Regione del Veneto

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Speaker : PRESIDENTE
Accomodatevi, grazie.
Iniziamo con le comunicazioni del Consiglio regionale odierno.
Hanno comunicato congedo i consiglieri Stefano Marcon ed Eleonora Mosco e il Presidente Stefani.
Prima di passare al punto 7.1 volevo darvi notizia della scomparsa di un politico, già amministratore regionale: è mancato l’altro giorno Francesco Piccolo, già Assessore regionale. Nato a Dolo il 12 gennaio 1958, laureato in Scienze politiche, aveva svolto la propria attività professionale nel settore bancario. Nel 1995 era stato eletto per la prima volta nel Consiglio regionale del Veneto, iniziando un lungo percorso qui a Palazzo Ferro-Fini. È stato Consigliere regionale per tre legislature consecutive, la VI, la VII e la VIII, dal 1995 al 2010. Durante la VI legislatura è stato Presidente della Commissione Attività produttive e nel settembre del 1998 era poi entrato nella Giunta regionale guidata da Giancarlo Galan come Assessore, con deleghe al demanio, patrimonio, parchi, ciclo dell’acqua e politiche comunitarie.
È stato poi rieletto in Consiglio regionale nel 2000 e durante la VII legislatura aveva ricoperto anche l’incarico di Capogruppo del CdU PPE.
Alle elezioni del 2010, candidato nella circoscrizione di Venezia con il Popolo della Libertà, era risultato primo dei non eletti.
Nel luglio del 2014 era tornato in Consiglio regionale.
Il suo percorso politico e istituzionale si è quindi sviluppato nell’arco di circa vent’anni, attraversando quattro legislature regionali e comprendendo incarichi sia in Assemblea legislativa sia nella Giunta del Veneto.
Nel corso della sua attività si era occupato, tra gli altri temi, di attività produttive, politiche comunitarie, patrimonio, ambiente e riforme istituzionali.
Credo che sia doveroso osservare un minuto di silenzio.
(L’Assemblea osserva un minuto di raccoglimento)
Grazie.
Riprendiamo i lavori dal punto n. 7.1: “Rinnovo dell’incarico di direttore generale dell’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto (ARPAV). Articolo 10, comma 4 della legge regionale n. 32 del 1996. (Proposta di deliberazione amministrativa n. 15)”.
C’è la relazione della Prima Commissione consiliare.
Passo la parola al relatore, consigliere Tomaello.
Prego, Consigliere.
Speaker : Andrea TOMAELLO (Stefani Presidente)
Grazie, Presidente. Mi permetta di unirmi al cordoglio per la scomparsa di Francesco Piccolo, che è stato un amministratore regionale, locale che ha dato tanto al nostro territorio. Quindi, mi unisco al cordoglio.
Passo alla proposta di deliberazione n. 15. La Giunta regionale ha proposto al Consiglio di rinnovare l’incarico di direttore generale dell’ARPAV all’ingegner Loris Tomiato, già nominato con deliberazione consiliare n. 81 del 21 luglio 2021.
Come si evince, questa nomina ha una durata di cinque anni. Considerato che in data 14 settembre 2026 giungerà a scadenza tale incarico, si rende necessario assicurare la continuità della Direzione generale, assumendo appunto le determinazioni oggi in voto.
L’incarico è stato valutato e viene rinnovato anche sulla base dell’esperienza professionale, delle competenze e anche sull’esito dell’attività svolta dall’ingegner Tomiato durante gli ultimi cinque anni. Con questa delibera si propone di rinnovare l’incarico dell’ingegnere per i prossimi cinque anni come direttore generale di ARPAV.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere Tomaello.
Consigliere Galeano, vuole intervenire? A lei la parola.
Speaker : Paolo GALEANO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Avevamo votato con l’astensione, giusto per tenere la correlazione e, nel caso, valutare insieme in Aula eventuali elementi che potevano sopravvenire, ma riteniamo di non aggiungere nulla a quanto già illustrato dal consigliere Tomaello. Quindi, la correlazione finisce qua.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
A questo punto, se non ci sono richieste di interventi, passerei alla votazione della deliberazione amministrativa n. 15, che è una votazione a scrutinio segreto.
Se dovete richiamare qualcuno all’interno procedete ai richiami. Sono le ore 10.30 e la convocazione era alle ore 10. Chi non c’è se ne assume la responsabilità.
Preparatevi con i tablet, le schede e tutto il resto. Grazie. la votazione è a scrutinio segreto.
Il sistema è molto lento nel dare l’esito.
30 favorevoli, 0 contrari, 3 astenuti.
È stato approvato.
Questo è l’esito: 30 favorevoli, 0 contrari, 3 astenuti.
Scusate un attimo: c’era la richiesta sull’ordine dei lavori da parte del capogruppo Borgia, che si è avvicinano al banco prima. Se vuole formalizzare, grazie.
Speaker : Claudio BORGIA (Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni)
Sull’ordine dei lavori, sono a richiedere cortesemente una Capigruppo rispetto all’ordine del giorno e quindi ai temi da trattare e i progetti di legge da discutere. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Va bene. Facciamo questa, poi facciamo Capigruppo. La Capigruppo dura però cinque minuti.
Procediamo con l’oggetto successivo, il punto n. 9 “Disegno di legge relativo alla modifica dell’articolo 7 della legge regionale n. 31 del 1954 per l’ordinamento e le attribuzioni delle strutture della Giunta regionale in attuazione della legge regionale statutaria n. 1 del 2012”.
È il progetto di legge n. 97. Relazione della Prima Commissione consiliare, relatore Tomaello. Prego.
Speaker : Andrea TOMAELLO (Stefani Presidente)
Grazie, Presidente, velocemente, anche per spiegare questo provvedimento che, come diceva giustamente lei, modifica l’articolo 7 della legge regionale 31 dicembre 2012 n. 54, legge regionale per l’ordinamento e le attribuzioni delle strutture della Giunta regionale in attuazione della legge regionale statutaria 17 aprile 2012, numero 1, Statuto del Veneto.
A distanza di dieci anni dall’ultima modifica apportata appunto all’articolo 7, comma 3, della legge in parola, risulta opportuno che la Direzione del Presidente possa essere articolata anche in Direzioni e unità organizzative, con caratteristiche gestionali, così come era anche originariamente previsto quando è stata approvata la legge nel 2012.
Con il nuovo testo, si estende anche, quindi, alla Direzione del Presidente la possibilità di essere articolata nelle strutture, Direzioni e unità organizzative, di cui agli articoli 12 e 17 della già detta legge regionale n. 54 del 2012.
In tal caso, il Direttore della Presidenza assume nei confronti delle sottoposte strutture le funzioni di Direttore di area.
Grazie e buon lavoro.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Il correlatore è il consigliere Rocco. La parola a lei.
Speaker : Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti In Azione – Uniti Per Manildo Presidente)
Questo PDL, come detto, interviene sulla legge regionale n. 54/2012 perché, a differenza di quello che avviene in altre Regioni, da noi, almeno fino alla passata legislatura, l’Unità risorse strumentali della Presidenza, la segreteria particolare del Presidente e la segreteria del Capo di gabinetto, di fatto, erano tre strutture diverse che collaboravano in stretta collaborazione con il Presidente.
Questo assetto, nel tempo, ha manifestato alcuni limiti. La gestione del cerimoniale istituzionale, pur essendo una competenza molto importante, era molto complessa e gravosa e anche la struttura che gestiva la sede istituzionale di Roma era alle dipendenze della segreteria generale della programmazione e altre situazioni che risultavano particolarmente gravose.
Per cui, da un certo punto di vista sicuramente la riorganizzazione è una riorganizzazione positiva. Noi vediamo alcuni limiti, motivo per il quale ci siamo astenuti, perché è chiaro che se la norma dovesse essere utilizzata per portare sotto il controllo diretto della Presidenza strutture meramente tecniche, non di staff, saremmo davanti a uffici gerarchicamente subordinati non a chi ha ruoli di coordinare e garantire la legittimità, fungendo anche da cuscinetto rispetto alla politica, ma a chi ha il compito di realizzare il programma elettorale e si muove sul campo della mediazione, diciamo così, politica.
La Corte costituzionale più volte ha inequivocabilmente sancito, in merito alla commistione di funzioni, il principio di separazione tra le funzioni di indirizzo politico e la funzione della gestione amministrativa.
C’è sicuramente sempre la Pubblica amministrazione improntata all’istituzionale leale collaborazione, però questa collaborazione è da preservare. Motivo per il quale, pur vedendo come positiva una riorganizzazione, un riassetto di queste strutture, riteniamo che ci possano essere profili di criticità non tanto in questo momento, nell’impostazione che è stata data, quanto concretamente giorno per giorno nel rischio che ci possa essere questa commistione. Motivo per il quale, ravvisando questo tipo di rischio, che ovviamente si dovrà manifestare nel day by day, al momento preferiamo astenerci.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere Rocco.
Apro la discussione generale.
Chiedo se ci sono interventi sul punto. Il consigliere Galeano chiede la parola. Prego.
Speaker : Paolo GALEANO (Partito Democratico)
Prima del voto chiediamo, gentilmente, di verificare se ci sono i numeri. Togliamo la scheda e capiamo se ci sono i numeri per andare avanti.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Togliete la scheda.
Per la verifica del numero legale, siccome il sistema elettronico è un po’ complesso, chiedo di togliere la scheda a tutti: quelli che vogliono risultare presenti la reinseriscono. Togliete le schede e rimettetele. Basta inserire la scheda, non occorre attivare altro. Il numero legale è 25, presenti e votanti 25, anzi 27, per l’esattezza. Presenti 25 su 25, il numero legale c’è.
Grazie a voi. Procediamo.
Scusi, Galeano. Fatta la verifica, adesso vuole dire qualcos’altro?
È chiusa la discussione generale.
La Giunta non credo che abbia intenzione di intervenire, da questo punto di vista, quindi partiamo con le votazioni.
Passiamo quindi all’articolato.
Votazione articolo 1. Attivate i computer.
È aperta la votazione sull’articolo 1.
Apriamo, grazie. Votare, grazie.
Chiudo la votazione.
Con 24 favorevoli, 0 contrari, 12 astenuti, è approvato l’articolo 1.
Votazione articolo 2. Apriamo la votazione. Valdegamberi. Votare.
Chiudiamo la votazione.
Con 24 favorevoli, 0 contrari e 12 astenuti è approvato anche l’articolo 2.
Votazione dell’articolo 3. Apriamo la votazione. È chiusa la votazione.
24 favorevoli, 12 astenuti, 0 contrari.
È approvato anche l’articolo 3.
Dichiarazioni di voto e poi votazione finale.
In dichiarazione di voto c’è qualcuno che si vuole prenotare? No.
Chiuse le dichiarazioni di voto, passiamo alla votazione finale.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
24 favorevoli, 0 contrari, 12 astenuti.
Il provvedimento è approvato.
È chiuso anche questo oggetto.
Prima di passare al prossimo oggetto, c’era una richiesta di convocazione veloce dei Capigruppo.
Con i Capigruppo ci spostiamo nella sala a fianco per qualche minuto.
Riprendiamo dal punto n. 10: Proposta di legge di iniziativa dei Consiglieri Rigo, Vianello, Marcon, Martini, Mosco, Bedin e Corazzari relativa a: “Promozione e valorizzazione del paesaggio della Pianura veneta”, progetto di legge n. 5, relazione della Sesta Commissione.
Consigliere Rigo.
Speaker : Filippo RIGO (Lega-Liga Veneta)
Grazie, Presidente, buongiorno, colleghi.
Questo è un progetto di legge che ho presentato anche la scorsa legislatura, poi non ha finito l’iter in Consiglio e ci tenevo a ripresentarlo in questa legislatura, perché la Pianura veneta costituisce il cuore geografico, economico, sociale della nostra Regione, rappresenta un mosaico complesso e vitale, caratterizzato da una straordinaria ricchezza di elementi che ne definiscono un’identità unica.
Un territorio plasmato per secoli dall’interazione tra uomo e natura, dove troviamo fertili campagne, troviamo aree umide, risorgive, corsi d’acqua e testimonianze storiche di grande pregio, così come troviamo borghi rurali e città minori, magari distanti dai grandi centri.
Un territorio che è caratterizzato da un motore economico importante, che per secoli si è basato sull’agricoltura e sull’artigianato. La valenza e l’importanza strategica dell’agricoltura per il territorio della Pianura continua ad essere molto, molto importante, nonostante le difficoltà che si trovano ad affrontare i nostri agricoltori quotidianamente, vengono prodotte eccellenze gastronomiche che rendono la nostra Regione apprezzata e conosciuta in tutto il mondo, penso per esempio al riso nano vialone Veronese IGP di Isola della Scala, così come… però, Presidente, scusi, Presidente, ho tutto un brusio sotto che non so se è normale. Grazie.
Così come l’artigianato rappresenta un’attività che ha caratterizzato per secoli la pianura con Distretti di importantissima valenza, come il Distretto del mobile, che nelle Province venete di pianura ha caratterizzato un motore economico importantissimo per secoli, continua ad essere una attività importantissima, sulla quale la Regione ha anche voluto investire in prima persona perché tre anni fa, ricordo, era stato avviato, per volontà della Regione, un corso ITS sul legno-arredo chiesto dai territori, chiesto dal Distretto del mobile, che continua ad essere una attività importantissima e continua ad esportare il Made in Veneto, in tutto il mondo.
La pianura veneta costituisce anche un forte presidio identitario. È un territorio che è spesso lontano dai grandi centri, meno soggetto alle globalizzazioni, quindi che mantiene una serie di usi, di tradizioni, di identità molto legate alle nostre origini, alle nostre tradizioni. È un territorio dove la lingua veneta viene spesso parlata comunemente e diventa un presidio di storia e di origine.
La pianura veneta è anche un territorio che ha delle criticità che si trova ad affrontare delle criticità significative e in questo contesto vogliamo inserire questa legge.
L’obiettivo è quello anche di creare una giornata della pianura veneta che focalizzi l’attenzione proprio sulle peculiarità e sulle criticità di questo territorio.
Questo progetto di legge nasce dal confronto e dalla collaborazione con Amministrazioni locali, con Associazioni, Pro Loco, che hanno evidenziato la necessità di valorizzare e promuovere il loro territorio.
Il progetto di legge si articola su tre articoli. L’articolo 1 della legge evidenzia l’impegno della Regione Veneto nel promuovere azioni concrete volte alla tutela e alla valorizzazione delle risorse paesaggistiche e naturali della pianura, nonché del suo tessuto economico, sociale e istituzionale. In particolare, la Regione si propone di diffondere la conoscenza del valore intrinseco dell’ambiente e della pianura riconosciuto come scrigno di biodiversità; valorizzare e divulgare le tradizioni culturali e i saperi locali, patrimonio immateriale di inestimabile valore; sostenere le iniziative dei Comuni finalizzate alla valorizzazione delle specificità territoriali promuovendo un approccio partecipativo e condiviso.
Con l’articolo 2 viene istituita la Giornata della Pianura veneta, che si celebrerà ogni anno il 12 novembre, in coincidenza con la data di San Martino. L’11 novembre, sì. Bravi. C’era un refuso sul testo. È una data molto significativa nella storia di tutti i veneti e della Pianura veneta, perché San Martino rappresentava un po’, nel calendario agricolo, uno spartiacque. Era il giorno in cui si stipulavano i contratti agricoli e di mezzadria e quindi aveva un’importanza fondamentale per le famiglie venete che, a seconda se i contratti venivano rinnovati o meno, sapevano se rimanevano in quel territorio oppure dovevano andare a cercare altri territori. Comunemente, quando si dice “traslocare” in Veneto si dice “fare San Martino”.
La ricorrenza diventa un momento per promuovere il patrimonio immateriale, incentivare modelli di sviluppo sostenibile attraverso il coinvolgimento degli enti locali, scuole, associazioni, Pro Loco, operatori del territorio.
La Giunta regionale promuove azioni strategiche permanenti con l’Ufficio scolastico regionale al fine di intraprendere azioni dedicate alla conoscenza e alla valorizzazione della Pianura veneta presso gli istituti del sistema di istruzione e formazione di ogni ordine e grado.
Questo progetto di legge vuole coinvolgere più enti impossibili, gli enti pubblici, le amministrazioni locali, le associazioni, le Pro Loco, Veneto Agricoltura, i Consorzi di bonifica e tutti quegli Enti che hanno una partecipazione attiva sui territori.
Uno degli scopi di questo progetto di legge è far conoscere e valorizzare il territorio della Pianura anche in chiave turistica, promuovendo le piste ciclabili, le piste ciclopedonali, pedonali, le ippovie. Su questo la Regione Veneto ha già fatto investimenti importantissimi nelle ultime legislature, basti ricordare la pista ciclabile Treviso-Ostiglia che attraversa la Pianura veneta, che è stata fortemente voluta dalla scorsa legislatura e dall’allora Assessore De Berti.
Crediamo fortemente che, grazie alle peculiarità del territorio della Pianura, grazie alle eccellenze enogastronomiche prodotte, grazie al valore culturale di quei territori, si possa avere una Regione a forte impatto turistico che possa avere rilevanza anche per i territori della Pianura.
Ringrazio tutti quelli che hanno collaborato alla stesura di questo testo, tutti fortemente motivati dal dare valore strategico a una parte importantissima del nostro territorio. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere Rigo.
La parola alla consigliera Sambo per la correlazione.
Speaker : Monica SAMBO (Partito Democratico)
Grazie.
Questo progetto di legge parte da un presupposto che credo possa essere largamente condiviso: la Pianura veneta rappresenta una componente fondamentale dell’identità, della storia, dell’economia, ma soprattutto del patrimonio ambientale della nostra Regione. Parliamo di un territorio che interessa oltre la metà della superficie regionale e nel quale si concentra la maggior parte della popolazione veneta.
La stessa documentazione istruttoria ricorda che la pianura occupa circa il 56% del territorio regionale, ma la stessa documentazione ci dice anche una cosa importante: la pianura veneta non è un territorio uniforme, infatti il PTRC la articola in diversi ambiti paesaggistici, ed è proprio da qui che nasce la nostra principale perplessità.
Non contestiamo, ovviamente, di per sé le finalità della legge. Ci interroghiamo invece sul metodo scelto per perseguirle e soprattutto sulla sua efficacia effettiva.
La Regione del Veneto dispone già di politiche, strumenti e normative che intervengono sulla tutela del paesaggio, sulla biodiversità, sull’agricoltura, sul turismo, sulla cultura, sulle tradizioni locali, sulla mobilità dolce, sull’istruzione e sulla promozione territoriale. Il rischio che vediamo in questo progetto di legge è quello di prendere pezzi di politiche regionali che già esistono, spacchettarli e successivamente ricomporli all’interno di un nuovo contenitore denominato pianura veneta, proprio l’articolo 1 è indicativo; troviamo insieme la tutela delle risorse paesaggistiche e naturali, la biodiversità, le tradizioni culturali, i saperi locali, prodotti tipici, le eccellenze enogastronomiche, le iniziative dei Comuni, delle Pro Loco, delle associazioni e del Terzo Settore, tutti obiettivi di per sé condivisibili; ma la domanda che dobbiamo porci come legislatori è un’altra: Abbiamo davvero bisogno di una legge per perseguirli oppure dovremmo rendere più coordinate, efficaci e riconducibili le politiche regionali che già se ne occupano? Perché aggiungere un contenitore non significa necessariamente aggiungere una politica; anzi, il rischio è quello proprio di creare sovrapposizioni, nuovi canali di finanziamento e interventi paralleli rispetto a quelli già esistenti, con il risultato di frammentare l’azione regionale anziché renderla più efficace e non si tratta solo di una nostra preoccupazione. Se pensiamo, infatti, al testo originario della proposta di legge, era prevista la creazione e il sostegno di nuovi osservatori del territorio della pianura, quali strumenti permanenti di monitoraggio, analisi e sensibilizzazione. Ma proprio durante l’istruttoria alla legge, la Direzione Pianificazione ha chiarito che le loro finalità risultavano già sovrapponibili a quelle già attribuite svolte dagli Osservatori locali per il paesaggio e della relativa rete regionale.
Per questo, la Direzione Pianificazione, ne ha proposto - e successivamente è stato accolto, ovviamente - lo stralcio di quella parte che, però, rimane probabilmente per una svista, nelle premesse nella relazione, insomma, alla legge.
Questo, però è solo un episodio rispetto alla legge, sintetizza perfettamente il problema. Se abbiamo già strumenti regionali dedicati al paesaggio, dovremmo rafforzarli, coordinarli, finanziarli e farli funzionare, piuttosto che introdurre nuovi strumenti che rischiano di duplicare le funzioni.
C’è poi un altro elemento. Va detto con chiarezza che la legge contiene finalità ambientali; parla di biodiversità, di conservazione e anche della necessità di tutela del ripristino degli ecosistemi.
Il problema è un altro: come questa paventata finalità ambientale riesca poi a tradursi in azioni concrete e in risorse adeguate perché accanto alla tutela, nel testo, assume un peso significativo il concetto di fruizione del territorio.
Si parla di conoscenza e fruizione consapevole del patrimonio, di turismo responsabile, di narrazioni sulla pianura veneta, capaci di attrarre pubblico, ampio e diversificato, ma quando si passa alle azioni permanenti troviamo comunicazione attraverso stampa, televisione, radio, mappe, guide, App, realtà aumentata, virtual tour, sentieri naturalistici, percorsi cicloturistici, fino all’obiettivo di incentivare forme di turismo attivo e consapevole, ma quasi nulla dal punto di vista ambientale.
Dobbiamo mantenere chiara una distinzione: tutelare il patrimonio, valorizzarlo e promuovere la fruizione non sempre sono questioni complementari. La fruizione per essere realmente sostenibile dovrebbe poggiare su una politica forte di tutela del patrimonio ambientale, che intendiamo far conoscere e visitare. Ed è proprio sulla tutela ambientale che credo emerga una contraddizione nella legge ancora più profonda.
La prima tutela della Pianura veneta dovrebbe, infatti, avvenire attraverso il governo del territorio, attraverso strumenti di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, perché stiamo parlando di un territorio che negli ultimi decenni è stato sottoposto a cementificazioni e alle pressioni infrastrutturali. Su questo ci sono dati, ovviamente, che non possiamo ignorare. Secondo, infatti, i dati ufficiali ISPRA relativi al 2024, il suolo consumato in Veneto rappresenta l’11,86% dell’intera superficie. Siamo la seconda regione italiana per percentuale di suolo consumato dopo la Lombardia.
Sempre nel 2024 sono stati registrati 730 ettari di nuovo suolo consumato e solo 74 ettari ripristinati, con un saldo netto di 655 ettari consumati. Credo che dobbiamo porci una domanda molto semplice: possiamo davvero parlare di tutela e valorizzazione del paesaggio della Pianura veneta senza mettere al centro il modo in cui quel territorio viene pianificato, trasformato e realmente tutelato dal punto di vista ambientale? Perché, altrimenti, rischiamo un paradosso, da una parte abbiamo consentito per decenni trasformazione urbanistica, insediativa, infrastrutturale, cementificazioni che hanno progressivamente consumato e frammentato il territorio, dall’altra, oggi interveniamo con una nuova legge per raccontare quel paesaggio, promuoverlo, incentivare la funzione, ma senza tutelarlo in alcun modo.
È alla luce di questo quadro che la distribuzione delle risorse in realtà prevista originariamente, adesso spiego perché, dal provvedimento diventa ancora più significativa. Nell’impostazione finanziaria originaria del progetto, si prevedevano complessivamente 360.000 euro annui, di cui 285 erano ricondotti all’incirca alla Missione Turismo, 25 alla Missione Istruzione e solo 50 alla Missione Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente. Quindi, la parte ambientale ricopriva solo il 14% del complesso delle risorse stanziate. C’è di più, perché quei 50.000 euro non erano destinati alla rinaturalizzazione delle aree degradate, al recupero delle zone umide, alla tutela delle risorgive, alle bonifiche o al ripristino degli ecosistemi, ma erano destinate al sostegno degli osservatori, gli stessi osservatori che sono stati eliminati dalla legge perché già esistenti. Quindi, anche su quei 50.000 euro sono stati tolti, quindi questa legge prevede quasi il 100% relativo al turismo e 0% rispetto all’ambiente, invece, se ci sono risorse aggiuntive da destinare alla pianura veneta, concentriamoli su interventi puntuali e verificabili: recupero e riqualificazione delle aree compromesse, rinaturalizzazione, tutela delle risorgive, delle zone umide, come avevo già detto.
Così si valorizza veramente un territorio, altrimenti facciamo grandi proclami, ma poi rimangono i classici metodi comunicativi alla green washing, senza una reale tutela del territorio.
La stessa documentazione istruttoria ricorda del resto che la legge regionale sul turismo già individua sistemi turistici, nei quali ricadono poi diversi territori della pianura, ma se vogliamo valorizzare davvero il territorio, investiamo anche sulle politiche che decidono concretamente come quel territorio viene trasformato, perché prima dobbiamo preservare e recuperare il territorio, poi certamente possiamo valorizzarlo, raccontarlo e promuovere anche la sua fruizione sostenibile.
Qui arriviamo a una questione più generale, che credo che il Consiglio regionale in particolare (mi dispiace che non ci sia per motivi personali, ma mi aveva avvisato il Presidente della Commissione Sesta) debba iniziare a porsi. Noi dobbiamo valutare una proposta non soltanto chiedendoci se abbia di per sé finalità condivisibili, ma chiedendoci anche se questa legge serva davvero, sia efficace, produca un risultato che non potremmo ottenere utilizzando meglio gli strumenti che già abbiamo. È una riflessione che non riguarda soltanto questo provvedimento, perché soprattutto nei lavori della Sesta Commissione stiamo assistendo a una successione di provvedimenti molto circoscritti, piccole leggi settoriali talvolta - devo dirlo - mortificanti per un legislatore, che sono accompagnate talora anche da stanziamenti ancora più contenuti di quelli che vediamo oggi, ciascuno dedicato a uno specifico tema, a una ricorrenza, a un’attività o a una particolare iniziativa.
Prese singolarmente, queste proposte possono avere una loro motivazione, è la loro sommatoria che deve interrogarci, perché una Regione e un legislatore dovrebbe innanzitutto programmare, stabilire le priorità, concentrare le risorse, mettere a sistema gli strumenti esistenti e misurare i risultati. Se invece continuiamo a suddividere l’azione regionale in tante piccole leggi, ciascuna con il proprio specifico obiettivo e il proprio piccolo finanziamento, rischiamo di frammentare ulteriormente risorse già purtroppo limitate e, soprattutto, rischiamo di dare l’impressione di una legislazione costruita più per dare risposte di volta in volta a singole richieste che per costruire politiche regionali organiche, strutturali e durature.
Credo invece che il Consiglio debba avere anche la capacità di dire che una finalità può essere meritevole, senza che per questo sia necessaria una nuova legge regionale.
Per tali ragioni, il nostro giudizio sulla legge è negativo, senza mettere in discussione l’obiettivo di valorizzare la pianura veneta.
Al contrario, riteniamo che questo territorio sia troppo importante per essere affrontato attraverso una sommatoria di interventi frammentati. Avremmo preferito una politica più organica, capace di mettere a sistema gli strumenti regionali già esistenti ed evitare sovrapposizioni, e avremmo voluto vedere un rapporto diverso tra tutela e fruizione, che purtroppo in questa legge non vediamo.
Se riconosciamo che la pianura veneta è un patrimonio fragile, allora dobbiamo innanzitutto investire nella sua salvaguardia, e dobbiamo farlo partendo dalle politiche che hanno maggiore capacità di incidere sul territorio: pianificazioni, consumo di suolo, recupero delle aree compromesse, tutela degli ecosistemi.
In questo quadro, 285.000 euro riconducibili a missione turismo e 0 euro alla missione ambientale, sono emblematici. Prima tuteliamo il patrimonio, poi certamente valorizziamolo, raccontiamolo e rendiamolo fruibile, perché la vera valorizzazione della pianura veneta non consiste soltanto nel farla conoscere, o nel renderla più fruibile, ma consiste prima di tutto nel consegnare alle prossime generazioni un territorio che abbia ancora qualcosa da tutelare, da valorizzare e da raccontare.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliera Sambo.
Si è iscritto a parlare il consigliere Valdegamberi.
Speaker : Stefano VALDEGAMBERI (Gruppo Misto)
Non voglio tanto riferirmi a questa legge, che indubbiamente dà una spinta positiva al tema della valorizzazione di un territorio, quanto vorrei piuttosto, invece, mentre in evidenza alcune contraddizioni.
La nostra pianura veneta è stata plasmata, soprattutto a partire dal Cinquecento, quando i veneziani erano sempre meno interessati alle vie marittime, a seguito dell’espansione dell’Islam, cercarono di spostare la propria attenzione verso l’entroterra, verso la terraferma. Iniziarono quindi con una serie di azioni, anche di bonifica del territorio, di colonizzazione, di miglioramento. I grandi patrizi veneziani erano proprietari delle ville, pensiamo a tutte le ville venete disperse nel territorio, quindi, c’è stata un’opera sistematica, tra virgolette, di conquista anche dal punto di vista imprenditoriale e di valorizzazione della pianura, che ha lasciato parecchie testimonianze sia in campo artistico che architettonico. Oggi noi fruiamo di questa eredità importante, che caratterizza la nostra regione.
Ma la cosa che evidenzio è che questa pianura veneta è una pianura che ha degli aspetti importanti, non solo sotto il profilo idraulico: abbiamo una serie di opere idrauliche di cui i veneziani erano allora maestri nel mondo, erano tra i popoli che hanno più capacità di realizzare strutture idrauliche, pensando solo all’esperienza, che hanno fondato una città sui pali inficcati nella palude, ma anche nell’entroterra hanno fatto opere idrauliche notevoli e hanno sviluppato anche un’agricoltura che per quei tempi era una agricoltura di un certo livello. Oggi, purtroppo, circolando per la pianura abbiamo spesso edifici corti rurali legati a questa antica nobiltà, dove c’erano i lavoranti, i mezzadri che fino a non molti anni fa, fino alla trasformazione dei contratti di mezzadria in affitto e poi alla frammentazione, giustamente, che era una parte di piccola proprietà contadina di questi territori, assistiamo a una visione di ville e corti rurali spesso abbandonate e accanto magari il villino nuovo, costruito magari anche in brutto modo negli anni 60 - 70, quando invece una corte rurale, con edifici di grande pregio con all’interno anche testimonianze pittoriche e architettoniche che sono in stato di abbandono.
Questa immagine ce l’ho presente perché spesso la pianura ha il suo fascino - io vengo dalla montagna, dall’alta collina, però, andando in pianura, quando vedo quella bella pianura, con i canali, con i corsi d’acqua, con le coltivazioni, poi ti giri vedi la corte abbandonata che sta crollando, ti interroghi: ma questo territorio sarebbe molto bello, ha il suo fascino, però, purtroppo una certa cultura, anche di sviluppo, l’ha portata negli anni ad essere marginalizzato e anche abbandonato. Cioè la voglia della novità, vedere il bello solo nel nuovo e non nel recuperare il vecchio, poi motivi anche di costi, tutti questi fattori stanno portando e hanno portato alla perdita di un grande patrimonio.
Quindi, vorrei che queste leggi, che sono di promozione, fossero poi coerenti con altre azioni più incisive, sostanziali, che richiedono quindi un’attenzione sotto il piano sia urbanistico, sotto il piano, poi, anche della gestione ambientale.
Vorrei ricordare che la pianura veneta in questi giorni, in questi tempi, sarà oggetto di un’invasione di coperture di fotovoltaico, anche perché è una pianura molto produttiva, molto fertile, è la pianura più fertile d’Europa e il fatto che oggi si preferisca in nome dell’ambiente andare a fare gli accordi con Mercosur, cercare le produzioni dove il rispetto dell’ambiente non è la regola principale per potere poi mettere il fotovoltaico, per salvare il pianeta, qui sui nostri campi, lo trovo di grande incoerenza; di grande incoerenza, perché io sento - parlando con gli agricoltori - ormai i seminativi non hanno più rese che permettono di vivere adeguatamente e quindi di fronte a questi gruppi finanziari che vengono dall’estero e promettono una resa coprendo di fotovoltaico i propri terreni stanno prendendo il sopravvento, stanno distruggendo anche questo paesaggio, che è già stato sfregiato per i motivi che dicevo prima nel recente passato, ma che rischia di essere ulteriormente sfregiato, perdendo la sua vocazione principale, che è la vocazione agricola. Ripeto, la Pianura Padana è una delle aree più produttive, una delle pianure più fertili d’Europa.
Un altro aspetto riguarda il punto di vista ambientale, parlare di valorizzazione di una Pianura veneta, io penso ai nostri prodotti IGP, DOP, eccetera, penso alla zona di Pontepossero, di Sorgà, dove avremo 45 ettari di terreno, una discarica a cielo aperto, in una zona di risorgive, in una zona fortemente a vocazione agricola. Queste contraddizioni stridono con un’impostazione di valorizzazione di un territorio. Cosa valorizziamo se piazziamo in Pianura veneta tutto ciò che non possiamo piazzare altrove, la riempiamo di discariche e altre cose? Se fossero anche piccole discariche, ma sono 45 ettari. Provate a immaginare una distesa di 45 ettari in un paesaggio che è veramente splendido, dove ci sono risorgive, dove c’erano le risaie, c’era una vocazione agricola. Eppure questa Regione le ha autorizzate. Valorizziamo il percorso ciclabile tra le discariche? Penso agli edifici. Lì vicino, vado a memoria, c’è un mulino del 1300, del tempo degli Scaligeri, citato sui documenti antichi, lasciato in stato di abbandono ed è crollato.
Abbiamo un patrimonio artistico e culturale che crolla, che viene abbandonato. Quando abbiamo perso questi elementi, il paesaggio rurale agricolo, abbiamo perso le testimonianze architettoniche, abbiamo perso i valori storici, l’imprinting di questa Pianura, cosa andiamo a promuovere? Andiamo a promuovere un percorso, come dicevo prima, tra le discariche, tra i ruderi? Questo è il mio appello. Questo non va certamente a detrazione di questa legge, che è una legge che ha dei buoni intenti, però era una riflessione per dire che tutto va bene, però se collocato in un sistema coerente con altre leggi che permettano la vera tutela. Altrimenti, rischiamo di andare a promuovere un territorio, un’identità, ahimè, sfregiata, già sfregiata, molto sfregiata, che rischia di non esserci più.
Agricoltura di pregio e storia sono convinto che sia un binomio sicuramente vincente, oggi ciò che ci distingue dal resto del mondo come Paese è il fatto che noi abbiamo veramente una notevole mole di beni culturali, beni culturali che il mondo ci invidia, ma ne abbiamo così tanti che forse non ci rendiamo nemmeno conto della loro importanza.
Un nostro piccolo paese ha un patrimonio culturale, artistico architettonico che Stati interi invidiano perché non hanno, Paesi magari con milioni di abitanti. Oggi, saper salvaguardare questo patrimonio ed associarlo anche alle produzioni locali può essere un elemento di leva che crea un vantaggio competitivo, perché noi non vendiamo un prodotto OGM, un prodotto del grano del Canada con il glifosate, ma vendiamo una produzione che ha un’identità e una storia che gli altri non hanno, quindi tutelare il patrimonio significa tutelare anche l’economia, l’economia agricola in primis.
Voglio mettere in evidenza, e concludo, senza nulla togliere – ripeto - alla bontà di questo provvedimento, la grande incoerenza che c’è sia a livello internazionale, con le politiche green che sono semplicemente fuffa, o meglio sono incoerenti con loro stesse e forse danno redditività importante ai grandi capitali e ai grandi fondi che investono qui, alla grande finanza, che è la stessa che poi ha le partecipazioni nelle società petrolifere, distruggono questo nostro territorio con prezzi agricoli che non sono più in grado di garantire redditività.
Accanto abbiamo anche questo patrimonio, che va inesorabilmente verso la distruzione, quindi creare degli strumenti normativi, ciascuno per settore, che siano all’interno di un cappello di promozione coerenti sarebbe la visione seria di una pianificazione regionale che sia coerente e non semplicemente fare una bandiera priva di contenuto.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Consigliere Galeano.
Speaker : Paolo GALEANO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Penso che ormai di carattere mi conosciate e sappiate che sono uno che tende a valorizzare gli aspetti positivi delle questioni e cercare di cogliere, sono uno che tendenzialmente per natura vede il bicchiere mezzo pieno, però in questo caso faccio fatica a trovare cose buone oltre al titolo della legge, paradossalmente (riprendo dall’ultimo messaggio del consigliere Valdegamberi) uno slogan, un titolo che però ha contenuti vuoti e politiche storiche e attuali abbastanza contraddittorie con le intenzioni della legge stessa.
Riparto dai messaggi, secondo me forti e importanti, che la consigliera Sambo ha richiamato nella sua correlazione, che ben evidenziano e anticipano la nostra posizione nei confronti di questo progetto di legge.
La prendo larga, però secondo me è importante: oggi noi fra questo PDL sulla pianura, poi c’è quello sui presepi, quello sulle Foibe, penso che abbiamo in ballo più o meno mezzo milioni di euro circa, fra queste leggi. Se ripercorro solo di qualche settimana i messaggi che non io, da minoranza, ma qualcuno nelle fila della maggioranza ha lanciato ai suoi, ma anche al Veneto, ovvero, l’assessore Giacinti, quando dice “spending review in tutti i settori, perché qua non si tira a campare”, cioè, si tira a campare, ragazzi, non riesco a capire davvero se riusciamo a renderci conto di come probabilmente oggi questa sala, quest’Aula consiliare è ben distante dalle problematiche che il mondo fuori sta vivendo e che la nostra stessa Regione sta vivendo.
Ripeto: ci sono in ballo soldi, qualcuno può dire che sono pochi, sono irrilevanti, cosa vuoi che facciamo con mezzo milione di euro. Ebbene, volete che andiamo a dirlo ai nostri Sindaci? Abbiamo fatto il bando per i Comuni montani, dove alla fine venivano fuori circa 10.000 euro in media a Comune, noi copriamo neanche le spese per sgomberare la neve d’inverno, come ricordava la consigliera Calligaro in Commissione. Per parlare dei Comuni, un po’ tutti, non solo quelli montani, per non creare contrapposizione, ma i Comuni di pianura, anche loro stanno vivendo la vicenda ATS. Si trovano di fatto in questa fase, a dover prospettare nuove spese già con bilanci totalmente ridotti all’osso e mezzo milione di euro, probabilmente farebbe comodo per le spese delle sedi, spese del direttore, del personale, tante situazioni a cui si può far fronte.
Quindi, non sto dicendo che l’intenzione sia negativa. Sto dicendo che queste iniziative, che questi obiettivi politici probabilmente devono essere anche inseriti con grande consapevolezza in un momento storico in cui le priorità sono assolutamente altre.
Fuori la gente fa fatica ad arrivare a fine mese. Questi sono i dati del DEFR, non quelli che dice Paolo Galeano, consigliere di minoranza: la benzina è a 2 euro, il diesel è a 2,100 euro, abbiamo sentito il grido delle case di riposo in questi giorni, i giovani che pensano di andare a mettere le radici per il loro futuro in contesti diversi da quello del Veneto.
Ripeto: a me sembra che oggi, con questo ordine del giorno e con questi progetti di legge, l’Aula consiliare sia distante anni-luce dalle difficoltà della nostra gente fuori da quest’Aula.
Io penso che dobbiamo interrogarci su questa situazione. Capisco anche che nel momento in cui non si ha coraggio di fare delle politiche che guardino a far entrare nuove risorse nelle casse del bilancio, la certificazione del nulla dell’autonomia di pochi giorni fa, questa problematica la mette ancor più nero su bianco, nel momento in cui non si ha il coraggio di prendere in mano la situazione e di guardare in maniera equa, riconsegnando giustizia sociale anche alla nostra Regione, di fare delle politiche che guardino a nuove risorse al Consiglio restano margini ben ridotti di azione e il Consiglio si riduce alla legge sulla pianura veneta, alla legge sui presepi o quella sulle Foibe, che, ripeto, sono distanti anni luce dalle situazioni e dalle esigenze che ci sono fuori.
Allora questo, penso, che sia un punto di riflessione che dobbiamo tutti quanti prendere insieme per l’attività che facciamo da qui, oggi, nelle prossime Commissioni e questo atto di coraggio osserva innanzitutto nella maggioranza, perché noi l’abbiamo richiamato più volte nel bilancio di previsione, nell’assestamento: o c’è coraggio di guardare oltre, altrimenti il Consiglio si limita a questo, cerca questi spazi, però inutili per incidere positivamente nella vita quotidiana della gente, che, infatti, va solo per il 44% a votare alle ultime regionali. Facciamoci una domanda anche su questo.
Vengo, poi, a un altro aspetto di questo PdL, perché valorizzare la pianura come obiettivo e leggere poi quelle che sono le azioni concrete che ci sono all’interno della legge stessa, mi sembra di voler riparare con il bisturi ciò che per anni è stato distrutto con l’aratro; nel senso che noi non possiamo pensare per decenni di fare politiche che sono le peggiori in Italia per il consumo di suolo, che non mettono un euro sul TPL o su tutti quei servizi che servono proprio per il consolidamento della popolazione, per permettere alla gente di vivere nel suo contesto e di non spostarsi necessariamente solo nelle aree urbane o nelle città metropolitane.
Se ci sono per decenni politiche che queste iniziative, che questi servizi non li finanziano, noi abbiamo, di fatto, distrutto man mano l’infrastruttura sociale, l’infrastruttura di servizi che permette, appunto, la vivibilità, le condizioni per vivere nella pianura che noi oggi, solo con il titolo, chiediamo di tutelare.
Quindi, ripeto, sembra di intervenire con il bisturi dopo che abbiamo distrutto la pianura e per decenni la pianura, ma anche altre aree della Regione, con l’aratro.
Ecco perché penso che ancor di più noi facciamo fatica oggi a ipotizzare, come diceva la consigliera Sambo, mille rivoli legislativi, in cui piazzare ogni volta risorse insignificanti che non controvertono nulla delle dinamiche difficili che la gente del Veneto sta vivendo oggi fuori.
Allora riprendo da quanto dicevo prima e mi avvio alla conclusione: Serve davvero coraggio di avere consapevolezza delle difficoltà contingenti e di essere, appunto, consapevoli che o noi facciamo politiche coraggiose per guardare a nuove risorse, alla redistribuzione delle risorse presenti nella nostra Regione, altrimenti il Consiglio non potrà che ridursi a politiche di piccolo cabotaggio. Quindi, o avremo le occasioni del fine vita che ci consentiranno di fare politica in maniera elevata, o quotidianamente ci ritroveremo a valutare titoli di leggi che sono l’unica cosa positiva delle leggi stesse.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere Galeano.
Vi avverto che alle volte il brusio si fa molto fastidioso. Cerchiamo di contenerci in modo tale che si possa anche ascoltare.
Consigliere Baldan Flavio, prego.
Speaker : Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle)
Grazie, Presidente. Signori Consiglieri, ovviamente siamo tutti positivi, ci mancherebbe altro che qui non ci fosse positività nel nostro Paese per affrontare le cose, però poi la realtà sta da un’altra parte e bisogna tenere conto di questa realtà.
Io capisco, e gliel’ho già anticipato, il consigliere Rigo, a cui va tutta la mia simpatia anche per questo progetto di legge, ma gliel’ho anticipato in Commissione, francamente non capisco di cosa stiamo parlando, e adesso vengo al punto.
Volevo iniziare da una parte generale perché noi non viviamo in un mondo isolato, non siamo il Regno del Veneto all’interno del mondo, e arrivare alla parte particolare che riguarda questo progetto di legge. Inverto le questioni perché ho già ascoltato alcune cose, tutte meritevoli, e vengo ai punti in oggetto.
Sinceramente, l’ho appena ribadito, non riesco a capire di cosa stiamo parlando. Stiamo parlando di occuparci della Pianura Padana dal lato ambientale? Mi pare che siano anni che non facciamo niente. Adesso leggevo anche i dati per morti di inquinamento fino al 2023 in Unione europea. Noi siamo ampiamente primi, il doppio della seconda nazione. Penso che gran parte provengano da questa zona, che per anni è stata cementificata, PFAS, inquinamento. Ovviamente, siamo sempre sopra le soglie di inquinamento giornaliero, eccetera. Quindi, mi pare che il problema della Pianura Padana prima della sua valorizzazione sia nel sistemarla dal punto di vista ambientale; Pianura Padana che, tra l’altro, è una parte veneta, ma poi c’è anche una parte che riguarda la Lombardia, non riguarda solo la nostra Regione.
Se questo progetto di legge, che tra l’altro, anche qui, bene, è stato detto da qualcuno, non è il problema 100 di qua, 300 di là, somme che sembrano marginalmente piccole da bilancio, perché poi in queste somme, pezzi che poi vedremo anche in altri progetti di legge, cubano, ovviamente, milioni di euro di risorse a questo bilancio.
Il punto tra l’altro è anche abbastanza controverso, perché, siccome credo che il polso eventuale sulla Pianura padana, al di là della Regione che dovrebbe controllarne le criticità, sia meritevole e stia già facendo molto (mi pare che noi finanziamo fiere, finanziamo di fatto molte delle situazioni anche artigianali che si trovano in questo territorio?, dovrebbe essere di spettanza dei Comuni.
Tra l’altro, in sede di bilancio avevo chiesto di aumentare di 100.000 euro le sovvenzioni per VeGAL del Veneto orientale, che fa proprio queste cose e secondo me le fa anche decentemente bene, ma è stato bocciato. Non capisco cosa c’entro adesso farlo rientrare in un rivolo di progetto di legge che impostato cuba mezzo milione di euro: assolutamente incommentabile dal mio punto di vista.
Vengo poi al dato dolente che più mi sta a cuore. Forse non ci siamo capiti, noi abbiamo rinviato, adesso aspetteremo (mi dispiace che l’Assessore al bilancio non sia presente), abbiamo fatto solo metà tempo della partita, aspettiamo il secondo tempo della partita relativamente al bilancio. Forse non abbiamo capito che in questo momento la congiuntura storica che abbiamo davanti impone delle scelte straordinarie, occorre avere la possibilità di avere più risorse disponibili, che non possono essere messe su progetti di legge di questa natura, per quanto meritevoli, perché non sono in sintonia con il tempo attuale. Ci sono dei tempi da rispettare e, se in questo momento ci sono delle criticità e voi lo sapete (notizia di qualche ora fa, anche su Electrolux in Susegana è nuovamente saltato fuori il discorso dei licenziamenti), ci sono delle criticità economiche su cui la nostra Regione dovrà in qualche modo, prima o poi, intervenire, ma per questioni di iniziativa sociale, di produttività industriale, di crearsi un’immagine di sviluppo diversa dal passato.
Per questo occorreranno parecchie risorse, andare a inserire, anche se minimali, da una parte in progetti di questa natura che secondo me non portano nessun valore aggiunto.
Io non so se qualcuno qua dentro ha visto quei numeri di Regione Veneto consegnati nell’incontro che abbiamo avuto del 2026: appare chiaro che nonostante… Siccome sento parlare di piste ciclabili, di artigiani, di questo, di quello, eccetera, appare chiaro che di fronte a un numero elevato… Siamo al record di presenze turistiche in questa regione, il PIL regionale di Regione Veneto non cresce, o cresce in linea con la media nazionale. Non è un valore aggiunto la parte turistica, e siamo già a livelli esponenziali.
Che io metta ancora risorse per produrre, almeno, dal punto di vista della locazione, fossero riservate all’ambiente, e a risolvere qualcuna delle criticità che abbiamo, quantomeno per rendere più respirabile e godibile il paesaggio che abbiamo a disposizione. Se io devo mettere delle risorse per fare della pubblicità a caso, per fare nuovamente piste ciclabili, gran parte di queste risorse provengono sempre dal fondo del turismo, quindi quella è la logica, io trovo che siamo di fronte a un PDL insignificante. E allora, cerchiamo, cari colleghi, di darci una visione in base al tempo in cui siamo. Siamo in un momento di emergenza e lo vedremo fra poche settimane, un momento di emergenza che richiede la possibilità di avere più risorse disponibili a disposizione.
Io non dico che non sia meritevole, questo progetto di legge, come lo saranno altri. Credo che sia in un contesto temporale sbagliato, su cui la Regione Veneto dovrà per forza farsi carico di tutta una serie di iniziative. Credetemi, sono iniziative che guardano prima di tutto il tessuto sociale di questa Regione.
E siccome noi siamo qui per occuparci dei cittadini veneti, io mi auguro che su di voi, quando farete progetti di legge di questa natura, scenda un senso di responsabilità sul fatto che le risorse vanno impiegate nel miglior modo possibile. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere Baldan.
Consigliere Del Bianco.
Speaker : Alessandro DEL BIANCO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Io penso che la portata storica di questa legge si giudichi dal fatto che per buona parte della discussione la metà dei proponenti non è stata nemmeno in Aula, quindi credo sia abbastanza indicativo il fatto che a questa legge si crede ben poco.
Del resto, vorrei vedere il contrario: stiamo parlando, diceva bene il consigliere Galeano, di una legge che è distante dalla realtà.
Lui diceva: è distante dalla realtà della gente rispetto alle risposte politiche che diamo ed è un dato di fatto incontrovertibile, evidentemente, ma è, secondo me, ma in realtà secondo buona parte degli osservatori culturali di questo territorio, distante, completamente opposta rispetto a quella che si è imposta in questi ultimi mesi, in particolare, ma i cui, diciamo così, prodromi si vedevano ben prima, come la vera attuale narrazione della pianura veneta o del paesaggio della pianura veneta, esattamente per citare il testo di questa legge. È passato quasi inosservato, evidentemente, in quest’Aula che, per la prima volta nella storia della cinematografia italiana, un film Veneto di produzione veneta ha vinto otto premi David di Donatello; ma che cosa racconta quel film? Che pianura veneta racconta quel film. Addirittura, a seguito di quel film, c’è stata una grande discussione culturale su tutti gli ambienti culturali veneti nazionali, perché, per la prima volta, il Veneto, si è importo culturalmente a livello nazionale, attraverso questa tipologia di narrazione, immaginando l’esistenza di una cosiddetta Veneto Wave sul piano culturale, in cui una serie di autori, a partire dal film di Sossai, appunto, “Le città di pianura” - non a caso si chiama così - alcuni autori, dicevo, sul piano letterario sul piano della letteratura veneta hanno iniziato e si sono in qualche modo ritrovati in questo nuovo modello di narrazione che si è imposto a livello nazionale.
Allora chi narrazione si è imposta a livello nazionale sulla pianura veneta; si è imposta una narrazione che io definirei ricca di stilemi tradizional moralistici come quelli contenuti in questa legge, da San Martino, alle tradizioni di un tempo, eccetera? O il racconto di un paesaggio desolato? Perché la Veneto Wave, così definita, che è esattamente la narrazione culturale della pianura veneta e del paesaggio della pianura veneta, dice questo: dice che non possiamo più immaginare la pianura del nord-est come il modello della locomotiva economica d’Italia, ma come uno spazio di transizione, segnato da capannoni industriali abbandonati, degrado estetico e smarrimento esistenziale.
Allora io mi aspetterei che quest’Aula, anche culturalmente, attraverso l’Assessore alla cultura, attraverso l’Assessore, il Consigliere delegato alle politiche giovanili, perché questi autori sono tutti i giovani, si ponesse il problema del perché a livello nazionale, in maniera del tutto autonoma e in maniera del tutto diversificata da fondi pubblici di finanziamento, perché anche questo dobbiamo dirlo, la narrazione culturale del Veneto che si è imposta è questa qui e non quella tradizionale moralistica che, invece, da anni raccontiamo in questa Regione.
Allora, o ci poniamo questo tema di riflessione vero a livello culturale e a livello anche di politiche giovanili, oppure questa distanza di cui parlava il consigliere Galeano non sarà soltanto legata al rapporto con gli amministratori e alle politiche amministrative della Regione, ma anche, e sempre di più, a una distanza legata a una divergenza culturale spesso generazionale che rischia di diventare incolmabile.
Se noi andiamo avanti in questa narrazione moralistica e le generazioni nuove che si impongono sulla scena letteraria nazionale raccontano tutt’altro, credo che un problema ci sia. Al di là di tutto, perché è stato detto molto, francamente mi fa specie far finta che tutto quello che sia successo anche a livello culturale in quest’Aula non sia stato visto, mentre si veda un paesaggio, una narrazione che è completamente fuori dal tempo e che è utile soltanto ai motivi che i miei colleghi hanno già ben evidenziato. Per questo il problema qui non è tanto porsi nella questione di amare le tradizioni, raccontarle eccetera, qui il problema è capire che futuro diamo anche allo sviluppo e all’immagine che vogliamo dare del nostro territorio, se ascoltiamo quello che ci stanno dicendo, non se facciamo finta di non capirlo e ci trinceriamo dietro a vecchi stilemi, perché con questa legge stiamo facendo questo. Per cui, io credo che al di là del punto di vista amministrativo su cui questa legge è francamente risibile, è un errore clamoroso sul piano culturale.
Ribadisco, non è mai successo che un film Veneto si imponga in modo così forte a livello nazionale. Noi costruiamo una relazione artefatta e opposta, perché qui dentro, evidentemente, la maggioranza non ha bisogno di valorizzare davvero la Pianura veneta che, come detto, si valorizza da sola, ma ha bisogno di raccontare ai propri elettori che la sta valorizzando. Sono due cose diverse, completamente diverse, perché ci si rivolge all’interno e non all’esterno.
Con questa legge noi facciamo un danno al Veneto, lo dico molto chiaramente, non facciamo un’azione di valorizzazione. Facciamo finta di non respirare e di non cogliere il vero fenomeno culturale che è in atto, su cui preferiamo chiudere gli occhi, guardare indietro e non guardare avanti.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Vi informo che sono arrivati alla Presidenza 12 emendamenti. Se siete d’accordo, diamo un quarto d’ora di tempo per eventuali subemendamenti, e nel frattempo proseguiamo con il consigliere Cunegato.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie.
Quando ho letto questa legge sulla tutela del paesaggio della Pianura veneta, scritta dalla Destra che qui governa da 30 anni, mi è venuto in mente un poeta tedesco, Heirich Heine, il quale diceva “predicano acqua e bevono vino”.
Siete fantastici, perché state parlando di tutelare un paesaggio e un bene pubblico che avete distrutto, cioè è stato detto bene, siamo arrivati a cementificare il 12% del territorio, quando in Italia la cementificazione è il 7 e in Europa il 4, e poi fate la leggina in cui dite che tutelate quello che avete ridotto a una colata di cemento!
Guardate che gli urbanisti, quelli fighi, quelli americani, lo chiamano sprawl, città diffusa, la chiamano losangelizzazione, ed è la sensazione che si prova quando si scende con un aereo verso Venezia, si vede una città unica, cioè è mancata completamente ogni sapienza urbanistica, perché quello che contava era solo fare schei, cementificare di qua, di là, di su, di giù, e poi fate la leggina per tutelare il paesaggio.
Prima ho sentito il delirio di Valdegamberi, per cui il problema della pianura veneta sarebbe il Green Deal. Ragazzi, il problema è che il Green Deal non volete farlo, voi siete contro il Green Deal!
Nel 2016, a proposito di tutela della pianura veneta, io ero alla Fiera del mais Marano, prodotto tipico della pianura veneta, con cui si fa il Maranello, una delle farine gialle più importanti, prodotto tipico che voi volete tutelare. Dieci anni fa Luca Mercalli disse “se continuiamo a fare così poco per il cambiamento climatico, il rischio è che la temperatura aumenti non di due gradi, ma di quattro, e arriveremo ad essere come il Nordafrica”. Sapete cosa disse di fronte a chi si occupa di pianura veneta? “Guardate che il mais Marano non lo coltiverete più qua”. Altro che il Green Deal che distrugge la pianura, è la Destra contro il Green Deal che distrugge la pianura!
Quel monito inascoltato ci ha colpito. Non so se ve ne siete accorti, ma, dopo un aumento della temperatura media di tre gradi tra giugno e luglio, abbiamo buttato via il 50% del mais, il 40% della soia, il 20% dei raccolti di frutta e verdura.
E voi fate la leggina sulla tutela del paesaggio.
Vi ricordo che questa pianura che voi volete tutelare è considerata il posto più inquinato d’Europa, è il posto dove ci sono più emissioni d’Europa e per questo motivo l’Italia è il Paese dove muoiono più persone, per motivi di inquinamento. E voi fate la leggina sulla tutela del paesaggio.
C’è quindi una contraddizione pazzesca con la tutela di un bene comune, che avete contribuito, con politiche scellerate, in questi 30 anni, a distruggere. Ma c’è anche, lo hanno detto bene i colleghi prima, una mancanza di percezione delle priorità: mettere più di 300.000 euro sul turismo, e non si sa dove vanno, poi, questi soldi, quando leggiamo ogni giorno, anche ieri, che le case di riposo sono al collasso, con liste d’attesa oramai infinite, con dei bisogni sociali e sanitari che non trovano più risposte, io credo davvero che questo significhi che qui c’è una classe dirigente incapace veramente di capire quali sono i bisogni dei veneti.
Per cui, io voterò contro questa legge che dice di tutelare un bene che negli anni è stato completamente sfregiato, e che lo fa destinando delle risorse di cui avremmo assoluto bisogno, sempre più assoluto, in altre voci di spesa.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere Cunegato.
Vi informo che è arrivato un altro emendamento da parte della Giunta, che tra poco vi verrà consegnato.
Intanto, proseguiamo con la discussione.
Consigliera Martini.
Speaker : Morena MARTINI (Stefani Presidente)
Per fatto personale, perché sono stata citata, Presidente.
Io sono molto… No, non è vero che sono calma, però sono pragmatica in questo momento. Accetto anche le critiche, ma ricordo ai colleghi che il film citato è stato sostenuto dalla Regione del Veneto, che lo ha presentato. La Regione ha dato un grandissimo contributo alla realizzazione del film… È inutile che faccia spallette: se la Regione non lo avesse sostenuto, non sarebbe stato fatto. Se lo ha sostenuto, vuol dire che la Regione credeva nella trama del film, ci credeva, uno. Due: chi rilascia i permessi di costruire, perché mi va bene, allora la Regione è governata dalla destra - virgola - per fortuna - virgola - da tantissimi anni - punto esclamativo. Ma i Comuni non sono governati tutti dalla destra, i Comuni che danno i permessi di costruire hanno Sindaci e Amministrazioni di destra e di sinistra.
Allora andiamo a vedere Comune per Comune, Sindaco per Sindaco, permesso di costruire per permesso di costruire che sigla politica hanno, perché una cosa non mi piace: l’ipocrisia. Io mi prendo le responsabilità sempre, di qualsiasi cosa che dico e che faccio, di qualsiasi permesso che ho dato da quando ero Sindaco, ma la stessa cosa se accusate dovete farla voi, perché sono stanca di queste manine che si alzano per dire: siete brutti e cattivi.
La legge regionale viene fatta, ma i permessi di costruire vengono dati dai Sindaci, anche dai tuoi, anche dai tuoi e se ti metti le mani negli occhi, racconti una bugia di fronte a tutta la Regione. Bene.
Poi penso che questo possa dare l’idea di quello che siamo e di quello che pensiamo e abbiamo scritto una legge, l’ha scritta il collega Rigo, perché vogliamo valorizzare quello che c’è, quello che c’è e, invece, continuiamo a sentirci dire e sentirci accusare di quello che c’è stato prima o si cambia modo di vedere e modo di fare politica, proprio a cominciare da te, che sei così giovane, visto che difendi i giovani, guardando al futuro e dire: Abbiamo ereditato questo. Chi è stato? No è stata la destra, brutti e cattivi, va beh, però da adesso si cambia; oppure le cose non cambiano, ma non per volontà della destra. È ora di smetterla con questa ideologia, perché state facendo veramente una brutta figura, indipendentemente da chi è presente in Aula.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Consigliera Bedin.
Speaker : Giorgia BEDIN (Lega – Liga Veneta)
Grazie, Presidente. Ringrazio il collega Rigo per aver proposto questo progetto di legge che, secondo me, è molto importante e che ho sottoscritto anche io personalmente.
Ho ascoltato gli interventi della minoranza e devo dire che se l’intento nostro, con questo progetto, è di valorizzare un territorio, una parte del territorio del Veneto che è fatto anche di pianura, direi che noi stiamo cercando di fare del bene e, invece, qualcun altro oggi sta cercando di far passare questo territorio per il peggiore della fase della terra; cosa che non è. Perché sapete, vero c’è il sociale, ci sono le case di riposo, insomma, io me ne sono occupata diverse volte in questi mesi, me ne sono occupata da Sindaco e so benissimo che questa è una priorità, ma è vero anche che anche questo progetto di legge può essere utile dal punto di vista sociale ed economico per la crescita e il cambiamento, anche se vogliamo, di un territorio che oggi sicuramente ha un problema di inquinamento, come voi dite, ma se a questo territorio non diamo mai una possibilità di cambiare una parte della sua economia e vedere nel turismo il suo futuro, non potremo mai pensare neanche di modificare quello che voi oggi avete dipinto in una maniera abbastanza pesante, anche come un territorio abbandonato, distrutto, dove c’è solo inquinamento, quando, invece, è un territorio che ha tanto da valorizzare, ha tanto da dare e attraverso questa legge sono sicura che riusciremo a dare una mano importante per iniziare un cammino diverso proprio sul territorio.
Quando parliamo di Pianura veneta rischiamo di pensare semplicemente a una porzione geografica della nostra Regione, che è bellissima, che va dal mare alle montagne passando per il lago, ma c’è anche la pianura e la pianura è un territorio che è parte integrante dell’identità della nostra Regione. La pianura è fatta di agricoltura, di imprese, di artigianato, di paesi e di comunità, è fatta dai campi, dai fiumi, dalle risorgive, dai nostri paesaggi rurali, dalle ville, dalle chiese, dai campanili, ma soprattutto è fatta dalle persone che per generazioni hanno lavorato questa terra e l’hanno resa quello che è oggi.
Io credo che uno dei meriti di questo PDL sia proprio quello di ricordarci che ciò che vediamo ogni giorno e che consideriamo normale spesso è un patrimonio straordinario. Penso anche al territorio da cui provengo, perché Monselice è sì parte del Parco regionale del Colli Euganei, e abbiamo valorizzato molto bene e stiamo valorizzando anche quelli, ma è anche al centro della Bassa Padovana che, come sapete, è un territorio di pianura. Sono territori che magari non hanno la notorietà delle grandi città d’arte o delle montagne, ma che custodiscono un patrimonio storico, ambientale e culturale ed economico di enorme valore. Per questo ritengo significativa anche la scelta dell’11 novembre, San Martino, come Giornata regionale per la Pianura veneta. San Martino è una ricorrenza profondamente legata alla civiltà contadina, al lavoro nei campi e alla vita delle nostre comunità rurali. È quindi una data che parla direttamente alla storia e alla cultura della nostra pianura, ma questa giornata non deve essere soltanto una celebrazione, deve diventare soprattutto un’occasione per conoscere, valorizzare e proteggere il territorio.
Per questo considero importanti le azioni previste dal progetto, il coinvolgimento delle scuole, la valorizzazione delle tradizioni e dei saperi locali, il sostegno alle iniziative dei Comuni, la conoscenza del patrimonio naturalistico, la promozione dei percorsi cicloturistici dei sentieri e, più in generale, la diffusione di una maggiore consapevolezza del valore della pianura, perché se vogliamo proteggere un territorio, prima di tutto dobbiamo conoscerlo e dobbiamo anche avere la capacità di riconoscere le criticità che lo riguardano.
La Pianura veneta è un territorio produttivo e dinamico, ma è anche sottoposto a pressioni importanti: il consumo di suolo, la gestione dell’acqua, la tutela della biodiversità, la trasformazione del paesaggio e la necessità di conciliare sviluppo economico e sostenibilità. Tutela, però, non significa bloccare lo sviluppo, significa governarlo con responsabilità trovando un equilibrio, magari anche nuovo, tra ambiente, agricoltura, imprese, infrastrutture e qualità della vita. Proprio la pianura può essere un laboratorio importante per questo equilibrio.
Abbiamo un’agricoltura di qualità, abbiamo imprese e artigiani, abbiamo prodotti enogastronomici riconosciuti e abbiamo un patrimonio naturalistico e culturale che può essere ancora molto più valorizzato. Dobbiamo quindi smettere di considerare la pianura come una periferia rispetto alle grandi città e alle aree turistiche più conosciute.
La pianura veneta non è la periferia del Veneto, la pianura veneta è il cuore produttivo, sociale e culturale di una parte fondamentale della nostra Regione, e credo che questo sia anche il significato politico più importante di questa legge. Dare attenzione a questo territorio significa dare attenzione alle comunità che lo abitano, alle persone che ogni giorno lavorano, producono e si prendono cura del territorio.
C’è un ultimo aspetto che vorrei sottolineare: le giovani generazioni. Se vogliamo che la pianura veneta abbia un futuro, dobbiamo fare in modo che i nostri ragazzi conoscano il luogo in cui vivono. Devono conoscere i nostri fiumi e le nostre campagne, la storia dei loro paesi, le tradizioni dei nonni, i mestieri, l’agricoltura, i prodotti e le eccellenze del territorio, perché la tutela nasce dalla conoscenza e dalla conoscenza nasce l’affezione.
Da consigliere, quindi, come rappresentante della bassa padovana sono orgogliosa di aver sottoscritto questo progetto di legge, che sono sicura potrà dare uno sviluppo diverso, un futuro nuovo anche alla pianura veneta.
Grazie, consiglieri, per l’attenzione, grazie al consigliere Rigo per averlo proposto, naturalmente voterò a favore.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Consigliere Montanariello.
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Diciamo che sono un po’ meno indignato delle altre volte, dove abbiamo scoperto che i grandi problemi del Veneto in genere si risolvevano istituendo una giornata.
Rigo è riuscito a superare anche in altre leggi se stesso, inventando addirittura gli adesivi, perché ha fatto una legge (non so quanto sia costato ai cittadini) che metteva un adesivo sulla porta del vero ristorante Veneto, forse capiva solo lui perché, però a spese dei cittadini.
Di queste leggi a proporzione mirata ne abbiamo fatte diverse, però la cosa interessante è che scopriamo per l’ennesima volta che i problemi del Veneto si risolvono istituendo la giornata: siete geniali! Spieghiamo anche più in alto di noi di istituire la Giornata sulla pace nel mondo così abbiamo la pace nel mondo, mi sa un po’ di quei provvedimenti legge come quando vedi i film in cui chiedono a qualcuno cosa vuole e risponde “la pace nel mondo”, “cosa vuoi?” e risponde “la giornata in cui è tutto bello in Veneto”, e ci siete vicini. Penso che siete riusciti a fare di peggio con questa legge.
Il Veneto è pieno di comunità. Bene. In Veneto, questa volta bisogna dare atto, anche a suffragio di quello che diciamo, collega, abbiamo il film. Bene, guai a non farne, per carità, nessuno ha parlato contro. Però c’è anche da dire una cosa, con molta sobrietà: non si può pensare di venire a dire in un’Aula di Consiglio regionale dove il primo dei suoi doveri è quello di fare programmazione “va beh, non è che potete dire ogni volta che noi siamo quelli cattivi, alzate la mano e ci incolpate, abbiamo trovato queste macerie, e va bene, guardiamo avanti…”. Ma scusate: intanto bisogna distinguere prima di dire che siamo orgogliosi, siamo onorati, ci piace tanto, Consigliera, quando scriviamo le leggi, ci sentiamo onorati di essere utili, se solo chi vede i post sul web, vedesse un po’ di Consigli regionali, forse cambierebbe tanto anche nella percezione del lavoro delle persone. Però voi voi non potete dire “ci troviamo queste macerie, andiamo avanti”. Perché? Adesso lo dico, ma lo dico con molta ignoranza, e pregherei che qualcuno mi smentisse: siamo la seconda Regione d’Italia per consumo di suolo, dietro la Lombardia, che ha 10 milioni di abitanti e un PIL che magari potrebbe rendere le frasi che noi non condividiamo, quando dite “ma qui si produce, si prendono gli schei”, solo che la Lombardia ha più schei, gli altri consumano il suolo e siamo da 24 mesi in recessione.
Il Veneto è da 24 messi in recessione, lo dice il bilancio che ci avete dato, però consumiamo suolo, ma la Lombardia non è in recessione, se ne farà una ragione.
Ma scusate: ma tutti i Piani casa, chi li ha permessi nel territorio, che hanno portato a consumare suolo? Voi, quelli della destra che governate da 30 anni, PDL, Lega, Fratelli d’Italia che prima si chiamava Alleanza nazionale. Gli accordi pubblico-privati per far fare questi mega capannoni chi li ha permessi? Voi, sono leggi vostre.
La legge regionale 55, quella che dice che si può andare in deroga agli standard urbanistici per un’attività produttiva, chi l’ha fatta? È una legge del 2014, l’avete fatta sempre voi. Chi ha portato VTS, quell’obbrobrio di legge che è riuscita a mettere insieme anche persone che non si parlavano tra loro, consigliera Martini, consigliera Bedin, che diceva che si cimentava anche in mezzo alle mura del suo paese? Voi, nella scorsa legislatura: c’era l’assessore Corazzari, adesso il buon Zecchinato che dice “adesso la sistemo io, la legge”, io ho paura di come si sistemano le cose, se si lascia così forse è meglio. Altra domanda. Se io guardo su internet e faccio una ricerca e dico: Quali sono le cause del problema della Pianura Padana Veneta? Mi dice: Urbanizzazione e consumo di suolo. È trent’anni che governate, avete fatto tutto quanto voi quello che è consumo di suolo.
Dopo, Marcato, a me piace che lei, capisco che ha il veto di parlare al microfono, perché lo ha fatto una volta ed è nata la guerra mondiale ma abbia il rispetto e l’educazione di non interrompere chi mettere la faccia e lo dice a microfono. Grazie, Marcato.
Sviluppo industriale logistico in modo sconsiderato. Vorrei ricordare ai colleghi in quest’Aula che fino alla scorsa legislatura non esisteva il Piano della logistica Veneto, ed è stato fatto, è stato presentato da una Consigliera padovana in Conferenza Stampa, scoprendo dopo che l’allora assessore De Berti non l’aveva ancora depositato. Quindi, 2025 non avevamo il Piano della logistica.
Urbanizzazione dispersa e riduzione delle aree agricole e naturali. Chi sta permettendo con le proprie leggi, vedete ultima oasi Lycaena, dove un altro po’ facciamo un deposito logistico all’interno di un’area naturalistica della Provincia, le leggi che avete fatto voi, care colleghe e colleghi, sfruttamento e modifica della rete idrica; quante volte Del Bianco ha detto: Facciamo un Piano per capire quanta acqua abbiamo, come serve, come si gestisce. 2025: non abbiamo neanche un Piano che ci dice quanta acqua abbiamo e come la consumiamo. Governate da quando è nata la Regione; governate da quando è nata la Regione e non potete dire, Martini, “abbiamo trovato macerie”. Avete politicamente fatto macerie. Quel signore lì ha governato 15 anni, quello prima di lui altri 15 e, voglio dire, mi pare che sia del vostro partito, non è che mi pare esponenti che vengono fuori dalle enclave di botteghe oscure. Siete voi che avete creato queste condizioni all’interno del Veneto.
Aria: ma voi lo sapete che se fino a due anni fa facevate una ricerca sul Ministero, il Veneto era la terza Regione d’Italia per parco mezzi vetusto, avevamo ancora 600 euro 3 e 400 euro 2? Una roba del genere. Mi sbaglio di poco. E il trasporto pubblico locale a chi è in capo? Al Veneto. Dal ‘98. E quanti soldi abbiamo messo di bilancio proprio? Neanche uno. Perché? Perché volete l’autonomia. È chi ha l’autonomia li mette? No, anche chi non ha l’autonomia li mette.
Allora voi non potete dire che noi non dobbiamo lamentarci, perché noi possiamo condividere soluzioni insieme, ma non vogliamo condividere le responsabilità di chi ha governato il Veneto con una cementificazione selvaggia, di chi ha governato il Veneto facendo un consumo di suolo sconsiderato, di chi ha rovinato ambientalmente un tessuto. Dopo ci chiediamo perché arriva il granchio blu, perché arriva il gambero rosso. Fra un po’ troveremo i leoni dietro casa con questo cambio climatico.
Non è che le robe accadono, non è che il granchio blu in laboratorio muta il proprio DNA per poter vivere qua. Forse è l’ambiente che è mutato, tant’è che il surriscaldamento, Barbisan, è un dato oggettivo.
Caro Barbisan, la barzelletta che il granchio blu arriva con le navi è una favola. Le spiego perché. Se lei va alla mostra naturalistica Linneo nel campanile di Sant’Andrea, vede che già dagli anni Sessanta sono presenti esemplari di granchio blu nella nostra laguna, ma in modo ridotto perché il clima non permetteva il loro proliferare. Ci sono i fossili. È il clima ad essere cambiato, che gli ha permesso di proliferare. Voi non potete aver fatto leggi dove puoi urbanizzare tutto, non avete fatto un Piano della logistica fino all’anno scorso, non avete un Piano dell’acqua, eravamo la terza Regione d’Italia per bus vetusti. Il sito, in quel periodo c’era Salvini, c’è ancora, un sito autorevolissimo, il Ministero è quello di Salvini. Io mi fido ciecamente. Adesso ci venite a dire che non dobbiamo sempre dire che ci sono. Non è questione di brutti e cattivi, per l’amor di Dio, nessuno è brutto e cattivo tra noi, però ci sono delle responsabilità che non potete dire che non dobbiamo dire che sono vostre. Scusate, ma chi ha fatto queste cose? La legge regionale n. 14 chi l’ha fatta? Hanno nomi e cognomi, gente che ha votato e noi abbiamo votato contro. La legge sul Piano casa chi l’ha fatta? Il VTS chi l’ha presentato? L’assessore Corazzari e noi abbiamo votato contro. La legge n. 55 chi l’ha presentata?
Ragazzi, non potete dire che da una parte bisogna produrre, prendere i soldi, lavorare, consumare suolo, e, dall’altra, quando ci sono problemi dire, collega, che noi siamo quelli brutti e cattivi che alzano la mano e accusano. Noi diciamo la verità. Anzi, sospendiamo un’ora il Consiglio e tiriamo fuori tutte le leggi sul consumo del suolo e la mancata programmazione dell’aria e dell’acqua e ci sono i nomi di chi le ha votate e vediamo a che partiti appartenevano.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Buongiorno a tutti. Approfitto per scusarmi per l’assenza da ieri, ma ha avuto due funerali in successione, l’ultimo questa mattina. Ringrazio anche i Vicepresidenti Micalizzi e Rucco per la sostituzione.
Poi c’è un altro aspetto, non capisco perché Cunegato sia seduto qui, quindi riprendi il tuo posto, per favore. È vero che i sogni non si negano a nessuno, però prego.
Altra cosa: devo annunciarvi che c’è l’ultimo emendamento da parte della Giunta, quindi 10 minuti per gli eventuali subemendamenti. Grazie, consigliere Cunegato.
Passo la parola alla consigliera Martini. Prego.
Speaker : Morena MARTINI (Stefani Presidente)
Per fatto personale, Presidente.
A me va benissimo l’intervento del collega Montanariello, però, proprio per rimarcare quello che ho detto prima e perché ognuno si deve prendere le proprie responsabilità, fra tutti i Sindaci che hanno votato ampliamenti in zone agricole tuttora coltivabili cito solo l’hub logistico di Padova, di Granze di Camin, di 150.000 metri quadri, approvato dal Consiglio comunale di Padova in barba a tutte le associazioni di cittadini che si dimenticano. Questi non sono di Destra, questi sono di Sinistra.
Per quanto riguarda la citazione del collega Cunegato, a parte che l’hai pronunciato male (devo dirtelo da insegnante) perché si chiama Heinrich Heine, è tedesco, il verso che tu citi non dice quello che hai detto sul fatto che uno beve vino e predica acqua, non dice quello che di cui ci hai accusato, quindi non voglio darti lezioni, ma ti invito ad andare a leggerlo.
Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE
Consigliera, ricordo che i fatti personali devono essere molto personali. Scusate, per favore, approfitto di questo intervento, siccome da ambo le parti è sempre arrivata l’accusa che i fatti personali devono essere personali, attenetevi ad eventuali richiami che avete dalla controparte, ma evitiamo di utilizzare il fatto personale per fare una replica politica, perché poi mettete in difficoltà chi presiede questo Consiglio e diventa una regola che poi diventa un intervento comune. Tutto qua.
C’erano un po’ di consiglieri agitati, penso di aver dato risposta a tutti.
Dalla Pozza, però ci sarebbe prima Marcato. Prego, Dalla Pozza.
Speaker : Antonio Marco DALLA POZZA (Partito Democratico)
Visto che faccio anche parte della Giunta per il Regolamento, colgo il suo intervento per ribadire che non sono state attribuite alla Consigliera affermazioni diverse, false, o altro. È semplicemente citata. Se la dialettica politica all’interno del Consiglio comporta un ampliamento dei tempi di discussione, perché un consigliere viene citato, credo, Presidente, che rischiamo di andare fin troppo avanti con le discussioni.
Quindi, colgo la sua precisazione e chiedo cortesemente che il fatto personale venga verificato all’inizio dell’intervento del Consigliere, citando il motivo per il quale viene richiesta la parola.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Ci siamo capiti, vale per tutti, vale per tutti i 50 che siamo qua. Non stiamo parlando della consigliera Martini, ma in generale.
C’è una richiesta di intervento da parte del consigliere Marcato. Prego.
Speaker : Roberto MARCATO (Lega-Liga Veneta)
Grazie, Presidente.
Siccome ormai sono anni che sento questa narrazione, per cui c’è un Veneto non solo governato dal centrodestra, ma vissuto esclusivamente dal centrodestra, fatto esclusivamente dal centrodestra, che ha devastato solo il centrodestra questo territorio, cementificandolo, io credo, per dovere di cronaca e di verità, che sia giusto sottolineare un elemento.
Io chiedo ai Consiglieri che siedono nei banchi dell’opposizione se nessuno di loro abbia un parente, o un conoscente, artigiano, professionista, imprenditore, che abbia in qualche modo fatto una fabbrichetta attaccata a casa, che abbia chiesto il condono, che abbia fatto pressione nei confronti del Comune per chi facesse… Quanti di questi sono andati tutti quanti nelle aree industriali e artigianali preposte? Perché io credo, siccome li conosco, conosco loro e conosco tanti altri che hanno avuto il papà che ha fatto la fabbrichetta sotto casa, li conosco, e quella è la cementificazione famosa, che ha permesso a questa Regione di essere una delle Regioni traino d’Europa.
E lo dico: non è che questa forza che abbiamo oggi e che abbiamo avuto negli anni è nata perché qualcuno ci ha dato qualcosa. È giusto anche ricordare che nel dopoguerra eravamo tutti poveri ed eravamo tutti rasi al suolo. Per quale motivo oggi il Veneto è così, e la Campania, la Calabria, la Puglia, non sono come il Veneto?
Io ringrazio Dio che abbiamo avuto questa classe dirigente, che ha consentito negli anni di far esplodere la capacità produttiva di questa Regione. È giusto anche ricordare un dato: secondo l’ISPRA la città più cementificata del Veneto è Padova, che a parte due parentesi, è governata, penso dal Medioevo, dal centrosinistra. È la città più cementificata del Veneto.
Allora, mi volete dire, cari colleghi del PD, di AVS, eccetera, eccetera, eccetera, che li abbiamo costruiti noi. Siamo andati noi dai Sindaci di sinistra a dire: O tu cementifici, perché noi di centrodestra siamo così, se ti non ti metti la platea di cemento te demo du sberle. O tu cementifici o ti mandiamo a casa. I Sindaci di sinistra hanno detto: Madonna, Marcato cementifico. Cementifico. Non vorrei, ma cementifico.
Allora questa narrazione, per cortesia. Anche basta. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Prego. Consigliere Dalla Pozza, prego.
Speaker : Antonio Marco DALLA POZZA (Partito Democratico)
Ringrazio il consigliere Marcato per l’intervento che ha appena fatto e, d’altra parte, lo capisco, abbiamo letto oggi della sua prossima investitura a candidato Sindaco di Padova, quindi è giusto che la teatralità faccia anche parte degli interventi da qui in avanti. Però, vede Consigliere, io ho fatto l’Assessore all’urbanistica in un Comune capoluogo, nessuno mi ha costretto a cementificare il suolo, però le posso dire - ed è il motivo per cui emerge la contraddittorietà oggi tra il progetto di legge che viene discusso e ciò che è la realtà di questi anni - le posso dire che il più delle volte (e lo può testimoniare chi ha fatto l’amministratore) gli amministratori sono stati sostanzialmente spossessati del loro ruolo di pianificatori per un motivo che le continue deroghe all’interno delle leggi regionali che avrebbero dovuto pianificare lo sviluppo urbanistico della Regione, hanno consentito - mi risponde a microfono e non commentando finché io intervengo - le continue deroghe alla normativa, ad esempio quelle sulla realizzazione delle strutture di superficie inferiore ai 1.500 metri quadrati, che vanno attraverso procedimenti autorizzativi che non consentono in alcun modo alle Amministrazioni comunali di intervenire per frenare l’edificazione, hanno creato un vulnus all’interno di quella che è l’ordinata pianificazione del territorio. È vero che l’edificato, in particolare quello di natura produttiva, in Veneto ha consentito alla Regione di crescere, ma dall’altra parte ha portato con sé anche una serie di problemi che sono, ad esempio, quello della realizzazione di una viabilità concorrente tra zone industriali e artigianali, ad esempio confinanti le une con le altre in Comuni diversi, che hanno consumato suolo senza dare ordine. Le infrastrutture realizzate, che hanno portato all’espungere dal calcolo del consumo di suolo le infrastrutture stesse sono state anche queste una mancata pianificazione.
Quando si dice “vogliamo tutelare la Pianura veneta” e sentiamo ancora parlare di quarta corsia della A4, mi dispiace, ma non si sta tutelando la Pianura veneta, si sta tutelando un interesse di natura economica, neanche di natura trasportistica, perché nel momento in cui si realizza l’Alta capacità ferroviaria sulla linea Milano-Venezia, bisognerebbe pensare che, ad esempio, il trasporto merci dovrebbe passare dalla gomma al ferro evitando di pensare di realizzare un’ulteriore estensione della rete autostradale per scaricare, su un’infrastruttura che tra l’altro è costosa, parte del traffico merci. Questo è quello che io le posso dire su quello che è avvenuto negli anni e io ho fatto l’amministratore dal 1998 al 2018 e dal 2008 al 2018 con responsabilità di governo all’interno di un Comune capoluogo.
Poi, alla fine, io non vorrei continuare una polemica, ma ci sono stati interventi normativi che hanno sottratto territorio alla pianura? Sì. Ne avete preso atto nel momento in cui alcune leggi regionali, come quella sul commercio, la legge n. 50, oppure la legge n. 11 è stata cambiata, si è andati verso una legge che si chiama “Consumo di suolo zero”, poi pazienza che ISPRA continui a dire che consumiamo suolo. Mi piacerebbe, e guardo il consigliere Rigo, che mettessimo un punto alla discussione e dicessimo “Bene, questo è un impegno che ci si prende, questo è il modo per procedere d’ora in poi con la pianificazione urbanistica corretta”. Benissimo. Mettiamoci d’accordo. Queste sono cose sulle quali tra maggioranza e opposizione bisognerebbe trovare un minimo comun denominatore. Quello che mi piacerebbe - glielo dico con franchezza, consigliere - è che oggi dai banchi della Giunta fosse intervenuto, ad esempio, l’assessore Zecchinato a rassicurarci che le gambe per procedere con la sua legge regionale le darà l’Urbanistica.
Mi sarebbe piaciuto che l’assessore Bitonci fosse intervenuto, dicendo che l’altra gamba per mantenere intatto il valore della pianura veneta venisse anche dal commercio. Sarebbe bene che ci fosse non solo una dichiarazione di intenti sul fatto che si istituisce una Giornata per la tutela della pianura veneta o si dice che vogliamo tutelare il paesaggio, perché poi bisogna farlo realmente, bisogna continuare a farlo e dare un seguito normativo, altrimenti diventa semplicemente una declaratoria.
Io, consigliere, sono stato anche in Commissione quando la legge è stata discussa e ho colto anche qualche perplessità o almeno mi è parso di cogliere qualche perplessità da parte degli uffici della Regione Veneto per una sorta di concorrenza tra la legge regionale e le normative regionali vigenti sulla tutela del territorio.
Vengo da una città nella quale c’è un bene UNESCO che non sono i monumenti palladiani, ma è il paesaggio delle ville venete, quindi sappiamo anche di cosa stiamo parlando. Mi sarebbe piaciuta un’armonizzazione tra queste normative, per non lasciare a una legge che, per carità, ha anche degli aspetti condivisibili, il compito di esser da sola, circondata però da altre norme che rischiano di vanificarne la portata.
Concludo dicendo che ordinare la pianificazione di un territorio consente al territorio di svilupparsi meglio. Se oggi stiamo parlando di cambiamento climatico, se oggi tutte le Amministrazioni comunali, comprese quelle di Destra, hanno una sensibilità ambientale in aumento, tanto che da tutte le parti si chiedono ad esempio fondi per le cosiddette “depavimentazioni”, per restituire al territorio parti del territorio e che sono state edificate, vuol dire che serve intervenire su questa materia in modo sicuramente più forte. Lo abbiamo imparato anche da quest’estate che cosa vuol dire aver consumato il territorio, che cosa vuol dire aver cambiato anche il paesaggio. Prima la consigliera Bedin parlava del turismo come valore per aumentare l’attrattività del nostro territorio.
La nostra pianura sicuramente ha delle caratteristiche che non si riscontrano da altre parti. Guardo i colleghi che arrivano dal territorio rodigino, dove di pianura ce n’è tanta, che potrebbe essere effettivamente utilizzata anche a livello di attrattività turistica, per un territorio che talvolta soffre una mancanza di risorse. Però bisogna che ci crediamo, a partire da questa legge, consigliere Rigo, e che l’apparato normativo che verrà d’ora in poi, e prima citavo non a caso gli Assessori della Giunta, perché diano seguito alla declaratoria contenuta nella sua legge. Solo a quel punto potrà avere un voto favorevole.
In mancanza di atti che ci rassicurino sul fatto che poi di questa legge non si faccia strame, francamente credo che il voto non possa essere favorevole fino a quel momento.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliere Rigo, prego.
Speaker : Filippo RIGO (Lega-Liga Veneta)
Grazie, Presidente. Brevemente, per rispondere ad alcune delle considerazioni.
Intanto, mi fa piacere che questo progetto di legge abbia stimolato un po’ il dibattito in quest’Aula e che abbia risvegliato qualche Consigliere.
Io rimango un po’ basito da una certa visione che ho sentito, della pianura veneta. Solitamente, quando faccio un intervento in Aula, un progetto di legge, che sia un progetto di legge, mozione, o altro, di solito ricavo i frame e mando i miei frame ai cittadini che conosco, associazioni, eccetera.
Oggi manderò quelli di qualche collega dell’opposizione. Io ho sentito descrivere la Pianura, da qualcuno: ne esce la descrizione di un territorio brutto, degradato, cementificato, che non ha nessuna speranza, dove i cittadini sono anche dei disagiati, perché qualche regista romanzando descrive alcuni disagi.
Io non mi riconosco in questa descrizione della pianura. Io ho voluto questo progetto di legge… Io vengo da un territorio al confine tra la pianura e le colline moreniche. Io ho lavorato a questo progetto di legge perché negli ultimi cinque anni la mia attività di Consigliere regionale mi ha fatto conoscere il territorio della pianura, in particolare, veronese, territorio che prima non conoscevo, territorio dove ho trovato storia, ho trovato identità, ho trovato bellezze e città bellissime, paesi bellissimi, borghi bellissimi, dove ho trovato delle peculiarità importanti dal punto di vista economico, eccellenze agricole, eccellenze industriali. Io ho trovato questo e questo progetto di legge è volto a valorizzare in chiave turistica un territorio che ne ha le potenzialità, perché la nostra è la prima Regione turistica d’Italia, il Veneto.
Gli operatori cosa ci chiedono? Principalmente un paio di cose. Ci chiedono di trovare nuove destinazioni ai turisti che arrivano in Veneto, perché sappiamo che i turisti in Veneto arrivano dove ci sono le destinazioni più conosciute: Venezia, Verona, le città d’arte, le Dolomiti, il Lago di Garda, il mare. Ci chiedono di poter trovare nuove destinazioni, nuovi percorsi e ci chiedono strumenti per allungare la stagione turistica. Questo progetto di legge va in questa direzione, valorizzando una parte importante del nostro territorio che ha delle criticità, sì, che ha delle difficoltà, sì, ma che ha anche delle straordinarie peculiarità, che è il territorio della Pianura veneta. È questo lo spirito con il quale abbiamo fatto questa legge.
Dopodiché, ho sentito delle accuse pesantissime su come la Pianura veneta sia stata completamente distrutta dalle Amministrazioni regionali di centrodestra. Come ha già ricordato qualche collega, ad amministrare tante città o paesi di pianura c’erano Amministrazioni anche di sinistra. Per cui, se qualcuno ha deturpato o non ha deturpato, di sicuro non ha un colore politico o una collocazione politica. Non venite a farci la morale con queste cose, perché queste cose, queste morali, guardate, sono un po’ ridondanti e io le ho sentite dire per cinque anni. Vero, Montanariello? È un disco rotto. Questa roba l’avrò sentita da te centinaia e centinaia di volte.
Questo è lo spirito con cui noi affrontiamo questo progetto di legge. Ho visto che ci sono degli emendamenti. Io li valuterò condividendoli anche con l’assessore Pavanetto, che ringrazio, perché ha sempre seguito l’iter in Commissione Sesta ed è venuto anche oggi qui in Consiglio perché crediamo che sia una legge che porti delle risorse importanti ai nostri territori.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere. La consideriamo una replica finale.
Chiusa la discussione generale, sospendiamo per la Commissione, ci rivediamo alle 14.00 e si lavorerà fino alle 18.00. Grazie.
Alle 14.00 puntuali. Ripartiamo. Convochiamo i Consiglieri con l’avviso, dopo partiamo.
Dove siamo arrivati? Inserite le schede, grazie. Ripartiamo dall’articolato.
Articolo 1.
Ci sono una serie di emendamenti, in questo caso quattro emendamenti.
Emendamento n. 2, Sambo, con parere favorevole con modifica.
Collega Sambo, vuole presentarlo? C’è la proposta di modifica da parte della Giunta.
Prego, Assessore.
Speaker : Ass.re Lucas PAVANETTO
Grazie, Presidente.
Questo è accoglibile con modifica, togliendo la parte “entro 90 giorni”.
Speaker : PRESIDENTE
Consigliera Sambo, prego.
Speaker : Monica SAMBO (Partito Democratico)
Accogliamo la modifica. Questo emendamento serve proprio per definire l’ambito territoriale della Pianura veneta, perché nella legge, in realtà, non era indicato in modo specifico. Almeno capire l’ambito di applicazione effettivo.
Speaker : PRESIDENTE
A questo punto, procediamo con la votazione.
È aperta la votazione. Si vota l’emendamento così come modificato, il n. 2, Sambo.
È chiusa la votazione.
33 favorevoli, 0 contrari, 0 astenuti.
L’emendamento è approvato.
Emendamento n. 3, sempre Sambo.
Vuole presentarlo? Prego.
Speaker : Monica SAMBO (Partito Democratico)
Questo emendamento per noi è di particolare importanza, perché sia nella relazione al progetto di legge sia in alcuni punti dell’articolato si prevede un richiamo generico alla questione ambientale. Però, dopo, dal punto di vista economico e nelle effettive azioni, di fatto di quello non c’è nulla.
In realtà, nel punto emendamenti è stato chiarito che questa legge non riguarda in alcun modo la parte ambientale, ma è più turistica. Va un po’ in contrasto rispetto ad alcune dichiarazioni nella relazione, anche nelle prime presentazioni, in sede di Commissione, però è emblematico.
Per questo volevamo invece noi rafforzare la parte relativa all’ambiente, che per noi è la prima cosa per valorizzare e tutelare la pianura veneta, con azioni volte al contrasto del consumo di suolo e della frammentazione ecologica, alla tutela, risparmio e ripristino della biodiversità e della rete ecologica, alla tutela della risorsa idrica, all’adattamento ai cambiamenti climatici, alla riduzione del rischio idraulico, con particolare riferimento, ovviamente, alla specificità dei territori della pianura veneta. Secondo noi questo è uno degli emendamenti in realtà più qualificanti, anche rispetto alla nostra proposta emendativa, proprio perché se si deve partire dalla valorizzazione e dalla tutela della nostra pianura veneta, deve partire proprio dalla questione ambientale.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Parere della Giunta. Scusate, non avevo visto. Scusi, Montanariello. Prego, a lei la parola.
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Utilizzo questo importante emendamento della collega, visto che entra appieno nel dibattito che abbiamo avuto finora, per rispondere ad alcune considerazioni che ci sono state prima, dell’autorevole collega Marcato, quando diceva che proprio una delle città più urbanisticamente consumate, con densità urbanistica è Padova.
Chi ha fatto l’amministratore locale sa benissimo che l’edilizia privata è uno Stato di diritto: tu fai domanda, se ti tocca, hai il permesso, se non ti tocca, non è permesso. Non è che uno può dire: mi stai antipatico, non ti do il permesso, perché dopo uno ti fa ricorso o altro.
È vero che Padova è una città dove il consumo di suolo la fa da padrona, però tutti quei privati che hanno costruito e hanno consumato il suolo si sono avvalsi delle leggi regionali, e non vorrei ricordare male, ma qualcuna anche fatta da lei.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Non ci sono altri interventi. Parere della Giunta.
Apriamo la votazione.
È chiusa la votazione.
Con 24 contrari, 13 favorevoli, 2 astenuti, l’emendamento viene respinto.
Emendamento n. 4, sempre Sambo. C’è una proposta di modifica.
Possiamo ascoltare la proposta di modifica?
Prego.
Speaker : Ass.re Lucas PAVANETTO
Sì, con modifica, togliendo l’ultimo capoverso, ovvero “l’attuazione della presente legge assicura l’integrazione degli interventi...” eccetera, eccetera.
Se è accettato questo, va bene.
Speaker : PRESIDENTE
Consigliera Sambo, prego.
Speaker : Monica SAMBO (Partito Democratico)
Accogliamo la modifica. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Bene.
Sentita la modifica, con parere favorevole, procediamo alla votazione.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
39 favorevoli, 0 contrari, 0 astenuti.
È approvato l’emendamento così come modificato.
Emendamento n. 5, sempre Sambo. Parere favorevole.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
39 favorevoli, 0 contrari, 0 astenuti.
L’emendamento è approvato.
Passiamo alla votazione dell’articolo 1.
È aperta la votazione sull’articolo 1.
È chiusa la votazione.
È approvato l’articolo 1 con 27 voti favorevoli, 13 contrari, 0 astenuti.
Passiamo ora all’articolo 2.
Ci sono degli emendamenti.
Emendamento n. 6, Sambo. Vuole presentarlo? C’è un parere contrario, leggo, e quindi procediamo alla votazione dell’emendamento 6.
Votiamo.
Sta arrivando il tecnico. È chiusa la votazione.
28 contrari, 13 favorevoli, 0 astenuti.
L’emendamento è respinto.
Passiamo all’emendamento successivo, il n. 7.
Sambo, vuole presentarlo? Prego.
Speaker : Monica SAMBO (Partito Democratico)
Grazie.
Questo emendamento vuole rafforzare la qualità e l’efficacia dei progetti finanziati, privilegiando la collaborazione tra enti locali, il cofinanziamento, quindi risultati verificabili. Così come siamo contraria una frammentazione normativa da questo punto di vista, anche la frammentazione tante volte dei finanziamenti rischia di non avere gli effetti necessari che si pongono in qualche maniera a principio della legge. Sarebbe poco efficace. Quindi, privilegiare quei tipi di azioni e di collaborazioni che renderebbero questi progetti più verificabili, ma soprattutto più efficaci nei fatti.
Speaker : PRESIDENTE
C’è un parere contrario.
Procediamo con la votazione.
È chiusa la votazione.
L’emendamento è respinto con 26 voti contrari, 13 favorevoli, 2 astenuti.
Procediamo con l’emendamento n. 8.
Collega Sambo, a lei la parola.
Speaker : Monica SAMBO (Partito Democratico)
Questo fa seguito all’altro emendamento già bocciato da parte della maggioranza per quanto riguarda le finalità ambientali, ma solo dichiarate e non reali, di questa proposta di legge. Noi chiedevamo di attribuire priorità a quei progetti che prevedevano interventi diretti alla piantumazione, rinaturalizzazione, riqualificazione paesaggistica e ricostruzione della continuità ecologica, quindi di miglioramento degli ecosistemi presenti all’interno del paesaggio della Pianura veneta, proprio per dare quell’importanza, che abbiamo detto, necessaria prima di tutto al valore dell’ambiente, della Pianura, non semplicemente fare un’opera di fruizione del territorio, ma di vera valorizzazione e tutela.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
C’è anche qui un parere contrario, quindi procediamo con la votazione sull’emendamento n. 8.
Grazie. Chiudiamo la votazione.
L’emendamento è respinto con 28 voti contrari, 13 favorevoli, 0 astenuti.
Procediamo con l’emendamento n. 9, Sambo. Lo dà per letto.
C’è un parere favorevole, votiamo.
È chiusa la votazione.
Con 37 favorevoli, 0 contrari, 0 astenuti, è approvato l’emendamento.
Alessia Bevilacqua metta a verbale il suo voto. La parola alla consigliera Bevilacqua.
Speaker : Alessia BEVILACQUA (Lega-Liga Veneta)
Esprimo parere favorevole, perché non sono riuscita a votare.
Speaker : PRESIDENTE
Va bene, registriamo il trentottesimo voto favorevole di Bevilacqua Alessia su questo emendamento.
Emendamento n. 10, sempre Sambo.
Speaker : Monica SAMBO (Partito Democratico)
Con questo emendamento, noi chiedevamo di utilizzare prioritariamente nell’attività di informazione e comunicazione, quei canali istituzionali e i siti web già esistenti, in modo tale da sfruttare le reti già esistenti, ma soprattutto anche per un risparmio economico e l’utilizzo di queste risorse, magari per altri tipi di interventi senza la necessità di duplicare luoghi e canali di informazione.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Qui c’è un parere contrario, quindi andiamo al voto.
Votiamo.
È chiusa la votazione.
Con 27 contrari, 14 favorevoli e 0 astenuti, l’emendamento n. 10 è respinto.
Emendamento n. 11, sempre Sambo.
Speaker : Monica SAMBO (Partito Democratico)
Anche in questo caso l’emendamento ha la stessa finalità di un risparmio economico e di evitare di duplicare strumenti, però, invece che essere riferita alla parte di promozione è più riferita alla parte informativa relativa alle piattaforme, ai portali, comunque a strumenti digitali già esistenti da parte della Regione o comunque di altri enti e non di utilizzare risorse per crearne degli altri per evitare l’utilizzo di strumenti digitali separati e poco coordinati.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Qui c’è un parere contrario sull’emendamento 11. Quindi, procediamo al voto.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
28 voti contrari, 15 favorevoli, 0 astenuti.
È respinto l’emendamento.
Scusate, perché fate confusione? Non serve.
Emendamento n. 12, Sambo. C’è una modifica.
Lascio la parola all’Assessore, grazie.
Speaker : Ass.re Lucas PAVANETTO
Su questo, se viene accettata la modifica al termine “cammini veneti” nonché con le altre normative vigenti di settore, perché naturalmente non parliamo solo di quelle che sono state esplicate da voi.
Speaker : PRESIDENTE
Collega Sambo, prego.
Speaker : Monica SAMBO (Partito Democratico)
Accolgo la modifica.
Speaker : PRESIDENTE
Benissimo. C’è un parere favorevole, procediamo.
È chiusa la votazione.
43 favorevoli, 0 contrari, 0 astenuti.
L’emendamento è approvato.
Votiamo adesso l’articolo 2, così come emendato.
È aperta la votazione sull’articolo 2.
È chiusa la votazione.
30 favorevoli, 14 contrari, 0 astenuti.
L’articolo è approvato. C’è un articolo aggiuntivo, che è il 13, Sambo. Prego.
Speaker : Monica SAMBO (Partito Democratico)
Questa è una norma valutativa, quindi la necessità di istituire un monitoraggio sull’attuazione della legge, quindi di trasmettere alla Commissione consiliare competente una relazione sull’attuazione della legge anche per la verifica dell’utilizzo delle risorse stanziate.
Speaker : PRESIDENTE
Procediamo e apriamo la votazione.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
L’articolo aggiuntivo è approvato con 44 voti favorevoli, zero contrari, zero astenuti.
Procediamo con l’emendamento 1, Rocco, che è precluso.
Emendamento 14 della Giunta.
Se vuole spiegarlo, Assessore.
Speaker : Ass.re Lucas PAVANETTO
Il PdL n. 5 di iniziativa del consigliere Rigo contiene Disposizioni per la promozione e la valorizzazione della Pianura veneta quale espressione della biodiversità di rilevanza regionale, prevedendo azioni per la tutela e valorizzazione delle tradizioni culturali e dei saperi locali.
Tra le iniziative di promozione è prevista l’organizzazione della Giornata regionale per la Pianura veneta, fissata per l’11 novembre (articolo 2, comma 2), nonché altre iniziative strategiche di promozione, previste all’articolo 2, comma 5, tra le quali iniziative con l’Ufficio scolastico regionale per il Veneto, un’azione di informazione e comunicazione attraverso i media tradizionali e i social media, la produzione di mappe tematiche, guide e materiali informativi, la valorizzazione e promozione della rete dei sentieri naturalistici.
L’emendamento proposto mira a modificare l’articolo 3, cioè la norma finanziaria, con le seguenti finalità. 1) In primo luogo, la proposta emendativa è finalizzata ad eliminare il riferimento alle seguenti spese di investimento, riferite sia alla Giornata, di cui all’articolo 2 comma 2, sia alla produzione e aggiornamento di mappe tematiche, guide, materiale informativo e strumenti digitali, sia alla valorizzazione e alla promozione della rete dei sentieri naturalistici di cui all’articolo 2, comma 5, lettera d).
Ciò in quanto si ritiene che le spese che attengono alle attività di organizzazione della Giornata e alle altre iniziative promozionali sopra elencate abbiano natura di spese correnti e non di investimento, non essendo rappresentato all’interno dell’articolo 2, commi 2 e 5, alcun tipo di riferimento a interventi di carattere infrastrutturale da sostenersi con spese di investimento.
2) Inoltre, la proposta emendativa è finalizzata ad eliminare, laddove previsto, il riferimento all’esercizio 2026. Di conseguenza, le spese previste per l’esercizio 2026 vengono spostate per gli esercizi 2027 e 2028. Tale proposta è motivata per ragioni di carattere amministrativo e finanziario, in considerazione della complessità dell’iter di attuazione della legge, con particolare riguardo alle tempistiche legate all’adozione dei necessari atti amministrativi.
Di conseguenza, si propone di retribuire: 1) il finanziamento previsto alle spese di investimento della giornata di cui all’articolo 2, comma 2, pari a complessivi 160.000 euro, ad incremento del finanziamento previsto per le attività di cui alle lettere b), c) e d), comma 5, articolo 2, e di ridistribuzione del finanziamento previsto per l’esercizio 2026 con riguardo alle spese di cui all’articolo 2, comma 5 lettere a), b), c) e d) per i complessivi 150.000 euro di incremento del finanziamento previsto per le attività per gli esercizi 2027-2028.
Speaker : PRESIDENTE
Non vedo interventi.
È aperta la votazione.
Approvato. Chiusa.
Siamo in dichiarazione di voto. L’Assessore e Vicepresidente, vuole prendere la parola subito. Prego.
Speaker : Ass.re Lucas PAVANETTO
Prima delle dichiarazioni di voto, volevo solo esprimere il ringraziamento al consigliere Rigo per la proposta di legge, naturalmente a tutti i Consiglieri che l’hanno sostenuto e alla Sesta Commissione che ci ha lavorato.
Anche la parte emendativa avete visto che è stata accolta in parte, perché una buona legge deve essere giusta e cercare di essere il più ampia possibile. Magari, qualche apertura c’è stata, perché l’iniziativa è quella proposta dal consigliere Rigo, però devo dire una cosa: come ho detto in premessa, ovvero, disposizioni per la promozione e valorizzazione, e soprattutto, quale espressione della biodiversità di rilevanza regionale, prevedendo azioni della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. Quindi, su alcuni emendamenti che andavano a parlare di ambiente, infrastrutture e quant’altro, chiaramente si rimanderà dopo questa prima prova di questa legge, che credo possa essere un primo passo perché la pianura veneta, come tante altre realtà, visto che, come avete visto, sugli indirizzi del Ministero del turismo, soprattutto con l’arrivo del neo ministro Mazzi, si parla di turismi, quindi di identificazione diverse, di identità diverse, anche delle promozioni turistiche, penso che questa possa essere un’aggiunta, una specifica, tale che magari qualcuno può dire che non serviva, invece forse in Veneto possiamo anche aggiungere questo tipo di tematica.
Grazie quindi naturalmente a coloro i quali hanno lavorato su questo progetto di legge.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Vicepresidente. Iscritti a parlare in dichiarazione di voto?
Consigliere Bozza, prego.
Speaker : Alberto BOZZA (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto – PPE)
Grazie, Presidente.
Per annunciare ovviamente il nostro voto favorevole, ringraziando il collega, perché ha messo al centro dell’attenzione un territorio importante del Veneto e della Provincia di Verona; un territorio, sicuramente, come è stato descritto anche dal relatore e dagli interventi plurimi, non solo dai colleghi e dall’Assessore, che è oggi un territorio importante, un territorio che va sostenuto e valorizzato non solo per la storia che ha rappresentato, ma anche per la capacità, oggi, di essere punto di riferimento, anche nell’ambito delle eccellenze non solo agricole e agroalimentare, ma anche per la capacità di poter iniziare dei percorsi anche attrattivi in termini di turismo e in termini ovviamente anche produttivi.
Quindi, è un territorio che con questa azione si cerca di sostenere, di aiutare, accompagnandolo per mano e inserendolo nel panorama Veneto delle promozioni in ambito turistico e anche, ovviamente, di quello che può essere un turismo finalizzato e concentrato su quella che riteniamo essere una delle zone più interessanti del nostro Veneto, ricordata non solo per le criticità e mi dispiace che qualche collega abbia insistito e accentuato forse gli aspetti negativi e critici che ci sono stati, che ci sono, ma è proprio questo il motivo che credo abbia spinto il collega a fare un progetto di legge per far sì che il Veneto stesso possa riconoscere e soprattutto mettere insieme una serie di azioni.
È chiaro che è un primo passo, è un primo passo di raccordo anche con le Amministrazioni comunali e tutte le realtà, gli operatori di settore di quest’area, di questa zona. Potremo insieme, creando questo progetto di legge che, di fatto, diventa una grande cabina di regia, cercare insieme di creare quelle azioni e soprattutto quella progettualità che merita, come dicevo prima, un territorio così importante. Per cui, ripeto, il nostro voto sarà a favore. Tutte le iniziative che andranno a concentrare, a valorizzare per zone anche armonizzate da contesti storici e produttivi crediamo che sia la strada giusta per sostenere, ma soprattutto per dare anche una novità all’interno del nostro Consiglio regionale. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliere Szumski, prego.
Speaker : Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
Grazie, Presidente. Intervengo per esprimere il nostro voto favorevole al progetto di legge in oggetto, anche dopo aver ascoltato attentamente tutti gli interventi che si sono succeduti stamattina, perché, al di là delle angolature politiche di ognuno, essi riassumono esattamente quello che è in pratica il territorio di pianura del nostro Veneto. È effettivamente l’impronta di quello che i veneti hanno realizzato, piaccia o meno, tutti in questo tempo, in questi anni, soprattutto a partire prevalentemente dal dopoguerra. Visioni politiche o no, non c’è la colpa più di uno o dell’altro, poi ognuno poteva fare meglio o diversamente nell’intervenire e vorremmo tutti oggi che le evidenti storture degli sviluppi dei territori, i lati negativi fossero rimediati, però su questo c’è da fare un lavoro.
Concordo che dobbiamo avviarci tutti a una legge quadro generale, che riesca a mettere in relazione tutti i provvedimenti che poi vanno a ricadere sui territori e sulle persone che abitano nei territori, però chiaramente questo coglie un aspetto di valorizzazione della Pianura veneta, e lo dico perché noi di Resistere avevamo presentato un emendamento, una modifica alla legge regionale sul turismo, proprio per valorizzare il Veneto di mezzo.
Intendiamo con questo quel Veneto che è meno sotto i riflettori, che è meno praticato, ma come paesaggio, come cultura, come prodotti e come opere storiche è una cosa incredibile e stranamente è ancora fuori. Dobbiamo portare l’attenzione anche su questo per impattare meno con l’overtourism (mi si passai il termine) o con l’incalcament, per dirla alla veneta, dei territori, quindi credo che su questo dovremo lavorare.
Per la tutela del territorio soprattutto della pianura, esaminando da quando sono consigliere con maggiore attenzione, segnalo che stanno sfuggendo, quindi invito la Giunta in maniera particolare a seguire i procedimenti autorizzativi di tutti gli impianti (fotovoltaici, biomasse e quant’altro), perché questi sì vanno a impattare nei territori di pianura, sottraendoli e mortificandoli anche dal punto di vista dell’impatto su risorgive, abitazioni e quant’altro.
È vero che ci sono delle leggi, però credo che vada fatta una valutazione. Anche su questo abbiamo presentato una proposta di modifica in senso restrittivo. per quello che è possibile, delle norme che riguardano queste autorizzazioni, ma mi pare di cogliere che, se si va solo sul piano tecnico, ci troveremo senza territorio di pianura, se continuiamo con questa velocità, al di là delle città energetiche, quindi credo che su questo vada fatta un’attenzione, anche valutando (sono andato a guardarmele) anche queste società che vengono dall’estero, che sono commistioni, sono scatole da 10.000 euro di capitale sociale che si presentano.
Attuerei, senza voler accusare nessuno, con il principio di cautela una verifica di chi sono i gestori sotto, per essere sicuri che non abbiamo poi a lamentarci di infiltrazione di qualche genere.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere.
Consigliera Ostanel.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Per dichiarare il voto negativo su questo provvedimento, però vorrei fare un ragionamento. Il primo: non è perché siamo contro la Pianura veneta o i territori di mezzo, ci siamo nati, ci stiamo, l’amiamo, anzi dovrebbe essere valorizzata molto di più di quello che è.
Tra l’altro, in questa Regione, artisti, produttori, persone che producono film, persone che raccontano anche con la loro arte, la pianura, ce ne sono tantissime, basta andare a vedere le mostre che abbiamo, non solo la Biennale, ma anche le mostre più piccole che ci sono nei Comuni per capire quanto le persone che vivono e sono nate in Veneto li stanno raccontando, la pianura e il territorio di mezzo.
Vero che serviva, magari, che la Regione incentivasse questo tipo di interventi. Anche qui mi direte: allora dovrebbe votare a favore di questo progetto di legge, giusto? No, e vi dico perché: perché sono anni che ci battiamo dentro la Commissione cultura, e anche quando ne ero Vicepresidente, affinché ci fosse un lavoro di trasparenza, serio, su tutti i contributi che venivano dati rispetto al lavoro che noi facciamo con le persone che producono cultura, abbiamo approvato una legge cultura – io non c’ero, c’eravate alcuni di voi – all’unanimità, in quest’Aula, dove c’era finalmente l’istituzione di bandi con dei criteri di valutazione e delle Commissioni che oggi valutano quei progetti con dei verbali, che fanno vedere effettivamente quali sono i criteri di valutazione, legge che andrebbe anche messa a posto, come più volte abbiamo detto con il Presidente della Commissione, ma che sta in qualche modo funzionando. Una legge, la n. 49, su cui, con alcuni colleghi anche della maggioranza nella scorsa legislatura eravamo d’accordo nell’inserire alcuni criteri, e lo abbiamo fatto.
Oggi la legge n. 49 non è più una legge dove tu invii un progetto e non si sa bene chi valuta in base a cosa, ma ci sono dei criteri, ci sono dei verbali che possono essere visti.
Oggi guardo il progetto sulla pianura veneta: c’è scritto, all’articolo non mi ricordo il numero, ma basta andarlo a vedere, che noi oggi approviamo una legge dove la Regione è autorizzata a pubblicare sul suo sito delle progettualità, ma non c’è scritto in questa legge, in norma, chi valuta. Sarà una Commissione interna? Sarà una Commissione esterna? Quali sono le linee di indirizzo delle progettualità che noi vogliamo inserire? C’è solo la giornata.
Io l’unica cosa che vedo in maniera chiara è che la Regione istituisce una giornata, che farà magari delle iniziative all’interno delle scuole, proprio per celebrare la Giornata della pianura veneta. Ricordo anche a chi non era presente nella scorsa legislatura, quante giornate abbiamo approvato per celebrare qualcosa, in questa Regione, con degli impatti, credo, al di fuori di qui, che basta che ci guardiamo un po’ in faccia per capire che non sono degli impatti che stanno cambiando la vita delle persone: giornate su giornate, un impatto di bilancio abbastanza consistente. Io spererei, invece, che lo stesso aumento di bilancio fosse messo sulle iniziative culturali che questa Regione produce da anni, i cui operatori, alle volte, come ci è stato detto, sono costretti a mettere la sede operativa in Friuli Venezia Giulia, e non solo perché a Statuto speciale, ma perché il Friuli Venezia Giulia mette un sacco di soldi sulla cultura, anche di bilancio ordinario. Ecco, se noi ci troviamo di fronte a questa situazione, oggi, guardando questo dispositivo, io non posso dire che sono d’accordo, andiamo avanti, va tutto bene. Io posso dire, grazie al collega Rigo di aver aperto il tema dei territori di mezzo in questa Regione. Io questo lo condivido e sono d’accordo. Sulla modalità con cui noi supportiamo tutto quello che esce dai territori di mezzo non sono assolutamente convinta di come è scritto questo dispositivo. In Commissione ne avevamo parlato.
Avevo ad esempio detto: mi raccomando che siano fondi che non tolgono bilancio da altri capitoli di spesa e invece adesso un emendamento di Giunta modifica anche questo punto. Quindi, io non posso nemmeno condividere la disposizione per cui riprendiamo dei fondi da altri capitoli e li mettiamo sulla pianura veneta. Ecco, detto questo, fatemi chiudere con una battuta, spero che ai ragazzi a scuola in questa Regione si insegni che dal 2012 al 2019 di quella pianura abbiamo consumato 180.000 metri cubi di suolo solo per i poli logistici, in assenza di una norma, come altre Regioni stanno facendo. Finché noi non tuteliamo quella pianura con dei dispositivi reali, saranno solo dichiarazioni di principio e non saranno, invece, dichiarazioni che cambiano la vita di chi quella pianura la vorrebbe vivere diversamente.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Consigliere Morosin, prego.
Speaker : Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin)
Grazie, Presidente. Grazie ai colleghi, soprattutto al promotore di questa iniziativa che, per come è già stato anticipato da tutti e da ultimo anche dalla collega Ostanel, che ha rilevato delle sensibilità sul tema, fa apprezzare ancora di più questa legge come punto di partenza di una attenzione per il nostro ambiente, che è un ambiente prevalentemente di pianura, ma non solo di pianura, che fino ad oggi è stata considerata una realtà poco rilevante, alla quale abbiamo prestato poca attenzione.
La pianura è quel territorio, quell’area che si estende dai rilievi montani fino all’Adriatico, dal fiume Po fino alla Pedemontana e che ha delle caratteristiche sicuramente che dovremmo valorizzare di più; o meglio, dovremmo proteggere più che valorizzare.
L’antropizzazione è un po’ disordinata, ma anche l’uso del territorio non sempre è attento, e credo che siamo d’accordo tutti.
L’importante è che invece di fare polemica, che a volte è inevitabile e aiuta anche ad affrontare meglio il futuro, guardiamo davanti a noi con un intento condiviso da tutti, perché questo territorio sia veramente preservato.
Noi viviamo un unicum, basta girare il mondo per rendersi conto, quando torniamo a casa, di quanto sia delicato, quanto sia di valore, quanto sia unico il nostro territorio, e tralasciamo la storia, ma è il fatto ambientale.
Avremo probabilmente qualche controindicazione, chi viene dai Paesi caldi e asciutti dice “avete un’umidità che è veramente opprimente”, ma abbiamo anche delle cose che in nessuna parte del mondo possiamo trovare. Pensavo l’altro giorno (non voglio fare esempi fuori luogo) che un imprenditore cercava un prodotto particolare, non è questo della pianura, ma è per esempio la patata viola di Selva di Trissino, per dire una cosa che è appena a sud della pianura. Quella è una rarità, un unicum che non si trova in nessuna parte del mondo, noi abbiamo nel Veneto (non parliamo poi del Presidente, che è stato anche Ministro dell’agricoltura) delle peculiarità di cereali che solo in Veneto abbiamo nella pianura veneta.
Insomma, è un dato ambientale, che va ovviamente combinato con la necessità di vivere anche degli spazi antropizzati, senza devastare ulteriormente questo bene prezioso, ma noi dovremmo considerare - ripeto per andar breve, visto che ho detto che sarò telegrafico - questa legge del collega Rigo, condivisa dalla maggioranza e spero anche almeno da parte dell’opposizione, come un punto di partenza.
Io ho a cuore alcune realtà specifiche, lo ribadisco, con il collega Corazzari che mi sta davanti, ho condiviso immediatamente, per esempio, una specifica attenzione per una parte della pianura, la parte che si rivolge verso il mare, che è il Delta del Po.
È la nostra Camargue, è un posto dimenticato, un posto che ha un valore inestimabile, un posto che sembra irrilevante, invece ha storia, ha cultura, ha ambiente, ha originalità di natura, di prodotti, di piante, di erbe, di caratteristiche uniche nel nostro contesto europeo, quindi dobbiamo avere amore per il nostro territorio, dobbiamo partire dalla nostra pianura per dare a tutto il Veneto la possibilità di farsi conoscere.
Il futuro è quello dell’enogastronomia, della gastronomia legata ai territori, della gastronomia delle aree anche vivibili, e laddove non abbiamo fatto danni, e ce ne sono ancora molti spazi, noi potremmo favorire anche un turismo agroalimentare, un turismo anche di conoscenza delle nostre realtà territoriali più particolari, più sconosciute, quindi, l’identità si affianca alla esigenza di tutela dell’ambiente, all’ecosistema, e anche a una nuova imprenditorialità che queste attenzioni, che queste disposizioni normative possono sicuramente favorire.
Quindi, grazie a tutti i colleghi che hanno collaborato a questa prima iniziativa di una necessità di normazione di intervento, che sicuramente troverà ampliamenti, troverà gemmazioni per specifiche realtà, per specifiche ulteriori esigenze legate al territorio della pianura, all’ambiente veneto e a quelle che sono le nostre realtà identitarie locali, che sono un valore preziosissimo.
Grazie a tutti.
Speaker : PRESIDENTE
Prego, Consigliere.
Consigliera Sambo.
Speaker : Monica SAMBO (Partito Democratico)
Grazie.
Ho sentito dire, e per fortuna lo dite anche voi, che avete prestato poca attenzione alla pianura veneta. In realtà, la questione vera non è prestare attenzione. La questione vera è il fatto che in questi decenni, ormai, l’avete devastata: era questo il senso di alcuni emendamenti importanti che abbiamo presentato, che era proprio quello di provare a intervenire sulle questioni ambientali e di tutela reale del territorio. Non è che facciamo polemica, come avete detto, in più, tanto per farla.
Il problema è che non vogliamo assecondare un’operazione di facciata, che portate avanti da tempo, con questa, ma anche con altre leggi, un’operazione di “green washing”. Almeno questa discussione ha chiarito che la legge non riguarda le questioni ambientali, ma io ricordo che sia in sede di Commissioni, che nelle dichiarazioni pubbliche, in realtà gli stessi incipit della proposta di legge, quella era la questione tra virgolette, che sembrava principale. Leggo solo alcuni punti, tanto per citare alcuni esempi: si parla di diffondere la conoscenza del valore intrinseco dell’ambiente della pianura riconosciuto come scrigno di biodiversità, ma poi si mettono 0 euro sulla parte ambientale, ricordiamo che c’erano 50.000 euro. Sulla questione degli osservatori, però, gli uffici vi hanno detto che esistono già, quindi quei soldi non servivano, e comunque sarebbero serviti per gli osservatori, e non per il ripristino, ad esempio, della biodiversità, in quei territori che in questi decenni avete devastato. D’altra parte, la stessa legge all’articolo 1, dice, come primo punto: a tal fine la Regione promuove e sostiene – primo punto, lettera a) - azioni mirate alla tutela attiva e alla valorizzazione integrata delle risorse paesaggistiche e naturali. Tutela attiva. Ditemi, in questa legge, alla fine, quali risorse e quali azioni sono di tutela attiva delle risorse naturali. Nessuna. È solo promozione – l’abbiamo chiarito, almeno a questo è servita questa discussione – turistica, eccetera, ma non c’è nessuna tutela attiva del territorio e tutela attiva soprattutto delle questioni ambientali che riguardano questo territorio. Sono stati per di più certamente accolti alcuni emendamenti migliorativi, però quelli fondanti in qualche modo della nostra visione rispetto a quella che deve essere la tutela reale del paesaggio della pianura veneta sono stati bocciati tutti, quelli in particolare, ovviamente, che riguardavano le questioni ambientali. Come abbiamo già avuto modo di dire in sede di discussione, quello che ci interessa è la vera tutela per noi del paesaggio, della pianura veneta e del suo ambiente, quello di consegnare alle prossime generazioni un territorio che abbia ancora qualcosa da tutelare, da valorizzare e da raccontare.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Consigliere Rigo, prego. L’importante è non prenotarsi.
Consigliere Rocco, prego.
Speaker : Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti In Azione – Uniti Per Manildo Presidente)
Grazie, Presidente.
Io seriamente ho più problemi di coscienza a votare questa legge che a votare il fine vita, nel senso che io non ho capito a cosa serva questa legge. Lo dico con grande sincerità, nel senso che la legge disciplina comportamenti cercando di risolvere dei problemi concreti e poi per fare questo alloca poteri e risorse. Qui allochiamo un po’ di risorse, ma non ho capito quale comportamento disciplina questa legge e rispetto a quali comportamenti cerca di intervenire.
Dico che ho veramente dei problemi perché ritengo che sicuramente si dovrebbe fare un lavoro sulla pianura veneta. Tanti di noi hanno visto il film di Sossai, che racconta, secondo me, anche in chiave dolce-amara la pianura veneta. C’è anche, secondo me, una forma di apprezzamento per i limiti del nostro modo di vivere che, allo stesso tempo, sono anche punti di forza. Questa legge non ho capito come vada a migliorare la pianura. Capisco quando si possono fare delle leggi che intervengono, magari su un prodotto tipico, qualcuno le chiama marchette, ma poi, alla fine, si va a mettere delle risorse perché si ritiene di tutelare un prodotto tipico, una parte della Provincia. Io qui la vedo diversamente: è una cosa bella, la pianura, e quindi istituiamo una Giornata.
Mi mette veramente in difficoltà perché questa mattina ho aperto i giornali e ho letto che Delfin, per il rischio di litigi tra gli eredi Del Vecchio, potrebbe fare in modo che la componente francese si mangi Luxottica, che significa che la prima cosa che fanno è chiudere Agordo, primo stabilimento 1961.
Ho letto di Electrolux, dove ci sono dipendenti che rimangono a casa per un piano di ricollocazione, per un piano industriale che vede sostanzialmente l’Italia e la nostra pianura veneta come terreno da spartirsi, quindi da legislatore veneto vengo in Aula e sogno di poter affrontare questi temi, di capire come evitare che in Italia si verifichi, visto che gli stabilimenti li abbiamo qui, un’altra Stellantis, di capire come mettere insieme una cordata di imprenditori che anticipi i problemi che si possono verificare tra passaggi generazionali non particolarmente felici.
Invece, pur riconoscendo che ogni tema è importante, mi chiedo se sia sensato, per quanto sicuramente il consigliere Rigo ci avrà messo il massimo del suo impegno, utilizzare il nostro capitale politico, le nostre intelligenze e il lavoro che fanno gli uffici(abbiamo degli uffici straordinari), cioè utilizzare tutto questo per un provvedimento che istituisce una Giornata di una cosa molto astratta, tra l’altro diversa, perché esistono situazioni molto diverse tra loro.
Per questo, sinceramente voto contro, non perché non apprezzi il consigliere Rigo, che apprezzo molto, ma perché ritengo che noi siamo di fronte a una situazione terribile, dovremmo concentrarci su questo, poi ognuno da i voti e la lettura che vuole dare, però, quando vediamo in Sassonia il 44% che vota un partito che fa esplicitamente richiamo al neonazismo, dovremmo chiederci cosa stiamo sbagliando nella deindustrializzazione.
Se vogliamo evitare di riaprire pagine buie della storia, forse dovremmo mettere le nostre intelligenze per capire come creare lavoro, come creare ricchezza e come evitare che i giovani se ne vadano e non rendano questa pianura bella, ma disabitata e deserta.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
C’è qualcun altro vuole intervenire? Chiudiamo con Rigo, prego.
Speaker : Filippo RIGO (Lega-Liga Veneta)
Grazie, Presidente.
Per ringraziare tutti quelli che hanno collaborato, che si sono prodigati per la stesura di questo testo. Ringrazio la Commissione Sesta, l’Assessore Pavanetto e la struttura, ringrazio l’Ufficio legislativo, che è da sempre un supporto prezioso, ringrazio i componenti del nostro Gruppo consiliare che sono sempre un supporto prezioso e importante. Ringrazio tutti i colleghi che hanno dato oggi un contributo.
Diversi interventi abbiamo sentito oggi. È stato un po’ stimolato il dibattito, qualcuno credo che abbia ben individuato le finalità di questa legge, di questo progetto di legge. Mi spiace aver sentito descrivere la pianura in maniera a volte poco dignitosa.
In realtà, è un patrimonio prezioso del nostro Veneto. Con questa legge diamo il via ad una campagna di promozione della pianura veneta, che è un territorio straordinario, fatto di storia, di cultura, di tradizione e di bellezze paesaggistiche, ma anche di grande solidità dal punto di vista economico, con eccellenze gastronomiche ed enogastronomiche conosciute e riconosciute in tutto il mondo.
Con questo progetto di legge, con gli strumenti che verranno messi in campo dalla Giunta, siamo sicuri che si andrà verso un percorso di promozione e valorizzazione, e porterà molte persone, molti turisti, a conoscere territori, magari, fino a questo momento, conosciuti solo a chi vi abita, o a chi abita nelle vicinanze.
Quindi, grazie a tutti e buon lavoro.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere. Vedo che non ci sono altri iscritti.
Apro per il voto finale.
Chi ha problemi col voto alzi la mano. Se non vedo le mani alzate, chiudo.
Vicepresidente Rucco. Ti risulta votato?
Chiuso. Approvato.
Passiamo al punto 11 “Proposta di legge d’iniziativa dei Consiglieri”. Prego.
Speaker : Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin)
Per fatto personale, Presidente. Volevo dire una cosa: 3 settembre, quindi la settimana scorsa, nell’ambito della discussione sul progetto di autonomia differenziata, ebbi a fare una promessa ai colleghi: regalare loro un mio libro che racconta la storia di come è nato il tema.
Oggi mi sono permesso ad alcuni di consegnarlo, ad altri di metterlo sul tavolo, sperando di non aver creato disagio a nessuno. A lei lo avevo regalato come primo esemplare, quindi lei l’ha letto e conosciuto.
Volevo ringraziarvi tutti per l’accettazione di questo pensiero e invitarvi a leggerlo al rovescio perché contano più i commenti degli autorevoli personaggi che quello che io ho cercato di scrivere, ma l’ho fatto con il cuore. Grazie a tutti.
(Applausi)
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere Morosin.
È il secondo applauso che il Consigliere prende. Le domande le fate dopo al Consigliere, sull’autonomia.
Proposta di legge d’iniziativa dei consiglieri Claudia Barbera, Claudio Borgia, Matteo Baldan, Laura Besio, Fabio Benetti, Silvia Calligaro, Anna Leso, Francesco Rucco, Enoch Soranzo, Alberto Bozza, Morena Martini e Davide Lovat relativa a “Valorizzazione e promozione del patrimonio presepiale del Veneto”. Progetto di legge n. 49.
La relazione della Sesta Commissione c’è.
Passo la parola al relatore, consigliere Barbera.
Speaker : Claudia BARBERA (Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni)
Grazie, Presidente. Cari colleghi Consiglieri, il progetto di legge che oggi presentiamo in quest’Aula nasce da un principio molto semplice: le tradizioni non appartengono soltanto al passato, sono parte dell’identità di una comunità e se sappiamo custodirle e trasmetterle possono continuare a generare cultura, relazioni, occasioni per l’artigianato e anche occasioni di valorizzazione dei nostri territori.
Tra queste tradizioni, secondo noi, il presepe occupa certamente un posto particolare. Il presepe è innanzitutto la rappresentazione della Natività e affonda le proprie radici nella tradizione cristiana, ma nel corso dei secoli è diventato anche un patrimonio culturale, artistico, storico e popolare, capace di assumere forme diverse nei nostri territori e di coinvolgere generazioni, famiglie, parrocchie, associazioni, artigiani e intere comunità.
È proprio da questa consapevolezza che nasce questo progetto di legge n. 49, che riconosce il presepe come espressione del patrimonio culturale, artistico e storico della comunità regionale, in armonia con i principi della legge regionale n. 17 del 2019, vale a dire la legge per la cultura. Non partiamo da zero, peraltro, perché il Veneto ha già riconosciuto negli anni il valore di questa tradizione ed è giusto ricordarlo.
La legge regionale n. 45 del 2017 ha, infatti, previsto interventi per la valorizzazione nelle istituzioni scolastiche, per esempio, dei simboli del patrimonio storico e culturale, finanziando anche la realizzazione e l’esposizione dei presepi nelle scuole.
Dal 2018 la Regione ha poi sostenuto questa attività anche attraverso contributi specifici a concorsi.
Con questo progetto di legge ci proponiamo di compiere un passo ulteriore, passare da singole iniziative a una politica regionale organica, di valorizzazione del patrimonio presepiale del Veneto.
Entrando nel merito dell’articolato il progetto di legge si compone di cinque articoli.
L’articolo 1 definisce le finalità e riconosce il presepe come espressione del patrimonio culturale, artistico e storico della comunità regionale, promuovendone la salvaguardia delle tecniche artigianali tradizionali, la diffusione della tradizione, le iniziative espositive e lo sviluppo di itinerari turistico-culturali.
L’articolo 2 individua, invece, gli interventi regionali, il sostegno a mostre, rassegne e concorsi presepistici, la catalogazione dei presepi di particolare pregio artistico, storico e la promozione degli itinerari del presepe Veneto. Destinatari sono Enti locali, associazioni del Terzo Settore con finalità culturali, parrocchie, Enti religiosi che promuovono, curano, presepi aperti al pubblico.
L’articolo 3 istituisce il registro dei presepi di interesse regionale. Sarà la Giunta regionale, sentita la competente Commissione consiliare, a definire criteri, requisiti e standard per l’iscrizione dei presepi di particolare pregio artistico, storico, presepi viventi, mostre e rassegne. L’iscrizione costituirà condizione necessaria per accedere ai contributi.
L’articolo 4 istituisce, invece, la Giornata regionale del presepe che noi individuiamo nell’8 dicembre di ogni anno, con l’obiettivo di promuovere e rafforzare la conoscenza della tradizione, in particolare presso le giovani generazioni e i turisti.
L’articolo 5 reca, infine, la norma finanziaria e quantifica gli oneri previsti per l’attuazione degli interventi.
Ma credo che sia importante soffermarsi sul significato di alcuni di questi strumenti che andremo a introdurre con questo progetto di legge. La creazione degli itinerari del presepe Veneto può permetterci di mettere in rete esperienze che oggi sono diffuse sull’intero territorio regionale. In Veneto, infatti, la tradizione presepiale non appartiene a una sola città o a un solo territorio assume forme molto differenti dai presepi artistici, ai presepi viventi, alle grandi rassegne, alle piccole realizzazioni costruite nelle nostre comunità.
(inc.) questa realtà significa non soltanto preservare una tradizione, ma costruire un vero sistema presepiale Veneto, capace di collegare cultura, artigianato, turismo e territorio.
La stessa analisi economico-finanziaria che accompagna il provvedimento evidenzia come un sistema di itinerari, manifestazione e appuntamenti dedicati possa, infatti, diventare un potenziale fattore di sviluppo economico e un attrattore turistico aggiuntivo per il Veneto.
Altrettanto importante è il registro regionale per valorizzare un patrimonio dobbiamo innanzitutto conoscerlo. Catalogare le esperienze più significative significa farle emergere, renderle riconoscibili, metterle in rete e contribuire a conservarne la memoria.
Poi c’è la Giornata regionale del presepe, che abbiamo scelto di fissare all’8 dicembre, una data profondamente legata alla tradizione popolare dell’allestimento del presepe e che può diventare il momento nel quale il Veneto accende idealmente nello stesso giorno una grande rete di iniziative diffuse sul territorio.
C’è, infine, un elemento di particolare attualità che credo meriti di essere ricordato. Il 19 marzo 2026 il Consiglio direttivo della Commissione nazionale italiana per l’UNESCO ha approvato la candidatura del presepe per l’iscrizione nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale. Si tratta di una candidatura multinazionale, dove l’Italia è capofila e vede anche la partecipazione di Spagna e Paraguay. Questa legge, quindi, non vuole cristallizzare una tradizione nel passato, ma vuole darle gli strumenti per continuare a vivere nel futuro, valorizzarla, catalogarla, metterla in rete, trasformarla anche in occasione di conoscenza dei nostri territori per permettere, soprattutto ai più giovani, di incontrarla, perché custodire le nostre radici non significa guardare indietro, significa sapere da dove veniamo, riconoscere ciò che ci unisce e scegliere consapevolmente cosa vogliamo consegnare a chi verrà dopo di noi.
È con questo spirito, quindi, che presentiamo in Aula questo progetto di legge di valorizzazione e promozione del patrimonio presepiale del Veneto. Voglio ringraziare tutti i colleghi che hanno portato il loro contributo nelle Commissioni competenti dove abbiamo esaminato con cura gli articoli di questo progetto di legge. Ringrazio il Presidente Soranzo della Sesta Commissione e il Presidente della Prima Commissione per aver coadiuvato in modo eccellente l’iter. Ringrazio tutti i colleghi del Gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, che hanno sottoscritto e sostenuto sin da subito questo progetto di legge, così come tutti i colleghi che durante i lavori in Commissione hanno deciso di sottoscriverla e quindi di sostenerla.
Grazie a tutti.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere Barbera.
La correlatrice è la consigliera Luisetto. Prego.
Speaker : Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Il progetto di legge che discutiamo oggi parte da un’intenzione che riteniamo positiva: riconoscere e valorizzare una tradizione profondamente radicata anche nella comunità del Veneto. Il presepe nasce naturalmente dalla tradizione cristiana, ma nel tempo è diventato patrimonio, come si diceva, culturale, artistico e artigianale e soprattutto in moltissimi nostri territori è diventato un momento di comunità.
Lo vediamo ogni anno nei Comuni, nelle frazioni e nelle contrade. Dietro un presepe spesso ci sono settimane di lavoro, volontari che mettono a disposizione tempo e competenze, associazioni, parrocchie, famiglie, artigiani. La stessa relazione che accompagna questo progetto di legge restituisce beni la ricchezza delle esperienze presenti in Veneto, dai presepi del Garda alle lavorazioni in vetro di Murano, alla tradizione della Val di Zoldo, alla pietra della Lessinia, aggiungerei all’esperienza di Bariola, Valli del Pasubio, ai Frari e molte altre realtà del territorio.
È un patrimonio diffuso, fatto di esperienze molto diverse tra loro, e proprio per questo la finalità del progetto di legge riteniamo sia condivisibile.
Il punto sul quale vorrei soffermarmi nella correlazione non è quindi se questo patrimonio meriti di essere valorizzato, su questo riteniamo di essere concordi. La domanda è come farlo e con quali strumenti. È qui che sul provvedimento riteniamo di avere ancora dei dubbi. Una buona intenzione, infatti, riteniamo abbia bisogno di strumenti adeguati.
Il primo elemento, molto concreto, riguarda le risorse. Il progetto prevede 30.000 euro all’anno per tre anni. Con queste risorse si dovrebbero, secondo le intenzioni dei presentatori, sostenere mostre, rassegne, concorsi, promuovere la catalogazione dei presepi di particolare pregio e sostenere anche la giornata del presepe.
È evidente che parliamo di uno stanziamento limitato, e credo che su questo dobbiamo essere sinceri. Se riteniamo davvero che il patrimonio presepiale rappresenti una parte significativa del patrimonio culturale regionale, dobbiamo poi mettere a disposizione strumenti coerenti con questa affermazione. Altrimenti, rischiamo di approvare una legge che riconosce solennemente un patrimonio, istituisce un registro, individua diversi soggetti beneficiari, ma poi mette a disposizione risorse talmente ridotte da rendere difficile produrre effetti.
Non è tanto per una questione di chiedere grandi stanziamenti per una singola tradizione. È più una questione di coerenza tra gli obiettivi che si scrivono nelle leggi e gli strumenti che si mettono a disposizione per raggiungerli.
Potrebbe essere un inizio, e forse, proprio questa scarsità di risorse ci dovrebbe portare a una riflessione ulteriore. Non si parte ogni volta da zero. Il Veneto dispone, lo si accennava prima, di strumenti per la valorizzazione della cultura e del patrimonio diffuso, della promozione turistica. Lo riconosce in qualche modo, appunto, anche il progetto.
L’articolo 1 si colloca espressamente in armonia con i princìpi e le finalità della legge 17; e l’articolo 2, quando parla di itinerari del presepe veneto, stabilisce che siano promossi nell’ambito degli strumenti di programmazione e promozione turistica regionale. È per questo che crediamo sia importante rafforzare questi accenni per rendere più coerente questa legge con gli strumenti già a disposizione.
È il senso dell’emendamento che poi abbiamo depositato, non per ridimensionare il riconoscimento della tradizione presepiale, ma per evitare di costruire ogni volta pezzetti, strumenti che rischiano di procedere parallelamente a quelli che già abbiamo.
Se esiste una programmazione culturale regionale, utilizziamola. Se esistono strumenti di promozione turistica, coordiniamoci con quelli. Se esistono reti territoriali e strumenti per valorizzare il patrimonio culturale diffuso, facciamo in modo che questa legge dialoghi con loro, perché altrimenti moltiplichiamo registri, giornate e bandi senza moltiplicare le opportunità per i territori.
A noi interessa in particolar modo che le risorse da stanziare arrivino alle iniziative, non cha servano a costruire altri piccoli contenitori amministrativi.
Il registro è un altro degli elementi previsti. Abbiamo visto in questo registro il rischio che diventi una barriera. C’è un elemento sul quale chiediamo attenzione: l’articolo 3 istituisce questo registro e stabilisce che l’iscrizione sia condizione necessaria per accedere ai contributi. I criteri, i requisiti e gli standard saranno definiti successivamente dalla Giunta, sentita la Commissione.
La necessità di avere criteri è evidente, parliamo di risorse pubbliche ed è giusto stabilire regole trasparenti, ma vorremmo evitare un paradosso: non possiamo approvare una legge per sostenere una tradizione che vive soprattutto di volontariato e poi costruire procedure che rischiano di far accedere soltanto i soggetti più organizzati, perché il patrimonio che stiamo cercando di tutelare non è fatto soltanto di grandi presepi, capaci di attirare migliaia di visitatori, è fatto anche del presepe di una piccola frazione, costruito da un’associazione magari con pochi volontari o da una parrocchia di un piccolo Comune, magari persone che da vent’anni, ogni dicembre o ben prima, si trovano e dedicano gratuitamente il proprio tempo a questa tradizione.
Sono realtà che, a nostro avviso, hanno un valore culturale e sociale, anche senza avere magari una segreteria amministrativa capace di orientarsi tra registri, bandi o rendicontazioni. Per questo, chiediamo che i criteri siano davvero semplici, accessibili e proporzionati, e che ci sia un’attenzione alla distribuzione territoriale delle risorse.
Se questa legge vuole valorizzare il patrimonio presepiale del Veneto, deve riuscire a raggiungere anche i territori meno centrali e le iniziative meno strutturate. Non possiamo misurare i valori di una tradizione soltanto dal numero di persone che queste realtà attraggono.
C’è poi un aspetto del progetto che può essere a nostro avviso interessante: la volontà di mettere in relazione le diverse esperienze (catalogazioni, itinerari, possibilità di far conoscere le iniziative) che oggi rimangono locali, ma possono avere un valore importante. Anche qui, la parola chiave dovrebbe essere rete: non serve aggiungere un’etichetta regionale a ciò che esiste, se poi ogni realtà continua a muoversi da sola. Può essere invece utile collegare esperienze diverse, favorire la conoscenza reciproca, mettere in relazione associazioni, Enti locali, realtà culturali e soggetti che già operano nella promozione territoriale.
Soprattutto, può essere utile sostenere la trasmissione delle competenze, perché la questione che pone la stessa relazione è una questione reale: molte di queste esperienze dipendono da volontari che le portano avanti da molti anni e il ricambio generazionale oggi non è esattamente scontato.
Se vogliamo davvero tutelare questo patrimonio forse è questo uno dei temi più importanti: fare in modo che un sapere, una tecnica artigianale, un’esperienza associativa possano essere trasmessi.
Sulla giornata: le giornate possono essere strumenti per accendere un’attenzione. Il rischio che noi vediamo nel moltiplicarle è che, come dire, non possono essere sostituti della politica. Una tradizione non rimane viva perché le dedichiamo una giornata sul calendario regionale, rimane viva se ci sono comunità che continuano a praticarla, se ci sono persone capaci di trasmetterla e se anche le piccole associazioni riescono a sopravvivere, anche se gli artigiani possono continuare a mettere a disposizione competenze e poi se le Istituzioni riescono a sostenere queste competenze senza complicare loro la vita. Ed è su questo che, alla fine, credo, dovremmo misurare l’efficacia di questo progetto e di questa legge.
L’idea, dunque, a nostro giudizio, è condivisibile. La tradizione che si vuole valorizzare merita attenzione e riconosciamo il grande lavoro delle tante persone che nei territori la tengono viva e riteniamo positivo che il testo consideri il presepe non soltanto la sua evidente origine religiosa, ma soprattutto come patrimonio culturale, artistico, storico e artigianale. Proprio perché prendiamo sul serio questa finalità pensiamo che il provvedimento potrebbe essere più incisivo.
Abbiamo, dunque, presentato alcuni emendamenti per coordinarla rispetto alle altre leggi e per provare a tutelare le realtà più piccole. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
C’è iscritto - scusate, non vedo gli iscritti, forse c’era Valdegamberi; ma perché è scomparso dal monitor? Ecco, bene. Poi c’è il consigliere Soranzo.
Prego, Valdegamberi.
Speaker : Stefano VALDEGAMBERI (Misto)
Il presepe è un elemento della tradizione cristiana, soprattutto italiana, nacque nel 1223 a Greccio su iniziativa del Santo Patrono d’Italia, San Francesco. Rappresenta un momento della vita di Gesù, il momento della nascita, di una nascita che avviene in una condizione particolare, secondo i racconti evangelici, in situazioni di povertà, di umiltà, sfrattato da tutti, in fuga. Ha un significato molto profondo, tant’è che ovunque poi dall’Italia si è diffuso nel resto del mondo. Abbiamo, come è stato detto, importanti rassegne, penso a quella di Verona presso l’area dell’Arena di Verona, ma ce ne sono tante altre e tante iniziative nelle parrocchie, penso a un presepe molto bello che è su in Lessinia, dove giovani per mesi e mesi lavorano a prepararlo, a San Bartolomeo delle Montagne. Ovunque diventa motivo anche di aggregazione e di riflessione.
Ben venga una legge per valorizzare il presepe, ci mancherebbe altro, però il presepe, essendo un inno alla vita, stride un po’ dopo qualche giorno che in quest’Aula abbiamo approvato un inno alla morte. È come voler pulirci la coscienza con un inno alla vita. Ripeto, è una mia riflessione, visto che oggi il cristianesimo è diventato sempre più un qualcosa di simbolico e non sostanziale. Io vorrei semplicemente dire che sicuramente sono a favore del presepe, ci mancherebbe, anzi sono a favore nel sostenerlo anche con un aiuto per queste realtà che poi manifestino un’identità che rappresenta il nostro Stato, la nostra società cristiana. Però, vorrei anche dire che non pensiamo che con questo andiamo a cancellare, a pulirci la coscienza di fronte a un inno antitetico a quello che nasce dal presepe e l’inno alla morte che abbiamo approvato in quest’Aula.
Speaker : PRESIDENTE
Consigliere Soranzo, prego.
Speaker : Enoch SORANZO (Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni)
Grazie. Signor Presidente, colleghi e colleghe Consiglieri in Aula, intervengo quest’oggi innanzitutto come cofirmatario del progetto di legge, al fianco della prima firmataria, collega Claudia Barbera, e a tutti i colleghi sottoscrittori e al tempo stesso anche come Presidente della Sesta Commissione consiliare che ha guidato l’istruttoria di questo provvedimento come quello appena licenziato dal collega Rigo, con cui mi complimento ancora. Ha consegnato, spero, a quest’Aula un testo solido, atteso e profondamente radicato nell’anima del Veneto. Come ho già avuto modo in precedenza di sottolineare in più occasioni, questo progetto di legge sul presepe non è soltanto una fondamentale testimonianza di fede, ma è devozione popolare, è un pilastro autentico della nostra identità culturale, storica e manifatturiera.
Con questo testo la nostra Regione vuole compiere una scelta chiara, quella di trasformare una tradizione plurisecolare in un vero e proprio asset strategico per la cultura, per l’artigianato e per il turismo del territorio.
Dobbiamo superare la frammentazione e mettere a sistema una ricchezza che non ha eguali dentro di noi e per tutto quello che rappresenta nel mondo, dai capolavori del vetro soffiato di Murano, intaglio ligneo nella Val di Zoldo, dalle sculture in pietra della Lessinia, ai presepi subacquei del Garda, fino alle straordinarie testimonianze che legano intimamente fede, acqua, comunità come eccellenze – mi scuserete, colleghi del padovano – : mi viene in mente il celebre presepe artistico di Codiverno di Vigonza, le suggestive scene allestite lungo le rive del Bacchiglione a Pontelongo, che proprio grazie a questa Regione, all’intervento finanziato di questa Regione ha consentito addirittura di ricostruire, durante una manifestazione importante, fortemente radicata come il Ponte delle Barche, non solo per festeggiare, ma per manifestare la vicinanza alla testimonianza di una comunità intera, con una partecipazione di migliaia di persone. È l’unico presepe galleggiante di Canale Battaglia, a Battaglia Terme.
Dietro a ciascuna di queste opere, ce ne sono tantissime, nella nostra regione. Non le cito tutte, perché quelle delle altre province sono state anche citate. Significa che dietro a ciascuna di queste opere c’è un saper fare, un saper fare prezioso custodito dall’opera instancabile di realtà come l’Associazione italiana Amici del Presepio, dalle parrocchie, dal terzo settore, da migliaia di volontari silenziosi. È vero, ha ragione la collega Luisetto: ci sono tantissimi volontari che a proprie spese, come hanno fatto anche gli Amici del Presepio, finanziano, coi loro risparmi, con grande passione, queste opere.
A loro dovevamo un riconoscimento istituzionale, formale e strumenti concreti di supporto. L’istruttoria della Sesta Commissione si è svolta, spero, penso, con rigore e puntualità. Era stato assegnato l’11 marzo il provvedimento; è stato approfondito tra a maggio e giugno, registrando il parere favorevole anche della CAL il 14 luglio.
Il 21 luglio la Prima Commissione ha licenziato la norma finanziaria, consentendo alla Sesta Commissione di chiudere i lavori il 22 luglio, con il voto a maggioranza del testo in discussione.
Perché voglio puntualizzare l’iter, la volontà e il ritmo di lavoro che almeno con la Sesta Commissione stiamo cercando di imprimere? Perché lo richiede il volume di provvedimenti legislativi, o proposte legislative che sono arrivate dai colleghi nella propria libertà, diritto ed esercizio della funzione per cui sono stati eletti.
E allora, i pilastri di questa legge sono chiari, secondo il mio parere, ed essenziali: bene gli articoli 1 e 2, che inseriscono il presepio in una cornice della legge 17; bene che istituiscano itinerari del presepe del Veneto inseriti a pieno titolo nella programmazione turistica regionale, per favorire la destagionalizzazione dei flussi e valorizzare l’entroterra, i borghi, i nostri piccoli Comuni, per favorire sicuramente le vie d’acqua, la promozione, far conoscere questo patrimonio delle vie d’acqua che il Veneto possiede
I beneficiari saranno quindi Comuni, Enti del terzo settore, parrocchie e tanti altri ancora.
Bene anche l’articolo 3 del registro dei presepi di interesse regionale, perché questo, come spero e crediamo, funge da garanzia di qualità, di merito per l’accesso ai sostegni, previo, ovviamente, il parere della Commissione competente.
Su questo condivido e sono sicuro che la delega di individuazione dei criteri e dei requisiti, che questa legge attribuisce alla Giunta (guardo l’Assessore presente, Zecchinato, che conosco non solo per la stima, per la qualità del lavoro che ha sempre dimostrato sia da consigliere regionale che oggi da Assessore) avrà l’attenzione di assicurare l’accesso a tutte i soggetti che saranno sicuramente non dimenticati o lasciati indietro, collega Luisetto, per la loro opera e non solo di pregio, per cui sicuramente potranno e dovranno essere sostenuti.
Bene il focus positivo dell’articolo 4, che fissa l’8 dicembre come Giornata regionale del presepe, perché ha un valore e un significato importantissimo, è un appuntamento cardine per trasmettere questo patrimonio immateriale ai giovani e alle famiglie, sì, a giovani e famiglie. Noi vogliamo consegnare questo patrimonio con impegno concreto.
Peccato l’articolo 5. È vero, collega Luisetto, l’ha detto lei prima e lo condivido, peccato l’articolo 5, collega Barbera, perché la copertura economica di 30.000 euro all’anno, 90.000 euro in tre anni, come ho sentito registrato, chiedo scusa, ma oggi sono andato a salutare per l’ultima volta un generale, caro amico, non c’ero questa mattina, sicuramente posso condividere alcune valutazioni che ho sentito, però il potere legislativo, l’esercizio della funzione della proposta legislativa è nei consiglieri regionali, non nella Commissione, ma la Commissione può eventualmente cercare di coordinare o dare un’indicazione, può scegliere certamente le priorità, ma non può non considerare la proposta legislativa di ogni consigliere regionale.
Dicevo peccato l’articolo 5, perché meriterebbe sicuramente un investimento maggiore.
Io penso di dire che, sicuramente, servirebbe un investimento maggiore, meriterebbe un investimento maggiore. Io ricordo, sono sicuro che anche il collega assessore Zecchinato, che è stato promotore di una fantastica legge che sembrava non avesse nessun valore e, invece, poi abbiamo visto la testimonianza nei territori, con la partecipazione dei territori della promozione dei Colli, i nostri Colli veneti, che ha visto migliaia di persone partecipare a queste manifestazioni.
Non è vero che abbiamo istituito solo giornate. Ne abbiamo istituite tante nella passata legislatura, vero; ma abbiamo visto anche dei risultati. Significa promuovere e stimolare il territorio ad apprezzare ciò che magari ogni giorno vede, ma non riesce neanche più ad apprezzare.
Guardate, io ho un dato e guardo il collega Micalizzi, quanti cittadini padovani non si sono mai recati a vedere la Cappella degli Scrovegni, rispetto magari a tanti concittadini che non sono padovani, il che si dice: Non si è mai profeti in Patria.
Bene. Quindi su questo io credo di poter dire che ci sia sicuramente, sarebbe bello che quest’Aula, dal testo della norma finanziaria, com’è avvenuta poc’anzi sull’altro progetto di legge, possa trovare magari un’indicazione forte, precisa, chiara anche sull’investimento finanziario in quest’Aula che decide di cambiare la norma finanziaria qui, con un emendamento come è avvenuto poc’anzi e dare un segnale chiaro nella direzione che ha dato anche la collega, la correlatrice Luisetto nell’investire di più, non 30.000, non penso a 300.000, non penso a 3.000.000 di euro, ma magari forse, tipo, 50.000 euro l’anno potrebbero essere magari o comunque lascio all’Aula questo stimolo a investire.
Se non sarà così io consegno all’assessore Zecchinato l’impegno di poter provvedere, una volta, se verrà licenziata questa legge, in sede di bilancio, nel capitolo di questa legge a magari trovare risorse aggiuntive per questo tipo di intervento, perché credo e spero che avvenga, non chiederemo l’appello nominale a questo progetto di legge. Noi non siamo abituati così. Noi non chiederemo l’appello nominale a chi voterà questa legge. Potremmo farlo per regolamento, abbiamo i numeri potremmo farlo. Ma non lo faremo. Non lo faremo perché noi crediamo che ciò che ci appartiene sulle nostre radici, ciò che anima il nostro intimo, ciò che appartiene alla nostra comunità, alla fine, prevarrà senza bisogno di grandi testimonianze. Quando si fa del bene lo si fa normalmente in silenzio se veramente lo è concretamente profondo.
Quindi, penso tranquillamente, e sono convinto che possiamo dirlo con assoluta tranquillità e condivisione, che proteggere il presepe significa difendere le nostre radici, farle vivere e proiettarle nel futuro delle prossime generazioni.
Concludo questo mio intervento ringraziando tutti coloro che hanno lavorato nella Sesta Commissione, tutti. Voglio ringraziare l’Ufficio di Presidenza, che comunque sta raccogliendo il desiderio di lavorare sodo nella Commissione Sesta e tutti i componenti della Commissione Sesta che continuano a lavorare in maniera instancabile.
Ringrazio la relatrice Barbera, la correlatrice Luisetto e tutti i colleghi Commissari per il confronto costruttivo che è avvenuto in Commissione è avverrà anche quest’oggi. Chiudo il mio intervento invitando tutti, per i motivi che poc’anzi ho illustrato, a esprimere un voto favorevole, convintamente favorevole, in Aula.
Sarebbe bello che ci fosse veramente un segnale importante di voto favorevole all’unanimità di tutta questa Assemblea legislativa del Consiglio regionale del Veneto, soprattutto rispetto al momento che il Consiglio del Veneto sta vivendo anche in queste settimane di fronte agli occhi della nazione.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Domanda: la consideriamo una dichiarazione di voto questa?
Speaker : Enoch SORANZO (Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni)
No.
Speaker : PRESIDENTE
Bene.
Volevo comunicarvi che sono giunti tre emendamenti da parte della correlatrice, quindi avete un quarto d’ora per subemendarli, qualora fosse necessario subemendarli, ovviamente.
Detto questo, passerei la parola al consigliere Montanariello. Ci avviamo alla conclusione, immagino, degli interventi della discussione generale e poi facciamo le dichiarazioni di voto. Poi, sospenderemo, ve lo ricordo, per la Commissione.
Prego, Consigliere.
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente. Non so se andiamo in conclusione. Sono bravo, ma non prevedo il futuro.
Intanto, sono stimolato a fare questo intervento perché credo che nell’interesse della collega che presenta questo progetto di legge forse sarebbe meglio tenerlo lontano dalle dichiarazioni di Valdegamberi sul fine vita, sarebbe meglio tenerlo lontano da alcune logiche di nazione, radici, non perché in qualche modo non lo rappresenta, però credo che non si può chiedere condivisione e fare degli interventi dove si lascia intravedere fortemente in modo marcato anche un linguaggio che è tutt’altro che non politico.
Io starei su un ragionamento molto più laico, cercando di dare, a differenza del collega Soranzo, che nella sua bellissima arringa tenta di dargli dei contenuti politici, una cosa che io credo che se deve avere condivisione, debba recuperare magari lo spirito della proponente della legge, che non sia quello di marcarlo con contenuti di nazione, radice e nostra cultura, non perché andiamo contro la nazione o le nostre radici, però penso che sia una cosa molto più semplice. Anche perché, il tema del presepe credo che vada affrontato con uno sguardo laico e culturale.
Tanti artigiani che ci lavorano, tante maestranze, tanti esempi virtuosi che ci venivano ricordati, penso che molto spesso, anche chi si adopera per queste bellezze, che poi nella nostra Regione trovano elementi in alcuni casi di eccellenza, abbiano magari “credo” o culture diverse. Molti artigiani… Non è che un artigiano non produce una cosa se non è di quella cultura, di quel credo, e se non ha quelle radici non vede la nazione in quel modo, come la vede qualcun altro. Anche perché ormai il presepe fa parte della storia italiana, al netto di quelle che sono le radici religiose che lo vedono fondare, come ci ricordava prima il collega ancora nel 1200.
Nel corso dei secoli, il presepe è diventato un’espressione di arte popolare, di artigianato, di creatività profondamente legata ai territori e alle comunità. L’esempio di quello che diciamo è che il presepe è diventato un’espressione culturale legata ai territori, alle comunità, talché ci sono anche delle parti d’Italia, Presidente, dove anche personaggi tipici della cultura locale diventano la statuina del presepe, per antonomasia, possiamo vederlo Napoli, che avviene, ma anche in tante parti d’Italia, dal Maradona, al personaggio del Grande fratello di turno di quella comunità, è una forma di arte anche quella. Uno può condividerla o no, ma risulta evidente – hanno fatto anche la statuetta del presidente Zaia nel presepe, che non è un santo, è un personaggio della politica, che su alcune idee, visto che lei parlava di radice e cultura, la pensa diversamente su alcuni temi importanti come le radici e la cultura, come le interpreta lei, però non è che non si fa la statuetta.
Io quindi mi terrei molto di più sul tema dell’artigianato, sul tema della tradizione, vista come tradizione culturale e artigianale, pur nascendo da un input sicuramente religioso. Peraltro, vorrei dare una brutta notizia al collega Soranzo: dal 1.200 a ora è passato un po’ di tempo, qualcosa è cambiato.
È sufficiente osservare un presepe per trovare una fotografia della società di un tempo, i mestieri, le botteghe, i mercati, le abitazioni e le tradizioni. Per questo, quando parliamo di presepe, possiamo parlare di un puro patrimonio culturale, esattamente come facciamo per tante altre tradizioni che raccontano la nostra comunità.
È qui che entro, tentando di dare una mano alla collega Barbera, apprezzando questo progetto di legge e consigliandole di chiedere ai compagni di viaggio di fare qualche intervento in meno, altrimenti ci fanno passare la voglia di condividere questo pezzo di strada insieme, perché votare il presepe come cultura va bene, lo dico da cattolico, non ho problemi, però Nazione, radici, tradizioni mi sa più da compleanno di Bari piuttosto che da tradizione culturale. Mi permetta sul presepe ci sto, sul compleanno di Bari le dico da pugliese quel giorno ero contento di essere in Veneto.
Il compito delle Istituzioni non è stabilire cosa debbano pensare o credere i cittadini, collega Soranzo, ma è piuttosto conservare la memoria, sostenere la cultura e permettere alle tradizioni di essere conosciute e tramandate in una società pluralista come la nostra, visto che dal 1.200 ad ora di acqua sotto i ponti ne è passata.
Valorizzare una tradizione non significa importa, infatti alle molte persone che partecipano alla costruzione del presepe non dobbiamo chiedere cosa preghino, perché magari sono ottimi artigiani che si prestano a delle opere d’arte sensazionali, come quelle che lei ha fatto bene a ricordare, l’eccellenza del nostro Veneto, ma magari al carpentiere di un’altra Nazione che fa il Ramadan cosa dici, “non fare la statuetta perché non sei della mia nazione e non hai le mie radici?”.
Questo significa, cari colleghi (ringrazio la collega Barbera per come ha improntato il progetto di legge) riconoscere il valore storico e culturale, lasciando a ciascuno la libertà di interpretarlo secondo le proprie convinzioni, ed è per questo che credo che sia il modo migliore per guardare al futuro, conoscere le proprie tradizioni senza chiudersi nel passato, valorizzare la propria storia senza contrapporla agli altri.
Il presepe in questa prospettiva è una parte della nostra cultura popolare, e la cultura, quando viene condivisa liberamente, è sempre patrimonio di tutti. Ecco perché credo che sicuramente dobbiamo avere l’opportunità di valorizzare queste forme di arte, che sono fantastiche, perché ci veniva ricordato che racchiudono artigianato, racchiudono anche materiali locali, ad esempio, Presidente, una volta ho visto delle statuine del presepe in montagna fatte con la corteccia dell’albero locale, quindi è anche un tema legato ai materiali locali, ma anche io sono il primo che quando vado in un posto, in un mercatino, te le guardie tutte quelle statuette, perché è fantastico. Vidi l’anno scorso, se non erro, a Padova, dentro il Comune c’era una mostra fantastica di presepi, insomma, quindi, voglio dire, ed è per questo che credo che è questo l’obiettivo che noi dobbiamo darci tutti insieme, collega, perché faremmo un servizio importante da legislatore: valorizzare il nostro territorio, le buone pratiche, le buone esperienze, le buone arti, i buoni mestieri e quant’altro.
Non è un progetto di legge malvagio. È evidente che la collega Luisetto, da persona che ha seguito questo iter, crede che ci si possa migliorare ed è evidente che la condivisione, come tutto, sarà determinante nel capire da che parte la correlatrice deciderà di guidare la scelta del gruppo.
Però, dall’altra parte, io faccio un appello, ma lo faccio a titolo personale, umano, intrinseco, di introspezione, collega Soranzo, mia, in quanto cittadino, seppur cattolico, che fa il legislatore in uno Stato laico, laico, perché l’altro giorno qualcuno ci ricordava sul web che non siamo uno Stato laico. Siamo uno Stato laico, voglio dire; finché non entri nelle mura vaticane sei uno Stato laico e quindi di tenerlo, secondo me, in modo meno francescano, meno fine vita meno. Nasce da lì, ma in quel 1.000 anni assume il carattere che in parte è quello che ha descritto lei.
Perché, sa, cominciare dicendo “è la tradizione, ma tu l’altro giorno hai votato così”, credo che allontani. Invece noi dovremmo prendere spunto dal comportamento dei personaggi del presepe, che è quello di avvicinarsi a un obiettivo comune, così come quella volta son venuti ovunque per avvicinarsi alla grotta del nostro Signore durante la Natività, piuttosto che, collega Soranzo, non mi serve suggeritore, ho fatto le scuole cattoliche, stia sereno, non ho bisogno del suggeritore…
Speaker : PRESIDENTE
Non interloquite, per favore. Grazie.
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Non ho bisogno del suggeritore. Ho studiato dai Salesiani, stia sereno.
Speaker : PRESIDENTE
Non avevamo dubbi. Concluda.
Speaker : Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Queste cose bene o male me le ricordo ed è stato un grande privilegio che ho avuto, mi sento di dire.
Quindi, caro collega, in parte convengo con lei ed è proprio l’ammirazione e la stima personale e politica che nutro nei suoi confronti, che mi permette anche di avere questo dibattito alla pari con lei, sapendo che da persona intelligente, oltre che io stimo, come ho detto, per mille motivi saprà cogliere il lato positivo del mio intervento che volge a trovare una convergenza piuttosto che un punto di polemica su una cosa bella che la collega Barbera ha fatto.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere Montanariello.
Consigliere Trevisi, prego.
Speaker : Gianpaolo TREVISI (Partito Democratico)
Grazie, Presidente. Grazie alla collega Barbera che ha proposto ed è la prima firmataria di questa legge. Ricordo che già da ragazzino facevo i miei presepi e li facevo molto particolari. Uno una volta lo feci con le statuine del presepe immerse in una bacinella d’acqua. Insomma, poi lasciavo gli altri capire se era un mondo che era stato sommerso o che bisognava ancora scoprire. Poi, a distanza di molti anni, è stato anche citato prima, ho ritrovato il presepe sommerso proprio sul ponte di Peschiera del Garda, a pochi metri dalla scuola di polizia.
Quindi ringrazio, ringrazio pure per il lavoro che la Commissione ha portato avanti per questo progetto. Io non ho problemi legati neanche a nazioni, a tradizioni. Ringrazio, però, in particolare, il collega Valdegamberi che, come al solito, mi segue con attenzione, perché mi ha risvegliato da questo torpore nel quale mi ero ritrovato con la Pianura Padana, perché ci tengo a dire una cosa. Io ancora non so come voteremo, perché comunque stiamo vedendo con degli emendamenti già presentati e con qualche subemendamento che magari potrà essere presentato, però ci tengo a chiarire una cosa. Io sono un cattolico credente, non molto praticante, non ricordo le volte in cui vado in chiesa in un mese, però non permetto al consigliere Valdegamberi di dire che se eventualmente io voterò sì, voterò per punirmi del fatto che io abbia votato sì alla legge sul fine vita, che invece è una legge per la libertà. L’ha ricordato il consigliere Montanariello, siamo in uno Stato laico. Credo che si possa dire con assoluta certezza che Dio, se uno ci crede, ci ha lasciato perfino la libertà di non credere, di credere e di non credere.
Credo che quello che abbiamo votato la scorsa settimana sia un inno alla libertà. Parlavamo prima delle persone che abbiamo conosciuto e non conosciuto, e io sono stato vicino a delle persone che hanno portato il proprio caro fino all’ultimo giorno, accarezzandolo, parlandogli anche se lui non era più in grado di sentire e quindi non permetto a nessuno di dire che io voterò sì, se voterò sì, soltanto perché mi devo in qualche modo salvare dagli anatemi e dalle condanne che ci sono state e che continuano ancora ad arrivare, perché io continuo a ricevere e-mail prima del voto e continuo a ricevere anche adesso e-mail che mi condannano per il fatto di aver votato in un certo modo.
Siccome poi il gioco delle parti ha voluto che io e Valdegamberi siamo pure vicini, io lo ascolto anche quando on parla al microfono, ci tenevo a chiarire questa cosa perché gli estremi, alla fine, dicono che non si toccano, però su questi temi e forse su molti altri vi assicuro che io con il consigliere Valdegamberi non mi tocco neanche con un dito.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Ne avevamo una minima idea.
Consigliere Baldan Matteo, prego. Valdegamberi, c’è già un Consigliere che ha la parola.
Speaker : Matteo BALDAN (Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni)
Grazie, Presidente.
Innanzitutto, tengo particolarmente a ringraziare la collega Barbera che ci ha proposto questo progetto di legge, che ovviamente abbiamo sposato convintamente.
Molto spesso capita che quando c’è un progetto di legge, qualcuno lo presenta e dice: beh, ovvio, che lo sottoscrivo, però molte volte l’ovvio non è poi così ovvio, bisogna lavorarci, bisogna perderci del tempo e bisogna anche saper dare il giusto peso a quello che si dice, e bisogna andare nella direzione giusta rispetto a quello che uno o qualcuno vuole rappresentare, o vuole dire con quel progetto di legge.
Proprio per questo, mi sento in dovere di intervenire. Il tentativo di dare una lettura diversa dentro al testo presentato dalla collega Barbera e sottoscritto dai colleghi di Fratelli d’Italia e da altri colleghi presenti in quest’Aula, credo che sia un tentativo, forse un po’ maldestro, di dire: noi siamo d’accordo, però. “Però” perché? Ho sentito parlare di laicità. Va bene, non è un problema. È anche vero che negli anni sapienti artigiani hanno fatto del presepe come simbolo il loro saper trasformare in qualcosa di finemente costruito la loro arte migliore.
Sarà pur vero che non tutti gli artigiani che fanno i presepi, o magari non tutti coloro che promuovono mostre presepiali, saranno necessariamente dei cristiani, ma sicuramente la provenienza arriva da quello che è il simbolo del presepe, da quello che il presepe rappresenta come fondamento delle radici delle nostre tradizioni. È innegabile che la fonte sia una fonte religiosa cristiana.
Quindi, sentir dire: no, perché ci sono degli artigiani che in altre parti d’Italia fanno le statuine del presepe, magari rappresentando dei soggetti che non sono necessariamente religiosi, ma magari sono legati al mondo moderno, questo non significa che il presepe magicamente si è trasformato in qualcosa di laico. Penso che siamo tutti d’accordo che il presepe sia un simbolo della cultura cristiana e rappresenta la Natività.
Aggiungo che c’è stato un ulteriore tentativo, che è stato quello di dire: “no, perché voi con questo progetto di legge volete creare una contrapposizione”. No, non c’è alcuna contrapposizione, ma semplicemente si vuole tutelare e valorizzare un simbolo della nostra tradizione, un simbolo della nostra tradizione che poi trova radicamento anche nella cultura popolare, come abbiamo detto, e, soprattutto, trova radicamento in tutte quelle associazioni di volontariato, in tutti i volontari che ogni anno si prodigano per portare avanti e le iniziative sul territorio della Regione Veneto.
Oltretutto ricordo che, con tutto il rispetto di chi produce le statuine in chiave moderna del presepe a Napoli, Napoli non fa parte della Regione Veneto, Questo è un progetto di legge della Regione Veneto, quindi non farei questo accostamento, se fosse stato un progetto di legge statale e avesse trovato accoglimento per quello che propone, magari l’accostamento si sarebbe anche potuto fare.
Aggiungo anche che in quest’Aula già questa mattina, probabilmente con qualche scivolone da parte dei colleghi di minoranza, ho sentito per questa proposta di legge, come per la proposta di legge sulle foibe, come per la proposta di legge che parlava della valorizzazione e tutela della pianura di “leggine che servono solamente a continuare la nostra azione di propaganda”, ma c’è una differenza, quando noi di Fratelli d’Italia proponiamo qualcosa, non lo facciamo per propaganda, lo facciamo perché crediamo in quello che facciamo.
Ho sentito dire in uno dei primi interventi proprio questa cosa questa mattina e l’ho trovato alquanto irrispettoso non solo nei confronti dei colleghi che hanno lavorato a questo progetto di legge, nei confronti dei commissari, nei confronti anche di tutti i tecnici che hanno lavorato a questa proposta, ma anche un irrispetto di tutti coloro che quando leggono questo testo ci credono veramente, le associazioni di volontariato, ad esempio, i volontari.
I volontari non hanno bisogno di sentirsi dire che queste sono leggine soltanto per portare avanti la logica della propaganda, perché questo è inaccettabile e questo non lo accettiamo!
Anche se fosse soltanto un piccolo inizio, bisognerà pure iniziare da qualche parte, quindi noi siamo soddisfatti del testo finale, siamo soddisfatti del lavoro che è stato fatto e che ancora stiamo facendo in queste ore.
Un piccolo (inc.), così si dice oggi, che mi sento di puntualizzare. È pur vero che il consigliere Montanariello era contento di essere in Veneto, ma dovrebbe esserlo sempre, visto che rappresenta la Regione del Veneto, quando noi eravamo con Fratelli d’Italia a Bari, venerdì e sabato scorso, e noi diciamo - non sto interrompendo nessuno - e altrettanto noi eravamo contenti che lei era qui in Veneto, perché lì non avrebbe trovato posto, perché chi prende in giro i simboli della nostra cultura, chi prende in giro le nostre radici, le nostre tradizioni, parole che da voi vengono strumentalizzate come se stessimo elevando uno scudo verso il conservatorismo più duro, allora va contro le proprie radici e non trova posto nella nostra società moderna, che da quella tradizione poi prende vita. Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE
Prego, Consigliere.
Consigliera Martini, prego.
Speaker : Morena MARTINI (Stefani Presidente)
Grazie, Presidente. Grazie, colleghi. Io ho sottoscritto questa proposta di legge e ringrazio la collega per averla pensata e per averla portata avanti in Commissione con grande determinazione e anche con una lucidissima moralità, ecco e vi spiego anche perché per me è importante sottoscrivere questo tipo di proposte. Io, così come mi sono comportata quando ho avuto la fortuna di essere in Provincia e ho regalato a tutte le scuole superiori della mia Provincia il Crocifisso, allo stesso modo mi piace pensare che in tutte le scuole del Veneto ci possa essere il presepe, così come il presepe possa essere rappresentato, portato avanti in forme scultoree, artigianali, come è stato ricordato da tutti voi, ma anche i famosi presepi viventi che animano le nostre piazze, come simbolo culturale e mi fermo sull’aspetto culturale. Non mi fermo sull’aspetto religioso, ognuno ha nel cuore il proprio credo ed è giusto che il proprio credo venga portato avanti, ma mi fermo su un punto che ritengo importante a livello didattico.
Io, quando sono stata criticata per aver chiesto alle scuole di mettere il Crocifisso nelle aule, la mia risposta è stata semplicemente questa: Per chi crede il Crocifisso è un simbolo, quindi, per chi crede il presepe diventa il simbolo e la rappresentazione della Natività del Salvatore; per chi non crede quel Crocifisso è un valore culturale, rappresenta un valore culturale, così come il valore culturale lo rappresenta il presepe, perché; come può leggere un quadro un ragazzo, una ragazza, uno studente se non conosce i Vangeli. Come può avvicinarsi alla storia della letteratura italiana se non si conosce la storia dei Vangeli, se non si conosce la storia di Gesù, perché è permeata fino alla fine del 400, fino a metà del 500 della storia di Gesù. La storia dell’arte è permeata, è un quadro, non si legge a prescindere se non si conosce la storia di Gesù. Io ti ringrazio tantissimo, ringrazio la collega veramente di cuore, do già naturalmente la mia dichiarazione di voto, il mio voto è favorevole, favorevole per l’impegno e per l’onestà intellettuale che esula qualsiasi forma di propaganda politica con cui è seguito questo progetto. Grazie infinite. Grazie all’Aula.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Consigliere Corazzari, prego.
Speaker : Cristiano CORAZZARI (Lega-Liga Veneta)
Questa è una bella legge. Volevo anch’io fare un breve intervento per portare qualche parola di sostegno a questa iniziativa.
Il presepe affonda le proprie radici nella religione, è diventato poi un aspetto culturale della nostra storia, della nostra società, l’ha spiegato appena adesso la mia collega Martini. Ogni persona, per tradizione, per famiglia, ha dei ricordi legati al presepe il quale poi si riverbera in tante iniziative collettive, sociali. Pensiamo alle nostre parrocchie, al fatto che i presepi coinvolgono tante persone, tanto volontariato nella realizzazione di mostre su presepi. C’è il fatto di poter fare un bel presepe e di poterlo mettere anche in competizione con gli altri. Per esempio, uno dei ricordi più antichi che ho io della mia infanzia era che passava il parroco e andava a scegliere il presepe più bello del paese.
Ora, al di là dell’aspetto... Non ho mai vinto niente, però ricordo che andavo a rubare il muschio per riuscire a fare il presepe, e far sì che fosse il più realistico e bello possibile. È il contesto del presepe che ci ricorda qualcosa, ovvero una scena, un quadro, che era un quadro familiare, quello della Madonna, di Giuseppe, di Gesù bambino, l’arrivo dei Magi, che rappresenta un po’ una esplicitazione di mille quadri che viviamo noi tutti i giorni.
Anche noi potremmo essere, nell’ambito della nostra Assemblea, un grande presepe, se ci pensiamo. I vari personaggi li vediamo già in quest’Aula. Nell’elencare i personaggi io dico subito...
Speaker : PRESIDENTE
Non parli di animali.
Speaker : Cristiano CORAZZARI (Lega-Liga Veneta)
Chiedo subito il ruolo dell’asino, perché così non si offende nessuno. Però, abbiamo il nostro Gesù bambino, che è un nuovo Presidente, il Presidente Stefani, che è appena nato, che adesso inizia una legislatura. Abbiamo il papà, San Giuseppe, che potrebbe essere il Presidente Luca Zaia. Abbiamo il bue, che evidentemente è l’amico Valdegamberi, abbiamo tutta una serie…
Speaker : PRESIDENTE
Per favore, lasciatelo concludere.
Speaker : Cristiano CORAZZARI (Lega-Liga Veneta)
Abbiamo anche gli albergatori che rifiutarono il posto a Maria, quando cercava un alloggio, che sono gli amici dell’opposizione. Abbiamo tutta una serie di personaggi in cui, con un po’ di fantasia e un po’ di ironia, ci si può riconoscere, gli angeli, eccetera.
Speaker : PRESIDENTE
Per favore, Valdegamberi.
Speaker : Cristiano CORAZZARI (Lega-Liga Veneta)
La legge sul presepe ha un valore identitario, storico, culturale, ma è molto bello perché affonda nei nostri sentimenti la propria forza, ognuno può legare al presepe, al di là delle convinzioni religiose, delle convinzioni politiche, qualcosa di personale e di particolare che è rappresentativo di quello che siamo, ovvero una comunità con dei valori condivisi, e questo penso sia l’elemento più importante di una legge come questa.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Consigliere Valdegamberi, per favore.
Consigliere Lovat.
Speaker : Davide LOVAT (Szumski – Resistere Veneto)
Grazie, Presidente, molto brevemente.
Non volevo neanche intervenire, ma volevo dare un contributo di riflessione, proprio per cercare di stare nello spirito del soggetto di quel presepe, il cui fulcro è Gesù di Nazareth che nasce.
Vediamo se riesco con poche parole, altro che 20 minuti, spero di farcela in tre, a dire un paio di concetti…
Speaker : PRESIDENTE
Valdegamberi, Lovat ha difficoltà con una persona che parla alle spalle. Prego.
Speaker : Davide LOVAT (Szumski – Resistere Veneto)
Grazie, Presidente Zaia.
Quel Gesù che nasce nella sua vita dà un contributo importante alla nostra civiltà, e come vedete prendo un approccio laico che possa essere condiviso da tutti, e affida il suo messaggio, quando è grande, a dei pescatori.
I primi apostoli e il primo Papa sono dei pescatori: Pietro, Andrea, Giacomo, Giovanni Zebedeo. Da bambino, quando nasce, invece, i primi a cui si rivela sono dei pastori: vedete? Abbiamo parlato anche prima di Veneto. I pastori rappresentano a Montagne, se vogliamo, e i pescatori il mare, ma sempre le persone più umili. La più grande lezione che ho appreso in vita mia me l’ha data mia madre, in occasione della mia laurea, e ve la devo raccontare brevemente: Aula Magna del Bo, 110, tesi d’eccellenza, tanta pompa, tanta presunzione… Mia madre mi smonta subito, raccontandomi di un episodio accaduto a lei. Lei fu la prima donna diplomata nel suo piccolo paese di montagna negli anni ‘60 (maestra era già tanto per il contesto dell’epoca).
Quando tornò da Feltri in corriera a Zorzoi di Sovramonte, in piazza incontrò il pastore del paese che la conosceva da quando era nata e, vedendola, si è scappellato con un gesto ampio e ha detto “buondì, signora maestra”, e mia madre timida rispose “ma dai, Bepi, son mi, son Francesca, non sta a far così” e questo rispose “eh no, a lavorare siamo buoni tutti, basta la buona volontà, ma per studiare ci vuole lo Spirito Santo”, reminiscenze del poco catechismo avuto da piccolo, però una grande lezione teologica anche questa.
Mia madre, dopo avermi raccontato questo episodio, mi disse “adesso tu sei diventato dottore con tutti gli onori. Ricordati una cosa nella vita, da persona e da dottore: non sentirti mai superiore a un pastore, perché ai pastori il Cristo si è rivelato per primo e, quando parlerai, cerca sempre di farlo in nome dei pastori, di quelli che non sono capaci di parlare come te, ma farlo per difenderli da chi magari può ingannarli”.
In quest’Aula ho già detto e ripeto che apprezzo tantissimo il collega Montanariello, che sempre difende i pescatori e dimostra di essere degno delle sue umili origini, non fiero come tanti, degno, che è una cosa diversa, e io cerco di essere degno dei pastori, perché vengo da umile origini, ricordo che quel bambino che ha introdotto nella storia del mondo il concetto di carità, che prima non c’era, in virtù del quale è stato introdotto il concetto di persona, che non sto a spiegarvi con la teologia trinitaria, ma che vi riporto nell’essenza finale, quel bambino per chi crede, ma in generale per come è stato interpretato nella nostra civiltà millenaria, ha rappresentato Dio che si fa uomo e, assumendo l’umanità, ha dato dignità divina a ogni persona.
Ogni essere umano, nella cultura cristiana, unica in tutta la storia dell’umanità passata e presente, in virtù del concetto di persona che non esiste nelle altre culture, non esiste per i cinesi, non esiste per gli islamici, non esiste per i buddisti, il concetto di persona deriva dalla teologia trinitaria che è specifica del cristianesimo, dice che ogni essere umano ha la dignità di Dio, di fronte a un pescatore mi devo sentire come di fronte a Dio, di fronte al pastore, di fronte al ricco come al povero, al credente o al non credente, il rispetto che gli devo è il rispetto che dovrei teoricamente a Dio.
La differenza, tra come io - parlo in prima persona, non attribuisco a nessun altro le mie insufficienze - la differenza da come io mi rapporto davanti a una persona e come dovrei farlo, se la considerassi veramente degna di Dio, degna come Dio, è la misura della mia insufficienza e su questi fondamenti che è nata la nostra civiltà, anche tutta la civiltà dei diritti, anche tutto quello che poi si è discostato in chiave laica e in altre direzioni da questa radice.
Allora, ecco, mi sono permesso di intervenire, non volevo farlo, solo per non lasciare che ci fosse un atteggiamento, diciamo così, nei confronti del presepe che si tenesse in considerazione anche questo. Vanno bene tutti gli interventi, non ho problemi con nessuno, però ho provato a dare anche il mio contributo in virtù di quel poco che so. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliera Luisetto, ne ha facoltà. Prego. Dieci minuti scarsi.
Speaker : Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
Un minuto, Presidente. Solo perché ho la necessità di riportare un attimo la discussione nel merito. Cioè voi oggi ci chiedete di votare e di affrontare un progetto di legge che si chiama valorizzazione e promozione del patrimonio presepiale del Veneto. In questo progetto di legge si fa menzione e si sottolinea il valore artistico, artigianale e culturale di questa tradizione, ci sono delle azioni che la Regione prevede, di promozione e di sostegno, per favorire tutto quel lavoro di volontariato che ci sta dietro a tutta questa tradizione che, peraltro, accomuna moltissime delle comunità in cui viviamo e su questo noi riteniamo di doverci esprimere.
Ogni Consigliere è giusto che dica quello che sente, ma siccome a un certo punto mi sembrava essere al catechismo - lo dico con tutto il rispetto - credo sia importante riportarci alla laicità di questo provvedimento. Scusate.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Io sospenderei. Vi ho dato prima il quarto d’ora per i subemendamenti. Bisogna fare il passaggio formale in Commissione.
Ci mettete un minuto. Cinque minuti in Commissione, poi riprendiamo e votiamo il provvedimento.
I componenti della Commissione in Sala del Leone.
Fra cinque minuti ci rivediamo in Aula. Ufficio di Presidenza in Sala Giunta. Signori, accomodatevi, prendete posto.
Signori, se rinizia.
Abbiamo chiuso la discussione generale. Ringrazio la Commissione che ha trattato, vedo il presidente Soranzo, gli emendamenti con gli eventuali subemendamenti. Saremmo in teoria all’articolo 1, ma mi si dice che qualcuno deve intervenire.
Noi dovremmo iniziare a votare dall’articolo 1. Abbiamo il testo?
C’era il dottor Giachetti. Presidente Soranzo, prego. Siamo sull’articolo 1. Prego.
Speaker : Enoch SORANZO (Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni)
Grazie, Presidente.
Per conto della relatrice e di tutto l’Ufficio di Presidenza e di tutti coloro che hanno collaborato in Commissione e del Presidente della Commissione Sesta, all’articolo 1 si propone, alla luce dell’emendamento depositato n.3 della collega correlatrice Luisetto, quindi in riferimento all’emendamento 3 che si riferiva all’articolo 2, abbiamo pensato di proporre un emendamento all’articolo 1, così formulato: “al comma 1, dopo la parola finalità, si aggiunge ‘e la programmazione’.
Prosegue poi il testo, già depositato, della legge regionale 16 maggio 2019 numero 17, Legge per la cultura. Si aggiunge nuovamente ‘e la legge regionale n.11 del 2 giugno 2013, legge sul turismo, con la sua definizione originale, riconosce il presepe come espressione del patrimonio culturale, artistico e storico della comunità regionale e promuove la salvaguardia delle tecniche artigianali tradizionali, la diffusione della tradizione presepiale, il sostegno di iniziative espositive del territorio regionale, nonché dello sviluppo di itinerari turistico-culturali tematici”.
Questa è la proposta del testo, che mi pare possa essere accolta. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Correlatrice, prego.
Speaker : Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
Solo per dire che, alla luce della riformulazione dell’articolo 1, che inserisce il riferimento alla programmazione delle due leggi, turismo e cultura, si ritira l’emendamento 3, che era riferito invece all’articolo 2, e si accetta questa riformulazione dell’articolo 1.
Speaker : PRESIDENTE
Ok, su questo ci siamo.
C’è poi un emendamento n. 1 di Rocco con parere favorevole. Vi risulta? Articolo 2. Dobbiamo mettere in ordine le carte. Io voterei l’articolo 1 innanzitutto, riformulato.
È aperta la votazione sull’articolo 1.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Passiamo all’articolo 2.
C’è un emendamento di Rocco... no di chi è? No, ma guarda lo schema che abbiamo in mano: c’è questo emendamento Rocco, è del 2.
Prego.
Speaker : Enoch SORANZO (Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni)
Presidente, grazie.
Allora l’emendamento n. 3, che fa riferimento all’articolo 2, presentato dalla correlatrice, come già anticipato poc’anzi, viene ritirato.
Speaker : PRESIDENTE
Eh sì, scusami, stavamo discutendo. Prego.
Speaker : Enoch SORANZO (Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni)
Dicevo che, come anticipato dalla correlatrice, l’emendamento 3, che di fatto interviene sull’articolo 2, così come depositato, a fronte della modifica all’articolo 1, lo ritira.
Speaker : PRESIDENTE
L’ha detto in intervento che lo ritirava.
Ma siccome l’ha detto lei penso che non debba dircelo più nessun altro, secondo logica.
Abbiamo capito dalla consigliera correlatrice Luisetto che ce l’ha detto. Quindi passa l’articolo 1 riformulato e come abbiamo votato. Punto.
Siamo all’articolo 2.
Emendamento n. 1 di Rocco sull’articolo 2. Parere? Prego.
Speaker : Enoch SORANZO (Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni)
Questo emendamento n. 1 viene riformulato con un emendamento depositato dalla relatrice.
Speaker : PRESIDENTE
Siamo all’emendamento n. 1 di Rocco, che a noi risulta avere parere favorevole con modifica.
Speaker : Enoch SORANZO (Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni)
Con modifica, infatti c’è una riformulazione da parte della relatrice.
Speaker : PRESIDENTE
Prego, consigliera Barbera.
Speaker : Claudia BARBERA (Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni)
Grazie, Presidente.
L’articolo 2 viene così modificato: ”Al comma 2 destinatari degli interventi di cui al comma 1, lettere a) e b), sono prioritariamente gli enti locali, con la collaborazione delle istituzioni scolastiche, le associazioni iscritte al Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS) con finalità culturali, le parrocchie, gli enti religiosi, le Pro Loco...” Scusate, “e successivamente le associazioni iscritte al Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS) con finalità culturali, le parrocchie e gli enti religiosi che promuovono o curano la conservazione e la realizzazione di progetti da parte del pubblico”.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Collega Rocco, a verbale.
Speaker : Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti In Azione – Uniti Per Manildo Presidente)
Accetto la modifica.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Siamo sull’articolo 2.
È aperta la votazione.
La consigliera Sambo non riesce a votare.
È chiusa la votazione.
È approvato.
Votiamo l’articolo 2, così come emendato.
È approvato.
Sull’articolo 3 abbiamo un emendamento, il n. 4, Luisetto.
Speaker : Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
Presidente, lo metterei al voto.
È sull’articolo 3.
Speaker : PRESIDENTE
Sull’articolo 3 c’è un emendamento n. 4 di Luisetto. Ho capito, ma c’è un emendamento, potrò dirlo che c’è o no? Perché continua a dirmi “al voto”. L’ha detto lei. Ha chiesto di votare.
Soranzo ogni volta ripete quello che dice lei. Vuole venire qui al posto mio? Confermi che ha chiesto di votare l’emendamento che è suo. Cosa dobbiamo confermare? Scusami, se l’emendamento è della correlatrice e dice che vuole votarlo, cosa dobbiamo confermare? Dobbiamo votare. Non ha bisogno di pareri sulla sua richiesta. È aperta la votazione. Parere contrario. Quindi, il tema era, Presidente Soranzo, non “si voti”, ma “parere contrario”, adesso… Prego, dai, non arrabbiarti, c’è di peggio nella vita… La speranza è sempre l’ultima a finire… Per fare l’avvocato difensore? Ma cosa ho detto? Guardate che io non ho detto niente di strano. Ci siamo capiti. Nel momento in cui lei chiede, vi dà fastidio? Adesso corriamo di più, allora.
La votazione è chiusa.
Respinto.
Votazione dell’articolo 3. Prego.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Approvato.
Articolo 4. Scusami un attimo, lasciatemi fare il mio mestiere.
Siamo all’articolo 4, fate attenzione, per favore.
C’è un emendamento, il n. 5, Luisetto, che… Bene.
Passiamo alla votazione dell’articolo 4.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
È approvato.
Siamo sull’articolo 5.
C’è l’emendamento n. 2 del consigliere Rocco. Prego.
Speaker : Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti In Azione – Uniti Per Manildo Presidente)
Lo ritiro.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Poi ce n’è un altro, mi dicono, che qua non è scritto… N. 6 della consigliera Barbera. Parere del relatore.
Speaker : Claudia BARBERA (Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni)
Dopo l’articolo 4 è inserito il seguente articolo 5: “Clausola valutativa. La Giunta regionale, entro il 28 febbraio di ogni biennio successivo all’entrata in vigore della presente legge trasmette alla competente Commissione consiliare una relazione sullo stato di attuazione e sull’efficacia degli interventi realizzati. La norma finanziaria diviene conseguentemente l’articolo 6.
Speaker : PRESIDENTE
Quindi? Cioè questo emendamento lo votiamo? Parere favorevole, scontato.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Adesso votiamo l’articolo 5.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Dichiarazioni di voto, prego, consigliere Valdegamberi.
Speaker : Stefano VALDEGAMBERI (Gruppo Misto)
Colgo l’occasione per rimarcare (ho sentito prima la discussione) intanto il voto favorevole, poi una piccola riflessione: come il presepe non sia semplicemente un simbolo della tradizione religiosa, ma sia diventato un simbolo che, come molti altri, ha un significato laico nel senso esteso del termine, cioè tutti i segni cristiani, il nostro calendario stesso in cui c’è la domenica, che parte da un significato puramente religioso, ma diventa un’indicazione che ha un valore civile che riguarda sia chi crede che chi non crede, così come altri simboli e nomi.
Nel 1942, il filosofo Benedetto Croce, che non era nemmeno cristiano, come ha dichiarato lui stesso, era un liberale anche ateo, ha scritto un libro che si intitola “Perché non possiamo non dirci cristiani”, per dire come, bene o male, la nostra cultura, i nostri valori, come ha detto bene Lovat, il concetto stesso di persona sono concetti che sono entrati nella vita quotidiana di tutti i giorni e sono stati alla base dei valori civili delle Carte costituzionali dei nostri Paesi, quindi significa un valore strettamente collegato all’essere occidentali, alla cultura occidentale e ai valori che questa rappresenta per tutti, indipendentemente dalla religione che uno professa. Ecco quindi perché, quando delle volte si tende a togliere il presepe dalle scuole, dai luoghi pubblici, perché questo è un simbolo confessionale, offenderebbe gli altri, questa legge aiuta a far capire, appunto, che non è così, che è un simbolo, che rappresenta dei valori di cui anche chi viene qui in questo Paese, magari professando altre religioni, beneficia di quei valori che questa dialettica storica che si è sviluppata attorno al cristianesimo, ha portato ad essere dei principi, delle carte costituzionali e, come ho detto, anche dei principi universali.
Anche un altro autore importante che era di origine statunitense, poi è stato parecchio tempo in Inghilterra, un poeta, uno scrittore, Elliot, anche lui ha detto una frase simile nelle sue riflessioni, ha detto che la cultura europea è inconcepibile senza la cristianità.
Molto spesso noi prendiamo delle posizioni anche nel mondo della scuola, insegnanti e questi sarebbero da richiamare perché uno che non capisce questi concetti basilari non so se sia idoneo a potere anche insegnare e spesso si confonde cristianità, cultura cristiana con la confessione cristiana. Sono due cose diverse e credo che quindi la legge di oggi possa aiutare a ricordarci che noi siamo ciò che siamo grazie anche al cristianesimo.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliere Bozza, prego.
Speaker : Alberto BOZZA (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto – PPE)
Grazie, Presidente.
Volevo ringraziare innanzitutto i colleghi proponenti. Ho sottoscritto anch’io e noi come Gruppo voteremo ovviamente a favore di questa proposta di legge.
Li volevo ringraziare perché penso che oggi, comunque, con questa iniziativa, intendiamo porre al centro dell’attenzione di questo Consiglio sicuramente quello che costituisce oggi il presepe, che è un patrimonio storico-artistico, come è stato detto da chi è intervenuto. È sicuramente un patrimonio anche umano, perché indipendentemente da chi crede o non crede, l’elemento del presepe è un elemento comunque di coesione sociale perché ricorda quelli che oggi sono non solo i legami affettivi, ma anche lo spirito di comunità, lo spirito di solidarietà, lo spirito di accoglienza, lo spirito che guarda anche con attenzione verso sicuramente gli ultimi. Credo che oggi riaffermare sia per chi è cattolico, sia per chi non lo è, il riconoscimento che la cultura del presepe rappresenta sicuramente una delle nostre tradizioni più profonde e ricche, e che ha un significato religioso, ma fortemente anche laico, sia un principio che va affermato in maniera sincera, in maniera anche convinta e che questo Consiglio ha l’occasione di affermarlo, spero e mi auguro all’unanimità, proprio per dare quel messaggio culturale che credo una Regione come la nostra, ancorata alle storie, alle tradizioni e alle radici possa farlo anche da questo consesso.
Iniziative come queste sono sicuramente magari economicamente poco valorizzate o valorizzabili, ma comunque danno un significato morale estremamente profondo, che risveglia un po’ forse anche la coscienza e l’orgoglio della storia della tradizione che è insita in ognuno di noi quale Veneto, ma soprattutto come persone che oggi sono qui a ricoprire un ruolo nelle Istituzioni. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Consigliera Luisetto, prego.
Speaker : Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente. Solo per riportare ancora una volta le considerazioni collegate al contenuto di questa legge che abbiamo voluto votare a favore perché riconosce il presepe come espressione del patrimonio culturale, artistico e storico della comunità regionale. So che poi lo richiamerà anche la relatrice, ma credo sia fondamentale, altrettanto fondamentale non ammantare questo provvedimento di significati che non ha. Credo sia inaccettabile e da respingere al mittente sentir parlare di richiami agli insegnanti, alla scuola, che nulla c’entrano con quello che stiamo votando oggi e che non ci troveranno mai concordi rispetto all’autonomia e all’indipendenza della scuola. Quindi, richiamo di nuovo i contenuti di questo provvedimento di legge e sottolineo che su questi contenuti siamo a favore. Su ricostruzioni e altre divagazioni assolutamente no.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Consigliere Rocco, prego.
Speaker : Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti In Azione – Uniti Per Manildo Presidente)
Io ringrazio la relatrice, le persone che hanno lavorato, annuncio il voto favorevole. La prima motivazione è perché questa legge l’ho capita, e quindi la ringrazio, nel senso che è molto concreta. Vedo cosa sto votando. La seconda motivazione forse è un po’ più alta, perché questa è una legge che si inserisce in una fase storica molto delicata. Penso che per accogliere gli altri si debba avere prima di tutto una forte identità. Senza una forte identità non c’è capacità di mettersi in relazione con gli altri. È stata richiamata l’importanza dell’identità e quello che ci ricorda tante cose, ci ricorda che ci si deve mettere in viaggio per credere in qualcosa, ci ricorda il valore dell’accoglienza nei confronti dei rifugiati, nei confronti di chi cerca una vita migliore. Ci ricorda che essere genitori non per forza sia il concepimento, ma significa prendersi cura e amare la propria famiglia, che non sempre è la famiglia tradizionale.
Per tutte queste motivazioni, oggi il presepe ci ricorda quanto importante sia basare la nostra civiltà sull’accoglienza e sull’apertura nei confronti degli altri, e per questo il presepe è veramente un segno bellissimo di identità. Senza identità non ci può essere relazione con gli altri. Per cui, voterò a favore.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliere Cunegato, prego.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Leggendo il testo della legge, prima anche la consigliera Luisetto citava la Contrà Bariola, a Sant’Antonio nelle Valli del Pasubio: fa un bellissimo presepe ogni anno, ci vado con piacere, è una bella festa, che diventa una festa in cui delle tradizioni culturali si mescolano anche ormai con delle tradizioni laiche. Possiamo dire che il presepe non è solo un’espressione religiosa, ma è un’espressione culturale.
Se quindi l’impianto della legge è questo, se cioè dice aiutiamo dei gruppi di persone che lavorano per portare avanti quella che è una traduzione culturale del nostro Paese, io dico che la voto. Però chiederei a chi l’ha presentata, di dirmi che cos’è questa cosa. Sono basito dal dibattito che ho sentito oggi. Noi cioè siamo in un Consiglio regionale, e ho sentito un sacco di gente parlare del suo rapporto con Dio. Io credo che Dio debba stare fuori da qua, nel senso che questo è un luogo laico. Quando Valdegamberi cita Benedetto Croce, che dice “perché non possiamo non dirci cristiani?”, forse dovrebbe leggerlo, Benedetto Croce, perché Benedetto Croce era un laico, ed era perché la religione non entrasse nel discorso politico, perché lo Stato è laico ed è di tutti.
Benedetto Croce intendeva dire, con quel libro, che anche chi è ateo appartiene ad una religione, ad una civiltà dove c’è stata una religione per 2000 anni, e che quindi anche chi si definisce ateo è intriso di una visione del mondo che permea la nostra storia e la nostra cultura.
Tuttavia, non è l’unica tradizione che permea la nostra cultura, perché noi siamo figli dei greci, dei romani, dei cristiani, abbiamo avuto una fusione di culture diverse continua, quindi potremmo prendere tutte queste tradizioni e farle diventare parte della nostra cultura.
Non credo, quindi, che oggi si possa ancora identificare l’Occidente semplicemente con il cristianesimo, perché l’Occidente è l’esito di una fusione di orizzonti culturali e, se io parlo in questi termini, sono anche aperto ad accettare altre culture e altre tradizioni e ad immaginare una fusione fertile tra culture diverse.
Ho sentito la consigliera Martini, che è anche una mia collega, dire che invece è giusto che ci sia il crocifisso nelle scuole, invece io credo di no proprio per il motivo che ho appena detto, nel senso che la democrazia nasce (visto che Valdegamberi fa il filosofo, lo faccio anch’io) da una posizione che si chiama relativismo culturale.
Cosa significa? Il filosofo antico Protagora diceva “l’uomo è misura di tutte le cose, delle cose che sono in quanto sono, delle cose che non sono in quanto non sono”. Cosa significa? Che mentre una visione assolutistica ritiene che ci sia una verità assoluta, il relativismo ritiene che la verità sia relativa, per cui se io sono per l’assolutismo, ritengo che chi la pensa diversamente da me sia in errore, e l’assolutismo crea una posizione dogmatica, se invece sono relativista, credo che chi la pensa diversamente da me abbia il diritto di rappresentare le sue opinioni.
La democrazia è questo, la democrazia si basa sul relativismo culturale, che è la condizione di possibilità e il presupposto del pluralismo. Ecco perché non ci deve essere il crocifisso, perché lo Stato è lo Stato di tutti, lo Stato è la condizione di possibilità del proliferare di etiche, religioni, posizioni politiche diverse, quindi deve essere eticamente neutro, deve essere eticamente neutro, quindi non il crocifisso, perché altrimenti non è laico, ed è laico solo se consente a tutti di esprimere le loro posizioni, perché non ne assume neanche una, altrimenti diventa uno Stato etico (ne abbiamo parlato anche l’altra volta).
Ecco perché il nostro Gruppo di AVS è disposto a votare questa legge se chi la propone ne chiarisce l’intento, cioè se l’intento è quello di valorizzare una pratica culturale. Noi siamo d’accordo, se invece, la direzione che ha preso questo dibattito, dove in qualche modo si finisce a parlare di religione, di religione, di religione, di religione come identità culturale dell’Occidente, noi non siamo d’accordo, ma chiunque è democratico non dovrebbe essere d’accordo. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Consigliere Borgia, prego.
Speaker : Claudio BORGIA (Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni)
Collega Cunegato, io l’ho ascoltata attentamente e debbo dire che per la prima volta... no, non sono quasi mai d’accordo con Cunegato, ma per la prima volta l’ho vista molto in difficoltà e si è aggrappato sugli specchi, se mi posso permettere, perché veramente il concetto generale del suo discorso non è stato recepito da parte, immagino, di nessuno. Perché vede, all’interno di questa proposta di legge, non mi pare di aver letto quasi mai, se non mai, adesso dovrei rivederla tutta, la parola fede. Qui lei non può chiedere di specificare qualcosa che qui non c’è scritto alla relatrice della proposta e alla proponente della legge, che devo ringraziare per l’ottimo lavoro.
Noi qui partiamo da un principio: il principio di tutelare e di valorizzare il presepe che fa parte della nostra cultura. Lei che frequenta, ha frequentato la sua comunità, ha frequentato l’associazionismo, il volontariato sa benissimo che il presepe è parte integrante ed è un valore e un simbolo che accomuna tutti: accomuna gli scout, accomuna le associazioni di volontariato, le Pro Loco, le parrocchie. Non c’è niente di cui vergognarsi. Non bisogna prendere le distanze perché fa parte di quella identità millenaria su cui l’Occidente è stato non solo plasmato, ma dobbiamo dire anche forgiato, perché non è questione di fede, non è questione di morale, è questione anche di etica. Tutto quello che oggi con forza vogliamo riconoscere al presepio... al presepe, scusate, fa parte della nostra storia, della nostra cultura di artigiani e appassionati, di cittadini che si mettono a lavorare e a donare qualcosa alle proprie comunità. E poi dobbiamo ricordarlo: il senso di appartenenza per le famiglie. Perché chiunque di noi, nella buona e nella cattiva sorte, quando a casa c’era poco o c’era tanto si riuniva per cercare di realizzare quei presepi che poi stavano all’interno dei nostri focolai, che davano il senso di unità, di unione, di amore e di fede; di fede, però, non rispetto ad una religione, ma rispetto alla fede della famiglia, credere nella famiglia. Questo è il significato straordinario. Mi soffermo su quello che è stato detto rispetto al crocifisso. Come si può avere paura di una persona morta, di un essere umano morto in croce per difendere i propri valori? È un messaggio straordinario, a prescindere dalla fede di ognuno di noi. Ha detto benissimo il collega Rocco rispetto al presepe, perché, vedete, il presepe è sinonimo anche e soprattutto di accoglienza, di solidarietà, di quei valori solidaristici che fanno parte sì della dottrina sociale della Chiesa, però devo dire anche e soprattutto rispetto a questo, da politico, da esponente politico, di essermi forgiato anche sulla dottrina sociale della Chiesa.
Tutte le scelte che uno prende le prende in laicità, ma è stato contaminato positivamente dalle esperienze, non solo dalle esperienze, dall’identità culturale, da un’identità che è comunque millenaria e lo dobbiamo riconoscere. Questo non ha niente a che fare con la religione.
Visto che stiamo parlando soprattutto di religione e della Chiesa, io ammiro la Chiesa e soprattutto quei parroci di campagna come don Lorenzo Milani, come don Patriciello, come don Peppe Diana, che sono andati in luoghi e soprattutto in quartieri popolari, in quartieri dimenticati e hanno portato speranza, a prescindere dalla religione.
Come posso non dirmi contaminato da tutto questo, da questa solidarietà, da questa accoglienza, da questo modo di vedere non solo il mondo, ma la comunità e la società?
Il presepe fa parte di questo grande disegno e devo ringraziare nuovamente non solo il Presidente della Commissione, i colleghi, chi ha firmato questa legge, ma soprattutto la proponente, che ha voluto per la prima volta mettere nero su bianco e dare dignità a tutti quei volontari, a tutte quelle associazioni, a tutti quanti, a tutte quelle parrocchie che cercano di donare qualcosa per la comunità.
È qualcosa, secondo me, più unico che raro, anche perché questa è cultura. L’8 dicembre, a prescindere dal significato religioso, nell’immaginario collettivo, da nord a sud, è la data che identifica le nostre famiglie che si mettono, chi poteva, ovviamente, sotto l’albero per fare il presepe. Perché vergognarci di questo?
E allora, dare dignità a questo che è un atto d’amore, di speranza, di accoglienza, è qualcosa che dobbiamo non solo legiferare, ma che dobbiamo stampare nella nostra regione.
Io penso che se questo è l’obiettivo, dovrà avere, mi auguro e spero, perché scevro da ogni scelta religiosa, il sostegno della maggior parte, me lo auguro, di quest’Aula, se non dell’unanimità. Per quale motivo? Perché non votare a favore sarebbe tradire non i valori di ognuno di noi, ma tradire quello che noi stiamo realmente, quello che noi abbiamo condiviso. Possiamo fare scelte differenti e decidere di attaccare qualsiasi tipo di iniziativa, ma questo è qualcosa che è patrimonio di tutti quanti, dei veneti, di tutti gli italiani, di tutti quelli che hanno visto in questa scelta una scelta di condivisione.
Per cui, Fratelli d’Italia voterà assolutamente a favore rispetto a questa legge, che è una legge non solo, come diciamo sempre, di civiltà, ma soprattutto di valorizzazione del nostro modo, e soprattutto della nostra volontà di vivere.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliere Szumski.
Speaker : Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
Grazie, Presidente.
Questa legge, che ha come titolo “Valorizzazione e promozione del patrimonio presepiale del Veneto”, tende solamente a riconoscere quello che è un lavoro e una tradizione che i veneti hanno portato avanti e che continuano a fare, sempre su base volontaria, bisogna dirlo, in maniera continuativa, durante l’anno, che non riguarda solamente i grandi centri in cui i presepi hanno una fama meritata, per cui la gente va a trovarli, ma anche quelli più semplici, a cominciare dalle scuole dove vengono ancora fatti con costanza e dai piccoli centri. Penso alla mia comunità di Santa Lucia, dove un gruppo lavora tutto l’anno senza nulla pretendere, però collegandolo alla realtà, non come visione, collegandolo al mondo, ricostruendo le fasi storiche del proprio territorio, quindi questo è un elemento che valorizza una realtà culturale, economica, che deve essere anche diffusa e conosciuta ed entrare in questo meccanismo. Per questo, ci sono anche i riferimenti al turismo.
Dobbiamo anche dire però che in un mondo in cui, purtroppo, ultimamente si tende a minimizzare, se non ad abolire determinati simboli identitari, ha un valore che dice l’identità del territorio, e questo deve essere difeso come emblema rispetto all’annullamento che vuol dire che, per non offendere gli altri, cancelliamo quello che siamo noi stessi. Ebbene, anche questo è un valore che dobbiamo difendere.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliere Barbisan, prego.
Speaker : Riccardo BARBISAN (Lega-Liga Veneta)
Grazie, Presidente.
Molto brevemente, anche da parte del nostro Gruppo un ringraziamento a tutti coloro che hanno lavorato per questo progetto di legge.
Non trovo contraddizione su molte delle cose che sono state dette e ho trovato anche alcuni interventi che si sforzavano di cercare di fare in modo di non dire quasi che il presepe fosse la rappresentazione della nascita di Gesù Cristo, ma solo una mera espressione artistica.
Devo dire che non vedo contraddizione tra l’espressione artistica, che, come molti di voi hanno raccontato, rappresenta angoli del nostro Veneto in modo eccellente, e il fatto che si tratti eminentemente di un fatto cristiano della tradizione cristiana, una delle più grandi feste del cristianesimo, cioè la nascita di Cristo.
Non credo che quando diamo dei soldi per restaurare un crocifisso oppure una cantoria andiamo a vedere cosa c’è e cosa non c’è e ci mettiamo nella situazione di pensare se siamo laici oppure meno, se ci sono i putti oppure se ci sono le Madonne, credo che questi discorsi... eppure evidentemente sono arredi sacri, che per centinaia di anni sono stati utilizzati per svolgere il culto, ma credo che nessuno di noi abbia problemi da questo punto di vista.
Ho ben accolto gli interventi sia di coloro che hanno voluto rappresentare il fatto che ci sono persone che fanno dell’artigianato artistico, attraverso il presepe, una delle massime espressioni del territorio e coloro che hanno raccontato la loro esperienza in famiglia, ma anche la loro esperienza di fede. Credo che questo Stato debba essere laico, sì, ma non debba essere ateo, quindi che la religione e la propria esperienza possa entrare a essere raccontata, non debba essere imposta a nessuno, ma che non debba essere censurata.
Per tutti questi momenti e per tutti questi motivi e per il grande lavoro fatto da chi ha proposto la legge e il grande lavoro fatto da molte persone nel volontariato, nel sociale, all’interno di tutte le nostre formazioni sociali che conosciamo, siano esse laiche che religiose, del Veneto, che realizzano i presepi ormai da tempi immemori e con la maestria che conosciamo, il nostro Gruppo voterà a favore. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Prego, consigliere Pressi.
Speaker : Matteo PRESSI (Stefani Presidente)
Grazie, Presidente.
Per annunciare il voto favorevole anche del nostro Gruppo, ovviamente. Soprattutto c’è un passaggio molto interessante: la possibilità che i presepi diventino le rassegne e le mostre uno strumento di valorizzazione del turismo e di destagionalizzazione del turismo. Oggi è così in tantissimi borghi e località del Veneto. Durante la stagione che non è propriamente quella più vocata per il turismo in queste nostre zone spesso anche queste rassegne, che vengono sostenute attraverso la legge, sono uno strumento di promozione turistica e di rinvigorimento del turismo in quella parte dell’anno.
Come dicevo, il voto del nostro Gruppo sarà favorevole. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Consigliera Barbera, a dire la verità, ci sarebbe un intervento per ogni Gruppo in dichiarazione di voto, però, se siete d’accordo, in via del tutto eccezionale... macché fatto personale. Visto e considerato che con questo intervento... Baldan.
Speaker : Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle)
Abbia pazienza, è sempre lei, ma è un fatto personale, ormai.
Speaker : PRESIDENTE
Facciamo una cosa veloce, grazie.
Speaker : Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle)
Velocissimo. Se posso, grazie.
Allora ovviamente ringrazio perché chi ha in qualche modo ha costruito questo progetto di legge, tutto il dibattito, eccetera, insomma, ha portato via anche del tempo a quest’Aula consiliare, io credo sia un tempo ben speso.
Io annuncio ovviamente il voto favorevole e lo annuncio però con una preghiera, fra virgolette, e lo dico apposta, lo dico apposta al di là dei ragionamenti.
Speaker : PRESIDENTE
Per favore, lasciatelo concludere.
Speaker : Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle)
Lo dico apposta da questo punto di vista. Noi sappiamo... in questo caso io non entro nei ragionamenti, ognuno si rifà per conto suo, tra religione, laicismo, eccetera. Ma la cultura è un passo fondamentale, è un passaggio importante di questo Paese. Noi siamo in una provincia, siamo qui a Venezia, che dal lato culturale credo non abbia da insegnare niente a nessuno. Quindi, mi auguro che da questo progetto di legge ne nasca con convinzione, da parte di questo Consiglio regionale, ovviamente, risorse disponibili permettendo, un’attenzione critica, e anche di stimolo, vale anche per la musica, per tutto quello che vogliamo in questa Regione, per considerare la cultura con la “C” maiuscola e non solo limitatamente a un progetto di legge di questo tipo.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliera Barbera. Penso che dal suo intervento veniamo fuori con una unanimità, son sicuro. C’è stato un appello, prima.
Speaker : Claudia BARBERA (Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni)
La ringrazio per la fiducia e la ringrazio per l’apertura.
A maggior ragione, cerco di attenermi all’invito sul fatto personale che ha fatto all’inizio di questo Consiglio. Siccome sono stata chiamata in causa, da relatrice, a ribadire l’intento della legge, “verba volant, scripta manent”. L’intento della legge è quello che è scritto nella cornice depositata del progetto di legge che avete tutti nel vostro archivio, che è stato regolarmente depositato, e che i cittadini un domani leggeranno anche senza leggere gli interventi che saranno rigorosamente scritti a verbale.
Ogni Consigliere, giustamente, ha la sua sensibilità e la riporta in Aula. L’intendimento della legge è quello che sta scritto nel progetto di legge che siamo chiamati a votare. Niente di più, niente di meno, se non mettere al centro una tradizione che è custodita da tanti artigiani, da tante associazioni, e che fa parte delle radici della nostra storia.
Questo solo per chiarezza. Grazie per avermi dato la parola.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Fatte le dichiarazioni di voto, passiamo al voto.
Le posizioni sono chiare. Prego.
È aperta la votazione. Se avete problemi a votare, alzate la mano.
Ci siete, avete votato tutti? A questo punto non posso macchiare io il tabellone. Complimenti alla consigliera Barbera e un ringraziamento anche al Presidente, con il quale mi scuso.
Al di là di questi tre secondi di svago, c’è una proposta: siccome noi dobbiamo chiudere alle 18.00, è verosimile che aprire un punto con un nuovo PdL sulle foibe non mi sembra il caso, quindi proporrei (se evitate di andare in Conferenza dei Capigruppo, vi ringrazio) di invertire il punto con la mozione, ringrazio l’Assessore Gerosa che è qui, quindi trattiamo la mozione, se non ricordo male al punto 13, la mozione n. 64 al punto 13 all’ordine del giorno. Tutti d’accordo? Prego, presentatore il consigliere Cunegato. Fate silenzio, per favore.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Come è noto, in questa Regione c’è il grandissimo problema delle liste d’attesa, eppure spesso la Regione comunica pubblicamente dicendo “abbiamo abbattuto le liste d’attesa”. Eppure io sento molte persone che mi chiamano c’è chi mi dice “ho la prostata otturata e mi operano fra due anni”, c’è chi mi dice “ho 75 anni e devo fare una visita cardiologica, me l’hanno messa tra un anno e mezzo”.
Come mai succede questo? Succede questo perché c’è una modalità di monitorare le visite che riguarda solo le prime visite e solo alcuni LEP. Se uno va a vedere all’interno delle ULSS, scoprirà che vengono monitorate circa 70 tipologie di visite e solo le prime visite.
Questo è un problema, perché pare quasi che la nostra Regione sia interessata più ad arrivare prima nell’abbattimento che a mettere al centro i bisogni dei pazienti. Questo mi è stato rivelato anche da qualche medico, ad esempio un cardiologo, il quale mi ha detto “ci fanno delle pressioni, perché noi cerchiamo di fare le prime visite, però questo è un paradosso, perché se uno viene a fare una prima visita e si scopre che ha un problema, avrebbe bisogno di avere la seconda visita, che si dice in gergo la visita di controllo prima di uno che magari fa la prima visita.
Ecco, è evidente che noi possiamo misurare in maniera indiretta come ci siano liste d’attesa e lo possiamo fare innanzitutto ascoltando il lavoro che fanno gli ambulatori del COVESA, degli sportelli che ricevono molte persone che fanno i ricorsi aspettano magari una visita da 300, da 400 o da 500 giorni.
Io credo anche che dall’altra parte si possa vedere quanto lunghe siano le visite attraverso, in qualche modo, l’aumento della privatizzazione perché se aumenta molto il privato, questo significa che il pubblico non è in grado di dare risposte.
Ci sono dei dati molto chiari. In Veneto sono quasi quadruplicati in 10 anni i centri privati, mentre in Italia sono passati da circa 5.00 a 8.500.
L’ultima relazione che abbiamo avuto modo di vedere ci dice chiaramente come nella nostra Regione, a fronte di 12,2 miliardi di spesa pubblica, la spesa privata out of pocket sia arrivata a 4,11 miliardi. Ecco perché noi chiediamo davvero che la Regione faccia uno sforzo perché ci sia un quadro chiaro delle liste d’attesa. In questo senso chiediamo che ci sia un quadro chiaro, completo e trasparente delle attese per le prestazioni di primo accesso e anche per le prestazioni non traccianti, cioè che non si misuri solo un pezzettino, ma che si misurino tutte le prestazioni. Dopodiché noi chiediamo davvero che ci sia uno sforzo, perché tutte le visite, non solo le prime visite ma anche le visite di controllo, vengano monitorate.
I monitoraggi non debbono servire per dire siamo primi, siamo arrivati prima degli altri, cioè chi fa politica non deve essere interessato in qualche modo a una classifica che serve per venderla pubblicamente. Deve essere interessato a dare dei servizi efficienti ai cittadini.
Il monitoraggio totale ci dice dove siamo più deboli e ci consentirà quindi di costruire delle risposte. Tutte le prime visite, anche riviste di controllo, verificare anche se ci sono o no quante sono le prestazioni in libera professione dell’azienda e verificare anche quanto io sono i tempi d’attesa per interventi chirurgici, ambulatoriali o non urgenti che richiedono un breve ricovero.
Io credo che la ricostruzione di un quadro chiaro di quanto le persone aspettano in tutte le prestazioni che noi diamo possa essere la condizione di possibilità per intervenire e per progettare, per capire dove siamo più deboli e diminuire davvero il tempo delle liste d’attesa in tutte le prestazioni che eroghiamo.
Speaker : PRESIDENTE
Consigliera Ostanel, cosa accade?
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Intervengo.
Speaker : PRESIDENTE
Prego.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Intervengo su questa mozione che abbiamo presentato con il collega Cunegato, che abbiamo anticipato con l’unanimità dei Capigruppo, proprio per discutere di un tema urgente, perché, assessore Gerosa, e la ringrazio di essere qui, noi abbiamo bisogno di un chiarimento, presto.
Sui giornali abbiamo visto diverse uscite rispetto ad esempio ai medici di medicina generale che dovrebbero diventare dei centralini del CUP, chiamando loro stessi, eventualmente, per poter prenotare una visita?
Abbiamo visto che le case di comunità dovrebbero lavorare con i medici di medicina generale, anche qui, riducendo le liste d’attesa? Cioè, stiamo vedendo continue esternazioni pubbliche, di metodi diversi, e noi non abbiamo chiaro qual è la strategia reale per l’abbattimento delle liste d’attesa.
Noi abbiamo un piano per il governo delle liste d’attesa, questa Regione lo fa, lei lo sa ovviamente benissimo, ma lo fa nelle Commissioni sanità degli anni precedenti: vedevamo i contenuti, intervenivamo proprio per dire, ad esempio, che le liste d’attesa non possono mai essere bloccate, perché il nostro piano di governo regionale delle liste d’attesa dice che non è legittimo. Eppure, continuiamo a raccogliere continue segnalazioni da parte dei cittadini che chiamano i CUP, dicono sostanzialmente “non c’è posto, richiami”, e questo significa avere la lista d’attesa bloccata, cosa che non è legittima, lo ripeto, per il nostro Piano governo delle liste d’attesa.
Ripeto e rilevo che noi continuiamo e abbiamo continuato a esternalizzare i CUP di questa Regione, quando in realtà non riusciamo più ad avere il controllo di quello che effettivamente anche gli operatori dicono. Non è colpa dell’operatore povero che sta lì e fa il suo lavoro. È colpa del fatto che avendo esternalizzato troppo quel servizio, non ha più delle linee guida regionali e pubbliche su quello che effettivamente deve fare.
Noi cioè abbiamo un problema grande come una casa: abbiamo un problema di risorse, e questo lo abbiamo rilevato tantissime volte, ma abbiamo un problema di organizzazione. Oggi noi vogliamo sapere, a partire dalla mozione, a partire dagli impegni che abbiamo chiesto con questa mozione, cosa intende fare la Regione per davvero governare il problema delle liste d’attesa in questa Regione, che è immenso, e capire anche quali sono i ruoli dei diversi ambiti che in questa Regione noi abbiamo e governiamo. Cioè, i medici di base, tra l’altro, con il tentativo, anzi, non con il tentativo, ma con il progetto che c’è, di chiudere le medicine integrate, non possono avere il tempo materiale di fare il loro lavoro con 1.800 pazienti l’uno, come ovviamente sapete benissimo, e in più dover anche immaginare di essere loro i tramiti per i cittadini nel momento in cui devono prenotare una visita.
Noi abbiamo bisogno che questa idea venga smentita o chiarita nelle modalità con cui voi ritenete di farlo, perché chiudere le medicine integrate e poi decidere che il problema delle liste d’attesa viene scaricato sui medici di medicina generale credo sia una di quelle cose che questa Regione non dovrebbe fare.
Abbiamo chiesto di poterne parlare oggi in quest’Aula, e la ringrazio di essere qui, perché è urgente, lei lo sa, è urgente davvero capire cosa la Regione voglia fare per governare le liste d’attesa lunghissime che abbiamo e che invece non dovremmo avere, perché se abbiamo un sistema sanitario che funziona, come spesso dite, questo è il primo elemento che ci fa vedere che invece qualcosa non funziona lì fuori, e noi qui dentro dobbiamo oggi dare una risposta. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Consigliera Luisetto.
Speaker : Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
Rapidamente, per condividere e sostenere la mozione del collega Cunegato e anche per ribadire quello che da anni continuiamo a dire, cioè che nel momento in cui abbiamo delle classifiche che ci vedono in testa per tanti numeri, anche per le liste d’attesa rispetto al resto d’Italia, riteniamo che quel dato sia comunque parziale, perché le visite di controllo non sono mai conteggiate.
È un atto di trasparenza e di chiarezza anche per chi governa questa Regione – credo - poter dare dati completi, poter monitorare le visite di controllo, perché quello ci darebbe davvero una finestra chiara sui reali dati delle liste.
Il Piano di aggiornamento delle liste d’attesa, votato mi pare due anni fa, dava alcune indicazioni, tra queste certamente l’opportunità delle prescrizioni e alcune cose che abbiamo contestato, per esempio il fatto che di norma al cittadino dovesse essere prescritta una prestazione nel luogo più vicino, ma soprattutto quello che contestavamo e continuiamo a contestare è che se non c’è una fotografia chiara e completa del problema, non si riesce ad affrontarlo e quindi a superarlo.
Se alcune liste d’attesa sono state ridotte negli ultimi anni, altre permangono lunghe, e lo sappiamo perché sappiamo qual è il confronto con i cittadini, con le associazioni, con le realtà che si occupano di sostenerli nelle prenotazioni, ma perché lo vediamo nelle storie familiari e personali di moltissime persone, e non sono casi singoli che riportano la loro esperienza, sono espressione di un sistema in cui nei controlli a un certo punto si perde il paziente. È successo e sta succedendo, non solo sui controlli minori, anche sui controlli oncologici, anche su situazioni personali delicate.
È una richiesta che condividiamo e che da anni portiamo avanti la consigliera Bigon, io, la consigliera Sambo, assieme ai Consiglieri delle altre forze politiche, ma ancora quando la consigliera Bigon era Vicepresidente di Commissione nella passata legislatura. Abbiamo continuato a dire e a chiedere che ci fosse chiarezza anche sui controlli, non soltanto sulle prime visite.
Crediamo sia un elemento imprescindibile per dare trasparenza e anche per governare un fenomeno, quello delle liste d’attesa, che non ci possiamo raccontare che è risolto, perché nella realtà dei fatti così non è.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Prego, Assessore.
Speaker : Ass.re Gino GEROSA
Presidente, innanzitutto mi scuso con il consigliere Cunegato, mi scuso a nome di AgeNaS, che fa i controlli e le classifiche nel Programma nazionale liste di attesa (PNLA) perché utilizza le traccianti. Mi scuso con il consigliere Cunegato se purtroppo il Veneto, nell’ultima pubblicazione di luglio di quest’anno, che andava ad analizzare il PNLA (Programma nazionale liste di attesa) di AgeNaS per il primo semestre del 2026 poneva il Veneto ai vertici di questa classifica, con un rispetto del 97.1% per quanto riguarda gli esami diagnostici e del 91.5%, per quanto riguarda le visite strumentali, in riferimento ai tempi di attesa per la singola ricetta.
Per quanto riguarda la consigliera Ostanel, non riesco a comprendere ‒ forse vivo in un’altra regione ‒ quali informazioni le vengano veicolate. Nessuno ha mai pensato di trasformare i medici di medicina generale in un nuovo CUP. Nessuno è così sciocco e sprovveduto da pensare di accollare un ulteriore lavoro amministrativo ai medici di medicina generale.
Partiamo dai numeri, ai quali mi sembra voi siate molto interessati. Quante ricette di tipo B ‒ la ricetta di tipo B non è la ricetta in urgenza, non è la differita, non è la programmata, ma quella che richiede nel tempo di dieci giorni l’esecuzione di una procedura ‒ vengono eseguite da un medico di medicina generale in regione Veneto come media? Sono 1.5 ricette al giorno: vuol dire che un giorno viene fatta una ricetta, un giorno vengono fatte due ricette, un giorno vengono fatte due ricette, un giorno viene fatta una ricetta. Questo per le ricette B.
Il progetto che è partito su base volontaria dei medici di medicina generale era quello di richiedere non un lavoro aggiuntivo di tipo amministrativo, ma semplicemente Azienda Zero ha fornito un algoritmo in cui viene fornito al paziente la possibilità di uscire dall’ambulatorio del medico di medicina generale con già assegnati data e orario della prestazione. Il paziente può anche rifiutarsi dire: “no, non mi interessa perché quel giorno a quell’ora mia nuora, mio figlio, mia figlia, mio nipote, non possono accompagnarmi”, visto che siamo in una società di anziani e di fragili, e questo è un serio problema per il Sistema sanitario regionale.
A quel punto, il paziente viene agganciato dal sistema, e sarà il sistema stesso che una volta uscito dall’ambulatorio medico di medicina generale lo contatterà. Quindi, nessuno ha pensato la cosa che lei mi ha descritto, che non mi risulta minimamente.
Per quanto riguarda invece, consigliera Luisetta, come abbiamo già discusso e come le ho chiesto in Commissione, vogliamo fornire salute, o vogliamo fornire prestazioni? Noi vogliamo fornire salute, vogliamo rispondere ai bisogni di salute dei cittadini, non fornire prestazioni, perché, per la famosa legge di Roemer che abbiamo citato, “ogni posto letto costruito è un posto letto occupato in ospedale”, o meglio, per ogni prestazione che io fornisco, ho bisogno immediatamente di altre 10, quindi, se ho bisogno di 15.000 prestazioni e ne fornisco 15.000, avrà bisogno di 18.000 immediatamente dopo, poi 20.000. Quindi, noi vogliamo fornire salute, rispondere ai bisogni di salute del cittadino.
Tornando alle visite di controllo, lei ha perfettamente ragione. E allora, all’interno dell’AIR, dell’Accordo Integrativo Regionale che si sta discutendo in questi giorni con i sindacati dei medici di medicina generale, vogliamo che esattamente come accade nel percorso oncologico, anche nel percorso della cronicità, quindi, penso ai diabetici, penso ai broncopneumopatici, penso ai pazienti con scompenso cardiaco, anche questi, esattamente come accade per il percorso oncologico, vengano agganciati dal Sistema sanitario regionale e non debbano più preoccuparsi di chiamare questo benedetto CUP, che è fastidiosissimo. Io ho provato a chiamare il CUP, è per quello che ho pensato di suggerire queste cose, perché chiamare il CUP è una cosa veramente indecorosa.
Abbiamo pensato allora che anche per i cronici, esattamente come per gli acuti, sia il Sistema sanitario regionale che agganci il paziente, che gli propone e gli programmi già la visita di controllo, ma non solo la visita di controllo, le indagini ematochimiche e strumentali che sono necessarie e propedeutiche alla visita di controllo. Quindi, come vede, la Regione penso che si stia muovendo.
Stiamo facendo bene? Non lo so, i risultati ce lo diranno. Purtroppo, la sanità non è qualche cosa che misuri il giorno dopo, ma è qualche cosa che misuri in salute, se hai fornito ed hai risposto ai bisogni di salute, lo misuri in semestri, se non anni. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie a lei.
Consigliere Cunegato, prego.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
A me dispiace che l’assessore Gerosa forse non abbia capito quello che ho detto, se cita AgeNaS. Quando lei dice: forse non ha visto che l’AgeNaS dice 97% e 91%, il problema è proprio questo: forse non ha ascoltato il mio ragionamento e non ha letto la mozione, perché quei monitoraggi misurano le prime visite e la mozione chiede che la Regione si metta a misurarle tutte.
Se mi risponde così, o non ha capito quello che ho detto, e forse è colpa mia, oppure non ha letto la mozione, perché - ripeto - qual è il problema? Ci sono decine di sportelli CoVeSaP dove le persone vanno a fare i ricorsi e vanno a fare ricorsi perché aspettano 100, 200, 300, 400 giorni.
Se parlate con la gente, scoprirete che le liste d’attesa non ce le siamo inventati noi e che il problema è dovuto al fatto che voi dite siamo al 97% perché si misurano solo quelle tracciate, 70 su 6.000 prestazioni, e solo le prime visite, tutti gli altri no, quindi se c’è gente che aspetta da 300 o 400 giorni noi non lo sappiamo, non c’è un monitoraggio. Se non c’è un monitoraggio, vuol dire che c’è un problema.
La mozione chiede quindi quello che stanno chiedendo tutti in giro, perché il fatto che si misurino solo le prime visite sta creando un cortocircuito. Lo ripeto, visto che prima non sono stato chiaro: sembra che i Direttori generali spesso chiedano (non so se glielo dite voi) che, siccome bisogna arrivare primi al 97%, al cardiologo “fa prima le prime visite”, perché è quello che si misura, “fa prima le prime visite, perché sono quelle su cui si fa il monitoraggio”, poi magari Tony, che ha fatto la prima visita da cui è emerso che ha un problema cardiologico, ha bisogno prima di Bepi di farla, ma siccome non fa monitoraggio, gli viene fatta fare dopo.
Questo significa non mettere al centro la salute, come dice lei, questo significa mettere al centro le classifiche per far bella figura! Lo ripeto, quindi, vi chiediamo di monitorare tutto, mettere insieme tutti i dati e comunicarli, così andremo a vedere quanto uno aspetta per la seconda visita, quanto uno aspetta per alcune prestazioni non tracciate. Quando sono andato a fare una visita allergologica ho visto che non era monitorata, quindi mi sembra che quello che chiediamo sia molto semplice: monitoriamo tutto, le prime e anche le visite di controllo, perché se uno ha un problema cardiologico, non è che ne fa una visita, ne fa cinque o sei, però noi ne misuriamo solo una e le altre no, e qua ci sono i problemi.
Se parlate con il CoVeSaP che ha gli sportelli, vi accorgerete che la maggior parte dei problemi di attese lunghissime sono nelle visite di controllo.
Ripeto quello che chiediamo: noi chiediamo di monitorare tutto, e non è difficile. I dati li avete, sapete se è una prestazione tipo U, B, D, P, cioè quanto uno deve aspettare e quanto aspetta. Basta che li mettiamo insieme e li comunichiamo.
Cerchiamo di capire anche quanto uno aspetta, quali sono i tempi di attesa per gli interventi chirurgici, ambulatoriali, urgenti e via dicendo, quante sono le prescrizioni attivate in libera professione. Facciamo un quadro chiaro. Mi sono spiegato adesso? Se lo avete già fatto, benissimo. Basta votare “sì” a questa mozione. Finora questo non è mai successo, visto che avete sempre e solo, come ha detto prima lei dandomi dell’ignorante, invece il mio discorso partiva proprio da lì... Avete solo comunicato i dati AgeNaS, che misurano solo le prime visite. Finora gli altri dati non li avete mai comunicati. Se adesso li avete e avete intenzione di farlo, tanto meglio. Anzi, è proprio quello che con questa mozione vi chiediamo di fare.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Passiamo al voto.
È aperta la votazione.
La mozione è respinta.
Grazie a tutti. Buona serata.
Ci vediamo martedì 15 alle ore 10.
