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CONTATTACI
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Buonasera a tutti. Buonasera al Sindaco, agli assessori, ai consiglieri, ai dirigenti presenti, alla stampa, a chi ci segue da casa.
Chiedo gentilmente alla dottoressa Colaiezzi di procedere con l’appello.
Prego, dottoressa.
Speaker : SEGRETARIO COMUNALE COLAIEZZI MARIELLA:
Buonasera.
PAOLINI FILIPPO: presente
ARUFFO RITA TERESA: presente
BENDOTTI DORA: assente
BENINTENDI PAOLO:
CAPORALE DAVIDE LORIS: assente
CAPORRELLA EUGENIO: presente
CICCOCIOPPO CARLO: presente
COTELLESSA PIERO: presente
DELL’ANNA GIACOMO: presente
DE RENTIIS FERNANDO: presente
DI BUCCHIANICO GABRIELE: presente
DI DIEGO ENZO: presente
DI LORETO DALILA: presente
DI NOLA RICCARDO: presente
D’INTINO GIANLUCA: presente
FURIA SERGIO: presente
GALATI LORENZO: assente
LA SCALA MICHELE: presente
LUCIANI GIUSEPPE: presente
MARONGIU LEO: presente
MEMMO PAOLA: assente
MISCIA MARUSCA: presente
SCIARRETTA GEMMA: presente
TOROSANTUCCI DONATO: presente
VERNA GIACINTO: presente
Passiamo agli assessori:
AMOROSO CINZIA: assente
BOMBA PAOLO: presente
DI CAMPLI GRAZIELLA: presente
PALMIERI ANGELO: presente
PAOLUCCI TONIA: presente
RANIERI DANILO: presente
TROILO MARIA IDA: presente
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, dottoressa.
Procediamo con la nomina degli scrutatori: Gabriele Di Bucchianico, Giacomo Dell’Anna e Leo Marongiu.
Possiamo procedere con il primo punto all’ordine del giorno.
“Approvazione verbali sedute consiliari del 25 e 26 febbraio e del 7 e 9 marzo 2026”.
Chi è favorevole alzi la mano? Chi è contrario? Chi si astiene?
Grazie.
Passiamo quindi al secondo punto all’ordine del giorno: “Interrogazioni e interpellanze”.
La prima interrogazione consiliare è stata presentata dai consiglieri di minoranza acquisita al protocollo comunale n. 20701 del 30 marzo 2026 inerente la presunta vendita dell’ex Istituto Gesù Bambino e le prospettive di utilizzo dell’immobile.
Illustra l’interrogazione la consigliera Aruffo. Prego.
Prego, consigliera.
Speaker : CONS. ARUFFO:
Buonasera a tutti, un saluto al Sindaco, ai consiglieri, a chi ci ascolta da casa e al pubblico.
L’interrogazione verte sulla presunta vendita dell’ex Istituto Gesù Bambino, e sulle prospettive future di utilizzo dell’immobile. Abbiamo appreso dalla stampa locale di interlocuzioni tra Amministrazione comunale e proprietà dell’ex Istituto Gesù Bambino, che era gestito dalle suore francescane, finalizzato ad una possibile acquisizione pubblica dell’immobile.
Di queste interlocuzioni vorremmo avere un quadro preciso, con le valutazioni tecniche, anche in relazione alla possibilità che era stata paventata di destinarlo a polo scolastico e formativo.
Successivamente, però, ci sembra di aver capito che il Comune di Lanciano ha rinunciato all’acquisto dell’immobile, quindi gli stessi organi di informazione hanno evidenziato l’interesse di soggetti privati all’acquisto. Volevamo avere delle notizie precise, se è già avvenuta la vendita a soggetti privati, quindi chiarimenti anche in merito al Consiglio comunale del 24 marzo, e se ci siano pratiche relative negli uffici e quale sia esattamente la linea politica e decisionale della Giunta, poiché riteniamo che questo sia un bene rilevante e di interesse per la città, sia sotto il profilo economico che sotto quello della conservazione di quello spazio, dove c’è anche una grande parte di verde, aule, ed era destinato proprio all’uso scolastico. Vorremmo quindi conoscere se ci sono state richieste di cambi di destinazione d’uso, quali sono le intenzioni future della Giunta, del Sindaco e le interlocuzioni.
Grazie. Aspettiamo una risposta.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie alla consigliera Aruffo.
La parola al Sindaco. Prego, Sindaco.
Speaker : SINDACO PAOLINI FILIPPO:
Buonasera a tutti, Presidente, assessore, consiglieri, chi ci ascolta e dirigenti, c’è anche l’avvocatessa Fantini.
Sto rispondendo io perché dopo la chiusura del Gesù Bambino che è avvenuta un paio d’anni fa, penso nel 2022-23 per mancanza di bambini, personalmente mi sono interessato subito all’eventuale acquisto, o perlomeno capire quale fosse la destinazione.
Ho interloquito con le suore prima locali, poi con quelle provinciali, quelle che vengono da Assisi, le quali però mi dicono di rivolgerci direttamente a Roma. Ho incontrato sia l’architetto, il tecnico che cura le attività delle suore, che è di Pescara, sia il commercialista di Chieti, che cura le attività delle suore. Con lui, prima di andare a Roma ho portato sul luogo e nell’immobile, accompagnato dall’architetto e dalle suore una serie di tecnici, compresi i tecnici del nostro Comune, per fare verificare se fosse possibile aprire una scuola.
Come voi sapete noi abbiamo necessità da sempre delle aule per la Don Milani – siamo ospiti della Provincia – abbiamo necessità delle aule per l’ITS perché, grazie a Dio, ha un grande successo. Quando è arrivata l’Università, il primo anno con 110 iscritti, avevamo necessità, per cui, mi sono mosso in questa direzione.
Con i tecnici strutturisti e facendo un giro lì dentro, dopo una verifica attenta dei documenti, perché molti documenti depositati presso il Genio civile non si trovano neanche più. I tecnici mi fanno presente che secondo loro, per poter aprire oggi, con le normative attuali, necessita di una ristrutturazione dal valore di 5-600 euro al metro quadro. Lì sono circa 7.000 metri quadri coperti, e 2.000 e qualche cosa scoperti, di area a verde. Per cui, fatti i conti… È facilissimo fare il conto.
Sulla base di questo, dopo aver interloquito con il dottor D’Antonio, vado a Roma a incontrare la Madre superiora, l’economa, preciso che l’economa del Gesù Bambino a Roma è anche l’economa del Vaticano; naturalmente non avrei mai preteso che ce lo donassero, però chiaramente ho detto che la nostra somma poteva essere sul milione, milione e mezzo di euro, ma da spalmare in qualche anno, perché altrimenti, come avete visto nel bilancio di previsione, noi facciamo 1,7-2 milioni di mutui, quindi non avremmo mai potuto comprarlo a una somma più alta. Ipotizzai anche un rent to buy per vedere se si poteva prendere in affitto, proprio perché abbiamo ancora oggi necessità di aule, non ultimo adesso, perché per finire l’Iconicella – correggimi, Paolo – dobbiamo spostare cinque aule che non sappiamo neanche dove mettere. Quanto al Giardino dei bimbi, non sappiamo come finire l’opera, perché mancano le aule dove trasferire i ragazzi.
In quella sede non trovammo un accordo, perché le suore, la Madre superiora mi fa presente che loro non possono donare, rendono conto ai loro referenti al Vaticano, quindi questo accordo è saltato. È saltato, tutto è rimasto in quel modo. Dopo un po’ di tempo, l’anno scorso, è venuta non subito la società, ma quelli che io chiamo i contractor di queste operazioni. Personalmente, ho detto che ero contrario, ne abbiamo parlato anche in maggioranza, di un’operazione immobiliare lì sopra. Però, naturalmente, non possiamo vietare ad un privato di avere rapporti con le suore. Questa società – posso dire pure qual è, perché chiaramente non è un segreto, la Molino S.r.l. con sede in Pescara, via Bardet 19, presenta al SUAP, non mi chiedete la data perché non riesco a vederla, ma comunque poche settimane fa, una richiesta di permesso di costruire per ristrutturazione edilizia con demolizione, ex istituto religioso scolastico.
Io mi faccio portare le carte al SUAP, e nel visionare le carte vedo che l’istanza viene fatto dalla società Molino come promissario acquirente, non come acquirente. Per cui, come voi mi insegnate, il promissario acquirente potrebbe portare avanti questa proposta, ma non potrebbe avere il permesso di costruire perché deve avere il proprietario.
Adesso (il protocollo è il n. 137 del 2026) il SUAP valuterà la domanda e faranno un riscontro. Non lo fanno ancora perché è capitato prima di Pasqua, quindi ancora non lo fanno, faranno un riscontro tecnico. l’incontro tecnico. Poi, se vi dovessi dire la mia, ma in questo momento il mio parere conta pochissimo, anzi zero, secondo me, in base a quello che scriveranno i tecnici, io sono per mantenere quella struttura così com’è. Ne avevamo parlato pure in maggioranza, non so chi se lo ricorda, in una nostra riunione, però bisogna capire se questo permesso di costruire può essere in automatico, per motivi tecnici urbanistici; altrimenti, bisogna fare una variante al piano regolatore.
Se fosse una variante al piano regolatore deve venire in Consiglio comunale. Personalmente, la mia idea l’ho detta, la ribadisco: secondo me quella struttura dovrebbe venire in proprietà al Comune, ma non la possiamo espropriare. Se non dovesse andare in porto questa operazione del privato, se gli amici sono d’accordo, tornerei alla carica con le suore, perché gettare a terra la storia della nostra città, costruita tra l’altro con i soldi dei cittadini, diciamolo chiaramente, offerte negli anni 70, negli anni 80, per la comunità di San Pietro, quella è stata sempre un punto… Marusca che ci gravita sa benissimo quanto sia importante per una struttura: sala convegni, aule a non finire, camere con letti, teatro, chiesa, di tutto. Personalmente quindi sarei contrario.
Però, naturalmente, se dovesse venire in Consiglio comunale, il Consiglio comunale è sovrano.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, Sindaco.
La parola torna alla consigliera Aruffo, prego.
Speaker : CONS. ARUFFO:
Io credo che anche un intervento politico su una operazione economica di questo tipo potrebbe essere rilevante, e potrebbe essere, non ce lo nascondiamo, uno strumento ulteriore di pressione, anche attraverso il coinvolgimento di tutto il Consiglio comunale, prima che venga, però… Potremmo fare questo tipo di operazione tutti insieme, perché noi abbiamo il timore che poi, una volta che ci sia un cambio di destinazione d’uso, e su questo però non mi avete risposto, cioè, come la vedete? Siete unanimi, se ci dovesse essere un cambio di destinazione d’uso rilevante? Perché poi lì verrebbe chiesto a noi, Consiglio comunale, di prendere una posizione determinata.
Noi siamo avvocati e sappiamo quanto è importante anche prepararci a certe situazioni e scenari in maniera compatta, e anche quello potrebbe essere un modo, nell’eventualità in cui non andasse in porto. Certo, desta una certa preoccupazione che ci sia già un cambio di destinazione al SUAP, perché poi non sappiamo, magari la domanda è congiunta, promittente, sarebbe da vedere.
Però… promissario acquirente. Noi pensiamo che potrebbe essere una buona cosa fare una riunione tutti insieme, magari convocando anche i vertici, vedendo se sul piatto c’è qualcosa in ordine… So che ci sono nuove possibilità sui bandi, magari partenariato, però penso che una volontà politica debba emergere, comune, al di là degli incontri singoli, quindi la auspico e la auspichiamo noi tutti. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie.
Do di nuovo la parola al Sindaco, perché prima ho dimenticato un passaggio. Prego.
Speaker : SINDACO PAOLINI FILIPPO:
Chiedo scusa, non è previsto sulla mozione, però condivido pienamente. Chiaramente, ho detto prima di quella della storia della città. Quando ci sarà la relazione che faranno i tecnici del SUAP, chiaramente, la leggerete tutti quanti, non c’è problema.
Volevo soltanto chiarire che sui giornali erroneamente è uscito un interessamento dell’Università all’acquisto. Non è vero assolutamente nulla, ho parlato col Rettore, ho parlato col professor Di Salvatore: non hanno alcun interesse a comprare quell’immobile, però sul giornale è uscito, quindi mi sentivo di precisarlo.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, Sindaco.
Possiamo passare alla seconda interrogazione consiliare presentata dai consiglieri Cotellessa, Marongiu, Miscia e Aruffo, acquisita al protocollo comunale n. 25591 del 22 aprile 2024, riguardante “Il funzionamento degli ascensori del lotto 2 bis del cimitero di Lanciano Centro urbano”.
Illustra l’interrogazione il consigliere Cotellessa. Prego, consigliere.
Speaker : CONS. COTELLESSA:
Grazie, Presidente.
Da diversi mesi più cittadini ci hanno detto di chiedere le motivazioni e i tempi di ripristino del funzionamento degli ascensori del lotto 2 bis del cimitero urbano di via della Pace. Come sapete, infatti, la struttura è un ipogeo di tre piani. Molte persone anziane, o con difficoltà di deambulazione, trovano difficile la risalita una volta scesi all’ultimo piano del nuovo cimitero.
Dato che c’è anche un cartello affisso nella struttura, tanto è il tempo che gli ascensori sono guasti, volevamo sapere quali sono… C’era stata anche una risposta sui giornali da parte del Presidente dell’Anxam, che stavano provvedendo e sono passati ulteriori due mesi. Volevamo sapere se sappiamo già una data per il ripristino del funzionamento di questi ascensori, e se c’è eventualmente un contenzioso tra la ditta che si occupa della manutenzione, dell’installazione degli ascensori e la stesa Anxam che ha in gestione la struttura cimiteriale.
Questo perché, ripeto, il lotto 2 bis, che ha avuto una vita un po’ travagliata fin dall’inizio, una storia lunga è un complesso molto grande all’interno del cimitero, quindi sicuramente ci sono sepolti centinaia e centinaia di familiari dei nostri concittadini. È un’opera che… Il funzionamento di questi ascensori non riguarda pochi cittadini, ma tanti, quindi sicuramente sono diverse le famiglie, le persone interessate al loro ripristino.
Volevamo avere qualche notizia in più e qualche certezza anche da riferire ai cittadini, tramite le risposte della Giunta e quello che si potrà poi dire sui giornali di questa vicenda.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, consigliere Cotellessa.
Risponde all’interrogazione l’assessore Bomba.
Prego, assessore.
Speaker : ASS. BOMBA:
Grazie, Presidente, buonasera a tutti i consiglieri, al Sindaco, alla Giunta, al pubblico che ci segue da casa e a chi è presente qui, nella sala consiliare.
Innanzitutto, il problema dell’ascensore nel lotto 2 bis è un problema che conosciamo bene, ma mi preme, per rispondere anche all’interrogazione, fare un excursus di quando è entrato in funzione l’ascensore e delle problematiche che si sono ingenerate subito dopo la messa in funzione.
Dalla documentazione rinvenuta, gli ascensori sono stati messi in esercizio alla fine del 2017. Fin da subito si sono verificate numerose anomalie che hanno comportato un susseguirsi di interruzioni e malfunzionamenti.
Agli atti degli uffici Anxam, così come a quelli del Comune, non risulta che siano state mai effettuate contestazioni alla società che ha curato la fornitura e l’installazione degli ascensori del blocco 2 bis.
Al fine di porre rimedio ad una situazione francamente insostenibile, e vista l’impossibilità di effettuare una manutenzione ordinaria dalla ditta che era già stata incaricata della manutenzione di tutti gli impianti del cimitero (Di Florio), con atto del 23.7.2024 l’Anxam ha affidato alla Accord Ascensori di San Giovanni Teatino la manutenzione straordinaria di un ascensore al costo di 6.900 euro.
L’ascensore è stato dunque rimesso in esercizio alla fine del 2024, ma nonostante il costoso intervento, ha continuato a subire notevoli disservizi con ulteriori interventi eseguiti dalla Accord. Nonostante ciò, per motivi di sicurezza, entrambi gli ascensori sono stati fermati nel dicembre 2025 per consentire alla Accord di risolvere il problema in maniera definitiva.
In data odierna è pervenuta una comunicazione, da parte della Accord ascensori che ci informa della necessità della sostituzione di un componente (della puleggia, esattamente) da realizzare appositamente per quel modello di ascensore. I tecnici hanno assicurato a tal proposito che la problematica sarà risolta entro fine maggio.
Alla luce della documentazione acquisita, appare chiaro che il cattivo funzionamento dell’ascensore è dovuto soprattutto a un difetto di fabbricazione. Questi pezzi sono stati cambiati più volte durante il periodo che abbiamo riassunto sinteticamente nella risposta all’interrogazione, e più volte il problema si è riverificato. Questa puleggia si consuma in continuazione, evidentemente c’è uno slittamento dei cavi che girano intorno alla puleggia che erode il materiale che compone la puleggia. Di conseguenza c’è la necessità di cambiare tutto il pezzo, quindi dovrà essere rifatto, ordinato, rifabbricato e rimesso in opera. La società, con una mail che ha mandato all’Anxam nei giorni scorsi ha assicurato che occorreranno tre o quattro settimane per la consegna, e poi per la posa in opera definitiva. Ci auguriamo anche che con questo ultimo intervento il problema si risolva definitivamente.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, assessore Bomba.
La parola al consigliere Cotellessa, prego.
Speaker : CONS. COTELLESSA:
Grazie, assessore.
Speriamo che questa volta questo termine, questa data possa essere rispettata, le altre volte siamo stati meno fortunati.
Vorremmo anche acquisire agli atti questa documentazione in possesso dell’assessore, se può essere inviata prossimamente a tutti i consiglieri, sia di maggioranza che di minoranza.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, consigliere Cotellessa.
Passiamo quindi all’ultima interpellanza presentata dai consiglieri Miscia, Cotellessa, Aruffo e Marongiu, acquisita al protocollo comunale n. 25607 del 22 aprile 2026 ad oggetto “Accordo Anxam-Cisl. Sconto per gli iscritti al sindacato”.
La parola per illustrare l’interpellanza, alla consigliera Miscia. Prego.
Speaker : CONS. MISCIA:
Buonasera a tutti, buonasera al Sindaco, agli assessori, ai consiglieri, e a tutti i cittadini collegati e presenti qui in Consiglio comunale.
Questa interpellanza nasce dalla voce di alcuni cittadini che ci hanno chiesto delucidazioni in merito a una misura sicuramente lodevole nell’intuizione, perché questa convenzione tra Cisl e farmacie comunali risponde all’esigenza di sostenere una categoria, la categoria dei pensionati, quindi prevedendo una scontistica su alcuni prodotti da banco.
Premettiamo, ripeto, che l’iniziativa è sicuramente lodevole da parte della Cisl, del sindacato che ha proposto questa misura. Tuttavia, riteniamo che essendo l’Anxam una società partecipata per oltre il 98 per cento dal Comune, questa iniziativa non vada rivolta esclusivamente a una parte dei pensionati, altrimenti diventa una misura discriminante e che vada invece rivolta ad una platea più ampia.
Per questo ci chiediamo, e vogliamo interrogare, interpellare il Sindaco, sulle motivazioni di questa convenzione, così come concepita, e sulla possibilità, sull’eventualità di allargare la scontistica a tutta la categoria dei pensionati che sicuramente apprezzerebbero ulteriormente l’iniziativa.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie.
La parola al Sindaco. Prego, Sindaco.
Speaker : SINDACO PAOLINI FILIPPO:
Preciso che questo accordo tra CISL, pensionati e farmacia è stata fatta su iniziativa della CISL, non su iniziativa della farmacia. Però il 20 aprile, a seguito di questo, naturalmente, le altre due sigle sindacali UIL e CGIL si sono mosse ascoltando anche la CISL, che aveva già sottoscritto l’accordo. L’accordo con la CISL prevedeva una scontistica, naturalmente per i prodotti da banco, come precisato, sui farmaci non si possono fare sconti.
Quindi, in data 20 aprile 2026, con una nota congiunta CGIL, CISL e UIL Pensionati chiedono che la convenzione di CISL Pensionati venga estesa anche a CGIL e UIL.
Naturalmente, a questo punto, ieri in Assemblea – sono stato in Assemblea per votare il bilancio –ho precisato che sarebbe opportuno estenderla a tutti i pensionati, perché non potremmo dire ai pensionati sì solo per quelli che sono iscritti a CGIL, CISL e UIL.
Il CdA, quando sono andato via, nella seduta di ieri, ha accolto la proposta, quindi la convenzione è stata aperta a tutti i pensionati, qualsiasi iscritti o non iscritti.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, Sindaco.
La parola alla consigliera Miscia, prego.
Speaker : CONS. MISCIA:
Ringrazio il Sindaco per questa risposta e ringraziamo anche la CISL, quindi, per aver dato impulso a una misura che sicuramente andrà a vantaggio di tutta una categoria. Siamo assolutamente soddisfatti e speriamo che si dia notizia ulteriore di questa estensione. perché la prima notizia aveva destato un po’ di allarme nella categoria dei pensionati.
Grazie, Sindaco.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie.
Passiamo quindi al terzo punto, all’ordine del giorno. È una mozione consiliare presentata dai consiglieri di minoranza acquisita al protocollo comunale n. 17528 del 16 marzo 2026, riguardante il “Sostegno al principio del libero consenso quale elemento centrale nella definizione dei reati di violenza sessuale e rafforzamento delle politiche locali di prevenzione e contrasto alla violenza maschile contro le donne”.
Illustra la mozione la consigliera Aruffo. Prego.
Speaker : CONS. ARUFFO:
Questa mozione che abbiamo già presentato da tempo è un argomento estremamente condiviso, quindi tengo a richiamare le persone e tutte le partecipazioni con le quali abbiamo costruito la mozione, quindi sia col nostro coordinamento di centrosinistra, nella persona di noi donne ma non solo, come vedete, è stata firmata e abbiamo tenuto a firmare come primi firmatari sia io che il consigliere Leo Marongiu, perché non può essere un tema relegato esclusivamente alla presentazione e promozione delle donne.
Ringrazio anche le altre donne del PD, Maria Giovanna Iovito, ringrazio l’ALP, che ha partecipato veramente con grande cuore. Vi richiamo di nuovo… L’ALP è l’Assemblea Lanciano per la Palestina, che ha una componente molto variegata. Si tratta di associazioni, di rappresentanti di assemblee studentesche, di lavoratori, di pensionati, anche di persone appartenenti a gruppi politici. Quindi ogni tema… Le riunioni sono molto fitte, molto dense, e questi temi sono molto, molto sentiti. È una rappresentanza, oggi ci ascolta, quindi tenevo tantissimo a ringraziare di questo lavoro, che non è semplicemente un lavoro, come si potrebbe pensare, da anime giovani o da studenti, ma è estremamente condiviso da varie componenti della città.
Tra l’altro, l’argomento, come sapete, è di stringente attualità. Oggi il Parlamento europeo nella sede di Strasburgo ha votato a maggioranza alla Commissione, una risoluzione perché ci sia una proposta legislativa comune in tutti gli Stati membri per la definizione di stupro, basata sull’assenza di consenso.
Vi chiedo quindi veramente di vagliare questa mozione, al di là di ogni recinto di partito, di sentimento singolare, si tratta di dare voce a un vero e proprio cambiamento culturale, alla base del quale chiaramente il consenso è elemento essenziale anche per dare al magistrato, a un tribunale, a una corte più alta, un elemento preciso al quale attenersi. Sappiamo che non è cosa da poco.
A tutte le donne presenti in Aula, ma non lo chiedo solo alle donne, faccio una domanda precisa, ce lo siamo dette tante volte: quante di loro non hanno subìto nel corso della loro vita una molestia, quanto sia stata sentita quasi come un fatto normale, quanto sia stata avvertita sulla pelle, magari nel mondo del lavoro, in un contesto completamente tranquillo, che le faceva essere tranquille rispetto a chi avevano attorno.
Si tratta quindi anche di manifestare questo cambiamento culturale. Vi chiedo di farlo al di là di quello… Vi ricordo, tra l’altro, che questa proposta era passata all’unanimità in Camera dei deputati; poi c’è stato l’emendamento della senatrice Bongiorno che ha ristabilito, anzi, potrebbe esserci quasi un aggravamento, perché togliere la nozione del consenso libero e attuale per porre qualcosa di più in una chiave diversa, pone di nuovo i magistrati nell’eventualità di quegli errori macroscopici, dei quali poi tutti ci scandalizziamo.
Noi pensiamo che siano veramente venuti il momento e la maturità per fare riflessioni condivise su questi punti, quindi vi chiedo di votarla non solo con convinzione – stavo concludendo –, non solo con cuore aperto, al di là di quelli che possono essere i dettami o le prese di posizioni degli schieramenti politici, ma con la convinzione di persone libere sulle scelte e sul campo.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie alla consigliera Aruffo.
Tenevo a specificare che non avevo tolto la parola, si era semplicemente spento.
La discussione è aperta, chi vuole si può prenotare. Andiamo avanti. Vedo prenotata la consigliera Memmo.
Prego, consigliera.
Speaker : CONS. MEMMO:
Grazie, Presidente, buonasera a tutti, Sindaco, Segretaria, colleghi consiglieri, assessori, e anche pubblico qui presente.
Oggi portiamo un’altra volta un tema importante, in questa Assise, un tema che al pari dei precedenti che abbiamo trattato, di risonanza sociale, merita il giusto dibattito, il giusto approfondimento, quindi io credo che si vada un po’ per le lunghe, perché è giusto fare luce e chiarezza su quello che sta facendo oggi l’Amministrazione da un lato e il Governo dall’altro.
Mi rivolgo a tutti, soprattutto ai colleghi di maggioranza. La mozione presentata oggi dalla minoranza, che ringrazio, e ringrazio la consigliera Aruffo perché è un tema a cui tengo in particolar modo, soprattutto perché il mio Gruppo di appartenenza, che è la Lega, si sta facendo promotore anche di quelle che sono le riforme normative in campo.
L’assessore Amoroso oggi è assente, e mi è stato consegnato l’arduo compito, oltre che l’onere, di far sapere un po’ a tutti quanti quello che è stato fatto sino ad oggi dall’Amministrazione, quindi, da quando questa maggioranza ha preso in mano il governo della città, quindi mi riferisco dall’anno 2021, quando orgogliosamente siamo entrati in questa Casa comunale, sino ad oggi.
La mozione chiede due cose ben distinte. Con una parte di mozione ci si rivolge all’Amministrazione e al Sindaco, a questa Giunta comunale affinché si faccia parte diligente nel prevenire fenomeni di tale importanza, nel monitorare fenomeni di tale importanza e nel cercare di essere costantemente accanto alle vittime di violenza. È giusto, giustissimo. Però non tiene conto di tutto ciò che sino ad oggi abbiamo fatto e stiamo facendo affinché queste richieste legittime, che noi abbiamo sempre portato sui tavoli di lavoro, vengano soddisfatte, non tiene conto. Sì, richiama la Convenzione di Istanbul, richiama la proposta che c’è al Governo, e sulla quale l’avvocato Bongiorno ha avuto l’esigenza di apportare delle giuste modifiche e integrazioni, oggetto di attuale dibattito; ma non tiene conto, e se c’è un sillogismo da seguire ne dovrebbe tener conto, di quelle che sono le premesse che non ci sono, che sono fondamentali, le premesse che impongono ad un’Amministrazione comunale di porre in essere determinate iniziative.
Perché dico questo? Perché nei lavori consegnati dall’assessore Cinzia Amoroso e dalla dirigente delle politiche sociali, io ho un dossier di iniziative cospicuo, poste in essere dal 2021 sino ad oggi, in materia di violenza contro le donne. Vi garantisco che se lo leggessi tutto, probabilmente veramente supereremmo la mezzanotte, quindi non lo leggo, eviterò in tutti i modi di leggerlo.
Però, questi punti che io in parte ripercorrerò anche per dare importanza e la giusta considerazione alle persone oggi qui presenti, e anche a quelle non presenti che ci stanno ascoltando, è giusto che un lavoro così massivo, così importante, così costante, di cui certo i giornali non parlano quotidianamente, venga messo in risalto.
Ci sono tanti progetti, tanti finanziamenti che abbiamo recepito, sia a livello nazionale che regionale, e ci sono iniziative poste proprio su questo territorio, e anche nell’ambito circondariale di cui Lanciano è ente capofila. Ve ne cito alcuni: progetto Nella Rete. Ogni anno viene finanziata per questo progetto una somma di 25.000 euro, destinata a cosa? Destinata ai laboratori nelle scuole superiori e ai centri di aggregazione giovanile (i CAG). Le attività. Parliamo dei laboratori, in maniera anche abbastanza succinta. Questi laboratori sono iniziati dal 2021. Attenzione: questi 25.000 euro non sono per tutto il progetto, sono per ogni anno, quindi noi già abbiamo usufruito di parte di queste somme.
Nell’ambito di questo progetto, Nella Rete, 20.000 euro vengono dati dalla Regione, 5.000 euro vengono finanziati dai Comuni aderenti. Cosa riguardano questi laboratori? Riguardano quello che oggi ci chiede la minoranza di fare. Come posso io dire: non lo abbiamo fatto fino ad oggi, se lo stiamo facendo dal 2021? Però capisco che la minoranza non può stare dietro a tutto quello che noi facciamo, perché veramente è difficile per noi, a volte, per i consiglieri di maggioranza, seguire tutto quello che viene posto in essere dall’assessorato, però lo dobbiamo sapere.
Nei laboratori delle scuole superiori vengono fatte costantemente attività di prevenzione di violenza di genere, realizzate nell’ambito del progetto Nella Rete. Sono attività che vengono espletate oggi. Da ultimo hanno aderito liceo classico, liceo artistico, liceo scientifico, Istituto De Titta-Fermi, in precedenza anche l’istituto De Vinci-De Gregorio. Ci sono questi laboratori, che si fanno periodicamente, educativi e strutturati con la partecipazione di tutti gli studenti aderenti.
Questi interventi hanno avuto come obiettivo principale la promozione della cultura, del rispetto, della parità, della consapevolezza emotiva, e sono laboratori che intervengono e agiscono in una fase cruciale dello sviluppo personale dell’adolescente.
Sono laboratori che intervengono nella fase cruciale dei rapporti relazionali tra soggetti. I laboratori sono stati progettati con delle metodologie attive. Nei laboratori si privilegiano il dialogo, il confronto e l’esperienza diretta rispetto alla lezione frontale.
I temi affrontati: bullismo, educazione all’affettività, educazione alle relazioni sane, come riconoscere o come non riconoscere dinamiche disfunzionali nelle relazioni; si discute della violenza di genere, si discute della prevenzione dei comportamenti a rischio responsabilità nei conflitti relazionali, percorsi di giustizia e percorsi di reinserimento sociale.
Particolare attenzione è dedicata al linguaggio dei giovani, sia quello verbale che il linguaggio digitale, e sappiamo quante insidie si nascondono dietro al linguaggio digitale.
Si evidenziano forme di violenza e si evidenzia il manifestarsi delle stesse anche attraverso i social media: controlli on line e cyberbullismo.
Grazie a questi laboratori si è permesso di collegare il tema della violenza di genere con le esperienze quotidiane di tutti gli studenti. Con il dialogo diretto con questi studenti, è stato possibile intervenire in maniera concreta ed efficace su singoli casi che però, coperti dalla privacy e dalla riservatezza, non si possono rendere noti.
Andiamo avanti. Secondo aspetto del progetto Nella Rete è il centro di aggregazione giovanile. Non so se è a conoscenza di tutti, ma esiste un CAG sul territorio…
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Gentilmente, la interrompo un attimo solo per un motivo: per invitarla ad andare al cuore del problema.
Speaker : CONS. MEMMO:
Presidente, sto tagliando, però se loro con la mozione chiedono a questa Amministrazione di porre in essere tutte queste cose che noi già stiamo facendo, con impegno attivo dal 2021, io non posso tacere.
Le persone qui presenti devono sapere che oggi esiste un CAG, che esistono dei convegni fatti nella sala di conversazione, nelle case circondariali, lo devono sapere.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Cerchiamo di arrivare al cuore del problema.
Speaker : CONS. MEMMO:
Il cuore è ogni progettualità posta in essere. Il cuore del problema è l’attenzione e la sensibilizzazione che questo governo cittadino ha sul tema e sulla violenza che oggi inaspettatamente – dico inaspettatamente, ma orgogliosamente – stiamo trattando in questa Assise. Inaspettatamente perché sembrerebbe, ma non ci voglio credere, che questa minoranza non sia a conoscenza di tutte le cose che devo per forza elencare, altrimenti non avrebbe mai portato questa mozione, ecco perché dico inaspettatamente. Orgogliosamente, perché questo mi dà la possibilità di esporre in maniera analitica e in maniera anche trasparente tutto quello che si sta facendo.
Arrivo agli eventi formativi e di sensibilizzazione che sono stati fatti su questa città. Dal 2024 alla contrada Villa Stanazzo di Lanciano c’è un centro che si occupa proprio della violenza di genere. È aperto, potete accedere al centro violenza di genere. Si incontrano due volte a settimana, con un numero dedicato di partecipanti. Ci sono psicologi, ci sono avvocati, ci sono assistenti sociali, ci sono persone e professionalità altamente specializzate, che sono a contatto diretto, ravvicinato, in maniera molto sensibile, alle vittime di violenza.
Nelle scuole sono stati dati dei questionari, all’inizio e alla fine, agli studenti, in maniera tale che la discrasia tra l’inizio e la fine venisse gestita con persone altamente specializzate.
Un’ultima cosa, poi veramente taccio – o mi taccio, come piace ai miei colleghi –una grande novità che non è stata ancora messa così ai microfoni della maggioranza, ma che dico oggi. Nell’ambito di questo progetto, che tende a tutelare le vittime di violenza, è in corso e verrà concluso il 30 giugno 2026 il Progetto Casa Rosa. È un progetto di cui andiamo veramente fieri, perché la Casa Rosa rappresenta una casa di transizione che consente alle persone vittime di violenza di essere trattate prima di arrivare alla casa rifugio.
Di questa Casa Rosa fanno parte tutti gli attori della rete antiviolenza cittadina. C’è un protocollo sottoscritto con tutte le associazioni del territorio. E c’è non solo la prevenzione, si discute e si agisce non solo per la prevenzione e il contrasto della violenza assistita, ma si valutano anche il rischio, le pratiche di intervento e tutte le procedure da adottare in situazioni di emergenza in cui si ravvisa un reale pericolo grave per donne, e soprattutto per donne con figli minori.
Ho stretto il più possibile, Presidente, ma, torno a ripetere, ci sarebbe tanto altro da dire. Questo per significare cosa? Che laddove nella mozione viene chiesto al Sindaco e a questa maggioranza di intervenire in maniera tale che venga rafforzata, nell’ambito delle competenze comunali, la politica di prevenzione e sensibilizzazione nel rispetto della violenza di genere, o ci viene chiesto di garantire un sostegno sostenibile alle donne vittime di violenza… Apro la parentesi: fra donne sostenute da operatori di accoglienza e psicologi, più donne di mutuo aiuto, siamo arrivati solo oggi a 26 donne vittime di violenza, censite da noi, da questa maggioranza, e tenute sotto controllo da questa maggioranza.
Ci si chiede di promuovere il monitoraggio e la raccolta sistematica, e veramente qui concludo, Presidente, senza sapere che noi non abbiamo competenze perché il Governo non ci dà queste competenze.
Le uniche competenze per promuovere la raccolta sistematica dei dati vengono date al CAV. Il CAV gestisce la piattaforma del Ministero. Attualmente le piattaforme sono tre, alle quali noi abbiamo accesso in maniera privatizzata: Istat, CNR e piattaforma regionale GINO. Vi annuncio: la donna entra in anonimato e ha tutto il diritto a conservare l’anonimato. Quindi, mentre il numero può essere registrato all’interno della piattaforma, il nome della donna vittima di violenza viene coperto da segreto, da anonimato e non può essere gestito da questo Comune, come voi avete richiesto all’interno di questa mozione.
Per cui, vado alla conclusione, Presidente, io ritengo che sia giustissimo oggi sollevare il problema della violenza alle donne, ma è giustissimo anche dire che questa Amministrazione, nell’ambito delle proprie competenze, ha fatto, sta facendo e farà, perché uno dei temi più importanti che proprio noi abbiamo a cuore è proprio la tutela delle donne vittime di abuso sessuale.
Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie a lei, consigliera Memmo.
La parola al consigliere Marongiu. Prego.
Speaker : CONS. MARONGIU:
Grazie, Presidente, saluto tutti i presenti, saluto il Sindaco.
Francamente non ho capito perché in premessa si sia detto che questa discussione sarebbe durata ore. Io credo che ogni minuto in più speso ad arrampicarsi sugli specchi sia un minuto in più contro le donne e contro il tema di cui stiamo parlando.
Non ho capito, dall’intervento di chi mi ha preceduto, se è a favore o contro la modifica del DL Bongiorno. Non ho capito se è a favore o contro, perché noi di quello parliamo, solo di questo, e solo di questo, probabilmente, sono interessati e sono venute persone qui ad ascoltarci. Il DL Bongiorno è irricevibile.
Partiamo da una norma che è stata condivisa da tutti, maggioranza e opposizione, all’unanimità. Parliamo di una norma per la quale il Presidente del Consiglio – la Presidente del Consiglio – Giorgia Meloni, e la segretaria del principale partito, Elly Schlein, avevano stretto un rapporto molto forte, un accordo molto forte.
Si arriva al Parlamento, si vota all’unanimità. Si fanno le elezioni regionali, dopo cinque giorni esce la modifica del DDL Bongiorno, una modifica, come l’ho definita, irricevibile: su una legge del consenso si toglie il consenso.
Ecco perché noi ora stiamo proponendo a voi di tornare a sensibilizzare non l’Amministrazione comunale…Guardi, consigliera, togliamo tutto, la parte che riguarda l’Amministrazione comunale, togliamola, “a rafforzare, a garantire, a promuovere”, eliminiamola tutta da questa mozione. Lasciamo solamente il monito al Governo di non andare a modificare il consenso sulla violenza contro le donne. Perché dico questo?
Ma ci rendiamo conto di che cosa può aprire parlare di dissenso? Come lo andiamo a misurare, il dissenso? Una donna che prima di essere violata deve urlare più forte? Una donna che scappa più velocemente? Come lo andiamo a misurare il dissenso?
Ecco perché io credo che questa discussione, per la dignità di tutti i presenti, visto che io riconosco a tutta l’Aula una grande onestà intellettuale, dovrebbe terminare con il contributo di tutti, per l’amor di Dio, di chi vuole intervenire, ma veramente essendo unanimi, in cinque minuti, chiedendo al Governo, al Parlamento, a tutti i nostri rappresentanti, di tornare là dove sono già stati: a votare quella norma così come è stata votata, all’unanimità.
Dirlo oggi in quest’Aula ha ancora più valore, perché siamo nella settimana in cui c’è stato il 25 aprile, ossia, l’ottantesimo anniversario del voto delle donne, e tra l’altro, anche dell’introduzione, per le donne, dell’elettorato passivo: da 80 anni le donne possono essere elette nelle assemblee consiliari legislative italiane, e poi, a pochi giorni dal 1° maggio, festa dei lavoratori, per ricordare che c’è ancora una norma inattuata nella Costituzione: quella della parità retributiva tra uomini e donne.
Io faccio allora un appello a tutti i miei colleghi consiglieri, in particolare alle consigliere donne, affinché in cinque minuti mandiamo un messaggio forte contro qualsiasi riforma che vada a togliere la parola “consenso” per inserire una pericolosa, inaccettabile parola “dissenso”.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, consigliere Marongiu. Chi si vuole prenotare? Prego, la parola alla consigliera Memmo.
Speaker : CONS. MEMMO:
Mi dispiace che il consigliere Marongiu…
Fai pure.
Signora Presidente, mi trovo costretta ad intervenire, e lo avrei fatto…
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Secondo intervento di cinque minuti…
Speaker : CONS. MEMMO:
Secondo e ultimo. Mi trovo costretta a intervenire perché mi fa piacere che abbiamo riconosciuto che una parte di mozione non è oggetto di discussione, sebbene scritta e sebbene superata dal mio precedente intervento, quindi già a voler dire che metà mozione già è superata, quindi non ha ragione neppure di essere discussa e approvata perché già riconosce quello che stiamo facendo. Quindi spostiamo l’obiettivo, perché qui si è soliti, purtroppo, e non è la prima volta che si trasforma un tema così importante e drammatico in una bandiera ideologica. La differenza tra oggi e il passato è che oggi, in questa mozione, non ci vengono chiesti slogan o striscioni da appendere sui muri comunali…
Meno male, questa è la differenza.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Consigliera Memmo, i toni, gentilmente, c’è modo e modo di rispondere.
Speaker : CONS. MEMMO:
Non ho offeso nessuno, Presidente. Presidente, non ho offeso nessuno, ho solo detto che a differenza del passato, ci viene chiesto solo di parlare col Parlamento, senza affissioni, punto. Ho offeso qualcuno? Non mi sembra di aver offeso nessuno.
Detto ciò, non mi sembra corretto far passare un argomento per quello che non è, perché parlare oggi di dissenso, laddove… Avrei gradito che oggi si fosse portato il testo, la proposta, quindi il testo normativo che è oggetto di discussione. Se la leggiamo, facciamo… È giusto dire la verità, consigliera Aruffo, è giusto dire che a due giorni dal patto tra la Schlein e la Meloni, questa proposta di legge è andata al Senato, non per togliere la parola “consenso”, questa è la verità. L’avvocato Bongiorno non ha mai detto di togliere la parola, ed è tutto verbalizzato, è stato posto al centro dell’attenzione il consenso della donna, al centro dell’attenzione, ma è stato detto, in sede di Commissione, che questa riforma doveva essere maggiormente approfondita e rivista, perché poteva e può dare spazio a interpretazioni pericolose, ma per la donna stessa pericolose.
Nessuno ha detto di togliere la parola “consenso”. Addirittura, la Bongiorno ha parlato di un consenso riconoscibile, voi siete un po’ fermi al dissenso, siete fermi a prima, a quando si discuteva dissenso sì, dissenso no.
Oggi nelle ultime Camere, nelle ultime Commissioni la stessa nostra maggioranza ha parlato di consenso riconoscibile…
Scusami… Collega, la stesura definitiva della norma l’ha letta? Se l’ha letta lei, gliela chiedo, perché io ancora non l’ho letta…
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Non parlate tra di voi…
Speaker : CONS. MEMMO:
E allora, vogliamo attendere… questa parola “dissenso”, salvaguardando la coercizione, la violenza… Vogliamo dare importanza a questi lavori di Commissione? O vogliamo solo fare audience e dire “che c’entra? Mi devo mettere sul petto che sono contrario”?
Il consenso non deve rischiare di trasformare i tribunali in tribunali psicologici. L’elemento soggettivo non deve essere l’elemento dirimente. Su questo siamo d’accordo, su questo noto che siamo d’accordo.
Ma vediamo di dare il giusto peso alle definizioni e sappiamo, perché lo sappiamo, tutti i giornali lo dico, e i lavori di Commissione lo dicono che la parola “consenso” non viene tolta perché la maggioranza di Governo non la vuole debellare. Dire questo oggi qui significa dire una menzogna e non posso non inalberarmi, Presidente, perché nessuno ha mai detto che il consenso non è al centro della riforma normativa, ma il consenso va appropriato e contestualizzato alla Convenzione di Istanbul e alle riforme che oggi si rendono necessarie nell’ambito del codice penale. Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, consigliera Memmo. La parola alla consigliera Aruffo. Prego.
Speaker : CONS. ARUFFO:
Io noto che non si vuole rispondere alla domanda principale. Quindi, dopo la lezioncina fatta su tutto quello che nessuno… Non era oggetto. La domanda è semplice e la faccio a tutti quanti. Senza consenso è stupro? E allora ce lo vogliamo scrivere? Perché nell’ultima… Visto che ho sentito… Ho sentito che nell’ultima versione voluta da Bongiorno non è chiaro. È scritto: “Chiunque, contro la volontà di una persona, compie nei confronti della stessa atti sessuali ovvero la induce a compiere o subire i medesimi atti è punito con la reclusione” eccetera. “La volontà contraria all’atto sessuale deve essere valutata, tenendo conto della situazione e del contesto in cui il fatto è commesso. L’atto sessuale è contrario alla volontà della persona anche quando è commesso a sorpresa ovvero approfittando della impossibilità della persona stessa, nelle circostanze del caso concreto, di esprimere il proprio dissenso”. Loro lo sanno. Se voi non lo sapete, andatevelo a leggere.
Quindi io voglio la risposta. Noi vogliamo la risposta a questa domanda. Non mi interessa la Commissione, non ci interessa questo. Per voi senza… Perché siamo noi che influenziamo i nostri partiti, noi che creiamo opinione, noi che siamo in grado di dire quello che ci va e quello che non ci va. Non siamo mica i soldatini, che quello che esce fuori… Senza consenso è stupro? Allora la parola consenso dentro la norma di legge ci deve essere. A me sembra lapalissiano. Quindi, se vogliamo rispondere a questo, ci mettiamo tre minuti e tutta questa parte qua per me, per noi può anche andare via. Sono i primi due punti.
In un quarto d’ora non ho sentito la risposta ai primi due punti, che è sì o no.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, consigliera Aruffo. La parola alla consigliera Di Loreto, prego.
Speaker : CONS. DI LORETO:
Grazie, Presidente, e buonasera a tutti, Sindaco, assessori, consiglieri, persone presenti in Aula e chi ci segue. Allora, innanzitutto non è possibile dire io tolgo, io metto, nel senso che la mozione… Noi oggi stiamo discutendo la mozione così come l’avete presentata nella sua totalità, innanzitutto. Quindi giustamente, però, ritengo anche altrettanto giusto che possa essere quasi divisa in due punti, ma quello che mi preme dire è questo. Io intervengo perché logicamente vi ho ascoltati e per esprimere una posizione rispetto a questa mozione in esame. Innanzitutto credo che argomenti di questo tipo non vadano trattati come li stiamo trattando, non siano degli slogan. Penso che l’obiettivo comune è quello certamente di contrastare ogni forma di violenza e questo non ha un colore politico, ma penso altresì che argomenti di questo genere vadano trattati con grande senso di responsabilità, con attenzione soprattutto a quello che diciamo, a quello che si dice, perché stiamo parlando di questioni che incidono direttamente sulla vita delle persone.
Possiamo farci prendere la mano, diciamo così, ma bisogna comunque stare attenti a quello che vogliamo, al concetto che vogliamo far passare. Premesso, quindi, che è quasi scontato, suppongo, sono certa che l’obiettivo è comune, ossia il fatto che tutti condividiamo il fatto di contrastare ogni forma di violenza e di abuso. Per la donna, ho sentito, ma anche per gli uomini, ma in generale per le persone. Però è importante altresì saper individuare il miglior modo per contrastare queste situazioni gravi che si possano creare e faccio questo intervento non perché io non condivida il valore e il significato del consenso libero e informato, che rappresenta sicuramente un aspetto importante, ma ritengo tuttavia che l’impostazione proposta sia, così come anche presente, poi, nella mozione in particolare, ma anche in generale, riduttiva e possa creare confusione.
Vedete, pretendere un consenso sempre espresso in forma positiva rischia di introdurre un criterio davvero rigido, poco compatibile con la sfera delle relazioni umane. La tutela delle persone che subiscono violenza… La tutela delle persone che subiscono violenza si rafforza solo avendo e creando norme chiare e rispettose delle garanzie costituzionali. E questo in particolar modo. Non è che lo sa chi soltanto frequenta i tribunali, ma certamente assistere a processi in cui una norma non è chiara o è facilmente interpretabile o ha delle varie sfaccettature, poi, per assurdo, si crea quello che è l’effetto contrario ossia che magari una persona, una persona che magari ha fatto, ha commesso un reato di violenza si trova ad essere assolto qualora ci siano delle sfaccettature che non possano essere dimostrate.
Vedete, non è una scelta di arretramento culturale. Ecco un altro motivo per il quale non condivido questa mozione, perché non è una scelta di arretramento culturale quella di non condividere pienamente, attenzione a quello che dico, il concetto di consenso libero e attuale, ma è una scelta soltanto di rapporto giuridico, di serietà giuridica, cioè di avere poi una realizzazione anche con le norme che vanno a tutelare queste situazioni. Il diritto penale che abbiamo attualmente punisce la violazione di una volontà contraria. Punisce la sopraffazione, l’umiliazione, la volontà, appunto, una libertà violata, ma non nasce per disciplinare la complessità e le varie sfaccettature delle relazioni umane in astratto, solo per intervenire quando oggettivamente una libertà viene sopraffatta, una libertà viene umiliata.
Introdurre l’idea che ogni rapporto debba essere approvato da un consenso espresso ogni volta rischia di spostare proprio il cuore del problema dal fatto oggettivo, quello che si dovrà poi dimostrare in tribunale, e quindi la violenza subita, ad una ricostruzione formalistica del comportamento. Questo avrebbe, come dicevo prima, delle complicanze oggettive da un punto di vista probatorio, perché nel nostro ordinamento, che piaccia o no, vige il principio dell’innocenza fino a prova contraria ed eventuali norme… Con questo io non vogliono logicamente, essendo una donna, essendo un avvocato, essendo… Vivendo la realtà normale, non voglio assolutamente tutelare… Vabbè, è scontato dire che non voglio tutelare chi commette questi reati, ma nel nostro ordinamento vige comunque il principio dell’innocenza fino a prova contraria ed eventuali norme che risultano astratte, nonostante alla base ci siano delle ottime intenzioni, non delle buone intenzioni, metterebbero in discussione proprio questo principio.
Ecco perché, secondo me, c’è ancora in Commissione giustizia la ricerca di una definizione più tassativa, che non arretri sulla tutela della donna, ma eviti semplicemente ambiguità applicative. Bisogna mettere al riparo questa norma da interpretazioni strumentali e bisogna chiarire che questa mozione rischierebbe solo, così come è scritta, di creare ancora più confusione, perché argomenti importanti come questo oggetto della mozione richiedono equilibrio, richiedono rigore, ma richiedono soprattutto il rispetto dell’impianto normativo vigente. Grazie. Concludo dicendo soltanto una cosa, anche se avete detto già che la volete, la potreste eliminare la seconda parte. Va bene, la possiamo, la potreste… Anzi, non la dovevate proprio scrivere. Non è che oggi la eliminate, non la dovevate proprio scrivere perché il Comune di Lanciano, per quanto di sua competenza, ha dimostrato abbondantemente tutte le attività espletate che vanno a far sì che esista una collaborazione importante tra il Comune, i servizi sociali, i servizi educativi e tutto ciò che riguarda, per quanto si possa contrastare, la violenza. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, consigliera Di Loreto. La parola al consigliere Cotellessa. Prego.
Speaker : CONS. COTELLESSA:
Grazie, Presidente. Allora, il 7 marzo 2023… Il 7 marzo 2023 il Consiglio comunale di Lanciano ha approvato una mozione ad oggetto: “I diritti negati delle donne in Iran e Afghanistan, contro ogni forma di violenza perpetrata ai danni dei cittadini e delle cittadine in Iran e Afghanistan”. Questa è stata una delibera di Consiglio comunale, approvata all’unanimità dei presenti, 24 consiglieri su 24. Noi non possiamo oggi lanciare questo messaggio che invece, quando si parla della violenza nei confronti delle donne italiane, questo Consiglio comunale si spacca. La minoranza ha dato la disponibilità a rivedere in gran parte la mozione. Sediamoci insieme, sospendiamo la seduta, però usciamo fuori da quest’Aula con un messaggio che il Consiglio comunale di Lanciano approva una norma che dà maggiori… Che chiede al Parlamento di dare maggiori tutele alle donne nei confronti della violenza sessuale, e non che quando si tratta della violenza delle donne in altri Paesi votiamo tutti e quando invece si tratta della violenza nei confronti delle donne italiane non vogliamo dare un messaggio forte in questo Consiglio comunale e ci spacchiamo. Rivediamola insieme la mozione, però assolutamente non diamo questo brutto segnale questa sera.
Poi mi dispiace sinceramente che siano proprio le donne, le nostre colleghe di maggioranza che intervengono a fare queste dichiarazioni, questi attacchi. Come vi ho viste tanto impegnate quando si è trattato di approvare la mozione sulle donne afgane e iraniane, io vorrei che anche nei confronti delle donne italiane ci fosse lo stesso atteggiamento dalla parte delle nostre colleghe e dei nostri colleghi. Quindi massima disponibilità a rivedere la mozione, però per piacere, non usciamo questa sera con una bocciatura di una mozione che riguarda la violenza sulle donne italiane. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, consigliere Cotellessa. La parola alla consigliera Memmo. Prego.
Speaker : CONS. MEMMO:
Grazie, Presidente. Allora, vedete che è proprio perché sono due donne a parlare, anzi tre. La proposta viene dalla collega Aruffo, la discussione si è aperta con la maggioranza in persona mia e interviene anche la collega Dalila Di Loreto a sostegno delle mie considerazioni, ma non perché vengono da me. No, perché è giusto dire che questa mozione, così come è scritta, è stesa sulla base di cose che non corrispondono alla Convenzione di Istanbul e a quello che sta facendo oggi il Governo.
Se voi continuate a sostenere cose contrarie alla verità, io non posso far altro che far durare questo dibattito, che si doveva giustamente chiudere in un minuto, perché sì al consenso… Sì al consenso, come sostiene il Governo Meloni. Sì, nessuno l’ha mai negato, ma come? Ma come? Il problema è come. Mannaggia, la miseria, mi ci sto arrabbiando, scusate. Il problema è solo come. Come. Cioè qui non stiamo capendo la gravità dell’intervento.
Loro riportano nelle premesse una frase che non è contenuta nella Convenzione di Istanbul. Secondo loro, il consenso deve essere dato per tutta la durata degli atti sessuali. Quindi, se in un atto sessuale non viene dato, non va bene. Per tutta la durata, cioè dall’inizio alla fine. Quindi la donna non ci può ripensare. Non ci può… Io lo devo dare dall’inizio alla fine. O il mio consenso viene recepito così… Perché se mi rifiuto una volta di non stare alla prestazione sessuale quel consenso è dubbio.
Qua si devi capire la norma. Per questo ci sono gli avvocati, i magistrati alle sedute di Commissione, non ci stanno i consiglieri comunali. Io mi sto permettendo di parlare perché ho fatto penale, perché sono un avvocato, perché non faccio politica solo per avere i voti. Qua bisogna dire la verità, la verità, se il consenso è un consenso voluto o non voluto e a questo la risposta è sì, ma non scritto così, perché non è giusto. Perché non è giusto dire qualcosa di diverso dai lavori che si stanno facendo. Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Ho perso la parola. Allora, c’è qualcun altro che si vuole prenotare? Prego, consigliera Aruffo.
Speaker : CONS. ARUFFO:
Io avrei voluto sentire anche la voce di qualche uomo della maggioranza. Comunque vi ricordo che nel testo votato oggi, oggi a Strasburgo, è passato il testo che invita ad introdurre il consenso, la nozione del consenso. Il testo votato con 447 sì, 160 no e 43 astensioni. “I deputati invitano gli Stati dell’Unione europea che hanno ancora definizioni basate sulla forza o sulla violenza ad allineare le proprie norme agli standard internazionali, tra cui la Convenzione di Istanbul, ratificata nel 2023, introducendo la nozione di consenso.
Non sto qui a leggervi tutta la valutazione sulla vittimizzazione secondaria, perché introdurre la parola dissenso e togliere la parola consenso conduce a un sistema in cui peserà sulla vittima, quindi chi subisce violenza, l’onere di dimostrare la sua contrarietà. Se qualcuno… Mi piacerebbe sentire un intervento anche di un uomo della maggioranza. Per me, per noi, se le cose sono così, mi sembra che non sia conciliabile la posizione, perché noi avevamo chiesto una cosa precisa nella mozione e sono i primi due punti.
Ne prendiamo atto, votiamo e ognuno si assumerà le sue responsabilità.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, consigliera Aruffo. La parola alla consigliera Memmo. Prego, consigliera.
Speaker : CONS. MEMMO:
Chiedo scusa per i toni alzati prima, ma è un argomento che accende, perché ho sempre difeso le donne e continuo a farlo, ma in maniera corretta e non perché devo avere i consensi. Dei consensi a me non interessa. Io devo dire quello che è giusto e qui siamo per dire la verità. La parola consenso non la vuole togliere nessuno. Strasburgo, Istanbul, la Convenzione di Ginevra, me le potete nominare tutte. La verità è una sola, che al Senato… Al Senato la senatrice Bongiorno avrebbe potuto fare sette audit, sette, per ogni riunione. Ne ha fatti solo due, due Commissioni bimestrali per stabilire con dei magistrati, con dei giuristi, con delle professionalità altamente specializzate come introdurre la parola consenso nell’ambito della riforma normativa. E oggi dire che si sta togliendo la parola consenso, quando non è vero, non è accettabile in quest’Aula. Non è accettabile.
La vogliamo strumentalizzare? Vogliamo parlare del dissenso di due mesi fa, che è già diventato consenso? La vogliamo strumentalizzare? Non mi sta bene, perché non è giusto. Se in altre occasioni e in altre sedi o mi sono stata in silenzio e ho accettato gli emendamenti, le modifiche e le cose perché puntualmente ogni volta portate le mozioni… Portate le mozioni poi alla fine le dobbiamo sempre modificare. Questa volta io dico, sostengo, ma a gran voce, di documentarvi bene, perché oggi, oggi, di una settimana fa… Di una settimana… Di una settimana fa in Senato si è discusso di come… Di come… Ce l’ho. Di come mettere la parola consenso all’interno della norma, ma aggiungo un’altra cosa, perché è anche giusto che voi lo sappiate.
Sempre nel Senato, sempre nel Senato, il problema, che non è solo rivolto al consenso, è rivolto anche alle attenuanti di questo reato, perché è una riforma che, una volta che metti mano alla norma penale, la fai bene. Non è che perché c’è un accordo bisogna subito immediatamente attuarlo. Stiamo mettendo mano a una norma penale. Lo si fa con tutti i crismi, dal primo comma all’ultimo comma. L’ultimo comma purtroppo, purtroppo, prevede… Collega Aruffo, lei è un avvocato come me. L’ultimo comma del 609-bis prevede delle attenuanti e sancisce questa norma che, in alcune ipotesi altamente gravi, è prevista l’attenuante, in alcune ipotesi. Questa ipotesi, però, non sono definite nel testo della legge. Il Senato sta facendo chiarezza. Dice, mettiamocele queste ipotesi. Scriviamocele queste ipotesi, ma ben vengano queste ipotesi, perché oggi stiamo mettendo mano all’articolo 609-bis. Non ci possiamo mettere mano due, tre volte.
E allora, così come vogliamo il consenso, e non è vero che parliamo… Parlavamo di dissenso nelle varie ipotesi e sessioni di lavoro. Così come vogliamo il consenso, vogliamo mettere mano all’ultimo comma dell’articolo 609-bis e con questo non si stanno rallentando i lavori. Si sta facendo chiarezza sui lavori, dando giustizia a questo articolo di legge e dando maggiore tutela alle donne, maggiore tutela alle donne che esprimono il loro consenso riconoscibile. Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie. Allora, se non ci sono altri interventi, possiamo anche mettere a votazione. Aspettiamo qualche minuto, vediamo se qualcun altro vuole intervenire. Altrimenti. andiamo avanti.
Procediamo, allora. Vogliamo chiamare qualche consigliere che è uscito. No, vedo che c’è la prenotazione del consigliere D’Intino. Allora, la parola al consigliere D’Intino. Prego.
Speaker : CONS. D’INTINO:
Grazie, Presidente. A una cosa tengo, perché sembrerebbe da quest’Aula, da quello che sento che qui c’è chi è a favore e chi è contro la violenza sulle donne. Sta passando un messaggio veramente… O chi vuole impiantare, tornare al passato attraverso una formulazione di una legge che… Mi sembra di capire che non è che ci sia stato qualcuno che sia rimasto folgorato sulla strada di Damasco, quindi sul passaggio del decreto dalla Camera al Senato. Evidentemente ci sono stati dei problemi su dei tecnicismi. Io non sono un avvocato, però mi sembrava… Mi sono documentato e mi sembra di capire che questi problemi siano stati sottolineati e poi hanno dato luogo agli emendamenti dell’avvocato Bongiorno, che tra l’altro è un avvocato di tutto rispetto, da componenti, da esperti del diritto penale, da giuristi, dalle Camere penali, finanche dalla ANM, che avete tanto difeso fino a qualche mese fa, sulla formulazione tecnica sul piano dell’accertamento processuale.
Quindi io ritengo che la modifica del decreto legge abbia semplicemente voluto rafforzare la tutela delle vittime di violenza, perché non posso credere che ci sia qualcuno che voglia andare a depenalizzare o a sottovalutare quello che è il rischio di un processo dove le prove, dove gli elementi non sono chiari, ma sono oggetto di interpretazione. Io credo che con questo DL si rimetta al centro la volontà della vittima e non ci sia questo grande scostamento rispetto all’inizio, alla partenza di quello che era... Come diceva il consigliere Marongiu, c’era un accordo tra i due principali partiti. C’era un testo votato all’unanimità che aveva al centro la donna e la vittima della violenza, ma io credo che anche adesso si voglia mantenere la donna al centro di questo testo, in una forma diversa che consenta al giudice, all’interno del procedimento penale, di avere degli elementi di valutazione più oggettivi e meno interpretabili.
Questo è quello che io penso, ma soprattutto voglio… Devo dissentire da quello che dice il consigliere Cotellessa, perché non si può sentire che qui noi siamo contro la violenza perpetrata nei confronti delle donne iraniane o palestinesi o di qualsiasi altro Paese e invece saremo a favore della violenza alle donne italiane. Io credo che al Governo Meloni e al Governo di centrodestra non si possa ascrivere se non un plauso rispetto a provvedimenti importantissimi messi in atto a favore della repressione della violenza delle donne. Penso al rafforzamento del codice rosso. Penso all’introduzione del reato specifico di femminicidio, che prima non esisteva, per il quale viene anche comminato l’ergastolo.
Poi ricordo, in relazione a quella che è poi tutta la seconda parte della mozione, che tutte quelle azioni che sono messe in campo dagli Assessorati alle politiche sociali arrivano grazie a finanziamenti che arrivano dal Governo, che ha stanziato 80 milioni per il Piano antiviolenza e ha stanziato altri 11 milioni per il reddito di libertà. Quindi io ritengo, alla luce di quello che ho ascoltato, che la mozione sia strumentale rispetto a delle posizioni che sono oggettivamente posizioni che sono… Entrambe hanno come assolutamente il primo obiettivo quello di tutelare le donne da qualsiasi tipo di violenza.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie al consigliere D’Intino. La parola al consigliere Di Nola. Prego.
Speaker : CONS. DI NOLA:
Grazie, Presidente. Mi accodo al pensiero espresso dal consigliere collega D’Intino. Qui la questione, il tema è molto delicato, come abbiamo già affrontato altre volte. Quindi la questione non è chi è favorevole, chi è contrario, assolutamente, sul tema oggetto della mozione, però voglio ricordare che questo testo è passato nella Camera dei deputati, dove è stato, sì, approvato all’unanimità, ma come abbiamo già ripetuto in diverse persone poi al Senato c’è stato uno stop momentaneo, perché c’è un clima di incertezza sulla formulazione giuridica, proprio sulla parola consenso o dissenso. Quindi il problema è lì, non è sulla questione oggetto, ripeto.
Quindi non vedo questa mozione come possa essere approvata così, quando c’è ancora una disquisizione in corso nelle sedi più in alto di noi. Quindi, Presidente, esprimo anche il parere non favorevole a questa mozione. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, consigliere Di Nola. Allora penso che possiamo mettere a votazione la mozione. Certamente non è di facile interpretazione consenso o dissenso. La discussione che si è portata avanti è stata sicuramente difficile. Credo anche che la consigliera Aruffo avesse presentato questa mozione diversi mesi fa, quando si era a un testo diverso da quello elaborato di recente.
Vedo prenotato il consigliere Ciccocioppo, quindi passo la parola a lui e poi procediamo con le votazioni. Prego, consigliere.
Speaker : CONS. CICCOCIOPPO:
Allora, stiamo sondando un argomento veramente delicato e importante. Purtroppo certe volte certi argomenti si affrontano come battaglie personali. I diritti inviolabili delle persone sono cose importanti e non li si può affrontare con questa leggerezza che io noto per certi argomenti e per certe questioni. In più, come mi si è ricordato, l’Europarlamento ha votato a favore di questo questa bella parola consenso, ma noi dobbiamo riportate questa parola nella realtà dei fatti.
Quando si usa questo termine consenso, sono tutti belli, scienziati, persone intelligenti, ma qualcuno mi può spiegare cosa significa la parola consenso. Io a voce dico una cosa e cinque minuti dopo ci ripenso e dico l’opposto. Quindi è delicato. Quando poi si va nel penale, è complicato giudicare il tutto. Quindi l’Europarlamento ha deciso che ogni Governo, ogni Stato deve creare delle leggi per tutelare, appunto, le donne, affinché ci sia la certezza per tutelare la donna, perché a voce è un problema. Allora, prima di tutto io non sono intervenuto quando gli altri hanno parlato. Prima di tutto nel Consiglio comunale il pubblico deve assistere in silenzio, senza commentare. Io nei suoi confronti non sono intervenuto. È il rispetto della mia persona, o no? Non credo che io intervengo quando gli altri parlano, però se volete soltanto fare caciara e scherzare con il fuoco, continuate a fare questa caciara.
Il diritto inviolabile delle persone, voi ci scherzate e allora, quando si fa solo caciara e non si capisce che cosa significa dare la possibilità a un giudice di giudicare e di tutelare una vittima… Eppure ci sono… E continua, buonanotte.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Chiedo gentilmente al pubblico di non intervenire. Ho cercato di evitare il richiamo. Cerchiamo di farlo. Grazie.
Prego, consigliere, la sentiamo. La parola alla consigliera Aruffo. Prego.
Speaker : CONS. ARUFFO:
No, io, per dichiarazione di voto. Mi dispiace perché sentirci dare della leggerezza su certi argomenti… Quindi anche il Parlamento europeo è molto leggero evidentemente. Noi siamo qui a recepire passivamente tutto quello che ci dicono i partiti di riferimento, forse. Allora, io mi permetto di ricordare come premessa alla mia dichiarazione di voto che l’Italia non ha recepito in maniera coerente ancora il principio del consenso e per questo, per questo, c’è in discussione una legge, come stabilito dalle norme internazionali in materia di contrasto alla violenza di genere.
Voglio anche fare due numeri. I dati stadi artistici dimostrano l’urgenza di una riforma, perché la questione è anche culturale. Il 31,5 per cento delle donne tra i 16 e i 70 anni ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della vita. Il 21 per cento ha subito violenze sessuali e il 5,4 per cento forme gravi, stupro o tentato stupro. Nel 2023 le denunce per violenza sessuale sono state più di 6.200. Che c’entra? Abbiamo sentito l’esposizione perfino delle scuole, non posso dare il dato perché per me è importante è il consenso? Penso che lo posso fare. In molti casi le vittime erano giovani o minorenni. Quindi secondo noi la legge può essere migliorata con l’introduzione di una parola che è un gancio specifico in materia giuridica. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Prego, la parola al consigliere Marongiu.
Speaker : CONS. MARONGIU:
Grazie, Presidente. Ovviamente il nostro è un voto favorevole alla mozione, ma volevo semplicemente riportare un minimo anche di tranquillità nel dire che l’argomento che stiamo affrontando va molto oltre anche alcune intemperanze che ci possono essere. Anzi, dobbiamo anche ringraziare finalmente oggi che… Di solito siamo soli o quasi. Spesso siamo soli in quest’Aula, mentre, vivaddio, speriamo che le persone sopra vengano sempre più numerose a seguire i Consigli comunali. Mi dispiace, Carlo, che non hai potuto proseguire il tuo intervento. Anzi, ti invito anche a concludere perché ero molto interessato ad ascoltare anche le tue motivazioni.
Per noi ogni arretramento rispetto alla parola del consenso è un arretramento ai diritti delle donne. Per questo per noi è un principio invalicabile. Su questo abbiamo chiesto la vostra solidarietà e la vostra condivisione, su un testo che eravamo pronti anche a modificare insieme. C’è ancora spazio per farlo fino alla votazione di questa mozione. Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, consigliere Marongiu. Il consigliere Ciccocioppo vuole intervenire? Memmo. Prego, consigliera Memmo.
Speaker : CONS. MEMMO:
Per la dichiarazione di voto contraria, Presidente. Sottolineando quattro piccoli passaggi che sono usciti dai lavori di Commissione ultimamente. L’introduzione della parola consenso, perché non è solo consenso, consenso lo vogliamo noi, degli avverbi, degli aggettivi libero e attuale, voluti dalla minoranza, portano la riforma dell’articolo 609 ad essere definita, non lo dico io però, lo dicono gli esperti del diritto penale, ma di qualunque colore politico, di qualunque colore politico, perché ci sono lavori misti: a) norma vaga e interpretabile dal singolo giudice; b) norma che si presta a vendette personali; c) intasare i tribunali con contenziosi soggettivi; d) ambiguità interpretative pericolose. Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, consigliera Memmo. La parola al nostro Sindaco. Prego, Sindaco.
Speaker : SINDACO PAOLINI FILIPPO:
No, io ho ascoltato con molta attenzione gli interventi. Capisco che anche per un uomo è molto complesso poi parlare di violenza sessuale. In realtà quello che mi ha lasciato… Che mi ha convinto. Insomma, io stimo la collega Aruffo come collega avvocato, bravissima tra l’altro, come lo è anche Dalila, cioè quelli che esercitano la professione. Anche Paola è avvocato. All’inizio del tuo intervento, mi permetto di darti del tu, tu hai detto che provare il consenso non è cosa da poco. Allora, questa cosa mi convince, così come, quando ho letto la prima volta la mozione, che il sostegno al principio del consenso libero… Poi nella parte finale avete tolto la parola libero, perché libro sarebbe non sottoposto a costrizione. Già quello, per uno che fa una causa penale, la collega Di Loreto l’ha spiegato con molta circostanza di particolari, è molto complesso.
Ecco perché io non mi sento di votare questa mozione, per il semplice motivo che… L’ha detto Gianluca, l’ha detto Paola. Lungi da noi pensare che qualcheduno voglia non tutelare una tragedia, la tragedia di un reato gravissimo, però più da avvocato che non da Sindaco o consigliere comunale, io ritengo che ci voglia quella certezza per poter affrontare il magistrato su un argomento così complesso. Tra l’altro, molte cause che voi conoscete perfettamente, chi fa l’avvocato, hanno dimostrato che in alcuni casi è molto difficile provare sia la volontà contraria che il consenso. Per cui legittimamente voi avete presentato una mozione, ci mancherebbe altro, però io già quando l’ho letta un mese fa, “sostegno al principio del consenso libero”, mi sono letto tutti gli interventi fatti in Commissione…
Poi, tra l’altro, ho letto molte delle riflessioni fatte dalla Giulia Bongiorno, che non è mia parente e che tra l’altro è considerata una degli avvocati più bravi che ci sono in Italia. Esce dallo studio Coppi, che è uno dei più grandi studi penalisti del diritto penale d’Italia. Quindi, insomma, non la posso considerare una che affronta con superficialità il problema del consenso e della volontà contraria, tra l’altro, andando anche contro la sua Presidente del Consiglio perché la Presidente del Consiglio aveva firmato un accordo con la con la Schlein e lei, che ha una forza di avvocato molto importante… Io ho seguito i processi Andreotti, insomma ha fatto processi a tutti i livelli. Se lei ha posto questo problema, per il quale, secondo me, si continueranno a confrontare a livello parlamentare, non so quando ne usciranno, pensare che…
Qua parlo sempre a titolo personale, badate bene. Questi sono problemi sui quali ognuno di noi deve riflettere. A titolo personale io non mi sento di sostenere il principio del consenso libero in questa sede, perché secondo me il Parlamento ci tornerà sopra. Ci torneranno sopra anche i magistrati, ci torneremo sopra gli avvocati, ma non perché sia stato presentato strumentalmente. L’argomento non è strumentale. La violenza sulle donne non ha colore politico, è un problema grandissimo che va affrontato in maniera molto determinata, per evitare anche che ci possono essere degli errori giudiziari. Ecco perché.
La tua frase iniziale è molto onesta. Quando si va davanti a un giudice, provare il consenso probabilmente… Specialmente se è libero. Poi hanno tolto tutti quanti la parola attuale, ma all’inizio c’era anche la parola attuale, che… Bravi, per cui provare pure l’attualità della decadenza del consenso, io ho qualche difficoltà a pensare. Semmai qualcheduno mi chiamasse a difendere una violenza sessuale, avrei qualche difficoltà a provare questo. Per cui personalmente sono contrario, non me la sento.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, Sindaco.
Se non ci sono altri interventi mettiamo a votazione. Qualcuno può chiamare Di Diego? Chiedo scusa, mica gentilmente, può chiamare i consiglieri che sono fuori, se vogliono intervenire, così procediamo con la votazione? Grazie.
Intanto volevo ringraziare il pubblico presente. Li ringrazio anche per il comportamento corretto rispetto all’altra volta, però volevo sottolineare giustamente che bisogna astenersi, anche in questo caso, dalle manifestazioni di assenso o dissenso su quello che poi stabilisce l’Aula. Vi ringrazio ancora e procedo mettendo a votazione.
Quindi, votiamo la mozione consiliare presentata dai consiglieri di minoranza, acquisita al protocollo comunale n. 17528 del 16 marzo 2026, riguardante il “Sostegno al principio del consenso libero e attuale, quale elemento centrale nella definizione dei reati di violenza sessuale e rafforzamento delle politiche locali di prevenzione e contrasto alla violenza maschile contro le donne”.
Chi è favorevole a questa mozione può alzare la mano. Chi è contrario? Chi si astiene? Grazie.
Passiamo adesso all’approvazione del regolamento per l’acquisizione e la destinazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata.
Illustra il regolamento il nostro assessore Di Campli. Grazie.
Speaker : ASS. DI CAMPLI:
Buonasera a tutti. Illustrerà il regolamento la consigliera Di Loreto, che ha anche proceduto in questo senso in Commissione. Volevo soltanto precisare la motivazione politica di questo regolamento. Si tratta di porre delle norme chiare, trasparenti e giuste per soprattutto la gestione dei beni confiscati alla mafia. Naturalmente è un regolamento che si sarebbe già dovuto stilare in precedenza, ma evidentemente non c’è stata l’urgenza di provvedere ed è stato tralasciato questo argomento. In realtà, adesso ci troviamo nella condizione di provvedere alla gestione del Centro antiviolenza che abbiamo realizzato, grazie al PNRR, in contrada Villa Andreoli ed è necessario procedere per l’affidamento e la gestione del Centro stesso a redigere questo regolamento, che diventa di importanza fondamentale e anche conditio sine qua non per poter effettuare il bando e tutte le altre cose.
Se gentilmente il consigliere Cotellessa dà un po’ di pace e di silenzio, si procede.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Diventa difficile per l’assessore.
Speaker : ASS. DI CAMPLI:
Grazie Presidente, allora passo la parola… Presidente, passi la parola al consigliere Di Loreto, grazie. Specifico anche che, per illustrazioni tecniche eventuali, c’è la Segretaria, la dottoressa Colaiezzi, che ha redatto lo stesso regolamento. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, assessore Di Campli. Quindi la parola alla consigliera Dalila Di Loreto, che è anche presidente di Commissione. Prego.
Speaker : CONS. DI LORETO:
Sì, grazie, Presidente. Grazie, assessore. Risaluto tutti. Allora, abbiamo portato questa proposta relativa all’approvazione del regolamento per l’acquisizione, la destinazione e la gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata già in Commissione, dove non sono sorte grandi problematiche essendo un regolamento chiaro, importante.
In generale, possiamo semplicemente ricordare che il Codice antimafia, ossia il decreto legislativo n. 159 del 2011, prevede che i beni immobili confiscati alla criminalità organizzata possano essere trasferiti per finalità istituzionali o sociali o, in via residuale, economiche, ma con vincolo di reimpiego dei proventi per finalità sociali, al patrimonio indisponibile del Comune ove è sito l’immobile e che i Comuni, pertanto, possono amministrare direttamente i beni oppure, sulla base di un’apposita convenzione, assegnarli in concessione a titolo gratuito e nel rispetto, sempre, dei principi di trasparenza, di pubblicità, di parità di trattamento. A chi? A comunità, a enti, ad associazioni, le associazioni maggiormente rappresentative anche dagli enti locali, a organizzazioni di volontariato.
Il Codice antimafia attribuisce all’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata il compito di curare la gestione di questi beni fino all’emissione dei provvedimenti di destinazione, tra i quali rientrano anche il trasferimento al patrimonio indisponibile del Comune ove l’immobile è sito. Da quel momento in poi sarà logicamente responsabile il Comune per il bene in oggetto.
È importante sottolineare come in generale la restituzione alle collettività delle risorse economiche acquisite illecitamente dalle organizzazioni criminali rappresenta sicuramente uno strumento fondamentale per contrastarne l’attività, mirando a indebolire il radicamento sociale di tali organizzazioni e a favorire un più ampio e diffuso consenso dell’opinione pubblica relativamente all’intervento repressivo dello Stato per il ripristino della legalità. Poi è importante anche proprio il riutilizzo per fini sociali di questi beni confiscati e quindi la trasformazione del frutto di condotte illecite ed antisociali in azioni, invece a servizio della comunità, questo proprio per attestare l’affermazione dei principi di legalità su ogni forma di criminalità.
Al Comune di Lanciano, come ricordava prima l’assessore, sono stati trasferiti alcuni beni immobili confiscati sempre alla criminalità organizzata e sono presenti in un apposito elenco pubblicato sul sito istituzionale del Comune. È necessario pertanto adottare un regolamento comunale conforme alle normative vigenti, al fine di disciplinare tutto ciò che riguarda questi beni immobili, quindi le competenze, le procedure e le modalità, i criteri e le condizioni per l’acquisizione o l’assegnazione di questi beni immobili confiscati, nel rispetto sempre dei principi di trasparenza, pubblicità e parità di trattamento.
Il regolamento è allegato e quindi è parte integrante di questa delibera. Non ritengo opportuno leggerlo tutto, ma è un regolamento importante, comprensivo di 36 articoli, se non erro, che, appunto, riguardano tutto quello che abbiamo detto fino ad fino adesso, quindi la modalità di utilizzo di questi beni confiscati, il procedimento di acquisizione al patrimonio dell’Ente, il procedimento poi, invece, di assegnazione del bene per finalità sociali, quindi a chi spetta la procedura e i requisiti di partecipazioni e tutta la vita, poi, di questo bene, fino all’eventuale decadenza o revoca con la riconsegna dell’immobile stesso.
Con questa delibera, quindi, il Consiglio comunale approva il regolamento. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, consigliera Di Loreto. La parola al consigliere Di Nola. Prego.
Speaker : CONS. DI NOLA:
Grazie, Presidente. Volevo solo aggiungere. Siccome lo abbiamo elaborato questo regolamento in una Commissione congiunta, ci tenevo nel dire giusto due parole. Innanzitutto volevo ringraziare i colleghi di maggioranza e di minoranza per lo svolgimento dei lavori in Commissione. Come ricordava l’assessore Di Campli, questo regolamento si rende necessario per lo svolgimento, l’uso degli immobili confiscati alla criminalità e in particolare, in questo caso, per lo stabile in via Villa Andreoli, che è stato completato, da quello che mi risulta, grazie ai fondi PNRR. Volevo per questo anche ringraziare il lavoro svolto dalla Segretaria, dalla dirigente Mischiatti e da tutti i Settori del PNRR e patrimonio. Quindi un ringraziamento in generale a tutta la struttura. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie. Grazie anche al consigliere Di Nola, anche lui presidente di Commissione, congiunta in questo caso. La parola al consigliere Cotellessa. Prego.
Speaker : CONS. COTELLESSA:
No, no, in Commissione abbiamo votato a favore pure noi della minoranza. Avevo chiesto di sostituire lo stemma falso del Comune sul frontespizio. Come mi ha fatto notare il consigliere Luciani, è stato sostituito. Nel fascicolo non è ancora stato ristampato, però già nel fascicolo elettronico è stato sostituito. Quindi va bene. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, consigliere Cotellessa. La parola all’assessore Paolucci. Prego, assessore.
Speaker : ASS. PAOLUCCI:
Grazie, Presidente. Saluto tutti, il Sindaco, i colleghi di Giunta e tutti i consiglieri comunali e chi ci sta seguendo da casa. Io prendo la parola perché credo che sia doveroso da parte mia, perché questo veramente è uno dei primi fondi PNRR a cui abbiamo partecipato come struttura. C’è stato un importante e non di poco conto lavoro, portato avanti con il collega Paolo Bomba dei Lavori pubblici e tutta la struttura.
Mi piace e mi preme sottolineare che è un contratto stipulato a fine 2024. Nel giro di un anno questo progetto è stato portato a svolgimento e quindi alla sua realizzazione. Poi oggi vede il suo effettivo, la sua effettiva messa in funzione grazie a questo regolamento di cui parlava la collega Di Campli. Quindi, credo che quelle buone pratiche, e ne sono tante, che questa Amministrazione comunale ha portato avanti sia corretto metterle in evidenza e sia corretto mettere in evidenza il lavoro che l’intera struttura PNRR e lavori pubblici ha fatto per avere questo importante risultato. Quindi il mio ringraziamento di cuore a tutti. Lo estendo a nome, penso, anche del collega Paolo Bomba a tutti coloro i quali hanno lavorato e collaborato per ottenere questo ottimo risultato.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, assessore Paolucci. La parola alla consigliera Miscia. Prego.
Speaker : CONS. MISCIA:
Allora, per dichiarazione di voto volevo anticipare, appunto, un voto favorevole rispetto a una iniziativa che parte comunque da lontano e che giustamente vede la sua conclusione con questo regolamento. Volevo ricordare a tutti noi che uno dei beni che abbiamo recuperato alla criminalità organizzata nel 2013, che è l’Avvocatura dello Stato, l’attuale Avvocatura dello Stato, è stato intitolato, e quindi ricordiamo anche in questa occasione, a due pioniere della giustizia della nostra città, le avvocatesse Braccioli e Gentile. È quindi un’occasione in più per portare avanti e per andare avanti in un percorso di legalità che non ci deve mai vedere ritrosi o fermi.
Quindi, un plauso a tutta la Commissione e a chi ha portato avanti questa iniziativa.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, consigliera Miscia. Possiamo procedere a mettere a votazione, allora, se non ci sono interventi.
Mettiamo in votazione la proposta di delibera n. 18 del 15 aprile 2026, che ha come titolo “Approvazione del regolamento per l’acquisizione, la destinazione e la gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata”.
Chi è favorevole alzi la mano? Chi è contrario? Chi si astiene? Nessuno.
Votiamo l’immediata esecutività. Chi è favorevole alzi la mano. Chi è contrario? Chi si astiene? Nessuno. Quindi è votata a maggioranza, grazie. Scusate, all’unanimità.
Sempre attentissimi, veramente. Bravi. Mi seguono.
Passiamo adesso al quinto punto all’ordine del giorno: “Regolamento per la concessione in comodato d’uso gratuito di immobili comunali ad organizzazioni associative senza scopo di lucro”.
Illustra la proposta l’assessore Di Campli. Prego, assessore.
Speaker : ASS. DI CAMPLI:
Di nuovo saluto tutti. È un altro obiettivo raggiunto dal mio staff, che ringrazio di cuore a partire dalla dirigente qui presente, con la collaborazione anche dell’Ufficio legale, e naturalmente dalla mia EQ, l’ingegnere Sara Di Toro, che comunque hanno dato veramente un grande contributo nella realizzazione di questo regolamento, ma non è solo qui il discorso. È che il regolamento è il frutto di un lavoro che da quattro anni stiamo portando avanti, come una vera e propria squadra, per regolarizzare in maniera molto onesta, sincera e trasparente tutti i rapporti che si hanno con le associazioni senza scopo di lucro che occupano o fanno richiesta di utilizzare gli immobili dell’Ente.
In Commissione abbiamo esaminato attentamente, punto per punto, anche il regolamento stesso ed è stato anche redatto su richiesta della minoranza, che ringrazio naturalmente per il contributo che comunque hanno dato in maniera fattiva alla definizione del lavoro, quindi dicevo, l’elenco di tutti gli immobili di cui possiamo disporre e di cui disponiamo, qualcuno ancora da sistemare. Lo spirito del regolamento è quello, appunto, di andare incontro, con la disponibilità che sempre l’Amministrazione tutta ha avuto nei confronti delle associazioni, e di garantire la disponibilità di immobili, ma ancora di più di valorizzare gli immobili stessi, nel senso che, nel momento in cui questi immobili vengono affidati alle associazioni, si chiede in cambio che si dia una collaborazione all’Ente magari nella sistemazione, nel miglioramento anche dell’immobile stesso.
Ad oggi siamo riusciti in gran parte a realizzare questo tipo di lavoro. Inoltre, abbiamo anche in animo di regolarizzare tutti i rapporti, che purtroppo io ho trovato abbastanza irregolari, nel senso che molti affidamenti erano stati fatti alla buona, in maniera molto semplicistica. Invece, con il regolamento poniamo delle condizioni semplici, ma serie e obiettive, a che l’ufficio soprattutto sia garantito nell’esercizio delle sue funzioni. Questa è la motivazione politica che ha dato il via al regolamento, ripeto, frutto di un lavoro che è stato portato avanti già da quattro anni e che ha cercato di dare risposte a tutte le difficoltà che si sono incontrate nell’affidamento degli immobili stessi.
Sarà ancora una volta la presidente di Commissione Daila Di Loreto a illustrare il regolamento stesso. Grazie per la collaborazione a tutti i consiglieri di maggioranza e anche di minoranza, ma soprattutto al mio staff, che sinceramente ha lavorato in maniera formidabile. Grazie a voi.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, assessore Di Campli. La parola alla consigliera Di Loreto. Prego.
Speaker : CONS. DI LORETO:
Grazie di nuovo, Presidente. Rinnovo i saluti a tutti e condivido i ringraziamenti fatti dall’assessore, relativi, appunto, a tutti gli uffici che si sono impegnati e prodigati per la stesura di questo regolamento che andiamo ad approvare oggi, proposta n. 68, relativa alla concessione in comodato d’uso gratuito di immobili comunali ad organizzazioni associative senza scopo di lucro.
Fondamentalmente sarò molto breve. L’Amministrazione intende favorire un uso produttivo, come diceva l’assessore prima, un uso produttivo e fruttuoso in termini di valori dei beni pubblici, per sviluppare una più moderna ed efficace politica nella gestione e nell’utilizzo del proprio patrimonio immobiliare in termini di valorizzazione. L’ente territoriale, nel disporre di questi beni, è tenuto a favorirne la massima valorizzazione funzionale, a vantaggio sicuramente della collettività territoriale. Il Comune rappresenta il territorio, ne cura i propri interessi e quindi valorizza le realtà presenti, favorendo anche le libere forme associative nel perseguimento di interessi che incidono e si sovrappongono all’interesse generale della comunità.
Del resto, il prevalente orientamento della giurisprudenza contabile stabilisce proprio che il principio generale di redditività del bene pubblico può essere mitigato o addirittura escluso ove venga perseguito l’interesse pubblico equivalente o addirittura superiore rispetto a quello che viene perseguito mediante lo sfruttamento economico dei beni. Per tali emotivi, anche in riferimento all’articolo 118 della nostra Costituzione, è opportuno disciplinare le modalità di fruizione del proprio patrimonio immobiliare inutilizzato e non destinato a fini abitativi da parte dei cittadini, attraverso un apposito regolamento, che è un po’ più semplice e anche un po’ più ridotto rispetto a quello di prima.
Sono dieci articoli, che vanno a disciplinare l’oggetto del regolamento, i requisiti richiesti per l’eventuale assegnazione, le caratteristiche del comodato d’uso, tutti gli oneri e gli obblighi che nascono da un’eventuale assegnazione di un immobile e poi, infine, anche l’eventuale revoca e i controlli e le verifiche che il Comune andrà sempre a fare.
Quini, dovremo votare questo regolamento. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, consigliera Di Loreto.
Chi vuole intervenire? Procediamo allora a mettere a votazione.
Votiamo. Ci siamo tutti. Mettiamo a votazione il quinto punto all’ordine del giorno, relativo alla proposta n. 68 dell’11 novembre 2025, che ha come oggetto il regolamento per la concessione in comodato d’uso gratuito di immobili comunali ad organizzazioni associative senza scopo di lucro.
Chi è favorevole alzi la mano. Chi è contrario? Chi si astiene.
Votiamo l’immediata esecutività. Chi è favorevole alzi la mano. Chi è contrario? Chi si astiene? Grazie. Questo è stato votato a maggioranza.
Passiamo adesso al sesto punto all’ordine del giorno: “Definizione agevolata delle entrate comunali ai sensi dei comma da 102 a 110 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2025, n. 199 e approvazione del regolamento”.
Illustra il regolamento l’assessore Ranieri. Prego, assessore.
Speaker : ASS. RANIERI:
Sì, buonasera, Sindaco, consiglieri, cittadini in presenza e collegati, colleghi assessori. Preliminarmente, concordando col Presidente, una comunicazione. Abbiamo ricevuto un invito dal Lanciano Special, che sapete avere vinto il campionato regionale di nuovo quest’anno. A proposito, ha vinto anche la Vigor Lanciano del calcio a 5, che è passata, è salita in C 1. Ha vinto anche il campionato Under 19 regionale e ovviamente l’ha vinto anche il Lanciano FC, quindi in bocca al lupo a tutti. Il Lanciano FC ha rivolto un invito a tutti noi per giocare una… Il Lanciano Special, chiedo scusa, un invito… Non abbiamo le gambe per il Lanciano FC. Il Lanciano Special ci ha rivolto un invito a giocare con loro una partita sabato mattina, 2 maggio, al “Di Meco”.
Il consigliere La Scala si è reso disponibile a fornirci, diciamo così, le tute sportive. Dalle 9 e mezza, la partita si svolgerebbe dalle 10 e mezza alle 11 e mezza, ma sarebbe così, per stare un po’ insieme, un’oretta con loro. È una partita che si può giocare anche mista. È con loro, ma non è una partita. È un invito a stare con loro una mattina dalle 9 e mezza alle 11. Nell’ora in cui loro si allenano farebbero una partita con noi, per cui il Presidente mi ha chiesto di girare a voi tutti questo invito e speriamo diversi sabato. Venendo invece… Sabato alle 9 e mezza c’è il raduno, alle 10, 10 e un quarto. Alle 10 e mezza si dovrebbe giocare, al “Di Meco”. Poi il Presidente vi gira l’invito.
Venendo al motivo per il quale siamo qua, cerco di essere veloce. Siamo ad andare a regolare la cosiddetta rottamazione quinquies, che è stata prevista dalla legge di bilancio del dicembre scorso da parte del Governo nazionale. La rottamazione nazionale, lo dico per chi ascolta, dei tributi nazionali scade, l’istanza, il 30 aprile, mentre in questo regolamento noi abbiamo previsto, congiuntamente in Commissione, di darci un termine per i tributi al 31 luglio 2026; per cui nei prossimi tre mesi i cittadini potranno fare le istanze per definire in via agevolata…
Adesso io non so se ve lo devo leggere tutto, ma dalle facce mi dite di no. Vi faccio un riassunto, almeno l’indice. Almeno l’indice. All’articolo 1 si parla dell’oggetto del regolamento. All’articolo 2 oggetto della definizione agevolata. Per intendersi, lo dico più che altro per i cittadini, parliamo dei tributi locali che possono essere, tra virgolette, rottamati, quindi agevolati. Parliamo dell’IMU, dell’ICI, della TASI. Parliamo della TARIP, la TARES, la TARSU, la TOSAP, la COSAP, l’imposta sulla pubblicità, le violazioni al codice della strada, l’imposta di soggiorno, l’imposta sulla pubblicità, sanzioni amministrative non tributarie, oneri edilizi, canone unico patrimoniale, come è stato ridefinito recentemente, canone di occupazione suolo pubblico, servizi a domanda individuale. Questa è una novità, perché ci possiamo… Ho capito che devo fare in fretta. Va beh, insomma, la refezione scolastica e il trasporto.
Cerco di andare veloce, leggo almeno di indice per la regolarità dell’Aula. All’articolo 3 è prevista la procedura per la definizione agevolata. All’articolo 4 gli effetti della dichiarazione. All’articolo 5 il versamento degli importi dovuti. All’articolo 6 il perfezionamento della definizione agevolata. All’articolo 7 definizione agevolata nel caso di rateizzazione o dilazione in essere. Entrata in vigore all’articolo 8.
Lo dico brevissimamente perché vedo che non… Noi richiamiamo sostanzialmente all’articolo 5… Allora, cosa può essere definito? Tutto ciò, tutti i tributi previsti dal Comune dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 che siano stati notificati entro il 31 dicembre 2023 o resi esecutivi attraverso degli accertamenti fiscali a quella data lì. Abbiamo previsto in Commissione, ai fini della rateizzazione, di avvalersi del regolamento che questo Consiglio comunale aveva a sua volta all’unanimità deciso e previsto nel 2024, in particolare richiamando di quel regolamento gli articoli che vanno dal 23 al 26, che molto velocemente prevedono la possibilità di rateizzare anche fino a 96 rate, con un minimo di 50 euro a rata; in alcuni casi, con un ISEE inferiore a 20.000, anche fino a 120 rate.
Credo di avere detto il più velocemente possibile più o meno tutto. Ovviamente, cosa viene rottamato? Vengono rottamate la sanzione per intero e gli interessi al 100 per cento. Quindi sostanzialmente il cittadino va a pagare quello che avrebbe dovuto pagare illo tempore. Mi fermo qui.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie. La parola al consigliere Torosantucci.
Speaker : CONS. TOROSANTUCCI:
Grazie, Presidente. Buonasera a tutti. Questa definizione agevolata o rottamazione quinquies che ci apprestiamo a votare è una cosa che… Ovviamente io sto di continuo un po’ a rompere le scatole in merito a questa questione. Finalmente siamo arrivati in Commissione ad una quadra sul tutto, come ha spiegato benissimo l’assessore al bilancio e Vicesindaco. In Commissione ho fatto presente che va bene tutto. Giustamente bisogna farlo. C’è purtroppo un particolare che l’Amministrazione, ma non solo la nostra… Da 15 anni ci si porta dietro il fatto che, purtroppo, ai fini IMU non si riesce a coprire ciò che uno voleva, ma non è per colpa di nessuno, se non per il fatto che purtroppo in passato si è attesi… Rottamare la cartella, per esempio, del 2023 notificata vuol dire un’IMU del 2018, purtroppo, ma la norma è così. Non possiamo farci nulla. Parlo dell’IMU ovviamente.
Allora in Commissione feci presente anche un particolare, se c’era una modalità per poter ampliare questo spettro almeno a tutto ciò che sta nel 2023 anche non notificato. In questa fase so che non è possibile, anche perché, a leggere, in realtà diciamo che è prevista, ma nel nostro caso, purtroppo, non è possibile farlo sempre per la questione di squilibri di bilancio eccetera, eccetera. Lo dice anche la norma stessa ovviamente e quindi non possiamo farlo. Però, dico un però, a mo’ di…La butto lì, perché penso che si possa in qualche modo inquadrare. Non c’entra niente il regolamento, perché sennò l’avremmo messo lì sopra. Non so se sia mai possibile in qualche modo inserire, per esempio, nel bando… Io mi sono informato, penso che si possa fare. Purtroppo, ripeto, abbiamo sto problema dell’IMU dei cittadini che si tirano dietro cinque anni che rimangono sempre vuoti. La cosa è buona, ottima. Meno male che si fa, ma di IMU purtroppo abbiamo cinque anni di arretrati per i cittadini che rimangono un po’ così.
Mi chiedevo se, ad approvazione avvenuta, si poteva in qualche modo inserire, per esempio in uno schema di richiesta di adesione, la possibilità che il cittadino, per esempio, se si fa notificare gli anni, però volontà del cittadino ovviamente… Se si fa notificare gli anni fino al 2023 mancanti si possono cumulare insieme al resto. Ripeto, non c’entra niente con il regolamento, perché purtroppo non può essere messo lì, però penso che nello schema, verificato negli uffici e parlato con l’ente riscossore… Parliamo con l’ente riscossore se si può fare, l’ICA intendo, una forma di richiesta di adesione alla, chiamiamola, rottamazione dei Comuni, chiamiamola come vogliamo, però se è possibile inserire anche un suggerimento, non so come definirla ‘sta cosa. Quando un cittadino va presso l’ente per poter fare questa richiesta di adesione, nel contempo l’ufficio può proporre al cittadino se vuoi inserire anche… Tu hai scoperto pure il 2019, 2020, 2021, 2022, 2023. Parlo così così almeno ci capiamo. Se il cittadino vuole, si fa inserire anche questi anni, notificarli al momento, e inserire anche questi cinque anni. Non so se sono stato chiaro. Ripeto, purtroppo non possiamo… Se vado a leggere quello che dice la norma, dice che in particolare il Comune può individuare le entrate definibili, stabilire la misura della riduzione, azzeramento delle sanzioni e interessi, che il Vicesindaco ha appena spiegato, e dice pure estendere l’agevolazione agli accertamenti in corso e includere eventuali contenziosi pendenti.
Quindi io credo che al momento, visto che è scritto così, il regolamento non ci può stare, però se troviamo una forma di come preparare la bozza di richiesta di adesione, forse qualche cittadino… Perché noi ne parliamo, io ci penso per deformazione professionale, ma se parli con un cittadino neanche lo sa, neanche se ne accorge che ha questo problema. Io parlo di un problema serio, ecco perché, senza parlare di tutto il resto che dico sempre, ma è ai fini IMU che vanno rivisti sicuramente tutti i valori di mercato perché non stanno né in cielo né in terra a quelle attuali. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, consigliere Torosantucci. La parola all’assessore Ranieri. Prego, assessore.
Speaker : ASS. RANIERI:
Grazie. Allora, la risposta è sì, consigliere Torosantucci. Adesso provo a tradurre quel sì rispetto alla sua domanda. Chiaramente lei la fa da tecnico la domanda, ma non tutti hanno tradotto che cosa significa. Sta parlando del fatto che questa definizione agevolata è riferita alle notifiche che il cittadino ha ricevuto entro il 31 dicembre 2023 o agli accertamenti divenuti esecutivi entro quella data lì. Dell’elencazione dei tributi, IMU TARES eccetera, eccetera, il consigliere Torosantucci si riferisce al fatto che, mentre per la maggior parte dei tributi il processo notificatorio e di accertamento esecutivo è abbastanza in linea con i tempi, quindi ha un ritardo medio di un anno, due anni, per quanto riguarda il processo notificatorio a carico dell’IMU, ex ICI, in particolare quella tassa viaggia con un ritardo di 4, 5 anni, più 5 che 4. Questo per la verità è il problema che ha anche lo Stato anche sugli accertamenti dell’Agenzia delle entrate, tant’è che spesso ha anche… Ci portiamo dietro.
Allora, ai fini della domanda specifica, il consigliere dice noi andiamo sostanzialmente a far la definizione agevolata, sostanzialmente è così, di quegli accertamenti IMU, per venire all’argomento, del 2018 e del 2019, lasciandoci fuori tutti gli altri 2020, 2021, 2022, perché non sono stati notificati entro il 31 dicembre 2023 o non sono divenuti esecutivi entro questa data.
Si potrebbe, questa è la domanda del consigliere, fuori dal regolamento, dove non possiamo prevedere tutto ciò che è fuori dal 2023 perché la norma nazionale dà quello come limite, prevedere? Abbiamo, su sua richiesta anche in Commissione, interessato gli uffici del nostro concessionario alla riscossione e abbiamo trovato che potremmo dare una sorta di indirizzo, una linea di indirizzo che faremo certamente. Quindi, tutto ciò che è rottamabile perché notificato o divenuto esecutivo, quindi con riferimento all’IMU 2018-2019, se il cittadino l’ha ricevuto, si potrebbe a quel punto abbinare anche il nostro regolamento sulla rateizzazione per quelle imposte che non sono rottamabili e quindi fare anche la combinazione di due agevolazioni, una la definizione agevolata e l’altra questa della rateizzazione semplificata, ovvero laddove il cittadino sia così in buonafede, vada agli uffici e ricordi a se stesso e all’ufficio che non è stato ancora notificato l’accertamento e quindi voglia evitarselo e voglia tentare un ravvedimento operoso postumo anche di ciò che non gli è stato notificato.
In questo caso daremo questo indirizzo più o meno ad agevolare anche questa pratica in bonis, al fine di ridurre, ma non eliminare, le sanzioni e gli interessi su quello che non ha pagato e che non rientra in questa rottamazione, perché di questa rottamazione il vero vantaggio è che, rispetto al notificato, viene abbattuta al 100 per cento la quota di interessi e al 100 per cento la quota di sanzione.
È chiaro che non lo dobbiamo dire ad alta voce. Chi volesse, diciamo così, attendere eventualmente non è in quella buonafede che indicava il consigliere Torosantucci ma, se lo è, molto volentieri gli uffici riceveranno un’indicazione da parte dell’Amministrazione di fare una sorta di ravvedimento operoso anche fuori da questo regolamento e di poter riunire in un’unica rateizzazione sia quello che è rottamabile sia quello che non lo è.
Lo abbiamo già detto. Il dirigente D’Antoni è qui e può confermare che oggi stesso abbiamo già dato questa indicazione laddove venisse approvato questo regolamento, per cui da domani ci attiveremo, magari anche con una comunicazione scritta al nostro concessionario, laddove ovviamente venga approvato il regolamento.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, assessore Ranieri. Credo che possiamo mettere a votazione. Procediamo, quindi.
Mettiamo a votazione il sesto punto all’ordine del giorno, che corrisponde alla proposta di delibera n. 19 del 17 aprile 2026, che ha per oggetto la definizione agevolata delle entrate comunali ai sensi dei commi da 102 a 110 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2025, n. 199 e approvazione del regolamento.
Chi è favorevole alzi la mano. Chi è contrario? Chi si astiene? Nessuno.
Votiamo l’immediata esecutività. Chi è favorevole alzi la mano. Chi è contrario? Chi si astiene? Nessuno. Votato all’unanimità.
Passiamo al settimo punto all’ordine del giorno: “Riconoscimento legittimità debito fuori bilancio derivante da sentenza esecutiva del Giudice di pace di Lanciano, come da proposta di delibera n. 14 del 18 marzo 2026”.
Approfitto e leggo anche il punto n. 8, che è il riconoscimento, ai sensi dell’articolo 194, comma 1 del decreto legislativo n. 267 del 2000, della legittimità del debito fuori bilancio derivante da sentenza emessa dal Tribunale civile di Lanciano, come da proposta n. 17 del 26 marzo 2026.
Chiedo gentilmente all’assessore Danilo Ranieri di illustrarcele brevemente. Grazie, assessore.
Speaker : ASS. RANIERI:
Ci si riferisce alla sentenza n. 54/2026 del Giudice di pace, l’annullamento di una sanzione al Codice della strada che riguardava… Del 2 ottobre 2025, che riguardava sostanzialmente una infrazione allo stop. È stata annullata e ci comporta un debito fuori bilancio, quindi di rimborso al ricorrente, di 332 euro e 48 centesimi.
La seconda, invece, che sarebbe l’ultimo punto all’ordine del giorno, l’8, trattasi di una sentenza del Tribunale di Lanciano in cui il Comune si è difeso attraverso la propria garante assicurativa, ma la sentenza ci ha penalizzato. Si tratta di una insidia o trabocchetto, di un sinistro accaduto ad una cittadina in via Bellisario, che ha avuto riconosciuto dalla sentenza…Insomma, il totale per cui ci espone la sentenza è 9.000 circa, di cui il Comune di Lanciano deve rispondere per 8.000, che sarebbe la procedura sotto SIR. Adesso vi dico la cifra della compagnia assicurativa. La differenza la paga l’assicurazione. Adesso non ritrovo la cifra precisa, ma comunque 8.000 euro è la cifra che deve sborsare il Comune perché non coperta dalla SIR assicurativa.
Allora, 9.523,74 compreso il rimborso delle CTU e compreso il rimborso delle spese legali alla terza chiamata in causa, che era una società Open Fiber, che è stata ritenuta estranea ai fatti. Si trattava di un tombino. Al netto degli 8.000, quindi, la compagnia assicuratrice rimborsa 1.523 e il Comune deve gli 8.000 euro sotto SIR alla ricorrente. La sentenza è di quest’anno, tutto qua. Ovviamente c’è copertura e se ne propone l’approvazione.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, assessore. Allora, mettiamo a votazione singolarmente le due proposte. Quindi partiamo con la prima.
Mettiamo a votazione, quindi, il settimo punto all’ordine del giorno, che corrisponde alla proposta n. 14 del 18 marzo 2026: “Riconoscimento legittimità debito fuori bilancio derivante da sentenza esecutiva del Giudice di pace di Lanciano”.
Chi è favorevole alzi la mano. Consigliere D’Intino? Grazie. Chi è contrario? Chi si astiene? Nessuno.
Votiamo l’immediata esecutività. Chi è favorevole alzi la mano. Chi è contrario? Chi si astiene? Nessuno. Grazie.
Mettiamo a votazione l’ultimo punto all’ordine del giorno, il n. 8, come da proposta n. 17 del 26 marzo 2026: “Riconoscimento, ai sensi dell’articolo 194, comma 1 del decreto legislativo n. 267 del 2000, della legittimità del debito fuori bilancio derivante da sentenza emessa dal Tribunale civile di Lanciano”.
Chi è favorevole alzi la mano. Chi è contrario? Chi si astiene? Consigliere Caporrella, favorevole.
Votiamo l’immediata esecutività. Chi è favorevole alzi la mano. Tutti favorevoli, nessuno si astiene, nessuno contrario.
Ringrazio tutti i consiglieri comunali, il Sindaco soprattutto, gli assessori e poi il dirigente Mischiatti e il dirigente D’Antonio, questa volta ce l’ho fatta, e tutti. Soprattutto sabato ci vediamo in campo. Non ci vediamo per la partita? Volevo giocare pure io, va bene.
Ringrazio l’avvocatessa Fantini e soprattutto Fabio e Giacinto, che ci consentono il collegamento. Un caro abbraccio anche a Emilia, che è qui con noi. Grazie ai Segretari. Ci vediamo al prossimo Consiglio comunale e soprattutto grazie al pubblico che ci ha seguito qui in Aula e in collegamento.
Grazie a tutti.
