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Però va approva.
Buon pomeriggio a tutti, a tutti e ringrazio a nome dell'intera Amministrazione, tutti i partecipanti. Vedo una un'Aula gremita e questo non può che farci piacere. Ringrazio soprattutto gli uffici, l'Amministrazione per il lavoro, che è stato fatto di addio di quello che oggi vediamo, come nel primo step, come finalmente un obiettivo raggiungibile, che è appunto l'adozione del PUG, uno strumento urbanistico che in questo Comune manca da decenni, ma in generale scontiamo, e lo sappiamo, un ritardo degli strumenti urbanistici e pianificatori lungo decenni, e quindi abbiamo voluto imprimere un'accelerata negli ultimi mesi attraverso una serie anche di concertazione di tavoli. Ricordo a me stesso che l'atto di indirizzo può anche non essere concertato, ma è stata una volontà forte da parte degli uffici dell'Amministrazione di cominciare già da questa prima fase a sentire la popolazione, i cittadini. E qui i miei ringraziamenti a tutti coloro che, in forma di tecnici di fiduciario di associazioni, hanno contribuito a redigere questo primo documento che siamo riusciti a portare.
A casa nelle scorse settimane di qua, la volontà di fare una piccola presentazione, una breve presentazione al pubblico e per questo ringrazio anche lo studio amate. Francesco Nigro che oggi è qui presente. Devo ringraziare però anche chi era questa parte, no che dalla parte destra, perché abbiamo come Amministrazione provato, come mi piace sempre dire a rendere le 1 cosa complessa un'opportunità e da questi ritardi che abbiamo ereditato da decenni di pianificazione. Stiamo cercando di fare in TIA interagire assieme diversi pianificatori, diversi progettisti che negli ultimi mesi sono stati incaricati. Perché la visione di questo Comune non sia solo la visione dell'entroterra, come per esempio accadrà con il PUG, ma adesso c'è Silvana Milella, qui di fianco, che con il suo Gruppo è stata incaricata per invece redigere il Piano delle coste, insieme a quello che è già avvenuto e che formalmente avverrà nelle prossime settimane un incarico per redigere il PUMS e il piano dei parcheggi della sosta, quindi, e abbiamo anche incaricato, qualche mese fa, altri progettisti per.
Finalmente redigere un piano di eliminazione delle barriere architettoniche a tutti questi strumenti nei prossimi 10 12 mesi, che sono garantiti almeno dal nostro mandato, per il momento sicuramente avranno avuto l'impulso di correre di parlare il più possibile. Poiché la visione del territorio sia una visione a 360 gradi che vadano nell'entroterra al mare, che vada per le persone che non hanno barriere a persone invece che purtroppo hanno delle barriere, passando per chi utilizza i mezzi e per dare a Polignano una visione e un'idea di un progetto di Paese meno.
Meno impattante dal punto di vista delle auto. Grazie, lascio la parola all'architetto. Auspicare che la dirigente del dell'ufficio tecnico.
Prima, prima di darle la parola, sparò una premessa doverosa questa questo pomeriggio a un ordine del giorno ben preciso, noi vogliamo parlare di PUG, ovviamente, soprattutto perché so che ho di fronte.
Ho tutta la il piacere di lasciarvi la parola, vi chiedo ed è giusto che ci diciate il messaggio che sto leggendo, che immagino però vi chiedo di non monopolizzare l'attenzione e l'incontro sul tema di Costa Ripagnola e di andare avanti, certo che no, no, prego prego.
Il grande assente che vedo qui con la sedia vuota io sono l'architetto Bianco Caterina e faccio parte del Comitato, i pastori della costa e.
Semplicemente voglio dire che in questa sedia vuota manca l'Ente parco che è importante, è una funzione importantissima all'interno della pianificazione della costa di di Polignano a Mare,
Mi sembra assurdo che si definisca una visione senza coinvolgere, lo, senza definire quelle che sono le più i regolamenti sul PUMS sul POC, per cui scusate, ma lo trovo un po' un no, una parte diciamo carente, è importante, a mio avviso,
Avevo evitato.
Avevano vietato di parlare del dell'ente parco semplicemente perché ho lasciato un video o qualche giorno fa nel quale penso di essere stato esaustivo l'impegno sull'Ente parco e dei due comuni della regione e mi sono impegnato attraverso i canali social nelle prossime settimane nei prossimi Consigli comunali a portare il protocollo, il protocollo d'intesa con il tra i due Comuni andrà nei prossimi Consigli comunali e con la Regione abbiamo una bozza di Statuto ambiente, dopodiché ritengo esaurite le risposte. Oggi possiamo individuare una data, ci incontriamo e parliamo di Ente parco, ma oggi si parla dei PUC, vi aspetto fuori all'esterno. Se avete piacere quando terminiamo, parliamo dell'Ente Parco grazie.
Allora, buonasera.
È giusto per ricapitolare alcune questioni che aveva sollevato il Sindaco. Il lavoro che stiamo cercando di fare, appunto a livello di pianificazione, è quello di coordinare i piani e i diversi livelli e quindi cercare di trovare un coordinamento e un'integrazione. Sapete che appunto il PUG diventerà una sorta alla fine di masterplan, all'interno del quale dovranno essere recepiti piani più specifici di settore. Il Piano appunto del Parco, il Piano delle il PUMS, il Piano dei parcheggi, il Piano dell'eliminazione delle barriere architettoniche. I gruppi di progettisti saranno lavorando insieme il parco appunto una volta costituito, dovremmo andare appunto, come diceva il Sindaco in Consiglio a settembre, una volta individuato l'ente gestore, procederemo anche con l'incarico per la redazione del Piano del Parco. Quindi tutti i Gruppi di progettisti contribuiranno a redigere ognuno per la propria parte, ma sempre in maniera, come dire, di concerto e coordinata, e le diverse tipologie degli strumenti urbanistici. I gruppi che già attualmente oggi sono stati incaricati stanno lavorando insieme. Abbiamo appena fatto prima di venire qui un incontro proprio sul tema della mobilità e quindi, come dire, i. Le varie tematiche vengono affrontate insieme in modo da trovare un coordinamento e una giusta collocazione all'interno dell'INPS. Diversi strumenti urbanistici. Il secondo diciamo appunto e poi lascio la parola all'architetto Nigro, perché il tema di oggi è un po' la presentazione della nuova dell'atto di indirizzo del PUG e il tema della partecipazione alla legge regionale. 20 del 2001, che la legge urbanistica individua al momento partecipativo successivamente alla redazione dell'atto di indirizzo. In realtà, dovrebbe essere l'atto di indirizzo che individua le modalità di partecipazione. Questa fase, invece, noi l'abbiamo in qualche modo questa modalità di lavoro, l'abbiamo anticipata già nell'atto di indirizzo, per cui sono state svolte già degli come dire dei processi partecipativi che hanno coinvolto diverse associazioni o persone che,
Appunto a un uomo, interessi o conoscenze su Polignano e il lavoro redatto da questo percorso partecipativo è entrato a far parte dell'atto di indirizzo, l'atto di indirizzo e il primo atto formale amministrativo del percorso di approvazione del PUG, dove, di fatto la Giunta individua quelle che sono, come dire, le linee strategiche ai temi che dovranno essere affrontati e sviluppati per arrivare poi alla strumento di pianificazione generale che disciplina e invece le destinazioni d'uso del territorio e quindi disciplina le modalità urbanistiche ed edilizie di sviluppo della città in generale, quindi del territorio di Polignano. Gli altri strumenti di pianificazione entreranno nel dettaglio invece di alcuni argomenti. Il PUMS, sul tema della mobilità, il Piano delle coste sull'utilizzo delle aree demaniali. Il Piano del Parco invece disciplinerà l'aria che ad oggi è stata individuata con la legge regionale 30 del 2020, come appunto area di parco naturale regionale. La fase partecipativa continuerà quindi dal punto di vista amministrativo. Avvieremo la fase di pubblicazione dell'atto di indirizzo, con la possibilità di presentare quindi delle memorie che verranno in qualche modo presa in considerazione. Da questo diciamo processo. Si avvierà il percorso della valutazione ambientale strategica della redazione del piano vero e proprio, quindi, dal per la parte strutturale. Per la parte programmatica, lungo questo percorso amministrativo verranno riattivati i percorsi partecipativi che prenderanno. Questa volta, diciamo, due strade differenti. La prima, come dire, proseguirà un po' questo lavoro dei focus group monotematici. Quindi si approfondiranno alcuni temi specifici dello strumento attuativo e alte lo strumento scusate generale e altre che invece entreranno più nel dettaglio di alcuni quartieri. Quindi faremo più un lavoro legato, magari con i residenti con le scuole, per affrontare invece dei temi che sono un pochino più locali e non generalizzati all'interno del Piano,
Lascio la parola all'architetto Nigro e quindi diciamo, iniziamo a vedere quelle che sono queste linee strategiche individuate nell'atto di indirizzo.
Vi do un signore con il dito alzato, signore e signori, io non lo so e mi permetto per cortesia pochi minuti.
Ritorno sul sulla richiesta che vi faccio, c'è tanta gente che oggi è venuto per sentire l'atto di indirizzo del PUC.
Signora, posso chiederle di ridurre?
Signora grazie, le ricordo e rinnovo con quello che è stato il mio invito, oggi c'è un'assemblea pubblica, in realtà è un incontro che ha un tema ben preciso che l'atto di indirizzo del PUC, io ringrazio per i contributi che avete dato, rinnovo l'impegno, visto che ho sentito parlare di eco-museo, ho capito che ha ascoltato quello che ho detto durante il video, quindi io avrei già tracciato la linea di questa Amministrazione, dopodiché sono totalmente.
Come dire disponibile ai non non oggi ed è un I è un appuntamento che prendiamo nelle prossime settimane, oggi stiamo parlando di atto di indirizzo e, siccome voi chiedete di rispettare, io chiedo a voi di rispettare le persone che oggi sono venuti qua ad ascoltare l'atto di indirizzo del PUC, altrimenti gli altri si alzano e abbiamo fatto venire delle persone qui ad ascoltare l'atto di indirizzo invitate per parlare di una cosa che fuori che è fuori tema, allora, se siamo d'accordo, io sono stato, io sono stato educato e vi ho lasciato parola e avete parlato, abbiamo cominciato alle 16:30 sono le 16:45. Ritengo che nell'educazione, nel rispetto di tutte le parti, ora ci tirate la possibilità a casa nostra di parlare del tema di oggi, ovvero l'atto di indirizzo del PUC. Grazie.
Allora, buonasera, grazie forse con qualcuno ci rincontriamo, visto che ci sono stati appunto anche degli altri incontri di scambio di partecipazione.
Io la come dire, con la speranza di dire che forse qualche non dico qualche risposta alle domande dei vostri cartelli, ma forse qualche qualche elemento per ragionare insieme, perché credo che il tema permettetemi permettetemi sia ragionare insieme, non venire a imporre le proprie idee, perché tanto l'uso del territorio, la sua protezione o non protezione sono sempre l'esito del miglior compromesso che una comunità è in grado di fare, quindi questo deve essere e non può essere che,
Una marca e un'altra imponga la propria visione, perché non se ne esce dentro questo atto di indirizzo non può che esserci una visione, perché altrimenti è inutile fare il piano urbanistico. E questo l'ho detto dall'inizio.
La prima volta che il Sindaco ci siamo incontrati.
Il Piano urbanistico ha senso se è servente una visione, la visione la costruisce alla comunità nelle forme che ha della sua rappresentanza, che sono dialetti delle sue forme, delle possibilità di partecipazione, abbiamo fatto un percorso partecipativo prima.
Di qualsiasi altra cosa, quindi, credo che in questo senso stiamo stiamo andando.
Nel modo in cui siamo capaci, poi dovremmo riconoscere, tra qualche anno che la comunità di Polignano è stato in grado di produrre un certo piano in questa epoca della sua storia, succede a tutte le comunità, perdonatemi, è così e non può essere altrimenti ci sono dei ragionamenti, ci sono dei ragionamenti sulla costa lo abbiamo fatto.
Devo dire con grande attenzione anche perché non si leggono, ma non fa niente i riferimenti in questa fase,
Che sono diciamo, da considerare nel redigere un piano urbanistico in Puglia, non in tutte le regioni, è la stessa cosa, sono tanti, sono significativi, sono importanti, evidentemente, a cominciare dal Piano paesaggistico, che non viviamo come dei vincoli, perché il Piano paesaggistico pugliese da una visione da delle strategie e chiede ai Comuni di declinarle localmente quindi è una cosa un po' diversa dal vincolismo blocca tutto, che non produce nulla, non produce nulla perché il territorio,
Del territorio della natura fanno parte anche gli esseri umani, quindi ci dobbiamo stare anche noi dentro e usarlo come si conviene.
E come, come dire, misurabile compatibile con considerando tutti gli elementi, dopodiché il Comune, l'ha alzato già detto sta facendo tante cose che cerchiamo di, diciamo attraverso il PUG e di tenere, all'interno di questa divisione di orientare in modo tale che tutti i piani di settore tutti gli strumenti, le politiche che il Comune continuerà a fare saranno tutte indirizzate verso la stessa verso la stessa visione il processo di formazione del PUG non è una cosa semplice oggi,
È stato fatto il primo passo, che è un atto di indirizzo, questo sarà pubblicato, questo sarà possibile, commentarlo, dire delle cose, ci sono quindi anche delle fasi già previste in cui si può dire cosa si pensa, io invito tutti a partecipare a questa fase che avverrà Sudoku sull'atto di indirizzo e poi,
Si procede con un piano che ha una sua struttura, nostra organizzazione, l'atto di indirizzo, il Piano, soprattutto le previsioni strutturali sono oggetto di copianificazione vuol dire che non è neanche il Comune che decide da solo sul proprio territorio, ma lo fa con gli altri enti i cui pianificano.
Cioè contribuiscono alla corretta pianificazione del territorio comunale.
Quindi.
È probabile, anzi è sicuro che ci sarà l'ente varco quando si arriverà a quella fase e quindi ci sarà un soggetto che peraltro ha fatto dal suo, dai due Comuni, quindi non sarà una cosa tanto diversa.
Ma è anche vero che il comunque il, il piano.
Dati gli elementi che sono sul territorio, non è che si potrà aumentare i costi talmente tanto strane.
Anche perché, come sapete, anche il PRG vigente, cioè delle sia delle disposizioni normative, in alcuni casi sono più restrittive di quello che che determinano le misure di salvaguardia della della legge, del Parco o del PPTR, quindi.
Dipende da come si fanno le cose,
Questo a questo strumento, cioè l'atto di indirizzo a cosa cosa fa, intanto aiuta a conoscere, valutare il territorio o riconoscerlo, magari chi ci sta ci civile di certe cose non si accorge più e invece ad averle trovarne rappresentato e raccontate può essere che aiuti ah ah ah ricapiti a riscoprire alcune questioni aiuta a tratteggiare questa idea di sviluppo questa visione di sviluppo che va posta alla base del Piano ripeto, se nel Piano non serve a nulla,
Perché non non ha, non ha degli obiettivi, diciamo così, gli allora conviene avere un Regolamento edilizio che regola quello che esiste e bassa e quindi a costruire intorno a questa visione, a declinare questa visione attraverso obiettivi, strategie, azioni, questo sta de dentro all'atto di indirizzo e comunque a costituire la prima occasione che di cui il primo passaggio è quello di oggi ma ce ne saranno anche dopo, da una parte per per avviare una partecipazione primo percorso abbiamo,
Avvia avviato prima di chiudere l'atto di indirizzo. Ci saranno altre attività dopo e poi avviare la copianificazione, perché l'atto di indirizzo varato dalla Giunta pubblicato, oggetto di suggerimenti, consigli, indicazioni, sogni, ambizioni da parte di chi buone, poi è oggetto di una prima Conferenza di copianificazione nella quale con gli enti ci confronteremo. Quindi ci sarà un passaggio preliminare, la formazione del pubblico, nel quale questi temi tutti i temi, ma anche e soprattutto quelli di una consta, perché non è che c'è qualcuno che è più sensibile alla costa di altri lo sono tutti, lo sono la Regione e lo saranno Sovrintendenza. Lo sono tutti quanti, quindi è evidente che qui quel tema, per esempio, sarà oggetto di copianificazione, quindi non è questo documento di tipo strategico, non è il Piano urbanistico, lo dico perché molti si confondono, non lo è, non produce nessun effetto di tipo giuridico. Questo strumento, però,
È impegnativo dal punto di vista delle amministrazioni che Lowara sono impegnativi gli obiettivi e le strategie che vengono declinate all'interno di questo strumento, perché poi sarà il Piano urbanistico a tradurre.
Queste strategie in previsioni urbanistiche e una disciplina applicabile, cioè, diciamo.
Ci deve essere un filo di coerenza forte, la coerenza tra l'altro è valutata perché sapete che questo percorso è accompagnato da una valutazione ambientale strategica che è un ulteriore strumento,
Che non è, diciamo, brutalmente di controllo, ma è uno strumento che si fa in parallelo rispetto alla redazione dell'atto di indirizzo e poi del PUG ci aiuta, come posso dire, ad affinare le previsioni, ci aiuta ad affinare le scelte, ci aiuta ad affinare le le la disciplina che si stabilisce per il territorio perché ci consente,
Ex ante, cioè prima di capire quali possono essere gli effetti di alcune scelte e quindi noi possiamo calibrare lì in funzione degli effetti che immaginiamo che queste possano avere.
L'atto di indirizzo è articolato in un sistema di conoscenze, dunque un quadro alla scala territoriale, poi alla scala locale comunale.
Che analizza, componenti, elementi, risorse, criticità, quant'altro ci è utile.
Per conoscere questo territorio e per diciamo.
Capire quali sono le basi rispetto alle quali poi costruire una visione di sviluppo.
I quadri interpretativi sono delle forme di sintesi, queste sono, diciamo, i dispositivi regionali che che guidano la formazione dei Piani urbanistici, a chiedere di individuare e riconoscere le invarianti strutturali, a chiedere di individuare, riconoscere dei contesti territoriali, cioè delle porzioni di territorio, all'interno dei quali obiettivi disposizioni direttive sono, diciamo,
Uniformi e dovranno poi essere nel Piano urbanistico, tradotte anche in previsione discipline e poi uno schema strutturale e strategico, perché dal nostro punto di vista c'è una doppia valenza, poi diciamo il la rappresentazione cartografica di questa visione di questi obiettivi, di queste azioni.
Che cerca di sintetizzare.
Ripeto, disegnando Egeo, preferendolo quali sono questi obiettivi, queste azioni e queste strategie per le diverse porzioni del territorio.
Il tutto, come è stato già detto, è stato anche arricchito e alimentato con con gli esiti della partecipazione che che è stata fatta.
Che è stata, devo dire molto, molto interessante, è stata fatta per temi perché sono emersi, come, come sempre succede, perché emergono dentro le dentro le realtà e dentro la comunità dei conflitti inevitabili, molto spesso no, né vi vede molti in questa città in questo territorio.
E quindi, da una parte bisogna prenderne atto dall'altra, bisogna capire come si riducono.
Per cui si lì servono delle scelte.
Come dire se se è diventato una parte aperturisti completamente oppure no, per fare un esempio, non l'ho detto io alzano sa, negli atti di report della partecipazione, perché questo è un effetto non solo sulla consta o sull'uso, ma che può essere mal fatto della Consob c'è un esito sulla vita quotidiana dei polignanese perché non c'è posto per la macchina non c'è più una casa, no, allora questi sono i temi.
Che presuppongono o richiedono, diciamo, una una riflessione e delle e delle scelte. Non c'è dubbio che, come nella vita delle delle singole persone, ma le cose non sono mai bianche o nere in modo secco e penso che siamo sufficientemente grandi per sapere che poi si trovano nel mezzo delle sfumature di grigio probabilmente la soluzione, perché siamo esseri umani, non peraltro,
Queste cose le ho già dette, quindi Elena l'atto di indirizzo del Consiglio di una serie di elaborati, come dicevo, il sistema delle conoscenze, i quadri interpretativi e poi questi elaborati propositivi di indirizzo, cioè la parte in cui questo documento propone al in qualche modo al piano urbanistico una serie di contenuti e sono nella relazione che accompagna l'atto di indirizzo nello schema strutturale e strategico,
Io adesso non vado veloce, perché questa parte diciamo nemmeno un uomo interessante, ma ne scorro alcune immagini di questi elaborati cartografici del sistema delle conoscenze che evidentemente raccontano raccontano di un territorio ricco che non è solo la costa, assolutamente questo è un altro tema, cioè capire riscoprire che c'è una vita a monte. L'importante è che la vita non è solo a mare, nessuno sulla linea di costa e che forse vanno integrate. Queste due realtà di questo territorio vanno recuperate. Probabilmente anche c'è, anzi senza probabilmente c'è un tema di produzioni agricole di di uso naturale, diciamo del territorio agricolo, che bisogna tenere in considerazione, bisogna.
E a fare in modo che quelle attività resistono, rimangano, si sviluppino in modo in modo corretto e consapevole.
Perché questo territorio rurale abbiamo dedicato un elaborato a questo, cioè alla alle risorse del territorio rurale,
Perché perché ce l'avete, perché è una realtà molto importante e probabilmente forse talvolta dimenticato, non è chiaro che cos'è e cosa può essere in realtà, a beneficio di tutti quanti il territorio rurale.
E la città allo stesso tempo ha avuto le sue analisi, le sue letture, le città, lo sapete meglio di me, io sono l'ultimo arrivato in questa città, però, come dire, ha avuto alterne vicende nella sua gestione urbanistica, questo è evidente nella città, non si può dire al di là di diversamente,
Si possono correggere molte cose, si possono completare meglio alcune cose, si può fare in modo che questa città funzioni meglio di quello che funziona oggi, su questo non c'è dubbio.
E anche sulla costa abbiamo fatto degli approfondimenti, a prescindere dai pensieri, diciamo intanto per capire di cosa è fatta, cosa ci sta, cosa esiste, cosa è oggettivamente riconoscibile in questa grossa, in che modo ci si va, in che modo si si può toccare l'acqua al mare o meno eccetera eccetera eccetera perché anche questi sono elementi fondamentali come,
Guardare il Piano regolatore, capire quanto obsoleto per molte cose, capire quanto ed è frutto di di epoche, di pensieri, di modi di pianificare completamente diversi da quelli di oggi.
Capire qual è stata la sua attuazione e capire in che modo si rimette mano, diciamo, e previsioni di questo tipo.
Avendo uno scenario attorno completamente cambiato, completamente cambiato, questo vale sempre ve lo dico sostanzialmente la mia vita e fare piani urbanistici, questa cosa avviene in tutta Italia, cioè i piani che hanno 15 vent'anni, 30 o 50 sono piani che oggi non hanno più significato perché le come dire di consapevolezza assunte negli ultimi anni su tutta una serie di temi, e più evidente che, come sapete, tutti, è quello de dei fenomeni climatici. È tale per cui siamo chiamati a un'urgenza.
Di cambiare il modo di stare sul territorio di una città e di dover riqualificare e rigenerare le città esistenti perché siano capaci di di non farci stare così al caldo o di non farci alla gara ogni volta che piove questi ovviamente sono elementi fondamentali, sono temi che abbiamo link, cioè che ho elencato solo per per ricordarci che oggi la pianificazione parla di questo dello sviluppo sostenibile, ma che deve essere concreto e praticabile perché si è prodigato tante ULSS dello sviluppo sostenibile. Però poi deve essere una cosa concreta, cioè che le comunità possono realizzare altrimenti rimangono sogni e frustrazioni che non servono a nessuno.
No, non possiamo, come dire, consumare tanto suonano quanto abbiamo fatto fino ad oggi, dobbiamo affrontare i diversi tipi di rischi che interessano il territorio, ci dobbiamo adattare fenomeni climatici, dobbiamo rigenerare quello che esiste, più che avere ambizioni, di fare nuovo nuovo nuovo, dobbiamo muoverci in modo sostenibile eccetera eccetera quindi, dato questo quadro,
Non voglio dire che le opzioni si riducono molto poche, ma quasi ci siamo, cioè non è che se questo è il quadro e lo condividiamo.
Non è che ci stanno tantissime scelte, diciamo così nella GIS, come dire nell'organizzazione generale di un territorio di una città,
Perché.
Siamo chiamati a delle sfide non non irrilevanti, ma c'è un tema di fondo che è quello che dobbiamo condividere, questo, cioè dobbiamo essere tutti d'accordo se siamo d'accordo da un atto di indirizzo di questo tipo conseguirà conseguirà, conseguiranno scusate certe scelte.
Però dobbiamo essere tutti d'accordo se siamo d'accordo sui principi e sui valori fondamentali.
Le cose sono molto più semplice, molto più semplice.
Anche qui siamo tutti esseri umani, per cui, come dire, sono anche come.
Come poi queste mie affermazioni, all'inizio di questi percorsi, devono anche loro compromettersi con la realtà, però diciamo se l'asticella di partenza è molto alta, naturalmente si abbasserà, può, ma non potrò andare troppo a fondo, se partiamo bassi andremo a fondo sicuramente.
Le invarianti strutturali sono elementi sia in parte che derivano dalla pianificazione sovraordinata, diciamo vincoli riconoscimento di elementi del territorio per i quali è stato dichiarato l'interesse pubblico. Questa è una cosa molto importante e non si fa cioè non ci si pensa mai, si pensa sempre al vincolo come un elemento fastidioso che qualcuno sopra la nostra testa ci ho messo no. I vincoli paesaggistici, storico, culturali sono espressione di un interesse pubblico se c'è un interesse pubblico a cui quegli elementi vengano conservati correttamente, trasformati ove possibile, valorizzando e, ove possibile, fruiti da quel pubblico per il quale sono stati riconosciuti di interesse, credo che questi concetti debbano essere messi insieme se non sono messi insieme.
No, no, non funziona, non funziona, manco l'applicazione dei vincoli, perché non si capisce il motivo per cui la, come dire, la, la, l'uso e la trasformazione del territorio debba essere condizionato da degli elementi, se io non capisco il motivo per cui devo essere condizionato però queste cose non le spiega spiega nessuno, secondo me invece è importante saperlo capitolo come quelle come gli elementi di rischio e di pericolosità del territorio, che non sono invenzioni stralunate ma sono invenzioni perché ci vuole una certa sicurezza sul territorio.
E quindi anche questi sono elementi che possono condizionare la, l'uso e la trasformazione dello stesso, ma allo stesso tempo molti di questi elementi sono appunto risorse, sono ricchezza in territorio, sono significato di un territorio, sono storia di una comunità che ha attribuito senso a questi elementi per questo li chiamano come dite invarianti strutturali per questo il primo contenuto del Piano urbanistico,
Del PUG sarà proprio una definizione attenta, questa è una prima definizione nell'atto di indirizzo, una definizione attenta di queste di questi elementi di invarianti sono definite invarianti, ripeto, l'ho detto ma non è perché non siano va modificabili, diciamo lo sono in modo limitato, lo sono in modo condizionato, alcuni non lo sono per niente altro sono di più, però sono quelle elementi che fanno la struttura di questo di questo.
Di questo territorio.
E poi ci sono i contesti, i contesti, è un primo modo di leggere il territorio comunale in modo sinteticamente, in modo da farne una interpretazione, evidentemente.
Che si fa in diciamo in prima battuta è un atto di indirizzo, poi questo sarà uno dei contenuti fondamentali, insieme arriva in varianti del Piano strutturale, perché perché a questi contesti sono attribuite, come dire, sono analizzati, sono viste le loro criticità, sono attribuiti degli obiettivi,
Piano urbanistico, attribuire a delle direttive definirà delle direttive, in alcuni casi, delle prescrizioni che poi saranno tradotte, diciamo nell'urbanistica più tradizionale del piano programmatico, quindi la lettura, l'interpretazione dei contesti è importante.
E ci sono dei contesti rurali nel territorio, sono i tre le 3 fasce, diciamo indicati con una sigla GR1 GR2 GR3.
Che sono le le le 3 fasce, diciamo, della della pianura coltivata, del della parte centrale, del territorio rurale di Polignano che quella abitata molto abitata, e poi la parte a sud.
Che è quella del, diciamo così, dell'ONU dell'oliveto, dove la presenza della vita è maggiore.
Il vostro territorio a quest'anno modalità, diciamo, di fasce parallele rispetto al mare, che si che poi rientrano già nell'entroterra, dopodiché la costa è, come dire, l'abbiamo riconosciuta con dei contesti rurali in costieri che sono le porzioni più significative di questa costa, queste.
Meglio conservati, se posso dire in questo modo che sono evidentemente il cuore del Parco,
Poi ci sono dei contesti invece che hanno dei, con dei connotati diversi sulla costa, sono contesti che hanno, li hanno delle presenze di insediamento, della nuova attrezzature turistiche, a tante altre cose che sono invece hanno che però non sono la città pienamente, sono quell'ibrido che che che in Puglia diciamo esiste in modo,
In modo rilevante del periurbano, cioè di una condizione che sta a cavallo tra due realtà, così estremi come una città come la città, il e la campagna.
E poi ci sono queste strisce di territorio che sono quelle comprese.
Tra sostanzialmente tra la 16 e la ferrovia sui lati Levante Ponente del territorio comunale, che sono anche questi diciamo, del dei contesti che hanno ancora oggi in parte una attività agricola, ma poi, come dire anche per la loro caratteristica di essere delle strisce di territorio è chiusa tra infrastrutture sono interessati sono state interessate da fenomeni.
Diversi che nega, appunto ne hanno un po' ibridato la realtà rispetto al passaggio diciamo se io ti riconosco pienamente rurale se io ti riconosco pienamente urbano,
Questa, ripeto, è un'articolazione che diciamo intanto serve a mettere ordine in un territorio che altrimenti sembra tutto uguale, cosa che non è vero, e poi perché già nell'atto di indirizzo sono definiti degli obiettivi per queste parti e poi nel Piano urbanistico saranno ulteriormente dettagliati ma soprattutto saranno in ordine a questi obiettivi saranno definite delle.
Delle delle direttive e delle discipline.
E poi si entra nella città, evidentemente la città, anche anche questa.
A parti che sono diverse nel centro storico, il nucleo antico, il nucleo antico, è un contesto, c'è una città 808 novecentesca attorno che è un altro contesto, ma ormai questi sono storicizzati perché passano i decenni e quindi anche il 900 comincia a essere lottano diciamo gli anni gli anni 2030 del del 900 sono 100 anni fa sostanzialmente quindi,
Questa condizione di città storica si in qualche modo si amplia poi c'è una città che è consolidata, che ha una sua struttura nella sua definizione, che è quella dove diciamo probabilmente prevale un'azione di riqualificazione, riqualificazione dello spazio pubblico, riqualificazione del patrimonio edilizio dove ci sono parti di patrimonio che possono anche avere per una questione di obsolescenza di età possono essere un po' più.
Anzianotti che meritano, diciamo una riqualificazione, poi ci sono i due contesti costieri, uno è proprio l'affaccio sulla falesia, diciamo dal dal campo sportivo fino fino all'inizio, diciamo della città storica, poi ha, diciamo, la parte a ponente tra la città fino al porto c'è una reale importantissimo compresa tra la ferrovia e il mare.
Che è un bene che è un luogo molto strategico, che ha molti spazi ancora liberi, che essi che può essere un nodo di di collegamento anche tra parti di città che oggi sono completamente separate, questa è una condizione che conoscete evidentemente meglio di me perché questa struttura fasce parallele rispetto al mare che dicevano a scala territoriale in realtà esiste dentro la città con.
La ferrovia, soprattutto, ma anche la si dice in realtà che sono, diciamo, delle barriere che non solo non rendono la vita quotidiana troppo facile, ma poi hanno molto condizionato un assetto di questa città, il fatto che poi ha visto la città non si sia attuata,
E le sue previsioni urbanistiche né dei tempi, come si doveva in realtà ha creato delle situazioni che adesso dobbiamo, come dire, ricucire, rimettere a posto, riordinare, rimetterci un po' un po' le mani.
E quindi la parte compresa tra la ferrovia da 16.
Il corpaccione centrale della città diciamo dove c'è il cimitero per capirci e poi anche la parte.
A est.
Questi due che sono indicati con queste sigle cut, cioè contesti urbani in trasformazione, perché lì si sta come dire, trasformandosi dura, trasformare una città per completarsi I in queste forme, per quello che serve alla città.
Potendo dare luogo alle previsioni che sono un uomo esistenti, che si stanno i cui piani attuativi stanno definendo correggendo alcune cose, ri, riqualificando e rigenerando le situazioni che devono essere riqualificate, questi contesti ci raccontano qui se poi ci sono le come dire queste parti esterne, questi contesti urbani specialistici.
Che sono in realtà il fatto che, per una serie di motivi che adesso non mi interessa neanche più indagare,
La città nel tempo ha domandato spazi per attività produttive di varia natura, no, non ha trovato risposte dov'era previsto e quindi ha prodotto una pioggia di oggetti ovviamente intorno alle infrastrutture per motivi di accessibilità particolare anziché 10 e la strada per Conversano.
E quindi oggi e questo dice l'atto di indirizzo e questo direi al PUG bisogna mettere ordine.
Di questi oggetti esistono sono stati fatti.
Autorizzati ovviamente, e quindi è uno di quei casi in cui capita bisogna insegue il piano deve inseguire qualcosa che esiste e cercare di dargli, ordine però anche cercare di fare in modo che, soprattutto quelli a ridosso della 16, possono anche accogliere funzioni e servizi che servono alla città.
E come vedete, anche da questo schema, alla città di Polignano ha dei limiti precisi, cioè fisicamente definita.
Quindi le esigenze di cui abbiamo di cui alle quali dobbiamo dare risposta, dobbiamo trovarne qua dentro.
E dunque dobbiamo fare un'operazione di completamento urbano, di rigenerazione urbana intelligente perché si risponde a quello che ci serve.
Avete, diciamo, una dimensione demografica sostanzialmente stabile e un po' in riduzione negli ultimi anni, ma sostanzialmente stabile, ma non con i numeri di 10 15 20 anni fa, tutte le città italiane si stanno contraendo in termini di abbinati, quindi dobbiamo, come dire con il piano mettere in campo quello che veramente serve quello che manca dalla partecipazione dal percorso fatto sono da questo punto di vista uscite e tantissime sollecitazioni tantissimi suggerimenti.
Come dicevo, l'atto di indirizzo avvia, come dire, propone, definisce una prima visione di sviluppo e come dire che dovrà prendere corpo attraverso il PUG, evidentemente.
Con dei passaggi, la definizione dell'idea di sviluppo, l'individuazione di obiettivi, azioni e politiche di governo del territorio.
E poi una traduzione in previsione di regole che il pubblico vero e proprio.
Dico anche che in realtà è l'atto di indirizzo.
Come dire?
Può dare adito a una serie di azioni di politica, eccetera, anche a prescindere dalla pubblica, perché in realtà se ne avrete poi piacere di dirgli di aprirlo, leggerlo, consultarlo, si capisce come in realtà, noi dei caratteri indirizzo inevitabilmente parliamo di molte più temi di quelli che sono di precipua competenza di un Piano urbanistico perché è impossibile parlare di una visione di sviluppo di una città se non si toccano temi che,
Che non sono provvedimenti urbanistici.
Poi il PUG e farà il suo compito, il piano urbanistico si occupa delle sue cose, non fa altro, però questo vuol dire che la, l'Amministrazione e la comunità, l'Amministrazione in nome della comunità, dispone di un di un documento che traccia delle traiettorie rispetto alle quali l'azione pubblica si può muovere sarebbe anche interessante l'azione privata potrebbe cercare di abbracciare certe scelte e certe direttrici e,
E portarle portarle avanti in questo diciamo, bisogna tenere insieme l'identità. Questa è una cosa che è stata detta da moltissimi di quelli che hanno partecipato al processo di appunto confronto, due forum che sono stati fatti.
Una e a me personalmente fa sempre impressione questo fatto. Se qualche cittadino dice stiamo perdendo la nostra identità, per me è una malattia gravissima, cioè pericolosissimo, quindi se qualcuno dice una cosa del genere pubblicamente e bisogna farsi qualche domanda, bisogna capire che cosa vuol dire, il che non vuol dire che dobbiamo essere dei reazionari conservatori tradizionalisti, vuol dire avere consapevolezza della propria identità ma anche accettare il cambiamento che fa parte come che è un fenomeno naturale della natura della vita umana eccetera eccetera e quindi identità, innovazione vanno insieme. Dobbiamo però governare questo, avere coscienza e consapevolezza di questo e di che cosa di che cosa vi sono.
Vorrei dire e poi succede anche che una città così di citata da altri, con altre idee, altre culture, altri modi e probabilmente è anche messa a confronto con con realtà diverse. E questo che che magari anche solo per la loro presenza temporanea, chiedono qualche cosa, chiedono certi spazi, certi, parcheggi, certe attrezzature e allora anche lì dobbiamo dare delle risposte e capire come dare delle risposte misurate.
Allora abbiamo provato a sintetizzare in questo ragionamento che cosa vuol dire, vuol dire una, una identità che deve essere rinnovata, che deve essere autentica, però non può essere una finta, non può essere una posa, diciamo, perché tanto così gli piace al mondo e allora facciamo la posa di Polignano penso che sia un tema proprio di comunità reale,
Che può essere utenti, che può essere riconoscibile, è chiaro, dobbiamo essere autentici nel terzo millennio, non possiamo essere autentici rispetto a un'identità che era riferita a tempi, in realtà che non esistono più e dall'altra parte però, in modo forse un po' enfatico l'abbiamo chiamata trasformazione verde rivoluzione paesaggistica, che cosa vuol dire? Questo vuol dire che ci sono due temi, uno è quello di un territorio in una città che deve essere capace di.
Di essere appunto sostenibile, concretamente, di essere adattabile alle fenomeni climatici e, dall'altra, la rivoluzione del paesaggio vuol dire prendere consapevolmente coscienza il paesaggio è un valore che produciamo tutti paesaggio, chiunque di noi io dico sempre che il nonno che all'Orto cambiando la recinzione dell'orto mettendo la rete dei polli fa un atto paesaggistico, quindi di questo lo dobbiamo sapere tutti.
Allora avere consapevolezza di questo e fare in modo che lo strumento urbanistico e questo dico a prescindere dal Piano paesaggistico regionale aiuti, chi usa il territorio ad avere consapevolezza degli effetti paesaggistici che produce. Questo per me prima è un atto educativo, pedagogico, culturale, poi a un atto urbanistico edilizio, però anche questo vale per quello che dicevo prima. Se siamo d'accordo, c'è un senso sennò c'è un piano che parlerà questa lingua, dopodiché il territorio farà tutt'altro e allora in questo credo che diciamo noi l'abbiamo definita rivoluzione paesaggistica perché ci rendiamo conto che rispetto a come è fatto il Piano regolatore di oggi a Polignano e a come probabilmente.
Si è cercato di vivere e applicare.
Come dire, la dimensione paesaggistica che la Regione, attraverso il Piano paesaggistico.
Guardate, c'è da anni, provando a trasmettere a tutto il territorio e tutta la comunità regionale, probabilmente serve un passo ulteriore rispetto alla realtà di di Polignano e per questo il piano, dal mio punto di vista, può essere può essere molto utile però, ripeto, il miglior Piano può non produrre alcun effetto se non come dire, se non c'è un convincimento collettivo che siamo d'accordo su quelle scelte, su quella visione e su quel tipo di regole perché questo, come dire il piano no no no, no, non può da lui da solo risolvere tutto,
Quali sono le priorità, le priorità sono state elencate anche nel.
Nel pieghevole.
Preparato sulla base, diciamo facendo un'estrema sintesi, molto efficace, devo dire perché non l'ho fatta io.
E dell'atto di indirizzo, però i temi, come dire gli annunci, sono rafforzare natura biodiversità, lo vedremo, cosa cosa vuol dire adattarsi ai cambiamenti evidentemente climatici, la valorizzazione del territorio rurale, questo ordine, per come lo vedete in questa slide, non è.
Casuale, cioè c'è un tema che riguardano la natura, l'ambiente e territorio rurale, poi c'è un tema che riguarda muoversi meglio.
Che vuol dire contemporaneamente due cose, cioè vuol dire muoversi meglio, cioè in modo più efficace e più efficiente, ma muoversi meglio, anche in termini di effetti che si produce.
Sulla sull'ambiente, su quello che è quindi un meglio che ha un doppio significato, la rigenerazione della città, rendere il mare più accessibile, questa è una cosa importante, dirò una cosa vi farà ridere, però io poi quando ho come dire,
Fatto ai miei sopralluoghi alcuno insieme.
A qualcuno del Comune, alcuni Madison fatti da suonano in incognito e ho capito che c'è è famoso per il mare di Polignano, a Mare ripugnano, non ci devo andare, mi sono fatto una domanda se mi sono detto, ma com'è possibile di a tutti parlano di questa Bolignano comprende al mare con una cosa complicatissima, complicatissima, ma non perché devo lasciare la macchina camminare per la conformazione della costa, per come è fatta.
Per per come ci si può andare idealmente, dunque, questo tema è un tema di accessibilità inteso poter, come dire, almeno arrivare a vedere la Quartu carne, secondo me, dove è possibile e poi rendere il mare aperto a tutti.
Ma questa non è una politica del Comune di Polignano. Questa è una cosa che la Regione Puglia dice la ripetuta al Presidente Decaro, credo qualche settimana fa era noto, ma viene detto da vent'anni, cioè c'è un tema di rendere pubblico il mare e se voi girate l'Italia, vi accorgete quanto in Puglia, il mare è molto più pubblico e ai tanti pezzi d'Italia, dove non c'è un metro quadrato di spazio veramente pubblico a mare, quindi anche questo diciamo.
Guardiamo in casa, ma guardiamo pure quello che succede fuori, governare i turismi per forza, perché il turismo come dire, è un beneficio che ci arriva, ma è anche un grande maleficio. Se se diventa troppo, se diventa esagerato, si assume forme come dire,
Che non appartengono alla cultura della comunità, la foto che avevano il signore in mano di San Vito.
Quella è una forma di risposta a una domanda che però potrebbe avere altri colori, non avere quei colori lì no, che stonano con San Vito, mi è chiarissimo, io sono anche d'accordo su questo però qui ci sono, come dire si accede a dimensione rispetto alle quali il Piano urbanistico può ma fino a un certo punto perché poi, quando andiamo nelle dimensioni culturali, quando andiamo nella dimensione quelli il Piano urbanistico che non è che può fare molto, però può aiutare questo Governo. Sapete che c'è una legge regionale che sta arrivando per la questione B&B e tutto quel mondo lì.
È una scelta, non so come dire, la dico oggi poi insule terrete oppure, un giorno di Rio de Nigro, l'ha detto quando sarò morto, ci sono posti d'Italia dove si fanno i biglietti, i numeri chiusi e quando il parcheggio è pieno, te ne vai da un'altra parte cioè c'è modo c'è modo di gestire il territorio con il turismo però ci vuole il coraggio di farlo.
Cioè il coraggio di farlo, perché questo vuol dire che tu accetti 100 persone, non accetti 137 ne accetti 100, che vuol dire che vuol dire che il PIL prodotto da quei 100 a quello non può essere di più, siamo d'accordo, ragazzi è così e lo fanno nelle Dolomiti, non si può fare il mare.
Scusate, dico cose ovvie, io non c'ho la scienza infusa di niente da quando, come dire sto facendo il PUG di Otranto c'ha gli stessi problemi, non vi dico gli altri luoghi, mi capitano tutti i posti che hanno questo problema, io non c'ho la bacchetta magica, manco il pubblici, ma perché sono le come dire, solo le comunità, sono i gruppi di interesse su quello che vi pare, però posso dirlo lo dico tanto lo dico sempre però lamentarsi che non ci sono i casi quando sono gli stessi sì, no, mi svolgere i cugini, i parenti, i genitori di quelli che cercano, le case che si affittano le case, a me una roba che mi fa venire l'orticaria, no, però lo sapete che è così, e allora questo è un tema di una comunità che si deve guardare e questo devo riconoscere al Sindaco e anche all'architetto Torrieri che ci hanno lasciato, diciamo liberi di esprimere queste cose dentro questo documento. Il documento e la Giunta. L'ha varato quindi dice, cara comunità di Polignano, guardiamoci allo specchio, capiamo cosa vogliamo essere qui c'è tratteggiato da una visione che è quella sintetizzata in questi in questi temi, che vuol dire assumere il paesaggio come guida e come, come vedete, è messo per ultimo da solo, cioè.
Deve essere la cartina di tornasole.
Appunto usiamo le Dolomiti, ovvero quello che quando andiamo in quei luoghi e vediamo i gerani vediamo nella campagna tutta ordinata. Immaginiamo che dietro c'è una comunità che a quell'ordine nel suo DNA e hanno quindi il paesaggio è la cartina di tornasole dei modi con cui la comunità vive usa, il territorio, lo trasforma, eccetera eccetera. Per me questo è il paesaggio, quindi io non non so come.
Non mi scandalizzo mai rispetto ai paesaggi perché mi do mi dico, va bene, quello è il paesaggio che quella comunità è in grado in quella fase storica di produrre.
Forse la sfida e cominciare a dire il paesaggio che abbiamo oggi proviamo a conservarlo per le parti che funzionano, proviamo a riqualificarlo, per le parti che non funzionano, mi sembra una sfida già molto coraggiosa.
Il piano, questo mettere in campo sicuramente.
Tra le altre cose, senza che diciamo questa visione venga a poi una sintesi alle quali sono arrivando nella visione ci sono i temi che leggete qui, che sono la maggior parte, sono usciti appunto dal processo di partecipazione.
La questione di residenza, biliare al centro delle politiche urbane, ma che vuol dire come dire, tema fondamentale perché se poi perdi gli abitanti appunto la città perde il suo animale fondamentale, non è più e non è più la civitas diciamo il tema del turismo, l'ho detto la questione del paesaggio, l'ho detta la rigenerazione della città esistente soprattutto partendo dallo spazio pubblico, l'armatura degli spazi pubblici e dei servizi pubblici è quella che strutture alla città, su quella dobbiamo, dobbiamo lavorare.
Il tema di integrare perché appunto solo mare è una cosa, ma integrare il turismo nelle sue varie forme e la la la, l'agricoltura, la pesca, la cultura, l'artigianato, l'innovazione possono essere un una su mix che aiuta questo territorio in questa comunità ha come dire a fare un balzo e a uscire anche sono dell'idea che che ci sia turismo e le aziende agricole che fanno l'ortofrutta, eccetera, eccetera che esistono evidentemente,
Allora lo schema strategico che prova umilmente a disegnare?
Le cose che ho così in modo brutale è molto sintetico, raccontato sì, come dire, sintetizza in gran in quattro grandi obiettivi strategici che sono quattro immagini del futuro, così abbiamo, come dire detto dentro pieghevole Polignano ad essere accessibile e fruibile, attrattiva e competitiva.
Ripetiamo cosa vuol dire sostenibile, rigenerate vivibile, il tema della vivibilità dell'abitabilità della città è stato posto che in parte è quello che dicevo prima allegato alla mobilità, ma.
Legato a come si arriva ai servizi pubblici legato,
All'inquinamento umano, che vuol dire troppi esseri umani nell'unità di superficie, sia anche questo anche questo questo a Roma ne è affetta in modo brutale, irrisolvibile a Roma, però anche questo, però, questo vuol dire anche avere più spazi pubblici, come dire,
Inventare le direttrici le direzioni percorsi, in modo tale che ci si distribuisca, far capire che Polignano non è solo un canyon dove ci si infila tutti, ma è una costa lunga, adesso non so più quanti chilometri 25 di quanti sono 3 14 eccetera 15 ci sono, ma quello che è, però va bene. no, Polignano costiera, paesaggi in mare per tutti, ora questo questo documento dichiara così mo.
Ci si può chiedere o vengono, diciamo, noi siamo convinti su questo siamo convintissimi di me se poi la Polignano rurale, che è un tema di produzione primaria che deve rimanere nel territorio di multifunzionalità dell'azienda agricola, che è un tema, un compito, eccetera eccetera ma anche di visitabilità cioè del fatto che non è solo un territorio dell'attraversamento perché tra Polignano Centro maree e l'intero di là ci sono dei luoghi dei centri più attrattivi per cui si passa nella campagna, no, nella campagna si può visitare anche con l'asciugamano, diciamo, avendo fatto il bagno al mare, non si vede niente. Questo è lo schema.
Questi grandi quattro obiettivi mi dispiace che non si legge questo è un errore mio, mi chiedo venia, non mi ero lì, mi sono ricordato che c'erano gli schermi così piccolo.
Però ognuno dei quattro grandi obiettivi che ho citato e articolati in degl, delle strategie e degli obiettivi specifici e delle azioni geograficamente collocate, quelle che si possono collocare geograficamente nel territorio, oppure delle azioni che sono scritte, vedete, è molto testo perché sono riferite diciamo a un'entità generale o a quel tema diciamo così molte però sono geograficamente riconoscibili sul territorio e,
E disegnarli.
Il tema di migliorare la mobilità vuol dire che ci sono.
Ecco, forse si vede, meglio, abbiamo tre poli, abbiamo la stazione, abbiamo il terminal dei bus al campo sportivo, abbiamo il porto turistico.
Questi sono luoghi sia di attrazione sia di arrivo.
No, dai quali si esce per andare, devo capire dove, come quando anche.
La città funziona usando un tratto della 16, con quattro svincoli eh no, adesso si fa pure un pezzo, ma è un altro elemento in più quattro o cinque svincoli solo nel corpo della città questa è una risorsa che non c'ha, in proporzione neanche Barichella così fitti.
E questo vuol dire che si può organizzare una circolarità, si può fare in modo che i flussi all'interno della città siano molto governati.
Per liberare almeno parzialmente tutta una serie di aste per altre funzioni pedonali, ciclabili, mistico, carrabile, ma va molto più governabile, c'è la necessità di attraversamenti di saltare la ferrovia, di saltare la 16.
Perché bisogna potersi muovere in modo più facile, non condizionato dall'uso della macchina?
Perché questo fa la una delle parti di vivibilità della della della città?
Non si vede niente, ecco, forse qui si.
Per cui si può, come dire, si può entrare e uscire o anche a senso unico, Sandro la tangenziale, questo consente di arrivare dove si deve arrivare e poi lasciare le macchine dove è possibile, con un'idea che ci sia un apprezzamento di aree di sosta intanto per chi abita e poi anche per il turista che via via si allontana dal centro della città ma in modo tale che sia,
Che sia funzionale, sia utilizzabile anche nel senso che dicevo prima, cioè quando voi appieno il pieno, devi andare a quello più lontano.
E poi le frecce blu, non so se si vedono che sono gli attraversamenti, quello fondamentale è quello della stazione, ma con questa idea che il lungo la 16 sì ci possano essere.
Funzioni.
Alcune ci sono, altri potranno venire di servizio alla città, bisogna avere una maggiore permeabilità, almeno ciclopedonale, e questo step creerebbero anche l'idea che questa città è tutta compressa, scusate, eh eh eh eh costretta, diciamo in un in un ambito dando delle infrastrutture che sono.
Barriere molto, molto rigidi, molto molto forti,
In questo quadro ci sono dell'attrattività della competitività, ci sono le aree che ho citato prima, ci sono aree produttive esistenti che vanno riqualificati, ci sono che vanno completate queste esterne anche lungo la via di Conversano, ci sono degli spazi che possono essere completati, dove ci sono già delle attività come,
Appunto una possibile ulteriore offerta, poi il piano deciderà lui come dove, come come quando soprattutto, però ci sono degli spazi che possono essere destinati a questo, avere spazi a disposizione, poterli mettere in campo, se c'è la necessità è una delle possibilità di flessibilità che il nuovo pubblici ci può dare in realtà, quindi il territorio si usa quando c'è una concretezza di necessità, altrimenti rimane quello rimane quello che è.
La città.
Diciamo della della sostenibilità della rigenerazione, ovviamente lavora su quella città che esiste, ma soprattutto c'è il tema della del della formazione della rete ecologica, allora si vede poco, ma riconoscete le lame, riconoscete degli elementi di naturalità che esistono in questo territorio, l'idea un po' questa cioè che si riesca a dare continuità a questa struttura molto interessante per cui i chiarimenti faccia marcia indietro così si capisce gli elementi naturalità, alcuni sono paralleli normale e altri sono come le lame trasversali, bisogna metterli in connessione, bisogna trovare il modo di completare,
Anche aggiungendoli, cioè facendo delle azioni in questo senso nella linea lungo il mare lungo la costa ci sono le parti che dicevo prima di quei contesti costieri molto conservati, in cui una presenza di naturalità in forme diverse esiste va protetta, però questa è una premessa in connessione sia in una forma di lineari linearità che poi quando incontra la città può essere anche lungo la 16, quello che sarà sarà lo vedremo e poi ridare continuità alle lame, cosa che in un anno cosa che hanno verso cosa che le lame sono state soprattutto nelle parti verso la città.
Violentate e questa cosa diciamo, si troverà il modo di recuperarli, si troverà il modo di recuperarla.
Ripeto, il piano è utile, ma bisogna mettere insieme azioni e reazioni, diciamo effetto.
Queste cose non si fanno da sole,
E non ci sono manco i miliardi di euro che diciamo questa scenario che ho descritto fino a adesso servirebbero per arrivare a questo, però in un rapporto, diciamo un pubblico che ha una strategia del degli atti di questo tipo ha molta più possibilità di cercare finanziamenti molto finalizzati a quello che vuole fare da un verso dall'altro il Piano urbanistico costruisce delle reciproche convenienze tra pubblico privato, che devono sempre avere un interesse pubblico come,
Come obiettivo finale.
Allora si riesce a fare a fare qualcosa, questo schema ravvicinato, di cui si legge poco dice che ci sono delle aree da rigenerare.
Quella fronte mare scusate, io i alcuni nomi me li perdo, ma avvicinano laddove lungomare, continua, diciamo già riqualificato, dove c'è quella parte bassa che non è riqualificata, che non mi ricordo come fosse, come si chiamava anzi qualcuno di Polignano mi aiutano.
In faccia al mare, Matteo faccio al mare, qui sì, boh qua.
Lì dove non si vede lì e.
Sul mare, sul mare, quella rossa, sì, sì.
No, va beh, va beh, ci siamo capiti.
C'è la ASL, la la ASL e la scuola, voi dritti Siani fermare.
No, grazie, poi ci sono le aree, una è quella delle ferrovie, oggetto tutte e due oggetto del concorso euro Ban lungo la ferrovia e anche dove stavano.
Ahimè, il mercato ortofrutticolo, un tempo lungo la ferrovia dove ci sono edifici che vanno, come dire, rivisti, ci sono parti che vanno riqualificate, possiamo immaginare due parchi urbani a est e ovest, dove ci sono ancora degli spazi liberi, 1,
A portar via, appunto oltre il depuratore e l'altro in questa parte tra la città e il porto.
Dove dove peraltro non è neanche, diciamo una indicazione originale, perché questa cosa sta già nel Piano Regolatore Generale, però il fatto di avere degli spazi verdi in questa città in cui l'unico spazio verde e la villa comunale Marco Pinocchio, circondata non è un parco è un giardino e come dire.
Un Un giardino pubblico, di avere invece due spazi che suona, che peraltro sono a cavallo tra la città e la consta quindi questo è, diciamo un'idea, che ci siamo che ci siamo fatti con un sistema, lo vedete qui disegnato, questi vermi più scuri all'interno del corpo della città sono questa armatura, che dicevo, cioè questa parte abbiamo indicata poi bisognerà approfondire la voce al PUMS, poi ci sta il PEBA. Ci sta tutto che il lavoro intorno a questo, ma a trovare le direttrici che sostanzialmente hanno una dominante pedonale, che sono quelle che collegano la stazione al centro storico, le scuole, il Comune.
Il Parco Pinocchio, eccetera, eccetera, fino a arrivare al terminal bus e al all'affaccio sul mare perché perché quella è la parte di città e questo poi avverrà anche, diciamo, tra le ferrovie alla 16, piano piano che la città si completa perché c'è bisogno di avere due reti, una quella sulla quale ci muoviamo con le macchine e una quella sulle nella quale ci muoviamo a piedi, in bicicletta come pare.
Perché questo è quello che è emerso, quello che è chiaro che si danno alla città, ma che è emerso in modo molto netto dalla partecipazione.
Provare a collegare tutti i punti focali della città esistenti anche dall'altra parte, c'è la biblioteca comunale e ci sono impianti sportivi,
L'atto di indirizzo dice che bisogna fare altri impianti sportivi, dove possibile quindi un arricchimento della città, che però deve essere fruibile, quindi io ci devo arrivare, gli ci devono arrivare, i bambini ci devono arrivare.
Gli adolescenti e gli adolescenti, cioè bisogna poter camminare in questa città in sicurezza, non è fantascienza, ve lo assicuro, non è fantascienza, si può fare, bisogna progressivamente dedicare gli spazi, è questo e fare questi attraversamenti che dicevo.
La Città della conoscenza della città alla Polignano costiera, paesaggi il mare per tutti.
Allora qui l'atto di indirizzo, nello schema fra un ragionamento.
È un punto di vista, è molto chiaro,
Segnala quello che esiste, dopodiché indi individua quali sono i percorsi esistenti per la quasi totalità o, come dire, sistemabili per poter arrivare a mare.
O, a piedi o in bicicletta fa, un ragionamento sul tema dei parcheggi.
Dei parcheggi.
I parcheggi devono essere verdi tutti gli accorgimenti che vogliamo, ma il tema è non avere grandi parcheggi, perché la costa è una linea, quindi dobbiamo favorire la distribuzione delle persone per non avere gli a mucchi delle persone, che è il problema e quindi avere dei parcheggi piccoli.
Le abbiamo indicate in dei punti potranno cambiare, però non l'abbiamo fatto a caso, c'abbiamo guardato i luoghi, abbiamo capito la situazione e abbiamo visto i ragionamenti sono stati fatti dai colleghi nel nelle bozze del del Piano delle coste.
Tutte cose che si sono, i quali possiamo ragionare, però volevo spiegare il criterio, il criterio è arrivare, lasciare la macchina e fare 50 100 300 metri quello che serve a piedi laggiù non ci deve pensiero di noi, abbiamo fatto un atto di indirizzo a mare avanti con le macchine, non ci deve alienare nessuno tranne gli ha diritto tre anni, non so chi però bisogna usare i piedi, le biciclette, i cavalli somali, tutto quello che volete,
L'idea è anche questo, questo segno, vedete, si intravede, è perché il tema della costa oltre, se è possibile andare a sciacquarsi, ma è il paesaggio, quindi c'è questo tema in cui bisogna lasciare le visuali aperto e fare in modo che,
Tutto l'attrezzamento possibile di questo territorio e intanto già iper normato, nel Piano paesaggistico in più questo territorio costiero, cha cha alle norme del di salvaguardia del parco in più proveremo umilmente l'abbiamo scritto nell'atto di indirizzo le cose che il PAR che il l'atto di indirizzo dice dire al PUG sono un contributo alla pianificazione del parco quindi noi non abbia l'atto di indirizzo, non ha nessuna velleità di prevaricare niente, c'è scritto questo atto da delle idee come contributo per la pianificazione del parco,
Però, se poi il piano del parco, come è successo in altri varchi di questa all'interno di queste regioni, non arriva mai, secondo il mio modesto parere, il PUG Jal diritto dovere di disciplinare quel territorio, poi perché bisogna vedere chi fa prima,
E chi l'ha detto?
No, chi ha detto che quello che abbiamo fatto in contrasto con la legge del Parco?
Ma se non ci sarà, ma ma sarà, ma sarà meglio, un pong che si va be'senta.
Aspetta aspetta Matteo, ma sarà.
Sì, sì, però lei deve ascoltare sennò siete tutti bravi cartelli.
Grazie.
Non era non era, noi facciamo poche contro la legge, ma come le viene in mente, non era non era, non saprei fare un processo alle intenzioni, concentrare sempre i processi, alle intenzioni, leggetelo l'atto di indirizzo e poi venite a dirci che cosa abbiamo fatto.
Ho detto, dico una cosa che sostengo, perché che cosa lasciamo, lasciamo un territorio governato da una legge che non ha manco un disegno.
È meglio che lo disegniamo col PUG e nel rispetto della legge, no no.
E allora però ho parlato e dopo aver visto le carte cortesemente.
Sì, ma la fruibili per tutti è organizzata, ovviamente.
Sarà organizzato e non stiamo dicendo che ognuno va dove gli pare no.
Eh.
Ci sarà modo di rendere alcune parti di questo territorio oltre che c'è una fascia che mi risulta che non può essere privato.
Eh.
E e trova e si troverà il modo, ma vogliamo far diventare questo mare di tutti o no, cioè che c'è una contraddizione nelle nostre cose.
Ma questa cosa?
Eh, ma non siamo, ma qui nessuno ha fatto un intanto voi poter descrivere, quindi lei può scrivere questo pensiero quando quando l'atto è pubblicato, lo ha letto, scriverà io, modestamente e umilmente, suggerisco di fare la conservazione integrale e ragioneremo di questa cosa nessuno cioè qui non come dire nessuno vuole imporre una visione l'ho detto all'inizio però lei non mi può mettere in bocca cose che io non ho detto.
No, questo, beh, questo questo è veramente compiuto del Piano del Parco, questo è veramente un parco.
No.
Ci sarà, ma io non sono contrario a quello che dice lei ci sarà modo, sono solo uno pragmatico, mi pare che s'è capito, no, io dico ci sarà modo, no, ci sarà modo di prendere tre chilometri di costa, ci sarà modo di prendere tre chilometri cozze, chiuderli, io non so contrario, cioè ci sono le le cose, ci sono dei luoghi della natura dove gli esseri umani non possono andare, ci riusciamo a farlo. Scusate, dobbiamo mettere d'accordo due scusate. Se intervengo il PUG è quello che abbiamo detto, va assolutamente finora assolutamente contro la direzione di farlo a due. Allora, se ci sono e ci saranno gli spazi per le associazioni, per i tecnici di ritornare, si tornerà ognuno con la propria visione. Si cercherà di trovare un punto d'incontro che non staremo certo a trovare stasera quando stiamo parlando di strategia a lungo termine e poi la dobbiamo declinare in documenti e vari varie carte, tra cui?
Ma sta oggi ci confrontiamo su questo io credo che questi siano i temi dal confrontarci sui tavoli futuri, io io ritengo che sia questo, se ho capito, qual era il tema, io credo che oggi l'atto di indirizzo di presentazione generale, quando si parlerà di demanio, quando si parlerà di Costa, quando andremo a ragionare sul piano delle coste, credo che ci saranno tutti i momenti e le interlocuzioni e di una cosa ci dovete dare atto sul fatto che noi non ci siamo mai blindati e abbiamo sempre aperto le porte a tutti e finora nessuno può dire il contrario, quindi venire qua a fare l'atteggiamento di guardiani di.
Luce lente, di ingrandimento,
Certo che non devono fare a non l'abbiamo mai, non ci siamo mai, non ci siamo mai tirati indietro, mi fa specie che ce l'abbiamo qui cominciano. Abbiamo avuto al Libro possibile e cominciano prima nelle nei prossimi mesi. Io sono felice perché vorrà dire che abbiamo partecipazione e spero che insieme a voi vengano altre 300 associazioni, sia ambientalista che di categoria, che che che che quindi no, no, meglio ancora che ci sia la Cittadinanzattiva va benissimo, ma va benissimo, va benissimo. Ripeto, però credo che dopo un primo confronto, questa cosa di entrare nello specifico dei punti oggi, che Atto di indirizzo ci porta a fare il precedente che poi il Signore vorrà dire un'altra cosa, la signorina è un'altra cosa, non ne usciamo più. Sono intervenuto per dire, signori, evitate di fare. Il dibattito ha dunque perché oggi non credo sia il momento. Una cosa è una domanda lecita, una cosa entrare nel.
Né nel puntuale,
Ne costano, abbiamo detto, basta.
Più di pedonale.
La l'ultimo, il quarto obiettivo strategico che abbiamo detto è quello della Polignano rurale, in in un'idea che questo territorio.
Anche qui c'è un teatro, deve trovare un suo equilibrio.
È una parte molto abitata e questo diciamo probabilmente a scapito anche dell'attività primaria questa attività primaria di coltivazione deve continuare a essere sostenuta nei modi che è possibile anche su questo il Piano urbanistico non può fare molto, forse neanche un Comune, però almeno questo è lì l'idea divisioni che c'è e poi collegare, diciamo il fatto che questo territorio è una forma di separazione invece provare a rimettere insieme,
Cosa succede in città e sulla costa, chi va in città sulla costa e l'entroterra, l'entroterra del,
Della Campania, introdurre che poi?
Ha una serie di itinerari e una serie di di percorsi che si possono realizzare a alcune centralità che possono essere rafforzata nel suo al suo interno.
L'atto di indirizzo si conclude.
Indicandolo alcuni caratteri del piano urbanistico.
Cioè come sarà articolato tra previsioni strutturali e programmatiche, quali sono le modalità attuative, perché poi il Piano funziona, se ha degli strumenti e degli ingredienti che lo fanno funzionare e che sono quelli delle mode, delle diverse modalità attuative e di un essenziale nella sensata applicazione del principio della perequazione e ciò che si porta appresso e poi c'è un tema sul in il dimensionamento, cioè il piano poi alla fine deve fare dei conti, deve capire cosa ha previsto quanto ha previsto, perché ha previsto in quali tempi, eccetera, eccetera e quindi c'è da tenere insieme, diciamo, delle forme di contabilità urbanistica che devono essere.
Realisti e sia in termini di demografia, sia in termini del fatto che sia una città turistica, e quindi si ha da rispondere a una domanda di abitanti che non sono quelli residenti ma che poi sono degli abitati di due ore di tre giorni o di una settimana che esistono,
E l'altro elemento che dà di indirizzo il la l'atto, scusate, è quello appunto di cui abbiamo già parlato, di un coordinamento delle pianificazioni comunali che funzioni e che abbia come pivot il pongano perché sia più importante degli altri, ma perché in realtà è quello che,
E molti tematico, se posso dire così, e quindi questi piani, che invece sono settoriali, possano trovare nel Piano un una giusta dimensione e poi perché il piano urbanistico, come dicevo, può aiutare.
Gli altri piani di settore a trovare gli spazi necessari, a come dire, a favorire l'attuazione di questi strumenti di settore, anche attraverso le vie revisioni del Piano urbanistico, grazie.
Allora un attimo, diciamo comunicazioni di servizio, gli atti dell'atto di indirizzo li potete scaricare dal volantino, c'è il QR code o comunque in ogni caso sono pubblicati in amministrazione trasparente, pianificazione e governo del territorio, quindi troverete sia la relazione anche tutte diciamo le tavole, quindi le potete guardare bene, pubblicherò, diciamo a breve nelle prossime settimane l'avviso della pubblicazione e quindi del deposito dell'atto di indirizzo, ci saranno quindi poi 30 giorni di tempo, quindi cercherò di evitare agosto, quindi vi darò modo poi di presentarle a settembre. Le osservazioni, quindi, per 30 giorni sarà depositato. Avete la possibilità di presentare osservazioni, quindi mandateci tutte, diciamo le idee, le proposte e le cose che ritenete che siano giuste e quelle che sono sbagliate. Che cosa va integrato? Che cosa ci siamo dimenticati? Quindi diciamo, avete possibilità di segnalarci qualsiasi cosa. Tutte queste diciamo proposte e osservazioni che arriveranno diventeranno la base per la, come dire, la nuova fase partecipativa che avvieremo a partire da settembre. Invito comunque tutti anche quelli che non hanno partecipato alla fase partecipativa precedente, poi a, come dire, informarsi su come poter partecipare ai vari focus group o le attività che organizzeremo, in modo da poter dare in maniera insomma più attiva il vostro contributo. Se c'è qualcuno che vuole,
Porre qualche questione o domanda.
No, non c'è una questione di minutaggio e che stavamo presentando, Mimmo adesso abbiamo aperto il dibattito, quindi.
Perdonami perché questo è un po' per me è un problema, per me è importante l'ufficio tecnico, l'ufficio tecnico, posso chiederti Ufficio Tecnico, Lavori pubblici o urbanistica, c'è, c'è un QR code col quale ci si prenota tutti, sappiamo sparare un QR code e si prende un appuntamento lo dico per tutti per chi non lo sapesse.
Ne approfitto uso il gancio perché esiste un QR code, non trovate sul sito sulla porta, si spara al QR code di, vi vi prendete un appuntamento e avete possibilità di interloquire con.
Andiamo andiamo verso l'AgID della digitalizzazione.
Se vuoi venire per il microfono, ossia così ti ascoltano tutti.
Perché molto spesso lo dico come polignanese, noi abbiamo una memoria.
La memoria corta, visto che ho vissuto dei momenti estremamente molto complicati e difficili di questo Paese, io credo che dobbiamo partire dalla messa in sicurezza di tutto il territorio urbano, cioè dal gelso, oppure diciamo da San Vito fino al campo sportivo.
Dico questo perché ho vissuto l'epoca in cui una parte del Paese nel centro storico San Benedetto lentamente stava scivolando in mare.
Tant'è vero che furono infatti decine e decine di ordinanze per liberare quelle case e furono spesi sotto la direzione di un docente universitario di Bari non voglio sbagliare perché il nome non me lo ricordo oltre 1 8 9 milioni.
