Regione del Veneto

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CONTATTACI
Speaker : PRESIDENTE
Buongiorno, prendete posto. Per favore, inserite le schede. Grazie.
Buongiorno, iniziamo il Consiglio.
Vi annuncio che oggi c’è un ordine del giorno cospicuo. Quindi, per evitare una convocazione la prossima settimana, se performiamo riusciamo a fare tutto, però bisogna iniziare. Prendete posto, per favore. Chiudete le porte, chi non c’entra niente resti fuori e iniziamo.
Iniziamo con gli auguri alla consigliera Bevilacqua, che oggi compie gli anni, che mi dicono abbia provveduto a un grande buffet. È una battuta, mi perdoni. Auguri da parte di tutti noi.
Punto n. 1 “Approvazione dei verbali delle sedute precedenti”.
Sarei arrivato anche alla collega Mosco. Non faccia il primo della classe, si accomodi. L’avrei citata perché è in congedo.
Comunque, cercate di fare il vostro mestiere.
“Approvazione dei verbali delle sedute precedenti”.
Se nessun consigliere chiede di fare osservazioni, si intende approvato il processo verbale della trentaduesima seduta pubblica.
Ricordo che abbiamo 14 punti all’ordine del giorno. Se ci perdiamo in chiacchiere, martedì devo convocare il Consiglio, quindi fate voi.
“Approvazione del verbale seduta pubblica di martedì 20 ottobre”.
Punto n. 2.
Hanno comunicato il congedo i signori consiglieri: la consigliera Eleonora Mosco, alla quale facciamo gli auguri per l’arrivo di Ginevra; il consigliere Manildo e il consigliere Montanariello.
Punto 3 “Interrogazioni e interpellanze”.
Viene dato per letto l’elenco delle interrogazioni e delle interpellanze allegato all’ordine del giorno, pubblicato sul sito istituzionale.
Punto n. 4 “Risposte della Giunta regionale alle interrogazioni e interpellanze”.
Passiamo all’interrogazione a risposta immediata n. 19. Accantoneremo tutte quelle del consigliere Montanariello, ve lo anticipo già, ci ha chiesto questa cortesia. Interrogazione a risposta immediata della consigliere Ostanel “Richiesta di chiarimenti sulla richiesta di aumento della derivazione idrica da falda sotterranea presentata da ditta nel Comune di Legnago (Verona)”.
Illustra la consigliera Ostanel, risponde poi l’assessore Bond.
Prego.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Questa è un’interrogazione che abbiamo presentato, relativa al Comune di Legnago, a Verona, perché sul Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto del 31.1.2025, n. 17 è stato pubblicato l’avviso di deposito della domanda presentata nel 2024 da Chemviron Italia per una variante in aumento delle portate prelevate da falda sotterranea mediante due pozzi esistenti nel Comune di Legnago.
Quindi, la richiesta prevedeva il passaggio da una concessione di 55.000 metri cubi l’anno a 173.000 metri cubi l’anno, con un aumento di oltre tre volte il volume massimo annuo di acqua prelevata.
Quindi, considerando anche che l’azienda opera nel settore del trattamento e rigenerazione dei carboni attivi granulari utilizzati per la rimozione di contaminanti chimici da acque e processi industriali, e che una quota significativa dei carboni trattati di tali impianti proviene da sistemi di filtrazione delle acque utilizzati per la rimozione di PFAS e altri contaminanti preesistenti, e che i processi di rigenerazione dei carboni attivi possono richiedere ingenti quantitativi di acqua per operazioni di lavaggio, raffreddamento, abbattimento di fumi e gestione di reflui industriali, e considerato che l’aumento richiesto della derivazione idrica è significativo, tre volte tanto, e anche potenzialmente indicativo di modifiche o ampliamenti di attività industriale - questa ovviamente è una domanda – e queste modifiche potrebbero comportare delle variazioni nei volumi di reflui industriali prodotti nelle modalità di gestione degli stessi, nonché ovviamente sull’impatto ambientale e sanitario dell’impianto stesso, chiediamo oggi alla Giunta regionale di sapere quali modifiche degli impianti esistenti, ampliamenti produttivi o incremento dei quantitativi dei carboni attivi trattati hanno portato Chemviron Italia S.r.l. a presentare domanda di aumento della derivazione idrica da falda sotterranea presso il sito di Legnago. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Prego, Assessore. Assessore Bond.
Speaker : Ass.re Dario BOND
Sì, è un tema importante che è messo assieme anche altre situazioni che abbiamo nel veronese e che stiamo monitorando. Premetto che è una risposta interlocutoria, Consigliere, ma non perché voglia nascondermi perché, fondamentalmente, queste adduzioni di acqua assieme anche a prelievi molto più piccoli, ma che poi portano a un abbassamento della falda molto consistente e faccio riferimento ai posti in generale creano, in momenti di grande difficoltà come questi, essenzialmente un’accensione di un grande punto di domanda sul sistema idrico in senso generale, perché stiamo monitorando? Perché queste richieste di utilizzo d’acqua in ricariche di falda che non avvengono, sia a livello naturale, sia a livello proprio anche di iniziativa umana, ci portano ad avere un bilancio idrico che, a mio avviso, ma anche ad avviso della struttura, tende a essere molto, molto, molto precario.
Che fare? Bisogna prender tempo. Cioè in una situazione di questo tipo qui bisogna, in qualche maniera, creare una verifica specifica con la struttura per una verifica anche dell’autorizzazione se sì o se no; cioè se fossimo in una situazione normale potremmo anche spenderci nel dire: Va beh, ci sta nel bilancio idrico. In una situazione di questo tipo, con una quantità di pozzi - e c’era qualche Consigliere presente anche al convegno di poco tempo fa – una quantità di pozzi che fanno adduzione e che dimostrano chiaramente di avere una, comunque, potenza nel prelievo dell’acqua. Richieste di prelievo di questo tipo a livello industriale e non, e non agricolo, in alcuni casi, ci portano ad avere una visione non dico negativa, ma abbastanza preoccupante.
C’è una risposta interlocutoria. Ci sarà una risposta definitiva entro non molto tempo, su questo tema, perché vorremmo analizzare area per area qual è la potenzialità del sistema idrico nel dare risposte.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Assessore. Consigliera, Prego.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
La risposta interlocutoria, e ringrazio l’Assessore per la discussione, fa capire che c’è un problema, che ovviamente, ci mancherebbe altro, è visto e riconosciuto dalla Giunta.
Il problema, però, ovviamente, è che lei non ha potuto rispondere “noi non vogliamo o non possiamo dare questa autorizzazione”, che invece è la risposta che io credo dovremmo sentirci dire, o trovare la modalità attraverso la quale poter dire quando la falda non riesce a sostenere questo tipo di richieste. Purtroppo, in questi anni, abbiamo visto anche in altri territori che questo approccio attendista che lei ha portato in quest’Aula, in questa risposta non c’è stato. Quando Acque Veronesi dichiara allora di non poter fornire i volumi richiesti attraverso il servizio acquedottistico, noi la domanda la dobbiamo porre, e la risposta che noi vorremmo sentirci dire è che quando questa richiesta impatta troppo sulla nostra falda, e impatta a tal punto da non riuscire a garantire questo prelievo, dal punto di vista solo della risorsa idrica, mettiamoci tutti i rischi ambientali connessi che ci potrebbero essere, perché ancora, almeno a me, non è stato dato di sapere la motivazione attraverso cui questa azienda, questa Srl produce questa richiesta. Cioè, ci sono, oltre all’impatto sulla falda, anche delle potenzialità di rischio ambientale e sanitario? Questa è un’altra partita che noi dovremmo porci dopo quello che è successo nella provincia di Vicenza.
Noi quindi dobbiamo capire che quando ci occupiamo di falda, non solo dobbiamo guardare a quanto impatta sulla risorsa idrica, ma quanto questa realtà e questo tipo di sviluppo produttivo impatta sulla salute dei nostri territori.
Quindi, se ho capito giusto dalla risposta interlocutoria si sta facendo un’analisi provincia per provincia. Prima di vedere un parere positivo per questa richiesta, vorrei che ci fosse un’analisi, come quella che lei ha promesso, e quindi verificheremo se invece c’è stata una risposta positiva prima di questa analisi.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Passiamo all’interrogazione n. 95 del consigliere Lovat “Identificazione degli ovicaprini mediante bolo ruminale: Verifica delle criticità segnalate dagli allevatori bellunesi.
Prego.
Speaker : Davide LOVAT (Szumski – Resistere Veneto)
Posso darla per letta?
Speaker : PRESIDENTE
Bene. Grazie.
Assessore Gerosa, prego.
Speaker : Ass.re Gino GEROSA
Grazie, Presidente. Allora, la normativa vigente in materia di anagrafe zootecnica prevede che gli allevatori di ovini e caprini, non destinati all’invio diretto al macello prima dei 12 mesi di età, provvedano ad identificare individualmente i propri animali o con un marchio auricolare o con un bolo ruminale.
In deroga a tale obbligo, le Regioni possono autorizzare come secondo mezzo di identificazione, in alternativa al bolo, un marchio auricolare elettronico, dandone comunicazione al Ministero della Salute.
Con una nota dell’Unità Operativa Sanità Animale Farmaci Veterinari è stato comunicato al Ministero della Salute e per conoscenza a tutti gli stakeholders, comprese le associazioni di categoria del Veneto, la scelta di avvalersi della deroga all’utilizzo del bolo quale secondo mezzo di identificazione individuale per ovini e caprini negli allevamenti familiari, ovvero con meno di nove capi.
A seguito di richieste da parte dell’USL è stato organizzato, presso la sede bellunese di Veneto Agricoltura, un evento di formazione teorico-pratica sulle procedure di bolatura degli ovicaprini destinati a veterinari ufficiali, in modo che, in caso di difficoltà evidenziate dagli allevatori, questi possano fornire un supporto tecnico o indicare il personale formato a cui rivolgersi.
Il Ministero della Salute, con nota del settembre ‘26, indirizzata alle Regioni e province autonome, a riscontro delle richieste di sospensione cautelativa dell’utilizzo del bolo ruminale degli ovini e caprini e avvio di un tavolo tecnico per sistemi di identificazione compatibili con il benessere animale formulati dalle associazioni per la tutela degli animali, ha fornito alcuni elementi di chiarimento e approfondimento in merito.
Tra questi l’identificazione elettronica tramite bolo ruminale, una pratica introdotta da molti anni sul territorio nazionale, derivante dal recepimento della normativa europea.
I boli autorizzati per l’utilizzo degli animali sono forniti da ditte abilitate, sulla base di una rigorosa verifica dei requisiti previsti dalla normativa vigente.
Sulla base di tali standard i boli sono progettati per essere apposti in condizioni di sicurezza senza provocare danni all’animale.
Le USL, nell’ambito della propria attività istituzionale, vigilano anche sul benessere degli animali allevati.
Come specificato dal Ministero della Salute, al fine di garantirne la massima sicurezza, sono disponibili in commercio boli di dimensioni diverse, destinati alle differenti tipologie e tagli di animali.
Sono altresì disponibili linee guida che illustrano le buone pratiche per la corretta applicazione di tali dispositivi.
Nel corso di circa vent’anni di impiego del bolo ruminale, a livello nazionale ed europeo, le segnalazioni relative a criticità o eventi avversi risultano statisticamente irrilevanti, con percentuali marginali rispetto a milioni di animali identificati mediante tali dispositivi.
Ciò premesso, qualora dalla verifica e analisi dei dati suddetti si dovesse avere conferma delle criticità comunicate da alcuni allevatori, la citata Unità Operativa Sanità Animale e Farmaci Veterinari provvederà a richiedere al Ministero della Salute la possibilità di estendere agli allevamenti ordinari di ovicaprini l’utilizzo della marca auricolare elettronica, in alternativa al bolo ruminale, rivedendo così la scelta operata con la nota regionale del marzo del 2024.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Assessore.
Prego.
Speaker : Davide LOVAT (Szumski – Resistere Veneto)
La ringrazio e mi ritengo soddisfatto.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Passiamo all’interrogazione a risposta scritta n.79. Si prepari la consigliera Ostanel. "Disomogeneità nell’accettazione delle impegnative scadute dopo prenotazione: richieste di chiarimento e indicazioni uniformi per evitare danno ai pazienti".
Prego, consigliere.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Questa è un’interrogazione che ci hanno sollecitato appunto diversi cittadini del Veneto rispetto alle impegnative scadute dopo la prenotazione.
Non starò a rileggere le premesse o i considerato di questa interrogazione, ma andrò subito alle richieste che abbiamo fatto a risposta scritta alla Giunta. La prima: se la Regione intende rendere obbligatoria per tutte le aziende ULSS la regola secondo cui, quando una prestazione è stata effettuata e la prestazione è stata presa in carico dal sistema CUP con impegnativa valida al momento della prenotazione, la prenotazione deve essere erogata anche nel caso in cui la scadenza dell’impegnativa cada tra la data di prenotazione e la data di erogazione, segnalando eventuale normativa o circolare regionale esistente che chiarisca questo punto.
Questo era l’oggetto della richiesta che ci era stata fatta, e ovviamente capisce bene, Assessore, che è abbastanza incredibile che se una persona prenota la visita in tempo, ma poi quella visita non gli arriva in tempo, non possa fare ugualmente la visita.
Se, in mancanza di indicazioni chiare, intenda impegnarsi ad emanare con urgenza una circolare unificata, indirizzata a tutte le aziende ospedaliere ULS, CUP e servizi diagnostici, per armonizzare comportamenti e procedure informatiche, evitando che i pazienti vengano mandati via o che si renda necessario il rifacimento dell’impegnativa al momento, con conseguenti ritardi e aggravi di spesa sia per il lavoro amministrativo, ma anche per i medici di medicina generale o medici in generale.
Se la Giunta sia a conoscenza dei disallineamenti tra diversi sistemi informatici, che determinino la perdita automatica di validità al momento dell’erogazione e quali interventi intenda adottare.
Quarto e ultimo, se intenda valutare la proposta di estendere la validità delle prescrizioni per esami di laboratorio da 180 a 365 giorni, almeno per i controlli routinari annuali, i follow up, con analisi dell’impatto clinico, organizzativo e finanziario e, nel caso, di limiti normativi sovraregionali se la Regione intende sollecitare a livello nazionale tale modifica.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Assessore Gerosa, prego.
Speaker : Ass.re Gino GEROSA
Grazie.
Con delibera di Giunta regionale del giugno 2024 è stata fissata la validità temporale della prescrizione in 180 giorni, in attuazione della normativa nazionale. Il limite temporale è comunque ridefinito all’atto della presa in carico da parte dell’azienda sanitaria. La ricetta resta infatti valida fino al momento dell’erogazione, anche nel caso in cui l’appuntamento già fissato per l’erogazione di prestazioni debba essere spostato per le esigenze del paziente o della struttura erogante.
Tale misura, adottata a livello nazionale, da ultimo con decreto del Ministro della Salute, di concerto con il Ministro dell’Economia, mira a incentivare l’utente a procedere rapidamente con la prenotazione, ottimizzando così l’efficacia e la rapidità del processo e della risposta ai bisogni di salute. Una volta presa in carico dal CUP, la ricetta rimane valida fino all’erogazione della prestazione, senza alcun limite temporale nell’adempimento per l’utente.
Le aziende sanitarie sono sempre state allineate e attivamente coinvolti nel processo di attuazione delle disposizioni normative sopra richiamate e monitorate nella corretta applicazione delle stesse. Infatti, nell’ambito dell’Unità centrale di gestione dell’assistenza sanitaria e dei tempi delle liste di attesa, istituita con decreto del DG dell’Area Sanità e sociale nel settembre 2024, in continuità con la cabina di regia per il governo delle liste d’attesa ambulatoriali, istituita sempre con un decreto del DG dell’Area Sanità e sociale nel marzo 2023 e composta da rappresentanti della Regione del Veneto, di Azienda Zero e delle aziende sanitarie, il tema è stato più volte affrontato, dando indicazioni chiare e precise.
Nel corso di tali incontri è emersa una particolare criticità, come segnalato, tecnico-informatica per quanto concerne la gestione alle prescrizioni scadute in carico all’azienda ULSS 6 Euganea. L’azienda ha avviato le attività necessarie ai fini della risoluzione della succitata criticità. La problematica, quindi, sarà risolta, a seguito dei necessari adeguamenti tecnici, correlati anche all’implementazione del sistema informativo ospedaliero.
Fatte salve le indicazioni nazionali circa la durata delle prescrizioni, la Regione del Veneto interloquisce nel merito degli appositi tavoli nazionali, in particolare il tavolo istituito presso AgeNaS, per l’appropriatezza prescrittiva, nonché il Coordinamento interregionale dell’area dell’assistenza territoriale, con l’obiettivo di agevolare comunque l’accesso alle cure da parte dell’utente.
In teoria, nella chiusura dell’AIR, l’Accordo Integrativo Regionale, dovremmo riuscire a far sì che il paziente esca già dall’ambulatorio del medico di medicina generale con assegnata la visita, quindi senza il passaggio dal CUP, e comunque, nel caso non dovesse accettare la data proposta, resterebbe agganciato al sistema che lo ricontatterebbe, quindi non deve contattare il CUP.
Per i cronici, che è la parte più sostanziosa e più significativa, dovrebbe essere agganciato dal sistema, in modo tale che non debba andare dal medico di medicina generale per avere le ricette e per prenotare gli esami ematochimici piuttosto che le indagini strumentali necessarie alle visite di controllo, ma queste sono già assegnate dal sistema. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Assessore.
Consigliera, prego.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
La risposta certifica nero su bianco che nell’ULSS 6 è successa, come abbiamo rilevato in questa interrogazione, una cosa davvero incredibile, cioè io mi chiedo davvero come fosse possibile che un cittadino, avendo un’impegnativa e prenotando con la scadenza corretta, andasse poi a fare l’esame e l’esame non gli venisse fornito.
In questa interrogazione c’è la risposta, per cui nell’ULSS 6, per una criticità tecnico-informatica, questa questione, come abbiamo rilevato nell’interrogazione, sia successa a tantissimi pazienti. Io trovo incredibile che sia accaduta una cosa del genere.
Quando la Giunta risponde che la problematica sarà risolta a seguito di necessari adeguamenti tecnici correlati anche all’implementazione del sistema informatico ospedaliero, io mi chiedo quando. Dalle rilevazioni che stiamo facendo continuiamo a ricevere informative da parte dei pazienti che, pur prenotando la visita nei tempi, poi non riescono ad averla.
Mi sarei aspettata di vedere in questa risposta non solo “stiamo prendendo in carico la questione”, ci mancherebbe altro, visto che il nostro ministero comunque dice che, se si prenota in tempo, quella visita deve essere garantita, ma quando sarà risolta e come sarà risolta. Io sono sicura, ma eventualmente lo rifaremo, che se tra due o tre mesi ci sono ancora pazienti che segnalano sull’ULSS 6 Euganea questa questione io dovrò rifare questa interrogazione.
Assessore, al di là della risposta tecnica, le chiedo davvero di farci sapere, anche con una telefonata, con una mail ufficiale, come vuole, quando questa questione sarà presa in carico, cioè quando riusciremo ad avere nell’ULSS 6 queste questioni tecniche e informatiche messe a posto.
Rispetto, invece, alla richiesta che facevamo di fare pressione al Governo per ampliare la validità a 365 giorni, io le chiedo davvero di riflettere anche su questa questione. Non c’è nella risposta. Per i pazienti cronici, nel momento in cui ancora non vediamo messo a punto quello che lei ha appena detto, cioè che il paziente cronico dovrebbe avere la prenotazione già effettuata nel momento in cui esce dalla visita, io sono d’accordo con l’obiettivo. Ad oggi questa cosa ancora non c’è. Pochi giorni fa abbiamo depositato un’interrogazione rispetto a una donna che mi ha contattata perché, paziente cronica tumorale, nel momento in cui ha fatto una visita ginecologica non le è stata data la visita in maniera istantanea, come lei ha appena detto in quest’Aula. Vuol dire che questo sistema che lei ha proposto ancora non è attivo. Finché questo problema non è risolto e non è attivo, noi abbiamo pazienti cronici che non solo devono fare i salti mortali per avere una risposta e un appuntamento preso, non gli viene dato automaticamente e nel momento in cui hanno un’impegnativa e con quell’impegnativa prenotano la visita, ma magari la visita gli viene data, giustamente, dopo sei mesi, perché sono pazienti che hanno bisogno di un controllo semestrale, quella visita nell’ULSS 6 Euganea non viene fatta.
Noi abbiamo veramente un controsenso grande come una casa: abbiamo delle liste d’attesa enormi e abbiamo anche un problema tecnico e informatico, per cui, anche quando quella visita c’è e viene prenotata in tempo, poi non viene erogata. Al di là della risposta che mi viene data, tecnica, le chiedo davvero di prendere in carico questa questione, di farci sapere, al di là della interlocuzione che possiamo avere in questo Consiglio, con una e-mail, con una lettera, con una circolare, quando questa questione verrà definitivamente risolta, altrimenti saremo costretti a rimandare la stessa interrogazione ogni volta che un paziente mi segnala questa questione.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Passiamo all’IRS n. 102 del consigliere Cunegato: Tratte ferroviarie Conegliano-Venezia Mestre e Venezia Mestre-Padova, la Regione intende intervenire a fronte delle continue segnalazioni dei sistematici ritardi?
Prego, consigliere Cunegato.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente. Siccome risponde l’Assessore Diego Ruzza, io volevo esprimere pubblicamente la solidarietà per i messaggi che ha ricevuto. L’ho già fatto privatamente. Credo davvero che la politica deve essere conflitto tra idee e visioni del mondo, ma che non debba esserci mai violenza verbale.
Purtroppo questo è sempre più diffusa. Poi, parleremo del CORECOM che si occupa di educazione digitale per i giovani, forse dovremmo farla per tutti. Quindi solidarietà davvero per le parole, perché mai si può accettare la violenza verbale e le minacce.
Allora, questa interrogazione è l’esito della raccolta di un sacco di segnalazioni dei cittadini sulle tratte ferroviarie tra Venezia Mestre- Conegliano e tra Venezia Mestre e Padova.
Questa linea è gestita, dal 2018, da Trenitalia e sono stati segnalati continui ritardi che sono diventati ormai sistematici nelle ore pomeridiane.
Sono sempre più ricorrenti guasti all’infrastruttura, ritardi dei treni dell’alta velocità e dei transiti. di marce che determinano poi un ritardo dei treni regionali.
Ecco, sono stati anche scritti dai cittadini molti reclami che, purtroppo, vengono rimpallati tra Trenitalia, Infrastrutture Venete e RFI.
Per questo, insomma, noi chiediamo alla Giunta di sapere se i più recenti dati di puntualità rilevati sulle direttrici n. 14 Venezia-Sacile, n: 12 Venezia-Verona-Brescia e n. 55 Venezia-Bologna rispettino i target contrattuali fissati dall’allegato 6 alla delibera della Giunta regionale 29/2018 e, in caso contrario, se Infrastrutture Venete abbia avviato le procedure per l’applicazione delle penalità previste dall’articolo 17 del contratto di servizio.
Quali azioni la Giunta abbia già adottato o intenda adottare nei confronti dell’affidatario del contratto di servizio e, ove di competenza, nei confronti del gestore dell’infrastruttura, per garantire il rispetto degli obblighi contrattuali e per incrementare la soddisfazione dell’utenza per la puntualità del servizio e sulle tratte citate, con particolare riguardo alla puntualità nelle fasce orarie pendolari e alla gestione delle cancellazioni senza preavviso, e per assicurare che i disservizi segnalati dai cittadini ricevano riscontro adeguato da parte degli enti preposti al monitoraggio del contratto; a quanto ammontino le penalità previste dal citato articolo 17, riscossi nell’ultima annualità.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Prego, assessore Ruzza.
Speaker : Ass.re Diego RUZZA
Grazie, Presidente.
Trenta secondi, intanto per ringraziare il consigliere Cunegato per aver pubblicamente espresso solidarietà nei miei confronti. Vi assicuro che non auguro a nessuno di passare i momenti che ho passato in questi ultimi giorni, non tanto per me, che ho le spalle larghe, ho fatto il Sindaco, ne ho ricevute, e non è quello un problema, ma soprattutto per chi ci sta accanto, per i nostri familiari: loro non hanno scelto di fare politica, non hanno scelto di rivestire ruoli pubblici e sono stati oggetto, vi assicuro, di situazioni molto, molto pesanti. Ovviamente, adesso ho dato mandato ai miei legali di tutelarmi in tutte le sedi che ho ritenuto opportuno, e procederò, andando fino in fondo senza alcun risentimento verso chi ha osato offendermi, ma soprattutto minacciare me e i miei cari. Questo lo dico pubblicamente: sarò durissimo con queste persone, non mi fermerò assolutamente alle scuse, ma pretenderò molto di più.
Tornando a noi, ho preparato una relazione molto dettagliata, proprio per venire incontro anche alle risposte puntuali. La leggo in maniera puntuale e molto precisa. In relazione ai quesiti posti dall’interrogazione, acquisiti gli elementi istruttori forniti da Infrastrutture Venete, con nota protocollata 11437 del 21 settembre 2026, si riscontra quanto segue: in merito al rispetto del target contrattuale di puntualità e applicazione delle penali, si evidenzia innanzitutto che la puntualità viene misurata nella stazione di destinazione. Nel caso dei treni condivisi con le altre Regioni, l’indicatore fa riferimento alla stazione di confine regionale: nel caso, ad esempio, della linea 14 Venezia-Udine la stazione di confine è Sacile.
La puntualità espressa in termini di percentuale dei treni giunti a destinazione entro l’arco temporale indicato a termini di contratto di servizio riferita dai 5 ai 15 minuti massimo di ritardo.
Le rilevazioni sono di due tipologie: mensili riferite all’intero contratto, suddividendo i mesi in periodo invernale ed estivo, oppure annuali, distinte per direttrice riferite ai cinque minuti.
In particolare, così vengo anche a targetizzare bene la percentuale dei ritardi e anche della puntualità, per quest’ultima modalità, quella di cinque minuti in relazione alle linee n. 14 Venezia-Sacile, n. 12 Venezia-Verona-Brescia e n. 55 Venezia- Bologna, gli obiettivi target previsti dal contratto di servizio per le recenti annualità che noi abbiamo adesso completato come analisi, riferite alle due annualità 2024 e 2025 sono i seguenti: linea 14 Venezia-Sacile 94% di puntualità, linea 12 Venezia-Verona-Brescia 92% di puntualità, linea 55 Venezia-Bologna 92% di puntualità. Questa è la media fatta nelle due annualità complessive.
Se andiamo invece a scorporare il target, mettendo in evidenza tra 2024 e 2025, abbiamo un calo del 2% nella linea 14, una sostanziale parità, quindi stessa identica puntualità nella linea 12 e una leggerissima flessione nella linea 055.
Attualmente, Infrastrutture Venete e Trenitalia verificano i dati consuntivi consolidati annuali relativi alla puntualità nell’ambito del Comitato tecnico di gestione del contratto di servizio, previsto dall’articolo 18 dello stesso, applicando le eventuali penali e mitigazioni, come previsto dall’articolo 17 del contratto.
In riferimento alla richiesta di conoscere a quanto ammontino le penalità previste dal citato articolo 17 comminate nell’ultima annualità, Infrastrutture Venete ha comunicato che, relativamente al 2024, per la linea 12 sono state applicate complessivamente 13.000 euro, per la linea 14 sono state applicate complessivamente penali per euro 4.000, mentre non sono state applicate, a seguito dell’istruttoria, quelle per la linea 55.
Per l’anno 2025, però, è ancora in corso la definizione delle penali.
Con riferimento alle richieste di conoscere quali azioni la Giunta regionale abbia già adottato o intenda adottare nei confronti dell’affidatario del contratto di servizio e, ove di competenza, nei confronti del gestore dell’infrastruttura, si rappresenta quanto segue. La rete ferroviaria del Veneto, con particolare riferimento alle linee che afferiscono al nodo di Venezia, risulta molto congestionata. La configurazione attuale della rete con tratte molto trafficate, dotate di un solo binario per direzione, le regole di sicurezza della circolazione. I treni - dovete sapere - circolano con un sistema a distanza di blocco, che di fatto riduce la capacità della rete, dovendo esserci, fra due treni, sempre una sezione ferroviaria libera.
L’obbligo di garantire la possibilità di circolazione sulle linee ordinarie, quindi non ad alta capacità, ad alta velocità, e di più categorie di treni (regionali lenti, regionali veloci, alta velocità) sono condizioni che contribuiscono in alcune fasce orarie alla saturazione e ne siamo consapevoli.
In tale contesto, anche una minima criticità, derivante principalmente dall’esecuzione di interventi infrastrutturali, di potenziamento tecnologico o di manutenzione da parte del gestore della rete RFI, si ripercuote sull’intera tratta e determina ritardi e disservizi.
Si rappresenta, tuttavia, che tali investimenti infrastrutturali porteranno in prospettiva migliorie alla regolarità della circolazione ferroviaria e all’offerta ferroviaria nel suo complesso.
Si assicura però, infine, che la situazione della rete ferroviaria veneta è costantemente monitorate dagli uffici competenti della Giunta regionale, con il supporto di Infrastrutture Venete, affinché i soggetti competenti pongano in atto tutti i miglioramenti possibili per contenere gli effetti delle criticità sopradescritte e per garantire le coincidenze e le regolarità del servizio nelle fasce orarie di maggior carico.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, assessore Ruzza.
Prego, consigliere Cunegato.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
La risposta conferma le criticità che ci sono, con indici di puntualità del 90% che sono bassi, quindi significa che i disagi sono confermati e anche che la linea è congestionata e satura. Auspichiamo che ci siano al più presto degli interventi, perché i cittadini hanno diritto ad avere una linea che funzioni.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Passiamo alla IRS n. 153, del consigliere Szumski “Impianto BESS (Battery Energy Storage System ‒ Sistema di stoccaggio energetico in batteria) stand-alone da 72 megawatt (290 megawattora) nel Comune di Sandrigo (Vicenza) ‒ Pratica BESS 07-2025: rischi idrogeologici, ambientali e di tutela delle falde destinate all’approvvigionamento idropotabile”.
Prego, consigliere Szumski.
Speaker : Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
Grazie, Presidente.
Questa è una interrogazione del 30 luglio. Nel frattempo il problema è arrivato anche nelle Commissioni regionali. Riguarda la criticità della sistemazione di questi impianti di energie rinnovabili sul territorio, che hanno dimensioni e capacità preoccupanti, in particolare nella zona di Sandrigo, dove c’è un contesto idrogeologico di particolare sensibilità, posto anche a ridosso di una zona di vincolo di ricariche del vicentino. Tutto quello che presenta in termini di criticità, anche per quanto riguarda le vasche di raccolta per eventuali incendi e quant’altro che possono infiltrare, tenendo conto che questa è anche, ai termini di legge, una attività insalubre, posta anche a ridosso di abitazioni, chiediamo se la Regione abbia verificato la localizzazione idrogeologica esatta, la direzione del flusso della falda e l’eventuale appartenenza del sito alle aree di ricarica, alimentazione o cattura degli acquiferi connessi alle captazioni idropotabili di Sandrigo e Dueville e degli altri campi pozzi strategici del sistema Veneto centrale; se siano stati acquisiti e resi indispensabili studi idrogeologici, relazioni idrogeologiche, studi di compatibilità idraulica e cartografica delle aree di salvaguardia e di alimentazione delle captazioni; quale sia la profondità della falda, la sua escursione stagionale, la vulnerabilità dell’acquifero; quali sistemi siano previsti per impedire che, in caso di incendio, le acque di spegnimento e le sostanze derivanti dal danneggiamento delle batterie possano infiltrarsi nel sottosuolo e contaminare la falda; se siano previsti sistemi di contenimento, monitoraggio piezometrico e piani di emergenza ambientale; se siano state tra l’impianto e il rischio idraulico locale e il bacino di laminazione dell’Astico e se alla base della particolare rilevanza strategica della falda dell’alta pianura vicentina, per l’approvvigionamento oltre il potabile regionale, ritenga adeguate le verifiche effettuate e le garanzie previste, prima del rilascio dell’autorizzazione.
Questa in sostanza aggiungo anche di verificare finalmente qual è la proprietà che poi va a operare l’intervento, ma questo va al di fuori.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Prego, assessore Bitonci.
Speaker : Ass.re Massimo BITONCI
Grazie, Presidente. Grazie, Consigliere.
Allora, ai sensi dell’articolo 9 della 190 del 2024, l’autorizzazione unica degli impianti di accumulo elettrochimico in modalità stand-alone, di cui all’allegato C, della lettera u) della succitata norma, viene rilasciata previo svolgimento di una Conferenza di Servizi, di cui all’articolo 14 bis della 241/1990.
In seno alla Conferenza di Servizi, deputata alla definizione e contemperamento dei diversi interessi che vengono in rilievo nel procedimento, vengono acquisiti pareri, intese, concerti, nullaosta o atti di assenso, comunque denominati residuo dell’Amministrazione interessata.
Nel caso dell’impianto BESS in questione - ricordo che la domanda era ancora del 2025 - la Conferenza di Servizi è stata indetta con nota del 21025, del 16/1/2026.
All’atto dell’indizione della Conferenza dei Servizi sono state coinvolte, tra le altre, anche Amministrazioni competenti in materia geologica, idrogeologica, di difesa del suolo e ambientale competenti per il territorio in argomento, quali, a titolo indicativo, ma non esaustivo, l’ARPAV, ULSS 8 Berica, la Provincia di Vicenza, l’Autorità di Bacino delle Alpi orientali, i Consorzi di Bonifica Brenta, i Consigli di Bacino Bacchiglione, il Comando Provinciale dei Vigili del fuoco, l’Ufficio prevenzione incendi di Vicenza, a livello di strutture regionali sono state, inoltre, consultate il Genio civile di Vicenza e l’allora Direzione ambientale transizione ecologica.
Dette Amministrazioni non hanno reso, durante lo svolgimento dei lavori della Conferenza stessa, opposizioni o determinazioni negative sul progetto in argomento; salvo a indicare alcune prescrizioni e raccomandazioni puntualmente riportate nel verbale conclusivo della Conferenza stessa.
Il provvedimento autorizzatorio adottato alla chiusura dei lavori della Conferenza di Servizi, Decreto del Direttore della Direzione Energia n. 12 del 2 settembre 2026, stabilisce che l’impianto dovrà essere realizzato e gestito in conformità alle prescrizioni e raccomandazioni contenute nelle determinazioni del parere delle amministrazioni interessate consultate sia in fase di verifica documentale che in sede di conferenza dei servizi, relativa realizzazione dei presìdi ambientali, le cautele da adottare in fase di esercizio, il corretto ripristino dello stato dei luoghi ai fini dell’esercizio dell’impianto e delle garanzie finanziarie, così come quantificate dalla normativa statale e regionale di riferimento.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Assessore.
Consigliere Lovat, prego.
Speaker : Davide LOVAT (Szumski – Resistere Veneto)
Grazie, Presidente.
La risposta, che avevo avuto già la possibilità di leggere, dice sostanzialmente che dal punto di vista procedurale va tutto bene. Attenzione, io qui non sto muovendo una critica alla Giunta, a nessuno, voglio fare un ragionamento insieme con tutto il Consiglio regionale.
Ripeto più o meno quello che ho detto anche in Commissione: è sufficiente che una decisione sia proceduralmente corretta, perché sia anche democraticamente accettabile. Io ho partecipato di persona all’assemblea pubblica all’assemblea pubblica, a Sandrigo, nella quale gran parte della popolazione ha preso atto di quanto si andava a realizzare sul loro territorio.
È vero che prima ci sono stati questi passaggi istituzionali, ma la gente nulla ne sapeva. Ne abbiamo preso atto insieme, e questa cosa, i colleghi me ne renderanno testimonianza, si è verificata in tanti altri Comuni del Veneto. Li abbiamo sentiti in quest’Aula, nelle audizioni: Sindaci che non sanno nemmeno cosa opporre davanti a una larga maggioranza di cittadini contraria all’installazione sul loro territorio, di impianti per la transizione energetica. In buona sostanza, non c’è coinvolgimento, ma ci sono decisioni prese dall’alto che passano sulla testa dei cittadini. Questa smette di essere democrazia nei fatti, se non c’è coinvolgimento. Si ha peraltro la sensazione, girando anche d’Italia, quindi non è una questione veneta, quindi ce lo dobbiamo dire veramente come problema politico: a me ha fatto male al cuore visitare le Marche, da Osimo vedere Recanati, la collina dell’“Infinito” di Leopardi, sotto, un’alternanza tra campi di grano e pannelli fotovoltaici. È uno scempio.
Quando si parla di sostenibilità, non c’è solo la sostenibilità ambientale, c’è anche quella paesaggistica. L’Italia da questo punto di vista, è il bene più prezioso e più delicato al mondo.
Un’altra cosa a cui ha accennato il mio collega Szumski poco fa, e che ci lascia perplessi è quando vai a fare le visure camerali sui proprietari di questi impianti. Ti accorgi che a Sandrigo c’è una società che ha sede a Mirandola, in provincia di Modena, con 10.000 euro di capitale, 10.000 euro per un impianto da milioni.
un cittadino pugliese che ha sede in Inghilterra, ci sono partecipazioni che arrivano perfino fuori dal nostro continente, si va a leggere e a studiare che ci sono interessi di fondi di investimento coreani, fondi pensionistici, per trovare siti sostenibili in Europa, in particolar modo in Grecia e in Italia.
Queste cose lasciano perplessità, soprattutto in mancanza di informazioni. Si ha peraltro la sensazione ancora più pericolosa che ci sia (ho detto che uso questa figura retorica, che magari aiuta anche chi ci ascolta da casa) qualcuno che gioca a SimCity con il nostro territorio. Avete presente il videogame con il quale si costruiva la comunità virtuale? È piuttosto famoso.
Che cioè si voglia progressivamente prendere in considerazione il territorio come una grande mappa di gioco, dove la montagna viene fatta disabitare fra lupi, orsi, rimboschimento e poche possibilità di sviluppo lavorativo. La campagna, da luogo tipico dello sviluppo della cultura armoniosa veneta, da commistione virtuosa tra lavoro, abitazione, ambiente, allevamento, agricoltura, diventa invece terreno per la produzione di energia fotovoltaica, con scempio del paesaggio, mentre intanto la produzione agricola viene mandata in America Latina con l’accordo con il Mercosur e, nel frattempo, la gente viene invitata ad abitare in città, con prezzi delle case sempre più proibitivi, per cui, in prospettiva, in grandi casermoni di proprietà pubblica e - chi lo sa? - magari anche con spazi limitati per non consumare CO2.
Questa è una scena distopica, che a me fa venire in mente il greenpass, che assumerebbe improvvisamente un significato nuovo.
Io invito a fare una riflessione complessiva, non so se sia il caso di mettere sul tavolo anche il nostro ruolo come Istituzione. Noi siamo i difensori dei cittadini che ci hanno eletti o siamo i cani da guardia di chi vuol fare speculazione sul territorio? Perché se la gente viene ridotta a pecore da tosare e da macellare e noi a semplici cani da pastore per incanalare le persone a belare un pochettino, ma a non aver mai voce in capitolo, siamo nel posto sbagliato.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Punto n.5. Viene dato per letto l’elenco delle Interrogazioni a risposta scritta iscritte all’ordine del giorno, ai sensi dell’articolo 111, comma 4, del Regolamento.
Voglio anche ricordare, visto che qualche consigliere lo ha chiesto, che il Consiglio oggi fa pausa dalle 12:30 alle 14:30 e poi andremo ad oltranza, per evitare di fare una convocazione alla prossima settimana, almeno per arrivare a trattare il punto del Corecom. Che è il n. 14 dell’ordine del giorno, se non ricordo male. Se ci concentriamo, ce la facciamo.
Consigliera Ostanel, prego.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Presidente, intervengo sull’ordine dei lavori.
Speaker : PRESIDENTE
Ordine dei lavori, prego.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Sì, perché abbiamo inviato con il collega Micalizzi all’Ufficio di Presidenza, il 27 ottobre, la richiesta di avere presente in Aula per acquisizione di informazioni il presidente Stefani, per quanto riguarda il cambiamento relativo al progetto dell’ospedale di Padova.
È una cosa importantissima – credo - chiederle che risposta abbia avuto e sapere se il Presidente ritenga di venire in quest’Aula a dare le informazioni necessarie e non attraverso la stampa. Anche questa mattina ci siamo alzati vedendo sulla stampa il fatto che domani farà una conferenza stampa per dare al territorio padovano delle informazioni rispetto ad uno schema che è cambiato rispetto a quello che lei conosce bene, che abbiamo votato anche a bilancio in quest’Aula, che parla di un finanziamento flessibile, che non sappiamo cosa voglia dire, che parla di un’eventuale modifica per quanto riguarda gli impegni sottoscritti con alcuni Enti, Comune di Padova e Università, magari anche per quanto riguarda la rigenerazione del Giustinianeo.
Noi consiglieri padovani, almeno quelli di opposizione, non sappiamo cosa stia accadendo per quanto riguarda lo schema finanziario, ma anche quello dei servizi sanitari, che è quello che interessa a noi, perché sappiamo bene che arriverà qui a bilancio, evidentemente, come abbiamo letto sui giornali da alcune indiscrezioni per quanto riguarda lo schema economico-finanziario, ma a noi serve sapere, dal punto di vista dei servizi sanitari, cosa accadrà sul territorio di Padova, e io vorrei saperlo in quest’Aula, quindi le chiedo e chiedo di sapere se abbia ricevuto risposta alla nostra richiesta di avere qui il Presidente per informazioni.
Non ho fatto l’intervento prima, perché ho sentito che non c’era il congedo, sperando che magari arrivi nella giornata di oggi a dirci qualcosa in anticipo rispetto a una conferenza stampa annunciata e prevista per domani, quindi le chiedo di sapere se il presidente Stefani le abbia dato risposta ad una richiesta legittima, in base all’articolo 72 del nostro Regolamento.
Al di là del Regolamento, sono i cittadini che chiedono di non sapere sui giornali cosa accada a un’infrastruttura importantissima del nostro territorio dal punto di vista economico e dei servizi sanitari. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliera.
Rispondo e questo lo ritengo valido per tutti gli altri casi che potrebbero concretizzarsi in quest’Aula. Io ho ricevuto la vostra istanza, l’ho girata alla segreteria e al presidente Stefani, non c’è al momento una risposta rispetto a questo, però voglio anche ricordare che non è che il Presidente della Regione possa convocare il Presidente della Giunta (lo dico anche per esperienze pregresse) Voglio anche ricordare che l’unico istituto vero, serio, certo che hanno i Consiglieri dell’opposizione o i Consiglieri in generale nel momento in cui vogliono addivenire a un’audizione formale è quello della richiesta di un Consiglio straordinario. Questo lo dico a prescindere che oggi si parli di sanità e che domani ci sia un altro argomento.
Al momento non c’è ancora una risposta circa un’eventuale disponibilità. Posso anche immaginare che il Presidente possa passare, come diceva lei, oggi piuttosto che in altre occasioni, ma non glielo so dire in questo momento. Della conferenza stampa non so nulla e non so nulla neanche del progetto.
Evitiamo il dibattito, però, Consigliera.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Solo per dire una cosa. So bene cos’è l’articolo 72, però ricordo che quando era lei Presidente e chiedevamo da questi banchi di poterla avere in Aula per riferire su alcune informative, il Presidente Ciambetti chiedeva e alle volte lei in quest’Aula è venuto a riferire, quando l’opposizione chiedeva di avere informazioni. Spiace non aver ricevuto risposta all’Ufficio di Presidenza, perché se il Presidente volesse informare per via istituzionale e venire in quest’Aula sarebbe una sua scelta.
Capisco che possiamo fare una richiesta come dieci Consiglieri per avere un Consiglio straordinario. Sa bene che è un tema molto territoriale, molto padovano. Non volevo nemmeno coinvolgere tutti i Consiglieri e chiederglielo. Lo possiamo fare, lo possiamo assolutamente fare. Sarebbe nelle prerogative di un Presidente, quando si parla di un’infrastruttura così importante, venire in quest’Aula a riferire senza che noi lo dobbiamo chiedere o lei lo debba sollecitare.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Passiamo al punto n. 6, il sesto di 14 punti, vi ricordo: “Veneto Sviluppo S.p.a.. Nomina di due componenti del Consiglio di Amministrazione in sostituzione di due componenti dimissionari”. Relazione della Prima Commissione.
Ciascun Consigliere vota un massimo di due nominativi.
Ci sono proposte di candidatura? Prego, consigliere Barbisan.
Speaker : Riccardo BARBISAN (Lega-Liga Veneta)
Grazie, Presidente.
Noi proponiamo la candidatura di Alvise Canniello e di Tiziana Pradolini.
Speaker : PRESIDENTE
Altre proposte? Signori, altre proposte?
È aperta la votazione.
Dobbiamo trovare un altro posto per Corazzari, perché è sempre un’anima in pena. Corazzari, se vuoi ho un posto, ti tengo qua.
Solo una preferenza. Fermi un attimo, due preferenze. Fermi un attimo altrimenti non si capisce, dovete esprimere due nominativi al massimo. Consigliere Barbisan, due preferenze al massimo.
Alzi la mano chi non riesce a votare.
Signori, votate, perché sto per chiudere.
Chi non ha votato alzi la mano.
Dichiaro chiusa la votazione.
I voti sono questi: Alvise Canniello 22, Tiziana Pradolini 22 e a seguire gli altri. I due eletti sono Canniello e Pradolini. Grazie.
Passiamo al prossimo punto, il punto 7 (siamo sempre in votazione, signori): "Commissione per la determinazione dell’indennità di espropriazione della Provincia di Vicenza. Nomina di un componente esperto in materia di cottura foreste". Relazione della Prima Commissione e proposte di candidatura.
Prego, consigliere Barbisan.
Speaker : Riccardo BARBISAN (Lega-Liga Veneta)
Grazie, Presidente. Il nostro candidato è Calaciura Riccardo.
Speaker : PRESIDENTE
Altre proposte? Ciascun consigliere vota un solo nominativo.
È aperta la votazione.
Siamo in votazione, evitate commenti.
Qualcuno non riesce a votare?
È chiusa la votazione. Scusate, Calaciura eletto.
Punto n. 8: Bilancio di previsione finanziario 2027-2028.2029 del Consiglio regionale. Proposta di deliberazione amministrativa n. 22.
Relazione dell’Ufficio di Presidenza.
Relatore, Vicepresidente Micalizzi.
Prego.
Speaker : Andrea MICALIZZI (Partito Democratico)
Grazie, Presidente. Allora, illustro brevemente quelle che sono le linee guida del bilancio previsionale del Consiglio. Come sapete, è il bilancio interno all’istituzione consiliare, alla gestione del palazzo, quindi quello che consente di rassicurare risorse necessarie al funzionamento dell’Assemblea, ai suoi organismi, alle strutture che lo sostengono, all’attività legislativa e agli indirizzi di controllo.
Sostiene anche il funzionamento del Garante regionale dei diritti della persona, il CORECOM e l’Osservatorio regionale sulla violenza contro le donne.
I trasferimenti che arrivano dalla Giunta sono invariati rispetto il bilancio degli anni precedenti, ammontano a circa 50.000.000, alcune cifre particolari: il 72% è dedicato a spese che riguardano il personale, degli emolumenti dei Consiglieri, degli ex Consiglieri, imposte e partite di questo tipo.
Ci sono 857.000 euro destinati a arredi, attrezzature e dotazioni informatiche per il funzionamento dei palazzi.
Il bilancio ha ricevuto il parere favorevole dei Revisori dei Conti e, quindi, lo sottopongo all’Aula per la discussione. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Vicepresidente.
Discussione generale aperta. Qualcuno ha qualcosa da dire? Interventi?
Chiusa la discussione generale.
Passerei alla votazione.
Dichiarazioni di voto ce ne sono?
Votiamo. Prego.
È aperta la votazione.
Chi ha problemi alzi la mano (ovviamente di votazione).
Chiusa la votazione.
Approvato.
Grazie.
Punto 9 – credo che stiamo procedendo bene – “Disegno di legge relativo a ‘Variazione di bilancio di previsione del 2026-208 della Regione del Veneto”, progetto di legge n. 130.
Relazione della Prima Commissione consiliare. Relatore il presidente Tomaello. Prego.
Speaker : Andrea TOMAELLO (Stefani Presidente)
Grazie, Presidente.
Il progetto di legge n. 130 di iniziativa della Giunta regionale intende apportare alla legge di bilancio per il triennio 2026-2028 una variazione degli stanziamenti di entrata e di spesa, sulla base delle indicazioni pervenute dalle strutture regionali competenti e dall’andamento della gestione.
La disponibilità finanziaria messa a disposizione per la manovra odierna ammonta complessivamente a 48,8 milioni di euro, ed è la somma principalmente di tre voci: 4,6 milioni messi a disposizione del Consiglio regionale, 34,2 milioni messi a disposizione dalla Giunta, e 10 milioni derivanti dall’utilizzo delle risorse accantonate nel risultato di amministrazione destinate alla realizzazione di investimenti.
Per quanto riguarda i 4,6 milioni del Consiglio, questo dato è frutto della restituzione dell’avanzo di amministrazione per 3,1 milioni di euro e 1,5 milioni delle riduzioni del fondo speciale spese di investimento. I 34,2 milioni della Giunta, invece, derivano per 14,6 milioni da economie su interessi passivi relativi a prestiti obbligazionari e mutui, 5,3 milioni di saldo positivo fra maggiori entrate e relativo accantonamento fondi crediti di dubbia esigibilità, 4,9 milioni per la razionalizzazione di alcune voci di spesa, 1,3 milioni di maggior gettito Irap, 1,1 milioni di riversamento da Avepa delle sanzioni amministrative, e 7 milioni di riparto del fondo statale a parziale ristoro delle riduzioni dei trasferimenti.
Questo per quanto riguarda le disponibilità finanziarie di Giunta e Consiglio, ovvero, una politica di razionalizzazione ed efficientamento delle spese che permetterà quindi una manovra allocativa di quasi 50 milioni di euro.
Le risorse del Consiglio, 4,6 milioni, sono destinate principalmente all’impiantistica sportiva con scorrimento graduatoria, e ai lavori pubblici urgenti con dotazione per ciascun capitolo di 1,5 milioni di euro; 1,1 milioni di euro anche per interventi a favore delle persone con disabilità e 500.000 euro per il restauro e risanamento conservativo degli edifici di culto.
Per quanto riguarda, invece, i 34,2 milioni di disponibilità derivanti dalla Giunta, 6,2 milioni sono destinati all’adeguamento salariale del contratto di lavoro dei dipendenti regionali, 11 milioni per l’aggiornamento delle previsioni per il 2026 relativo ai pedaggi della Pedemontana, e ben 17 milioni, invece, saranno destinati al rifinanziamento di leggi di spesa regionali.
Tra queste, le principali: manutenzione e gestione della rete stradale regionale (per 4,5 milioni) gli interventi per la mobilità e la sicurezza stradale (2,6 milioni), 1 milione per le manifestazioni ed eventi culturali, 2,6 milioni per i lavori pubblici di interesse regionale, 3 milioni per l’impiantistica sportiva, 1,1 milione per il Feampa e 1,2 milioni per servizi ferroviari integrativi.
A tutto ciò si aggiungono anche 10 milioni di contributo straordinario Veneto Strade per l’intervento di ammodernamento, raddoppio della piattaforma stradale della nuova Strada del Santo attraverso l’utilizzo delle risorse accantonate nel risultato di amministrazione destinate alla realizzazione di investimenti.
Questo disegno di legge è stato approvato dalla Giunta in data 1° ottobre; il 6 ottobre è stato illustrato in Prima Commissione; tra il 14 e il 22 ottobre le varie Commissioni consiliari hanno dato il parere positivo; mentre il 27 ottobre è stato approvato in Prima Commissione un emendamento della Giunta ed è stato anche licenziato il provvedimento per l’Aula a maggioranza.
Il CAL ha dato parere positivo in data 29 ottobre. In definitiva, oggi parliamo di una manovra di 50 di quasi 50 milioni di euro che parte da un buon lavoro di efficientamento del bilancio regionale, e anche di un’opera di razionalizzazione delle spese pubbliche.
Si investe in settori-chiave come la sicurezza e la mobilità stradale dei Comuni con ben 7,2 milioni di euro totale, i lavori pubblici di particolare urgenza, con 4,1 milioni di euro, l’impiantistica sportiva con un totale di 4,5 milioni di euro di investimento, la pesca, che, con un finanziamento di 1,1 milioni di euro, attiva risorse nel Feampa pari a 7,4 milioni di euro e 1,2 milioni per i nuovi sistemi di sicurezza ferroviaria e l’acquisto di nuovi convogli.
Buon lavoro. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Prego, correlatore, consigliere Galeano.
Speaker : Paolo GALEANO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Per la correlazione a questo provvedimento vorrei anzitutto partire dai dati, alcuni dei quali già anticipati dal relatore Tomaello, che ha detto bene: il volume di questa variazione ammonta in totale a circa 48,8 milioni di euro. Essi sono finanziati con 10 milioni di accantonamenti sul fondo per il contributo alla finanza pubblica, la cui capienza complessiva ammonta a circa 60 milioni, e gli altri 38 provenienti da altre entrate ed economie.
In sintesi, giusto per avere ben impresse le tipologie di intervento, essi vengono così collocati: i 10 milioni di accantonamenti del fondo suddetto vanno tutti alla progettazione per l’ampliamento di 4,2 chilometri della strada regionale 308, la strada del Santo, 6,3 milioni servono per gli aumenti del costo del personale, conseguentemente agli sviluppi della contrattazione collettiva, una buona cosa.
Undici milioni vengono destinati per i maggiori costi che la Superstrada Pedemontana Veneta assorbe al bilancio regionale, in distonia con le previsioni di cui al bilancio di previsione (questo avviene per il secondo anno su due), ma in assoluta sintonia, invece e purtroppo, con le previsioni che ciascuno di noi, in maniera obiettiva, poteva fare subito, visto il naturale svolgimento dei fatti che tutti ben conosciamo.
I rimanenti circa 20 milioni costituiscono una manovra allocativa, come si diceva, su manutenzione strade, interventi su edifici per sicurezza sismica, impiantistica sportiva, pesca, disabilità ed altre voci con importi minori. Questa, quindi, è la tipologia degli interventi.
Per iniziare la valutazione della bontà dell’architettura di questa variazione, voglio partire dalle parole dello stesso presidente Stefani, che alcuni giorni fa, in un’intervista rilasciata alla stampa, ha testualmente dichiarato "se chiediamo a un cittadino quali siano i temi che lo preoccupano maggiormente oggi, ci viene risposto sicurezza, carovita e sanità". Bene, facciamo un confronto: nei fatti, conti alla mano, in quali di questi ambiti interveniamo positivamente e direttamente con questa variazione? Ad essere severi, potremmo dire praticamente nessuno, assumendo un punto di vista più bonario e flessibile, invece, qualcuno lo includiamo, magari la pesca sul carovita, ma in maniera molto contenuta rispetto alle necessità palesate dalle dichiarazioni dello stesso Presidente e solo dando al termine sicurezza un’accezione diversa da quella intesa dalle parole di Stefani. Infatti, sicurezza sismica va bene, sicurezza stradale va benissimo, però sappiamo che non è l’accezione di sicurezza a cui faceva riferimento il presidente Stefani nelle sue dichiarazioni, indicando le priorità segnalate dai cittadini.
Da questo primo, semplice raffronto, quindi i dati da una parte, le dichiarazioni del Presidente dall’altra, questa variazione si qualificherebbe da sola, non serviamo noi come minoranza per denunciarne il sostanziale scollamento con la realtà o comunque la portata insufficiente per essere vicina a rispondere a molte delle attuali esigenze della nostra comunità veneta.
Ciò non vuol dire - lo dico subito chiaramente - che non ci siano puntuali interventi giudicabili in maniera positiva, e va ribadito, ma la sostanza di questo progetto di legge certifica un’azione spuntata di questa maggioranza, un’operazione di piccolo cabotaggio, non all’altezza, secondo noi, delle sfide grandi, urgenti e importanti che anche la nostra comunità veneta sta vivendo. Facciamo un riassunto: quasi un terzo degli importi messi a disposizione da questa variazione, di quei 48,8 milioni di euro, è su spese di fatto obbligatorie, spese positive nel caso degli adeguamenti contrattuali del personale, è evidente, soprattutto in una fase come questa. Curare le risorse umane e valorizzarle il più possibile diventa imprescindibile, anzitutto per la macchina pubblica, soprattutto in questa fase particolare che sta caratterizzando il mercato del lavoro, intrecciata con l’andamento demografico che ben conosciamo e un carovita che morde davvero le caviglie di tutti. Curare le risorse è fondamentale.
Ci sono poi altre spese obbligatorie, invece, assolutamente negative, lo accennavo prima, per quanto riguarda, per esempio, la necessità di intervenire per coprire nuovamente lo squilibrio della Superstrada Pedemontana Veneta. È una forbice che quest’anno si apre sempre di più.
Una ulteriore buona parte, invece, è per l’intervento sulla strada del Santo. Soffermiamoci un attimo su queste prime importanti spese, sugli ulteriori 11 milioni necessari per colmare lo squilibrio nella gestione della SPV, la voce più consistente di questa mini manovra, va sottolineato. La notizia si commenta da sola. Nessuno scoop, verrebbe da dire, viste le denunce numerose fatte a più riprese su questo fronte da noi e da tanti. Se allora la notizia non è sul fatto che si debba ancora intervenire per ripianare lo squilibrio, la notizia deve essere sul fatto che tale forbice si è aperta ulteriormente, quindi servono risorse sempre maggiori, e che questa maggioranza deve oggi fare un’operazione verità e trasparenza per tutto il Veneto, rinnegando ciò che è stato sempre raccontato sin qui e dicendo invece la verità, anche nei documenti di bilancio, questo è quello che chiediamo d’ora in poi, sul fatto che questo sarà il destino che ci attende per moltissimo tempo ed in maniera gradualmente peggiorativa, a scapito del bilancio e quindi dei servizi e delle opportunità per i veneti tutti.
Nonostante venga scritto testualmente che tale insufficiente frequentazione dell’arteria sia dovuta alla difficile contingenza socioeconomica e geopolitica, la realtà, lo sappiamo, è un’altra. Quest’Aula da pochi giorni ha licenziato il bilancio consolidato, nel quale, lo ricordo, sia CAV che Società Autostrade Alto Adriatico hanno registrato nel bilancio 2025 aumenti nelle entrate grazie a maggiori flussi di traffico, non ad aumenti tariffari.
Nello stesso momento storico, ceteris paribus, ovvero a parità di condizioni, eccezion fatta per le tariffe probabilmente più alte, anzi senza “probabilmente”, più alte per la percorrenza della SPV, la stessa SPV, ripeto, a parità di condizioni, nello stesso momento, registra 9 milioni di squilibrio. I dati oggi ci dicono che nel 2025, al netto di IVA, il bilancio di previsione prevedeva uno squilibrio fra entrate ed uscite pari a 42,5 milioni di euro. nel bilancio consuntivo tale divario è arrivato a 51.330.000 euro, con una divergenza - ripeto - nel 2025 di 8,8, quasi 9 milioni, quelli che dicevo prima.
Nel 2026 la situazione peggiora. Sempre al netto di IVA, nel bilancio di previsione lo squilibrio fra le entrate e le uscite per la gestione della Pedemontana era pari sempre a 42,2 milioni, quindi si era previsto leggermente meno rispetto al 2025, ma il bilancio consuntivo vede invece 53 milioni di squilibrio, con una divergenza di 11 milioni fra entrate e costi per la Regione, in aumento di oltre 2 milioni rispetto all’anno precedente.
Come dicevamo, quindi, le cose vanno raccontate ai veneti finalmente per come stanno davvero e messe nei documenti di bilancio in aderenza alla realtà dei fatti, per fare i conti con le risorse in maniera trasparente per tutti, dicendo che lo squilibrio nella gestione SPV sarà per anni una zavorra pesantissima sulle opportunità di questa Regione, se non cambia qualcosa in maniera sostanziale.
C’è poi la questione SR 308. Cosa facciamo in questo PdL? In questo PdL e parliamo di stanziare subito, da questo esercizio 2026, 10 milioni per la progettazione, con parte dei fondi accantonati nel fondo per il contributo alla finanza pubblica, e di accantonare, in virtù dell’articolo 2 di questo PdL 130 e fino al 2030, una somma complessiva pari ad ulteriori 150 milioni, sempre grazie a risorse presenti in questo fondo, per poi far partire i lavori nel 2031.
La bontà dell’opera non è in discussione - voglio sottolinearlo e dirlo chiaramente – e anche il fatto che si stia ora ragionando in maniera più concreta sul nuovo ospedale di Padova, nonostante, a dire il vero, se ne parli da oltre vent’anni in questi termini, ma facciamo che si stia ragionando in maniera più concreta sul nuovo ospedale di Padova, i titoli di questi giorni dicono che si quaglierà (passatemi il termine) con il bilancio di previsione che vedremo fra qualche giorno, ragionare sull’ospedale vuol dire anche imporre che le infrastrutture che portano ad esso e a Padova siano più adeguate possibile.
Va però anche in tal caso analizzato bene il contesto, per capire che gli scenari non sono rosei e ben definiti, tanto per l’opera in sé, quanto per tutto il resto del territorio veneto. Per l’opera in sé, infatti, basta prendere a riferimento alcuni degli interventi – solo per fare un esempio - dei Sindaci durante l’ultima seduta del CAL, che il relatore Tomaello prendeva a riferimento come consesso che si è espresso favorevolmente alla variazione di bilancio alcuni giorni fa.
Il CAL lunedì scorso ha visto infatti alcuni voti di astensione su tale variazione, proprio a causa dello scenario incerto derivante da tale operazione, perché vi è la consapevolezza che oggi si parte da un importo di 160 milioni per la realizzazione dell’intervento, ben sapendo che nel giro di pochi anni lo scenario sarà probabilmente molto diverso. Lo testimoniano le opere su cui tanti di noi hanno lavorato in questi anni da amministratori nei propri Comuni e i cui costi sono man mano esplosi. Lo testimonia altresì - prendo un altro esempio - quanto abbiamo appreso in questi giorni su un’opera simbolo della Lega sì dei Giochi olimpici Milano - Cortina 2026.Le parole del Sindaco di Cortina in Consiglio comunale raccontano di un salto vertiginoso dei costi del bypass sotterraneo della cosiddetta Variante di Cortina, lievitati da 220.000.000 a circa 500 in un arco di tempo non certo siderale e da cui, appunto, ci si sta perciò tirando indietro. Questo è per quanto riguarda l’opera. Anche lo scenario per il territorio del Veneto non è roseo a seguito di tale investimento, almeno in termini di possibilità equamente spalmate per i vari territori, soprattutto se la Giunta non sceglierà di praticare altre vie per intervenire sulle entrate di bilancio.
Infatti, quell’impegno di 30, più 35, più 35, più 50.000.000 di euro, l’anno dal 2027 al 2030, grava in maniera consistente sulle possibilità di spesa future del risultato di amministrazione della nostra Regione, comprimendo, appunto, spese e investimenti per tutti. Perché a seguito delle varie sedute e le tante domande - ammetto la mia ignoranza quando sono entrato qui come Consigliere avevo presente come funzionava un bilancio dei Comuni, ovviamente quello della Regione ha delle diversità - stiamo apprendendo dalle tante domande, dallo studio man mano giorno per giorno, dai confronti in Commissione, emerge con chiarezza un meccanismo che forse non è ancora a tutti noi chiarissimo.
Il risultato di amministrazione della nostra Regione, qualunque sia la sua natura, quindi avanzo vincolato, accantonato, libero, eccetera, e qualunque sia il suo ammontare, può essere speso complessivamente per l’importo massimo di 163.000.000 e questa è l’operazione a seguito del FAL.
Da oggi in poi questi 163.000.000 saranno decurtati annualmente della somma che oggi approviamo per preparare il percorso che dovrebbe portare alla realizzazione di intervento in oggetto sulla strada regionale 308. Insomma, bisogna esserne consapevoli, noi per primi, e bisogna raccontare la verità anche gli stakeholders nel territorio, anzitutto agli amministratori. Nessuno, ripeto, nega, quindi, la bontà e la necessità dell’opera, ma nel contempo dobbiamo dire con coraggio e raccontare con coraggio in maniera onesta che intrapresa questa via - e posto che si riesca a condurla in porto - di possibilità per intervenire in maniera importante in altri territori ne rimangono e ne rimarranno ben pochi.
Si capisce, quindi, composto il quadro di questi elementi, che rebus sic stantibus, il perimetro delle capacità di intervento si limita di non poco E i dati sul resto della manovra allocativa lo dicono in maniera chiara: bene i 4 milioni per Veneto Strade, 3 di manutenzioni e 1 di progettazione, e i 2,5 milioni per i Comuni sempre sulla viabilità. Ma ricordiamo che si rimpinguano capitoli da circa 18 milioni di euro complessivi l’anno, mettendo quindi a disposizione di un’intera regione solo la metà circa di quanto si accantonerà in un solo anno, dall’anno prossimo, per la SR 308.
Sono importi briciola, ovviamente, se rapportati con le esigenze e le richieste del territorio. Vanno bene anche i soldi, i 4,1 milioni per i Comuni per la sicurezza sismica, ci mancherebbe.
Ricordiamo che il capitolo iniziale era di 451.000 euro. I 4,5 milioni per l’impiantistica sportiva vanno benissimo, ci mancherebbe, anche qui, ma rimpinguano un capitolo iniziale di circa 2,5 milioni di euro per tutta la regione; 1,1 milioni regionali che attivano circa 7,4 milioni di Feampa, come anticipava il relatore Tomaello su pesca e acquacoltura, vanno anch’essi benissimo. Ma ricordiamo che inizialmente sul capitolo giacevano circa 500.000 euro, e sappiamo qual è la condizione in cui grava questo settore.
Pure i contributi a favore di persone con disabilità psicofisiche per 1,1 milioni sono buona cosa, soprattutto alla luce del fatto che lo stanziamento iniziale era di circa 130.000 euro. Ma quali e quanti sono i bisogni sanitari, sociosanitari e sociali nella nostra Regione? Si capisce, quindi, che la misura di ogni intervento non va valutata in maniera assoluta, diviene fondamentale, relazionarla all’interno dell’intero bilancio per capire la reale portata di ciascuno di essi, e ancor più, di quante e quali siano le esigenze che siamo chiamati a soddisfare.
Insomma, in sostanza, sembra di svuotare il mare dei problemi con un cucchiaino. Alla luce di tali situazioni risulta ancor meno comprensibile un altro degli elementi focali di questa variazione, o meglio, uno degli elementi che mancano in tale variazione. Non vediamo infatti applicati in nessun modo i canoni incassati da Enel sulla partita dell’idroelettrico. Su tale questione interverrà in maniera puntuale ed esaustiva il mio collega Del Bianco, ma sin d’ora è possibile anticipare come risulti davvero incomprensibile la modalità di azione, o meglio, di inerzia, della maggioranza su tale fronte.
Anche in considerazione di quanto dicevamo prima, sulle possibilità di spesa complessiva del risultato di amministrazione, rischiare di fare andare in avanzo risorse che poi si troverebbero di fronte all’imbuto del CAP da 163 milioni, deputati, come dicevo prima, dal 2027, dei milioni annuali per la Strada del Santo (30, 35, 35 e 50, quindi non pochi) fa davvero capire che si sta giocando con il fuoco e proprio in uno dei settori maggiormente colpiti da questo periodo di difficoltà, ovvero il mondo del sociale, e in particolare quello delle RSA.
Davvero ci possiamo permettere di temporeggiare ‒ per usare un eufemismo ‒ nell’accertamento di tale entrata in un momento come questo? Oltre a essere paradossale per le evidenti necessità economiche e finanziarie del bilancio, tale atteggiamento risulta assolutamente contrastante con la narrazione che si è sempre voluta fare sull’autonomia in generale. Si invoca sempre questa benedetta possibilità di autogoverno e autogestione di talune risorse e poi, ogni volta che ce n’è la possibilità, si tentenna, lasciando che sia il fato o qualcun altro a decidere per noi.
Esempi su questo ce ne sono, i canoni ne sono uno. Lo abbiamo visto sul bollo auto: ci dicono che ci toglieranno risorse e noi gioiamo ‒ frasi del Presidente Stefani ‒ venendo meno, di fatto e formalmente, l’autonomia di spesa per definizione di quelle risorse, pure di fronte alle rassicurazioni del Governo che rimpinguerà totalmente quel capitolo che verrà svuotato dal bollo. Le strade bellunesi su ANAS. Insomma, sono davvero tante le questioni su cui questa storia dell’autonomia trova un’attuazione concreta di diametro opposto.
La nostra conclusione non è che queste cose proposte in variazione non vadano fatte, lo ribadisco per l’ennesima volta. La nostra conclusione è che bisogna dire a tutti i veneti la verità, non solo la parte più comoda. È conoscendo la situazione reale, veritiera, nella sua complessità che si possono fare le valutazioni sulle politiche scelte e le reali valutazioni su quali leve sia necessario attivare, preferibilmente in tempi veloci, per permettere al nostro Veneto di vivere e non solo di sopravvivere.
Questa variazione passerà, ovviamente, lasciando dietro di sé una realtà e un contesto ancora ricchi di problemi e di incognite. Per fortuna ci rivedremo presto, nei prossimi giorni, per iniziare il percorso sul bilancio 2027-2029. Per fortuna ci sono le audizioni, alle quali si spera che vengano dedicati il giusto ascolto e la giusta considerazione, perché ben sappiamo che la nostra voce pesa molto meno di quella che è la pressione che il territorio stesso può fare.
La situazione è, a nostro modo di vedere, critica sotto molti punti di vista e alcuni fronti ulteriori si stanno aprendo (titoli di oggi e titoli dei giorni scorsi). Nella variazione troviamo, ad esempio, 200.000 euro per la Conferenza permanente dei Sindaci del Veneto orientale, altra situazione in cui c’è chi sta agendo per provare a scappare dal Veneto, andare in Friuli, vista l’assenza di risorse, di risposte e di prospettive all’altezza.
Lo ripeto per l’ultima volta: non vogliamo, con ciò, dire che non ci siano puntuali interventi giudicabili positivamente e che essi non debbano essere portati avanti, ma il contesto certifica che l’azione della Giunta e di questa maggioranza non è all’altezza delle sfide grandi, urgenti e importanti che la nostra comunità veneta sta vivendo, perché non si stanno mettendo in campo tutte le azioni possibili e necessarie per farlo.
Serve cambiare passo e per cambiare passo è necessario fare scelte coraggiose, che inizino a disegnare prospettive diverse, le prospettive che merita la nostra comunità. Se si vuole ridare dignità all’azione di questa Istituzione e, di conseguenza, ridare dignità alle politiche per questa Regione, lavoriamo per dare ossigeno e prospettive ed agire con le leve che attualmente già ci vengono offerte, prima che sia troppo tardi.
Grazie a tutti e buon lavoro.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere.
Prego, consigliera Ostanel.
È aperta la discussione generale. Prenotatevi.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Io faccio subito una domanda all’assessore Giacinti, perché il collega Galeano, sempre con grande eleganza, dice delle cose molto precise, molto pesanti, io posso anche ricollegarmi e le faccio direttamente la domanda.
Oggi, siamo qui in Aula chiedendoci perché pochi mesi fa la stessa Giunta abbia detto che oggi sarebbe stato un giorno glorioso, grandioso, in cui avremmo davvero trovato degli impegni, in una variazione di bilancio, da poter utilizzare per i diritti dei cittadini del Veneto. Si ricorda quando, durante l’assestamento, si diceva "in questa fase dell’assestamento non riusciremo a fare grandi manovre, avremo una grande disponibilità di fondi da poter gestire - guardi i verbali, vada a riprenderli, perché basta leggerli - e arriveremo in questa variazione a poter fare un lavoro", come ricorderanno sicuramente anche i colleghi di fronte a me o vari di loro, "potremo in questa variazione, invece, definire e allocare una serie di risorse di quel famoso avanzo libero", di cui tanto avevamo discusso, sono 163, sono 153 e così via.
Oggi, però, dopo un’istruttoria, come ha detto il collega Galeano, precisa, grazie al lavoro dei tecnici all’interno delle Commissioni, che davvero ringrazio, perché le domande che abbiamo fatto sono state tantissime, abbiamo delle questioni molto gravi da dover discutere in questa Assemblea, come di consueto si fa durante un assestamento, una variazione in tutti i provvedimenti di bilancio.
Parto dal grande tema del contributo della finanza pubblica. A beneficio dei colleghi consiglieri, vorrei ricordare, a proposito di quando ci riempiamo la bocca del tema autonomia, che sono soldi che lo Stato richiede alla Regione per le sue manovre, cioè noi diamo dei soldi allo Stato, a Roma, per poter fare le loro manovre e, da documenti di bilancio che oggi andiamo a votare, il Veneto accantona 327 milioni dal 2005 al 2029, di cui 22 nel 2025, 60 nel 2026, 68 nel 2027, per poi crescere ancora. Il contributo di finanza pubblica è questo.
La domanda che faccio è questa: noi abbiamo approvato, con il nostro voto contrario, a febbraio, ad aprile, scusi, questo documento legato al contributo di finanza pubblica che - ci avevate detto - avrebbe garantito una spesa libera da poter investire quando, in realtà, dai verbali, appunto, delle Commissioni, grazie al lavoro di istruttoria con i tecnici, cito: Il contributo di finanza pubblica ci vede ogni anno impegnati a togliere spesa corrente per l’importo del contributo, accantonarla, non impegnarla, renderla evidente al rendiconto e poi utilizzarla solo per spese di investimento. Cioè noi abbiamo un vincolo determinato da questo contributo di finanza pubblica che ci fa magari utilizzare qualcosina, ma solo per spesa di investimento.
Allora la grande domanda che io faccio è: Ma quando eravamo in questa Aula gli anni precedenti, dove non avevamo sottoscritto un contributo di finanza pubblica, noi potevamo, invece, come ricordo, immaginare che ci fosse vero meno disavanzo libero, ma la possibilità di fare un lavoro diverso tra spesa di investimento e spesa corrente? Perché la risposta che io mi do è: Sì. E esattamente vado a pensare poi a tutte le iniziative che ci troveremo a fare negli anni successivi, cioè negli anni successivi - e l’ha detto benissimo il collega Galeano - noi ci troveremo in una difficoltà enorme all’interno di questo Consiglio regionale, cioè noi faremo fatica ad avere la possibilità di spendere spesa corrente per potere riuscire a fare un lavoro su alcune poste di bilancio importantissime per i diritti di base dei nostri cittadini. Infatti andiamo a vedere che le uniche spese che noi oggi accantoniamo sono per la statale del Santo e quello che è stato detto io lo condivido; è chiaro che avremo un impegno che, a fronte di tutti gli altri impegni che abbiamo già a bilancio, penso a Pedemontana: 53.000.000 l’anno destinati a crescere, ma vado anche al deficit delle Olimpiadi, perché, Assessore, io davvero in questa Aula chiedo di poter sapere come la perdita netta del 2025 della Fondazione Milano - Cortina e il deficit patrimoniale complessivo che viene stimato a 176.000.000 di euro, un deficit che è andato a incrementare nel corso degli anni e che vede la nostra Regione, assieme agli altri Enti, impegnata a contribuire a quel disavanzo nei prossimi anni. Allora, se io faccio un ragionamento, il conto della serva, come se fossi in una qualsiasi casa dei veneti e so che l’anno prossimo ho già delle spese preventivate, delle uscite importantissime che sono: Pedemontana veneta, infrastruttura come da impegno che oggi andiamo a votare per la realizzazione della Strada del Santo. Quello che accadrà rispetto al deficit Milano-Cortina non ci è dato saperlo, ma con queste cifre immagino che non siano 10.000 euro.
Quello che noi abbiamo già, e che sappiamo che dobbiamo investire a spese vincolate, penso al fondo sanitario, e tutto il resto, le spese che noi dobbiamo fare per garantire, ad esempio, un aumento delle impegnative delle RSA, il fondo sanitario che oggi dal Governo è stato tagliato, e lo sappiamo, e invece in questa Regione noi dovremmo garantire un investimento maggiore, tutto il lavoro sulle case di comunità che dovremmo implementare, lo psicologo di base, il rifinanziamento delle leggi esistenti: dove troviamo i soldi per tutto questo?
Ci avevate detto che sarebbe stato un anno grandioso, ma a guardare i conti, questo non è stato un anno di spesa, ce l’avevate detto voi, non l’avevamo detto noi, che saremmo arrivati qui, con la possibilità di avere un avanzo libero.
Invece, noi oggi ci troviamo a non vederlo e a vedere invece che quella scelta che avete fatto è stata una scelta che ci porta ad avere ancora più vincoli. Ricordo alle persone che sono in Aula qui oggi che tutto questo deriva da una scelta che è stata fatta, e che ci è stata ricordata dagli interventi delle persone che nelle Commissioni ci hanno risposto su questa questione.
Io davvero allora mi chiedo come faremo nei prossimi anni, quando ci troveremo ad approvare preventivo, variazione, assestamento, e non avremo le gambe per correre, perché questo è quello che accadrà, e questo è solo un preludio del discorso che faremo e che farò quando andremo ad approvare la manovra di bilancio preventiva per i prossimi anni, cioè dicembre, quando arriverà il nostro bilancio delle prossime annualità, ma oggi che siamo in variazione, è ovvio che queste questioni debbano essere almeno per un po’ anticipate.
Ancora: andiamo davvero sulle questioni, secondo me, più importanti, che vediamo oggi, oltre a quelle che già il collega Galeano ha introdotto. Visto che prima sono stata sollecitata a convocare un Consiglio straordinario sull’ospedale di Padova, dovremmo fare solo Consigli straordinari, a questo punto: sui canoni idroelettrici, sull’ospedale di Padova, su Pedemontana Veneta, perché se non abbiamo risposte, questo dovremmo fare. A un certo punto inizieremo a usare la prerogativa che ci è stata data: lo dico ai Consiglieri, perché se non abbiamo mai le risposte e sembra di intervenire in quest’Aula, semplicemente riportando i nostri dubbi e poi dall’altra parte non c’è risposta, forse dovremmo iniziare a utilizzare uno strumento ben più sostanzioso.
Ma Pedemontana Veneta, lo ripeto, ormai questo è il terzo intervento che faccio di fronte all’assessore Giacinti. È tempo che ci spieghiate perché continuate a immaginare che ci sarà una situazione diversa quando la situazione ormai, monitorata da più di un anno, dopo un’apertura definitiva della infrastruttura, ci dà una perdita di 54 milioni l’anno, con un traffico che non sta minimamente aumentando nel corso del tempo e un canone al concessionario che, questo sì, sta aumentando nel tempo.
Quel disavanzo tra mancati pedaggi e fondi, soldi che noi trasferiamo alla SIS è destinato ad aumentare. Lei mi dovrebbe rispondere senza dover fare un Consiglio straordinario, perché abbiamo il compito di stare qui a fare le domande e a ricevere delle risposte. Dovreste rispondermi come possiamo fare oggi e come faremo soprattutto in futuro a continuare a prelevare dal nostro bilancio milioni di euro (26 pochi mesi fa, 11 oggi, vedremo cosa succederà nel bilancio di previsione di dicembre) per ripianare un disavanzo che si stima, anzi è, da accesso agli atti, attorno ai 54 milioni di euro l’anno da qui ai prossimi 32.
Ricordiamo anche qui a chi magari non era qui gli anni successivi, quando questo dibattito è stato fatto tantissime volte in quest’Aula, che quel contratto noi lo abbiamo firmato per oltre 30 anni, ne mancano 32, e c’è un contenzioso in corso su cui, anche qui, sarebbe utile avere delle risposte.
L’ultimo tema è quello delle Olimpiadi Milano-Cortina. L’ho già citato parlando di come noi faremo con il nostro bilancio, dopo aver contratto il contributo di finanza pubblica, ad agire nei prossimi tempi. Avremo, però, un’altra spada di Damocle sulla nostra testa. Ho citato prima alcuni dati e alcuni numeri. Oggi noi abbiamo già accantonato 144 milioni di euro per il rischio di buco delle Olimpiadi Milano-Cortina. Alla faccia di chi diceva che era un evento a costo zero. La Corte dei conti ci ha detto e ci spiega che non è un intervento a costo zero e io sono la prima a immaginare che un investimento non è mai a costo zero, ma il punto è: quant’è che dobbiamo continuare a far uscire dalle nostre casse a fronte di un territorio in cui forse il beneficio che noi oggi stiamo immettendo non è stato reintrodotto e non è stato ripagato davvero?
Sulla pista da bob, senza oneri diretti per la Regione oggi, noi abbiamo un’eredità che continuiamo a pagare e stiamo pagando. Ricordo benissimo un dibattito con l’assessore Calzavara in quest’Aula, quando si diceva l’eredità di quell’opera non sarà tanto oggi, sarà cosa succederà negli anni successivi.
Se tra il 2027 e il 2032, un lavoro che abbiamo fatto anche riprendendo tutti i documenti che con la collega Guarda in quest’Aula negli anni successivi cercavamo di portare all’attenzione di questo Consiglio, le perdite rischiano di raddoppiare rispetto alle previsioni fatte nel 2025 e se lo stesso Piano dice che quelle perdite dovrebbero essere compensate da altre opere di legacy, che dovevano portare maggiori entrate, ma che poi non si sono viste, e che abbiamo una perdita totale stimata di 471 milioni di euro, aggiunto a quello che dicevo prima rispetto alla Fondazione Milano Cortina, dove noi, assieme agli altri Enti, siamo chiamati a partecipare per una quota parte, cosa facciamo? Quando riusciamo a vedere i conti?
Perché questi sono dati che guardiamo attraverso i documenti della Corte dei conti, guardiamo tutti i documenti relativi ai documenti che ci vengono ovviamente dati rispetto alla gestione della legacy olimpica, ma noi oggi come facciamo a rispondere ai cittadini del Veneto che ci chiedono "quando avremmo di fronte a noi queste perdite, come faremo? Come faremo con un bilancio come quello di cui prima ho raccontato essere un bilancio che ha veramente i legacci? Alla faccia dell’autonomia! Vedere che Roma viene qui e chiede soldi, un contributo di finanza... però poi non sono io a riempirmi la bocca sostenendo Roma ladrona e poi siete voi ad averlo proposto!
Se noi oggi ci troviamo ad avere un bilancio che non è come l’avevate raccontato pochi mesi fa, "avremo finalmente un avanzo libero, ci permetterà di fare tantissime cose per i cittadini", invece quello che è successo ci permette solo di avere forse qualcosa in più per spese di investimento, ma non ci permette più di fare un ragionamento invece interessante su di che tipo di spesa abbiamo bisogno, e in più abbiamo spese previste che ci arrivano di fronte, di alcune delle quali sappiamo già il costo (Pedemontana veneta ed altre), di alcune delle quali abbiamo delle stime, ma non sappiamo quanto sarà.
La domanda vera è: oggi siamo qui a votare una variazione, ma la variazione, come ha detto benissimo il collega Galeano, rappresenta un punto politico di una Giunta, che aveva annunciato molto, continua ad annunciare molto sui giornali, ma di concreto non si vede niente.
Chiudo qui, perché stamattina mi sono divertita a guardare quante volte il presidente Stefani avesse annunciato lo stesso bando: 50.000.000 di euro sulla casa, perché ogni volta apro i giornali e mi vedo annunciare sempre 50.000.000 di euro sulla casa. Allora poi scrivo all’assessore Roma o alla consigliera Lanzarin e dico: Ma sono altri 50? E mi viene detto: No, sono sempre gli stessi. Allora sono andata a vedere quante volte il Presidente Stefani ha annunciato il bando da 50.000.000 ma giusto per capire che la politica spettacolo dopo un po’ - sa, ’abbiamo un po’ di esperienza - dopo un po’ vengono fuori i nodi al pettine, quindi davvero vi consiglio di iniziare a dire la verità piuttosto che raccontare delle favole che poi sul territorio non si vedono, perché se a Natale, dopo la vostra prima riunione di Giunta, vediamo un articolo: Prima Giunta con riprogrammazione dei fondi UE, 50.000.000 di euro per la casa. Ricordo, 50.000.000 che abbiamo tolto a opere già programmate dai Comuni del Veneto, fondi FESR, non sono fondi, diciamo, che avete aggiunto. Quindi avete, anche qui, fatto esattamente come Roma fa, avete fatto la Regione ladrona: Prendiamo i soldi da iniziative già programmate e li mettiamo sulla casa.
Bene. Avevamo detto che andava bene? Okay. Ma quante volte lo ha annunciato. A Natale, dopo la prima riunione di Giunta - sto guardando proprio i titoli - il 17 febbraio, anzi no, prima ce n’è un altro: abbiamo il 9 gennaio un altro annuncio sulla presentazione di generazione casa.
Poi, abbiamo il 17 febbraio: “Basta polemiche. Ora dare risposte. Ho un piano per far sognare i giovani”. Dove c’era dentro il Piano casa.
Il 2 aprile 2026, Piano Casa, svolta di Stefani: “Stanziati 50.000.000 per l’emergenza abitativa”.
Quinto annuncio, il 19 aprile: mille case a 350 euro al mese per sanitari e giovani coppie, foresterie nei palazzi antichi; 19 aprile 2026.
Sesto annuncio, 26 settembre: “Presto le case per la fascia grigia, 50.000.000 per mille nuove case”.
Era il momento in cui il 26 settembre, dopo l’estate, scrivevo chiedendo all’assessore Roma: Ma sono altri 50.000.000? Ho detto magari no. Durante l’estate è successo qualcosa. No. Sono sempre gli stessi.
31 ottobre 2026: due bandi da 50.000.000 per il Piano Casa: “Si recuperano immobili pubblici inagibili”.
Sono sette annunci, sette annunci, non fatti da me, sullo stesso provvedimento, 50.000.000 di euro sulla casa, che sono fondi che abbiamo tolto ai fondi FESR e abbiamo ridestinato, anche con mia gioia, al tema del diritto alla casa.
Allora io mi chiedo davvero se dobbiamo continuare – e chiudo qui - continuare a vedere annunci stratosferici sulle nostre rassegne stampa e poi venire qui, in Aula, guardare i documenti di bilancio e vedere che dietro a quei grandi annunci non c’è nulla di tutto quello che raccontate, o meglio, c’è un provvedimento, voi ne raccontate sette, fate come i maghi, riuscite a far vedere le cose che non ci sono, quando le cose sono molto più piccole.
Io di ascoltare questa retorica non ho più intenzione di continuare a farlo, quindi chiedo all’assessore Giacinti, che oggi è in quest’Aula, lui o chi per lui, credo sia meglio lui, ci spieghi non solo se è vero quello che ho appena sostenuto, che abbiamo un bilancio legato, e che ci permetterà nei prossimi anni non di fare quello che facevamo gli anni precedenti, di poter scegliere tra spesa di investimento e spesa corrente; e se è vero che nei prossimi anni ci troveremo una serie di impedimenti di bilancio che non ci permetteranno di fare certe scelte; ultimo, se ci invita a fare una richiesta di un Consiglio straordinario non solo su Pedemontana, ma anche su Olimpiadi, o se, degnamente, come dovrebbe essere nelle sue prerogative, in quest’Aula, come Assessore al bilancio, ci dà le risposte che oggi abbiamo richiesto.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Consigliere Del Bianco, prego.
Speaker : Alessandro DEL BIANCO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Io interverrò su una questione non prima, però, di citare – non posso non farlo – e ricordare gli interventi che mi hanno preceduto. Quello del consigliere Galeano e quello della consigliera Ostanel rendono molto chiaro qual è l’orizzonte di questa variazione di bilancio, su cui poi tornerò.
Io però vorrei parlare non tanto di quello che c’è in questa variazione, ma di quello che inspiegabilmente non c’è in questa variazione. Qui devo allora partire da una cosa che forse è bene che tutti noi, e anche chi ci ascolta, sappiamo.
Questo Consiglio regionale nel 2020 ha fatto una legge, la legge 27/2020, legge sulla monetizzazione dell’energia idroelettrica. Che cosa prevede in soldoni, questa legge? Prevede che ogni anno i concessionari, Enel, nel nostro caso, sulle grandi derivazioni d’acqua, corrispondano alla Regione Veneto un quantitativo o di energia o di denaro. La Regione deve scegliere se vuole energia o se vuole denaro.
C’è stato un problema, su questa legge, cioè, che il giorno dopo in cui è stata fatta Enel l’ha impugnata, quindi non ha mai versato tutte le quote che la Regione, però, in questi anni ha sempre giustamente richiesto con delibera di Giunta.
Più o meno, queste quote, giusto perché sappiamo di che cosa parliamo, variano dai 10 milioni minimo ogni anno ai 27 milioni, che è un record assoluto, a proposito di extraprofitti, del 2022, quando con la stessa quota di energia prodotta casualmente solo nell’ammortizzazione abbiamo il 170% in più, senza nessun costo di produzione in più, tra le altre cose. Questo ci rende anche ben chiaro che cosa intendiamo quando parliamo di extraprofitti.
Al netto di questo, Enel non ha mai pagato tutte le annualità fino al 2024. Perché? Perché a un certo punto è successa una cosa importante. In una sentenza riferita alla Regione Lombardia, ha adottato la Regione Lombardia una legge più o meno identica, anzi lo ha fatto prima del Veneto, sul tema della monetizzazione dell’energia idroelettrica, che cosa ha fatto la Regione Lombardia? Ha avuto lo stesso contenzioso con Enel e alla fine un giudice ha dato ragione alla Regione, dicendo: “Tu, concessionario, dovevi pagare esattamente i canoni della monetizzazione”. Al che Enel paga in Lombardia e decide di chiudere il contenzioso anche in Veneto. Quindi, Enel a luglio 2026 ha pagato alla Regione del Veneto, sull’unghia, 57 milioni di euro di monetizzazione dell’energia, che riguardano le annualità 2021, 2022, 2023 e 2024. Stop.
Ora la Regione del Veneto in quella stessa legge dice una cosa chiara: io devo impegnare quelle risorse che mi derivano dalla monetizzazione a favore dei territori su cui insistono le grandi derivazioni idroelettriche e anche nelle altre province, a seconda di un’assegnazione delle risorse, in percentuale, che è prevista nella legge. Per fare che cosa? Per intervenire sul sociale, con particolare riferimento alle case di riposo. Ora immaginate i territori e le province del Veneto nel momento in cui a luglio 2026 sanno che sono arrivati in bilancio 57 milioni che possono, anzi devono utilizzare sul sociale in tutto il Veneto. Il risultato è la gioia: finalmente si riesce ad avere dei soldi per andare a investire su questa cosa qua.
Questo avviene in Veneto, ma avviene anche in Lombardia. Infatti, la Lombardia che cosa fa? Alla prima variazione di bilancio fa un articolo di legge in cui si impegna a dare queste risorse non tutte subito, ma in tre anni, a partire dall’esercizio in corso. Questo fa la Regione Lombardia. Il Veneto che fa? Nulla. In Veneto tutto tace. Magicamente tutto tace. I territori iniziano a farsi sentire: ma questi soldi ce li date o no? Soltanto Belluno, che, come sapete, ha la maggioranza delle grandi derivazioni idroelettriche, avanza in questo momento 48 milioni di arretrati. Quanto è arrivato da luglio 2026 ad oggi a Belluno e a tutte le altre Regioni del Veneto? Zero. Perché? Perché l’Assessore, la Giunta dice "noi non possiamo darveli subito, perché questi soldi, dato che erano iscritti nel Fondo crediti di dubbia esigibilità degli esercizi precedenti, vanno automaticamente in avanzo, noi l’avanzo lo accertiamo solo il 31/12 e quindi possiamo provare a rimpegnarlo quando approveremo il bilancio consuntivo 2027, quindi potremo applicare l’avanzo", tradotto: luglio 2027.
Ma quanti ce ne date a luglio 2027? "Non tutti, perché abbiamo il limite dei 163 milioni", che vi ha appena descritto Paolo Galeano. Cos’è questo limite? È un limite su cui si può impegnare l’avanzo, cioè di tutti gli avanzi che ha la Regione, siano essi liberi o vincolati o di altro tipo, puoi impegnare al massimo 163 milioni.
Ho quindi chiesto in Commissione quale sia indicativamente all’anno l’avanzo generale della Regione, da cui poi si può impegnare al massimo 163 milioni e il risultato è 980 milioni di euro, motivo per cui l’Assessore e la Giunta dicono "quindi quei 48 milioni non ve li possiamo dare subito, ve li daremo a rate".
Fatto sta che nessuno ha specificato né in quante rate, né quando, né come, né perché, salvo qualcuno che oggi sulla stampa, rispondendo a una questione che ho posto io nei giorni scorsi, dice "sì, vedrete che vi daremo 4 milioni all’anno".
Questo qualcuno non è uno qualunque, perché è Stefano Scardanzan, che non solo è Segretario provinciale della Lega di Belluno, ma è anche un funzionario di questa Regione che lavora direttamente nell’ufficio del Presidente della Regione, quindi ci ha detto che Belluno avrà quei soldi dei 48 milioni arretrati a rate di 4 milioni all’anno, 12 anni! Ditemi se non è una presa in giro questa, prima cosa, e questa è la questione che riguarda i 48 milioni ,di cui qui non troviamo nulla.
La seconda questione è che la monetizzazione dell’energia idroelettrica non si interrompe nel 2024, va avanti, tant’è che nel bilancio previsionale di quest’anno giustamente quella somma, che era stata inserita per circa 10 milioni, viene inserita dove? Nel Fondo crediti di dubbia esigibilità, perché il bilancio lo abbiamo fatto in primavera, ancora non avevamo risolto il contenzioso con Enel, quindi giustamente quella somma viene inserita sul Fondo crediti di dubbia esigibilità, perché non sapevamo in quel momento come si sarebbe risolto il contenzioso.
A luglio, però, come vi dicevo, il contenzioso si è risolto, quindi cosa mi sarei aspettato in questa variazione di bilancio? Mi sarei aspettato che la Giunta scientemente, avesse detto una cosa: Siccome non ho più il contenzioso in corso e Enel ha pagato gli arretrati, siccome in questa variazione di bilancio, che è l’ultima dell’anno, vado anche a variare, perché sono intervenute delle modifiche, il fondo crediti di dubbia esigibilità, infatti, noi questo facciamo in questa variazione, lo vario anche per quanto riguarda la monetizzazione dell’energia idroelettrica, perché adesso posso richiedere questi soldi. Del resto li ho sempre richiesti prima quando era in contenzioso, perché ormai non dovrei richiedergli quest’anno che non ho più il contenzioso. Allora mi sarei aspettato di trovare in variazione di bilancio una modifica al fondo crediti di dubbia esigibilità. Fatto sta che incredibilmente questa modifica non c’è. Quindi 10.000.000 sulla monetizzazione, che riguardano tutte le Province, anche quest’anno, finiranno nel fondo crediti dubbia esigibilità.
Quando in Commissione abbiamo chiesto: Ma perché non avete cambiato la destinazione di questo fondo? C’è stato un grande cincischiare fino a quando la terza seduta di Commissione, diciamo così, i responsabili del bilancio regionale ce l’hanno dovuto dire e ci hanno detto: Sì, noi avremo anche voluto iscrivere queste cose diversamente, però c’è un problema e questo problema è un problema molto serio: La Giunta regionale non ha mai chiesto i soldi a Enel , perché nel 2025 la Giunta regionale non ha fatto la delibera per chiedere ad Enel il versamento dei soldi, nonostante fosse obbligata, per la stessa legge regionale, a farla entro il 30 aprile.
Quindi magicamente nel primo anno in cui dopo anni si è risolto il contenzioso con Enel, quando tutti gli anni scorsi, pur essendo in contenzioso, abbiamo sempre chiesto i soldi a Enel, quest’anno che è finito il contenzioso, i soldi a Enel non li abbiamo chiesti. Capolavoro. Un capolavoro.
Quindi ci troviamo con 10.000.000 iscritti sul fondo crediti di dubbia esigibilità che rimarranno lì e che cosa succederà? Magia: Andranno in avanzo. Quindi, una volta che andranno in avanzo che cosa succederà a questi 10.000.000? Succederà esattamente quello che succederà agli altri 48 che sono lì che aspettano, cioè ce li daranno forse ai territori in comodissime rate, lunghe e tante .
Allora, il dubbio che viene qui è: Perché è successo questo? Perché non siamo noi intelligentissimi, evidentemente se ci siamo arrivati noi che c’era questo rischio, ci si domanda come mai la Giunta non abbia preso provvedimenti.
La domanda che vorrei fare in primis è: Perché la Giunta nel 2025, o meglio nel 2026, rispetto alla monetizzazione nel 2025, non ha mai chiesto ufficialmente i soldi ad Enel? Questo è un mistero su cui sarei curioso di avere una risposta, perché è sempre successo quando eravamo in contenzioso. Da quando non siamo più in contenzioso non li abbiamo chiesti. Se la Giunta lo avesse fatto, avrebbe potuto tranquillamente spostare i capitoli a bilancio, costruire i capitoli ordinari, portare i soldi in entrata e in uscita, e in questo momento tutte le Province avrebbero già nei loro capitoli di spesa le entrate della monetizzazione idroelettrica, che solo per il 2025 valgono 10 milioni.
Si poteva almeno dire: bene, i 48 non riusciamo a darveli subito; facciamo un accordo su cui ragioniamo seriamente ‒ non in 12 anni ‒ su come trasferirli, ma almeno sappiate che nel 2026 vi diamo subito il 2025. Questo non è stato fatto, perché il giochino è voler far andare in avanzo i soldi. Questo è il tema.
Se il problema è che qui dentro qualcuno vuol far andare quelle cifre in avanzo, allora è meglio dirlo subito, altrimenti giochiamo una partita diversa. Io questo lo chiedo in maniera molto seria.
Dopodiché, e chiudo questo primo intervento, abbiamo fatto un ulteriore ragionamento, e ringrazio anche i tecnici che ci hanno supportato in questa fase. Ci siamo chiesti: al di là del fatto incredibile e ingiustificabile della Giunta che non ha chiesto i soldi ad Enel, esistono comunque oggi motivi, nonostante la mancanza della delibera di Giunta, per tenere quelle risorse nel Fondo crediti di dubbia esigibilità, quando in realtà il contenzioso con l’Enel non c’è più e Enel ha già pagato gli arretrati? Secondo noi, ma non secondo Alessandro Del Bianco, secondo questa valutazione che è stata fatta, dato che abbiamo presentato anche un emendamento con parere favorevole su questo, evidentemente sì. Noi oggi possiamo, volendo, fare con un emendamento un’inversione di capitoli, cioè togliamo i soldi dal Fondo crediti di dubbia esigibilità e li portiamo nei capitoli ordinari, così se domani mattina ‒ come spero ‒ la Giunta facesse davvero la delibera i soldi potremmo portarli dentro subito nei capitoli ordinari e trasferirli alle Province. L’unica alternativa in questo caso è farli andare in avanzo. Quindi, torniamo a un “Gioco dell’oca” che riparte daccapo e va a finire sulla questione del tetto massimo dei 163 milioni, dei 4 restituiti a rate, insomma, diciamocelo francamente, di una presa in giro.
La questione che poniamo è questa: come mai la Giunta non ha fatto la delibera? Soprattutto, adesso è l’ultima occasione che abbiamo, se dimostriamo di credere veramente a questa cosa, per spostare i soldi nel capitolo corretto. Questa non è una questione banale perché, ribadisco, lo ha deciso la Commissione consiliare, questi soldi servono sul sociale, quindi su quello che è uno degli argomenti più caldi in questo momento.
Questo è il tema che pongo. Qualcuno ha detto - e qui chiudo – "ve li daremo il prossimo anno". Anche qui anticipo già la questione: non vale, signori, perché il prossimo anno, come vi ho spiegato, questi soldi finiscono in avanzo, quindi, siccome avete già promesso, perché siccome qui tutti parlano, anche i politici di parte avversa che hanno responsabilità in provincia, avevano già avuto rassicurazioni che quei soldi sarebbero arrivati con questa variazione di bilancio e, come vedete, in questa variazione di bilancio non c’è nulla.
Adesso è stato promesso che arriveranno alla monetizzazione 2025-2026 nel bilancio 2027, ma, per le ragioni che vi ho spiegato, non è possibile, a meno che voi non decidiate di applicare tutta la monetizzazione nel 2026 con l’avanzo, ma questo salta, perché ci sono i famosi limiti dei 163 milioni.
Su questi limiti chiudo, perché qui dobbiamo dirci anche un’altra cosa, dobbiamo vedere se è vera la retorica che tutti i territori sono uguali oppure no. Perché? Perché in questa variazione assistiamo legittimamente a un’operazione infrastrutturale sulla provincia di Padova, sulla Strada del Santo, corretta, che però fa una cosa: impegna fin da subito, esattamente dentro quel tetto di 163 milioni, 30 milioni, 35, 35, 50, quindi solo quella si porta via da un quarto a un terzo della possibilità di impegno di avanzo, e questo è già certificato con dati a bilancio, con un accordo scritto, con atto che sarà votato oggi, mentre su tutti i canoni non c’è nulla di tutto questo, li lasciate lì.
Li lasciate lì dicendo "ve li daremo in comode rate annuali, lunghe". Perché? Perché, evidentemente, non c’è la forza di prendersi un impegno nemmeno nella restituzione di soldi che non sta in potestà della Regione scegliere se dare o no, ma è una legge regionale che dice che spetterebbero ai territori da cui di fatto questi soldi si generano.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere.
A questo punto, procederei con la sospensione del Consiglio. La ripresa dei lavori è alle 14:30. Mi raccomando la puntualità, perché altrimenti non riusciamo a concludere tutte le attività entro la giornata odierna. Grazie.
Capigruppo eventualmente al termine del Consiglio regionale stasera.
La pausa dei lavori, ma è generica. Se c’è bisogno, magari, a metà pomeriggio. Prego, prendete posto, Iniziamo. Baldan, pronto?
Accomodatevi. Diamo la parola…
Prego, consigliere Baldan.
È presente l’assessore Giacinti, quindi possiamo iniziare.
Prego.
Speaker : Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle)
Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE
Per favore. Bigon, Rigo, per favore, sta parlando un vostro collega.
Prego.
Speaker : Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle)
Grazie, Presidente. Io mi ricollego - lo dico all’assessore Giacinti, ovviamente, che ha in mano i conti di questa Regione - mi ricollego alla variazione di bilancio che ci è stata presentata.
Allora, sui 50.000.000 di variazione di bilancio…
Speaker : PRESIDENTE
Chiudete la porta, per favore. Scusi, Baldan. La Porta. Siamo già in intervento, Cunegato.
Speaker : Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle)
Sui 50.000.000 di variazione di bilancio, dicevo, più o meno, la cosa che si nota, ovviamente, sono che circa tra Pedemontana e la Statale 308 cubano circa poco più di 20.000.000, gli altri sono 6 – 7.000.000, 6.500.000 circa degli stipendi relativi all’incremento salariale dei dipendenti della Regione, rimangono poco più, poco meno di 20.000.000 di euro.
Allora, il punto è questo, veda: io non è che sia contrario alle infrastrutture, ci mancherebbe, sono importanti. Se fossi ideologico direi e l’ho già detto al Presidente che 308 manca di un numero dal mio punto di vista e dovrebbe essere prioritario 309 e non 308; però su questa variazione di bilancio mi permetta e considerando il contesto momentaneo in cui ci troviamo e guardate, l’avete visto anche dalle statistiche del 2025, la locomotiva del Veneto cresce, in linea di massima, come il Paese, se non anche un decimale in meno. Quindi c’è un rallentamento importante. Non facciamo più quella differenza che era in passato e io mi aspetterei, in questo contesto, in questo scenario difficile, dove le difficoltà sono notevoli, soprattutto mi riferisco anche alle varie crisi aziendali, anche alle questioni lavorative, eccetera, dove al caro energetico, al caro carburanti, soprattutto per una Regione che ha un tessuto produttivo fatto, ovviamente, di artigiani di piccolissime imprese, mi sarei aspettato una variazione di bilancio che fosse stata un po’ più, diciamo, espansiva, che fosse stata un po’ più coraggiosa, perché veda io non ho niente contro il fatto di dover accantonare 10.000.000 di euro quelli che sono per la Statale 308 per 4,2 chilometri, perché c’è uno scorrimento lento, probabilmente va fatto - e lo dico anche magari ai colleghi padovani che sono un po’ più sensibili al Presidente - probabilmente va fatto, ma questo non è il momento giusto. Questo è il momento in cui noi dobbiamo essere espansivi e riservare gran parte delle nostre risorse, poi lo vedremo in sede di NADEF, nel prossimo bilancio e l’avevo già preannunciato precedentemente, dobbiamo essere espansivi sul tessuto produttivo.
A me pare che sul tessuto produttivo di questa Regione sia stato dedicato molto, molto poco.
Allora va benissimo il milione di euro per i disabili e queste situazioni qua. Sulla parte produttiva di questo Paese, al di là, poi, al netto dell’aumento della somma stanziata per i minibond, ma stiamo parlando di finanza d’impresa e altre cose, mi pare che manchino e manca effettivamente qualcosa dal lato produttività e dalla produttività immediata e dell’andamento economico immediato.
Allora nulla vieta che la Statale del Santo non sia un’opera di cui questa Regione abbia bisogno di migliorare, ma capirete che i tempi non sono uguali sempre, vanno ponderati per quella che è la situazione economica attuale. La situazione economica attuale è complessivamente molto difficile, lo avete visto - lei che fa parte di un partito politico - da questa legge di bilancio, di una legge di bilancio nazionale fatta quasi tutta tra tagli e nuove tasse, di fatto, e quindi vi dice già il sintomo di com’è la situazione.
Allora, il punto che io vi chiedo, da questo punto di vista, è che forse proprio per quello che vi ho detto, non sia il caso di rimodulare questa questione della Statale 308 e non lo dico, guardi, gliel’ho detto anche prima, sarebbe facile per me aggiungerci il numero e dire che non è quella la priorità infrastrutturale. Ma lo dico proprio alla luce di poter inserire risorse dal lato produttivo, dal lato di sostegno delle attività economiche, che vedo che mancano in questa variazione di bilancio.
È una variazione di bilancio che ci può stare, ma trovo che non abbia quel coraggio e che non abbia quel collegamento alla situazione attuale. Su questo le dico che mi asterrò dalla votazione, perché ritengo che la Regione venga prima di tutto e debba andare avanti. Però, avrei preferito che ci fosse stato un po’ più di coraggio, da questo punto di vista, e aver dato delle risposte che fossero più immediate e non di prospettiva, perché la prospettiva la possiamo anche creare, ma sull’immediato, abbiamo bisogno di certezze.
Vengo poi alla questione, e mi accodo a quello che diceva il consigliere Del Bianco. Sarebbe facile anche qui la battuta, mi auguro che poi Enel paghi anche due lire d’interesse sui soldi che si mantiene. Però, fosse così la situazione, credo che sarebbe un duplice problema: non solo mancano le risorse, non sono contabilizzate, o non sono state contabilizzate nel modo corretto. Avrebbero consentito di sgravare il fondo rischi di quella copertura, quindi avrebbe avuto anche un effetto doppio sotto quel punto di vista. Anche su questo, non so se è un errore tecnico, poi magari lei ci spiegherà meglio cosa è successo, però è una situazione che per gli impegni spesi… Degli impegni spesi, per quanto riguarda tutte le Province, com’è stato evidenziato, ne potevano beneficiare in quota parte tutte le Province. Gli impegni spesi riguardano in particolare, credo, due delle nostre Province che sono, fra virgolette, più in difficoltà, o che meritano più attenzione, e che sono Rovigo e il Polesine e la provincia di Belluno.
Avere questa situazione non considerando la priorità in riferimento a queste due Province, che noi ci auguriamo tutti possano tenere il passo complessivamente di tutte le Province venete, credo che sia un fatto su cui occorre ragionare, su cui occorre riflettere, perché se qualche sforzo supplementare andava fatto, andava fatto proprio in funzione di queste due Province che da anni subiscono, per effetti ovviamente non voluti, ma anche territoriali, un ridimensionamento sul quale io credo, come Regione, al di là della normativa fatta, dovremmo anche porre attenzione in termini economici.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
C’era, sull’ordine dei lavori, la consigliera Cendron.
Prego, se date la parola alla consigliera Cendron.
Speaker : Rossella CENDRON (Le Civiche Venete)
Grazie.
Presidente, io chiedo una convocazione urgente dei Presidenti dei Gruppi consiliari, come da ordine del giorno.
Speaker : PRESIDENTE
Scusa?
Speaker : Rossella CENDRON (Le Civiche Venete)
Chiedo se possiamo fare la riunione dei Capigruppo, come da convocazione odierna, durante la pausa dei lavori.
Speaker : PRESIDENTE
Non c’era una convocazione per oggi.
Speaker : Rossella CENDRON (Le Civiche Venete)
Sì, sì. C’è una convocazione, ma ci sono degli aspetti che volevamo chiarire in Capigruppo.
Speaker : PRESIDENTE
Chiarire cosa, scusa? Non riesco a capire.
Rossella CENDRON (Le Civiche Venete)
Sull’ordine del giorno, nella convocazione del Consiglio ci sono delle discrepanze, delle incongruità con quanto visto nelle ultime Capigruppo. Volevamo un confronto in Capigruppo per poter avere dei chiarimenti in merito.
Adesso siamo in discussione.
Direi di finire la discussione, poi la convochiamo.
Speaker : Rossella CENDRON (Le Civiche Venete)
O finiamo la discussione su questo punto, però…
Speaker : PRESIDENTE
Io ho difficoltà a dar corso a questa richiesta, non per ostinazione, ma semplicemente per capire un minimo di oggetto della discussione. Non vorrei sospendere il Consiglio, andar di là, e poi ci diciamo due robe che…
Speaker : Rossella CENDRON (Le Civiche Venete)
Guardi, si tratta appunto… Nell’ordine del giorno, nella posizione delle cosiddette risoluzioni, mozioni, e progetti di legge, l’ordine non è chiaro rispetto sia al Regolamento…
Speaker : PRESIDENTE
Rispetto alla convocazione?
Speaker : Rossella CENDRON (Le Civiche Venete)
Non rispetto alla convocazione, ma proprio nell’ordine in cui viene convocato. Quindi chiediamo, se è possibile, avere un chiarimento.
Speaker : PRESIDENTE
Finiamo questo punto e dopo la facciamo.
Posso dire questo. Grazie.
Speaker : Rossella CENDRON (Le Civiche Venete)
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Se per le vie brevi ce lo dicevate anche prima, magari potevamo approfittare della pausa pranzo… Ho visto i tempi e ho detto: evitiamo di fare la sospensione per la Capigruppo, e via.
Grazie comunque della precisazione.
Consigliera Conte, prego… Valdegamberi è gentlemen, cede il passo e poi parla lui. Va bene, consigliere Valdegamberi?
Speaker : Stefano VALDEGAMBERI (Gruppo Misto)
Sì. Non ho capito. Cosa devo fare?
Speaker : PRESIDENTE
Bisognerebbe ogni tanto ascoltare anche il Presidente del Consiglio.
Speaker : Stefano VALDEGAMBERI (Gruppo Misto)
Stavo ascoltando altri in questo momento. Cosa devo fare? Lasciare il passo?
Speaker : PRESIDENTE
Prego, parla. Prego, Consigliere, ha la parola. Prego.
Speaker : Stefano VALDEGAMBERI (Gruppo Misto)
Okay. Allora ho ascoltato gli interventi: Belluno rivendica risorse, impegni, accordi per quanto riguarda il discorso delle concessioni idriche. La variazione di bilancio poi vedo che va a impegnare 30 milioni di euro ogni anno in più anni per un’opera che non so, che riguarda specificatamente 4 chilometri di strada nel padovano. Sicuramente un’opera indispensabile e importante, non c’è dubbio, ma io mi chiedo se... abbiamo aggiunto poi in questa variazione altri 11 milioni di euro ai già 45 milioni di euro della Pedemontana. Insomma, io mi chiedo se questo bilancio... tutti poi intervengono parlando, ognuno sembra quasi che il proprio territorio sia... i problemi ci siano solo sul proprio territorio. Mi chiedo per l’ennesima volta se la Regione Veneto si ferma dove abitano i Presidenti o abbia qualche ambito di intervento un po’ più esteso, perché di Verona non ho mai sentito parlare nulla recentemente. E quindi francamente sollevo il tema se queste decisioni che ho chiesto a diversi Consiglieri “Chi le ha prese?” nessuno mi ha dato una risposta. Ho chiesto ai Consiglieri della Lega, ho chiesto ai Consiglieri di Fratelli d’Italia, ho chiesto ad altri Consiglieri: “Chi è che ha deciso che la priorità è la Strada del Santo rispetto ad altre cose?” “Boh”, han detto così.
Quindi mi sembra che sia un qualcosa un dato di fatto che capita qui e dobbiamo tutti approvare in maniera quasi come un atto di fede, su un qualcosa che è stato deciso... non so, a me non ha chiesto niente nessuno, ma probabilmente neanche a tanti Consiglieri è stato chiesto se questa è la priorità.
Per cui, per cui ritengo un strano modo, anche perché questi impegni non sono impegni per un anno, sono impegni che poi vincolano il bilancio per diversi anni, fino al 2030, mi pare di capire. E quindi su una marginalità di intervento che è molto risicata, perché tolta Pedemontana, tolto il discorso di quest’opera, eccetera, tolto l’impegno maggiore per il sociale, rimane un margine di 10 milioni di euro, che poi a sua volta verrà ripartito sulle Province. È vero, le risorse sono quelle che sono, però credo che una dialettica anche su un territorio in cui c’è anche a Rovigo, che ha grande bisogno, c’è anche Verona, ci sono altri ambiti dove che, non so, forse perché non hanno adeguati santi in paradiso, adeguata voce in capitolo, sono sistematicamente tagliati fuori dai grandi investimenti.
Ragione per cui io pongo seri dubbi se da veronese posso votare questo bilancio, perché mi sembra di avallare decisioni prese senza un minimo di condivisione, per quanto mi riguarda. Lo dico così, lo dico perché ritengo un passaggio, qualcuno mi spiegasse che questa opera è prioritaria, perché, mi spiegasse poi cosa intendiamo fare su altri territori in compensazione di questo potrei anche capirlo. Siccome non ho avuto nessuna di questa spiegazione e a chi ho chiesto, nessuno mi ha dato spiegazione, ritengo, da parte mia, doveroso, quantomeno in mancanza di spiegazioni, di dare un voto di astensione, perché non sono nelle condizioni di potere giudicare la bontà della scelta, tanto più perché è una scelta che non si riferisce a un solo anno, è una scelta che vincola in maniera pluriennale un bilancio della Regione. Questo è il grande dubbio che sollevo e vorrei sapere appunto dalla Giunta una spiegazione su quali sono state le motivazioni che questi quattro chilometri di strada siano prioritari rispetto al resto del Veneto.
Io voglio una spiegazione che possa essere convincente per dire che questa è la priorità della Regione evento o, quantomeno, credo che non è che dobbiamo decidere di fare un Presidente di Verona perché le priorità si spostino da Verona o uno di Rovigo perché si spostino a Rovigo. Credo che bisogna guardare la regione nel suo complesso, al di là della appartenenza degli Assessori del bilancio o dei Presidenti. Da un’ottica di scelta fatta non sembra che rispetti un criterio di priorità che sia equo rispetto a tutto il resto del territorio.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Avanziamo, fatevi avanzare la consigliera Conte. Prego. Grazie.
Speaker : Rosanna CONTE (Lega-Liga Veneta)
Grazie, Presidente.
Colleghi e Assessore, il settore della pesca, come certo voi tutti sapete, vive da tempo una crisi molto profonda. Le ragioni sono numerose: il granchio blu, il caro gasolio e le stringenti e troppo incomprensibili norme europee. Eppure la pesca è un’eccellenza nel quadro dell’economia veneta e veneziana, in particolare: crea ricchezza e valore aggiunto ed è un patrimonio storico e culturale legato intimamente con la storia di Venezia e del Veneto.
Ecco perché plaudo a questa variazione di bilancio e, in particolar modo, allo stanziamento di oltre 1.000.000 di euro con cofinanziamento regionale in essa inserito, una decisione della Giunta regionale che sblocca e mette a terra ben 7,4 milioni di euro di fondi europei FEAMPA.
Questa è la dimostrazione lampante di cosa significa saper governare, moltiplicare risorse e far valere ogni singolo centesimo a favore delle nostre imprese, e il comparto della pesca, colleghi, ha un disperato bisogno di questa concretezza. Parliamo di un settore strategico che oggi si trova sotto un attacco concentrico. I nostri pescatori sono stremati da costi di gestione fuori controllo e da un ecosistema sotto stress.
Di fronte a questa tempesta perfetta, la nostra Giunta non si è girata dall’altra parte. Questo stanziamento va a toccare il cuore pulsante della nostra economia ittica.
Penso alla marineria di Chioggia, una delle più importanti dell’intero Adriatico, dove il miglioramento delle infrastrutture portuali e dei siti di sbarco è fondamentale per garantire efficienza e sicurezza alla flotta storica. Penso a Caule, dove la pesca e la valorizzazione del prodotto locale rappresentano un presidio identitario ed economico insostituibile per l’intera comunità.
Tra l’altro, è una disposizione che segue un’altra importante decisione, ovvero lo stanziamento di 400.000 euro per le nostre aziende ittiche e i nostri produttori, colpiti duramente dalla drammatica crisi delle vongole. Sappiamo tutti quanto gli equilibri delle nostre lagune siano fragili e come la morìa di questi mesi abbia messo in ginocchio intere famiglie.
Accanto a questi sforzi regionali, voglio salutare con straordinario favore una notizia epocale, che giunge a livello nazionale e che si innesta perfettamente in questa nostra azione di tutela. Mi riferisco alla previsione della CISOA, la Cassa Integrazione Sociale, estesa finalmente al settore della pesca nel disegno di legge di bilancio 2027.
Come ha giustamente evidenziato in queste ore la Julia Pesca Veneto, si tratta di un traguardo storico atteso da tempo e frutto di anni di serrato e costruttivo confronto sindacale. La misura, approvata dal Consiglio dei Ministri e ora attesa al dovuto passaggio parlamentare, rappresenta il primo, vero passo verso una tutela strutturale del reddito per migliaia di lavoratori del mare.
Tutto questo, colleghi, significa dare ai pescatori di Chioggia, di Caule e di tutta la costa veneta risposte immediate per i bilanci di oggi e le tutele strutturali per il domani. Con questo stanziamento, nella variazione di bilancio in Veneto e con le grandi riforme a Roma dimostriamo che la politica sa dare risposte che questo settore e i pescatori meritano. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliera.
Consigliere Cunegato, prego.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Anch’io voglio fare una riflessione su questa variazione di bilancio, perché credo che, rispetto alle sfide che abbiamo di fronte, chi governa il Veneto dimostri di essere figlio sempre del solito paradigma, un paradigma che è in grado di immaginare il trasporto solo su gomma e che non riesce a concepire, invece, il trasporto su rotaia.
Vi do dei numeri. Questa variazione del 2026 investe sulle strade 16,86 milioni, sulle ferrovie 1,39 milioni, sul trasporto pubblico locale, quello legato anche agli studenti, 0,55 milioni. Abbiamo visto che c’è un’ennesima variazione per pagare 11 milioni di minori entrate nella Pedemontana.
Questi dati sono assolutamente capaci di dirci qual è la direzione, ma se andiamo a vedere gli impegni pluriennali, ci spiegano ancora meglio dove stiamo andando. L’impegno pluriennale ci parla di 160 milioni sulle strade (abbiamo parlato della Strada del Santo), ma sulle ferrovie sapete quanto investirà la Regione? Zero. Su TPL e studi? Zero, Sulla mobilità sostenibile? Zero, quindi 160 milioni sulle strade e zero sulla mobilità sostenibile.
Poco tempo fa, ci siamo ritrovati in una riunione a Schio con Romeo, il manager del nord-est della società delle Ferrovie, e questo manager ci ha spiegato una cosa (ne parliamo da 10 anni, forse da 20, ne abbiamo parlato a lungo anche qui): c’è il progetto per elettrificare la linea Schio-Vicenza. Quando gli ho chiesto quali tempi dovessimo aspettarci, ci ha fatto un elenco di tutte le varie adempienze, tra bandi e lavori, cinque anni.
"A partire da quando?" ho chiesto all’ingegnere Romeo, "a partire da quando ci saranno i soldi", e "quanti soldi ci sono, ingegnere Romeo?", " un’opera che costa 90 milioni ha adesso un finanziamento di 3,5 milioni", quindi possiamo dire o no che chi governa questa Regione sta ancora una volta facendo una scelta politica? Non si può continuare a dire che non ci sono i soldi, perché questa Regione trova 160 milioni per fare le strade e non trova 90 milioni per fare una linea ferroviaria chiesta da un territorio ricco, intraprendente e pieno di risorse che va ancora col treno a gasolio. Qua si smaschera questa narrazione, perché è evidente che i soldi ci sono, ma bisogna decidere dove metterli. La Regione decide di metterli ancora su strade. Si potevano mettere 90 milioni nella Schio-Vicenza e risparmiare ancora 70 milioni.
Guardate che la sfida che abbiamo davanti sta anche cambiando, perché io non vi credo più, cioè mi sembra di capire che dopo cinque anni di governo di Roma non siete riusciti a trovare 90 milioni, quando avete messo a bilancio quasi 15 miliardi per il ponte sullo Stretto, non riuscite a trovare 90 milioni, ma li trovate per fare una strada di pochi chilometri, ne trovate 160. Ebbene, guardate che questa linea, nell’ottobre del 2026 - ho scritto una interrogazione - ha subìto la soppressione di molti treni: per più di una settimana il treno 1709 è arrivato in ritardo di 30 minuti. E allora qual è la questione? Che questa linea è così vetusta, così vecchia, che non solo qua non c’è nessuna idea di elettrificare ciò che andrebbe elettrificato ormai da anni. Noi non chiediamo la luna, non chiediamo i treni a 300 chilometri all’ora. Noi chiediamo quello che nel 2026 hanno tutti. Cioè qua c’è un treno di cui non si trovano più i ricambi perché non fa più nessuno i treni a gasolio.
Noi abbiamo un’altra sfida di fronte, perché i pendolari aumentano. Sapete perché aumentano i pendolari? Aumentano i pendolari perché le famiglie non hanno più i soldi per pagare l’affitto del figlio all’università. Quando cominci ad avere un affitto di una stanza che ti costa 5-600 euro... questo mi raccontano i miei amici che usano sempre: siamo di fronte a un aumento dei passeggeri perché è insostenibile ormai pagare un affitto in una città universitaria. Allora aumentano i pendolari e non solo non si crea un servizio che dovrebbe essere minimo, ma si finisce addirittura per non essere più in grado, io credo se non lo facciamo velocemente, di garantire una manutenzione seria, perché la linea è talmente vecchia da creare ovviamente un sacco di problemi.
Fra poco parleremo del bilancio, ma questo assestamento ci dice altre cose, ovvero che le casse sono vuote, che non c’è, come abbiamo detto, la volontà di credere da una parte in una mobilità diversa, ferroviaria, mobilità sostenibile del trasporto pubblico locale, ma non c’è neanche la volontà come dire, di investire su quelle che sono le vere sfide del nostro tempo.
Ecco, io penso la casa negli ultimi 15 anni il Veneto è passato da avere il 10 al 23% delle case sfitte. Ecco, l’Emilia Romagna è all’8.
Questa mattina è stato detto bene: Abbiamo seguito per sette volte all’annuncio dei 50.000.000 con cui fai davvero ben poco. Anche qua la lettura dei numeri andrebbe spiegata. Io spero che lo faccia l’Assessore, perché la questione della Milano - Cortina ci pone di fronte a una perdita di 39.000.000 nel 2025, ma la società ha una perdita di 176.000.000. Vorrei che l’Assessore rispondesse, insomma, quanto dovremmo pagare noi di questa perdita.
In generale, io credo che se non ci poniamo l’obiettivo di trovare nuove risorse - la proposta noi la faremo, voi avete già detto che non accetterete - non riusciremo ad affrontare nessuna delle grandi sfide che abbiamo di fronte e siamo di fronte a un punto di rottura.
Io immagino lo psicologo di base dove anche il Presidente Stefani ha fatto una proposta con 1.000.000 abbiamo fatto i conti insieme, insomma, si fa poco, uno psicologo per Distretto, uno ogni 400.000 abitanti, 380.000 abitanti e su questo abbiamo bisogno di risorse.
La legge del caregiver, fortunatamente, approvata con 250.000 euro, non fa niente, visto che ci sono 600.000 non autosufficienti, 0,30 centesimi a testa. Ecco, caregiver vuol dire aiuto psicologico, caregiver vuol dire formazione sanitaria, caregiver io credo voglia dire anche e soprattutto una settimana di sollievo, un weekend di sollievo, cioè vuol dire pagare gli operatori che lo facciano e se non ci mettiamo le risorse non possiamo fare niente o possiamo fare molto poco.
Ecco, io adesso ho letto nei giornali - e ne sono contento in parte - l’annuncio di chi pare abbia trovato 20.000.000 in più per le case di riposo. Non so ancora come verranno utilizzati questi soldi, però io ho fatto due conti e se questi soldi verranno utilizzati per aumentare la quota sanitaria, ripeto, non lo so cosa abbiate deciso di fare, si parla, come dire, di una quota sanitaria che può passare da 52 a 54 euro. Cioè un paio di euro.
Allora, anche qua, vedete, i conti bisogna farli bene, perché siamo in una Regione dove da anni la quota sanitaria è sempre la stessa, nonostante ci sia stato un aumento dei costi del 30%, che va come dire, a pesare tutto sulle famiglie. Attenzione, però, perché anche un aumento della quota sanitaria di 2 euro è un aumento che si fa a fronte delle direzioni delle case di riposo che parlano di un aumento di costi di 5-6 euro. Quindi è un po’ come il dibattito a cui stiamo assistendo a livello nazionale, dove Meloni dice: “Io ho messo per l’anno prossimo 2,4 miliardi sulla sanità”, ma Schillaci ne chiedeva 6. E se voi fate un conto rispetto a una spesa di 145 miliardi e una inflazione prevista di 5,4, io avrei bisogno di 8 miliardi in più, cioè io con 8 miliardi in più ho la stessa spesa nel sanitario di quest’anno, con 2,4 ne ho 6 in meno. È molto semplice fare questo calcolo. Solo che Meloni guarda sempre alla quota nominale e non a quella sul PIL e l’anno prossimo andremo sotto, come dire, alla fatidica quota del 6% e oggi ho visto i dati della Germania all’11%, della Francia al 9,2%, dell’Inghilterra al 9%. Anche sulle case di riposo davvero bene questi 20 milioni, ma questi 20 milioni non solo non andranno ad alleviare le famiglie, perché le famiglie comunque saranno di fronte a un aumento di 3, 4 o 5 euro contando questi 20 milioni.
Poi io volevo dire che questi giorni sono stati emozionanti, perché questo Paese, che sembrava addormentato, sembra essersi risvegliato. Venerdì scorso c’era 1 milione di persone in piazza, 1 milione di ragazzi che hanno deciso di riconsegnarci una speranza: ci hanno chiesto un minore investimento in armi e un aumento dell’investimento nella scuola. Come ha risposto il Governo? Il Governo ha risposto con una diminuzione di 7.000 dipendenti nelle scuole pubbliche. Ha risposto il Governo dicendo: beh, c’è un calo demografico. Per quello hanno tagliato i 14.000 posti di lavoro negli ultimi anni. Io aggiungerei una cosa: il calo demografico dovrebbe essere un’opportunità per aumentare il tempo scuola a parità di risorse, un’opportunità magari per tornare a prima della riforma Gelmini. Io vi ricordo che nel 2008 c’è una grande crisi nel mondo occidentale e in tutto il mondo. A quella crisi noi rispondiamo con la legge “Gelmini”, una riforma “Gelmini” che taglia il tempo pieno, una riforma Gelmini che taglia il numero di ore di storia e di filosofia, perché le materie umanistiche servono per aumentare lo spirito critico e a qualcuno probabilmente non piace. Finché noi tagliavamo la scuola con la riforma “Gelmini” la Merkel metteva 8 miliardi in più nella scuola pubblica. E la Merkel disse una frase che rimarrà nella storia e che dovrebbe diventare la stella polare di chi crede nel futuro della società. Disse: “Noi mettiamo 8 miliardi perché l’istruzione costa, ma l’ignoranza costa molto di più.
Ecco, io credo che dovremmo interrogarci su questo perché tagliare 7.000 posti quando hai 300.000 precari vuol dire che non punti sulla scuola: 300.000 precari vuol dire che i nostri figli non hanno la continuità didattica, che ogni anno cambiano insegnanti, che arrivano magari ad ottobre. Ma io pongo anche qui una questione legata ai salari degli insegnanti, i salari degli insegnanti, un insegnante che lavora in una città rischia di vedersi polverizzare il 65% del reddito nell’affitto, ecco perché – e qua capiamo anche il senso di questa ultima fase dell’intervento - noi abbiamo proposto degli emendamenti, poi verranno illustrati meglio, ma tra gli emendamenti c’è un emendamento che chiede di mettere più soldi nella cultura, che chiede di investire - ne parleremo - nel welfare culturale, ma c’è anche un emendamento che chiede di investire nell’edilizia scolastica, perché non solo, come dire, la scuola sembra essere l’ultimo degli obiettivi del nostro Governo, ma noi viviamo ancora in un Paese dove il 50% degli edifici non è a norma.
Io credo davvero che, ancora una volta, chi governa la Regione abbia dimostrato di non riuscire a trovare le risorse per servizi essenziali. Credo che, siccome, come sembra aver dichiarato Stefani nei giornali, non ci sia neanche quest’anno la voglia di chiedere una riforma fiscale, nel senso di una maggiore equità per garantire a tutti dei diritti inviolabili che non siamo più in grado di garantire, credo che ancora una volta questi numeri ci dicono che le risorse per trovare, come dire, per elettrificare una linea che oramai sta diventando una barzelletta, una linea che appare sempre di più ottocentesca ci sono e che questa Regione, invece, ha deciso che bisogna sempre investire solo nella gomma e non si riesce a cambiare il paradigma. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere Szumski.
Speaker : Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
Grazie, Presidente. Ovviamente, questa manovra, dal nostro punto di vista, è abbastanza asfittica.
È una variazione di bilancio che però prende le sue forme nella situazione di bilancio, delle finanze e anche frutto di alcune scelte ed eseguite precedentemente che pesano, la Pedemontana, sicuramente vale per tutti, è un esborso fisso che tende ad aumentare, è un dato oggettivo su cui forse bisognerà porsi anche, in qualche modo, nella capacità di trovare una soluzione, altrimenti sarà un peso sempre persistente e maggiore, come dimostrano anche le condizioni a suo tempo attuate.
Chiaramente ci sono altre scelte che hanno bloccato un avanzo che sembrava estremamente importante, ma con accantonamenti che erano già vincolati, parliamo di Olimpiadi, parliamo di altre spese che sono venute avanti, per cui alla fine la capacità di investimento è rimasta di 10 milioni, se pensiamo dai 160.
Certo, c’è un intervento importantissimo sulla viabilità regionale, che pesa anche per gli anni a seguire. Anche questa è una valutazione. Saranno state fatte delle considerazioni all’uopo, ma 160 milioni per 4 chilometri chiaramente pongono alcuni dubbi sulle consistenze, sulle valutazioni da compiere. Però da qualche parte... questa è una scelta di chi la fa, che si assume la responsabilità, l’onore e l’onere e quindi la valutiamo per quello che è. È chiaro che i bisogni del territorio sarebbero maggiori: pensiamo alla Romea, chiaramente, che doveva essere la priorità, anche perché è un tratto di collegamento a sud del Veneto che come manca uno sbocco a Nord di questa regione, a sud questo è l’unico sbocco, lo chiamiamo sbocco, lo chiamerei meglio imbuto, ahimè, anche tragico e drammatico.
Chiaramente la situazione di difficoltà dell’insieme per i costi del sistema sanitario è nota, le risorse ovviamente sono in difficoltà. Temo che il sottofinanziamento che già c’era da parte delle risorse statali rispetto alle richieste e alle necessità che ha il nostro il sistema sanitario regionale non parlo, perché torna a volare un po’ più basso, a toccare tutti i sistemi in cui si può entrare nella critica a livello nazionale, sia chiaramente sottofinanziato. L’ho già detto altre volte. Di fronte a una regione che offre un servizio anche ad altri territori, perché le immigrazioni verso le nostre eccellenze sono notevoli, bisognerebbe riuscire a differenziare la redistribuzione delle risorse, partendo anche dalla base di quella che è la nostra battaglia storica del residuo fiscale veneto.
Una valutazione che abbiamo fatto: secondo noi un po’ di attenzione alle problematiche che accolgono i territori di confine, con le difficoltà che stanno subendo, partendo ovviamente dalle richieste di utilizzare al più presto quello che deriva dai contenziosi dei canoni Enel credo che debba trovare la soluzione. Sentiremo la risposta che verrà data da alcune condizioni, però è chiaro che devono essere il più rapidamente trasferiti, in base a quello che prevede la legge, ai territori.
Come sarebbe da potenziare il finanziamento per i Comuni di confine, perché stiamo vedendo che insomma, è di questi giorni i vari pellegrinaggi, però la notizia che il Consiglio comunale di San Michele al Tagliamento vada a definire un altro referendum per passare al Friuli, pone in evidenza prima un’assurdità che sussistano ancora le Regioni a statuto speciale, perché è una differenza… altro che LEP uguali per l’autonomia in tutta Italia, stiamo subendo le conseguenze di una differenza che la Costituzione, rispetto a una situazione di 80 anni fa, continua ad attribuire.
Lasciamo stare Bolzano dove c’è una questione etnica, ma questa diversità credo che debba essere superata con una riforma costituzionale; ma questo è un altro argomento. Però qualche maggiore risorsa per delle politiche di area, non per un contentino, per far qualcosina in un comune, ma delle politiche di area che riescano a compensare le differenze che hanno i Comuni del portogruarese vadano messe in campo al più presto.
Quindi, se non ci sono risorse adesso io credo che sia un problema, perché i 200.000 che sono stati stanziati, insomma, mi sembrano molto poca cosa rispetto a qualcosa di concreto, debba essere portata avanti. Su questo noi avevamo proposto un emendamento importante, ovviamente le richieste sono tante. Noi chiederemo - ho presentato un ordine del giorno - perché comunque si cerchi di andare di concerto con i Sindaci del portogruarese per poter mettere in campo veramente una risposta che poi tocchi i cittadini, il mondo produttivo, il mondo sociale di quei territori e le difficoltà. Sentiamo che a Portogruaro viene chiuso anche il punto nascite, capite che è chiaro che le difficoltà e poi le voglie assumono altri andamenti.
Quindi vedremo, poi, come ci sarà anche la posizione sugli ordini del giorno e decideremo come poi votare.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Consigliera Sambo, prego.
Speaker : Monica SAMBO (Partito Democratico)
Sì, grazie, Presidente. Ci saremmo aspettati anche e speriamo che entro la fine della discussione appaia anche il Presidente Stefani, anche rispetto un po’ a quello che abbiamo visto in TV e letto sui giornali in questi giorni. Oggi certamente stiamo discutendo della variazione, però ovviamente c’è in assetto il futuro bilancio di previsione che è stato approvato la scorsa settimana dalla Giunta e che doveva arrivare per previsione dei Capigruppo, da calendario previsto dai Capigruppo, ai Consiglieri ieri, quindi lunedì e non è ancora arrivato. Eppure intanto il Presidente va a spiegare e ad annunciare le varie imposte di bilancio in TV e nei giornali; legittimo, certamente però anche come rispetto istituzionale da parte di tutti i Consiglieri di maggioranza e opposizione, quantomeno ci saremmo aspettati di ricevere nei tempi per di più stabiliti dal calendario dei Capigruppo di avere questi dati, anche perché questi dati ci avrebbero un po’ confortati rispetto, invece, ad alcuni dati che abbiamo letto e hanno spiegato benissimo i miei colleghi nelle varie questioni, oggi, della variazione di bilancio.
Parlo allora di un tema che non mi pare sia stato particolarmente citato oggi, che è quello della cultura. Nella variazione ci sono per la cultura alcune poste di bilancio molto piccole. Ricordiamo, questo lo abbiamo sollevato più volte, che il Veneto, purtroppo, nel 2025, purtroppo, negli ultimi anni, è stato fanalino di coda d’Italia per gli investimenti in cultura, terzultima Regione d’Italia, con un patrimonio culturale, invece, sia materiale che immateriale, enorme all’interno del nostro territorio.
Di fatto, anche con questa variazione di bilancio, rispetto ai 9,43 euro, che era la media dell’anno scorso, che ci poneva fanalino di coda e terzultimi Italia, andiamo ad aggiungere qualche centesimo in più rispetto all’investimento pro capite per cittadino. Spiccioli, certamente ogni centesimo, ogni euro in più per la cultura sono positivi, ma rispetto a quello che dovrebbe essere l’investimento della Regione Veneto nel settore culturale, non sono assolutamente sufficienti.
Per questo ci saremmo aspettati di vedere nel bilancio di previsione se questa impostazione era diversa. Perché anche nella variazione leggiamo 100.000 euro in più per la Fenice, e siamo molto contenti, da Venezia, che questi 100.000 euro arrivino, ma ricordiamo che in sede di Commissione, in sede di audizione, Colabianchi da un lato, ma tutte le altre realtà, anche culturali, che sono venute in audizione, ci hanno rappresentato un’enorme problematica relativa ai fondi, tanto che lo stesso Colabianchi dimostrava come nel 2010, mi pare, gli investimenti sulla Fenice fossero di 2 milioni di euro da parte della Regione, si è arrivati al 2025 con 600.000 euro e qualcosa. Quindi, oltre che dimezzati, nel senso una cifra sicuramente irrisoria anche rispetto ad altre Regioni.
Noi interveniamo con 100.000 euro, bene. Ma il fatto che questi soldi che noi inseriamo siano insufficienti lo dice anche la stessa maggioranza, tanto che da un lato i veneziani trionfalmente parlano di questi 100.000 euro in più; dall’altra parte i veronesi di maggioranza pubblicano subito sulla stampa la richiesta di 100.000 euro, giustamente, anche per l’Arena di Verona per il futuro bilancio. Per questo forse dovremmo discutere anche di quello. Evidentemente, quei soldi sono insufficienti, non solo per la Fenice di Venezia, ma anche per tutte le altre realtà culturali del territorio, tanto che è la vostra stessa maggioranza che lo dice, un minuto dopo che vengono giustamente celebrati e riconosciuti questi 100.000 euro in più alla Fenice: ricordo che Colabianchi ne chiedeva un milione per essere al pari rispetto ad altre Regioni su realtà culturali di questo livello.
Ma tornando al ragionamento che stiamo facendo, ci saremmo aspettati che quantomeno da queste prime dichiarazioni del Presidente Stefani di trovare un po’ di conforto. E invece, se andiamo a vedere sia il comunicato stampa del Presidente Stefani, ma anche la diretta televisiva in cui ha snocciolato tutte queste si cifre, si parla ovviamente di 100 milioni, 50 milioni, 10 milioni, 1 milione, nessuna cifra e nessuna indicazione rispetto alla cultura. Anzi, cito le parole che ha scritto nel comunicato e che ha anche ripetuto in televisione, quindi sono studiate, oculate: “pieno rifinanziamento dei capitoli dedicati al sostegno di iniziative culturali”. Questa è la frase che utilizza nel comunicato e che riprende poi anche in sede di spiegazione di quelle che saranno le risorse, che non vuol dire niente, cioè ad ora, e per questo mi sarebbe piaciuto, insomma, ma magari anche l’assessore Giacinti, che ringraziamo per la presenza, per la discussione, eccetera, però chiediamo a questo punto quali siano effettivamente gli investimenti, perché al Presidente Stefani e alla Giunta diciamo che va bene celebrare la cultura veneta come spesso viene fatto, ma sarebbe il caso anche di finanziarla e noi riteniamo che la cultura meriti finalmente di essere una priorità nelle scelte di questa Regione.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliera Luisetto, prego.
Speaker : Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Anch’io intervengo brevemente sul tema, perché una variazione di bilancio è comunque un’occasione per capire, avendo risorse aggiuntive disponibili, dove vadano a finire le priorità della Regione, su che cosa si decide a puntare, oltre al fatto che le aspettative per questa variazione di bilancio erano particolarmente alte, perché nei mesi in assestamento, ma anche prima dell’assestamento, abbiamo spesso sentito dire che è la prima volta che abbiamo in una variazione delle risorse vere da mettere a sistema e, dunque, ci chiedevamo e volevamo capire quali fossero le direttrici principali di questi 48 milioni di cui 10 l’investimento, quindi 39 milioni liberi per nuove scelte di spesa. Scelte che, a nostro avviso, a questo punto meritano una riflessione, da una parte e su quello che c’è e da una parte su quello che non c’è, che forse è ancora più significativo di quello che si è scelto di mettere.
Da un lato, dunque, gli 11 milioni ulteriori rispetto alla già spesa annuale per la Superstrada Pedemontana Veneta: lo diciamo da anni che non sarebbero bastati quelli messi a bilancio negli anni e sa anni veniamo un po’ tacciati di essere delle Cassandre. Alla fine dei conti però il risultato è che il bilancio della Regione sarà ipotecato per buona parte per un peso significativo nei prossimi anni per questa unica infrastruttura. Dico unica infrastruttura perché bene il Santo, per carità, ma lo diceva stamattina il Vicepresidente Galeano in materia di Olimpiadi, lo stralcio della variante del secondo lotto è estremamente significativo, rispetto agli equilibri sul dove e come si decide di investire da anni, dicevamo che questa variante probabilmente non avrebbe visto la luce e anche qua Cassandre, ma poi alla fine il risultato è il medesimo.
Lo stesso vale per altri impegni che noi ritenevamo essenziali. Si è parlato prima della ferrovia Vicenza-Schio, ma aggiungo anche il tratto bassanese della Bassano - Trento, che non è ancora elettrificato, per il quale non c’è ancora lo studio di fattibilità sul raddoppio della linea, mentre la parte trentina, invece, sta facendo i lavori, almeno per l’elettrificazione.
Abbiamo presentato, insomma, in questi giorni anche una mozione in tal senso, nella speranza che si voglia andare tutti nella stessa direzione, ma penso anche non soltanto al tema infrastrutturale. Accanto a questo è il tema, ad esempio, della sicurezza idrogeologica. Guardo il consigliere Dalla Pozza, ma nei mesi in cui abbiamo fatto gli incontri con i Sindaci, con gli amministratori della Valle dell’Agno ci si aspettava, in variazione, un sostegno alle opere che cubano milionate di euro e per le quali è arrivato un decimo, se va bene, dei soldi richiesti; si parlava di 3.000.000 di euro su oltre 40.000.000 previsti per mettere in sicurezza un territorio su cui. lo ricordiamo, è occorso anche un evento tragico a seguito del crollo di ponte dei Nori e delle due persone decedute.
Quindi, stiamo parlando di emergenze vere, non di richieste secondarie. Anche qua c’era stata una sorta di promessa o di condivisione, di impegno sul fatto che questo tema della sicurezza idrogeologica potesse trovare almeno un piccolo spazio in questa fase di variazione di bilancio; spazio che oggi, purtroppo, constatiamo non è stato occupato da queste opere.
Su quello che non c’è possiamo elencare in ambito sociosanitario i bisogni, non sto qua a farvi l’elenco, vorrei dire delle doglianze, ma sono criticità serie e a volte drammatiche che attraversano la nostra Regione.
È vero, sono stati annunciati i 20.000.000 di euro in più per le case di riposo, per le strutture; si è letto quote, si è letto QSA, si è letto contributi, si è letto un possibile abbassamento delle rette, ma stiamo a vedere anche perché non vediamo in questo atto e vedremo nel bilancio di previsione se ci sarà qualcosa per sostenere le strutture di fronte alle cause per quanto riguarda la quota sanitaria e la totalità del peso sanitario della retta per le persone gravemente non autosufficienti oppure no.
Caregiver, è vero, ci sono i 250.000 euro, ma sappiamo che in quest’anno la legge arrivava a fine dell’anno, per cui a me più che i 250.000 euro citati interessano le risorse sul 2027, sul 2028 e sul 2029. È quello che definirà quanto carburante si vuol dare e quanta energia – vorrei dire benzina, ma di questi tempi forse è meglio non citare i carburanti fossili – si vorrà dare a questa legge dando veramente gambe ai servizi di supporto psicologico e di sollievo e agli interventi correlati, in cui tutti abbiamo creduto, votandola all’unanimità.
Poi, un altro tema importante, che ha toccato la vicepresidente Sambo, e vado a chiudere: quanto mettete sulla cultura? L’ha chiesto già la Vicepresidente e io mi accodo: vorremmo capire veramente in che direzione si vada, altrimenti anche la risoluzione ultima che abbiamo condiviso, e che poi verrà anche presentata, l’abbiamo condivisa in Commissione cultura, rischiano di essere vanificate, se la risposta è rifinanziamo l’esistente, o mettiamo poco di più, di fronte alle necessità di cui ha parlato la vicepresidente Sambo.
Quindi, dove troviamo i soldi è un gran tema, quando li troviamo, dove scegliamo di spenderli e dove scegliamo di non metterli è un altro grande tema. Questa variazione ci racconta molto delle direttrici che animano lo sviluppo di questa Regione, e ci preoccupa altrettanto, perché di quelle direttrici, a nostro avviso, mancano non solo dei pezzi importanti, ma dei filoni strutturali che permetterebbero davvero non soltanto in termini di sviluppo, ma di sostegno e di dignità delle cittadine e dei cittadini, delle risposte vere che oggi ancora non vediamo.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliera.
Consigliere Del Bianco nuovamente, lei è già intervenuto.
Speaker : Alessandro DEL BIANCO (Partito Democratico)
Siccome intervengo anche su un tema che le è molto caro, adesso, Presidente, che è quello della pista da bob.
Speaker : PRESIDENTE
La montagna, immagino.
Speaker : Alessandro DEL BIANCO (Partito Democratico)
Volevo precisare una questione.
Non volevo intervenire subito, ma mi riallaccio a quanto hanno appena affermato la consigliera Luisetto e chi aveva parlato prima sul tema olimpico, come la consigliera Ostanel.
Mi aspettavo anche che qualcuno, per la verità, dopo gli interventi di questa mattina, riprendesse la questione dei canoni, soprattutto per quanto riguarda l’uso del sociale.
Ricordo che nell’ultimo Consiglio, la consigliera Bevilacqua, se non mi sbaglio, aveva portato una mozione per dire che era necessario che la Regione sostenesse le case di riposo e sociale.
Era stata fatta una mozione in Consiglio, passata poi… Dalla consigliera Bedin, mi perdoni, aveva portato questa mozione.
Bene, sosteniamo così tanto le case di riposo e il sociale, che quando abbiamo i soldi da dare non li diamo, perché quello che stiamo facendo con questa variazione, sia molto chiaro, per cui a un certo punto bisogna passare fuori anche dalla retorica, ma dicevo, volevo intervenire sulla questione olimpica, perché c’è una questione che, se vogliamo, è piccola, ma che credo potrebbe potenzialmente incidere proprio sul bilancio regionale. Siccome è già stata citata il fatto che salta la variante di Cortina per i lavori e quello era una, tra l’altro, delle questioni della Lega Sì Olimpica che chiaramente viene a mancare, è stato detto sulla stampa che salta anche un’altra opera, molto più piccola della variante di Cortina, ma che ha un impatto non del tutto insignificante sul bilancio della Regione, perché? Perché è stato detto che salta anche la famosa Cortina Guest House, cioè la foresteria di quella che doveva essere la pista da bob, perché salterebbe quest’opera? Perché sarebbe stata costruita in un territorio, in una zona che ha un rischio alluvionale altissimo e, quindi, non si poteva fare lì. Anche questo lo scopriamo a Olimpiadi fatte; abbastanza curiosa come questione. Al di là di questo questa cortina Guest House era fondamentale per una cosa, cioè per tenere in piedi il bilancio della pista da bob, perché nel piano che ho avuto la possibilità di chiedere agli atti e che non era ancora stato curiosamente divulgato dalla Giunta regionale, la pista da bob stava in piedi grazie alla rendita di una serie di legacy olimpiche, tra queste la cortina Guest House, la quale avrebbe prodotto a favore della pista da bob 200.000 euro all’anno; 200.000 euro all’anno che, evidentemente, non ci saranno e quindi lo sbilancio della pista da bob aumenterà e sappiamo già che non sarà esattamente indolore e si pone il tema, ovviamente, di chi pagherà il funzionamento della pista da bob, dato che il tema non è stato mai chiarito che c’era un impegno della Regione a finanziare con 500.000 euro l’anno la struttura, impegno che poi adesso sembra scomparire. Certifichiamo in questi giorni che una delle quattro legacy olimpiche, appunto questa Cortina Guest House che doveva tenere in piedi il bilancio della pista da bob, secondo lo studio redatto peraltro dalla Regione del Veneto, quindi non inventato da qualcuno, ma sullo studio fatto da voi, datato febbraio 2026, quella cosa stava in piedi grazie a una cosa che adesso si dice saltare, che non vedrà mai la luce.
Quindi questo bilancio evidentemente avrà ancora qualcosa da dirci quest’opera che era stata appunto, inutile ricordarlo, tanto voluta qui dentro.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Si era iscritto? Dal Bianco, terza volta.
Dopo, dichiarazioni di voto, dopo.
Prego, consigliere Rocco.
Speaker : Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti In Azione – Uniti Per Manildo Presidente)
Grazie, Presidente. Allora, noi sostanzialmente stiamo votando una variazione di bilancio di 48 milioni, che contiene tutta una serie di misure. Mi pare di capire 10 milioni intanto per la statale del Santo, 21 per rifinanziare le leggi regionali, qualcosina per il buco della Pedemontana, però andremo a capire veramente qual è la direzione che prende questa Regione con il prossimo esercizio.
Anche dal mio punto di vista è un po’ irrituale che la Giunta abbia licenziato il bilancio, che stia dando notizie su quello che contiene il bilancio e che noi Capigruppo ancora non abbiamo avuto l’opportunità di lavorarci, però sappiamo che presto potremo farlo e quindi cercheremo di dare il nostro contributo.
Quello che, dal mio punto di vista, sta un po’ mancando non è tanto l’elenco delle singole manovre, nel senso che ciascuno di noi, come è emerso da questo dibattito, viene da un territorio. Allora io potrei dire che ci dispiace che non sia finanziato il Ponte di Vidor o che non sia finanziato il quarto lotto della tangenziale a Treviso. Però ciascuno di noi... ho sentito anche altri interventi che citavano finanziamenti o leggi di bilancio che non hanno a che fare con la Regione. Ma ho sentito tanti interventi, Riccardo, che non citavano eminentemente progetti regionali, però ciascuno di noi viene da un territorio e quindi potrebbe dire che il proprio territorio è poco valorizzato ed è una valutazione legittima. Invece ritengo che decidere di investire sulla strada del Santo è una cosa che può avere senso, ma quello che secondo me manca in questo momento, e siamo a un anno dall’insediamento della nuova Giunta regionale, è: qual è l’idea di Veneto che abbiamo? Perché noi stiamo procedendo sostanzialmente un pochino a tentoni, cercando di mettere qualche rattoppo qua e là, facendo delle conferenze stampa in cui si annunciano delle risorse, che assolutamente va bene, però oggi io non ho ancora capito che idea ha la nuova Amministrazione rispetto ai bisogni del Veneto.
Ritengo anche che tutto quello che noi facciamo, cioè le risorse che mettiamo dovrebbero derivare da quest’idea che abbiamo del Veneto, ma anche da degli indicatori che ci dicono per quale motivo noi dobbiamo mettere delle risorse su una voce o su un’altra. Allora, io mi limito a citare alcuni dati macro di questa regione, che sono dei dati che oggi sono preoccupanti. Noi per la prima volta cresciamo meno della media delle altre Regioni, cioè il PIL 2025 italiano è stato più 05, noi siamo a più 01, quindi abbiamo smesso di essere la locomotiva. Abbiamo un tasso di non sostituzione delle imprese dell’1%, vuol dire che l’1% delle imprese non viene sostituito da nuove imprese. Ce l’ha detto Confartigianato, ce lo sta dicendo Confindustria, cioè tutte le associazioni di categoria ci dicono che c’è un problema a sostituire nuove imprese. Avremo dei problemi con l’export. Io non so chi abbia pensato che Trump potesse essere un nostro amico. Negli Stati Uniti le Camere hanno approvato il Safety Act. Il Safety Act va a permettere di copiare le nostre indicazioni geografiche. L’altro giorno c’era un articolo molto interessante del Presidente del Consorzio di Tutela Asiago, che dice quanto pericoloso è il fatto che nel resto del mondo possano iniziare a produrre Asiago, anzi a produrre formaggio e spacciarlo come Asiago. Sappiamo che l’agroalimentare per il nostro Paese vale circa 25 miliardi.
Quindi su diversi settori... Io sono uno che sostiene che gli investimenti dovrebbero andare soprattutto in metalmeccanica, però in ciascuno può avere delle idee diverse, quindi anche l’agroalimentare è un settore assolutamente da sostenere. Però tutti i settori soffrono e soffriranno anche a livello di export.
Io mi sarei aspettato, ovviamente non si può fare con una variazione, ma mi aspetto che il ragionamento che ci porta al prossimo bilancio parta proprio dall’idea di Veneto che noi abbiamo e oggi mi pare che questa idea, al di là di riconoscere alcuni problemi, sia un’idea che sia ancora carente.
Allora, visto che ci avvicineremo a cercare di capire con quali manovre e con quali risorse provare a andare a incidere, perché poi alla fine le politiche hanno bisogno di manovre e hanno bisogno di risorse, mi chiedo se abbia ancora senso, capisco che lo affronteremo prossimamente e non in variazione, però mi chiedo se abbia ancora senso pensare di tenere l’addizionale regionale così com’è. Perché se noi fossimo una Regione giovane potremmo pensare che queste risorse stiano nelle tasche di chi produce crescita. Siccome noi siamo una Regione che sta andando anche ad un tasso di sostituzione terribile per quanto riguarda il rapporto tra pensionati e lavoratori, il che vuol dire che le risorse sono sempre più concentrate e le giovani generazioni vanno via... perché poi tendenzialmente chi è che ha bisogno del pubblico? Cioè chi è che ha bisogno di politiche pubbliche? Ne hanno bisogno i giovani: sono loro che hanno bisogno di politiche sui trasporti, sono loro che hanno bisogno di mobilità sociale e quindi di politiche sull’istruzione, sono loro che hanno bisogno di correttivi per entrare nel mercato del lavoro.
Se queste sono le traiettorie e le prospettive demografiche ed economiche del Veneto, ha ancora senso la narrazione di una Regione tax free? Dal mio punto di vista no, e quindi spero che ci possa essere una riflessione sul cercare di capire come rimettere in moto politiche pubbliche. E, come è stato citato prima, noi veramente abbiamo anche il rischio di Comuni che se ne andranno, quello che sta succedendo nel Veneto orientale, se diventa la cartina di tornasole di una Regione che non è attrattiva neanche per gli Enti locali è a dir poco, insomma, preoccupante. Se io fossi il Presidente di Regione ma nello stesso modo vivo l’impegno da Consigliere, come se fosse veramente un impegno quotidiano con i cittadini, non dormirei la notte e penso che ciascuno di noi dovrebbe cercare di capire come cercare di dare delle risorse, al di là, insomma, delle leggi che vanno a finanziare delle partite importanti che riguardano i nostri territori, proprio per capire in che direzione va il nostro Veneto.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere. Per riprendere, se mi permette, una battuta: Non abbiamo un Comune in Veneto che voglia andare in Lombardia e in Emilia Romagna. E ci siamo capiti.
Non vedo altri interventi.
A questo punto dichiarerei chiusa la discussione generale. Entriamo nella fase emendativa.
Ci sono… Quanti ordini del giorno ci sono? Dopo l’Assessore fa come vuole. Se ritiene, dopo la fase emendativa, a chiusura o prima, non so; come ritiene.
Guardati gli emendamenti, sì.
Quanti ordini del giorno abbiamo?
È tutto agli atti, quindi direi di riunire la Commissione a questo punto.
Facciamo mezz’ora, così diamo anche il cambio d’aria alla stanza.
Facciamo alle ore 16:00 e facciamo Ufficio di Presidenza, su richiesta della consigliera Cendron.
Capigruppo. Prego. Apriamo qui e diamo aria.
Capigruppo in Sala del Leone, sarà veloce. Prego,
Capigruppo Sala del Leone, non lo dico più. Chiudete la porta, per favore; a questo punto chiudiamo la porta.
Se chiamate l’Assessore.
Dobbiamo arrivare al quattordicesimo punto: CORECOM. Al dodicesimo, allora. Sì, però se abbiamo questi buchi... qualcuno mi chiama l’assessore Io darei la parola all’assessore Giacinti, che ha preso nota e vi ha ascoltato tutti e informo i gruppi che dopo l’intervento dell’assessore Giacinti si inizia a votare.
Chi ha orecchie per intendere, intenda.
Prego.
Speaker : Ass.re Filippo GIACINTI
Allora, buonasera. Buonasera a tutti. Io ho ascoltato con attenzione tutti gli interventi e senza pretesa alcuna di essere esaustivo, cercherò di dare qualche risposta su quelle che sono le questioni più rilevanti che sono state poste.
Allora, intanto vorrei fugare un equivoco relativo a quella che è la distinzione che è stata fatta in questa Aula, non solo oggi, ma anche alcuni mesi fa, quando abbiamo parlato dell’applicazione dell’avanzo di amministrazione, di risorse vincolate rispetto alle risorse libere.
Dal 2026 con l’eliminazione del FAL noi abbiamo una possibilità in più.
Intanto abbiamo avuto un aumento di quella che è la possibilità di utilizzo dell’avanzo, che è passato da 60.000.000 circa di euro a 163.000.000 di euro; questa è una prima conseguenza importante, ma poi abbiamo avuto anche come ulteriore conseguenza, quella di poter liberare dell’avanzo cosiddetto libero per circa 180.000.000 di euro. Cosa che prima non era mai accaduta.
Che cosa significa questo però, che noi possiamo spendere 180.000.000 di euro? No. Perché il limite dell’utilizzo dell’avanzo è di 163.000.000 e 180.000.000 di avanzo cosiddetto libero è una cifra comunque molto e molto più contenuta rispetto alla cifra di avanzo vincolato che potevamo spendere con l’avanzo, ed è per questo che nel mese, mi pare, di giugno, di luglio, di fronte alle richieste, legittime che provenivano dalla minoranza, di utilizzare queste risorse dell’avanzo libero per iniziative sicuramente importanti, che noi abbiamo detto: no, attendiamo prima di capire con anche attraverso le richieste provenienti dagli uffici degli Assessorati quale parte di avanzo vincolato può essere spesa per poi capire quale parte di avanzo libero rimane a disposizione. E infatti noi abbiamo impegnato 153 milioni su 163 con l’avanzo... con risorse vincolate e siamo subito andati in Giunta nel mese di agosto ad approvare questa variazione, che, essendo costituita da quasi esclusivamente avanzo vincolato non deve venire, approdare in Consiglio, ma è sufficiente che sia deliberata dalla Giunta.
In questo modo noi abbiamo impiegato 153 milioni su 163 dell’avanzo. Oggi diceva qualche consigliere, la consigliera Ostanel, ad esempio, che questi soldi si potevano impegnare in sanità, in sociale, in servizi. Ma è esattamente quello che abbiamo fatto impiegando le risorse dell’avanzo con l’avanzo vincolato, perché non è che le risorse libere siano risorse buone e quelle vincolate siano risorse cattive. Perché vi faccio un esempio: i 32 milioni di euro di avanzo vincolato che noi abbiamo accantonato e che dovremmo accantonare ogni anno per gli extra LEA della sanità sono risorse che, dal bilancio regionale vincolato, vanno al bilancio sanitario, quindi sono impiegate per la sanità, sono risorse della sanità. Lo stesso vale per quelle che abbiamo vincolato per il sociale. Lo stesso vale per le risorse vincolate per lo sviluppo economico, eccetera, eccetera. Sono tutte risorse, quelle che abbiamo utilizzato nella variazione di bilancio di Giunta sull’avanzo vincolato, che vanno a beneficio dei cittadini, dei servizi, della sanità, del sociale, della cultura, dello sviluppo economico, eccetera, eccetera.
Bene. Quello che è rimasto, 10 milioni di euro, lo abbiamo utilizzato in questa variazione, che invece va a sommare questo residuo di avanzo di amministrazione da utilizzare con altre risorse che nel frattempo sono state rinvenute da risparmi, dal Fondo crediti di dubbia esigibilità, dalle entrate del federalismo fiscale, dalla rinegoziazione dei mutui con Cassa depositi e prestiti, eccetera.
Non sono tante, nessuno pensava che queste risorse fossero rivoluzionarie, o attese per chissà quale intervento come ho sentito dire prima.
Visto che siamo al 3 novembre e che quando questa variazione sarà depositata, potranno essere utilizzate pienamente, siamo a metà novembre, è chiaro che dovevano essere tutte utilizzate per finanziare lo scorrimento di determinate graduatorie, come abbiamo fatto per la legge n. 39, come abbiamo fatto per la legge n. 8, per la legge n. 27, per la progettazione di Veneto Strade. Abbiamo messo risorse aggiuntive sulla progettazione di Veneto Strade, perché le opere pubbliche, quelle più importanti, quelle più rilevanti, prima di metterci le risorse per realizzarle bisogna mettere le risorse per fare le progettazioni, quantomeno gli studi di fattibilità, i progetti di fattibilità tecnica ed economica.
Su questo abbiamo messo queste risorse aggiuntive, questi famosi 10 milioni di euro. Questi sono soldi degli accantonamenti dovuti al rispetto dei tetti di finanza pubblica. Ci dice la consigliera Ostanel “Roma vi pone dei vincoli”. Non è che Roma ci pone dei vincoli, è Bruxelles che pone dei vincoli allo Stato italiano in tutte le sue articolazioni, quindi dai Ministeri, alle Regioni, alle Province, ai Comuni.
Ovviamente, tutte le articolazioni dello Stato concorrono al rispetto dei vincoli europei. Per quello che riguarda la Regione del Veneto abbiamo per il 2025 22 milioni di euro, che diventano 60 milioni nel 2026, 68 milioni nel 2027 e nel 2028, e addirittura 107 milioni nel 2029.
Queste risorse, sempre all’interno e nell’ambito dei vincoli del tetto di spesa dell’avanzo di amministrazione possono essere utilizzate l’anno successivo per sole spese di investimento. Come si è detto prima, si poteva spenderle in modo diverso, che la viabilità è importante, ma si poteva spenderle per il tessuto produttivo. No, non si poteva spenderle… Non l’aveva detto lei, l’aveva detto il consigliere Baldan, che non è presente, quindi non volevo citarlo per questo. Ecco, non si potevano spendere per questo, perché si possono impiegare solo per spese di investimento.
Sulla questione della strada regionale 308 mi pare che, a parte qualche intervento singolo, nessuno abbia detto qui dentro che non ritiene che questo sia un intervento importante. Mi pare che tutti abbiano detto che è giusto finanziare questo intervento. Hanno sollevato anche in sede di CAL, qualche amministratore, dei dubbi relativi all’importo complessivo, ma cerchiamo di essere fiduciosi in quelle che sono state le valutazioni da parte dei tecnici, che hanno redatto o che stanno redigendo questi studi di fattibilità e in particolare i tecnici di Veneto Strade. In realtà, nessuno ha contestato l’opera, si è contestato il fatto che ci sono anche tante altre opere infrastrutturali, e su questo nessuno ha detto che non verranno prese in considerazione. Si è iniziato da questa, perché questa è anche funzionale ad un’altra grande opera strategica del nostro territorio, quella in cui parte del finanziamento finale sarà contenuto nel prossimo bilancio di previsione, e cioè l’ospedale di Padova.
Questa è un’opera infrastrutturale di per sé importante, ma che lo diventa ancora di più dal punto di vista delle tempistiche dell’urgenza, perché è legata anche alla realizzazione dell’ospedale di Padova. Come si è deciso di finanziare quest’opera? Si è deciso di finanziarla proprio utilizzando quegli accantonamenti che poi l’anno successivo devono essere utilizzati proprio per gli investimenti. Ovviamente, si tratta di una quota che incide per forza su quello che è il tetto dell’avanzo. È naturale, però l’alternativa quale era, volendo fare l’opera? Era di contrarre un mutuo. Bene. Non è che se si contrae un mutuo non si impegnano delle risorse nel corso degli anni, si impegnano anche contraendo un mutuo, con la differenza che contraendo un mutuo queste spese poi vanno a incidere sulla spesa corrente, mentre qui sono risorse che già ci sono, che già esistono, perché si sa che anche nei prossimi anni quelli sono gli accantonamenti che dovremo fare e quindi quelli sono i soldi che l’anno successivo ci ritroveremo da poter spendere con l’avanzo di amministrazione.
Mi sembra sia una scelta economica di bilancio virtuosa perché contiene l’indebitamento e un domani può aprire le porte per altre opere a degli interventi attraverso appunto l’indebitamento che non viene utilizzato per questa opera.
E ovviamente non vogliamo neanche privarci del fatto, nei prossimi anni, di poter finanziare altre opere con questo sistema, perché quindi con questo intervento non è che andiamo ad assorbire completamente tutto il tetto dell’avanzo di amministrazione, ma una parte esigua dello stesso, perché anche i 35 milioni del 2027 e i 35 del 2028 sono su un plafond di 163 milioni, che è il complessivo tetto di spesa.
Poi cosa dire? Beh, sulla Pedemontana ne avete parlato, avete parlato dell’aumento di quelle che sono le previsioni rispetto all’anno. Beh, intanto voglio dire che, come la 308, anche la Pedemontana è un’opera infrastrutturale che è ovvio che abbia un costo. Se poi questo costo, rispetto alle previsioni in questi anni, è aumentato rispetto a quella che era la previsione iniziale, beh, noi stiamo mettendo le risorse, quest’anno, abbiamo messo delle risorse in più, e l’anno prossimo in bilancio - vi preannuncio, perché giustamente avete detto che non lo avete ancora visto, lo vedrete nei prossimi giorni - ci saranno le risorse, non è che si tornerà indietro, ma ci saranno le risorse previste da questa nuova rivalutazione dei costi, a seconda dell’attuale passaggio di auto su quella tratta. Come abbiamo già visto altre volte anche per il Passante di Mestre all’inizio i costi erano alti. Ora, in questo momento, invece, sappiamo che CAV ha degli introiti importanti, dei dividenti importanti, che saranno quelli che in primavera riusciremo poi a utilizzare anche noi come soci di CAV. Questo per quello che riguarda la questione della Pedemontana.
Poi c’è il tema dell’idroelettrico. Sul tema dell’idroelettrico ne abbiamo parlato anche prima in Commissione. I 10 milioni del 2025 non andranno perduti, non andranno in avanzo. Quei 10 milioni sono contenuti insieme ai 10 milioni del 2026 nel bilancio che abbiamo approvato in Giunta e quindi, lo potrete vedere tra qualche giorno, c’è un capitolo apposito dove sono allocati 20 milioni di euro, cioè monetizzazione 2025 e monetizzazione 2026 che verranno direttamente riconosciuti con un unico mandato di pagamento a gennaio, quindi sia in termini di competenza, sia in termini di cassa alla Provincia di Belluno.
Poi c’è tutto il tema del pregresso. Il tema del pregresso sicuramente dovrà essere oggetto di una visione più ampia, e di una concertazione, anche con la Provincia di Belluno, per capire le modalità, non se, ma quando e in che tempi riuscire a riconoscere alla Provincia di Belluno queste ulteriori risorse. Ma è oggetto, questo, di una valutazione che faremo insieme alla Provincia di Belluno per dare la possibilità, entro un termine ragionevole, di avere anche tutti i pregressi, non tacendo il fatto che comunque già solo l’anno prossimo con tutti i soldi del canone binario che arriveranno direttamente, che già arrivano direttamente alla Provincia di Belluno, cioè quelli fissi e quelli variabili, e in più, con i soldi della monetizzazione di due annualità ci saranno per la provincia di Belluno delle risorse importantissime.
Quindi, se la preoccupazione del consigliere Del Bianco è quella che questi soldi non arrivino, gli consiglio di votare il bilancio di previsione, perché è proprio lì che ci saranno queste risorse che nel giro di qualche settimana arriveranno alla Provincia di Belluno.
Vi invitiamo veramente, perché se a questo punto il consigliere Del Bianco non lo votasse, vorrebbe dire che non concorrerebbe a trasferire questi soldi in modo repentino alla Provincia di Belluno.
Peraltro, l’accantonamento in fondo crediti di dubbia esigibilità degli ultimi anni è stata una garanzia per la Provincia di Belluno, perché adesso queste risorse ci sono e sono vincolate alla restituzione dei canoni, sbagliato, alla restituzione delle monetizzazioni.
Se invece questa cosa non fosse stata fatta dalla precedente Amministrazione, dall’assessore Calzavara, da chi c’era prima di noi, in questo momento non avremmo la contezza, la possibilità di essere certi che quei soldi, quelle risorse potranno arrivare a Belluno. Invece adesso siamo certi che quei 48 milioni che sono già stati liquidati alla Regione del Veneto, potranno essere destinati alla Provincia di Belluno. Sennò sarebbe stato un problema. Quindi, non bisogna avere questo tipo di preoccupazione, perché i soldi delle monetizzazioni arriveranno tutti e i soldi dei canoni arriveranno lo stesso, a meno che questo Consiglio non approvi il prossimo bilancio con il voto anche del consigliere Del Bianco, e allora questi soldi a Belluno non arriveranno più, ma confidiamo, oltre che nel voto di questa maggioranza, anche nel suo voto. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Stavo pensando che sono sei le Province che fanno i salti di gioia. Prego, Consigliere, per fatto personale.
Speaker : Alessandro DEL BIANCO (Partito Democratico)
Brevemente, tanto poi ho anche l’emendamento e l’ordine del giorno.
Speaker : PRESIDENTE
Prego.
Speaker : Alessandro DEL BIANCO (Partito Democratico)
Intervengo per fatto personale, anche perché, se parliamo di cose importanti, è giusto parlarne bene e io ringrazio l’assessore Giacinti, che così animatamente ha voluto spiegare la questione. Dico solo una cosa. Se una cosa vale per una specifica annualità, inevitabilmente deve valere anche per l’altra e mi spiego meglio. Ci avete sempre detto che i 48 milioni non li potete erogare alla Provincia di Belluno perché erano iscritti sul Fondo crediti di dubbia esigibilità e quindi andavano necessariamente in avanzo, anche se li avete incassati nelle annualità successive. Io vi ho detto: bene, è così. Se la legge è questa, applichiamo questa legge e capiamo che voi i 48 milioni li potreste dare soltanto con l’applicazione dell’avanzo. Oggi ci dite, magicamente, dopo qualche giorno di discreta pressione, che questa regola qua non c’è più perché per i fondi 2025 e 2026 non vale più questo ragionamento. Anche se li incassiamo l’anno successivo, possiamo creare un capitolo apposta e far morire la cifra che era iscritta sul Fondo crediti di dubbia esigibilità.
Delle due cose o è vera l’una o è vera l’altra, non può essere un po’ vero l’una, cioè che non posso trasferire questi soldi finché non li accerto sull’avanzo, perché si riferiscono all’annualità precedente e un po’ vera l’altra, cioè fare esattamente questo, perché state dicendo che non avete trasferito i 48 milioni perché sono andati sul Fondo crediti di dubbia esigibilità e dovete aspettare di applicare l’avanzo, mentre potete trasferire i 20, sempre se saranno 20, e adesso spiego perché, con un capitolo nuovo, facendo morire il Fondo crediti di dubbia esigibilità. Quello che non potevate fare con i 48 milioni, lo fate con i 20. È interessante. Esistono evidentemente metodi di valutazione del bilancio a geometrie variabili. È curioso, apprendiamo questa cosa, è una novità interessante.
L’altra cosa è che i 20 milioni per Belluno è tutto da vedere, e io sono convinto che sarà così, voglio sperarlo, e le spiego perché. Intanto nessun Consigliere qui ha il bilancio sottomano. Se noi avessimo avuto il bilancio sottomano, come peraltro sarebbe stato doveroso, dato che avevate detto voi che il bilancio sarebbe arrivato prima del Consiglio, avremmo potuto esattamente verificare ‒ e chiudo, Presidente ‒ quello che dice lei, ma noi questa cosa la possiamo prendere come una delle tante promesse fatte su questi canoni, non avendo nessun documento in mano.
Anche perché nemmeno sul bilancio potremmo dire di essere sicuri di questa cosa. Sa perché? Chiudo, Presidente. Chi assegna direttamente i soldi e le quantificazioni dei soldi alle Province è la Giunta sulla base della delibera di Giunta, delibere di Giunta che ancora non ci sono né per il 2025 né per il 2026.
Quindi, attenzione. Siccome io ho sentito già parlare nelle tante presentazioni alla stampa del bilancio, che noi non abbiamo, che nel bilancio 2027 ci sono 20 milioni per le case di riposo, non vorrei che le cose collimassero clamorosamente.
In ogni caso, la destinazione dei fondi la dovrà fare la Giunta con delibera di Giunta. Quindi, non è che sul bilancio di previsione noi troviamo iscritto “20 milioni su Belluno”. Troviamo scritto 20 milioni di monetizzazione. Siccome voi la Giunta non l’avete mai fatta per tutto l’anno, io il beneficio del dubbio me lo tengo molto volentieri.
Speaker : PRESIDENTE
Abbiamo chiarito anche la sua posizione.
Assessore Giacinti, prego. Questo è l’ultimo intervento, non esistono altri fatti personali.
Speaker : Ass.re Filippo GIACINTI
Cerco di spiegare, di dare una spiegazione. Intanto, lo tranquillizzo: i 20 milioni sulle case di riposo non sono i 20 milioni che vogliamo trafugare nottetempo dalla Provincia di Belluno per le monetizzazioni dell’idroelettrico e delle altre Province interessate, anche perché ce ne sarebbero 20 anche per i servizi sociosanitari, ce ne sarebbero 22 in più per i voucher, ce ne saranno 30 milioni in più anche per la medicina territoriale. Nessuno di queste risorse, per il sociale, per la sanità, che abbiamo con orgoglio inserito nel bilancio, che vedrete di qui a breve e di cui per un mese e mezzo e oltre avremo la possibilità di discutere, di confrontarci, arrivano dalle risorse di Belluno.
Peraltro, la differenza per la quale i 48 milioni sono nel Fondo crediti di dubbia esigibilità e poi possono essere impiegati solo con l’avanzo e i 10 no, è per il fatto che i 48 sono già stati incassati e questi ancora no, li incasseremo in un momento successivo.
Spero di essere stato chiaro. Questo è tecnicamente il motivo per il quale sui 48 non si poteva fare, sui 10 sì, e così anche sui 10 nell’anno prossimo. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Bene. Grazie, Assessore. Fermi tutti, iniziamo la votazione. Aprite i terminali. Le dichiarazioni di voto le fate dopo la fase emendativa. Un attimo, un attimo. Un attimo che facciamo tutto. Se avete l’emendamento da depositare... Consigliere Barbisan, è relativo a che articolo? Quindi siamo... Allora io intanto farei una cosa: se non va in conflitto con... guarda che se non è ordine dei lavori tolgo la parola. Prego.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Vedo girare un emendamento. Allora, sull’ordine dei lavori, io davvero chiedo una sospensione perché un emendamento sul bilancio, variazione di bilancio che stiamo votando, dopo che ce ne erano stati alcuni non accettati in Ufficio di Presidenza, perché si diceva che non dobbiamo prenderli dal Fondo di riserva perché è un problema... Io voglio, quindi una sospensione, chiedere cosa è l’emendamento, andare in Ufficio di Presidenza e valutarlo con il tempo necessario, perché due pesi e due misure, cioè o si decide che non c’è spazio per gli emendamenti, perché il Fondo di riserva va tutelato, sennò qui stiamo facendo un altro tipo di lavoro.
Speaker : PRESIDENTE
Presidente Tomaello, Ufficio di Presidenza per l’emendamento. Prego. e tornate fuori con il parere.
Cerchiamo di non perder tempo. Aprite ai terminali che iniziamo con le votazioni.
L’emendamento verrà depositato, poi ci sono dieci minuti per gli eventuali subemendamenti.
Prego. Trovate on line l’emendamento. Un minuto ed è on line.
Dieci minuti… Verrà fatta la distribuzione. Cinque minuti per subemendare il grande emendamento. Però, ragazzi, dovremmo anche un po’ velocizzare. Non è che possiamo stare qua... Prego, iniziamo, aprite i terminali. Votiamo da subito l’emendamento che è stato poc’anzi, si dice, presentato, ovvero il numero 12. Ci siete?
È aperta la votazione.
Se non ci sono interventi, siamo sull’emendamento numero 12, articolo 1. Articolo 1, emendamento 12, a firma Giunta, assessore Zecchinato.
Signori, aspetto un po’ perché è il primo voto e poi... io ho sempre rispetto per i ritardatari.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Sempre articolo 1, emendamento 6. Prego.
È aperta la votazione.
C’è il parere negativo, è a firma Del Bianco. Parere negativo del relatore. Firma Del Bianco.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Si vota l’articolo 1.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva. Articolo 2.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Articolo 3.
Siamo sull’articolo 3. Non ha emendamenti.
È chiusa la votazione.
Approvato.
Articolo 4.
Ci sono ben cinque emendamenti della collega Ostanel, tutti con parere negativo.
Iniziamo dall’emendamento n. 2.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Intervengo sull’emendamento n. 2. Come ho già detto in Ufficio di Presidenza, io trovo veramente incredibile che la Giunta, all’ultimo momento, abbia presentato un emendamento, ricordo, da 30.000 euro, e 11.000 euro, alla faccia del fatto che qui stiamo facendo una variazione di bilancio di una Regione, non di un Comune piccolo, che decide all’ultimo minuto di prendere e spostare delle risorse per scorrere una graduatoria.
Il motivo per cui mi sono molto arrabbiata è che ci sono degli emendamenti uguali con cui avremmo potuto, come ho proposto in Commissione, provare a capire dove trovare le risorse per coprire altre graduatorie che sono rimaste aperte: penso agli operatori culturali di due bandi, spettacolo dal vivo e festival minori. Se noi non scorressimo oggi le graduatorie, questi soggetti, di cui ho una lista, e vi garantisco che non sono i soggetti della consigliera Ostanel, ma sono soggetti che in tutti i vostri territori fanno cultura, la producono, ci lavorano e avrebbero bisogno di quel finanziamento esattamente per il motivo per cui oggi avete deciso di aumentare le risorse, ad esempio, ad alcuni Comuni che si sono candidati per celebrare i Colli Veneti. È il motivo per cui mi sono astenuta e non ho votato contro. Io sono d’accordo nell’aggiungere risorse per scorrere le graduatorie, ma il punto politico qual è? Che lo dovreste fare per le graduatorie che ci sono in corso, tutte.
Quando c’era l’assessore Calzavara, mi tocca rimpiangerlo, in quest’Aula lo stesso emendamento veniva approvato, e sapete perché? Perché c’era stato un riconoscimento di tutto il Consiglio che quella graduatoria o veniva scorsa oggi, o non veniva più scorsa, esattamente come succederà.
Vi state prendendo la responsabilità di scegliere di scorrere alcune graduatorie piuttosto che altre, secondo un criterio che non esiste.
Tra l’altro, proprio per come voi conducete i lavori di quest’Aula – credo - in maniera veramente inappropriata, mi avete detto (non lei, intendo la Giunta) in Commissione che i soldi erano stati presi da risorse che non riuscite a spendere. Allora mi dovete spiegare, Disposizioni generali in materia di attività motoria e sportiva, articolo 12, che spostate meno 11.000 euro e lo mettete oggi sui Colli veneti.
Perché non riuscite a spendere questi 11.000 euro? Adesso voglio sapere pubblicamente, perché altrimenti faccio subito un emendamento e togliamo dalle infrastrutture sportive, che credo sia esattamente questo, i soldi che servono per metterli sulla cultura e decidiamo politicamente di fare la stessa operazione, perché dal punto di vista procedurale e politico della pulizia di una Istituzione regionale che è un bilancio bello grande, mettersi qui, all’ultimo momento, a spostare 30.000 euro, 11.000 euro su delle cose che scegliete voi in maniera arbitraria, all’ultimo secondo, quando oggi siamo entrati in quest’Aula, abbiamo proposto degli emendamenti, mi sono permessa anche di parlare con l’Assessore singolarmente e dirgli "guarda che quelle graduatorie dobbiamo scorrerle oggi, altrimenti non le scorriamo più" e mi è stato detto "non riusciamo a farlo, perché oggi non riusciamo a spostarle dal fondo di riserva".
Bene, allora, fatelo voi, prendete il capitolo chiave su cui avete tolto gli 11.000 euro, ne togliete altri 30-40 e scorrete le graduatorie sulla cultura, perché politicamente è la stessa cosa. Se non lo fate, vuol dire che volete scorrere delle graduatorie e non altre, una scelta arbitraria fatta all’ultimo minuto, non ho capito neanche perché, che davvero non fa onore a un’Aula del Consiglio regionale, perché vedersi spostare 30.000 euro e 11.000 euro all’ultimo a me sinceramente proprio non era mai capitato in quest’Aula negli scorsi sei anni.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Consigliere Cunegato sempre sull’emendamento n. 2 all’articolo 4.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
N. 5.
Speaker : PRESIDENTE
No, emendamento n.2.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Credo che lei abbia fatto una sintesi per tutti.
Speaker : PRESIDENTE
Ho parlato solo dal 2.
Votiamo l’emendamento n. 2 che ha parere negativo.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
L’emendamento è respinto.
Emendamento n.3, sempre a firma Ostanel.
Apriamo la votazione. C’è parere negativo della Commissione. È chiusa la votazione.
È respinto.
Emendamento n. 5. Eccoci qua. Prego, consigliere Cunegato.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Anche qua parliamo sempre di scelte politiche. Io vi cito un celebre Assessore alla sanità che parla sempre di “In Universum Salus” e quando si rifà alla Charta di Padova cita l’importanza degli investimenti ‒ e sono d’accordo ‒ sull’invecchiamento attivo e cita l’importanza della prevenzione, anche se nella nostra Regione noi spendiamo meno rispetto alla soglia prevista a livello nazionale, cioè il 4% e non il 5%. Ecco perché mi sembrava importante, sempre rispetto a quanto è stato detto finora, aggiungere delle risorse al welfare culturale, perché anche rispetto a queste graduatorie ci saranno molti che rimangono fuori. Si tratta di attività tutte importantissime. In Inghilterra parlano di arte della prescrizione, cioè l’idea che il teatro, l’arte e la musica possano essere una medicina. Tu hai problemi di salute mentale? Tu hai problemi perché hai il Parkinson? Tu hai problemi perché hai l’Alzheimer? Tu hai problemi perché sei solo? Ecco che io ti prescrivo il teatro, ecco che io ti prescrivo tutta una serie di iniziative. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità questo tipo di welfare, che è molto diffuso, ad esempio, in Norvegia, dà grandi evidenze empiriche nell’invecchiamento attivo nel mitigare le condizioni degenerative, riduce il rischio di tutta una serie di malattie. Faccio un esempio. Da noi c’è un bellissimo progetto, che si chiama “Dance Well”, che utilizza la danza per accompagnare e curare i malati di Parkinson a Bassano e Schio, oppure tutta una serie di progetti del Teatro Civico.
A me dispiace molto che, anche qua, come scelta politica, invece di trovare risorse per progetti di questo tipo, stiamo trovando delle risorse per i Colli e delle risorse per l’identità veneta. Credo che siano tutti progetti degni, però in un momento come quello che stiamo vivendo si poteva scegliere di finanziare dei progetti che hanno un impatto anche sulla salute mentale, un impatto sociale, un impatto sempre più importante nella nostra società, nella quale l’invecchiamento sempre più robusto nella tendenza demografica, deve essere affrontato anche con questi strumenti.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Passo alla votazione.
Siamo all’emendamento 5. Parere negativo.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Respinto.
Emendamento n. 4, sempre a firma Ostanel. Lo diamo per letto?
Prego.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Questo era un emendamento in attesa della famosa legge sullo psicologo di base per permettere di dare continuità a un progetto che avevamo finanziato l’anno scorso per garantire lo psicologo di base nei luoghi dove i giovani si riuniscono.
L’avevamo fatto in maniera sperimentale con l’allora assessore Lanzarin, quando sostanzialmente avevamo finanziato l’Ordine degli psicologi per permettere nei luoghi di aggregazione giovanile di avere delle ore pagate dalla Regione del Veneto per avere una consulenza psicologica nel momento del bisogno.
Lo avevamo fatto in maniera sperimentale, proprio dicendo che quando i giovani si ritrovano in un luogo di aggregazione, e lì cercano di avere un aiuto e un sostegno, hanno qualcuno, con un finanziamento, che gli permette di avere delle ore di psicoterapia gratuita.
È un progetto che ha funzionato bene, una sperimentazione tra le tante che si sono fatte sulla psicologia di base. Anche qui c’era già un capitolo aperto e un finanziamento che potevamo reiterare: 100.000 euro per un bilancio, visto che ne abbiamo appena spostati un po’, non era nulla e si poteva fare. Questa Giunta ha scelto di non farlo.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
È aperta la votazione sul 4. Parere negativo.
È chiusa la votazione.
Respinto.
Ultimo emendamento dell’articolo 4.
Emendamento 1. Prego, collega Ostanel.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Questo è l’emendamento più importante che avevamo fatto. Come ho detto in Ufficio di Presidenza, vedere che nella variazione di bilancio troviamo una voce di spesa, 25.000 euro, sulla edilizia scolastica mi ha fatto subito alzare le antenne.
In Commissione cultura avevo chiesto: ma questi 25.000 euro che mettiamo per scorrere anche qui una graduatoria legata ai finanziamenti relativi alle scuole, che cos’è?
Mi è stato detto che è un rifacimento di una caldaia di una scuola, non è dato sapere quale e a me, sinceramente, non importa a sapere quale. Il punto vero è: se noi decidiamo o voi decidete di mettere 25.000 euro su una scuola, 30.000 euro sulla graduatoria, 11.000 euro su un’altra graduatoria, volete rendervi conto che le scuole del Veneto hanno bisogno di un rifacimento serio? Esiste un bando a sportello dove i Comuni potrebbero fare domanda e quel bando a sportello voi oggi potevate decidere di finanziario e non l’avete fatto. Io mi chiedo davvero qual è la visione politica, se non quella dello spezzatino, di alcune proposte che vengono promosse, a questo punto sì, da alcuni territori e voi decidete, appunto, di ascoltarne uno piuttosto che altri, altrimenti avreste scelto di dire: okay, questa Regione sa che oggi ha un’emergenza sull’edilizia scolastica, magari 1 milione proposto dalla Ostanel è troppo, mettiamone 200.000, 300.000, quello che volete, ma avreste fatto sicuramente una più bella figura rispetto a vedere in una variazione di bilancio di 38 milioni di euro 25.000 euro garantiti all’edilizia scolastica. Vi ricordo che le piazze di questi giorni, quelle pacifiche che abbiamo visto, hanno manifestato per chiedere di non avere dei tetti che cadano sulla testa dei nostri studenti. In questa Regione avrebbe senso fare qualcosa. Voi non lo state facendo.
Speaker : PRESIDENTE
Apriamo la votazione.
Siamo all’ultimo emendamento dell’articolo 4, emendamento 1, parere negativo.
È chiusa la votazione.
È respinto.
Votiamo l’articolo 4.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
È approvato.
Passiamo all’articolo 5.
Votazione dell’articolo 5.
È chiusa la votazione.
Approvato.
Articolo 6.
È aperta la votazione.
Mi dicono che c’è un errore, avevo un articolo in più. Bene.
Ordine del giorno numero 7, a firma Szumski.
Lo vuole illustrare? Microfono, per favore.
Speaker : Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
Viste le dichiarazioni dell’Assessore, ritiro, perché era in quel senso.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere.
Ordine del giorno n.8, sempre a firma del consigliere Szumski.
Prego.
Speaker : Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
Risorse a favore dei Comuni veneti di confine per il contrasto alla marginalità territoriale e ai divari rispetto a realtà limitrofe. Ovviamente, le notizie che ho detto prima, questi movimenti di fuga dal Veneto per effettive difficoltà in corso, quindi credo che sia da approvare un ordine del giorno dove c’è un impegno maggiore, come ho detto prima, rispetto ai 200.000 euro sono stati stanziati per venire incontro ai Comuni del Portogruarese, per un’azione politica concertata che venga incontro ai bisogni che ci sono, perché è preoccupantissimo che San Michele al Tagliamento abbia già un Consiglio comunale che vuole riproporre il Referendum, perché in questa maniera io devo aspettare che i quattro Comuni vicini al Friuli che se ne vadano loro, poi posso farlo anch’io a Santa Lucia...
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Consigliere Barbisan, prego.
Speaker : Riccardo BARBISAN (Lega-Liga Veneta)
Grazie, Presidente.
Mi permetto di proporre al consigliere Szumski, nel terzo punto del "rilevato che", uno stanziamento dedicato e togliere l’inciso pari a 5 milioni di euro, e poi nel primo punto dell’impegna procedere così: "a individuare, nell’ambito delle disponibilità finanziarie del bilancio regionale, uno stanziamento adeguato alle necessità del territorio in questione, da destinare al sostegno dei Comuni veneti di confine" e così come è scritto. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Prego, consigliere, è accettato?
Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
Accettato.
Grazie.
(...) Approvato.
Ordine del giorno n. 9, Del Bianco. Prego, consigliere.
Speaker : Alessandro DEL BIANCO (Partito Democratico)
Questo si riallaccia naturalmente al discorso che abbiamo fatto in precedenza, aggiunge una questione, cioè quella dei famosi 48, anzi dei famosi 57 milioni arretrati.
Quello che proponiamo in quest’ordine del giorno è, oltre a pagare davvero, come verificheremo a bilancio, le annualità 2025 e 2026 sul bilancio 2027, chiediamo l’impegno formale alla Giunta di trasferire in tre annualità, come ha fatto esattamente la Regione Lombardia, con la differenza che la Lombardia è partita dall’esercito in corso, gli arretrati delle annualità 2021, 2022, 2023 e 2024 rispetto alla monetizzazione. Chiediamo di farlo in tre annualità, che riguardano, appunto, tutti i territori. Ci sembra anche una questione logica. Prima l’assessore Giacinti ha detto che non è stato ancora fatto perché è da concertare con la Provincia, ma in realtà non è da concertare con la Provincia, perché la Provincia i soldi li vorrebbe, eccome. Tant’è che ribadisco che sugli arretrati, siccome riguardano tutti i territori e riguardano le case di riposo, si sono espressi tutti i sindacati. Si è espressa la CISL ieri, la CGIL oggi. Di fatto, tutti chiedono di avere a disposizione questi fondi perché riguardano un settore, come ho detto, molto, molto delicato. Ricordo anche che alcuni territori, tra cui, per esempio, la Provincia di Belluno, non avendo a disposizione questi fondi, hanno dovuto anticipare con fondi propri le risorse quest’anno. Questo era uno dei motivi per cui chiedevamo di anticipare la monetizzazione 2025.
Oggi, pertanto, chiediamo chiarezza sui tempi con cui vengono restituiti questi soldi che ‒ lo ribadisco ‒ appartengono per legge regionale ai territori. Noi chiediamo di farlo in tre anni e non in un solo anno. Quindi, è anche un passo per certi aspetti avanti nella mediazione. Auspichiamo che i tempi non siano quelli, invece, prospettati oggi da Scardanzan, che dice che li avremo in dodici anni. Ecco, questi mi sembrano un po’ troppi.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Mettiamo in votazione l’ordine del giorno n. 9.
Respinto.
Ordine del giorno n. 10, a firma Conte. Prego.
Speaker : Rosanna CONTE (Lega – Liga Veneta)
Grazie. Anche questo è un ordine del giorno in merito alle iniziative urgenti a sostegno dei Comuni di confine del Veneto Orientale e all’operatività del Tavolo permanente per l’attuazione di un piano di sviluppo strategico a medio e lungo termine nei settori chiave.
Chiedo l’impegno della Giunta regionale: a convocare con massima urgenza il già istituito Tavolo permanente, garantendo il coinvolgimento sistematico e tempestivo della Giunta stessa, dei Sindaci del territorio del Veneto Orientale interessati e i rappresentanti delle categorie economiche e sociali locali; a definire, insieme a tale Tavolo, un piano organico di sviluppo del Veneto Orientale caratterizzato da una visione programmatoria a medio e lungo termine, declinato in interventi urgenti e strutturali secondo gli assi prioritari già definiti, tagliando le risorse da investire nel corso del tempo e le iniziative da adottare.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Apriamo la votazione. È chiusa la votazione.
Approvato.
Ordine del giorno n. 11 a firma Ostanel. Prego.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Questo è un ordine del giorno per garantire al finanziamento che in questa variazione c’è sul metodo Doman per quanto riguarda le famiglie con bambini, o persone che soffrono di autismo, è un metodo che negli anni scorsi veniva finanziato, per un po’ di annualità non è stato finanziato, e grazie all’impegno di un ordine del giorno che avevamo votato lo scorso bilancio, avevamo deciso di prendere una serie di avanzi del Consiglio da mettere sul sociale. Questa è stata una delle scelte che è stata fatta, tra l’altro, non concertandola anche con alcuni di quelli che avevano sostenuto quell’ordine del giorno, ma va benissimo, perché a noi va bene che i soldi siano stati messi lì.
Il punto vero è chiedere che questo finanziamento non sia una tantum, che non arrivi oggi perché abbiamo deciso di fare questo spostamento, ma che sia un finanziamento che arriva continuativo nel tempo. L’importo lo deciderete voi che governate questa Regione, ma almeno che sia continuativo.
Devo dirvi anche che in queste settimane, parlando con diverse famiglie che hanno questo problema, mi facevano sapere che purtroppo sono fondi che arrivano a rendiconto, famiglie che devono far uscire i soldi in anticipo, per poi, quando arriva il finanziamento, con rendiconto, riaverli indietro.
Sapete benissimo che per queste famiglie è complicato gestire la vita quotidiana, figuriamoci anche sborsare in anticipo dei soldi per gestire le patologie dei propri figli o familiari. Credo davvero che su questo tema il Consiglio debba fare un ragionamento importante. Quindi, è un ordine del giorno per dire: la cosa che abbiamo fatto oggi continuiamo a farla di anno in anno, magari anche aumentando la dotazione.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie. Votazione… Prego.
Speaker : Riccardo BARBISAN (Lega-Liga Veneta)
Proprio per venire incontro alla sensibilità dell’intero Consiglio che aveva votato recentemente proprio questa disponibilità, riconferendo le somme avanzate dal bilancio del Consiglio, noi proponiamo – io propongo, molto modestamente – alla consigliera Ostanel di riformulare l’impegno, dicendo così “impegna la Giunta regionale a valutare nell’ambito del prossimo bilancio di previsione una dotazione finanziaria stabile”. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Consigliera, ha accettato? La Consigliera accetta. Mi sembra di capire che il parere è positivo.
Votazione.
Chiusa la votazione. Approvato.
Passiamo al voto finale. Adesso siamo nella fase di dichiarazioni di voto.
C’è qualcuno vuol fare dichiarazioni, oltre a tutto quello che si è detto?
Prego, consigliere Szumski.
Speaker : Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
Bene. Rispetto a posizione che avevamo assunto anche in Commissione, esprimo già che ci asterremo su questo, benché rimangano le criticità che ho espresso in sede di discussione e mi auguro anche che, viste queste criticità e quelle contingenti del bilancio, sia dei conti, sia ripresa in mano la nostra proposta di costituire, di realizzare una costituente, un gruppo, una Commissione insomma, un gruppo che possa pensare a realizzare l’autogoverno del Veneto partendo da idroelettrico, dalla holding autostradale, dalla gestione delle acque che deve essere più concertata per ottenere i migliori risultati, per le multiutility, per cercare di trovare strumenti finanziari diversi, per dare spazio alle aziende e ai cittadini del Veneto. Quindi una cosa da fare tutti assieme a favore del Veneto.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Consigliere Galeano.
Speaker : Paolo GALEANO (Partito Democratico)
Molto velocemente, Presidente. Solo per stabilire la giusta coerenza fra il voto che abbiamo espresso prima sui singoli articoli e vari emendamenti e quanto avevamo espresso in sede di relazione e i vari interventi.
Abbiamo infatti votato contro ai vari articoli, ma non per la contrarietà rispetto ad alcuni interventi puntuali che già dicevamo essere meritori, ovviamente, dell’iniziativa dimostrata dalla maggioranza, ma proprio perché il ciclo di bilancio è comunque unico, il nostro approccio è coerente con quanto avevamo già evidenziato in fase di bilancio di previsione sul fatto che così procedendo questa maggioranza non garantisce le giuste prospettive a questa Regione, con risposte che non sono all’altezza delle grandi sfide, delle grandi difficoltà che anche la nostra comunità sta vivendo.
Quindi, ripeto, come abbiamo già anticipato o si prende in mano la questione facendo delle scelte fortemente coraggiose per dare ossigeno e respiro alla manovra di questo Ente o altrimenti ci limiteremo a iniziative di piccolo cabotaggio che faranno solo sopravvivere, ma non vivere questo Veneto. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Consigliere Barbisan.
Speaker : Riccardo BARBISAN (Lega – Liga Veneta)
Grazie, Presidente. Allora, noi voteremo convintamente a favore di questa variazione di bilancio che porta in dote alcuni milioni di euro su temi fondamentali e cruciali per i nostri Comuni, per i veneti stessi, per alcuni settori economici. Mi va di ricordare i 4 milioni per Veneto Strade, i 4,1 milioni per la sicurezza sismica, gli 1,1 milioni per la pesca, gli 1,1 milioni per le persone in condizioni psicofisiche difficili, fragili, i 4,5 milioni per gli impianti sportivi, quello che possiamo considerare un segnale, i 200.000 euro per il Veneto Orientale, il milione per la cultura, gli 1,2 milioni per le ferrovie, il mezzo milione per gli edifici di culto. Tutto frutto di una buona gestione, oculata da parte di questa Amministrazione, della razionalizzazione di alcune spese, che non hanno, però, sottratto e non devono sottrarre servizi ai cittadini, ma anche del buon andamento di accertamenti e riscossioni. Questa Regione cura i suoi crediti, come altre Regioni d’Italia non curano; chiede tutti i soldi che può ai propri cittadini, come altre parti d’Italia non fanno.
Io provo grande tristezza quando siamo qui a parlare della Statale del Santo, oppure quando ascoltiamo i problemi del consigliere Del Bianco, problemi che vorremmo avere tutti nel sapere non se ma quando nella nostra Provincia arriveranno 20 o 30 milioni di euro. Vorremmo tutti essere nelle sue condizioni. Ma queste tensioni tra territori al nostro interno sono tutto ciò che chi ci guarda dall’alto vuole che noi poniamo in essere, nel senso che da Roma, Manuela, vogliono vederci litigare Provincia per Provincia, rubarci i soldi l’uno con l’altro, essere invidiosi tra di noi. È questo quello che vuole qualcuno che ci governa da sopra...
Sì, ancora, certo, c’è il centrodestra, tesoro. Ma non è una questione destra e sinistra: ho cercato di spiegartelo più volte. Vedo che è un problema mio che non riesco a spiegarmi sicuramente, non è tuo che non capisci. Non è una questione destra e sinistra, è una questione centro e periferia, è una questione articolazioni territoriali dello Stato contro la Capitale, che oggi e molti anni fa, ma speriamo mai più nel futuro, è sorda ad alcune richieste. Oggi, grazie al cielo, hanno dato una data certa per la votazione in Parlamento delle intese sull’autonomia: spero che sia una festa per tutti; spero che quello che siamo riusciti a portare a casa possa essere qualcosa di apprezzato da noi, ma apprezzato dai veneti. Ma siccome non è una questione destra e sinistra, ci interessa relativamente chi governa a Roma, perché quando governavano altri non stavamo meglio. Forse stavamo un po’ peggio, di sicuro non stavamo meglio.
Accolgo allora con favore quello che diceva il consigliere Szumski: vedremo con che modalità, se nella forma dell’associazione, dell’intergruppo, dar vita a qualcosa all’interno di questo Consiglio regionale che possa avere un riverbero nella società, che ci veda insieme nel tenere vivo questo confronto con il centro amministrativo di questo Stato, che ci mette nelle condizioni di oggi, rispetto alle quali noi ci salviamo solo per una buona tradizione di bilancio di molte legislature precedenti alla nostra, e per una classe di governo, oggi, di Giunta e di Consiglio che dimostra responsabilità. Ma le cose sappiamo che così non possono andare avanti: curare i nostri crediti va bene; chiedere ulteriori tasse ai veneti secondo noi, no, almeno fino a quando potremo non chiederle.
Ben vengano iniziative del genere, consigliere Szumski, vedremo come darvi seguito nei prossimi giorni, perché sia efficace ed effettiva la tensione, perché sia tenuta viva questa tensione tra centro e periferia. Fatemi dire una cosa, visto che oggi si è data la data nella quale verranno votate le intese tra Stato e Regioni: è la prima volta nella storia repubblicana, nella quale lo Stato e le Regioni si mettono allo stesso tavolo per vedere che cosa lo Stato deve dare a una Regione e non cosa una Regione deve dare uno Stato.
E questo mi sembra qualcosa. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Consigliere Bozza, prego.
Speaker : Alberto BOZZA (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto – PPE)
Grazie, Presidente.
Solo per annunciare il voto a favore del nostro Gruppo di Forza Italia. Ringrazio ovviamente l’assessore Giacinti, i colleghi tutti, i Capigruppo e i colleghi che hanno sicuramente dato aiuto e spunto anche a questo aggiornamento di bilancio con la variazione in corso, per tutte le ragioni che ricordava prima il collega Riccardo Barbisan, perché sono interventi che riguardano settori strategici della nostra Regione, sanità, protezione civile, politiche sociali, trasporto, formazione, lavoro e anche quell’aspetto importante che è la coerenza con quanto ci eravamo impegnati in quell’ordine del giorno tutti insieme, in fase di assestamento del bilancio, ricordando che quell’avanzo disponibile era stato impiegato per una serie di leggi regionali che oggi andiamo a finanziare non solo nel sociale, ma anche nell’impiantistica sportiva e nei lavori pubblici urgenti, senza dimenticare, ovviamente, l’attenzione alle famiglie e all’opera di culto.
Detto questo, il nostro è un voto sicuramente a favore. Non credo che oggi si delinei una guerra dei territori, perché ì è normale che il dibattito vada nell’ottica della territorialità di ogni singolo consigliere che è appartenente ad una Provincia, c’è però una visione più ampia, che è quella, ovviamente, dell’interesse veneto.
Certo, Padova oggi ha una risposta importante con questa variazione, ne siamo consapevoli, e proprio per questo sono convinto (saremo anche d’aiuto e pungolo in questa direzione costruttiva) che verranno impegnate - mi auguro - nei prossimi bilanci più risorse per la progettazione delle infrastrutture, creando una strategia del Piano delle opere, che ci consenta anche di scegliere le priorità dei territori, sempre nella visione più ampia veneta. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere.
Consigliera Ostanel, prego.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Il nostro voto sarà contrario. Tra l’altro, mi dispiace molto non aver sentito in particolare dalle forze autonomiste di questo Consiglio dire qualcosa rispetto al motivo per cui oggi ci troviamo qui, perché l’assessore Giacinti butta la palla a Bruxelles, tra l’altro a Bruxelles non ho sentito nessuno di voi fare delle battaglie contro il contributo di finanza pubblica, ma oggi il grande problema è il fatto che noi ci troviamo in questa Regione e la scelta è stata fatta da questa Regione, anche da altre, ma altre Regioni, nel momento in cui approvavano il contributo di finanza pubblica, lanciavano un messaggio chiaro al nostro Governo o anche alle Istituzioni europee, cioè dicevano "smettiamola di immaginare che siano i bilanci del Governo e quindi delle Regioni a dover continuare a contribuire, sempre alzando il contributo annualmente alla finanza pubblica".
Il tema è questo: noi ci troviamo oggi ad avere un bilancio in difficoltà, con l’incapacità di investire quello che vorremmo, da un lato perché non avete voluto e non volete, a quanto abbiamo capito, ancora scegliere di fare la scelta necessaria, l’addizionale IRPEF, ma allo stesso tempo perché (lo vediamo da come si è oggi posto l’Assessore Giacinti) non avete in Conferenza Stato Regioni cercato di spostare l’attenzione del nostro Governo sul fatto che quel contributo di finanza pubblica chiede un accantonamento di annualità in annualità sempre più forte, che non permette oggi a questo bilancio di avere le gambe per correre.
Lo ridiremo anche in sede di approvazione del bilancio preventivo, perché quando noi abbiamo 163 milioni, ma parte di questi oggi possiamo spenderla solo per investimenti, abbiamo un bilancio che sicuramente potrebbe avere avuto qualche risorsa libera in più, ma che dal punto di vista della contabilità, della scelta politica di dove allocare le risorse, imbriglia, non libera. È questa la questione che io sto ponendo: politica. Infatti vediamo i 10.000.000 investiti in un’infrastruttura - non voglio entrare nel merito di quell’infrastruttura - ma nei prossimi anni vedremo probabilmente aumentare la spesa per investimenti e non altre tipologie di spese che, invece, ci garantirebbero di fare delle scelte di libertà di questo Consiglio. Allora, in particolare da una forza politica che ci governa, che si dice essere autonomista io avrei immaginato oggi alcuni interventi che riguardavano questa questione.
Era questo il punto politico che porto.
Di nuovo per rispondere all’assessore Giacinti, che ha lanciato la palla Bruxelles, gli ricordo che invece Pedemontana l’ha paragonata alla infrastruttura che faremo - speriamo che non sia così – a Padova parlando della Statale del Santo, io gli ricordo che non è che sono aumentati i costi di quella infrastruttura, è stato sbagliato il piano economico finanziario del rientro, perché se noi oggi abbiamo dei pedaggi che non coprono le spese, significa che c’è stato un errore di valutazione e che oggi noi quell’errore di valutazione lo stiamo pagando caro.
È per questo che, come ho più volte detto, vogliamo chiedere che questo Consiglio si dedichi a un ragionamento dedicato, lo chiederemo con i Consiglieri di opposizione, non appena ci sarà il tempo di proseguire, diciamo, la discussione al bilancio, perché noi da accesso agli atti vediamo che 54.000.000 di euro escono ogni anno su Pedemontana veneta e non abbiamo nessuna notizia - oggi non le abbiamo avute - dall’assessore Giacinti su come immaginiamo di ripianare questa uscita che abbiamo nel nostro bilancio, iscritta ancora per 32 anni e lo ripeto associando questa uscita a quella delle Olimpiadi - anche su questo non abbiamo avuto nessuna risposta oggi in Aula - associandola al fatto che abbiamo un contributo di finanza pubblica che ci lega fino al 2030, quindi per i prossimi anni, noi abbiamo oggi sancito che non è vero niente rispetto a quello che dicevate a luglio, che oggi qui noi possiamo davvero immaginare di fare non tanto una spesa libera, come mi è stato detto, perché ovviamente l’assessore Giacinti diceva: la Ostanel ha detto che la spesa libera si può mettere ovunque; non è questo il punto. Il punto è scegliere che tipo di spesa a fare, perché una spesa per investimenti e una spesa corrente sono due cose molto diverse e chi fa finanza pubblica lo dovrebbe ben sapere.
Quindi, oggi noi ci troviamo qui a sancire il fatto che avevamo ragione, a dire che oggi abbiamo un bilancio imbrigliato, abbiamo ragione a dire che Pedemontana veneta non sta rientrando come problema, abbiamo ragione a dire che per quanto riguarda Olimpiadi non abbiamo nessun dato che ci faccia stare tranquilli. Quindi sappiamo che questa variazione oggi è solo mettere un altro piccolo tassellino su una manovra di bilancio, che vedremo sicuramente anche a dicembre, che non sarà in grado di rispondere a tutti i bisogni dei veneti, finché non deciderete di fare la cosa giusta.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Direi che non ci sono più iscritti.
Votazione del provvedimento finale.
È aperta la votazione.
Alzi la mano chi non è riuscito a votare. Baldan Flavio. Le ho visto alzare la mano. Bene.
È chiusa la votazione.
È approvato.
Punto n. 10. Risoluzione n. 43 presentata dai consiglieri Ostanel, Soranzo, Cendron, Luisetto, Trevisi, Lovat, Maltauro, Baldan Matteo, Barbera, Martini e Vianello: “Allineare la dotazione finanziaria per la tutela e la valorizzazione dei beni e delle attività culturali all’importanza attribuita alla cultura nei princìpi della legge regionale 16 maggio 2019, n. 17”.
Chi presenta? Sì, se riusciamo a fare velocemente, perché abbiamo la necessità di far fuori le “Città murate” perché ci sono le risorse, sennò non le riusciamo più a spendere. Prego.
Speaker : Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Tranne quelli della cultura, dobbiamo fare veloci.
Questa è una risoluzione che abbiamo votato all’unanimità nella Commissione Cultura, quindi sarò breve nell’illustrazione. Chiediamo, con tutti i Consiglieri che hanno sottoscritto e votato in Commissione favorevolmente questa risoluzione, di spingere la Giunta nel prossimo bilancio, quindi a dicembre, a fare il lavoro che oggi non abbiamo fatto, ovvero a riconoscere il valore culturale, a investire di più sulla cultura, a sventare, visto che abbiamo sentito il fatto che ci saranno dei tagli lineari, l’idea che sulla cultura si tagli, che è sempre quello che, invece, ci sentiamo dire, e quindi a fare un lavoro serio di messa di risorse su una richiesta che non viene solo dalla prima proponente ma da tutta la Commissione Cultura in maniera bipartisan.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera, anche per la rapidità.
Prego, consigliera Sambo.
Speaker : Monica SAMBO (Partito Democratico)
Molto velocemente. Questo a maggior ragione rispetto a quello che abbiamo sentito e purtroppo non ancora letto ‒ ci tengo a ribadirlo ‒ rispetto al bilancio di previsione, perché ricordo che il Presidente Stefani sia sulla stampa che nelle tivù ha dichiarato esplicitamente che sulla parte culturale ci sarà il pieno rifinanziamento dei capitoli dedicati al sostegno di iniziative culturali, Ricordiamo che questo non vuol dire nulla, tanto che questo lo mette all’ultimo posto di tutti gli investimenti, ma per tutti gli altri investimenti e per tutte le altre materie, invece, indica anche 1 milione di euro: 50, 100, 300, anche le poste con un solo milione di euro in più rispetto agli anni precedenti.
Già da queste prime dichiarazioni ci pare di capire, lo avevamo detto anche in sede di discussione della variazione di bilancio, che evidentemente non ci saranno, quantomeno in questo bilancio di previsione, nella prima stesura, degli aumenti in merito agli investimenti sulla cultura.
Ci saremmo aspettati su questo una risposta quantomeno dall’assessore Giacinti, che però oggi non è arrivata. Ribadiamo che per noi, invece, questo è uno dei fattori fondamentali, e ribadiamo che purtroppo il Veneto negli anni scorsi, 2025, ma anche negli anni precedenti, e anche quest’anno, continua ad essere fanalino di coda a livello nazionale per quanto riguarda gli investimenti in cultura.
Nel 2025 sono quelli certificati a livello nazionale, siamo terzultimi in Italia, e questi dati non sono più accettabili.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Consigliera Cendron.
Speaker : Rossella CENDRON (Le Civiche Venete)
Presidente, solo per sottolineare il fatto che anche gli operatori di settore proprio ci segnalano con forza, anche con le ultime audizioni che abbiamo fatto, che la programmazione e la legge ci sono, ma rischiano di rimanere sulla carta, se non cambiamo passo nella pratica operativa e anche in quella che è proprio la dotazione delle risorse.
Abbiamo un paradosso, in Veneto, che è proprio evidente, cioè il fatto che i nostri cittadini dimostrano una vivacità e una partecipazione culturale straordinarie: basta pensare che la spesa pro capite dei singoli spettatori veneti è tra le più alte d’Italia, circa 31 euro, e che il nostro territorio eccelle sia per la qualità artistica che per la capacità di attrarre fondi ministeriali.
Di fronte a questa vitalità, però, la spesa e l’investimento diretto della Regione Veneto sono sottodotati, diciamocelo, e non proporzionati alla dimensione reale di quello che è il nostro sistema produttivo, mentre le altre Regioni considerate benchmark a livello nazionale, come l’Emilia-Romagna o la Lombardia, investono stabilmente cifre che si aggirano intorno ai 27-28 euro pro capite, il nostro impegno regionale sconta una frammentazione delle fonti e una scarsità di risorse dedicate che penalizzano la competitività delle nostre imprese culturali. I nostri operatori e i nostri lavoratori dello spettacolo competono sul mercato nazionale, partendo da una situazione di svantaggio strutturale, quindi possono contare quasi esclusivamente sui fondi nazionali o sugli sforzi dei cittadini.
Quindi per questo motivo sottoscrivere questa risoluzione significa cogliere proprio un grido d’allarme che viene dai nostri operatori di comparto, quindi la volontà deve essere quella di superare la frammentazione, unendo e incanalando i flussi di finanziamento all’interno di un’unica chiara programmazione strutturata sulla legge regionale 17 e garantire risorse adeguate, inserendo già nel bilancio di previsione 2027/2029 un’inversione di tendenza netta, a partire dal rafforzamento della dotazione finanziaria sulla Missione 5. Quindi la cultura in Veneto non ha bisogno di interventi spot o di sussidi marginali, ma di una governance stabile, trasparente e di un investimento pubblico all’altezza del suo peso economico e sociale.
È il momento di dare piena maturità alla legge regionale 17.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Non vedo altri iscritti. Passerei alla votazione se siete d’accordo, bypassando le dichiarazioni di voto.
Votiamo.
Signori, votate. Rigo vota.
Chiusa la votazione. Approvato.
Facciamo l’ultimo punto di questa sessione di Consiglio.
Vi prego di restare concentrati.
Punto n. 11: Proposta di legge d’iniziativa dei consiglieri - attenzione- Morosin, è roba tua questa! Di iniziativa del consigliere Morosin e Morena Martini relativa a misure straordinarie a favore degli Enti locali proprietari di strutture iscritte nell’elenco delle città murate del Veneto. Progetto di legge n. 128. Per favore.
Relazione della Sesta Commissione consiliare.
Relatore il consigliere Morosin.
Prego, Consigliere.
Speaker : Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin)
Grazie, Presidente. Cercherò di essere breve, perché sento che c’è un sollecito in questa direzione da parte di tutti, però voglio fare una premessa di metodo. Io ho sempre sostenuto e continuerò a sostenere e mi adopererò perché il Consiglio regionale del Veneto, questa Assemblea legislativa del popolo veneto, possa sempre migliorare il suo lavoro di produzione normativa, ricorrendo tutte le volte in cui è possibile ai testi unici cioè attesti, diciamo, che siano facilmente fruibili dai cittadini che evitino leggine, come quella che, mio malgrado, sono costretto a presentare oggi, quindi sono lieto di presentarla per sostenere che non bisognerà mai più fare interventi normativi di questo tipo, cioè specifici per risolvere questioni burocratiche e che, quindi, si debba lavorare sui testi fondamentali. In questo caso il testo di riferimento sul quale interveniamo è la legge del 2003, la numero 15 del 2003, sulla quale questa leggina, chiamiamola così, si inserisce proprio perché quella legge non è stata pensata e non è stata strutturata nella sua articolazione con una visione come poteva essere fatta, per evitare quello che oggi, in via emendativa e migliorativa, siamo costretti e chiamati a fare, quindi io faccio il relatore di questa legge solo allo scopo di evitare che in futuro ci siano altre situazioni analoghe.
Che cosa dice questa proposta di legge? Preliminarmente devo ringraziare la collega Morena Martini, che con me la sottoscrive, che ha collaborato anche sostituendomi in sede di Commissione, in un’importante fase illustrativa, poi ringrazio tutti i colleghi che si sono prodigati, tra l’altro anche dell’opposizione. Ricordo, tra tutti, Paolo Galeano, che ha detto delle cose da me condivise e anticipo che gli stessi emendamenti che ho visto già presentati dalla correlatrice mi vedono d’accordo, per le ragioni che ho anticipato come premessa.
Non dovremmo mai trovarci nella condizione, come siamo oggi, di fare delle leggine, però c’è un dato di fatto operativo: questo problema probabilmente poteva, secondo taluno, essere risolto anche in via amministrativa, con un atto amministrativo, però mancando sufficienti riferimenti di norma della legge fondamentale, gli amministratori, ovviamente, si guardano bene dall’assumere responsabilità senza la copertura della norma specifica.
Abbiamo quindi proposto per casi limitati, per valori modesti, in un’unica soluzione, in un caso soltanto relativo a pagamenti che devono essere eseguiti in un’annualità, la possibilità che la Giunta regionale possa intervenire con un provvedimento, senza costi aggiuntivi rispetto alle opere che sono già in programma, per superare, per esempio, eccezioni relative all’aumento dei costi per una parte delle opere oppure a interventi che si sono manifestati per ragioni di sicurezza, non inizialmente previsti, allo scopo di completare l’opera.
La mancanza di questa legge andrebbe a bloccare lavori che sono già in corso, perché a questo si riferisce, e che hanno bisogno di essere liberati da procedure burocratiche legittime, ma che purtroppo vanno a rallentare o addirittura a non consentire il corretto e tempestivo completamento delle opere medesime.
Chiedo, quindi, che il Consiglio valuti positivamente questa proposta di legge, tenendo conto anche della rilevanza delle considerazioni fatte - ripeto - dal collega Galeano in sede di Commissione e del contenuto degli emendamenti della correlatrice, che io inviterei ‒ anticipo, quindi, Presidente, già una considerazione su questo aspetto ‒ la collega a ritirarli, perché possono essere portati in emendamento alla legge base, alla legge n. 15 del 2003. Così cominciamo a migliorare le leggi, senza fare leggine ad hoc che ‒ lo ripeto ‒ rischiano di complicare magari in futuro la vita della nostra Amministrazione e di rendere meno facile per i cittadini la comprensione di queste iniziative.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliera Luisetto, prego. Le diamo già un compito: rispondere anche a questa proposta. Grazie.
Speaker : Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente. Parto dalle considerazioni che ha fatto il consigliere Morosin. Il tema di cui parliamo è un tema importante per il territorio, ovvero la tutela e la valorizzazione delle “Città murate” del Veneto, un patrimonio storico, architettonico e culturale che rappresenta una parte significativa dell’identità delle nostre comunità. Mura, bastioni e fortificazioni caratterizzano tantissimi centri storici e non sono soltanto testimonianze del passato, ma raccontano la storia delle nostre città e contribuiscono alla loro attrattività culturale e turistica. Custodire questo patrimonio significa anche mettere i Comuni nelle condizioni di poterlo fare e spesso sono condizioni che implicano oneri economici, responsabilità e costi davvero impegnativi per poter conservare, manutenere e mettere in sicurezza questi beni. Ed è da questa consapevolezza che partiamo nel comprendere le finalità della proposta di legge presentata dai colleghi Morosin e Martini: rendere più rapidi e fruibili queste risorse in questo frangente, limitando questa fruibilità a una sola annualità.
Sappiamo quanto le procedure amministrative possano incidere sulla capacità dei Comuni di realizzare gli interventi e quanto sia importante evitare che le risorse già disponibili rimangano inutilizzate per difficoltà burocratiche. Ed è questo il motivo per cui abbiamo presentato questi emendamenti: riteniamo che il testo licenziato presenti criticità che meritano attenzione. In parte le ha già dette lo stesso consigliere Morosin con un’operazione di trasparenza e di autovalutazione del provvedimento che porta. Il primo elemento riguarda la portata delle deroghe introdotte rispetto alla legge regionale n. 15 del 2003. Infatti, l’articolo 1 del progetto deroga agli articoli 3, 4 e 5 della legge vigente, che rappresentano una parte essenziale dell’impianto. Non si tratta, infatti, di alleggerire soltanto una questione burocratica, ma vengono meno una serie di aspetti: il parere della Commissione consiliare sulle modalità di assegnazione dei contributi, la valutazione tecnica, economica e culturale della Commissione tecnica regionale, la previsione dello studio di fattibilità accompagnata dalle analisi storiche, artistiche, architettoniche e paesaggistiche, il limite massimo del 70% della spesa ammissibile e le modalità di controllo sulla realizzazione degli interventi. Quindi, sostanzialmente stiamo svuotando il senso di quella legge nell’applicazione, è un cambiamento significativo che, dicevamo, modifica tempi, ma anche strumenti attraverso i quali la Regione garantisce qualità di interventi e correttezza dell’impiego delle risorse.
Il punto è capire fino a dove ci possiamo spingere per semplificare, indebolendo garanzie, perché se rendere più semplice una procedura è un obiettivo condivisibile, eliminare contemporaneamente criteri, limiti e controlli, senza prevedere strumenti alternativi rischia di produrre un risultato diverso da quello che auspichiamo.
Questo è particolarmente delicato quando parliamo di risorse pubbliche limitate e di un patrimonio storico che richiede competenze, attenzione e interventi di qualità. C’è poi la questione del ruolo del Consiglio e della Commissione: non chiediamo di introdurre ulteriori ostacoli, né di rallentare l’attività amministrativa, ma di mantenere un punto di equilibrio tra le necessità di rapidità delle decisioni e il ruolo di indirizzo e controllo che compete all’Assemblea legislativa.
Per questo riteniamo utile, e per questo abbiamo presentato gli emendamenti, tornare a prevedere un parere della Commissione sulle modalità di assegnazione dei contributi da esprimere in tempi, per quanto brevi, ragionevoli: una soluzione che permetterebbe di salvaguardare il confronto istituzionale senza compromettere la tempestività dei finanziamenti.
Sottolineo anche, rispetto alle premesse, quindi il venir meno del 70% previsto dalla legge del 2003, che quando i finanziamenti sono limitati, se non definiamo regole, rischiamo davvero di fare confusione.
Dobbiamo garantire che tutti i Comuni interessati possano concorrere alle stesse condizioni, e che la selezione degli interventi avvenga sulla base di criteri oggettivi, pubblici e verificabili. Non crediamo utile e corretto che sia solo la discrezionalità della Giunta a decidere, proprio per tutelare gli enti locali.
Ci sono dunque tutti gli aspetti di cui ho detto in premessa. Un altro aspetto riguarda, ad esempio, gli interventi avviati. Sappiamo che numerose amministrazioni si sono trovate negli ultimi anni a fare i conti con l’aumento dei costi dei materiali e del lavoro, con la necessità di rivedere progetti e quadri economici, con difficoltà nel completare le opere. Riteniamo necessario quindi chiarire la possibilità di sostenere anche interventi già destinatari di finanziamenti regionali, quando emergano maggiori, documentati costi legati a variazioni e ad incrementi dei prezzi.
Sarebbe paradossale, e questo lo dico anche nella prospettiva in cui si è messo il consigliere Morosin, introdurre una norma per accelerare l’utilizzo delle risorse e lasciare senza risposta quei Comuni che hanno già avviato interventi di recupero e valorizzazione del patrimonio.
In generale, questa procedura straordinaria comprendo che possa essere utile per utilizzare le risorse disponibili in questo esercizio finanziario, però - lo sottolineo e lo ribadirò se affronteremo una revisione della legge più ampia - non può diventare il modo ordinario attraverso il quale la Regione sostiene la tutela delle città murate.
Il rischio è che, attraverso la scelta di prevedere stanziamenti annuali anziché pluriennali, si finisca per ricorrere sistematicamente alla deroga, svuotando l’impianto della norma originaria. Questo sarebbe un problema, perché la tutela del patrimonio ha bisogno di programmazione.
Chiudo, dicendo che le prospettive che abbiamo posto, anche se accolgo l’auspicio a lavorare su una legge più ampia, le porrei al voto, perché rimangano come elemento per la prospettiva futura di ragionamento e di discussione. So che il parere è negativo e accolgo molto volentieri la proposta di ripresentarla in un disegno più organico, ho piacere che restino, perché sono elementi che riportano alla centralità della Commissione il ruolo e i limiti all’interno dei quali stanziare le risorse e dei criteri che riteniamo possano essere ripresi.
Crediamo che la Regione debba assumersi fino in fondo la responsabilità di sostenere questo patrimonio, superando una logica di finanziamenti episodici e costruendo una programmazione stabile.
Le città murate raccontano la storia delle nostre comunità, ma la loro conservazione riguarda il futuro dei territori e la qualità dei luoghi, che consegneremo in eredità. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Non vedo iscrizioni, quindi, se siete d’accordo, proporrei il voto dell’articolato.
Articolo 1. C’è l’emendamento n.1 della consigliera Luisetto, quindi votiamo l’emendamento della consigliera Luisetto.
Non facciamo confusione.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
L’emendamento è respinto.
Votiamo l’articolo 1.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
L’articolo 1 è approvato.
Articolo 2. Emendamento Luisetto.
Si vota l’emendamento Luisetto. È chiusa la votazione.
È respinto.
Votiamo l’articolo 2.
Fate attenzione che andiamo veloci: articolo 2.
È chiusa la votazione.
È approvato.
Articolo 3.
È chiusa la votazione.
È approvato.
Articolo 4.
È chiusa la votazione.
È approvato.
Dichiarazioni di voto ce ne sono? Grazie.
Voto finale.
È approvato il provvedimento.
Grazie, Consiglieri. Ci vediamo al prossimo Consiglio. Grazie mille.
Volete fare il Corecom? Lo facciamo.
Fermi un attimo: il Corecom lo possiamo fare, però tra gentiluomini. Facciamo il provvedimento velocemente. Se qualcuno ha in mente di fare filibustering sul Corecom lo rimando un’altra volta.
Punto n. 12. Consiglio molto produttivo oggi. Attenzione che facciamo veloci. Programma di attività del Comitato regionale per le Comunicazioni del Veneto (CORECOM) per l’anno 2027 (Proposta di deliberazione).
Prego al relatore, che non c’è. Consigliere Tomaello. Acquisiamo agli atti la relazione.
Correlatore, consigliere Szumski. Prego.
Speaker : Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
Cercherò di essere sintetico.
Speaker : PRESIDENTE
Scusi, Consigliere. C’è un consulto qui. Ma non c’è un sostituto del relatore?
Apprezziamo l’impegno del consigliere Szumski, che è a disposizione, ma il consigliere Tomaello dove è andato? che io non ho detto che non si faceva questo punto. Avevo detto che si faceva, non è una novità la trattazione.
Se vogliamo fare i super efficienti, la Prima Commissione si riunisce in un secondo, nomina un relatore e la chiudiamo.
Non muovetevi, un minuto.
Per favore, fatela formale: andate di là in tre secondi.
Speaker : Matteo PRESSI (Stefani Presidente)
Grazie, Presidente.
Il punto all’ordine del giorno è la proposta di approvazione del programma delle attività del CORECOM per il prossimo anno, è un programma che si rifà in gran parte in termini di prosecuzione rispetto agli indirizzi che erano già stati adottati lo scorso anno, quindi si propone di proseguire in questo tipo di attività.
Ovviamente, viene implementata l’attività di conciliazione davanti al CORECOM per quanto riguarda tutte le controversie in materia di comunicazioni, quindi il cardine è quello della telefonia, dove abbiamo numeri in crescita per quanto riguarda le conciliazioni e il CORECOM si propone di continuare e migliorare questa attività, che fa risparmiare anche delle risorse ai cittadini, perché non li obbliga ad adire le vie legali per ottenere la composizione della controversia, anzi permette loro di guadagnare molto spesso dei risarcimenti.
Mi soffermo poi su un tema a mio avviso molto importante, molto condiviso anche all’interno di quest’Aula, visti i numerosi interventi che ci sono stati su questo tema anche in occasioni precedenti, che è la sensibilizzazione e la lotta al cyber bullismo attraverso l’attività di implementazione della piattaforma Media Education del CORECOM sviluppata assieme all’Agcom, l’Autorità dalla quale il CORECOM funzionalmente dipende, che credo sia da valorizzare. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, Presidente.
Prego, il correlatore, consigliere Szumski.
Speaker : Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
Signor Presidente, colleghe e colleghi, la comunicazione o meglio le comunicazioni appaiono sempre più fuori controllo, oppure totalmente sotto controllo. È una provocazione, naturalmente, ma credo che descriva una questione sulla quale dovremmo riflettere con attenzione, quando parliamo del ruolo e delle funzioni del CORECOM.
Oggi siamo immersi in un sistema di comunicazione estremamente articolato: televisione, radio, giornali, piattaforme digitali, social network. Le informazioni circolano in continuazione, raggiungono ogni angolo della nostra vita e contribuiscono a formare opinioni e orientamenti e, inevitabilmente, anche le nostre scelte, ma la quantità di comunicazione non coincide necessariamente con la pluralità dell’informazione e avere tanti canali a disposizione non significa automaticamente avere tante voci che riescano a farci ascoltare.
È proprio su questo punto che vorrei soffermarmi, partendo da una questione che considero centrale: il pluralismo. Se osserviamo il panorama delle informazioni, non possiamo non notare come l’attenzione di giornali, radio e televisioni si concetti spesso su un numero relativamente ristretto di protagonisti, di soggetti politici, di personaggi e di argomenti, i cosiddetti "soliti noti".
Non è una questione che riguarda soltanto la politica, anche nella rappresentazione della società, delle comunità, dello sport, delle associazioni, delle tante realtà che animano il nostro territorio non sempre troviamo una rappresentazione altrettanto ampia e articolata, e vorrei richiamare a questo proposito un dato che riguarda anche la nostra esperienza in quest’Aula, la presenza stessa di Resistere Veneto in Consiglio regionale come terza forza eletta, al di là delle dimensioni numeriche del gruppo, è una testimonianza concreta di una domanda di rappresentanza che esiste nella società e che merita di essere ascoltata. In un quadro politico caratterizzato dalla forza del consolidamento dei due grandi blocchi, quello di centrodestra e quello di centrosinistra, i cittadini hanno scelto di dare spazio anche a una voce diversa. Non sta a me stabilire se le posizioni che rappresentiamo siano minoritarie nei numeri o piuttosto nella capacità di trovare spazi e occasioni per esprimersi. So, però, che esistono perché qualcuno ci ha votato, ci ha sostenuto e ci ha chiesto di portarle qui. Se oggi posso parlare da questo scranno è grazie a quelle persone, poche o tante che siano. Siamo stati, peraltro, l’unica forza politica a presentarsi alle elezioni, dovendo raccogliere le firme per poter partecipare. Non lo dico per attribuirci un merito particolare, né per chiedere un trattamento di favore, lo dico perché il pluralismo si misura proprio nella capacità di riconoscere che la società è più articolata nelle sue rappresentazioni politiche più consolidate.
Questo è un elemento su cui il sistema dell’informazione deve interrogarsi seriamente e quindi, siccome non abbiamo avuto un’esperienza, da questo punto di vista, e vado anche a sintetizzare, ottimale con alcune esclusioni e anche con delle risposte, penso al dibattito che c’è stato a Venezia, dove una testata giornalistica ha ritenuto di rispondere che invita chi vuole in un dibattito. Io credo che tutti debbano essere invitati in un dibattito, poi chiaramente avranno maggior valore o valenza, lo decideranno i cittadini o le caratteristiche delle informazioni che potranno dare.
La par condicio e la vigilanza sul sistema dell’informazione rimane fondamentale. Il pluralismo è un principio che dovrebbe accompagnare costantemente il sistema dell’informazione. L’accesso alla programmazione RAI non è conosciuto perché le domande che abbiamo visto sono minoritarie, quindi bisognerebbe diffondere anche la conoscenza di quello che è possibile avere non solamente come rappresentanze politiche, ma anche come associazioni, mondo della cultura, dell’impresa e che ci sia quindi anche una consulenza da questo punto di vista per permettere che queste opportunità non rimangano a disposizione di minoritarie rappresentanze, nel senso di meno persone che possono saperlo.
Chiaramente è importante, è stato anche detto, la tutela e il supporto dei cittadini, soprattutto nei contenziosi. Noi aggiungiamo media education, cyberbullismo, una questione importante. Dovrebbe anche essere costruita non solo nel vietare ai giovani, ma educarli partendo da lontano anche all’accesso. Non è che mandiamo Cappuccetto Rosso nel bosco sapendo che c’è il lupo. I genitori dicono di non andare nel bosco. Qualcuno manda Cappuccetto Rosso nel bosco, che è quello della complicanza digitale. Quindi, dovremmo, da questo punto di vista, cercare di rafforzare anche questo.
Poi c’è la tutela del diritto di rettifica. Non vorrei avere il titolone grande e poi la rettifica, come sempre, che non si riesce a trovare in fondo alle pagine. Poi ‒ e vado a chiudere ‒ anche alla tutela del consumatore nelle telecomunicazioni. Siamo tutti oberati da 100.000 telefonate che arrivano a rompere le scatole: lo posso dire tranquillamente. Quindi, su questo qualche ragionamento dovremmo farlo.
Detto questo, senza nulla avere sul nuovo Comitato che va a insediarsi, staremo a vedere, perché non è che può riprendere esattamente, ma vorremmo vedere una modifica nei comportamenti, e per questo ci asteniamo poi nella votazione.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie.
Consigliere Cunegato, prego.
Speaker : Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie. Io ho un intervento di un’ora e quaranta minuti. A parte gli scherzi, vorrei fare una velocissima considerazione vista l’ora, altrimenti mi sarei soffermato di più. Concordo su quanto ha detto il consigliere Szumski sull’importanza dell’istituzione che dovrebbe vigilare sul pluralismo e sulla par condicio. Faccio una riflessione brevissima. Come il consigliere Szumski ha detto rapidamente, c’è un pezzo importante di cui si occupa il Corecom, che è la media education, vale a dire l’educazione digitale. Ne abbiamo parlato in parte all’inizio di questa giornata. Voglio condividere con voi alcuni dati, che dal mio punto di vista sono un po’ inquietanti, che sono stati diramati dall’Osservatorio scientifico sull’educazione digitale. In Veneto il 45% dei bambini ha un telefono prima dei dieci anni, ripeto, prima dei dieci anni, in Italia siamo al 42,5%. Voi capite che qua c’è qualcosa che non va forse nell’educazione dei genitori. Il problema dell’accesso e dell’iper connessione non è solo relativo a quello che un bambino fa, ma soprattutto a quello che non fa, ovvero tutte quelle esperienze fisiche e motorie, ma anche di ascolto di cui vengono privati. Spesso siamo arrivati a usare il cellulare come a un ciuccio, un ciuccio digitale. Quindi, tutti questi bambini, di fatto, rischiano di avere delle esperienze che distorcono i processi cognitivi e diminuiscono la possibilità di sviluppare relazioni socio-emotive. Ricordo sempre che la comunicazione per il 93% è comunicazione non verbale, quella fatta di sguardi e sorrisi. Abbiamo trentatré muscoli nel volto e para verbale come uso della voce solo il 7% è quello che dico.
Se io sviluppo una comunicazione tutta mediata da schermi e non faccio esperienze dirette di relazione, non sviluppo quella comunicazione non verbale e para verbale in cui si gioca la relazione stessa e questo genera tutti quei problemi – credo - anche di salute mentale di cui parlavo.
Ecco perché ricordo con simpatia la t-shirt che portava un motoraro che andava in giro in moto con me a Padova, su cui era scritto "meno internet, più cabernet", non per un elogio all’alcolismo, ma per un elogio della socialità vis-à-vis.
Velocemente, concludo con i dati: il 45% prima dei 10 anni, 30,3% 10-11 anni, cioè il 75% dei bambini veneti ha già il telefono, tre su quattro hanno già il telefono ad 11 anni.
Cosa voglio dire velocissimamente? Sono andato a vedere cosa fa il CORECOM, fa qualche intervento che però è sporadico, invece ci sono altre Regioni, come la Toscana, in cui c’è una regia del CORECOM e si arriva addirittura a conferire un patentino digitale.
Rinnovo la mia stima per quanto aveva detto Szumski, cioè il tema della par condicio e del pluralismo, che ovviamente in Veneto, con un potere radicato da sempre, non è facile garantire, perché ovviamente un potere che c’è da sempre occupa tutti gli spazi e per questo sarebbe importante l’alternanza e la prossima volta vinceremo.
Anche il tema della Media Education credo che vada messo al centro, che vadano fatti degli investimenti seri e che il CORECOM debba progettare degli interventi con una regia unitaria, perché credo che su questo si giochi veramente, dal punto di vista pedagogico ed educativo, un aspetto fondamentale della crescita dei bambini, dei ragazzi e quindi dei cittadini di domani.
Speaker : PRESIDENTE
Grazie, consigliere.
Non vedo altri iscritti, quindi potremmo passare, se siete d’accordo, direttamente alla votazione.
C’erano anche le dichiarazioni di voto, quindi grazie per aver accettato una proposta.
È aperta la votazione.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Il provvedimento approvato.
Grazie per l’impegno, il Consiglio oggi ha prodotto veramente tanto. Grazie e buona serata.
