Regione del Veneto

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Speaker : PRESIDENTE
Sono le 10.00. Accomodatevi… Portatemi un campanello nuovo.
Voglio ricordare a chi ha tolto ci sono le telecamere qui quindi andremo a vedere chi ha tolto il batacchio; date un’occhiata alle telecamere.
Grazie. Volevo proporre una modalità operativa, nell’attesa che arrivino i Consiglieri e visto e considerato che siamo in una fase di question time e ci sono… C’è un congedo, dopo lo ricordo, ovviamente, in apertura. Sentite, però dovete accomodarvi e fare attenzione.
Allora, c’è un’interrogazione a risposta immediata n. 8 dell’assessore… Scusate, guardate, il Consiglio è iniziato. Per favore. Gli Assessori devono rispondere ai Consiglieri.
Allora, l’Assessore competente è l’assessore Gerosa, ovviamente l’interrogazione è presentata dal consigliere Cunegato: “Grave crisi del servizio di neuropsichiatria infantile nell’Alto Vicentino. Necessità di interventi urgenti.
Prego, consigliere Cunegato.
Scusate, chiede la parola il Consigliere.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente. Ne abbiamo parlato anche a lungo del tema in questi giorni.
L’unica riflessione che avevamo fatto, ripeto, appunto, che il 19% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni hanno problemi di salute mentale, ecco volevo ricordare che l’8% soffre d’ansia, il 4% soffre di depressione.
L’analisi che ha fatto Vicari, che è, appunto, il primario in Neuropsichiatria infantile dell’Ospedale Bambin Gesù è interessante perché ci dice qualcosa anche sul tema della sicurezza, che è al centro anche dell’attenzione oggi, nell’attualità, perché tra questi 8% di ragazzi che soffrono d’ansia, mentre le ragazze tendono così a internalizzare e, quindi, le ragazze tendono a sviluppare fenomeni inquietanti di autolesionismo – e io ne ho visti molti, purtroppo avendo insegnato fino a poco tempo fa - mentre i ragazzi reagiscono esternalizzando, quindi, come dire, la violenza è anche un esito dell’ansia, una risposta all’ansia.
Ecco, da questo punto di vista è drammatica la situazione della neuropsichiatria infantile, del nostro territorio, nell’Alto Vicentino. È un problema che si reitera da molti anni, vero, ma che adesso è esploso perché c’erano sei neuropsichiatria infantile, adesso ce n’è una e mezza, perché ce n’è una che è part time. La psicologa molto brava che era nel servizio da molti anni è andata a dirigere il consultorio, è una buona cosa, perché è una persona di grande valore, ma ha lasciato un posto.
Nelle interlocuzioni a distanza che abbiamo avuto col DG Bramezza, nei giornali aveva detto che avrebbe tentato di risolvere, inviando degli specializzandi…
Speaker : PRESIDENTE
Concluda, Consigliere.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
… ma non sono mai arrivati.
La situazione è grave. Volevo sapere che cosa avete intenzione di fare per tentare di rimettere in vita il servizio.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Assessore Gerosa, prego.
Speaker : Ass.re Gino GEROSA
Grazie, Presidente.
Quanto sollevato dal consigliere Cunegato, naturalmente è il risultato del rimbeccarsi di due condizioni: il disagio degli adolescenti, insieme alla riduzione e alla contrazione del personale. Naturalmente, bisogna porre soluzione a questo, quindi l’azienda ULSS 7 Pedemontana, con protocollo 1805726 del 19 febbraio 2026 ha relazionato in merito alla situazione del servizio di neuropsichiatria infantile del Distretto 2 Alto Vicentino, dove naturalmente progressioni di carriera determinano il passaggio di personale in altra sede, rappresentando le azioni amministrative e organizzative poste in essere per il reclutamento di personale medico specialista e specializzando nell’ambito dell’attuale quadro normativo.
Nello specifico, ha attivato graduatorie proprie, ha aderito a nuove procedure concorsuali e ha richiesto l’utilizzo di graduatorie in essere presso altre aziende del Sistema sanitario regionale, e ha contenuto l’accreditamento nelle reti formative universitarie.
Questo accreditamento delle reti formative universitarie è una condizione essenziale per l’assunzione dei medici in formazione. Quindi, nel mese di marzo del 2026 è previsto il perfezionamento dei contratti di due specializzandi, non appena ricevuto il riscontro dalla Scuola di specializzazione, in merito agli ambiti di autonomia richiesti. Voi sapete che le Scuole di specializzazione certificano gli ambiti di autonomia dei medici in formazione stessi, e li trasmettono poi alle aziende.
Poi un terzo specializzando prenderà servizio nel mese di luglio, sempre del 2026, previa verifica degli ambiti di autonomia a cui accennavo precedentemente.
È previsto altresì il potenziamento del servizio di neuropsichiatria infantile del Distretto 2 con l’assunzione a tempo pieno di una psicologa, quella a cui faceva riferimento precedentemente il consigliere Cunegato.
L’azienda ULSS 7 Pedemontana, infine, ha assicurato agli uffici regionali che garantirà la continuità assistenziale, e procederà con la massima tempestività al perfezionamento delle assunzioni, non appena completati i necessari adempimenti formativi.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Assessore.
Prego, Consigliere, se vuol replicare?
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Eh beh, voglio dire che è una buona notizia che venga assunta una psicologa, però anche con quella psicologa il servizio era in crisi. Giusto per capirci, abbiamo fatto anche una manifestazione a luglio. È stata una manifestazione molto partecipata, con le famiglie, perché qui bisogna anche mettersi nei panni delle famiglie con bambini con disabilità e con problemi di salute mentale, che purtroppo non ottengono risposte.
Ecco, da più di un anno promettevano l’arrivo degli specializzanti. Se arrivano è una buona notizia, però, anche qua è una toppa, mi pare di poter dire, nel senso che tanto gli specializzanti non possono fare quello che fa il neuropsichiatra infantile. Non possono fare alcuni tipi di certificazione. Quindi possono dare una mano, ma non si possono sostituire. Quindi, l’auspicio è che si faccia in modo al più presto di ritornare a un organico com’era in passato, perché davvero la situazione è molto difficile. Come dicevamo in questi giorni, è molto difficile proprio per quei bambini, quei ragazzi e quelle famiglie che sono in uno stato di fragilità. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere Cunegato.
Passiamo alla seconda interrogazione, la n. 13. L’assessore competente è l’assessore Roma, sempre presentata dal consigliere Cunegato. L’oggetto è sulla situazione del servizio di integrazione scolastica dell’ULSS 7 Pedemontana e sulle condizioni contrattuali del personale coinvolto.
Prego, consigliere Cunegato, se vuole intervenire.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Sì, grazie. Beh, anche questo è un tema che ritorna nel territorio. Nel 2024 c’era stato un nuovo bando che aveva ridotto le ore di 32.000 ore per l’integrazione scolastica. Allora mi ricordo anche, con la consigliera Luisetto, ci fu una protesta, ci fu un’istanza collettiva e tuttavia l’allora direttore dei servizi, Frezza, disse, beh, però noi vi garantiamo un cambio nel contratto. Qual era il cambio del contratto? Ne abbiam parlato in questi giorni. La cosa piuttosto ottocentesca è che queste operatrici sociosanitarie guadagnano poco, va bene, però, anche quando vanno a scuola e manca il ragazzino, non vengono pagate.
Pensate che io ho parlato con molte di queste, alcune in serie difficoltà. Per dire, mi hanno detto io ho il ragazzo che va tre settimane in alternanza scuola-lavoro e non mi hanno pagato, non mi pagano. Sono, come dire, vite in bilico. Come dicevamo, stanno scappando, molte di queste operatrici, non si può vivere a 800-900 euro. Come ho già detto in questi giorni va ripensato il contratto, perché è un contratto di cooperativa che non può essere cucito sui tempi e i modi delle scuole. Sono d’accordo, non è colpa delle cooperative, ma delle risorse, perché se noi diamo poche risorse nei bandi, le cooperative sono costrette a tirare la cinghia, quindi, come abbiamo detto ieri sull’emendamento che ci avete bocciato, prevedere per questi bandi molte più risorse. Altrimenti, rischiamo di perdere sempre più operatrici e rischiamo di trovarci con sempre più ragazzi o bambini senza il diritto all’istruzione.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Prego, assessore Roma.
Speaker : Ass.ra Paola ROMA
Grazie, Presidente.
Riprendendo il consigliere Cunegato, sicuramente – ma darò dei riferimenti specifici del caso – come lei sa è in corso di approvazione il disegno di legge n. 236, che da febbraio 2023 ad ora, passato al Senato della Repubblica, è stato approvato il 28 gennaio di quest’anno, ora è stato trasmesso alla Camera dei Deputati, e questo andrebbe dare una grande risposta a questo problema, andando a contestualizzare questo personale all’interno del personale del Ministero dell’istruzione. Questo risolverebbe effettivamente a tutti gli effetti e darebbe un profilo di dignità al lavoro di queste persone.
Credo che questo sia un punto fondamentale, centrale, perché darebbe anche dignità, naturalmente, al tipo di prestazioni che si danno.
In riferimento invece al quesito da lei proposto rispetto al territorio dell’Azienda ULSS 7 Pedemontana delle scuole pubbliche e private parificate all’infanzia, il servizio è gestito dall’Azienda ULSS 7 Pedemontana, dalla stessa azienda, su delega dei Comuni con spesa a carico del bilancio sociale.
L’attività per l’anno scolastico 2025-2026 è svolta con il supporto di un operatore di assistenza, e si realizza con interventi educativi ed assistenziali che favoriscono lo sviluppo delle potenzialità degli alunni, individuando la migliore integrazione sociale possibile, in coerenza con quanto previsto dal PEI (Piano Educativo Individualizzato) scolastico e dal progetto di vita redatto dai servizi sociali coinvolti nella cura del soggetto.
Dalla documentazione agli atti della Direzione dei Servizi Sociali e dalle informazioni comunicate da parte dell’Azienda ULSS 7 Pedemontana, con nota protocollo 139168 del 27 febbraio 2026, risulta che con l’anno scolastico 2025-2026 è partito un nuovo servizio di integrazione scolastica affidato con gara d’appalto alla cooperativa aggiudicataria, le cui caratteristiche risalenti al nuovo contratto sono: definizione di un canone predefinito, superando di fatto il contratto a ore strutturato al fine di garantire alla cooperativa un corrispettivo mensile certo, tale da consentire la continuità e la certezza della retribuzione dei lavoratori, anche in caso di assenza breve da scuola degli alunni assistiti, incremento delle ore di presenza dell’educatore per gli alunni che hanno necessità assistenziali ma presentano disturbi del comportamento, come previsti dalla DGR 1792 del 15 dicembre 2021; l’estensione del servizio al sabato prima non previsto, la possibilità di attivare l’homeschool, prima non prevista e in caso di assenza degli assistiti, la possibilità per gli operatori di essere impiegati in attività dirette o indirette a supporto del servizio.
In merito al monte ore l’azienda ULSS 7 Pedemontana rappresenta che lo stesso è stato determinato sulla base del fabbisogno assistenziale storico, con espressa indicazione di clausole di estensione oltre al canonico 20% da Codice dei contratti pubblici del 50% del valore per rispondere a necessità emergenti o l’incremento del numero di utenti. In particolare il nuovo appalto in un unico lotto prevede complessivamente 157.800 ore, di cui 82.800 per il Distretto 1 e 75.000 per il Distretto 2.
Per quanto riguarda, invece, le criticità segnalate in merito alle condizioni contrattuali dei lavoratori della ditta aggiudicataria, l’azienda ULSS 7 Pedemontana esercita le proprie funzioni nel rispetto della normativa vigente in materia di contratti pubblici, con riferimento all’articolo 57 del Codice dei contratti pubblici. In tale ambito, l’azienda ULSS 7 è tenuta a garantire l’inserimento delle clausole sociali e a verificare il rispetto da parte dell’operatore economico aggiudicatario degli obblighi in materia di lavoro dell’applicazione dei contratti collettivi nazionali di riferimento.
L’azienda ULSS 7 assicura, inoltre, il pieno esercizio delle proprie funzioni di vigilanza e controllo sull’esecuzione dei servizi affidati, in particolare col rispetto del citato articolo 57.
L’azienda ULSS 7 Pedemontana rappresenta che al verificarsi di eventi imprevisti e imprevedibili, che hanno reso difficile da parte della cooperativa del servizio…
Speaker : PRESIDENTE
Assessore, ha un minuto, nel senso che è un minuto in più rispetto al tempo che aveva. Bisogna farle più brevi.
Speaker : Ass.ra Paola ROMA
Sto facendo di corsa. Personale di cooperativa accreditate ai sensi del decreto legislativo 117,
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Prego.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Purtroppo questa è la risposta che dà sempre (inc) e che abbiamo sempre criticato perché; perché intanto ha stabilito il numero di ore in base, come sul biennio precedente, quando c’era il Covid, quindi tanti stavano a casa.
Quindi, è ovvio che non regge questa tesi. Cioè non posso io dire che aumentano le certificazioni, aumentano anche le disabilità gravi e diminuisco le ore. Questa cosa qua non regge. Ma, come dire, forse sull’aspetto del lavoro il tema è proprio quello che ha lei toccato, cioè questa condizione contrattuale non va bene, perché questa condizione contrattuale non regge più; non regge più se pensiamo che siamo vicini alla piena occupazione, abbiamo il 3% di disoccupazione, e che un salario di questo tipo di 9 euro lordi all’ora, come dicevo ieri, innesca un meccanismo veramente proto capitalista, perché queste fanno 30 ore e gliene pagano 22, perché otto ore vengono messe in cassa ore. Questa cosa non regge più.
Quindi, visto che adesso siamo qua a discuterne a livello regionale e, buona notizia, non sapevo questo, se ci fosse questo iter legislativo che porta queste figure all’interno del Ministero dell’Istruzione, sarebbe un’ottima notizia. Noi abbiamo il dovere di rivendicare un’istanza di cambiamento, perché con queste forme contrattuali, mi fa piacere che sia d’accordo, visto che annuisce, il sistema esplode.
Speaker : PRESIDENTE
Concluda, Consigliere.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Ho concluso.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Bene, non ci sono altre risposte. Ringraziamo gli Assessori.
C’è una… Che problema c’è. Prego, consigliere Szumski.
Speaker : Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
Solo per sapere, dal punto di vista tecnico, come vengono date le risposte alle interrogazioni, perché vedo che i numeri… Ce ne sono di più antiche e quindi volevo sapere in base all’elaborazione, perché ce ne sono altre di interrogazioni che non sono state… Quindi volevo conoscere la procedura, visto che sono nuovo.
Speaker : PRESIDENTE
Certo. Accogliamo questo ulteriore sollecito e quindi chiediamo alla Giunta di fare in modo di portare altre risposte.
Allora, adesso dobbiamo aprire il punto all’ordine del giorno. Vi comunico già che c’è… Scusate, vi comunico già che c’è il congedo del consigliere Morosin. Quindi non avremo oggi il consigliere Morosin.
Apriamo il punto n. 6: “Disegno di legge relativo a Bilancio di previsione 2026-2028. Progetto di legge n. 45.
C’è… Ovviamente diamo per fatta la relazione della Prima Commissione e quindi del relatore e del correlatore, come d’intesa. Si ricorda che anche qui la durata degli interventi è di 30 ore totali e voglio anche ricordarvi, quindi a questo punto darvi un’ulteriore informazione, che è arrivato un emendamento da parte della Giunta, il n. 178 per il quale do un’ora per eventuali subemendamenti.
Allora, ringrazio il presidente Tomaello, che ieri sera ha convocato la Commissione. Noi abbiamo un contingente di emendamenti trattati dalla Commissione, presidente Tonello… Seguite il ragionamento. Però noi adesso abbiamo un contingente di emendamenti trattati, un emendamento sul collegato della Giunta, che metterebbe in discussione molti di quegli emendamenti, e poi, ovviamente, se ci sono altre novità, a me sembra, ma vorrei sentire il presidente Tomaello che per trattare subito gli emendamenti trattati ieri sera, forse c’è qualche problema, a meno che non si possa procedere.
Speaker : Andrea TOMAELLO (Stefani Presidente)
Buongiorno a tutti.
Stiamo aspettando naturalmente di trattare eventuali altri emendamenti, o maxi emendamenti in Commissione, che non abbiamo trattato.
Ieri sera abbiamo trattato i circa 125 emendamenti arrivati. Io quindi rimango a disposizione dell’Aula, se volete iniziare già con qualche emendamento, per me non c’è problema. I pareri ce li abbiamo.
In alternativa, dobbiamo sospendere e trattare gli altri emendamenti, tra cui probabili quelli che arriveranno, però se vogliamo portarci avanti con i lavori possiamo… Se non ci sono problemi per gli uffici e vogliamo portarci avanti col lavoro, possiamo iniziare a trattare gli emendamenti.
Speaker : PRESIDENTE
Allora, guardate, scusate però l’organizzazione dei lavori, Rigo dai, per favore. Per l’organizzazione dei lavori, scusate, mi potete ascoltare un attimo? C’è un maxi adesso sul collegato, che è ufficiale. Direi di sospendere mezz’ora e vedete il vostro maxi, perché trovo assurdo andare a trattare ’emendamento per emendamento, ma li trovate nel maxi.
Quindi mezz’ora di sospensione e vediamo il maxi. Se dovesse mai arrivare un altro maxi emendamento vi guardate, guardate Consiglieri, anche il nuovo maxi emendamento, sembra che possa esserci un maxiemendamento da parte della Giunta sul bilancio e a quel punto direi che per economia dei lavori si andrà a depennare tutto quello che è già previsto nei maxi.
Consigliere Manildo, prego. Lo so che non ha chiesto la parola.
Consigliere Manildo.
Speaker : Giovanni MANILDO (Partito Democratico)
Spontaneamente chiamato. Sono d’accordo. Sono d’accordo. Chiedo la sospensione per esaminare il maxiemendamento.
Speaker : PRESIDENTE
Facciamo una sospensione di mezz’ora? Perfetto. Grazie.
La preghiera è di capire già cosa può essere depennato rispetto al presentato.
Grazie. Lasciamo in mano al Presidente Tomaello la gestione di questa fase. Se vi volete accomodare, riprendiamo. Quanti ne sono arrivati? Due?
Consiglieri, se volete prendere posto. Comunicazioni importanti. Prego.
Sì, ho fatto grazie… Ero qua fuori. Stavo parlando con la Zattarin.
Prego, se volete prendere posto, per favore. Chiudete le porte.
Sì, ci siamo, ci siamo. I numeri ci sono.
Allora, volevo semplicemente dare comunicazione… Sentite, allora, prima vi ho annunciato un emendamento della Giunta. Ci sono altri due emendamenti della Giunta, comunemente definiti maxi, omnicomprensivi, il n. 184 e il n. 185. Consiglieri, scusate. Quindi do un’ora di tempo per subemendarli, eventualmente subemendarli.
Riprendiamo la convocazione dell’Assemblea alle ore 14.00 per iniziare la votazione dei sub e degli emendamenti. Grazie.
Prego. Scusate, fermi un attimo.
Speaker : Andrea TOMAELLO (Stefani Presidente)
Solo una comunicazione di servizio. Siccome dobbiamo fare la Commissione, non vedo il consigliere Manildo, ma penso sia d’accordo di fare Commissione a mezzogiorno e mezzo in Sala Legni.
Speaker : PRESIDENTE
Quindi a mezzogiorno e mezzo, Sala Legni, dice il presidente Tomaello. Ore 14.00 ripresa del Consiglio con le votazioni.
Prego.
Speaker : Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
Siccome abbiamo notizie che l’emendamento sia corposo e articolato, magari poi chiedo al Presidente di fare un passaggio direttamente col Capogruppo, perché ci sarà anche la necessità di analizzarlo nei tempi necessari sia con gli uffici che poi in Commissione. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Direi che ci diamo come step le 14.00 per la ripresa. Nel frattempo cercate di gestire i tempi. Chiaro? Grazie, buon lavoro. Volevo comunicare che è stata chiesta altra mezz’ora.
Quindi ci riuniamo alle ore 14.30.
Grazie. Consiglieri, prego, prendete posto. Buongiorno. Iniziamo il Consiglio. Per favore. Per favore. Missione 01. Distribuite gli emendamenti, per favore. Grazie.
Facciamo la distribuzione. Alzi la mano chi vuole il plico. Cinque plichi, sei, sette plichi, otto, nove.
Però, siccome il presentatore, Missione 1: Servizi istituzionali generali e di gestione, emendamento 47, consigliere Rocco. Lo diamo per letto? Grazie, Consigliere. Grazie mille.
Votazione. Fate il refresh delle macchine, ovviamente il parere è contrario.
Apro la votazione.
Aprite la votazione.
Emendamento respinto.
Emendamento 166, del correlatore Galeano, pagina 2 bis. Parere contrario. Lo diamo per letto? Grazie, Consigliere. Voto. Parere contrario.
Cercate di concentrarvi, Consiglieri.
Respinto.
Missione 03: Ordine pubblico e sicurezza. Emendamento 103 del consigliere Trevisi, con parere contrario. Consigliere, lo diamo per letto?
Speaker : Gianpaolo TREVISI (Partito Democratico)
Grazie, Presidente. Faccio solo un intervento che riguarda il 103, il 104 e il 106, tutti e tre credo che abbiano avuto un parere contrario e volevo solo dire due cose perché poi siamo tutti bravi a parlare di sicurezza, poi, quando si tratta di mettere qualcosa sulla sicurezza forse abbiamo qualche dubbio in più.
Il primo, 103, riguardava quello che si poteva fare anche a livello di prevenzione e non di repressione. Io sono uno di quelli che dice che per ogni poliziotto assunto dovrebbe essere assunto anche un assistente sociale e questi 200.000 euro potevano essere un contributo in più per poter lavorare su questo.
Qualcosa era stato anche messo sul discorso della lotta e della prevenzione per quanto riguarda la criminalità organizzata, era stato giustamente inserito anche nel DEFR il rischio che nella nostra meravigliosa Regione Veneto non ci sia un rischio di infiltrazioni, ma che ci sia l’infiltrazione mafiosa, quindi, probabilmente anche su questo si poteva fare davvero qualche cosa in più, anche a livello di prevenzione nelle scuole, e anche questo è stato bocciato.
So che ci dovrebbe essere anche un parere contrario per quanto riguarda invece un altro aiuto per la Polizia locale e la sicurezza integrata. Arrivo soltanto alla conclusione, davvero non rubo altro tempo.
Perlomeno, si potrebbe arrivare alla soluzione di non parlare più di sicurezza, se poi, quando si tratta di metterci i soldi, non ce li mettiamo.
Grazie. Mi taccio.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere, anche per la brevità. Recuperiamo bene così.
Emendamento n. 103, consigliere Trevisi. Parere contrario. Votazione. Seguite che adesso andiamo veloci. Parere contrario.
Respinto.
Emendamento n. 104, consigliere Trevisi. Parere contrario. Voto.
Respinto.
Poi vi do l’emendamento n. 106, di Trevisi, pagina 7, così li sistemiamo tutti e tre. Parere contrario.
È aperta la votazione. Siamo sull’emendamento n. 106 di Trevisi, pagina 7. Parere contrario. Tranquilli, non ho perso un emendamento. Grazie.
Respinto.
Chiusa la votazione.
Emendamento n. 81 del consigliere Galeano. Lo dà per letto, o vuole intervenire? Prego.
Speaker : Paolo GALEANO (Partito Democratico)
Veloce, grazie Presidente.
Volevo ripartire dalle parole di Alessandra Dolci, nuova Procuratrice generale qui a Venezia, esperta sul tema della mafia e della criminalità organizzata, che proprio nei giorni scorsi aveva sottolineato come la mafia, soprattutto qui in Veneto, agisce in maniera silenziosa, non con i grandi crimini ma attraverso una rete di professionisti e persone qualificate che fanno fare di fatto false fatture alle imprese per finanziare il sistema della criminalità organizzata.
Ecco perché mi collego a un emendamento che era stato bocciato in sede di DEFR, in cui sembrava innocua la proposta che avevo fatto, quella di potenziare l’attività di evasione fiscale, il contrasto all’evasione fiscale da parte della Regione.
La motivazione con cui è stato respinto l’emendamento è che si fa già molto perché interveniamo sul bollo, interveniamo su alcuni dei tributi locali, però lo spirito è esattamente questo, cioè di essere consapevoli della ricaduta politica di questa presenza, radicamento, appunto, come ricordava il consigliere Trevisi, nel nostro territorio e proprio per questo, come è stato sottolineato dal Presidente in questi giorni per i social, l’utilizzo dei social da parte dei quattordicenni, anche su questo le Regioni hanno la potestà, il potere di intervenire politicamente, può sollecitare il Governo nazionale al fine di arrivare a dei progetti di leggi importanti.
Ecco, anche questo sull’evasione fiscale, io penso che sia uno dei temi su cui dobbiamo fare questo, perché le ricadute possono essere assolutamente positive, anzi sono positive per i nostri territori, vista l’incidenza nefasta, perniciosa che il radicamento mafioso ha nelle nostre comunità.
I dati delle università lo dicono in maniera chiara è incidenza sul PIL, è incidenza sulla qualità del lavoro, è incidenza sui costi dei materiali, è incidenza sulla vita e i diritti delle persone.
Ecco perché su questo punto non mollerò e cercherò di tenere alta l’attenzione, perché lo ritengo importante. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere. Voto. Parere contrario. Emendamento 81.
È aperta la votazione.
Chiusa la votazione. Respinto
Missione 4 Istruzione e diritto allo studio. Emendamento 53, consigliere Rocco. Per letto? Grazie, Consigliere. Il 46? Grazie, Consigliere.
Quindi 46 e 53 ritirati.
Missione 5: Tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali.
Consigliera Ostanel il 14. Grazie, Consigliera.
Parere contrario. Voto.
Respinto.
Correlatore, emendamento 167, lo diamo per letto?
Voto. Parere contrario.
Respinto.
13, consigliera Ostanel, prego.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente. Intervengo su questo emendamento perché mi permette di portare in Aula una questione che stiamo seguendo da tempo e prima ne discutevamo anche con gli altri colleghi di minoranza in questi giorni l’Ufficio scolastico regionale, appunto, per gli Istituti Storici per la Resistenza ha fatto un taglio netto rispetto a delle figure che sono delle figure importanti, perché… ma lo dico in quest’Aula perché io credo sia importante di fronte anche all’Assessore all’Istruzione dirlo, che sono delle figure che insegnano all’interno delle nostre scuole valori importantissimi: la nostra Costituzione, il valore della resistenza. Penso che, a partire dal dibattito e dalla petizione che ha raggiunto migliaia di firme in questa regione, da quest’Aula dovrebbe essere preso un impegno chiaro. Ci saranno dispositivi proposti dai colleghi in questo senso, però questo emendamento ‒ ci tenevo a illustrarlo per questo motivo ‒ chiedeva una cosa importante.
Noi abbiamo in questa Regione una legge, una norma in materia di promozione e valorizzazione del patrimonio storico e culturale, dell’antifascismo, della Resistenza, e degli eventi correlati accaduti in Veneto tra il 1943 e il 1948, è una legge che negli anni noi non rifinanziamo non...
Speaker : PRESIDENTE
La scheda, prego.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Ci sarà un emendamento del collega Cunegato su questo. Crediamo che il lavoro che è stato fatto negli anni scorsi debba essere continuato e con questo emendamento e quello del collega avevamo provato a dire che da quest’Aula si dovrebbe partire, anche in questa nuova legislatura, dando gambe al lavoro che era stato fatto nella scorsa.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Il parere è contrario.
Lo metto in votazione.
L’emendamento è respinto.
Emendamento n. 124, pagina 16, consigliera Bigon. Lo diamo per letto? Grazie.
Parere contrario.
Lo metto in votazione.
È respinto.
Consigliere Cunegato, il n. 36. Lo diamo per letto? Prego.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Chiediamo di finanziare con 100.000 euro una voce rispetto alla Giornata della memoria delle vittime del Vajont, istituita nella legge n. 5/2019. Questo finanziamento dovrebbe favorire delle ricerche, delle pubblicazioni dei momenti di studio per ricordare quella giornata tragica, quando morirono più di 1.900 persone a causa di una modalità, se vogliamo, predatoria e per fare in modo che tutto questo non si ripeta, per fare in modo che anche oggi non si costruisca in luoghi fragili, non si realizzino progetti infrastrutturali in zone a rischio idrogeologico.
Per questo crediamo che sia importante recuperare la memoria, non tanto come qualcosa di imbalsamato, o di mummificato nel passato, ma come uno strumento di interpretazione del presente.
In questo senso ribadiamo la nostra contrarietà al progetto del Vanoi che era stato inserito nel PNRR e chiediamo davvero in questo senso la nuova elezione del Consorzio Brenta con Cerantola, vinta anche dagli ambientalisti vicini a Giustino Mezzalira, credo ci dia speranza.
Non deve più accadere un altro Vajont. Per questo cerchiamo di non creare un altro progetto pericoloso come quello del Vanoi.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Consigliere Del Bianco.
Speaker : Alessandro DEL BIANCO (Partito Democratico)
Brevissimo, solo per sostenere l’importanza di questo emendamento.
Io capisco che non potrà essere accolto in questa fase, ma per sollecitare la Giunta e l’Aula in generale a pensare seriamente all’istituzione di una giornata di questo genere e di finanziarla, perché abbiamo fatto secondo me un passo avanti notevole, la settimana scorsa, nel DEFR e di questo credo vada dato atto a tutta la maggioranza e alla Giunta che ha accolto il nostro emendamento sullo stop ai grandi invasi di montagna.
Questa potrebbe essere un’opportunità in più per andare davvero a lavorare su un percorso serio della memoria. Capiamo che in questa fase non sia accoglibile, ma penso che possa essere un’opportunità davvero seria per il futuro, per fare memoria per davvero, perché questo è fondamentale in un momento come oggi.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere. Parere contrario. Voto.
Respinto.
Chiusa la votazione.
Consigliera Ostanel, emendamento n. 22, lo diamo per letto? Prego.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Intervengo su questo emendamento perché è il primo di una serie rispetto ai temi della cultura. In questa legislatura non abbiamo ancora fatto in tempo, nella Commissione cultura. ad esprimerci, come avevamo fatto nella scorsa, all’unanimità. Credo che avessimo fatto un lavoro interessante, chiedendo a questo Consiglio che ci fossero più fondi dedicati alla cultura.
La cronistoria ci fa partire da quando in questa Regione, durante la pandemia, il primo giorno di mio intervento in quest’Aula, ricordo ancora che avevamo votato all’unanimità di assegnare 1 milione di euro di fondi agli operatori culturali che erano chiusi durante la pandemia all’epoca gli assessori Marcato e Calzavara avevano dato l’okay perché c’era un’emergenza e da lì eravamo partiti dentro la Commissione cultura a fare un lavoro dove abbiamo portato questo Consiglio a impegnarsi all’unanimità ad aumentare i fondi legati alla legge 17, una legge che, ricordo, è stata approvata con tanta fatica anche qui in maniera bipartisan la legislatura addirittura precedente; perché lo dico: perché noi in questo bilancio partiamo dall’assestato dell’anno scorso, quindi ci sono dei fondi in più rispetto all’anno precedente e io lo voglio riconoscere, ovviamente, dicendolo anche in questa Aula. Ma la domanda che ci dobbiamo fare è: Bastano? Il punto è: No, non bastano. Le altre Regioni investono molto di più di tre euro e mezzo pro capite sulla cultura e hanno una legge, anche loro, come la nostra, la 17, che ha diverse previsioni: finanzia lo spettacolo dal vivo finanzia i cinema, finanzia i festival di prossimità. La Regione Lombardia, di recente, ha emesso un bando che io spero che un giorno riesca a fare anche questa Regione sulla musica dal vivo che riporta, finalmente, la musica anche dentro i locali, i territori, i Comuni più piccoli, perché una delle grandi questioni che sta accadendo in generale in Italia è che la musica dal vivo, quella underground che passa, parte dai garage che poi arriva piano piano e diventa la musica che ascoltiamo, magari, a Sanremo, ce n’è sempre meno perché? Perché si finanzia sempre meno quel tipo di forme culturali.
Allora la nostra Regione può avere un ruolo da questo punto di vista e so che, probabilmente non è uno dei temi che appassiona di sicuro il dibattito giornalistico, non si parla mai di cultura sui giornali, ma io penso, invece, che in questa Aula dovremmo davvero dirci se vogliamo o non vogliamo in questa legislatura aumentare la dotazione economica in generale di tutte le forme culturali e artistiche che abbiamo nella nostra legge 17 e lo dico - e chiudo - perché gli anni scorsi abbiamo visto una cosa bruttissima. Gli idonei non beneficiari non esistono solo sulle borse di studio, esistono anche sui fondi legati alla cultura.
Ricordo di aver portato qui in Aula la richiesta anche di amministratori locali. Ricordo il Sindaco Conte, giusto per citare qualcuno che non è dalla nostra parte, che diceva: Sono tra gli idonei non beneficiari perché non mi è stato finanziato la stagione e culturale del Comune di Treviso o l’assessore Colasio a Padova a cui non era stato finanziato nemmeno a lui quello che doveva fare rispetto al Comune, oppure altri amministratori di diversi colori politici che erano rimasti fuori per mancanza di fondi dalle nostre graduatorie. Idonei non beneficiari in cultura ci sono. Quest’anno, spero, non ci saranno perché partiamo dall’assestato. Vedremo quante domande ci saranno nei prossimi bandi, però noi dobbiamo mettere, secondo me, nero su bianco, un’asticella minima da cui partire. Quel fondo da cui partiamo oggi è il minimo sindacale io avrei aggiunto, almeno per quest’anno 3 milioni di euro, come avevo fatto in questo emendamento.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Parere contrario.
Lo metto in votazione.
È respinto.
Consigliera Luisetto, il n. 93. Prego.
Speaker : Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
Questo era un emendamento, sempre riferito alla legge n. 17/2019, che puntava a finanziarne un articolo specifico, quello che riguarda le reti bibliotecarie come presidio culturale di comunità gratuito diffuso. L’idea è che se non ricominciamo a sostenere questo tipo di cultura, una cultura accessibile ed equa, che spesso i Comuni faticano a rafforzare, difficilmente potremo pensare di allargarci ad altri pezzi importanti di questa legge.
Credo, infatti, che sia proprio il nucleo di base quello della cultura a livello comunale e territoriale. Le reti stanno già facendo molto, ma forse anche la Regione potrebbe impegnarsi di più su questo.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Parere contrario.
Lo metto in votazione.
È chiusa la votazione.
È respinto.
Consigliere Cunegato, prego. Non lo diamo per letto.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Parliamo di biblioteche. Bisogna trovare 500.000 euro per le biblioteche. La parola “cultura” è davvero molto bella, deriva dal latino “colere” che significa “seminare”. Bisogna seminare idee, pensieri, rappresentazioni artistiche, per raccogliere una comunità intelligente.
Qual è lo scopo della cultura? Sicuramente lo scopo della cultura è comprendere meglio il nostro tempo, per affrontare al meglio le sfide del futuro, ma lo scopo della cultura è anche un altro, e oggi credo che questo sia importante più che mai. Leggevo l’altro giorno che il 36% delle famiglie italiane sono composte da single e un altro 28% da due persone. La cultura è uno strumento per riallacciare dei legami comunitari che oggi sono sempre più drammaticamente sfilacciati.
Due sono le cose su cui dovremmo ragionare. La prima è già stata in qualche modo oggetto della riflessione della collega Ostanel: noi spendiamo troppo poco. Il Veneto non crede nella cultura. Se è vero che spendiamo un quarto degli emiliani e un sesto dei piemontesi, vuol dire che la Regione Veneto non crede che la cultura, come noi invece crediamo, sia uno strumento di affrancamento individuale e collettivo, di emancipazione individuale e collettiva. Però arrivo a un’altra questione che spiega il motivo di questo emendamento.
Noi non abbiamo solo un problema di scarso investimento in cultura, la destra veneta non crede nella cultura. Abbiamo un problema che ci interroga su chi usufruisce della cultura, questo è l’altro problema: chi va a teatro? Chi va in biblioteca? Chi va ai concerti jazz? Se noi andiamo a vedere, è sempre una piccola élite. L’altra questione che noi dobbiamo porci è come consentire anche alle altre persone di accedere ai luoghi della cultura.
Io potrei dire che la cultura, o meglio, le politiche culturali o sono popolari, o non sono politiche culturali. Ricordo ancora quando insegnavo all’IPSIA di Asiago: quella volta inserii i risultati delle prove Invalsi, sono archeologico, allora si inserivano ancora a mano. Lì si vedeva, c’era questa domanda “che avevano fa il tuo papà? L’operaio, che lavoro fa tua mamma? la casalinga”, e poi c’era la domanda fatidica che chiedeva “quanti libri hai a casa” da 0 a 10. Noi cioè dobbiamo cercare di capire come fare in modo che queste persone, che provengono spesso anche da contesti più svantaggiati, accedono alla cultura, chi viene magari da una famiglia di immigrati, dove ancora non si parla italiano, come facciamo a fare in modo che anche queste persone godano della bellezza della cultura? Perché la cultura di fatto è tutto quello che abbiamo detto, ma la cultura ci migliora la vita, ci rende anche, diciamolo, finanche più felici.
E allora arriviamo al dunque. Io ho parlato con molte reti bibliotecarie, con molte persone che lavorano nelle biblioteche. Quello che bisognerebbe pensare in questo senso, per quello ci vogliono delle risorse, è di promuovere il più possibile dei progetti di biblioteche aperte, tutti progetti mirati, che sono pensati proprio per delle persone in particolare, che riescono a riattirare verso i luoghi della cultura e delle biblioteche, proprio chi ne ha bisogno. Altrimenti, come diceva don Milani, parafrasandolo, lui diceva della scuola, stavolta parliamo delle politiche culturali, rischiamo di creare degli ospedali che curano i sani e fanno morire i malati.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, chiudiamo in bellezza. Parere contrario. Respinto.
Consigliera Ostanel, il 19 lo diamo per letto. Grazie, Consigliera.
Votiamo. Parere contrario.
Respinto.
Consigliera Ostanel, il 21 scusate, non mi sono accorto.
Votiamo il 19 della consigliera Ostanel.
Respinto.
Consigliera Ostanel, il 21. Grazie, Consigliera.
È aperta la votazione sul 21. Contrario il parere.
Respinto.
Il 12, mi sa che lo ritira, giusto? Prego.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Sì, io ritiro questo emendamento, però ci tenevo a dire perché lo ritiro: perché ieri, in Ufficio di Presidenza con l’assessore Mantovan abbiamo condiviso l’impegno a inserire di nuovo la previsione dei festival di prossimità che l’anno scorso è uscito un bando molto interessante che avevamo fatto sul nostro emendamento, che finanzia i festival minori dei Comuni in generale in tutto il Veneto; un bando a cui hanno partecipato un sacco di realtà. Tra l’altro ci tengo a dire: sono festival che nel bando richiede si facciano cultura, ma facciano anche volontariato tantissimi di questi festival rifinanziano le entrate che hanno per finanziare i servizi per i Comuni e sono andata a vedere alcuni di quelli che hanno vinto e sono veramente delle esperienze molto interessanti in tutto il Veneto, una dotazione che spero possa anche crescere negli anni. L’anno scorso era solo 150.000 euro quindi io spero davvero che quest’anno si possa fare di più.
Quindi ritiro l’emendamento sull’impegno di continuare con questa proposta.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Emendamento n. 60, consigliera Cendron. Lo do per letto? Grazie.
Parere contrario. Voto.
Respinto. Chiusa.
Consigliera Ostanel, il 7, pagina 28.
Prego.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente. Io questo lo ritirerei, però volevo avere la conferma che sulle librerie indipendenti ci sia un intervento già da questo bilancio, come mi pare di aver capito, ma vorrei esserne assicura. In caso lo ritirerei.
Speaker : PRESIDENTE
Assessore Mantovan, prego.
Speaker : Ass.ra Valeria MANTOVAN
Confermo, c’è già un impegno in questo senso. Per cui, procediamo.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Quindi, è ritirato.
Emendamento n. 70, consigliera Sambo. Lo diamo per letto? Prego.
Speaker : Monica SAMBO (Partito Democratico)
Grazie.
In realtà, ritiriamo questo emendamento, ma volevamo spiegare perché. È stato accolto nel maxiemendamento e, di conseguenza, saranno riconosciuti questi 90.000 euro per il Fondo per gli istituti storici della Resistenza. L’aumento dei fondi per la valorizzazione degli Istituti storici rappresenta un punto fondamentale per sostenere queste realtà, che svolgono un ruolo indispensabile, soprattutto per mantenere la memoria storica e ribadire la centralità della Resistenza e tramandarla alle nuove generazioni.
Volevamo, però, segnalare in questo contesto un grave problema che hanno riscontrato. Ci sono centinaia di firme raccolte tra i docenti. C’è la riduzione dei distacchi presso questi istituti. L’ufficio scolastico regionale ha comunicato la decisione di ridurre da cinque a due i distacchi, che già erano pochi: cinque non erano molti, considerando che sono, mi pare, sette gli istituti. Erano veramente irrisori già di loro.
Mi permetto di leggere solo una brevissima parte del comunicato proveniente dagli istituti: “La riduzione dei distacchi rischia di compromettere in modo significativo queste attività, indebolendo un presidio fondamentale sia per la qualità dell’insegnamento della storia e per la formazione civica delle nuove generazioni sia per la presenza attiva sui territori e per la trasmissione della conoscenza e della consapevolezza della storia regionale e locale”.
Per questo noi chiediamo all’Assessora ‒ questo emendamento l’ho presentato insieme ai consiglieri Del Bianco, Trevisi e Galeano, ma ovviamente è condiviso con tutto il Gruppo del Partito Democratico ‒ di farsi parte attiva con l’ufficio scolastico regionale perché questo tipo di riduzione del personale non avvenga, quindi siano garantiti quantomeno i distacchi previsti l’anno scorso. Ribadiamo che c’è una mobilitazione molto ampia dei docenti, ma adesso si sta ampliando anche a genitori e studenti, tutta la popolazione, perché è una scelta ingiustificabile anche dal punto di vista del risparmio che si avrebbe. È veramente una scelta ingiustificabile. Vediamo che è stato accolto, quindi speriamo che non sia per questioni politiche, ma dato che l’emendamento è stato accolto, quindi condividiamo tutto, speriamo che ci possa essere anche questa attenzione da parte del Ministero e dell’Ufficio scolastico regionale, e chiediamo a lei, Assessora, di intervenire al più presto per porre rimedio a questa grave scelta.
Speaker : PRESIDENTE
Consigliere Galeano.
Speaker : Paolo GALEANO (Partito Democratico)
Grazie. Per sottolineare l’intervento già fatto dalla consigliera Sambo.
Io penso che tante volte ci facciamo delle domande sul perché delle follie in tante parti del mondo, il perché delle follie anche nelle nostre comunità. Se andiamo a ritroso, scaviamo e scaviamo, troviamo che spesso la risposta è nella scarsa formazione e nella bassa cultura che magari qualcuno ha, che a volte anche per sfortuna ha potuto vivere.
Ecco perché l’investimento in formazione e gli investimenti in conoscenza. La conoscenza dei fatti della storia diventa un elemento, un cardine fondamentale per far sì che alcune cose non si ripetano. Le attività di questi istituti all’interno delle scuole sono importantissime, tanto dal punto di vista quantitativo che da quello qualitativo, quindi riteniamo davvero che puntellare la loro permanenza, puntellare e garantire la continuazione di queste attività all’interno delle scuole e fra i giovani diventi un momento fondamentale per investire sui giovani e sui cittadini.
Ecco perché, ripeto, penso che sia fondamentale sottolineare questa iniziativa. Non è un investimento sui morti, è un investimento sulla conoscenza per evitare che cose nefaste che sono successe in passato ricapitino in futuro.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Consigliere Del Bianco.
Speaker : Alessandro DEL BIANCO (Partito Democratico)
Tengo anch’io ad intervenire su questo tema e ringrazio i colleghi Sambo, Galeano e Trevisi perché hanno voluto condividere questo emendamento che è importante.
Dico che è importante per tutto questo Consiglio, a maggior ragione per il fatto che solo di fatto l’anno scorso è stata rivista e aggiornata una legge che riconosce come essenziale la qualità dell’insegnamento portata da questi istituti in tutta la Regione del Veneto.
Con la legge 23 del 2025, questo Consiglio è andato a definire esattamente il ruolo di questi istituti ed è paradossale doverne discutere in questo momento, quando noi, come Consiglieri volevamo rafforzare con un emendamento l’attività di questi stessi istituti finanziando il loro lavoro in maniera aggiuntiva rispetto a quanto viene oggi erogato dalla Regione, e ci troviamo proprio in questo momento a dover pensare che questa nostra proposta di cofinanziamento possa diventare un sostegno ad evitare i distacchi.
Questa è una questione, secondo me, abbastanza problematica, anche perché io, nel frattempo, in questi due giorni in cui è salita alla mobilitazione, ho cercato di recuperare dei dati per capire quanti erano e quanti sono gli insegnanti distaccati, diciamo così, in tutto il Veneto. Allora vi dirò che nel 2016 - 2017 erano 55. Nel 2017 - 2018 erano 55, nel 2019 – 2020, 55, 2021 - 2022, 55 e 55 fino all’anno scorso.
Quanti sono previsti per il 2026/27, sempre 55. Quindi cosa è successo, però al tempo stesso, mentre ne sono, comunque, previsti 55 per il 26/27 l’ufficio scolastico regionale ha mandato una direttiva chiedendo agli Istituti di ridurre da cinque a tre perché, evidentemente, ce ne sono tre in più in altre strutture che non sono gli Istituti per la storia contemporanea e per la resistenza. Questa cosa qua, secondo me, va accertata perché, francamente, non capiamo perché si debba ridurre intanto solo ed esclusivamente gli insegnanti in distacco sugli Istituti per la resistenza per la storia contemporanea e poi capire se davvero è pensabile che una manovra di questo genere sia motivata così come c’è scritto nella circolare del Ministero per scelte economiche perché francamente sappiamo tutti che non può reggere l’idea che i costi di risparmio in Veneto del Ministero dell’Istruzione si basi su tre distacchi meno che peraltro erano già previsti l’anno precedente, per cui qui c’è un problema che, secondo me, emerge con una certa chiarezza.
Allora io credo e spero e sono sicuro anche per il ruolo e anche per l’impostazione che è stata data, secondo me, in questa legislatura, in particolar modo anche dal consigliere Soranzo, con tutta una serie di appuntamenti che sono stati fatti per e sulle tematiche della storia contemporanea che tutti noi condividiamo il ruolo di questi Istituti perché hanno un’importanza fondamentale anche nell’organizzazione del calendario civile scolastico in Veneto, peraltro, e a maggior ragione noi, quindi, poniamo questi 90.000 euro che di fatto saranno accolti nella variazione come un piccolo baluardo, mettiamola così, che, se per caso, non dovesse andare in porto una trattativa forte con il Ministero, con l’Ufficio scolastico regionale si possono anche utilizzare solo ed esclusivamente per quest’anno come cofinanziamento per i distacchi.
Si valuterà poi i metodi e i modi, ma chiediamo anche, contestualmente, che ci sia un impegno forte da parte della Giunta per evitare che sia la Regione a dover sostenere i distacchi, perché è una cosa che deve sostenere il Ministero e questi 90.000 euro noi saremmo molto contenti di metterli nel rafforzamento delle attività di questi istituti, che è un’attività che, come ho detto prima, è riconosciuta strategica ed essenziale dallo stesso Consiglio regionale del Veneto.
Speaker : PRESIDENTE
Assessore Mantovan, prego.
Speaker : Ass.ra Valeria MANTOVAN
Grazie, Presidente. Buongiorno, colleghi.
Innanzitutto condivido e abbiamo accolto le preoccupazioni, apprezzo anche la qualità degli interventi che sono stati fatti. C’è stata una disponibilità anche nell’accogliere la decisione di allocare ulteriori risorse in questo senso, però ci tengo anche a precisare, come voi ben saprete, che tutte le scelte che riguardano la riorganizzazione del personale scolastico attengono alla libera autonomia e indipendenza che le scuole ‒ vivaddio ‒ hanno in Italia, per cui non sta nella nostra disponibilità incidere in maniera diretta su una eventuale riorganizzazione.
Sarà, però, mia cura rapportarmi con l’ufficio scolastico regionale, con il quale ho già fatto un passaggio, il quale è sempre stato disponibile anche nel sostenere questo tipo di iniziative, che nelle scuole vengono comunque fatte sempre tutti i giorni, voglio ricordarlo. Mi si diceva, però, che, essendo state richieste maggiori risorse in determinati istituti scolastici del Veneto ed essendo sempre quelle che devono andare a far combaciare il totale che viene assegnato per l’intera Regione, c’è stato questo tipo di decisione. Me ne faccio carico, ne parlerò. Tuttavia, voglio ricordare che non è che se vengono meno due docenti si smette di insegnare i princìpi che sono contenuti in questo tipo di iniziative.
Accogliamo favorevolmente anche questo tipo di preoccupazione, ce ne faremo portavoce, ma voglio ricordare che questo attiene all’indipendenza e libertà dell’ufficio scolastico.
Speaker : PRESIDENTE
Consigliere Del Bianco, prego.
Speaker : Alessandro DEL BIANCO (Partito Democratico)
Molto velocemente, solo per ringraziare l’Assessora per l’intervento e per l’impegno politico assunto. Ricordo solo una cosa, che è importante, secondo me, capire per il funzionamento di questi istituti. L’insegnante in distacco in questi istituti è esattamente quello che fa il lavoro di questi istituti. Se noi togliamo l’insegnante in distacco dall’istituto, di fatto, dobbiamo dire che l’istituto non esiste più. Io so, per esempio, che quello della mia provincia, ma tutti gli altri producono attraverso l’insegnante in distacco una cosa come ‒ ho guardato l’ultima relazione ‒ 170 incontri annuali. È chiaro che se non c’è più l’insegnante, quei 170 incontri non vengono più fatti.
Non è solo un lavoro di cura del patrimonio storico o della gestione archivistica che spesso questi istituti hanno, ma proprio un lavoro didattico. Credo siano importanti, comunque, le parole dell’assessore Mantovan, perché ci danno fiducia sul fatto che si possa trovare una quadra politica su una situazione di questo genere e magari credo anche rivedere e ridiscutere insieme all’Ufficio scolastico regionale le modalità di riassegnazione quantomeno dei distacchi, sapendo che si può contare anche su un eventuale sostegno economico da parte della Regione del Veneto.
Speaker : PRESIDENTE
Consigliera Ostanel.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Per ringraziare di questo emendamento i colleghi del Partito Democratico, ma anche per riferire quello che diceva adesso il collega Del Bianco, che un conto è quello che si fa nella scuola, che dicevo nel mio intervento precedente; un conto è proprio quello che invece fa l’istituto. Quindi, com’è stato detto bene, togliere i distacchi significa chiudere gli istituti, e lo dico rispetto al fatto che la memoria che viene prodotta all’interno di quegli istituti, penso al lavoro di archiviazione incredibile che viene fatto, proprio di una memoria che viene poi passata ai ragazzi, è quello che esattamente io credo che come Regione dovremmo tutelare.
Speaker : PRESIDENTE
Consigliere Trevisi.
Speaker : Gianpaolo TREVISI (Partito Democratico)
Grazie, Presidente, sarò velocissimo, non devo aggiungere nulla a quello che hanno detto i Consiglieri.
Ringrazio anch’io l’Assessore perché la sua opera di sensibilizzazione sarà davvero molto importante. Ricordo solo quello che abbiamo fatto col presidente Soranzo, lo diceva prima anche il collega. Quel giorno, quando abbiamo celebrato il Giorno della Memoria, c’erano qui gli studenti a destra e a sinistra erano tutti dall’altra parte, seduti tutti negli stessi banchi.
Credo che quella sia una delle immagini più belle che ho vissuto qua dentro: destra, sinistra, maggioranza e opposizione, tutti sullo stesso banco di fronte agli studenti, perché poi, quando si trattano questi temi, questo dovrebbe essere, quindi credo che sia importante quello che abbiamo fatto noi come Partito Democratico, quello che voi ci avete in qualche modo autorizzato per il finanziamento e l’eventuale opera di sensibilizzazione dell’Assessore.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Prego. Quindi, l’emendamento è ritirato…
Non avevo ancora capito questa cosa… Ma certo che avevo capito.
Consigliera Ostanel, andiamo avanti.
Emendamento n. 168, il correlatore ce lo dà per letto, immagino. Consigliere Galeano. Grazie. Voto contrario.
Respinto.
Missione 6 “Politiche giovanili, sport e tempo libero”.
Emendamento n. 30, consigliera Ostanel… Grazie, Consigliera. Voto. Parere contrario.
Respinto.
Missione 07 “Turismo”, consigliera Cendron, lo diamo per letto? Grazie.
Voto. Parere contrario.
Respinto. Se mi mette non partecipa al voto, per favore. Grazie.
65, consigliere Lovat. Lo diamo per letto? Grazie, Consigliere.
Parere contrario. Voto.
Respinto. Chiusa la votazione. Consigliere Rocco 56. Lo diamo per letto? Anzi va ritirato. Sì, io direi che va ritirato. Grazie.
Grazie mille, Consigliere. Quindi anche il 50. Anche il 50 di conseguenza
Missione 8 - fate attenzione - Assetto del territorio, edilizia privata.
119, Consigliera Bigon. Lo diamo per letto.
Parere contrario. Voto.
Respinto.
Missione 9: Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente, consigliera Ostanel, il 32. Prego.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente. Questo è un emendamento che illustro perché abbiamo approvato una strategia per l’adattamento climatico su cui settimana scorsa abbiamo votato un impegno da parte della Giunta di portarla in Commissione il prima possibile. Una strategia che è già pronta e che è stato il frutto di un lavoro difficile fatto la scorsa legislatura. Bisogna che però a quella strategia segua il fatto che vengano messi dei fondi. Allora, con l’assessore Venturini abbiamo, intanto avuto l’impegno nel DEFR di portarlo velocemente in Commissione. Qui decidevamo in questo emendamento di mettere 600.000 euro per delle opere di adattamento per quanto riguarda la riduzione del rischio idrogeologico. Vi è parere negativo. Ci tenevo però a dire che noi non possiamo immaginare di andare avanti con una strategia se non riusciamo a mettere a terra tutte le risorse che abbiamo per fare in modo che la strategia di adattamento climatico non rimanga in un cassetto, ma ai Comuni arrivano i soldi per fare effettivamente le opere che vogliono fare.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere. Aperta la votazione. Parere contrario.
Respinto. Consigliera Ostanel, il 4? Grazie. Votazione. Parere contrario.
Respinto.
Emendamento n. 123. Lo diamo per letto.
Lo metto in votazione. Parere contrario.
È respinto.
Consigliere Del Bianco, emendamento n. 80. Lo diamo per letto? Grazie.
Lo metto in votazione. Parere contrario.
È respinto.
Consigliere Montanariello, lo mettiamo al voto? Se posso, chiedo al Capogruppo di farci una dichiarazione unica su quelli del collega Montanariello, in modo tale che non sto neanche più a chiedere. Li diamo per letti tutti? Mi bastava sentire questo.
Emendamento n. 98.
Lo metto in votazione. Parere contrario.
Emendamento n. 117, consigliera Bigon. Lo dà per letto? Grazie, Consigliera.
Lo metto in votazione. Parere contrario.
È respinto.
Consigliera Ostanel, emendamento n. 10. Lo diamo per letto? Prego.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Lo illustro velocemente solo perché è in Aula l’assessore Bond, con qui in Ufficio di Presidenza avevamo visto alcuni emendamenti sulla montagna. Vi chiedo, anche se ho un parere negativo, di guardarlo per le prossime volte, le prossime edizioni del bilancio.
Noi abbiamo la legge che riguarda i fondi che possono andare ai Comuni montani e ai Comuni del Veneto orientale, una legge storica, non la rifinanziamo da tempo. Con i fondi che avevo messo qui, erano pochissimi, si poteva immaginare di dare una piccola nuova entrata alla legge, ma il parere è negativo. Penso, invece, che noi dovremmo iniziare a ragionare davvero che ci sono ‒ ma lei li conosce meglio di me ‒ i Comuni di montagna che oggi hanno bisogno, in particolare quelli sotto i 5.000 abitanti, di un investimento specifico, perché non solo stanno morendo, ma, dall’altro punto di vista, chi ci rimane fa fatica ad accedere ai servizi. Noi dobbiamo fare lì un lavoro molto più specifico. Non sulla montagna in generale, ma su alcuni Comuni specifici della montagna dovremmo fare un ragionamento speciale. Questa legge ce lo permetterebbe, ma non la finanziamo da tanto tempo.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Parere contrario.
Prego.
perfettamente d’accordo con il Consigliere. Sarà nostra cura lavorare assieme, anche sul fondo che abbiamo costruito, quello della montagna, per differenziare i Comuni di montagna piccoli dai Comuni di montagna un po’ più grandi, come servizi e come prestazioni, quindi io sono perfettamente d’accordo con lei.
Grazie, questa è una bella notizia.
Signori, seguite le votazioni.
Missione 10 “Trasporti e diritti alla mobilità”, consigliere Montanariello, parere contrario, Emendamento n. 95. Voto.
Respinto.
Consigliera Ostanel, emendamento n. 18. Grazie, Consigliera. Voto. Parere contrario.
Respinto.
Consigliere Montanariello, emendamento n. 94. Voto. Parere contrario.
Respinto.
Consigliere Trevisi, emendamento n. 107, lo diamo per letto? Vuole intervenire? Prego.
Speaker : Gianpaolo TREVISI (Partito Democratico)
Grazie, Presidente, velocemente, solo per dire che in realtà questo emendamento non andava a inventare nulla, se non a ridare vita a un articolo che è previsto dalla legge regionale del 27 aprile, che riguarda la realizzazione di campagne per sensibilizzare gli utenti della strada sulla responsabilità sociale del conducente del veicolo e per informarli sui fattori di rischio e sulle cause connesse agli incidenti stradali.
Io so che questo ha parere contrario. Chiedo solo che la prossima volta, prima magari di dare un parere contrario, si possa avere la possibilità di incontrare il familiare di un ragazzo che è morto in un incidente stradale.
Se prima di dare un parere contrario, guardate negli occhi i genitori di qualcuno che è morto per la strada, l’unica speranza di questi genitori è quella di poter andare nelle scuole, a fare campagna perché non succeda ad altri ragazzi la stessa cosa che è successa ai loro figli.
Se noi facessimo più attenzione a questo, probabilmente la prossima volta anche questo sostegno potrebbe avere un parere favorevole. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere. Parere contrario. Voto.
Respinto.
Chiusa la votazione.
Missione 11 “Soccorso civile”, emendamento n. 110. Grazie, consigliera Bigot.
Voto. Parere contrario.
Respinto.
Chiusa la votazione. Fate attenzione.
Missione 12 “Diritti sociali, politiche sociali e famiglia”, siamo a pagina 58. Consigliera Luisetto. Non lo diamo per letto?
Speaker : Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
Questo no, non lo diamo per letto perché la legge 16/2007 per l’abbattimento delle barriere architettoniche sono anni che non viene rifinanziata e parliamo di persone che hanno diritto al contributo per l’eliminazione delle barriere, quindi persone con disabilità che non ricevono questo contributo da molti anni. La richiesta, noi ci abbiamo messo 3.000.000 di euro, ma ci saremmo accontentati di meno, è quella di prendere atto che questo è un tema centrale e che l’abbattimento certamente siamo contenti che sia stato approvato un emendamento in programmazione, ma deve riguardare anche le risorse che ci mettiamo a questa legge, altrimenti non avrà la forza per garantire i diritti a chi, invece, ne ha.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere. Il parere è negativo. Si va al voto. Parere contrario, scusate.
Respinto.
Vicepresidente Micalizzi, 78. Lo diamo per letto. Grazie Vicepresidente.
Voto. Parere contrario. Siamo su. 78.
Respinto.
Consigliera Ostanel, il 27. Grazie, Consigliera. Parere contrario. Voto sul 27.
Respinto.
Vicepresidente Micalizzi, 79. Grazie, Vicepresidente.
Parere contrario. Voto.
Respinto.
Consigliera Ostanel, il 31?
Prego.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Questo è un emendamento importante perché in Veneto noi abbiamo oggi 170 centri sollievo, attivi in tutto il territorio regionale, che sono centri diurni, come ben sapete, legati a chi oggi ha decadimento cognitivo, malattia di Parkinson e loro caregiver; avviati nel 2013, quindi è un’esperienza storica di questa Regione, oggi coinvolgono 4.500 persone tra utenti familiari, e volontari e ci sono oltre 300 professionisti. Ad oggi, però, noi non consolidiamo con fondi dedicati questi centri, nel senso che viene da più parti sollevato il fatto che anche a causa dell’aumento dei costi questi centri faticano oggi a stare in piedi con le dotazioni che avevamo tanto tempo fa.
Cercavamo appunto con un minimo, davvero un minimo supporto, il tentativo di consolidare un’entrata maggiore per questi centri. So che ho parere negativo; Questo, per quanto ci riguarda, è un problema grave. Sapete benissimo quanto faticano i familiari e le persone rispetto a queste patologie, a questi decadimenti cognitivi.
Credo che, dal punto di vista della Regione, anche investire solo 300.000 euro per un anno, per poi aumentare per 1 milione negli anni successivi, sarebbe stato un segno, almeno un minimo segno di attenzione verso di loro, ma così non è stato.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Lo metto in votazione. Parere contrario.
È respinto.
Vicepresidente Micalizzi, emendamento n. 77. Lo dà per letto? Grazie.
Lo metto in votazione. Parere contrario.
È respinto.
Consigliere Montanariello, emendamento n. 96. Lo ritira.
Emendamento n. 35, della consigliera Ostanel. Lo ritira. Grazie, consigliera Ostanel.
Emendamento n. 48, del consigliere Rocco. Lo dà per letto? Grazie, Consigliere.
Lo metto in votazione. Parere contrario.
È respinto.
Emendamento n. 109, pagina 68, consigliera Bigon. Lo diamo per letto? Grazie, Consigliera.
Lo metto in votazione. Parere contrario.
È respinto.
Consigliera Ostanel, emendamento n. 29. Lo diamo per letto? Lo ritira. Grazie.
Vicepresidente Micalizzi, emendamento n. 76. Lo dà per letto? Grazie.
Lo metto in votazione. Parere contrario.
È respinto.
Consigliera Ostanel, emendamento n. 34. Prego.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Questo lo illustro perché è un emendamento che facciamo ogni anno, non siamo mai riusciti a convincervi. La cooperazione sociale ha bisogno di un intervento maggiore, specifico. Abbiamo una legge, quella del 3 novembre 2006, all’articolo 1, che dice: “La Regione del Veneto riconosce il rilevante valore e la finalità pubblica della cooperazione sociale nel perseguimento della promozione umana e dell’integrazione sociale dei cittadini”.
Lo dico perché il Presidente Stefani è presente. Parlavamo dell’assistente di quartiere ieri. Se noi non finanziamo la cooperazione sociale, non capisco come riusciremo a garantire il fatto che ci siano nei quartieri dei presìdi veri di supporto alle fragilità. Ieri, finalmente, abbiamo approvato un percorso pilota nella città di Padova per finanziare alcuni centri che fanno questo lavoro. Io credo che però sia la cooperazione sociale quella che deve avere in mano il pallino, nel momento in cui vogliamo inserire degli interventi di innovazione sociale. Quelli che lei descriveva sui giornali dell’assistente di quartiere, io li definirei di innovazione sociale, se però vogliamo farli, dobbiamo avere i soldi per farli e dobbiamo capire chi gestisce quel tipo di attività.
La cooperazione sociale in Veneto è pronta, evidentemente, a fare un lavoro di questo tipo, non so se è quello che lei propone, ma di sicuro a fare un lavoro di prossimità, servono i soldi per farglielo fare.
Qui mettevamo almeno 1,4 milioni per quest’anno, per poi aumentarlo negli anni successivi, ma il parere è negativo.
PRESIDENTE
Parere contrario. Voto.
Respinto.
Consigliera Luisetto, emendamento n. 92. Grazie. Parere contrario. Votiamo l’emendamento n. 92.
Respinto.
Emendamento n. 16, consigliera Ostanel. Lo ritira. Prego.
Illustro – lo ritirerò – questo emendamento. Il motivo è che c’è stata la possibilità di vedere accolte alcune delle nostre istanze e ci sono più emendamenti rispetto al tema della violenza di genere e proposti da quest’Aula. Però ci tenevo a intervenire perché negli anni noi abbiamo fatto anche qui un lavoro a supporto delle politiche e il contrasto alla violenza di genere: penso agli sportelli che abbiamo aperto l’anno scorso su un emendamento che avevamo proposto e condiviso dalle donne delle minoranze per finanziare gli sportelli antiviolenza nelle Università.
Sono andata a visitarne alcuni, funzionano molto bene, e tra l’altro, le donne, le ragazze che stanno all’Università si rivolgono a quegli sportelli in maniera quotidiana, purtroppo, anche per la sensibilità che tutto il lavoro che è stato fatto in questi anni a livello mediatico, purtroppo dopo l’omicidio di Giulia. Abbiamo quindi avuto più persone che si sentivano di poter denunciare.
Oggi noi non abbiamo abbastanza servizi a supporto anche di alcune figure che in quest’Aula hanno parlato chiaro, le donne anziane. Io ricordo ancora un momento in quest’Aula dove, quando abbiamo audito le donne anziane vittime di violenza, dicevano: sono riuscita a dire che sono stata violentata dopo tanti anni che lo tenevo per me solo perché quello che ho visto a livello mediatico, che è accaduto dopo l’omicidio di Cecchettin, mi ha permesso di dire che anche a me era accaduto qualcosa.
Le donne più anziane, io ricordo quel giorno, sono quelle che ancora di più faticano ad arrivare ai servizi. Allora, intensificare anche con progettualità diverse, che decideremo insieme, con il supporto che ci è stato concesso e dato di finanziare interventi sulla violenza di genere, io sono pronto a ritirare questo emendamento perché credo che l’impegno di questa Aula sia stato proprio quello di dire: Proviamo a sostenere i vari emendamenti che in questo caso la minoranza ma spero anche le donne della maggioranza ovviamente sosterranno e gli uomini, cerchiamo di fare questo lavoro insieme nei prossimi anni perché non è vero che l’emergenza è finita, anzi, e dovremmo continuare a sostenere questi servizi ancora più di prima.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera. Ritirato.
Consigliera Ostanel il 23 lo diamo per letto? Pagina 75. Consigliera, lo diamo per letto? Grazie.
Voto. Contrario. È il 23.
Respinto.
Consigliere Trevisi, il 105. Grazie, Voto. Contrario.
Respinto. Consigliere Galeano, il 169, e 76 bis la pagina. Grazie.
Consigliere Manildo, il 66, per letto? Ah, fate voi, due, prego.
Consigliera Luisetto, prego.
Speaker : Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
Presidente, questo sarà un emendamento che ritiriamo, anche a nome del primo firmatario, perché poi ci sarà modo di discutere un emendamento che abbiamo presentato come intergruppo e come minoranza sempre sullo stesso tema. Faccio seguito a quanto diceva la consigliera Ostanel adesso; in questi anni abbiamo ragionato molto e abbiamo anche investito, io credo, molto in materia di violenza sulle donne. Sappiamo lo sforzo della rete dei centri ed è per questo che chiedevamo attenzione anche ulteriore in merito all’intesa Stato - Regioni, ma sappiamo anche che cosa significa cercare indipendenza dopo e costruire indipendenza dopo aver subito una violenza e aver trovato magari la forza di denunciare. Quindi poi lo vedremo nel dettaglio. Ma l’obiettivo degli interventi che vorremmo mettere a sistema è quello della prevenzione, è quello della diffusione di una cultura del rispetto e della, veramente, parità di genere, ma è anche quello di dare degli strumenti concreti per uscire da situazioni di violenza e poi per replicare una cultura del rispetto in tutti gli ambiti, come abbiamo visto, anche quello sportivo, non soltanto quello scolastico, ma in tutte le realtà in cui le donne si trovano e si misurano con difficoltà non indifferenti.
Questo fa seguito anche a un progetto di legge diventato legge lo scorso anno, ad opera del Partito Democratico, cioè l’Osservatorio contro la violenza sulle donne, che ha Gino Cecchettin, come Presidente e che questa Regione ha approvato.
Adesso questo lo ritiriamo, ma poi chiediamo davvero un impegno trasversale a quest’Aula su questi temi, perché non solo non è mai abbastanza, ma attraverso un ordine del giorno che poi verrà presentato, credo sarà l’occasione per dire insieme che cosa ne pensiamo e usare con una voce sola il ruolo di questo Consiglio.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera. Ritirato.
Emendamento n. 42, consigliere Cunegato.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Ho presentato un sacco di emendamenti in favore delle famiglie fragili, nel DEFR, nel bilancio, dappertutto, e li avete bocciati tutti.
Questo è davvero bizzarro, perché la destra una volta era “Dio, patria e famiglia”. Oggi Dio è sostituito da “io”, la patria è sostituita dalla subordinazione a Trump, per cui ormai parliamo di Fratelli di Trump, e della famiglia non vi interessa niente. Noi abbiamo davvero presentato un sacco di emendamenti, qua chiediamo dei soldi, perché ci sono un sacco di famiglie fragili.
Abbiamo parlato con il Forum delle famiglie e abbiamo visto che il bando delle famiglie fragili esclude centinaia di famiglie. Abbiamo chiesto aiuti alle famiglie numerose, perché le famiglie numerose con tre figli sono al 20% in povertà assoluta. Abbiamo chiesto adesso un aumento di spesa, abbiamo chiesto aiuti per gli asili nido, per il bollo auto per tutte queste famiglie.
Io credo davvero, anche da questo punto di vista, che la sinistra debba fare un’autocritica, perché bisogna liberarsi da questa idea di un individualismo cosmopolita e apolide e recuperare l’idea di una comunità ovviamente risemantizzata, della famiglia risemantizzata perché a noi interessano le famiglie, ma le famiglie, e le famiglie fragili, soprattutto, devono ritornare ad essere tutelate.
Speaker : PRESIDENTE
Consigliere Baldan Matteo.
Speaker : Matteo BALDAN (Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni)
Grazie, Presidente.
Cerco di non far polemica, anzi, credo che poi si creerà automaticamente la polemica, però sarebbe molto più interessante entrare nel merito degli emendamenti che ha presentato il consigliere Cunegato, piuttosto che cercare di fare una continua propaganda, anti propaganda, contro propaganda, campagna elettorale per dire che la destra, che il centrodestra non fa niente per le famiglie, che si dimentica tutti, che il Veneto non ha nessun tipo di interesse ad aiutare i bambini, le famiglie, gli asili nido, soprattutto questa serie di cose che poi non riporta la realtà dei fatti; ma non lo riporta non perché lo dico io e lo dimostrano i fatti, Fratelli d’Italia ha preso l’impegno di destinare 100.000 euro proprio in questa fase di bilancio, tra le altre cose, nelle famiglie numerose e non mi pare che - magari mi è sfuggito – il centrosinistra abbia presentato emendamenti sulle famiglie numerose. Quindi questo è un dato certo, è un dato di fatto. È inutile che stiamo qui a parlare di quello che era la destra di una volta Dio, padre , famiglia che è quella proprio è un’altra cosa rispetto alla politica, che è il Dio è sostituito dall’io, che la destra italiana è trumpista, cioè torniamo con i piedi per terra. Parliamo seriamente in questa Aula. Parliamo del merito degli emendamenti presentati dal consigliere Cunegato, ma evitiamo di produrre o comunque di offrire questo spettacolo a chi ci sta seguendo, ai veneti che ci stanno seguendo da casa in questo momento. Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie consigliere Baldan Matteo.
Consigliere Cunegato. Però cerchiamo di non fare un dibattito adesso.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Il consigliere Baldan non è stato attento e non ha seguito questo dibattito, perché io ho portato molti emendamenti a favore delle famiglie numerose. Ho portato un emendamento a favore della possibilità di fare una scontistica nei trasporti alle famiglie numerose e l’avete bocciato. Ho portato un emendamento a favore della possibilità di fare uno sconto sul bollo auto a famiglie numerose e voi l’avete bocciato. Adesso ho parlato di cose concrete perché ho citato il bando delle famiglie fragili che è nato in conseguenza alla legge 20/2020 perché ci sono centinaia di famiglie in Veneto che sono escluse; quindi questo non è per niente una questione astratta, è una questione molto concreta che riguarda un pezzo di società, in un’epoca di denatalità che si prende e si assume la responsabilità di far molti figli e che noi, al di là della retorica della politica della famiglia che anche in questi quattro anni il Governo Meloni è mancata totalmente, noi ci assumiamo la responsabilità di mettere in atto, quindi non sono cose astratte, ma sono cose concretissime che incidono nella qualità della vita di queste persone.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere. Parere contrario. Voto. Prego.
Respinto.
Poi c’è un altro emendamento del consigliere Cunegato, che è esattamente la fotocopia di quello di prima, per cui è precluso.
Approvato. Non ha funzionato.
Emendamento n. 51, consigliere Rocco. Parere contrario. Votazione.
Respinto.
Emendamento n. 88, consigliera Luisetto. Grazie, Consigliera. Votazione dell’emendamento n. 88. Parere contrario.
Respinto.
Consigliere Cunegato, emendamento n. 41. Lo diamo per letto? Grazie. Voto. Parere contrario. Siamo sull’emendamento n. 41, pagina 82.
Chiusa.
Respinto.
Poi c’è l’emendamento n. 2, che praticamente è una replica dell’emendamento n. 41, consiglieri Cunegato. Abbiamo visto che è lo stesso, è un errore di stampa.
Consigliere Rocco, emendamento n. 54. Parere contrario. Voto. Mi dovete scusare, ma c’è una sequenza da seguire.
Respinto.
Consigliera Ostanel, emendamento n. 25. Grazie, Consigliera. Voto. Parere contrario.
Respinto.
L’emendamento n. 24, lo ritira, Consigliera? Pagina 88. Mi dicono di sì dalla regia. Grazie. Ritirato.
Consigliera Luisetto, emendamento n. 91. Prego.
Speaker : Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
Intervengo su questo, poi dò per letto il prossimo.
Torno sul tema dei centri sollievo, perché da anni ne stiamo facendo una battaglia, purtroppo, nel senso che vediamo che non c’è una risposta adeguata: 1,8 milioni di euro nel 2021, 1,6 milioni di euro nel 2023, con un raddoppio di utenza. Nel 2025 torniamo a 1,8 milioni, ma l’utenza è triplicata, sono fondamentali nella prima fase della malattia. Sono luoghi che danno veramente ossigeno alle famiglie. Dare sostegno ai centri sollievo per il decadimento cognitivo significa prendere atto che si è moltiplicata questa patologia nella nostra contemporaneità e che se non diamo sostegni concreti alle famiglie veramente perdiamo un pezzo di società per strada. Ci sono famiglie nella solitudine che si appoggiano alle realtà provinciali, territoriali, ai Café Alzheimer., ai luoghi in cui avere un po’ di condivisione, ma hanno davvero bisogno delle risorse. Se questi centri non funzionano nel momento in cui lo devono fare, cioè nella fase iniziale della malattia, perdiamo per strada un pezzo non solo di prevenzione ma di rallentamento della patologia che potremmo prendere in mano tempestivamente.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera. Parere contrario. Voto.
Respinto.
Consigliera Luisetto, parere contrario l’82. Voto. Siamo sull’82, pagina 91. Parere contrario.
Respinto.
Consigliera Ostanel, il 33, pagina 92.
Prego.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente. Questo è un emendamento sugli ambiti territoriali sociali. Quindi non si può non discuterlo perché il tema è davvero aumentarne il finanziamento.
Guardo l’assessore Roma perché ne abbiamo parlato anche settimana scorsa, quando discutevamo della DEFR.
Il punto che stiamo raccogliendo in questi mesi, in questi anni. dopo la riforma, è sicuramente il tema organizzativo, ne abbiamo già discusso e sappiamo bene che questa Giunta ha scelto anche di posticipare una delle scadenze che, invece, poteva essere problematica. Però il punto che rimane - ed è il motivo per cui ne discutiamo in bilancio - è quanto effettivamente poi gli ambiti possono avere in termini economici per gestire tutti i servizi che quella riforma dà loro.
Faccio l’esempio delle politiche giovanili che facevo settimana scorsa.
Alcuni Comuni oggi stanno progettando degli interventi legati alle politiche giovanili anche in maniera consortile, ma i fondi che gli vengono assegnati per poter fare quel tipo di lavoro non sono in più rispetto agli anni precedenti, eppure oggi lo devono gestire in maniera integrata.
Quindi la gestione integrata è, effettivamente, più costosa rispetto a fare una politica giovanile a livello solo comunale se ti devi accordare anche con i membri dell’ATS.
È un esempio banalissimo, ma noi potremmo fare esempi diversi sul tema proprio della carenza di risorse, anche perché quello che sta accadendo è che tantissime figure professionali importanti purtroppo stanno decidendo di lasciare anche il loro lavoro che stavano facendo da tempo, penso ad alcuni assistenti sociali che nel caos organizzativo di gestione, stanno decidendo di abbandonare il loro posto di lavoro per avere una mansione magari più stabile, ma che oggi gli dice chiaramente che potranno rimanere al lavoro, perché non sanno a livello contrattuale cosa accadrà.
Sono alcuni temi fondamentali perché la riforma degli ATS è stata una riforma fondamentale, nel senso che cambia le architetture organizzative di questa Regione. Se non diamo soldi paralleli al fatto che chiediamo uno sforzo di riorganizzazione, noi rischiamo di chiedere ai servizi, ma di doverli far poi pagare ai Comuni. È questo il grande vulnus che avevamo già rilevato nella riforma, nella definizione della riforma e che oggi, comunque, continuiamo a rilevare.
Serve finanziarie di più gli ambiti territoriali sociali.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliera. Voto. Parere contrario.
Respinto.
Sempre consigliera Ostanel, emendamento n. 3. Grazie. Voto. Parere contrario.
Respinto.
Emendamento n. 67 consigliere Manildo. Ritirato. Grazie.
Emendamento n. 15, consigliera Ostanel. Grazie. Parere contrario. Voto.
Respinto.
Emendamento n. 8, consigliera Ostanel. Grazie. Parere contrario. Voto. Collega Rigo, stiamo votando. Se sbagli…
Respinto.
Emendamento n. 9, consigliera Ostanel. Grazie. Voto sull’emendamento n. 9. Parere contrario. Lo ritira, mi dicono, l’emendamento n. 9.
Ritirato. Grazie.
Consigliere Cunegato, emendamento n. 38. Lo diamo per letto? Grazie, Consigliere. Parere contrario. Voto.
Respinto.
Consigliere Rocco, emendamento n. 52. Parere contrario. Voto sull’emendamento n. 52. Parere contrario.
Respinto.
Consigliera Sambo, emendamento n. 74. Prego.
Speaker : Monica SAMBO (Partito Democratico)
Faccio un unico intervento in merito a questi emendamenti che riguardano in particolare ovviamente la questione relativa al sostegno alla famiglia e alla natalità, riprendendo anche quello che è stato detto prima.
È stato detto che vi siete interessati della questione relativa alle famiglie numerose, e certamente anche noi abbiamo a cuore le famiglie numerose, però bisognerebbe occuparsi di tutte le famiglie, anche perché il problema in realtà reale che difficilmente si fa anche un solo figlio. Cito proprio un articolo di ieri sulla stampa di Chiara Saraceno che è sociologa della famiglia che dichiara: I bonus una tantum sono inutili, così come le decontribuzioni per le madri lavoratrici a tempo indeterminato con almeno tre figli. Quante saranno mai? Perché non è la questione di aiutare, ovviamente le famiglie numerose, siamo tutti perfettamente d’accordo, ma è evidente, invece, che occorre incidere sulle condizioni di contesto in cui si decide se avere almeno un figlio o un altro figlio, nel senso che, se non partiamo da quello certamente non arriveremo nemmeno al terzo o quarto figlio.
Allora è evidente che in questi anni la destra, ovviamente, che governa sia a livello regionale che a livello nazionale non ha messo in piedi alcuna politica legata alla famiglia e in particolare ci riferiamo alla questione relativa agli asili nido. Infatti, l’ultima grande - tra virgolette - riforma in un certo senso degli asili nido è il modus nidi che risale a prima del Governo di centrodestra, ma che purtroppo non è sufficiente, perché sappiamo benissimo che non copre tutta la quota.
La Regione ha istituito un fondo che però in questi anni non è stato sufficiente a coprire tutte le domande o meglio, mi spiego: innanzitutto riguarda solo chi ha un reddito inferiore ai 22.000 euro di ISEE, quindi esclude tutti quelli che hanno reddito superiore e non stiamo parlando di ricchi, ma stiamo parlando di famiglie normalissime.
Dall’altra anche chi ha presentato domanda circa un terzo - io ho fatto, diciamo, di tutti gli ATS che sono riuscita a raccogliere ho fatto un calcolo - scusate - ho fatto un calcolo e circa un terzo rimane escluso.
Allora, con questi emendamenti, noi chiediamo da un lato con quello da 1.000.000 di euro di coprire quantomeno questi esclusi, ma dall’altro, con l’altro emendamento di 4.000.000 di invece di ampliare l’offerta, cioè non è accettabile che rimangano esclusi da questa offerta coloro che hanno redditi, in un certo senso, medi, perché è evidente che fintanto che non metteremo in campo politiche efficaci di sostegno alla natalità e di conciliazione dei tempi vita lavoro, il problema del calo demografico non lo risolviamo.
Faccio riferimento poi a un dato - e per far capire perché la Regione non sta investendo e non ha investito in questi anni in questo campo, perché dall’anno scorso a quest’anno il bando, sapendo che c’erano stati tutti quegli esclusi, non è stato aumentato, diciamo, la quota per il bonus, tra virgolette, nidi regionale, il voucher nidi regionale, ma addirittura la quota che mette la Regione, cioè il Ministero ha aumentato i soldi e quindi la Regione ha diminuito parte della quota che metteva. Quindi si poteva tranquillamente mantenere la stessa cifra e aumentare un po’, quantomeno. Non avremmo coperto tutti i beneficiari, ma avremmo investito gli stessi soldi. Invece, basta vedere le due indicazioni di bilancio, quelle dell’anno scorso e quelle di quest’anno: abbiamo alcune centinaia di migliaia di euro di differenza, cioè, di meno quest’anno.
Allora è evidente che la scelta, dato che l’anno scorso quei soldi c’erano, è quella di spenderli, di utilizzarli in altro, e non investire invece nella politica della famiglia. Quindi, quando si dice che noi abbiamo fatto, noi faremo, eccetera, questo è uno dei dati plastici, proprio dal bilancio, confrontando i due bilanci, dove questa Amministrazione regionale ha deciso addirittura di diminuire i contributi che dà alla questione relativa alla natalità.
La questione ovviamente degli asili nido è una delle questioni, non è l’unica. Ma è evidente che se noi, e questo incide poi – quindi magari sarò anche più riassuntiva dopo – su un’altra serie di politiche, che è quella anche di garantire l’indipendenza economica delle donne, quindi anche la libertà delle donne, perché sappiamo che molte volte, molto spesso, anzi, una donna su cinque, ci dicono le statistiche, quando aspetta un figlio rinuncia al lavoro perché non ha i servizi e perché non riesce a conciliare i tempi di vita e lavoro, se noi non diamo questi strumenti e questo tipo di servizi, è evidente che continuerà, la donna, ad essere dipendente dall’uomo, con conseguenti, purtroppo, casi di violenza di genere e di femminicidi, perché sappiamo che il filo conduttore, purtroppo, è diretto, molte volte.
Quindi, investire su questo tipo di servizi è un investimento innanzitutto sulla natalità, è un investimento, poi, sul benessere dei bambini e delle bambine, perché è evidente che questo ha delle implicazioni anche socio affettive, relazionali, ma anche, lo dicevamo anche l’altro giorno in sede di DEFR anche sulla prevenzione di alcune patologie dei bambini, perché i bambini che frequentano gli asili e le scuole dell’infanzia comportano meno spesa sanitaria in futuro, quindi, sarebbe un risparmio, stesso per la Regione e per lo Stato, ma poi ovviamente anche sull’aiutare le famiglie di cui tanto parlate, in particolare la donna.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Consigliere Cunegato.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Intervengo perché non vorrei essere frainteso prima della consigliera Sambo. Sono d’accordo con lei che il tema della natalità è un tema che andrebbe trattato a tutto tondo. Faccio riferimento alle proposte che abbiamo fatto noi, ma che abbiamo fatto noi anche a Roma. Parlare di natalità significa parlare di salario minimo, significa parlare di congedo parentale paritario, significa parlare anche di diminuzione dell’orario di lavoro. Tre proposte che abbiamo fatto sono state bocciate, perché senza la possibilità di conciliare scuola - lavoro, significa parlare di asilo nido, perché, giustamente, come hai detto tu, e ribadiamo, cioè non è accettabile che il 53% di donne che hanno avuto figli lavora, contro il 73% di chi non lavora.
Quindi davvero investire sugli asili nido è condizione di possibilità di natalità e anche - come ha appena detto bene - dello sviluppo più diffuso di competenza.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Mettiamo ai voti il 74 della consigliera Sambo. Parere contrario.
La consigliera Sambo ha votato? A video però non si vede il terzo voto. Ah Montanariello, sì, grazie, scusate. Grazie.
Respinto.
Facciamo il 73 della consigliera Sambo. Parere contrario. Parere contrario, è aperta la votazione.
Respinto.
Missione 13: Tutela della salute. 71, Sambo.
Lo diamo per letto? pagina 104, Consigliera.
Prego.
Speaker : Monica SAMBO (Partito Democratico)
Da tabella della DGR si evince come le disposizioni del Fondo regionale per la non autosufficienza c’è una disparità, se si fa un calcolo pro capite, tra alcune Province, in particolare la Provincia di Venezia, rispetto alle altre Province, quindi le due ASL, in particolare l’ASP 3 con un calcolo pro capite riceve un finanziamento inferiore, tanto che lo abbiamo detto più volte anche dalla Provincia di Venezia, la Città Metropolitana di Venezia, le quote, diciamo, dopo nelle case di riposo sono più alte, in media, rispetto alle altre Province. Per questo chiediamo con questo emendamento un aumento, ovviamente, quindi non uno spostamento, ma un aumento delle disposizioni per l’istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza e destinarli in particolare alle due ASL, che mi pareva ci fossero, comunque, lo dico a voce che a tabellare della DGR risultano pro-capite con un investimento maggiore, incomprensibile. Non è il primo anno, ma nei vari anni, questa è una costante.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Lo metto in votazione. Parere contrario. Siamo al n. 71.
È respinto.
Consigliere Cunegato, emendamento n. 44. Cosa facciamo? Lo dà per letto. Grazie.
Lo metto in votazione. Parere contrario.
È respinto.
Consigliera Bigon, emendamento n. 122. È ritirato.
Consigliera Ostanel, emendamento n. 5. Lo dà per letto? Grazie.
Lo metto in votazione. Parere contrario. Siamo sul n. 5.
È respinto.
Consigliera Luisetto, posso fare una proposta? Non so se è azzardata. Ne abbiamo cinque consecutivi: vuol fare un intervento unico? Un intervento unico ci sta, visto il tema. Non prenda esempio da Cunegato, ovviamente. Grazie.
Speaker : Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
Non facevo interventi lunghi neanche quando ero Sindaca, Presidente.
Gli emendamenti che vi presento adesso sono relativi, una parte, al ruolo del Terzo settore. Ci sono 30 milioni di euro che dallo scorso anno le realtà del Terzo settore chiedono per poter far fronte all’aumento del contratto collettivo nazionale, agli adeguamenti ISTAT, a tutta una serie di difficoltà, al caro-energia che hanno dovuto vivere in questi anni. Sono realtà che gestiscono servizi sociosanitari e socioassistenziali essenziali, che se ci riconsegnano le chiavi non sappiamo davvero più come gestire.
Quando parliamo di integrazione scolastica, come abbiamo sentito oggi, quando parliamo di non autosufficienza, quando parliamo di disabilità, non possiamo non ricordarci che se chi gestisce direttamente questi servizi non può mettere in campo qualità, costanza e continuità di servizio perché non ne ha le risorse non possiamo pretendere che questi servizi vengano elargiti dando dignità.
Questo emendamento è parte di una richiesta, una richiesta ampia che il mondo del Terzo settore ha fatto alla Regione Veneto e che ha ribadito in questi anni in un tavolo di dialogo. Ci sarà anche un ordine del giorno che condivide la stessa difficoltà dei Comuni per la parte sociale. Nel momento in cui la Regione ha aumentato lo scorso anno, con l’assessore Lanzarin, la parte sanitaria, in parte, nel senso che l’ha aumentata per 50 milioni, rimanevano fuori questi 30 milioni, che ancora si continuano a chiedere a gran voce. È la raccolta di un grido di allarme per realtà socioassistenziali e sociosanitarie essenziali.
In tutto questo, sottolineo anche ‒ ed è questo l’oggetto dell’altro emendamento, che è diverso ‒ il ruolo dei Centri di salute mentale. Qui torniamo al tema delle terapie riabilitative e dell’integrazione lavorativa. Quando diciamo che 2 euro all’ora non è lavoro, non è integrazione lavorativa, ma è sfruttamento, lo diciamo nella misura in cui, per essere davvero dignità, deve essere pagata e retribuita anche come qualcosa di dignitoso.
Per gli altri emendamenti rientriamo sempre nell’ottica della sostenibilità dei servizi socioassistenziali.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie mille, consigliera Luisetto.
Andrei per ordine. Intanto votiamo il n. 5 con parere contrario.
Scusate, l’emendamento n. 83, con parere contrario.
L’emendamento n. 84 è ritirato.
È chiusa la votazione.
È respinto.
L’emendamento n. 84 lo ritiriamo.
Votiamo l’emendamento n. 85. Parere contrario.
È respinto.
Emendamento n. 86. Parere contrario.
È respinto.
Emendamento n. 87. Parere contrario.
È respinto.
Consigliera Bigon, lo diamo per letto il n. 112?
Votiamo. Parere contrario.
È respinto.
Consigliera Ostanel, emendamento n. 28. Prego.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Parliamo di salute mentale, quindi un tema importantissimo su cui chiediamo che ci sia un’attenzione maggiore da parte della Regione. Non solo chiediamo che vengano finanziati di più, con un finanziamento di 3 milioni per quanto riguarda il finanziamento ordinario occorrente per la garanzia dei LEA, quello che riguarda la salute mentale, ma in particolare, in questo emendamento stavamo parlando dei Dipartimenti di salute mentale, cioè, di tutte quelle figure che oggi lavorano nel sistema pubblico, potenziando il personale che ci lavora.
Ne abbiamo parlato tantissimo in quest’Aula. Tra l’altro, ci tenevo a intervenire anche perché sappiamo come il tema della salute mentale sia molto più presente tra i giovani, in questi anni, e abbiamo chiesto, dopo un grido di allarme che è stato lanciato da alcuni studenti delle scuole, al collega Soranzo e alla vicepresidente Sambo, nella Commissione Sesta, di convocare con urgenza una Commissione sulla salute mentale (è stata convocata proprio ieri). Io penso sia importantissimo che in quest’Aula, nella data di convocazione che c’è stata audiremo non solo le rappresentanze studentesche, che ci diranno effettivamente cosa accade a loro dentro i contesti scolastici, dentro i contesti familiari, ma soprattutto cosa loro intendono quando noi cerchiamo, come Istituzioni, di dare un segnale sulla salute mentale, cosa vorrebbero. Due: potremmo, in quella sede, avere le persone che invece lavorano nei servizi e che quindi riusciremo, io spero, in quella Commissione, a fare un lavoro importante, cosa che per ora non è stata mai fatta in questo Consiglio, cioè audire tutti i soggetti che abbiamo condiviso con il presidente Soranzo, e arrivare finalmente in quest’Aula a fare un passo avanti.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Voto.
Respinto.
Consigliera Bigon, emendamento n. 118. Lo dà per letto. Voto. Parere contrario.
Respinto.
Emendamento n. 72, consigliera Sambo. Lo diamo per letto, pagina 118. Grazie. Voto. Parere contrario.
Respinto.
Consigliera Ostanel, emendamento n. 6.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Intervengo perché questo è un emendamento che chiede di finanziare i consultori familiari. Tra l’altro, abbiamo visto una mail dell’assessore Roma che invia del materiale rispetto ai centri della famiglia, io sto cercando di approfondire perché il punto e lo lascio a verbale e approfitto della presenza dell’Assessore, il tema, il ragionamento che dobbiamo fare non è tanto contrapporre le due strutture, ma è quanto finanziare entrambi. I consultori oggi familiari risultano in una situazione di difficoltà. Ne abbiamo discusso anche l’ultimo bilancio prima di questa legislatura, dove avevamo allocato 100.000 euro, che era pochissimo, ma per attivare una campagna di conoscenza dell’attività del consultorio nella popolazione giovanile, perché spesso sono le donne più giovani a non conoscere il fatto che in consultorio si dovrebbe poter accedere all’accesso libero e gratuito; una rivoluzione importante che il nostro Paese ha avuto negli anni e che oggi noi dobbiamo tutelare e poter entrare in un luogo pubblico senza appuntamento, dove trovi… dove dovresti trovare il personale disponibile per una serie di servizi per la salute femminile, e non solo, ma penso anche alla salute mentale dei giovani. Ricordo sempre che è uno dei luoghi dove, soprattutto nei piccoli Comuni, si può entrare - si poteva - entrare in maniera, senza avere un appuntamento, in maniera privata e poter chiedere quello che non potevi chiedere a casa. Non so se vi ricordate, ma a me è capitato così.
Ecco se noi tuteliamo i consultori familiari ad accesso libero aperto, riusciamo davvero a garantire la salute delle donne, non solo e in particolare degli adolescenti.
Se, invece, non ci investiamo, rischiamo di perderli. Rischiano di chiudere. Come sta accadendo almeno a servizi penso “Ai primi giorni”, progetto che c’era, molto interessante, di supporto alle neomamme per i primi giorni che oggi in tanti consultori non c’è più perché mancano i fondi per finanziarlo.
Allora chiedo anche all’Assessore di poterci far capire meglio cosa è, invece, l’investimento dedicato ai centri per la famiglia perché dobbiamo garantire anche ai consultori familiari che ci sia, invece, la stessa attenzione.
Speaker : PRESIDENTE
Assessore Roma.
Speaker : Ass.ra Paola ROMA
Grazie, Presidente, Sì, molto velocemente. Quelli sono dei fondi che il Ministro della Famiglia Roccella ha ritenuto di investire rispetto a tutte quelle politiche che hanno a che fare con la prevenzione; quindi apertura di nuovi centri. Ricordo che quei Comuni che sono anche beneficiari sono Comuni che circa cinque anni fa hanno partecipato anche nella nostra Regione a un bando per realizzare i centri famiglia e in questo caso si occupano proprio di famiglie che si incontrano con altre famiglie, giovani con altri giovani, quindi che non ha nulla a che vedere con la parte sociale di presa in carico. Quindi è un’altra cosa. Altri sono i fondi, invece, legati all’attività del consultorio che, chiaramente, lei faceva riferimento che sono, invece, altri tipi di finanziamenti, ma questo è proprio legato a un provvedimento dello Stato centrale che dà una possibilità di andare avanti con i servizi a quei Comuni che avevano già investito, in questo caso, in questo tipo di intervento.
Voglio anche precisare che gli interventi legati ai primi mille giorni, ora vengono attivati attraverso gli ambiti territoriali sociali con finanziamenti diretti che poi loro gestiscono nei propri territori e con bandi proprio ad hoc, creati per questo.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Voto. Parere contrario.
Esatto. Respinto.
Non funziona? Diamo un’occhiata. Intanto mettiamo tra i contrari la consigliera Martinez, grazie. Immagino volesse votare contrario.
Volevo darvi poi un’informazione di servizio. Al momento abbiamo raccolto 61 ordini del giorno… 66.
Siccome abbiamo ancora molto da votare, non sarebbe il mio ruolo, ma inviterei magari i Capigruppo a fare una riflessione sui 66 ordini del giorno. Guardate che 66 ordini del giorno sono quasi giornate, non ore. Buon lavoro.
Consigliera Bigon, lo dà per letto? Parere contrario. Emendamento n. 108. Votazione.
Respinto.
Consigliera Sambo, emendamento n. 68, pagina 121. Grazie. Voto. Scusate, stiamo votando. Stiamo votando, Valdegamberi. Grazie. Intanto vota.
Respinto.
Consigliera Bigon, emendamento n. 115, immagino lo dia sempre per letto.
Fate attenzione. La consigliera Bigon dà per letti i tre emendamenti successivi, quindi abbiamo tre votazioni.
La prima: emendamento n. 115. Parere contrario.
Respinto.
Emendamento n. 116, sempre Bigon. Contrario il parere. Votazione.
Respinto.
Il 121, sempre consigliera Bigon. Parere contrario. Votazione.
Respinto.
Consigliera Ostanel. Il 20. Grazie, Voto. Parere contrario.
Attenzione. Siamo su Ostanel. No, no.
Respinto.
Consigliera Sambo, il 75. Voto contrario.
Siamo sulla consigliera Sambo, a pagina 127.
Respinto.
Consigliere Cunegato, 37.
Prego.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
2.068.000 donne in Italia hanno subito delle molestie, si tratta del 15% totale delle donne tra i 15 e i 70 anni. Noi chiediamo di finanziare con 600.000 euro la legge regionale 8/2010 che prevede degli strumenti concreti di prevenzione, formazione e ascolto dagli sportelli ULSS e Spisal che necessitano di risorse adeguate per poter erogare questi servizi.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Parere contrario. Voto.
Respinto.
Missione 14: Sviluppo economico competitività. Consigliera Bigon, 111. Per letto?
Voto. Parere contrario.
Respinto.
Consigliera Luisetto, ritira. L’89 ritirato.
Consigliera Cendron il 59, ritirato.
Consigliera Ostanel l’11? Pagina 134. Grazie. Voto. Contrario.
Siamo all’11 di Ostanel.
Respinto.
49, consigliere Rocco. Grazie, Consigliere.
Voto. Contrario.
Bene. Conclusa anche questa missione. Respinto l’emendamento.
Missione 15: Politiche per il lavoro e la formazione professionale.
Consigliera Ostanel, prego, il 26, pagina 137.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Questo era un emendamento per il quale nel DEFR abbiamo votato la possibilità di fare percorsi di workers buyout, con l’assessore Bitonci ne abbiamo parlato, però sappiamo bene che servono anche dei fondi a sostegno dei progetti di acquisto da parte delle persone che vi lavorano, delle società.
Quindi, qui io pensavo di poter mettere 1 milione di euro, ma ho parere ovviamente negativo, per questo penso sia sbagliato: perché i programmi di workers buyout si fanno e si riescono a farli nel momento in cui la Regione, tramite i suoi strumenti, penso a Veneto Sviluppo, possano davvero investire nel sostenere questo tipo di interventi. Altrimenti, continueranno a rimanere degli episodi spot che invece noi non riusciremmo a rendere strutturali.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera. Parere contrario. Voto.
Respinto.
Consigliere Montanariello, emendamento n. 99. Voto. Parere contrario.
Respinto.
Consigliere Cunegato, emendamento n. 40, cosa facciamo? Pagina 139. Dato per letto. Grazie. Voto. Parere contrario.
Respinto.
Consigliera Sambo, emendamento n. 69. Grazie. Voto. Parere contrario.
Siamo sull’emendamento della consigliera Sambo.
Respinto.
Consigliere Rocco, emendamento n. 55. Grazie, Consigliere. Voto. Parere contrario.
Mantenete la concentrazione.
Missione 16 “Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca”. Ci sono tre emendamenti della consigliera Bigon.
Il primo, il n. 120 è ritirato, grazie, Consigliera.
Emendamento n. 113 al voto. Parere contrario.
Respinto.
Emendamento n. 114. Voto. Parere contrario.
Respinto.
Missione 17 “Energia e diversificazione delle fonti energetiche”, consigliera Cendron, emendamento n. 57. Prego. Fa l’intervento anche per il successivo?
Speaker : Rossella CENDRON (Le Civiche Venete)
Sì.
Speaker : PRESIDENTE
Perfetto.
Speaker : Rossella CENDRON (Le Civiche Venete)
Presidente e colleghi, qui parliamo di un’iniziativa del bonus fotovoltaico per i piccoli Comuni veneti. Abbiamo previsto 1,6 milioni per il triennio e l’emendamento prevede 25.000 euro per tutti 181 Comuni veneti con meno di 3.000 abitanti. Quindi tutti i piccoli Comuni, finalizzato proprio alla realizzazione di impianti fotovoltaici su edifici pubblici fino a 20 kW, fino a 20 kW, appunto, questa soglia consente delle procedure semplificate riducendo i tempi e gli oneri amministrativi per gli Enti. In realtà, appunto, non solo qua promuoviamo una misura di produzione da energia rinnovabile, ma consentiamo anche quella che è una riduzione della spesa strutturale energetica per 15 anni, proprio grazie all’autoconsumo. Si stima che un investimento del genere possa dare adito a un risparmio di circa 6.000 euro all’anno che con l’aumento dei costi energetici che vediamo ultimamente possono diventare anche 10.000. Se noi pensiamo, idealmente, che per 15 anni possiamo pensare che un Comune possa risparmiare 150.000 euro, ma questo vuol dire che la Regione potrebbe contribuire al bilancio dei Comuni per 150.000 euro in 15 anni. I risparmi si traducono, quindi, in maggiori risorse disponibili a disposizione dei cittadini e sappiamo i risparmi anche fossero 10.000 euro all’anno quanto sono importanti per i piccoli Comuni. Assolutamente l’operazione sarebbe vincente sia per i Comuni, sia per la Regione Veneto nel loro sostegno, perché si rivolge proprio a quei 181piccoli Comuni del Veneto in maniera concreta e sostenibile, lavorando su quelle iniziative di efficientamento energetico.
Ecco, anche se so che l’iniziativa ha un parere negativo, mi auguro che possiamo continuare a ragionare in questa direzione con la Giunta. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Voto. Parere contrario. Siamo sul 57 della consigliera Cendron.
Respinto.
Facciamo anche il 58 della consigliera Cendron.
Lo diamo per già presentato, Consigliera? 58. Parere contrario.
Respinto.
Missione 18: Relazioni con le altre autonomie territoriali e locali.
Sempre consigliera Cendron, lo diamo per letto? Grazie, Consigliera. Voto. Parere contrario.
Respinto.
Consigliere Baldan Flavio. Lo dà per letto o vuole illustrarlo? Prego.
Speaker : Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle)
Grazie, Presidente.
L’emendamento di per sé molto marginale riguardava un’aggiunta di 100.000 euro di fondi. Mi spiace che oggi non sia presente il consigliere Morosin, ma in attesa che avvenga la fusione fra Veneto e Friuli, che non è ancora avvenuta, quindi le due Regioni sono ancora distaccate e diverse.
Il contributo riguardava la possibilità di finanziare, con una somma supplementare, l’Agenzia per lo sviluppo del Veneto orientale, che si occupa, nell’ambito della conferenza dei servizi dei Comuni del Veneto orientale, è un centro studi del Veneto orientale.
Mi pare che sia attuale, perché dovremmo affrontare il problema di questi territori che sono al confine col Friuli. Loro chiedevano soprattutto, mi pare – ho assistito personalmente a degli incontri, erano presenti anche alcuni Consiglieri e Assessori sugli studi che hanno fatto, e che a me sono sembrati anche interessanti da questo punto di vista – che rilevavano uno sfasamento di risorse anche rispetto ad altre Conferenze di servizi, in particolare di quell’area del Miranese e del Delta del Po. Ritenevo fosse giusto, visto che hanno anche un numero di abitanti in quella zona maggiore di queste altre due entità, solo per l’annualità 2026, di aggiungere un contributo ai loro studi, che sarebbero importanti, in attesa, poi, nel bilancio successivo, credo, e penso che sarà così, di prendere qualche decisione in merito ai territori di confine che sarà ben più pesante.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere. Voto. Parere contrario. Siamo sull’emendamento n. 64. Parere contrario.
Respinto.
Adesso fate attenzione, abbiamo quattro emendamenti del consigliere Montanariello li votiamo tutti assieme, uno di seguito all’altro.
Il 100 del consigliere Montanariello.
Voto. Parere contrario. Stiamo finendo: abbiamo ancora due - tre emendamenti.
Respinto.
101. Voto. Parere contrario.
Respinto.
102. Parere contrario.
Respinto.
97, Parere contrario.
Tenete aperta la votazione. Ho fatto un errore. Riapritela per favore.
Rifacciamo questa votazione.
Prego. Parere contrario.
Respinto.
Missione 19: Relazioni internazionali. Abbiamo solo due emendamenti.
Il 17 della consigliera Ostanel. Grazie.
Parere negativo. Voto.
Respinto.
Consigliere Cunegato, il 39.
Prego.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Qua noi chiediamo di finanziare la legge Veneto terra di pace perché crediamo davvero che il mondo oggi sia di fronte a una cesura storica e se non interveniamo saremo anche noi complici di questa deriva, almeno per tre motivi: il riarmo al 5%. Noi l’anno scorso abbiamo aumentato la spesa in armi di 13 miliardi, ma per chi conosce anche, solo in maniera superficiale, la guerra e il 900, sa benissimo che non è mai la guerra a determinare il riarmo, ma è sempre il riarmo a determinare la guerra. Alessandro Barbero, il grande storico divulgatore l’ha più volte detto: quando noi produciamo armi, finiamo per usarle.
Seconda condizione, davvero preoccupante: noi stiamo uscendo da quella cornice di senso giuridico che ci ha consentito di stare al riparo dalla guerra, cioè il diritto internazionale.
Ricordo che Trump è uscito da 36 organizzazioni su 60 dell’ONU. Ricordo che anche il nostro Governo non rispetta più assolutamente le sentenze della Corte penale internazionale. Quando ha dichiarato Netanyahu “criminale di guerra”, Netanyahu che ha ucciso 70.000 persone, 20.000 bambini, uno all’ora per due anni, adesso, con la guerra in Libano, ci sono 1 milione di libanesi sfollati, è stato dichiarato dalla Corte penale un criminale di guerra perché non solo ha ucciso tutte queste persone, ma ha tentato di uccidere per fame i palestinesi, bloccando gli aiuti alimentari.
In questo senso è davvero vergognosa la posizione di Salvini, che non solo ha detto “non riconosco questa sentenza”, ma addirittura è andato in Israele e ha detto “io sto con voi, che siete la terra della democrazia e della libertà”. Belle idee di libertà. Tajani è arrivato a dire “il diritto internazionale conta solo fino a un certo punto”. Dobbiamo ricordare che passare dalla forza del diritto al diritto della forza, passare dal diritto al dominio significa esporci a una possibile catastrofe.
Infine, ricordo che Trump nell’ultimo anno, dopo essersi dichiarato a favore della pace, pretendendo anche in maniera quasi tragicomica il Nobel per la pace, ha bombardato sette Paesi, ha minacciato di annettersi il Canada e di invadere la Groenlandia.
Ecco perché in questo contesto, davvero preoccupante, inquietante, noi dobbiamo ricordare che la storia non ha mai un esito provvidenziale, non è già scritta, ma la storia la fanno gli uomini. Per questo è importante che, come Regione Veneto, rifinanziamo dei progetti per diffondere la cultura di pace. Se non lo facciamo rischiamo di essere complici di una direzione della storia che va incontro al disastro.
Speaker : PRESIDENTE
Consigliere Galeano, prego.
Speaker : Paolo GALEANO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Ovviamente non posso che sottoscrivere le parole del consigliere Cunegato, che, in quanto storico e filosofo, può dare contributi molto più qualificati di me su questo tema. Quello che può essere il nostro contributo è quello di cercare di passare dai princìpi e dalle parole ai fatti. È per questo che abbiamo voluto inserire la proposta nel maxiemendamento per il finanziamento di azioni concrete a sostegno della pace e della cultura della pace. Con la Missione 12 “Diritti sociali, politiche sociali e famiglia”, Programma 8, abbiamo una legge regionale, la n. 21/2018, sugli interventi regionali per la promozione e la diffusione dei diritti umani, nonché la cooperazione allo sviluppo sostenibile.
Consta di vari articoli. L’8 in particolare, che sottolineerò anche dopo nella discussione di quell’emendamento, consente azioni peculiari e concrete su questo tema della pace. Voglio sottolineare che abbiamo voluto fortemente lo stanziamento di fondi su questo tema, perché, oltre all’enunciazione dei princìpi qui in Aula, ci sia un’azione concreta fuori, insieme ai cittadini, alle giovani generazioni e alla popolazione, per lavorare davvero insieme a una diffusa cultura della pace.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Prego.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Intervengo a supporto di quanto dicevano i colleghi, ma ci tengo a intervenire perché tante volte, quando abbiamo parlato di pace in quest’Aula, siamo stati descritti come degli idealisti. Ricordo discussioni che abbiamo avuto qui. Oggi, invece, noi dobbiamo, credo, dire con forza che mettere dei finanziamenti, come abbiamo fatto in maniera comune, sul tema della pace e sulle realtà che producono pace ogni giorno è esattamente quello che una Regione dovrebbe fare. Dire che questa Regione può fare qualcosa sulla pace non è essere idealisti, non è essere ideali, non è parlare di pace: è costruire la pace.
Io vorrei mettere un punto fermo con un intervento oggi all’avvio di questa legislatura, perché aver approvato o, meglio, aver deciso di sostenere un lavoro delle minoranze nel produrre e nel sostenere delle realtà che contribuiscono a creare politiche di pace penso sia un segnale.
Qual è la realtà delle cose? Finché noi non cambieremo a livello internazionale e a livello nazionale, lo diceva bene il collega Cunegato, finché il nostro Governo non deciderà di modificare anche dal punto di vista dei propri investimenti quanto si mette sulle politiche di riarmo, cioè il fatto che lì non dovrebbe esserci l’investimento maggiore, dovrebbe essere sui servizi che riguardano la sanità, le cure e tutto il resto, noi non riusciremo mai a intervenire radicalmente su quella che dovrebbe essere la costruzione di una cultura di pace, che, sì, è importante fare a livello regionale, ma finché non interveniamo a livello nazionale ed europeo noi non riusciremo a raggiungere mai un mondo di pace.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Lo metto in votazione. Parere contrario. Chiusa.
Respinto.
Fate attenzione, articolo 2: emendamento n. 45 della Giunta, con parere favorevole. Voto emendamento.
Emendamento n. 178 della Giunta. Parere favorevole, pagina 165 bis, Consigliera.
Approvato.
Emendamento n. 184 del relatore. Parere favorevole.
Approvato.
Emendamento n. 185 della Giunta. Prego.
Speaker : Antonio Marco DALLA POZZA (Partito Democratico)
Solo per lasciare a verbale un errore nel voto.
Speaker : PRESIDENTE
Che errore?
Speaker : Antonio Marco DALLA POZZA (Partito Democratico)
Ho votato a favore.
Speaker : PRESIDENTE
Registriamo Dalla Pozza. Grazie. Prego.
Siamo sull’emendamento n. 185, adesso.
Speaker : Paolo GALEANO (Partito Democratico)
Volevo solo lasciare a verbale che le risorse che andranno allocate, come dicevo nell’intervento precedente, alla Missione 12 “Programma 8” nella legge regionale n. 21/2018, che siano poi destinate all’articolo 8 della legge stessa. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere. Voto. Parere favorevole. Parere favorevole.
L’emendamento è stato approvato.
Votiamo l’articolo 2. Prego. Votiamo l’articolo 2, così come emendato.
Approvato.
Fate attenzione che abbiamo un po’ di votazioni adesso.
Articolo 3. Votazione.
Approvato.
Articolo 4. Votazione.
Approvato.
Articolo 5. Votazione.
Approvato.
Articolo 6. Votazione.
Approvato.
Articolo 7: Fondi speciali. Consigliera Cendron, c’è un emendamento.
Speaker : Rossella CENDRON (Le Civiche Venete)
Ritiro. Ritiro perché poi, appunto, viene ricompreso in un ordine del giorno.
Speaker : PRESIDENTE
Bene. Articolo 7. Votazione. Articolo 7, aperta la votazione.
Approvato.
Prego, Martini. Approvato.
Articolo 1. Votazione.
Approvato.
Articolo 8. Votazione.
Approvato.
Siamo agli ordini del giorno. Fate attenzione perché qui c’è, se vogliamo fare qualcosa di strutturato e organizzato, ho bisogno che ci siano subito i pareri rispetto alle proposte.
Ordine del giorno 120… Cercate di ascoltare e non chiacchierare e chiudete le porte per favore. Chiudete le porte. Consegnate le copie degli ordini del giorno.
Si è aggiunto un ulteriore ordine del giorno. Restate in postazione, così iniziamo.
Ordine del giorno 125, Brescacin.
È aperta la votazione.
C’è una modifica? Prego, Assessore.
Chiudete la votazione.
Speaker : Ass.re Gino GEROSA
È favorevole, con delle modifiche, che ho già consegnato alla consigliera Brescacin. Se può leggerle.
Speaker : Sonia BRESCACIN (Misto)
Impegna la Giunta regionale a valutare, compatibilmente con le disponibilità finanziarie, l’opportunità di individuare misure a sostegno delle imprese più interessate dal rincaro degli idrocarburi causate dal conflitto in Iran; ad attivare, come già previsto dall’Assessore con delega alle politiche energetiche, un urgente confronto con le principali associazioni di categoria dell’industria e del commercio, per concordare iniziative regionali e nazionali a favore delle aziende venete interessate dal rincaro degli idrocarburi.
Speaker : PRESIDENTE
È aperta la votazione.
ODG n. 126, consigliera Conte.
È aperta la votazione.
Approvato.
ODG n. 152, consigliere Corazzari.
È aperta la votazione.
Consegnate per favore gli ordini del giorno ai consiglieri Borgia e Baldan.
ODG n. 127, consigliera Conte.
È aperta la votazione.
Approvato.
ODG n. 128, consiglieri Manildo e Martini.
Speaker : Giovanni MANILDO (Partito Democratico)
Devo delle modifiche, proprio il minimo su questo ordine del giorno, invitando, emulando Gianpaolo Trevisi, che giustamente cerca di farci capire di aver davanti delle persone, quando votiamo degli atti.
Questo ordine del giorno è un patto per lo sviluppo delle competenze e delle responsabilità. Nasce da una risposta condivisa con la maggioranza e la consigliera Martini per cercare di arginare la fuga dei giovani dalla nostra Regione.
Vuole istituire un osservatorio regionale composto da parti sociali e rappresentanze del sistema produttivo, universitario e formativo, e rappresentanze dei giovani destinatari delle misure che abbia le seguenti finalità: definizione delle linee guida per l’elaborazione di un patto per lo sviluppo delle competenze e delle responsabilità; definizione di forme di incentivazione e sostegno nell’accesso al lavoro che vedano come destinatari neolaureati e neodiplomati al fine di trattenere e attrarre capitale umano; il monitoraggio e la valutazione dell’efficacia degli interventi, con particolare riferimento all’occupazione qualificata e alla capacità attrattiva del territorio; a utilizzare gli esiti dell’attività dell’Osservatorio quale base per la programmazione regionale per le successive misure da adottare.
Proprio nell’ottica della partecipazione che questo ordine del giorno condiviso vuole attuare, a verbale metto una modifica concordata, all’inizio della seconda pagina, dove, dopo le parole “a supporto del suddetto Patto sia utile” bisogna modificare dicendo: “istituire strumenti di incentivazione destinati a diplomati ITS, neo laureati magistrali” e qui una nuova sostituzione: “Con la finalità di un’assunzione stabile nel sistema produttivo regionale”.
Quindi, con queste modifiche concordate con la consigliera Martini chiedo il voto.
Speaker : PRESIDENTE
Mi sembra di capire che si può mettere al voto. No. Giustamente.
Ostanel, prego.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente. Sì, perché ci tengo a intervenire in questa Aula su questo tema, perché è un tema importantissimo e ripeterò quanto ho detto ieri, approfitto anche della presenza del Presidente Stefani, appunto, per dibattere su questo tema e ringrazio anche il consigliere Manildo che ha anche accettato alcune modifiche che abbiamo richiesto e la collega Martini per averle ulteriormente accettate perché, ma davvero ci tengo a esplicitare il pensiero su questo punto, abbiamo deciso e pensato che le borse fossero una parola diversa da un incentivo, perché dare delle borse strutturali a delle persone già occupate è utilizzare dei fondi pubblici per sostenere quello che le imprese dovrebbero fare naturalmente: dare sostegno dei salari dignitosi.
Invece cosa diversa, ed è il motivo per cui così l’ordine del giorno è diverso rispetto a prima ed è importante notarlo, incentivare il sistema produttivo, invece, e cercare di capire con un osservatorio quanto quello che sta accadendo, poi, in questa incentivazione produce è un’altra cosa.
Allora l’intervento definito in questo modo cambia, soprattutto non parliamo di persone già occupate, ma, come ha detto bene il consigliere Manildo dice: con la finalità di assumere, quindi è un’incentivazione all’entrata e io penso che questa sia la cosa importante che noi oggi in questa Aula abbiamo dibattuto ed è da ieri che ne che ne parliamo ed è anche importante dire - questo ordine del giorno non lo dice, ma ieri lo abbiamo più volte espresso - che finché noi non riusciremo a dare un piano di sviluppo alle imprese, ma anche un piano industriale, a sostegno appunto del lavoro che questa Regione fa, penso all’Assessorato allo sviluppo economico e non solo, quindi queste due cose parallelamente riusciranno davvero a rendere il nostro sistema produttivo più competitivo.
L’emorragia dei giovani è una priorità. Quindi io ringrazio per aver lavorato su questo punto. Lo sappiamo da tempo che è una priorità e, come dicevamo ieri, pensiamo anche a tutti quei veneti giovani che sono fuori e che oggi noi dovremmo riportare dentro, perché trattenere i ragazzi che oggi stanno qui è importante, ma far rientrare quelli che sono fuori è altrettanto un impegno che noi ci dovremmo prendere.
Speaker : PRESIDENTE
Presidente Stefani, prego.
Speaker : Alberto STEFANI (Presidente della Giunta – Lega – Liga Veneta)
Grazie.
Visto che questo tema è balzato agli onori della cronaca, credo sia importante ricordare la capacità strategica che la nostra Regione può svolgere insieme al mondo delle università e agli atenei universitari che hanno scelto di collaborare con la Regione nella produzione di un piano di attrattività del nostro territorio legato in particolare ai giovani, che può sicuramente comprendere iniziative di questo tipo, quindi anche di carattere economico, ma deve anche considerare il tema degli alloggi, altra grande sfida che le nuove generazioni richiedono, il tema del welfare aziendale. Sulla scorta di tutto questo, questo è un primo segnale di tantissimi altri che la Regione del Veneto dovrà dare in questo senso, in accordo con le università, in accordo anche, magari, con le fondazioni e con il mondo imprenditoriale.
Per questo il mio intendimento è anche coinvolgere le associazioni di categoria del mondo imprenditoriale per definire un piano condiviso e poter avere un bacino di risorse necessario per affrontare questa sfida.
Colgo con favore questa importante sfida, che dobbiamo vincere insieme come Regione del Veneto.
Speaker : PRESIDENTE
È aperta la votazione sul 128.
È approvato.
Passiamo al 129, consigliera Bigon. Parere?
Speaker : Ass.ra Paola ROMA
Favorevole, con modifiche.
Leggo le modifiche: “Impegna la Giunta regionale a reperire ulteriori risorse già nel corso dell’esercizio 2026, finalizzando le risorse del Fondo nazionale per la non autosufficienza nella programmazione 2025-2027 recentemente approvata in Conferenza unificata e in attesa della pubblicazione del decreto ministeriale”.
Speaker : PRESIDENTE
Perfetto, parere favorevole con modifiche.
Lo metto in votazione.
È approvato.
Consigliera Luisetto, il n. 138.
Il consigliere Borgia è favorevole sull’ordine del giorno Bigon.
Chi dà il parere alla consigliera Luisetto? Prego.
C’è un errore di votazione. Prego.
Speaker : Ass.ra Paola ROMA
Grazie, Presidente.
Per l’emendamento n. 138 il parere è favorevole con modifica. La modifica è “impegna la Giunta regionale a procedere con l’aggiornamento della legge regionale 22 e degli standard assistenziali conseguenti, al fine di garantire congrui standard di funzionamento delle strutture sociosanitarie che operano in regime di autorizzazione e accreditamento”.
Speaker : Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
La modifica è accettata, prendendo atto che c’è questo impegno che avevamo chiesto anche nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza. Parliamo delle strutture per anziani, parliamo di adeguamenti che sono strettamente necessari al funzionamento di queste strutture.
Abbiamo chiesto durante tutta questa manovra di bilancio un aumento del Fondo per la non autosufficienza e un aumento delle impegnative. Questa parte non è stata accolta, e su questa continueremo invece a battagliare.
Speaker : PRESIDENTE
Votazione. Parere favorevole con modifiche.
Approvato.
Consigliera Bigon, ODG n. 130. Parere.
Mettiamo parere favorevole sull’emendamento n. 138, Luisetto, consigliere Borgia. Poi sistemiamo la macchina. Prego. Chi parla?
Farei una proposta: man mano che arrivano gli ordini del giorno l’Assessore prendono la parola e danno il parere, così evitiamo…
Speaker : Ass.re Gino GEROSA
Parere favorevole con una modifica: nella parte terminale dove dice “impegna la Giunta regionale a valutare con la massima priorità, nei vincoli della finanza regionale nel corso dell’esercizio 2026 per ottenere nel più breve tempo possibile un consistente abbattimento delle liste di attesa sia per gli interventi di massima priorità, sia per le visite specialistiche ambulatoriali della diagnostica e gli interventi di entità minore”, cosa sulla quale stiamo lavorando.
Speaker : PRESIDENTE
Prego, consigliera Bigon.
Speaker : Anna Maria BIGON (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Intervengo solo su questo ordine del giorno, accetto ovviamente la modifica, accetto già le modifiche proposte degli altri ordini del giorno da parte dell’Assessore, che ringrazio. Questo è un tema importante perché le persone devono avere le visite e gli interventi chirurgici nei tempi prescritti dal medico di famiglia.
Crediamo che investire risorse in questo ambito vuol dire fare prevenzione, vuol dire prendere in carico le persone e soprattutto dare risposte ai cittadini. Quindi ringrazio per l’accoglimento.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Votazione. Parere favorevole con modifiche. Approvato.
Consigliera Bigon, 131, che qui è favorevole con modifiche.
Speaker : Ass.re Marco ZECCHINATO
Sì favorevole. Propongo la modifica dell’impegno alla Giunta che diventa: “Valutare l’opportunità di stanziare risorse da destinare al Fondo regionale per la rigenerazione urbana sostenibile e per la demolizione, quali alternative strategiche al consumo di suolo”.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Avanti. Voto.
Approvato.
132, Bigon. Chi ce l’ha? Assessore Venturini?
Speaker : Ass.ra Elisa VENTURINI
Sì. Allora potremmo accogliere se venisse modificato l’impegno della Giunta nel seguente modo: “A valutare l’opportunità di approfondire, in collaborazione con università ed Enti di ricerca, la possibilità di sperimentare metodi alternativi allo smaltimento in discarica per i rifiuti contenenti amianto”.
Speaker : PRESIDENTE
Bene. Voto. Accolte le modifiche. È favorevole con le modifiche.
Approvato.
Consigliera Bigon, il 133. Quale assessore ha visto il 133?
Speaker : Ass.re Gino GEROSA
Parere negativo perché fa riferimento al riconoscimento della fibromialgia nell’ambito delle prestazioni integrative regionali, in realtà i centri sono già stati attivati, sia di Verona, dell’azienda Ospedale integrata, che di Padova dell’azienda Ospedale Università ed è già finanziato per circa 250.000 euro.
Speaker : PRESIDENTE
Bene. Lo mettiamo al voto con il parere negativo della Giunta.
Voto.
Respinto
134, Consigliere Bigon.
Chi ce l’ha? Assessore Gerosa.
Speaker : Ass.re Gino GEROSA
Allora, fa riferimento alla sindrome di Sjögren, dove si chiede di innalzare adeguatamente il limite di spesa massimo mensile per le prestazioni sanitarie aggiuntive erogabili con oneri a carico del sistema sanitario nazionale. È già finanziato per 125.000 euro. Si accoglie però con la modifica dove dice: “Impegna la Giunta regionale a valutare un congruo innalzamento del limite di spesa massimo mensile nei vincoli della finanza regionale”.
Speaker : PRESIDENTE
Favorevole con modifiche. Voto.
Approvato.
135, consigliera Bigon. Sempre dell’Assessore Gerosa.
Speaker : Ass.re Gino GEROSA
Il parere è negativo. Fa riferimento a incrementare la dotazione di sistemi di chirurgia robotica presso le strutture ospedaliere venete.
Il Veneto è forse la Regione con il più alto numero di robot. Quindi, chiedere di incrementarle non mi sembra congruo. Quello che dobbiamo fare è riorganizzare la sistemazione dei robot all’interno del sistema sanitario regionale per ottimizzare il loro uso.
Speaker : PRESIDENTE
Parere contrario. Lo metto in votazione.
È respinto.
Passiamo al n. 136, consigliera Bigon.
Assessore Gerosa, prego.
Speaker : Ass.re Gino GEROSA
Si fa riferimento all’obesità e si chiede di avviare un confronto con AIFA per favorire l’acquisto a prezzo calmierato di farmaci agonisti del recettore GLP-1. In realtà, potrebbe essere accolto con una modifica: non si impegna la Giunta regionale ad avviare interlocuzioni con AIFA, ma ad avviarle in Commissione Salute.
Speaker : PRESIDENTE
Sono accolte.
Lo metto in votazione. Parere favorevole.
La Giunta è favorevole con le modifiche.
È approvato.
Il n. 139 viene ritirato.
Passiamo al n. 140. Prego, la Giunta.
Speaker : Ass.ra Paola ROMA
Grazie, Presidente.
Viene accolto con modifiche: “Impegna la Giunta regionale a proseguire il tavolo di discussione con gli enti del Terzo settore, coinvolgendo anche i Comuni, così da quantificare gli impatti e valutare le soluzioni”.
Speaker : PRESIDENTE
Parere favorevole, con modifiche.
Lo metto in votazione. Siamo sul n. 140.
È approvato.
Passiamo al n. 141.
Prego.
Speaker : Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
Presidente, questo emendamento è stato presentato con il preciso scopo di accelerare la convocazione della Commissione congiunta Quinta e Seconda in materia di PFAS e per quanto riguarda la situazione specifica generata dalla costruzione della galleria Superstrada Pedemontana. So che c’è una data, perché prima ci siamo confrontati con l’Assessore, per la convocazione delle Commissioni congiunte. Me lo confermavano anche le presidenti De Berti e Lanzarin. Se l’Assessore può dire la data io sono disponibile a ritirarlo, visto che c’è questa condivisione.
Speaker : PRESIDENTE
Prego, Assessore.
Speaker : Ass.re Marco ZECCHINATO
Grazie.
Confermo che è prevista, come d’accordo e come ho detto anche in Consiglio regionale, la Commissione congiunta Seconda e Quinta, calendarizzata per il 23 aprile per cui adesso vedremo con le Commissioni di ritrovarci.
Speaker : PRESIDENTE
141 ritirato.
142 Manildo. Assessore, chi interviene?
Speaker : Ass.ra Paola ROMA
Favorevole con modifica. Allora la modifica rispetto a: “Impegna la Giunta regionale ad indirizzare le risorse dell’esercizio 2026 nel finanziamento della legge regionale 5/2013 per far fronte alla crescita ingente e costante del bisogno di assistenza, supporto psicologico, accoglienza delle donne nel territorio veneto, individuando la priorità dei fondi nei seguenti interventi: finanziamento dei centri antiviolenza operanti nel territorio regionale; potenziamento della rete delle case rifugio per donne vittime di violenza; apertura degli sportelli dei centri antiviolenza negli atenei della regione e sostegno alle attività di assistenza legale, in particolare nei procedimenti civili per le donne vittime di violenza; corsi sulla prevenzione della violenza di genere, coinvolgendo l’Ordine degli avvocati, l’Ordine degli psicologi, i CONI in collaborazione con i soggetti della rete dei centri antiviolenza in tema di politiche abitative, prevedere la possibilità di uscita dalla rete di protezione con percorsi di indipendenza allargati all’inclusione lavorativa e all’autonomia abitativa”
Speaker : PRESIDENTE
Praticamente abbiamo riscritto l’ordine del giorno.
Prego, Consigliere.
Speaker : Giovanni MANILDO (Partito Democratico)
Allora sono ovviamente approvate le integrazioni e mi fa molto piacere questa; è una volontà dell’intergruppo, sostanzialmente è la ricognizione delle azioni degli ambiti dove si vuole che venga indirizzato lo stanziamento che è stato accettato in bilancio.
Mi fa molto piacere che il contrasto alla violenza di genere sia sentito così forte non soltanto da iniziative delle colleghe Consigliere, perché è una battaglia che hanno portato avanti già negli anni scorsi, ma è condivisa da tutti e da tutta l’Aula. Penso che a tutti abbia colpito anche la profondità emotiva e la passione dell’intervento di Gianpaolo Trevisi che ci ha fatto toccare con mano la difficoltà e il dramma che ogni giorno si vive. È molto più vicino a noi di quanto pensiamo, quindi sono molto felice di questa integrazione e del fatto che si possa insieme votare questo ordine del giorno.
Speaker : PRESIDENTE
Votazione. Parere favorevole.
Ah, no, scusate, ci sono degli iscritti.
Consigliera Ostanel.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente. Intervengo su questo ordine del giorno perché, come diceva il collega Manildo, è stata una volontà forte dell’intergruppo, infatti è a firma di tutti i Consiglieri, tra l’altro nel maxiemendamento che prima abbiamo votato, come avete visto, ci sono 400.000 euro a sostegno delle politiche contro la violenza di genere, che abbiamo fortemente voluto, e che è stato ovviamente votato da quest’Aula. Volevo intervenire, riprendendo quello che dicevo prima, perché io penso che serva dare una svolta nuova anche al lavoro di questo Consiglio, quindi con la collega Luisetto, ma prima ne parlavamo anche con tante donne presenti in Aula, ci piacerebbe, volevo dirlo al microfono perché è sempre difficile potersi parlare, lanciare un intergruppo di consigliere donne bipartisan, a partire da questo Consiglio regionale.
Io credo che decidendo di incontrarci e mettendo a valore alcuni punti magari comuni su cui potremmo lavorare in questa legislatura, fare un lavoro insieme potrebbe significare, come abbiamo dimostrato con questo ordine del giorno, e anche con il finanziamento che abbiamo sostenuto, il tentativo insieme di mettere alcuni punti a partire da un lavoro delle donne di questo Consiglio, a cui poi se gli uomini vorranno partecipare saranno benvenuti, ovviamente.
Penso che potremmo dare un segnale che insieme possiamo scegliere alcune battaglie, istanze, penso alla salute femminile, che è uno dei temi su cui possiamo sicuramente lavorare insieme, quindi lo dico a microfono perché se le Consigliere vorranno, potremmo sederci e parlarne.
Speaker : PRESIDENTE
Consigliera Luisetto… Scusi, Consigliera, facciamo un intervento per Gruppo, voi siete dello stesso Gruppo. Consigliera Cendron.
Speaker : Rossella CENDRON (Le Civiche Venete)
Presidente e colleghi ribadisco che sul tema del contrasto alla violenza contro le donne non esistono divisioni politiche, ma una responsabilità umana comune che ci unisce tutti. Quindi, sulle differenze di approccio deve prevalere il senso delle Istituzioni.
Oggi esprimo soddisfazione per questo ordine del giorno, se come donne, ma anche come uomini, dimostriamo che è possibile costruire insieme risposte condivise e concrete.
Credo che sia un segnale anche per tutte le nostre comunità di appartenenza. Vanno bene i simboli, vanno bene le panchine rosse che vediamo nei nostri Comuni, che vediamo anche qui, le iniziative come Novembre Rosa, che ci aiutano a vedere e a ricordare il problema. Ma oggi ci prendiamo l’impegno preciso di dare concretezza e di trovare risorse per questa concretezza.
Contro la violenza non servono solo simboli visibili, ma impegni misurabili, quindi cominciamo oggi in quest’Aula.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Parere favorevole. Voto. Approvato.
Consigliere Szumski. La votazione è chiusa, consigliere Cunegato.
Consigliere Szumski, il parere al 144. C’è l’assessore Bitonci 144.
Vicepresidente, prego.
Siamo sul 144.
Prego.
Speaker : Ass.re Lucas PAVANETTO
Sì, grazie, Presidente. È accoglibile, visto che, insomma, nel dispositivo finale non ci sono grandi impegni, ma è quello che già è previsto dal DEFR e quello che la Regione, la Giunta regionale, ha già avviato in termini di videosorveglianza e sicurezza. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Fermi, un attimo. C’è un iscritto a parlare, prego Szumski.
Speaker : Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
144.
Speaker : PRESIDENTE
Sì, siamo su 144.
Speaker : Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
Allora diciamo che prendiamo atto del parere favorevole, ma perché è un’esperienza che da Sindaco ho messo in campo, prima che arrivasse il Covid, con 80 volontari pattugliavamo, tra virgolette, mi si passi il termine, ovviamente in compagnia, il Comune ottenendo dei risultati di disturbo e, quindi, penso che possa essere replicabile in maniera organica.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliere Trevisi.
Speaker : Gianpaolo TREVISI (Partito Democratico)
Io volevo solo un chiarimento perché rispetto all’intervento della Giunta il 144 non parla della videosorveglianza, ma parla di questi gruppi di volontari civili. Era solo per capire il parere; perché è diversa la videosorveglianza da gruppi di volontari civili che vanno in giro.
Speaker : PRESIDENTE
Sentite, io faccio una proposta. Facciamo il 145 - perdonatemi - facciamo il 145, si sospende il 144.
Consigliere Lovat. Parere della Giunta. S c’è l’assessore Bitonci.
Speaker : Ass.re Massimo BITONCI
Il parere è favorevole e lo abbiamo già concordato in precedenza con il consigliere Lovat.
Speaker : PRESIDENTE
Bene. Voto. Scusi, prego Consigliere.
Speaker : Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
Voglio dire una cosa sola, non entro ovviamente nel merito, perché c’è anche un progetto di legge statale su questo tema, un tema che riguarda la libertà.
In Italia abbiamo iniziato il processo per arrivare a una legge su questa materia in contemporanea di amici svizzeri. In Svizzera, due mesi fa sono arrivati a iscrivere in Costituzione questo provvedimento. Qui in Italia, dove c’è un sistema differente, io ho raccolto le firme, le ho portate in Parlamento, giacciono, ma stiamo ancora aspettando. Ecco perché ricomincio a livello regionale: lo dico solo per un motivo, perché qui stiamo parlando di fare le nozze coi fichi secchi, di prendere ciascuno la sua ricetta e proporla.
Io ritengo che qui in Italia la grande ricetta per liberare risorse sia fare finalmente le riforme per arrivare anche in Italia ad un sistema istituzionale simile a quello dei Paesi più evoluti d’Europa, la Svizzera, ma anche la Germania, l’Austria, i Paesi Bassi, il Belgio, gli Stati Uniti, il Canada e l’Australia. Sono tutti Paesi federali.
A 80 anni dall’entrata in vigore della Costituzione, sono dell’idea che sia necessario prendere in mano la seconda parte della Costituzione, mettere da parte le contrapposizioni di tipo ideologico e preconcetto e pensare al bene del nostro Paese, ad una riforma di tipo costituzionale e far diventare l’Italia un Paese moderno come la Svizzera.
Il contante è solo uno dei simboli, non il contante in sé, quanto la velocità dell’iter di approvazione.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere. Parere favorevole. Voto.
Approvato.
Andiamo avanti nell’attesa di fare dopo il 144.
Ordine del giorno n. 146, consigliera Bigon. L’assessore che vuol dare il parere chi è? Assessore Gerosa.
Speaker : Ass.re Gino GEROSA
Grazie, Presidente.
Si chiede un intervento urgente per la piena realizzazione delle schede ospedaliere dell’Ospedale Orlandi. Il parere è contrario per un motivo molto semplice: perché le schede sanitarie regionali risalgono al 2019, a quelle approvate nel 2019. È passato un tempo enorme, dove c’è stata l’inversione della piramide sociale, dove c’è stata l’introduzione di nuove tecnologie, dove, per garantire la sostenibilità di un sistema, e qua voglio tranquillizzare il consigliere Manildo, sanitario universalistico pubblico, solidale ed equo dobbiamo reingegnerizzare e mettere mano a quelle schede sanitarie. Quindi stiamo lavorando pancia a terra perché tempo non ce n’è molto, per riscrivere tutte le schede sanitarie regionali all’interno di un piano sanitario regionale, quindi questo è il motivo del no.
Speaker : PRESIDENTE
Bene. Parere contrario. Votiamo. Grazie. Parere contrario.
Respinto.
Voglio mettere a verbale che nell’ordine del giorno 145 del consigliere Lovat, il Vicepresidente Micalizzi ha votato contro.
Consigliere Corazzari, 147, prego.
Speaker : Ass.re Diego RUZZA
Grazie, Presidente. Parere favorevole, avendo concordato, insieme al consigliere Corazzari, le modifiche.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Voto. Parere favorevole.
Approvato.
Consigliere Morosin. C’è un parere sul consigliere Morosin.
Prego.
Speaker : Ass.re Diego RUZZA
Parere favorevole.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Voto.
Approvato.
Consigliera Brescacin, 148. Chi dà il parere? Ritira.
149, sempre Brescacin. Parere? Roma.
Speaker : Ass.ra Paola ROMA
Parere favorevole con modifica e si modifica nella seguente maniera: “Impegna la Giunta regionale a proseguire con le interlocuzioni con il Ministero per la definizione delle linee guida per chiarire orientamenti da adottare in maniera uniforme nel rispetto delle vigenti disposizioni, al fine di rendere omogenee le procedure amministrative legate al corretto svolgimento degli Enti di cui alla premessa secondo le finalità nel contempo di sgravare le associazioni, i volontari che organizzano i medesimi eventi da eventuali incombenze amministrative”.
Speaker : PRESIDENTE
È un parerino. Consigliera Brescacin a favore. Voto.
Consigliera Sambo, 150. L’assessore, prego.
Speaker : Ass.ra Elisa VENTURINI
Sì, allora non è, in realtà, accoglibile questo ordine del giorno perché viene a chiedere le agevolazioni per i pensionati, quando in realtà questo tipo di misura, in materia ambientale, è prevista per i lavoratori e per gli studenti. Quindi c’è una chiara indicazione del Ministero che il pensionato non è incluso tra i beneficiari di tale misura ambientale.
Ora, o noi rivediamo completamente l’impegno della Giunta, per cui diciamo che c’è la disponibilità con il Ministero competente a valutare l’integrazione della platea dei beneficiari con i prossimi bandi; o altrimenti, così come è stato predisposto, questo ordine del giorno non possiamo accoglierlo.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Mettiamo al voto. Vuole intervenire? Prego.
Speaker : Monica SAMBO (Partito Democratico)
Io ovviamente ringrazio anche gli uffici che hanno fatto questa verifica.
In realtà, anche se brevemente ho visionato la documentazione. Non è proprio chiarissima, nel senso che la legge non dice nulla, ci sono una serie di circolari, eccetera, e a un certo punto, adesso non mi ricordo il nome tecnico, però in una sorta di circolare dovete indicare meglio queste diciture. Tra queste, tra parentesi, c’è scritto “lavoratori e studenti”. Non è che ci sia da nessuna parte un’esclusione. Quindi, se c’è la volontà di modificarlo dicendo di porre un quesito, di farsi carico di porre un quesito se effettivamente è un’interpretazione che magari gli uffici hanno dato per evitare errori, in un certo senso, o perché non era chiaro, onestamente io ho lettura, sicuramente la norma non lo prevede. Non è chiarissima, questa cosa, quindi, se c’è la volontà, magari possiamo anche vederci un attimo per modificarlo, nel senso di porre due punti: uno, quello che dice lei, Assessora, va benissimo; ma l’altro è di verificare con un quesito specifico se già possiamo ampliarlo adesso, perché non essendo una norma, ma essendo semplicemente un’indicazione anche così chiara, secondo me qualche spiraglio potrebbe ancora esserci, con un quesito specifico. Terrei anche la seconda parte. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Lo parcheggiamo?
Speaker : Ass.ra Elisa VENTURINI
Do un ulteriore elemento: già i pensionati possono godere di benefici in termini fiscali per quanto riguarda la bigliettazione. C’è il rischio che dando un’ulteriore misura, potrebbero anche non avere un beneficio, anzi, però, se può servire un ulteriore approfondimento lo facciamo, quindi parcheggiamo quest’ordine del giorno.
Speaker : PRESIDENTE
Parcheggiamo due minuti, evitando dopo un sacco di interventi sul tema.
Ordine del giorno n. 153, consigliere Corazzari. Parere. Ordine del giorno n. 153, Corazzari.
Speaker : Ass.re Massimo BITONCI
Parere favorevole con le modifiche che adesso richiedo al Consigliere. Allora impegno n. 1: “A valutare l’opportunità di rafforzare una strategia regionale”. Il resto è uguale.
Il secondo impegno rimane uguale.
Il terzo impegno, invece, cambia: “A promuovere una legge regionale organica”, il resto rimane uguale.
Il quarto impegno viene espunto o stralciato.
Speaker : PRESIDENTE
Bene. Voto. Favorevoli. Voto. No, non sto dicendo a voi; alla macchina.
Approvato.
Allora, Corazzari è andato.
Riprenderei Il 144 di Szumski, il Vicepresidente interviene, dà il parere e votiamo subito.
Speaker : Ass.re Lucas PAVANETTO
Sì, grazie Presidente. Allora, diciamo che nel dispositivo finale era leggero, poiché tutte sono le attività che potevano farsi, ma in verità sulla parte del rilevato - ho appena parlato con il proponente, visto che le firme sono tre, quindi Szumski, Lovat e Marcato rilevato che la proposta sulla parte “rilevato che” chiedo la modifica di: “La proposta di valutare l’istituzione di un’attività di volontariato su base comunale, coordinata a livello regionale con funzioni di supporto, tale realtà sarebbe composta da volontari civici, eccetera, eccetera, eccetera”, Si toglie il quarto capoverso nella sua totalità e, poi, invece, nell’impegno della Giunta regionale: “A valutare nel rispetto del quadro normativo vigente delle competenze statali in materia di ordine pubblico e sicurezza, l’attivazione - valutare l’attivazione - di un servizio di volontariato organizzato a supporto della sicurezza urbana e del decoro; a valutare la possibilità di progetti sperimentali sul territorio regionale con particolare attenzione alle aree maggiormente esposte a fenomeni di degrado - e viene tolta “microcriminalità proprio per le competenze - a verificare sostenibilità organizzativa, eccetera eccetera.
Se vengono accettate queste modifiche il parere può essere positivo.
Speaker : PRESIDENTE
Accettiamo le modifiche?
Speaker : Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
Le modifiche sono accettate.
Speaker : PRESIDENTE
Voto favorevole.
Prego. Ah, scusami, sospendete la votazione.
Errore mio. Dalla Pozza, prego.
Scusa, ma non l’ho vista.
Speaker : Antonio Marco DALLA POZZA (Partito Democratico)
Sì, è una cosa un po’ diversa questa del controllo di vicinato. È una cosa che avevamo già visto in passato, quando erano intervenute circolari anche del Ministero dell’interno.
Delegare la sicurezza a gruppi volontari di cittadini, seppur formati, mi consenta, Assessore, è una cosa un po’ rischiosa, perché dovrebbe essere inquadrata all’interno di un quadro di regole estremamente chiare coordinato con il Ministero dell’interno, con i Prefetti per evitare di andare a intaccare quelle che sono le circolari vigenti che, mi consenta, vietano la costituzione di ronde o di gruppi che possano avere una riconoscibilità.
Il tema della sicurezza è un tema serio. Io ho affianco un collega che sicuramente è in grado di dare consigli utili. Io però ho ricoperto un incarico a livello amministrativo per cinque anni, e questa cosa qui l’ho vissuta più volte. Sinceramente, io capisco che per le dinamiche di questo Consiglio ci sia la necessità di dare segnali a tutti i Gruppi politici che fanno parte di questo Consiglio, ma attenzione che a dar segnali politici, si rischia di dar segnali anche sbagliati all’esterno.
Io vi inviterei a riflettere prima di approvare questo ordine del giorno, e magari, la lancio come proposta, a sospenderne la trattazione, o quantomeno a rinviarne la trattazione in Commissione, approfondendola con la presenza di qualche esponente sia delle forze dell’ordine, che del Ministero dell’interno.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere Dalla Pozza.
Consigliere Trevisi. Fate attenzione.
Speaker : Gianpaolo TREVISI (Partito Democratico)
Grazie, Presidente… Si è prenotato?
Speaker : PRESIDENTE
Scusate, ha diritto di intervenire un esponente per Gruppo e poi si vota. Prego.
Speaker : Gianpaolo TREVISI (Partito Democratico)
Io leggo solo la premessa, che credo non sia stata cambiata. C’è scritto: “i Comuni, attraverso i corpi di polizia locale”…
Speaker : PRESIDENTE
Consigliere Trevisi, scusi, lei è sempre del PD?
Scusi, me ne sono accorto adesso.
Se non ci sono altri interventi, lo metto ai voti con parere favorevole. Voto. È sempre il 144 Szumski. C’era stato un problema nella votazione. E questo è andato.
Approvato.
154 consigliere Rigo. Parere della Giunta.
Speaker : Ass.re Marco ZECCHINATO
Favorevole.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Voto.
Approvato.
155, consigliere De Berti. Giunta.
Speaker : Ass.re Marco ZECCHINATO
Favorevole.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Voto.
Chiusa la votazione. Aspetta, aspetta. Consigliere De Berti, mettiamo a verbale.
Prego. Allora mettiamo a verbale De Berti, Ostanel, Dalla Pozza, Cunegato, Besio tutti a favore.
156, consigliere Bozza. Giunta.
Speaker : Ass.ra Paola ROMA
Favorevole.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Voto.
Approvato.
157 del Consigliere Bozza. Giunta.
Speaker : Ass.ra Paola ROMA
Favorevole.
Speaker : PRESIDENTE
Voto.
Approvato.
158, consigliere De Berti. Il Consigliere Borgia ha votato a favore del 157, anche il consigliere Sambo e anche il consigliere Brescacin. Sì, però, guardate, che se non funziona il mezzo bon; ma se vi distraete è un’altra roba. Conterrò fino a 3.
Consigliere De Berti, ordine del giorno n. 158. Parere favorevole.
È aperta la votazione.
Approvato.
Ordine del giorno n. 159, consigliere Vianello. Giunta?
Speaker : Ass.re Marco ZECCHINATO
Favorevole.
Speaker : PRESIDENTE
Votazione.
Approvato.
Ordine del giorno n. 161, consigliere Marcon. Giunta? Voto. Parere favorevole.
Ordine del giorno n. 162, consigliera Lanzarin. Giunta.
Speaker : Ass.re Marco ZECCHINATO
Favorevole.
Speaker : PRESIDENTE
Voto… Scusi, fermi. Consigliere Dalla Pozza, prego.
Siamo sull’ordine del giorno n. 162.
Speaker : Antonio Marco DALLA POZZA (Partito Democratico)
Il voto ovviamente non potrà che essere favorevole. Mi sarei aspettato, visto che vi era stata data questa possibilità anche la sottoscrizione della mozione che era stata presentata proprio sulla Vicenza-Schio, a seguito dell’appello della Camera di commercio di Vicenza.
Spero che venga calendarizzata da parte della presidente De Berti al più presto la trattazione in Commissione. Detto questo… Come? Va in Consiglio direttamente, senza la Commissione, pardon, scusate la ruggine sul regolamento.
Detto questo, ho visto che prima è stato approvato un altro ordine del giorno che riguarda tutta la materia ferroviaria, ne abbiamo parlato più volte durante il dibattito su questo bilancio. Aspettiamo di vedere poi il passaggio tra un ordine del giorno e il prossimo bilancio, in cui si passi non solo dalle parole a qualche fatto, possibilmente a qualche risorsa, a qualche interlocuzione e a qualche incontro concreto da mettere agli atti sulla questione della elettrificazione delle linee ferroviarie minori e sulle risorse che la Regione intende mettere a bilancio anche per fare la propria parte, non soltanto demandando a RFI o allo Stato il compito di risolvere il problema, tanto più perché credo sappiate tutti che le risorse sulle infrastrutture, in questo momento qui, a livello statale, sono state tutte rastrellate - e uso il termine non a caso - per finanziare la realizzazione del Ponte sullo Stretto e questo è un problema che deve preoccupare tutti, a partire dagli Assessori che hanno la spesa sulle infrastrutture, perché ritengo che questa sia una questione di priorità che lo Stato e le Regioni devono discutere assieme sul che cosa fare nelle infrastrutture locali e nazionali. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliere Cunegato.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Ovviamente voterò a favore, consigliere Lanzarin questo ordine del giorno.
Come ha detto adesso Dalla Pozza finora il Governo italiano ha dimostrato di avere altre priorità.
Sono felice che vi prendiate questo impegno. Mi chiedo, visto che siete al governo di Roma da quasi quattro anni, perché non l’abbiate fatto fino adesso. Comunque meglio tardi che mai.
Adesso speriamo che il Governo di Roma, che è gestito da voi, prenda una decisione non solo a favore delle grandi opere ma a favore dei pendolari.
Ricordo un dato che ogni anno, ogni giorno 180.000 persone usano l’alta velocità e quasi 3.000.000 di persone usano i treni pendolari; quindi avere ancora delle opere così vetuste è una vergogna.
Bene che chiediate l’intervento del Governo. Saremo qui a monitorare per vedere se il Governo, cioè voi, prenderà al più presto una decisione.
Speaker : PRESIDENTE
Va bene. Grazie. Era inteso che sei a favore della TAV allora. Vuol dire che sei a favore della TAV? Mi perdoni la battuta.
Allora al voto con parere favorevole.
Approvato.
Il consigliere Barbisan 163. Giunta.
Grazie. Consigliere Barbisan, votazione. Approvato.
ODG n. 164, consigliere Barbisan. La Giunta è favorevole.
Lo metto in votazione.
È aperta la votazione.
Approvato.
ODG n. 165, consigliere Lanzarin. Giunta?
Speaker : Ass.re Gino GEROSA
Favorevole.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Collega Luisetto, prego.
Speaker : Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
Noi, ovviamente, siamo a favore del salvaguardare le medicine di gruppo integrate, che peraltro non vengono rifinanziate da qualche anno, ma abbiamo anche la consapevolezza che chi governa oggi ha il compito di accompagnarle e di dare forza a queste case di comunità.
Durante il percorso di questo bilancio sono stati bocciati degli emendamenti che chiedevano di attivare le case di comunità con risorse e personale adeguato, in modo da non depauperare anche il territorio e le realtà che esistono di prossimità. Auspichiamo che questo ordine del giorno vada in questa direzione. Sappiamo che lo state facendo da soli.
Speaker : PRESIDENTE
Consigliere Cunegato.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Sottolineo anch’io questa contraddizione perché ovviamente sono a favore di questo ordine del giorno. Mi chiedo come mai abbiate votato contro i miei due ordini del giorno di ieri, che di fatto chiedevano le stesse cose. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Parere favorevole.
Approvato.
ODG n. 170, consigliere Bozza. Parere?
L’Assessore deve intervenire. Diamo il parere.
Speaker : Ass.re Filippo GIACINTI
Favorevole. Già modificato ieri.
Speaker : PRESIDENTE
Consigliere Borgia in quello precedente, nel 165, ha votato a favore. Fate attenzione.
Voto sull’ODG 170.
È aperta la votazione.
Approvato.
Consigliera Ostanel, ODG n. 171.
Prego, Assessore.
Speaker : Ass.re Gino GEROSA
Favorevole.
Speaker : PRESIDENTE
Voto. Favorevole. ODG 171.
Approvato. Fate attenzione.
Consigliere Cunegato, ODG n. 172. Giunta?
Speaker : Ass.ra Valeria MANTOVAN
Accoglibile con modifiche. Viene eliminata la parola “formalmente” alla prima riga, la parola “contrarietà” alla seconda viene sostituita con “preoccupazione per la” e alla quarta riga “sollecitando” diventa “chiedendo”.
Speaker : PRESIDENTE
Prego.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Riguarda il tema trattato benissimo prima dai colleghi sugli istituti storici della Resistenza. Non ribadisco quello che è già stato detto molto bene. I cambiamenti non cambiano nella sostanza la parte deliberativa, quindi accetto. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Okay, voto.
Sono accolte le modifiche.
Approvato.
ODG n. 173, collega Rigo, è ritirato.
ODG n. 174 consigliere Maltauro.
Speaker : Ass.re Marco ZECCHINATO
Parere favorevole.
Speaker : PRESIDENTE
Stiamo attendendo il parere della Giunta? Ditelo al microfono. Deve essere registrato.
Speaker : Ass.re Marco ZECCHINATO
Favorevole.
Speaker : PRESIDENTE
Voto.
Approvato.
ODG n. 175, Maltauro. Giunta?
Speaker : Ass.ra Valeria MANTOVAN
Parere favorevole.
Speaker : PRESIDENTE
Prego, collega Luisetto.
Speaker : Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
A me fa piacere dell’interessamento rispetto allo studentato di San Silvestro perché da anni continuiamo a chiedere che questi 60 posti letto tornino nelle disponibilità di chi sceglie di studiare e venire a formarsi a Vicenza. Bisogna che ve lo diciate da soli, sostanzialmente, che bisogna attenzionarlo e muoversi.
Speaker : PRESIDENTE
Parere favorevole.
Votate.
Approvato.
ODG n. 176, consigliera De Berti, Giunta.
Speaker : Ass.re Diego RUZZA
Parere favorevole.
Speaker : PRESIDENTE
Voto. Siamo all’ordine del giorno n. 176, Consigliere… Non l’ho visto. Se vuole intervenire, prego. Chiusa.
Date la parola al consigliere Dalla Pozza.
Speaker : Antonio Marco DALLA POZZA (Partito Democratico)
Dopo voto a favore, ovviamente.
Credo che le cose che sono state scritte nell’ordine del giorno siano largamente condivisibili, anzi, totalmente condivisibili, sul fatto che l’analisi della mobilità non possa che essere su scala regionale.
Ribadisco il fatto che la regia sulla mobilità non può che essere già… Sono spaventato, così come lo sono anche le aziende di trasporto pubblico, dall’idea della suddivisione in bacini, bisognerà un po’ ritornarci anche a seguito dell’approvazione della legge sul finire della scorsa legislatura, perché alcuni ambiti per il fatto di avere compenetrazioni tra l’uno e l’altro necessitano di una particolare attenzione.
Faccio solo un appunto. Avrei voluto intervenire, ma mi ha preceduto la collega Luisetto, sull’ordine del giorno presentato dal collega Maltauro, per dire una cosa che forse vale anche per quanto scritto nell’ordine del giorno della collega Lanzarin sulla Vicenza-Schio.
Portate pazienza, però, nel momento in cui avete fatto riunioni di filiera, nel momento in cui parlate al Ministro delle infrastrutture e chiedete fondi, nel momento in cui parlate alla Regione e chiedete fondi per lo studentato di San Silvestro, siete davanti a uno specchio, vi state parlando e vi state dando delle risposte.
Ve le state dando anche sul fatto che non ci siano le risorse per realizzare le cose che chiedete. Le chiedete non a qualcuno che ve le ha bloccate da qualche parte. Le chiedete al Ministro delle infrastrutture, che è il vostro Ministro, lo chiedete alla Regione che è amministrata da voi. Lo studentato di San Silvestro non è chiuso da una settimana, è chiuso dal terremoto dell’Emilia- Romagna. Quindi, va bene tutto, va bene il contesto, va bene la programmazione indicata dal consigliere De Berti nel proprio ordine del giorno, però, visto che poi siamo nella parte conclusiva dell’esame degli ordini del giorno varrebbe la pena che rifletteste anche sul fatto che a questi ordini del giorno, perché noi siamo l’opposizione e non governiamo da 25 anni, ma sarebbe bene che prendeste anche coscienza del fatto che quando si è al Governo poi bisogna passare dalle parole ai fatti.
Guardi era solo una chiosa non sul suo ordine del giorno, ma sul precedente, anche perché poi non intervengo più sul resto degli ordini del giorno.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere voto. Siamo su 176, De Berti.
Approvato.
177, consigliere Maltauro.
Prego, assessore Roma.
Speaker : Ass.ra Paola ROMA
Favorevole .
Speaker : PRESIDENTE
Voto.
Approvato.
179, consigliere Cumegato.
Assessore.
Speaker : Ass.re Gino GEROSA
Allora l’ordine del giorno che si focalizza sugli ausili per persone con disabilità non può essere accolto per una serie di ragioni. Intanto la DGR 581/2025 citata nell’ordine del giorno non è il riferimento regionale corretto. L’assistenza protesica è disciplinata dalla DGR 1587 del ’24, recepimento intesa Stato - Regioni ed DGR 462 del 2’5 di approvazione delle tariffe massime regionali di cui al D.C.P.M. 12 gennaio 2017.
Poi, le carrozzine, gli accessori per garantire la sicurezza dell’assistito, quindi i sistemi anti ribaltamento, poggia testa, sistemi di fissaggio antiscivolamento, braccioli regolabili e quant’altro, insieme alle calzature ortopediche su misura, sono già comprese nel nomenclatore e sono erogati gratuitamente.
Infine, i sistemi e i ganci di ancoraggio per trasporto auto-pulmino non sono mai stati compresi nel nomenclatore nazionale, perché non sono qualificabili come assistenza protesica.
Speaker : PRESIDENTE
Prego, consigliere Cunegato.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Beh, guardi, Assessore, le posso assicurare che non è così, che questi dispositivi non vengono più garantiti gratuitamente, perché altrimenti non ci sarebbe stato questa protesta collettiva che c’è da tempo, non vengono garantite le scarpe ortopediche. Adesso approfondirò se si tratta o meno di quella DGR, tuttavia le posso anche assicurare che invece la Lombardia è intervenuta per garantire, mettendo dei soldi regionali, per queste le scarpe ortopediche e gli ausili che ha citato.
Il fatto che non si possa fare quindi non è assolutamente vero perché c’è chi l’ha fatto.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Voto. Parere contrario.
Respinto.
Consigliere Maltauro, ordine del giorno n. 180. Giunta. Prego, Assessore.
Speaker : Ass.re Diego RUZZA
Grazie, Presidente. Accoglibile con la modifica al primo punto: “impegna la Giunta regionale a promuovere d’intesa con gli enti locali territoriali il potenziamento dell’illuminazione pubblica nelle aree critiche.”, e si stralcia il resto. Il secondo punto viene mantenuto.
Speaker : PRESIDENTE
Bene, accolto. Prego... Manca a tutti. Parere favorevole. Voto. Prego, votate. Parere favorevole con modifiche.
Grazie.
Approvato.
Ordine del giorno n.181, consigliere Pasqualon. Giunta.
Speaker : Ass.ra Paola ROMA
Parere favorevole.
Speaker : PRESIDENTE
Voto.
Approvato.
182, consigliera Bigon. Giunta.
Speaker : Ass.re Gino GEROSA
Il parere è favorevole con modifica nel senso che bisogna aggiungere all’inizio del primo capoverso il verbo “A continuare a individuare soluzioni strutturali” eccetera.
Speaker : PRESIDENTE
Consigliera accetta. 182 parere favorevole.
Approvato.
Consigliere Rigo, 183.
Giunta.
Speaker : Ass.ra Elisa VENTURINI
Ass.ra Elisa VENTURINI Allora, questo ordine del giorno può essere approvato se viene modificato nella parte delle premesse, il considerato, con: “In data 12 marzo 2026 la Regione Veneto, per conto dell’assessore all’Ambiente, ha inviato una proposta di intesa all’Assessore all’ambiente della Regione Lombardia avviando, di fatto, un percorso proteso a definire, in materia di discariche in prossimità del confine regionale, linee programmatiche uniformi tra Regioni”. Nella parte dell’impegno: “Impegna la Giunta regionale a proseguire fattivamente sulla cooperazione interregionale con i rappresentanti delle Regioni”, quindi eliminando la parte “finalizzare una cooperazione interregionale”.
Speaker : PRESIDENTE
Ci sarebbe prenotata la consigliera Ostanel, chiedo che prima intervenga Rigo.
Prego. Consigliere Rigo ha la parola.
Speaker : Filippo RIGO (Lega-Liga Veneta)
No, no se può rileggermi le modifiche l’Assessore, per cortesia, e dove vanno esattamente collocate.
Speaker : PRESIDENTE
Prego.
Speaker : Ass.ra Elisa VENTURINI
Allora, nella parte delle premesse il “considerato” che viene modificato quindi anziché “Le Regioni…”
Speaker : PRESIDENTE
Consigliere Rigo, sta leggendo le modifiche.
consigliere Rigo sta leggendo le modifiche.
Speaker : Ass.ra Elisa VENTURINI
Anziché “le Regioni Veneto e Lombardia”, “In data 12 marzo 2026, la Regione Veneto, per conto dell’Assessore all’ambiente, ha inviato una proposta d’intesa all’Assessore all’ambiente della regione Lombardia, avviando di fatto un percorso proteso a definire, in materia di discariche in prossimità del confine regionale, linee programmatiche uniformi tra Regioni, nell’impegno, quindi, la Giunta regionale si impegna a proseguire fattivamente sulla cooperazione interregionale con i rappresentanti delle Regioni confinanti al fine di stabilire le regole condivise…” e poi il resto.
Speaker : PRESIDENTE
Bene. Abbiamo sempre il consigliere Rigo e Ostanel. Se Ostanel lascia la parola... Aveva già ceduto la parola a Rigo.
Ha la parola.
Consigliera Ostanel, microfono.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Se noi interveniamo, collega Martini, è solo per chiedere al collega Rigo, siccome quello che c’è scritto in questo ordine del giorno ha un senso, io vorrei capire se è un senso restrittivo rispetto a nuove discariche oppure no. Ha ragione che serve una cooperazione interregionale, Volevo solo chiedere questo, perché qui siamo legislatori e stiamo votando, e io vorrei capire cosa si vota.
Ricordo che gli anni scorsi la maggioranza non faceva 60 ordini del giorno per impegnare la sua Giunta, come ha detto bene il collega Dalla Pozza, quindi sinceramente, che lei intervenga dicendo che non potevo intervenire solo per chiedere una cosa mi sembra davvero fuori luogo.
Speaker : PRESIDENTE
Scusate, fate attenzione, abbiamo già accantonato con l’assessore Venturini un altro ordine del giorno (Sambo) ci aggiungiamo anche Rigo, così vediamo di capire se troviamo una soluzione su questi due ordini del giorno.
Accantonato anche quello di Rigo, lo facciamo alla fine, intanto vi parlate e cercate di trovare una soluzione.
Ordine del giorno n. 186, consigliere Szumski. Chi voleva intervenire? Deve prenotarsi per intervenire, Rigo, non alzar le mani.
Prego, collega Rigo.
Speaker : Filippo RIGO (Lega-Liga Veneta)
Grazie, Presidente.
Questo ordine del giorno nasce dall’esigenza di avere una pianificazione migliore rispetto ai siti di discarica collocati sui confini.
È ovvio che un sito di smaltimento rifiuti collocato in una zona di confine, può avere ripercussioni ambientali, infrastrutturali socioeconomiche anche sulle Regioni confinanti. Per cui ritengo che sia importante fare una valutazione e avviare un tavolo, in questo caso in particolare con la Regione Lombardia, perché tanti sono gli impianti che magari nel corso del tempo sono nati su quei confini, ma con tutte le Regioni. Tanto è vero che io ho presentato anche un progetto di legge statale per chiedere di fermare, di non autorizzare gli impianti nei confini entro i 10 chilometri, salvo l’accordo tra le due Regioni. In Lombardia è già stato approvato e mi auguro che venga avanti anche in quest’Aula, perché ritengo che sia un tema importante per i nostri territori, soprattutto quelli di confine.
Per quanto riguarda la modifica chiesta io accetto la parte nell’impegno che dice Assessore…
Speaker : PRESIDENTE
Però, io direi che non è che possiamo costruire…
Speaker : Ass.ra Elisa VENTURINI
Impegna la Giunta a proseguire effettivamente sulla cooperazione interregionale con i rappresentanti delle Regioni; perché io lo sto già facendo.
Speaker : PRESIDENTE
Accettato con modifiche. Si vota.
Ah, c’è Anna Maria Bigon, prego.
Speaker : Anna Maria BIGON (Partito Democratico)
Grazie. Grazie, Presidente. Intervengo solo a sostegno di quanto ha detto il consigliere Rigo.
Noi abbiamo la richiesta di più discariche a confine, abbiamo Valeggio, abbiamo Villafranca, Sorgà, son tutte vicine al confine. Allora, tra l’altro, io chiedo anche un’altra modifica, cioè un tavolo tra Regioni e Province autonome perché, comunque, io aggiungerei anche questo aspetto, Assessore, se è d’accordo; modificherei in questo senso.
Speaker : PRESIDENTE
Consigliera Barbera. Bene.
Allora è accettata la modifica?
Speaker : Ass.ra Elisa VENTURINI
Sì, Accetto la richiesta che era stata fatta dal consigliere Rigo che, di fatto, quindi, non cambia il contenuto, andare ad individuare ulteriori Regioni in questa fase non è opportuno, perché adesso noi il percorso l’abbiamo avviato con la Regione Lombardia.
Quindi siamo già in una fase di interlocuzione; quindi con questo ordine del giorno noi qui diciamo che stiamo continuando e proseguiremo quindi con l’interlocuzione.
Speaker : PRESIDENTE
Voto. Siamo al 183. Prego. Favorevole, con modifiche.
Hanno tutti votato. Bene. Chiusa, la votazione.
Consigliere Szumski, il 186.
Giunta? Assessore Gerosa.
Speaker : Ass.re Gino GEROSA
Allora, l’ordine del giorno presentato dai consiglieri Szumski e Lovat, che chiede che la Regione Veneto garantisca un accesso equo, chiaro e trasparente ai servizi sanitari regionali, ai percorsi di cura e delle prestazioni specialistiche, con particolare attenzione alle patologie croniche invalidanti ed emergenti”, è accolto con modifica. La modifica consiste nell’aggiungere il verbo “continuare” dopo la richiesta di impegno della Giunta, quindi “a continuare a valutare con la massima attenzione” eccetera.
PRESIDENTE
Okay. Avanti, votazione.
Approvato.
Consigliere Borgia, ordine del giorno n. 187. Giunta.
Speaker : Ass.re Massimo BITONCI
Grazie, Presidente.
Parere favorevole alle premesse. Per quanto riguarda gli impegni “a valutare l’opportunità nei limiti della disponibilità del bilancio, di contribuire” al posto di “garantire” “al ristoro dei danni”.
Speaker : PRESIDENTE
Okay, il consigliere è d’accordo. Voto. Parere favorevole.
Approvato.
Consigliere Borgia, l’ordine del giorno n. 188 sembra sia simile, identico all’ordine del giorno n. 189. Probabilmente…
Speaker : Ass.re Massimo BITONCI
Parere favorevole.
Speaker : PRESIDENTE
Quindi, approviamo l’ordine del giorno n. il 188, il n. 189 lo saltiamo. Voto.
Siamo sull’ordine del giorno n. 188, signori.
È approvato.
L’ordine del giorno n. 189 viene assorbito dall’ordine del giorno n. 188, che è identico.
Ordine del giorno n. 190, consigliere Borgia. Giunta.
Speaker : Ass.re Gino GEROSA
Favorevole.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Voto. Parere favorevole.
Approvato.
Ordine del giorno n. 191, consigliere Borgia. Giunta?
Speaker : Ass.ra Paola ROMA
Parere favorevole.
Speaker : PRESIDENTE
Bene. Voto.
È aperta la votazione.
Approvato.
Ordine del giorno n. 192, consigliere Rocco. Giunta?
Speaker : Ass.re Gino GEROSA
Favorevole. Approvato.
193, consigliera Mosco.
Favorevole.
Speaker : PRESIDENTE
Voto.
Approvato.
194. Giunta?
Speaker : Ass.re Marco ZECCHINATO
Allora sulle premesse favorevole. Sull’impegno alla Giunta propongo le seguenti modifiche al punto 1: “Di proseguire i colloqui, eccetera, eccetera” togliere il punto 3 e aggiungere, sempre punto 3: “Di approvare l’individuazione delle aree di accelerazione terrestre Z.A.T e delle aree idonee anche in relazione al Piano energetico regionale”. Al punto 5. “A riferire - al posto del Consiglio regionale - alla Commissione competente sugli sviluppi dell’interlocuzione e sullo stato di avanzamento delle iniziative intraprese”. Punto.
Speaker : PRESIDENTE
Consigliere Szumski.
Speaker : Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
Soddisfazione, anche perché credo che sia opportuno intervenire, come abbiamo sempre detto, non sprecando territorio agricolo, ma su zone già ampiamente compromesse, tenendo conto che qui sperimentazioni…
Speaker : PRESIDENTE
Scusi, Consigliere, non si sente. Silenzio, per favore.
Speaker : Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
Ribadisco che siamo favorevoli perché si spreca meno territorio, quindi su questo invito anche a vigilare le domande che vengono su altri settori, che vengono portati da anche da aziende che c’entrano poco o niente con l’agricoltura. Questo è importante perché da un lato servirebbe, credo, anche ad abbassare i costi della Pedemontana, fare energia e dare un segnale analogamente ad altri interventi fatti in altre parti anche del Veneto e anche soprattutto all’estero utilizzando queste fonti rinnovabili.
Speaker : PRESIDENTE
Prego, voto. Favorevole con le modifiche.
Prego.
Approvato.
Abbiamo gli ultimi emendamenti. Vi informo che dal 195, da adesso in poi, non si possono fare interventi perché sono stati presentati gli ordini del giorno dopo la chiusura della discussione generale.
Ostanel, 195. Parere della Giunta.
Speaker : Ass.re Marco ZECCHINATO
Parere favorevole con l’aggiunta di “Valutare l’opportunità di sostenere”.
Speaker : PRESIDENTE
Bene. Voto. Favorevole con queste modifiche.
Approvato.
Consigliere Rucco, ordine del giorno n. 196. Giunta.
Speaker : Ass.ra Elisa VENTURINI
C’è da aggiungere alla parte dell’impegno, dopo “a dedicare particolare attenzione”, “compatibilmente con le risorse disponibili”.
Speaker : PRESIDENTE
Okay. Voto.
Approvato.
Consigliere Rucco, ordine del giorno n. 197, Giunta. Favorevole. Voto.
Approvato.
Consigliere Borgia, ordine del giorno n. 198. Giunta.
Speaker : Ass.re Massimo BITONCI
Grazie, Presidente.
Favorevole nelle premesse. Poi chiediamo modifiche per quanto riguarda gli impegni: “a valutare l’opportunità nei vincoli di finanza regionale, di attivare specifici strumenti di investimento a favore delle imprese regionali a scopo di realizzare la transizione verde, specie mediante l’installazione di impianti fotovoltaici e di energia rinnovabile per l’approvvigionamento dei siti produttivi anche attraverso la semplificazione amministrativa prevista con le zone di accelerazione terreste e aree idonee in fase di approvazione da parte della Giunta regionale”.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Assessore. Voto.
Approvato.
Ordine del giorno n. 199, consigliera Brescacin.
Speaker : Ass.ra Paola ROMA
Favorevole.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Voto. Parere favorevole.
Dai che abbiamo gli ultimi due. Approvato.
Ordine del giorno n. 200, Baldan Matteo. Giunta.
Speaker : Ass.re Diego RUZZA
Parere favorevole.
Speaker : PRESIDENTE
Voto. È aggiunta la firma del consigliere Tomaello.
Approvato.
Barbisan, eccolo qua l’ultimo, ordine del giorno n. 201, consigliere Barbisan. Giunta. Parere favorevole. Consigliere Manildo non si possono fare interventi.
Voto.
Chiusa. Approvato.
Scusate. Fermi. Abbiamo un emendamento accantonato. Avete trovato l’accordo Venturini e Sambo? Voto contrario, Parere contrario, scusate.
Voto. Parere contrario della Giunta.
È aperta la votazione.
Respinto.
Adesso ci sarebbe - fate un attimo di attenzione - c’è il voto finale.
Ci sarebbero le dichiarazioni di voto prima, le volete fare?
Prego.
Allora abbiamo il voto finale sul provvedimento, se non ci sono dichiarazioni di voto, io lo metto ai voti. Allora iscrivetevi.
Consigliere Szumski, prego.
Dichiarazioni di voto. Dopo si vota ed è chiuso il bilancio.
Speaker : Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
Ribadiamo che ci sono molte posizioni su cui non concordiamo, cioè che non trova la nostra piena approvazione, però il dato che ieri il Presidente ha fatto l’apertura sulla costituente, almeno abbiamo colto questo, vediamo se sarà confermato, sulla costituente per l’autogoverno del Veneto per vedere un modello all’interno di legislazioni differenti, innovativo anche in maniera in cui ci sia la rappresentanza del Consiglio, ma anche la società civile, il mondo imprenditoriale e sociale, eccetera, quelli che potremmo mettere per creare una strada, diciamo diversa, ma senza aspettare che da Roma arrivi quant’altro, il nostro voto sarà di astensione.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere Szumski.
Consigliere Rocco.
Speaker : Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti In Azione – Uniti Per Manildo Presidente)
Allora, sono state giornate sicuramente intense, quindi, arriviamo alla fine di questa tre giorni, ma in realtà sono settimane che si lavora e, quindi, penso sia giusto iniziare con un ringraziamento, chiaramente, a tutto il personale che ha dato supporto per la realizzazione di questo documento. Chiaramente ringrazio il personale che ha supportato il mio Gruppo, ma ho visto che c’è stata squadra anche con altri gruppi in maniera bipartisan; c’è stata squadra anche con gli altri gruppi consiliari, con gli altri Consiglieri, con la Giunta, con la quale abbiamo molto spesso ho trovato anche delle forme di mediazione e di incontro. Credo, però, che questo momento che, come ha detto il Presidente Stefani, e apprezzo questo riferimento, è un momento costituente, richiedesse ancora una spinta di coraggio.
Io penso che noi veneti siamo straordinari nell’amministrazione dell’esistente. Non è un caso che in questo Emiciclo siedano tanti amministratori. Penso che quasi tutti noi veniamo da percorsi amministrativi, tutti amministratori appassionati, tutti amministratori che sono qui perché sono riusciti a convincere la propria comunità della capacità di dare risposte.
Credo che il tempo che noi stiamo per affrontare, e che stiamo già vivendo, sia un tempo straordinario. I tempi straordinari richiedono misure che vanno oltre l’ordinario. Noi siamo straordinari, bravissimi, grandi laboratori, mettiamo la testa nelle cose, siamo presenti, non lesiniamo mai la fatica, il sudore della fronte, però oggi serviva uno sforzo di coraggio in più. È stato definito un documento ponte.
Capisco questa definizione, nel senso che passiamo da quindici anni di una Presidenza a un’altra Presidenza che per molte cose io riconosco essere coraggiosa, aver indicato anche all’interno di questo documento un cambio di rotta. Penso al tema del finanziamento delle scuole per i medici di medicina generale, penso al tema delle borse di studio, anche se forse, sarebbe stato necessario iniziare a prevedere anche una scadenza temporale, perché il tema non è soltanto il finanziamento, ma se noi tempestivamente riusciamo a garantire a chi vuole venire a studiare o a impegnarsi in questa Regione di essere nelle condizioni per poter scegliere questo territorio, per poter iniziare a pensare al proprio futuro.
Il motivo per il quale, nonostante molti elementi di apprezzamento, scelgo di votare contrariamente è proprio la rinuncia ad affrontare un dibattito coraggioso sul tema dell’addizionale regionale.
Nessuno, chiaramente, è contento di dire: io metto le mani nelle tasche dei cittadini, ma è pur vero che nel 1997 forse con il Ministro Visco ci fu un accordo tra Stato e Regioni in quella straordinaria stagione che ha avuto luci ed ombre, ma che ha portato nel nostro Paese il tema del federalismo. Quella promessa vedeva anche il tema dell’addizionale regionale come elemento di possibilità per le Regioni di dire: io vado a riscuotere per portare il centro decisionale più vicino ai cittadini. Noi sappiamo che, al di là di quella che è materia di competenza regionale, un po’ di materia concorrente, gli spazi per le regioni sono ridotti. Abbiamo sentito le sollecitazioni dell’avvocato Morosin, molto interessanti. Anche io penso che oggi forse la dimensione ottimale sarebbe quella di avere delle macroregioni per far fronte alle sfide del nostro tempo.
È pur vero che noi siamo l’unica Regione che confina con due Regioni a Statuto speciale e questa è una condizione che molto spesso chi sta a Roma non capisce rispetto alla voglia dei veneti di autogoverno, di avere delle risorse per poter determinare il proprio futuro. Però, come dicevano i latini, “age quod agis”, cioè fai ciò che ti è dato di fare, fai ciò che tu puoi fare. Oggi noi non siamo nelle condizioni di dire che ci unifichiamo con le altre Regioni. Oggi non siamo nelle condizioni di dire, al di là degli sforzi che sono stati fatti sull’autonomia, che prendiamo delle risorse che non possiamo avere. I percorsi sono lunghi. Oggi noi possiamo dire, guardando negli occhi i veneti, che per tanti anni abbiamo sostenuto una narrazione di tax free, però, rispetto alle sfide che dobbiamo affrontare, un contributo di finanza straordinaria per rimettere in moto alcuni indicatori nella nostra Regione è qualcosa di necessario.
Abbiamo delle Regioni che confinano con noi, come l’Emilia Romagna, come la Lombardia, che riescono a portare a casa in termini di gettito mezzo milione di euro, con il quale consentono il trasporto pubblico per le famiglie che hanno figli in età scolare, che consentono di avere delle risorse per la programmazione dei distretti. Pensiamo alla Motor Valley, pensiamo al distretto del farmaco. Sono tutte politiche che segnano un cambio di stagione. Questa Regione si è retta per tanti anni su un patto, il patto è stato: noi veneti sappiamo fare da noi, il tema della sussidiarietà è un tema straordinario. Noi come comunità siamo in grado di auto-organizzarci, siamo in grado al nostro interno di dare risposte. La piccola e media impresa, che nasce da chi lavorava come artigiano, ha voglia di farcela da sola. Questo ha generato una ricchezza di cui dobbiamo essere profondamente orgogliosi.
Di fronte a quello che sta succedendo, di fronte al ritorno degli imperi, di fronte a dei giganti attorno a noi che investono miliardi per cambiare le filiere produttive sull’energia, come ci siamo fatti “mal indirizzare” anche sul tema del Green Deal cedendo pezzi di produzione industriale, come siamo straordinariamente in ritardo sul tema dell’intelligenza artificiale. Ecco, tutto questo oggi richiede programmazione, richiede di fare politiche industriali, politiche industriali coraggiose.
Le categorie economiche sono venute qui, durante le audizioni, a dirci che percepiscono che non c’è oggi differenza tra le spese di welfare che vanno sulla parte più in difficoltà della società, le famiglie, le famiglie che hanno anziani, le famiglie che hanno un disagio psicologico in famiglia e ciò che è spesa per lo sviluppo.
Quindi, forse, questo sforzo di coraggio in più per iniziare a dire che il pubblico, che la Regione, che le Istituzioni devono avere il coraggio di indicare una strada, sarebbe stato un elemento da inserire all’interno del nostro bilancio.
Ci sono tante cose, chiaramente, che abbiamo apprezzato, tanto coraggio, anche nel superare una certa contrapposizione. Quindi, bello che ci siano degli ordini del giorno sul tema delle borse di studio, io non sono intervenuto sul tema delle borse di impiego, scusatemi, degli strumenti di incentivo per iniziare dei patti di collaborazione, per inserire i nostri giovani all’interno delle aziende, ma il senso è questo: che di fronte a giovani veneti che se ne vanno – 7.400 neolaureati in magistrale solo nel 2024 se ne sono andati – di fronte a questa emorragia dobbiamo iniziare a pensare a strumenti innovativi.
Questi strumenti innovativi significano che non si può più pensare a politiche di distribuzione senza capire ciò che è valore aggiunto. Ciò che è valore aggiunto è oggi sostenibilità, è innovazione, è finanza straordinaria, e su quello è bene che si inizi a pensare che vadano le risorse.
Diceva giustamente la consigliera Ostanel: noi dobbiamo prendere le aziende e dire che siamo al loro fianco rispetto anche a delle sfide che possono fare paura, per creare valore aggiunto, per tornare a creare valore aggiunto. Su questo, e per questo motivo io ho deciso di votare contrariamente con una parentesi, che è di apprezzamento per il lavoro di condivisione che abbiamo fatto, e di speranza che verso il prossimo bilancio si possa avere il coraggio di guardarsi negli occhi e andare a cercare quelle risorse da reinvestire per tornare a dare speranza a chi vuole costruire il proprio percorso di vita nel Veneto che tutti noi amiamo.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere. Consigliera Cendron.
Speaker : Rossella CENDRON (Le Civiche Venete)
Presidente, colleghi, mi unisco ai ringraziamenti ai colleghi e a tutto il personale per questi giorni. A conclusione di questo percorso, credo che abbiamo capito tutti che cosa serve.
Credo che questa sia la sintesi più onesta del lavoro che abbiamo fatto in queste due settimane, ma anche nelle settimane precedenti in Aula, abbiamo veramente avuto un confronto ampio, ricco, approfondito, a cui anche le minoranze hanno dato un apporto decisivo, come dimostra il fatto che il 38% degli emendamenti al DEFR proposti da noi è stato accolto.
Questa consapevolezza parte da un dato che ormai nessuno di noi può ignorare, ed è proprio la trasformazione demografica in atto.
Siamo dentro una transizione profonda che cambia completamente i bisogni della nostra società. Mi piace usare questa immagine che usano i demografi, della cosiddetta “rettangolarizzazione” della curva di sopravvivenza. Abbiamo questa linea retta, per cui viviamo più a lungo, per fortuna la mortalità giovanile è ridotta, e concentriamo la malattia e la fragilità negli ultimi anni di vita.
Questo ci obbliga per forza a ripensare quelle che sono le politiche pubbliche durante tutto l’arco della vita. All’inizio della vita, e all’inizio di questa linea, di questo rettangolo, il tema è chiaro: quello dei giovani, dello studio, della casa, del lavoro, del diritto di restare nei nostri territori e di far tornare anche chi se n’è andato, e di dare strumenti concreti per costruire una famiglia.
Alla fine della vita, invece, emergono con forza quelle che sono le criticità della non autosufficienza, la carenza dei posti nelle RSA, il carico crescente sulle famiglie. In mezzo poi c’è quella leva fondamentale della gestione delle fragilità, della creazione del valore di sviluppo economico, sociale, culturale. Queste cose ce le siamo dette, le abbiamo messe nero su bianco nel DEFR.
Ora però dobbiamo passare dalle parole ai fatti. Con la legge di stabilità, il Collegato e ora col Bilancio, siamo entrati nella fase definitiva e decisiva: quella che vede la coerenza tra gli impegni assunti e le risorse stanziate. Qui dico con chiarezza che emergono le criticità, perché guardando le poste di bilancio, non vediamo ancora una risposta adeguata a quelle priorità che abbiamo riconosciuto insieme, dai giovani, agli anziani, al trasporto pubblico locale, al lavoro, allo sviluppo.
Qualcuno le ha chiamate anche all’interno della maggioranza, le cosiddette “miserie del bilancio”.
Dispiace, per esempio, che sia stato bocciato l’emendamento per rafforzare la prevenzione del dissesto idrogeologico con uno stanziamento stabile anche per il 2027-2028. Sarebbe stato un passo concreto per passare da una logica di emergenza a una vera programmazione, soprattutto per i piccoli e medi Comuni.
Così è stata persa anche un’occasione per la mancata approvazione, attraverso un emendamento da 1,6 milione per sostenere il fotovoltaico nei piccoli Comuni, una misura semplice, concreta per costruire autonomia energetica e ridurre i costi; ancora non aver non aver dato gambe al DEFR, il rafforzamento del supporto territoriale alla progettazione europea significa lasciare soli i Comuni e gli stakeholder di fronte a opportunità di finanziamento che spesso non riusciamo a cogliere proprio per mancanza di struttura.
Certo, sicuramente, ci sono dei segnali positivi di collaborazione sulla casa, sugli incentivi lavorativi ai giovani, come per esempio anche nel caso della proposta delle Civiche Venete sull’approvazione dell’emendamento a sostegno del Terzo Settore, sulla prevenzione del suicidio giovanile e sui percorsi di inclusione e alle persone fragili.
Però è qui sul bilancio che uso una metafora e siamo nella fase del cosiddetto vedo del poker.
È qui che si capisce se l’apertura alla minoranza è stata autentica, oppure è un bluff, in un certo senso e questo avviene in un contesto economico che conosciamo bene: il Veneto tiene, ma non cresce, lo dicono le imprese, l’hanno ripetuto anche i colleghi, gli artigiani, commercianti che si confrontano ogni giorno con costi energetici elevati, burocrazia, carenza di manodopera.
Questo bilancio garantisce l’ordinario, ma non guarda così profondamente al futuro.
Sappiamo, è già stato detto, che questo è un bilancio ponte in un 2026 gestito in esercizio provvisorio, ma proprio per questo dobbiamo dircelo con chiarezza: le scelte vere sono rinviate e allora la responsabilità politica è già davanti a noi. Dobbiamo arrivare a un bilancio del 2027 pronti a fare scelte più nette, coerenti con quanto ci siamo detti: sui giovani, sulla possibilità di restare nei nostri territori, su un sistema strutturato e dignitoso per la non autosufficienza e sull’essere al fianco dei Comuni e ai bisogni del territorio perché il rischio è che il Veneto regga oggi, ma senza costruire davvero quello che è il domani.
Concludo con quello che è un auspicio, che il voto delle minoranze non venga vissuto solo come una contrapposizione, ma come un’occasione per entrare nel merito delle proposte anche dopo questo bilancio, perché la qualità della vita dei cittadini veneti è assolutamente una responsabilità che condividiamo e con questo annuncio il mio voto contrario. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliera.
Consigliere Baldan Flavio.
Speaker : Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle)
Grazie, Presidente. Presidente Stefani, colleghi Consiglieri. Fossimo alpinisti diremo: siamo arrivati al campo-base. Traguardo importante, manca la salita però; questo è il punto fondamentale.
Siamo arrivati alla fine dell’incubo - fra virgolette – perché, dico, tutto, essere in esercizio provvisorio di bilancio non è una passeggiata di salute. Era un vincolo che per noi era importante andare a togliere e alla fine di questo sforzo, anche dal lato della presenza e dell’aver, in qualche modo, congestionato tante cose in un tempo molto stretto, ci sta portando alla fine di questo capitolo. Ma lo dovevamo non per noi, lo dovevamo soprattutto per chi è in questo Consiglio, lo dovevamo ai cittadini veneti, alle imprese venete, agli artigiani veneti perché per loro noi siamo qua in rappresentanza.
Ora, credo sia arrivato il momento di progettare un bilancio differente; lo faremo a partire dalla seconda parte dell’anno. È evidente che dovrà essere un bilancio, al di là delle scelte strategiche che saranno importanti, dovrà essere un bilancio che dovrà essere, chiaramente, più capiente di quello che è in questo momento, anche perché per chi ha ascoltato bene tutti gli stakeholder in Prima Commissione e in Terza Commissione credo che le richieste siano veramente ampie e da questo punto di vista, ovviamente, dovremmo fare una sintesi, ma le richieste sono particolarmente corpose.
Occorre dare una visione anche diversa rispetto al passato e più rispondente agli scenari internazionali attuali. Mentre noi chiacchieriamo qui oggi - chiacchieriamo lo dico in senso benevolo, ci mancherebbe altro - vi porgo un dato: il petrolio sale mediamente da WTI dell’11-12% in questa giornata qua. Non è una buona notizia da questo punto e gli effetti li sconteremo ampiamente nei prossimi mesi. Mesi che saranno tremendamente impegnativi.
Nelle volte scorse ho detto: sarà il bilancio la pietra miliare - fra virgolette - il prossimo bilancio di questa Regione, perché il DEFR, mi consentite, nella parte macro-economica sia internazionale che nazionale credo che sarà ampiamente superato dalla situazione attuale, che non è per niente rosea.
È chiaro che questo è stato un bilancio un po’ con il freno a mano tirato, forse perché abbiamo anche avuto poco tempo per la discussione, poco tempo per analizzare come meritavano le varie situazioni. Era difficile trovare anche un po’ di creatività da questo punto di vista, quando i tempi sono così stretti. Qualche buona notizia c’è, io la guardo soprattutto dal lato produttivo ed è quella famosa farina del suo sacco, Presidente Stefani, che io le ho chiesto fino dall’inizio, anche dal lato ovviamente del welfare e di tutti questi ragionamenti che andremo a fare, della possibilità per questa Regione di catturare anche finanziamenti e investitori che siano interessati. D’altronde, dal lato del tessuto imprenditoriale, le nostre imprese, le nostre aziende, pur essendo anche in parte piccole o piccolissime, sono dotate di resilienza e di creatività e rappresentano un unicum anche per il nostro Paese.
Come sempre, ovviamente, ciò che conta sono le aspettative.
Quello che è stato fatto è stato fatto. Bisogna guardare oltre.
Sono queste che fanno la differenza. Occorre capire cosa riusciremo noi a progettare in termini di novità e di risposta, di pianificazione, di visione già a partire dal prossimo bilancio.
È evidente, l’ho detto anche prima, che mancheranno risorse che dovremo recuperare. Adesso non accenno, ma avete ben intuito dai discorsi che abbiamo fatto in quest’Aula, quali sono i capitoli preponderanti: dalla tassazione, ai discorsi di SPV, eccetera, che sembrano i capitoli più percorribili.
Sono risorse che poi mi auguro siano mirate a darci un Veneto un po’ diverso da quello che abbiamo visto in questi anni.
Per chiudere, tutto è bene quel che finisce bene. Abbiamo fatto il nostro compito, anche e soprattutto per senso di responsabilità dell’intero Consiglio di questa Regione, sia maggioranza che minoranza, e credo che questa sia la cosa più importante. Lo dovevamo a tutti i nostri cittadini veneti, alle famiglie venete, agli imprenditori, agli artigiani e ai piccoli imprenditori.
È quindi motivo di soddisfazione. Si chiude questo capitolo per riaprirne un altro, mi auguro, con una concretezza nettamente diversa da questa. Su questo, lei sa, ci sarà l’attenzione massima per quel che mi riguarda, ma credo un po’ da parte di tutti, per realizzare un Veneto diverso. Ne abbiamo decisamente bisogno.
Saremo obbligatoriamente chiamati a creare futuro. Il bello del futuro è che arriva un giorno dopo l’altro, possibilmente senza lasciare indietro nessuno. Questo sarà il nostro compito.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Do la parola alla consigliera Ostanel.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Mi prendo pochi minuti perché sono state due settimane ormai di lavoro intenso, quindi non voglio dilungarmi. Prima di tutto voglio ringraziare, perché non l’ho fatto la settimana scorsa, tutti i tecnici che ci hanno dato una mano in queste giornate. Penso che il lavoro che hanno dovuto fare, tra l’altro, con poca esperienza dell’Aula, sia stato fondamentale. Volevo ringraziare anche le persone che lavorano nel Gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra e Reti Civiche perché hanno prodotto tantissimo lavoro che abbiamo visto in queste giornate facendo davvero tanta fatica. Ci tenevo a ringraziarli a microfono perché spesso non si vedono, non solo qui, ma sono gran parte del lavoro che facciamo.
È vero, c’è stato dialogo, sono stati approvati diversi emendamenti, però io ci tengo in questo intervento di dichiarazione di voto, a dire il perché il nostro voto sarà contrario. Mancano le basi, l’ho già detto la volta scorsa, lo ridico chiaramente. Fino a che questa Giunta non avrà il coraggio di approvare un’addizionale IRPEF regionale noi non riusciremo a mettere a terra tutte le bellissime idee che abbiamo visto anche circolare in quest’Aula.
Faccio l’esempio degli ordini del giorno. Prima facevo una battuta. Non si è mai vista tanta produzione di impegni da parte della maggioranza sulla maggioranza. Vedere che gli ODG vengono modificati con “nelle maglie del bilancio disponibile” fa capire che la risposta è “ci piacerebbe farlo, ma non ci sono i soldi”.
È esattamente quello che è stato detto a me in Ufficio di Presidenza, quando il Presidente Tomaello mi diceva: “Ostanel, belle le tue idee, ma non ci sono le gambe per correre”. Mi chiedo davvero se da buoni padri e madri di famiglia noi riusciamo a guardare questa Regione non tanto per il pugno di voti in più, come io credo sia stato fatto nel passato, quanto guardare negli occhi i veneti, le categorie economiche, gli abitanti, le persone, quelle più abbienti e chiedere: “Ti andrebbe di investire, contribuire con 9 euro al mese se hai 55.000 euro di reddito l’anno affinché tu stesso possa pagare meno la retta degli asili?”.
La cosa che continuo a dire da sei anni e lo ribadirò finché avrò il fiato in quest’Aula è che fare una misura progressiva ci permette, da un lato, di chiedere a qualcuno che può di dare qualcosina, ma dall’altro quella stessa persona si vede quei 9 euro ritornare quando la retta dell’asilo, evidentemente, la paga meno quando non deve aspettare nella lista d’attesa, quando non deve pagare come sta capitando personalmente di spendere 12.000 euro per fare un intervento nel privato, perché nel pubblico è troppo lunga.
Allora queste sono le cose che noi dovremmo dire ai veneti e io penso che le persone che vivono in questa Regione siano pronte ad ascoltare questo discorso.
Quindi il primo appello che faccio è - visto che è anche presente il Presidente Stefani - è proviamo davvero a valutare se a dicembre questo intervento possa essere introdotto, così come noi lo abbiamo proposto, perché altrimenti non riusciremo e sentiremo nuovamente tutte le risposte: bella l’idea, ma non si può fare.
Due - e ne ho tre di punti, quindi poi chiudo - il due è: è ovvio che questo intervento è ancora più importante se nel bilancio - e lo abbiamo visto - abbiamo 227.000.000, 117 che escono nei prossimi tre anni e 100 che ne abbiamo pagati nei due anni successivi per il buco della Pedemontana. Anche qui, io credo, serva la volontà chiara di questa Giunta di convocare un Consiglio straordinario per vedere le carte della Pedemontana.
Io davvero non sono un tecnico, ma io credo che le carte ci potrebbero dire, con l’apporto anche del Consiglio, cosa sia meglio fare o non fare e questo Consiglio deve essere centrale nel risolvere un problema che ci potremmo portare avanti per talmente tanti anni da non avere mai le gambe per correre.
Allora davvero chiedo al Presidente di valutare e alla Giunta di valutare se la questione Pedemontana debba essere presa in carico ora, perché se noi abbiamo, se voi avete, abdicato all’idea dell’addizionale e poi non risolvete nemmeno la questione della Pedemontana sarà chiaro che venire qui a dicembre non avrà il senso che può avere e, quindi, continueremo a presentare ordini del giorno anche da parte vostra e a sentir dire nelle pieghe del bilancio disponibile, cioè: non ce n’è, non ci sono soldi e io a questo gioco - tra virgolette - non ho più voglia di starci perché il vedere la produzione di emendamenti, di idee, di questioni e poi vedere che nulla si può fare rende questa Istituzione davvero poco intelligente.
Ultimo punto, il terzo: le priorità. Non sono state date abbastanza gambe, non si poteva fare per quello che ho detto prima e neanche forse per volontà politica, alle grandi tre questioni di questa Regione, oltre alle altre, ne dico tre, sennò ci metterei troppo: politiche giovanili finché non avremmo una legge quadro sui giovani - e lo ridirò, anche qui, finché avrò fiato - le altre misure sì sono utili, ma sono spot.
Io allora vorrei davvero vedere una legge quadro dove tutte le iniziative entrano e dove noi diamo le gambe per correre alle future generazioni.
Salute mentale: qui ho visto la proposta anche rispetto ai temi del bullismo, e finché noi non riusciremo davvero a mettere al centro la salute mentale che si lega alla questione giovanile, e i campi proposti dalla Protezione civile, io penso, al di là della discussione che possiamo avere in quest’Aula, la domanda sia “cosa facciamo con 100.000 euro?” come ho avuto modo di dire ieri, cosa pensiamo possa davvero generare per rispondere ai temi del bullismo, che sono temi seri? Queste sono le domande che io credo dovremmo farci in quest’Aula quando parliamo di salute mentale.
L’invito, anche qui, e chiudo, è questo: a dicembre ci sarà il bilancio di previsione dei prossimi anni. Oggi eravamo in una fase da cui dovevamo uscire, di emergenza. L’avete, però, e lo ridico, voluto voi. Cosa dobbiamo fare, e cosa credo che ci dovremmo impegnare a fare? A dicembre il tema della salute mentale deve avere la centralità che merita, perché se noi oggi siamo riusciti a portare 400.000 euro nel maxiemendamento sulla violenza di genere, è perché c’è stato un lavoro di riconoscimento che quella era un’emergenza sociale. E se oggi noi riuscissimo davvero a fare lo stesso sulla salute mentale, potremmo davvero immaginare di aggredire un’altra delle grandi questioni che ci troviamo davanti.
Anch’io chiudo allora con una citazione – sennò le fa solo il collega Cunegato –: se le Istituzioni sono come quello che credo… Lo diceva Carlo Donolo, un bravissimo filosofo che insegno ai miei studenti, filosofo e politologo, diceva “le Istituzioni sono intelligenti, se vengono prodotte dalla società sono un bene comune”. Io quando entro qui dentro non sono sicura che lui avesse ragione, perché tante volte non vedo che siamo intelligenti, parlo di tutti noi, non uno precisamente. L’interazione qui dentro non è sempre intelligente, e chi ci guarda da fuori alle volte dice: chissà cosa stanno facendo questi che stanno qui tante ore, non stiamo facilmente leggibili. Invece a me piacerebbe che riuscissimo a far leggere fuori di qui lo sforzo che facciamo. Per rendere le Istituzioni intelligenti, come diceva Donolo, bisogna uscire dalla iper-politicizzazione e iniziare davvero a mettere a terra le cose. Ma per mettere a terra le cose servono i soldi. Allora ragionate davvero sull’addizionale Irpef e sul mettere un freno serio al buco della Pedemontana. Altrimenti, non ce la faremo ad essere intelligenti.
Speaker : PRESIDENTE
Come direbbe qualcuno: ragionateci sopra.
Manildo, prego.
Speaker : Giovanni MANILDO (Partito Democratico)
Grazie, Vicepresidente.
Parto dai ringraziamenti perché questa avventura del primo bilancio non sarebbe stata possibile per me e altri colleghi neofiti senza la struttura del nostro gruppo, e li cito testualmente: Gilberto Maschietto, Fabio Poli, Chiara Pittelli, Lucia Delsole, Alberto Dichiara, Giacomo Mecenero, Carlos Alberto Ruzzene, Enrico Bugin, Stefano Brunello, Francesco Centamore, Mirella Gallinaro e Laura Sacchi.
Li cito perché l’avventura, l’hanno ricordato i colleghi prima di me, era uscire dall’esercizio provvisorio. Ci siamo dati termini molto cadenzati e probabilmente forse anche molto ristretti, ma ce l’abbiamo fatta, parlo per il gruppo e l’Intergruppo, grazie all’abnegazione e alla collaborazione di queste persone.
Ho già avuto modo di ringraziarli nel DEFR, ma li ringrazio nuovamente perché quando si trovano persone così bisogna dirlo, la struttura del Consiglio e i tecnici della Giunta sono stati veramente preziosi. Non era facile per noi, sono molti temi da affrontare e devo dire che abbiamo trovato un’interlocuzione molto, molto buona.
La stessa interlocuzione l’abbiamo avuta con gli Assessori dal punto di vista della disponibilità. Mi è molto piaciuta. Non avevamo un’idea di quello che ci potevamo trovare, non è scontato. Abbiamo trovato un’interlocuzione sempre alla ricerca di motivazioni e io apprezzo molto. Si possono avere delle idee diverse, ma se ci si sforza di dare le motivazioni è già l’inizio di un dialogo che può lasciare entrambe le persone meglio di come sono partite.
Lascio per ultimi i colleghi Capigruppo e i colleghi del Consiglio. Mi è molto piaciuto il clima cercando di concretizzare la prima cosa che ha detto il Presidente Stefani nell’insediamento, una nuova centralità del Consiglio regionale, la capacità che il Consiglio regionale possa ed eserciti compiutamente il suo ruolo fondamentale. Questo l’ho visto. Il collega Pressi con cui abbiamo condiviso molti ordini del giorno, Riccardo Barbisan, Claudio Borgia sono le persone con cui abbiamo lavorato di più, e Alberto Bozza.
Mi è piaciuto anche l’ordine del giorno finale che ha assegnato... Siccome per rendere possibile il maxiemendamento erano stati prelevati dei fondi dai fondi speciali che vanno a finanziare nuove leggi, la presa di posizione a sostegno della specificità e importanza del Consiglio è stata presa in modo unanime e devo dire che l’ho molto apprezzato.
Il percorso mi fa essere ottimista per il futuro, come mi fa essere ottimista il fatto che si possano affrontare in modo serio i temi che il Presidente Stefani ha detto parlando di nuova costituente, parlando il - lo cito perché mi piace il termine greco - Kyros, momento cruciale, io penso, come ha detto l’assessore Gerosa, io penso seriamente che questo sia un momento cruciale e le sfide che dobbiamo avere le risposte che hanno chiesto prima di me i Consiglieri dell’intergruppo richiedono uno sforzo molto forte e un confronto non tra tifoserie. Su certi casi si è avuto su altri spero che possa diventare sempre più serio su riforma delle IPAB, altre cose fondamentali.
Il nostro voto sarà negativo perché? Sarà negativo perché abbiamo capito tutti che ci sono molte esigenze cui dare risposta. Ci sono molte grida, abbiamo detto, dalla salute mentale, i giovani che se ne vanno, gli anziani, le liste d’attesa. Non faccio l’elenco perché politiche dell’abitare l’hanno già detto prima, richiedevano il coraggio di incominciare il discorso sulle risorse. Non mi dilungo, ma questo è il tema cruciale. Non possiamo - e invito la Giunta, il Presidente Stefani - ad affrontare seriamente questo tema. Il servizio che facciamo come persone che si occupano dell’amministrazione pubblica è un servizio che deve migliorare il nostro territorio, non guardare soltanto al nostro consenso personale. È facile dire: non mettiamo le mani nelle tasche dei veneti e continuiamo a non dare risposte. Facciamo delle bellissime ricognizioni su delle necessità, andiamo ad abbracciare delle persone, ma poi effettivamente non facciamo nulla.
Ecco, questo è mancato in questo DEFR, in questo bilancio, è mancato il coraggio di una forte discontinuità. Per questo votiamo contrari, ma diamo un’apertura di credito, che questo coraggio, anche con il contributo delle opposizioni, possa esserci in prosieguo.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
La parola a Barbisan, prego.
Speaker : Riccardo BARBISAN (Lega – Liga Veneta)
Grazie, Presidente. Grazie a tutti anche da parte mia e nostra, del nostro Gruppo, un grazie a tutti coloro che ci hanno sostenuto in questi sei giorni che ci hanno visto approvare il DEFR e il bilancio di previsione. Siamo usciti in tempi record da quello che era l’esercizio provvisorio. Siamo contenti di averlo fatto con questa determinazione, con questa forza, con questa compattezza che rivendicavo anche la volta precedente, quella compattezza che ci ha permesso di accogliere molte suggestioni da parte della opposizione e anche, veramente, emendamenti concreti che hanno certo migliorato i documenti, ci hanno aiutato ad avere una visione più ampia, però, lo ribadisco fortemente: è stata la presa di coscienza di questa maggioranza, questa unità, questa coesione che ci ha permesso di essere aperti anche ad altre visioni, a dare la dimostrazione che non siamo chiusi in noi stessi per paura, ma la nostra forza ci dà la possibilità di dialogare senza problemi.
È un bilancio che io ritengo quasi quasi sia partito da gennaio, quando, vi ricordate, abbiamo riprogrammato i fondi comunitari, abbiamo inserito questi 50 milioni sulla casa, un tema che avrebbe bisogno come di ogni tema di cui parliamo, di fondi per dieci volte.
Certo, però, che ha segnato la capacità di questa Giunta, di questo Consiglio, non di avere un cambio di rotta, perché le amministrazioni precedenti non è che si fossero mai disinteressate a questi temi, ma la capacità di capire che questi temi sono diventati più centrali all’interno del nostro dibattito politico, e che i cittadini veneti vivono sulla loro carne, sulla loro pelle, nel loro sangue, queste questioni con maggiore pregnanza rispetto a un tempo.
Parliamo di un po’ di tutte quelle che sono state le somme che vogliamo ricordare che questo bilancio mette finalmente a disposizione il rifinanziamento delle medicine di gruppo, 30 milioni che vengono riconfermati per la montagna, il segnale che ritengo essere tale, di 1 milione sulle politiche della montagna, le borse di studio, il riequilibrio per le borse di studio che riguardano i medici di medicina generale, il tema che abbiamo affrontato anche in DEFR sulle concessioni idroelettriche, il grande tema dell’autonomia energetica, i 300.000 euro dell’emendamento comune sulla questione anziani e studenti, che è anche bella dal punto di vista immaginifico, 500.000 euro, sempre a favore dei giovani, per il Fondo staffetta, i 3 milioni per il fondo di rotazione sulle RSA per le nuove tecnologie.
Qui mi viene un grande rammarico, cari colleghi, che ci chiedete di inserire l’addizionale Irpef, tema rispetto al quale io non sono né favorevole né contrario. Noi però abbiamo dovuto rinunciare da qualche tempo al fondo da 10 milioni di euro per le RSA, per il fondo di rotazione, che finanziava investimenti in conto capitale, perché lo Stato ci ha detto che non possiamo utilizzare i soldi che ci vengono assegnati come meglio riteniamo, pur dimostrando di avere uno dei bilanci della sanità più in ordine di tutta Italia.
Con grande rammarico leggo anche i quotidiani di oggi, dove il Presidente della Regione Puglia, a livello di Conferenza delle Regioni, gli accordi tra le Regioni del nord che liberamente hanno voluto provare a iniziare questa strada dell’autonomia voleva che fossero bocciati, voleva che la Conferenza Stato-Regioni si esprimesse contrariamente. Allora, io vi chiedo: non sollecitateci solo sull’introduzione di nuove tasse. Per carità, viviamo un sistema paradossale nel quale alla maggioranza vi è un’opposizione che chiede di inserire le tasse. È il mondo al contrario, direi. Permettetemi la citazione. Ma non parlateci solo di questo, non chiedeteci solo questo, aiutateci in questo progetto autonomista, che può dare una maggiore competenza legislativa e, un domani, anche una maggiore possibilità dal punto di vista del federalismo anche in questioni fiscali, come quelle di cui questo Veneto ci ha dimostrato di avere bisogno a livello di DEFR e a livello di bilancio di previsione. Ecco, io avrei voluto sentire una presa di posizione di lontananza da Governatori che vivono per impedire agli altri di progredire, per Regioni che fanno della loro inefficienza il livello al quale tutti si devono adeguare in Italia. Oltre che all’addizionale IRPEF, io vi chiedo: schieratevi con i veneti, schieratevi dalla nostra parte sul progetto dell’autonomia.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
La parola al consigliere Pasqualon.
Speaker : Eric PASQUALON (Unione di Centro (UdC) – Stefani Presidente)
Grazie, Vicepresidente. Dopo l’intervento del collega Barbisan è difficile intervenire…
Speaker : PRESIDENTE
Consiglieri, rispettate le parole dei colleghi. Grazie.
Vada avanti, prego.
Speaker : Eric PASQUALON (Unione di Centro (UdC) – Stefani Presidente)
Il mio intervento sarà più moderato nei contenuti, che comunque condivido con il collega Barbisan.
Grazie, Vicepresidente. Oggi approviamo questo bilancio, che è un bilancio che dà, di fatto, l’avvio concreto al Governo della nostra Regione e lo fa attraverso un percorso complicato, un percorso che ci ha visto correre tutti. Quindi, io parto dai ringraziamenti al Presidente e alla Giunta, che è stata super-disponibile. Quindi, ringrazio tutti gli Assessori, in particolare l’assessore al bilancio Giacinti, il presidente della Commissione Tomaello, tutti i Presidenti delle Commissioni, i Consiglieri che hanno condiviso con noi questo percorso, un percorso che dal DEFR, quindi dal piano di attuazione delle linee programmatiche di governo oggi passa con delle risorse da affiancare a quelli che sono i contenuti di questa manovra.
Quindi, passiamo, di fatto, dalle parole ai fatti e lo facciamo attraverso tre pilastri che, secondo me, racchiudono questo bilancio.
Il primo: è quello dei conti in ordine, non lo diciamo mai, ma è importante dirlo, lo dicevo anche quando andavo a presentare il bilancio di previsione del mio Comune nei quartieri; i conti in ordine che significa partire da un bilancio che è 18,5 miliardi e che è riuscito a far quadrare i conti attraverso un’azione di spending review, un’attenzione al recupero di risorse ed una razionalizzazione della spesa.
Sono tre cose importanti per un bilancio che vuole partire dai conti in ordine.
Lo fa attraverso la non applicazione dell’IRPEF anche, secondo me, questo è un valore che ci deve dare coraggio come maggioranza a dire ai nostri cittadini: veneti, non abbiamo aumentato le tasse, non deve essere una colpa, deve essere un orgoglio. Poi, quando ci sarà il momento di affrontare questo tema nei dettagli spiegheremo ai nostri cittadini dopo dove vanno queste risorse facendolo con le nostre categorie economiche, con i portatori di interesse, con un’attenzione a dove destinare queste risorse che, eventualmente, chiederemo in più ai nostri cittadini. E questo bilancio ha un’altra caratteristica importante che spesso ci dimentichiamo, che è la solidità finanziaria. Ho letto il report della Corte dei Conti dell’8 luglio 2025 rispetto al rendiconto 2024 e questo report ci dice che il bilancio della nostra Regione, del Veneto, è un bilancio solido, che ha un’elevata capacità di pagamento, che consente di liquidare tempestivamente le obbligazioni ed evitare l’accumulo di residui passivi, i debiti pregressi; questo, per chi ha fatto amministrazione, è una grande qualità di un bilancio che vuol dire che è un bilancio solido finanziariamente, un bilancio sano.
Allora, come Gruppo UDC noi sosteniamo questa manovra. La sosteniamo perché, oltre a questi tre pilastri che ho appena accennato, diamo risposte concrete ai nostri cittadini nei temi.
Partiamo dalla salute: la salute che occupa oltre il 70% del bilancio, con un’attenzione particolare ai 12.000.000 per la medicina di gruppo integrata, cosa che ha chiesto molto spesso il territorio anche in campagna elettorale. I 17.500.000 per le prestazioni extra LEA, i 4.500.000 per i medici di medicina generale, i 12.000.000 per le cure primarie e gli oltre 30.000.000 di euro per quanto riguarda il PNRR, quindi DM 77, case di comunità, pronto soccorso e ospedali di comunità.
Un cenno particolare per la mia Provincia con i 9.000.00 di euro per l’hospice pediatrico di Padova, che è una realtà molto importante per il nostro territorio, che garantisce ovviamente un’attenzione particolare alle cure palliative e terapia del dolore per i nostri bambini.
Un’attenzione, ovviamente, particolare al mondo del sociale, lo abbiamo detto nel DEFR e l’abbiamo ribadito più volte: si parte dalla sfida demografica e sociale, quindi dalla centralità della persona, dalla dignità della persona, con risorse che vanno a sostenere l’invecchiamento attivo, i 69 milioni per il bonus anziani, i 38 milioni per le scuole dell’infanzia, i 15 milioni per il Fondo regionale della non autosufficienza: tutte manovre e tutti investimenti che vanno nell’ottica di dare dignità alla persona e di sostenere le persone con fragilità, non autosufficienti, e ovviamente persone che hanno più bisogno di noi.
Un altro accenno importante, lo abbiamo fatto anche nel discorso del DEFR, è quello delle infrastrutture, con risorse che vanno destinate ai Comuni, 24 milioni, per la legge 39 e la legge 27, quindi interventi importanti sul tema della viabilità stradale, e quindi anche qui significa essere vicini agli amministratori, agli investimenti del territorio e dare risposte concrete a chi le chiede tutti i giorni.
Sul tema giovani, formazione e casa, abbiamo investito 18 milioni per il diritto allo studio, 109 milioni per le scuole paritarie e, ovviamente, 50 milioni per il Piano casa che abbiamo citato più volte.
Ancora, cito gli ultimi numeri, quelli legati al turismo e alla cultura: oltre 22 milioni per il turismo e 45 milioni per la nostra cultura, quindi identità veneta, iniziative culturali che testimoniano il nostro DNA, che è quello di promuovere la cultura e soprattutto dare spazio anche alle realtà culturali che sono minori, ma che rappresentano il nostro tessuto sociale della nostra realtà.
UDC non è solo sociale, non è solo salute, ma è anche e soprattutto sostegno al tessuto economico. Siamo nella Regione delle imprese, quindi apprezziamo con particolare favore i 10 milioni per i distretti del commercio, i 17 milioni per le start-up innovative e gli oltre 31 milioni di euro per l’efficientamento energetico. Quindi, un Veneto che continua a investire per essere attrattivo e per essere ancor più competitivo.
Concludo il mio intervento con l’ambiente e con il settore primario: anche qui, molti milioni investiti sia sul tema della sicurezza idrogeologica, ma anche sul settore primario, col sostegno all’abbonamento agricolo, 172 milioni, i 12,8 milioni per i giovani agricoltori, i 28 milioni per le politiche forestali.
Questo per dire che è un bilancio che non solo fa annunci, ma è un bilancio che trova le risorse. È un bilancio che non è vero che non è coraggioso, ma secondo me è un bilancio equilibrato, che non significa che non investe in tutti i settori, ma che soprattutto lo fa con responsabilità finanziaria da una parte, e con attenzioni ai bisogni reali delle nostre comunità.
Il nostro quindi è sicuramente un voto favorevole, convintamente favorevole, perché traccia una linea: una linea che per qualcuno non è coraggiosa, per noi invece è una linea equilibrata, che dà risposte concrete al nostro territorio e ai nostri cittadini veneti.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere.
La parola alla consigliera Brescacin. Prego.
Sonia BRESCACIN (Misto)
Grazie, Presidente e colleghi Consiglieri. Oggi non stiamo semplicemente approvando un bilancio, stiamo scegliendo una direzione, e la direzione che questo documento ci indica è chiara: il Veneto decide di andare definitivamente oltre la resilienza. La resilienza è stata fondamentale: ci ha permesso di resistere nei momenti più difficili, di affrontare crisi sanitarie, economiche e sociali senza precedenti. Ma oggi resistere non basta più, oggi serve continuare a crescere, serve creare ancora maggiore valore. Oltre alla resilienza, significa esattamente questo: passare da una logica conservativa di qualità a una nuova visione propositiva, capace di continuare a far crescere la fiducia e di continuare a trasmettere prospettiva ai cittadini, alle famiglie e alle imprese venete. Questo bilancio compie un passo importante in questa direzione.
Lo fa partendo dalla sanità, che non è solo un costo da sostenere ma un valore da difendere e rafforzare, la sanità pubblica. Investire nella salute significa investire nella dignità delle persone, nella qualità della vita delle nostre comunità e nella sicurezza del nostro territorio.
Lo fa rafforzando il sociale, sostenendo chi è più fragile, ma anche riconoscendo il ruolo fondamentale delle famiglie, che sono il primo presidio di welfare. Le famiglie venete devono continuare a sentirsi accompagnate e sostenute di fronte alle sfide quotidiane.
Lo fa guardando alle infrastrutture e ai trasporti, elementi strategici per lo sviluppo. Un Veneto connesso è un Veneto competitivo. Investire in mobilità significa dare opportunità ai territori, alle imprese e ai lavoratori. E proprio le imprese sono al centro di questa visione di crescita. Le attività produttive venete rappresentano un patrimonio straordinario, fatto di competenza, sacrificio ed innovazione.
Questo bilancio manda un segnale chiaro: il Veneto vuole continuare a essere protagonista dello sviluppo, sostenendo chi crea lavoro e valore.
Non possiamo dimenticare, infine, il ruolo delle associazioni e dello sport, che sono il tessuto vivo delle nostre comunità, sono luoghi di partecipazione, inclusione e crescita, soprattutto per i giovani. Investire in questi ambiti significa investire nel futuro.
Oltre alla resilienza, significa anche avere uno sguardo consapevole sul contesto internazionale, le tensioni e le guerre in Ucraina e in Medio Oriente, che continuano a generare instabilità con ricadute dirette sulle nostre imprese, sulle nostre famiglie e proprio per questo oggi più che mai serve ancora un Veneto forte, solido, capace di adattarsi e soprattutto capace di guidare il cambiamento.
Questo bilancio rappresenta, quindi, un segnale politico importante.
Il Veneto non si limita a resistere, ma sceglie di innovare e di rafforzare la propria identità e di costruire nuove opportunità.
È un bilancio che vuole dare ulteriore slancio e fiducia; fiducia agli imprenditori che investono e ai lavoratori che chiedono stabilità; fiducia ai giovani che cercano prospettive e alle famiglie che chiedono sicurezza e servizi.
Oggi, con questa nuova stagione amministrativa, abbiamo la responsabilità non solo di accompagnare questa fase di transizione, ma anche di creare le condizioni per una ulteriore stagione di crescita. Andare oltre la resilienza significa avere il coraggio di immaginare un Veneto ancora più forte, ancora più equo e ancora più competitivo, continuando ad avere una visione prospettica che permetta, ancora una volta, di anticipare gli eventi e senza limitarsi a doverli gestire.
Allora, con questo spirito, guardando a questo bilancio non come un punto di arrivo, ma come a un nuovo punto di partenza, esprimo il mio parere favorevole all’approvazione perché il Veneto e i veneti abbiano tutte le energie per continuare ad essere dei grandi protagonisti.
Grazie a tutti i dirigenti e i funzionari di Giunta e del Consiglio per l’intenso e competente lavoro fatto in queste settimane.
Colgo anche l’occasione per augurare a tutti buona Pasqua.
Grazie.
Consigliere Bozza, prego.
Speaker : Alberto BOZZA (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto – PPE)
Grazie. Grazie, Presidente. Grazie. È il momento dei ringraziamenti, bisogna ringraziare davvero tutti i colleghi per il grande lavoro che si è fatto a partire dai Capigruppo, dal Presidente del Consiglio, che, credo, è stato un esordio, credo, importante in un’Assemblea di bilancio cercare di gestire anche i tempi.
Ringrazio, ovviamente, i colleghi del mio Gruppo consiliare: Maltauro e Patron per il supporto e anche per le proposte che sono state, poi, inserite all’interno di questo documento.
Ringrazio il Presidente Stefani, insieme a tutta la Giunta, perché ci ha offerto davvero la disponibilità a confrontarci dando valore al lavoro dei Consiglieri, e lo dico senza darlo per scontato, perché guardate che oggi, come ricordavano molti colleghi, riportare al centro l’azione e l’importanza del Consiglio non è scontato, non è facile, per cui la disponibilità degli Assessori credo che fosse davvero, in questo primo documento, un segnale di grande attenzione Ringrazio anche il presidente Stefani, perché ovviamente ha dato disposizioni in tal senso ed è stato di parola, ma soprattutto ha dato anche dimostrazione pratica di che cosa vuol dire costruire un bilancio anche andando a confrontarci all’interno della maggioranza, come abbiamo fatto, oltre che con la minoranza, andando a portare anche una serie di miglioramenti al bilancio stesso. Questo non è un bilancio preconfezionato, è un bilancio che abbiamo insieme costruito. Ricordiamo che è un bilancio che ci porta fuori da un esercizio provvisorio, quindi non era sicuramente un momento facile ed è anche per questo motivo che il lavoro che dicevo prima di squadra ha dato davvero un risultato non solo in termini operativi, ma anche in termini di equilibrio finanziario e di sviluppo. Sottolineiamo, infatti, l’importanza positiva, ma soprattutto l’impostazione politica della Giunta Stefani. La capacità di reperire nuove risorse senza aumentare le tasse non era scontato e non è scontato.
Essere riusciti ad utilizzare al meglio le risorse esistenti in un bilancio già in esercizio provvisorio non era facile e scontato. Arrivare alla razionalizzazione delle risorse con organizzazione dei capitoli di spesa non era altrettanto facile.
Le azioni rivolte in questo bilancio, che già a partire dal DEFR vedevano sanità, sociale, istruzione, ambiente e Piano casa al centro dell’azione politica della Giunta Stefani, segnano l’avvio di un percorso che riteniamo si dovrà sviluppare e strutturare in questa nuova legislatura.
Sulla sanità è importante aver messo fondi per la medicina territoriale. Lo abbiamo, credo, riscontrato tutti durante la campagna elettorale e anche nella scorsa legislatura. È segno di una attenzione anche quando abbiamo deciso, avete deciso di mettere soldi importante per la formazione dei medici di medicina generale, dando anche un segnale soprattutto ai giovani. Aver raddoppiato le somme per le borse di studio, uno sforzo impegnativo dal punto di vista economico, per gli specializzandi, non era scontato, non era facile e io spero che su questo, almeno su questo, anche l’opposizione dia atto e dia riconoscimento dell’impegno che non è stato solo una promessa, ma è stato un concreto capitolo previsto nel bilancio.
Siamo in prima linea per lo sviluppo, dicevo, della medicina del territorio.
Siamo sicuramente in un momento importante anche per lo sviluppo delle case di comunità, per sostenere le figure, oltre che dei medici di base, anche di quel sistema sociosanitario che oggi ha davanti delle sfide importanti.
È significativo, in una regione come la nostra, aver puntato sul sociale: significa dare assistenza, dare ascolto, dare risposte agli anziani e ai fragili, ma anche su politiche nei confronti di quei giovani che tanto oggi noi intendiamo aiutare e sostenere, ma soprattutto essere ispiratori anche dell’azione politica di questa legislatura.
Quindi, le politiche sull’istruzione, le politiche sulla formazione, le politiche sulla casa e sui giovani sono interconnesse fra di loro. Bene i milioni messi a disposizione per i carichi assistenziali, le RSA, i caregiver, e soprattutto la riforma delle IPAB, annunciata, deve arrivare oggi a una svolta nell’ambito della riforma, che non è più rinviabile. Lo ha detto il Presidente, e io sono convinto che con l’Assessore si farà un lavoro in tempi certi e in tempi brevi.
Bene gli impegni di spesa per l’edilizia residenziale, perché 50 milioni non erano una cifra scontata, soprattutto con riferimento alle giovani coppie. Abbiamo anche, da questo punto di vista, cercato con l’assessore Roma di individuare una serie di azioni, nei nostri ordini del giorno, che andavano a sostenere non solo gli anziani e le persone in difficoltà, ma anche i giovani, e soprattutto i neogenitori.
Oggi dare un alloggio non è una cosa scontata, e questa Amministrazione sta dimostrando di voler arrivare nell’ambito di questi cinque anni al raggiungimento di un obiettivo forse unico nel suo genere.
Aver dato poi sostegno alle scuole paritarie, al mondo della formazione: per noi le paritarie sono un pilastro fondamentale dell’offerta formativa della nostra Regione. La Regione Veneto ha sempre dato attenzione e credo che noi dobbiamo continuare su questa strada.
I milioni messi a disposizione, come dicevo, per lo studio universitario e la formazione professionale, non erano una cosa scontata in una situazione di bilancio provvisorio. Le politiche dell’inclusione scolastica quindi hanno avuto dei segnali importanti, come il Presidente Stefani ci ha ricordato, nella presentazione di questo bilancio.
Lo sviluppo delle politiche sociali, quindi, trova non solo piena rispondenza nell’azione politica del nostro Gruppo, ma anche in tutte quelle iniziative legislative che abbiamo già avviato, non solo nella scorsa legislatura, ma anche in questa. Evidenziamo particolare attenzione alle famiglie e al sostegno della natalità e la conciliazione del lavoro e della famiglia, temi sui quali Forza Italia si è spesa non solo nei cinque anni precedenti ma anche nelle proposte di questa legislatura e che questo bilancio ha già iniziato a cogliere. Cito il progetto di legge che, ad esempio, mira a individuare strumenti utili di ascolto e compartecipazione, quali la Consulta regionale per la famiglia e i Centri per la famiglia, che operano all’interno degli Ambiti territoriali sociali. La nostra proposta si porrà come strumento di ascolto e condivisione delle scelte, recuperando le istanze delle famiglie e delle associazioni che le rappresentano. Così si colloca sulla stessa lunghezza d’onda la nostra proposta con quello che prevede oggi l’Osservatorio della natalità, le forme di sostegno alle neomamme, oltre agli incentivi per favorire la permanenza nel posto di lavoro e l’occupazione lavorativa delle donne con figli.
Riteniamo importante evidenziare la stretta sintonia tra gli obiettivi perseguiti dal Presidente Stefani e la nostra azione politica, che pone al centro il cittadino e la famiglia. Sul bilancio registriamo investimenti significativi sulla mobilità, la sicurezza stradale e la difesa del suolo, con 9 milioni di euro, per un’attenzione non solo al contrasto al dissesto idrogeologico, ma anche un’attenzione al territorio, perché sappiamo quanto oggi le nostre Amministrazioni locali sulla messa in sicurezza idraulica abbiano bisogno di avere la Regione al loro fianco. Quindi, ringrazio anche l’assessore Venturini per l’importante compito e la delicatezza delle deleghe che ricopre. I cambiamenti climatici ovviamente ci impongono queste scelte, che non possiamo più rinviare.
L’agricoltura sarà una vera sfida, assessore Bond. Rimarchiamo positivamente il forte sostegno ai giovani e il potenziamento della filiera corta, dei mercati contadini e del turismo DOP, per legare i prodotti di qualità dei nostri territori. Gli agricoltori oggi ci chiedono una cosa semplice e sola, ma altrettanto difficile: poter lavorare e dare noi quegli strumenti per poterli lasciare lavorare per come sa fare la nostra agricoltura, che è un’agricoltura di qualità. Giovani e agricoltura: ci sono dei bandi e dei soldi previsti per il primo insediamento, per cui bene. Alla montagna, come abbiamo già detto nel DEFR, si offre un’attenzione unica nel suo genere per i servizi assistenziali essenziali ma anche per dare la possibilità di mantenere lo sviluppo delle realtà produttive all’interno delle nostre comunità montane.
Le nostre piccole e medie imprese hanno necessità di avere non solo processi di sostegno ma anche di grande sburocratizzazione. Quindi, registriamo con grande soddisfazione il tavolo che è stato messo in piedi e ringraziamo anche l’assessore Bitonci per la fattiva dimostrazione dell’operatività di questo tavolo. L’auspicio è che vengano attivate forme di finanziamento per valorizzare, ovviamente, non solo i prodotti e le attività delle nostre imprese, ma anche tutta la filiera locale, distributiva e commerciale.
Chiudo dicendo che questo è un bilancio che rappresenta la scelta di andare oltre quelle che sono non solo le difficoltà, ma soprattutto rappresenta la tenacia e la volontà di arrivare a mettere un punto fermo su una legislatura, questa, la dodicesima, che sarà la legislatura sicuramente della condivisione, sicuramente del confronto, ma sicuramente delle scelte, come qualche collega prima ha detto, cioè quella di essere al fianco a sostegno dei veneti andando a intercettare tutte quelli che sono le loro aspettative e da parte nostra la responsabilità di dare delle risposte concrete.
Il nostro voto sarà sicuramente a favore. Auguro a tutti voi e alle vostre famiglie una buona Pasqua.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Auguri.
Consigliere Borgia, prego.
Speaker : Claudio BORGIA (Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni)
Parto con una digressione. Non si è mai visto un numero così importante di ordine del giorno della maggioranza diceva una collega dell’opposizione, della minoranza. Non si è mai visto. Questa è una frase che è stata ricorrente in questi giorni.
Quando noi nelle primissime sedute parlavamo del ruolo centrale del Consiglio regionale del Veneto, quando dicevamo che volevamo riportare la centralità di questa Assemblea, parlavamo proprio di questo, di nuovi meccanismi, di cose che non si erano mai viste, perché volevamo entrare nello specifico, approfondire anche noi di maggioranza, anche noi Consiglieri di maggioranza sui temi, sulle proposte, sul dialogo, con la Giunta e con gli Assessori, perché noi, quando ci prendiamo un impegno, lo facciamo con responsabilità, quando diciamo qualcosa, cerchiamo di farlo fino in fondo, e questa ne è una dimostrazione lampante.
Devo anche dire che qualcuno che ha più esperienza d’Aula e che ha avuto altre stagioni e che ha fatto altri mandati in questi giorni scommetteva contro la rapidità, contro il dialogo, le scelte condivise. Qualcuno diceva che non ce l’avremmo mai fatta a fare il DEFR e il bilancio con un mese di anticipo e uscire dall’esercizio provvisorio. Qualcuno parlava, parlottava, invece noi abbiamo dimostrato, questa maggioranza ha dimostrato di essere rapida, di aprire al dialogo serio con le opposizioni, anche, come dire, cercando di contaminare le proposte, le idee, cercando veramente di trovare delle proposte condivise, delle azioni concrete, condivise e poi delle scelte chiare, delle scelte chiare che abbiamo voluto intraprendere.
Allora, vedete, io ci tengo a ringraziare per tutto questo non solo tutti i componenti della maggioranza, tutti i Consiglieri della maggioranza, a partire ovviamente dai Consiglieri di Fratelli d’Italia, perché come tutti, come tutti voi, abbiamo cercato in queste settimane di lavorare e dimostrare ai veneti che c’è una modalità che la laboriosità dei veneti c’è anche in questa Assemblea, però ci tengo a ringraziare il Presidente Stefani e la sua Giunta per la disponibilità e il confronto. Lo abbiamo visto in tutte queste settimane perché qui non abbiamo avuto delle barriere, ma abbiamo avuto delle persone che si sono messe a disposizione e soprattutto ringrazio il Presidente Stefani e la sua Giunta per la visione che hanno dato a questa Regione, per la visione che è contenuta in questo DEFR e in questo bilancio.
Vedete, non è qualcosa di scontato, anche perché ci tengo a ricordare - cosa che hanno fatto anche i colleghi prima di me - senza mettere nessuna nuova tassa. Lo avevamo detto. Lo abbiamo fatto e questo è; perché vedete chi ha esperienza amministrativa, chi ha fatto l’amministratore locale - e tanti di noi lo hanno fatto - sanno che si fa con quello che si ha a disposizione, si cerca di lavorare di fantasia, di trovare nuove strade, di mettere concretezza nelle azioni, perché, vedete, è un po’ anche, come dire, il nostro tratto distintivo, il tratto distintivo dei veneti, perché i veneti fanno con quello che hanno e siamo riconosciuti da tutti per essere questo e per primeggiare anche e soprattutto in questo. Perdonatemi, ma devo fare una menzione per una persona in particolare, non me ne vorranno gli Assessori che sono stati in Aula e ci hanno dato disponibilità e insieme a loro a tutti gli uffici, a tutti i dipendenti. Però, insomma, credo che la menzione particolare vada all’assessore Giacinti perché, insomma, e chiedo un grande applauso all’assessore Giacinti, se lo merita tutto perché minoranza e maggioranza sono stati disponibili e lui è stato disponibile ad accogliere tutte le richieste, a provare a trovare delle strade, a cercare di trovare delle soluzioni.
Vado rapidamente, perché chi mi ha preceduto è andato un po’ lungo, come mi ricordava il collega Marcato. Questo bilancio ha dei pilastri e il pilastro più importante è la sanità territoriale, ma soprattutto il sociale, cuore dell’azione regionale. È questo lo spirito, è questa la visione che ha portato Alberto Stefani e la nostra maggioranza. E si legge, si vede dai progetti messi in campo, il progetto casa, l’avvio degli ATS, le borse per i medici di base, lo psicologo di base e tanto altro. Non potrei continuare perché staremmo qui delle ore.
C’è anche il grande tema dello sport, perché lo sport è socialità, sport, lavori pubblici, mobilità. Per l’impiantistica sportiva di questa Regione in questo bilancio troviamo 1 milione di euro in questi sei mesi ‒ perché di questo parliamo ‒ e 5 milioni nei prossimi due anni. Interventi in materia di lavori pubblici: 5 milioni di euro, 18 milioni a favore della mobilità e della sicurezza stradale. E tanto altro.
Senza dimenticare, per esempio, una cosa fondamentale: le borse di studio universitarie. Ne abbiamo parlato con la minoranza, ne abbiamo parlato anche con gli studenti, li abbiamo accolti e ci siamo confrontati. Per la prima volta viene finanziato integralmente quanto necessario per garantire le borse di studio a tutti gli aventi diritto.
Vedete, il bilancio regionale non sanitario della nostra Regione porta dei dati reali dei costi, delle somme puntuali. Per le politiche per il lavoro e la formazione professionale mettiamo 419 milioni di euro, per i diritti sociali, le politiche sociali e famiglia 267 milioni. Per le politiche giovanili, lo sport e il tempo libero 26 milioni. Per l’istruzione e il diritto allo studio 94 milioni. Ecco, questi sono dati assolutamente concreti.
Visto che non lo dice nessuno, lo dico io: avremmo voluto anche noi della maggioranza ‒ e ringrazio i Consiglieri della maggioranza ‒ presentare delle richieste puntuali di contributi puntuali, invece noi ci siamo impegnati su macrotemi. La maggioranza ha lavorato su macrotemi, temi importanti. Come Fratelli d’Italia ci siamo impegnati su imprese e giovani, grazie anche alla proposta che ci è arrivata dal CNA sul “fondo staffetta” (faccio degli esempi), sul grande tema del volontariato, dei campi dell’ANA, delle Pro Loco, dei volontari dei Vigili del fuoco, senza dimenticare le famiglie, le famiglie anche numerose, come diceva il mio collega Baldan, perché bisogna sostenere anche chi ha il coraggio, in un mondo che va al contrario, in un mondo in cui si fanno meno figli, ci sono famiglie, e di questo devo ringraziare l’assessore Paola Roma, che è stata il primo Assessore a investire, per esempio sui centri per la famiglia, e a breve lo vedremo.
Ho sentito l’amico Manildo, perché posso dire che in queste settimane, in questi mesi si è instaurato un rapporto per cui c’è franchezza, ognuno distante, con visioni e probabilmente ideali diversi, ma c’è un confronto, c’è un dialogo, c’è la voglia anche di risolvere i problemi alla gente.
Tu parli sempre – mi permetto di darti del “tu” – Giovanni, di coraggio. Ma vedi? Questa è la maggioranza che ha investito su un ragazzo di 33 anni e lo ha candidato Presidente del Veneto, e i veneti hanno apprezzato questa scelta, questa che è una scelta lungimirante, un ragazzo preparato, un ragazzo che ci porterà lontano.
Purtroppo, lo so che a livello calcistico stiamo vivendo un periodo un po’ particolare, tutti siamo rimasti affranti da quanto successo. Ma proprio per questo motivo voglio concludere facendo una citazione importante: ai Mondiali contro il Brasile, quando nel 1994 abbiamo perso quella straordinaria finale qualcuno disse “i rigori li sbaglia solo chi ha il coraggio di tirarli”. Penso che questa maggioranza, che questa squadra abbia il coraggio di prendersi le responsabilità e di cercare di fare il bene dei veneti. Non sarà un caso se i veneti ci votano convintamente da tantissimi anni.
Adesso concludo ringraziando i Capigruppo di maggioranza che, visto che qualcuno diceva “ho visto qualche giornale, o qualche collega, c’è divisione…”: ma dovreste venire, alle nostre riunioni, a vedere che clima, che unità c’è. Mi permetto di lasciare la parola a un Capogruppo che in queste settimane si è distinto per essere operativo, per trovare soluzioni e per darci una mano e dare una mano a tutti i Gruppi, anche a quelli dell’opposizione.
Lascio la parola a Matteo Pressi.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Prego Presidente Pressi, il consigliere Borgia le cede la parola.
Prego.
Speaker : Matteo PRESSI (Stefani Presidente)
Grazie, Presidenti. Volevo dire alcune cose riguardanti i dati del bilancio, ma sono già stati spiegati; mi limito a dire una cosa: è un viaggio nelle realtà concreta dei veneti, a partire dalla questione dei medici di base, guardando poi al tema delle borse di studio per gli studenti universitari e tante altre cose che sono state citate.
Vorrei sottolineare un altro dato: che questo bilancio comincia a realizzare gran parte degli impegni che sono stati presi in campagna elettorale e questo è un aspetto fondamentale perché la credibilità nostra deriva dalla nostra capacità di mantenere gli impegni.
Vengo poi al punto che mi sta più a cuore: in questi giorni, veramente, ci siamo impegnati tutti per cercare di trovare soluzioni, cucire quando c’era da cucire, risolvere i problemi in itinere. C’è un tema che è stato sollevato dal gruppo di Resistere Veneto ed è stato ripreso dal Presidente Stefani che è quello di cercare di avviare, anche all’interno della nostra Aula, una fase costituente. Io a questa cosa credo molto e mi sono impegnato per fare in modo che il dialogo restasse sempre aperto tra di noi, che restasse sui temi, che non emergessero mai problemi, che l’Aula non diventasse un Vietnam, cioè diventasse sì un luogo di confronto, ma che ci fosse una cosa in cui io personalmente credo molto, ma credo sia creduta da tutti che ci fosse coesione nella diversità. Se si vuole veramente fare in modo che questa legislatura si traduca in una fase costituente, bisogna rimuovere dal campo il pericolo che il confronto diventi scontro e che lo scontro sia sterile, altrimenti non c’è nessuna fase costituente; perché è importante che ci sia veramente questa fase costituente. C’è un dato di cronaca di oggi. Oggi la Conferenza Unificata ha approvato lo schema di pre-intesa sulla sanità per quanto riguarda l’autonomia. Ci sono cose importanti dentro perché c’è la gestione completamente autonoma da parte della Regione degli investimenti in tecnologia e in sanità. Noi tutti sappiamo che cosa vuol dire poter scegliere autonomamente quanto e come investire in tecnologia ed edilizia nei nostri ospedali.
C’è la possibilità di istituire i fondi sanitari integrativi per finanziare ulteriori prestazioni extra LEA e, quindi, vuol dire ulteriori possibilità di cura per tante persone. C’è la possibilità di avere ulteriori spazi e flessibilità assunzionale, per quanto riguarda le professioni sanitarie (e anche questo non è poco). Poi c’è la possibilità di riallocare le risorse statali nei capitoli dove si registrano economie relativi a spese vincolate.
Allora questo lavoro che noi cerchiamo di portare avanti con l’autonomia centrale perché: quante volte in Commissione ci siamo detti, su idee di tutti: sarebbe bello farlo, ma non abbiamo le risorse. Se noi riusciamo ad andare avanti su questo percorso dell’autonomia, questo problema ce lo possiamo dimenticare.
Io credo che, prima di valutare la possibilità di avere nuove risorse utilizzando la leva fiscale, cioè tutto il tema su cui abbiamo approfondito tantissimi aspetti dell’addizionale IRPEF, prima di fare questo, abbiamo il dovere di provare non a imporre nuove tasse ma di trattenere sul nostro territorio le tasse che le nostre persone pagano già. E questo lo possiamo fare con l’autonomia. Però, c’è un’ulteriore subordinazione nel ragionamento. L’autonomia si riesce a fare se noi siamo ‒ torno a quello che ho detto prima ‒ coesi nella diversità. È già difficilissimo per la sola maggioranza di una Regione portare avanti l’autonomia, se poi su questo tema facciamo le barricate credo che difficilmente portiamo la nave in porto.
Lo sforzo che veramente abbiamo fatto di mantenere sempre un clima collaborativo e di cucire tutte le volte in cui c’era da cucire è finalizzato a questo: fare in modo che in quest’Aula possa nascere veramente una fase costituente e attraverso questo momento e questa fase costituente possiamo realizzare insieme l’autonomia. È un dovere che abbiamo, io credo, prima che come esponenti politici, come esponenti della popolazione di 4.850.000 veneti.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Ho una buona notizia: si vota. Allora, preparatevi. Facciamo i seri.
Abbiamo fatto le dichiarazioni di voto, abbiamo assistito a un lavoro che è stato poderoso. Mi sento di ringraziare tutti i Consiglieri di maggioranza e di opposizione, perché comunque questo bilancio è frutto di un grande lavoro che avete fatto in tutti questi giorni. Penso che i veneti abbiano guardato questo lavoro con orgoglio. È stato detto un po’ da tutti. Quindi, metto al voto il progetto di legge n. 45, che ci fa chiudere questa maratona sul bilancio.
È aperta la votazione. Vi lascio qualche secondo in più.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il provvedimento è stato approvato.
(Applausi) C’è un altro punto all’ordine del giorno, intanto grazie.
Disegno di legge relativo alle modifiche dell’articolo 1 della legge regionale 29 giugno 2012, n. 23: Norme in materia di programmazione sociosanitaria e approvazione del Piano sociosanitario regionale Veneto 2012-2016. Progetto di legge n. 46.
La relazione è della Quinta Commissione consiliare. Relatore il consigliere Barbisan e correlatore la consigliera Luisetto.
Prego relatore e correlatore.
Barbisan.
Speaker : Riccardo BARBISAN (Lega – Liga Veneta)
Grazie, Presidente. Con la presente proposta di legge normativa si adegua il limite massimo di età anagrafica per la nomina a Direttore generale dell’area sanità e sociale alla normativa regionale sopravvenuta che ha novellato i requisiti di età anagrafica per i Direttori Generali delle aziende ULSS.
Alla luce del mutato quadro normativo si ritiene opportuno allineare la normativa regionale concernente la nomina del Direttore generale dell’area sanità e sociale a quella prevista per i Direttori Generali delle aziende ULSS, rimuovendo pertanto il limite di 65 anni per la nomina previsto solamente dalla normativa regionale, analogamente a quanto è già stato fatto con riferimento alla figura apicale delle aziende ULSS.
Con l’articolo 1 del disegno di legge si apportano pertanto delle modifiche al comma 4 bis dell’articolo 1 della legge regionale 23/2012, come aggiunto dall’articolo 1 della legge regionale 37/2020, sopprimendo le parole che prevedono il limite di età anagrafica di 65 anni per la nomina a Direttore generale alla sanità e sociale, prevedendo altresì ulteriori modifiche per il mero coordinamento del testo.
L’articolo 2 contiene la clausola di neutralità.
L’articolo 3 dispone l’entrata in vigore.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie al relatore.
Correlatrice, consigliera Luisetto.
Speaker : Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente. Intervengo e anch’io faccio la dichiarazione di voto tutto nell’intervento iniziale, vista anche l’ora.
Ci sono leggi che nascono per risolvere problemi reali e poi ci sono leggi come questa che nascono per risolvere questioni molto più specifiche.
Questo provvedimento sta tutto qui, perché togliere oggi il limite dei 65 anni per il Direttore generale dell’area Sanità e sociale non risponde a un bisogno del sistema sanitario veneto, non migliora i servizi, non accorcia le liste d’attesa, non aiuta i nostri territori.
Allora la domanda è semplice: a chi serve davvero questa modifica? Il limite di età non era un dettaglio burocratico, era una scelta politica precisa. Favorire il ricambio, aprire nuove competenze, costruire una Pubblica Amministrazione capace di guardare avanti.
Oggi lo togliamo e lo togliamo senza una visione alternativa.
Questo, permettetemi, è un problema, perché, mentre discutiamo di questo fuori da questa Aula, ne abbiamo parlato tantissimo in questi giorni, ci sono veneti senza medico di base, medici con oltre 1.800 pazienti, famiglie che non trovano risposte nella sanità territoriale.
C’è un sistema che fatica a reggere, che avrebbe bisogno di programmazione e trasparenza, investimenti, non di norme cucite su misura, perché questo è il punto politico vero, quando si cambia una regola generale, senza una necessità generale il dubbio che sia una legge ad personam non è un sospetto, è una conseguenza e noi questo non lo possiamo accettare.
Non possiamo accettare che la sanità, luogo massimo della cura e dell’equità diventi terreno di interventi poco chiari, poco comprensibili, lontani dai bisogni reali delle persone.
La sanità veneta ha bisogno di altro, di procedure, di selezione chiare, pubbliche e trasparenti, di valorizzare competenze anche nuove, di una governance che guardi al futuro, non che si adatti al presente e, soprattutto, ha bisogno di una cosa che in questi anni rischiamo di perdere: fiducia, perché quando le regole cambiano senza una ragione evidente, le persone smettono di credere che siano fatte per tutti allo stesso modo e, invece, le Istituzioni debbono essere questo: un luogo in cui le regole valgono per tutti e non si piegano a qualcuno.
Per questo il nostro voto sarà contrario non per una questione tecnica, ma per una questione di principio, perché la comunità, quella vera, quella che ogni giorno si prende cura delle persone e dei fragili, dei territori, ha bisogno di Istituzioni credibili e oggi, con questo provvedimento, stiamo andando nella direzione opposta.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Consigliere Rocco.
Speaker : Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti In Azione – Uniti Per Manildo Presidente)
A me, Presidente, hanno sempre insegnato che le leggi devono avere carattere astratto e generale. Le leggi, che sono fatte per andare ad incidere sulla nomina di una singola persona, non sono, secondo me, leggi che rendono giustizia al lavoro che deve fare chi è chiamato a essere legislatore.
Siamo, come è stato detto, in una fase costituente, inizia un mandato nuovo e stiamo parlando dei vertici della sanità, ovvero la competenza più importante che ha la Regione di cui oggi noi siamo amministratori e il fatto di portare questo provvedimento svilisce il ruolo che noi abbiamo e svilisce anche la visione che noi dobbiamo avere e, quindi, questo è il primo ragionamento, cioè quando si esce dal principio di astrattezza e generalità di una legge già si rinuncia al ruolo che dovrebbe avere un legislatore.
Secondo aspetto: siamo il Paese dove c’è la più alta sperequazione generazionale. Cioè chiunque abbia un’azienda sa che paga meno i lavoratori, perché abbiamo un peso della previdenza, che è un peso ormai insostenibile. Sostanzialmente non riusciamo a dare 500, 600, 700 euro in più in busta paga ai lavoratori perché siamo un Paese dove per tutta una serie di motivazioni c’è una generazione che viene fuori dal boom economico che ha avuto tanto e le generazioni di oggi invece fanno fatica.
Mi sarei aspettato proprio perché, come ha detto il consigliere Borgia prima, il Presidente Borgia prima, siete stati una coalizione che ha avuto il coraggio di scommettere su una persona giovane, che questo tipo di atteggiamento rimanesse anche come impostazione di riequilibro generazionale, dare spazio a chi si forma, dare spazio a nuova classe dirigente che non è soltanto una classe dirigente politica, è una classe dirigente negli ospedali.
Guardo il professor Gerosa, mi chiedo cosa sta succedendo al Centro Gallucci. So che è una cosa diversa da quella di cui stiamo parlando, ma che dimostra che siamo una Regione che, nonostante i proclami, nonostante questi giovani che se ne vanno, preferisce dare un incarico di consulenza piuttosto che scorrere una graduatoria nel centro che fu di Gallucci e che è stato anche il suo centro.
Se questo è il Veneto che non vuole mangiare i suoi figli, come è possibile che noi oggi votiamo una legge sostanzialmente pensata per andare a dare un incarico a una persona che non aveva i requisiti, perché evidentemente è fuori dall’età prevista, quindi innalziamo questa legge, andiamo contro un principio di astrattezza e soprattutto dimostriamo di essere una Regione che mangia i suoi figli perché non premia la capacità di investire su chi ha più prospettiva lavorativa.
Voterò convintamente contrario.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere Rocco.
Consigliere Cunegato, prego.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Partiamo da una definizione: norma ad personam. È una norma giuridica creata specificatamente per avvantaggiare un singolo individuo o un gruppo molto ristretto di individui. Noi che conosciamo la storia recente dell’Italia sappiamo che la destra del nostro Paese è stata a lungo guidata da Berlusconi.
Berlusconi fece 41 leggi ad personam.
Ricordo che aveva un processo per falso in bilancio e depenalizzò il falso in bilancio. Ricordo che aveva un processo in cui aveva bisogno di avere delle prove dall’estero e fece una legge ad personam sulle rogatorie internazionali.
Abbiamo letto sui giornali che la Regione avrebbe scelto forse come direttore generale, lo vedremo, un ex direttore generale dell’era Galan che ha 67 anni. Dopo pochi giorni ci siamo trovati un progetto di legge, ma deve essere una cosa assolutamente casuale, il progetto di legge che chiedeva di togliere il limite dei 65 anni.
Le leggi ad personam sono ingiuste, le leggi ad personam sono immorali e noi non vogliamo fare delle cose immorali.
Voi, quando ci sarà la nomina di Direttore Generale avrete modo di farci capire se aveva ragione Andreotti, quando diceva che a pensar male si fa peccato, ma quasi sempre ci si indovina, quindi questa norma è slegata da una nomina, oppure se avevamo ragione noi a sospettarlo.
Ecco, siccome le tempistiche ci dicono qualcosa e dopo poco dell’annuncio c’è stata la norma e noi siamo contro le leggi ad personam, noi voteremo convintamente no.
Siamo convinti davvero che una Regione con quasi 5.000.000 di abitanti ci siano tante persone di valore che sia necessario mettere al centro i diritti di tutte e di tutti alla salute.
Mi fa abbastanza sorridere sentire nelle vostre dichiarazioni che avete messo al centro la sanità, visto che siamo la Regione dove i veneti pagano di più di sanità privata. Ma a questo punto io credo davvero che dovremmo mettere al centro la necessità di difendere i diritti dei veneti e non quella di legiferare a favore di una persona. Di veneti con grande competenza e qualità ce ne sono tante. Adesso ci dimostrerete con le scelte dei prossimi giorni se avevamo ragione noi.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliere Szumski.
Speaker : Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
A riguardo, come dichiarato in Commissione, ci sono delle perplessità, al di là delle illazioni possibili che poi saranno verificate sul campo o meno, della non contestualizzazione con altre norme fatte, quindi c’era tutto il tempo di farlo prima e, comunque, non credo ci sia bisogno di aumentare l’età, non fosse di spaziare prendere nel campo dei giovani, perché sennò aumentiamo l’età pensionabile ovunque e lavoreremo all’infinito.
Quindi voteremo contro.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Se non ci sono altri interventi… Ho capito che non ci sono interventi; ho semplicemente detto: se non ci sono altri interventi, passerei alla votazione dell’articolato.
Dopo ci sono le dichiarazioni di voto, ovvio.
Allora, passiamo alla votazione dell’articolato. Seguitemi un attimo.
Passiamo alla votazione.
Votiamo l’articolo 1. Cercate di seguire la votazione.
Articolo 1. Un po’ di democrazia anche dalla vostra parte ci vorrebbe.
Articolo 1 approvato.
Articolo 2.
Aperta la votazione.
Chiudiamo. Approvato. Il Consigliere Vicepresidente Micalizzi vota a favore… Ah, contro.
Terza votazione. Articolo 3.
Aperta la votazione.
Registriamo. È approvato. Registriamo, scusate… Allora registriamo Micalizzi contrario e Rigo a favore. Grazie.
Se ci sono dichiarazioni di voto finali e dopodiché passo al voto finale.
Prego, consigliera Ostanel.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente. Speravo ci fosse una dichiarazione di voto, almeno un intervento dall’altra parte, perché, sa, quando poi si sentono degli interventi anche a livello nazionale che dicono: noi siamo contro le leggi ad personam, penso ad esempio che dentro la maggioranza, anche su questo punto, ci sono state posizioni diverse, credo, almeno a parole, e poi vedere che in quest’Aula in realtà nessuno interviene, nessuno ha un moto di orgoglio nel dire: Stiamo votando qualcosa che può avere un minimo di problematicità. Come ha detto bene Cunegato: Lo vedremo. Nessuno ha i dati in mano. Ma quando ci sono delle cose che in politica si associano e quando ci sono delle uscite pubbliche, poi delle smentite, troppo silenzio in un’Aula, qualcosa fa pensare.
Allora immaginare questa sera di essere qui dopo aver fatto una maratona di bilancio, dopo aver parlato di sanità pubblica, dopo aver visto la minoranza che cercava anche di condividere votando alcuni ordini del giorno, come è stato detto, e vedere adesso che, nel momento in cui votiamo una cosa inaccettabile, perché se fosse confermata sarebbe gravissimo vedere che non c’è nessuno che interviene. Ecco, speravo che ci fosse qualche moto di orgoglio anche dei partiti che dicevano no alle leggi ad personam e, invece, quest’Aula è talmente silenziosa che il nostro voto contrario sarà ancora più convinto e forte.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Non vedo altri iscritti.
Passerei all’apertura della votazione finale del provvedimento.
Prego.
Per favore. La legge è approvata.
Il Consiglio è chiuso.
Ci riaggiorneremo con i Capigruppo per fissare altre.
Auguri.
