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Benissimo, grazie e intanto buonasera a tutte e a tutti buona sera, a tutti voi membri del.
Grazie all'onorevole Lo all'onorevole Arturo Scotto e ai cittadini e alle cittadine presenti le associazioni e le parrocchie presenti, grazie per essere qui stasera in questa seduta di Consiglio comunale aperto, perciò dove sono previsti anche gli interventi da non solo dai banchi del Consiglio, come avviene solitamente e oggi abbiamo deciso di riunirci per affrontare una questione per tutte e tutti noi cruciale Chittò che tocca le nostre coscienze,
E soprattutto il senso di giustizia, abbiamo voluto dare il titolo questo titolo a questo Consiglio comunale Gaza dal genocidio al cessate il fuoco, discussione pubblica, impegno comune perché appunto vogliamo un impegno comune e una discussione pubblica su quello che è successo e continua a succedere e nella Striscia di Gaza ed è anche un titolo che ci invita a riflettere sulla tragica realtà che vivono tantissime e tantissimi palestinesi donne, uomini, bambini anziani che stanno vivendo sulla stanno vivendo un periodo.
Molto buio della che starà della loro vita, che avrà anche ripercussioni nella loro vita, ed è una responsabilità che tutte e tutti noi ci dobbiamo assumere come comunità.
Globale intesa proprio come cittadinanza globale. Cittadini di tutto il mondo. Come vogliamo essere e come abbiamo sempre sperato di essere.
In quest'ottica e in quest'ottica, anche il Consiglio comunale aperto di stasera vuol fare eco alle tante numerose iniziative che si sono seguite in questi mesi negli ultimi due anni, iniziative di protesta, di sostegno, d'informazione, iniziative che si sono svolte anche su questo territorio che si sono svolte nel nostro Comune penso alle grandi Comuni manifestazioni nelle città, capoluogo a noi piscine, ma penso alle tante bandiere che sventolano ai nostri nelle nostre case proprio anche a Montopoli le iniziative che abbiamo fatto come associazione anche come Amministrazione comunale, penso anche agli scioperi che si sono susseguiti da parte dei sanitari, perciò di chi ci cura quotidianamente.
E poi anche l'approvazione che abbiamo fatto a maggioranza il 20 marzo, del riconoscimento dello Stato di Palestina. È una discussione che è partita proprio da questo Consiglio comunale e non possiamo dimenticare anche l'iniziativa umanitaria internazionale della Global su un flottiglia dove ha partecipato sulla sono partite più di 40 navi e partecipato sulla nave karma, il nostro onorevoli, che oggi è qui presente e lo ringraziamo e abbiamo appunto oggi, proprio in questa sede l'opportunità di confrontarci in questo luogo così significativo, anche con partendo da posizioni diverse. E se è vero che l'Amministrazione comunale di Montopoli in Val d'Arno, non può parlare di politica estera o non decide, non decide sulla politica estera e i tanti attacchi che sono avvenuti in questi giorni, poi che vengono ovviamente sui social, perché poi il confronto diretto non avviene mai i tanti attacchi che sono avvenuti su queste iniziative, sulla presenza anche di Arturo, ma le tante adesioni che abbiamo avuto anche lo vediamo anche stasera. Penso che invece sia utile e sia servito fare stasera un avere uno spazio pubblico dove fare questo confronto.
Perciò, appunto, le richieste che, con le richieste che abbiamo ricevuto, parlano della drammaticità dei fatti, parliamo stasera di Gaza, ma sappiamo che sono più di 56 i conflitti aperti in tutto il mondo Ucraina, la Siria, lo Yemen e così via Haiti, ma vogliamo parlare e lo farò per flash ma sicuramente chi interverrà dopo di me lo farà meglio.
Raccontare un po' i numeri che sono anche costretti qua che arrivano appunto dal sito,
Se enti territoriali per la pace ci raccontano di un dramma umano, con 60 più di 65.000 vittime ci raccontano che il 92 della per 100 delle abitazioni nella Striscia di Gaza sono distrutte, 19 ospedali su 36 sono fuori uso, 15.600 persone che necessitano di cure e poi parliamo di 641 persone che attualmente hanno raggiunto una fase acuta di insicurezza alimentare. Ecco, questa è una devastazione, chiamiamola, come ci pare devastazione. Mi piace chiamarla genocidio, ma soprattutto pensare che in quel genocidio la metà è composta da bambini, bambine e donne. Questo sono appunto il nostro futuro che noi andiamo a eliminare. Non entrerò nei dettagli, ma voglio solo ricordare che mi colpì molto. Il 19 luglio 2024 la Corte internazionale di giustizia delle Nazioni Unite ha emesso un parere in merito alle conseguenze giuridiche, appunto di quello che sta succedendo delle politiche israeliane a Gaza. Ecco, vorrei ricordare che inclusa, perché molto spesso poi sulle dimentichiamo si sta parlando anche della città di Gerusalemme Gerusalemme Est. Nello specifico, la, la Corte ha riconosciuto che la costruzione, l'espansione delle colonie e le restrizioni alla libertà di movimento, la demolizione della proprietà privata, in questo caso dei cittadini, beh palestinesi e altre pratiche non solo violano le norme internazionali sull'occupazione, ma costituiscono anche gravi violazioni del diritto dell'autodeterminazione del popolo palestinese.
Ecco, noi non possiamo assolutamente, credo, e ne dobbiamo rimanere in silenzio di fronte a queste atrocità. Oltre all'ideologia, la geopolitica, ci sono vite umane in gioco, stiamo parlando di vite umane, il genocidio e i suoi, i suoi orrori non devono essere considerate una realtà accettabile e soprattutto in questo mondo in cui viviamo e che ci piace vivere interconnessi. Ecco, questo noi non lo possiamo accettare. Perciò io il mio invito finisco qua il mio intervento. Il mio invito è quello di tutti noi ad impegnarci stasera in un come in un dialogo costruttivo, anche con posizioni diverse, perché questa questione, ripeto, non è solo di giustizia, ma è proprio una questione di umanità. Perciò vi ringrazio. A chi interverrà a chi sta arrivando vivi? Dico solamente questa cosa che dopo di me interverrà l'onorevole Arturo Scotto che poi, intorno alle 19:30 prova ci dovrà lasciare e poi chi vuole intervenire può alzare la mano e la dottoressa sposino che ora ecco qua che in prima fila prenderà appunti di chi deve intervenire, che si susseguiranno I e appunto gli interventi. Perciò grazie a tutti a tutti per la presenza.
La parola all'onorevole Scotto.
Intanto voglio ringraziare la sindaca Linda Vanni, voglio ringraziare tutta la Giunta, voglio ringraziare tutto il Consiglio comunale dei cittadini. Per questo invito per questa possibilità di intervenire, che è un grande onore, una grande possibilità,
Io sono molto d'accordo con l'introduzione di Linda e voglio andare, diciamo, dritto al punto, abbiamo bisogno di discuterne, abbiamo bisogno di confrontarci senza steccati e senza paletti.
Abbiamo bisogno di fare un'analisi su cosa è diventato il diritto internazionale.
Su che tipo di traiettoria sta prendendo un ordine mondiale che sta cambiando profondamente e che ha visto mano a mano venire meno alcune certezze, c'eravamo trascinati.
Nel corso degli ultimi anni, e che però le guerre, ma questa guerra in particolare ha fatto in qualche modo saltare in aria.
Saltare in aria perché.
Qual è stata la molla che ha determinato una partecipazione popolare così massiccia, un'adesione di tanti Consigli comunali a iniziative come il riconoscimento dello Stato di Palestina?
Alla richiesta di fermare la tragedia di Gaza, alla necessità di intervenire attraverso canali umanitari che purtroppo ancora oggi sono chiusi o semichiusi,
È stata la dimensione del doppio standard che in qualche modo rispetto a questo conflitto è emerso ed esploso in maniera pallets, questo è un dato abbastanza oggettivo.
Se guardiamo cosa è accaduto rispetto a un altro conflitto che preme alle porte dell'Europa, come quello ucraino, dove l'aggressione criminale di Vladimir Putin ha generato una reazione?
Immediata da parte dell'Europa e della comunità internazionale di condanna di assistenza al popolo ucraino.
E anche di sostegno.
Militare, ma anche di forme di pressione economica sempre più forti.
19 pacchetti di sanzioni comminate nei confronti del regime russo.
Come arma di pressione.
Finanziaria, economica, sociale, politica, cultura.
Di fronte a due anni di guerra contro un popolo.
Non è accaduto nulla.
Nemmeno una sanzione, nemmeno sanzioni blande, e quando l'Europa finalmente ha deciso di intervenire attraverso alcune misure di carattere commerciale, eravamo arrivati ormai a una condizione sempre più insostenibile.
E senza neanche l'unanimità dell'insieme della Comunità europea a partire questo lo dico come nota a margine e senza voler fare polemiche con con uno dei Paesi fondatori quali in Italia che.
Durante la riunione della Commissione europea, in cui si variavano le sanzioni, ha deciso di non inviare il Commissario Fitto alla partecipazione di questo appuntamento questo è il punto e dunque la prima grande funzione da mettere al centro di qualsiasi riflessione è se il diritto internazionale vale sempre o non vale mai.
O se vale?
Rispetto agli interessi strategici economici, l'Europa e non vale quando si tocca un alleato.
Un partner commerciale, un partner militare, io credo che il diritto internazionale debba valere 7.
E dunque andava messa in campo da parte dell'Unione europea, innanzitutto un'azione di pressione molto più assertiva, un'iniziativa diplomatica tutto con Tondo, ma anche una grande azione umanitaria, la Global mu sul mondo, flottiglia, perché ha generato tanta attenzione e anche tanto sostegno diffuso,
Non tanto per la portata in sé, degli aiuti umanitari che venivano trasportati, che chiaramente, su delle imbarcazioni a vela.
Erano numeri, molto molto, limita 40 tonnellate.
Ma perché si sostituiva la società civile, si sostituiva a un'azione che avrebbero dovuto fare i Governi.
Perché i Governi avrebbero da subito dovuto adempiere?
Alle indicazioni della Corte internazionale di giustizia.
Che nel gennaio del 2024, a pochi mesi dal 7 ottobre e nel pieno della della dell'attacco israeliano a Gaza, aveva intimato a Netanyahu.
E ai governi alleati Netanyahu di aprire tutti i canali umanitari possibili.
Purtroppo non è accaduto questo.
Eh.
La reazione a un attentato terroristico terribile, inaccettabile.
Come quello di Hamas il 7 ottobre, ai danni di civili innocenti israeliani si è trasformato in una punizione collettiva.
Che ha portato a mettere un numero di vittime esorbitante, che probabilmente è molto inferiore a quello che nella realtà emergerà quando verranno sollevate, speriamo presto quelle macerie.
Quando si ritornerà a ripristinare una qualche forma di vita a Gaza?
Numeri terribili numeri senza precedenti, numeri che non sono nemmeno lontanamente paragonabili ad altri appuntamenti che ci sono stati in passato, altri collisioni, altri scontri, altri invasioni a Gaza, perché Gaza non è la prima volta che viene colpita e che vittima di tutto questo e dunque la priorità del diritto internazionale e il diritto internazionale funziona se a un certo punto vengono esercitate tutte le leve a disposizione degli stati che appartengono alla comunità internazionale, la prima leva dovevano essere realizzazioni commerciali,
La seconda leva doveva essere la costruzione di una grande missione umanitaria, la terza leva doveva essere l'isolamento internazionale del Governo Israele e dei suoi protagonisti.
Destinatari, Benjamin Netanyahu e Gallant tra il Ministro della difesa dell'epoca di un mandato di cattura della Corte penale internazionale per crimini di guerra accanto a i tre esponenti di Hamas.
Che si erano macchiati di aver costruito il 7 ottobre e che però sono stati uccisi nei raid israeliani.
Non è stata agita nessuna di queste lettere.
E oggi ci troviamo non soltanto a piangere vittime, ma con un'opinione pubblica europea e globale, indignata rispetto all'inerzia, all'impotenza mostrata dai governi.
Che cosa si può fare oggi?
Intanto, riconoscere il diritto dei palestinesi all'autodeterminazione.
Nessuno può immaginare di decidere sulla testa di un popolo.
E il diritto all'autodeterminazione è riconosciuta da tutte le risoluzioni delle Nazioni Unite.
Ed è un diritto sacrosanto rispetto a un popolo che ha vissuto una grandissima sofferenza.
E che la vive tuttora e che però continua a non avere potere di scelta su se stesso e una patria laddove vi par.
In patria, che oggi è profondamente compromessa da alcuni dati che sono oggettivi, il primo è la condizione di Gaza, perché oltre ai morti c'è il 90% delle infrastrutture civili distrutte, non c'è più niente.
Lo abbiamo visto tutti dalle immagini che sono state diffuse sui social dai canali satellitari, benché questo è l'unico conflitto.
Della storia recente, dove non è stato possibile fare accedere la stampa occidentale che ancora oggi, nonostante ci sia una tregua molto labile, molto debole, molto fragile, continua a non poter accedere a Gaza,
Ma poi dobbiamo guardare, come diceva la Sindaca, la situazione della Cisgiordania.
Dove, nel corso degli ultimi trent'anni, le colonie sono più che raddoppiate e ci troviamo ormai di fronte a un numero esorbitante di coloni, circa 700.000 c'è chi dice anche di più, che hanno occupato porzioni di terra che sono dei palestinesi, secondo le risoluzioni delle Nazioni Unite e secondo il riconoscimento della comunità internazionale sono colonie armati.
Sono portatori di messaggi politici, culturali e religiosi di carattere messianico.
Sono hanno insediato su un territorio che non il loro scuole infrastrutture civili, caserme, imprese.
Ovviamente, oltre alle di certificazione delle casse e oggi noi ci troviamo di fronte a questo dato.
E per scardinare questo dato per dare una prospettiva di uno status palestinesi, occorre qualcosa di più di un piano che dovrà implementarsi nel corso dei prossimi anni e che oggi assomiglia molto a un'ipotesi di protettorato che, come sappiamo, non ha mai funzionato in Medio Oriente,
E ha sempre determinato ulteriori condizioni di destabilizzazione.
Perché la vicenda israelo-palestinese, quel conflitto ha una specificità in più rispetto ad altri.
E sonda dal Medio Oriente e sonda dalla Terra Santa, diventa conflitto generale, diventa conflitto che attraversa anche le società europee attraverso la linea di faglia, degli intrusi e degli esclusi.
Attraverso una gestione molto difficile delle politiche migratorie.
E dunque rischia di generare tensioni, non è un caso,
Che alcuni Paesi europei, che inizialmente erano stati molto timidi.
Hanno scelto di.
Riconoscere lo Stato di Palestina, pur sapendo che anche questo riconoscimento aveva poche gambe su cui poter camminare, e però era un riconoscimento che dava atto della necessità di restituire un po' di giustizia e di riequilibrare un ordine mondiale sempre più caotico.
Quando Emmanuel Macron, all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, dice ai palestinesi non dovete sentirvi un popolo superfluo in questo mondo, per questo noi riconosciamo lo Stato in Palestina, non lo fa soltanto per chi è animato da un messaggio, da una volontà, diciamo di umanità ma lo fa anche perché,
In un Paese come la Francia, ci sono 6 milioni di musulmani.
Che vivono che l'attraversano.
E perché dentro quel paese ci sono 600.000 ebrei che vivono e lo attraversa.
E dunque la pace, un processo di riconoscimento reciproco, parte anche dalle nostre società, parte anche dai nostri Comuni, parte anche ed è meritoria l'iniziativa del Comune di Montopoli e del Sindaco e dell'Amministrazione.
Perché la diplomazia dal basso molto spesso ha smosso i Governi, è molto di più rispetto a iniziative tradizionali e dunque noi siamo dentro questa temperie e oggi ci troviamo di fronte a una tregua che non è ancora una pace.
Dobbiamo salutare positivamente tutto quello che va nella direzione del cessate il fuoco, della liberazione, degli ostaggi, dell'ingresso degli aiuti umanitari.
Dobbiamo sapere che anche questa fase 1 è molto complicata.
Perché non può esistere una fase, 1 staccata dal tema del diritto all'autodeterminazione del popolo palestinese.
E non può esistere una fase 1 staccata dalla necessità del rinnovamento delle leadership.
Sia sul lato palestinese, sia sul lato israeliano.
Perché troppi punti sono stati bruciati e perché due anni in cui si è continuato a far cadere un genocidio?
Poi sarà sicuramente la Corte penale internazionale alla Corte di giustizia, a dire se questo è il termine esatto da utilizzare.
Ma ormai tutti i giuristi e persino delle Nazioni Unite convergono sul fatto che, quando utilizzi la la fame come arma di guerra, quando produci la deportazione continua di un popolo quando ammazzi i civili senza alcun tipo di proporzionalità, quando determina in uno stato di assedio che non si ricordava dalla battaglia di Stalingrado durante la Seconda guerra mondiale, dove non entra un chicco di grano e dove non entra neanche un medicinale, questo si può dire si può definire per i ciclisti a tutti gli effetti un genocidio.
E dunque c'è bisogno di costruire questi percorsi di pace.
Sapendo che oggi siamo dentro un arretramento degli interlocutori.
Se posso dirla così, 30 anni fa, la speranza che fu accesa da Oslo.
Aveva come protagonisti.
3, leadership tutto sommato laiche e democratiche.
Con tutti i limiti, ovviamente, ma.
Bill Clinton alla casa Bianca, anche se quel processo fu avviato da un Presidente, Repubblica, George Bush.
Ytzhak Rabin alla guida di Israele, trucidato non dai palestinesi, ma un estremista di de della destra messianica con Jannat temi dell'allora capo dell'opposizione Benjamin Netanyahu rispetto agli accordi di Oslo e con uno dei due Ministri estremisti, non che gli altri siano liberali illuminati che hanno fatto la scuola tra Cambridge e Oxford esponenti del Governo Netanyahu ben vivir che era stato che era nel gruppo dei mandanti esecutivi dell'omicidio di sacra.
E poi Yasser Arafat.
Per i palestinesi, tre leadership laica, 30 anni dopo.
Chi deve mantenere quel patto sono tre leadership dove si incrocia la destra evangelica americana, la destra religiosa messianica israeliana e il fondamentalismo islamista di Hamas.
Quando la geopolitica la fai con il Corano, con la Bibbia e con la Torah, difficilmente le religioni sono in grado di costruire un compromesso, è difficilmente quel compromesso riesce a diventare pace.
Noi siamo dentro questo quadro che è un quadro molto problematico, e qui ci sarebbe bisogno dell'Europa.
Perché l'Europa ha sempre avuto una proiezione naturale su una intera?
Ha avuto sempre una dimensione di equivicinanza tra le parti, è sempre stato pur dentro l'Alleanza atlantica la parte che riusciva a dialogare meglio con il mondo arabo.
Per ragioni valide, non soltanto per ragioni.
Culturali, ma anche per ragioni interessi concreti.
Invece, l'Europa è stata ferma, gli Stati Uniti sono stati fermi, Joe Biden si reca a Tel Aviv il giorno dopo degli attentati del 7 ottobre, e dice a Benjamin Netanyahu non fate gli stessi errori che abbiamo compiuto noi all'indomani delle Torri gemelle dell'11 settembre.
E però non ferma, ma il flusso delle armi nei confronti di Israele.
Il piano di tregua che è stato sottoscritto ora è nel cassetto della casa Bianca da una.
Nel frattempo ci sono stati altri morti.
Tantissimo.
La carestia.
Io non credo che dobbiamo ringraziare nessuno se sia arrivato alla tregua.
Perché chi poteva agire aveva il dovere di agire molto, molto prima.
E i popoli che si sono mossi?
Sono stati protagonisti.
Perché sono stati quelli che hanno scosso la, oltre che però un'altra contingenza.
Che è stato la scelta.
Di Benjamin Netanyahu di colpire il Qatar.
Che era uno dei soggetti degli Stati mediatori.
E questo ha determinato anche dentro la leadership americana, sempre molto sensibile, diciamo come dire ai petrodollari.
La necessità di provare ad accelerare questo processo dentro questo quadro e concludo.
Io, insieme ad altri colleghi parlamentari del Movimento 5 Stelle e del PD e di ADS, eravamo in quattro complessivamente ho avuto la possibilità di partecipare a questa missione umanitaria della Global zoom flottiglia.
Non l'ho fatto da attivista non sarebbe stato credibile.
L'ho fatto perché ho raccolto l'appello di una grande organizzazione umanitaria, di una grande ONG Music for Peace di Genova, che in cinque giorni ha raccolto oltre 300 tonnellate di cibo, acqua, medicinali da portare a Gaza attraverso la flottiglia, molto al di sopra di quello che si immaginava.
Questa scelta.
Di fare da scorta democratica è stata una scelta che ha determinato dei contrasti, neanche delle parole molto dure da parte della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nei confronti dei parlamentari che hanno deciso di imbarcarsi, non do giudizi, non è questa la sede.
Ricordo solamente che restiamo in una Repubblica parlamentare e i Parlamenti sono sopra i Governi e non sotto almeno a Costituzione vigente, quindi l'esecutivo non può sindacare le decisioni che fanno i parlamentari nel pieno del loro mandato e io penso anche nel rispetto dei valori costituzionali che promuovono come avete messo all'ingresso del vostro Comune della vostra casa municipale il ripudio della guerra e la promozione della coesistenza pacifica tra i popoli e l'obbligo della solidarietà.
Questa missione ha incontrato molti problemi.
È stata attaccata due volte nel porto di Tunisi, con droni incendiario che hanno colpito due delle imbarcazioni principali.
È stata attaccata 400 miglia dalla Sicilia, ancora 600 miglia da Gaza, con un attacco di bombe sonore.
Con droni, sottomarini e con flash back che sono dei petardi che vengono utilizzati per disperdere i cortei e rilasciano sostanze urticanti, 11 imbarcazioni sono state colpite, una danneggiata gravemente.
Ed è stata poi fatta affermare come altre che nel corso del cammino sono state manipolate.
Due attacchi che sono avvenuti in acque internazionali anche su barche battenti bandiera italiana.
Se la memoria non mi inganna, qualche anno fa furono col furono arrestati, tratti messi agli arresti in acque internazionali due militari, li ricorderete, tutti i cosiddetti marò che erano su delle imbarcazioni mercantili, sull'imbarcazione mercantile battente bandiera italiana, i marò colpirono.
E ammazzarono.
Alcuni indiani in acque internazionali che guidavano un peschereccio temevano che fosse un atto di pirateria, furono arrestati in acque internazionali, nonostante il sesso euro su una nave italiana.
E furono assicurati alle autorità indiane,
Allora si aprì un dibattito molto, molto forte, molto molto radicali, e alcuni esponenti politici allora dell'opposizione gridarono al tradimento della patria.
Evidentemente la patria non è uguale per tutti, visto che le imbarcazioni che sono state colpite dai droni erano imbarcazioni battenti bandiera italiana.
E forse non vale per tutti.
Anche il principio dell'arresto, perché noi siamo stati fermati.
Arrestati.
A 35 miglia dalle coste di Gaza, ancora in acque internazionali c'è stata sequestrata la barca, ci sono stati sequestrati gli effetti personali, siamo stati messi in detenzione per molte ore e poi siamo stati espulsi.
Anche qui non mi pare che, oltre a una assistenza doverosa, anche se un po' zoppicante ma non è questo il luogo per dirlo abbiamo avuto modo di raccontarlo da parte delle autorità consolari italiane non ho visto grandi proteste nei confronti di uno Stato che ha detenuto cittadini che,
Provavano semplicemente a portare a termine una missione umanitaria e chiedevano i diritti di rispetto del diritto internazionale e l'apertura di un canale illegale.
Di un canale di un blu, l'apertura di un blocco navale illegale secondo il diritto internazionale non mi pare che ci siano state azioni di protesta nei confronti dello Stato d'Israele,
Al militare che mi chiese.
Nell'app militare, quando siamo stati arrestati, sequestrati per certi aspetti rapiti perché tecnicamente, siamo stati rapiti dentro un atto di pirateria consumato in acque internazionali, al militare che mi interrogava, ovviamente senza avere la possibilità di avere a fianco un avvocato.
E di avere a fianco un.
Qualcuno dell'ambasciata perché non è stato possibile avere neanche questo a proposito della più grande democrazia del Medio Oriente alla domanda del militare, ma lei lo sa che cosa è successo il 7 ottobre io gli ho risposto, lo so perché sono stato il primo parlamentare della Repubblica italiana a visitare un kibbutz colpito il 7 ottobre,
Al militare è rimasto un po' colpito, ho detto guardi, può verificare perché avevamo anche la stampa israeliana, diciamo con noi, sia quando andai dal kibbutz sia quando andai a incontrare le famiglie degli ostaggi e lui disse allora che ci fa qui in mezzo ai terroristi,
Gli risposi perché state ammazzando troppi bambini.
Io credo che questo sia stato il senso di questa missione, il senso di un'azione umanitaria che probabilmente ha scosso l'albero ha fatto saltare il tappo, ha determinato la partecipazione di migliaia e migliaia di persone, ha riportato tante ragazze e tanti ragazzi all'impegno civile per la causa di un popolo senza patria senza potere e nella rivendicazione di un ordine mondiale che deve essere più equilibrato.
E che non può essere fondato ancora oggi sulla logica della guerra, della deterrenza dell'arbitrio, del doppio standard. Vi ringrazio e mi scuso se.
Grazie grazie, onorevole Scotto,
Chiedo alla dottoressa Esposito per gli interventi, allora a lei la lista ci mettiamo per gli interventi nella accanto alla consigliera terziari,
Insomma, ricordiamoci sui cinque minuti per dare spazio a tutte e a tutti di poter intervenire,
Presentatevi di se si è parlato di come i cittadini o per associazione, grazie.
Buonasera.
Diciamo si muove ricotta, faccio parte del comitato di selezione.
Di ampi Montopoli, la sezione dedicata alla società fino Soldani, quindi, come ampi ringraziamo l'Amministrazione, quella sensibilità che dimostra di avere per Gaza sul genocidio,
Per la popolazione palestinese come sezione Anpi di Montopoli, portiamo il nostro contributo.
A questo Consiglio comunale aperto, abbiamo pensato di partecipare a questo Consiglio comunale perché, come direbbe Antonio Gramsci?
O diamogli indifferenti e questo implica l'impegno a prender parte.
Questo è il testo che io leggo, che è stato condiviso, ovviamente da tutto il comitato di selezione ampi, ma qui non vuole essere un mero custode del passato, ma attraverso la memoria e la riflessione storica, volersi nuova sentinella, affinché si rigettano quelle ideologie autoritarie che limitano le libertà e l'autodeterminazione dei popoli come quello palestinese siamo qui per ricordare con fermezza che il conflitto israelo-palestinese,
Essenzialmente, la conseguenza di un disegno imperialista e colonialista di insediamento, che non è iniziato il 7 ottobre 2023, con l'uccisione che, ovviamente, va condannata con la massima fermezza.
Di circa 1.200 cittadini israeliani e il rapimento dei 250 cittadini israeliani.
Ma non possiamo infatti ignorare la Nakba del 1948, la catastrofe e i massacri di cani Yunis nel 1956, il massacro di Gerusalemme nel 1967, il massacro dei campi profughi di Sabra sciafila nel 1982, il massacro di al-Aqsa del 1990, il massacro della moschea Braghini nel 1994 del campo profughi di Jenin del 2002, l'operazione Piombo fuso del 2008, dove in 22 giorni morirono 1.400 palestinesi, di cui 300 bambini, l'operazione colonna di fuoco del 2012, dove in 10 giorni morirono 150 palestinesi, l'operazione Margine protettivo del 2014, durato 50 giorni circa, che causò la morte di 2.200 palestinesi, un terzo dei quali bambini, l'attacco del 2018 da parte dell'esercito israeliano ai palestinesi che attuarono la grande marcia del ritorno, una marcia dimostrativa pacifica che costò la vita a 195 civili, di cui 41 bambini, e che causò 29.000 morti e feriti. Scusate per non dimenticare l'operazione Guardiano delle mura, l'ultima 2021 e tutti i fatti di sangue. Negli anni di mezzo dal 2007 la Striscia di Gaza vive un blocco totale, niente entra niente. Esce imposto dallo Stato israeliano che ha trasformato soltanto 365 chilometri quadrati in un campo di concentramento a cielo aperto, come lo ha definito lo storico israeliano Ilan Pappé. Ciò che sta avvenendo da oltre due anni nella Striscia di Gaza, così come le aggressioni dei coloni poc'anzi ricordate, i coloni israeliani nel territorio palestinese occupato, quindi Cisgiordania e Gerusalemme Est, ci impone di interrogarci sui concetti di umanità e di giustizia. Non possiamo pensare di essere accomodanti, non possiamo di essere imparziali o di essere equidistanti. La questione israelo-palestinese necessariamente di vizi va perché ci sono momenti in cui deve essere detto, in modo chiaro. Fermo. No, c'è un limite. La Global Suball flottiglia, le realtà portuali di Genova, Livorno, Ravenna, Taranto, Napoli e altre hanno colmato un vuoto nella politica nazionale ed internazionale e hanno dato l'opportunità a milioni di persone in tutto il mondo di manifestare e quindi abbiamo assistito a grandi mobilitazioni popolari come non accadeva da decenni, compreso uno sciopero generale e una grandissima marcia Perugia. Assisi.
Famiglie, anziani, donne e uomini, giovani ragazze e ragazzi si sono uniti per alzare la voce, per protestare contro la politica criminale del Governo israeliano.
È emerso un sentimento comune che si può sintetizzare in tre parole costituzionali, dignità, solidarietà, umanità e di questi e, di conseguenza, una straordinaria vicinanza nei confronti del popolo palestinese, negli ultimi mesi molti enti locali hanno intrapreso azioni concrete in sostegno alla Palestina, come ad esempio la rete degli enti territoriali per la Palestina e la campagna boicottaggi, disinvestimenti e sanzioni.
E si tratta di azioni che incidono sia sul comune sentire che sulle economie di cui si parlava poc'anzi.
Il punto sensibile dei Governi, 19 pacchetti di sanzioni alla Russia, quasi niente sanzioni.
Blandin Sime al Governo israeliano, il doppio standard,
Governi che, come quello israeliano, violano costantemente i diritti umani. Un anno fa l'ANPI lanciò la campagna per il riconoscimento dello Stato della Palestina a favore della risoluzione di due popoli, due Stati a cui anche il Comune, come ricordava la sindaca, ha aderito nel marzo di quest'anno. L'attuale situazione non è pace, non è, non ha niente a che vedere con la pace, una parola che viene sbandierata da alcuni, ma è solo un all'abilissima tregua, già violata in queste ore, decine e decine di mo, di volte 97 morti dal 10 ottobre ad oggi si contano 45 soltanto ieri.
Violazioni di Israele, la pace non è assenza di guerra, la pace e la presenza di giustizia, come ha affermato giustamente Manisa Bach TARI l'ambasciatrice afgana.
Non ci sarà un vero processo di pace e senza la pressione internazionale dei governi ed eventuali sanzioni, e senza il vero coinvolgimento del popolo palestinese, l'ANPI è disponibile alla creazione di un comitato permanente che si faccia promotore di attività ed iniziative per la sensibilizzazione del territorio perché crediamo fortemente che sia necessario oggigiorno muoversi in sinergia in collaborazione in collaborazione con altre realtà pe che perseguono questi obiettivi. Tra le righe ho finito. Ricordiamo infatti che lo scorso 9 maggio le sezioni Anpi di tutto il Valdarno Inferiore, in collaborazione con altre associazioni del territorio, hanno organizzato in questo territorio un'iniziativa molto partecipata per la raccolta fondi di Emergency che è qui presente.
Nella propria struttura ospedaliera a Gaza. A proposito di aiuti, questo è l'intervento di ampi Montopoli e ringraziamo l'Amministrazione comunale, quella attenzione, grazie,
Grazie ampi monta testimone ricotta e non so chi deve intervenire.
Prego, prego.
Ma?
Buonasera io sono robetta Salvadori, sono un dirigente di Forza Italia provinciale, ma questa sera no a nome mio personale.
Se il Comune di Montopoli saluto l'onorevole Scotto che c'ha una telefonata, evidentemente prego vi faccio una domanda anche per lei.
E volevo fare due considerazioni rapine, più che domande ora.
Ringrazio per la sensibilità, perché comunque la tragedia del popolo palestinese è un qualcosa che tocca nel profondo e nel profondo dolore veramente di tutti, e credo che meriti rispetto, ma è proprio per questo rispetto che merita che io volevo fare richiamare tutti voi che siete seduti qui a un'attenzione è l'attenzione sulle competenze del Consiglio una.
Perché questo concesso.
Non è fatto per fare un'arena ideologica che riguarda la politica internazionale io mi auguro questo è l'unico il primo Consiglio comunale aperto che viene fatto a Montopoli secondo bene e comunque viene fatto su una questione che va oltre l'articolo 42 del TUEL per cui io credo che un Consiglio comunale debba anche lavorare si debba concentrare sulle questioni che riguardano la propria comunità proprio per il rispetto istituzionale che merita la questione e per responsabilità vostra a trattare un argomento su cui non avete nessun potere decisionale tantomeno.
Nessun potere di dare suggerimenti, quindi stavo dicendo che la questione internazionale, secondo me, portato in un Consiglio comunale di Montopoli in questa maniera, benché lodevole, come iniziativa, poteva essere una Conferenza, ma ricordo anche che un Consiglio comunale per essere attivato così come nella deliberazione qualsiasi altro atto richiede anche risorse per cui richiamerei insomma anche all'utilizzo delle risorse al di là delle arene ideologiche di partito,
E poi una domanda volevo fare a lei, onorevole Scotto, perché si è molto discusso sulla presenza dei parlamentari nella nella Missione Sud molto tibia e, benché lo debole come persona e il suo racconto umano ci ha molto colpito e tenuti, diciamo attaccati al racconto per per il dolore che esso stesso provoca.
Siccome si è detto che sia test, qualcuno dice in giro che siete un po' gli Schettino della situazione, no, perché si si dice che si sia verificato il fatto che, una volta fermati, siete stati subito rientrati reati e di questo ringrazio il Ministero degli esteri, il Ministro Tajani, che ha cercato di lavorare in questo senso.
Però alcuni sono rimasti lì no, allora, siccome il vostro portavoce ci ha detto che ci ha detto che voi eravate vestiti dei vostri corpi che li prestavate no per come normali cittadini, mi chiedo se a loro, a un parlamentare che decide di vestire i panni del normale cittadino, non ha da rimanere insieme ai normali cittadini fino alla fine, questa è una riflessione che pongo, ma a cui non voglio una risposta. Pongo alla riflessione per tutti e forse anche per lei. Ecco, questo era il mio intervento. Quindi,
Un richiamo alla missione, alle competenze del Consiglio comunale, con particolare riferimento alle alla sussidiarietà e al rispetto di quello per cui è chiamato ad esistere. E una domanda all'onorevole Scotto, fermo restando che so che probabilmente avete chiesto ai Consiglieri di minoranza la possibilità di fare un Consiglio comunale che loro,
Vi hanno detto, mi spiegheranno loro emotivi che si si poteva fare. Io avrei sinceramente preferito una conferenza. Ecco benché lodevole come iniziativa, grazie.
Anzi, anche perché poi non ci sono solo una precisazione, perché ho visto che lei ha elogiato così tanto, giustamente, dal suo punto di vista immenso, io sarei italiane.
Intanto vorrei specificare che noi siamo stati espulsi.
Quando uno viene espulso non è che può decidere di rimanere, vorrei che fosse chiaro, perché, quando ti sequestrano il telefonino, quando ti sequestrano sostanzialmente tutto quello che hai ti rinchiudono dentro un carcere, nessuno dell'ambasciata è venuto all'hub militare, altre ambascia, altre ambasciate almeno hanno provato ad entrare Lab militare quella italiana no.
A un certo punto della notte siamo riusciti.
Dopo innumerevoli forzature, a parlare con il vice ambasciatore della del italiano, il quale ci ha dato anche un'informazione sbagliata,
Perché ha detto che saremmo stati portati nel carcere di ricchezze yacht, invece non siamo andati nel centro di detenzione.
Tajani in una relazione, quel giorno ha detto anche delle menzogne rispetto alla nostra imbarcazione perché non ha verificato evidentemente le fonti, sostenendo che noi non eravamo stati arrestati, invece eravamo stati arrestati e ci hanno sequestrato tutto.
Quando ti aggiungo un ulteriore elemento, quando ci hanno espulso.
C'hanno espulso e ci hanno messo sopra l'aereo, non è che potevamo sindacare quello che facevano gli israeliani.
Aereo di linea.
Dove la hostess ha annunciato che c'erano a bordo quattro deputati della Repubblica italiana che avevano che erano stati espulsi da Israele avevano partecipato alla flottiglia. Le posso assicurare che non è stata un'accoglienza molto insomma, PAR particolarmente piacevole, che dà anche il segno di che cosa è diventato in barba l'imbarbarimento singolare quel Paese e poi il Ministro degli esteri che procura un volo di Stato per un signore che si chiama Al Masri destinatario di un mandato di cattura della Corte penale internazionale per tortura e non riesce a trovare neanche un carabinieri dell'ambasciata che accompagni quattro parlamentari e non riesce nemmeno a trovare un volo per riportare tutti gli altri attivisti, tant'è che sono andati sulla Turkish online a spese del governo turco e non del Governo italiano. La battuta di Schettino è una battuta del tutto destituita di fondamento, per una ragione molto semplice Schettino era il comandante, noi eravamo agli arresti di uno Stato che ha compiuto dei crimini contro l'umanità e ha detenuto illegalmente cittadini che erano a bordo di imbarcazioni civili che portavano aiuti umanitari e che non stanno violando nessuna legge, ecco.
Consigliera di vita.
È acceso okay, intervengo a nome del mio Gruppo Iren comune e del Gruppo Misto Michelini storti.
E reali nella seduta consiliare di oggi si presenta per noi, rappresentanti eletti dai cittadini molto Polesi, l'occasione per dimostrare che il confronto e il dialogo su temi di attualità molto sentiti dalla popolazione può esistere pur quattr, pur partendo da posizioni diverse, non ci ha sorpreso la richiesta di inserire l'argomento nella discussione del Consiglio comunale. Azione già intrapresa da altre amministrazioni.
Abbiamo deciso, tuttavia, che il dovere civico di rappresentare tutte le diverse anime che vengono espresse.
Dalla nostra comunità dovesse prevalere convocati ad inizio mese dal Sindaco per consultarci sulla convocazione di questo Consiglio, abbiamo accettato di partecipare a condizioni che vi fossero toni pacati, che il tema fosse trattato nel rispetto della pluralità di pensiero e che lo scopo ultimo fosse quello di promuovere un messaggio di pace come unica via da perseguire per tutti i popoli che oggi soffrono, vivono e sopportano in situazioni analoghe a quella israelo-palestinese.
E di condanna di qualsiasi forma di estremismo, di guerra e di violenza. Volendo ripercorrere le tappe che ci hanno portato oggi a riunirci in questa sala, per non divagare troppo, potremmo partire dalla data del 7 ottobre 2023, quando Hamas sferra il suo attacco più dura di Israele con una ferocia che riporta alla mente, a momenti bui della storia, qualsiasi posizione politica si voglia prendere, non si può che partire dalla condanna netta di questa carneficina e dei rapimenti del 7 ottobre. Dobbiamo poi fare un ulteriore step, condannando altrettanto fermamente quanto messo in campo da Israele con una reazione al di sopra di qualsivoglia misura di proporzione commisurato all'offesa che ha visto coinvolta in questo massacro. La popolazione civile palestinese e Israele ha suprema ha superato di gran lunga qualsiasi limite umano e di diritto internazionale, causando una vera e propria strage dei civili innocenti. Il nostro Governo, nella persona della Premier Meloni, ha più volte ribadito che questa connotazione israeliana è deplorevole e inaccettabile, e anche noi vogliamo unirci a tale voce condannando fermamente quanto messo in atto da Israele.
Risolutamente convinti che l'unica strada da percorrere sia quella del dialogo e della diplomazia, ci auguriamo di vero cuore e riponiamo le nostre speranze nelle capacità dei Capi di Stato e di Governo che anche in queste ore stanno lavorando incessantemente per ottenere una pace giusta e duratura in Medio Oriente augurandoci il ritorno di menti illuminate da sentimenti di umanità e non di semplice interesse economico citando e riassumendo l'enciclica,
Pacem in terris di Papa Giovanni ventitreesimo è ripresa poi da San Giovanni Paolo secondo, nella Giornata per la pace del 2005. Condividiamo quanto espresso e specificato. La pace richiede quattro condizioni essenziali, verità, giustizia, amore e libertà è ancora la pace, è un cantiere aperto a tutti, non solo agli specialisti, ai sapienti, agli strateghi, la pace è una str, è una responsabilità universale. Pertanto, seppur consapevoli dei nostri limiti umani nel nostro piccolo e con le nostre forze contribuiamo continuamente a costruire ponti di pace. Grazie.
Grazie consigliera diviso, ricordo che o c'è una signora che sta facendo le videoriprese, a prescindere che là c'è la diretta streaming, però è vietato fare le videoriprese, non ci sono problemi, poi c'è la diretta streaming e perciò.
Non lo so.
Per questo la okay no, ora perciò era solo una precisazione. Ha chiesto di parlare il consigliere tesi,
Buona sera a tutti.
Consigliere tesi, però premetto che questa sera parlo a titolo prettamente personale senza.
Intromissione di partiti che spesso ci fanno sragionare.
Debbo dire che non ci può essere che contenti intanto per una non pace, ma perlomeno un cessi a un cessate il fuoco.
Sarà una pace difficili da ottenere, perché quando certe cose sono radicate nei decenni, per non dire nei secoli è difficile davvero.
Però, di fronte a tanti discorsi, chi mi conosce sa che mi garba andare subito al sodo delle cose, io stasera sono sta qui al di là delle polemiche, se ho dato l'autorizzazione o meno io chi mi conosce lo sa, non mi rifiuto mai di parlare in pubblico con chiunque e quindi eccomi qui tranquillo,
Io sono qui stasera perché ci è stato sottoposto, un documento è da valutare per poi dare un giudizio.
Io premetto anche che il termine genocidio a casa mia ci sta un po' stretto, è un termine un po' pesante, anche se ci sono dei caratteri che devolutivi per poter parlare di eventuale genocidio.
Però stasera emerge un fatto per me importante, forse per voi un po' meno.
Il documento considera il 7 ottobre come un punto d'arrivo il culmine di una crisi, quando a casa mia per me, invece, è stato l'inizio.
E non mi sembra che molti qui presenti stasera in questa sala stiano mettendo l'accento, egli è l'impegno che necessiterebbe sul 7 ottobre, perché anche a suo tempo sia al di là di una generica condanna di quello che è stato l'attacco di Hamas,
Non c'è stata quella partecipazione che vedo ora è, quello è il motivo di partenza della crisi, non il punto d'arrivo.
È stata un'aggressione.
E a questa aggressione.
Con molti rapimenti.
Bastava.
Che Hamas e i palestinesi fossero in qualche modo costretti.
A rimandare indietro le persone rapite.
Israele non avrebbe più avuto la possibilità di fare poi quello che ha fatto, esagerando perfettamente d'accordo eccesso di difesa, diciamo però non mi sembra di aver sentito tanti.
Voglio avere un termine duro, tromboni che in questi giorni hanno suonato contro Israele non abbiano dato voce ai loro strumenti dopo il 7 ottobre per riavere indietro.
I soggetti rapiti.
E Israele, ripeto, ha esagerato nella risposta.
Però non avete nessuno considerato che ci hanno un'attenuante molto grossa.
La memoria dell'Olocausto.
Che qualcuno, invece, se non ricorda a corrente alterna, quando si e quando no?
Ho sentito una sfilza di attentati.
Perfettamente d'accordo.
Ma non credo.
Che sia e sia stato raggiunto il numero di vittime dell'Olocausto.
Tra l'altro, come sapete bene, la parola genocidio è stata proprio coniata nel 44 al per poi affrontare il processo di Norimberga.
Quindi c'è.
Da parte mia, la concesso la constatazione.
Che si usino un po' due pesi e due misure, cioè ciò che ha fatto Israele è molto pesante e lo è davvero, però non è stato considerato quello che è riuscito a fare Hamas.
E quello che non ha fatto.
L'Europa e il mondo intero.
Gli alleati dei palestinesi nel costringerli a liberare gli ostaggi.
Ecco perché, e concludo come una specie di dichiarazione di voto, non sono d'accordo con il documento presentato perché, secondo me.
È un po' fuori dalle righe.
Però l'iniziativa io lo approvata fin da subito e sono ben felice di essere, non capisco questa polemica perché il Consiglio comunale e i Capigruppo hanno dato il PEF, non ci vedo niente di male.
Probabilmente non saranno più un argomento da Consiglio comunale perché si parla di.
Del politici a internazionale, ma.
Sì, se non se ne parla qui, dove se ne deve parlare, grazie.
Grazie consigliere.
Buonasera a tutti e tutti sono Marco Bizzarri, sono volontario del gruppo locale di Emergency Pisa, prima di parlare vorrei fare una premessa.
Sono sempre in difficoltà quando si parla di Palestina, perché so che la posizione della cui parlo, da cui parliamo è una posizione fortemente privilegiata e quei numeri lì, per quanto colpiscano, non possano tendere a far capire ciò che quella popolazione, perché poi, al di là di ideologie, stiamo parlando di popoli, non possono far capire cosa vuol dire quello che è successo. Quindi, al di là di questo, mi accodo a quanto già è stato detto prima sul fatto che quella che è stata raggiunta pochi giorni fa non è una pace per noi di Emergency e è molto importante il termine pace e è l'unico mondo che vediamo, è un mondo senza guerra, quindi per noi la pace è necessaria, è l'unica soluzione. Questa qui non non non sembra essere una pace appoggiata su delle basi solide e a un accordo firmato quasi con con le armi ancora imbracciate, e soprattutto la paura che ho è che forse appunto, come è stato detto molte hanno è che non si arriverà veramente a una pace, fin quando non ci sarà giustizia e il processo di giustizia sarà lunga e difficile, vedremo dove dove porterà, è detto questo, vorrei aggiungere solo un'altra cosa al dibattito.
E per questo ringrazio la Sindaca all'Amministrazione per aver creato questo momento, perché è importante non abbassare la situazione, la, l'attenzione sulla situazione palestinese.
E perché non è finita al di là di come andrà questo cessate il fuoco, ma anche se veramente smettesse?
Ogni tipo di azione militare sul popolo palestinese, oggi le conseguenze di questi due anni si riguarderebbero si manifesterebbero ancora su quella popolazione per decenni e decenni queste Emergency lo sa lo vede ora in Afghanistan, dove a conflitto finito gli ospedali rimangono ancora necessari e è ancora di più in una situazione come quella palestinese dove i numeri che vediamo fanno davvero paura in cui quasi il 10% della popolazione è rimasto ferito da dal conflitto in corso e le ferite sono preoccupanti.
Perché rimangono perché hanno bisogno di cure a lungo termine. È uno Stato che già si fatica a riconoscere. Eh no, è ancora messo più in crisi da la necessità di sostenere e di dare modo di vivere a persone che stanno mutilate, che hanno.
Che avranno conseguenze psicologiche a lungo termine, visto la distruzione in quest'anno ne dipende da due anni e quindi questo mare di patologie che continuerà a esserci, deve far tenere alta l'attenzione su quel popolo, perché non basta mettere un punto, ma serve ricostruire e ricostruire un percorso verso la pace e concludo dicendo che apprezzo molto questa iniziativa perché, come ho già detto prima, credo che i cambiamenti veri poi vengano da dai popoli e quindi sia giusto discuterne nel piccolo come nel grande. Ma è e questa Emergency gialla dimostrate, son contento di parlarne qui perché la campagna ripudia verso il ripudio della guerra come soluzione è partita dal basso e è arrivata anche qui e se ne parla anche qui e quindi grazie.
Grazie a Emergency.
Sì, grazie dell'opportunità, io sono Paolo sotto il Presidente della Fondazione che Fucecchio e diciamo.
E coordinatore del gruppo del Comitato diritti umani del Valdarno Inferiore che da diversi anni.
Opera sul sul territorio, stimolando, cercando di.
Far emergere.
Il nostro territorio e i sentimenti più, diciamo, più giusti, più che invocano solidarietà, pace, noi siamo si è fatta la prima marcia della pace del 2000 di nel 2019, quando il Mediterraneo incominciava a trasformarsi in un cimitero per quanto riguarda tutti gli immigrati che provenivano che provenivano dall'Africa o dal Sud-Est asiatico della è che qui trovavano trovavano la morte trovato la morte per perché venivano respinti perché venivano venivano.
Venivano rifiutati, rigettati in mare e uccisi, e questo con grande responsabilità del del nostro dell'Europa e del nostro Paese per quello che non stavano facendo, che anzi stavano facendo in maniera opposta per cercare, non di integrare, non di prendere atto di una situazione e a livello europeo e in cui dovevamo dove due e dobbiamo tuttora confrontarci questo per dire che l'azione che,
Secondo me, molto positiva è quella di stimolare il nostro territorio e sensibilità migliori l'associazionismo che può portare le istituzioni a raggiungere i livelli qualitativi migliori, per cui un plauso alla Sindaca che qui ci dà l'opportunità di appunto esprimere e di stimolare i nostri cittadini verso una situazione che sempre più che sempre più si è aggravata in questi anni. Perché le istituzioni non sono altro che il fine ultimo della rappresentanza dei istituzionali ai nostri cittadini migliori sui nostri cittadini.
Migliori sono le nostre istituzioni, che ci consentono di raggiungere livelli qualitativi più alti dal punto di vista umano, della solidarietà, della pace, di quei principi fondanti della nostra Costituzione, Costituzione che che, insieme a molti altri servizi, in questo lasciatemi fare una piccola parentesi e si decida spesso come diritti acquisiti ma questo non lo sono diritti acquisiti è vero cioè che i nostri, i nostri genitori hanno versato sangue, hanno versato,
Molto dolore per posti, costruire questi principi, questi questi diritti e però questi vanno mantenuti vanno sostenuti come servizi, il servizio sanitario, il servizio scolastico che fanno di un territorio e la qualità migliori dei nostri cittadini. Ma veniamo all'argomento per cui siamo qui oggi. Appunto volevo rivendicare l'importanza e il plauso di rinnovo al Sindaco di aver fatto dare l'opportunità di questa di questo incontro di questo incontro perché siamo arrivati a dei livelli di disumanità che non erano concepibile. In altri momenti c'è.
È una cosa diciamo.
Che ah ah, diciamo.
Ha diciamo fatto parlare gli organismi internazionali di genocidio, come è possibile che si verifichino, che si verificano queste azioni così tremende, così la storia non nasce dal 7 ottobre, la storia nasce da molto prima, bisogna avere la facoltà e l'intelligenza di andare a vedere le cose, prevenire certe situazioni e purtroppo non lo si è fatto e lo si è fatto per interessi non lo si è fatto per.
Molto spesso per interessi economici dei potenti e quindi io credo che bisogna prendere atto della situazione.
Plaudire a questa, a questa figlie, questa cessazione, diciamo, per il momento di un di un di un conflitto, un conflitto in atto che non è fra due, fra due, fra due Stati, fra due, fra un eroe, un conflitto fra due eserciti, ma era fra un esercito pretesto israeliano e un popolo palestinese.
Che che viene massacrato quotidianamente e senza che poi venga nemmeno invitato al tavolo al tavolo della pace per trovare un accordo, perché gli accordi si fanno, si fanno in due, non si può solamente imporre no, comunque, il fatto che le armi e.
E si vede se si pensa che possono cessare già questo è un passo, è un passo in avanti, però niente è scontato, come lo vediamo, come lo vediamo in questi giorni, perché appunto quando non c'è una rappresentanza del popolo palestinese non c'è con chi con chi si vuole lasciare il territorio in mano a chi è se se se non si vuole se non si vuole creare una una rappresentanza del popolo palestinese non si vuole costituire io,
Non e credo queste delle grosse responsabilità del d'Israele su questo, perché è aumentato negli anni la divisione fra fra gli estremisti e fra Hamas e il il popolo Arafat, il popolo palestinese e fomentando la divisione invece di cercare di creare di trovare di trovare una soluzione al.
E impedire nuovi insediamenti come gli veniva lì veniva rimarcato dall'ONU, con varie risoluzioni. Questo non è stato per cui ci sono delle grosse responsabilità non solo di Israele, ma anche di tutto il mondo occidentale, di cui negli anni a venire io penso che se ne pagherà anche le conseguenze, perché tutto questo odio che si è creato non cesserà da oggi al domani e se ci si capiteranno degli attentati e degli attentati e questo sarà una logica conseguenza logica, diciamo una.
È prevedibile conseguenza di quello che che abbiamo che abbiamo non impedito. Diciamo che non siamo riusciti a chi fomenta l'odio, certo non non cerca, non cerca la pace e la risoluzione.
E soprattutto anche fatemi dire che i nostri potenti della terra, soprattutto coloro che si erigono ah ah ah, rappresentanze democratiche e oggi sembrano più dei bulli, sembrano più de e mi riferisco al Presidente americano che.
E che non cerca soluzioni e soluzioni di di pace e soluzioni di diciamo di non conflitto, vuole imporre, ma l'imposizione non porta non porta mai a delle soluzioni durature e e di giustizia e di giustizia sociale fra le popolazioni a livello mondiale, per cui si sta vivendo un un momento molto difficile e molto pericoloso. Invece di interessarsi, lasciatemi dire e concludo decide di interessarsi ai problemi dei cambiamenti climatici che che inducono vaste aree vaste popolazioni e che dovranno muoversi in cerca di cibo in cerca di sopravvivenza invece di affrontare i problemi come questi, si va sempre più in corsa verso verso il il disastro gru globale, per cui io mi auguro un'inversione di tendenza e quello dice cosa possiamo fare. Noi possiamo fare molto partecipare con iniziative, come ci ricordava appunto ho sentito l'intervento di Simone prima che facciamo sul territorio per quanto riguarda la sensibilizzazione dei cittadini. Manifestare chi si immaginava che i giovani scegliessero nelle piazze conosce sono scesi in questo in questi momenti penso che sia un fatto positivo. Certamente non dobbiamo bastonarmi com'è successo a Pisa la due scorso, ma dobbiamo capirli, dobbiamo, dobbiamo stimolarli, dobbiamo dare, dobbiamo dargli delle opportunità per favorire una speranza, una speranza per il loro futuro, ma anche per tutti noi. Grazie,
Grazie.
Buona sera a tutti, a tutte io intervengo, come me stessa, Eleonora della Mercede, prima e qualcuno ha parlato di rispetto credo che stasera il primo rispetto che dobbiamo portare è alla concezione di umanità.
E al popolo palestinese, che deve essere smesso di esser visto come in un'ottica pietista e una notte, in un'ottica umanitaria, sono esseri umani, esseri umani che hanno il diritto di autodeterminarsi, e per questo, insomma, il nostro rispetto deve essere portato a loro come a qualsiasi altro essere umano, io penso che in questi due anni ma il l'inizio.
Risale anni prima, si è assistito a un processo di disumanizzazione, quindi il genocidio è l'ultimo processo di questo percorso, perché prima inizia una narrazione che tende proprio a favorire questa ottica, poi questa narrazione nuova viene presa dai politici, entra nei media, entra nel tessuto sociale,
Questa disumanizzazione, in questi due anni ha portato a una normalizzazione di crimini e di atti atroci che non si vedevano da nella storia moderna,
Eh.
Io penso che, come ha detto anche l'onorevole, i diritti sono di tutti o sono di nessuno, c'è un attacco al diritto internazionale e dobbiamo essere tutti molto attenti a quello che sta succedendo, perché la Palestina è una terra, è una bussola, quello che succede in Palestina è un monito che non dobbiamo sottovalutare.
Nonostante Israele sia vincolato dagli obblighi del diritto internazionale umanitario nei territori occupati, disattende delle prescrizioni e delle risoluzioni che ci sono state nel diritto internazionale, la potenza occupante ha l'obbligo di garantire l'ordine pubblico, la cui la vita civile e la responsabilità del benessere della popolazione occupata compresi i bambini divieto di deportazione debba divieto di distruzione, divieto di uccisione, trattamenti inumani e il diritto a processi equi. La violazione di tutto questo si configura come un crimine di guerra. La comunità internazionale non riconosce le colonie post 67 1967 e la risoluzione ONU 23 e 34 del 2016 richiede la fine della politica di insediamento nei territori, risoluzione disattesa da Israele la risoluzione 478 dell'80 del Consiglio di sicurezza dice che gli insediamenti illegali e la e quella di Israele di Gerusalemme sono aggressioni irregolari,
Risoluzione disattesa anche questa da Israele, quindi quello che viene richiesto a livello internazionale è l'interruzione.
E quindi il sostegno a Israele con la sospensione di rapporti commerciali, i rapporti politici e l'invio di armi. Questo deve essere chiesto alla comunità internazionale e la giustizia per le vittime, quindi dopo la registrazione dei danni, assicurare che i responsabili siano perseguiti, questo dobbiamo chiedere ai nostri governi.
Buonasera a tutti io stasera intervengo sono Giuseppe, perlomeno intervengo come ARCI guardano inferiore le cose da dire sarebbero tante perché.
È vero, il 7 ottobre si è verificato un atto inaspettato.
Di una portata di una tale rilevanza da parte di Hamas nei confronti dei cittadini israeliani, con oltre 1.000 morti, però la questione.
Risale a molto molto tempo addietro, sono oltre i settant'anni e oggi mi faceva riflettere e anche il fatto che la questione noi qui, a Montopoli, abbiamo preso una prima iniziativa.
Come ARCI negli anni 70 amanti con.
Sostegno a distanza, Salaam, Ragazzi dell'Ulivo, sicché si va molto lontano.
Intanto ringraziare l'Amministrazione che ci ha dato questa opportunità di confrontarci, come dicevo oggi siamo qui per confrontarci e impegnarci ognuno per le proprie possibilità e far sì che la tregua si trasformi presto in pace, perché prende, credo che questa sia la cosa più importante, dopo due oltre due anni può sembrare che tutto ciò sia cominciato il 7 ottobre con l'evoluzione di Hamas con oltre le morti e rapidi,
E come questo sia potuto accadere, resta inspiegabile.
Condanniamo con forza ogni atto di violenza, soprattutto quando a subirla siano civili, donne e i bambini.
Ci eravamo illusi che in un Paese in guerra si potesse vivere.
Senza le conseguenze della guerra, e mi spiego meglio nel senso che fino a prima del 7 ottobre noi Israele vertici, si andava in vacanza, ci si andava in realtà come se in tutto l'Occidente, come se nulla fosse, mentre la realtà è che,
Un Paese che è 70 anni e in guerra con i vicini e purtroppo, purtroppo non è che questo ci fa gioire però, purtroppo, a volte e.
E ci sono le conseguenze della guerra rispetto alla qualità della vita,
Che la qualità della vita si potesse garantire con un sistema di sicurezza di sicurezza potentissimo, la realtà ha dimostrato che non c'è sicurezza senza pace, in questi ultimi due anni abbiamo assistito al massacro della popolazione palestinese, oltre che con le armi, ma anche con la fame e la sete e la mancanza di cure mediche la violazione di ogni diritto internazionale è confermata dalle Nazioni Unite e da tutte le organizzazioni non governative che operano che operavano a Gaza in questi due anni.
Si sono commesse da parte di Israele delle atrocità che eravamo convinti che dopo il secolo scorso non si potessero non potesse più accadere.
Oggi siamo di nuovo a chiedere, tramite questo Consiglio comunale.
Al Governo per il riconoscimento dello stato della Palestini della Palestina e che si adoperi per la pace, in modo da mettere fine a oltre i settant'anni di violenze soprusi della popolazione che ha palestinesi sia a Gaza che in Cisgiordania.
Da parte di Israele, con la violazione di tutte le risoluzioni delle Nazioni Unite.
Costringere un popolo per così lungo tempo a sofferenze, umiliazioni e Pri coazione ha portato in passato anche a atti terroristici che, se non si mette fine alla sottomissione forzata con la voce, sicuramente si va riferita all'anno anche di nuovo io ho voluto proprio dire questo nel confronto o nostro e quando si tratta di questioni dove l'umanità viene calpestata non credo che,
Ci possono essere divisioni, ideologie,
Poi bisogna lavorare e perché si trovi la comunità internazionale, perché solo la comunità internazionale sia volontà di intervenire, ma anche con fermezza, perché altrimenti l'olio creando in questa Regione no, non è possibile superarlo se non c'è una lacuna coerenza, una forza delle comunità internazionali perché,
Sicuramente questa tregua ed ha già dimostrato è sceso dello stadio in violazione, sicuramente ci saranno nuovi incidenti e se non c'è chi sta dietro a dire che non si deve ritornare alle armi, non non se ne uscirà,
E credo che sia necessario che, con tutto il rispetto per ciò che ha subito Israele nel secolo scorso, io sono stato abituato nel che nell'antifascismo e nella prima cosa è quello della CEDU perciò cioè.
Nel mio, nel mio percorso di oltre 70 anni era abituato in qualche modo giustificare anche le azioni di Israele, come quello che aveva rispetto a tutto quello che hai subito. Quello che ha fatto però, diciamocelo francamente, non possiamo.
Noi europei e per permettere che, per quello che gli antenati nei nostri hanno fatto, che ne pagano le conseguenze palestinesi, oggi abbiamo il dovere e la necessità di adoperarci per una pace, ma la pace deve essere qualcosa di giusto se non c'è la dignità umana, se a Gaza e non solo a Gaza non voglio ripetermi tutti quelli, le notizie arrivano di quello che fanno i coloni. Di questo.
Il giudice con la questione del blocco navale per per impedire che arrivassero armamenti a Gaza ad Hamas e il popolo palestinese turbofan, nemmeno la piccola pesca e c'è differenza tra il blocco delle infiltrazioni e di armi rispetto alla piccola pesca di sussistenza di un popolo che ha necessità di fare. Grazie per averci coinvolto, noi saremo a fianco.
Lascio la parola per un saluto, visto che ha un altro impegno, e lo ringrazio e all'onorevole Arturo Scotto, ma io ringrazio la Sindaca, mi scuso se devo partire intanto voglio ringraziare questa splendida comunità in questo dibattito così composto, così civile, anche nelle differenze che pure sono emerse sempre nell'ambito di punti di vista.
Come dire chiaramente legittimi, ma nel rispetto, diciamo, delle sensibilità di tutti e questo credo che sia il patrimonio più grande che abbiamo, se vogliamo, come tutti, perseguire l'obiettivo della pace, dobbiamo avere la forza di ascoltarci, di confrontarci anche duramente.
Ma provando sempre a guardare negli occhi dell'altro dell'eredità che ci sono per quello che riguarda questo grande tema che ci ha appassionato che sta appassionando il mondo, io credo che il ruolo dei Comuni sia un ruolo decisivo e la Toscana ha sempre avuto una tradizione straordinaria di diplomazia dal basso di capacità di costruire ponti anche laddove i ponti erano stati bombardati di.
Accompagnare processi che sembrano impossibili, ma che però diciamo poi fanno dei passi in avanti, se penso allo straordinario lascito di di la Pira, ma non soltanto i la Pira, ma di un lavoro che questa Regione ha continuato a fare anche in questi anni difficili dei gemellaggi e progetti di cooperazione. Oggi tutti i progetti di cooperazione con la società civile palestinese sono bloccati da due anni. Alcuni sono nati anche in questa regione. La sfida e la spinta. Se davvero c'è qualche spiraglio di tregua e qualche prospettiva di pace, deve essere subito riattivare la cooperazione, riattivare la cooperazione dal basso, riattivare il lavoro dei Comuni in queste terre martoriate,
Mi fermo qui e vi ringrazio grazie.
Allora buonasera a tutte e tutti e io non sono mai Bartoli, faccio parte anche dell'ANPI e che ha già parlato, però stasera sono in rappresentanza dell'Associazione tra i binari di cui faccio parte, che è un'associazione teatrale.
È l'associazione tra i binari ha come cuore delle attività parole e luoghi che la rappresentano nel suo essere e anche nel suo fare. La prima parola è comunità come il teatro può mettersi al servizio della comunità e come le stesse possono utilizzare questo strumento per veicolare le proprie istanze. Questo è uno dei motivi che ci ha spinto a ad essere presenti questa sera e ringrazio per questo momento di confronto e di scambio.
Perché ci sentiamo parte di una comunità e nello stesso tempo, al suo servizio. Il teatro, lo viviamo come uno strumento concreto che è a disposizione della comunità. Le persone sono prima di tutto per questo siamo usciti da una sala, da un teatro, da una struttura per andare a generare incontro nei quartieri nelle scuole, in un centro notturno, in un centro di accoglienza in una casa famiglia, dovunque sia possibile generare un incontro che vada ad abbattere qualsiasi confine e qualsiasi barriera. La seconda parola che ci piace tanto e rete che è una cosa che anche in questo momento no. Stiamo cercando di creare una rete tra le associazioni tra le persone. La nostra associazione è coinvolta in alcune reti internazionali di teatro e costruzione di comunità. È una rete che è basata sulla cura, l'attivismo e la comunità in cui noi ci preoccupiamo delle lotte reciproche e ci preoccupiamo e chiediamo per tutti la dignità della vita e il diritto alla proprietà collettiva della cultura come mezzo di autodeterminazione.
Attraverso un manifesto anche delle culture resistenti cultura della cura, perché al capitalismo non interessa, ma noi sì, dobbiamo scegliere tra il culto capitalista della morte che devasta il pianeta e la gente e i vibranti, i movimenti di massa che si preoccupano della vita di tutte le persone. La cultura non può essere neutrale. Prendiamo parte perché questo ci interessa,
Cultura dell'attivismo, perché quando la cultura elevata, la cultura pop e la sottocultura falliscono, la controcultura diventa lo strumento per mobilitare un attivismo reale dal basso per incoraggiare, sostenere, informare e avviare la Resistenza laddove è necessaria, con qualsiasi mezzo culturale cultura di comunità, perché anche le nostre radici, il legame con le nostre migliori tradizioni di umanità e solidarietà sono il fondamento della lotta di oggi. Ecco e l'altra parola che ci piace tanto e lotta e come una comunità sostiene una lotta, ne abbiamo parlato insieme, quest'anno al Festival del pensiero popolare, insieme ad altre associazioni del territorio, dal 2018 noi collaboriamo insieme al Teatro di nascosto, con un gruppo internazionale, attraverso il teatro reportage che unisce giornalismo e teatro per dare voce a tutti i popoli, nelle zone di conflitto in Medio Oriente, in Iraq, in Palestina, abbiamo partecipato ad uno spettacolo presso l'Europarlamento a Bruxelles e vi parteciperemo anche quest'anno l'11 novembre e staremo lì con un gruppo internazionale di attori palestinesi e con altri provenienti dall'Iran. Sarà uno spettacolo, ma sempre di teatro reportage, che sarà rivolto allo staff del Parlamento, dove l'obiettivo sarà, attraverso uno spettacolo, portare l'esperienza di che cosa significa vivere nella realtà quotidiana, in territori di conflitto, di occupazione e di oppressione. La Palestina per noi però è anche affetti e amicizia, sono legami e terra e persone prima di tutto entrambe violate. È un luogo narrato e vissuto nei nostri viaggi, che abbiamo fatto numerose volte lì, delle persone che per noi hanno nomi e volti e storie e sono nomi e volti e volti cari, come sostiene il collettivo dei lavoratori della GKN, altre associazioni a cui siamo molto vicini come associazione come comunità di cure, di resistenza, noi ci avvaliamo e ci riprendiamo un diritto che è quello della rabbia sociale, della lotta comune che parte dal basso ed è lì che risiede il nostro potere, ma non si ferma al basso, ma dal basso vibrante. Va scuotere ciò che in alto le istituzioni, i Governi, gli organismi internazionali perché prima della pace sia ripristinata la giustizia, perché della Palestina devono parlare e si devono occupare i palestinesi. Crediamo che la lotta sia per tutto e per tutti e che la Palestina, la cui lotta sosteniamo, come qualcuno ha scritto in un cartello, durante uno dei tanti e numerosi cortei a cui abbiamo partecipato volevamo liberare la Palestina alla Palestina, sta liberando noi perché un popolo che resiste da anni ad un'occupazione feroce ci risveglia la memoria di un'altra Resistenza ci riporta nei luoghi privilegiati dell'incontro da sempre le piazze e ci fa ricordare da quale parte della storia abbiamo scelto di stare ed era quella a cui avevamo appeso un bel mai più spesso tradito dimenticato la parte del diritto internazionale, dell'autodeterminazione dei popoli, degli uomini e delle donne e dei bambini liberi come teatro e comunica comunità che crede nel valore profondo dell'incontro tra persone e tra popoli. Ribadiamo l'importanza di ricostruire dal basso, attraverso una rete di persone e associazioni attive sul territorio, una comunità forte e solidale, dove rimettere al centro i valori di umanità che riguardano tutti noi, nessuno escluso e azioni collettive di cura. Grazie.
Grazie a preliminari.
Buonasera.
Io sono Laura Geloni e faccio parte di ANED, la nostra associazione mangiano quotidianamente quasi comunicati, nostra Associazione nazionale su quello che sta accadendo sui vari momenti specifici, questa sera preferisco parlare in forma personale, perché è una storia personale che ci racconta ancora una volta sarà il mio amatissimo padre Italo a guidarmi e su cosa mi guida io qui questa sera, come del resto in tutti questi due anni particolari, sentito ancora una volta a dire come se da posizioni diverse questa cosa giustamente, dobbiamo essere divisivi, ceti, vite,
E allora mi sono chiesta cosa io ho imparato, mi sono sentita dire cioè ho sentito dire che l'Olocausto dovrebbe giustificare quello che sta facendo il Governo di Israele e quello che hanno subìto vede, io sono la figlia di uno dei pochi tornati dai campi di sterminio,
Per motivi politici, per motivi d'opposizione un antifascista, un anti-nazista della prima ora, un ragazzino che ha cominciato la sua opposizione al fascismo quando aveva 14 anni ha fatto le carceri, ha fatto la Resistenza, ha fatto il gap.
E mentre stava facendo dei documenti falsi proprio per quelle popolazioni che oggi si riuniscono in modo particolare nello Stato di Israele, per quelle persone di quella confessione, il mio babbo antifascista italiano fu catturato e portato nei campi di sterminio nazisti come oppositore politico, non con una stella gialla con un triangolo di colore rosso, perché i morti nei campi di sterminio sono stati oltre 13 milioni, oltre i 6 milioni della Shoah, ci sono stati altri 7 milioni di morti. Il conto non è stato ancora saldato perché non abbiamo trovato ancora tu. E allora, cosa io ho imparato da questo? Io ho sentito parole orribili, non ripercorro la storia che qui è stata chi più chi meno ripercorsa degli ultimi settant'anni è poco meno da lì la nascita dello Stato di Israele.
Io condivido pienamente il diritto di Israele ad esistere, però anch'io vorrei sentire il diritto della Palestina ad esistere.
E cosa ho sentito, ho sentito un linguaggio violento, finire il lavoro, fare il lavoro sporco, sento parlare di pace in una cosa che non è stata una guerra, perché la palazzina non è uno Stato, non ha un proprio esercito, questa quindi con uniformi soldati, eccetera è un'aggressione a seguito di una cosa indicibile, diciamo se partiamo come prendiamo quel punto 0, il 7 ottobre, il 7 ottobre, certamente indicibile che io ho condannato per me chiaramente pensate quanti fratelli, io possa aver Israele, Fratelli come media, i figli che sono di persone sopravvissuti ai campi di sterminio.
Quindi questo linguaggio violento che ho sentito finire il lavoro, fare il lavoro sporco.
Non riconoscere il fatto che ci sia un genocidio, un genocidio, ci siamo tanto accapigliati in tutti questi due anni, su questa parola c'è un genocidio, non c'è un genocidio, genocidio, e quando c'è una volontà specifica con le organizzazioni specifico e di voler uccidere delle persone di farle di ambientale di non farle coesistere non è in base a un numero,
È in base alla volontà che queste non esistono più e si fa in tanti modi, e quando io ho visto che uno di questi modi era utilizzare anche le bombe al fosforo, dove non nascerà più niente, dove le persone che nasceranno successivamente se nasceranno saranno deturpate fisicamente perché il post Porro fa questo per decenni quando io ho visto.
Usare lo strumento della fame come strumento di sterminio.
Che il mio babbo interne tornò dei campi di sterminio di Mauthausen, Flossenbürg di Dachau di Hersbruck, che pesava 28 chili e 350 grammi. I suoi compagni lui richiamava, compagni che conosce bene fra di voi, sicuramente tantissime persone istruite dal latino, la parola companies sa benissimo cosa significano la parola compagno condividere un pezzo di vita insieme, un pezzo di vita importante, non ha niente a che vedere o come si pensa sempre oggi, uno schieramento politico, un altro schieramento politico, i compagni che non lo hanno fatto dormire per tutta la vita per il senso di colpa che ha avuto per essere sopravvissuto.
E allora questo è quello che ho visto e ho visto ancora una volta nel mio rammarico.
Il silenzio o l'inefficienza, direi delle istituzioni internazionali, sento parlare appunto di pace, in una cosa che non è guerra, è un cessate il fuoco, si spera di arrivare a una pace, una pace che però dovrebbe vedere come protagoniste le persone che si trovano in questo momento in questa situazione, e non degli affaristi degli immobiliaristi, chi va lì già per accaparrarsi le risorse che sono davanti al mare di casa, che è pieno di gas, come tutti sappiamo,
La pace si fa anche attraverso quella che qui è stata detta tante volte stasera, è da tutti la giustizia, la giustizia della Corte internazionale penale, perché io ho sentito parlare di pace.
Ipoteticamente ho sentito dire che.
Quelli di Hamas dovrebbero essere espulsi, no, dovrebbe essere consegnati alla Corte internazionale di giustizia, ma insieme a loro ci dovrà SS consegnato Netanyahu, Ben Gvir e Smotrich.
Tutti dovrebbero essere andati in questo. È quello che noi abbiamo imparato da quel processo di Norimberga del 45 perché vede il mio babbo non ha mai voluto una vendetta. È questo che a me mi ha colpito molto dallo Stato di Israele, dal Governo di Israele, perché da Israele ci si aspetta di più, proprio perché loro sono fratelli miei, perché loro sono quelli che sono nati dopo sono nati da quelli tornati dai campi di sterminio e questo ti porta in una condizione, come Portami in tutti i miei 57 anni di vita, di maggiore responsabilità, non di giustificare quello che fai, se fai qualcosa di sbagliato, che devi farlo o meno degli altri, qualcosa di sbagliato perché te sai e sta più degli altri, perché te, visto il silenzio che ha vissuto il silenzio delle persone che sono tornati, il silenzio significa Ro-Ro, rumore fatto col silenzio quando si isolavano anche all'interno della propria casa della mia abitazione e vede il mio babbo che era come se fosse in un altro tempo in un altro spazio e così dei pochi che son tornati. Ho avuto la fortuna della mia vita riconoscerle multi multe, questo io ho visto e questo è il senso di responsabilità, la nostra vita, anche dei figli, non è facile, non è facile, assolutamente da noi non c'è mai stato concesso niente anche da piccoli. Una parola di troppo, una parola di troppo poco.
E allora, ecco cosa mi è venuto in soccorso.
Mi è venuta in soccorso la flottiglia perché quello che noi abbiamo imparato dai campi di sterminio, dove accompagniamo anche ai ragazzi di questa comunità ogni anno?
È l'umanità l'umanità che si riunisce a Mauthausen il giorno 5 maggio, il giorno in cui una causa è molto in voga ai campi di sterminio, fu liberato un'umanità che arriva da oltre 50 Paesi del mondo in cui tutti si riconoscono nei valori, nei valori della solidarietà internazionale, perché questa è la parola che gli ultimi deportati sopravvissuti a Mauthausen scrissero nel loro giuramento, viva una solidarietà internazionali e allora questa è la speranza, queste persone, da tutte le latitudini che si sono unite in un mare grosso con imbarcazioni piccole, nonché portare 30 tonnellate, dicevo, ma per dare ancora una volta noi il segnale di questa umanità, di questa solidarietà internazionale, perché quello che capita in un altro è quello che può capitare a me quello che capita a me, quello che prova lui è quello che provochino è l'empatia. Ecco perché.
Io, che sono figlia della solidarietà internazionale, perché vedete il pane, quando si dice che in questo si è parlato, diciamo, di queste derrate che dovevano essere portato, ho pensato al pane che il mio Robbo avuto due volte, due piccoli pezzettini di pane, come mezza mano una volta da un compagno all'interno del campo di Mauthausen che lo vide arrivare in Europa, aveva continuato la resistenza anche all'interno dei campi di sterminio, proprio per continuare a combattere il nazifascismo. Fu scoperto, eccetera. La storia non è qui, il caso di questa sera erano quattro giorni che non mangiava niente, niente significa niente un compagno del campo, lo vide era italiano, chiesi anche a lui se avrà italiano e gli dette questa, ecco l'umanità, ecco la solidarietà, ecco quando un altro fare qualcosa per lui, anche di piccolo, che sembra grandioso perché, come dicono nelle culture del Sud America, io ti vedo, cioè io ti vedo come persona, ti vedo come sono io.
E l'altra o quella signora anziana, che durante la marcia della morte l'ultima marcia che il mio babbo fece da un campo un altro che dirò più di un mese da Floss, anzi da Norimberga, dal campo di Hersbruck doveva raggiungere Dachau dentro i boschi, eccetera. E qui una vecchietta di si avvicinò una vecchietta tedesca, proprio egli dette delle patate delle passate in essere con il segno più ciò fu scoperta dalle SS che la fucilarono. Ecco, qui ho pensato a quei militari israeliani che nacque internazionali, sono entrati, montati su queste imbarcazioni, hanno distrutto le derrate o comunque non hanno fatto in modo che non arrivassero a chi aveva bisogno.
E io, che sono figlia figlia di questa vecchietta che sono figlia.
De di Pajetta, si chiamava così, che erano dal campo di una frase che ha detto il pane al mio banco e di molti altri figlie di questa solidarietà internazionale. Ancora una volta vedo nella solidarietà internazionale, vedo nelle persone il desiderio e a quello che noi chiediamo invece che chiedo io anche personalmente di cercare di fare in modo che la diplomazia non stia a pensare, ma è divisivo, ma perché loro questo questo? E quest'altro, perché ciò che ci unisce è sempre molto di più di ciò che ci divide a tutte le latitudini e tutte queste persone, delle 40 imbarcazioni ce lo hanno dimostrato a tutti noi e noi è questo che chiediamo. Chiediamo che si faccia uno sforzo per trovare ciò che ci unisce in una difficoltà estrema che c'è in questo momento, chiaramente, ma sicuramente la gente dal basso, i palestinesi e gli israeliani saranno e sapranno sicuramente ciò che li unisce gli uni agli altri. Non è su questo che dobbiamo insistere su quella che è la volontà e l'empatia dei popoli, perché.
Il valore della comprensione reciproca. Eccolo cos'è è quello di riconoscersi io ti vedo perché te sei un essere umano, come me, grazie.
Anzi.
Buonasera a tutti, sono qui in rappresentanza anche della mia comunità pastorale delle capanne Marti è Montopoli. Lascio ispirare anche,
Dalle parole di Gesù Cristo che disse.
Crediate che si è venuta a portare la pace, no, ma sono pronto a portare il fuoco, è quanto vorrei che fosse già acceso ed è proprio il sentimento che provo stasera.
Un fuoco dentro che mi anima, perché, sentendo parlare della della situazione di Gaza, mi vengono in mente non solo Gaza, ma anche proprio tutto quello, tutti quei conflitti che ancora sembrano essere dimenticati sono italiano e dell'adozione, ma originario della Nigeria e il mio paese 9,
È uno dei Paesi ancora più insicure insicuro in questo in questo momento e allora ho sentito delle parole stasera che rimangano in mente che vorrei condividere con voi, citando Papa l'enciclica di Papa Giovanni ventitreesimo, la verità, la pace, che nasce dalla verità. Ho sentito parlare anche pensando al al Giubileo di questo anno pellegrini di speranza, la parola speranza ed all'ultimo intervento umanità e son tre parole connessi fra di loro e son tre parole che debbono rimanere davvero dentro di noi, la verità inteso non soltanto come la cronologia dei fatti, ma la verità è inteso come il senso esistenziale della nostra vita ed il senso è proprio quello di collaborare affinché lo dico con termine religioso. Beh, avvenga il regno di Dio, che è il regno di Dio e si riferisce ad un mondo veramente umano. Allora condivido con voi perché credo che in qualche modo il nostro Paese Italia, molto imbevuta nel senso vero è radicato dalla cultura.
Cultura cristiano CRU cristiana, cattolica che, in qualsiasi sempre messo davanti i valori dell'amore reciproca, perché proprio su questo si basa tutto quanto se da questo vi riconoscerete, se aveste amore l'ultimo intervento che ha concluso proprio con questo e con questo concetto io ci vedo perché nei tuoi occhi vedo un essere umano come me, ed è questo il concetto dell'amore allora carissimi.
E il Vangelo ci dona, non voglia fare da Pedica che sia chiaro, va benissimo, però non posso non tira non prendere spunto da ciò che vi è inoltre, da ciò che mantiene questo fuoco dentro da ciò che mantiene la speranza che porta dentro di me e del Vangelo che ci presenta le più attitudine, che non sono regole religiose, ma è proprio la Carta Magna per l'umanità, per costruire un mondo veramente umano, le beatitudine beati i poveri in spirito, beati coloro che hanno fame e sete di giustizia, Beati i misericordiosi bianco e coloro che piangono quindi Labria attitudine per noi e diventa un invito davvero a non lasciare spegnere il fuoco dentro di noi il fuoco che ci ricorda la verità della nostra esistenza, la speranza che ci deve spingere, ma anche l'umanità perché siamo umani, beati quelli che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno saziati.
Mai sentirsi appagati perché la pagamento poi ci porta all'indifferenza, ed è ciò che noi dobbiamo sempre combattere, soprattutto qui nel nostro mondo, dove in qualche modo una a Geca economica materiale tenda a portarci all'indifferenza tante volte di quello che succede ed è proprio su questo l'evento di stasera davvero è molto debole perché ci porta a confrontarci su questo tema e non solo al confronto, non solo ad ascoltarci, ma spero che da stasera.
Esca fuori. Ecco un'iniziativa concreta che coinvolga il nostro territorio,
E allora dice ancora Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia la misericordia, non è un termine religioso, ma la misericordia è il volto umano della politica, perché la misericordia porta proprio alla ricerca del bene comune, è quello che ti fa vedere nell'altro, pur nelle sue posizioni divergenti dal tuo un essere umano e che poi la che può collaborare insieme per il raggiungimento del bene comune che è l'ho già l'obiettivo ultimo della politica, la ricerca e la realizzazione del costruzione del bene del bene comune e allora concludo,
Con una proposta per un gesto concreto e anche partecipativo e credo che il nostro Comune possa promo promuovere questo, cioè una giornata di silenzio, di solidarietà che coinvolga scuole, associazioni, parrocchie cittadini, un momento in cui fermarsi e riflettere, accendere una candela, scrivere un messaggio di pace, raccogliere fondi per gli aiuti umanitari, un gesto semplice, ma potente per dire, noi ci siamo e non siamo indifferenti e come giornata mi viene da pensare lo butto lì, la Giornata nazionale per le per le forze armate, perché se da una parte e Forze armate no, occorre ricordare che il.
La missione principale delle Forze armate non è quello di promuovere le guerre, la guerra, ma è quello di garantire la pace.
È quindi una iniziativa di questo, diciamo proprio che rimarca ancora per ricordare a tutti noi ecco, l'impegno che dobbiamo avere è la nel promuovere la cultura, non della pace, perché la pace è la conseguenza di un processo, ma la cultura del dialogo, la cultura dell'umanizzazione dei nostri delle nostre relazioni che il capitalismo e il cosiddetto,
È il lato negativo della globalizzazione CIA e ci sta rubando, allora vi ringrazio davvero per avermi ascoltato e vi ringrazio per tutto questo e dico beati quelli che piangono perché saranno consolati a Gaza si piange e noi vogliamo essere consolatori e non spettatori, grazie.
Buonasera possono andare, anche se io mi chiamo Carlo budget parla a nome di un Ria che è l'associazione di solidarietà con il popolo Saharawi, adesso credo che chi ha Montopoli molti, qualcuno di voi forse molti la la conoscono perché il Comune di Montopoli si è impegnato in questa con questa associazione per l'azione che facciamo una delle azioni di solidarietà e che fa poi vi spiego in due parole cos'è o con sarai e perché è importante secondo me parlarne stasera.
Noi facciamo appunto azioni di solidarietà, tra cui, insieme a molte altre associazioni di questo tipo, che sia uno spazio per l'Italia, in Toscana e in particolare, ma in Italia.
Accogliamo ogni anno un certo numero di bambini saharawi. Li aspettiamo qua per un paio di mesi qua e nei Comuni, alcuni Comuni nelle nostre zone, anche Montopoli, appunto, si è impegnato in questo negli anni passati in quest'anno e per so aiutarli materialmente per curarli dal punto di vista sanitario, ma per esprimere la solidarietà.
Tangibile con questo popolo e con quelli che diventeranno gli esponenti cresceranno esponenti di il popolo Saharawi e ne parlo stasera, ne parlo qui due minuti perché presenta la sua sorte che un esempio negativo di quelli del, quindi almeno non sono parole di conforto ma realiste però credo,
Un esempio di come il diritto si è fatto strame del diritto internazionale e lo diceva cominciando a parlare l'onorevole Scotto. Siccome gli interessi economici della finanza mondiale globale del capitalismo prevalgano sogni, richiama ai valori e alle ideologie, cioè a e le azioni politiche che realizzano i valori. Adesso lo vediamo.
Il comportamento del Presidente Trump e poi dei sovranisti vari sparsi, ma l'esempio su e più potente di tutti,
La Giunta non ha neanche l'ipocrisia di invocare il diritto di chi è fermare il diritto alla del diritto internazionale dei valori dei diritti internazionali e la difesa di certi valori che sono stati la conquista plurisecolare delle democrazie occidentali dal dall'Umanesimo e Rinascimento in poi attraverso l'illuminismo, i valori della valori di libertà, i valori liberali, quello che hanno caratterizzato le democrazie liberali non ha neanche questa ipocrisia che l'ipocrisia, come sapete,
È il l'omaggio che il vizio paga alla virtù, che è un elemento fondamentale del lavoro diplomatico, degli incontri degli accordi diplomatici. Adesso non c'è più, neanche questo sì impone la forza del più forte economicamente Saharawi popolo sarà, vi è un esempio che corre parallelo per alcuni aspetti ma significativi. Con la questione palestinese di questa prevale, diciamo, della della crisi, del diritto internazionale, dei valori del territorio nazionale e del trionfo della dell'economia, dei valori, materia del diritto del più forte, più forte economicamente e poi ancora anche militarmente, a comandare i salari. Sono un popolo di circa 1000000 di persone di beduini, arabi, beduini, in realtà che viveva nel Sahara spagnolo, che era stata l'ultima colonia sulle coste dell'Atlantico africane dell'Atlantico, sotto il Marocco e a ovest della Mauritania, e quando, nel 1975 e volte di pastorizia e al popolo nomade, fondamentalmente circa 1000000 di persone, quando il la Spagna nel 75 Juan 1975, quando è morto Franco, ha deciso di lasciare Libia qui, in di uscire di ritirarsi da questa colonia, questa colonia, questa ex colonia, a questo punto è stata, come dire veniva.
Ah appetita sia dalla Mauritania che dal Marocco. L'ONU decise Ahmed decreti decretò che.
È sempre dovuto avviare un processo di autodeterminazione che Sahrawi, che abitavano in questa zona, dovevano decidere il loro futuro, deve essere indipendenti se accorparsi, accettare e la Mauritania e poi per la Mauritania o col Marocco, ma in Marocco precedente tutti invase da il Sahara occidentale e da allora da 75, nonostante appunto il diritto internazionale, nonostante i decreti ripetuti dell'ONU che vi chiedevano che davano invece il diritto all'autodeterminazione a un referendum, perché i Sahrawi potessero decidere cosa fare della loro vita il loro territorio e non è mai stato per la forza del Marocco, che ha occupato militarmente quel territorio e che tiene adesso la maggior parte dei Sahrawi dentro un regime di oppressione di regime poliziesco di controllo quelli che sono rimasti a vivere circa 600.000 quel territorio e di,
E appunto su un regime che per alcuni aspetti un po' meno feroce, ma certamente la mancanza di libertà ricorda la sorte dei palestinesi, il in Palestina e a Gaza, ma diciamo in Palestina e ed elabora e una parte del Sahara vi stanno nelle tende in accampamenti in Algeria perché esageri appunto per ragioni anche di inimicizia col Marocco, li ha accolti, li accoglie e vivono di del quindi dei sussidi di internazionali, dell'ONU d'Europa, eccetera. Allora perché quali sono gli elementi di parallelismo, con in parte ma significativi, con.
Quello che è la sorte del popolo palestinese, perché appunto il.
I paesi occidentali, paesi che dovrebbero gli Stati Uniti. L'Europa anche ahimè, più o meno tutta, è solidale, nel senso che con i salari, perché lì ci aiuta economicamente, li fa vivere di far sopravvivere perché nel deserto, nel sud dell'Algeria e della parte del Marocco su dove vivono, gli sarà qui non ci sono risorse, anche perché quelli che ci sarebbero la pesca, i fosfati non vengono da loro controllati. Gestiti.
Ma ero agli e quindi vi fanno sopravvivere economicamente ma non intervengono come dovrebbero e potrebbero contro i marò.
Che toglie ha tolto autoritariamente contro il diritto internazionale contro i ripetuti messaggi de decisioni.
Determinazioni dell'ONU che non permette che si tenga un referendum.
Tra il in queste terre o copia che occupa illegalmente ormai da quasi cinquant'anni, e questo vi può ricordare facilmente quello che succede ai palestinesi da parte di Israele, perché d'Europa perché gli Stati Uniti non intervengono contemporaneo.
Perché Marocco? Enrico perché muova Mohammed sesto e l'attuale capo del governo del Marocco sono molto ricchi, sono dentro la finanza internazionale, hanno risorse a livello mondiale e quindi comandano, hanno il potere di controllare e ricattare e le Istituzioni, anche europee, gli Stati Uniti hanno rico, diciamo, hanno riconosciuto il diritto, e non diritto del Marocco a tenere sotto sulle terre e che non rispettano ex Sahara spagnolo, dove stanno appunto in cattività. Di fatto i Sahrawi, perché il Marocco è utile, è lo stesso dell'Europa ha riconosciuto, ad esempio, al Marocco dà il diritto di pesca e nei percorsi sui mari intorno alle Canarie di fronte a quella costa l'estrazione dei fosfati. Perché l'Europa.
Anzi approfitta della amicizia col Marocco per avere il permesso di andare a pescare, mandare i pescatori europei a pescare in questi mari, di estrarre i fosfati che sono, come sapete, una risorsa molto importante. Allora la forza del denaro, la capacità di corrompere,
Anche materialmente le istituzioni. Chi rappresenta le Istituzioni? Vi ricorderete, qualcuno di voi si ricorderà è il lo scandalo che anche,
Parlamento europeo, dove furono arrestati anche piano italiano un ex sindacalista parlamentare europeo del PD Panzieri, che fu trovato con i soldi con soldi in casa della la Presidente e Vicepresidente del Parlamento europeo, perché avevano preso soldi dal Marocco, sostanzialmente si erano fatti corrompere per sostenere la causa del barocco, per frenare delle indicazioni resteranno. Ecco, questo vi ricorda qualcosa che ci rimanda alla Palestina Israele e non è stato leg. La Palestina è stato il primo caso di dove il diritto internazionale non ha contato, certamente dove i democratici liberali europei, liberali in senso storico, ovviamente non si fermano solo l'Unione europea, i Governi europei, il Parlamento europeo o con le buone,
Cioè o con le cattive, cioè prendendo i soldi o semplicemente perché rispettano il diritto e non diritto del più forte.
Non intervengono a ridare, cercare di ridare qui sarebbe più facile, molto più facile intervenire in Palestina a ridare i diritti a questo milione di persone che sono una nazione, l'ultima relazione non da colonizzata.
Dell'Africa.
L'ultima Nazione, l'ultimo popolo, senza una un territorio senza uno Stato, ecco che ci sono degli elementi, purtroppo ricorrenti negativi, che mettono in parallelo i Sahrawi e la Palestina. Cosa succede di là, vedete, io credo, è l'ultima cosa che vi dico che la questione.
Estero palestinese sia una questione molto, molto difficile da sciogliere.
Perché al di sotto di potenti interessi economici che Israele rappresenta nel mondo, che le comunità ebraiche negli Stati Uniti, ma di tutto, ma nel mondo, hanno dove sono fortemente radicati e quindi che controllano il potere economico finanziario che è a sua volta controlla la politica.
Il caso appunto sarà, vi era un caso piccolo e quello della della Palestina nel caso palestinese israeliano, il caso grande, ma sotto Defoe concretissime ragioni economiche che impediscono anche all'Unione europea di non essere ipocrita.
E di intervenire, per esempio, con.
Le sanzioni economiche, isolando usato di Israele a livello internazionale, suonandolo politicamente che diciamo moralmente, c'è il fatto che ciò che rende difficile obiettivamente questa questione e questo non c'è nel caso Sahrawi però dice è ancora è che si tratta di uno scopo fondamentalmente a base religiosa.
A base religiosa, Israele non è la prima e l'unica democrazia.
Orientale, come si dice anche in Europa, non è una democrazia israeliana, democrazia.
È una democrazia base coloniale, Abbas etnico, religioso tecnicamente e questo non è una democrazia neanche a livello elettorale, è elemento minimo per definirsi di democrazia, perché in realtà non tutte hanno lo stesso diritto di voto, ma certamente non è una democrazia liberale perché i diritti libera di libertà non sono garantiti a tutti e allora e Israele alla fine si governa con la Bibbia in mano, cosa che onestamente in mano non solo gli estremisti radicali di destra ma il Governo agisce su queste su base religiose e questo rende quel conflitto molto, molto difficile lasciò.
Perché se è la cosa più grave?
Un'immagine più grave di quel conflitto, secondo me, è quella e con grande soddisfazione i media israeliani ci hanno trasmesso, c'è il Ministro, è ben vero che va a beffeggiare, sbeffeggiare Barghouti, il capo che trent'anni che sta in galera della il possibile capo della rinascita palestinesi andare a sbeffeggiare un prigioniero in manette a irriderlo a favore di telecamera come si dice è l'atto più in umano che si possa fare. Credo che ci sono pochi esempi di di questa dell'umanità, ecco, questo dà il segno cioè della della radice profonda dell'avvio delle ostilità tra Israele e Palestina, perché ha sulla base religiosa gli israeliani non riconoscono ai palestinesi il diritto di esistere perché noi non lo riconoscono esseri umani,
Questo è il fondo al fondo, la questione e questa è una questione difficilissima da da dislocare, vedete, e non c'è neanche nella società civile israeliana una grande opposizione a questa opposizione. Questa è condivisa. Le manifestazioni contro Netanyahu erano a favore per liberare gli ostaggi, una volta presa degli ostaggi dei palestinesi, a della sorte dei gazebi ai agli israeliani, nell'opinione pubblica israeliana, nella grande maggioranza andrà grande una serata, non gliene importa nulla, infatti i sondaggi per quello che sono stati fatti dai ministeri lo dimostra allora al fondo c'è questa questione. Io ho ascoltato con interesse le riflessioni di carattere religioso, ma anche più di me, però credo che lì.
Ci sia un nodo difficile. Io sono molto pessimista, come lo sono per quanto riguarda il popolo Saharawi e che continuiamo ad aiutare.
Ma com'è possibile, però, se dici vuole c'è una rivoluzione interiore, noi abbiamo visto questi movimenti e da noi giovani e non solo, che mi mia centinaia, migliaia di persone che sono scese in campo e la Palestina pro Palestina per una ragione umani di umanità non per ragioni politiche di umanità perché quello che stanno facendo a casa e hanno fatto a Gaza è disumano, c'è una spinta dal dal basso, dalla società civile ai giovani e non solo in Italia e in Europa in occidente, che questa si può lasciar ben sperare, ma se non diventa politica, se non prende la politica, non prende le istituzioni e non agisce di conseguenza. Credo che non ci si muoverà. Grazie grazie.
Chiedono quanti sono gli ultimi a interna agli ultimi due interventi, così poi possiamo fare l'appello e fare la parte conclusiva del consiglio comunale con i consiglieri.
Animano il buonasera buonasera.
Grazie al Sindaco.
E anche all'Amministrazione e grazie per tutti voi qui presenti nei boschi, io non avrò tanto da dire perché già dall'introduzione fino all'ultimo abbiamo detto tutto.
Ma soltanto un manca o qualche cose, qual è la cosa che manca?
1, come se mi ricordo che quando Papa Giovanni Paolo secondo è arrivato nel mio paese con chi chances.
Ha sottolineato questa parola.
La pace si crea.
Costruire fa bene.
Ma se noi creiamo la pace non arriveremo a questo perché?
La pace sui costi si crea a un ambiente, la pace si crea con le persone, Lac la pace, si crea uno obiettivo, una finalità.
Ma io aggiungerò, lasciamo l'ipocrisia.
La comunità internazionale e ipocrita.
Parliamo di tutto il diritto, sì.
Già dall'inizio della creazione di questa comunità internazionale e creato su le norme, le leggi,
Ma oggi questa comunità internazionale vive queste leggi.
Perché dico che l'ipocrisia?
Sosteniamo qualcuno sostegni.
Palestinesi qualcuno israeliani, ma dobbiamo entrare nel l'origine, che cosa ha creato questa divisione, questa guerra,
Oggi cerchiamo tutte le soluzioni possibili che migliore per il mondo dolci, ma se non arriviamo all'origine della creazione con suo sistema, una pace sulla sabbia e si ritornerà ancora, io un'esperienza, nel mio paese per 35 anni.
Firmano gli accordi a destra a sinistra l'ultima due mesi fa un tram.
Chi ha sottolineato anche tutti i giornali televisione vada a finire la guerra in Congo, ma dopo due settimane e ripreso.
È per questo, per trovare l'origine di questa guerra frazione, cerchiamo identificare le cause, quali sono le cause sono.
La prepotenza.
Che oggi la comunità internazionale vuole la violenza.
Che lui stesso lo crei.
E quanto i più deboli rispondono con la violenza, loro si comincia a essere vittime.
E ascolta non soltanto la la violenza, abbiamo visto con Iran come ha risposto e Israele tra.
Egitto?
E per questo non arrivare a queste violenze qua cerchiamo.
A valorizzare le persone, come hanno detto gli ultimi interventi, specialmente do o dosi a dare le persone, la loro dignità.
Io, nel mio Paese abbiamo un problema di occupazione, per quale motivo l'occupazione?
Per la ricchezza.
I più potenti vanno soltanto a creare il problema, dove c'è la ricchezza, due dosi può dire la verità anche da loro per petrolio è uguale.
E che cosa c'è da Israele e Palestina?
Il Palestine so si sentano più fragile, deboli, non hanno niente Israele più ricchi, più potete armi, fabbriche industriale, soldi da dalla storia, già anche primo di Gesù Cristo, loro andavano offendere le cose in giro, facevano commercio, quello lì, nessuno può togliergli,
Ma questa ricchezza non può sostituire il valore o la dignità di un'altra persona.
Se arriviamo noi che facciamo di tutto per fermare queste cose qua la prepotenza, la violenza contro i più deboli.
Non arriveremo a creare la pace.
La pace si crea con queste condizioni qua.
Io vi ringrazio,
Grazie dalle mani, noi l'abbiamo l'ultimo intervento,
Professor Cabrol, videostore, gravissimo perché siamo tutti stanchi allora e mi han fatto in un attimino l'intervento che ha fatto il Don ora.
Noi lo mettiamo sull'umanità, sulla solidarietà, siamo tutti d'accordo, su questo è inutile riprendere questo questo ragionamento, ma quando succedono queste cose qui di solito di solito ci sono di mezzo i soldi, c'è di mezzo la ricchezza, come diceva, come diceva don prima,
Io so già una certa età, mi ricordo perfettamente no perfettamente l'attentato al Golfo del Tonchino, che è un golfo, togliendomi la Cambogia, lassù in cima, un cargo americano, no, fu affondato,
E gli americani, visto che i francesi erano usciti fuori dal Vietnam perché i vietcong lo avevano sconfitti?
Iannone erano in una posizione strategica politica o cosa gli americani entrarono in guerra con questo biennio Nerviano, ma è una cosa piccola, così più o meno un po' più un po' più grosso di di di di di Gaza e entrano in conflitto con loro no dietro questo attentato no, poi i documenti l'America i documenti di ogni cinquant'anni li mette fuori. Questo attentato fu fatto probabilmente da alla CIA,
Quella fu la scusa per entrare in guerra.
L'attentato del 7 ottobre no.
E se n'è parlato quasi immediatamente.
A chi conviene questo attentato, a chi è convenuto questo attentato, perché tutte le volte che se queste cose deve convenire a qualcuno, no?
Allora, davanti davanti la Striscia di Gaza nelle acque territoriali di Gaza, no, hanno scoperto un grosso giacimento di gas, ma un grossissimo giacimento di gas.
Questa notizia che do io l'ho letta, due giorni dopo l'attentato sul Corriere della Sera, poi è andato sottotraccia e non se n'è più parlato.
Questo giacimento di gas no, è già stato assegnato, no, le concessioni Leni ha una concessione per.
Estrarre il gas e l'Egitto, anche anche l'Egitto, ora questa concessione con chi l'hanno firmata.
Quando firmato col Governo israeliana, ma il Governo israeliano non è proprietario no di questa di questo di questa cosa, ecco?
Processi noi noi la vediamo no, no palestinesi e israeliani, da quando, da quando mi ricordo io che no, cosa c'è sempre stato, Israele che vuol diventare il Grande Israele, tutte le volte che hanno fatto che hanno bisticciato palestinesi e israeliani, gli israeliani hanno preso un pezzettino di terra,
Sempre una notizia del letto sull'Avvenire del 16 di questo mese, no, parlando della Cisgiordania, per spiegare un attimino no.
Fino a che punto può arrivare l'odio, ma un ovvio che può essere può essere secolare.
Una notizia che ho letto sul.
Sull'avvenire entro il 16.
L'80% ormai del territorio della Cisgiordania è sotto i coloni e questa eco e questo spiegava questo giornalista, spiegava.
Che il giorno prima no in una causa palestinese abitata da una vedova e da una figliola da una figliola, i coloni l'hanno presa, vanno preso a bastonate, la mamma no e l'hanno scacciata,
Questa bimba, mentre seguiva la mamma, si è rivolta verso questi aggressori egli ha detto io quando sarò grande, ritornerò a prendere la mia casa ora questo quindi dimostra che.
C'è un ovvio ormai lì, all'interno no, che ci si può mettere tutti insieme a dire la giustizia di cui questi qui hanno fatto un un casino immane su su questo territorio, poi un'altra cosa e finisco.
Hamas.
I soldati, io ho fatto il soldato, mi davano pochi soldi, mi davano il 1.800 lire, ogni 10 giorni, no, i soldati vengano pagati, vengano pagati se Amazon esercito, regolare o irregolare, ma chi lo paga, chi lo paga ha dato l'ordine di fare di fare l'attentato perché tutti gli eserciti sono alle dipendenze di qualcuno e ecco, queste sono domande che ci devono far riflettere di di solito non c'è in queste cose non c'è mai la libertà di una libertà, queste sono no, ecco di solito in queste cose qui ci sono sempre gli interessi, grazie.
Su questo lascio la parola al Consigliere Nicchi vaghino ancora intervenire e c'è un documento all'ordine del giorno che è stato con di condiviso condiviso nella Conferenza dei Capigruppo, però deve essere di discusso, ho fatto alcune copie, venne ci girare.
Però intanto chi vuol parlare.
Cavallini.
Buonasera a tutte e a tutti gli faccio un piccolo intervento a margine di tutto quanto è già stato.
Narrato e tutte le riflessioni che sono già state fatte, anche da persone sicuramente più preparate di me su questo argomento, e però ecco, vorrei porre l'attenzione sulla mobilitazione popolare degli ultimi mesi che a mio parere rappresenta un frutto buono, un segno importante del risveglio delle coscienze e di ritorno alla dimensione comunitaria della solidarietà,
Viviamo un tempo che è dominato dall'indifferenza e dalla frammentazione, il fatto che tante persone di età, culture e anche orientamenti politici diversi si siano ritrovate unite nelle piazze attorno al principio della dignità umana e della pace è, secondo me, un segnale che non può essere ignorato e stasera qui stiamo anche per dircelo come amministratori e per raccogliere come istituzioni una sollecitazione che ci arriva dalle persone, dai nostri cittadini e dalle nostre cittadine come un seme di speranza, questa energia civile, capace di dire no alla violenza e di riaffermare i limiti etici invalicabili, fa rete tra le persone e tra realtà diverse e deve unire mondi civili, politici e religiosi,
Leggo nella pluralità delle voci che stasera hanno trovato spazio in questa Assemblea un segno di speranza e l'opportunità che ha la nostra comunità di scegliere il dialogo e la costruzione di relazioni autentiche e fondate sul rispetto, come strada per risolvere i conflitti in tutti i contesti.
Senza prescindere dal riconoscimento dei bisogni e dei diritti le persone che sta alla base della giustizia sociale. C'è stato un po' un filo conduttore in tutti gli interventi che ci sono stati questa sera che ho avuto l'onore e il piacere di ascoltare, che può essere riassunto in due parole e secondo me il dialogo e l'umanità è stata la nostra sindaca in prima battuta no che ci ha invitato a un dialogo costruttivo. L'onorevole Scotto ci ha richiamato al bisogno di discutere, fare analisi e ci ha riconosciuto,
La qualità di un dibattito composto, ci ha invitato no alla creazione di ponti e poi si è parlato di intenzione di prendere parte di interrogati su umanità, giustizia e di confronto e dialogo che può esistere più PAL, pur partendo da posizioni diverse. E nessuno si è sottratto al dialogo,
Abbiamo ribadito che è importante discutere nel piccolo e nel grande stimolare riflessioni dei nostri cittadini, parlare di disumanizzazione, che non ci possono essere divisioni ideologiche quando si parla di umanità, che le persone vengono prima di tutto, che c'è un fuoco che ci anima.
Che non possiamo sentirci appagati e non confrontarci, e che non ci si che noi ci siamo e non siamo indifferenti a quello che accade intorno a noi e che la pace si crea con le persone, ecco dentro alla.
Ci è stato suggerito di occuparci di quanto riguarda la nostra comunità ed ecco, io credo che dentro la coscienza della comunità, anche della nostra comunità monopoliste, è emerso il desiderio di bene di giustizia e di pace, che deve essere custodito e ascoltato che c'è e non può essere negato perché ho un'opportunità preziosa per la crescita di ciascuno di noi e di ciascuna di noi insieme per alimentare il desiderio di esseri umani e come ci ha ricordato Laura di vederci e riconoscerci reciprocamente.
Grazie.
Ci sono altri interventi, Mario Rossi,
Grazie buonasera, a tutti sarò brevissimo, ho ascoltato con interesse tutti gli interventi fatti e sono molto contenta della partecipazione che c'è stata, ci sono state testimonianze anche particolarmente toccanti e spero.
Che episodi di questo genere di confronto e di discussione ce ne siano altri, secondo me è fondamentale, questa è la dimostrazione che siamo riusciti perlomeno stasera ad alzare un po' lo sguardo, cioè non concentrarci soltanto su quelle che sono le nostre problematiche sul territorio, ma guardare un po' più lontano c'è stato criticato magari,
Perché fare un evento del genere su Gaza, perché noi siamo qui e non abbiamo nessun merito, noi siamo semplicemente più fortunati di altri, perché ci siamo ricordati, fortunatamente, di esseri umani, prima di tutto.
Quindi io ringrazio la Sindaca per aver lanciato questa opportunità, ringrazio tutti i presenti che hanno fatto gli interventi, ma anche quelli che noi non li hanno fatti, perché magari sono stati rapiti, come me, dalle testimonianze degli altri e mi auguro che questo sia il primo di di altri incontri specialmente sulla questione,
Palestinese che ci vede,
Coinvolti in prima persona, proprio come Nazione, grazie.
Grazie consigliera Rossi.
Sì, con capogruppo Bonciolini.
Funziona.
Allora, intanto, io vorrei ringraziare l'Assemblea che all'Amministrazione comunale per aver.
Ha promosso questa Giornata perché comunque sia non solo per l'esito, diciamo, del della partecipazione che soddisfa assolutamente soddisfacente e anche per il livello alto che che appunto ha voluto alzare lo sguardo su un tema assolutamente importante del nostro della nostra epoca, che non possiamo far finta che non esista ma ci ha consentito di di approfondire questi argomenti io dico in maniera molto molto civile e anche molto.
Legata al tema specifico, senza polemiche politiche partitiche e questo, secondo me, è un dato, è un dato interessante da sottolineare, noi ci siamo, ma a me poi devo dire mi ha particolarmente colpito l'intervento di Laura, perché Laura Geloni perché è stato.
Un'emozione, ma fatta anche piangere. Confesso che non succedeva da tempo, per cui la ringrazio davvero della sua della sua testimonianza e credo che sia anche la risposta migliore che chi poteva a chi diceva. Diciamo che non era un argomento da un Consiglio comunale.
Io vorrei partire dalla proposta di ordine del giorno che abbiamo fatto, perché è ovviamente una proposta nel senso ci siamo presi la responsabilità di scrivere un ordine del giorno che ora darei lettura, perché giustamente c'erano solo i consiglieri.
E e poi vediamo se è possibile trovare una ma congiuntura nel senso di trovare un modo per poterlo condividere, perché il valore della condivisione in questi casi e maggiore di ogni altro aspetto per cui se c'è la possibilità di essere, io noi saremmo veramente contenti, ne vorrei dare lettura anche per le persone che non si sa che ci sono qui, che ovviamente no, non l'ho letto, per cui mi dovete scusare un po' lungo, però, d'altra parte, i fatti erano tanti da dover da dover citare allora il Consiglio comunale di Montopoli riunito in oggi. Va bene se lo salto valutato il dibattito che si è svolto con il contributo delle varie persone, tra cui l'onorevole Arturo Scotto che ha partecipato all'iniziativa umanitaria internazionale denominata Global Samoth Flotilla organizzata per rompere il blocco israeliano a Gaza e per rifornire di viveri e medicinali alla popolazione e stabilire un corridoio umanitario considerato come la Sindaca e l'Amministrazione comunale, di concerto con i Capigruppo, ha voluto dedicare un'occasione di riflessione comune sulle vicende della contesa tra la Palestina e Israele, che parte da subito dopo la Seconda guerra mondiale, culmina ed è culminata con la tragedia della strage del 7 ottobre 2023, la quale i terroristi di Hamas hanno ucciso circa 1.200 persone per lo più giovani, considerato come la reazione del Governo di Israele alla strage del 7 ottobre 2023 non sia stata finalizzata alla difesa del proprio Stato e dei propri cittadini, ma si è diventata una vera e propria aggressione civili inermi abitanti nella Striscia di Gaza, fino a configurarsi come un vero e proprio genocidio che ha visto ad oggi l'uccisione di circa 67.000 persone, tra cui 20.000 bambini, con oltre 168.000 feriti, tra cui molti amputazioni, 125 strutture sanitarie, tra cui 34 ospedali, sono stati distrutti o danneggiati seriamente. La quasi totalità delle scuole non c'è più il 92% dell'edilizia residenziale e l'89% dell'edilizia commerciale è stata distrutta, sono stati uccisi e 242 giornalisti e 1.722 tra medici, infermieri e questi sono numeri, ovviamente di una gravità assoluta, visto il rapporto finale della Commissione indipendente incaricato dall'ONU e presieduta dall'ex giudice navi Pillai sudafricano, ex presidente del tribunale per il Sud, per i crimini d'Irlanda e Alto Commissario delle Nazioni Unite, che dopo circa due anni di lavoro ha dichiarato che a casa il Governo israeliano ha perpetrato il genocidio della popolazione, che il Governo di Israele ha tradito il suo popolo, valutato come in molte parti del mondo, se sia sollevata dalla grande indignazione verso queste azioni del Governo di Israele con manifestazioni pubbliche, cortei scioperi, iniziative di varie dei vari Governi per boicottare Israele stesso, condannare il genocidio e cercare di fermare la fornitura di armi al Governo di Netanyahu, visto che l'aggressione è avvenuta contro un popolo, inerme e non era una guerra nella quale si scontra risarciti diverse. Visto il mandato di cattura internazionale emesso dalla Corte penale dell'Aja in data 21 novembre, 2024 per Netanyahu e per l'ex Ministro della Difesa del governo di Israele, Galland, che ha confermato le accuse mosse dal procuratore capo Karim Khan per crimini contro l'umanità e crimini di guerra nella Striscia di Gaza, valutato come l'espressione di dissenso dei cittadini di tutto il mondo ha aiutato il percorso di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e del ritorno degli ostaggi in mano ad Hamas, dopo due anni di prigionia cessate, il fuoco che è avvenuto con l'accordo di Sharm El Sheikh del 14 ottobre scorso, firmato tra il Presidente degli Stati Uniti d'America, il Presidente della Repubblica Araba d'Egitto e l'emiro dello Stato del Co del Quatar e il Presidente della Repubblica di Turchia, senza rappresentanti né di Israele e della Palestina. Tutto ciò premesso, il Consiglio comunale di Montopoli esprime la propria soddisfazione per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e auspica che possa durare a lungo ad essere permanente nell'interesse generale e in particolare delle persone palestinesi che hanno avuto distrutto nelle loro abitazioni, non solo nella striscia e una infinita catena di lutti e di ferite permanenti, rimodulazioni, soprattutto dei bambini, auspica che il percorso successivo a quello del cessate il fuoco sappia che sappia coinvolgere sia i cittadini palestinesi e la loro espressione di rappresentanza sia lo Stato di Israele, convinti che soltanto una gestione unitaria della fase successiva possa garantire tutti gli attori israeliani e palestinesi e che si debba tornare a dare voce e funzione.
All'Organizzazione delle Nazioni Unite come forma di garanzia super partes, nel rispetto degli accordi che saranno stipulati che la Corte penale internazionale completi il suo lavoro di indagine perché, nonostante il cessate il fuoco, nessuno può pensare di cancellare le responsabilità, gli eccessi, le colpe e le violenze che è stato perpetrato contro la popolazione inerme auspica che il processo di pace e di ricostruzione sia gestito dall'ONU e non diventi una banale questione di business immobiliare. Come troppe volte abbiamo visto delinearsi, ma sia un processo di rinascita di un'area martoriata che viene vision e l'altra, con la prospettiva della pace, dell'armonia dei POR tra popoli differenti, che è l'unica garanzia di una durata pacifica.
Di una duratura pacifica convivenza e che individui i due territori per due Stati per garantire garantire entrambe le popolazioni. Non a caso, ad oggi ben 152 nazioni su 195 hanno riconosciuto lo Stato di Palestina. Tutti i Paesi arabi, quasi tutti i Paesi africani e americani, a eccezione degli Stati Uniti,
Molti a molti Paesi asiatici, compreso la Cina e l'India, quasi tutti gli Stati europei, ad eccezione di Italia, Germania, Austria, Olanda, Ungheria, e che adesso no non sia solo un processo di ricostruzione materiale di Gaza, ma anche un percorso di rigenerazione spirituale delle persone con azioni e modalità che facciano comprendere come rispetto reciproco e la convivenza sia possibile e sia un grande valore aggiunto. Consapevoli che quando il 26 giugno 1945 fu firmato l'accordo per la nascita del del dell'ONU, il mondo che usciva dalla Seconda guerra mondiale e vuole dare un segnale ben preciso alle future generazioni. Con questa premessa iniziale, noi, popoli delle Nazioni Unite, decisi a salvaguardare le future generazioni dal flagello della guerra a riafferma, vogliamo riaffermare la fede dei diritti fondamentali dell'uomo, della dignità e del valore della persona umana, dell'uguaglianza dei diritti e degli uomini e delle donne e delle nazioni grandi e piccole a promuovere il progresso, il progresso sociale e un più elevato tenore di vita, di e una più ampia libertà. Abbiamo reso risoluto di unire i nostri sforzi per il raggiungimento di tali fini istituendo l'Organizzazione internazionale denominata Nazioni Unite. Questi principi e questi intenti devono tornare ad essere il faro e la guida della futura umanità.
Grazie.
Allora?
Intanto.
Sedersi a Bruxelles, dove ho registrato altrimenti no, allora non si potrebbe, ma non ci sono problemi, poiché mi ha chiamato in causa un secondo soltanto per chiarire al consigliere Mucciolini che non è che lo dico io, che questo argomento non è da Consiglio comunale lo dite anche voi stessi perché il consigliere Rossi lo chiama evento consigliere Bonciolini stesso, l'ha chiamato giornata che ha la sua lodevole inizia la sua lodevole causa, ma non è un argomento dal Consiglio comunale e lo dice il TUEL qua l'articolo 42, non lo dice la Salvadori, consigliere Bonciolini, perché,
Contestare in fondo mi sembra inutile.
Bene, allora, comunque, ora andiamo avanti sull'argomento che noi c'è da approvare o non approvare o comunque modificare l'ordine del giorno.
Il Consiglio comunale in questo caso noi abbiamo fatto un percorso con la Conferenza dei Capigruppo per decidere come svolgere e il Consiglio comunale aperto e perciò recriminare in questo momento non serve a nulla, ecco, altrimenti non ci sarà, non saremmo stati eletti.
Allora su questo il testo che ha presentato l'ordine del giorno, chiedo di intervenire ai Capigruppo se ci sono interventi.
Ma densa di vita si volevo capire appunto si va in votazione per approvare il testo del che ha appena detto il consigliere Bonciolini, io non ho nessun tipo di problema a votarlo favorevole, soltanto che volevo magari finalizzare un attimo anche la la seduta, perché altrimenti diventa veramente un evento piuttosto che poteva essere una conferenza di approfondimento sul tema.
Non so se è possibile accogliere magari la la proposta fatta da don dosi piuttosto che magari se ne era parlato, anzi mi sembra forse o non lo sono comunque.
Messo in memoria, io.
Non so organizzare qualcosa al di là del Consiglio comunale, quindi magari una fiaccolata, per appunto il tema, oppure non so se ci sono altre proposte, perché altrimenti diventa secondo me un po' fine a se stessa, ecco soltanto l'approvazione di un testo e in questo modo ecco penso sia una posizione è anche condivisa almeno da dai consiglieri di opposizione reali, storti e Michelini, però.
Insomma, sì certo, grazie Vanessa di Vito l'avrei proposto io di cogliere la proposta di dono d'oggi. Anche la data potrebbe essere appunto significativa. Possiamo anche aggiungerla direttamente sul testo. Prenderci comunque l'impegno di portarlo avanti a questo, ma credo che nel testo possiamo assolutamente modificarlo semmai anche con integrarlo con una frase, però questo.
A voi Capigruppo,
Attesi allora io mi ero già espresso nel corso della.
Prudente intervento.
Sono troppi gli elementi che allontanano da questo documento, quindi votiamolo, io naturalmente non lo approvo.
Preside ieri sera.
La serata è stata molto interessante, anche per gli scambi di idee, insomma per i racconti che si sono succeduti,
Io mi asterrò dal voto, ma semplicemente perché per me questo doveva essere appunto uno scambio di opinioni, di idee più che altro doveva essere in primis e portare avanti il discorso della della pace. Ecco, la vedevo più su un tema così oltre più che mi ricordo all'ultimo Consiglio Comunale ci doveva essere appunto un un momento, diciamo politico laico e quella sera stessa ci doveva essere una fiaccolata o comunque una manifestazione dove più cittadini potete devono essere coinvolti, diciamo per rafforzare il messaggio che poi questa seduta avremmo portato all'esterno, riprendendo appunto anche le parole di don d'oggi, e spero che veramente insomma ora la data che sia quella che ricorda le Forze armate o un'altra data, secondo me.
Per dare ancora maggiore rafforza, azione al momento che abbiamo vissuto tutti insieme e che abbiamo giustamente con le proprie idee espresso e secondo me come finalità di questo, di questo incontro di stasera. Sarebbe appunto bello poter a fare anche un momento comunitario, esposto così anche a cittadini che stasera non sono state presente, mentre le associazioni che ringrazio anche perché, insomma, per il contributo che hanno dato, comunque il mio voto è di astensione. Grazie,
Sì, allora.
Sono d'accordo ad aggiungere.
Tu che ha proposto due dosi, il qua e il 4 novembre mi sembra della Giornata delle Forze armate, se non vado errato,
Perciò bene oppure anche un'altra, cioè non ci sono problemi, comunque creare una continuità rispetto a questo che coinvolge i cittadini, lo trovo assolutamente giusto.
Perciò nel dispositivo mettiamo nella parte finale potrebbe mettere e si chiede, si chiede di creare un momento, si impegna di creare un momento dedicato alla comunità rispetto.
Al tema dell'ordine del giorno ora, ovviamente, potrebbe essere molto più articolato, però, viste le circostanze.
Credo che appunto su questo allora poi, a parte della votazione, io chiederei che fossero proprio i Capigruppo a a portare avanti questo tipo di iniziativa, perché così è ancora più comunitaria tutte le forze rappresentate all'interno del Consiglio comunale, ovviamente con l'apporto dell'Amministrazione mio personale della Giunta e dell'Amministrazione stessa però chiedo ai Capigruppo di farsi portavoce grazie,
Ci sono altri interventi allora, se non ci sono altri interventi, io ringrazio tutte le associazioni che oramai sono andate via CRO e ringrazio chi è rimasto grazie mille, grazie per i vostri interventi e grazie alle persone che sono rimaste stasera, è stato un in un importante momento questo, del Consiglio Comunale aperto, perché ha potuto dare la possibilità a tutti noi di essere presenti soprattutto con un senso di responsabilità maggiore perché, come sappiamo LAV il valore di un Consiglio comunale è molto alto, perciò grazie, io. Se la Segretaria c'è da rifare l'appello, c'è da fare l'appello l'ha preso okay, perciò mettiamo in votazione l'ordine del spero per alzata di mano, perché non ne abbiamo preparato e pronto. Ok perfetto, allora bravissimo.
L'ordine del giorno del Consiglio comunale del 2010 2025, che ha per titolo Gaza dal giudice, dal genocidio al cessate il fuoco, discussioni, popoli pubblica e impegno comune.
Allora do 16 presenti, 16 votanti.
Dodicesima.
16.
Allora sono 12 favorevoli, un contrario tesi massimo e 3 astenuti, Michelini reali, Lara estorti, Giovanni.
Chi è che?
Sì, sì, sì, sì.
Okay.
Bene, grazie buona serata a tutti, a tutti e grazie a prassi scusate, mi sono dimenticato di dirvi solo una cosa prima anche di chiudere.
Vogliamo ringraziare Agnese baratro per il disegno che ci ha dedicato, che ci ha donato, che fa parte anche del centro del Barroccio, del pulper Barroccio di capanne, perciò grazie all'udienza per questo regalo.
