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Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Prima di iniziare i lavori, chiedo al Segretario di procedere all’appello.
Speaker : ALBANO - Segretario generale
Buonasera a tutti. Procedo con l’appello.
Intini Francesco (presente); Bianco Luciano(presente); Conforti Paolo; Curci Giuseppe(presente); D’Ambruoso Giacomo; D’Aprile Giuseppe; Gentile Giampiero (presente); Gentile Giovanni Marino(presente); Intini Nicola(presente); Ierovante Marta(presente); Locorotondo Antonio; Luciani Ivano Matteo (presente); Mansueto Antonio(presente); Mansueto Nicoletta(assente); Martellotta Anna(presente); Mezzapesa Fortunato; Plantamura Francesco(presente). Abbiamo 5 assenti, la seduta è valida.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
La seduta è valida e atta a deliberare, quindi benvenuti a questa seduta del Consiglio comunale.
Voglio cedere la parola al Sindaco, che ha una comunicazione... subito dopo, prego.
Speaker : MARTELLOTTA – Consigliera
Solo per comunicare l’assenza del consigliere Conforti e il ritardo di D’Ambruoso e di Fortunato Mezzapesa. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, prendiamo nota.
C’è anche un’altra comunicazione. Prego.
Speaker : LUCIANI – Consigliere
Grazie, Presidente.
Solo per comunicare a tutti l’assenza di Nicoletta Mansueto per impegni lavorativi. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie.
Altre comunicazioni di assenza? Si prevedono che arrivino in ritardo.
Adesso posso passare la parola al Sindaco per una comunicazione.
Speaker : INTINI – Sindaco
Grazie, Presidente, la comunicazione rileva la sostituzione e dunque il benvenuto al nuovo Assessore all’ambiente, all’agricoltura, alle attività produttive, alla Contrada di Lama d’Acqua, dunque do il benvenuto all’Assessore Fusillo e ringrazio contestualmente l’Assessore Conforti per l’enorme lavoro fatto con dedizione, con passione e con risultati che ritengo siano ampiamente soddisfacenti. Do ovviamente, come detto, il benvenuto all’Assessore Fusillo, confidando che anche il suo apporto sarà di qualità e di quantità, perché nelle Giunte serve un lavoro di qualità e di quantità, che sono assolutamente certo che verrà posto in essere egregiamente dal nuovo Assessore. Benvenuto e buon lavoro!
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, signor Sindaco.
Cedo volentieri la parola all’Assessore per un breve saluto.
Speaker : FUSILLO – Assessore
Buonasera a tutti.
Solo per ringraziare il Sindaco della fiducia, i consiglieri comunali e tutto il Gruppo della lista Partito Democratico.
Posso garantirvi che il mio impegno sarà costante e continuo, in linea con l’eccellente lavoro fatto dall’amico, assessore Natale Conforti.
Sono consapevole che le deleghe assegnatemi richiedono un’attenzione particolare alle esigenze della cittadinanza e anche agli spazi comuni, ma sono convinto che gli uffici saranno al mio fianco in questo percorso.
Infine, voglio augurare ai colleghi Assessori buon lavoro, dando da subito la mia piena e ampia disponibilità. Grazie a tutti.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, Assessore, buon lavoro. Il suo settore è importantissimo e delicato per la cittadina di Noci, quindi davvero buon lavoro.
Ci sono interrogazioni, interventi, comunicazioni? Consigliere Martellotta, prego.
Speaker : MARTELLOTTA – Consigliera
Grazie, Presidente.
Assessore Fusillo, la metto subito a lavorare.
Chi ha un Assessorato all’Ambiente deve cercare di collaborare anche con l’Ufficio della Polizia locale, perché è giusto che si facciano tutti gli accertamenti, e sappiamo che questa Amministrazione ha dato corso a delle verifiche sul rispetto del Regolamento ambientale.
La mia interrogazione ha una sfaccettatura a latere, nel senso che ho avuto modo di parlare con alcuni cittadini, i quali mi hanno detto di aver ricevuto ben 7 sanzioni consecutive per lo stesso motivo, per aver gettato nel cestino l’immondizia di casa.
Voglio rappresentare è che è giusto che chi sbaglia paghi, però bisogna porre dei criteri, perché quando c’è un trasgressore seriale e si vede recapitare 7, 8, 9 o 10 sanzioni, diventa complicato, perché ormai è acclarato che continua in maniera reiterata a fare tutto.
Sicuramente la sanzione ha un effetto punitivo, però "accanirsi" con 7-8 multe significa dove porre poi un limite al recupero delle somme. Tra l’altro, bisogna andare alle cause, perché se un cittadino trasgredisce per 7-8 avrà qualcosa che non va, cioè non avrà i mastelli, quindi siamo in grado di vedere, al di là di questa punta dell’iceberg, cosa c’è sotto, facendo segnalazioni e quindi collaborando con l’Ufficio dei servizi sociali? Un’attenzione a lavorare in combine con tutti gli uffici, perché ovviamente persone che ricevono 8 sanzioni sono costrette a rivolgersi al giudice di pace e a non avere la certezza del recupero dell’importo richiesto.
Bisogna, tra l’altro, capire la destinazione di queste somme, perché come Amministrazione dobbiamo dare un servizio ai cittadini e sappiamo che quello che si recupera dalle sanzioni serve per migliorare il decoro urbano e quindi rimanere all’interno dell’ambito ambientale.
Io l’ho raggiunta telefonicamente non più tardi di un mese fa, perché purtroppo c’è una criticità presso il Centro di raccolta, dove la gente aspetta anche oltre un’ora per il conferimento dell’immondizia.
Vorrei sapere se, dopo quella telefonata che ci siamo fatti, abbia capito qual è la problematica e se sia superata, perché mi risulta che i tempi di attesa siano ancora molto lunghi, quindi bisogna cercare di inquadrare il problema e dare il servizio giusto, e, visto che i cittadini pagano la TARI, dare giustamente un servizio adeguato.
Questa è la prima interpellanza, la seconda è all’assessore Morea, perché avevo necessità di comprendere quale sia lo stato dell’arte dell’adeguamento del PRG al PPTR. Ovviamente, non voglio impegnare quest’ora per la risposta, ma, Assessore, potrà fornirmela per iscritto, perché capisco che la Regione chieda dei documenti, quindi volevamo condividerli, perché se c’è la possibilità di collaborare, noi siamo a disposizione. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliera.
C’è un piccolo problema tecnico, datemi un secondo. Scusatemi, c’era qualcosa che non era chiaro sulla schermata.
Il consigliere Plantamura ha chiesto di parlare. Prego, consigliere.
Speaker : PLANTAMURA – Consigliere
Buonasera a tutti, grazie, Presidente, do il benvenuto all’Assessore Fusillo per questo nuovo incarico e ringrazio pubblicamente l’Assessore Conforti per quello che ha fatto, perché ho avuto modo di collaborare direttamente con lui in varie circostanze e spero di continuare a farlo.
Le mie sono delle richieste sempre all’Assessore Fusillo (mi dispiace), per conoscere la situazione delle strade rurali brecciate, perché dalle mie parti non vedo alcuna strada nuova fatta.
Riguardo alle provinciali, so che non è competenza del Comune, però il Comune può sollecitare la Città Metropolitana affinché vengano riparate tutte quelle buche che si sono aperte per le piogge.
In particolare, ho percorso stamattina Noci-Gioia, alcune buche sono state fatte, altre no, non sappiamo il criterio, anche alcune abbastanza profonde sono ancora aperte, quindi vorrei capire perché siano state fatte in questa maniera e se si possa intervenire su questo.
La Noci-Castellaneta è un altro nodo cruciale. Circa un anno fa (il Sindaco mi da conferma di questo) ci siamo incontrati per il tratto Noci-Castellaneta in provincia di Taranto, so che non è un problema nostro in quanto Bari, però è una strada di notevole importanza, perché, con l’avvicinarsi dell’estate, è una strada di collegamento fra Noci e Matera, fra Matera e la Puglia, quindi è una strada trafficatissima, nella zona ci sono tante attività produttive (Monte Imperatore, Bonelli, Quarato, per citarne qualcuna), quindi è un nodo importante.
Vorrei sapere se si possa intervenire nuovamente con il Sindaco di Mottola, con la Provincia di Taranto, per cercare di sistemare una volta per tutte la cosa.
Una segnalazione: all’incrocio di via Gioia, dalla Noci-Gioia per imboccare la circonvallazione andando verso il boschetto, ci sono degli arbusti che occupano buona parte della carreggiata.
Stesso discorso a scendere dalla nuova rotatoria verso l’ingresso e Noci, dove ci sono alberi di fico sia sulla destra che sulla sinistra, che ingombrano parecchio, quindi per un problema di sicurezza... è provinciale quel pezzo? Lo segnaliamo.
Tutto qua, grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere.
Ci sono altri interventi? Sembra di no... consigliere D’Aprile, prego.
Speaker : D’APRILE – Consigliere
Grazie, Presidente.
A nome del Gruppo Noi con Noci, mi associo ai ringraziamenti all’Assessore Conforti per l’ottimo lavoro svolto in questi anni, perché è stato sempre presente e per qualsiasi segnalazione che abbiamo fatto è stato sempre puntuale nel risolvere le situazioni della nostra comunità.
A nome del Gruppo, do il benvenuto al neo Assessore Fusillo, augurandogli buon lavoro. Sono sicuro che l’Assessore Fusillo svolgerà un ottimo lavoro per la nostra comunità. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere.
Ha chiesto di parlare il consigliere Luciani. Prego.
Speaker : LUCIANI – Consigliere
Grazie, Presidente.
Anche io, a nome del mio Gruppo politico e di tutti i colleghi, voglio ringraziare per l’ottimo lavoro l’assessore Conforti e augurare buon lavoro al nuovo Assessore.
Ovviamente, in questi giorni l’ho messo alla prova, perché sono molto fastidioso nelle richieste e devo ammettere che, ogniqualvolta ho fatto delle richieste, è sempre stato pronto a risolvere, quindi ti ringrazio e ti auguro nuovamente buon lavoro da parte di tutti. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere. Quindi tanti auguri e tanto lavoro.
Se non ci sono altri interventi... prego, signor Sindaco.
Speaker : INTINI – Sindaco
Grazie.
Posso rispondere alle interrogazioni del consigliere Plantamura rispetto alle buche che si sono aperte sulle strade provinciali, soprattutto in seguito alle piogge, anche se la situazione era già compromessa su alcuni tratti della Noci-Gioia e anche su alcuni tratti della circonvallazione, anche sulla Noci-Martina e sulla Noci-Mottola.
A seguito dell’allerta meteo e dei tre giorni di pioggia intensa che abbiamo avuto, due settimane fa (vado a memoria) abbiamo fatto una call con la Città Metropolitana il venerdì prima di Pasqua, in cui siamo stati rassicurati che dal sabato dopo le 10.00, quando l’allerta doveva cessare (in effetti poi è cessata anche un po’ prima), la Provincia avrebbe messo in atto le attività necessarie a colmare le buche, dando però priorità ad alcune strade provinciali che non potevano essere più percorse, per esempio la strada tra Castellana e Turi, che lambisce il De Bellis, che era praticamente impercorribile, pertanto le hanno dato priorità.
Dopodiché sono venuti a Noci alcuni interventi, altri non sono stati completati e li stanno completando, ma restano bloccati anche per le condizioni del tempo che sono ancora precarie. Le interlocuzioni con loro sono abbastanza costruttive, perché hanno dovuto mettere "una toppa" a moltissimi tratti di moltissime strade provinciali. Pertanto, attendiamo che finiscano il lavoro di rattoppo.
In realtà, abbiamo chiesto che alcune strade vengano rifatte, perché alcune strade dovranno esserlo per forza, loro hanno affidato i lavori a una nuova azienda affidataria dei lavori di manutenzione straordinaria, tra cui, per esempio, il taglio dei rovi. Abbiamo anche segnalato (devo dire che il Comando ha fatto un lavoro egregio) venerdì, durante la call, che Noci è stato uno dei pochi o forse l’unico Comune ad aver già segnalato ufficialmente i tratti di strada con le buche, il Comando l’aveva già inviati a Città Metropolitana ufficialmente prima della call.
Ci sono dei tratti che vanno ovviamente manutenuti per quanto riguarda il verde, gli arbusti piuttosto che le erbacce che vanno tagliati, e bisogna anche ripristinare un paio di cartelli stradali, uno sulla via di Gioia e l’altro vicino alla piscina, che dopo le piogge, ma anche prima, perché quelli erano caduti prima, con i venti forti precedenti, e adesso l’azienda nuova affidataria dovrebbe intervenire e ripristinare a giorni, o almeno queste sono state le rassicurazioni che abbiamo avuto dalla Città Metropolitana.
Sulla Noci-Castellaneta, ho interloquito con il Presidente della Provincia non più di 20-25 giorni fa, chiedendo a che punto fossero. Loro stanno lavorando adesso sugli espropri, stanno chiudendo gli espropri che non erano stati chiusi dal punto di vista procedimentale e amministrativo. Se non chiudono gli espropri, la Provincia non può prendere in carico la strada e dunque non può rifarla, però al Presidente Palmisano ho chiesto se nelle more non sia il caso almeno di rappezzare le buche, per permettere a chi transita su quella strada di transitare in sicurezza.
Il Presidente ha detto che anche la Provincia di Taranto si è trovata a dover affrontare la situazione, ma la percorre sa quanto è pericolosa. La Provincia di Taranto ha delle priorità, tra le priorità c’è quella strada, ma quando la faranno onestamente non so dirlo, proveremo a interloquire nuovamente, ad avere una deadline più precisa. Voi sapete quanto siano complessi gli espropri e riprendere una situazione vecchia di anni non sarà facilissimo, ma mi ha detto il Presidente molto cordialmente che la procedura sta andando avanti abbastanza celermente, però ritengo che l’intervento di almeno di riempimento delle buche debba essere rifatto, perché siamo di nuovo alla situazione drammatica in cui eravamo prima che il nuovo Presidente intervenisse. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, signor Sindaco.
Consigliere Mezzapesa, ha chiesto di intervenire? Prego.
Speaker : MEZZAPESA – Consigliere
La prima interrogazione che volevo sollecitare all’Amministrazione riguarda il famoso progetto "Zoccoli di pietra". Vorrei capire a che punto sia, se siamo andati avanti, se ci siano state nuove interlocuzioni con gli altri Comuni, se abbiamo qualche riscontro per quel progetto che doveva precorrere i tempi per l’adeguamento del PRG al PPTR, anche in visione di uno sviluppo sostenibile del territorio, invece siamo rimasti fermi. Questa è una prima interrogazione.
Vorrei poi che ci fosse un Consiglio comunale per fare il punto sulla questione contratti di quartiere e PNRR, è necessario (siamo alla scadenza) fare un punto su queste due tematiche, anche perché c’era l’impegno di ultimare il famoso fabbricato di proprietà del Comune in via Pio XII, ma siamo al 2026 e ancora non c’è l’inizio dei lavori, quindi nessuna idea di quando sarà completato quell’edificio.
Vorremmo capire con il PNRR a che punto siamo e quali sono le opere che sono state realizzate, quelle completate, quelle ancora da completare, in maniera tale che abbiamo un quadro della situazione. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere.
Non mi pare ci siano altri interventi... signor Sindaco, prego.
Speaker : INTINI – Sindaco
Grazie, Presidente.
Riesco a rispondere, perché, senza farlo apposta, su "Zoccoli di pietra" oggi abbiamo inviato una nota congiunta ai Comuni partner, perché il Comune di Noci non è capofila del progetto, ma in realtà è capofila amministrativo del progetto, quindi si è preso amministrativamente l’onere di portare avanti l’iter amministrativo-burocratico.
Abbiamo ricevuto una prima tranche di 9.000 euro dei 30.000 euro che la Regione ha messo a disposizione del Piano integrato del territorio "Zoccoli di pietra", dunque abbiamo affidato il lavoro a un tecnico di riferimento, che è l’architetto Mastrovito.
L’architetto Mastrovito ha risposto con una nota, scrivendo cose assolutamente condivisibili, cioè che il progetto "Zoccoli di pietra" e, dunque, il Piano integrato del territorio "Zoccoli di pietra", così come in maniera importante e prospettica viene considerato dai tre Comuni, non può fermarsi ai 30.000 euro.
Cosa voglio dire? Che l’incarico di 30.000 euro lo si da al tecnico di riferimento, che però nella nota ha scritto che, per avere un progetto serio, deve coinvolgere tutti gli stakeholder dei tre Comuni per capire quale sia la progettualità da mettere in campo in "Zoccoli di pietra", una delle progettualità perché aveva una serie di linee progettuali, noi dobbiamo sceglierle, non possiamo pensare che Regione possa partecipare e finanziarle tutte.
Da questo punto di vista, la richiesta protocollata dall’architetto indica che è stata individuata un’azienda, uno studio partner che può sostenere l’attività di studio per capire quanti e quali progetti porre in essere, dunque questo sarà fatto nell’alveo dei 30.000 euro.
Dopodiché Regione deve dirci se il Piano integrato del territorio "Zoccoli di pietra" è una priorità dell’Amministrazione regionale o meno, se è una priorità, quante risorse sia disponibile a mettere in campo, se non lo è, basta dirlo, perché rimane un Piano in nuce, che darà i suoi frutti quando e se le risorse saranno disponibili. Questo è il punto.
Dei 30.000 euro che sono stati dati in tre tranche, 9.000 euro saranno rendicontati e poi ce ne saranno altre 9.000 e poi la restante parte, quelli serviranno a tirar fuori una sorta di studio di fattibilità delle progettualità all’interno di "Zoccoli di pietra", poi dobbiamo capire se la Regione abbia a cuore il Piano integrato del territorio, così come lo vogliamo noi, ambizioso, perché -voglio essere molto chiaro - se dobbiamo baloccarci in un progetto di piccolo cabotaggio, che per altre realtà può andare anche bene, ma in realtà come Martina, Alberobello e Noci, un progetto di piccolo cabotaggio non ha senso, perché secondo noi sarebbero risorse inadeguate a quello che il territorio potrebbe chiedere, per esempio, con la via dell’acqua, di cui tanto abbiamo parlato, o con altri tipi di progettualità che abbiamo pensato insieme ai due colleghi.
Pertanto, questo è lo stato dell’arte di "Zoccoli di pietra", cioè la Regione ci chiede "a che punto siete?" e noi abbiamo risposto alla Regione che siamo al punto di partenza, però incontriamoci, infatti la nota che abbiamo mandato oggi chiede alla Regione un incontro per capire se il Piano integrato del territorio "Zoccoli pietra" sia una priorità, così come la intendiamo noi, oppure no, dunque cercate gli stakeholder, cercate i finanziatori del progetto e fatelo con i soldi pubblici e privati, pubblici degli Enti e privati dei privati.
Questo potrebbe essere un secondo elemento di discussione, vediamo cosa viene fuori.
Possiamo anche proporre un Consiglio comunale monotematico, però rispondo e poi vediamo se sia il caso di proporlo, non abbiamo problemi da questo punto di vista.
PNRR. La scuola Gallo è pronta, c’è stata la chiusura dei lavori, dunque l’asilo Gallo, che è stato demolito e ricostruito, a settembre avrà i bambini dentro a svolgere le loro attività. Stiamo per presentare un bando relativo agli arredi, che ci sono stati finanziati da Regione Puglia per circa 270.000 euro (mi sembra che ne avrete contezza nelle variazioni di bilancio che andremo a proporvi da qui a breve).
Per quanto riguarda le altre, sapete che il PINQUA è chiuso, nel parco giochi vanno già i bambini a giocare, poi ci sono il Polo polifunzionale e l’Auditorium teatro.
All’Auditorium teatro i lavori oggetto del PNRR saranno conclusi entro giugno. Il discorso si fa più ampio rispetto ai lavori che saranno necessari affinché l’Auditorium teatro possa essere fruibile, perché le risorse del PNRR non erano sufficienti a chiudere il progetto così come era stato pensato e presentato nella scorsa consiliatura. Siamo però riusciti a far sì che un finanziamento, a cui la scorsa Amministrazione aveva partecipato, che aveva ad oggetto la rigenerazione, finanziamento che era stato ammesso, ma non era finanziabile perché nella graduatoria era sotto altri Comuni, dunque sotto la soglia di finanziabilità, siccome sono state messe altre risorse, la soglia è cambiata e pertanto la graduatoria è andata a scorrere, dunque Noci è rientrata insieme a Castellana, perché a quel bando Noci ha partecipato insieme a Castellana, che era il Comune capofila.
Siamo riusciti ad accedere a quel finanziamento perché la graduatoria ha potuto scorrere e siamo riusciti, in accordo con la Regione, a spostare il finanziamento sulla rigenerazione della zona in cui è allocato il teatro. Questo ci permette di avere oggi le risorse per poter concludere il teatro.
I lavori oggetto del PNRR chiuderanno a giugno e li rendiconteremo nei tempi opportuni, per gli altri presumo che ci vorranno altri 6-8mesi per chiudere i lavori e avere l’Auditorium pronto.
Per quanto riguarda il Polo polifunzionale, anche lì noi abbiamo avuto un finanziamento relativo al PNRR sul primo stralcio, abbiamo messo a bando un accordo quadro, perché era nostra ferma intenzione che il Polo polifunzionale, che prende il posto dell’asilo Cingranella, non andassero soltanto i bambini dell’asilo, ma ci fossero i bambini dell’asilo Cingranella, i bambini della scuola materna Paravento che, come sapete, oggi stanno al Mura, perché stiamo costruendo il Centro diurno per disabili, ed anche un asilo nido.
Pertanto, abbiamo avuto la fortuna di partecipare a un bando e di aggiudicarcelo, e quel bando ci permette adesso di passare al secondo step, che è quello dell’asilo nido.
I lavori del PNRR termineranno a giugno, dunque il primo stralcio sarà chiuso a giugno e sarà rendicontato nei tempi. Il secondo stralcio sarà chiuso presumibilmente non nella stessa data, ma i lavori stanno andando spediti, è chiaro che c’è maltempo, ma ritengo che a settembre o ottobre avremo il Polo polifunzionale pronto per essere utilizzato.
Lì poi c’è il tema degli arredi, ma, mentre gli arredi degli asili nido dovrebbero essere finanziati con finanziamenti ministeriali, la Regione dovrebbe metterci a disposizione nuovi finanziamenti per gli arredi del nuovo Polo polifunzionale, dunque del nuovo asilo e asilo nido, tenendo conto - e chiudo - che all’asilo nido in via Romanazzi, cioè sotto la Giovanni XXIII, i lavori sono chiusi. Pertanto, stiamo caricando la documentazione sul portale della Regione per farcelo autorizzare e provvederemo a costruire un bando per l’affidamento dello stesso, dunque a Noci ci sarà un nuovo asilo nido affinché la fruizione degli asili nido possa essere ampliata, cosa che è uno dei target previsti dal PNRR quando si parla di asili nido, abbiamo avuto quel finanziamento dal Ministero per ampliare l’offerta degli asili nido a Noci. Questa è la situazione del PNRR.
Contratti di quartiere. Vi do una notizia: sui contratti di quartiere abbiamo chiuso il collaudo tecnico-amministrativo della ripavimentazione della fogna nera, fatta non so in quali anni, per dire come partono i contratti di quartiere e come stanno arrivando, dunque abbiamo fatto il collaudo tecnico-amministrativo di quella parte, adesso resta il collaudo tecnico-amministrativo che dovrà essere fatto sugli alloggi popolari, sul Centro sociale sperimentale, sulla piazza e su tutto quello che vedete non completato in via Pio XII, primo elemento da sottolineare.
Secondo elemento da sottolineare. I soldi che ha messo a disposizione Regione sui contratti di quartiere e i soldi che ha messo a disposizione il Ministero sulla parte sperimentale dei contratti di quartiere non sono sufficienti a coprire i 27 alloggi popolari, non sono sufficienti da listino prezzi, dunque non si può fare una gara dove il listino prezzi non chiude la fattualità dei lavori, questa cosa è contra legem, pertanto stiamo capendo con Regione quanti a quanti alloggi popolari potremmo rinunciare su 27 per poter andare a gara e rimodulare il numero degli alloggi popolari, per poter poi andare a gara e poter finalmente chiudere gli alloggi popolari.
Devo dirvi la verità: la Regione ci ha chiesto di chiedere un’integrazione alla Regione, un’integrazione di finanziamento, dunque di aggiungere risorse affinché i 27 alloggi popolari possano essere portati tutti a completamento, ma capite bene che di questi tempi la strada è piuttosto irta, dunque chiederemo che la Regione aggiunga delle risorse, perché è passato così tanto tempo che è naturale che il finanziamento non sia più sufficiente a completare tutti e 27 gli alloggi.
Se così non dovesse essere, stiamo già lavorando alla rimodulazione del progetto, teoricamente dovrebbero venire tre case popolari in meno, cui, tutto sommato, con enorme dispiacere dovremmo rinunciare (utilizziamo ancora il condizionale, perché la Regione deve risponderci) e ritengo che queste interlocuzioni con Regione avranno un tempo congruo, non brevissimo, ma nemmeno molto ampio. Devo dire che in questo la Regione ha fretta quanto noi di chiudere l’annosa vicenda dei contratti di quartiere.
Quello che posso dirvi è che i due parcheggi sotterranei sono stati completati per quanto riguarda le opere murarie e gli impianti, sia l’impianto elettrico, sia l’impianto idrico per l’antincendio, ci sarà una loro consegna parziale, perché uno dei due, il parcheggio più ampio, al piano meno 2, potrà essere utilizzato e da interlocuzioni con l’azienda dovrebbe volerci un paio di mesi. Potrà essere utilizzate, dunque messo a disposizione della comunità.
L’altro, invece, siccome si interseca con i lavori che si andranno a fare per il completamento degli alloggi popolari, risulterà zona di cantiere non percorribile, dunque dovremmo aspettare i tempi di completamento delle case popolari.
Risulta ancora da ricevere una indicazione precisa sulla tempistica dei lavori per piazza Positano, l’azienda ci ha rassicurato per quanto possibile, viste le avverse condizioni meteorologiche che stiamo vivendo di questi tempi, sta dando priorità a completare i due parcheggi sotterranei, nella parte ancor da definire, perché vanno ancora ritinteggiati.... anche perché, con tutta l’acqua che ha fatto, la piazza sovrastante il piano meno 1 è una piazza interessata dai mezzi, pertanto la guaina che viene messa sopra è sottoposta a stress importanti.
Bisogna completare quel tipo di lavorazione, così come bisogna completare la lavorazione della messa in sicurezza delle scale interne e delle scale antincendio di fuga.
Per quanto riguarda Piazza Positano, dovrebbero iniziare i lavori appena si completano i lavori dei due parcheggi sotterranei. Questo ad oggi è lo stato dei contratti di quartiere, visto che quando si andrà a completare le case popolari, contestualmente l’azienda che sta lavorando sui contratti di quartiere dovrà mettere a posto piazza, portico e quant’altro, e anche quelli sono lavori che andranno avanti parallelamente ai lavori di messa a dimora, di conclusione delle dei due parcheggi.
Questa oggi è la situazione dei contratti quartiere, situazione piuttosto complessa, perché complessi sono i contratti di quartiere, lunghi sono i contratti di quartiere. Penso però che siamo finalmente arrivati a guardare la fine, le case convenzionate stanno andando avanti e stiamo verificando con l’azienda se ci saranno i lavori anche sia con l’inizio dei lavori delle convenzionate, sia in via Togliatti, sia nella zona delle roccette.
Adesso gli uffici stanno facendo alcuni approfondimenti sui termini di scadenza delle convenzioni e dei progetti stessi. È chiaro, è un contratto molto lungo, già complesso di per sé, che ha portato una complessità rinveniente dalle decine di varianti che sono state fatte nel corso degli anni, che non permettono nemmeno di seguire un filo logico, molto spesso determinato.
Ritengo che il risultato da portare a casa in questo momento sia assolutamente quello della conclusione dell’iter delle case popolari, che sono in realtà case sovvenzionate.
Quello è un nostro assoluto bisogno e un’assoluta necessità della comunità, che da un valore contratti di quartiere, un valore sociale, non che non lo abbiano avuto, perché dobbiamo ricordarci piazza Aldo Moro, i contratti di quartiere non sono soltanto quelli che abbiamo visto in questi anni, dunque un cantiere che non finisce mai, ma sono stati i contratti che ci hanno permesso di avere una nuova piazza, un nuovo cuore della città, cosa che va comunque considerata e sottolineata.
È chiaro, però, che bisogna chiuderli, anche perché non è detto che i soldi in Regione e al Ministero siano eterni, nel senso che ci sono stati molti ritardi e il rischio di perdere il finanziamento sussiste in questi tempi bui di guerra, in cui non sappiamo se le risorse basteranno o non basteranno a far fronte alla nuova ondata di criticità economica e sociale che dovremo affrontare.
Come al solito, i Comuni davanti e tutto il resto dietro. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, signor Sindaco.
Assessore Morea, in risposta all’interrogazione.
Speaker : MOREA – Assessore
Grazie, rispondo all’interrogazione del consigliere Martellotta. Va fatta una premessa, che è una domanda che ho fatto in Regione ad un tavolo tecnico che abbiamo ottenuto: come mai in Puglia soltanto 44 Comuni si sono adoperati per l’adeguamento dei PRG al PPTR? Fatevi una domanda e datevi una risposta. La risposta è esattamente nel percorso che viene utilizzato in questo caso per poter arrivare all’obiettivo.
Dopo la chiusura delle Conferenze di servizi (parliamo di settembre-ottobre 2024,) con 14 verbali i tecnici si sono messi a lavorare per interpretare al meglio il sentiment riportato all’interno dei verbali. Non nascondiamo che non è stato semplice trovare punti di equilibrio fra il Ministero, la Regione Puglia e le esigenze del Comune. I tecnici hanno impiegato un po’ di tempo per trasformare 14 verbali in documentazioni sia di carattere grafico, ma anche di carattere relazionale, quindi cercare di riportare il risultato dei verbali sulla documentazione.
Dopo tanto lavoro, sebbene avessimo fatto sentire il fiato addosso ai tecnici ci rendevamo conto della complessità di quello che emergeva, i tecnici hanno consegnato gli shapefile con le relazioni in Regione Puglia, che si è presa un sacco di tempo per analizzare la documentazione.
Hanno ricevuto almeno 7-8 miei solleciti anche personalmente in Regione, ma la motivazione era che avevano delle urgenze e che piano piano fra le urgenze stavano analizzando anche la documentazione presentata dai tecnici.
Dopo essere venuti a capo dell’analisi del risultato che i tecnici hanno fatto durata almeno 7-8 mesi, hanno fatto delle ulteriori osservazioni, che sono pervenute circa tre mesi fa. Dopo un incontro tenuto in Regione Puglia, in cui abbiamo portato i tecnici dell’Ufficio Tecnico di Noci, era presente il Sindaco e anche io, abbiamo messo fretta ai tecnici per dare risposte alle osservazioni fatte da parte della Regione Puglia, che abbiamo analizzato in quell’occasione e di cui i tecnici hanno preso atto.
Hanno lavorato in tal senso e, dopo i miei solleciti, per cui alla fine mi odieranno per quante volte mi sono fatto sentire, hanno chiuso il lavoro e, per evitare ulteriori dubbi interpretativi da parte della Regione Puglia, ieri hanno fissato l’appuntamento per incontrare l’architetto Tosto e l’architetto Capurso, ai quali in anteprima portano le osservazioni che, se vanno bene, ci consegnano e noi trasmettiamo, quindi il lavoro lo hanno finito.
Qual era l’urgenza? L’urgenza era consegnare il lavoro, poi sarà nostro compito sollecitare in questo caso la politica affinché emani il provvedimento regionale e, quando il provvedimento ci perviene, torniamo in Consiglio comunale per l’approvazione definitiva.
È stato un percorso complicato, molto complesso, da cui abbiamo compreso che i Comuni della Regione Puglia non adeguano i loro strumenti urbanistici al PPTR perché preferiscono utilizzare il loro tempo per altro, dopodiché, quando sono pronti, emanare il PUG ed evitare di adeguare, però purtroppo sappiamo bene che il PPTR diceva che entro tre anni andavano adeguati gli strumenti, quindi bene ha fatto il Comune anche nella scorsa consiliatura ad avviare la procedura.
Il completamento della procedura si è rivelata più complesso del solito, perché di fatto il PPTR è uno strumento che è intervenuto in maniera sostanziale sui PRG e soprattutto perché i PRG hanno in media una vita intorno ai 40 anni, quindi in 40 anni qualcosa è successo.
Siamo fiduciosi di essere nella fase di completamento, quindi l’auspicio è che loro analizzino queste osservazioni entro l’estate e ci rimandino il provvedimento. Se la Regione chiude la procedura insieme al Ministero, ritengo che con le pressioni che andremo a fare in parte politica cercheremo di far emanare il provvedimento il prima possibile da parte loro, però, se non avessero ricevuto la documentazione completa, non avremmo potuto fare questa sollecitazione.
Le novità sono emerse di ieri, quindi, quando i due tecnici incaricati dal Comune di Noci hanno completato il lavoro, lo stanno portando in visione ai due architetti dell’Ufficio Urbanistico, in modo che, se vanno bene, li trasmettiamo informalmente. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, Assessore.
L’assessore Fusillo, in risposta ad altre interrogazioni.
Speaker : FUSILLO – Assessore
Cominciamo dal CCR.
Dopo la telefonata che abbiamo avuto e la segnalazione che ho ricevuto, mi sono recato al CCR per capire quale fosse il problema e mi hanno spiegato che, vista la grande affluenza dei nostri concittadini, i cassoni si riempiono molto velocemente, quindi sono costretti, loro malgrado, a chiamare più volte le macchine per svuotare e rimettere i cassoni vuoti.
Questa operazione purtroppo ha dei tempi abbastanza lunghi, e per Regolamento interno e motivi di sicurezza nel momento in cui stanno facendo queste operazioni devono chiudere e si crea grande disagio per quanto riguarda il conferimento.
Mi dicevano anche che al nostro CCR c’è grande affluenza di gente che giornalmente va a conferire rifiuti che non dovresti conferire in maniera straordinaria, c’è gente che va lì per buttare anche la busta dell’umido tutti i giorni e non va a piedi, va in macchina, quindi si creano le file.
Capisco che chi deve andare a conferire perché non ha la possibilità di farlo diversamente ha un vero disagio, però la soluzione sarebbe dire ai cittadini che giornalmente si prendono il fastidio di andare a buttare le buste dell’umido "non devi venire qui a conferire", però, se adesso abbiamo 10 persone che ci fanno delle rimostranze, ne avremmo 100, perché purtroppo o per fortuna la gente va a portarli al CCR, non è un vezzo, però purtroppo dobbiamo attenzionare questa cosa.
Cercherò di ottimizzare i tempi di carico e scarico, che effettivamente sono un po’ lunghi, però mi dicevano che dipende essenzialmente dal carico e scarico di questi cassoni.
Per quanto riguarda le multe, sto occupandomi da poco di questa cosa e mi sono reso conto che le multe vengono elevate grazie alle foto trappole che, secondo la ditta che le sistema, per avere efficacia hanno bisogno di essere posizionate per 30 giorni, quindi è chiaro che se uno per 30 giorni ha il malvezzo di buttare l’immondizia nei cassonetti e prende 8 o 10 multe, è chiaro che in quel caso bisogna capire perché questa persona vada a buttare l’immondizia lì, se non abbia la posizione TARI.
Se ha la posizione TARI ed è una persona che vuole essere aiutata, hai ragione, c’è bisogno che intervengano gli uffici addetti per dargli una mano e capire perché vada a buttare l’immondizia in un cassonetto, se ha i suoi mastelli sotto casa.
Cosa potremmo fare? Dire a chi colloca le foto-trappole di metterle per 15 giorni, in modo che eventualmente, anziché 10 multe, ne prenda 5, però probabilmente la soluzione è quella che ha detto prima: far intervenire gli uffici addetti. Spero di essere stato esaustivo.
Per quanto riguarda le strade bianche, siamo impegnati proprio in questi giorni, perché abbiamo avuto un inverno molto importante per quanto riguarda le precipitazioni, abbiamo già fatto le ricognizioni dalle strade bianche che devono essere attenzionate, tenete presente che abbiamo circa 9 chilometri di strade soggette a prestazione, e, se tutto va bene, nel giro di 30-40 giorni risolveremo il problema delle strade bianche, partiranno sicuramente dei lavori insorti e faremo di tutto, però se siamo sul pezzo, sappiamo di cosa stiamo parlando. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, Assessore.
Signor Sindaco, prego.
Speaker : INTINI – Sindaco
Ad integrazione di quanto diceva l’Assessore Fusillo rispetto al funzionamento del CCR, stiamo prospettando che gli altri Comuni dell’ARO facciano la delibera di Giunta di indirizzo rispetto ai desiderata che ciascuna Amministrazione farà rispetto alla progettazione che avremo come ARO.
Nella progettazione di Noci un punto di criticità è quello del funzionamento del CCR, quindi dobbiamo capire (non dico risolvere perché non dico una cosa che non sono sicuro abbia attuazione) se nella nuova progettualità della gara possiamo indicare o meglio disporre per le aziende che parteciperanno un funzionamento del CCR che garantisca una minore attesa e dunque uno studio che possa garantire logisticamente, se sarà possibile, una minore durata delle attese, perché effettivamente le attese sono molto lunghe, soprattutto il sabato e la domenica.
Probabilmente occorre un sistema logistico diverso, che va studiato anche tenendo conto che gli spazi del CCR non sono enormi, però bisogna fare almeno il tentativo di porre in essere nella progettazione un obiettivo, poi le aziende se quell’obiettivo è raggiungibile lo metteranno nella gara, se non è possibile quel tipo di progettualità, non la porranno in essere, però mi sembra che questo sia il momento, così come la TARI, di mettere queste cose nel nuovo bando. Grazie. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, signor Sindaco.
Consigliere Gentile, prego.
Speaker : GENTILE Giovanni Marino – Consigliere
Per integrare la richiesta della consigliera Martellotta nell’interpellanza sul CCR. Se ricordate, in Consiglio più di una volta ho detto che non funziona e mi sono permesso di dire anche che c’è gente che getta i rifiuti per mestiere, gira per le case, chiede 20 euro e viene a buttare i rifiuti.
Questo non dovrebbe essere permesso, perché se va caricare quel rifiuto dove non è regolare, perché non paga la TARI, ricade sui costi di tutti i cittadini. Poi ci sono le attività, che dovrebbero avere il registro dei conferimenti, che andrebbero controllate, quindi, visto che siamo in attesa e dovremmo iniziare a ragionare sulla gara, su tutte queste sollecitazioni dovremmo fare un incontro per poter portare tutti il proprio contributo perché serve a tutti.
Il CCR non funziona, ad iniziare da chi getta quotidianamente il rifiuto di casa per finire con chi lo fa per mestiere, quindi dovrebbe funzionare diversamente, perché non sono tanto i camion quanto quelli che hanno i camion, cioè io mi chiedo da dipendente dove prenda questi rifiuti, per cui non ti alzo la sbarra, ti faccio andare fuori, dal Comune, a farti autorizzare dall’Ufficio Ambiente, a dire quali sono i rifiuti, mi porti quello che mi deve portare e io ti do la possibilità di scaricare, altrimenti non funziona così, quindi ha detto bene la Martellotta, se mettiamo insieme tutte queste cose, sicuramente con l’esperienza che abbiamo maturato in questi anni con la vecchia gara, potremo fare qualcosa in più. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere.
Mi sembra esaurito il tempo delle interrogazioni, quindi, se non ci sono altri interventi, passerei finalmente all’esame dell’ordine del giorno.
Punto n. 1 all’ordine del giorno: “Lettura e approvazione verbale della seduta del 7 gennaio 2026”.
Come di consueto, chiedo se siate d’accordo. Se non ci sono obiezioni, diamo per letto il verbale e passiamo direttamente alla votazione per l’approvazione del verbale della seduta del 7 gennaio 2026, verbale di deliberazione dal n.1 al n.8, verbale di adunanza n.1.
Si proceda al voto.
Ci sono 14 presenti, 14 votanti, 11 voti favorevoli, 3 astenuti: il punto all’ordine del giorno viene approvato a maggioranza. Gli astenuti sono Martellotta Anna, Mezzapesa Fortunato, Plantamura Francesco.
Metto ai voti adesso la immediata esecutività di questo provvedimento.
14 presenti, 14 votanti, 11 favorevoli, 3 astenuti (Martellotta, Mezzapesa, Plantamura): anche la immediata esecutività è approvata a maggioranza.
Punto n. 2 all’ordine del giorno: “Variazione al Bilancio di previsione 2026/2028. Ratifica della deliberazione di Giunta comunale n.18 del 18.02.2026".
Relaziona l’assessora Recchia.
Speaker : RECCHIA – Assessore
Grazie, Presidente, buonasera a tutte e tutti.
Con deliberazione di Giunta comunale n.18 del 18 febbraio 2026, sono state apportate in via d’urgenza variazioni al Bilancio di previsione finanziario 2026/2028. Il provvedimento si è reso necessario poiché, con deliberazione di Giunta n.128 del 5 agosto 2025, veniva approvata la nuova macrostruttura dell’Ente, passando da sei settori ad otto settori, facendo decorrere l’operatività dei due nuovi settori dalla data di efficacia dei decreti sindacali di conferimento dei nuovi incarichi di elevate qualificazioni, avvenuta in data 1° febbraio 2026.
Le variazioni richieste rivestono carattere di particolare urgenza in relazione alla necessità di far funzionare i due nuovi settori, quindi abbiamo istituito i nuovi capitoli e spostato gli stanziamenti per permettere agli uffici di lavorare.
Nell’annualità 2026, troviamo variazioni sia di competenza che di cassa per un totale di euro 2.418.719,14. Nelle annualità 2027 e 2028 troviamo variazioni di competenza per euro 2.097.361,57.
Dato atto che la suddetta variazione di Bilancio garantisce il permanere del pareggio e degli equilibri di Bilancio, come evidenziato negli allegati, la variazione ha acquisito il parere favorevole dell’organo dei Revisori e i pareri favorevoli di regolarità tecnica e di regolarità contabile espressi dal responsabile del Settore Economico-finanziario, dottor Palma, si propone al Consiglio comunale di ratificare e fare propria ad ogni effetto di legge la deliberazione di Giunta comunale n.18 del 18 febbraio 2026. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, Assessore.
Ci sono interventi in merito? Consigliere Mezzapesa, prego.
Speaker : MEZZAPESA – Consigliere
Volevo solo chiedere all’Assessore se potesse esplicitare meglio in cosa consista la variazione. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Vuole sentire prima tutte le domande o preferisce...?
Speaker : GENTILE Gianpiero – Consigliere
Grazie, Presidente, saluto tutti i consiglieri, la Giunta il Sindaco.
In merito a questo punto, che è una variazione d’urgenza, credo che sia importante valutarla, nel senso che è una variazione d’urgenza che va a migliorare i servizi che si prestano ai cittadini per rendere un ufficio, che è il cuore pulsante del Comune, più fruibile per velocizzare un servizio importante e il disbrigo di pratiche.
Nello scorso Consiglio, quando abbiamo parlato di Bilancio, dal punto di vista del tema generale abbiamo parlato molto di servizi e di razionalizzazione delle risorse, quindi della visione dell’Amministrazione nel migliorare la situazione attuale, quindi è condivisibile.
Del resto (è un appunto che voglio portare all’Amministrazione), quando si pensa al nostro Comune o in genere al cittadino medio italiano che paga enormi tasse e, tra queste, c’è anche l’IRPEF, le tasse che vanno nelle tasche dell’Amministrazione, dobbiamo pensare che da una parte ci sono dei doveri importantissimi da parte del cittadino come quelli di fare bene la raccolta differenziata, altrimenti si va incontro a una multa, dall’altra parte, ci sono dei servizi che bisogna dare ai cittadini e un servizio pubblico ha diritto di renderli più fruibili per i cittadini.
Dopo il lockdown, purtroppo, si sono verificate delle situazioni che sinceramente non mi piacciono, perché tutto è diventato su appuntamento, anche il mio barbiere, che ha sessant’anni, riceve su appuntamento, anche il professionista, come è doveroso, anche il medico curante che uno chiama dicendo di stare male e avere forse una polmonite e risponde "vieni tra quattro giorni", ingolfando quindi il Pronto Soccorso.
Lo stesso accade anche in Comune, ma io credo che il Comune sia la casa dei cittadini, bisogna essere aperti e, se è vero che in questi tre anni il Sindaco ha avuto una centralità importante, perché riceve puntualmente ogni settimana la cittadinanza al vecchio Comune, bisogna tenere in mente che un processo di counceling, un processo di front office nei confronti dei cittadini con un problema... se uno deve integrare, ad esempio, una domanda d’urgenza per avere dei risultati, avere un appuntamento a distanza di tempo non è concepibile all’interno di un servizio pubblico, perché i cittadini hanno dei doveri, ma hanno anche dei diritti.
Ritornando ai servizi in generale, ad onor di cronaca siamo qui non per spingere un bottone, ma per dire la nostra e cercare di avere condivisione sui problemi. Se ricordate, nello scorso Consiglio ho parlato anche della Polizia Municipale, ho detto che probabilmente servirebbe tenere una persona in piazza soprattutto nei giorni più importanti, o in villa perché ci sono delle situazioni importanti che vanno monitorato. Nell’ultima settimana (probabilmente qualcuno mi ha ascoltato) i Carabinieri di Putignano hanno arrestato 7-10 ragazzi che spacciavano in villa nelle ore pomeridiane, quindi quello che veniamo a dire in Consiglio non è una situazione che va vista soltanto per aprire bocca, ma ci arrivano voci dei cittadini cui bisogna dare attenzione, perché siamo rappresentanti sia delle persone che ci stanno vicino che di quelle che non ci hanno votato.
Detto questo, ritornando alla Polizia municipale, ho saputo (era doveroso parlarne) del problema delle strisce gialle e delle strisce blu, perché puntualmente le persone, invece di parcheggiare sulle strisce blu, parcheggiano su quelle gialle. Ho saputo in modo discreto che probabilmente questa situazione verrà completamente modificata, perché quella precedente ha fallito.
Anche questo è un servizio importante, perché la cittadinanza e i consiglieri devono essere consapevoli di quello che sta succedendo.
Infine, credo che l’Amministrazione abbia, nonostante le ristrettezze economiche e il taglio della spesa corrente, la possibilità di migliorare i servizi, credo che sia opportuno cercare di migliorare quanto fatto prima, e credo che il Sindaco debba darci delle risposte in merito a questo, ovvero se sia in grado di migliorarle e garantire un servizio pubblico più efficiente. Questo è tutto, grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere.
Assessore, prego.
Speaker : RECCHIA – Assessore
Grazie, Presidente.
Volevo dare contezza ai consiglieri che dal nuovo organigramma sono stati aggiunti due Settori, il VII e l’VIII. Il VII è il Settore dei Servizi demografici, che prima faceva parte del I settore, Affari Generali e istituzionali.
Dal IV Settore abbiamo staccato il Settore Urbanistica e attività produttive, di cui adesso è responsabile l’ingegner Angelo Borrelli, quindi tutti gli stanziamenti che prima facevano parte del IV Settore e del I Settore sono stati spostati nel IX Settore, per permettere all’Ufficio Demografico e ai due nuovi Settori creati di lavorare.
Gli stanziamenti sono stati elencati nella variazione di Bilancio, però sono un semplice spostamento di somme, abbiamo istituito i nuovi capitoli e quindi fatto la variazione affinché gli uffici cominciassero a lavorare. Solo questo, non ci sono stati incrementi. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, Assessore.
Consigliere Mezzapesa, prego.
Speaker : MEZZAPESA – Consigliere
Grazie.
Va bene, Assessore, è chiaro il concetto. Il motivo è che sono stati divisi e quindi sono stati creati nuovi Settori, quindi è stato reso di nuovo autonomo quello Demografico e quello dell’Urbanistica è stato creato un nuovo settore, quindi oggi abbiamo 8 responsabili, quindi sono 8 voci in più.
Ricordo che qualche anno fa ci era stato detto che non si potevano più fare, cioè che i responsabili, a seconda dei Comuni, dovevano essere contingentati a un massimo di 4, ora li abbiamo fatti proliferare, quindi non capisco se la scelta sbagliata sia quella di allora o quella di oggi, che abbiamo voluto aumentare il numero dei settori.
Al di là delle contingenze del momento, mi sembra strano che la pianta organica una volta si allarghi e un’altra si restringa, prima dobbiamo restringerla per contenere le spese, quindi fare una spending review all’italiana, poi ce lo dimentichiamo e la allarghiamo di nuovo: mi sembra un modo poco ortodosso di procedere nella Pubblica Amministrazione, a seconda delle Amministrazioni si cambia orientamento sulle piante organiche. Onestamente, il quadro generale su come vanno gestite le Pubbliche Amministrazioni specialmente riguardo ai quadri, cioè a chi assume la responsabilità, è diventato abbastanza curioso, ogni Comune sembra una Repubblica autonoma e indipendente che decide senza un orientamento giuridico chiaro.
Onestamente, al di là del capire le necessità pratiche, aumentare i settori a seconda di come dobbiamo dividerli in base alle necessità credo che sia una cosa su cui ragionare, cioè le piante organiche, che non si fanno più, sono diventate molto flessibili. Credo che in realtà andrebbe fatto uno studio generale sulle piante organiche e capire fino in fondo che tipo di personale sia carente o mancante e vada integrato e quale tipo di lavoro fare, perché credo che, al di là dei servizi, i servizi li fanno i dipendenti, le persone che sono negli uffici, quindi bisogna capire in che modo... perché se poi non hai il personale, non puoi rispondere dei servizi e quindi le tempistiche diventano strane.
Bisognerebbe capire quanto ulteriore personale sia possibile inserire negli uffici e quindi fino a che punto spingere la pianta organica per avere il massimo di copertura di dipendenti o di responsabili, perché credo che sia una necessità. Il vero problema è dare risposte in tempi celeri ai cittadini, ma è anche vero che dobbiamo fare sempre i conti con l’economia e con le risorse a disposizione.
Credo che sia interesse di tutti avere un quadro definitivo, una proposta vera su come organizzare gli uffici, cosa che andrebbe fatta una volta per sempre e che credo abbiano tutti i Comuni, ma, al di là del fatto che è un problema di tutti, dovremmo chiederci come dare una risposta complessiva a tutti gli uffici e a tutti i servizi. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere Mezzapesa.
Non ci sono altri interventi, quindi possiamo mettere ai voti... Prego, signor Sindaco.
Speaker : INTINI – Sindaco
Brevemente, grazie, Presidente.
I due interventi del consigliere Mezzapesa e del consigliere Gentile si intersecano bene tra loro e quasi si completano, perché rispetto a una ridefinizione dei settori questa Amministrazione ha ritenuto opportuno ridefinirli per disciplinare e organizzare meglio le macro aree e quindi l’organigramma che a quei settori afferisce, perché ci sono settori che hanno una specificità come ad esempio l’ambiente, che ha una specificità, una complessità diversa rispetto all’Urbanistica, che ha una marea di adeguamenti normativi mese per mese a cui deve fare riferimento e che deve affrontare.
Idem per l’Anagrafe, che prima era incardinata nel Settore Affari generali, ma secondo noi quell’incardinamento rallentava i tempi decisionali che un responsabile deve avere nell’ufficio Anagrafe, perché l’Ufficio Anagrafe è un front office.
Tenete conto che non solo a Noci, ma in tutti i Comuni d’Italia c’è la annosa questione delle carte d’identità elettroniche, la Comunità europea ha indicato un termine entro il quale le carte d’identità cartacee non valgono più e questo ha creato un enorme problema. La nuova responsabile del settore ha risposto in maniera pronta, ponendo in essere i CieID laddove, con un numero contingentato di persone che in alcuni casi è arrivato a 100, in altri a 50 o 70, sta dando delle risposte.
Noi abbiamo casi, a cui non possiamo dire di no, di cittadini di Bari o di Brindisi che chiamano Noci per prendere l’appuntamento, voi sapete che non si può dire di no (ognuno fa la carta d’identità dove vuole sul territorio italiano) e questo vi fa capire quanto sia complessa la situazione.
La dottoressa Francesca Laterza sta facendo un ottimo lavoro. Questo per dire che la scelta di suddividere i settori è stata una scelta funzionale all’organizzazione dei settori stessi, sempre con l’obiettivo di dare maggiori servizi ai propri concittadini.
Le due osservazioni del consigliere Gentile e del Consigliere Mezzapesa si compenetrano, perché cosa accade? Accade che abbiamo un limite, che si chiama limite assunzionale, e quel limite assunzionale è un limite finanziario, perché devi avere la capacità per poter finanziare nuove assunzioni, sia proprio normativo, in quanto non puoi andare oltre un certo numero di assunzioni.
Cosa accade? Sapete quante sono state le assunzioni, le avete vissute insieme in questi tre anni, però c’è un problema che si chiama turnover delle Pubbliche Amministrazioni, cioè per i soggetti che fanno parte delle Pubbliche Amministrazioni oggi abbiamo un passaggio molto forte da un’Amministrazione all’altra, perché ogni soggetto è libero di partecipare a più concorsi in più città. Questo permette una scelta che spesso non è una scelta economica, è una scelta di vicinanza, per esempio, al paese di origine o una scelta di ambizione, cioè scelgo perché vedo che ci sono prospettive di crescita in quel Comune piuttosto che in questo, o scelte di vita, per cui voglio vivere in quel Comune perché magari la mia fidanzata è di quel Comune, perché mia moglie e i miei suoceri sono di quel Comune.
Questo è un fenomeno ormai davvero caratterizzante tutte le Pubbliche Amministrazioni e causa una difficoltà organizzativa. Sì, è vero, dobbiamo fare i concorsi e li faremo, ci stiamo preparando per fare i concorsi, ma non è che il concorso risolve, perché chi partecipa ad un concorso a Noci può venire da Martina Franca, partecipare anche a Martina Franca e poi andare lì, però i concorsi vanno fatti anche per dimostrare che questo Comune è in grado di fare i concorsi, come è in grado.
1) Questo turnover, 2) questo limite nelle assunzioni e le normali condizioni di vita di ciascuno di noi (una maternità, una malattia, una malattia di un figlio, un congedo parentale) portano gli uffici a scoprirsi, quindi torniamo a quello che il consigliere Mezzapesa definiva il problema dei problemi: la pianta organica.
Il nostro Comune, forse più di tanti altri, ha una pianta organica insufficiente per un Comune come Noci, ma il povero Comune di Noci, che non può andare oltre i limiti previsti dalla norma, non può risolvere questo problema, dunque deve cercare di fare degli investimenti del PNRR per rendere il Comune, dal punto di vista dell’infrastruttura informatica, più presente, ma anche questo non è semplice, perché per implementare quel tipo di progettazione occorrono anche le persone, i professionisti. Anche lì si sono fatti passi avanti e se ne devono fare molti altri, con la lentezza tipica di un’Amministrazione che deve fare i conti, ovviamente, con le regole burocratiche, ma anche con una endemica mancanza di personale.
Gli appuntamenti di cui dicevi, consigliere, sono quindi la conseguenza, perché si danno gli appuntamenti per cercare di organizzare il lavoro, l’organizzazione del lavoro porta a ridurre i tempi di risposta, se non ci organizziamo e tutto diventa come la stanza del Sindaco, che è giusto che sia così perché il Sindaco da risposte ai cittadini, ma il Sindaco ha quel ruolo, gli uffici ne hanno un altro. Ecco perché si prendono gli appuntamenti, ma si prendono anche nelle aziende private, perché darsi una regola...
Nel Settore Affari sociali il tempo di attesa dell’appuntamento, a seconda delle priorità, è di mezza giornata o di cinque giorni, dipende dal peso della richiesta, cioè ci sono richieste che vanno affrontate immediatamente, richieste che si possono affrontare dopo 3-4 giorni, e si da quel tipo di appuntamento.
Idem nell’Ufficio tecnico, non possiamo dire "venite tutti" e poi non diamo risposte a nessuno, perché se diciamo venite a frotte in Comune, non diamo risposte a nessuno, invece si cerca di dare le risposte che si possono dare.
È vero che il PNRR ha dato delle risposte da questo punto di vista, ma in alcuni casi ha rallentato le procedure, perché passare da un sistema gestionale ad un altro in un’azienda è complesso, in una Pubblica Amministrazione è complessissimo e noi lo abbiamo visto passando da un sistema di gestione a 360 gradi dell’Amministrazione comunale ad un altro e l’abbiamo subito con il SUAP.
Lo Sportello del SUAP è passato ad un’altra piattaforma ed è stato un disastro totale, dovuto al fatto che non si erano fatte le prove che si dovevano fare prima di procedere all’avvio della nuova piattaforma.
Adesso stanno cercando prima di tutto di recuperare i ritardi e poi (lo dico perché è un problema ed è giusto dirlo) di definire due problematiche fondamentali, 1) l’interfaccia della piattaforma SUAP con la piattaforma della ASL, che ancora non si parlano, dunque il sistema delle PEC. La ASL ha infatti finalmente accettato che dal SUAP arrivino le PEC, perché rigettarle significava il buio totale.
Abbiamo poi un problema di interfaccia con la Città Metropolitana, perché è vero che c’è stata una mancata interfaccia tra la piattaforma SUAP della Maggioli e la piattaforma della Città Metropolitana, ma in realtà è durata 20-25 giorni, non di più, però ha portato ritardi importanti, che si innestano su ritardi enormi della Città Metropolitana, che prima o poi andranno affrontati politicamente.
I Sindaci stanno provando a capire se politicamente si possa fare un tavolo di discussione con Città Metropolitana, perché (qui ci sono i tecnici, c’è l’ingegnere) provate ad avere una VINCA dalla Città Metropolitana e vedrete che passano gli anni.
Questo a proposito di un sistema dell’Amministrazione pubblica che soffre, perché bisogna fare delle scelte che non dipendono dal piccolo Comune (il piccolo Comune può fungere da spinta) ma dipendono da come vogliamo intendere la Pubblica Amministrazione a 360 gradi. Qui è stata fatta una scelta.
Faccio quindi gli auguri ai nuovi responsabili dei settori, che sono l’ingegner Borrelli per l’Urbanistica e la dottoressa Laterza per l’Ufficio Anagrafe, sperando che le cose vadano sempre meglio o comunque non si perda mai... e devo dire che in questo Comune c’è e io ringrazio e ringrazierò sempre i dipendenti del Comune di Nucci, che in numero esiguo continuano a fare miracoli, e lo dico senza tema di smentita, fanno i miracoli, poi qualche volta riescono, qualche volta non riescono, però la dedizione al lavoro... no, la beatificazione no, però mettersi nei panni di chi viene sommerso da richieste e non ha un collega a cui chiedere, perché magari il collega è arrivato e dopo due mesi dice "ho vinto il concorso, devo andar via" è un dramma.
Pensate se un’azienda privata dovesse fare il proprio lavoro con la pianta organica di un’azienda privata, che nel giro di due mesi si svuota e poi devi aspettare le assunzioni, perché chi va via ha il diritto di conservare il posto per sei mesi, perché se non si trova bene o non supera il periodo di prova, deve rientrare, quindi sono sei mesi in cui blocchi una posizione, dunque devi avere capacità di assunzione sia finanziarie, sia normative, che ti permettano non solo di sostituirlo, ma di metterne un altro, perché puoi fare la sostituzione dopo sei mesi (questo per dire la complessità).
Ritengo che i dipendenti stiano comunque sul pezzo, dobbiamo cercare di fare meglio, ma anche di metterci tutti nei loro panni. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, signor Sindaco.
Adesso possiamo procedere. Se non avete obiezioni, darei per letta la premessa e procederei a leggere la delibera per come siamo chiamati ad approvarla.
"L’Assemblea, visto... delibera di richiamare le premesse quale parte integrante e sostanziale della presente deliberazione, di ratificare la deliberazione di Giunta comunale n.18 del 18 febbraio 2026, avente ad oggetto: Variazione d’urgenza al Bilancio di previsione 2026/2028 esecutiva ai sensi di legge, la quale, allegata al presente provvedimento, ne costituisce parte integrante e sostanziale, approvando le variazioni ivi effettuate in via d’urgenza agli stanziamenti del Bilancio di previsione 2026/2028.
Di dare atto del permanere del pareggio e dell’equilibrio di Bilancio, previsti dall’ordinamento finanziario e contabile, secondo quanto statuito dall’articolo 193 del Testo unico degli Enti locali".
Si proceda alla votazione.
Mancano ancora dei voti.
Quindi siamo 13 presenti, 13 votanti, 9 voti favorevoli, 4 astenuti (Gentile Giampiero, Martellotta Anna, Mezzapesa Fortunato, Plantamura Francesco): il provvedimento è approvato a maggioranza.
Metto ai voti l’immediata esecutività del provvedimento.
Anche in questo caso abbiamo 13 presenti, 13 votanti, 9 favorevoli, 4 astenuti: il provvedimento è immediatamente esecutivo a maggioranza.
Passiamo all’esame del punto n. 3 dell’ordine del giorno: "Variazione al Bilancio di previsione 2026/2028 ai sensi dell’articolo 175, comma 2, del TUEL".
Anche in questo caso relaziona l’Assessore Recchia.
Speaker : RECCHIA – Assessore
Grazie, Presidente.
Prima di procedere all’illustrazione dei dati contenuti nella proposta di deliberazione, è opportuno precisare che queste modifiche sono necessarie al raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Amministrazione e derivano dalla verifica dell’andamento relativo all’acquisizione delle entrate e delle spese, che ha evidenziato maggiori entrate e maggiori spese non previste in sede di approvazione di Bilancio per il corrente esercizio.
La variazione al Bilancio annualità 2026 ammonta complessivamente ad euro 2.165.522,03. Nel presente provvedimento assumono rilevanza l’applicazione dell’avanzo vincolato parte corrente per euro 146.811,12, l’avanzo destinato di parte corrente per euro 90.397,77 e l’avanzo vincolato di parte capitale per euro 1.263.519,28.
Le voci di spesa corrispondenti alle citate somme sono le seguenti. L’avanzo vincolato di parte corrente finanzia per 47.449 il Fondo spending review. Abbiamo euro 82.458 per il progetto GENTLE CERV, euro 10.404,12 per il coordinamento pedagogico, euro 6.500 per il progetto Link.
L’avanzo vincolato di parte capitale finanzia per euro 166.308,01 il Percorso gnostre, per euro 169.129,17 per il Polo polifunzionale, euro 500.000 Cammini religiosi, euro 245.743,48 per fondi regionali 0-6 anni. Euro 168.109,28 per il Teatro comunale. Abbiamo euro 5.229,34 Fondi Sport e Periferie ed euro 9.000 per Zoccoli di pietra.
L’avanzo destinato di euro 90.397,77 va a finanziare gli arretrati contrattuali dei dipendenti per le annualità 2024 e 2025.
Il presente provvedimento evidenzia anche una variazione in aumento in conto capitale, sia in entrata che in uscita, di euro 200.000.
Questa Amministrazione ha partecipato all’avviso pubblico del Ministero dell’Istruzione e del merito per la concessione di contributi in favore di Enti locali per l’adeguamento alla normativa antincendio e per interventi urgenti di messa in sicurezza degli edifici pubblici adibiti ad uso scolastico, candidando la proposta progettuale denominata Lavori di adeguamento antincendio per l’edificio adibito a scuola elementare Giovanni XXIII, per l’importo complessivo di euro 200.000.
Con decreto del Ministero dell’Istruzione e del merito, protocollo n.107 del 22/12/2025, è stata approvata la graduatoria, nella quale il Comune di Noci è risultato assegnatario del finanziamento richiesto di euro 200.000.
Considerando che, in data 10 marzo 2026, il Sindaco del Comune di Noci ha sottoscritto l’accordo di concessione, che disciplina i rapporti con l’Ente finanziatore, sussiste la necessità di procedere con l’espletamento delle attività tecnico- amministrative, finalizzate al raggiungimento degli obiettivi imposti dal citato accordo di concessione.
Sono stati istituiti quindi i capitoli in entrata e in uscita per quanto riguarda i 200.000 euro.
Troviamo anche, sia in entrata che in uscita, euro 18.990,54 per la piattaforma digitale nazionale dati, euro 14.889,28 ed euro 3.956,47 per la digitalizzazione SUE, euro 110.591,57 per Risorse in Comune.
Nel I Settore abbiamo una maggiore entrata per trasferimenti ministeriali CapCoe, Fondi di coesione di euro 47.000, che finanziano stipendi e oneri per l’Ufficio Tecnico e l’Ufficio Ragioneria. Nel II Settore abbiamo allocato sia in entrata che in uscita euro 150.394 per il progetto PIC Interreg, euro 30.000 per Germogli di lettura, euro 54.972 per la seconda tranche del progetto GENTLE CERV.
Inoltre, abbiamo avuto minori spese per euro 47.122 del Fondo Spending review, che hanno finanziato per euro 18.000 le spese economali, euro 20.622 Progetto Città della cultura, euro 1.000 per interessi passivi ed euro 6.500 per rimborso quota capitale Credito sportivo.
Si evidenzia anche una maggiore spesa per cani randagi di euro 3.000, finanziata da minori spese per supporto tecnico.
Nelle annualità 2027 e 2028, abbiamo variazioni in diminuzione di euro 7.500, sempre per rimborso di quota capitale e interessi Credito Sportivo.
Dato atto che le su indicate variazioni incidono sugli strumenti di programmazione dell’Ente, è pertanto necessario aggiornare il Documento Unico di Programmazione 2026/2028, che, con la presente variazione, risultano confermati sia il pareggio che gli equilibri di bilancio previsti dall’ordinamento finanziario e contabile, come evidenziato nei prospetti denominati Variazioni di bilancio ed equilibri di bilancio, allegati quale parte integrante e sostanziale al presente deliberato.
Risultano altresì modificati il Programma triennale delle opere pubbliche annualità 2026 e il Programma triennale degli acquisti di forniture e servizi 2026/2028, richiamati nel DUP.
Preso atto che, relativamente alla variazione di bilancio da adottare, dal Consiglio comunale è stato acquisito il parere favorevole del responsabile del Servizio finanziario, dottor Antonio Palma, in ordine alla regolarità tecnica e contabile, e il parere favorevole dell’organo di revisione economica finanziaria, si propone al Consiglio comunale di apportare, per le motivazioni dettagliatamente esposte in premessa, al Bilancio di previsione finanziario 2026/2028 le variazioni di competenza e di cassa, ai sensi dell’articolo 175, commi 1 e 2 del TUEL.
Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, Assessora.
Prego, consigliere Mezzapesa.
Speaker : MEZZAPESA – Consigliere
Grazie.
Una preghiera, Assessore: la relazione famosa con il dettaglio di tutte le voci come mai non volete metterla in cartella? Avete messo il verbale della Commissione, mettete anche il dettaglio di tutte le voci, altrimenti come andiamo a beccarli? No, non dire così, Antonio Palma, non devi dire così, perché quello non è uno schema che dettaglia le spese, come ha detto l’Assessore.
All’Assessore non costa nulla dare il dettaglio, così come anche la voce di entrata da parte del Ministero per le voci che sono state oggetto di finanziamento. I consiglieri non devono ogni volta cercare il tesoro, andare all’interno per dove sia stato allocato. In Commissione le ha dette, quindi cosa si perdeva a darle anche i consigli? Niente, quindi è solo un fatto di rapporti, di collaborazione tra noi, quindi ti pregherei vivamente di mettere a disposizione la relazione non solo in Commissione, ma anche a noi consiglieri, in modo che sia più facile ricapitolare tutti gli scambi e le appostazioni di Bilancio che vengono fatti. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere.
Non mi sembra ci siano altre persone iscritte a parlare. Assessore, vuole replicare?
Speaker : RECCHIA – Assessore
Va bene, Consigliere, farò la copia e gliela farò avere subito... A tutti, certo, anche se volevo specificare che sul verbale della Commissione sono dettagliatamente elencati. Grazie.
Speaker : INTINI - Presidente del Consiglio
Grazie.
Consigliere Gentile, prego.
Speaker : GENTILE Giovanni Marino – Consigliere
Secondo me, in Commissione andava chiesto un minimo di documentazione, forse la Commissione non ha valutato la possibilità di leggere cosa sono quei numeri, perché si parla di 2 milioni, poi se andiamo a vedere di cosa tratta questa variazione di 2 milioni di euro, c’è una buona parte di fondi che ha intercettato l’Amministrazione, quindi può essere il momento di dare visibilità all’operato dell’Amministrazione, e ritengo che sia un’occasione mancata.
Mi dispiace, devo fare un appunto alla Commissione, perché è la Commissione che quando si interfaccia con l’Assessore chiede la documentazione puntuale, quindi a quel punto c’è la possibilità di distribuire ai Gruppi, a chi ha voglia di leggere i numeri e rendersi conto che ci sono cose veramente interessanti (del teatro aveva parlato prima il Sindaco, abbiamo i lavori per quanto riguarda la scuola Giovanni XXIII, abbiamo l’Interreg, a cui ci affacciamo di nuovo dopo più di 10 anni, tutte le buone pratiche che dobbiamo fare sugli efficientamenti energetici, più che mai oggi, in un momento così difficile ne abbiamo l’obbligo, quindi avevamo visto lontano nell’intraprendere quella strada).
Mi dispiace perché forse una relazione dettagliata su quello che si è fatto all’interno della Commissione andava fatta e andava spiegato a tutti i componenti del Consiglio comunale di cosa stiamo parlando, ma avremo la possibilità la prossima volta di essere più puntuali e più precisi. Grazie.
Speaker : INTINI - Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere.
Ha chiesto di intervenire il dottor Palma, il Responsabile di Settore.
Speaker : PALMA – Dirigente
Grazie, Presidente.
Volevo solo porre all’attenzione che nella proposta deliberativa, negli allegati ci sono maggiori entrate, minori spese, applicazioni, dettagliate anche con la denominazione dei capitoli, l’Assessore ha fatto semplicemente il lavoro di unire le entrate... però volevo rimarcare semplicemente che tutti i consiglieri sono stati messi nelle condizioni di poter fare il lavoro che di fatto l’Assessore ha fatto per l’intervento suo.
Speaker : INTINI - Presidente del Consiglio
Grazie, dottor Palma.
Ci sono altri interventi? Signor Sindaco, prego.
Speaker : INTINI - Sindaco
Vorrei sottolineare le cose che il consigliere Gentile Marino stava evidenziando.
Al di là della messa in sicurezza della scuola Giovanni XXIII, che significa la messa in sicurezza dell’impianto elettrico, propedeutico alla messa in sicurezza dell’impianto antincendio della scuola Giovanni XXIII, che oggi è monco, dunque questo finanziamento ci da questa possibilità ed è importante.
Il secondo elemento interessante, al di là di quello che abbiamo già detto per il teatro e le altre opere, che sono soldi che arrivano nei SAL e che noi dobbiamo introitare e poi pagare alle imprese, è interessante il discorso dell’Interreg che aveva citato il consigliere Gentile, interessante non tanto per l’Interreg e la capacità che ha avuto il consigliere delegato ai rapporti con le altre Regioni e le altre Nazioni europee, quanto per quello che sottolineava Marino rispetto alle buone pratiche.
L’oggetto dell’Interreg, del progetto è capire il grado di efficientamento che potremmo avere sugli immobili comunali, come quell’efficientamento possa essere gestito e ampliato, dove si voglia arrivare e quali siano le fonti energetiche che si possono utilizzare, facendo i raffronti con le buone pratiche di altri Paesi.
È importante perché ci mette nelle condizioni (per questo sono importanti i progetti Interreg) di capire come altre Nazioni, ma addirittura altre Regioni, anche più piccole della Puglia, molto più piccole della Puglia, su alcuni temi siano molto più avanti e di uno dei due progetti è capofila un Comune di 2000 abitanti, il progetto del lattiero-caseario.
Le buone pratiche sono interessanti e formative, perché ci fanno capire come altri Paesi comunitari e non comunitari, perché mi sembra che ci sia il Montenegro, affrontino queste tematiche in maniera più performante rispetto a noi.
Questo respiro internazionale ci dà una visione, e devo dire che non era semplice, sono stati bravi, anche con l’aiuto di uno dei due componenti del mio staff che oggi è funzionario del Comune di Bari, ci ha lasciato, sta facendo un’altra carriera, che ha lavorato moltissimo insieme all’architetto Palatella (parlo del dottor Mezzapesa) affinché questi progetti prendessero la via che dovevano prendere. Sono soldi importanti che speriamo di spendere in maniera adeguata.
Questo per sottolineare, come diceva il consigliere, che i soldi vanno spiegati. Grazie.
Speaker : INTINI - Presidente del Consiglio
Prego. Eccezionalmente, perché è già intervenuto il Sindaco.
Speaker : GENTILE Giovanni Marino – Consigliere
Rispetto al fatto che si rimane male perché si perde l’occasione, come dico sempre, per informare i colleghi di cosa si sta facendo, il Comune di Sannitico Mirabello, 2000 abitanti, capofila di questo progetto, avrà l’obbligo della realizzazione di emissioni zero, cioè mentre noi ci scambieremo le buone pratiche, faremo degli studi sugli edifici che andremo a scegliere, quelli che avranno la priorità (10, 12, 15 edifici, stiamo ragionando su questo, quindi su come questi edifici possano arrivare ad emissioni zero nel 2050), il Comune di Sannitico Mirabello cosa ha fatto? Ha individuato un immobile sociale, in cui c’è una famiglia bisognosa che non riesce più a pagare neanche l’energia, e si è fatto carico con questo progetto di efficientare questa struttura, portarla ad emissioni zero e quasi a consumi zero.
Avremo quindi la possibilità di vedere cosa abbiano fatto per portare una struttura a quelle condizioni. Con i tecnici, con la cittadinanza, avremo la possibilità di incontrarci, di spiegare e far capire quali sono le buone pratiche da portare avanti, da oggi fino al 2050.
Per quanto stiamo vivendo oggi, questo progetto ci mette nelle condizioni di capire cosa sia l’obbligo al 2035, al 2050. Grazie.
Speaker : INTINI - Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere.
Direi che possiamo passare alla lettura della delibera per l’approvazione. Do per lette tutte le premesse.
"L’Assemblea delibera di richiamare le premesse quale parte integrante e sostanziale della presente deliberazione, di apportare al Bilancio di previsione 2026/2028 le variazioni di competenza e di cassa, ai sensi dell’articolo 175, commi 1 e 2 del Testo Unico Enti Locali, analiticamente indicate nell’Allegato denominato Variazioni di bilancio".
Non sto a leggervi le tabelle riportate, perché sono disponibili nella vostra documentazione e oltretutto sono (devo dare ragione al consigliere) pura ragioneria, somme in aumento, somme in diminuzione. Quindi.
"Di approvare l’aggiornamento della Sezione operativa parte 2 del Documento unico di programmazione, che fa riferimento alla deliberazione di Giunta comunale nn.173 e 174 del 22/10/2025, per i motivi esposti in premessa, come meglio evidenziati negli Allegati Programma triennale opere pubbliche e Programma triennale degli acquisti di forniture e servizi 2026/2028, parti integranti e sostanziali della presente deliberazione.
Di dare atto del permanere del pareggio degli equilibri di bilancio previsti dall’ordinamento finanziario e contabile, secondo le risultanze di cui agli Allegati Variazioni di bilancio ed Equilibri di bilancio, parte integrante e sostanziale del presente deliberato".
Si voti.
C’è ancora un voto da esprimere.
Sono 13 presenti, 13 votanti, 9 voti favorevoli, 4 astenuti (Gentile Giampiero, Martellotta Anna, Mezzapesa Fortunato, Plantamura Francesco), quindi il provvedimento è approvato a maggioranza.
Si passa quindi a votare la immediata esecutività del provvedimento.
Anche in questo caso, abbiamo 13 presenti, 13 votanti, 9 voti favorevoli, 4 astenuti: si approva a maggioranza.
Passiamo quindi all’analisi del punto n.4 all’ordine del giorno: "Approvazione del Regolamento per l’applicazione della definizione agevolata (articolo 1, commi 102-110, legge n.199/2025)".
Anche in questo caso l’Assessora Recchia. Prego.
Speaker : RECCHIA – Assessore
Grazie, Presidente.
Oggi sottoponiamo alla vostra attenzione il Regolamento per l’applicazione della definizione agevolata, prevista dalla legge n.192/2025, Legge di Bilancio 2026.
L’articolo 1, dal comma 102 al comma 110, ha assegnato ai Comuni la facoltà di introdurre la definizione agevolata in relazione alle proprie entrate sia di natura tributaria che di matrice patrimoniale, in base alle proprie esigenze amministrative e finanziarie.
La definizione agevolata consente di sanare posizioni pregresse attraverso condizioni agevolate. Tale facoltà consiste nell’abbattere fino all’azzeramento le sanzioni e gli interessi scaturenti dal mancato pagamento di avvisi di accertamento esecutivi.
L’Ente adotta l’istituto della definizione agevolata per crediti derivanti da atti di accertamento liquidazione, notificati nel periodo 2021-2023, inerenti ai tributi locali riguardanti IMU, TASI e TARI. Parliamo delle annualità 2016, 2017 e 2018, un provvedimento che riteniamo di grande rilevanza sia sotto il profilo finanziario che sotto quello sociale.
L’obiettivo di questa misura è duplice: da un lato, consentire ai cittadini e alle imprese in difficoltà di regolarizzare la propria posizione debitoria nei confronti dell’Ente in modo sostenibile, dall’altro, migliorare la capacità di riscossione del Comune, recuperando risorse che altrimenti rischierebbero di rimanere inesigibili.
Il Regolamento che proponiamo disciplina in maniera chiara e trasparente le modalità di accesso alla definizione agevolata. Abbiamo lavorato per garantire un equilibrio tra equità e sostenibilità, equità perché si offre un’opportunità concreta a chi, per diverse ragioni, non è riuscito a rispettare le scadenze, sostenibilità perché il Regolamento mantiene fermo il principio della responsabilità fiscale e tutela i cittadini che hanno sempre adempiuto regolarmente ai propri obblighi.
Un altro aspetto centrale è la flessibilità. Sono previste modalità di pagamento rateale, calibrate per venire incontro alle reali capacità economiche dei contribuenti, senza compromettere gli equilibri di bilancio dell’Ente.
Dal punto di vista finanziario, questa misura rappresenta anche un’opportunità strategica. Il recupero di crediti, seppur in forma agevolata, consentirà di rafforzare le entrate e di ridurre il peso dei residui attivi, migliorando la qualità complessiva del nostro bilancio.
Desidero sottolineare che questo Regolamento non è solo un atto tecnico, ma una scelta politica chiara: vogliamo un Comune che sappia essere rigoroso, ma anche vicino ai cittadini, capace di coniugare legalità e comprensione delle difficoltà economiche, che molte famiglie e attività stanno attraversando.
Per queste ragioni, confido nel senso di responsabilità di questo Consiglio, affinché si possa approvare un Regolamento che rappresenta una risposta concreta alle esigenze del territorio, contribuendo così a dare attuazione a una misura che può produrre benefici per la comunità e per la solidità finanziaria del nostro Ente. Vi ringrazio.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, Assessora.
È aperto il dibattito. Prego, consigliere Mezzapesa.
Speaker : MEZZAPESA – Consigliere
Grazie.
Assessore, per la prima volta dopo tre anni, le sento dire con chiarezza che questa è una scelta politica: è un risultato, Almeno questa volta le ho sentito fare un’affermazione di carattere politico, che ha una sua valenza, perché se ragioniamo in termini equi, mi lascerà insomma dire qualcosa cerca quelle famose lettere che ci hanno visto sui giornali, perché su questo vorrei che ci fosse un punto di chiarezza.
Mandare una nota in cui al cittadino non si spiega di cosa si stia parlando non mi pare come scelta politica una cosa molto oculata, soprattutto nei rapporti, perché se ho una lettera e non so di cosa parla, devo andare all’ufficio, anzi mi viene dato un riferimento non locale, ma un riferimento torinese, che devo chiamare e, tramite un appuntamento, avere risposta dalla società. Su questo, politicamente bisogna cambiare registro. I rapporti devono essere chiari: quando manda le note, specialmente la Pubblica Amministrazione deve essere chiara, non può mandarle rischiando equivoci perché si usano frasi strane come "espropriazione forzata". Non mi pare una buona scelta dal punto di vista politico.
Questo al di là di questa che è una possibilità, che posso anche non condividere, però è una scelta che appartiene alla maggioranza ed è rispettabile perché legittima, perché viene fuori da una norma. La scelta può essere anche non condivisa da altre parti politiche, però è legittima, ma la lettera inviata no, quella lettera non si deve più fare. È una lettera che in realtà non cita alcuna norma (non c’è bisogno che la esponga), non c’è scritta una norma, non c’è scritto un riferimento chiaro, non si sa a quale atto faccia riferimento, non si capisce e, per di più, con la frase strana, "espropriazione forzata", che non indica un grande rapporto tra cittadini e Pubblica Amministrazione. Neanche tra privati si fanno lettere di quel genere... dottor Palma, non faccia così con la testa, è una scelta che probabilmente non attiene a lei, se non come ufficio, è una scelta politica, quindi posso condividerla o meno e non la condivido. È una scelta che non è condivisibile alla luce del rapporto tra cittadino e Pubblica Amministrazione.
Per dirla come avrebbe detto un mio compianto amico, fossi stato io a farla, non l’avrei mai fatta, perché non è possibile instaurare un rapporto con i cittadini con una nota del genere... le famose lettere per cui siamo finiti sui giornali io e l’Assessore (credo che abbiate seguito tutti), c’è una lettera dove non c’è scritto nulla, fa riferimento all’Ufficio Tributi, dice solamente che c’è un qualcosa nel 2013 e 2014, e io l’ho scoperto, Sindaco, solo per caso, perché ero qui in Comune, un cittadino mi ha chiesto a chi dovesse rivolgersi per questa nota, a me sembrò strano, dissi "non lo so, c’è scritto solo Ufficio Tributi, andiamo a chiedere", andai dall’Ufficio Tributi e chiesi di sapere.
Ho scoperto così di cosa si trattasse, altrimenti leggendo la nota non si poteva individuare in nessun modo di cosa trattasse, poi invece si è scoperto che si trattava di annualità ormai abbondantemente passate, cioè 2013 e 2014, IMU non versato dai contribuenti, e il sistema è curioso, perché vai, dici di aver ricevuto questa nota e con la presa in carico della nota di fatto accetti il debito e quindi devi provvedere al pagamento. È così, perché a chi è venuto è stato detto con chiarezza che non aveva più motivo di contestazione, né di poter impugnare il provvedimento, né di fare una nota come quella di oggi, chiedendo l’eliminazione delle sanzioni e degli interessi.
Voglio quindi farvi rilevare che stiamo parlando di quali annualità? Esatto, 2013, 2014 e 2015 non c’è, quindi sono tre che scartate, mentre avete fatto richiesta del pagamento esattamente sulle annualità 2013, 2014 e 2015, quindi quelli di dopo avranno l’agevolazione, cioè non pagheranno sanzioni e interessi, quelli relativi al 2013, 2014 e 2015 pagheranno sanzioni e interessi? Questa è la domanda: politicamente, cosa intendete fare su questa questione? Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere.
PALMA, Responsabile di Settore Comune di Noci
Il mio intervento è solo da un punto di vista tecnico. Quello che dice il consigliere Mezzapesa non corrisponde alla realtà per un semplice motivo.
Iniziamo dalle famose lettere gialla. Alla base c’è stato un avviso di accertamento notificato al contribuente passato in giudizio... per favore, finisco il discorso.
Se il contribuente Tonio Palma ha ricevuto un avviso di accertamento, quindi è nella sua conoscenza l’avviso di accertamento notificato, passato in giudicato e non impugnato, successivamente sempre il contribuente Tonio Palma ha ricevuto un’ingiunzione di pagamento, perché negli anni in questione, 2013 e 2014, gli avvisi di accertamento non erano esecutivi, a differenza di quelli sopravvenuti nel 2020, che sono esecutivi. Non è impugnato.
A quel punto, si poteva scegliere di agire direttamente, invece concordemente con l’Amministrazione si è detto "facciamo due passaggi aggiuntivi, non uno, due", nel senso che, fatta l’ingiunzione nel 2021-2022, successivamente abbiamo mandato delle lettere di sollecito al pagamento, dopodiché tecnicamente passa all’agente di riscossione, perché l’Ente, non avendo un agente di riscossione interno, non poteva fare quello che succederà successivamente, cioè fermi amministrativi, pignoramento presso terzi e così via.
Il problema dov’era.? Nel momento in cui si doveva passare a questo tipo di discorso, si è detto "d’accordo con l’Amministrazione e con la società di supporto, facciamo un ulteriore tentativo, quello di avvisare il contribuente", che era già stato avvisato in precedenza, non c’era bisogno di dirgli cosa dovesse pagare, quale fosse il tributo, perché era già stato edotto in precedenza con tre documentazioni, in cui si doveva dire "attenzione, caro contribuente, se non paghi, passiamo all’esecuzione forzata", così come fa l’Agenzia delle entrate. L’iter è questo.
Dirò di più: stanno arrivando in questi giorni, d’accordo con l’Amministrazione, per far capire al contribuente che, prima che si passi al discorso dei termini amministrativi, c’è un ulteriore sollecito di pagamento con 30 giorni di tempo, che stiamo cercando di portare a 60 giorni, prima dei termini amministrativi.
Consigliere Mezzapesa, in merito alla relazione tra Ufficio, per quello che mi riguarda, e contribuente, d’accordo con l’Amministrazione, credo che i contribuenti interessati siano stati ampiamente edotti sulla situazione tributaria a loro carico.
Perché tecnicamente si è andati su 2016, 2017 e 2018, che è la discussione ad oggi, a livello nazionale? Perché i ruoli fatti da Agenzia delle Entrate e riscossioni non sono ad oggi oggetto di definizione agevolata. La cosa è abbastanza anomala e strana, cioè i carichi di lavoro di Agenzia Entrate e riscossione, per equiparazione noi abbiamo fatto lo stesso tipo di discorso. Siamo già arrivati in una fase esecutiva del credito, perché altrimenti qualcuno dovrebbe rispondere a me dicendo "se io ho un debito nei confronti dell’Amministrazione che nelle varie fasi non pago, l’Ente cosa dovrebbe fare? Dovrebbe fermarsi?".
Il discorso che sono arrivate quelle lettere, dicendo che si passerà alla fase esecutiva è legittimo, è previsto dalla norma, anzi stiamo facendo qualcosa di aggiuntivo: 2016, 2017 e 2018 sono anni liberi, perché sono nella nostra gestione, il 2015 è già passato nella fase esecutiva, cioè per gli anni in questione tra qualche mese arriveranno altri solleciti, perché gli avvisi di accertamento emessi nel 2020 sono avvisi di accertamento esecutivi, quindi non c’è più bisogno dell’ingiunzione di pagamento, arriveranno i solleciti per il pagamento, dopodiché si passerà nella fase esecutiva della riscossione forzata.
Abbiamo l’obbligo di fare questo tipo di discorso (la consigliera Martellotta è un avvocato), c’è il discorso della decadenza del tributo, che è cosa diversa dalla prescrizione del tributo, quindi l’Ente deve per forza agire in questa maniera. Grazie.
Grazie, dottor Palma.
Consigliera Martellotta, prego.
Speaker : MARTELLOTTA – Consigliera
Grazie. Solo una brevissima replica all’esposizione del dottor Palma.
È giusto che i recuperi vengano fatti, perché altrimenti ci sarebbe anche un danno erariale, perché è nelle cose, purtroppo quando non si adempie bisogna recuperare ì fino all’ultimo.
In realtà, invito l’Amministrazione e quindi il dottor Palma a curare l’aspetto formale con cui arrivano queste comunicazioni, perché arrivano senza elementi essenziali in maniera quasi estorsiva, perché se è scritto in grande "espropriazione forzata" e c’è sotto il numero fisso del Comune, sinceramente non siamo perfettamente trasparenti.
È giusto che si utilizzino tutti gli espedienti per poter recuperare un credito, però dobbiamo essere seri fino in fondo: i crediti si recuperano con gli strumenti giuridici che abbiamo a disposizione, utilizzare questi stratagemmi e poi avere i cittadini che ci chiamano e dicono "ho avuto una comunicazione, ma non ho capito se è la TARI, l’immondizia o l’IMU" significa che li mettiamo in crisi quando ovviamente c’è un front office che deve essere affrontato.
Quindi va benissimo, i recuperi ci devono essere, noi siamo obbligati a fare i recuperi, l’importante è che ci sia trasparenza nelle comunicazioni.
Detto questo, un consiglio che voglio dare (non è neanche un emendamento), visto che nella bozza di delibera si dice "periodo 2021-2023", quindi vuol dire 2021, 2022 e 2023, poi c’è scritto " annualità 2016 e 2018", sarebbe opportuno indicarli anno per anno, per evitare che salti il 2017, perché, se l’avete di fronte, dice "periodo 2021 e 2023", quindi si capisce che c’è un arco temporale, ma poi viene scritto semplicemente "annualità 2016/2018", quindi vi consiglierei, per evitare impugnative, di specificare 2016, 2017, 2018, una fesseria che però tutela l’Ente. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Ok, consigliera, facciamo subito la correzione a mano.
Ci sono altri interventi? Consigliere Gentile, prego.
Speaker : GENTILE Gianpiero – Consigliere
Vorrei soltanto dire che entrambe le proposte di delibera che sono state portate oggi, in questo caso parliamo della proposta di definizione agevolata e della proposta sulle Comunità energetiche, hanno un filo conduttore importante, indispensabile perché vadano in porto: la trasparenza e la pubblicità.
L’Amministrazione le mette in atto con la pubblicità, facendo arrivare a tutti il messaggio che l’Amministrazione è dalla parte dei cittadini, affinché sia nei debiti che nelle Comunità energetiche, che sono una cosa fantastica che vedremo dopo, sono a favore della cittadinanza e che tutti devono contribuire affinché questo venga realizzato.
Spero che si possa sensibilizzare la popolazione, che tutto vada bene e che la procedura di entrambe giunga in porto. Questa è la mia dichiarazione. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere.
Prego, consigliere.
Speaker : GENTILE Giovanni Marino – Consigliere
Un intervento veloce per dichiarazione di voto.
Prendo spunto dalle ultime parole dell’Assessore. Come ha detto il consigliere Mezzapesa, c’è stata finalmente una relazione che ha dato la possibilità ad ognuno di noi di capire quale sia l’indirizzo politico.
L’indirizzo politico è che questa Amministrazione è intenzionata a proteggere chi già paga e, allo stesso tempo, non aggravare chi non ne ha la possibilità, dando delle soluzioni, che abbiamo indicato all’interno della definizione agevolata, che non deve essere punitiva nei confronti dei cittadini.
Si da quindi la possibilità a tutti di pagare senza aggravio, quindi siamo favorevoli e questa è la nostra dichiarazione. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere Gentile.
Se non ci sono altri interventi, il Sindaco vorrebbe chiudere. Prego, signor Sindaco.
Speaker : INTINI – Sindaco
Grazie, Presidente.
Ci siamo espressi sulla definizione agevolata, un Regolamento complesso, e anche qui faccio i ringraziamenti al dottore Palma, perché non era banale, è un Regolamento che ci lascia estremamente soddisfatti, perché va nella direzione ampiamente descritta sia dal consigliere Gentile Gianpiero che dal consigliere Gentile Giovanni Marino.
Vorrei invece tornare, banalizzando la vicenda, perché non sono un tecnico, per farla capire (ne abbiamo parlato in maggioranza, adesso voglio parlarne in Consiglio), della famosa lettera.
Facciamo degli esempi. Il soggetto "x" per dimenticanza, perché era in un periodo difficile, perché ha voluto eludere, perché ha voluto evadere (ci sono migliaia di motivi che non stiamo qui a sindacare) non riesce a pagare nelle due annualità una tassa comunale, non la paga. Siccome non l’ha pagata, si avvia un iter procedurale, che porta il soggetto che non ha pagato la tassa ad una notifica.
Alla terza notifica si dice che è partita una procedura di fermo amministrativo, il soggetto firma, cioè è a conoscenza che è partita una procedura di questo tipo, dunque non è una sorpresa, se non gli fosse stato notificato non avrebbe firmato e cadrebbe dal pero, in realtà non cade dal pero perché ha firmato.
Cosa accade? Può accadere che, siccome gli importi sono infimi (200 euro, 150, 300) uno se ne sia veramente dimenticato, quindi quella lettera ha un valore ancora più importante, perché chi non ha pagato 4-5.000 euro lo ricorda, chi non ha pagato per dimenticanza 200, 300 o 250 euro e si è veramente dimenticato, se non gli mandi quella lettera, rischia che gli dicano che al Comune sta per partire la procedura esecutiva, che gli stanno bloccando la macchina con cui va a lavorare, quindi può pagare anche rateizzando. Più a favore del cittadino di così, cosa si deve fare? A uno non ha pagato, che sa di non aver pagato perché ha firmato la notifica, diciamo "attento che ti prendiamo il quinto dello stipendio" purtroppo, dico io, ma lo sa.
Che gli arrivi la lettera, che l’abbia dimenticato o meno, è un valore aggiunto, perché ti dice "alert, guarda che ti sta per accadere qualcosa di spiacevole". Questo è il senso di quella lettera, che secondo me ì è a favore del cittadino.
Poteva essere scritta diversamente? Non lo so, però non è terrorismo, terrorismo sarebbe stato dire "stai attento che avrai la macchina bloccata" a uno che ne ignori il motivo, e ci sono casi simili, ha la macchina bloccata chi non ha pagato, si è dimenticato di pagare, non ha potuto pagare (ci sono mille motivi), perché la pressione fiscale è scandalosamente alta in questo Paese, non a Noci ma in Italia.
Su questo siamo pronti a discutere da adesso fino a domani mattina, ma per il fatto che io ti avviso... certo, ti sei spaventato, ma perché purtroppo non sei riuscito a pagare. Questo è il senso di quella lettera.
Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, signor Sindaco.
Possiamo passare alla votazione, se non ci sono altre dichiarazioni di voto. Do per letta tutta la premessa, consigliera Martellotta, abbiamo anche fatto quella piccola esplicitazione degli anni, quindi do per letto tutto.
"L’Assemblea delibera che la premessa è parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, di approvare l’allegato Regolamento al presente atto, di approvare l’allegata istanza di definizione al presente atto, di disporre che il presente provvedimento venga pubblicato sul sito Internet istituzionale, nonché trasmesso al MEF.
Di dare atto che la definizione agevolata si applica agli avvisi di accertamento liquidazione notificati nel periodo 2021-2023, inerenti ai tributi locali riguardanti IMU, TASI, TARI per l’annualità 2016, 2017 e 2018, e prevede l’abbattimento integrale delle sanzioni e degli interessi, subordinatamente al versamento integrale della quota capitale e delle spese di notifica.
Di dare atto che il provvedimento, in deroga all’articolo 13, commi 15, 15-ter, 15-quater, 15-quinquies del decreto-legge 6 dicembre 2011 n.201, convertito con modificazioni nella legge 22 dicembre 2011 n.214, all’articolo 1, comma 3, del decreto legislativo 28 settembre 1998 n.360 e all’articolo 14, comma 8, del decreto legislativo 14 marzo 2011 n. 23 e all’articolo 1, comma 767 della legge 27 dicembre 2019 n.160, acquista efficacia con la pubblicazione del sito internet istituzionale dell’Ente e sarà trasmesso al Ministero dell’Economia e delle finanze, Dipartimento delle finanze, ai soli fini statistici".
Si metta ai voti.
Manca un voto, consigliere D’Aprile.
Presenti 13, favorevoli 10, astenuti 3 (Martellotta, Mezzapesa Plantamura): il provvedimento è approvato a maggioranza,
Votiamo adesso per l’immediata esecutività del provvedimento. Come prima, 13 votanti, 13 presenti, 10 voti favorevoli, 3 astenuti: anche questo provvedimento è immediatamente esecutivo a maggioranza.
Possiamo passare quindi all’analisi del successivo punto all’ordine del giorno.
Punto n.5: "Costituzione di una comunità energetica nella forma di un’associazione non riconosciuta".
Relaziona l’Assessore Morea.
Speaker : MOREA – Assessore
Grazie. Se oggi apriamo un giornale o ascoltiamo una qualsiasi trasmissione televisiva, un argomento che non manca mai è quello che ha a che fare con l’energia, quindi oggi discutiamo in Consiglio comunale un argomento di estrema attualità.
Perché è di estrema attualità? È di estrema attualità oggi e ì almeno da sessant’anni. Quando l’Italia ha vissuto il boom economico, nel 1968, dobbiamo ricordare che l’energia elettrica era stata scoperta più di un secolo prima, ma la distribuzione dell’energia elettrica nelle campagne e a tutti i cittadini è avvenuta con la nascita dell’Enel nel 1962.
Non è un caso, quindi, che il boom economico sia avvenuto subito dopo, perché vuol dire che la quantità di energia elettrica è determinante ai fini dello sviluppo di un paese.
Io ricordo un dibattito a cui ho partecipato con piacere. Sono riportate due frasi essenziali: energia uguale – è un’equazione matematica – sviluppo industriale, e il problema energetico è un problema italiano, ma è un problema anche mondiale. Perché? In che cosa consiste il problema energetico a livello mondiale? La necessità che ha il mondo è di produrre di più, perché l’equazione dice: più energia hai, più sviluppo industriale c’è, ma non più come veniva prodotta sessant’anni fa, devi differenziare la produzione.
Sessant’anni fa, prevalentemente, per il 90 per cento, la produzione avveniva con l’utilizzo di fonti energetiche non rinnovabili: il gas, il petrolio, il carbone. Esaurito il giacimento, naturalmente ci vogliono milioni di anni perché si possa riprodurre. Quindi, il problema energetico in Italia e nel mondo, di cui noi abbiamo parlato in passato, se ne parla tuttora, ed è oggi un argomento essenziale, è un problema che vuol dire un Paese che ha la necessità di svilupparsi rispetto a un Paese che non ha la possibilità di svilupparsi.
Questa è la differenza fra i Paesi sviluppati e i Paesi sottosviluppati: la quantità di energia messa a disposizione. Naturalmente, questo che cosa ha comportato? Ha comportato in passato che nel momento in cui l’industria si evolve e utilizza quantità enorme di energia, c’è il rovescio della medaglia, quale quello dell’emissioni di CO2 nell’aria, che purtroppo hanno portato a problemi di surriscaldamento e altre problematiche.
Quindi, il mondo si è posto la domanda, e l’Italia si è posta la domanda: come possiamo noi mantenere da un lato lo sviluppo economico con quantità di energia da produrre, dall’altro, invece dobbiamo capire come è possibile produrre energia utilizzando fonti non più non rinnovabili, ma fonti rinnovabili. Ecco allora che parte la cosiddetta transizione ecologica. La transizione ecologica sta nell’incentivare i popoli a produrre più energia, però finalmente utilizzando fonti energetiche diverse. Come avviene oggi la distribuzione di energia in Italia? Innanzitutto, com’è prodotta oggi l’energia in Italia? È prodotta con le fonti, come dicevo, non rinnovabili, quindi petrolio, gas e carbone, con le fonti rinnovabili quali il sole, il vento, l’acqua, la geotermia. La geotermia in Italia è nata tanti anni fa, forse più di cinquant’anni fa. La prima produzione di energia geotermica è avvenuta in una città che si chiama Larderello. Purtroppo, non ha avuto un grande sviluppo rispetto ad allora, ma esiste tuttora quella possibilità di poter produrre. Quindi, il solare, l’eolico, sono tutte fonti rinnovabili. Quanto all’idroelettrico in Puglia, anzi, in Basilicata produciamo una quantità interessante di energia idroelettrica, però, purtroppo non c’è un grande sviluppo.
Man mano che passano gli anni, ogni Consiglio comunale, ogni Paese, ogni Consiglio regionale, ogni Governo, ogni nazione extra europea ha l’obbligo morale e non solo morale, ma anche di carattere socioeconomico, di trovare modi per poter produrre più energia, ma con fonti diverse rispetto al passato.
Quello che era il 90 per cento, giusto per dare un’idea, come viene prodotta ancora oggi la quantità di energia, non parliamo di energia elettrica, in generale, in Italia abbiamo petrolio al 35 per cento, gas al 40 per cento, carbone al 5 per cento. Quindi, circa più dell’80 per cento viene ancora prodotto con combustibili fossili. Qual è la considerazione che noi ci dobbiamo porre? In Italia abbiamo bisogno di energia. Piano piano la transizione ecologica sta portando il maggior consumo di energia dal petrolio ad altre fonti. Anche le auto finalmente cominciano a diventare ibride, cominciano a diventare elettriche. Ma non è sufficiente. Noi abbiamo la necessità di intervenire anche sulla produzione di energia elettrica. In Italia abbiamo un bisogno annuo di circa 300 terawattora: “tera” sappiamo cosa vuol dire, “mega” sono milioni, “giga” sono miliardi, “tera” sono migliaia di miliardi, poi c’è l’“esa”, che è il numero più grande, è 10 alla quindicesima (10 con quindici zeri), invece il “tera” è 10 con dodici zeri: tale è la quantità di energia elettrica di cui abbiamo bisogno attualmente in Italia.
Nonostante gli sforzi che facciamo tutti i giorni, tutti i giorni vengono fatti sforzi enormi dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, eccetera, ma la quantità di energia elettrica che viene prodotta con i combustibili fossili in Italia è ancora alta: su 311 terawattora, noi produciamo con il sole circa da 41 a 47-48 tera su 311, quindi capiamo. Purtroppo, il 15 per cento di 311 per una scelta – politicamente, lo dico – scellerata di 40 anni fa, quando abbiamo detto no al nucleare, noi compriamo il 15 per cento di energia elettrica Oltralpe: cioè, la Francia produce col nucleare, ci mette le centrali nucleari sulle Alpi, quindi ce le abbiamo noi in Italia e se succede qualcosa non siamo indenni, e ci vendono quel 15 per cento che capiamo che sono 50 terawatt di energia.
Poi abbiamo, naturalmente, dicevo, l’eolico, che pian piano si sta sviluppando. Chi porta avanti la politica più forte è la Sicilia, e in parte anche la Puglia, mentre per quanto riguarda il fotovoltaico, quindi il sole. Ci sono Regioni tipo Lombardia e Piemonte che producono molto di più rispetto a quello che produciamo noi. Nonostante gli sforzi che si stanno facendo, purtroppo ancora importiamo grosse quantità di energia elettrica dall’estero, e abbiamo grosse quantità di energia elettrica che produciamo utilizzando i combustibili fossili, nonostante ogni anno ci sia un miglioramento.
Il messaggio che si vuol dare quando capita una iniziativa di questo genere è che cosa possono fare gli enti? I Comuni non hanno potere legislativo, e non hanno neanche la forza di poter prendere iniziative che vanno a stravolgere questo andamento. I Comuni però possono lanciare un una pietra nello stagno, cioè, possono dire: io do un segnale di carattere morale, di carattere anche ecologico, di carattere ambientale. Poi questo segnale deve essere colto, magari dagli 8.000 Comuni italiani, affinché anche i Comuni possano fare la loro parte. Uno di questi segnali l’abbiamo colto un attimo fa, parlando in un’altra occasione: quello di poter rendere le strutture autonome, dal punto di vista energetico, in modo tale che non emanino più nell’aria CO2, quindi diventano ecologicamente ed ambientalmente delle strutture sane.
È un primo segnale. Un altro segnale lo Stato l’ha dato nel 2018, recependo una direttiva europea: quella della nascita delle comunità energetiche. Dice lo Stato, anche grazie al PNRR: do dei contributi a chi vuole creare delle comunità energetiche, in modo tale che incentiviamo. Che cosa vuol dire incentivare in quell’occasione? Dare la possibilità a chi consuma, a chi produce e a chi produce e consuma – noi utilizziamo spesso termini non nostri, li chiamiamo producer, consumer, o “prosumers” che sono chi consuma, chi produce, e chi produce e consuma. Vale a dire: io ho a casa i pannelli fotovoltaici, li ho installati, sono un produttore, ma sono anche un consumatore, quindi lo chiamano consumer. Io non ho i pannelli a casa, sono un semplice consumatore. Io invece produco energia elettrica e sono un produttore.
Quindi, queste tre figure, nel momento in cui si mettono insieme, possono costituire una comunità energetica che fino a giugno prossimo, ma hanno chiuso un po’ i rubinetti, in parte a marzo 2026. Potevano usufruire anche di qualche incentivo in più, PNRR, da parte dello Stato. Qual è il segnale forte che noi vogliamo dare in questa occasione? Quello di ribaltare quello che non è avvenuto fino ad oggi.
In Italia sono nati 600 comunità energetiche, circa 578 al 31.12.2025. Ma sapete quanta energia producono 600 comunità energetiche? Appena 50 megawatt. Se dividiamo 600 diviso 50, capiamo che sono piccole comunità energetiche. Per creare una comunità bastano due persone, magari si sono messe insieme poche persone, scambiandosi il consumatore rispetto all’utilizzatore, hanno creato una comunità, hanno un piccolo contributo dallo Stato che abbatte in parte la loro bolletta energetica.
Noi, e c’è un motivo, dobbiamo farci una domanda: perché non sono partiti? Perché ci sono grossi problemi di carattere burocratico e di carattere procedurale. Uno: costi elevati iniziali, cioè, chi deve mettere a disposizione l’energia, purtroppo ha costi elevati iniziali, tali che diventa difficile andare ad ammortizzarli in pochi anni; due: procedure burocratiche molto complicate, che non hanno fatto partire queste comunità energetiche; una gestione tecnica amministrativa abbastanza complicata, che ne ha disincentivato la nascita, quindi tempi di reinvestimento e ritorno dell’investimento abbastanza lunghi; e molto dipende anche dalle condizioni climatiche: dove abbiamo una presenza di sole importante rispetto a dove non ce l’abbiamo, naturalmente incide per quanto riguarda il ritorno dell’investimento fatto.
Qual è il vantaggio della comunità che stiamo creando a Noci? Primo: è di un mega. Se in Italia produciamo 50 mega, capiamo che, andando in porto questo, 1 cinquantesimo di tutte le comunità energetiche in Italia sarà realizzato a Noci. Sarà una delle più grosse comunità energetiche create tra quelle che sono partite in Italia. È un segnale molto forte, anche dal punto di vista ambientale, questo. Ma perché abbiamo questa possibilità? Perché abbiamo trovato e dobbiamo ringraziare Edison, che dice: sto facendo l’investimento su Noci, metto a disposizione l’investimento per poter creare una comunità energetica.
In altri posti non c’è stato l’investitore, e naturalmente non sono partiti. Due: l’altro aspetto essenziale, quindi, è che noi produrremo una quantità maggiore perché non sono partiti altri enti pubblici, altre tipologie uguali a quella nostra, perché molti cittadini sono un po’ silenti nel momento in cui vedono che non c’è un ritorno di carattere economico.
La nostra comunità energetica che sta nascendo è una comunità energetica che oltre a rispondere ad aspetti di carattere ambientale, cioè quello di emissione di CO2 in meno nell’aria, oltre a rispondere alla necessità di produrre energia rinnovabile, immaginiamo se in tutti i Comuni di Italia, 8.000 Comuni d’Italia nasce una comunità energetica da un mega, come quel 50 per cento che produciamo da fonti ancora non rinnovabili che si esauriscono, come andrebbe ad abbassarsi, quella quantità.
Il Comune quindi ha dato un segnale alla città dicendo: attenzione, noi creiamo una comunità energetica, ma con una differenza rispetto agli altri: quella che il vantaggio che il singolo cittadino potrebbe avere lo mette a disposizione dell’ente, di chi ha bisogno, anche di non può pagare la bolletta, di chi ha difficoltà di altra tipologia. Quindi, il beneficio della comunità energetica sarà un beneficio che rientra annualmente, che Edison pagherà annualmente al Comune, e non a chi ha aderito, questa è la differenza sostanziale, importante.
Noi abbiamo messo dei pannelli fotovoltaici a casa. Le aziende mi hanno chiamato per dire: attenzione, noi abbiamo una comunità energetica, perché non aderisci? Ti ristoreremo una parte. Aderendo, per esempio, ogni mese, ogni anno, tu hai un ristoro; invece, il cittadino che aderirà, quando vorrà – ora, oggi, domani, dopodomani – darà un beneficio alla comunità di Noci, perché non avrà un beneficio, non sappiamo se pagherà pure una tassa di iscrizione che farà parte, perché è una facoltà o meno anche dello Statuto, il beneficio lo avrà l’ente che incasserà quei soldi, che è obbligato a metterlo a disposizione di famiglie, di persone che ne hanno necessità. Non è una cosa da poco.
A proposito di questo, io lancerei un messaggio: diamo tutti un segnale, tutti, consiglieri comunali, assessore, amici, amici degli amici: un segnale di aderire alla comunità, in modo tale che il ristoro che darà il Comune di Noci diventa massimo nel momento in cui utilizzeremo tutti i 999 chilowattora, quindi un megawatt, sappiamo che massimo può essere da un megawatt, quindi il nostro è 999 chilowattora, in modo tale che abbiamo una somma interessante in eterno, fin quando vivrà questa comunità energetica, che potrà dare un aiuto a chi ne avrà bisogno.
Scusate l’accaloramento, ma in queste situazioni io credo molto: proviene da una sensibilità che viene dal passato, quindi nel momento in cui chi è un po’ anche addentrato in questo, conosce un po’ di dati statistici eccetera, sa verso dove andiamo. E noi andiamo a sbattere, se non prendiamo di petto questa situazione e se non diamo una soluzione.
Quindi, dicevo, il segnale… Ha ragione il consigliere Gentile quando dice che questi provvedimenti vanno resi pubblici, che ci vanno fatte comunicazioni, eccetera, in modo tale che arrivi il messaggio a quanta più gente possibile. Questa è una comunità energetica dove c’è dentro anche l’ente, ma è un segnale per dire: partiamo come Comune di Noci, anche nel creare altre comunità energetiche fra privati, diventano stimoli anche verso i privati, che se lo creano, e magari in quel caso il ristoro lo utilizzano loro.
Qual è il vantaggio? Hanno dato un vantaggio di carattere ambientale e vanno verso la transizione ecologica, la transizione energetica. Ricordiamoci che per i famosi obiettivi che citava prima Marino, 2030, siamo in ritardo. Probabilmente non saranno totalmente raggiunti, quindi dobbiamo cominciare a lanciare un messaggio che una politica energetica nell’ambito piccolo di un Comune, tutte le opportunità che si possono cogliere devono essere colte affinché noi possiamo dare a chi viene dopo di noi, ai cinque figli del consigliere Mezzapesa, perché è diventato vecchio, è diventato grande come me, o ai figli che abbiamo noi, possiamo dare un futuro diverso rispetto ad oggi.
Io avrei tante altre cose da dire. Il messaggio, e concludo, che io lancerei in questa occasione è quello che cominciamo noi a dare un esempio di adesione – non c’è ristoro, non si guadagna nulla – affinché questa comunità energetica possa avere successo ed evitare che il Comune, quando ha lanciato l’avviso, purtroppo arrivarono poche indicazioni, probabilmente non abbiamo comunicato per bene. Stavolta andrà comunicato per bene. Abbiamo dovuto riaprire i termini per cominciare ad avere un certo numero di adesioni.
Le adesioni sono sempre possibili, ripeto, anche oggi, domani, dopodomani, se noi abbiamo una comunità energetica dove c’è l’ente che coordina, molto partecipata, e daremo un segnale molto forte anche alla città. Vuol dire che questo Comune crede nella transizione energetica, crede nella necessità di creare un ambiente. Noi abbiamo una città che ha una qualità dell’aria molto alta. Se continuiamo a spingere anche in tal senso, otterremo dei risultati migliori, soprattutto per chi viene dopo di noi. Grazie.
Speaker : INTINI - Presidente del Consiglio
Grazie all’assessore Morea, è stato molto chiaro nell‘illustrare il punto all’ordine del giorno.
Ora ha chiesto di intervenire il consigliere Antonio Mansueto. Prego, ne ha facoltà, consigliere.
Speaker : MANSUETO Antonio – Consigliere
Grazie, Presidente, grazie Sindaco e tutti i colleghi.
Essendo il Presidente della Commissione affari generali, in Commissione congiunta con quella dello sviluppo economico, questo tema è stato ampiamente discusso e argomentato durante la Commissione.
Sono stati verificati alcuni passaggi dello Statuto. Chiaramente ci siamo dati delle risposte. Tutti quanti hanno dato parere favorevole, tranne il consigliere Plantamura, che ha delle riserve in merito, e che magari sarà ordine di discussione in questo momento. Grazie.
Speaker : INTINI - Presidente del Consiglio
Grazie al consigliere Mansueto.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Martellotta. Prego, ne ha facoltà.
Speaker : MARTELLOTTA – Consigliera
Grazie. La relazione dell’assessore Morea non fa una piega, perché si è fatto un discorso a grandi linee, quindi forse sarebbe stato opportuno, oggi, approvare un atto di indirizzo su una comunità energetica, anziché la vera e propria costituzione di una comunità energetica, proprio per le motivazioni che ha detto, proprio perché c’è una normativa molto, molto specifica.
Anch’io faccio le mie premesse, poi vorrò ascoltare un po’ tutti su questa tematica. Sicuramente viviamo in un momento storico in cui la crisi energetica causata dalle guerre è sotto gli occhi di tutti, anche la crisi climatica, la crisi sociale, quindi, la comunità energetica è sicuramente un’opportunità alla quale questa Amministrazione non può rinunciare, partiamo da queste premesse, soprattutto per i benefici che ritornano: i benefici ambientali, cioè riduzione della CO2, la transizione ecologica, ma anche risparmi economici, come risparmio in bolletta, come gli incentivi statali, come anche la valorizzazione delle nostre risorse locali. Ma anche benefici sociali, perché praticamente contrastiamo la povertà energetica, perché oggi si parla di povertà energetica, abbiamo un coinvolgimento dei cittadini e rafforziamo quindi il senso di comunità.
È quindi veramente uno strumento che dobbiamo assolutamente adottare. Per questo la scelta di una comunità energetica non è soltanto una scelta tecnica, ma è una scelta politica. Scegliere una CER significa scegliere un modello energetico decentrato, cioè dove diamo meno potere ai grossi colossi, agli operatori; è una scelta equa, perché ridistribuiamo i benefici, ma è anche una scelta resiliente, perché determiniamo una maggiore autonomia locale, penso che su questo siamo tutti d’accordo. Quindi, non si tratta di andare a installare pannelli fotovoltaici qua o là, ma si tratta di una scelta forte, di restituire, anzi, forse, una rivendicazione proprio territoriale. Noi cioè abbiamo la possibilità di avere una nostra autonomia. Qual è il ruolo della pubblica amministrazione, in questo caso il nostro ruolo? Uno: promuovere informazione e partecipazione, mettere a disposizione edifici pubblici, scuole, immobili del Comune, facilitare l’iter burocratico, creare partenariati pubblici- privati.
Ora, proprio partendo dal ruolo che noi come Amministrazione abbiamo, io devo fare alcune considerazioni. Un Comune dovrebbe innanzitutto, come ho detto, promuovere informazione e partecipazione. Tuttavia, nel nostro caso, questo obiettivo non sembra pienamente stato raggiunto. Considerata la limitata pubblicizzazione del bando, dal 2 al 22 settembre 2025, poi correggetemi se sbaglio, perché è quello che sono riuscita a dedurre dalla richiesta di accesso agli atti che abbiamo fatto proprio su questo argomento, poi prorogata al 30 settembre, ma parliamo sempre di un arco temporale molto ristretto, visto che diciamo che devono partecipare i cittadini, con la più ampia visibilità, ma io, da consigliere comunale, non sapevo nulla di queste comunità energetiche, se non quando sono approdata nella I prima Commissione, e poi dovrò fare anche delle precisazioni sulla Commissione.
Quindi, dicevo, tra l’altro, in un periodo estivo, a ridosso delle ferie estive, soprattutto è emersa una scarsa partecipazione. Un Comune dovrebbe mettere a disposizione in modo chiaro e trasparente il patrimonio pubblico che ha intenzione di mettere a disposizione per la comunità energetica. Tuttavia, questa Amministrazione non risulta che abbia esplicitato da nessuna parte quali sono gli edifici che si vogliono mettere a disposizione: li potevamo anche individuare e condividere un percorso.
Ancora: è fondamentale che un Comune faciliti l’iter burocratico e che sia il più possibile lineare e chiaro. Ma anche su questo punto emergono elementi che presentano dei profili di opacità già evidenziati in sede di Commissione. Dove sta il Presidente della Commissione? Si è allontanato.
Ci si aspetterebbe uno sforzo concreto per costruire partenariati ampi e inclusivi, ma anche in questo caso dalla documentazione dell’accesso agli atti si mostra una partecipazione estremamente limitata e concentrata per la maggioranza, perché si notano delle adesioni alla manifestazione di interesse fatti da vertici politici di questa Assise, direttamente o indirettamente, per motivi anche di lavoro, e sinceramente, oggettivamente parlando, non sembra il risultato di un reale coinvolgimento del territorio.
Emergono quindi delle criticità. Oggi vi chiedo di parlarne chiaramente e di esporre i motivi che vi hanno fatto fare un’apertura di bando così limitata, per fare poi adesioni che il buonsenso e anche questioni di opportunità, non tanto di legittimità, ma di opportunità, si sarebbe dovuto, ritengo, evitare.
In Commissione questo è emerso, c’era il consigliere D’Aprile, nella prima Commissione, perché alla seconda che è stata fatta sulle comunità energetiche io non c’ero, ma sulla prima, quando abbiamo affrontato questa tematica, sia io che il Presidente, che il consigliere D’Aprile, sollevate alcune eccezioni su una possibile incompatibilità tra chi aveva aderito alle manifestazioni di interesse, ci si era riservati di parlarne con il Segretario comunale. Io non ho saputo più nulla.
So che avete fatto una Commissione, però dalla lettura del verbale della Commissione non sono emersi i chiarimenti ai dubbi che io avevo sollevato: anche voi, miei colleghi in Commissione, vi avevate accodati a queste mie perplessità.
Ancora: perché la scelta di una CER non riconosciuta? Le comunità energetiche… CER è l’acronimo di Comunità Energetica: una CER non riconosciuta. Perché? Ci sono tante altre forme, la potevamo fare anche riconosciuta, quindi io voglio sapere perché…
No, no, no, ci mancherebbe, è una scelta politica, però, siccome ci sono diverse… L’associazione può essere riconosciuta o non riconosciuta. Io ho necessità di capire, se devo votare questo provvedimento, perché abbiamo scelto la strada di quella non riconosciuta rispetto a quella che è conosciuta. Da lì derivano delle responsabilità e delle tutele di chi oggi ha aderito a questo progetto. Posso saperlo? Se fossi una cittadina vorrei capire: perché avete deciso di scegliere quella strada e non un’altra forma giuridica? Non capisco perché c’è da sorridere su questa domanda.
Non è una scelta ovviamente neutra. I benefici non si comprende a chi andranno. Immagino che andranno alle persone meno abbienti, in un sistema di beneficio sociale, quindi andava anche fatta una Commissione, e questa questione l’avevo già sollevata l’altra volta, con i servizi sociali, perché avrebbero dovuto, e di combine procedere con un regolamento per disciplinare i criteri di distribuzione dei benefici: questo è il quadretto nel quale io ho necessità di comprendere alcune questioni.
Scendendo più nel merito, nel provvedimento che è stato fatto dall’ingegner Giuseppe Gabriele, gli aderenti sono 10… No 11, poi uno è venuto meno. Nove su dieci sono stati riportati nell’atto costitutivo, quindi ne manca uno. Non c’è, quindi, l’esplicazione dell’iter procedurale…
Se non lo mettete, e vi mettete… Anzi, nell’area documentale oggi c’era meno dell’altra volta. Quando cioè lo avete portato in Consiglio comunale e poi l’avete ritirato a dicembre, c’era qualche cartuccella in più.
Adesso ci sono soltanto lo Statuto, l’atto costitutivo e da poco è stato messo il verbale della Commissione. Io leggo quello che voi date. Da qui emerge che sono dieci e che è venuto meno il mangimificio Fusillo: è corretto? L’ho fatto per esclusione.
Tra l’altro, andando a leggere – io non è che voglio fare le pulci, però le devo dire, queste cose, poi mi darete le opportune spiegazioni – in questi atti, che sono pubblici, c’è il numero di telefono del Presidente del Consiglio. Nella domanda ci sono il numero di telefono del legale rappresentante del mangimificio e il numero del Presidente, non lo vedo qui, probabilmente si sarà allontanato per ipotetiche questioni di incompatibilità, ma qui l’incompatibilità è un’incompatibilità perenne, nel senso, cioè, che non è che uno non vota, o perché l’assessore Morea ha effettivamente delle parentele che hanno aderito, e fa parte anche della società a cui ha aderito e non voterà, praticamente si esime dal diritto di voto.
Qui dobbiamo stare un po’… È una questione di trasparenza e di correttezza, di opportunità: era proprio opportuno che la maggioranza dei partecipanti alla manifestazione d’interesse fossero i vertici di questa Amministrazione comunale? È questo l’esempio di comunità che noi vogliamo dare? È l’esempio di una comunità di cittadinanza, o di una comunità di assise?
Ovviamente, con molto dispiacere e rammarico, perché il mio Gruppo politico ha sempre voluto la costituzione di una comunità energetica per il bene della comunità, con questa modalità di approccio – mi dispiace, ripeto – aspetto dei chiarimenti per quello che è stato detto, e sarebbe opportuno ritirarlo.
Eventualmente, lo si ripubblica, non è che abbiamo qualcuno dietro che ci dà una scadenza, e facciamo le cose per bene, facciamo anche un Consiglio comunale monotematico, perché tanto questa situazione avrà evidenza pubblica.
Oggi qui è solo l’inizio di una esposizione su come funzionano le cose. L’iter non funziona, non è questo. L’animus della comunità energetica non è questo. Io vi ho evidenziato tutti i miei quesiti: mi auguro che qualcuno mi possa rispondere, che sia titolato, che non sia titolato a rispondere, che abbia la competenza di relazionare, o non ce l’abbia, l’importante è che mi spiegate se così com’è stato presentato questo provvedimento, oggi, secondo voi debba essere approvato.
Grazie.
Speaker : INTINI - Presidente del Consiglio
Grazie, consigliera Martellotta.
Chiede di intervenire il consigliere Marino Gentile. Prego.
Speaker : GENTILE Giovanni Marino – Consigliere
Grazie, Presidente.
Io partirei da un fatto: non ho capito se è il provvedimento che non piace, o se sono alcune cose, all’interno del provvedimento, che non piacciono. Partiamo dal primo punto. È stato detto che questa comunità energetica è uscita dal nulla. Volevo ricordare che nelle linee programmatiche e nel programma del Sindaco, alle politiche energetiche c’è scritto “istituzione comunità energetica”. Evidentemente, questa compagine le idee chiare non le aveva oggi, le aveva già ieri.
Io ho ascoltato attentamente. Una cosa non ho sentito, in quindici minuti: al di là che lo Statuto, o il regolamento, la CER può essere un’associazione riconosciuta o non riconosciuta, io mi sarei aspettato tutto un dettaglio “io avrei fatto questo, i soldi li vado a prendere da là, tralascio il privato, percorro una strada che mi porterà a tempi più lunghi, percorro, farò questo, proporrò quest’altro…” Noi abbiamo ascoltato solo delle accuse a quello che noi siamo riusciti a portare in Aula, e ha fatto bene l’assessore quando ha tirato fuori dei numeri e ha fatto capire come sta girando la giostra. Questo forse è uno dei Comuni che andrà a realizzare la comunità energetica più importante, senza incidere di un euro nelle tasche dei cittadini, cioè, riuscirà…
No, non è “ci mancherebbe”, non è così semplice. Non è che dice: io faccio la comunità energetica, e poi dico “ragazzi dobbiamo contribuire”.
Noi stiamo chiedendo il contributo al contratto, per i più deboli, se non si è capito. Noi stiamo dicendo che la comunità energetica, che avrà oltre ad un risparmio e a un non consumo di fossili, ma energia pulita, stiamo dicendo che quell’incentivo che potrebbe arrivare nelle tasche di coloro che vorranno partecipare, ci sarà da parte loro il contributo al Comune. Quei soldi, cioè, la comunità energetica li cederà al Comune.
A me dispiace se qualcosa non si è letta… Ci avete chiesto… Io ho difficoltà, ma veramente ho difficoltà. Ho difficoltà, perché ogni volta che devo parlare vengo interrotto, ho difficoltà perché ogni volta devo perdere il filo, ho difficoltà perché quando uno mi chiede “voi su quello che ho detto, che cosa ne pensate?”, lo stiamo dicendo, dobbiamo essere interrotti e non lo possiamo manco dire... Che dobbiamo fare? Dobbiamo ascoltare e basta? Se dobbiamo ascoltare e basta, lo facciamo.
Non dimenticare Fortunato, che nella Commissione, in un provvedimento che andremo a vedere dopo, te lo ricordo, la strada che aveva intrapreso questa Amministrazione era una. Su tuo suggerimento ne abbiamo preso un’altra, quindi alla fine io credo che il confronto serva proprio a quello.
Noi stiamo dicendo che la strada che andiamo a intraprendere, per noi, per scelta politica, forse è la migliore, forse è la più veloce, e non ha nulla di incompatibile rispetto a quello che si è detto prima, perché è una comunità aperta.
Chiunque può aderire, anche in questo momento. Se un cittadino sta ascoltando, può andare, può fare l’iscrizione e può aderire. Quindi, io non ci vedo nulla di male.
La pubblicità, hai ragione. Faremo delle conferenze stampa proprio prendendo spunto dal progetto che ho detto prima: ci sarà una conferenza stampa, non l’abbiamo fatta prima, dove si parlerà della comunità energetica. Portiamo il provvedimento in Consiglio e poi daremo la giusta pubblicità, perché se tu prima non l’approvi di che cosa stai parlando? Che cosa andrai a pubblicizzare? Nulla.
Quindi, anche quella avrà il suo tempo, sarà pubblicizzata sui canali giusti, su quelli che si dovrebbero fare. Però, consentitemi, ogni cosa che riusciamo a fare del benedetto programma c’è sempre il tavolo, c’è sempre la paura, la pulce: perché? Perché questo? Perché questa strada…? È sempre e comunque una scelta politica, che può essere condivisibile come può non essere condivisibile.
Oggi la domanda che farei è un’altra: la comunità energetica interessa? È interessante per questa comunità? Siamo in linea su tutto quello che ci diciamo, ogni volta? Stiamo agendo su quello che abbiamo detto e quello che stiamo dicendo?
Siamo in linea su quello che si dovrebbe fare, viste le guerre, visto quello che sta succedendo in questo momento? Se tutto questo corrisponde, al di là se la CER è riconosciuta o non riconosciuta, e sicuramente in seguito si poteva approfondire, bisogna dire ogni tanto: forse bene avete fatto, forse è la strada più veloce, forse avete trovato il privato che investe, forse domani la comunità energetica verrà realizzata seriamente, è di un mega, e quasi nessuno ha un mega… Ragazzi, detto questo, andiamolo a trovare – io lo chiamo così – un altro fesso che viene a dirci “questi sono i soldi, facciamo la comunità energetica”. È un po’ difficile.
Quindi, rispetto a questo, sicuramente si è discorso tante di quelle volte, e si è ragionato tante di quelle volte per trovare quella che è oggi la strada più semplice, meno complessa e più veloce per arrivare alla realizzazione e per dare una risposta in tempi giusti.
Oggi la comunità energetica, dopo l’approvazione, sarà realizzata. Noi siamo fieri, di questo, e lo dobbiamo essere tutti, non solo questa parte, perché quando ci sono provvedimenti che non attengono alla singola persona, ma alla comunità, ci dovremmo alzare tutti in piedi e dire: siamo stati – siamo, non solo noi – tutti bravi. Questo mi aspettavo; oppure, delle proposte tali che mi diceste: guarda che questa strada è lunga, non è percorribile. E dimmelo tu qual è la strada; dimmi tu qual è la strada che devo percorrere. Me lo dici, me lo proponi, io posso confrontarlo, e su quello ti dico se la nostra è una strada giusta, o se quella che proponi mette in difficoltà quello che stiamo facendo noi. Ma sulle cose che ho sentito, ritengo che abbia visto lungo e continueremo a vedere lungo.
Speaker : INTINI - Presidente del Consiglio
Grazie al consigliere Marino Gentile.
Chiede di intervenire il consigliere Gianpiero Gentile. Prego.
Speaker : GENTILE Gianpiero – Consigliere
Caro Marino, la tua dichiarazione non fa una piega. Qua non stiamo mettendo in dubbio la validità della comunità energetica. Noi stiamo dicendo che in questo Consiglio noi approviamo un atto costitutivo. Per quanto mi riguarda, io sono il Capogruppo del mio Gruppo politico, è quello il problema. Credo che probabilmente lo sbaglio sta nell’aver costruito un gruppo che fa fronte alla maggioranza di questo Consiglio. Ma lo sapevate anche voi che dovevate trovare questo problema, perché probabilmente si poteva fare una manifestazione di interesse in maniera diversa e si poteva costruire la cosa in un’altra maniera.
Come ho detto prima, per quanto riguarda lo sgravio delle tasse in merito a tutto il resto, è un’idea bellissima, come anche questa, però l’atto costitutivo che andiamo ad approvare oggi è fatto in una maniera per me anche sbagliata, non giuridicamente, in modo illegittimo, perché nella manifestazione d’interesse hanno partecipato le persone che sono vicine alla maggioranza. Si poteva riflettere, condividerla e farla insieme in una maniera diversa. Solo questo si discute. Siamo ancora in tempo a farla.
Secondo me è l’unica nota stonata, perché una volta che io vado ad approvare questo atto costitutivo, domani, nonostante faccia parte della minoranza, esco sui giornali che approvo un atto costitutivo formato da chi? Dalla maggioranza e da tutti i suoi politici. Si può fare un passo indietro, ancora, si può fare qualcos’altro.
Se voi siete nella vostra posizione comunque decidete voi perché siete la maggioranza e quant’altro; ma noi non possiamo essere in accordo, da questo punto di vista. La CER è un’ottima cosa, l’atto costitutivo è stato sbagliato, per quanto mi riguarda.
Grazie.
Speaker : INTINI - Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere Gentile. Ci sono altri interventi.
Prego, consigliere Curci. Ne ha facoltà, prego.
Speaker : CURCI – Consigliere
Io semplicemente volevo collegarmi a quello che diceva la collega Martellotta, perché volevo chiedere all’esecutivo la legittimità, me quello interessa: sapere se il tema è politico, o di legittimazione amministrativa degli atti. Se è politico è nella legittimazione delle scelte; se ci sono dei profili di illegittimità, dato che mi pare che è stata posta anche la questione nella precedente Commissione, vorrei ascoltare l’assessore, oppure il Segretario, sul tema, perché una volta che la legittimità c’è, poi è una scelta politica, in quanto tale. Anche Hitler nel 1940 riteneva opportuno invadere la Polonia, quindi ognuno fa le sue scelte politiche.
Mi interessava sapere questo, solo questo era il chiarimento, poi lascio alla discussione.
Speaker : INTINI - Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere Curci.
Ha chiesto di intervenire l’assessore Morea. Prego.
Speaker : MOREA – Assessore
Mi dispiace un aspetto: che nel momento in cui si pretende, nei Consigli comunali che ci sia un dibattito e un approfondimento, in modo tale che quello che viene proposto sia chiaro all’opinione pubblica innanzitutto, e al Consiglio comunale. Io dico “innanzitutto all’opinione pubblica”. Probabilmente… Io ho fatto per 43 anni l’insegnante: o non sono stato ancora capace di trasmettere il messaggio nel modo migliore; oppure, il messaggio, un po’ per distrazione o disattenzione non è stato compreso nella giusta dimensione, e nel giusto significato. Entriamo nel merito di quello che viene, diciamo così, contestato. Una premessa: noi quando operiamo, se operiamo nel bene della comunità, abbiate pazienza, riteniamo che la sostanza sia più importante della forma. La forma va rispettata, ma la sostanza deve essere più importante della forma. Ci saremmo aspettati nelle premesse “siamo assolutamente favorevoli nell’andare a creare una CER”, poi andiamo a vedere. Due, secondo aspetto, forse sfugge qualcosa e vi dico io perché sfugge: che abbiamo creato una comunità energetica rinnovabile, ma non finisce lì, aggiunge, solidale, che non è qualcosa di secondario rispetto a quello che abbiamo creato. Noi stiamo proponendo, e io mi sono proposto di relazionare – non ho la delega, però, siccome è una materia che a me piace molto, mi sono proposto di relazionare – su una comunità energetica rinnovabile solidale, che vuol dire che non ci sono fini di lucro. Per quanto mi riguarda, e parlo a livello personale, non ci sono assolutamente incompatibilità, al punto tale che ho invitato tutti i consiglieri comunali ad aderire. Quella manifestazione d’interesse è una manifestazione che non si chiude mai: si può aderire in qualsiasi momento, anche in questa sede, alla comunità energetica. Nel momento in cui sono state fatte delle adesioni perché non arrivavano adesioni di persone vicine all’Amministrazione comunale, è una cortesia che è stata fatta perché ogni adesione porta un ritorno al Comune da destinare in forma solidale. Questo sia chiaro, alla città e a chi ha qualche retropensiero, dove io che non parlo mai da dietro, parlo frontalmente, vi dico che state prendendo una cantonata.
Quarto aspetto… Chiarito l’aspetto delle incompatibilità, perché stiamo aderendo a una CER solidale, dove la CER non ha fini di lucro, non c’è un ritorno da parte di chi ha aderito, e chi ha aderito dà un ritorno alla comunità, chi ha aderito poteva aderire a una CER di una qualsiasi azienda, qualsiasi azienda, Enel, ENI, che hanno creato aziende, dove avrebbe un ritorno di carattere economico. Ha rinunciato perché si è voluto dare un segnale, si è voluto dare un esempio, e non permetteremo a nessuno di poter mettere in dubbio la moralità di chi ha aderito a una CER solidale. Altro aspetto che è chiaro che deve essere chiarito in questa situazione: io ho fatto presente prima che le CER non sono decollate perché non si trovava l’investitore, a livello di Italia è avvenuto questo. Noi abbiamo avuto una richiesta, sul Comune di Noci, di realizzare un mega sul territorio di Noci. Qual è stato il vantaggio? Che all’azienda abbiamo detto: stai producendo un mega…
No, Gianpiero, scusa, siccome il modo in cui vengono poste determinate cose può dare adito a equivoci, io sto usando un tono anche abbastanza deciso, perché voglio che l’equivoco qualcuno se lo deve togliere dalla testa, non esiste. Che poi possiamo parlare della comunicazione, dire che bisognava dare un mese in più, venti giorni, tutto quello che vogliamo, tutto è ammissibile. Ma l’essenziale è che passi il messaggio della volontà di chi ha aderito, quali sono gli scopi che sono prettamente sociali. Il Comune avrà 50, 60, 70, 80.000 euro di rientro l’anno? Non lo sappiamo, dipende da quanta energia viene prodotta e viene utilizzata.
Il Comune avrà la possibilità di pianificare come destinare quei fondi, non questa Amministrazione comunale, questa Amministrazione comunale, chi verrà dopo, chi verrà dopo ancora, fin quando quei pannelli e questa CER esisterà e rimarrà in vita.
Per quanto riguarda l’aspetto, noi abbiamo utilizzato un investimento fatto da un terzo sul nostro territorio, dove quindi abbiamo superato l’ostacolo più importante: che nessuno deve fare investimenti di produzione di energia. Non abbiamo detto che aderiamo perché io ho preso i miei pannelli e li metto a disposizione. No. Noi utilizzeremo l’investimento che ha fatto un privato, e che il nostro apporto come consumatore darà la possibilità, al privato, di avere un ristoro che porterà nelle casse del Comune grazie al beneficio previsto dalla CER. Quindi, nel momento in cui ne sentiamo parlare, uno, ripeto, le adesioni sono aperte in qualsiasi momento. Nel momento in cui ci saranno 300 adesioni, un minuto dopo, chi ha dato l’adesione iniziale, dice il consigliere Mezzapesa, può fare un paso… No, può fare un passo indietro, perché ha permesso di costituire la CER, poi dice: obiettivo raggiunto, io me ne sto a casa, non ho fastidi nell’andare a riunirmi in Consigli di assemblea, approvazione di bilancio e anche responsabilità. Però, l’iniziativa bisognava farla partire: o noi la facevamo partire, perché c’è l’investitore lì, se no quello l’energia la mette a disposizione di altre strade, di altri sistemi, di altri modi, quindi bisognava farla partire. Dopodiché, partita e creata la CER, non vi piace che ci siano persone che hanno dato un esempio? Le persone prendono e se ne vanno a casa, un minuto dopo. Aspettiamo che siano gli altri a salire all’interno della CER, in modo tale che questa comunità energetica possa avere i suoi risultati, che noi tutti auspichiamo. Quindi, è un argomento a cui noi teniamo. Abbiamo voluto lanciare un messaggio: il messaggio viene colto al contrario. Il messaggio viene colto al contrario: un conflitto di interessi in che cosa? Ma dove sta il conflitto di interesse? C’è un volontario che aderisce a un’iniziativa che il ristoro vada nelle casse comunali.
Allora io dico: cerchiamo di essere… Noi siamo delle persone su cui tutto si può dire, ma abbiamo una moralità specchiata che nessuno può mai mettere in discussione, neanche in un Consiglio comunale. E siccome non parliamo in piazza Garibaldi, ma stiamo parlando in Consiglio comunale, è giusto che determinate cose vengano dette qui, vengano chiarite qui, non nel chiacchiericcio di corridoio o di altre situazioni. Scusate se ho utilizzato una certa animosità, ma, ripeto, è l’argomento che mi porta a quello. Ho insegnato per quarant’anni a scuola, mi è rimasto nel cuore. Quarant’anni fa io facevo presente ai ragazzi com’era fondamentale e importante avere una sensibilità di carattere energetico e una sensibilità di carattere ambientale. Capiamo naturalmente che sono argomenti a cui teniamo in modo particolare.
Io mi auguro che da questo Consiglio comunale, da questa Amministrazione, dalle Amministrazioni che verranno, nascano altre cinque, sei, sette, non solo CER, ma anche iniziative in altri settori che vanno verso gli obiettivi fissati dalla CER, verso gli obiettivi fissati dalla Comunità europea nel momento in cui hanno comunicato di sensibilizzare tutti i Paesi aderenti a ottenere determinati risultati.
Quello che però io voglio dire è di essere tranquilli, di essere sereni: si sta facendo un passo avanti, si sta portando avanti un’iniziativa, sicuramente a beneficio della comunità, a beneficio di tutta la comunità, dicevo, non solo per chi verrà dopo, ma ad iniziare dal giorno dopo in cui la CER ha iniziato a produrre energia, e ha cominciato a produrre anche il famoso ristoro, che troverà nelle casse comunali.
Saremmo riusciti in quel caso ad aiutare dieci famiglie? Avremmo fatto un risultato. Cinque famiglie? O 50 famiglie? Non ha importanza, l’importanza è di mandare un segnale. E il segnale è quello di cominciare a dare un esempio.
Per quanto mi riguarda, se al termine di questo dibattito, anziché prendere una strada diversa, avremo una strada tale che l’intero Consiglio comunale aderisce a questa iniziativa, noi daremmo un segnale molto forte alla città. In questo modo non lo stiamo dando.
Grazie.
Speaker : D’APRILE – Consigliere
Grazie, Presidente.
Io ritengo, anche per chiarire il discorso delle incompatibilità e per stare anche tutti più tranquilli, noi consiglieri, credo che per fortuna abbiamo nei Consigli comunali la figura del Segretario comunale, figura preposta per farci stare tutti più tranquilli sull’incompatibilità che è emersa nel dibattito.
Io quindi passerei, se siete d’accordo, la parola al Segretario comunale, che si esprimerà in merito. Grazie.
Speaker : ALBANO – Segretario generale
Secondo me bisogna distinguere due profili: il conflitto di interesse dall’incompatibilità. Il conflitto d’interesse riguarda l’amministratore al momento della delibera, che sia di Giunta o di Consiglio. Sapete che si deve astenere se ha un interesse attuale o potenziale, proprio, o di un prossimo congiunto, fino al quarto grado.
Quindi, se alla CER aderiscono consiglieri, persone fisiche, si dovrebbero astenere; o se alla CER aderiscono parenti fino al quarto grado. Non mi pare che sia questo il caso, o almeno, così mi risulta dagli atti. Ci sono parenti fino al quarto grado? Parenti di consiglieri fino al quarto grado…
Se vengono palesate è un discorso.
Il consigliere, o l’assessore, in questo caso è una delibera di Consiglio, il consigliere ha l’obbligo di astensione e di non partecipare alla discussione nel momento in cui la decisione non può incidere su un interesse proprio, attuale o potenziale, o di un parente o un congiunto fino al quarto grado, quindi, quarto grado… Già tra cugini non è più quarto grado, ma quinto grado, mi pare, quindi è meno che cugini.
Per quanto riguarda invece l’incompatibilità, l’incompletezza è un istituto disciplinato dal TUEL, che prevede gli incarichi e le cariche che il consigliere non può avere, o dovete decidere se assumerla o meno.
In questo caso, non mi pare che stiamo trattando di cariche che assume un consigliere, anche perché sono tassative, le ipotesi previste dal TUEL, e non mi pare che rientriamo in questa situazione.
Poi ritengo che, qualora si voglia configurano un conflitto di interesse, anche di un prossimo congiunto, ho francamente difficoltà a vedere in un fine sociale che non si rivolge direttamente alla persona, un conflitto di interesse, ma questa è un’interpretazione, una mia valutazione, prendetela come assolutamente personale, lontana forse dal mondo del diritto.
Se però gli eventuali introiti sono finalizzati per fini sociali, e chi fa parte di questa CER non ha nessun vantaggio, anzi, sta destinando delle risorse allo svantaggio economico, io non vedo il conflitto di interesse, non riesco a configurarlo, se no aiutatemi, chiedo a voi se mi aiutate a capire dove ci può essere. Però, indipendentemente da questo, invito, a prescindere, se ci sono consiglieri che hanno prossimi congiunti fino al quarto grado, ad astenersi, a non partecipare. Non avrebbero dovuto partecipare alla discussione. Tra i presenti, non penso che ci siano. Penso di essere stato chiaro, se avete bisogno di altro… Poi, il consigliere chiedeva la scelta della forma. Penso che la forma, dal punto di vista del codice civile, sia legittima, quindi era una scelta, se mi posso azzardare, semplificativa avere l’associazione non riconosciuta rispetto a quella riconosciuta, che prevede un iter particolare, l’iscrizione nei registri, altre spese, mi sembra, a fini di registrazione, di bollo, eccetera. Presumo che sia quella la scelta.
Speaker : INTINI - Presidente del Consiglio
Grazie, Segretario.
Chiede di parlare il consigliere Mezzapesa. Prego, consigliere.
Speaker : MEZZAPESA – Consigliere
Grazie, Presidente.
Io vorrei da subito, da parte di tutti, anche da parte nostra…
Non è questione se si vuole o non si vuole lasciare la CER. La CER, è chiaro, l’ha detto poc’anzi anche la consigliera Martellotta, noi, come Amministrazione, dalla passata Amministrazione, già si ventilava la realizzazione di una comunità energetica. Quindi, non sono in discussione il principio o la sostanza. Il problema è che non è come dice, e mi dispiace doverlo dire in maniera secca… Nella pubblica amministrazione, la forma è sostanza, assessore, non è come dici tu, e ti spiego il perché.
Nella pubblica amministrazione, caro assessore Morea, la forma giuridica è sostanza, non diciamo fesserie. Ti dico il perché: sto direttamente sul sito del GSE, ti leggo testualmente che cosa dice il GSE: “che cos’è una CER? Una comunità energetica rinnovabile (CER) è un soggetto giuridico i cui soci o membri possono essere persone fisiche, piccole e medie imprese, per le quali la partecipazione alla CER non costituisca l’attività commerciale e industriale principale, anche partecipata da enti territoriali, associazioni, aziende territoriali per l’edilizia residenziale, istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, aziende pubbliche di servizi alla persona, Consorzi di bonifica, enti e organismi di ricerca e formazione, enti religiosi, enti del Terzo settore e associazioni di protezione ambientale, nonché le amministrazioni locali individuate e l’elenco delle amministrazioni pubbliche predisposto dall’Istituto nazionale di statistica – come è il nostro Comune – ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009 n. 196, che condividono, tramite i loro consumi, l’energia elettrica rinnovabile prodotta da impianti a fonte rinnovabile. La CER è un soggetto giuridico autonomo, il cui obiettivo principale è fornire benefici ambientali, economici o sociali, a livello di comunità, ai propri azionisti, a membri o alle aree locali in cui opera. Il ruolo di referente per una CER può essere svolto dalla stessa Comunità nella persona fisica che, per statuto o atto costitutivo ne ha la rappresentanza legale.
In alternativa, il ruolo di referente può essere svolto da un produttore membro della CER, da un cliente finale membro della CER, da un produttore terzo di un impianto la cui energia prodotta rileva nella configurazione che risulta essere una ESCO, cioè, deve essere una entità certificata, altrimenti la CER non può essere costituita”, questa non può essere costituita, mancano i soggetti. Ecco perché la questione che poneva anche la consigliera era questa: scusate, fermiamoci un attimo, vediamo di risolvere queste questioni, la lasciamo come atto di indirizzo, io la prendo. Io prenderei la proposta: facciamolo diventare un atto di indirizzo, tutti vogliamo la costituzione di una comunità energetica. Bene. Togliamo la storia dei nomi, dei cognomi, eccetera, approviamo uno statuto di carattere generale, dentro cui ci possono essere tutti i soggetti che sono riportati dalla norma, e finisce la storia. Poi, si fa il bando, lo si apre a tutti, tutti quelli che possono o vogliono partecipare hanno i requisiti, bene, faranno parte della CER. Non è che noi stiamo dicendo: no, non ci interessa perché la stai facendo tu. La stessa cosa che ho detto ieri, la sto dicendo oggi, che sia chiaro, io non mi smentisco mai, almeno fino adesso, tranne che non succeda tra qualche anno, alla vecchiaia.
In questi casi, un soggetto che per statuto, o atto costitutivo ha la rappresentanza legale della comunità energetica rinnovabile, conferisce al referente apposito mandato, senza rappresentanza, di durata annuale, tacitamente rinnovabile o revocabile in qualsiasi momento. In una CER l’energia elettrica rinnovabile viene condivisa tra i soggetti produttori e consumatori connessi alla medesima cabina. Quindi, la cosa che in realtà di fatto ha detto l’assessore, ma non c’è scritto, è che c’è un produttore. Dove sta, fammi leggere, dove sta produttore nello Statuto? Non c’è, non lo hai citato. Tu non l’hai citato né in questo, né in questo, quindi di fatto mancano degli elementi, risolviamo: chiamiamoli, questi aspetti, e facciamolo. Chi sta dicendo di no?
Io vorrei che fosse chiaro, il messaggio. Chiariamoli, facciamolo passare come atto di indirizzo. Questo è un atto di indirizzo: si vuole la costituzione di una comunità energetica, togliamo i benedetti statuti, li facciamo diventare qualcosa che viene stralciato dalla delibera e rimane atto di indirizzo. Lo si riapre, quando si verrà qua, si farà uno statuto-tipo, dentro ci potrà stare chiunque, lo approviamo come statuto-tipo, e rispettiamo ciò che dice la norma, mettendoci dentro anche quello che di fatto sta nell’aria, ma non si è detto, cioè che c’è qualcuno, e l’assessore di fatto lo ha detto, perché ha fatto un nome, però sulle carte il nome non c’è. Non esiste, questo nome. Se c’è il produttore, o colui che in realtà nella CER farà la proposta effettiva, allora deve essere evidenziato.
Lasciamolo, ripeto, come atto di indirizzo, si sposta successivamente alla definizione un po’ più chiara di quello che effettivamente sarà lo Statuto della CER, lo si riporta in Consiglio e lo si riapprova. Non è che stiamo dicendo no. Detto questo, vogliamo stare tutti insieme? Io credo che la proposta ve l’abbiamo fatta. Non è come al solito: vi stiamo dicendo no? Abbiamo detto no? La cosa non ci interessa? Non è questo.
Sulla stessa vicenda del prossimo punto all’ordine del giorno, avrei potuto fare la stessa cosa: non mi piace, non mi interessa, l’avete fatto voi, non lo voto, non vi propongo niente… E se ne andrà a carte 48. Non è questo il nostro obiettivo, e noi lo abbiamo dimostrato dal primo giorno. Solo che in realtà, per l’ennesima volta, stasera, prendiamo atto che di fronte alla possibilità concreta di una collaborazione, la vostra idea è quasi prevenzione, anzi, diventa una questione morale. Assessore, nessuno vuole farne una questione morale, ma ci sono delle cose che non sono abbastanza chiare, e che bisognerebbe evitare, quantomeno.
Se poi tutto questo a voi non va bene, come andremo a discutere tra poco, al prossimo punto all’ordine del giorno, tutta una serie di indicazioni, così ve lo stiamo dicendo su queste. Decidete voi: vogliamo riportarlo al prossimo Consiglio? Avete detto che entro la fine del mese lo dovete fare, portatelo come atto di indirizzo, lo votiamo tutti insieme, lo Statuto lo si rivede rimettendolo in carreggiata con ciò che dice la norma e ce lo votiamo. Poi, chiunque vorrà parteciperà, ma senza nomi di nessuno, così evitiamo tutti i dubbi possibili.
Non si porta in Consiglio comunale uno Statuto con i nomi. Noi non lo abbiamo mai fatto, questa è la storia del Consiglio comunale del Comune di Noci. Non si portano mai, noi non l’abbiamo mai fatto. Pure quelli che in realtà stavano, in questo Consiglio, non è che fanno finta adesso… Quando mai in un Consiglio comunale abbiamo portato uno Statuto con i nomi? Neppure quelli che erano di Statuto comunale: cioè, solo quando non ci è stato dato, perché la norma ci dava la possibilità di segnalare i nomi in uno Statuto che era stato approvato dal notaio, o da qualcun altro, allora noi avevamo diritto di nominare, perché il Comune aveva diritto di nominare, ha nominato chi doveva nominare. Ma noi non abbiamo mai approvato gli Statuti.
Speaker : INTINI - Presidente del Consiglio
Ci sono altri interventi? Sindaco, vuoi parlare tu?
Sindaco, chiedi la parola, rispondi tu. Ci sono altri interventi?
Se non ci sono altri interventi, deve intervenire il Sindaco. Ci sono altri interventi? Chi deve rispondere?
Sindaco, prego.
Speaker : INTINI – Sindaco
Facciamo un po’ di chiarezza.
Iniziamo dall’ultimo. Iniziamo dall’ultimo. C’è una FAQ. Se leggete le cose, poi leggete pure le FAQ. Una comunità energetica rinnovabile non deve necessariamente essere costituita come ESCO: c’è una FAQ e c’è una risposta. Hai detto che deve essere costituita da una ESCO…
Lo Statuto è la comunità energetica…
No. Non è così…
Abbiamo smarcato la questione della ESCO. L’abbiamo sbarcata. Dopodiché…
Il produttore è Edison ed è scritto in delibera…
Perché non serve… Forse non è chiaro: per costituire la comunità energetica occorre necessariamente che ci siano i soci fondatori della comunità energetica. Bene. Perché ci siano i soci fondatori della comunità energetica è stata fatta una manifestazione di interesse di un mese, a cui è stato dato rilievo sui giornali locali, ci sono le pubblicazioni, stanno qua: Noci Gazzettino, sito del Comune, fax, ripresa a livello nazionale, dunque è stata data ampia rilevanza.
Dopodiché, si parte, perché si deve partire con la comunità energetica, c’è sempre un avvio della comunità energetica. La comunità energetica dunque si avvia con quei soci. L’Assemblea oggi è di 9, io spero che domani sia di 900, perché una volta costituita la comunità energetica, c’è la libertà di tutti di farne parte, la libertà di tutti di farne parte e la libertà di tutti di uscire. Non c’è il primum inter partes, non esiste. La comunità energetica non è quello che state pensando, perché probabilmente avete omesso di leggere quello che adesso vi leggerò. Che cos’è questa comunità energetica?
Questa comunità energetica è storia di questo Comune, storia. Sapete perché? Perché nello Statuto c’è, al punto… È storica, e adesso vi spiego perché è storica. Al punto 2.1 c’è: “l’associazione ha come scopo prevalente quello di fornire benefici ambientali, economici o sociali a livello di comunità, ai propri membri o soci, o alle aree locali in cui opera, e non quello di ottenere profitti finanziari”, punto 2.1. Punto 2.2: “l’associazione non ha scopo di lucro e persegue esclusivamente – esclusivamente – finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale”. Articolo 2.5: “L’eventuale importo della tariffa premio eccedentario rispetto a quello determinato in applicazione del valore, eccetera, sarà destinato ai soli consumatori diversi dalle imprese e/o utilizzato per finalità sociali aventi ricadute sui territori ove sono ubicati gli impianti per la condivisione”. Articolo 4.1: “La CER avrà lo scopo di promuovere azioni con finalità, civiche, solidaristiche e di utilità sociale”; articolo 6.4 “È vietata la distribuzione, anche indiretta, di utili ed avanzi di gestione, fondi o riserve”.
Atto costitutivo, ora ti dico che cosa significhi: atto costitutivo, articolo 3, che toglie qualsiasi dubbio rispetto a quello che è questa comunità, diversa dalle altre, perché ora vi spiego come funzionano le altre: “articolo 3 – L’associazione ha come scopo prevalente quello di fornire benefici ambientali, economici o sociali a livello di comunità. A tal fine, essa avrà natura solidale e i soci, aderendo acconsentiranno a devolvere l’intero – l’intero – incentivo generato dai propri consumi a sostegno di progetti in favore del territorio del Comune di Noci”. Che cosa significa? Significa che in una comunità energetica normale, quelle che già sono presenti a Noci, chi fa parte della comunità energetica intasca l’incentivo e abbatte il proprio costo energetico nella propria casa.
In questo caso, chi fa parte di questa comunità energetica solidale, dice, l’incentivo che mi spetterebbe facendo parte di una comunità energetica e utilizzando la produzione che l’impianto di un mega di Edison fa, non me lo metto in tasca, lo metto a disposizione della comunità energetica che prenderà in esame i progetti di utilità sociale indicati dal Comune di Noci. Questa è la grande rivoluzione di questa comunità energetica. Chi fa parte di questa comunità energetica non si mette un centesimo in tasca, non esiste, non si mette un centesimo in tasca…
Ho risposto, legittimamente.
No, no, no, no, io non giro intorno a niente.
Legittimamente, chi fa parte di una comunità energetica, legittimamente può dire “faccio parte di una comunità energetica” e dunque voglio che l’incentivo per essere non produttore ma semplice consumatore dell’energia prodotta da quella comunità energetica, mi viene in tasca. È legittimo, lo può fare, lo deve fare. In questo caso, chi partecipa alla comunità energetica solidale del Comune di Noci, proposta dal Comune di Noci, e dunque proposta in questo Consiglio, fa una scelta diversa. Dice: io quel centesimo, quell’euro, quei 3 euro, quei 50 euro, non me li metto in tasca, ma li lascio sul territorio della Comunità. Questa è la grandezza di questa comunità energetica.
Dunque, chi partecipa non ha mai un ristoro economico. Ecco l’invito a partecipare, non l’invito a sottrarsi, ma a partecipare, legittimamente. Poi, uno vuol far parte di una comunità energetica privata, privatistica? Perché si dice che non c’è l’aggravio sulle casse non tanto comunali, ma sulle casse dell’erario pubblico? Perché ci sono fondi che sono stati messi a disposizione dalla Regione e dalla Città metropolitana per istituire le comunità energetiche, dunque sono fondi pubblici.
In questo caso fondi pubblici non ce ne sono. C’è un produttore che viene citato in delibera, e ci sono coloro che parteciperanno fino alla concorrenza di un mega per prendere quell’energia elettrica, consumarla ai prezzi di mercato, dunque senza avere un centesimo, ripeto, in tasca, e mettere quell’incentivo che la comunità prevede ai consumatori a disposizione della comunità. Questa è questa comunità energetica. Ecco perché è storica: perché siamo veloci. Perché l’associazione non è riconosciuta? Perché è più semplice. Perché mentre le altre amministrazioni stanno al “caro amico ti scrivo” qua, tra qualche mese avremo la comunità energetica, fra un anno, un anno e mezzo, avremo un fondo che potrà essere messo a disposizione dei caregiver, potrà essere messo a disposizione per i malati che non riescono ad andare a fare le cure oncologiche. Questo è il senso di questa comunità. Ecco perché non c’è niente di… Non ci non ci possono essere retropensieri, perché non ce ne sono. Ontologicamente, questa comunità nasce senza scopo di lucro. Le comunità energetiche hanno uno scopo: quello di produrre energia pulita, e quello di dire a chi produce e a chi utilizza quella “guarda che c’è un ristoro economico, te lo diamo, te lo garantiamo”. In questo caso lo garantiscono a Edison, che rientra dei costi, ovviamente, della costruzione del mega, ma ti dicono pure che chi utilizza quell’energia pulita, la utilizza, la paga uguale, e quello che dovrebbe mettersi in tasca lo mette a disposizione della comunità.
Se non è una comunità energetica solidale questa, spiegatemi quale sia. A chi sta partecipando, e a chi parteciperà, spero lo facciamo tutti, deve andare un nostro grande applauso, perché solidarietà e concretezza fanno rima con questa comunità energetica.
Speaker : INTINI - Presidente del Consiglio
Grazie, Sindaco.
Ci sono altri interventi? Prego consigliere Gianpiero Gentile. Prego.
Speaker : GENTILE Gianpiero – Consigliere
In questo momento, dove si sono alzati un po’ i toni, probabilmente questo punto all’ordine del giorno non lo meritava. È vero, c’erano delle perplessità, anche da parte mia, a primo impatto, però ci sono tante motivazioni, tanti step che mi portano a pensare altro, quali: transizione energetica, punto primo, scopi sociali, punto secondo, quello che è stato poi il dire chiarificatore del Sindaco, come la proposta di essere uniti, anche se questa stessa proposta di delibera non è stata pienamente condivisa, affinché bisogna dare l’esempio legittimo alla cittadinanza.
Il mio voto sarà quindi positivo.
Speaker : INTINI - Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere Gentile.
Aveva chiesto di intervenire il consigliere Ivano Luciani. Prego, ne ha facoltà… Un attimo, consigliere, si è allontanato.
Speaker : LUCIANI – Consigliere
Sono contento che su questo punto ci sia stato un enorme dibattito, bello davvero. Capisco perfettamente, anche perché il professor Morea è molto, molto attaccato a questo argomento, cosa che ci ha fatto anche capire, nelle varie riunioni che abbiamo fatto. Ma io mi aspettavo… Tecnicamente non ho nulla da dire, non sono nelle condizioni di fare discorsi tecnici, però io mi sarei aspettato che in questa comunità energetica ci fossero stati anche ringraziamenti importanti. Ovviamente, ci sarà una comunità solidale. Quando si parla di sociale, io sono la persona più felice perché tenteremo di dare aiuto ai più deboli.
Il Sindaco già ha detto qualcosa sul caregiver, sul taxi sociale. Quindi noi dobbiamo anche fare i ringraziamenti a chi sta uscendo di tasca propria tutte le varie spese. Noi non usciremo un centesimo, quindi ringrazio quel privato che si sta accollando tutte quelle spese. Ovviamente, tutti gli incentivi andranno, come ho già detto, nelle casse comunali che ha l’obbligo di utilizzare solo e soltanto per attività sociali. Già questo è tanta roba.
Quando noi sentiamo in questo periodo di crisi parlare di crisi energetica, di aumento della benzina, di aumento dell’energia, a sentire queste cose, io sono il primo ad essere felice. Quindi, i miei ringraziamenti vanno a tutte quelle persone che stanno tentando di dare una svolta energetica a livello solidale a questo paese.
Grazie.
Speaker : INTINI - Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere Luciani.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Martellotta, prego, consigliera.
Speaker : MARTELLOTTA – Consigliera
Innanzitutto, per cortesia, il timbro di voce: siamo tutte persone civili, ognuno…
L’Assise deve essere il posto dove democraticamente ognuno deve poter dire… Tra l’altro, non stiamo dicendo nulla di male, noi le carte le leggiamo, e quando le carte le leggiamo, e purtroppo siamo dai banchi dell’opposizione, e facendo due più due non viene fuori quattro, è normale che noi sottoponiamo all’Assise, che è il luogo più aperto, più trasparente, i nostri problemi.
Tant’è che, Presidente, adesso la devo passare a lei la patata bollente, quando abbiamo fatto la prima Commissione, dove era emerso, ripeto, perché non è che deve essere puntato il dito sulla consigliere Martellotta che oggi sta sollevando un problema. Questa problematica è emersa in Commissione: c’è una eventuale incompatibilità. Perché non si è portata poi nell’altra Commissione una dichiarazione del Segretario dove noi avremmo sviscerato…? Le Commissioni servono proprio per superare questi, vogliamo chiamarli dubbi? Ognuno si deve prendere le proprie responsabilità. Abbiamo sollevato una problematica? Eravate anche voi d’accordo nell’appurare questo? Avete fatto la seconda Commissione: è venuto fuori niente? Io leggo “approvato, parere favorevole con i dubbi del consigliere Plantamura”. Quindi, oggi noi avremmo evitato tranquillamente di sollevare questa problematica, però, non essendo stata sviscerata, come giustamente… Mi ha per fortuna accompagnato il collega Curci. Vogliamo capire se votare positivamente un provvedimento o meno. Abbiamo capito, abbiamo quindi capito che su questa vicenda… Nessuno, nessuno vuole puntare il dito dicendo che, se all’interno ci sono delle figure apicali dal punto di vista politico… È normale. Lo sappiamo che la comunità energetica è solidale. Le sappiamo leggere le carte, non è che ci deve essere riletto articolo per articolo.
Ma vi dico di più. Io ho fatto una premessa. Cosa ho detto? Era una questione di bon ton, era una questione da evitare. Mi è stato replicato che è stato un esempio, un buon esempio. Figuriamoci se il professor Morea, che è uno stakeholder… Come si dice? Una persona preparata su questa tematica. È giusto che ci sia, però voi stessi avete approvato la delibera di Giunta dove per assurdo c’è scritto che addirittura si può procedere con la costituzione della CER anche in caso di una sola manifestazione di interesse, per assurdo. Questa necessità di andare a fare i soci fondatori con figure all’interno di questa Amministrazione: sarebbe stato opportuno prorogare per aprire di più ai cittadini. Quindi mi viene detto, è un esempio. Io ne prendo atto, però voglio dire che poteva partecipare anche una sola…
Speaker : MARETELLOTTA - Consigliere
Allora, una cosa sono i soci fondatori, Sindaco, e una cosa sono le adesioni successive.
Speaker : MARTELLOTTA – Consigliere
Cosa cambia? Cambia molto, perché nell’atto costitutivo ci sono e rimarranno i soci fondatori. Quindi, siccome si… Voglio dire, nessuno sta puntando il dito. Io voglio capire perché questa Amministrazione ha fatto questa scelta forte. Oggi mi viene detto in Consiglio comunale che è per esempio, per dare un esempio. Io ne prendo atto, per dare un esempio.
Quante adesioni sono arrivate dopo la pubblicazione del bando? Chiedo agli uffici. Da dopo il 30 settembre ad oggi quante adesioni sono comunque arrivate?
Non ne sono arrivate, quindi per dire.
Ho capito, dobbiamo approvare la delibera. Ecco perché io dicevo… Ho capito. Dice che arriveranno tante… È chiuso, è chiuso il bando per la costituzione, però poi dovremo riaprire un’altra. Sì, però già arriveranno tante… La pubblicità è stata fatta, ok. Io le soluzioni, Marino, le ho date nel mio intervento. Se poi da un orecchio entra e dall’altro esce… Ho detto, proviamo a fare un atto di indirizzo. Dice che sono stati invitati… L’assessore Morea ha detto ho invitato tutti i consiglieri a partecipare per dare l’esempio. Io non sono stata invitata, due consiglieri colleghi della minoranza…
Ah, okay.
Quindi, per dichiarazione di voto, per concludere il mio intervento, benché ci sia la bontà di una costituzione di una comunità energetica, cavallo di battaglia anche della nostra campagna elettorale, anche del nostro programma, saremmo stati felici di aderire con una votazione favorevole, ma purtroppo l’iter che è stato adottato non è trasparente e per noi ha dei tratti di opacità. Quindi voteremo in maniera astensionistica. Grazie.
Speaker : D’APRILE – Consigliere
Grazie, consigliera Martellotta. Prego, consigliere Marino Gentile, ha chiesto di intervenire.
Speaker : GENTILE Giovanni Marino – Consigliere
Presidente, giusto per dichiarazione di voto. A me dispiace, io dico sempre che è un’occasione mancata. Se questi tratti di opacità sono stati superati dalle dichiarazioni del Segretario, da chi prima di lui ha preso la parola, l’assessore, e l’assessore a gran voce ha detto io sfido chiunque qua dentro, chiunque qua dentro, credo che questo era il momento per dimostrare che non era quello che avevo detto io, ma perché forse l’iter poteva essere… Forse poteva seguire una strada diversa. Proprio su quella strada, io dico che alcune volte le Amministrazioni perdono le occasioni perché il tempo si perde.
Purtroppo per l’imprenditore il tempo non è quello nostro o al contrario. Quindi, questa Amministrazione ha avuto la forza di sedersi e iniziare a ragionare su qualcosa di importante. Poi può piacere, l’iter può essere immaginato diversamente, però il momento è quello. Siamo favorevoli alla comunità? Se siamo favorevoli alla comunità, lo dimostriamo con voto unanime. Non è che si può dire io ero favorevole ma, siccome quella cosa non mi è piaciuta, io voto al contrario. No, il fine l’abbiamo anche spiegato. Il fine è solidale, quindi a maggior ragione io posso sollevare tutte le eccezioni di questo mondo, posso dire non mi è piaciuto, non mi piace per come l’avete impostata, però, siccome il fine è quello, io oggi lo approvo, ma vi dico che la prossima volta sicuramente ci dobbiamo sedere prima e dobbiamo ragionare di cose diverse prima.
Possiamo essere d’accordo, però dire mi astengo non è la stessa cosa dal voto a favore. Non è la stessa cosa, perché se si è favorevoli lo si dimostra con i fatti. I fatti dicono che chi vota è favorevole, chi non vota non è favorevole. Per quanto riguarda la maggioranza, il voto sarà favorevole. Grazie.
Speaker : D’APRILE – Consigliere
Grazie, consigliere Gentile. Ci sono altri interventi? Per dichiarazione di voto?
Speaker : MEZZAPESA – Consigliere
Molte volte io, in questo Consiglio comunale, non riesco a capire se l’atteggiamento deve essere di disponibilità, perché dobbiamo fare le proposte e poi le proposte in realtà, alla fine, non ci piacciono e quindi in realtà facciamo finta di non averle sentite. Poi in realtà si chiede di votare un provvedimento palesemente confuso, che in realtà mette in piedi una cosa che in questo Comune, in questo Consiglio comunale, nella storia di questo Consiglio comunale non c’è mai stata, perché deve essere scritto così. Visto che ci sarà un bel verbalino, venga scritto che questa cosa non si è mai fatta. Non c’è stato mai uno statuto in cui si sono messi, in cui si sono fatti i nomi e cognomi di persone che stavano in questo ambiente e per di più che stranamente oggi spariscono, perché artatamente viene tolto da qualcosa che in realtà c’era. Quindi anche questo fate finta di non averlo visto e di non averlo sentito, ma per di più c’è un altro fatto ancor più grave.
Si vuole ostinare a mantenere in piedi quell’asse non ho capito perché. Se in realtà fosse stato approvato lo statuto senza nomi, con le stesse indicazioni che in realtà…
Non sto parlando… L’atto costitutivo si fa dopo. Non c’era bisogno manco di farlo. C’era bisogno solo dello statuto, punto, con l’atto costitutivo che si rinviava a chi in realtà si costituiva a fare poi eventualmente l’atto della CER, con atto da doversi fare.
Allora, togli l’atto costitutivo.
E allora togli l’atto successivo, lascia solo quello che non c’è.
Non c’è una legge? C’è sicuramente non l’opportunità, la politica che deve dare segnali chiari di distinzione tra quello che è il gestionale e quello che in realtà… Allora questa cosa non si può sentire. Non si può sentire in questo Consiglio comunale, perché voi siete diventati moralmente disimpegnati. Questo Consiglio comunale è moralmente disimpegnato. Anche quando, di fronte all’evidenza dei fatti, fa finta che tutto è tollerabile, che è tollerabile anche qualcosa di intollerabile. Voi fate finta di non vedere e di non sentire.
Allora, Anna ha detto che in realtà lei vota l’astensione. Io, per protesta, abbandono l’Aula perché io con voi non voglio avere niente a che spartire su una vicenda squallida come questa.
Speaker : D’APRILE – Consigliere
Grazie, consigliere.
Va bene, va bene, consigliere.
Ci sono altri interventi? Si prenota… Prego, prego, consigliere Gentile.
Speaker : GENTILE Gianpiero – Consigliere
E purtroppo la politica è anche questo. Io devo dire soltanto che, quando si opera con situazioni così belle, non ci deve essere ideologia e politica che mantiene, perché chi sta seduto in questo Consiglio deve adoperarsi per il bene collettivo e per il paese, che sia democristiano, che sia progressista, che sia conservatore, qualsiasi forma.
In questa situazione, nella fattispecie, probabilmente Marino ha ammesso nella sua dichiarazione che qualcosa è stato tralasciato, qualcosa si poteva fare meglio.
Marino, tu l’hai detto nella dichiarazione che si poteva fare diversamente. Si poteva…
Si poteva fare diversamente, si poteva fare diversamente. Allora…
Speaker : D’APRILE – Consigliere
Scusi, scusi, consigliere Gentile, la dichiarazione di voto deve fare, però, che è il secondo intervento. Quindi neanche poteva intervenire, comunque prego.
Speaker : GENTILE Gianpiero – Consigliere
Io quello che voglio dire, io non ce l’ho con Marino. Probabilmente… Tu hai confermato il fatto che probabilmente poteva andare diversamente, in una maniera diversa. Io così ho ascoltato. Le mie orecchie hanno ascoltato questo. Poi adesso passiamo allo step successivo, perché io la dichiarazione di voto l’ho fatta. Io ho detto soltanto che probabilmente era meglio che tutti i consiglieri, nonostante sia successo questo, si dichiarassero positivi alla proposta di delibera.
Detto questo, passiamo allo step successivo, la pubblicità, che in merito il Sindaco ha detto…
Fammi finire. In merito… La proposta di delibera, che in merito il Sindaco ha detto chiaramente che è stata fatta sui giornali, sui giornali locali e anche nazionali probabilmente eccetera, eccetera, probabilmente non è bastata. Io chiedo all’elettorato di tutti i consiglieri di promuovere e di andare a parlare con qualsiasi persona dell’intera comunità per portarla a firmare questa cosa. I giornali non servono a niente. Serve parlare con le persone, discutere e favorire questa situazione. Questa è la mia situazione e chiudo.
Speaker : D’APRILE – Consigliere
Consigliere Gentile, prego.
Speaker : GENTILE Giovanni Marino – Consigliere
Solo per dire, Gianpiero, che ho detto che qualcuno ha una visione diversa e poteva prendere un iter diverso, ma non ho detto che c’era qualcosa che non andava. Però, permettetemi una cosa, ne approfitto. Essere giudicati moralmente, guardate, lasciamo… Io vi dico solo una cosa. Ho fatto finta di niente. All’insediamento del Consiglio l’atteggiamento che stiamo vivendo ancora stasera, e ve lo ricordo, è sempre quello. Quindi noi non abbiamo cambiato niente, noi l’abbiamo subito dal primo giorno. Il sottoscritto l’ha subito il primo giorno. Si è abbandonata l’Aula e si è detto che noi stavamo sbagliando l’iter. Io sono ancora seduto qua. Mi è stato detto, quando io avevo lo stesso diritto degli altri e perché sono una persona corretta e ho lasciato il dibattito agli altri, di stare zitto, che una cosa che non si può dire in Consiglio. Io non dirò mai a un collega stai zitto. Marino non può parlare, o Gianpiero, io non lo dirò mai.
Il fatto di abbandonare l’Aula... Forse è arrivato il momento che andiamo noi al prefetto. Ma si può abbandonare l’Aula? Mi sto chiedendo: ma funziona così, il Consiglio comunale? Qualcosa mi sfugge, ecco.
Speaker : D’APRILE – Consigliere
Okay, allora, le dichiarazioni di voto sono state fatte. Ora passiamo alla votazione del provvedimento. Vuoi parlare tu? Prego. Il Sindaco ha chiesto di intervenire. Prego, Sindaco.
Speaker : INTINI – Sindaco
Guardate, io davvero certe volte non riesco a comprendere il collegamento tra una questione morale rispetto a una CER solidale. Io davvero… Quando si entra in questo Consiglio, in alcuni casi sembra quasi di entrare in un universo parallelo. Qual è… Perché c’è una moralità che viene meno in una comunità solidale? Che cosa c’è di amorale nel dire… I nomi nell’atto costitutivo, che stanno nell’atto costitutivo, quando ci saranno, speriamo, tante altre adesioni alla comunità, saranno pubblici anche quelli, non è che quelli vengono messi secretati. Non riesco a capire qual è il problema. C’è un atto costitutivo dove vengono indicati quelli che hanno fatto la manifestazione di interesse. Se c’è una manifestazione di interesse per partecipare a un bando, non è che il nome non viene… Veramente mi sfugge.
Il funzionamento di questa CER… Perché non si mette, perché il fornitore? Il fornitore, la CER farà un contratto con il fornitore, perché, ripeto, non è una CER in cui chi si impegna si impegna come fornitore, ma si impegna come fruitore. Questa è la differenza. Dunque è tutto qui.
Se l’avessimo fatta sui tetti comunali, sui tetti dei palazzetti dello sport eccetera, noi saremmo stati i produttori e poi ci sarebbero stati i soggetti fruitori oppure i soggetti che avrebbero prodotto insieme a noi. Però questo avrebbe portato che cosa? Avrebbe portato il Comune a dover spendere soldi per poter. In questo caso il Comune entra in una comunità energetica a costo zero, provando a convincere i cittadini nocesi, che legittimamente, ripeto, si possono fare una CER, avendo sconti in bolletta che oggi sono assolutamente necessari e sono assolutamente giustificabili.
Chi entra in questa CER lo fa con uno spirito moralmente solidale, fortemente solidale, estremamente, straordinariamente solidale. Questo è il principio. Dunque questo principio viene disciplinato con lo statuto e con l’atto costitutivo. Io ve li ho letti anche alzando la voce, non per uno spirito di soverchiamento, ma li ho letti perché davvero mi sembra di aver fatto, ci sembra di aver fatto una cosa incredibilmente straordinaria. Abbiamo chiesto a delle persone guardate, fate parte di una CER, rinunciate all’aspetto economico, pensate all’aspetto solidale. Se questa cosa moralmente non è da applaudire, io non so cosa sia da applaudire moralmente, onestamente. Grazie.
Speaker : PLANTAMURA – Consigliere
Parlo senza microfono. Forse il problema non è stato esplicitato, come è stato esplicitato adesso, qualche giorno prima, qualche settimana prima, qualche mese prima. Capito? Quando io ho chiesto ad Antonio che cos’è la CER, cosa fa, le perplessità mie erano queste. È stato capace di rispondere? No, sei venuto tu, scusami il termine tu, a dirmelo, a dircelo.
Hai letto il tuo statuto. Ho capito, Antonio, ma, quando ti ho detto, ma c’è un’entrata del Comune? No. Come no? Ci sono 80.000, 90.000 euro.
Ascoltami, ascoltami. Non mi hai detto che c’erano 80.000, 90.000 euro. Lo sapevi.
Non si possono quantificare, ma tu hai detto che è zero. Hai detto che è zero e non può essere zero.
No, no, avete detto zero. Non ci sarà nessuna entrata.
Non ci sarà un’entrata, non ci sarà nessuna entrata.
Adesso è venuto fuori che l’entrata si impegnano a distribuirla. Secondo me c’è una totale…
Abbiamo fatto una confusione, abbiamo fatto una confusione totale. Hai capito? Io avrei votato sì, come per l’altro provvedimento di qualche mese fa, ma con questa chiarezza… Queste cose vanno votate all’unanimità. Quando c’è un problema… È venuto fuori un problema? È venuto fuori un problema? Spolpiamolo prima, diciamo prima. Siamo arrivati qua in Consiglio a gridare, a fare.
Speaker : D’APRILE – Consigliere
Grazie, consigliere Plantamura.
Allora, passiamo alla votazione del quinto punto all’ordine del giorno: “Costituzione di una comunità energetica nella forma di una associazione non riconosciuta”.
Diamo per lette le premesse di delibera. Allora, il Consiglio comunale delibera di approvare la costituzione dell’associazione Comunità energetica rinnovabile, CER, di Noci, ai sensi dell’articolo 36 e seguenti del codice civile; di approvare lo schema di atto costitutivo della associazione CER Noci nel testo allegato, quale parte integrante e sostanziale della presente deliberazione, allegato A; di approvare lo statuto dell’associazione CER di Noci, che conta di numero 15 articoli nel testo allegato, quale parte integrante e sostanziale al presente deliberazione, allegato B; di autorizzare sin d’ora il Sindaco, in qualità di legale rappresentante del Comune di Noci, a sottoscrivere gli atti sopra approvati, demandando ai competenti responsabili l’adozione di ogni atto necessario e conseguente; di dare atto che il presente provvedimento verrà pubblicato all’albo pretorio on line del Comune di Noci per rimanervi affisso 15 giorni consecutivi, in esecuzione delle disposizioni di cui al decreto legislativo n. 267/2000 e decreto legislativo n. 33/2013.
Apriamo la votazione.
La votazione si è conclusa. Presenti 11. Votanti 11. Favorevoli 9. Astenuti 2. Quindi il provvedimento è approvato.
Ora passiamo all’immediata esecutività del provvedimento. Quindi, apriamo la votazione.
Allora 11… No, manca… Marino, tu? Okay, consigliere.
Allora, la votazione si è conclusa. Presenti 11. Votanti 11. 9 favorevoli. 2 astenuti.
Il provvedimento è approvato.
Passiamo ora al sesto punto all’ordine del giorno: “Variante alle…”. Che sta scritto qua? Forse c’è un refuso “Del PRG del Comune di Noci ai sensi dell’articolo 16 della legge regionale n. 56/1980. Edificazione in zona agricola a titolo oneroso. Adozione variante urbanistica.
Prego.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Allora, grazie. Grazie al consigliere anziano. Quindi, l’assessore relaziona sul punto che il consigliere ha…
Speaker : MOREA – Assessore
Grazie, Presidente. Diciamo che il punto riportato all’ordine del giorno, letto dall’Ufficio di Presidenza, tratta un argomento che molto spesso sia stando all’interno degli uffici, ma anche stando per strada, chiacchierando con la gente ci è stato sollecitato più volte, la possibilità di poter modificare con varianti urbanistiche di carattere normativo il nostro PRG per dare la possibilità anche a chi sta in campagna, quindi a chi vive in zona agricola, di poter sia variare la destinazione d’uso dei manufatti che esistono, ma anche di poter realizzare un insediamento a titolo oneroso, un nuovo insediamento a titolo oneroso o non a titolo oneroso, poi vedremo perché, in modo tale che noi con questo atto deliberativo diamo la possibilità al cittadino di dare alcune risposte.
Qual è l’obiettivo? Normalmente, come ogni delibera di Consiglio comunale, noi dobbiamo chiarire al cittadino, alla città quali sono gli obiettivi che ci proponiamo con questa delibera di Consiglio comunale. Noi abbiamo un territorio bellissimo. Questo territorio bellissimo, purtroppo, devo dire, un po’ di anni fa era abitato da un numero di aziende agricole molto più alto rispetto a quello che è abitato oggi. Oggi abbiamo avuto un’evoluzione per quanto riguarda, per esempio, le aziende, chi vive in campagna, i nostri agricoltori. Sappiamo come è importante per il nostro territorio. Il reddito più importante che noi abbiamo proviene dalla produzione agricola, quindi dalla trasformazione del latte e dalla produzione di carni.
Che è avvenuto negli ultimi anni? Il numero delle aziende agricole si è ridotto. Di contro, il vantaggio, l’aspetto positivo è che la quantità di ettari a supporto delle aziende agricole è aumentato. Il risultato del numero delle aziende agricole che si è ridotto ha prodotto abbandoni di masserie, di volumi che esistevano in campagna un po’ di anni fa e che oggi sono, da un bel po’ di anni, chi vive in campagna li conosce meglio di me, abbandonati. Purtroppo non hanno avuto più la possibilità di poter modificare la destinazione di questi volumi.
Uno quindi dei primi obiettivi è quello, con questa delibera, di guardare al nostro territorio agricolo e dare la possibilità al cittadino, col cambio di destinazione d’uso, di ottenere due risultati: uno che è quello di poter modificare la destinazione d’uso delle strutture che abbiamo attualmente in campagna. Due, diamo la possibilità a chi vive in campagna ed è titolare anche di queste strutture di poter anche ipotizzare di differenziare il reddito. Facciamo un esempio. Se uno ha una masseria abbandonata, dove c’è la stalla, il deposito, garage, eccetera e vuol pensare di fare in campagna, cambiando la destinazione d’uso, o una residenza a supporto del settore o un b&b, per esempio, o una casa vacanza o altra tipologia di cosiddetto turismo rurale, con questa modifica che noi stiamo facendo, diamo la possibilità a questi cittadini, a questi agricoltori, per la maggior parte sono agricoltori, di poter ottenere il cambio di destinazione d’uso.
Contemporaneamente, utilizzando anche delle sentenze che noi abbiamo ascoltato… A proposito, se possiamo chiamare un attimo qualcuno che va sopra e fa scendere il responsabile dell’ufficio urbanistico, perché fra un po’ proporrò un emendamento. Quindi servirà il parere del responsabile, quindi se possiamo far scendere l’ingegner Borelli.
Contemporaneamente, oltre alla possibilità di poter effettuare i cambi di destinazione d’uso in campagna di volumi esistenti, i cittadini avranno la possibilità, entro e con i volumi e con gli indici attualmente esistenti, di poter realizzare anche un nuovo insediamento, in linea con quello che prevede il nostro PRG, in linea con quello che prevede il PPTR, ma questo nuovo insediamento deve essere chiaro, deve essere funzionale, non la villetta del professor Stanislao Morea che vuole andarsi a fare una vacanza di un mese o due mesi in campagna. Invece un volume che deve essere funzionale alla conduzione di territori, di un terreno anche per autoconsumo. Però va chiarito che il volume che va realizzato deve essere essenziale. Deve essere essenziale e naturalmente funzionale anche all’autoconsumo e alla conduzione delle terre che la persona ha a disposizione.
Quindi, con questo provvedimento… È un provvedimento non semplice, è un provvedimento complesso. Come noi spesso ci arrabbiamo e ci pizzichiamo in Consiglio comunale perché possiamo avere una delle vedute diverse e il punto precedente ne è un esempio, dove noi convintamente abbiamo portato avanti, abbiamo voluto portare avanti l’attività, in altre situazioni devo dire che la collaborazione che è emersa è una collaborazione che onora il ruolo che ognuno di noi ha all’interno del Consiglio comunale, all’interno di una Giunta comunale, cioè il ruolo è che noi dobbiamo dare un contributo alla risoluzione delle problematiche della nostra città.
Devo dire che abbiamo proposto una delibera, ha fatto il passaggio in Commissione. Dalla discussione in Commissione, e devo ringraziare i componenti della Commissione nelle persone dell’ingegner Mezzapesa, che è un tecnico, dei consiglieri Curci e Jerovante, la Commissione ha prodotto delle modifiche…
Ah, scusate, scusate. Marino stava in Commissione.
Eh lo so, la vicinanza, sai, per associazione di idee.
Quindi, l’ingegner Mezzapesa, il consigliere Gentile Marino e il consigliere Curci Giuseppe.
Discutendo, analizzando il provvedimento in Giunta si è pensato di apportare delle modifiche. Quali sono, qual è uno degli aspetti più importanti della modifica? È nella procedura, cioè il provvedimento, per come è stato proposto, prevedeva una procedura probabilmente un po’ più lunga rispetto a quella su cui poi è approdato il provvedimento finale. Mentre prima non condividevo nulla di quello che ha detto il consigliere Mezzapesa, devo dire, in questa occasione faccio presente che dobbiamo ringraziare anche il consigliere Mezzapesa, che ha proposto delle modifiche. Ne abbiamo discusso, abbiamo accolto alcune di queste modifiche e le abbiamo riportate nel provvedimento.
Questo dovrebbe essere il vero spirito della presenza all’interno di un Consiglio comunale, dove ognuno, nell’ambito delle proprie competenze, deve apportare un valore aggiunto, indipendentemente dal ruolo che uno svolge. Chi di noi conosce la storia di ognuno di noi, io faccio, ho fatto parte di amministrazioni comunali da 25 anni. Nessuno potrà mai dire che non ho portato un contributo costruttivo a tutte le amministrazioni, sia quando sono stato in maggioranza che quando sono stato in minoranza. Quindi, tutto si può dire che additare questo.
Va dato atto che, laddove ci sono dei contributi positivi, va ringraziato chi ha collaborato a questo. C’è stata una discussione con Gentile Marino, con Giuseppe e con Mezzapesa Fortunato costruttiva in Commissione e naturalmente la Commissione ha svolto quel ruolo che doveva svolgere, vale a dire quello di snellire i lavori del Consiglio comunale. Quindi è stata prodotta una modifica al provvedimento, che sarà portata come unico emendamento, dove l’articolo di riferimento della 56/1980 nel testo di delibera è stato sostituito con la legge regionale n. 20 del 2001, che prevede un iter un pochettino più snello rispetto a quello precedente, oltre ad altri aspetti che sono riportati all’interno della delibera.
La materia della urbanistica, io non sono un tecnico, è abbastanza complessa. Un provvedimento di questo genere, per avere un’idea, tocca leggi molto, ma molto complicate. Per fare un esempio, citate sia nelle premesse che nelle considerazioni della delibera: la 56/1980, la legge n. 10 del 1977, il DPR n. 380, la legge regionale, quella su cui stiamo discutendo, che è la n. 20 del 2001, la delibera di Giunta regionale del 16 febbraio 2015, il cosiddetto PPTR, il PRG di Noci, la legge regionale n. 6/1966, per fare alcuni esempi, interagiscono nel provvedimento che stiamo portando noi, Cioè prendiamo aspetti previsti in queste norme, li portiamo all’interno della delibera che sottoponiamo all’attenzione del Consiglio comunale.
Quindi, l’iter quale sarà? Noi approviamo la delibera, approveremo l’emendamento alla delibera. Ho fatto distribuire una copia dell’emendamento a tutti in modo tale che ognuno ha preso visione. Non abbiamo portato l’emendamento all’interno al momento della convocazione, perché l’emendamento è stato prodotto praticamente avantieri, quando abbiamo tenuto la Commissione. Contemporaneamente, ripeto, approviamo il testo, dopodiché la delibera viene pubblicata e ogni cittadino può produrre osservazioni alla delibera. La delibera contemporaneamente, poi, sarà inviata in Regione Puglia per eventuali osservazioni. Qualora la Regione Puglia non realizza, non fa osservazioni alla delibera lo pubblica sul SIT della Regione stessa e quindi, naturalmente, diventa a tutti gli effetti operativa.
Il cittadino, qualora dovesse fare delle osservazioni, delle considerazioni, noi le prenderemo in considerazione, analizzeremo, approveremo o respingeremo. Rispetto alla procedura proposta, che prevedeva il doppio passaggio, questa non richiederà il doppio passaggio, salvo che non arrivano considerazione e situazioni particolari che noi dovremmo prendere in considerazione. Quindi, questo è il motivo perché voi non trovate l’immediata esecutività della delibera, perché la procedura è diversa rispetto ad altre delibere dove noi contemporaneamente approviamo l’immediata esecutività.
Detto questo, considerato che con la delibera si potranno fare piccoli insediamenti in campagna, purché funzionali, nonché cambi di destinazione d’uso sia nell’ambito della stessa categoria che nell’ambito anche di categorie diverse, sappiamo tutti che i cambi di destinazione d’uso… Soprattutto questo è ammesso perché c’è una legge, la n. 18 del 2019, che invita le Amministrazioni comunali, con quella legge, a ridurre al minimo il consumo del suolo. Anziché pensare di orientare le politiche del Consiglio comunale a fare nuovi insediamenti in campagna, abbiamo pensato che è molto più importante incominciare a recuperare quello che noi abbiamo. Noi abbiamo anche delle masserie pure importanti e belle che sono abbandonate. Immaginate se un domani queste masserie vengono ristrutturate, vengono trasformate anche non nel settore dell’agricoltura. Potremmo avere un territorio più bello, più presidiato e sicuramente in grado di poter attirare ancora di più reddito e attirare anche i cittadini non di Noci.
Quindi, dicevo, sicuramente è una delibera positiva, che i cittadini aspettavano da un po’ di tempo. Il nostro ufficio non stava rilasciando più permessi di costruire a titolo oneroso. Spiego giusto la differenza per chi ascolta da casa. L’imprenditore agricolo che sviluppa un investimento nel suo settore e che è imprenditore agricolo a titolo principale realizza senza pagare, non a titolo oneroso. Il cittadino che vuole crearsi un insediamento in campagne, che deve condurre il fondo eccetera, è a titolo oneroso, deve pagare gli oneri rispetto all’imprenditore agricolo. Quella è la differenza.
Per fare questo e dare la possibilità di poterlo fare, abbiamo anche citato delle sentenze del Consiglio di Stato dove sono stati rigettate richieste di permessi di costruire. È andato al Consiglio di Stato, al TAR e al Consiglio di Stato e hanno accettato la possibilità di poter dare al cittadino la possibilità di poter realizzare un intervento a titolo oneroso in campagna. Quindi, da un lato cambio di destinazione d’uso, dall’altro lato anche la possibilità di costruire piccoli insediamenti a titolo oneroso. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, assessore. Si è riservato di parlare il consigliere Gentile. Ne ha facoltà.
Speaker : GENTILE Giovanni Marino – Consigliere
Grazie, Presidente. Credo che l’assessore è stato preciso e puntuale nell’esporre il provvedimento che stiamo adottando. Il mio intervento sarà di tutt’altra natura, cioè sempre sul fatto moralmente. La prova provata è questo provvedimento. Mentre questa Amministrazione aveva immaginato di intraprendere una strada, nella discussione della Commissione in maniera serena e tranquilla si è arrivati ad un’altra strada. Quindi era doveroso ringraziare l’atteggiamento del consigliere Mezzapesa, però permettetemi. Ciò che è successo prima non l’accetterò mai.
Non voglio entrare nel merito. È stato… Già si è preso tempo l’assessore. Lascio la parola al Presidente di Commissione. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere. Consigliere Curci, prego.
Speaker : CURCI – Consigliere
Grazie. Io, in aggiunta sostanzialmente a quello che l’assessore ha già ampiamente rappresentato, volevo aggiungere che, ovviamente, a seguito di osservazioni pervenute in sede di Commissione, si è provveduto, unitamente all’ufficio, a redigere quello che più o meno è un emendamento unico, il quale raccogliesse tutte le modifiche suggerite. Cosicché, senza andare volta per volta a modificare le parole, si giungesse alla votazione unica del provvedimento modificato, in modo tale da snellire i lavori e quindi fare una votazione sull’emendamento e una votazione sul provvedimento finale.
Ora, a me dispiace che di fatto il collega Fortunato non ci sia, semplicemente perché, purtroppo a me, a differenza di molti in quest’Aula, ripetere le cose non piace. Perché non mi piace? Perché poi le cose si ripetono a chi non ascolta e io credo invece che in quest’Aula noi tutti siamo persone in grado di capire, di ascoltare e di far finta anche di non ascoltare, perché molte volte a me è capitato personalmente di far finta di non ascoltare le parole usate, i toni.
Io poi sono sensibile anche al modo in cui si discute, in realtà. Non a caso ho studiato legge, proprio perché uno non inventa, non è che dice X uguale a 2. Nella legge c’è scritto, quella è, da lì ti devi divertire. Anche il modo con cui definiamo e discipliniamo i Consigli, onestamente credo che sia opportuno per tutti darci un attimo una regolata, perché non credo sia nell’interesse di alcuno e soprattutto nell’ordine delle cose invertire le modalità. C’è una discussione, c’è l’intervento, c’è la dichiarazione di voto, si va avanti, con le visioni diverse per l’amor di Dio, ci mancherebbe altro. Anzi, più visioni diverse ci sono e meglio è.
Questo provvedimento, lo dico veramente col rischio di diventare ridondante, è l’esempio plastico, perché questo praticamente è stato mutato nel corpo in due, tre, quattro, cinque, sei, sette righe. Non è una modifica fatta… Come diceva giustamente Francesco prima, in Commissione la cosa fondamentale non è chiedere al Commissario tu che mi dici. La cosa fondamentale è andare all’ufficio e dire tu che dici? È corretta o non è corretta? Purtroppo o per fortuna la nostra funzione è una funzione di indirizzo politico e controllo. L’azione amministrativa è in capo agli uffici, tant’è che l’emendamento non lo faccio io, non lo fa l’assessore. Lo fa l’ufficio, perché l’azione amministrativa fa sì che l’atto è tale indipendentemente dal soggetto politico, ma in quanto l’amministrazione rimane dalla Bassanini, dal 1997 in poi.
Pertanto io mi ha allineo all’invito dell’assessore di accogliere con un voto favorevole questo emendamento, perché rappresenta per il nostro territorio e per la nostra comunità un’opportunità. Come tutte le opportunità, non ha colore politico. È un’opportunità sia per coloro i quali hanno ruderi, sia per coloro i quali hanno delle aziende ormai in disuso, sia per il riutilizzo e sia soprattutto per evitare il consumo di suolo, che da sempre, da norme ormai degli ultimi vent’anni, ci impediscono di fare.
Quindi io non posso che ringraziare l’ufficio per il lavoro serrato che ha fatto, con tempi molto ristretti, tant’è che oggi, appunto, siamo già in grado di poter votare un emendamento che accolga tutte i suggerimenti che sono pervenuti in Commissione, che abbiamo tenuto praticamente lunedì alle ore 12. Quindi non meno di 48 ore fa. Quindi, ringrazio l’ingegner Borelli qui presente. Ringrazio l’assessore per la relazione e tutto quello che è il Consiglio, se avrà il piacere di votare questo provvedimento, che prima che a quest’Aula sicuramente fa una cosa gradita a tutta la comunità nocese. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere. Consigliere Plantamura, prego.
Speaker : PLANTAMURA – Consigliere
Sì, grazie. Premetto che io non conosco bene le leggi, tutta quelle leggi che sono state citate e tutto quanto. Posso fare una domanda tecnica, visto che c’è l’ingegnere qui adesso? Sono previste deroghe in zone particolari, tipo la E3 di una volta? La E3 è pregio ambientale. Leggevo che ci sarà una modifica delle zone agricole. Non sarà più la zona E1, E2 e E3, ma sarà cambiata. È così o per il momento non è così? Insomma, vorrei qualche cosa di più tecnico.
Speaker : INTERVENTO
Buonasera. Mi sentite. No, questo agisce solamente sulla prima parte dell’articolo 16, cioè sulla definizione di ciò che si può fare nelle zone agricole. Quindi le zone E1, E2 e E3 quelle restano. Così come tra l’altro ha già enunciato prima l’assessore, nell’adeguamento del PRG che sarà fatto al PPTR, invece ci sarà… Ed è comunque nel testo già anche indicato ciò che è stato adottato in sede di Consiglio comunale quando è stato adottato l’adeguamento al PPTR. Ci saranno delle ulteriori zone, ma sempre definite dal PPTR. Quindi non saranno delle nuove zone definite da un punto di vista urbanistico.
Quindi le zone, quelle lì, rimangono esattamente quelle, non cambia assolutamente nulla.
Speaker : PLANTAMURA – Consigliere
In alcune zone E3 le altezze massime consentite sono 3,50. Un’azienda agricola con altezze di 3,50 non può esistere. Nel senso che, o meglio, l’esistente, però la nuova edificazione non la posso fare oltre 3,50. Quello rimane così, in questa fase.
Speaker : INTERVENTO
Sì, sì, ovviamente su quello noi non andiamo a cambiare assolutamente nulla.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie. Ci sono altri interventi? Assessore, vuole… Assessore, vuole presentare…
Allora… Allora, come mi sembra di capire…
Sì, sì, sì, gli avrei passato la parola. Quindi adesso l’assessore illustra l’emendamento e poi metteremo ai voti l’emendamento e il provvedimento emendato. Prego, assessore.
Speaker : MOREA – Assessore
Sappiamo che, se parliamo di aziende agricole, non può essere 3,50 metri. Quindi sono 7,50, metri, se parliamo di aziende agricole. Come è possibile? Sappiamo che l’indice sull’ampliamento e ristrutturazione dallo 0,10 va allo 0,15 e quindi naturalmente tiene conto anche dell’altezza.
Allora, diciamo che l’emendamento sostituisce praticamente integralmente il… Quindi prende una parte della vecchia delibera e, insieme a quella parte, inserisce tutta una serie di modifiche che rinviene anche dal testo, dall’oggetto della delibera stessa. Quindi io non so se ritenete che debba leggere tutto. Ho dato copia a tutti. Se ritenete che lo diamo per letto, io leggo solo l’oggetto.
Quindi, praticamente la proposta di delibera che noi troviamo nella cartella di Consiglio comunale, su proposta della Commissione e sul contributo dato dai componenti della Commissione, compreso l’ingegnere che è andato via, ha prodotto una modifica, quindi, che abbiamo noi chiamato: “Proposta di emendamento alla deliberazione del Consiglio comunale n. 2 del 24 marzo 2026, punto 6, del Consiglio comunale del 15 aprile 2026, a seguito della Commissione Assetto del territorio, tenutasi in data 13 aprile 2026”.
La cosa importante è che l’oggetto dice oggi: “Variante alle Norme tecniche attuative del PRG del Comune di Noci ai sensi dell’articolo 12, legge regionale n. 20/2001. Modifica all’articolo 16 delle Norme tecniche attuative del PRG. Adozione variante urbanistica normativa”. Quindi diciamo che l’oggetto della delibera è stato mutato e l’emendamento propone un oggetto di delibera diverso. Naturalmente ne deriva poi il testo consequenziale, a seguito anche di questa modifica, che va a intervenire anche sulla procedura che prenderà la delibera. Questa delibera sarà affissa all’Albo, come dicevo prima. Una copia sarà mandata per le osservazioni alla Regione Puglia e ogni cittadino potrà prendere visione e potrà dare la sua risposta. Affinché sia valido l’emendamento, occorre il parere dell’ufficio. Ecco la presenza qui dell’ingegner Borelli, che invito a mettere il parere sulla delibera, sull’emendamento alla delibera.
L’originale lo consegniamo all’Ufficio di Presidenza per l’approvazione.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, lo mettiamo in cartellina. Quindi a questo punto credo che possiamo passare alla votazione.
Assolutamente, signor Sindaco, prego.
Speaker : INTINI – Sindaco
Grazie, Presidente. Veramente un intervento flash, Volevo ringraziare per il lavoro svolto sia dall’ufficio su una delibera piuttosto complicata. Dunque è stato fatto un lavoro anche di interlocuzione con Regione Puglia. Adesso speriamo che, con l’emendamento e l’interpretazione data, Regione comunque non abbia da eccepire alcunché. È una delibera importante. Volevo ringraziare per il lavoro svolto dalla Commissione, presieduta dal consigliere Curci, con il consigliere Gentile, con il consigliere Mezzapesa e con il consigliere Conforti. È importante il lavoro che ha fatto la Commissione e i suggerimenti dei tecnici all’interno della Commissione, perché, insomma, è una materia molto tecnica.
Ecco perché ritorno al precedente. Ecco perché non c’è un primato della moralità. Magari può esserci un primato tecnico. Quando le questioni sono tecniche, è giusto ascoltare i tecnici e fare… Ma non c’è un primato della moralità. Ecco, in questo caso il consigliere Mezzapesa, da tecnico, insieme, immagino, al consigliere Conforti, non so se c’era, al consigliere Gentile e al presidente Curci hanno tecnicamente dato una risposta, supportati dall’ufficio.
Secondo me, questa delibera potrebbe essere una delibera davvero importante, nel momento in cui non avesse ostacoli. Perché? Perché va nella direzione della rivalutazione e della salvaguardia del patrimonio. Questo è un dato importante, nel senso che, se io ho un deposito che magari è anche ante 67, non lo utilizzo perché addirittura è collabente o similmente collabente e voglio ristrutturarlo, posso farlo, ovviamente asservito alla conduzione del fondo. Se ho 10.000 metri quadri, ho dunque il lotto minimo di un ettaro, perché questa norma, questa delibera è importante? Perché si rifà a una norma importante, che è quella che salvaguarda, anzi promuove l’autoconsumo in agricoltura. Noi sappiamo la tradizione qual è, quella di Noci. È quella di avere gli orti. Quella è una tradizione che la Regione non soltanto sostiene, ma promuove, cioè il fatto di avere una famiglia, anche una famiglia allargata con cugini, suoceri, avere la possibilità di autoprodursi, dunque di avere una conduzione di un fondo anche importante, di un ettaro, con magari alberi da frutto eccetera. Questa delibera va verso quell’aspetto, cerca di salvaguardare quell’aspetto.
Dunque è importante perché, se c’è l’abbandono in campagna, c’è l’abbandono anche dei terreni e dunque anche il territorio ne soffre. Se non c’è quell’abbandono, ma si lavora a che in campagna si possa creare qualcosa di interessante come l’autoconsumo, che secondo me è davvero molto, molto interessante, abbiamo il famoso chilometro zero. Qua siamo a un chilometro sotto zero. Se una famiglia di Noci riesce a prodursi gli ortaggi, la verdura, l’uva o quello che sia, io ritengo sia una vittoria. Ecco, questa delibera va verso quell’aspetto. Non è certamente una delibera che sostiene l’utilizzo del suolo in maniera indiscriminata. Su questo voglio che si faccia chiarezza. È una delibera che va verso la tutela del suolo e la tutela del paesaggio. Dunque rinnovo i ringraziamenti anche all’ingegnere, che purtroppo è andato via. Lo ringrazieremo in una seconda seduta di Consiglio. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, signor Sindaco. Quindi adesso davvero possiamo passare alla votazione.
Io, su suggerimento del presidente di Commissione, darei per letto l’emendamento, a meno che non ci siano eccezioni. Quindi metterli alla votazione l’emendamento.
Ci sono 12 presenti, 12 votanti. 12 voti favorevoli. Quindi l’emendamento è approvato alla unanimità.
Mettiamo adesso ai voti il testo emendato.
12 presenti, 12 votanti. 12 voti favorevoli. Anche il testo emendato è approvato all’unanimità.
In questo caso, non è prevista l’immediata esecutività.
Quindi, passiamo all’analisi del punto n. 7 all’ordine del giorno: “Permuta di terreni appartenenti…
Ah, i due punti… Bene, sì, sono d’accordo. Quindi un’unica relazione. Discutiamo insieme le due cartelle.
I punti sono: “Permuta di terreni appartenenti reciprocamente a Germani Liuzzi e al Comune di Noci” e “Permuta di terreni appartenenti reciprocamente alla società INEDIL S.r.l in Noci e al Comune di Noci”.
Quindi, l’assessore Morea relaziona sui due punti.
Speaker : MOREA – Assessore
Vorrei fare un’unica relazione… Non so. Se ritenete, facciamo un’unica relazione di tutte e due, anche perché sono molto simili come permute.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Comunque poi saranno due votazioni.
Speaker : MOREA – Assessore
Sì, saranno comunque due votazioni separate.
Quindi, il primo provvedimento, “Permuta di terreni appartenenti reciprocamente ai Germani Liuzzi e al Comune di Noci”, praticamente innanzitutto è possibile questo perché lo prevede la legge n. 33 del 2008, l’articolo 58 in modo particolare. Il Comune di Noci ogni anno approva il Piano delle alienazioni e quindi riporta all’interno del Piano delle alienazioni questa tipologia di interventi. Qual è? Di che cosa stiamo parlando? Anni fa fu espropriato, furono espropriati dei suoli perché son state realizzate delle strade. Questi suoli non sono mai stati pagati al cittadino. Il cittadino dice io ti cedo… Considerando che noi, se ricordate, un anno fa in Consiglio Comunale abbiamo portato un primo blocco per allineare il catasto a quella che è la situazione reale sul territorio. Il cittadino dice io ti cedo gratuitamente quella parte e voi mi date gratuitamente il relitto che sta nelle immediate adiacenze.
Stiamo parlando di una permuta che si trova fra via Ceci e via G. Pastore. Naturalmente, per poter aderire a una situazione del genere, l’ufficio deve stimare la permuta e da questo deve emergere che non ci sono oneri a carico del Comune e soprattutto il Comune non ci rimette soldi nel momento in cui deve effettuare la permuta. Che cos’è emerso? Stiamo parlando di un valore stimato di quello che noi cediamo di 4.032 euro, di quello che prendiamo di 3.6670. Ci sarebbe un’utile per il cittadino. Noi dovremmo dare regolarmente 238 euro di differenza. Il cittadino ha rinunciato, naturalmente prendendo a suo carico anche i costi successivi. Quindi, con dichiarazioni riportate in cartella, il cittadino ha rinunciato ai 238 euro e stiamo parlando di una zona contigua, il foglio 42, sia delle prime particelle che delle seconde. Questo è la prima permuta.
Per quanto riguarda la seconda, l’aspetto normativo è lo stesso. Di che cosa stiamo parlando? C’è un suolo del Comune nella zona artigianale, in via Nardulli, se non ricordo male. Per questo suolo il cittadino aveva un accordo col Comune per poter avere l’accesso, la servitù di passaggio per andare nei garage, per circa 805 metri quadri. Il cittadino dice, visto che comunque ho una servitù di passaggio, cedetemi questo suolo, in modo tale che diventa proprietario dell’area per poter entrare nel garage, e io vi cedo 1.160 metri quadri nelle immediate adiacenze del parcheggio del cimitero comunale, dove noi possiamo fare una pensata sia per quanto riguarda l’allargamento del parcheggio sia per quanto riguarda l’allargamento anche della strada. Quindi cede un’area di rispetto cimiteriale, a fronte della cessione da parte nostra di quest’area su via Nardulli. Stiamo parlando della zona vicino alla stazione più o meno, in modo tale che lui risolve quel problema e noi prendiamo un’area che possiamo effettivamente utilizzare.
Anche qui l’ufficio ha quotato. Apro e chiudo una parentesi, sto relazionando io perché ha avuto un problema l’assessore al patrimonio e quindi mi ha chiesto la cortesia di relazionare. Dicevo, l’ufficio ha stimato i due suoli, i due terreni. Nello stimare ha notato che c’è una differenza di 1.200, se non ricordo male, da qualche parte l’ho scritto. Quindi il cittadino anche qui ha fatto dichiarazione che rinuncia a quella differenza a favore suo, contemporaneamente accollandosi anche gli oneri per quanto riguarda gli atti successivi. La differenza è fra 13.968 contro 12.040. Questa differenza non comporterà oneri da parte del Comune. Nel parere, è riportato, non ci sono oneri da parte del Comune. I pareri sono positivi e quindi invito il Consiglio ad esprimersi in tal senso. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, assessore. Si è prenotato il consigliere Mansueto. Prego.
Speaker : MANSUETO Antonio – Consigliere
Grazie, Presidente. Soltanto per comunicare che anche questi due argomenti sono passati dalla Commissione Affari generali, appunto dopo la relazione dell’assessore al patrimonio Giandomenico Miccolis. All’unanimità i componenti hanno dato parere favorevole. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, grazie. Ci sono altri interventi? Non essendoci altri interventi, direi che possiamo passare alla votazione.
Allora metto ai voti la deliberazione riguardante la permuta dei terreni appartenenti reciprocamente ai Germani Liuzzi e al Comune di Noci, punto n. 7 all’ordine del giorno.
Mancano ancora due votanti. C’è ancora un voto da esprimere. Gentile.
Allora, sono 12 i presenti, 12 i votanti. 12 voti favorevoli. Il provvedimento è approvato all’unanimità.
Votiamo adesso per l’immediata esecutività di questo provvedimento.
Mancano ancora due voti. Il Sindaco.
Ci sono 12 presenti, 12 votanti. Sono 12 voti favorevoli. Quindi anche l’immediata esecutività è approvata all’unanimità.
Passiamo adesso alla votazione per la permuta di terreni appartenenti reciprocamente alla società INEDIL S.r.l. in Noci, Bari, e il Comune di Noci.
Siamo 12 presenti, 12 votanti. 12 voti favorevoli. Approvata alla unanimità.
Metto ai voti anche la immediata esecutività di questo provvedimento. Sindaco.
12 presenti, 12 votanti. 12 voti favorevoli. Anche la immediata esecutività è approvata alla unanimità.
Non essendoci ulteriori punti all’ordine del giorno, dichiaro sciolta la seduta. Buonasera a tutti.
