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Speaker : MOTTI – Assessore
… si attestano intorno ai 25 milioni, più o meno per tutto il triennio.
Importante anche evidenziare l’evoluzione del fondo cassa al 31 dicembre del triennio 2023, 2024 e 2025. Infatti, passiamo dai 3 milioni e 505.000 euro del 2023 ai 7 milioni e 536.000 del 2024 fino ad arrivare a 13 milioni e 213.000 euro dell’attuale consuntivo che siamo chiamati a ad approvare, a valutare, quindi riferito al 2025. Il risultato disponibile di amministrazione naturalmente è quella somma, rappresenta quella somma che sarà nelle mani dell’Amministrazione comunale, che potrà essere utilizzata però soltanto per alcune voci specifiche. Quindi, senza ripeterle nel dettaglio, in pratica ci riferiamo a eventuali debiti fuori bilancio, alla salvaguardia degli equilibri di bilancio oppure per finanziare degli investimenti o delle spese non ricorrenti, quindi manutenzioni in genere, manutenzioni straordinarie, o per l’estinzione di prestiti.
Il risultato dell’avanzo disponibile che si sta verificando in questi anni, in parte come già abbiamo visto anche l’anno scorso, è dovuto a quelle risorse che si liberano dall’accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità, che la normativa impone di accantonare nel bilancio di previsione e che poi col bilancio consuntivo, quindi a consuntivo, una parte di queste somme si riesce a liberare. È una sorta di vincolo tecnico. Un’altra parte anche rilevante deriva da maggiori accertamenti rispetto a quanto è stato preventivato in sede di bilancio di previsione e poi successivamente di assestamento. È su questo punto che io mi vorrei soffermare.
Il fatto di avere un bilancio che sia, che evidenzi un importante avanzo disponibile è sicuramente tecnicamente positivo, ma politicamente, alla luce del fatto che gran parte di queste risorse vengono fuori, appunto, da maggiori accertamenti, è importante avere una programmazione più puntuale. Quindi diciamo che voglio essere da monito per l’Amministrazione affinché in sede di bilancio di previsione ci sia una maggiore attenzione, per far sì che vengano, nei limiti di quanto possibile e pur sempre con prudenza, spesi i soldi che effettivamente stanno dentro le casse comunali.
Quindi il fatto di avere un bilancio in forte avanzo non è per certi versi positivo, perché, da un lato, appunto, vuol dire che si poteva spendere di più, dall’altro lato potrebbe anche voler dire che stiamo prelevando più del dovuto dai cittadini. Quindi, mi auguro… Questo già in parte è avvenuto perché l’anno scorso già veniva evidenziata questa tendenza e devo dire che nel bilancio di quest’anno, rispetto a quello dell’anno scorso, il gap che c’era l’anno scorso si è ridotto. Quindi penso che, con una attenta e oculata fase di previsione, si può ancora di più migliorare, questo naturalmente sempre a vantaggio di tutta la cittadinanza.
Nel 2024… Perché questo è importante? Perché nel 2024, quindi la previsione, pur poi riuscendo a realizzare un avanzo abbiamo contratto un mutuo e nel 2025 gravano sul bilancio interessi passivi per circa 460.000 euro. Quindi, il fatto di avere la disponibilità di risorse importanti rispetto ad altri Comuni ci deve ancora di più responsabilizzare, perché dobbiamo puntare sempre ad alzare l’asticella e ad avere di più. Prima di chiudere il mio intervento vorrei soffermarmi su alcuni indici, come ho fatto anche l’anno scorso. In particolare, quindi, si tratta di indici presenti nella relazione al rendiconto: l’indice di pressione finanziaria, che va a misurare il livello di pressione finanziaria su ciascun cittadino. Ebbene, questo indice passa dagli 897 euro del 2022 a 934 nel 2025. L’anno prima, nel 2024, era fermo a 930,93 euro. Poi l’indice tributario pro capite, che anch’esso è in crescita, che misura l’importo medio di imposizione tributaria a cui ciascun cittadino è sottoposto. Questo indice passa dagli 821,51 euro del 2022 agli 839 del 2024, agli 860 del 2025. Quindi c’è un incremento della pressione, dell’imposizione tributaria pro capite su ciascun cittadino.
Infine, l’indice di spesa media del personale, che passa da 41.128 euro del 2024, si riduce, scende a 38.870 euro del 2025. Nel 2023 era pari a 40.511 euro e andando ad esaminare cosa può voler dire quest’indice, visto che si tratta di un rapporto tra la spesa per il personale e il numero dei dipendenti, essendoci un decremento nel tempo anziché un incremento vuol dire che c’è stata una riduzione anche del numero, una riduzione della spesa del personale. Quindi, con la situazione che magari si crea certe volte, non è poco frequente che magari gli uffici si lamentano dei carichi che hanno e quindi degli oneri che hanno, che gravano dal maggior carico che potrebbe essere dovuto, appunto, a una presenza sottostimata del numero degli addetti presenti, con quello che ciò può comportare, cioè una minore resa nonché incentivare un turnover, nel senso che è anche spesso accaduto che ci siano state delle dimissioni, quindi dipendenti che hanno lasciato il lavoro all’interno del Comune per una situazione, secondo le loro valutazioni, migliore.
Quindi anche questo aspetto è un aspetto che dovrebbe essere maggiormente attenzionato e chiudo dicendo che quanto evidenziato, naturalmente, serve da parte nostra per stimolare ancora di più l’amministrazione finanziaria affinché possa migliorare il livello di benessere, il livello di qualità della vita che garantiamo, che garantite ai cittadini. Grazie.
Speaker : BACELLI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere. Ci sono interventi? Parola al Sindaco.
Speaker : PIEROTTI – Sindaco
Non si può non intervenire. Poi io con il consigliere Siciliano ho sempre questo colloquio privilegiato. No, è una battuta. Intanto apprezzo, ha fatto una bella disamina, giustamente da professionista che lavora con i numeri. Giuste alcune precisazioni, quando parla dell’avanzo libero. Come tutti leggiamo alcuni Comuni lo chiamano “tesoretto” e parliamo di milioni, milioni e milioni. Quello che ha detto è corretto. L’FCDE è cambiato dal 2023 al 2024 e tutto quello che noi bisogna bloccare, che, vado a memoria, sono 3 milioni circa, perché è un calcolo matematico che dà un programma… Se fino al 2023 e tutti gli anni precedenti, dopo il patto di stabilità che è stato eliminato dal Governo nel 2015, mi pare, liberava una percentuale irrisoria, adesso, vado sempre a memoria, dunque non mi giudichi subito sui numeri, mi pare che di quei 3 milioni oltre 2 milioni vengono dall’FCDE. Dunque parliamo di una riforma strutturale che dà un avanzo libero importante.
Quello che diceva della previsione dell’aumento della riscossione è perché, da quando ci siamo insediati nel 2023, c’era un’organizzazione anche del personale che praticamente lavorava di anno in anno. Dunque l’arretrato che lavoravano era di un solo anno. Da quando siamo entrati su quello abbiamo chiesto uno sforzo maggiore, che c’è stato, da parte dell’Ufficio dei tributi e ora lavoriamo di due anni in due anni per riscuotere l’arretrato. Questo, oltre a influire nei futuri FCDE, ha fatto aumentare un pochino la riscossione.
L’aumento della spesa pro capite è chiaro, ne abbiamo discusso ampiamente nel 2023 quando abbiamo scelto, anche a causa dei minori entrate nella parte corrente, la riduzione della soglia IRPEF. È stato discusso da noi e discusso legittimamente anche da voi, da noi come manovra necessaria, da voi come manovra non necessaria, ma a questo non ci torniamo a due anni di distanza.
Per quello che riguarda gli uffici e l’organico del Comune di Corciano, come sapete nella pubblica amministrazione le assunzioni sono anche lì frutto, anzi vi invito, se volete tutti capirlo meglio, a un confronto con la responsabile del personale, sono formula matematica che guarda la spesa storica del personale, Segretario, mi aiuti, del 2008 o 2009. Il tetto massimo di spesa prende come riferimento la spesa di vent’anni fa?
Ah ecco, perché poi va avanti. Dunque, ad oggi, il nostro tetto massimo a cui siamo arrivati è la spesa storica che prende la media del 2011 e 2012. C’era stata una possibilità, perché c’erano diversi emendamenti prima del Milleproroghe che dicevano eliminiamo questo calcolo, perché se esiste oggi una legge che dice pareggio di bilancio, sostanzialmente gli enti investono i soldi dove vogliono, ma purtroppo ad oggi ancora questa norma non è superata. Dunque noi al tetto di spesa ci siamo. Se c’è stato un lieve calo è perché diversi dipendenti hanno fatto concorsi in Ministeri o enti comunque superiori dove legittimamente, anzi a tutti, quando gli ho dato la mano, ho detto sono felice per voi, vanno a fare una carriera diversa, con stipendi anche più importanti di quelli degli enti locali.
Chiudo con una battuta per la puntualità della nostra programmazione. Ora voteremo il punto dove c’è l’avanzo libero di cui parlavamo prima, ma il punto successivo lo spendiamo tutto. Dunque siamo proprio puntuali e veloci. I nostri cittadini lo vedranno, i nostri di tutti.
Speaker : BACELLI – Presidente del Consiglio
Grazie, Sindaco. Ci sono interventi? Prego, consigliere Siciliano.
Speaker : SICILIANO
Intanto ringrazio il Sindaco per la risposta. Per quanto riguarda la spesa del personale, credo che non siamo al limite, ma che ci sia un margine da quello che ricordo. Quindi non penso che la riduzione sia stata obbligata dal rispetto dei parametri.
Speaker : PIEROTTI – Sindaco
Ho fatto un intervento incompleto, intendevo dire che, quando una persona vince un concorso, ci sono anche lì, per legge, sei mesi di conservazione del posto. Essendo uscite più persone, tre o quattro, credo, quei sei mesi lo stipendio non è stato erogato.
Scusate, ho fatto l’intervento a metà.
Speaker : BACELLI – Presidente del Consiglio
Grazie, Sindaco. Ci sono altri interventi? Nessun intervento.
Metto quindi in votazione il punto n. 3 all’ordine del giorno: “Approvazione del rendiconto dell’esercizio 2025 e dei relativi allegati”.
Chi è a favore? 11. Chi si astiene? Chi vota contrario? 3 contrari.
Votiamo per l’immediata esecutività dell’atto.
Chi è a favore? Chi è contrario? Stessa votazione.
Passo quindi al punto n. 4 all’ordine del giorno: “Assestamento generale di bilancio e salvaguardia degli equilibri per l’esercizio 2026-2028, ai sensi degli articoli 175, comma 8 e 193 del decreto legislativo n. 267/2000”.
La parola alla Vice Sindaca Motti.
Speaker : MOTTI – Assessore
Grazie, Presidente. Con l’assestamento generale e la salvaguardia degli obiettivi è stato chiesto ai vari responsabili delle Aree di verificare tutte le situazioni che potevano andare a pregiudicare l’equilibrio di bilancio e evidenziare la necessità di eventuali variazioni. Ne emerge che andiamo in variazione per l’applicazione dell’avanzo libero, come ha detto il Sindaco prima. Vado a elencare un po’ degli interventi che pensiamo di applicare proprio con l’applicazione dell’avanzo.
Tra gli interventi più rilevanti sicuramente c’è quello sulla viabilità e sulla sicurezza urbana, con 2 milioni di euro destinati al rifacimento delle strade, a cui si aggiungono anche i nuovi marciapiedi, come quello a servizio delle scuole di Chiugiana per 70.000 euro e a Taverne per 48.000 euro. Tra le priorità spiccano anche gli interventi nelle scuole, con i lavori di manutenzione e miglioramento degli edifici per una cifra totale di 35.000 euro. Arrivano anche nuovi attraversamenti pedonali luminosi e il potenziamento della rete di illuminazione pubblica per 130.000 euro.
Oltre alla viabilità, anche il decoro urbano trova un posto nel piano degli investimenti: 36.000 euro per l’installazione di nuove pensiline del trasporto pubblico, 15.000 per la riqualificazione e fruibilità delle aree verdi, 10.000 per la piantumazione di nuove alberature e 11.000 per la verifica delle alberature esistenti.
Altro capitolo rilevante è l’impiantistica sportiva: 60.000 euro per la riqualificazione del campetto di Corciano e 44.000 per quello di Capocavallo. Spazio anche ai cimiteri: 12.000 euro per la progettazione dell’ampliamento del cimitero di Solomeo e 100.000 euro per la manutenzione straordinaria del cimitero di Capocavallo. Concludo anche con 40.000 euro per l’ampliamento dell’impianto di videosorveglianza.
Come sempre, continuiamo a investire in strade, in sicurezza e sulla valorizzazione del patrimonio pubblico.
Speaker : BACELLI – Presidente del Consiglio
Grazie, ci sono interventi? Nessun intervento.
Metto quindi in votazione il punto n. 4 all’ordine del giorno: “Assestamento generale di bilancio e salvaguardia degli equilibri per l’esercizio 2026-2028 ai sensi degli articoli 175, comma 8 e 193 del decreto legislativo n. 267/2000”.
Chi è a favore? 11. Chi si astiene? 3 astenuti.
Votiamo per l’immediata esecutività dell’atto.
Chi è a favore? Chi si astiene? Stessa votazione.
Passiamo al punto n. 5 all’ordine del giorno: “Presa d’atto, ai sensi dell’articolo 175, comma 5-ter, del decreto legislativo n. 267/2000, delle variazioni di bilancio adottate dalla Giunta comunale e/o, ai sensi dell’articolo 16, comma 5 del regolamento di contabilità dell’ente dei prelevamenti dal Fondo di riserva. Periodo primo trimestre 2026”.
La parola alla Vice Sindaca Motti.
Speaker : MOTTI – Assessore
Grazie, Presidente. Abbiamo una variazione di cui abbiamo discusso anche in Commissione. È una variazione di 45.000 euro per il rimborso ai gestori dei servizi energetici per gli extra profitti degli anni 2021 e 2022.
Speaker : BACELLI – Presidente del Consiglio
Grazie, ci sono interventi? Nessun intervento.
Metto quindi in votazione il punto n. 5 all’ordine del giorno: “Presa d’atto, ai sensi dell’articolo 175, comma 5-ter del decreto legislativo n. 267/2000, delle variazioni di bilancio adottate dalla Giunta comunale e/o, ai sensi dell’articolo 16, comma 5 del regolamento di contabilità dell’ente, dei prelevamenti dal Fondo di riserva. Periodo primo trimestre 2026”.
Chi è a favore? 11. Chi si astiene? 3 astenuti.
Passiamo quindi al punto n. 6, ultimo punto all’ordine del giorno: “Adozione, ai sensi dell’articolo 31 e 32, comma 5 della legge regionale n. 1/2015, di varianti cartografiche e normative al PRG. Parte operativa”.
La parola all’assessore Mangano.
Speaker : MANGANO – Assessore
Grazie, Presidente, buonasera. In realtà andiamo ad adottare una delibera che abbiamo già discusso in un Consiglio comunale precedente, in cui il Consiglio comunale dava le linee di indirizzo all’ufficio per andare effettivamente a elaborare questo documento, questo provvedimento che disciplina le cosiddette “variantine”.
Ora mi ripeterò, ma credo sia necessario puntualizzare quanto segue. Nel 2017 il Consiglio comunale dell’epoca, recependo e attuando quanto era già prescritto dalla legge urbanistica regionale n. 1 del 2015, ha adottato una delibera consiliare che andava a regolamentare il cosiddetto diritto all’abitazione familiare, cioè la possibilità che, in un’area estremamente ristretta, si possa praticamente edificare e realizzare una piccola abitazione, che abbia sostanzialmente una destinazione familiare. Cioè che significa? Che non sia di carattere speculativo, cioè non sia una lottizzazione non sia una grande costruzione.
Questo regolamento prevedeva due condizioni minimali e necessarie, cioè il fatto che la particella ricadesse nella parte operativa del Piano regolatore generale e che praticamente l’edificio che sarebbe poi sorto su questa particella fosse dimensionato di 130 metri quadri di superficie, di SUC, di superficie utile di costruzione, aumentabile fino a un massimo di 260 metri quadri, con la previsione che dal centotrentunesimo metro quadro in più era previsto un costo di costruzione molto più elevato.
Negli anni abbiamo visto, dal 2017 fino al 2021-2022, che ci sono stati dei casi in cui dei cittadini hanno fatto richiesta sulla base di questo nuovo regolamento introdotto con una delibera consiliare ed effettivamente qualche famiglia ha costruito la casa che è diventata la destinazione del figlio, del nipote, della mamma, del parente o di altri cittadini che avevano comunque diritto.
Nel 2022 questa operazione si è un po’ bloccata, perché in realtà avevamo ricevuto diverse di queste richieste, reiterate anche negli anni precedenti, ma l’ufficio è stato interessato da altre vicende. Inoltre, abbiamo cercato di dice di fare in modo di regolamentare questa procedura in maniera ancora più, tra virgolette, trasparente, in maniera ancora più pubblica, in modo tale che tutti potessero effettivamente esercitare questo diritto.
Quindi cosa abbiamo fatto? Abbiamo cercato di legare questa possibilità anche alla cosiddetta riduzione del consumo di suolo. Attenzione, qui è meglio che facciamo un chiarimento, perché spesso qualcuno confonde. Come prevede la legge urbanistica regionale e il Testo unico sull’edilizia e l’urbanistica nazionale, per consumo di suolo si intende tutto il terreno, tutto il territorio di un Comune, tutta l’area che non ha destinazione agricola, ma parliamo di destinazione urbanistica. Un’area che nel piano regolatore è individuata come area edificabile è già consumo di suolo, a prescindere se poi su quell’area venga costruito o meno un fabbricato, un capannone nelle aree industriali, un laboratorio in area artigianale. Per consumo di suolo, in senso giuridico, amministrativo e urbanistico si intende questo.
A volte si fa confusione perché si pensa che un terreno dove non c’è nessuna costruzione, ma che ha una destinazione urbanistica edilizia, nel senso dove si può edificare… Qualcuno pensa che finché lì non si costruisce sia… Nel momento in cui viene costruito si realizza un consumo di suolo. No, il consumo di suolo è una previsione di carattere regolamentare. Quindi, tutte le aree che non sono agricole sono consumo di suolo.
Quindi noi che abbiamo fatto? Abbiamo nel 2024, anzi già nel 2023, pubblicato un bando in cui abbiamo chiesto ai cittadini chi voleva, sempre all’interno della cosiddetta parte operativa del Piano regolatore generale, chiedere al Comune la retrocessione dei diritti edificatori. Abbiamo pensato è un modo questo, in vista della di eventuali “variantine” come quelle che andiamo ad approvare oggi, la possibilità di, certo, costruire un po’ di più nella parte operativa per quanto riguarda l’edilizia familiare e non speculativa, ma nello stesso tempo di recuperare cubatura, a prescindere da tutto. Quindi abbiamo raccolto diverse domande di gente, di cittadini che chiedevano “toglietemi i diritti edificatori da quest’area, perché a me non interessa costruire e fra l’altro non voglio neanche pagare l’IMU”.
Anche da questo punto di vista, ogni intervento urbanistico deve sempre fare i conti con le regole e con gli obblighi della contabilità e della finanza pubblica. Voi sapete che i tanti servizi che eroga un Comune e, grazie a Dio, Corciano è uno dei Comuni che eroga più servizi di tutti… Lo testimoniano tutti i dati che abbiamo, ce lo ripetiamo spesso. Siamo l’unico Comune che cresce, siamo il Comune più giovane dell’Umbria, ma questo perché ovviamente vengono erogati dei servizi e questi servizi in buona parte vengono anche e soprattutto finanziati dalla cosiddetta IMU, dall’imposta municipale unica, dalle imposte sugli immobili e su altro.
Ora, fatto questo bando nel 2024, l’anno scorso ne abbiamo aperto un altro. Abbiamo detto, siccome c’è questa possibilità e siccome abbiamo raccolto tante richieste di retrocessione dei diritti edificatori, possiamo cercare di dare risposta e attuazione a quel diritto all’abitazione familiare, di cui già il Comune ha parlato e che è stato definito nel 2017. Quindi abbiamo rifatto un avviso pubblico, invitando i cittadini, chi voleva, a presentare domande per la cosiddetta “variantina”. Anche in questo caso l’abbiamo fatto tenendo presente i capisaldi fondamentali, che erano, a), particelle che ricadono nella parte operativa del PRG e 130 metri quadri massimo, aumentabili fino a 260 unicamente con un aggravio notevole di costo dal centotrentunesimo metro quadro in più.
Questa procedura oggi viene definita con questo provvedimento, che istituisce di fatto nelle nostre norme tecniche di attuazione, una nuova norma, che si chiama articolo 28-bis, zone residenziale B130, che va a incorporare praticamente tutto quello di cui ora vi ho parlato e tutto quello che già fa parte di questo Comune dal 2017 in poi, cioè questo tipo di procedimento.
Quindi, cosa faremo? Sulla base delle domande che sono arrivate e di quelle che eventualmente arriveranno in futuro, quando il Comune o l’ufficio riterrà che ci sono le condizioni per riaprire di nuovo la possibilità per i cittadini di chiedere la “variantina”, noi prevediamo la possibilità di trasformare piccole particelle per edificare la casa, una casa di 130 metri quadri all’interno della parte operativa del PRG, chiarendo due aspetti.
Il primo, parliamo di casa unifamiliare, cioè non sarà possibile costruire tipo bifamiliari. È già impossibile perché la metratura di 130 metri quadri fino a un massimo di 260, rispetto all’indice di costruzione, è già impossibile, ma le cosiddette particelle, le piccole particelle che diventeranno edificabili lo saranno unicamente nella misura di 130 metri quadri e unicamente per una casa unifamiliare.
La stessa norma prevede che, quando invece la richiesta riguarda l’ampliamento di una casa esistente, quella casa da unifamiliari, diventa bifamiliare, nel senso che anche lì c’è la possibilità di ampliare una casa esistente, sempre fino a 130 metri quadri estendibili fino a 260, ma nella limitazione dei termini di cui ora ho parlato. Si tratta di una procedura che esiste dal 2017, che è stata completata dagli uffici in maniera estremamente trasparente, con bandi pubblici sia per quanto riguarda la retrocessione sia per quanto riguarda l’edificazione.
Come dicevamo, e concludo, nello scorso Consiglio comunale, dal punto di vista del dare e avere, cioè dei metri cubi che togliamo, la metratura che andiamo a togliere di particelle che da edificabili diventano agricole e di quelle che da agricole diventano edificabili, nei limiti di cui ho parlato per la casa familiare, abbiamo sostanzialmente un recupero di circa 4.000 metri cubi. Quindi significa meno cemento rispetto a quello che astrattamente ci sarebbe se non ci fosse questo tipo di interventi.
È ovvio che queste “variantine” riguardano tutte e due le possibilità, cioè nelle pratiche che l’ufficio ha ritenuto avere i requisiti minimi che ho descritto, particella nella parte operativa del PRG, casa unifamiliare e quant’altro, parliamo di circa, se vedo bene, di 24, 24 che comprendono sia le retrocessioni delle particelle che diventano inedificabili sia quelle che diventano edificabili nei limiti di cui ho parlato. Grazie.
Speaker : BACELLI – Presidente del Consiglio
Grazie, assessore. Prego, consigliere Camicia.
Speaker : CAMICIA
Buonasera a tutti. grazie, assessore per tutta la descrizione. Volevamo precisare alcune cose. Innanzitutto diciamo l’espressione che abbiamo avuto nello scorso Consiglio è che abbiamo dei dubbi su alcuni aspetti di quanto da lei espresso su quello che sarà poi il seguito dell’applicazione di tale norma, quindi quello che succederà a quella graduatoria che abbiamo visto tra i documenti.
Oggi ci troviamo chiamati a esprimere una valutazione su delle varianti urbanistiche che, di primo acchito, sostanzialmente sono molto tecniche, sembrano neutrali e molto equilibrate. Forse, analizzandole un pochino più nello specifico, non è proprio così, perché abbiamo dei numeri, delle tabelle e un linguaggio che è molto rassicurante. C’è una relazione specifica molto accurata, molto dettagliata e c’è anche comunque una scelta politica chiara, che è quella di continuare un pochino a consumare il suolo e orientare lo sviluppo del territorio senza una visione che sia strategica e complessiva.
Noi abbiamo una relazione molto chiara. C’è un aumento dei metri quadri di superficie urbanizzabili, che vanno intorno ai 6.900 metri quadri e ovviamente c’è una superficie di volume che diminuisce di quasi 4.184 metri. Questo sostanzialmente è un equilibrio, però forse non è un equilibrio ma uno spostamento di quello che è un paradigma. Quindi riduciamo il volume, ma poi aumentiamo la superficie urbanizzabile ampliando un po’ quella che è la superficie di pressione sul territorio, frammentando il sole e moltiplicando quelle che sono le trasformazioni. Quindi è un’urbanistica un po’ contorta da questo punto di vista.
Sicuramente sono delle varianti puntuali, coerenti e compatibili, ma è proprio questo il problema. Noi abbiamo 24 interventi sparsi, perché alla fine si riferisce al 24, quelli che sono poi la sintesi delle richieste che sono state sostanzialmente approvate, concentrate prettamente tra San Mariano e Mantignana. Quindi non c’è un disegno complessivo di quello che poi possa essere un futuro di quello che è il nostro Piano regolatore, magari compatibile con quella che è la struttura del nostro territorio.
Non lo so. C’è una strategia di consumo di suolo, di mobilità, di servizi, di sostenibilità ambientale? Questo è quello che noi chiedevamo nello scorso Consiglio, magari con un coinvolgimento e una discussione un po’ più accurata su questo. Quindi non è che noi siamo contrari a quello che poi è il concetto e la concettualità. L’abbiamo visto con la collega Ciurnella, che comunque negli anni è sempre stata aperta. La visione nostra, ma comunque della nostra minoranza era quella di condividere, di magari dare e apportare delle modifiche e magari delle proposte. È quello che ha detto anche il consigliere Padovano nel suo intervento lo scorso Consiglio.
Quindi sostanzialmente qui vedo io una somma di richieste che si sono trasformate in atti. Non lo so se questo è un governare il territorio o inseguirlo. Abbiamo istituito questa nuova zona che viene definita B130, una zona nuova residenziale, ovviamente abbiamo detto a carattere unifamiliare. La norma tutto sommato, questa approvazione non è concettualmente sbagliata. Gli ampliamenti fino a 130 metri quadri addirittura estendibili fino a 260 metri quadri con un contributo economico. Ora, quello su cui mi sorge il dubbio è noi stiamo aprendo alla monetizzazione dell’espansione edilizia? Forse chi può pagare costruisce di più? È questo il modello che vogliamo esportare ai nostri cittadini? Purtroppo abbiamo detto nelle varie Commissioni che la tutela è proprio questa, non ci sarà un surplus, un esubero di richieste oltre i 130 metri quadri perché ovviamente verranno applicate tariffe più alte.
Però si rischia di incorrere in questo, che magari chi vuole procedere in questo, chi vuole utilizzare questa graduatoria, vuole provare a partecipare, magari si ferma davanti al fatto che ha dei costi che forse possono essere un po’ troppo alti. Quindi, il modello dove l’interesse pubblico è subordinato alla capacità economica del singolo è quello che noi vogliamo rappresentare? Non lo so, io personalmente forse su questo ho dei dubbi.
Quindi non siamo contrari per principio. Noi siamo contrari perché forse non c’è una visione complessiva, non c’è un vero equilibrio territoriale e manca una strategia sul lungo periodo. A me è venuta una domanda, alla quale magari qualcuno può rispondere. Abbiamo fatto nel 2024 questa manifestazione d’interesse che è stata recepita. Ne sono state programmate ulteriori? Abbiamo delle cadenze triennali, quinquennali per questo o è una tantum?
Abbiamo detto 2017-2022 il regolamento è stato adottato, poi si è fermato ovviamente causa Covid. Ha detto lei, assessore, che ci sono stati dei casi in cui qualcuno ha avuto degli ampliamenti o delle riduzioni, perché, giustamente, chi ha dei terreni, non vuole pagare l’IMU e magari non li utilizza, toglie la parte edificabile e li trasforma in agricoli. Benissimo, il cittadino è libero. Anzi si crea più cubatura per il Piano regolatore.
Quello che io dico, però, è che lo stiamo facendo con una cognizione di causa per un futuro di quella che sarà Corciano, di quelle che saranno le frazioni di San Mariano e Mantignana, che come sappiamo sono ormai in esubero e non hanno più, rispecchiando quello che è il Piano regolatore degli anni Novanta, Duemila, le caratteristiche per affrontare tutto questo? Tante macchine, tanti cittadini, tante famiglie. I ragazzini adesso hanno le autovetture, hanno gli scooter. Quindi comunque i parcheggi sono a sufficienza. Parchi ce ne sono per tutti questi nuovi residenti?
Detto questo, la cosa su cui abbiamo più perplessità… E chiedo a tutti di condividere questo pensiero o comunque di affrontarlo insieme magari, ormai tanto siamo a ridosso del voto e abbiamo espresso un po’ la nostra opinione. Il cittadino che effettua questo ampliamento può poi in un secondo momento, il mese dopo o l’anno dopo che ha ottenuto l’autorizzazione e ha edificato, vendere o affittare l’immobile, perché non ci sono limiti che io abbia letto all’interno di queste che sono le delibere.
Ora, in questo caso, sostanzialmente non lo so. Ho dei dubbi su questo, perché la speculazione ci potrà essere, ci può essere. Quindi non c’è una tutela di quello che noi abbiamo costruito. Io sono d’accordissimo che i cittadini possano riavvicinare i familiari anziani, i figli, i parenti. Hanno posto, c’è disponibilità di cubatura, ampliamo, ma poi la malafede ipotetica come noi la stiamo tutelando? Il Comune si è messo a disposizione, ha dato cubatura a chi non l’aveva. Se questo qualcuno poi vende, affitta e ci trova un guadagno già dal guadagno che ha tratto dall’avere un’area da agricola sostanzialmente a edificabile o comunque area che non era edificabile.
Questa era una delle grandi perplessità alle quali non ho avuto risposta né dai tecnici né dalla Giunta. Quindi non me ne voglia, ma questo era un po’ quello che è emerso. Mi è stato detto tra le righe ma chi vuole comprare o affittare una casa vicino a un altro soggetto? In realtà, però, ci sono villette bifamiliari, ci sono villette a schiera, situazioni in cui più persone coabitano su nuclei familiari attaccati, adiacenti.
Quindi questo era il nostro dubbio importante oltre quello che ho già citato. Per questo volevo dichiarare il nostro voto contrario, come anche già prosecuzione di quello che era lo scorso Consiglio. Grazie.
Speaker : BACELLI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere. Prego, consigliere Mangano. Assessore Mangano.
Speaker : MANGANO – Assessore
Grazie del consigliere. Non ho avuto mai questa fortuna di essere consigliere a Corciano.
Io prendo la parte positiva di questo intervento, che in realtà, pur producendo degli auspici anche in buona parte condivisibili, parte, poggia su un assunto errato, nel senso che le riflessioni su dove va il Comune, su come immaginiamo lo sviluppo, che sono assolutamente legittime, riguardano la parte strutturale del PRG. Cerco di essere ancora più chiaro.
Cosa significa parte strutturale del PRG e parte operativa? Il modo più semplice per parlarne non in maniera tecnica è questo. La parte strutturale del PRG risponde alla domanda perché. Perché chi amministra individua in quell’area l’area industriale? Perché individua in quell’area l’area residenziale? Perché individua l’area artigianale? E questo fa parte della cosiddetta, a cui lei faceva riferimento, visione urbanistica. Perché la parte industriale? Perché è più periferica, di solito funziona così. La parte industriale perché è vicina a un’arteria. La domanda al perché c’è una zonizzazione strutturale del piano regolatore è questa.
La parte operativa del PRG risponde a un’altra domanda, che è come, dove e quando. Quella previsione di massima del PRG viene applicata nella parte operativa, perché la parte operativa è quella parte del Piano regolatore che applica, che traduce la visione strutturale che caratterizza tutto il Piano. Quindi, cosa succede? Che effettivamente queste particelle che potrebbero sembrare… Come diceva, adesso abbiamo 24 particelle, di cui la metà in realtà diventa agricola e la metà può essere costruita, ma ricadono tutte nel rispondere alla domanda come, dove. In realtà questa norma non individua… L’ufficio dal punto di vista linguistico ha messo zona, ma in realtà è un articolo, se noi leggiamo bene, l’articolo 28-bis, che dice in questi casi, quando c’è la parte operativa, si può realizzare questo tipo di intervento, ma tutte le particelle, siccome ricadono nella parte operativa, sono già in area residenziale.
Mi spiego, non c’è la possibilità che una di queste particelle residenziali nasca all’interno di un’area industriale o di un’area… Nella parte operativa, rispondendo alla domanda, applica quella parte strutturale e quindi in realtà queste case sorgeranno vicino ad altre case, perché parliamo di terreni che sono contigui a una casa familiare esistente oppure di una cassa esistente che viene amplifica ampliata e diventa a due.
Quindi questa sorta di dispersione a cui faceva riferimento non c’è e non ci potrebbe essere per principio, ma in ogni caso per principio non ci potrebbe essere neanche la censura su una presunta limitazione di visione urbanistica, perché, ripeto, agiamo sulla parte operativa del PRG. Tant’è vero che su questo aspetto non interviene la Regione Umbria. La procedura… Tutti i procedimenti urbanistici sono definiti procedimenti complessi perché coinvolgono l’intervento di più enti. In questo caso, per esempio, non essendo una variante strutturale, non interviene la Regione Umbria, che svolge quella funzione. La Regione Umbria svolge proprio l’intervento sulle varianti strutturali e proprio per verificare che effettivamente l’atto, il provvedimento di variante del Comune risponda a quella visione generale all’interesse pubblico. Questa è la parte che viene rimessa al Comune per poter agire.
Aggiungo, per quanto riguarda anche due aspetti. Il primo, le “variantine” sono 24, di cui la metà sono retrocessioni, ma le domande ricevute dall’ufficio sono una, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto… Sono 73. Tutte le domande ricevute dall’ufficio recano un numero di protocollo, una data e sono state istruite in questo modo, con numero di protocollo, con data. Quelle che vedete qui sono quelle gialle, sono quelle che avevano i requisiti. Tutte le altre sono state istruite dall’ufficio, non avevano i requisiti e sono state tutte istruite in questo modo, con un numero di protocollo, una data e un riferimento, un numero progressivo dato dall’ufficio.
Siccome questa è la procedura che ha seguito il Comune e che segue sempre, non è possibile il rilievo che io so che fate in assoluta buona fede. Purtroppo né il Comune di Corciano e nessun altro Comune potrebbe limitare il diritto costituzionale alla proprietà privata. Se qualcuno mettesse in una delibera puoi fare la casa per te di 130 metri quadri, ma poi non la puoi vendere a nessuno, se ci fanno ricorso al TAR ce la seccano proprio in un mezzo secondo, perché sarebbe un attentato alla libera iniziativa sia di carattere privato e soprattutto alla libertà assoluta della proprietà.
Da questo punto di vista quasi mi meraviglia che dai banchi di centrodestra si facciano questi ragionamenti, perché di solito qualcuno potrebbe dire che è sempre un po’ più la sinistra che cerca di limitare o di rendere più pubblica la visione di una gestione, quando invece è il sacrosanto diritto a gestire la propria libertà. Pensate che attentato costituzionale sarebbe se io che ho comprato casa pagandola dal costruttore e posso venderla e lui che l’ha realizzata con una “variantina” non può venderla. Andremmo a commettere una violazione costituzionale.
Per quanto io capisca, ho capito il senso dell’interrogazione, ma per speculativo, anche qui chiudo davvero, per speculativo, anche in senso urbanistico e edilizio, si intende il cosiddetto intervento su lottizzazione. Per speculativo, proprio in senso sia giuridico che amministrativo e procedimentale, si intende l’intervento del costruttore o di un gruppo di privati su un’area vasta di lottizzazione, che comporta case che poi vengono già destinate alla vendita al pubblico. Questa è l’idea della speculazione.
Invece la costruzione… Immaginate semplicemente se qualcuno di voi o qualcuno di noi ha un terreno costruibile. Pensate a chi ha un terreno dove può costruire la casa di sua proprietà. Presenta un progetto, costruisce la casa di sua proprietà. Quell’intervento è uno degli interventi come questi. Non rientra per definizione e per sua natura nella categoria speculazione.
Speaker : BACELLI – Presidente del Consiglio
Grazie. Prego, consigliere Camicia.
Speaker : CAMICIA
Per concludere, la ringrazio per la macro e micro struttura del Piano regolatore e per questo chiarimento. Il mio termine speculazione non rientrava in quello magari tecnico-giuridico urbanistico, ma per la speculazione in termine economico. Io usufruisco di un incentivo che mi offre il Comune in questo caso, che quindi mi dà la possibilità di costruire con degli oneri, per carità, che però comunque non avrei mai avuto se non grazie a questo tipo di regolamento che viene approvato, e io non ho sostanzialmente poi nessun limite nel poter fare quello che dice lei. Ora, nessuno vuole violare la libertà privata dei cittadini, però è successo in tutta Italia. Parliamo, per esempio, non è associabile, ma comunque è un esempio che ha del pregresso e della giurisprudenza, del Bonus 110. Fiscalmente è stato dato comunque un aiuto ai cittadini. Quindi sono stati dati dei fondi, sono stati richiesti dei minimi interventi da parte del cittadino, che comunque ne ha usufruito, al di là che possa essere stata una scelta giusta o sbagliata, sia politica che amministrativa che economica. In quel caso il cittadino, per un vincolo di cinque, dieci, quelli che siano gli anni, se vende ha ovviamente un surplus che deve dare per il beneficio che ha ottenuto.
Quindi, il mio riferimento era semplicemente nel fare una similitudine tra l’incentivo e l’agevolazione che potrebbe avere il cittadino e poi quello che praticamente sarebbe il futuro. Ripeto, io costruisco questo bellissimo immobile e me lo vendo. Non è una violazione del diritto alla proprietà. Sai che se usufruisci di questo beneficio avrai un surplus nei primi tre anni, un anno, due anni, un giorno. Questo è semplicemente per dare ai cittadini l’esempio che il Comune sta premiando colui che fa il bene della propria famiglia.
Quindi, ripeto, il mio parere, cioè quello che ho voluto esternare, è proprio questo. Incentivare, sì, l’edilizia privata, lavorare nella microarea del PRG su quelle che sono le particelle, il Piano e tutto va benissimo, ma creare un qualcosa che non possa essere a favore del cittadino più furbo, tra virgolette, che voglia poi sostanzialmente guadagnare da quello che per il Comune è stato semplicemente un incentivo all’urbanizzazione. Se poi io vendo e guadagno su un qualcosa dove ho avuto un incentivo, per me è una speculazione questa. Questo intendevo io. Quindi non sto intendendo la speculazione da un punto di vista urbanistico, ma semplicemente far riflettere anche i colleghi sul fatto che potevamo essere leggermente più precisi nel dare delle regole che chiunque usufruisce di questo tipo di beneficio poi deve rispettare negli anni a seguire. Se vuole vendere, può vendere. Nessuno limita la libertà di vendita, ma magari sa che deve pagare un 20 o 30 per cento, sto ipotizzando delle cifre, che incentivano a mantenere quell’immobile e a tutelarlo, perché il Comune ti è venuto incontro e tu devi semplicemente rispettare il Comune che viene incontro al cittadino. Questa era la mia. Grazie.
Speaker : BACELLI – Presidente del Consiglio
Prego, assessore.
Speaker : MANGANO – Assessore
A suffragio di tutti, infatti, ripeto, ho capito qual era la… Però purtroppo non è legislativamente possibile. Bisogna aggiungere, perché mi ero dimenticato, una cosa. In realtà, siccome ovviamente poi le scelte hanno sempre una ricaduta, dal momento in cui questa delibera diventa esecutiva, cioè dopo che viene pubblicata sul BUR, i proprietari della particella dove possono realizzare i 130 metri quadri dal primo minuto cominciano a pagare l’IMU a prescindere se costruiranno o meno, perché da quel momento si realizza quel principio di tutela della contabilità e della finanza pubblica. Se il Comune perde l’IMU rispetto a quelle persone che hanno ottenuto la retrocessione dei diritti, l’interesse pubblico fa sì che in realtà lo recupera e lo guadagna da quelli che…
Quindi ci potrà essere il caso, come effettivamente ancora esiste. Io sono a conoscenza di due o tre particelle che sono state oggetto di “variantina” dove non è stato assolutamente costruito nulla, perché poi una casa bisogna costruirla, una famiglia deve avere i soldi per farla, per realizzarla. In realtà, però, da quel momento il Comune, l’ufficio, la comunità comincia a incassare l’IMU.
Speaker : BACELLI – Presidente del Consiglio
Grazie, assessore. Ci sono altri interventi? Prego, consigliere Siciliano. Vedo anche la prenotazione di Camicia, non so.
Okay, a posto.
Speaker : SICILIANO
Grazie. Volevo un attimo, visto che stiamo un pochino approfondendo. Io non sono nella Commissione urbanistica, quindi non ho avuto modo di poter approfondire alcuni aspetti. L’altra volta avevamo chiesto un rinvio proprio perché, visto che si tratta di cose importanti, volevamo avere cognizione di causa. Sennò, essendo anche questioni tecnico-giuridiche particolarmente complesse, non è facile entrare e capire quella che è la volontà di chi propone una possibilità di questo tipo.
Intanto voglio un attimo fare una distinzione. Ci sono definizioni giuridiche e definizioni di fatto, perché se l’area edificabile che mi rimane libera giuridicamente rappresenta un consumo del suolo per i motivi che l’assessore ha egregiamente spiegato, allo stesso tempo è anche vero che, dal punto di vista di fatto, finché non viene costruito in quell’area e finché, magari non costruiranno mai, rimane in quel modo, per il cittadino, e qui rientra la definizione di fatto, rappresenta un suolo che non è consumato, ma questa è una questione di terminologia.
Al di là di questo, il fatto… Dal punto di vista del rispetto dei vincoli di contabilità, sono delle aree edificabili che retrocedono, che prima di retrocedere stavano pagando l’IMU. Poi nel momento in cui non sono più edificabili non pagheranno più l’IMU. Dall’altro lato, e mi pare che il saldo sia stato a favore… Più o meno uguale, ma dall’altro lato chi acquista il diritto a costruire, nel momento in cui costruisce, probabilmente lo farà a nome di chi? Del familiare del beneficiario o del beneficiario? Perché qui cambia il discorso. Se mi diventa è prima casa, l’IMU non ce la paga. La potrà pagare per il periodo della costruzione al massimo, finché l’area è edificabile. Questo è stato verificato? Parliamo, per carità, di 24 pratiche, non è che manderà in default il Comune, ma è un venir meno per le entrate comunali.
Poi un’altra cosa a proposito di quella questione sulla speculazione che chiedevamo. Al di là della possibilità di farla o meno, volevo capire. La risposta è no: chi beneficia di questa possibilità, di questo vantaggio potrebbe decidere, dopo un anno, dopo sei mesi, dopo cinque anni, di vendere o di affittare. Quindi lo può fare?
Ok, basta. Per quanto mi riguarda…
Sì, però stiamo dando un vantaggio. Lo so che non lo possiamo impedire, ma allo stesso tempo stiamo dando un vantaggio che non è un vantaggio per tutti. Grazie.
Speaker : BACELLI – Presidente del Consiglio
Grazie. Ci sono altri interventi? Nessuno.
Prego.
Speaker : PIEROTTI – Sindaco
Ho sentito solo le ultime tre parole, però io penso che con questa manovra diamo vantaggio a chi vuole realizzare una casa singola per un familiare, perché queste “variantine”, quando le abbiamo pensate con la passata Amministrazione e le abbiamo risposate appieno, le chiamavamo varianti ad uso familiare. Dopodiché il Comune ha il potere di fare quello che ha fatto lo Stato sul 110? No, punto.
Dunque diamo vantaggio… Invento, sono 10 o 12 famiglie? Se in mezzo uno di queste dodici, come dice lei, prende la cubatura e domani la vende al signor Giuseppe o al signor Pinco Pallo, ha fatto il furbo, ma io, come credo la maggioranza che governa, in buona fede…
Vende la casa o il terreno, quello che dicevano loro. Con questa manovra, che è la seconda volta in cinque anni, sei anni che viene proposta, stiamo dando una mano a fare una piccola variante per uso familiare. Questo è il buonsenso di questa manovra.
Speaker : BACELLI – Presidente del Consiglio
Grazie. Ci sono altri interventi? Nessun intervento.
Metto quindi in votazione il punto n. 6 all’ordine del giorno: “Adozione, ai sensi dell’articolo 31 e 32, comma 5 della legge regionale n. 1/2015, di varianti cartografiche e normative al PRG. Parte operativa”.
Chi è a favore? 11. Chi si astiene? Chi è contrario? 3 contrari.
I punti all’ordine del giorno sono finiti. Quindi il Consiglio comunale è concluso.
