Di seguito una breve descrizione dei principali servizi disponibili:
Cliccando su “CC”, nell’angolo in basso a destra del video, è possibile attivare o disattivare la visualizzazione dei sottotitoli.
Per ciascuna seduta sono disponibili:
- le trascrizioni integrali degli interventi;
- l’elenco degli interventi in ordine cronologico e dei punti all’ordine del giorno trattati.
La mediateca è interamente esplorabile.
- Ricerca semplice per:
- Oratore: consente di selezionare solo le sedute di Consiglio in cui uno o più oratori selezionati sono intervenuti.
- Argomento all’ordine del giorno: consente di selezionare solo le sedute di Consiglio durante le quali sono stati trattati gli argomenti di interesse.
- Data o periodo temporale: consente di selezionare le registrazioni di sedute svoltesi durante uno specifico arco temporale o in una specifica data.
- Ricerca Avanzata: è possibile ricercare singole parole, nomi, frasi, argomenti trattati durante le discussioni in Consiglio e ottenere come risultato tutte le registrazioni delle sedute durante le quali se ne è discusso, potendo riascoltare tutti i punti esatti in cui sono state pronunciate la parole di interesse.
Alla data odierna i social abilitati sono:
Per attivare il servizio è sufficiente registrarsi inserendo l’indirizzo email sul quale si desidera ricevere l’alert e indicare le parole/argomenti di interesse.
Dopo aver impostato i criteri delle notifiche, si riceverà un’email contenente:
- l’indirizzo internet della seduta on line di riferimento
- la sessione di seduta con i criteri di ricerca impostati
- l’elenco dei link alle porzioni di Consiglio in cui vengono pronunciate le parole specificate nei criteri di ricerca. Le parole trovate sono evidenziate in corsivo.
CONTATTACI
Ma allora, buonasera, a tutte e a tutti, grazie anche della puntualità, iniziamo il Consiglio Comunale del 3 luglio alle ore 18, prego la Segretaria per l'appello.
Sì, buonasera allora bagni Linda, presente, Cavallini, rami, niente di umano, Calandra, pesante, Pistolesi, ritardo.
Stante Coppa Simone e sta entrando ora dalla porta pesante pesante.
Rossi Marica.
Guerini, Lisa Bonciolini, Marco Bertelli, Fabiano, doni, Silvia stolti, Lourenço, nonostante che sia di Gabriella tesi Massimo.
Reali Lara Michelini, Giovanna sporchi, Giovanna.
Giovanni De Vito Vanessa.
Mettiamo assente ha per ora perché.
Allora crea Shanti sui pesanti, bene, grazie prima della nomina degli scrutatori, comunico l'assenza giustificata e comunicata dal consigliere Riccardo Pistolesi e, come d'accordo con i Capigruppo, che ho riunito pochi minuti fa, ritiriamo il punto all'ordine del giorno sull'aggiornamento del Piano e del Regolamento comunale del Piano del commercio perciò poi possiamo procedere allora con la nomina degli scrutatori.
Bene, tesi e testare.
Nominati gli scrutatori, possiamo procedere per il PUN per il punto numero 1, l'approvazione verbali della seduta del 4 giugno 2025.
Non lo vedo qui, ma.
No, allora sono 14 presenti 14 votanti, 14 favorevoli.
Procediamo per il punto numero 2, l'adozione del Piano strutturale del Comune di Montopoli in Val d'Arno ai sensi dell'articolo gli articoli 20 in 92 della legge regionale 65 2014 dell'articolo 21 della disciplina del PIT PPR e del procedimento di VAS ai sensi dell'articolo 23 della legge regionale 10 2010 e 2010. Procederemo così in maniera anche,
Provando a sintetizzare, ma come saprete, è quasi impossibile sintetizzare un lavoro così lungo, ma con visto che ci sono stati diversi appuntamenti anche con le Commissioni consiliari, cercheremo di ognuno perché è presente di dare il proprio contributo, nei limiti appunto della lunghezza che un piano strutturale anche se in fase di adozione e deve avere,
Interverrò io come primo intervento, poi interverrà il presidente della Commissione affari territorio fa abbiamo Bertelli i tecnici che hanno lavorato al Piano e che sono presenti l'architetta Claudia Tòpin il GE, il geologo Mezzetti il.
L'agronomo Martinelli e poi il nostro architetto Massetana nicchia è l'estensore del del appunto del nostro piano, poi apriremo di, ma il dibattito per tutte tutte le consigliere e i consiglieri.
Perciò parto con l'intervento del Consiglio comunale di questo importante Consiglio comunale. Intanto ringraziando poi lo farà l'architetta Toti, specificando bene anche i ruoli di ognuno, ringraziando tutto il lavoro fatto in questi anni e che ancora ci vedrà impegnati, vedrà impegnate l'ufficio e tutti gli estensori del piano tengo a Riad. Vi ringrazio. Chi è presente anche i nostri dipendenti del dell'ufficio e per la loro presenza qua stasera? Parto da una data che è quella del 25 giugno 2019, quando appunto la Giunta comunale ha dato inizio alla formazione del nuovo Piano strutturale. Perciò si parla di sei anni fa, guado precisi, e con questo appunto l'avvio, con tutti i passaggi che sono quelli dovuti dal Consiglio comunale, dalla individuazione della figura del Garante, dai contributi richiesti per l'avvio del procedimento a tutte quelle aziende che sono da Terna, ARPAT ASL acque e poi in questa fase arriviamo a quel periodo che tutti noi riconosce, li conosciamo bene che lo stop perché c'è stato soprattutto sul piano strutturale, nel 20 e nel 21 per per il Covid, ma voglio ricordare appunto tra il 20 e il 21 da qui dall'avvio. In realtà, il l'incarico all'architetto all'architetto Massetana è arrivato solamente il 27 agosto 2021 gli altri incarichi, qualcosa, ad eccezione del geologo che era stato dato nel 2019, sono arrivati poi successivamente nel 23 e del 24. Nel febbraio 2022 è iniziato un percorso importante, partecipativo per la presentazione, appunto in cui viene è stato presentato il documento preliminare, è stato presentato un documento preliminare. Nelle frazioni è stato presentato il documento preliminare. Nelle scuole, con gli insegnanti, con i genitori e da soprattutto questo percorso, e sono arrivate 500 idee dai nostri bambini e dalle nostre bambine. 128 disegni sono stati poi richiesti anche interventi da parte degli esterni, con appunto un indirizzo di posta elettronica dedicato, e il materiale è sempre disponibile, come avete visto anche in quest'ultimo periodo a disposizione del di tutte con le consigliere, i Consiglieri nel il 22 e il 26 febbraio 2022 per chi c'era abbiamo fatto alcuni interventi, un'iniziativa molto importante che è stato forse l'evento principale con i tavoli di lavoro alla pubblica assistenza, un sabato mattina tavoli di lavoro dove, all'interno del tavolo di lavoro, abbiamo parlato di tre maxi tematiche che sono l'ambiente, il paesaggio, la città, gli insediamenti urbani, l'economia e le attività produttive.
E da qui appunto mi sento anche di dirlo e lo ribadirò anche più avanti. Sono venuti fuori idee, proposte e progetti che poi troviamo all'interno del Piano.
Una volta poi acquisito anche questo e rielaborato questo importante in questa importante iniziativa con tutte le altre. Perciò, avendo fatto poi un report che anche questo trovate e avete trovato tra i materiali che sono a disposizione dei consiglieri comunali, ma che sono a disposizione comunque di tutti, perché ricordo sulla pagina istituzionale sotto che hanno strutturale, troviamo tutto il materiale che in questi anni è stato fatto nella trasparenza più assoluta. Il 13 12 13 dicembre 2023 abbiamo fatto poi un intervento, un incontro conclusivo con la condivisione di tutte di deve delle strategie, tutte sarebbe un po' un po' troppo, perché comunque le strategie sono molte, come avete visto, sul che troviamo poi nel nostro Piano strutturale e il 2024 è stato un anno che è servito non certo a per per le elezioni a perdere tempo, ma anzi è servito per l'Ufficio. È per gli estensori per mettere in fila tutto quanto recepito e.
E produrre quel prodotto che oggi andiamo a ad adottare e.
E all'interno poi e sono stati elaborati tutti gli studi che vanno a formare e che danno i vincoli, ma voglio dire anche le opportunità, non solo i vincoli, che potrebbe essere declinato a una parola negativa, ma anche le opportunità per il nostro territorio. Perciò la parte politica fatta con le cittadine con i cittadini, la parte tecnica con i nostri tecnici, gli approfondimenti, quelli che riguardano dal rischio idrogeologico di cui abbiamo parlato insieme tante volte, alla parte archeologica che vanno a costruire tutti insieme questo piano, si sono poi svolte le Commissioni consiliari di approfondimento. La disponibilità dell'architetto Massetana fumo comunicata a tutti i Capigruppo per incontrare i gruppi consiliari separatamente, e so che il Gruppo di maggioranza l'ha fatto non ne sono pervenute. Ne ha altre richieste da parte dei Gruppi di minoranza. Perciò la disponibilità del Massetana ah, insieme ai suoi, ai tecnici a al gruppo di lavoro, anche approfondire questo questa tematica anche singolarmente, perché molto spesso possono essere, ci possono essere anche delle domande che uno in Commissione non vuol fare.
Questo di materiale, appunto, che è stato disponibile fin da subito, con la disponibilità appunto dell'ufficio che io, nel mio ufficio ottenuto per varie settimane, tutte le cartine a disposizione di tutti, perciò anche prima del del periodo in cui era per dovuto per il Consiglio comunale, ecco, io ho elencato tutte queste date questi incontri per ricordare che abbiamo fatto molto di più di un semplice percorso partecipativo, perché quello che a cui crediamo fortemente, anche appena eletti, quando stiamo fu subito ritrovati a riprendere in mano il Piano strutturale, perché sappiamo benissimo che questo è uno strumento di carattere strategico e di lunga durata soprattutto e deve contenere gli obiettivi e gli indirizzi per lo sviluppo di Montopoli, lo sviluppo sostenibile del territorio di Montopoli a lunga durata e non può esser fatto che non se non ascoltando tutte e tutti e mettendo dentro tutto quello che è stato richiesto dai cittadini, questo è un piano che definirà la nostra comunità nei prossimi anni. Perciò credo che l'adozione di ora, ma la fase anche successiva, poi delle osservazioni. La fase successiva è dir poi quella che sarà l'approvazione, deve per noi essere centrale di dibattito e di discussione, perché l'obiettivo che ci siamo posti e che è quello più semplice di tutto l'obiettivo è quello di garantire innanzitutto lo sviluppo sostenibile del nostro territorio e con quei coerente con quello che è il nostro territorio. Migliorare la qualità di vita delle cittadine e dei cittadini e delle aziende che sono nel nostro territorio, promuovendo sia lo sviluppo economico, ma soprattutto lo sviluppo sociale, e non ci dimentichiamo mai di tutelare il patrimonio culturale che qua nel nostro territorio è vasto. È fondamentale perciò, tra i documenti importanti che sono state inviate ai consiglieri comunali, i documenti atti dovuti sono stati quello che forse di più facile lettura diciamo così e anche più importante è la disciplina del Piano nella disciplina del PAI del Piano, partendo appunto da pagina 82 83, dove si parla delle strategie dello sviluppo sostenibile. Perciò quello di cui parlavamo poco fa troviamo ben scritto. Quali sono gli obiettivi, quali sono le azioni e le direttive progettuali perciò, per esempio, e voglio anche citarle brevemente scusate, ma credo che sia importante farlo anche alcuni. Il nostro obiettivo, per esempio sulla mobilità di interesse sovracomunale. Il nostro obiettivo è quello di creare.
Montopoli che sia un Comune policentrico e che che abbia dei collegamenti importanti con i Comuni vicini. Perciò, per arrivare a questo obiettivo, cosa dobbiamo fare? Le azioni, quali sono le azioni, modifica la viabilità in uscita della Fi-Pi-Li, per esempio il miglioramento di interscambio con la stazione di San Romano e gli altri Comuni vicini. Sempre su questa pagina troviamo poi come lo vogliamo fare. Perciò si dà già delle direttive e degli indirizzi progettuali per realizzare questi obiettivi. E poi, se quello della mobilità, invece all'interno del Comune, anche qui l'obiettivo è quello di.
Di facilitare la mobilità nel territorio sia urbanizzato, ma anche quello rurale, con i collegamenti, per esempio, delle zone industriali di via Fontanelle, di San Romano. Ecco, noi dobbiamo trovare e qua lo definiamo delle delle azioni importanti per collegarle, perché questo va a migliorare le nostre zone industriali, ma anche quello della mobilità lenta. C'è un capitolo, appunto, che riguarda le infrastrutture di mobilità, lenta, mobilità lenta che deve guardare all'interesse non solo comunale ma anche solo su quello sovracomunale, su cui già l'Amministrazione sta lavorando, ma va assolutamente in questo caso, poi a va approfondire questo questo tema della mobilità, lenta sempre nelle.
Sempre tra gli obiettivi che ci siamo posti e quelle del del sistema funzionale e infrastrutturale delle linee tecnologiche. Quello di migliorare tutte le questioni connessioni tecnologiche che si trovano sul territorio, da a partire dagli elettrodotti, dalla presenza degli elettrodotti alle antenne, ricetrasmittenti ma anche a tutto ciò che sono i sottoservizi, pensiamo a tutti la parte che riguarda idrica, gli oleodotti, gli smaltimenti di liquami, le alla parte che riguarda il gas, il metano. Ecco, e qua noi dobbiamo avere delle nuove infrastrutture che servono appunto per migliorare la qualità della vita del nostro territorio e soprattutto nel rispetto ambientale. In questo caso c'è anche un sotto un, un paragrafo, un sottoinsieme che riguarda poi le fonti rinnovabili in tema importantissimo anche questo legato alla sostenibilità ambientale e tra gli obiettivi che ci poniamo è quello appunto di contribuire anche noi, nel nostro piccolo come comunità monopoliste, alla costruzione della di quella che noi vogliamo chiamare la transizione ecologica dell'economia locale e nazionale. Ma è ovvio che dobbiamo dare degli obiettivi, come in questo caso. L'obiettivo è quello non di creare piccole Comunità solari a energia solare su tutto il territorio, ma individuare una zona ben precisa dove poter mettere i pannelli fotovoltaici. E questo sempre per i temi che vi dicevo all'inizio di una città sempre più, nel rispetto appunto della parte dei beni culturali, ma anche sulla sostenibilità, Indian sulla sostenibilità ambientale. C'è un punto molto importante che noi abbiamo misto, che riguarda anche le reti ecologiche, che è fondamentale. Ce ne siamo resi conto soprattutto dopo il 13 e 14 marzo, su cosa sono effettivamente le reti oncologiche e come vanno mantenute? Ecco quindi qua diciamo anche una cosa ben precisa. Noi vogliamo implementarli, questi questi ecosistemi già esistenti, un esempio il bosco di Montopoli che c'è, che è stato appunto costruito dai soci in un unico per di Firenze, ma il lavoro che è stato fatto anche nella nostra zona industriale della precedente Minias Amministrazione. Ecco, noi qua diamo, diciamo questo che vogliamo superare i criteri di standard urbano, ma bensì ampliarli, perciò laddove c'è il concetto di standard ecologico, se ho se debbo piantare tre albi, non ne vogliamo piantare i tre, ma ne vogliamo piantare molti di più e 4 lo troviamo nel in questo quello che sarà il nostro Statuto, che sarà la nostra, il nostro luogo, dove tutte poi i professionisti e le professioniste e si dovranno dovranno osservare, e vi dicevo, della difesa idraulica ed.
Geomorfologica. All'interno di questo dico anche di questa parte troverete un approccio trovato. Non avete letto un approfondimento molto importante è quello che sono le misure di sicurezza idraulica del territorio. C'è un'attenzione molto importante, rivolta soprattutto alla frazione di Castel del bosco, per poi passare anche a tutti gli interventi che saranno che sono fondamentali, penso al vagherà, ma anche a San Romano San Romano uno sta Romano 2 nel senso le fontanelle fontanelle, uno fontanelle 2, San Romano basso. Ecco qua Chicchi chi ha avuto la pazienza di leggere trova anche quelle che sono le risoluzioni che sono un po' anche le risoluzioni che poi abbiamo portato in giro in questi in questo mese. Chi ci ha seguito nel Touré delle Assemblee di frazione,
Altro tema importante è quello del ruolo del Comune nel comprensorio produttivo ambientale, del Valdarno inferiore. Comunque, con questo Piano strutturale, noi ci candidiamo ad essere ad avere un ruolo importante nel comprensorio, ad avere un ruolo che importante, perché abbiamo la possibilità di de della nostra stazione di comunque di un'uscita della superstrada importante che serve anche i comuni limitrofi, anzi molti Comuni limitrofi, il penso anche ai servizi che eroga la pubblica assistenza, anche come casa della salute, che è centrale, un luogo centrale da cui provengono anche persone dai Comuni limitrofi, la lo sviluppo, appunto, che può avere nei prossimi anni il bosco di Montopoli. Ricordo che tra nove anni otto e mezzo ho perso un po' il conto tra otto anni e mezzo il bosco di Montopoli sarà nostro sarà di proprietà del Comune, perciò il ruolo che può avere qua dentro noi diamo delle direttive e degli indirizzi progettuali per arrivare a quel ruolo centrale che Montopoli merita di avere e poi quello che sono i servizi di livello comunale e noi vogliamo fare. Vogliamo trovare, nel massimo della massima possibilità di dare i servizi a tutte le, a tutte le frazioni. I collegamenti a tutte le frazioni è sempre penso no anche alle assemblee che abbiamo fatto all'URP, all'Assemblea, quella con i tavoli tematici, ed è proprio lì che è nata dalla volontà dei cittadini e delle cittadine e lo vediamo e lo leggiamo nei verbali la richiesta pressante di fare una scuola primaria plesso unico, perciò un servizio che i chi ha partecipato a quei tavoli ha ritenuto opportuno avere un unico plesso per arrivare a un servizio migliore, ma anche quello che.
L'abbiamo scritto. Ci stiamo già lavorando, che sono quello dei PEBA, perciò all'abbattimento delle barriere architettoniche, un altro tema importantissimo per migliorare appunto le nostre frazioni, altro tema importante a cui noi ci teniamo moltissimo che non abbiamo dimenticato sono il temi delle attività agricole. Noi abbiamo un potenziale e soprattutto abbiamo un grande, un grande impresa o quello di avere ancora delle zone rurali con attività agricole. Queste sono attività agricole tipiche del TAR e del territorio e che sono compatibili con il nostro paesaggio, che vanno mantenute e vanno anche Palù valorizzate. Perciò una serie di azioni e di direttive che serviranno per sostenere le aziende agricole già presenti, ma anche quelle che possono essere future. Altro tema importante sono quelli delle attività turistiche e sia di tipo rurale che ha ambientale nel nostro territorio. Vogliamo un consolidamento del dello sviluppo turistico, favorendo la collaborazione con gli operatori turistici, ma anche favorire forme di collaborazione e culturali e ambientali, sempre per promuovere il nostro territorio. Penso alla via Francigena, i collegamenti con la via Francigena al tartufo. Al tema del tartufo manca, abbiamo inserito due temi che sono quelli del consolidamento della sosta camper di Montopoli e la possibilità di creare un altro spazio di sosta camper, nella frazione di Marti, nel centro storico di marchi. Ecco, tra gli ultimi punti, le attività commerciali. Perciò il consolidato in consolidamento, anche qui delle attività delle reti commerciali del del nostri commerciali di vicinato e la valorizzazione delle nostre produzioni locali.
Sempre per quel tema di gli insediamenti, della centralità dell'insediamento urbano e il tema della manifatturiera qua, ovviamente, il manufatturiero qua. Ovviamente dobbiamo fare una riflessione che è molto più ampia, perché è una riflessione che riguarda non solo il tema incominciare del terziario, ma una eventuale riconversione di aziende che sono sul territorio che avranno probabilmente necessita di ri, di ricrearsi e di avere delle delle azioni delle degli impianti tecnologici di cui ora stiamo sprovvisti per essere quelle aziende del futuro. Ecco e in più, come vi dicevo, noi stiamo parlando di questo territorio a carattere policentrico, perciò con tanti centri più diffusi, ma che sia sempre a sostegno dei ceti sociali più deboli. Questo lo ritroviamo nel o v sempre, lo ribadiamo sempre, ma anche qui parliamo di azioni importanti sul territorio urbanizzato, quello che sono appunto il recupero del patrimonio edilizio di interesse storico, la destrutturazione fedeli ricostruttiva, ma anche, nel caso appunto, tra le azioni di destinare gli interventi di maggior consistenza, una quota del 10% da destinare all'edilizia sociale. E questo cosa significa se costruisco X appartamenti. Una parte deve essere destinata a edilizia sociale e poi garantire a tutti at a tutte e a tutti questi a tutti gli insediamenti e l'accessibilità ai servizi, anche attraverso la mobilità, che la mobilità, appunto di piste ciclabili e percorsi pedonali sicuri.
Un ultimo tema tra gli ultimi temi Kiev di cui volevo parlare, è anche la divisioni degli UTOE, a cui abbiamo appunto pensato tutori che abbiamo separato, appunto sono due suoi che vedono il fiume chiese in a separare Castel del Bosco Marti con le altre frazioni San Romano capanne Montopoli UTOE che noi chi ovviamente che non significa se l'UTOE la prima o poi che è quella che riguarda,
San Romano capanne e Montopoli. Chi avrà una specificità di prevalenza di commutazione urbane residenziale? Ma questo va da sé. Basta guardare una cartina, un Google Maps della situazione e vediamo Codacons e caratterizzato quello autore come MULTICAST del bosco che invece connotato più dall'aspetto naturalistico e ambientale, residenziale e turistico ricettivo. Questo cosa significa nonché, come appunto si possa e si può pensare, non c'è possibilità di aprire un'azienda agrituristica a Capanne anzi Sticchi. È possibile la suddivisione del del del riuso e che credo sia ciò che è più una cosa tecnica che che altro ci permette di pianificare, di pianificare interventi sul territorio in quell'UTOE. Ad oggi noi abbiamo 5 o 6 per le 5 frazioni e non ci permettono di creare connessioni tra le 5, autore. Noi invece abbiamo necessità di creare connessioni tra tutte le UTOE, e questa scelta va in quella va verso questa misura, appunto più un altro tema importante che credo sia di interesse del Consiglio comunale è quello del diminutio, dimensionamento del di appunto del del Piano strutturale. Cosa significa quante persone prevediamo di ospitare di afa di nuovi residenti sul nostro territorio? E questo lo avrete letto a pagina 118, sicuramente e noi abbiamo previsto un aumento con questo Piano strutturale di 1.350 cittadini, di cui 750 dal recupero o rigenerazioni e 600 da nuove edificazioni. Per quanto riguarda invece i posti letto del turismo, 200, di cui 75 dal recupero rigenerazione e 125 di nuova edificazione di vado a specificare anche negli uso e che sono hutu A1 975 abitanti e 75 posti letto invece per il turismo nell'uso ai due 375 abitanti e 125 posti. Letto come questi, sono numeri che non sono altissimi, ma non perché non vogliamo far crescere Montopoli, ma c'è anche un tema molto importante che noi non vogliamo deturpare il territorio. Con questo piano non vogliamo andare a creare.
1.000 volumi in più altri a quelli che già sono presenti e sono da riqualificare. Perciò questo è un piano in cui si va soprattutto a recuperare aree generale e la fa a pagina 120, potete leggere anche tutti i metri quadri di cui appunto abbiamo dato indicazione. Perciò è una tabella in cui si va a vedere che il consumo del territorio è minimo.
E vado a concludere per di par parlando degli obiettivi che vi ho già detto e che ci siamo posti e che ritroviamo dentro, questo è il Piano strutturale.
E sono facendo poi rileggendomi il tutto sono poi quegli obiettivi che ritroviamo nelle politiche dell'Unione europea, perciò diciamo, stiamo andando di pari passo con le politiche dell'Unione europea. Si parla di sostenibilità ambientale, o meglio non si parla. Si mette l'obiettivo della sostenibilità ambientale e dell'uso responsabile del territorio, della crescita economica inclusiva, della coesione sociale e territoriale, degli insediamenti sostenibile di cui vi parlavo prima dell'accesso ai servizi sociosanitari e è fra tutti i temi che noi ritroviamo anche quando ci mettiamo a cercare i finanziamenti per la per sull'Unione europea. Questi sono requisiti base, altrimenti non si può neppure a cedere. Perciò sono tutti obiettivi che servono a migliorare la qualità della vita dei cittadini e delle cittadine delle nostre imprese. E per qualcuno che.
Può dire che sono progetti ambiziosi, che sono progetti molto alti. Sì, è vero, lo sono, ma questi sono un po' quello che è Montopoli quello che vogliamo per la Montopoli tra 20 e 30 anni, perché questo sarà uno strumento che servirà per almeno 20 anni, perciò.
Ecco, questo è il primo passaggio che facciamo di adozione. Poi ci sarà la ci saranno gli altri passaggi, tra cui l'approvazione traffici. Tenevo a presentare, anche se ho rubato un po' di tempo in maniera esaustiva il. Il piano.
Lascio la parola al Consigliere, Fabiano Bertelli, che è presidente della Commissione affari territorio che ha seguito con me e con gli altri il piano.
Buonasera, a tutte e tutti e buonasera, Consigliere e Consiglieri.
Siamo finalmente arrivati alla conclusione di un percorso che, come ci ha ricordato poco fa la Sindaca Vanni, ha avuto inizio nel 2019, quando la gran parte di noi non aveva sicuramente la percezione, ma forse nemmeno la più vaga idea che questa sera sarebbe stato qua in queste vesti.
L'epilogo di un cammino di ben sei anni, con pausa forzata, dovuta al Covid, che ha visto l'interessamento della popolazione con un capillare percorso partecipativo itinerante in tutte le frazioni e che si è visto spingere fino al coinvolgimento delle studentesse e degli studenti delle scuole del territorio,
Il Piano strutturale è uno strumento molto particolare, è un piano molto poco pratico, che riguarda ben poco lo stretto orticello del comune cittadino, ma che contrariamente appassiona chiunque abbia una scelta attenzione allo sviluppo di un dato territorio, è un documento che, pur non normando niente nello specifico sovrintende e contiene in sé e precise linee politiche di sviluppo quasi una sorta di manifesto programmatico, sicuramente un documento di forte connotazione politica.
È certamente il Documento di programmazione e pianificazione più politico in assoluto di quasi un vestito che non tutte le legislature hanno l'onore di veder cucito sul proprio misure, che restituisce la visione che abbiamo del concetto stesso di futuro della Montopoli che vogliamo e che vorremmo una visione e allo stesso tempo concreta e ardita e perché no per certi versi anche immaginifiche trasognata.
Rinnegando ogni accezione negativa dei termini, perché d'altronde, come sosteneva Oscar Wilde, ciò che non abbiamo usato abbiamo certamente perduto,
Tutto l'iter, soprattutto quello dell'ultimo anno, è stato e non poteva essere altrimenti un continuo confronto e scambio tra la parte tecnica e quella amministrativa. Provo piacere e anche una buona dose di orgoglio nel vedere come si sia arrivati alla redazione di un documento che contiene in sé tutta la filosofia, la mentalità, la sensibilità, in poche parole il marchio di fabbrica di questa Amministrazione,
Priorità già presenti nel programma elettorale, che coerentemente ritroviamo in tutte le azioni e direttive intraprese intraprese e che non potevano certo venir meno in un documento così importante, ecco che vi ritroviamo l'attenzione all'ambiente, allo stato sociale, l'attenzione allo sviluppo, alla mobilità lenta, il concetto di sviluppo della centralità dei servizi educativi, le direttrici funzionali sia comunali che sovracomunali, lo sviluppo sostenibile del territorio e il coraggioso tentativo di risolvere l'annoso problema della perequazione urbanistica e dello spostamento in riuso dei volumi.
Sicuramente il passaggio di oggi rappresenta un importante punto di arrivo, ma allo stesso tempo anche un punto di partenza.
Sarà infatti da domani in poi che si aprirà la seconda partita con l'istituzione a noi sovraordinate, la fase della difesa delle scelte scrupolosamente pensate e convintamente fatte, e sono certo che in questo confronto abbiamo buone frecce da scoccare a nostro favore.
Volevo anch'io unirmi ai ringraziamenti al responsabile Toti e l'ufficio tutto e a tutti i redattori di questo piano l'agronomo Martinelli, l'ingegnere idraulico Gabrielli, l'archeologa Baldassarri, il geologo Mezzetti, ed in particolar modo l'architetto marsicani per il lavoro fatto e soprattutto per la disponibilità sempre dimostrata, ricordo su tutti i vari incontri fatti con la Commissione territorio e con il Consiglio, tutto la fornitura di tutto il materiale e i documenti che di volta in volta venivano prodotti e la disponibilità più volte comunicata, ma non so quanto pienamente usufruita di incontrare anche separatamente tutti i vari Gruppi consiliari sia di maggioranza che di opposizione, continuando su quell'impronta di un lavoro che, nato con i primi e molteplici incontri partecipativi con la popolazione, ha trovato la sua conclusione con la completa condivisione con tutte le forze politiche presenti. Ringrazio tutti buona sera.
Grazie e scusate e la.
La parola all'architetto Toti,
Come vedete, nel video ho fatto due slide veloci per farvi vedere di cosa è composto il Piano strutturale, che è già la nostra sindaca ha pienamente illustrato ringrazio Bertelli per la sua presentazione, che è molto accurata e e sentita, devo dire, il piano non ripetere i nomi tanto le reti di rivisti lì da quando parla alla Sindaca che ci sono iscritti quella la rammentati la Sindaca Vanni rammentati Bertelli tanto direttamente per farvi capire che questo strumento l'avete visto tutti perché è composto da tanti elaborati.
Contiene parti di quadro conoscitivo che hanno coinvolto tutte queste figure, che avete sentito rammentare prima la prima tavola fa è quella che prende l'inquadramento territoriale all'interno del quale il PIT ha collocato il Comune di Montopoli, che poi lo vedrete nella presentazione che faremo prima della fine della scadenza delle osservazioni a tutti i cittadini e i professionisti quindi queste immagini che verranno poi illustrati in una rappresentazione più accurata insieme a tutti i tecnici e insieme a tutti i cittadini, quindi a parte se uno scusi eh scusate, ma sono abituata del computer.
Ho vengo lì.
Sì, allora praticamente è il primo, la prima parte dopo la la tavola di inquadramento e tutto il gruppo di elaborati della parte agronomica che riguarda la vegetazione che è stata sviluppata dallo studio PFM qui abbiamo l'agronomo Martinelli, Federico,
Il suo lavoro consiste.
Scusate al suo lavoro è composta da una relazione generale e diversi elaborati grafici che tendono a rappresentare la situazione agroforestale nel negli anni, per far vedere tutte le differenze che ci sono dal passato fino ad oggi e poi individua le aree tartufigene, individua le aree boscate e della legge 142 e fa vedere che, come Amministrazione, abbiamo provato a proporre delle piccole riperimetrazione del bosco che, vicina ai nuclei abitati, possono essere non favorevoli per gli interventi futuri. Poi abbiamo la l'acronimo che dopo farò un piccolo intervento, andando avanti tutte le cui zero-tre fanno parte degli elaborati che ha prodotto l'architetto, ma si Tani che fanno vedere l'evoluzione insediativa del patrimonio territoriale, i beni culturali, i vincoli di natura paesaggistica e le infrastrutture tecnologiche, per poi passare a tutta la parte che riguarda le indagini archeologiche che ha seguito la professoressa Baldassarri, Monica, che tutti ben conoscete, insieme a una sua ex allieva che ha fatto tutta la parte cartografica che si chiama Letizia Chiti, la dottoressa Letizia, Chiti in e questo approfondimento. Lo illustrerò io perché oggi manca, purtroppo per questioni lavorative, non è potuta scendere perché il lavoro a Milano, adesso sia lei che l'ingegnere idraulico, non sono presenti oggi, quindi io farò una breve illustrazione del loro lavoro.
Quando si farà poi rappresentazione generale, ci saranno anche loro andando avanti.
C'è tutta la parte del quadro conoscitivo invece che rappresenta.
Vengo lì.
Dai vincoli.
Scusate, ma è meglio se sto dalla parte del computer.
La tecnologia no, dice che con questo lo faccio lo stesso.
Sì, va.
È uscito quando è uscito.
Sappiamo il CED.
Marino.
Vado, io vai.
Sì, vai vai okay, quindi siamo arrivati alla parte geologica che illustrerà il geologo Mezzetti. Che acquisto è composta da una relazione e tutti gli approfondimenti di studio che riguardano la geologia, la geotecnica, le indagini, i dati base, lui ha raccolto, grazie all'ufficio tecnico, tutte le indagini geologiche dal passata ora quindi c'è un archivio di dati che apparentemente no a noi ci sembrano incomprensibili, ma che sono molto utili ai tecnici che in futuro andranno a fare le indagini sul territorio. Poi ci sono sezioni stratigrafiche, le MOX e.
Nelle carte dove ha riportato le frane praticamente è riportato anche le frane degli ultimi eventi che ci sono stati di marzo 2025, andando avanti ci sono gli elaborati della parte idraulica che vedremo a breve, dove l'ingegnere idraulico, dopo una breve relazione, ha approfondito lo studio che riguarda la i PGR al famoso PGR. A chi è quello dove si vede tutto blu che noi abbiamo per una gran parte nel nostro territorio, che sono il piano di gestione del rischio, alluvioni, queste questa cartografia, lui l'ha modificata rispetto a quella che era stata fatta dal Autorità distrettuale dell'Appennino settentrionale perché quella analizzava soltanto l'Arno, con tutto lo studio, parecchi che c'è stato fatto da Empoli fino a Pontedera, uno studio fatto con supervisione del Comune di San Miniato dato incarico a questo Bavecchi, lui ha fatto questo studio per l'autorità distrettuale e questo è quella cosa che c'ha ritardato tanto allo studio del nostro Piano strutturale, insieme poi a l'adozione del PAI nuovo che ha modificato le frane e quindi abbiamo iniziato a rifare tutto il lavoro quando sono stati finiti questi due.
Elaborati quindi nel suo studio, lui ha fatto una relazione, le tavole che poi vi farò vedere dopo, ritornando invece alle tavole del dell'architetto marsicani,
Tutto questi che ho fatto vedere fino ad o fino ad ora sono le tavole del quadro conoscitivo, perché la maggior parte dello studio del Piano strutturale proprio studia tutti questi aspetti, sia l'aspetto idrogeologico geologico archeologico e gli aspetti anche del territorio re riferiti al PIT,
Perché il piano di indirizzo territoriale,
Che ah nel 2015, quando è stato fatto per la Toscana, ha dato dei bei delle belle linee di indirizzo da seguire, quindi tutte le tavole di quadro conoscitivo si devono riferire al PIT della Regione Toscana e devono essere.
Devono essere adattate al nostro territorio. Quindi c'è tutta una tavola dello Statuto del territorio.
È invariante uno due, tre quattro magari non sostituendo le illustrerà per poi arrivare a.
Alle tavole di quadro conoscitivo, tavole di progetto e quindi l'Est, come dicevo, allo Statuto del territorio e la sintesi dello Statuto del territorio, la sintesi delle strategie che è la tavola che si vede qui sotto magari dopo vi potete avvicinare e dopo la farò vedere perché mentre parla l'architetto ma si sta nell'omessa,
L'ho messa in qui è andata tutta avanti, ma l'omessa Matteo.
Quindi, arrivando a un fondo per arrivare alle strategie, qui ci sono tutta una serie di elaborati che li abbiamo fatti vedere anche nell'ultima Commissione, dove ci sono nel dettaglio le l'ingrandimento delle frazioni mi faceva, mi fa piacere dire questa cosa poi magari ne parlerà marsicani sono state messe le infrazioni con un perimetro del territorio urbanizzato molto grande che si rifà a circa quello che era prima il territorio urbanizzato e noi andremo in Regione cercando di portarne a casa il più possibile di questo territorio in più rispetto a quello che è attualmente l'edificato, perché lo ripeto che oggi non siamo ancora detto che la legge regionale,
Dice che bisogna portare avanti il consumo di suolo zero e da un certo punto di vista anch'io sono d'accordo su questa frase, ma il territorio si deve costruire. Péchés venga mantenuto in questo modo. I nostri avi e i terrazzamenti, le strade, le facevano, le mantenevano. Se noi da qui in avanti si dice tutto bello così com'è non si tocca niente, poi si mantiene più niente. Bisogna in qualche modo intervenire per far fare qualcosa, quindi noi, nel nostro progetto principali quello che ci conta, i ci preme di più, è mettere in sicurezza le abitazioni che stanno in condizioni di degrado, quando si allaga, quando ci sono le frane e quindi cercare di andare incontro, come diceva prima la Sindaca, c'è proprio scritto nella disciplina dei progetti futuri da cercare di portarli a un qualcosa di concreto. Non solo sulla carta c'è un nostro tentativo nel futuro è quello di farli veramente arrivare a una fase esecutiva. Questi progetti, che migliorano allo stato esistente in più in questi terreni che ci sono intorno all'edificato. Noi dobbiamo cercare di riqualificare i margini cercando di poter fare anche qualcosa che non è solo l'arrivo dei volumi che sono in golena e arrivano nel territorio vicino al territorio urbanizzato, ma riqualificazione della viabilità, di parcheggi dove mancano o anche di piccoli interventi edilizi, perché va bene il consumo di suolo zero, ma a volte questi piccoli interventi contribuiscono a migliorare la vivibilità delle nostre frazioni e a migliorare le condizioni di tutti. Quindi c'è il nostro obiettivo, è quello di cercare di portare a casa qualcosa di tutta la test sul terreno che si è messo al contorno. Non ce la faremo, ve lo dico di già, non sarà possibile rendere edificabile e tutto quello che c'è intorno, però cercheremo di portarne il più possibile tutto con il piano operativo e con sicuramente dalla Regione. Ci chiederà di dire di preciso che cosa faremo in tutti questi contorni che abbiamo lasciato quindi nel percorso che ci sarà da oggi, che è l'adozione, fino a quando arriveremo all'approvazione, ci saranno diversi, elaborati da modificare e da fare per cercare di arrivare poi alla fine avere un risultato che poi sarà quello il perimetro, dove con il piano operativo, si andrà a dividere le strade, l'edificato.
Dove si costruisce, dove non si costruisce. Questo era importante dirlo, poi tanto ci pensa il MASE Tani. Infatti il suo piano poi, è con la Sindaca, ha illustrato principalmente la disciplina, che sono le norme, ma c'è anche una relazione e c'è tutta la parte che riguarda il rapporto ambientale e la sintesi non tecnica alla valutazione di incidenza. Chi si chiama vinca la valutazione strategica, la VAS e il documento di con formazioni con il PIT, perché, mentre prima fare un piano strutturale erano cosa semplice, andava in adozione, sì, partivano da dal momento in cui si.
Repubblica sul BURT della delibera di approvazione della delibera di adozione 60 giorni per fare le osservazioni alla scadenza dei 60 giorni in un mesetto due mesi detti si facevano le controdeduzioni, si rispondeva alle osservazioni e si andava all'approvazione. Questa era lite.
Oggi, dopo i 60 giorni, si deve aspettare che risponda l'Autorità distrettuale dell'Appennino settentrionale e il Genio civile rispondano sia sulla parte idraulica che sulla parte delle frane che il PAI, quando avranno risposta anche loro si andrà in una prima approvazione del Piano. Tutti qui, in Consiglio comunale, finita la prima approvazione. A quel punto lì si andrà in conformazione, cioè si farà una riunione, una o più riunioni con le Regioni e un'altra volta insieme alla Sovrintendenza, perché l'obiettivo che vogliamo raggiungere è che il nostro strumento sia conformato con il PIT.
Quindi questo è l'iter. Quindi, quando poi loro ci daranno la conformazione, si andrà all'approvazione finale e si potrebbe dire che abbiamo approvato il Piano strutturale, quindi ora, ripartendo invece dalle.
Sempre come primo intervento pelle i professionisti mancanti, illustro la parte archeologica della Baldassarri, della Letizia, Chiti questo studio è stato fatto perché è un è una cosa ora che è obbligatoria, perché la normativa è sempre in evoluzione di ma non c'era, ma oggi, ebbene, che venga fatta perché viene fatta una valutazione preventiva dell'interesse archeologico. Questa a che cosa serve serve per fare i progetti? Spesso prima era un adempimento che non serviva. Se va fatto un lavoro pubblico, ci deve essere prima sopra questa valutazione che deve essergli. Quindi noi, con questo strumento ce l'abbiamo lì per qualche anno da dire se io devo fare un progetto vada a vedermi lo studio e la Baldassarri e in base a cosa mi dice, so come mi devo muovere io, professionista che devo fare un lavoro, però anche io Comune che devo investire sul mio territorio. Questo studio, a parte una bella relazione approfondita su tutte le sto le le cose archeologiche nel nostro territorio molto interessante. Non so se l'avete guardata ma leggetevi la perché è molto particolare e contiene una schedatura o piccolina, però si legge che riguarda tutti i siti puntiformi, esiti, areali del delle cose che sono state trovate sul nostro territorio sui siti riscontrati. Queste tabelle hanno tutti un numerino che potete ritrovare sulle tavole le 3 tavoli che ha fatto da Baldassarri,
È una le individua e mette il periodo storico di riferimento. Un'altra, invece, rappresenta il rischio archeologico, è una tavola dove ci sono dei cerchi. Questo rischio può essere basso, medio o alto. Questi cerchi sono stati fatti in corrispondenza delle potenziali anche archeologiche che ha riscontrato che sono tutti quei numerini delle tabelle della degli elenchi precedenti. Quindi questo serve perché quando dobbiamo fare un lavoro, sappiamo che se c'è qualcosa sotto bisogna fare attenzione e usare cautela. Per dirla brevemente, poi invece, per quanto riguarda.
Quindi questa è la prima tavola, questa è la tavola del rischio archeologico e questa è la causa invece del potenziale archeologico. Da una parte ho fatto un ingrandimento, l'intendimento del quadratino che si vede nel monitor non si può inquadrare conquistò invece andando avanti le indagini idrauliche. Anche qui c'è la relazione, come dicevo prima, poi la tavola, che desta preoccupazione più grande, è questa che è quella del piano di gestione del rischio alluvioni quella a destra è quella vigente attualmente colpì il PTRA che trovate, se digitate Appennino settentrionale PGR a. Ci sono molte zone che, con l'apporto dello studio di tutto il reticolo minore.
Peggiorano la situazione. Questo si sapeva anche prima di iniziare lo studio, però andava fatto perché se io devo fare un intervento oggi devo stare più alto o con questa,
Stato attuale qui abbiamo. Per questo motivo ho messo in piedi tutta una serie di progettualità perché possa migliorare la situazione anche solo dell'esistente. Prima bisogna pensare all'esistente e piano piano facendo interventi anche successivi, uno alla volta per cercare di migliorare un PIL, ma non so a Castel del Bosco facendo un argine che possa difendere la la frazione fare un qualcosa Rio vagherà per proteggere tutta l'area produttiva che è andata a finire sotto anche quella in litri completamente. Questi studi servono apposta per dire da oggi in poi si procede così si fa delle progettazioni per arrivare a uno Stato esecutivo che possa migliorare il territorio e la vivibilità dei cittadini e delle cittadine.
La sua parte, sempre della parte idraulica, ha riguardato poi allo studio drammi della magnitudo idraulica che la misura della gravità di un evento di piena e che combina battente.
Con la velocità della corrente dell'acqua, quindi, dove è rosso è tutto più pericoloso rispetto e alle aree gialle e 20,
E poi la sua l'altra tavola ne ha fatte altre due, ma quella più importante che serve tecnici costantemente, quella dei battenti. I battenti idraulici sono cambiati poco rispetto a quelli del TGR a perché i battenti dell'Arno sono notevolmente più alti di quelli dei fiumi, del reticolo minore, però anche quelli dalla parte di Castel del bosco sono sempre elevati.
Quindi questo per fare una sintesi della parte idraulica. Ora, se può parlare e dire qualcosa geologo, Mezzetti che abbiamo presente, ti metti lì.
È una bestia.
Passiamo.
Io parlerò.
Io devo spingere.
No.
Ho fatto un macello.
Ecco, ok allora buonasera a tutti.
Che io mi sono occupato per quanto riguarda il quadro conoscitivo di supporto all'adozione del Piano strutturale, degli aspetti legati alla geologia geomorfologia dei versanti, quindi principalmente alle frane.
Degli aspetti che invece riguardano la parte sismica, quindi la caratterizzazione del territorio sotto le amplificazioni sismiche derivanti da eventuali terremoti che potrebbero verificarsi sul territorio e sotto l'aspetto della delle problematiche idrogeologiche legate a la possibilità di inquinamento della risorsa idrica del sottosuolo Alessio e invece si è proprio quello che c'era occupato delle problematiche idrauliche. Allora l'analisi di tutti questi aspetti e regimata da delle normative regionali e sovraregionali, per cui c'è un, ci sono dei criteri da rispettare e di redazione di questi studi che fanno capo al DPGR 5 R del 2020 e ci sono dei criteri e delle disposizioni sia per quanto riguarda le problematiche idrogeologiche che fanno capo al PTCP della Provincia di Pisa, sia quelle che sono sovraregionali, perché sono ministeriali e fanno capo all'Autorità di bacino distrettuale.
Del fiume Arno e quindi dell'Appennino settentrionale, sia per gli aspetti del cosiddetto PAI Piano d'assetto idrogeologico dissesti geomorfologici slegato alle frane sia del PGR a Piano di gestione rischio alluvioni quindi noi ci muoviamo in questi, in questo ambito e quindi il nostro percorso è abbastanza individuato, già tracciato in e difatti fin dall'inizio, quando si parla di del procedimento vengano fatte delle con delle riunioni coi tecnici preposti per illustrare qual è il quadro conoscitivo est attuale e qual è la approfondire, quali sono gli approfondimenti da dove svolgere per ottemperare ed essere poi alla fine degli studi in coerenza con questi piani sovracomunali.
E questo facciano apro e chiudo una brevissima parentesi, questo ha comportato anche questi ritardi nella redazione di questi studi, perché vero è che siamo partiti che io almeno io in modo particolare son partito a novembre e dicembre 2019, con i vecchi criteri del 5 R 2011.
Poi c'è stato il periodo del Covid 2022 mila 21 e nel frattempo è subentrato il 5 R 2020 che ha impartito nuovi criteri. Successivamente, tra il 2022 e il 2023, ci sono stati gli studi idraulici intercomunali dell'asta fluviale dell'Arno, che c'hanno un attimino bloccato perché ci hanno condizionato pesantemente, perché gli esiti di quegli studi poi andavano a incidere sulle criticità riscontrate sul territorio nella porzione pianeggiante, quindi poi, dopo, quando siamo abbiamo avuto l'Amministrazione comunale, poi anche avuto un finanziamento. La richiesta e l'ha ottenuto per quanto riguarda gli studi di microzonazione sismica di livello 2 e non tutti ce l'hanno tant'è che è da giorni la fuoriuscita della nuovo bando della Regione Toscana per accedere agli studi di microzonazione sismica, penso di livello 2, noi invece l'abbiamo già iniziati e li abbiamo già in itinere, quindi, ecco, ci sono state dette anche questi ritardi, che non sono dipesi dal professionista e nemmeno dall'ente locale, ma dipendono da da da normative e da disposizioni regionali e sopra e sovraregionali. Per essere conciso, tutti i miei tutte le mie valutazioni hanno fatto sì di dover aggiornare da un punto di vista cartografico e quindi lavorando su sistemi digitali informatizzati, quindi in ambiente di GIS, sia gli aspetti geologici geomorfologici che gli aspetti geotecnici per gli aspetti tecnici. Come diceva l'architetto Toti, abbiamo ricostituito la Banca dati geologica dell'Amministrazione comunale, che era ferma all'adozione, anzi all'approvazione dell'ultimo Piano strutturale 2009 2010, poi c'era stato un Regolamento Urbanistico 2014, quindi è stato necessario praticamente recuperare dagli archivi comunali tutti i dati geotecnici e geologici. Dal 2014 al 2024 questo è stato fatto. Son stati scansionate, restituiti digitalmente e sono andate ad implementare quella che è la banca dati comunale.
Da dicu di questo ne trovate riscontro nella Carta delle indagini e dei dati di base, quindi, dove sono ubicati e differenziati tutte le analisi che sono presenti sul territorio e che fanno parte del lavoro dell'archivio della banca dati comunale, quindi un qualsiasi collega, un qualsiasi professionista che si avvicina a dover progettare, a dover fare un intervento sul territorio di Montopoli va a verificare questa cartografia per rendersi conto se esistono già dei dati e che l'Amministrazione poi le può mettere a disposizione e quindi già muoverci con delle caratteristiche delle caratterizzazioni del territorio su che è oggetto di interesse già acquisite già note.
Tutto questo, poi, ha fatto sì che c'è stato un aggiornamento della parte legata alle frane e dai dissesti.
Come sapete, dovendo lavorare su base digitale informatica come la Regione Toscana, aggiorna le cartografie della CTR o su base leader, cambiano tutte le curve dei livelli del territorio, calcolano tutte tutte le basi topografiche e quindi gli elementi vanno ridisegnati e riaggiornati ex ex novo e questo è quello che è stato fatto inoltre e sono state anche per andare a in coerenza con gli studi CR sovracomunale del PAI, sono state riprese le frane e dissesti geomorfologici indicati, prescritte, disciplinati dal PAI e inseriti nel nostro quadro conoscitivo di pericolosità geomorfologica.
Per quanto riguarda la pericolosità sismica, sono state riprese tutte le analisi fatte precedentemente con gli studi di livello 1 abbiamo fatto gli studi di livello 2, ma sono ancora in corso, quindi dovremmo approfondire questi aspetti perché l'iter procedurale degli studi di AMS 2, essendo finanziati, seguono un percorso lungo perché c'è un controllo diretto e costante da parte della Regione Toscana settori sismica che la finanziati e poi ci sarà un ulteriore istruttoria fatta dal Ministero della Protezione civile che poi di fatto ha erogato questi finanziamenti che poi la Regione Toscana la ridistribuiti ai Comuni che ne avevano fatto richiesta, quindi ci sarà da fare un approfondimento su questo, ma siamo già a più di metà del lavoro svolto in questa fase.
Al termine di questo, oltre a quelli cartografie che vedrete nel livello 2 spunteranno fuori anche delle cartografie relativo all'INPS, all'amplificazione sismica del degli ogni singolo a settori del territorio comunale, individuato con un fattore di amplificazione che è quello che serviranno ai progettisti agli ingegneri per fare le verifiche strutturali dei nuovi fabbricati edilizi.
Quindi, a questo risvolto di una certa importanza.
È la parte idrogeologica che fa capo alle normative del PTCP della Provincia di Pisa, individua e caratterizza gli acquiferi di fondovalle e da tutta una serie di normative prescrittive per la loro salvaguardia, fondamentalmente dall'inquinamento, che poi si ritrovano non solo nella relazione illustrativa di supporto agli studi geologici ma si trovano anche nelle norme della disciplina del Piano strutturale dell'architetto massacranti.
Basta.
Allora si dà la parola Martinelli,
Era andata sull'elenco delle tavole, vai allora intanto buonasera a tutte e a tutti, grazie per l'opportunità di raccontare, prima dell'architetto quello che è stato il nostro lavoro, succede sempre il contrario, questa è la prima volta che ne sono fiero di questo genere.
La prima volta Graziano, lo può testimoniare, dunque il nostro lavoro è un lavoro d'équipe, è un lavoro che si basa su un'analisi abbastanza approfondita del quadro conoscitivo del vostro territorio, in particolare il nostro, la nostra Carta base della Carta dell'uso del suolo, è una carta che Regione Toscana aggiorna ma come dire l'abbiamo un pochino aggiornata un po' per l'età, un po' perché si perdono alcune definizioni di dettaglio.
E questo ci serve, perché poi l'architetto Massetana ha prodotto due tavole per noi importanti, che sono due tratte di progetto che sono due delle quattro invarianti, in variante 2, l'invariante 4 e questo è importante perché la legge 65, quindi 10 anni fa, ormai 10 anni fa, ha dato direi un maggior valore a quello che è il territorio rurale, la in qualche modo definito al contrario, quindi, per complementarietà, a quello del territorio urbanizzato, quindi assume importanza tant'è che due delle quattro invarianti sono una parte della rete ecosistemico e l'altra i morfotipi rurali. Quindi la prima invariante, invece, riguarda la morfologia e la se la terza invariante tutta al tessuto urbanizzato. Quindi capite quanto la legge. 65 abbia dato valore a tutta questa parte del territorio rurale e effettivamente, al Santa Maria a Sant'a Montopoli. Il territorio rurale è una delle parti più importanti, perché.
Fra i boschi e tutta la parte coltivata è la stragrande maggioranza del territorio. Quindi non possiamo che studiarlo con dettaglio.
Il nostro lavoro, quindi, ha portato anche a una un'analisi di quella che è la gestione e la conduzione dei territori agricoli, e questo lo abbiamo fatto utilizzando dei dati che provengono da un database regionale che è dell'ente pagatore regionale toscana che Artea, che è il braccio armato economico di Regione Toscana, colui che paga i contributi alle aziende agricole, tutti i finanziamenti dei vari PSR, ore a complemento di sviluppo rurale.
Per quanto riguarda questo ci è servito perché il nostro lavoro, poi, guarda all'ottica anche del Piano operativo futuro, cioè avere un dettaglio sul territorio irreale permette di saper scrivere poi delle norme delle quindi all'interno delle NTA del futuro Piano operativo, e questo avere un dettaglio su questo ci permette di capire bene com'è organizzato il territorio rurale, capire l'importanza della parte no no non professionale agricola, quindi il famoso Bista laboratoriale. È importante capire tutta questa questa parte di settore, perché poi andremo a normarlo col Piano operativo? Andrete a normarlo. Quindi è fondamentale avere questo questo dettaglio. Un altro tema che ci è stato richiesto è un tema abbastanza cogente che tutto il mondo delle aree tartufigeni, il tartufo in generale, è un territorio vocato, però è un tema che ha avuto pochi mesi fa un aggiornamento importante a livello normativo. C'è stato un regolamento di attuazione della legge regionale che, insomma, impegnerà fortemente i Comuni con un approfondimento proprio a livello di pratiche amministrative per il Comune, per cui questo è importante definire la potenzialità delle al referto ufficiale, perché sulla base di quel valore che è cartografate che evidentemente si porta dietro un dato numerico in termini di ettari c'è un corrispettivo che serve a fare le future opere private invece, quindi, nel mondo del referto ufficiale, quindi anche questo è un tema importante a livello invece di carte di progetto parlavate, l'architetto Toti prima descriveva in maniera dettagliata tutte le fasi che andranno a comporre l'approvazione del Piano strutturale.
È una delle attività maggiormente importanti per la fase successiva della conferenza paesaggistica, è quella della definizione dei vincoli, cioè ci sono dei vincoli che non sono quelli per istituiti per decreto, quindi gli articoli 136, per i quali non si può toccare niente, ma tutta un'altra serie di altri vincoli che sono quelli dettati da ope legis. Quindi, l'articolo 142 del decreto legislativo sul paesaggio, che è il 42 2004 e in particolare mi sono occupato delle aree boscate, è un tema, voi vi troverete, diciamo, un dettaglio già strutturato per una, ossia un contributo che sicuramente vi arriverà da parte del settore paesaggio di Regione Toscana e noi abbiamo già strutturato tutto il lavoro con quello standard che verrà richiesto, perché questo è un passaggio che abbiamo già fatto con altre amministrazioni comunali. Lo abbiamo fatto in primis in Toscana e lo abbiamo fatto sulla all'Unione Valdera.
A cavallo di questo fine anno 2024 inizio 2025, per cui è, come dire, utilizzato uno standard che Regione Toscana apprezza e quindi lo abbiamo riproposto anche per quanto riguarda questa Amministrazione. Quindi sarà già, come dire, spendibile fin da subito. Tutta la struttura del database che sta dietro.
Chiaramente, poi, questo elaborato, che ha studiato nel dettaglio tutta una serie di zone, può essere ovviamente oggetto di osservazione, come tutte le tavole del resto, nonché anche di altre verifiche, qualora ce ne fosse la necessità. Lo vedete che è la tavola Cucci 0 2 e è una tavola di inquadramento generale, ma soprattutto l'atlante, dove riportiamo tutta una serie di poligoni azioni con la spiegazione del motivo per il quale andiamo a eliminare quella porzione di vincolo, cioè, ossia per noi, non è aree classificate a bosco e pertanto si elimina anche il vincolo che grava sul bosco. La relazione agronomica descrive poi tutta una serie di dati statistici dell'evoluzione, dal 1982 a oggi, 2024 di quello che è l'evoluzione del territorio, forse agricolo e forestale, quindi con tutta una serie di dati che danno un'idea del trend negativo. E positivo dico negativo perché prioritariamente il dato sulle aziende agricole e zootecniche è sempre un dato negativo, cioè, purtroppo, dagli anni 80 ad oggi abbiamo perso tantissimo potenzialità.
E con dei dati e sono assolutamente allucinanti per quanto riguarda la parte zootecnica, perché in tutta la Toscana e siamo a una perdita di circa 90% delle aziende zootecniche, per cui anche questo territorio ha subito lo stesso trend estremamente negativo e quindi.
Ovviamente questo lavoro, il nostro è molto direttamente collegato a quello dell'architetto, ma se Tani, perché tante delle nostre approfondimenti servono proprio alla definizione di alcuni tavole che l'architetto messe da anni ha sviluppato, quindi è un lavoro che, come dire, fa un po' da tramite tra l'analisi di quadro conoscitivo del territorio rurale e che serve poi al pianificatore per organizzare e invece tutto il piano complessivamente,
Vi ringrazio.
Ora diamo la parola falsità.
Si sente sì, allora io.
Vicini cerco cioè voglio cercare di fare un attimo sintesi di di questi di questi ragionamenti, anche perché, di fatto, quando si progetta è sempre un'operazione di sintesi,
E si fanno le analisi a tutti i livelli, anche quando si costruisce una casa, a maggior ragione sul territorio si fanno le analisi, si fanno i quadri conoscitivi, però poi uno dice, ma tutto questo a cosa sempre bene, siccome si è già parlato, la Sindaca ha già parlato delle strategie e quindi è stato fatto una carrellata, però voi capite che nella economia di un'ora di tempo ovviamente non si può affrontare tutto. Io quindi cercherò di voglio cercare ai Consiglieri di far capire un attimo la filosofia di questo piano strutturale e soprattutto di dare anche il significato di queste analisi che.
Purtroppo per il tempo, poi ci sarà modo anche di di approfondirle anche in altre occasioni di assemblee con i tecnici, eccetera, cioè vorrei far capire un attimo anche un percorso che c'è stato in Regione Toscana, insomma, in questi, ma non solo nella regione Toscana, direi che è un qualcosa che nasce culturalmente negli ultimi anni.
In sostanza voglio dire questo in Toscana e in particolare quando è nata la legge 5 del 95, eravamo ancora non in un'ottica io la definisco urbano centrica, cioè a dire.
Il Piano strutturale e al Regolamento urbanistico veniva spacchettato. Il vecchio Piano regolatore, però, si parlava ancora di quanto simulava fra virgolette, ovviamente dove quando le zone omogenee, eccetera, eccetera successiva insomma al terzo piano struttura, siamo alla terza generazione dei piani strutturali. Perché c'è stato è quello del 2, dopo la legge del 2 del 5 del 2005, poi c'è stata la legge 1 del 2000, scusate del 95 del 2005, e lì ci è già stato fatto un passaggio se, se ha incominciato a ragionare di governo del territorio, governo del territorio e quindi un superamento di questo concetto urbano, centro per andare verso un concetto territorio centrico, scusate il termine se anche non è appropriato con la legge 65 con il Piano paesaggistico si è fatto un ulteriore passo, quindi io credo che probabilmente il percorso io credo sia concluso nel senso che ci potranno essere aggiustamenti, però il fatto di aver affrontato.
Prima la città, poi il territorio e ora anche il tema del paesaggio. Credo che il cerchio si chiude cioè a dire il Piano strutturale non è più quel piano spacchettato in due e che dice e gli obiettivi dello sviluppo urbano e poi quanto e come si diciamo si edifica, no dice molto di più e questo Piano strutturale l'ha detto la Sindaca all'inizio, se si va a leggere poi la parte più progettuale, quella strategica, vedrete che è la parte la parte diciamo edilizia o perlomeno finalizzata all'edificazione e quasi minoritaria perché si parla di tante cose,
Però a me preme per fare sintesi anche di quello che abbiamo detto fino a ora preme mettere in evidenza un aspetto che il quadro conoscitivo.
E in cosa consiste il progetto il progetto consiste in due capitoli fondamentali che lo Statuto del territorio e le strategie di sviluppo, Statuto del territorio e strategie di sviluppo sono due elementi che devono essere strettamente collegati, lo Statuto del territorio, badate bene, non è una rivisitazione meccanica di tutti i quadri conoscitivi ma è una interpretazione.
Di quello che l'agronomo. Il geologo, l'idraulico ci dicono sullo stato dell'arte è un modo per dire benissimo. Ci sono queste criticità, quindi non si può far questo. Qui non si può fare questo, anche qui bisogna tenere conto di questo che bisogna tenere dico. Ecco a questo punto il progetto. La, la parte strategica deve dare delle risposte di tipo di tipo progettuale, in alcuni casi, di prendere atto che c'è una criticità e in quel caso e allora questo è il caso dei vincoli però anche vincoli, guardate bene anche vincoli hanno hanno, non sempre sono tassativi. Consentono alcune cose, però certe condizioni d'accordo. Quindi, a questo punto, il fatto che la 65 in questo Piano strutturale, non vedersi se guardate le norme sono l'est, le carte Cuppi, perché la differenza delle case sono Fucci quadro conoscitivo. Le cuffie sono quadro progettuale nel cuore progettuale. Ci sono anche le fette del lo Statuto del territorio, ma se poi si prendono le norme. A maggior ragione si vede che lo Statuto del territorio è composto da due capitoli fondamentali. La parte ambientale, intesa come risorse, acqua, aria, suolo, eccellenza, tutte le cose di cui abbiamo operatore, il geologo, l'idraulico, la parte economica, eccetera, compresa la parte archeologica e.
E lo Statuto del territorio deve dare in qualche modo una sintesi anche di tutte queste conoscenze, una sintesi che, ripeto, in alcuni casi può essere vincolante.
MOL molto precisa, in altri casi, invece, può consentire di condizionare le azioni e qui vi dico un concetto che c'è nella 65 che a parere mio e molto importante, le famose quattro invarianti strutturali, perché la questione dello Statuto del territorio nasce nella legge 65 del Piano paesaggistico individuando diversamente dai precedenti PIT figli della legge 1 della legge della legge 5 con quattro invarianti strutturali, ne ha fatte, ne ha fatto cenno l'agronomo, c'è la prima che riguarda tutti i temi legati all'idraulico cardiologo, sono il carattere idrogeno, formò logico del territorio che in passato, quando si costruivano le città, i paesi, eccetera,
Non se ne teneva di conto, comunque, ma perché, ma perché gli studi non erano, non erano sviluppati, eccetera. Quindi i caratteri idrogeno morfologico che c'ha una storia, ma poi c'è anche una lettura attuale fatta di indagini su in base alle nuove disposizioni di legge. Poi c'è un altro aspetto importante che è la seconda invariate. Ne ha poi accennato e un agronomo che è quella degli ecosistemi, gli ecosistemi, e prima l'urbanistica non ne parlava mai, non ne prendeva in considerazione in alcun modo. Oggi, invece, gli ecosistemi e fanno parte integrante. Cosa sono? Gli ecosistemi sono i cerchi un sistema della flora e della fauna, i boschi, i corsi d'acqua e le connessioni ecologiche, tutte quelle criticità che.
E che sono intervenute in seguito allo sviluppo urbano de di no, non solo da tutte le parti e oggi lo sapete benissimo, non se ne parla perché se ne parla ad ogni piè sospinto. L'esigenza di riforestazione urbana, l'esigenza di creare le connessioni ecologiche, l'esigenza di e di di di di di piantumare perché la piantumazione, abbattere la CO 2 ore e i cambiamenti climatici. Quindi, come vedete, gli ecosistemi, oltre alla garanzia, oltre alla tutela della fauna e della flora, quindi, e tutto ciò che è diciamo esistente si tratta anche di implementare in più, quindi di progettare qualcosa in più dal punto di vista dal punto di vista ambientale. E poi c'è quella che storicamente era materia dell'urbanistica, cioè a dire la terza invarianze strutturale, che è quella del del degli insediamenti urbani e anche qui noi, la legge 65, uscita delle limitazioni. Questo va detto, anche perché, ebbene, ebbene capirsi in passato nella fase prima degli anni 80 e 90 c'è stata l'espansione urbana, l'espansione urbanistica in qualche modo fatta bene in qualche modo fatta male, eccetera. Non è forse il caso dei nostri territori, quindi intorno, ma se si va in altre parti d'Italia, probabilmente c'è anche un disordine che so, per esempio, lo dico è successo anche da noi. Spesso si è edificato su su, sulle sulle aree soggette al catasto terreni e non si è tenuto conto che il catasto urbano cambia tutto perché la proprietà dei suoli non è pubblica. È a meno che non ci esproprio, ma.
Non è possibile e quindi e quindi spesso il I ha un disordine urbano. È nato anche e soprattutto ai margini, quindi fuori dalla città storica. È nato anche e diciamo in funzione, in funzione dell'edificazione delle esigenze di edificare edifici, perché c'era un bisogno di case che hanno bisogno di, ma e scarsamente s'è fatto piani attuativi, come si chiamavano allora piani di lottizzazione e sempre si è fatto di un intervento diretto, quindi spesso mancano fognature, mancano strade, mancano, parcheggi, eccetera eccetera e questo e questo la legge 60, la terza invarianti città delle regole, è riuscita delle regole da rispettare. Ci chiamano morfotipi insediativi su ogni su ogni zona, ci dice, non c'era bisogno neanche della 65, perché si poteva fare anche prima. Però io dico la la, la, la, la prassi, le leggi correnti in qualche modo non è che incentivavano a fare questo, e quindi è chiaro. Noi dobbiamo mettere un po' d'ordine nelle, soprattutto nelle parti periferiche che sono spesso quelli un po' più disordinate.
E poi c'è la quarta, quella di cui ne ha parlato, quarta invariati, quella che di cui ha parlato l'agronomo e che appunto anche un rispetto per il territorio rurale, mi pare che Martinelli, l'ha detto sono due facce della stessa medaglia e il territorio di cui ho parlato all'inizio, quindi non più la città ma il territorio e come avesse due due componenti la città diffusa e la città compatta la città compatta sono gli insediamenti urbani, la città diffusa, diciamo, è il territorio rurale, badate bene nel territorio rurale, cioè delle case sparse, che è una delle caratteristiche, è una delle caratteristiche.
Del territorio rurale, perché sono scarse agricole, oppure sono anche case non agricole, ma sono nate negli anni 60 70, perché allora c'erano altre regole urbanistiche, però ci sono, ci sono e hanno dignità, alla pari di tutte le altre, però ci si deve intervenire in modo diverso, non quelle Co Co, come si interviene nel territorio urbanizzato, dove si fanno dove si fanno le fognature, le strade, parcheggi, eccetera, e territorio rurale ha una connotazione paesaggistica diversa. Ecco il dove ci può aiutare il Piano paesaggistico Piano paesaggistico, ci dice guardate, esiste un paesaggio rurale, esiste un paesaggio urbano, quindi dovete in un caso e nell'altro, cercare di riportare nell'urbanistica una qualità, una qualità architettonica, la qualità e paesaggistiche, eccetera. Quindi lo Statuto del territorio, come vi dicevo, e dei invarianti strutturali, ma ripeto che sono di due tipi ambientali le risorse acqua, fognature, depurazione, eccetera, che sono prettamente prettamente ambientali in termini di risorse. La parte, invece, paesaggistica, è quella più antropica. Beni culturali e il paesaggio, anche anche il territorio rurale, la coltivazioni, per esempio il modo in cui viene coltivato il territorio è frutto, non è spontaneo, è frutto dell'azione dell'azione de de de de de l'uomo quando ah ah ah ah ah introdotto le colture e quindi ha fatto le culture in un certo modo, ah ah ah, diciamo ah eh,
Creato questo paesaggio che oggi tutti ci invidiano. Quindi a questo punto dice dice lo Statuto del territorio e lo dicono anche le norme scusa.
Lo fa.
Non si tratta di lasciarlo così com'è, ma si tratta di.
Trasformarlo tenendo di conto e della produttività agricola ed è perché sennò il paesaggio si perde, perché se l'agricoltura non avesse garantito la permanenza dei caratteri paesaggistici, oggi sarebbe chissà cosa Boschi, l'abbandono, eccetera eccetera no, quindi a questo punto è un invito, è un invito a.
Far sì che sia il territorio urbano che il territorio rurale due facce della stessa medaglia. Film con pari dignità, attenzione con pari dignità, perché non è che il territorio rurale e in un territorio urbanizzato è una cosa diversa, è una cosa diversa e quindi non tutti l'hanno chiaro questo concetto, ma ne ha bisogno il territorio è fatto di almeno nei nostri in Toscana prevalentemente poi ci sono anche i territori che sono esclusivamente boscate, ma anche quelli boscati hanno.
No, no, scusate anche qui noi boscati hanno una connotazione particolare, quindi, in questo senso lo Statuto del territorio vi stavo dicendo è già un'operazione di sintesi, qui voi la trovate nelle norme, perché si è cercato di sintetizzare queste invarianti, queste con queste disposizioni in tre tipi di Sistemi Territoriali. Immaginatevi voi di avere una sorta di di di di piattaforma orizzontale, dove ci sono delle macro zone che hanno una prevalenza ambientali. Le aree boscate hanno una prevalenza insediativa, gli insediamenti urbani, allora la prevalenza agricola, gli insediamenti rurali che però hanno delle connotazioni diverse, ci sono quelle ci sono dei territori, ma voglio dire l'agronomo, lo sa meglio di me, che sono quelli che sono i fondovalle o se sono quelli misti a.
Ah ah boh, ad aree boscate, eccetera, ma su questo non ci voglio tornare, voglio solo dire che le norme, il Piano strutturale, dà degli indirizzi, quello che diceva la Sindaca all'inizio è questo qui, gli indirizzi e le direttive che trovate nelle strategie su. Non è più nemmeno la sintesi, la sintesi di questo, soprattutto sul territorio, quando verrà ora accennate, ma le strategie, senza voler ripetere a quello che ah ah, è già stato detto, cioè.
I libri li trovate il collegamento fra Statuto del territorio e strategie, ma soprattutto quello che mi preme dire che Parigi ci chiede anche di fare un dimensionamento, un dimensionamento per quanto riguarda, per quanto riguarda, diciamo gli aspetti degli abitanti, eccetera però vi ripeto, non è la cosa più importante, è un aspetto perché, come vedrete dalle strategie si parla di reti di mobilità, si parla di reti tecnologiche, si parla di reti ambientali, si parla di di di servizio, eccetera. I primi tre capitoli delle strategie, che sono quelli delle reti, l'ha già detto, la Sindaca mobilità, mobilità sovracomunale, comunale eh, eh, eh eh mobilità all'Ente le tecnologiche sono quelle soprassuolo, sottosuolo e quello dell'energia rinnovabile. Quelli ambientali sono quelle le reti ecologiche da conservare e da implementare. Le le, la difesa idraulica geomorfologica e qui interviene il progetto. Non si tratta solo di dire qui c'è l'acqua, mi sposto, lì c'è la pericolosità. Vado là no. In alcuni casi bisogna anche fare dei progetti per mettere in sicurezza i territori e quindi in questo senso anche da un Comune piccolo che non ha i soldi per fare opere grosso troppo contribuire a partecipare a un dibattito più ampio, anche quando fa un piccolo intervento, e per avere anche i finanziamenti e per facilitare i finanziamenti. Se si riesce a inquadrarli in un discorso di carattere generale, beh, insomma, forse anche non facile in qualche modo partecipare a un discorso che magari, si dice, è competenza degli altri, no, questo vale per le strade di so sovracomunali, vale per la ferrovia, vale per per la FiPiLi, eccetera, eccetera. E in questo senso, per esempio, anche quando si parla di strade, le fasce di rispetto da mantenere, per esempio per i corsi d'acqua, per le strade e per le cose importanti che nello stesso comune sia si mantengano a queste fasce di rispetto non solo delle limitazioni ma sono delle potenzialità. Domani, quando c'è da allargare la ferrovia, quando c'è da allargare, la ho da fare una pista ciclabile si può fa perché sennò non sapete cosa succede la strada esistente per fare la pista ciclabile si rovina la strada e non si fa la pista ciclabile. Quindi questo per dire nel piccolo anche un Comune può partecipare quindi creando una griglia, una griglia di, e mi pare che la Sindaca mi pare, ha capito benissimo e mi fa piacere che lo un piano strutturale organizzate in questo modo, ma guardate se il fatto della partecipazione nelle assemblee pubbliche vi dico che alcune di quelle cose sono venute sono venute fuori anche come suggerimento delle assemblee quelli che trovate nelle azioni. Non c'è scritto che la proposte, ma vi dico che nel nel prosieguo del lavoro sono stati suggerimenti che sono venuti fuori da quelle assemblee fatte. E quindi in questo senso queste queste queste queste strategie che sono, come vi dicevo, anche la Sindaca obiettivi, azioni, azioni che possono essere anche implementate. Guardate, ha parlato la Toti delle osservazioni, per esempio in un Piano strutturale che non è un, non è un dove si muore a come si muove a quanto Simona, ma è, per esempio, possono esserci delle osservazioni che.
Un'associazione, un cittadino dice guarda questa azione. Qui io propongo di di di di di di fare anche queste cose. Io propongo anche di fare queste altre cose, cioè diciamo che il Piano strutturale ha creato una griglia per poter in qualche modo con collaborare e partecipare a creare un una, uno strumento, uno strumento che, badate bene, è a tempo indeterminato. Non è che.
Che ha una scadenza di 10 anni di 15 anni, come qualcuno continua a dire no e a tempo indeterminato fino a che i quadri conoscitivi non ci sono eventi particolari che fanno modificare e diciamo il Piano strutturale ma post può essere modificato una variante al piano strutturale. Se c'è un evento che qua e che cambia il quadro conoscitivo, però, potrebbe essere anche una scelta che l'Amministrazione, o comunque più amministrazioni fanno per modificare una strategia e quindi quello. Anche quella è una modifica. È una modifica del Piano strutturale, però l'importante è che abbia sempre queste connotazioni, cioè un rispetto dello Statuto del territorio. E una strategia che va in una direzione, quindi approvare un Piano strutturale che non è conformativo, cioè a dire non dice qui ci fai questo qui ci fa questa an, cioè c'è un caso solo dove è puntuale l'ho detto prima dei vincoli.
Sia del dei vincoli. Già già diciamo che per decreto ministeriale, cioè quelli 236, poi ci sono i vincoli ope legis di cui parlava l'agronomo, i boschi, le 150 metri dai corsi d'acqua, dai laghi, voi avete degli invasi, eccetera e poi soprattutto il territorio urbanizzato, c'è il perimetro del territorio urbanizzato e che ci fanno, ce lo hanno fatto definire nel Piano strutturale che è un po' strano, perché non è conformativo il Piano strutturale non conformativo vuol dire che non è che diciamo, dice che lì ci si può edificare, eccetera. TTIP fa quella distinzione fra territorio rurale, il territorio urbanizzato, per per una scelta che ormai.
Ne ho sentito parlare di tutti i giorni, cioè la riduzione del consumo di suolo, cioè la riduzione del consumo di suolo e puntare parecchio alla rigenerazione urbana e puntare parecchio il riuso e qualcuno l'ha già un po' accennato. Questo Piano strutturale, soprattutto quando parla nel nell'ultima strategia, quella della residenza, che poi riguarda prevalentemente prevalentemente la differenza fra residenza rurale, resistenza urbana, che sono le cose che vi dicevo poc'anzi, soprattutto su quella urbana. Si punta molto alla rigenerazione urbana, alla riqualificazione urbana. Ora vi spiego un attimo succintamente cosa si cosa? Il piano operativo intenderà per la rigenerazione, la rigenerazione e il recupero edilizio. Si poteva già fare perché la legge de del del 78, la 457 dove un edificio lo trasformarvi ed era il recupero e la rigenerazione urbana, ha un'ambizione maggiore è quello di dire una parte di queste cose in alcuni casi le fanno anche male, magari no, non dico dove e però prendere de degli degli edifici, abbandonati, degli edifici degradati, eccetera, eccetera. Poterli trasferire, cioè eliminare o per farci meno volume o addirittura per farci per farci uno spazio pubblico. Se c'è la necessità in quel posto lì, perché magari storicamente accennato, una fabbrica era in mezzo alle case, a me è capitato di fare piani che so ci sono, ma qui intorno quanti ce ne sono di case, fabbriche insieme e frequentissima. Questa cosa qui da voi, forse meno, forse San Romano, un po' è più frequente. Cosa vuol dire vuol dire che de densificare alcune parti urbane rendere qualitativamente migliori implementare anche quella questa quella, diciamo quella connotazione ecologica, per esempio, perché magari manca il verde, perché c'è tanto edificato e spostare laddove spostarla in quei in quei luoghi che io ora non ve la apro, ma c'è una carta che lottano AQP 0 8, dove ci sono delle aree, soprattutto ai margini, dove abbiamo dovuto, ma anche con piacere dire che queste sono aree che cercheremo di utilizzare per il trasferimento di volumi, ma per riqualificare per riqualificare e gli insediamenti urbani, facendo cosa, trasferendo i i volumi, con delle funzioni idonee, facendoci bronchi strade, parcheggi verde, quindi riqualificare la città. Come mi dirà qualcuno, allora, se sono aree già pubbliche va bene, non ci sono problemi perché c'è uno scambio, se non sono aree pubbliche. Vedrete che il piano operativo introduce una norma che consente una incentivazione in termini di e se aggiuntiva, perché queste aree di ospitalità non hanno un indice proprio, però possono divenire edificati nel momento in cui, nel momento in cui c'è un trasferimento, qualcuno mie domande da subito, ma è roba dal Piano operativo, ma come si fa si può fare perché ci sono già esempi anch'io personalmente l'ho fatto e si stanno fa sono nuovi sono nuovi strumenti, badate bene sono nuovi strumenti perché tutti ne parlano, però bisogna dargli le gambe a questa roba, perché è chiaro, è più facile, c'è un campo, ci faccio 10 appartamenti, bello e fatto, ma non è così. Questo non si può fa più e ed è bene che sia così, perché vanno fatte le opere di urbanizzazione, vanno fatte le fognature, bisogna cioè bisogna fare tutto quello che ognuno di noi, ma non solo che ognuno di noi, insomma la la qualità della città è dovuto a questo e quindi il tema della del della rigenerazione urbana è importante. L'edilizia sociale ne parlava anche la Sindaca. Io vi anticipo una cosa, ma ripeto in roba da piano operativo lì c'è una percentuale, però sicuramente bisognerà che nelle nuove edificazioni bisognerà puntare anche a una Monteith monetizzazione, ma non per Pepe, per alleggerire no semplicemente per avere un quid di edilizia sociale, per usano anche per il recupero del patrimonio. Magari c'è un patrimonio edilizio esistente che magari ha bisogno di essere di essere recuperato e magari in molti casi non ci invece di fare nuove edificazioni e andare a recuperare dal punto di vista energetico, dal punto di vista sisma, dal punto di vista strutturale, eccetera. Ci sono già casi di questo tipo a questo soccorso del piano operativo. La stessa cosa può avvenire anche in territorio rurale. Ecco l'ultima strategia di cui perché ha messo residenza del territorio rurale, sia per questa ragione perché anche in Campania ci possono essere delle delle presenze improprie di noi, Presidente, poiché che possono essere trasferite, possono essere trasferiti nel territorio urbanizzato e con questi meccanismi di premialità in territorio rurale. E questo lo accenno. Scusate, lo dico anche perché sono stato sollecitato nel nel fare il piano dell'Amministrazione, ma che io condivido in alcuni casi dove ci sono delle case che hanno un battente d'acqua di due metri in campagna, soprattutto in pianura a vedere se è possibile, se è possibile trovare delle soluzioni che non sono costosissime, anche di trasferimento, anche un po' al di fuori di quella che è l'area strettamente di pertinenza dell'edificio laddove ci sono le condizioni, ma questo è un esempio semplicemente di C, è solo una citazione, ma saranno temi da che vedrete si affronteranno. Anche succede noi noi ci proviamo perché attualmente non è possibile, però ci proviamo, ne abbiamo già parlato anche un po' con qualche funzionario della Regione. Può darsi che qualcosa si apre in questo senso, perché una cosa sono gli interventi grossi dal punto di vista della difesa idraulica e altre cose sono anche piccoli interventi che uno può anche fare. Se c'è un'area lontana in territorio, vuole rimanere in territorio rurale perché nel territorio comunitario ci può andare, ma se vuole andare nel territorio rurale, perché ciò magari un'area e che non da noi a nessuno vuole rimanere nel territorio rurale però meno pericoloso, eh beh e questo potrebbe essere una cosa che può risolvere alcuni problemi. Naturalmente non deve essere Palazzo Strozzi, ovviamente no. Devono essere edifici, case coloniche, eccetera, anche laddove hanno anche delle connotazioni tipologiche Babas basterà che mantengano anche i caratteri e eccetera, eccetera. Quindi queste sono, vi dico l'ultima cosa leucosi, siccome ne ha accennato la sindaca e mi ricordo, in un'occasione ci fa anche.
Il fatto e perché prima ciclomotori che è cambiato la fisionomia, allora questi queste strategie che io ho definito in termini di sistemi, come avevo detto, che ora sono 6 3 a rete servizi pubblici, attività e residenze quindi di fatto sono tutte le funzioni che si svolgono sul territorio almeno su questo territorio.
Cioè la la questione dell'aiuto. A questo è un altro significato. Non è più quella macro zona omogenea come una volta come come nel all'inizio della legge 60 della legge 5 del 95 venne fuori no, cos'erano le authority ulteriore erano l'insediamento. Anche qui ne avevate insediamento che so di di di di di di di di San Romano l'inserimento di De Angelis, che è un po' la sommatoria di tutto quello. Si poteva fare un'altra cosa nel concetto che ho detto prima che il territorio rurale del territorio urbanizzato sono due facce della stessa medaglia e tutto il territorio le l'UTOE. A questo è un altro significato che poi ha anche un risvolto dimensionale, perché per esempio, prima, quando c'era il problema, se cioè se io c'ho un dimensionamento messo nelle tabelle nelle nello toglie San Romano e lo voglio sposta che state Bof, viceversa c'erano dei problemi, se vi ricordate, no, bisognava aver messo la clausola che comunque sia un po', sposta cioè, ma non è questo questo è secondario. Il problema del dottore oggi hanno un altro significato, hanno un significato di strategia il vostro territorio, e qui ci dà una mano, devo dire, devo dire, il Piano paesaggistico perché è diviso il territorio in 20 ambiti di paesaggio. Noi facciamo infatti voi fate parte dell'ambito del paesaggio, Valdarno Wattie, Valdinievole Valdarno, e naturalmente siete a confine, però confinante con aplomb del paesaggio, in quello delle colline di papaya e della della Valdera, eccetera. Quindi, a questo punto, però, noi abbiamo preso come dividente il tornante Cecina, direte voi perché ma c'è una ragione perché se se si va analizzato il territorio, ecco, si ritorna al discorso dell'incontro fra fra caratteri carattere del territorio e strategie conseguenti. Se io vado a vedere ciò che dal a ovest del Cecina sud-ovest chiocciola c'è io ciò Marti Mosciano, ciò verrà messa a tutte le, colline dialoga con Palaia. Quindi la connotazione che il Piano strutturale da questo autore è quella di una prevalenza di.
Turistico ambientale oltre che residenziale, ovviamente no residenziali si incolpa sempre dappertutto gli insediamenti urbani e anche negli insediamenti rurali laddove laddove insomma, non ci sono altre, non ci sono altre altre altre altre difficoltà. Insomma, no, come vi dicevo prima, invece, la parte destra è una è una una componente del territorio. Penso che comprende San Romano fontanelle Montopoli, Capanna perché molteplici capanna ed è la classica città lineare lungo il filiale come Marche Motian, lo sono nella parte nella parte di so, però diciamo in quest'altra parte ci sono le connotazioni tipicamente più urbane, quindi l'abbiamo definita unità territoriale a prevalente carattere urbano, che non vuol dire niente di negativo e dire che c'ha i servizi pubblici.
In primis il capoluogo, cioè le attività produttive, che serve omaggia dialogo al consigliere Romano, dialoga con le le attività produttive del comprensorio. È chiaro che il connotato del dell'UTOE di la DAD, a chi esce non è diverso. E presidenziale e turisti e il Piano strutturale si pone il problema. Se andate a vedere, i dimensionamenti sono maggiori per le le funzioni turistiche nella zona di là sono maggiori, perché perché, per valorizzare questa componente turistica che nel territorio di quindi non diffonde la c'è anche dalla parte di qua, ma di là e prima e più importante di qua c'è il problema delle manifatture, c'è il problema della viabilità di servizio, eccetera, eccetera. Quindi le ulteriori hanno un significato diverso rispetto a prima. Quindi io anticipo anche un attimo eventuali, ma io capisco perché perché anche il vostro avvio delle procedure aveva semplicemente preso e le le 5 auto e l'aveva allargata al territorio, però, mettetevi un po' in in questo concetto il né se io prendo prendo il territorio comunale lo spezzetta in cinque in cinque ambiti. Perdo una visione d'insieme anche di sviluppo strategico, il rivolto rivolto al futuro. Quindi io credo che questo è un'operazione di sintesi che ci aiuta anche poi per il successivamente, soprattutto anche per gestire, per gestire le trasformazioni. Quindi questo è estremamente importante. Concludo dicendo questo perché l'ho già fatta troppo lunga che.
Siccome mi veniva chiesto e qui c'erano né in quella Carta, lì c'erano degli interventi nel territorio rurale, di questo non ne abbiamo parlato nel territorio rurale che dovevano andare in Conferenza di copianificazione anche prima del piano, prima del Piano strutturale è cambiata la legge, la legge ha detto dovete le scelte, ce ne sono alcune alcune solo di viabilità, altri sono di attività turistico ricettive, un territorio rurale, altre sono di consolidamento di alcune attività produttive che ci sono.
Bisogna farlo prima del Piano operativo e in quella sede, in quella sede dove c'è il Presidente della Regione, dove c'è presente il Comune o eventuali anche altra Provincia, sempre che le Province si sappia prima o poi, qual è la la la loro sorte anche in termini di pianificazione, perché fino a ora, insomma, diciamo sono un po' in secondo in secondo, insomma, hanno un po' un'importanza minore e però possono avere un ruolo da questo punto di vista quello che ci viene consentito in quel caso travalica l'avete, visto l'ultima gli ultimi le ultime tabelle delle norme, che sono volte quello della del extra de del degli dimensionamenti extraurbani, perché sono voti perché c'è solo un quid, un piccolo quid per gli ampliamenti di attività che ci sono, ma piccole cose, ma faccio un esempio e ci sono De Lillo, lo vedete quella carta, ci sono degli interventi richiesti che esse vengano autorizzati dalla questo vanno oltre e quindi voi capite, voi capite che anche il per esempio l'aspetto turistico turistico che in campagna e appetibile dal punto di vista proprio delle attività per la valorizzazione del della del territorio rurale, per la, per la, per la valorizzazione del territorio ambientale, eccetera, eccetera. Ecco, quelli diventano poi i dimensionamenti nuovi, che si aggiungono a quelli del perché queste, della de della tabella di sinistra sono del territorio urbanizzato e divise per funzioni. Non so se avete notato che prevale il riuso rispetto al nuovo, ma di poca cosa questo perché questo anche perché è un po' l'orientamento della Regione che in qualche modo gli dice guarda se potete fa 10.000, infatti, nei 6.000 di di riuso e 4.000 di nuovo tensioni, i 4.000 di nuovo ci deve servire, anche in alcuni casi, a fare quelle premialità per per trasferire, per recuperare eccetera. Quindi io naturalmente, poi ci avete anche una tabella sugli standard. Devo dire che i vostri standard, almeno do dall'analisi dell'ultima variante che avete fatto, nel 2023,
E anche nei vecchi strumenti avevano già un obiettivo vicino al 30, qui si conferma il 30 non solo al portati, più cosa sono gli standard, Alessandra sono i parcheggi, non le strade, se ne parcheggi verde pubblico, ma col fatto che non si è detto c'è tanto verde.
X e simili, che non diventa standard perché, per esempio, ci sono delle implementazioni di forestazione che possono rimanere privata, ma magari sono prescrizioni vincoli che troverete nel piano operativo. Nelle schede norma le troverete che so a me è capitato altri piani dove intorno all'insediamento m'hanno fatto cinque metri di piantumazione privata e questo è anche un arricchimento, come dire, una sorta di indice di piantumazione che viene posto per fare le cose che ho detto prima, cioè quello di implementare quel implementare, la la, la vegetazione, quello di implementare queste cose, ma non per forza devono essere pubbliche, anzi, ebbene, anche qui sono privati, c'è una responsabilizzazione da parte dei privati. Io credo averla fatta troppo lunga, mi fermo qua a.
Sì, grazie grazie architetto marsicani, grazie a tutti i tecnici intervenuti, grazie, devo dire, due cose finali, se poi chiudi.
Uguale dicevo, dopo la pubblicazione della delibera partiranno i 60 giorni e con la Sindaca col abbiamo deciso che prima della scadenza delle e delle osservazioni, faremo un incontro con i tecnici il 9 settembre e un incontro con tutti i cittadini l'11 di settembre. Vediamo ora se riusciamo a confermare queste date, però io dicendole così il testo, mi auguro che ci siano tutti. Spero che non siano in ferie chi fa le ferie a settembre.
Prendere te c'è più nulla nasce.
Quindi niente il 9 e il 16, l'11 e poi niente va bene così bene, grazie, apriamo il dibattito, perciò prenotatevi alzate la mano per gli interventi.
Consigliera Vanessa di Vito.
Buonasera, scusate per il ritardo, ma purtroppo la FiPiLi ha colpito ancora.
E allora, come Gruppo Idee in Comune, daremo un voto di astensione all'adozione del Piano strutturale.
Le motivazioni che ci spingono verso questa decisione, tra i molti temi che il Piano strutturale ricomprende, che vogliamo citare sinteticamente, che riteniamo di fondamentale importanza per lo sviluppo successivo dello stesso, sono in particolare due.
La prima riguarda la fusione dei costituzione delle due autori, partendo dal presupposto incontrovertibile che l'omogeneità delle aree territoriali e il requisito fondamentale, soprattutto per sviluppare il territorio e garantirne standard di servizio come standard a verde parcheggi, scuole, commercio, come Gruppo e denunciamo il fatto che mettere San Romano insieme a Montopoli è logico, prosieguo, una logica che si fonda su comodità tecnico, organizzative ma prima di ma priva di visione sul benessere dei cittadini idem per quanto riguarda lo so ematica del bosco, caratteristiche potenziali distanze, tipologie di problemi completamente diverse tra loro. La seconda motivazione riguarda invece la proiezione progettuale dello svincolo FiPiLi. Al riguardo si deve sottolineare che del lavoro di anni e delle varie proposte progettuali portate avanti e sulle quali la le la Regione attendeva da anni una preferenza da parte del Comune di Montopoli non è stata proposta nemmeno una e si è scelto oltremodo. Dovrei ricominciare daccapo, andando a stravolgere lo svincolo. Lo svincolo intaccando quel fiore all'occhiello è rappresentato dal complesso di varrà mista.
Pertanto il mio voto e quello del Gruppo che rappresento e al momento di astensione, nel tentativo di fare riflettere il Consiglio Comunale. Tutto su scelte più ponderate che andranno ad incidere sul futuro di Città, di Montopoli e dei cittadini. Non mancheremo di fare, oltre che a queste due osservazioni, ulteriori e più specifiche considerazioni nel merito nei 60 giorni successivi che saranno a disposizione, appunto, di tutti noi Consiglieri ai cittadini per dare il nostro contributo. Grazie grazie.
Il Consigliere Reale.
È uguale è già cessi, allora abbiamo preso appunto a conoscenza del piano strutturale una cosa abbastanza complessa, ora il nostro Consigliere storti, è abbastanza semplice capire alcune, insomma alcune cose per noi, per la consigliera, Giovanna, ahimè, insomma un pochino più difficile, però, ecco, vorremmo prenderci del tempo per la valutazione, appunto, del lavoro che avete portato avanti e sicuramente non mancheranno le nostre osservazioni, in particolare riguardo anche alla ripresentazione della zona già denominata capanne 2. Ecco quindi poi,
E appunto abbiamo 60 giorni per le osservazioni e quindi poi porteremo il nostro contributo su, appunto, su questa zona che ora ritiene e rivalutata. Diversamente.
E quindi anche noi ci asteniamo come voto per la, per la motivazione che ha più appunto, vorremmo ancora deve vedere meglio il piano presentato, grazie grazie.
Consigliere Teso.
Allora?
Cerco di accorciare le cose perché, vista anche l'ora e poi sarebbe l'argomento sarebbe troppo importante da affrontare e quindi cerchiamo di sintetizzare.
Io premetto purtroppo per me, che sono al terzo piano strutturale che mi trovo a dovere e.
Esaminare da non ha detto non sono un tecnico, io facevo il medico, quindi mi occupavo di tutt'altre cose, però a forza di parlarne qualcosa mi è rimasto in questo ultimo piano strutturale, ma è rimasto un po' meno, forse sarà l'età, si capisce meno, siamo più cordoni io ciò capito il giusto.
Io sono sempre stato solito dire definire il Piano strutturale c'è chi lo paragona a un vestito e io lo paragono a un quadro, il Piano strutturale per me è la cornice, poi dobbiamo vedere che colori e cosa mettere dentro questa cornice.
Sono rimasto allibito, è meravigliato da questa coinvolgimento della Valdinievole ecco il Valdarno Inferiore.
Che a casa mia ci azzecca il giusto, perché sono territori completamente diversi strut. Strutture idrogeologiche completamente diversa, a meno che non ci sia un secondo fine che no, non mi è dato di sapere.
Tra parentesi, suggerisco tubone va be'la stampella.
Ma la distinzione di due sole UTOE, non è vero che prima erano 5, si erano cinque in tutto, però c'era il subsistema della pianura e il subsistema della collina, poi in quest'interno c'erano tre UTOE di pianura e due di.
Di collina diciamo,
Allora quella era una distinzione logica, poi, per motivi politici, io poteva avere una visione mia e questa maggioranza ne può avere un'altra, ci sta fa parte però io la trovo altamente illogica perché si vanno a mettere zone non omogenei uno dice, ma io voglio la discontinuità va bene e allora si può fare anche una discontinuità se ci si mette con il Comune di Peccioli tanto per dire no, sì da discontinuità, ma mettere insieme i tre o insediamenti più grossi del nostro. Io ho fatto un rapido calcolo. Si sta mettendo in un minuto e circa 9.008 mila 500 abitanti e in quell'altra 2002 mila 500.
Si può far tutto?
Però qualcuno mi dovrebbe spiegare la logicità di questa suddivisione, perché io, ripeto, al terzo Piano strutturale non riesco a capire questa funzionalità, quindi preannuncio al contrario dei miei colleghi di minoranza che io voterò contro poi in sede di.
Osservazioni, farò le mie considerazioni e vediamo come va a finire,
Grazie consigliere, tesi, ci sono altri interventi.
Consigliere Bonciolini.
Si sente.
La Valdinievole risponde firewall.
Quando si pone dunque buonasera a tutti e a tutte come?
Non mi piace annunciare prima di tutto il voto favorevole del Gruppo di maggioranza, perché ritengo che.
A me, a un anno ormai dal dal elezioni che ci hanno che, nelle quali i cittadini di Montopoli usciranno confermato alla guida del Comune, è stato un obiettivo corretto, è anche giusto quello di andare nella all'adozione del Piano strutturale e far partire l'iter di approvazione perché, come spiegavano dai tecnici sia un iter lungo,
È complesso e quindi diciamo che prima si parte meglio è e su questo non ci sono dubbi e naturalmente quindi registro questa cosa già di per sé come un elemento molto positivo. È ovvio che il Piano strutturale che presentiamo contiene delle scelte delle scelte, contiene delle degli indirizzi politici ben precisi sui quali si può giustamente essere d'accordo o non essere d'accordo o meno, ma di sicuro ci sono degli elementi oggettivi sui quali io spero che l'intero Consiglio comunale voglia agire per quello che può, ovviamente in maniera unitaria, perché se vogliamo partire dalla prima immagine quella del della delle aree allagabili, diciamo quella con la chiazza blu, se ce l'hai e la mettermi se mi fa una cortesia è indubbiamente un elemento di grande preoccupazione, ma non perché qualcuno vuole murare dove non si deve murare, ma semplicemente perché quella situazione rappresentata nella carta è una situazione che deriva da da sempre, cioè questa parte del territorio lungo dopo Firenze, nel corso dell'anno dopo Firenze. Questa è l'unica parte di territorio che non ha un'arginatura sul fiume. Arno.
L'unica arginatura, l'unico pezzo di arginatura affatto sul lungo, il fiume Arno nel nostro Comune è stata fatta nel 91 e 92. Ora non mi ricordo bene l'anno preciso, però ci furono due alluvioni, una dietro l'altra di notevole da notevoli danni al territorio, e allora riuscimmo a far costruire l'argine in cemento armato che adesso protegge San Romano basso, perché non c'era nemmeno quello, cioè nemmeno a San Romano Paese, e quindi anche alla stazione ferroviaria c'era l'arginatura no, quindi è evidente che questo tema del del dell'Arno e della protezione del territorio di Montopoli è un tema che non risolviamo noi di sicuro ma è un tema sul quale mi auguro che ci sia un'unanimità di consenso nell'andare a chiedere per ognuno per i rispettivi ruoli.
Gli interventi che ci sono, che sono dovuti perché noi abbiamo un territorio che è vero, che va protetto, non è che chiediamo chissà che ovunque da tutte le parti è stata realizzata la protezione del territorio lungo il fiume Arno bisogna farlo anche a Montopoli, quindi giustamente i tecnici sono partiti da questa immagine per per iniziare il racconto del Piano strutturale e io credo che questo elemento sia giustamente al centro dell'azione politica, perché poi il Piano strutturale è un è una somma di di scelte politiche,
Come vogliamo che il territorio si sviluppi nei prossimi anni, per cui diciamo questo è un elemento indubbiamente di grande criticità e sul quale dovremo indubbiamente porre. L'attenzione non c'è e non c'è ombra di dubbio, ripeto, ma non perché dobbiamo andare a costruirci, ma semplicemente per un fatto di di oggettiva necessità. Penso solo alla al al percorso della ferrovia, che non è protetto e che non è un argine perché la ferrovia non è considerata un argine e piena di di dei buchi di di passaggi. No, per cui è chiaro che questa è una priorità e quindi, nel momento in cui ci pone, ci porremmo ai tavoli regionali e ai tavoli più a di di di copianificazione, è chiaro che potremo discutere se nelle aree di fra, come si chiama nelle aree di no nelle aree dei centri urbani, dove noi abbiamo ricucito.
Ai margini. Beh, scusami nelle aree di margine, se farle più strette più larghe sarà anche un una, una discussione interessante. A me non pare, perché noi conosciamo il nostro territorio e sappiamo decidere noi se quell'area di margine e va messo a non va messa che lo sappiano a Firenze. Mi sembra molto difficile, però possiamo anche discutere di queste cose, però dobbiamo anche discutere dell'arresto e soprattutto di questo argomento, che è l'argomento principale per il nostro territorio. Detto questo, è chiaro che le scelte culturali che diceva la Sindaca in particolare sono importanti perché lo sviluppo sostenibile, il tema delle infrastrutture è, sono gli argomenti che caratterizzano questo questo piano e quindi diciamo che è per noi importante arrivare appunto all'adozione stasera e poi iniziare il percorso e ci sono dentro le scelte di progettazione delle cose importanti. Penso solamente al polo scolastico unitario che individuiamo come scelta da fare. È una scelta importante che cambierà l'aspetto di una serie di cose per cui diciamo questo solo per per dirne una come la scelta delle aree tartufigena o quella sulle infrastrutture, Ferrovie appunto, la stazione ferroviaria, le infrastrutture sui su Montopoli, smart, eccetera. Quindi diciamo che ci sono delle scelte importanti e queste scelte importanti. Io mi auguro che nella fase delle osservazioni, quindi, quando.
Ci saranno questi due incontri, che anch'io saluto molto positivamente, scusate molto positivamente perché contribuiranno a rendere più chiaro le scelte del Piano strutturale e chi vorrà fare osservazioni avrà più strumenti per poterle fare. Quindi per me questo è, eh beh, è una cosa positiva, quindi mi auguro che anche i Gruppi consiliari, così come hanno annunciato stasera, vorranno fare le loro osservazioni. Io sono dell'avviso che tutte hanno dignità di essere esaminate e, per quanto riguarda la maggioranza, li prenderemo di sicuro in considerazione. Ovviamente, fermo restando il principio generale.
Che ci caratterizzano nella scelta politica complessiva, ma sulla quale ovviamente c'è spazio per anche pensarla diversamente. Non è che diciamo che i piani strutturali, proprio per la loro importanza, meritano una discussione.
Puntuale, quindi massima apertura, almeno dal mio punto di vista, anche dell'intera maggioranza. A queste cose, quindi diciamo che avremo un appuntamento dei due appuntamenti di settembre, le osservazioni e poi faremo nuovamente un passaggio in Consiglio comunale quando ci sarà il momento per discuterne e appunto io mi auguro che su questo ci sia la possibilità, poi di entrare nel merito e magari anche di di apprezzare certi suggerimenti perché, ripeto, non è che.
Non si deve fare questa cosa, quindi io chiuderei il mio intervento manifestando nuovamente la soddisfazione per questa adozione del Piano strutturale e anch'io mi associo al ringraziamento a tutti i tecnici che ci hanno lavorato all'architetto Toti che ha diretto questa a questo lavoro e alla Sindaca che l'assessore all'urbanistica e quindi diciamo c'ha la responsabilità politica di questo di questo atto grazie.
Ti passano.
Grazie grazie agli interventi.
Ma nessuno, le 8 è ancora presto, allora.
Insomma geometri. Più tardi ho guardato l'orologio per questo motivo per scusate, provo a rispondere a ad alcune domande e riflessioni che sono arrivate dai consiglieri, che sono poi anche annunciazioni di di voto. Allora, anche per allora, su quanto riguarda l'UTOE l'ho spiegato io l'ha spiegato anche l'architetto Massatani, però immagino che ci sia bisogno di un'ennesima spiegazioni del Po e il punto di vista arco, ovviamente nessuna da convincere nulla di che cosa. Innanzitutto, ebbene, capire che cos'è un UTOE, cioè quando prima si diceva delle cinque UTOE i SIC, le Cinque Terre che avevamo prima REACH riscontravamo attualmente, anzi, riscontravamo tanti problemi quando i tecnici venivano e c'era da fare un piccolo cambiamento perché andava a vedere i confini in horas in termine tecnico. Non lo so dire, però noi abbiamo noi stiamo cercando anche di dare uno strumento migliore per per i tecnici che dovranno lavorare sul nostro territorio, ma poi basta guardare quella cartina lì, io non credo, anzi, io questo lo dico io, non sono una tecnica assolutamente o studi umanistici, ma lo strumento di piani, lo strumento come quello del Piano strutturale. Forse è meglio non essere tecnici. Leggerlo capirlo è faticoso perché io vi invito in quest'estate a leggere tutte le norme che abbiamo mandato e soprattutto la disciplina del Piano, e vi invito a leggerlo perché quella è, esso è scritto in maniera chiara ed è importante che non ne ha non importa essere tecnici, anzi i tecnici fanno svolte un pochino più Cassino. Vi invito a guardare quella carta. È qua però la Carta di Montopoli, chi la chi, l'ha presente, cosa si vede si vede i centri urbani, Montopoli, capanne San Romano, che sono una cosa sola, guardateli mentre CAS dei boss che Marti solo una cosa, a parte.
E cosa attraversa e mezzo il che ha Ashina. È lì che sta la definizione migliore di quello che vi cos'è. Il nostro territorio è come se fosse diviso in due, ma allo stesso tempo noi, con la suddivisione delle auto e delle due etoy, andiamo a collegare meglio tutto, perciò perché dividere o si ritorna appunto, Alessio, come stiamo ora alle 5, so e o invece si va a migliorare il territorio Kenean, creando anche meno problemi ai tecnici. La cartina è chiara, è come se fosse Paese 1 e Paese 2, cioè al di là delle frazioni. Passiamo il campanilismo, Paese uno e Paese due.
Sicché io ho ben chiaro che cosa significa dividere le 2 UTOE, però immagino che poi lo ritira. Anche Massatani la Claudia Toti ma ripeto, non importa essere tecnici per osservare quella cartina è definire chi siamo, dove siamo e dove stiamo attualmente. Non importa essere tecnici. L'altra costa che chiedeva sullo svincolo della Fi-Pi-Li beh, allora lo svincolo della Fi-Pi-Li. Io non posso guardare sempre al passato, al passato, al passato noi abbiamo un'idea di progettazione, di progettuale sullo svincolo della Fi-Pi-Li, chi è stata.
È oggetto di analisi in questi incontri che abbiamo fatto, dove forse non c'era nessuno di voi forse qualcuno c'era o non c'eravamo, noi non c'era, non c'eravamo noi, ma lì è venuto fuori l'idea progettuale e non importa preoccuparsi della tenuta di barra mista, perché ovviamente non siamo degli scellerati che arriviamo e non pensiamo a chi abita lì, a chi vive lì e chi vive in quel in quel territorio, assolutamente perché qua c'è una condivisione rispetto ai passi che verranno fatti, c'è quello che si fa sempre con la progettazione, perciò ci saranno una coprogettazione condivisa, con con la con con appunto la quelli che abitano intorno a quella allo svincolo della Fi-Pi-Li, ma quello svincolo della Fi-Pi-Li, oltre ad avere un accesso precisato per la tenuta, varrà Amsa che noi tutti conosciamo bene, deve avere un accesso privilegiato anche per chi abita in quella. Zona e soprattutto per chi viene a Montopoli ad oggi non è così. È una FiPiLi che a mio parere, funziona bene, perché non c'è mai una fila di per sé di di macchine che escono e che entrano come esaminato come Santacroce, ma è evidente che della progettazione che a noi ci sembra che non torna a qualcosa perché ci si perde in quello svincolo in realtà è stata studiata bene, perciò poi sarà appunto una concertazione che faremo con la Regione Toscana di,
Di sviluppare insieme tutti insieme, anche grazie alle osservazioni che arriveranno poi sulla zona capanne. 2, sulla zona Capone di due saranno più sicuramente Claudia sarà la architettato, vi sarà più dettagliata, però assolutamente non si ripropone capanne. 2, ma c'è probabilmente un lembo in più che viene inserito che viene inserito per quelle.
Per quanto diceva prima alla Toti, non so se è stato colto quando si parlava di quel di quegli spazi vuoti che abbiamo sul nostro territorio e che andremo a chiedere in Regione. Guardate e qui ci sono dei buchi, noi vogliamo riempirli, ecco quello è il pezzettino di capanne. 2, ma non è capanne, due capanne Sud come si chiamava ora. Non me lo ricordo più, però è un'altra cosa, poi sulla Valdinievole che ci diceva appunto che ci di cui ci parlava.
Prima tesi. Questo è il PIT, non è il Comune di Montopoli nel Pit c'è scritto che Valdinievole Valdarno, perciò esaminato, Santacroce e tutti i comuni della Valdinievole e fanno parte di questo ambito un ambito che è stato studiato dalla Regione, dove noi siamo tutti insieme Valdinievole Valdarno le motivazioni. Le motivazioni sono quelle comunque noi abbiamo un'area, pur come dire è simile a questo territorio. Sicuramente non siamo simile a Firenze e non siamo simile a Pisa. Noi abbiamo un'area nostra che è simile a quella di della Valdinievole, perciò la Regione, come vi sto dicendo io ora del lupo, hai uno sono i 2 stessa cosa. La Regione ha fatto politicamente con il PIT e poi lo strumento del PIT, sicuramente uno strumento molto più grande di noi che io conosco per l'approccio ai piani e ai regolamenti urbanistici, ma sicuramente ci sono anche molte altre motivazioni che stasera non so spiegarvi, però ecco la Valdinievole. Non ce lo siamo inventati. Noi non l'abbiamo scritto noi qua, ma è un fa parte del PIT, perciò, come una parte Fund è un regolamento fondamentale della Regione Toscana. Passo la parola al all'architetto marsicani, ma.
Non lo so io non è che.
Nel concludere, perché il Consiglio comunale è sovrano, io potevo dare alcune precisazioni su alcune cose che sono state dette sulla questione dello svincolo, sinceramente, come ho detto prima, inizialmente, quando si doveva fare la Conferenza di copianificazione.
Eh. Già nel Piano strutturale c'è stato delle ipotesi fatte anche dalla Regione. Noi avevamo già fatto delle proposte, diciamo un po' diversa e forse sicuramente perché meno costose e che comunque valorizza. Risolvevano anche il problema di ingresso a Ferrara mista e a parer mio quest'ora, ma non è tema da Piano strutturale. Però, visto che è stato accennato io lo dicono, ma ci sarà modo di affrontarlo successivamente. Allora risonanza la storia dell'Europa e questo svincolo che avevo ipotizzato, in alternativa a quello che era venuto dalla Regione e che dava non solo un ingresso a Montopoli, usando una viabilità esistente, che è quella nella parte pianeggiante dentro Capanio, cioè quella della della via che c'è, chi è cinese, eccetera, fedeli usando non una nuova strada, Mario usando quel però si dava anche un ingresso più dignitoso a Misciano e amarti a tutta quella autori a prevalente carattere turistico. Quando non arriva allo svincolo, dice.
A Montopoli Silvatico pro proprio nella parte della parte, diciamo oltre la la il Pont, oltre viadotto dell'APP lì e non so perché avevo fatto il ricordo ma, ripeto, un'ipotesi preliminare però dava in qualche modo modificava invece diventare a parametri sotto il viadotto che, permettetemelo no, non mi pare tanto dignitoso per barra mista dava un altro tipo di ingresso verrà, mi sta più a valle, quindi con un altro viale, quindi ricostituendo ritorno a quel discorso che dicevo prima, i vincoli paesaggistici, ma bisogna trovare e se creativi, bisogna anche trovare delle nuove soluzioni di paesaggio, che migliorano anche delle situazioni che magari sono state un po' così diciamo fatte Pepe perché quando abbiamo fatto la superstrada dice c'è barra miseria che si fa ci lasciava dove vuole andare a parametri demanda sotto il viadotto della del della della tripli. Francamente non mi pare.
Una grande tutela del paesaggio. Quindi, in quella ipotesi che io avevo fatto e che verrà riproposta successivamente ma, ripeto, non spetta a me poi ci sarà oggetto di discussione. C'era una soluzione che in qualche modo di diventava comunque l'ipotesi delle due auto è diventato uno svincolo non solo per Montopoli, ma anche per per la parte di sotto per Marte bushiana uno arrivava lì, lo sapeva che aveva un ingresso dignitoso, anche per par rami est del massimo Jacques, a quelle due unità territoriale che io ho detto, che che hanno una valenza, una prevalenza di tipo diverso ma ma non per penalizzare Massimo, infatti bushiano non ce l'hanno in zona industriale ma che Misciano deve costruire parecchio sulla sulla residenza e soprattutto anche sul turismo, sul turismo, ambientale, sul turismo rurale che sta diventando una risorsa. In Toscana non c'è solo il Chianti o, insomma, lo sapete meglio di me, perché già ora già ora ci sono, cioè ci sono, c'è un'appetibilità, ma lo stesso la stessa varrà mista e ora è a vincolo, ma poi, se ci fossero delle una valorizzazione della zona, perché no bene, cioè la Toscana sta dimostrando che anche nella Valdera nelle colline interne ha delle potenzialità che non sono da invidiare, anche da altre parti della Toscana che sono ormai più rinomate. Quindi.
E questo secondo me, era una cosa abbastanza qualificante. Questo per noi è una questione di Capanne dei margini e centrodestra. È stato detto, ma ripeto, io non voglio entrare in una discussione terminologica sulle unità territoriali. Intanto le unità territoriali, lo dico, non sono o zone omogenee. La parola stessa dice unità organiche e quando si dice organico e vuol dire che sono cose diverse, non omogenee. Anzi, se devo essere sincero, anche nelle zone omogenee D della legge urbanistica non c'è. Non ci sono zone omogenee e purtroppo.
Nel utilizzerà quando, quando è nata la 1.150, quando forse allora non le città ancora non erano dedicate, quindi l'omogeneità significava qui si fa il Presidente, qui si fa produttive che tra un po' mi voi, mi dite, insomma, me la storia ci insegna che anche in Toscana spesso case, fabbriche Cesa spesso hanno hanno creato una disomogeneità, e lì si si introduce il concetto di rigenerazione. Ma dal punto di vista della parola o dell'autore, unità territoriali organiche, organi che vuol dire che devono avere anche delle diversità che delle diversità che dialogano la questione, io scusatemi se mi permetto, ma ripeto, non non per polemizzare semplicemente per dare un'interpretazione, perché poi ognuno fa io all'inizio, devo dire la verità e questo credo di non dire né all'inizio avevo pensato, avevo pensato che stanno male del fontanello, avessero anche un'autonomia rispetto alla parte, per esempio collinare no, come la terza auto, e poi sono andato a vedere, ma se Arromanches quella promiscuità produttive residenziali che lo dite voi, era difficile individuare una evidente, quindi a questo punto l'idea è stata quella di dire benissimo che la parte più di carattere urbano e quando dico urbano non dico perché l'altra, eh eh, eh eh eh, è qualcosa di diverso è diversa, cioè urbano che contiene i servizi di carattere diciamo comunale perché c'è il Comune, cioè servizi c'ha, la pubblica assistenza ci avrà il polo scolastico, ci sono le attività produttive, ci sono residenze, dialoga con le attività produttive e anche questo non lo sottovalutiamo perché, anche se non si fanno i piani intercomunali, guardate che anche che anche da un punto di vista comunale, intanto dobbiamo prendere i confini amministrativi, che non cioè i confini amministrativi mi insegnate che sono nati per ragioni che non c'entra nulla con i caratteri del territorio, raramente sono così sono per ragioni fra virgolette politiche di di di altre epoche, eccetera. E quindi noi troviamo insomma San Romano è divisa in due fra il Comune, ha esaminato il comunicò, ma quanti ce ne sono in Toscana di fonico, sì, quindi bisogna avere la capacità, anche a livello di singolo Comune, senza sta a fare i piani intercomunali. Anzi, vi dico di più quando si fanno i piani intercomunali, qualche volta si litiga, perché questa ha dimostrato un po' la storia della Toscana e allora si può anche alla luce di quello che la Regione in qualche modo il Piano paesaggistico che bene o male sono ambiti, sono ambiti, ma qui non c'è neanche da rivendicare la storia degli ambiti e c'è una realtà. Facevano attività produttiva San Romano nel territorio di San Romano, e cioè l'attività produttiva nel territorio di esaminato di là dall'anno. Abbiamo tutta una serie di attività produttive. Sapete meglio di me che quando è stato fatto il ponte Ponticelli, Ponticelli.
Forse Montopoli e l'idea era quella, tra l'altro ha funzionato anche abbastanza Ponticelli, fontanelle, Santa Croce, Santa Croce Ponte a Egola esaminato, sussiste per le zone conciaria, eccetera e la Francesca bis, credo. Quello è stato un piano strutturale nel territorio a me che in qualche modo ha messo su una struttura per il produttivo, non per il resto per il produttivo, perché lì quello che contava era quello di dare forza a una filiera produttiva che era quella del carcere delle aree del concerne. Il calzaturiero ha avuto delle vicende diverse conciario ad un altro di più e io mi auguro che si ambedue le filiere possano continuare a svolgere un ruolo importante accanto a quello che si sta profilando, altre altre filiere che sono quella turistica e io e il piano strutturalmente deve prendere atto perché non deve essere, non deve sostituire, ma questo è un parere puramente personale, perché l'attività produttiva in queste della zona dell'Arno è sempre stata una realtà importante. Io vado da Pontedera, quindi lo so, cioè il ruolo. Il ruolo delle attività produttive non sono sostituibili con il turismo e.
Siamo in una zona dove dove il produttivo importantissimo però non sono quindi ci sono anche altre attività. Questo per rispondere questo per rispondere al fatto che sono stato tentato dell'elettrodotto. Quindi no, non è che io c c. Capisco anche il suo ragionamento e lo capisco, però ho cercato di spiegare che oggi il significato della dagli autore è un po' diverso dal passato, è un po' diverso e quindi anch'io ho avuto l'idea di farne tre, però poi mi sono fermato e ho detto no. Ci vogliono dei segni abbastanza importanti, forti e li francamente non è che la Toscoromagnola, eccetera. È difficile. Guardi, io ho un altro piano vicino dove ho fatto il pianura e collina, ma è più facile individuare Casciana temerari io che sono dei terminali, sono venuto e un'opera di ferro era una storia di collina, ma lì è più facile, ma lì è più facile perché sono più nette le e sono anche e soprattutto le le funzioni diverse, perché nella pianura ciò tutte le attività produttive per l'arredamento, cioè l'agricoltura è in collina, cioè alle terme, ciò il turismo, eccetera, eccetera. Quindi, come vedete, insomma i affrontarlo in poche unità territoriali dà anche l'idea di un di una, di una sintesi del de de anche dello sviluppo, quindi non vuol dire questo. Penalizzare il territorio vuol dire cogliere gli aspetti che caratterizzano le vocazioni di quel territorio e su quello costruire uno sviluppo e doveva essere sostenibile, nel rispetto ovviamente, delle cose. Queste erano, ma io non lo so. Se poi c'è qualcosa,
Dopo Pasqua.
La divisione dell'Europa in due vista, con tutta la logica dell'architetto marsicani, secondo me, può essere ben vista nel senso che non si vuol dare.
Una zappa sui piedi a Montopoli, poiché la mettiamo insieme al produttivo, anzi, tutti e due d'uso hanno la fatti Sud che è vocata per il turismo,
Di alto livello, direi, perché l'obiettivo degli amministratori di oggi è proprio di puntare sul turismo, quasi a farlo diventare tipo una filiera produttiva, quindi, anche se è unita nella parte bassa alto, in realtà questo non vuol dire che non si può sviluppare bene, come vogliamo che fa, chi che succeda, quindi, l'unica cosa che volevo dire in più e che abbiamo qui presente, anche il garante della partecipazione Sandro Bartelloni, che noi abbiamo ancora delle aumentato, c'erano in ferie, si vede, è venuto stasera per il Consiglio e niente e poi ringrazio tutti per averci ascoltato con questo caldo ci dispiace, magari la prossima volta si farà fuori due cucina.
Ebbene, grazie architetto Toti. Se non ci sono altri interventi, non ho visto mani alzate. Ringrazio e vado a leggerlo non dimenticare nessuno, la responsabile del procedimento del procedimento architetto Claudia Toti, ma anche il, l'ex responsabile del procedimento, l'architetto Fausto Condello, che ha cessato con noi un anno fa circa il Garante dell'informazione e della partecipazione. Sandro Bartaloni. L'ufficio di piano del della effettività Toti geometri Raffaella Ciabatti, Carmela Di Lernia, Terracini, Irene e verrà di Silvia poi lo studio Massetana NIS. Stasera c'è solo l'architetto Mas tetani, ma in questi inizi abbiamo visto comunque anche i suoi collaboratori collaboratori dei suoi, con le operatrici dei dottore Agra agrario Federico Martinelli per le indagini economiche che può presente per le indagini geologiche geologo Fabio Mezzetti. Che qua presente e poi è assente mai giustificato l'ingegnere Alessio Gabrielli, che si è occupato delle indagini idrauliche e le indagini archeologiche con Monica Baldassare Letizia sciiti in più. Voglio ricordare, anche quando vi parlavo prima del percorso partecipativo, il percorso partecipativo è stato ottenuto dalla Simurg consulenze e servizi. Perciò, se non ci sono interventi, mettiamo in approvazione l'adozione del Piano strutturale del Comune di Montopoli in Val d'Arno.
Allora c'è un non votante che potrei esserlo più.
Ok, perciò 15 15 presenti, 15 votanti.
10 favorevoli, un contrario tesi massimo quattro astenuti, due astenuti il divieto Vanessa Michelini, Giovanna era reali, l'ARES arti Giovanni.
Bene, grazie come gli accordi con i Capigruppo, riparleremo del Piano del Commercio e vi auguro buona serata e grazie.
