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I consiglieri possono iniziare a pagare, così iniziamo il Consiglio.
Parlare questi globale.
Segretario, procediamo all'appello.
Buon pomeriggio.
Minervini Manuel Flavio Siragusa Leonardo infante, Giovanni Zaza Paola.
De Candia, Pasquale.
Failli Adriano.
IACONO Michele Massimo Riccardo.
Gagliardi Annamaria Fabrizia grosso Guglielmo.
Calvani Giulio Maria.
Farinola Vito.
Ho detto bene l'accento, grazie.
Andriani Simone.
Di Gioia Alessandra, Giovanna.
Rana Silvia.
Spagnoletti acclara.
Salvemini Graziano Antonio Mastropasqua, Pietro.
Piergiovanni Nicola.
De Candia, Sergio.
L'ANSA Girolamo Victor.
Amato Robert.
Spadavecchia Vincenzo.
Rossiello Giacomo.
Lo Grieco, Adamo, Azzollini, Angela.
Perfetto. Ha raggiunto il numero legale si dichiara aperta la seduta alle ore 17:02.
E prima di entrare nei lavori del Consiglio, consentitemi un breve saluto al dottor Salvatore Maurizio Moscara, nuovo Segretario Generale del Comune di Molfetta, a nome mio personale e di tutto il Consiglio comunale dell'intera Amministrazione. Do il più cordiale benvenuto al nuovo Segretario Generale del Comune di Molfetta, insediatosi in questi giorni al Segretario, va il nostro augurio di buon lavoro.
Il Segretario Generale, come sappiamo, ai sensi dell'articolo 97 del TUEL e figura di garanzia di raccordo tra l'indirizzo politico e la gestione amministrativa di supporto giuridico-amministrativo a questo Consiglio.
Siamo certi che saprà assicurare con competenza, equilibrio, imparzialità il suo prezioso contributo per il buon funzionamento della nostra istituzione nell'esclusivo interesse della città. Contiamo di instaurare da subito un rapporto di leale e proficua collaborazione. Consentitemi al contempo di rivolgere un sentito e doveroso ringraziamento al Segretario Generale uscente, il dottor Ernesto Lozzi, per il lavoro svolto, per la professionalità, la disponibilità e il rigore istituzionale con cui ha accompagnato i lavori di questo Consiglio e dell'ente in questi anni. A lui va la nostra stima e l'augurio per il prosieguo del suo percorso professionale e personale. Grazie.
Prego, Segretario.
Sì, allora, grazie di questa introduzione, un saluto a tutta l'Assemblea.
Farò un saluto brevissimo, perché mi sembra doveroso da parte mia.
Volevo ringraziare innanzitutto la città di Molfetta tutta per l'accoglienza che ho ricevuto, che.
È evidente anche nei piccoli gesti, nei piccoli segnali e quindi quello che posso dire fino ad ora, almeno come di questo di questa città, è stata che accogliete tutti col sorriso e in questo ci superate grandemente a noi di Bari, che molte volte siamo imbronciati, quindi questo è un bel segnale di accoglienza.
Del resto,
Il io devo dire che questa zona, per motivi sempre di lavoro la conosco, conosco da tempo il nord barese, so che.
È pieno di risorse, di risorse, di qualità, di potenziale innovazione ed è anche per questo che poi, insomma, ho accettato questa sfida e l'invito del Sindaco Manuel Minervini. Quindi sono venuto con molta convinzione proprio perché quello che facevo fino a un mese addietro mi piaceva moltissimo. Quindi per cambiare mi sono lasciato convincere proprio dalla dallo stimolo che tutti gli esperimenti di innovazione possono. Avete.
E chiudo dicendo naturalmente che sono a disposizione di tutti i consiglieri di maggioranza e di opposizione, ma questo rientra nel la mia doverosa funzione di garanzia.
Tenendo presente però, che anzi non però tenendo presente che il ruolo mi vede non come figura terza, ma come figura imparziale, no, perché la differenza con la figura terza, il terzo e il giudice terze sono le le agenzie.
In noi pubblici funzionari siamo imparziali, perché dobbiamo rispettare quello che ci dice l'articolo 97 e 98 della Costituzione. Io.
Garantirò tutto l'impegno a questa città. Ripeto, perché questo è un dovere, è un dovere istituzionale e perché a volte nella vita bisogna, mi hanno sempre insegnato che bisogna fare quello che si deve fare. Quindi poi sulle capacità sul risultato, come è giusto che sia, sarete voi a giudicare, a valutare, grazie. Grazie, Segretario. Prima di iniziare il Consiglio, volevo comunicare che il Consigliere Nicola Piergiovanni mi ha comunicato telefonicamente l'impossibilità a partecipare per motivi personali, per cui chiedo che venga messo a verbale l'assenza giustificata del Consigliere ancor prima, quindi di entrare nell'ordine del giorno c'è una comunicazione del Sindaco, i due fatti gravi, uno, un richiesto dal Consigliere Lo Grieco, nell'altro dal consigliere Rossiello, prego, Sindaco.
Sì, grazie, Presidente. Vorrei mettere al corrente il Consiglio Comunale delle nomine che sono state effettuate rispetto alle società interamente partecipate. Dall'ente per il triennio 2026 2028 è stato rinnova. Sono stati rinnovati i consigli di amministrazione degli organi amministrativi delle tre società ASM srl Molfetta, Multiservizi srl e MTM srl per ciò che riguarda ASM e i tre consiglieri d'amministrazione individuati sono: l'ingegner Massimiliano Piscitelli, la dottoressa Valentina Mastropasqua e il signor Antonio Campo e l'ingegner Massimiliano Piscitelli. Linee ricopre il ruolo di Presidente.
Per ciò che riguarda la Molfetta Multiservizi, invece, i tre consiglieri nominati sono: l'avvocata Brigida Mulinelli, il signor Giuseppe Ciccolella, il signor Damiano Fabozzi con l'avvocato Brigida mulinelli, che ricopre l'incarico di Presidente per l'MTM invece, c'è un amministratore unico, che il dottor Cosmo Damiano Angeletti. Volevo comunicare al Consiglio comunale che i compensi degli organi amministrativi sono rimasti invariati rispetto al passato, ma che in particolar modo i tre consiglieri di amministrazione DSM hanno tutti e tre ha rinunciato al compenso.
Grazie, Sindaco. Do la parola al Consigliere. Me l'aveva chiesto prima Giacomo Rossiello per il fatto grave. Sì, grazie, Presidente. Saluto il Sindaco, la Giunta e quelli dei consiglieri e tutti il.
Molfettesi che ci seguono qui in Aula e a casa. Il fatto grave è che oggi portano qui in Aula e lo faccio anche a nome del Consigliere De Candia, che purtroppo è assente per motivi lavorativi e che comunque a breve ci raggiunge la presenza del dei cinghiali nell'agro di Molfetta ci arrivano quasi quotidianamente, se non quotidianamente, delle segnalazioni, appunto di cinghiali nella contrada Mino contrada GOT contata Carrare ora siamo davanti a una vera e propria emergenza perché dei segnalazioni diventano sempre più frequenti, è diventato un serio pericolo e incolumità per i cittadini che vivono in quella zona. Sono residenti in quella zona, perché ci passa con di automobili per chi ci passa anche facendo jogging e soprattutto anche per gli agricoltori che vedono ormai quei campi devastati e distrutti. Il Comune sappiamo che già da agosto aveva comunicato alla cittadinanza di segnalare alla polizia municipale eventuali, appunto avvistamenti di cinghiali e quindi noi oggi chiediamo ufficialmente quante segnalazioni sono arrivate, se sono state individuate oltre quelle zone che poc'anzi ho specificato altre zone maggiormente interessate, sia stato attivato un coordinamento tra Regione, ASL, Polizia locale e altre istituzioni sappiamo, per esempio, che a Ruvo sono già intervenuti dei cacciatori, appunto per risolvere questo questa problematica e soprattutto se sono già stati fatti degli interventi, grazie.
Grazie, consigliere Rossiello. Do la parola al consigliere dell'ordine. Ecco.
Grazie, Presidente. Preliminarmente vorrei dare a nome mio personale, ma della coalizione il benvenuto al nuovo Segretario generale.
Siamo certi che collaborerà con le forze di opposizione, tanto quanto le forze di maggioranza e colgo l'occasione per salutare il Sindaco, gli assessori, i colleghi consiglieri alla città.
Il fatto grave che vorrei illustrare quest'oggi discende da una questione che ho sottoposto, un'istanza urgente che ho presentato a da alcuni uffici comunali, in particolare al Comando di Polizia locale e al Protocollo comunale, per poi indirizzarla a chi di dovere il giorno 24 settembre, in occasione della manifestazione organizzata dal nostro Ente, denominata Giornata delle ricerche, perché ho fatto questa istanza urgente? Perché mi è stata compulsata da parte di alcuni genitori di studenti che avevano ricevuto poche ore prima della celebrazione di questa manifestazione importante e meritoria.
Abbiamo ricevuto un cambio di location, chiamiamolo così.
Ad horas, poche ore prima dell'accelerazione della manifestazione che doveva svolgersi in alla fabbrica di San Domenico, location che aveva avuto un'autorizzazione per lo svolgimento di detta manifestazione sino a 200 partecipanti e mi è stato riferito in ragione delle previsioni di maggiore affluenza. Era poi è stato deciso all'ultimo momento di trasferire detta sede presso una struttura pubblica differente, ossia presso il palazzetto comunale attualmente in concessione. Pala Pannunzio. Bene, qual è stata l'istanza urgente che avevo formulato? Fatto, avevo formulato un'istanza urgente relativa al fatto per capire se vi fossero state tempestivamente tutte quante quelle che erano le autorizzazioni, in particolare in materia di pubblica sicurezza necessarie affinché una manifestazione così importante potesse venir trasferita da un momento all'altro.
Devo dire, devo riconoscere che nella giornata di ieri mi è giunto un riscontro da parte del neo nominato Segretario generale, corredato anche da una relazione della polizia locale e dalla relazione tecnica asseverata per proprio assolvere a dette funzioni. Senonché la relazione tecnica asseverata è stata predisposta in pari data rispetto alla celebrazione dell'evento che incominciava alle 9 di mattina del 24 settembre. Il che vuol dire che detta relazione è stata confezionata in contemporanea in concomitanza già con lo svolgimento dell'evento. Non devo stare io a spiegare la gravità dell'accaduto, ma vorrei anche sottolineare un'altra cosa, un'altra cosa che mi viene evidenziata, ossia che detta manifestazione ha potuto beneficiare di questa procedura semplificata di.
Autorizzativa, in ragione del fatto che all'interno della manifestazione non potessero del della della sede della manifestazione, non potessero sostare contemporaneamente più di 200 cittadini e comunque non soltanto studenti che partecipano alla manifestazione, ma anche tutto quanto il personale docente e il personale a supporto della manifestazione. Ora io mi domando: è mai possibile che se il cambio di sede di una sedia autorizzata per 200 persone sia reso necessario perché si prevedeva un numeri maggiori, come mi è stato rassicurato poi all'interno della sede del palazzetto non sono mai state contemporaneamente all'interno 200 persone e quindi in modo tale da poter beneficiare di questa misura agevolata per per le concessioni autorizzative. Allora, io onestamente, visto che è stata una manifestazione molto molto importante e straordinariamente partecipata. Mi sono permesso di estrapolare uno screenshot da un servizio fatto da Tele Sveva, che testimoniava la presenza all'interno del palazzetto soltanto all'interno del campo da gioco, quindi senza parlare degli spalti limitatamente al al campo da gioco. In questo screenshot sono presenti come Miss. Siccome mi hanno detto ben due applicazioni di intelligenza artificiale interpellate per computare le persone qui all'interno fra le 300 e le 400 persone. Ribadisco soltanto all'interno del campo, senza considerare gli spalti e senza considerare tutto il resto del personale ora gentili amministratori.
La cosa pubblica non penso si possa amministrare in questa maniera. Se vi è un'emergenza legata alla al numero di utenti che devono frequentare una manifestazione, vi sono due possibili e non vi sono i termini vi sono due possibilità: o si contingente o le persone sin dall'inizio, oppure la manifestazione si sposta a una data utile affinché ci si possa dotare di tutte quante le autorizzazioni previste dal TULPS, ivi compresa la Commissione di vigilanza comunale, che non è stata mai allertata, perché quel che è certo è che all'interno di quel palazzetto non vi sono mai state meno di 200 persone e quindi mi spiace doverlo registrare, ma la comunicazione che mi è stata inviata in riscontro per rassicurarmi in quale consigliere comunale, ma ancor di più come padre di una bambina,
E che sostanzialmente corrisponde a una circostanza palesemente non vera. Quindi quello che è il fatto grave è che vogliono rappresentare che d'ora innanzi, laddove dovessero presentarsi situazioni simili, che si abbia il che si abbia la prudenza per mettere al riparo i nostri giovanissimi, perché finché tutto quanto va bene non ci sono problemi, ma se qualsiasi cosa fosse andato storto in quella data, probabilmente qualcuno all'interno degli uffici comunali ne avrebbe risposto personalmente, in particolare chi si è assunto la responsabilità della sicurezza, ossia il dirigente, penso il dirigente Satalino che ha firmato poi.
L'asseverazione. Chiarito questo, fra le varie cose, va beh, potrei anche aggiungere che all'interno delle raccomandazioni date nella scheda asseverata vi era la presenza di Polizia locale, io interlocuzione istituzionale con il comandante di Polizia locale è avvenuta la mattina stessa della manifestazione, i commi il Comandante nell'espletamento delle sue funzioni mi ha comunicato che non era al corrente della manifestazione e che quindi la Polizia locale si è si è recata poi presso detto palazzetto. A seguito della mia segnalazione, come pure è riportato all'interno della relazione di Polizia locale che mi è stata allegata, dove vi è scritto che a seguito dell'assegnazione è pervenuta al protocollo numero e che il numero di protocollo della mia segnalazione, la polizia locale ha partecipato a detta manifestazione per espletare le sue funzioni di controllo. Senonché, proprio all'interno delle raccomandazioni della relazione asseverata allegata, vi era previsto, fra le varie prescrizioni per detto ente, della presenza di una pattuglia di Polizia Locale soppresso sorvolo anche sull'obbligo anche per il Comune, laddove una manifestazione è propria di espletare un po' una procedura di SCIA che non mi risulta sia mai stata fatta per questo trasferimento di sede, quindi comprenderete questo, a mio avviso, è un fatto grave, di cui doveva essere informata innanzitutto l'Amministrazione e in secondo luogo, i cittadini. Grazie.
Grazie, Consigliere Lo Greco.
Possiamo procedere con l'ordine del giorno.
Allora, primo punto: approvazione verbale seduta precedente del 9 luglio 2026.
Poniamo in votazione.
No, ci potrebbe essere qualche contestazione.
Okay, ventu 22 Consiglieri favorevoli, quindi il procedimento, l'approvazione all'unanimità.
Passiamo al secondo al secondo punto all'ordine del giorno: variazione d'urgenza al Bilancio di previsione finanziario 2026 2028 Esercizio 2026 ai sensi dell'articolo 175 del decreto legge numero 267 2000 programma Nazione 2021 2027 fornitura arredi didattici innovativi e valorizzazione delle spiagge libere e della costa pugliese variazione PEG 2026 2028 ratifica concedo la parola all'assessore Annalisa Altomare.
Buonasera a tutti.
Presidente, signor Sindaco, signori Consiglieri, colleghi Assessori, con deliberazione di Giunta comunale numero 37 del 9 settembre 26 sono state apportate in via d'urgenza variazioni al bilancio di previsione per l'esercizio 26 28 ai sensi dell'articolo 175, comma 4, del DLGS 267, dal 2000.
Per le seguenti motivazioni: primo il Comune di Molfetta è stato assegnatario del finanziamento relativo alla fornitura di arredi didattici innovativi a sensi dell'articolo 29, comma ter, del decreto legge del 7 maggio 2024, numero 60, convertito in legge, con modificazioni, e convertito nella legge del 4 luglio 2024, numero 95, e nell'ambito del Programma nazionale PN Scuola e competenze 2021 2027 in attuazione del Regolamento comunitario numero 2021.
Del 2021 1.060.
Per le regioni cosiddette meno sviluppate, protocollo 22 870 dal 3 febbraio 2026 per un importo complessivo pari a 320.000 euro, rispettivamente 120.000 euro per l'asilo nido di via Cavalieri di Vittorio Veneto e 200.000 euro per la scuola d'infanzia di via Berlinguer secondo, con determinazione dirigenziale della regione Puglia del Dipartimento Infrastrutture Mobilità, Sezione Demanio e Patrimonio numero 450 del 31 luglio 2026 è stata disposta la missione finanziamento dal Comune di Molfetta rispetto alla linea di intervento 0 6 già da due.
A due interventi strategici per la valorizzazione turistica del territorio: avviso per la selezione di proposte progettuali finalizzate alla valorizzazione delle spiagge libere e della costa pugliese e servizio alla migliore fruibilità e balneazione per l'importo complessivo di 50.000 euro.
È stato attestato il permanere degli equilibri di bilancio sono stati acquisiti i prescritti pareri dei dirigenti del quinto Settore, del primo settore, non quel, nonché quello dell'organo di revisione economico-finanziaria. È superfluo Co esplicitare all'Aula che per le date subentranti era assolutamente necessario operare questa variazione d'urgenza da parte della Giunta. Sì che sottopongo alla valutazione dell'Aula la ratifica di questo provvedimento giuntale con l'auspicio che possa essere approvato.
Grazie, Assessore. Se ci sono Consiglieri che vogliono intervenire per chiarimenti.
Nessun Consigliere.
La discussione generale, se ci sono Consiglieri che vogliono intervenire.
Il Presidente, Consigliere De Gioia, siccome prego. Sì, in veste di Presidente della Commissione bilancio, prendo parola per riferire all'Aula dell'esito della Commissione quarta, riunitasi in data 29 settembre. La stessa ha espresso parere favorevole alla variazione d'urgenza al bilancio di previsione di cui al punto 2 di questo ordine del giorno. Grazie,
Grazie, consigliera Di Gioia. A questo punto, se non ci sono Consiglieri iscritti per la discussione generale e passiamo alla dichiarazione di voto, se ci sono Consiglieri che vogliono intervenire per dichiarazione di voto.
Nessuno. Quindi a questo punto procediamo con la votazione.
Quindi, poniamo in votazione la variazione d'urgenza al Bilancio di previsione finanziario 2026 2028 Esercizio 2026 ai sensi dell'articolo 175 del decreto legislativo 267 2000, Programma nazionale 2021 2027 fornitura arredi didattici innovativi e valorizzazione delle spiagge libere e della costa pugliese variazione per il 2026 2028 prego, procediamo con la votazione.
Grazie, Consiglieri. Il provvedimento votato all'unanimità, per cui il provvedimento è deliberato.
Prego, consigliere De Candia. Sì, grazie, Presidente. Chiedo l'immediata esecutività del provvedimento si pone in votazione l'immediata esecutività del provvedimento.
Due consiglieri non si mancano i due consiglieri che non so se non siete taggati in aumento.
Forse di gioia, signora 21, manca un altro Consigliere.
Forse Spadavecchia 6.
A posto, okay? Provvedimento, quindi anche l'immediata esecutività e ha votato all'unanimità, quindi il provvedimento è immediatamente eseguibile.
Terzo punto all'ordine del giorno: nomina dell'Organismo di depressione economico, Presidente un minuto di di possono chiedere la Capigruppo?
Ha chiesto un minuto di sospensione per i Capigruppo, okay?
Allora riprendiamo la seduta, Segretario, se può procedere all'appello.
Allora Minervini, Manuel Flavio Siragusa Leonardo infante, Giovanni Zaza, Paola.
De Candia, Pasquale.
File e Adriano IACONO, Michele Massimo Riccardo.
Gagliardi Annamaria, Fabrizio.
Grosso Guglielmo Calvani, Giulio Maria.
Farinola, Vito Andriani, Simone.
Di Gioia, Alessandra, Giovanna, Rana, Silvia.
Spagnoletto Clara.
Salvemini Graziano, Antonio.
Mastropasqua Pietro.
Piergiovanni Nicola assente De Candia Sergio assente.
L'ANSA Girolamo Viktor Amato, Robert.
Spadavecchia, Vincenzo Rossiello Giacomo, lo greco Adamo, Azzollini Angela. Presenti 22 assenti 3.
Manca un Consigliere che non si è taggato ancora, comunque siamo 23 consiglieri presenti. La.
Se manca un Consigliere che non è.
E forse.
Siamo sempre 22 comuni sono 23 consiglieri presenti in Aula. L'Assemblea è valida. Si riprende la discussione alle ore 17:48. Però manca sempre un Consigliere. Controllate chi non è taggato?
Ah.
Manca.
No, va beh, giusto per la presenza, in ogni caso, se deve intervenire qualche Consigliere e non è taggato.
Okay, comunque, concedo la parola all'assessore analisi, salto male per il provvedimento.
Signor Presidente, signor Sindaco, signori Consiglieri, colleghi Assessori, l'attuale normativa in materia di revisione economico-finanziaria degli enti locali è stata modificata con il decreto-legge 138 del 2011 e successivamente con il decreto legge 124 2019 in virtù di essi, nei casi di organo collegiale, i due componenti sono del collegio di revisione. I due componenti sono individuati mediante estrazione.
È effettuata dalla prefettura competente del territorio da un elenco tenuto dal Ministero dell'interno.
Nel quale possono essere inseriti i soggetti iscritti nel registro dei revisori legali, nonché gli iscritti all'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Mentre d'altro canto, il componente dell'organo di revisione con funzioni di Presidente, viene eletto dal Consiglio comunale.
Fra i soggetti che sono validamente inseriti nella fascia 3 formata ai sensi del regolamento del Ministero dell'interno del 15 febbraio 2012, numero 23.
Con deliberazione numero 30 il Consiglio comunale di Molfetta, il 7 agosto 2023, ha nominato il Collegio dei Revisori dei Conti nelle persone del dottor Cea con funzioni di Presidente della dottoressa quotidiano Giuseppina dal dottor Ciccone Raffaele nella qualità di componenti con decorrenza dal 7 agosto 2023 al 6 agosto 2026.
Ai sensi del decreto legge 293 del 1994 la proroga è ammessa per non più di 45 giorni.
Decorrenti dal giorno della scadenza.
La Prefettura dell'Ufficio territoriale del Governo di Bari ha trasmesso, in data 7 agosto 2026 il verbale di sorteggio dei nominativi per la nomina dell'organo di revisione economico-finanziaria del Comune di Molfetta. Da questo verbale risulta designi risultano designati per la nomina a componenti e i dottori Mele, Giuseppe, Salvatore e Gatto Francesco.
I suddetti professionisti hanno già fatto pervenire a questo Comune la formale dichiarazione di accettazione e di dichiarazione di insussistenza delle cause di incompatibilità, di ineleggibilità, nonché del rispetto dei limiti dell'affidamento degli incarichi.
Il 26 agosto 2026 questo Comune ha proceduto a pubblicare l'avviso di manifestazione di interesse finalizzato alla nomina triennale del Presidente del Collegio dei revisori dei conti del Comune di Molfetta da far pervenire entro i 15 giorni dalla pubblicazione, al fine di poter procedere all'elezione del Presidente, scegliendolo fra i nominativi degli iscritti in fascia tenne relativo elenco dei revisori che ci ha trasmesso alla prefettura di Bari nei termini sono pervenute 16 manifestazioni di interesse, i cui curricula sono tutti allegati alla documentazione già in possesso dei Consiglieri.
Tra esse non sono state considerate ammissibili e pertanto escluse dalla procedura in oggetto quelle di due professionisti non presenti nell'elenco della fascia 3.
Emesso dal sistema informatico della Prefettura. Oggi noi abbiamo l'onere di procedere alla nomina del Presidente del Collegio dell'organo di revisione a scrutinio segreto con l'elezione a maggioranza assoluta dei membri del Consiglio comunale. L'organo di revisione dura in carica tre anni a decorrere dalla data di esecutività della delibera. I suoi componenti non possono svolgere l'incarico per più di due volte nello stesso ente.
Tanto dovevo relazionare. Sono noti i compensi per per i componenti del collegio. Pertanto mi rimetto all'Aula per gli atti di competenza e al Consiglio comunale, che è il massimo organo democratico in questa città grazie.
Grazie, Assessore. Allora io procederei con la costituzione del seggio perché il Presidente del Collegio dei revisori viene votato al voto segreto, per cui costituiamo il seggio, lo comporre con due componenti, quindi sceglierei la consigliera Azzollini.
Il consigliere Iacono, prego.
Chiaramente, dopo la votazione, poi poniamo, diciamo in votazione la presa d'atto anche della nomina della Prefettura e quindi la costituzione dell'intero Collegio dei Revisori, grazie.
Allora, se vogliamo distribuire.
Allora, Segretario, possiamo iniziare può chiamare i Consiglieri per il voto.
Consigliere Minervini Manuel Flavio.
Consigliere Siragusa, Leonardo.
Consigliere Infante Giovanni.
Consigliera Zaza Paola.
Consigliere De Candia Pasquale.
Consigliere Failli Adriano.
Consigliere Iacono Michele Massimo Riccardo.
Consigliera Gagliardi, Annamaria Fabrizia.
Consigliere Grosso Guglielmo.
Consigliere Calvani Giulio Maria.
Consigliere Farinola Vito.
Consigliere Adriani Simone.
Consigliera Di Gioia Alessandra Giovanna.
Consigliera Rana Silvia.
Consigliera, Spagnoletto, Clara.
Consigliere Salvemini, Graziano Antonio.
Consigliere masterplan Mastropasqua Pietro.
Consigliere Lanza Girolamo Victor.
Consigliere Amato Robert.
Consigliere Spadavecchia Vincenzo.
Consigliere Rossiello Giacomo.
Consigliere lo Grieco Adamo.
Consigliera Azzollini Angela.
Okay, abbiamo terminato il voto, possiamo sì ad aprire l'urna.
De Chirico, Michele.
De Chirico, Michele.
Accogli Annamaria.
De Chirico, Michele.
De Chirico, Michele.
De Chirico, Michele.
De Chirico, Michele.
De Chirico, Michele.
Accogli Annamaria.
De Chirico, Michele.
De Chirico, Michele.
De Chirico, Michele.
De Chirico.
De Chirico, Michele.
De Chirico.
De Chirico.
Accogli.
Accogli.
Accogli.
Accogli.
De Chirico, Michele.
Accogli.
De Chirico, Michela.
Allora, per quanto riguarda.
La dottoressa cogli ha raccolto 1 2.
Sì.
6 7 voti.
De Chirico, Michele.
16 voti.
6 7 voti e 16 sono totale 23, quindi 16 voti. Par De Chirico sette voti per la dottoressa accoglie, quindi viene eletto Presidente del Collegio dei Revisori del Comune di Molfetta. Il dottor il dottor De Chirico, Michele.
Quindi ora passiamo.
Alla diciamo alla votazione dell'intero provvedimento, quindi con la presa d'atto, quindi il.
Con la votazione che chiaramente poi invito i Consiglieri per eventualmente dichiarazioni di voto.
Quindi votiamo per la nomina del presidente, il dottor De Chirico Michele e in questo caso votiamo anche per la presa d'atto dei due consiglieri indicati dalla prefettura e quindi votiamo anche a questo punto per la costituzione dell'intero Collegio dei revisori dei conti del Comune di Molfetta. Mi chiede la parola? Sì il consigliere Amati, Presidente, per ordine dei lavori. Non sarebbe più opportuno fare dichiarazioni di voto pessima dell'accettazione o la stavo dicendo? Pongo in votazione. Poi parlavamo della dichiarazione di voto. No, no, per la dichiarazione di voto. Qui intendeva la dichiarazione di voto, l'ha bocciato, ma dico che poniamo in votazione tutto il il contenuto senza fare votazioni distinte per chiaramente. Ora passiamo prima alla dichiarazione di voto e poi passiamo con la votazione. Quindi potete diciamo intervenire i consiglieri che vogliono intervenire per la dichiarazione di voto possono, come dire, prenotarsi se ci sono, sennò procediamo.
Il Consigliere, ossia lo prendono.
Sì, grazie, Presidente. Saluto nuovamente lei al Sindaco, alla Giunta, ai colleghi consiglieri, il pubblico in sala, il pubblico che ci ascolta da casa e mi scuso col Segretario prima per non avergli augurato buon lavoro, lo auguro adesso e approfitto anche per augurare buon lavoro al Collegio dei dei revisori.
Avevamo chiesto prima, prima della della della discussione del punto una Capigruppo, perché abbiamo chiesto una Capigruppo, avevamo letto nelle carte che ci avete fornito che la Prefettura, tramite sorteggio, aveva eletto come.
Dal collegio dei revisori due uomini, il dottor Gallo e la il dottor Mele sappiamo benissimo e il Segretario me lo può confermare, ovviamente che non c'è alcun obbligo di legge che prevede la parità di genere.
Però nell'elenco che ci avete fornito, abbiamo visto, abbiamo notato che c'erano tre, uno, tre nomi di Di Donna e per correttezza istituzionale, per volontà di una vera e propria parità di genere, quella che oggi viene sbandierata da questa Amministrazione ogni giorno, in ogni discorso, in ogni articolo e in ogni dove avevamo proposto, insieme anche ai Consiglieri lo Grieco e Azzollini, di condividere un nome, di condividere una scelta, una scelta di una donna. Non entravamo nel merito.
Della della dottoressa o dalla dottoressa B. Qualunque nome ci sarebbe andato bene, come ovviamente non entriamo in merito degli altri 13, i nomi di altri 13 professionisti uomini, ma avevamo chiesto, insieme, ripeto, ai colleghi, lo Grieco e Azzollini di condividere un nome in condividere un nome donna.
Purtroppo prendiamo atto che la vostra scelta è quella di non condividere un nome. Prendiamo atto che, nonostante e ribadisco, questa Amministrazione più volte ha sottolineato l'importanza delle pari opportunità, della valorizzazione delle donne più e più volte specificato anche al punto 3 del vostro programma elettorale che ho letto oggi di nuovo, dove è specificato il Molfetta inclusivo il sostegno alle politiche di parità di genere. Oggi prendiamo atto che non avete voluto scegliere una donna. Non avete voluto.
Scegliere insieme alla.
Opposizione sia l'opposizione civica che i Consiglieri, lo greca Azzollini, un nome condiviso ne prendiamo atto. Prendiamo atto che ancora una volta, piuttosto che.
Di dimostrare concretamente quello che scrivete, quello che dite, che fate con sempre con le solite dichiarazioni. Prendiamo atto che nelle scelte istituzionali questo non non avviene. Prendiamo atto, quindi, appunto, e rifacciamo il l'in bocca al lupo ai a tutto il Collegio dei Revisori, anche al Presidente, ovviamente, ma ancora una volta ha vinto la logica delle spartizioni politiche, grazie.
Grazie, consigliere. Consigliere. Low care compagne sino in realtà ha detto tutto il consigliere Rossiello, ma io tengo soltanto a fare una puntualizzazione. Avrete notato che il nominativo che è stato prescelto da parte della delle due minoranze del centrodestra, della minoranza civica e il nome della dottoressa Annamaria accogli. Non è un nome che è stato scelto casualmente, perché siccome si presta facilmente alla critica abbiamo scelto per merito, tengo a sottolineare, perché noi forse, a differenza di altri curriculum, li abbiamo letti tutti che la dottoressa accogli svolgere la funzione di Presidente del Collegio dei revisori della Città metropolitana di Bari, nonché del comune di Palo del Colle, quindi ci sembrava che, oltre a essere una figura femminile che potesse assicurare un minimo di parità di genere, consentisse altresì quell'esperienza, tale necessaria per assicurare una competenza nell'espletamento di un mandato così importante come quello del Collegio dei revisori. Per il resto mi associo a quanto ha poc'anzi detto il collega Rossiello e grazie a tutti.
Grazie, Consigliere Lo Greco. Consigliere De Candia. Grazie, Presidente, Sindaco, Giunta, Consiglieri, cittadini a casa e in Aula porgo anche io i miei saluti al nuovo Segretario, ora che ho l'opportunità di prendere la parola e diciamo faccio i miei migliori auguri.
Per il lavoro che svolgeranno al Collegio dei Revisori, io capisco che diciamo è giusto che le opposizioni, diciamo:
Dicano la loro su ogni argomento è quello che facevamo noi abbiamo fatto noi tante volte dall'opposizione, però certe volte le Poli, le polemiche strumentali non servono, secondo me a questa città. Cerco di spiegarmi meglio. Oggi noi non stiamo nominando lo un organo nella sua interezza. Noi stiamo nominando il presidente del Collegio dei Revisori, perché gli altri due membri del Collegio dei revisori sono nominati con sorteggio dalla Prefettura, quindi noi non possiamo.
Diciamo, non possiamo di fatto determinare o garantire l'equilibrio di genere, perché c'è un ulteriore elemento: noi abbiamo dei curricula frutto di un avviso pubblico e sulla base di quelli dobbiamo anche scegliere è stata fatta una valutazione che i consiglieri la maggioranza hanno fatto.
Partendo proprio dai curricula, perché ognuno di noi in carpetta ha avuto, diciamo tutti i curricula dei candidati all'avviso pubblico, si è fatta una scelta. Personalmente ho fatto una scelta rispetto ad una candidatura di valore, ad una candidatura del territorio che potesse diciamo, come posso dire anche geografi geograficamente essere a disposizione per le tante sfide che ha, diciamo attendono anche il Collegio dei Revisori, perché il lavoro da fare è tanto non solo per questo Consiglio, non solo per la Giunta, per il Sindaco, ma anche per.
Gli organi che collaborano nel buon andamento del.
Insomma del nostro Comune, quindi abbiamo bisogno di persone che siano, se disponibili, pronte e quindi ripeto, anche del territorio. Io siccome gli ho letto i curricula ho letto e mi è caduto l'occhio proprio sul curriculum di cui parlava il Consigliere Lo Grieco, ed ho visto che con diciamo con.
Mi ha fatto pace piacere leggere che la dottoressa è Presidente del Collegio dei Revisori del Comune di Bari, Presidente del Collegio dei Revisori, del comune di Palo del Colle, Presidente del Collegio dei dei dei revisori del dell'Ordine dei Dottori Commercialisti e il revisore dei conti in un Ente della Regione Calabria.
Io ho fatto questa valutazione, noi abbiamo bisogno veramente di persone che ci accompagnino e accompagnino tutti noi, non la maggioranza, non la Giunta solamente ma tutta la città e tutti quelli che diciamo devono dare il loro contributo al progresso e alla crescita di questa città. Abbiamo bisogno di persone veramente, come posso dire, pronte disponibili e che possano dare il loro contributo. Magari diciamo chi ha troppi impegni non può garantirci quella.
Quella continuità di cui abbiamo bisogno poi è anche una valutazione sui curricula, perché è quello che è stato fatto e aggiungo un'altra volta un'altra cosa. Noi non è che non abbiamo voluto condividere con le minoranze un nome, perché le minoranze non ci sono venuti a dire abbiamo valutato un curriculum, riteniamo che questo sia migliore di altro. Non hanno fatto nomi, non hanno fatto riferimento ai curricula, hanno semplicemente detto: se scegliete una donna, la votiamo all'unanimità. Non funziona così. C'è un avviso pubblico. Abbiamo la necessità di valutare anche i curricula e le opportunità legate come ultima valutazione mi permetterete di dire che mi son contento che i Consiglieri, soprattutto del centrodestra, abbiano diciamo oggi interesse a salvaguardare l'equilibrio di genere, anche perché, se mi permettete, non è proprio diciamo, eredità e parte del vostro patrimonio culturale. Io ricordo un mitico scontro in Consiglio dei Ministri tra Silvio Berlusconi, il presidente Berlusconi e il Ministro Prestigiacomo proprio su quote rose parità di genere. Quindi diciamo, sono contento che abbiate cambiato idea, però su questa cosa mi permetterete di dire che state sbagliando, perché avreste avuto ragione se questo Consiglio avesse domum dovuto nominare l'intero organo collegiale e non solo uno dei tre membri grazie.
Grazie, Consigliere De Candia. Concedo la parola al consigliere Azzalin, prego.
No, io qua intervengo anche come donna.
In che intervengo come donne, mi rifaccio a quello che ha de riprendo quello che ha detto il consigliere De Candia, proprio perché anche voi, quando stavate all'opposizione, sollevate determinate problematiche, proprio perché ci troviamo di fronte a un qualcosa che si è sempre detto di diverso. Oggi mi sarei aspettata una scelta differente, proprio perché, come hai detto tu, quando Berlusconi, la Prestigiacomo, quote rose cose e quote rose. Ora Apprendi giustamente che questa questo centrodestra aveva dato la possibilità, conoscendo quello che che il vostro, la vostra lotta contro la parità di genere, la possibilità di nominare una Presidente do afa donna. Non abbiamo presentato nessuna candidatura, proprio perché.
Siamo liberi e pensavamo anche voi lo foste. Invece oggi non si può fare il discorso dei due sono stati nominati dalla Prefettura, mentre il Presidente no, non è così anche oggi, rispetto a quello che voi dite alla città o quelli che possono essere i vostri comportamenti davanti ai fatti ci troviamo tutt'altra cosa.
Dobbiamo dire la verità. Quando uno governa governa come hanno governato tutti gli altri. Questa è la verità. Non è una questione di curriculum oppure no? Noi che noi abbiamo fatto una richiesta di parità di genere di mettere una donna eravate voi libere di scegliere tra i tra le 3 donne candidate a Presidente? Una delle tre, questo fatto dei revisori che sta in Calabria, quella che poi è un problema se uno viene nominato e ritiene, perché il Presidente deve presiedere di non poter.
Esplicita riso, non poter svolgere quel ruolo si dimette, non viene anche perché il Presidente, se non presiede dopo il bis a 5 o 3, non può continuare a svolgere quel ruolo. Quindi diciamo non se non è questo il punto. Il punto è che questa volta anche questa volta voi nelle nomine avete adottato lo stesso metro di via di valutazione adottato dagli altri e quindi io ritengo che di nuovo non c'è niente anche questa volta.
Grazie, consigliere Azzollini. Non so se ci sono altri Consiglieri. Per dichiarazione di voto? Nessuno. Quindi possiamo procedere con la votazione dell'intero provvedimento. Quindi pongo in votazione l'intero provvedimento. Nomina dell'organo di revisione economico-finanziario del Comune di Molfetta triennio 2026 2029.
No X, X.
La votazione è completa, quindi 16 Consiglieri favorevoli, 7 Consiglieri contrari il provvedimento e deliberato.
Chiede la parola il Consigliere file li prego, Presidente. Chiedo l'immediata esecutività del provvedimento. Pongo in votazione l'immediata esecutività del provvedimento.
Consigliere Spadavecchia.
Okay. Allora 16 Consiglieri, favorevoli, 7 contrari. Il provvedimento è immediatamente eseguibile.
Passiamo al quinto punto all'ordine del giorno: la richiesta di inserimento all'ordine del giorno. La Palestina non deve sparire, su proposta della consigliera.
Ah chiedo scusa, sì, sì, sì, sì.
No.
Chiedo scusa, se si sia a posto.
Allora, presa d'atto della deliberazione del Consiglio del direttivo dell'Autorità idrica pugliese numero 52 del 30 giugno 2025 aventi ad oggetto Gestione del servizio idrico integrato nell'ambito Puglia del 1 gennaio 2026 al 31 dicembre 2045 disposizione di affidamento in conformità all'articolo 149 bis del decreto legge 3 aprile 2026, numero 152 e successive modifiche e integrazioni.
Ed adempimenti conseguenti, inclusa l'adesione a una società per azioni ex articolo 3, comma 2 ter, del decreto legge del 17 ottobre 2024, numero 153, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 dicembre 2024, numero 191 denomina acqua denominata acqua comune a totale partecipazione pubblica e al controllo analogo congiunto di tutti i Comuni della Regione Puglia. Do la parola all'Assessora Annalisa Altomare, prego.
No.
Signor Presidente, signor Sindaco, signori Consiglieri, tutti, colleghi, assessori,
Questo atto deliberativo è un passaggio di cui dobbiamo andare tutti orgogliosi come Consiglio comunale, è un passaggio di particolare rilevanza istituzionale. C'è perfino un articolo del nostro Statuto, che vi chiama acqua bene comune, sicché si sta andando a compiere quello che è il disegno che negli anni si è formato nella costruzione dello Statuto comunale e non viene lo sono anche un po' sono anche un po' emozionata perché è un passaggio veramente rilevante sotto il profilo istituzionale.
Sotto il profilo strategico per tutta la nostra comunità, ma per tutto l'intero sistema del servizio idrico integrato della Regione Puglia.
Lasciate che io apro una piccola parentesi, ringraziando tutti i collaboratori del Primo Settore e tutto il personale comunale che ha concorso anche quello quello della segreteria generale della segreteria del Sindaco, che ha concorso alla formazione di questo di questo provvedimento, che si è intrecciato con il lavoro, peraltro, importanti provvedimenti che saranno oggetto dell'attenzione del Consiglio nei prossimi, nei prossimi mesi a breve e sono ormai imminenti, però è stato un lavoro veramente importante che si è costruito nell'arco di un paio di mesi.
Questo atto che viene e quindi li ringrazio tutti sono, sono qui e mi mi sento confortata. Ecco, come assessore al bilancio e alla loro presenza. L'atto sottoposto all'esame del Consiglio comunale rappresenta il completamento davvero di un percorso normativo e amministrativo finalizzato a rafforzare, a garantire una gestione integralmente pubblica del servizio idrico integrato della regione Puglia e questo pass, questa fase e questo provvedimento attribuisce ai Comuni un ruolo diretto, lo diremo dopo anche con diritto di veto nell'assemblea degli sa, nell'esame dei provvedimenti strategici che poi si dovranno andare a ad assumere un ruolo diretto nella proprietà, nella governance del soggetto gestore.
Fino ad oggi l'Acquedotto pugliese, società per azioni spa, è stato interamente partecipato dalla Regione Puglia, ma fuori dalla costruzione di un dialogo, da un ko, di un controllo da parte degli enti comunali. La normativa nazionale in materia di servizi pubblici locali e di gestione in house, prevede che, affinché un servizio pubblico possa essere affidato direttamente senza ricorrere ad una procedura di gara, la società affidataria sia partecipata dagli enti locali competenti è assoggettata al loro controllo. Analogo. Attenzione a questa questione del controllo analogo. Quando discuteremo del bilancio consolidato, parleremo anche il controllo analogo nelle altre società e quale importanza di garanzia del reale interesse dei cittadini e della regolarità dei procedimenti e quale ruolo in questo senso esso possa esso possa rivestire. Per tale ragione il legislatore nazionale e il legislatore regionale hanno previsto il trasferimento a titolo gratuito di una quota delle azioni di Acquedotto Pugliese dalla Regione ai Comuni pugliesi, creando quindi le condizioni necessarie affinché questo modello di gestione in house possa essere pienamente operativo.
Facciamo riferimento alla delibera 52 del 25 dell'Autorità idrica pugliese, con la quale l'ente di governo di ambito nell'esercizio delle competenze ha disposto l'affidamento del servizio idrico integrato ad Acquedotto Pugliese secondo il modello dell'in house providing per il periodo dal 1 gennaio 2026 al 31 dicembre 2045.
Quindi, questo è uno degli adempimenti indispensabili affinché tale modello gestionale possa trovare piena attuazione, attuazione e quindi avviare un processo veramente virtuoso.
Viene costituita quindi una società veicolo per evidenti ragioni organizzative e gestionali. Non sarebbe possibile per Acquedotto Pugliese esercitava il rapporto diretto con tutti i Comuni nella gestione di questa partecipazione societaria sicché è prevista la costruzione, la costituzione della società acqua comune spa, una società per azioni tutta interamente pubblica, che mette insieme la coralità dei Comuni nella gestione di questo importantissimo servizio acqua.
Poi c'è un punto all'ordine del giorno sulla questione della Palestina no, e la Palestina è assetata.
La PAC la si fa la guerra, non solo con le bombe, anche a settando i popoli.
Scusatemi, questa digressione e quindi la società veicolo avrà il compito di detenere unitariamente le azioni di Acquedotto pugliese e di trasferire, sta spedite ai dai ai Comuni, dalla Regione.
E questa quota è pari al 20% del capitale sociale.
Elemento fondamentale del nuovo assetto sarà il Comitato di coordinamento e controllo. Vi abbiamo offerto anche lo Statuto con tutta l'organizzazione interna di questa società, comitato di coordinamento e controllo attraverso il quale tutti i Comuni eserciteranno il cosiddetto controllo analogo congiunto e tutti i Comuni della Puglia con più di 50.000 abitanti e vi assicuro non sono tanti, saranno chiamati ad esprimere tre rappresentanti in questo Comitato di coordinamento e controllo.
Perché in questa maniera potranno esercitare il controllo analogo che è previsto da tutta la normativa europea e nazionale quale requisito essenziale dell'affidamento in house e non è una cosa dell'anno scorso e una cosa di diversi anni l'obbligo per gli enti di istituire il controllo analogo per le partecipate, ma ci ritorneremo fra qualche settimana attraverso tale organismo nei casi e con le modalità previste dallo Statuto. Gli enti locali partecipano alle principali decisioni strategiche riguardanti Acquedotto pugliese, assicurando un controllo pubblico effettivo sull'attività della società e ci sono dei meccanismi nello Statuto, che sono molto interessanti, laddove i Comuni possono anche esercitare diritto, diritto di veto in particolari casi nell'adozione di particolari provvedimenti.
Quindi i Comuni diranno la loro sugli investimenti, sulle strategie di governance e sulle strategie di tutela dell'acqua bene comune. Il comune di Molfetta.
Vedrà trasferite una quota pari a 14.105 azioni del capitale sociale di Acquedotto pugliese.
Quindi opportuno evidenziare come il trasferimento delle azioni avvenga a titolo esclusivamente gratuito e come la partecipazione alla società veicolo composti di fatto un conferimento di capitale estremamente contenuto senza generale indebitamenti, nonc né compromettere gli equilibri finanziari dell'Ente. Ma quali sono.
I benefici per la comunità.
Nell'assunzione nell'adozione di questo atto deliberativo I rafforziamo il ruolo dei Comuni ENAV e con i Comuni rafforziamo il ruolo dei singoli cittadini, rafforziamo il ruolo della collettività, che entra nel merito del Governo di questa parte così importante per la vita di tutti. Sotto il profilo economico, il sistema tariffario.
Continuerà ad essere disciplinato dalla normativa nazionale, sicché regolato dall'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente. ARERA la sentiremo fra qualche settimana nuovamente vi chiamare aveva mentre la gestione che sarà integralmente pubblica, consentirà di orientare le scelte industriali e gli investimenti verso l'interesse generale, privilegiando qualità del servizio, sostenibilità e continuità degli interventi, consentendo ai comuni di controllare e di essere garanti dei livelli qualitativi di questo servizio.
Sicché saremo coinvolti in una programmazione coordinata degli investimenti, delle rate sulle reti idriche e sulle reti fognarie.
Valorizzeremo le opportunità offerte dagli strumenti di finanziamento nazionali ed europei destinati a queste importanti infrastrutture pubbliche.
Attraverso gli strumenti di controllo, parteciperemo all'indirizzo e al controllo delle principali decisioni strategiche della società affidataria e, a riprova della massima trasparenza di questo percorso, lo schema di deliberazione che vi viene proposto che corposo vi risparmio di leggerlo tutto. Penso che non sia opportuno.
No.
Allora della ma questo schema di delibera è stato pubblicato all'Albo pretorio dell'ente per 15 giorni e non sono pervenute come irregolarmente certificato agli atti. Non sono pervenute osservazioni dei cittadini sicché questa delibera ha come oggetto una operazione solida sotto il profilo patrimoniale sostenibile economicamente è assolutamente coerente con il quadro normativo nazionale regionale e con lo Statuto comunale. Il piano economico-finanziario è stato approvato dall'Autorità idrica pugliese tutta la documentazione amministrativa e contabile allegata a questa delibera è stata sottoposta all'esame del Collegio dei Revisori che hanno espresso parere favorevole con questa deliberazione. Non sosteniamo costi, ma entriamo a testa alta e orgogliosamente a far parte di un sistema di governo pubblico, quello che è nelle nostre corde, quello che.
L'espressione della nostra fede democratica, che attribuisce agli enti locali un ruolo diretto nella gestione dei servizi essenziali per la vita della comunità e per la vita dei dei nostri cittadini. Questa è una scelta che che rafforza il principio dell'acqua bene comune, ed è per questo che io invito il Consiglio ad approvare l'atto deliberativo, così come come è formato a corollario, devo rappresentare come è allegato agli atti, che il 22 settembre abbiamo ricevuto anche un sollecito per l'approvazione di questo atto deliberativo di questa adesione, perché non per colpa nostra, siamo.
Un Consiglio Comunale di recente costituzione e ma abbiamo in questa maniera onoriamo e consentiamo al all'Autorità idrica pugliese di di fare altri passi nella direzione della piena operatività di questo importante progetto. Grazie.
Grazie, Assessore al tuo male prima della discussione generale, se ci sono chiarimenti da parte dei Consiglieri.
Nessun chiarimento per discussione generale. Se ci sono Consiglieri.
Nessuno.
Prego, Consigliere Locri. Ecco.
Spegnere, scusami, okay, ecco.
Sì, Presidente, Assessori, colleghi Consiglieri, città, io voglio innanzitutto premettere, anticipando anche la dichiarazione di voto, che il voto della minoranza il centrodestra sarà favorevole rispetto a questo provvedimento.
Non vorrei spegnere l'entusiasmo del vicesindaco, ma è in realtà un provvedimento che si sta recependo in tutti quanti i Comuni pugliesi e un provvedimento che discende da una normativa europea che impone siccome la coppia non è che stiamo entrando, AQP è una società già pubblica, partecipata al 100% dalla dalla Regione Puglia, non è che qui ci stiamo trasferendo dal pubblico al privato. Semplicemente è scaduto il il servizio idrico integrato in concessione ad AQP è in scadenza al fine di rispettare le direttive comunitarie. Ci vediamo costretti a se vogliamo continuare a se non dobbiamo mandare a gara tale.
Servizio integrato con gara europea, ci vediamo costretti a importare il modello dell'in house providing con controllo analogo anche per l'Acquedotto pugliese. Al fine di far questo, serve che il 20% delle proprietà di AQP passino una società veicolo nel quale sia entrano tutte quante le per quote, ovviamente per quote di partecipazione di tutti quanti i Comuni pugliesi, mi sembra semplicemente un.
Un provvedimento certamente di buonsenso e che non può vederci contrari, anche in ragione del fatto che ciò discende da una legge regionale, la 14 2024, che era stata impugnata dal Governo innanzi alla Corte costituzionale, ma non impugnata per ragioni legate al fatto di volerla cassare tale legge ma impugnata preventivamente al fine di poter sanare i profili di incostituzionalità, tanto che la le il la stessa Regione Puglia, poi ha recepito quelle che erano state le indicazioni del Governo relative ai profili di incostituzionalità e si è giunti alla a una normativa.
A una normativa conforme ai dettami della nostra Costituzione. Quindi in questo provvedimento vi è sicuramente merito da parte della Regione Puglia. Vi è sicuramente merito da parte dell'attuale Governo che ha collaborato nella sua stesura è un provvedimento importante che serve certamente ai Comuni per avere una voce in capitolo all'interno del di questa di questa società, veicolo.
È un provvedimento di buonsenso che noi voteremo certamente a favore, grazie.
Grazie, Consigliere Lo Greco. Consigliere Calvani. Grazie, signor Presidente, signor Sindaco, signore e signori assessori, colleghe e colleghi Consiglieri, io intervengo a nome del gruppo consiliare del Partito Democratico per esprimere la nostra condivisione rispetto alla proposta oggi sottoposta all'esame del Consiglio, contrariamente a quello che ha detto il Consigliere Lo Grieco, ma solo su questo punto io ho trovato l'intervento dell'assessora Altomare dissento col Consigliere Lo Greco solo su questo punto, perché io ho trovato l'intervento del dell'Assessore Altomare molto pertinente e ha fornito un quadro certamente articolato della questione che ci troviamo ad affrontare, perché io non penso che sia un mero atto, diciamo di ordinaria amministrazione, quello che stiamo discutendo e non penso che sia soltanto un atto societario che riguarda l'acquisizione di una quota di capitale di una società pubblica, ma riguarda il modo in cui noi intendiamo custodire, governare, preservare, consegnare alle generazioni future una risorsa essenziale come l'acqua. Lo diceva l'Assessore Altomare, l'acqua non è una merce qualsiasi, come certi turbo liberisti hanno provato a spiegarci anche negli anni scorsi una risorsa naturale tanto preziosa quanto scarsa ed è indispensabile alla vita, alla salute, alla dignità stessa delle persone e alla tutela del creato. Per questo merita di essere tutelata e preservate il servizio idrico integrato, quindi non è un servizio ordinario, comprende la captazione, l'adduzione, la potabilizzazione, la distribuzione, la fognatura, la depurazione e il riuso delle acque reflue, quindi è un complesso, è un organismo molto, molto complesso. La legge lo qualifica come servizio pubblico di rilevanza economica, ma questa qualificazione non ne cancella la funzione sociale. Al contrario, impone che efficienza economica e interesse pubblico procedono insieme.
E questa è, del resto lo di lo ricordava molto opportunamente l'assessore Altomare e la scelta che ha fatto il nostro Comune di Molfetta con l'articolo 4 bis del suo statuto, che è stato introdotto con una delibera di Consiglio comunale del 30 novembre 2015 e che riconosce il diritto umano all'acqua, lo status dell'acqua come bene comune pubblico e la natura pubblica Hainan Elena alienabili e della proprietà e della gestione delle reti di acquedotto, di, quindi della distribuzione e della fognatura e della depurazione.
Mi piace ricordare la battaglia condotta dal centrosinistra durante la consiliatura guidata da dal dall'ex Sindaco Paola Natalicchio per l'inserimento dell'articolo 4 bis dello Statuto. Furono protagonisti di quella battaglia alcuni, diciamo dei degli esponenti politici che si siedono ancora oggi in quest'Aula, anche come, anche se con una funzione diversa, penso, per esempio, all'assessore Gianni Porta, che si spese molto per questa battaglia in quel Consiglio comunale per un provvedimento per una modifica allo Statuto che purtroppo all'epoca non fu votato all'unanimità e questo addolora ancora, insomma, e quindi il voto che noi ci esprimiamo, ci apprestiamo a esprimere e coerente con una precisa idea identità istituzionale del nostro Comune e della nostra parte politica. Stiamo dando attuazione con gli strumenti consentiti dall'ordinamento a una strategia precisa che viene da lontano, e cioè quella che prevede che il governo del servizio idrico debba restare nella sfera pubblica e sotto il controllo degli enti privati. Lo ricordava molto opportunamente, ha questo da questo punto di vista, il consigliere Rollo Grieco la disciplina del servizio idrico integrato in Puglia e particolare, mentre è complessa e merita qualche cenno sino al 31 dicembre 2025 il servizio idrico integrato in Puglia era affidato ope legis cioè per in ragione di una legge nazionale ad AQP e cioè a una società detenuta al 100% dalla Regione Puglia, questa scadenza era prevista al 31 dicembre 2025 dicevo, e questa natura dell'AQP come detenuta al 100% dalla Regione Puglia, rappresentava un ostacolo un'anomalia per l'affidamento del servizio idrico, perché il Testo unico ambientale prevede espressamente che debbano essere i titolari del servizio, e cioè i comuni che, ai sensi del Testo unico ambientale, sono titolari del servizio idrico integrato, devono essere loro a poter affidare il servizio attraverso l'organo di governo d'ambito, cioè l'Autorità idrica pugliese che tiene dentro tutti i Comuni della Puglia e per poter affidare il servizio, non ricorrendo al mercato, ma con il modello dell'in house providing era necessario che i Comuni avessero un controllo analogo. È stato detto più volte, quindi un controllo diretto sulle scelte strategiche, sulle scelte fondamentali dell'ente cui si andava ad affidare il servizio Idrico Integrato questa anomalia, quindi dell'AQP detenuta al 100% della Regione, ma titolare di un servizio che era di competenza dei Comuni, è stata un groviglio giuridico, permettetemi di dirlo, diciamo anche come modesto, come dire, come modesto operatore dell'ufficio legislativo del Consiglio regionale della Puglia, che ha dovuto affrontare proprio le criticità cui faceva riferimento il Consigliere Lo Grieco, perché non.
Perché la proposta di legge originariamente prevista dal Consiglio regionale era stata effettivamente osservata dal Governo dello Stato e in particolare dal Ministero, che allora era retto agli affari regionali, che allora era retto dal Ministro Fitto e da quel momento è intercorsa un'interlocuzione molto intensa tra gli uffici del Consiglio regionale, gli uffici l'ufficio legislativo del Consiglio regionale e gli uffici dal Governo per trovare un punto di equilibrio che è stata essa esattamente la legge regionale 14 del 2024, che prevede il meccanismo di cui oggi stiamo parlando, quindi la cessione a titolo gratuito da parte della Regione ai Comuni del 20% di una quota complessiva del 20% di azioni, questo 20% distribuito ai vari Comuni, a seconda diciamo, della loro dimensione e della rete di cui sono sempre tra i titolari, e poi la costituzione di una società veicolo, perché era impossibile in un come dire, in un'assemblea di soci, avere e i 258 Comuni pugliesi e quindi diciamo, le partecipazioni dei Comuni passano attraverso una società, una società veicolo che si affianca alla Regione Puglia che resta titolare dell'80%.
Dell'AQP, un diciamo, un articolato meccanismo giuridico che è stato frutto e mi piace ricordarlo, perché è giusto così, di un accordo ai massimi livelli raggiunti o dal presidente Michele Emiliano e dal Ministro Fitto, un accordo che ha consentito, diciamo, la tutela della natura pubblica del servizio idrico integrato nella nostra regione. Quindi io diciamo, sono davvero soddisfatto che questo provvedimento, che in realtà sta incontrando qualche ritardo, resistenza in molti Comuni della Regione. Sono molto contento che invece Molfetta, il comune di Molfetta, abbia deciso tempestivamente, insomma nel né nel rispetto dei tempi di un'Amministrazione che si è insediata da così poco abbia deciso tempestivamente di portarlo in in Consiglio comunale e sono molto d'accordo su quanto diceva l'Assessore in ordine alla capacità del Comune di Molfetta di esercitare fino in fondo diciamo le prerogative che la legge attribuisce ai comuni di controllo, di verifica e di indirizzo rispetto non solo alla società veicolo, ma anche soprattutto ad AQP, con riferimento soprattutto agli investimenti e alle scelte strategiche. Noi vigileremo perché questo sia fatto e siamo certi che l'Amministrazione, insomma, si adopererà fino in fondo per consentire che il ruolo del Comune di Molfetta nelle scelte strategiche che riguardano.
La tutela della risorsa acqua bene comune. Dicevo, il ruolo del Comune di Molfetta sia proattivo in questa direzione, per cui anticipo anche io il giudizio, il voto favorevole a questo provvedimento e vi ringrazio per l'attenzione.
Grazie, consigliere Calvani. Se Cis, consigliera Di Gioia e anche questo punto dell'ordine del giorno è stato discusso in Commissione bilancio nella stessa seduta del 29 settembre, con esito favorevole da parte dei consiglieri di maggioranza e con una riserva in discussione della consigliera Azzollini. Grazie,
Grazie, consigliera De Gioia.
Il Sindaco vuole esprime di intervenire per la dichiarazione.
Sì, grazie, Presidente, Consigliere e Consiglieri e Giunta.
Colgo l'occasione, insomma, per salutare il Segretario con cui abbiamo iniziato una collaborazione da lungo tempo. C'è tanto lavoro davanti e tanto tanto ne faremo per questa città. Guardate su questo, su questo provvedimento, che è un provvedimento importante. Intanto accolgo in maniera molto favorevole il fatto che.
L'opposizione di centrodestra che si è espressa ha espresso un favor, diciamo parere favorevole rispetto al provvedimento.
Vorrei un attimo ripercorrerne non la storia del provvedimento, ma più che altro di ciò che ha portato in un qualche modo a considerare questo come un atto di sé.
Di buonsenso da tutte le parti politiche, perché non è sempre stato così, ecco.
L'ultimo passaggio è quello che ha fatto l'Autorità idrica pugliese, facendo una scelta chiara di campo con una delibera, quella del 19 dicembre 24, in cui ha scelto di individuare un modello gestionale, che è quello dell'in house providing, non era l'unica scelta possibile. C'erano scelte altre, quella, per esempio, di ricorrere al mercato o di individuare una società mista pubblico privato ha scelto e ha fatto la scelta dell'in house providing a valle ovviamente di una relazione che ne e di un piano economico-finanziario che evidenziasse la convenienza economica su una durata di tempo di vent'anni, quindi con una consistenza e una solidità importante e che mettesse in evidenza quanto in un qualche modo quella scelta fosse vantaggiosa.
Ecco, e credo un passaggio fondamentale, questa delibera dell'Autorità idrica pugliese, questa nostra oggi questa è la nostra oggi passaggio con questa presa d'atto in Consiglio comunale di un percorso che viene da lontanissimo, io direi che viene quantomeno dal 2011 e dal famoso referendum abrogativo sull'acqua pubblica. Quello fu un referendum che guidato e promosso dal forum per l'acqua pubblica, si diramò in due articoli fondamentali. Il primo era relativo proprio alla questione dell'in house providing, cioè la legge che si intendeva abrogare, che all'epoca il MoVimento portò avanti come battaglia, poi come come referendum, era proprio una legge che prevedeva che l'affidamento dei servizi a rilevanza economica fosse fatta nei confronti dei privati.
Cioè l'in house providing diventava una scelta da effettuare solo in casi estremamente rari ed estremamente contingenti. Ecco, oggi l'in house providing diviene, a fronte di un piano economico-finanziario della dimostrazione di una convenienza economica diviene la normalità e noi oggi facciamo una presa d'atto in Consiglio di un qualcosa che, se non fosse passato dal quel referendum abrogativo, da quelle battaglie che, come secondo quesito di quel di quel referendum mettevano in discussione il fatto che l'acqua come bene pubblico dovesse portare remunerazione di capitale, perché quella fu il secondo quesito, cioè la legge diceva che per determinare la tariffa di un servizio come quello di appunto fornitura dell'acqua fosse corretto, giusto legittimo determinarla considerando la remunerazione del capitale. Ecco.
In quella battaglia tutt'altro che scontata, molto accesa all'epoca ci fu anche la capacità di quei movimenti di andare controcorrente, di andare controcorrente in un contesto e in un sistema mondo che all'epoca forse un po' meno oggi metteva valore qualsiasi bene comune che ci attornia l'acqua come tanti altri. Ecco, quelle battaglie hanno avuto uno sbocco e la capacità, dopo il referendum, in un qualche modo, anche di imporre all'opinione pubblica la necessità che ci fosse una parte di beni su questa terra e in questo Paese che non debbano essere per forza soggetti al mercato, che c'è un altro modo di gestirlo, che c'è un modo sano di farlo all'interno del pubblico, c'è un modo di farlo all'interno della gestione non solo pubblica, ma controllata dai Comuni, perché quello è quello che stiamo andando a definire, insomma, che fosse possibile un altro modello di mondo, perché di questo stiamo parlando della possibilità di mettere in discussione la il fatto che tutto debba essere messo sul mercato, che tutto debba essere gestito anche l'acqua, che è un bene primario, con delle logiche di profitto. Ecco.
Il fatto che ne stiamo discutendo con un atto concreto viene da lì, viene da un passaggio fondamentale che avete ricordato, che ha ricordato l'assessore che ringrazio per l'istruttoria, che ringrazio per la preparazione di questo provvedimento e per aver coordinato gli uffici e che ha ricordato anche il consigliere Calvani, cioè l'atto, l'articolo 4 bis dello Statuto comunale, guardate e l'inserimento a Statuto comunale fu un passaggio fondamentale di quest'Aula, che fu fortemente voluto dall'allora Amministrazione Natalicchio, fu allora fortemente voluto dal consigliere dell'allora consigliere porta ora, Assessore, in rappresentanza di tutto il centrosinistra, ma su spinta dell'allora Gruppo consiliare di Rifondazione Comunista, ecco quel passaggio: l'inserimento nello Statuto comunale significa fare ed è far diventare l'acqua bene comune come è stato e come tutt'oggi un.
Un qualcosa di comune a tutta la città, un bene pubblico che certifichiamo con questa, con questa presa d'atto e lo facciamo in un passaggio sicuramente importante, come spiegava.
L'Assessore prima, perché di fatto andiamo a costituire una società veicolo, una società interamente pubblica, e questo non è di poco conto e lo facciamo con un passaggio. Certo, non è la chiusura del cerchio, è un passaggio fondamentale. So che i movimenti per l'acqua, in parte anche legittimamente in passato contestarono la scelta di mantenere la cupi come società per azioni, perché certo oggi lei l'AQP è una società per azioni a capitale interamente pubblico, in parte controllata dalla Regione. In parte con questa presa d'atto verrà per il 20%, controllata da tutti i Comuni della Puglia. Ma certo un soggetto che non è un ente pubblico, ma è una società per azioni. Ecco, è soggetta anche al cambiamento, come dire, di opinioni della comunità politica, di opinioni pubbliche e quindi il soggetto, ovviamente i rischi del caso. Ecco perché io ritengo che il cerchio non si sia definitivamente chiuso. Oggi facciamo un passaggio e raggiungiamo un obiettivo importante e tutt'altro che scontato e che io auspico, insomma, possa essere votato all'unanimità del Consiglio comunale, perché è un provvedimento che restituisce alla città un bene pubblico comune, che appartiene a tutte le cittadine e a tutti i cittadini e che noi come rappresentanti delle Istituzioni, dobbiamo difendere con tutte le nostre forze. Grazie.
Grazie, Sindaco. Penso che per la fase della discussione. Prego, Consigliere Amato. So che non si parla dopo il Sindaco, però volevo soltanto annunciare l'Aula e diciamo tutti i consiglieri che anche l'opposizione civica voterà favorevolmente al provvedimento, grazie.
Grazie, consigliere Amato. Penso che per la discussione.
Passiamo quindi alla dichiarazione di voto. Se ci sono, anche se già qualche consigliere si è espresso, però se si vuole intervenire per la dichiarazione di voto. Prego, Consigliere Salvemini.
Signor Presidente, signor Sindaco, signore e signori assessori, colleghe e colleghi Consiglieri, città tutto. Intanto permettetemi di salutare anche personalmente il nuovo Segretario Generale, augurandogli buon lavoro anche per conto della comunità politica di Demos che rappresento qui in Consiglio. La mia dichiarazione di voto sarà una dichiarazione a nome di tutta la maggioranza. La deliberazione, sulla quale siamo chiamati oggi ad esprimerci, può apparire a una prima lettura come un atto prevalentemente tecnico. Prendiamo atto del nuovo assetto della gestione del servizio idrico integrato pugliese e il comune di Molfetta aderisce alla società acqua comune a totale partecipazione pubblica e sottoposta al controllo analogo congiunto dei comuni, un provvedimento che garantisce continuità alla gestione sino ad oggi assicurata da da AQP, mantenendola nell'ambito pubblico ed evitando il ricorso al mercato e ai privati. Credo tuttavia che il voto di questa sera abbia un significato che va ben oltre. La dimensione tecnica ci richiama come rappresentanti delle istituzioni. È una responsabilità precisa, quella di tutelare e amministrare un bene essenziale per la vita.
È proprio per questo strettamente connesso alla sfera dei diritti fondamentali della persona.
Parlare di acqua significa anche allora interrogarsi sul significato che attribuiamo alla dimensione pubblica della nostra azione. La scelta che compiamo oggi inserisce Molfetta in un modello nel quale i Comuni pugliesi non sono semplici utenti istituzionali o spettatori della gestione del servizio acqua comune è una società interamente pubblica, partecipata dai Comuni della Puglia e sottoposta al loro controllo analogo congiunto. Questo passaggio mi porta e ci porta inevitabilmente a tornare indietro, come già state è stato detto.
A tornare indietro nel tempo. A quel referendum del 12 e 13 giugno 2011 15 anni fa, milioni di italiani di cittadini italiani furono chiamati ad esprimersi, tra l'altro, sulla moto, sulle modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali e sulla determinazione della tariffa del servizio idrico integrato. Fu uno dei pochi.
Referendum abrogativi degli ultimi vent'anni, che riuscì a superare la soglia e degli aventi dei dei voti oltre il 95% si espresse a favore dell'abrogazione e quindi perché l'acqua rimanesse un bene comune è un bene pubblico. Da quella consultazione emerse un messaggio politico e civile molto forte. L'acqua non può essere considerata una merce come le altre a distanza di 15 anni l'ingresso del Comune di Molfetta, in un sistema interamente pubblico e partecipato dai comuni, può essere letto anche nel solco tracciato da questa, da quella grande esperienza di partecipazione democratica.
Ma noi dobbiamo considerarlo come un punto di arrivo, la natura pubblica del soggetto gestore non garantisce da sola la realizzazione dell'interesse generale.
E la qualità della gestione a dover dare sostanza alla parola pubblico, efficienza, trasparenza, sostenibilità, accessibilità, capacità di rendere conto ai cittadini, di considerarli parte centrale della scelte. Qui in questo entra il gioco, im entra in gioco il ruolo dei Comuni Molfetta non deve vivere la propria partecipazione come una semplice formalità show societaria deve esercitarla pienamente chiedendo qualità del servizio, investimenti sulle reti, riduzione delle perdite, tutela della risorsa e attenzione alle fasce più fragili.
Credo che questa deliberazione debba rappresentare anche un'occasione per guardare dentro casa nostra e le nostre politiche. Se consideriamo l'acqua un bene comune, la nostra Amministrazione deve essere la prima promuoverne un utilizzo consapevole e sostenibile.
Potremmo partire da una ricognizione puntuale dei consumi idrici del patrimonio comunale immobiliare, scuole, uffici, impianti sportivi, i mercati e strutture pubbliche già esistenti e quelle in fase di costruzione. Conoscere quanto consumiamo ci permetterebbero di individuare perdite anomalie, sostituire progressivamente dispositivi obsoleti e con sistemi a basso consumo e introdurre dove è possibile strutture, strumenti intelligenti di monitoraggio.
Un secondo ambito riguarda il recupero e il riutilizzo delle acque, penso all'ARAC e alla raccolta e il riutilizzo delle acque reflue delle acque meteoriche o che opportunamente trattate possono trovare impiego secondo gli utilizzi consentiti nella manutenzione del verde, anche su scala urbana e soprattutto nel comparto agricolo. Accanto agli interventi strutturali, c'è poi un terreno altrettanto importante è quello dell'educazione ambientale.
Una comunità sostenibile non si costruisce soltanto attraverso regolamenti, impianti e tecnologie, si costruisce attraverso comportamenti condivisi. Per questo ritengo sarà importante coinvolgere soprattutto le giovani generazioni, promuovendo percorsi di educazione ambientale che aiutino a comprendere il valore dell'acqua, la sua limitatezza e la responsabilità che ciascuno di noi ha nel preservarla.
Lo stesso principio dovrebbe orientare le scelte quotidiane dell'ente. Possiamo, ad esempio, ridurre progressivamente il consumo di acqua confezionata in plastica, negli uffici comunali, nelle mense scolastiche e nelle iniziative organizzate dal dal Comune favorendoli, laddove è possibile l'acqua di rete, l'utilizzo di contenitori riutilizzabili, perché la politica pubblica deve saper fare proprio questo: trasformare i grandi principi in comportamenti concreti e riconoscibili. Quando si parla di acqua, si parla di vita, di bene comune, di cura, di solidarietà e di responsabilità verso gli altri. Non esiste solidarietà autentica se utilizziamo oggi una risorsa essenziale, in modo tale da renderla più scarsa, più difficile da reperire o meno accessibile domani. Ed è proprio il domani, l'ultima riflessione che vorrei affidare a quest'Aula. La decisione che assumiamo oggi riguardano la cessione destinata ad arrivare fino al 2045, come si diceva prima, i bambini e i ragazzi che oggi frequentano le scuole di Molfetta saranno gli adulti di allora, quando assumiamo decisioni con un orizzonte temporale così lungo dovremmo avere il coraggio di porci una domanda molto semplice: quale città e quali risorse vogliamo consegnare ai nostri, ai bambini e ai ragazzi di oggi?
Per questo il voto di oggi non può rappresentare soltanto alla conclusione di un procedimento amministrativo, ma diventare l'inizio di un percorso.
Il referendum del 2011 ci ha consegnato un principio che conserva tutta la sua attualità: un bene essenziale alla vita richiede una responsabilità pubblica all'altezza del suo valore. Essere custodi dell'acqua significa amministrarla bene, contrastare nello spreco, garantirne l'accessibilità, educare al suo uso consapevole e soprattutto comprendere che alcuni beni non appartengono soltanto la generazione che li utilizza oggi e con questa consapevolezza e con la certezza che alla scelta che compiamo questa sera seguiranno azioni concrete da parte dell'Amministrazione, che esprimo anche a nome dell'intera maggioranza e il voto favorevole alla deliberazione l'adesione del Comune di Molfetta alla società acqua comune, grazie. Grazie, consigliere Salvemini. Se ci sono Consiglieri, la dichiarazione di voto. No, procediamo con la votazione. Pongo in votazione il quarto punto all'ordine del giorno. Prego, Consigliere.
Sì, votazione conclusa, quindi il provvedimento è votato all'unanimità. Prego, consigliera Spagnoletto.
Grazie, Presidente. Chiede l'immediata esecutività del provvedimento. Pongo in votazione l'immediata esecutività del provvedimento.
Manca.
Un voto solo consigliera Azzollini, okay? Perfetto. Quindi 24 voti favorevoli, quindi all'unanimità anche l'immediata esecutività, quindi il provvedimento immediatamente eseguibile.
Passiamo al quinto punto all'ordine del giorno:
Ordine del giorno la Palestina non deve sparire su proposta della consigliera Silvia Rana. Prima di chiedere la parola, volevo avvisare l'Aula, quindi chiedo al signor Aldo di distribuire a tutti i Consiglieri che è pervenuto dai consiglieri di maggioranza. Uno del in merito all'ordine del giorno, un emendamento da inserire al quarto punto del deliberato. In questo modo i consiglieri hanno modo tutti di leggerlo e magari anche in discussione si fa un'unica discussione e poi dopo facciamo un'unica dichiarazione di voto e poi votiamo separatamente prima l'emendamento e poi l'intero provvedimento.
Quindi magari se volete lo leggo già all'ordine del giorno, così magari all'ordine del giorno più che più che l'ordine del giorno l'emendamento chiedo scusa, quindi l'emendamento propone di promuovere cioè da diciamo inserire promuovere ogni utile iniziativa finalizzata da viale ai sensi dell'articolo 6, comma 7, della legge del 5 giugno 2003, numero 131 interlocuzioni istituzionali con un Comune della Cisgiordania in territorio palestinese, con l'obiettivo di definire un percorso di gemellaggio, cooperazione e solidarietà, anche in attuazione di quanto previsto dall'articolo 4, comma 2, lettera M, dello statuto della città di Molfetta, che fissa tra gli obiettivi programmatici del Comune, quello di promuovere interventi per la pace e la solidarietà internazionale, con particolare riferimento al bacino del Mediterraneo. Prego, consigliera rana. Signor Presidente,
Ho due proposte o ci dà cinque minuti per una rapida Capigruppo?
Oppure sarei anche esprimere qui a proporre che questo ordine del questo emendamento venga gestito come un ordine del giorno autonomo da votare autonomamente rispetto al deliberato in votazione.
Se sono d'accordo tutti quanti, allora io direi che mi sembra un magari in modo autonomo rispetto rispetto al testo che stiamo andando a votare. Allora io direi velocemente di fare una piccola sospensione, perché è giusto che la decidiamo insieme, poi dopodiché riprendiamo il Consiglio. Va bene,
Minervini Manuel Flavio Siragusa, Leonardo.
Infante Giovanni.
Zaza Paola De Candia Pasquale.
Failli Adriano.
Iacono mi chiedeva massimo. Riccardo Gagliardi. Annamaria Fabrizia grosso Guglielmo.
Calvani Giulio Maria.
Farinola Vito.
Andriani Simone.
Di Gioia Alessandra, Giovanna.
Rana Silvia Spagnoletto acclara Salvemini Graziano Antonio Mastropasqua Pietro Piergiovanni Nicola De Candia Sergio.
Questa fuori però ecco l'ANSA Girolamo Victors, Amato, Robert Spadavecchia, Vincenzo Rossiello, Giacomo, lo greco Adamo, Azzollini Angela. Presenti 24.
La seduta è valida, quindi la seduta riprende.
A qualche consigliere si deve ancora taggare.
Locale, va bene.
Manca uno.
2 assenti.
Ah Sergio Sergio, devi loggarsi se si chiama.
Ho.
Ok. La seduta si riapre alle ore 18:19 e 39. Allora, nella comunico all'Aula che nella riunione dei Capigruppo abbiamo deciso quindi di approvare due ordini del giorno, quindi l'emendamento della proposto per la Palestina, diventa un ordine del giorno che viene presentato chiaramente da tutti i Capigruppo e quindi procederemo prima con.
La votazione per la Palestina e poi per l'altro ordine del giorno che abbiamo concordato con tutti i Capigruppo, quindi concedo per il quinto punto all'ordine del giorno la parola alla consigliera proponente. L'ANAS Silvia, prego.
Grazie, Presidente, Sindaco, Assessori, colleghi e colleghe Consiglieri, ai cittadini presenti, sia qui sia che ci seguono in streaming. Approfitto per fare per porgere i miei auguri personali a nome di Alleanza Verdi e Sinistra, al nuovo Segretario generale oggi porto all'attenzione di questo Consiglio comunale un ordine del giorno che il coordinamento nazionale per la pace e i diritti umani ha indirizzato ai sindaci dei comuni e agli assessori alla pace, cooperazione internazionale e istruzione. L'ordine del giorno ha un titolo molto semplice: la Palestina non deve sparire e io vorrei partire proprio da queste parole, perché quando parliamo di Palestina non stiamo parlando soltanto di un conflitto di territori di confini o di equilibri geopolitici. Noi stiamo parlando di persone, di un popolo e tra queste persone, perdonatemi, ma stiamo parlando in particolare anche di bambini. Quando guardiamo alle immagini che arrivano da Gaza, noi non vediamo solo la casa, la distruzione di case e ospedali, strutture. Noi vediamo dei corpi, piccoli, fragili e feriti. Vediamo bambini che non dovrebbero conoscere la parola trauma, ma che la vivono sulla propria pelle. Abbiamo visto tutti che a Gaza la grave crisi igienico-sanitaria. Il collasso delle infrastrutture ha determinato un'infestazione di topi e roditori e abbiamo sentito tutti che i bambini sono stati morsi dai topi.
Come pediatra mi colpisce profondamente sapere e lo dico credetemi con grande dolore che in questi anni decine di migliaia di bambini palestinesi sono stati feriti o uccisi, che molti di loro sono stati operati senza anestesia perché negli ospedali non c'è più nulla. Non ci sono farmaci, non ci sono anestetici, non c'è elettricità. Molti interventi di amputazione sono stati fatti a mani, a mani nude sotto le bombe da medici stremati, spesso essi stessi feriti che non sapevano nemmeno se sarebbero sopravvissuti al giorno dopo. Ospedali pediatrici come Al Rantisi o l'al NARS di Gaza sono stati distrutti o evacuati i neonati nelle incubatrici sono morti per la mancanza di corrente. Il pediatra Hussam Abu Safya, direttore di un ospedale dove ha scelto di rimanere per curare i bambini nonostante fu ci fosse l'assedio delle forze militari israeliane e ci fossero i bombardamenti. È stato arrestato mentre era in servizio nel dicembre del 2024 ed è ancora detenuto in condizioni disumane che fanno.
Temere per la sua morte a lui e a tutti i sanitari che hanno operato, che sono rimasti nel territorio di guerra. Nonostante tutto va il mio più sincero ringraziamento per il loro coraggio. Questo non è un effetto collaterale. Questo fa parte della guerra perché in Palestina la sanità negata viene utilizzata come arma di guerra e viene la sanità negata in maniera deliberata. Le ambulanze vengono colpite. Pensate che oggi noi abbiamo soltanto tre ambulanze su 10 funzionanti, perché vengono bombardate e rese inutilizzabili perché mancano i pezzi di ricambio. Gli ospedali sono stati chiusi, sono stati trasformati in bersagli i medici e gli infermieri vengono uccisi, gli aiuti umanitari vengono bloccati dalle autorità israeliane ai varchi o, peggio diventano preda di sequestro da parte di bande criminali. L'Organizzazione mondiale della sanità ha denunciato più volte che ormai oltre il 70% delle strutture sanitarie di Gaza non è più funzionante.
E io consentitemi da medico e da pediatra. Faccio fatica a pensare che possiamo aiutarci all'idea che una, una qualsiasi persona e in particolare un bambino possa crescere sotto le bombe. Perdere la propria casa, la propria scuola, i propri familiari, non avere accesso alle cure o persino all'acqua, al cibo, mentre qui da noi, grazie alla nostra sanità pubblica, ai nostri bambini, vivono in condizioni decisamente più favorevoli e hanno sempre accesso alle cure. La tutela dell'infanzia non può avere confini geografici. Un bambino è un bambino a Molfetta, come a Gaza, come a Gerusalemme, come in Ucraina o in qualunque parte del mondo e il diritto alla salute del bambino e dell'essere umano in generale, intesa come salute fisica, psichica e sociale, è un diritto umano fondamentale, definito dall'Organizzazione mondiale della sanità quando un popolo, come sta accadendo ai palestinesi, viene privato della possibilità di curarsi, di accedere all'acqua potabile, come giustamente ricordava l'Assessore Altomare, di ricevere un vaccino, di partorire in sicurezza o di vedere un medico. Quel popolo viene privato della sua stessa dignità e quando un bambino deve vivere con la costante paura di perdere la famiglia, la casa di andare a scuola sotto le bombe può magari anche sopravvivere alla guerra, ma porterà dentro di sé una fili, una ferita che non è visibile, ma che gli provocherà conseguenze psicologiche a vita. Non possiamo pensare che tutto questo sia lontano da noi che non interessi ai molfettesi, perché accade a migliaia di chilometri. Non permettiamo che le immagini dei bambini feriti, delle famiglie sfollate, degli ospedali distrutti diventino dei numeri che guardiamo a volte come se fosse un film, come se non fosse la realtà, vi prego, non abituiamoci alla sofferenza.
Per questo parlare di pace e stasera significa anche parlare di salute e di diritti umani fondamentali. L'ordine del giorno che oggi discutiamo richiama proprio questi principi: la dignità e i diritti dei palestinesi, la protezione della popolazione civile, il rispetto del diritto internazionale e la necessità di intervenire per soccorrere le persone più vulnerabili. Anche il nostro Comune può fare la propria parte. Certo, non abbiamo gli strumenti della diplomazia internazionale, ma abbiamo la possibilità di affermare dei valori, di non rimanere indifferenti, di promuovere una cultura di pace, educazione ai diritti umani, contrasto ad ogni forma di razzismo e disumanizzazione. E significativo, infatti, che in questo ordine del giorno ci sia proprio.
Ci si chieda di promuovere anche nelle scuole iniziative di informazione ed educazione alla pace e alla conoscenza dei dei diritti umani e del diritto internazionale, perché, vedete, la la pace si deve costruire prima, si deve costruire educando, al rispetto dell'altro, alla solidarietà e alla capacità di riconoscere nell'altro una persona con gli stessi nostri identici diritti e con la stessa nostra identica dignità. E forse è proprio questo è il compito più importante che possiamo assumerci come istituzione.
E oggi dobbiamo dire una cosa molto semplice, che la vita umana ha lo stesso valore ovunque, che i diritti delle persone, dei bambini sono diritti universali, che la salute, la dignità e la sicurezza non possono essere privilegi e che la protezione dei civili deve essere sempre una priorità e che anche da una città come Molfetta possiamo contribuire a tenere viva questa idea, perché la pace si costruisce anche nelle comunità locali, attraverso la cultura, l'educazione e la solidarietà e la capacità di non voltarsi dall'altra parte, di non far finta che quello che sta accadendo non ci riguardi. E allora votare questo ordine del giorno spererei all'unanimità significa, prima di tutto riaffermare una scelta di umanità e inoltre dichiarare il comune di Molfetta, città per la pace per i diritti umani, cosa che non fa altro che richiamare i valori sempre difesi dal nostro rimpianto indimenticato. Vescovo don Tonino. Grazie a tutti.
Grazie, consigliere vadano.
Se i Consiglieri c'è qualche consigliere che vuole intervenire per discussione, sennò passiamo direttamente alla dichiarazione di voto. Per cui se c'è qualche Consigliere che vuole intervenire, prego, consigliera Zazo.
Grazie, Presidente.
Colleghi, colleghi Consiglieri,
Signor Sindaco, ai componenti della Giunta.
Ha affermato una delle voci più note della letteratura palestinese, Susanna Abu l'AUA, smascherando il silenzio occidentale su Gaza.
Siamo l'unico popolo della storia costretto ad essere testimone del proprio genocidio e poi a controllare ciò che diciamo per non ferire i sentimenti di chi lo sta compiendo. Un popolo massacrato sotto gli occhi di tutti, è costretto persino a giustificare la propria sofferenza. Questa frase di Susanna Abu lawa pesa come una condanna morale contro il nostro tempo. Le storie raccolte nell'antologia ogni istante una vita. Racconti da Gaza al tempo del genocidio, a cura di Susanna a Volaia.
Aprono uno squarcio sull'esistenza a Gaza, sotto le bombe.
Raccontano l'orrore dall'interno nei gesti minimi della vita quotidiana, nei suoni degli odori, nella polvere, sulla pelle.
Questi racconti rappresentano, scrive Tommaso Montanari nella sua prefazione un testamento che non si risolve nel Compianto di se stessi o nella maledizione degli aguzzini, ma scende negli abissi più profondi della condizione umana e prende forma, forma in pagine dal valore universale. Nulla sarà come prima di Gaza, come nulla fu prima di Auschwitz.
E partendo proprio da questo che esprimiamo il Prix, i primi un pieno sostegno all'appello, la Palestina non può scomparire.
Che nasce da un imperativo categorico, cui non possiamo e non dobbiamo sfuggire la difesa del diritto alla dignità umana.
Quando parliamo della Palestina ed il rischio concreto che un intero popolo venga cancellato, stiamo affrontando la crisi della nostra stessa umanità, la crisi di quel profondo senso di comprensione, rispetto e solidarietà verso ogni essere umano.
Che così già Terenzio sintetizzava Homo sum humani Mikhail a me alienum tutto il nucleo profondo di questo che ci AG di di quanto ci ha ci ci accingiamo a votare e il riconoscimento della formazione che ogni singolo individuo possiede. Una dignità intrinseca, sacra e inalienabile, una dignità che non può essere negata e calpestata con le bombe e dagli assedi e soprattutto non può essere obnubilata dall'indifferenza internazionale. A ricordarcelo costantemente con voce profetica è stato Papa Francesco che ha affermato dell'enciclica Fratelli tutti ogni essere umano, ha il diritto di vivere con dignità e di svilupparsi integralmente e nessun Paese può negare tale diritto fondamentale.
E parlando specificatamente della Terra Santa ci ha ricordato che non può esserci pace senza giustizia e non può esserci giustizia se continuiamo a considerare le vite umane come danni collaterali, il Santo Padre ci chiamava a gran voce a superare quella che definiva la globalizzazione della indifferenza. Non possiamo e non dobbiamo abituarci a sue farci, alle immagini di macerie e di bambini privati del futuro.
Né possiamo dimenticare il magistero e l'eredità spirituale di don Tonino Bello, profeta di pace che direttamente ci ha insegnato che la pace non è l'assenza della guerra, ma la convivialità delle differenze.
Questo richiamo al riconoscimento della dignità della persona umana e alla solidarietà universale trova un riscontro perfetto nella nostra Carta costituzionale, l'articolo 2, che pone i diritti inviolabili dell'uomo e la solidarietà al centro della Repubblica e l'articolo 11, che ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli sono: la traduzione giuridica di questo dovere morale. È imperativo, dunque, e la nostra Costituzione che ci impone di non essere neutrali di fronte alla distruzione del diritto alla dignità umana.
Allo stesso modo, non possiamo e non dobbiamo rimanere inerti di fronte alla sistematica violazione delle risoluzioni dell'ONU, della Dichiarazione universale, dei diritti umani e delle Convenzioni internazionali posta a tutela delle popolazioni civili. Il silenzio delle istituzioni, anche di quelle locali, rischia di trasformarsi in una forma di indifferenza, complice.
Qualcuno potrebbe due di dubitare e ritenere che affrontare questa discussione e esuli dalle competenze di questo Consiglio. Non è così. Il nostro Statuto all'articolo 3 impegna esplicitamente il Comune a promuovere una cultura di pace, di solidarietà e di tutela dei diritti umani.
Molfetta e storicamente una terra accogliente, una città aperta al Mediterraneo che ha nel suo DNA la vocazione al dialogo e alla giustizia sociale. Onorare, applicare lo Statuto significa far sì che la voce di Molfetta si unisca al coro di chi dice no alla cancellazione di un popolo votare a favore di questo ordine del giorno significa scegliere di stare dalla parte della dignità umana.
Significa riaffermare che la Palestina al diritto di esistere, che il suo popolo ha il diritto di vivere in pace in uno Stato libero e sovrano, e che la dignità di ogni bambino, donna o uomo e uomo palestinese vale quanto la nostra. Grazie.
Grazie, consigliera Zaza. Prego, Consigliere Romeo.
Consigliera.
Sì, allora, io non vi nascondo che intervengo su questo punto all'ordine del giorno, con non poco peso nell'anima e sulla coscienza.
E non vi nascondo che se avessi dovuto votare le parole della consigliera Rana, avrei votato sicuramente in senso favorevole.
Rispetto al punto all'ordine del giorno, mentre invece, se avessi dovuto votare sulle parole della consigliera Zaza, avrei sicuramente votato contro questo, quelle che sono state le sue considerazioni relativamente a quello che è il conflitto sanguinoso che vi è nella Striscia di Gaza. Il conflitto israelo-palestinese.
In generale.
Io ho sempre dato un grande peso alle parole, perché le parole sono importanti e quando si decide di votare un punto all'ordine del giorno bisogna attentamente scrutinare tutte quante quelle che sono le parole che compongono un testo, soprattutto un testo di un'importanza fondamentale come quello contenuto nell'ordine del giorno odierno, e devo dire, devo dire che per probabilmente il 95% di ciò che è scritto nel no, nel punto all'ordine del giorno. Io sono fermamente favorevole a quanto è scritto fermamente. Avrei votato in senso favorevole, ma ci sono alcuni concetti che non possono essere accettati per chi non si piega a una narrazione utilizzata ad uso e consumo politico.
I conflitti nel mondo sono tanti, non c'è soltanto il conflitto israelo-palestinese, ci sono conflitti drammatici in cui quanto ha raccontato la consigliera Anna si vivono in tante parti del mondo ivi compresi i conflitti che noi ci troviamo a vivere ai.
Nella provincia, diciamo così, nell'estremità della nostra, del nostro continente, in Ucraina e in Russia, un conflitto estremamente sanguinoso.
Ebbene, c'è un termine, ci sono due termini che dal mio punto di vista, sono inaccettabili: 1 il termine genocidio.
Perché è un termine profondamente irrispettoso per quelle che sono state realmente le vittime di un genocidio.
E le vittime di un genocidio sono state coloro i quali oggi sono certamente carnefice che condanno, ossia la popolazione israeliana, sono carnefici, sono in stanno POR, muovendo guerra in maniera ingiusta, probabilmente anche in violazione dei diritti umani, ma sicuramente anzi in violazione dei diritti umani. Ma accettare, far passare che a Gaza è in atto un genocidio offende la memoria di tutte quante le vittime della Shoah. Io vorrei soltanto ricordare alcuni numeri, perché i numeri sono implacabili.
Sono implacabili.
Allora, a Gaza dall'inizio del conflitto, queste sono dichiarazioni ufficiali, ONU e anche recepite dalla stessa popolazione palestinese, vi sono stati purtroppo 74.000 vittime.
E sono 74.000 di troppo, okay? 74.000 di troppo rispetto a quanto è dovessero essere, cioè zero.
Nel frattempo la popolazione di Gaza e in minima parte emigrata in in Cisgiordania ed ha continuato a crescere nel corso di questi anni, più o meno al ritmo dell'1 e 85 1 e 89% anno dopo anno, da quando è iniziato il conflitto. Quando noi parliamo di genocidio, noi parliamo degli 8 milioni 255.000 ebrei europei che nel 1939 abitavano la nostra il nostro continente e che dopo la tragica.
Esperienze del nazismo si sono ridotti di 5 milioni 957.000. Ciò vuol dire un calo della popolazione del 72%.
INPS nella sola Polonia il calo della popolazione ebraica è stato dell'88% e qua non si parla di un calo della popolazione, è dovuto a emigrazione. Si tratta di un calo della popolazione, è dovuto allo sterminio di un popolo. Quello è un genocidio e io non posso accettare di votare in senso favorevole un ordine del giorno che parla impropriamente di genocidio in una zona che un conto è un'area di conflitto di guerra e io avrei voluto che accanto a questo ordine del giorno, perché sono d'accordissimo sul fatto che Molfetta debba diventare Città della pace e non ricordo l'altro e dei diritti umani sono d'accordissimo.
Sarebbe auspicabile che ad ogni Consiglio comunale, d'ora in avanti ci dedichiamo a ciascuno dei conflitti attualmente in corso nel mondo, a iniziare proprio dal conflitto russo ucraino, dove l'Ucraina ha contato una perdita di popolazione da inizio del conflitto di 6,2 milioni di abitanti, molti dei quali sono certamente immigrati altrove 6,2 milioni di abitanti, di cui 176.700 bambini.
Sono stati accertati 495.000 decessi. Soltanto fra i soldati ucraini sono morte 150.000 persone, fra quelli russi sono addirittura 450.000 e noi questo conflitto lo stiamo dimenticando in virtù di una narrazione a cui io personalmente non mi presto né intendo prestarmi.
Quanto invece alla parte del punto all'ordine del giorno relativo A, A e B, e su questo io richiamo perché me li sono appuntati due importantissime frasi che ha pronunciato dal Consigliere Rana, cioè i diritti delle persone e dei bambini sono diritti universali, sono diritti universali. Ciò vuol dire i diritti che devono considerarsi tali in tutto il mondo e non guardando soltanto una piccola porzione del mondo, perché questo è ingiusto verso tutti gli altri.
E poi non far finta che quello che sta accadendo non ci riguardi. Anche questa è una frase che deve applicarsi a tutti quanti i teatri di guerra, perché dal mio punto di vista quello che è in atto all'interno del territorio di Gaza. Purtroppo è una brutale guerra che deve ven giungere quanto prima alla sua conclusione. Mi dispiace anche che all'interno del punto dell'ordine del giorno non è fatta menzione neanche di striscio.
Di quello che ha scatenato un conflitto che in realtà trae le sue origini nella storia dell'umanità. Ma quello che ha riacceso gli animi, chiamiamoli così in quella porzione di mondo secondo me sarebbe stato meritevole di essere inserito all'interno di questo ordine del giorno, perché se vogliamo fare una proporzione rispetto a quanto accaduto il 7 ottobre 2023 in Israele, è come se domani mattina noi ci svegliamo in Italia è un Paese confinante. Invia una un manipolo di miliziani che uccidono 6.000 cittadini italiani dall'oggi al domani. Questa è la proporzione nei termini della popolazione israeliana rispetto alla popolazione italiana. Io vi interrogo le coscienze di ciascuno di voi su che cosa accadrebbe se domani mattina entrassero dei soldati stranieri nel nostro territorio e uccidessero 6.000 cittadini italiani.
Sicuramente non c'è nessun motivo valido per muovere guerra, ma sicuramente questo, in aggiunta a tante altre, purtroppo nefandezze che entrambe le parti dello schieramento si sono portate l'1 verso l'altra nel corso della storia contribuisce a spiegare in minima parte il sor l'insorgere del conflitto, che deve ribadisco concludersi nel più breve tempo possibile. Poi l'ultima l'ultima riflessione sul motivo per il quale ho deciso di astenermi su questo punto e quanto ha detto la consigliera Zaza relativamente all'indifferenza internazionale. Consigliera Zaza, io mi sono permesso di appuntare quello che il nostro Governo, il nostro Paese ha fatto per la popolazione palestinese dall'inizio del conflitto ha inviato 2.400 tonnellate di alimenti.
Ha inviato 40 milioni di euro per alimenti, ha inviato qua 15 mezzi di distribuzione, ha versato 5 milioni di euro all'OMS, 5 milioni di euro all'UNICEF per l'acquisto di medicinali e cure sanitarie, senza considerare tutti i medici italiani che si trovano purtroppo in un luogo teatro di guerra accolto nel nostro territorio 259 pazienti feriti sul conflitto che hanno potuto far portare con sé tutti i loro familiari per un totale di 940 persone e vi assicuro che proporzionalmente a quella che il popolo che la popolazione di casa di Gaza 1.000 persone non e una percentuale trascurabile acqua, abbiamo accolto 271 studenti universitari, abbiamo inviato 5 milioni di euro all'Autorità palestinese e altri 12 milioni di euro al Progetto Pegaso europeo, sempre per il sostegno all'Autorità palestinese.
Abbiamo inviato 5 milioni all'Organizzazione internazionale del lavoro per assicurare la ripresa della vita economica a Gaza. Dal 2026 lo Stato italiano ha versato 130 milioni di euro a Gaza e ne ha messi a bilancio ulteriori 60 milioni per l'immediato futuro. Quindi, quando un ordine del giorno parla di indifferenza internazionale, beh, io non credo che il nostro Paese sia stato indifferente verso quello verso quella che è una tragedia, una tragedia che deve finire quanto prima e che deve e che deve assolutamente però, essere.
Di cui bisogna parlare, secondo quelli che sono i dati reali e non dati.
Come dire:
Ad uso e consumo di un certo modo di intendere la politica.
Detto questo, io ho chiesto la convocazione di una Capigruppo per scindere due punti all'ordine del giorno. Quello in votazione già previsto è quello l'iniziativa ulteriore che voleva essere un emendamento. Son stati io personalmente a chiedere che tale punto all'ordine del giorno potesse essere votato autonomamente, perché.
Io stesso sono pienamente favorevole a che il nostro Comune possa gemellarsi quanto prima con una città palestinese.
Perché guardate, essere astenersi su questo punto non vuol dire non essere sensibili verso una tragedia umana, una disgrazia umana. Semplicemente vuole ricondurre un dibattito consiliare a verità, grazie.
Grazie, consigliere logo di ECHO consigliere De Candia.
Non era assolutamente previsto il mio intervento, però diciamo mi tocca farlo dopo le parole del Consigliere Lo Grieco e sono contento che non voterà.
Non voterà favorevolmente, perché oggettivamente ci sono due visioni del mondo e di quello che sta succedendo in Palestina totalmente diverse e non sarebbe stato, diciamo.
È normale il contrario. Io ho bisogno di dire delle cose, diciamo, in particolare in Palestina non c'è un conflitto, non ci sono due eserciti che si combattono, non ci sono due Stati che si sono dichiarati guerra in Palestina c'è un esercito che sta commettendo un cenno, un genocidio contro un popolo. Questo sta succedendo, questo succede non da oggi e questo è un altro elemento fondamentale, quello che sta succedendo in Palestina non è cominciato il 7 ottobre, ma è cominciato più di 70 anni fa. È cominciato quando non è stato permesso ad un popolo di affermare il suo essere di autodeterminarsi e questo va avanti da più di 70 anni, non il 7 ottobre. Potrei citare veramente tanti tanti fatti che dimostrano come in Palestina e in atto un genocidio, perché il genocidio non non si definisce un genocidio dal numero dei morti, ma dalla volontà di cancellare un popolo dalla storia ed è quello che il Governo israeliano sta facendo e lo sta anche dichiarando per bocca del suo presidente e dei suoi Ministri e lo sta mettendo anche in in in in pratica e lo sta facendo a Gaza, ma lo sta facendo anche in Cisgiordania.
Il Consigliere diceva:
Come mai non parliamo anche di altre guerre? Ci sono tante guerre in corso e perché non ne parliamo? Perché eh, no, io vi chiedo veramente: noi presentiamo o fino ad ora abbiamo presentato ordini del giorno, abbiamo cercato la discussione in questa in quest'Aula non mi sembra che diciamo da quando è cominciata la consiliatura, ma anche prima qualcuno abbia portato in questo Consiglio comunale la discussione su quello che avviene, perché diciamo.
Non si vuole nascondere neanche la guerra in Ucraina. Io ricordo al Consigliere Lo Grieco che in questa città.
Qualche settimana dopo l'inizio della guerra tra Russia e Ucraina, c'è stato un grande corteo, forse uno dei più grandi che c'è stato in questa città contro la guerra contro quella guerra, un corteo che, cominciato sul sagrato della chiesa di San Filippo Neri e determinato alla cattedrale, ci hanno partecipato circa ci inc circa 1.000 e molfettesi. C'eravamo anche noi, come Rifondazione Comunista con le nostre bandiere. Non abbiamo paura di confrontarci e di parlare di quello che avviene, ma quello che avviene in Palestina non è una guerra.
Non è una e la volontà precisa di sterminio di un popolo lo vogliono annientare e cancellare dalla storia. Questo è quello che dichiarano i Ministri del Governo Netanyahu. Questo è quello che sta facendo il Governo Netanyahu con la complicità degli Stati Uniti e con la complicità del Governo Meloni, perché non basta, non ci si ripulisce la coscienza mandando degli aiuti umanitari, ma se si vuole difendere un popolo si vota per il riconoscimento dello Stato palestinese e questo è il Governo Meloni non ha voluto farlo, mentre altri Stati, tanti altri Stati lo stanno facendo circa 157, mi ricorda il Consigliere, il collega Consigliere non l'ha voluto fare quando sono state votate in seno all'Assemblea delle de dell'ONU.
Dei provvedimenti che condannassero Israele e il genocidio del popolo palestinese, il Governo italiano è rappresentante italiano all'ONU si è sempre astenuto. Questo sta succedendo allora, o.
Diciamo la la solidarietà e la volontà e la vicinanza ad un popolo la si dimostra nei fatti, non mandando qualche aiuto alimentare, okay, si riconosce la storia di quel Paese, la storia di quel popolo e la necessità di quel popolo di autodeterminarci con uno Stato solo così si sostiene realmente un popolo, oltre al fatto che.
No, non lo deve chiedere a me che non lo deve chiedere a me che l'ONU ci sono delle risoluzioni dell'ONU, tante risoluzioni dell'ONU, che Israele, che gli Stati Uniti e anche spesso l'Italia non hanno rispettato nei loro voti, okay? Quindi questo è successo in Palestina, lo ribadisco e non lo dico io, diciamo, consigliere comunale di Rifondazione Comunista o consigliere comunale di diciamo del dell'Alleanza e della maggioranza progressista. Ma lo dice la storia, lo dicono i giuristi e lo dicono Capi di Stato che lì è in atto un genocidio. C'è la volontà di cancellare dalla storia un popolo.
È questo e di questo ne sarà, diciamo.
E di questo dovrà rispondere anche il Governo italiano.
E lo dovrà fare, diciamo, per tanti anni, è una vergogna che ci porteremo, è una vergogna che si porterà un Paese, una Nazione, come ama dire il Presidente Meloni, che da sempre ha dimostrato al popolo palestinese in ogni sua componente costituzionale, in ogni componente dell'arco costituzionale e la solidarietà nei fatti.
Da sempre nella storia della Repubblica italiana, solo il Governi Berlusconi, il Governo Meloni, hanno cancellato quel rapporto storico con la Palestina e col mondo arabo che il nostro Paese aveva.
Grazie.
Ha terminato, Consigliere De Candia?
Okay allora se passiamo. Prego, Consigliere Amato.
Sì, grazie, Presidente.
Mi accodo anch'io innanzitutto i saluti del Segretario che non hanno avuto modo di di fare in precedenza e quindi gli auguro buon lavoro. Io speravo che stasera, invece questa questo punto all'ordine del giorno non diventasse un dibattito politico. Speravo perché lo speravo, perché avremmo potuto diciamo, condividere qualcosa insieme e votare all'unanimità questo provvedimento che noi continueremo comunque a votare, perché qui diciamo, al di là delle discussioni politiche si sta parla. Mi dispiace che il consigliere De Candia va via, perché mi sarei rivolto a lui in questo momento.
Cinque minuti, sono brevissimo prometto.
Dicevo, mi di perché avremmo potuto condividere appunto valori importanti come quelli della pace. Quando la considereranno? Giustamente parla anche di bambini che soffrono, non si può, non ci si può voltare dall'altra parte quindi era giusto, è giusto votare all'unanimità questo provvedimento, però però quello che voglio ricordare anche che.
È vero, ci sono altri conflitti. È vero, questo, forse della Palestina dura da tantissimo tempo ed è uno dei più cruenti. Però al consigliere De Candia voglio ricordare che in alcuni in alcune manifestazioni, quando diciamo sono state portate anche le bandiere dell'Ucraina. Io non ho visto levata di scudi da parte del suo partito nel difendere coloro che, con la bandiera dell'Ucraina, volevano partecipare a manifestazioni della pace e non sono stati fatti partecipare. Quindi diciamo non riconduciamo oggi il dibattito politico su chi è dalla parte giusta o no della storia, perché su questo diciamo, potremmo potremmo avere da discutere e mi auguro che magari in un futuro potremmo discutere veramente su un una tematica un po' più generale rispetto a questo ordine del giorno, quindi.
L'invito che io avrei fatto all'inizio era quello di soffermarsi di più su quello che noi vogliamo ottenere oggi da questo ordine del giorno, cioè votare un ordine del giorno che chieda, diciamo.
Un impegno preciso per quanto riguarda la pace in Palestina, per quanto riguarda anche la città di Molfetta, nel secondo l'ordine del giorno che voteremo di fare un giusto gemellaggio con una città della della Palestina, per poter anche portare anche nelle scuole quello che oggi il conflitto e farlo capire asetticamente non politicamente asetticamente, quello che è stato il conflitto non solo della Palestina, ma i conflitti che avvengono nel mondo oggi.
Quindi da parte nostra, comunque rimane l'impegno a votarlo. Per quanto riguarda la posizione civica, però speravo che oggi diciamo non si andasse a ricondurre il dibattito solo sulla questione politica, perché forse diciamo, il punto all'ordine del giorno meritava un'altra discussione. Grazie.
Grazie, consigliere Amato. Prego, consigliere Calvano. Sarò brevissimo, davvero anche io non avevo intenzione di intervenire in questo dibattito, perché l'ordine del giorno parlava da sé. Il bellissimo intervento di Silvia della consigliera Rana parlava da sé, ma sono stato un po' tirato per i capelli nell'intervenire e io diciamo: per fortuna ne ho ancora tanti.
Sono stato un po' tirato per i capelli Daniel nell'intervenire dall'intervento del del Consigliere Lo Grieco, di cui apprezzo diciamo lo spirito e anche in qualche modo il modo sofferto in cui ha fatto il suo intervento, non potendo non riconoscere alcune verità, ma negare che quello in atto in Palestina sia un genocidio e un'offesa all'intelligenza di tutti noi. È un'offesa all'intelligenza, diciamo, è un'offesa alla verità e un'offesa alla storia. Diceva il consigliere De Candia non lo dico come consigliere comunale di Molfetta, come consigliere dell'area di centrosinistra.
Ma io non voglio neanche dirlo con parole mie. Provo a dirlo con le parole di David Grossmann, uno scrittore israeliano ebreo, una delle voci più autorevoli degli intellettuali più autorevoli di Israele, uno degli intellettuali più autorevoli che per tantissimi anni ha negato l'esistenza di quel genocidio che invece da tantissimi anni e in atto. David Grossman, in un'intervista che ha concesso alla Repubblica nell'estate scorsa l'estate del 2025.
Ha utilizzato delle parole molto forti che hanno aperto un dibattito fortissimo lì in Israele, oltre che qui in Europa, dove questa sensibilità in realtà era già era già radicata. Per anni ho rifiutato di utilizzare questa parola genocidio, ma adesso non posso trattenermi dall'usarla dopo quello che ho letto dopo le immagini che ho visto e dopo aver parlato con persone che sono state lì, voglio parlare come una persona che ha fatto tutto quello che poteva Peron per non arrivare a chiamare Israele, Stato genocida e ora, con immenso dolore e con il cuore spezzato, devo constatare che sta accadendo di fronte ai miei occhi. Sta accadendo di fronte ai nostri occhi, sta accadendo di fronte a una comunità internazionale che, come diceva la consigliera Zaza, sta voltando lo sguardo da un'altra parte. Questa è e questo è un fatto oggettivo è un fatto oggettivo e che ci siano aiuti umanitari di qualche milione di euro. È quasi un'offesa di fronte alla negazione dell'esistenza di un popolo, alla negazione delle si del diritto di un popolo ad avere una una patria.
Pensare di chiuderla con qualche aiuto, con qualche milioncino di aiuto umanitario e un'offesa all'esistenza di un popolo. Così com'è davvero incredibile negare che quello sia un genocidio attraverso la contabilità dei morti, quasi che la contabilità dei morti di oggi rispetto a quelli di ieri, sia rilevante ai fini della qualificazione di un genocidio che tecnicamente tale.
E non è soltanto per quello che stiamo dicendo qui, ormai non riescono a negarlo, neanche intellettuali israeliani che hanno per anni difeso lo Stato di Israele. Ecco, diciamo io intervengo soltanto per richiamare tutti a un gesto di verità. Guardiamo.
La realtà dei fatti che si sta determinando in Palestina, per quello che è per quello che gli stessi israeliani più illuminati.
Individuano come tale con una sola parola genocidio.
Grazie, Consigliere Galvani, Consigliere Rossiello. Sì, grazie, Presidente. Ovviamente il rinnovo i saluti che ho fatto prima.
Mi associo totalmente alle parole del consigliere Amato.
Purtroppo è successo quello che non doveva succedere, sostanzialmente una sorta di bagarre politica.
Che poi diciamo è sostanzialmente anche tra virgolette corretta quando sono presenti in Aula i simboli di partito, e questo forse è il più grande problema che diciamo viviamo anche sulla questione palestinese, l'avevamo detto prima la Conferenza dei Capigruppo lo confermiamo adesso. Il nostro voto è assolutamente favorevole.
Mi riporto integralmente alle parole della consigliera dottoressa Rana da padre di due bimbe piccole, diciamo a vedere quelle immagini, vedere quello che succede, non potremmo votare contrario o astenerci un po' per quello che succede in Palestina, a quello che succede in Myanmar, quello che succede in Cambogia, quello che succede in Sudan e quello che succede in Russia. Quelli succede di Krajina, non ci dove non ci devono essere. Per quanto mi riguarda, per quanto ci riguarda, delle distinzioni politiche legate alle bandiere politiche, io personalmente, quando il consigliere De Candia faceva riferimento a quella bella manifestazione che si è tenuta su corso Umberto a favore di della Palestina, avrei partecipato, non opera. Va beh, scusami, però comunque faccio riferimento a quella, a quella manifestazione, avrei anche partecipato, non ho partecipato, però perché sapevo ed effettivamente è andata così che in quella manifestazione ci dovevano essere bandiere politiche, bandiere legati a partiti politici. Non c'è partito che tenga che sia a destra, a sinistra o centro, che debba intromettersi nelle questioni umanitarie che ha ben descritto la consigliera Rana, che ringrazio per aver portato all'attenzione dell'Aula questo ordine del giorno e che confermo che come opposizione civica voteremo a favore. Grazie.
Grazie, consigliera. Sì, Spagnoletti, prego. Grazie, Presidente. Io volevo fare delle riflessioni riguardo a quello che è stato.
Detto in questa fase di discussione.
La questione è politica.
Non è umanitaria, qui parliamo di diritti umani che hanno radici storiche nel 1948, dopo l'Olocausto, che citava il Consigliere Lo Grieco.
La comunità internazionale e l'Onu hanno emanato una convenzione sul genocidio.
Gli Stati del mondo hanno voluto codificare il crimine di genocidio, è stato un atto importante e fondamentale e la funzione che la storia deve avere ed è proprio rispetto a quella convenzione.
Che oggi il Sudafrica alla Corte internazionale di giustizia ha chiesto che venisse riconosciuto il genocidio in Israele come primo Stato. Ed è per questo che la Commissione dell'ONU e che organizzazioni che si occupano di diritti umani hanno riconosciuto che c'è un intento genocida diario da parte del popolo di Israele e mi piacerebbe soffermarmi un attimo su quelli che sono gli atti intenzionali e riconosciuti dall'ONU che sono stati commessi.
La convenzione recita così:
Che il genocidio racchiude l'intenzione di distruggere in tutto o in parte un gruppo internazionale, un gruppo nazionale etnico, razziale o religioso.
Gli elementi e i crimini che costituiscono un atto di genocidio sono l'uccisione di membri del gruppo, le lesioni gravi all'integrità fisica o mentale di membri di quel gruppo e la sottomissione intenzionale del gruppo a condizione di vita, intese a provocarne la distruzione fisica totale o parziale e oggi possiamo anche aggiungere il quarto atto di genocidio, cioè le misure dirette a impedire le nascite all'interno del gruppo. Le azioni genocidio sistematicamente agiscono sull'infanzia per tagliare, per mozzare quelle che sono le generazioni future. E un'azione che viene fatta in maniera scientifica e sistematica e non centra con dati meramente numerici e l'intenzionalità era sistematicità che viene effettuata in quegli atti e che l'Onu ricco, la Commissione ONU riconosce. Quindi qua non stiamo parlando di che cosa percepisco, che cosa? Quei numeri mi rimandano e che definizione io posso dare, perché oggi possiamo parlare di genocidio. Si è parlato oggi genocidio del popolo armeno non ha i numeri del CED, del genocidio del popolo ebraico parliamo di altre cifre.
Ma le modalità e le intenzionalità sono le stesse. Quindi io mi auguro che anche in virtù di questo ci possa essere, come dire, un'unità di intenti e di visione rispetto a quella che la decisione che prenderemo stasera rispetto a quest'ordine del giorno. Grazie.
Grazie, consigliera Spadoni. Ho letto se non ci sono altri consiglieri che intervengono. Paolo discussione. Darei la parola al Sindaco che mi ha chiesto parola, prego.
Grazie, Presidente e grazie, Consiglieri e Consigliere.
Guardate.
C'è una cosa che l'unica cosa che condivido di quello che ha detto il Consigliere Lo Grieco, e cioè che questo dibattito deve essere un dibattito necessariamente politico.
Io credo che questo ordine del giorno.
Che un ordine del giorno che parla di paletti Palestina pone nella massima assise cittadina, quindi Yahoo.
Un valore importante, un argomento di caratura internazionale.
Che probabilmente qualcuno penserà non debba riguardare la città di Molfetta, ma invece la interroga la riguarda profondamente anche per quella che è stata la sua storia.
Quindi, ovviamente comprendo la postura dell'opposizione civica rispetto alla faccenda e capisco anche il loro modo di guardare al tutto, però per quella che è la mia sensibilità, per quella che è la mia visione anche di mondo, qualsiasi atto che noi compiamo, qualsiasi idea, che mettiamo in campo, qualsiasi vicenda umana che ci riguarda i politica. Tutto è politica. Come si fa a dire che questa questione non è politica e politica in senso lato e politico in senso concreto e forse il punto lo centrava prima la consigliera Spagnoletti a quando diceva che la questione non è solo umanitaria. Noi non dobbiamo limitarci a guardare la crisi umanitaria quando diventa oramai esplosiva e ci salta davanti agli occhi, perché quella è la conseguenza, ovviamente di una crisi politica profonda, radicata, lunghissima, che non saremmo qui a ripercorrere e quindi io accolgo anche con favore in un qualche modo che in questa Assise il tema non venga affrontato.
Semplicemente dal punto di vista umanitario, un po' come dire, per metterci a posto le coscienze, ma che ci sia anche un confronto anche aspro. Ecco, tra visioni politiche, da un lato e dall'altro, anzi da tre prospettive diverse, perché io ne colgo tre stasera di di prospettive rispetto all'argomento, che sono sensibilità tutte da mettere all'ordine del giorno, tutte da mettere agli atti e però io sento di dover rendere diciamo e di mettere a fattor comune di quest'Aula quello che è stato un incontro per me è molto emozionante che si è tenuto la settimana scorsa.
E che insomma,
Mi ha onorato. E quello con il cardinale, il cardinale Pizzaballa, che e Patriarca di Gerusalemme, che è intervenuto con forza su questo argomento, spesso criticato e spesso quando tutto taceva e quando parlare di Palestina. Eravamo in pochissimi quando a parlare di Palestina eravamo 10 persone a fare volantinaggio con più agenti della DIGOS che manifestanti. Bene lui è intervenuto e ha detto delle cose con chiarezza senza avere il timore che qualcuno potesse sollevarlo dall'incarico, mettere in discussione il suo ruolo, mettere in discussione il ruolo della Chiesa, perché su questo guardate, lui è stato all'avanguardia, ma è stato poi a seguito, poi ne sono seguite le dichiarazioni di Papa Francesco e di Papa Leone in maniera molto coraggiosa rispetto rispetto alle responsabilità della comunità internazionale e dell'Occidente. Su questo.
E allora, vivaddio la discussione politica, ma il cardinale Pizzaballa mi ricordava e mi raccontava di quello che la Palestina in senso lato oggi, perché di Palestina non si può parlare.
Perché lui diceva parlare di Stato palestinese, noi lo facciamo perché c'è un piano politico di cui tener conto, significa parlare di uno Stato completamente smembrato, significa parlare di Gaza, della Striscia di Gaza, rasa al suolo.
In cui ancora oggi anche la Chiesa ha difficoltà a far arrivare i beni di prima necessità, perché vengono bloccati agli ingressi, perché i valichi spesso sono bloccati, perché non arriva acqua, perché non arriva elettricità, perché non arriva cibo perché le persone vivono nelle tende, vivono di assistenza. Questo mi raccontava, non hanno possibilità di risollevarsi perché vivono di assistenza pura.
E di assistenza che è difficile far arrivare. Ecco, e noi davanti a questo dobbiamo interrogarci, dobbiamo interrogarci rispetto alla Cisgiordania, di cui mi parlava profondamente. Mi diceva dal fatto che.
Il coloni diventano sempre più aggressivi che si avvicina. Ora il periodo in cui si fanno le olive le si fanno Molfetta, le si fanno in Palestina e gli agricoltori palestinesi hanno paura perché i coloni quando inizia il periodo del raccolto diventano sempre più aggressivi. Appoggiati dall'esercito, massacrano i coltivatori, gli agricoltori massacrano le famiglie Rubano territorio e lo rubano concretamente, riducendo e dicendo questo che oggi era la tua abitazione, da oggi è mio e loro, anche come presidio della Chiesa cattolica. Lì hanno una possibilità di intervento minima che in parte mi raccontava essere frustrante. E allora.
Fare oggi la narrazione di chi prova a smontare.
L'accusa di genocidio che ha lanciato lanciato la Corte internazionale di giustizia, che è all'interno di quello che un report delle Nazioni Unite dalla Commissione internazionale indipendente d'inchiesta provare a smontare i mandati d'arresto verso Netanyahu e Galant per crimini di guerra della Corte penale internazionale. È un esercizio di retorica, ma i retorica vuota. Mi dispiace, Consigliere, perché questo non è oggetto del dibattito importante.
Ripeto che in un qualche modo saluto perché quest'Aula e anche la l'aula della politica, ma sono diciamo atti che vengono esposti dai da enti di diritto internazionale che hanno detto delle cose molto importanti e che su quello che hanno detto loro appunto vi aggiungo, vi aggiungo quella che è la.
La testimonianza che vi porto del cardinale Pizzaballa e poi.
Su questo noi dobbiamo interrogarci profondamente come italiani e come occidentali. Lo dobbiamo fare profondamente perché, al di là degli aiuti, non metto in dubbio le quantità. Quello che si è fatto non non Mint. Mi interessa poco. Mi interessa l'appoggio internazionale che si è dato la copertura che si è data questa operazione anche a livello politico. L'assenza di voti netti all'interno delle Nazioni Unite ecco quelle ci interrogano, indipendentemente da chi era al Governo in quel momento ci interrogano tutti, sebbene le responsabilità sono chiare.
E poi fatemi dire un'ultima cosa. A un certo punto si è detto, insomma, in quest'Aula che si volesse criminalizzare o si volesse imputare alla popolazione israeliana la volontà genocida aria. Ecco, io spero immagino fosse un refuso.
Perché non è questo, però c'è una cosa che è mancata in questo dibattito, e cioè parlare di quello che la volontà del Governo israeliano, del Governo israeliano, perché le dichiarazioni che noi ascoltiamo quotidianamente dei Ministri del Governo israeliano, di chi dice di voler annientare radere al suolo Gaza, di chi si diverte a sbeffeggiare i prigionieri di chi vota per la pena di morte ai palestinesi, per chi dice delle cose indicibili per chi si propone come boia, ecco quelle le ascoltiamo tutti i giorni e quel Governo e un governo alleato del Governo italiano, e noi questo non lo.
Come cittadini, prima che come rappresentanti delle Istituzioni, dobbiamo dire chiaramente che facciamo fatica ad accettarlo, lo dobbiamo dire questo.
E quindi la popolazione israeliana è altra cosa dal suo Governo, come tutte le popolazioni sono altra cosa dai loro Governi.
C'è sicuramente.
Un impatto su quelle che sono le politiche e anche in un qualche modo, l'egemonia culturale che quella parte politica di governo israeliano ha imposto all'opinione pubblica israeliana. L'idea della grande Israele, perché quella idea si è imposta dal dibattito pubblico israeliano come un progetto, un progetto di fatto di annientamento della Palestina e quando diciamo, la Palestina non deve sparire.
Noi diciamo che c'è una volontà di qualcuno, di un soggetto, il Governo israeliano e una buona parte dell'opinione pubblica, di realizzare uno Stato unico, non dalla terra, dal fiume al mare, perché qualcuno diciamo del fiume Giordano si interessa poco, vorrebbe andare ben oltre il fiume, perché il progetto che Netanyahu ha presentato di annessione della Cisgiordania lo abbiamo visto tutti e di quello si interrogava e ci dobbiamo interroga, si interrogava il cardinale Pizzaballa e ci dobbiamo interrogare anche noi come rappresentanti delle istituzioni e come cittadini turchi, e lo dobbiamo fare certo con le differenze di visione politica che sono emerse e guardate, lo dobbiamo fare anche col nostro, guardate con le nostre identità politiche per chi crede che quella cosa sia un'oscenità.
Lo dobbiamo fare anche con i nostri, con i Co, con i nostri simboli politici civici, non civici politici. Non abbiamo nulla da vergognarci tutti noi. Chi ha qualcosa da vergognarsi a chi sta facendo questo scempio, questo orrore sull'umanità tutta.
E quindi io diciamo non vorrei aggiungere molto altro. Si è parlato di altri conflitti e io sarei invogliare tutti i consiglieri a portare degli ordini del giorno su quei conflitti. Si è parlato di Palestina stasera e qualcuno ha detto che sì, ma c'è il Sudan, si ma c'è la guerra in Ucraina bene.
Ne possiamo discutere anche in quest'Aula. Quest'Aula fa e parla della vita amministrativa, ma si può parlare anche di questioni, altre che interessano comunque la nostra città. Noi siamo i rappresentanti istituzionali e anche politici della città.
Quando verranno portati quegli ordini del giorno, noi saremo chiamati a discutere anche di quello lo dobbiamo fare dal punto di vista di ognuno e dando un contributo alla crescita, anche fatemi dire culturale del dibattito in città no, perché.
Quanti di noi si sono appassionati alla politica e tutti immagino, perché sennò siete rese in quest'Aula, lo abbiamo fatto non perché ci interessava e purtroppo ci tocca la buca e diciamo il cespuglio, quello ci tocca la vita amministrativa quotidiana, è un po' la frustrazione degli amministratori anche dall'opposizione per chi appunto ha ricoperto e ricopre questi ruoli, però il bello della politica e anche discutere di temi che ci interrogano nel profondo dell'umano, portarli al centro del dibattito, discutere e trovare.
Quando si può e stasera evidentemente non si può una sintesi, però ecco, volevo darvi e portare alla città un contributo sotto questo punto di vista, grazie.
Grazie, Sindaco. Quindi conclusa la fase della discussione, passiamo alla dichiarazione di voto, anche perché qualche Consigliere l'ha già fatta nella fase di discussione, però se c'è qualche Consigliere che vuole farla. Prego, Consigliere Elia. Grazie, Presidente, saluto il Sindaco, la Giunta e Consiglieri e approfitto anche a nome del gruppo consiliare di rinascere, di augurare buon lavoro al Segretario generale.
A nome della maggioranza di centrosinistra, dichiaro che voteremo a favore di questo punto all'ordine del giorno, perché crack crediamo che davanti a ciò che sta accadendo, no, no, non abbiamo. Abbiamo la responsabilità di scegliere da che parte stare dalla parte del diritto internazionale e della dignità umana e del diritto dei popoli all'autodeterminazione.
Dire che la Palestina non deve sparire non può prescindere da un atto di coraggio che 157 Stati membri delle Nazioni Unite hanno già compiuto e purtroppo il Governo italiano non è tra questi, ossia il riconoscimento dello Stato di Palestina, un riconoscimento che non può limitarsi ad essere un atto simbolico, ma che deve essere invece l'affermazione di un principio politico e giuridico preciso. Il popolo palestinese ha diritto ad avere una propria terra, una propria rappresentanza e uno Stato nel quale poter vivere libero e con pari dignità.
Dire questo non significa essere contro qualcuno.
E non significa giustificare in alcun modo la violenza da chiunque provenga, perché la sicurezza di un popolo non può essere costruita sulla negazione dei diritti di un altro popolo.
In questi anni abbiamo assistito a una spirale di violenza nella quale a pagare il prezzo più alto sono stati ancora una volta i civili, i bambini, le donne, le famiglie, persone che non hanno alcuna responsabilità per le decisioni assunte da Governi, eserciti, organizzazioni armate. Di fronte a tutto questo, le istituzioni non possono limitarsi ad esprimere il cordoglio ogni volta che giunga la notizia di una nuova vittima. Le istituzioni hanno invece il dovere di sostenere una prospettiva politica.
E la prospettiva non può che essere quella di due popoli, due Stati e due diritti che devono poter convivere lo Stato di Israele e lo Stato di Palestina.
La pace non può essere soltanto l'assenza temporanea di guerra la pace deve essere costruita sulla libertà, sulla sicurezza, sulla dignità che va riconosciuta ad ogni essere umano.
E credo che proprio per questo sia fondamentale che una città attraverso il proprio Consiglio comunale, non rimanga indifferente, perché le istituzioni locali sono parte della comunità internazionale e sono anche il luogo nel quale i valori della nostra Repubblica diventano concretezza.
Quando affermiamo il valore della pace e dei diritti umani e dell'autodeterminazione dei popoli, non stiamo parlando di qualcosa di lontano stiamo invece parlando dei principi sui quali abbiamo costruito la nostra democrazia.
Con il voto di oggi votiamo per una prospettiva nella quale la parola pace non sia soltanto una dichiarazione, ma diventi finalmente un progetto politico. Per queste ragioni con convinzione, annuncio il voto favorevole della maggioranza a questo ordine del giorno e auspico che l'intero Consiglio comunale possa approvarlo con la consapevolezza che anche quando non possiamo affermare da una una guerra, possiamo almeno scegliere di non essere indifferenti, grazie. Grazie, consigliere Iacono. Se non ci sono altri Consiglieri per dichiarazione di voto? Quindi passiamo alla votazione del provvedimento dell'ordine del giorno. Prego, Consiglieri.
Insomma,
Allora, 21 consiglieri favorevoli, 2 astenuti. L'ordine del giorno è approvato.
Allora, per quanto riguarda l'altro ordine del giorno che nella Conferenza dei Capigruppo si è convenuto, quindi avvalendomi dell'articolo 19 del regolamento, inseriamo come punto 6 all'ordine del giorno l'ordine del giorno d'intesa con i capigruppo che ora leggo, ho dato come oggetto questo ordine del giorno, quindi l'ordine del giorno per promuovere un percorso di cooperazione e solidarietà con una città della Cisgiordania e definire conseguentemente la stipula di un gemellaggio fra le 2 comunità. Il Consiglio comunale di Molfetta: richiamato l'ordine del giorno, la Palestina non deve sparire. Approvato nella seduta del 1 ottobre 2026 ritenuto di voler rafforzare l'impegno della comunità molfettese nei confronti della popolazione palestinese, impegna il Sindaco di Molfetta a promuovere ogni utile iniziativa finalizzata ad avviare interlocuzioni istituzionali con un Comune della Cisgiordania in territorio palestinese, con l'obiettivo di definire un percorso di gemellaggio, cooperazione e solidarietà, anche in attuazione di quanto previsto dall'articolo 4, comma 2, lettera M, dello statuto della città di Molfetta, che fissa tra gli obiettivi programmatici del comune è quello di promuovere interventi per la pace e la solidarietà internazionale, con particolare riferimento al bacino del Mediterraneo. Quindi chiedo ai Consiglieri tutti di votare questo provvedimento che abbiamo deciso nella Conferenza dei Capigruppo e quindi procedo con la votazione, quindi chiedo che si proceda con la votazione. Prego.
Se solo un attimo forse stanno.
Okay si può procedere con la votazione.
Sì, ok.
L'ordine del giorno, votato all'unanimità 22 voti favorevoli, grazie.
Quindi si passa a questo punto il sesto punto dell'ordine del giorno convocato diventa il settimo punto all'ordine del giorno.
Solo un attimo.
Ordine del giorno: posizione politica in merito all'iniziativa di legge recante misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità su proposta dei consiglieri Nicola Pierno. Va giù Piergiovanni e Giulio Calvani. Chiaramente chiedo la parola che illustri l'ordine del giorno il consigliere Calvani.
Grazie, grazie, signor Presidente, Sindaco, assessori, colleghe e colleghi, penso consiglieri. Intervengo per illustrare l'ordine del giorno promosso dalla Confesercenti della provincia di Bari, che ho ritenuto insieme al consigliere Nicola Piergiovanni di fare mio nell'ambito della Conferenza dei Capigruppo in modo da consentire, diciamo al provvedimento di essere analizzato, adottato in Aula e di essere portato all'attenzione di questo Consiglio. Come dicevo, è un ordine del giorno predisposto dalla Confesercenti della provincia di Bari, dalla sua presidente, l'avvocato Raffaella Altamura, e colgo anche l'occasione per fare gli auguri di buon lavoro alla all'avvocato Altamura, che è stata anche recentemente eletta alla guida della Confesercenti Puglia, della Confesercenti Regionale credo che sia un elemento diciamo importante valorizzare queste eccellenze della nostra città, quindi colgo anche l'occasione per fare gli auguri di buon lavoro a lei in un comparto, quello del commercio, particolarmente complesso e particolarmente delicato, che sta attraversando una fase certamente difficile, come anche l'ordine del giorno che è alla nostra attenzione oggi dimostra, perché appare a tutti evidente non soltanto a Molfetta, ma è un problema di carattere generalizzato, la progressiva riduzione degli esercizi commerciali di vicinato e dei servizi presenti nei quartieri, nei centri urbani, nei centri storici, nelle città in generale. Eppure è e sappiamo tutti bene che quando chiude un negozio no, non viene meno soltanto un'attività economica con tutto quello che questo comporta anche in termini di riduzione, diciamo di posti di lavoro, ma viene meno anche un servizio quotidiano, un esercizio di prossimità, un luogo di relazione, un presidio anche di sicurezza e di presenza, una Iliev, un elemento in una parola anche di identità del quartiere o della città, la desertificazione commerciale, di cui purtroppo anche Molfetta.
Inizia a a su case che anche Molfetta, insomma, sta vedendo sotto i suoi occhi, produce effetti che vanno oltre il settore economico. Il settore del commercio in sé incide sulla qualità della vita, sull'attrattività della città sulla coesione sociale, sulla vitalità degli spazi pubblici, degli spazi urbani, per cui il commercio di prossimità non svolge soltanto una funzione economica, ma svolge anche una funzione.
Sociale, insomma, di particolare importanza. La proposta di legge di iniziativa popolare promossa dalla Confesercenti cerca di dare una risposta a questa esigenza attraverso l'istituzione di queste zone economiche speciali di prossimità con misure di sostegno finanziario, di sburocratizzazione, di facilitazione e di interventi di rigenerazione urbana a favore degli esercizi di vicinato e dei servizi di prossimità. Ovviamente la proposta di legge e ben è ben più ampia, comprende, propone un rapporto di coordinamento tra Stato, regioni, enti locali, l'istituzione di un Osservatorio nazionale, un fondo specificamente destinato a finanziare gli interventi di sostegno. Il Comune, diciamo, come dicevo, prima è un problema di carattere.
Generale rispetto ai qua al quale le leve che può utilizzare il Comune sono certamente limitate, ma proprio perché è un problema che la città di Molfetta sta vivendo sulla sua pelle.
Diciamo, immagino ci saranno altre occasioni in questo Consiglio Comunale di confrontarci con l'Amministrazione per delle risposte, diciamo adeguate alla crisi, che il commercio di prossimità di Molfetta sta vivendo. Questa è soltanto l'occasione questo ordine del giorno per accendere un faro su questa problematica, per porla, per porre questa problematica al centro della discussione pubblica e per poter avviare un confronto, una discussione in questo Consiglio comunale poi fuori di qui per poter adottare soluzioni.
Adeguate.
Penso, per esempio, al piano che il Comune di Bari ha adottato l'anno scorso, un che che si chiamava esattamente così: un negozio non è solo un negozio e dava l'idea, un piano di sostegno alle attività commerciali di prossimità della città di Bari e dalla proprio l'idea di come l'attività economica commerciale non esaurisce la sua funzione esclusivamente, come dire, sulla compravendita del bene, ma svolge una funzione di presidio sul territorio, che va ben al di là di questa della funzione economica in sé. Ecco questa penso che sia la vocazione che dobbiamo.
Riprendere e rilanciare l'ordine del giorno, che oggi è all'attenzione del Consiglio comunale.
Come dire, afferma il sostegno del della città di Molfetta alla proposta di legge di iniziativa popolare proposta dalla Confesercenti, rispetto alla quale chiedo insomma, che il Consiglio si esprima favorevolmente, grazie.
Grazie, consigliere Calvani. Entriamo in una fase di discussione, se ci sono consigli a considerare, tra gli altri, prego.
Sindaco, Assessori, colleghi e Presidente, città tutta. Allora colgo lo spunto, diciamo, di questo importante emendamento per fare una riflessione su cosa vuol dire approvare questo emendamento all'interno della città di Molfetta, facendo una breve disamina e guardando un po' di letteratura e di ricerca scientifica, sul sulla sull'argomento e sul problema della riduzione del Po, del commercio di prossimità, mi sono imbattuta in azioni e in studi del Politecnico di Milano, della, ma anche della dell'Università di Napoli e soprattutto ho verificato che molte azioni che sono state fatte a seguito proprio del passaggio in Consiglio comunale di questo importante atto.
Racchiudono due parole chiave fondamentali: uno e commercio e l'altro e rigenerazione urbana. Possiamo imputare le riduzioni del commercio al dettaglio a tanti elementi, al fattori big generici e diciamo sovra sovracomunali quali le LIM, l'e-commerce, quali la la la distribuzione di non luoghi degli dei grandi ipermercati.
Ma nel caso di Molfetta questa azione è legata ad una ASP e assenza di pianificazione sulla città di Molfetta e di rigenerazione urbana negli ultimi 30 anni. Genericamente complessivamente il problema è che si è costruita un'altra Molfetta, che era la zona ASI e che doveva avere una vocazione produttiva e questa vocazione produttiva è diventato una vocazione commerciale dove si sono insediate delle mega.
Strutture che progressivamente hanno annientato l'attività del piccolo commercio. L'e-commerce ha fatto il resto. Vediamo gli Amazon che vanno il pomeriggio all'ora di pranzo in giro e ci rendiamo conto che ormai è un fenomeno diffuso.
Ma a tutto questo bisogna anche aggiungere il fatto che negli ultimi anni le politiche urbane sulla città sono state delle politiche urbane assolutamente di sovradimensionamento del del del del del mattone, tra virgolette azzerando la qualità degli spazi pubblici, azzerando le azioni in cui lo spazio della rigenerazione urbana e lo spazio del commercio diventavano degli elementi sinergici. Oggi ci troviamo davanti a un altro grande overtourism, che ormai sta attaccando quasi tutte le città. Chiaramente Molfetta non è in questa situazione, ma lo dicevamo anche 30 anni fa, quando dicevamo muove, ma Molfetta non a questi grandi ipermercati. Stiamo attenti, perché fondamentalmente una città così come la vediamo oggi, in cui politiche urbane Real in realtà sono state dei piccoli frammenti. Ieri in Commissione nella prima Commissione abbiamo iniziato a lavorare su questo tema, ma fondamentalmente hanno visto un totale disallineamento rispetto alla politica di marketing, alla politica urbana e alla al attenzione a quella città che noi avevamo quando andavamo a scuola a piedi che era la città dei 15 minuti in 15 minuti scendevamo e avevamo tutto intorno a noi. Ecco, ora il Comune di Napoli nel Piano regolatore urbanistico, nella variante che ha fatto ha approntato ai ha considerato uno degli obiettivi fondamentali, quello della rigenerazione urbana e della rigenerazione commerciale, ha ricostruito le Morpho tipologie urbane insieme alle Morpho tipologie commerciali, cioè vuol dire i tipi diversi di negozi e i tipi diversi di case. Oggi andiamo in giro nei quartieri di espansione e ci rendiamo conto che la tipologia della villetta con il giardino, la striscetta di giardino non consente il commercio di prossimità. Queste sono delle azioni e delle errate pianificazioni che si sono susseguite nel corso del tempo e che hanno portato unicamente una media struttura di vendita, laddove ci sono delle nuove commercializzazioni, così come un'assenza di standard di piccolo cabotaggio di prossima prossimità rispetto agli spazi urbani. Quindi oggi è importante fare questo passaggio in Consiglio comunale perché come se fosse uno spartiacque tra tutto quello che abbiamo visto di questa città e tutto quello che intendiamo fare su questa città, che deve sistematica e si sistematicamente e strategicamente CONS, concentrare e definire delle azioni complessive di.
Revisione del commercio di prossimità e delle diverse ramificazioni che questo commercio, rispetto proprio alla rigenerazione urbana, grazie.
Grazie, consigliera Gagliardi. Se ci sono Consiglieri per la discussione. No, allora passiamo alla dichiarazione di voto. Se ci sono Consiglieri che vogliono intervenire per dichiarazione di voto. Prego, Consigliere Rossiello. Sì, grazie, Presidente. Oggi mi tocca intervenire più volte, quindi.
Riformulo ovviamente i saluti iniziali che ho fatto a tutta l'Aula, a tutti i componenti, sia del Consiglio, della Giunta, Sindaco e città che ci ascolta.
Faccio proprio l'emendamento, l'emendamento 2 punto all'ordine del giorno, vista la l'assenza del Consigliere Piergiovanni, mi rifaccio integralmente a ciò che ha prima detto il consigliere Causin, consigliere Calvani. Il quale ripeto, mi riporto integralmente e faccio solo due aggiunte, nel senso che.
Già la scorsa Amministrazione, con il progetto prossimo negozio e qui c'è il dirigente che può confermarlo.
Il consigliere regionale Tammacco aveva posto in essere e aveva dato alla città di Molfetta, aveva fatto arrivare un finanziamento di 300.000 euro e come Amministrazione eravamo intervenuti con un finanziamento residuale e credo di 20.000 euro. Enzo, vero?
Grazie e ad oggi credo che sette otto negozi siano stati finanziati, se non erro, giusto? Confermo.
Se sei e quindi, visto che.
Oggi abbiamo tre Consiglieri regionali, non ne abbiamo più solo uno. Inviterei anche i Consiglieri per Spaccavento. Consigliera minuto, oltre al consigliere Tammacco che diciamo incontriamo quotidianamente a muoversi in sinergia anche con Confcommercio e saluto l'ho vista la piena laddove ha sbloccato dal TAR Confesercenti l'avvocato Altamura, a cui vanno anche i nostri auguri per il nuovo incarico e quindi spero che chiunque possa compulsare i propri riferimenti regionali per far arrivare nuove risorse a Molfetta, nell'ambito dei negozi di prossimità, che sono la nostra, la nostra nostra quotidianità la nostra vita, il nostro essere quotidiano e vista anche la presenza in Aula dell'assessore al marketing, lanciamo un'idea, ho letto che incontrerai, ti do del tu a breve i commercianti per.
Ne han già incontrati per fissare un un programma che sia legato alla cultura e al commercio, dal Black Friday fino a Natale, magari in quell'occasione per il Black Friday, per le spese di San Nicola per le spese di Natale. Potremmo anche inventare una sorta di di logo di marketing, un sorta di compra Molfetta per invogliare tutti i cittadini molfettesi a spendere nei dei corsi di prossimità di Molfetta a far vivere il nostro commercio, perché se i nostri commercianti, se il commercio riprende ad essere quello che era un tempo, è sicuramente un volano per la nostra città, per la nostra comunità e per tutti i molfettesi. Grazie.
Grazie, consigliere Rossiello. Do la parola al consigliere Galasso.
Sì, signor Presidente, signor Sindaco, Assessori, colleghe e colleghi Consiglieri, cittadini presenti in quest'Aula e collegati in streaming. Innanzitutto porgo anche a nome di tutto il nostro gruppo consiliare, i saluti e soprattutto l'augurio di buon lavoro al Segretario generale e che, come diceva il Sindaco, poco fa tantissimo lavoro, come si evince anche da questo Consiglio,
E intervengo in questa dichiarazione di voto anche per riportare a tutti quello che è stato. Il confronto, secondo noi, è abbastanza costruttivo. È emerso nella seduta della Seconda Commissione consiliare sul punto all'ordine del giorno perché credo che sia importante anche mettere a fattor comune e quelli che sono i lavori che vengono svolti durante le le Commissioni.
Parto dicendo che ebbene, chiarire subito anche a chi ci ascolta da casa che oggi questa proposta di legge di iniziativa popolare.
Diciamo e avanzata certamente da Confesercenti, che ha il grande merito di accendere il faro no su una tematica così critica a livello nazionale cittadina, ma che rispetto alla quale questo Consiglio si può esprimere limitatamente, perché poi viene demandato poi il tutto al Parlamento e a livello nazionale. Quindi mi pongo la domanda di chi ci ascolta da casa o chi sta alle nostre spalle, perché ne stiamo parlando in questo Consiglio comunale o no, e mi piace ricordare a tutti che questo è un tema che interessa tutta Italia e quindi anche Molfetta e in particolare della nostra Regione, ma partiamo con ordine, perché credo che possa essere indicativo o creare un contesto e il contesto ce lo dà sopra, ce lo danno soprattutto in numeri.
Ho fatto alcune ricerche e vi riporto dei dati che a me hanno molto colpito e riguardano. Si riferiscono al periodo 2019 2025, dove in Puglia le attività del commercio al dettaglio sono passate da 65.400 a 59.200 abbiamo perso quindi 6.200 attività quasi tre al giorno.
Sistema oltre 930 milioni di euro sottratti ai circuiti economici di prossimità.
È la provincia più colpita, addirittura è quella nostra, quella di Bari, la città metropolitana con 2.730 attività in meno. Stiamo parlando quindi di una saracinesca al giorno che si è abbassata.
Sono dei numeri che a me allarmano, ma credo che interessino a tutti noi, quindi questo è il contesto nel quale ci muoviamo e questo ritengo che sia un vero e proprio grido d'allarme sul quale la Commissione si è.
Soffermata ragionare il 24 settembre insieme ai Consiglieri Infante, Di Gioia, Spadavecchia, il Consigliere Lo Grieco era assente per motivi personali e durante quella Commissione abbiamo avuto anche il piacere e l'onore di audire la Presidente provinciale di Confesercenti, l'avvocato Raffaella Altamura, che ringrazio.
Di cuore per la sua disponibilità e l'assessore alle attività produttive in quella seduta. Vi devo anche dire e mi fa piacere che il consigliere Rossiello abbia lanciato anche un'idea molto un'idea da valutare in quella Assise. Ci siamo anche confrontati su quelle che potrebbe essere la modalità di contestualizzare quella proposta di legge di iniziativa popolare rispetto al nostro territorio.
E vi riporto una riflessione che abbiamo condiviso in Commissione, che si sposa molto con l'intervento della mia collega, consigliera Gagliardi.
E riguarda fondamentalmente il le facce della medesima medaglia, che sono rappresentate dai temi della rigenerazione urbana e dal commercio di prossimità. E un binomio sono chi Wars che su cui si basa tutta l'architettura della proposta di legge popolare, rispetto alla quale chiaramente aderiamo il mio collega.
Consigliere Calvani, dicevamo: un negozio non vive in uno spazio astratto, ma soprattutto vive in una strada, in un quartiere, dentro un ecosistema urbano fatto di mobilità, parcheggi, servizi, illuminazione, accessibilità, sicurezza e qualità dello spazio pubblico vive soprattutto dove le persone abitano, camminano e si incontrano.
E allora, quando una vetrina si spegne, non perdiamo soltanto fatturato, lo ricordava sempre il consigliere perdiamo un servizio, un luogo di relazione, un presidio per l'anziano che non guida, che non può raggiungere l'Ipercoop, un punto di riferimento per il quartiere, una forma quotidiana di presenza e di sicurezza urbana. Quindi, se siamo d'accordo con queste affermazioni, cioè che rigenerazione urbana e il commercio di prossimità sono facce della stessa medaglia. Allora, io da cittadino prima ancora che da consigliere e presidente della Commissione due consiliare, mi sono posto un'altra domanda.
Ma oggi a Molfetta.
Qual è l'esperienza che vive un cittadino quando decide di acquistare in un negozio della nostra città? È un'esperienza felice, un'esperienza facile quanto incidono la facilità di arrivarci il parcheggio, la qualità dello spazio pubblico, la mobilità, i servizi e il piacere di raggiungere quel negozio in centro.
A noi, a tutta questa Giunta e a noi, a noi, come maggioranza spetta la responsabilità di mettere in campo delle azioni delle politiche. Molto spesso ci confrontiamo con l'assessore Minervini, che possano stimolare tutto il territorio e tutti i cittadini che abitano quei i SIN, i vari ecosistemi urbani della città, perché.
Guardate, noi pensiamo e in Commissione è emerso anche quest'altro tema, che anche il mercato sia profondamente.
Cambiato.
E ed è cambiato nella misura in cui l'attrattività del commercio urbano si gioca molto sulla qualità dell'esperienza complessiva che fa il cittadino quando va a comprare in un negozio di città.
Ieri abbiamo fatto l'incontro con gli albergatori.
E mi è molto, ho avuto modo di confrontarmi con qualcuno di loro e mi dicevano che un turista arriva Molfetta e si arriva è perché vuole vivere un'experience.
Penso che sia la stessa cosa per chi da cittadino va in centro e deve fare un acquisto in un negozio, vuole vivere un'experience.
E l'adesione a questa proposta di legge chiaramente lo abbiamo detto anche in Commissione, non risolve la crisi del commercio Molfetta, cioè diciamocelo.
Per quanto nei suoi contenuti e intenzioni sia molto apprezzata e apprezzabile.
Né tantomeno l'approvazione di un ordine del giorno permettere a domani a qualcuno di alzare una saracinesca.
Nemmeno l'istituzione delle delle zone economiche speciali di prossimità non sarebbero sufficienti se non mettiamo in campo come Amministrazione delle politiche a sostegno dell'impresa, non solo dal punto di vista economico. Consigliere Rossiello, che è lodevolissimo e ci devono essere, ma anche sotto l'aspetto della mobilità, dell'accessibilità, della qualità degli spazi e della rigenerazione dei quartieri, come parlava la consigliera Gagliardi.
Vi indico un altro tema sul quale ci tengo particolarmente, perché è emerso anche in Commissione, che è il seguente, che per anni ci hanno raccontato, o almeno a me che siedo qui per la prima consiliatura che il nemico principale del commercio di prossimità fosse l'Ipercoop. Grazie, Consigliere Lanz. Però noi ci hanno raccontato questa questa storia. E allora impreparazione a questo Consiglio e in particolare alla Commissione sono andato a fare delle ricerche su Istat.
Io ho trovato che.
La storia un po' diversa, perché il mercato è cambiato. I dati Istat ci dicono che nel giugno 2026 le vendite on line sono cresciute dal 28%.
In volume rispetto all'anno precedente, mentre il piccolo commercio registra una riduzione di circa l'1% e la grande distribuzione registra un aumento dello 0,6%.
Sono dati che potete facilmente recuperare, quindi questo ci impone, secondo me, anche in questo contesto, in questo Consiglio e nei prossimi, di porci anche qualche altra domanda. Io la le avanzo in particolare, ma siamo sicuri che i grandi poli commerciali come l'Ipercoop, vicino a noi sono ancora oggi i nostri concorrenti dal commercio urbano, oppure possiamo immaginare delle forme nuove? Il Segretario generale parlava di innovazione, forme nuove di complementarietà e di reciproca attrattività e soprattutto, come rendiamo l'esperienza del commercio in città, qualcosa che internet non potrà mai offrire alla città? Credo che queste possano essere le domande sulle quali concentrare i lavori della Commissione, ma anche chiunque voglia come Consigliere, avanzare delle delle proposte. Concludo dicendo che chiaramente la Commissione ha espresso un parere favorevole rispetto a questa.
All'adesione alla proposta di iniziativa di legge popolare e a questo parere ci associamo sia come Partito Democratico che anche come intera maggioranza, grazie.
Grazie, consigliere Grosso. Prego, consigliere d'Amato. Sì, grazie, Presidente.
È chiaro che mi rifaccio anche alle parole del consigliere Rossiello da parte della minoranza civica. Sicuramente ci sarà il voto favorevole a questo provvedimento, che può essere, diciamo, come diceva il Consigliere collega poc'anzi sicuramente una, un piccolo aiuto, un piccolo incentivo per il commercio locale, però dobbiamo chiederci sicuramente qual è la visione che vogliamo avere dal punto di vista commerciale, ma anche urbanistico, ma anche riguardo il Piano del traffico che è una componente essenziale, diciamo.
Del commercio e quindi qui bisogna capire perché sento il consigliere e parlare di parcheggi, però ricordo che il Sindaco parlava di puntare sulla mobilità e quindi diciamo svuotare le auto dal centro.
A livello urbanistico, dobbiamo capire che cosa fare, perché siamo forse l'unico centro storico in questo momento in cui ancora permettiamo che un grosso traffico veicolare passi dalle mura, diciamo del centro storico, quindi dobbiamo avere una visione, dobbiamo capire che cosa vogliamo fare, perché se noi restituiamo il triangolo Corso Dante lungomare e Corso Umberto ai commercianti da un punto di vista diciamo, per quanto riguarda il lungomare, magari si parla di spiagge. E allora il fatto di avere delle spiagge sul lungomare potrebbe aiutare l'apertura di nuovi esercizi commerciali. Per quanto riguarda Corso Dante, il centro storico, un nuovo arredo urbanistico, ma anche all'interno, i bandi cuore antico hanno funzionato nel nel momento in cui diciamo sono stati assegnati locali, ma molte volte i locali non erano adeguati a quell'attività commerciali. Allora anche lì bisogna capire che cosa fare, cioè nel senso.
Cercare di aiutare questi imprenditori che vogliono aprire anche nel centro storico, magari sull'onda di quello che è stato fatto anche a Bitonto tanti anni fa, quando.
Diciamo, l'Amministrazione ha dato dei grossi incentivi agli imprenditori per poter aprire nel centro storico, ma anche lì, se non diamo decoro, se non diamo un arredo urbanistico adeguato, facciamo fatica a richiamare nuovi imprenditori anche da fuori, che possono venire ad aprire nel nostro nel nostro centro storico sul Corso Umberto. È chiaro anche che.
Un po' l'autocritica la devono fare anche i commercianti. Io non ho paura a dirla questa cosa, perché probabilmente in altri Paesi i successi di Paesi come Locorotondo nel nel periodo natalizio partono anche da investimenti degli stessi commercianti, quindi non ci si può affidare soltanto i soldi del Comune, i soldi agli investimenti del del bandi regionali, eccetera. Bisogna cercare, diciamo, di avere una visione d'intenti e puntare su determinate iniziative che diventino poi costanti nel tempo, perché se noi ne facciamo una e poi si perde negli anni non ha senso, quindi dobbiamo diventare un polo in alcuni momenti della stagione che può essere Natale, che può essere l'estate, eccetera, in cui il cittadino da fuori riconosce l'iniziativa fatta nella nostra città e diventa un'iniziativa che negli anni ha sempre più successo.
Quindi:
È chiaro che, come diceva il collega, questo non è un un ordine del giorno che, votandolo, diamo respiro all'attività, alle attività commerciali, quindi si deve partire da una visione che possiamo avere d'insieme ma ne dobbiamo cominciare a discutere, perché il Piano del traffico è un piano che al momento a quello che mi ha dato ricordare.
Stravolge un po' il tutto, quindi dobbiamo parlare con i commercianti e capire se stiamo andando nel nella direzione giusta o e con anche con gli abitanti, diciamo delle zone coinvolte, oppure dobbiamo fermarci, dobbiamo cambiare invertire la tendenza, quindi sono sono tante le cose che ci sono da fare. Noi siamo disponibili anche a parlarne. Ben vengano i lavori nelle Commissioni.
E quindi diciamo c'è un grande lavoro da fare, ma dobbiamo iniziare molto presto, grazie.
Grazie, consigliere Amato. Quindi non vedo altri iscritti per dichiarazione di voto. Procediamo. Pongo in votazione l'ordine del giorno in merito all'iniziativa di legge recante misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità, su proposta dei consiglieri Nicola Piergiovanni, Giulio Calvani. Prego, Consiglieri. Possiamo procedere alla votazione?
23.
Ok 23 voti favorevoli, quindi l'ordine del giorno è approvato all'unanimità.
Allora, passiamo all'ultimo punto all'ordine del giorno, che sono le interrogazioni solo una, diciamo un invito chiaramente queste sono le prime interrogazioni per evitare incomprensioni.
Sappiamo tutti quanti che non c'è dibattito nelle interrogazioni, quindi l'interrogante leggerà l'interrogazione l'Assessore al ramo. Il Sindaco risponderanno all'interrogazione, poi dopodiché l'interrogante dichiarerà se è stato soddisfatto o meno chiaramente, se non è soddisfatto può dire perché non è soddisfatto e l'assessore può replicare chiaramente. Poi dopodiché non c'è dibattito, quindi evitiamo poi botta e risposta, perché nell'interrogazione questo non è previsto. Ci tengo, insomma, a informare tutti per evitare, ripeto, incomprensioni, per cui entriamo nei punti delle interrogazioni, nell'ordine di come sono state formulate. Sì, come sono state formulate le interrogazioni. Quindi la prima interrogazione è quella del Consigliere Locri e con lavori via Tommaso Grossi, quindi prego, Consigliere. Se vuole esporre la sua interrogazione e poi dopo risponde l'Assessore sarò brevissimo. Non intendo neanche leggere il testo dell'interrogazione nella sua interezza, ma mi limiterò soltanto a dire che l'interrogazione è molto semplice. Una volta soltanto a capire quali fossero le cause per le quali via Tommaso Grossi sappiamo bene ha avuto dei grandissimi rallentamenti nell'avvio dei dei lavori di ripristino di un'arteria stradale che per moltissimo tempo è rimasta interdetta al CRA al traffico e ha creato numerosi disagi ai cittadini ivi residenti. Quindi l'interrogazione era volta proprio a capire quali fossero le cause formali e quale sia il cronoprogramma dei lavori con date certe e perentoria.
Prego, Assessore.
Sindaco, Presidente, Giunta, colleghe e colleghi consiglieri, ho dovuto redigere una relazione precisa.
Anche per rimuovere alcuni dubbi che sono stati sollevati sull'inerzia della amministrazione.
Ringrazio innanzitutto il consigliere Lo Grieco per aver sollevato una questione che interessa direttamente i residenti e le attività della zona. Comprendo bene i disagi provocati dalla prolungata interdizione dalla strada ed è giusto fornire al Consiglio comunale e alla città una ricostruzione completa, chiarendo anche alcuni aspetti che, così come riportati nell'interrogazione, danno adito a dei dubbi una prassi già una precisazione necessaria. Non siamo di fronte a un normale lavoro stradale avviato da Acquedotto pugliese e poi lasciato incompleto.
Il 30 ottobre 2025, durante uno scavo regolarmente autorizzato per la realizzazione di un nuovo allaccio idrico privato.
Le maestranze incaricate da AQP hanno intercettato alcune cavità sotterranee fino a quel momento sconosciute. Quello scavo, quindi, non ha determinato il problema strutturale, ha portato alla luce una situazione preesistente, nascosta e non visibile dalla superficie.
Il personale del quinto Settore Lavori Pubblici intervenne immediatamente riscontro a un principio di cedimento del manto stradale e dei basoli dal marciapiede per tutelare l'incolumità pubblica furono sospesi i lavori di AQP e fu interdetto il tratto interessato al traffico veicolare e pedonale. Il 31 ottobre 2025 una videoispezione.
Eseguita dai tecnici comunali, accertò la presenza di ampi vani ipogei in pietra, riconducibili con ogni probabilità ad antiche cisterne di frantoi storici non più utilizzati. Le cavità interessano un'area stimata in circa 18 metri di lunghezza e 10 metri di larghezza e si trovano immediatamente al di sotto della sede stradale, senza adeguati elementi di sostegno. Non si tratta pertanto, di una semplice buca da riempire asfaltare, ma di un dissesto strutturale complesso che interessa una superficie di circa 180 metri quadrati. Le indagini eseguite tra il 3 e il 5 novembre 2025 il Comune affidò alla società G 2 G una campagna di indagini geofisiche. Furono eseguite 88 scansioni georadar per complessivi 600 metri lineari. Le indagini individuarono numerose anomalie cisterne e vari sotterranei, cedimenti del sottofondo volte di copertura e riempimenti realizzati nel tempo con materiali disomogenei.
La relazione geofisica evidenziò inoltre un fenomeno di dilavamento del sottofondo verosimilmente collegato alla presenza di tubazioni vetuste e infiltrazioni meteoriche.
Prima domanda, le ragione dei tempi necessari.
Il Consigliere login, lo greco, chiede quali siano le cause che hanno determinato il ritardo nel ripristino e nella messa in sicurezza della strada. Il tempo trascorso non è stato determinato dal silenzio o dall'inerzia degli uffici.
È stato necessario affrontare un procedimento tecnico e amministrativo che non poteva essere risolto con un semplice intervento di manutenzione. La presenza di strutture sotterranee di possibile interesse storico e archeologico ha naturalmente reso obbligatorio il coinvolgimento della Soprintendenza archeologia archeologica, belle arti e paesaggio. A novembre del 2025 il geometra Gianluca Camporeale fu Novica su fu nominato responsabile unico del progetto. In quella sede venne stabilito che l'intervento non poteva essere limitato al punto in cui si era manifestato il cedimento, ma doveva interessare una zona più ampia in modo da garantire la stabilità dell'intera rete stradale.
Non essendoci botole o accessi alle cisterne, l'unica soluzione tecnicamente praticabile è risultata l'apertura controllata delle volte sotto sorveglianza archeologica e il successivo riempimento dei vuoti con conglomerato ciclopico.
Il 4 dicembre 2025 il Comune trasmise alla Sovrintendenza la denuncia di ritrovamento fortuito, prevista dall'articolo 90 del codice dei beni culturali insieme alla proposta delle lavorazioni da eseguire l'autorizzazione della Sovrintendenza è pervenuta al Comune il 19 gennaio 2026 il Ministero ha autorizzato lo smontaggio controllato delle strutture, prescrivendo la presenza continuata di un archeologo professionista durante gli scavi l'alta sorveglianza della Soprintendenza e la registrazione dei dati nel Geoportale Nazionale per l'archeologia. Conclusa questa fase, è stato necessario predisporre il progetto, reperire la copertura finanziaria e procedere all'affidamento dei lavori il 25 marzo 2026 con deliberazione commissariale numero 28. Questo fatto è accaduto durante.
Durante la il Commissario, durante la fase commissariale, è stato approvato in linea tecnica il progetto di facilità di fattibilità tecnica economica. L'invento e l'intervento è stato inserito nel programma triennale delle opere pubbliche 26 28, per un importo iniziale di 149.000 euro.
A giugno del 2026, al termine della procedura telematica svolta attraverso il MEPA, i lavori sono stati aggiudicati dall'impresa Tecno strade del geometra Francesco averla con sede a Ruvo di Puglia, che ha offerto anche un ribasso del 12,20% il quadro economico dopo la gara è stato Raymond, rimodulato in 130 euro complessivi. Il 16 giugno sono stati acquisiti i documenti contrattuali dell'impresa. Successivamente sono stati predisposti il Piano di sicurezza e coordinamento e gli ulteriori adempimenti necessari alla consegna del cantiere, compresi il piano operativo di sicurezza e la verifica dei mezzi speciali da utilizzare perché non è stata utilizzata la somma urgenza, non era possibile utilizzare la procedura di somma urgenza per affidare direttamente all'intero intervento. La somma urgenza può essere impiegata esclusivamente per le opere strettamente necessari a rimuovere un pericolo immediato. In questo caso era invece indispensabile eseguire indagini specialistiche, ottenere l'autorizzazione della Sovrintendenza, predisporre un progetto, assicurare la copertura finanziaria e affidare i lavori strutturali di una certa rilevanza economica nell'immediatezza è stata quindi è seguita la messa in sicurezza provvisoria mediante l'interdizione, il tra il transennamento dell'area per il consolidamento definitivo è stato seguito il procedimento ordinario previsto dalla legge evitando di esporre il Comune a rilievi contabili e o alla formazione di debiti fuori bilancio. Comprendo benissimo che dal punto di vista di chi abita nella zona vedere la strada transennata per tanti mesi possa dare la sensazione di un cantiere fermo. In realtà, in questo periodo si sono svolte tutte le attività tecniche, archeologiche, progettuali, finanziarie e amministrative indispensabili per intervenire in sicurezza e nel rispetto della normativa. Seconda domanda posta dal Consigliere Lo Grieco. Cronoprogramma e riapertura della strada.
L'impresa Tecno strade, con nota acquisita al protocollo del 9 luglio 2026, ha comunicato la propria disponibilità ad avviare l'allestimento del cantiere a partire dal 2 settembre 2026.
La data è stata motivata dalla chiusura estiva dei principali fornitori di inerti e calcestruzzo, così mi hanno riportato.
Degli impianti estrattivi e dei centri di conferimento dei materiali di risulta, oltre che dalla necessità dell'impresa, di completare precedente precedenti impegni contrattuali, gli uffici hanno ritenuto tecnicamente prudente evitare l'apertura delle cavità nel mese di agosto. L'intervento prevede infatti lo smontaggio controllato delle volte delle cisterne e successivo riempimento dei vuoti. Una volta aperte le capitali operazioni devono procedere senza interruzioni e con la piena disponibilità dei fornitori di calcestruzzo e degli impianti necessari. Iniziare le demolizioni nel mese di agosto avrebbe comportato il rischio di lasciare per settimane lo scavo aperto e le cavità prive del necessario riempimento, aumentando il pericolo per l'est, per la sede stradale e per i fabbricati vicini.
La data, quindi dal 2 settembre, non era stata indicata per i rinviare ulteriormente l'intervento, ma per consentire chi apertura delle volte sorveglianza archeologica, colmatura dei voti e ripristino della strada potessero svolgere in un unico ciclo di lavoro.
La durata contrattuale di 100 von 20 giorni invece decorre decorre dal verbale formale di consegna dei lavori e non dà la la sola comunicazione dell'impresa sulla base del cronoprogramma e salvo imprevisti di natura strutturale o archeologica che dovessero emergere durante l'apertura di tutte le cavità l'obiettivo e completare l'intervento entro la fine del mese di dicembre 2026, dopo il consolidamento dei vuoti. Si procederà al ripristino della carreggiata ed Emas dei marciapiedi e abbiamo già cominciato a abbondantemente la strada potrà essere riaperta al traffico soltanto dopo la conclusione delle opere e le necessarie verifiche tecniche sulle condizioni di sicurezza.
Per correttezza personale nei confronti del Consiglio e dei cittadini, non ritengo serio promettere una data diversa da quella ricavabile dal termine contrattuale l'obiettivo dell'Amministrazione e restituire via Tommaso Grossi ai residenti entro la fine dell'anno, fermo restando che eventuali ritrovamenti o criticità strutturali oggi non prevedibili dovranno essere valutati con la Sovrintendenza e con la direzione dei lavori.
Pulizia.
E disinfestazione decoro dell'area per quanto riguarda il decoro, il decorrere, le condizioni igieniche segnalate dai residenti, l'esposto è stato acquisito dal Comune il 3 luglio 2026 con protocollo 5 8 8 1 5.
Il prolunga i prolungato transennamento ha impedito lo svolgimento dello spazzamento meccanico ordinario all'interno dell'area interdetta e può aver contribuito alla presenza di insetti. Per questo motivo è stato previsto un intervento straordinario di pulizia che ha ordinato io lavaggio, sanificazione e disinfestazione da coordinare con rimozione delle vecchie transenne.
È opportuno precisare, tuttavia, che la presenza stagionale di blatte non riguarda soltanto via Tommaso Grossi, ma interessa nel pari nel periodo estivo, diverse zone della città dalla città. Il transennamento può rappresentare una concausa locale, ma non può essere indicato come l'unica ragione del fenomeno concludo.
L'Amministrazione e pensa, è pienamente consapevole dei disagi sopportati dai residenti e dalle attività della zona. Nessuna intende minimizzarli. Allo stesso tempo, però, non si può parlare di silenzio inerzia o abbandono da parte del Comune. Dal 30 ottobre 2025 sono stati eseguiti il sopralluogo urgente, la videos o ispezione 88 scansioni georadar, il confronto con la Sovrintendenza, la denuncia del ritrovamento, l'acquisizione dell'autorizzazione, l'affidamento della sorveglianza, la progettazione, il reperimento delle risorse, l'inserimento del programma nelle opere triennali, la procedura di gara e la giustificazione dei lavori.
Il percorso è stato certamente più lungo di quanto tutti avremmo desiderato, ma è stato necessario per affrontare seriamente un problema strutturale nascosto e molto molto delicato.
Adesso la priorità e verificare il rispetto del cronoprogramma, evitare interruzioni durante l'apertura e il riempimento delle cavità con l'obiettivo di restituire entro la fine dell'anno una strada definitivamente consolidata e sicura. Come assessore ai lavori pubblici sto seguendo e seguirò personalmente l'avanzamento del cantiere e terrò informato il Consiglio comunale, i residenti e le attività della zona, qualora dovessero emergere variazioni rispetto ai tempi indicati. Grazie.
Grazie, Assessore. Prego, Consigliere.
Allora, io non mi dichiaro soddisfatto del riscontro dell'assessore, ma non per colpa dell'Assessore, ci tengo a specificarlo, che peraltro si trova qui ad essere la voce degli uffici che giustamente li predispongono quelle che sono le le osservazioni, ma io devo purtroppo constatare che c'è un'incongruenza fra quella che è stata la risposta che mi è stata fornita anche in forma scritta, e quelle che sono poi le evidenze documentali reperibili su Albo pretorio. Io le posso dire, assessore, che gli uffici avrebbero avuto modo di anticipare abbondantemente la l'avvio dei lavori e le spiego perché lei giustamente ha detto che.
Ha un vincolo archeologico, quell'aria e necessitava di determinate determinate approfondimenti. C'è scritto nel nella relazione che mi è stata riportata, che l'archeologo è stato nominato a gennaio 2026 e invece le posso dire che l'affidamento dell'incarico professionale all'archeologo è arrivato il 22 luglio 2026 a fronte della mia interrogazione del 15 luglio 2026 quindi agli uffici dovrebbe essere, dovrebbe evidenziare a chi le ha detto che l'articolo che è stato nominato a gennaio del 2026, che è stato che l'archeologo ha fornito il preventivo a gennaio 2026 e quel preventivo poi è stato accettato soltanto sei mesi più tardi. Quindi quando si dice che si poteva fare prima, io le dico che si poteva fare abbondantemente prima, perché l'archeologo ha iniziato a operare su quel cantiere soltanto a luglio 2026 e non se fosse stata accettata se fosse stato nominato contestualmente al preventivo, avrebbe iniziato probabilmente a gennaio e probabilmente i lavori sarebbero partiti prima e i cittadini sarebbero stati maggiormente soddisfatti. Grazie.
Grazie, consigliere. Se l'assessore non ha nulla da eccepire.
Prendo atto di questa data, vi vi vi ricordo che io mi sono. Noi ci siamo insediati.
Va bene, va bene, grazie. Passiamo alla seconda interrogazione, sembra formulata dal Consigliere Lo Greco, che riguardano le opere di urbanizzazione. Comparto 17, dove le risponderà l'assessora Gabriella Massari.
Sì, sarò sempre qui brevissimo. Conosciamo tutti quanti bene, quella che è quello che è la situazione del comparto 17 i comparti intorno alla PAL Belting, che purtroppo erano a fronte del pagamento da parte dei cittadini delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria. Oggettivamente, parlando la situazione in quel quartiere presenta delle criticità sotto gli occhi di tutti. Sono stato plurima mente compulsato da alcuni cittadini che abitano quel quartiere.
Quindi, la mia interrogazione era volta a conoscere quale sia la data odierna allo stato di avanzamento delle opere di urbanizzazione previste nel comparto 17, quali opere relative a strade, marciapiedi, eccetera, eccetera risultino già completate e quali siano da realizzare e ultimare quali siano le ragioni degli eventuali ritardi registrati se siano presenti impedimenti di natura tecnica, amministrativo-finanziaria legati ai rapporti con i soggetti attuatori quali interventi siano programmati dall'Amministrazione comunale per superare le criticità ancora esistenti quale sia il cronoprogramma previsto entro quale data l'Amministrazione ritenga che tutte le opere di urbanizzazione del comparto 17 potranno essere definiti entro ultimate e collaudate consegnate quali iniziative di controllo sollecito eventuale contestazione siano state adottate o si intendano adottare nei confronti dei soggetti responsabili delle sue dell'esecuzione delle opere e se l'Amministrazione intende informare periodicamente il Consiglio Comunale residenti circa l'avanzamento degli interventi e il rispetto delle scadenze previste. Grazie.
Prego, Assessore. Grazie, Presidente, Sindaco, Consigliere e Consiglieri.
Permettetemi una premessa: prima di entrare nel merito, è necessario ricostruire brevemente la storia del comparto 17.
I ritardi segnalati dal Consigliere sono l'esito di un percorso lungo 25 anni, in cui le scelte di pianificazione si sono scontrate più volte con la morfologia del territorio e con la sua vocazione. Il piano di zona del 2001 collocava l'edilizia residenziale pubblica sulle aree della fonderia PAL Berti, che le norme del PRG ci consentivano invece di recuperare. Il Piano divenne di fatto irrealizzabile e fu rivisto nel 2004 2005.
Dividendo il comparto in tre parti: anche la nuova pianificazione, tuttavia, trascurò una cava dismessa è emersa come vincolo solo nel 2015, al momento dell'assegnazione dei suoli, ne sono seguite varianti e prescrizioni che hanno richiesto anni e rinviato le opere pubbliche. Nel frattempo le opere di urbanizzazione affidate al Comune dalla convenzione del 2007 sono state trasferite tra il 2008 e il 2010 ai soggetti attuatori a scomputo degli oneri, con un percorso lento e frammentato. Gli interventi pubblici di completamento progettati in seguito sono rimasti senza copertura finanziaria. La vicenda non è isolata né l'espansione di Molfetta alla morfologia del territorio non sempre è stata assunta come punto di partenza della pianificazione, anche in presenza di lame e di aree ad alta pericolosità idraulica e il caso, ad esempio, del comparto 13 il comparto 17 l'esempio di un metodo decisione prese sulla carta che il territorio ha poi smentito circa lo stato di avanzamento. Opere completate da completare. La risposta riguarda le opere di urbanizzazione primaria viabilità, marciapiedi, parcheggi, reti, le reti di illuminazione pubblica e verde attrezzato, alle quali si riferiscono alle criticità segnalate nell'interrogazione nel comparto 17 queste opere non appartengono a un unico procedimento per rispondere con esattezza occorre distinguere tre ambiti che hanno origine, soggetti obbligati e tempi diversi. Un primo ambito è quello delle opere legate all'attuazione del Piano di Zona sub a e sub b la convenzione urbanistica del 2007 ne affidava alla realizzazione al comune tra il 2008 e il 2010 con determine dirigenziali. Le opere sono state trasferite ai soggetti attuatori a scomputo degli oneri, con accordi che prevedevano garanzie fideiussorie, svincolarli solo dopo il collaudo favorevole. Le opere di urbanizzazione primaria è legata ai due edifici del sub B, che dovevano essere ultimata nel 2012. Sono state collaudate nel 2019. Ci sono tutti i riferimenti nella forma scritta e presa in carico dal Comune con verbale del 2019.
Seconda area programma pubblico di completamento delle urbanizzazioni primarie del comparto delle aree Rimi limitrofe fino a via Bisceglie. Con delibera numero 167 del 2020, la Giunta ha preso atto del progetto di fattibilità tecnica ed economica redatto dal Settore territorio cinque interventi per complessivi 2 milioni 388.000 su suoli in parte comunali e in parte privati. Nel 2022 sono stati approvati i progetti esecutivi dell'area ovest e della rotatoria tra Via coglie Cavalieri di Vittorio Veneto, via caduti sul lavoro e via Caduti sul mare per l'area nord e la rotatoria di via Bisceglie il Consiglio comunale ha approvato la variante e il vincolo preordinato all'esproprio con delibera del 2023 nel 2024 la Giunta ha aggiornato il progetto della rotatoria di via Bisceglie e ha indetto la conferenza di servizi per l'area tra via Caduti sul lavoro via del cimitero, via Guttuso e via De Chirico per 1 milione 800.000 euro. Nessuno di questi interventi è stato realizzato per carenza di copertura finanziaria.
Terza area opera del piano di lottizzazione dell'area centrale. Il Piano è stato approvato con delibera del Commissario nel 2017 e le opere di questo ambito non sono ancora in fase di esecuzione. Sull'area dell'ex fonderia. Resta inoltre aperta la sistemazione del lotto destinato all'edificio dei servizi previsto dal progetto di riqualificazione e non realizzato, che sarà oggetto di specifica attenzione.
Nell'ambito della ricognizione in corso lo stato delle singole opere e riportato in un prospetto in cui ci sono gli interventi e le opere che non andiamo a ragione dei ritardi e impedimenti, gli atti consentono di individuare impedimenti di tutte le nature indicate dal Consigliere impedimenti tecnici. Come ricordato in premessa, la cava dismessa ha imposto la delocalizzazione degli edifici e la riprogettazione della viabilità interna. La presenza di un collettore fognario AQP ha richiesto l'adeguamento degli impianti previsti impedite menti di tipo amministrativo le opere dell'area nord della rotatoria di via Bisceglie hanno richiesta una variante al PRGC, una procedura di esclusione della VAS e la posizione.
Del vincolo preordinato. All'esproprio il procedimento ha attraversato inoltre tra gestioni commissariali, impedimenti finanziari. Il settore lavori pubblici conferma che, pur essendo stati approvati i progetti esecutivi, le opere non sono state realizzate per carenza della relativa copertura finanziaria. Rapporti con i soggetti attuatori anche l'attuazione affidata ai privati, a seguito tempi lunghi per le opere a scomputo la realizzazione, il collaudo si sono protratti oltre i termini previsti dagli accordi. Interventi programmati dall'Amministrazione. L'Amministrazione ha avviato le seguenti iniziative: ricognizione puntuale dello stato di avanzamento delle urbanizzazioni nei comparti a partire dal comparto 17 Stato di ciascuna opera, collaudi, presa in carico e garanzie in essere. Gruppo di lavoro intersettoriale per il riordino della procedura di scomputo era ricognizione degli oneri di urbanizzazione costituito il 25 agosto 2026 garanzie rafforzate. Le nuove convenzioni attuative prevederà gramma, garanzie commisurate alle opere e un rilascio progressivo legato al loro effettivo avanzamento cronoprogramma.
Gli interventi pubblici di completamento dispongono già di una progettazione in alcuni casi a livello esecutivo e attendono ora l'individuazione delle risorse necessarie alla loro realizzazione. L'amministrazione definirà il cronoprogramma sulla base di due elementi: le risorse che sarà possibile destinate destinare alle opere, anche attraverso canali di finanziamento esterni e un'attenta analisi delle priorità che tenga conto dello stato delle opere già realizzate, dei progetti approvati e delle esigenze dei residenti. Il cronoprogramma sarà presentato al Consiglio comunale con i tempi previsti per l'ultima, né l'ultimazione, il collaudo e le consegne delle opere.
Controlli sui soggetti attuatori e informazione periodica. Nel 2015 è stata avviata con i soggetti attuatori una prima fase di verifica sul completamento delle opere a scomputo proseguita fino al 2018 che è allegato lo svincolo delle delle garanzie al collaudo favorevole. L'Amministrazione intende ora a portare a termine questo percorso con una verifica puntuale dello stato delle opere e dei relativi collaudi della validità delle garanzie prestate e della regolarità dei versamenti. Sulla base degli esiti saranno adottate le iniziative previste dagli accordi per assicurare il completamento delle opere. L'Amministrazione si impegna inoltre a riferire al Consiglio comunale ogni sei mesi sull'avanzamento delle opere e sul lavoro del gruppo intersettoriale, anche attraverso la Commissione consiliare competente e a informare direttamente i residenti nell'ambito del ciclo di incontri con i comitati di quartiere avviato ad agosto 2026. Mi accingo alla conclusione. La legislazione nazionale indica un principio chiaro: l'articolo 12 del DPR 380 del 2001 subordina il permesso di costruire all'esistenza delle opere di urbanizzazione primaria, alla loro programmazione da parte del Comune o all'impegno dei privati a realizzarle insieme. Nell'in all'intervento, le urbanizzazioni devono precedere o almeno accompagnare l'edificazione nel comparto 17 è accaduto l'opposto, si è costruito, i residenti si sono insediati e le urbanizzazioni sono rimaste incompiute. Esistono responsabilità sicuramente di tipo gestionale, distribuite negli anni che gli uffici stanno ricostruendo atto per atto. Ma c'è una responsabilità più ampia di natura politica: non aver mai affrontato le opere di urbanizzazione come una questione di governo della città le si è lasciate alla gestione del caso per caso delle singole convenzioni. La stessa procedura per verificare e approvare le opere a scomputo non è mai stata formalizzata in un atto. È stata seguita, come prassi dagli uffici. È un problema che non riguarda solo il comparto 17, ma tutti i comparti di espansione della città. Questa Amministrazione ha scelto di farsene carico su impulso della Giunta, con atto del Segretario generale, ad agosto 2026 è stato costituito un gruppo di lavoro intersettoriale tra il Settore Bilancio e Patrimonio, il settore territorio e il settore lavori pubblici.
Il gruppo si è insediato il 1 settembre 2026 e ha condiviso un percorso in tre tappe: primo un protocollo operativo è intersettoriale che individui gli uffici competenti e gli atti necessari per verificare e approvare gli scomputi degli oneri di urbanizzazione da definire entro la fine di settembre 2026 e da sottoporre ad approvazione della Giunta 2. L'aggiornamento dello schema di convenzione urbanistica alla normativa vigente tra entro i sei mesi successivi, un disciplinare per l'esecuzione delle opere di urbanizzazione con regole comuni per tutti i comparti progettazione delle opere prima del rilascio dei titoli edilizi, cronoprogrammi vincolanti, garanzie adeguate.
Tempi certi per il collaudo e presa in carico in parallelo. Il gruppo completerà entro la fine di ottobre 2026 la ricognizione dei pagamenti degli oneri di urbanizzazione pregressi, allineandoli agli incassi iscritti in bilancio e avviando con l'avvocatura comunale il recupero dei crediti non riscossi. Ringrazio, ringraziamo il Consigliere per aver posto la questione. Il comparto 17 può diventare il primo banco di prova di questo nuovo metodo.
Grazie, Assessore. Prego, consigliere. Si ritiene soddisfatto o meno della risposta? Allora, io mi ritengo soddisfatto delle risposte. Spero che, avendo fatto questa interrogazione dell'8 agosto, sono sono sicuramente più che soddisfatto del fatto che subito all'indomani di questa sollecitazione sia avviato questo questo tavolo, che mi auguro possa dare delle risposte concrete a questi nostri cittadini. È ovvio che non si può essere soddisfatti dell'andamento amministrativo degli anni passati, ma auspico che d'ora innanzi sarà diverso, però vorrei chiudere il mio intervento su una cosa che esula da questa interrogazione, ma che porterei come raccomandazione all'Amministrazione all'interno della relazione che lei mi ha fornito, Assessore, c'è una frase che reputo importantissima. Le ha scritto a pagina 1, che nell'espansione di Molfetta alla morfologia del territorio non è sempre stata assunta come punto di partenza della pianificazione, anche in presenza di lame di aree a pericolosità idraulica e il caso, ad esempio il comparto 13, il comparto 17 l'esempio di un metodo, decisioni prese sulla carta che il territorio poi smentito. Io non vorrei che questo assunto, che lei giustamente ha riportato.
Puoi dire, incolpando lì le passate Amministrazioni e di essere stati disattenti alla morfologia del territorio, non possa replicarsi nell'esperienza delle opere che stiamo pensando di portare all'interno del bacino portuale, dove, secondo me si sta decidono di prendere le decisioni sulla carta senza prendere in considerazione è quella che è la morfologia del territorio e della nostra area portuale. In questo vi raccomando di avere maggiore attenzione e di non ripercorrere gli stessi errori che hanno fatto le Amministrazioni del passato. Grazie.
Allora, se l'Assessore non replica, passiamo alla terza interrogazione.
Della consigliera Azzollini Mariangela in merito alla sicurezza. Interrogazione urgente sulla sicurezza urbana zona muraglia, che risponderà il Sindaco. Infatti io ho fatto un'interrogazione, il Sindaco mi ha risposto e mi ritengo fortunato.
Fortunata, perché mi ha risposto che ne pensi fortunata? Perché mi ha risposto no. L'unica cosa è di prestare molta attenzione a tutta quella zona là, perché dalla risposta si evince che non ci sono le telecamere, c'è il controllo, però ritengo per tutta la zona del del centro storico. Maggiore attenzione, però per il resto mi ritengo fortunata di aver avuto la risposta. Per quanto riguarda, invece l'altra mi ah, va beh, scusami, no, no, no, pensavo.
Niente, praticamente il giorno 13 agosto sulla Muraglia qualcuno, qualche ragazzino, perché purtroppo sono ragazzini che stanno lì sopra, hanno buttato una bottiglia di vetro. Chi ha sfiorato una donna in attesa? Diciamo che è stato uno dei tanti episodi, purtroppo sulla muraglia, dove la presenza di questi ragazzini ormai è diventata diciamo, una quotidianità e creano sempre problemi che buttano bottiglie, buttano pietre, acqua e questo e quindi avevo chiesto al Sindaco se ci fossero delle telecamere, si aveva interessato i vigili o come comunque sei vigili Fo fossero stati interessati e mi ha risposto:
Sindaco, se vuole dire qualcosa.
Sì, è una relazione breve, quindi vi tolgo poco tempo, insomma, in riferimento a questa interrogazione acquisita agli atti.
In data 14 agosto ci sono varie risposte. Insomma, la prima riguarda il fatto che l'Amministrazione comunale ha preso dell'episodio, in realtà tramite la stampa locale, a seguito delle verifiche effettuate dal Comando di Polizia locale, è emerso che allo stato degli atti non risultano pervenute né segnalazioni né denunce sull'accaduto, dopodiché la consigliera chiedeva, rispetto alla questione del sistema di videosorveglianza e per quanto concerne un sistema di videosorveglianza, si precisa che la parte calpestabile della muraglia non risulta attualmente coperta da telecamere. Tuttavia vi è una telecamera installata su Corso Dante e rivolta verso l'ingresso del centro storico la porzione di muraglia adiacente. La Polizia locale mi ha confermato che la stessa era funzionante e che l'esame delle immagini salvate nell'arco temporale in cui presumibilmente potrebbe essere accaduto l'evento, precisamente dalle ore 17 alle ore 24 del giorno 13 agosto 2026, non ha fornito elementi utili.
In merito ai servizi di controllo e di presidio da parte della polizia locale, questi già dal mio insediamento e precisamente dal 15 giugno, sono stati su mia indicazione, previsti. Nello specifico è stato previsto un presidio alle ore 19 fino al termine del servizio degli agenti di Polizia locale nel centro e nel centro storico, con particolare attenzione a Corso Dante. Muraglia, Piazza Garibaldi e Piazza Giovine. Il servizio in via ordinaria termina alle 22 in via straordinaria in caso di particolari eventi termina alle 24 all'1, come ad esempio è avvenuto nei giorni a cavallo di Ferragosto dal 13 al 16 agosto. Il servizio, allo scopo prioritario di contrastare fenomeni di microcriminalità, di disturbo della quiete pubblica e di violazione del codice della strada, anche con attenzione particolare ai monopattini elettrici e del servizio. È tutt'oggi Improv, diciamo ancora programmato per ciò che riguarda il coinvolgimento, invece di autorità competenti di livello superiore, il coinvolgimento delle autorità competenti in materia di ordine e sicurezza sarà preso in considerazione qualora il lavoro di prevenzione e presidio congiunto delle forze dell'ordine operanti sul territorio non risulti sufficiente ad arginare fenomeni sistematici.
La sistematicità e la documentabili ITA mediante denunce o querele sono elementi imprescindibili per imprescindibili per poter ingaggiare con cognizione di causa sua Eccellenza il Prefetto. Ebbene, al momento tale condizione non risultano essere soddisfatte. Naturalmente l'episodio è stato tutt'altro che sottovalutato ed è stato favorito un maggiore coordinamento della Polizia locale con l'attività dell'Arma dei Carabinieri nell'attività di presidio dell'area specifiche, soprattutto nelle ore più tarde, grazie.
Grazie, Sindaco. Passiamo o la consigliera posso passare all'automobile? Allora passiamo all'ultima interrogazione, sempre della consigliera.
Nel mentre diciamo la mia interrogazione, il l'Assessore ha provveduto alla sistemazione, praticamente c'era stato un cedimento del manto stradale, le persone stanno sempre molto allerta, visto quello che è accaduto anche in altre vie, però chiedevo se ci fossero stati delle de delle delle dei sondaggi all'interno del però sembrerebbe che è stato un cedimento non strutturale.
E quindi è stato sistemato e quindi io mi ritengo soddisfatto.
Prego, continueremo a monitorare la situazione nel Sud, ci andrò personalmente.
Grazie,
Chiaramente abbiamo in questo momento evaso tutte le interrogazioni in giacenza. Chiaramente ringrazio sia il Sindaco che l'intera Giunta per aver dato risposta a tutte le interrogazioni di assenza. Grazie e buona serata. Il Consiglio comunale si chiude alle ore 21:57.
