei supermercati, quando le signore la mattina vanno a fare la spesa c'è un ******* che la notte ha lavorato per voi per tutta la Nazione.
E allora la popolazione noi dobbiamo decidere. L'autotrasporto serve o non serve? Lo cancelliamo, lo debelliamo, parliamo ancora di ferrovia, navi, porti, signori, va la ferrovia è ancora dietro anni luce. Ci vogliono anni, non so quanti anni ancora per togliere il trasporto su gomma, però dovete scendere in campo, salire su un camion e venire a vedere e vedere e provare con mano. Che significa stare su un mezzo pesante cosa significa un autista che va a caricare l'ortofrutta e gli dicono che alle 3 di notte devi scaricare nel mercato di Milano o all'Esselunga, distribuzione di Milano e dove quella di quella catena di distribuzione, vi dice che siedono arrivi alle 3.
Noi non ti scarichiamo e la merce dalla porta indietro.
Con tutte le uscite che abbiamo in autostrada. E allora io devo mettere personale in più, perché devo mandare l'autista a scaricare, a caricare quella macchina gli devo dare, devo per me consentire a chi fa il viaggio di linea di poter fare strada, ma comunque il commerciante mi carica la macchina alle 3 di pomeriggio economie ore dove andiamo.
Con nove ore dove arriviamo, dove a Bologna, a Milano, come ci arriviamo? E allora l'autotrasportatore deve rubare per lavorare, possiamo vivere con questo patema d'animo, oppure qualcuno scende in campo e dice: ma qual è il problema? O risolve allora o obbligate o risolviamo il problema con con il codice della strada e con la sicurezza e ma l'autista deve riposare certo e chi lo stage, chi lo sancisce il riposo, il tachigrafo, il tachigrafo dice quando deve dormire l'autista o è l'autista che deve dire che si deve fermare quando ha sonno quest'estate? Penso che tutti quanti abbiamo avuto un'estate caldissima 40 gradi 42 gradi, io avevo l'autista che ha viaggiato di notte e di giorno stava ********* nero perché non riusciva a riposare. Quando ha finito le 9 ore si è messo alla guida ed è sceso giù scoppiato perché non ha riposato scoppiato. Stiamo garantendo la sicurezza o l'insicurezza. Questo autista viaggerà bene e poi con le ore di guida, quanto dovrei fatturare io con questo camion un leasing che mi costa 3.500 euro solo il leasing di un trattore.
1.500 euro, un rimorchio 1.007 1.008 perché oggi un semirimorchio costa 100.000 euro, un frigorifero, manutenzioni alle stelle e contratti di manutenzione che si assommano ai leasing e però io devo rispettare l'Europa che mi dà delle norme.
Che sono stringenti e che non ci consentono di lavorare e quindi sentiamo sui telegiornali ci fanno, ci facciamo gli articolone trovato sistema per mascherare il tachigrafo. Questo è quello che succede.
A gran a grandi linee, purtroppo, e non è bello anche qui, quando si parla di sicurezza, lo affrontiamo il tema o no? I signori sindacalisti chi ci rappre noi, quando diciamo che non ci sentiamo rappresentati e perché di questi temi non ne parla nessuno. Non dovete venire da noi, dovete andare alla dovete risolvere i problemi alla alla fonte, a chi determina il trasporto, alle regole del mercato, non ha quel ******* che sta nel mezzo e che deve trasportare e che svolge quel determinato servizio. Queste sono le situazioni che non verranno che non vengono mai risolte. Ed ecco perché i giovani non si avvicinano a questo settore e vi dirò che a breve avremo una carenza di autisti e non lo so dove andremo a finire. Io ho macchine ferme, potrei dare lavoro a tanti autisti e non ho le persone che vengono a lavorare, perché non ne trovo e quando mi rivolgo alla scuola guida, ai ragazzi che prendono le patenti e dico: ma tu perché prendi la patente? Mi sento dire così, ma la trovo peraltro.
Non è vero, ma non c'è. Diciamo che i questo mestiere è un bellissimo mestiere, è un bellissimo mestiere, si può guadagnare bene, ma è un mestiere fatto di tante regole che ti espongono a tanti rischi che quando ti controllano, ti massacrano, ti trattano come il peggiore dei delinquenti. Ai tempi di mio padre, invece io offrivano il caffè quando ti presenti da ASP allo scarico non ci sono i servizi mancano i servizi per i ragazzi tengono 3 4 5 6 ore a morire sotto al sole, perché quel magazziniere ha deciso di farti morire? Perché la grande distribuzione comanda su tutto. E allora io sono un imprenditore di che di che cosa? Del nulla? Sono un sono un imprenditore che investe, però qualcun altro fa di me quello che vuole dalla mia azienda, quello che vuole, se mi lamento, sono fuori dai giochi.
E allora, io la politica chiedo uno sforzo, uno sforzo serio di affrontare questo tema. Se dell'autotrasporto ve ne importa qualcosa, altrimenti vorrà dire che quegli scaffali vuoti che avete visto nelle settimane scorse li troverete fra qualche anno, perché questo stesso questo settore sta morendo, sta morendo.
E l'Europa ci sta ammazzando.
Ci sta ammazzando con le sue norme, lo sta distruggendo. Ma perché attraversare l'Olanda è lo stesso significato che attraversarli d'Italia, che un Paese lungo, con tutte le sue difficoltà, con una tratta autostradale che è veramente vergognosa che ogni due per tre ci fanno uscire dal casello e che quando ti fermi poi per trovare un posto per riposare le aree di servizio sono strapiene e a volte troviamo i camion incolonnati sulle corsie di emergenza a dormire, ma quella è sicurezza, io non lo so. Oppure quel quell'autista che si ritrova a fare, a spostarsi sulla corsia di sinistra perché consente l'immissione al ai mezzi pesanti o alle macchine. Da un autogrill c'è il divieto di sorpasso e ti tolgono la patente perché non si è compresa in quel momento quella manovra, quella determinata manovra, che è semplicemente una una manovra di sicurezza.
I pullman possono sorpassati in galleria, i camion no, non lo so se le persone valgono forse meno della dei pacchi.
Va beh, comunque io volevo dire questo. Noi abbiamo fatto una serie di proposte.
E credo che domani il 27, domani ci sarà il tavolo, purtroppo i nostri sindacati.
Non ci daranno quello che che noi stiamo chiedendo, ripeto, norme, sono norme, non soldi. Noi vogliamo le norme, non vogliamo soldi, anche perché sappiamo che lo Stato e ai suoi problemi spero che voglio dire, la politica tutta possa fare davvero uno sforzo verso questo settore. Tutto qua e vi ringrazio.
Grazie da anche da parte nostra, al signor Malcangi per il suo appassionato intervento. Penso che alla fine di dicembre degli interventi dei nostri ospiti possiamo dire che il contributo che ci hanno fornito in termini di indicazioni suggerimenti, sia per quanto riguarda in maniera più diffusa del il comparto dell'agricoltura, come anche quello dell'autotrasporto, sia tale da poter avere assunto ulteriori elementi di valutazione, di aver fornito a tutti quanti noi un ulteriore signor Malcangi, vi pare che volesse aggiungere qualcosa? Non so se li ha il microfono oppure vuole venire da questa parte?
Ecco, come devo dire, consigliere comunale previa che siamo arrabbiati, siamo semplicemente arrabbiati, perché un settore che prima era bello. Io sono stato in Campania, sono stato anche in Calabria, ho raggiunto molti colleghi perché ci è una cosa che mi tocca, perché probabilmente io prima mi occupavo di altro e ho fatto e mi sono riversato in questo settore per passione, ma davvero lo dico per passione, perché penso che questo sia veramente un bellissimo settore dove i giovani si dovrebbero avvicinare. Ci sono tante donne, tante donne oggi autisti, autisti che fanno veramente sono.
Bravissime, in gamba e ben vengano, però ci vuole da parte di tutti uno sforzo per questa categoria da parte di tutti. Non non ci dite che siamo delinquenti, cercate di capire che dietro un mezzo pesante. Ci sono tante regole che ci ammazzano, che ci ammazzano. E io oggi che sono qui, sono per di perché ho 15 famiglie sulle spalle. Ancora oggi cerco di fare sforzi, ho fatto mutui, ma ci fa perché perché non ce la faccio e cerco di farmi pagare Malak, ma i committenti a volte loro soffrono di altre problematiche. Quando noi vi parliamo del metodo spagnolo, questo che voglio far capire è il metodo stop spagnolo prevede una tariffa fissa che pare che copre i costi di gestione o una tariffa variabile stop. Se si rende obbligatorio questa obbligatoria questa norma con una sanzione per tutti per il vettore che non la applica e per il committente che non la applica in Spagna sta funzionando. Dovrebbe poter funzionare anche in Italia se ci fosse qualche associazione di categoria che la promuovesse e la portasse al tavolo. Questo risolverebbe i problemi di tanti di noi che purtroppo si devono destreggiare in un mercato libero, a volte troppo complesso, che non è fatto solo di trasporto e qui mi taccio grazie. Grazie ancora al signor Malcangi, non so se i nostri ospiti vogliono diciamo continuare a rimanere in Aula per seguire i lavori del del Consiglio, perché adesso è adesso partiremo dalla discussione degli ordini del giorno, secondo il calendario che avevamo fissato in sede di Conferenza, di che potete anche rimanere, se intendete.
Senza intendete se vogliono se possono Pes perfetto. Chi vuole rimanere può rimanere per.
Grazie, allora, a questo punto possiamo dare inizio alla diciamo alla seduta di Consiglio, partendo dalla diciamo, dal dagli ordini del giorno, come ripeto è stato all'ordine del giorno, così come è stato concordato in sede di Conferenza dei Capigruppo il 21 ottobre, quindi passiamo all'analisi, alla lettura del primo punto all'ordine del giorno, ovverosia Ordine del giorno sulla crisi strutturale delle filiere strategiche del territorio, misure urgenti e straordinarie a sostegno del comparto olivicolo oleario per la campagna 26 27 e interventi emergenziali a tutela del settore dell'autotrasporto. Risulta presentatori, quindi il primo firmatario, anzi, l'unico firmatario, il Sindaco, al quale cedo immediatamente la parola per illustrare l'ordine del giorno e per darci il suo contributo. Grazie,
Bene, buonasera a tutti. Saluto il Presidente, Segretario Generale, signori Consiglieri, la Giunta e gli ospiti dei tecnici presenti in Aula, che ringrazio per la loro disponibilità. Ringrazio loro e per il loro tramite le associazioni di categoria che rappresentano. Saluto il pubblico presente in Aula e che ci segue da casa bene.
Abbiamo inteso presentare questo ordine del giorno che già una seconda puntata, una seconda battuta, perché, come sapete, abbiamo in un precedente Consiglio comunale, prima ancora che la prete la protesta del settore prendesse quota, abbiamo approvato, appunto già in questo Consiglio comunale, un ordine del giorno che metteva già in evidenza lo stato di crisi che il settore olivicolo e oleario, appunto, sta vivendo un ordine del giorno che era stato proposto alle amministrazioni comunali dalla CIA e che noi abbiamo fatto nostro appunto in quella seduta. Abbiamo poi ritenuto opportuno convocare un Consiglio comunale monotematico che portasse all'approvazione di un ulteriore ordine del giorno, e questo lo stiamo facendo in sintonia con l'ANCI Puglia, perché l'ordine del giorno che andiamo ad approvare è stato condiviso tra i Sindaci, diciamo dell'ANCI e poi in modo specifico della città metropolitana di Bari e quindi lo portiamo oggi nel Consiglio comunale di Corato.
Ora, all'ordine del giorno mette al centro due grandi vertenze: quella dal settore agricolo o nel modo specifico del comparto olivicolo oleario e quella del settore, appunto dell'autotrasporto 2 6 2 2 vertenze che e diciamo non troppo per caso, si sono andate poi in queste settimane ad incrociare, perché c'è un comun denominatore, quello più contingente, che poi rimanda come è stato ben evidenziato a problemi di struttura proprio e ma a quello con il comun denominatore contingente è il caro gasolio che ha ammesso, diciamo ulteriormente in ginocchio sia il settore agricolo sia il settore, ovviamente ancor di più dell'autotrasporto, con una maggiorazione di costi che incide pesantemente soprattutto sulle.
Le piccole e medie imprese dell'autotrasporto e qui si apre tutta una questione. Partirei proprio dall'autotrasporto per arrivare al al settore agricolo, anche perché questo ordine del giorno ha recepito. Ecco la delibera che è stata concordata in sede di ANCI e l'abbiamo che è stata poi integrata da noi, con appunto le istanze provenienti proprio dal settore dell'autotrasporto. Infatti, come vedete, è divisa in due punti e sottopunto in punto 1 e punto 2.1, quello che riguarda specificatamente il settore agricolo e punto 2 dell'autotrasporto.
Ora, come avete potuto notare dall'intervento del signor Aldo Malcangi, c'è una forte spaccatura, una una lesione profonda tra le rappresentanze sindacali di quel settore e.
Gli autotrasportatori, quali autotrasportatori e soprattutto quelli autonomi, i cosiddetti padroncini, quelli che, diciamo così, hanno le commesse da parte delle aziende e che poi devono appunto fare il trasporto o che hanno anche le commesse da parte anche di, diciamo così, dei circuiti commerciali più ampi, più vasti, su cui poi diventano sempre meno competitivi rispetto a quegli autotrasportatori che invece diciamo stanno dentro un circuito industriale e imprenditoriale più grande e più più più vasto, che però non è molto diffuso qui nel Mezzogiorno e più radicato al Nord del Paese. E allora il punto è proprio questo: che ciò che il piccolo tra autotrasportatore lamenta e che le grandi ra, le le rappresentanze sindacali va bene, sono in qualche misura monopolizzate al loro interno, dal l'auto, da dalla geografia dell'autotrasporto industriale che più radicata al Nord e scontando di conseguenza l'autotrasporto meridionale, quello dei padroncini della piccola impresa dell'autotrasporto, scontando un deficit di rappresentanza in sede sindacale e quindi una scarsa rappresentazione delle loro esigenze. Questo che cosa ha determinato? Negli ultimi tempi? C'è tempo, diciamo negli ultimi anni, diciamo in un contesto diciamo lungo, che si è determinato almeno negli ultimi vent'anni va bene, ha determinato che l'autotrasportatore autonomo, il padroncino non riesce più a stare e diciamo nel mercato, se non a scanso di, diciamo così, introiti sempre meno remunerativi e a fronte anche di una qualità poi della vita lavorativa che diventa sempre meno gestibile e quindi i tempi di consegna diventano stringenti. In questo, diciamo, incide pesantemente, dicono gli autotrasportatori la grande distribuzione che impone dei ritmi serrati di lavoro per le consegne e che rendono veramente difficile, appunto la possibilità di stare dentro quei ritmi e però bisogna starci e questo significa appunto.
Che il tempo di vita e il tempo di lavoro non riescono più ad essere conciliabili, per cui il lavoro schiaccia il tempo della vita e diventa veramente un modo infernale di dover riuscire a sopravvivere più che a vivere. L'arrivo del caro gasolio ha determinato il colpo di grazia per questo settore e quindi di qui la protesta al Sud, soprattutto come abbiamo potuto vedere da Napoli in giù fino alla Sicilia e dell'autotrasporto e spiegato il fatto di come mai l'autotrasporto al Nord, invece Italia sia meno, diciamo, sul piede, sul piede di guerra, perché risponde a delle logiche industriali differenti da quelle del Mezzogiorno. Quindi noi abbiamo ritenuto di dover veramente ascoltare tutto questo mondo articolato, variegato, complesso ovviamente dell'autotrasporto, acquisendo qui in questa delibera di Consiglio comunale le loro le loro richieste, che sintetizzo, diciamo molto semplicemente i nei termini in cui sono indicate nella delibera, e cioè richiamando la questione dei costi minimi di sicurezza del tetto massimo al prezzo del gasolio, del riconoscimento del loro lavoro come lavoro usurante e della riduzione strutturale del 40 50% dei pedaggi autostradali. Va bene, oltre alle norme del codice, una revisione delle norme del codice della strada, come venivano appunto richiamate dal rappresentante dell'autotrasporto che poc'anzi ha appunto ha parlato che determinano delle situazioni di svantaggio per gli autotrasportatori e di difficile gestione dei tempi. Non solo. Ecco, nella riunione che facevamo qualche giorno fa, proprio con l'autotrasporto veniva prese. Veniva rappresentato il fatto, ad esempio, che le pause che si impongono agli autotrasportatori e durante le ore del giorno circa 10 ore vado a memoria oggi diciamo implicano il fatto che nelle stazioni di servizio gli autotrasportatori debbano spegnere i motori e anche la l'aria condizionata nella cabina. È vero di stazionamento e di guida per la questione dell'inquinamento sia acustico che atmosferico, ovviamente con un'estate che abbiamo avuto, che ha dato 40 gradi da giugno a settembre, mettetevi, mettiamoci nei panni di un autotrasportatori che deve fare una pausa di 10 ore nella stazione di servizio con i motori spenti, l'Aula, l'aria condizionata spenta e secondo il Codice della strada, dovrebbe riposare nella cabina diciamo del TIR a 40 gradi sottozero sottozero, perché.
Scusate, è un è un lapsus freudiano, pensiamo a 40 gradi sopra sopra, sopra lo zero per poi per poi attenzione, perché poi se sopraggiunge la Polizia stradale e trova il TIR col motore acceso. Fioccano i verbali pesantissimi per poi accendere i motori.
Passate le 10 ore e riprendere velocemente il trasporto e per stare nei tempi imposti dalle consegne e quant'altro. Quindi è una riflessione che rimanda ovviamente anche a tutto un sistema produttivo che negli ultimi trent'anni si è andato modificando e che però, come dire, in generale adesso impone dei ritmi di produzione che sono sempre meno umani, sempre più insopportabili, non solo ovviamente nell'autotrasporto in questo sicuramente diciamo, diciamo, attenti analisti sostengono che è.
L'informatizzazione dei circuiti produttivi, dei sistemi produttivi sta imponendo dei ritmi che sono sempre meno umani, sono sempre più i ritmi della macchina. Anche il fatto che la comunicazione sia sempre più veloce impone il fatto che diciamo i tempi si restringono, non solo c'è anche il fatto del commercio elettronico, è vero, quindi il commercio elettronico sta spostando adesso sull'autotrasporto una serie di diciamo incombenze e di velocità di consegna che ve soltanto 10 15 anni fa non c'erano, non c'erano e quindi questo poi si traduce anche in un impatto di traffico non solo sulle strade, anche nelle città, perché poi sappiamo no, le consegne a domicilio della merce che i cittadini acquistano.
E diciamo determinano tutta una serie di altri problemi interni alle nostre, alle nostre città. Quindi noi come Consiglio comunale, ovviamente facciamo nostro questo ordine del giorno che gli auto l'autotrasporto di base, diciamo le auto trasportatori, soprattutto del Mezzogiorno.
Propongono e stanno anche ponendo all'attenzione del Ministero.
Alla stessa maniera noi facciamo nostro l'ordine del giorno che appunto è stato concordato con i sindaci in sede di ANCI EBA, che anche diciamo recepisce le istanze che arrivano dal mondo agricolo, dal mondo, diciamo del settore produttivo dell'olio extravergine d'oliva e ovviamente anche della olivicoltura. Qui avete ben diciamo rappresentato illustrato le le grandi criticità che il settore vive, però ecco, io in estrema sintesi, direi di direi questo.
Anche nel settore agricolo notiamo che c'è una spaccatura forte tra diciamo tutta una base di agricoltori, è vero di produttori, soprattutto di olive, è vero, e poi diciamo una parte anche di produttori di olio cioè 1 U come una fessura che si è creato uno scollamento tra la base, diciamo tutta una serie di produttori e le loro associazioni di riferimento di rappresentanza. È vero, e noi siamo convinti che non si possa fare a meno dei corpi intermedi, perché i corpi intermedi poi danno anche, diciamo, al mondo produttivo la una sua rappresentanza e anche, come dire, una forza, è vero, una forza per contrattuale con il Ministero e nelle sedi nelle sedi competenti, però il problema, cioè c'è un problema di fatto e quindi io credo che noi come Amministrazione comunale dobbiamo anche farcene carico, come dando innanzitutto voce a questo scollamento, anche perché il fenomeno, a mio parere positivo che si è.
Ho delineato in queste settimane, è stato proprio questo che questo movimento di base degli agricoltori che hanno dato vita anche a questo Comitato, che si chiama rivolta olivicola, questo movimento di base, criticando le associazioni di categoria non si attesta, tuttavia su una posizione anti sistemica. Va bene di rottura, anzi chiede ai sindaci dei vari comuni, quindi un fenomeno che si è verificato anche che dire a Bitonto, a Terlizzi o fuori regione e fuori fuori provincia. Cerignola ad Andria va bene, chiede ai sindaci e di essere rappresentati.
E noi, come Sindaci abbiamo raccolto questo impegno. È una delle motivazioni per cui oggi io sento di dover ecco rappresentare anche in questa Assise consiliare la questa protesta che de proviene da una parte significativa anche numericamente del mondo agricolo. È vero te, soprattutto del settore degli degli olivicoltori, pur rimanendo, diciamo convinto del fatto che è il nostro compito poi di rappresentanti istituzionali, quale deve essere? Deve essere invece quello di favorire il dialogo e la ricucitura tra la base e i corpi intermedi, e è chiaro che questo richiede uno sforzo da parte di tutti, tanto della base quanto dei corpi intermedi e le amministrazioni comunali, gli enti locali sono assolutamente disponibili a favorire questo. Questo, diciamo questo rapporto, diciamo questo dialogo tra tra le parti ed è anche, diciamo,
Il modo in cui si sta muovendo la nostra regione, la regione Puglia, è vero, avete potuto tutti e verificare, insomma, come l'assessore regionale all'agricoltura Francesco Paolicelli, sia stato assolutamente presente in queste settimane, ma non solo da da queste settimane, appunto, ricordo, sin da maggio abbiamo fatto proprio un incontro alla cantina sociale a terra Maiorum, poi ne sono seguiti di altri, fino a Ferragosto, a 40 gradi, appunto si parlava e devo dire che la Regione Puglia e nello specifico poi l'Assessore Paolicelli, sono stati assolutamente sul pezzo e diciamo anche in un atteggiamento di ascolto di tutto il mondo agricolo variegato. È vero sia delle associazioni di categoria sia della protesta spontanea e nello stesso tempo anche impegnati in una forte interlocuzione col Governo, anche in sede di Conferenza Stato Regioni. È chiaro che ad oggi io qui esprimo il mio parere, diciamo la mia valutazione. Ad oggi i risultati, diciamo di una trattativa generale sono ancora tutti aperti. È vero, anche perché fino a 10 giorni fa, tutti congiuntamente si parlava di e chiedere al Ministero dell'agricoltura il riconoscimento dello stato di crisi del settore. È vero, lo abbiamo visto nei documenti, ma di fatto questo questo riconoscimento dello stato di crisi non è avvenuto.
Non è avvenuto e io credo che da parte del Governo nazionale non ci sia una uguale misura tra il Mezzogiorno e il nord del Paese.
E tra le misure che si adottano per l'agricoltura meridionale, in questo caso specifico per lo l'olivicoltura è invece l'agricoltura del Nord Italia. È evidentemente c'è, diciamo, un peso politico nelle forze di Governo che propende verso il nord. Se è vero, come è vero, che il Ministero dell'agricoltura non esprime un Sottosegretario che sia del sud.
Abbiamo due sottosegretari che sono uno di Firenze, se non sbaglio, l'altro della Lombardia e della Lega, uno di Fratelli d'Italia, l'altro, se vado a memoria, potrei anche sbagliare.
Comunque il Mezzogiorno nel Governo nazionale rispetto all'agricoltura non è assolutamente rappresentato. Io credo che in qualche misura si paghi anche un prezzo, diciamo da questo punto di vista è chiaro, mi metto nei panni delle associazioni di categoria che comunque devono diciamo mediare, diciamo dentro un contesto istituzionale, però mi metto anche nei panni degli agricoltori che poi si arrabbiano e alla fine chi sconta questo prezzo sono proprio le associazioni di categoria sono proprio i corpi intermedi, e allora noi ritengo che abbiamo il compito e abbiamo il dovere di mettere in un certo senso al centro dell'attenzione il problema, diciamo del settore produttivo, okay?
Anche nei suoi aspetti, nei suoi risvolti politici.
Diciamo che stanno nel rapporto tra i nostri territori e il Governo, il Governo centrale certamente e vado alla conclusione per dare spazio al dibattito. Certamente il diciamo tutto il comparto dell'olivicoltura e poi della produzione dell'olio extravergine d'oliva ha necessità. Lo diceva Tommaso Loiodice prima di modernizzarsi, ha necessità di guardare in avanti, anche perché in un confronto con le aziende che in questi giorni stiamo avendo quelle aziende che stanno investendo, hanno investito sulla trasformazione in loco del prodotto e sulla sua commercializzazione, valorizzazione commerciale, subiscono un po' meno il contraccolpo di questa crisi, perché dobbiamo anche qui stare attenti a non crearci un alibi, cioè quale quello che sia tutta colpa dell'olio di importazione che viene da fuori dall'estero. È vero, si parla dell'olio tunisino, ma c'è anche quello spagnolo, quello greco, eccetera che turco è chiaro? Ora.
E ora è parte del problema, ma non è tutto il problema. Questo perché il problema, a mio modesto modo di vedere, è che ancora un eccessivo quantitativo di olio extravergine d'oliva parte sulle nostre auto ci esterne e finisce nelle grandi aziende di trasformazione del centro nord Italia, determinando così è il fatto che quando le annate subiscono contraccolpi negativi, come in questo caso, si rimane esposti senza una protezione, senza un paracadute. Ora è necessario che invece una Regione come la nostra, che diciamo tra le principali produttrici di olio extravergine d'oliva e qui apro e chiudo la parentesi rispetto alle obiezioni che il Sottosegretario la pietra ho detto bene, sì, mi veniva che il sottosegretario la Pietra poneva, e cioè che si tratta di un problema locale, per cui non è possibile il riconoscimento dello stato di crisi. Beh, noi diciamo al sottosegretario la Pietra che.
La Regione Puglia, insieme alla Calabria, è vero, e alla Sicilia, producono il 70 80 90% dell'olio extravergine d'oliva di produzione nazionale di produzione nazionale e quindi è legittimo. Irregolari e legittima la richiesta del riconoscimento dello stato di crisi o ciò detto, però, se noi siamo produttori dell'80 90% di olio extravergine d'oliva, dobbiamo però fare in modo che almeno il 60% di quest'olio sia trasformato e commercializzato a partire dal Mezzogiorno, cioè non sia svenduto come olio da taglio per le grandi aziende del Centro-Nord. Certamente sono discorsi che rischiano di essere romantici se non vengono ancorati alla realtà, perché, diciamo, gli assetti industriali e produttivi non si inventano? Sappiamo che il Centro Nord viaggia a non una, a due, a tre, marce in più rispetto al sud del Paese. Però però ecco.
Credo che la sfida poi sia imprenditoriale, sia politica che istituzionale, sia quella proprio di invece guardare in avanti in questa direzione e credo che una Regione vivace, come la Puglia abbia diciamo le carte da potersi giocare per diciamo una modernizzazione di tutto il mondo agricolo e il mondo produttivo. Non dimentichiamo infine, che poi chi paga le conseguenze delle crisi, della crisi e anche delle proteste, va bene, alla fine sono anche e soprattutto forse, Sindaco, ho finito sono anche e soprattutto i lavoratori e le lavoratrici, perché in questi giorni che l'autotrasporto si è bloccato e che le aziende si sono blu fermate, è vero, tanti operai sono rimasti senza poter andare a lavorare. Alcune grandi aziende come aziende, come per esempio ortofrutta meridionale, ha dovuto fermare la produzione per due giorni e per 2 giorni. 600 operai impegnati nei vari settori sono rimasti a casa e quindi ovviamente poi e diciamo il mondo del lavoro paga poi il prezzo in prima persona sia delle proteste che ovviamente della crisi. Allora si tratta, a mio parere, veramente di ecco fare sintesi, ma diciamo una sintesi che deve vedere protagoniste le istituzioni, sia locali, ma anche e soprattutto nazionali, perché quello che poi è in discussione oggi non è solo la crisi di un comparto, ma è proprio la tenuta sociale del Paese. Se è vero come è vero che diciamo in poche settimane basta un là e vediamo quale grande, diciamo, fermento e quale grande disagio e scontento sociale emergano. Per questo noi siamo impegnati certamente la delibera di Consiglio comunale e un alert, però dice: diciamo credo che abbia il suo peso specifico importante in considerazione del fatto che tanti altri Consigli comunali della nostra Regione sono impegnati a fare questa stessa delibera. Grazie. Grazie al Sindaco. Si è prenotata la consigliera Quercia, Presidente, peraltro della Commissione agricoltura. Prego, collega.
Sì, grazie, Presidente e buonasera a tutti. Buonasera, Sindaco, Segretario Generale, Assessori e Consiglieri dipendenti del Comune di Corato e soprattutto gli operatori del settore che hanno presenziato e che sono intervenuti questa sera tutti i cittadini che ci seguono.
Convocare, tenere insomma, la scelta di una convocazione di una seduta monotematica.
Sulla crisi olivicola che il nostro Paese, ma prima ancora la nostra città, la nostra acclarato, sta attraversando, è una scelta importante, significa vivere la comunità, significa stare concretamente nella comunità.
Significa anche considerare questo palazzo come un un punto, un luogo chiave e non come una bolla avulsa dai problemi e dalle problematiche concrete della comunità. Vuol dire quindi far entrare in quest'Aula la voce di chi quei problemi li vive in prima persona, di chi sta portando nelle piazze e nelle strade quella dignitoso grido di dolore e di disperazione.
I mezzi che abbiamo visto sfilare le proteste davanti alle prefetture, le gli incontri, le proteste nei campi, le assemblee non sono certamente manifestazione folcloristica, né proteste di categoria d'occasione ma sono il segnale di un punto di non ritorno.
Siamo di fronte a una contraddizione amara, quasi paradossale: Corato, culla del loro verde della cultivar Coratina, è considerato tutta la Puglia, terra dell'olio e cuore della produzione olivicola italiana piegata da una sempre più massiccia presenza di concorrenza sleale sul mercato.
Oggi, per un piccolo produttore del nostro territorio coltivare le olive e produrre l'olio è diventata una perdita secca.
Quando il costo del carburante, delle lavorazioni e dell'energia schizza alle stelle e il valore riconosciuto a quel prodotto sul mercato crolla vertiginosamente. La terra cessa di essere una risorsa e rischia di diventare una condanna. Ma questa non è semplicemente una crisi del settore, un problema contabile. Questa è una grande questione sociale e di dignità. Quando noi vi colture valuta di lasciare i frutti sugli alberi perché raccoglierli costa più che venderli, non fallisce solo quell'azienda fallisce un pezzo del nostro modello di sviluppo, non si genera più lavoro, si impoveriscono le famiglie e si abbandona la cura del territorio e del nostro paesaggio.
Invece noi non possiamo in nessun modo rassegnarci all'abbandono dei nostri campi per mettere l'incuria della nostra terra significherebbe non solo spalancare le porte a speculazioni selvagge, ma anche svendere il nostro bene più prezioso, cancellare una storia millenaria a recidere le radici della nostra identità e, al contempo, e sforzi concretamente al rischio del dissesto idrogeologico, avendo privato il territorio di quella protezione che solo il lavoro quotidiano nei campi e dei nostri agricoltori sa garantire. E così si sgretola l'immagine che il mondo ha del made in Italy, della dieta mediterranea, riconosciuta ufficialmente come patrimonio culturale immateriale dell'umanità nel 2010, i cui benefici sono attestati a livello medico e scientifico nello specifico, la cultura italiana è stata riconosciuta nel dicembre del 2025 come patrimonio immateriale UNESCO. E allora, a cosa serve tutto ciò? Mi chiedo oggi se l'identità dell'Italia, costruita con sacrificio e merito nel corso degli anni si svaluta ogni giorno così come viene svalutato sul mercato il nostro olio, il prodotto principe della dieta mediterranea e della nostra cucina italiana sempre più svalutato. Oggi questo Consiglio comunale ha il dovere di interrogarsi su queste tematiche, di prendere una posizione netta. Mi auguro che oggi abbiamo, siamo entrati più a contatto con questa realtà, siamo qui per conoscere in prima persona e per far conoscere agli altri, per far valere le istanze della nostra città, che meritano attenzione e risposte immediate. Quindi mi auguro che il dibattito di oggi sia ricco e partecipato e che tutti i gruppi politici possano contribuire a costruire una posizione forte e unitaria a difesa dei nostri produttori. Lascio la parola aperta. Lascio la parola ai colleghi. Chiedo scusa.
Incerta che questo Consiglio Comunale saprà dare un messaggio chiaro, ovvero quello che è il Sindaco con la sua maggioranza e l'Amministrazione tutta e a sostegno al fianco degli dei produttori agricoli. Grazie.
Si è prenotato il consigliere Caputo, prego. Grazie, Presidente, Sindaco, Assessori, colleghi, gentili ospiti.
Stavo apprezzando molto l'intervento della mia collega Agla minoranza, devo dire, ha partecipato attivamente, non siamo stati assenti, so la la. La collega ha parlato di amministrazione nel suo complesso maggioranza, ma anche del suo va be' no, no, non voglio interromperla, prego. Allora volevo dire che con oggi è una giornata che il Consiglio debba dare un senso.
Dico la terra, perché oggi di questo parliamo dalla siamo nati tutti, lo sviluppo dell'Italia e la dalla terra qui non possiamo dimenticarci quando questi momenti arrivano di stare non vicini di più.
E fare tutto quello che ognuno di noi.
Può mettere in campo qualsiasi cosa.
Certamente oggi è come dire, stiamo.
Nel periodo in cui il lavoro di un anno si dovrà concretizzare come la festa, di solito quando finisce la stagione in agricoltura del grande volto, cioè era più una festa dopo il duro lavoro.
Purtroppo, diciamo, non è più così. Queste crisi ciclica a volte l'olivo, una volta o meglio le olive, il grano e ortaggi mandò dipende dalle stagioni, però diceva bene:
Presidente Loiodice oggi parlare di olive non è più il tempo.
Ne. Oggi possiamo affrontare tanti problemi che non si sono affrontati quando diciamo le formiche lavorano, elicità, le cantano perché oggi stanno in emergenza e voglio ricordare agli amici della delle associazioni.
È vero, tutto, ma lo gli agricoltori io parlo delle imprese che voi sull'agricoltura, poi intervengono i piccoli produttori, dove diciamo poi c'è un piccolo problema aggiuntivo.
Devono essere riconosciuti.
Solo perché tengono i terreni in ordine.
Tutti noi dovremmo pensare quando costerebbe.
Se tutto il territorio.
Non venisse curato dalle imprese agricole e, come vedete, le nostre città faccio un parallelo quando chiudono i negozi di prossimità e aprono i grandi supermercati. Una scelta che è stata fatta dagli anni tanti anni fa e poi vediamo i quartieri bui e deserti e qui il vanno riconosciuti e quel lavoro va riconosciuto a prescindere. Se poi la produzione tutto il resto.
Devono avere uno spread solo per quale prima c'era l'integrazione che bene o male questo premio copriva, diciamo, l'investimento attenere a coltivare il terreno oggi non è più così ne possiamo mettere a fare il prezzo alle olive. Noi possiamo fare il prezzo all'olio, l'accertamento e quando c'è un periodo così drammatico, con tre guerre in corso, senza toccare il carburante, dove i trasportatori forse hanno un po' più ragione, perché un camion che va in sicurezza, l'autostrada foss, qualche incidenti, meno lo abbiamo che poi tutti li vediamo ed è un altro comparto in grave difficoltà, come tutti in questo periodo.
Facevo una riflessione, qualche anno fa aveva avuto quella, come dire, quel periodo bruttissimo dal COVID e si sono allentati tutte le Borse. Oggi, secondo me è peggio di allora e si parla ancor di più il rapporto deficit tutte queste cose, ciò che non hanno senso come la vedo io può darsi che non sono condivise. Ricordi guest in quest'Aula quando ero contro la liberazione del gasolio del gas, prego, fosse era stata Alfonso. Oggi il gasolio costava meno.
Invece, per modificare comu bisogna investire lungi solo delle sinergie e tante altre cose. Mo' il Governo rappresentato non rappresentato l'agricoltura, se prendiamo la regione Puglia, ma tutte le regioni nel campo agricolo, innovazione, investimenti, intronizzazione, commercializzazione, fondi che non finiscono mai. A molte volte non vengono nemmeno utilizzati tutti.
Perché la nuova agricoltura bisogna trasformare il prodotto e andarono.
Purtroppo addentro, avendo prodotto, va a recuperare tutti i costi di qualsiasi azienda e comunque l'agricoltura ha sempre avuto una parte, diciamo anche come dire, salvaguardando piccolissimi, molto meno rispetto a prima, ma oggi non se ne può fare, almeno. Io non so se è vero che si può chiedere alla crisi in periodi di crisi o non sono un tecnico sicuramente non credo che un Ministro o un Governo debba negare un'esigenza che è sotto gli occhi di tutti in questo momento di questo dobbiamo parlare, dobbiamo superare questo momento e prepararci ogni giorno a che cosa dobbiamo fare domani? Perché, caro Sindaco, lei ha accennato, ma quando le olive lo dico per caduta, ma vanno a 120 130 rendiamoli Oliva.
A loro.
A loro.
Poi quando va a basso andiamo alla cooperativa, per esempio, una misura, perché poi si ossia le ha fatto quest'ordine del giorno ha indicato la mozione.
Ma si è scordato di dire che noi abbiamo parlato di questo fatto a luglio al primo Consiglio, poi al secondo o terzo, ma perché questa Commissione non l'abbiamo avuta? Poi aveva chiesto, insomma, si è modificato un po' lui fossero stati primi della mozione, avevamo chiesto di affrontare il problema dell'aiuto, ma comunque è stato fatto, sta fatte quando però poi le allora io non so, lei ha ammesso l'ordine del giorno che abbiamo approvato, però in questi giorni, perché c'era il Consiglio, mi sono adoperato quando me conosce che cosa si è fatto nell'altro periodo. C'è una cosa, per esempio, dette al Contest Spagnoletti Zauli è stato senatore e comincio a un'azienda di primaria importanza di riattivare la legge che fu messa sul 2020 sulla crisi aviaria che diciamo è similare allo stadio di crisi.
Cioè Lulù, lui chiedeva in questi intervisti rifinanziare.
Come per esempio dico io, l'altra cosa importante, ma non solo quest'anno per tutti gli anni a venire, cioè le cooperative che acquisiscono il prodotto dai piccoli produttori nella maggioranza dei soci e poi ci sono, i grandi produttori devono avere la possibilità, la liquidità di pagare il lavoro a quella persona che ha fatturato porti gli olivi. Il giorno 10.
Qui si iniziava dopo l'8 dicembre, mo' diciamo si inizia apri e giorno 11 va a prendere i soldi delle olive. Certo, la cooperativa non già la possibilità. Credo che dei finanziamenti a tasso zero. Credo che si possa fare così, quantomeno quanto vero quel produttore non gli viene la voglia difendere le nostre olive agli altri.
Come accade.
Sto io l'ho detto prima, non mi non mi mettere il coltello il coltello, perché voglio ricordare noi parliamo dell'olivicoltura italiana, ma quella nostra da metà strada fra Bitondo e Terlizzi fino a Canosa paglia dal coltiva la coratina che non è uno extravergine uguale agli altri.
Che non ha niente a che vedere.
Anche gli altri usurpò ACB Bitonto, nella zona del sud barese, dopo Cerignola con la garganica, però quella nostra o la carta, quello nostro gratis, diversa dagli altri. Ed è un valore di più. Abbiamo una Ferrari e ce lo giochiamo come una 500, basta, basta solo i fatti dall'Olio nostro ne fanno il cibo e gli altri, perché poi non vi spieghi i dati se noi produciamo il 50% è commercializzato, il 15% c'è qualcosa che non va. L'Umbria fai il 3% e Olivia commercializza il 35% dell'olio extravergine. C'è qualcosa che non va. Poi togliamo infatti che sta all'olio tunisino che diventi italiani. Oggi starà al 10% ma le facciamo bene, starà al 10 starà ci sono dinamiche che stanno e staranno sempre, perché ognuno diciamo non in uccidono, ma se noi non riusciamo a far diventare il nostro olio.
Veramente la Formula 1 e poi noi tutti quanti giriamo. Prego, Assessore. Gira perché diciamo sta anche nel campo agricolo. Tutti noi, quando andiamo nelle zone Erdonio ho comprato le olive da le olive da tavola, incontra nella zona di ballo Azuni, invitando l'azione di coraggio.
E quando venni 3 milioni di Gilda.
E come possiamo fare pure all'estero?
Se oggi viene non tu, ti ricordo l'esperienza al Patto territoriale di alcuni anni fa. Una una, una grande distinzione americana chiese 2000000 e mezzo di bottiglie. Non eravamo in grado di fornire, come ordine di prova.
Un prezzo anche molto remunerativo.
Non ci rissi, non riuscimmo a mettere insieme per fare un'ora di prova ed oggi siamo nelle situazioni di crisi profonda di questo settore in questo momento, quindi dobbiamo fare di tutto affinché questo periodo venga, come dire, by passato e poi veramente ci dobbiamo occupare di cosa possiamo fare e anche questo manca nell'ordine del giorno, signor Sindaco, perché è vero, lo Stato.
Ma per qualche cosa la Regione va da e noi che ci impegniamo a fare da domani?
Noi noi qua che come stiamo, che ci diciamo domani che facciamo, che possiamo fare.
Qualche impegno pure lo dobbiamo fare pure noi, giacché dobbiamo mettere al centro, diciamo, il nostro prodotto principe.
Perché vi ricordo che aggiunge il grave a 18 anni nessuno si è mosso nelle zone di gran logorato, ma dice che a noi sta a orizzonti, grave non è che non ci sono.
Postali i legumi.
Dagli ortaggi e c'era il Sindaco ortofrutta, c'è il dipendente al giorno che lavora, che dei pranzi terreno deve curare, deve fare il prodotto, l'evasione non deve far parlare solo i fatti o i comuni che fa il gestore del genere non è mag menzionate come Regione.
Ha ragione l'agricoltura è un settore importante alle un settore, diciamo.
All'ATER.
Poi mi disse sarà toscano, sarà lucano, interessa poco, ma le cose si devono fare, ognuno c'ha i suoi canali.
Speech per i canali che devono servire per questo fa la minoranza, signor Sindaco, ci faccia condividere questi percorsi.
Perché forse qualche parola possiamo dire.
Lo 0 qualcosa sbagliamo forse un po' il web, ma sempre nella correttezza. Qualche parola in più lo possiamo dire e lo zio a questa legge che diceva che menziona Spagnoletti zia una legge che può servire a rifinanziare. Non lo so nel 2020, eppure proprio che fu fatto in con specifico Wuhan della dei problemi di de dei polli,
Forse si poteva servire a me.
Invece no, non ci avete coinvolto e certamente io come faccio a non appoggiare.
Il mio comune, che da 20 giorni stiamo affianco del settore agricolo.
Però poi se qua, filiale preside della facoltà di leggere quello che è il mio movimento politico comunale ha preparato così vede, per ampliare, diciamo, quando noi andiamo a parlare per sollecitare.
E se tutti dobbiamo remare sulla stessa bar, tutti dobbiamo partecipare e tutti devono avere la facoltà di avere la possibilità di partecipare a una costruzione, perché non credo che abituali hanno omesso dalla mozione nostra.
Che poi la mozione che che io ho votato convintamente lei che parlava di questo ve ne era, diciamo una mozione che poneva l'attenzione delle bozze, un impegno e la struttura di quando faceva non c'entrava niente. Quello che è successo oggi, invece è cambiata la strada. Il discorso deve andare nel merito o se io no ci vedevamo ieri prima, così come l'avete discusso. Io sì, ma possiamo mettere questa legge che a detto Paglione, attenzione o un finanziamento a tasso zero per le cooperative così pagano i piccoli produttori come guadagno di olive.
Sempre senza andare, forse chiamiamole bandi ignoranti, solo banco importante che sta all'UniCredit.
Del San Paolo sta facendo i bellissimi filmati di pubblicità, risulta che stava fare tante cose belle, puoi dare un po' di soldi alle nostre cooperative di cura per pagare subito a tasso, diciamo.
Zero meglio 0 virgola insomma, si potrebbe pure pagare queste occasioni ci devono far diventare un corpo unico che qua non c'è, né la destra, la sinistra, il centro del CUD, tutti ve li andavate, ognuno di noi, vi reso dalla dalla masseria, dal terreno, dal bracciante, dall'agricoltura aggio. L'Italia si è formato i figli di allora che possono già all'azienda agricola che sono diventa avvocato giallo pure loro, lo ripeto e si fa il Bureau, la bottiglia numerata e stiamo avendo il oppure, diciamo a prezzi diversi.
Come stanno le aziende aziende, sia curativi, chiedo al circondario, cioè io ho avuto degli amici a Milano che oggi stanno vendendo 250 ML iol, 10 euro e 90 e mezzo chilo a 35.
Che sono strutturali all'uso di sicurezza delle reti regionali, hanno cambiato il modo di produrre, hanno aggiustato il loro, il loro tra frantoio aziendale, cioè non si può fare.
Ma non è che tu devi fare così. E tutto capace di farlo oggi sono le associazioni Gadolla, amano finanziamenti, ci sono, ma i finanziamenti sulla produzione delle olive, purtroppo l'onestà.
E lei ci saranno.
Non ci saranno più, poiché è cambiato, non è più così. Prima un agricoltore, Gabbard Traglia, famiglie un'agricoltura, ma non dite di 3 4 euro, non di più.
Paolo agricoltura per cambiare un po' ce l'ho già dai 100 120 euro, bocciarlo.
Ma queste cose ci svegliamo che noi da domani, una volta a settimana, rinviamo alla Commissione agricoltura e ne parliamo.
Eppure il Comune può fare dall'assessore e non voglio ricordarvi cosa dice qua parlando di sviluppo economico. Il primo Consiglio qua collega finito, si avvii. Allora noi dobbiamo diciamo ci siamo dati a nuovi spazi per poter dare contributi approfonditi da parte di tutti, grande leghi, siamo disponibili pure a dire la nostra e siamo pure in grado di dirlo. Spero che questa diciamo sia un impegno di tutti quanti noi e vedremo che cosa saremo capaci di fare ognuno nel suo piccolo. Grazie grazie al collega Caputo. Prima di dare la parola al collega Nesta, i nostri ospiti stanno andando via, ci chiedono appunto di consentire un deflusso dall'Aula molto tranquilli, ordinato. Li ringraziamo, li ringrazio personalmente e a nome di tutti e personalmente grazie. Grazie a tutti.
Possiamo riprendere la discussione. Sì, si è prenotato il consigliere Nesta. Prego, collega, prego.
Grazie, Presidente. Buonasera a tutti. Io con tutta sincerità, non so se queste due mozioni le dobbiamo portare avanti oppure no.
Per semplici motivi, perché, ascoltando i rappresentanti di categoria e altre, diciamo altre persone del comparto agricolo e mi dispiace anche non vedere la presenza di queste persone che rappresentano il comparto agricolo del pubblico mi fa capire onestamente che abbiamo già esaudito tutte le loro richiesta, perché da quello che hanno potuto dire e apprezzo condivido e ringrazio i diciamo le associazioni di categoria e le persone che sono intervenute, che con tutta sincerità, lo avete ascoltato voi, hanno elogiato i provvedimenti attuati dal dall'attuale Governo, giusto? Non è che hanno detto il contrario, hanno apprezzato le varie o, diciamo, i vari interventi che sono stati fatti in aiuto del diciamo del comparto olivicolo sia dal punto di vista di Governo, ma anche dal punto di vista europeo e vorrei ricordare, lo diciamo un lavoro parlamentare, Michele, piccolo, che ha presentato il 19 ottobre un'interrogazione alla Commissione europea per sollecitare l'attivazione degli aiuti all'ammasso privato articolo 17 e 18 del regolamento UE dell'olio d'oliva e verificare l'impatto delle importazioni di olio tunisino che corrispondono a circa 56.700 tonnellate a dazio zero, okay, più altro olio che arriva da altre nazioni, naturalmente, come qualcuno ha sostenuto, siamo costretti anche a importare questo olio da queste nazioni qua, tant'è vero, abbiamo l'Italia produce 234 milioni di litri di olio, i consumi interni sono 461 milioni di olio, esportiamo 318 milioni di olio, però importiamo 545 milioni di olio ok litri di olio. Ci sta qualcosa che non va, non credo troppo e sono anche leggi di mercato che ci.
Conducono a fare queste queste cose qua. Naturalmente, come diceva qualcuno, bisogna avere più controlli nei porti e faccio riferimento a un controllo di qualche giorno fa nel porto di Monopoli, dove sono stati bloccati esattamente oltre 16.000 tonnellate di olio di di di girasole e olio di colza, che sappiamo benissimo che è un olio dannoso per la nostra salute. Al contrario dell'olio che produciamo noi cultivar Coratina.
Naturalmente cosa succede?
Secondo me non sappiamo valorizzare questo olio che per cui, per un semplice motivo e l'hanno detto e sostenuto tante altre persone presenti, non siamo bravi a vendere il nostro prodotto, ok, noi non lo sappiamo. Tendere. Noi abbiamo un olio con caratteristiche diciamo particolari, anche nei confronti della nostra salute, però non siamo bravi a commercializzarlo. Andiamo a Macerata un litro d'olio lo paghiamo 16 e 16 euro al litro, olio che non è neanche il loro sicuramente olio nostro che trasferiamo a loro per sistemare l'olio.
Ma oltre a questo, diciamo naturalmente i provvedimenti che sono stati attuati dal Governo, come dicevo prima, okay i 16 milioni di euro per quanto riguarda il per aiutare le famiglie in difficoltà del comparto agricolo, 60 milioni per quanto riguarda anche a fondo perduto coniugazione attraverso oggi, anche per aiutare il diciamo, il trasporto e l'acquisto di gasolio agricolo, però nello stesso tempo mi faccio anche una domanda:
Quindi i giorni fa lo stesso Assessore Paolicelli aveva promesso una regolazione di 30 40 milioni di euro a favore dell'agricoltura pugliese, ma questo non è stato fatto ancora tutt'oggi, sentendo i rappresentanti dei Fratelli d'Italia in Consiglio regionale, questa delibera non è stata ancora diciamo attuata, quindi naturalmente molte volte critichiamo il Governo che, come abbiamo visto, si è messa a disposizione, però nello stesso tempo, okay, non non è che bisogna fare una critica, perché giustamente, come diceva.
Tommaso Loiodice e apprezzato molto il suo intervento. Okay, noi dobbiamo stare sotto un'unica bandiera, tutti quanti, perché dobbiamo salvaguardare il nostro, il nostro territorio e il nostro prodotto. Collega, si avvicini al microfono che si sente con difficoltà e per il GRA il diciamo l'Assessore, diciamo Diaferia aveva detto staccati dal microfono perché molte volte rimbomba la tua voce, perché è una voce molto bisogna trovare il giusto equilibrio, la giusta distanza. Ecco, ok, va bene, naturalmente.
Stavo, stavo dicendo per quanto riguarda gli aiuti da parte della Regione, bisogna anche avere, diciamo una una risposta.
Da parte da parte loro.
Valorizzare il nostro prodotto, ma siamo sicuri che vogliamo farlo attraverso queste associazioni? Tutti quanti lo vorrebbero, però nessuno lo vuol fare strano, perché se noi ci allineiamo cominciando dal punto di vista amministrativo, okay? Cominciando poi dalle associazioni di categoria, dai frantoi, possiamo ottenere un risultato, ma questo non avviene. Non so per quale motivo quello che ho detto prima ci sta speculazione da parte di tanti frantoi e bisogna avere il coraggio di dirlo, bisogna avere il coraggio e non lo diciamo perché fosse abbiamo, non lo so qualche frantoio vicino a noi, non lo so, però diciamo e non è una bella cosa, quello che succede molte volte per quanto riguarda questo questa difesa di questo prodotto nostro, un prodotto particolare. Vorrei ricordare che l'altro giorno abbiamo parlato di bandiere, bandiere della pace, bandiere dell'Italia, bandiera dell'Europa. La bandiera della Puglia è rappresentata al centro donne ulivo, okay, questo significa che noi la Puglia è rappresentata da un albero, un albero che anche significato come qualcuno dice di pace, okay, però naturalmente sfruttiamo anche queste cose. Come possiamo sfruttare molte volte anche a livello sportivo e mi viene in mente quello che è successo, diciamo pubblicizzando il nostro prodotto dagli avvenimenti sportivi che che abbiamo e molte volte organizziamo nella nostra città. Vi ricordate anni fa, quando abbiamo organizzato un incontro internazionale di box nel palazzetto, abbiamo avuto la diretta su RaiSport 2, la prima cosa che fu pensato quello di pubblicizzare la nostra, il nostro olio.
Lo dico coratina, tant'è vero se qualcuno a quelle riprese dalle immagini che io mi sono conservato, esce tranquillamente all'inizio Corato Città dell'olio e simbolo della nostra città era l'olivo con la foglia dell'Ulivo e la nostra, diciamo e diciamo il il nostro prodotto.
Siccome avevo detto prima, non so se queste due mozioni sono ancora attuali, okay, perché anche quella presentata dal sottoscritto durante questi giorni ha avuto dei cambiamenti e abbiamo visto un po' che il Governo ha provveduto a fare queste queste diciamo provvedimenti, quindi sarebbe opportuno, secondo me, quello di rivedere bene.
E condividere da parte di tutti noi un unico documento, okay, che salvaguardi il nostro territorio e il nostro prodotto, grazie.
Grazie al collega Nesta.
Si è prenotata la collega Tandoi. Prego, Consigliere.
Grazie, Presidente. Buonasera a tutti, signor Sindaco, signori Assessori, Segretaria, colleghe e colleghi consiglieri, concittadini tutti. Quello di oggi è uno di quei momenti in cui una comunità viene chiamato a riconoscere ciò che conta davvero un momento in cui le appartenenze politiche e le contrapposizioni dovrebbero lasciare spazio a una responsabilità più grande, quella di difendere il lavoro, la dignità delle persone e il futuro economico e sociale della nostra città, le proteste degli ultimi giorni, le manifestazioni degli agricoltori e degli autotrasportatori, le preoccupazioni dei frantoiani e degli operatori economici ci restituiscono l'immagine di un territorio che sta attraversando una fase di profonda difficoltà. Ho guardato le immagini delle proteste che hanno interessato altre città e le ho confrontate con quella della composta mobilitazione coratina e devo dire dire di aver provato un sentimento di orgoglio. Ho visto giovani a bordo di mezzi agricoli, frutto di investimenti importanti. Persone impegnate a difendere una posizione lavorativa conquistata a piccoli passi attraverso grandi sacrifici e rinunce quotidiane, non possono passare inosservati. Il garbo e la dignità di chi non chiede privilegi, ma condizioni che consentano di continuare a lavorare, investire e costruire il proprio futuro. Ed è da qui che credo che debba partire la nostra riflessione, perché dietro ogni trattore che abbiamo visto attraversare le nostre strade dietro ogni camion fermo dietro ogni frantoio che guarda con preoccupazione alla prossima campagna olivicola. Ci sono ovviamente persone, famiglie, investimenti e progetti di vita. C'è una parte importante dell'identità economica e sociale di Corato e quando entra in difficoltà chi produce ricchezza attraverso il proprio lavoro a essere in discussione non è soltanto il futuro di un settore, ma quello e dell'intera comunità curato non può ovviamente considerare l'agricoltura una semplice voce della propria economia. L'olivicoltura appartiene alla nostra storia, ha modellato il nostro paesaggio, ha sostenuto generazioni di famiglie e ha contribuito a costruire la riconoscibilità del nostro territorio. Accanto a essa si sono sviluppati un sistema di impresa e di trasformazione di servizi di trasporti e attività commerciali che rappresentano una parte essenziale della nostra capacità produttiva sono attività strettamente collegate. Se un agricoltore non riesce a vendere le proprie olive a condizioni insostenibile, ne risente il frantoio e se un frantoio non dispone della liquidità necessaria per acquisire il nostro. Il nuovo raccolto ne risente l'intera filiera, sennò autotrasportatore non riesce a coprire i costi del proprio servizio diventa più oneroso il collegamento tra produzione e mercato e funebri. Un equilibrio sicuramente delicato nel quale le difficoltà di uno finiscono inevitabilmente per diventare quelle di Monti e oggi quell'equilibrio mostra segnali preoccupanti. Le quotazioni come sappiamo, dell'olio extravergine sulla piazza di Bari sono scese a livelli che destano preoccupazione tra gli operatori. Il problema non riguarda solo il prezzo di vendita, ma il rapporto tra ricavi, i costi di produzione e liquidità e sostenibilità dell'impresa. Un'impresa può sopportare una stagione difficile affrontare una temporanea riduzione dei margini, ma non può continuare all'infinito a produrre senza prospettive di equilibrio economico. Non stiamo quindi discutendo soltanto di come affrontare un'emergenza. Siamo discutere discutendo, a mio parere, di come evitare che si trasformi in un impoverimento strutturale del nostro territorio e vorrei rivolgermi anche direttamente agli operatori del settore che ha Miorița. Rammarico oggi qui non vedo con noi l'invito che sento di fare è quello di non accontentarvi di soluzioni semplici a problemi complessi. Le misure tampone, i ristori emergenziali e gli strumenti straordinari di sostegno sono certamente necessari per superare questo momento, ma non possiamo illuderci di garantire il futuro delle imprese attraverso una successione indefinita di atti pubblici. Per questo considero importante che la discussione di oggi non si esaurisca in una manifestazione solo di solidarietà, per quanto essa ovviamente sia doverosa. L'introduzione del documento di accompagnamento elettronico olivicolo, finalizzato a rafforzare la tracciabilità del nostro olio, rappresenta un passo avanti importante, ma abbiamo il dovere di domandarci quali ulteriori passi intendiamo compiere. Sappiamo perfettamente che un'Amministrazione comunale non può determinare il prezzo internazionale dell'olio, modificare autonomamente le politiche agricole comu del comunitarie o intervenire sulla fiscalità nazionali dei carburanti sarebbe scorretto attribuirle responsabilità che appartengono a altri livelli istituzionali ma riconosce i limiti delle competenze comunali. Non significa rinunciare a esercitare fino in fondo quello che possediamo. Il Comune può promuovere il confronto, favorire la costruzione di reti tra imprese, raccogliere dati, monitorare le criticità, coordinare le istanze del territorio e costruire alleanze istituzionali. Queste iniziative devono inserirsi in una programmazione di lungo periodo, capace di trasformare le necessità contingenti in una strategia di sviluppo. Penso a un confronto già iniziato, del quale vi do atto e mi e mi complimento di permanente con le organizzazioni agricole, i frantoi, gli autotrasportatori, le rappresentanze economiche, a una ricognizione dell'elettricità aziendali, a una interlocuzione coordinata con gli altri Comuni del nord barese. È arrivato quindi il momento di ragionare da comunità, perché da singoli rischiamo di non avere la forza necessaria per emergere e questa considerazione riguarda tanto l'istituzione quanto gli operatori del economici. Vorrei tanto, quindi questa mobilizzazione, questa vicinanza tra produttori, diventasse anche un'opportunità per le basi di nuove collaborazioni, perché tessere relazioni e trovare accordi ciascuna delle nostre imprese può acquisire una forza contrattuale e commerciale maggiore si agisce insieme. Dobbiamo avere il coraggio di una riflessione sincera nei nostri territori. Le esperienze consortili e le forme di aggregazione tra produttori tra produttori hanno incontrato storicamente molte resistenze. Eppure possiamo guardare a modelli già citati di cooperazione e valorizzazione collettiva. Legherà l'aggregazione? Non serve soltanto a vendere meglio un prodotto, può diventare uno strumento, secondo me, di promozione del territorio, di sviluppo del turismo enogastronomico e di costruzione di un'identità economica condivisa, un prodotto della personalità forte, con caratteristiche distintive che meritino di essere conosciute e valorizzate molto di più di quanto oggi accade, Abbiamo un patrimonio identitario che molti territori vorrebbero possedere e che noi non abbiamo ancora trasformato pienamente in un vantaggio competitivo. Sono fortemente convinta che la strada da percorrere sia quella della costruzione di una identità territoriale riconoscibile attraverso un serio lavoro di branding e successivamente di marketing territoriale, un progetto capace di raccogliere sotto il nome la coratina. Ma ne abbiamo bisogno di altri, non soltanto la valorizzazione dell'olio, ma una narrazione ampia delle eccellenze produttive. Una strategia nella quale ogni specialità del territorio diventi una ragione in più per far conoscere Corato e per valorizzarla. Abbiamo molti degli elementi necessari per diventare un modello di filiera territoriale integrata. Ciò che manca è la capacità di metterci sistematicamente in relazione.
Nel documento che oggi abbiamo in discussione vengono avanzate richieste importanti: liquidità per i frantoi strumenti finanziari per l'avvio della Campania, misure europeo di sostegno al mercato, maggiore trasparenza sull'origine dell'olio interventi sul costo del gasolio e a condizioni economiche più sostenibili per l'autostrada autotrasporto, proprio perché voglio che queste richieste abbiano credibilità. Voglio formulare una precisazione: distinguere le misure immediatamente attivabili da quelle che richiedono modifiche legislative e decisioni europea, verificandone la accompa, la compact, la compagnia, compatibilità normativa e l'introduzione delle interlocutori competenti. Dobbiamo completare, anche in riferimento al patto etico con la grande distribuzione non basta a generare Genée genericamente una maggiore response. Dare una maggiore responsabilità alla GDO. Occorre costruire una proposta negoziale fondata su impegni reciproci. Dobbiamo chiedere politiche di acquisto e più trasparenti. Una maggiore valorizzazione dei nostri prodotti, criteri economici che tengono conto della sostenibilità senza obiettivi precisi e verificabili e soprattutto la stabilità. Anche un tavolo di trattativa rischia di ridursi a una dichiarazione di buone intenzioni. Vorrei infine richiamare un tema che rischia di rimanere sullo sfondo il futuro delle nuove generazioni. Quando parliamo di crisi agricola e delle imprese di trasporto, parliamo anche della possibilità dei nostri giovani di continuare a immaginare il proprio futuro accorato. Ne ho visti tanti partecipare alla mobilitazione. Ed è proprio per questo che penso a loro e che ritengo necessario superare la logica della sola emergenza. Un giovane può scegliere di proseguire l'attività agricola della propria famiglia, investire un'impresa. Monelli morde modernizzare un frantoio e sviluppare un'attività collegata se vede in questo lavoro non solo un rischio e un un indebitamento, ma una opportunità.
Per tali ragioni considero necessario affrontare l'ordine del giorno con spirito di collaborazione istituzionale, senza rinunciare al rigore, alla chiarezza, alle richieste e alle arrivi, alla verifica dei risultati. La posizione che esprimo quindi da questi banchi non è quella di chi vuole trasformare una difficoltà economica in un'occasione di contrapposizione politica. Al contrario, ritengo che la gravità della situazione ci imponga di mantenere il confronto concreto sui problemi reali e soluzioni sulle soluzioni concrete da intraprendere. Il valore di questo Consiglio non si misurerà dalla forza delle parole che pronunciamo oggi, ma la dalla concretezza delle azioni che saremo capaci di promuovere tutti quanti insieme e su questo terreno che ciascuno di noi, quindi maggioranza e minoranza, sarà chiamato a dimostrare le proprie responsabilità. Annuncio già a nome del mio e del mio Gruppo il voto favorevole. Grazie.
Grazie alla consigliera Tandoi. Si è prenotato il collega Scaringella. Prego, Consigliere.
Buonasera a tutti. Il Segretario generale, Sindaco, assessori, colleghi consiglieri e cittadini del Comune di Corato.
Mi fa piacere oggi finalmente non abbiamo nessun tipo di problema nel esporci e creare opposizione e contraddizioni.
Oggi abbiamo un Consiglio comunale che non ha nessun colore politico e questo fa la differenza.
Naturalmente il la mia domanda nasce spontanea. La mia domanda la faccio ESMeSS, lo faccio a me stesso, ma lo faccio anche a tutti all'Assise nel momento in cui noi oggi approviamo questi punti all'ordine del giorno da parte dell'UDC che, come ha detto la consigliera Giulia Tandoi, c'è già il parere positivo, quindi la mia domanda nasce spontanea:
Il messaggio che arriverà al Governo nazionale è un messaggio solo soltanto ci siamo noi, siamo i quadratini, siamo il Consiglio comunale di Corato e naturalmente vi portiamo questo messaggio e finisce là. Invece mi sarebbe piaciuto oggi che da questa Assise uscisse uscisse.
Un progetto, un programma, qualcosa di concreto, perché non dimentichiamo che l'olio migliore in Italia è quello curativo. Io per il lavoro che faccio giro spesso all'estero e molto mi piace anche osservare e capire, guardarmi attorno per capire cosa c'è cosa mi circonda. Beh, quando vedo le bottiglie d'olio, vedo l'etichetta. È molto spesso olio italiano. Non ne vedo. Vedo olio estero spagnolo e altro. Quindi qual è la mia proposta?
Perché non ecco una proposta concreta che deve partire da questo, dal nostro territorio, da Corato, perché non convergere una piccola quota del bilancio comunale e creare un'operazione di marketing?
Mediatico a livello mediatico, come fanno molto spesso alcune province o alcune regioni del Nord, dove promuovono LEP i propri prodotti o proprio la apro la propria stagione turistica. Promuovere direttamente, investire mediaticamente qualora fosse possibile il nostro prodotto su tutti i media nazionali. Questo sarebbe un un incentivo importante dove dimostrare che è curato non è soltanto presente con un Consiglio comunale, ma è presente anche con i fatti. Qualora fosse possibile questa è una domanda che poi sicuramente discuteremo col Presidente. Quindi questo è un messaggio molto chiaro che spero possa essere preso fare operazioni di marketing direttamente sui media decorato olio del nostro territorio e presentarlo, perché questo cosa comporterebbe, comporterebbe la possibilità di.
A far acquistare il nostro prodotto a livello nazionale, non solo, quindi inviteremo tutte le nostre aziende a produrre olio per poterlo poi commercializzare. Quindi daremo un supporto. Non possiamo dare contributi economici, perché i contributi economici. Non ce lo possiamo permettere a tutte le nostre aziende del territorio, ma poter cercare di dare un supporto parallelo, creando una forma di marketing pubblicitario che possa essere.
Recepita a livello nazionale e non solo. Questo è uno dei messaggi che potrebbe partire. Poi mi rivolgo anche al Presidente della settima Commissione. Avevo pregato di, in questo contesto, di mettere un po' di diciamo materiale.
Tipo un alberello, un po' di materiale, olio Paul e tutto il resto, giusto per dare un tema a questo Consiglio comunale, che deve essere un Consiglio comunale totalmente diverso dalla normalità. Invece anche noi passiamo abituati a parlare, ma non diciamo ad agire in questo contesto, perché sarebbe bello creare un un tema anche al Consiglio comunale, non di solito il Consiglio comunale, naturalmente, Sindaco. Grazie per la sua presenza a nome di tutti la così tutti i Consiglieri comunali. Durante questo questi shock LAV abbiamo notato, abbiamo notato la sua presenza in maniera costante e frequente, insieme con l'Assessore, che sicuramente ci hanno rappresentato con gli scioperanti naturalmente queste sue azioni vengano poste anche a favore di tutte, ci auguriamo vengano posti a favore anche di tutte quelle aziende operative nel nostro territorio, i commercianti, i negozi, attività commerciali e bar, ristoranti, artigiani che vivono a livello locale, una crisi che non ha precedenti.
Con azioni concrete, perché oggi stiamo parlando della problematica a livello nazionale dell'olio, ma probabilmente tra qualche settimana, tra qualche mese avremo, anche se avremo sicuramente dei problemi sul nostro territorio, perché facciamo se ci sono delle difficoltà per portare a termine insomma, le attività commerciali. Grazie. Grazie al collega Scaringella. Si è prenotata la collega Leo. Prego, Consigliere.
Signor Sindaco, colleghe, consigliere e colleghi consiglieri, assessore, Assessori, Segretario generale.
Sono figlia di un autista di camion e ho bene in mente la fatica di mio padre che quest'estate ha dovuto affrontare il caldo torbido nelle soste presso le stazioni di servizio. La conosco bene, la sua fatica e i suoi sacrifici, anche se non la condivide con me, perché è un'asta. Uno stakanovista viene vivere per lavorare o lavorare per vivere. Così recitava una canzone del noto gruppo lo Stato sociale a Sanremo 2018.
E questa è la domanda che ci poniamo in questi tempi. Tutti studenti, autotrasportatori, agricoltori, i benzinai, studenti, lavoratori, persone che fanno due lavori per mantenersi e nemmeno ce la fanno ciò che emerge è che la vita costa cara per tutti e tutte costa cara. Per Carmelo, studente che a Milano guadagna 750 800 euro se va bene e ne paga 600 di affitto, costa cara per Michele Finizio, benzinaio che a San Severo ha scioperato per tre giorni, non mangiando costa cara per l'agricoltore di Pizzo Calabro, scoppiato in lacrime davanti alle Forze dell'ordine.
Carmelo è stato mangiato dalla logica del caro affitti Michele Finizio, dalla logica delle grandi multinazionali dell'energia che impongono il loro prezzo a discapito dei piccoli Eni Eni ha guadagnato in tre mesi più del doppio rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. E ancora l'agricoltore di Pizzo Calabro è stato mangiato dai costi di produzione e dalla concorrenza delle produzioni provenienti dall'estero. Negli anni dei prezzi alti molte aziende si sono indebitate per modernizzarsi e ora pagano le rate degli investimenti con un fatturato dimezzato. Chi è piccolo o medio arriva sempre in ritardo sul ciclo. Così, mentre i fondi immobiliari ed ENI si arricchiscono, il ceto, me il ceto medio scompare, gli studenti, le giovani coppie e le famiglie non possono permettersi di pagare un affitto e la povertà aumenta sempre più ricchi. Da una parte è sempre più poveri dall'altra.
Corato è stata tra le prime città d'Italia, dove gli studenti si sono uniti agli agricoltori e nel frattempo si moltiplicavano a livello nazionale e non solo le foto delle proteste che si andavano sviluppando una cosa ci tiene, ci tiene uniti e unite e la convergenza delle lotte.
È la convergenza delle lotte, il popolo in questi giorni si è espresso, tutto è unito e dove il popolo è unito, così come ha dimostrato la Serbia con le elezioni guidate da un movimento studentesco. Vince Berlinguer anni fa sottolineava che se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo e lottano con i lavoratori. Gli oppressi.
E con i lavoratori gli oppressi. Questi sono in grado di sovvertire un vecchio ordine fondato su privilegi e ingiustizia. Permetteteci dunque di studiare o di fare gli agricoltori, di rimanere nel sud come e lo ringrazio per, insomma, la Comunanza e la vicinanza delle lotte che stiamo portando avanti in questi giorni. Ha fatto il mio collega perito agrario, Gennaro Caldara. Grazie.
Grazie alla collega Leo. Si è prenotata la collega Testino. Prego, Consigliere. Buonasera a tutti e a tutte quante presenti e anche collegati da casa.
Siamo di fronte ad un tempo molto controverso, dove crisi, guerre, problemi, cambiamenti che sembrano senza soluzioni apparenti. Eppure noi stasera siamo qua a fare cosa?
Siamo chiamati, a mio parere, a parlare di speranza e non tanto che sembra averla smarrita, però consentitemi in questi giorni mi hanno colpita tre frasi, tre atteggiamenti.
Eravamo qua nella Commissione consiliare dedicata monotematica, quando sento un dirigente della Confagricoltura a citare questa precisa affermazione, abbiamo un problema di prodotto adulterato.
Qualche giorno dopo leggo su un nostro noto, diciamo rotocalco on line da un giornalista locale, un titolo che mi ha fatto molto riflettere, cultivar, tristezza.
E poi uno tra i tanti striscioni che ho letto della protesta che mi è stato particolarmente caro:
Vogliamo solo continuare a produrre. E allora la mia domanda qual è? Forse abbiamo sbagliato la scelta della cassetta degli attrezzi? Faccio mio il termine di un noto economista Keynes, la cassetta degli attrezzi Forse la cassetta degli attrezzi che stiamo usando da troppi anni, quella britannica di Adam Smith sta fallendo quando per la quale io ho studiato molti di noi sui banchi universitari dell'economia nazionale studiano ancora quella cassetta che vede ancora definire non gli uomini amici tra loro, ma gli uomini Lupi e quindi da business is business gift non sono brava in inglese il commercio, il business è business, il profitto e profitto idoneo e dono e quindi anche l'uomo della strada non occorrente quello che deve fare i conti con la propria economia domestica.
Non si finita perché perché la logica del profitto, quella che noi cerchiamo di inseguire, ci ha portato fuori fuori dal binario dell'etica.
E l'etica, però può dare delle risposte. Quali sono le risposte che noi dobbiamo cercare nell'etica? Bene Antonio Genovesi, napoletano 1.700 l'economia civile, quella che purtroppo è stata superata dallo sviluppo britannico e che ha portato invece al primo posto l'economia del profitto di Smith. Antonio Genovesi oggi è preso come esempio da un organismo costituzionale italiano che si chiama CNEL e che sta mettendo a punto degli studi e apprezzo, Sindaco, la sua affermazione sui gli organismi intermedi. Mi dispiace che il Sindaco non ci sia, però va bene, ha perso il suo discorso.
Quello al quale abbiamo assistito in questi giorni è stata una svolta epocale dalla bipolarità tra Stato e mercato. Noi abbiamo visto il nascere e l'agire cara Claudia, di una tripolarità, Stato mercato comunità. Quella che abbiamo visto scendere in campo, ripresa e non ripresa, è stata una comunità che sia unita e che si interroga sul futuro e sul presente, ma mi si consenta anche sul passato.
E quindi oggi perché siamo qua? Perché noi dobbiamo parlare di felicità e siamo tenuti a farlo pensando a quelli che sono i pilastri dell'economia civile e quali sono questi pilastri, uno per tutti, il bene comune, che non è il bene totale, ma è un prodotto. Qual è la differenza? Gli ingegneri qui presenti ce lo insegnate, voi siete matematici, siete pure siete oggettivi. La somma di un prodotto, di un di un di un bene totale, non guarda in faccia a quelli che non riescono ad arrivare a fine mese, anzi li scarta.
Tanto il PIL deve crescere, ma è il PIL, quello che definisce la felicità di uno Stato, evidentemente no, di un mondo, evidentemente no, perché sennò non staremmo in guerra quello che fa la differenza e il prodotto dove anche uno zero annulla tutto, perché zero per 1 miliardo e 0 1 miliardo più zero, invece 1 miliardo. Vedete, è un gioco aritmetico, ma è un gioco valoriale quello che siamo chiamati a compiere. Mi dispiace quando sento dire consorzio si Consorzio, no, quando si tratta di dare ricette, ma qua ci si tratta di valutare un percorso serio che ponga che ponga al centro di ogni scelta anche politica, il bene comune e allora la gente bello, in quell'articolo cultivar tristezza alla tristezza, si può rispondere con felicità. Se cominciamo ad essere un po' più onesti.
E non servono solo le etichette, le norme, serve riguadagnarci la fiducia reciproca.
Perché ho preso tanti appunti, ma veramente riflettevo, mi preparavo dicevo a Franco non so nemmeno se lo faccia l'intervento e lui ha detto: va beh, parla.
Perché alla homo homini lupus non ho studiato il latino, perdonatemi se lo pronuncio male. Io voglio contrapporre l'homo homini natura amicus, ogni uomo e per natura amico dell'altro uomo e l'abbiamo visto produttori, consumatori, commercianti. Purtroppo esiste anche chi millanta anni fa ero piccola, c'era una pubblicità.
Di un no di un noto marchio che produceva e produce prodotti lattiero-caseari che diceva più o meno Tizio e Caio vuol dire fiducia, non basta la pubblicità, non basta la programmazione neurolinguistica del marketing a dover far avvertire la fiducia per cui quel consumatore che viene descritto in quell'articolo del giornalista locale che si deve guardare allo specchio e chiedersi: ma perché non compro quel prodotto che vale di più, probabilmente quel consumatore non lo fa perché perché non si fida neanche del prezzo più alto? Perché non è detto che il prezzo più alto corrisponda al valore di mercato migliore.
E allora io penso a Ferrari.
Io penso Aguzzi.
Io penso a Ferrero, io penso ad Olivetti, io penso a tutti quegli imprenditori che amano innanzitutto il loro prof prodotto prima ancora che il profitto.
E ne abbiamo tanti, tanti agricoltori, piccoli, tanti padroncini li definiva il Sindaco, tanti autotrasportatori che amano il loro prodotto, che si chiama servizio per le imprese e che ogni giorno aprono la loro saracinesca e si mettono all'opera per tutti quanti noi e a loro dico noi abbiamo dobbiamo dirvi grazie, perché ci credete, perché nonostante li ho visti qua dentro in questa sala gremita, nonostante tante crisi, tanti problemi, voi ci credete ancora e però dobbiamo incamminarci verso una nuova era l'era che dà valore alla cooperazione e soprattutto quell'era che quello che dice poi fa ed è.
Perché perché tra i pilastri dell'economia civile.
C'è quello che dice che la felicità si raggiunge quando quando permettiamo a tutti di fiorire.
Quando permettiamo a tutti di lavorare.
E quel quel quella autotrasportatore l'ha detto chiaro: noi non vogliamo aiuti economici, perché quelli sono la filantropia del profitto che poi a fine anno ci porta a fare la beneficenza per riequilibrare il mercato. Noi non vogliamo la filantropia, noi vogliamo la verità, quella che ci farà liberi ed è il lavoro, e non è un caso che la nostra Repubblica al primo articolo lo ha posto come fondamento dicendo che l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, e allora noi qua potremmo fare tutte le proposte, ma stiamo cominciando a fare una cultura nuova, quella che vuole la persona al centro, libera non solo di non solo da, ma libera per essere quello per cui è nata, ovvero felice. E allora unendo tutti questi fili, c'è motivo di alimentare il seme della speranza che anche il mio augurio al mondo agricolo, al mondo economico e al mondo anche delle istituzioni. Noi ce la possiamo fare, ci dobbiamo credere, ma dobbiamo cambiare la cassetta degli attrezzi e avviarci verso un nuovo paradigma che significa visione.
E quindi nel quale qualunque modello economico, qualunque scelta possa essere il Consorzio possa essere l'associazione temporanea di impresa, ma qualunque modello ponga al centro quel bene comune che un prodotto e non una somma. E allora auguri mondo agricolo, mondo, trust dei trasportatori, mondo economico e auguri a tutti noi, istituzioni che possiamo essere autentici e veri.
Grazie alla collega Testino. Si è prenotato il consigliere Colonna. Prego, collega. Buonasera a tutti, colleghi, Sindaco, Giunta, Segretario e persone che ci ascoltano da casa e da qui in Aula.
Ero titubante se intervenire oggi, anche perché abbiamo un valido Consigliere, nonché collega di gruppo, che sicuramente saprà ben rappresentare qual è lo stato dell'arte del comparto agricolo, ma il mio intervento si pone in quella connessione quasi intima.
Che ho la necessità di esternare con voi.
Ricordando anche una persona, mio nonno bracciante agricolo che non ha avuto la fortuna di di conoscere, ma mi hanno raccontato non i familiari, ma altre persone amici dello stesso nonno. Essere un indefesso lavoratore della terra sempre sacrificato.
Perché per mantenere la famiglia doveva condurre a mezzadria alcuni terreni e quindi per me è doveroso.
Questo ricordo mio personale, così come dove doveroso ricordare quando all'inizio degli anni 90.
Nel periodo prenatalizio.
Diversi agricoltori scioperarono per diversi giorni, facendo addirittura accampamenti giù al Comune.
E appena 10 anni, forse anche meno, nella tradizionale passeggiata serale.
Mio padre mi accompagnava qui in piazza Cesare Battisti e io vedevo una persona bassina che si intrufolava tra la gente, perché da sempre vicino.
Al mondo del dell'agricoltura dei braccianti.
Quello era il senatore Pasquale Lops, a cui diciamo va il mio pensiero, sicuramente sarò indegno nel nominarlo, però ebbene, ricordare quanto Pasquale Rops, il senatore abbia fatto per il mondo agricolo.
Sicuramente.
Posso anche essere d'accordo con voi.
Non pensare a questo a Gore, argomento come un argomento di contrapposizione tra destra e sinistra.
Mi sforzo.
Ma al momento non ci riesco.
Perché mentre le tv locali tacevano sui blocchi autostradali dei nostri agricoltori, degli autotrasportatori.
L'unica cosa che abbiamo visto do passata già quasi una settimana dai primi scioperi sono state le dichiarazioni del Ministro dell'agricoltura e delle attività produttive, che non hanno fatto altro che non porre l'accento sulle motivazioni per le quali gli agricoltori scioperavano e bloccavano le strade.
Hanno pensato di bene di annunciare urbi et orbi, l'identificazione di coloro i quali bloccavano strade, autostrade.
E questo è il senso di sostegno al mondo dell'agricoltura.
Ancora Nordio.
Parlava di infiltrazioni mafiose, ma come.
Non sono in grado i nostri agricoltori e le nostre associazioni di categoria.
Essere liberi ed allontanare, così come hanno fatto.
Le ipotetiche associazione a delinquere mafiosi sicuramente lo hanno fatto perché la loro protesta è stata una protesta sincera.
Libera e democratica.
La collega Testino mi ha mi ha acceso una lampadina.
Quando ha parlato di prodotto adulterato, così come riferito in una Commissione di qualche giorno fa, certo.
Perché quando si dice che si vuole essere vicini al mondo agricolo ed evitare che ci siano frodi o altro, un Governo nazionale quantomeno dovrebbe trovare le risorse, non soltanto per il dopo.
Ma sicuramente per assumere personale specializzato per i comparti dedicati che mirano al controllo della filiera e a garantire l'ok sulla sicurezza alimentare.
Dovrebbero per dovrebbero assumere più personale all'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari. È il principale organo del MASAF che porre in essere tutte le azioni concrete contro ogni.
Frode, possibile e immaginabile, quando si dice essere vicini al mondo agricolo, bisogna essere seriamente vicini al mondo agricolo. Nel 2024 l'attuale Governo.
Non ha fatto altro che.
Ripristinate.
La tassazione IRPEF sui redditi dominicali e agrari, e questo è il modo di essere vicino al mondo agricolo.
Alcuni esponenti in Parlamento europeo dei partiti di Governo.
Nella plenaria del 6 ottobre.
Ha bocciato un emendamento al rapporto collar in cui veniva chiesto alla Commissione europea di presentare una proposta per tassare gli extraprofitti consolidati delle grandi società petrolifere e di gas. Il testo chiedeva di utilizzare le entrate per dare sostegno mirato e immediato alle famiglie, alle piccole e medie imprese, ridurre così facendo la dipendenza dell'Unione europea dai combustibili fossili e accelerare la transizione energetica.
I partiti di Governo rappresentate in Parlamento europeo hanno votato contro questo emendamento. Quindi, oltre ad esprimere la nostra vicinanza, cerchiamo di tradurre in.
Fatti concreti, la nostra vicinanza e non soltanto a parole, grazie.
Grazie al collega Colonna. Si è preso Press prenotato il consigliere Arsale. Prego, collega. Sì, grazie, saluto tutti. Saluto il pubblico e saluto chi ci sta seguendo anche da casa.
No, intanto io penso che, anche se il pubblico è ridotto, io penso che tutti coloro che sono interessati ci stanno seguendo da casa, perché visto che noi abbiamo anche una diciamo un collegamento in streaming e anche attraverso il canale 96.
E quindi io penso che è un argomento che ci stanno seguendo, anche se non sono presenti e chiaramente anche perché poi l'orario si fa tardi, è cambiato anche l'ora e quindi.
Ora mi mi stavo diciamo rallegrando sulla sull'argomento che io avevo inserito e è posto in Commissione il 19 e vedo che la collega Testino, insomma, si è fatta prendere anche di da queste sì, di argomenti economici molto profondi e mi fa piacere, come ho apprezzato anche.
Il di ciò che ha comunicato, insomma, anche la collega.
Giulia Tandoi. Io parlavo in quella Commissione di usare il termine stagflazione.
Anzi, volevo ringraziare tutti coloro del mondo agricolo e anche degli autotrasportatori che, tramite loro, attraverso loro e attraverso tutto quello che sta accadendo nel mondo,
Ci stanno comunicando quello che la crisi profonda che stanno attraversando tutti i settori.
Perché, guardate, io penso che tutto ciò che sta accadendo e frutto.
Di una crisi energetica.
E per chi l'ha attraversato come me che una certa età io ricordo gli anni 70, dove ci fu un'altra crisi petrolifera, dove ci fu un altro balzo dell'inflazione, addirittura arrivammo non siamo a questi livelli, ma spero, come disse in Commissione, di non arrivare a quei livelli addirittura 14 15%.
Ci fu anche una situazione di scala mobile, perché a un certo punto, prima degli anni 70, dove si iniziava a galoppare già all'inflazione.
Qualcuno, ecco, scioperi, i sindacati e quant'altro si portò a creare la diciamo, una rivalutazione degli stipendi dei di tutto ciò che contribuiva a che si era fermato a rivalutarsi.
Ma anche questo fu un fallimento, perché poi nel 1984 fu bloccata.
Sì, o meglio si iniziò a bloccare anche la scala mobile, perché anche quello portava ulteriore crescita di inflazione.
Fino ad arrivare al 94, che fu eliminata completamente. Quindi io ringrazio questi due settori, perché sono due settori dove il settore primario.
Che l'agricoltura.
Il settore dei servizi, ma, come ha detto il Sindaco, sono i padroncini.
C'è l'ultima catena, per esempio, del trasporto che ne paga le conseguenze, perché è sotto diciamo, come dire, il peso di quelli che sono i grossi e che comandano il mercato.
L'agricoltura alle stesse. La stessa problematica ha aumentato dal costo energetico ogni azienda, c'è ricavi e costi, ha bisogno di un utile oggi oggi tutti i settori e partendo dall'agricoltura quest'utile non lo vedono, non lo vedono più. È chiaro che qui c'è una rivoluzione, ma non è una rivoluzione locale, è una rivoluzione mondiale. Da quello che stiamo vedendo.
Il COVID ha dato il colpo finale, questo è il mio parere, perché gli Stati si sono indebitati così, tanto che oggi non hanno altre armi.
E allora, ritornando a quello che l'argomento e che sta producendo questo malessere.
Io credo che non vada.
A differenza di quello che dice il collega Caputo, io penso che bisogna partire dalle olive, perché nel tempo gli europarlamentari del nome dell'epoca e che forse seguono ancora, forse preso adesso da questo il l'onorevole all'eurodeputato appiccarono, preso anche da questa situazione che si sta diffondendo. Allora interviene e parla di come risolvere la situazione che, come dice il secondo, il secondo ordine del giorno sono ormai questioni ormai tutte realizzate, cioè non c'è niente. Cosa c'è un ordine del giorno, quello che andremo a discutere successivamente?
Che è, diciamo, ha perso efficacia. Ecco, dal mio punto di vista sto sto sto arrivando 2.
No, io dico, ma l'hai dichiarato tu, Consigliere.
Colleghi, non interloquite fra di voi.
Quindi quello che è accaduto anche nella scorsa Commissione, che c'è stato un bel dibattito no?
Io ringrazio tutti i presenti, insomma, io ho parlato anche AQ provocatoriamente, ma perché i dati ci danno, come diciamo, ciò che produciamo rispetto a ciò che importiamo, perché non blocchiamo le importazioni, ma parlando sempre di Paesi extraeuropei, perché chiaramente, se stiamo in Europa, dobbiamo seguire più o meno una certa filiera di Stati e quindi aiutarci reciprocamente anche per un principio solidaristico, ma arrivata a sto punto servirebbe un'azione forte, che è quella che un rappresentante, le Tommaso Loiodice, orgoglio olivicolo anche rappresentato. No, che avevamo già accennato noi in Commissione, quindi pastiglie, come anche diciamo tante situazioni che potrebbero rivalutare il prodotto, il prodotto, perché noi dobbiamo partire dalle olive, perché dalle olive.
Nel tempo cos'è accaduto? A livello parla europarlamentare? No, a livello europeo, noi nel tempo abbiamo agevolato, perché forse perché le aziende dovevano ridurre i costi, quindi meglio ammortizzare i costi, forse.
Forse il termine migliore abbiamo dato possibilità ai latifondisti, quindi centinaia e centinaia di ettari che proprio per dare una produzione intensiva abbiamo creato, ma questo avviene poi in tutti i settori, è in tutti i prodotti. Parlo anche del grano, parlo il grano, poi c'è un problema di importazioni dall'estero che esagera e va a svalutare poi quello che magari diranno del Tavoliere come anche c'è la crisi e anche vitivinicola, cioè addirittura anche lì siamo arrivati a questa, ma il problema è sempre dato da i costi che ci servono per produrre e che quindi l'energia ha dato, ha dato poi spazio all'aumento del 40%, indicando anche che a livello nazionale le politiche di energetiche si sono fermate nell'ultimo decennio, cioè noi siamo rimasti ancora le pale eoliche con una tecnologia vecchia di 15 anni fa, dove abbiamo continuiamo ancora a pagare sulle bollette no? E quindi a pagare coloro che sono venuti a installare quando oggi la tecnologia delle pale eoliche è avanzata di 10 volte.
Utilizzando le stesse pale eoliche, cioè la stessa struttura, ora c'è un deficit proprio a livello nazionale, forse rispetto, magari se noi paragoniamo alla Spagna, se noi paragoniamo alla Francia.
E quindi noi siamo questo il deficit in più, quello che è accaduto a livello mondiale, i prezzi stanno salendo, tutte le categorie sono in difficoltà.
Allora, io ringrazio a coloro che hanno protestato e continuano a protestare. Il mondo agricolo è quello delle dell'autotrasporto, perché così ci consente di valutare poi tutto il resto delle delle attività perché poi arriviamo ai servizi, è la stessa cosa, perché se qui si ferma il diciamo il mondo produttivo, cioè anche noi poi ne subiamo le conseguenze. L'altro ragionamento, mancando una scala mai mobile, una rivalutazione, diciamo degli stipendi, quello che è il ragionamento che portava in Commissione degli degli stipendi delle pensioni, e io voglio capire anche il discorso della qualità che faceva il professor Pedone, cioè ma l'olio buono chi lo deve comprare? La pensionata che prende ancora una la pensione di 700 800 o i pensionati che oggi vanno in pensione. E qui invito i sindacati a svegliarsi, cioè Le Pen no a noi lo Stato ci sta dicendo di pagare ancora ai contributi, che non sono quelli che verso non solo per me non sono perché diversa, ma solo per chi sta in pensione. Allo stesso tempo, per chi andrà in pensione devi andare a 42 anni e 10 mesi più tre mesi di finestra e magari arriveremo a 70 anni con un importo di 700 euro. Devo continuare a lavorare. C'è tanta gente che va in pensione, che ha fatto 42 anni e 10 mesi, di Conte, che ha ammesso di 42 anni e 10 mesi di contributi, no, che ha ripreso a lavorare perché non ce la fa neanche a mantenersi, cioè si è tolta anche magari quel poco di villino che aveva proprio per ridurre anche le imposte l'IMU e quant'altro, per arrivare anche a, diciamo, per cercare di sbarcare il lunario, allora addirittura cara Testino, leggevo fino all'altro giorno che addirittura anche il lusso è arrivato ad avere crisi in Cina, che è notizia di ieri o avantieri, cioè qui siamo arrivati veramente a uno Stato, cioè di di diffusa.
Come dire, disagio. Allora, io per quanto riguarda l'argomento attuale, diciamo quello che stiamo portando, il che è il punto al primo punto all'ordine del giorno. Il primo ordine del giorno è quello che volevo dire, va bene che si cerca qualcosa in più.
Ma io volevo proprio perché anche chi è nell'agricoltura.
Coloro che sono dipendenti operai, soprattutto noi conosciamo il mondo agricolo, come funziona? Che deve inserire a fine anno determinate giornate e quindi un lavoro saltuario e quindi che magari non riuscirà a completare le giornate e quindi riuscirà a completare l'anno contributivo, quindi deve anche ritardare il pensionamento o quant'altro e non potranno, non potrà completare le giornate, non potrà avere la disoccupazione agricola, l'anno prossimo. Quindi, visto che stiamo a parlare di questo settore,
Di lo stato di crisi che si è verificato un qualche occasione di riprodurlo, di completare, di inserire, anche che è l'ultimo, cioè l'opera, perché qualcuno parlava anche che c'è una crisi, si ci sarà una crisi sociale, la crisi sociale partirà dall'ultimo, che sono il lavoratore di indipendentemente che sia mondo agricolo, il mondo, diciamo del dell'azienda, che magari si fermerà, cioè noi stiamo andando forse spero di no in una situazione di.
Di recessione, ecco, non lo volevo dire, ma cioè, ma per scaramanzia è. E allora cerchiamo almeno a chi deve completare entro fine anno di fare un non lo so. Un'azione ha al Governo di aggiungere, se era possibile un emendamento a questo ordine del giorno, di inserire una richiesta al Governo centrale che tutto il settore agricolo, chi non riuscirà a indipendente coloro che sono saltuari di completare le giornate in maniera attraverso un decreto, un qualcosa che vada più o meno a risarcire ciò che sta accadendo, perché io penso che molti proprietari o molti, diciamo, anche i grossi grossi proprietari di somma di terreni potrebbero lasciare il prodotto.
Su alla pianta non raccoglierlo e quindi un danno ulteriore per chi è l'ultimo, l'ultima, diciamo della catena. Questa è la mia osservazione che ho fa feci in Commissione che diciamo ritengo che sia anche da approfondire, grazie, grazie al consigliere Arsale. Quindi non fa un non non richiede un emendamento giusto. Era una valutazione. Va bene.
Sì, siccome ha parlato di emendamento, do dobbiamo la Presidenza, deve capire se viene proposto o meno. Va bene, mi sembra di no. Quindi si è prenotato il collega Longo. Prego, Consigliere. Grazie, Presidente.
A margine di degli interventi dei tecnici, anche dei colleghi.
Possiamo sintetizzare che in questa in questa battaglia.
Il comparto della nostra area, della nostra zona che difende d'oliva coratina l'extravergine è sostanzialmente solo dobbiamo lottare da soli questa questa battaglia e questo è facile. È facile intuirlo, perché è sufficiente affacciarsi sugli scaffali dei supermercati della grande distribuzione, per vedere con chi dobbiamo confrontarci con chi abbiamo la pretesa, forse sbagliando di confrontarci, perché? Perché ci confrontiamo con oli extravergine extraeuropei da un lato, che, ad esempio, nessuno dice hanno qualità drasticamente ridotte banalmente.
Dovute allo stoccaggio a lungo stoccaggio nelle navi che trasportano questi oli in Europa o in Italia, piuttosto che con la l'etichetta dell'olio di oliva che spesso poi viene anche camuffata con la Giunta, imbottigliato o confezionato in Italia. E se la grande distribuzione non è solo in Italia, ma è.
In tutto il resto d'Europa e del mondo, dobbiamo pur comprendere la difficoltà che può avere il consumatore finale nel riconoscere la differenza tra un olio extravergine d'oliva italiano, tra un olio extravergine extracomunitario e tra un olio di oliva confezionato imbottigliato in Italia e non comprendo sinceramente o meglio faccio, posso posso comprendere le ragioni per cui, ad esempio, non non si conosca, ossia poco diffusa la notizia.
Di quello che compone, ad esempio quell'olio di oliva che noi troviamo sugli scaffali, confezionato o imbottigliato in Italia, che olio di oliva, il cui contenuto è deriva dall'olio lampante, che è un olio che non è commestibile, è un olio che ha perso tutte le diciamo, le proprietà, tutti i nutrienti, le sostanze nutritive che un olio maleodorante che da di muffa e non è commestibile e che per diventare commestibile, o meglio per diventare commerciale, subisce un lavaggio chimico che colgo l'occasione. Ecco per dirlo, perché evidentemente a qualcuno, o meglio, alla grande distribuzione, dà fastidio dire quell'lavaggio chimico comporta una depurazione. Leggo per non dimenticare con acqua e acido fosforico acido fosforico, una dea acidificazione con una miscelazione con soda caustica, una decolorazione che necessita una temperatura e portare l'olio a una temperatura che supera i 200 gradi e una Dior deodorazione perché puzza di marcio. Quindi questo il risultato praticamente di questa lavorazione rende per la per la norma l'olio commestibile, purché miscelato con un 10% circa di olio di oliva che ne ridà più o meno, diciamo un minimo di gusto, quest'olio, che è quello che noi sostanzialmente troviamo sugli scaffali a 4 euro a 5 euro e l'olio con cui dobbiamo confrontarci ora sembrerebbe disarmante. No, il ragionamento quindi dire basterebbe spiegare a chi si approccia l'acquisto di una di una bottiglia di olio di un litro di olio che quell'olio olio di oliva imbottigliato in Italia o confezionato in Italia è una schifezza, cioè è una porcheria e dal punto di vista nutritivo non ha assolutamente niente ed è un olio chimico che non sta dando assolutamente nulla alla nostra, o meglio, nella migliore delle delle ipotesi non ci crea danni, diciamo, è qualcosa che aggiungiamo, ci dà un riscontro visivo al ai nostri, ai nostri piatti. Quindi ecco ritorno agli interventi dei tecnici quando hanno parlato di informazione, di formazione, noi lo sappiamo qual è il nostro olio e sappiamo anche perché ci costa tanto produrlo. Sappiamo anche perché costa di più rispetto ad altri oli extravergine di oliva extracomunitari, perché dobbiamo fare delle lavorazioni, abbiamo dei controlli sanitari che evidentemente negli altri Paesi non ci sono, però, perché questo non si dice perché la grande distribuzione non è diciamo disposta a farci da promoter. Quindi, ecco perché, tornando a bomba quello che dicevamo prima e che stava dicendo anche nell'intervento del collega Scaringella, che forse in questa battaglia, dovendo fare un investimento, dovendo sparare una cartuccia per usare una.
Così un eufemismo. Dovremmo forse investire sulla i non solo sull'informazione del nostro olio, ma anche spiegare quello che è l'altro olio, l'olio di concorrenza, l'olio con cui ci stiamo confrontando e poi arrivare forse a quello che diceva il dottor Tedone sulla ATP siti, cioè tornare sul fatto che il nostro olio è per usare, per riprendere anche un po' quello che diceva la collega Testino è un po' la Ferrari e la Lamborghini degli oli e quindi probabilmente rinunciare all'idea di competere con delle utilitarie, perché stiamo parlando di prodotti totalmente diversi, quindi probabile. Ecco in conclusione, il il suggerimento l'auspicio è che forse.
Si debba concentrare lo sforzo sulla comunicazione, perché sfido chiunque, anche di fronte a un prezzo che per tre volte superiore a quello da del dell'olio di oliva imbottigliato in Italia, insomma, per la porcheria dell'lampante, per capirci che costa un terzo di quello d'oliva coratina. Sfido chiunque a comprare quell'olio consapevole di comprare una miscela sintetica di un di un di un liquido che nulla ha a che fare con l'olio di oliva. Grazie.
Grazie al collega Longo. Si è prenotato il consigliere Caldara, prego.
Grazie, Presidente. Buonasera a tutti, colleghi Consiglieri, Assessori, Sindaco, Segretario generale.
Non è facile parlare dopo tutti questi interventi, perché poi ognuno è ricco di significato, ognuno ha anche un significato proprio, è una personalità. Quindi provo a riassumere un po' quelli che sono i vari pensieri.
E diciamo anche a distinguere le varie posizioni e le varie responsabilità politica dei varianti. Allora, come è stato detto dai relatori in precedenza, loro ovviamente fanno parte delle associazioni di categoria e noi sappiamo bene, ce lo siamo detti tante volte in questa assise abbiamo iniziato a parlarne da luglio.
Che le associazioni di categoria, tutte indistintamente stanno lavorando da tempo affinché ciò che oggi è un problema.
Non lo sia più nel tempo.
Dove voglio arrivare da maggio succede che le associazioni di categoria, insieme all'assessore all'agricoltura Paolicelli, hanno lavorato in cessa in maniera incessante, chiedendo in principio lo stato di crisi che secondo me, al di là di tutte quelle che sono le misure che possono servire nel futuro e a guardare avanti era ovviamente il primo grido d'allarme che serviva appunto a far comprendere un po' quelle che sono le reali problematiche. Poi, come è stato detto dal.
Governo nazionale, perché io poi penso sempre che chi amministra, chi governa debba assumersi delle responsabilità. Noi ce la assumiamo come Amministrazione, come Consiglio comunale, anche nell'interezza, perché poi in tanti stiamo condividendo determinati temi, anche un Governo debba assumersi le sue responsabilità e anche le responsabilità di un disordine che si è creato negli ultimi tempi, perché poi i disordini hanno sempre una causa, il malessere, hanno sempre delle motivazioni che che proprio fanno crescere questo senso di impotenza nei confronti di quello che un mercato sleale succede, che quando tu chiedi lo stato di crisi gli viene risposto che effettivamente, come è stato detto non riguarda tutta la Nazione, ma riguarda principalmente due regioni:
È a mio modo di. Va a mio modo di vedere, oltre al fatto che sappiamo bene che riguarda il 70% dell'olivicoltura nazionale, compresi gli oli del centro nord, è anche un modo per sgobbare il Centro-Sud, snobbare il Mezzogiorno, perché poi, quando c'è da battersi per discorsi e per colture e anche.
Anche per quanto riguarda il latte in Europa, nella PAC lo si fa molto volentieri. È molto fortemente. Voglio dire anche che l'olivicoltura rappresenta una un'importante, un importante settore per quanto riguarda la nostra città è, come ho detto, le amministrazioni anche si assumono le loro responsabilità. È da maggio, siamo stati presenti da giugno, siamo stati presenti proprio per perché avevamo avvertito questo grido d'allarme.
A luglio ne abbiamo parlato in questa Assise, poi abbiamo portato una mozione e voglio dire, sono vanno ringraziati anche le forze.
Nell'interezza, quasi nell'interesse che hanno voluto votarla a sostenerla, ora cosa è successo? È successo che negli ultimi tempi le cose sono un po' cambiate. Come diceva qualcuno è praticamente l'unica l'unico, diciamo provvedimento al momento attuale è proprio il down, il documento di accompagnamento di veicolo.
Elda o non è altro che una bolla elettronica che non fa altro che.
Monitorare e tracciare tutti quelli che sono gli input, cioè tutti quelli che sono i movimenti di olive e di olio oltre i 40 chilometri, quindi va a favorire la filiera. La filiera corta è ovviamente.
È da da arbitro, diciamo, per quanto riguarda tutte quelle problematiche che oggi ci costringono a parlarne qui in questa assise, però succede anche che il danno non era l'unico provvedimento richiesto dalle associazioni di categoria, perché altrimenti si parlerebbe di piccoli problemi e i problemi sono più grandi. I provvedimenti richiesti.
Oltre Aldao era un tavolo di confronto con la GDO contrasto al crollo dei prezzi, aiuti contro il caro costi e potenziamento dei controlli.
E la Regione?
Ha stanziato proprio al riguardo, quindi la Regione non c'è.
Come come non mi viene il termine si è.
Aiutatemi si è prodigata al posto dello Stato a sostenere con 30 milioni proprio alle aziende agricole e per il caro carburanti? Il problema qual è il principale? Perché poi il problema è principalmente di etichettatura.
Di chiarezza in quello che si fa l'Italia produce 234 miliardi di litri di olio extravergine, di oliva, a fronte di consumi per 461 milioni di export e di export per 318 milioni, venendo sommersa però da 545 milioni di litri d'olio estero commercializzato come made in Italy. Questi problemi sono stati esposti già il 22 settembre alla Fiera del Levante dall'Assessore Francesco Paolicelli, che ha consegnato al Governo un pacchetto di proposte, tra cui anche l'ammasso privato europeo. Io voglio riprendere anche quello che è l'intervento, l'intervista del consigliere regionale Ubaldo Pagano quando pratiche quando nel sulla Gazzetta del Mezzogiorno.
Parla anche che e conferma quanto detto che le proposte della filiera sono sul tavolo da mesi una tracciabilità che viaggi con l'olio.
E lo Stato non è solo non svendere e lo.
Ah, scusate, sono un po' emozionato, vi dico la verità. C'erano molte aspettative, poi c'è la PAC, poi c'è la PAC e mi collego a questo era questo che voleva arrivare, che ovviamente non non aiuta in tal senso, perché poi sappiamo bene quali sono le direzioni. Si vuole mettere in un unico corpo senza distinzione e quindi tutti i finanziamenti e quindi meno finanziamenti per per quanto riguarda il campo agricolo. Quindi io volevo concludere con con questo cosa ha fatto il Comune di Corato? L'ho già detto cosa ha fatto la Regione Puglia, cosa ha fatto l'Europa? È cosa non sta facendo il Governo oltre che passerelle negli ulivi e degustazioni. Grazie.
Prego, ha chiesto la parola il consigliere Filippi data. Sì, grazie e buonasera a tutti. Buonasera ai cittadini. Ancora presente, a chi ci segue da casa, al Sindaco, alla Giunta, agli assessori e tutti i colleghi brevissimo intervento per onestà intellettuale, devo dare atto all'Amministrazione, al Sindaco e all'Assessore al ramo di essersi adoperati molto in questa fase di.
Di crisi e di manifestazioni a supporto dei leader dei produttori e degli agricoltori in generale, motivo per cui il nostro voto di astensione alla votazione della mozione si trasforma, come già ha accennato, la capogruppo, il voto favorevole a questo ordine del giorno. Tuttavia, mi permetto ancora di di stimolare.
L'azione di questo Consiglio comunale e dell'Amministrazione, in particolare, tenendo presente ed evidenziando che tra 10 15 giorni tutti gli agricoltori con Ratini io dico quadratini, perché stiamo nel nostro consesso comunale, ma anche dei dei paesi accanto ai nostri, dovranno necessariamente raccogliere le olive, per cui tutti ottimi gli interventi che stasera si sono succeduti, però io vorrei focalizzare l'attenzione su quelli che devono essere degli obiettivi di brevissimo periodo e quindi io invito l'Amministrazione, l'Assessore, chi per loro a serrare i ranghi con tutti gli altri amministratori dei Paesi vicino al nostro per sostenere con forza presso il Ministero presso la Commissione europea, per il tramite dei parlamentari europei, l'attivazione dello stoccaggio di crisi per permettere agli agricoltori di poter cominciare a raccogliere il loro prodotto e poi governare, attuare le ulteriori misure per migliorare il il prezzo, il prezzo diventa non perdiamo di vista l'urgenza dell'azione da portare avanti grazie.
Ha chiesto la parola il consigliere di parte una mia Giuseppe, prego. Grazie, Presidente. Signor Sindaco, Assessori, colleghi Consiglieri, oggi discutiamo di due settori che riescono purtroppo ad ottenere l'attenzione mediatica.
Generale in maniera particolare quando vanno in crisi, e cioè il settore dell'olivicoltura è quello dell'autotrasporto. Parliamo di due mondi diversi, ma accomunati da una stessa condizione cioè lavorare sempre di più, sostenere costi sempre più alti, con margini sempre più bassi, fino al rischio concreto di non riuscire più ad andare avanti. E allora dobbiamo chiederci quanto ancora dobbiamo spingerci.
È quanto ancora dobbiamo chiedere a queste persone di resistere partendo dall'olivicoltura, che per il nostro territorio non è soltanto un settore economico e lavoro, identità e paesaggio ed è presidio del territorio in Puglia. Sappiamo bene che cosa vuol dire lavorare e vivere di agricoltura. Sappiamo quanti sacrifici ci sono e quanti e quali investimenti servono. Eppure oggi i nostri produttori si trovano ad affrontare una grave crisi con i conti che non tornano i costi della produzione sempre più elevati e margini sempre più ridotti, praticamente sottozero il grande problema. Uno dei grandi problemi è stato detto prima, ascoltando i relatori e il tema dell'importazione del dell'olio straniero. Secondo i dati i famosi dati richiamato in queste settimane nel 2025, le importazioni di olio dall'estero sarebbero aumentate del 57% rispetto all'anno precedente, un dato che impone una riflessione importante sulla al concetto di concorrenza, sulla tracciabilità ma anche sui controlli, perché non possiamo chiedere.
Ai nostri produttori degli standard di qualità molto elevati, chiedere loro di sostenere dei costi, importante garantire qualità quando poi la concorrenza diventa poi sleale rispetto ad altri mercati e ad altri produttori. Difendere l'olio italiano, quindi significa pretendere regole che non siano diseguali, controlli efficaci e trasparenza sull'origine dei prodotti e bisogna probabilmente anche finirla con una retorica che diciamo in qualche modo stigmatizza le proteste che stiamo registrando nelle ultime settimane con il fatto che negli ultimi 2 3 anni il settore ha goduto invece di delle di entrate importanti, favoriti da un prezzo più alto dell'olio, ma bisognerebbe ricordare che queste entrate più importanti che effettivamente si sono registrate negli ultimi anni.
Non è che hanno arricchito i produttori, semplicemente sono serviti a ripagare i debiti già assunti in passato e magari anche ad effettuare dei nuovi investimenti per ulteriormente arricchire e implementare questa questa produzione e non possiamo giudicare la sostenibilità di un settore soltanto dal prezzo che viene registrato in una sola annualità o in due, bisognava fare chiaramente un discorso più allargato.
E non possiamo accettare che chi lavora la terra venga ascoltato soltanto quando la situazione degenera. C'è poi anche un altro aspetto da sottolineare: il fatto che ci sia stata davvero troppo poca attenzione su questo tema all'interno del dibattito nazionale. Abbiamo visto manifestazioni raccontate ampiamente dai media, mentre le ragioni degli agricoltori faticavano a trovare spazio. Vetrine distrutte hanno prevalso in termini di visibilità su intere filiere oggi in piena crisi. Gli agricoltori hanno il peccato di non essere dei vandali, non vanno a sfasciare le vetrine, probabilmente ottengono anche per questo motivo meno visibilità. Sono persone perbene che chiedono una cosa molto semplice, cioè di poter continuare a vivere del proprio lavoro in maniera dignitosa. La domanda, quindi politica che ci dobbiamo porre è: quale risposta diamo a chi, pur lavorando, pur impegnandosi dalla mattina alla sera non riesce più a sostenere la propria attività economicamente. La legalità va rispettata, chi rompe, paga ed è giusto che paghi. Ma oltre a richiamare l'ordine pubblico, occorre anche affrontare le cause della protesta. Interventi emergenziali, compresi quelli attuati dalla Regione Puglia, possono essere sicuramente utili anziché ben vengano, ma servono delle misure strutturali non soltanto appunto un qualcosa che tamponi l'emergenza, ma che ci fosse, consenta di costruire anche una prospettiva duratura. Gli agricoltori non chiedono mancia, chiedono che gli venga restituita la dignità e lo stesso principio vale per il settore dell'autotrasporto. Anche qui non dobbiamo pensare che tutto quanto vada bene per il semplice fatto che vediamo i prodotti effettivamente sugli scaffali, dietro ogni merce trasportata, ci sono imprese che devono pagare il carburante, manutenzione sono degli attori molto spesso invisibili, ma che pesano e come se pensano all'interno della nostra società e gli interventi anche qui da parte del Governo, su.
Sulle accise pari a circa 430 milioni possono sicuramente offrire un sollievo temporaneo, ma non risolvono il problema alla radice e qua entriamo anche su un altro tema che accomuna questo settore, quello degli autotrasportatori, ossia lo scarso potere contrattuale, sanno un paradosso. Abbiamo visto negli ultimi giorni che sono passati tre, quattro giornate di sciopero per mandare in tilt un'intera Nazione.
Ci passo, potrebbe indurci a pensare che questa categoria possa effettivamente esercitare un potere contrattuale nei confronti dei committenti, e questo però non accade. Confrontandomi con dei rappresentanti di categoria in questi ultimi giorni, proprio avvicinandoci a questo appuntamento in Consiglio comunale è stato raccontato che i rappresentanti che.
Gli operatori di questo settore non sono adeguatamente rappresentati, non hanno una effettiva organizzazione sindacale che si batta per i propri diritti. Lo abbiamo visto anche oggi, avevamo cinque sei rappresentanti, 5 erano per il settore olivicolo, soltanto uno per il settore di autotrasportatori deriva e vuol dire poi c'è anche il rischio che non ci fosse neanche lui. Quindi questo già ci dà uno specchio chiaro ed evidente di qual è la situazione di divario tra i due settori e parliamo quindi di un settore molto frammentato, non adeguatamente rappresentato e con tante piccole imprese che sgomitano tra di loro e sono costrette quindi a farsi concorrenza al ribasso e quindi si rischia di trasformare il prezzo del trasporto in una gara a chi riesce a sopravvivere con meno. Per questo dobbiamo affrontare seriamente il tema delle tariffe minime di trasporto che effettivamente esistono, ma.
Ad oggi, evidentemente, non ci sono dei controlli efficaci che possano garantire il loro rispetto è invece bisognerebbe garantire delle sanzioni efficaci sia a chi impone delle tariffe non adeguate. Manca chi le accetta, perché a loro volta chi accetta delle tariffe che sono al di sotto rispetto a quelle che consentirebbero di sostenere il carico e il costo del proprio lavoro stanno di conseguenza abbattendo verso il basso il valore del proprio lavoro. Non possiamo lasciare quindi che il peso della competizione ricada sempre sull'anello più debole della filiera, un anello che evidentemente non ha i rappresentanti che che si merita e che invece altri hanno e che buh battono i pugni sul tavolo e quindi non accettano che ricadano su di loro e quindi sui committenti spese maggiori per una più adeguato. La più adeguata retribuzione del costo di trasporto è il fatto che appunto, in così pochi giorni di protesta ci siano state così tante difficoltà, così tanti disagi ci confermano il valore strategico per l'intero Paese di questo settore. Per queste ragioni il nostro voto favorevole a quest'ordine del giorno vuole essere un impegno politico molto preciso. Chiedere agli organi preposti di passare dalle dichiarazioni alle decisioni, dalle risposte emergenziali, alle riforme strutturali, perché dietro questi settori non ci sono soltanto numeri grafici statistiche, categorie produttive, ci sono famiglie, lavoratori, aziende, territori e c'è una domanda a cui la politica deve rispondere o quantomeno deve interrogarsi. Vogliamo un sistema economico nel quale oggi olivicoltori oggi i trasportatori domani altre categorie possano vivere effettivamente in maniera dignitosa del proprio lavoro. Oppure vogliamo continuare a chiedergli sacrifici fino a quando la corda si spezzerà? Il lavoro deve essere pagato dignitosamente e ne insulta e non soltanto celebrato. Occorre quindi continuare e questo è un invito che faccio a ognuno di noi e ai rappresentanti della politica locale e sopra locale. Dobbiamo continuare ad alimentare questo dibattito anche quando la luce si spegnerà, perché arriverà un momento in cui la luce su questo tema si spegnerà, arriverà un momento in cui le telecamere su questo tema si spegneranno. Evitiamo che questo dibattito nasca da incendiario e muoia da pompiere. Alla consigliera Aleo citava lo Stato, ciò sociale. A me piace citare Ligabue e noi crediamo che difendere gli agricoltori e gli autotrasportatori significhi difendere la nostra economia, la nostra comunità e il futuro del nostro territorio. Grazie.
Grazie al consigliere Di Bartolomeo. Si è prenotato il Consigliere Cannillo prego, collega. Ti prometto di non citare nessun cantante. Io Sindaco, Presidente, Segretario generale, Giunta, Consiglio e pubblico tutto. Buonasera e credo sia bello vedersi e ritrovarsi oggi a riconoscere nelle nostre mani la potenzialità di una visione concreta e comunitaria. Mi piace usare questo termine.
Ci troviamo probabilmente in corrispondenza di un nodo importante da un punto di vista storico per la nostra città e non solo. Possiamo scegliere se sostenere a stretto giro iniziative che mirano alla puntuale risoluzione di questi problemi. O costruire insieme strategie a lungo termine e di più ampio respiro. Se deve cambiare il paradigma, il passaggio deve avvenire anche in senso socioculturale.
Capite bene che le parole spese dai relatori poco fa e dei lavoratori sono inconciliabili con i nostri stili di vita. Mi ha fatto molto riflettere. No alla narrazione che faceva Aldo Malcangi per quanto riguarda l'autotrasporto, l'autopsia ricorderà e pretendere anche no, determinate merci, pretendere che vengono spostate.
Appunto, determinate merci e trattare in questo modo anche i lavoratori non è molto genuino. No? Da parte nostra noi ormai siamo abituati a vivere con questi stili di vita e molto spesso io mi chiedo: ma ma ma davvero che pretendiamo a rispetto a tutto questo? Poi ci troviamo a vivere il dramma. No di di essere bloccati, di ritrovare gli scaffali vuoti e a chiederci a relativizzare tutto e ha davvero a rendere aprire gli occhi e vedere quanto importante sia il loro lavoro che molto spesso noi consideriamo come.
Diciamo un servizio e non come, appunto una scelta anche di vita.
Capite bene anche che un olio che costa meno e scelto dai consumatori perché effettivamente costa meno, cioè se un olio costa meno e viene acquistato e perché molte persone non possono permettersi di acquistarne uno di qualità superiore. Le strategie da adottare, quindi, sarebbero molteplici, alcune delle quali già avviate poco fa. Il Consigliere Scaringella faceva riferimento anche delle strategie di marketing e, perdonatemi, esiste già una strategia in questo senso, che accorato cultivar bellezza che apre le porte, ad esempio all'aeroporto, all'interno comunque della cittadinanza, che potrebbe sicuramente crescere in questo senso che se ci impegniamo insieme potremmo farlo diventare davvero una strategia di questo tipo, magari ecco, intraprendendo delle dinamiche diverse per crescere in questa direzione.
Credo che da un punto di vista comunicativo potremmo sicuramente migliorare, facciamo tesoro di quanto detto poco fa e impegniamoci, perché il nostro olio deve diventare un motivo di orgoglio, di narrazione e di diritti e soprattutto anche di buone pratiche di vita sociale, buone pratiche di vita culturale e perché no, anche di esempio, per il resto della diciamo dello stato della cittadinanza italiana. Grazie,
Grazie al Consigliere Cannillo. Si è prenotato il Sindaco.
Ma se io volevo fare delle riflessioni brevissimamente, diciamo a conclusione, un po' di questo dibattito interessante che si è sviluppato, ma io ecco, ho ascoltato veramente con interesse tutti e voglio dire questo nei sei anni di lavoro che questa Amministrazione, diciamo ha portato avanti, ha investito su due, diciamo, punti che abbiamo ritenuto strategici rispetto al settore agricolo e in particolare dell'olivicoltura. Il primo, quello di favorire l'associazione tra produttori agricoli, sia nel settore della olivicoltura che della produzione dell'olio. In tal senso abbiamo favorito la nascita dell'associazione terre di coratina, dico latina, che oggi vede insieme più di 30 aziende che producono olive e olio extravergine d'oliva. E il passo ulteriore che si sta facendo in seno a quella associazione è proprio la condivisione d'intesa con l'Università di Bari, eccetera con gli istituti di ricerca, la condivisione di un protocollo per la produzione sia delle olive, la coltivazione delle olive che la produzione dell'olio extravergine d'oliva che vada proprio nel segno della diciamo.
Messa a punto di un marchio condiviso, dietro di cui ci sia una pluralità di aziende un po' quello che è successo per altri settori in altre regioni d'Italia. Pensiamo a parmigiano, reggiano, pensiamo alla mela Melinda e via dicendo, laddove dietro un marchio ci sono centinaia di aziende che lavorano, ma ognuno fa un passo indietro rispetto alla sua visibilità, alla visibilità della propria azienda. Ma si fa un passo in avanti per la visibilità e la commercializzazione di un prodotto che è un prodotto di qualità. Pensiamo all'aceto di Modena e via dicendo. Punto primo: questo è il primo grande punto su cui come Amministrazione abbiamo investito e stiamo ovviamente continuando a investire. Punto secondo e su cui abbiamo insistito e stiamo andando avanti. Stiamo lavorando e faremo ulteriori investimenti su questo è proprio quello del marketing territoriale, a cui prima richiamava anche il consigliere scanning Gela, marketing territoriale dallo dallo scorso anno. Da marzo dello scorso anno, all'aeroporto di Bari campeggia il brand Corato cultivar, bellezza e sulle 30 postazioni elettroniche in aeroporto e sui treni della Bari-Nord, che collegano con l'aeroporto con varie e con le altre città. Sui monitor elettronici scorre non solo il brand che abbiamo messo a punto appunto curato cultivar, bellezza, ma scorre anche la programmazione delle attività, diciamo culturali, che si svolgono in città, che hanno come finalità quella di far conoscere il territorio che diventa così volano per la promozione del loro verde che appunto vede la nostra città deve vedere la nostra città protagonista, cioè stiamo ricostruendo quella connessione anche sentimentale, che c'è tra la coratina, la cultivar è la città che le dà il nome nella consapevolezza che il mix tra territorio e diciamo produzione deve andare insieme, deve essere rafforzato in tutto questo anche svolgono un ruolo centrale le politiche culturali, quindi sono queste le 2 grandi linee di indirizzo che, come diciamo Amministrazione, noi abbiamo seguito e stiamo continuando a seguire ovviamente i prossimi passi che dobbiamo fare, quali sono essere presenti con i nostri prodotti nei principali aeroporti, per esempio della nostra città, con una vetrina che ci dia visibilità e andare oltre e la ferrovia Bari-Nord e andare anche sulle Ferrovie dello Stato. Certamente tutto questo implica investimenti ed è la parte di investimento che il pubblico può fare, diciamo in funzione non solo della promozione del territorio, ma anche in funzione di un, diciamo così, di un atteggiamento di accompagnamento delle aziende che poi fanno i loro investimenti privati, ovviamente, e questo è diciamo il lavoro su cui noi ci siamo, ci stiamo muovendo.
Dall'altro canto chiudo facendo una riflessione di più ampio, di più ampio raggio e scusate la grande crisi che si è raccontata questa sera in quest'Aula, cioè rimanda a che cosa rimanda al l'epocale fallimento delle politiche neoliberiste che hanno imperversato in Europa e negli Stati Uniti negli ultimi 30 anni e che hanno portato dritto dritto dritto il mondo alla catastrofe della guerra di cui pagano il prezzo le città e i cittadini con la precarizzazione della vita dei salari.
Del lavoro e delle certezze.
Qual è la risposta che oggi la società civile, le popolazioni in Italia, laddove che si fa, si criminalizza la protesta, si delegittimano i movimenti, come giustamente diceva il consigliere Colonna?
Si criminalizza il mondo agricolo che protesta fuori dai binari, diciamo conclamati o il mondo STU giovanile o il mondo studentesco, ma non solo in Italia e cosa sta succedendo in Francia.
E cos'è successo questa notte in Serbia?
Vedremo cosa succederà negli Stati Uniti fra qualche giorno. È vero, allora qual è la risposta da dare da dare?
Alla grande al disastro planetario che il neoliberismo ha creato non solo sul piano dei diritti delle persone, dei lavoratori e delle lavoratrici, grande disastro che ha creato anche sul piano ambientale.
Nella devastazione di un ambiente ridotto semplicemente a risorsa da consumare, lo vediamo. Le politiche di Trump cosa fanno? Le politiche di Cannes negano il problema ambientale, negano la necessità di uscire dall'uso dei combustibili fossili.
E via dicendo come rispondere al disastro del neoliberismo? Oggi il neoliberismo ha la sua risposta e qual è la risposta del neoliberismo la guerra investiamo. Chiedo scusa, dobbiamo rimanere al tema che sto al tema investiamo.
Invece investe, avevamo de de del No. No, no, adesso facciamo una precisa. Apro una precisazione. Ci siamo no, oggi no, dobbiamo rimanere insieme, deve rimanere al tema dell'ordine del giorno.
Dell'ordine del.
Allora io adesso ci tengo a dire che diciamo ci siamo un po' chiedo scusa, sindaco, una precisazione doverosa, perché ci siamo dati del tempo in più, come ci siamo anche detti, né in Conferenza dei Capigruppo proprio per per consentire una un dibattito approfondito in tale che possa acconsentì potesse consentire a tutti i consiglieri di fare delle scelte, delle scelte consapevoli e ho appena ho appena chiesto al Sindaco di rimanere al tema oggetto del dell'ordine del giorno. No troppo tardi no, Consigliere no, no, non era Sindaco, stia al al tema oggetto o no, nessuno, tutti quanti abbiamo sforato tutti quanti abbiamo sforato tutti quanti abbiamo sforato tutti quanti abbiamo sforato. No? Allora, a questo punto, a questo punto ci tengo a dire che ognuno degli interventori successivi al presentatore della della dell'ordine del giorno avrebbe avuto a disposizione cinque minuti, ci siamo dati un tempo superiore, ripeto, per consentire una discussione seria e approfondita su un tema di stringente attualità. Invito nuovamente il Sindaco, quindi queste diciamo, queste contestazioni non non non non intende accettarle. Invito in ogni caso il Sindaco a rimanere al tema che è oggetto dell'ordine del giorno, grazie, ma c'è un rapporto diretto tra la crisi del mondo agricolo e, nel caso specifico, della olivicoltura e la situazione internazionale. C'è un rapporto diretto e le politiche economiche locali, nazionali, europee e internazionali che si sono fatte in questi ultimi trent'anni. C'è un rapporto diretto, stiamo più che dentro il tema è, però è evidente che quando poi si raccontano diciamo Lek le questioni, diciamo così, togliendo la polvere da sotto il tappeto si scoprono i nervi.
E si toccano i nervi scoperti. È chiaro, ma voglio chiudere, per carità, come si esce da questa crisi? Da questa crisi si esce e condivido l'intervento in pieno che ha fatto il consigliere Arsale e io credo invece che quello che proponeva Arsale come emendamento vada proprio proposto.
È vero, cioè il fatto che noi al Governo chiediamo che quei con quegli agricoltori, quei braccianti che non potranno maturare il numero minimo di giornate si vada in deroga rispetto alla norma. Io lo propongo proprio come emendamento è importante, questo per la nostra economia locale, per chiudere dicendo come si esce dalla tragedia in cui il neoliberismo ci ha ammesso si esce con una sola modalità, attraverso un'equa ripartizione delle ricchezze.
Che significa che significa?
Chiudere togliere questa concentrazione delle ricchezze nelle mani di pochi.
Equa ripartizione delle ricchezze e anche l'unica soluzione con cui il mondo agricolo oggi può ripensarsi in un modo diverso e progressista, grazie, grazie.
Possiamo considerare c'è la replica del Consigliere Caputo.
C'è la replica, si prenota per alzata di mano il cosiddetto residuo. Condivido al 90% diciamo.
Anche da Carlo limitiamo il suo intervento di replica al 10%, che non condivido. Vanno applicate, le voglio dire prego, prego. La una breve replica perché non è consentita la replica. Abbiamo derogato, ripeto, semplicemente per consentire al Consiglio comunale di acquisire, attraverso una discussione approfondita e compiuta, le i giusti elementi di valutazione per B per effettuare una scelta libera e consapevole. Prego, Consigliere. Ha facoltà di parlare brevemente, grazie. Io non ero un mio intervento, ha tenuto al momento che viviamo.
E ho detto che ero favorevole, votavo anche la mozione all'ordine del giorno, perché credo che dobbiamo dimostrare anche con i fatti e con l'impegno di qualche.
Tutti noi in questi giorni abbiamo partecipato, però poi certi risvolti politici. So, mi lascia un po' perplesso, perché se poi lo ha fatto bene, quando ha fatto male, allora giudice Paolo Uccello all'assessore regionale, mio vecchio amico diciamo, di un'altra stagione politica, dice che dava 40 milioni, quella dei trend ancora deve fare niente.
Per dire:
Ma questo non è che mi dà ragione. Mi dà torto quando Arsale dice: io parlo dell'olio, ma non è che io voglio parlare dell'olio, poiché il mondo parlo di olio, l'odio olive, ma se deve parlare come la penso, alti che stipendi di qualche addetto al sale di più ancora.
Ma il neoliberismo ero sindaco, è stato gestito male, non è che la coppia e del neoliberismo.
Ma che poi si è gestito male e stanno a pensionati di 500 euro che non può vivere Pescarolo neoliberismo o dello sfruttamento della popolazione in tutti i settori come questi oggi.
Agitano. Penso che chi ha gioito più di tutto la vittoria dei ragazzi iniziano. Sono stato io.
Ma quando ho lottato boh, riapriamo aprirla la storia di come è avvenuto con la votazione.
Qual qualche sarà, sa sicuramente meglio in quello che sta.
Ne ho, come dire, volontà di Trump che non condivido quasi niente, diciamo, c'entra niente.
O se lo mettiamo sul fatto politico, fatto pensare pure a qualcuno di noi gli vada dato che voi poco lo corteggiano, potevamo fare meglio, potevamo diciamo collaborare, come ho detto prima, la legge del senatore Spagnoletti, Zauli, cioè collaborare soprattutto del genere. Io rimprovero se c'è un nucleo di riferimento, lo vado a sollecitare come Paese facciamo tutto se poi entriamo nel fatto politico non ha più i valori di a tutti insieme per una causa, cioè ognuno sta tirando l'acqua subito, ma io ne dico altro di quello che ha detto Michele.
Ma no, tipo Kasai.
Perché se voi date com'stato pressoché aprendo 10.000 euro di pensione al mese, è quello che presenta già un congresso della CGIL che disse di distribuire altri 5.000 euro. Vi Presler bolscevico, non oggi, diciamo quando ero di Berlusconi.
Ma di che cosa stiamo parlando Zappalà dolo perché lei, signora guadagnati fatta la continua accorati fascia domanda vuol dire che questi 30 aziende i problemi di quest'angelo libro regionali la domanda.
Se questo marchio che lei ha investito in questi anni 30 aziende hanno fatto la loro boh, non non credo che hanno fatto con le bottiglie che ognuno c'ha la sua etichetta, quest'anno se loro conquistato. I mercati non hanno il problema delle olive.
A 50 euro a 45 che proverà riprenderanno l'olio extravergine d'oliva. La coratina lavate era a 12 euro come l'ho comprato io l'altro giorno, conoscendo chi voglia comprarlo.
Penso che sequestro di un investimento e oggi quelle 30 aziende non hanno questo problema, vuol dire che l'investimento ha funzionato.
È così, lo sappiamo. Poi quando parleremo con gli altri assessori che ci sediamo in Commissione per cercare di dare una mano. Parliamo poi degli strumenti adatti con tutto questo ragionamento, anche per qualche caduto politico. Io lo stesso. Rimango della convinzione che in questo momento bisogna essere uniti per una strada comune. Per un settore, lo ricordo un ettaro di oliveto. Campavano sette figli e si sposa tre donne con tutti corretti fanno un panno, dunque fanno tre.
Io ho seminato a spaglio quando ero piccolino te collega grazie. Quindi i momenti abbiamo esportato, bisogna stare uniti, se li fanno a Roma, Milano, Torino.
Collega Arsale, non ci mettiamo a interloquire, peraltro senza microfono, abbia pazienza pure lei. Prego, Consigliere Nesta. Prego, Consigliere. Una replica, seppur non prevista, rapidissima, abbia pazienza veloce, sarò molto, molto veloce.
Allora, nello scorso Consiglio comunale ho votato favorevolmente la mozione presentata dalla maggioranza, perché credo credo nel territorio, credo nel né nei prodotti.
Diciamo dal nostro della nostra terra, però naturalmente poi cosa succede? Quando poi sento e ripeto che le associazioni di categoria diciamo sono favorevoli a quello che il Governo italiano ha fatto per difendere, la diciamo l'agricoltura italiana, poi dall'altro lato sento qualcuno che dice no, il Governo italiano non ha fatto niente.
Allora, a questo punto io non lo so, a parte che avevo anche chiesto di unificare i due, diciamo i due ordini del giorno, proprio perché, ripeto, per l'ennesima volta sono incompleti. Attualmente okay, non rispettano, diciamo quello che si è fatto fino ad ora da parte del Governo o quel che non si è fatto fino ad ora da parte della Regione, perché, come ha detto qualcuno Paolicelli, se ha promesso 40 30 milioni di euro, però non si è fatto ancora, mentre altre regioni, come la Calabria, la Campania, hanno già deliberato queste cose qua mi me. Ecco perché voglio dire, il Governo le ha fatte queste cose qua perché dire che non sono stati fatti dei provvedimenti né pro né onestamente io sono andato incontro alla vostra mozione, perché ci credo, invece voi non non non accettate queste cose qua allo in alcune alcune situazioni bisogna mettere da parte il colore politico, ma l'ho fatto io e invece no. Che cosa succede? Che se il provvedimento del Governo di centrodestra non va bene, okay, non bisogna votarlo, come non bisogna votare una mozione di del di Fratelli d'Italia o di un altro partito, perché sta all'opposizione, signori, queste cose non vanno bene, io non sono io non faccio politica per persona, per interesse. Bertolaso, sul personale. Io faccio politica e penso che anche voi lo facciate, ma molte volte mi faccio, mi viene un dubbio, non lo so, okay, sì, non bisogna soltanto curare un interesse.
Del proprio partito bisogna curare l'interesse del cittadino e l'interesse del territorio, okay, quello io avevo chiesto, Presidente, di unificare le diciamo le 2, i due ordini del giorno. Non lo so. Lo vogliamo fare, perché se il primo parla tutto contro il Governo, però naturalmente non parla da diciamo quanto la Regione, viceversa, il secondo meglio, ma vi sto dicendo le cose come stanno, okay? Quindi sono pure, diciamo sincero, quando sei a da diciamo, ad accogliere proposte, ad unificare questa soluzione con un'unica, un unico ordine del giorno. Grazie, consigliere. Non è consentito che si faranno due, come si sta facendo la discussione per il primo ordine del giorno, peraltro ampliata e col una serie incredibile di deroghe, terminate le quali al più presto procederemo alla votazione. Si farà la discussione per l'altro ordine del giorno. Allora, il mio voto per questa mozione e astensione. Grazie. Allora, una ripresa. Replica. Mi pare che sia presente. Depositi, prenotato. Il collega Scaringella vuole replicare rapidamente, grazie, poi procederemo alle operazioni di voto. Grazie,
Ci siamo allora, Sindaco, belle parole le condivido appieno. Naturalmente io ho il piacere di viaggiare spesso durante l'arco del mese. L'aeroporto di Puglia oggi ormai è diventata una mia seconda casa, ma non riesco, non ho ancora visto sinceramente la pubblicità, dove se mi girate qualcosa, probabilmente cercherò di mettere focus sulle su questi viaggi, però, naturalmente, Sindaco, il mio è un ampia, una più ampia gestione di marketing è veramente credetemi con le esperienze acquisite negli anni potremmo fare una differenza. Naturalmente. Invito al Sindaco. Invito l'Assessore Diaferia con il Presidente della settima Commissione a poterci riunire tra maggioranza e minoranza e poter in eventuale, eventualmente valutare una forte pubblicità di marketing a livello nazionale, perché vi garantisco, Sindaco, potrebbe fare la differenza. Grazie.
Grazie, passiamo adesso. Consideriamo chiusa la discussione e procediamo con le operazioni di voto, grazie.
L'emendamento.
Allora, mi dice il Sindaco che.
Vuole presentare chi vuole presentare l'emendamento Arsale o il Sindaco assale intenti per si intende il consigliere intende presentare l'emendamento di cui aveva parlato prima e che era stato argomento ripreso dal Sindaco.
E dove lo inseriamo? Ve così verifichiamo anche, diciamo, nell'ordine del giorno, perché abbiamo degli adempimenti precisi da rispettare.
Allora, io lo inserirei praticamente alla.
Tra le misure urge Misure urgenti della filiera olivicola olearia, quindi a.
Quindi di inserire.
Chiedo, però che chiedo scusa, chiedo alla Segretaria di prenotarsi. Si interviene sul primo punto del deliberato. No Misure urgenti per la filiera olivicola olearia. Aggiungere un ultimo punto, quindi.
E qual è l'emendamento? Perché questa è un'integrazione del testo secondo l'articolo 41, quindi noi dobbiamo capire qual è il testo che va diciamo a come una richiesta, così come sono state fatte già anche le altre che le altre cinque.
Quindi chiedo scusa, giusto per capire, dopo il grassetto patto etico con la GDO a seguire viene inserito l'emendamento che vale come integrazione del testo che lei sta in questo momento presentando, giusto? Ho capito bene, diciamo che lo dovrei comunque I a tutela dei lavoratori braccianti agricoli. Un attimo che prendiamo nota e cerchiamo di capire come procedere. Allora sì, prego, cominci dall'inizio così la Segretaria ha modo di, diciamo, di tutela dei lavoratori braccianti agricoli.
Di.
Richiesta di integrazione.
Per tutti coloro che non raggiungeranno.
Le.
Le giornate.
Minime previste.
Entro il 31 12 2026 il riconoscimento delle giornate effettuate nell'anno precedente.
Ai fini dell'accesso, agli strumenti di fini dell'accesso, agli strumenti di welfare.
Delle giornate relative all'anno 2025.
Ai fini dell'accesso quadro, tecnicamente disoccupazione agricola, Ds agricola sì, ma cosiddetta disoccupazione speciale, quella diviso non è proprio è un diciamo, un istituto distinto dalla dalla Naspi. Chiedo scusa Ripe ecco la segretaria. Lo rilegge, grazie. Prego, Segretario. A tutela dei lavoratori braccianti agricoli. Richiesta di integrazioni per tutti coloro che non raggiungeranno le giornate minime previste entro il 31 12 26 il riconoscimento delle giornate relative all'anno 2025 affinché possano ottenere.
Lo integriamo, Presidente, diciamo integrare per il riconoscimento della disoccupazione agricola.
Adesso dal Segretario lo rilegge in modo tale da capire che.
Prego, Segretario. SIP si prenoti, si così interloquisce tutti, ci dà il suo contributo, grazie. No, dico che non possiamo rischiare di nuovo al raggiungimento, perché è a tutela dei lavoratori braccianti agricoli.
Integrazione per tutti coloro che non raggiungeranno le giornate minime previste entro il 31 12 26 il riconoscimento delle giornate relative all'anno 2025.
Riconoscimento.
Non è del riconoscimento a chi ha quindi richiesta di integrazione a tutti coloro che non raggiungeranno le giornate minime previste entro il 31 12 del riconoscimento della Giornata relative all'anno 2025 cosiddetta bisogna riconoscere che tutti quanti poi.
Il riconoscimento delle giornate agricole F.
Inserite.
Nell'anno che si parla sempre della legge, parla di un numero minimo di giornate che consente l'accesso all'emolumento denominato Ds agricola. Allo cerchiamo di articolare il testo in modo tale da renderlo intellegibile fruibile.
Rileggo, ognuno ad alta voce, a tutela dei lavoratori braccianti agricoli. La richiesta di integrazione a tutti coloro che non raggiungeranno le giornate minimi è prevista entro il 31 12 2026 del riconoscimento delle giornate relative all'anno 2025 cosiddetta disoccupazione agricola tra parentesi DS Agri.
Cerco di capire un po'. Ecco, allora, siccome il numero ragiono ad alta voce, siccome il numero il conseguimento dell'emolumento costituito dalla Ds agricola.
Di riconoscere.
O di riconoscere le giornate effettuate.
Nell'anno le stesse giornate.
Dell'anno precedente.
No, il riconoscimento delle giornate ISEE emesse nell'anno precedente.
Viene quello, segue due bienni:
Due anni prima.
Nel biennio.
Sì.
Ne ha facoltà.
Devi parlare.
Perché dice:
Perfetto.
Prego.
Io voglio io vorrei invitare il consigliere Arsale che presenta il l'emendamento a condividerne il testo, al diciamo in maniera definitiva, in modo tale da poi procedere agli adempimenti che sono previsti in questi casi grazie.
Consigliere, si avvicini al banco della Presidenza, così condividiamo il testo e poi ve lo mettiamo in votazione.
Allora glieli leggo.
Quindi sì. Allora, quindi, al primo punto del deliberato misure urgenti per la filiera olivicola olearia si aggiunge un ultimo punto che diciamo intitolato Ds agricola in deroga, due punti: richiesta di riconoscimento anche per i braccianti agricoli che non dovessero aver raggiunto il numero minimo di giornate lavorative previste per legge della disoccupazione agricola. Tra parentesi Ds agricola,
No, allora allora possiamo ragionare perché allora, siccome sono previsti diversi scaglioni, il superamento, il raggiungimento di 51 giornate, giusto il raggiungimento di 101 giornate e così via, è chiaro che noi dobbiamo rimanere ancorati alla ad ogni scaglione, dobbiamo far riferimento ad ogni scaglione. È chiaro che è una norma di principio che stiamo di cui stiamo discutendo. Non è una norma puntuale, si afferma un principio.
Se ci sono delle doloso che fosse, se qualcuno vuol dare un contributo, lo accettiamo. Sia chiaro. È.
Se.
Allora, però in realtà sono.
Chiedo scusa, allora, c'è una novità dell'ultimo. Ora anche il consigliere Nesta propone un emendamento del quale adesso prendiamo visione insieme alla Segretaria e poi ne parliamo. Grazie.
Prego i Consiglieri di riprendere posto il Sindaco, gli Assessori presenti dopo questa sospensione de facto.
Possiamo procedere se alla lettura degli emendamenti, come proposti, da un lato, dal consigliere Arsale, colleghi, prendete posto per cortesia.
Assessori.
Possiamo riprendere.
Se la Segretaria è pronta, allora.
Di fatto ci sono due emendamenti, uno proposto dal consigliere Arsale e 1 proposto e due chiedo scusa proposti dal consigliere Nesta. Adesso la Segretaria ne dà lettura. Poi procederemo al voto secondo la disciplina dell'articolo 41, emendamento per emendamento, per poi procedere al voto del testo come emendato dell'ordine del giorno, come come esita a seguito degli emendamenti che vengono proposti e votati. Grazie.
Sì, al riepilogo l'emendamento proposto dal consigliere Arsale, quindi Ds agricola in deroga, richiesta di riconoscimento del Segretario precisi, dove anche viene collocato l'emendamento grazie al punto 1 del deliberato misure urgenti per la filiera olivicola olearia si aggiunge un ultimo punto: Ds agricola in deroga, richiesta di riconoscimento anche per i braccianti agricoli che non dovessero aver raggiunto il numero minimo di giornate lavorative previste per legge della disoccupazione agricola. Tra parentesi Ds agricola, invece il consigliere resta propone due emendamenti, ovvero diciamo, da aggiungere proprio in consecutivamente alla Ds agricola in deroga. Quindi abbiamo il primo punto viene formulato in questo modo: a porre in essere le opportune valutazioni, anche di carattere fiscale, per favorire la costituzione del Consorzio dell'olio extravergine dell'oliva coratina, alta qualità, coinvolgendo le organizzazioni agricole agli olivicoltori, i frantoi e gli altri soggetti della filiera, al fine di costruire un percorso condiviso di tutela, valorizzazione e promozione della qualità dell'olio coratina.
Il punto successivo, invece, e a promuovere l'istituzione e o il mantenimento di un tavolo permanente di confronto con le associazioni agricole e i rappresentanti della filiera olivicola olearia, per monitorare l'andamento del mercato, le giacenze di olio invenduto e le criticità produttive, nonché per individuare ulteriori iniziative a sostegno del comparto.
Allora, secondo la disciplina dell'articolo 41, comma 3, dobbiamo procedere al voto per singolo emendamento, per poi procedere al voto del testo finale come eventualmente emendato a seguito del voto che abbiamo espresso sugli emendamenti.
Suggerimento che ci dà la la la segretaria è che il per quanto riguarda l'emendamento proposto da dal consigliere Nesta, essendo di fatto un unico blocco, consentitemi questa espressione può essere votato con unica votazione. Essendo infatti i due pezzi di testo che si inseriscono un unico testo alla fine, perché non sono non sono intervallati da da un altro dal testo originario, quindi possiamo procedere al voto relativo all'emendamento proposto dal consigliere Arsale, prego i colleghi di prenotarsi.
Consigliere scaligera risulta non votante. Si è prenotato?
Anche il consigliere Longo ha votato ancora a scala Scaringella.
Bene, la.
Ven.
C'è qualche astenuto?
Il consigliere Tatò mi dicono non ha votato.
Quindi 22 favorevoli, nessuno contrario. Bene, l'emendamento è approvato.
Adesso procediamo al voto sull'unico emendamento che ha proposto il Consigliere Nesta, grazie, prenotiamo. Ci.
C'è un voto?
Abbiamo votato tutti? Siamo 22 votanti, 22 favorevoli anche in questo caso nessun voto contrario. Grazie.
Procediamo adesso.
Al voto al testo definitivo, ovverosia come esita a seguito della del voto sugli emendamenti. Grazie, prenotiamo. Ci.
Risultano.
20 votanti:
Chiedo scusa, si è bloccato il.
Sì, adesso il mio voto è stato espresso 21 voti a sì e la consigliera Bovino sta votando.
Si è blocca adesso? Sì, allora abbiamo 22 voti favorevoli, nessuno. Contrario. Bene, la l'ordine del giorno si intende approvato. Non c'è il voto sull'immediata esecutività. Non c'è il voto sull'immediata esecutività. Bene,
Spesso si passa al voto o meglio alla illustrazione. Chiedo scusa, recupero.
Ah, ritira il testo allo loro, lo faccio formalmente, dobbiamo in ogni caso introdurre questo. Stavo cercando di fare.
Chiedo scusa, ma.
Ecco, qua ci siamo smarriti, seppur temporaneamente, l'ordine del giorno. Allora, punto 2 all'ordine del giorno, del quale vado a dare lettura: ordine del giorno per misura misure a sostegno della filiera olivicola olearia locale riconoscimento degli interventi del Governo nazionale e sollecito alla Regione Puglia per l'adozione di azioni urgenti di tutela del comparto. Prego al collega Nesta che presentatore, prego. Grazie, Presidente. Ma ormai diciamo siamo arrivati a una quadra. Per quanto riguarda, diciamo un unico risultato. Chiedo scusa, collega, c'è un errore, diciamo. Allora il col. Il il l'ordine del giorno risulta a firma del collega Caputo, il quale deve fare dichiarazioni conseguenti all'eventuale scelta di continuare o meno della discussione, ma tocca a lui fa.
E altrimenti lo dobbiamo e il presentatore risulta lei collega va bene, Presidente, io ho presentato no, va be' che eccetera.
Ho presentato quella del giorno perché ha presentato per delega, diciamo così, del del collega del collega Nesi, era fuori Corato, però lui adesso diciamo lui se vuol fare delle dichiarazioni e le facciamo fare, sia chiaro. Prego, collega e amica. Credo che passo possa passare la parola al Consigliere Foresta per le deduzioni in merito.
Io prima di far di far proseguire il collega Nesta, ci tengo a fare una precisazione molto rapida, poi lascio la parola agli interventori. Ci siamo presi perché oggetto di apposita intesa in Conferenza dei Capigruppo delle licenze, diciamo così, rispetto ai tempi e ha il numero degli interventi proprio ripeto, non lo dico ancora per non tediare ancora noi stessi e quel quel pubblico che ci segue in streaming, però naturalmente dal prossimo Consiglio comunale dei Cham Siri si ritornerà diciamo ai fasti di una volta, diciamo così, consentitemi questa battuta. Ciò detto, a parte, diciamo, riprendiamo rapidamente la discussione sul punto e cedo nuovamente la parola al collega Nesta, grazie. Grazie, Presidente. Giustamente, come ha detto lei, ci siamo presi dei diciamo degli accordi. Per quanto riguarda abbiamo fatto la Conferenza dei Capigruppo proprio perché sapevamo che.
Il dibattito si poteva tranquillamente anche allungare, diciamo anche con gli interventi che ci sono state da parte del diciamo rappresentante di di categoria, naturalmente come avevamo, come avevo richiesto, quello di arrivare ad un'unica quadra ringrazio sia il Segretario, se al Presidente, ma naturalmente tutti quanti voi per aver votato a favore questi emendamenti, anche quello di del di Arsal, che avrei votato Trump tranquillamente senza problemi, perché quando parliamo di lavoratori, sappiamo benissimo che siamo tutti quanti lavoratori.
Tutti quanti noi una mattina ci svegliamo presto per andare a guadagnarci quel, diciamo, chiamiamolo pezzo di pane, che per soddisfare le nostre esigenze, come d'altra parte, hanno diretto anche queste persone qua degli agricoltori che noi, come ho detto prima, dobbiamo difendere. Quindi sulla base di tutto questo ritiro il mio ordine del giorno della mozione, grazie. Quindi, ripeto, prendiamo atto della scelta.
Però io vorrei che, essendo stato il Consigliere Caputo, il formale presentatore faccia analoga dichiarazione, ovverosia di ritiro dell'ordine del giorno, così la Presidenza e il Consiglio comunale di tutto è a posto consentitemi questa, diciamo questa libertà anche dal punto di vista dell'est, diciamo espressivo. Ecco. Prego, collega. Rapidamente per confermare quello che ci diceva. No, no, no, no, me la sono cercata. Va bene, ce la siamo cercata tutti quanti, voglio sapere.
L'ordine del giorno, se va, se se deve essere ritirato, lo deve ritirare il presentatore. Mi fermo grazie. Grazie, Presidente. Quanto tempo guadagniamo che non discutiamo di questo ordine del giorno, diciamo due ore un bel po'.
Da un bel po', quindi lei si parli bellico, andiamo a recuperare queste due ore il prossimo, come ho detto, che la ricreazione è finita con oggi dice la ricreazione finisce oggi, dopo l'intervento del consigliere lesta ritiro formalmente l'ordine del giorno che sta iscritto al secondo punto, grazie. Grazie, Consigliere. A questo punto la seduta può considerarsi terminata. Grazie a tutti. Buonasera.
