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CONTATTACI
Buongiorno a tutti e a tutte.
Benvenuti, benvenuti ai consiglieri e le consigliere, anche ai rappresentanti delle consulte che oggi avremo il piacere di ascoltare. Chiedo ai consiglieri di prendere posto e do la parola al Segretario Generale per l'appello.
Grazie, Presidente.
Grazie, Presidente. Procediamo. Procediamo con l'appello nominale Iori presente. Scusate, un po' di silenzio, grazie, Massari.
Aguzzoli.
Franceschi.
Bassi.
Barelli.
Bertucci.
Bertucci.
Boni.
Carbognani.
Casella.
Castagnetti Corradi.
Davoli.
De Lucia, Ferrari.
Ganassi.
Idonei.
Macchi.
Martorana.
Marziani.
Medici.
Consigliere medici.
Bene.
Milioni.
Micale.
Miglioli:
Montanari.
Paderni.
Paglialunga presente, Petrazzoli.
Prego.
Rinaldi, ho sentito.
Ruozzi.
Tarquini nella scuola statale.
Vinci collegato.
No Vinci.
Siamo presenti in 24.
Ebbene, con 24 consiglieri presenti, la seduta è valida.
O non nominiamo gli scrutatori oggi, perché non sono previste votazioni per il Consiglio aperto, che è una modalità di Consiglio.
Insomma, diversa dagli altri che è stata.
Introdotta con il re regolamento delle.
Gli istituti di partecipazione in realtà e giustizia urbana e climatica, perché ha cambiato nome successivamente.
Ed è.
All'interno del regolamento è previsto che una volta all'anno ci sia un Consiglio aperto per audire i rappresentanti delle consulte e appunto avere uno spazio nel quale loro si possano confrontare col Consiglio comunale e tutti sanno un po' come funzionerà, però lo riassumo ugualmente avremo i gli interventi dei rappresentanti delle nove consulte, quindi Roberta da quinio per la Matteo Sartorelli per la BIM Maurizio Ghiribelli per lacci e Alessandro Rocca, tagliati per la Acs Francesco Campari o per la di Daniele Ganapini per le Gabriele Soncini per la F. Augusto Ferretti per la g e Gigliola Borghi per la h. Dopo questi interventi ci sarà lo spazio per i consiglieri comunali, come con gli stessi tempi di una normale mozione, quindi un intervento per ogni gruppo e successivamente ci sarà l'intervento dell'assessore con competenze per le consulte che l'assessore Brandi e poi di nuovo ci sarà un piccolo spazio di chiusura che sarà fatto da Elisabetta Fiorani per le consulte e questo terminerà il nostro Consiglio comunale aperto perché non ci sono votazioni da fare, quindi ovviamente non ci sarà lo spazio è previsto normalmente per le dichiarazioni di voto, quindi cominciamo con audire la prima delle consulte. Chi chi interviene interverrà da questa sedia alla mia destra dopo il Segretario, quindi chiamo.
Roberta d'Aquino per la Consulta ha.
Buon pomeriggio a tutti, grazie anche quest'anno per l'opportunità che ci date di essere ascoltati e di poterci relazionare con ciascuno di voi.
Intervengo a nome della Consulta A, che comprende le frazioni di cella, Gaida, Cadè, Cavazzoli, Roncocesi. È importante iniziare dagli aspetti più concreti e impattanti che caratterizzano le nostre comunità e che quotidianamente affrontiamo nell'ascolto e nella relazione con i cittadini. La viabilità.
Con le sue connessioni territoriali, la raccolta dei rifiuti, la manutenzione del verde e l'ambito educativo sono tematiche che possono diventare problemi e apparire piccole, se osservate singolarmente. Ma per chi vive nei nostri territori rappresentano una parte importante della qualità della vita e del rapporto con l'amministrazione comunale. Dietro uno è una strada da asfaltare, un rifiuto non raccolto, un'area verde trascurata e una povertà educativa. Non c'è soltanto una richiesta di intervento, ma sicuramente il bisogno di sentirsi parte di una comunità, di sapere che il nostro territorio e visto, ascoltato e pienamente considerato, avere cura, prendersi cura anche quest'anno di strada ne è stata fatta insieme all'Amministrazione comunale sono state definite priorità e attuati interventi. Oggi pomeriggio è importante allargare lo sguardo oltre le singole segnalazioni. La domanda da porci potrebbe essere. Questa cosa significa essere cittadini della no della stessa città, pur vivendo in territori con caratteristiche ed esigenze differenti. La nostra città è composta da tante realtà, ognuna con la propria storia, le proprie peculiarità, le proprie bellezze e le proprie difficoltà. Questa diversità è una ricchezza, ma può diventare anche una distanza, soprattutto quando una frazione alla sensazione di dover affrontare da sola i propri problemi. Una città aperta non è una città in cui tutti i territori sono uguali, è una città capace di riconoscere le differenze e di dedicare a ciascuno la giusta attenzione.
Abbiamo imparato che garantire pari dignità ai territori non significa necessariamente fare le stesse cose ovunque, ma comprendere ciò di cui ciascuno ha bisogno, ascoltare le persone e dare risposte chiare, anche quando una soluzione richiede tempo in questo senso pensiamo sia importante riflettere anche sul ruolo delle consulte. Il qui quinquennio terminerà tra poco più di un anno. Non sono solamente un luogo in cui raccogliere segnalazioni di cittadini o trasmettere all'amministrazione comunale le criticità delle singole frazioni.
Abbiamo imparato in questi anni a capire che sono qualcosa di più, uno spazio di partecipazione, di confronto, di costruzione, di proposte e di democrazia. 9 consulte, nove punti di osservazione di una stessa città. Le nostre esperienze possono essere diverse, ma spesso le difficoltà si assomigliano, conoscerle reciprocamente. Può aiutarci a comprendere meglio i problemi, a condividere le soluzioni e a far emergere emergere priorità che riguardano tutti. Proviamo allora a condividere l'idea di una città riflessiva, una città che interviene quando c'è un problema o una necessità, ma che sa interrogarsi sulle sue cause, verificare l'efficacia delle risposte accompagnando i propri cittadini nella vita di tutti i giorni. Per fare questo è essenziale mantenere un rapporto di reciproco rispetto e costruire un confronto continuo e concreto tra consulte e amministrazione comunale a beneficio della cittadinanza. Se da un lato è chiaro che i problemi non sempre si possono risolvere nell'immediato dall'altro sarebbe ideale e definire un metodo per agevolare il dialogo tra consulte e amministrazione comunale.
In questi anni di lavoro, non di rado è successo di faticare a ricevere risposte. Questo significa non solo far perdere di credibilità all'intero progetto, ma scoraggiare fortemente i membri delle consulte che sono cittadini volontari che investono il proprio tempo libero e che talvolta si trovano a far da ponte per facilitare il dialogo tra l'Amministrazione comunale ai cittadini. Un'ultima riflessione: il rischio più grande, non è quello che le nostre frazioni possono.
Avere problemi diversi, ma che ciascuna finisca per sentirsi sola ad affrontarli. Una città non è davvero unita, perché i suoi territori fanno parte dello stesso comune e unita quando ogni territorio sente di far parte di un progetto comune attraverso un processo il più possibile, partecipativo. Il nostro compito è portare voce dei territori che rappresentiamo, ma è anche contribuire a costruire un dialogo che vada oltre i confini delle frazioni, perché c'è la guide accade Cavazzoli Roncocesi non devono sentirsi in realtà ai margini, così come nessun altro territorio deve essere lasciato solo. Devono potersi riconoscere insieme a tutti gli altri come parte viva di quella stessa città riflessiva, grazie.
Grazie, grazie a lei. Con quel suono che sentirete quando interverrete il il segnale della scadenza del te del del tempo, però insomma, possiamo prenderci anche qualche qualche secondo in più senza problemi e ringrazio la la referente della Consulta, Roberta d'Aquino e chiedo a Matteo Sartorelli di venire a fare il suo intervento per la Consulta BU B e avviso anche coloro che parlano che se stanno in piedi vengono ripresi dalla telecamera, perché la telecamera fissa, se invece stanno seduti si vede solo un pezzo della teste, quindi di scegliete voi cosa volete.
Non ho voluto interrompere la dottoressa d'Aquino mentre interveniva, almeno perché me l'han detto dopo, però a telecamere, appunto a questo, quindi grazie. Prego.
Buon pomeriggio a tutti. Sono Matteo Sartorelli, coordinatore della Consulta b insieme Elisabetta Fiorani e tra poche settimane saranno quattro anni dalla nascita delle consulte, quattro anni che oggi vogliamo un po' raccontare e vorrei partire da una considerazione molto semplice: dopo quattro anni noi della Consulta b ci siamo ancora, i componenti eletti sono rimasti, non era scontato e credo sia importante sottolinearlo.
Siamo rimasti non perché tutto abbia funzionato, come speravamo, né perché abbiamo sempre trovato risposta alle nostre richieste, ma perché crediamo ancora in questo progetto e soprattutto perché teniamo ai nostri quartieri.
In questi quattro anni abbiamo incontrato diverse difficoltà, ci sono stati momenti in cui ci siamo sentiti poco ascoltati, occasioni in cui è mancato il supporto che ci saremmo aspettati da parte dell'Amministrazione, credo sia giusto dirlo, perché fa parte del bilancio di questa esperienza.
Quando siamo partiti, pensavamo di poter incidere maggiormente sulle decisioni che riguardano i nostri quartieri, speravamo di diventare un punto di riferimento per i cittadini e un collegamento tra il territorio e il Comune.
Forse ci siamo riusciti, ma sicuramente non quanto avremmo voluto ripensando a questi quattro anni. Credo infatti che ci sia un risultato importante a cui non abbiamo dato il giusto speso. Uno degli obiettivi delle consulte e favorire la partecipazione dei cittadini alla vita della città.
Forse non siamo riusciti a coinvolgere tante persone quanto avremmo desiderato, ma sicuramente noi che abbiamo partecipato a questo esperimento siamo diventati cittadini diversi, abbiamo imparato a conoscere meglio il funzionamento del Comune e le sue competenze e le sue procedure e sui tempi e anche le sue difficoltà. Abbiamo imparato a confortarci con l'Amministrazione e a come contribuire alla vita della città e credo che questo sia un risultato concreto, anche se meno visibile di altri. Naturalmente non può essere l'unico risultato: le consulte devono anche riuscire a portare un contributo concreto ai quartieri che rappresentano. Ed è proprio su questo punto che, secondo noi, occorre lavorare maggiormente in futuro. Vorremmo essere consultati più spesso e soprattutto prima che le decisioni che riguarda i nostri quartieri siano state già prese.
Essere informati è importante essere coinvolti, lo è ancora di più.
Ma essere consultati significa poter contribuire alla costruzione delle decisioni e portando la conoscenza e il punto di vista di chi vive quotidianamente il territorio. Non chiediamo ovviamente di sostituirci a chi le responsabilità di amministrare noi pretendiamo che ogni nostra proposta venga accolta. Chiediamo però che il confronto possa avvenire quando le nostre osservazioni abbiano ancora la possibilità di essere presa in considerazione.
Forse dopo quattro anni stiamo iniziando a diventare più incisivi, ma perché questo possa continuare e serve un impegno da entrambe le parti.
Vorrei cogliere questa occasione per ringraziare innanzitutto tutti i componenti delle consulte B e delle altre consulte per il tempo e l'impegno che hanno dedicato e continuano a dedicare volontariamente alle proprie comunità e desidero ringraziare anche i consiglieri comunali del nostro ambito, Nicolò, medici e Mattia marziani, che per la presenza per l'interesse e la partecipazione che hanno dimostrato nei con nei confronti dei nostri lavori.
Avviandomi alla conclusione, credo che dopo quattro anni sia importante aprire una riflessione sul ruolo delle consulte. Sarebbe utile che il Consiglio Comunale conoscesse meglio il nostro lavoro, le nostre difficoltà e il contributo che possiamo offrire. Allo stesso tempo sarebbe importante comprendere meglio che cosa il Consiglio comunale, l'Amministrazione si aspettano da noi e quale ruolo intendono a riconoscere le consulte.
Noi continuiamo a credere che la Consulta abbiano un senso, altrimenti non saremmo ancora qui dopo quattro anni. Non pensiamo che tutto il Senato, come speravamo, ma non possiamo nemmeno dire che tutto sia perduto. Siamo ancora qui e vorremmo che i prossimi anni non fossero soltanto altri anni di partecipazione, ma quattro anni in cui per la partecipazione possa contare di più contare di più ed essere partecipazione attiva. Grazie.
Grazie a Matteo Sartorelli per la Consulta b chiamo Maurizio Ghiribelli nella consulta ci.
Grazie, Presidente, per la parola e buon pomeriggio a tutti. Sono problemi alle Maurizio. Rappresentano la Consulta C, che comprende Fogliano, canali rivolta, Covioli, San Bartolomeo, Codemondo, praticamente tutto il forese sud.
Sono passati quattro anni dalla costituzione delle consulte e mancando un anno alla scadenza del nostro mandato, abbiamo cercato come Consulta, ci ritirarlo un po' le somme di quello che è stato richiesto nel patto d'emblée.
E abbiamo cercato di ritrovare suggerimenti, proposte per la risoluzione dei problemi presentati.
In quattro anni abbiamo presentato il 17 progetti.
Di cui 3 hanno ricevuto freccia gialla. Come vi ricordate, solo in un caso siamo riusciti a parlare con chi di dovere per sapere se fosse possibile o meno procedere alla realizzazione o alla progettazione. Uno di questi progetti, però è stato realizzato in due frazioni, Fogliano e Rivalta, grazie a due associazioni che a loro spese hanno installato alcuni defibrillatori.
5 hanno ricevuto Freccia Verde, per le quali abbiamo avuto rassicurazioni in merito alla realizzazione o alla partenza dello studio di fattibilità, ma ad oggi non abbiamo ricevuto alcun riscontro.
1 con Freccia Rossa di difficile attuazione anche per i costi elevati che si sono presentati.
Otto. Progetti li abbiamo aggiunti negli ultimi due anni, ma di cui non abbiamo ancora avuto nessun riscontro in merito.
I progetti più importanti, comunque, sono quelli riguardanti la sicurezza delle strade e delle persone.
Come conosciuta CIG, stiamo inoltre impegnando ad individuare spazi di proprietà comunale come edifici e i luoghi pubblici da poter proporre all'Amministrazione comunale per una riqualificazione ed un riuso pubblico.
Ad essere obiettivi alcune cose che sono state realizzate o sono in fase di realizzazione o di progettazione, ma derivano da un tavolo tecnico che abbiamo fatto al di fuori del Patto d'ambito.
La mancanza dell'attuazione dei progetti presentati è causa di disagio nei componenti della Consulta, soprattutto quando si tratta di confrontarsi e rispondere ai cittadini cittadini che sempre di più lamentano l'irritualità. Ho quasi delle consulte preferendo organizzare comitati estemporanei che spesso danno i migliori risultati.
Arrivano comunque richiesto da persone che ancora credono in noi come conosciuta e che puntualmente cerchiamo di portare a conoscenza dell'Amministrazione. Siamo ben consapevoli, però, che le risorse non sono tantissime e che tutto non si possa fare, ma confidiamo ancora nella volontà di risolvere questi problemi. Tutti noi in questi quattro anni abbiamo dedicato molto tempo per cercare di portare all'attenzione dell'Amministrazione.
Le problematiche della cittadinanza.
E vorremmo concludere il mandato con qualcosa di concreto e tangibile del nostro operato.
Come conosciuto e ci siamo quindi a fare due proposte suggerimenti.
La prima è quella già ipotizzata in altra occasione, relativa ad un possibile budget da destinare alle varie consulte per gestire in autonomia piccoli lavori, sempre e comunque in ottemperanza alle regole comunali.
La seconda proposta suggerimento: magari può sembrare inopportuna, fuori luogo o non applicabile, si tratterebbe di istituire un tavolo di lavoro, una Consulta alla volta alle quali partecipi l'intera Giunta, tutti i consiglieri comunali e i rappresentanti della Consulta stessa per discutere i progetti e le richieste espresse nel patto d'ambito.
E giungere così ad una soluzione e progettazione condivisa.
Approfittiamo e Promotur frutto CIPE ringraziare tutte le altre consulte e ai loro componenti per il lavoro svolto e l'impegno profuso fino ad oggi e per quello che ci attende grazie per l'attenzione.
Grazie a Maurizio Griminelli, chiedo ora ad Alessandro Rocca, tagliati delle consulte centro storico, di venire qui per la sua relazione.
Siamo qua al lavoro da volontario ormai da quasi quattro anni. Il centro storico è spesso al centro delle cronache cittadine, talvolta in positivo, molto spesso per i problemi che presenta, per quella che è la nostra esperienza che rendiamo sempre più necessario lavorare su questo pezzo nevralgico di città riconosciuto come tale anche dalle giovani generazioni. Come dirigente ha indicato il nostro questionario rivolto a loro occorre lavorarci presto con un lavoro forte incisivo su aspetti strutturali e con un fare nuovo inventivo di rottura con quanto è accaduto fin qua, perché invertire la rotta notoriamente comporta a colpi di timone decisi.
Quando nel febbraio scorso abbiamo presentato il nostro patto d'ambito alla Giunta, avvenuta in quartiere, un'iniziativa molto positiva, senz'altro benemerita, un cittadino, intervenendo ha avuto la bontà di dire che la Consulta era stata molto esauriente nell'indicare la necessità di intervento. Noi siamo però consapevoli di un fatto e già l'anno scorso qui lo enunciamo in forma interrogativa, diciamo l'ora più in chiaro. Ebbene, se il nostro centro storico fatica a migliorare e anzi in taluni aspetti pare peggiorare ancora, badate bene, nessuno si creda assolto.
Nessuno si creda, assolto.
Va da sé molte delle sollecitazioni che abbiamo fatto in questi anni hanno avuto per forza di cose come primo interlocutore, sia quando agisce, fa cose meritevoli, sia quando fatica ad agire e merita qualche strale. L'Amministrazione in carica, ma abbiamo presente che varie responsabilità fanno capo a mondi che si riconoscono anche nelle opposizioni all'amministrazione stessa. Pensiamo a rappresentanze sociali d'area, proprietari di abitazione o di commercio, associazioni di grande impresa o di proprietà di pezzi del territorio, magari in trasformazione urbanistica.
In più la politica stessa di opposizione.
Devo dirlo qui davanti a lui, il Consigliere rappresentante di questo Consiglio comunale non è mai venuto in Consulta a portarci il contributo dei suoi rappresentati.
E il focoso fuoco di sbarramento sistematico, quale che sia il provvedimento che si prova a prendere per affrontare i problemi, ovviamente non aiuta granché.
Desidereremmo dunque un intervento corale bipartisan, civico, senza distinzione d'area politica, se il centro in emergenza per questa città sull'emergenza occorre lavorare tutti e metterci tutti il proprio contributo, noi nel nostro piccolo in Consulta ci siamo riusciti unitariamente, tenendo conto di tutte le nostre sensibilità politiche e si sa che nella città storica alle opposizioni di questa sala ricevono molto consenso come Consulta. Al centro storico abbiamo scritto nel Patto d'ambito nostro ultimo centro al centro con visione, coerenza e concretezza. Proviamo dunque qua ad elencare di nuovo dove in questo spirito coralmente, secondo noi c'è bisogno che Reggio Emilia intervenga insieme, fattiva, come di tradizione, primo un piano per rilanciare, ossia attirare la residenza. Faccio cioè non solo fatto.
Oneri pesantissimi per studio saturare dal punto di vista delle pratiche edilizie, oneri pesantissimi e per l'occupazione del suolo pubblico di quanti dei cantieri che vadano a ristrutturare.
2 c'è un progetto organico di intervento sui giardini sulla Zucchi, nonché di costruire uno chalet. Abbiamo bisogno di coprogettazione vera con visione. Secondo noi sono decisivi i giovani, gli studenti delle superiori e universitari, persino del polo Macallè, andando verso a qualche cosa che pensi anche alle pratiche sportive o di fitness e a momenti di studio che coinvolgono appunto questi strati più giovani. Naturalmente il ruolo sia dei teatri sia dell'università. Sarebbe molto molto importante in questa coprogettazione terzo, con la recente, positiva riacquisizione della protesta su aree di parcheggio importanti rispetto a un concessionario inadempiente e fallimentare si apre una nuova prospettiva per un piano sosta. Riusciamo a ideare forme di nuova incentivazione che favoriscono un approccio ravvicinato e massiccio al centro commerciale naturale. Città storica, la buona sperimentazione natalizia di due anni fa. Poi può insegnare qualcosa. 4 riportare funzioni pubbliche in centro molti cittadini, spesso di vasta esperienza professionale, talvolta interi ordini professionali reclamerà ebbero a gran voce l'Amministrazione al suo interno ci crede a ciò che è proprio in questo senso. Fu scritto nel pool di tre anni fa.
O ci sono robuste e resistenza a una tale inversione di rotta, magari maturati in anni di onoratissimo servizio su linee progettuali, diverse senso di degrado e insicurezza, immagine di sciatteria ci sono aspetti che attengono direttamente al controllo del territorio e alla forza dell'ordine. Non mi permettono di intervenire su un terreno dove il Sindaco è perfetto, sono deputati e impegnati a coordinarsi al meglio, ma ci sono anche aspetti che concernono il disagio sociale, quello mentale, il fenomeno dei senzatetto o quello delle tossicodipendenze o quello stesso dei vandalismi in forma di graffiti.
Molti cittadini, in molte zone del centro ne cito solo due portici di San Pietro e Parco Cervi Tocci ne soffrono pesantemente di riflesso. Riusciamo, mi chiedo a tenere incontri e affrontare le sofferenze di questi ultimi, oltre a quelle dei primi.
Altro punto: è possibile attuare piani per la trasmissione intergenerazionale delle attività e dell'imprenditoria commerciale. Abbiamo idee strutturate in Consulta offerte da gente che lavora sul campo. Ne possiamo parlare potuto deve passare da tavoli dove la dinamica tra amministrazioni pubbliche e associazioni rappresentative appare statica, bloccata, talvolta poca ispettiva tendente alla ripetizione. Da ultimo, la filiera partecipativa e della coprogettazione secondo noi da razionalizzare ci vogliono un'architettura funzionale della partecipazione per questa città. Consulta i gruppi di controllo a casa di quartiere, i comitati, tavoli di coprogettazione e associazione di scopo, associazioni di categorie potrei continuare metodi non sempre nitidi, accountability, scarsissima senso di inutilità dilagante. Occorre individuare percorsi chiari, strutturati che vadano rapidamente al sodo. Badate bene a favore dei cittadini per rispetto dei volontari e per chiaro vantaggio progettuale al servizio dell'Amministrazione. Siamo al nostro ultimo anno di lavoro in centro storico. Scusate la lunghezza, ho sbagliato la misura in centro storico, desidereremmo segni ancor più forte di quella inversione di tendenza che questa Amministrazione ha scritto nelle linee di mandato, ma che talvolta appare ancora flebile, ma abbiamo fiducia in chi con la delega specifica ha avuto sempre un atteggiamento di attenzione e ascolto saremo pronti, come sempre, a dare il nostro contributo.
Grazie, signor Rocca. Tagliati grazie, appunto ad Alessandro Rocca. Tagliati, il coordinatore della Consulta centro storico. Adesso diamo la parola a Francesco Campari della consulta di proviamo a sostituire il microfono per vedere se funzionano strumenti sentite benissimo, fantastico, direi di sì.
Chiedo al Segretario i 10 secondi di recupero per le prove tecniche.
Sono Francesco Campari insieme a Laura Sanna. Sono il coordinatore della Consulta di che comprende i quartieri della parte sud della città. Non li elenco, sennò mi mangio altri secondi preziosi Ecofin qua qua ecco per le inquadrature. Eccoci qua le consulte sono un organismo sperimentale e in quanto tale necessita di qualche aggiustamento, ci sta.
Per essere davvero efficace, questi aggiustamenti sono urgenti in vista della fine del nostro mandato. Cerchiamo di capire cosa ha funzionato dall'insediamento del 2023 ad oggi e cosa manca le consulte per incidere davvero dialogando, integrandosi con la macchina organizzativa per svolgere questo importante compito di raccordo tra l'amministrazione comunale e i cittadini l'entusiasmo dei cittadini, ci definiamo attivisti che offrono il proprio tempo e le proprie competenze da mettere al servizio della comunità, senza filtri e senza intermediari. È la peculiarità di questa esperienza che ci distingue da altri organismi simili creati in altre città, che sicuramente questa specificità va salvaguardata in futuro.
La sensazione diffusa, però, e lo avete sentito con gli interventi precedenti, tutti asse ampiamente condivisibili e che i risultati delle attività delle consulte non siano proporzionali all'impegno profuso dai componenti.
Con questo intervento abbiamo quindi scelto non di volare alto sui grandi temi sociali o sulla rappresentanza, sui patti d'ambito. Lo abbiamo già fatto in altre occasioni e c'è chi l'ha fatto prima di noi lo rifaremo in futuro. Sicuramente lo hanno fatto tutti benissimo. Noi oggi vorremmo sfruttare questo breve spazio per sottoporvi alcuni suggerimenti semplici, concreti, operativi per lavorare meglio insieme.
Primo, il numero dei componenti eletti in ogni Consulta è direttamente proporzionale alla popolazione rappresentata: si va dagli 8 membri della Consulta meno popolosa ai 26 della nostra Consulta Dio.
A queste aggiungete alla componente non elettiva, che va da 13 a 23 componenti a seconda dei casi e in più ci sono lievitati permanenti per esperienza diretta. Vi garantiamo che una componente elettiva di 26 membri e un numero esagerato e controproducente. 15 e il numero massimo che noi consigliamo per il futuro, perché i componenti si sentano coinvolti e produttivi, meglio meno persone, ma più responsabilizzate e qui veniamo al prossimo punto: formazione continua.
Tra i candidati si trovano esperienze tra le più variegate, mentre interagire con l'Amministrazione con i cittadini richiede competenze specifiche e conoscenza dei processi amministrativi. Suggeriamo quindi di attivare dei percorsi di formazione continua per accompagnare i componenti delle consulte nel loro percorso di rappresentanza. La formazione fu fatta a inizio mandato è stata senz'altro utile, ma dovete considerare che più della metà di chi oggi compone le consulte all'inizio non c'era, è intervenuta in un secondo momento. Terzo punto: chiediamo raggiungerei nuovamente di avere per ogni Consulta due luoghi di riferimento stabili: una casa di quartiere presso cui avere la disponibilità almeno una volta al mese di una sala in cui tenere le plenarie aperti ai cittadini. E la stessa struttura potrebbe aspettare il corner che era stato prospettato nella Consulta cittadina dell'anno scorso e poi un ufficio, una piccola sala riunioni da utilizzare per incontri e riunioni interne meno numerose.
Potrebbe essere sempre presso la casa di quartiere, oppure uno spazio condiviso tra tutte le consulte presso un qualsiasi edificio comunale a Palazzo fonte I Municipio dove volete.
Quarto punto: il Comune ha creato per ogni Consulta una casella mail con il dominio comune punto r punto it, una mail ufficiale. I messaggi in entrata in realtà vengono automaticamente inoltrate agli indirizzi di Posta personali dei coordinatori. Noi non abbiamo accesso alla casella mail della Consulta e se vogliamo rispondere a quella mail dobbiamo utilizzare la nostra del personale.
A nostro parere non è professionale e non è rispettoso dell'Istituzione che rappresentiamo.
Quinto: attualmente l'assessorato alla partecipazione non ha visibilità diretta e aggiornata della nostra attività. Sarebbe l'ideale la presenza di una risorsa detta a partecipare alle riunioni delle consulte per verbalizzarle, tenerne traccia in tempo reale dei progressi di ogni Consulta. Per tenere aggiornato l'assessorato. L'ultimo punto è il più importante.
I coordinatori devono avere per ogni servizio un funzionario di riferimento a cui rivolgersi direttamente e con cui scambiare informazioni sui processi di competenza di quel servizio. Serve un indirizzo mail a cui scrivere un numero di telefono da chiamare, ma soprattutto la certezza che una domanda, una richiesta di informazioni.
Una segnalazione non cade nel vuoto, ma riceve un riscontro concreto e tempestivo. Naturalmente allo stesso modo offriamo la stessa collaborazione per la comunicazione in senso inverso dall'Amministrazione verso i cittadini. Grazie per la vostra attenzione.
Grazie a lei, Francesco Campari.
Coordinatore della Consulta di chiamiamo ora coordinatore della Consulta e Daniele Ganapini.
Buonasera a tutti. Sono Daniele Ganapini. Sostituisco Anna Cafiero e Giuliano Parmigiani, che sono i coordinatori che non sono potuti. Non hanno potuto intervenire oggi per mi sentite.
Allora ho detto che sostituisco momentaneamente i coordinatori che non sono potuti intervenire e ringrazio tutti i presenti per l'odierna opportuna.
Prego.
Si sente?
Fu giusta vicino e meglio è al microfono, così va bene, perché mi sembra che sia un po' gracchiante.
Eh.
Sennò, parlo senza il microfono con voce.
A dire la trasmissione in streaming capisco, va bene.
Che arriva in questo Consiglio comunale con alcune questioni aperte che rendono assai prematuro pronunciarsi sul risultato del mandato assegnatoci.
L'incontro con la Giunta e l'Assemblea pubblica, previsti per il 30 giugno sono infatti in attesa di una nuova convocazione, sia a seguito del tragico fatto di sangue avvenuto il giorno precedente sia a causa della questione PRU, i ospizio mancante del definitivo pronunciamento del TAR competente. Si tratta di un caso oggetto di manifestazioni dell'attenzione mediatica da mesi sul quale riteniamo non doveva essere noi esprimere giudizi, viste le autorizzazioni e gli interventi delle autorità preposte.
In attesa di poter fissare una data entro l'anno scorso, ci siamo comunque riuniti per analizzare quanto è accaduto dopo l'assemblea del 27 marzo 24, che ha sancito il termine di lunga fase di coprogettazione della casa della comunità e del 10 dicembre alla Sala Simonazzi, con un momento di confronto relativo alla possibile collaborazione col Corpo di Polizia locale e sull'azione del Comune ai fini di assistenza sociale e sicurezza in zona stazione, aree limitrofe. In quella sede abbiamo peraltro chiesto al Comune la conferma delle tre priorità individuate dalla Consulta.
1 l'erogazione e integrazione dei servizi sociosanitari culturali di solidarietà presso la futura casa della comunità di ospizio punto 2 la qualificazione ambientale del bacino del Rodano tramite un'area sovracomunale panorama protetto 3 il perseguimento di una maggior sicurezza urbana nella zona stazione, anche tramite i percorsi collaborativi da concordare con la polizia municipale. Relativamente all'intervento descritto si è già detto l'unica cosa che possiamo aggiungere che il 27 agosto una nota a firma dei coordinatori state inviate agli organi di stampa per ribadire la preoccupazione da parte dei membri della Consulta, che la realizzazione della casa della comunità nell'insieme dei suoi servizi possano solo subire ritardi, ma soprattutto essere messa a rischio di mancata attuazione, con gravissimo danno per i cittadini dei quartieri interessati, ambiti e ed f.
Un'analoga richiesta ha visto una significativa raccolta di firme spontaneamente promosso dai cittadini residenti. Per quanto concerne il secondo punto, abbiamo accolto con soddisfazione l'istituzione della del paesaggio naturale, terre e acque dell'Ariosto a questa priorità ambientale sia il ruolo della Consulta degli organismi di gestione del paesaggio, avevamo intenzione appunto di dedicare il 30 giugno.
Suor Orsola, terza Assemblea per approfondire operativamente le possibili relazioni con le istituzioni e le associazioni coinvolte, a partire da il gabbiano, che è attiva sin dalla costituzione nella Consulta quale esponente della componente non elettiva. A tal proposito, permetteteci di ricordare il compianto Luciano Cavallini che l'ha rappresentata con continuità e competenza sino a questa primavera. Una persona che abbiamo apprezzato per le sue doti umane e l'impegno civico. In prospettiva. Segnaliamo quindi oggi l'esigenza di capire meglio come le Consulta possa garantire apporto e favorire la partecipazione dei cittadini agli obiettivi di questo nuovo istituto che insistiamo è stata per noi la priorità condivisa con le associazioni ambientalistiche, ci tengo a sottolinearlo.
Infine, in merito alla zona stazione, dato che le proposte formulate lo scorso dicembre non hanno avuto un riscontro positivo da parte dell'Amministrazione vigente, rimaniamo in attesa di comprendere meglio quali altre azioni possano essere studiate particolare coi Vigili urbani in attesa della realizzazione della caserma, è previsto in viale 4 novembre, anche alla luce di una situazione dove permangono gravi elementi ostativi alla convivenza civile, fenomeni di illegalità e degrado. Tali deve chiedere un elevato stato di allerta delle forze dell'ordine e dei cittadini.
Prima di concludere una riflessione sui livelli di collaborazione tra le consulte all'organizzazione municipale, si è visto sicuramente un progressivo miglioramento grazie all'impegno del personale comunale e dell'Assessorato competente più volte l'assessore Davide Oprandi ha partecipato a incontri coi membri coi coordinatori di questo lo ringraziamo pubblicamente in passato, così come i membri della Consulta non avevano completamente chiaro quale fosse il loro ruolo, quali fossero il loro ruolo e alle responsabilità. Probabilmente anche la macchina burocratica non era inizialmente attrezzata per affrontare una relazione decentrata con un interlocutore collettivo del tutto nuovo, e questo è sicuramente prodotto. Alcuni malintesi e irrigidimenti. Questa situazione parrebbe orientate alla soluzione, ma è importante che alcuni aspetti funzionali relative a una coprogettazione puntuale siano messi a punto prima del rinnovo di questi organismi di partecipazione proprio al fine di offrire ai futuri componenti migliori opportunità di coinvolgimento nelle collaborazioni progettuali impostate in quello relativo a nuove.
Il nostro insistere sulle tre priorità formalizzate non ci ha fatto perdere di vista le altre esigenze dell'ambito, ma è dovuto al convincimento che occorra prima di ogni altra cosa e procedere verso un cambio di passo relativamente a quelle da tempo individuate per non correre il rischio di disperdere le energie in altra impegnativa azioni, gli interessi del territorio, bisogni sociali, residenziali, infrastrutturali coi loro aspetti economici e ambientali giuridici assillano i nostri quartieri, ma forse è preferibile che siano oggetto del futuro patto d'ambito e di una Consulta rinnovate nei riferimenti col Comune, nelle proprie competenze, nella sua composizione grazie.
Grazie a Daniele Ganapini nella Consulta e ora chiama i referenti della Consulta F Gabriele Soncini.
Buongiorno a tutti, buongiorno, Sindaco, Assessori e Consiglio comunale. Tutto sono qui in rappresentanza delle otto frazioni del Forese est.
Il mio intervento non sarà certo un elenco delle cose fatte in quest'ultimo anno.
Gli assessorati ai consiglieri comunali che sono presenti nelle varie consulte, sono al corrente delle cose fatte e non fatte, così come sono al corrente dei problemi che evidenziamo da anni.
Sarei invece incentrato.
Istituti di partecipazione:
Ritengo che il problema non sia solo amministrativo, ma innanzitutto politico.
In questi anni dobbiamo registrare che siamo passati da una forte spinta iniziale, con grande investimento nei progetti di partecipazione attiva dei cittadini da parte dell'Amministrazione comunale. E con piacere aggiungo che sempre più consiglieri comunali hanno partecipato alle consulte.
Questo è vero.
Registro anche per un rallentamento di questa spinta.
E con essa anche quella dei coordinatori.
E conseguentemente anche quella dei cittadini verso questi istituti.
Non vi nascondo che sono in imbarazzo quando vedo i coordinatori della mia Consulta, uscire dal lavoro alle 21 e correre alle riunioni di Consulta senza neanche aver cenato, sapendo che si alzeranno le 4 e mezza per tornare al lavoro.
Gli stessi coordinatori che oggi ci chiedono se ne vale ancora la pena, perché non sempre ottengono risposte dagli uffici comunali.
Nessuno di noi, sia chiaro, vive dentro una campana di vetro.
Viviamo un drammatico momento storico fatto di guerre.
Crisi internazionali cala la qualità della vita, aumenta l'emarginazione sociale.
La difficoltà del sistema pubblico a rispondere alle esigenze dei cittadini e il sistema privato che non è alla portata di tutti.
Anche Reggio non è esente da tutto questo è questo drammatico momento, si ripercuote e si vive quotidianamente.
Siamo cittadini del mondo che a Reggio e nel mondo.
Alla luce di ciò, va da sé che i problemi siano ben altri che, ad esempio, un mancato accordo per una nuova pista ciclabile, uno sfalcio che non arriva il progetto prima accordato e poi senza risposte, le famose buche nelle strade. Tutto vero e dunque.
Vogliamo buttare alle ortiche tutto il lavoro fatto sino ad ora.
Riteniamo che, se si vuole proseguire con gli istituti di partecipazione da parte nostra, troverete, come avete sempre trovato, una posizione responsabile.
Siamo pronti a suggerire a tutti voi delle migliorie, a partire dalla necessità di ripristinare, come era all'inizio progetto, il numero adeguato di personale dedicato affinché questi istituti possano rinforzarci così da recuperare quella distanza che si fa sempre più marcata tra cittadini ed istituzioni.
Da parte vostra, però, occorrerà chiarire sul futuro di questi istituti partecipativi.
Termino dicendo che all'interno delle consulte vi sono persone di diverse estrazioni politiche che comunque dialogano, animati dalla ricerca del bene comune, della cura del territorio e del benessere dei cittadini.
Questo è un patrimonio civico di notevole valore, ricordatevelo bene.
Auspico che questo spirito accompagna anche voi in Consiglio comunale, nelle Commissioni ed in Giunta.
Noi ci siamo e saremo felici di aver chiamato in Consiglio comunale per sentirci dire ci siamo anche noi, grazie.
Grazie Gabriele Soncini nella Consulta f chiamo adesso Augusto Ferretti della Consulta g.
Buongiorno a tutti e ben ritrovati sono Augusto Ferretti, coordinatore della Consulta ACI, il cui territorio comprende le frazioni di Massenzatico, comprato Fontana, Gavassa, ma Casali, sesso.
E con un approccio diverso rispetto alle precedenti edizioni che mi appresto a usufruire di questa opportunità che mi viene offerta. Tutto ciò è dovuto al fatto che il nostro mandato volge al termine e questo è un elemento che mi permette di avere un quadro complessivo, seppur per molti aspetti altalenante, più esaustivo nel nostro operato. Il percorso intrapreso in questi quattro anni è stato caratterizzato da una prima fase di messa a regime avvenuto in corrispondenza dell'insediamento della nascente giunta, a cui ha fatto seguito un periodo di denso fervore operativo, accompagnato da una discreta dose di entusiasmo.
E questo il lasso di tempo in cui siamo stati percepiti dal territorio come l'opportunità per i cittadini di avere un contatto diretto con l'amministratore comunale piuttosto che semplici i redattori di un patto d'ambito che in teoria dovrebbe essere il fine ultimo del nostro mandato ci a essere riconosciuti. Comunque è un risultato. A questo intervallo di circa due anni ha fatto seguito un periodo di relativa stagnazione. Va detto per onore di cronaca, che, come spesso succede in tutte le nuove esperienze, non si può pretendere di avere per tutto il mandato la stessa tensione ideale e degli ellebori.
Forse in merito a una riflessione, il fatto che proprio in quel periodo si è passati dal contributo di due funzionari che si sono dedicati h 24 questo progetto ha un'unica soluzione part time sfruttando la segreteria dell'Assessorato competente. E questa è la ragione per cui non non invidio l'incarico di Giulia Domenichini, che ha tentato di sopperire a questa mancanza. Personalmente ritengo di Kiev che poter contare su risorse ed esperienza che ti diano delle indicazioni su come muoversi rispetto alle dinamiche interne ed esterne alle consulte sia molto utile per un neofita come il sottoscritto.
Che già fa fatica a districarsi nella giungla del buco della burocrazia comunale. Va comunque riconosciuto il merito a questa Amministrazione comunale di aver concepito l'idea delle Giunte comunali sul territorio, iniziativa che è stata una boccata di ossigeno per l'immagine stessa di questa istituzione, esperienza che spero venga riproposta anche in futuro. Un altro tassello che manca la nostra organizzazione è sicuramente uno spazio fisico presso la sede comunale. Questa esigenza è emersa in più di un'occasione, quando ho avuto modo di confrontarmi con gli altri coordinatori, una sorta di ufficio della partecipazioni, magari da condividere con i gruppi di controllo e di comunità o altre forme di volontariato operative sul territorio. Un'altra considerazione che mi sorge spontanea e che in questi quattro anni di attività si sono concentrate un insieme di fattori negativi, responsabili di un clima di continua tensione che non ha sicuramente favorito uno svolgimento sereno e delle funzioni del nostro mandato. Situazione economica sfavorevole, generalizzato, senso di sicurezza.
Diminuita propensione a cercare della politica. Una risposta ai problemi quotidiani ha finito per generare una diffusa incertezza nel futuro, soprattutto nelle nuove generazioni. Questi insiemi di elementi, figlio di una difficile congiuntura internazionale ha generato il paradosso di un rinnovato bisogno da parte del nostro tessuto sociale, di un riferimento possibilmente estraneo al bombardamento mediatico a cui siamo sottoposti quotidianamente, a cui esprimere le nostre opinioni nei momenti difficili in genere si tende a rinchiudersi nel privato, sperando di avere un luogo in cui venire ascoltati.
È alla luce di queste considerazioni che mi sento di poter affermare con cognizione di causa che la cortina di tornasole di questa esperienza sarà l'affluenza alle urne nell'imminente tornata elettorale alla scadenza il prossimo anno del nostro mandato. È evidente che, non potendo contare sulla visibilità di elezioni ben più importanti come le amministrative, ci si sottopone al rischio di cadere nell'irrilevanza di una platea di elettore già di per sé stesso troppo ristretta.
A scopia. Auspichiamo di conseguenza uno sforzo da parte di tutta l'Amministrazione comunale, mettendo in campo risorse per tentare di invertire questa tendenza generale al disinteresse dei cittadini verso il bene comune. Noi crediamo che a questo punto la preparazione dell'evento elettorale non può prescindere da una serie di momenti pubblici riservati alla cittadinanza in cui sottolineare quanto è stato fatto negli ultimi anni. Opportunità questa richiesta a più riprese dalla cittadinanza stessa. Questa può diventare l'occasione di passaggio del testimone e di presentazione dei nuovi candidati. Grazie di avermi ascoltato.
Grazie, Augusto Ferretti, Sulta G e ora chiudiamo con l'ultima Consulta Gigliola Borghi per la Consulta h.
Buon pomeriggio anch'io. Ringrazio e porto i saluti dei membri della Consulta sono Gigliola, borghi di Santa Croce, coordinatrice con Giugliano Quagliotti di San Prospero della Consulta H, che comprende Gardenia Tondo, Tribunale, San Prospero, Santacroce sono quartiere a nord della città, dove si concentrano scuola e servizi, attività produttive e dove confluisce gran parte del traffico di tutta la città. Quindi un tema che riguarda tutti l'occasione di intervenire oggi ci ha dato l'opportunità di riflettere nei nostri incontri di Consulta, riflessioni che oggi riportiamo qui in vari punti, partendo dall'importanza delle relazioni necessarie in una comunità per un vivere civile. Le relazioni scaturiscono dalla conoscenza, dall'ascolto reciproco, dal confronto, da riconoscere il valore dell'altro e del suo pensiero, anche se diverso dal nostro. Sulla base di queste premesse, speriamo si ripeta l'iniziativa fuori dal comune che ha portato Sindaco e Giunta nei quartieri e che ha avuto proprio questo esito di favorire le relazioni e di far toccare con mano agli amministratori problematiche che a volte, passando per mail o un messaggio, perdono la loro concretezza e la loro importanza.
Nel nostro ambito, l'iniziativa si è svolta il 16 giugno. La proposta a Sindaco e Assessori di effettuare in bicicletta i sopralluoghi in ogni quartiere è stata accolta con favore. Ci siamo divisi in tre gruppi: abbiamo fatto soste nei luoghi da noi individuati come meritevoli di attenzione particolare incontrando i cittadini residenti. Questi punti sono poi rientrati nelle aree tematiche del patto d'ambito presentato ad agosto, che qui citiamo per titoli, ma siamo disponibili ad approfondire: rigenerazione urbana, riqualificazione degli spazi pubblici, mobilità e sicurezza, sostenibilità ambientale, coinvolgimento comunità, soprattutto i giovani, educazione e cultura. Oltre a segnalarle problemi e individuare possibili soluzioni e per noi è importante mettere in rete le energie presenti sul territorio, costruendo un dialogo costante con l'amministrazione e soprattutto a favorire la partecipazione sono nati due nuovi controlli di comunità molto attivi nella zona dell'ex Gasometro e su via Samoggia, segno di partecipazione. I cittadini ci segnalano le problematiche che vivono e noi facciamo da tramite, coinvolgendo i vari assessorati e uffici a seconda del tema. Soffriamo per la mancanza di risposte puntuali, a volte in tempi più celeri. Vorremmo canali, per così dire preferenziali, pur consapevoli che ci troviamo in un tempo complesso per molti aspetti. Vorremmo però soffermarci sul valore della partecipazione, che significa prendere parte esserci e che può essere d'aiuto per l'Amministrazione, per avere la visione di chi tocca con mano i problemi di tutti i giorni. Se ci siamo messi a disposizione, come volontari nelle consulte e perché riconosciamo il valore della partecipazione, valore che non bisogna dare per scontato, ma che va valorizzato e spiegato anche con un percorso educativo.
Abbiamo però toccato con mano la delusione di chi ci ha approvato, ha dedicato tempo ed energie alla comunità, ma non si è sentito ascoltato. Lo abbiamo vissuto anche all'interno della nostra Consulta, con il doppio rammarico: che in alcuni casi sono stati giovani che hanno smesso l'impegno. Crediamo che una risposta anche negativa, se motivata e supportata da un confronto, sia più utile della non risposta. L'Amministrazione appunto al bene comune ha il compito di fare sintesi e il cittadino dovrebbe essere consapevole che non tutte le sue richieste possono essere accolte, ma occorrerebbe che fossero sempre chiara e ben spiegate le motivazioni che hanno portato alle scelte fatte. Tornando ai giovani, siamo convinti che non possiamo parlare di futuro senza immaginare che i protagonisti del futuro saranno loro le nuove generazioni. Abbiamo seguito con attenzione e vorremmo riproporla nei nostri quartieri l'esperienza della Consulta del centro storico, che ha proposto un questionario ai giovani. Come non tener conto dei pensieri, delle aspettative, delle proposte e delle denunce di questa importante fetta di popolazione? Ecco, qui si inserisce quanto ho sottolineato prima. Occorre un percorso culturale educativo per tutti, affinché sempre più giovani si sentano parte della città e sia normale, non strano, straordinario, che prendono parte alla vita della comunità. Nel nostro piccolo abbiamo intenzione di riprendere i rapporti con gli studenti degli istituti scolastici dell'ambito per il futuro delle consulte. Crediamo occorre rendere questo strumento il più strutturato possibile, in modo che possa proseguire la propria attività senza periodi vuoti anche nel momento del cambio di Amministrazione. Crediamo anche che il riconoscimento e il sostegno delle persone da parte di tutti gli attori coinvolti, Sindaco, Giunta, Consiglieri, i dirigenti, i dipendenti sia il modo migliore per dare valore e senso alla partecipazione dal basso nel governo della città. Siamo disponibili a mettere a disposizione l'esperienza fatta fin qui e ci congediamo con una frase vista su uno striscione fatto da giovani delle scuole di pace.
Curiamo il presente per trasformare il futuro, grazie.
Grazie anche a Gigliola, borghi della Consulta H. A questo punto apriamo la fase di discussione.
Quindi possono intervenire i Consiglieri comunali, uno per ogni Gruppo. Chiede di intervenire il consigliere Paglialunga e ne ha facoltà.
Presidente, Sindaco, Assessori, colleghi Consiglieri, rappresentanti della Consulta. Permettetemi, vi chiedo scusa, una preme una breve apertura prima di entrare nel merito dell'argomento odierno.
Sento il dovere di esprimere piena solidarietà alle uomini e donne.
Cittadini comuni e bambini e delle forze dell'ordine che nel fine settimana hanno fronteggiato le gravissime violenze avvenute a Bologna nelle altre città del nord Italia, agli agenti feriti, ai cittadini feriti e alle loro famiglie, a tutti, agli esercenti colpiti deve arrivare da parte di quest'Aula una parola inequivocabile: abbiamo visto aggressioni, incendi di istruzione, saccheggi sul piano politico e civile. Considero queste azioni una forma di terrorismo di strada. Imporre la paura attraverso la violenza, rendere una città ostaggio di chi pretende di poter distruggere tutto impunemente.
La responsabilità penali verranno accertate dalla magistratura alla responsabilità politica dal nostro punto di vista e condannare questi comportamenti senza se e senza ma nessuna causa, nessuna protesta, nessun disagio autorizza a colpire un privato cittadino che sta manifestando un agente della polizia che sta svolgendo il proprio mestiere, ad incendiare una strada, a distruggere il lavoro o delle proprietà private che non sono due. Condanniamo con altrettanta fermezza l'atteggiamento. Tutti davanti a questi fatti sente il bisogno di dire che i responsabili vanno capiti.
Chi ricopre incarichi pubblici ha il dovere di essere chiarissimo. Solidarietà a chi è stato aggredito, condanna a chi ha aggredito gli uomini e le donne in divisa o cittadini devono sapere che le istituzioni sono al loro fianco. Vengo al tema di oggi.
Cari rappresentanti delle consulte, voglio partire dal tempo che voi dedicate a questa attività che voi svolgete, il tempo delle riunioni, dei sopralluoghi e delle telefonate, dell'ascolto dei cittadini, le ore sottratte alla famiglia, ai vostri impegni per occuparvi di strade, di un parco, di un problema che riguarda la comunità. Dietro ogni documento che presentate ci sono persone che hanno scelto di assumersi una responsabilità a persone che raccolgono esigenze diverse, discutono, individuano priorità e provano a costruire soluzioni. Questo impegno merita rispetto e un'Amministrazione risponde in amministrazione, dimostra rispetto.
Dando delle risposte e assumendo delle decisioni qui in molti dei rappresentanti delle consulte che sono intervenuti, sento che è mancato proprio questo. L'ascolto e le risposte. Un ringraziamento doveroso, ma non può essere tutto ciò che rimane. Poi noi vi ringraziamo come gruppo consiliare per l'impegno che voi ci mettete, ma sicuramente non può essere soltanto questo la risposta che voi dovete avere dall'Amministrazione, perché altrimenti il vostro impegno, il vostro tempo sarebbe stato inutile. Il senso di questo Consiglio deve essere di verificare quanto il vostro contributo importantissimo abbia inciso sulle scelte del Comune e quali impegni l'Amministrazione sia disposta ad assumere oggi.
Mi è stato riferito nella riunione preparatoria che l'assessore Brandi avrebbe inviato le consulte a evitare l'elenco della spesa, chiedendo piuttosto indicazioni su come migliorare il rapporto con l'Amministrazione e su come consentirle di dare risposte, Assessore, se questo è il senso dell'indicazione, credo che il punto di partenza sia sbagliato. Ci sia un problema di prospettiva dopo anni di attività, di riunioni di segnalazioni di patti. D'ambito chiedeva ancora di spiegarvi come dovreste rispondere prima di chiedere alle consulte come lavorare domani. Spiegate che cosa avete fatto del lavoro che loro vi hanno fornito. I patti d'ambito esistono, le esigenze, sono state raccolte, le priorità sono state discusse. Le proposte sono state presentate. Se le stesse questioni tornano ripetutamente sul tavolo, bisogna domandarsi perché siano ancora aperte perché bisogna fare attenzione quando si parla di elenco della spesa dietro una richiesta di manutenzione c'è spesso una questione di sicurezza dietro un attraversamento pedonale c'è un bambino che deve andare a scuola dietro un parco trascurato. Ci sono famiglie che perdono uno spazio di incontro dietro una segnalazione di degrado, ci sono i cittadini che chiedono di vivere serenamente nel proprio quartiere.
È questa la concretezza sulla quale si misura la capacità di governare un Comune. Noi abbiamo analizzato i patti d'ambito pre presenti e passati e abbiamo riscontrato una forte discrepanza tra le varie consulte ci troviamo davanti a consulte che lamentano una scarsissima considerazione e che sembrano ricevere soltanto le briciole di quelli che sono gli impegni di questa Amministrazione ed altre invece che vedono soddisfatti, quasi in toto su quelle che sono le richieste che arrivano.
Questa differenza esige una spiegazione pubblica perché non ci sono quartieri di serie A e quartieri di serie B. Se in una strada ritroviamo una buca sia essa si trova, è arrivato, si trovi a stesso si trovi a Roncocesi o si trova a Bagnolo, va sistemata perché la sicurezza dei cittadini della città e tutta uguale, caro Assessore, quindi noi pretendiamo di sapere quali sono i criteri che sono stati utilizzati per decidere quelle che erano le proposte nei vari patti d'ambito delle varie consulte che sono arrivati l'urgenza dei problemi, il numero delle persone coinvolte, la fattibilità tecnica alle risorse disponibili. Se ci sono ragioni oggettive, esponete le consentire ai cittadini di comprendere e al Consiglio di verificare. Non pretendiamo inte gli interventi identici in tutti i territori. Pretendiamo criteri chiari. Attenzione costante e pari dignità tra tutte le consulte, perché il diritto di essere ascoltati e ricevere una risposta deve valere allo stesso modo in ogni quartiere in ogni frazione.
Mi riferisco a quella che è la Consulta del centro storico. Nel febbraio 2026 spiega di aver dovuto riprese ripresentare molte problematiche già indicate nel 23, perché è soltanto una minima parte di essa aveva trovato soluzione segnala inoltre che alcune criticità si sono aggravate, ma lo sappiamo che la responsabilità di aggravarsi delle criticità è proprio dell'ente. Di fronte a questo bilancio la Giunta deve spiegare che cosa sia stato fatto e perché il resto sia rimasto fermo, ma le difficoltà rimangano anche quelli che sono gli strumenti che avrebbero dovuto sostenere le consulte. Era stato garantito loro che sarebbe istituito un architetto di quartiere che li avrebbe agevolati in quelli che sono i compiti istituzionali a loro demandati. Da quello che mi risulta, almeno per quanto concerne la Consulta di cui faccio parte, io non mi sembra che questo architetto di quartiere ce lo abbiamo quel supporto, quanto rappresentato non è mai stato assicurato addirittura nell'aprile del 24 nostro Consulta e aveva fatto aveva richiesto un tavolo tecnico. Anche qui non è stata data nessuna risposta. Due anni e mezzo senza una risposta, una richiesta di confronto. Questo mi dispiace, Assessore, ma è anche mancanza di rispetto istituzionale. Noi abbiamo rappresentato ormai nei vari ai patti d'ambito numerose richieste, segnalando numerosissime criticità di intervento, soprattutto nella zona che riguarda la Consulta, aveva detto di cui faccio parte io le le faccio un esempio: nella zona di San Bartolomeo è stata asfaltata una zona, una strada secondaria per diversi chilometri e poi abbiamo via San Pantaleone, via San Bartolomeo. Tutte quelle zone dove il PIL, i patti d'ambito parlano chiaro, si reiterano le richieste di intervento, segnalando anche la crea la gravità dei problemi, sono rimaste lì a languire. Se chiedete alle consulte di aiutare, di aiutarvi a conoscere il territorio, dovete assumervi la responsabilità di ciò che vi viene rappresentato. Altrimenti lasciate tutti i rappresentanti delle con delle consulte in una posizione ingiusta, raccolgono le preoccupazioni dei cittadini, le portano al Comune e tornano ai quartieri senza poter spiegare che cosa possono fare, quali sono le intenzioni del Comune.
Diventiamo il volto di un'attesa, diventano il volto di un'attesa sulla quale non hanno alcun potere, perché fondamentalmente il loro raccolgono le istanze e le portano a voi, ma non hanno potere di testi di decidere e finiscono per pagare in termini di credibilità personale, ritardi e mancate decisioni che appunto non dipendono da loro.
Quando ricevete i patti d'ambito, nessuno pretende che ogni richiesta venga accolta ai cittadini, dovrebbero comprendere i limiti del bilancio, le difficoltà tecniche e le diverse competenze. Quando vengono spiegati però con serenità, con trasparenza, quello che consuma la fiducia e l'incertezza che si prolunga senza avere una conclusione. Un si deve indicare come si procede, un no, deve avere una motivazione, un rinvio deve avere una scadenza forse vedremo, valuteremo, ne parleremo con gli uffici, possono aprire un approfondimento, non possono essere la risposta che accompagna un intero mandato. Per questo chiediamo impegni verificabili entro 60 giorni. La Giunta presenti una ricognizione pubblica dei patti d'ambito, proposte realizzate, interventi avviati, risorse assegnate, richiesta ancora ferme, richieste non accolta con le relative motivazioni che non possono essere sempre e solo i problemi di denaro pubblico. Questa ricognizione delle confronti deve pen deve permettere di avere tutti i territori della città sullo stesso modo, perché non ci sono quartieri di serie A e quartieri di serie B. Chiediamo che venga garantito il supporto tecnico previsto a tutte le consulte, perché non è giusto che loro si debbano anche perdere tempo. In queste situazioni è previsto l'architetto di quartiere o il professionista di quartiere per aiutarli. È giusto che venga dato.
Adesso da questa Amministrazione si deve assumere le proprie responsabilità. Signor Sindaco, assessore Brandi, avete davanti persone che credono ancora di impegnarsi per la nuova propria città. Questa è una fiducia preziosa. Bisognerebbe fargli un applauso a queste persone che investono il loro tempo, per poi non essere in molti casi anche nemmeno ascoltate. Ogni richiesta lasciata senza seguito rischia di consumare una parte della fiducia. Fate in modo che tornino nei quartieri che possano raccontare che questo Consiglio ha prodotto un passo avanti, che possano indicare una decisione, una responsabilità, una data. I cittadini hanno messo a disposizione il loro tempo adesso l'Amministrazione me smetta sul tavolo le proprie decisioni con trasparenza e con lo stesso rispetto per tutte le consulte, perché nessun quartiere deve sentirsi dimenticato e nessuno merita di vedere anni di impegno consumati nella tesi, ma nell'attesa dell'ennesimo forza come Gruppo consiliare, come capogruppo di Fratelli d'Italia. Ringrazio tutti i partecipanti e ringrazio le consulte per quello che fanno per la nostra città, grazie.
Grazie, Consigliere Paglialunga. Chiede di intervenire il Consigliere Martorana e ne ha facoltà. Grazie, Presidente. Voglio rivolgere un sincero ringraziamento a tutte le componenti e a tutti i componenti delle consulte, ai cittadini di Reggio Emilia per l'impegno, la passione e il tempo che dedicate alla nostra comunità. Il vostro lavoro è prezioso perché contribuisce a dare voce ai quartieri, ad ascoltare i cittadini, a costruire insieme leader città che vogliamo.
Sappiamo che non mancano le difficoltà e che non sempre si riesce a ottenere le risposte che si vorrebbero, ma proprio per questo importante del non arrendersi, continuare a partecipare, a proporre idee, a credere nel valore del confronto. La città che vogliamo si costruisce insieme giorno dopo giorno, con impegno, determinazione e la volontà di non lasciare indietro nessuno. Grazie a tutti voi per quello che fate, perché continuare a credere in una Reggio Emilia sempre più partecipata, attenta e vicini ai cittadini, grazie.
Grazie, Consigliere Martorana.
Chiede di intervenire il consigliere Michele e ne ha facoltà.
Sì, grazie, Presidente. Buon pomeriggio a tutti e a tutte e ringrazio ovviamente tutti i relatori e i rappresentanti delle varie consulte per le loro osservazioni e per le proposte che hanno portato qui, ognuno nel proprio territorio. Le consulte sono sicuramente uno strumento partecipato da mantenere, ma le loro funzionalità, a nostro parere, deve essere migliorata.
Lo avete detto anche voi come relatori, lo avete detto in tanti devono ovviamente trovare spazio, devono trovare più spazio. Questo ovviamente è rivolto alla Giunta, all'assessore Brandi. In questo in questo caso io faccio parte della Consulta a.
E ringrazio ovviamente la relatrice, la avvocato d'Aquino per l'intervento che ha fatto, che non si è limitata ad elencare ovviamente i vari problemi che tutti i territori hanno ciascuno, ripeto, nel proprio territorio, ma e ci ha chiesto di riflettere ed è su questo che ovviamente la quest'Aula è stata chiamata. Ci ha chiesto di riflettere su che cosa significhi davvero partecipare alla vita della nostra città, e voglio dirlo con chiarezza. Lo ha detto anche l'anno precedente anche rivolgendomi all'assessore Brandi e le consulte sono una risorsa preziosa, sono fatte di cittadini, di volontari che ovviamente dedicano il proprio tempo libero alla comunità.
E ci portano quindi quello sguardo di chi vive sul territorio e in maniera concreta ogni giorno, anche quello che dagli uffici non sempre si vede, è per questo che sono importante queste consulte. Prima c'erano le circoscrizioni e che erano avevano funziona ovviamente diversa e più.
E operative, ma non meno importanti sono oggi le consulte, visto che la legge ha cancellato definitivamente le circoscrizioni e quindi senza di loro molte frazioni, molti quartieri avrebbero una voce più debole. È proprio perché crediamo nel loro valore e quindi dobbiamo avere il coraggio di dire che oggi.
Quello che è la loro funzione non basta, la loro operatività oggi è insufficiente e a poco più di un anno dalla scadenza del mandato da quindi nel 2027 novembre 27 abbiamo il tempo, secondo me, assessore, di migliorarla. Queste consulte e le direzioni, secondo noi, potrebbero essere due, ovviamente più rappresentatività e un minimo di autonomia, più rappresentatività, non nel numero, ovviamente 26 sono anche troppi, anzi andrebbero ridotte come, secondo noi, come.
Come membri, ovviamente di queste, di questi strumenti partecipativi, ma è una Consulta, è forte quando le persone che riesce più le persone riesce a coinvolgere e in questo senso bisogna allargare la partecipazione ai giovani e alle associazioni, alle famiglie, alla scuola, a quelle realtà economiche. Presenta sul territorio che oggi magari non trovano spazio in queste consulte e servono modalità di elezione di comunicazione più accessibili.
Perché sempre più cittadini sappiano qual è il ruolo di queste consulte, sappiano che cosa fanno e sappiano quello che propongono.
Quindi una Consulta più rappresentativa e anche una Consulta più autorevole.
È più difficile, ovviamente da ignorare e l'altra direttrice un minimo di autonomia, questo lo l'ho ribadito anche nel Consiglio comunale dell'anno precedente e questo cosa vuol dire?
Oggi le consulte ascoltano, raccolgono e trasmettono, ma decidono nulla, non decidono assolutamente nulla. Quindi è il rischio è quello denunciato anche dalla Consulta A, e cioè che i volontari si scoraggiano, si scoraggiano e il progetto perde credibilità, propongono quindi, ma non vengono ascoltati. E allora noi cerchiamo e chiediamo che con alcuni strumenti concreti si potrebbero migliorare questo tipo di approccio, un piccolo budget annuale per ogni Consulta.
Potrebbe essere non irrealistico da destinare ovviamente a interventi scelti dal territorio, tempi certi di risposta da parte dell'Amministrazione alle richieste formali delle consulte, quindi non l'invio di una semplice mail e poi aspettare chissà quando la risposta, ma tempi certi.
Un momento periodico e strutturato di confronto tra tra tutte le consulte, la Giunta e il Consiglio comunale, non solo questo che stiamo facendo oggi, ma un altro modo di ascoltare le consulte e la possibilità di proporre quindi la risoluzione di iter di determinate problematiche, direttamente, ad esempio alla Commissione consiliare, in modo che i vari coordinatori possano intervenire durante la Commissione consiliare e chiedere il parere dei vari commissari. Questo potrebbe essere un altro modo di partecipazione delle consulte direttamente alla vita del Consiglio comunale e in tal modo, quindi ci sarebbe un intervento diretto, appunto con l'ente che rappresenta tutta la città.
Quindi non chiediamo che le consulte si sostituiscono ovviamente all'Amministrazione comunale e né tantomeno al Consiglio comunale.
Ma chiediamo che diventino ciò che dichiarano di essere, cioè strumenti di democrazia.
E non solo di segnalazione, perché oggi sono solo questo.
La Consulta ha, ci ha parlato anche di una città riflessiva e sono d'accordo. Io credo che una città riflessiva sia anche una città che si fida dei propri cittadini. Affidò loro una parte anche una piccola delle scelte che li riguardano e allora lavoriamo insieme da qui al 2027, cercando di di migliorarle queste consulte, perché effettivamente.
Nel e che, sperando che nel prossimo mandato siano più ovviamente rappresentative, più ascoltate e più capaci di incidere, grazie.
Grazie, consigliere Migale. Chiede di intervenire il consigliere Miglioli e ne ha facoltà. Grazie, Presidente. Buongiorno ai colleghi e alle colleghe qui in Aula. È un buongiorno anche ai cittadini e alle cittadine che di solito saluto come collegata in streaming, mentre oggi ce l'abbiamo qua in in Aula e chiedo scusa, se devo dare le spalle a una parte dei cittadini e delle cittadine. Purtroppo la conformazione dell'Aula è questa e io non avevo preparato un intervento per per la giornata di oggi, perché pensavo che il penso che il ruolo di noi Consiglieri in una giornata come quella di oggi sia soprattutto quello di ascoltare quello che le consulte avevano da dire, abbiamo abbiamo creato questo questo momento di ascolto che facciamo una volta all'anno, appunto per questo poi naturalmente è anche necessario comunque dare un riscontro, perché alcune indicazioni sono, sono arrivati in maniera chiara da praticamente tutte quante le consulte d'ambito.
E faccio una riflessione che credo di aver già fatto anche un anno fa o due anni fa, su su sul modo di funzionamento delle consulte d'ambito, partendo da quella che è la mia esperienza come come cittadino, non come amministratore, perché io sono ad oggi sono ancora residente a Cavriago Cavriago, a 9.000 abitanti, 12 consiglieri comunali e quindi c'è un consigliere comunale, ogni 800 persone.
Qui a Reggio ai consiglieri comunali sono uno ogni 6.000 abitanti circa e gli Assessori sono uno ogni 18.000 abitanti, quindi io come cittadino, pur poi la mia vita sociale della mia vita lavorativa, si svolge tutta Reggio, però come cittadino, come residente a Cavriago, riesco ad avere un rapporto che è diretto con le istituzioni riesco a parlare con i Consiglieri Comunali, riesco a parlare con gli assessori e questa è una esperienza che hanno anche tutti quanti i cittadini, perché perché si perché uno ogni 800 persone vuol dire che tuo cugino conosce qualcuno in Consiglio comunale che lo vedi vedi l'Assessore al mercato tutti i mercoledì e quindi esiste questo modo diretto di di trasmettere quelle che poi sono i desiderata della cittadinanza. A questo modo di poter parlare con i propri rappresentanti, che ha una forma diretta e che in una città della dimensione di Reggio purtroppo si arriva a far fatica ad avere e questo, quindi rende, rende molto importanti le le consulte d'ambito come strumento, come come strumento intermedio fra noi che sediamo qua in Consiglio comunale e la cittadinanza.
Uno strumento che si è basato moltissimo sulla sulla buona volontà dei cittadini e delle cittadine, che hanno dimostrato comunque di di credere in questo progetto, ma che hanno anche oggi, come anche negli ultimi anni, testimoniato delle difficoltà relativamente a quello che è la loro, la loro capacità di agire, che è una capacità di agire, che non necessariamente deve essere diretta, ma anche la capacità di portare le istanze che gli vengono dette e poi a chi deve agire su sulle problematiche che vengono segnalate diverse, diverse delle tematiche che sono state che sono state sollevate diverse delle potenziali soluzioni che sono state proposte possono essere valide, mi sembrano delle buone idee diverse oltretutto erano erano contenute anche in un progetto alternativo a questo delle consulte d'ambito, che che con diverse forze politiche qualche anno fa la nascita delle consulte d'ambito, avevamo sostenuto. C'erano forze. Oltretutto era una cosa bipartisan, perché c'erano forze sia di maggioranza come Noi di possibile, i Verdi e Sinistra Italiana requie. C'era anche Coalizione civica, c'era Potere al Popolo era stata questa proposta alternativa, alcune delle idee, come quella di avere un minimo di di di agibilità su alcuni aspetti della manutenzione che fossero indipendenti, un minimo di budget. Penso che in una qualche maniera possiamo valutare di andare a riprenderla in mano come idea per capire se sono applicabili e per rendere effettivamente più forte il mandato con cui le le consulte d'ambito agiscono sul nostro territorio. Io, come dicevo, sono di Cavriago, sono un ospite, sono un ospite come Consigliere rife referente nella Consulta h e ho cercato, per quanto mi è stato possibile di partecipare alle riunioni della Consulta h io ho visto, ho visto un clima, un clima positivo, un clima propositivo, un clima che credo valga valorizzato e ho riconosciuto quello che è uno spirito di di disservizio alla alla comunità, che poi è lo stesso spirito di servizio che ha portato tutti noi consiglieri comunali a sedere in quest'Aula, tutti gli Assessori, il Sindaco.
E stanno facendo la stessa cosa che vogliamo fare noi e che cerchiamo di fare noi ogni lunedì qui in Consiglio comunale, i membri delle consulte d'ambito. Io credo che questo sentimento vada rispettato e e valorizzato profondamente, perché? Perché in una in un'epoca nella quale ci lamentiamo del fatto che c'è una grande disaffezione alla politica, che poi significa anche una disaffezione all'amministrazione locale il fatto di vedere questi esempi credo sia una cosa da da mettere in risalto. Quindi io ringrazio i cittadini e le cittadine per l'impegno che saranno messi in questi quattro anni e che sono certo ci metteranno anche nell'ultimo e speriamo di rivederci anche al al giro dopo, con con strumenti con modalità diverse che possano mettere che possano valorizzare la vostra voi, i vostri sforzi. Grazie.
Grazie, consigliere milioni che di intervenire il Consigliere De Lucia e ne ha facoltà. Grazie, Presidente. Allora, io ho un déjà-vu, farò un intervento un po' diverso dai miei colleghi. Vi parlerò con molta schiettezza molta franchezza. Io faccio sempre questi interventi e credo che nelle migliori famiglie bisogna parlarsi in questo modo. No, affrontando quelli che sono i problemi e trovando quelle che sono le soluzioni, perché dico che c'è un déjà-vu, perché sono più o meno con le stesse parole, le stesse questioni che avete sollevato lo scorso anno, la propria identiche. Se noi andiamo a vedere i patti d'ambito noi abbiamo chiesto due, siamo riusciti a far passare due cose. Alcune le ricordava il consigliere Miglioli quando anche lui era all'opposizione, avevamo fatto una grande battaglia tra queste due cose. C'era che i vostri patti d'ambito entrassero all'interno del DUP del bilancio, così li potevamo vedere e di fare questa giornata. Okay? Cosa è successo? Che se vado a vedere da le vostre parole le abbiamo ascoltate. È cioè anche i consiglieri più vicini al partito di Governo. Possiamo dire così hanno lamentato criticità in sofferenza. La stessa cosa rispetto a quelli che sono i patti d'ambito, me li sono andati a rivedere nei giorni passati. Guardate, salvo alcune piccole modifiche, sono le stesse richieste,
Ma davvero le stesse richieste è poi una qualche ciclabile, un qualche cosa che è stata fatta, ma per il resto è uguale fotocopia è un po' come il nostro DUP. Ecco gli indicatori e le varie cose che è sempre uguale. Bene. Allora io torno un po' quella riflessione e ringrazio il collega Miglioli. Chi l'avrebbe mai detto che partire per un viaggio, avendo una macchina non proprio regolata, non tutta la benzina e l'indicazione chiara del percorso avrebbe creato un qualche intoppo. Adesso mi spiego meglio:
Se noi abbiamo un'istituzione che si va a creare, io credo che debba avere un luogo dei compiti chiari. Attenzione ai compiti chiari. Non sono solo lo diceva il membro della Consulta B. Non voglio solo essere informato. Io voglio partecipare alle scelte, perché sennò cosa ci sta a fare? Cosa sono un megafono di quella che è l'attività dell'Amministrazione? Quello lo fa il partito. Io faccio un'altra cosa, okay bene e la terza questione vorrei avere del budget in cui ho una mia indipendenza, okay, sennò sono solo succube delle decisioni prese da altre altri. Quindi vorrei avere che all'interno del bilancio fosse dedicato un piccolo pezzo, non si può staccare direttamente un pezzo da una consulta, ma possiamo dire che quel pezzettino lì della Consulta e i tecnici lo sanno. Ecco, queste erano le proposte contenute in quello di cui discutevamo quattro anni fa.
Non si è voluto fare, perché non si è voluto fare e non è. Bisogna essere forti, è per avere dialogo e autonomia, per interfacciarsi. Non mi ricordo chi è che lo diceva prima e spero che ci sia volontà di prendere le decisioni insieme. No,
Ma attenzione, noi facciamo, secondo me, una buona attività è parlo di tutti quanti i gruppi è non non opposizione. Comunque le proposte vengono sul tavolo, non sempre c'è, perché uno deve essere una posizione di energia e di forza per accettare il confronto e dialogo. È quindi questo ve lo dico perché riproporremo prima della votazione che ci sarà, perché ormai siete in scadenza tutte le proposte che già erano state fatto quattro anni fa, è. Guardate, sono le stesse cose che voi avete detto nei vostri interventi. Non so se saranno accettate e qui vorrei toccare un punto. Poi avete detto i soldi, sappiamo che il budget è un problema. Allora io torno sempre su un punto: noi siamo una città media, in Italia si è andato a prendere le classifiche, parlo di quello che riguarda il peso economico, c'è la città di Bolzano, c'è la città di Trento e ci siamo noi, quindi ho parlato di due città molto ricche con una regione a statuto speciale e poi c'è Reggio Emilia, quindi non siamo proprio il fanalino di coda, okay, i soldi dipende come li usi.
Se noi gli diciamo di che diciamo di avere un budget che all'interno di 100.000 euro da spendere per l'attività delle consulte, sto parlando di nulla per il bilancio del Comune, ma voi sono già delle cifre che dicono un qualcosina, lo posso fare anche se è ripartito, i soldi li puoi andare a prendere, ci sono state delle scelte che sono state prese e io ve lo ricordo anche vi dico un paio di dati è: voi lo sapete che la Giunta ha quasi 9 milioni di euro di spese discrezionali che decidono per scelta politica, dove allocarle è.
I soldi ci possono essere la scelta politica, la differenza. Negli ultimi anni sono state fatte spese in incarichi in consulenze, l'ultima ve lo dico a Cerano, aumentato quelli che sono gli stipendi dei CdA di 90.000 euro, voi cosa ci fate? Con 90.000 euro? Siccome ne fate le cose. Dico bene? Ecco, è quella. È una scelta sia chiaro. Io sto dicendo delle cose che non piacciono tutti. Eh, ma nessuno in concreto, se lo so benissimo e anche all'interno di alcuni membri della Consulta. Io non sto parlando a tutti, sto parlando con alcuni di voi.
Sto parlando con quelli che pensano che un altro sistema è possibile. L'altro sistema possibile e ve lo dico in maniera molto chiara e senza andare verso aree che comunque non credo che nella partecipazione rapportino come come bandiera è, però io credo che ci possa essere un sistema differente, in cui c'è una politica che dice: io sono disposto anche lasciare più autonomia, anche se probabilmente mi diranno che non ho ragione, perché posso farmene.
Me lo posso mettere sulle spalle. Questo è il tema, perché penso che quel tipo di democrazia è qualcosa che possa servire alla comunità. Lo diceva molto bene Ferretti, lo dicevano molto bene, in realtà tanti, eh, noi viviamo in una società che è sempre più un atomo, le persone si sentano più sole. Se andate a vedere la conformazione delle nostre famiglie sono sempre più mononucleosi, okay? I corpi intermedi si stanno sfaldando la situazione economica. A Reggio Emilia si sveglia, si c'è ricchezza, ma non è egualmente distribuita, che era una grande forza che avevamo noi, eh, e quindi questo crea problemi e crea problemi anche nei quartieri. Se andiamo a vedere la composizione sociale di alcune aree di Reggio Emilia rispetto ad altre e vediamo la differenza, ecco, probabilmente dovremmo riuscire ad agire su questo, però io voglio essere chiaro:
Io non credo che in questo momento ci sia la forza necessaria per fare questo.
Anche perché noi siamo a metà del mandato.
E attenzione, io prendo sempre lei milioni, ma perché ha detto cose interessanti? Amica perché voglio aveva detto il consigliere comunale deve informarsi, deve ascoltare e infatti vi ascoltiamo per l'amor di Dio. Ma un consigliere comunale, un politico, un amministratore deve decidere dopo l'ascolto, quindi vorrebbe dire che nella prossima sessione di bilancio molte delle proposte che sono emerse oggi dovrebbero trovare realtà. Identificare le sedi ci hanno chiesto di avere più persone dedicate, ci hanno chiesto di avere un budget, ci hanno chiesto di non essere messi soltanto al corrente delle decisioni già prese e questo non costa niente. Eh beh, ma posso consolarmi molte volte. Succede anche così anche per noi il Consiglio comunale è, quindi non è una cosa che tocca solo voi e credo che tocchi anche ai consiglieri di maggioranza. Quindi voglio essere molto sincero:
Ecco, probabilmente questi dovrebbero essere gli anticorpi che mettiamo in campo nel più breve tempo possibile.
Noi siamo a disposizione con una logica collaborativa anche a indicarvi le risorse, dove trovare tutte tutto quello che serve.
Auspichiamo che questo chiaramente venga fatto, perché noi non ci vogliamo trovare di fronte a una situazione tale per cui va a votare un numero molto piccolo di cittadini.
Ci troviamo di fronte a persone che dedicano del tempo, non mi interessa, cioè voglio essere chiaro: la società è divisa impartiti in aree e roba varia, ed è normale che i vari partiti concorrono anche alla partecipazione dell'organismo rappresentativo e il loro scopo, cioè è ovvio, quindi questo va benissimo, mi farà piacere anche a trovare persone come alcuni di voi che si sono candidate, che si ricandiderà hanno anche qua. Questo va bene per me sano è, però dobbiamo avere la franchezza di dirci e di analizzare le questioni con un metodo oggettivo, con un metodo scientifico.
Questo deve essere. Dovete avere le risorse, dovete avere le competenze e sicuramente ci devono essere altre risposte. Il tema su cui noi dobbiamo passare, che secondo me Reggio Emilia negli ultimi vent'anni è un po' scivolata e che molte cose vengono fatte per gentile concessione o per amicizia, addirittura. Ecco, questo è quello che io non voglio più sentire. Questo è quello di cui io non vado fiero. Questo è quello di che io non voglio nella mia comunità. Quindi, se noi vogliamo affrontare quelli che sono i problemi locali e guardate che molte volte i cittadini anche a noi e le agende io penso non solo le mie siano piene di micro richieste, perché sono quelle che creano più sofferenza, perché se vedo la mia via di casa che è cambiata, probabilmente non mi accorgerò del centro storico, che ha una situazione molto gravosa, ma mi concentrerò sulla mia strada. Ecco, forse su quello serve molta attenzione e sono d'accordo. Il lavoro dei 32 Consiglieri comunali non è sufficiente, posso impegnarmi quanto voglio lo faranno anche i colleghi, ma non possiamo arrivare a tutti, e questo è evidente e sicuramente fanno fatica gli uffici con numero di persone che hanno a disposizione.
Sicuramente c'è bisogno di un aiuto, ma quando io chiedo un aiuto non posso, sto guardando adesso la Giunta non posso credere che quell'aiuto sia esattamente come voglio io.
L'aiuto lo si chiede ed è un rapporto di una costruzione di un ponte con anche idee differenti e diverse. Quindi adesso guardo voi siete disponibili ad accogliere quello che è un cambiamento delle cose. Guardate che anche le persone all'interno della Consulta chiara chiaramente ed è sano, questo non mi dà. Mi scompiglio i capelli dichiaratamente nel vostro partito. Abbiam detto che le cose così non vanno. È.
Forse su questo c'è da ragionare. Siamo a metà mandato, la cosa va fatta. Se ripercorriamo ancora alla prossima elezione la stessa struttura o ci si dà una spolverata, spesso a Reggio vengono fatte le cose per dire che sono state fatte, ma non fate davvero, è probabilmente non troveremo soddisfazione.
Io vi invito a ragionare su questo.
Grazie, Consigliere De Lucia.
Non ci sono altri.
Chiede di intervenire il consigliere Ghidoni e ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Saluto tutti i coordinatori e, a nome del gruppo del Partito Democratico.
E vado a leggere il nostro intervento, che abbiamo diciamo sintetizzato rispetto anche quello che ci avete portato qui e anche al a quello che avete rappresentato, diciamo nelle occasioni passate del Consiglio aperto. Innanzitutto desideriamo ringraziare le rappresentanti e i rappresentanti delle consulte e attraverso loro, tutte le cittadine e i cittadini che hanno scelto di dedicare tempo, energie e competenze alla propria comunità. Ringraziamo anche i consiglieri comunali, gli amministratori, i dirigenti e i servizi che in questi anni hanno accompagnato questo percorso.
La partecipazione è una risorsa fondamentale per la qualità della democrazia locale e non è soltanto uno strumento per raccogliere segnalazioni o ascoltare le esigenze dei quartieri. Pensiamo anzi, sia un modo per rafforzare il rapporto tra istituzioni e cittadini, comprendere meglio i territori, costruire politiche pubbliche più efficaci, condivise e vicine ai bisogni reali delle persone oggi ci sentiamo chiamati a fare un passo ulteriore. Questo primo mandato delle consulte ci offre l'occasione per una valutazione seria dell'esperienza maturata e per una riflessione sul futuro di questo strumento.
Non dobbiamo limitarci a chiederci che cosa abbia funzionato e che cosa debba essere migliorato. Dobbiamo invece porci una domanda più ambiziosa. Quale ruolo vo? Vogliamo che le consulte abbiano nel sistema della partecipazione della nostra città per i prossimi anni. Il bilancio di questa esperienza presenta elementi molto significativi. Le prime elezioni delle consulte hanno coinvolto oltre 5.000 votanti 245 candidati. Sono numeri che testimoniano l'interesse suscitato da una nuova forma di partecipazione democratica locale e che speriamo possa aumentare le prossime elezioni. In questi anni le consulte hanno contribuito a far emergere una conoscenza più approfondita dei territori, a rafforzare le relazioni tra i cittadini, le associazioni, le istituzioni e a consolidare il senso civico e di appartenenza alle comunità locali. È un patrimonio che non possiamo e non vogliamo disperdere. È un'esperienza che ha prodotto valore e che merita di essere riconosciuta e sviluppata. Allo stesso tempo dobbiamo avere la capacità di guardare con realismo alle criticità emerse. Il numero elevato di richieste e di segnalazioni raccolte non sempre ha trovato una risposta tempestiva anche per i limiti delle risorse della capacità organizzativa del Comune. Alla luce di questi aspetti, è importante domandarsi il tipo di ingaggio da attribuire alle consulte in questi ambiti e ragionare sul perimetro di azione adeguato in grado anche di tradursi in fatti concreti rispetto all'attività amministrativa. Sono questioni che riteniamo giusto affrontare. La partecipazione, infatti, funziona davvero quando le persone comprendono il senso del proprio impegno, vedono riconosciuto il proprio contributo e possono verificare gli effetti del lavoro svolto.
Per questo è opportuno tracciare un bilancio che ragioni anche di possibili correttivi e migliorie sull'organizzazione delle consulte e del loro lavoro. La scelta più responsabile per noi a investire sul percorso fatto riconoscerne i risultati e avere il coraggio di pensare alcuni aspetti per renderlo più rappresentativo, efficace e capace di incidere sulle politiche pubbliche.
Il punto politico fondamentale è che le consulte non devono essere soltanto destinataria delle regole che riguardano, ma protagonista della loro costruzione. Questo significa riconoscere a chi ha vissuto direttamente l'esperienza delle consulte un ruolo attivo nella definizione del modello di funzionamento, mettendo a disposizione e conoscenze, competenze e relazioni maturate sul campo. Pensiamo ad un modello partecipativo efficace e sostenibile dal punto di vista organizzativo e in raccordo concreto con i processi decisionali dell'ente. Le decisioni finali restano poi in capo agli organi competenti, ma il percorso attraverso cui arriviamo a quelle decisioni può e deve essere maggiormente condiviso. In questo quadro riteniamo vi siano almeno quattro priorità sulle quali concentrare il nostro lavoro. La prima è quella di rafforzare la rappresentatività delle consulte. Dobbiamo infatti fare in modo che possano esprimere sempre al meglio la parola, la pluralità delle nostre comunità, coinvolgendo maggiormente i giovani. Come è già stato richiamato, le persone con background internazionale e le componenti della popolazione che oggi partecipano meno anche per condizioni socioeconomiche. Non possiamo accontentarci di uno strumento formalmente aperto tutti, ma dobbiamo interrogarci su come renderlo concretamente accessibile e attrattivo.
La seconda: e rendere più chiaro e incisivo ruolo delle consulte nella coprogrammazione, definendo chiaramente è al meglio il perimetro delle vostre azioni. Dobbiamo superare la percezione di organismi chiamati prevalentemente raccogliere richieste e segnalazioni costruendo modalità più strutturate per portare alle priorità dei territori dentro i processi di programmazione dell'Amministrazione. Questo richiede obiettivi chiari, strumenti operativi e un dialogo più stabile con i servizi comunali. La terza: e rafforzare la comunicazione e la restituzione. Chi partecipa deve poter sapere quali proposte sono state accolte, quali non hanno trovato seguito e per quali ragioni. La trasparenza non consiste soltanto nel rendere pubblici gli incontri o i documenti, ma anche nel dare conto degli esiti.
Allo stesso tempo dobbiamo far conoscere meglio le consulte, valorizzare le esperienze realizzate e rendere riconoscibile il loro contributo alla vita della città. La quarta e ampliare le modalità della partecipazione. Gli incontri in presenza restano fondamentali, ma possono essere affiancati da strumenti digitali, consultazioni on line e modalità ibride, così da raggiungere anche chi ha meno tempo, maggiori difficoltà a partecipare fisicamente. La tecnologia, naturalmente non sostituisce le relazioni e il confronto diretto può però aiutarci a rendere la partecipazione più accessibile e inclusiva. Questi punti hanno un obiettivo comune. È fondamentale rafforzare la fiducia alla reciprocità tra cittadini e istituzioni, favorendo e riconoscendo il valore della partecipazione attiva. Perché chiedere alle persone di partecipare significa anche assumersi la responsabilità di ascoltarle, confrontarsi con le loro proposte e spiegare con cre con chiarezza le scelte compiute. Crediamo che questo sia il significato più profondo del percorso avviato con le consulte d'ambito: riconoscere ai territori un ruolo attivo nella lettura dei bisogni, nella definizione delle priorità e nella costruzione di risposte condivise. La partecipazione, infatti, non è alternativa alla responsabilità dell'Amministrazione e non significa promettere che ogni richiesta possa essere accolta. Significa piuttosto costruire un metodo di governo più aperto, capace di valorizzare le energie della comunità, migliorare la qualità delle decisioni e rendere più comprensibile anche le scelte difficili. Il nostro impegno deve essere quello di trasformare l'esperienza del primo mandato in un'occasione di crescita senza disperdere il patrimonio costruito senza avere paura di cambiare ciò che non ha funzionato abbastanza. Il prossimo rinnovo delle consulte dovrà rappresentare l'occasione per rilanciare la partecipazione.
Allargare la platea delle persone coinvolte e costruire uno strumento ancora più riconosciuto e rappresentativo e capace di contribuire alle politiche della città. Questo è il lavoro che ci aspetta nei prossimi mesi, un lavoro che richiede ascolto metodo, risorse e la disponibilità di mettersi in discussione da parte di tutti, istituzioni in struttura comunale e comunità territoriali.
Ci assumiamo la responsabilità politica di accompagnare questo percorso e di investire sul futuro delle consulte, perché crediamo che una città più giusta, sostenibile, coesa si costruisca anche attraverso una democrazia locale più forte. È partecipata. Non dobbiamo semplicemente a rinnovare le consulte, dobbiamo costruire insieme, stando al vostro fianco, le condizioni perché possano essere ancora più utile alla comunità e più incisive nelle scelte che riguardano il futuro di Reggio Emilia. Grazie e buon lavoro. Grazie, Consigliere Ghidoni.
Non ci sono altre richieste di intervento, quindi do la parola all'assessore Brandi per la replica.
Grazie, pensi, Presidente, buon pomeriggio a tutte e tutti, a tutti i consiglieri, ma soprattutto cari componenti e.
Ai coordinatori e coordinatrici delle delle consulte. Questo è il terzo Consiglio Comunale aperto da inizio mandato e non è solo un rito, una liturgia prevista da dal Regolamento e nel momento in cui è così ci guardiamo negli occhi e verifichiamo se gli impegni presi insieme sono in un qualche modo diventati realtà. Voglio però partire da una parola molto semplice: grazie per il lavoro che quotidianamente fate nei quartieri grazie a chi, senza alcun compenso, dedica serie sabati e competenze proprio ai vostri quartieri che siede inconsulta, hanno, rappresenta un interesse privato, rappresenta un pezzo di città. Rappresentare un territorio, significa conoscerne le strade, i parchi le fatiche e le energie e portarle dentro le decisioni pubbliche. È una forma alta di cittadinanza, è un'Amministrazione seria, ha il dovere di riconoscerla e di renderne conto. Ne approfitto perché ieri eravamo assieme alla Consulta g, la parrocchia di di Mancasale, il vicesindaco a inaugurare uno spazio di comunità dedicato a uno che potrebbe sarebbe stato sicuramente un membro di una Consulta che Fernando Bertani anche detto detto Pippo come Fernando Bertani. Ce ne sono tanti in tutte i quartieri e le consulte della città, e questo è un po' il valore che vogliamo esprimere. L'esempio che vogliamo esprimere con questo, con questo strumento di partecipazione, questo Consiglio aperto e anche un'assunzione di responsabilità reciproca. L'Amministrazione porta qui i propri risultati e i propri ritardi. Le consulte portano la loro esperienza, le loro proposte e anche le loro critiche. Credo che una democrazia locale matura si misuri proprio da questo, dalla capacità di dirsi le cose con franchezza nella sede più alta della città per migliorarle insieme.
Parto proprio dai risultati e dal metodo. Qualcuno accennava che si era già diciamo cosiddetto che non avrebbe funzionato. Ci sono varie teorie per gestire i cambiamenti. Io penso che le cose si imparano facendole.
E quindi sono i numeri un po' che rendono conto anche del nostro impegno rispetto ai patti d'ambito l'anno scorso alla Consulta cittadina che annuncio quest'anno si svolgerà il prossimo 7 novembre, sabato al mattino e rinnovo a tutti l'invito, insomma, a partecipare e abbiamo fatto una sintesi, un elenco di tutte le le le richieste che venivano dai patti. D'ambito si parla di un elenco di circa 90 93 cose da fare ad oggi. Ricognizione di.
Il proprio stamane abbiamo diciamo completato circa 27 di quelle promesse, il 30% certo, non tutto ne siamo consapevoli, tante altre sono in corso, cioè la fase di, diciamo così, amministrativa, è già iniziata, alcune altre non sono nemmeno iniziate. Ne siamo consapevoli consapevoli. I motivi sono diversi, a partire dalle risorse economiche, dalle diverse priorità, dalla conclusione del PNRR, che è stato uno sforzo importante che l'Amministrazione ha compiuto e ci portiamo, ci ha diciamo approntiamo concludere con con successo.
Questo per quanto riguarda i numeri, abbiamo, diciamo altre cose sono state discusse in quella Consulta cittadina, si è parlato di strumenti di mettere da mettere a disposizione delle consulte, in particolare i famosi corner delle consulte nelle case di quartiere, anche questi sono pronti, si tratta solo oggi di di installarli. Avevamo promesso anche un calo di un canale di comunicazione, diciamo razionalizzato e digitale, e questo non è ancora arrivato, ma sia abbiamo lavorato invece al nuovo sistema di segnalazione per il quale i lavori sono partiti proprio nel mese di settembre. Contiamo nelle prossime settimane anche di.
Inaugurare il sistema di segnalazione, che evidentemente non è sufficiente a risolvere molte delle problematiche che vengono, diciamo così, segnalate, ma che è uno strumento che ci consentirà di valutare meglio e misurare meglio l'efficacia delle politiche che stiamo mettendo in campo. In più ci sono nuove progettualità che verranno messi a terra. In particolare, volevo segnalare, anche raccogliendo lo stimolo dell'associazione che è stata ospite qui da noi qualche settimane fa ripuliamo ci ma di tutte le associazioni che lavorano sull'ambiente per la sensibilizzazione dei temi di rifiuti dei rifiuti, di un'iniziativa proprio per cercare, attraverso le consulte per cercare di sensibilizzare al conferimento e possibilmente anche a una a un'attenzione più alta rispetto ai temi della produzione dei rifiuti sul territorio. E poi siamo a un anno dalla scadenza delle consulte, come tutti avete menzionato e come ci siamo detti anche nei nostri incontri di coordinamento l'intenzione è quello di costruire un percorso di rilancio che lavora lavori su diverse traiettorie. La prima è stata detto, c'è il tema di rappresentatività, non tanto numerica, ma di qualità e di diciamo legame con il territorio. Su questo proveremo a due: introdurre cambiamenti anche al Regolamento comunale. La seconda è quella dell'interazione con gli altri istituti e strumenti partecipativi presenti sul territorio a Reggio Emilia è fortunatamente molto ricca da questo punto di vista, ma crediamo che in questa fase storica a una maggiore coordinamento con i tavoli di quartiere e le case di quartiere sia necessaria per noi. Le case di quartiere sono il luogo fisico dove sempre più servizi e questi strumenti partecipativi devono trovare residenza.
Ci sarà un lavoro sulla comunicazione, avete detto bene non solo da noi verso di voi e sapere cosa succede, ma anche da voi verso di noi ci sarà una valutazione sul perimetro di azione. È nostra intenzione cercare di diciamo così, mettere sul tavolo temi cari all'azione amministrativa sul quale farvi non solo riflettere, ma fare delle proposte. Non so se sarà un piano annuale o triennale o addirittura quinquennale per tutta la durata del mandato, ma questo è uno degli oggetti sui quali vogliamo.
E lavorare c'è anche ed è stato sottolineato da tanti un tema di impegno. Parliamo di volontari che in maniera gratuita spesso vanno a letto tardi la sera si alzano presto, al mattino. Non dobbiamo sprecare il loro impegno, quindi anche una valutazione rispetto alla durata della dell'assegnamento oppure alla possibilità di istituire consulte tematiche su specifici progetti per i quali magari c'è una spiccata sensibilità. Sono tutte azioni che vogliamo considerare questo percorso così di rilancio che che cercheremo di far portare insomma al picco di partecipazione e la cittadinanza partirà il prossimo 7 novembre.
Nella Consulta cittadina sarà come sempre negli ultimi anni svolta in una casa di quartiere e lì cercheremo di dare voce ai territori. Vi forniremo un rapporto dettagliato, credo come anche chiedesse il consigliere Paglialunga su tutto ciò che è stato fatto e sulle risorse che sono state spese anche con le motivazioni delle nostre scelte, che sono sicuramente non di carattere di privilegio, ma sono scelte di responsabilità e di priorità dovute a questioni di sicurezza de dovute anche impegni pregressi assunti e anche a, diciamo così, scelte di cui ci assumiamo assolutamente tutta la responsabilità.
In questo percorso vi abbiamo chiesto di contribuire, avete dato molti suggerimenti e molti così di pancia. Mi sento di dire che sono condivisibili e verranno sicuramente analizzati, inclusa anche l'idea di dedicare un po' di risorse che già in questi due anni abbiamo fatto. Ricordo che abbiamo l'anno scorso a bilancio stanziato 40.000 euro e anche quest'anno, abbiamo stanziato 40.000 euro, che sono serviti per fare quelle attività di cui vi ho detto. Certo, magari è mancato un po' di diciamo vostra agibilità sul decidere quelle risorse, però è stato un primo passo, è sicuramente potremmo fare un confronto in questa direzione.
L'obiettivo è definire questo percorso entro luglio 2027 per essere in grado di portare modifiche ai regolamenti, se necessari, approvarli e quindi renderli operativi circa da di settembre 2027 da settembre 2027, poi inizierà il percorso per capire come portarci a una fase di diciamo rinnovamento delle consulte territoriali.
Concludo però da dove sono partito la cura della città non è solo manutenzione di strade e giardini e cura dei legami. Quando un gruppo di vicini si siede attorno a un tavolo per migliorare un parco sta facendo molto di più che progettare un'area verde sta costruendo fiducia a conoscenza reciproca e responsabilità condivisa. Questo è il collante che tiene insieme una comunità ed è anche la prima forma di sicurezza.
Un quartiere vissuto curato e presidiato da cittadini che si conoscono, è un quartiere più sicuro per gli anziani, per le famiglie, perché ci arriva per la prima volta in un tempo in cui molti si sentano soli davanti ai problemi. Le consulte dimostrano che un'altra strada è possibile, quella di chi non si limita a chiedere, ma si mette a disposizione. Questa è la città che abbiamo ereditato e che vogliamo continuare a costruire una città in cui l'Amministrazione non decide da sola ai cittadini, non si limitano a protestare, ma in cui ciascuno fa la propria parte. Le consulte sono questo rappresentanza territoriale e impegno civico che rafforzano la coesione della nostra città. Il nostro compito, come Amministrazione, è essere all'altezza di questo impegno e noi sicuramente ce la metteremo tutta grazie. Grazie, assessore Brandi. Chiudiamo allora con l'ultimo intervento delle consulte chiamo Elisabetta Fiorani, che farà una sorta di replica in base alla discussione.
Che si è svolta.
Buonasera a tutti.
Saluto i cittadini che sono connessi da casa ai nostri colleghi delle consulte che non sono qui presenti e ringrazio i coordinatori per avermi dato la fiducia per fare in questo momento di riepilogo.
Ha funzionato, si poteva fare meglio?
Stasera gli interventi di tutti i colleghi delle delle consulte, se ci avete badato, contenevano delle domande e non soltanto delle richieste, delle affermazioni per la prima volta da quando abbiamo cominciato a fare e il Consiglio comunale aperto. Che cosa significa essere cittadini della stessa città, cosa si aspetta il Consiglio comunale e cosa si aspetta l'Amministrazione? Dalle consulte possiamo fare progettazione condivisa?
Nessuno si senta assolto. Se le cose non vanno, sapete che lavoriamo senza intermediari sul territorio, le priorità delle consulte sono ascoltate, cosa ne facciamo degli istituti di partecipazione? Perché i nostri lavori vengono poi rallentati da ostacoli strutturali. Perché non ripensare un percorso per i giovani?
Stasera per chi ha memoria dei Consigli precedenti c'è stata una bellissima discussione, un bellissimo confronto noi come consulta e siamo molto specialisti del confronto, perché ci sediamo intorno ai tavoli alcune volte voi partecipate, perché noi vi conosciamo tutti alcune volte voi non conoscete noi, ma quando ci sediamo al tavolo tutto si mette e ci si dialoga, ci si dialoga sopra, ci si confronta e dopo questo è il terzo anno giusto ed equo delle del consiglio comunale aperta stasera siamo arrivati a un buon punto, quindi vi ringrazio tutti quanti per quello che è stato portato qua dentro.
Tutte queste domande, però, possono essere raccolte con una chiave di lettura. Il futuro.
Noi sapevamo, quando ci siamo candidati che questo era un ciclo sperimentale, che lo strumento era sperimentale. Certo, però non immaginavamo la ricaduta sul territorio, quale tipo di Riccardo muta.
Dobbiamo ricordare, però, che i bisogni, le esigenze, anche le persone cambiano con il tempo e nel tempo, e quindi non è un male poter dire o dover dire che dobbiamo sempre ricalibrare il tiro, il tiro in questo caso è il bene che noi vogliamo, le nostre comunità a farlo nel modo migliore e stasera sicuramente ne è un esempio.
Las la Consulta. Le consulte sono uno strumento e come tale appunto, ogni tanto va oliato ogni tanto va ricalibrato, alcune volte va utilizzato meglio, ma sicuramente va tenuto sempre in tasca. Pronto all'uso.
Abita. La quotidianità è pensata o almeno noi lo pensiamo che sia un facilitatore di relazioni, un accesso alla partecipazione è un gancio e un gancio di noi delle consulte per trovare i cittadini innescare.
Buone prassi, innescare dialogo, ma anche viceversa, per creare partecipazione. Noi siamo convinti che con il prossimo ciclo di consulte salteranno fuori i nuovi cittadini innamorati della loro città, che dicono: ci voglio stare, non mi sta bene, quindi mi ci metto.
Le consulte servono anche per riavvicinare il Comune ai cittadini, per fare in modo che questi cittadini si sentono ascoltati, ascoltati non da persone lontane, ma dai loro vicini di casa, dalle facce che già conoscono.
È un lavoro che ci aspetta a tutti.
Le istituzioni, l'amministrazione e i cittadini stessi.
Dirò una cosa che abbiamo detto anche nelle edizioni precedenti e che non è stata forse risaltata nelle domande che ho detto prima anche la macchina comunale si deve mettere al lavoro in questo, perché noi ne siamo un ingranaggio, un ingranaggio, uno strumento ri calibriamo il tiro.
Le consulte stasera hanno detto un'altra parola, hanno detto domani siamo cresciuti tutti quello che oggi facciamo sul territorio, quello che chiede con urgenza.
Merita la nostra fiducia. Questo è indubbio, ma non dobbiamo commettere l'errore di fermarci soltanto alla parola a fare. Noi dobbiamo essere consapevoli che le consulte sono in grado e pronte di pensare e di proporre. Siamo diventati grandi, siamo cresciuti soprattutto grazie a questo dialogo reciproco che fino ad oggi c'è stato.
Abbiamo bisogno di domani, sono i cittadini che ce lo chiedono e che ci ispirano a questo nostro. Domani. Le consulte ci sono, mettiamoci al lavoro tutti, grazie.
Ti ringrazio Elisabetta Fiorani. Allora, noi in teoria abbiamo terminato il Consiglio comunale aperto per le consulte di che? In teoria, nel senso che all'inizio del Consiglio c'è uno spazio per le comunicazioni e il Sindaco mi ha detto che avrebbe voluto fare un saluto e un ringraziamento, le consulte, non è riuscito a farlo perché in quel frangente era impegnato. Quindi gli darei adesso la parola per portarvi un saluto e che insomma, per concludere la giornata.
No, ecco qua, grazie. Grazie, Presidente. Gentili Consiglieri, rappresentanti delle consulte davvero solo un saluto brevissimo, perché l'intervento l'ha fatto a nome della dell'Amministrazione, l'ha fatto l'assessore Brandi, però ci tenevo molto a ringraziarvi a nome dell'Amministrazione, ma direi a nome di tutta la città, per il lavoro che avete fatto in questi anni e che le consulte fanno in questi anni.
E la democrazia non si esaurisce solo con il voto ogni cinque.
Ma si attua nella quotidianità, nel lavoro continuo che tutti noi facciamo e che tutti i cittadini fanno, quindi avere cittadini come voi che gratuitamente si mettono a disposizione e per il bene comune e creano comunità e sicuramente riempiono di valori di contenuti, una democrazia ed è per questo che vi voglio ringraziare. Avete detto e anche i Consiglieri che sono intervenuti avete sono state dette parole importanti, parole, belle parole stimolanti. Il valore naturalmente di critica, che è fondamentale per chi esercita la nostra attività amministrativa. È importante perché insieme ci prendiamo una responsabilità che è quella di lavorare insieme per il bene comune e della nostra città e quindi avere questo scambio questo confronto, queste sedi dove l'Amministrazione ascolta e si confronta, recepisce, propone in un dialogo continuo non formale. Credo che sia un valore, è molto, molto importante per la nostra città. Quindi il mio intervento era solo questo. Volevo dirvi solo questo davvero grazie e un grazie assolutamente non banale, non scontato e grazie a nome della città, perché soprattutto veniva ricordato prima dal consigliere migliori in una città con le nostre dimensioni avere un rapporto diretto con i cittadini è fondamentale, ma appunto, avendo tanti cittadini, è molto complesso avere delle relazioni dirette, quindi avere delle antenne, avere delle intelligenze sul territorio, nel nei quartieri, nelle frazioni che recepiscono i bisogni e che raccolgono, che elaborano, che progettano, che fanno politica nel senso alto del termine. Credo sia davvero un valore molto, molto importante, quindi finisco qui davvero ancora per ringraziarvi.
E per il lavoro fatto e per quello che noi tocchiamo con mano tutti i giorni e negli anni. Nella iniziativa che abbiamo appunto fatto nella raggiunte nei quartieri, abbiamo potuto proprio a toccare con mano il lavoro prezioso e che voi avete fatto e quindi vi chiedo di estendere il questo ringraziamento a tutti i componenti e delle consulte di tutti gli ambiti e vi auguro buon lavoro e ci aspetta ancora un anno di lavoro comune con voi, quindi grazie ancora bene, allora grazie a tutti. Ringrazio Roberta d'Aquino della Consulta, Matteo Sartorelli nella Consulta B Maurizio Ghiribelli la Consulta ci Alessandro Rocca tagliati del centro storico, Francesco Campari della Consulta di Daniele Ganapini nella Consulta e Gabriele Soncini nella Consulta f Augusto Ferretti della Consulta. G Gigliola borghesi Borghi della Consulta h Elisabetta Fiorani, che che ha chiuso grazie a tutti per la vostra partecipazione e ci vediamo sicuramente qui per l'anno prossimo. Noi dovremmo farla in teoria entro settembre, poi magari sarà ottobre e chiudiamo, visto che sarà l'ultimo anno, il prossimo, magari vi salutiamo con un applauso da parte del Consiglio e per ringraziare.
Grazie a tutti. Abbiamo terminato. Chiedo solo ai consiglieri e che avranno magari visto la mia mail e si sono, se qualcuno mi vuole dare un'eventuale disponibilità in diversi mi hanno già scritto per partecipare alla a martedì 27 all'iniziativa che faremo sul tema della povertà e quindi per partecipare alla insomma, la preparazione del cibo e la distribuzione in zona parcheggio Europa. Se qualcuno me lo vuol venire dire, raccolgo eventuali adesioni grazie.
