Regione del Veneto

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Speaker : PRESIDENTE
Colleghi, come detto, avevamo la convocazione alle 10.30, ma la Commissione sta ancora lavorando, quindi sospendiamo fino alle 11. Grazie.
Buongiorno a tutti. Intanto scusate un minimo in ritardo, ma è stato dettato da un lato dal lavoro della Commissione, e ringrazio il Presidente Stefani, che è qui; dall’altro voglio ricordare che nel frattempo con il consigliere Trevisi e il Segretario abbiamo incontrato la signora Teresa, la signora di Verona, che ha avuto gli unici suoi due figli, a 26 e a 36 anni, tutti e due poliziotti, morti in servizio, sparati.
La signora è rimasta sola, quindi perdonate il ritardo, ma era giusto e corretto rendere omaggio a quello che è accaduto: 26 anni e 36 anni i figli, è rimasta sola, una brutta storia.
Per organizzarci, darei un attimo la parola al presidente Tomaello, che ci dà un aggiornamento sugli emendamenti, così ce li abbiamo di prima mano.
Prego.
Speaker : Andrea TOMAELLO (Stefani Presidente)
Grazie, Presidente. Giusto per aggiornare anche tutti i Consiglieri.
Avevamo convocato questa mattina la Prima Commissione per esaminare i 121 emendamenti al collegato.
Siccome sono stati presentati altri emendamenti di varie formazioni politiche, gli uffici stanno terminando di esaminarli, sono stati scritti proprio nelle ultime ore. Gli uffici stanno terminando di esaminarli, quindi abbiamo concordato che la Prima Commissione sia convocata tra circa un quarto d’ora, cioè alle 11.45. Facciamo l’esame degli emendamenti e poi riprendiamo il Consiglio con tutti gli emendamenti. Questo è il calendario della giornata che ci siamo dati.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Presidente.
Il Presidente Stefani chiede di intervenire. Prego.
Speaker : Alberto STEFANI (Presidente della Giunta – Lega – Liga Veneta)
Grazie, Presidente, colleghi.
Siamo in dirittura d’arrivo per la votazione del bilancio, ci tenevo innanzitutto a ringraziare tutti i Consiglieri per la collaborazione, per l’impegno, per le iniziative che sono state proposte in sede di Commissione e poi in Aula. Ho visto alcuni emendamenti, tra l’altro molto interessanti, che aiuteranno a migliorare il bilancio di previsione.
Io interverrò velocemente per ricordare alcune cifre che investiremo grazie a questo documento previsionale, che parte da un investimento sulla sanità territoriale, destiniamo oltre 12 milioni per le medicine di gruppo integrate e per la medicina territoriale, 4.500.000 per il raddoppio dell’entità delle borse di specializzazione di specialità per i giovani medici di medicina generale, un forte intervento anche in materia di sociale per quanto riguarda i carichi assistenziali, caregiver e soggetti anziani in RSA. So che ci sono anche alcuni emendamenti sul punto che poi questa Aula potrebbe prendere in considerazione. 18.000.000 di euro che investiamo sul diritto allo studio, all’inclusione scolastica anche per il pagamento delle borse di studio per gli idonei non beneficiari, un’attenzione importante che destiniamo anche alle politiche di area vasta e alle politiche locali, continuando un percorso peraltro già fatto negli anni della Regione del Veneto, incentivando anche le politiche di area vasta, il Consorzio di funzioni tra Comuni e le fusioni dei Comuni; oltre 9.000.000 che investiamo sulla lotta al dissesto idrogeologico, che si sommano ai 28.000.000 dei fondi comunitari già investiti, nella stessa situazione avevamo investito anche 50.000.000 per il Piano casa che sarà oggetto di futuri interventi anche dal punto di vista legislativo. 12.000.000 che destiniamo per la progettazione di infrastrutture; tema tra l’altro molto importante che riguarda e riguarderà diverse Province del nostro territorio. Oltre a questo non dobbiamo dimenticare che il bilancio va integrato con lo sviluppo dei fondi comunitari.
Ci sono alcune materie che sono precipuamente legate all’investimento di fondi comunitari. Penso alla materia del settore primario, al settore legato al lavoro, alla formazione, allo sviluppo economico. nel biennio 2025 - 2026 per quanto riguarda lo sviluppo economico, abbiamo destinato 10.000.000 di euro ai Distretti, 17 per le start-up innovative, 6 .000.000 per l’occupazione femminile e 31 per l’efficientamento energetico, oltre a grandi investimenti in materia di formazione, 109 per le scuole di formazione professionale, 26 per gli ITS Academy, che sono una realtà che sta crescendo molto bene qui nel nostro territorio. Oltre 700.000.000 di fondi comunitari che sono stati spesi poi anche per quanto riguarda il settore… che saranno spesi, ovviamente, parliamo del biennio dei prossimi anni e anche del settennato su cui si investirà molto sul settore primario, settore agricolo: 172 delle quali destinate all’ammodernamento delle strutture agricole, 12,8 milioni che sono stati destinati per il primo insediamento di 321 agricoltori, giovani agricoltori.
Le associazioni di categoria su questo ci hanno richiesto anche di continuare a finanziare il bando primo insediamento, cosa sicuramente importante per dimostrare che questo è un settore che guarda avanti, guarda ai giovani: 255 per pratiche sostenibili, 28 per politiche forestali, ovviamente sto enunciando le questioni principali. Su questo, oltre al tema del lavoro, della formazione professionale e ovviamente dei territori, l’importanza della montagna, con la clausola di salvaguardia per i 30 milioni per la sanità di montagna, fondamentale anche per garantire i servizi in aree particolari.
Su questo e sulle aree periferiche del nostro territorio è importante, secondo me, cominciare a sviluppare anche iniziative legislative che tengano conto di questi territori, delle particolari condizioni geografiche e delle particolari situazioni di necessità di alcuni territori. Ovviamente, riguarda più province, non riguarda una sola provincia. È necessario, secondo me, fare un ragionamento anche dal punto di vista legislativo.
Ho visto qualche proposta di legge in materia che, dal mio punto di vista, è molto interessante: 5 milioni destinati alla digitalizzazione e all’innovazione e ovviamente anche la necessità di riuscire a mettere sul tavolo nei prossimi mesi, nei prossimi anni, anche investimenti importanti per quanto riguarda i giovani.
Su questo sono stati presentati degli emendamenti, e anch’io ne ho presentato uno insieme ad alcuni Consiglieri, che poi magari illustreremo. Penso sia uno di quei temi su cui sia necessario fare una forte sinergia interistituzionale. Non c’è solo la Regione, ci sono anche le Università, ci sono anche le Fondazioni, c’è anche il mondo imprenditoriale, c’è anche il mondo delle associazioni di categoria che devono fare squadra per affrontare un tema importante e fondamentale per il nostro territorio.
Quindi, mettere insieme le energie, mettere insieme anche le risorse sarà fondamentale per vincere questa sfida e trovare le giuste strategie. Quindi, su questo tema c’è stata una condivisione bipartisan, come già annunciato da alcuni giornali, visto che l’emendamento l’ho firmato insieme al collega Giovanni Manildo, ma credo sia fondamentale che quest’Aula sappia trovare queste soluzioni. Credo che su questi temi creare squadra non significhi allontanare l’elettorato, ma significhi, piuttosto, avvicinare gli elettori agli eletti, significa anche migliorare la fiducia che i cittadini hanno nei confronti della politica, perché se su questi temi si riesce a fare squadra, sono convinto che i veneti, da persone concrete, daranno fiducia, al di là poi delle questioni di partito, ma in generale alla classe politica e così come per quanto riguarda le aree di montagna e così come per quanto riguarda i giovani. Ci sono tanti altri temi che riguardano strategicamente questo territorio e l’ipotesi di avere una struttura all’interno del Consiglio regionale di dialogo, di confronto costituente - è stata proposta da alcuni Consiglieri di questa Aula - può essere sicuramente utile se sarà usata non ovviamente per attaccare proposte o riforme, ma per proporre soluzioni.
È chiaro che poi non sempre si troverà la quadra e magari non sarà sempre facile trovarla, ma ci sono dei temi strategici su cui questo Consiglio regionale deve assentire la responsabilità di trovare delle soluzioni. Li ho citati anche durante il mio ultimo intervento: la riforma delle IPAB; la riforma e la capacità di questo Consiglio regionale di guardare anche alle nuove generazioni; il tema delle aree di montagna e delle aree periferiche; la necessità per questo territorio anche e soprattutto di guardare al futuro della sanità territoriale. Su questo e tanti altri temi penso che trovare delle formule di condivisione sia non solo significativo, ma sia fondamentale per il futuro del nostro territorio.
Oltre a tutto questo credo sia anche utile ringraziare tutti i Consiglieri del lavoro fatto, del lavoro che si farà, anche nelle prossime ore per il completamento di questa fase di bilancio, che ci permette di approvare un bilancio in tempi rapidi e soprattutto di farlo con anticipo rispetto alle previsioni. Su questo ci sono alcune proposte che ci permetteranno anche di migliorare e che ci permettono anche di affrontare delle sfide contingenti.
Penso al tema del caro carburanti per le associazioni di volontariato, tanto proposto nei giorni scorsi.
Il tema del co-housing intergenerazionale; la necessità, ovviamente, di affrontare anche alcune sfide di ammodernamento delle residenze sociali per anziani, nelle quali - prima dimenticavo - abbiamo destinato anche 3.000.000 di euro per l’edilizia residenziale, per l’utilizzo di strumenti tecnologici avanzati all’interno delle strutture residenziali per anziani. Quindi ho trovato un bilancio ben strutturato, di questo ringrazio l’assessore Calzavara. Ringrazio l’assessore Giacinti per il lavoro enorme che è stato fatto in questi giorni. Adesso che sta per finire il bilancio bisogna già mettersi al lavoro per il prossimo. Buon lavoro, quindi grazie a tutti i Consiglieri e soprattutto sono convinto che le prossime ore saranno ore importanti per riuscire a migliorare e ad approvare emendamenti migliorativi al bilancio di previsione.
Grazie a tutti e buona giornata.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Presidente.
Do apertura del Consiglio con il punto n. 5, che riguarda il disegno di legge relativo al collegato alla legge di stabilità regionale 2026 (progetto di legge n. 43).
La relazione della Prima Commissione consiliare la diamo ovviamente per assodata. Ricordo che il relatore è il presidente Tomasello e il correlatore è il consigliere Galeano.
Ricordo sempre la durata dei tempi, che sono trenta ore per la discussione.
Come è stato concordato e confermato nella Conferenza dei Presidenti che si è tenuta ieri sera, la relazione e la discussione generale si intendono già effettuate.
Sulla base degli emendamenti già presentati e di quelli che ora vi annuncio, ve li annuncio subito, sono stati presentati, se non sbaglio, dal correlatore, il consigliere Galeano, gli emendamenti nn. 129, 130, 131, 132, 133, 134, fino al 145. Diamo un’altra mezz’ora per gli eventuali subemendamenti. Gli altri emendamenti sono già agli atti. Quindi, bisogna passare la parola alla Commissione. Prego, Presidente.
Speaker : Andrea TOMAELLO (Stefani Presidente)
Come anticipato in apertura di Consiglio, chiedo la possibilità di sospendere un attimo il Consiglio per convocare la Prima Commissione ed esaminare questi emendamenti appena presentati. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Consigliere Montanariello, mi sembra di aver capito che non abbiamo emendamenti lavorabili, quindi mezz’ora, e facciamo che sia a mezz’ora, quindi vuol dire a mezzogiorno e un quarto qui.
Farei un’altra proposta. Ieri abbiamo detto fino alle 21-22 di questa sera. Eviterei di fare la pausa, la ristorazione e il bar sono aperti, andiamo avanti ad oltranza, in modo tale che quell’ora e mezza che perdiamo con la pausa la recuperiamo, così eventualmente dovessimo chiudere alle 22 chiudiamo alle 21. Questa è l’idea.
Prego, consigliera Ostanel.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Sull’ordine dei lavori. L’ora di chiusura del Consiglio dipende dal dibattito del Consiglio. Quindi, se non vogliamo fare la pausa pranzo per me va bene, però dare un’ora di chiusura in questo momento non è possibile.
Speaker : PRESIDENTE
Consigliera, non è che io mi invento gli orari. Ieri sera abbiamo fatto una Capigruppo e si è fatto un programma dei lavori stabilendo che l’orario era quello… Consigliere Cunegato, ne abbiamo discusso ieri sera. Era alle ore 22, con una pausa intermedia per eventuale cena, e poi ripresa domani mattina.
Per carità, il Consiglio è sempre sovrano, per cui se vuole stare qui può restare qui, però è altrettanto vero che la Conferenza dei Capigruppo ha già deciso. Grazie.
Per la Commissione, quindi, mezz’ora. Alle 12.20 dovete essere qui. Grazie. La Seduta riprende alle ore 12.21
I lavori sono sospesi fino all’una e mezza, per cui, se avete altro da fare… Annuncio che servono ancora ulteriori tempi, quindi riconvochiamo la seduta all’1.30, alle 13.30, all’1 p.m., “alla una de la tarde”. Si invitano i Consiglieri a entrare in Aula.
Grazie. Accomodatevi, prego. Grazie. Tre minuti, prego. Se ci sono Consiglieri, iniziamo.
Prego i Consiglieri di entrare e iniziamo. Sono le 14.00.
Prego. Buongiorno, iniziamo il Consiglio.
Volete chiamare il Presidente della Commissione Tomaello, se c’è, anche se ci ha consegnato i pareri, per favore?
Il Presidente mi ha fatto avere i pareri, io direi di iniziare, tanto arriverà.
Inizierei con la discussione degli emendamenti.
Ce ne sarebbe uno aggiuntivo, il n.54 del consigliere Manildo, che non c’è.
Il parere è contrario.
Grazie, consigliera Ostanel.
Attenzione, per favore, siamo all’emendamento n.54, pag.1. Parere contrario.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Intervengo io, perché questo è l’emendamento più importante che abbiamo come minoranze. Abbiamo presentato la nostra contromanovra, Creiamo futuro, che ovviamente, come abbiamo detto in tanti interventi di questi giorni e penso sia il cuore del discorso che stiamo facendo, o almeno lo spero, la nostra Regione debba, attraverso la possibilità di istituire un’addizionale IRPEF sopra i 50.000 euro...
Speaker : PRESIDENTE
Scusi, finiamo la distribuzione, mi perdoni, invito i consiglieri a entrare, è l’ultima chiamata che faccio. Se qualcuno chiama anche il presidente Tomaello... Allora, ci sono due iscritti. Mi scuso ancora con la consigliera Ostanel. Non so se vuole parlare per prima. Prego.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente. Questo emendamento, che stavo iniziando ad illustrare, è l’emendamento che, come minoranze, abbiamo presentato in una conferenza stampa e ovviamente poi, conseguentemente, in questi emendamenti che provano a spiegare quali sono gli interventi che noi avremmo fatto nel momento in cui ci fosse stata approvata la proposta di una addizionale IRPEF regionale sopra i 50.000 euro l’anno. Ne parlavamo prima anche in Ufficio di Presidenza con l’assessore Bond fuori microfono. L’importanza di poter istituire qui, in questa Regione, un’addizionale IRPEF sopra i 50.000 euro l’anno è l’unica possibilità che abbiamo, e credo che a dicembre ve ne renderete conto anche voi, per riuscire a fare una manovra economica che ci permetta di allocare le risorse dove davvero servirebbe a questa regione.
Mi occupo in questo intervento di spiegare le stesse… Ci eravamo anche un po’ divisi i compiti rispetto a queste proposte, le due che sono quelle a cui abbiamo anche lavorato come Gruppo in maniera più particolare. Le politiche per l’abitare, l’idea che ci fosse prima di tutto un piano straordinario di messa a norma del patrimonio immobiliare ERP sfitto di proprietà degli enti pubblici del Veneto. Ricordo siamo al 20%, perché questa Regione ha scelto in maniera ragionata di non intervenire negli anni scorsi. Non ho mai visto un Piano casa approvato nei cinque anni successivi. Non ho mai visto investimenti straordinari di questa Regione sul patrimonio ERP e quindi evidentemente oggi ci troviamo ad avere il 20% del patrimonio sfitto. Dopo, solo dopo, investimenti in social housing rivolto a giovani e giovani coppie, perché ci sono delle popolazioni che oggi non riescono ad accedere alla casa e lo sappiamo. Solo con degli investimenti specifici riusciremmo a garantire il loro diritto alla casa.
L’altro punto, il rientro dei giovani che oggi stanno all’estero. In particolare, visto che l’emorragia ormai… È come se i buoi fossero scappati. Quindi noi oggi, sì, è vero, possiamo anche intervenire a trattenere le risorse che oggi qui rimangono, ma dobbiamo riuscire a far rientrare quei giovani formati che vorrebbero rientrare. Ne hanno il desiderio ma, se qui non trovano le condizioni per rientrare, non lo faranno mai. Quindi delle borse di rientro.
L’altro punto su cui avevamo lavorato è il tema della cultura. Chi era qui la scorsa legislatura sa bene quanto ne abbiamo parlato in quest’Aula. Ricordo ancora il primo giorno del mio insediamento. Durante l’approvazione del bilancio avevamo approvato un emendamento di un milione di che per un bilancio…
Speaker : PRESIDENTE
Per favore c’è la Consigliera che sta intervenendo.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Che per un bilancio era molto per garantire agli operatori della cultura chiusi dalla pandemia di poter ripartire. Ecco, qui noi proponiamo che ci siano 8.000.000 di euro da investire sulla cultura, tema di cui questa Regione abbiamo parlato tanto nella scorsa legislatura e spero che anche in questa ci sia centralità, perché finché non garantiremo di superare quel tre euro e mezzo pro capite che è veramente scandaloso che oggi la Regione investe sulla cultura noi non riusciremo a permettere a un sistema culturale, come quello veneto, di avere anche qui le gambe per correre.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Consigliere Manildo e poi votiamo se non ci sono altri iscritti.
Speaker : Giovanni MANILDO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente. Continuo nella relazione di questo emendamento che ha iniziato la consigliera Ostanel. Proprio come intergruppo avevamo voluto essere propositivi in ogni luogo del bilancio, DEFR, stabilità, collegato per rimarcare una necessità. Cioè non è che noi vogliamo delle risorse, non sapendo cosa fare, ma partiamo da richieste urlate dal territorio e anche oggi, nell’esame degli emendamenti, molti ho visto che trovavano la condivisione della maggioranza, ma la laconica risposta era: non ci sono risorse.
Ecco, il fatto che non ci siano risorse, non è che non dipenda da qualcosa di ineluttabile, dipende anche dalle scelte che politicamente si fanno e riteniamo che questa sia una scelta forte e necessaria, perché ci riempiamo tutti la bocca di un Veneto che non lascia indietro nessuno, un Veneto che crea sviluppo, che crea futuro, un Veneto che vuole dare risposte alle politiche sull’abitare, al trasporto pubblico locale, che vuole riuscire a rispondere alla crescente richiesta di anziani per entrare nelle RSA, che sono anche, ovviamente, misure a sostegno della famiglia come misure a sostegno della famiglia sono quelle che potrebbero portare a un sostegno del pagamento delle rette degli asili nido, per arrivare poi alla progressiva gratuità.
Tutte cose che altre Regioni che hanno utilizzato la possibilità federalista di lavorare sull’addizionale IRPEF, negli ultimi 10 anni hanno fatto e questo ha creato - continuiamo a dirlo e ripeterlo - hanno creato un ecosistema che è stato attrattivo per giovani, imprese, investimenti in Regioni limitrofe alla nostra.
Riproponiamo questo emendamento perché riteniamo che, appunto, la politica sia rispondere e cercare di rispondere a delle esigenze, non limitarsi soltanto a elencarle come riconoscimento di necessità.
Già il fatto, comunque, che alcune necessità vengano riconosciute è un passo in avanti rispetto a una narrativa che per molto tempo questa necessità non le aveva viste, adesso cerchiamo insieme di avere un’assunzione di responsabilità, per poter far sì che queste richieste non siano soltanto urlate, ma trovino risposta da parte della politica.
Una politica fiscale più giusta che mette le mani nelle tasche dei veneti non in modo occulto, ma in modo chiaro in modo e progressivo, come dice la Costituzione, penso che sia un grande passo in avanti.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere Manildo.
Metto in votazione il n.54. Il parere della Commissione è contrario.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Articolo n.1, Economia montana.
Emendamento n.1, consigliere Szumski, pag.8.
Il parere della Commissione è contrario.
Prego.
Speaker : Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
A questi emendamenti e ad altri abbiamo visto il parere contrario, però ribadiamo la particolare attenzione sia ai territori montani in tutta la loro declinazione, sia alle aree disagiate anche in altre parti del Veneto, quindi ribadiamo la necessità di questa attenzione da parte nostra.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere.
È aperta la votazione con parere contrario.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
L’emendamento è respinto.
Emendamento n.2.
Consigliere Szumski, lo do per letto? Grazie, consigliere.
È aperta la votazione con voto contrario dell’emendamento n.2 a pag.10.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
L’emendamento è respinto.
Emendamento n.66, consigliere Del Bianco.
Lo diamo per letto? Prego.
Speaker : Alessandro DEL BIANCO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Mi stupisce un po’ il parere è negativo, perché c’è un fondo aggiuntivo sulla montagna di 1 milione e quello che chiediamo, ma chiediamo anche con altri emendamenti che sostanzialmente riprendono un po’ questo senso di richiesta, è quello di valutare in Commissione il ragionamento che viene fatto su quella che è o che dovrebbe essere l’agenda della montagna su cui si vanno investire i fondi e non limitarlo semplicemente alla Giunta.
Quindi questa era una richiesta per rendere anche più ampia la possibilità di quantomeno valutare, chiaramente non determinare, ma quantomeno valutare le voci di spesa, sapendo già che il fondo è poco e niente, perché un milione per tutta la montagna veneta capite benissimo che non farà grandissimi interventi, però almeno per darci una logica con cui analizzare i criteri. Altrimenti diventa di fatto una possibilità arbitrarie da parte della Giunta di destinare i fondi in un panorama talmente vasto, come è la cornice montagna, che a quel punto diventa difficile un po’ da interpretare.
Quindi questo era il motivo degli emendamenti e mi dispiace che l’indicazione della Giunta sia di contrarietà.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
È aperta la votazione, parere contrario.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva
Emendamento n. 3, pagina 12, consigliere Szumski. Per letto? Grazie, Consigliere.
È aperta la votazione con parere contrario.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento respinto.
Emendamento n. 5. Grazie, consigliere Szumski.
È aperta la votazione. Ovviamente il parere è contrario. No, scusi l’ovviamente, nel senso che…
Guardate che siamo in votazione, è l’ultima chiamata.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Respinto.
Adesso passiamo alla votazione dell’articolo 1. Non ci sono dichiarazioni. Quindi articolo 1.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Bene, l’emendamento è stato approvato. Scusatemi, per favore. Per favore, consigliere Montanariello, non stare a disturbare. L’emendamento… L’articolo è approvato. Quindi l’articolo 1 è approvato.
Passiamo agli emendamenti successivi.
Emendamento n. 30, consigliera Ostanel, pagina 15.
Stiamo parlando dell’articolo 2, Consigliera. Lo diamo per letto? Prego. Grazie.
È aperta la votazione. Parere contrario.
Emendamento respinto. Chiusa la votazione.
Votazione dell’articolo 2.
È aperta la votazione per l’articolo 2.
Articolo approvato. Chiusa la votazione.
Articolo 3. C’è solo un emendamento. Consigliere Szumski, n. 120, lo diamo per letto?
Grazie, Consigliere.
È aperta la votazione. Parere contrario.
Votazione chiusa. Respinto.
Votiamo l’articolo 3.
Aperta la votazione per la votazione dell’articolo 3.
Chiusa la votazione. Approvato.
Emendamento n. 79, pagina 23. Vicepresidente Micalizzi, lo diamo per letto?
Prego.
Speaker : Andrea MICALIZZI (Partito Democratico)
Allora, lo presento brevemente. È un tema che abbiamo già trattato anche in discussione.
L’emendamento propone di incentivare e sostenere quei Comuni che nei bacini termali vogliono utilizzare il calore ai fini del teleriscaldamento. Diventa un modo attraverso i quali la Regione sosterrebbe tanti Comuni che stanno sperimentando nuove forme di approvvigionamento energetico. È un tema in una zona dove anche questa caratteristica viene usata anche a fini, diciamo, turistici o comunque attrattivi, quindi darebbe sostegno. Una situazione che coinvolge molti territori. L’idea di questo emendamento nasce anche perché tutte le sperimentazioni fatte o i progetti avviati si basano soprattutto su finanziamenti europei. Quindi si rileva come, invece, la Regione non sostenga questo tipo di iniziative e, invece, potrebbe essere una spinta che dalla Regione arriva.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere.
Baldan Flavio, prego.
Speaker : Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle)
Grazie, Presidente.
Mi associo perché nell’ambito - spero - del rinnovamento delle attività produttive di questa Regione il tema delle terme di Padova è centrale.
Speaker : PRESIDENTE
Signori, per favore, se il consigliere si ferma ogni tre secondi perché sente rumore, ci mettiamo un’ora.
Speaker : Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle)
Grazie.
È centrale, perché sono una risorsa importante, basta parlare anche con gli albergatori e con tutti quelli che fanno sistema termale a Padova, non da adesso ma anche per fonte consorzi, con cui abbiamo avuto degli incontri in passato, quindi questo sarà un tema nella riorganizzazione delle attività produttive da mettere al centro dell’attenzione di questa Regione, tanto più che le acque termali di Padova, delle terme padovane hanno delle potenzialità e delle caratteristiche che sono diverse da tutte le altre, quindi questa è sicuramente una spinta da questo punto di vista, ma poi l’argomento deve risultare centrale all’interno del dibattito delle attività produttive in proiezione per questa Regione. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere.
Consigliere Dalla Pozza, prego.
Speaker : Antonio Marco DALLA POZZA (Partito Democratico)
Per apprezzare e votare, ovviamente, a favore dell’emendamento proposto dal collega Micalizzi come primo firmatario.
In un momento di crisi energetica così forte, il tema del teleriscaldamento dovrebbe essere al centro delle politiche energetiche della nostra Regione e anche dal punto di vista ambientale.
Siamo alla ricerca di fonti di energia, ma ne sprechiamo tantissima, abbiamo delle fonti di produzione di calore nascoste sottoterra, quelle geotermiche, non ci sono solo quelle termali, Vicenza, ad esempio, utilizza la geotermia con successo ormai da molti anni e la nostra Regione fortunatamente ne è ricca, esiste anche tutta un’altra forma di teleriscaldamento, ad esempio quella dei cascami delle acciaierie, che oggi noi sprechiamo.
Cito le acciaierie, perché sono tra le aziende più energivore che ci sono sul territorio. Li sprechiamo quando potrebbero, con investimenti tutto sommato limitati nel costo, essere recuperati e convogliati a favore delle reti di teleriscaldamento esistenti e allo sviluppo di nuove reti. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie a lei, consigliere.
È iscritta la consigliera Ostanel, se vuole ancora intervenire. Prego.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente. Intervengo a sostegno, ma anche per dire, non c’è l’assessore Bitonci e quindi… Anche perché la cito, Marcato. Non c’è l’assessore Bitonci. Quindi la domanda sarebbe anche se il nuovo Assessore vuole continuare il lavoro che avevamo iniziato a fare, quando avevamo approvato un ordine del giorno rispetto al BIOCE. Quindi avevamo fatto un lavoro sul bacino termale per studiare proprio quanto di quel gap di…
Appunto, l’abbiamo fatto e quindi adesso vedere se la Giunta nuova intende proseguire e quindi finanziare i Comuni che vogliono effettivamente utilizzare il teleriscaldamento. Sarebbe stato bello vedere un parere positivo, visto che ci si lavora per anni. Poi però pare che l’assessore Bitonci abbia dato parere negativo. Quindi, per rafforzare l’intervento del collega Micalizzi.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Ci sono altri interventi? Vedo di no. Quindi metterei in votazione con il parere contrario.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento respinto.
Passiamo ai trasporti e viabilità, emendamento n. 14. Vedo che alza l’asta. Consigliere Cunegato.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Basta ciacole. Sull’elettrificazione della linea Vicenza-Schio basta ciacole. Il rapporto Pendolaria di Legambiente ha affermato che la linea Vicenza-Schio è una delle dieci peggiori d’Italia, nonostante il nostro territorio sia uno dei più intraprendenti e industrializzati d’Italia. Vi ricordo che noi, già a metà dell’Ottocento avevamo le industrie del grande Alessandro Rossi. Proprio nella seconda metà dell’Ottocento nasce questa linea, ma oggi abbiamo una linea che assomiglia più a quella dell’Ottocento che a quelle moderne di oggi. Abbiamo ancora i convogli a diesel nel 2026.
Ecco, l’altra volta noi abbiamo chiesto che nel DEFR venisse inserita l’opera come prioritaria e avete bocciato l’emendamento. Dopodiché è stato davvero surreale il dibattito quasi filologico nei giornali perché Zecchinato ha detto, beh, non è prioritaria, ma è rilevante. Poi ha detto ma è rilevante da tanti anni nel DEFR, talmente rilevante che non l’avete mai fatta. Ecco perché adesso io non mi accontento più delle dichiarazioni di principio. Io so che avete fatto anche un ordine del giorno. Io voglio che ci mettiate i soldi, perché la vostra parola non è sempre così. Io vi ricordo che nell’ultima Pontida avete detto “autonomia subito”, e la promessa risale al 1989, per cui, per quanto mi piaccia Becket, noi in Alto Vicentino siamo stufi di aspettare Godot.
Per questo vi abbiamo chiesto un impegno di 500.000 euro: basta ciacole, ci vogliono i soldi per cominciare a finanziare l’opera. La chiediamo da 30 anni, non mi basta più la dichiarazione di principio. Vogliamo cominciare a metterci i soldi e ancora una volta avete detto no.
Io sono stato eletto per quello, per pungolarvi, per riportare i temi del territorio, per difendere la sanità pubblica. Con questa responsabilità, poi, è tutto molto chiaro. Era prioritaria, non lo è, sicuramente non è neanche importante, perché finché non vi prendete la responsabilità di mettere i soldi, state prendendo in giro i veneti, i vicentini e chi vive in quella tratta. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Prego, consigliere Dalla Pozza.
Speaker : Antonio Marco DALLA POZZA (Partito Democratico)
Mi rivolgo in particolare all’assessore Zecchinato, ma chiaramente non può essere esentato dall’appello anche l’Assessore che si occupa di mobilità e trasporti.
L’emendamento sulla Vicenza-Schio segue quello al DEFR. Assessore Zecchinato, io invece mi sono accontentato, nell’emendamento che è stato votato al DEFR, di una dichiarazione di princìpi, perché credo che ci sia un rapporto anche fiduciario che va dato alla nuova Amministrazione regionale, sul fatto dell’investimento nelle infrastrutture necessarie per il sistema trasportistico della Regione.
È evidente che il primo passo di questa legislatura è questo bilancio, ma ne devono seguire di ulteriori.
C’è una mozione che è presentata e che andrà, spero – guardo la presidente della commissione, De Berti – calendarizzata quanto prima sulla questione della Vicenza-Schio. Ma vale anche per altre linee di trasporto regionale, non sulle tratte principali, non sulla Bologna-Padova, non sulla Milano-Venezia, che hanno necessità di investimenti.
È tempo effettivamente di passare dalle declaratorie ai fatti, servono risorse. Ricordo che anche solo per la soppressione dei passaggi a livello che oggi interferiscono con le linee ferroviarie, serve rimettere in moto il protocollo d’intesa con RFI, perché entrambi gli Enti, Regione e RFI rifinanzino le soppressioni dei passaggi a livello che oggi rappresentano, attenzione, non solo un’interferenza, ma anche una via di comunicazione per i paesi che sono attraversati dalle linee e che, quindi, vanno studiati, ovviamente in maniera da non incidere negativamente in modo tale che nel rapporto costi - benefici non siano sperequati i danni che vengono fatti anche alle Amministrazioni locali dalla soppressione di passaggi a livello. Però, però credo che sia la prima e ultima volta in cui viene concesso il beneficio del dubbio alla Regione, che voglia effettivamente proseguire con gli investimenti su queste tratte e guardo la consigliera De Berti che sicuramente è interessata.
Consigliere, chiedo scusa - volevo essere inclusivo, va bene. Ho imparato - al Presidente della commissione De Berti credo che abbiamo tutti l’interesse che le linee, cosiddette minori, vengano potenziate, però, effettivamente, abbiamo la necessità che ci sia anche qualche segnale che vada oltre al semplicemente dichiarare con un ordine del giorno, con un emendamento al DEFR in cui giochiamo lessicalmente sulla parola particolare, rilevante, eccetera. Qui bisogna cominciare a stringere, a mettere a terra le cose e a dire in che modo, programmando, programmando, nessuno chiede che venga fatto tutto in un colpo solo. Nessuno chiede che venga fatta l’elettrificazione della Vicenza-Schio, che venga fatto un raddoppio dei binari in alcuni punti, che vengano sistemate le stazioni, che vengano risolte le interferenze viabilistiche con i passaggi a livello, però, la programmazione è necessaria. Bisognerebbe che sapessimo sulla Cerea - Isola della Scala che cosa si fa, che cosa si fa sulla Vicenza - Schio e ricordando una cosa: che sta arrivando la linea ad alta velocità sulla Milano - Venezia. Noi non possiamo farci trovare impreparati nel momento in cui avremo la linea storica che viene raddoppiata, con la specializzazione dei binari per i treni commerciali delle frecce e per i regionali a non avere le interconnessioni realizzate con le linee minori.
Se vogliamo cambiare il sistema di mobilità nel Veneto, se vogliamo risolvere anche i problemi di inquinamento atmosferico, causati in parte anche dalla mobilità privata che oggi è favorita rispetto alla mobilità pubblica, bisogna cominciare a mettere risorse a terra.
Quindi lo dico agli Assessori coinvolti, lo dico anche all’assessore Giacinti: quello che ci aspettiamo nei prossimi mesi, quelli che ci porteranno da qui al bilancio di previsione 2027, è un segnale dato in maniera inequivocabile con risorse sul fatto se la Regione intenda o meno investire sulle linee cosiddette minori, perché questo è l’unico modo che abbiamo per dirvi se questi ordini del giorno che sono stati approvati abbiano o meno un senso.
Altrimenti, passeremo dalla prossima volta a farvi le pulci normalmente, come spetta a un’opposizione, quando fa solo ed esclusivamente il ruolo di opposizione. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere.
Vicepresidente Rucco.
Speaker : Francesco RUCCO (Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni)
Grazie, Presidente.
Approfitto per intervenire, anche perché l’intervento del consigliere Dalla Pozza è stato molto puntuale, conosce bene come me la vicenda, ho vissuto la questione con l’assessore De Berti allora sia sulla questione dell’elettrificazione che ì dei passaggi a livello, per l’eliminazione di tutti i passaggi di livello in questa tratta.
La visione, ovviamente, consiglieri, è su base regionale, non c’è soltanto la Vicenza-Schio, per noi ovviamente è una priorità, ma potremmo parlare anche di altre aree della Regione Veneto, quindi la programmazione è complessa.
Io credo di poter parlare (ne ho parlato anche con l’assessore Ruzza) del fatto che l’impegno ci sia e sia molto chiaro da parte dell’Amministrazione, della Giunta e in particolare del presidente Stefani.
L’ordine del giorno toccherà poi alla consigliera Lanzarin presentare una proposta. Non possiamo prescindere, Cunegato (io so che lei non ha esperienza di governo di un Ente, perché è sempre stato all’opposizione ed è facile gridare, l’ho fatto anch’io per tanti anni, è facile gridare, ma poi governare è un’altra cosa), perché, oltre alla Regione, c’è anche l’RFI, che è una componente essenziale da coinvolgere, quindi lo Stato, in maniera importante.
Se, anziché gridare e urlare, ci mettessimo al tavolo da martedì mattina e cominciassimo a ragionare su come programmare e intervenire, senza strumentalizzare sul territorio una votazione, sarebbe molto più costruttivo. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Assessore Zecchinato.
Speaker : Ass.re Marco ZECCHINATO
Grazie, Presidente.
Intervengo brevemente, da un lato per motivare il parere, dall’altro per fare due brevissime considerazioni, anche se mi ritrovo in alcuni passaggi già fatti negli interventi precedenti.
Nessuno nasconde l’importanza e la rilevanza strategica di questa linea, una linea che conduce da Schio a Vicenza, come è già stato detto collega, con la ferrovia dove si sta investendo con l’alta velocità e alta capacità e che conta più di 1 milione di passeggeri all’anno, quindi una linea ferroviaria che, con le attuali condizioni di esercizio, riesce a garantire comunque il trasporto di un notevole numero di passeggeri, quindi a dimostrare l’importanza dell’area che serve.
Innanzitutto sull’Alto Vicentino, devo dire che l’Amministrazione precedente, ma anche questa, oltre ad assicurare, ha una particolare attenzione, non solo dal punto di vista ferroviario ma anche su altre infrastrutture. Dal punto di vista ferroviario continuerà ad avere l’attenzione e lo dico con cognizione di causa perché esistono pacchi di delibere riguardo la Schio-Vicenza, dove c’era appunto la sottoscrizione di protocolli d’intesa con RFI, protocolli d’intesa riconosciuti anche dal Ministero, tanto che rientra nel documento strategico del MIMS. Per cui su questo nessuno può sindacare il fatto che sia stata posta attenzione su questa linea, come su altre linee.
Detto questo, e quindi rassicurando che l’attenzione c’è e anch’io, posso dire anche che con l’assessore Ruzza, ma anche con la consigliera delegata De Berti, ci stiamo già parlando come più volte detto, e stiamo già avendo insomma delle interlocuzioni per cercare di portare avanti, da un lato, la soppressione dei passaggi a livello, perché parliamo anche di sicurezza, dall’altro, anche l’elettrificazione. Sono 23 passaggi a livello su questa linea e quindi l’elettrificazione conseguente vuol dire anche che si deve intervenire sull’impiantistica, sulle cabine e quindi su una ferrovia che non è che costa due lire. Insomma, è una ferrovia importante. Ferrovia che è di competenza di RFI. Per questo anche la progettazione che poi noi potremmo vedere assieme in collaborazione o comunque studiare assieme a RFI, dove peraltro sull’elettrificazione c’è già uno studio di fattibilità tecnica, quindi è di competenza di RFI con la Regione, che ovviamente ha interesse ed è a fianco e dove c’è l’intesa.
Oltre a questo, la richiesta di finanziamento, in questo caso del finanziamento dell’emendamento, puntava a un fondo di prelievo sul fondo di riserva e quindi anche qui, anche per questioni economiche, al di là di essere di competenza di RFI ed essendo l’emendamento superato dall’ordine del giorno, c’è ancora una questione finanziaria. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Prego. Altri interventi non ne vedo.
Metto in votazione, con parere contrario, l’emendamento. Siamo sull’emendamento n. 14 del consigliere Cunegato, pagina 26.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Consigliere Cunegato, il n. 20 lo dà per letto? Pagina 28.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Parliamo ancora ancora di treni – questo è un emendamento che parla di biglietto unico e di gratuità per studenti – e facciamolo partendo dalle affermazioni del caro ex sindaco Rucco, il quale mi rimprovera di non aver mai governato. Non ho mai governato, ma sono stato in Amministrazione per dodici anni. Ecco perché non mi basta più che mi diciate che mettete attenzione sull’opera. Da dodici anni che sono in Consiglio comunale, dodici anni che parlo con Confartigianato, coi sindacati, con Confindustria, ed è un’attenzione che voi non avete mai negato, ma non avete fatto niente.
Bisogna fare, allora, metterci attenzione. Bisogna metterci soldi, non metterci attenzione. Facciamo un ragionamento un po’ più ampio. Noi abbiamo fatto delle proposte, in campagna elettorale. Alcune di queste, a parole sempre, sono state accolte anche da Stefani. Noi abbiamo o non abbiamo un problema in Veneto? Sì, ci sono troppe macchine e troppe persone, invece, che vanno coi treni. C’è un traffico su gomma, imponente; e c’è un traffico su rotaia che è insufficiente: solo il 6,8% dei veneti prende il treno.
Che cosa bisogna fare? Se volessimo avere una progettualità a lunga durata, ma questo, ripeto, lo ha detto Giovanni Manildo, lo abbiamo detto noi, ma l’ha detto anche Stefani, bisognerebbe pensare in grande, altro che Vicenza-Schio, bisognerebbe tornare all’SFMR, quel progetto abortito nel 2018.
Non l’ho detto io, non lo ha detto solo Manildo, lo ha detto anche Stefani, quindi dovreste essere tutti d’accordo. Un progetto che dice che facendo una metropolitana di superficie si arriverebbe a diminuire ben del 7,7% l’uso delle macchine, aumentando del 77% l’uso di treni.
Questo sarebbe il non plus ultra. Noi dovremmo arrivare là, ma arrivarci, o quantomeno cominciare prima dei cinque anni. Quello che invece ci dice questo Consiglio è che tutte e tre le idee che noi abbiamo condiviso sul treno escono in qualche modo non riconosciute veramente in questo Consiglio. Quindi, questo è il primo passaggio, e in questo primo passaggio voi le avete bocciate tutte.
L’elettrificazione Schio-Vicenza: c’è l’attenzione, ma ci servono i soldi. E allora, quest’opera costa 80 milioni. Voi fate politica, siete rappresentanti di partiti del Governo.
Lasciamo stare il Ponte sullo Stretto, per 15 miliardi, perché nella politica sono scelte. Vi ricordo che l’anno il Governo Meloni ha aumentato le spese militari di 13 miliardi. Allora, comprate qualche areo e qualche carro armato in meno e elettrificate la nostra linea, perché queste sono scelte politiche. Sanchez ha detto no al riarmo al 5% e invece voi, genuflessi agli americani, avete detto di sì.
Trovate quei soldi perché questo è il vostro ruolo politico. Il vostro ruolo politico, visto che governate anche a Roma, è reperire risorse. Avete una filiera politica che va dal Veneto a Roma. Avete un sacco di deputati e senatori di Forza Italia, di Fratelli d’Italia e della Lega. Dovrebbero servire per quello, anche per reperire risorse per il nostro territorio.
Poi avevamo detto un’altra cosa. Facciamo… Quindi, primo… No, SFMR grande obiettivo, che neanche appunto entra nel dibattito, anche se è al centro della campagna elettorale di Stefani. Elettrificazione Schio-Vicenza niente da fare, solo l’attenzione. Seconda cosa che abbiamo chiesto, biglietto unico. Anche questo è un obiettivo di cui si parla da vent’anni, ragazzi miei. Non basta dire son atento. No, queo xe il compitino. Son bon anca mi d’essar atento. Bisogna cominciare a farlo, a progettarlo. Lo ripeto, lo abbiamo detto l’altra volta. Sì fa in Trentino.
Speaker : PRESIDENTE
Per favore.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Si fa in Campania. È molto utile, vero, perché è una di quelle cose che mette in rete tutti i trasporti e che consente, quindi, di aumentare l’attrattività dei mezzi pubblici, che vengono usati poco nella nostra regione.
Infine, the last but not least, parlo anche in inglese, abbiamo detto la gratuità per gli studenti. Anche questa cosa c’è in molte regioni, anche questa cosa faciliterebbe l’utilizzo. Anche questa cosa vi abbiamo detto. Voi non avete accettato di chiedere 9 euro a in più al mese a chi guadagna 55.000 euro, ma questo magari fa sì che una famiglia media o povera deve spendere, se ha tre figli, 1.350 euro all’anno per continuare a pagare i mezzi pubblici per i figli.
Quindi come usciamo da questo Consiglio? Usciamo con la vostra attenzione e ci mancherebbe che voi usciate pubblicamente dicendo che non siete neanche attenti a queste cose, ma usciamo senza niente in mano sull’elettrificazione Schio-Vicenza, senza niente in mano sul biglietto unico, senza niente in mano sulla gratuità per studenti, che c’è in Emilia-Romagna, ad esempio, che c’è nella Provincia di Trento. Usciamo con attenzione che non ci serve, con risorse che non abbiamo e per ora senza nessuna progettualità.
Quindi questo è il bilancio di queste due settimane. Spero che da qua in avanti, insomma, non ci regaliate solo attenzione, ma anche risorse e anche progetti.
Speaker : PRESIDENTE
Prego. Non vedo altri iscritti.
Metto in votazione con parere contrario.
Parere respinto. Va beh, mettetelo a verbale.
Emendamento n. 75 del consigliere Montanariello. Lo da per letto?
Prego.
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente Zaia. Ma io vorrei accendere i riflettori su una richiesta che facciamo di 500.000 euro per la realizzazione di un segmento di pista ciclabile che partirebbe dal Comune di Chioggia fino a Cavanella d’Adige, arrivando fino a Rosolina, della famosa Ciclovia del Brenta, Brenta – Adige. È una ciclovia che abbiamo anche presentato in una Conferenza Stampa in Consiglio regionale. In questa Conferenza Stampa vorrei - tanto per chi non c’era - ricordare che c’è stata l’unanimità delle categorie economiche che dicono che è un’ottima idea, un ottimo progetto, che sarebbero anche pronte a cofinanziarlo. Tanto per spiegare di cosa si tratta, sostanzialmente partendo dal Comune di Chioggia, facendo una cosa parallela al vento, perché il vento è 20 chilometri nei campi quindi, diciamo, non passa nel circuito abitato, attraverserebbe tutta la parte delle frazioni di Chioggia fino ad arrivare alle spiagge di Rosolina, dove ci sono campeggi, una forte vocazione anche di turismo lento.
C’è stato il plauso anche del Presidente del Parco del Delta del Po. C’è stato il plauso del Sindaco di Rosolina su questa iniziativa e la cosa interessante di questa ciclabile è che non viene fatta facendo espropri perché il sedime che c’è in parte è tutto sedime demaniale o ex spazi delle ferrovie. Sostanzialmente sarebbe una pista che da prezziario fatto dai progettisti, da prezziario Veneto, il preventivo cuberebbe circa 2.000.000 per capirci, ma otterremmo un risultato di primo livello, che è quello che anche la città di Chioggia che è capitale, credo, nazionale, se non europea, delle due ruote, vedrebbe oggi frazioni popolose, come Sant’Anna, che con la contrazione del trasporto pubblico locale, visto che non mettete un centesimo di soldi vostri come Regione, vede questi ragazzi costretti a dover fare con le bici elettriche la strada statale Romea o con le bici normali, quindi sarebbe una ciclabile a uso cittadino, sarebbe una ciclabile a uso turistico, perché metterebbe insieme la parte turistica di quel turismo lento che viene sia a Chioggia che nella parte del Delta del Po, porterebbe alla riscoperta di alcuni pezzi di territorio fortemente naturalistico e, come se non bastasse, nella progettazione ci sono due spazi che, non so perché, ma Veneto Strade ha costruito come pensiline o sistemazione per le biciclette che si fermano quando ci sono questi percorsi, non li ha fatti dove è del vento, li ha fatti lì.
Io dico che abbiamo il sesto Comune del Veneto, che è attraversato dalla Romea (parlo di Chioggia), non c’è servizio pubblico, non c’è un treno (dopo ne parleremo) che porti verso Padova, verso Venezia, si dà la possibilità (non lo dico per fare speculazione) di salvare tante vite umane, perché è un fatto noto a tutti che sulla Romea molti giovani hanno perso la vita anche minorenni con queste biciclette, perché, si voglia o non si voglia, ci sono frazioni che hanno 5 o 2.000 abitanti e giustamente devono...
Questa ciclabile sarebbe ad uso territoriale, ad uso residenziale, ad uso turistico e - ripeto - credo che sia uno dei pochi progetti che ha visto la Sinistra, Sindaci di Destra, associazioni di categoria e mondo economico uniti per poterla realizzare.
ì Assessore Ruzza, è vero che 2 milioni di euro sembrano tanti, ma, anche decidendo di fare 10 stralci da 200.000 euro, anche se la vediamo realizzata tra 10 anni è lo stesso un risultato, quindi di fronte a una richiesta di buonsenso, senza calcolare il mondo dell’associazionismo sportivo ciclistico che la frequenta, vi chiedo di dare una copertura non solo di attenzione, ma anche economica, perché purtroppo a qualcuno in quest’Aula può piacere o non piacere, ma c’è un Veneto che viaggia a due velocità, c’è chi ha l’alta velocità e c’è chi ha i treni diesel, c’è chi si collega addirittura per le Olimpiadi e c’è il sesto Comune del Veneto che non si collega alle città principali, c’è chi ha cinque piste ciclabili che attraversano il territorio, c’è chi non ha neanche quella per far muovere i propri giovani, c’è chi ha un servizio di trasporto pubblico addirittura per i turisti, e c’è chi non lo ha neanche per i residenti. Assessore Ruzza, noi abbiamo un Veneto che viaggia a due velocità.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Non ci sono altri interventi. Il parere è contrario. Metto in votazione.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Passiamo all’emendamento n. 81, consigliere vicepresidente Micalizzi.
Lo diamo per letto? N. 81, pagina 32. Prego.
Speaker : Andrea MICALIZZI (Partito Democratico)
Allora questo lo illustro. Questo emendamento vuole affrontare il tema delle viabilità e delle infrastrutture in un punto che per la Provincia di Padova è un problema ormai annoso, ma che interessa, comincia interessare anche la programmazione regionale, penso alla realizzazione del nuovo polo ospedaliero di Padova est, interessa anche il dibattito, insomma, che noi portiamo avanti perché appunto è collegato a una viabilità con progettualità che riguardano anche l’azione della Regione, appunto l’ospedale a Padova est. Mi riferisco al nodo della Castagnara e a tutto il traffico che da nord della Provincia di Padova scende tutte le mattine e tutte le sere, entra ed esce dal Comune capoluogo.
È un tema sul quale i Comuni interessati agli interventi, mi riferisco al Comune di Padova, a quello di Limena, a quello di Vigodarzere e a quello di Cadoneghe, hanno anche lavorato insieme, finanziando studi di viabilità e quindi arrivando anche a delle visioni e a delle progettualità condivise tra Comuni.
L’emendamento chiede che la Regione affianchi il lavoro che questi Comuni hanno fatto. Tra l’altro, sono Comuni amministrati sia del centrosinistra (come Padova) sia Comuni con invece maggioranza di centrodestra, mi riferisco a Limena, Cadoneghe e Vigodarzere, quindi sono anche in maggioranza Amministrazioni vicine anche al colore politico della Regione), che da anni chiedono un affiancamento, un appoggio, un sostegno da parte della Regione per la realizzazione di opere che vanno nella direzione degli studi che hanno affrontato, quindi per affrontare il tema della congestione su quell’area.
L’emendamento non chiede di realizzare l’opera, chiede di finanziare il progetto. Chiede di realizzare il progetto come primo passo per poter mettere a fuoco le caratteristiche più importanti, ma soprattutto per andare a dimensionare dal punto di vista economico un’opera molto importante.
È un intervento che è stato sostenuto con forza anche dalle categorie economiche locali, dalla Camera di Commercio, oltre che dai Sindaci che citavo prima, e c’è un’attenzione molto forte non solo da parte di tutti i cittadini di quella zona che vedono occupata tutta la viabilità urbana da traffico di attraversamento, ma le tantissime imprese di una zona che è altamente produttiva soffrono anche di una situazione di congestionamento che rende quella zona difficilmente raggiungibile, difficilmente compatibile anche ad attività lavorative.
Con questo emendamento quindi si chiede che la Regione sostenga questi Comuni nella progettazione di quest’opera.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Parere contrari. Non ci sono altri interventi. Metto al voto.
È aperta la votazione. Parere contrario.
Chiusa la votazione.
Emendamento respinto.
Consigliere Montanariello, emendamento 85, pagina 34. Prego.
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Qui si chiede un contributo regionale di 500.000 euro da dare a Veneto Strade per la messa in sicurezza e la realizzazione di marciapiedi e pensiline nei tratti di competenza della Strada regionale 11, la famosa Brentana, che ora che passando all’ANAS, credo che sia conosciuta come Padana Superiore, è quella che arriva fino a Ponte delle Libertà nella mappa.
Su questo, colleghi, per chi non conosce la realtà, il territorio dell’Asta del Brenta, dei Navigli, è un territorio, oltre che fantastico e sensazionale, attraversato da un forte traffico commerciale e produttivo, è un territorio popolato, quindi vissuto anche dai cittadini, ed è un territorio che vive anche con una forte presenza di offerta turistica.
Cosa si verifica? Che sulla strada regionale n.11 che, in assenza di alcuni caselli autostradali, è diventata un po’ dove si riversa il traffico a vario titolo per arrivare verso il Milanese, in alcuni casi, o nelle aree interne, nell’altro, troviamo una commistione per cui nella stessa strada passa il camion, passa il residente, in alcune comunità tagliate anche in due, che in alcuni casi non hanno neanche il marciapiede e molto spesso gli studenti devono aspettare la mattina il bus su una fermata che magari neanche c’è o non ha le condizioni di sicurezza.
È una strada complicata, però credo che il fatto che viva su un territorio di offerta variegata, come dicevamo prima, residenziale, commerciale e turistica, debba vedere il valore morale soprattutto di una zona così caratterizzata da bellezze naturali e architettoniche che ci possa essere il minimo sindacale di quello che ci deve essere su una strada di una Regione che, come la nostra, si dice evoluta, ovvero la messa in sicurezza di marciapiedi e pensiline per chi prende il bus.
Non chiediamo marciapiedi d’oro, non chiediamo caricabatteria touch, non chiediamo droni per tele trasportarci, chiediamo marciapiedi e pensiline per i bus sulla strada regionale n. 11.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere.
Mettiamo in votazione con parere contrario.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
È respinto.
Sempre del consigliere Montanariello, n.86, pag.36.
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Questo è un emendamento a cui tengo moltissimo, un emendamento che ripresento da anni e che mi tocca non solo politicamente, ma anche umanamente, perché qua si chiede il completamento della progettazione di un collegamento ferroviario che possa vedere la tratta Venezia-Chioggia o Chioggia-Venezia nel completamento di una progettualità che possa prendere piede.
Chiedo, Presidente Zaia, due minuti di attenzione ai colleghi del Consiglio su questo. Primo elemento: Chioggia è uno dei più grandi Comuni del Veneto, vive su un sistema di pendolarismo e su questo sistema di pendolarismo, vorrei ricordare, ci sono migliaia e migliaia di persone che partono da Chioggia, una città che non ha fabbriche se non lavoro turistico e che quindi si riversano verso Venezia, verso Padova, tutto su gomma, tutto su bus. L’unica strada che esiste, la Romea, gode del privilegio di non essere più una delle più pericolose d’Italia, ma è una delle più pericolose d’Europa, quindi è riuscita a fare un salto in avanti su questo.
Io devo dire che mi collego a quello che veniva detto prima dal collega Dalla Pozza quando, parlando dell’infrastruttura ferroviaria... chi è davanti a me ricordava che ci sono ancora strutture... vorrei dire che noi non siamo da meno, quella si chiama la Vaca Mora dal 1890 e da quella volta il miglior risultato che abbiamo ottenuto è che abbiamo ancora i treni che tra diesel, all’elettrificazione, ora stanno mettendo dei treni... però è sempre limitata a Rovigo, ed è una tratta che risale al 1890.
Prima il collega Dalla Pozza diceva, sul tema della tratta ferroviaria di Schio, che lui dà il beneficio del dubbio. Io, per questioni territoriali, sono un po’ meno accondiscendente e non do il beneficio del dubbio. Collega, sa perché? Perché, Presidente Zaia, quando io ero piccolino, sono cresciuto nel mito delle promesse, prima dell’assessore Chisso e poi dell’assessore De Berti, quando era Assessore. Io sono circa ormai al diciottesimo anno che sento con le mie orecchie che ci vengono a proporre e a dire sempre che c’è un progetto, c’è un progetto con RFI, lo stiamo facendo, domani è pronto. Quindi io praticamente sono vent’anni che vivo col “domani è pronto, fra sei mesi è pronto, fra 15 giorni è pronto”. Prego, assessore Bond.
Speaker : PRESIDENTE
Per favore.
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
A me di chi c’è in Giunta... ho il massimo rispetto di tutti, però siccome qualcuno dà il beneficio del dubbio, io, dopo 18 anni che ho testimonianza anche di stampa, di articoli di dichiarazioni che ci dicono che domani viene fuori il progetto, poi ogni tanto, siccome ormai la politica è evoluta, si dice: ma sai, c’è il costo, se è sostenibile, stiamo vedendo i costi-benefici... Ragazzi, nella sesta città del Veneto si vede non dico una vittima al giorno, ma quasi, c’è una strada che miete morti, c’è una strada che è sporca del sangue dei veneti, è sporca del sangue dei veneti e noi stiamo pensando all’alta velocità, che è giusto, in parti della Regione e abbiamo una città che ha 5.000 pendolari al giorno per lavoro, dove c’è sulla Romea non più un incidente al giorno, ci sono giovani che ce ne sono tre, quattro, cinque, rendendo la vita impossibile a chi vive a Chioggia, sull’asta della Romea, nel padovano, nel rodigino, in tutte quelle zone che sono costretti a prendere la Romea. Impossibile. C’è gente che si licenzia dal posto di lavoro pubblico perché fa tre ore di viaggio per fare 60 chilometri ad andare e 60 a tornare. C’è mia mamma che ogni volta che sui blog locali vede un incidente ti chiama: “Tutto bene? C’è un incidente in Romea”, perché a Chioggia sono abituati ad avere la notizia che un concittadino è morto e vale per Codevigo, vale per Valli, vale per Rosolina, vale per tutto quel pezzo che nel 2025 vede una delle più grandi città del Veneto però il massimo del risultato qual è: che con il giro largo ci arriva il treno dei turisti che vengono da Verona in spiaggia. Va bene che facciamo il treno che i turisti da Verona vengono in spiaggia; ci mancherebbe anche altro, ma noi non siamo il bancomat di nessuno che vengono da… Ma cosa pensate che siamo un paese del terzo mondo che se devono venire a fare le vacanze mettiamo i servizi e se dobbiamo andare a lavorare possiamo morire per strada. Ma pensate di continuare ad umiliarci in questo modo? Dopo vent’anni. Dopo vent’anni di promesse. Adesso l’ultima che ci sentiamo dire è: Stiamo valutando con RFI. Ma quanto durano le vostre valutazioni amiche e amici. Ma quanto ci mettete a valutare, perché la gente che muore non ha mica il tempo di valutare! Sono brutale? Sì. Muore gente tutti i giorni su quella strada. È la verità. Allora io dico: sono uno che fa opposizione, perché prima Rucco diceva al collega, siccome lui ha esperienza di Governo, noi all’opposizione sappiamo urlare. Ma se l’esperienza di Governo che avete è quella che ci avete isolato su una parte del Veneto, tenetevi l’esperienza di Governo, meglio urlare i problemi all’opposizione e non essere complici di quello che non avete fatto all’interno del Veneto perché non ci possono essere solo le infrastrutture per chi si diverte e non per chi vive tutti i giorni.
Ragazzi, le tasse le paga anche quel poveretto che muore per strada. Quei Comuni li state condannando allo spopolamento, perché i giovani non vanno più a vivere là, si comprano una casa più vicino a dove ci sono i servizi. State condannando quei territori al fatto che nessuno più viene aprire aziende o fabbriche o siti di produzione perché c’è una velocità commerciale che non gli permette di arrivare e di stare sul mercato. Allora la logica di fare i passanti, le autostrade da una parte qual è: sviluppo dei territori. Allora è direttamente proporzionale all’idea che dall’altra parte li ammazzate dal punto di vista economico-imprenditoriale.
Allora, io credo che dopo vent’anni, visto che ci laviamo anche la bocca di dire che ci abbiamo portato anche le Olimpiadi in Veneto… Allora a me sarebbe piaciuto che la delegazione delle Olimpiadi venisse a Chioggia in quei giorni quando c’erano quattro ore di coda. Ci avrebbero detto, scusa, ma no gavè un treno? No, no, guarda, conviene veramente andare a cavallo a volte. Almeno ti vedi i campi. Non è una battuta, non è una battuta. È una brutta verità.
Allora adesso io non voglio più promesse. Va progettato, non può essere che Chioggia non abbia… E con Chioggia intendo l’asta della Romea e l’altro rodigino e tutto, partendo da Rovigo, perché la tratta ferroviaria fa Rovigo, rodigino, Chioggia e non abbia la possibilità di continuare e arrivare a Venezia. Per piacere, non venite a rispondermi che ci sono progettazioni in corso, perché non accettiamo più di essere presi in giro. Sono vent’anni che ci dite che ci sono le progettazioni.
Spero che lo stipendio a fine mese, come faccio io, che vado subito a ritirarlo, lo facciate anche voi, perché se il tempo di andare a ritirare lo stipendio è lo stesso che avete nelle progettazioni, probabilmente dovreste restituire dieci anni di indennità.
Speaker : PRESIDENTE
Prego, mettiamo in votazione. Parere contrario.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento respinto.
Consigliere Micalizzi, n. 98. Lo diamo per letto? Prego.
Speaker : Andrea MICALIZZI (Partito Democratico)
Sì questo segue un po’ al tema del… Anzi, un po’, segue al tema dell’emendamento precedente, quello relativo alla viabilità della Castagnara. Riprende il tema della carenza di infrastrutture di cui soffre la zona dell’Alta Padovana. Tra l’altro il nostro Presidente è stato Sindaco proprio in un Comune e dell’Alta Padovana e conosce bene il tema di cui parlo.
Come dicevo prima, è una zona che vive sia di una vivacità economica, artigianale, industriale importante, ma è anche snodo, visto l’approccio verso lo snodo di Padova, uno snodo anche fondamentale nella viabilità di un quadrante che è molto più ampio. quindi questo emendamento fa il punto sul tema della strada regionale n.308 e impegna la Regione a realizzare la progettazione del tratto che va a collegare l’attuale strada con la strada Pedemontana veneta, anche con l’obiettivo di collegare quella zona del padovano, quindi la zona a sud della Pedemontana, con la viabilità della Pedemontana, al fine di aumentare l’accessibilità di un investimento che, nel bene o nel male, comunque oggi c’è e ha ragionevoli motivi di sostenibilità, quindi, aumentandone la percorrenza, si potrebbe lavorare in modo positivo da questo punto di vista.
Soprattutto faremmo un’opera importante, per tutta quella zona, che oggi vive congestionata nel traffico, tutte le mattine e tutte le sere, nell’accedere o nell’uscire dallo snodo padovano.
Questa strada collega Comuni e zone molto importanti della Provincia, potrebbe collegarla verso la Pedemontana, come dicevo prima, è un punto d’arrivo per il nuovo polo ospedaliero della città di Padova, ma congiunge anche con la zona industriale e la zona dell’interporto.
Più volte si è detto che questa è un’opera fondamentale, l’emendamento punta alla progettazione e quindi, anche qua, a dare una quantificazione degli snodi sui quali occorre stringere dal punto di vista progettuale, ma soprattutto sulla quantificazione, in modo da consentire l’azione della Regione da qui in avanti nel programmare un investimento che è di fondamentale importanza per quella zona.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere.
Consigliera Szumski.
Speaker : Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
Solo per esprimere un’opinione, collegandomi alla proposta, che deve essere uno degli elementi importanti di analisi, progettazione il collegamento della Pedemontana, non solamente con la strada del Santo, ma anche in realtà minori, per renderla più fruibile e per essere quell’asse importante che nella progettazione iniziale, al di là dei costi che sono un altro argomento, doveva essere per l’asta Pedemontana del Veneto, ma con il collegamento esistente.
È importante fare progettazioni non solo di questa dimensione del salto, ma anche di in realtà minori, che collegano, attraversando una zona estremamente industrializzata e viva di commercio, dei risultati importanti. Quindi più si arriva facilmente e quindi probabilmente si potrà anche limitare poi il costo di percorrenza.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Metto in voto l’emendamento n. 98, Micalizzi. Parere contrario.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. 105, consigliere Montanariello.
Lo diamo per letto? Prego.
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
No, Presidente, non posso perché il consigliere De Berti ha già capito: l’Arzaron è un must di quest’Aula. Ogni volta che si parlava di una strada del Veneto, io inserivo l’Arzaron. Perché addirittura anche parlando di una strada lombarda l’abbiamo proposta.
Torno sul tema e sono molto serio. Io so che la strada non è di competenza della Regione, però la strada è fatta per due di tre stralci dalla Regione, cioè sono stati fatti il primo e il secondo stralcio dalla Regione Veneto, il terzo stralcio abbiamo scoperto che ci dite che non possiamo intervenire perché è della Provincia di Venezia e Padova. Adesso, Presidente, dico: io sicuramente sono l’essere più imperfetto che esiste, però... no, Presidente, siccome l’ho detto per sei anni in italiano e non mi hanno capito, incomincio a pensare che il problema è la mia comunicazione. Perché... io vorrei mettere, Presidente Zaia, lei che è una persona, intelligente, le metteremo una spugnetta su quella campana: è diventata un incubo.
Speaker : PRESIDENTE
Ma lo faccio a tutela di chi parla, non a tutela...
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Ha ragione, Presidente. Però, Presidente, io prenderei una persona intelligente come lei, ad andare su un tavolo dove c’è un ente che ha fatto due dei tre stralci e uno la guarda e dice: non possiamo far niente, non è competenza nostra. Allora due sono le cose: o quando l’avete fatta avete sbagliato, sbagliate fino in fondo e finito il terzo stralcio oppure denunciate qualcuno per danno erariale perché ha utilizzato i soldi per fare una strada che non è nostra. Cioè non sono le due cose demandabili.
Arrivo al dunque. Su questa strada, che è così importante, a oggi, senza realizzare nuove opere, è l’unica vera alternativa in caso di blocco della Romea, perché tutto l’Alto Rodigino, arrivando fino a Chioggia percorre l’Arzaron ed è l’unica strada di alternativa per chi viene da tutta quanta la bassa Padovana per andare nel basso veneziano o nel rodigino, perché è una strada che collega Basso padovano, collega la parte del rodigino e collega la parte… C’è qualche problema, Assessore?
Speaker : PRESIDENTE
C’è l’Assessore Ruzza che sostiene che ha sbagliato argomento, che è il 118, l’emendamento…
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
È 118: Realizzazione del raddoppio dell’Arzaron.
Speaker : PRESIDENTE
Stiamo facendo dal 105.
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Allora vado al 105.
Speaker : PRESIDENTE
No, no, facciamo questa e recuperiamo tutto l’interessante…
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
No, no…
Speaker : PRESIDENTE
Trattiamo il 118. Siamo sul 118, finisca l’intervento poi andiamo indietro.
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Presidente…
Speaker : PRESIDENTE
Consigliere, stiamo facendo il 118…
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Ho sbagliato pagina.
Speaker : PRESIDENTE
Bonifichiamo, scusate, non fate casino. Recuperiamo l’intervento che è stato molto interessante. Lo concluda e poi votiamo il 118.
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Bravo Presidente. Allora torno maledettamente serio perché dopo, sa, nel ridere sembra quasi che i problemi non ci sono. L’Arzaron è l’unica alternativa in caso di blocco della Romea che mette in rete tre Province: l’alto rodigino, il basso veneziano e il basso padovano.
È l’unica strada che permette, in caso di blocco della Romea, di poter avere un afflusso anche per i mezzi di sicurezza, anche in caso di blocco della Romea se deve passare un camion dei pompieri in più che deve andare in un Comune del padovano, di Chioggia o del rodigino è l’unica strada.
Quella strada oggi ha visto, con soldi della Regione, due dei tre stralci che l’hanno raddoppiata l’hanno fatta bella e funzionale, manca il terzo stralcio. Il terzo stralcio, come vi dicevo, scopriamo che è della Provincia. Io non voglio dire che noi dobbiamo fare la strada della Provincia, però voglio dire che probabilmente qualcuno deve pagare se abbiamo fatto la strada della Provincia e ora ci dite che il terzo stralcio non si può fare.
Allora io vi chiedo, Presidente Zaia e assessore Ruzza, assessore Zecchinato, perché anche questo, guardate, anche come avete composto la Giunta, Presidente, un giorno merita un trattato di analisi profonda da qualche parte. Cioè avete composto una Giunta dove se si parla di ferrovie uno ha il treno e uno ha il binario. Cioè guardate che è vero. Avete composto che con uno parli per il treno e devi parlare con Ruzza. Con Zecchinato devi parlare per il binario… Sì, sì, sì, sì, è così. Il binario lo ha Zecchinato perché è un’opera. Il treno che va sopra lo ha Ruzza e, se dopo devi parlare di infrastrutture…
Speaker : PRESIDENTE
Per favore, dai che sta concludendo.
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Alcune le ha uno. Se dopo è sport uno, se è strutture sportive… Ragazzi, jera meglio co ti parlavi solo co uno. Portavamo a casa lo stesso niente, ma almeno ti parlavi co uno. L’altro giorno in Commissione… Cioè io vorrei capire la logica che un sindaco viene e dice vorrei il treno da Caldazzo, non so… E dice, sì, guarda, con chi devo parlare? Allora, con me se ti vuoi il binario, con Ruzza se ti vuoi il treno, ma se ti vuoi l’orario del treno, ti devi andare da quello che va a parlare da Trenitalia perché è quello che mette il treno sopra.
Guardate che noi ridiamo, ma per parlare di trasporto te vol tre Assessori. Ormai per parlare di trasporto te vol un summit, non te ghe da far più una Commissione, te vol un summit. È propedeutico…
Speaker : PRESIDENTE
Per favore.
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Consigliere Martini… Ah, 27 ore di tempo. Se vuole schiacci il bottone, così può intervenire. Quindi anche questo è enigmatico, perché, Presidente, anche parlando di strade. Uno va a parlare in Veneto Strade, uno parla di alcune strade e uno parla dei fossi. Guardate che io sono disorientato. Non sono una cima, lo ammetto, però io adesso per parlare del prolungamento del treno di Chioggia, devo parlare con uno; per il treno che va sopra devo andare da un altro.
È una Giunta composta in modo che vi possiate controllare l’uno con l’altro, perché il vero tema è che, siccome non vi fidate neanche l’uno dell’altro, avete fatto una Giunta dove vi potete controllare l’uno con l’altro. Uno all’ambiente, la Protezione civile… Uno ai lavori pubblici, uno alla viabilità. Non oso pensare se succede qualcosa su ‘sta regione. Tocca mandare tre elicotteri. Presidente, e fare un summit. Non basta più la sede della Protezione civile che aveva.
Speaker : PRESIDENTE
Per favore.
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
È un dato scientifico che avete fatto una Giunta per controllarvi l’uno con l’altro perché non vi fidate. O la spiegazione è questa o vuol dire che non avete ancora capito che governate il Veneto. Io vorrei… Adesso chiudo e non parlo più. L’assessore Bitonci che mi viene a parlare del tavolo delle semplificazioni. Ma cosa ti vuoi semplificare che gavè conplicà persino la Giunta da soli? Ma cosa volete semplificare? Non siete in grado neanche di dare a un soggetto un referato e parliamo di semplificazioni, tant’è che io oggi ho sbagliato, Presidente, perché c’è questa confusione di infrastrutture, su un emendamento con Ruzza e su uno con Zecchinato.
Sono disarmato. L’unica roba, dico all’assessore Bitonci che il suo tavolo semplificazioni è positivo, ma dovrebbe farlo prima all’interno della sua maggioranza, perché se semplifichiamo per un bus... la pensilina è di Zecchinato, il bus è di Ruzza, ditemi voi come possiamo andare...
Speaker : PRESIDENTE
Questo l’abbiam capito, grazie, ce lo ha detto quattro o cinque volte. Consigliere Montanariello, le faccio una proposta: darei per letto il 105, che è quello della confusione, se ci viene incontro e ci da una mano, voterei subito il 105 e poi il 118 che ha già discusso, quindi adesso votiamo il 105. Prego.
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente Zaia.
Do per letto il 105, cito il titolo, è un finanziamento del percorso ciclopedonale lungo il Naviglio del Brenta, che è un’altra opera importante per il Naviglio, che non vedo e copertura finanziaria.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere, per la comprensione.
Mettiamo al voto il 105 con parere contrario e poi, a seguire, il 118 con parere contrario.
Stiamo votando il 105.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
L’emendamento è respinto.
Passiamo al n.118, che è appena stato oggetto di lunga presentazione.
Parere contrario sul 118.
Fate attenzione. Votate.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
L’emendamento è respinto.
Adesso vi chiedo di votare l’articolo 4..., no, scusate, perdonatemi, emendamento n.4.
Consigliere Szumski, lo dà per letto o vuole presentarlo? Grazie, consigliere.
È aperta la votazione dell’emendamento n.4, pag.45, con parere contrario.
È chiusa la votazione.
L’emendamento è respinto.
Emendamento n.117 del consigliere Manildo. Lo dà per letto, grazie, consigliere.
Emendamento ritirato.
Votiamo l’articolo 4. Attenzione.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione. Sappiamo. È ancora aperta, quindi se qualcuno ha fatto confusione...
“Attività produttive”.
Emendamento n. 46, consigliere Rocco.
Lo dà per letto? Prego.
Speaker : Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti In Azione – Uniti Per Manildo Presidente)
Allora questo era il tentativo di dare un supporto alle nostre imprese, soprattutto chiaramente alle PMI, rispetto a tutta una serie di adempimenti normativi che vengono dall’Unione europea, in particolare in materia di sostenibilità. Tra il 2026 e il 2028 - ma questa data è spostata perché in realtà gli adempimenti partivano prima - le nostre imprese (ovviamente anche varia l’adesione o meglio, la necessità di dover rispondere a queste modifiche normative, in base alla grandezza dell’impresa, al numero di dipendenti, al settore in cui operano), saranno sostanzialmente soggette a numerosi adempimenti normativi. Ne cito alcuni: il tema del green washing, quindi attenzione a non dire che si è sostenibili o che si mettono in pratica azioni di sostenibilità se non ci sono documenti aziendali che certificano, numeri alla mano, come si va ad impattare sui temi ambientali e sui temi sociali; il tema dei Clean claims, quindi, in termini di etichettatura, di attività di marketing, le nostre aziende saranno costrette a certificare il loro modo di comunicare le azioni per la sostenibilità; il DPP, questo acronimo che significa passaporto digitale, cioè le molti prodotti dovranno avere un tracciamento digitale per capire da dove provengono. Quindi, quando parliamo di filiere e noi sappiamo che, essendo carenti in termini di materie prime, molte delle nostre imprese manifatturiere sono aziende trasformative, quindi trasformano dei beni e delle risorse che arrivano dal resto del mondo, per l’Unione europea questi beni, queste risorse dovranno essere tracciate.
Il tema del reporting di sostenibilità. Sia , che chi lavora con il mondo delle aziende sa di cosa stiamo parlando, chiede che le aziende facciano dei report integrati, per cui non basterà più soltanto il bilancio di natura economico-finanziaria, ma soprattutto le grandi aziende, e a cascata anche le aziende che lavorano con le grandi aziende, dovranno inserire nei loro report integrati, e quindi certificati, tutta una serie di riferimenti a quanto impattano in termini ambientali, a quanto impattano in termini di politiche sociali e dovranno presentarlo attraverso questi bilanci che si chiamano report di sostenibilità la (inc.) che, invece, è una normativa che riguarda la due diligence, il regolamento sul packaging che interessa tantissimo le nostre imprese, infatti perché è importante avere degli europarlamentari che lavorano, perché noi magari abbiamo delle filiere che si organizzano sul riciclo e, invece, magari abbiamo altri Paesi che lavorano sul riuso e noi avremmo bisogno di parlamentari europei che, indipendentemente dalla casacca che hanno, vadano a cercare di tutelare le nostre filiere e noi avremo una normativa che sarà molto impattante in termini di packaging ed imballaggi.
Allora cosa chiediamo, cosa mi piacerebbe provare a portare a casa con questo emendamento, ha una copertura molto bassa. Capisco che la coperta sia corta però intanto magari noi poniamo al centro della riflessione alcuni elementi che poi potranno trovare copertura successiva, il fatto di sostenere le nostre imprese. Per quale motivo: perché noi abbiamo avuto una fase post-COVID in cui tutti parlavamo di sostenibilità, forse anche con uno sforamento verso il green washing, cioè tutti sentivamo la necessità di fare del bene all’ambiente, di produrre meno plastica, essere plastic free, poi però cosa succede: che nel resto del mondo cambiano le condizioni, guerra, costo delle materie prime e, quindi, il rischio è che noi oggi torniamo indietro su tutto quello che riguarda la sostenibilità. Al tempo stesso, però, oggi la sostenibilità è qualcosa di molto codificato e qual è la definizione principali di sostenibilità? È gestione del rischio. Cioè le nostre imprese hanno capito e lo hanno capito forse meglio anche di noi, meglio anche del legislatore, che sostenibilità non significa fare del bene. Quella è responsabilità sociale d’impresa, una cosa molto importante, ma non è solo restituzione. Sostenibilità significa che se io so dove vado a prendere le materie prime e un domani succede quello che è successo col Covid, succede quello che sta succedendo con questa geopolitica per blocchi, io so monitorare la mia catena di fornitura. Sostenibilità significa che se io lavoro per avere politiche di genere dentro l’azienda non sto facendo soltanto una cosa giusta, perché sto dando la possibilità di rispondere a un diritto, cioè quello delle donne di non dover scegliere tra la famiglia e lavoro, ma mi sto mettendo nelle condizioni di essere competitivo perché siccome le donne hanno grandi capacità di studio e stanno accedendo sempre di più a quelle che sono le materie STEM e sono fondamentali in azienda, siccome hanno grandi capacità di studio e il mercato è globale, vanno a lavorare nei Paesi dove questo diritto è garantito, quindi non è più solo un tema di diritto, è un tema di competitività.
La Regione Veneto ha lavorato molto bene, per esempio, sul tema delle società benefit. È stata una delle prime Regioni a normare una sorta di valorizzazione delle società benefit. È stata presentata la piattaforma Venexus, che è una piattaforma molto, molto interessante, perché è una piattaforma che dice alle società che sono benefit, e che quindi mettono nei loro statuti obiettivi d’impatto sociale e ambientale, di intercettare anche i bisogni dei Comuni. Quindi questa piattaforma è molto interessante e questo dimostra che il nostro tessuto sociale e il nostro tessuto produttivo è un tessuto molto attento ai temi della sostenibilità, però io credo che abbia bisogno di una mano.
Noi abbiamo due modelli: il modello, diciamo, Greta Thunberg, che è il modello della decrescita. Io invece credo più nel modello Bill Gates ovvero la tecnologia deve aiutarci ad arrivare a colmare ciò che permette un’attenzione nei confronti dell’ambiente e delle politiche sociali. Però, per fare questo le istituzioni sono chiamate a una grande responsabilità ovvero sostenere questi costi iniziali di transizione energetica ed ecologica, che poi diventano anche contemplazione di un’attenzione nei confronti del rischio, rischio sociale. Quindi credo che le istituzioni debbano accompagnare le nostre imprese e questo emendamento mirava a questo.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Metto in votazione, con il parere contrario, l’emendamento n. 46.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Emendamento respinto.
Emendamento n. 6 del consigliere Szumski. Dà per letto, Consigliere? È a pagina 53. Articolo 5. Szumski.
Prego. È già stato votato l’articolo 4. È stato votato. È stato votato.
Fermi tutti. Prego, consigliere Tomaello. Il 4 è stato votato.
Speaker : Andrea TOMAELLO (Stefani Presidente)
Sull’emendamento del consigliere Szumski il parere è favorevole, se modifica, dopo il punto 1, l’articolo 2-ter, al posto “della Giunta regionale”, “può riconoscere”. Invece, nella frase sotto da cancellare è la parte “non inferiore al 20% delle risorse”. Se accettate queste modifiche, il parere della Commissione è favorevole.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Presidente. Consigliere.
Speaker : Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
Riallacciandomi a quanto detto prima, riguarda gli interventi in montagna dei Comuni a bassa densità. Quindi accettiamo le modifiche. Siamo d’accordo. Grazie, quindi lo mettiamo al voto con modifiche, consigliere? Okay, prego. Emendamento n.6 con parere favorevole.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
L’emendamento è approvato.
Devo mettere al voto l’articolo 5.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Passiamo all’articolo 6.
Consigliere Szumski, prego.
Noi volevamo che questa costituzione del Data center avesse all’interno la possibilità della più ampia utilizzazione anche da parte dei Comuni, che hanno le loro difficoltà, quindi fosse a disposizione in maniera più ampia possibile, ci è stato detto che c’è uno Statuto e che quindi non si può fare, però ribadiamo (questo sarà oggetto di un ordine del giorno) come debba essere a servizio del territorio, altrimenti il suo successo sembra una cosa privata.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere. Parere contrario.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
È respinto.
Adesso apriamo la votazione per l’articolo 6.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Articolo 7.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Articolo 8.
C’è un emendamento solo, il n. 8 del consigliere Szumski. Lo diamo per letto? Grazie, Consigliere. Pagina 61.
Metto in votazione l’emendamento n. 8, di Szumski. Parere contrario.
L’emendamento è respinto.
Adesso c’è la possibilità di dichiarare. Passiamo alla votazione dell’articolo 8.
Ci sono interventi? Prego, consigliera Luisetto.
Speaker : Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
Solo una considerazione rispetto all’articolo 8. Ho avuto modo ieri di dirlo nella relazione più complessiva, ma questi 200.000 euro per il sostegno alla formazione del personale medico straniero, in realtà, sono nulla. Il sospetto che queste risorse siano messe come copertura normativa davanti al ricorso e davanti a quanto ha impugnato l’Ordine dei medici, che dice di non poter accettare l’inserimento di medici senza titolo riconosciuto, cosa contro la quale anche noi ci siamo schierati, crediamo sia un segnale che non ha l’obiettivo per il quale è inserito.
Viene inserito dicendo che è uno strumento per rafforzare la compagine del personale medico, di cui c’è veramente necessità, ma in realtà copre normativamente il rischio di ulteriori ricorsi. Questo è il nostro pensiero ed è il motivo per cui voteremo contro questo articolo.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Votazione dell’articolo 8.
È aperta la votazione.
Il Consiglio approva.
Andiamo avanti.
Articolo 9. Ci sono parecchi emendamenti.
Votiamo anche l’articolo 9, scusate, ho fatto io un errore.
Approviamo l’articolo 9.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
N. 9, consigliere Szumski, pagina 65.
Lo diamo per letto? Grazie.
Mettiamo al voto l’emendamento n. 9, consiglieri Szumski. Parere contrario.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. 10, consigliere Szumski. Grazie.
Emendamento n. 10 al voto. Parere contrario.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Consigliera Bigon, n. 56, pagina 69.
Vuol darlo per letto o interviene? Prego.
Speaker : Anna Maria BIGON (Partito Democratico)
Intervento per rammostrare un’esigenza che effettivamente conosciamo tutti, ma su cui la Regione deve ancora pienamente intervenire. Noi abbiamo una carenza di medici di famiglia pari a 670 nel Veneto, e questi hanno una media di 1.600 pazienti, ognuno con carico burocratico molto elevato, pari a circa 60-70% del proprio lavoro. Soprattutto chi lavora in medicina semplice ed è da solo. Allora chiediamo con questo emendamento, la possibilità di dare un sostegno amministrativo di supporto maggiore rispetto a quello attuale ai nostri medici. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Il parere è contrario e c’è un iscritto. Consigliere Szumski, prego.
Speaker : Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
Parlo per cognizione di causa: la burocrazia è una cosa indecente, che abbiamo subìto da quando ho cominciato nel 1981 a fare il medico di famiglia, è una cosa a dir poco vergognosa e non è funzionale all’espletamento dell’attività del medico e del rapporto con il paziente. È funzionale a un controllo, a mettere posizioni burocratiche che fanno statistiche, serve anche quello, ma non si può pretendere che ci sia.
Io personalmente ho mandato a quel paese le strutture dell’ULSS quando mi richiamavano perché non avevo fatto tutta la burocrazia, ma è più importante avere il rapporto territoriale col paziente, coi cittadini e dare un servizio, perché abbiamo dato giustificazione ai medici di non guardare più nemmeno in faccia i pazienti e credo che questo vada assolutamente cambiato. È un invito che ripeteremo fino alla fine a questa Amministrazione e alla Giunta.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Aperta la votazione. Parere contrario. Siamo sul 56.
Chiusa la votazione. Respinto. Sempre Consigliere Szumski, l’11. Grazie, Consigliere.
È aperta la votazione. Parere contrario. Siamo sull’11.
Emendamento respinto.
Chiusa la votazione.
Consigliere Cunegato, lo dà per letto il 12?
Bene. Prego.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Sì, è un tema su cui siamo ritornati più volte in questi giorni. È un tema che voglio ribadire anche qua perché abbiamo detto che c’è una questione legata ai bassi salari di operatori sociosanitari che lavorano nell’integrazione scolastica. Voglio ricordare cosa fanno queste figure nelle nostre scuole, di tutti gli ordini e gradi, ci sono dei bambini o dei ragazzi con disabilità, quando si parla di quello che in burocratese viene detto legge 104, 3, comma 3, cioè di condizioni di gravità.
Questi ragazzi vengono seguiti da insegnanti di sostegno e poi dagli operatori sociosanitari.
Quello che noi abbiamo visto è che purtroppo questi bandi, contratti sono molto bassi. Sono contratti dove si pagano queste persone nove ore, ma soprattutto anche qua io chiedo che si faccia una riflessione, perché sono contratti che non combaciano, cioè son contratti pensati per il mondo della cooperativa e poi che si adattano, invece, alla scuola, che ha orari diversi, che ha tempistiche diverse.
Ecco perché queste operatrici sociosanitarie spesso sono costrette ad avere casse ore, per dire lavorano 30 ore ma ne vengono pagate 22 perché poi vanno in cassa per l’estate.
Se i ragazzi sono a casa non vengono pagati e questo dicevamo sta creando una situazione davvero grave, perché perdiamo professioniste, spesso sono donne che fanno questo lavoro da vent’anni, che hanno una grande sensibilità, che hanno maturato - stando a fianco di ragazzi che hanno delle problematiche particolari - una grandissima professionalità. Ecco, noi le stiamo perdendo. Facciamo fatica ad attirare nuove professioniste, dico nuove perché purtroppo sono spesso, no purtroppo, ma perché sono quasi sempre donne, e questo sta mettendo in discussione il diritto all’istruzione dei ragazzi più fragili.
Allora cosa chiede questo emendamento? Che la Regione si interroghi e che cominci a pensare per i propri prossimi bandi a delle cifre più alte, in modo tale che queste operatrici abbiano contratti più dignitosi, che questo lavoro ritorni ad avere il riconoscimento sia economico e quindi anche poi professionale che merita, perché davvero siamo sull’orlo del precipizio e, se non interveniamo, mettiamo in discussione il riconoscimento di un diritto a una retribuzione dignitosa, ma anche il diritto all’istruzione proprio dei ragazzini più fragili.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere Cunegato.
Consigliera Luisetto, prego.
Speaker : Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
Intervengo a sostegno di questo emendamento e anche per fare una sottolineatura: quando parliamo di servizi, integrazione scolastica e quindi delle operatrici e degli operatori socio-sanitari che supportano i ragazzi con fragilità nelle scuole, parliamo di un servizio che è coperto dai Comuni attraverso una delega alle aziende sanitarie e socio-sanitarie e nel plafond di quota che ogni cittadino mette pro capite, si ricavano le risorse anche per questo servizio.
Ora il fatto che le cooperative spesso si trovino in difficoltà nel garantire il servizio è dovuto ad appalti al massimo ribasso, ad appalti all’offerta economicamente più vantaggiosa, ad appalti che non guardano alla qualità del progetto ma spesso al risparmio. Allora è fatica chiedere al terzo settore di garantire servizi socio-assistenziali e socio-sanitari di qualità quando non gli stiamo dando le risorse per farlo adeguatamente e di conseguenza per retribuire altrettanto adeguatamente chi in questi servizi lavora.
Credo quindi necessario prendere in considerazione questo emendamento, che va invece a coinvolgere la Regione in una responsabilità, anzi in una corresponsabilità, perché questi servizi che poi ricadono su famiglie e ragazzi con fragilità siano al centro di una programmazione e non ai margini.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Metto al voto il n. 12 di Cunegato. Parere contrario.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Detto questo, consigliere Cunegato, lei ne avrebbe un altro. Rinuncia alla presentazione? Prego.
Emendamento n. 17, pagina 76. Magari sintetica, se posso, mi permetto.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Ho preparato un intervento di un’ora e 40, e...
Allora, anche qua, come dire, è evidente che sarò sintetico, perché il lavoro che si fa qua è quello di reperire delle risorse rispetto a dei temi di cui abbiamo già parlato anche nel DEFR.
Nel DEFR abbiamo portato l’emendamento bocciato, che cercava di porre l’attenzione sulla neuropsichiatria infantile, perché credo che (non c’è l’Assessore alla Sanità) sia davvero innegabile che oggi abbiamo delle neuropsichiatrie infantili che sono prosciugate, e questo ha delle conseguenze drammatiche proprio sulle persone più fragili.
Dicevo l’altro giorno di maestre che segnalano un bambino che forse ha una disabilità e ci vogliono due anni per una certificazione, il che vuol dire che non si garantisce la diagnosi precoce, vuol dire che non si garantisce l’insegnante di sostegno, e questo a livello della certificazione, poi c’è tutta la difficoltà, quindi vi chiedo di occuparvi di questo tema, di parlare con chi lavora nella psichiatria infantile, con gli psicologici, i neuropsichiatri infantili, i neuro psicomotricisti, che vi racconteranno di servizi che sono davvero purtroppo allo sbando.
Abbiamo quindi bisogno di ricostruirli, perché da una parte c’è il problema delle certificazioni, dall’altra c’è il problema che non garantiamo un supporto ai bambini e ai ragazzi con disabilità, con problemi di salute mentale e alle loro famiglie, per cui cosa sta succedendo? Sta succedendo quello di cui parlavamo l’altro giorno rispetto alla sanità in generale, che chi ha i soldi e può andare nel privato ha un supporto, chi non ha i soldi e non può andare nel privato non ha un supporto.
Credo davvero che la privatizzazione di servizi sia sempre negativa, sia sempre incivile, quando in questo caso riguarda i bambini e i ragazzi con disabilità, cioè le persone più fragili, è davvero inaccettabile.
Chiedo quindi che vengano date più risorse per questi servizi, che non sono più in grado di espletare il loro ruolo, quindi non sono più in grado di costruire una comunità che si fa carico delle persone che, per la loro fragilità, adesso ricadono spesso solo sulle famiglie, che non ce la fanno più.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Apro la votazione, parere contrario, emendamento n.17.
È aperta la votazione.
È respinto.
Emendamento n. 23, consigliera Bigon.
Speaker : Anna Maria BIGON (Partito Democratico)
È relativo alla creazione dei reparti in caso di emergenza-urgenza per primi episodi psichiatrici o comunque di disagio grave da parte dei ragazzi, che renda necessario un ricovero. Parliamo di minorenni, ma anche di adolescenti fino ai 25 anni che vengono ricoverati non nei reparti per adulti di psichiatria, ma nei reparti adatti a loro.
Nel DEFR, grazie alla maggioranza e a noi, è stato accolto questo emendamento. Adesso chiediamo di metterci anche le disponibilità economiche, perché non possiamo trovarci tra un anno ancora qua a parlare della stessa identica cosa e ad avere 800 ragazzi che passano attraverso i pronti soccorsi, che vengono ricoverati in Veneto nei reparti psichiatrici per adulti. Questo non è da permettere e non è eccellenza.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Prego.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Una battuta veloce. Sostegno alla consigliera Bigon, questo tema è davvero importante. Purtroppo, bisogna anche ricordare che in molte ULSS, come la nostra, per carità, non c’è l’ospedale hub, però non c’è neanche un posto per ricovero per minori con problemi psichiatrici. Anche questo è un tema importante che nei prossimi anni credo vada affrontato.
Speaker : PRESIDENTE
È aperta la votazione. Parere contrario.
L’emendamento è respinto.
Emendamento n. 51, consigliere Rocco. Lo dà per letto? Ritirato. Grazie.
Emendamento n. 89, consigliera Bigon. Lo diamo per letto? Lo ritiriamo? Lo diamo per letto.
È aperta la votazione. Parere contrario.
È respinto.
Consigliera Bigon, n. 58. Prego.
Speaker : Anna Maria BIGON (Partito Democratico)
È un emendamento relativo all’attivazione dello psicologo di base. Avete visto tutti che ho depositato questo progetto di legge già nella scorsa legislatura e l’ho ripresentato in questa legislatura perché crediamo che la presa in carico ai primi esordi, ai primi episodi di un adulto, di un giovane, di un ragazzo attraverso uno psicologo che sia sul territorio è fondamentale, perché? Perché abbiamo un problema di istituzionalizzazione della malattia. Noi, non prendendola in carico immediatamente, rischiamo veramente che diventi cronica. Quindi dobbiamo evitarlo. Questo dà la possibilità di inserire nei distretti lo psicologo che, senza alcun filtro, solo in collaborazione con il medico di famiglia, può ascoltare il ragazzo, la ragazza, i genitori o comunque chiunque abbia problemi o che voglia anche una consulenza. È fondamentale applicarlo. Occorrono disponibilità economiche. Abbiamo chiesto 1.000.000 di euro nel progetto di legge depositato. Crediamo che possono essere inserite altre somme per istituire questa figura importante, tra l’altro, fatta in collaborazione con l’ordine degli psicologi del Veneto. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
A lei. Consigliera Luisetto.
Speaker : Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
Per sostenere quanto detto dalla collega Bigon. Già nella passata legislatura avevamo presentato, a firma Bigon, il progetto di legge per lo psicologo di base. Sappiamo che c’è un’attenzione particolare, ma va riportata l’attenzione sul fatto che la salute mentale non è un privilegio, non è un lusso e deve essere presa in carico da un punto di vista pubblico.
Ragazzi in età adolescenziale, adulti che hanno bisogno di trovare una figura di prossimità pubblica, accessibile, che dia equità nella presa in carico sono numerosi. Come sono numerose le richieste che oggi sono inevase, perché chi può va dal terapista in maniera privata. Chi non può rinuncia a tutelare la propria salute mentale.
Questo progetto di legge che abbiamo ripresentato, nel quale crediamo molto, crediamo sia un pezzetto di dignità e di civiltà per il sistema sociosanitario del Veneto.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Consigliere Cunegato.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Sì, volevo dire che, ovviamente, anche noi siamo a sostegno di questo emendamento. Siamo sensibili. Abbiamo visto il progetto di legge di Stefani, ne abbiamo depositato anche uno noi, io e la consigliera Ostanel, il progetto di Stefani mette solo 1.000.000, questo noi crediamo davvero che sia… cioè non si possa neanche partire a fare un ragionamento con 1.000.000 per tutto il Veneto.
È importantissimo, lo dicevamo l’altra volta, noi siamo di fronte a una Caporetto della salute mentale e, quindi, bisogna che ci siano delle risposte, altrimenti solo chi può permetterselo va. Ecco, aggiungo solo brevemente a quanto già detto bene da Bigon e Luisetto che non solo dobbiamo fare questo, ma dobbiamo fare in modo che nei servizi che già ci sono non manchino psicologi, perché gli psicologi mancano gli ospedali, gli psicologi mancano nei consultori e noi a Schio ci siamo trovati addirittura con un consultorio senza psicologo l’anno scorso e vi dico che se la golden hour è 20.000... no, uno ogni 20.000 abitanti, in Veneto siamo a 42.000, nell’Alto Vicentino siamo a un consultorio ogni 90.000. Ci siamo trovati senza psicologo e posso dirvi che ora nell’ospedale di Santorso, che serve un territorio, come dire, di 180.000 abitanti, cioè un ospedale dove entrano migliaia di persone, c’è una delle sale parto, più importanti perché è molto bella e attrattiva, c’è solo uno psicologo a part time. Quindi costruiamo questo servizio, ma facciamo in modo che anche nei servizi, dove devono essere gli psicologi ci sono.
Ruzza lo sa bene, è il più grande psicologo dei tram delle Tre Venezie, ma se possiamo dire che è la mancanza di programmazione che c’è stata in passato rende difficile trovare neuropsichiatri o figure del genere, non possiamo dire, come ho sentito, che non si trovano psicologi. Se si fanno dei bandi e se si fanno dei bandi pagando il giusto le persone io credo che gli psicologi si trovino.
Bisogna finanziare lo psicologo di base, ma bisogna anche fare in modo che in quei servizi essenziali e sempre più disastrati come il CSM, come i consultori, ci sia un numero adeguato di psicologi.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Per favore, Valdegamberi e Montanariello, per favore.
Apriamo la votazione. Parere contrario.
È aperta la votazione.
Per favore, siamo in votazione, Montanariello, aspetta un attimo.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Vi do un’informazione a mero titolo di elaborazione statistica. Abbiamo fatto due ore di Consiglio e 16 emendamenti all’ora. Abbiamo ancora un bel po’ di ore. Ve lo do solo come risultato del bilancio dei due ore.
Prego, speriamo velocemente, consigliera Ostanel. Lo dà per letto? Prego. N. 26, pagina 86.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Faccio una battuta prima di intervenire: è per quello che le dicevo, Presidente, di non dire un’ora di chiusura, perché ho esperienza di quest’Aula.
Speaker : PRESIDENTE
Consigliera, lei ha un Capogruppo che viene alle Conferenze dei Capigruppo, parlatevi, siete due.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Ma la Capigruppo non da un orario di chiusura, da un ordine di grandezza.
Speaker : PRESIDENTE
Sempre meno citazioni di quelle che fa Cunegato in un’ora.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Intervengo perché questo invece è un tema fondamentale. Io vado più precisamente rispetto anche agli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto e condivido ovviamente, però il tema è un tema molto preciso.
Con 1 milione di euro, come propone il presidente Stefani e ovviamente il collega Pressi nel progetto di legge, noi riusciamo a far partire una piccola sperimentazione.
Noi chiediamo in questo emendamento, come ho detto durante l’Ufficio di Presidenza, di aggiungere 1 milione di euro, che ci permetta di arrivare a quella cifra di 2 milioni, che ci permettono di avere un progetto di legge sullo psicologo delle cure primarie che davvero riesce ad assumere quegli psicologi di cui parlavamo prima, tra l’altro con un salario dignitoso, ma soprattutto nel numero necessario per garantire quella figura all’interno di tutte le ULSS.
Se garantiamo uno psicologo di base ogni 150.000 abitanti, capite bene che questa figura non riuscirà a fare il lavoro che deve fare, mentre se ne garantiamo uno, come chiede l’Ordine degli psicologi, ogni 50.000 abitanti, cambia la questione, quindi dobbiamo almeno triplicare le risorse che il presidente Stefani decide di mettere in quel progetto di legge.
Questi emendamenti andavano a supporto, cioè dicevano che abbiamo tanti progetti di legge presentati (Bigon, Pressi, Stefani, Ostanel e altri), perché non mettere davvero in questo bilancio le risorse che servono nel 2026 per far correre quella figura?
Ricordo anche a chi non era presente nella scorsa legislatura che le sperimentazioni sono state fatte, l’anno scorso avevamo votato un emendamento che avevo proposto, che dava 100.000 euro per fare una prima sperimentazione e abbiamo finanziato delle interessanti cose all’interno del territorio, quindi abbiamo già le sperimentazioni fatte, ora è tempo di mettere a sistema la figura nel suo complesso.
Durante l’Ufficio di Presidenza, è stato detto anche dal collega che si potranno trovare risorse nell’ambito dei LEA.
Se usciamo da quest’Aula con un impegno chiaro è un conto. Se, invece, usciamo da quest’Aula senza un impegno chiaro, è ovvio che questi emendamenti vanno nella direzione non solo di essere votati, ma anche di rivendicare il fatto che il voto è contrario.
Spero che domani, alla chiusura dei lavori, alla presenza del Presidente o, in generale, dei colleghi che vorranno intervenire, riusciamo ad uscire da quest’Aula con un impegno che, se non è oggi, entro la fine del 2026 riusciamo davvero ad approvare quel progetto di legge unendo i vari progetti che oggi ci sono, ma con una dotazione economica che non sia 1 milione di euro, altrimenti non riusciremo a far partire quel servizio come avremmo dovuto fare.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Lo metto in votazione. Parere contrario.
L’emendamento è respinto.
Sempre consigliera Ostanel, n. 33. Grazie, Consigliera.
Lo metto in votazione. Parere contrario. Pagina 88.
L’emendamento è respinto.
Consigliera Bigon, n. 115. Lo diamo per letto? Grazie.
È aperta la votazione sul n. 115.
L’emendamento è respinto.
Emendamento n. 22, consigliere Cunegato. Lo diamo per letto? Neanche uno per letto?
Prego.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Ricordo che l’anno scorso in Italia sono morte 1.000 persone sul lavoro. Ricordo che l’anno scorso in Veneto sono morte 144 persone sul lavoro, il 40% in più dell’anno prima. C’è qualcosa che non va. Ricordo che sono aumentati di molto anche gli infortuni sul lavoro. Questo significa che non viviamo un’epoca di progresso, ma viviamo un’epoca di regresso.
Tra le responsabilità c’è di sicuro la crisi degli SPISAL. Nell’alto vicentino, anzi nell’ULSS 7 c’erano 13 tecnici dello Spisal, ce ne sono solo otto che dovrebbero tentare di controllare tutti i cantieri edili, tutte le aziende, tutte le scuole, tutti gli ospedali di un territorio dove vivono 400.000 abitanti. Quindi i controlli non li fanno mai. Quindi noi crediamo davvero che ci vogliono maggiori risorse perché? Perché noi dobbiamo rendere questo lavoro più attrattivo. Quello che sta succedendo, invece, e che mi racconta del sindacato, è esattamente il contrario.
In tre ULSS si stanno peggiorando i contratti. Ad esempio da noi il contratto del tecnico dello Spisal, che prima prevedeva un premio, adesso vincola questo premio a un aumento di 4 ore a settimana. Ecco che, quindi, invece di andare dalla parte giusta, come si chiede in questo emendamento, cioè di mettere più risorse per rendere più attrattivi questi lavori, da cui dipende il controllo e da cui dipende, quindi, la vita dei lavoratori, noi andiamo dalla parte opposta. Dispiace che abbiate deciso di non finanziare neanche gli Spisal.
Speaker : PRESIDENTE
Direi che il parere - non l’avevo ancora detto, comunque adesso lo dico – è contrario.
Quindi metto in votazione.
Prego. Ah, scusami, scusami. Scusi, consigliere Baldan.
Speaker : Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle)
Scusi lei. Non c’è problema.
Speaker : PRESIDENTE
Un invito a tutti. Se vi prenotate mentre sta parlando il collega lo vediamo tutti sennò… Grazie.
Speaker : Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle)
Allora, solo per ribadire. È chiaro che noi a livello di questo Consiglio, di Giunta, non possiamo sottovalutare questa cosa delle morti bianche sul lavoro, che coinvolge persone giovani, anche in questi giorni, in queste settimane anche dell’inizio dell’anno e coinvolge anche persone, ovviamente, lavorativamente e di età anagrafica molto più adulte, anche perché lo sappiamo che da questo punto di vista la parte di lavoratori occupati che si è elevata in più è quella dai cinquant’anni in sopra, quindi questo comporta caratteristiche anche fisiche diverse. Allora su questo io credo, anche a beneficio di tutte le aziende del nostro territorio, in particolare, credo che i controlli siano opportuni.
Ovviamente, devono essere controlli che non sono mirati per, in qualche modo, colpevolizzare o mettere il fucile alle spalle di qualcuno, ma certo non possono sfuggire - fra virgolette - dalla dinamica dell’improvvisazione, del fatto che un controllo si presta ad essere improvviso anche rispetto a determinate caratteristiche, proprio per verificare le situazioni lavorative.
Io credo che questa sia una parte estremamente importante, proprio perché l’attività lavorativa si sta alzando. Assistiamo a situazioni abbastanza strane di gente di 60-65 anni che sale su una gru senza nemmeno un patentino, senza nemmeno niente, e queste cose sono inaccettabili.
Poi non possiamo in qualche modo meravigliarci se ogni giorno il bollettino di guerra lavorativo si aggiorna costantemente con la morte di qualcuno.
Io credo che sia doveroso, lo dico al di là delle questioni politiche, credo sia doveroso che i controlli debbano aumentare, ma nell’interesse - lo dico - dei lavoratori e dei cittadini, lavoratori di questa Regione, ovviamente perché questo possiamo fare.
Mi auguro, al di là dell’esito che poi subirà la votazione sull’emendamento, che questa Regione prenda in seria considerazione questo emendamento, per poi sviluppare possibilmente un modello di controlli attraverso lo SPISAL, perché il mondo del lavoro, sia dal punto anagrafico... dal punto di vista anagrafico, sia per le caratteristiche - prendo solo il lato turistico, che da noi sta in qualche modo occupando molte persone - è molto cambiato e quindi noi dobbiamo avere degli strumenti a disposizione che siano in questo momento in grado di fare la differenza, di controllare che siano quelli che sono adeguati al tessuto imprenditoriale e al momento imprenditoriale che stiamo vivendo.
Da questo punto di vista spero insomma... perché continuare ad aggiornare e sentire ancora situazioni di questo tipo quasi quotidianamente non credo che sia per quel che... salute! Non credo che sia per noi una cosa particolarmente... sia un bel biglietto da visita e io francamente ne farei volentieri a meno. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie a lei, Consigliere.
Votazione. Parere contrario. Siamo sul n. 22 del consigliere Cunegato.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Consigliere Cunegato, il n. 21 lo diamo per letto? Prego.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Io vorrei ricordare quanto dice il nostro assessore alla sanità, Gerosa, che è diversa la salute dalla sanità.
Io vorrei ricordare un grande personaggio che si chiamava Ivar Oddone, che è stato un partigiano ricordato anche da Italo Calvino ne "Il sentiero dei nidi di ragno", perché gli dedica il libro, era il Capitano Kim. Ivar Oddone studiò anche Psicologia, dopo essersi laureato in Medicina, e fu uno dei pionieri della medicina del lavoro. Nel 1969, scrisse un libro che creò una cultura della salute, "L’ambiente del lavoro", perché, come dice continuamente l’assessore Gino Gerosa, la salute dipende dall’ambiente, la salute dipende dal lavoro, la salute è l’esito di tutta una serie di condizioni che la determinano.
Ecco perché noi chiediamo che venga istituito un Osservatorio regionale sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e monitoraggio dei quasi infortuni. Cosa significa quasi infortuni? Significa che dobbiamo capire che la sicurezza del lavoro dipende ovviamente dai controlli, ma non solo, dipende dalla cultura della sicurezza, dipende dalla formazione sulla sicurezza, cosa che facciamo sempre più fatica a fare, ma dipende anche da alcuni monitoraggi.
Cosa si intende per quasi infortuni? Si intende quell’insieme di eventi che non hanno prodotto danni, ma contengono elementi per cui questi danni possono essere prodotti, ad esempio una caduta sventata all’ultimo momento, un’attrezzatura difettosa oppure l’esposizione a sostanze pericolose.
In tutte le Regioni e in tutti i posti dove si ha a cuore la cultura della prevenzione sui luoghi del lavoro ci sono questi Osservatori che, partendo dai quasi infortuni, costruiscono delle strategie di sicurezza del lavoro.
Duole sapere che, purtroppo, anche questa volta non l’avete approvato.
Speaker : PRESIDENTE
Bene, ha doti di veggente, dobbiamo ancora votare, consigliere. Adesso votiamo e vediamo se sarà approvato oppure no.
La votazione è aperta. Parere contrario.
Non chiudete la votazione perché a me non dà la possibilità di votare. Forse è stata chiusa.
Scusate, non dipende da me. Ecco qui. Votazione chiusa. Respinto.
Consigliera Ostanel, il 32. Lo diamo per letto?
Prego.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente. Questo è un emendamento di cui abbiamo parlato anche in Ufficio di Presidenza con l’Assessore Gerosa, tema di cui ci siamo già occupati, quindi il sostegno alla vulvodinia in ambito sanitario. È stato aperto, con il lavoro dell’assessore Lanzarin precedente e il mio lavoro di stalking negli anni, un ambulatorio nell’ospedale di Padova. Il punto oggi è finanziare e sostenere quel polo, diciamo, che abbiamo aperto dentro l’ospedale di Padova in maniera adeguata, perché quello che abbiamo rilevato è che il bisogno è talmente alto che oggi ci sono delle liste d’attesa già all’interno e per accedere a quell’ambulatorio che abbiamo appena attivato.
Parlando, appunto, con l’assessore Gerosa c’era la disponibilità a valutare un ordine del giorno in questo senso. Quindi non riesco ad avere l’impegno in Aula perché non è presente. Quindi, fidandomi, diciamo, di questo impegno, io ritiro l’emendamento e spero di avere un voto positivo nell’ordine del giorno che ho presentato.
Speaker : PRESIDENTE
Molte grazie, Consigliera.
Consigliera Bigon, 57.
Speaker : Anna Maria BIGON (Partito Democratico)
Cure palliative. Noi abbiamo il fine settimana dove non c’è nessun servizio in molte parti del Veneto per quanto riguarda la presa in carico e l’intervento per il dolore. Noi dobbiamo potenziarle, perché solo un quarto dei cittadini del Veneto che ne hanno diritto vengono presi in carico. La metà di quelli che hanno malattie oncologiche e quasi nessuno per quanto riguarda tutto l’altro mondo diverso dall’oncologia. Quindi dobbiamo assolutamente potenziarlo e questo emendamento lo permetterebbe. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera. Parere contrario. Votazione.
Emendamento respinto.
Consigliera Bigon, il 61. Grazie. Il 90? È a pagina 104. Lo dà per letto.
Votazione. Parere contrario. Siamo sul 90. Votazione. Parere contrario.
Il n. 61 è ritirato.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Il n. 91, Consigliera, lo dà per letto. Grazie.
Votazione del n. 91, consigliera Bigon, pagina 106. Parere contrario.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Consigliere Rocco, il n. 45, lo dà per letto? Prego, Consigliere. Pagina 108.
Speaker : Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti In Azione – Uniti Per Manildo Presidente)
Volevo intervenire su questo emendamento perché solleva un tema che è sicuramente ampiamente già trattato dalle politiche regionali, stiamo parlando di qualcosa che dentro i LEA, ma si tratta di prevenzione sui temi della fecondità e della salute riproduttiva. Questo perché recentemente mi è capitato di partecipare a vari dibattiti che introducono tecnologie innovative o processi innovativi, come il social freezing. Da una parte volevo essere la prima persona a usare le parole social freezing in questo Consiglio regionale, sapendo che, insomma, ci sono anche altri colleghi che stanno lavorando su questa questione. Perché? Cos’è il social freezing? Il social freezing è una tecnologia che consente di congelare gli ovuli, ma l’accezione social porta a congelare gli ovuli non in presenza di una patologia, come avviene oggi per chi accede, per esempio, a percorsi di PMA o per chi è in presenza di patologie invalidanti, come per esempio la vulvodinia o patologie oncologiche che possono andare a incidere sulla salute riproduttiva, ma per tutte quelle donne che sentono di non essere in una fase della propria vita che permette loro di poter pensare di accedere a una maternità e quindi scelgono - per questo social, perché l’accezione è quella della scelta - di congelare i propri ovuli. Perché? Perché chiaramente più giovane si preserva l’ovocita più la conta ovarica è importante e quindi si accederebbe un domani a tecnologie, a tecniche di PMA utilizzando degli ovuli che vengono congelati in giovane età.
È sicuramente un tema che solleva grandi interrogativi, ma io penso che sia giusto parlarne.
E soprattutto il tema del social freezing, che oggi chiaramente non è un LEA perché è una scelta quella di congelare, non in presenza di una patologia, secondo me apre una riflessione molto più ampia sulla questione in generale della salute riproduttiva, che tocca per esempio anche la salute riproduttiva maschile. Questo ci permette di ampliare un ragionamento, perché molto spesso, quando si parla di salute riproduttiva e di infertilità, purtroppo lo stigma sociale ricade tutto sulla capacità riproduttiva delle donne, mentre invece è giusto parlare di salute riproduttiva di coppia, quindi non soltanto per quanto riguarda la donna, ma anche l’infertilità maschile.
Sappiamo che per motivi sociali ci laureiamo, iniziamo a entrare nel mercato del lavoro, siamo più precari, quindi iniziamo ad avere una stabilità economica più tardi, quindi socialmente iniziamo a pensare alla possibilità di costruire una famiglia più tardi rispetto a una volta.
Per quanto riguarda gli uomini, esiste una serie di pratiche, una volta si faceva il militare e c’era il controllo del varicocele, che è uno degli elementi che causano infertilità, quindi un uomo scopre di avere delle condizioni che provocano l’infertilità molto più tardi rispetto a una volta, una volta a 18, 19, 20 anni si correggeva il varicocele (certo, c’era anche il pediatra, però il militare era un check più ampio), oggi magari si scopre 35-36 anni come uomini di avere delle condizioni che possono portare all’infertilità.
L’emendamento, che prevedeva una spesa tutto sommato relativa, era sostanzialmente una spinta di natura culturale in termini di prevenzione a percepire che il tema della salute riproduttiva è una questione che riguarda uomini e donne, che può essere toccata e anticipata per tempo, che prova a portare su di sé anche tutto il dibattito innovativo su questioni come il social freezing.
So che ci sono già tanti progetti anche fatti all’Università di Padova molto avanzati, però credo che serva uno sforzo in più, perché il tema della salute riproduttiva, il tema della PMA, il tema della fertilità vengono trattati purtroppo sempre più tardi e, più tardi si va, più emerge questa dicotomia tra una biologia che non è cambiata, perché biologicamente il corpo umano è quello e quindi la capacità riproduttiva è quella, e una condizione sociale che ci porta a pensare di poter costruire famiglia o accedere a una maternità più tardi, perché sono cambiate le condizioni sociali.
L’infertilità riguarda il 15% dei veneti, quindi se riuscissimo ad anticipare tutto quello che potrebbe portare un domani a soddisfare il desiderio di diventare genitori, sicuramente faremmo una cosa molto sentita e molto apprezzata dalle coppie, da una parte, perché c’è un’aspirazione genitoriale, ma dall’altra, anche a livello sociale, cercheremmo di correggere quella distorsione in termini demografici, che è una piaga non soltanto chiaramente, di questo Veneto, ma in generale di un’Europa che è sempre più vecchia.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliere Szumski.
Speaker : Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
Ma dissento parzialmente, mentre sono d’accordo che va affrontato il problema dell’infertilità maschile e femminile perché è in aumento, diciamo, nella popolazione. Andrebbe anche ricondotta a pratiche, cioè io ricordo quando ero molto giovane nel secolo scorso, facevo medicina negli ambulatori nei poliambulatori, medicina scolastica, si controllava, dal pediatra la varicocele, veniva intercettato come la scoliosi; cose che sono scomparse, che i pediatri oggigiorno non sempre riprendono. Però non sono d’accordo quando questo viene fatto come un’idea in cui il servizio deve congelare perché io voglio… un conto è avere la difficoltà, un conto è un’idea egoistica di programmare, così. Dal punto di vista etico, personalmente sono contrario se questo è lo scopo.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere. Non ci sono altri interventi.
Mettiamo in votazione. Siamo sul 45, pagina 108. Parere contrario.
Grazie. Respinto. Consigliere Rocco, il 48. Cosa facciamo? Grazie. Allora è ritirato il 48.
Grazie, Consigliere.
Consigliere Montanariello, il 106?
Ritirato. Grazie, consigliere Montanariello.
Votiamo, a questo punto, l’articolo 10.
Articolo 10, fate attenzione al voto. Si vota l’articolo.
Articolo approvato. Chiusa la votazione
Blocco assistenza sociale. Allora la consigliera Martini dichiara che ha votato a favore.
Il consigliere Szumski a favore o contrario? Contrario. Anche il consigliere Pressi. Magari se fate attenzione quando apriamo e chiudiamo. Chiamate allora. Grazie. No, perché vi vedo impegnati a fare altre robe.
Consigliere Cunegato, n. 15. Questo lo diamo per letto.
Prego. 116. Un regalo.
Grazie. Lo votiamo. Parere contrario. Siamo al n. 15 del consigliere Cunegato. Apprezziamo lo sforzo. Grazie, Consigliere.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Il correlatore, il consigliere Galeano presenta un emendamento, che il n. 142, per il quale c’è un parere favorevole. Lo diamo per letto, Consigliere? Pagina 117 bis. È il suo emendamento, il n. 142, parere favorevole. Per letto? Grazie, consigliere.
Votiamo. Parere favorevole.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
N. 27 consigliera Ostanel. Lo diamo per letto? Grazie, Consigliera.
Votiamolo. Pagina 118. Parere contrario.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Consigliera Ostanel, il n. 38, prego. Lo diamo per letto. Siamo tornati dove dobbiamo essere, siamo a pagina 120. Prego, Consigliera. È arrivato anche l’Assessore al sociale, quindi siamo giusti.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Perfetto. Grazie, Assessore.
Questo è un emendamento importante e lo illustro, so di avere parere negativo, però io credo che se avessimo il tempo davvero di ragionarci, si cambierebbe il parere anche perché chiedo 300.000 euro ed è una sperimentazione: io so che se uscissimo dalle logiche diciamo di posizionamento ci sarebbe parte dei Consiglieri che vorrebbero votarlo. Ci viene detto da tanto tempo che nei centri estivi per i ragazzi, per i minori, i ragazzi con disabilità, avendo bisogno di un supporto maggiore, perché ovviamente gli educatori devono essere di più, tante volte il centro estivo dice: non avendo abbastanza risorse, non riusciamo a includere tot ragazzi con disabilità, perché non abbiamo abbastanza educatori. Succede in tantissimi Comuni del Veneto.
Siamo stati sollecitati più volte nel cercare di dire: proviamo ad attivare dei progetti sperimentali che con delle risorse aggiuntive portino i centri estivi fatti dai Comuni ad avere risorse in più.
L’importo era molto basso per garantire una prima sperimentazione, ovvio che servirebbe più di così, ma io davvero chiedo di iniziare a ragionare, visto che ho un parere negativo, per le prossime volte su un tema così importante. Quando parliamo di inclusione, soprattutto nel periodo estivo, quando i genitori faticano perché le scuole sono chiuse, a garantire maggiore inclusività all’interno di tutti i progetti di centri estivi che vengono prodotti dai Comuni.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Lo metto in votazione. Parere contrario.
Emendamento respinto.
Consigliere Cunegato, il n. 23. Lo diamo per letto? Prego.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Viste tutte le riflessioni che abbiamo fatto sulla demografia, credo sia davvero importante concentrarsi ‒ abbiamo fatto poco ‒ sugli asilo nido, quindi reperire risorse sugli asili nido perché diventino un po’ alla volta gratuiti.
Vorrei sottolineare un duplice problema. Il primo è evidente, lo abbiamo detto tutti, non riusciamo più a fare figli. C’è una destra italiana che parla di politiche della famiglia, non ha mai fatto. Non è solo questo il problema, io credo. Vi suggerisco la lettura ‒ è molto breve ‒ di un report che si chiama ISTAT BES, sull’educazione, lo trovate in internet, dove c’è scritto che nella nostra regione ci sono 162.000 bambini a rischio povertà ed esclusione sociale. Molti di questi sono in condizione di povertà educativa.
Quello che vorrei ricordare è che un economista, che è anche uno statistico, che si chiama James Heckman, ha dimostrato, con degli studi pieni di evidenze empiriche, che gli investimenti fatti nei primi anni di età sono quelli che portano risultati più duraturi. Perché? Perché le nostre infrastrutture cognitive ed emotive si creano nei primi anni.
Purtroppo, lo dico a malincuore, la scuola italiana non è più in grado di essere un ascensore sociale. Io dicevo, con una battuta, che la scuola italiana è diventata un tapis roulant sociale: si corre rimanendo fermi. La scuola italiana non è più in grado di rimuovere le diseguaglianze di partenza, ma si limita a fotografarle. La scuola italiana ha tradito il motto di don Milani, che diceva "dare di più a chi ha di meno" e finisce spesso per dare di meno a chi ha di meno, infatti rappresentano quei due terzi di veneti che non riescono ad andare all’asilo nido.
Vorrei ricordare che anche qui siamo indietro, cito l’immortale Morosin, che parla di questa fusione così bizzarra, ma cita anche l’articolo 5 della Costituzione, che dice che "l’Italia è una e indivisibile, ma riconosce le autonomie", e vorrei ricordare che, paradossalmente, fu proprio il Partito Comunista a volere quelle autonomie che la Democrazia Cristiana non voleva.
Perché non le voleva? Perché, come diceva Leopoldo Elia, c’era una conventio ad excludendum, nella situazione della guerra fredda il Partito Comunista non poteva governare e quindi non si potevano istituire le Regioni, che nascono solo nel 1970, perché in alcune Regioni il Partito Comunista avrebbe governato, e così fu. Sappiamo che il Partito Comunista governa sempre in Emilia-Romagna, in Toscana e in Umbria.
Quel brutto e cattivo Partito Comunista è stato in grado di garantire molti più servizi di quanto abbiano fatto le Regioni bianche, e su questo tema, infatti, vorrei ricordare che citavamo l’altra volta il filosofo dell’Alto Vicentino, (...) siamo arrivati a 33 posti ogni 100 da 0 a 2 anni adesso e ci siamo arrivati perché abbiamo meno bambini, non perché abbiamo investito di più, obiettivo che per l’Europa andava ha raggiunto nel 2010. Ricordo che c’è l’obiettivo di arrivare a 45 in breve tempo.
Vorrei invece ricordare che siamo a 33, mentre nella brutta e cattiva Emilia-Romagna siamo a 42, in Toscana a 40, in Umbria addirittura a 48. Anche qua, c’è bisogno di coraggio, c’è bisogno però non solo di coraggio, non solo di attenzione, ma c’è bisogno di schei, quindi c’è bisogno di investire, e c’è bisogno di investire perché famiglie che, come abbiamo visto, subiscono una deflazione salariale, che sono sempre più povere, famiglie che dicono il 41% di essere in difficoltà ad arrivare a fine mese non possono certo permettersi di spendere 450-500 euro al mese per mandare all’asilo nido i figli.
Se non possono farlo, come ricorda James Amick, penalizzano i figli, se non possono farlo, spesso, come abbiamo detto anche l’altro giorno, penalizzano le madri, che spesso non possono andare a lavorare. Ricordo ‒ e concludo ‒ che in Veneto il tasso di occupazione femminile per chi ha figli è del 52 e per chi non ha figli è del 72.
Quindi, investire negli asili nido significa aumentare il tasso di natalità e diffondere in maniera più egualitaria, quindi democratica, perché dobbiamo ispirarci a una pedagogia democratica, dobbiamo studiare, Don Milani, grande pretaccio di Barbiana, e significa anche garantire diritti del lavoro, quindi di autodeterminazione alle donne venete.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Lo mettiamo ai voti. Parere contrario.
È respinto.
Emendamento n. 40, consigliera Ostanel. Cosa facciamo? Ringraziamo la consigliera Ostanel. Grazie, consigliera Ostanel.
Votiamo il n. 40, pagina 124. Parere contrario.
L’emendamento è respinto.
Emendamento n. 41, consigliere Rocco. Cosa facciamo? Grazie. È ritirato il n. 41.
Consigliera Bigon, il n. 59. Lo diamo per letto.
Votazione. Parere contrario. Pagina 128.
È respinto.
Consigliere Rocco, il n. 42. Lo diamo per letto? Lo ritiriamo? Interviene? Grazie.
Votazione del n. 42.
È aperta la votazione.
L’emendamento è respinto.
Fate attenzione, stiamo correndo.
Lo vuole ritirare o lo diamo per respinto? Ritiriamolo. Annulliamo la votazione. È ritirato l’emendamento del consigliere Rocco.
Passiamo alla consigliera Cendron, che ha il 53, che deve darci una comunicazione, immagino.
Prego.
Speaker : Rossella CENDRON (Le Civiche Venete)
Viene ritirato.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera. La consigliera Cendron ritira il 53. Presenta il 146 che ha un parere favorevole. Lo diamo per letto a questo punto. Okay. Votazione.
Vuole intervenire? Prego.
Siamo su 146, pagina 131. Parere favorevole.
Speaker : Rossella CENDRON (Le Civiche Venete)
Questo emendamento intende rispondere a quella che è una vera e propria emergenza in Veneto, specialmente dopo la pandemia.
Speaker : PRESIDENTE
C’è una Consigliera che sta parlando.
Speaker : Rossella CENDRON (Le Civiche Venete)
Parliamo di un fenomeno preoccupante che è l’aumento dei tentativi di suicidio e dei casi di autolesionismo giovanile. Su questo ci sono Enti del Terzo Settore che si propongono proprio di prendere in carico situazioni di disagio o di criticità, rendendo accessibili quelli che sono i servizi di sostegno psicologico. Lavorando anche su temi come quello dell’inserimento sociale, inserimento abitativo e lavorativo di quelli che sono soggetti con fragilità e con disabilità, assistendo anche da un punto di vista amministrativo tributario e fiscale quelle che sono le famiglie che devono affrontare dei percorsi complessi. Ecco, questo emendamento va incontro proprio a quelle che sono le complessità che le famiglie devono affrontare e che, quindi possono avere una prima risposta su temi delicatissimi che hanno visto davvero un rafforzamento della problematicità dopo la pandemia.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera. Il parere è favorevole. Lo metto al voto.
Siamo a pagina 131 bis. Il parere è favorevole.
L’emendamento è stato approvato, come vedete.
Procediamo, Consigliere Rocco, abbiamo un 44 suo, Lo diamo per letto? Ritira? Ritirato.
Il 49… Il n. 50, il n. 52... scusate, io vedo che sono ritirati, ma lo deve dire in Aula. Non è che mi sono rincoglionito. Lo deve dire al microfono. Cunegato, sei un maestro.
Allora, per favore, consigliere Rocco, giustamente richiamano me, dica a microfono quelli che ritira. Ci dica tutti i numeri. Fino al n. 52. Ma non è colpa del Consigliere se non si accende.
Speaker : Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti In Azione – Uniti Per Manildo Presidente)
Allora nn. 49, 50, 52 e 44.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Il correlatore consigliere Galeano presenta un emendamento, che è il n. 143. Peraltro il Presidente della Commissione ha una comunicazione. Prego.
Speaker : Paolo GALEANO (Partito Democratico)
Presidente, faccio io se vuole.
Speaker : PRESIDENTE
Eh, sì, con modifiche.
Speaker : Paolo GALEANO (Partito Democratico)
Esatto, è favorevole con modifiche. La modifica sarebbe la riduzione dell’importo da 20.000 euro a 15.000 euro. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Accettato. Andiamo avanti. Votiamo. Parere favorevole.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Consigliera Bigon, prego, ci dica. La consigliera Bigon ritira il n. 60. Ma scusate, perché abbiamo questo refrattario così? Si era prenotata. Anche in Aula? Vede quanto tempo ci mette?
Speaker : Anna Maria BIGON (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Ritiro l’emendamento n. 60.
Speaker : PRESIDENTE
Peraltro io ho visto una roba... sembrerà una scemenza, ma più distante è il Consigliere, più tempo ad avere la parola. Verificate questa cosa.
A me lo dici? Siete voi che avete fatto questa innovazione. Io ho trovato questa roba, non chiedetemi nulla, perché vi ho già detto cosa penso.
Torniamo sul lavoro.
Emendamento n.144 del correlatore. Parere favorevole.
Lo diamo per letto, consigliere? Pag. 143.
La consigliera Luisetto chiede di intervenire.
Speaker : Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
Grazie.
Questo è un progetto che riguarda il Comune di Vicenza, ma soprattutto una collaborazione tra la ULSS 8 e realtà di terzo settore, per costruire uno spazio relazionale innovativo per ragazzi non intercettati, ragazzi fragili con difficoltà psicoeducative complesse.
È un progetto che con questo emendamento speriamo abbia un "la" importante, che poi possa continuare nei prossimi anni. L’obiettivo è quello di dare un approccio personalizzato, flessibile, che integri competenze educative, psicologiche e culturali e, soprattutto, che non sia stigmatizzante per i giovani più fragili.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Il presentatore non interviene, quindi lo metterei al voto, grazie, consigliere Galeano.
Parere favorevole.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
È approvato.
Consigliera Luisetto, ci dica se il 69...
Speaker : Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
Presidente, ritiro sia il n.69 che il n.71, perché poi confluirà in un altro.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliera, emendamenti nn.69 e 71 ritirati. Consigliere Micalizzi, emendamento n.80, pag.148. C’è un parere contrario.
Lo diamo per letto o lo ritira? Per letto.
Attenti alla votazione.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
L’emendamento è respinto.
Consigliera Bigon, emendamento n.92. Lo da per letto, grazie.
È aperta la votazione. Parere contrario (Tomaello, mi corregga se sbaglio i pareri).
È chiusa la votazione. Votazione chiusa. Respinto.
Sempre il correlatore, consigliere Galeano. 145, pagina 151 bis. Parere favorevole. Lo diamo per letto. No, interviene la Consigliera. Prego.
Speaker : Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
Anche questo è un emendamento che riguarda un progetto sperimentale. Questa volta l’obiettivo è quello di includere ragazzi in situazioni di svantaggio sociale, ma anche ragazzi con disabilità, in attività sociali e culturali e anche sportive, attraverso una sinergia tra Comune di Thiene tra famiglie, volontari, ULSS 7, in un processo che voglia essere davvero inclusivo a 360 gradi, spesso le attività sportive non vengono considerate all’inizio come primi aspetti del progetto di vita, invece diventano parte integrante del benessere non soltanto dei ragazzi con fragilità, ma anche dei ragazzi con disabilità.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Allora il parere è favorevole. Il presentatore è correlatore consigliere Galeano. Voto.
Ve lo dico ogni tanto, quando dico: Votazione chiusa, è chiusa. Poi non la riapriamo più. Quindi resti a memoria questa roba.
La votazione è chiusa. L’emendamento è approvato.
Consigliera Luisetto, prego, si tenga la parola.
Speaker : Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
Ritiro il 99.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Correlatore, consigliere Galeano, un parere favorevole nel 138. Possiamo votarlo? Vuole intervenire, prego.
Speaker : Paolo GALEANO (Partito Democratico)
Posso chiedere di parcheggiarlo un attimo questo, perché ho sentito che c’era qualche lavoro.
Speaker : PRESIDENTE
Parcheggio libero. Accantonato.
Quindi, consigliere Dalla Pozza, 100. C’è il consigliere Dalla Pozza? Fa Galeano. Prego.
È da ritirare, secondo le carte.
Speaker : Paolo GALEANO (Partito Democratico)
Esatto. È ritirato.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Consigliera Luisetto, 108, pagina 156.
Speaker : Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
Penso, mi pare di aver capito in Commissione, che questo abbia parere negativo, in realtà per me è un emendamento particolarmente importante perché parte del fatto che la legge 112 che disciplina il dopo di noi è una legge, purtroppo, non adeguatamente finanziata e quindi dalla necessità di dare misure di assistenza, cura e protezione alle persone con disabilità grave, prive di sostegno familiare e soprattutto in vista del venir meno dello stesso, attraverso una progressiva presa in carico della persona, anche con soluzioni abitative modulari e innovative.
Questo fa seguito a un emendamento presentato nella Nota di aggiornamento al DEFR che chiede di avere un’attenzione particolare, proprio per chi non solo ha la necessità del “dopo di noi”, ma anche del “durante noi”, quindi di avere una visione che vada a rifinanziare, attraverso un fondo straordinario, la legge 112.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Parere favorevole. Voto.
È aperta la votazione… Scusatemi, fermi là. Sono fermo sul parcheggiato. Consigliera Luisetto. Parere contrario… Succede. Ho visto la Consigliera che si era fatta piccola piccola, stava scomparendo.
Votate contrari… Prego? Scusate per l’errore, ero fermo… Mi ha distratto il Segretario, a dire la verità.
Correlatore, sempre consigliere Galeano, emendamento n. 140, pagina 157 bis, sì con modifiche, prego.
Emendamento n. 157 bis.
Speaker : Paolo GALEANO (Partito Democratico)
Qui la proposta è di modificare l’importo indicato da 40.000 euro, che si cancella, portandolo a 55.
Speaker : PRESIDENTE
Presidente Tomaello?
Okay, procediamo, voto.
Votazione è chiusa.
Approvato.
Consigliera Bigon, prego. Prenda voce la parola.
Speaker : Anna Maria BIGON (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Ritiro l’emendamento n. 112.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Sempre il consigliere Galeano come correlatore.
Emendamento n. 141, pagina 159 bis. Parere favorevole. Lo diamo per letto. Grazie, Consigliere.
Votazione. Parere favorevole.
Emendamento n. 141 l’emendamento, 159 bis la pagina.
Sto per chiudere la votazione. Parere favorevole. Prego.
Ormai, mi spiace, non si può. Però, fatemi una cortesia: prenotatevi quando annunciamo l’emendamento.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
L’emendamento n.141 è approvato.
Emendamento n.121, un emendamento a due firme, Stefani e Manildo. Sì con modifiche.
Speaker : Giovanni MANILDO (Partito Democratico)
Sì, res melius perpensa, intanto lo espongo.
Espongo l’emendamento sul co-housing intergenerazionale, che parte dall’aver rilevato sul tema dell’abitare esigenze diverse tra anziani e giovani, molto spesso anziani soli, che vivono in case grandi, vivono una dimensione di solitudine, e giovani che si spostano in altre sedi per seguire corsi universitari.
Questa esperienza di dialogo tra varie esigenze è stata molto fruttuosa, la città di Padova ha iniziato a essere città campione, città pilota di questo percorso di coabitazione intergenerazionale e gli esiti sono molto positivi.
È stata finanziata la legge regionale n.33 del 2024. Abbiamo pensato di estendere questa bella opportunità, dando ai Comuni la possibilità di attuare una piattaforma di incontro tra queste diverse esigenze, per poter arrivare a un co-housing intergenerazionale nelle città sedi di corsi universitari.
In questo modo, tutti i Comuni, tutte le Province del Veneto sono coperti da questo emendamento, perché tutte le nostre Province sono sede di corsi universitari.
Sul punto... lo dici tu.
Speaker : PRESIDENTE
Consigliere, c’era il relatore, poi il correlatore. Prego.
Speaker : Andrea TOMAELLO (Stefani Presidente)
Ci sono alcune modifiche da fare, ovvero al primo punto vado a leggere direttamente "la Regione sostiene progetti di coabitazione intergenerazionale, che, in un’ottica di welfare comunitario e generativo, contribuiscono a far fronte agli alti costi e alla scarsa disponibilità di alloggi per studenti fuori sede nelle città del Veneto, che sono sedi di corsi universitari.
Sostiene, inoltre, progetti di accompagnamento all’abitare per forme innovative di coabitazione in genere. A tal fine, la Giunta regionale è autorizzata a erogare contributi alle Amministrazioni comunali promotrice capofila dei suddetti progetti. Conseguentemente nella rubrica dell’articolato dopo le parole: “Di coabitazione intergenerazionale”. Sono aggiunte le parole “E di accompagnamento all’abitare”.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Presidente Tomaello. Se la consigliera Ostanel cede la parola al consigliere Manildo che chiede di intervenire.
Prego.
Speaker : Giovanni MANILDO (Partito Democratico)
Accettiamo la modifica. Non so se Elena volevi parlare, altrimenti raccontavo io le modalità, nel senso che è stata estesa, giustamente, una sollecitazione arrivata dalla consigliera Ostanel che diceva: Benissimo, lasciamo libertà ai Comuni di avviare dei percorsi, questo assolutamente positivo del co-housing intergenerazionale, ma anche ad avviare altri percorsi di co-housing che possano, in qualche modo, trovare delle soluzioni al tema dell’abitare.
Abbiamo trovato che questa integrazione fosse assolutamente aderente al tema dell’emendamento.
Speaker : PRESIDENTE
Consigliera Ostanel, lei vuole intervenire?
Prego.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente. Sì, questo è un emendamento, appunto, su cui ci tenevo a intervenire perché è sul tema casa, di cui tanto ci siamo occupati, e permette di ampliare una sperimentazione importante fatta nel Comune di Padova .
La questione, io penso, cui ci troviamo di fronte è intervenire in particolare nelle città dove la pressione turistica e dove la presenza degli studenti si sta mettendo in conflitto, ovviamente, tra loro e poi con l’abitare normale, cioè delle persone che non sono né studenti e né persone che stanno per fare turismo nella città. Quindi dobbiamo garantire più risorse.
Il progetto di coabitazione intergenerazionale è importantissimo. A Padova ha dato la possibilità, come sanno bene i colleghi che mi hanno preceduto, di garantire l’accesso alla casa a tanti studenti che non trovavano mercato di alloggio normale, nel mercato normale.
Ci sono tantissime altre progettualità di coabitare e di coabitazione anche penso solo tra popolazioni anziane. Ci abbiamo lavorato spesso nel Comune di Padova, ma anche tra giovani e punto, oppure tra giovani e anziani, quindi io penso che dare la possibilità ai Comuni di fare percorsi di accompagnamento a progetti sperimentali di coabitazione di diverse fasce di generazione sia la cosa importante. Aggiungo: è ovviamente una sperimentazione con i fondi che siamo riusciti a aggiungere al bilancio. Non facciamo, diciamo, la rivoluzione sul diritto alla casa. Il punto vero è continuare a investire.
Io penso che da questa legislatura il lavoro che stiamo provando a fare in questa Aula, cioè di spingere a investire sui progetti di social housing come questo, ma poi anche, lo ribadisco, sulla rigenerazione del patrimonio ERP, senza il quale noi non riusciamo a garantire il diritto alla casa, sia il lavoro che stiamo provando a fare, e mi scuso anche con i colleghi se ripeto le stesse cose nei miei interventi, ma io penso che quest’Aula abbia il compito, attraverso la deliberazione, di arrivare tutti a comprendere quali sono davvero le possibilità di azione che abbiamo.
L’assessore è sempre presente, quindi lo ribadisco, lo ridico, grazie di essere qui in ascolto: da un lato i progetti di social housing, dall’altro l’investimento sull’ERP devono andare insieme. Ci tenevo ad intervenire perché questo emendamento ovviamente è importante, ed è frutto di un lavoro e di una spinta che come Intergruppo abbiamo proposto anche nelle proposte che avevamo messo nel primo emendamento. Il punto vero è continuare a lavorare con un investimento serio sulla casa: social housing sì, e ERP deve essere parallelo.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Consigliere, vicepresidente Micalizzi.
Speaker : Andrea MICALIZZI (Partito Democratico)
Intervengo per sottolineare ulteriormente quanto detto dai miei colleghi prima e per testimoniare come la sperimentazione che abbiamo fatto l’anno scorso su questo progetto nel Comune di Padova sia stata molto fruttuosa.
Prima di essere Consigliere regionale, ero vicesindaco nel Comune di Padova. Abbiamo potuto vedere come in una realtà come quella nostra, caratterizzata anche da una presenza massiccia di studenti universitari, quindi di una città che sostanzialmente è un campus diffuso – Padova ha quartieri che sono interamente abitati da studenti universitari, non sono quartieri realizzati ad hoc, ma gli studenti si mescolano nella città – abbiamo potuto vedere come questo progetto c’entri un punto che per noi era importante: fare in modo che gli studenti universitari non fossero una presenza aliena, ma che anzi rispondessero a delle esigenze della comunità, e che si mescolassero bene nel territorio portando valore aggiunto.
Mettere insieme gli studenti con la generazione più anziana ha creato questo connubio che è stato molto favorevole, evita conflitti che normalmente ci sono, dove ci sono studenti universitari, c’è anche una popolazione che si lamenta, aumenta anche il livello di conoscenza, e quindi poter insistere su questo tipo di progetti aiuta anche la comunità a trovare degli antidoti, dei rimedi e delle soluzioni per creare una mescolanza più proficua e risponde a un’esigenza abitativa, oltre che degli studenti stessi.
L’esperimento è stato molto positivo anche per la categoria di anziani, perché attraverso questa possibilità si è trovato il modo di avere anche una vicinanza a persone che normalmente sono sole.
Temevamo una possibile incompatibilità, ma devo dire che lo strumento ha funzionato bene.
Mi unisco a questo appello, questo segnale che arriva oggi da dal Consiglio votando insieme questo emendamento è un segnale positivo, Padova ha condotto bene , questa sperimentazione e siamo felici che possa essere adottata altrove.
Occorre ragionare...
Speaker : PRESIDENTE
Consiglieri, per favore...
Speaker : Andrea MICALIZZI (Partito Democratico)
Sugli strumenti e su come implementare, anche con risorse di cui già si disponga, questo intervento e come migliorare la capacità di convivenza, ma anche di offerta abitativa.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Passerei al voto.
Votiamo l’emendamento Stefani Manildo o Manildo Stefani. Il parere è favorevole,
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Consigliere sull’ordine dei lavori, però voterei l’articolo e poi interviene.
Metto in votazione l’articolo 11. Votazione chiusa.
Attenzione, votiamo anche l’articolo 12, che non ha emendamenti.
Adesso facciamo. Porti pazienza un secondo.
Il consigliere Galeano chiedere il suo emendamento parcheggiato. Ha ragione.
Intervenga. Grazie. Fermi. Annullate la votazione interviene il consigliere Galeano.
Prego.
Speaker : Paolo GALEANO (Partito Democratico)
Vorrei comunicare che lo possiamo togliere dal parcheggio e lasciarlo nella formula in cui è e quindi votarlo così com’è.
Speaker : PRESIDENTE
Col parere contrario.
Speaker : Paolo GALEANO (Partito Democratico)
No, è uno di quelli col parere favorevole.
Speaker : PRESIDENTE
Ah, vero che era favorevole. Confusione mia.
Mettiamo al voto l’emendamento parcheggiato del consigliere Galeano, il 138, pagina 153 bis. Parere favorevole.
Lo votiamo. Aperta la votazione.
Grazie. Ringraziamo i tecnici che fanno acrobazie per venirci dietro. Dopo dovete fare un applauso ai tecnici qua. Fateglielo. Fateglielo. Se c’ero io al posto loro avrai già tirato libri, robe in sala.
Vi ricordo che il parere è favorevole. È ancora aperta per chi vuol cambiare.
Ho capito. Questo io ho trovato. Ve l’ho detto dal primo giorno.
Chiudiamo la votazione.
Votazione chiusa.
Votiamo l’articolo 12. Prego sull’articolo 12. Articolo 12.
Votazione chiusa.
Approvato anche il 12.
Io proporrei, se siete d’accordo e fate i bravi, di fare una sospensione di dieci minuti.
Ascoltate un attimo: dieci minuti vuol dire che io fra dieci minuti apro il Consiglio. Lo dico a maggioranza e opposizione.
C’è necessità di cambiare l’aria. Prego. Alle 17.18 minuti si apre il Consiglio. Accomodatevi, prego. Chiudiamo le finestre, per favore.
Inserite le schede, anzi togliete le schede e reinseritele, perché vediamo cosa succede.
Norme per l’esercizio delle funzioni amministrative, consigliere Trevisi, emendamento n.70, pag.165.
Prego.
Speaker : Gianpaolo TREVISI (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Quando dovevo decidere se restare in Polizia o politico, provare a diventare politico, ne ho parlato dopo che con mia moglie, con mia figlia; mia figlia a un certo punto mi ha detto: “No, papà resta poliziotto, perché la politica è brutta”. Allora io ho adesso come missione far capire a mia figlia che la politica è anche bella. Mio figlio Davide che, invece, è più piccolo mi ha detto: “No, resta in Polizia perché la politica è strana”. Ora a mio figlio io cercherò di dargli una risposta sul perché la politica non è strana, però, francamente, questa cosa un po’ di stranezza me la rappresenta, perché io il 15 gennaio, fra le mie prime cose, ho presentato una mozione per la riapertura della scuola della Polizia locale, ma non così, perché non sapevo di che parlare, allora ho detto: Va beh, apriamo la scuola della Polizia locale. No, perché ho avuto la fortuna e l’onore di parlare con tante donne e uomini della Polizia locale che mi hanno detto l’esigenza forte di formarsi, ma di formarsi non teoricamente, non di formarsi sulle aule, sulle sedie di un’Aula a parlare di teoria, ma di formarsi per fare le tecniche operative, per capire come mettere le manette, per capire come intervenire nel momento in cui si trovano di fronte a interventi da fare e se qualcuno non ha mai provato e non ha mai capito che cosa vuol dire trovarsi di fronte a una persona, come la definiamo noi, non collaborativa e allora forse si fa fatica a capire l’importanza che si ha della formazione delle donne e degli uomini della Polizia locale, quindi io l’avevo fatta per questo motivo qua. L’avevo fatta perché avevo visto Agenti della Polizia locale di Jesolo che dopo due settimane, solo due settimane, di corso alla scuola di Peschiera sono andati via dalla scuola di Peschiera con le lacrime agli occhi, per la gioia di aver fatto due settimane di corso e si sono comprati una spilletta apposta da metterla sulla giacca per far vedere a tutti che loro erano stati due settimane alla scuola di Polizia di Peschiera. Avevo fatto la mozione perché Agenti della Polizia locale di Vicenza erano venuti una settimana a fare un corso di formazione alla scuola di Peschiera e sono andati via contenti perché dopo quella settimana si sentivano già più formati.
Queste erano le esigenze. Ma erano improvvise e saltuarie, perché si infilavano nei buchi delle scuole di polizia, quando non c’erano gli Agenti e grazie a delle convenzioni che venivano fatte con i Comuni.
Quindi l’avevo fatta convinto di tutto questo. Poi, a un certo punto vado a leggere il DEFR e vedo che a un certo punto c’era scritto: Sostenendo la formazione e in particolare finanziando la riapertura e il regolare funzionamento di una scuola regionale per la Polizia locale, affinché la Polizia locale sia adeguatamente preparata ad affrontare i propri compiti sempre più impegnativi e complessi ai quali è chiamata. Allora ho detto: Allora vedi che la politica non è strana, perché io ho fatto la mozione, l’avranno letta, non l’avranno letta, non l’abbiamo discussa però poi nel DEFR fatto da loro c’è scritto. Quindi ero felice e contento. Poi vado a presentare un emendamento al DEFR, e anche quello mi viene approvato, con una serie di altri emendamenti approvati, e io quindi torno a casa quasi convinto di dire a mio figlio: guarda che la politica non è strana, quando vai di buonsenso, quando vai per cose che vanno oltre le ideologie, davvero si può ottenere qualcosa. Poi presento un emendamento, questo, il n. 70, e vengo a sapere che invece il parere è contrario.
Allora mi dovete scusare, perché io Dalia la convincerò fino alla fine, e quando avrà diciott’anni forse andrà a votare perché avrà capito che la politica può essere anche bella; ma a mio figlio Davide, questa sera, quando lo sentirò per telefono, continuerò a dire che la politica è strana. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
C’è un parere contrario. Apriamo la votazione.
Respinto.
Ovviamente, emendamento respinto, votazione chiusa.
“Enti dipendenti, aziende, istituti regionali, società a partecipazione regionale”. C’è un emendamento della Giunta: assessore Giacinti, è l’emendamento n. 124. Lo dà per letto? Grazie.
Lo mettiamo ai voti.
È aperta la votazione. Ovviamente, parere favorevole.
È chiusa la votazione.
Consigliera Bigon, emendamento n. 63. Ormai facciamo questo, Consigliere.
Consigliera Bigon, emendamento n. 63, pagina 171 “Rapporti internazionali con l’Unione europea”. Lo diamo per letto? Prego.
Lo dà per letto, grazie.
Votazione. Parere contrario.
Emendamento respinto.
Chiusa la votazione.
“Istruzione e diritto allo studio”, consigliere Cunegato, emendamento n. 16. Lo dà per letto? Lo ritira? Lo dica a verbale, per favore.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Lo ritiro.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Correlatore, il consigliere Galeano, n.131, pag.175-bis, parere favorevole. Lo diamo per letto? Prego, consigliere Cunegato.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Volevo dire che ho deciso di destinare questi fondi ad un progetto sperimentale nelle scuole superiori.
Prima abbiamo parlato a lungo dei problemi psicologici dei ragazzi, mi sono confrontato con i dirigenti delle nostre scuole dove, grazie anche a dei fondi del PNRR di coesione, avevano già fatto dei progetti non solo per chi ha gravi problemi psicologici, ma per quell’area grigia di disagio.
Questo progetto, che c’è già stato, ma non è più finanziato, si occupa del mentoring, cioè di tutta una serie di cose, è già stato fatto, ha seguito centinaia di ragazzi e questo ci consente di farlo andare avanti.
Ringrazio per il sostegno la maggioranza.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, lo mettiamo ai voti con parere favorevole.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Consigliere Cunegato, emendamento n. 19. Lo diamo per letto? Grazie.
È aperta la votazione. Parere negativo sul n. 19.
È chiusa la votazione.
È respinto.
Consigliera Ostanel, emendamento n.34, pagina 178.
Grazie.
Votazione. Parere contrario.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Consigliere Rocco, prenda la parola.
Speaker : Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti In Azione – Uniti Per Manildo Presidente)
Allora qui c’è intanto una modifica, perché l’importo è 40.000 non 45, non so se devo dichiarare io la modifica però…
Parere favorevole. Voto. Siamo sul 43. Interveniamo sul prossimo e facciamo tutto il giro. C’è quello dopo. Ormai l’ho aperta. Porta pazienza. Mi scuserà il Consigliere, ma ho visto l’ok.
Andiamo avanti. Dai, forza. Favorevoli. Ringraziamo il consigliere Rocco per la comprensione.
Chiusa. Approvato.
Consigliere Rocco, prego. Dica tutto quello che vuol dire anche sul 43.
43. Allora 43 è un piccolo finanziamento per provare a mettere in moto un progetto che è stato inserito anche nel DEFR e sulla quale mi pare ci sia un’ampia convergenza, almeno dichiarata sui giornali da parte del Presidente Stefani, che riguarda un po’ la creazione di una business School regionale. Per quale motivo perché noi in Veneto abbiamo diverse Business School, penso al CUOA, penso a quelle che diciamo partono come evoluzione del percorso universitario delle nostre eccellenti università venete, però iniziamo a sentire la competizione, soprattutto con le Business School emiliane, lombarde, insomma, c’è la Bocconi Business School, la (inc.) Business School e qual è un pochino il tema; è che la frammentazione che noi viviamo, non avendo un’università, diciamo così, più forte delle altre, al di là, insomma, del campanilismo che è assolutamente legittimo, è il fatto che noi, avendo questa frammentazione cosa viviamo; viviamo sostanzialmente una incapacità delle nostre attuali Business School di competere su scenari internazionali. Cioè noi la caratterizzazione che hanno le nostre Business School essere molto importanti per quanto riguarda il supporto alle nostre PMI, settori tradizionali, quindi manifattura, che è il cuore di questa Regione, ma manca tutta una vocazione internazionale.
Allora questo piccolo contributo, che poi sarà l’Assessore a decidere come spendere nasce con il sentimento del provare ad affrontare questo gap che c’è in questo momento nell’offerta formativa tra l’università e il mondo dell’impresa, per capire cosa potrebbero fare le nostre Business School per partire magari da un rebranding che porti all’idea che ci sia una Business School veneta, il che non significa creare una nuova business school, ma significa mettere insieme le attuali offerte formative e cercare di avere, magari, su alcuni segmenti che possono essere la finanza straordinaria a supporto della manifattura, l’internazionalizzazione per quanto riguarda intelligenza artificiale e Industria 5.0 ma cercare di avere una caratterizzazione che porti i talenti che vogliono lavorare in questa Regione ad avere una business school che competa con le altre e che possa portare in Veneto questa capacità che hanno le nostre imprese di dare soddisfazione, avvicinando mondo dell’impresa e mondo delle aziende.
Speaker : PRESIDENTE
Questo è sufficiente anche per il successivo?
Speaker : Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti In Azione – Uniti Per Manildo Presidente)
Quello successivo è il supporto alla comunità educante, progetti che fa il Comune di Treviso, quindi è un supporto a progetti già in essere che riguardano il Comune di Treviso.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Presidente Tommasello, parere? Favorevole. Voto.
Approvato.
Votazione chiusa.
C’è un altro emendamento del consigliere Galeano in qualità di correlatore, n. 134, pagina 183 bis. Parere favorevole.
Prego, vicepresidente Micalizzi.
Speaker : Andrea MICALIZZI (Partito Democratico)
Grazie.
Questo è un emendamento che sostiene un progetto di affiancamento alla didattica per consentire alle scuole di seguire con più attenzione alcune particolarità legata alla dispersione implicita, fenomeno che nella nostra Regione viene registrato con frequenza, con un’alta incidenza.
Quindi, l’idea è di aprire un filone che sperimenta una modalità che magari se dà buoni frutti può essere estesa.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Parere favorevole. Votazione.
Chiusa la votazione.
Approvato.
Consigliere, vicepresidente Micalizzi, emendamento n. 184. È ritirato. Grazie.
Consigliere Del Bianco, c’è un parere favorevole sull’emendamento n. 109. Prego.
Speaker : Alessandro DEL BIANCO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Questo è un progetto che vuole proseguire un percorso che l’Università di Padova sta facendo in maniera meritoria e che ha avuto negli anni scorsi dei finanziamenti da parte del Ministero.
È un progetto che si chiama Orizzonte Montagna, che punta a lavorare su tutto il tema della montagna veneta, organizzando un percorso di formazione, che coinvolge sia gli studenti dell’Università di Padova, sia amministratori e altri portatori di interessi, soprattutto giovani, che vogliono contribuire a lavorare sulle questioni aperte che pone il tema delle aree interne della montagna.
È un progetto quindi interdisciplinare, si lavorerà sul turismo, sull’adattamento ai cambiamenti climatici, a tutte le materie energetiche e sarà diffuso in tutte le Province del Veneto che hanno territori montani. È un progetto che - ripeto - era già stato fatto negli anni passati e con questo contributo l’idea è di potenziarlo, affinché si riesca a cogliere una delle prospettive e degli intendimenti dell’Assessore stesso alla montagna in Commissione, quando ho detto che dovremmo cercare di scrivere un’agenda di intervento su questi territori, che in questo momento è molto vaga e molto poco definita.
Con questo progetto, si vorrà avere anche una restituzione del lavoro che viene fatto anche a livello accademico e quindi vedere quali possano essere anche per noi politiche utili che possano affrontare il tema del riabitare la montagna, il tema delle politiche energetiche, del turismo e di molto altro.
Grazie per lo spazio.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere Del Bianco, c’è questo parere favorevole.
Consigliere Galeano, prego.
Speaker : Paolo GALEANO (Partito Democratico)
Grazie.
Volevo sottolineare anch’io l’importanza di questo emendamento, perché la montagna nella nostra Regione non è solo Belluno, abbiamo anche altre Province che sono interessate da questa conformazione territoriale. Ecco perché penso che un’azione trasversale sia importante e un’azione seria, fondata sulla conoscenza da parte di persone competenti lo sia ancor di più, per cercare di creare un humus sensibile fra la popolazione e ancor prima fra gli amministratori, per poi affrontare, in maniera da essere pienamente all’altezza, le grandi emergenze che ci sono, la dinamica dello spopolamento, ma anche le enormi opportunità che derivano dal pensare al futuro di territori come questi.
Supporto quindi con forza questo emendamento, perché – ripeto - il concetto di montagna trasversale ha varie province ed è giusto che si lavori insieme per le politiche future di questi territori. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Se non ci sono altri interventi, metto al voto. Favorevole il parere.
Grazie. Chiusa la votazione. Approvato.
Sempre il consigliere Galeano come correlatore, pagina 187 bis. 132. Lo diamo per letto? Parere favorevole.
Prego.
Speaker : Paolo GALEANO (Partito Democratico)
Si tratta di dare un contributo a una piccola ma interessante realtà di formazione sorta negli ultimi anni nella zona della Valbelluna che permette di erogare dei corsi universitari, soprattutto in materie giuridiche e di studi internazionali, che sta crescendo progressivamente permettendo di completare dei percorsi di laurea in una zona che è svantaggiata dal punto di vista logistico dalla Provincia di Belluno per andare a studiare spesso bisogna affrontare lunghi viaggi e soggiorni fuori sede; in questo caso, almeno per queste materie già si riesce a laurearsi in zona ed è una realtà che merita di essere aiutata per crescere anche nell’offerta formativa.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere. Non vedo altri iscritti. Metto in votazione. Parere favorevole.
Prego.
Approvato. Chiusa votazione.
Sempre un altro del correlatore Galeano, 129, pagina 187 bis. Parere favorevole. Lo diamo per letto? Lo votiamo? 187 bis, n. 129.
Questo è sull’articolo… Sono quelli aggiuntivi questi. Sono aggiuntivi.
Allora il titolo è: Contributo straordinario per attivare un progetto di pedagogia steineriana nell’ambito del sistema d’istruzione, scuole parentali. Penso sia sempre Lovat.
Prego, Lovat.
Speaker : Davide LOVAT (Szumski – Resistere Veneto)
Sì, rapidamente. Questo è un progetto innovativo in fase di partenza. Si tratta di un progetto che interessa 80 - 90 famiglie tra le province di Treviso, Belluno e Trento. Si tratta di scuole parentali che offrono alle famiglie la possibilità di una formazione paritaria rispetto a quella normale per via statale, per i genitori che preferiscono fare una scelta formativa alternativa.
Speaker : PRESIDENTE
Dobbiamo ascoltare, però.
Mettiamolo ai voti, prego. Parere favorevole.
È chiusa la votazione.
Approvato.
Sempre del correlatore, consigliere Galeano, emendamento n. 130, pagina 187 ter. Parere favorevole. Di chi è questo?
Speaker : Davide LOVAT (Szumski – Resistere Veneto)
Sempre scuole parentali, in questo caso una realtà piuttosto grossa, che ha sede a Lonigo, risponde all’Osservatorio internazionale Van Thuân per la promozione della dottrina sociale della Chiesa. Si tratta di 18 scuole parentali di ispirazione, in questo caso, cattolica. L’ente ha sede a Verona e ha il centro di coordinamento a Lonigo.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Voto. Parere favorevole.
È chiusa la votazione.
Approvato.
Consigliera Ostanel, pagina 189 emendamento n. 35.
Lo diamo per letto? Prego.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Questo è un emendamento importante, l’ho discusso anche in Ufficio di Presidenza.
Lo presento e lo tengo, non lo ritiro, per il fatto che io penso che dovremmo ragionare davvero su come far rientrare quei giovani che oggi sono all’estero.
È vero che il dibattito si è spostato, anche oggi, a mezzo stampa, sugli incentivi alle borse di chi noi riteniamo di dover tenere qui. Faccio un appunto: io penso, ad esempio, che sarebbe molto più produttivo investire le risorse pubbliche nel garantire un piano industriale e anche un piano di sviluppo economico che garantisca quelle aziende, a quel settore produttivo, di dare salari dignitosi che dovrebbero essere dignitosi, piuttosto che integrare il reddito.
Lo dico chiaramente perché penso che quando parliamo di politiche giovanili, noi dobbiamo dare a questa Regione una legge quadro, e non misure a spot. Lo dico in particolare al Presidente Stefani, perché è intervenuto più volte su questo tema, e credo che il Consiglio debba partecipare in maniera forte, assieme a categorie economiche, sindacati e tutto il mondo esterno a comprendere davvero che cosa vogliamo fare per trattenere i nostri giovani, ma non è solo questo, il punto. Lo dico al Presidente Zaia, perché in quest’Aula abbiamo più volte avuto uno scambio, nelle legislatura precedente sulle politiche giovanili, e mi diceva sempre "Ostanel, lei si è fissata che i giovani devono rimanere qua" e io le dicevo "no, non è vero, io penso, da persona che è stata all’estero, che quello che noi dobbiamo fare è capire chi è fuori come poterlo far rientrare quando vuole rientrare", perché tantissime persone venete che oggi sono all’estero, ragazzi giovani vorrebbero rientrare, ma qui trovano salari più bassi, non trovano casa accessibile e non trovano nemmeno possibilità di carriera per quello che hanno studiato, quindi sono talmente formati che faticano a rientrare, e questo è un tema.
Abbiamo le persone che sono oggi qui, che escono dai nostri istituti universitari, li conosco bene, vogliono partire, ma io penso anche che non ci dovremmo solo chiedere come facciamo a trattenerli, ma anche magari farli uscire e poi farli rientrare, perché solo così noi rendiamo la Regione ancora più competitiva.
2)Nel momento in cui investiamo anche per trattenere chi vuole rimanere qui, investire su un settore produttivo, penso alle reti d’impresa di cui tanto abbiamo parlato la scorsa legislatura con l’assessore Marcato, penso ad esempio allo sviluppo economico dei nuovi distretti produttivi, dopo che quelli vecchi sono falliti con la crisi del 2008, cioè fare un ragionamento sul sistema produttivo serio e su un piano industriale, come dicevamo anche la scorsa settimana, degno di questo nome per questa Regione, perché non lo abbiamo fatto, e il motivo per cui non riusciamo ad attrarre in questa Regione aziende ad alto valore aggiunto è un problema, è un problema grosso come una casa.
Quando parliamo di politiche giovanili, quando parliamo di come trattenere i nostri giovani, quando parliamo di come farli rientrare, a me non bastano soluzioni spot, non mi basta dire che diamo piccoli incentivi, io voglio una politica giovanile, che significa aprire un capitolo di bilancio, significa approvare una legge quadro, che ha bisogno almeno di 7 milioni di euro l’anno, come abbiamo più o meno stimato negli anni scorsi, per tanti anni, quindi non investimenti spot che magari un anno ci sono e l’anno dopo non ci sono.
Con questo emendamento, quindi, ho provato a dire, uno ovviamente l’ho detto la settimana scorsa, "approviamo subito, quando riusciremo ad avere un testo da parte della maggioranza, che spero si incroci ai nostri, un testo unico sulle politiche giovanili", 2) abbiamo intanto una legge, la famosa Veneti nel mondo, con cui tante volte abbiamo finanziato le comunità di emigrati all’estero, e, tra l’altro, ricordo sempre in quest’Aula che, quando ero in Canada, una delle prime cose che ho fatto è andare a cercare anch’io gli italiani che erano a Toronto, perché a un certo punto ti viene voglia di andare a vedere qualcuno che gesticola e sorride più di una persona che magari vive in Canada da tanto tempo, ma io penso che la priorità oggi non sia tanto finanziare quelle comunità che lì sono già integrate, stanno, vivono, lavorano. Io penso che invece noi dovremmo investire quelle risorse che abbiamo sui ragazzi giovani che oggi emigrano. Le nuove comunità di emigrati all’estero. Allora proponevo di modificare la legge Veneti nel mondo, perché non è più quella roba che abbiamo approvato nel 2003. Il mondo è cambiato. Siamo nel 2026 e se nel 2003 potevamo immaginare di finanziare qualche comunità all’estero di vecchi emigrati in Brasile, come ricordo all’assessore Corazzari, abbiamo più volte discusso di alcuni viaggi durante il Consiglio regionale, ma oggi come facciamo a intervenire sui nuovi giovani che emigrano, che migrano oggi.
Allora proponevo di cambiare la norma e di dire che all’articolo 5 noi aggiungiamo un articolo che si chiama: Incentivi per il rientro di giovani con profili ad elevata specializzazione, investendo davvero su borse di rientro, come fanno tantissime Regioni in Italia, borse di rientro per chi è all’estero, borse per finanziare, ad esempio, alta formazione per chi vuole rientrare e fare un nuovo progetto di master in questa Regione, percorsi che permettano davvero a chi oggi è fuori di rientrare, perché, guardate, e ve lo ridico, ormai siamo arrivati un po’ alla fine, non so se riesco a spiegare, sono già tutti fuori e, quindi, quando noi e solo se riusciremo a far rientrare quei ragazzi che vogliono rientrare, riusciremo davvero anche a trattenere chi rimane. Se invece noi sbagliamo e pensiamo solo di trattenere subito chi rimane questa Regione non sarà competitiva. Noi dobbiamo investire sul sistema produttivo e sul piano industriale, perché solo così i salari saranno davvero alti già in partenza e questo è un tema importante e non dobbiamo sbagliare il focus dell’azione, lo dico in particolare alla maggioranza.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Consigliere Baldan Flavio.
Speaker : Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle)
Grazie, Presidente. Ovviamente mi associo e lo dico per il tramite dell’assessore Bitonci che credo conosca approfonditamente questo tema delle persone, degli studenti, dei giovani che si formano, poi magari vanno all’estero e possono anche rientrare, ve lo assicuro, che se ben supportati possono anche rientrare nella nostra Regione. Ci aggiungo un capitolo in più, he che poi va anche declinato sotto altri aspetti. Noi abbiamo - e lo sa l’Assessore - un problema di passaggi generazionali delle aziende, che è molto importante. Molte delle aziende e degli imprenditori che fanno impresa in questa Regione, a volte hanno competenze limitate e sono arrivati anche a età importanti, e si pone per loro un problema di governance, di passaggi generazionali.
È evidente che all’interno di un’azienda, e statisticamente possiamo anche vederlo in alcune situazioni, è chiaro che le eccellenze di natura giovane, sostanzialmente formate, possono dare un salto di qualità sotto questo profilo.
Come dicevo anche all’inizio del Consiglio, quando si è insediato il Consiglio regionale, dicevo al Presidente Stefani: attenzione, perché quando parliamo degli studenti, della crema delle nostre Università, è anche un problema di salari, ovviamente, perché quello è sempre importante, e ci mancherebbe, ma è anche un problema di impianto complessivo dal lato del welfare, di quello che cercano queste persone, perché le dinamiche lavorative sono cambiate, sotto questo profilo.
È quindi evidente che anche le aziende devono fare un salto di qualità, da questo punto di vista, sia sotto l’aspetto retributivo, sia della qualità e del modo di lavorare all’interno di queste aziende, per le dinamiche lavorative, che non sono più legate, o non devono essere più legate all’anzianità di servizio, possibilmente, ma devono essere legate alla qualità e alle dinamiche di questo tipo.
Anche l’integrazione dei servizi welfare della casa, piuttosto che dei trasporti, e poi sappiamo che anche i giovani moderni sono orientati con modelli molto differenti dalla cultura veneta del passato, non sono certo legati al patrimonio immobiliare come caratteristica di questa Regione, occorre fare uno sforzo di qualità anche da questo punto di vista.
Quindi, è chiaro che questo è un primo passaggio, ma è un passaggio, come diceva la consigliera Ostanel, spot. Va rivisto tutto il sistema produttivo, possibilmente, e inquadrato nell’ottica di un sostegno di politiche di tipo strutturale in cui e chiudo, lo ribadisco, il passaggio generazionale di molte delle nostre aziende, perché riguarda anche tutte le questioni di come queste aziende si svilupperanno e avranno bisogno di capitali, anche dall’estero, o provenienti da altre parti, sarà molto importante.
Su questo le giovani menti che magari ci sono sfuggite e si sono anche in qualche modo implementate all’estero, perché lo abbiamo fatto tutti, gran parte di chi ha studiato riesce a fare un’esperienza all’estero che può accrescerlo, sono - credo - disponibili a rientrare se le condizioni sono diverse da quelle attuali. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere.
Consigliere Cunegato, prego.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Volevo anch’io intervenire perché sono d’accordo con la consigliera Ostanel, credo che l’attrattività del nostro territorio, cioè la capacità di trattenere i giovani e la capacità di non farli fuggire, perché questo è il ragionamento, non è solo quanti vanno via, ma anche quanti riusciamo a far arrivare...se guardiamo l’Università, sappiamo che rispetto all’Emilia-Romagna e alla Lombardia noi abbiamo un bilancio negativo, così come in generale, mentre - dati CNEL - la Lombardia negli ultimi 10 anni ha avuto 180.000 persone in più tra chi va via e chi invece arriva, l’Emilia-Romagna 78.000 e il Veneto meno 20.000.
Non si può pensare di affrontare tutto questo se non in maniera complessa. Io dico solo tre concetti: 1), ne abbiamo parlato, la dimensione economica, cioè assistere a una crisi della manifattura insieme all’aumento del turismo non è positivo, cioè se, invece di avere il posto per un ingegnere o un operaio specializzato, ce l’ho per un cameriere o un pizzaiolo, questo non aiuta.
Devo dire che un dato del DEFR mi ha colpito, cioè non solo sta succedendo questo, ma stiamo diventando come quei Paesi poveri che puntano sul turismo, dove i locali non possono più fare i turisti. È interessante il dato sul turismo che parla di un aumento dei turisti stranieri e di una diminuzione dei turisti italiani, come se la deflazione salariale non consentisse più di andare in ferie.
Da questo punto di vista, credo davvero che se vogliamo che i giovani restino, bisogna puntare sulla politica industriale e su un modello di sviluppo ad alto valore aggiunto. Se noi sentiamo l’interpretazione dei liberisti, sembra sempre che i salari siano bassi perché la produttività è bassa, a me piace invece ricordare un economista keynesiano, Kaldor, che diceva al contrario che la produttività è bassa perché i salari sono bassi in che senso: se tu hai deciso di competere all’estero perché, come dire, sei competitivo con i salari bassi, investirà in meno in ricerca e sviluppo - e questo lo sottolineo, il Veneto investe meno in ricerca e sviluppo rispetto alla media nazionale, quando l’Italia investe l’1,4 la Germania il 3%, per intenderci, se tu fai questa operazione non sei più competitivo alla lunga, quindi davvero bisogna far crescere i salari in generale, se vogliamo tenere qua i nostri giovani.
Secondo tipo di suggestione: i trasporti. Se noi vogliamo far venire qua anche lavoratori ad alto valore aggiunto, ad esempio, avere una metropolitana di superficie o non averla fa la differenza.
Io vado in un posto dove è facile spostarsi, non dove non è facile spostarsi e i giovani spesso, questo dobbiamo ricordarlo, non hanno la macchina; son cambiate le abitudini.
Ultima suggestione anche la cultura. Se io voglio essere attrattivo per lavoratori ad alto valore aggiunto, non posso più essere la Regione che investe meno in tutti in cultura e guardate che i dati dell’AGIS dei sindacati dello spettacolo erano davvero eloquenti perché il Veneto investiva qualche anno fa, ma non è cambiato di molto il rapporto, 3,5 euro pro capite in cultura, contro una cosa tipo il 12 Emilia Romagna e il 18 del Piemonte.
Quindi, davvero cerchiamo di fare tutto il possibile, ma cerchiamo anche, come dire, in appoggio a quanto ha detto Ostanel, di costruire un quadro, perché solo attraverso interventi che vanno in direzioni diverse riusciremo a fare in modo che questa emorragia di giovani, che è emorragia di futuro, si interrompa.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere. Metto in votazione. Parere contrario.
Chiusa la votazione. Respinto.
Adesso potremmo recuperare un po’ di tempo, se mi seguite.
Ce n’è uno, il 136, pagina 190 bis. Parere favorevole. Se lo diamo per letto iniziamo a votare. Grazie, Consiglieri.
Votiamolo. Aperta la votazione. Parere favorevole. Sono sempre del correlatore Galeano.
La votazione è chiusa. Approvato.
Poi c’è un emendamento del consigliere Dalla Pozza. da ritirare. Quindi, conferma il Consigliere che è ritirato.
Grazie, Consigliere.
Scusate, se seguite facciamo veloce.
Emendamento n.135, correlatore. Parere favorevole, pagina 192 bis. Lo diamo per letto, o vuole…? il 135, a pagina 198.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Il titolo di questo è quello della parrocchia di Falzè di Piave.
Speaker : PRESIDENTE
Votiamolo. Prego. Parere favorevole.
È aperta la votazione. Parere favorevole.
Un altro del correlatore, con un parere favorevole: pagina 192 ter, emendamento n. 137. Grazie, Vicepresidente, che lo dà per letto.
Non è possibile che ci impieghiamo anche un minuto per avere… Dillo.
Speaker : Andrea MICALIZZI (Partito Democratico)
Molto rapidamente, è il sostegno ad una realtà molto particolare a Padova, il Museo dell’internamento, che ha una specificità particolare, perché inquadra la storia degli IMI, gli internati militari italiani, ma ruota anche intorno all’esperienza di Don Giovanni Fortin, che oltre al Tempio del Museo dell’Internato Ignoto che è ossario nazionale, c’è anche un museo visitabile molto interessante. È quindi un sostegno a questa realtà.
Speaker : PRESIDENTE
Parere favorevole. Al voto, via.
Restate concentrati.
Approvato.
Chiusa.
Il tempo per votare c’era. Cosa è successo?
Mettiamo a verbale che la consigliera Ostanel era a favore. Grazie.
Consigliere Micalizzi, ritira l’emendamento n. 83? È ritirato. Grazie.
Sempre del Correlatore, emendamento n. 133, pagina 194. Parere favorevole. Lo diamo per letto. Votiamolo, via.
Votate. Sono quelli vostri.
È chiusa la votazione.
È approvato.
Consigliere Della Pozza, c’è un ritiro? Grazie, consigliere, l’emendamento n.101 è ritirato.
Consigliere Barbisan più Capogruppo di maggioranza Manildo, emendamento n.119, pag.197, favorevole.
Prego, consigliere Bozza.
Speaker : Alberto BOZZA (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto – PPE)
Grazie, Presidente.
Questo è un emendamento che abbiamo condiviso insieme al Presidente, Alberto Stefani, insieme ai Capigruppo di maggioranza, insieme a tutti i colleghi veronesi di maggioranza e di opposizione. Ringrazio il collega Manildo, che, in rappresentanza delle opposizioni, ha voluto sottoscriverlo e sostenerlo.
È un impegno concreto, quello di sostenere la candidatura per l’Adunata nazionale degli alpini nel 2028 a Verona, un impegno di Giunta, un impegno del Consiglio, un impegno che penso ci veda uniti con un segnale importante per una storia e una tradizione che riguarda non solo il Corpo degli alpini, ma riguarda il nostro Veneto e la nostra Regione. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere Bozza.
Consigliere Szumski, prego.
Speaker : Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
Semplicemente per dire che sottoscriviamo anche noi questo emendamento, gli alpini rappresentano una forza di volontariato che aiuta moltissimo le Amministrazioni comunali e come Gruppo Resistere non siamo stati prima coinvolti, quindi, siccome rappresentiamo una parte dell’opposizione diversa, lo sottoscriviamo adesso.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere.
È aperta la votazione con parere favorevole.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
È approvato.
Agricoltura e foreste, fate attenzione, consigliera Bigon, emendamento n. 113, pag.200.
Lo da per letto, grazie, consigliera.
Parere contrario.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
È respinto.
Emendamento n.122, pag.202, emendamento della Giunta.
Do per letto, con delle modifiche.
Modifiche.
Speaker : Ass.re Filippo GIACINTI
Qui come modifica si è praticamente sdoppiato dal milione e mezzo sono 700.000 euro per un intervento e 750.000 per un altro, sempre sui boschi di pianura e i pioppeti.
Speaker : PRESIDENTE
Favorevoli. Aperta la votazione.
Chiusa la votazione. Approvato.
Sempre della Giunta, con parere favorevole, ovviamente, diretto; il 123. Lo diamo per letto.
Votiamolo.
Aperta la votazione.
Il 123, pagina 205. Approvato. Chiusa la votazione.
Lavoro e occupazione, 13. Consigliere Cunegato. Che sta ultimando il tempo.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Sì, niente, per dare, di fatto, anche gambe a quello che abbiamo detto l’altra volta. A livello nazionale il centrosinistra ha fatto tre proposte sul lavoro, una della quale è il salario minimo, l’altro il congedo parentale e sono state cassate. Qua abbiamo cercato di fare una proposta perché le aziende che favoriscono, con degli incentivi, il congedo paritario vengono in qualche modo favorite dalla Regione.
Ci sembra una cosa molto importante perché, come abbiamo detto l’altra volta, favorisce la parità nella cura, ma favorisce anche quel tasso di occupazione femminile che poi è la condizione di possibilità perché le donne possano realmente autodeterminarsi.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Parere contrario. Voto.
Dopo abbiamo gli aggiuntivi finali. Respinta. Chiusa.
Consigliere, n. 24, pagina 212. Lo dà per letto?
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Anche qua, il tema è simile, ed è un emendamento che invita la Regione a investire 1,5 milioni su sostegno e occupazione femminile.
Abbiamo detto l’altra volta che c’è questo quasi 20% di gender gap, abbiamo detto che quasi il 40% delle donne in Veneto non lavora, quindi abbiamo chiesto l’investimento di 1,5 che vadano in tre direzioni: il sostegno delle donne che cercano lavoro; dopodiché, gli incentivi alle imprese che investono in parità salariale, quindi che si cerchi di diminuire questo gap, questa distinzione; e, infine, l’investimento in progetti che favoriscano una cultura organizzativa che nelle imprese e in generale in tutti i luoghi del lavoro favoriscano questa tendenza ugualitaria.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Voto. Parere contrario.
Respinto.
Chiusa la votazione.
Ricordo ai Consiglieri che è stato presentato un emendamento a firma del consigliere Manildo? Della Giunta, n. 150. Dieci minuti per verificarlo e subemendarlo… Risolto il problema. Ve ne parlate fra voi.
Intanto noi andiamo avanti.
Emendamento n. 110, consigliera Luisetto. Prego.
Speaker : Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
L’obiettivo di questo emendamento è di erogare un contributo straordinario a Veneto Lavoro per integrare il Fondo regionale disabili, in modo da sostenere progetti innovativi territoriali di servizio all’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, coinvolgendo le parti sociali, la rete dei soggetti accreditati e la formazione al lavoro.
L’idea è quella non soltanto di lavorare alla formazione attivando cantieri per l’apprendimento, nell’ambito dei quali immaginare percorsi di acquisizione di competenze on the job, accompagnati e tutorati, ma anche quello di dare forza ad una integrazione lavorativa che passi anche attraverso i SIL, e che quindi sia legata anche a una più equa retribuzione di chi svolge la laboratorialità e chi con disabilità cerca di integrarsi nel mondo del lavoro.
Fa il paio con l’emendamento presentato al DEFR che chiedeva un sostegno all’integrazione lavorativa delle persone con disabilità.
Credo davvero che possa essere uno strumento concreto per migliorare la vita di moltissime famiglie e lavorare sull’autonomia e sulla dignità delle persone con disabilità.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliera.
È aperta la votazione con parere contrario.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
L’emendamento è respinto.
Consigliere Cunegato, il 25 lo diamo per letto?
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Il tema è sempre quello di Chiara Luisetto. Vorrei aggiungere alle sue osservazioni molto puntuali sul tema un’altra cosa di cui abbiamo parlato, la crisi di Silas, altro elemento che si aggiunge alla crisi rispetto ai servizi alla disabilità, che dovrebbero occuparsi di inserimenti lavorativi e sono sempre più sottodimensionati.
Anche qua si tratta di trovare dei contributi per realizzare un potenziamento del progetto sperimentale per l’inserimento nel lavoro delle persone con disabilità. Siamo sempre lì, le persone con disabilità hanno difficoltà nell’integrazione scolastica, ma anche sempre più nell’integrazione lavorativa, quindi questo impedisce loro di realizzarsi, perché se lavoro, faccio la vita degli altri e sono autonomo, ma io ho fatto per sette anni insegnante di sostegno, quindi conosco tanti ragazzi, siamo ancora molto amici e questo pesa anche sulle loro famiglie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere. Voto contrario.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
È respinto.
Consigliera Bigon... grazie, ritirato il n.55 dalla consigliera Bigon.
Consigliera Ostanel, emendamento n.36, pag. 221. Parere contrario.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
È respinto.
C’è l’emendamento della consigliera Sambo, chi lo tratta? Lo teniamo parcheggiato, siamo qua apposta.
Lavori pubblici. Consigliere Montanariello, il 78. Cosa facciamo? Lo diamo per letto?
Prego.
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Presidente, questo è un emendamento che ripresento quest’anno sapendo che è vero che si è andati avanti con una parte di opere per la difesa del litorale nella zona di Isola Verde, ma è altrettanto vero che ce ne sono tante di incompiute, cominciando dalla stessa vera e propria diga che merita di essere sistemata, raddrizzata e anche alcuni tipi di opere puntuali di spostamento di alcuni massi che vanno fatti secondo una progettazione che pare che sia in corso per il tentativo di raddrizzare la diga perché, guardate, ci sono dei soggetti, degli operatori privati che alcuni hanno tutta quanta la loro costa erosa e da un’altra parte, a pochi metri, ci sono delle darsene, che hanno le concessioni pagano per essere darsena e c’è più 10 centimetri di sabbia, neanche meno; quindi credo che diventi fondamentale poter intervenire sul plesso di Isola Verde con il proseguimento delle opere di difesa del suolo. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere. Voto. Il parere è negativo. Contrario. Voto.
Respinto. Chiusa.
Sempre del consigliere Montanariello, 95. Lo diamo per letto? No.
Prego.
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
È fratello minore di quello di prima. Ho provato con 3.000.000, ora provo con 1.000.000 perché? Perché c’è tutto il tema, questo è un po’ più specifico, del ripascimento della parte dell’arenile, perché ricordiamoci - su questo dicono una cosa molto puntuale - che noi, ahimè, facciamo il ripascimento solo per i fini ambientali. Quindi vuol dire che se non viene considerato un fine ambientale, se non è dietro delle dune tu non fai ripascimento.
Voi provate a pensare quegli imprenditori che hanno investito su una spiaggia, che sono costretti a dover investire per la Bolkestein, quindi son costretti, sennò perdono, quando c’è la richiesta della proroga pluriennale, e provate a pensare che in tutto questo scenario, come in alcuni casi Isola Verde, uno fa un piano di investimento aziendale che si mette in conto che deve avere 15 file di ombrelloni, c’è gente che è partita con 20 file di ombrelloni ora ne ha 5. C’è gente che aveva il chiosco, ora non ha più il chiosco, perché il mare arriva fino al chiosco.
Voi pensate a un’impresa costretta a investire, voi provate a pensare a un’impresa che si fa il business plan di avere determinati bacini di utenza, e si trova ridimensionata con una legislazione che la obbliga a investire, altrimenti perde la proroga pluriennale.
Io credo che sia arrivato il tempo, in questa Regione, di cominciare a dire che i ripascimenti degli arenili non possono più avvenire per i fini ambientali, ma devono essere anche per fini turistici, altrimenti, gli togliete la Bolkestein e gliela ridimensionate all’investimento proporzionale che lui ha fatto e che non ha ritorno. Sarebbe come andare al notaio, dopo aver comprato una casa da 90 metri, con trent’anni di mutuo, dopo arrivi a casa e hai sessant’anni di mutuo e la casa è 45 metri.
Noi non possiamo girarci dall’altra parte e continuare con questa logica del fine ambientale e basta. Bisogna voler ben all’impresa veneta con i fatti, non con le chiacchiere, perché se da una parte è sbagliato un principio di Bolkestein, della direttiva europea che fu recepita quella volta dal Governo Berlusconi, dall’altra dobbiamo renderci conto che sbagliamo anche noi a non riconoscere il disagio di una realtà già disagiata. Non tutte, sia chiaro, ma in alcune succede.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Parere contrario.
Consigliera Sambo, è pronta per il suo? Parere contrario. Due si sono distratti.
Respinto.
Consigliera Sambo, se lei vuole le do la parola. Avevamo parcheggiato l’emendamento n. 72. Prego, Consigliera. Fra l’altro, ha un parere favorevole, questo.
Speaker : Monica SAMBO (Partito Democratico)
Grazie per avermi attesa.
Oggi, con questo emendamento, parliamo dell’isola di Poveglia, che non è solo un’isola, ma è un simbolo, in realtà, un simbolo potente di ciò che significa considerare un bene non come una proprietà da sfruttare, ma come un patrimonio condiviso da proteggere, restituire alla collettività.
Per chi ovviamente non la conosce, ma la storia di Poveglia è famosa in tutto il mondo, nel 2014 il Demanio decide di mettere all’asta l’Isola di Poveglia per la vendita e i cittadini si ribellano. Si ribellano non solamente protestando, ma decedendo di raccogliere, 4.500 cittadini, i fondi per provare a partecipare all’asta. Raccolgono 450.000 euro e partecipano all’asta per poter acquisire l’Isola e renderla bene collettivo. Nello stesso momento un privato offre 500.000 euro per ottenerla in concessione, quindi con 50.000 euro in più di fatto vince il privato.
Quella vicenda rappresentò uno scontro chiarissimo tra due visioni opposte, da un lato l’idea che un luogo così importante divenisse oggetto di investimento e speculazione, dall’altro la convinzione che invece dovesse rimanere accessibile a tutti, non solo a tutta la città, ma direi al mondo.
Alla fine, l’offerta privata che aveva vinto per pochissimo (50.000 euro, che sono i soldi di questo emendamento) viene respinta dal Demanio, quindi di fatto si riapre la questione, ed è proprio lì che nasce un ulteriore percorso, perché i cittadini per 10 anni si impegnano e continuano a chiedere con forza al Demanio di essere destinatari di questo importante bene, un bene comune che non si misura solo o dal valore economico, ma anche dalla sua capacità di generare comunità, identità e partecipazione. Ce la fanno, la scorsa estate, finalmente, il Demanio destina all’associazione una parte dell’isola.
Con questo emendamento, noi chiediamo di rafforzare questa visione, quella che un bene, in questo caso un’isola, ma potremmo parlare di tante altre realtà del nostro territorio veneto, un bene pubblico non debba essere necessariamente svenduto o venduto o rivolto alla semplice speculazione o comunque al semplice interesse privato, ma invece possa diventare patrimonio di tutti. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliera. Parere favorevole, tutta la maggioranza è d’accordo, quindi votiamo. Grazie anche per la cronistoria. Abbiamo apprezzato l’intrattenimento, diciamo che ci stava stare un po’ trattenuti.
Questo è un emendamento importante.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione. Micalizzi lo diamo per letto? 230 la pagina.
Speaker : Andrea MICALIZZI (Partito Democratico)
Parliamo di difesa idraulica, Padova. Le città sono alle prese con cambiamenti climatici e l’aumentare dell’intensità dei fenomeni temporaleschi. Quindi diventa sempre più frequente, insomma, dei disagi dovuti a allagamenti e innalzamenti da temporali. Quindi grandi quantitativi di acqua in poco tempo. Serve sostenere le città in questa direzione, perché la prospettiva che abbiamo di fronte è quella di un forte, importante, di un ingente investimento per aggiornare un po’ quelle che sono le difese.
A Padova uno studio ha portato alla progettazione di diverse opere per mettere in sicurezza la parte ovest, che è quella più fragile, dove Consorzio di bonifica e Comune di Padova si sono spartiti, come dire, i compiti della progettazione e realizzazione delle opere necessarie per mettere in sicurezza quella zona.
Il Comune ha portato a termine la progettazione e la realizzazione degli interventi, nella fattispecie ha realizzato un bacino di laminazione, mentre per quanto riguarda il Consorzio da anni non ha risorse per realizzare, invece, l’opera che aveva in corpo, in carico ma è fermo alla progettazione e si tratta di un canale scolmatore che darebbe, come dire, un grosso aiuto alla zona e collaborerebbe con l’intervento che il Comune, invece, ha già realizzato con i fondi PNRR.
Con questo emendamento si chiede di finanziare e di sostenere il Consorzio per la realizzazione del primo stralcio di questa importante opera che è già uno stralcio funzionale, quindi consentirebbe di aumentare la sicurezza di una parte consistente di città che in quella parte lì è molto popolosa e quindi anche di consentire al Consorzio di onorare gli impegni che si era assunto ancora a suo tempo. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Vicepresidente. Votazione. Parere contrario.
Parere respinto. Chiusa la votazione. Il vicepresidente Micalizzi ne avrebbe un altro. Cosa facciamo? Lo diamo per letto? Grazie.
Votiamo, lo dà per letto.
È aperta la votazione. Parere contrario.
Ringraziamo il Vicepresidente, nella speranza… Quindi, respinto l’emendamento.
È chiusa la votazione.
Consigliere Montanariello, lo diamo per letto?
Grazie, consigliere Montanariello.
Emendamento n. 94. Voto. Parere contrario. Fate attenzione.
Voto. Parere contrario.
Chiusa.
Respinto.
Sempre consigliere Montanariello, emendamento n. 96. Grazie, Consigliere.
Voto. Parere contrario.
Emendamento respinto.
Chiusa.
Consigliera Luisetto... Ce la faremo. Prego.
Speaker : Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
Questo emendamento risponde all’esigenza di numerosi Comuni che purtroppo in questi ultimi anni sono stati interessati da eventi alluvionali, e chiede la possibilità di stanziare alcune risorse per l’acquisto di idrovore che, come confermato dall’assessore Bond oggi, in Commissione, mentre analizzavamo gli emendamenti, sono il primo strumento di reazione a situazioni di crisi, e il primo strumento con cui si può affrontare l’emergenza.
Per un Comune anche l’acquisto di una singola idrovora di qualche migliaio di euro può essere qualcosa di insormontabile, però potremmo, con un gesto forte, dare una mano non indifferente.
L’assessore Bond ha spiegato che c’è un finanziamento nazionale che arriva ai consorzi di bonifica e che poi dovrebbe arrivare direttamente ai Comuni, proprio per questo scopo, ma data l’incertezza di questo elemento ulteriore, crediamo che sarebbe importante che la Regione valutasse una contribuzione, in modo da dare una mano ai Comuni su questo fronte.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Consigliere Montanariello, prego.
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Presidente, ringrazio la consigliera Luisetto per questa importante attenzione nei confronti dei consorzi. Anticipo già, (credo sia utile metterlo in questa discussione) che sempre con la collega Luisetto abbiamo presentato un emendamento, in cui chiediamo maggiori risorse ai Consorzi di bonifica, perché vorremmo ricordare che sono una delle cose più energivore che esistono e vorremmo ricordare che molto spesso diamo tanto per scontato, ma ci sono dei territori che se si bloccano le idrovore, qui da noi nel Veneto vanno sotto, quindi vorremmo ricordare che soprattutto la parte della Venezia orientale, quando vai su vedi tutto bello il paesaggio, ma se là si bloccano le idrovore, vai sotto in pochissimo tempo.
Ci sono dei Consorzi, Presidente, come ad esempio quelli della zona del delta del Po, che l’altro giorno parlavo con un membro del Consiglio di Amministrazione e mi diceva che, su 10 milioni che loro ricevono, 3,5 milioni sono solo per l’energia, quindi credo che questo caro energia....
Tra l’altro, su questo ho un grande dilemma, Presidente, ma è un problema mio che sono ignorante in economia, ma scoppia la guerra in Ucraina e sembra che tutta l’energia venga da lì, scoppia la guerra in Iraq e sembra che tutta l’energia venga da lì, chiude lo Stretto di Hormuz... qualsiasi cosa succede triplica sempre tutto, scoppia la guerra in qualsiasi Paese del mondo e pare che quelli producano tutto il gas, tutto il petrolio. È chiaro che c’è una speculazione ì dei mercati su questo, non prendiamoci in giro.
Nel caso dei Consorzi di bonifica, però, tanto nuove idrovore, tanto i costi energetici, credo ci voglia una riflessione molto seria in questo periodo, perché c’è un problema contingente legato all’energia, una questione avulsa dalla Regione che non potevamo prevedere, sì, ma è arrivata e dobbiamo affrontarla.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere, anche per la brevità.
Il parere è contrario.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
È respinto.
Adesso ne abbiamo 5 della consigliera Ostanel, che si metterà d’impegno... scusate, consigliera Bigon, pag.240, grazie.
Parere contrario.
Respinto. Chiusa la votazione.
Consigliera Ostanel, 243 la pagina, n. 28 l’emendamento.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente. Faccio un unico intervento su tutti i miei emendamenti perché hanno lo stesso tema: l’abitare, l’ERP, quindi mi ripeto, ma come ho detto prima, ripeto perché magari i contenuti che diciamo in questa Aula prima o poi ci convincono tutti. Spero che un giorno succeda così.
L’ERP va finanziato. Noi avevamo messo, tra l’altro, che dal 2027 ci fosse 1.200.000 euro per la rigenerazione del patrimonio oggi sfitto. In realtà servirebbero molti più fondi di così. Ne abbiamo stimati 20.000.000 per riuscire a mettere a posto i minimi riatti, quelli che riguardano oggi il 25% del nostro patrimonio, quindi, in realtà, di investimento ne servirebbe tanto.
Ovvio che l’annunciata modifica della legge sulla casa deve andare anche nella direzione di dare corpo alla possibilità di avere dei fondi pubblici per rifinanziare l’ERP, ma davvero se noi non continuiamo e, ovviamente, il parere è contrario su tutti, purtroppo, ma se noi non continuiamo a immaginare che anche l’ERP e, credetemi, io sono molto preoccupata dalla discussione che sta accadendo in Europa, perché il documento europeo, per quanto possa avere anche delle idee buone, se sposta tutto sull’abitare collaborativo, se sposta tutto sul co-housing, noi avremmo tantissime risorse per quanto riguarda le fasce medie ed è importantissimo dargli una risposta, ma se noi dimentichiamo chi oggi sta peggio, chi oggi sta in ERP o chi oggi sta in attesa di una casa pubblica in graduatorie lunghissime noi faremo e metteremo in contrapposizione una fascia debole con l’altra.
Quindi il mio tentativo di intervenire in quest’Aula è dire: bene i progetti di coabitazione, benissimo i progetti di co-housing, bene immaginare che si dia una risposta alle fasce intermedie e deboli.
Poi, rilevo anche che nel dibattito giornalistico noi ancora non abbiamo visto delle carte…
Speaker : PRESIDENTE
Per favore, consigliere Corazzari. Grazie.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Appunto perché parliamo di casa pubblica, Corazzari, fino a prima c’era lei ad avere questa delega, quindi dovrebbe anche, in qualche modo, credo, ascoltare le cose che proviamo a dire in questa Aula, visto che non si è visto un euro di investimento.
Comunque, nel momento in cui noi non immaginiamo di dare gambe e fondi all’ERP, continuiamo a togliere la possibilità a chi sta peggio di entrare, invece, in un alloggio che possa essere degno di questo nome e stavo dicendo questo, appunto prima dell’interruzione, che nel dibattito giornalistico abbiamo visto parlare di fasce deboli in maniera come se le fasce deboli fossero tutte uguali.
Il punto è che garantire un alloggio, ad esempio, a medici e infermieri che non trovano una casa, va benissimo. Ma io la prima cosa che mi chiederei è: qual è il reddito di quel medico, di quell’infermiere? Perché allora posso immaginare di calmierare l’entrata, ma non magari ad un docente universitario – ho fatto questo esempio perché anche a Venezia si è fatta questa sperimentazione – che magari è un docente strutturato e ordinario.
Io immaginerei di dare una casa ad una fascia sì, necessaria, ma anche guardando al proprio reddito. Altrimenti, come invece purtroppo sta facendo l’Europa, continuiamo a contrapporre fasce deboli contro fasce deboli. Io invece penso che nella logica dei vasi comunicanti ERP e social housing debbano andare insieme. Quindi, finché non mettiamo a posto un ERP, non attiviamo un social housing, perché altrimenti l’investimento andrà solo da una parte e chi sta tanto male lo lasceremo a piedi.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Adesso, se fate attenzione, ne facciamo cinque velocemente.
È aperta la votazione sull’emendamento n. 28. Ho per tutti parere contrario.
Respinto.
Chiusa la votazione.
Apriamo la votazione sul 29. Parere contrario.
Respinto.
Chiusa la votazione.
Ragazzi, ce l’ho fatto anch’io a votare… Allora c’è un problema.
Forse era un refresh da fare.
Mettiamo a verbale che la consigliera Sambo voleva votare contrario assieme al consigliere Cunegato… Scusate, a favore.
Apriamo la votazione sull’emendamento n. 31. Parere contrario.
Chiusa la votazione.
Respinto.
Apriamo la votazione sull’emendamento n. 39. Parere contrario. Forza che è aperta la votazione. Parere contrario.
Respinto.
Votazione sull’emendamento 37. Parere contrario.
È aperta la votazione.
Respinto.
Chiusa la votazione.
Consigliere Montanariello, emendamento n. 103. Prego.
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Sì, Presidente, questo è un emendamento che considero importante e che torno a presentare, sperando che si sia preso atto del problema vero e contingente che ogni anno noi ripresentiamo.
Con questo emendamento si chiede di mettere 2 milioni di euro per gestire, attraverso ATER, il tema dello spopolamento di Venezia.
Guardate che lo spopolamento di Venezia, cari colleghi, è un fenomeno evidente, non può negarlo nessuno, un fenomeno che difficilmente si contrasta, perché è inutile metterci a dire che si può contrastare con alchimie e formule, senza fingere di non prendere atto che c’è un problema vero, che è quello delle case che sono inaccessibili alla gente comune che ci vive e che ci lavora.
Dall’altra parte, vorrei ricordare che abbiamo una percentuale che va dal 23 al 25% di patrimonio ATER, che cuba quasi 11.000 case nella nostra Provincia, che sono chiuse, perché richiedono manutenzioni e perché noi non mettiamo soldi.
L’altro giorno, l’assessore Roma ci spiegava che noi li finanziamo, però, Assessore, io credo che non si possa parlare di giovani, di spopolamento di Venezia, di coppie o altro, se abbiamo un patrimonio di migliaia di case ATER nella Regione chiuso, perché guardate un conto è non avere le case, un conto è non mettere i soldi per aggiustarle, e a Venezia oggi ci troviamo di fronte a un problema legato a quei professionisti che rinunciano a venire a lavorare a Venezia.
Quando uno nella sanità fa un concorso, sapete come funziona se parlate con il Direttore generale? Azienda 3, dove mi mandi, a Chioggia? No. A Mirano? No. A Venezia? Rinuncio, sto nel privato, perché è impossibile.
Noi dobbiamo incentivare la gente a venire a Venezia, tant’è che le mobilità dall’ospedale di Venezia per chi deve andare nella terraferma sono bloccate, perché non esiste il turnover per compensarle.
Venezia non è Venezia solamente quando lo usiamo come brand regionale The Land of Venice, allora a quel punto è bella per la Regione perché la utilizziamo come marchio di marketing, Venezia è unica al mondo, richiede attenzione, richiede uno sguardo più attento e particolare, richiede minore distrazione da parte della politica.
D’altronde, scusate, ma se è stata fatta addirittura una legge speciale per Venezia a livello nazionale e tutta l’Italia la considera speciale, può essere che noi all’interno di questa Regione non siamo in grado di capire che è una specialità e che avere migliaia di case vuote a Venezia non aiuta il ripopolamento e, guardate, - e chiudo - che lo spopolamento di Venezia, che non è un dato solo numerico, perché poi dicono che siamo sotto i 50.000, vorrei vedere quanti residenti fittizi ci sono per pagare meno nella casa che hanno per seconda casa, ma lo spopolamento di Venezia alla fine si abbatte con un’onda violenta su tutto quello che è il sistema socio demografico, economico.
Voi provate a pensare una città che non ha più i residenti, non ha più i ragazzi che vanno a scuola e all’asilo e cominciano a chiudere le scuole e una città che ha sempre meno persone che accedono i servizi e dopo incominciano a mancare i servizi sanitari, è una città dove si perde quella socialità che alla fine si declina anche in un territorio fertile per il radicamento della micro delinquenza e non solo micro. Ad esempio, Presidente, vi ricordate che qualche anno fu sparato al Ponte delle guglie con un fucile uno in pieno giorno, pomeriggio, nella Venezia popolata di una volta là avresti avuto, finito di lavorare, centinaia di persone che sono lì, che vivono, che bevono l’aperitivo, bambini che corrono, persone che vivono, invece noi ci troviamo una città che quando non ci sono le occasioni turistiche, anche se sono sempre più frequenti, alle otto di sera è deserta; alle dieci di sera ha delle zone deserte perché vive solo quel pezzo di turismo.
Allora io credo che su questo la Regione tutta dovrebbe decidere di prendere il toro per le corna e cercare di creare una inversione di tendenza in quello che è il fenomeno dello spopolamento di Venezia, che oggi ha un mercato che produce, in una città particolare e unica al mondo, una fuga non solo di giovani come tutta la Regione, ma di residenti a vario titolo e varie età.
Dopo ci mettiamo anche la ciliegina sulla torta di come l’Amministrazione comunale ha gestito gli affitti brevi e la gestione del turismo, allora potremmo dire che abbiamo creato un combinato perfetto.
Io ho elencato tutti quelli che ho su questo tema in un’unica discussione, Presidente, per questioni di sano pragmatismo, pur non abbandonando l’importanza dei temi e chiudo.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Consigliera Sambo.
Speaker : Monica SAMBO (Partito Democratico)
Sì, grazie. In merito, ovviamente, a questo emendamento a prima firma del collega che abbiamo sottoscritto, come consigliere del Partito Democratico, sollecito, ecco, veramente un intervento massiccio. Sono tanti i problemi di Venezia proprio per la sua specificità, peculiarità, per gli enormi costi, anche solamente per viverci. Ma soprattutto, se voi parlate con qualunque veneziano, il primo problema che viene descritto è proprio quello della casa e dell’abitare.
Ci sono tante cose che noi potremmo fare, ma la prima, evidentemente quella anche forse più diretta e più facile su cui intervenire è proprio tra la casa pubblica e gli investimenti nell’edilizia pubblica.
Nel Comune di Venezia, tra Comune e ATER, ci sono circa 2.500 case sfitte solo per fare un po’ di numeri. È evidente che immettere all’interno ovviamente del mercato, tra virgolette, o comunque dell’offerta queste case, che sono di proprietà pubblica, sarebbe quantomeno un inizio per provare a ripopolare, evidentemente, questa città. Non è la stessa cosa, rispetto ad altre realtà italiane, perché Venezia, lo sappiamo, non è un centro storico, ma è tutta una città storica, quindi subisce questa ulteriore difficoltà rispetto a tutte le altre realtà.
Insieme a questo, giustamente, lo ricordava anche il collega, ci sarebbe bisogno di altrettante politiche. Pensiamo solo che proprio per parlare anche di quelle sanitarie, ma anche di quelle della regolamentazione degli affitti turistici, quindi anche su quello ci saranno ovviamente emendamenti e proposte anche nel corso del dibattito. Pensiamo solo che la ASL in questi anni – prima faceva l’esempio giustamente – invece che cercare di trattenere i propri dipendenti, i medici, gli infermieri, il personale sanitario, offrendogli case, ha venduto o svenduto, più che altro venduto a caro prezzo, nel senso che è andata all’asta, e di solito hanno partecipato soprattutto società che di fatto fanno locazione turistica, le proprie case. Questo è un messaggio alla Regione di investire nelle case di proprietà non solo degli ATER, ma anche di tutte le altre società, a partire da quello delle ASL che in questi anni è stato venduto.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliera Sambo. Il parere è contrario. Voto.
Vedo che dai per scontato che vincono le elezioni… Non voi.
Emendamento respinto, consigliere Montanariello.
Signori, abbiamo 16 emendamenti, 18 con due che sono un po’ in parcheggio.
Se riusciamo a fare uno sprint, dopo magari facciamo un ragionamento per il prosieguo dei lavori, però dobbiamo un po’ tirare adesso, infatti faccio appello al consigliere Montanariello che ne ha subito due.
Emendamento n.97, a pag. 256. Lo da per letto, quindi un ringraziamento formale.
Parere contrario.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
È respinto.
Emendamento n.74 Consigliere. Lo da per letto, grazie mille. Parere contrario.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
È respinto.
Consigliere Galeano, emendamento n.147, parere favorevole. Lo diamo per letto? Grazie.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
È approvato.
Consigliere Manildo, lo diamo per letto? Grazie, emendamento n.87: decade.
Consigliera Bigon, emendamento n.114. Grazie. Parere contrario. Siamo sul 114, pag. 262. Siamo allo sprint finale.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
È respinto.
Consigliere Cunegato, emendamento n.18.
Scusi, consigliere, fa caldo per tutti. Anch’io vengo dalla campagna...
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Ma lei è abituato.
Speaker : PRESIDENTE
No, non sono abituato.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Io sto imparando.
Credo che sia davvero importante questo tema, perché nella nostra Regione abbiamo vissuto il più grande inquinamento da PFAS in Europa, 400.000 veneti hanno bevuto acqua inquinata e poi c’è stato lo scandalo del tunnel della Pedemontana da Mario Santo Urbano.
Ecco, io vorrei ricordare che quest’opera, che è di 94 chilometri, iniziata nel 2011, finisce nel 2024, mentre la strada, l’Autostrada del Sole, che aveva 750 chilometri, comincia nel ‘56 e finisce nel ‘64, quindi ci mettono quella volta otto anni a fare 750 chilometri e qua ci vogliono, invece, più di 13 anni a farne 94. Lo dice la Corte dei Conti che il privato, il Consorzio era à in ritardo di 6 anni e allora utilizzerà ben 4.000 tonnellate di PFAS solamente per accelerare la presa del calcestruzzo.
Tutto questo, che cade, poi, ovviamente, perché per fare un tunnel bisogna minare, tutto questo materiale, 3.000.000 di metri cubi è finito in 28 siti del Vicentino.
Ora, questo è materiale contaminato da PFAS, 12 persone sono a processo.
Allora io ho fatto questo emendamento e davvero, secondo me, è incomprensibile come abbiate potuto bocciarlo perché ci sono cittadini preoccupati. Ci sono Sindaci preoccupati, perché questi 3.000.000 di metri cubi sono spesso in cave non impermeabilizzate.
Non capisco come non si possa investire almeno 300.000 euro, come abbiamo chiesto, per un monitoraggio in questi luoghi.
La tutela dell’acqua e la tutela della salute io spero che al più presto venga convocata questa Commissione ce l’avete promesso e che la Regione metta al centro dei suoi interessi questo tema che preoccupa moltissimi vicentini.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere. Voto. Non ci sono altri interventi? No. Voto.
Aperta la votazione. Parere contrario.
Respinto. Chiusa la votazione.
Consigliera Bigon, il 62.
Prego.
Speaker : Anna Maria BIGON (Partito Democratico)
Grazie, Presidente. Molto velocemente per dire che questo emendamento è importante per nvestire delle somme sullo studio dei pesticidi come conseguenza sulla salute e sull’ambiente.
Io son stata il primo Sindaco a vietare l’utilizzo di pesticidi in luoghi pubblici in Italia e credo che sia veramente importante studiarne gli effetti in modo preciso.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera, anche per la brevità.
Voto. Parere contrario.
Consigliere Cunegato, non ha votato, non so se vuol votare.
È chiusa la votazione… Ho visto che è caduto del materiale, pensavo volesse votare.
Chiusa.
Respinto.
Consigliera Bigon, emendamento n. 64. Votazione. Parere contrario. Emendamento n. 64, pagina 269.
Respinto.
Consigliere Montanariello, emendamento n. 77. Do diamo per letto? 271.
Grazie.
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Presidente, lo illustro in modo breve, ma ci tengo perché questo è un problema del quale credo che tante volte lei sarà stato anche investito nel corso dell’Amministrazione regionale.
Speaker : PRESIDENTE
Per favore, c’è il Consigliere che sta intervenendo.
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Se volete, riprendo daccapo…
Speaker : PRESIDENTE
No, no, no, no dai, continua da qua.
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
La ringrazio, ci tengo a illustrare questo emendamento perché qui si parla di chiedere un contributo ai Comuni del litorale veneto per la raccolta dei rifiuti spiaggiati.
Partirei da un presupposto: che la tassa dei rifiuti nei Comuni costieri molto spesso cuba per un cittadino che vive lì minimo, il 10% in più oltre a tutti gli aumenti ordinari di ARERA. Dico “minimo” perché ci sono chilometri di litorali che vengono ripuliti, e questi rifiuti che vengono portati via dal litorale vengono trattati all’interno del piano tariffario, con il soggetto che fa il servizio, con la tassazione dei cittadini che sono residenti.
Però, Presidente, vorrei ricordare due cose, ecco perché io credo che la Regione debba farsi carico di questo. Uno: non sono rifiuti dei Comuni, perché arrivano dalle foci del fiume, quindi possono essere rifiuti che partono dalla cima della montagna fino all’entroterra, e attraverso l’Adige, il Brenta, il Po, il Tagliamento arrivano sulle foci e dopo vengono portati sulle rive.
2)Vorrei ricordare che in spiaggia, soprattutto nella parte libera, non quella dell’arenile, si può andare anche gratis se uno non vuole andare nello stabilimento e, anche andando nello stabilimento, la parte che c’è davanti è stata comunque pulita per chi accede al servizio, ma ci vanno i cittadini di tutto il Veneto.
Non è che se domani noi a Sottomarina lasciamo la spiaggia sporca, diamo un bel servizio al Veneto, che parte da Padova, Vicenza, Verona, che arriva e trova la spiaggia sporca, e così vale per Iesolo, vale per Rosolina, vale per Lido di Venezia, quindi capite bene che la spiaggia è a servizio di tutti i cittadini del Veneto, i rifiuti li producono tutti i cittadini del Veneto e i cittadini dei Comuni litorali devono pagare tutto questa giostra.
Presidente, tempo fa, fu fatta una proposta e si chiese di mettere 50 centesimi... no, non puoi usarli, il Piano economico finanziario viene approvato dal Consiglio comunale ed è un’altra cosa. Fu fatta una proposta, che credo che sia di buonsenso e su questo torneremo, chiedendo di mettere 50 centesimi i cittadini di tutto il Veneto per poter dare ristoro per quel surplus di rifiuti non prodotti dai Comuni, ma che i Comuni pagano per raccolta e smaltimento. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere.
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Presidente, siccome sono tre giorni che ogni volta che parlo ho Valdegamberi che come un grillo che mi spiega come gira il mondo, perché non lo dice al microfono? Ogni volta devo avere sotto quel... prendi il microfono e parla! Vuoi spiegarci come è, lo sai, sei più bravo, prendi il microfono e parla!
Un conto è il rapporto tra noi, ma se si parla di temi istituzionali, non accetto che uno fuori microfono faccia un dibattito istituzionale. Dopo la battuta tra noi ci sta, è un altro conto, ma quando uno parla fare il sottofondo di quello che è il correttore, accendete il microfono e parlate.
Speaker : PRESIDENTE
Consigliere, molto chiaro, grazie.
Parere contrario.
Non litigate adesso ché non mi sembra il caso. L’amico è un’altra roba.
Voto con parere contrario.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
È respinto.
Consigliere Dalla Pozza, siamo all’emendamento n.102. È ritirato, grazie. Consigliera Bigon, emendamento n.65.
che stiamo finendo. Temete. Resistere.
Speaker : Anna Maria BIGON (Partito Democratico)
Grazie, Presidente. Solo per dire che questo emendamento prevedrebbe un piano di assunzioni straordinarie per l’ARPAV, al fine di potenziare le attività di controllo ambientale, ovviamente, e poi destinare gli oneri, appunto, alla sostenibilità di questa missione. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie mille, consigliera. Voto. Parere contrario.
Respinto. Chiusa la votazione. Consigliere Del Bianco, il 67 lo diamo per letto?
Grazie. Prego.
Speaker : Alessandro DEL BIANCO (Partito Democratico)
Sì, molto velocemente perché questa è una questione che viene segnalata da tantissimi tecnici, non solo che operano negli ambiti a Natura 2000, perché dopo l’introduzione del Regolamento regionale dell’anno scorso le procedure si sono estremamente complicate e, peraltro, sono anche, naturalmente, un aggravio sul piano economico.
Noi abbiamo fatto un primo approfondimento e valuteremo poi che cosa può fare la Regione in termini di modifiche normative alla legge, per cercare di intervenire e semplificare la vita a chi fa una manifestazione o a chi fa un piccolo intervento, anche edilizio abitativo, in aree Natura 2000.
La cosa che chiediamo qui con questo emendamento è che venga intanto predisposto un fondo a sostegno per chi vuol fare - è costretto a fare - le pratiche VINCA in questi territori, perché teniamo conto che è la Regione che ha individuato questi territori proteggendoli, diciamo così, però se la protezione diventa un vincolo e diventa un aggravio dei costi per chi ci vive, capite benissimo che non è più una valorizzazione del territorio.
Quindi, in questo senso chiediamo l’istituzione di un fondo da 300.000 euro e spero possa essere almeno l’inizio di un percorso su cui ragionare davvero su questa tematica. So bene che il parere è negativo, ma spero che ci possa essere una certa sensibilità in materia.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere. Ha già anticipato lei parere è negativo, contrario.
Voto.
Emendamento respinto.
Consigliera Luisetto, prego.
Speaker : Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
Questo emendamento fa il paio con quello approvato al Documento di economia e finanze che chiedeva di inserire nella programmazione il cosiddetto Piano laghetti, proposto da ANBI e Coldiretti e poi non finanziato nel PNRR per un taglio di risorse.
Questo Piano, assieme al sistema di ricariche MAR e alle AFI, le aree forestali di Infiltrazione, rappresentano una strategia integrata di gestione della risorsa idrica per prevenire il rischio idrogeologico, trattenere nei momenti piovosi e rilasciare nei momenti di siccità la risorsa idrica.
L’assessore Bond, poi non so cosa ne pensi l’assessora Venturini, diceva che questo è un pezzo importante da considerare. Credo sarà fondamentale nei prossimi mesi ritornare sul punto, e magari, alla volta del bilancio di novembre, provare davvero a costruire una strategia in questo senso, finanziandolo adeguatamente.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera. Votazione. Parere contrario.
Concentratevi, mancano tre o quattro emendamenti.
Respinta.
Chiusa.
Consigliere Montanariello… Grazie. Voto. Parere contrario sull’emendamento 104.
Respinto.
Chiusa la votazione.
Consigliera Bigon, lo diamo per letto? Grazie, Consigliera.
Emendamento n. 111.
È aperta la votazione. Parere contrario. Seguite, stiamo votando. Parere contrario.
Emendamento 111 respinto.
Chiusa la votazione.
Consigliere Montanariello, emendamento n. 76. Parere contrario. Votiamo l’emendamento n. 76.
Respinto.
Consigliere Galeano, come correlatore, emendamento n. 139. Parere favorevole. Lo diamo per letto? È l’emendamento n. 139, pagina 287 bis.
Prego.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Questo è un emendamento che abbiamo presentato per garantire il sostegno ad alcuni progetti nei quartieri di prossimità. Anche qui, si parla sui giornali dell’assistente di quartiere, che io non ho ancora capito che figura è, come verrà finanziata, dove troveremo i fondi per pagare davvero un assistente per ogni quartiere di questa Regione. Ma la cosa interessante è dire che in alcuni quartieri ci sono già dei progetti utili e che potrebbero fungere, se ho capito giusto cosa intende il Presidente Stefani, per dare un supporto, nella prossimità, a quelle persone che oggi cercano un aiuto.
Sono degli ambulatori di prossimità, degli ambulatori popolari che vengono gestiti da personale medico specializzato, che stanno aprendo, nell’assenza di capacità del sistema pubblico di intervenire. Ci sono figure nel sistema pubblico che volontariamente prestano il loro lavoro anche fuori nei quartieri. Penso ad alcune esperienze in alcune case ATER, dove ai piani terra anche ATER ha dato in gestione degli spazi proprio per dare servizio, ad esempio, in ambito psicologico, pure agli anziani, per fare alcune cure di base; alcuni camper girano nei nostri territori per dare cure primarie; alcuni ambulatori, penso a Venezia, a Emergency, che sta facendo un lavoro per dare un servizio a supporto di quelle persone che con le liste d’attesa enormi non riescono a garantire un accesso alle cure. Sono dei supporti di prossimità che penso, nella situazione in cui siamo, possano essere sostenuti, visto che oggi hanno lavoro volontario all’interno e comunque delle spese da pagare, materiali medici, utenze. Questo è un lavoro che si sta facendo in tante città, sperimentando questo approccio.
Oltre a questo, anche case di quartiere che fungono esattamente ‒ se ho capito bene ‒ da assistenza di quartiere, di cui credo, guardando i giornali, ha parlato il Presidente Stefani.
Nel Comune di Padova ci sono tante esperienze di questo tipo che credo meritino di essere sostenute e l’emendamento andava in questa direzione.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Parere favorevole.
È aperta la votazione.
Il Consiglio approva.
Invito tutti a restare qui cinque minuti, si riunisce la Commissione in Aula Giunta per due emendamenti. Li votiamo e abbiamo chiuso. Poi votiamo gli ordini del giorno. I due emendamenti, gli ordini del giorno e chiudiamo. Andate in Commissione cinque minuti, non di più.
Presidente Tomaello, andate in Commissione.
Commissione in sala Giunta, cinque minuti. Gli altri Consiglieri sono invitati a restare al proprio posto. Datemi i testi. Chiudiamo la finestra, per favore. Prendete posto che si rinizia.
Emendamento 126 della Giunta. Non vedo interventi. 126, consigliera Luisetto.
Per favore, fate silenzio.
Speaker : Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
Con il consigliere Manildo ci dicevamo molto contenti di questo emendamento perché l’avevamo proposto sia in Documento di economia e finanza che non era stato approvato e poi lo abbiamo riproposto anche in bilancio.
Venendo da un territorio in cui l’artigianato e l’artigianato artistico non sono patrimonio della comunità ma hanno dato da vivere intere famiglie, credo sia fondamentale occuparsi del ricambio generazionale. Quindi, siamo concordi su questo, anche perché l’avevamo anche noi proposto in precedenza.
Speaker : PRESIDENTE
Bene. Che vuol dire un voto favorevole.
Lo metto in votazione. Scusate, avete detto che vi piace: votate a favore adesso!
Voto aperto. Favorevoli.
Approvato.
Emendamento 150, sempre della Giunta.
Se non ci sono interventi lo metto al voto.
Voto. Favorevoli.
Adesso votiamo, attenti, votiamo l’articolo 13.
Voto. Aperta. Grazie. Approvato.
È chiusa la votazione.
Ordini del giorno, prima del voto finale e delle dichiarazioni di voto.
Pronti? Abbiamo fatto tutti e due, tutto a posto, sta’ tranquillo, tutto a posto. Fidati.
Vi chiedo un attimo di attenzione.
Ordini del giorno B127 del consigliere Bozza. Lo dà per letto. Grazie.
Votazione. Consigliere Bozza. Parere favorevole da parte della Giunta.
Ce li avete a terminale gli ordini del giorno, Consiglieri.
La votazione è aperta.
Ordine del giorno del consigliere Trevisi, C137. Grazie. Parere contrario. Via, aperta.
Metti a verbale se vuoi, il voto.
Chiusa la votazione. A verbale il voto favorevole del consigliere Montanariello.
Ordine del giorno C143 del consigliere Del Bianco. C’è un parere favorevole con delle modifiche.
Sentiamo l’Assessore.
Speaker : Ass.re Massimo BITONCI
Parere favorevole. Il tema è quello delle concessioni idroelettriche, ne abbiamo discusso anche in legge di stabilità: comma 1 favorevole (premesse), comma 2 favorevole, comma 3 favorevole, comma 4 favorevole, comma 5 favorevole, comma 6 favorevole (dopo vi do il testo, eventualmente), comma 6 favorevole, ma dopo “valore economico complessivo del settore, rilevato con livelli di redditività particolarmente elevati”.
Poi, comma 7 favorevole (quello che la scadenza delle concessioni rappresenta un’occasione unica, eccetera); comma 8 contrario, comma 9 contrario, comma 10 contrario, comma 11 contrario, comma 12 favorevole, comma 13 contrario, comma 14 contrario.
Passiamo agli impegni: comma 1 contrario, comma 2, contrario, comma 3, favorevole a sviluppare in vista della scadenza del 2029 un percorso strutturato finalizzato alla definizione di un nuovo modello di gestione delle concessioni idroelettriche, che valorizzi il ruolo dei soggetti pubblici e degli enti locali, come la Provincia di Belluno.
Comma 4, contrario.
Comma 5, favorevole fino a “economico-finanziarie e legali.”.
Impegno n. 6, favorevole.
Speaker : PRESIDENTE
Consigliere Del Bianco, le va bene la proposta?
Speaker : Alessandro DEL BIANCO (Partito Democratico)
Chiedo un attimo per capirlo meglio.
Speaker : PRESIDENTE
Accantoniamolo e vi parlate. Non possiamo metterci a discutere in Aula.
Accantoniamo anche quello del consigliere Marcato. Però parlatevi, Del Bianco. Accantoniamo anche quello del consigliere Marcato, perché, nell’ordine, se passa questo, assorbe quello di Marcato. Se volete parlarvi, parlatevi.
Consigliere Rocco, B128.
Speaker : Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti In Azione – Uniti Per Manildo Presidente)
Questo è un ordine del giorno che introduce il tema delle borse di impiego. Mi fa piacere perché è una provocazione che è stata lanciata nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato professori di varie università, imprenditori, startupper, un po’ di community di TEDx, che è un mondo di eventi innovativi veneta, che ha posto al centro il tema del rientro dei talenti o del trattenere i talenti con un investimento soprattutto sulle materie STEM.
So che c’è un ordine del giorno a firma del Presidente Stefani, del consigliere Manildo, della consigliera Martini, motivo per il quale ritiro il mio ordine del giorno ed esprimo soddisfazione per il fatto che questo possa essere un tema bipartisan affrontato domani.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere. Ritiriamo il B128, su proposta del Consigliere.
Consigliere Szumski, prego. Ci dica esattamente la pronuncia del nome, così la impariamo bene. Il Segretario dice “come Schumacher”.
Passiamo al B128. 128. B128, scusa 148,che ha un parere contrario, Consigliere.
Speaker : Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
Ribadiamo quello che avevamo anche presentato come emendamento per quanto riguarda il data center regionale che viene attivato a Padova che questo abbia la possibilità di avere una fruizione da parte degli Enti locali come opportunità per tutta la Regione.
Ci è stato risposto che ci sono problemi di Statuto, ma io credo che vada superata perché è un’opportunità per il territorio deve essere fruibile da tutti gli Enti istituzionali e non solo.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Voto. Parere contrario.
Respinto.
B149, consigliera Ostanel.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente. Questo è sempre sul data center padovano; io non so che parere ho. Si può avere il parere? Okay, perché appunto penso sia importante, allora il punto data center è importantissimo quindi io sono ovviamente a favore nel farlo, dipende però poi da come lo gestiamo, sia in termini di dati, quindi ero molto favorevole all’ordine del giorno precedente, ma anche poi all’impatto che ha non solo sull’energia ma anche sull’ambiente.
Quindi si può fare un lavoro interessante e in questo senso andava questo ordine del giorno.
Speaker : PRESIDENTE
Assessore, prego. Assessore Giacinti.
Speaker : Ass.re Filippo GIACINTI
Sì, come prima anche su alcuni aspetti di questo, c’è una disciplina troppo di dettaglio, quindi però su questo diciamo che c’è la possibilità di approvarlo con modifiche se nei tre punti delineati nel primo si inserisce: “Valuta l’opportunità di” invece “fare in modo” e poi si tolgono gli ultimi due punti, quindi “La destinazione della quota di risorse investite in misure di mitigazione e a garanzia al servizio degli Enti locali delle Pubbliche Amministrazioni” solo perché è, in questo momento, troppo di dettaglio. Quindi, se c’è la possibilità di questa modifica, diamo il parere favorevole, sennò il parere sarà contrario.
Speaker : PRESIDENTE
Consigliera.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente, Lo accetto però ci tengo a lasciare a verbale una cosa: se noi diamo dei soldi in qualsiasi opera possibile e in questo senso al data center, abbiamo l’opportunità, anzi avremmo il dovere di indicare ai soggetti competenti anche come poterlo realizzare.
Quindi, lo accetto nel senso che il primo punto è importante, definire un piano di neutralità energetica e climatica e impegnare almeno su quello è un punto che oggi almeno possiamo portare a casa, ma gli altri due, come il collega prima ha proposto, sono essenziali.
Il problema dei data center è che devono svolgere un lavoro pubblico, perché altrimenti noi creiamo un’infrastruttura con i soldi pubblici, un giorno arriverà qualcuno che, evidentemente, magari lo utilizzerà per scopi privati e noi però l’abbiamo finanziato con soldi di tutti i cittadini.
I temi dei data center è il tema del futuro e credo che noi dovremmo iniziare a occuparcene da subito.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Allora è accettato con modifiche. Quindi parere favorevole con le modifiche proposte dall’Assessore.
Voto. Parere favorevole.
Favorevole. Favorevole. Approvato. Chiusa la votazione.
Consigliera Sambo C151.
Prego.
Grazie. Questo è un ordine del giorno che riguarda il presidio sanitario al Giustinian. L’Aula l’ha già conosciuto negli anni perché lei, Presidente, l’aveva anche candidato a possibile Autorità Europea Anticorruzione, il Giustinian, poi è stato deciso altrove e noi abbiamo mantenuto il nostro presidio territoriale che è , appunto, il Giustinian. È un presidio territoriale importantissimo alla città di Venezia, sappiamo che proprio per la sua conformazione, evidentemente, ha la necessità di più strutture, proprio perché solamente per una questione appunto di spostamenti e di mobilità vi sono difficoltà che sono uniche al mondo.
Purtroppo, in questi anni - e guardo anche, ovviamente, al nuovo Assessore alla Sanità Gerosa, il Giustinian ha avuto un depauperamento delle attività al suo interno. Per anni abbiamo richiesto, con i fondi del PNRR, di prevedere lì la casa di comunità e non all’ospedale civile che, di fatto, risulterà semplicemente un risparmio economico sul personale, ma non in realtà un servizio in più ai cittadini, invece noi chiedevamo, appunto, che fosse istituito presso il Giustinian proprio per garantire questo presidio importantissimo all’interno della città d’acqua.
Anche in questi ultimi anni, gli ultimi mesi continua a essere smantellato questo presidio.
Per questo chiediamo, con urgenza, innanzitutto, non solo che vengano mantenute e ricostituite quelle che erano le funzioni e le attività presenti all’interno Giustinian, ma che vengano potenziate, perché noi non possiamo considerare la realtà veneziana, così come altre realtà, ovviamente, come quelle montane, eccetera, uguali rispetto a altre realtà normali, proprio per le complessità.
Quindi, da un lato chiediamo di mantenere e potenziare i servizi sanitari al suo interno, ma dall’altro chiediamo con coraggio che anche senza i fondi del PNRR, persi purtroppo dalla Regione in merito al Giustinian, faccia comunque una scelta di coraggio e per i futuri anni decida di istituire presso il Giustinian la casa di comunità.
Grazie.
Consigliere Szumski.
Speaker : Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
Credo che parlare di specificità di Venezia deve anche tradursi in fatti reali, soprattutto per quanto riguarda la sanità, la cui situazione, piaccia o non piaccia, ce lo hanno testimoniato in questi mesi alla grande i cittadini, è difficilissima, quindi va affrontata, al di là delle valutazioni che si possono dare, con servizi efficienti ma anche di prossimità.
Siamo quindi a favore dell’ordine del giorno.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Parere della Giunta, assessore Gerosa?
Speaker : Ass.re Gino GEROSA
Parere contrario, perché in realtà avevamo chiesto diverso tempo fa l’autorizzazione al Ministero per attivare la casa di comunità anche all’interno del Giustinian, oltre alla casa di comunità già attiva nel San Giovanni e Paolo, perché siamo sotto i 50.000 abitanti, quindi in teoria non ci sarebbe autorizzazione, ma l’abbiamo chiesta e credo che dovrebbe essere favorevole, il parere.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Assessore. Votazione. Parere contrario della Giunta.
Respinto.
Consigliere Cunegato, ordine del giorno B151. Prego.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Come ho avuto modo di spiegare ieri, la scelta della Regione di investire 12 milioni per le medicine di gruppo è una scelta giusta, anche se arriva in ritardo, perché, come ho spiegato ieri, per molti mesi i medici non sono stati rimborsati come prevede la legge Balducci.
Semplicemente quindi questo ordine del giorno, proprio per stimolare e facilitare le aggregazioni chiede che questi soldi vengano rimborsati con urgenza ai medici.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Assessore Gerosa, parere?
Speaker : Ass.re Gino GEROSA
Parere contrario… Carlo, mi spiace… Lo chiamo Carlo perché mi ha chiamato Gino, l’altra volta. Allora, per correttezza lo chiamo Carlo.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Voto. Parere contrario. L’ordine del giorno è respinto.
Abbiamo il penultimo ordine del giorno, il B152, sempre del consigliere Cunegato.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Questo è ancora un altro tema. Sarò breve.
Abbiamo discusso a lungo dell’importanza della progettualità delle case di comunità. Abbiamo anche detto, però, che il PNRR ha consentito di investire in conto capitale, ma se nella sanità pubblica non si può investire in parte corrente il rischio è che ci siano...
Speaker : PRESIDENTE
Consiglieri, scusate, è l’ultimo. Ascoltiamo.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
La ringrazio, molto gentile.
Inoltre, abbiamo già più volte sottolineato come l’investimento in macchinari senza personale rischi di diventare uno spreco. Se ho ecografi, spirometri in case di comunità che non hanno personale o in case di comunità dove i medici non sono formati, rischio di aver buttato via dei soldi.
Che cosa succede? Nel 2024 è stato fatto un nuovo contratto che, di fatto, impone ai nuovi medici di andare nelle case di comunità. Dovranno cedere, se hanno 400 pazienti, fino a 38 ore alle case di comunità. Però prevede che i medici che non entrano adesso in servizio, che sono la maggioranza, possano scegliere se rimanere con il contratto di prima o con il nuovo contratto, cioè se cedere o meno ore alle case di comunità.
Noi chiediamo, siccome non è ancora stato fatto, che venga convocato al più presto un tavolo per raggiungere un accordo integrativo regionale. Per quale motivo? Se i medici non sanno ancora quante ore o, meglio, quanto verranno pagati se andranno nelle case di comunità, quali saranno le condizioni di lavoro, non sceglieranno di farlo. Finché non sceglieranno di farlo, rischiamo di continuare ad avere contenitori vuoti.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere Coniugato.
Il parere, assessore Gerosa.
Speaker : Ass.re Gino GEROSA
Contrario, nel senso che ci sono state diverse interlocuzioni dal Vicario e siamo in attesa, naturalmente, della nomina del direttore generale per concludere con le organizzazioni sindacali.
Speaker : PRESIDENTE
Con il parere contrario, metto in votazione l’ordine del giorno del consigliere Cunegato. attimo di pazienza, ragazzi. Bocciato.
C’è poi da recuperare l’ordine del giorno del consigliere Del Bianco che immagino abbia accettato le proposte della Giunta.
Speaker : Alessandro DEL BIANCO (Partito Democratico)
Abbiamo fatto una terza versione, sostanzialmente. Mi permetto di intervenire poi lascio eventualmente la parola all’Assessore e al consigliere Marcato, che ringrazio per la disponibilità.
Nella sostanza non riprendo tutta la questione di cui abbiamo parlato in occasione del DEFR.
L’obiettivo finale dell’ordine del giorno era riconoscere ovviamente la centralità delle gare del ‘29 e cercare di delineare delle prospettive in queste gare. Quindi, in sostanza io accetto le modifiche proposte dall’Assessore, reintegrando, diciamo così, il primo punto così modificato, che vado a leggere e poi chiedo, appunto, all’Assessore per l’approvazione: “Impegna la Giunta regionale a riconoscere la necessità di procedere all’assegnazione delle grandi concessioni idroelettriche tramite gare pubbliche nel rispetto della normativa vigente e degli impegni europei”.
Di fatto cambierebbe anche il punto 3, così cerchiamo di fare un quadro in modo da, anche per me per capire se ho capito, quindi che diventa, il 2 salta: “Sviluppare, in vista della scadenza del 2029, un percorso strutturato finalizzato alla definizione di un nuovo modello di gestione delle concessioni idroelettriche, che valorizzi il ruolo dei soggetti pubblici e degli Enti locali, come la Provincia di Belluno”. Salta il 4: “A tenere aggiornata la competente Commissione consiliare sulle indicazioni tecniche, economiche, finanziarie e legali”. Resta il 6. “A ribadire con forza la richiesta del gruppo Enel di provvedere al pagamento integrale dei canoni e dei sovracanoni arretrati dovuti alla Regione del Veneto e agli Enti territoriali attivando ogni iniziativa utile al recupero delle somme spettanti”.
Speaker : PRESIDENTE
Assessore Bitonci. Scusi, prima ci sarebbe stato… forse le conviene, sentiamo il consigliere Szumski. Se ci sono altri Consiglieri, così facciamo tutta una replica.
Speaker : Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
Siccome sull’argomento abbiamo prodotto anche noi dei documenti, oltre ad aver sottoscritto questo ribadiamo con forza il parere positivo sull’ordine del giorno perché questo è un paletto sulla strada per avere un Veneto energeticamente indipendente, tra virgolette, o maggiormente autonomo, per cui questa raccomando di non mollare un attimo perché penso e temo che a livello centrale la politica delle proroghe a favore dell’Enel sia sempre presente e dobbiamo contrastarla con ogni mezzo, con le buone, o con le cattive.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere. Non vedo altri iscritti.
Assessore Bitonci, prego.
Speaker : Ass.re Massimo BITONCI
Ringrazio tutto il Consiglio. Penso che questo sia un ordine del giorno estremamente importante, quindi ringrazio i Consiglieri anche per aver ritirato l’emendamento che abbiamo visto pochi giorni fa.
C’è anche un ordine del giorno simile presentato dai Presidenti della Commissione, Marcato, Tomaello e De Berti, che praticamente ricalca gli stessi punti, sia nelle premesse, che negli impegni.
Quindi, parere favorevole alla riformulazione, come indicata dal Consigliere.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Assessore.
Lo mettiamo ai voti. Ricordo che questo assorbe anche l’ordine del giorno Marcato, quindi è da considerarsi approvato anche quello di Marcato. Voto.
È a favore.
Bene. Perfetto.
Approvato.
Chiusa la votazione.
Fermi, adesso che cerchiamo di chiudere la partita velocemente.
Siamo arrivati in dirittura d’arrivo. Intanto debbo dire che è stato fatto un grande lavoro, sostanzialmente, in cinque ore e mezza.
Disegno di legge relativo ovviamente al collegato alla legge di stabilità regionale 2026, progetto di legge n. 43. Adesso, se non ci sono dichiarazioni di voto… Posso finire il mio discorso? Se non ci sono dichiarazioni di voto, lo metterei ai voti.
Ci sono interventi? Non è che vi tolgo la parola.
Mi permetto di dire che abbiamo discusso tantissimo, ci siamo chiariti tutte le idee su tutti gli argomenti, facciamo cose brevi, adesso. Perfetto… Futurista addirittura.
Speaker : Giovanni MANILDO (Partito Democratico)
Per il Partito Democratico il voto sarà contrario. La motivazione l’abbiamo chiaramente detta.
Il collegato era il luogo dove c’era la possibilità di avere nuove risorse, e la possibilità di avere una visione con maggior coraggio, per questo, siccome manca, votiamo contrario.
Speaker : PRESIDENTE
Consigliere Szumski.
Speaker : Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
L’impostazione sul collegato chiaramente non ci troverebbe favorevoli, però stamattina ho sentito una cosa rispetto a una parte del mio intervento, da parte del Presidente Stefani, quando ha citato l’opportunità di mettere in campo una costituente ‒ ho sentito la parola “costituente”, sono andato a guardarmi la registrazione, perché non sapevo se era effettivamente ‒ che incarnava un po’ la proposta che ho fatto l’altro giorno.
Per questo, solo per questo, non certo per i contenuti, ci asteniamo.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliere Cunegato, prego.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Noi, invece, voteremo contro. Non entro in tutti i temi, ne abbiamo parlato a lungo. Manca il coraggio, mancano interventi sostanziali, si spostano solo piccole risorse, quindi non si affronta di petto quello che è un declino sia economico che dei servizi.
Abbiamo parlato del declino della sanità, dei servizi per la disabilità, dei servizi sulla salute mentale. Metodologicamente mi sento solo di dire una cosa, ed è per quello che siamo particolarmente delusi. Se c’è stato il tentativo di trovare un accordo e c’è stata la capacità di trovare dei punti d’incontro sul DEFR, il 38%, mi sento di dire che c’è stato un punto di incontro sulle dichiarazioni di principio o progettualità a lunga distanza, con impegni anche relativi, invece quando si è trattato di trovare punti di incontro su impegni concreti, su finanziamenti, perché i progetti che abbiamo difeso, sanità, disabilità e anche trasporti, quando si è trattato concretamente di appoggiare i progetti che servono ai veneti non abbiamo ottenuto niente o abbiamo ottenuto molto poco.
Ecco perché Alleanza Verdi e Sinistra voterà convintamente “no”.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Consigliere Rocco, prego.
Speaker : Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti In Azione – Uniti Per Manildo Presidente)
Approfitto della dichiarazione di voto per recuperare anche una dichiarazione che è saltata su un emendamento che riguardava l’autismo. Domani è la Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo. Visto che il Presidente Stefani ha annunciato insomma delle risorse per il tema dell’inclusione a scuola, io avevo presentato un emendamento che è stato recepito, che supporta progetti di inclusione per persone con il disturbo dello spettro autistico. Quindi, chiaramente, esprimo soddisfazione per questo.
Arrivando alla dichiarazione di voto, il mio sarà un voto contrario perché pur apprezzando lo spirito collaborativo, lo spirito di condivisione, secondo me, il cuore di questo bilancio, parte da quella fotografia che abbiamo sempre evidenziato della difficoltà di affrontare dei nodi strutturali che sono ben presenti nel DEFR che sono stati ben evidenziati in termini di demografia, in termini di mancanza di attrattività in questo momento della nostra Regione, soprattutto per i più giovani e il fatto di non scegliere di lavorare sull’addizionale regionale IRPEF, che io continuo a dire: è il tributo più federalista che esista, perché nasce nel 1987, in una stagione di riforme federaliste che ha portato lo Stato a dire: Io rinuncio a una parte del mio gettito per mettere le Regioni nella condizione di andare a riscuotere e di finanziare dei progetti che sono dei progetti regionali, mancando quel polmone, che in realtà in questa Regione c’è stato con il Presidente Galan, poi ogni volta prima del voto si toglieva e poi è stato scelto per tanti anni di non metterlo chiaramente fino ad oggi, tolto quel polmone noi rischiamo di riuscire ad amministrare solo l’esistente.
Noi veneti siamo bravissimi. Siamo più bravi degli altri ad amministrare l’esistente.
Serve forse uno sforzo costituente, generativo di visione per cercare di creare ciò che oggi manca: condizioni per i giovani, condizioni per il trasporto pubblico, quindi mancando questa scelta di coraggio che io penso che sarà, invece, affrontata con il bilancio a dicembre manca, secondo me, tutta quella che è la progettualità di visione, di coraggio di innovazione di cui oggi i veneti hanno bisogno.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Consigliere Morosin.
Prego.
Speaker : Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin)
Vedo c’era una fila di dei colleghi prima di me; c’è una congiura, probabilmente. Meglio così.
Sì, Presidente, io sarò brevissimo. A nome…
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Scusate un attimo, per favore. Scusi.
Speaker : Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin)
Sì, a nome del gruppo che rappresento, Liga Veneta Repubblica, esprimiamo, esprimo un parere ovviamente favorevole a questo collegato che, come dicevo ieri nel mio intervento, ha evidenziato nella discussione tutta una serie di problematiche sulle quali dovremmo impegnarci seriamente nel prossimo futuro, con una collaborazione tra maggioranza e opposizione, che sia foriera di prospettive e anche di cambiamento per procurare maggiori risorse, per dare risposte adeguate alle richieste dei nostri cittadini.
Una cosa mi ha colpito, che volevo lasciare alla discussione: soprattutto con l’audizione delle categorie e l’audizione dell’assessore all’agricoltura, Dario Bond, abbiamo delle categorie (agricoltori, giovani, soprattutto, e pescatori) che vivono una realtà drammatica. Sono orgoglioso di aver potuto fare assieme anche alla collaborazione con l’opposizione, un emendamento che ha messo a disposizione del settore ittico, che vive un dramma, una somma importante di 100.000 euro che aggiunti all’opposizione con 85 dà un minimo di ristoro e di speranze a coloro i quali volevano decisamente abbandonare il settore, e addirittura cambiare lavoro.
C’è una situazione di emergenza, ripeto, che l’Avepa ha stimato in 21 milioni di euro. Questo piccolo contributo è solo un segnale, ma è uno dei tanti elementi sui quali noi dovremmo in futuro ragionare in questa legislatura, perché le emergenze sono tante.
Dobbiamo procurare a questo territorio, alla nostra gente, alle imprese, ai cittadini che vivono in situazioni di emergenza, nel settore sanitario, sociale e quant’altro, perché senza le risorse rischiamo di fare tutti brutta figura.
Ringrazio tutti i Gruppi e tutti i colleghi, perché ognuno si è impegnato col massimo dell’abnegazione. Veramente ho avuto riscontri favorevoli e importanti in questo senso, quindi sono orgoglioso di appartenere a questa Assemblea.
Confermo, ripeto, un voto favorevole a questo Collegato, quindi concludo auspicando che il futuro sia molto più roseo, intanto, viva San Marco.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Non vedo altri interventi.
Ci sono altri interventi? No.
Io metterei in votazione il Collegato.
Fate attenzione, Consiglieri.
Prima votiamo il Collegato.
Il Gruppo ha già parlato, Montanariello, quindi un attimo solo. Per il Collegato alla legge di stabilità apriamo la votazione.
Per favore, siamo in votazione. Avete votato tutti? No, può votare, è aperta la votazione.
Allora mettiamo a verbale il voto favorevole. Vi ricordo che siamo con una votazione aperta, consigliere Corazzari. Ho necessità di mettere a verbale il consigliere Morosin che dice di votare a favore. Altri?
È aperta la votazione. Siete a posto? Ma Valdegamberi, c’è ancora da votare.
C’è qualche altro Consigliere che ha problemi?
Votazione chiusa. Approvato.
Consigliere Montanariello, prego, per quale motivo?
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Quindi adesso sospendiamo, giusto?
Speaker : PRESIDENTE
Allora il tema è questo…
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Siccome adesso, senza girare tanto il cane per la coda, ci sono altre due - massimo tre ore tra discussione e emendamenti, secondo me finiamo, voglio dire, che abbiamo paura di far notte col bilancio? Abbiamo sempre fatto notte col bilancio. Alle undici abbiamo finito!
Speaker : PRESIDENTE
Guardi, Consigliere, io condivido a pieno. Avrei fatto - l’ho detto anche ieri sera - assolutamente ho voluto avere informazioni, mi dicono che non abbiamo le condizioni tecniche per farlo per gli emendamenti. Quindi dovrò convocare, se siete d’accordo, così vi evito l’ulteriore Conferenza dei Capigruppo, domani mattina, come questa mattina, alle 10.00 o 10.00 e poi dovremmo attendere la Commissione, che farà veloce, che ci metta… Prego.
Speaker : Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
Presidente, chiedo questa cosa: ma perché non è possibile fare la Commissione stasera, quella relativa non ad ulteriori emendamenti, ma gli emendamenti già depositati sul bilancio, in modo da domani mattina poter iniziare a votare.
Speaker : PRESIDENTE
L’abbiamo proposto, ma non hanno i numeri della Commissione, giusto?
Allora, scusate, avete detto fino a un istante fa che non si poteva fare la Commissione... il Presidente della Commissione a convocare la Commissione e ad affrontare tutto quello che è affrontabile in Commissione.
Domani mattina facciamo le 10. Magari voi vi incontrate prima, così fate anche il maxi. Alle 10 domani mattina, adesso si riunisce la Commissione.
L’auspicio è che la Commissione domani mattina… Scusa, Presidente: l’auspicio è che la Commissione domani mattina lavori al maxi già verso le 9-9.30.
Dichiaro chiusa la seduta. È riconvocata domani mattina alle ore 10.
Nel frattempo, speriamo che la Commissione produca… La devono fare.
