Di seguito una breve descrizione dei principali servizi disponibili:
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Per ciascuna seduta sono disponibili:
- le trascrizioni integrali degli interventi;
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- Oratore: consente di selezionare solo le sedute di Consiglio in cui uno o più oratori selezionati sono intervenuti.
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Alla data odierna i social abilitati sono:
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CONTATTACI
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Buongiorno a tutti. Tutto bene?
Buongiorno a tutti. Visto che siamo ormai in orario, chiedo al Segretario di procedere all’appello.
Per favore, prendete i badge e beggiatevi.
Speaker : ALBANO – Segretario generale
Buongiorno, procedo. Posso procedere con l’appello? Tutti registrati, ok, grazie.
Intini Francesco (presente); Bianco Luciano (presente); Conforti Paolo (presente); Curci Giuseppe (assente); D’Ambruoso Giacomo (assente); D’Aprile Giuseppe (presente); Gentile Gianpiero (assente); Gentile Giovanni Marino (presente); Intini Nicola (presente); Ierovante Marta; Locorotondo Antonio (presente); Luciani Ivano Matteo (presente); Mansueto Antonio; Mansueto Nicoletta; Martellotta Anna (assente); Mezzapesa Fortunato (presente); Plantamura Francesco (assente). Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, Segretario. Quindi siamo 11 presenti. L’Assemblea è valida e atta a deliberare, per cui possiamo procedere.
Vi informo, come avrete sicuramente saputo sia dalle comunicazioni informali sia dagli atti formali della PEC, che la seduta di oggi, oltre ai quattro punti all’ordine del giorno della convocazione in seduta ordinaria, ha visto l’aggiunta di due ordini del giorno, convocati in maniera urgente e straordinaria, per via di una ritardatissima presentazione di documentazione da parte di enti esterni e di una preparazione, della quale, devo dire, ringrazio gli uffici per la prontezza e per la assoluta dedizione, che ci ha consentito di poter aggiungere all’ordine del giorno.
Prima di procedere devo fare una comunicazione. Mi è stata giustificata da parte di Gianpiero Gentile la sua impossibilità a partecipare per motivi di lavoro. Quindi credo che sia assolutamente giustificato.
Se ci sono altre comunicazioni, prego. Consigliere Conforti.
Speaker : CONFORTI – Consigliere
Grazie, Presidente. Solo per giustificare l’assenza dei consiglieri D’Ambruoso, Martellotta e Plantamura, in quanto sono fuori Noci, quindi impossibilitati a raggiungere il Comune di Noci nei tempi. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere. Consigliere Gentile.
Speaker : GENTILE Giovanni Marino – Consigliere
Grazie, Presidente. Ne approfitto, visto che qui abbiamo uno degli attori che ha fatto fare bella figura alla comunità. Quindi mi permetto di ringraziare tutto il Corpo della polizia municipale di Noci. Credo che abbiamo letto tutti quanti sulla stampa di quello che è avvenuto a una turista. Questo significa essere comunità, questo significa un paese che si prende cura degli altri pur non essendo residenti. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie. Grazie della menzione e grazie a chi ha agito in tal senso. Bene, siccome oggi è una seduta ordinaria… Ah, chiedo scusa, avevi già parlato. Prego.
Speaker : CONFORTI – Consigliere
Grazie, Presidente. Ci associamo anche noi ai ringraziamenti per il Comando della polizia municipale, all’intero Comando. Grazie per tutto quello che fanno per la nostra comunità. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere, grazie.
Bene, oggi è una seduta ordinaria, quindi non sono contemplate…
Sì, un attimo soltanto. Ricordo soltanto che non sono contemplate interrogazioni, quindi solo comunicazioni.
Prego, Luciani.
Speaker : LUCIANI – Consigliere
Grazie, Presidente. Mi ha anticipato Marino e Paolo. Siccome io ero presente, mi permetto, se è possibile, nel caso specifico, di fare anche un minuto di raccoglimento per quello che è successo. Se ci possiamo tutti quanti…
Io voglio, per quello che è successo al parco giochi… Io ho parlato con… C’è stato un evento tragico al parco giochi. Volevo ringraziare il Comando dei Vigili per quello che hanno fatto, il Comando dei Carabinieri e tutti i presenti. Mi permetto, se è possibile, da amministratore, vorrei fare un minuto di raccoglimento per questo evento sportivo, che ha avuto una tragedia incredibile, a Beppe Chielli, se è possibile. Non si può fare? Ok, grazie, scusate.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere Luciani.
C’è qualcosa che valga la pena di essere detto al microfono o sono…
Bene, se non ci sono altre comunicazioni, credo che sia il caso di passare all’esame del primo punto all’ordine del giorno.
“Lettura e approvazione verbale della seduta del 26 giugno 2026”. Se non ci sono osservazioni… I verbali sono ormai di una qualità elevatissima, io me li scorro sempre. Se siamo d’accordo, procederei a dare per letto il tutto e passare già all’approvazione del verbale di deliberazione della seguente seduta: seduta del 26 giugno 2026, verbali di deliberazione dal 19 al 32, verbale di adunanza n. 4.
Metto ai voti. Possiamo votare?
Sono 9 voti favorevoli, 2 astenuti su 11 presenti, 11 votanti. Quindi il verbale è approvato a maggioranza.
Metto ai voti la immediata esecutività.
Anche la immediata esecutività è approvata a maggioranza, con 9 voti favorevoli, 2 astenuti su 11 presenti. Grazie.
Passiamo all’analisi del punto n. 2 all’ordine del giorno: “Assestamento generale di bilancio e salvaguardia degli equilibri per l’esercizio finanziario 2026, ai sensi degli articoli 175, comma 8 e 193 del Testo unico degli enti locali”.
Relaziona l’assessore Recchia.
Speaker : RECCHIA – Assessore
Grazie, Presidente. Buongiorno a tutte e tutti. In ottemperanza a quanto disposto dagli articoli 175, comma 8 e 193 del decreto legislativo n. 267 del 2000, TUEL, si sottopone all’approvazione del Consiglio comunale la proposta di assestamento generale del bilancio 2026 e di verifica della salvaguardia degli equilibri di bilancio. Tale adempimento si approva entro il 31 luglio di ogni anno ed è finalizzato ad assicurare il permanere degli equilibri economico-finanziari dell’ente e ad apportare le variazioni necessarie per mantenere la coerenza tra previsioni e andamenti effettivi di entrate e di spesa, anche in considerazione dell’evoluzione del contesto economico, sociale e normativo. L’assestamento si fonda sull’analisi dell’andamento della gestione alla data odierna e recepisce le richieste di variazione formulate dai responsabili di Servizio, finalizzate a garantire la continuità dell’azione amministrativa e la corretta imputazione delle risorse.
Non è un adempimento formale, ma un passaggio sostanziale che misura la capacità del Comune di mantenere gli impegni assunti, di garantire la continuità dei servizi e di sostenere gli investimenti programmati. È anche un atto di trasparenza verso la cittadinanza perché consente di rendere conto dell’andamento della gestione a metà esercizio.
La relazione predisposta dal responsabile del Settore economico-finanziario è stata redatta nel pieno rispetto dei principi contabili armonizzati, secondo criteri di neutralità, imparzialità e prevalenza della sostanza sulla forma. Il responsabile del Settore economico-finanziario in data 30 giugno ha chiesto ai responsabili di ciascun Settore di segnalare tutte le situazioni che possano pregiudicare l’equilibrio di bilancio, sia per quanto riguarda la gestione di competenza sia per quanto riguarda la gestione dei residui; di segnalare l’eventuale presenza di debiti fuori bilancio per i quali dovranno essere adottati i provvedimenti necessari all’eventuale riconoscimento di legittimità e alla copertura delle relative spese; di verificare tutte le voci di entrata e di spesa sulla base dell’andamento della gestione ed evidenziare la necessità delle conseguenti variazioni nonché di monitorare l’andamento dei lavori pubblici finanziati ai fini dell’adozione delle necessarie variazioni; di verificare l’esistenza di situazioni nel bilancio al 31 dicembre 2025 degli organismi partecipati tali da richiedere l’accantonamento o maggior accantonamento a copertura di perdite o disavanzi, come disposto dei commi 552 e seguenti dell’articolo 1 della legge n. 147/2013 e dall’articolo 21 del decreto legislativo n. 175/2016; poi, la segnalazione di eventuali nuove o sopravvenute esigenze di nuove e maggiori risorse.
Nelle rispettive note di riscontro, i responsabili di Settore hanno evidenziato la necessità di apportare alcune variazioni al fine di adeguare gli stanziamenti all’andamento della gestione. Le complessive variazioni contenute nella presente proposta, sia in entrata che in uscita, ammontano ad euro 522.401,65. Il primo Settore affari generali registra una maggiore spesa corrente di euro 1.684,63 per arretrati e contributi al Segretario comunale ed euro 6.043,50 per un debito fuori bilancio da sentenza risarcimento danni, che sono stati finanziati con l’applicazione dell’avanzo accantonato.
Il secondo Settore servizi sociali presenta maggiori spese correnti di euro 19.300 per servizi della biblioteca comunale, cioè la proroga da luglio a dicembre della cooperativa; euro 5.000 per cofinanziamento progetto Info Point regionale; euro 3.000 per screening DSA e 17.000 per doposcuola BES; euro 10.500 per il capitolo welfare. Poi abbiamo euro 20.195,82 per progetto Scuole. Queste spese saranno finanziate dalle minori spese correnti delle rette istituti per minori, per 34.800 euro, dalle maggiori entrate IMU, TASI e TARI e dall’applicazione dell’avanzo libero per euro 7.000. Troviamo anche sia in entrata che in uscita euro 2.917,70 per spese del centro estivo.
Il terzo Settore servizi finanziari evidenza maggiori spese correnti di complessivi euro 54.500 per salari, contributi, oneri fondo indennità e IRAP dei dipendenti, finanziati da minori spese correnti per euro 4.500 dal Fondo indennità posizione dipendenti e da maggiori entrate IMU, TASI e definizione agevolata TARI. Nello specifico abbiamo avuto maggiori entrate correnti IMU e TASI per euro 119.986,86, definizione agevolata TARI per euro 30.474,10, euro 17.023,59 per trasferimenti ministeriali Covid ed euro 8.211,33 per trasferimenti regionali esenzione TASI.
Per il quarto Settore ambiente e commercio si evidenzia una maggiore spesa e una maggiore entrata corrente di euro 249.760. Ci siamo aggiudicati un bando per la digitalizzazione archivio cartaceo Ufficio tecnico.
Il sesto Settore lavori pubblici indica una maggiore spesa corrente di euro 90.000 per la manutenzione scuole e immobili comunali e una maggiore spesa in conto capitale di euro 30.000 per spese di progettazione. Si tratta della certificazione energetica su cinque immobili comunali, le quattro scuole e l’immobile comunale che ci ospita, finanziate con l’avanzo libero.
Infine, l’ottavo Settore urbanistica presenta una maggiore spesa corrente di euro 12.500 per spese piattaforma SUE, sempre finanziati dalle maggiori entrate IMU, TASI e TARI.
Rilevato che la gestione di cassa si trova in equilibrio, in quanto il fondo cassa alla data del 30 giugno 2026 ammonta ad euro 8 milioni e 122.934,15, è un dato importante perché vuol dire che il Comune di Noci non ricorrere all’utilizzo di anticipazioni di tesoreria. Gli incassi previsti entro la fine dell’esercizio consentono di far fronte ai pagamenti delle obbligazioni contratte nei termini previsti dal decreto legislativo n. 231 del 2022, garantendo altresì un fondo cassa finale positivo.
Considerato che il risultato di amministrazione 2025 è di euro 9 milioni e 755.761,32, accertato con deliberazione di Consiglio comunale n. 17 del 29 aprile 2026, a seguito di intervenute applicazioni con le variazioni di bilancio sopracitate presenta ad oggi la seguente evoluzione: fondi accantonati avanzo accertato 2025 4 milioni e 116.778,39 euro; avanzo già applicato 140.108,99; avanzo residuo 3 milioni e 976.669,40; avanzo accertato al 2025 2 milioni e 560.254,14 euro; avanzo già applicato un milione e 684.427,13; avanzo residuo 875.827,01; fondi destinati agli investimenti accertati 9 euro; fondi disponibili 3 milioni e 78.719,79; avanzo già applicato 224.259,84; avanzo residuo 2 milioni e 854,459,95.
Dato atto che il debito fuori bilancio relativo alla sentenza del giudice di pace verrà finanziato con l’applicazione dell’avanzo accantonato 2025 fondo contenzioso, il relativo al riconoscimento da parte dell’organo consiliare verrà effettuato con successivo atto; che il fondo crediti di dubbia esigibilità, stanziato nel bilancio di previsione finanziario, risulta adeguato all’andamento della gestione, come previsto dal principio contabile allegato 4/2 al decreto legislativo n. 118/2011; tenuto conto che è stata segnalata la necessità di apportare le variazioni di assestamento generale al bilancio di previsione al fine di adeguare gli stanziamenti all’andamento della gestione, come specificato negli allegati a vostra disposizione; ritenuto che la variazione garantisce il permanere del pareggio finanziario e degli equilibri di bilancio previsti dalla vigente normativa; acquisiti i pareri favorevoli espressi dal responsabile del Settore economico-finanziario in ordine alla regolarità tecnica e dall’organo di revisione, alla luce di tutti questi elementi, possiamo affermare che il Comune di Noci mantiene gli equilibri generali di bilancio, rispetta il pareggio finanziario e garantisce la copertura delle spese correnti e degli investimenti.
La gestione è solida, prudente e coerente con gli obiettivi programmati. L’assestamento non richiede interventi correttivi significativi e conferma la capacità dell’ente di proseguire con serenità nell’attuazione delle politiche pubbliche. Obiettivo di questa Amministrazione è quello di utilizzare strumenti di analisi e monitoraggio del bilancio per individuare tempestivamente eventuali criticità, promuovendo una gestione attenta e razionale delle risorse pubbliche per evitare sprechi e inefficienze.
Con questa consapevolezza e trasparenza, si propone al Consiglio comunale di apportare al bilancio di previsione 2026-2028 le variazioni di competenza e di cassa di assestamento generale ai sensi dell’articolo 175, comma 8 del TUEL; di accertare il permanere degli equilibri di bilancio sia per quanto riguarda la gestione di competenza sia per quanto riguarda la gestione dei residui e di cassa, assicurando così il pareggio economico-finanziario per la copertura delle spese correnti e per il finanziamento degli investimenti nonché l’adeguatezza dell’accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità nel risultato di amministrazione. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, assessora. È aperto il dibattito, la discussione.
Potete magari parlare al microfono.
Qual è il tema? Del verbale? Facciamo preparare un paio di fotocopie.
Ve bene, prepariamo le due copie. Stanno preparando le copie, nessun problema.
Speaker : CONFORTI – Consigliere
Nel frattempo, Presidente, segnalo che qui c’è la guaina dei cavi elettrici tagliata, a questo microfono. Siccome poi magari si siedono anche bambini, ragazzi a volte e quant’altro, non so se… Dovete far dare un’occhiata. Lo dico a te che l’ufficio tuo è responsabile, Presidente.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie della segnalazione.
Speaker : CONFORTI – Consigliere
Non vorrei che qualche bambino…
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Non credo che sia alta tensione, ma in ogni caso va sistemato.
Il microfono ha funzionato bene, quindi.
No, ho visto che c’è soltanto il fatto che evidentemente tende un po’ a scorticarsi. Va bene, segnalo, vediamo di sistemare.
Facciamo senz’altro sistemare.
Allora, sono state distribuite le copie del verbale. Se avete bisogno di un minuto per prenderne visione, è concesso.
Consigliere… Consigliere Mezzapesa.
Consigliere Mezzapesa, vuol fare una domanda al microfono, così rimane anche agli atti?
Scusatemi. Ci sono interventi? Prego, prego, consigliere. Prego.
Speaker : CONFORTI – Consigliere
Il consigliere Mezzapesa aveva chiesto la copia della relazione all’assessore. L’assessore ha risposto, ha detto no, c’è il verbale della Commissione dove c’è tutto scritto. Il Presidente sta dicendo che non c’è necessità di fare l’intervento. Quindi ora lo dobbiamo leggere, perché io non ho avuto.. Ho avuto un problema alla PEC. Ah, ce l’ha pure lui. Se volete vedere, c’è un problema. La PEC dice errore imprevisto, non ci dà la possibilità di entrare nella PEC per scaricare i famosi documenti.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Va bene, io non ho idea. Vi concedo qualche minuto, però in qualche modo dobbiamo procedere.
Speaker : CONFORTI – Consigliere
Pensavamo che il verbale fosse letto dal Presidente.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
La PEC, però, l’avete segnalato per tempo che non funziona? Perché a me funziona perfettamente.
Speaker : CONFORTI – Consigliere
Guarda, puoi vedere tu stesso. Fortunato, fai vedere al Presidente.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Va beh, era un errore temporaneo. In tutti i casi, prego, prendete visione del…
Si era prenotato il consigliere Gentile, nel frattempo. Prego, consigliere.
Speaker : GENTILE Giovanni Marino – Consigliere
Mi viene in mente… Grazie, Presidente, innanzitutto. Mi viene in mente una battuta di Checco Zalone, il mutismo selettivo. Come disse in un discorso che faceva? Effettivamente forse non ci rendiamo conto che noi siamo in un Consiglio comunale e portiamo a conoscenza della cittadinanza degli atti importanti.
In questo momento l’equilibrio di bilancio è un atto importantissimo, dove certifica che alla data di oggi noi viaggiamo in questo modo. Abbiamo speso questo e le entrate sono queste. Detto questo, io ritengo che dall’altra parte c’è una ragione. Qualcuno dovrebbe spiegare, la parte politica, gli obiettivi, quello che si sta facendo, che si è centrato. Si stanno facendo determinate cose. Quindi si porta a conoscenza di tutto il Consiglio e da lì si apre una discussione.
Però io ritengo che far passare qualsiasi atto, che può essere anche una presa d’atto, in silenzio è squalificante per ognuno di noi. Quindi chiedo a coloro che sono i Presidenti di Commissione, a coloro che si dovrebbero sforzare di portare a conoscenza il Consiglio di atti importanti di fare l’intervento per dare la possibilità a ognuno di noi consiglieri, indipendentemente se si sta seduti da quella parte o da questa parte, di poter fare il proprio intervento. Questo, niente di più. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere Gentile.
Si era prenotato il consigliere Conforti o ricordo male? Nel frattempo si è prenotato il consigliere Locorotondo. Prego, consigliere.
Speaker : LOCOROTONDO – Consigliere
Grazie, Presidente. Mi sembra di cogliere che qui siamo chiamati quasi a gettone, un po’ come il gettone di presenza. Allora, praticamente, giusto per ricostruire la vicenda, visto che Paolo Conforti l’ha fatto in maniera egregia poc’anzi, l’ingegnere Mezzapesa aveva chiesto la relazione dell’assessore al ramo. Poi ovviamente…
Come scusa?
Poi, ovviamente qualcuno ha percepito il verbale della Commissione, che nulla ha a che vedere con la relazione dell’assessore, e prontamente abbiamo trasferito copia. All’interno del verbale di Commissione sono stati riportati dei dati che tecnicamente l’assessore al ramo aveva già enunciato. Nel merito dei dati tecnici, laddove ovviamente è necessaria una spiegazione più certosina, oltre all’assessore al ramo c’è il dottor Palma, che in maniera egregia riesce a spiegare nel dettaglio. Diversa invece la relazione politica, che penso francamente di aver capito l’ingegnere Mezzapesa aveva chiesto.
Il verbale di Commissione non è altro che riportare quello che, all’interno della stessa Commissione, l’assessore nonché il dottor Palma hanno enunciato. Quindi per il consigliere Gentile, che invita e sollecita la discussione politica, penso francamente che se entriamo nel merito dell’argomento del bilancio, dell’assestamento di bilancio sia l’assessore al ramo che il direttore Palma possono entrare tranquillamente senza alcun problema. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere, magari la prossima volta un poco più distante dal microfono.
Consigliere Locorotondo. Consigliere Locorotondo. Consigliere Locorotondo! Per favore, la prossima volta un poco poco più distante dal microfono, perché distorce molto il suono. Era difficile riuscire a comprendere.
Va bene, abbiamo avuto il tempo di visionare i documenti? Prego, consigliere Conforti.
Speaker : CONFORTI – Consigliere
Grazie, Presidente. Noi ovviamente apprezziamo l’intervento del consigliere Gentile, perché effettivamente qualcuno si dimentica che siamo in Consiglio comunale. Allora, visto che non ci sono state spiegazioni, ve le chiediamo tutte, giusto per capire. Se c’era un intervento che più o meno dava delle spiegazioni anche alla comunità, allora uno ascoltava. Poi, alla luce di quelli che sono gli obiettivi e le questioni che giustamente il consigliere esortava a enunciare, facevamo la nostra riflessione, dando il nostro contributo sulla base di quello che si vuole fare, però, siccome non si dice niente, non si parla di niente, è chiaro che siamo costretti a chiedervi le cose.
Abbiamo visto che ci sono maggiori spese correnti per 19.300 euro per servizi biblioteca comunale. Volevamo capire nello specifico in che cosa consistevano, perché ricordiamo che noi, non facendo parte della maggioranza, non sappiamo le cose che invece magari chi è maggioranza sa molto bene. Quindi volevamo capire il servizio biblioteca comunale in che cosa consiste. Sinceramente, non lo so, non riesco nemmeno a immaginare. Non so, sono dei servizi? Non so, eroghiamo dei servizi come biblioteca comunale? Li chiediamo.
Poi 5.000 euro per cofinanziamento progetto Infopoint regionale. Volevamo capire questo progetto dell’Infopoint regionale che cosa prevede, dove è stato inviato, a che Dipartimento regionale, di che cosa si tratta, chi è il promotore, a che cosa serve e qual è l’obiettivo per l’Infopoint.
Poi 20.000 euro in più, quindi maggiori spese… Sembrerebbero in più, maggiori spese. Palma, è corretto? In più, maggiori spese, quindi 20.000 euro dice per screening DSA. Di che cosa si tratta? Magari se ce lo dite perché proprio non riusciamo a comprendere. Poi dice doposcuola BES, 10.500.
17? Però nel verbale è riportato 10.500. È sbagliato il verbale o è sbagliata la relazione? È giusta la relazione. Quindi è sbagliato il verbale. È sbagliato il verbale. Sta dicendo l’assessore che è sbagliato.
10.500 c’è scritto. Quindi è un refuso. Trattasi di refuso? Va bene.
Sul welfare. Qui dice doposcuola BES 10.500 per capitolo welfare.
Sì, doposcuola BES 10.500. L’assessore dice che sono 17.500. Forse perché comprende altri 7. No, mi dice no.
Sì, ho capito che mi ha dato la relazione, però, assessore, abbia pazienza per una questione. Se mi dà una relazione dove è scritto 17.500 e io poi ho un verbale, sottoscritto da ben tre consiglieri comunali, dove c’è scritto 10.500, lei poi mi dice che c’è un errore nel verbale, io ho un problema a capire se è un errore nella relazione o nel verbale oppure se c’è un’interpretazione da dare al verbale un po’ diversa. Può anche essere successo questo.
Ah, vedi, è corretto il verbale.
Okay, welfare. Lei ha detto 17.500, non è 17.500, è 10.500.
Speaker : LOCOROTONDO – Consigliere
Allora è tutto a posto. Allora è tutto a posto. Io gliel’ho detto, sono due voci che…
Speaker : CONFORTI – Consigliere
Allora è corretto, c’era una voce che bisognava sommare, ok.
20.195,82 per progetto Scuole. Volevamo capire di che cosa si tratta. Va bene, ok? Dopodiché si dice che queste maggiori spese saranno finanziate da minori spese correnti derivanti, sembrerebbe, derivanti lo aggiungo io, dalle rette istituti per minori. Quindi abbiamo una minore spesa di 34.800. Vogliamo capire anche qui, nel limite della privacy di chiunque, perché c’è stato questo minore trasferimento di 34.800. Poi dice dalle maggiori entrate dell’IMU e dall’applicazione dell’avanzo libero per 7.000 euro. Quindi le maggiori spese dell’IMU… Le entrate, scusami. Le maggiori entrate dell’IMU vanno un po’ a cofinanziare questo, per una piccola parte evidentemente, trattasi di 30.0000. Quindi glielo dobbiamo dire ai cittadini. Guardate che la maggiore spesa derivante dalla tassa che loro pagano per l’IMU è servita anche per finanziare queste piccole cose, una parte ovviamente.
Terzo… Io sto cercando di leggere, perché ho anche difficoltà. Poi abbiamo 54.500 per salari. Giusto? Contributi, fondo indennità e IRAP dipendenti. Volevamo capire anche questi a che cosa si riferiscono. Abbiamo visto che vengono finanziati poi da minori spese correnti, 14.500, e dal Fondo indennità posizione dei dipendenti. Anche questo volevamo capire come si aggancia. Questa minore indennità della posizione dei dipendenti in che cosa consiste. Che cosa stanno lasciando i dipendenti comunali a favore di queste cose qua o dove c’è questo cofinanziamento, che viene preso da questa minore spesa che viene presa dal fondo identità delle posizioni dipendenti?
Poi dice anche che parzialmente è finanziato dall’IMU-TASI e dalla definizione agevolata della TARI. Va bene? È corretto, giusto? Quindi cerchiamo di capire pure questi 54.500, visto che sono anche cofinanziati con delle indennità di posizione dei dipendenti e anche dalla TARI che i cittadini versano. Capiamo dove vanno a finire. Definizione agevolata. Definizione agevolate c’è scritto.
Il quarto Settore evidenzia una maggiore spesa e una maggiore entrata corrente di 249.000 euro, fondi aggiudicati dal bando per la digitalizzazione archivio ufficio tecnico. Quindi questo è un finanziamento che abbiamo ottenuto e su questo, come dico sempre io, nulla quaestio. A posto, è molto chiaro. Se fossero tutti così chiari…
Poi ci sono 90.000 euro per manutenzione scuole e immobili comunali e una maggiorazione spese in conto capitale di 30.000. Questi 30.000 per spese di progettazione finanziate con avanzo libero. In particolare, i 90.000 euro per la manutenzione di scuole e immobili comunali dove sono andati a finire precisamente?
Dove andranno, sì, però fondamentalmente è stata fatta la variazione perché ritengo dovete… Allora, se non sono state realizzate…
Okay, benissimo allora, per capire dove vanno a finire.
Ottavo Settore, spesa corrente di 12.500 euro per la spesa della piattaforma del SUE. Allora, capiamo bene. Per questa spesa della piattaforma del SUE tecnicamente perché c’è questa maggiorazione di spesa? Su questa questione poi del SUE mi riservo, alla luce anche delle spiegazioni, di dare un contributo e di dire, di fare delle riflessioni sulla piattaforma del SUE.
Tutto a posto. Se vogliamo fare una cosa veloce oggi, basta dirlo. Approviamo tutto e ce ne andiamo. Ho visto che…
Siccome ho visto che non c’è attenzione reciproca, forse mi ci metto anche io.
Voi sì, ci mancherebbe. Il Sindaco è sempre attento. D’altronde ho visto il Sindaco e anche le spese dell’assessore afferente ai lavori pubblici sono chiare. Il problema è tutto il resto.
Le variazioni, va bene. Quindi, alla luce di queste spiegazioni, che, come diceva Marino, non dovevamo nemmeno chiedere, ritengo che questo mio intervento non deve nemmeno essere annoverato nel numero degli interventi, Presidente, perché trattasi di una richiesta che doveva già essere assolta, come vi ha anticipato Marino. Grazie
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere Conforti. Ci sono interventi? Sennò il dirigente del Settore è disponibile a dare delle indicazioni tecniche.
Questioni tecniche evidentemente.
Speaker : PALMA – Dirigente
Sì, grazie, Presidente. Allora, cerchiamo di mettere un po’ di ordine nelle situazioni. Innanzitutto sulle variazioni avete l’analitico, vi è stato consegnato, in cui ci sono le singole voci di entrata e di spesa. Gli equilibri vi sono stati dati, quindi la manovra è conforme alla legge. Volevo dare solo alcuni dati per quanto riguarda la definizione agevolata. Infatti, avevo preso uno degli obiettivi che è stato raggiunto dall’ufficio, che è il minimo, ma nel regolamento, quando abbiamo approvato il regolamento della definizione agevolata, abbiamo fatto delle proiezioni su quello che era il minimale dell’incasso, dove si prevedeva dal 10 al 25 per cento.
Il 10 per cento complessivo della definizione agevolata, quindi parlo di IMU, TARI e TASI 2016, 2017, 2018 è già stato raggiunto, perché l’importo da raggiungere era 220.243 euro. Ad oggi il dato, ve lo posso dare in analitico, è 221.500, così suddiviso. TARI hanno aderito su 892 contribuenti 45 per 40.900 euro. Lo stesso dato ce l’abbiamo per l’IMU, 45 contribuenti su 1.527 per 148.000 euro e 26 contribuenti per 32.000 euro.
Per quanto riguarda quella variazione che avete visto, oneri fondo indennità posizioni dei dipendenti, è solo e semplicemente una regolazione contabile, in quanto dal 67 sono stati presi 14.500 euro, che è il fondo indennità posizione dipendenti, e sono stati portati sul 67.1, che sono i contributi. Che cosa è successo? Che nel cambio del programma, al posto di utilizzare un conto è stato utilizzato un altro avendo la capienza. Quindi, stiamo reintegrando l’esatta contabilizzazione di quello che è avvenuto nella imputazione di bilancio, per quanto riguarda gli stipendi.
Per quanto riguarda gli altri stipendi, quindi il salario accessorio, i contributi e così via, è un’integrazione sulla parte variabile del fondo di previsione sia per quanto riguarda il decreto legge Sicurezza per i vigili sia per quanto riguarda alcune somme di incentivi, se si verificassero, per quanto riguarda i tributi locali. L’applicazione dell’avanzo è fatta in questa maniera. L’avanzo accantonato… Cioè in pratica stiamo prelevando dal fondo contenzioso il finanziamento per quanto riguarda il debito fuori bilancio e sempre dall’avanzo accantonato stiamo prendendo 1.684 euro per gli arretrati del Segretario, che avevamo già inserito in precedenza. Dal ricalcolo abbiamo aggiornato per 1.600 euro.
Per quanto riguarda le rette degli istituti minori, quelle minori spese di 34.800, la proiezione era una proiezione superiore a quelle che erano le esigenze. Quindi il Settore ha comunicato che potevamo prendere 34.800 euro per andare a finanziaria le maggiori spese correnti. Per quanto riguarda il quarto Settore, per i 249.000 euro, è stato già detto. Là c’è un’entrata e un’uscita dai trasferimenti regionali.
L’altro resto credo che spiegherà il Sindaco per quanto riguarda il doposcuola e così via. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Prego, assessore Morea.
Speaker : MOREA – Assessore
Noi sappiamo che abbiamo avuto qualche difficoltà agli uffici per il normale funzionamento, dovute al fatto che alcune persone, alcuni dipendenti sono andati via. Quindi si è pensato che alcune attività si possano risolvere potenziando lo strumento SUE e quindi migliorando il servizio alla cittadinanza da parte dell’Ufficio tecnico, utilizzando questa struttura esterna che attualmente ha in carico il funzionamento e il potenziamento del SUE. Contestualmente, naturalmente, stiamo cercando di rendere strutturale il funzionamento degli uffici.
Abbiamo chiesto l’apertura, da una graduatoria esterna la possibilità di poter assumere un C. Abbiamo ricevuto la graduatoria dal Comune di Modugno e stiamo valutando in ordine… Abbiamo mandato la PEC, in modo tale da capire se troviamo qualche anima del Purgatorio che accetta di venire al Comune di Noci a dare una mano all’Ufficio tecnico per le tantissime attività che sono in carico. Sapete che fra le tante attività oggi in carico abbiamo anche temporaneamente, in attesa del SUAP, di approvare la nuova convenzione SUAP, l’Ufficio è anche RUP per quanto riguarda le pratiche SUAP.
È un problema serio che stiamo portando avanti, una serie di incontri continui. L’unico sistema è l’informatica. Quindi più riusciremo meglio a potenziare il SUE, probabilmente qualche possibilità in più di accelerare le pratiche dell’Ufficio tecnico le avremo. Quindi è stata messa quella spesa a carico del Comune e a favore di chi oggi ha la manutenzione del SUE. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, assessore. Signor Sindaco, prego.
Speaker : INTINI – Sindaco
Grazie, Presidente. Dunque, rispetto ai chiarimenti, in realtà queste sono variazioni che entrano nell’approvazione della delibera in oggetto e che sono ovviamente conseguenze di scelte politiche. Non potrebbe essere altrimenti. Per far sì che quelle scelte politiche siano portate avanti e vengano poi a esplicitarsi in azioni concrete, si ha bisogno di una copertura finanziaria. Per avere questa copertura finanziaria si fanno delle variazioni.
Dunque da dove si è riusciti a risparmiare o, nel caso che ha raccontato il dottore Palma, laddove si è riusciti con la definizione agevolata a raggiungere un certo obiettivo di accertamento di somme in entrata, quelle somme in entrata, che non sono state ancora incassate… Quelle sono somme in entrata che però possono essere impegnate per poter fornire ulteriori servizi, barra per porre in essere interventi manutentivi, barra per fare quello che adesso vi spiegherò rispetto al doposcuola BES.
Allora, per quanto riguarda le rette degli istituti minori, quella è una previsione che noi facciamo nel bilancio di previsione rispetto a quello che negli scorsi anni abbiamo speso per le rette dei minori. Se fortunatamente non servono quelle risorse, poi quelle risorse non vengono più impegnate. Pertanto, banalmente c’è stato meno ricorso agli istituti per minori, ma questa è una voce che ha un andamento che è difficilmente prevedibile, ovviamente. Dunque i risparmi sono 34.800 euro, che utilizziamo invece per fare cosa?
Perché i servizi di biblioteca 19.300 euro? Noi abbiamo un contratto con una cooperativa, che rafforza il servizio in biblioteca, perché in biblioteca noi abbiamo un solo dipendente, che è il direttore. Per poter aprire, per esempio, anche il pomeriggio, per poter fare quelle progettualità che abbiamo fatto in biblioteca, ci serviamo dell’apporto di una cooperativa esterna. La cooperativa esterna… Con questi 19.300 euro noi abbiamo coperto l’affidamento alla cooperativa esterna fino a fine anno. Questo è, poi faremo, immagino, una gara. Qua gli uffici faranno quello che devono fare.
Per quanto riguarda i 5.000 euro di cofinanziamento dell’Infopoint, i 5.000 euro di cofinanziamento dell’Infopoint… L’Infopoint di Noci ha partecipato ad una gara, ad un bando regionale. Se lo è aggiudicato. Conditio sine qua non per partecipare al bando regionale era un cofinanziamento da parte dell’ente, che ha ritenuto opportuno cofinanziare l’attività e ovviamente ci sarà l’ampliamento dell’attività dell’Infopoint, che sta facendo attività…
Il soggetto che ha in carico l’Infopoint è l’associazione “Noci My Destination”.
Per quanto riguarda invece lo screening, che cos’è? Vi ho sempre parlato e anche l’assessora di un progetto molto importante, che noi l’anno scorso abbiamo iniziato, che è il progetto del doposcuola per i bambini che hanno dei bisogni, dei disturbi di attenzione, che non sono ovviamente vere e proprie disabilità. Non lo sono, ma sono dei disturbi dell’apprendimento o per iperattività o per qualche ritardo cognitivo.
Che cosa abbiamo fatto già l’anno scorso? Abbiamo fornito, per una spesa di 30.500 euro, vado a memoria, un servizio alla comunità, di cui la comunità si è servita, appunto. Qual è questo servizio? Abbiamo fatto con le scuole… Dunque un progetto che tiene dentro le scuole e i familiari, chi abbia dato il consenso ovviamente. Abbiamo fatto uno screening con professionisti, con psicologi per capire chi di questi bambini avesse bisogno di un supporto, perché il bambino in questione fa venir fuori con lo psicologo un bisogno che è quello di essere accompagnato, di essere accompagnato agli studi perché o iperattivo o perché abbia un ritardo cognitivo.
Questo screening, che è fondamentale, è stato fatto dagli psicologi e quota… Quant’è lo screening? 3.000 euro. Dunque noi agli psicologi già l’anno scorso abbiamo dato 3.000 euro. Perché non l’avete trovato in bilancio l’anno scorso? Perché questa attività è stata finanziata con una donazione da parte di un privato, che ha voluto mantenere l’anonimato.
Siccome però l’Assessorato e l’Amministrazione ha deciso di rendere questo servizio stabile e sistematico negli anni, significa che noi lo faremo diventare sistematico negli anni, mettendo dei fondi da bilancio, perché lo screening poi viene accompagnato dal doposcuola gratuito, che si è fatto sui laboratori urbani. I bambini oggetto di attenzionamento da parte degli psicologi sono stati accompagnati durante tutto l’anno da un doposcuola.
Non so, sarà stato affidato. Non ricordo chi sono. C’è stato un affidamento, ovviamente. Anzi, l’anno scorso, essendoci stata una donazione, presumo che non ci sia stato. Il pacchetto ci è stato donato da parte del privato. In questo caso immagino si faccia un affidamento. Poi le regole degli affidamenti le conoscete. Non so a chi è stato affidato, non so se è stato affidato ancora.
Dopodiché in realtà c’è poi il lavoro del doposcuola, che, appunto, per tutto l’anno aiuta i bambini, tutto questo gratuitamente. È chiaro?
No, ci sono altre figure. Ci sono altre figure che vengono, secondo me, accompagnate anche da psicologi. C’è un team, perché è un team che lavora, appunto, su un progetto.
Questo servizio, debbo dire, è un servizio che ci rende molto orgogliosi, perché, diventando sistemico e sistematico, rende un servizio importante in termini di welfare e in termini di servizio alla comunità davvero straordinario. Vi posso garantire che non è una cosa usuale, non soltanto nei Comuni del sud Italia, ma nei Comuni in Italia, dare un servizio del genere gratuitamente.
Adesso non lo so. L’anno scorso mi sembra che siano stati 15 bambini, vado a memoria. 15 bambini.
Sì, sì. Per quanto riguarda invece le politiche di welfare, abbiamo anche lì deciso di porre in essere un aumento di 10.500 euro delle poste per il welfare e dunque per progetti inerenti ai servizi sociali, alle politiche sociali.
I 20.000 euro dell’evento scolastico, invece, è un progetto che stiamo costruendo per, anche qui, coinvolgere le scuole con i laboratori per produrre un audiolibro, un audio libro che poi ha la caratteristica di poter essere fruito anche dai non vedenti. Dunque saranno 500 copie che faranno e che faremo insieme ai nostri ragazzi su un tema della comunità di Noci, che può essere un personaggio. Questo lo decideranno ovviamente i ragazzi, insieme a una casa editrice. Lavoreranno in team per creare 502 audiolibri destinati a persone che hanno ovviamente… Che hanno anche, non ovviamente, delle disabilità e anche a persone ipovedenti.
Questo è un progetto che era stato portato nel dossier della Capitale della cultura, nel dossier di “Pietramadre” e che coinvolgeva tutti e quattro i Comuni. Siccome poi oggi quel dossier comunque ogni Comune lo sta facendo per la sua parte, alcuni su alcune parti, altri su altre, noi abbiamo voluto concentrarci su questa produzione di audiolibri e questa produzione di audiolibri avrà il marchio della Capitale della cultura pugliese. Dunque è una eredità della candidatura alla Capitale italiana della cultura ma, essendo noi oggi Capitale della cultura pugliese come “Pietramadre”, il progetto “Pietramadre” fornisce 500 libri ed è un segno: un segno che la cultura è accessibile a tutti.
Dunque va nell’alveo del welfare culturale, tante volte evocato ma concretizzato con queste pubblicazioni, perché che cosa significa? Significa che i ragazzi capiscono che con un lavoro in team laboratoriale, i ragazzi delle nostre scuole, ovviamente insieme alla casa editrice, insieme ai loro professori e insieme a professionisti del ramo, possono dare vita a qualcosa che rimarrà, perché rimarrà nelle nostre biblioteche, rimarrà nelle scuole e sarà dato poi a chi ne chiederà l’utilizzo.
Pertanto, il segnale della Capitale della cultura diventa concreto, ed è una cosa che mi inorgoglisce.
Per quanto riguarda le manutenzioni, sono le manutenzioni degli immobili delle scuole che andremo a fare.
Voi sapete che per quanto riguarda le manutenzioni in una comunità, in un Comune che non è piccolo come il nostro, tenendo presente che abbiamo 150 chilometri di strade anche extra urbane, i soldi sono sempre pochi, cerchiamo sempre di partecipare a bandi, eccetera, ma un po’ di soldi da bilancio vanno messi perché le manutenzioni vanno fatte.
Sicuramente andremo a manutenere le scuole prima dell’apertura e poi vedremo anche qualche altro intervento. Per quanto riguarda i 30.000 euro delle spese di progettazione, questo è un progetto interessante. Sono spese di progettazione rispetto alle scuole vecchie e rispetto al Palazzo comunale...
È una progettazione che serve per capire qual è l’analisi dei consumi. Come si chiama tecnicamente? Diagnosi energetica da fare sulle nostre scuole e sul nostro Comune. Perché questo? Perché c’è uno strumento che il GSE – l’anno scorso sono finiti i soldi, vediamo se riusciamo ad arrivare all’anno prossimo – mette a disposizione dei Comuni.
Il GSE dice: “Sulle scuole vi do un finanziamento del 60 per cento”. Scusatemi, sulle scuole è il 100 per cento. È giusta la correzione dell’assessore. Il 100 per cento sulle scuole e il 60 per cento sugli edifici pubblici. Che cosa significa? Che noi possiamo efficientare le scuole attivando un finanziamento presso il GSE, ovviamente, se i fondi del GSE non sono così pochi come quelli di quest’anno. Noi speriamo che i fondi siano di più, perché avremo l’efficientamento energetico di scuole che sono datate, e pensiamo alla Giovanni XXIII, alla Pascoli, alla scuola Gallo e anche alla Positano, anche se lì poi diciamo che c’è l’intervento anche della Sovraintendenza e dovremo andare a calibrare.
Poi abbiamo il tema del nostro Palazzo comunale, che va comunque efficientato. Vedremo che numeri usciranno e come potremo efficientarlo.
È chiaro che per fare questo serve una progettazione, serve un’analisi energetica e queste spese di progettazione servono a questo. Per quanto riguarda, poi... Penso che siano tutte le voci che il consigliere mi aveva chiesto. È completo, perché gli eventi scolastici sono questi. Li abbiamo chiamati “eventi scolastici” per comodità. In realtà, non è un evento. In realtà, è qualcosa di più. Si innesta nel calendario condiviso con gli altri Comuni. Onestamente, aspettiamo ancora la delibera regionale che ci indichi... La delibera regionale c’è stata. Poi c’è la determina di impegno di spesa che impegnerà le somme che andranno sui quattro Comuni.
Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, signor Sindaco.
Non vedo altri interventi. Do un minuto di tempo ancora.
Consigliere Conforti, prego.
Speaker : CONFORTI – Consigliere
Grazie, Presidente. Abbiamo appreso finalmente l’oggetto di questa delibera.
Ringrazio per i vari chiarimenti, nello specifico, di tutte queste spese. Ringrazio il responsabile del Servizio Ragioneria per la sua esposizione a chiarimento delle questioni legate alla questione tecnica di passaggio da un capitolo a un altro relativamente al cambio del programma dell’ufficio regionale in merito alla minore spesa dell’indennità di posizione dei dipendenti.
Certamente su alcune questioni potevamo anche dare il nostro contributo. Quindi, qualora noi fossimo stati convocati relativamente ad alcune di queste questioni, su alcuni progetti sociali, avremmo potuto dare sicuramente il nostro contributo.
Non è ancora chiaro come si intenderanno spendere questi 10,5 per il capitolo di welfare, quindi è una somma in più che viene apposta, ma abbiamo detto che non si sa ancora ad oggi per cosa verrà utilizzata.
Abbiamo appreso di questo servizio della biblioteca in più, che serve per mantenerla aperta attraverso la cooperativa. Ci sono delle persone di Noci che svolgono questo lavoro per il tramite di questa cooperativa, e lo abbiamo capito.
Sulla questione dell’Infopoint, sinceramente, volevamo comprendere meglio il progetto materialmente che cosa prevede. Sulle altre questioni è tutto completo, tutto chiaro. Sulla questione Infopoint volevamo capire bene l’associazione My Destination che cosa ha previsto all’interno di questo progetto, materialmente in che cosa consiste. Laddove non dovessero arrivare queste risposte, ci riserviamo di fare eventualmente un accesso presso gli uffici per capire meglio questa questione, perché magari tecnicamente non la conoscete nemmeno voi.
Capiamo bene l’Infopoint come viene gestito. Capiremo bene anche tutte le questioni legate all’Infopoint, alla sua rendicontazione, al progetto presentato.
Detto ciò, sono a preannunciare il nostro voto contrario. Trattasi di una delibera afferente al bilancio che se in qualche punto ci vede anche d’accordo, ma non siamo stati assolutamente coinvolti, non c’è stato un tavolo sulle questioni sociali che più volte io ho richiamato, e quindi attendevo che ci fosse la convocazione di un tavolo con l’opposizione sulle questioni sociali, ce lo siamo detti tante volte, ma anche sulle questioni a livello nazionale che poi si tramutano in provvedimenti amministrativi locali che noi facciamo. Siamo ancora in attesa di questo tavolo. Lo attenderemo.
In attesa di questo tavolo, seppur noi vogliamo dare contributi, che a volte ci vengono anche richiesti dalla stessa maggioranza, purtroppo non siamo in condizione di darli lì dove non siamo chiamati a farlo. Mi sembra evidente per logica dialettica, ma anche per logica fattuale, è nelle cose.
Alla luce di tutto questo, non possiamo che preannunciare il nostro voto contrario alle variazioni, seppur apprezziamo alcuni punti come, ad esempio, la manutenzione degli immobili scolastici, che chiaramente sono importanti per le nostre scuole.
Apprezziamo il lavoro che viene fatto sulle manutenzioni, però magari su tutta una serie di questioni, di aspetti sociali e su aspetti che a volte leggi nazionali si tramutano su questioni locali vorremmo dire la nostra, giacché siamo stati anche chiamati nello scorso Consiglio comunale a farlo.
Attendiamo la convocazione di questo tavolo e preannunciamo il voto contrario.
Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere.
Scusi, forse mi è sfuggito, la dichiarazione di voto è a nome di tutta l’opposizione o solo del suo gruppo?
Ha preannunciato.
Prego, consigliere Mezzapesa.
Speaker : MEZZAPESA – Consigliere
Grazie.
Ogni anno siamo chiamati a dover fare sull’assestamento un punto di quella che è stata l’attività amministrativa. È una constatazione da un po’ di anni che, in realtà, anche se l’ultima volta il Gruppo Patto Democratico ha tirato fuori in questo Consiglio che bisognava discutere un po’ e affrontare un po’ le questioni dal punto di vista politico non possiamo che constatare che si arrivi nella sede più importante, perché all’assestamento di bilancio è praticamente il rendiconto di quelle che sono le previsioni che un’Amministrazione si è posta e quali gli obiettivi che poi ha raggiunto e quali no. Seppure a buon intendimento, c’è la volontà di voler discutere le questioni, poi arriviamo qua e onestamente diventa difficile. Non vuole essere un appunto a nessuno, né all’assessore né a chiunque, però se in realtà non abbiamo elementi oppure tutto deve essere riassunto del riassunto, il Bignami del Bignami, in tutte le cose, poi diventa difficile, come ha detto anche il consigliere Conforti, confrontarci per capire.
Si sono fatte alcune variazioni, variazioni che possono essere anche non sostanziali, però alcune possono essere variazioni di obiettivo.
Come ha preannunciato il consigliere Conforti, avere la visione di mettere una maggiore spesa e poi attingere alle risorse per il conto termico 3.0 per le scuole è un fatto importante. Non è una cosa di secondaria importanza. Se uno mette una voce di spesa, perché poi vuole raggiungere l’efficientamento energetico delle strutture comunali, a cominciare dalle scuole, fino a finire questa sede, è una idea di che cosa in realtà una Amministrazione vuole fare.
Aggiungo di più, sia per gli immobili comunali destinati a scuola, sia per gli altri immobili, proporrei, anche se siamo in assestamento, per l’anno prossimo, di fare una gestione energetica complessiva. Mi spiego. Oggi c’è la figura, anche prevista dalla nuova norma del cosiddetto gestore energetico, cosiddetto EGE, che per di più deve essere un soggetto che deve essere certificato per poterlo anche espletare da un punto di vista tecnico-professionale. Credo che in realtà un aggiustamento totale, con una gestione complessiva, metterebbe al riparo anche da una serie di costi che potrebbero essere molto ridotti e agevolati, specialmente sulla bolletta energetica, cioè sul costo che abbiamo ogni anno.
Perché ve lo dico? Io sono EGE, son gestore e mi sono qualificato perché siamo stati costretti, altrimenti non potevamo più presentare progetti nell’ambito pubblico, specialmente, in quello privato può esserci la sensibilità, ma per grandi società, non per società di piccole o medie o basse dimensioni o piccolissime dimensioni. In realtà, questo aspetto, per esempio, può sembrare un aspetto quasi di manutenzione, ma è un aspetto invece di programmazione. È un aspetto di visione di che cosa vogliono essere le strutture pubbliche, di come devono essere gestite e come efficientarle effettivamente per ridurre i costi di manutenzione, gestione, ma soprattutto il costo della bolletta.
Questo onere oggi andrebbe incentivato, migliorato, portato fino alla massima espansione possibile, perché, se riusciamo a ridurre la bolletta quasi a zero, abbiamo fatto un’operazione non solo meritoria, perché abbiamo guardato alla bolletta, ma anche da un punto di vista culturale, perché abbiamo detto che noi utilizziamo energia alternativa anziché quella derivante dai combustibili fossili.
Ecco perché anche il consigliere Conforti dice: se ci date la possibilità di un confronto, però vero, fatto nei tempi che vanno fatti, qualche elemento in più, qualche suggerimento ‒ non vuole essere altro ‒ può essere dato anche da noi consiglieri di opposizione, che in realtà in tutte queste cose non veniamo se non alla fine, non arriviamo se non all’ultimo minuto. Non c’è neanche una discussione in nessuna Commissione. Le Commissioni, da questo punto di vista, veramente arrivano all’ultimo minuto, ma giusto perché deve esserci il parere della Commissione. Da questo punto di vista vi stimolerei, vi solleciterei, non solo su quello.
Anche la stessa richiesta di chiarire alcuni elementi dal punto di vista delle spese è la visione di quelle spese, è avere chiarezza di qual è l’intento, dove si vuole arrivare. Uno può condividerlo o meno, ma ha detto: per me il mondo va gestito in questo modo, questa Amministrazione gestisce questa nostra comunità in questa maniera.
Ecco perché bene, sembrava, l’indirizzo di una parte della maggioranza che diceva che bisognava confrontarsi sulle questioni politiche, però poi, di fatto, sembra non ci sia il tempo. Non abbiamo il tempo materiale neanche per vederci e per poter discutere delle questioni.
Perdipiù c’è anche tutta la gestione, e mi riferisco al punto del settore ottavo, dell’urbanistica. Là c’è un problema serio. L’ufficio è in sofferenza, è in una situazione di difficoltà evidente. Bisogna trovare la maniera per dargli una mano. È chiaro che, se già eravamo a ranghi ridotti e altri vanno via, siamo in una situazione paradossale.
Mi permetto, però, a tal proposito, di sollevare due vicende. Una è quella del SUE, che deve essere aggiornato, quindi dello sportello unico dell’edilizia, che deve essere aggiornato, perché oggi manca l’aggiornamento con le modifiche che ci sono state dalla norma. Quindi, il portale in quanto tale va aggiornato. Soprattutto, e al Sindaco l’ho già richiesto più volte, la questione SUAP. Il SUAP dobbiamo affrontarlo. Il SUAP è diventata una cosa indecente. C’è un atteggiamento ormai vessatorio da parte di chi gestisce il SUAP. Hanno cambiato la piattaforma, non si capisce per quale motivo è stata cambiata la piattaforma. Quella di prima non aveva problemi, almeno dal punto di vista dei rapporti e gestionale. Questo, invece, è già complicato nel gestionale, cioè nel redigere all’interno del portale le pratiche. Perdipiù fa cose assurde, cioè ha modificato totalmente la filosofia. Quindi, anche i professionisti devono andare a un corso specialistico per sentirsi dire ‒ da chi? ‒ dalla Maggioli se in realtà fa bene o fa male. La maggior parte dei professionisti non è stata neanche informata. Questo è un disservizio grave, perché dà la gira l’economia del Paese. Il SUAP far girare l’economia del Paese.
Questa, per esempio, è una questione che va discussa. Non la volete discutere in Consiglio? Il problema rimane. Bisognerà affrontarlo, altrimenti finiremo che ogni volta io scriverò al Sindaco e dirò “come mai il SUAP non funziona?”, “come mai non riusciamo a tirarci fuori dopo otto mesi?”. Il bello è che, invece di migliorare, giorno per giorno... Se per fare una comunicazione di inizio lavori ci vuole minimo mezz’ora di tempo solo per capire come andare a ficcare i documenti nel portale e il portale poi dà problemi perché ti chiede cose assurde... Se uno dice “io non voglio mettere tutti i nomi di tutte le aziende che devono iniziare il lavoro, metto la prima”. No, li devi mettere tutti subito. Perché? Non ho capito: se io non le ho scelte, se non le ho individuate, perché le devo indicare? No, ma è meglio. “Meglio” non significa niente. Tu mi devi rendere il portale flessibile, non deve essere rigido. Poi perché rispetto a quello di prima mi chiedi una cosa che non c’era? Non c’è una prescrizione di norma, non c’è motivazione di altro genere. Mi dite per quale motivo mi fate fare queste cose? Rispetto a questo, credo che in realtà sia un ulteriore elemento da valutare.
E poi rimane complessivamente la questione urbanistica. Qui mi permetto solo di ricordare che c’è la vicenda famosa dell’adeguamento del PRG al PPTR, per cui sarebbe opportuno che si facesse una seduta di Consiglio. Vediamo a che punto siamo e cerchiamo di capire, anche alla luce di quella benedetta lettera inviata sulla delibera sulla zona agricola, che in realtà ci mette in difficoltà, come l’intero Paese. Su quella vicenda se noi non diamo risposta rimaniamo con la delibera appesa. Siccome è una delibera importante, perché anche quello produrrà effetti e produce effetti importanti per l’utilizzo del patrimonio edilizio esistente, anche su quello sarebbe opportuno che ci fosse un chiarimento: si dà la risposta come si deve dare e si dice ai signori della Regione che una nota di tal genere è abbastanza strana. Quantomeno sarebbe stato opportuno che, da un punto di vista anche di rapporti istituzionali, di rapporti tra Amministrazioni comunali e regionali, prima di scrivere una nota che non si capisce che cosa vuole essere, perché non c’è nessuna contestazione di carattere giuridico vero, forse, assessore... Come ha detto? Si configurerebbe?
Non esiste. Rispetto a questo, se in realtà molte volte le vicende lei si porta e le si discute insieme, si dà la degna risposta che va data a chi, in realtà, di fatto continua a prendere tempo e continua a non dare risposte ai cittadini, che invece ne hanno necessità.
Detto questo, la relazione è abbastanza tecnico-sintetica, e in realtà dice più o meno quelle che erano le vostre intenzioni rispetto ad alcuni elementi e i piccoli aggiustamenti che in realtà sono stati necessari più per natura tecnica che non per natura politica, se non quello che vi ho detto relativo alla certificazione delle strutture pubbliche, ma altri tipi di elementi di carattere determinante non ce ne sono, perché sembrano questioni di carattere tecnico.
Detto questo, così come ha preannunciato anche il consigliere Conforti, noi per essere componenti della opposizione, pur essendo qualche elemento condivisibile, da un punto di vista tecnico-politico siamo costretti a votare con voto contrario, altrimenti faremmo parte della maggioranza.
Grazie.
Speaker : INTINI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere.
L’assessore Morea vuole rispondere sui temi legati all’urbanistica.
Speaker : MOREA ‒ Assessore
Cercherò di essere sintetico. I temi sollevati, partendo dal portale SUE, sono temi sicuramente molto importanti, che richiedono i dovuti approfondimenti. Non credo sia questo il momento opportuno, perché siamo in sede di delibera di altra tipologia.
Per dovere di informazione, perché il consigliere non fa parte della maggioranza, quindi non sa, devo dire che sui tre temi sollevati assolutamente siamo concordi che va data un’accelerata e una soluzione.
Per quanto riguarda il SUAP, quello che sto vedendo in questi giorni, abbiamo tenuto cinque incontri, sei incontri, è qualcosa di incredibile, quello che ho avuto modo di approfondire. Siccome al prossimo Consiglio comunale arriverà la convenzione, sarà l’occasione per approfondire tutta la problematica SUAP. Ieri si è tenuto l’ennesimo incontro, la convenzione non è stata approvata perché il Comune di Noci, insieme a qualche altro Comune, è passato come il Comune più rompiscatole perché abbiamo mandato una serie di emendamenti alla bozza di convenzione, in virtù di quello che è successo in passato, e non potevamo far finta di nulla. Siccome questi emendamenti richiedevano un approfondimento anche da parte degli uffici, hanno rinviato la discussione della convenzione al 10 settembre. Subito dopo noi saremo chiamati in Consiglio comunale ad approvarlo.
Non sto qua a puntualizzare, lo dirò in sede di relazione in Consiglio comunale, perché mi sono occupato personalmente di questa faccenda, ma le cose che ho notato sono assolutamente incredibili. Ho sbattuto in faccia un dato statistico: non si può avere un tempo medio di apertura del procedimento di 32 giorni. Se loro impiegano 32 giorni solo per l’avvio del procedimento noi non accettiamo. O vi date una regolata ‒ abbiamo detto ‒ oppure noi potremmo prendere decisioni diverse.
Avrei da dire un sacco di cose per quanto riguarda il SUAP, perché ormai ho capito bene come funziona, i problemi che ci sono, perché sono successe alcune cose e che cosa dovremmo fare affinché quelle cose non si ripetano. Questa discussione, credo, non è opportuno farlo in questa occasione, ma la faremo in occasione dell’approvazione ‒ se riterremo opportuno approvarla ‒ della convenzione. A proposito di condizionale.
Per la lettera pervenuta dalla Regione Puglia non si può dire “sembrerebbe”: o è o non lo è. L’ingegnere sa che in questi giorni è stato nominato ‒ io ho chiamato subito in Regione, lo stesso giorno o il giorno dopo ‒ il nuovo dirigente, al quale hanno dato poteri incredibili. Io non ho mai visto un dirigente che ha cinque settori: tre diretti e due in corso. Tre più due, cinque settori. Ne hanno dato due ad interim.
Abbiamo chiesto, per non dare risposte che potrebbero non essere accettate, un chiarimento e possibilmente un appuntamento con il nuovo dirigente, che si insedia il giorno 31, ci hanno detto. Speriamo che avrà il buonsenso e la bontà di poterci ricevere, in modo tale che faremo le nostre considerazioni. Soprattutto, se dobbiamo dare una risposta, se la concordiamo è la cosa migliore.
Per l’adeguamento finalmente arriva la notizia che hanno completato l’istruttoria. Le ultime osservazioni fatte dal Comune sono state accettate, sono state prese in carico e l’architetto Capurso mi dice che hanno trasmesso al Consiglio regionale, alla Giunta la documentazione per la delibera. Ora, non lo so, dobbiamo fare un intervento politico per far accelerare questa delibera. Forse è opportuno farlo. L’auspicio è che ci mandino subito l’esito, quindi la delibera, in modo tale da ritornare in Consiglio comunale per l’approvazione definitiva dell’adeguamento del PRG al PPTR.
Finalmente qualcosa si sta muovendo ed è opportuno, come dice l’ingegnere, e io sono d’accordo, che su queste tre tematiche, che sono di importanza fondamentale, ci possa essere un momento di confronto, di dialogo e di discussione in Consiglio comunale. Ripeto, il SUAP lo faremo in sede di approvazione e mi auguro che l’autunno ci permetta anche di chiudere queste due problematiche, uno delle quali è l’adeguamento del PRG al PPTR.
Grazie.
Speaker : INTINI ‒ Presidente del Consiglio
Grazie, assessore.
Ci sono ulteriori interventi? Vedo un dito in fase di prenotazione. Consigliere Gentile Giovanni Marino, prego.
Speaker : GENTILE Giovanni Marino – Consigliere
Grazie, Presidente.
Ringrazio il Sindaco di aver portato a conoscenza dell’intero Consiglio di quello che si sta andando ad approvare a breve. Abbiamo notato, come ha detto anche il consigliere Conforti, un’attenzione verso il sociale, il welfare. Abbiamo pensato allo screening, che deve diventare una situazione strutturale e non più un privato o una tantum. Il doposcuola, tutta una serie di servizio, manutenzioni nelle scuole. Il consigliere Mezzapesa ha detto, giustamente, un’attenzione verso l’ambiente, emissioni zero, però non dimentichiamo che noi abbiamo in piedi un progetto che si chiama “Positive Cities”, che sarà un ulteriore strumento che farà comprendere sia agli addetti ai lavori, cioè ai dipendenti comunali dell’Ufficio Tecnico, sia ai cittadini come si riesce ad arrivare ad emissioni zero. E faremo una serie di interventi. Quindi, partecipando a un progetto Interreg, più un finanziamento che stiamo mettendo a terra per una progettazione per individuare sia gli edifici pubblici che le scuole, tutta una serie di elementi che danno l’idea che c’è una visione.
Tornando al discorso dei confronti, ma ci mancherebbe altro. Io l’ho detto prima. Proprio in questo punto all’ordine del giorno ho detto che è bene portare il Consiglio a conoscenza di tutto quello che si sta facendo. Non è un caso che si è parlato di SUAP e nel prossimo Consiglio avremo la possibilità di discutere seriamente che cosa dobbiamo fare. Non è più possibile andare avanti in questa maniera e creare ai cittadini ma anche ai tecnici situazioni che non sono più accettabili. In più, non ci dimentichiamo che all’ordine del giorno abbiamo un provvedimento che andremo ad approvare: è vero che è una presa d’atto, ma alla fine potremo “dire la nostra“ per capire se queste situazioni ci vanno ancora bene e se c’è la possibilità di ritornare in Consiglio e aprire una discussione anche su quelle tematiche. Da parte nostra ‒ ci mancherebbe altro ‒ non c’è nessun tipo di chiusura nel non voler discutere cose importante o quello che si vuol fare realmente di questa comunità.
Detto questo, noi siamo favorevoli al punto all’ordine del giorno, quindi ringraziamo gli uffici, gli assessori e il Sindaco per averci illuminato rispetto a quello che stiamo approvando. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere.
Penso che possiamo procedere alla votazione. Se non ci sono obiezioni, io darei per lette tutte le premesse, nonché il deliberato, visto che se n’è parlato abbastanza diffusamente. Se non avete obiezioni, passerei direttamente alla votazione. Non essendoci obiezioni, prego, passiamo alla votazione.
Con 12 presenti, 12 votanti, 10 voti favorevoli e 2 voti contrari, la proposta è approvata a maggioranza.
Metto ai voti adesso l’immediata esecutività di questa delibera.
Ci sono ancora due voti da esprimere. Consigliere Conforti.
Anche l’immediata esecutività è approvata a maggioranza: 10 voti favorevoli e 2 voti contrari, su 12 presenti e 12 votanti.
Passiamo, quindi, all’analisi del punto n. 3 all’ordine del giorno: “Riconoscimento debito fuori bilancio ai sensi dell’art. 194 comma 1 lettera a) del d.lgs. 267/2000 ‒ Franchini M.R. c/Comune di Noci”.
Relaziona il signor Sindaco.
Speaker : INTINI – Sindaco
Grazie, Presidente. La proposta di delibera in oggetto è inerente al riconoscimento del debito fuori bilancio ai sensi dell’articolo 194, comma 1, lettera a), del decreto legislativo n. 267 del 2000, e si riferisce alla sentenza n. 77 del 2026 pronunciata dal Giudice di pace di Putignano, sentenza che non è stata appellata, che stabilisce un risarcimento danni da insidia stradale per un importo complessivo di euro 6.043,50.
Abbiamo acquisito il parere del Collegio dei revisori e i pareri di regolarità tecnica e contabile.
Si chiede al Consiglio di approvare la proposta. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, signor Sindaco.
Ci sono interventi in questo senso? Non mi sembra che ci siano richieste di intervento. Consigliere Conforti, prego.
Speaker : CONFORTI – Consigliere
Grazie, Presidente. Noi, sulla questione dei debiti fuori bilancio, abbiamo sempre votato favorevolmente, almeno per quanto riguarda il Gruppo di Noci Officina Civica, per una questione procedurale. Non andiamo a riconoscere il debito e la questione, ma perché c’è stata già una sentenza di un giudice e dovete fare la variazione del bilancio perché tecnicamente il Testo unico degli enti locali dice di venire in Consiglio e fare la variazione, senza ‒ lo dice la norma stessa ‒ che venga riconosciuto il debito o la questione stessa.
Faccio solo una riflessione. Nel merito non conosco bene la vicenda, però ho visto che non state procedendo ad appellare le sentenze, cosa che, invece, accadeva prima, quindi in controtendenza rispetto a quella che era una precedente visione delle questioni. Ci saranno sicuramente delle ragioni alla base di questa scelta. Al tempo stesso, come ho già detto nello scorso Consiglio comunale, occhio su queste questioni, perché iniziano già ad arrivare più di una e non vorrei che l’Amministrazione si ritrovi innanzi a tante di queste questioni, poi magari puntualmente non appellate, con riconoscimenti ogni volta di risarcimenti che iniziano a diventare ingenti. Qui stiamo parlando di 6.000 euro. Quindi, si ritorna com‘era quindici anni fa, forse anche venti, quando arrivavano tante di queste questioni e un po’ tutti, sia i cittadini che i legali, in punto di diritto battevano le questioni proprio perché a volte non venivano appellate. Questa questione si era un po’ ridotta in questi ultimi anni, quelli precedenti a questa Amministrazione, dico: fate la giusta valutazione acché non si ritorni come prima.
Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere.
Consigliere Mezzapesa, prego.
Speaker : MEZZAPESA – Consigliere
Grazie. Come ho fatto per l’altro debito fuori bilancio dell’altra seduta, faccio rilevare il motivo della sentenza. Il motivo della sentenza è questo: è caduta la signora sui mattoni disconnessi. Probabilmente con un minimo di attenzione e la sistemazione del famoso marciapiede...
Apposta lo sto dicendo. Stiamo parlando di una cosa che è ritornata, ma stiamo parlando di una cosa vecchia, dei tempi che furono. Forse c’ero, forse c’ero.
La storia è sempre la stessa. Il giudice di pace ci sta ponendo in maniera terribile, da anni. Questo è un dato di fatto, che in realtà dobbiamo cercare in qualche maniera di dirimere, perché molte volte ‒ e lo vediamo ‒ per una spesa forse di qualche centinaio di euro siamo costretti a pagare e continuare a pagare sentenze, che purtroppo sono sentenze che diventano difficili da sostenere a livello economico.
Come diceva il consigliere Conforti, bisogna decidere se continuare a far finta di niente o fare ricorsi, perché alla fine anche questa diventa una specie di abitudine. In realtà, in alcuni momenti dice: tanto non fanno ricorso, pagano. Il Giudice di pace ci condanna puntualmente perché c’è un dato di fatto, è caduta la signora sul buco che non è stato chiuso, e quindi finiamo nei guai.
Questo accorgimento di carattere generale a tutti noi, a cominciare da me naturalmente, è che molte volte occorre solo un minimo di attenzione. Come l’altro giorno, Sindaco ‒ me lo devi riconoscere ‒ quando c’era il buco con l’acqua e io le dissi: Sindaco, intervieni, sennò lì continuerà a perdere acqua e qualcuno ci finirà dentro, perché prima o poi sprofonda. In realtà, la situazione peggiora. Molte volte c’è anche un minimo di senso civico che deve essere da parte di tutti, perché questo in realtà comporta una minore spesa e, quindi, un minor onere a carico della comunità e un miglior servizio. Molte volte le sentenze devono scuoterci, cioè almeno dire: signori, diamoci una regolata, diamoci una mano, nel momento in cui ci sono cose da segnalare devono essere segnalate subito e per tempo, per cercare di ridurre quanto più possibile i costi di gestione.
Detto questo, come ha già detto il consigliere Conforti, non possiamo che prendere atto e votare per il pagamento della sentenza. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere.
Ci sono altri interventi? Consigliere Curci, prego.
Speaker : CURCI – Consigliere
Chiaramente per dichiarazione di voto. Come ci siamo detti e ridetti più volte, ormai va avanti da anni la tiritera, che è sempre quella: di fronte a una sentenza si pongono in essere tutte le azioni volte ad evitare altre conseguenze. Certo, le insidie, le cose sono tutte evitabili, però ci sono i giudizi e, quindi, di fronte ai giudizi non è che puoi fare altrimenti. Quindi, assolutamente esprimo il voto favorevole da parte di tutta la maggioranza.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Prego, signor Sindaco, per la chiusura.
Speaker : INTINI – Sindaco
Grazie, Presidente. Una precisazione: come accade in questi casi? Lì c’è stata una richiesta che era di gran lunga superiore rispetto al risarcimento che è stato dato. La sentenza ci condanna, poi noi chiediamo all’avvocato d’ufficio una relazione se va appellata o meno. L’avvocato poi ‒ agli atti c’è la relazione ‒ dice: appelliamo. E in alcuni casi abbiamo appellato o stiamo appellando. Invece, in altri casi non appelliamo perché, avendo decurtato così tanto la somma... Non è una decisione ad libitum, c’è sempre qualcosa sottesa alla stessa.
Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, signor Sindaco.
Oltretutto questa informazione era contenuta nella relazione dei revisori dei conti, lo sconsigliare l’azione di appello.
Diamo per letto tutto quanto e passiamo direttamente alla votazione, se non ci sono eccezioni.
Con 12 presenti, 12 votanti e 12 voti favorevoli, si approva all’unanimità.
Anche per questo provvedimento è richiesta l’immediata esecutività, che metto ai voti.
Anche l’immediata esecutività è approvata all’unanimità: 12 voti favorevoli su 12 voti presenti.
Si passa, quindi, all’analisi del successivo punto all’ordine del giorno, il punto n. 4: “Integrazione alla delibera di C.C. n. 28 del 26/06/2026 dell’istanza della ditta Locorotondo S.r.l. ‒ Aggiornamento variante programma pluriennale di attuazione del nuovo PDZ ‒ legge n. 167 18.04.1962 e s.m.i.”.
Relaziona l’assessore Morea.
Speaker : MOREA – Assessore
Grazie. Quest’anno c’è un segnale positivo: qualcuno ha voglia di costruire, di realizzare, naturalmente realizzare case non solo in edilizia residenziale libera, ma anche in edilizia residenziale pubblica e convenzionata. Qui ci perviene una richiesta dall’impresa Locorotondo Srl, dove chiede di realizzare in diritto di proprietà due lotti, i Lotti 12 e 13 del Comparto 2, fra i primi comparti. Parliamo degli anni Novanta. Chi faceva il mestiere già allora lo ricorderà. Ci troviamo in zona Boschetto, zona via Gioia del Colle, lato destro. L’impresa ci chiede di realizzare in diritto di proprietà i Lotti 12 e 13 del Comparto 2. Stiamo parlando di una Zona C3. La delibera e, quindi, la richiesta è quella ‒ non ci sono oneri particolari per il Comune ‒ di cedere l’area al Comune e il Comune di cederla in diritto di proprietà. Sappiamo che l’impresa ha il compito di controllare l’assegnazione delle due abitazioni che andrà a realizzare agli aventi diritto, vale a dire a famiglie o a persone che hanno i requisiti previsti dalla norma. Sappiamo la prima casa, sappiamo il limite di reddito. Sappiamo anche che loro devono vendere, in base alla delibera della Regione Puglia, con il prezzo massimo previsto dalla delibera dalla Regione Puglia. Al Comune di Noci spetta solo il controllo a posteriori per vedere se i requisiti previsti dalla normativa in tema di cessione di prezzo, quindi la vendita dei due alloggi, e soprattutto se i requisiti previsti per quanto riguarda l’adeguamento del Piano di zona vengono rispettati. Siccome purtroppo sappiamo che su ventisei comparti l’edilizia residenziale pubblica è stata realizzata soltanto in minima parte, ogni volta veniamo in Consiglio comunale e aggiorniamo il Piano di zona della delibera precedente, aggiungendo in questo caso i due lotti di edilizia residenziale pubblica dove l’azienda che ci ha fatto richiesta chiede di poter realizzare i due alloggi.
Questa è la quinta o la sesta delibera che abbiamo di aggiornamento del Piano di zona e di assegnazione in diritto di proprietà. Non ci sono prescrizioni particolari. Noi oggi prendiamo atto della richiesta, assegniamo in diritto di proprietà, approviamo la bozza di convenzione da parte della ditta e poi diamo incarico agli uffici di seguire tutte le fasi successive, compresa quella della firma della convenzione. Dicevo, non ci sono oneri a carico del Comune, in quanto l’urbanizzazione sarà realizzata, quello che manca in quella zona per poter servire i due lotti, a carico dell’impresa che ci ha fatto richiesta di assegnazione.
Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, assessore.
Nel frattempo devo fare una brevissima comunicazione. Il consigliere Luciani ha dovuto lasciare l’Aula per motivi imprevisti di lavoro.
Apro la discussione. Prego, consigliere Mezzapesa.
Speaker : MEZZAPESA – Consigliere
Solo per ribadire quanto è stato più volte ribadito anche da parte nostra in questo Consiglio su questi tipi di assegnazioni, specialmente di lotti di edilizia pubblica: non si può che essere favorevoli, seppur, come ribadito dall’assessore, dopo tanti anni si sia arrivati soltanto oggi, seppur lentamente si sia arrivati all’utilizzo. Comunque, non si può che non essere d’accordo sulla riassegnazione di questi due lotti per edilizia residenziale pubblica.
L’unica nota che voglio segnalare all’assessore è che una parte della realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria non è presente in quel tratto. Quindi, mi chiedo: come verrà gestita la parte relativa? Perché nel caso di riassegnazione con opere già complete, uno paga a chi ha realizzato le opere, perché c’è stato qualcuno che prima si è fatto carico di anticipare le opere di urbanizzazione. Bene. Ma in questo caso in realtà non ci sono le parti relative alle opere. Quindi, sarà sempre a carico loro questa parte?
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Assessore, per favore, parli al microfono.
Speaker : MEZZAPESA – Consigliere
Quindi andrebbe aggiunto che loro devono fare anche la richiesta... Insomma, è scritta in maniera un po’ contorto. Insomma, loro devono farsi carico di fare lo stralcio funzionale delle opere di urbanizzazione, lo stralcio funzionale è sempre a carico loro e devono essere realizzate le opere, almeno per la quota parte spettante non solo per i due lotti, ma per rendere funzionale lo stralcio, e in quella maniera poter rendere fruibili e utilizzabili immediatamente i due lotti, altrimenti nella situazione attuale diventano non utilizzabili, cioè non è possibile la cosiddetta “richiesta di agibilità”.
Va precisato all’interno della convenzione che loro si faranno carico di fare la richiesta dello stralcio funzionale delle opere di urbanizzazione. Solo in quel caso potrà essere poi richiesta l’agibilità, perché quella è oggi mancante.
Detto questo, il nostro voto sarà favorevole.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere.
Speaker : MOREA – Assessore
...l’abbiamo inserito nella delibera: non prevede alcuna realizzazione di opere di urbanizzazione da parte del Comune, in quanto le infrastrutture dovranno essere realizzate a spese del richiedente, il tutto a scomputo degli oneri di urbanizzazione.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Consigliere, se è rilevanti, per favore, parli al microfono. Prego.
Speaker : MEZZAPESA – Consigliere
Preciso. Seppure nella delibera abbiate ribadito che comunque saranno a carico loro, deve essere scritto anche nella convenzione che loro devono fare richiesta del permesso a costruire per lo stralcio funzionale delle opere mancanti. Va precisato, altrimenti rimane a carico loro che cosa? La richiesta del PDC, dello stralcio funzionale, con tutti gli oneri che derivano dalla realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria per rendere agibile anche l’utilizzo di quei due lotti. È nell’interesse loro. È un interesse più loro.
Esatto, meglio metterlo in maniera chiara, così il Comune è tutelato e lui sa che deve fare questo adempimento. È un suggerimento. Poi, bontà vostra, potete decidere come volete, tanto oggi siete la maggioranza.
Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Prego.
Speaker : MOREA – Assessore
Presidente, siccome è puntualizzato all’articolo 3 della bozza di convenzione, gli uffici saranno allertati affinché questo venga...
No, se non c’è nella bozza di convenzione, bisogna riportarlo.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Okay, grazie.
Consigliere Curci, lei si era prenotato a parlare: è ancora valida la sua prenotazione?
Speaker : CURCI – Consigliere
Solo per dichiarazione di voto. Come maggioranza ovviamente siamo favorevoli al tipo di intervento e, quindi, al punto all’ordine del giorno, per cui esprimiamo voto favorevole.
Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie.
Direi che possiamo procedere. Anche qui, se non ci sono obiezioni, darei per letto tutto quanto e passerei direttamente alle votazioni.
Con 11 presenti, 11 votanti e 11 voti favorevoli, si approva all’unanimità.
Metto ai voti anche l’immediata esecutività.
Manca ancora un voto.
Anche l’immediata esecutività è approvata all’unanimità, con 11 voti favorevoli e 11 presenti. Grazie.
Si passa, quindi, all’esame del punto n. 5 all’ordine del giorno, uno dei due punti aggiunti con procedura di urgenza e straordinaria.
Chiede la parola il signor Sindaco.
Speaker : INTINI – Sindaco
Grazie, Presidente. Ogni anno si pone lo stesso iter. Adesso siamo chiamati a deliberare sulla presa d’atto della validazione del PEF da parte di AGER e poi sull’approvazione delle nuove tariffe TARI. Non so se siete d’accordo, ma la discussione la farei su un punto. Dunque, nella relazione che farò, se voi siete d’accordo, relaziono su un punto, ma anche indicando le tariffe, e apriamo la discussione...
Io direi di farlo su questo, perché la validazione... Se siete d’accordo.
Okay.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Naturalmente dovremo comunque procedere a due votazioni distinte. Però, non ho nulla in contrario che si faccia un’unica discussione.
Leggo, comunque, il primo punto all’ordine del giorno: “Presa d’atto della determina AGER Puglia n. 397 del 24-07-2026 e della allegata relazione relativa alla procedura di validazione dell’aggiornamento del Piano economico finanziario (PEF) anno 2026-2029 secondo il metodo tariffario servizio integrato di gestione dei rifiuti 2026-2029 ex delibera ARERA n. 397/2025/R/Rif - Ambito Tariffario Comune di Noci”.
Relaziona il signor Sindaco.
Speaker : INTINI – Sindaco
Grazie, Presidente. Questa è una questione importante da tanti punti di vista, che cercherò di illustrarvi quanto più ‒ lo spero ‒ puntualmente e anche con compiutezza di argomenti.
Questa è una proposta di delibera che ha come oggetto, questa che stiamo votando in questo momento, la presa d’atto della determina di AGER Puglia che valida l’aggiornamento del Piano economico finanziario degli anni 2026-2029, secondo i criteri stabiliti da ARERA. Tale validazione, insieme alla relazione che accompagna la delibera, è stata inviata con PEC al Comune di Noci sabato 25 luglio. Pertanto, data la scadenza di legge obbligatoria, che statuisce che entro il 31 luglio vanno approvate le nuove tariffe TARI e, dunque, va approvata la presa d’atto propedeutica alle stesse, abbiamo dovuto inserire i due punti all’ordine del giorno con carattere di urgenza. Questo ingiustificato ‒ e sottolineo ingiustificato ‒ ritardo che coinvolge tutti i Comuni pugliesi da parte di AGER è stato rilevato da parte dei nostri uffici con una nota ufficiale, inviata ad AGER, con la quale si sottolinea che il nostro PEF... Perché il PEF validato da AGER in realtà non è altro che una messa insieme del Piano economico finanziario del Comune e del Piano economico finanziario del gestore. AGER controlla i due piani economici finanziari secondo le disposizioni di ARERA, li mette insieme e valida. Il nostro PEF, dunque i nostri costi sono stati trasmessi ad AGER il 19 marzo 2026. Lo ripeto: il 19 marzo 2026. Non si comprendono i motivi per i quali AGER non abbia costituito un tavolo di confronto, che è obbligatorio. La costituzione del tavolo di confronto è obbligatoria, statuita da ARERA e anche indicata dai giudici. Il tavolo di confronto, come dicevo, tra Comune, gestore ed Ente tecnico di controllo.
Pertanto, sottolineando ancora una volta la gravità del ritardo e la gravità del mancato confronto, con la suddetta nota si fa rilevare che il Comune si ritiene comunque libero di effettuare ulteriori osservazioni nelle sedi competenti.
È ovvio che noi, da Amministrazione diligente, approviamo, prendiamo atto della validazione del PEF da parte di AGER, ma questo non ci libera dal fatto di fare ulteriori approfondimenti, che adesso vi dirò.
È dunque assolutamente doveroso, in questo quadro di estrema complessità, fare un enorme ringraziamento agli uffici, a tutti gli uffici, perché la validazione del PEF da parte di AGER coinvolge l’Ufficio Ragioneria, l’Ufficio Ambiente e il Direttore dell’ARO, dunque un enorme ringraziamento va fatto agli uffici, che hanno operato uno scrupoloso quanto veloce controllo sugli atti inviati da AGER, per poter preparare la proposta di delibera di Consiglio.
Nella proposta di delibera in oggetto, in sostanza, si prende atto che nel 2026 il totale del servizio di igiene urbana, tra costi fissi, costi variabili ed extra costi, ammonta ad euro 4.059.153, mentre nel 2025 il servizio ammontava ad euro 3.844.037, dunque la differenza anno su anno è di 179.116 euro. Questa è la differenza che si dovrà colmare con le nuove tariffe TARI, che dunque subiranno un aumento in percentuale del 4,66 per cento. Poi vi dirò come si riverberano sulla TARI, però permettetemi di sottolineare che, nel momento in cui AGER invia una validazione completamente fuori tempo massimo, è chiaro che si apre una discussione importante, e si dovrà aprire anche con ANCI, perché questo è un problema che ha coinvolto tutti i Comuni, con ANCI che deve stabilire la data a breve di un tavolo di confronto con AGER.
Un tavolo di confronto è necessario, perché è vero che AGER ha inviato una relazione, con la quale ci spiega quali sono i criteri che ha utilizzato per poter arrivare al conteggio e dunque per poter arrivare alla validazione e poter dare a noi la possibilità di costruire le tariffe TARI, ma è altrettanto vero che in un tempo così breve gli approfondimenti da fare sono stati veloci, dunque ad AGER dovremo chiedere conto di questo ritardo, ritardo colpevole. Questo è il primo punto.
Nel merito, cosa viene fuori dalla delibera di AGER? Viene fuori che c’è un 4,66 per cento di aumento. Come viene suddiviso l’aumento tra utenze domestiche e utenze non domestiche? Non possiamo pensare di poter dividere esattamente nelle percentuali gli aumenti e dunque dire 2 per cento e 2 per cento, perché matematicamente non è possibile, perché le utenze non domestiche cubano meno delle utenze domestiche, dunque non avrai mai un pareggio.
Sostanzialmente, però, lo abbiamo perché abbiamo sulle utenze domestiche un aumento dal 2,90 al 3 per cento e sulle utenze non domestiche dal 3,80 al 4 per cento, diciamo per comodità 3 per cento di aumento sulle utenze domestiche, 4 per cento di aumento sulle utenze non domestiche. Su 100 metri quadri di casa, l’aumento per il singolo utente è mediamente intorno dai 6 agli 8 euro.
Per quanto riguarda le categorie, va fatto un ragionamento. Chi ha un negozio di barbiere, per esempio, pagherà 25-27 euro in più, sempre su 100 metri, mentre categorie come i ristoranti pagheranno 110-115 euro all’anno. Attenzione, che queste tariffe che vi dico delle utenze non domestiche vengono fuori da percentuali fisse, indicate da ARERA, delle quali non si può non tenere conto quando si fa un PEF, cioè se uno mi dice "Sindaco, ma perché il barbiere paga x e il ristorante paga ipsilon, perché c’è questa differenza?" è perché quella differenza la stabilisce ARERA, non la stabilisce il Comune, sono indicazioni e percentuali date da ARERA, dunque le differenze tra le attività produttive, quindi le utenze non domestiche, sono indicate precisamente da ARERA.
Qui, però, va fatto un discorso che purtroppo noi ripetiamo ogni anno. Abbiamo avuto un 4,66 per cento di aumento e posso dirvi che questo è un aumento quasi fisiologico, perché sapete (tutti noi paghiamo le bollette) quanto sono aumentati i costi energetici, quanti sono aumentati i costi del trasporto e c’è l’aumento del contratto collettivo nazionale del lavoro per quanto riguarda gli operatori che lavorano nelle aziende che si occupano del servizio di igiene urbana, dunque il 4,66 rispetto all’indice Istat è perfettamente in linea.
In termini assoluti, però, sui 4 milioni di costi di igiene urbana sapete quant’è il costo in discarica? 1.100.000 euro mal contati, 1.100.000 euro il costo che noi paghiamo agli impianti, che è un costo che non controlliamo. Perché non lo controlliamo? Perché gli impianti sono tutti impianti privati.
Il tema è - lo diciamo per la terza volta in Consiglio comunale - perché non abbiamo un piano diverso del trattamento dei rifiuti, perché non si da la possibilità al pubblico? Ci sono progetti fermi in Regione di impianti pubblici che non sono ancora autorizzati, perché ci sono endoprocedimenti lunghissimi, Autorità di bacino e quant’altro.
Si apre un tema politico sui termovalorizzatori, si aprono temi politici importanti che discutiamo qui e facciamo bene a discutere, perché, come dice spesso il consigliere Mezzapesa, qui si deve anche discutere di temi ampi, però la questione è che c’è un ritardo in questa Regione rispetto alla problematica dei rifiuti.
Dico questo, perché si riverbera anche sul servizio che diamo ai cittadini. In che senso? Ci sono scelte di fondo da fare, sapete che noi siamo in scadenza di gara e dobbiamo preparare una gara nuova, il servizio porta a porta fa sì che Noci abbia una differenziata di circa il 74-75 per cento, che è una buona percentuale.
Per abbattere i costi di gestione potremmo fare una scelta, cioè dire che abbiamo imparato tutti come si fa la differenziata, pertanto utilizziamo un sistema che non sia quello del porta a porta, un sistema diverso di un’isola ecologica o isole ecologiche o cassonetti di ultima generazione che possano abbattere i costi, però i cassonetti di ultima generazione con la tessera, quelli che si aprono con la tessera hanno un costo di investimento importante, una gara dura nove anni più uno e quei costi si riverberano sulla comunità.
Da elaborazioni fatte dagli uffici e dai progettisti vi dico che quelle isole ecologiche intelligenti, che sono state sperimentate per esempio in un condominio di Noci, non ci permettono di abbattere quei costi. Cosa ci permetterebbe di abbattere i costi? L’utilizzo dei cassonetti.
Se noi tutti fossimo presenti a noi stessi, dovremmo dire "che problema c’è? Abbiamo imparato a fare la differenziata, togliamo il porta a porta e andiamo a...". Questa sarebbe una scelta di campo, però una scelta di campo rischiosa, una scelta di campo che chiama tutti a una grande responsabilità, che dovrebbe avere un sistema di controllo importante, ma quante persone dovrebbero controllare, quante videocamere dovremmo avere, chi dovrebbe guardarle e rispetto a cosa? Questa è una discussione che stiamo avendo all’interno dell’ARO anche con gli altri Comuni, per capire dove andare con la prossima gara.
Il problema è che oggi il costo del servizio che si riverbera sui cittadini è un costo, secondo noi, non controllabile rispetto a dinamiche che, appunto, non riusciamo a controllare, che sono quelle degli impianti, perché 1.200.000 euro su 4 milioni è una percentuale importante, molto importante.
Quello che abbiamo fatto come Comune è chiedere ad ANCI, ancora una volta, di discutere in seno alla Regione questa problematica - ripeto -, fermo restando che il Comune di Noci quest’anno, fortunatamente, ha una percentuale contenuta rispetto all’aumento e al carovita che c’è stato tra guerra e quant’altro.
La riflessione che bisogna fare è quando si porrà in essere una campagna seria, e qui andiamo addirittura a livelli sovraregionali, di contenimento della produzione di rifiuto, perché c’è anche un tema sovraregionale, cioè guardate quanti e quali sono gli imballaggi che oggi consumiamo rispetto a quello che acquistiamo. Una volta si produceva molto meno rifiuto, e faccio l’esempio basico: si andava al mercato, si comprava la cassetta di verdura, la si portava a casa e la cassetta di verdura durava tre, quattro o cinque giorni, si comprava un cartone di uova e le uova duravano tre o quattro giorni, si comprava un cestino di fragole, mentre oggi andiamo sulle monoporzioni, moltiplicate quelle monoporzioni per x milioni di abitanti e vi renderete conto di quanto rifiuto si produce.
Si chiede veramente una rivoluzione culturale, perché altrimenti continuiamo a dire che vogliamo giustamente le strade pulite, vogliamo il centro storico pulito, vogliamo le strade pulite, bene, hanno un costo, che dovremmo coprire con i risparmi della mancata produzione di rifiuto, dunque veramente una rivoluzione culturale, che deve partire dalle scuole, dalle famiglie.
Quando si dice educazione civica, l’educazione civica non è soltanto non passare con il rosso, è cercare di consumare meno, di produrre meno rifiuto, perché siamo in una condizione di non ritorno. Questa è una rivoluzione culturale che non possiamo fare qui, non può fare il Sindaco di Noci, ma che qui denunciamo e sottolineiamo.
Gli impianti devono tornare ad essere pubblici, almeno in parte, un sistema più trasparente di controllo dei costi, più trasparente, e ho studiato le carte e devo dirvi la verità (ne parlavo con l’Assessore, adesso ne parlo con il responsabile di ragioneria): a me sembra che i criteri che vengono indicati da ARERA non siano campati in aria.
Se leggete la relazione e la delibera e vedete quali sono le previsioni per il 2028 e il 2029 sono in ribasso, 2027 in rialzo, 2028 e 2029 in ribasso.
Se vediamo la delibera, nel 2027 il costo è ancora più alto di 100.000 euro, poi si abbassa nel 2028 e nel 2029. È nel corpo della delibera.
Attenzione, però, a non prendere per oro colato, perché poi...
Se prendiamo il corpo della delibera, "le premesse sono parti integranti... anno 2026 totale 4.059.153" e quello che vi ho detto oggi è che cuba a 170.000 euro in più rispetto al 2025, "anno 2027 4.197.000", dunque altri 100.000 euro di aumento, "anno 2028 3.904.000, anno 2029 3.904.000", dunque c’è addirittura un abbattimento, e non ci crede nessuno, ma sai perché? Perché è chiaro che poi ci sono le variabili, il costo del carburante, l’indicizzazione Istat, eccetera.
Rispetto al conteggio che veniva fatto prima, mi sembra che ci siano criteri più stringenti da parte di ARERA, che viene a promuovere i Comuni che hanno via via tenuto i conti a posto ed è negativo rispetto ai Comuni in cui invece quei conti erano meno rigorosi (parlo di rigorosità, non di altro, sono scelte).
Su questo c’è un secondo tema che dovremmo tenere in conto. Qual è il secondo tema? È quello della tassa di soggiorno. Il Comune di Bari da fonti di stampa ha utilizzato la tassa di soggiorno per coprire i costi TARI, Bari è una città turistica, dunque si potrebbe aprire un tavolo di confronto per capire se mettere la tassa di soggiorno, noi non siamo Bari, quindi le cifre saranno molto più basse, ma dobbiamo capire i pro e i contro.
Vorrei portare la vostra attenzione su altri due elementi importanti. Rispetto a questo aumento del 4,66 per cento, sapete cosa fa aumentare le tariffe TARI? Le tariffe della TARI aumentano anche perché, come dicemmo l’anno scorso, paghiamo alla Provincia un tributo provinciale, la TEFA, che è il 5 per cento, mal contati circa 200.000 euro.
Io mi chiedo come i 200.000 euro che noi paghiamo e i cittadini nocesi pagano alla Provincia, cioè alla Città Metropolitana vengano utilizzati, perché vedo le strade provinciali sporche e il cittadino dice "Sindaco, ma come, aumenta la TARI?" e io rispondo che aumenta la TARI anche perché ci sono delle addizionali provinciali che mi sembra non stiano sortendo i risultati attesi, e anche su questo si apre una riflessione.
Una seconda riflessione vorrei aprirla sul Bonus sociale rifiuti, che è giustissimo, si quantifica in circa 82.000 euro, dunque 6 euro a famiglia. Noi paghiamo 6 euro a famiglia per permettere alle fasce più disagiate di avere il Bonus TARI, cosa che a livello generale mi va benissimo, ma mi chiedo: i controlli su queste fasce disagiate vengono posti in essere o no? Quali sono i criteri che indicano queste fasce disagiate? A me sorge qualche dubbio, su questo non può essere il Comune a controllare, perché il Comune non può controllare lo scibile umano. Adesso spero che si capirà chi ne abbia realmente diritto e chi non ne abbia diritto, perché sono soldi che chiediamo ai contribuenti.
Come vedete, ci sono tanti elementi che non sono controllabili dalla politica locale, ma che devono essere portati all’attenzione della politica regionale e il cambio culturale alla politica nazionale. So che ci sono enormi interessi dietro l’utilizzo della plastica o l’utilizzo di altro tipo di imballo, ma noi produciamo troppo rifiuto, e questo è un costo, non sarà mai - dico mai - una risorsa, dunque togliamoci tutti dalla testa quello che qualche anno fa qualcuno ha detto non a Noci, ma a livello nazionale, cioè che il rifiuto può diventare una risorsa, non lo è mai, il rifiuto è un costo e dunque dobbiamo cercare di ridurre producendone meno, altrimenti saremo sempre lasciati soli.
Finisco. La responsabilità di questa Assise è quella di validare il PEF, perché è una presa d’atto. La responsabilità politica è quella di portare i problemi all’attenzione di chi di dovere e di iniziare a fare un’azione comune, insieme agli altri Enti e dunque insieme agli altri Comuni, per portare questa questione fondamentale all’attenzione del Presidente della Regione e, per quella svolta culturale, al Presidente del Consiglio, perché altrimenti i cittadini rimarranno sempre coloro i quali pagheranno le mancate decisioni della politica, decisioni in questo caso epocali, perché far sì che si cambi il modo di intendere il rifiuto è una rivoluzione epocale, perché la TARI colpisce tutti orizzontalmente, dunque impoverisce le tasche dei cittadini, a fronte certamente di un servizio, ma a fronte anche di situazioni non controllabili e, in alcuni casi, un po’ opachi, di dubbia chiarezza, dunque chiediamo chiarezza, lo stiamo chiedendo qui, lo chiederemo nelle sedi opportune.
Ovviamente, si chiede di approvare sia la delibera di presa d’atto del PEF, sia le tariffe che da quella presa d’atto discendono. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Buongiorno.... chiedo scusa, grazie, signor Sindaco, mi è scappato un buongiorno.
Ci sono interventi in merito? Consigliere Mezzapesa, prego.
Speaker : MEZZAPESA – Consigliere
Il Presidente aveva accennato a fare un’unica discussione anche sull’aspetto tariffario, quindi sull’aspetto tariffario vogliamo precisarlo subito, in maniera che evitiamo... cioè il 4 per cento famoso, è quello? Diviso tra 3 e 4?
Alla fine, la questione sull’aspetto tariffario è di questo tipo, un aumento sul residenziale di tipo domestico, utenze domestiche del 3 per cento circa, mentre per quanto riguarda le non domestiche del 4 per cento, quindi questo lo abbiamo chiarito.
Nel merito di tutto l’argomento non vorrei ripetermi, perché ripetiamo ogni anno sempre la stessa storia, ripetiamo sempre lo stesso argomento, non è nelle nostre mani, non siamo noi a poter decidere, non è certo il Comune di Noci, né tutto l’ARO in cui siamo a poter definire questa cosa, l’ha già detto in maniera chiara e puntuale il Sindaco circa il dover riportare queste tematiche ad altri livelli. Continuiamo però a verificare che non c’è un cambio di attenzione da parte di chi dovrebbe averlo, fondamentalmente lo Stato, che dovrebbe dare le linee di indirizzo generale e quindi le Regioni, ma rimane il problema di carattere culturale.
Mi permetto di sottolineare che non è cambiando noi, decidendo noi con un contratto diverso di mettere il cassonetto o altro, e non sono d’accordo sulla scelta di tornare al cassonetto, e vi spiego perché.
Non sono perfettamente d’accordo, perché non è solo il servizio e basta, ma il controllo, e il controllo con il porta a porta è terribile, ha messo tutti i cittadini nell’attenzione di dover fare il proprio dovere al meglio, mentre, tornando al cassonetto, uno si sente di nuovo libero di fare quello che gli pare, e non va bene.
È meglio continuare a mantenere la linea ferrea, perché già siamo in difficoltà e diventa difficile giustificare per qualunque Amministrazione, di qualsiasi colore sia, un aumento dei costi, quindi va bene l’aumento dei costi, però non diminuiamo il livello di attenzione sulla gestione, perché il livello di differenziata deve comunque mantenersi alto, sperando che un giorno qualcuno utilizzi tutto il materiale accumulato, ma soprattutto il materiale differenziato.
L’unica, vera beffa è che, a fronte di un quantitativo elevato di materiale differenziato, i Comuni non ne abbiano beneficio, quindi è una mascalzonata. Alla fine, avere 20-30.000 euro di cosa? Stiamo parlando di cifre ridicole, messi insieme, tra la carta, la plastica e il resto, a quando siamo arrivati? Va bene, 200.000 euro, ma a fronte della spesa, quindi cosa abbiamo ricavato?
Se invece ci fosse un recupero più sostanzioso, magari pari al costo in discarica, avremmo un risultato. Se togliamo il costo della discarica con il recupero, il bilancio cambia, o no, dottor Palma? Cambia in maniera sostanziale.
Quello che bisognerebbe capire ed effettuare oggi il controllo è esattamente su differenziato, per avere un maggior rientro, e dobbiamo capire da subito con la Regione e con come fare, perché là c’è molto di acque torbide. Non voglio essere maligno ma, come diceva un mio ex parlamentare che ho avuto il piacere di avere di fronte in un incontro a Noci, "a pensar male si fa peccato, però si azzecca quello che molte volte succede" e con il torbido nella questione differenziato si azzecca molto, perché vorrei capire i quantitativi che vengono consegnati quanti sono e cosa effettivamente ritorna anche come ARO, non solo come Comune di Noci, non mi interessa, come Comune di Noci vediamo, ma come ARO posso capire qual è il ritorno? Possibile che non riusciamo a recuperare sui cinque Comuni almeno 1,5-2 milioni? Mi sembra ridicolo.
Quando ci sediamo con gli altri Comuni, cerchiamo di fare un controllo su questa cosa, perché almeno quel 4 e quel 3 o 2,90 per cento lo recuperiamo dal differenziato, ma facendo il controllo perché possiamo farlo noi, non siamo soggetti ad altri, siamo noi che dobbiamo mettere gli occhi addosso, perché metterei un dipendente dell’ARO che deve controllare almeno settimanalmente cosa succede, deve controllare che succede settimanalmente e voglio i controlli sui quantitativi settimanalmente, perché credo che scopriremmo cose strane.
Ve lo lascio come suggerimento, perché se fossi al vostro posto (ve lo dico con molta chiarezza), chiederei settimanalmente il controllo su tutto il differenziato, puntuale, al quintale, non al chilo, ma almeno al quintale, e scopriremmo cose non gradite, perché molte volte i signori che consegnano o non consegnano, tra il gestore e chi prende il materiale si rimpallano la palla, come si suol dire, quindi cerchiamo di farla rimpallare come diciamo noi e non come dicono loro. Questo è un aspetto.
Il fatto successivo di fare il famoso incontro ANCI Regione è perché oggi c’è un’Amministrazione diversa, che è più sensibile, appena appena più sensibile su questi temi, che vuole andare in un ordine diverso anche per le dichiarazioni fatte dall’Assessore all’Ambiente che ha qualche idea.
Quanto aspettiamo? Torniamo al nucleare, però faremo non più la fissione, ma la fusione? Quanti anni ci vogliono? 30 anni, quindi noi non li vedremo, forse i nostri figli.
Stessa storia anche per i termovalorizzatori ormai di sesta generazione, forse non li vedremo noi, li vedranno i nostri figli, ma cominciamo a farne qualcuno, almeno uno.
A Taranto abbiamo il bubbone, ma, invece di tenersi il bubbone, non possono cominciare a costruire il termovalorizzatore, che sicuramente non inquina di più di ciò che hanno inquinato, anche se il Tribunale di Milano ha chiuso i forni a caldo, quindi ci sarà anche una riduzione di inquinamento?
Detto questo, però, se noi non stimoliamo, se non facciamo una nota congiunta di tutti i Comuni dell’ARO, dicendo "caro Presidente, vediamo la tua sensibilità diversa rispetto al passato", ma io che devo continuare a dire ai miei cittadini e ai cittadini del nostro ARO "dovete pagare" posso anche chiederti una cosa per l’ennesima volta, prenditelo tu, manda tu le bollette a casa dei cittadini, perché se mi fai fare solo il semplice... come nel famoso film di Troisi che passavano il confine e gli dicevano "chi siete? Da dove venite? Un fiorino!", poi cadeva il sacco e gli richiedeva "chi siete? Da dove venite? Un fiorino!" sembra una barzelletta, cioè ogni volta chiedete sempre un fiorino, basta che ci muoviamo e ci chiedete un fiorino, e quando finisce la storia di questo fiorino e poi perché devo chiederglielo io? Devo essere quello che chiede il fiorino, cioè dare lo schiaffo al cittadino perché deve pagare? Questo diventa un maggior onere anche dal punto di vista dei rapporti tra Amministrazioni e cittadini e diventa pesante, perché sono io quello che da gli schiaffi, dicendo "però mi ha detto di farlo il Presidente della Giunta, me l’ha detto il Presidente del Consiglio", e va bene, ma non poteva venire il Presidente del Consiglio a dare gli schiaffi ai cittadini? Perché devo chiederlo io? Tanto io non decido niente, non decido sulla tariffa, anzi arrivano all’ultimo minuto e ti trattano anche come un deficiente, dicendo "votate", quindi che facciamo qui noi? Non ho capito cosa facciamo.
Ecco perché diventa difficile, e in questo mi sto immedesimando nella maggioranza e mi sto chiedendo come si fa a dare risposte ai cittadini quando in realtà tu non sei impotente, però devi dargli gli schiaffi, come a un figlio cui non riesci a dare giustificazioni ma prendi a schiaffi, e non va bene.
O decidiamo una volta per sempre in senso globale, perché non appartiene a questo o a quello, e si dice "ci fate un tavolo perenne, fino a che non troviamo una soluzione diversa?". Due cose, 1) controllo sul differenziale, 2) tavolo perenne. Io delego il consigliere Marino, abbiamo fatto un passo avanti, stiamo cercando di risolvere i problemi, altrimenti non ne usciremo mai, cioè continuiamo a parlarci addosso come amici al bar, ma non siamo al bar, come ha detto il consigliere, siamo in Consiglio comunale.
Qui, però, non siamo in Consiglio comunale, perché sembra che devo ratificare una decisione presa da un’altra parte, quindi qualcuno mi dice "vuoi o non vuoi devi votare", ma quando cambia questa storia? Ogni anno ripetiamo la stessa storia, quindi cerchiamo di fare qualcosa, fosse anche una protesta simbolica per cui diciamo "veniamo là e occupiamo la Regione finché dici cosa vuoi fare e ci dai una risposta", altrimenti continuo a fare il Sindaco che da gli schiaffi ai cittadini, io come tutti gli altri, quindi siamo una massa di esattori pronti a dare schiaffi, ma non riusciamo a capire cosa bisogna fare per cambiare questo stato di cose
Servono iniziative forti, è inutile continuare a far finta di niente, perché altrimenti prima o poi il figlio prima o poi ci dirà "ve ne dovete andare, non sei capace di fare il papà", perché non abbiamo saputo spiegare in nessuna maniera perché abbiamo dato gli schiaffi tutti gli anni, "perché ogni anno arrivi e mi dai uno schiaffo? Io non mi chiamo Pasquale Pistorio, con tutto il rispetto del nome Pasquale per cui ho degna considerazione perché ho amici con i quali ho avuto il piacere di condividere la vita.
Questa storia, signori, è inutile ripeterla. Sindaco, prendi l’iniziava e scrivi, come hai scritto la lettera puntuale del 19 marzo 2026, scrivi a tutto il mondo, quantomeno per te stesso e per la tua maggioranza potrai dire "io ci ho provato, non ci sono riuscito, ma ci ho provato". Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere.
Si è prenotato a parlare il consigliere Conforti. Prego.
Speaker : CONFORTI – Consigliere
Grazie, Presidente.
È dura votare questa delibera, io preannuncio il voto contrario, perché ritengo inammissibile questo modo di fare, nel senso che, come il Sindaco ha detto, è inutile che qualcuno in passato dicesse che si doveva diminuire la tariffa quando in realtà stiamo sempre andando incontro ad aumenti.
Il nostro Gruppo sicuramente non è d’accordo sul ritorno dei classici cassoni, e condivido quello che ha detto il consigliere Mezzapesa, devi sempre avere un certo grado di controllo, perché altrimenti andiamo a peggiorare, ma se il ritorno al classico cassonetto di 10 anni fa o anche qualcosa in più è sbagliato, probabilmente, come sempre sostenuto, non sarebbe stato sbagliato se l’investimento iniziale di cui parlava il Sindaco, cioè nel caso in cui adotti metodologie differenti dal porta a porta avessi adottato quella metodologia illo tempore, quando, anziché spendere 600.000 euro – ricordo - per l’acquisto dei famosi cassonetti, 600.000 euro per l’acquisto dei cassonetti di plastica, che furono un impatto iniziale importante e si diceva sempre "tanto lo ammortizzeremo, tanto diminuirà, con l’aumento della differenziata diminuiranno i costi". Queste sono le cose che si dicevano e io ci avevo già visto lungo e avevo detto "guardate che i costi non diminuiranno per una questione numerica".
A quello aggiungi anche che lo Stato non fa nulla e non ha fatto nulla in questi anni per incentivare quel tipo di raccolta, perché sarebbe bastato aumentare l’incentivo e quindi il costo, come ha detto Fortunato, per cui se sto differenziando bene e ho raggiunto una certa percentuale, non puoi darmi un incentivo che è sottostimato rispetto al prezzo di conferimento, quindi quando avrò l’incentivo, quando riuscirò ad abbassare questa cosa?
La domanda da farci e che cosa può fare un’Amministrazione comunale su questo, e sto dicendo da anni che bisognava fare questi ragionamenti anni addietro per trovarci bene oggi, così come bisogna farli oggi per far trovare le future generazioni o comunque le future Amministrazioni in una situazione diversa, quindi cosa può fare l’Amministrazione per diminuire l’impatto sui cittadini degli aumenti dovuti all’AGER? Le cose che può fare sono sterilizzare l’aumento mediante risorse proprie, ed è possibile farlo.
Cosa può fare un’Amministrazione comunale per diminuire l’incremento dell’impatto e quindi della richiesta? Perché adesso questa delibera si traduce nel fatto che, come ha detto il Sindaco, a un ristorante di 100 metri quadri costa circa 100-110 euro all’anno in più, poi per chi ha addirittura un ristorante che ha una saletta di 2-300 metri quadri l’impatto sarà maggiore, attenzione, così come per il bar di 100 metri con la saletta, quindi questi sono gli impatti.
Chiaramente - ripeto - cosa può fare il Comune, l’Amministrazione comunale? È un’ipotesi, ovviamente, ma laddove ci fosse la possibilità, non ci sono chissà quali scelte di fronte all’imposizione che deriva dall’alto, sterilizzare l’aumento mediante forme di contribuzione comunali, ove questo sia possibile dal punto di vista del bilancio comunale, quindi ci metti del tuo in maniera tale da ridurre, in una formula che tecnicamente ti permette di farlo, ho studiato già la normativa e ho verificato che qualche altro Comune l’ha fatto, lo ha fatto con formule per cui ha detto che compartecipa, facendo delle delibere ad hoc con un importo ulteriore, perché ci sono formule che lo permettono, poi magari non lo sterilizzerai al 100 per cento, ma darai così facendo, graverai di meno.
Questo è quello che può fare il Comune, 2) aumenti il controllo sull’effettivo quantitativo di indifferenziato, e ritengo che questo ci sia già, però, come diceva il collega Mezzapesa, si può incrementare, chiedere dei controlli quotidiani, o meglio, più che quotidiani, con cadenze di 15 giorni, come diceva Fortunato, o un mese che consentono di controllare maggiormente qual è il quantitativo effettivo di differenziato e qual è l’incentivo effettivo che corrisponde a quello, ma secondo me è comunque poca cosa.
3)Perché queste sono le 3 soluzioni che può fare il Comune (di più non può fare) organizzare un sistema di gestione della raccolta rifiuti che sia differente rispetto a quello che si utilizza oggi, che sia magari migliorativo.
Vedrei ancora una proiezione e suggerirei all’ambito territoriale di guardare in grande, dicendo "cari amici Comuni, mettiamoci tutti insieme, presentiamo un progetto alla Comunità europea che preveda come obiettivo di ridurre le emissioni nell’intero ambito territoriale, mediante investimenti che vengano finanziati dalla Comunità europea".
Una volta c’era un bando, che non so se sia ancora aperto, bisognerebbe verificare, per elettrificare tutto e rendere tutti i mezzi elettrici, proponiamo un sistema e un impianto ad emissione zero, senza canna fumaria, senza fumi, di ultimissima generazione, cominciamo da qualche parte. Mettendo a sistema l’intero investimento, con recupero dall’abbattimento della TARI negli anni.
Questa è un’ulteriore soluzione, una soluzione in grande, di cui bisognerebbe iniziare a parlare, dicendo a tutti gli ambiti territoriali "scusate un attimo, ma perché non ci facciamo noi un impianto? Ci sono fondi della Comunità europea che finanziano certe tipologie di impianti ad emissioni zero", un impianto di questa natura costa un centinaio di milioni di euro o qualcosa in più, ma, messo a sistema con gli autobus elettrici, la Polizia Municipale di tutti gli ambiti territoriali elettrici, l’energia che vai a produrre da quell’impianto, sei in condizioni di efficientare tutti gli immobili, tutte le scuole, cioè metti a sistema e produci, fai un grande progetto di finanza che ti viene reso bancabile dalla BCE, che lo analizza, te lo finanzia e lo fa.
Attenzione, quello che io sto dicendo non è fantasia, è né più né meno quello che hanno fatto in Germania, e qui abbiamo il Presidente che ha vissuto in Germania, io ne ho visto qualcuno, e hanno fatto la stessa cosa in altri territori.
Questo significa pensare in grande. Adesso pensiamo in piccolo, visto che il grande potrebbe spaventare qualcuno, però pensare in grande significa avere una visione futura, partire per primi significa avere una visione futura, partiamo, non è detto che poi lo devi fare, intanto partiamo, cominciamo a capire, facciamo uno studio in questo senso per capire quanto costerebbe, cioè si spendono tanti soldi in progettazioni che poi non danno risultati, probabilmente metterci qualche euro tutti i Comuni per redigere una progettazione in questo senso e vedere cosa ne esce fuori, anche per avere un resoconto e dire "questa idea fa schifo, non è buona" oppure "questa idea ti consente di azzerare la TARI ai cittadini di qui a 15 o 20 anni", almeno sappiamo dove stiamo andando, perché qui stiamo andando di anno in anno in aumento, aumento, aumento, aumento, aumento.
Ripeto: questo significa guardare in grande. Guardiamo più in piccolo, ho capito che la spesa di investimento con dei cassonetti intelligenti ha un piccolo impatto iniziale, ma dobbiamo andare a spalmarlo sull’intera durata contrattuale del servizio, quindi direi a questi progettisti famosi, perché io non ho mai visto uno studio in tal senso serio, che ho fatto due conti e non mi ritrovo con questi progettisti, se hanno fatto questi calcoli e dicono che i cassonetti intelligenti non funzionano, e non è così, perché a) hai l’aumento del controllo con determinati cassonetti intelligenti mediante isole ecologiche, b) vediamo se si può attingere anche a dei finanziamenti, e perché la Regione Puglia ha già finanziato dei cassonetti intelligenti altrove, c) vediamo quello che tiri fuori e aumenti gli anni del servizio per spalmare questo investimento iniziale.
Attenzione, se questo ragionamento fosse stato già fatto anni addietro, quei famosi 600.000 euro per comprare tutta questa plastica, che è sempre un rifiuto... abbiamo tutti questi cassonetti che, a breve, perché questi cassonetti non durano all’infinito, dobbiamo anche cambiare, con la gara nuova dobbiamo cambiare i cassonetti. Attenzione, che spesa di investimento avrà questo cassonetto?
Ripeto: facciamo fare una valutazione attenta, sforziamoci di verificare se esistano sistemi di gestione della raccolta diversi, che - quelli sì - dipendono da noi, l’isola ecologica intelligente piuttosto che il cassonetto intelligente, magari non lo faremo supertecnologico, non lo faremo con il telecomando che salirà, che avremmo potuto fare 10 anni prima e avremmo già abbattuto alcuni costi, faremo una cosa non di estrema tecnologia e di impatto visivo zero, ci inventeremo qualcosa di più carino, come stanno facendo in altri Comuni, ma almeno a quel punto l’AGER verrà a dirci che l’aumento è del 4 per cento, ma noi cominceremo a vedere una riduzione del 2 e 4 meno 2 fa 2 per cento, e cominceremo a dire al cittadino che senza questa cosa c’era il 4, ora è diventato il 2.
Io non credo a quella previsione e attenzione, cara Amministrazione, non vi fate prendere in giro, perché quella previsione di dire "no, questi due anni sono di aumento, perché l’anno prossimo c’è già l’aumento, ma i due anni dopo c’è la riduzione", come è stata fatta quell’analisi? È un dato farlocco dal punto di vista scientifico, perché è basato sul nulla, è una previsione che non si può fare. Mi stai prendendo in giro e ti dico di più, se fra due anni scoppiano altre due guerre in altri due Stati, che facciamo? Quella è una previsione farlocca, che non ha motivo di esistere, e secondo me facevano meglio a non metterla, sarebbe stato più veritiero. Lì c’è un falso, in quanto scientificamente non provabile, e devono farmi capire come hanno fatto a fare una previsione al ribasso, sulla base di cosa, e infatti non lo scrivono, non dicono che è stata fatta sulla base di...
Quando il costo al consumo aumenta di anno in anno, quando la previsione di costo al consumo è in aumento, vieni qui a dire al Comune "guarda che il 2026 e il 2027 è così, però dal 2028...", così come ci dissero 10 anni fa "l’impatto iniziale del porta a porta è così, poi vedrai che dal 2022-2023..." è la stessa cosa, è una presa in giro e - ripeto, - secondo me va fatta un’azione più forte da parte di Comuni che comunque sono virtuosi, perché leggevo che il Comune di Noci non ha conguagli arretrati precedenti. Immaginate in quei calcoli, in quelle tabelle Comuni che magari hanno dei conguagli perché hanno da pagare degli arretrati, aumenta ancora di più.
Delle tre cose, politicamente uno deve stabilire quello che può fare se vuole impattare meno sui cittadini. C’è una quarta soluzione, non fare nulla, che è quello che si sta facendo, non si sta facendo nulla, mi auguro, come ha detto il Sindaco, che nella gara futura si possa in qualche maniera fare qualcosa di diverso, ma se non fai nulla, sarai destinato all’aumento, quindi è chiaro che in tutto questo io dico bene, però non posso approvare questo, perché non facendo parte della maggioranza, non posso dare il mio contributo, se fossi stato in maggioranza probabilmente avrei detto "ragazzi, battiamo un po’ di più i pugni, cerchiamo di racimolare qualcosa, diamo una stretta agli eventi piuttosto che a un’altra cosa, per cercare di racimolare..:" sono delle scelte, puoi farlo attraverso dei sistemi... e vi faccio vedere le delibere con cui è stato fatto negli altri Comuni, perché sterilizzi e dici che come Comune ti fai carico di questa quota, quindi non devo aumentare di x euro, ho visto che alcuni Comuni l’hanno fatto, dovete dirmi quale norma lo vieti, e, se la norma lo vieta, non puoi fare il passaggio dire, ma puoi trovare delle formule che servono a sterilizzare. È un po’ come il baratto, in passato abbiamo fatto dei baratti, ci sono dei sistemi per cui fai un progetto di baratto. Se apriamo un tavolo, posso mettere a disposizione quello che si può fare, lo apriamo, io dico la mia, dopodiché ci sarà un ufficio che dirà questo si può fare, questo non si può fare.
Ritengo che nella vita solo alla morte non ci sia soluzione, per tutto il resto c’è sempre una soluzione, l’essenziale è farlo nei modi giusti, nei termini di legge che ci consentono di sterilizzare l’aumento finale. Puoi farlo sotto altre forme, facciamo il baratto per tutti i cittadini, facciamo questo progetto e facciamo il baratto, vorrà dire che i cittadini pagheranno la loro quota precisa, quanto è scritto nella bolletta, se è scritto 100 euro, l’AGER ha detto 100 euro, il cittadino ha pagato 100 euro, che vuoi? Niente.
Dopodiché, come Comune dico a tutti i cittadini "devo darti io 20 euro" perché faccio un progetto diverso, non è vietato per legge farlo, signor Sindaco, l’hanno fatto in altri Comuni. Se poi vogliamo dire che non si può fare niente, è un altro ragionamento... ma fai un altro progetto.
Non mi si venga a dire che non ci sono dei progetti, perché altrimenti significherebbe che tutto quello che ho appreso in tutti questi anni di esperienza nella mia carriera non vale niente, che sto dicendo baggianate, ma, siccome qualcosa probabilmente vale e ci siamo arrivati insieme, puoi fare un progetto di welfare, possiamo fare diverse cose, chiaramente uno dice ai cittadini "caro cittadino, siccome purtroppo l’AGER ti chiede il 4 per cento di aumento, io sono costretto a chiederti il 4 per cento di aumento, però ora, attraverso questo progetto, ti restituisco questo, e gli dici "caro cittadino, prenditela con l’AGER, lo sforzo che io ho potuto fare è questo, il 2% per cento di abbattimento, l’1 per cento".
È un’ipotesi, poi tecnicamente magari non è possibile, perché mancano le risorse ed è un altro paio di maniche e uno deve dire che purtroppo non siamo in condizioni, a livello di risorse, di fare progetti di questo tipo, però - ripeto - non hai altre soluzioni, quelle sono le 3 soluzioni che può adottare l’Amministrazione comunale e abbiamo aggiunto la quarta soluzione, che è quella di non fare niente, subire passivamente gli aumenti di questi signori, non fare ricorsi e alcun tipo di azione, non fare niente, non scrivere al Ministero, non scrivere all’AGER, non protestare, come voleva fare come formula estrema il consigliere Mezzapesa davanti alla Regione, e stiamo fermi, passivi.
Questa è una scelta, che può anche portare a benefici di qualsiasi natura, magari viene a spiegarmi che, se stiamo fermi, è meglio, almeno lo capiamo, perché bisogna spiegarlo ai cittadini.
Ripeto: relativamente a questa proposta noi votiamo contrari, perché non abbiamo avuto l’opportunità di analizzare le 4 soluzioni che un’Amministrazione può adottare, perché può fare solo quelle, di più non può fare, non può dire "AGER, cambia i conti" se non mediante delle azioni, delle relazioni e quant’altro, ma oggi sei stato chiamato dopo quattro mesi e mezzo, voglio spezzare forse una lancia perché ho visto che hanno fatto una relazione sulla base dei dati che avete mandato, immagino che quella relazione sia stata fatta per tutti i Comuni e, siccome per ogni Comune non è una relazione standard perché i conti variano da Comune a Comune, bisogna essere obiettivi e giusti, come è giusto dire che probabilmente su alcune questioni non si sono ricordati di aprire il tavolo di confronto, come è giusto dire questo dobbiamo anche dire che dietro quelle relazioni c’è un lavoro di funzionari regionali che probabilmente avranno lavorato notte e giorno per tirar fuori una relazione personalizzata per ogni Comune, più che personalizzata, calibrata su tutti i dati per ogni Comune.
Mettiamoci anche nei panni di questi signori e, siccome ritengo sempre che i ragionamenti vadano fatti ad onor di giustizia, anche se in Italia a volte ce ne dimentichiamo, dobbiamo fare questi tipi di ragionamenti. Bisogna - ripeto - riprendere quella relazione, che è anche abbastanza corposa e può dare spunti di natura scientifica e tecnica che possono portare a dei ragionamenti, bisogna aprire tavoli di confronto anche su queste questioni, che rinvengono da tematiche nazionali.
Non voglio ripetermi su questioni già dette, non voglio il tavolo per forza, siamo stati tacciati di non dire niente sulle tematiche nazionali, ma non è così. Oggi, ho apertamente detto che lo Stato non ha fatto niente, il Governo non sta facendo niente su queste questioni.
Dopodiché, ho anche detto "confrontiamoci", ma si chiede il confronto e poi ci si sottrae al confronto, quindi decidiamoci, perché qualcuno deve assumersi la responsabilità di quello che dice e qualche volta devo avere anche l’opportunità di ricordare che hai detto così, però non è così, dovete consentirmi di farlo, altrimenti sarei doppiamente passivo e, come dice Fortunato, prenderei solo schiaffi anche quando in realtà non posso prenderli.
Mi sia almeno concessa l’opportunità di parla, di esprimere la mia riflessione, il mio pensiero, sebbene quel pensiero sia contrario a quello di qualcun altro.
Alla luce di questo - ripeto - siamo tutti dispiaciuti, ci mettiamo nei panni di un’Amministrazione che deve giustificare in qualche modo, poiché il cittadino in tutto questo alla fine cosa vede? Vede la bolletta, quello che gli arriva alla fine, il negoziante, la bottega, l’artigiano cosa vede? La bolletta e che gli arrivano altri 120 euro, quindi il cittadino dice "aumento qua e aumento là, aumento dell’acqua perché io pulisco il piatto che devo differenziare bene, quindi devo pulirlo prima di buttarlo nella pattumiera, aumento del costo dell’acqua, aumento il carburante e aumenta tutto!".
Rispetto all’aumento di tutto - ripeto - per quello che possiamo fare il mio suggerimento all’Amministrazione è "cerchiamo di fare qualcosa, non siate passivi rispetto a questo".
Dopodiché, chiaramente, per tutte le ragioni sovra esposte anche impattanti sul bilancio, sappiamo bene che sulle questioni del bilancio c’è l’opposizione e c’è la maggioranza, questo impatta sulla situazione del bilancio, quindi non possiamo che votare contro. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere.
Consigliere Curci.
Speaker : CURCI – Consigliere
Grazie.
Essendo stato dal 2018 in maggioranza, ho avuto la sfortuna di dover votare sempre favorevolmente alla TARI, quindi chi come me ha avuto questo ingrato compito in qualsiasi Comune della Provincia si è fatto parte diligente, perché alla fine che fai, non voti? Non votare, torna la tariffa dell’anno scorso, c’è il Commissario ad acta, punto e accapo e chissà cosa succede!
Se fosse un atteggiamento plausibile, ovviamente altri colleghi di altri Comuni, su 250 in Puglia, lo avrebbero fatto, a memoria ritengo che 1, 2 o forse 3 Comuni non l’abbiano fatto, quindi è successo esattamente che la tariffa è stata decisa d’imperio, ci sono stati dei costi e tutta una serie di problemi che non stiamo ad analizzare.
È chiaro che il confronto è opportuno, però è opportuno anche che il confronto, come il Sindaco ha detto, sia nelle sedi opportune, perché se ci confrontiamo qui, è bello ascoltarci e dirci le cose, però alla fine c’è l’Ente che decide e noi non siamo l’Ente che decide, tant’è che per noi è una presa d’atto, non decidiamo noi una tariffa, perché se fosse una decisione del Consiglio, sarebbe una deliberazione di Giunta.
Noi prendiamo atto di una cosa molto grave, secondo me, che di fatto da marzo ad oggi stiamo parlando di tre mesi in cui l’Ente, che di fatto deve essere il soggetto che deve perequare, deve capire, deve parlare con i Comuni, non ha parlato, tant’è che lunedì mattina alle 11.00 è arrivato in tutti i Comuni il PEF relativo, quindi parliamo del 2027, e molti Comuni, come noi, hanno dovuto convocare d’urgenza il Consiglio nelle 24 ore e quant’altro, perché quindi il primo, .
Il primo obiettivo, secondo me, è avere un confronto non tra di noi, ma con l’Ente che decide. In seconda battuta, è chiaro che la questione dei rifiuti è un po’ come la questione del buco sanitario, cioè è un insieme di costi, oggi Noci aumenta circa del 4 per cento, ci sono Comuni vicino a noi in cui è aumentata di più, pochissimi Comuni in cui è aumentata di meno, in media, sicuramente, chi come Noci o altri ha una gestione abbastanza virtuosa ha avuto questi aumenti del 4 per cento, che sono sintomatici di circa l’1,9 di Istat, quindi hai un costo standard, che non decidiamo noi.
Possiamo prendercela con i contratti collettivi e dire "il contratto non deve essere adeguato, quanto guadagnavi nel 2018 devi guadagnare anche adesso", è una teoria. Dopodiché, è chiaro che in quest’Aula, ma credo in tutte le Aule di tutti i Comuni della Puglia, non fa piacere votare la TARI in aumento e non credo che sia di così facile soluzione, come dicevi tu, copiare dai Comuni che hanno fatto meglio con gli atti, con le procedure amministrative, perché se fosse una procedura standard credo che molti Comuni l’avrebbero applicata.
Ad oggi, gli unici Comuni che con tranquillità, su un tributo TARI, applicano dei soldi del bilancio proprio sono quelli che distraggono parte della tassa di soggiorno, essendo essa una tassa di scopo può essere sommata alla decurtazione della TARI, perché nei periodi estivi c’è più gente, quindi c’è un sovraccarico dell’utenza TARI ed è giustificato a livello contabile l’apposizione di tali somme.
Se poi sei fortunato come Alberobello e 50, l’aumento è 300.000 euro, te li metto io, tanto prendo all’anno 800.000 euro di tassa di soggiorno, tassa di soggiorno che noi non abbiamo, quindi prima di dire che si può fare, il tema è quale sia l’entrata, se sia un’entrata straordinaria del Titolo III e ce l’abbiamo o non ce l’abbiamo, e noi la tassa di soggiorno non ce l’abbiamo e, anche se ce l’avessimo, anche con 20.000 presenze a 1,50 euro sarebbero 30.000 euro, che non sono minimamente paragonabili ai 4 milioni di TARI. L’1 per 100 di 4 milioni sono 40.000 euro, che diviso circa 8.850 utenze, se dovessi mettere 30.000 euro diviso 9.000, non sono un matematico ma sarà 1 euro...
Completo il discorso per dire che chiaramente il tema qual è? Che c’è un tema di natura propositiva, ed è giusto, uno lo propone, poi c’è un tema di applicazione, ed ecco perché ti dicevo che, se c’è una standardizzazione di queste procedure, ben venga, copiamole, ma oggi l’unica standardizzazione che leggo, parlando con qualche amico che fa politica, è quella di spostare la tassa di soggiorno, che è l’unica tassa di scopo come entrata straordinaria. Bari ci ha messo 2 milioni, non 100.000 euro, 2 milioni.
C’è poi anche il tema di capire la questione dei bidoni, quindi cambiare il servizio. L’anno scorso, 1 milione di euro di più a Statte, perché va sotto i 65 e paga l’ecotassa. Qui non stiamo facendo l’esegesi dei bilanci, sto facendo degli esempi, siccome nell’intervento con correttamente hai fatto hai esposto una seri di soluzioni, la mia esperienza è che mi piace anche capire su 250-230 come fanno? Non sono 230 scemi, tra cui noi, cioè noi rientriamo nei 230 scemi, quindi vorrei capire se sono fesso, ma non credo che insieme a me siamo tutti scemi.
È chiaro che oggi c’è un problema per cui il rifiuto, che tutti dicono che sia un valore, ad oggi non lo è, soprattutto perché – c’è da dirsi la verità - quante volte si è provato nel tempo a inserire nei nostri territori pseudo termovalorizzatori o pseudo discariche o pseudo qualcosa che abbiano minimamente a che fare con il ciclo dei rifiuti? Battaglie legali, battaglie di comitati, battaglie di Sindaci e queste cose non si fanno, quindi le cose dobbiamo anche dircele!
Quando oggi c’è il Piano rifiuti e la colpa è del Presidente regionale di turno o dell’Assessore regionale di turno, dobbiamo dircelo, perché quando viene fuori che c’è l’impianto di riuso e riciclo della plastica tra Noci e Putignano, ci alziamo e diciamo "perché tra Noci e Putignano? Non puoi farlo a Mottola o a Turi?" e subito Mottola e Turi chiedono perché!
Vorrei ricordare che l’ultima battaglia che è stata fatta è stata sulle scorie radioattive, lo Stato aveva deciso di stoccare delle scorie e aveva individuato delle aree a livello statale ed è scoppiato un macello, ognuno dei territori ha iniziato a dire "qui no".
Secondo me, quindi, nella risoluzione bisognerebbe innanzitutto darsi una linea, non noi, perché noi possiamo fare politica, come facciamo, dirci tra di noi le cose, però capire che innanzitutto questi provvedimenti vanno in una dislocazione di un ciclo dei rifiuti, come in Germania, ma lì le persone vivono sugli inceneritori, si scia sui termovalorizzatori.
Il tema è che oggi, sostanzialmente, noi siamo vittime di uno Stato in cui, prima dell’ingresso della differenziata porta a porta... perché la cosa che a me dispiace però a noi stessi dobbiamo ricordare a chi in questo momento ha la fortuna di presiedere questo Consiglio che fino all’ingresso della differenziata, nel 2015, non ce l’ha detto il medico che era obbligatorio fare la differenziata, il tema è che con i bidoni per strada la differenziata era al 30 per cento.
Ciò vuol dire che le persone che avevano i mezzi per scendere con la busta e buttare per strada la plastica, il vetro, la latta non lo facevano, punto, e quel servizio ovviamente costava molto meno, perché c’erano meno bidoni, c’era meno personale, c’erano meno mezzi, c’erano i 600.000 euro che hai citato correttamente dei bidoni, quindi, ovviamente, bisogna anche fare un po’ di autocritica e dire: perché noi non siamo stati in grado in autonomia di fare una differenziata che non comportasse l’utilizzo di un sistema così permeante e costoso come il porta a porta? Dobbiamo chiedercelo, perché è ovvio che quello è l’inizio della fine, in cui quello costa come servizio, ci ha portato ad avere una differenziata decente, con tante difficoltà, poi c’è la questione delle discariche che sono ovviamente tutte private, quindi ricordiamo a noi stessi che stiamo ancora pagando la causa che abbiamo perso in Consiglio di Stato sul contributo minimo, perché eravamo andati a fare gli spadaccini, il Consiglio di Stato gli ha dato ragione, quindi bisogna pagare all’impianto minimo la quota.
Oggi paghiamo una serie di scelte o di capacità nostre (non politiche, nostre come cittadini, come pugliesi in questo momento o come cittadini italiani) di non volere delle cose e soprattutto di pagare un costo del rifiuto, tra discariche private, costo che aumenta, contratti collettivi, energia, gasolio e quant’altro.
Immaginiamoci la nuova gara, che sarà per i prossimi nove anni, quindi metterà in maniera sistematica tutti questi costi, perché ovviamente chiunque vi parteciperà non farà più il conto con il contratto collettivo del 2017-2018, ma con il contratto collettivo del 2026, con i costi del carburante di oggi, che sono euro 2,20 al litro e non più a 1,6 e via dicendo.
Tutto questo per dire cosa? Che io sono completamente d’accordo con tutte le strade possibili affinché questa cosa possa volgere al termine, che sia un’interlocuzione, che siano delle proposte come quella del consigliere di emulare i Comuni che hanno utilizzato delle tecniche e capire quanto queste tecniche impattino sulla nostra TARI e quanto impattino sul cittadino nel beneficio che può trarre, perché purtroppo partiamo da un costo madre di circa 4 milioni di euro della tariffazione, quindi da lì l’intervento comunale riusciamo a farlo? Sì. Come? In questo modo. Quanto riusciamo a mettere? 1 milione di euro, quindi risparmiamo il 30% per cento, quindi ha un impatto. Ce la facciamo? No. Quanto abbiamo? 30.000 euro, quindi non ne vale la pena, andremmo a precipitare.
Dopodiché, il Sindaco lo ha già fatto per le vie ufficiali, credo che attraverso l’ANCI, attraverso tutti gli strumenti, che sia l’ARO, che sia la Conferenza della Città Metropolitana per quanto riguarda le questioni ambientali, se necessario, compulsare l’AGER, perché certamente un’interlocuzione di questo tipo non va bene, cioè non si può validare un PEF il 27 luglio e il 31 obbligare i Comuni a votare le tariffe. Questo è sicuramente il dato più grave di un’interlocuzione tra Istituzioni che non c’è e che alla fine, come spesso il buon Pasquale viene citato in questo Consiglio comunale, a mazzate sono sempre presi i cittadini e i Consigli comunali, che devono dire ai cittadini "queste sono le cose, dovete pagare di più", e così avviene per una serie di questioni in cui i servizi, se li vogliamo, costano e questi costi vengano ribaltati sempre sui cittadini (la sanità, i rifiuti, tutto quello che oggettivamente oggi in uno stato di welfare si vuole garantire al cittadino).
Preannuncio comunque il voto favorevole della maggioranza, in quanto, come ho detto in apertura del mio intervento, ci facciamo parte diligente, e quindi questa tariffazione, seppur arrivata il 27, con tutte le difficoltà che ci siamo detti, ritengo sia doveroso approvarla, affinché il servizio possa essere garantito.
Invitiamo appunto il Sindaco, l’Amministrazione e gli uffici a compulsare in qualsiasi modo quello l’AGER o chicchessia anche pro-futuro per la nuova gara e cercare le soluzioni migliori per contenere, arginare, sterilizzare questo indice di aumento, che da un po’ di anni in maniera puntuale, ogni luglio, ci troviamo qui il 3, il 4, il 5 o il 6, perché altrimenti il futuro sarà fatto di altri nove anni di aumenti e non mi sembra una cosa bella e soprattutto piacevole per i cittadini, considerato che gli stipendi sono fermi al 1990, dato che l’Italia, da stime OCSE, ha l’1,6 per cento di aumento rispetto al 35 per cento degli altri Paesi, per cui già soffriamo. Se aumenta la pizza, è un susseguirsi di aumenti. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, consigliere.
Non mi pare ci siano altri interventi, quindi passerei alla votazione del punto n.5 all’ordine del giorno.
Prego, Sindaco.
Speaker : INTINI – Sindaco
Cercherò di essere davvero breve, perché è stato abbastanza sviscerato il tema, con questioni di una certa complessità.
Per quanto riguarda la quota di differenziata cui faceva riferimento il Consigliere Mezzapesa, abbiamo i report, in realtà l’ufficio ce li ha, poi è chiaro che si può fare un controllo in loco, però il problema è un altro, è problema di mercato. Adesso vi dico quello che sta accadendo per quanto riguarda la plastica.
Sapete (se non lo sapete, vi metto a conoscenza di questa cosa) che gli imballaggi di plastica devono contenere per forza una quota di plastica riciclata, una quota (vado a memoria) del 34-35 per cento. Questo significa che la plastica riciclata, quella che diamo agli impianti, deve essere comprata, viene comprata di più se è più conveniente rispetto alla plastica vergine.
Oggi il mercato, soprattutto il mercato cinese, ti dice che, rispetto alla plastica riciclata, la plastica vergine è più conveniente, con tutte le problematiche di trasporti, e questo fa sì che ci siano impianti che non vogliono più plastica. Questo fa sì che ci potrà essere l’impossibilità a ritirare la plastica dalle persone. Siamo passati dalla macro economia al fatto che il mio mastello a casa mia non viene ritirato, e questo è un tema forte, che non possiamo affrontare noi, lo affronteremo diversamente capendo i margini che si hanno per alzare quel 30 per cento, ma è una quota comunitaria, pertanto stiamo parlando di autorità sovranazionali, perché il tema del rifiuto è sovranazionale, quando si parla di plastica e di imballaggi, plastic free, andiamo di proroga in proroga, è chiaro che gli interessi sono notevoli, non faccio il paladino di niente e di nessuno, anche perché ci sono aziende che lavorano sull’imballaggio, aziende di famiglia, ma oggi faccio il politico e dico che probabilmente gli imballaggi dovrebbero essere di meno, magari con una qualità diversa, ma dovrebbero essere mene, o magari si dovrebbe tornare a un imballaggio come quello del legno, però qui tirerei troppo la giacchetta a interessi che mi stanno vicini, dunque non ne parlo.
Io non voglio tornare al cassonetto, però è quasi un paradosso, quante volte abbiamo detto in questo Consiglio comunale che dobbiamo dare fiducia ai nostri concittadini e dobbiamo responsabilizzarli? La comunità si responsabilizza, mettendola davanti a delle evidenze, qualche volta, dicendo "bene, abbiamo imparato a fare la differenziata perché c’erano i controlli all’inizio? Certo, perché c’erano i controlli all’inizio. Vogliamo sempre essere controllati?". È un tema di responsabilità personale, sociale, in Germania, come diceva il Consigliere Conforti e come dice il Presidente spesso, e in altre città italiane c’è questa libertà di portare la differenziata e non di farsela venire a prendere con il controllo.
Era questo il tema che volevo sottolineare, la responsabilizzazione della comunità, perché il politico non deve dare sempre ragione, deve anche avere il coraggio di dire "siamo pronti a essere tutti responsabili?". È chiaro che, se uno va sulle strade provinciali e continua a guardare gente che lancia i rifiuti dal finestrino, anche quel tipo di coraggio viene meno, però il tema della responsabilizzazione della comunità è un tema, perché si potrebbe dire "questo è quanto pagheremmo e questo è quanto paghiamo con la differenziata porta a porta".
Per quanto riguarda invece il modo di calmierare utilizzando fondi propri, la Corte dei conti su questo è stata molto precisa, la TARI è una tassa di scopo, è chiaro che puoi utilizzare la tassa di soggiorno, ma perché? Perché la tassa di soggiorno aumenta la vivibilità e il decoro urbano di una città turistica, perché se ti faccio pagare la tassa di soggiorno, devo presentati una città, dunque posso utilizzare quei fondi per un migliore servizio, anche perché aumenta il rifiuto.
Altre soluzioni non ci sono, quindi è chiaro che uno dice "tu paghi 100 euro di TARI e il 5 per cento di quei 100 euro te li rido in servizi sociali", una sorta di baratto, però è un servizio sociale, non puoi ridare i soldi indietro, puoi aumentare il servizio ed è una scelta che si cerca di fare nei limiti del possibile, non certo legata alla tassa.
Per quanto riguarda le progettazioni di alto livello, vi do una notizia: il Patto Polis è in liquidazione non ci sono più finanziamenti, stiamo chiudendo i nostri quando chiuderemo il Patto Polis, c’è un tentativo di modificare il Patto Polis facendolo diventare una partecipata, dunque chiedendo alla Corte dei conti di darci l’autorizzazione a farla diventare una partecipata.
All’ultima riunione del Patto Polis sono state portate delle idee, una delle quali è una stazione di compostaggio che serve tutti i Comuni del Patto Polis, che ovviamente sarebbe gestita privatamente, totalmente finanziata da fondi ministeriali, partecipata, che potrebbe portare a una calmierazione importante dei costi del compost.
C’è un’altra idea, che sta venendo fuori, di un finanziamento importante per capire le possibilità di un inceneritore... non si chiamano più così, si chiamano termovalorizzatori ecologici, dunque è un’idea importante che stiamo provando a valutare.
Per quanto riguarda invece le isole ecologiche intelligenti, dall’analisi preliminare si è centrato un punto: per far durare la gara più di nove anni più uno devi andare in concessione, devi fare dunque un progetto di partenariato pubblico/privato, un project financing, un PPP, uno strumento che non è mai stato utilizzato per la gestione di una gara di servizi, abbiamo provato a contemplarlo, su questo deve decidere l’ARO, non possiamo fare una gara noi con un bando e gli altri Comuni fanno un altro tipo di gara, ne stiamo discutendo, è in evoluzione, la situazione è molto complessa, però potrebbe essere una soluzione per far sì che quei costi vengano diluiti e dunque avere una TARI calmierata... quelli cimiteriali sono all’ordine del giorno, ma ne facciamo altri di partenariati pubblici/privati.
È chiaro che lì c’è una complessità che gli uffici hanno valutato come importante.
Come ha detto il consigliere Curci, abbiamo un’indicizzazione dei prezzi che è cresciuta del 2 per cento, che devi comunque riconoscere da contratto pubblico, la disciplina sui nuovi contratti pubblici ti dice che non puoi assolutamente non prevedere l’indicizzazione, dunque quel 2% per cento.
Il tema è il potere d’acquisto. Ecco perché è così complessa la vicenda, perché c’è la compresenza di più elementi che si intersecano. Qual è l’elemento che si interseca in questo caso? Il potere d’acquisto delle famiglie, cioè il 2 per cento aumenta tutto, perché è l’indice del 2 per cento, però il mio stipendio resta uguale e il 2 per cento si alza. C’è quindi un tema di diseguaglianza, un tema di impoverimento a cui la TARI contribuisce pesantemente, ma questo l’abbiamo detto in convegni pubblici, è venuto Cottarelli a spiegarcela anche ultimamente, abbiamo avuto ospite il professor Cottarelli il quale, come sempre in tutti gli articoli, sottolinea un tema: guadagniamo poco, chi è stipendiato guadagna poco rispetto al costo della vita, ovviamente, certo il poco non esiste se non in relazione con altro.
Il costo della vita aumenta, la retribuzione resta bloccata, potere di acquisto che perdiamo giorno dopo giorno. Questi sono temi straordinari, che vanno affrontati, perché qui stiamo parlando della TARI, ma perché non parlare dei costi che ogni famiglia ha rispetto alla sanità o rispetto al costo della vita tout court, ad andarsi a comprare un paio di jeans? Il carburante, i costi energetici.
Come si fa, e chiudo? Cercando di incentivare la produttività delle aziende, del tessuto produttivo, perché se vai ad incentivare la produttività, una parte la puoi mettere nelle tasche dei dipendenti, degli operai. Se non lo fai, le aziende italiane, per essere competitive sul territorio, devono giocare sul un basso costo della manodopera, altrimenti non riescono ad esportare come e quanto vorrebbero e potrebbero.
Questo è un tema che possiamo discutere a latere, perché è un tema di impoverimento, su cui la TARI.... perché se il 2 per cento è l’indice e il 2 per cento sono i costi energetici e il contratto collettivo nazionale degli operatori è aumentato, a quel punto davvero il 4 per cento o il 3,7 o il 3,5, dunque questo è il problema.
Il confronto con AGER sicuramente ci sarà, ci sarà il confronto con Regione Puglia, perché l’AGER è un’agenzia regionale, dunque il confronto con la Regione deve esserci e deve essere fermo e dobbiamo iniziare a capire qual è il futuro della gestione del rifiuto in Puglia, perché ci coinvolge direttamente, per evitare che il Pasquale di turno, per utilizzare la metafora che hanno utilizzato il consigliere Mezzapesa e il consigliere Curci, o comunque il soggetto di turno che continua a vedersi impoverire giorno dopo giorno resti sempre il povero contribuente che paga le tasse. Grazie.
Speaker : INTINI – Presidente del Consiglio
Grazie, signor Sindaco.
Credo che adesso possiamo passare alla votazione.
Io darei per letto tutto, se non ci sono obiezioni.
Pongo in votazione il punto n.5 all’ordine del giorno: "Presa d’atto della determina dell’AGER Puglia".
Siamo 11 presenti, 11 votanti, 9 voti favorevoli, 2 contrari.
Il punto è approvato a maggioranza.
Pongo in votazione l’immediata eseguibilità del punto n.5 all’ordine del giorno.
Anche la immediata esecutività è approvata a maggioranza con 9 voti favorevoli, e 2 contrari su 11 presenti e votanti.
Dopo la discussione unificata, passiamo alla votazione sul punto n.6 all’ordine del giorno: "Approvazione tariffe TARI 2026", che do per letto, se non ci sono obiezioni.
Con 9 voti favorevoli e 2 contrari su 11 presenti, si approva a maggioranza.
Anche per questa delibera è richiesta l’immediata esecutività. Con 9 voti favorevoli e 2 contrari su 11 presenti, si approva anche l’immediata esecutività a maggioranza.
Vi chiedo solo un secondo. Non ci sono altri punti all’ordine del giorno, per cui la seduta è tolta. Come Presidente ho ritenuto, vista l’ora tarda, di offrire un rinfresco nel mio ufficio a tutti i presenti.
