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CONTATTACI
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Buonasera. Chiedo alla dottoressa Colaiezzi di iniziare con l’appello. Grazie.
Speaker : SEGRETARIO COMUNALE COLAIEZZI MARIELLA:
Buonasera. SINDACO PAOLINI FILIPPO: presente ARUFFO RITA TERESA: presente BENDOTTI DORA ANNA: assente BENINTENDI PAOLO: assente CAPORALE DAVIDE LORIS: presente CAPORRELLA EUGENIO: presente CICCOCIOPPO CARLO: presente COTELLESSA PIERO: presente DELL’ANNA GIACOMO: assente DE RENTIIS FERNANDO: presente DI BUCCHIANICO GABRIELE: presente DI DIEGO ENZO: presente DI LORETO DALILA: presente DI NOLA RICCARDO: presente D’INTINO GIANLUCA: presente FURIA SERGIO: assente GALATI LORENZO: presente LA SCALA MICHELE: presente LUCIANI GIUSEPPE: assente MARONGIU LEO: presente MEMMO PAOLA: assente MISCIA MARUSCA: presente SCIARRETTA GEMMA: presente TOROSANTUCCI DONATO: assente VERNA GIACINTO: presente
Per la Giunta: AMOROSO CINZIA: assente BOMBA PAOLO: assente DI CAMPLI GRAZIELLA: presente PALMIERI ANGELO: presente PAOLUCCI TONIA: presente RANIERI DANILO: presente TROILO MARIA IDA: presente
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, dottoressa Colaiezzi.
Possiamo dare inizio al Consiglio comunale.
Buonasera a tutti, buonasera al Sindaco, agli Assessori e ai consiglieri, alla stampa presente. Ringrazio i cittadini presenti in sala e tutti coloro che ci seguono da casa.
Un caloroso e cordiale benvenuto al Presidente della SASI dottor Nicola Scaricaciottoli, che ha accolto il nostro invito, contribuendo a questo importante momento di confronto pubblico.
Abbiamo voluto convocare questo Consiglio comunale straordinario perché riteniamo che il tema della gestione del servizio idrico rappresenti una delle questioni più importanti e strategiche per il futuro della nostra città. Parliamo non solo di un bene essenziale, ma di un servizio pubblico fondamentale, che deve quindi garantire efficienza, qualità e tutela nell’interesse collettivo.
Parlare di acqua significa parlare della salute delle nostre famiglie, della tutela dell’ambiente, dello sviluppo del nostro territorio, dell’agricoltura, delle attività produttive e, soprattutto, della qualità della vita delle future generazioni. Significa affrontare con responsabilità una delle sfide più importanti del nostro territorio, quindi le scelte che saremo chiamati ad affrontare avranno degli effetti concreti sulla qualità del servizio, sugli investimenti infrastrutturali, sulle tariffe e sulla capacità dei territori di mantenere un ruolo centrale nei processi decisionali futuri.
Siamo quindi chiamati oggi ad approfondire percorsi di riorganizzazione della gestione del servizio idrico, che dovranno necessariamente essere coerenti con le normative vigenti.
Il Presidente Scaricaciottoli ci illustrerà il Piano trentennale, elaborato da una società esterna su incarico congiunto di SASI, SACA e ACA, che è un progetto che punta al rafforzamento della gestione pubblica del servizio nei territori interessati.
Per questo motivo, abbiamo ritenuto doveroso aprire un confronto serio, che sia trasparente e partecipato. Il nostro compito come amministratori è quello di comprendere fino in fondo quali saranno i vantaggi, le criticità e le prospettive delle diverse soluzioni possibili, mantenendo come punto unico di riferimento la tutela del nostro territorio e della comunità che rappresentiamo.
La presenza quindi del Presidente della SASI sarà utile non soltanto per fornirci dei chiarimenti tecnici, ma anche per aiutare tutti noi a comprendere meglio un modello gestionale che possa garantire magari una maggiore efficienza, sostenibilità e capacità di investimento nel medio e nel lungo periodo.
Come Amministrazione comunale, quindi, noi riteniamo importante che da questo percorso possa poi nascere - si spera - un documento condiviso e unitario, capace di esprimere quindi in maniera chiara l’indirizzo del nostro Comune rispetto a quelle che saranno le decisioni che dovranno essere poi assunte nei prossimi mesi in altre sedi.
Mi auguro che il dibattito possa svolgersi, come sempre abbiamo fatto, con spirito costruttivo, con rispetto reciproco e con il senso delle Istituzioni, che ci ha sempre guidato, nella consapevolezza che, quando si parla di acqua, si parla di un diritto primario per il futuro della nostra città.
Nel ringraziarvi ancora, passo la parola al Sindaco, che è il padrone di casa. Prego, Sindaco. Grazie a tutti.
Speaker : SINDACO PAOLINI FILIPPO:
Buonasera a tutti. Il termine padrone non mi piace, però lo accetto da Gemma.
Buonasera a tutti, Segretaria, Paolo Casulli, gli amici. Saluto il Presidente della SASI, che oggi è qui con noi.
Sul territorio sono stati ci molti incontri sul servizio idrico integrato, è emersa l’esigenza, come ci sottolinea il Presidente dell’ANCI, di trovare una posizione condivisa dei Comuni abruzzesi, i tempi sono molto stretti, in queste ore in Regione le due Commissioni I e II sono in riunione, quindi la nota dell’ANCI è arrivata all’11 maggio e ci chiedeva un parere entro il 13 maggio, quindi sarebbe stato molto complesso.
In realtà, avrei anche potuto mandare come Sindaco, avendo partecipato a più riunioni, una sorta di indirizzo, ma ho detto alla Presidente del Consiglio che era opportuno che la discussione sull’acqua avvenisse all’interno del Consiglio comunale.
La SASI ha sede a Lanciano, il Presidente è stato molto gentile ad accertare l’invito, per cui penso che sia opportuno in questo momento ascoltare la relazione del Presidente Scaricaciottoli e poi eventualmente aprire il dibattito tra noi. Se riusciamo a condividere un ordine del giorno, ben venga, altrimenti ognuno manterrà le proprie posizioni. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, Sindaco.
Approfitto per chiedere al Presidente... il microfono funziona, quindi problemi non ci sono.
Allora, Presidente, se ci vuole illustrare questo Piano trentennale, così cominciamo a capire come funziona.
Un attimo che le do la linea, che è ospite 1
Speaker : PRESIDENTE SASI SCARICACIOTTOLI NICOLA:
Buonasera a tutti. Innanzitutto vi ringrazio per aver avuto la possibilità di partecipare al vostro Consiglio comunale. È chiaro che come SASI questo problema lo stiamo affrontando da diverso tempo e l’ha affrontato anche il CdA che ha preceduto quello attuale. È proprio da quella situazione che nasce questo studio che abbastanza velocemente, perché ripercorrere tutto lo studio sarebbe, oltre che lungo, anche abbastanza noioso, perché è fatto di numeri che alla fine hanno importanza, ma non nella discussione che noi possiamo intavolare questa sera, poi magari se c’è qualche notizia particolare da recepire la diamo tranquillamente.
La genesi di questo studio. Quando si è iniziato a parlare di servizio idrico da riformare era perché sapevamo che nel 2027 sono in scadenza le concessioni di 5 Consorzi su 6, solo Gran Sasso ha la scadenza al 2031, quindi ovviamente l’ERSI non può rinnovare concessioni, benché l’Italia sia il Paese delle proroghe penso che non ci sarà questa volta una proroga, perché questa è una discussione che si porta avanti a livello nazionale, non è solo una cosa nostra, che stiamo vivendo e gestendo in Abruzzo, ma in tantissime Regioni italiane i Consorzi sono molto numerosi e soprattutto sono superiori a quelli che impone la legge, ossia almeno un numero pari a quello delle Province.
Sicuramente, quindi, questa strada che stiamo imboccando la stanno imboccando anche in altre Regioni e devo dire che dobbiamo fare anche velocemente le nostre scelte, perché i tempi sono molto contingentati.
Non è il caso di dire di chi sia la colpa di essere arrivati a un anno e mezzo dalla decisione di quello che potrà essere il futuro dei Consorzi in Abruzzo, però purtroppo questa è la situazione e a questa dobbiamo adattarci.
Nel 2024, il precedente CdA ha affidato alla società AGENIA, che è una delle società a livello nazionale più importanti che si occupa di questi settori di possibile creazione di Newco o di aggregazione di vari Consorzi, per avere una risposta che essenzialmente doveva esprimerci la possibilità se una società, che poi loro avrebbero individuato di quale tipo, composta da 3 Consorzi, ACA, SASI, e SACA, avrebbe avuto la possibilità di esprimere la richiesta di un affidamento in house del servizio, perché alla fine il nocciolo reale della situazione è questo: riuscire a trovare una soluzione che possa esprimere la capacità di avere un affidamento in house.
Ovviamente, ci sono state interlocuzioni con l’AGENIA, abbiamo dato i nostri dati, abbiamo dato i nostri bilanci, quindi loro, sulla conoscenza di tutti i dati che le 3 società hanno fornito, hanno dato origine a questo studio.
Le cose che si chiedevano erano due: una possibile aggregazione che avesse le capacità di poter richiedere la gestione in house e che tipologia di aggregazione avremmo dovuto perseguire per poter avere queste condizioni, perché i modi di associarsi o fondersi sono innumerevoli, quindi abbiamo chiesto quale fosse la soluzione migliore per la situazione in cui erano queste tre società.
Ci hanno dato una prima bozza di risposta a febbraio di quest’anno, 2026... scusate, a novembre 2025, poi abbiamo apportato delle modifiche perché volevano dei dati aggiornati, quindi ci hanno dato una nuova soluzione a febbraio, erano in un momento di stanca e, proprio in virtù del fatto che dovevamo andare a decidere cosa fare, abbiamo sollecitato la risposta definitiva, che ci è pervenuta a marzo 2026.
Da quel momento abbiamo cominciato chiaramente ad esaminare noi la situazione e poi abbiamo fatto in modo che tutti i Comuni avessero un sunto con la parte più importante di questo studio, per poter cominciare a farsi un’idea di quella che poteva essere la soluzione proposta.
Per farla breve, loro hanno individuato che per queste tre società la soluzione migliore, che possono perseguire per aggregarsi, è la realizzazione di una società consortile, una società consortile che però deve avere delle caratteristiche particolari, perché il servizio idrico integrato non è un’azienda che può prescindere dal territorio e dal territorialismo, perché fare una consortile mettendo tutti assieme non avrebbe senso se poi un tecnico o un qualsiasi operatore della SASI deve andare a lavorare, ad esempio, a Pescara, dove non conosce le situazioni, non conosce le reti, non conosce le infrastrutture.
Questa società consortile è stata quindi pensata da AGENIA in due tronconi, il vertice, che è la società consortile vera e propria, che prende la gestione di tutto il gruppo, della Newco (io preferisco usare termini italiani, perché mi ci ritrovo di più), quindi la società consortile dovrebbe gestire tutta la parte gestionale del gruppo, lasciando sotto di sé 3 SOT, le Società Operative Territoriali, che sono quelle che poi resterebbero sul territorio a operare per quanto riguarda realizzazioni, manutenzioni, lettura, gestione commerciale, recupero crediti e quant’altro, tutte quelle attività che sono delegate esclusivamente all’ambito territoriale.
Anche qui, questa è un’indicazione di massima, perché io lavoro nel campo dell’ingegneria, ma se in mezzo a voi c’è gente che lavora invece nel campo della finanza o delle società, si renderà conto che anche qui per fare una società consortile con delle società SOT si possono istituire 50.000 forme, 50.000 tipi di rapporti, quindi sarà il futuro, quello che dovrà essere esplicato e studiato nel momento in cui intanto si è deciso quanti siamo e cosa vogliamo fare, dopodiché si passerà a questa parte, quindi in questa fase la società AGENIA ha evinto una società consortile di vertice con tre SOT che operano sul territorio.
Qual è la peculiarità di questa società? La società consortile gestisce innanzitutto le riduzione della frammentazione gestionale, perché accomuna a sé tutte le gestioni dei vari Consorzi attuali per quanto riguarda le competenze, quindi servizi tecnici della società, servizi di progettazione di macro livello, servizi che si possono gestire in forma associata.
Il secondo punto positivo di questa società consortile qual è? È l’accesso più agevole ai finanziamenti. È ovvio che oggi come oggi, se la SASI deve accedere ai finanziamenti, vi accede con un bilancio che gestisce 45 milioni di euro di fatturato all’anno, se ci si presenta in tre, stiamo parlando di 140, 150, 160 milioni, è ovvio che la credibilità è maggiore, quindi si può avere una facilità di finanziamento per gli interventi da fare sicuramente maggiore.
L’ottimizzazione della tariffa. Questo è un punto un po’ controverso, nel senso che è ovvio che c’è un’ottimizzazione della tariffa, però bisogna fare in modo che tutte le operazioni della società consortile vadano a buon fine, perché è ovvio che, se accentro le competenze, accentro gli uffici e tutte le altre cose che vedremo in seguito che con la società consortile dovrò fare, avrò dei risparmi, questi risparmi automaticamente andranno a finire in tariffa e quindi porteranno ad una riduzione delle tariffe.
Perché dico che è controversa? Perché io vengo, nella mia esperienza da Sindaco, da un pregresso di Unione dei Comuni, che doveva essere una forma consortile, però male applicata. Perché? Perché abbiamo fatto dei nuclei centrali di individuazione delle problematiche, lasciando però quelle ai Comuni, quindi, in effetti, abbiamo fatto un raddoppio.
Tutto ha funzionato fino a quando ci sono stati i finanziamenti statali, ma quando si sono spenti, le problematiche sono venute al pettine. Anche in questo caso, noi dobbiamo pensare che potrà avvenire una riduzione delle tariffe se si faranno effettivamente gli accorpamenti di uffici direzionali e uffici che possano essere accorpate. Faccio un esempio: non si può pensare di fare una società consortile con 3 società, ognuna delle quali fattura per conto suo, oppure ognuna usa un programma di fatturazione, ma sarà un punto centrale a fare la fatturazione per tutti.
Questo significa parlare di riduzione della frammentazione gestionale e, di conseguenza, viene fuori l’ottimizzazione della tariffa.
L’altro punto positivo qual è? È la maggiore forza contrattuale. Oggi facciamo contratti ad esempio elettrici nell’ambito Consip o in altri ambiti con altri gestori, certamente la nostra forza contrattuale non è la stessa che avremmo se fossimo 3, 4, 5 o 6 Consorzi assieme che vanno a comprare milioni di chilowattora, e questo vale per l’energia elettrica, ma vale per le attrezzature, per i materiali utilizzati, i tubi e quant’altro. La forza contrattuale maggiore permette di avere sicuramente un contenimento della spesa che si ripercuote sulla bontà delle società.
La maggiore capacità di pianificazione. Faccio l’esempio della SASI: la SASI, non gestisce solo sue sorgenti, ma l’acqua che noi diamo ai cittadini a volte proviene da altri gestori, noi sull’ortonese, in quella zona, preleviamo acqua che acquistiamo all’ACA, nella zona del vastese abbiamo acqua che acquistiamo all’ARAP, perché non abbiamo sorgenti che possano garantirci la copertura di tutti gli abitanti da noi gestiti.
È ovvio che, se queste società diventano un’unica società, ci sono delle situazioni sinergiche che ci permettono di avere una maggiore gestione.
Vi cito un esempio: nell’ultimo problema di carattere metereologico che ha generato il disastro soprattutto nel vastese, le condotte della bonifica e dell’ARAP sono andate in crisi, perché una parte della condotta in cemento, che era sul Trigno, è stata completamente divelta, per cui ci sono state situazioni gravi di mancanza di acqua, dovute appunto a questo evento.
La condotta in quel caso è gestita dall’ARAP, noi prendiamo acqua per San Salvo e per Vasto in parte dall’ARAP, però l’ARAP anche dei contratti, ad esempio, con la Pilkington o con altre aziende presenti nell’area industriale Vastese di San Salvo. Nel momento in cui è stata ridata parzialmente, per quello che si poteva dare, quando è stato autorizzato il prelievo a Fonte Fracida sul Trigno, non hanno ridato tutti i litri necessari che normalmente l’ARAP gestisce in parte per noi, in parte per l’industria, e lì c’è stata una conflittualità tra i Comuni e le industrie, perché le industrie è vero che ne hanno bisogno per lavorare, però noi ne avevamo bisogno per gestire i cittadini serviti.
Lì c’è stata quindi una dipendenza dall’ARAP per vedere come gestire. Loro avevano due contratti, teoricamente avrebbero dovuto dare equiparazione a questi due contratti, questo in parte non si è verificato. È ovvio che invece, se siamo una società grande, c’è una maggiore capacità di pianificazione e si può anche pensare di fare delle reti che si sganciano da altre situazioni.
Problemi con l’ACA non ne avremmo avuti, ma anche l’ACA, quando ha chiuso per i lavori che avete visto PNRR su Pescara per tre giorni, anche noi siamo andati in sofferenza, perché abbiamo delle situazioni nella zona dell’Ortonese o di Guardiagrele dove prendiamo acqua dall’ACA, che ci ha detto "signori miei, non vi possiamo dare i litri al secondo che vi diamo normalmente, vi diamo qualcosa di meno", quindi anche lì c’è un discorso gestionale che va rivisto.
C’è poi un altro discorso, la standardizzazione dei processi. La standardizzazione dei processi porta sicuramente a delle economie di scala, perché se tutti i lavoriamo allo stesso modo, se tutti lavoriamo con gli stessi programmi, se tutti lavoriamo con gli stessi regolamenti e con gli stessi protocolli, ovviamente c’è anche una capacità di intercambiabilità di personale che ci permette di gestire meglio diverse situazioni.
Abbiamo quindi questa società consortile che in effetti fa tutto questo, dovrebbe accentrare tutta la parte decisionale.
Il discorso delle SOT è diverso, perché è chiaro che qui non possiamo prescindere dalla territorialità dell’operatività, quindi le competenze che sono affidate alle SOT quali saranno? Saranno quelle delle società manutentive gestionali degli impianti, le piccole progettazioni legate a fattori locali o a fattori di cui magari noi siamo a conoscenza, ma la società consortile non potrà sapere intesa come vertice, perché non sta a contatto diretto con i cittadini come ci stiamo noi.
La gestione e il controllo delle infrastrutture dovranno quindi rimanere alle SOT, le attività di manutenzione, l’attuazione dei piani operativi e dei piani di lavoro, l’aggiornamento dei piani industriali, perché è vero che il piano industriale sarà una questione che verrà gestita dalla società consortile, ma saranno le SOT che dovranno dare indicazioni su come preparare e concertare un piano operativo che abbia le caratteristiche di potersi calare in modo univoco e uniforme sul territorio, perché le esigenze sono diverse, i territori sono diversi.
Se facciamo, ad esempio, il rapporto tra la nostra società e quella dell’ACA, è lampante il discorso che ci sono situazioni dove l’ACA con un chilometro di linea serve 2000 utenti. Noi, se andiamo a San Buono o a Carpineto Sinello, con un chilometro di linea, serviamo 4 o 5 famiglie, quindi è chiaro che i rapporti sono diversi, quindi bisogna anche calarsi, quando si fanno le progettazioni industriali, in queste problematiche, e queste può evidenziarle solo la SOT, non può evidenziarle la società consortile al vertice.
Tutta la gestione dell’attività amministrativa. Se devo fare un reclamo, se ho bisogno di fare un allaccio, se devo fare una voltura per un’utenza, è logico che devo avere sul territorio quantomeno le stesse strutture che ho oggi, per potermi rapportare all’utenza, alla cittadinanza in modo diretto. Non posso dire a un cittadino di Lanciano "l’ufficio adesso sta a Pescara" o a un cittadino di Pescara o Spoltore "guarda che devi andare a Lanciano".
Ho fatto questa distinzione per un motivo molto semplice, perché una delle polemiche che si innescano tra i vari ambiti è quella secondo la quale tutto dovrebbe essere fagocitato da Pescara, ma uno viene fagocitato se non sa porre in essere i propri diritti e difendere le proprie cose, perché qui nessuno può fagocitare, soprattutto quando parliamo di acqua nessuno può fagocitare niente, però giustamente, se poi uno si mostra inerme e si lascia fagocitare, è un altro discorso.
In ultimo, l’implementazione della gestione dei servizi comuni e l’attuazione dell’affidamento di attività e servizi. Perché dico attività e servizi? Perché la società consortile potrebbe - nel tempo, ovviamente - sviluppare anche un altro tipo di attività, che è quella di essere una società multiservizi. In altre Regioni italiane questo è stato fatto.
Questa dovrebbe essere la situazione progettuale fornita dall’AGENIA per il nostro territorio, partendo dal discorso che tre sono le società che si sono interessate e hanno chiesto di poter avere uno studio per sapere se avessero i piedi per camminare. Questa, secondo me, è la cosa più importante, perché parliamo tanto di acqua, ma, al di là di tutti questi problemi, il problema unico, la ragione madre per cui noi dobbiamo difendere questi Consorzi è la natura della gestione dell’acqua, perché l’acqua è pubblica e resterà sempre pubblica, ma la gestione potrebbe diventare privata, e tutti, sia i Consorzi, sia i Comuni, sia i rappresentanti dei Comuni e delle Istituzioni con i quali ho avuto modo di confrontarmi, hanno sempre sostenuto come unicità di pensiero questo, che la gestione dell’acqua debba essere pubblica.
Perché dico questo? Perché ritorniamo al punto dal quale siamo partiti: la cosa importante è che, qualunque sia la soluzione che andremo a caldeggiare, a definire o a portare in essere, abbia sicuramente la capacità di poter avere l’affidamento in house, ma deve averla realmente, dobbiamo fare i test, le prove, andare a spulciare tutto quello che dovremo spulciare su un possibile Consorzio, perché siate certi che il giorno dopo che il Consorzio verrà fatto, ci sarà il ricorso delle società Hera, Acea, A2A e, se noi facciamo una società consortile di facciata, la smontano in due secondi! Questo è quello a cui dobbiamo tendere.
Alla fine, lo studio si conclude (dobbiamo dirci le cose con estrema chiarezza) facendo una proiezione su quella che potrà essere nel tempo la capacità gestionale e finanziaria del Consorzio, considerando l’aggregazione come moltiplicatore di valori, ma non hanno fatto altro che prendere un investimento del l’1,1 per cento e proiettarlo a 30 perché il piano industriale deve essere minimo trentennale, perché la nuova concessione che verrà rilasciata al Consorzio che sia è trentennale, quindi in base a questo algoritmo che hanno trovato, ovviamente in funzione anche dei nostri bilanci (quando dico nostro intendo delle tre società), hanno previsto investimenti possibili nel 2026-2056, nel trentennio, di 1,83 miliardi di euro.
Questo è un numero che può essere vero e dobbiamo prendere per vero, perché viene fuori da uno studio di carattere finanziario, però, signori miei, dobbiamo dirci anche un’altra cosa, che può essere vero in difetto, ma può essere vero in eccesso, cioè se si chiude lo Stretto di Hormuz avete visto che cosa succede, questo studio riguarda gli investimenti e oggi facciamo studi sugli investimenti a un anno è anche troppo, ma ci limitiamo a 3 anni, perché oggi le condizioni della finanza nazionale e internazionale sono estremamente volatili. Noi siamo passati per il Covid e avete visto cosa è successo, adesso si parla dell’Hantivirus, che, se porterà le stesse problematiche del Covid, a livello di investimenti non potremo far fede a 1,83 miliardi di euro di investimento, però, se noi ragioniamo, come loro hanno ragionato, sulla costituzione della società, sull’aggregazione, sicuramente staremo meglio di come potremmo stare da soli, fermo restando che oggi come oggi nessuno dei Consorzi presenti in Abruzzo ha la possibilità di avere l’affidamento in house da solo.
Io non voglio essere polemico, però ci sono Consorzi che pensano di essere i migliori, ci sono situazioni che, se andiamo a leggere tra le righe come noi abbiamo fatto e come l’ERSI farà, perché dovrà farlo, nelle situazioni di bilancio non è tutto oro quello che luccica.
Posso dire anche un’altra cosa. Sono arrivato da un anno in questa società, questa è una società che ha vissuto anche tempi brutti, ma ne è uscita con le proprie forze, non ha avuto bisogno di ricorrere a concordati preventivi al 40 per cento, non ha avuto bisogno di non pagare imprese o di pagarle al 40 per cento, quindi, come dico sempre, non facciamoci ingannare da quello che vogliono propinarci, perché quando la Ruzzo dice che loro possono fare tutta, la multi utility, lo vedremo.
Se dobbiamo andare a fare questi Consorzi, dobbiamo entrare noi, oltre all’ERSI, in quei bilanci, in quelle gestioni, perché poi saremo noi a sapere come stiamo, a sapere che le nostre tariffe sono vere, il nostro è un bilancio vero, andare a fonderci con altri, scusate, è una parola non corretta, a consorziarci con altri è una cosa... però queste sono cose che verranno nel futuro.
La posizione della SASI oggi. Come CdA siamo stati auditi in Commissione regionale, I e II Commissione, un mese fa, abbiamo esposto che avevamo questo piano, che avevamo ricevuto da poco, che l’avremmo sottoposto all’attenzione dei Sindaci, perché prendere una posizione ufficiale da parte della SASI, siccome è un’operazione di carattere straordinario, non può essere presa dal CdA in base alle proprie competenze o in base ai propri sentimenti, deve essere espressa tenendo conto di quello che vuole l’Assemblea dei Sindaci, perché la cosa che dobbiamo sempre ricordare è che le reti sono dei Sindaci, la SASI è dei Comuni, il CdA è un Ente che gestisce, ma chi esprime la titolarità delle reti nella SASI sono i Comuni.
Espresso tutto quello che è stato fatto dal precedente Cda e da questo CdA, abbiamo illustrato, così come stiamo facendo questa sera con voi, quello che questa società ci ha detto, che comunque è un punto di partenza, per dire che non sta a noi decidere la soluzione a 1, a 2 o a 4, quello che possiamo dire è che questo studio, che è stato commissionato dalle 3 società, ci dice che, se facciamo questo, potremmo avere i requisiti per avere l’affidamento in house.
Ci sono altre soluzioni? Lo deciderà la politica a livello regionale e lo decideranno i Sindaci all’interno di ogni Consorzio. Questa è la nostra posizione, quindi questo lo abbiamo ribadito – ripeto - in audizione in Commissione.
Peraltro, ieri pomeriggio abbiamo avuto un incontro in sede SASI, ho voluto che si facesse a Lanciano perché avevano caldeggiato questa riunione a Pescara, ma ho detto "no, lo facciamo a Lanciano", con i CdA di ACA e SACA, per vedere a che punto siano. La SACA è il gestore più piccolo dei tre, quindi è quello che a livello di risorse umane all’interno della società è messo peggio, per cui si accoda.
L’ACA, invece, rispetto invece a questo discorso è molto più avanti, nel senso che hanno già commissionato uno Statuto, quindi sono avanti. Ieri ho tenuto a precisare che possono fare tutti gli Statuti di questo mondo e hanno fatto bene, però lo Statuto di un eventuale Consorzio, che sia a 3, a 6 o a 300, va fatto in comunione, con la gestione di tutti i Consorzi aderenti perché ognuno deve dire la sua, nessuno può permettersi di far trovare il piatto apparecchiato agli altri.
Questo per riportarvi le ultime di cui sono a conoscenza, per il resto vedremo. Ho detto "avete lo Statuto, fatecelo avere, intanto cominciamo a vedere, guadagniamo tempo se sarà questa la soluzione che la Regione o i nostri soci decideranno, però sappiate che su questo Statuto, se riteniamo, metteremo le mani".
Un’altra cosa. In un’intervista ultimamente ho detto che si spara facilmente sulla SASI, perché è un bersaglio grosso e quindi è facile colpirlo, però voi dovete sapere anche altre cose che magari non passano come informazioni. A settembre ho ricevuto la visita del Presidente ACA, che veniva a chiedere alla SASI di fare la fatturazione per loro, perché hanno problematiche di fatturazione. Noi oggi stiamo stringendo dei rapporti perché mettiamo il nostro Ufficio acquisti e gare con la SACA, andrà uno o due giorni alla settimana sulla SACA per fare...
Quando le altre società hanno bisogno di fare le gare, si appoggiano alla SASI, perché ha un settore in grado di fare gare di un certo livello e quindi si riconoscono in noi per avere un aiuto.
Noi abbiamo gestito e stiamo gestendo oltre 50 milioni di PNRR, con gare preparate all’interno, con progettazioni preparate all’interno dai nostri uffici. Adesso che c’è stato l’ampliamento del PNIISSI per ulteriori finanziamenti, c’era la scadenza di presentazione alle 12.00 di un lunedì (onestamente non ricordo quale) di aprile e noi siamo stati l’unico Consorzio che ha presentato un progetto per 12 milioni di euro fatto autonomamente e presentato nei tempi giusti, altri non l’hanno presentato oppure sono dovuti ricorrere ad altre forme di progettazione, onestamente non so se abbiano fatto in tempo a presentarlo.
Potremo avere quindi tutti i difetti di questo mondo sul territorio, questo è innegabile, anche se è confutabile per alcune cose, però nei confronti degli altri i Sindaci della SASI possono tranquillamente andare a testa alta, perché questa società non è inferiore a nessuno degli altri 6 Consorzi presenti in Abruzzo (permettetemi di dirlo perché mi sembra anche un vanto per voi, che fate parte di questa società, e certe cose vanno dette e devono essere conosciute).
A questo punto, penso di aver detto quello che voi volevate sentire su questa cosa, ma per qualunque cosa possa essere di aiuto per favorire la vostra decisione o i vostri interventi sono a disposizione.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, Presidente.
Chi vuole fare domande può prenotarsi, così cerchiamo di capire meglio la situazione.
La parola al consigliere Caporrella. Prego.
Speaker : CONS. CAPORRELLA:
Grazie, Presidente, saluto tutti i presenti, un ringraziamento particolare al Presidente, ingegner Nicola Scaricaciottoli.
Credo che l’ingegnere ci abbia spiegato bene il funzionamento, io ho della titubanza in merito e sono certo che la SASI sia un patrimonio che va rispettato e che abbiamo anche l’obbligo di difendere.
Da quello che ho capito, però, una delle caratteristiche importanti è la situazione economica che i Consorzi oggi hanno, perché da quanto risulta dalle norme che ho avuto modo di leggere nel momento in cui c’è una deficienza da parte di una struttura, si mette a rischio l’intera operazione, perché, come ben diceva prima, ci saranno sicuramente privati che impugneranno sia la legge, sia le eventuali formazioni di ambiti.
Siccome questo è il dubbio, chiedo a lei di specificarci bene questo passaggio,, perché se la problematica della bancabilità dei vari Consorzi può essere oggetto di attacco sull’intera struttura e quindi essere costretti, a livello regionale, a mettere a bando pubblico, secondo me ci troviamo in una bella situazione, o meglio in una brutta situazione, perché se ho ben capito, le 2 società che si sono sedute insieme al tavolo, pur avendo i problemi che lei ha sollevato perché sappiamo tutti dalla situazione dell’ACA, però ad oggi ci sembra che sia bancabile, idem per la SACA, quindi questa capacità ci viene riconosciuta per poter andare avanti sotto questo aspetto.
È chiaro che situazioni che si possono verificare anche a seguito delle situazioni mondiali che portano ad una complicanza anche a livello locale potrebbero rimettere in discussione tutto.
A questo punto, la domanda è: dove c’è una difficoltà economica, l’intera struttura può essere rimessa in discussione da parte del privato? Io vorrei capire questo passaggio, perché se così come ho interpretato la legge (mi corregga se sbaglio) da oggi in poi tutti gli investimenti che si andranno a fare non potranno essere, come si è fatto fino ad oggi, trasferiti direttamente sulla bolletta dell’utente, bisogna avere la capacità economica a monte per poter svolgere gli investimenti, la ristrutturazione dell’intera società, perché, se così fosse, correndo un grosso rischio.
Speaker : PRESIDENTE SASI SCARICACIOTTOLI NICOLA:
Per quanto riguarda la bancabilità, oggi, ovviamente, noi non conosciamo la situazione, possiamo intuirla, nel senso che sappiamo la nostra situazione e posso assicurare che il bilancio che abbiamo approvato in CdA e che andremo a presentare il prossimo mese ai soci è un bilancio pulito, che presenta anche delle situazioni di prudenza non dico esagerate, ma giuste per il momento, e comunque è un bilancio sano.
L’ACA viene da una forma concorsuale, per cui è chiaro che in questo momento ha un bilancio che ritengo debba essere considerato sano, anche perché ha richiesto e ottenuto, anche se mi dicono non utilizzato per il momento, un mutuo BEI di 30 milioni e avere un mutuo BEI non è una cosa estremamente semplice, quindi questo dice che evidentemente in questo momento la situazione bancabile è sana.
La SACA, da quanto ci risulta, pur essendo una società piccola, non ha grossi problemi, ma queste sono tutte cose che verranno esaminate se il discorso va avanti, nel momento in cui dovremo fare questa nuova consortile, per la divisione delle quote, perché poi si innesca tutto un discorso di carattere economico-finanziario, di cui onestamente posso farmi un’idea se me lo spiegano, ma in questo momento non sono in grado di entrare.
Comunque nella tariffa c’è sempre la voce che tiene conto degli investimenti, quindi anche i futuri investimenti per una certa parte ricadranno in tariffa, non tutti, come oggi, però una parte.
Voler andare insieme oggi non dobbiamo considerarla solo una scelta, è anche una necessità per il fatto che da soli non possiamo andare. Se fossimo 4 Consorzi e avessimo le caratteristiche per avere l’affidamento in house, avremmo potuto dire tranquillamente "signori miei, restiamo come stiamo, siamo nelle norme della legge, andiamo avanti", ma non possiamo permettercelo, per cui da 6 dobbiamo passare minimo a 4, ma già si è visto che il discorso delle Province, che era un discorso molto dibattuto e per certi versi poteva essere anche molto funzionale (siamo tutti addetti ai lavori, è inutile rifare lo stesso discorso dei rifiuti e quant’altro.) purtroppo, per come stiamo, non è perseguibile.
Faccio un esempio molto semplice, che è quello della SASI, perché il problema Province in qualche modo, benché appetibile, benché bello, perché potesse essere forse anche più funzionale dal punto di vista della gestione, oggi come oggi, se avessimo dovuto fare l’ambito provinciale, avremmo dovuto avere come soci, quindi includere nella SASI Comuni come Chieti, Francavilla, San Giovanni Teatino e tutta la Val di Foro, cioè stiamo parlando di 120-130.000 utenze, che significherebbe quasi raddoppiare la gestione SASI, con tutti i problemi che ne conseguono.
Anche questo non sarebbe un problema, perché comunque uno si attrezza e le cose, se sa farle, le fa comunque, come le fa per 2 le fa per 4. I problemi sono di carattere gestionale intesi come materia prima, intanto avremmo dovuto fare un discorso di ridistribuzione dei confini per quanto riguarda il Consorzio, quindi i tempi sarebbero stati molto lunghi, ma non avremmo avuto acqua per questi Comuni, perché questi Comuni sono serviti da sorgenti che sono dell’ACA, o meglio gestiti dall’ACA, quindi avremmo dovuto comprare acqua all’ACA per gestire i nostri Comuni.
Se devo fare un discorso di affidamento in house o devo fare un ricorso e sono l’Acea, la prima cosa che dico è "scusate, avete dato la gestione in house alla SASI e deve comprare l’acqua, perché non ha nemmeno l’acqua per poter gestire i suoi utenti!".
Stiamo parlando di questo discorso di Consorzi, perché è una necessità, non è una scelta, perché se avessimo potuto scegliere, probabilmente saremmo rimasti come stavamo, perché con dei correttivi, con il fatto di lavorare meglio, di fare tante cose avremmo potuto crescere e migliorare.
Noi abbiamo la necessità, perché la legge oggi ci impone di non essere più SASI come siamo oggi, poi è chiaro che potrebbero esserci problemi di bancabilità. Io dico questo: se non ci sono nel momento della costituzione e la gestione è corretta, non devono esserci nemmeno dopo, perché ci sono i controlli analoghi, c’è il controllo dei Sindaci, c’è il controllo delle assemblee, poi tutto può succedere, però in una corretta gestione, se siamo buoni oggi, saremo buoni anche domani.
Non so se ho risposto, ma, se ho dimenticato qualcosa, me la ripropone. Va bene.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, Presidente.
La parola al consigliere D’Intino, prego.
Speaker : CONS. D’INTINO:
Grazie, Presidente.
Mi scusi, Presidente, io non ho capito una cosa, perché rispetto alla domanda del consigliere Caporrella, che era molto precisa, mi è sembrato almeno di aver capito che, se sono tre società che si consorziano e una delle tre non è bancabile, salta tutto il Consorzio, quindi quell’affidamento in house viene meno. Quella era la domanda, o ho capito male?
Detto questo – finisco - lei ci ha spiegato che c’è stato uno studio di una società privata, che ha dichiarato, su domanda precisa delle società, che queste società hanno la capacità di fare un affidamento in house, quindi se queste società hanno la capacità di fare un affidamento in house e una delle tre non è bancabile noi non lo sappiamo.
Lei ha detto che noi conosciamo il bilancio di SASI, si presuppone che quello di ACA, visto che c’è un mutuo BEI da 30 milioni, sia buono, la SACA che è piccola, come ha detto prima, sembrerebbe che sia tutto okay, quindi non ho capito se questo studio certifica che questo affidamento in house vada a buon fine oppure forse?
Seconda domanda: perché a questo punto SACA all’interno di questo Consorzio, quindi perché c’è una società piccola che potrebbe creare eventualmente dei problemi e comunque è una società che è in un territorio che esclude la Provincia di Chieti e Pescara?
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie.
Solo un attimo per la parola e il microfono, prego.
Speaker : PRESIDENTE SASI SCARICA CIOTTOLI NICOLA:
Per quanto riguarda il discorso della bancabilità, questo studio non è una certificazione, è uno studio che proviene dai bilanci che questa società ha prelevato dalle varie società o dai siti preposti, perché oggi si può accedere tranquillamente a qualsiasi bilancio, quindi con questi numeri loro dicono "questa è una strada che potete perseguire".
Dopodiché questo non è Vangelo, né noi, ammesso che fossimo in tre, ma io non mi fossilizzo su questo, perché alla fine potrebbe uscire anche un discorso a sei, oggi stiamo su tutte le ipotesi, perché l’unica cosa che è stata sicuramente scartata è a 4.
Chi veramente farà sì che questa società consortile si possa fare e l’ERSI, perché è l’ERSI, che è gestore dei Consorzi, che dovrà fare tutto quanto è in suo potere per poter certificare (in questo caso si può usare la parola alla quale faceva riferimento lei) che 1, 2 e 3 sono ok, e, se lo sono al momento della costituzione, il cerchio si chiude, perché c’è l’affidamento in house.
È ovvio che tutto quello che succede dopo è la trafila di una normale società e abbiamo visto società bellissime fallire e società piccolissime diventare grandissime, quindi poi è una questione di gestione, però la partenza in ogni caso è affidata all’ERSI, che deve certificare e gestire, quindi andrà a fare le pulci a quei bilanci.
Questo sulla prima, poi mi chiede perché la SACA. La SACA nasce (non la SACA in quanto società, il perché della SACA assieme a noi) dal discorso che è stata presentata una proposta di legge un anno e mezzo fa, che prevedeva la divisione dell’Ambito, perché oggi la Regione Abruzzo ha un solo ambito, in due sub-Ambiti. Nel tracciare questa linea di demarcazione, chi ha presentato questa proposta di legge ha scelto di dire che un’ipotesi potesse essere i tre che sono sul versante Maiella e hanno le sorgenti sulla Maiella, gli altri tre che hanno sorgenti sul Gran Sasso, quindi una scelta di carattere geografico. Questo è il motivo per cui la SACA sta in questo.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie. Avevo visto il consigliere La Scala... no, ha già risposto indirettamente alla domanda, perfetto, quindi aveva già capito e ci ha anticipato.
La parola al consigliere Caporale. Prego.
Speaker : CONS.CAPORALE:
Grazie, Presidente. Buonasera, Sindaco, Assessori e consiglieri.
Grazie per la presenza innanzitutto. Prima di fare l’intervento, volevo fare due domande gentilmente, perché sta parlando come se la cosa fosse già decisa: c’è una legge nazionale, è qualcosa che ci viene imposto, che deve essere fatto per forza o è una necessità? Perché molte volte i cittadini ascoltano l’intervento di un’Amministrazione comunale e sentono che stiamo parlando in Consiglio comunale di qualcosa possono dire "ma perché 3 sì e 4 no, 6 no o forse un domani cambia?".
Io vorrei sapere questa cosa: oggi c’è una legge nazionale, regionale che ci dice di fare questa cosa? Poi mi riservo di rintervenire subito. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE SASI SCARICACIOTTOLI NICOLA
: La legge a cui dobbiamo fare riferimento è una legge nazionale, che è la legge di riforma del Consorzio idrico. Questa legge innanzitutto tende ad abbattere il numero dei Consorzi presenti, i Consorzi di gestione, e stabilisce comunque una regola che non può essere derogata, che è quella che il numero dei gestori non può essere superiore al numero delle Province.
Noi abbiamo 4 Province, in Abruzzo non possiamo avere più di 4 gestori, il che significa che, siccome siamo in 6, qualcuno dovrà unirsi. Come fare questa unione? Si può fare in 50.000 modi, è stata perseguita... ripeto non abbiamo fatto noi queste cose, le abbiamo vissute di riflesso, così come le state vivendo voi, è stato perseguito il discorso provinciale, c’erano dei limiti, quelli che prima ho esposto.
Tolta quella, restavano a 1 o a 2, perché se i Consorzi da soli non possono andare perché non hanno la capacità di andare in house, bisognava trovare una strada che li associasse.
L’associazione a 2 è stata ipotizzata, perché ancora di fatto stiamo ragionando in questo momento su qualcosa che è ancora da fare. Per questo noi, come CdA, non ci siamo esposti nel dire che vogliamo questo o quello, perché alla fine chi deciderà tutto sarà la Regione, che dovrà dire se bisogna fare un Consorzio unico che prevede l’accorpamento di tutti (poi si vedrà come) oppure dare fede a questa proposta di legge regionale, che è stata presentata un anno e mezzo fa, che ha detto "guardate, possiamo fare anche due Consorzi che hanno queste caratteristiche, uno ha le sorgenti sulla Maiella, uno ha le sorgenti sul Gran Sasso".
Quando è uscita questa proposta di legge, qualcuno (non era - ripeto - il CdA attuale, ma era quello che ci ha preceduto) ha detto "cominciamo a metterci al lavoro e vediamo se si deve fare versante della Maiella, chi è sul versante della Maiella? SASI, ACA e SACA", quindi hanno affidato a questa agenzia il compito di studiare la tipologia, se dobbiamo fare una spa, dobbiamo fare una S.r.l., dobbiamo fare una fusione, e loro hanno individuato in questa la forma più idonea per le nostre situazioni, perché tiene conto delle economie che si vanno a instaurare, ma anche e soprattutto delle caratteristiche territoriali da difendere.
Questa è la situazione. Per questo, oggi si sta decidendo in Regione se bisogna fare un Consorzio o due Consorzi.
Questo studio è stato fatto su 3 e non su 4, perché se volevano inserirci, ad esempio, la Gran Sasso, sarebbe stata una forzatura perché cadeva quella proposta di legge che prevedeva due ambiti divisi geograficamente in quel modo. Tutto qua.
Teoricamente, se dovesse bastare, potrebbe andare anche solo il discorso ACA e SACA, però questo non è previsto in quella proposta di legge. Per questo ci siamo mossi così.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie. La parola, quindi, torna al consigliere Caporale. Prego.
Speaker : CONS. CAPORALE:
Non come dice il mio amico Giacinto, sarò breve, sarò brevissimo. Io avevo capito una cosa del genere, Sindaco. Quindi, non dipende da un Comune, da un Sindaco o da una Amministrazione, ma è una scelta politica a livello regionale. Quindi, io ritengo, Sindaco e amici consiglieri, che, oltre a questo Consiglio comunale, così come è stato fatto per tante altre cose, per l’amor di Dio, è accaduto con la Sangritana, con la TUA, con altre cose, occorra un Consiglio comunale con degli organi e delle figure regionali, che dovranno incontrare sicuramente le sigle sindacali. Io ritengo che qualcosa sia venuto o venga a mancare allorquando non si fanno questi passaggi. Oggi non c’entra il Presidente della SASI, perché lui sta da un anno, che è l’ingegner Scaricaciottoli. Ma poteva essere l’avvocato Paolini, Caporrella, poteva essere chiunque. Sicuramente è una legge calata dalla Regione che ti dice: dovete fare così, o così o Pomì. Quindi, penso che sia giusto e auspicabile che possano venire qui queste figure a spiegarci le ragioni, non mandare un povero Presidente in un’Aula consiliare. Io lo ringrazio ancora perché è venuto. Può darsi pure che sia meglio questa cosa e che sia più proficua nei prossimi anni questa cosa che si andrà a fare, ma è giusto che chi la decide ci debba mettere la faccia e dare le giuste spiegazioni a tutti i Comuni.
Ingegner Scaricaciottoli, il problema di essere in house, o di fare le battaglie, oppure di avere ricorsi e controricorsi noi in quest’Aula lo abbiamo affrontato. Penso, ad esempio, alla questione rifiuti, quando abbiamo fatto l’affidamento all’EcoLan, se c’erano i presupposti per farli o non farli, sapendo che si sarebbe scatenato l’inferno con i privati e, quindi, che saremmo stati attaccati fino alla Cassazione o alla Corte d’Appello. Non so quante ne abbiamo fatte di cause. Poi, se non ci sono i presupposti per fare l’affidamento uscirà fuori. Però, è giusto pure che un Comune come Lanciano, ma come tutti i Comuni che parteciperanno e che subiranno questo, debba ascoltare chi decide politicamente e, quindi, come legge dice: voi dovete fare così.
Poi viene, come ha detto sia il collega Caporrella che il collega D’Intino, la cosa della solvibilità di una o dell’altra società. È normale che oggi il bilancio parla, sicuramente l’ente preposto si informerà di sapere quali sono i beni in attivo, quali sono i debiti. Non credo che una società possa tra sei mesi dire “ho un debito di 2 milioni di euro”, che nel maggio-giugno 2026 non c’era e, poi, a settembre 2026 o a gennaio 2027 esce fuori. Saranno sicuramente visionati da chi di dovere. Però, subire questa cosa e dire che le province d’Abruzzo sono quattro, quindi va fatto in quattro, in due o in tre, è una scelta politica. Diciamolo: è una scelta politica della Regione Abruzzo… Del Governo, bravissimo, che riporta una scelta politica a livello nazionale. La Regione non fa altro che traslare quello che decidono a Roma. Ci sono le stesse persone, Presidente. Quello volevo dire. Poi, l’ha detto lei, e la ringrazio.
È giusto che un’Aula consiliare, un’Assise civica come quella di Lanciano, ma come quella di qualsiasi altro Comune che faccia parte della SASI, così come della SACA e della ACA, debba ricevere e sentire le persone preposte, quelle che decidono, che hanno voluto e che vogliono questa legge. Questo io auspico, che possano venire qua e dire: abbiamo fatto l’incontro con i sindacati, abbiamo deciso questo, abbiamo incontrato gli amministratori, è la cosa giusta perché sicuramente funzionerà. Si devono prendere le responsabilità loro, chi di Roma, chi de L’Aquila, chi di Chieti, chi di Pescara, quelli che sono preposti a fare o che stanno facendo questo, perché è una scelta politica, che parte da Roma e arriva a L’Aquila. Lanciano, così come altri Comuni, da quello che ho capito, la deve per forza adottare. Solo questo: vorrei sentire quelle persone.
La ringrazio ancora, Presidente, per essere venuto lei a riportarci queste informazioni, ma credo sia giusto che vengano quelle persone che hanno voluto o che vogliono questo.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie.
La parola al Presidente, che ha chiesto di intervenire per dare una risposta. Prego.
Speaker : PRESIDENTE SASI SCARICACIOTTOLI NICOLA:
Per quanto riguarda la mia presenza qua, deve essere chiaro che voi siete soci della SASI, quindi è normale che la SASI si metta a disposizione, almeno secondo il nostro modo di vedere, per cercare di aiutare a capire laddove ce ne fosse bisogno. È chiaro che prenderemo sempre “ordini” da voi, da voi intesi come Sindaci, però la nostra presenza qua è soltanto per aiutare a capire dei passaggi, perché magari noi li stiamo affrontando da un po’ di tempo in più rispetto a voi. Tutto qua.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie ancora.
La parola al consigliere La Scala. Prego.
Speaker : CONS. LA SCALA:
Buonasera a tutti. Mi unisco ai saluti al Presidente della SASI, ingegner Scaricaciottoli. Ci sono un paio di aspetti che volevo chiarire e su cui chiedere chiarimenti. Parto dalla fine e parto dall’amico Davide. Chiaramente io sono d’accordo con Davide: la politica regionale ha l’obbligo di chiarire determinate cose. Si era anche giunti a un’intesa sulla convocazione dei vari consiglieri, sia di maggioranza che di opposizione, perché un argomento così importante richiede sicuramente la necessità di ascoltare le varie voci e i vari pareri. Si era anche scelto di convocarli, poi non ho capito perché si è venuti meno a questa cosa.
Sul discorso dell’affidamento in house, siccome ho sentito più volte dire che la SASI da sola non sarebbe in grado di accettare l’affidamento in house providing, mi chiedo: per quale motivo tutti dicono che questa cosa non è possibile, che la SASI possa accettare l’affidamento in house? Del resto, da domani ad oggi cambia poco, nel senso che i tre princìpi fondamentali dell’affidamento in house providing credo che li abbiate già. Quello del rispetto dell’economicità credo sia intrinseco, altrimenti sareste già fuori oggi da tutti i canoni. Perché domani mattina non dovreste averli più? Questa è la prima domanda.
Passo alla seconda domanda. Siccome la SASI, seppur a capitale pubblico, è comunque una società per azioni, entrare all’interno di un nuovo ente giuridico… Adesso non è che dobbiamo fare il trattato di diritto societario o di chissà quali altre cose, però l’associazionismo consortile richiede al consorzio di avere un proprio patrimonio, una propria capacità patrimoniale, attraverso anche le riserve, che sono specifiche dei consorzi. Quindi, non capisco perché la partecipazione a un consorzio dovrebbe trascinare nel baratro nel caso in cui una delle consorziate abbia un bilancio negativo. Il bilancio negativo le rimane a prescindere da tutto e nulla cambia per le altre aziende consortili che fanno parte del consorzio, a maggior ragione se una azienda, come nel caso della SASI, è una società per azioni. Il controllo analogo non manca oggi e non mancherà domani. Quindi, non mi è chiaro il motivo per cui non si avrà la capacità oppure oggi non abbiamo la capacità di un affidamento in house providing. Ecco, questo non mi è chiaro.
Per quanto riguarda la questione della bancabilità, il consorzio neocostituito da SASI, Michele, Giacinto, Piero eccetera, eccetera, se il patrimonio netto in quel momento è costituito dai conferimenti all’interno del consorzio, è già pronta per poter essere bancabile, da una parte. Dall’altra, invece, proprio la capacità di SASI, che a mio modo di vedere… Io ho visto un po’ di numeri nello studio che gentilmente ci ha messo a disposizione e non mi sembra che gli altri navighino nell’oro. Dall’altra parte ancora, la quantità del piping che viene gestito da SASI dà il giro due volte o tre all’uno o all’altro. Quindi, chiaramente se SASI ha un margine operativo che gli consente di accedere a eventuali mutui, capacità di investimento già oggi ben consolidate e capacità di intercettare finanziamenti, come abbiamo visto anche nell’altro Consiglio comunale, quei 1,83 miliardi tutto sommato vuol dire 50 milioni all’anno di investimento? Quasi quasi ce la fa la SASI da sola, se vediamo i numeri che abbiamo visto nell’altro Consiglio comunale.
Ora, a prescindere da quello che sarà, a prescindere da quelli che saranno i chiarimenti che ci verranno dati dalla politica a livello regionale… È chiaro che devono essere coinvolti in questa cosa. Con me sfondi una porta aperta. Anzi, sono meravigliato come te nel non vedere nessuno qui. È chiaro che la capacità di investimento di SASI è una capacità importante già oggi, all’interno di un consorzio più ampio, due, tre, quattro, cinque o sei, non lo so quello che verrà fuori, e secondo me la SASI avrà la capacità di essere leader all’interno di quel consorzio, perché lo dicono già oggi quei numeri. Quello che lei ci ha mandato è evidente. Solo se vogliamo andare con il lanternino a cercare quello che non c’è, allora magari qualcuno lo può trovare. Ma c’è poco da guardare, perché i numeri sono schiaccianti.
Volevo soltanto un chiarimento in merito alla questione dell’affidamento in house providing. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie. La parola al presidente, prego.
Speaker : PRESIDENTE SASI SCARICACIOTTOLI NICOLA:
Per quanto riguarda il discorso dell’affidamento in house providing, è chiaro che oggi noi ce l’abbiamo perché ci hanno dato la concessione a suo tempo, però è pur vero che, comunque la vogliamo mettere, saremmo stupidi se non riconoscessimo che la SASI ha delle criticità, criticità che non può superare soltanto con il suo bilancio. Faccio un esempio. Poi magari lo riprenderemo in un’altra occasione in cui spero di essere invitato qua per qualche altro problema di illustrazione di quello che abbiamo fatto, che stiamo facendo e che faremo. Nel periodo 1 gennaio 2025-31 dicembre 2025 come SASI abbiamo fatto 5.550 interventi di riparazione, a fronte di una spesa di quasi 4 milioni di euro. Su Lanciano ‒ tanto per dare un muro ‒ abbiamo fatto 360 riparazioni. Stiamo parlando di idrico. Abbiamo messo da una parte la depurazione e la fognatura. È chiaro che, fino a quando noi non saremo nelle condizioni di poter avere la possibilità di accedere a mutui sostanziosi, noi non potremo mai fare investimenti che ci permettano oggi di migliorare la situazione.
Io non so che cosa è stato detto prima, io rispondo dei nostri 10-11 mesi di CdA. Il problema grosso della SASI, salvo situazioni eccezionali, non è la carenza di acqua, è il fatto che noi l’acqua la perdiamo. Abbiamo un problema di reti. Che cosa succede^ Che noi, nei momenti in cui l’acqua è di più, riusciamo a gestire correttamente il servizio perché ne abbiamo di più, ci avanza. Quindi, quel surplus ci permette di colmare le lacune delle reti. È per questo che dobbiamo andare sui 1.200-1.300 litri al secondo. Altrimenti, potremmo stare tranquillamente con 850-900 litri al secondo nei periodi di magra e stare tranquilli tutti. La matematica non è un’opinione. Il consumo medio pro capite è di 200 litri a persona, per cui se li moltiplichiamo per gli utenti serviti il risultato è la quantità di acqua che ci serve. Il problema è che noi quell’acqua non riusciamo a utilizzarla tutta. Per mettere a regime tutte le nostre reti oggi come oggi dovremmo fare un investimento di circa 80 milioni di euro, perché abbiamo reti che risalgono a quelle che ci ha lasciato la Cassa del Mezzogiorno. Ebbene, quand’è che la SASI avrà la potenzialità di richiedere un affidamento, di richiedere un mutuo di 80 milioni di euro? Quest’anno chiuderemo il bilancio ‒ adesso non lo so con precisione ‒ con un avanzo di amministrazione intorno a 1,3-1,5 milioni di euro, detratto di tutte le coperture, di tutte le cose possibili e immaginabili. Ma abbiamo speso 4 milioni ‒ parliamo solo dell’idrico ‒ per le manutenzioni. Se non avessimo avuto questo problema allora, sì, avremmo potuto fare il discorso: investo 4 milioni all’anno, faccio il mutuo. Questo è perché il discorso dell’affidamento in house: tiene conto anche di queste cose.
Per quanto riguarda il discorso della bancabilità, io non sono un economista, però da progettista, quando mi richiedono un progetto, non sto a guardare soltanto se il cliente ha i soldi per poterlo fare. Anche questo è necessario, perché gli dico: guarda, forse stai facendo il passo più lungo della gamba. Ma devo capire chi ho di fronte, devo capire se quella è una persona che, nel momento in cui mi ha affidato quel progetto, è in grado e ha la capacità di portarlo fino alla fine. Oggi, per analogia, la bancabilità non è data solo dal numeretto che uno ha nel portafoglio, ma dipende anche da quale progetto mi viene presentato, da chi me lo presenta, dalla fiducia che mi dà, dal piano di gestione che mi propone. Quindi, non è soltanto una questione di numero. È ovvio che, se tu hai una struttura che ti permette di dire “guarda, io sto facendo delle progettazioni, ma dietro di me ci sta uno studio di dieci ingegneri”, allora dai un’immagine. Se tu hai un servizio tecnico che interviene in dodici ore, allora dai un’immagine. Ma se tu dici “guarda, adesso ho due ingegneri, ma aspetta, sto facendo altre cose, appena posso intervengo”, oppure “affido all’esterno”, oppure “va beh, ma io ne ho due di operai che mi vanno a fare le analisi, o li mando a Carunchio, o li mando a San Salvo, o li mando a Ortona, quindi deve aspettare”, dai un’altra immagine. Allora, chi mi deve dire qual è il valore della mia azienda, in questo caso la bancabilità, mi guarda in un altro modo. Ecco perché si dice che un eventuale raggruppamento porta a una maggiore bancabilità, perché l’immagine che si dà, ma non è solo l’immagine, se lo si sa fare in modo opportuno, è questa.
Per quanto riguarda la questione dei bilanci, se si va con una consortile, o qualsiasi altra cosa succeda, non ci saranno più tre bilanci, il bilancio sarà unico. No, no. Alla fine? Infatti questo è un discorso consortile, che funziona così. Poi ho detto che, nel momento in cui si andrà ad attuare questo discorso, si possono fare 50.000 scelte. Ma quelle le farà in base allo statuto che andranno a fare. Se si hanno tre bilanci, scusate, ognuno si fa i fatti suoi. Che senso ha il consorzio? Poi, chiamiamolo holding, chiamiamolo come volete. Anche qui, il discorso si può fare benissimo anche per una società consortile, perché le società consortili ‒ lo ripeto, non è campo mio, ma per quello che mi hanno spiegato ‒ hanno diversi aspetti e possono essere fatte in diversi modi, e possono essere fatte nel modo in cui hanno un unico bilancio. Ma sarebbe la cosa logica, altrimenti non si può fare un unico piano di investimento. Se il bilancio è sano, è sano quello che è all’inizio. Poi sarà la società che dovrà mantenere tutta la gestione, bilancio compreso, in regola. No, bisogna vedere, perché se è una consortile che è una Spa il bilancio lo farà la consortile. Le SOT intese come società operative hanno un carattere di gestione, almeno come è stato fatto in questo studio. Poi ‒ lo ripeto ‒ nel momento in cui si dovrà fare qualche cosa, è chiaro che bisognerà sedersi a tavolino, e non posso prendere uno statuto che mi arriva proposto dal più grande scienziato di questo mondo se non lo ritengo calabile nella mia realtà. Chiaramente a questo punto probabilmente non sarò nemmeno io che ci dovrò andare a fare le pulci, ma dovremo avere qualcheduno che per noi è in grado di dire “questo ti conviene farlo e questo non ti conviene farlo”.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, Presidente.
La parola al consigliere La Scala. Prego.
Speaker : CONS. LA SCALA:
Grazie, Presidente. Aspetteremo, allora, di capire più in là quale sarà la forma corretta che verrà attuata.
La voglio chiudere con una battuta. Prima, quando sorridevamo a vicenda, lei parlava della rete e delle perdite, ebbene diceva mio nonno: vai con chi è meglio di te e pagagli le spese. In questo caso sul confronto siamo quelli che perdono di meno, il 51 per cento contro il 52,72 per cento dall’altra parte. Quindi, approfitto per dire che la bistrattata SASI a livello regionale tra i tre player è quella che ha meno perdite e, quindi, è quella che lavora meglio.
Volevo solo chiudere l’intervento facendole ancora i complimenti per quello che era, quello che è oggi e quello che sarà domani. In bocca al lupo.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, consigliere La Scala.
Vedo prenotato il consigliere Torosantucci. Prego.
Speaker : CONS. TOROSANTUCCI:
Buonasera a tutti. Grazie, Presidente, per la presenza, anche se ha ricordato più di una volta che è giusto che sia così, perché la SASI è fatta di Comuni, quindi ogni tanto occorre ascoltare come vanno le cose.
Una curiosità. Ricordo che un giorno il suo predecessore qui ci disse, ma perché è giusto che sia così, molto probabilmente, che c’è una scaletta: acqua potabile, depurazione e fogna. Lui ha fatto questa scaletta, che sembra ovvia, ma è rimasta qua, in testa. La domanda che mi pongo è questa. Per quanto riguarda la depurazione e le reti fognanti ovviamente tutte le società di gestione della regione Abruzzo trattano tutti la stessa cosa, presumo. Francamente non sono preparato su questo, quindi chiedo. Tutte le società hanno questa gestione, presumo, non solo delle acque, ma devono trattare tutti e tre i punti. La spesa più elevata presumo che sia sempre l’acqua potabile, cioè le reti. Non so le condizioni delle reti degli altri gestori. Però, mi chiedo anche, per quanto riguarda, ad esempio, la questione delle acque reflue, se ci sono infrazioni riferite alla Comunità europea in modo un po’ più grande come attività, se ci sono infrazioni da parte dei gestori riferite alla Comunità europea, che quindi generano dei costi elevati per questa cosa, oppure no. Credo di essere stato chiaro. Okay.
Mi fermo qui per ora. Volevo sapere questi due punti.
Ovviamente le condizioni indispensabili sono sempre le stesse, cioè la questione dei dipendenti e la questione dell’acqua pubblica, che sono cose ormai non voglio dire scontate, perché devono comunque rimanere primarie rispetto a tutto il resto.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
La parola al Presidente. Prego.
Speaker : PRESIDENTE SASI SCARICACIOTTOLI NICOLA:
Parto dalla fine. Per quanto riguarda dipendenti e maestranze non ci sono problemi, nel senso che è ovvio che verranno tutelate. Ci saranno i patti parasociali. In ogni caso, personalmente come SAQSI ho partecipato a incontri di questo tipo fatti anche con associazioni di categoria, quindi diciamo che tutti stanno sul pezzo.
Per quanto riguarda il discorso acque reflue e acque di depurazione, io penso di poter dire che non esiste una società che non vada sotto a infrazione, perché le situazioni che dobbiamo rispettare sono talmente stringenti per quanto riguarda la depurazione che non si riesce a tenere sotto controllo tutto. È pur vero che il più delle volte andiamo su infrazioni che sono di carattere economico di poco conto, che possono essere messe non dico facilmente ma tranquillamente a posto. Ma questo è dovuto ‒ torniamo al discorso di prima, noi gestiamo tanti depuratori ‒ anche a una carenza di personale specifico. Non parliamo di carenza in generale, perché poi qui si aprirebbe un discorso molto ampio, però di personale specifico, e quindi tenerlo sotto controllo non è semplice. Oggi abbiamo fatto, anche su questo campo, un notevole passo avanti. Ma ‒ lo ripeto ‒ questo farà parte di un altro incontro. Noi oggi abbiamo avuto l’accredito, per quanto riguarda il nostro laboratorio di analisi, anche per alcuni aspetti delle acque reflue. Questo, ovviamente, ci facilita perché possiamo seguirli da più vicino e possiamo certificare. Oggi, quando l’ARTA viene a fare i controlli, siamo molto più veloci nel ripristinare certe situazioni, perché abbiamo la possibilità di utilizzare il nostro laboratorio. Anche l’ACA ha il laboratorio, però non è accreditato. Per cui, se emette una certificazione, questa deve essere confortata da un laboratorio esterno che ha la possibilità di dire “sì, questo è vero” perché lo certifica. Noi, oggi, per molti casi sia sull’acqua che sui reflui possiamo dire: quando viene l’ARTA e trova un fontanino non a regola, noi facciamo subito le controanalisi e diciamo “guardate, per noi è okay, quindi andate a rifare il controllo perché c’è qualche cosa che non va”. Questo ovviamente ti fa guadagnare tempo, ripristini, diminuzione dei disagi ed economie, perché se certi controlli te li fai in casa sicuramente costano di meno se vai ad altre società, ad altri servizi ai quali ti devi appoggiare, sia come costi sia come velocità di risultato.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, Presidente.
Consigliere Torosantucci, prego.
Speaker : CONS. TOROSANTUCCI:
Non volevo entrare nel particolare, perché so che oggi dobbiamo parlare di altro, ma volevo puntualizzare solo la questione, perché comunque le infrazioni entrano nel merito di quello che oggi stiamo discutendo. Solo per quello. Poi, la ringrazio, Presidente, per aver detto quelle cose in più, che non sapevo. Sono arrivato leggermente in ritardo. Quindi, la ringrazio.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie.
La parola all’assessore Ranieri. Prego.
ASS. RANIERI: Buonasera ai consiglieri, al Sindaco, a chi ci ascolta e ai cittadini in presenza. Grazie, ingegner Scaricaciottoli, di essere qui. Chiaramente la ringraziamo perché almeno ci è venuto a dare delle risposte che probabilmente competono anche ad altri livelli.
Dovrei fare una serie di considerazioni, ma le salto, perché le voglio fare una domanda, anche per capire. Riprendendo l’intervento che ha fatto sia il consigliere Caporrella che il consigliere La Scala, ci siamo detti e sappiamo ‒ vado velocemente, a volo d’angelo ‒ che il Codice dell’ambiente prescrive quattro province, l’articolo 147. È vero che noi abbiamo una condizione anche interprovinciale sia in provincia di Chieti e di Pescara, sia in provincia di Teramo. L’unica anomalia sarebbe sostanzialmente che di queste sei società tre sono in provincia de L’Aquila, per cui sul piano teorico per ottemperare a quella legge basterebbe fondare le tre in una provincia de L’Aquila, e sul piano teorico ci siamo. Il punto è che lei ci dice che, anche laddove noi osservassimo questo principio… Partiamo sempre dal presupposto che stiamo in una materia innovata anche dall’esito referendario che aveva abrogato l’articolo 23 e che, quindi, aveva disciplinato la proprietà in un’altra maniera. Insomma, venendo a questo tema, se avessimo quattro società, quelle attuali… Ricordato che, per quanto riguarda le reti, stiamo parlando di quelle di proprietà dei Comuni, quelle che appartengono alla rete comunale, che sono state concesse con atti separati di concessione ai gestori, mentre le reti infrastrutturali, gli acquedotti, le adduzioni hanno un’appartenenza mista, perché abbiamo avuto un sistema misto con la ISI, in provincia di Teramo, invece, la proprietà appartiene ancora alla società di gestione. Ci sono ventitré casi in Italia di questo genere. Per cui, la materia sarebbe probabilmente da approfondire anche con un po’ più di calma rispetto a questa fretta. E qui vengo alla domanda. Recentemente (dicembre 2025) il Governo il Governo ha novato l’articolo 30 del decreto legislativo n. 201 del 2022, mi sembra, che è quello che sostanzialmente indica la misura con la quale si deve procedere a rilevare, anche nel caso di affidamento in house, laddove è possibile, quindi a tutela anche della concorrenza, che questi affidamenti in house siano efficienti, economici eccetera, e indica delle misure. Il Governo, recentemente, modificando e integrando l’articolo 30, ha indicato nuovi parametri, che mi sembra vadano più a favore di quelle società in house providing, per riprendere il concetto di bancabilità richiamato dal consigliere Caporrella ma anche dal consigliere La Scala, il che dovrebbe favorire una riflessione a quattro. Mi sembra, infatti, che abbiano indicato in aggiunta che, come parametri, si deve andare a vedere quando l’andamento è totalmente insufficiente, quando ci sono due perdite di esercizio nei bilanci, quando c’è una gestione significativamente insufficiente rispetto ai patti contrattuali, quando ci sono due indicatori negativi della qualità del servizio, quando c’è un grave inadempimento dell’attivazione del piano (articolo 4). Ora mi domando: l’ERSI Abruzzo, che lei sappia, ha tenuto conto di queste novità legislative di quattro mesi fa? Ha valutato o sta valutando così negativamente tutte le società da dover “per forza” andare verso una fusione senza tenere conto di questi nuovi indicatori? Probabilmente su qualche società ce l’abbiamo. Al di là del caso di Pescara, in cui negli anni purtroppo c’è stato anche il ricorso a procedure concorsuali, oggi, se loro camminassero con questi parametri, se non avessero due esercizi negativi, se non ci fossero gravi inadempimenti ‒ parlo di queste indicazioni presenti nella legge sul mercato per continuare l’affidamento in house ‒ sarebbe così drammatico riaverlo al 31.12.2027?
Mi fermo qua, anche se le avrei voluto fare un’altra domanda. Le chiedo, dunque, se lei sa se tutto questo è stato valutato in questi quattro mesi, dall’entrata in vigore di questa modifica legislativa.
Grazie, assessore.
La parola al Presidente. Prego.
Speaker : PRESIDENTE SASI SCARICACIOTTOLI NICOLA:
A questa domanda ti posso rispondere parzialmente, perché è una domanda che ho posto anch’io all’ERSI quando ci hanno convocato la prima volta. Quando hanno parlato di associazione, associare le imprese, fusione, io ho fatto una semplice domanda, che è questa: voi state partendo dall’ipotesi che noi siamo sei asini, non intesi come capacità, ma intesi come animali, però mi dovete spiegare una cosa, e cioè io non ho mai visto mettere assieme sei asini e avere un cavallo; quindi, mi dovete dire come pensate di agire. Questa è una domanda che ho fatto anch’io. Poi loro si sono indirizzati su altre situazioni, però purtroppo sono loro che prendono queste decisioni, sono loro che valutano la situazione. E qui ritorniamo al discorso iniziale: gli studi sono belli, bellissimi, ma poi bisogna vedere come li mettiamo in pratica. Ripeto, non mi riferisco a questo caso, nel senso che questo è una cosa a due ambiti. Vale se le società sono tre, se sono sei o se sono due. Bisogna vedere in che modo mette in campo queste forme di consorzio. D’altronde, se le mette in modo che siano produttive… Per questo prima facevo riferimento alla mia esperienza di Unione dei Comuni con il Comune di Paglieta. Pure lì, ci hanno detto: se vi mettete assieme fate meglio. Quindi, si parte dal presupposto che noi non stiamo facendo bene. Ma se non le mettiamo in una situazione di poter far meglio, torniamo al discorso degli asini e dei cavalli. Quindi, su questo mi trovate perfettamente d’accordo. Se questo, poi, sia stato esaminato o non sia stato esaminato dall’ERSI, questo sinceramente non lo so. Dalla politica sicuramente è stato scartato il discorso a quattro.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, Presidente.
La parola al consigliere Di Bucchianico. Prego.
Speaker : CONS. DI BUCCHIANICO:
Buonasera a tutti. Grazie, Presidente, per avermi concesso la parola. Grazie all’ingegner Scaricaciottoli, nonché Presidente, per la sua presenza e per il suo intervento.
Io volevo fare un mio piccolo intervento al di là degli aspetti tecnici, che pure sono interessanti e che ci fanno rendere conto di cosa stiamo parlando, per partire da dove e arrivare dove. Mi permetto di fare una piccola introduzione partendo e ripartendo dal valore dell’acqua, che ha già sottolineato lei e che ha già sottolineato il Presidente del Consiglio. Stiamo parlando di recuperare il valore dell’acqua dal punto di vista culturale e anche dal punto di vista naturale, dopodiché possiamo fare tutti i ragionamenti a scendere. Ma parliamo di un bene ‒ certamente non lo devo sottolineare, ma lo ricordo a me stesso ‒ assolutamente prezioso.
È evidente che siamo in una situazione in cui dobbiamo affrontare e stiamo affrontando un tema strategico. Parlo, per evitare illazioni future nei prossimi ragionamenti, di far restare l’acqua a controllo pubblico e, quindi, come bene pubblico. Di questo stiamo parlando. È una riforma assolutamente necessaria, che non stiamo inventando noi. Parte da lontanissimo, dalla legge Galli, ma non voglio ripartire da lì. È una riforma, Presidente, necessaria, epocale, coraggiosa e anche responsabile. Ovviamente partiamo da esigenze, sensibilità e punti di partenza diversi.
Io, per esempio, insieme anche ad altri amici, non condivido il clima di rinuncia rispetto all’aggressione da parte della SASI ‒ mi permetta di usare il termine “aggressione” ‒ rispetto a degli scenari che si stanno verificando. Quindi, io sarei, ma forse per il mio carattere, per la mia attività professionale, più decisionista, più aggressivo come struttura da portare avanti, cioè, la SASI è un bene di questo territorio e va assolutamente rafforzato e tutelato come ente. Dopodiché, ognuno ovviamente ‒ per quello dico che si parte da un punto di vista diverso ‒ cala a terra le proprie esigenze. Quindi, il gestore a Pescara dirà lo stesso della propria struttura. Ma lì abbiamo la questione bancabilità e finanziaria, che stanno risolvendo, ogni 2-3 anni se ne inventano una, cosa che fortunatamente la SASI non ha, alla luce anche delle cose dette da lei, Presidente.
Abbiamo dei dati oggettivi rispetto alle concessioni attuali, perché abbiamo una situazione strana, non a norma, e perché abbiamo più gestori rispetto al numero delle province. E qui mi ricollego a qualche altro intervento che diceva: perché non sposare la tesi dell’ente unico e poi quattro enti, uno per ogni provincia, giacché la normativa nazionale lo prevede, purché ci sia una maggiore efficienza gestionale, una migliore qualità del servizio, anche e soprattutto rispetto all’utenza.
Il futuro, non solo il futuro dell’acqua ma anche quello di tutte le grandi produzioni, quindi anche dell’energia, va verso una giusta economia di scala, quindi è giusto mettersi insieme. Di conseguenza, applicando un’economia di scala, si dovrebbe andare anche verso delle tariffe medie più basse, ma anche verso un servizio più efficiente per i cittadini, quindi meno sprechi.
Presidente, è chiaro che non mi rivolgo direttamente a lei. Anzi, io la ringrazio per la sua presenza. Comprendiamo anche che lei è lì a combattere da poche decine di mesi una situazione complicata. Però, tutto quello di cui stiamo ragionando, che è bellissimo dal punto di vista concettuale, poi si trasforma in una cosa molto semplice e pratica. Qualcuno ha fatto un accenno a cosa direbbero i nonni in queste situazioni. Ebbene, alcuni nonni, al di là dell’aspetto manageriale, direbbero: ma la mattina… Attenzione, non voglio ridurre tutto a questo perché il ragionamento è molto più ampio, è molto più complesso, è molto più bello. Però, non possiamo nemmeno volare alti, altissimi, e poi non riuscire a prendere un piccione che vola ad altezza d’aria. Quindi, qualche nonno potrebbe dire: va bene il management, va bene la gestione, ma alla fine io apro il rubinetto e l’acqua non ce l’ho. Questa è la cosa evidente, ma è talmente evidente che non ne stiamo parlando. Quindi, voglio caricarmi io di questa cosa. È anche banale, ma è il problema vero. Del resto, al di là delle fusioni, al di là dei quattro enti per provincia, al di là dei due macroambiti per cui la SASI andrebbe in qualche modo accorpata alla società di Pescara, il problema vero è questo: la questione delle perdite che vanno oltre il 40 per cento, per cui questa città, ma non solo questa città, soffre della mancanza di riserva idrica, la risolviamo oppure no? Mi sembra di capire, nonostante gli 80 milioni di euro e i 5.540 interventi per cui abbiamo speso oltre 4 milioni di euro, che non lo stiamo risolvendo. Quindi, io dico che siamo anche fortunati perché abbiamo il padre Gran Sasso e la madre Maiella, dai quali possiamo attingere.
Il sistema idrico è molto complesso, perché è fatto di captazione, di potabilizzazione, di adduzione e distribuzione, poi di fogne, come diceva il collega Torosantucci, e infine di depurazione. Quindi, è un sistema molto, molto complesso. La torta è grande e stiamo parlando di un piccolo spicchio. E va benissimo ragionare in questi termini. Ma il problema è uno e rimane.
Presidente, ovviamente lei non ha nessuna responsabilità. È una gestione che parte da lontanissimo, con una marea di problemi. Però, le assicuro che recuperare il valore dell’acqua vuol dire anche questo, rimettere l’acqua al primo posto vuol dire anche questo, vuol dire risolvere il 40 per cento delle perdite, vuol dire risolvere tutte le difficoltà che i cittadini hanno di continuo, ogni giorno, ogni anno. Le assicuro che vedere in giro, non in queste settimane, siamo a maggio, ma nelle settimane di gennaio, febbraio e anche marzo, delle cisterne, che la SASI ha messo a disposizione in maniera eccellente, mi lasci dire che da amministratore vedere delle cisterne che girano a gennaio e a febbraio per riempire dei serbatoi e aiutare delle famiglie in difficoltà sinceramente mi fa sentire davvero impotente. Per cui, poi voglio anche affrontare questo argomento di altissimo livello. Ma il problema purtroppo rimane e speriamo di risolverlo anche con questi ragionamenti. Sarà difficile spiegarlo al nonno di turno o al semplice cittadino di turno.
Non voglio aggiungere altro. Le proposte sono tante e io sono disponibile a fare tutti i ragionamenti possibili. L’importante è che si metta sul piatto della bilancia il valore di questa gigantesca risorsa idrica, che con il 40 per cento e oltre delle perdite noi stiamo buttando davvero a mare. Di questo mi auguro si possa ragionare anche su eventuali documenti che andremo a sottoscrivere, auspico in maniera più che collegiale.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, consigliere Di Bucchianico.
La parola al Presidente. Prego.
Speaker : PRESIDENTE SASI SCARICACIOTTOLI NICOLA:
Cercherò di essere sintetico. Per quanto riguarda il discorso SASI, può avere la tranquillità che non ci faremo mettere i piedi in testa da nessuno, ma perché è una nostra prerogativa e un nostro dovere. Per cui, andremo a difendere quello che è difendibile, ci andremo ad arrabattare sulle nostre deficienze.
Per quanto riguarda le cisterne che girano a gennaio, neanche a me fanno piacere, per due motivi: primo, per una questione di visibilità; secondo, perché mandarli in giro costano, quindi sono soldi che buttiamo da una parte, quando, invece, li potremmo utilizzare dall’altra. Però, le faccio fare una piccola riflessione: venti giorni fa abbiamo fatto una settimana di cerca-perdite su Lanciano, in sei notti di cerca-perdite abbiamo trovato trentacinque perdite occulte, cioè trentacinque perdite delle quali non affioravano evidenze, cioè l’acqua non veniva a galla. Comunque, erano trentacinque perdite. La settimana successiva l’abbiamo fatta su Fossacesia e abbiamo trovato venticinque perdite.
Il discorso è questo: diciamo le cose come stanno. Il problema non è l’acqua, il problema sono le reti. Allora, se con un discorso consortile possiamo accedere più agevolmente a finanziamenti… Perché tanto lo Stato per le reti non ce li dà. Noi abbiamo preso circa 54 milioni di PNRR, ma era chiaro il discorso che servivano per situazioni che non riguardavano la sostituzione delle reti. Noi abbiamo fatto il potabilizzatore, abbiamo fatto la terza condotta, abbiamo fatto l’ingegnerizzazione delle reti, e poi avremo modo di farvele vedere qui, in Aula, per come funzionano e quello che ci porteranno, però non abbiamo i soldi, non ci danno i soldi per rifare le reti. Quindi, la possiamo girare come vogliamo, possiamo attaccare, ma nemmeno attaccare, perché non ha senso nemmeno un attacco sterile, perché se la rete è rotta non posso far altro che ripararla. Però, questo è il problema. Io penso che il legislatore che ha deciso questo discorso lo abbia fatto per creare delle società più potenti che possano avere la possibilità di attuare dei mutui e degli utilizzi finanziari per poter affrontare queste problematiche. Non abbiamo altra soluzione. Noi abbiamo le reti che ci ha lasciato la Cassa del Mezzogiorno… Ma stiamo parlando di ottanta anni fa, settanta anni fa, dipende dalle cose. Quello che è successo sul fiume Trigno è successo perché ci sta una condotta in cemento che attraversa un fiume. Nel momento in cui il fiume ha avuto quelle portate e quella violenza dovuta ai fenomeni atmosferici, quello se l’è presa e se l’è portata. Ma sostituire sessanta metri all’interno di un fiume come il Trigno non è una cosa semplice. Quest’anno abbiamo speso in una settimana 1.154.000 euro, perché quindici comuni sono rimasti senza acqua per 4-5 giorni per via di una frana che a Roccaspinalveti si è portata dietro 800 metri di condotta. Abbiamo rifatto 850 metri di condotta, in una settimana. Ma quelli sono fondi che sono stati prelevati dal bilancio SASI. Non è che c’è stato qualcheduno che ci ha detto: hai avuto la disgrazia, ora ti do i soldi. In tre anni a Roccaspinalveti è successo due volte, perché è un territorio molto franoso, si porta dietro le condotte, che sono condotte vecchie e rigide, quindi vengono spezzate facilmente.
Questi sono i nostri problemi. Per il resto, possiamo cambiare 850.000 CdA, possiamo fare quello che volete, ma se non affrontiamo queste problematiche con questa prospettiva i problemi ci saranno sempre. Li potremo mitigare, chi farà arrivare l’autobotte per mezza giornata ne potrà prevedere un’altra, ma il problema resta. L’autobotte non dovrebbe girare.
Pensate al problema delle chiusure a Lanciano. Permettetemi di aprire una parentesi, perché ci siete tutti e sarebbe pure giusto che lo sapeste. Se non avessimo fatto quelle chiusure programmate, non avremmo avuto la possibilità di far riempire serbatoi che gestiscono Monteodorisio, Furci, San Buono e Gissi, che avevano l’acqua due ore al giorno. Per poter gestire queste situazioni noi chiudevamo un po’ a Lanciano, un po’ a Fossacesia, un po’ a Paglieta, per poter canalizzare l’acqua per quei centri. Per cui, un Sindaco ‒ questo ve lo devo raccontare, perché le cose è bene che si sappiano ‒ mi ha detto: senti, la notte di Capodanno i miei gestori e i ristoranti non possono stare senz’acqua, quindi devi lasciare l’acqua. Gli ho risposto: Sindaco, io ti posso garantire come servizio fino alle 22, massimo alle 22.30, perché questo sistema mi permette di far rimanere con l’acqua 31, 1 e 2 gennaio quei comuni che prima vi ho menzionato; se poi lei ritiene che è giusto che lei abbia l’acqua tutta la notte, si metta d’accordo con quei Sindaci, veda se loro rinunciano ad avere l’acqua almeno fino a mezzogiorno, perché l’hanno avuta almeno fino a mezzogiorno, e se mi date l’autorizzazione io apro a voi e chiudo a loro. Questa è la situazione.
Scusate, non voglio essere polemico, però queste occasioni che abbiamo per incontrarci sono anche un modo per conoscere le cose, diversamente se non le conosciamo poi ci facciamo degli altarini che a volte sono… Perfetto.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, Presidente.
La parola al consigliere D’Intino. Prego.
Speaker : CONS. D’INTINO:
Grazie della parola, Presidente. Ringrazio di nuovo l’ingegnere Scaricaciottoli. Ricordo a questa Assise che noi abbiamo portato avanti, insieme al consigliere Di Loreto, delle Commissioni dove… Anzi, auspico che se ne possa, a questo punto, convocare una e decidere la data nel più stretto tempo possibile per parlare di tutte quelle che sono le azioni messe in campo dalla SASI per migliorare l’esigenza del cittadino che deve ‒ condivido quello che dice il consigliere Di Bucchianico ‒ aprire il rubinetto e trovare l’acqua. Tutto il resto sono considerazioni che poi devono portare a quel risultato.
Io ritengo che oggi si sia persa un’ottima occasione per dare un’informazione più dettagliata alla città attraverso questo Consiglio comunale. Ringrazio di nuovo l’ingegnere per aver dato spiegazioni circa lo studio commissionato dalle tre società, che tendeva a rispondere ad alcune domande che lo studio poneva, soprattutto quella della possibilità di fare un affidamento in house a queste tre società in forma consortile. Si sarebbe potuto, invece, avere anche il parere di chi la legge regionale la sta portando avanti attraverso studi, sicuramente più approfonditi di quelli che possiamo fare noi come consiglieri comunali attraverso Commissioni, attraverso ragionamenti. Quindi, ripeto, abbiamo perso l’occasione di avere un’informazione più completa circa il percorso che poi la Regione dovrà porre in essere, sentito il parere dell’ERSI, come ci ha giustamente ricordato il Presidente Scaricaciottoli. D’altronde, non sarà lo studio commissionato a una società privata a decidere quelle che saranno le sorti dell’ambito, o dei due ambiti, o dei quattro ambiti.
Auspico che si possa riconvocare subito una Commissione per parlare di quelli che sono gli aspetti tecnici e di riportare il discorso del Consiglio su quello che è l’ordine del giorno, che mi auguro possiamo andare a sottoscrivere in maniera unitaria, partendo dal presupposto ‒ e mutuo le parole ‒ di tutelare la gestione pubblica dell’acqua e di consentire alla nostra Regione di avere la possibilità di avere una gestione in house della risorsa. Questi sono i presupposti che muovono ‒ io penso ‒ tutti e anche chi oggi in Regione sta portando avanti la legge.
Per quello che mi riguarda e per quello che riguarda il nostro Gruppo, saremmo anche disponibili a firmare un ordine del giorno unitario. Andrebbe un attimo rivisto il testo. Però, loro già sanno ‒ ne abbiamo già parlato in Commissione e in maggioranza l’altro giorno ‒ che c’è una legge regionale che prevede un ambito, eventualmente massimo due, e quindi su questo dualismo, un ambito, massimo due, fermo restando, ripeto, il presupposto che l’acqua è un bene essenziale che deve rimanere pubblico e la gestione delle società deve essere in house, ritengo che si possa trovare anche una quadra per firmare un ordine del giorno unitario.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie.
La parola al consigliere Caporrella. Prego.
Speaker : CONS. CAPORRELLA:
Grazie, Presidente. Perdonatemi, però, con tutto il rispetto per quanto riguarda i partiti e per quanto riguarda la politica, personalmente non ritengo che fosse necessario convocare i politici, perché credo ‒ chiedo al consigliere D’Intino, Capogruppo di Fratelli d’Italia, di riportarci eventualmente se ha notizie delle Commissioni che sono in corso ‒ che una tematica così importante debba dare la capacità a questo Consiglio comunale di ragionare con la propria testa, di portare le proprie idee, di dire quello che pensa e soprattutto di esprimersi ‒ io chiedo ‒ a favore della salvaguardia della nostra città o del nostro territorio. Tutto quello che decide la politica personalmente lo accetto, ma chiaramente preferisco dire la mia.
Per quanto mi riguarda, rimanendo nel tema, io sono convinto di un particolare. Oggi in realtà ‒ lo dico in modo semplice, cosicché i cittadini che ci ascoltano ci possano capire meglio ‒ noi dobbiamo fare delle società con altre aziende. Questo è il succo della situazione. Per cui, io credo che questo Consiglio comunale abbia l’obbligo, nonostante non abbia nessuna efficacia quello che stiamo facendo in questo Consiglio comunale, il che già mi dà fastidio… Obiettivamente, credo che, quando ci sono i problemi, la colpa sia dell’Amministrazione, del Sindaco in modo particolare, poi, però, questi problemi in realtà non possono essere decisi dal Sindaco stesso o da una città stessa. Così facendo, caro Presidente, noi ci ritroveremo a delle scelte, comunque esse che siano, obbligate a rispettarle. Il fatto di dire un ambito, due ambiti, tre ambiti, quello che sia, a me personalmente non interessa nulla. A me interessa con chi sto facendo la società. Vede, Presidente, lei me l’ha confermato in parte: oggi, se dovessi decidere la mia città con chi fa la società, perdonatemi, ma non la farei con chi ha seri problemi economici. Il primo timore che mi viene fuori, infatti, è che per appianare i debiti che ci sono in altre società… E lei, Presidente, sa benissimo a chi mi riferisco, perché giustamente i bilanci sono pubblici. Quindi, sappiamo benissimo che gli altri tre consorzi esistenti oggi hanno seri problemi, ma seri. Per cui, se mi si dice di fare una società con chi ha seri problemi, io ho l’obbligo come consigliere e come amministratore di questa città di difenderla, o altrimenti devo avere il coraggio di dire: faccio una società con chi ha problemi finanziari sapendo fin d’oggi che aumentano le tariffe. Questo è il problema a cui andiamo incontro. Per cui, oltre al danno, Presidente, abbiamo la beffa.
È chiaro che devo rispettare la legge. Sono un cittadino italiano e rispetto la legge. Però, io sono convinto che ad oggi le gare d’appalto fatte sono quelle tendenzialmente, da ogni consorzio, con il massimo risparmio. Non lo vedo questo grosso risparmio domani quando vado a fare una società con altre aziende. Quindi, l’unico probabile risparmio è quello di dire che i servizi, tipo quello delle buste paga o ancora quello delle progettazioni, a quel punto li riuniamo in un unico centro di progettazione, in un unico centro di sviluppo, che siano buste paga e quant’altro, ma è chiaro che le opere sulla zona restano quelle e, quantunque si voglia fare massa, oramai i prezzi stabiliti che si eseguono sul territorio, che sia uno o che siano tre consorzi che si mettono insieme, sappiamo benissimo che non scendono. Non esiste che mettere un tubo qui, a Lanciano, abbia un costo differente che metterne uno a Pescara, perché questo non ha credibilità. La vera credibilità è quella di creare massa economica per poter avere successivamente una capacità di indebitamento superiore, perché questo è il concetto unico che ci potrebbe mettere insieme. Anche se su questo ragionamento ci sono seri dubbi, perché, comunque sia, noi mettiamo insieme le problematiche non di un consorzio, mentre gli altri non ce l’hanno. Anzi, Presidente, da quello che ho visto, probabilmente nelle altre zone hanno più problemi della nostra zona, perché hanno una perdita d’acqua maggiore. Si salvano, come lei giustamente ha detto, perché il consorzio ACA con due chilometri riesce a vendere ‒ mettiamola così sennò non ci capiamo ‒ molti più litri di quello che noi vendiamo con venti chilometri di tubature. Questa è una differenza sostanziale che porta ovviamente ad una economicità da parte loro.
Tornando a monte, gradirei avere quattro consorzi, ognuno per la propria zona, e penso che qui dentro tutti quanti lo verrebbero. Però capisco che non è possibile per le problematiche che lei ha elencato, e che io conoscevo, fra virgolette.
Però è altrettanto vero, e questo lo dico un po’ a tutti i politici, perché sia chiaro che le scelte tra un ambito o due ambiti trovano d’accordo in modo trasversale, centrodestra e centrosinistra. Non è che il centrodestra vuole una cosa precisa e il centrosinistra ne vuole un’altra, tant’è che il doppio ambito è stato proposto dalla legge regionale, dallo stesso Presidente del Consiglio Sospiri, e di conseguenza contestato anche all’interno degli stessi partiti di maggioranza per avere un ambito solo. Quindi, è una scelta che va fatta, secondo me, tenendo presente quello che è il proprio territorio.
Per cui, pensare di fare un ambito unico, mettendomi in società – perdonatemi, parlo in modo imprenditoriale – con chi so che ha già delle grosse difficoltà, mi vede molto, ma molto scettico. A meno che, se si vuole fare un ambito solo, la Regione ci garantisca con i propri fondi la copertura di quelle società. Se dovessimo fare un ambito unico con questi debiti, personalmente sono fortemente contrario, ma perché non vedo un interesse per la mia zona e per la mia città.
Già ho forti dubbi, caro Presidente, con l’ACA perché diciamola com’è: stanno facendo lavori di PNRR per circa 20 milioni di euro e non riusciranno a chiudere quei lavori, lei lo sa benissimo. Questo è qualcosa di cui secondo me la politica o il territorio si deve preoccupare, perché se qualcun altro sbaglia, consentitemi, io devo dire al mio territorio che non lo vado a pagare, perché non siamo più all’altezza di poter dire ai nostri cittadini “ulteriori aumenti”. Non è fattibile.
Poi bisogna dire un’altra, cosa, Presidente: come si fa a perdere quasi il 60 per cento delle acque? Mi permetta: abbiamo fatto una programmazione, non sulla SASI; il problema è che ce l’abbiamo su tutta la regione, siamo al 53-54 per cento di perdite.
Presidente, noi vendiamo un litro d’acqua e il cittadino ne deve pagare 2, questo è il serio problema. Da un bilancio fatto così, in modo imprenditoriale, le dico che se noi potessimo vendere tutta l’acqua che captiamo, probabilmente i cittadini non dovrebbero pagare nulla. Questo è un problema serio. Mi rendo conto quando lei mi dice che dobbiamo investire per fare un’operazione del genere, lo capisco. Ma noi pensiamo che facendolo insieme agli altri si risolve il problema? Non lo so, però ci voglio credere, voglio rischiare questa carta. Però, perdonatemi, personalmente non posso dire, e non mi interessa quello che dice la politica, né quello che dice il centrodestra, né quello che dice il centrosinistra, né quello che dice qualsiasi… Io parlo per interesse del mio territorio: non vado a fare società con chi ha problemi seri; e se qualcuno me lo impone, si facesse carico di risolvere i problemi di bilancio di queste società.
A quel punto, quando ci sono tutti i conti pari, possiamo sederci al tavolo per ragionare. So che quello che dico vale poco, ma spero che questo messaggio arrivi, perché se qualcuno pensa che si continua ancora a perdonare chi ha sbagliato nel tempo, io non ci sto più. Se così fosse, Presidente, le avrei detto che lei doveva indebitarsi ulteriormente, perché poi a coprire i nostri debiti sarebbero venuti tutti quegli altri dalla Regione.
Allora deve finire la storia che arriva Pantalone e copre tutto quello che deve coprire. Ripeto, lei lo sa benissimo, e questo lo dico ai colleghi consiglieri: sappiamo benissimo che la copertura direttamente fatta sulla tariffa deve sparire. Presidente, deve sparire perché è una direttiva che deve essere inserita obbligatoriamente. Se dovessimo andare in mano al privato, questa regola ci garantirebbe di poterci mantenere con i prezzi che abbiamo. Se la regola che si aumenta la tariffa a seconda degli investimenti senza un piano economico, caro Presidente, ci deve garantire non dall’ente pubblico, ma lì dove ci dovesse essere il rischio di passare in mano al privato. Se appena appena ci impugnano questa legge, e se appena appena dovessimo andare a bando pubblico, e non c’è questa regola, l’acqua non sappiamo quello che costa.
Quindi, Presidente, io le chiedo pure di… Non è un richiamo nei confronti dei miei colleghi, però chiederei di rimanere in tematica: c’è un esito, mi correggano i colleghi che hanno un rapporto politico all’interno delle Commissioni, della Commissione regionale? Benissimo, quindi già hanno introdotto quali sono i concetti finali. Che ce ne mettessero a conoscenza. Quanto le ho detto varrà anche come dichiarazione di voto: siamo d’accordo a fare una società, che sia ambito unico, se ci garantiscono la copertura dei debiti; due ambiti se, così come viene fuori dai bilanci, c’è un regolare contabile, quindi la possibilità di bancabilità delle società esistenti. Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie a lei.
La parola al consigliere Cotellessa. Prego.
Speaker : CONS. COTELLESSA:
Grazie, Presidente.
Mi fa piacere che negli ultimi interventi si sia ritornati sull’argomento all’ordine del giorno, quindi sul documento su cui dovremmo dare un parere questa sera.
Noi come minoranza vorremmo tutelare il nostro territorio, Lanciano e la sua controllata, la SASI e tener conto del lavoro che la SASI per oltre un anno ha fatto, da questo punto di vista, con l’incarico dato alla società, per seguire gli sviluppi dell’accorpamento – poi le forme giuridiche le vedranno i tecnici – con ACA e SACA. A livello regionale si sta discutendo se fare uno o due ambiti. Quindi, continuare a discutere di quattro ambiti, è inutile. Se noi dobbiamo dare un parere sulla questione politica fondamentale di cui si discute in questi giorni a livello regionale, è questo: se noi siamo favorevoli a un unico ambito o a due ambiti.
Dal nostro punto di vista, per tutelare di più i nostri cittadini, il nostro territorio e la nostra partecipata, noi dovremmo scegliere i due ambiti, anche per le motivazioni che ha espresso il consigliere Caporrella, perché ci dà maggiori garanzie di non metterci insieme ai problemi della Società Aquilana.
Noi abbiamo sicuramente qualche remora, come tutti, sulla questione di Pescara, “pescarocentrica”, eccetera. Però sappiamo benissimo che invece L’Aquila dal punto di vista politico, fa peggio di Pescara.
Quindi, andare a metterci in un’unica società, dove ci sono sei società, compresa quella de L’Aquila, oltre ai debiti e ai problemi della bancabilità di cui parla il consigliere Caporrella, sicuramente ci saranno ulteriori problemi di territorialità.
Fa bene la Regione a prevedere l’ipotesi di due bacini idrici, e ha fatto bene la SASI, insieme ad ACA e SACA a portare avanti da più di un anno questa progettualità.
Stiamo arrivando al tempo limite per poter fare le scelte. Non è che abbiamo davanti un altro anno. Per arrivare alla scadenza del 31 dicembre 2027, le scelte, le decisioni vanno prese ora, la Regione entro questo mese.
Le società si dovranno attivare subito, altrimenti non faranno in tempo. Quindi, questa sera, per quanto ci riguarda, va presa una scelta chiara sulla questione dei due ambiti, che tutela di più, perché uno significa metterci insieme a L’Aquila, a Teramo e alla Marsica; invece, due significa che stiamo solo con il bacino… della Maiella, c’è anche Sulmona, non ci sono solo Pescara e Chieti.
Dal punto di vista degli studi, la società che ha analizzato i bilanci ha detto che c’è la possibilità dell’affidamento in house, con queste altre due società, ci sono i requisiti. Se i dati sono corretti e lo studio è corretto, noi pensiamo che la scelta migliore, da questo punto di vista, sia proseguire in maniera chiara, almeno come è nostro parere, perché questo solo ci compete oggi.
Le scelte saranno fatte poi dalla Regione, dall’ERSI, però, se ci viene chiesto un parere sulla questione politica fondamentale, questo Consiglio comunale, si esprime, sì o no? O continua a restare in maniera vaga, rinviando tutto ad altri enti? Se noi dobbiamo fare una scelta politica nel massimo Consesso cittadino, questa sera dobbiamo prendere una decisione su questa questione.
Poi, sul resto, siamo tutti d’accordo che bisogna andare a una gestione in house perché l’acqua non può andare a finire in mano ai privati. Su questo siamo tutti d’accordo, non c’è nemmeno da discutere. Però, sulla questione della scelta degli ambiti, dobbiamo essere chiari, questa sera. Se ci viene chiesto un parere, un parere lo dobbiamo dare. Altrimenti, non si capisce per quale motivo abbiamo fatto il Consiglio comunale e abbiamo invitato il Presidente della SASI.
Il Presidente della SASI questa sera ci ha esposto il progetto su cui stanno lavorando da più di un anno, e penso che noi come Comune socio della SASI non possiamo buttare a mare il lavoro fatto dalla SASI e rischiare di metterci insieme a società dell’aquilano che hanno tanti problemi.
Noi da questo mese dobbiamo tutelare i nostri cittadini, la nostra città e la nostra partecipata. Per questo vi chiedo di poter eventualmente discutere di questa questione nel documento da approvare in Comune.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, consigliere Cotellessa.
La parola al consigliere Ciccocioppo. Prego.
Speaker : CONS. CICCOCIOPPO:
Buonasera a tutti.
Dai discorsi che si sono fatti, mi sembra che devo scegliere di che morte morire.
Quando si dice che dobbiamo scegliere, a parte che noi non abbiamo purtroppo la possibilità di scegliere perché sarà la Regione che sceglierà per conto nostro, e questo mi dà veramente fastidio.
Quando si parla di fare un ambito o due, per un ambito ci sono delle società dell’aquilano, da quello che dicono, che non hanno una situazione positiva, ottima.
Poi facciamo due ambiti. Il passato e la storia insegnano: da lancianese, anche quando si sono create Sangritano e TUA era per il brand della Sangritana, e abbiamo visto com’è andata a finire.
E secondo voi con SASI e ACA come andrà a finire? ACA è più forte della SASI, potete dire quello che volete, è Pescara, e comanda Pescara. Gli uffici andranno a Pescara, e secondo voi, i dipendenti della SASI sono sicuri? Rimarranno in zona. La realtà è totalmente diversa, e la storia ce lo insegna in tutte queste fusioni, in tutte queste situazioni. Non ci si preoccupa del bene del territorio. Si parla tanto dell’acqua come bene essenziale; ma secondo voi chi fa questo discorso fa altri discorsi?
La politica da quello che vedo non fa questi discorsi. Noi stiamo qua a parlare di cosa? Del niente, perché alla fine quello che diciamo noi… Io posso dire la mia, che non sono d’accordo. Quattro province: non era possibile fare quattro province, il Presidente ha affermato che la politica non vuole. La politica non vuole? Noi non siamo politici? Cosa siamo? Io non so cosa siamo. Se la politica non vuole quattro gestori, non è stato detto il perché.
Poi dice: no, perché possiamo fare dei mutui maggiori, dei debiti maggiori. Ma se in 80 anni non si è mai sistemato un tubo, in Abruzzo! Io mi chiedo per quale motivo mai: non c’erano mai i soldi, non ci sono mai soldi… Queste sono solo chiacchiere, perché se noi guardiamo i bilanci dei vari gestori, certe voci non sono così chiare.
L’investimento. Si dice che la SASI avesse un satellite israeliano, per la ricerca delle perdite, quando è venuto l’altro… Ma il satellite, queste perdite… Veramente, il risultato io non lo vedo. Da cittadino io mi arrabbio, veramente sono infuriato, non funziona così. La gestione, il bene per il cittadini, il bene per il territorio non c’è. Noi stiamo a discutere perché ci uniamo all’altro soggetto per fare più debiti, più prestiti. Ma siamo pazzi? Io devo vedere l’altro socio chi è.
Chi è? La SACA ha i suoi problemi territoriali. L’ACA, da quello che so, quante volte è fallita? Una, due… Ha fatto un concordato preventivo. Io, per il mestiere che faccio, mi metto con l’ACA? Ma non ci penso proprio. Oppure, no, un ambito unico, con le società dell’aquilano che stanno nelle loro situazioni. Ma stiamo a scherzare? Allora mi vado a suicidare, me ne vado nel deserto, dove non c’è acqua, non ho problemi e non faccio queste riunioni per discutere del nulla.
Quindi, quando si dice che dobbiamo decidere se uno o due, non è così. Bisogna affrontare effettivamente prima di tutto… Dall’alto la Regione ha deciso cosa vuole fare: chi dice uno, chi dice due… Allora, decide il centrodestra: e nel centrodestra, chi dice uno e chi dice due, sempre il centrodestra, d’accordo col centrosinistra. Si mettessero d’accordo loro, ci illustrassero anche il perché e le motivazioni, a prescindere da quello che dice la legge, perché la legge dice un unico ambito, ma anche quattro ambiti corrispondenti alle province. O no? C’è scritto questo: che il Sindaco de L’Aquila… Lancia, però non è che sia una persona che non conosce la problematica. Oltre ad essere un argomento complicato e complesso, prima di dire dobbiamo, dobbiamo… Il tempo purtroppo stringe, ed è vero, però a me sinceramente sembra solo che devo scegliere se morire impiccato, o se mi devo suicidate con la pistola. Questo è. Però, ripeto, ognuno si assume la responsabilità dei propri pensieri, delle proprie scelte.
Dico sinceramente che voglio che la SASI rimanga nel territorio di Lanciano, quindi voglio quattro ambiti provinciali.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Prego, consigliere, finisca.
La parola alla consigliera Aruffo, prego.
Speaker : CONS. ARUFFO:
In questo momento, secondo noi il suicidio è non scegliere nulla. In questo momento è necessario fare delle premesse precise: acqua pubblica, reti pubbliche.
Come possiamo fare per evitare la gara? Questo è il grande tema che ci si pone. Per arrivare a questa soluzione, se la condividiamo, ovviamente, perché queste sono le premesse, dobbiamo ragionare con quello che è sul piatto, quindi non possiamo andare contro il principio della legge regionale che ci dice che non si possono fare più di due ambiti. Tra l’altro, in questo momento, grazie a Dio, questa parte, il versante della Majella sembra anche essere il più virtuoso, complessivamente sotto il profilo della gestione economica, e anche della fatturazione, che ha potenziato molto rispetto alla parte pescarese. Noi dobbiamo scegliere. Non possiamo dire… Prima di tutto, non sempre avere il contatto con la Regione è uno svantaggio. Noi stiamo seguendo, almeno io sto seguendo, noi stiamo seguendo cosa accade, abbiamo fatto numerose riunioni, i Sindaci trasversalmente hanno preso delle decisioni. Noi dobbiamo prenderne atto: il doppio ambito è quello che dà maggiore possibilità di soluzione.
Qual è la soluzione? Arrivare a gestire il nostro territorio in maniera se possibile anche più virtuosa. Se poi invece si vuole non scegliere e andare appresso o a cose che ci mettono a rischio maggiore, perché l’ambito unico… Se tre ci mette paura, figuriamoci sul piano economico sei; oppure, addirittura, non scegliere affatto, e quindi andare appresso a idee troppo utopiche che portano allo stesso risultato: non sceglie e andare a gara.
Oggi ci viene chiesto di scegliere con responsabilità.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie. La parola al consigliere Marongiu.
Speaker : CONS. MARONGIU:
Grazie, Presidente.
Innanzitutto, ti ringrazio per la discussione di oggi su un tema così importante, una convocazione che è stata opportuna e che non è avvenuta in tutti i Consigli regionali, nonostante la lettera di invito dell’ANCI, quindi questo a merito di quello che stiamo facendo oggi.
Che può essere completamente inutile, in un’ottica di decisione ultima. È chiaro, la decisione ultima verrà presa fra una settimana in Consiglio regionale, però è un Consiglio comunale che può essere invece tremendamente efficace per esprimere una posizione, per mettere un mattoncino rispetto alle nostre funzioni.
Io sono d’accordo con quanto dicevano la consigliera Rita Aruffo, il consigliere Cotellessa, ma mi sono ritrovato anche in molti ragionamenti del consigliere Eugenio Caporrella, e anche in una preoccupazione del consigliere Ciccocioppo. Cerco di arrivarci: il suicidio politico di tutti è quello di andare a finire con il gestore privato. Su questo penso siamo tutti quanti d’accordo, ieri ne abbiamo parlato anche in via informale con un documento che magari poi il Sindaco illustrerà, e che ci vede al 95 per cento condividerlo, assolutamente, perché i princìpi base sono condivisibili: l’acqua pubblica, il ricorso della gestione in house, cioè favorire il più possibile il mantenimento dell’acqua pubblica che è la maggior tutela anche per i disservizi, per cercare di limitare i disservizi di cui abbiamo parlato prima.
Oggi, quindi, che cosa possiamo fare? Oggi possiamo esprimere un parere: sul piatto ci sono due semplici situazioni che verranno valutate la settimana prossima, perché nelle Commissioni consiliari che si sono chiuse pochi minuti fa, si è deciso di mantenere aperta questa possibilità, una o due subambiti. Ha ragione il consigliere Caporrella, non è una questione politica, ma è una questione più prettamente territoriale dentro gli schieramenti politici. Quindi noi oggi qui ci dovremmo sentire ancora più liberi di poter dare un parere, perché io mi riconosco, ad esempio, nel senso di quel progetto di legge che è stato presentato oggi dal Presidente del Consiglio regionale, che non fa parte del mio schieramento politico, perché io penso che oggi noi per esprimere un parere, perché altrimenti sarebbe completamente inefficace questo Consiglio comunale, per l’amor di Dio, utile perché ci ha portato a discutere e a riflettere. Sugli scenari, però, decidiamo come Ponzio Pilato di lavarci le mani, e lì sì, affidare tutto a quelli che chiamavi tu i politici.
Decidete voi se è meglio uno o due. Noi cosa diciamo? Che ci va bene tutto quello che decidete voi. Allora, in questo senso, oggi, con tante criticità, dovremmo provare a esprimere un nostro parere.
Il nostro parere è quello che in questo documento va esplicitato in modo più coraggioso, che la nostra scelta è quella dei due subambiti, perché i rischi connessi a tutto quello che diceva il consigliere Ciccocioppo, a tutto quello che diceva il consigliere Caporrella, vanno ad aumentare con sei enti gestori e li minimizziamo con tre enti gestori, e poi perché sono stato persuaso, ieri abbiamo fatto un confronto informale da quello che diceva il consigliere Caporrella, cioè, la preoccupazione rispetto all’autonomia decisionale che oggi abbiamo come Lanciano e territorio attraverso la SASI e dobbiamo tutelare. Come tuteliamo questa autonomia decisoria? Avvicinando la catena della decisione, che quindi è sicuramente più veloce e vicina, con tre enti gestori, e dividendo gli ambiti Maiella e Gran Sasso che non finendo dentro sei enti gestori.
Per questo, ovviamente, se può essere utile o efficace, se siamo d’accordo, possiamo anche sospendere Consiglio, non prima, ovviamente, che il Sindaco magari illustri la proposta di documento, e dopo capire se c’è la possibilità di convergere rispetto a un approccio un po’ più coraggioso e non pilatesco.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie. La parola al consigliere Di Bucchianico. Prego.
Speaker : CONS. DI BUCCHIANICO:
Grazie, Presidente.
Siamo, senza ombra di dubbio, in una situazione attuale, dal punto di vista del sistema idrico, a livello regionale, variopinta e variegata, quindi a queste cose dobbiamo anche il fatto che sostanzialmente il servizio funziona poco e male.
Possiamo ragionare su tutto, purché si ragioni su efficacia ed efficienza. Se vogliamo decretare la chiusura, perché di quello stiamo parlando, di questo territorio rispetto alla SASI, allora è quello che stiamo decidendo. Cioè, noi stiamo decidendo per fare due ambiti e stiamo decidendo che questo territorio non avrà più il contatto diretto, seppur con una marea di problemi, con l’operatore, con l’operaio, con la gestione SASI. Di questo stiamo parlando.
E allora, per tornare a bomba, piuttosto che parlare di quattro ambiti, uno per ogni provincia, vogliamo trovare una via di mezzo? Troviamo una via di mezzo, purché funzioni, purché venga messo in maniera chiara che fine dovrà fare la SASI all’interno di tutti questi ragionamenti che stiamo facendo.
Noi proponiamo, ovviamente, che la sede operativa e la sede legale della SASI rimanga lì dov’è. Questo a noi interessa poco rispetto a quello che stanno decidendo nelle Commissioni, perché ritengo, nonostante i tanti problemi, sia la SASI una grande risorsa, per questo territorio. Quando dovevamo criticare lo abbiamo fatto, senza problemi di casacche e senza problemi di bandiera, ma noi siamo per la tutela di quella struttura, quindi siamo disposti a ragionare su un documento.
Caro Leo, sono molto d’accordo su quello che tu dici, come sottolineo le parole dei colleghi consiglieri, per citarne qualcuna, Eugenio Caporrella, Gianluca D’Intino, Michele La Scala. Io sono convinto che tutti sono per tutelare la SASI su questo territorio. E allora problemi non ne abbiamo, mettiamolo in maniera esplicita all’interno di un eventuale documento, e noi siamo sicuri, e se non ne siamo sicuri, lavoreremo, affinché i rappresentanti regionali di questo territorio si facciano carico di quello che questo Consiglio comunale sta decidendo. Oltre alle bandiere e oltre alle casacche c’è un territorio da rappresentare, e noi lo vogliamo fare.
Grazie.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie. La parola all’assessore Ranieri. Prego, assessore.
Speaker : ASS. RANIERI:
Grazie.
La discussione, ovviamente anche per passati motivi professionali, mi stimola molto. Riprendo gli interventi dei colleghi Rita Aruffo e di Leo. Mi tocca dissentire, questa volta, perché qui non stiamo discutendo dell’acqua pubblica o della proprietà pubblica, perché per fortuna c’è stato un referendum, al quale anch’io ho aderito, che quello l’ha sancito. Gli articoli 822 e 824 del codice civile parlano di beni indisponibili, per cui la proprietà, le proprietà delle reti infrastrutturali non sono in discussione.
Stiamo discutendo solo della gestione e sullo spauracchio che questa possa essere affidata a un privato, è di questo che stiamo parlando. Al riguardo ricordo che uno dei primi a trattare questo tema fu l’allora sindaco Francesco Rutelli, che privatizzò da parte dell’Acea. Il Comune di Roma è proprietaria al 51 per cento, e quella società funziona.
Ma qui la vogliamo tutta pubblica, e vorremmo l’affidamento in house providing. Sono d’accordissimo. Siamo sicuri che quelle regole che ha ristabilito il Governo cinque mesi fa, la faccio più diretta perché il Presidente ha risposto prima, con asini e cavalli, quindi ha fatto intendere che l’ERSI questa risposta non l’ha data.
Siete sicuri che oggi la SASI, con le regole che ha ristabilito il Governo cinque mesi fa non possa essere riaffidata in house providing, se la scadenza fosse il 31 maggio?
Per venire a quello che diceva Caporrella, ma soprattutto anche Michele La Scala, D’Intino, chi l’ha detto che non è bancabile, se non ha due gestioni significative e due esercizi negativi, non ha una gestione significativamente insufficiente, eccetera? Non è che stiamo consegnando la SASI mani e piedi ad altre società che invece questi problemi storicamente ce li hanno avuti?
Per quale motivo la ERSI non ha fatto una verifica se le nuove regole possono essere applicabili a quattro gestori, e noi mantenerci una società che ha 76 Comuni soci, se non ricordo male, Presidente, 87 serviti, che sono quasi un terzo dei 304-305 Comuni di tutto l’Abruzzo, con un fatturato di 250.000 utenti, più o meno equivalenti?
Mi sembra che probabilmente si stia ragionando su una base che voi stessi avete detto essere partita un anno, un anno e mezzo fa. Avete sviluppato degli studi, hanno sviluppato degli studi, sull’ipotesi Alfa e sull’ipotesi Gamma, ma nel frattempo c’è una novità legislativa che probabilmente favorisce società sane, o ristabilite sane, come SASI, che probabilmente non hanno fatto tanta manutenzione, ma hanno i bilanci sani, a differenza di chi li ha fatti in maniera anche forse inappropriata, e quei bilanci sani non ce li ha.
Io vorrei richiamare l’attenzione su questo, perché non mi sembra peregrina la posizione che dice qualcuno, mi sembra Ciccocioppo: perché non fare, se lo prevede la legge, quattro ambiti, e correre dietro solo a queste due ipotesi su cui stanno lavorando da due anni i regionali, e metterci tutta questa fretta?
Secondo dubbio che mi viene: chi lo ha stabilito che questa parola, che questa ricongiunzione al 31.12.2031 non possa essere fatta, e che quindi abbiamo cinque società il cui contratto scade fra un anno e mezzo, e un’altra a cui scade fra cinque anni? Per quale motivo dovremmo fare tutta questa legge per cinque e non per sei e non si può ricongiungere tutto al 31.12.31? Perché tutto questo? Chi ha stabilito che non è prorogabile, quale legge? Non la vedo citata, questa norma.
Mi sembra che stiamo un po’ correndo troppo, rispetto a queste novità, per cui secondo me sarebbe da invitare l’ERSI e a fare questa verifica, e i regionali a darsi una riverifica, all’esito di queste nuove indicazioni che ci vengono dal legislatore nazionale, se quattro ambiti, o se queste società possono essere riaffidabili, piuttosto che consegnarli a mani e piedi a delle fusioni.
Perché poi, Presidente, quando parla di bilancio unico, significa che diventano una sola società, una sola sede legale e uno di tutto, con tutte le relative conseguenze. Per cui, anche la gestione tecnica chiaramente potrebbe risentirne ulteriormente a valle, tenuto conto che qui ce l’avevamo in casa, la società, e abbiamo avuto qualche problema per le cose che ci siamo detti.
Quando questa sede sarà Pescara, ci sentiranno con la stessa forza e chiameremo gli stessi uffici per le cose che diceva anche il consigliere Di Bucchianico, io non mi fascerei la testa sul fatto che c’è tutta questa fretta. Farei queste domande alla politica regionale, credo che si debbano interrogare e fermarsi un attimo su tutte e due le questioni, sia sulle novità legislative, sia, se è possibile questa proroga, ricongiungere tutto al 31.12.31.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, assessore Ranieri.
La parola al Sindaco. Prego, Sindaco.
Speaker : SINDACO PAOLINI FILIPPO:
Sono particolarmente soddisfatto che ci sia stata una discussione sull’acqua, perché in realtà oggi non veniamo chiamati a scegliere, ma quando l’11 maggio io ho visto il comunicato dell’ANCI, chiedeva un parere, usava correttamente le parole “eventuali osservazioni o contributi”, quindi non siamo chiamati a scegliere.
Può piacere o non piacere, ma la legge prevede che la Regione decida. È evidente che a quel punto ho detto alla Presidente: siccome seguo da 26 anni le dinamiche dell’acqua, è meglio se ne parliamo pure in Giunta, perché io la mia già l’ho detta in tutte le assemblea, Paolo è venuto in qualche occasione con me, quindi l’argomento è molto complesso, e secondo me non ne usciamo.
Ringrazio il Presidente Nicola Scaricaciottoli, che seppur da solo un anno presidente della SASI, ci ha illustrato con una chiarezza assoluta le motivazioni che hanno portato a quello studio che è stato iniziato qualche anno prima. Sei stato – ti do del “tu” perché ci conosciamo da tanti anni – molto preciso anche nelle tue risposte.
Oggi leggevo… Penso che sia l’ultima, che poi è cambiata la Presidente, il 6 maggio, adunanza dell’Autorità garante della concorrenza del mercato, che si è riunita a febbraio 2026. Non vi leggo tutto perché chiaramente non è opportuno, ma c’è una prima parte che mi ha intrigato, come si suol dire. L’Autorità garante della concorrenza del mercato ha fatto un’analisi sul servizio idrico integrato dell’Abruzzo, ha parlato dei costi del servizio per l’utenza, dei sei gestori – leggo testualmente – “analizzando nel dettaglio gli indicatori relativi alla qualità tecnica del servizio idrico integrato gli attuali gestori – sono sei – raggiungono risultati soddisfacenti nel solo segmento industriale della depurazione. Al netto di alcune eccezioni – come il Consorzio acquedottistico marsicano che è scarso proprio – tuttavia, per quanto concerne gli indicatori relativi alle perdite idriche, alla qualità dell’acqua, all’inadeguatezza del sistema fognario, il quadro risulta complessivamente insoddisfacente. Rispetto a tali indicatori, le classi di merito – perché questo è diviso in classi, M1, M2 – in cui si colloca la maggior parte dei gestori, sono quelle che mostrano un risultato di insufficienza e/o una performance scarsa”. Questo riguarda tutti e sei i gestori dell’acqua in Abruzzo.
Per quanto riguarda i costi del servizio, solo la Ruzzo Reti ottiene una valutazione complessivamente positiva: “In considerazione dei descritti risultati, risulta necessario ricordare che la disciplina dell’articolo 30, decreto legislativo 201/22 stabilisce un importante principio di trasparenza rispetto alle scelte compiute dalle amministrazioni di accountability rispetto ai risultati delle gestioni, al fine di raggiungere e mantenere quegli obiettivi di universalità, qualità e accessibilità dei servizi che sono alla base della stessa ragion d’essere servizio pubblico.
Il presidio di tale principio è stato ulteriormente rafforzato dalla legge 190/2025 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza), che recependo molte delle proposte formulate dall’Autorità, ha introdotto alcune modifiche allo stesso all’articolo 30 – di cui parlava prima Danilo – finalizzate da un lato a responsabilizzare maggiormente, nell’effettuare con consapevolezza la suddetta ricognizione, dall’altro, a prevedere l’adozione di adeguate misure correttive in caso di andamento gestionale insoddisfacente”.
Quindi, se due mesi fa l’Autorità garante della concorrenza del mercato… Queste sono dinamiche che sta decidendo lo Stato nazionale, dalla legge Galli a tutte le altre leggi; per fortuna, l’acqua resta pubblica, però in questa adunanza, l’allora presidente Rustichelli, perché a maggio hanno cambiato il Presidente, invita l’Abruzzo ad assumere decisioni, che non possono essere rinviate, immediate.
Tra l’altro, non lo dico io, ma se avete letto i documenti di CGIL, CISL e UIL Abruzzo, se avete letto l’intervento al Congresso regionale della UIL, fatto dal sindacalista della UIL – che non vi leggo oggi, perché non è il caso – vi renderete conto che la Regione è nella condizione che deve decidere, e deve decidere per forza, perché altrimenti si corre il rischio – io mi sono permesso di scriverlo – che l’ERSI si veda costretta, al di là che scada nel 2027 o 2031, perché c’è anche un emendamento presentato, mi sembra, dai Capigruppo di centrodestra, a spostare la decorrenza dal 2027 al 2031. Questo non perché si possa fare chissà che cosa, ma soltanto perché, per dare tempo alle società e ai gestori, che da questi indici di febbraio 2026 non escono facilmente.
Poi sui conti, che chiuda con 1 milione di euro di utile, per l’amor di Dio… Ma esci da questi indici, perché l’Autorità garante ti sta spingendo verso una gestione privata, se tu pubblico non sei in grado di gestire con tutti i criteri, di economicità e di efficienza che si richiedono oggi. Anche noi, nella pubblica amministrazione, leggerete i dati dell’ultimo consuntivo, abbiamo questo dovere.
Detto questo, è evidente che al di là, legittimamente, dell’ascoltare i consiglieri regionale, ci mancherebbe altro, sono loro che decidono. secondo me, in questa fase, come diceva Leo, la Commissione di oggi pomeriggio ha deciso per uno o due ambiti, in maniera molto generica, lasciando poi la decisione alla Giunta regionale, se se ne devono fare uno o due.
Probabilmente, come ci spiegava il l’amico Nicola, se noi dovessimo fare – faccio un esempio – un ambito provinciale, noi dobbiamo inglobare Chieti e altre città che prendono l’acqua dall’ACA, come la prende anche Ortona per una buona parte. Per cui, siamo costretti ad andare a comprare l’acqua all’ACA, così come il problema che ha sollevato [...]. Per cui, diventa complicato poi per la SASI… Ma poi, chi è che non vuole salvare la SASI? Per amor di Dio, ci mancherebbe, ci sta da una vita sul territorio.
Io ho partecipato alla costituzione della SASI S.p.A. quando sono stato eletto la prima volta, Eugenio c’era, non so chi altri c’era, qui in mezzo… Se ne è andata. La gestione dell’acqua la facevamo con i sistemi software di Antonio Iezzi, gestivamo in casa: immaginate quanto poteva essere complesso, nel 2001, gestire noi l’acqua. Tra l’altro, stava entrando l’euro, avevamo dei problemi con l’ATO… Avevamo problemi enormi, però la gestivamo.
Poi, quando è stata fatta la società per azioni, tra mille polemiche, forse Eugenio, se lo ricorderà, alla fine siamo stati tutti convinti che era opportuno fare una società per azioni per gestire l’acqua.
Ecco perché io mi sono permesso di fare, e condivido anche l’idea, se volete sospendere, di parlarne, un ordine del giorno che può sembrare generico, ma sicuramente mette dei paletti: che l’acqua deve essere pubblica, che per fortuna c’è stato il referendum, quindi l’acqua è pubblica, che ci sia l’affidamento in house e tutte queste cose.
Poi, se uno o due, la Commissione oggi ha detto uno o due, decida la Giunta. A quel punto, o uno o due, a me importa veramente poco. Quello che interessa, e che chiedono anche in molti, è che fine faranno queste tariffe quando si faranno uno o due ambiti. Riusciamo a mantenere le tariffe? Perché, come ha detto prima il Presidente, è bastato il blocco di Hormuz, che è il centro del mondo, per aumentare, per triplicare i prezzi del gasolio, del cherosene, forse non ci sarà il cherosene per gli aerei quest’estate… Se uno stretto è il centro del mondo, voi immaginate un piano trentennale che dovrebbe, conti di programmare, quando fra un anno, nessuno se lo augura, questa guerra ancora continuerà, ma speriamo che finisca, e che torni tutto nella normalità.
Ecco perché io penso che il Consiglio comunale, e io sono veramente soddisfatto di questo, abbia espresso, anche perché viene registrato, la Segretaria lo sa, tutta una serie di dinamiche e di posizioni che sono certamente interessanti. A questo punto però, quanto ad entrare noi nel merito se farne uno o due, o tre o quattro, se volete, se i consiglieri sono d’accordo, scrivetecelo. per amor di Dio, sono pronto a votarlo, non ho nessun problema. Però sappiate che il 26 maggio è stato convocato il Consiglio regionale e il Consiglio regionale il 26 maggio deciderà sull’ambito, uno, due, mezzo, un quarto, o quattro. Quindi… Voi direte: ma che fa, non conta niente il nostro parere? L’ha detto prima Leo: penso che dei Comuni della provincia di Chieti, l’unico che si è riunito per parlare di acqua è il nostro. Del resto non si è riunito nessuno, che io sappia. Che io sappia non si è riunito nessuno. Per questo sono particolarmente soddisfatto.
Entrare nelle dinamiche dell’acqua è importante, perché quando d’estate se ne va l’acqua, oppure non esce, siamo noi che le persone vengono a chiamare: oggi manca l’acqua da stanotte…
Io mi auguro, caro Presidente, che quest’estate l’acqua ci sia, perché di neve ne è arrivata abbastanza, c’è ancora oggi. Io mi auguro che quest’estate ci sia. Però se poi alle 2 di notte se ne va l’acqua, arriva il fornaio che deve tornare a casa, si deve lavare e non trova l’acqua, non è che chiama… Sì, chiama pure la SASI, ma voi non rispondete… Tu rispondi personalmente, ma alla fine è a noi che chiamano. Se se ne va la luce, se l’Enel rompe le strade, la colpa è nostra; se per il gas rompono le strade la colpa è nostra… Se l’acqua se ne va, la colpa è nostra, per cui è evidente che noi assumere la decisione… Lo facciamo perché noi auspichiamo, e come lo auspico io, la auspicano tutti quanti, che la SASI tenga la sede a Lanciano, come SOT prima lo ha illustrato. Quello prevede che la sede resti a Lanciano.
Dove sarà la sede di quella che noi che erroneamente chiamiamo società consortile, ma forse non si può chiamare così, si dovrebbero chiamare Consorzio, non certo società consortile? Per la quale, dovremmo tornare in Consiglio comunale, perché quel famoso statuto che l’ACA ha già approvato, deve essere approvato anche qui dentro. Altrimenti, quello statuto non vale niente, anche in Assemblea, tra l’altro. Però è fondamentale, per me Sindaco di Lanciano, che questo Consiglio comunale valuti quello Statuto: è là che ci misureremo, perché se su quello Statuto ci sono cose che a noi non andranno bene, noi stiamo qua fino a quando vorrà il Padreterno e fino a quando vorrà la maggioranza. Stiamo qua, e la nostra diremo, sulla sede, sul Consiglio direttivo, sui componenti, sull’indennità, diremo tutto.
Quella sarà la sede opportuna. Adesso dobbiamo solo dare seguito a una cosa che ci sta camminando sulla destra, purtroppo, perché queste relazioni vengono da Roma, non è che vengano da San Vito. Vengono da Roma, e a Roma quando fanno questi conti, così come fanno i conti e ci chiudono il tribunale, così come fanno i conti e ci riducono i soldi per la sanità, così come fanno i conti e ci riducono soldi per il trasporto pubblico… Purtroppo queste sono le dinamiche che noi dobbiamo subire. Voi questo ordine del giorno lo conoscete, l’avete visto un po’ tutti. Se volete parlarne insieme, possiamo anche sospendere dieci minuti, le 9,25 non è tardi. Se volete cambiarlo, modificarlo, integrarlo, io ve l’ho scritto già nel mio comunicato.
Ve l’ho scritto: se volete integrarlo, modificarlo, cambiarlo, fate come ritenete opportuno. Dopodiché, se si vota all’unanimità, può far piacere a tutto il Consiglio comunale e alla città di Lanciano.
Se si vota in maniera diversa, ognuno si assume la propria scelta. Io mi adeguo a quello che decide la maggioranza del Consiglio comunale. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
In considerazione di quello che ci siamo detti, io proporrei, mettendo a votazione, una sospensione. Credo che 10 minuti non ce la facciamo, quindi credo almeno venti minuti, mezz’ora… Diciamo dieci minuti, diciamo un quarto d’ora.
Chi è favorevole a sospendere il Consiglio comunale un quarto d’ora per poi eventualmente modificare il documento può alzare la mano. Chi è contrario? Chi si astiene? Nessuno.
Tutti favorevoli.
Penso di sì, assolutamente. È proprio il caso di ringraziare il Presidente. Poi volevo specificare, anche proprio per tutti i consiglieri, che quando è arrivato il Presidente, mi ha comunicato che è disponibile, oltre che per le Commissioni, a venire direttamente in Consiglio comunale, sta preparando delle slide, che poi ci farà vedere, con tutti i lavori che sono stati fatti e che verranno fatti in città, quindi abbiamo raggiunto un grande risultato con lui.
Grazie, Presidente, per la disponibilità e per tutto ciò che ci ha spiegato con molta, molta chiarezza. Grazie veramente. Alla prossima. Buonasera.
(La seduta è sospesa) Possiamo ricominciare il Consiglio comunale, quindi chiedo alla dottoressa Colaiezzi di ripetere l’appello.
Grazie, dottoressa.
Speaker : SEGRETARIO COMUNALE COLAIEZZI MARIELLA:
SINDACO PAOLINI FILIPPO: presente ARUFFO RITA TERESA: presente BENDOTTI DORA ANNA: assente BENINTENDI PAOLO: assente CAPORALE DAVIDE LORIS: assente CAPORRELLA EUGENIO: presente CICCOCIOPPO CARLO: presente COTELLESSA PIERO: presente DELL’ANNA GIACOMO: presente DE RENTIIS FERNANDO: presente DI BUCCHIANICO GABRIELE: presente DI DIEGO ENZO: presente DI LORETO DALILA: presente DI NOLA RICCARDO: presente D’INTINO GIANLUCA: presente FURIA SERGIO: assente GALATI LORENZO: presente LA SCALA MICHELE: presente LUCIANI GIUSEPPE: assente MARONGIU LEO: presente MEMMO PAOLA: assente MISCIA MARUSCA: assente SCIARRETTA GEMMA: presente TOROSANTUCCI DONATO: presente VERNA GIACINTO: presente
Per la Giunta: AMOROSO CINZIA: assente BOMBA PAOLO: presente DI CAMPLI GRAZIELLA: assente PALMIERI ANGELO: presente PAOLUCCI TONIA: presente RANIERI DANILO: presente TROILO MARIA IDA: presente
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, dottoressa Colaiezzi.
Dopo il momento di sospensione che abbiamo avuto e la riunione che abbiamo fatto, siamo giunti a presentare un ordine del giorno sul servizio idrico integrato, quindi, ai sensi dell’articolo 31 del Regolamento del Consiglio comunale, vi chiedo se sia possibile mettere a votazione solo la presa d’atto del documento che è stato presentato.
Una volta votato, il Sindaco ce lo illustrerà, oppure lo illustra la consigliera Di Loreto.
Metto a votazione la presa d’atto che mi è stato consegnato un ordine del giorno sul servizio idrico integrato e quindi vi chiedo di votarlo, per poi avere la possibilità che sia trattato successivamente. Sarà illustrato per la trattazione dalla consigliera Di Loreto.
Chi è favorevole può alzare la mano. Si sta votando semplicemente la possibilità di fare illustrare l’ordine del giorno che è stato presentato, quindi chi è favorevole può alzare la mano (solo all’illustrazione, non alla votazione). Chi è contrario? Chi si astiene? Il consigliere Cotellessa. Grazie.
Do la parola alla consigliera Di Loreto per illustrare l’ordine del giorno, così come mi è stato presentato. Grazie.
Speaker : CONS. DI LORETO:
Grazie, Presidente, buonasera a tutti. Non leggo tutto l’ordine del giorno, leggo logicamente soltanto le modifiche che abbiamo apportato rispetto al documento originale.
Nella premessa, è rimasto tutto uguale fino al punto "protocollato in data 11 maggio 2026" e abbiamo concluso questa frase "che tende al rafforzamento della gestione pubblica del servizio idrico nei territori interessati".
Per il resto, nella prima pagina il documento è identico a quello iniziale, quindi tutte le varie premesse, "premesso che il servizio idrico integrato è costituito, eccetera eccetera, che l’ANCI Abruzzo ha adottato un documento di indirizzo" è tutta uguale, "che la regione Abruzzo e gli Enti competenti hanno competenze di pianificazione" è tutto uguale.
È uguale anche, sempre nella premessa, la parte in cui prevede (il soggetto è il Consiglio comunale), quindi "considerata la necessità che la legge regionale in materia venga approvata nel più breve tempo possibile, eccetera, eccetera... rilevata l’importanza che il Comune eserciti le proprie funzioni di Governo, rilevato l’interesse dei cittadini" è sempre uguale.
Le prime modifiche più importanti le troviamo, a parte il punto n.1 che è uguale, quando si va nella parte della delibera. Il punto n.1 è uguale, "l’acqua è un bene pubblico universale e il modello di gestione pubblica del servizio deve essere sempre difeso e consolidato". Il punto n.2 è identico sempre al documento originale, quindi "la riorganizzazione della gestione deve essere coerente con le normative vigenti".
Il punto n.3, invece, è stato modificato e lo leggo: "i princìpi di efficienza, efficacia ed economicità siano tenuti in debita considerazione, onde garantire la sostenibilità della gestione pubblica, anche a tutela dei livelli occupazionali, con l’inserimento di una clausola sociale a tutela di tutto l’attuale personale dipendente, con qualsiasi qualifica, dagli attuali gestori".
Il punto n.4 è stato invece modificato semplicemente nella parte finale, quando si afferma "le tariffe siano omogenee non più su tutto il territorio comunale, bensì su tutto il territorio regionale". Il punto n.5 è identico: "all’interno delle eventuali Assemblee dei Sindaci che si andranno a costituire, la rappresentanza sia proporzionale al numero degli abitanti". Abbiamo aggiunto questo: "sia proporzionale al numero degli abitanti, al numero di utenze servite, all’estensione della rete idrica e all’estensione territoriale".
Anche il punto n.6 è stato modificato, quindi vado a leggerlo: "sia dettagliata una mappa aggiornata degli eventuali sub Ambiti che verranno costituiti e l’individuazione del gestore dell’Ambito di riferimento. Qualsiasi decisione dovrà essere assunta a tutela del territorio frentano e in particolare della SASI, la cui sede legale, operativa e amministrativa deve restare a Lanciano", quindi è un punto aggiunto a tutela della SASI
Il punto n.7, invece, è rimasto identico: "All’esito della decisione in merito all’Ambito sub Ambiti di gestione venga predisposto e reso noto il Piano degli investimenti programmati per reti, impianti di depurazione e opere di mitigazione delle perdite idriche, con cronoprogramma e fonti di finanziamento" ed è stato aggiunto "al fine di evitare perdite non più tollerabili, visto che ad oggi superano di gran lunga il 50 per cento, tenendo conto della preliminare necessita di digitalizzazione delle reti".
Per il resto, "si impegna il Sindaco a rappresentare in tutte le sedi competenti quanto deliberato e a trasmettere la presente delibera alla Regione Abruzzo, all’ERSI e agli attuali gestori del servizio idrico, all’ANCI Abruzzo, nonché agli organi di tutela ASL e ARPA". Grazie.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, consigliera Di Loreto.
Possiamo aprire la discussione.
Chi vuole prenotarsi? Il consigliere Cotellessa. Prego.
Speaker : CONS.COTELLESSA:
Noi avevamo chiesto nella discussione precedente che venisse fatta una scelta precisa sulla questione dell’Ambito unico e dei due sub Ambiti, perché è la questione fondamentale di cui si discute in questi giorni in Commissione e in Consiglio regionale in merito al servizio idrico integrato, la modifica alla legge regionale.
Per questo motivo, per essere più chiari chiediamo che il n.6 faccia una scelta e dica che "la scelta ottimale, allo stato attuale, per il Comune di Lanciano e la sua partecipata SASI, per essere più vicina e influente sulle decisioni tecniche e gestionali del servizio idrico integrato, affinché ci siano maggiori benefici per la nostra collettività, è quella dei due sub Ambiti, su cui lavorano da più di un anno SASI, ACA e SACA".
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie.
La parola al consigliere Caporrella. Prego.
Prenotatevi così registriamo.
Prego.
Speaker : CONS. CAPORRELLA:
Grazie. Non voleva farmi parlare, Presidente?
Per dichiarazione di voto, ovviamente personale, per essere chiari, tecnicamente sono convinto che la gestione dell’acqua deve restare pubblica, quindi voterò questo documento, però voglio che resti agli atti la condivisione in questo momento, sembrerà strano, con un Partito cui non appartengo, ma sapendo che Gruppi di maggioranza anche in Regione condividono la mia stessa idea.
Ritengo quindi che, per questioni di salvaguardia dell’operato e del capitale della SASI e soprattutto a difesa del nostro territorio sia più opportuno avere due Ambiti, quindi voglio lasciare agli atti questa dichiarazione perché, anche se non è stato introdotto all’interno di questo documento, tengo a lasciarla come dichiarazione. Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie.
La parola al consigliere La Scala. Prego.
Speaker : CONS. LA SCALA:
Vorrei solo precisare che, tra l’altro, il Consiglio comunale è registrato per tua sfortuna, Piero Cotellessa, il Presidente ha dichiarato all’inizio che in tempi non sospetti la precedente gestione, cioè il Presidente Basterebbe, insieme ad altri due soggetti, che sono stati gli unici disponibili, hanno commissionato uno studio, poi sulla qualità dello studio le mie considerazioni te le risparmio.
Non è assolutamente vero che la SASI stia lavorando ai due Ambiti, il Presidente è stato chiaro, oggi c’è un solo Ambito, si è aperta la possibilità di gestire due Ambiti, la Commissione oggi pomeriggio ha terminato i lavori e ha deciso esattamente quello che abbiamo riportato in quel documento, punto.
Non capisco quale sia la polemica ancora su questo argomento, poi, per carità, in democrazia ognuno può dire quello che vuole, ma far passare il messaggio che la SASI stia lavorando da due diversi anni alla soluzione dei due Ambiti non corrisponde a verità, e, siccome qui dobbiamo dire la verità, questo non è vero.
Soprattutto, vorrei capire tecnicamente quale sia il motivo, quale sia la motivazione tecnica per cui i due Ambiti garantiscono il contatto con il territorio della SASI e l’Ambito unico no, perché il Presidente ha spiegato che, con l’Ambito unico o i due Ambiti, ci saranno le società operative del territorio, che non cambieranno la propria destinazione, non cambieranno le proprie attività... l’ha detto il Presidente all’inizio, quando finisce il Consiglio e torni a casa, te lo risenti e risenti quello che ha detto il Presidente, società operative del territorio, Consorzio, SOT: questo ha detto il Presidente. Risentitevi il Consiglio comunale quando tornate a casa, è un consiglio personale, non ha detto assolutamente quello che stai affermando, stai affermando una cosa falsa!
PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA: Grazie, consigliere La Scala.
La parola al consigliere Marongiu.
Speaker : CONS.MARONGIU:
Grazie, Presidente.
Io cerco di andare in chiusura rispetto al documento e devo dire, Sindaco, che è un documento che ho apprezzato – ribadisco - al 95 per cento, quindi ti sei portato a casa un voto positivo, nel senso che noi siamo d’accordo su quanto viene detto in primis quando c’è scritto di sollecitare la Regione Abruzzo a prendere una decisione, perché è l’unica garanzia che abbiamo per cercare di tutelare il sistema idrico abruzzese dalla gestione dei privati, 2) che poi specifichi, al punto n.1, che l’acqua è un bene pubblico, al punto n.2 la gestione in house, al punto n.3 i principi di efficienza, al punto n. che4 le tariffe sono omogenee, la questione della rappresentanza dentro l’ERSI, su cui siamo d’accordo, ovviamente.
Avevamo chiesto maggior coraggio, ma più che altro di esprimere un parere rispetto alla questione di cui si discuterà da oggi a 10 giorni, se ne discuterà in Regione, se ne discuterà in Consiglio regionale, ne discuteranno perché dovranno decidere in Giunta se fare un Ambito o due sub Ambiti. Questa è la questione di cui si sta decidendo e rispetto a questo noi vogliamo esprimere un parere.
È legittimo che voi diciate "a noi va bene uno o due"? È assolutamente legittimo. Noi vogliamo esprimere un parere, proprio perché voi scrivete al punto n.6 "auspichiamo che la sede legale, operativa e amministrativa debba restare a Lanciano". Sarà molto difficile farlo, mettendoci insieme a Pescara, figuriamoci a Pescara e L’Aquila! Ecco perché proviamo ad inserire un elemento come parere, ossia ci è stato chiesto di esprimere un parere, la nostra preferenza rispetto alla riforma che dovrà andare in porto è quella dei due sub Ambiti.
Ecco perché non mi sento di votare favorevolmente a questo documento, che ritengo monco per quella parte, quindi mi asterrò, ci asterremo, votando ovviamente l’emendamento che vi riproponiamo, dove andiamo a dire "benissimo il documento, ma noi esprimiamo una preferenza sui due sub Ambiti".
Grazie, Presidente.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, consigliere Marongiu. L’emendamento ce l’ha già Segretaria? Okay.
Ha chiesto di intervenire il Sindaco. Prego, Sindaco.
Speaker : SINDACO PAOLINI FILIPPO:
Devo fare solo una precisazione, perché altrimenti sembra che...
Non faccio l’avvocato di nessuno, però, se ci avete fatto caso, il Presidente della SASI, non si è mai pronunciato per uno o per due, perché all’inizio della seduta non c’era nessuno e ci ha detto "non chiedetemi di pronunciarmi su uno o due", quindi ha descritto la situazione in maniera molto precisa e, naturalmente, la decisione l’assumerà la Regione.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
La parola al consigliere D’Intino. Prego.
Speaker : CONS. D’INTINO:
Grazie, Presidente. Per dichiarazione di voto.
Forse repetita iuvant, in questo caso spero che repetita iuvant, noi riteniamo che non ci siano le condizioni, neanche dopo lo studio commissionato ad una società privata da parte delle tre società che oggi gestiscono l’acqua nei vari territori, per stabilire che ci siano maggiori benefici per la nostra collettività.
In questa sala abbiamo sentito parlare di elementi molto fumosi, non ci sono elementi certi. Perché dico questo? Perché anche la Regione Abruzzo si sta muovendo in una direzione di prudenza, perché, pur con emendamenti alla legge regionale che vanno verso l’apertura dell’ipotesi di un Ambito o due sub Ambiti al massimo, è una decisione che verrà presa in Giunta, ma sentito il parere dell’ERSI, che credo che stia addirittura avviando una due diligence o l’abbia già fatta. Lì effettivamente si hanno gli elementi concreti per decidere se sia meglio, affinché, visto che l’acqua è pubblica, la gestione resti pubblica e la società che si andrà a costituire possa avere un affidamento in house, perché questo è il presupposto che muove anche le mosse della Regione Abruzzo.
È per questo che noi approviamo l’ordine del giorno predisposto dal Sindaco che tutela tutti questi concetti e anche la nostra azienda del territorio, la SASI, perché è specificato nell’ordine del giorno, quindi il Gruppo che mi onoro di rappresentare voterà favorevolmente all’ordine del giorno. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie.
La parola all’assessore Paolucci. Prego, Assessore.
Speaker : ASS.PAOLUCCI:
Buonasera a tutti.
Prima di tutto, prendo la parola semplicemente perché il 95 per cento è un grande risultato, per raggiungere l’altro 5 bastava poco, anche perché, Caro Leo, sai quanto me che non è una mancanza di volontà o paura, la decisione sai benissimo che non spetta a noi, ma c’è chi la sta assumendo, ma la sta assumendo sulla base di ragionamenti e valutazioni che vengono fuori anche dai dati che prima il Sindaco ha letto sulla base dei vari dati che ci sono a livello nazionale sulla bontà o qualità del servizio idrico in Abruzzo.
Sai benissimo che, così come è successo per TUA, così come è successo per l’ARAP, così come è successo per la ASL unica, sono altri i valori che contano ai fini di una decisione, quindi loro faranno le opportune valutazioni. Concordo con chi diceva che forse era opportuno avere qua i nostri rappresentanti regionali e ci aggiungo anche rappresentanti sindacali, come fu fatto per TUA, perché avremmo avuto sicuramente un quadro completo, per capire veramente le basi sulle quali poggiano certe decisioni.
Voglio rimarcare che il 5 per cento lo potevi aggiungere, perché sai benissimo, tanto quanto me, che questa non è la sede per assumere queste decisioni.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, Assessore Paolucci.
La parola al consigliere Marongiu. Prego.
Speaker : CONS.MARONGIU:
Ringrazio l’Assessore Paolucci, non voglio rispondere all’Assessore, accetto l’auspicio.
Consigliere D’Intino, la due diligence c’è e nella due diligence di ERSI danno disco verde all’Ambito unico, disco verde perché c’è una maggiore economicità del servizio e un maggior risparmio di costi (36 milioni di euro), disco giallo per i due sub Ambiti, con un risparmio di 16 milioni, disco rosso per i quattro sub Ambiti provinciali.
Rispetto a questo, a maggior ragione voglio inserire l’elemento di preferenza rispetto ai due sub Ambiti, perché a me convince sempre poco buttarla sull’aspetto unicamente economico, mi convince di più (prendo in prestito il ragionamento che ieri pomeriggio faceva il consigliere Caporrella) cercare di avvicinare il più possibile l’ambito decisionale.
In questo accetto il suggerimento dell’assessore Paolucci e dico che, rispetto a quello che è successo in TURA o a quello che succede quando ci sono queste macro riforme regionali, alcune inevitabili, se riusciamo in queste macro riforme questa volta a tenere più vicino l’ambito decisionale, quindi con una decisione Maiella/Gran Sasso, credo che saremo più tutelati.
In questo esprimiamo una preferenza, punto.
PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA: Grazie.
Consigliere Di Bucchianico, si è prenotato? Prego, consigliere, un attimo e le do la parola. Prego.
Speaker : CONS. DI BUCCHIANICO:
Presidente, grazie, solo per dichiarazione di voto a titolo personale, poi il Capogruppo esprimerà la posizione del Gruppo.
Mi dispiace che la minoranza si sia astenuta, ma poteva anche votare contro, ma io ho trovato veramente dei punti assolutamente convergenti, quindi vediamo un atteggiamento positivo rispetto all’astensione.
È evidente che in questo documento non c’è alcuna paura di innovare quando le innovazioni (noi ne siamo convinti) portino beneficio alla collettività, quindi risottolineiamo la questione.
Noi eravamo per 4 Ambiti, semplicemente perché così crediamo che si possa difendere maggiormente questo territorio, però se la linea mediana può essere quella di un numero di ambiti diverso da 4, ci può stare, però due fattori importanti, 1) tutelare questo territorio, quindi abbiamo chiesto ed è stato inserito, grazie al contributo di tutti i consiglieri di maggioranza, che la sede legale, operativa e amministrativa della SASI deve rimanere qui, per avere un maggior contatto, nonostante tutti i problemi che abbiamo e risottolineiamo.
In più, abbiamo messo in evidenza il fatto che di queste perdite non ne possiamo più. Siamo oltre il 50 per cento, abbiamo voluto inserire all’interno di questo documento che di perdite non vogliamo più sentirne, quindi il nonno di tutti noi che apra il rubinetto a qualsiasi ora del giorno deve pretendere che da quel rubinetto esca l’acqua migliore possibile.
Il voto è positivo rispetto ai ragionamenti che ci siamo detti e quindi rispetto al documento. Grazie.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie.
La parola al consigliere Ciccocioppo. Prego.
Speaker : CONS.CICCOCIOPPO:
Ci esprimiamo per il voto.
Volevo solo ricordare che un paio di giorni fa il Presidente della Provincia di Teramo ha detto che ciò che si sta facendo non è per il bene degli abruzzesi, ma è solo una questione politica, senza tener conto delle effettive esigenze dei cittadini abruzzesi.
Poniamo il caso che la SASI si fonda con l’ACA e la SACA, se Teramo non vuole creare l’altro Ambito, avremo che Teramo andrà per fatti suoi e L’Aquila per fatti suoi, quindi non ne avremo 1, non ne avremo 2, non ne avremo 4, ma rischiamo di averne 3. Io sto calcolando che non decidiamo noi, ma decidono altre persone per noi.
Che si decida per 1 o 2 (io ero per 4, quindi dovrei respingere sia la proposta di 1 che la proposta di 2), in ogni caso la SASI, sparirà, così come è successo con la Sangritana, tutto ciò che è di Lanciano si sta totalmente eliminando e sinceramente io non sono d’accordo, però - ripeto - l’ordine del giorno lo votiamo, perché sinceramente abbiamo evidenziato il fatto che la SASI deve rimanere con tutto il suo organico legale, amministrativa, operativo a Lanciano, so che dall’alto non succederà e l’ACA farà peggio dei romani contro Annibale.
Per quanto riguarda l’emendamento, sinceramente se sono propenso a 4, è un problema decidere per 2, perché - ripeto - io non sono d’accordo né per 1, né per il 2, però esprimiamo il voto favorevole per l’ordine del giorno. Sull’emendamento, sinceramente, ho dei forti dubbi.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie.
La parola al consigliere Torosantucci. Prego.
Speaker : CONS.TOROSANTUCCI:
Grazie, Presidente.
Solo per il voto, che sarà ovviamente positivo. Come hanno detto i miei colleghi, dispiace del 95 per cento, eravamo ad un passo, ma va bene.
In merito al alla puntualizzazione sulle perdite dell’acqua che giustamente abbiamo sottolineato anche nell’ordine del giorno, nella modifica, cosa molto importante, volevo fare solo un piccolo passaggio su questo, perché forse nessuno ha notato (non ne ho sentito parlare e ho dimenticato di dirlo prima) che nel Comune di Lanciano (ne sono testimone personale, perché lo chiedevo di continuo) vi ricordate quando il precedente Presidente Basterebbe diceva delle ricerca delle perdite iniziali, poi la sistemazione delle perdite è stata attuata... ha proseguito ciò che avevano iniziato prima. Io posso assicurare tranquillamente, rispetto a quello che diceva anche il consigliere Ciccocioppo prima, che ho visto magari non un centinaio, non decine e decine di riparazioni continue in giro per Lanciano (parlo del nostro Comune) e ogni volta mi fermavo a chiedere da dove derivasse questa cosa e mi veniva riferito che deriva proprio da quel lavoro fatto da allora a tutt’oggi con il nuovo Presidente.
La riduzione che noi chiediamo sicuramente ci sarà, perché non è possibile che ci siano ancora delle perdite, comunque tutto a posto, voto positivo.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, consigliere Torosantucci. Mi sembra che abbiate parlato tutti, quindi possiamo mettere a votazione prima l’emendamento all’ordine del giorno sul servizio idrico integrato, presentato da tutti i consiglieri di minoranza, dal titolo "Sostituire nel deliberato il punto n.6 come elaborato di seguito. Il punto n.6 va cambiato così: la scelta ottimale, allo stato attuale, per il Comune di Lanciano e la sua partecipata SASI per essere più vicina e influente sulle decisioni tecniche e gestionali del servizio idrico integrato, affinché ci siano maggiori benefici per la nostra collettività, è quella di 2 sub Ambiti, su cui lavorano da più di un anno SASI, ACA e SACA".
Mettiamo a votazione.
Chi è favorevole a votare questo emendamento...? Che succede? Prego.
Speaker : CONS.CAPORRELLA:
Presidente, volevo preannunciare il voto positivo a questo emendamento, perché mi vede d’accordo.
Permettetemi di dire che forse la prima volta che in questo Consiglio comunale si vota di maggioranza e di minoranza due volte in modo positivo, perché, come ho dichiarato prima, voterò chiaramente il punto all’ordine del giorno presentato dalla maggioranza, ma sono concorde anche con il punto all’ordine del giorno della minoranza, per cui vedrete due voti positivi miei, che credo sia un record in questa città.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, consigliere Caporrella. Procediamo a mettere a votazione l’emendamento del punto n.6 relativo all’ordine del giorno sul servizio idrico integrato. Chi è favorevole a votare questo emendamento può alzare la mano. Chi è contrario alzi la mano. Chi si astiene? Astenuto il consigliere Ciccocioppo, tutti gli altri sono contrari.
Non facciamo confusione, perché l’altra volta ci sono stati dei problemi addirittura sulla mia votazione.
Adesso passiamo a votare l’ordine del giorno.
Chiediamo alla Segretaria. Prego, dottoressa.
Speaker : SEGRETARIO COMUNALE COLAIEZZI MARIELLA:
Favorevoli all’emendamento 6, astenuti 1 (Ciccocioppo), totale dei contrari 12.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Va bene, consigliere La Scala, possiamo andare avanti?
Speaker : SEGRETARIO COMUNALE COLAIEZZI MARIELLA:
No, non 12, 11 contrari.
Favorevoli 6, astenuti 1, contrari, 11.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
A questo punto, la votazione va ripetuta, mi dispiace, ma dobbiamo ripetere la votazione.
Come è accaduto a me....
Speaker : SEGRETARIO COMUNALE COLAIEZZI MARIELLA:
Infatti ci sono le immagini.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Ripetiamo la votazione? Consigliere Di Diego, come ha votato? Favorevole, benissimo. Grazie.
Speaker : SEGRETARIO COMUNALE COLAIEZZI MARIELLA:
Quindi favorevoli 7, astenuti 1, contrari 10.
Speaker : PRESIDENTE SCIARRETTA GEMMA:
Grazie, dottoressa.
Possiamo procedere, la votazione non la ripetiamo, perché l’abbiamo già fatta. C’è la registrazione e si vede.
Procediamo. Andiamo avanti, per cortesia, decide il Presidente in questo momento, andiamo avanti con la votazione e quindi mettiamo in votazione l’ordine del giorno sul servizio idrico integrato, così come letto ed evidenziato dalla consigliera Di Loreto.
Chi è favorevole alzi la mano: tutti favorevoli. Chi è contrario? Chi si astiene? 4 astenuti.
Ringrazio tutti per aver partecipato a questo Consiglio comunale e anche con molta passione. Grazie a tutti e buona serata.
