Regione del Veneto

Di seguito una breve descrizione dei principali servizi disponibili:
Cliccando su “CC”, nell’angolo in basso a destra del video, è possibile attivare o disattivare la visualizzazione dei sottotitoli.
Per ciascuna seduta sono disponibili:
- le trascrizioni integrali degli interventi;
- l’elenco degli interventi in ordine cronologico e dei punti all’ordine del giorno trattati.
La mediateca è interamente esplorabile.
- Ricerca semplice per:
- Oratore: consente di selezionare solo le sedute di Consiglio in cui uno o più oratori selezionati sono intervenuti.
- Argomento all’ordine del giorno: consente di selezionare solo le sedute di Consiglio durante le quali sono stati trattati gli argomenti di interesse.
- Data o periodo temporale: consente di selezionare le registrazioni di sedute svoltesi durante uno specifico arco temporale o in una specifica data.
- Ricerca Avanzata: è possibile ricercare singole parole, nomi, frasi, argomenti trattati durante le discussioni in Consiglio e ottenere come risultato tutte le registrazioni delle sedute durante le quali se ne è discusso, potendo riascoltare tutti i punti esatti in cui sono state pronunciate la parole di interesse.
Alla data odierna i social abilitati sono:
Per attivare il servizio è sufficiente registrarsi inserendo l’indirizzo email sul quale si desidera ricevere l’alert e indicare le parole/argomenti di interesse.
Dopo aver impostato i criteri delle notifiche, si riceverà un’email contenente:
- l’indirizzo internet della seduta on line di riferimento
- la sessione di seduta con i criteri di ricerca impostati
- l’elenco dei link alle porzioni di Consiglio in cui vengono pronunciate le parole specificate nei criteri di ricerca. Le parole trovate sono evidenziate in corsivo.

CONTATTACI
Speaker : PRESIDENTE
Per favore, fate contattare i Consiglieri così iniziamo. Inserite le schede, per favore, e verifichiamo se c’è il numero legale. Inserite le schede, per favore. A me risultano zero schede inserite.
Signori, buongiorno. Iniziamo il Consiglio. Grazie di essere presenti. Invito i Consiglieri che sono ancora fuori a raggiungere l’Aula. Fate un po’ di silenzio, per favore.
C’è una prosecuzione della trattazione degli argomenti iscritti all’ordine del giorno di cui al protocollo del 26 agosto.
Comunico che hanno presentato congedo consigliere Calzavara, il presidente Stefani, il consigliere Marcato e la consigliera Mosco.
Iniziamo subito con le interrogazioni a risposta scritta. Prego.
Speaker : Claudio BORGIA (Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni)
Presidente, sull’ordine dei lavori. Chiedo se sia possibile fare una Capigruppo adesso oppure durante lo svolgimento del Consiglio.
Speaker : PRESIDENTE
A tema?
Speaker : Claudio BORGIA (Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni)
A tema l’organizzazione delle Commissioni e del Consiglio regionale del Veneto.
Speaker : PRESIDENTE
Consigliere, potrebbe essere anche utile farla, però c’è solo la necessità di capire se ci siano tutti i Capigruppo, utile perché oggi, fra l’altro, come vi stavo dicendo, abbiamo due piccole modifiche da fare, il punto dell’ARPAV, che dobbiamo portare il pomeriggio perché l’assessore Venturini arriverà per il pomeriggio, e il PDL n.10 a firma Rigo, che si sta distraendo, da portare a domani, nell’ottica di avere più spazio per ragionare su questo punto all’ordine del giorno.
I Capigruppo sono tutti in Aula? Allora consigliere, facciamo così, farei questa proposta: iniziamo con le due interrogazioni, dopodiché facciamo la Capigruppo, nella speranza che arrivino gli assenti. Grazie.
IRS n.100 della consigliera Cendron: "Disparità di trattamento e criticità nell’accesso al contributo abbonamenti TPL 2026 per gli utenti Trenitalia e il personale scolastico".
Presentazione da parte della consigliera Cendron. Prego.
Speaker : Rossella CENDRON (Le Civiche Venete)
Grazie, Presidente.
L’interrogazione verte sulla disparità di trattamento nell’accesso ai contributi degli abbonamenti per il trasporto pubblico locale 2026 per gli utenti Trenitalia, in particolare per i lavoratori pendolari.
Posto che, con delibera di Giunta del novembre 2025, la Regione ha approvato il bando e concede annualmente un contributo sotto forma di voucher da 200 o 160 euro per l’acquisto di abbonamenti annuali per il TPL, inclusi i servizi ferroviari regionali e locali, posto che ci sono 5 milioni destinati ai cittadini residenti in Veneto proprietari di veicoli o motoveicoli, con l’obiettivo di incentivare la mobilità sostenibile (ricordo anche che la finestra per presentare le domande era fissata dalle 10.00 del 12 gennaio 2026 alle 12.00 del 31 agosto 2026).
Mentre per la maggior parte delle aziende di trasporto, quindi autobus e tram, l’elenco degli abbonamenti e il calendario di attivazione sono già stati definiti a dicembre, per quanto riguarda Trenitalia l’individuazione delle tipologie ammissibili è avvenuta solo con decreto del 2 aprile 2026, quindi la data di attivazione per gli abbonamenti di Trenitalia è stata fissata al 20 giugno 2026.
Questo cosa vuol dire? Vuol dire che questo ritardo amministrativo e tecnico nella configurazione della piattaforma di Trenitalia ha impedito a migliaia di pendolari ferroviari, che hanno rinnovato l’abbonamento nei primi mesi dell’anno, in particolare a gennaio o ad aprile 2026, di poter beneficiare di questo contributo. Questo si riverbera in una disparità di trattamento rispetto agli utenti del trasporto pubblico su gomma.
La scadenza era stata fissata al 31 agosto 2026. Cosa vuol dire questo? Che esclude automaticamente le categorie fondamentali, come il personale docente, il personale ATA, gli studenti universitari, i collaboratori scolastici, i dipendenti pubblici e tutto il personale che utilizza gli abbonamenti del treno, perché questi solitamente sottoscrivono o rinnovano gli abbonamenti annuali nel mese di settembre, in concomitanza con l’inizio dell’anno scolastico e l’anno accademico.
Si chiedeva quindi alla Giunta se sia a conoscenza delle forti lamentele dei pendolari ferroviari, che di fatto sono stati penalizzati, dovute al ritardo dell’integrazione della piattaforma Trenitalia, e se non si ritenga di applicare una clausola di salvaguardia, per includere in maniera retroattiva chi ha sottoscritto gli abbonamenti di Trenitalia tra gennaio e giugno 2026.
Si chiede alla Giunta se si intenda fare una proroga della scadenza oltre il 31 agosto e se, in vista del prossimo bando, si ritenga di consentire la presentazione delle domande di bonus anche alle persone con disabilità, per esempio, che, pur non possedendo un’autovettura, comunque fruiscono in via continuativa del trasporto pubblico locale.
Vogliamo essere certi che nelle prossime edizioni del bando la piattaforma sia pienamente operativa per tutti i vettori sin dal primo giorno di apertura, evitando discriminazioni tra le diverse tipologie di utenti del trasporto pubblico locale.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliera.
Risponde, invece dell’Assessore, l’assessore Roma. Prego.
Speaker : Ass.ra Paola ROMA
Grazie, Presidente.
Con deliberazione n.109 dell’11 novembre 2025, la Giunta regionale ha approvato il bando rivolto alle persone fisiche residenti in Veneto proprietarie e prime intestatarie di veicoli, finalizzato alla concessione di contributi a favore di lavoratori e studenti residenti in Veneto per l’acquisto di abbonamenti annuali al trasporto pubblico locale (autobus e tram urbani ed extraurbani) e al trasporto pubblico ferroviario regionale e locale, riguardanti i Comuni capoluogo di Provincia del Veneto.
La misura si colloca tra le azioni del Piano regionale di tutela e risanamento dell’atmosfera, volte ad incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico locale in luogo del mezzo privato, al fine di contribuire al miglioramento della qualità dell’aria della Regione.
L’iniziativa si pone inoltre in continuità con quella avviata in forma sperimentale con deliberazione di Giunta regionale n. 1499 del 16 dicembre 2024, entrambe a valere sul programma di finanziamento statale, di cui al decreto direttoriale MATTM-CLEA n.412 del 2020.
Considerato l’interesse riscosso dalla prima edizione del bando, nella seconda edizione è stata ampliata la platea dei potenziali beneficiari, attraverso la partecipazione di ulteriori aziende di trasporto e tratte ammesse. L’iniziativa è stata infatti estesa all’utenza delle linee trasporto autobus e tram, aventi come origine o destinazione i Comuni capoluoghi di Provincia, ma esercite anche nelle aziende concessionarie del solo servizio di trasporto extraurbano, in precedenza escluse.
Inoltre, per disincentivare ulteriormente l’uso del mezzo privato, il contributo è stato esteso anche al trasporto locale e regionale ferroviario.
L’estensione al trasporto locale e regionale ferroviario ha comportato la necessità di una costante interlocuzione tra gli uffici della Regione e quelli di Trenitalia, già a decorrere dalle prime fasi della programmazione della misura a luglio 2025, sino all’attivazione completa della stessa a giugno 2026, per implementare la piattaforma informatica di Trenitalia, collegandola a quella regionale, al fine di garantire l’operatività del bando.
La Giunta regionale, consapevole dell’attivazione non uniforme dell’iniziativa, sta valutando l’adozione, dalla prossima edizione, di misure specifiche a tutela di coloro che non hanno potuto usufruire del voucher fin dall’inizio dell’anno, tenuto conto altresì del maggior risparmio di emissioni da parte di chi sceglie il trasporto su rotaia rispetto a quello su gomma.
D’altro lato, non è neppure possibile una proroga dei termini di chiusura dell’iniziativa a causa dei vincoli di utilizzo dei fondi ministeriali posti a dotazione del bando stesso. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Assessore.
Prego, consigliera.
Speaker : Rossella CENDRON (Le Civiche Venete)
Grazie, Assessore, per la risposta. Prendo atto delle intenzioni espresse nella risposta e mi dichiaro parzialmente soddisfatta, perché condivido sicuramente appieno l’obiettivo della misura, che è il piano di risanamento dell’atmosfera, per incentivare il trasporto pubblico locale rispetto al mezzo privato, però di fatto si è creata questa disparità di trattamento.
Dalla risposta stessa della Giunta emerge che, a fronte di un’interlocuzione che si è avviata a luglio 2025, l’integrazione della piattaforma di Trenitalia è arrivata a compimento soltanto a giugno 2026, 11 mesi di ritardo per chi utilizza la rotaia rispetto a chi viaggia su gomma, quindi è un paradosso evidente, perché chi utilizza il treno è il miglior "risparmio" di emissioni inquinanti, ma si trova penalizzato, in particolare, come dicevo, il personale scolastico, i dipendenti e chi acquista l’abbonamento a inizio dell’anno.
Prendo atto che ci sono dei vincoli dei fondi ministeriali che non consentono proroghe per questa annualità, però accolgo con favore il passaggio della Giunta, che dichiara di valutare specifiche misure di tutela per la prossima edizione a favore proprio di chi è stato escluso.
Chiedo che questa valutazione sia un impegno formale, concreto, in primo luogo garantendo un meccanismo di recupero e compensazione nel prossimo bando per chi ha subìto questo ritardo e in secondo luogo assicurando che le piattaforme regionali e dei gestori siano pienamente collaudate e operative prima di lanciare i nuovi bandi, altrimenti la burocrazia va a discapito dei diritti dei lavoratori e degli studenti veneti.
Continuo a ribadire l’attenzione del nostro Gruppo verso questo tema fondamentale della riduzione delle emissioni e del cambiamento anche culturale verso una cultura della mobilità.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Sospenderei per il momento il Consiglio per fare la Capigruppo, come da richiesta. Ci sono i Capigruppo, i numeri ci sono per fare la Capigruppo. Andiamo in Sala del Leone. Signori, buongiorno, prendete posto, per favore. Prego, prendete posto. Ciao, Assessore. C’è la Capigruppo? L’abbiamo fatta al volo. Prego, chiudete le porte, per favore. Grazie.
Come deciso, il punto n.7.1, che è il rinnovo dell’incarico del Direttore generale dell’Agenzia regionale per la prevenzione ambientale del Veneto (ARPAV) lo rimandiamo al pomeriggio, invece il punto n.8 lo trattiamo subito.
Punto n.8: Progetto di legge relativo a "Disposizioni per il contrasto all’occupazione e all’utilizzo abusivi degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e modifiche alla legge regionale 3 novembre 2017, n.39 "Norme in materia di edilizia residenziale pubblica".
La relazione della Seconda Commissione consiliare c’è, il relatore è la consigliera De Berti, alla quale do la parola, per poi darla al correlatore, consigliere Montanariello. Prego.
Speaker : Elisa DE BERTI (Lega-Liga Veneta)
Signor Presidente, colleghe e colleghi consiglieri, il provvedimento che oggi sottoponiamo all’esame dell’Aula parte da un principio semplice: un alloggio di edilizia residenziale pubblica è un bene comune, destinato a chi vive una reale condizione di bisogno.
È una risorsa preziosa e limitata, per questo ogni occupazione e utilizzo abusivo non rappresenta solo la violazione di una regola, può significare una casa sottratta a una famiglia che ne ha diritto e che attende una risposta dalle Istituzioni. L’obiettivo del testo è quindi molto chiaro: tutelare chi ha diritto alla casa, chi rispetta le regole e chi utilizza correttamente l’alloggio assegnato, attraverso una disciplina più rigorosa contro gli abusi, controlli effettivi e una migliore collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti.
Prima di entrare nel merito, ritengo doveroso ricordare come siamo arrivati a questo testo. Il provvedimento in discussione è il frutto dell’abbinamento di tre iniziative: il PDL n.66, che ho presentato insieme ai colleghi Tomaello, Bedin e Lanzarin, il PDL n.77 d’iniziativa della Giunta regionale e il PDL n.84, presentato dai consiglieri Lovat e Szumski. Sono proposte nate da soggetti diversi, ma accomunate dalla stessa esigenza: rendere più giusta ed efficace la gestione del patrimonio abitativo pubblico e contrastare con maggior decisione l’occupazione e gli utilizzi abusivi.
La Seconda Commissione ha svolto su questi testi un lavoro ampio e approfondito di confronto, tutti i consiglieri hanno potuto offrire il proprio contributo attraverso osservazioni, proposte ed emendamenti. Ciascun apporto è stato utile per chiarire le norme e rafforzare il provvedimento. Per questo, il testo che oggi arriva in Aula non è la semplice somma di tre proposte e non può essere attribuito ad un solo proponente, è una sintesi legislativa costruita in Commissione, un sistema organico, nel quale requisiti di accesso, cause di decadenza, verifica e raccolta dei dati e azione di prevenzione sono collegate tra loro.
Il primo asse riguarda la conoscenza del patrimonio e dei bisogni. Viene istituita l’Anagrafe regionale dell’edilizia residenziale pubblica, integrazione disposta durante l’istruttoria in Commissione su mia proposta. La Regione potrà così disporre di un quadro aggiornato degli alloggi, compresi quelli non immediatamente assegnabili per esigenze manutentive, delle domande presentate e dei soggetti idonei, sia assegnatari, sia ancora in attesa.
I dati saranno organizzati su base territoriale e trattati in forma aggregata e anonimizzata, Comuni e ATER dovranno trasmettere ogni anno le informazioni necessarie. L’inosservanza reiterata e colpevole di questo obbligo potrà incidere anche sulla valutazione del Direttore dell’ATER. Abbiamo inserito questo perché spesso le strutture della Giunta inseriscono nella documentazione che ciò che hanno esaminato non è completo nei dati, perché non tutti coloro che devono trasmettere i dati lo fanno, quindi abbiamo voluto inserire questa norma per cercare di imporre a chi di dovere di trasmettere i dati. Parallelamente, la relazione della Giunta sull’attuazione della legge diventa annuale e dovrà dare conto non solo dei dati dell’anagrafe, ma anche delle verifiche effettuate e dei loro esiti. Conoscere meglio significa programmare meglio, intervenire dove serve e rendere più trasparente l’uso di un patrimonio che appartiene alla comunità. Il secondo asse riguarda l’equità nell’accesso. Il lavoro in Commissione ha permesso di armonizzare ed integrare le tre proposte iniziali, sia sui requisiti di accesso che sulle cause di decadenza. Abbiamo cercato di valutare la gravità, lavoro che ci ha consentito di differenziare le sanzioni collegate alle singole fattispecie sulla base di criteri di ragionevolezza e proporzionalità.
Il progetto rafforza i requisiti richiesti a chi presenta domanda per un alloggio ERP. Non potrà tornare immediatamente nel sistema chi ha già utilizzato in modo scorretto un alloggio pubblico, mentre non potrà più avere accesso agli alloggi ERP chi lo ha destinato abusivamente ad altri usi o lo ha impiegato per attività illecite di rilevanza penale; disposizione, quest’ultima, inserita in sede di esame di Commissione.
Sono previste preclusioni precise e proporzionate alla gravità delle condotte. Cinque anni per chi sia stato destinatario di una convalida di sfratto da un alloggio ERP o sia stato dichiarato detentore senza titolo dopo il venir meno del titolo originario, la fonte è il PDL n. 77 della Giunta; cinque anni in caso di annullamento dell’assegnazione (PDL n. 77 della Giunta), fondato su dichiarazioni mendaci o documenti falsi, integrazione disposta in Commissione; dieci anni per chi abbia occupato un alloggio senza averne mai avuto titolo (disposizione inserita su proposta del vicepresidente Montanariello). Io, personalmente, insieme alla consigliera Leso, che è il Segretario della Commissione, abbiamo depositato un emendamento per ricondurre questa fattispecie, in relazione alla gravità, ad una inibizione a vita.
Anche una precedente decadenza avrà conseguenze sulla possibilità di presentare una nuova domanda: tre o cinque anni a seconda della causa. Abbiamo lavorato sulla proposta iniziale della Giunta e su quella della sottoscritta e dei miei colleghi.
Per la morosità, oltre al decorso del termine, la condizione dovrà essere superata, come da PDL n. 84 dei consiglieri Szumski e Lovat.
In questo modo, la graduatoria tutela davvero chi attende rispettando le regole e impedisce che i comportamenti gravi restino privi di conseguenze. Il terzo asse riguarda l’uso reale e stabile dell’alloggio. Entro trenta giorni dalla consegna non sarà sufficiente occupare formalmente l’immobile. Tutti i componenti del nucleo familiare dovranno trasferirvi la residenza, salvo gravi e giustificati motivi.
Inoltre, il periodo che può far emergere una mancata abitazione stabile viene ridotto da sei a tre mesi, restando ferme le autorizzazioni legate a gravi motivi familiari, di salute o di lavoro.
In base al PDL n. 84 di Lovat e Szumski viene poi chiarita, per i cittadini di Paesi non appartenenti all’Unione europea, l’applicazione del medesimo requisito di stabile convivenza previsto per gli altri nuclei familiari. È una regola uniforme che rende più chiaro chi compone effettivamente il nucleo destinatario dell’alloggio.
Il quarto asse, particolarmente importante, riguarda le verifiche e le ispezioni. Qui abbiamo lavorato in particolar modo sul PDL n. 66 mio e degli altri colleghi e sul PDL n. 84 Szumski e Lovat. Comuni e ATER dovranno procedere a verifiche negli alloggi e nelle relative pertinenze per controllarne lo stato di conservazione, il rispetto degli obblighi contrattuali e l’attuale presenza di situazioni che comportano la decadenza. Il personale dovrà essere munito di regolare tesserino di riconoscimento.
L’assegnatario sarà tenuto a consentire l’accesso. Il rifiuto senza giustificato motivo diventa cause di decadenza e quella decadenza, a sua volta, impedisce di presentare una nuova domanda per i successivi cinque anni.
La stessa innovazione viene quindi seguita lungo tutto il suo percorso: obbligo di consentire il controllo, conseguenze sul rapporto in corso, effetto sul futuro accesso e rendicontazione annuale dei risultati. Questa è una scelta di serietà. Una regola che non può essere verificata rischia di rimanere soltanto sulla carta. Al contrario, controlli riconoscibili, motivati e tracciabili proteggono il patrimonio, gli assegnatari corretti e le comunità che vivono negli edifici ERP.
Il quinto asse è la prevenzione insieme al coordinamento tra Istituzioni. La Regione promuoverà percorsi formativi specifici, anche tecnico giuridici, per gli operatori di Polizia locale. Tali percorsi potranno essere estesi in convenzione anche ad altre Forze di Polizia. Non basta, infatti, prevedere nuovi strumenti, occorrono competenze adeguate per applicarli in modo corretto e uniforme.
Viene inoltre istituito un tavolo tecnico interistituzionale, al quale partecipano Regione, ATER, Comuni ad alta tensione abitativa, Polizie locali, Ambiti territoriali sociali e, previa intesa, Prefetture e Forze di Polizia. Il tavolo potrà coinvolgere anche altri Comuni ed Enti, individuare le aree maggiormente interessate o più esposte al rischio e predisporre un piano integrato di prevenzione e contrasto.
La presenza degli Ambiti territoriali sociali è importante, perché sicurezza, legalità e attenzione alle situazioni di fragilità devono dialogare, non procedere su binari separati.
Completano il provvedimento alcune misure puntuali ma utili: il possesso di una laurea magistrale o del corrispondente titolo del vecchio ordinamento tra i requisiti del Direttore dell’ATER, secondo il Pdl n.77 della Giunta, la qualificazione degli alloggi inseriti nell’elenco degli alloggi sociali come unità destinate alla locazione permanente per ridurre il disagio abitativo (questo è un emendamento del consigliere Bozza) e una più frequente verifica dei risultati della legge, un emendamento condiviso in Commissione.
Il progetto individua anche le necessarie coperture, 100.000 euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028 per i percorsi formativi, e 5.000 euro annui nel medesimo triennio per gli oneri connessi al tavolo tecnico.
È importante sottolineare che questa disciplina non confonde la fragilità con l’abuso, restano le tutele per le situazioni giustificate. Il mancato trasferimento della residenza rileva in assenza di gravi motivi, l’assenza dall’alloggio può essere autorizzata per ragioni familiari, di salute o di lavoro, il rifiuto dell’ispezione produce conseguenze soltanto quando è immotivato.
Anche il tema della morosità va letto distinguendo la condotta colpevole dalla difficoltà incolpevole. Il rigore in questo ambito non è il contrario di solidarietà, è la condizione che permette alla solidarietà di essere credibile, equa e davvero rivolta a chi ne ha bisogno.
Sul testo sono stati acquisiti i pareri favorevoli del CAL e della Prima Commissione per la parte di competenza. La Seconda Commissione ha concluso l’esame il 9 luglio 2026 e ha licenziato a maggioranza il testo unificato.
Colleghe e colleghi, con questo progetto di legge affermiamo che la casa pubblica deve essere assegnata con criteri giusti, abitata responsabilmente e soprattutto gestita con trasparenza. Rafforziamo la capacità delle Istituzioni di conoscere, di controllare, ma anche di prevenire, soprattutto difendiamo il diritto delle persone e delle famiglie che attendono una casa e rispettano le regole.
Più legalità nel patrimonio pubblico significa anche più giustizia sociale, ed è con questo spirito che consegniamo il provvedimento all’esame dell’Aula. Ovviamente, ringrazio tutti i commissari per il grande lavoro fatto in Commissione, ci saranno altri emendamenti che sono emersi successivamente, ma li discuteremo nel corso della seduta. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliera De Berti.
Diamo la parola al consigliere Montanariello per la correlazione.
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Partire prima della correlazione nel ringraziare tutti i tecnici della Commissione e del legislativo, perché questo è la sintesi di tre progetti di legge, quindi sicuramente un iter burocratico non facile, ringraziare la presidente De Berti, la consigliera segretaria Leso e tutto l’Ufficio di Presidenza, perché devo dire che, pur essendo un tema che doveva vedere delle contrapposizioni se pensiamo a delle ideologie, forse è stato uno dei momenti in cui più c’è stata sintesi, anche perché credo che l’esperienza di molti commissari, che sia quella degli Enti locali, Sindaci, consiglieri, assessori o altro, abbia in mente un punto chiaro, che è quello che diceva prima la Vicepresidente: quello che ci vuole rispetto per il patrimonio pubblico, quello che bisogna essere comprensivi e aiutare quando chi è all’interno di una struttura pubblica per motivi non colpevoli non può più pagare l’affitto o non può lasciare la casa se scade un contratto.
Credo che quelle siano forme dove il pubblico deve avere attenzione di fronte alle fragilità. Però, con altrettanta forza e con pacata timidezza bisogna avere il coraggio di dire che il patrimonio pubblico deve smettere di essere quella cosa che spesso non sai neanche dove lo hai e che può essere previsto alla mercé di tutti che c’è chi può occupare, chi può snaturarlo, chi può fregarsene delle regole, chi può fare dichiarazioni che non corrispondono alle esigenze, perché io credo che vada ricordato che un legislatore deve distinguere chi non è in grado di pagare un affitto, chi ha una morosità incolpevole, chi ha una fragilità da chi va a occupare una casa, che io considero un delinquente, perché chi occupa una casa senza motivo è una persona che la toglie a una brava persona che ha i requisiti e che è in graduatoria. Chi occupa una casa senza motivo ha gli strumenti spesso, dobbiamo dircelo, che non corrispondono, ma bene o male, tra la rete di volontariato, il terzo settore e gli uffici del sociale non è quello che tu proprio vuoi, ma generalmente è difficile dormire sotto un ponte, anche magari con situazioni non comode.
Nella mia realtà, ci sono situazioni anche del terzo settore, ecclesiastiche, anche perché nei miei quindici anni di esperienza da Consigliere comunale posso dire che non ho mai visto occupare una casa sperduta, disagiata e rotta. In genere, chi occupa una casa, sa anche dove andare a occupare. Spesso, diciamocelo, ci sono da noi fortunatamente poco, come in alcune parti d’Italia, fortunatamente da noi quasi zero, da quello che abbiamo a conoscenza, anche regie di malaffare quando si parla di patrimonio. Il patrimonio pubblico lo deve gestire il pubblico, non il delinquente che si sogna di occupare un alloggio.
Credo che su questo tema ci siano sensibilità diverse, ma per quanto mi riguarda, e ci tengo a chiarirlo perché poi nel dibattito pubblico molto spesso siamo additati, per quanto mi riguarda, va salvato il fragile, il moroso incolpevole, chi non abbandona l’alloggio perché non sa dove andare, chi ha delle condizioni che meritano attenzione, ma se uno butta giù una porta e occupa una casa è un delinquente che merita di avere poca comprensione, perché non sta togliendo nulla a noi in quest’Aula, ma sta togliendo la casa magari a una persona fragile, che ha voglia di rispettare le regole e rimane in graduatoria per anni.
Farei questo cappello. Presidente e colleghi, oggi siamo chiamati ad esaminare tre progetti di legge, il PDL n. 66, il PDL n. 77 e il PDL n. 84, che intervengono sulla legge n. 39 del 2017 in materia di edilizia residenziale pubblica, con un obiettivo comune: rafforzare gli strumenti di contrasto agli abusi. Vorrei ricordare che abbiamo due problemi: uno, siamo noi che come Regione mettiamo risorse pari a zero e abbiamo una percentuale spropositata di alloggi vuoti che potremmo assegnare, così magari quello che occupa se ha dei requisiti o è ultimo in graduatoria viene anche ripescato; l’altro è che non abbiamo strumenti per quello che non ha neanche i requisiti. Vi inviterei a farvi un giro sotto gli alloggi occupati. La macchina più piccola è più grande della mia che faccio il Consigliere regionale. Se andate nei bar vicini, molto spesso vedete che... Dopo ci sono i fragili veri, non voglio fare di tutta l’erba un fascio, però ci sono anche casi di comprovata occupazione per altri motivi che non corrispondono sempre alla fragilità. Non faccio di tutta l’erba un fascio, ma il legislatore deve distinguere il fragile bisognoso dal delinquente. Il fragile non è delinquente e il delinquente non è fragile.
Faccio una panoramica sulle proposte così come presentate. Il progetto di legge n. 66 introduce modifiche alla legge regionale n. 39 “Nuovi strumenti organizzativi, ispettivi e di coordinamento istituzionale”. Si concerta, in particolare, sul contrasto alle occupazioni abusive, alla cessione e alla sublocazione irregolare degli alloggi ERP, nonché al mutamento della destinazione d’uso degli immobili. Prevede nuove attività di vigilanza, specifici poteri ispettivi a Comuni e ATER, percorsi formativi per la Polizia locale e l’istituzione di un tavolo tecnico interistituzionale.
Su ogni punto e su ogni articolo trattato, la Presidente e i Commissari sono testimoni, siamo sempre intervenuti su casi specifici ed esempi veri, al punto che a volte diventava anche simpatico perché si diceva: “Può essere che di ogni caso c’è un esempio che porti, Montanariello?”. Sì, perché noi dobbiamo agire se decidiamo di aggiornare una legge sugli esempi concreti, positivi e negativi, che abbiamo visto anche tante volte nelle carenze delle ATER, che non è che siano gioiellini che brillano e funzionano in modo perfetto.
I tre progetti di legge intervengono sull’articolo 25 della legge n. 39/2017 relativo ai requisiti di accesso agli alloggi ERP, introducendo forme di inibizione temporanea collegate a precedenti comportamenti irregolari. Il PDL n. 66 amplia il requisito esistente di non aver ceduto o sublocato un alloggio ERP includendo il divieto di averne mutato le condizioni d’uso.
Il PDL n. 77, quello della Giunta, introduce nuove classi ed esclusioni quinquennali per chi sia stato destinatario di sfratto, occupazioni senza titolo, provvedimenti di decadenza, annullamento o mancato rinnovo; rafforza l’ipotesi di decadenza, contiene modifiche relative ai requisiti dei titoli professionali.
Il PDL n. 84 propone una causa ostativa di 10 anni per chi sia stato destinatario di un provvedimento di decadenza o risoluzione contrattuale per morosità, introduce controlli periodici, introduce per i cittadini non appartenenti all’Unione Europea il requisito della convivenza anagrafica, l’articolo 32 è relativo alla decadenza delle assegnazioni, mentre il PDL 66 riducono da sei a tre mesi il periodo di massima mancata stabile abitazione dell’alloggio che determina la decadenza.
Il PDL n. 77 aggiunge come causa di decadenza e mancato trasferimento della residenza di tutti i componenti del nucleo familiare e quelli che si erano dichiarati per avere titolo, si intende; cioè tu dici: ho una famiglia numerosa e dopo te ne vai a vivere da solo; quindi vuol dire che hai truffato il punteggio.
Il PDL n. 66 introduce una nuova causa di decadenza per il rifiuto ingiustificato di consentire le ispezioni, previe sanzioni accessorie, tra cui l’inibizione quinquennale.
Provo a dare conto di quello che abbiamo fatto in Commissione.
Nel corso dell’esame si è svolto un lavoro approfondito e condiviso che ha provato a migliorare il testo.
Una proposta che ho fatto, che è stata accettata, è quella di non avere i percorsi formativi solo alla Polizia locale, quando serve fare i controlli per l’idoneità dell’alloggio, perché, vorrei ricordare, che in molti Comuni abbiamo questo problema che ha pochi Agenti di Polizia locale, allora, cari colleghi, tu devi mandare il controllo necessario per vedere se l’alloggio è idoneo, che vuol dire la metà… Guardate che in alcuni casi… Cioè la metratura corrisponde, ma non c’è la finestra, allora devi dire: fai la variazione catastale che la finestra l’hai nel soggiorno; cambia quella camera da letto perché hai delle regole da rispettare e anche alcuni requisiti igienico sanitari.
Su questo è stato proposto di non limitarci solo alla Polizia locale, perché molto spesso i cittadini non riescono ad avere una risposta. Si blocca tutto.
Se ci sono delle realtà dove magari ci può essere che… Allora abbiamo proposto che, se ci sono delle realtà, faccio l’esempio di molti Comuni di medie dimensioni, dove hanno la fortuna di avere la Caserma dei Carabinieri, della Polizia, della Finanza, questo corso per fare le verifiche - queste sono verifiche nell’interesse dei cittadini, voglio dire – non è che ATER può dire “in 50 metri vai in otto”, quindi si possa avere che i Comuni fanno richiesta alla Polizia piuttosto che alla finanza, piuttosto che ai Carabinieri, per evitare che ora che adempiono i Vigili si aspettano mesi, credo che sia una cosa molto positiva questa, perché vuol dire accelerare i termini della burocrazia e perché credo che, non è la prima volta, ma come si fanno, ad esempio, i coordinamenti interforze sulla battigia quando c’è il controllo contro il commercio abusivo, non vedo perché non ci possa essere anche quando tu devi andare a verificare i requisiti, essendo loro comunque Agenti di Polizia giudiziaria titolati se formati a questo.
Desidero, inoltre, dare atto alla Presidente De Berti dell’importante lavoro svolto sull’Istituzione dell’Anagrafe regionale dell’edilizia residenziale pubblica.
Uno strumento fondamentale è predisporre di dati costantemente aggiornati sugli alloggi ERP sui soggetti inseriti nelle graduatorie attribuendo ATER e Comuni uno specifico debito formativo, anche perché siamo nell’era del digitale, voglio dire, non capisco perché non si debba essere in rete.
Sempre in Commissione è stato svolto un importante lavoro sui requisiti di accesso e decadenza.
Tra le modifiche apportate è stato inserito come requisito per l’accesso non aver mutato - questa, non vorrei ricordare male, ma credo sia una mia proposta - non aver mutato abusivamente la destinazione dell’alloggio precedentemente assegnato. La specifica del termine abusivo è stata proprio introdotta durante la Commissione.
Su questo vorrei sgombrare il campo, perché poi sapete che c’è il buonista che dice "no, ma"... se io ti do un alloggio e tu dentro fai un B&B, dentro fai un ristorante, dentro fai una clinica, dentro fai altro, vuol dire che non sei bisognoso di un alloggio, quindi vuol dire che ti sei preso un alloggio per fare un’altra cosa, e se tu prendi un alloggio, lo modifichi abusivamente e decidi di farci il B&B di turno (lo dico a tutti quelli che dopo mi punteranno il dito, accusandomi), cari amici buonisti, una persona che ha diritto a un alloggio ATER, non va ad abitarci e muta la destinazione d’uso, è una persona che non ha diritto a quell’alloggio, perché vuol dire che sta facendo altro, una persona che l’ha tolto a chi ha diritto.
Uno che ha bisogno di una casa non si mette a fare altro, se gli assegnano una casa, in mezzo a quelle mura, e lo dico perché abbiamo visto casi di case ATER dentro le quali hanno trovato i B&B (basta digitare su Google) e, se fai questo, non sei un bisognoso, sei un furbastro, ed è giusto che non freghi il tratto a una persona bisognosa che magari dorme in macchina.
Su mia proposta è stato introdotto il requisito permanente di non aver adibito l’alloggio ad attività illecite di rilevanza penale, precisando che deve trattarsi di attività di rilevanza penale, non si dice uno che ha rubato una bicicletta, si parla dell’alloggio a rilevanza penale, che vuol dire che se dentro le mura di casa ti metti a fare spaccio di droga, ti metti a fare giri illeciti, questioni che la Magistratura ritiene di rilevanza penale vuol dire che devi decadere, perché la legalità è un valore, e su questo abbiamo specificato non i membri della famiglia, perché uno può non avere colpa se ha un figlio che prende una brutta strada, non deve pagare tutta la famiglia.
Siamo consapevoli di questo, che possono capitare delle situazioni di disagio e marginalità in cui la famiglia non può pagare per un membro, ma se sei capofamiglia, hai un alloggio ATER e ti metti nelle mura della casa, che è pubblica, a vendere droga e la magistratura accerta con un percorso definitivo di condanna che tu lo hai fatto là dentro, non fuori, che sono due cose diverse, credo che non ci sia niente di male nel dire che hai utilizzato un alloggio di proprietà del patrimonio pubblico per fare quello che non è la sua finalità.
Sempre su mia proposta abbiamo introdotto, modificando il PDL n.77, che dice di non essere stati destinatari nei 10 anni precedenti di provvedimenti che abbiano accertato l’occupazione senza titolo di un alloggio ERP. Su questo - tengo molto a dirlo - credo che noi dobbiamo distinguere la persona che non lascia l’alloggio perché non ne trova un altro e va presa in carico come persona fragile, la persona che non può pagare e fa un piano di dilazionamento che certifica la sua morosità incolpevole, perché ha perso il lavoro, perché quella gente non si tocca, va aiutata. Dobbiamo distinguerla, però, da chi occupa una casa senza titolo e senza motivo.
Credo che su questo ci sia poco da dire nell’era in cui - ripeto - gli ATER non brillano, la Regione Veneto non mette soldi, il 23% del patrimonio è chiuso, quindi per quelle poche che ci sono credo che vada dato un segnale chiaro, anche perché abbiamo i nostri Sindaci disperati, i nostri Sindaci non sanno più come comportarsi, pagano gli alberghi, pagano gli affitti ai privati, che ci sta, però devi farlo per chi ha bisogno, perché credo che su questo - ripeto - dobbiamo sempre distinguere i bisognosi dai furbi.
È facile? No. Sbaglieremo qualcosa? Sì, ma un legislatore deve darsi l’obiettivo di aiutare chi ha bisogno e punire chi fa degli illeciti, anche perché - ripeto - abbiamo ben inserito nella legge che una persona, se prova a fare un piano di rientro, se dimostra la morosità incolpevole, non va toccata, va tutelata, che sono due cose diverse dall’avere la mannaia del giustizialismo, che è un rifiuto a priori, da avere un buonismo cronico dove tutto è permesso.
Io credo che l’era di aiutare le persone che hanno bisogno si faccia sempre più contingente per la crisi che viviamo e credo che dobbiamo prendere atto che gli strumenti che abbiamo devono funzionare.
Annullamento e decadenza. Abbiamo esaminato puntualmente tutte le fattispecie di annullamento o decadenza, valutandone la gravità e individuando caso per caso, qualora fosse opportuno, se prevedere un periodo di inibizione dalla presentazione di una nuova domanda, sempre in Commissione abbiamo ritenuto opportuno limitare una inibizione quinquennale ai casi di annullamento alle dichiarazioni mendaci o documenti falsi presentati alle assegnazioni.
Questa è un’altra proposta che ho fatto io in Commissione, dove ho provato a dire: distinguiamo le dichiarazioni mendaci. Se uno ti fa la dichiarazione mendace perché quella dichiarazione lo porta ad avere un punteggio, è un conto, ma se uno ti mette che non ha un libretto postale, che magari si è scordato che è scaduto da dieci anni ed è a zero o non ti mette una x o non ti mette che ha l’animale domestico, che sono cose che non hanno magari influito sul punteggio, non consideriamole dichiarazioni mendaci. C’è la buona fede.
Se uno ti dice che ha quattro figli e ne ha uno e aumenta il punteggio è una dichiarazione mendace. Se un poverino sbaglia a mettere una X o non dice che ha un libretto postale che magari ha anche meno 10 euro, quindi dava punteggio al contrario per averlo, non stiamo con il fucile spianato, verifichiamo qual è l’errore. Su quello c’è una Commissione e su questo ho fatto una battaglia importante, perché molto spesso c’è un livello nella nostra società, da una parte di scolarizzazione elevata, ma da una parte di bassa scolarizzazione. Un poverino magari omette che ha la macchina, perché non si ricorda che quella del figlio è intestata a lui, non è che questo deve decadere, non è che ha dichiarato di avere una condizione che gli dà più punteggio. Quindi, le dichiarazioni mendaci vanno valutate tra quelle che possono generare un’agevolazione se tu le hai fatte e il poverino che non metto una X. Io quando compilo una carta già di mio la sbaglio: la privacy, la croce, la banca, la firma.
Dobbiamo anche tener conto che dobbiamo essere comprensivi nei confronti di persone che sbagliano a volte senza volerlo.
Un ulteriore lavoro ha riguardato la modulazione delle inibizioni conseguenti e i provvedimenti di cadenza. Abbiamo previsto una inibizione di tre anni per la mancata presentazione della stipula di contratto senza giustificato motivo o di mancata occupazione dell’alloggio, trasferimento della residenza del nucleo familiare, ed è quello che dicevamo prima. Se tu dichiari che il nucleo è quello...
Abbiamo, invece, previsto un’inibizione di cinque anni nei casi di abitazione non stabile nell’alloggio per oltre tre mesi continuativi, gravi danni arrecati agli immobili o alle parti comuni, grave e reiterata violazione del regolamento condominiale, rifiuto ingiustificato di consentire verifiche incolpevoli.
Su questo credo che, se tu hai un immobile, lo danneggi, fai danni alle parti in comune, non fai entrare per fare le verifiche, non presenti i documenti, se uno sta male e lo fa senza volerlo è un conto, c’è giustificazione medica, ma se uno si mette a spaccare i muri, spaccare le finestre, spaccare le porte, riempire le case di rifiuti credo che questa cosa vada nel rispetto di tutti gli altri che abitano anche in quel condominio che si comportano bene, che magari ci terrebbero che l’ascensore non fosse rotto, ci terrebbero che i muri delle scale non fossero danneggiati e quindi credo sia un punto anche che non è un punto di cattiveria, ma è un punto di comprovata verifica di chi danneggia un patrimonio pubblico. Ricordiamoci che quando danneggi le parti comuni stai danneggiando anche le parti di quello che paga l’affitto, vuole andare in garage e magari non vuole avere il cancello rotto o non vuole avere i muri spaccati. È stata inoltre introdotta una nuova causa di decadenza per chi senza giustificato motivo non consente al personale e agli operatori di effettuare le verifiche previste. Insomma, anche su questo credo che se ti bussa alla porta un ispettore del Comune per verificare su segnalazione se hai cambiato la destinazione d’uso dell’alloggio, se quello che vive dentro sei tu, se non lo hai dato a terzi, se versa in buone condizioni, ci può stare che in quel momento non lo fai, ti metti d’accordo per quanto possono venire, ma non puoi vietare il controllo se vengono operatori ATER di pubblica sicurezza o dei Comuni, perché ci può anche essere che tu, come capita a quell’alloggio lo hai destinato ad altro e se uno deve entrare e vede che al posto tuo dentro vive un altro e lo hai subaffittato, lo hai affittato.
Speaker : PRESIDENTE
Concluda, Consigliere.
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Prendo il tempo del telefonino.
Credo si debba prendere atto del fatto che non c’è nulla. Chiudo, Presidente, con un cappello molto leggero. Questa sicuramente è una legge difficile, che porta sensibilità che si scontrano tra loro, però io credo e mi sento di dire che personalmente bisogna lavorare per il provvedimento più utile alla comunità che ci rappresenta, perché è compito di un legislatore tenere in ordine le sue competenze, il suo patrimonio e quant’altro, piuttosto che intervenire sulle sensibilità, perché noi dobbiamo ragionare che in una Regione come questa abbiamo un patrimonio pubblico importante e, oltre alla crisi, ci si mette l’inerzia della Regione, che non investe sugli alloggi, quindi la vicenda è sempre più complicata.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Prego, consigliera Ostanel.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Questo provvedimento non risolve nulla dei problemi sulla casa che abbiamo in questa Regione. Anche a partire da quello che ha detto il collega Montanariello, vado su un punto che, di questo provvedimento, è quello che mi preoccupa di più. Mi preoccupa non solo come Consigliera, ma anche come cittadina. Se, per il nostro ordinamento penale, anche a una persona che sbaglia, anche a una persona che sta in carcere perché ha compiuto un atto gravissimo a un certo punto si può dare il beneficio del fatto che, quando sconta la sua pena, e la sconta del tutto, esce dal carcere, per la Regione del Veneto – è la cosa che io non capisco, perché siamo l’unica Regione italiana che lo sta facendo – si nega a qualcuno a vita di poter fare domanda. A vita, nel nostro ordinamento penale, non c’è sostanzialmente quasi nulla, nel momento in cui la persona sconta la sua pena.
Allora, noi, diversamente da tutte le altre Regioni, abbiamo alcune casistiche in cui una persona non può fare domanda a vita, per tutta la sua vita. Avrà fatto gli errori più gravi, non li condivido per niente, e sono assolutamente d’accordo con il fatto che, come fanno altre Regioni (penso all’Emilia-Romagna, che doveva essere il faro per questa norma), per alcune casistiche per due, tre, quattro anni quella domanda non si fa. Ma cosa c’è nel nostro ordinamento penale per cui tu, se sbagli ma poi paghi, la domanda non la puoi fare comunque e ritornare ad avere tutti i tuoi diritti? Qui questa cosa non è sancita.
Allora, visto che abbiamo parlato tanto di costituzionalità o incostituzionalità, in questi giorni, parto dal fatto che con la nostra Costituzione le preclusioni a vita, soprattutto quando parliamo di diritto alla casa, non si conciliano per nulla. Io già vedo quello che dirà la nostra Corte costituzionale e, se vi ricordate, per il requisito d’accesso rispetto alla residenza la legge è stata impugnata. La legge della Regione del Veneto è stata impugnata e siete stati obbligati a cambiare il requisito della residenza.
Quindi, voi oggi, per fare propaganda sulla casa, per fare propaganda dicendo che sostanzialmente il problema di questa Regione sono le persone che non seguono il regolamento e quindi occupano o stanno nelle case abusivamente, come se questo fosse il vero problema di questa Regione, prendete una bandiera, la portate in quest’Aula e poi non risolvete il problema della casa.
Poi entrerò nelle fattispecie specifiche, perché, secondo me, se immaginate che questa è una legge che serve a dare un messaggio fuori, agli inquilini delle case ERP, avreste potuto fare un comunicato stampa, perché questa legge non risolve i problemi delle persone che stanno nelle case popolari, né degli amministratori pubblici che poi si troveranno a dover gestire le persone che sono fuori dalle case.
Vado sul principio di proporzionalità. Per l’esclusione permanente dall’accesso all’ERP a vita – vado sulle fattispecie dove avete messo “a vita”, perché sono quelle che non solo non condivido, ma penso che significhino andare oltre il limite della costituzionalità – voi dite che ci sono alcuni casi, che sono quelli del mutamento di destinazione d’uso, l’incapacità amministrativa perpetua, che vanno contro l’articolo della nostra Costituzione che dice che quando si parla di welfare, quando si parla di diritto alla casa ci dev’essere proporzionalità, cioè ci deve essere il fatto che, se sbagli, e io ho un atteggiamento proporzionale al tuo errore, una volta che ho capito e ho accertato che tu sbagli, ti posso togliere da quel diritto per un periodo temporaneo, che appunto la Regione Emilia aveva fissato a due anni, che mi sembra un tempo congruo per immaginare che una persona a un certo punto capisce di avere sbagliato.
Noi cosa stiamo facendo con questa legge? Stiamo punendo oltre il nostro ordinamento penale. Davvero quando l’ho letto, quando ho avuto modo di interloquire in Commissione con la Presidente De Berti, anche con i miei colleghi di minoranza, che hanno un’opinione ovviamente diversa dalla mia, perché abbiamo sentito la co-relazione, io mi chiedo se stiamo davvero facendo questo. Stiamo davvero punendo a vita tre fattispecie di errori che ovviamente succedono e sono punibili per il nostro ordinamento, ma noi non permettiamo a queste persone di fare domanda a vita come se non si potessero mai redimere, ma davvero? Non lo sta facendo nessun’altra Regione in questo Paese, solo noi!
Rispetto al vincolo della residenza, quando dicevate che la casa deve andare prima ai veneti, la Corte Costituzionale si è già espressa e vi ha fatto cambiare la norma, e lo farà anche questa volta, ma io in quest’Aula voglio lasciare a verbale il fatto che spingere così oltre una legge propaganda non solo è un errore, ma è un azzardo. Continuate a fare degli azzardi sul diritto alla casa, e questo lo dico anche perché la proposta della Giunta, quando è entrata in Commissione, non era di questo tenore. Lo dico all’Assessore Roma, perché c’erano delle proposte diverse, cioè la Giunta non metteva la punizione a vita, se non erro.
È stata Resistere Veneto, è stata la consigliera De Berti, sono stati alcuni colleghi anche di minoranza a mettere ancora più paletti. Dovremmo anche capire e chiederci se la Giunta abbia una posizione diversa da chi presiede la Commissione urbanistica, perché se noi avessimo lavorato sulla legge come era arrivata dalla Giunta, magari saremmo riusciti, con degli emendamenti, a dire "piuttosto che 10, portiamo a 5, a 4, a 3 e adeguiamoci ad una legge, che io penso funzioni, quella emiliana, che pone più o meno tutte le fattispecie a due anni". Questo per me è il grande vulnus di questa norma.
Andiamo ancora più nello specifico, faccio alcuni esempi. Quando noi mettiamo che ci sono dei casi in cui le persone, invece di sei mesi, stanno fuori da una casa per tre mesi, facciamo l’esempio dei caregiver familiari che nelle case ERP, ovviamente sappiamo (lo sappiamo bene noi, ma lo sa anche chi si occupa di questi temi dal punto di vista scientifico) che purtroppo in questo Paese stanno nelle case popolari le persone più fragili, le persone più povere, tante volte con grandi concentrazioni, quindi la mixité dei nostri quartieri non si è riuscita a produrre come in altri Paesi. La Germania ha fatto scuola da questo punto di vista, c’è un problema vero, però il tema è che lì stanno i nuclei familiari più fragili.
Per come andiamo a emendare la legge, oggi se c’è un nucleo familiare che per ragioni anche sanitarie molto gravi, perché magari sta in ospedale o sta in una casa di cura per più di tre mesi, perché siamo scesi da sei a tre, quell’alloggio gli può essere tolto.
Cosa succede? Che per gravi motivi di gravità, magari gravità sanitaria, una persona non riesce a mandare una lettera, perché bisogna denunciarsi, bisogna dire, per come oggi noi approviamo questa legge, "guarda, ho avuto un grave contrattempo e starò in RSA per quattro mesi" e solo facendo questo la casa non ti viene tolta.
Immaginate dentro un alloggio popolare una famiglia molto fragile con una donna anziana e il suo caregiver che l’aiuta, chi di loro due si ricorderà, in una situazione così fragile, di mandare una lettera? A chi, alle nostre ATER, che non rispondono praticamente mai, per come sono gestite? La manderanno alla Regione, la manderanno al nuovo dirigente alla casa, scriveranno all’Assessore? Quelle persone potranno perdere la casa perché stanno per quattro mesi in ospedale: a voi sembra proporzionale questo, a voi sembra giusto?
Prima, nella nostra norma avevamo sei mesi, adesso lo spostiamo a tre mesi, sei mesi (io forse avrei messo addirittura un po’ di più,) era il tempo che c’era nella nostra norma, adesso lo avete fatto scendere a tre. Cosa significa? Significa che noi rendiamo più fragili, alla faccia di essere a sostegno dei caregiver!
Lo dico al presidente Stefani, che oggi non è qui: questa legge è una legge importante proprio perché è una legge bandiera per voi, ed è stato spiegato, dobbiamo dare un messaggio fuori di qui agli abusivi, ma bastavano comunicati stampa, conferenze, non serve cambiare una norma perché effetti non ne avrà.
Il Presidente ha parlato di fragilità, ha parlato di sociale, ha parlato di caregiver, e questa è una fattispecie che verrà colpita dalla legge che andiamo a approvare oggi, perché in un nucleo fragile, dove abbiamo soprattutto persone anziane, dove abbiamo persone in difficoltà, credetemi, non si ricorderanno di mandare quella lettera per dire: Sto fuori di casa per più di tre mesi. Non mi ricorderei forse neanch’io se avessi un’emergenza sanitaria grave e nemmeno il mio caregiver forse lo farà e nemmeno mio figlio lo farà, perché non so se avete idea della fragilità che stanno, che c’è dentro quei nuclei familiari.
Allora l’approccio punitivo che voi avete io penso non solo sia sbagliato, ma gli effetti non li produrrà; gli effetti che voi avete in testa di liberare case perché allora ci devono andare quelli che ne hanno diritto guardate che non funzionerà, perché poi i Comuni non hanno nemmeno le lacrime per piangere per andare a fare i controlli che voi ponete in questa norma.
Le ispezioni nelle case che voi istituite, una nuova task force per andare a fare le ispezioni nelle case, a parte il fatto che io, in quelle task force, avrei inserito del personale che fa mediazione abitativa e non solo la Polizia. Questo però non mi sono messa a fare un emendamento perché veramente quando ci sono delle leggi di questo tipo cerco di fare degli emendamenti che guardino a dare delle proposte in più e non tanto a mitigare delle cose che sono immitigabili ma i Comuni, quei controlli non li faranno. Le Forze di Polizia quei controlli non li faranno e noi lo sappiamo che rimane una legge bandiera.
Un altro punto che io penso sia assolutamente importante; quando noi immaginiamo anche di modificare, diciamo, le annualità. Allora ci sono… ho fatto qui una tabella perché non è facile leggere tutte le fattispecie; ho fatto una tabella dove noi abbiamo alcune fattispecie per dieci anni, alcune per cinque anni, alcune per tre anni. Io avrei portato tutto a tre, visto che forse era l’unica mediazione possibile da fare, ce ne sono alcune a vita; anche qui: per dieci anni - un emendamento che c’è e che tra l’altro vedo c’è un emendamento addirittura peggiorativo da parte di nuovo della Presidente De Berti - che porta a cinque anni, ad esempio, il fatto che voi dite la decadenza a seguito di abitazione non stabile nell’alloggio assegnato per un periodo superiore a tre mesi continuativi, salvo che non sia intervenuta un’autorizzazione per gravi motivi familiari. È quello che ho appena detto. Così noi portiamo a cinque anni. Oppure: aver causato gravi danni all’alloggio nelle parti comuni. Partiamo da questo punto specifico per fare un caso: se uno fa o dovesse fare un grave danno all’alloggio chi è che lo certifica? Le nostre ATER? La Polizia di cui sopra? Come funziona questa norma? Cioè io ho la seria preoccupazione che, al di là del contenuto che non condivido, vi ho spiegato perché, questa bandiera politica non avrà nessuna effettività, tanto che in Commissione, quando abbiamo provato a chiedere dei dati, ci date dei dati rispetto a quanti controlli rispetto a queste fattispecie negli anni sono stati fatti, non ci sono i dati, perché noi o ci interroghiamo sul come stiamo gestendo la casa in questa Regione, oppure questa norma non funzionerà e non porterà nessun beneficio, come invece sentivo dire prima da chi mi ha preceduto per i nostri amministratori, né per gli inquilini, né per le persone che la casa la gestiscono.
Allora la domanda che io mi faccio davvero e chiudo perché sono, diciamo, temi talmente, come dire, io penso talmente di principio che mi bastava dire i primi punti, cioè siamo d’accordo in quest’Aula che ci sia un ordinamento di una legge regionale che punisce a vita le gravi questioni che l’ordinamento penale potrebbe punire a tempo. Questa per me è la questione, diciamo, puntuale, ma mi chiedo se, invece, in un provvedimento di questo tipo noi non avremmo dovuto, invece, lavorare su partite diverse. Cioè io mi chiedo perché non abbiamo, ad esempio, in questa legge dove stiamo andando a toccare la nostra legge ERP lavorato per mettere qui le Agenzie per la mediazione abitativa? Ne abbiamo parlato tanto con la collega De Berti e io so - perché ho letto il suo progetto di legge - che c’è nel progetto di legge social housing, però la domanda vera è: quando noi ci dedichiamo alle Agenzie di mediazione abitativa e supportiamo i Comuni nel farle il che significa supportare il Comune di Padova che l’ha già fatta o supportare il Comune di Venezia che l’ha istituita, quindi non ci sono colori politici nel mio ragionamento, la domanda è: Lo facciamo su tutta la questione casa, sia social housing che ERP, o lo facciamo solo sul social housing? Io penso invece che andrebbe sulla nostra legge della casa, su questa legge, ed è il motivo per cui propongo un ordine del giorno per dire di ragionare nuovamente su dove mettere quell’articolo, perché quando parliamo di mediazione abitativa dovremmo parlare di tutto il comparto case, case pubbliche ed eventualmente case di social housing.
O ancora, perché non abbiamo inserito in questa norma un fondo a supporto, ad esempio, uno, della mediazione abitativa, che è esattamente quello che servirebbe per non far accadere alcune delle fattispecie che noi abbiamo punito? Quando voi parlate di gravi danni alle case popolari, nelle case popolari ci sono delle persone che dicono che il danno può essere anche non fisico all’immobile. Ecco, se noi lavoriamo sulla mediazione abitativa, anche con i nuclei più fragili, tante di queste fattispecie vanno via, non succedono. Allora, perché non abbiamo messo un fondo vero per la mediazione abitativa e per inserire magari dei nuclei, nelle case popolari, che fanno un lavoro loro stessi di mediazione, come si fa in tanti quartieri pubblici in Europa? Questa è un’altra domanda che faccio, e poi l’ultima: perché stiamo utilizzando un approccio punitivo, quando in realtà non abbiamo nessun tipo di incentivo oggi – e in questa legge si poteva fare – per la ristrutturazione del patrimonio pubblico sfitto e per dare casa pubblica in più?
Allora, io credo davvero che oggi qui siamo di fronte a una scelta di campo: o noi oggi ci accontentiamo di uscire da quest’Aula dicendo che abbiamo dato un messaggio agli inquilini morosi… Poi, sulla morosità incolpevole, l’abbiamo dovuto spingere noi in Commissione che la morosità incolpevole non fosse una questione da punire, giusto per capirci. Quindi, torno al mio ragionamento. Noi qui oggi vogliamo uscire da quest’Aula dicendo che diamo un messaggio politico punitivo (come la destra fa sempre) nel dire che in quelle case popolari ci sono persone che sono furbe e noi le dobbiamo punire? Perché questo è il messaggio che uscirà domani e il messaggio che la maggioranza vuole, e chi voterà questa norma questo vuole. Oppure ci poniamo davvero il problema che, sì, ci sono delle fattispecie che vanno controllate, e quindi magari la domanda non si fa per due, per tre anni, come fanno tutte le Regioni d’Italia, e allora oggi non serviva nemmeno venire qui ad ampliare le annualità di punizione? Oppure addirittura, che sarebbe la cosa migliore, oggi stiamo qui, abbiamo una legge sulla casa che ha già le fattispecie utili per dire alle persone che hanno sbagliato “guarda, tu hai sbagliato e devi stare un attimo in panchina”? Noi queste norme l’avevamo già e, se la leggete, la norma andava bene com’era. Forse c’era qualche modifica da fare, ma non è questo il problema di questa Regione, non è questa l’urgenza di questa Regione.
Allora, la scelta giusta che io avrei fatto sarebbe stata quella di entrare in quest’Aula dicendo: c’è una legge sulla casa che ha già i suoi limiti rispetto a degli errori che vengono fatti da alcuni inquilini? Sì. Riusciamo a costruire una riforma della legge ERP, ad esempio, sulle graduatorie, ad esempio facendo in modo (ho intravisto un emendamento che mi sembra possa andare in questa direzione) che gli alloggi più grandi vadano alle famiglie più grandi e gli alloggi più piccoli vadano alle famiglie più piccole, e facilitare quindi le assegnazioni da parte dei Comuni, o facendo in modo che gli alloggi, dove ci sono persone con disabilità, non siano quelli all’ultimo piano delle case ERP? Insomma, parlo di favorire la mobilità tra le case, oppure dire: posso investire dei soldi per prendere una casa grande, di 150 metri quadri, e poterla frazionare e farne due? Quindi, fare un lavoro di fino non tanto sulla punizione dell’inquilino, quanto sul mettere il nostro patrimonio abitativo in disponibilità e, quando pensiamo a chi farà quella domanda, non punirlo, ma facilitarlo a fare quella domanda, perché siamo nella regione, come altre in Italia, che ha una crisi abitativa forte, che morde.
Avremo sempre più persone che quella casa non ce l’hanno e la risposta che voi state dando a quelle persone è: vi vogliamo dare un messaggio che siete delle persone che abusate del patrimonio pubblico, come se questa fosse davvero l’emergenza di questa regione.
A me pare, invece, che l’emergenza di questa regione sarebbe ristrutturare tutte le case sfitte che abbiamo, dati alla mano, perché quando si è insediata la Giunta Zaia avevamo il 10% delle case sfitte, oggi abbiamo il 22%, quindi spiegate a me, ditemi, voglio sapere se questo dato non è un dato grave che fa vedere la vostra inefficienza rispetto alla gestione della casa pubblica dal 2010 ad oggi. Su questo dovreste dare risposte senza punire, invece, gli inquilini.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere Ostanel.
Consigliere Rigo. Però ho una comunicazione.
Vi comunico che sono stati presentati due emendamenti a firma del relatore, la consigliera Elisa De Berti.
Vi do, va bene 15 minuti per eventuali subemendamenti? Okay.
Consigliere Rigo.
Speaker : Filippo RIGO (Lega-Liga Veneta)
Grazie, Presidente. Buongiorno, colleghi. Oggi votiamo una legge che ha un principio, una legge molto importante che racchiude una serie di principi molto semplici. Le case popolari sono un diritto, non sono un bottino. Sono un patrimonio pubblico, pagato dai cittadini, destinato a chi ne ha realmente bisogno. Allora, diciamolo senza giri di parole: Chi occupa abusivamente un alloggio ERP commette un’ingiustizia, commette un reato ed è un delinquente. Diciamolo senza se e senza ma. Perché, mentre qualcuno occupa abusivamente, qualcun altro, che ne ha diritto, invece aspetta; qualcuno magari che ha presentato tutta la documentazione, qualcuno che paga le tasse, qualcuno che ne ha realmente bisogno rimane fuori da quell’alloggio pubblico, magari sono signori anziani, magari è una famiglia con dei bambini piccoli, una donna da sola con dei bambini piccoli.
Noi vogliamo stare dalla parte di queste persone.
Credo che sia già emersa una differenza politica netta tra questa maggioranza e una certa sinistra, perché c’è una sinistra che quando si parla di abusivismo trova sempre mille giustificazioni, mille cavilli, mille distinguo e mille attenuanti.
Guarda caso - e non è un caso - è la stessa sinistra che ha portato in Europarlamento Ilaria Salis per farle scampare il carcere, l’ha portata in Europarlamento e questa è diventata paladina delle occupazioni abusive, promuove le occupazioni abusive, le fa passare, gli vengono passate queste occupazioni abusive come un gesto di ribellione, magari di giustizia sociale, come un atto eroico.
Io ho apprezzato l’intervento del collega Montanariello; collega Montanariello, però, che chi occupa le case abusive sia un delinquente non lo deve venire a dire a noi, deve andarlo a dire ai propri alleati di Alleanza Verdi e Sinistra, perché loro, invece, con i loro leader nazionali promuovono le occupazioni abusive. Io, ripeto, ho apprezzato il suo intervento però probabilmente i destinatari dovevano essere altri, perché non c’è nulla di eroico nel togliere una casa a chi ne ha diritto. Non c’è nulla né di progressista, né da aleggiare chi è più fragile e, soprattutto, non ci sono occupazioni abusive di serie A, occupazioni abusive di serie B, a seconda magari dei colori politici perché chi fa quell’occupazione abusiva magari è un componente di un centro sociale amico Questa non è giustizia e se questo provvedimento, come ha ricordato la collega Ostanel, è unico in Italia, bene è un motivo di orgoglio in più per la nostra Regione e per la nostra maggioranza, perché il patrimonio pubblico deve essere difeso, il patrimonio pubblico deve essere tutelato e bisogna rispettare e soprattutto che chi rispetta le regole non deve passare per fesso.
Questa è una cosa importantissima. La Regione Veneto non intende arrendersi alla cultura dell’illegalità e con questo provvedimento portiamo avanti proprio questo principio.
Noi vogliamo case che siano più disponibili, più efficienti, più recupero del patrimonio pubblico, ma vogliamo anche tolleranza zero per chi occupa abusivamente e che per chi magari usa quelle assegnazioni per delinquere all’interno delle abitazioni. È stata fatta anche demagogia, perché io ho sentito dire che se qualcuno sta male verrebbe messo alla porta e cacciato fuori. Non è così, perché questo è un provvedimento serio, prevede che ci sia una Commissione che in tre mesi possa valutare la situazione di quella determinata persona, per cui se sta male o ha avuto un problema, verrà valutato seriamente e consciamente dalla Commissione. Non c’è nessuna solidarietà nel garantire una casa pubblica a chi arriva prima, la casa pubblica è solidale quando arriva a chi ne ha realmente bisogno!
Ringrazio quindi la collega De Berti, i consiglieri Lovat e Szumski, la Giunta per aver portato avanti questo provvedimento, che credo, anzi sono sicuro faccia fare a questa Regione un passo avanti importante nella direzione della legalità. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere Rigo.
Consigliere Cunegato.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Credo davvero che siamo nella necessità di ascoltare uno dei grandi temi a cui la contemporaneità ci espone e che la contemporaneità ci impone, stiamo vivendo un momento in cui c’è un combinato disposto tragico, cioè assistiamo insieme, da una parte, al declino dei salari, che è davvero inquietante, e all’aumento dei prezzi delle case.
Io vi suggerisco di leggere l’ultimo studio dell’Ufficio Parlamentare del Bilancio, che dice che dal 1990 ad oggi i salari in Italia hanno perso il 6,6% del potere d’acquisto.
Tuttavia, questo è un dato medio che ci dice poco, perché la cosa ancor più drammatica emerge se andiamo a vedere cosa succede ai più poveri, cioè il 10% più povero ha perso il 40% del potere d’acquisto, il 25% più povero, cioè 1 lavoratore su 4, ha perso il 31% del potere d’acquisto, cioè lavora come se lavorasse 10 giorni gratis, il 50% più povero ha perso il 12% del potere d’acquisto.
Viviamo, da una parte, un livello di povertà assoluta sempre più preoccupante, 10 italiani su 100, 6 milioni di italiani, dall’altra viviamo anche un fenomeno di inquietante impoverimento, che evidentemente crea anche un senso di feroce disillusione, quindi da una parte c’è un calo poderoso dei salari che colpisce in maniera vertiginosa i più poveri, dall’altra c’è un aumento degli affitti, del costo delle case, perché negli ultimi anni gli affitti sono aumentati addirittura del 50%.
Un sindacato ha fatto uno studio interessante in provincia di Vicenza, dove va a vedere che nei Comuni del vicentino, una delle terre più ricche, un appartamento di 50 metri quadri costa ormai il 40% di un salario medio, e, attenzione, stiamo dicendo un salario medio, perché un ragazzo tra i 25 e i 29 anni ha ormai un salario medio netto tra i 1.200 e i 1.300, quindi voi al Governo avete parlato di aumentare la natalità e la famiglia, ma viviamo un momento in cui un giovane non riesce a autodeterminarsi e infatti l’anno scorso il governo della famiglia ha assistito al record negativo di nascite, 355.000, e questo potrebbe anche essere il risultato di una diminuzione della porzione di donne in età fertile, quindi l’anno prossimo sarà peggio, ma la cosa più grave, di cui nessuno parla, è che il tasso di fertilità è arrivato al record negativo di 1,14 e questo è significativo, non solo il record negativo di nascite, ma il record negativo di numero di figli per donna, e ovviamente questo è determinato anche dalla questione della casa.
Sulla questione della casa in Italia ci sono 1,5 milioni di persone in povertà abitativa, ma l’Unione europea ha da poco diramato uno studio nel quale si afferma che in Italia le persone a rischio povertà abitativa sono passate dal 18 al 27%. Rischio di povertà abitativa significa difficoltà a pagare un affitto, ma significa anche, magari, impossibilità e incapacità di riscaldarsi.
Ecco perché, di fatto, noi siamo di fronte a un tema enorme che, se non sapremo affrontare, avrà a che fare con l’allargamento di persone in stato di indigenza e di povertà, l’incapacità dei nostri giovani di costruirsi una vita, cioè di autodeterminarsi, perché non hanno il salario per pagare un affitto, non ce l’hanno neanche da noi, e infine, ovviamente, la fuga verso altri posti.
Di fronte a tutto questo, qual è il primo provvedimento che fa la Regione, cioè qual è l’emergenza della Regione? La Regione non si concentra affatto nel tentativo di fare un vero piano di edilizia popolare. È stato ricordato prima, ma voglio ricordarlo anche io: in quindici anni di Governo della Lega, noi passiamo dal 7% al 22% delle case ATER sfitte. Questo dimostra la totale mancanza di sensibilità e l’inerzia totale della destra veneta nella politica della casa. In quindici anni di Governo noi passiamo dal 7% al 22% di edifici sfitti.
Che cosa si fa, invece, come prima cosa? La prima cosa che si fa è un provvedimento assolutamente repressivo, che, come è stato ben detto prima dalla consigliera Ostanel, prevede una cosa che non si è mai vista: prevede addirittura la preclusione a vita. Precludere una persona a vita è una cosa incompatibile con lo stato di diritto, credo. Da Cesare Beccaria in poi la pena è rieducativa e si pensa sempre che qualcuno possa redimersi, possa migliorare e possa rientrare nella società. Qua si dice: no, se tu hai fatto questa cosa sei fuori per sempre.
L’altro giorno ho sentito tanti definirsi “cristiani”, ho sentito tanti definirsi “cattolici”, ma io vi chiedo: siete mai andati nelle case popolari? Ti consiglio di tornarci, Claudio, perché io ho trovato condizioni veramente estreme bussando alle porte delle persone, andando a trovarle, condizioni di malattia, di solitudine, di degrado, condizioni veramente ai margini, molte volte. È questo che manca finora nei ragionamenti che ho sentito. È abbastanza facile immaginare che in condizioni di isolamento radicale, che in condizioni di solitudine, che in condizioni di povertà qualche volta si insidi anche l’illegalità.
Credo che un provvedimento che decida di escludere per sempre anche chi sbaglia dalla possibilità di accedere all’edilizia popolare pubblica sia un provvedimento veramente inquietante, veramente repressivo, che ‒ come è stato detto ‒ finirà anche per ricadere sui Comuni. Queste persone dove finiranno? Ecco perché noi voteremo contro questa legge.
Invitiamo veramente, sia a livello nazionale che a livello regionale, a pensare a un Piano casa, che non sia quello tardivo, arrivato solo alla fine, che prevede 900 milioni all’anno per dieci anni immaginato dal Governo Meloni, ma un Piano casa vigoroso, un Piano casa dove ci siano investimenti all’altezza, perché questo è un problema che da qui in avanti, credo, inciderà sempre più profondamente nella vita degli italiani e dei veneti e soprattutto nella vita degli italiani e dei veneti più in difficoltà.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliera De Berti, prego.
Speaker : Elisa DE BERTI (Lega-Liga Veneta)
Grazie, Presidente.
Mi dispiace che non ci sia la consigliera Ostanel in Aula, ma solo per rispondere ad alcune affermazioni che lei ha fatto, giusto a testimoniare quanta demagogia ci sia stata nel suo intervento, perché questo non è un progetto di legge bandiera, non è un progetto di legge che poteva essere sostituito da un comunicato stampa, ma è un’esigenza effettiva che c’è sul territorio e che tanti Sindaci, tanti amministratori vivono quotidianamente, e per fortuna quindi dentro di amministratori ce ne sono a dir poco tanti.
La consigliera Ostanel ha parlato di una letterina che il caregiver piuttosto che l’anziana signora ammalata, ricoverata in ospedale, non riesce ad inviare all’ATER per comunicare i gravi motivi di salute. Tranquillizzo la consigliera Ostanel. Non so dove abbia letto la lettera, dove abbia letto la letterina, dove abbia letto le scadenze della comunicazione, perché, di fatto, la norma va solo ed esclusivamente a ridurre un tempo di assenza dall’immobile da sei mesi a tre mesi, mantenendo intatto ciò che era previsto precedentemente. Non sono state inserite nuove procedure. Se vi è l’autorizzazione, non ci sono conseguenze, ma ovviamente la decadenza non è automatica. Non è che se uno non riesce a mandare la comunicazione automaticamente decade dal diritto di avere la casa, semplicemente perché vi è la necessità di un accertamento, perché vi è la necessità di un contraddittorio con l’interessato, ma soprattutto perché vi è la necessità che la Commissione Alloggi si esprima nel caso concreto. Perché arriva questo progetto di legge in Commissione ed oggi in Aula almeno per quanto mi riguarda?
L’ho raccontato credo in Commissione quando abbiamo discusso la legge. Sono un Sindaco. In un immobile occupato da una famiglia che aveva diritto a un immobile ATER, ad un certo punto questa famiglia, integrata, con i bambini a scuola, che lavorava da tanti anni nel mio paese, ha deciso praticamente di tornare al suo Paese d’origine, togliendo i figli dalla scuola e licenziandosi dal luogo di lavoro. Che cosa ha fatto? Non ha mandato nessuna comunicazione o letterina all’ATER per comunicare che se ne tornava al suo Paese, ma ha deciso di subaffittare l’immobile, che era una casa singola, dove vi erano tre posti letto e vi posso serenamente dire che il subaffitto era di 100 euro a testa per chi occupava la casa, quando di affitto questa persona pagava 125 euro, quindi aveva un guadagno. Si andavano sostanzialmente ad incassare 300 euro. Io, che allora ero Sindaco e, ahimè, questa causa era davanti a casa mia, ho visto il via vai di persone che di notte andavano ed entravano in questa casa. Ho fatto la segnalazione all’ATER. L’ATER ha avviato tutta la procedura in contraddittorio, ovviamente avvisando la persona, perché poi comunque la posta c’era chi la andava a prendere e hanno avvisato l’assegnatario che non abitava più lì. Nel giro di un paio di giorni l’assegnatario era in Comune e ha detto che era solo un’assenza temporanea. In assenza temporanea non si cancellano i figli dalla scuola, non ci si licenzia, anche perché lavorava da tanto tempo, ma soprattutto non si subaffitta, perché il fatto che aveva subaffittato tutto poteva essere tranne che un’assenza temporanea.
La Commissione dell’ATER ha fatto tutti gli accertamenti. Lui, ovviamente, dopo due o tre giorni ha portato i figli minorenni, li ha riportati, voleva rientrare in casa, ma non gli è stato permesso. La Commissione ha fatto tutta la procedura e ha accertato che c’era stata una grave violazione. Quello che noi vogliamo fare non è mettere in difficoltà chi occupa regolarmente la casa e si trova in condizioni di difficoltà, perché c’è una Commissione che valuta e credo che il buonsenso sarà la regola che verrà applicata. Però, non possiamo permettere che ci siano i furbi, perché questo è un Paese dove, alla fine, c’è chi si comporta bene, chi risponde, chi rispetta la legge, chi amministra virtuosamente i Comuni.
Poi ti trovi alla fine che le leggi o le decisioni vanno sempre a discapito di chi si comporta correttamente e vanno a favore di chi viola le leggi o magari ha i conti in deficit nel bilancio, come giustamente ha più volte rilevato il collega Rigo.
Credo fermamente che questa sia una legge necessaria. Prima la consigliera Ostanel parlava di non proporzionalità nell’aver messo inizialmente le tempistiche per non ripresentare la domanda, nel mio PDL c’erano due anni dappertutto, nel PDL della Giunta c’erano cinque anni, nel PDL Lovat Szumski andavamo sui 10 anni, con il legislativo abbiamo fatto proprio il ragionamento che ha detto lei prima e che ci ha accusato di non fare, per cui non puoi applicare due, cinque o dieci anni indipendentemente dalla gravità della violazione che è stata fatta, perché un’equità (io non l’ho disturbata quando lei è intervenuta) nell’attribuzione della sanzione e, se non c’è una sanzione, sappiamo benissimo che la legge non viene rispettata, infatti la modifica alla legge viene fatta semplicemente perché, come ha detto bene il collega Montanariello, siamo partiti da casi concreti, cioè il PDL è partito e chi ha amministrato, chi ha potuto toccare con mano determinati problemi... e non stiamo dicendo di tutelare una famiglia piuttosto che un’altra, stiamo dicendo che la volontà è quella di scoraggiare chi viola le norme, ma di incentivare ad avere la casa chi ne ha diritto e si comporta bene.
Sono d’accordo con lei, consigliera Ostanel, questo progetto di legge non risolverà tutti i problemi della casa che ci sono in Veneto, ma non era questo lo scopo di questo PDL.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliera.
Consigliere Montanariello, prego.
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Provo a intervenire su alcune parti del dibattito, anche per evitare a chi ci ascolta di essere complici di cose in cui non lo siamo, ma anche per trasparenza.
Parto dal principio che noi (anche molti della minoranza) abbiamo chiesto dieci anni, non tutta la vita, dieci anni per l’occupazione abusiva, e oggi parliamo di questo, perché c’è questo nella legge, se poi uno presenta emendamenti, è una questione di Aula.
Continuo a ribadire che in un progetto di legge in cui distingui chi non può pagare, chi fa un piano di rientro, chi non ha soldi, chi dimostra di aver perso il lavoro, chi è fragile, chi chiede aiuto al sociale, chi chiede il contributo e magari non gli viene dato e viene preso in carico, in una realtà in cui il combinato disposto perfetto tra l’inerzia dei soldi che la Regione mette sugli ATER con la percentuale di alloggi chiusi e le graduatorie sempre così pressanti, chi occupa una casa è una persona che fa del male a uno più fragile di lui! Chi occupa una casa senza motivo non solo è una persona che commette un illecito e potremmo dire un delinquente, ma è una persona che sta facendo del male a un altro, che invece è fragile dentro la graduatoria e non ha voglia di fare il delinquente, anche perché generalmente non vengono occupate case da restaurare, vengono occupate case dove il giorno dopo stanno dentro.
Guardate - ve lo dico e lo sanno tutti - sulla tutela dei fragili non accetto lezioni da nessuno, perché penso di essere l’unico consigliere regionale che a mezzanotte si è svegliato quando hanno segnalato una donna che con tre bambini minorenni aveva occupato una casa e dentro c’erano tre persone di dubbia provenienza con questi bambini e a mezzanotte ha chiamato il Presidente dell’ATER, Fabio Nordio, ha chiamato la polizia ed è stato lì a presidiare tutta la notte, e la mattina mi sono imposto, perché non volevano venire perché avevano paura e sono stato io a far venire la Polizia, ho fatto venire i servizi sociali che hanno preso in carico questi tre minorenni, hanno convinto la mamma sola, così finalmente questi tre ora dormono in una struttura pubblica e se di notte un malintenzionato vuole entrare, quello dell’ostello chiama i Carabinieri, saranno costretti ad andare a scuola questi bambini e avranno un esempio di vita migliore.
Da una parte, non avremo altri tre occupanti fra dieci anni, perché credono che l’esempio è quello, dall’altra avremo tre persone che magari si renderanno conto che il mondo è un altro, dove tu puoi lavorare, con tanta fatica, e fare anche domanda, se non hai il reddito, per un alloggio.
Siamo stati là non per l’occupazione della casa, ma perché quando ho visto quei tre personaggi di dubbia provenienza entrare in una casa che una donna aveva occupato con tre minorenni, sono stato la notte lì e prima della polizia e dell’ATER ho imposto che venissero gli assistenti sociali e la polizia, e ho seguito la mediazione.
Quindi, lezioni su come si tutelano i fragili, a meno che un altro non sia stato di notte sotto un alloggio a scongiurare l’arrivo di polizia e ATER per tutelare tre minorenni, perché tu non sai... Che ne sai di cosa succede in quella casa? È gente perbene? Magari bevono. Tant’è che quando è arrivata la polizia i tre dubbi individui sono scappati. Uno poteva essere il padre, non i tre di notte. E quei tre ragazzi oggi vanno a scuola e la mamma e i figli sono in un alloggio protetti. Se qualcuno fa il furbo e prova ad entrare nell’ostello dove stanno chiamano i carabinieri. Vanno a scuola. Vanno a spiegare che devono andare a scuola, si possono lavare e hanno un bagno, a differenza dell’alloggio occupato che non aveva neanche il bagno.
Quindi, sulla tutela dei fragili, a meno che un altro non sia stato a mezzanotte lì a chiedere di prendere in carico i minorenni al sociale e a sgomberare un alloggio, non accetto lezioni da nessuno. Le accetto con i fatti, non con la bocca, intanto. Uno: intanto cominciamo.
Due: noi non sposiamo una legge che se una persona va in ospedale decade. Non è vero, non c’è scritto da nessuna parte, e se c’è scritto diteci dove, perché magari abbiamo sbagliato a leggere e la correggeremo molto volentieri. Vorrei ricordare che ci sono dei casi, e vi cito anche dove li ho vissuti da amministratore, che se a Chioggia ti danno la casa nella frazione tu non vai nella frazione perché vuoi stare a Chioggia. Allora tu accetti quella casa, non vai, continui a stare in affitto a Chioggia, perché dopo, con la mobilità interna, è più facile arrivare a Chioggia. Abbiamo case dove anche io ho segnalato nelle frazioni di Chioggia, ho girato gli esposti del Presidente del Comitato di Cavanella alla polizia locale, una persona che non è quella che dovrebbe corrispondere, perché quella che corrisponde è da un’altra parte. Deve decidere quello che va via chi lo sostituisce o il primo fuori dalla graduatoria del Comune? Perché se tu per sei mesi vai in ospedale non è una decadenza automatica. C’è la Commissione che ti chiama e valuta. E se tu dici che stai in ospedale “mi scusi, signora, la prossima volta lo dica”. Non va via nessuno. Anche perché vi immaginate se succede una roba del genere? Altro che Mario Giordano che arriva dietro la porta del direttore dell’ATER.
Collega Rigo, anche da lei non accettiamo lezioni su come si va con il piede pesante con chi compie degli illeciti sul patrimonio pubblico. Collega Rigo, voi avevate detto tre, noi abbiamo detto di aumentarla, perché rompere una finestra non è come occupare. Vendere droga o fare B&B in una casa che ti viene assegnata non è come non pagare il condominio se non hai i soldi. Non rispettare il regolamento di condominio, perché magari fai un tipo di cucina che a quello sotto dà fastidio, perché so che anche a Verona avete questi regolamenti un po’, per quanto mi riguarda, di dubbio gusto, non è come mettersi a fare un B&B se ti danno un alloggio a Venezia, non è come mettersi a fare un B&B in una casa pubblica. Sono due tipi di errori diversi.
Siccome il centrosinistra, partito a cui appartengo, difende i fragili ed è per la sicurezza, la sicurezza è una cosa di sinistra, perché quelli che stanno bene si difendono da soli. Siamo noi che dobbiamo pensare a difendere quelli più fragili. Nella difesa di quelli più fragili ci sono le brave persone che dormono in macchina in attesa di avere un alloggio perché non vogliono andare a fare quelli che buttano giù una porta. Ricordiamoci che dietro una casa occupata c’è un avente diritto in coda, ci sono i Sindaci, i nostri Sindaci, quando parliamo, che non sanno più come gestire questo dramma. Su questo ci vorrebbe anche una legge nazionale seria, giusta ed equa. Se noi vediamo il decreto che ha fatto Meloni su questo fa ridere. Se noi vediamo i risultati del Governo Meloni, delle case abusive che ha fatto sgomberare, ce ne sono pochi. Vorrei ricordare che l’occupazione non la fanno i centri sociali di sinistra, ma la fanno anche organizzazioni di estrema Destra dichiarate nei centri delle città, non è che a Roma ci sia il centro sociale del PD, che occupa popò di palazzo, cari amici di Destra! Quindi anche sulle occupazioni non accettiamo lezioni di moralità, perché delinquente è quello che butta giù una porta per occupare, ma è delinquente anche l’associazione che occupa un palazzo, e sai quante case davi in quel palazzo? Altro che quello che butta giù la porta!
Se quindi occupa è delinquente, sono delinquenti quelli che dite vicino a noi, ma sono delinquenti quelli che sono vicino a voi, o chi occupa è delinquente tutto o non è delinquente nessuno! Quindi non accettiamo lezioni di moralità sulle occupazioni, perché in questo momento i palazzi nel centro città li occupa qualche associazione di estrema Destra, non il poverino che butta giù la porta, che è pur delinquente se non ha titolo per farlo e sta commettendo un illecito, quindi anche su questo sarei del parere che bisognerebbe smetterla sulla sicurezza e sull’occupazione di fare due pesi e due misure.
Io dico che chi occupa senza titolo non ha seguito i percorsi, gli ammortizzatori, quando ti danno il bonus affitto, è una persona che ha fatto una scelta, ha fatto una scelta ma deve sapere, per quanto ci riguarda, che se tu fai quella scelta... se dopo vuole cambiare è un’altra cosa, magari la condividiamo, ma se occupi, non puoi pensare che dopo aver occupato un alloggio t vieni bello frizzantino a dire "adesso faccio domanda", non puoi, perché hai tolto un diritto a uno più bisognoso di te.
Credo che chiarezza vada fatta, perché non è questione di contrapposizione, è questione che chi ci ascolta da casa dice che Montanariello è matto, "se una persona va in ospedale e non comunica che è andata in ospedale, non va a casa", ma non è vero, non è vero, non è scritto nella legge, è palesemente una cosa non vera, perché comunque ogni decisione è rimandata a una Commissione che ti chiama e vorrei dire che questa legge come Partito Democratico l’abbiamo anche molto arricchita, aprendo alle fasce più fragili.
Ad esempio, c’è un emendamento che arriverà dopo, in cui il sottoscritto dice che devi avere la residenza al momento della domanda, non al momento dell’assegnazione, perché il Veneto è fatto di territori di confine, e, se io faccio una domanda e ho tutti i requisiti e nel frattempo mi trovo che a San Michele al Tagliamento non trovo casa per gli affitti turistici, al di là del ponte, a Latisana, trovo una casa in affitto, o mi trovo a Rovigo che dopo il ponte è Ferrara, non è che se la graduatoria mi fanno aspettare quattro o cinque anni, in quei quattro o cinque anni se trovo nel territorio di confine una casa...
Immaginate uno che sta a Chioggia, fa il ponte, è a Rosolina, dove ti costa la metà l’affitto, quindi uno che non ha soldi dice "abito sempre qua"... così come abbiamo chiesto con un altro emendamento che una persona possa essere trasferita e non avere decadenza di fronte a comprovate certificazioni mediche che glielo vietano.
C’era una persona in una casa ATER che era al quinto piano senza una gamba, perché io ho analizzato caso per caso in Commissione, abbiamo parlato per ore, ci sono i verbali, e se a una persona, cari colleghi, non puoi dire che c’è l’ascensore, perché dovete sapere che l’ascensore non dipende da ATER, dipende dai condomini che, se non pagano le spese, l’ascensore non va, quindi metà degli ascensori che abbiamo nelle case ATER non funzionano e il Partito Democratico ha inserito all’interno che, se capitano casi come quel signore per cui con il collega Dolfin, che non c’è più, chiamavamo i pompieri per portarlo giù, perché era senza una gamba ed era una persona di importante dimensione corporea, non può più succedere, perché se sono una persona che ha dei limiti di deambulazione o degli handicap, non puoi trasferirmi se la cassa non corrisponde.
Mi pare che questo sia a tutela delle fasce più fragili, se vuoi mettermi al quinto piano con la carrozzina e l’ascensore non funziona, non puoi dire "ti arrangi con l’amministratore di condominio", perché oggi accade questo, dicono "ti arrangi con l’amministratore di condominio", ma se uno non paga l’ascensore non va e l’amministratore di condominio non può fare nulla.
Abbiamo inserito come Partito Democratico anche il coinvolgimento interforze, per poter fare questi sopralluoghi per l’idoneità, e guardate che l’idoneità, è una cosa che riguarda le persone che ci fanno stare, perché devi dare una casa idonea con tutto quello che è previsto, come avviene per una questione privata. Abbiamo distinto, abbiamo distinto la persona che è dentro senza titolo, dalla persona che è dentro senza titolo, che però ha provato a fare un piano di rientro, anche se non ha pagato perché, dalla persona che ha dimostrato di perdere il lavoro, dalla persona che ha dimostrato di non poter pagare, dalla persona che ha dimostrato che non ha uno scheo alla quale non viene imputata un’occupazione senza titolo perché è una persona che ha comprovate fragilità. Abbiamo inserito che se uno sbaglia a fare la dichiarazione non è un delinquente, perché teniamo conto anche della scolarizzazione che c’è, queste sono proposte di un partito progressista che guarda alle fragilità, ma guardare la fragilità non vuol dire sposare la delinquenza perché uno che occupa, per quanto mi riguarda - e non so se sia un mio parere personale o no - corrisponde a una persona che sta facendo un illecito ed è un delinquente che toglie il diritto a uno più fragile che io voglio tutelare, perché uno fragile è onesto, che ha diritto, così come mi piacerebbe che molti ATER smettessero di dormire e facessero una ricognizione degli alloggi occupati che hanno, perché ve lo dico io che ci sono alloggi occupati che l’ATER non sa neanche che sono occupati, Assessore dobbiamo farli funzionare gli ATER.
Lei è a conoscenza di dove è venuto a mancare una persona dentro, non hanno dato comunicazione all’ATER che è morta e magari si è infilato dentro un altro?
Lei è a conoscenza? Sa quanti ne trova se fa una ricognizione.
Secondo lei, se a me muore mio nonno e io voglio andare a stare là, vi comunico che è morto? Sto dentro e continuo a pagare. Questi casi ci sono. Gli ATER non funzionano. Non avete neanche il termometro delle case occupate che ci sono. Non avete neanche il termometro.
Allora noi dobbiamo farli funzionare gli ATER. Dobbiamo recuperare il patrimonio. Dobbiamo lavorare affinché quel patrimonio si recuperi con le varie formule che poi magari verranno più opportuna, ma dobbiamo anche lavorare che, ad esempio, io mi aspetto da lei una presa di posizione contro il regolamento ATER di Verona che dice che ti tolgono i punti, come la patente a punti, se hai un animale esotico; scusa, una cocorita che punti ha? Ma dove siamo, nella Repubblica delle banane? Cioè, voglio dire, su questo mi aspetterei un po’ più di solidità in alcuni casi. Allora io dico, io dico: Noi abbiamo un dramma in questa Regione, che è un menefreghismo atavico delle Giunte di destra, che non hanno mai investito soldi propri per il recupero del patrimonio ATER e questo è un dato empirico, e questo è un dato empirico. Una società che sempre più si contrae con salari fermi da anni e case che schizzano; problemi di casa che non sono più legati ai fragili ma anche a chi lavora in due con uno stipendio pubblico normale, perché se lavori in due e te mette la casa a 5.000 euro al metro; 50 metri a 250.000, il 20% d’acconto è 30.000; tra notaio e due mobili, chi ha 70.000-80.000 euro da dare avanti oggi? Chi li ha? Non li ho neanch’io, chi li ha? E abbiamo un problema: la manodopera che viene a mancare in alcuni Comuni turistici perché oggi tu se vai a lavorare in un Comune turistico per i servizi non ti affittano più le case, fanno affitti turistici, così non hanno tutti questi problemi di chi non paga, sfratto; l’abbiamo visto ormai si affittano le case… ormai siamo i camerieri del turismo internazionale, ormai l’italiano è il cameriere, facciamo servizi, ho letto l’altro giorno un articolo fantastico: che noi facciamo servizi che gli italiani non si possono permettere, molto spesso, perché è calibrato sui soldi che ha sul reddito dei turisti. Abbiamo spiagge bellissime che non sempre si possono permettere gli italiani che hanno lo stipendio fermo da vent’anni, abbiamo Resort bellissimi, ristoranti bellissimi, posti bellissimi, proporzionati allo stipendio di chi viene da noi a spendere, che molto spesso non corrisponde a quello degli italiani. Quindi siamo diventati un territorio che fa da cameriere a chi viene ad usare i nostri servizi, però poi dimentichiamo che a Jesolo, se non gli dai la casa quello che deve andare a fare la pizza, tu gli puoi anche dare 5.000 euro di stipendio, ma se la casa ti costa 1.500 euro a settimana non vai da nessuna parte e lo vediamo nei nostri ospedali che nessuno vuol venire a Venezia perché è scomoda e se vuoi viverci il prezzo è improponibile e lo vediamo: gli autisti delle corriere nel Veneto orientale, che non vengono più dal Meridione, come avveniva qualche anno fa. Dobbiamo avere un approccio con il patrimonio pubblico che deve essere un approccio che noi dobbiamo usare per il meglio, per i nostri medici, i nostri infermieri, i nostri universitari, i nostri insegnanti, i nostri autisti di corriere, magari facendogli pagare una cosa diversa. Infatti, c’è il social housing e c’è l’ERP. Però, dobbiamo farlo funzionare. Finché, Assessore, abbiamo il 23% del patrimonio chiuso, non ce l’ho con lei che è appena arrivata, per carità, chiariamoci, lo dico per rispetto anche di chi ci ascolta, ma capisce che non si può lasciare la gente a casa dicendo che è in graduatoria – “a casa” è un modo di dire, magari in macchina – e dopo non mettiamo soldi per le case. Io penso, ma lo dico una sola volta, sennò faccio il populista, che con tutti gli schei che abbiamo dato negli ultimi cinque o sei anni del disavanzo della Pedemontana si arriva minimo a 200.000 veneti che avranno un alloggio in più, perché l’avremmo ristrutturato. Io non sto condannando e assolvendo, io dico che è sbagliato avere il patrimonio vuoto, è sbagliato non farlo funzionare, bisogna guardare alle fragilità. Se uno è dentro una casa ATER e non può pagare, non lo mandi via se questo ha perso il lavoro, non lo puoi mandare via. Ha perso il lavoro, non è un delinquente. Se la vecchietta non ce la fa, devi rivedere l’affitto. Se all’interno del patrimonio pubblico, uno non ha schei sul conto corrente non puoi dirgli nulla, però io vi dico e mi assumo la responsabilità di tanti anni di amministratore locale che molto spesso chi butta giù le porte sono quelli che in alcuni casi vanno con il macchinone più grosso del mio che faccio il Consigliere regionale. Ragazzi, fate quello che volete, lo dico anche a quelli che mi sentiranno e magari qualche dispettuccio me lo fanno. Io ho denunciato quando ho visto questi casi – chiudo, Presidente – non sono stato zitto.
Io credo che noi dobbiamo difendere i fragili e i bisognosi. I furbi qua non devono trovare spazio e per attecchire, perché abbiamo le pubbliche amministrazioni dove i Sindaci non sanno più da che parte girarsi per dare risposte. La brava gente è in coda e i furbi pensano di fare sempre più uno. I fragili vanno tutelati, non i furbi.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Consigliere Szumski, prego.
Speaker : Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
Grazie, Presidente. Colleghi, credevo che parlassimo di disposizioni per il contrasto all’occupazione e all’utilizzo abusivi degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e modifiche alla legge regionale 3 novembre 2017.
Abbiamo sentito, però, una vasta esposizione che andava, mi sembra, a toccare tutto l’ambito riguardante l’edilizia pubblica, i casi umani, non umani, essere buoni o cattivi, le vicende personali.
Ho fatto per 28 anni il Sindaco e il Vicesindaco. Comincerò a parlare del primo giorno che sono arrivato in Comune. Siete contenti? E delle esperienze. Stiamo scherzando, ovviamente.
Vado alla sintesi. Siamo contenti del lavoro fatto, perché la nostra proposta, insieme alle altre proposte, ha avuto un confronto in Commissione, un prodotto e un risultato tangibile. Va incontro ad una cosa che viene richiesta dai cittadini, al di là dei casi particolari che avete visto, sono stati sicuramente identificati come tali da essere giustificati, ma arriva dal territorio.
Per noi di Resistere questa norma ce l’ha indicata nella fattispecie una nostra iscritta di Belluno, che lavorava a livello di ATER negli anni, quindi toccando la realtà che, al di là dell’abusivismo conclamato, c’è anche chi non sana le pendenze e poi prova a rientrare comunque non in maniera giustificata, c’è chi fa il moroso tutta la vita con una tosa diversa dall’altra, però questo è. Quindi, viene dal territorio. Noi siamo soddisfatti del lavoro fatto, sia in Commissione che nella proposta, che risponde anche a un minimo di oggettività, cioè di serietà che bisogna mettere nelle norme, che vanno fatte rispettare. Per troppo tempo abbiamo visto che ci sono i furbi e ce ne sono, chiamiamoli così, per il momento, che riescono a ovviare, a mantenere la posizione, a rientrare e avere dei vantaggi. Credo che questo danneggi effettivamente chi si comporta bene, chi ha reali difficoltà e, soprattutto, e qui rovescio la situazione, siamo in attesa di interventi che possano incrementare e recuperare quantomeno degli alloggi, il 22% degli alloggi pubblici che non sono utilizzati e utilizzabili. Però, abbiamo anche la necessità di dare un segnale che c’è una diversa interpretazione delle norme, non sempre a favore di chi fa il furbo, ma a favore di chi ha bisogno, di chi si comporta bene e di chi sta in coda. Certo, augurandoci che poi lo sceriffo di Nottingham, che è lo Stato, ci permetta di avere le risorse in maniera autonoma da gestire per poter intervenire anche dal punto di vista degli interventi concreti, di Piani casa che effettivamente diano risposta in un momento che si presenta estremamente difficile. Lo ribadisco, perché è una delle norme che avevo fatto da Sindaco, tornando all’inizio, che nessuno mi ha contestato, di privilegiare prima i propri concittadini rispetto ad altre realtà.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Consigliera Cendron, prego.
Speaker : Rossella CENDRON (Le Civiche Venete)
Grazie, Presidente.
Colleghi, credo davvero che nessuno metta in dubbio la necessità di garantire la legalità, la correttezza e la trasparenza nella gestione degli alloggi ERP. Credo che il contrasto all’abusivismo e la tutela del patrimonio pubblico siano obiettivi assolutamente condivisibili.
Anch’io, da Sindaco, ho lavorato proprio per contrastare quello che, alla fine, è un erodere i diritti di chi davvero ha bisogno dell’abitazione, dell’alloggio e che può avere dei termini di priorità rispetto ad altri. Però l’impegno che mi sono presa da amministratore, da Sindaco, approdata poi alla funzione legislativa, è quello proprio di chiedersi non solo che cosa succede nella carta, ma anche chi dovrà poi scaricare a terra queste decisioni e con quali strumenti.
È sull’impatto reale nei Comuni che si concentrano le mie perplessità. Ben vengano provvedimenti di questo tipo, però poi andiamo a vedere come impattano realmente sui Comuni. Quello che, a mio avviso, questo provvedimento rischia di scaricare sui Comuni e sulle loro strutture amministrative sono responsabilità, controlli, adempimenti burocratici di portata straordinaria, a fronte di risorse finanziarie e umane insufficienti. Stiamo attenti, perché io individuo almeno tre ordini di aggravio di lavoro per i Comuni. Il primo è sicuramente il sovraccarico operativo per i Comuni e per la polizia locale, specialmente con l’introduzione delle attività ispettive, e anche la decadenza a tre mesi. Si delega ai Comuni l’attività capillare di verifica. Sappiamo bene qual è la situazione della polizia locale, la carenza di personale, di organico, che purtroppo è sotto i nostri occhi.
I controlli ispettivi rischiano di essere un ulteriore adempimento, che va fatto, sì, però non dimentichiamo che già l’attività di presidio territoriale e di sicurezza cittadina è quella che porta via tantissimo tempo e che spesso i nostri organici di polizia locale sono in difficoltà. Anche l’Anagrafe regionale dell’edilizia residenziale pubblica è sicuramente uno strumento di analisi utile, ma comporta un obbligo informativo e di elaborazione annuale gravoso per i Municipi. La mappatura del patrimonio va fatta, è sicuramente utile, ma è un ulteriore aggravio burocratico, sempre a risorse invariate.
Si pone anche un tema di sostenibilità sociale, quello che si può chiamare “effetto rimbalzo”. Chi scade dall’assegnazione o viene escluso, per esempio, con l’estensione più rapida dei divieti d’accesso, da cinque a dieci anni, non scompare dal territorio. Cosa farà? Si rivolgerà comunque ai servizi sociali o agli ATS, presto, quando entreranno in funzione, per risposte di emergenza abitativa.
Quindi, questa proposta sicuramente individua delle criticità reali, ma chiedo un’attenzione ai colleghi sullo sbilanciamento del peso pratico che hanno queste attività sui Comuni, senza dote finanziaria e senza dote di organico. Ho troppo rispetto del lavoro dei Sindaci, degli amministratori, dei Consiglieri, degli Assessori, ma anche dei funzionari e degli impiegati comunali, della polizia locale per non sottolineare questo rischio di appesantimento, ancora una volta, senza controparte né economica, né di risorse umane.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Consigliere Del Bianco.
Speaker : Alessandro DEL BIANCO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti, anche da parte mia. Io intervengo perché penso ci sia da riportare un po’ la questione di cui stiamo parlando ai termini di realtà, nel senso che delle volte non si capisce, consigliere Rigo, proprio dal suo intervento, se il tema della legge è quello dell’emergenza casa o se il tema della legge è relativo agli aspetti delle occupazioni e soprattutto se le due cose stanno insieme, cioè se il tema della crisi abitativa è particolarmente legato al tema delle occupazioni, perché a sentire alcuni interventi sembra che oggi il principale problema che respiriamo e che abbiamo tutti sul tema casa, e specificatamente sul tema delle ATER in Veneto, sia legato alle occupazioni.
Allora io qui faccio, in primis, un invito a tutto il Consiglio e chiediamo una cosa per esempio: che nelle relazioni che le ATER ci fanno in tutti gli anni ci venga, per esempio, specificato quante sono le case realmente occupate perché noi qui tutti stiamo parlando di case occupate come primo problema della Regione del Veneto, ma non abbiamo un dato sulle case occupate.
Allora, questo francamente un pochettino mi fa riflettere. Allora questa è stata l’esigenza che ha mosso questa legge, è una legge che – e ci tornerò dopo - ha anche aspetti, senza dubbio, che possono essere considerati positivi, altri, a mio modo di vedere, meno ma parte da un presupposto di cui mancano i dati. Di questo noi non possiamo fare finta di non vederlo.
Io ho guardato, ho cercato di analizzare i numeri che abbiamo a disposizione perché per guardare e fare un lavoro con una certa meticolosità si prova a dare un senso ai dati che possiamo leggere.
Prego, Presidente, se posso continuare, perché il consigliere Rigo…
Speaker : PRESIDENTE
Chiedo scusa, sì.
Speaker : Alessandro DEL BIANCO (Partito Democratico)
Che volevo riprendere. Il tema che dicevo è: ho guardato i dati che ci sono nelle relazioni cercando tracce di numeri di occupazione. Allora, partiamo da un primo settore, quello della morosità. Si è parlato moltissimo della morosità e non tutta la morosità, naturalmente, anzi, una piccolissima parte della morosità si traduce in occupazioni, naturalmente, e la Provincia che ha un tasso di morosità più elevato, ribadisco più elevato, è quella di Treviso, intorno al 10% e noi intendiamo morosità ogni inquilino che ha un debito superiore a 500 euro, quindi anche casi molto piccoli e ribadisco che il 10% è la Provincia che ha più morosità. Tutte le altre viaggiano intorno al 4 - 5%.
Ho guardato se qualcuno scriveva qualche dato sull’occupazione e qui emerge, ancora una volta, un’altra cosa che è emersa quando abbiamo visto le relazioni delle ATER in Commissione, cioè che c’è una differenza sostanziale da ATER in ATER anche nella meticolosità e nella precisione con cui vengono redatte le redazioni e gli unici dati che abbiamo trovato sul tema delle occupazioni riguardano Treviso, Rovigo e Verona; a Treviso, che è il caso in cui ci sono più case occupate, vengono segnalate 14 case occupate, a Rovigo 4, a Verona 7. Ecco, questi sono i numeri di cui stiamo parlando.
Ora possiamo dire tutto quello che si vuole e possiamo anche concordare sui principi che animano questa legge e sono d’accordo che chi sbaglia non debba avere corsie preferenziali, ma non possiamo dire che il tema delle occupazioni degli ATER sia il primo problema delle case pubbliche come, invece, è stato detto in alcuni interventi e non possiamo dire che prima questione da risolvere per risolvere la questione ATER in Veneto sia quello delle occupazioni delle case pubbliche, perché se anche ammettessimo che tutte le ATER, che pure non danno i numeri sulle occupazioni... il perché è veramente una grande domanda, non posso non sapere quante case sono occupate, se faccio il Direttore dell’ATER dovrò saperlo, quindi mi domando come mai questi dati nelle relazioni non ci siano.
In ogni caso, se anche ammettessimo che tutte le ATER abbiano numeri uguali a quella di Treviso, che dai dati, risulta avere più case occupate, avremmo censite in tutta la regione 98 case, a fronte di un aumento di oltre 1.100 appartamenti sfitti negli ultimi tre anni.
La domanda è: il problema della casa è l’aumento enorme degli appartamenti ATER sfitti negli ultimi tre anni, che passano da 6.707 a 6.800 o le 98 case occupate ATER? Perché questo è il punto da cui dobbiamo partire se vogliamo fare un’analisi seria dei dati, altrimenti parliamo di altre questioni.
Ribadisco che nella legge ci sono aspetti positivi, nessuno lo toglie dalla discussione, penso anche votabili, altri decisamente meno, e alcuni sono stati messi in rilevanza. Resta il fatto che ho come l’impressione, anche a sentire il tenore di alcuni interventi soprattutto dai banchi della maggioranza, che si voglia far passare il messaggio che si affronta il problema delle case rispetto a chi le occupa, facendo passare che questo sarebbe il problema dell’emergenza abitativa.
Questo problema oggettivamente è molto più ampio e questa legge - va detto - risolverà alcune situazioni puntuali, piccole, se vogliamo, ma non il nodo vero della questione, che è l’aumento spropositato degli appartamenti sfitti in mano pubblica, e l’aumento spropositato negli ultimi tre anni, a fronte di una richiesta sempre più alta, significa che la Regione non sta affrontando sul serio l’emergenza abitativa e che, se si vuol dare l’idea di un pugno di ferro, la si vuol dare soltanto per dare l’impressione di occuparsene, non per farlo davvero.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere Del Bianco.
Consigliere Baldan Flavio.
Speaker : Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle)
Grazie, Presidente, signori consiglieri.
Parto da un punto: tutti noi, ovviamente (appare scontato,) siamo contro l’abusivismo, siamo contro l’evasione fiscale, chi approva situazioni di questo genere? Cerchiamo soluzioni possibilmente legislative, perché si faccia in modo che non accada.
Ovviamente, le soluzioni legislative non sono mai semplici, spesso occorre trovare dei compromessi, ma vorrei che si utilizzassero anche le soluzioni legislative per improntare un ragionamento, uno schema di ragionamento che sia diverso dal passato.
Vengo a un punto in primis: ha perfettamente ragione su questa legge la consigliera Ostanel, 99,9 su 100 questa legge sul passaggio che riguarda l’esclusione a vita è incostituzionale, abbiamo dal lato normativo una sola situazione di tipo ostativo, il resto non può esserci, quindi non si può inserire in una legge regionale una dicitura di questo tipo, che, tra l’altro, riguarda diritti sociali che, come sapete, sono inalienabili e inviolabili.
Detto questo, però, vengo al punto fondamentale. Spesso si va a normare qualcosa per cercare di parare il colpo, ma, come dicevo prima, non si pone attenzione al sottostante.
Premesso che - consentitemi la battuta - non dovremmo neanche avere problemi, perché il Ministro dei Trasporti e delle infrastrutture ha annunciato un Piano casa da 60.000 abitazioni, ma vedremo cosa succederà, quindi una piccola fetta toccherà anche al Veneto. Detto questo, il problema che vi pongo è uno solo, nel senso che noi, durante la campagna elettorale, a maggior ragione nell’era dell’intelligenza artificiale, dove i dati dovremmo averli abbastanza in tempo reale, ci eravamo posti il problema di realizzare un’azienda del patrimonio immobiliare del Veneto complessiva che avesse un dato che ci certificasse in qualche modo come è composto il patrimonio immobiliare del Veneto. Sfido chiunque in questo momento a saperlo.
Ricordo che il consigliere Soranzo ‒ eravamo in Commissione insieme ‒ mi disse: “Guarda che una mappatura è stata fatta, di fatto, di tutta questa cosa”. Sembra non funzionare, però: se siamo ancora qui, a questo punto qui, è evidente che la mappatura non è stata sufficiente.
Il punto che io mi pongo, invece, è sul funzionamento delle ATER. È evidente, dal mio punto di vista, che il modello di ATER che c’è Provincia per Provincia, che secondo me andrebbe anche distinto perché la Provincia di Venezia ovviamente non può avere le stesse caratteristiche di altre, tanto per farvi un esempio, il modello di ATER che c’è in questo momento, dal mio punto di vista, non è in grado di soddisfare questa situazione. O ci poniamo dalla parte della Regione che prende in mano tutta questa situazione e vediamo come riesce ad uscirne o in qualche modo dobbiamo chiedere alle ATER uno sforzo per migliorare la loro struttura organizzativa.
Dopodiché, sappiamo bene che anche sulle ATER ci diranno le stesse risposte, il trait d’union comune è sempre la mancanza di risorse, di situazioni varie, ma guardate, e lo dico per esperienza personale, le ATER sono così non estremamente funzionanti quando, di fatto, si vanno a verificare queste situazioni, occupazioni, gente che non ha diritti o che occupa abusivamente o che non paga, sono così efficienti quando c’è da incassare. Questa è la prima parte.
La seconda parte, poi, avviene spesso, è che innalzano i costi degli affitti parametrandoli, immagino, a livello di mercato, tenuto conto anche della condizione sociale. Il problema è che non sono così efficienti perché quella giustificazione economica che viene chiesta anche a categorie... Chi occupa un alloggio popolare, immagino, non è certo uno che ha un ISEE di 40.000-50.000-60.000 euro. Quando si va a verificare se ci sono malfunzionamenti, situazioni, e l’ho visto di persona, ma non ci vuole molto a verificarlo, quando ci sono negatività sull’immobile, sul condominio, come quelle che venivano citate sugli ascensori, magari lì è il caso in cui non avendo questa mappatura non si sa neanche se ci sono persone disabili, non disabili, eccetera, quando devono intervenire per mettere a posto la parte economica di chi la fruisce, giustifica, rispondono che o non hanno risorse o devono fare dei lavori in economia, che vi raccomando perché spesso quello che succede è che è peggio quello che hanno sistemato rispetto a quello che c’era prima.
Il punto fondamentale è questo. Per carità, si possono inasprire tutte le leggi, tutti i controlli che vogliamo da questo punto di vista, e qui una chiarezza andrebbe fatta. Credo che il criterio, dal mio punto di vista personale, dell’ISEE sia ormai un criterio superato. Da questo punto di vista andrebbero fatte tutta una serie di verifiche che, però, di fatto, nel sistema organizzativo che hanno le ATER in questo momento, dal mio punto di vista, è impraticabile, non si riuscirà mai a verificare.
Sto parlando non solo, come ha detto il collega, del fatto di chi occupa abusivamente, che sembra per fortuna una parte minoritaria, ma per verificare anche effettivamente chi occupa con diritti che magari nel corso del tempo modifica la sua situazione e, prima che succeda un passaggio da regolare ad abusività, si possono fare immediatamente delle verifiche e confermare situazioni di difficoltà temporanee, che possono essere ottimizzate.
Il tutto per dirvi cosa fondamentalmente? È vero che i cittadini, come diceva anche il consigliere Szumski, ce lo chiedono, perché vedere occupate case di cui avrebbero diritto persone estremamente fragili o categorie con basso reddito, da persone che, per effetti di altra natura, è sicuramente il messaggio che è stato lanciato, però credo che la prima cosa che dobbiamo fare sia darci chiarezza prima di stratificare norme su norme, su norme, che poi sono di difficile controllo, dare chiarezza sulla funzionalità.
Questa funzionalità, se il modello che Regione Veneto conferma è quello delle sette ATER provinciali, riguarda il funzionamento di queste ATER. Io ritengo che questa legge di per sé non porterà grossi miglioramenti, perché il modello gestionale delle ATER e i dati in possesso sul patrimonio pubblico di questa Regione, con questo modello non sono in grado di funzionare.
O ci mettiamo in testa che va adottato ed entriamo in un’ottica u futuribile, usando quello che dal lato tecnologico ci consente l’attualità di fare o con questo modello anche questa legge, che tra l’altro – ripeto - secondo me è ampiamente incostituzionale in quella parte lì, è destinata ad essere un piccolo granello all’interno della spiaggia. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere Baldan.
Non ho altri interventi, quindi dichiaro chiusa la discussione.
Non mi sono pervenute nemmeno richieste di replica, considero fatte quelle di relatore, e correlatore, quindi sospendiamo la seduta e si convoca la Commissione per l’esame degli emendamenti di qui, in Sala del Leone, e ripartiamo alle 14.30. Buongiorno a tutti, consiglieri, solo per aggiornarvi sull’orario: il Consiglio riprende alle 15.00, perché si sono sovrapposti prima l’Ufficio di Presidenza per gli emendamenti, adesso la Commissione, che sta finendo, per cui votiamo e torniamo giù, quindi alle 15.00 finisce l’orario previsto. Domani, 8 settembre, non dipende da me. Vieni con me alle 7.00 domani mattina e dopo vieni qua, se vuoi andiamo insieme.
Domani vi porterò una statua della Madonna di Monte Berico, che vi guardi dall’alto tutti. Vado su, a dopo. Consiglieri, prego, ci accomodiamo, inserite le schede, potete chiamare i colleghi, grazie, Soranzo, grazie, Lanzarin, se può mandare un messaggino. Grazie.
Consigliere, prego, buongiorno. Ci sono altri consiglieri nell’atrio? Cominciamo.
Ci scusiamo per i tempi che si sono dilungati, ma prima l’Ufficio di Presidenza, poi la Commissione, la n.2, sono andati un po’ lunghi e quindi a questo punto riprendiamo da dove ci eravamo fermati con la sospensione.
Faremo la votazione con i relativi emendamenti dei primi tre articoli, dopodiché per alcuni nuovi emendamenti presentati sospenderemo nuovamente la seduta per riunire l’Ufficio di Presidenza.
Iniziamo dalle votazioni direttamente. Se i consiglieri hanno inserito la scheda, partiamo subito con le votazioni. Assessore Roma, buongiorno, non l’avevo salutata.
Bene, iniziamo con la votazione dell’articolo 1.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Comunico l’esito: 23 favorevoli, 2 contrari, 11 astenuti, quindi l’articolo 1 è approvato.
Articolo 2.
Qui c’è l’emendamento n.4 di Ostanel.
Un attimo solo, prego.
Speaker : Claudio BORGIA (Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni)
Vorrei che fosse messo a verbale la votazione favorevole del punto all’articolo 1, perché non sono riuscito a pigiare nei tempi corretti. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Consigliere Borgia, può ripetere, per cortesia? C’è un po’ di confusione. Scusate...
Speaker : Claudio BORGIA (Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni)
Presidente, vorrei mettere a verbale il mio voto favorevole, perché non ho fatto in tempo a "strucare", mi dice Marcato, il bottone corretto, quindi grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Va bene.
Chiede la parola anche Martini. Prego.
Speaker : Morena MARTINI (Stefani Presidente)
Anche il mio voto è favorevole, perché non ho fatto a tempo a votare. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Va bene, grazie.
Abbiamo chiuso l’articolo 1 anche con queste specifiche.
Articolo 2.
Votazione diretta dell’articolo 2.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
25 favorevoli, 2 contrari, 12 astenuti, quindi anche questo articolo è stato approvato.
Andiamo all’articolo 3.
C’è l’emendamento numero 4, Ostanel.
Consigliera, vuole intervenire?
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Sì, vorrei intervenire, perché questo è un emendamento su un articolo positivo della legge. Ci tenevo a intervenire perché all’articolo 3 si propone di inserire un’anagrafe che raccoglie finalmente meglio di come lo stiamo facendo i dati rispetto all’edilizia residenziale pubblica, per poi progettare le politiche pubbliche, tra l’altro suddivisi in base territoriale. Ricordo che la scorsa legislatura, in Commissione Seconda, avevamo fatto istituire proprio la raccolta dati da parte delle ATER, che prima non c’era. Però, sappiamo che i dati non sempre sono raccolti in maniera omogenea. Questo è un articolo importante su cui, tra l’altro, voteremo a favore. È un punto importante della legge dentro una legge che non condividiamo. Abbiamo proposto con l’emendamento di inserire che si faccia questo Piano in base ad una pianificazione quinquennale, sostituendo la parola “quinquennale” con “triennale”, quindi che ci sia la possibilità di fare una programmazione triennale in base ai dati aggiornati.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Parere della Giunta?
Speaker : Ass.ra Paola ROMA
Grazie, Presidente.
Il parere è favorevole.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Parere favorevole. Possiamo procedere con la votazione dell’emendamento.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
42 favorevoli, 0 contrari, 0 astenuti.
L’emendamento è approvato.
Si passa alla votazione dell’articolo 3.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
L’articolo 3 è approvato.
A questo punto dobbiamo sospendere e convocare l’Ufficio di Presidenza per i nuovi emendamenti.
Sospendiamo. Quanto tempo ci vuole? Mi raccomando, perché siamo fermi da due ore e mezzo praticamente. Venti minuti, bene.
Mi raccomando la puntualità nel rientro. Grazie. Si accomodi. Dottor Giachetti, è pronto? Stanno facendo il giro delle firme, credo. Allora, signori, accomodatevi che ricominciamo. La pausa è terminata.
Riprendiamo quindi dalla votazione dell’articolo 4.
Concedo il tempo di tre minuti per i subemendamenti, annunciando che sono stati presentati degli emendamenti, che sono esattamente tre, uno a firma Elisa De Berti, uno a firma non si capisce, comunque è l’emendamento n.15, correlatore Montanariello, e poi l’emendamento n.16, sempre a firma De Berti, quindi dobbiamo dare tre minuti di tempo da Regolamento per i subemendamenti.
Se non c’è intenzione di fare subemendamenti, gli emendamenti sono già stati caricati (tre minuti concessi).
Intanto iniziamo dal 4 che era già stato presentato. Abbiamo votato l’articolo 3, abbiamo chiuso l’articolo 3, adesso emendamento Ostanel, emendamento n.3 sull’articolo 4.
Possiamo votare. C’è un parere favorevole, la Giunta conferma il parere favorevole.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Sono 42 favorevoli, zero contrari, zero astenuti, quindi l’emendamento Ostanel n.3 è approvato.
Votiamo ora l’articolo 4, così come emendato.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Con 31 favorevoli, 11 astenuti e 0 contrari, è approvato anche l’articolo n.4.
Chiuso il tempo dei subemendamenti perché sono passati nel frattempo i minuti concessi, c’è l’emendamento aggiuntivo n.2 Ostanel all’articolo 5. Prego, Ostanel, se vuole presentarlo...Assessore, prego.
Speaker : Ass.ra Paola ROMA
Grazie, Presidente.
È accoglibile con una modifica, nel punto dell’articolo 22-bis, Funzione sociale di ATER, in collaborazione con gli ATS.
Speaker : PRESIDENTE
Prego, Ostanel.
Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Accetto questa modifica, perché l’emendamento ha l’obiettivo di rafforzare le funzioni sociali di ATER. Con l’Assessore Roma si è valutato che, oltre agli ATER e ai Comuni, ci fosse la presenza degli ATS nel rafforzamento della loro funzione sociale, con spiegate alcune competenze che potrebbero in futuro avere.
Quindi va al voto l’emendamento Ostanel n. 2 con questa modifica concordata con la Giunta.
Apriamo la votazione sull’emendamento così modificato.
Si voti, grazie.
Con 42 favorevoli, zero contrari e zero astenuti, l’emendamento è approvato.
Passiamo ora all’articolo 5.
Ci sono degli emendamenti anche qui.
Emendamento n. 9 a firma del collega Montanariello. Vuole presentarlo, collega Montanariello? Prego, a lei la parola.
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente. Con questo emendamento, che consideriamo importante ma anche saggio sotto l’aspetto della sua finalità, si chiede di modificare, perché così come era stata presentata si chiedeva nei requisiti la residenza al momento delle assegnazioni. Siccome ci sono, ahimè, delle graduatorie che durano anche diversi anni, cosa succede? Molto spesso si verificano fattispecie diverse di casi. Chi è residente in un territorio di confine, Provincia o Regione, e vede magari al di là del ponte l’alloggio, mi viene in mente Chioggia, fai un ponte e sei a Volto di Rosolina, dove la casa costa di meno, da San Michele al Tagliamento fai un ponte e sei a Latisana. Magari una persona che non ha condizioni economiche per poter avere un mercato importante è costretta non ad abbandonare il luogo di residenza ma, soprattutto in alcune zone a vocazione turistica, a dover andare in una parte dove prova a pagare di meno l’affitto. Quindi, si chiede che sia al momento della partecipazione al bando che abbia i requisiti di residenza, al momento pregresso è quanto è previsto, ma non al momento dell’assegnazione, perché su una graduatoria in alcuni casi dura tre o quattro anni, perché non molti Comuni ogni due anni li aggiornano e fanno il bando come devono, ci sono Comuni che durano anche sei, sette, otto anni, purtroppo, e non si può costringere una persona a quel punto di dover essere incollata ad un posto dove magari c’è una situazione di affitti che non le permette di poterlo fare. Ad esempio, se una persona lo chiede a Venezia, non ha 1.000 euro da pagare ogni mese, si sposta nel primo Comune di cinta esterno perché paga di meno, non sta eludendo niente, sta semplicemente cercando di mettere insieme il pranzo con la cena, cercando di avere un tetto sulla testa, nelle difficoltà economiche che sono contingenti.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Parere della Giunta.
Speaker : Ass.ra Paola ROMA
Grazie, Presidente. Favorevole.
Speaker : PRESIDENTE
Bene, andiamo al voto.
Voto sull’emendamento n. 9 a firma del collega Montanariello, prego.
Con 42 favorevoli, zero contrari e zero astenuti, l’emendamento è approvato.
Emendamento n. 14, a firma della collega De Berti, pagina 4-ter.
Speaker : Claudio BORGIA (Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni)
Presidente, chiedo la possibilità di presentare l’emendamento in oggetto.
Molto semplicemente ad oggi vige una discriminazione al contrario, una discriminazione nei confronti dei cittadini italiani per quanto riguarda le case ERP e la richiesta di entrare in graduatoria. Per quale motivo? Perché ad oggi i cittadini italiani devono dimostrare, presentando regolare documentazione, di non avere immobili e, quindi di non essere proprietari di immobili sia in Italia che all’estero, invece i cittadini stranieri devono solo ed esclusivamente presentare un’autocertificazione. Capite bene che questo è discriminante. Anche perché sappiamo tutti che le Amministrazioni locali ‒ molti di noi hanno fatto gli amministratori locali ‒ non hanno le capacità e le risorse sia di personale che economiche per verificare che quelle autocertificazioni siano vere e siano valide.
Allora cosa abbiamo detto, cosa abbiamo voluto fare? Ringrazio per questo non solo la Presidente De Berti e l’Assessore Roma, ma anche e soprattutto l’Ufficio legislativo per essere riuscito a costruire un emendamento che potesse essere giuridicamente e legislativamente parlando sostenibile, perché ci sono sentenze della Corte Costituzionale.
L’emendamento dice "è sempre ammessa la facoltà alle Amministrazioni competenti, quindi alle Amministrazioni locali, di richiedere ai soggetti interessati", di cui parlavo prima al comma 1, "di acquisire idonea certificazione, comprovante la non titolarità dei diritti di cui alla presente lettera" quindi proprietari di immobili in Italia e all’estero "mediante la certificazione ISEE o mediante certificazione rilasciata alle competenti autorità diplomatiche e consolari".
Cosa diciamo? Che le Amministrazioni comunali possono decidere per tutti i richiedenti, quindi per tutti quanti, italiani e stranieri, la medesima certificazione, chi certificazione ISEE, chi invece certificazione consolare o diplomatica. È ovvio che sarà facoltà dell’Amministrazione competente, quindi del Sindaco e della Giunta dei vari territori, scegliere se chiedere a tutti questa certificazione e quindi non creare disparità ed essere discriminanti nei confronti di alcuno, o invece continuare come fatto fino ad oggi, quindi chiedere agli italiani documentazione e invece ai cittadini stranieri un’autocertificazione.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Perfetto, posso dare la parola all’Assessore per il parere.
Speaker : Ass.ra Paola ROMA
Grazie, Presidente, il parere è favorevole.
Speaker : PRESIDENTE
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Con 28 favorevoli, zero contrari, 14 astenuti, l’emendamento è approvato.
Passiamo ora all’emendamento n.15, Montanariello. Vuole presentarlo?
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Presidente, quando è stata presentata questa legge, si parlava di alcune interdizioni nella partecipazione a bandi a fronte di illeciti. Siccome, Presidente, credo che sia giusto specificare perché non si sa mai, puoi trovare sempre qualcuno, colleghi, che di fronte alla parola illeciti trovi un giudice, e può essere anche un illecito amministrativo, cioè stendo le lenzuola con la candeggina, sporco a quelli giù e prendo una multa, se noi guardiamo il gergo giuridico è un illecito, amministrativo ma è un illecito, si chiede di dire che, prima che qualcuno abbia l’interdizione dalla partecipazione a un bando, ci sia un illecito che sia penale - ripeto - non amministrativo e che sia sancito da una sentenza definitiva.
Perché dico questo? Perché non può essere che magari una persona la mandiamo via, non le facciamo fare il bando, dopo magari vince in appello, vince in Cassazione, è un poverino che non ha fatto niente, ma per una presunzione di colpevolezza con una sentenza provvisoria lo priviamo di questa possibilità.
È giusto che se uno fa un illecito non abbia alcune strade aperte, parliamo di partecipazione ai bandi, però è evidente che noi inseriamo semplicemente, a legge presentata, il concetto di penale e sentenza definitiva, su alcune parti dell’articolo possiamo convenire o no, però credo che su illecito si debba specificare penale e con sentenza definitiva, perché, ahimè, se io trovo una Commissione che è pignola e mi dice che è un illecito amministrativo, vai a dire t a questo che deve fare ricorso al TAR, ci sono illeciti e illeciti e credo che quelli amministrativi abbiano una rilevanza diversa da quelli penali passati in giudicato con sentenza definitiva.
Speaker : PRESIDENTE
Ma avete sentito il parere legale su questa cosa? Io faccio l’avvocato, quindi pongo la questione.
Va bene, viene presentato così, quindi si mette al voto. Collega Ostanel, voleva parlare? Prego.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente. Questo è un emendamento che migliora quello che era stato previsto, perché effettivamente, a meno che ci sia la sentenza definitiva, è una cosa di buonsenso. Però, ricordo che questo emendamento va a incidere sul fatto che rispetto alla nostra legge se prima decadeva una persona che aveva compiuto quel reato dall’avere l’alloggio ‒ e io ovviamente sono d’accordo ‒ ora anche con questo emendamento leggermente migliorativo stiamo non permettendo a una persona a vita di fare domanda. È quello che dicevo nel mio intervento ed è il motivo per cui io sono contraria alla norma per come è stata modificata. D’altronde, sostanzialmente oggi diciamo che se una persona ha compiuto un illecito gravissimo ed era giusto che perdesse il diritto alla casa in quel momento le stiamo interdicendo la possibilità a vita di fare domanda di casa pubblica. Io penso invece che, siccome anche nel nostro ordinamento penale anche una persona che ha fatto un reato anche grave poi a un certo punto può essere redento, in questo caso potrebbe essere redento pure questo e potrebbe un giorno, magari tra cinque, sei, dieci anni, decidere di aver bisogno di nuovo della casa popolare e poter fare domanda. Una persona non è colpevole per sempre neanche per il nostro ordinamento se sconta la sua pena, per cui perché dovrebbe esserlo per avere il diritto di fare domanda di casa pubblica se ne ha bisogno? Io davvero questa cosa non la condivido e non la condividerò mai, soprattutto perché stiamo parlando di persone in fragilità e con le persone in fragilità dobbiamo comunque immaginare di poter dare il diritto almeno di fare domanda quando hanno “scontato” le loro pene. Nella morosità incolpevole figuriamoci, ma anche in questo caso io penso che il diritto dovrebbe essere garantito. Si poteva mettere qualche annualità, sì, a vita io non lo trovo corretto.
Speaker : PRESIDENTE
Consigliera De Berti, prego.
Speaker : Elisa DE BERTI (Lega – Liga Veneta)
È una questione di equità nell’applicazione delle sanzioni. Perché? Perché l’articolo 32, che identifica le cause di decadenza... Come potete vedere, non è un progetto di legge, la modifica della legge n. 39, una cosa semplice. Chi è in Commissione, i Commissari ma anche l’Ufficio Legislativo, come il dottor Simionato, sa il lavoro immane che è stato fatto su questo progetto di legge. All’articolo 32 la lettera d) prevede che per la cessione o sublocazione, in tutto o in parte, dell’alloggio o mutamento della destinazione d’uso ci sia la decadenza. Noi abbiamo fatto nel progetto di legge un allineamento perché l’articolo 25, che prevede i requisiti di accesso alle graduatorie per l’attribuzione della casa ATER, prevede, alla lettera f), in un’unica lettera, non aver ceduto o sublocato, in tutto o in parte, fuori dai casi previsti dalla legge, l’alloggio di edilizia residenziale pubblica assegnato. Quindi, in questo caso chi ha ceduto o ha sublocato a vita non può più presentare domanda. A vita! Chi ha sublocato, che non credo sia più grave di un illecito penale. Sostanzialmente il cambiamento della destinazione d’uso previsto nella decadenza lo abbiamo portato anche nel requisito.
L’illecito, che nella decadenza era un illecito normale, non era definito penale o amministrativo, ma era sostanzialmente che decade chi ha commesso illeciti. Nei requisiti l’abbiamo messo come un illecito di rilevanza penale, e oggi andiamo ad aggiungere, con l’emendamento, anche “accertato con sentenza passata in giudicato”.
Non può essere che nella legge originale, non in quella che stiamo facendo noi, chi ha sublocato, o ceduto in sublocazione non può più presentare a vita la domanda, e chi ha commesso un illecito penale ha un termine di legge. È una questione di equità. Sicuramente l’illecito penale è molto più grave della sublocazione, quindi attribuire alla sublocazione e al cambiamento di destinazione d’uso, insieme all’illecito penale, la possibilità di non partecipare a vita, credo che sia una questione anche di equità nelle misure e nelle sanzioni che vengono applicate. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Quindi, procediamo al voto dopo questo chiarimento della presidente De Berti.
Possiamo procedere alla votazione. Apriamo la votazione per l’emendamento. Grazie.
Votate.
È chiusa la votazione.
Con 40 favorevoli, zero contrari, zero astenuti, è approvato questo emendamento.
L’emendamento n. 1 De Berti viene ritirato.
Andiamo alla votazione dell’articolo 5.
Apriamo la votazione sull’articolo 5. Votiamo.
È chiusa la votazione.
Con 27 favorevoli, 2 contrari, 3 astenuti è approvato l’articolo 5.
Passiamo ora all’articolo 6.
Qui andiamo direttamente al voto.
Non ci sono emendamenti, quindi apriamo la votazione sull’articolo 6, grazie.
È chiusa la votazione.
L’articolo 6 è approvato con voti favorevoli 27, 0 contrari, 13 astenuti.
Passiamo all’articolo 7.
Ci sono due emendamenti.
Emendamento n. 16 della Presidente De Berti: lo diamo per letto o vuole presentarlo? Prego.
Speaker : Elisa DE BERTI (Lega-Liga Veneta)
Solo per rispondere alle perplessità che sollevava questa mattina la consigliera Ostanel.
La legge non prevede la decadenza automatica nel momento in cui viene accertato che uno non ha sostanzialmente occupato in via continuativa l’immobile per, portiamo da sei mesi a tre mesi. Stamattina faceva il caso della letterina, la consigliera Ostanel.
Sono già intervenuta stamattina, vi ho già spiegato che la letterina non è una un’ipotesi che si realizza, e comunque, nel momento in cui si deve accertare la decadenza, c’è tutta la procedura in Commissione, viene fatta un’istruttoria, viene fatto un confronto con l’interessato e poi la Commissione delibera.
Giusto per chiarire, anche su richiesta di altri Consiglieri, quali ad esempio il consigliere Borgia, abbiamo specificato che la verifica dei giustificati motivi per cui non si applica la decadenza può essere fatta anche a posteriori.
L’emendamento dice: punto c) “abitazione non stabile nell’alloggio assegnato per un periodo superiore a tre mesi – modifica già presente nel testo in Aula – continuativi, salvo che non sia intervenuta un’autorizzazione per gravi motivi familiari, di salute o di lavoro, preventiva, o una loro successiva. Quindi, non c’è pericolo che qualcuno che è stato in ospedale o che per giustificato motivo non abbia occupato in via continuativa l’immobile possa incorrere nella procedura della decadenza.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Collega Ostanel, prego.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente. Questa mattina intervenivo citando l’articolo 32, dove si diceva su questa fattispecie che i Comuni e le ATER dichiarano, previo parere della Commissione Alloggi di cui all’articolo 33... Ricordo, a beneficio di tutti, che questa Commissione Alloggi esiste dal 1998 in questa Regione. Mi piacerebbe aver saputo cosa ha fatto in questi anni la Commissione Alloggi, perché oggi magari saremmo arrivati qui anche con dei dati rispetto a tutte queste paure che abbiamo. Ma io i dati non li ho visti, quindi chissà che cosa la Commissione Alloggi ha fatto e ha rilevato dal 1998 ad oggi. Perché le norme si fanno anche in base a dei dati. Detto questo, io dicevo che il problema di come era scritta la norma è questo: i Comuni e le ATER dichiarano, previo parere della Commissione, la decadenza all’assegnatario dell’alloggio nei seguenti casi, e vi era scritto che, se non ha stabilmente alloggiato nell’alloggio per un periodo superiore a tre mesi (prima era sei), salvo che non sia intervenuta una autorizzazione. Quando parlavo di lettera intendevo questo: salvo che non sia intervenuta un’autorizzazione. Infatti, facevo il caso, limite evidentemente, ma siccome dobbiamo pensare ai casi limite non solo quando pensiamo che un inquilino sia un imbroglione, ma anche quando pensiamo che un inquilino sia una persona fragile, io a quella persona fragile voglio dare il beneficio del dubbio, e se è stato in ospedale o da qualche parte e non è riuscito a fare questa autorizzazione per gravi motivi familiari voglio essere sicura che non c’è un problema di assegnazione. Quindi, questo emendamento, sì, lo abbiamo voluto. Ringrazio anche i colleghi della maggioranza di aver anche spinto affinché ci fosse questo emendamento, perché il punto è questo: se noi abbiamo un dubbio che possa accadere qualcosa, significa doverlo fare guardando anche alla fragilità delle persone.
È migliorativo sicuramente, quindi io voterò questo emendamento. Il punto vero è che la norma c’era già e diceva sei mesi: potevamo lasciarla così. Ed è esattamente il motivo per cui oggi in quest’Aula dico: c’erano tante cose che potevamo lasciare così, perché la norma io credo oggi la stiamo peggiorando rispetto ad alcune cose. Invece, potevamo far funzionare gli organi che sono esistenti dal 1998.
Speaker : PRESIDENTE
Collega Borgia, prego.
Speaker : Claudio BORGIA (Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni)
Solo per ribadire il ringraziamento alla presidente De Berti e all’assessore Roma per aver accolto la nostra richiesta congiunta, insieme alla collega Ostanel, proprio perché la nostra preoccupazione, che credo sia la preoccupazione di tutti quanti, è quella di tutelare non gli imbroglioni, anzi, tutelare quelle persone fragili che purtroppo per qualsiasi tipo di necessità o di urgenza si trovano nelle condizioni di non riuscire a comunicare tempestivamente, sia prima che dopo, la loro situazione, che sia una situazione di lavoro, che sia una situazione familiare o, ancora peggio, di salute. Questo emendamento copre anche queste situazioni e ritengo che in questo caso si sia andati a tutelare ancora maggiormente le persone fragili, che è l’obiettivo che credo abbiamo tutti quanti.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Parere della Giunta.
Speaker : Ass.ra Paola ROMA
Grazie, Presidente. Favorevole.
Speaker : PRESIDENTE
Procediamo con il voto, grazie.
Votate. C’è un problema? Ci sono un paio di Consiglieri che non riescono a votare. Avviciniamoci.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Con 39 favorevoli, zero contrari, zero astenuti, è approvato l’emendamento della Presidente De Berti.
Emendamento n.10 sempre sull’articolo 7, Montanariello. Qui c’è un parere favorevole della Giunta.
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Nel presentare questo, annuncio anche quello dopo, in quanto sono collegati, perché cambia all’interno dei due punti che tengono conto di questa necessità, è un emendamento che si rivede anche in un altro articolo.
Con questo emendamento si chiede che, qualora per questioni ovvie l’ATER decreti un trasferimento, tipo un nucleo familiare che si è ridotto o questioni di vario tipo, come ne accadono, non ci sia la decadenza se una persona non accetta questa mobilità in caso di comprovata certificazione medica sociosanitaria.
Cosa vuol dire? Spesso le ATER si trovano per questioni di Regolamento a dover spostare una persona, però ci sono molti casi, e - ripeto - mi dispiace che non tutti abbiano seguito la Commissione, perché abbiamo lavorato caso per caso in questa Commissione, con l’esperienza degli ultimi 10 anni potremmo dire, tant’è che a un certo punto era diventato anche simpatico il fatto che su ogni problematica c’era un caso che fungeva da campione, quindi per questo abbiamo fatto tante Commissioni lunghe e mi dispiace che in alcuni casi non si sia potuti essere tutti insieme.
Perché dico questo, Assessore? Vi faccio un ennesimo esempio. Noi siamo bravi a dire come ATER, quando diamo una casa, che c’è l’ascensore, ma l’ascensore non dipende da ATER, perché se i condomini, come spesso accade, sono morosi nelle spese condominiali, l’amministratore di condominio non fa dare l’ascensore.
Allora, cosa succede? Che tu dai una casa o un soggetto con capacità motorie limitate, uno che è in carrozzina, sulla carta c’è l’ascensore, ma magari lì non c’è l’ascensore e stai spostando una persona condannandola a non poter più uscire di casa.
Io ricordo che con un collega che era seduto su quei banchi, quando eravamo tutti e due consiglieri comunali, abbiamo dovuto combattere un anno perché una persona a cui mancava una gamba era al quinto piano e non riusciva a spostarsi, dovevamo chiamare i pompieri per farla venire giù per una visita medica.
Credo che su questo dobbiamo prendere atto della realtà e di quanto è sulla carta, non è che se una casa ATER ha l’ascensore vuol dire che chi va a starci ha diritto all’ascensore, perché magari quell’ascensore è chiuso, come in tantissimi casi che potrei elencarvi uno per uno, perlomeno quelli che mi hanno segnalato.
Questo vuol dire che se domani ti dicono "caro Montanariello, domani devi spostarti e andare da un’altra parte" e io dico "sì, ma tu mi sta mettendo al secondo piano senza ascensore e io magari sono una persona che ha capacità motorie limitate e non posso andare su" rifiutare il trasferimento non è voler essere furbo, ma è semplicemente dire che di fronte a una certificazione medica non posso andare lì, perché vorrebbe dire precludermi di vivere.
Se una persona ipovedente la metti dove ha un’accessibilità per cui non riesce ad entrare, non è un rifiuto perché uno vuole rimanere in quell’alloggio, ma è un rifiuto perché la documentazione sanitaria dice che l’alloggio proposto non è compatibile con quello che è sancito da una struttura pubblica in documentazione sanitaria.
Credo che questo sia molto importante perché, Assessore, fino a poco tempo fa in via Pigafetta c’era un signore che era stanco di scrivere ad ATER perché nel suo alloggio c’erano problemi di tenuta e di salubrità, però gli proponevano alloggi che non erano idonei alla patologia che aveva. Adesso questa persona non c’è più, ahimè, ma lui diceva "mi rifiuto di andare, ma non perché non voglio una casa salubre, mi rifiuto di andare perché là non ci sono le condizioni perché io vada".
Credo che di questo dobbiamo tenere conto, perché ci sono delle contingenze che sfuggono alla gestione ATER e anche alla nostra gestione, perché non puoi obbligare i condomini a pagare dove c’è l’ascensore, magari in alcuni casi neanche c’è, ma potremmo dire altro. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Montanariello. Ci sono altri interventi? No.
Parere della Giunta.
Speaker : Ass.ra Paola ROMA
Grazie, Presidente.
Parere favorevole.
Speaker : PRESIDENTE
Benissimo. Procediamo con la votazione, grazie… No, prego, Matteo Pressi, scusate, si era prenotato. Prego.
Speaker : Matteo PRESSI (Stefani Presidente)
Scusate: stiamo votando l’articolo o l’emendamento? Emendamento, scusate.
Avrò un intervento sull’articolo.
Speaker : PRESIDENTE
Votiamo.
È chiusa la votazione.
Con 38 favorevoli, zero contrari, zero astenuti è approvato anche questo emendamento.
Questo era il 10.
Passiamo alla votazione dell’articolo 7.
Collega Pressi, su cosa?
Speaker : Matteo PRESSI (Stefani Presidente)
Sull’articolo 7.
Speaker : PRESIDENTE
Prego.
Speaker : Matteo PRESSI (Stefani Presidente)
Grazie, Presidente.
Io volevo condividere con voi un ragionamento ed eventualmente vedere se vale la pena di ragionarci un attimo.
Io sono un po’ perplesso dalla norma che dice “se una persona non permette l’accesso a un operatore di polizia nella propria abitazione per verificare come viene condotto l’immobile, viene sanzionato con la decadenza dall’assegnazione”.
Questa cosa, dal mio punto di vista, può andare bene fintanto che noi ci riferiamo ai soggetti dell’ATER o dei Comuni, comunque funzionari che fanno i controlli, e questo va bene. Ma dal mio punto di vista, è irragionevole inserire un obbligo di far ispezionare un soggetto di polizia, sia un ufficiale, o un agente, l’abitazione, ai soli fini della verifica della conduzione dell’immobile, perché il presupposto dal quale dobbiamo partire è l’inviolabilità del domicilio.
È vero che il domicilio formalmente non è violato, perché il soggetto, agente o ufficiale di PG entra perché io gli apro; ma è altrettanto vero che io gli apro perché sennò ho la decadenza dalla casa. Poi: facciamo finta che io, all’interno della mia abitazione, abbia un’attività non dico illecita, ma di qualsiasi tipo: il funzionario che è deputato esclusivamente a fare i controlli sulla conduzione dell’immobile fa quello, e di altro non si può occupare; ma l’agente o l’ufficiale di PG che entra in casa, tendenzialmente poi ha l’obbligo di relazionare all’autorità giudiziaria qualunque cosa veda all’interno di quella casa che secondo lui non va bene. Cioè, non è limitabile ai sensi del codice penale, la funzionalità del suo ingresso nell’abitazione, al solo controllo dell’abitazione, perché se lui, una volta che è entrato nel mio domicilio, vede qualunque altra cosa, ha l’obbligo di denunciare alla polizia giudiziaria.
Ora, io non vorrei che ci trovassimo in un meccanismo tale che di fatto viene molto limitata la garanzia costituzionale dell’inviolabilità del domicilio, mettendo una persona davanti al dilemma: perdo la casa o vengo denunciato? Non so se mi spiego.
Guardate, non è per tutelare chi magari in casa fa qualcosa di illecito e va punito, però ci sono altri modi per punirlo. C’è una garanzia costituzionale che si chiama inviolabilità del domicilio. Io starei molto attento a limitarla, anche in via indiretta.
Tutto qua.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Morosin, sullo stesso punto.
Speaker : Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin)
Presidente, solo una battuta: io sono un garantista nato, mi dichiaro sempre così, quindi le sollecitazioni al dubbio che ha sollevato il collega Pressi con una sintesi meritoria, su un tema che è delicatissimo, coinvolgono anche la mia attenzione.
Io ritengo che effettivamente, soprattutto in un ambito come questo, dove vi sono già situazioni estremamente delicate che vengono affrontate con l’uso del dato normativo, e ci mancherebbe, oltre al soggetto che ha una sua ragione funzionale, quindi il funzionario dell’Amministrazione competente comunale o dell’organismo, aggiungere anche l’intervento, su richiesta di questi, dell’autorità di Polizia appare più una forzatura da Stato debole che da Stato di diritto, quindi le preoccupazioni del collega e mie non sono tutte come le ha illustrate, però effettivamente è una forzatura che potrebbe dar adito a dei percorsi di attività giudiziale, in violazione mascherata del diritto all’inviolabilità del domicilio.
Credo che non sia indispensabile consentire anche questo passaggio dell’accesso su richiesta degli ispettori di Polizia, ma sia più che sufficiente quella dei funzionari dell’Ente o dei funzionari comunali, quindi faccio miei i dubbi del collega e anch’io su questo punto mi asterrò.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
A questo punto chiudiamo gli interventi e passiamo al voto.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Con 19 favorevoli, 2 contrari, 16 astenuti, la votazione è chiusa. Si può avere la schermata finale? Alla fine di ogni votazione permettiamo a tutti di vedere l’esito.
19 favorevoli, ma non lo vediamo, invece devono vederlo tutti, comunque non è approvato, viene respinto con 19 voti favorevoli, 2 contrari e 16 astenuti. E va via di nuovo. Va bene, procediamo, non possiamo fare oltre.
Scusate, sospendiamo cinque minuti perché dobbiamo far verificare l’articolo successivo.
Prego, collega Borgia, sull’ordine dei lavori.
Speaker : Claudio BORGIA (Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni)
Mi scusi, ma mi pare di capire che alcuni colleghi hanno votato e non hanno preso... Sì, perché i colleghi di Forza Italia dichiaravano così. Quindi, verifichiamo che funzionino questi dispositivi. Il voto è sempre sovrano, però se uno ha votato e non funziona... Anche perché non ho visto un non voto.
Speaker : PRESIDENTE
Fermi, per favore, stiamo controllando la votazione qua con il cartaceo, quindi non sbagliamo. Possiamo riprendere i lavori, grazie.
I capannelli sono finiti, Tomaello, grazie, è rivolto anche a lei.
Chiede la parola il collega Dalla Pozza, sull’ordine dei lavori, immagino.
Chiedeva Bozza, la parola, però se vuole, prego.
Speaker : Antonio Marco DALLA POZZA (Partito Democratico)
Era solo per rispondere a quanto detto dal collega Borgia, che riteniamo la votazione chiusa nel momento in cui è stata proclamata come chiusa, non abbiamo sentito nessuno, a parte la consigliera Bedin, chiedere di votare, ma era evidente che la Consigliera era entrata a votazione chiusa.
Quindi, per noi il risultato è quello che è stato comunicato prima della sospensione.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Collega Bozza.
Speaker : Alberto BOZZA (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto – PPE)
Grazie, Presidente.
Volevo solo che rimanesse a verbale che io ho pigiato il voto favorevole quando è uscita la schermata, poi non ho controllato né a monitor né successivamente che il mio voto fosse registrato, solo successivamente, quando ha dato l’esito, io mi sono accorto che il voto mio e del collega Patron non era stato preso. Ovviamente chiedo che venga messo a verbale che il nostro voto è a favore. Poi lascio al Segretario e al Presidente l’eventuale decisione di fare in modo che il nostro voto venga considerato tra i Consiglieri votanti e, quindi, a favore. Anche perché non abbiamo tolto la scheda, non abbiamo schiacciato nessun altro tipo di pulsante. Ci siamo appena consultati: è una disattenzione probabilmente anche nostra non aver controllato successivamente. Ma il fatto che non siamo intervenuti era proprio la buonafede nel dire che eravamo convinti che il voto fosse stato registrato a favore. Anche perché tutti i voti che finora sono stati espressi ‒ li potete controllare ‒ immagino che siano a favore, sperando di averli registrati correttamente.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Collega Montanariello, prego.
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente. Ad onor del vero ci tengo a dire due cose. La prima è che credo sia stata la votazione stoppata in attesa che tutti votassero più lunga degli ultimi Consigli. Si vede chiaramente il dottor Valente che anche ricorda due volte se hanno votato tutti, che dice “votate tutti”, così non passa. Quindi, credo che ci sia stata anche un’attenzione mirata di un uomo di esperienza come il dottor Valente, che ha anche richiamato sulla questione.
Io, Presidente, mi permetto un piccolo intervento sull’ordine dei lavori. Al netto della votazione, non entro nel merito puntuale su questo, io dico solo ‒ di questo sono personalmente rammaricato, e chiedo che resti a verbale ‒ che non è una legge nostra, sia chiaro, per quanto l’abbiamo migliorata e ci sentiamo partecipi, e che penso sia la legge che ha tenuto più banco di tutti in Commissione. È la legge dove persino io della minoranza penso di aver discusso due ore su ogni riga della legge, con spazio che mi è stato dato dalla Presidente e dall’assessore Roma, anche di accogliere tutte le modifiche a verbale che abbiamo messo. Credo che sia poco responsabile per chi deve tenere in piedi una Istituzione come la Regione, dopo Commissioni così lunghe, soprattutto chi ha il compito di guidare una maggioranza farsi venire i dubbi tre secondi prima del voto in Aula sulle cose, perché su questo provvedimento la Commissione ha lavorato. Siccome è una legge della maggioranza, forse per buon andamento della norma e per non fare brutte figure fuori, i dubbi se li poteva far venire frequentando le Commissioni o prima nelle mille sospensive che abbiamo fatto oggi, perché oggi diamo anche un segno, come se nelle Commissioni non si lavori, e invece si è lavorato. Probabilmente c’è stata più attenzione da parte della minoranza che da parte della maggioranza su temi che, seppur non consideriamo condivisibili, abbiamo lavorato per renderli migliori.
Ringrazio l’assessore Paola Roma e la presidente De Berti per l’importante spazio che è stato dato nella Commissione ed è tutto a verbale. Quindi, io credo che i dubbi debbano venire nelle Commissioni e non un minuto prima del voto, mancando anche di rispetto alle ore di dibattito di chi come noi della minoranza possiamo non condividere il provvedimento, ma proviamo a metterci del nostro, magari non sempre riuscendoci, per migliorarlo.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Collega Ostanel, prego.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente. Sapete che non condivido questa norma, il mio voto è sempre stato contrario fin dall’inizio, però anch’io condivido l’intervento sull’ordine dei lavori del collega Montanariello: c’era tempo eventualmente di cambiare voto. È stata aperta la votazione a tal punto che abbiamo dovuto addirittura chiedere: è chiusa o non è chiusa? Se qualche Consigliere non riusciva a capire se aveva votato, aveva il tempo eventualmente di cambiare. Io credo davvero che la maggioranza oggi abbia dimostrato ancora una volta che è divisa. Questo è il fatto.
Allora, o si riesce ad andare avanti su una norma, che tra l’altro non condivido, ma almeno a fare in modo che, quando si porta un progetto di legge in un’Aula, si riesca a portare avanti, e siete voi che avete questo compito come maggioranza, oppure abbiamo dei problemi in quest’Aula. Se non tiene su una norma che, tra l’altro, non era la parte rispetto alle decadenze, ma era un punto forse addirittura non fondativo della norma, vuol dire che o in quest’Aula si presta attenzione, o c’è qualche problema politico. Una delle due. quindi io non so quale sia, lo sapete voi, fatto sta che oggi noi abbiamo in quest’Aula, per la prima volta anche rispetto alla legislatura precedente, visto un voto che in qualche modo fa andare sotto la maggioranza di questo Governo.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Borgia, poi De Berti.
Speaker : Claudio BORGIA (Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni)
Per rispondere al collega Montanariello, innanzitutto la maggioranza su questo provvedimento, come fa su tutti i provvedimenti, mette, come fate voi, testa, cuore, anima, e il fatto di essere arrivati oggi e di continuare la discussione rispetto ad una legge così importante è invece sinonimo di democrazia, è sinonimo di volontà di incidere sulla vita dei cittadini.
Le ricordo che è inutile fare lezioni quando anche su provvedimenti cosiddetti "storici" non si è discusso neanche nelle Commissioni, non abbiamo potuto ascoltare le audizioni, e ve l’ho già detto qualche giorno fa, quindi da che pulpito... per cui rispetto a questo riportiamo tutto nell’alveo delle cose molto semplici, nessuna spaccatura da parte della maggioranza.
Sapete benissimo che, come li avete voi, all’interno della nostra maggioranza ci sono dei giuristi, che evidentemente rispetto a questo hanno una posizione, oltre a essere dei giuristi hanno fatto anche gli amministratori locali, rispetto a questo specifico articolo hanno delle perplessità, ma non c’è alcuna spaccatura, è una visione differente.
Questo denota invece maturità politica, per cui, visto che anche in passato si è votato e tutti hanno votato all’ultimo, cioè ci sono colleghi che si sono dimenticati e anche minuti dopo... oggi, se vogliamo trovare l’occasione per creare un finto problema politico, possiamo farlo, così domani continuiamo con le notizie che ai cittadini interessano zero, perché alla fine quello che interessa è riuscire a risolvere i problemi della gente, per cui ricordo a tutti che dobbiamo cercare di dare risposte, quindi andiamo avanti rispetto a questo punto.
Visto che non siamo né noi, né voi a decidere, ma è il Presidente del Consiglio, coadiuvato dal Segretario generale, ci dicano cosa è stato deciso e poi andiamo avanti per approvare questa, che è una legge secondo noi importante, tant’è che c’è stata una grande discussione tra maggioranza e minoranza. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Barbisan.
Speaker : Riccardo BARBISAN (Lega-Liga Veneta)
Grazie, Presidente.
Come Gruppo, chiediamo che si applichino le norme, anzi la prassi che sempre si è svolta in questo Consiglio regionale, cioè quella che non vi è criterio di interpretazione del voto di colui che lo doveva esprimere migliore che la dichiarazione di questa persona che chiarisce le proprie intenzioni anche se in ritardo rispetto al momento della votazione, quindi che si possano tenere in considerazione le dichiarazioni del Consigliere Bozza, che riprendono e rappresentano anche quelle del consigliere Patron come voti favorevoli rispetto a ciò di cui stiamo parlando. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Patron.
Speaker : Mirko PATRON (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto – PPE)
Grazie, Presidente.
Per ribadire che naturalmente io ho votato, non voglio essere accusato, ho votato sempre favorevole, non ho più controllato il video perché è uscito il resoconto dei voti, non c’era più il nome, non ero in grado di capire se avevo votato.
Questo è quello che è successo. Grazie. Il voto era favorevole.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. De Berti.
Speaker : Elisa DE BERTI (Lega-Liga Veneta)
Mi dispiace molto, perché per questo provvedimento veramente in Commissione è stato fatto un lavoro immenso, è stato fatto un lavoro immenso, in cui abbiamo analizzato, perché sapevamo che era un argomento delicato, su cui ci potevano anche essere degli approcci ideologici da parte di qualcuno, da una parte o dall’altra. Invece no, il sentimento che ha guidato il lavoro e credo che i commissari che erano presenti lo possano testimoniare, il lavoro su questo provvedimento è stato di fatto di buonsenso: la volontà di tutelare chi si comporta bene, chi è onesto, chi ha diritto e di cercare di sanzionare chi abitualmente le norme le viola.
Io ringrazio il Legislativo e anche il dottor Simionato. In undici anni che sono qui non mi è mai capitato di vedere che un Consigliere di maggioranza interviene durante la votazione dell’articolo per sollevare dubbi sulla norma. Siamo qui, siamo stati qui tanti giorni la settimana scorsa, è da mesi che stiamo discutendo questo provvedimento. Non credo che ci siamo svegliati stamattina e abbiamo sollevato dei dubbi, posto che quando sono stati sollevati dei dubbi che, per carità, le leggi vanno interpretate ed è per questo che esistono gli avvocati, non c’è un’interpretazione unica, esistono gli avvocati perché ognuno la pensa a modo suo, però credo che l’organo che è garante dei lavori di questo Consiglio sia il Legislativo.
Nel momento in cui il Legislativo su questa norma non ha ravvisato nessun problema, credo che aver sollevato in questo momento la problematica sulla norma non abbia nulla di giuridico o di normativo, ma molto probabilmente ha qualche altra motivazione politica.
Io faccio politica in un certo modo e continuerò a fare politica, come ho sempre fatto da quando ho deciso di scendere in campo in politica. Non ho nessuna intenzione di rispondere a frasi tipo “mi son dimenticato”, “non ho visto”, “ho pigiato”, “giuridicamente sostengo”, “sono garantista”.
È lo stesso. State tutti sereni, non è un problema. Giorgia, non farti problemi. Non è un problema. Enoch, non è un problema. Non c’è nessun problema semplicemente perché vi annuncio già che domani depositerò un PDL a firma della sottoscritta e del Presidente Stefani con le norme che oggi non vengono approvate, che sono assolutamente legittime e di buonsenso. Ovviamente, sarà corredato da un parere del Legislativo. Per cui, ciò che è stato sollevato oggi non aveva nessun fondamento normativo e giuridico, però ce lo dirà il Legislativo. Quindi, con il Presidente depositeremo insieme un PDL. Grazie e buona continuazione per quello che rimarrà di questo PDL.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Collega Morosin, lei non era già intervenuto? No.
Speaker : Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin)
Non sull’ordine dei lavori.
Speaker : PRESIDENTE
Sui lavori?
Speaker : Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin)
No.
Speaker : PRESIDENTE
Su cosa?
Speaker : Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin)
Per dichiarazione di voto, non sull’ordine dei lavori.
Speaker : PRESIDENTE
Io andrei a comunicare la decisione, perché ci siamo già confrontati.
Speaker : Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin)
Ho bisogno di trenta secondi sull’ordine dei lavori. È successo un fatto importante, Presidente. Se mi consente...
Speaker : PRESIDENTE
Ho capito, ma c’è un Regolamento.
Speaker : Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin)
Chiedo di parlare sull’ordine dei lavori.
Speaker : PRESIDENTE
Ecco, chiede la parola sull’ordine dei lavori.
Speaker : Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin)
Grazie. Io non mi permetto di dare sentenze né giudizi su nessuno, però guardo i fatti. Essendo un garantista prima durante e anche dopo, è successo un qualcosa, dopo quello che ho detto io, che ha detto il collega Pressi e che hanno detto gli altri. Due colleghi di Forza Italia sono intervenuti e hanno fatto a verbale una dichiarazione pro veritate, che, può piacere o no, secondo me, di quella si deve tener conto. A mio parere, il problema, con questa dichiarazione, ripeto, che è una dichiarazione che li impegna entrambi personalmente in modo formale, la questione può ritenersi risolta.
Lascio comunque all’Ufficio di Presidenza e al Segretario generale le conclusioni. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Non ci sono altri interventi, quindi parlo a nome dell’Ufficio di Presidenza. Giusto per chiarire anche per i nuovi del Consiglio, non decide il Presidente, decide l’Ufficio di Presidenza, quindi il Presidente, il Vicepresidente e i due Segretari soprattutto. Ci siamo consultati, ci siamo consultati con il Segretario, abbiamo chiesto il parere, sentito anche l’Ufficio legislativo. Nella ricostruzione dei fatti, sappiamo tutti com’è andata, nelle tempistiche, evidentemente, io do sempre anche il tempo di votare, vado anche piuttosto lungo e sollecito la votazione, questo valga anche da lezione per il futuro di rimanere in Aula, soprattutto al momento del voto, ma soprattutto di pigiare il bottone, o chiamare i tecnici.
L’articolo 89 del Regolamento “Annullamento e rinnovazione delle votazioni” dice che quando si verificano irregolarità nelle votazioni, il Presidente, apprezzate le circostanze e sentiti i Consiglieri Segretari può annullarne e disporne l’immediata rinnovazione.
Alla luce dei fatti accaduti, l’Ufficio di Presidenza ritiene che non ci siano state irregolarità e che la votazione si sia svolta regolarmente. L’intervento del consigliere Bozza, tanto quanto quello del collega, è tardivo rispetto alle tempistiche che di solito concediamo per correggere la votazione.
Detto questo, la votazione è conclusa. Procediamo.
Detto che l’articolo 7, quindi, è stato respinto, l’articolo 8 è collegato… Bozza, abbiamo chiuso… E ma adesso andiamo avanti per ore, non è che possiamo… L’Ufficio di Presidenza ha declarato che la votazione si è chiusa: cosa vuole aggiungere?
Speaker : Alberto BOZZA (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto – PPE)
Presidente, mi scusi: quella che ci sia stato un intervento tardivo, la rispetto, ma è una sua considerazione. Anche perché, le chiedo la controprova: dove si vede che quando i Consiglieri votano c’è una schermata che ci dà il votato, oppure viene fuori il voto? Sì, è là, piccolino, bisogna andarlo comunque a cercare.
Guardi, le dico la verità: normalmente non guardo mai, cioè, guardo in generale lo schema ma non vado a verificare, perché tendenzialmente sono sempre attento, tanto che fino a questa votazione… Io ho pigiato, ripeto, una volta il tasto; mi è ritornata la schermata, non ho pigiato perché anche questo, sottolineo, secondo me è un aspetto di irregolarità. Se io schiaccio una volta il pulsante, la tecnologia mi dovrebbe dire che ho votato; se mi ritorna fuori la seconda volta la schermata, evidentemente c’è… Adesso, è capitato, per carità, abbiamo lasciato a verbale che rimane la nostra intenzione di voto favorevole e che c’è stato un errore di natura tecnico formale. Ciò detto, invito l’Ufficio di Presidenza a valutare la possibilità o di indicare tecnicamente una visuale migliore quando si vota, oppure, a ritornare al vecchio sistema. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Che ha auspicato anche il presidente Zaia, qualche tempo fa.
Detto questo, però, il sistema di voto è questo. Andiamo avanti.
L’Articolo 8 è collegato al 7, pertanto, ovviamente, decade.
L’articolo 9, invece… Chiedo sul 9 se possiamo procedere o se è collegato.
Emendamento 5, Ostanel. C’è un parere favorevole della Giunta. Lo dà per letto. Pagina 6.
Emendamento n. 5, lo dà per letto, parere favorevole della Giunta. Procediamo col voto. Apriamo la votazione. Votate. Grazie.
Cerchiamo di non interloquire e di andare alla votazione. Grazie.
Chiudo la votazione.
Con 40 favorevoli, zero contrari, zero astenuti, l’emendamento è approvato.
Emendamento 6, sempre Ostanel. Qui c’è un parere contrario, Assessore, giusto? Lo dà per letto.
Andiamo al voto, col parere contrario della Giunta. Prego, votiamo. Chi è che non riesce a votare? Fatto.
È chiusa la votazione.
27 contrari, 14 favorevoli, zero astenuti.
È respinto l’emendamento Ostanel n. 6.
Emendamento n. 11, a firma del collega Montanariello.
C’è un parere favorevole della Giunta.
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Presidente, l’ho spiegato prima, sono collegati, è quello sulle barriere architettoniche.
Speaker : PRESIDENTE
Va bene.
Silenzio, basta controbattere, grazie.
Procediamo con la votazione.
41 favorevoli, zero contrari, zero astenuti.
L’emendamento passa.
Emendamento n. 12, a firma della collega De Berti. Parere favorevole della Giunta.
Vuole presentarlo, collega De Berti, o lo diamo per letto? Pagina 9-ter. Lo dà per letto.
41 favorevoli, zero contrari, zero astenuti.
L’emendamento è approvato.
Andiamo alla votazione dell’articolo 9.
È chiusa la votazione.
C’è qualcuno che ha problemi a votare? Fermi un attimo, c’è un Consigliere che ha difficoltà a votare. Ragazzi, non è che la registrazione capisce la voce senza che uno si presenti. Deve dire cognome e voto. Prego, collega Cunegato. Aggiunga il voto. Dichiari il voto. Magari diamogli la voce.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Cunegato è favorevole.
Speaker : PRESIDENTE
Prego, Consigliere.
Speaker : Cristiano CORAZZARI (Lega – Liga Veneta)
Corazzari, favorevole.
Speaker : PRESIDENTE
È approvato l’articolo 9.
Passiamo ora all’articolo 10.
Ci sono due emendamenti. Sono due articoli aggiuntivi.
Il primo è l’emendamento n. 13, a firma della collega De Berti.
C’è un parere favorevole. Vuole intervenire, collega De Berti? Besio, prego.
Speaker : Laura BESIO (Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni)
Buongiorno, Presidente e colleghi.
Questo emendamento nasce da un’idea molto semplice: la casa pubblica è un diritto per chi ne ha bisogno, però è anche un luogo in cui si costruisce una comunità, e, soprattutto quando parliamo di edilizia residenziale pubblica, dove convivono persone con storie, culture e provenienze diverse, non parliamo solamente di muri, dati, calcoli, graduatorie, requisiti di accesso, ma parliamo anche di persone, di famiglie, di vicini di casa, di quartiere.
Per questo, credo che, accanto al tema fondamentale della legalità e del contrasto alle occupazioni abusive, che ovviamente considero sacrosanto, ci sia anche l’opportunità, come abbiamo fatto con altri emendamenti, di rafforzare le funzioni sociali dell’ATER.
È proprio per questo, quindi, che mi fa piacere che una proposta che pone la conoscenza della lingua italiana come uno strumento concreto di integrazione abbia trovato accoglimento e abbia la possibilità di diventare parte di questo progetto di legge, quindi ringrazio la presidente De Berti per averne riconosciuto il valore e aver scelto di farlo proprio attraverso questo emendamento, e l’assessore Roma.
La proposta prevede che la Regione promuova, in collaborazione con ATER, Comuni, Enti del terzo settore, Enti di certificazione e altri soggetti pubblici e privati, corsi di lingua italiana rivolti agli assegnatari degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, con la possibilità di accompagnare il percorso fino al conseguimento della certificazione del livello A2.
Perché proprio la lingua? Perché conoscere l’italiano significa poter parlare con il proprio vicino di casa, comprendere una comunicazione che sia dell’ATER o del Comune, quindi anche un miglior funzionamento delle cose a beneficio di tutti, significa poter accedere ai servizi in autonomia, senza dover dipendere continuamente da altri, quindi significa in definitiva poter essere pienamente parte della comunità in cui si vive.
C’è poi un altro motivo, significa anche non avere un alibi per non ottemperare ai propri doveri, quindi mentre con questo progetto di legge affermiamo con forza che un alloggio pubblico non possa essere occupato abusivamente... mi scusi, Presidente, però mi sembra proprio poco...
Mentre con questo progetto di legge affermiamo con forza che un alloggio pubblico non possa essere occupato abusivamente e che le regole debbano essere rispettate, con questo emendamento io cerco di dire anche qualcosa in più: chi entra in una casa pubblica deve poter entrare pienamente anche nella comunità che quella casa circonda. È un valore con cui arricchiamo una politica che non si limita a gestire l’emergenza abitativa, ma che costruisce o cerca di costruire davvero una coesione sociale. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Va bene, presentato.
È aperta votazione.
È chiusa la votazione.
Con 29 favorevoli, zero contrari, 11 astenuti, l’emendamento è approvato.
Emendamento n.7, Ostanel. C’è un parere favorevole della Giunta. Lo da per letto, quindi passiamo alla votazione.
È aperta la votazione.
La consigliera De Berti non riesce a votare. Lasciamo aperto, facciamo votare.
È chiusa la votazione.
Con 39 favorevoli, zero contrari, zero astenuti, anche questo emendamento è approvato.
Articolo 10: non si vota, decade.
Mettiamo in votazione l’articolo 11. Si può procedere alla votazione su questo.
Ostanel, prego.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Intervengo su questo emendamento dicendo che lo ritiro. È un emendamento che spiega come dovremmo occuparci del diritto alla casa attraverso un contributo regionale per il sostegno alle spese energetiche delle famiglie.
Speaker : PRESIDENTE
No, aspetti, siamo sulla votazione dell’11, il suo emendamento viene dopo, pensavo volesse intervenire sull’articolo 11.
Se non ci sono richieste, votiamo sull’articolo 11.
Apriamo. Grazie. Votate.
È chiusa la votazione.
Con 27 favorevoli, 2 contrari, 11 astenuti, l’articolo 11 è approvato.
Adesso si passa al 12, con l’emendamento 8 della collega Ostanel. C’è un parere contrario. Lo ritira? Viene ritirato.
Possiamo votare l’articolo 12.
Apriamo la votazione sull’articolo 12.
È chiusa la votazione.
Con 27 favorevoli, 2 contrari e 11 astenuti è approvato anche questo articolo 12.
Articolo 13. Possiamo procedere? Chiedo il parere. Grazie.
Votiamo l’articolo 13. Apriamo la votazione.
È chiusa la votazione.
Con 26 favorevoli, 2 contrari, 11 astenuti è approvato anche l’articolo 13.
Passiamo ora alle dichiarazioni di voto. Prenotatevi.
Collega Ostanel, prego.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Il nostro voto, come ho sempre detto dall’inizio, su questo provvedimento, sarà contrario. Non possiamo fare uno sconto, nonostante ci siano state delle cose che abbiamo aggiunto, ma lavorando dentro la Commissione dall’inizio e lavorando anche con degli emendamenti in Aula in questi giorni abbiamo visto che ci sono state delle approvazioni di alcuni emendamenti importanti, come noi abbiamo votato favorevolmente alcuni articoli di questa legge, che sono migliorativi. Penso all’anagrafe, dove noi valutiamo una serie di dati, per capire che politiche pubbliche fare, penso anche al ruolo sociale delle ATER, rafforzato anche dal nostro emendamento. Abbiamo votato verde su diversi degli articoli, coerentemente con il lavoro che abbiamo fatto, andare a valutare punto per punto che cosa questo progetto di legge portava in miglioramento alla legge generale e cosa invece toglieva.
Toglie molto. Secondo me, non aver ascoltato l’allarme che ponevamo di togliere tutti gli “a vita”, cioè, tutto quello che riguarda il togliere un diritto a vita su delle persone, su delle famiglie, su dei nuclei che necessitano, io credo, di una seconda possibilità, quando hanno scontato la loro pena, tra virgolette, lo fa il nostro ordinamento, perché non lo dovrebbe fare la legge che garantisce il diritto alla casa in questa Regione?
Avevamo anche noi perplessità, e abbiamo votato contro all’articolo che oggi ha mandato sotto questa maggioranza, cioè il fatto che anche per noi le ispezioni all’interno delle case non possono essere fatte dalla polizia, ma dovevano essere fatte dal personale nelle ATER che viene già formato in base alla nostra legge, eventualmente, per fare questo tipo di lavoro.
Quindi, coerentemente, noi a quell’articolo abbiamo votato contro. Vedo che avete votato contro anche voi, ed è stata la prima volta di questa legislatura dove la maggioranza sostanzialmente è andata sotto, e lo ricordo, anche nella scorsa.
Ci sono tante cose, di questo provvedimento, che non vanno bene. Oggi lo abbiamo detto con forza. Io credo che abbiamo portato a casa alcuni emendamenti importanti, sicuramente, ma che oggi usciamo da qui con una norma che su tre punti, io credo, da un messaggio qui fuori che non è quello giusto. Se cioè avessimo voluto davvero lavorare sui maggiori controlli di quanto avviene all’interno dei nostri alloggi popolari, avremmo potuto far funzionare eventualmente gli strumenti esistenti dal 1998. Se avessimo voluto rafforzare il diritto alla casa per le persone fragili, avremmo fatto un altro lavoro, cioè quello di dire che oggi, quando mettiamo mano, quando tocchiamo la legge sulle ATER, guardate che non è mai stato fatto.
Il fatto cioè che nella scorsa legislatura quella norma non sia stata mai toccata è perché ha ragione la collega De Berti, toccare una norma così è difficile, avere il coraggio di farlo è difficile. Il punto è come lo si fa.
Noi oggi abbiamo provato, coerentemente, a dire su cosa eravamo contro e su cosa eravamo d’accordo. Mi spiace che dall’altra parte, evidentemente, non sia stato fatto lo stesso ragionamento, perché io penso che quando si tocca una norma così importante semplicemente a partire dal proprio posizionamento valoriale e politico si debba dire se siamo a favore o se siamo contro. Noi, ad esempio, già all’epoca avevamo pensato e detto che sul vincolo della residenza si doveva essere contrari, perché il diritto alla casa è un diritto che vale per tutti, deve essere proporzionale. Lo dice la nostra Costituzione. Inserire il vincolo della residenza è stato dichiarato incostituzionale dalla nostra Corte. Infatti avete dovuto fare un passo indietro. Lo dicevamo all’allora assessore Corazzari: guardi che sta sbagliando; se mette quel vincolo sarà incostituzionale. E avevamo ragione. Infatti avete dovuto cambiare la legge. Oggi succederà ‒ io credo ‒ per tanti degli articoli che abbiamo proposto. Io penso che rispetto alla proporzionalità, tema di cui abbiamo dibattuto con la collega De Berti, l’errore non fosse nel dire cinque, dieci o due. Lì si poteva assolutamente ragionare. Ripeto, l’Emilia-Romagna ha messo due, io avrei proposto due. Qual è il punto? È la vita. La vita non è mai proporzionale. Se un giorno capitasse a noi, perdessimo il lavoro, non fossimo più Consiglieri regionali, avessimo finito i nostri risparmi e avessimo bisogno di fare la domanda di alloggio di casa pubblica, ma magari abbiamo fatto qualcosa che non va, noi dovremmo essere nell’impossibilità di fare quella domanda. Io penso che togliere quel diritto solo perché noi oggi dobbiamo uscire da quest’Aula, voi volete uscire da quest’Aula e dire “dobbiamo lanciare un messaggio chiaro agli inquilini delle case ERP che qui non si sgarra”, questo è quello che avete voluto fare, invece penso che il messaggio che noi dovremmo dare a quelle persone è “noi vi stiamo accanto, certo monitoriamo quando le cose non vanno ed eventualmente interveniamo, ma noi vi stiamo accanto”. Avrei preferito questo messaggio.
Evidentemente io non sono contenta di come è andata la votazione, io non gioisco perché è andata sotto la maggioranza, e non gioisco proprio perché quando si vota un provvedimento così importante probabilmente si dovrebbe fare attenzione a cosa si sta votando. Del resto, se è vero ‒ io non lo credo ‒ che il voto non è stato un voto politico, se è vero così, allora mi viene da dire: si sta votando una norma sulle case ERP, almeno poniamo attenzione al voto quando lo stiamo facendo. Io, invece, credo ‒ e lo abbiamo già visto con il collega Calzavara un po’ di tempo fa e lo rivediamo oggi ‒ che questa maggioranza non sia coesa, non sia coordinata, e quando si arriva al punto del voto evidentemente le conseguenze si vedono. Infatti, è la prima volta che di fronte a noi abbiamo una maggioranza che è andata sotto in quest’Aula.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Collega Montanariello, prego.
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente. Parto ringraziando nuovamente il legislativo, il dottor Simionato, tutti i tecnici della Commissione, perché vorrei ricordare che questa è la sintesi di tre progetti di legge, il n. 66, il n. 77 e il n. 84, più una serie di innovazioni (se vogliamo chiamarle così) dal punto di vista dialettico intervenute all’interno della Commissione. Ripeto, pur non condividendo molti passaggi, devo dire che dopo quasi sei anni che occupo la Vicepresidenza della Seconda Commissione, che è stata una delle Commissioni dove c’è stato più ampio margine di discussione e anche di tante cose cambiate senza dover fare l’emendamento scritto, segno evidente di quello che deve essere il lavoro della Commissione, è evidente che di fronte a questi temi, per divisioni politiche, di provenienza territoriale e culturale, o semplicemente per legittime visioni personali, ci sono degli approcci tanto sensibili quanto che possono avere delle piccole sfaccettature che diventano larghe e ampie visto il tema.
Io credo, visto che oggi si è parlato di abusivismo, che questa piaga debba essere affrontata. Non ci sono dati ufficiali, ma solo nel Comune di Venezia a febbraio 2026 Mestriner, il Presidente dell’ATER, con un comunicato ufficiale parlava di 127 alloggi occupati, 83 nel centro storico e i restanti 44 a Mestre. 127 su un Comune. I Comuni in Veneto sono 5.000, tra grandi e piccoli. Quindi, è evidente che parliamo di un numero sproporzionato, di un numero enorme. Ha ragione il collega Del Bianco: non ci sono dati ufficiali. E ha fatto bene a dire: facciamoli inserire. Non si possono rincorrere i comunicati di tutti i singoli Presidenti sul web. Però, credo che quello delle occupazioni abusive sia un cancro, che molto spesso serve a fare del male a chi è bisognoso.
Lo ripeto e lo ribadisco: io sono ancora uno di quelli che credono, io insieme ai miei colleghi, che la sicurezza sia un tema molto più di sinistra di quello che qualcuno dall’altra parte vuol far pensare, perché sono le persone fragili che hanno bisogno di essere protette e avere diritti garantiti, perché quelli che hanno i soldi i diritti anche di fronte alla mancanza del pubblico se li vanno a prendere da soli e per quanto riguarda la sicurezza si riescono sicuramente, anche se non bene, a difendere meglio di una persona più fragile o magari meno abbiente.
Su questa proposta di legge noi abbiamo lavorato tanto e abbiamo cercato, con responsabilità e maturità legislativa e istituzionale, anche nei punti che non condividevamo di provare ad arricchirli, anche nei punti dove non eravamo d’accordo a dire, con l’esperienza territoriale che ognuno di noi, sia da una parte che dall’altra, ma parlo per noi all’interno della Commissione, con le esperienze da amministratori locali, dei casi vissuti, a migliorare questa legge.
Non è venuta fuori una legge perfetta, non è la panacea per i mali, è sicuramente una legge che ha dei caratteri importanti di imperfezione, che non risolverà molti problemi, però sicuramente una legge dove in molti passaggi siamo stati ascoltati, anche le cose brutte le abbiamo rese meno brutte, che non vuol dire che siano belle.
Io non punto il dito, Assessore Roma, che in Giunta è, come si dice in gergo, ancora con i pantaloncini corti nel senso che è arrivata adesso, però credo che il vero problema del Veneto sia che chi l’ha governata negli ultimi 30 anni, quindi la Destra, se ne sia sempre fregato dell’emergenza abitativa e non abbiamo mai investito sugli ATER.
Vorrei ricordare che nei quattro anni della scorsa legislatura abbiamo fatto una battaglia, perché non solo la Regione non metteva soldi, ma in virtù dell’articolo 39 della legge n.37 del 2017 si tratteneva il 4 per 1.000 delle rendite catastali, che cubava da 3,5 a 5 milioni, quindi non solo non mettevamo soldi per sistemare il patrimonio pubblico, che vede una forbice dal 23 al 25% su migliaia di case chiuse, ma ce ne tenevamo anche.
È stata una grande battaglia che abbiamo fatto e che rivendichiamo tutta quella di aver portato la Giunta almeno a smettere di prendersi quei soldi, è una vittoria che ci sentiamo di dire dopo quattro anni che abbiamo ripetuto in ogni "se" e in ogni "ma", quindi sarebbe ipocrita oggi venire a dire, assessore Paola Roma, che la colpa delle case chiuse è sua, ma la colpa è della compagine politica che anche lei rappresenta, che in questi anni non ha messo risorse adeguate, quindi, per quanto giusta sia la rincorsa all’abusivo piuttosto che la rincorsa a chi non rispetta le regole per ovvi motivi, che va fatta, non è questa la soluzione all’emergenza abitativa.
Io credo che non debbano esserci né "se", né "ma", debbano esserci parole chiare: giù le mani da chi ha fragilità, chi è moroso incolpevole non può pagare, chi fa un piano di rientro e dimostra che anche con il piano di rientro non ha potuto pagare, chi perde il lavoro, chi ha delle condizioni che mutano, chi non ha soldi, chi non può permettersi di tener fede e onorare un contratto va tutelato, perché nessuno vuol perdere il lavoro e non pagare l’affitto, se è stato assegnatario, quindi tutela massima delle persone che sono davvero fragili o semplicemente per un breve momento della loro vita bisognose.
Anche mio papà ha perso il lavoro a cinquant’anni, non è che nasciamo tutti nelle ville dei borghesi, state parlando con uno che a vent’anni si è preso la valigetta ed è andato a 1.000 chilometri da casa a cercare lavoro, quindi lezioni sulla povertà non ne accetto da nessuno, però è evidente che chi davvero ha una condizione che non si cerca va tutelato.
Ci devono essere parole altrettanto chiare nel dire che chi occupa una casa abusivamente non può avere giustificazioni, che chi occupa una casa sta togliendo un diritto a una persona che è in graduatoria e che, a differenza sua, magari ha fatto la domanda, ha portato le carte, si sta comportando bene, sta aspettando che le arrivi l’assegnazione della casa e quell’assegnazione magari non le arriverà mai, perché c’è qualcuno che quando una casa è abitabile, gliela va ad occupare, anche perché non ho tracce di occupanti che occupino quelle degradate e le sistemino, in genere le occupano pronte all’uso.
Voglio dire una parola chiara, non c’è spazio per l’illegalità, per noi l’illegalità non deve prendere piede, non deve trovare terreno fertile dove radicarsi, c’è bisogno di legalità e occupa una casa è una persona che sta facendo un atto possiamo dire delinquenziale, possiamo dire che è un delinquente? Quindi, su questo credo che ci debbano essere parole chiare: non accettiamo strumentalizzazioni da parte della destra, come si è provato a fare in quest’Aula da parte di qualcuno.
Vorrei ricordare, lo dico all’amico Rigo, che non c’è, che se parliamo di associazioni culturali, o di qualche centro sociale che occupa, vorrei ricordare che non siamo noi che abbiamo gli amici che occupano i palazzi nei centri delle città e che fanno politica certamente non di sinistra. Non siamo certamente noi della sinistra, quindi, è più giusto dire bipartisan, colleghi, che chi occupa sbaglia sempre e facciamo prima, piuttosto che andare a fare il DNA politico di chi occupa.
Noi del Pd a Roma non abbiamo occupato immobili in centro, non siamo noi e non siamo un centro sociale, tanto per capirci. Consigliera Marcato, pensi alle sue cose, che mi pare che dopo il voto di oggi, ne ha parecchie a cui pensare a casa sua, stia sereno, Marcato.
Detto ciò, noi su questo progetto di legge, pur considerando molte cose che non ci vanno bene, apprezziamo che c’è stato il tentativo di provare a trovare un punto d’incontro sulle cose che possono essere positive. Crediamo, presidente De Berti, che se qualche volta le arriva qualche voto negativo, se la deve prendere con gli atteggiamenti che hanno alcuni esponenti, come quello a cui stiamo assistendo adesso, del collega Marcato, che interrompe, dove tentano di fare con l’accetta le divisioni culturali e di DNA perché noi analizziamo, non votiamo contro perché l’ha proposto lei. Abbiamo anche noi le nostre parole chiave, che sono quelle della difesa dei più fragili, ma non vuol dire che siamo quelli per l’illegalità. Anzi, la prossima volta che qualcuno dice che quelli del Pd sono quelli dell’illegalità, e che vogliono certe cose, io credo che sarà ora e tempo di cominciare a citarlo anche in altre aule e cominciare a fargli pagare un po’ di danni morali per come ci dipingono. Noi non siamo quella gente, e lo continuiamo a dimostrare giorno per giorno, con impegno e serietà in quest’Aula, e su questo provvedimento, presidente De Berti, noi ci asterremo, perché pur non condividendo tante cose, pensiamo che siamo arrivati su alcuni punti a una mediazione di civiltà che non basta, ma che va portata avanti.
Chiudo con l’augurio che la stessa sinergia la troveremo quando chiederemo di dare un po’ più di soldini alla povera Roma per far riaprire un po’ di case ATER che so che anche lei sicuramente non vuole vedere chiuse.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Montanariello.
La parola a Matteo Baldan.
Speaker : Matteo BALDAN (Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni)
Grazie, Presidente.
Un breve intervento, ovviamente, in dichiarazione di voto, ma anche per ovviamente ringraziare il consigliere Montanariello, che oggi ci ricorda, giustamente, che occupare le case è di fatto commettere un atto illegale.
Sono contento che questo venga dalle parole di un Consigliere di minoranza, perché molto spesso, e non mi riferisco magari al consigliere Montanariello, ma magari alla sinistra locale veneziana, si è sentita vicina a quei movimenti che di fatto occupano le case, perché credono che sia un diritto occuparle. Quindi, non c’è un diritto maggiore per qualcuno, piuttosto che per qualcun altro quando si tratta di occupare una casa, perché questi movimenti, tra l’altro, spesso hanno attaccato ATER Venezia perché aveva usato o tentato di usare un pugno duro rispetto a chi occupa gli alloggi pubblici. Molto spesso la sinistra locale ha fatto da scudo rispetto a questi movimenti. Quindi oggi scopriamo che c’è una sinistra più convinta, quando si parla di occupazione di alloggi pubblici; e c’è una sinistra più timida, perché magari, quando è ora di andare a raccattare qualche consenso, serve fare anche quello.
Io ringrazio il consigliere Montanariello, perché ci ha ricordato che qui dentro, quando si parla di legalità, quando si parla di lotta, quando si parla di lotta ai criminali, non esiste colore politico. Sì, ci può essere un approccio diverso, ma non ci deve essere nel merito. Quindi oggi scopriamo che c’è chi di fatto è sempre contro la lotta alle occupazioni abusive, all’abusivismo, e invece c’è chi a volte accetta, magari per un proprio tornaconto elettorale o personale, che esistano certi movimenti...
Non ho citato nessuno, quindi non capisco la sua reazione, collega...
Va bene, lo vedremo dopo. Io non ho citato nessuno.
Speaker : PRESIDENTE
Vada avanti, vada avanti.
Speaker : Matteo BALDAN (Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni)
Solo una nota a margine del mio intervento per ricordare un’altra cosa. Si è parlato di strumentalizzazione. È vero, effettivamente spesso capita che in politica si strumentalizzano gli argomenti. Succede anche che si strumentalizzano anche le aziende pubbliche e le aziende per gli alloggi popolari, perché molto spesso vengono usati i bilanci, magari anche con qualche dato in esclusiva, in anticipo, per fare comunicati in campagna elettorale contro il centrodestra, contro l’ATER. Poi c’è chi, invece, anche in quel caso lavora nell’alveo di quello che è concesso, di quello che è concesso avere in termini di bilancio, di dati dalle ATER per poter espletare la propria funzione di Consigliere regionale. È giusto ricordare anche questo.
Ringrazio, quindi, il consigliere Montanariello per averci fatto capire oggi che sui grandi temi, quelli del rispetto della legalità e contro le occupazioni abusive degli alloggi pubblici, evidentemente siamo sulla stessa linea.
Il voto di Fratelli d’Italia, come già testimoniato dai voti espressi durante la discussione, è favorevole.
Ringrazio il lavoro della presidente De Berti, ringrazio il lavoro degli uffici, ringrazio il lavoro di tutti i Commissari della Seconda Commissione che, a diverso titolo e con diverso sforzo, hanno contribuito a questo progetto di legge. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Avevo visto la collega De Berti: ha rinunciato? Collega Tomaello, prego.
Speaker : Andrea TOMAELLO (Stefani Presidente)
Grazie, Presidente. Velocemente per ringraziare questo PDL e tutti quelli che hanno concorso alla stesura, soprattutto la presidente De Berti e l’assessore Roma, perché quando anche dall’opposizione arrivano dei segnali di apertura vuol dire che è stato fatto un lavoro davvero eccellente.
Il tema dell’alloggio pubblico, delle case pubbliche è un tema molto complesso, lo abbiamo visto, anche in base alle sensibilità personali e alla provenienza territoriale di ognuno. Le grandi città, penso a Venezia, Verona e Padova, hanno sicuramente sensibilità diverse rispetto alle città più piccole. È un tema che sicuramente bisognerà affrontare con riguardo principalmente al restauro, al recupero degli immobili sfitti o non utilizzati. Ma penso che questo PDL vada in una direzione quantomeno di interesse sul tema già subito da inizio legislatura.
Intervengo solo per confermare il pieno appoggio anche a nome del Gruppo Stefani Presidente e per ringraziare naturalmente, come ho detto in apertura, l’assessore Roma, la presidente De Berti e tutti i Commissari che hanno collaborato alla stesura di questo progetto di legge. Esprimo un voto favorevole. Grazie a tutti.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Collega Bozza, prego.
Speaker : Alberto BOZZA (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto – PPE)
Grazie, Presidente. Anche noi per ringraziare il lavoro degli Assessori e della presidente De Berti. Abbiamo partecipato personalmente a tutte le sedute della Commissione Seconda. Abbiamo anche condiviso un intervento migliorativo con riferimento all’articolo 9, dove abbiamo affrontato la definizione di quali sono i cosiddetti “alloggi sociali”, così come elencati e distinti nelle locazioni permanenti, proprio per fare in modo che gli alloggi non appena assegnati, perché destinati in via permanente ad alloggi sociali, non siano destinati all’applicazione dell’IMU, proprio per la funzione sociale di questi alloggi e anche per chiarire una volta per tutte il rispetto del rapporto con gli Enti locali e i Comuni su quale applicazione deve essere fatta, e in questo caso l’esenzione.
È una proposta di legge che, a nostro modo di vedere, va a riaffermare il principio che è un principio che l’alloggio sociale, l’alloggio popolare (chiamiamolo come meglio intendiamo dal punto di vista tecnico, ma soprattutto motivazionale, nella sostanza) è sicuramente una forma di aiuto e di sostegno che si da a coloro che hanno delle fragilità, a coloro che hanno delle difficoltà sociali, a coloro che hanno delle difficoltà economiche, si cerca di aiutare coloro che potrebbero chiaramente finire in mezzo a una strada.
È però anche giusto ripristinare il principio del rispetto delle regole e di non approfittare del fatto che se, il pubblico si prende a cuore e si prende in carico una situazione difficile, proprio perché nella nostra società abbiamo la responsabilità morale, oltre che politica, di dare delle risposte concrete, non si può però approfittare di questo obbligo, di questo impegno, di questo onere con situazioni che tutti sappiamo registrarsi, perché noi tutti siamo stati e siamo amministratori locali, per cui comprendiamo a volte quali siano le scelte che qualche furbetto mette strategicamente in campo per approfittare di questa opportunità.
È giusto che il legislatore abbia la correttezza di cogliere anche gli aspetti più critici, cercare in un quadro normativo è estremamente complesso, perché anche prima, quando abbiamo affrontato nel punto emendamenti tutte le varie sfaccettature e anche i dubbi che venivano a qualche collega seduta stante, abbiamo capito come toccare un punto o una virgola di una modifica come questa sia estremamente complicato e complesso.
Credo quindi che avere oggi scelto di intervenire sia stata una scelta coraggiosa, ma anche doverosa, sicuramente non è la scelta migliore, probabilmente dovremmo insieme mettere mano ancora, per dare risposta a situazioni contingenti e anche all’evoluzione di quello che avviene nell’assegnazione di questi alloggi, per essere al fianco delle nostre ATER, che ovviamente cercano non solo di recuperare alloggi, ma di dare delle risposte.
È chiaro che il controllo spesso è complicato, non è facile, quindi credo che la Regione faccia bene da questo punto di vista a mettere un punto fermo, è - ripeto - un primo passo importante, non sarà sicuramente l’ultimo, bene se recuperiamo anche l’intento dei due articoli precedenti che purtroppo non sono andati per un voto a favore.
Apro una parentesi: lungi da noi pensare, come dice qualche collega del Centrosinistra, di aver esercitato una scelta di voto che va a mettere in difficoltà la maggioranza, perché non avremmo fatto in sede di Commissione questo lavoro di emendamenti migliorativi e propositivi, non l’avremmo fatto, ovviamente, sostenendo, votando e licenziando, e non l’avremmo fatto se non avessimo voluto partecipare ai punti emendamento.
Al di là dell’aspetto formale della distrazione, che ci dispiace, vogliamo ribadire che la nostra era un’intenzione di voto favorevole, che non si è riusciti a concretizzare in un voto materiale tecnico, ma lo ribadiamo e lo ribadiremo anche quando l’Assessore e il Presidente della Commissione porterà la modifica con il nuovo PDL.
Credo che su questo possiate stare sereni, cari amici dell’opposizione, perché non c’è una maggioranza divisa, non c’è una maggioranza che va sotto, c’è una maggioranza che discute, c’è una maggioranza che cerca di mettere anche in maniera costruttiva e migliorativa le proprie idee e i propri propositi.
Credo che questo sia sicuramente importante in un Consiglio e in una legislatura come questa, dove ogni apporto migliorativo non solo è a beneficio di quest’Aula, ma è a beneficio soprattutto dei veneti, per cui il nostro voto sarà favorevole, come lo è stato in sede di Commissione, come lo è stato in sede di Consiglio con queste ore che abbiamo trascorso insieme.
Ringrazio ovviamente per il grande lavoro che è stato fatto da parte degli Assessori, da parte dei colleghi proponenti e da parte della Presidente della Commissione che, ribadisco, anche se non serve, ci dispiace e ci scusiamo per non aver potuto completare fino in fondo.
Detto questo, il nostro voto è a favore, e ovviamente ci auguriamo di poter contribuire anche nel prosieguo di quelle modifiche che oggi non siamo riusciti a portare a termine.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Consigliera De Berti.
Speaker : Elisa DE BERTI (Lega-Liga Veneta)
Grazie, Presidente.
Io non ho nient’altro da aggiungere rispetto a quello che oggi è già stato detto, e su cui sono intervenuta prima.
Volevo solo fare un passaggio, prima ne ho parlato fuori microfono con la collega Ostanel, sulla questione dell’autorizzazione preventiva e dell’emendamento che è stato chiesto di approvare, anche su richiesta del consigliere Borgia. Se quella norma non fosse corretta, così com’era scritta, ma era di dubbia interpretazione, molto probabilmente dal 2017 ad oggi avremmo avuto qualche problema che invece non abbiamo avuto.
Le Commissioni non hanno mai rilevato problematiche di questo tipo, poi la legge ovviamente si può sempre fare meglio. Oggi, quando abbiamo fatto emendamenti, di fronte a delle proposte di modifica su casi specifici, che magari a qualche Consigliere venivano in mente, ho fatto presente che io non ho contato quante ore abbiamo lavorato su questa Commissione, ma credo che avremmo lavorato, molto probabilmente, forse più di 20 ore, una ventina di ore credo che le avremo fatte, dove abbiamo fatto i dovuti approfondimenti tecnico-giuridici su ogni parola, ogni questione che abbiamo affrontato e le questioni dubbie sono state, vi garantisco, veramente tante.
Quindi oggi non era possibile in cinque minuti, senza un adeguato approfondimento, procedere con modifiche e inserimenti di fattispecie specifiche, perché inserisce una fattispecie, ma poi ne lasci fuori delle altre e cominci a creare il caos.
Non è una legge su cui è facile mettere le mani, però voglio ringraziare tutti, anche perché non è stato un lavoro di un mio PDL, ma era un PDL proposto da me, con i colleghi Bedin, Tomaello e Lanzarin, il PDL della Giunta, perché c’era un PDL della Giunta.
Voglio ringraziare anche il consigliere Lovat e Szumski, perché voglio ricordare che siamo andati via con un abbinamento di tre PDL che si sono integrati tra di loro e hanno rafforzato in maniera stabile, solida e strutturale la modifica della norma.
Ringrazio il consigliere Montanariello per aver posto la questione degli abusi, perché nel PDL non avevamo trattato l’argomento degli abusi, così come è stato portato avanti con il suo emendamento, quindi veramente lo ringrazio, perché questo testimonia il non approccio ideologico, e veramente la linea del buonsenso.
Come Commissione, e chiudo, ritengo che stiamo lavorando veramente bene. Nel merito, non stiamo correndo sui provvedimenti, ci stiamo dando il giusto tempo per fare gli approfondimenti, e io sono convinta che non esista un’idea di destra giusta e un’idea di sinistra sbagliata, ma che esista un confronto dal quale possono scaturire opportunità e giuste norme per l’interesse di tutti i veneti.
Noi qui non rappresentiamo chi la destra, chi la sinistra, ma di fatto rappresentiamo tutti i veneti, e il lavoro di tutti quanti insieme può dare delle risposte ai cittadini.
Questo argomento, l’argomento della casa, è un argomento sicuramente delicato ed importante. Sapete, lo ha detto prima la consigliera Ostanel, ma so che anche lei provvederà a depositare un provvedimento, che con la fine di ottobre affronteremo un altro grande tema, che è uno dei temi che il Veneto deve affrontare: il tema della casa, dell’housing sociale, perché ho depositato un PDL cercando di evitare norme- spot per la modifica della 39, perché altrimenti rischiamo di andare a fare confusione, ma un PDL dedicato all’housing sociale.
So che anche Elena ne depositerà uno, quindi andranno via in abbinamento. Questo per dire ai commissari che il lavoro che ci aspetta è ancora tanto, ringrazio nuovamente il legislativo e il dottor Simionato e permettetemi un ringraziamento all’assessora Roma, anche se ha dovuto andar via, perché la sua presenza costante in Commissione fa sì che il tutto avvenga nel migliore dei modi.
Vi ringrazio, ringrazio il Consiglio, e ci ritroveremo qui, tra poche settimane, a parlare di ciò che oggi non è stato approvato. Grazie e buona continuazione. Ovviamente, preannuncio il voto favorevole del Gruppo Lega.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, lo aveva anche preannunciato Tomaello.
Adesso, chiuse le dichiarazioni di voto, si passa al voto. Apriamo la votazione.
Rimanete un attimo seduti, dopo, perché devo dare una comunicazione.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Con 27 favorevoli,2 contrari, 11 astenuti, il PDL è approvato. Il Consiglio si interrompe qui per oggi, visto anche l’orario. Domani mattina, alle ore 10.00, la ripresa dei lavori con la votazione del Direttore ARPAV.
Grazie e buonasera.
