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Buona sera a tutti.
Vi ringrazio intanto per essere qui per essere presenti, ringrazio voi tutto il pubblico, ringrazio i relatori che sono qui con me, allora l'argomento di questa tavola rotonda e azioni sulla decarbonizzazione della città, di Lonato del Garda cosa è stato fatto e cosa si può fare,
Innanzitutto, oppure passo subito alla presentazione così Giuseppe Spatola che il giornalista di Brescia, oggi che questa sera far Adam, dopo operatore.
Vado a presentare i relatori subito Maurizio Fusato, responsabile unità, transizione ecologica ed energetica di fare al pigro.
Alberto Carone di Edison, responsabile sviluppo, progetti energetici di rigenerazione urbana.
Massimiliano fra i miei direttore operativo ritardo, 1 Sabrina bresciani e professoressa, professore associato al Politecnico di Milano.
Paolo Bampi dalla Banti S.p.A. Azienda lonatese Giovanni Martinelli, per Coldiretti Brescia, Marco baresi, per Confagricoltura, Brescia.
Massimo Castellini, Assessore all'Agricoltura Christian Simonetti.
Che è assessore all'ecologia e chiaramente il nostro Sindaco, dottore Roberto TAR Dani, che, essendo sindaco al responsabile del territorio, quindi sarà attento a quello che diciamo.
Ma lascio la parola al microfono Giuseppe Spatola che.
Guiderà la serata.
Ringraziamo il direttore della Fiera di Lonato, Fiorenzo Bresciani, ma questa tavola rotonda alla nasce da una domanda semplice, ma tutt'altro che scontata, che cosa significa oggi parlare di decarbonizzazione in un territorio come quello di Lonato del Garda?
Non in astratto, non nei documenti della politica europea che ci ha insegnato cosa vuol dire avere dei paletti stringenti, pensiamo solamente all'Agenda 2030, ma parlare di decarbonizzazione allenato vuol dire entrare nella vita concreta di una comunità che tiene insieme nello stesso territorio agricoltura, industria, turismo, qualità della vita comunque alta, lunato, un comune che ha una storia profonda, forte, identità produttive, ma è anche una realtà che ha scelto di guardare avanti, di aderire a una comunità energetica e mettersi in gioco su temi decisivi che quotidianamente dovranno segnare non tanto alla generazione presente ma quella futura. In questo senso mi piacerebbe sentire proprio il saluto del sindaco di Lonato Roberto Cardani.
Che.
Incarnato in questi anni quelle che sono le politiche di programmazione, anche sulla decarbonizzazione. Mi viene da sorridere perché la prima cosa che quando uno chiede sai che cos'è la decarbonizzazione,
Spesso rispondono o lo spegnimento delle centrali a carbone, come se ne avessimo tantissimo sul nostro territorio e poi si pensa immediatamente alla alle missioni e da parte delle industrie. Invece c'è tutto un mondo da scoprire decarbonizzazione, anche una transizione dolce che ci viene insegnata dalla tecnologia, da imprenditori illuminati, da agricoltori che non lesinano il loro impegno sul territorio per trovare un equilibrio tra produttività, ambiente, l'opera del buon comune del buon amministratore è quella di riuscire a far sintesi tra tutte le esigenze e riuscire a metterle in tavolo facendo appunto una sorta di decalogo della carbonizzazione ante litteram che avete portato avanti non solo con il Piano regolatore di Lonato ma anche con determinate iniziative fatte sul territorio ma su questo sentiamo direttamente il sindaco di Lonato.
Buonasera a tutti e grazie di essere qui stasera, io devo ringraziare anche il Comitato Fiera che ha pensato giustamente di porre durante la manifestazione a cui siamo più legati più importanti della mia comunità, questo tema, dove è giusto il 16 giugno 2016, quindi sono circa 10 anni a giugno abbiamo in quest'Aula all'unanimità in Consiglio comunale ha aderito al Patto dei Sindaci per il clima e l'energia che era questa.
Partecipazione europea per l'abbattimento delle emissioni della CO 2 entro il 2030 del 40%. Vi leggo il, diciamo il il cosa diceva allora noi Sindaci firmatari del del presente patto, condividiamo la visione per il futuro sostenibile, a prescindere dalla dimensione del nostro Comune o della sua ubicazione geografica. Tale visione comune anima la nostra azione volta ad affrontare le sfide interconnesse.
Mitigazione degli effetti conseguenti al cambiamento climatico. Adattamento dell'energia sostenibile insieme siamo pronti ad adottare misure concrete a lungo termine che fornisca un contesto stabile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico per le generazioni presenti e per quelle future. È nostra responsabilità collettiva costruire territori più sostenibili, attraenti, vivibili, resilienti ad alta efficacia energetica. Devo dire che, leggendo questa modalità, sono davvero soddisfatto dalla mia comunità perché in questi 10 anni, insieme alla collaborazione attiva con le imprese con le attività, siamo riusciti davvero a costruire un percorso importante. È proprio ne abbiamo parlato anche alla pazzia di Maguzzano durante le l'esplicitazione. Erano Laudato sì, ed era una cosa importante perché, come diceva Papa Francesco, prendersi cura della casa comune per costruire un futuro migliore. Noi debbo dire che sono passati 10 anni, abbiamo alle nostre spalle una serie di realizzazioni importanti che, debbo dire, sono state fondamentali e un po' per i rapporti importanti con Seat Aruba, adesso Edison, che ha collaborato con noi in maniera molto attiva e ci ha permesso di ridurre moltissime emissioni rispetto alla rifacimento del discorso dell'illuminazione pubblica. Un abbattimento del 35% dei consumi, con la digitalizzazione, con tutta una serie di servizi importanti e dobbiamo ringraziare loro perché poi ci hanno portato come esempio territoriale negli anni precedenti, poi dal 2019, voi sapete che abbiamo avuto la fortuna di collaborare con Feralpi per l'inizio del teleriscaldamento, che anche questa io lo dico sempre come battuta quando allora mi aveva chiamato Report. Io ero per un'intervista, ero preoccupatissimo perché ha detto che cosa abbiamo combinato perché venga Report. Ha donato invece, fortunatamente,
Penso a quelle interviste che ha portato l'esperienza di Lonato come un esempio da seguire e come uno dei primi esempi ne hanno solo in Italia neanche l'Europa per un meccanismo di lavoro di questo tipo. Quindi questo ci lascia particolarmente soddisfatti perché stiamo pensando davvero tutti assieme.
Vi sono attività agricole, cioè è una modalità di gestione. Non solo abbiamo aderito tanto per aderire, ma la comunità tutta ha partecipato dagli imprenditori alle aziende e agli agricoltori a sviluppare un percorso comune che davvero noi dobbiamo rendere le nostre generazioni. Cambio climatico le condizioni, quindi la prospettiva è proprio quella di lavorare in questo senso. Voglio essere non più lungo di così. Penso che sia davvero importante questa cosa per la mia comunità e per noi per il futuro. Vi ringrazio di essere qui e poi sentiremo loro che sono gli specialisti del settore che ci diranno davvero come sarà importante vedere quello che abbiamo fatto e soprattutto quello che dobbiamo sviluppare ulteriormente nel futuro. Io chiudo dicendo che la potenzialità, ad esempio, del teleriscaldamento e una potenzialità.
Usata pochissimo come piccola quantità. Avremmo già avevamo già sviluppato negli incontri con i Sindaci dei paesi vicini, pensavamo Desenzano Castiglione perché potrebbe diventare davvero una modalità di utilizzo di tutto il Basso Garda in maniera importante utilizzando questo tipo di energia che abbiamo a disposizione.
Prima di passare alla salute dei due Assessori, Pro Sindaco, mi permetta, dichiararono cosa ha parlato del teleriscaldamento ma, visto che stanno costruendo il nuovo ospedale di comunità, potrebbe essere anche uno sviluppo ulteriore di questo collegamento importa.
Sì, noi avevamo già devo dire, qualche anno fa tentato un approccio per portare il teleriscaldamento all'ospedale di Desenzano, devo dire che per una serie di impatti burocratici dei gestori, allora non ci siamo riusciti, allora c'era anche un finanziamento importante nazionale, c'era il Governo Draghi ma non siamo riusciti a portarlo in termini per quello che,
Dalla dalla nostra comunità arriva messaggi anche la comunità vicine, perché questo percorso deve essere comunque seguito.
Non solamente dal punto di vista meccanico, industriale, politico, ma di, diciamo, consapevolezza di tutti i soggetti rispetto a questo e quindi la speranza nostra che, in prospettiva futura, questa idea che si era bloccata allora possa riprendere, ne parlavo prima su finanziamenti regionali o almeno che vanno ancora verso questo indirizzo. La nostra speranza è proprio quello che è il percorso prosieguo vada avanti e si possa portare anche di più al basso, Garda, anche negli ospedali futuri, non solo di Lonato ma anche quello, non so dove sarà ubicato di Desenzano proprio questo meccanismo di di di apporto. Non apriamo diatribe sugli ospedali nuovi, perché altrimenti non ne veniamo più a capo. Io direi invece di dare la parola all'assessore all'agricoltura del comune di Lonato massimo Castellini per un saluto e per capire come si declina il tema della carbonizzazione sul tema dell'agricoltura.
Grazie innanzitutto buonasera a tutti e a tutti i presenti in sala e chi ci sta seguendo in tramite la diretta streaming e non ha potuto venire in sala questa sera direttamente a a seguirci.
Voglio fare dei ringraziamenti in primis, visto che questo è il primo convegno che apre tutto il ciclo di una serie di convegni che seguiranno durante il periodo la settimana della fiera, la nostra fiera agricola sessantottesima edizione, la prima fiera, ricordo, sempre regionale dell'anno. Faccio una piccola premessa e poi lascio lo spazio, ovviamente, ai relatori che ci sono questa sera di elevato ovviamente spessore per parlare di una tematica oggi molto importante. Ricordo quando ne avevamo parlato con Fiorenzo di di questo convegno relativo alla decarbonizzazione, e infatti la domanda era in una fiera dell'agricoltura e artigianale. Ha senso fare un convegno e parlare della decarbonizzazione? La risposta oggi è sì. Sappiamo che c'è un grossissimo impegno, sia a livello italiano che europeo, oggi, per abbattere quelle che sono, ovviamente, le emissioni di CO 2 e quando oggi parliamo ovviamente di che decarbonizzazione, guardiamo un po' a tutti i settori, che sia il settore industriale che sia il settore dell'agricoltura che sia il settore terziario. Quindi è un tema oggi molto sentito. Più che tema, mi sento di dire che lo vedo come una sfida, una sfida molto importante e, come diceva giustamente prima il il Sindaco, una sfida che il nostro Comune, il Comune di Lonato,
È accettato ovviamente di.
Proseguire questa strada e quindi di di di di accettare questa questa sfida, appunto per ridurre tutte quelle che sono le emissioni tramite tutta una serie di operazioni di servizi che vengono erogati poi ai cittadini. Io ho la delega anche alla Smart, all'altro parassiti oltre che l'agricoltura. Oggi, quando ovviamente parliamo di smart city, parliamo di tantissime cose, parliamo di quello che è l'ambito dell'agricoltura ed il carbon farmaci. Facemmo vogliamo fare un riferimento a quello che è l'agricoltura, possiamo parlare delle innovazione, possiamo parlare della mobilità di tantissime, del teleriscaldamento, di tantissime altre cose, tante operazioni che sono state fatte, come dicevamo prima, nel comune di Lonato che va dalla mobilità. Faccio un esempio qui stasera ci sono i rappresentanti e di ex lecite lume e Edison, con i quali attualmente stiamo collaborando e stiamo chiudendo chiudendo un progetto molto importante. Poi vi racconteranno relativa smart, parking, eccetera, eccetera, e tutta poi un'altra serie di servizi, l'illuminazione pubblica a led le colonnine di ricarica sia per le biciclette che le auto elettriche. Quindi, sostanzialmente, tutta una serie di operazioni che vanno ovviamente nella direzione della decarbonizzazione dell'argomento, ovviamente che parliamo.
Che parliamo questa sera. Ambito di ambito agricolo agricoltura importantissimo alla questione della decarbonizzazione per un'agricoltura ovviamente sostenibile per una legislazione e una riduzione, ovviamente anche nel nell'ambito agricolo e della della CO 2, ma permettetemi il passaggio fondamentale che comunque bisogna sempre a mio avviso comunque sia, è considerare quello che è il principio della neutralità tecnologica, quindi è importante affinché si possa proseguire nella direzione della decarbonizzazione. A mio avviso, sfruttare tutte quelle che sono le tecnologie disponibili, non penalizzando altre tecnologie, ma soprattutto ponendo l'attenzione su quello che è il comparto sia industriale che agricolo, quindi non penalizzando ovviamente i comparti, ma facendo in modo che questo processo di decarbonizzazione sia effettivamente un vantaggio, ovviamente sia per il settore primario che ovviamente secondario e terziario. Io chiudo ovviamente ringrazio ovviamente tutti i relatori. Consentitemi l'ultima battuta un ringraziamento ovviamente al Direttore bresciani, alla presidente Laura Giacomelli e, ovviamente, a tutto il Comitato Fiera, perché per organizzare e organizzare manifestazioni di questo calibro c'è da lavorare, lavorare parecchio, quindi grazie ancora a voi buonasera.
Sì, tanto per rispondere da Castellini, e condivido pienamente che l'agricoltura può fare molto per la decarbonizzazione, ridurre le emissioni e vediamo già parecchie aziende sul territorio che lavorano in questo modo e sono molto efficienti, e diciamo che queste aziende fanno da esempio per le altre però poi l'agricoltura può fare veramente molto per ridurre le emissioni.
Parliamo di emissione, parliamo di decarbonizzazione, non può che intervenire all'Assessore, all'Ecologia, Cristian Simonetti, che qua e la sua materia, quindi non non possiamo sbagliare.
Buonasera a tutti, innanzitutto a tutti gli intervenuti questa sera in questa bellissima sala celesti, come appunto diceva Castellini, benvenuti a questa sessantottesima nostra fiera agricola di Lonato del Garda, un ringraziamento a in particolar modo a tutto a tutto veramente il Comitato Fiera per l'impegno profuso e per questo che ci vuole dietro una manifestazione di queste dimensioni e in più anche alla presidente Laura Giacomelli e al direttore Fiorenzo Bresciani che dire questa sera siamo qua.
Ci parla di un argomento molto interessante ed importante, quale l'ambiente legato all'ambiente a cui l'Amministrazione comunale, come diceva il Sindaco prima nell'ultimo decennio, ha puntato molto, portando a termine una serie di progetti ed interventi legati alla sostenibilità ambientale quale quale, ad esempio, il faccio con alcuni esempi. Re Lampin quindi grazie, come diceva prima Edison.
Per la collaborazione per la sostituzione di circa 3.000 punti luce dell'illuminazione pubblica con lampade a risparmio energetico a led teleriscaldamento.
Teleriscaldamento. Grazie a noi abbiamo la fortuna di avere sul nostro territorio un'azienda come Feralpi e anche come e grazie alla collaborazione con Angie. Teleriscaldamento dove si riutilizza sia riutilizzato il calore di scarto di un ciclo di produzione per riscaldare edifici pubblici e scuole.
Poi non è da meno neanche la raccolta differenziata che qua a Lonato siamo arrivati circa al 75% e una riduzione dei rifiuti indifferenziati, poi qua abbiamo un esempio Leonato di riforestazione urbana, con la piantumazione di circa 650 alberi autoctoni.
In area di circa 4.000 metri, quadri quindi molto importanti per l'ambiente, poi da poco e che è stata fondata la ACER.
Lonato del Garda, dove un gruppo di cittadini, imprese ed enti locali, diciamo ci sono uniti per produrre, consumare e condividere energia elettrica.
Da fonti rinnovabili, poi tutti i vari progetti didattici dedicati all'ambiente atti alla sensibilizzazione alla popolazione già da piccoli, quindi una serie di interventi, diciamo per un futuro migliore per i nostri cittadini,
Grazie, entriamo nel vivo, ricordo che io farò solamente censure che siamo in tanti e vi chiedo la cortesia di interventi mirati e brevi, stiamo su sette minuti, poi tanto sono, ve ne prenderete di più, ma io intanto vi avviso partiamo con,
Maurizio Fusato, responsabile dell'Unità, transizione ecologica ed energetica, Feralpi Group è inevitabile.
Che davanti a un'industria come la Feralpi ci si chieda innanzitutto.
E se le grandi industrie energivore possono essere il motore della decarbonizzazione sul locale e poi, se l'industria è un per l'industria, questo tipo di approccio e un costo, oppure un vantaggio in un periodo medio lungo, una domanda che comprende un po' tutto quello che è stato fatto una Feralpi però penso che sia importante anche specificarlo.
Buonasera a tutti e grazie per l'invito. E allora portiamo il punto di vista della, diciamo, de del mondo industriale. Intanto ne approfitto sempre in queste occasioni per per ricordare Feralpi fa acciaio, acciaio per le costruzioni e lo fa con un ciclo tecnologico che è quello del forno elettrico, che è molto diverso da quello degli altiforni. Chi non conosce il processo, diciamo, di produzione dell'acciaio. È facile che faccia confusione tra tra i due. Noi abbiamo una tutti i nostri siti, quindi questo quindi tornato che il principale, ma anche degli altri siti del gruppo, abbiamo sempre dei forni elettrici, quindi noi siamo una grandissima macchina di riciclo di economia circolare, tutto l'acciaio che facciamo, lo facciamo partendo dal rottame e tutor che era necessario che facciamo, lo facciamo usando energia elettrica okay.
Fate conto che produrre una tonnellata di acciaio per noi noi, per chi ha, diciamo questo ciclo del forno elettrico comporta un'emissione di CO2 che dalle 5 alle 8, volte in meno rispetto all'acciaio che viene fatto da altiforni okay nel mondo, purtroppo ancora il 70 75% dell'acciaio viene fatto da altoforno anche in Europa. Ancora la maggior parte dell'acciaio, il 55%, viene fatto da altoforno che vuol dire col minerale di ferro, quindi usando il minerale delle delle miniere, non non una materia come il rottame, che è quindi una materia da riciclo, e usando soprattutto carbone come fonte energetica, soprattutto carbone, nei forni elettrici che sono stati un po' ecco inventati in Italia e l'Italia è un campione dei della produzione di acciaio da forno elettrico, invece si usa rottame e si usa principalmente energia elettrica, e questo ci consente, ripeto, di avere un'emissione già di partenza, che è dalle 5 alle 7:08 volte minore dell'altoforno scusate se la premessa, ma questo è, siccome è importante per capire come già partiamo da una da una posizione di eccellenza, ecco né in termini di decarbonizzazione,
E noi comunque non ci siamo, non abbiamo pensato di doverci fermare, ecco anche pur partendo da una situazione di questo tipo, abbiamo fatto molti progetti, molti investimenti che ci stanno consentendo di ridurre in maniera molto significativa.
Le emissioni di CO2, quindi l'impatto sul sui cambiamenti climatici della nostra azienda negli ultimi anni, soprattutto, abbiamo fatto un grossissimo lavoro di calcolo, intanto perché non è così banale.
Per quantificare quelle che sono le emissioni di CO2 di un'impresa, perché dovete tener presente che non sono solo quelle che escono dai camini perché si brucia magari di gas metano, sì, sì, si usa quel poco del carbone che usiamo ancora, ma le emissioni di CO2 indotta da un'azienda sono di tantissime tipologie diverse, quindi sono quelle dirette quelle che escono dai dai camini per intenderci per semplificare un po'.
Moltissime sono le emissioni che derivano dal consumo di energia elettrica perché, anche se non viene messa la CO2 nel nostro stabilimento, per produrre quell'energia elettrica si si si emette CO2 e tantissima emissione deriva anche dalle attività collaterali, con l'indiretta i trasporti, piuttosto che l'uso di materie prime che a loro volta sono state prodotte. Quindi hanno hanno comportato l'emissione di CO 2, quindi adesso ovviamente non c'è nel tempo, nel nel nella sede per approfondire questi temi, ma è per farvi capire come anche solo il calcolo delle delle missioni legate alla nostra attività è una cosa molto complessa. Questo noi lo stiamo facendo molto bene da diversi anni e abbiamo messo in campo una serie di progetti investito solo alcuni, visto visto il tempo, ma che mi sembrano un po' di più i più significativi. Oltre ai progetti di efficienza energetica e quelli ovviamente più meno uno consuma e meno è l'impatto sulla CO 2, noi ovviamente, da sempre della Feralpi qui è nata nel 68. Abbiamo sempre puntato l'efficienza energetica perché ovviamente da un vantaggio anche per rispondere un po' al moderatore.
Inquinare di meno, in questo caso è direttamente proporzionale anche ad un vantaggio economico sul sul bilancio della società, ma negli ultimi anni in particolare abbiamo fatto dei progetti di elettrificazione ulteriore, cioè, nonostante il nostro consumo energetico sia già dell'80% legato all'energia elettrica abbiamo avevamo ancora un consumo di metano abbastanza significativo soprattutto negli rapinatori, quindi dove si trasforma l'acciaio,
In nel prodotto finito due anni fa abbiamo demolito completamente un forno di riscaldo,
E abbiamo sostituito in quel caso con dei forni a induzione quindi elettrici, quindi abbiamo elettrificato il processo ulteriormente il processo.
Quest'anno è stato anche inaugura quest'anno scusate nel 2025 è stato anche inaugurato, abbiamo fatto un nuovo laminatoio anche in Germania, nel nostro sito in Germania, completamente elettrificato.
In questi giorni stiamo testando un nuovo sistema ulteriore di riscatto delle bellezze, sempre con l'elettricità innovativo che non ha nessuno nel nostro settore, è ancora perché ci stiamo spostando sempre di più sull'elettrificazione, perché chiaramente, una volta che uno ha elettrificato può fare in modo che questa energia elettrica provenga da fonti rinnovabili in maniera abbastanza abbastanza semplice, l'intervento grosso che abbiamo fatto negli ultimi anni è quello di acquistare sempre di più energia rinnovabile, farne anche una piccola autoproduzione. Noi, ma per i nostri consumi diciamo coprire anche i tetti e le cose da un piccolo contributo, ma soprattutto andare ad acquistare energia rinnovabile, e tenete conto che oggi siamo già a livello di Gruppo. Più del 50% dell'energia.
Approvvigionata da fonti rinnovabili e ma adesso stiamo pensando e qui mi collego anche un po' anche alla alla sedia al tema del convegno, una sinergia che stiamo iniziando a vedere, a sperimentare proprio col mondo dell'agricoltura è anche quello di cercare di approvvigionarci di metano, di biometano, okay biometano, che è un metano prodotto da impianti che usa scarti usano scarti agricoli. Per fortuna in Italia è uscito dalla normativa che incentiva e dei bandi che incentivano anche lo sviluppo di questi di questi impianti. Si passa un po' dal dal biogas che quello che si si usava qualche anno fa, che era incentivato adesso al biometano e noi stiamo facendo proprio un proprio. Nei prossimi mesi faremo dei primi contratti di fornitura, per cui la parte la piccola parte residua di consumo di metano che non è elettrificata bile. Comunque la cercheremo di soddisfarla con con delle fonti rinnovabili e poi ci sono tanti altri. Progetti, stiamo lavorando sulle materie prime e quindi cercare di usare materie prime più dei carbonizzate. Stiamo lavorando sempre di più nei nei rifiuti. No, uno dice, ma i rifiuti cosa c'entra con la decarbonizzazione in realtà.
Tenete presente che, laddove si riesce a mettere in piedi una un circolo una, diciamo, una, un processo di economia circolare. Quasi sempre questo si porta di pari passo, non solo un risparmio di materie prime e quindi una lievitare, diciamo, di usare materie prime non rinnovabili, ma quasi sempre si porta dietro anche un grosso vantaggio in termini di decarbonizzazione, perché i processi di riciclo sono quasi sempre meno impattanti da un punto di vista del anche delle emissioni. Quindi abbiamo aumentato molto. Noi oggi siamo più del 90% di tutti i nostri rifiuti che vanno a recupero, quindi ormai c'è una piccolissima parte che va.
A smaltimento.
E poi i progetti anche sull'acqua per cercare anche lì di anche sull'acqua. Siamo dei campioni di riciclo, nel senso che ogni goccia d'acqua che usiamo che noi preleviamo viene usata nel nel processo all'interno almeno 50 volte, con tutti questi circuiti a.
Questi circuiti di raffreddamento a ciclo chiuso che ci consentono di sfruttare il più possibile questa cosa qua e tante altre cose. È stato già citato il teleriscaldamento, quello l'ho tenuto per ultimo, ma ovviamente è stato un po' un un progetto precursore. Ormai quasi adesso è partito forse nel 2019, ma ce l'avevamo iniziato a ragionare già diversi anni prima per cui anche lì siamo vicini. Penso ai 10 anni di di anniversario e per un po' per rispondere. Ecco poi chiudo.
La provocazione anche alla domanda del del moderatore. Io penso che questi progetti qui per Feralpi, abbiano comportato sicuramente un grosso vantaggio,
Perché veniamo riconosciuti, insomma, come dei campioni nella sostenibilità non me lo dico per, ma insomma, penso penso di poterlo dire perché è abbastanza assodato, ma penso che complessivamente abbiano portato anche un vantaggio economico all'azienda. Ecco, o comunque non hanno portato un danno, certo, hanno richiesto un grosso sforzo, una grossa, diciamo necessità di crederci e di andare avanti anche davanti a 1.000 ostacoli che che si sono presentati però complessivamente alla fine. Se si fa efficienza, se si va nella direzione giusta, prima o poi questo, diciamo, porta un vantaggio anche dal punto di vista della del portafoglio. Ecco, io sono convintissimo di questo. Non tutti i progetti, ovviamente devono essere selezionati bene, bisogna stare attenti a non fare degli errori, ma se sono selezionati bene, studiati, bene, progettati, bene e portati avanti. Penso che poi, complessivamente siano anche uno dei dei progetti che non danno solo un vantaggio di immagine o un vantaggio nei rapporti con le banche, con gli istituti finanziari, ma anche davvero una un aiuto alla all'azienda. Grazie.
Grazie mille a Maurizio Fusato, Alberto Carone, responsabile sviluppo, progetti energetici di rigenerazione urbana e di Diso Next inevitabile chiedere quali sono le soluzioni energetiche che oggi sono realmente accessibili per comuni per imprese, quanto la partnership tra pubblico e privato sono la chiave per accelerare poi per la transizione vera e propria.
Grazie buonasera, intanto ringrazio tutti, siamo molto felici di essere qui stasera perché.
Per la nostra azienda al neonato veramente un racconto molto positivo di cose fatte di un'amministrazione illuminata e che ha saputo scommettere sulla partnership, saputo scommettere sulla tecnologia e quindi ci ha permesso di di di di mettere in campo delle tecnologie molto avanzate, portando dei risultati molto concreti che dopo, mi farebbe piacere riepilogare, anche se sono già stati richiamati, ma credo che siano molto interessanti. Dunque oggi la premessa è che il nostro mestiere è esattamente quello di accompagnare gli enti pubblici nella trasformazione energetica, che è un passaggio molto complesso e molto delicato, naturalmente, da un lato, e il tema delle rinnovabili oggi è centrale, quindi è anche molto legato alle potenzialità del settore agricolo. Quindi vuol dire munirsi di un'energia che evidentemente,
È fatta con un impatto molto molto basso. Dall'altro c'è un tema che è sotteso a tutte le attività, tutte le attività antropiche e tutte le attività industriali, tutti i servizi essenziali dell'amministrazione pubblica, che è inevitabile consumo di questa energia. Quindi, se da un lato c'è un tema di produrla e renderà disponibile in maniera sostenibile dall'altro, c'è anche la responsabilità di ridurre al minimo indispensabile del fabbisogno e in questo la tecnologia è veramente veramente centrale, come anche la digitalizzazione e l'informatizzazione dei servizi, l'intelligenza da un contributo importantissimo in queste potenzialità, perché si permette di fare un inseguimento dei consumi, di adottare delle logiche adattive nell'accompagnare la produzione al fabbisogno giorno per giorno, ora, per ora stagione per stagione, e questa è una un aspetto che è trasversale sia alle tecnologie di natura elettrica che sia di quelle di natura termica. Quindi questo è un aspetto importantissimo. La tecnologia cambia quindi oggi vediamo anche per gli edifici, e abbiamo pompe di calore che hanno dei rendimenti che erano sinceramente è impensabile anche solo una quindicina di anni fa e quindi ci sono interi, diciamo settori che si possono sviluppare in una maniera che che è nuova la tecnologia, ci regala progressi ogni anno e quindi questa è una miniera, diciamo a livello di possibilità di intervento che solamente.
Probabilmente un partner privato in grado di supportare, diciamo alle amministrazioni pubbliche perché possano essere messe in campo perché il settore privato, un settore competitivo e il settore della riqualificazione energetica e dell'efficienza è basato proprio sulla sulla sul perseguimento di questa di questo continuo miglioramento delle prestazioni energetiche. Facciamo l'esempio di ciò che è stato fatto allo NATO, che è molto molto interessante. Allora pensiamo del servizio essenziale dell'illuminazione. Immaginiamo di essere magari contenti per un intervento di efficienza energetica che ci fa risparmiare il 10%, il 20% che sicuramente lascerebbe contento qualunque amministratore. Qui parliamo di prendere in capo degli impianti che consumano più di 2 gigawattora all'anno per intenderci e quello che è stato possibile fare. Grazie alla tecnologia del led e al telecontrollo, alla centralizzazione digitale, ridurre questi consumi di oltre 2,1 gigawatt, di fatto, a mezzo giga, quindi tre quarti dei consumi sono stati eliminati. Parliamo di un risparmio di 1,6, grosso modo gigawattora all'anno può sembrare un numero molto astratto, quanto è 1 virgola seggi, quattro ore all'anno è quello che consumano in un intero anno 600 famiglie, quindi non hanno un consumo molto molto importante ed è una cosa che è stata fatta intervenendo su i 3.000 quelli che oggi sono 3.500 e rotti punti luce del Comune cosa vogliono dire? Sono più di 100, sono quasi 120 chilometri di strade illuminate, Adornato è stato fatto l'intervento, quindi in cui sia intervenuto sulla capacità di queste tecnologie di consumare di meno.
E sono stati anche portati a interventi molto interessanti che riguardano quella che si chiama Smart City. Quindi abbiamo lo smart parking, per esempio, che si traduce in un impatto immediato e positivo sulla cittadinanza perché permette di indirizzare le persone verso i posteggi dove sono disponibili in tempo reale. L'intervento che poi è stato potenziato come come faceva presente prima, e quindi sono interventi molto, molto interessanti. Leonardo è stato anche un Paese assolutamente pioniere o nelle città, assolutamente pioniera, nell'illuminazione adattiva. È il caso che facevo prima. In quegli impianti si adattano fabbisogno mutevoli perché qui a Lonato abbiamo installato primo sito in Lombardia e probabilmente in Italia operativo un impianto di illuminazione adattiva in cui delle telecamere permettono di monitorare in tempo reale il numero di automobili che transitano le condizioni meteo regolare, di conseguenza, l'intensità degli impianti con un altro notevole apporto in termini di risparmio energetico. Quindi, se dobbiamo tirare una conclusione su ciò che è stato fatto, ecco, stiamo strizzando l'occhio. L'agricoltura, proviamo a dimensionare i benefici. Parliamo di una quantità enorme di tonnellate di CO, due che sono state risparmiate se vogliamo ISIS visualizzarlo, diciamo che è come se tra il 2016 e il 2017 avessimo piantato una foresta di quasi 19.000 alberi. Ecco, questo è il contributo in termini di CO2 e l'impatto che, tradotto in numeri, vuol dire circa 370 tonnellate di CO2. Dunque abbiamo evitato la l'immissione nell'atmosfera, e questo intervenendo su un servizio che è essenziale per la popolazione, che è l'illuminazione, e quindi anche dando,
La possibilità di di testare, di sperimentare e di vivere giorno per giorno una tecnologia molto pervasiva che, per rispondere all'ultima domanda, è certamente uno dei settori per i quali bisogna bisogna scommettere per il futuro. Oggi intervenire nel 2000 e pensare a un intervento del 2026 vuol dire non porsi limiti a livello tecnologico, quindi vuol dire mettere insieme tutte le tecnologie disponibili e fare un ragionamento che è sartoriale, sulle opportunità che sono di ciascun territorio di ciascun ad accettare di ciascun quartiere di ciascuna via. Quindi, mettendo insieme le possibilità di produrre con le rinnovabili e applicando le tecnologie migliori disponibili anno per anno e andare a inseguire sempre perseguire sempre questa efficienza, che non è un intervento una tantum, ma deve diventare un mestiere che ogni Amministrazione deve fare ogni anno, col supporto di chi, come noi, ha questo continuo miglioramento, come come missione statutaria. Insomma.
La ringrazio, sono preciso, puntuale e soprattutto gli astri, andando su due spaccati diversi ma puntuale di quello che sta già avvenendo, non è un progetto che già esiste ed è toccabile con mano, diciamo come se lo Lonato.
Sia ed è un laboratorio a cielo aperto per sperimentare questo tipo di migliorie. Emiliano, Faini, la sostenibilità passa anche dalla percezione, però quotidiana, dei servizi dati alle persone, ai cittadini.
Garda Uno protagonista assoluto proprio in partnership, anche colonnato comunità energetiche, però, quali sono le diverse declinazioni di questo impegno sul territorio da parte di Garda, Uno.
Grazie dell'invito, grazie dell'opportunità di parlare di confrontarsi su un percorso che Garda Uno, ha condotto, condonato ovviamente come socio fondatore ci oltre i 50 anni su diversi argomenti, tra i quali, ovviamente con declinazione prevalentemente ambientale, siam partiti ovviamente con la tutela del lago e la tutela ovviamente di un ambiente molto molto delicato, molto sensibile dal punto di vista ovviamente territoriale per poi spingersi nel tempo anche ad affrontare altri argomenti tra cui il ciclo idrico, i rifiuti, ovviamente la raccolta differenziata, abbandonare i cassonetti per avere veramente la possibilità di attivare con i cittadini un percorso veramente di riutilizzo lo era possibile delle risorse e anche il percorso delle fonti rinnovabili neonato è stato tra i primi 1.000 in Italia ad installare impianti fotovoltaici sulle scuole, iniziativa avviata nel 2006, eravamo pionieri, siamo arrivati all'allora GRTN ora G. Gs che praticamente eravamo veramente in pochi abbiano depositato la I i primi progetti.
E Lonato è stato un punto pioniere in questo l'ha fatto nelle scuole, dando un primo messaggio importante, ovviamente di indirizzo, ed era ovviamente un periodo nove era veramente essere pionieri, fotovoltaico costava 5.500 euro al kilowatt.
Cose veramente impensabili, però tutt'oggi con l'iniziativa si è arricchita di una serie di altri percorsi che il Comune poi ha fatto sempre nella direzione nuovamente di produrre energia da fonti rinnovabili per i propri fabbisogni per il sostegno dei servizi. Oggi le comunità energetiche sono la cornice, diciamo, di tutte. Queste iniziative racchiudono sostanzialmente tutte le capacità che il territorio può dare per condividere l'energia e valorizzare al meglio quello che riesce veramente a ricavare da quello che può essere nuovamente un esubero di energia in una filiera di produzione, come prima ci ha presentato il rappresentante della Ferrari, come ovviamente può essere l'agricoltura che dopo ci illustreranno le potenzialità che quotidianamente hanno da poter rendere verso il territorio comunità energetica costituita un anno fa dal Comune di Lonato, con la Fondazione Corlo alla quale hanno aderito negli spazi del bando che era disponibile dal PNRR. Anche i cittadini ed imprese, ma non è finito. È un percorso che durerà per i prossimi vent'anni e premia la condivisione dell'energia non da produzione, ma la capacità di condividere e valorizzare quello che ovviamente si riesce a produrre da fonti rinnovabili. Un percorso innovativo difficile da comprendere, ma bisogna entrare, diciamo nel tema, entrare nel tema dove sostanzialmente si capisce che in sostanza non si devono fare sforzi, si deve semplicemente maestri intelligenza al sistema, e allora anche il muoverci, il produrre servizi e produrre ricchezza per il territorio diventa ovviamente un tormento oltremodo vantaggioso, perché quelle tele riscaldamento non sarà valorizzato solo all'1% per il territorio, ma si punta ovviamente ad influenzare di più la coscienza, diciamo, verso il riutilizzo di questa risorsa e dunque magari si punta veramente a pensare che la comunità energetica non è solo fotovoltaico, ma ovviamente tutto quello che dalle fonti rinnovabili, possiamo produrre.
Anche energia termica e dunque questo è il percorso da un'azienda che rappresenta, tocca tutti questi argomenti. Ha toccato argomenti altrettanto complicati. Come contrastare lo spopolamento in alcuni territori? Non parliamo ovviamente di Lonato, ma parliamo di alcuni comuni che partecipano nel Garda Uno come realtà montane isolate, però è stata la prima iniziativa sostenibili interamente da fonti rinnovabili che abbiamo attivato e parlo del Comune di Magasa 100 anime, ma a tutti gli effetti è come se fosse un esempio da prendere a riferimento. Per dire, è vero, ce l'abbiamo fatta nel piccolo, con due impianti idroelettrici in quattro impianti fotovoltaici e un po' di intelligenza nel sistema del di consumo che ci permetteva e permette di costruire l'equilibrio, la stessa cosa lo possiamo fare con le comunità energetiche? Ovviamente questo bisogna pensare che sia un argomento del quale tutti siamo chiamati a partecipare. Il DEF, in effetti, alle comunità energetiche possono partecipare ovviamente consumatori che non hanno nessuna necessità di fare impianti fotovoltaici, ma si presentano come semplici consumatori nel condividere l'energia. È un percorso, ovviamente l'abbiamo sudato perché abbiamo dovuto su usarlo per tre anni, ovviamente per mettere a terra questo percorso un po' per la normativa che faceva fatica ad avviarsi un po' per il fatto che c'era un freno, ovviamente verso i Comuni sopra i 5.000 abitanti. Per oggi è uno strumento che il Comune di Lonato ha messo a disposizione del proprio territorio. Vi hanno già aderito.
Aderirete eventualmente nei prossimi anni, quando riterrete opportuno per voi, però, è un tavolo sul quale si inizierà a parlare sicuramente di energia e di condivisione energetica e di valorizzazione dell'energia che riusciamo a produrre da fonti rinnovabili. Ognuno di noi può fare la sua parte anche restando semplice consumatore. Questo è un po' la mission dei prossimi per i prossimi anni deriviamo da un percorso ovviamente lungo 50 anni o sono in gare da uno da 25 anni, ha toccato tutti questi aspetti della mobilità sostenibile, alla produzione di energia da fonti rinnovabili di qualsiasi tipo e la valorizzazione ovviamente anche degli scarti.
Che ovviamente devono essere valorizzati al meglio nel recupero, ove possibile, o nella trasformazione. Questo è probabilmente la mission del nostro percorso e noi ovviamente l'abbiamo condivisa con colonato, ecco grazie.
Ringraziamo il direttore operativo di Garda, Uno Massimiliano Faini, anche perché, ricordiamolo, cadauno diventa poi operatore principe, è alleato per mettere a terra i progetti di ogni singolo Comune, ma poi, alla fine la mission è proprio nel nome che porta Garda, Garda unico un carta che ha una un un'unica identità anche ecologica,
Assolutamente sì, effettivamente non possiamo pensare che il Garda sia frammentato in diverse identità, perché comunque sia, è un bacino assolutamente di riferimento nazionale dal punto di vista economico, anche dal punto di vista turistico ricettivo l'ambiente va tutelato, va tutelato in tutti i suoi aspetti, in ognuno di noi deve fare la propria la propria parte semplicemente facendo una buona raccolta differenziata o partecipando anche in una comunità energetica o interessarsi magari di quello che anch'io dall'1 tesi non conoscevo della Feralpi, dunque veramente mi ha fatto piacere ascoltarlo assolutamente grazie,
In tutto questo contesto, però, diventa fondamentale la formazione, quella che alla fine definivano forma mentis, cioè come approcciare poi con degli strumenti adeguati a tutti i progetti ne parliamo con Sabrina bresciani del Politecnico di Milano net Zero cities, che ha messo in campo un'opera importante di formazione in questo campo,
Grazie.
E mi collego all'ultimo commento che oggi penso che abbiamo imparato tante no, anche noi che magari ci lavoriamo già, comunque tutti i giorni e siccome il tema è proprio la domanda è quello della formazione e solo ascoltando gli interventi degli altri e forse ho imparato di più che quasi tutta la mia laurea messa insieme no, perché vediamo la ricchezza delle della conoscenza delle aziende magari,
Sono veramente tanti tanti input per cui magari, tagliando un po' con una battuta io ho abitato e lavorato 15 anni in Svizzera e oggi, ascoltando questi interventi, devo dire che sono molto, molto fiera di essere tornata Leonardo di tutto quello che è stato fatto nei nei vari anni no, ma se pensiamo quando noi siamo andati a scuola adesso non raccontiamo quanti anni abbiamo no, però, se pensiamo agli anni 80 90, quando si parlava di ecologia, di ambiente magari si insegnava tipicamente chiude il rubinetto, mentre ti la evidenti o.
Butta la bottiglietta di plastica nel riciclo della plastica e vediamo adesso no 2030 anni dove siamo arrivati una competenza e si pensava appunto, come è stato detto all'apertura del dell'incontro di questa sera, è alle centrali a carbone che effettivamente praticamente non abbiamo più e.
È come questi.
Piccoli interventi per.
Del dell'est del singolo.
Potessero.
Portare a una situazione di meno inquinamento più benessere si è visto che così non sono, sono ovviamente utili, ma non sono minimamente sufficienti, sono necessarie delle opere più sistemiche più imponenti e che, ovviamente, tengano in considerazione.
L'energia in primis, ma non solo no, tutto.
Dei trasporti di cui oggi non parliamo, perché non abbiamo tempo, ma ovviamente anche le agricolture che molto spesso viene o non viene.
Invitata a questo tipo di tavoli di lavoro, io lavoro tipicamente con le città europee per la Commissione europea e diciamo che sull'agricoltura, spesso se si omette come settore, si pensa magari appunto più ovviamente all'industria e alla produzione di energia, invece neonato a.
È un'innovazione, come abbiamo appena sentito veramente, tra i primi 1.000 d'Italia d'innovazione dei forni, per esempio, una anche dei primi, forse in Europa noi diciamo il laminatoio che abbiamo fatto in Germania, di fatto è il primo in Europa completamente elettrico, ma avevamo fatto qui a Lonato una cosa molto simile.
Già l'anno prima per cui siamo assolutamente tra i primissimi in Europa, ma mi sento di dire un po', anche a livello internazionale, su un su alcune, su alcune tecnologie, se poi non siamo gli unici, ovviamente, ma siamo tra quelli che abbiamo più investito ma anche il teleriscaldamento che abbiamo fatto qui ha donato adesso.
Lasciatemi una battuta, ma è facile fare il teleriscaldamento in una città con una un'altissima densità abitativa no, adesso io dico Cinisello Balsamo, ma perché oggi, nella nel mio immaginario e grattacieli o lì è facile, c'è un'alta densità, tiri un tubo di un chilometro raggiunge 50.000 persone farlo qui, Renato c'è voluto un po' più di coraggio, ecco l'abbiamo fatto noi, scusatemi, ma prima delle acciaierie che sono a Brescia, che poi l'hanno fatto anche sulla base della nostra, del nostro esperienza, della nostro esempio e quindi è un po' un piccolo vanto per noi. Ecco,
Eh ah, esatto e quindi voi avete dato l'esempio e gli altri evitano, ah, allora forse ha senso, si può fare come si fa no, quindi questo è come intendiamo noi, l'affermazione che l'apprendimento tra tra Comuni traenti tra aziende e di queste buone o magari buonissime pratiche,
E competenze, ma magari per animare un po' chiedo se avete fatto fatica a trovare le competenze necessarie per poter attuare le vostre innovazioni.
Ma sicuramente confronti non si devono fermare, diciamo, un territorio limitato, ma per poter crescere, ovviamente, i confronti bisogna portarli su tavoli, un limite regionali nazionali, le comunità energetiche e l'ultimo esempio, ovviamente, il confronto. Il partito con il tavolo di Enea e con una Commissione che tuttora è aperta per vedere esattamente quali sono probabilmente i termini di messa a terra in modo definitivo di questo modello, come lo è stato l'esempio precedente, magari in altre iniziative che ovviamente, hanno portato a valorizzare alcuni materiali. Abbiamo sperimentato tantissimo in passato anche impianti di pirolisi. Ne abbiamo passati diversi modelli di diverse tipologie, proprio per capire come si potesse trasformare, ovviamente, in energia, quello che oggi oggi già magari ri utilizziamo, ma in passato vent'anni fa magari non era così e dunque, alla fine si cercava già a loro di capire cosa si potesse ottenere da alcune materie. Però proprio per questo, ovviamente, i confronti sono veramente Stati anche europei, per dire benissimo qual era risultato ottimale di un processo piuttosto che un altro, e questo ovviamente è servito e l'abbiamo riversato totalmente sul territorio, considerando che, ovviamente, mediamente oggi raggiungiamo oltre l'80% di raccolta differenziata su un ambito turistico complesso. Ovviamente perché c'è ovviamente la complessità del dell'abitante di passaggio che ovviamente si deve adattare alle modalità di raccolta differenziata e all'abitudini e di tutti gli usi, diciamo così, di un territorio e dunque questa difficoltà, ovviamente anche nell'informazione che chi li ospita, ovviamente deve trasferire in tempo brevissimo. E tutto questo ovviamente lo abbiamo scontato in un con dedizione, con attenzione, con osservare quelli che erano ovviamente degli esempi da poter prendere spunto per migliorare. Ecco ovviamente questo,
Diciamo che in generale anche in Università facciamo fatica a trovare le competenze, no, per se andassimo magari nelle scuole o forse al pubblico, però non abbiamo tempo interrogare e che cos'è la decarbonizzazione, la CO 2, gli ex Cassis no, chi li produce purtroppo sono a conoscenza e che noi quando siamo andati a scuola non ce le hanno insegnate no, quindi non è che ne abbiamo dovuti acquisire poi,
E con il tempo per poterli insegnare ad altri e siccome non c'erano, le abbiamo acquisite, sperimentando e scambiandoci informazioni quindi tavoli di lavoro come questi, e l'idea è proprio di di imparare facendo sistema, quindi il una forma di apprendimento che non è quella, beh, oggi stiamo seduti però, insomma,
E non è quella frontale, ma è di mettere a sistema di trovare delle sinergie, in particolare con il partenariato pubblico privato, perché e concludo le.
Municipalità anche fanno fatica, presumo insomma Lonato e così avanti che forse sono già tutto, però in generale le Municipalità con cui lavoriamo noi in Europa fanno fatica a trovare il tempo prima di tutto le competenze interne, quindi spesso delega no, che però è una competenza che non rimane.
E anche soprattutto interfacciarsi con industrie, sento parlare dell'agricoltura,
E gestire e della complessità, per esempio, del partenariato pubblico privato e della finanza, per esempio, quando facciamo formazione con le città, magari si parla di ritorno sull'investimento, ritornano investment.
Bah, mentre nelle aziende ci faccia c'è già una struttura su cui poi si può è più facile imparare, magari la componente più più tecnica, no, e quindi anche questo fa parte di una formazione che ancora spesso non c'è, ma che che tutta la visione del futuro che tavoli come questi possono respingere un po' in questo senso,
Condivido pienamente con sopprime anche questi tavoli di lavoro sono importantissimi, difatti l'ho voluto insistito per riuscire a realizzarlo, non per portare a conoscenza dai relatori che ci sono qui, che sono degli esperti nel campo, ma per portarlo a conoscenza dei cittadini che possono fare molto anzi moltissimo e per,
Faremo avere o meno il MES in missioni, decarbonizzare, come stiamo dicendo, e migliorare la nostra città e la nostra vita una battuta, permettetemelo per Sabrina che lei ha studiato tanto, ma io e il mio primo impianto termico solare e lo ha fatto nel 1980 e lei è nata nell'82 scusate la battuta,
Siete pionieri.
Come pioniere, di fatto anche Paolo Bampi della Bampi S.p.A. Che, se parliamo di informazione e di far sistema, diciamo che ha goduto comunque delle innovazioni del Comune in un'azienda che ha innovato, che fa della decarbonizzazione anche un business, perché è cresciuta sperimentando nuove nuove tecniche e che ha comunque nel suo DNA oggi fortissimamente questa impronta al futuro che parla di equilibrio ecologico possiamo definirlo così anche nel business.
Sì.
Buona sera a tutti, sì, diciamo che la la nostra azienda è nata qui allo nato nel 1977, quindi ormai sono quasi cinquant'anni.
E e chiaramente facciamo parte di questa collettività di questo territorio e, chiaramente dobbiamo anche esserne rispettosi chiaramente, partendo dal presupposto che ognuno di noi inquina perché vivendo comunque inquiniamo anche solo respirando e le aziende chiaramente lo fanno in misura maggiore no amplificata rispetto alle persone, crediamo sia importante esserne prima di tutto consapevoli e in secondo luogo, appunto rispettosi non tanto di se stessi che ci viene abbastanza naturale, ma anche chiaramente del della collettività del contesto in cui viviamo. Detto questo perché perché comunque dico questo perché la nostra azienda ha incominciato a pensare e ad affacciarsi, diciamo all'aspetto del inquinare il meno possibile?
Tanti anni fa, decenni fa, per dar, per riprendere un attimo, anche la battuta di Fiorenzo dell'impianto in termini di da termico e noi abbiamo fatto il primo impianto radiante nel 1991 nei nostri uffici.
Nella nostra vecchia sede, ma la sede attuale, che dai primi anni 2000 ha un impianto di riscaldamento a pavimento,
Non solo negli uffici caldo freddo, ma anche in tutto il capannone, quindi riscaldiamo. Tenete presente che il nostro capannone è 13 metri sotto trave di altezza, quindi riscaldarlo ad aria piuttosto che con altri sistemi vorrebbe dire riscaldare anche l'hinterland dell'azienda e invece, con con un impianto radiante, scaldiamo i primi due metri, due metri e mezzo, che è quello che serve poi agli operatori, per appunto per stare bene, soprattutto in questo in questo periodo, direi che in questi giorni lo sentiamo bene.
Tra l'altro nel 2019 e siamo stati anche la prima azienda a collegarci al teleriscaldamento, quindi mi collego anche agli interventi precedenti sia di Feralpi.
Che appunto degli assessori, perché si era stata anche per vicinanza, in realtà però ha appena ci è stato proposto da ng, siamo stati, se non mi ricordo male, nell'ottobre o nel novembre del 2019, appunto la prima azienda al collega c'è quindi utilizziamo il teleriscaldamento,
In negli anni nei decenni e che si sono succeduti. Abbiamo poi attuato tante altre modifiche col fine dell'inquinare meno. Per esempio, abbiamo anche noi sostituito e qua mi ricollego al collega relatore vicino a me e tutte le nostre lampade suddetti tutta l'illuminazione all'interno della nostra azienda, utilizzando i led e, insomma, nel nostro piccolo sono nel capannone. Abbiamo poco meno di 200 lampade, quindi voglio dire andiamo a risparmiare tantissimo energia elettrica, così come l'efficienza dei mezzi, che utilizziamo quindi dei carrelli elevatori e quant'altro per rimanere nell'ambito elettrico. L'anno scorso abbiamo installato un impianto fotovoltaico da oltre 100 chilowatt sul nostro. Insomma, il nostro tetto che ci consentirà di risparmiare oltre il 50% della diciamo della della produzione di DNA o meglio a risparmiare di di di utilizzare energia elettrica da appunto da da materie rinnovabili, in questo caso solare.
E quindi insomma tutta una serie di.
Di scelte, come anche, per esempio, abbiamo quattro postazioni di colonnine elettriche all'interno dell'azienda abbiamo già automezzi elettrici piuttosto che ibridi. Li stiamo sostituendo man mano a breve, riceveremo anche un automezzo spreco, un furgone non solo le autovetture elettrico, in modo tale che anche negli spostamenti tra le nostre tra i nostri siti all'interno della zona industriale saranno inquinamento praticamente zero.
O quasi, insomma, anche perché comunque con l'ente per l'energia elettrica, comunque comunque bisogna produrla però sicuramente meglio.
E inquina meno del dei sistemi e endotermici.
Abbiamo con la quasi totalità di riciclo dei materiali che utilizziamo quindi le materie plastiche piuttosto che legno piuttosto che il ferro piuttosto che la carta e il cartone ricicliamo praticamente integralmente, cerchiamo di utilizzare per i nostri prodotti materiali plastici che siano riciclabili chiaramente anche in questo caso bisogna porre attenzione al discorsi poi produttivi e tecnici che adesso che non sempre consentono al 100% però dove si può fare si utilizzano materie plastiche riciclabili al 100% come per esempio il polipropilene.
Quindi diciamo che l'importante, dal nostro punto di vista, è porvi l'attenzione e cercare di fare ognuno per quello che può le scelte che possano poi indurre ad avere un impatto minore sia sull'ambiente che sulla collettività, in cui appunto siamo e viviamo e lavoriamo e viviamo anche a livello di acqua e utilizziamo un pozzo e quindi non l'acqua potabile, sia per l'impianto antincendio. Pensate che noi abbiamo, dobbiamo ottenere sempre una piena una vasca da oltre 500.000 litri d'acqua per l'impianto, appunto per l'impianto antincendio e capite bene che, insomma, 500.000 litri d'acqua solo nel nostro piccolo sono sono qualcosa che se fosse acqua potabile,
Avrebbe un impatto non indifferente, ma così come, per esempio, l'irrigazione o l'utilizzo del delle cassette di risciacquo, che in questo caso poi mi mi dà il l'aggancio per dire che anche a livello di prodotti che vendiamo come azienda, abbiamo dei del particolari attenzioni al al discorso, appunto, dell'impatto e del.
Della decarbonizzazione e, di conseguenza anche tutto ciò, appunto che è l'inquinamento, per esempio, per cui, rimanendo nel nel nell'aspetto dell'acqua potabile, abbiamo dei prodotti che, per esempio nelle cassette di risciacquo wc, che hanno un doppio attacco, c'è l'attacco per l'acqua potabile piuttosto che la d'attacco per l'acqua, riciclata piuttosto che cassette, che scaricano 2 litri o quattro litri d'acqua in confronto a quelli da 9 da 6 9 litri sono tutte cose che chiaramente portano prodotti che portano a dei e dei risparmi in questo caso di acqua, ma dal punto di vista, per esempio, dell'impiantistica ci sono sistemi oggi che, al di là appunto del degli impianti irradianti che abbiamo, abbiamo citato prima anche impianti di ventilazione meccanica controllata, di deumidificatore all'interno delle delle abitazioni e degli edifici che, anche grazie alle 9.
Nuove nel senso negli ultimi 10 15 anni normative leggi hanno portato a degli isolamenti che sono decisamente più più importanti rispetto a prima e che chiaramente fa sì che gli edifici inquinino meno perché comunque inquinano tanto anche anche gli edifici con il riscaldamento e anche ci sono dei sistemi di termoregolazione evoluta quindi che vanno a incidere sul l'efficientamento appunto, degli e degli impianti stessi. Questi possono portare a delle a dei risparmi.
E quindi, di conseguenza a minor a minor inquinamento.
Ecco, questo è un po' quello che cerchiamo di fare nella nella nostra azienda, da da una deriva da una cinquantina di anni a questa parte, da quando, appunto, mio padre, la affondata nel 77.
Per quanto penso che l'esempio dato da ogni singola realtà Alona tesa in questo contesto di anche l'idea di come far sistema, poi porti anche a risultati importanti nell'ambito, in questo caso della transizione ecologica, ma suppongo anche poi nello sviluppo di ulteriori tecnologie,
Ma non è solo l'industria che ne beneficia e anche un comparto importante che è strettamente legato all'ambiente che l'agricoltura, quando uno pensano agricoltura, pensa green, malgrado alcune considerazioni fatte dai ultimamente alla Comunità europea, che voleva far passare addirittura le aziende e gli allevatori come.
Purtroppo causa di buona parte dell'inquinamento atmosferico della pala della Pianura Padana, fortunatamente una pezza la si è messa almeno in quel senso, però, se dobbiamo aprire il comparto della transizione, capire come ancora oggi le aziende agricole possono fare produttività, possono essere produttive, bisogna.
Andare con i piedi di piombo, però vorrei girare la domanda a Giovanni Martinelli, che Presidente di Condifesa, Lombardia nordest, Vicepresidente di Coldiretti Brescia e di Aral.
Come si fa a coniugare l'innovazione che va verso la transizione ecologica con la produttività di un'azienda che vive comunque di prodotto agricolo, di sudore di fatica, non che non lo sia l'industria non non me ne abbiano a male i colleghi delle della manufatti teorie o comunque dell'industria pesante venne agricoltura, magari si vive questo contatto un po' più diretto rispetto agli altri con con il territorio.
Buonasera a tutti la domanda è complessa. La risposta dovrebbero essere dovrebbe esserlo altrettanto, però, se andassi troppo nei tecnicismi e visto che anche sono il penultimo relatore, rischierei di farvi addormentare quasi tutti noi. Cercherò di di portare degli esempi abbastanza semplici e concreti, partendo dalla proprio dalla dalla domanda, vorrei dire che è il termine sostenibilità, viene usato tanto anche in agricoltura, dovrebbe essere usato di più, perché noi siamo artefici, costruttivi, ma non siamo capaci poi di farlo conoscere all'esterno. Per quanto concerne, per esempio, il con difesa Lombardia Nord-Est che presiedo, che e che ha citato, parlando di di agricoltura, da circa vent'anni stanno cercando i nostri tecnici, i nostri agronomi e di portare avanti delle tecniche sostenibili. Come possono essere le cover crop coltura di di copertura, quindi non lasciare vuoti incolti i terreni in inverno, ma coltivarli, per esempio con Siegal senape o altre colture, per arricchire il terreno di sostanza organica o anche attraverso agricoltura generativa e rigenerativa. Tutto ciò va a diminuire. L'impatto e l'inquinamento è dato anche dall'agricoltura.
Prima di andare, ad esempio, i concreti, però vorrei dare alcuni dati perché, come si diceva prima, tutti tutti inquiniamo anche il fatto di essere qui stasera, lo spostamento, tante cose dati a livello globale quanto inquina l'agricoltura a livello di gas serra 12%, faccio riferimento agricoltura più zootecnia a livello globale. Se ci spostiamo a livello europeo il dato cala, se ci spostiamo livello italiano si riduce addirittura all'8,4%. Questi sono dati ufficiali, dati ISPRA, dati Fao dati presentati in varie occasioni, per esempio anche all'Università di Brescia, lo scorso giugno dal professor Pulina.
Sono dati che vanno letti, vanno interpretati e anche quanto diceva prima direttore bresciani che l'agricoltura.
Può fare ancora molto in termini di riduzione dell'impatto, per esempio a livello europeo. Dal 1990 ad oggi. Per quanto concerne le missioni della zootecnia, siamo calati del 25,4% a livello italiano del 15,6%. Tanto è stato fatto, tanto può essere fatto. È logico che il 12%, che è la media dell'inquinamento globale, è dato da tanti fattori, quindi c'è l'8,4% c'è, per esempio il 17% del Brasile e oltre il 20% di altri Stati. E qui apro e chiudo una parentesi, un termine molto usato anche dagli ultimi giorni Mercosur, perché ci fa passatemi il termine arrabbiare perché non c'è nessun principio di reciprocità. Giustamente ci viene imposto di ridurre continuamente i fitofarmaci, l'inquinamento in agricoltura, aumentando naturalmente anche i costi di produzione e dopo, attraverso questa tipologia di accordi si è passassero. Noi ci trovo, ci troveremmo sugli scaffali della nostra. Grande distribuzione nei nostri supermercati, prodotti che vengono portati a termine che vengono coltivati, che vengono allevati in un certo modo e quindi faccio riferimento per esempio i prodotti italiani con attenzione alla genuinità e la salubrità e prodotti che arrivano da altri Stati dove le regole sono fittizie dove, per esempio, noi andiamo a ridurre i fitofarmaci e altri Stati, io aumentano e quindi ecco perché a nostro parere, ha poco senso, così come è stato impostato il Mercosur, però, per non dilungarmi troppo e andare in esempi concreti parlando di una di una classica azienda zootecnica,
Come se ne vedono tante, anche sul nostro territorio e se noi ci approcciamo a questo tipo di elevamento da non conoscitore del settore, potremmo pensare che sia altamente inquinante. I dati li ho dati prima però, andando nel nello specifico, abbiamo vai moti modi varie tecnologie per ridurre l'inquinamento dato dei nostri allevamenti.
E anche i consumi, partendo per esempio, dagli inverter un elevamento medio ci sono tanti motori che fanno funzionare, per esempio gli impianti di ventilazione e agli impianti di mungitura.
E facendo un esempio un impianto meglio che consuma 5 chilowatt attraverso l'inverter puoi scendere a un kilowatt e mezzo o due, quindi sicuramente una riduzione importante riduzione dei consumi dell'inquinamento è data anche, per esempio, dal recupero calore, quindi il latte munto delle bovina a 37 gradi arriva nel termine. Il frigo di mungitura deve essere portato a una temperatura inferiore in base poi li utilizzo in base a dove arriverà questo latte, quindi, per esempio 4 gradi 8 gradi 10 gradi. Il calore non viene disperso, ma viene riutilizzato, per esempio, per riscaldare l'acqua.
Data alle bovine o data, per esempio ai vitelli, un'altra tecnologia trasversale e quello del fotovoltaico. Egli sottolineo da agricoltore fotovoltaico sui tetti, perché i terreni lasciamoli a chi li coltiva quindi fotovoltaico che, attraverso la cui sinergia noi possiamo utilizzarla in tanti modi, per esempio d'estate, quando dobbiamo sollevare i nostri animali, le nostre bovine dal caldo vengono accese tanta evento, ma vanno assolutamente in autoconsumo, anzi l'energia in eccesso viene immessa sul mercato e viene data anche ai ai consumatori finali.
Un altro esempio può essere quello degli impianti di biogas, sia, diciamo, così, privati ma stanno venendo avanti negli ultimi anni anche dei biogas consortili, per esempio, io faccio parte di una cooperativa che ha sede a ad Orzivecchi, una cooperativa di di raccolta latte e praticamente gli associati partiamo dal presupposto che abbiamo la fortuna di per le aziende nel raggio di 15 chilometri, quindi nella sede della cooperativa è stato costruito questo biogas, che comunque sarebbe stato impensabile a livello economico sostenibile, detta esatto dei singoli è stato costruito insieme ci sono due trattori che cinque giorni a settimana, con la quota del liquame girano prelevano il digestato bando, lasciando i rilevamenti prendono il liquame e quindi è un biogas alimentato al 100% da liquame letame, quindi ecco che gli effluenti di allevamento da problematica.
Diventano una risorsa, un'opportunità e questo permette anche la riduzione di quelli che sono i nitrati, quindi di esempio che ce ne potrebbero essere molti altri banalmente. Facevo riferimento prima al caldo. Quindi queste molte ventole che vengono accesi negli allevamenti vengano anche accompagnate da un impianto di raffrescamento. Quindi gli animali, quando vanno delle crepe nelle mangiatoia per cibarsi, vengono anche bagnate con l'acqua. Ci sono dei sensori per cui l'acqua arriva solo se c'è l'animale e quindi non viene sprecata il ritorno a quanto dicevo prima, una sostenibilità che nei nostri allevamenti le nostre aziende è a livelli estremi. Sicuramente può essere ancora migliorata in molti frangenti in molti, anche ai nostri colleghi, ma mi sento di dire che ad oggi l'Italia, la Lombardia, in particolare la nostra Provincia, è un'eccellenza che da questo punto di vista ha molto da confrontarsi ed è insegnare anche ad altre realtà limitrofe.
Grazie a Giovanni Martinelli, Marco Baresi, Consigliere.
Grazie a Giovanni Martinelli condivido con lui pienamente il fatto che.
Fotovoltaici fotovoltaico, sì, ma lasciamo i campi agli agricoltori, abbiamo talmente tanti i tetti e capannoni dove metterli e poi tante soluzioni diverse che si possono usare anche in facciata,
E lasciamo stare i campi sono d'accordo che quelle distese immense di pannelli nei campi non le condivido neanch'io, al limite si può usare le rotonde dalle autostrade delle tangenziali, ci son tanti posti dove andarli a piazzare e si può produrre energia senza andare a rovinare i campi, questo condivido.
Per dirla alla buona di sicuro e i pannelli non si riproducono quindi non Cesano un raccolto pari gli agri fotovoltaici proroga e questo è un altro problema Baresi, Consiglieri di Confagricoltura, Brescia ma anche imprenditore agricolo, quindi ha vissuto direttamente quello che è la transizione.
Io ho una curiosità, ma da imprenditori in ambito agricolo, che cosa chiedete alle istituzioni a, per agevolare questa transizione, secondo, per sostenere le imprese che sta mettendo del della loro capacità produttiva in campo?
Grazie grazie alla domanda, grazie a voi che stasera stiamo facendo un corso di formazione un po' a 360 gradi delle varie attività che ci sono sul nostro territorio.
Grazie anche Giovanni, perché introducendo una serie di numeri, una serie di dati mi dà l'occasione per fare un po' la provocazione o da come si può dire condividere con voi dei percorsi. Se andiamo a vedere l'azienda era una tesi, compreso la mia, tante altre, quello che diceva Giovanni, diciamo lo abbiamo fatto fotovoltaico ce l'abbiamo dopo che siano 100 kW un mega, di solito ci siamo impianti di biogas sul territorio, ne abbiamo quindi abbiamo investito tutte le pratiche o le buone pratiche agricole che ci stanno insegnando, quindi dalle cover all'interramento dei liquami alla semina suf, l'intervento dei liquami sue fila, quindi tutto quello che è.
Ottimizzazione delle nostre risorse è diventato un elemento comune ormai di teleriscaldamento. Certe aziende lo ha già fatto nella propria azienda. Magari potrebbe essere ampliato portando questa energia termica che abbiamo in esubero ad altri, cioè quindi questa conoscenza, questo modo di fare impresa. I nostri programmi ormai sono programmi internazionali, cioè nelle nostre aziende. Abbiamo programmi israeliani, i programmi spagnoli e americani che ormai l'informatizzazione è comune prima di parlarvi del calcolo della CO 2, noi abbiamo sistemi oggi che quotidianamente ci danno un valore di CO2 che produciamo in base all'alimentazione che andiamo a costruire per i nostri bovini, quindi anche noi abbiamo raggiunto un alto eleva un alto elevato.
Strumento comunicativo interno aziendale. Per avere i numeri e abbia redatti questi dati, però, dovremmo incominciare a confrontarci. Scambiarli.
Per osmosi con altri settori.
A mio avviso, oggi siamo un pochino troppo legati ai nostri comparti e non riusciamo a.
Comunicare le nostre esperienze, le nostre efficienze, le nostre inefficienze, le nostre opportunità e le nostre necessità con quelli che ci stanno vicino donato. Ne è un esempio. Stiamo cominciando già stasera. Può essere una buona, un buon inizio per mettere in rete quello che di buono stiamo facendo guardando le imprese qua oggi. Risparmio idrico in molti i nostri territori lo facciamo, l'irrigazione goccia a goccia in un campo di mais. Se andiamo a vedere i costi che ci che ci costa, per fare questo probabilmente non andrebbe fatto, però c'è cultura, c'è voglia di fare, c'è voglia di innovare, c'è voglia di andare avanti, di vedere un po' più in là del nostro naso, diciamo questo però con imprese che devono avere, forse ce lo dimentichiamo, devono avere marginalità, devono avere reddito, cioè queste cose le fai, se le imprese.
Guadagnano è un termine brutto da dire no, se le imprese guadagnano, se le imprese, il lavoro e le nostre imprese hanno il loro business, possono fare anche sostenibilità, possono fare tutti questi processi, altrimenti questi processi non ne facciamo neanche uno, perché se immaginiamo il nostro territorio come molte volte vediamo nella nostra comunicazione diciamo televisiva dove vediamo sempre la mafia vediamo sempre la cosa bella e via di seguito però difficilmente riusciremo a fare per il territorio per tutti una buona sostenibilità e vivere bene. Questo per dire che le sfide future sono,
Grandi però le faremo assieme alle faremo se riusciamo a dialogare.
Una cosa a mio avviso straordinaria che il Politecnico, voi come formatori dovete fare è creare consapevolezza, creare conoscenza, creare il tessuto delle nuove generazioni, chiamiamoli sul fatto di sperimentare e assieme innovare verso il futuro, però questo passa anche dalla, non si può dire dall'alzare il tessuto comune o la formazione comune, perché noi, imprese o imprenditori, possiamo metterci a, ma se chi ci lavora, chi lavora con noi, chi ci sta a fianco, chi comunque condivide con noi certi percorsi, non a un livello e non riusciamo ad avere questo livello sarà molto più faticoso e molto difficile. Noi in azienda abbiamo cominciato a fare dei corsi di formazione, sia tecnici, ma anche relazionale culturali sembra banale nel mondo agricolo incominciare a fare questi ragionamenti. Siamo obbligati se vogliamo appassionare alle figure, ma questo credo che sia un tema d'impresa, non quanto al tema agricolo, stasera mi piace.
Questo confronto proprio anche per questo, perché le nostre problematiche sono molto più vicine, molto più simili di quello che a volte è immaginiamo. I problemi di queste imprese sono identiche. Dopo noi facciamo un lavoro in un'azienda agricola, quindi facciamo un certo tipo di percorso e l'economia circolare. Noi ce l'abbiamo da sempre oggi o da vent'anni o da 25 da 30 incominciamo ad immaginare che sia una cosa, è una novità. Mondo agricolo ha sempre fatto l'attività circolare,
Avevamo un mucchio di letame che lo portavamo in Campania, dico proprio e da lì cresceva l'erba per farli mettevamo i nostri animali del ciclo. Era continuo ad andare a tagliare la legna, mettetevi nella stufati riscaldati e vive di bene. Quindi questa economia circolare, la conoscenza, le sfide future, cioè tutti i temi che sono comuni e trasversali a tutto.
E anche con l'Amministrazione il tema. Che cosa possiamo? Chiedo all'Amministrazione che lo possiamo chiedere un ente pubblico conoscenza, formazione osmosi dei dati.
Incentivazioni mirate, ma mirate, con buonsenso, nel senso che, tornando al mondo agricolo, buone parti o buone pratiche agricole andrebbero incentivate con tecnologia, con macchinari, con situazioni dove puoi costruire questi percorsi. Un bell'esempio, l'ha fatto Giovanni prima, un impianto di biogas consortile dove probabilmente due aziende un'azienda non poteva farlo, 20 aziende all'interno di un sistema cooperativo e l'hanno fatto e ha portato un beneficio. Quindi queste cose, ma qui passa da un processo culturale che è indispensabile e quindi uno stimolo al Politecnico, alle varie informazioni, per darci un supporto, una mano a questo.
Io ripartirei da lei, Ministro, che ringrazio tutti per essere stati nei tempi irregolare, ci eravamo imposti nei 10 chilometri da line, facciamo un'ultima domanda che è uguale per tutti, in modo tale che non ci sbagliamo e ripartiamo proprio da da baresi se ci trovassimo fra cinque anni in questa stessa sala qual è il risultato concreto che mi piacerebbe poter raccontare in una tesi a Lonato proprio sulla decarbonizzazione e la transizione ecologica, cosa mi piacerebbe?
B le imprese, una tese con gli attori qua presenti per aver costruito un progetto sinergico per il nostro territorio.
Quindi, mettendo al Comune rete le proprie conoscenze e le proprie opportunità che abbiamo delle imprese per portare un beneficio al nostro territorio, credo che la miglior soddisfazione per un'impresa per un imprenditore, se quello sì di fare il suo bisogno di far crescere la propria azienda media sarà anche un contributo sul territorio se noi, per come la vedo io noi siamo imprenditori, sì, noi passiamo.
Nel senso che, se abbiamo la fortuna di avere comunque un ricambio generazionale interno, ben venga o aziende molto più strutturate, lasciandole alle società d'altro, però la vera ricchezza di un territorio sono le imprese, chi lavora su questo territorio, quello che riusciamo a costruire e lasciare.
A quelli che verranno dopo di noi, ecco, questo, credo che sia veramente la sfida o l'opportunità o il desiderio che avrei io in questo territorio.
Faini come direttore operativo di Garda, Uno cosa sì, cosa vorrebbe raccontare fra cinque anni a Lonato o di qualche progetto messo a terra, e effettivamente il dialogo e la conoscenza trasversale è alla base, ovviamente, di una possibilità di crescita, di qualsiasi progetto oltre le possibilità delle singole imprese, ecco, è sicuramente,
Vivendo in un territorio che ripeto molto delicato, ma con potenzialità importanti anche per la nostra Nazione. Io a pensare che ovviamente questa questo dialogo mi auguro diciamo che possa crescere veramente, come diceva Marco adesso e che possa veramente essere, diciamo, un'informazione condivisa e continua perché di energia ne abbiamo bisogno tutti e di energia, ne abbiamo bisogno per fare qualsiasi cosa.
B è imprescindibile che questa energia in prima probabilmente dobbiamo imparare anche a risparmiarla, ma sicuramente a valorizzare,
Professoressa bresciani, so che non è un compito semplice quello che ne d'opera, che lei e noi 19 professoressa quindi deve essere molto sul pezzo e sul sull'attualità non guardare troppo oltre no.
Eh beh, ma io sottoscrivo quello che hanno già detto, perché mi sembra perfetto solo che sono l'unica donna qua quindi, magari se questo è l'aspetto su cui si può migliorare e anche su magari le tali inclusione, eccetera e magari anche prendere esempio la città anche qua vicine come Bergamo, Parma per e che hanno sottoscritto il contratto climatico.
E con centinaia di azioni, ma che non fa solo la Municipalità no, ma proprio che mette a sistema che la stessa idea, insomma, già chiavetta. Adesso andiamo a spolverare quello che farà farà. Pisanò però, perché no,
Stavo farò episodio è stato un lapsus freudiano perché pensavo il sindaco di Salò insana magari potrebbe raccontarci anche cosa sono il destino di quella squadra, ma evitiamo quello perdiamo oltre. Mi astengo. Posso.
Ma è?
Dopo rispondo in maniera un po' più diretta,
Fatto. Faccio una una premessa perché ovviamente noi come azienda, come tutti, lavoriamo sulla quotidianità, ma ogni tanto dobbiamo anche guardare un po' in avanti e darci degli obiettivi dei target. Allora noi nel 2022 abbiamo quando abbiamo fatto, diciamo un calcolo molto molto dettagliato, preciso delle nostre missioni, abbiamo detto, va bene che obiettivo ci diamo per il 2030, ci siamo dati l'obiettivo di ridurre adesso sono un po' complessi, non entro nel proprio nei tecnicismi, ma comunque ci siamo dati l'obiettivo sulle missioni. Insomma, quelle principali, diciamo tecnicamente si chiamano scopo 1 e 2, ma insomma lasciamo quelle dirette a quelle indirette. L'energia elettrica di ridurre del 50% alle emissioni del gruppo Feralpi al 2030 rispetto a quelli del 2022, probabilmente.
Dall'anno scorso stiamo facendo gli ultimi conti, ci siamo già arrivati ok e che sicuramente ci arriveremo al 26, quindi diciamo che e questo soprattutto per i progetti che abbiamo fatto e per l'intervento suo e per l'uso delle energie rinnovabili.
Abbiamo ottenuto, secondo me, dei risultati che sono andati ben al di là delle delle nostre stesse aspettative, che ci sembravano anche molto ambiziose solo tre anni fa, quindi, su cui in quest'ambito io sono molto ottimista, non sono ottimista che che vedremo delle cose in generale ecco ovviamente il Comune di Lonato in particolare ma in generale la realtà ci stupirà per la velocità ed è la dell'innovazione che ci saranno e quanto potremmo fare.
Devo dire che invece la cosa che ci stiamo rendendo conto, la cosa più difficile?
E questo perché lo abbiamo potuto fare questa cosa qua perché dipendeva sostanzialmente da noi grossi investimenti, grossi sforzi grossi e però dipendeva sostanzialmente da noi, dove invece bisogna mettersi in rete, farsi contaminare dal dagli altri e trovare soluzioni condivise, ad esempio con tutta la filiera con la con la catena di fornitura pensate, ecco, ad esempio il tema dei trasporti. Invece si sta rivelando più complicato di quello che pensavamo, quindi diciamo, mentre sono molto ottimista su, diciamo, ecco, su, sulle energie rinnovabili in generale, sulle tecnologie nuove, sull'innovazione sono un po' meno ottimista o comunque sono consapevole che servirà uno sforzo maggiore di tutti nel trovare soluzioni condivise, appunto nella filiera o nel territorio, e su questo mi piace molto, insomma, la la la lo spunto che che dava prima baresi.
Nel contaminarsi un po' di più. Ecco vicenda quindi non non lavorare a compartimenti stagni, ognuno guardando il suo orticello, ma perché, insomma, se ci si si parla come questa sera, anche tra settori molto diversi, secondo me possono nascere delle idee che sono proprio belle, ecco, insomma, intelligenti e sorprendenti. Ecco, mi piacerebbe vedere, quindi tra cinque anni, oltre alle cose, diciamo un po' più ovvie, se vogliamo, spero che la rete del teleriscaldamento possa allargarsi che ci possono essere altri progetti, ma in generale mi piacerebbe vedere proprio delle.
Così de de delle soluzioni dei progetti.
In cui c'è tanta immaginazione e tanta voglia di fare cose cose nuove. Grazie Martinelli. La parte di Coldiretti.
Sì.
Condivido con chi mi ha preceduto, comunque l'incontro, il tavolo di confronto di questa sera sicuramente costruttivo e spero che ce ne siano anche in futuro perché si possono trarre comunque delle degli spunti positivi per quanto concerne l'agricoltura, partiamo dal presupposto che comunque gli allevamenti e le aziende del nostro territorio hanno un bilancio positivo tra quello che esso delle emissioni degli allevamenti e carbonio sequestrato dalla del terreno, che è un qualcosa di abbastanza anomalo nel nostro settore e quindi spero che la positività di degli allevamenti della nostra zona sia da esempio anche per per altri allevamenti ma più in generale io mi auguro che il nostro settore dell'agricoltura e sia considerata non un retaggio del passato.
Ma uno dei pilastri fondamentali su cui portare avanti, su cui fondare il nostro futuro.
La stessa domanda Bampi non possiamo che esimersi, torniamo attraverso l'industria manifattura, sì, tra l'altro, mi collego al relatore Fusato perché condivido pienamente e il fatto che imprenditori e aziende diciamo che hanno una visione e hanno una.
È un'idea precisa appunto della propria azienda e del rispetto della dell'ambiente e quindi dell'inquinamento,
Sono convinto che ottengono i risultati ottengano i risultati in tempi anche minori rispetto a quelli che sono i budget, no che o i target che ci poniamo diversa è la filiera e anche in questo mi sono assolutamente d'accordo con con lui. Per esempio, noi.
Nella nostra azienda abbiamo creato un'Academy,
Nella quale appunto possiamo ricevere sia progettisti piuttosto che installatori, ma anche grossisti, insomma tutti gli attori della nostra filiera per cercare di.
Allargare e portare appunto questo pensiero, queste conoscenze a tutta tutta la filiera, perché essere efficienti da soli sia importante, ma poi comunque lo dobbiamo essere all'interno di una filiera o anche di una di una comunità all'interno di un territorio, come dicevamo prima per esempio ialuronato, quindi.
Quello che mi piacerebbe vedere fra cinque anni è una Donato ancora più green di quanto già non lo sia.
Dove magari.
I grandi, ma quindi una grande azienda come la Feralpi, ma anche il piccolo, quindi il privato prenda consapevolezza che anche le piccole cose e poi possono portare a grandi risultati se fatte tutte insieme,
Carone Edison, ex dove sarà invece fra cinque anni ancora qua in maniera fattiva, assolutamente sì.
Ecco, però volevo fare una riflessione sul tema della filiera, che è un tema toccato che trovo veramente stimolante, perché non posso che fare una riflessione sul sistema Paese che abbiamo oggi, noi dobbiamo anche contestualizzare perché siamo questa sera in una condizione straordinariamente virtuosa il Paese non è solo fatto da grandi città da capoluoghi di regione, sappiamo che ci sono delle dinamiche demografiche, conosciamo tutti bene, no, ma il territorio è fatta di tantissime Lonato, purtroppo non sono tutte.
Realtà così virtuose, così illuminate, ma il territorio è fatto, il Paese è fatto da territori come lo nato, dove c'è un grande vantaggio rispetto alle grandi città che le filiere possono essere Corte possono essere compatte, c'è un dialogo più facile e più immediato più diretto tra le istituzioni, quindi io vedo anche una maggiore facilità rispetto ai grandi centri di riuscire a intervenire sul territorio e questa è una è una grandissima opportunità, quindi i momenti di confronto come quello di stasera io penso che siano veramente veramente preziosi, quindi per rispondere, io credo e scommetto che Lonato continuerà a essere una realtà illuminata dove c'è una forte apertura verso la sperimentazione. Quindi il mio auspicio è essere qui magari fra cinque, magari io faccio una provocazione fra 10 anni a raccontare un progetto fatto. Una tecnologia è una soluzione che magari oggi non esiste ancora. Questo è il mio augurio.
Bene, potremmo coniare oggi il termine di transizione a chilometro zero, che è caro sia in agricoltura che parare, però diamo la parola l'ultima parola invece alla Fiorenzo Bresciani, direttore della della filiera che traccia un po' le conclusioni, grazie, sì, io direi che da questa serata si può dire che abbiamo imparato molto e comunque mi sembra che la parola chiave sia formazione condivisione perché se non condividiamo fra di noi le nostre conoscenze,
E niente per la formazione, vedo presente in sala Ettore Marin e che il professore dell'istituto tecnico di Lonato, che sicuramente ci aiuterà a fare formazione, a trasferirla ai ragazzi dal quale abbiamo tanto bisogno per poter fare per poter proseguire, siamo comunque tutti gli utili per diminuire l'inquinamento e per migliorare il nostro futuro è anche quello dei nostri figli cosa dire grazie a tutti voi per la vostra partecipazione.
È ora verrà data una targa di partecipazione ai nostri relatori, e comunque grazie anche al pubblico e grazie a chi ci segue da casa e buona serata a tutti.
