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Buongiorno.
Sono mettere un quarto, quindi cominciamo puntuali con l'analisi dell'interpellanza che abbiamo in ordine del giorno che è stata presentata dal Consigliere De Lucia in merito allo stato di attuazione delle emozioni popolari sulla sicurezza stradale di via San Arrigo e sulla ciclopedonale Castelbaldo sa, Arrigo e Ghiardo. A nome della Giunta interverrà l'Assessora Bonvicini do la parola al Consigliere De Lucia per la trattazione delle interpellanze.
Grazie, Presidente. Buonasera a tutti quanti voi oggi parliamo di due mozioni popolari che sono state approvate all'unanimità, quindi con grandissimo consenso dell'Aula e sono la prima, quella del 12 gennaio 2026 sulla sicurezza stradale di via San rigo. Qui si chiedeva di rendere maggiormente efficaci i dossi stradali esistenti. Bias Arrigo e realizzare nuovi dispositivi di Ravenna rallentamento, provvedendo in particolare almeno un passaggio pedonale rialzato in prossimità del centro sociale di Asola, valutare ulteriori misure di moderazione del traffico lungo via San rigo ed effettuare interventi di manutenzione e il ripristino della pista ciclopedonale degli impianti illuminazione. Questa erano le prime richieste che venivano fatte per questa mozione popolare, che è stata approvata con il consenso di tutti.
Invece lunedì 29 giugno 2026 è stato approvato un'altra mozione popolare per una situazione analoga a poco distante. Parliamo delle della ciclopedonale di Castelbaldo Sandrigo Yard, quindi potremmo dire una continuazione di quella di cui abbiamo discusso poc'anzi, che chiedeva la costruzione della pista ciclopedonale di collegamento tra Castelbaldo sa Arrigo, l'istituto scolastico di Garda, in parte è prevista poi nell'altra ciclopedonale controlli periodici della Polizia locale dispositivi per la mitigazione della velocità in via Ruozzi, in via Tirabassi.
Un attraversamento pedonale con semaforo a chiamata all'altezza del civico 1 di via Tirabassi non è casuale, perché lì comunque è quella più richiesta rispetto a quello che riguarda il passaggio tra i due pezzi di strada, il rifacimento del manto stradale di via Trolli, la realizzazione dell'illuminazione lungo via Trolli fino al residence Borgo Fiorito, una rotatoria all'incrocio tra via Tirabassi Viacard, via Ruozzi, la realizzazione di un'area di sosta dedicata ad un autobus scuolabus in via Tirabassi. Questo perché stiamo parlando di frazioni che tengono botta, contengono botta. Cosa intendo che se andiamo a vedere la demografia delle varie periferie sono delle frazioni che ancora hanno l'iscrizione alle scuole che ancora fanno bambini che ancora c'è un'attività, mentre invece in altre zone della città sappiamo che non è così, quindi gran parte di queste richieste, ma viene da sé se viene richiesta una ciclopedonale, vuol dire che tendenzialmente la la usa chi non ha l'automobile o il motorino, quindi dei minori. Quindi viene richiesto tutto questo per recarsi alle scuole e alla fermata dell'autobus e al centro sociale.
Allora, entrambe le mozioni sono state ne sono nate direttamente l'iniziativa e la raccolta firme dei cittadini delle frazioni interessate. Noi li abbiamo conosciuti come Gruppo di Coalizione civica, perché gliele abbiamo vidimate che è un passaggio formale che deve essere fatto.
E l'approvazione da parte del Consiglio comunale deve essere eseguita una concreta programmazione dell'amministrativa tecnica ed economica degli interventi. Quindi noi vorremmo sapere e secondo me siamo ancora in tempo, visto che siamo agli inizi di novembre, se nel bilancio 2000 e i 27 28 e 29 si trova una ricaduta, perché ad oggi alcune di queste opere intendo, quella è la prima di via San rigo, sono iscritte però con un grado di definizione, diciamo non di urgenza, quindi vorremmo capire se dopo l'approvazione in Consiglio comunale è cambiato qualcosa, se saranno destinate risorse oppure se rientrano all'interno di quelle opere con un grado di di interesse pari a 3, cioè vuol dire le opere che perché in amministrazione verranno fatte forse tra due o tre legislature, se va bene, se verranno fatte. Quindi noi vorremmo capire quale sia la data odierna allo stato dell'attuazione della mozione sulla sicurezza stradale di via San rigo. Approvato il 12 gennaio 2026 e anche per quello che riguarda la mozione popolare approvata il 29 giugno 2026, quella relativa a Castelbaldo s'Arrigo Giarda. Entro quali tempi siano previste la progettazione l'affidamento e la realizzazione della ciclopedonale di Castelbaldo sa rigo Giarda. Se tutti gli interventi previsti dalle 2 mozioni dispongano di una adeguata copertura economica nel bilancio di previsione 2027 2029.
In caso di copertura economica soltanto parziale, quali interventi risultino attualmente finanziati e quali invece siano ancora privi delle risorse necessarie.
Se l'Amministrazione intende assumere l'impegno di comunicare ai cittadini promotori delle due mozioni un cronoprogramma pubblico e verificabile, vi chiediamo se queste opere verranno realizzate in To in in toto quindi se nel bilancio di previsione nei prossimi anni, quindi entro fine legislatura saranno realizzate, se così non è, quali parte delle tante richieste verrà attuata e in particolare vogliamo chiedervi se questo suggerimento che diamo, ma pensiamo che sia corretta amministrazione. Non è utile fare un passaggio, magari al centro sociale Biasolla, per spiegare la ricaduta rispetto alle emozioni popolari che.
Fidatevi guardando i numeri delle frazioni, praticamente tutti i capofamiglia e tutte le famiglie hanno firmato, quindi vi chiediamo di farvene carico perché ad oggi non c'è così tanto tempo. Siamo già a metà legislatura. Ciò vuol dire che, se vogliamo scrivere qualcosa che venga realizzato davvero entro la fine del mandato, deve essere fatto in questo bilancio. Grazie.
Grazie, Consigliere De Lucia. Do la parola all'Assessora Bonvicini per la risposta.
Grazie, Presidente e ringrazio il consigliere De Lucia per questa interpellanza.
Che mi permette di fare un po' un aggiornamento su questo tema e che so essere caro a molti cittadini, ma anche i firmatari della seconda mozione e mi hanno scritto insomma, chiedendomi un po' queste cose, diciamo che siamo nel periodo dell'anno, giusto perché appunto si aprirà a breve la discussione sul bilancio sul triennale e 27 29 che, come giustamente scrive, scrivete anche nell'interpellanza è il momento per.
Mettere in programmazioni le opere in programmazione, le opere per quanto riguarda la prima mozione e su cui sicuramente c'è stato più tempo e stress, essendo stata approvata a gennaio, quindi a inizio anno e alcuni di questi interventi avevamo programmato o comunque di inserirli all'interno di.
Di finanziarli con di fatto i fondi della manutenzione straordinaria, quindi quelli che possono essere poi declinati con scopi differenti, anche un po' a seconda delle esigenze che si prospettano durante l'anno, quindi diciamo che sono iscritti in un elenco di interventi. Io tengo molto alla parte di sicurezza stradale, quindi abbiamo.
Di solito questi interventi li facciamo appunto o con un fondo dedicato alla sicurezza stradale in cui reinvestiamo anche i soldi provenienti da dalle sanzioni stradali, ovviamente e oppure appunto con la manutenzione e la voce generica di manutenzione e è chiaro che questo elenco molto lungo, nel senso che abbiamo tanti interventi a cui fare fronte in città, quindi non c'è stato modo di realizzarli all'interno di questa annualità, quindi l'impegno che ci prendiamo a quello di riproporli sull'anno prossimo, anche perché alcuni di questi interventi non sono effettivamente particolarmente complesso, gravosi, quindi si possono effettivamente pianificare in questa in questa modalità e quindi l'impegno ce lo prendiamo appunto sull'anno nuovo. Per quanto riguarda, invece, la seconda mozione un po' più articolata, si tratta di un'infrastruttura anche più onerosa e quindi, come sapete, noi abbiamo ancora in coda tantissime e infrastrutture, tantissime, diverse infrastrutture su cui abbiamo impegnato delle risorse in bilancio già nella scorsa consiliatura, che ha ancora appunto non hanno visto l'inizio del cantiere, questo perché c'è sicuramente un tema non solo economico, ma anche di capacità dei servizi di processare tutte le infrastrutture previste. Sono stati anni complessi, anche dati dalla dal fatto che dovevamo fare fronte anche a tutte le opere PNRR. Abbiamo sempre detto che, terminata la fase PNRR, se sarebbero liberate risorse umane e anche, appunto per per procedere a con con tutte quelle infrastrutture che pure erano iscritte a bilancio, ma che ancora appunto non avevano visto la luce. Quindi soprattutto sulla ciclabilità, abbiamo una serie di opere ancora in attesa in quel quadrante della città, perché pensiamo alla ciclabile di via freddi molto attesa all'intervento su via sottili, anche quello atteso e quindi insomma, l'idea in ogni caso è quella di metterle a bilancio nel prossimo triennale e per quanto riguarda questa seconda mozione, credo non ci sarà margine per metterlo già sul 2027, ma siamo.
Ne ho dialogava appunto con l'assessore ai lavori pubblici, proprio per capire e in ogni caso dove collocarlo, ma all'interno del triennale potremmo trovare lo spazio necessario.
A questo aggiungo che la grande attenzione rispetto alla sicurezza stradale su questo quadrante della città ci ha portato anche a procedere con un'altra richiesta che arrivava dal territorio e noi tutte queste richieste, oltre chiaramente lo strumento della mozione d'iniziativa popolare, abbiamo anche le consulte che ci permettono di restituirci anche delle richieste che vengono direttamente dal territorio, dalle famiglie, quindi vengono messi in programmazione a loro volta un altro degli aspetti, appunto, dicevo che ci sono, ci vengono segnalati, sono quelli legati alla presenza di.
Autovelox, quindi la possibilità di regolare le velocità sulle strade. Lo dico perché abbiamo da come servizio mobilità abbiamo appena terminato un aggiornamento della ricognizione e tecnica incidentale Istica, diciamo delle di tutte le quelle che erano le nuove richieste che faremo alla Prefettura per l'installazione dei velox, che sapete molto complessa, c'è un'istanza da fare, quella precedente, diciamo, è ormai datata e ci era stata scartata adesso lo abbiamo, abbiamo aggiornato i dati e quindi andremo in prefettura con un elenco nuovo. Abbiamo appena dicevo, terminato l'analisi dell'incidentalità, che comprende anche un rilevatore su via Tirabassi, che era una delle richieste che comunque veniva anche dai sottoscrittori di questa mozione, quindi anche su questo andremo avanti. Quindi diciamo che il.
È quello di appunto programmare questi interventi sul nuovo triennale con modalità differenti. Come dicevo, però ecco la consapevolezza e l'impegno ci sono. Grazie.
Grazie, Assessore Bonvicini. Do di nuovo la parola al Consigliere De Lucia per la replica. Grazie, Presidente. Sono un po' sfiduciato, cioè secondo me finirà come la ciclabile di via Teggia Codemondo o come quella di via sottili, ovvero che entro via Freddi grazie entro fine mandato. Dubito fortemente se queste sono le premesse, perché si sta dicendo, vedremo eventualmente nel prossimo bilancio, quindi vuol dire nel 2020 Bilancio 2027, che sarà.
Sì, no, no, ho capito, Assessore, però stiamo parlando di triennale, quindi un conto è se un'opera viene iscritta all'interno dell'anno vigente, cioè in quello che andrà in corso, okay? Quindi nel 2026 per il 2027. Ciò vuol dire che, conoscendo la PA va bene, se nel 28 lo facciamo, okay, se noi lo mettiamo già con un'ipotesi che è un'opera di rilevanza due o tre nell'anno 2028 2029. Io so già che queste due opere qui per esperienza amministrativa, magari vengo smentito clamorosamente è queste opere non vedranno la luce.
E quindi mi chiedo:
Perché l'abbiamo approvato all'unanimità?
È, però questo riguarda anche il suo Gruppo è, cioè riguarda tutti i Gruppi qui presenti, l'opposizione chiaramente che abbiamo anche indicato dove prendere le risorse, porca miseria, cioè è detto questo, non stiamo un po' illudendo i cittadini.
Le mettiamo in coda che non verranno mai fatte. C'è. Quindi mi chiedo: io posso fare una coda sterminata di progetti che poi tanto non vedono la luce e intanto i cittadini dicono: è o a bilancio io avevo messo è poi vediamo se viene fatto. È la stessa cosa appunto di Codemondo Codemondo da quant'è che era iscritta a quell'opera che due legislature che ho fatto praticamente.
E ancora l'opera non c'è, il problema è quello lì, quindi non so non saprei neanche bene cosa dire di ritorno ai cittadini del territorio. Sicuramente vi faccio vedere il video, si faranno l'idea loro.
Però non li vogliono neanche illudere, cioè non non questo questo lo può fare un consigliere del PD, un consigliere di maggioranza dicendo che l'opera, cioè io torno da loro, gli dico l'opera forse ci sarà, non con un criterio di urgenza, viene messa comunque in coda. Sinceramente vi dirò per me non viene fatta, perché nei fatti lo sappiamo io e lei, ma è così e questo questo mi dispiace mi dispiace per una serie di motivi che.
Tutte quante queste opere qui stanno parlando di una delle poche frazioni della nostra area sud, dove ci sono ancora bambini, quindi queste opere vengono richieste, perché le scuole ancora fanno le iscrizioni, le società sportive sono ancora piene e questo serve a i bambini. Una delle opere secondo me più importanti che richiesta qua? Guardi, è la fermata dell'autobus, perché prendere il mezzo pubblico su una strada di campagna senza neanche un minimo di marciapiede, nulla oggettivamente pericoloso. La stessa cosa per quello che riguarda le ciclabili, cioè io se devo prendere un mezzo pubblico, devo arrivarci in sicurezza. Su questo saremo d'accordo. Ad oggi c'è una stradina di campagna in cui si può sfrecciare dossi, non ce n'rallentatori, non ce n'ed è un problema, cioè e quindi io credo che quella sia una priorità, la priorità. Poi, se vuole, parliamo lungamente tanto non non prenderete nulla di quello che vi proponiamo. Vi indichiamo tutte quante le voci da cui è possibile prendere i soldi. Avete fatto nell'ultimo anno l'aumento di stipendio. Intanto ancora un minuto e mezzo gli aumenti di stipendi in ACER 100.000 euro, lei con 100.000 euro e un po' di ciclabile ce la fa lì, sì.
Abbiamo fatto, avete fatto delle scelte rispetto a dei fondi a pioggia sul centro storico, giusti o sbagliati, magari quelle risorse potevano essere utilizzate in un altro modo. Sono stati fatti degli investimenti rispetto a totale erano 380.000 euro di consulenze in un anno e mezzo e se si evitavano 100.000 euro di quelli avevamo trovato i fondi per fare parte dei lavori, gran parte in realtà e quindi, secondo me dovremmo avere più queste priorità.
E lo dico con amarezza, io non credo che di questa china daremo non tanto approvazione ai cittadini che ci chiedono i documenti che hanno raccolto le firme, perché poi questa è un'opera che possono fare tutti, abbiamo tante emozioni popolari, però credo che l'avete scritto anche nelle vostre linee di mandato, la città dei 30 minuti e la sicurezza rispetto alle ciclabili era una vostra priorità.
Io non la vedo, scusi, 15 minuti, 15 minuti io non non non trovo ricaduta nelle attività di bilancio.
Cioè non c'è, è un pensiero iscritto, ma che poi non diventa realtà. Quindi questo, secondo me il sono delle valutazioni da fare.
Non mi ritengo pienamente soddisfatto.
Grazie, consigliera Consigliere De Lucia. Adesso mettiamo un attimo che entrino.
Gli altri consiglieri e.
Cominciamo.
Allora, buongiorno a tutti e a tutte.
Se prendete posto, cominciamo con l'appello, do la parola al Segretario Generale per l'appello.
Procediamo con l'appello nominale.
Presente.
Massari.
Aguzzoli.
Consigliere Gozzoli.
Franceschi.
Bassi.
Barill.
Presente, Segretario.
Bertucci.
Boni.
Carbognani.
Casella.
Castagnetti.
Lo abbiamo visto.
Corradi.
Da voli.
De Lucia, Ferrari.
Ganassi.
Ghidoni.
Macchi.
Martorana.
Marziani.
Non lo vedo medici.
Melioli.
Micale.
Miglioli:
Montanari.
Paderni.
Paglialunga.
Petrazzoli.
Rigon.
Rinaldi.
Ruozzi.
Tarquini non lo vedo.
Vinci non mi sembra collegato, giusto?
24 il Presidente.
Bene, allora, con 24 consiglieri presenti, il Consiglio è valido e chiedo prima se ci sono degli scrutatori disponibili. Grazie, bassi, Ferrari.
E Martorana grazie.
Bene, allora sono entrati altri Consiglieri, Segretario, prima di analizzare le valute a valutare l'ammissibilità degli ordini del giorno urgenti, vi dico solo una cosa: sabato, come sapete, abbiamo dato la cittadinanza onoraria a don Tonino Bello e anzi ringrazio anche il Capogruppo Aguzzoli e il Capogruppo Tarquini per essere stati presenti. I familiari ci hanno che mi hanno chiesto di consegnarvi, hanno portato da da Alessano hanno fatto circa 1.000 chilometri in macchina per venire su mi hanno portato de dei calendari e di don Tonino Bello e m'han chiesto di darli a tutti i consiglieri comunali per ringraziarli questa cosa, quindi adesso chiederò di distribuirli, quindi insomma, se ve li consegneranno. È un grazie da parte della famiglia per.
E la cittadinanza, che ovviamente hanno molto gradito.
Facciamo la valutazione di tre richieste di ammissibilità degli ordini del giorno urgenti che sono stati presentati. Cominciamo con il primo presentato dal Consigliere De Lucia con oggetto il rischio di sospensione del teleriscaldamento al condominio del Campo di Marte e do la parola al Consigliere De Lucia per esporre i motivi dell'urgenza.
Grazie, Presidente. I motivi dell'urgenza vengono da se noi abbiamo un complesso chiamato appunto Campo di Marte, situato in via Papa Giovanni, che ha ricevuto una comunicazione di Iran relativa alla possibile sospensione o riduzione della fornitura di teleriscaldamento a causa di un rilevante esposizione debitoria del condominio. Questo riguarda 256 famiglie, di queste ci sono anche alcune che sono di ACER, quindi sono 39 gli alloggi gestiti da ACER e devo dire che da quelle che sono state le verifiche che io ho fatto ACER rispetto a questa situazione debitoria, non solo ha pagato quello che doveva, ma si è anche impegnato di più. Detto questo, però c'è una situazione molto particolare, quindi non è soltanto legata a famiglie che non pagano più, ma proprio dei soldi che sono spariti, non per causa loro e quindi ad oggi noi abbiamo un problema e quindi il punto da amministratore, questo abbiamo 256 famiglie che possono rimanere rimanere al freddo con una riduzione prima parziale, ma puoi rimanere per tempo prolungato il freddo. Tra queste ci sono chiaramente anziani ci sono anche famiglie con bambini e quindi questo è un problema anche di salute. Quindi quello che chiediamo noi.
Non ho visto, tra l'altro in questi giorni delle prese di posizione rispetto alla vicenda, quindi sarà anche utile sapere se la Giunta, il Sindaco e gli assessori si sono impegnate rispetto a questa vicenda. Quindi noi chiediamo che, in ragione della recente comunicazione ai residenti di breve termine prospettato per una possibile sospensione o riduzione della fornitura e della necessità di intervenire prima che la situazione producono emergenza sociale abitativa, ovvero nessuno qui presente vuole arrivare che questo condominio ha avuto un distacco prolungato di quella che è la fornitura di energia per scaldarsi e che quindi si possa arrivare con famiglie che sono al freddo. Questo credo che nessuno di noi lo voglia. No, noi diamo come indirizzo alla necessità di salvaguardare la comunità e il riscaldamento delle famiglie del condominio campo di Mark di Marte attraverso una soluzione concordata fondata. Uno sulla verifica dei debiti, sulle responsabilità dei soggetti coinvolti e sulla tutela delle persone in difficoltà, perché possiamo fare questo? Perché Iran è un'azienda di cui noi abbiamo controllo. Non è un ente che passava così per caso, ma è qualcosa che ha un controllo pubblico e che noi direttamente come Comune possiamo attraverso il Patto dell'Emilia, attraverso la funzionalità e il potere che può avere anche il sindaco di Reggio Emilia alle interlocuzioni, trovare una mediazione, quello per cui nasce poi fondamentalmente la politica a trovare una mediazione tra le parti, quindi noi impegniamo il Sindaco e la Giunta ad attivare con la massima urgenza un tavolo di mediazione promosso dal Comune tra Iren nel condominio Campo di Marte, coinvolgendo dell'amministratore condominiale in carica una rappresentanza dei residenti ACER ai servizi comunali competenti affinché il primo incontro si svolga prima della scadenza del termine indicato dalla comunicazione di possibile sospensione, che a breve lo ricordo, grazie a chiedere immediatamente a Iren di mantenere la continuità della fornitura a promuovere nell'ambito del tavolo. È un accordo sostenibile per la gestione delle morosità attraverso la verifica dell'importo effettivamente dovuto, dei pagamenti già effettuati, delle somme in corso di versamento, nonché la definizione di un piano di rientro con scadenze di impegni chiari. Tale percorso dovrà tutelare i residenti in regola con i pagamenti e considerare le condizioni economiche delle famiglie in difficoltà ad attivare i servizi sociali per la valutazione delle situazioni di fragilità, verificando gli strumenti di sostegno accessibili ai nuclei interessati e favorendo l'utilizzo rispetto ai requisiti previsti.
Inoltre, chiediamo che il Sindaco venga a relazionare nella Commissione competente, che la Commissione trae servizi sociali, sanità, assistenza sull'esito della mediazione tra le parti.
La relazione dovrà illustrare gli incontri svolti, gli impegni assunti dalle parti e le garanzie di continuità della fornitura alle condizioni dell'eventuale piano di rientro, le misure di tutela sociale individuate, io credo e spero che vorremmo discutere e prendere una posizione oggi su questo tema non è un qualcosa che il Comune può non considerare con il Comune, intendo tutti, è semplicemente perché se non viene affrontato sicuramente queste persone, cioè quelle che non avranno il riscaldamento, credo che arriveranno al Polo sociale est, che è quello di competenza. Credo che ci saranno tanti incontri direttamente con gli amministratori, quindi col Sindaco e con l'assessore competente. Quindi io credo che dobbiamo provare a prevenire questo problema. Questo, secondo noi, è buona amministrazione. Vi ringrazio.
Grazie, Consigliere De Lucia. Vediamo se ci sono interventi richieste di intervento in opposizione alla richiesta di urgenza?
Non ci sono richieste di intervento, quindi dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro.
Dichiaro chiusa la votazione. No, così okay.
Vediamo.
Essi sono riusciti tutti a votare anche.
Chi è a distanza?
Non la vedo, non vedo la consigliera Barilli, farei i voti, quindi forse dovremmo prendere il suo voto eventualmente on line.
Comunque.
Con 24 consiglieri presenti, 24 voti favorevoli viene approvata e la messa in discussione di questo punto, quindi.
Accolta l'ammissibilità. Passiamo alla presentazione del successivo presentato dal consigliere Melioli con oggetto Interventi urgenti per scongiurare la sospensione delle forniture energetiche. Do la parola al Consigliere Melioli per illustrare l'ordine del giorno.
Grazie, Presidente. Grazie, colleghi.
Campo di Marte, ecco, siamo stati sollecitati, ovviamente dai cittadini di queste palazzine, da chi occupa queste palazzine che si sono visti recapitare in busta normale come qualsiasi pubblicità all'interno della cassetta delle poste una lettera di Iren, dove gli si diceva che, visto la morosità del condominio entro pochi giorni 9 novembre, sarebbero stati chiusi le forniture del teleriscaldamento e del gas e dell'acqua per la morosità di questo condominio.
Condominio che occupa 566 persone, di cui 39 di ACER.
Questo condominio ha una morosità nei confronti di Iren di 131.000 euro, quando se ne parla anche di 160.
Questa è questa morosità, è stata, si è sviluppata in anni in periodi, però solo adesso salta fuori questa situazione che metterà in durissimo.
In una situazione di enorme disagio e ha messo già solo questa lettera. È una situazione di enorme disagio, perché pensiamo a tutti i cittadini, i gli abitanti di questi condomini, anziani, persone deboli, a volte persone fragili che si sono viste recapitate dalla municipalizzata del Comune Iren. Una lettera di questo tipo, dove gli si dice Vitasevic, togliamo l'acqua persone, tante di queste persone, signori miei colleghi, hanno pagato il condominio, non ho pagato le bollette e per altri non morosi rischiano di vedersi un inverno al freddo.
Ecco perché quest'ordine del giorno è veramente un articolo 21. Questo è un ordine del giorno urgente. Non altri che sono stati svi vi sviluppati all'interno di queste Aule, perché questo tocca veramente delle persone deve avere una velocità. Ecco perché dobbiamo discutere di questo ordine del giorno è impegnare il Comune, il Comune, incontrare ACER a incorporare Iren ha e bloccare la situazione che si sta creando, valutare le morosità, valutare chi ha pagato, chi non ha pagato, perché noi.
Abbiamo un punto di riferimento, sempre la legalità, qualcuno a non ha pagato perché è moroso, perché ha dei problemi. Allora il Comune si deve far fronte, dobbiamo vedere di patteggiare queste cose, dobbiamo discutere su questo chi non ha pagato, perché non ha pagato come altri, e allora si deve prendere le proprie responsabilità, non fare mai di ogni erba un fascio, questo no, però arrivare a una soluzione. Forse questa è l'occasione anche all'interno di quel condominio di valutare in un tavolo congiunto con Iren, ACER e il Comune, ed ecco perché il Comune è veramente una causa parte importante, perché è parte anche delle delle delle municipalizzate è all'interno di questi municipalizzate. Sono causa nostra più che nostra, vostra, visto alle persone che ci sono dentro, però hanno la necessità di creare un punto zero, un momento dove valutare con con Iren la possibilità ognuno di collegarsi autonomamente, verificare le morosità, fare un tavolo di lavoro che porti una un punto zero su questo condominio che in ogni modo non può essere lasciata al freddo assolutamente.
E l'altro giorno, quando ci siamo trovati a per per verificare, per discutere coi cittadini, con gli abitanti, coi condomini quello che stava succedendo e abbiamo vi notato in quei quei dialoghi delle carenze e dei ritardi enormi di di Iren nel dare risposte, di affrontare richieste, di avere un confronto, però ho la lettera come il regalino di Natale, è arrivata qua, dobbiamo prenderci ognuno le proprie responsabilità, vedere come risolvere questa questa situazione che ipoteticamente non doveva esserci, perché doveva essere affrontata prima, perché il Comune e gli enti competenti dovevano sapere questa situazione. È stata la sorpresa di Natale per quei cittadini, per quei abitanti che casomai sono sempre stati perfetti nel pagamento e che si sono visti.
Lettera si sono ritrovati senza un un il direttore del condominio, chi aveva chi gestiva il condominio e quindi sono in una situazione dove il Comune deve fare veramente la differenza, grazie.
Grazie, consigliere milioni. Vediamo se c'è qualche richiesta di intervento in opposizione all'urgenza.
Non ci sono richieste di intervento, quindi dichiaro aperta la votazione.
Consigliere Ferrari, se vuole votare anche lei, nel caso no.
Bene, allora, con 25 Consiglieri votanti 25 voti favorevoli viene ammesso alla discussione anche questo ordine del giorno urgente.
Passiamo alla valutazione del terzo terzo ordine del giorno, che insomma, è sempre sullo stesso tema.
Allora aspettiamo un attimo. Comunque nel terzo ordine del giorno, di nuovo tratteremo questo tema presentato dal Consigliere De Lucia, sempre in merito a una a un indirizzo verso la gestione pubblica in house del servizio. No, scusate.
Okay è l'ammissibilità. Ordine del giorno del Consigliere Migale con oggetto: condominio campo di martedì via Papa Giovanni. Proroga del termine di sospensione fino all'insediamento del nuovo amministratore.
Ci siamo.
Aspettiamo un attimo.
Buongiorno. Grazie, Presidente. Saluto tutti i Consiglieri, il Sindaco, agli Assessori che ci sta ascoltando da casa.
Non voglio essere ripetitivo, hanno già illustrato egregiamente prima di me i Consiglieri De Lucia e Melioli, la problematica, ovviamente del condominio Campo di Marte, un residente lo ha detto con parole semplici alla Gazzetta di Reggio nel nell'ultimo weekend. Non è giusto che per i debiti di qualcuno ci rimettono tutti. Ne ha aggiunto una cosa che dobbiamo, secondo noi ascoltare, e cioè che la maggior parte di chi non paga, non fa il furbo, semplicemente non ce la fa.
E allora vogliamo anche noi dare il nostro contributo e questo ordine del giorno urgente, che non sostituisce ovviamente quelli precedenti, ma li completa, secondo noi, su almeno cinque punti, il primo, il termine, cioè i 15 giorni che ayran con cui Iren ha diffidato questo condominio scadrebbero e scadono intorno al 13 novembre. Ma il condominio non avrà un nuovo amministratore prima del 21 novembre. E la stessa lettera di Iren chiede un contatto con l'amministratore per evitare appunto la sospensione del riscaldamento. Quindi chiediamo almeno una proroga di 60 giorni dall'insediamento del nuovo amministratore. Secondo chi ha pagato non deve pagare per gli altri questo mi sembra un principio che lo dice la legge, ma lo dice anche la Cassazione a sezioni unite, che è la stessa Iren indica nella sua diffida con la sentenza, infatti, numero 91 48 del 2008 la Sezione Unite della Cassazione cosa ci dice? Ci dice che i debiti condominiali si dividono per quod, citando proprio quindi la fornitura per il riscaldamento e l'articolo 63 delle disposizioni di attuazione del codice civile prevede che i condomini in regola possono essere chiamati solo dopo che il creditore ha agito contro i morosi. Quindi Iran cita questa sentenza nella sua lettera, ma non spiega ai residenti, ai condomini queste tutele, quindi chiediamo che lo faccia per iscritto.
Terzo punto il tribunale anche il tribunale della nostra città, con una sentenza del 2024, è intervenuto su questa tematica e ha stabilito che persino la sospensione del del tedesca del teleriscaldamento a un singolo moroso deve essere ragionevole e proporzionata, perché il diritto alla salute ovviamente non può essere sacrificato. Se questo vale per un singolo condomino, ovviamente deve essere esteso e valere anche per 256 famiglie a maggior ragione, appunto, tra cui vi sono anziani, bambini e persone con disabilità. Quindi chiediamo che l'acqua calda sanitaria, una temperatura minima siano garantite in ogni caso, a a un piano di emergenza per le persone e fammi fragili. Quarto punto:
Micro vero, cioè per chi non può pagare le rate non bastano e quindi proponiamo un fondo per la POR per la morosità incolpevole, costituito tra Iren e ACER e rivolto ai nuclei accertate dai servizi sociali. Quinto punto: la trasparenza: ai residenti sono stati comunicati 131.000 euro alla stampa è stato detto 160.000 euro. Gran parte del debito circa 102.000 risale a un piano del 2023 che, come ho già detto anche il Consigliere De Lucia, è stato quantomeno.
Ristrutturato da parte di ACER, quindi le famiglie hanno diritto di sapere quanto effettivamente devono e dal Veneto ciascuno per la propria quota. Questa non è ovviamente una battaglia contro Iren, è una bah, né una difesa per di chi non paga per scelta e una richiesta di equità, cioè tutela a chi ha pagato e aiutare chi non ce la fa senza lasciare nessuno. Alfredo, quindi il Comune, che è anche socio di Iren agli strumenti per farlo gestire questa problematica. Grazie.
Grazie, consigliere Michele. Vediamo se c'è qualche richiesta di intervento in opposizione. L'urgenza.
Nessuna richiesta di intervento, quindi dichiaro aperta la votazione.
Consigliere medici, non so se vuole votare anche lei o meno. Sì, okay.
Allora dichiaro chiusa la votazione che con 24 Consiglieri votanti 24 voti favorevoli approva l'ammissibilità dell'ordine del giorno presentato.
Bene, allora passiamo all'analisi della prima delle mozioni che sono in calendario oggi, quella del consigliere De Lucia in merito a un indirizzo verso la gestione pubblica in house del servizio di sosta a pagamento e a nome della Giunta, interverrà l'Assessora Bonvicini e do la parola al Consigliere De Lucia per introdurre la mozione.
Grazie, Presidente. Spesso all'interno delle amministrazioni, all'interno dei contesti politici c'è una frase ricorrente, questa frase ricorrente e non ci sono i soldi, non possiamo farlo perché mancano le risorse. Allora, noi pensiamo che sia utile andare a indicare dove trovarle queste risorse, cioè ovvero come avere delle denari da spendere per pagare sociale, pagare le piste ciclabili delle frazioni, pagare tutte le attività che servono al corretto funzionamento di un'Amministrazione. Questa nostra proposta, che riguarda la gestione pubblica in house del servizio della sosta a pagamento a Reggio Emilia, è ancora più urgente, per un motivo in Regione Emilia Romagna, il Partito Democratico. Alleati vogliono arrivare ad avere un'unica società che gestisce tutto il complesso sistema della mobilità.
Questo porterebbe a dei vantaggi rispetto a quello che riguardano le corse degli autobus, per esempio già in parte così, ma sicuramente ci sono alcune valutazioni da fare dal punto di vista amministrativo, ovvero se abbiamo dei gioielli di famiglia. Se abbiamo delle potenzialità da non dare all'interno di una macro.
La società dell'Emilia Romagna potremmo provare a gestire alcune cose direttamente noi e attenzione, questa cosa non è magia, non è una un'utopia. Così avveniva a Reggio Emilia, non più tardi di qualche decennio fa, quindi erano cose che facevamo che durante la grande stagione delle privatizzazioni è stato dato tutto fuori e che adesso forse ci conviene tenere dentro, perché lo vedremo anche dopo, ma sfido sfido il Sindaco o l'Assessore Bonvicino. Chi mi risponderà a dire che con la gestione in house dei servizi di sosta a pagamento dei servizi di mobilità per i nostri cittadini, sto parlando dei parcheggi delle strisce, sto parlando di tutto ciò che attiene a chi deve mettere la macchina in fermata, in sosta, si può andare in perdita, perché è impossibile, oggettivamente è impossibile ai pochi costi rispetto a questo servizio. Noi abbiamo già delle competenze all'interno, infatti io mi mi trovo anche abbastanza in imbarazzo, perché noi abbiamo due società no,
Una ITEA e l'altra è Till.
Che fanno già in parte questo lavoro.
Quindi, di fatto noi stiamo dicendo attraverso una nuova società od ampliando i servizi di quello che già abbiamo, che già le capacità facciamo questo servizio, noi lo diamo più ai privati, perché non lo vogliamo dare più i privati, ci ricordiamo tutti com'è andata con par succhi, giusto?
O tanti altri parcheggi non è andata proprio bene, sia in termini di ricaduta del servizio per i cittadini, ma anche poi per come si sono chiuse certe partite.
Ecco, e allora proprio per questo noi vi abbiamo presentato e qui lasciatemelo dire, perché il documento è dell'aprile 2026 si poteva discutere sicuramente prima, anche perché voi siete andati avanti in realtà con questa proposta l'abbiamo scritto anche noi e avete dato una consulenza esterna per 22.000 euro proprio per valutare la fattibilità della gestione del servizio di sosta tramite una società in house, anche alla luce appunto della scadenza della convenzione attualmente con essere con il Consorzio ITEA. Io mi ricordo bene che in quel periodo avevamo detto questa ci sembra un'operazione che sta portando avanti la Giunta, che è positiva per la città quindi facendo con plauso dicendo bene, andiamo avanti, non fermiamoci a quella che può essere soltanto una proposta, ma procediamo per renderla attiva pancia a terra.
In realtà direi che praticamente ho già detto tutto, quindi vado verso la fase finale, però ricordiamoci bene, io lo ricordo sempre, perché un servizio pubblico ci sono servizi pubblici che tendenzialmente va in perdita, quindi ci sono alcuni amministratori che, folgorati sulla via di Damasco, pensano di affidarli ai privati per spendere meno. Dare comunque lo stesso servizio non è mai così. Ci son dei servizi pubblici che se gestisce direttamente non va in perdita. Questo è uno di questi, okay? Perché è impossibile.
Ti servono pochi investimenti a un'attività di personale, ma non massiva e ti permette di fare delle entrate. Qual è il vantaggio per il cittadino?
Allora, uno indiretto, i soldi rimangono dentro le casse comunali, quindi vuol dire che vengono spesi per servizi, perché un Comune deve chiudere il bilancio a zero, deve investire tutto l'obiettivo che hanno, salvo ottenere qualche soldo per le emergenze, però l'obiettivo è spendere tutto quello che c'è a bilancio. Un'impresa privata non ragiona così un'impresa privata deve fare dell'utile che rimane in pancia chiaramente al privato, okay? E quindi non è che tutto viene reinvestito.
Un altro vantaggio che è diretto per il cittadino e che se io ho una controversia rispetto a un servizio o una multa a un problema o tanto di più, io mi rivolgo al pubblico non privato e quindi un maggiore tutele no.
Quindi da questo mi dovrebbe avere maggiori tutele. Esatto. Usiamo il condizionale. Diciamo che io sono ancora della scuola che penso che andare in Comune sia meglio che non andare da un privato, okay?
Quindi quello che chiediamo noi è di arrivare entro breve, cioè quindi entro la fine dell'anno vorremmo già vederlo al bilancio questa cosa, se non a bilancio il prossimo anno, ad avere che cosa? A indirizzarsi verso una gestione comunale in house al 100% del servizio completo di sosta, valutando la commozione prioritari nell'interesse pubblico, con particolare attenzione alla qualità del servizio, all'efficienza organizzativa organizzativa. La tutela dell'utenza e dei lavoratori già operanti nel servizio e all'integrazione con le politiche di mobilità urbana. O ecco, scusate, un altro vantaggio è che se io un lavoratore lo assumo con il pubblico posso immaginare che avrà condizioni migliori rispetto a che fare un lavoro a bassa specializzazione, come potrebbe fare un privato per la sosta. Io credo di sì che quindi sia meglio.
A trasmettere 2. A trasmettere e discutere in Commissione consiliare 4 bilancio gli esiti dello studio di fattibilità, assicurando una comparazione chiara e trasparente tra almeno due scenari, la gestione pubblica in house e la seconda la gestione privata o esternalizzata nel servizio di sosta come San Tommaso, ci vogliamo mettere il naso? Cioè io voglio capire, ma io ho già la risposta è: però, se per caso da questo studio o delle attività si dice che dare al privato, è meglio. Voglio vedere la comparazione per cui dare al privato è meglio.
Perché tutti quanti gli studi ci dicono che conviene contrario.
3 a presentare al Consiglio comunale una valutazione economico, finanziario e industriale e organizzativa dei diversi modelli, evidenziando in particolare l'impatto sui conti comunali, le ricadute sulle entrate correnti, i costi di avviamento, i costi di gestione, gli standard qualitativi del servizio, la capacità di investimento e i benefici per la collettività. La domanda che vi faccio questa credo che sia l'unico tema provocatorio che vi metto oggi. Se avessimo avuto una società in house per la gestione della sosta, avremmo avuto problemi come quelli di Lodetti agli atti nella città di Reggio Emilia? Io credo proprio di no.
Perché a monte non ci sarebbe stato il problema.
E non avremmo non saremo, non sarei non sareste voi. Poi in realtà, perché l'errore lo avete fatto voi andati verso una situazione che ci ha portato a spendere tanti soldi e a trovarci con i cocci in mano.
Ecco, questo è l'invito che noi vi vogliamo dare e attendiamo quello che sarà l'esito. Guardate, l'abbiamo depositata ad aprile. Io credo che questo studio di Fabio fattibilità e credo che tutte le attività siano quasi a completamento, quindi credo che stiamo discutendo oggi, perché il Sindaco ci presenterà, che i lavori sono stati già fatti, che presto saranno presentati anche alla città. Grazie.
Grazie, Consigliere De Lucia. Apriamo la fase di discussione.
Non ci chiede di intervenire il Consigliere Corradi ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Ringrazio i consiglieri Aguzzoli, De Lucia per aver portato.
E questa questa mozione in Consiglio comunale che ci trova, ci trova d'accordo. Permettetemi una battuta talmente d'accordo che e qua vengo un po' al MEF, al.
Nel merito della mozione che.
Le proposte, parte delle proposte che sono presenti all'interno di questo documento sono state votate con la delibera 123 del 25 maggio 2026, con i voti favorevoli anche dei Consiglieri di Coalizione civica.
Delibera appunto per l'affidamento in house, i servizi di gestione della sosta e ulteriori servizi complementari per la mobilità locale.
Io, come dicevo, appunto, siamo siamo sono concordo concorde nel merito nel merito della proposta che viene qua fatta oggi in Consiglio comunale. Sono personalmente contrario al fatto che di fatto si tratta di temi che sono già stati superati dall'evoluzione dei dalla, dall'evoluzione dei fatti, appunto, come dicevo prima, con la votazione della delibera lo scorso, lo scorso 25 maggio, delibera appunto che serviva e che serve per avviare quello che è un percorso valutativo propedeutico a quella che potrà, qualora fosse positivo, essere in futuro, la gestione della della sosta, della sosta in house e.
Appunto, come dicevo, i contenuti e le richieste della mozione odierna sono, a mio avviso ricompresi, recepiti pienamente in quel testo. È una delibera, ovviamente, che dà un input politico prettamente, ovviamente politico, comune di delibera che arriva qui in Consiglio comunale, dove appunto si fa un ragionamento di di di ampio respiro su quello che è il tema della mobilità urbana e che supera quella che è la logica appunto del singolo stallo della o della semplice tariffa. Ad esempio, all'interno della della delibera si tratta anche ci parla anche, appunto della gestione del car-sharing, non soltanto quello della della della sosta, quindi è una, è una delibera che mira a essere, diciamo organica, in quella che è la gestione della sosta nella nostra città, ma non soltanto una delibera che.
A mio avviso, e qui forse è.
Sono gli unici punti né non negativi, però l'unico appunto, che faccio sulla mozione, che è molto focalizzate sul tema economico, dove si parla appunto di margini economici, quando in realtà è la questione e la gestione della sosta non è una questione soltanto economica, è una questione appunto di miglioramento di quella che è la flessibilità del servizio e di avere un servizio più efficiente, di avere una prontezza operativa maggiore e, appunto, come dicevo inizialmente di avere più flessibilità e di seguire maggiormente quelle che sono le evoluzioni della nostra città e laddove appunto alla sosta viene viene.
Colpita viene in un certo senso, appunto colpita, come dicevo, soprattutto per quello che riguarda il centro storico, una delibera che mira appunto anche al miglioramento di quella che è l'accessibilità e appunto, come dicevo della della nostra città storica e ovviamente che si rifà a quello che è lo strumento, il masterplan più generico, che tratta la mobilità, la mobilità, fra cui anche la sosta, appunto il il.
Il Piano urbano della mobilità sostenibile, ossia PUMS.
E io ho ho finito. Penso che una soluzione in house appunto, garantirebbe al Comune un controllo, un controllo più diretto e una maggiore integrazione fra quelle che sono le politiche di mobilità e una capacità appunto di risposta più più rapida ai ai cambiamenti della della città e ho finito grazie mille.
Grazie, consigliere Corradi. Chiede di intervenire il Consigliere De Lucia e ne ha facoltà.
Lei, consigliere Corradi, è stato nominato anche assessore a Bagnolo, giusto?
Mi aspetterei qualcosa di più io adesso, con pazienza last minute tutte le cose che ha detto, però non mi faccia un intervento di questo genere qua sembra un po' tipo. No, perché al parchetto il pallone lo abbiamo portato noi.
Il livello è quello lì è adesso glielo spiego. Allora prendiamo il documento in mano quello che abbia. Se l'ha letto è di Coalizione civica, riporta la data del 4 aprile 2026. La delibera è stata approvata il 25 maggio 2026, quindi cosa è arrivato prima la gallina o l'uovo. Forse è arrivato prima il documento, se le date hanno importanza di Coalizione civica, cosa è successo tra l'altro è quindi, per dare la summa anche degli sgambetti e delle stupidaggini che vengono fatte in quest'Aula.
Il Capogruppo Aguzzoli chiese di discutere, contestualmente alla delibera anche la mozione di Coalizione civica.
Venne detto dal vicesindaco De Franco che faceva un interessamento, ce lo dirà poi la Bonvicini con l'Assessora competente, se era possibile fare questo benedetto che si era pronti per discutere la delibera, ma non per discutere la mozione di Coalizione civica.
Eravate pronti per una delibera o non per una mozione?
Sugli stessi argomenti, giusto? Mozione? Un atto di indirizzo, la delibera, un atto esecutivo, non lo so. Non sarà forse che ci volevamo trovare in una situazione a posteriori in cui si dice: abbiamo già fatto tutto, cosa ci state dicendo. Consigliere Corradi, Assessore Corradi, ce lo potevamo risparmiare una figura di questo genere qua credo di sì. Potevamo discutere insieme ai documenti o potevamo anche dire.
Porca miseria, anche le forze di opposizione fanno degli indirizzi che possiamo condividere.
Mah, oddio è uno sforzo emotivo pesante, lo capisco è però io guardo sempre la ricaduta rispetto al territorio. Secondo lei, quando noi siamo andati sul giornale per dire che fare uno studio sulla mobilità in AUSER a qualcosa tra i tanti errori positivi di questa Amministrazione.
Io ho avuto anche delle critiche da alcune persone a noi vicine, però credevamo fortemente in questo progetto e adesso le dico anche perché, visto che ci prendiamo un po' di tempo, andiamo nei contenuti.
Lei dice, parla molto degli aspetti economici. Beh, grazie, sì, cioè le politiche pubbliche si muovono, se hai i soldi, quindi dobbiamo fare in modo di trovare quella che è una ricaduta, ma non ci siamo fermati lì. C'è scritto nel documento, ma l'ho detto anche prima una ricaduta migliore per i lavoratori, una ricaduta migliore anche per gli utenti.
Lei mi fa riferimento al car sharing, mi sembra un po' quando sulla torta c'è un problema della Panama. Guardi, le le faccio una spoglia, noi facciamo già dei servizi di car sharing con il Comune.
Bene, quindi lei sta dicendo, non si tiene conto di una cosa che già facciamo, ma infatti noi stiamo parlando delle cose che vogliamo fare in più, perché noi dobbiamo andare avanti, non guardare indietro. No, proprio per questo noi stiamo dando questo indirizzo. Se la motivazione, però è: noi non la votiamo, perché è già stata fatta una delibera due mesi dopo è di quando voi avete presentato la mozione esattamente sulle cose che lui diceva avete scritto sulla mozione.
Penso che non stiamo facendo un grande lavoro né per quest'Aula, né per la città, ma neanche però si è.
Forse dovremmo volere di più, poi.
Stando nei conti.
Io vorrei capire a che punto siamo con questo studio e in particolare vorrei capire in maniera definitiva come mai la sosta pubblica viene presa come attività migliorativa rispetto a quella che è la sosta privata, okay? E dateci anche quelle che sono le prove empiriche che fateci capire che è davvero così. Noi lo sappiamo già è, però c'era bisogno di fare questo studio, di andare avanti giusto? Portateci quelli che sono gli esempi definitivi.
Speriamo e questo è il nostro auspicio, al di là di tutte queste bazzecole che vengono dette qui in quest'Aula, tra rispetti e altro, che entro questo bilancio, che tra poco ci andremmo a preparare e a votare e a discutere.
Trovi anche il risultato di avere una società che sia in house per quello che riguarda la sosta, grazie.
Grazie, Consigliere De Lucia.
Non ci sono altre richieste di intervento, quindi do la parola all'Assessora Bonvicini, per la replica.
Grazie, Presidente. E si prova a rispondere anche a queste ultime domande del Consigliere De Lucia e sottoscrivo, ma le considerazioni fatte, nel senso che effettivamente questa è stata una, era uno anche degli obiettivi di mandato già alla fine della scorsa della scorsa consiliatura la Giunta aveva fatto un atto di indirizzo e in cui si di fatto prendeva l'impegno di esplorare la possibilità di andare ad una gestione pubblica della sosta quello per questo, perché da un punto di vista gestionale questa soluzione e ci pare appunto vincente, non solo si parlava va be' di questioni economiche, ma vi faccio un esempio: e la gestione a questo, in questa fase, affidata ad un soggetto terzo, per quanto sia, è una società partecipata del Comune, ha comunque vinto una gara e che al suo interno conteneva una serie di indicazioni banalmente anche il numero degli stalli a pagamento presenti sul suolo pubblico, quindi vuol dire che ogni volta che noi andiamo a intervenire con una riqualificazione di uno spazio, magari decidiamo di rimuovere degli stalli di sosta. Questi stalli rimossi sono un mancato introito per l'azienda e quindi di fatto vanno a incidere anche su quello che è il canone concordato in una gestione. Il 100% pubblica non c'è un canone di riferimento, ma di fatto gli introiti sono direttamente della vengono passati direttamente all'Amministrazione che puoi lire investe, come abbiamo detto, anche per fare appunto attività e politiche sulla mobilità sostenibile o, appunto su tutto, sul trasporto pubblico. Buona parte delle dei contributi che noi diamo sui minibot in città sono pagati grazie anche agli introiti della sosta e.
Rispetto a un aggiornamento, insomma, questa discussione è stata l'abbiamo fatta, appunto come si diceva in Aula a maggio e abbiamo da allora siamo presi appunto l'impegno di approfondire con una relazione tecnica e quelli che sono appunto tutte le possibilità e la convenienza anche rispetto al tipo di società da utilizzare e siamo ormai prossimi a poter condividere anche le risultanze di questa di questo studio con il Consiglio comunale, che dovrà comunque torneremo in Consiglio con un nuovo atto, appunto.
E per prendere atto di questa di questa relazione, l'affidamento in house a valle appunto di questo studio, in ogni caso dovrà prevedere anche un piano economico finanziario che pure sarà importante da guardare, che avrà già un suo quadro rispetto a quelli che possono essere anche gli investimenti che vengono fatti per valorizzare la sosta in città. Lei prima citava e risponde al consigliere De Lucia il la questione del parcheggio del park Vittoria. Diciamo che lì fu una scelta dettata dalla volontà di fare un investimento importante con lo strumento del project financing, che quindi prevedeva la realizzazione di questi di questi posti auto, di questi box con un intervento del privato, che poi in cambio nel contratto si teneva la gestione sia dei box che del parcheggio Zucchi. Qui stiamo facendo una scelta diversa, anche recuperando appunto e cambiando rotta rispetto a quella che fu la scelta di allora, sono tutte possibilità che le pubbliche amministrazioni hanno. La valutazione che ci ha portato a dare questo indirizzo oggi è appunto la volontà di.
Unificare maggiormente la gestione. Quindi non non mi soffermerei solo sulle questioni economiche. C'è proprio la volontà di provare ad avere uno strumento sempre più efficace di gestione della sosta, che lo dico sempre regolare la sosta non significa appunto pensare solo agli introiti che questo mi dà, ma avere le leve per poter in direzionare anche le politiche di mobilità, e questo io credo è l'aspetto più importante e che ci ha portato a fare questa scelta, quindi la volontà era appunto già stata anticipata e.
Un po' appunto quella discussione politica precedente e quindi appunto a maggio abbiamo affrontato questo questo confronto e il Consiglio si è espresso in questo senso, quindi diciamo che a breve, appunto avremo un po' di risultanze da da portare in Consiglio e poi tutto l'iter che ne conseguirà grazie. Grazie, assessore Bonvicini. Apriamo la fase delle dichiarazioni di voto.
Non ci sono richieste.
Non chiede di intervenire il Consigliere Corradi ne ha facoltà.
Rispondendo alla battuta di del Consigliere De Lucia, il Senato, primo l'uomo l'uovo o la gallina?
Sentite. Sì, proprio perché sono Assessore anche in un altro Comune. So benissimo che i 50 giorni di tempo dall'uscita dalla dalla promozione della sua mozione alla votazione della delibera non sono per niente sufficienti per realizzare una delibera di questa complessità, di questa.
Complessità e completezza.
Okay dovrebbe andare.
Va be', venendo al tema, diciamo della della mozione.
Okay, proprio venire al tema della mozione, a nostro avviso, è da bocciare.
Okay per quanto dicevo prima negli interventi in discussione, ossia che il tema della.
È un po' complesso parlare col microfono che va e viene scusate, ok possiamo arrivare per quanto riguarda, appunto il tema della mozione, appunto, come dicevo da a mio avviso, a nostro avviso è da bocciare per quanto espresso prima in discussione e se proprio vogliamo guardare avanti, non indietro e direi di appoggiare e come avete fatto anche con la votazione della delibera, il lavoro che sta facendo la Giunta e nello specifico l'Assessora Bonvicini, portando avanti questo percorso, portando avanti questo ambizioso progetto di delibera. Grazie mille.
Grazie, Consigliere Corradi. Chiede di intervenire il consigliere Miglioli e ne ha facoltà. Grazie, Presidente. Buon buongiorno ai colleghi e alle colleghe e ai cittadini e alle cittadine che ci seguono da casa un intervento molto rapido per annunciare anche da parte del mio gruppo un voto, un voto contrario per una mozione che naturalmente dà degli indirizzi che, come è già stato detto sia dall'assessora Bonvicini che dal consigliere Corradi. La maggioranza stava già, stava già perseguendo.
E i il tema, come era stato sollevato da da dal consigliere Corradi, la l'avrei sollevato anch'io stesso de de de delle tempistiche per le quali troviamo abbastanza assurdo cercare di rivendicare una paternità su questa idea, anche perché la mozione fu depositata pochi giorni prima. Può pochi giorni dopo di quando la notizia di questa operazione da parte del Comune era anche uscita su sui media.
Ma al di là di questo, non cioè rivendicare la paternità in questo modo non penso neanche che sia una cosa che hai che ai cittadini interessa particolarmente. Penso che l'Amministrazione debba essere fiera di un progetto ambizioso e che riporterà in mano al al settore pubblico quello che è comunque un aspetto importante della vita di comunità, perché l'ARPA parliamo della fruizione della nostra città per tutti coloro che vengono da fuori per tutti coloro che devono spostarsi in automobile, una cosa sulla quale è, ebbene, che il pubblico ritorni ad avere il controllo, visto come abbiamo, abbiamo assistito a diverse storture che si sono verificate nelle situazioni in cui ci si era affidati a dei privati.
Una cosa su cui l'Amministrazione sta lavorando bene e sulla quale spero che il progetto possa andare avanti il più rapidamente possibile il voto contrario alla mozione. Grazie, Consigliere Miglioli, che di intervenire. Il Consigliere De Lucia e ne ha facoltà. Mi sembra un po' di essere dentro a un flusso surreale. Adesso io non so neanche bene cosa vi devo rispondere. È cioè.
Scusate, eh.
Faccio un respiro, va bene, allora.
Coalizione civica ha presentato un programma alle elezioni. Lo avete fatto anche voi, la famosa Città della cura, di cui non sappiamo ancora niente. Nel programma di Coalizione civica c'era scritto di tornare a una gestione in house dei diversi servizi, tra cui anche quello della sosta.
Quindi, su questo particolare frangente.
Grazie, non per impulso dei gruppi consiliari di maggioranza, perché, ripeto, se vi arrivava una minestra con i ceci o con le lenticchie, per voi era uguale, perché il concetto è arriva dalla Giunta, zitti supportate là e non fate neanche proposte.
Mi sembra un po' SMI, ma sminuente verso di voi. Voi siete Consiglieri comunali come noi potete fare proposte. Sì, la Giunta può anche essere indirizzata e dire alcune cose vengono sbagliate. Io adesso non lo capì tra le righe. Penso di averlo capito addirittura che l'Assessora Bonvicini per aver detto le scelte del passato erano sbagliate e adesso proviamo a andare in una direzione diversa. Non ha detto così. È cautelativa all'Assessora Bonvicini, l'ex sindaco vecchi l'ha detto comunque in conferenza stampa pubblica e questa cosa, quindi stia tranquillo e smarcata le attività sui parcheggi e Coloretti agli atti la Zucchi è stato un errore. Sono passati 20 anni, non abbiamo paura di dirlo, non dovreste avere paura neanche voi è. Possono sbagliare gli amministratori del passato, anche se hanno ancora incarichi in ogni dove.
E allora, proprio per questo noi diciamo una gestione in house dovrebbe essere qualcosa di corretto e proviamo a mettere degli indicatori, a dare degli indirizzi, dei punti chiaro? Tra l'altro, io non capisco l'imbarazzo quando si parla di soldi, cioè se io riesco a incamerare in spesa corrente addirittura delle risorse per il mio Comune, ma mi devo vergognare, ma io ne vado solo che fiero. E allora cos'è il problema? Il problema è che ci possono essere alcune aziende che potrebbero offendersi, ma chi se ne frega.
Ma chi se ne frega.
Ma io so solo che contento di questo, perché abbiamo più risorse per pagare nei nostri servizi, okay?
Quindi proviamo a ricapitolare. Facciamo un attimo un quadro sinottico, un Gruppo di opposizione che non vi sta simpatico dice che una proposta del suo programma viene accolta dall'attività addirittura direttamente con uno studio dell'attività della Giunta e noi diciamo siamo d'accordo, lo diciamo pubblicamente, tanto di più. Voi prendete questo documento, non lo volete discutere, ci troviamo a posteriori a dire le cose vengono fatte un po' teatro dell'assurdo è.
E poi votate contro allo stesso indirizzo che in realtà la Giunta attuato.
Avete imparato a fare politica con le merendine, ragazzi, ma cioè ma che i ragionamenti fate? Poi mi sento discutere dicendo: stiamo tutti zitti, approviamo l'attività che ha già fatto la Giunta ma scusate, secondo voi, la Giunta è infallibile? Direi di no, considerando gli e né tre centesimi errori fatti da inizio mandato può essere che noi diamo delle no. Guardi, Assessore, avete fatto tanti errori. Guardi, le do questa notizia ci creda, avete fatto tanti errori, forse programma, dare un indirizzo, magari anche un controllo come consiglieri, se però dall'altra parte mi trovo a dire imperfetti, stiamo zitti in silenzio. Votiamo quello che c'è da dire e queste proposte non servono a niente con dei giochini di Aula o andiamo a casa, però facciamo andiamo a casa, noi diamo un voto favorevole, vi prego, cerchiamo di discutere nei contenuti delle situazioni, ma addirittura qui che stiamo dando ragione all'attività di Massari, ma c'è davvero votate contro? Se in un'unica volta in cui siamo d'accordo con quello che è l'operato, ma è una roba da da pazzia. Grazie, Consigliere De Lucia che di intervenire il consigliere Paglialunga e ne ha facoltà.
Buongiorno.
Buongiorno Buongiorno a tutti, Fratelli d'Italia voterà contro questa mozione perché noi non siamo contrari a priori ad una gestione pubblica. Per principio siamo contrari all'idea che la gestione pubblica, per definizione sia più efficiente e più conveniente e più vantaggiosa per i cittadini. È quello che difatti abbiamo detto quando lo scorso maggio si è approvato questo provvedimento, ed è proprio questo il limite politico che noi riteniamo che ci sia in questa mozione i proponenti ci chiedono di individuare nella gestione in house al 100% la situazione prioritaria, sostenendo che questa consentirebbe di trattare, di trattenere maggiori risorse all'interno del perimetro pubblico, migliorandone nel servizio e rafforzare quello che il controllo pubblico.
Tutto questo è molto semplice, ma la domanda che noi ci poniamo e sulla base della quale noi oggi votiamo contro questa mozione, chi ha dimostrato che tutto questo si tradurrà effettivamente in un vantaggio economico per i cittadini reggiani. Noi crediamo che prima deve essere dimostrata la convenienza e poi si deve scegliere il modello della gestione della sosta, perché se noi dimostriamo che è più conveniente tenerla in house, ben venga in house, però il nostro parametro è sempre quello del servizio appunto al cittadino. Il Comune, anche affidandola esternamente, non perde di fatti il servizio della sosta, anche un operatore esterno, perché comunque rimane sotto il suo controllo. E poi la ragione per la quale abbiam detto noi parametriamo tutto quanto quello che viene fatto in quest'Aula viene deciso sulla reale convenienza che questo si deve tradurre nei confronti dei cittadini reggiani e soprattutto, come abbiamo tutte le volte detto in quest'Aula, la sosta non deve essere vista come il bancomat da cui attingere per riequilibrare determinati altre operazioni da parte dei cittadini non può essere semplicemente uno strumento per fare cassa, come è stata fino adesso, perché ricordiamo le ragioni del perché lo stesso parcheggio dell'ospedale è stato messo a pagamento del perché sono tutta una serie di situazioni che non sto qui ad elencare la sosta, abbiamo detto: non deve essere il bancomat dei cittadini reggiani. Lo scopo della sosta deve essere quello di garantire un servizio efficiente, contribuire alla vivibilità e all'accessibilità della città, non quello di alimentare nuovi apparati gestionali o compensare difficoltà del bilancio pubblico. Per Fratelli d'Italia il criterio che si deve adottare per la gestione della sosta e uno soltanto l'interesse dei cittadini, misurato attraverso i risultati concreti e non attraverso l'etichetta pubblica o privata del soggetto gestore. Per queste ragioni noi non condividiamo l'indirizzo politico di questa mozione e confermiamo la nostra posizione contraria, perché il nostro obiettivo non è avere una gestione pubblica della sosta e avere servizi migliori, costi più contenuti e ma già è maggiori benefici per i reggiani. Concludo il mio intervento con un invito alla Giunta, che è quello di ascoltare, soprattutto per quanto riguarda la sosta al centro storico dove abbiamo il centro storico che sta morendo e uno dei principali motivi che vengono indicati.
Proprio dai commercianti o degli operatori commerciali del settore è proprio la sosta. Speriamo che prima di decidere a priori nelle segrete stanze o nelle stanze dei bottoni, si voglia fare un passaggio e confrontarsi su quelle che possono essere le soluzioni nel merito della sosta con chi quotidianamente si batte per portare avanti la baracca nel nostro centro storico. Per questa ragione, ritenendo questa mozione politicamente lontana anni luce da quelli che sono gli ideali di Fratelli d'Italia, Fratelli d'Italia voterà contro. Grazie, Consigliere Paglialunga. Chiede di intervenire il Consigliere Rinaldin ne ha facoltà. Grazie, Presidente. Anche la Lega non voterà positivamente a questa mozione, non perché sia contrario in sé e per sé, però eh.
Per esprimere un voto favorevole su questo tipo di documento dovremmo essere in possesso di dati di relazioni di analisi da cui si evinca che la gestione in house della sosta pubblica sia più conveniente e più efficiente per il Comune rispetto ad un affidamento e tramite ovviamente bando pubblico ad un soggetto privato, per cui una mozione così di carattere.
Esclusivamente politico del tutto generica su questo tipo di impegni non mi può trovare a priori favorevole, anche perché se il Comune dovesse assumersi l'onere di gestire internamente la sosta pubblica, chiaramente dovrebbe assumere dei dipendenti.
O dovrebbe fare affidamento su quelli che sono già in servizio presso gli uffici comunali, ma poi bisognerebbe valutare se quelli in servizio presso il gli uffici comunali hanno la possibilità di gestire questo tipo di compiti e se anche avessero la possibilità di gestire questo tipo di compiti. Bisognerebbe valutare se hanno le competenze per farlo e se anche avessero le competenze per farlo si dovrebbe valutare se hanno il tempo per farlo, cioè capite che non è che uno può dire: assumiamo in-house il servizio di gestione della sosta, non sapendo quanto il servizio di costa, non sapendo quanti maggiori oneri a carico della finanza pubblica, questo tipo di servizio comporterebbe e soprattutto senza fare un raffronto rispetto ai costi rispetto all'efficienza del servizio che viene invece portata avanti da un gestore privato, per cui è detta così, non mi trova né favorevole né contrario. Io ho bisogno di dati, di numeri, di analisi per capire e affrontare i diversi schemi di servizio pubblico in house e di servizio esterno appaltato a privato. È chiaro che la scelta e per cui poi prenderei è la scelta di maggiore economicità per l'Ente, la scelta di maggiore efficienza per i cittadini e la scelta che abbia indotte anche le competenze necessarie, perché poi si fa presto a dire: gestiamo la noi in Comune, ma abbiamo all'interno del Comune, dei dirigenti, delle figure che abbiano esperienza nella gestione di questo tipo di servizio, credo proprio di no, perché il Comune non lo gestisce più da tempo e quanto costerebbe assumere dei dipendenti per svolgere questo tipo di servizio, credo e penso più di un privato, però sono numeri che andrebbero sviscerati con un po' di competenza. Non si può, come dire, alla carlona a buttare giù una mozione del genere dire: riprendiamoci tutto. Non posso votare favorevolmente, anche se ne avessi le migliori intenzioni. Faccio politica con serietà e chiaramente questo tipo di decisioni devono passare da un approfondimento tecnico che oggi non è svolto gap.
Grazie, consigliere Rinaldi. Non ci sono altre richieste di intervento, quindi dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Grazie.
Allora, con 23 voti contrari e 3 astenuti, 2 favorevoli. Viene bocciata la mozione presentata. Contrari: Barilli, Cecilio, Bertucci, Gianni, Bosio, Francesco e Carbognani, Luisa casella, Antonio Castagnetti, Faust occorra di Davide da voli Letizia Ferrari Giuliano idonei Riccardo Iorio Matteo Macchi Federico Martorana Rosario marziani Mattia Massari Marco medici vincolo.
Miglioli Renzo migliori: Alessandro Paderni, Saro, Paglialunga, Cristian Pedrazzoli, Claudio Durigon, Roberto Ruozi Cinzia astenuti: Bassi, Claudio, Michele, Carmine e Rinaldi Alessandro.
Aggiungiamo anche il voto contrario di Anceschi Giovanni.
Quindi 24 contrari 2 favorevoli, 3 astenuti.
Passiamo ora alla mozione successiva.
Del consigliere migliori in mozione che è stata auto emendata, vi è arrivata via mail alle 16:26.
Una mail con l'autoemendamento dallo stesso consigliere Miglioli sul tema della tutela dell'incolumità pubblica e la conservazione della biodiversità, in attuazione dell'articolo 9 della Costituzione. Do la parola al Consigliere milioni per introdurre la mozione.
Grazie, Presidente. Buonasera di nuovo ai colleghi e alle colleghe un una spiegazione sull'autoemendamento, che magari ho visto alcune facce sorprese, ma è una modifica assolutamente minore, visto che rispetto a quando il testo è stato depositato, l'iter legislativo è andato avanti e la legge è passata dal Senato alla Camera, quindi ho emendato alcune delle alcuni dei destinatari della mozione. In caso venisse approvata nulla di nulla di sostanziale.
Dunque, questa mozione parla di caccia, ma in questo tema era chiuso poi tutta una serie di altre questioni che oggi dovremmo considerare, perché parliamo di sicurezza, parliamo di biodiversità, di rispetto della vita e, più in generale, del del modello di rapporto che vogliamo costruire tra gli esseri umani, gli animali e l'ambiente in cui viviamo. La. La mozione nasce da da da una nostra preoccupazione per il disegno di legge 15 52, che interviene sulla legge 157 del 92, che è la principale normativa italiana sulla tutela della fauna selvatica e sull'attività venatoria. Siamo di fronte a una proposta che rischia di segnare un arretramento significativo dal nostro punto di vista nella tutela degli animali selvatici, nella protezione degli ecosistemi e nella sicurezza delle persone.
E qui incontriamo un primo punto fondamentale, molto importante per me. Credo sia giusto dirlo con chiarezza che la fauna selvatica non è proprietà dell'uomo e noi non dobbiamo considerarla come tale. Gli animali non sono oggetti a nostra disposizione nei elementi del paesaggio che possiamo eliminare quando diventano scomodi. Sono esseri viventi che fanno parte degli ecosistemi che sono complessi e fragili e che abbiamo il dovere di preservare. Questo è un dovere che ci viene anche dalla Costituzione italiana, che qualche anno fa, con la modifica dell'articolo 9, ha introdotto un principio fondamentale, che è quello che la Repubblica tutela, l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi anche nell'interesse delle future generazioni e riconosce alla legge il compito di disciplinare le forme di tutela degli animali. Cerchiamo di non prendere questo questo Preci, il principio della Costituzione come una dichiarazione simbolica, perché è un impegno che deve orientare le nostre scelte politiche sia nell'ambito locale che a livello nazionale, a partire dalle leggi che riguardano il nostro patrimonio culturale.
E allora ci dobbiamo chiedere in quale direzione stiamo andando con questa legge. Il disegno di legge 15 52 propone un ampliamento della possibilità di esercizio venatorio, con interventi che riguardano sia i periodi che le modalità della caccia le specie interessate alla gestione della fauna. Tra le criticità segnalate dalle associazioni ambientaliste e animaliste scientifiche vi sono anche il rischio di una Mazzi maggiore pressione sulle popolazioni di animali selvatici e la riproposizione di pratiche che erano bandite per fortuna fino ad ora che lo sono ancora come l'utilizzo dei richiami vivi, e queste sono tutte questioni che basterebbero farci esprimere una un'opinione profondamente contraria a questa legge. Ma c'è un altro aspetto che non possiamo ignorare ed è quello della sicurezza pubblica. Secondo il dossier dell'Osservatorio vittime della caccia relativo alla stagione venatoria 2025 2026, nel periodo osservato sono state registrate 46 persone colpite da incidenti legati all'attività venatoria, con 12 morti e 34 feriti. Tra le vittime ci sono anche persone che non stavano per niente cacciando, ma che si trovavano semplicemente sul territorio e qui il problema diventa molto concreto, naturalmente, perché pensiamo a chi va a camminare nei nostri boschi o anche in mezzo ai campi qua, visto, visto il territorio comunale, è quello il tema che ci interessa maggiormente a chi percorre un sentiero in bicicletta, a chi porta un cane a passeggio, a chi frequenta la nostra campagna per godersi un momento di tranquillità. Pensiamo poi anche alle famiglie, a chi lavora nelle aree rurali. La possibilità di frequentare la natura in sicurezza dovrebbe essere un diritto di tutti, non un'attività subordinata alle esigenze dell'esercito dell'esercizio venatorio.
E non possiamo nemmeno accettare che la fruizione del territorio e il diritto alla sicurezza delle persone diventino elementi secondari. C'è poi una questione che riguarda il nostro rapporto con gli animali: dobbiamo superare la visione antropocentrica, che è alla base di questa legge nella quale ogni forma di vita viene valutata esclusivamente in base alla sua utilità per l'essere umano. Gli animali selvatici hanno un ruolo negli equilibri naturali, contribuiscono alla salute degli ecosistemi e hanno un valore che non dipende dal fatto che siano utili Belli rari o cacciabili. La biodiversità non è un ornamento e cerchiamo di iniziare a considerarla per quello che è una condizione essenziale per la vita stessa e non si può naturalmente parlare di tutela ambientale e di transizione ecologica e di contrasto alla crisi climatica. Se contemporaneamente accettiamo di indebolire le protezioni di cui la fauna selvatica ha bisogno, perché poi la fauna selvatica porta delle protezioni all'ambiente nel suo complesso. La questione non è quella di ignorare i problemi che possono nascere dalla convivenza tra le attività umane e animali selvatici. Si tratta di affrontarli con strumenti scientifici, con la prevenzione, con la tutela degli habitat, con il monitoraggio e con metodi non cruenti. Anziché considerare il fucile come una risposta ordinaria.
Questa mozione è anche un importante riferimento europeo.
Missioni contenenti piombo sono già oggetto di procedure europee. Non possiamo permetterci di procedere in una direzione che rischia di esporre ulteriormente il nostro Paese a violazioni e contenziosi. Per tutte queste ragioni chiediamo al Consiglio comunale di Reggio Emilia, di esprimere una posizione chiara e di chiedere al Governo e al Parlamento italiano.
Beh, domandarsi perché è un Consiglio comunale debba occuparsi di una normativa nazionale sulla caccia e la risposta è semplice, ed è perché la tutela del territorio e della biodiversità e della sicurezza delle persone riguarda anche le nostre comunità locali riguarda soprattutto le nostre comunità locali, i boschi, le campagne e i parchi e gli spazi naturali sono un patrimonio collettivo, è una città che vuole definirsi sostenibile, non può restare indifferente davanti a un arretramento delle tutele ambientali e animali.
Reggio Emilia deve poter dare un segnale politico e culturale con questa mozione.
Dobbiamo scegliere da che parte stare dalla parte di una natura, considerato una risorsa da sfruttare, oppure dalla parte di una natura da rispettare, proteggere e consegnare integra chi verrà dopo di noi. Noi crediamo che la civiltà di una comunità si misuri anche da come tratta gli esseri viventi che non hanno voce nelle nostre istituzioni e non possono difendere da soli il proprio diritto a esistere.
Siamo con tutte le associazioni ambientaliste che hanno chiesto al Governo di fermarsi con le leggo bene nelle sue il WWF, Legambiente, LIPU, l'ENPA, la LAV con i presidenti delle 12 società scientifiche tra le principali istituzioni accademiche e di ricerca italiana, è dedicata alle scienze naturali biologiche, ambientali, che hanno recentemente mandato una lettera, chiedendo al Governo di fermarsi.
Gli animali selvatici non possono venire in quest'Aula per per difendere i loro diritti, quindi il compito spetta a noi. Possiamo e dobbiamo farlo e per questo chiedo al Consiglio comunale di sostenere questa questa mozione e di chiedere al Governo, insieme a noi, di riconsiderare quello che è un disegno di legge profondamente ingiusto. Grazie, Presidente.
Grazie, consigliere milioni. Apriamo la discussione.
Chiede di intervenire il consigliere Melioli e ne ha facoltà.
Grazie, Presidente, grazie. Grazie a tutti i cittadini che ci guardano.
E che potranno capire una grossa differenza. A volte nasce non nell'amore, nella natura o nel nostro dell'ambiente, del territorio degli animali, ma come si affrontano i problemi e in che modo si vogliono risolvere.
Darò due dati molto molto semplice, molto semplice: allora il nostro territorio italiano allora l'Italia è composta per il 53% di territorio agricolo coltivato.
E per il 36% di boschi e foreste, per un totale, quindi di 89,40% di territorio agricolo e forestale. Come non si controlla questo territorio questa superficie, questa percentuale, se non si crea qualcosa di veramente innovativo e questa legge sulla caccia è veramente qualcosa di innovativo ed epocale, perché da una funzione completamente diversa al cacciatore che rientra a essere un collaboratore di questa gestione di questo equilibrio tra gli animali nocivi, la gli animali che aumentano Ispro in modo spropositato all'interno dei nostri territori, i nuovi animali non indigeni, maestre esterni che vengono e creano problemi al nostro territorio. Un esempio molto semplice: lo avete visto anche voi: il la tara di tasso che ha fatto in modo che esonda asse frenasse il canale di bonifica di Ca' del Bosco, le nutrie che ogni anno costano alla bonifica parmigiana Moglia la bellezza di 400.000 euro e più di danni date dai dalle loro tane animali non presenti nel nostro territorio, come appunto abbiamo detto i tassi l'ICE, l'incremento del numero dei lupi.
Questi qua sono tutti animali che noi adoriamo, ovviamente, però che devono essere contenuti, perché ricordiamo anche che questi poveri agricoltori che ogni tanto qualcuno se li ricorda, hanno anche avuto dei danni, hanno dei danni dagli animali dagli animali di Storri. Gli storni non sono cacciabili, beh, ti mangiano tutta l'uva, i cinghiali devono essere abbattuti, anzi noi ci fosse. Si sperava addirittura l'era dei cattivi te era le radicalizzazione degli anni, degli cinghiali, perché portano la peste suinicola e in un territorio agricolo come il nostro, dove l'allevamento dei dei maiali e un punto di riferimento. Non possiamo.
Arrivare al punto di dover abbattere migliaia di maiali, perché è arrivata la teste suinicola anche questo perché si ricordano solamente in queste, nel mondo.
Ambientalista ecologico, che per me non lo è solamente gli animali da una parte, ma in tutti i cani da pastore nel nostro Appennino, che son stati bravi, sbranati dai lupi, non vanno bene i cavalli allo stato brado sbranati dal lupo, non vanno bene, cioè non ce li ricordiamo gli agricoltori che si fanno un mazzo così per portare a casa qualcosa che vengono danneggiate da una dalla da dagli animali. Niente no, quello non esiste. Esiste solamente il diritto di chi non ha solamente voglia di fare due passi del bosco e di vedere cosa la naturalizzazione. L'Europa ha voluto la naturalizzazione. Abbiam visto alla Romagna Kozak cos'ha causato l'ARRA? Naturalizzazione dei dei canali, la non pulizia dei canali. Noi viviamo in un territorio soprattutto all'Emilia Romagna, la pianura padana che un territorio artificiale l'han fatto. I nostri avi hanno iniziato i monaci benedettini, anche i romani ha iniziato. Noi dobbiamo gestire e tutelare questi territori in modo consapevole e questo DL caccia da questa possibilità si cambia il paradigma.
Chi.
I.
E a ogni regione di lavorare all'interno del proprio territorio, dando la possi facendo cambiare il concetto di cacciatore come solo funzionamento sportivo, ma dando a lui la possibilità di gestire questo questo numero di animali sotto ovviamente dei regolamenti.
Per per il porto di fucile di fucile può anche essere lui coadiutore di questo equilibrio. Invece di chiudersi gli occhi si sono aperti gli occhi per dare degli strumenti diversi che possono essere veramente più strutturali. Uno strumento più moderno per organiz per e più eCall.
Grazie, consigliere milioni.
Non ci sono altre richieste di intervento, quindi do la parola all'Assessora Bonvicini, per la replica.
Grazie, Presidente. Ringrazio i Consiglieri firmatari.
Di questa mozione, che riprende una serie di osservazioni che sono state depositate anche dai appunto come si debba dare alle associazioni ambientaliste per la discussione in Camera e Senato, che ovviamente ha già avuto in parte luogo, quindi da qui la necessità anche di modificare alcuni contenuti e mi ricollego un po' alla discussione fatta fino adesso in Aula e per elencare quelle che sono.
I principali punti contestati rispetto a questa proposta di legge, da un lato, come si diceva, l'ampliamento delle specie cacciabili, perché appunto si amplia il prelievo venatorio anche a specie che hanno un ruolo negli equilibri ecologici e quindi da qui la richiesta di VAS basarsi sempre su valutazioni scientifiche e questo è il secondo punto, cioè il fatto che anche le osservazioni fatte a ISPRA, che lo sappiamo, è un ente indipendente e su cui si basano buona parte dei pareri che vengono emessi anche dal Ministero dell'ambiente e sono, come dire, state considerate solo in parte rispetto alla criticità di questi punti e l'utilizzo di richiami vivi e i richiami vivi sono animali catturati o allevati e utilizzati per attirare altri uccelli. Quindi Loss le associazioni denunciano rischi anche per il benessere animale e per il prelievo illegale in natura di questi di questi esteri e poi per il traffico di avifauna selvatica. L'ampliamento dei tempi e dei luoghi della caccia lo si diceva anche un tema di sicurezza anche per la cittadinanza. Io non so dirvi quante sono le segnalazioni che noi arrivano su questo, su questo tema, su questo argomento e quindi credo debba post debba essere posto veramente all'attenzione perché le disposizioni di fatto.
Fanno figurare una maggiore flessibilità dei calendari venatori, la possibilità di estendere le attività oltre i limiti ordinari, l'estensione delle attività nelle aziende agro-turistiche venatorie e la possibilità di caccia in aree demaniali, spiagge, territori finora esclusi o soggetti a maggiori limitazioni, quindi, e interventi sui divieti di caccia in presenza di neve o su valichi montani e un altro dei punti che è stato lievemente modificato sul col. Dopo il passaggio, il primo passaggio che c'è stato in Parlamento e la l'utilizzo di visori notturni ai dispositivi di puntamento. Questi strumenti possono aumentare l'efficacia dell'individuazione dell'abbattimento degli animali anche in condizioni di scarsa visibilità, però sono stati sollevati, io credo anche legittimamente dubbi sulla compatibilità con le norme europee e internazionali, sulla tutela della fauna e sempre anche della cittadinanza. La tutela del lupo è stato citato prima nello stesso. Nel testo che è stato approvato in Senato è prevista l'esclusione del lupo dall'elenco nazionale delle specie particolarmente protette.
E questo, però va in contrasto con con quelli che sono anche quello che è il quadro europeo e in questo senso, quindi ci sono limiti previsti dalla normativa e quindi è un passaggio io credo molto sensibile, delicato.
Ci sono altri punti, ma diciamo, il più importante che lo dicevo prima è proprio quello della sicurezza e della libertà, della fruizione del territorio e si teme una compressione dei diritti di chi frequenta i boschi, le campagne sentieri e le aree naturali per le attività ricreative e sportive o ed escursionistiche, che la presenza appunto di armi da fuoco in territori condivisi con altri cittadini rende poi il tema della sicurezza molto rilevante e aggiungo un punto anche rispetto a.
A quello che sono le attività che abbiamo portato avanti anche come Amministrazione, poche se solo poche settimane fa abbiamo ospitato nella nostra biblioteca delle arti un importante convegno nella sede appunto di questa mostra promossa da dal Comune di Reggio Emilia assieme alla Lipu nazionale, che affrontava proprio un tema urgente, che non è inerente, strettamente collegato alla mozione di oggi, ma io credo ci è un aspetto che fa parte della gestione consapevole della caccia ovvero la presenza di piombo nelle munizioni di carceri, come siamo ancora inadempienti rispetto alla normativa europea, rispetto appunto un cambio.
Di di di di legge che permetterebbe di imporre cartucce non tossiche in questa attività. Quindi si trattava peraltro, appunto di un'iniziativa non contro la caccia, ma per una promozione e una cultura di una caccia sostenibile che ha in qualche modo si affianca un po' anche alle considerazioni che sono state fatte da chi ha presentato appunto le osservazioni al ddl caccia, proprio in un'ottica di coesistenza fra tutela dell'avifauna tutela della popolazione e dell'ambiente, perché appunto la caccia resta l'unico. È l'unica attività umana in cui ancora presenta il piombo e la sua difesa.
Nel nostro ambiente, di fatto, è causata proprio da questa attività, che genera una serie di circuiti anche viziosi non indifferenti ed è tossico anche per i cacciatori stessi. Quindi è un tema tra l'altro che siamo proprio cercando di affrontare. È stato molto intero un convegno molto interessante, che ci ha permesso di confrontarci non solo con le associazioni ambientaliste, ma anche con le poche associazioni fauni venatorie che sono promotori di una caccia sostenibile, quindi diciamo che il tema è molto complesso. Parlare di caccia in un'ottica, di sostenibilità, che sia ambientale, di tutela, per quanto si può appunto della fauna, credo sia un gesto civile e l'impegno che ci prendiamo oggi in quest'Aula va in questa direzione. Grazie.
Grazie, Assessore Bonvicini. Apriamo la fase delle dichiarazioni di voto.
Chiede di intervenire il consigliere Aguzzoli. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Buonasera a tutte e a tutti presi.
L'argomento è un argomento estremamente attuale, estremamente importante. L'attenzione alla salvaguardia della biodiversità e, a mio avviso, per fortuna sempre maggiore lo abbiamo visto nella vicenda del bosco di ospizio non nessuno avrebbe immaginato quanto.
E la tutela della biodiversità avrebbe messo insieme delle forze spontanee della società civile che hanno presidiato a lungo quel fronte. Non sono un cacciatore, non lo sono mai stato. Non credo però che la caccia si possa abolire perché fa parte delle Anti-Vita ancestrali dell'uomo. È sicuro però che la caccia abbia un impatto importante sugli equilibri naturali che sono messi sempre più a rischio dalla progredire dell'antropizzazione umana e dei suoi effetti sull'ambiente esterno. Io ho ascoltato con estrema attenzione e interesse anche l'intervento del Consigliere Melioli, che ha detto cose sulle quali io sono d'accordo, sicuramente.
Noi viviamo in una territorio che non è più un territorio naturale, è un territorio fortemente.
Condizionato dall'impatto dell'attività antropica, per cui sicuramente anche la caccia può avere un ruolo nel mantenere gli equilibri. La caccia di selezione, ad esempio, lo fa.
Però, ecco, a questa figura che il consigliere Melioli prospetta del cacciatore.
Come guardiano dell'ecosistema e dell'ambiente, io mi permetto di sollevare alcune alcune perplessità. Credo sicuramente che ci siano associazioni venatorie che siano cacciatori illuminati che svolgono un'azione di presidio e di conoscenza. Sicuramente io che vado per boschi e per Monti ho imparato molto, girando con persone che cacciavano, che mi hanno insegnato a rendermi conto di cose, ma questo non toglie che questo qua sia il cacciatore tipico. Insomma, fra i cacciatori si annoverano tantissimi sparatori sparatori a qualsiasi cosa, per cui.
Io non ho approfondito, non ho letto il testo della nuova legislazione sulla caccia, ma, come è stato ricordato dal consigliere migliori e che dalla Assessora Bonvicini è indubbio che tutte le associazioni ambientaliste hanno espresso forti pareri contrari e di questo dobbiamo dobbiamo prenderne atto. Sicuramente la caccia va regolamentata, deve essere regolamentata con estrema attenzione e a difesa dell'ambiente e della biodiversità, e questo non può essere fatto con una legge che tende ad ampliare i limiti e a rendere e a ridurre le norme restrittive, per cui.
Pur consapevole che non è questa sede che possa, questa è ovviamente un tema di competenza nazionale, ma come abbiamo discusso e votato favorevolmente alla all'utilizzo degli animali nei circhi recentemente il Consiglio comunale dà un'indicazione che conterrà tanto quanto radice cubica di nulla, però è giusto che questo tema arrivi in discussione in quest'Aula.
Questo è il motivo per cui noi voteremo favorevolmente. Vorrei voluto dirvi che siccome siamo d'accordo, votiamo contro, però insomma, credo che ci si debba anche anche un po' vergognare di queste posizioni e quindi noi, essendo d'accordo sull'impostazione di fondo, è perché sono d'accordo anche su molte cose che ha detto il consigliere Melioli, però sull'impostazione di fondo siamo d'accordo e quindi voteremo a favore grazie. Grazie, consigliere Aguzzoli.
Chiede di intervenire la consigliera Paderni e ne ha facoltà.
Faccio sempre fatica.
No, io, a nome del Partito Democratico, dico già che votiamo a favore di questa mozione, sono tra le firmatarie de di questo atto e io come cioè credo che sia importante, come diceva appunto il Consigliere Aguzzoli. Sì, noi qua forse contiamo poco, perché la legge è nazionale, però diciamo che possiamo dare almeno un parere e se dare una sensibilità, una sensibilità che anche io confermo di aver ascoltato con attenzione l'intervento del consigliere Melioli e in alcuni punti possono essere anche d'accordo sul contenimento e sul ruolo che ha la caccia, però mi permetta.
Se parliamo di contenimento, poi parliamo però di un ampliamento dei tempi e delle specie cacciabili che con l'attività venatoria che si può fare in periodi come la migrazione e nel nei periodi della curva cioè secondo me, queste cose e.
Non stanno in un concetto di contenimento e di e di salvaguardia, diciamo razionale. Poi diamo un ruolo al cacciatore di selezionatore di aiuto e cioè condivido col consigliere Aguzzoli, purtroppo io sono una di quelle persone che spesso si ritrova con dei cacciatori o tante lamentele magari dei vicini, perché io ho l'abitazione e l'attività in una, in una zona dove dove c'è molto verde, cioè e le assicuro che non sono tutti razionali e collaborativi, anzi, e si avvicinano pesantemente, tra l'altro, alle zone dove non possono stare, e quindi dico, visto che c'è stato anche un ridimensionamento del ruolo dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale che invece secondo me dobbiamo ascoltare, cioè è lì che avviene il coordinamento, cioè lì, se poi l'attività di coordinamento prende in considerazione anche tutte quelle associazioni venatorie che invece magari possono avere una.
Uno che possono collaborare e possono aiutare il sistema. Dopodiché, cioè mi permetta il la la il ruolo appunto, secondo me, delle delle della marginalizzazione che si è data l'ORG al agli organi, come il ridimensionamento del ruolo del del ruolo vincolante dell'ISPRA è proprio, secondo me, è quello in cui non si deve andare, cioè nella direzione in cui non si deve andare oltre che diciamo che c'è un'incompatibilità con le normative europee. Quindi insomma, voglio dire, cioè perché leggevo e anche io mi sono un attimo documentata sul sul sull'impianto di legge c'è il provvedimento leggo è: si pone in aperto contrasto con le direttive comunitarie in materia di protezione degli uccelli e degli habitat, esponendo l'Italia al rischio di severe procedure d'infrazione. Quindi c'è, secondo me, siamo in una situazione un po' paradossale, quindi da qui sta ruolo che possiamo avere molto marginale. Condivido col consigliere Aguzzoli di attenzione della direzione in cui si vuole andare. Grazie.
Grazie, consigliera Paderni. Chiede di intervenire il consigliere milioni e ne ha facoltà.
Presidente, sì, siamo in una situazione marginale, quello sì, è vero, perché il Consiglio comunale di Reggio Emilia fa fare veramente poco sulla cosa del genere, però è giusto che in queste sedi si apra un dibattito, ci si confronti, si capisca le varie posizioni, perché sono diverse e da dove si parte.
Allora, è ovvio che io non sono assolutamente un cacciatore, quello non lo sono e a volte mi han fatto girare le scatole anche a me.
Sono un agricoltore e quindi so perfettamente e anche quello che ha di fianco sappiamo perfettamente i problemi che ci dà la fauna all'interno delle nostre aziende, ma non perché siamo brutti e cattivi, ma perché dobbiamo avere un limite, ci deve essere gesti e Univer e riuscire a tutelare anche gli interessi di questo settore, ma non è solo questo settore, ovviamente il no alla nuova.
DL Ca' ddl caccia, perché non abbiamo nessuna possibilità di garantire le nostre, le nostre culture, il fatto che ci siano tantissimi cinghiali in una certa zona che può essere nemmeno Roanne, ma altre dà il rischio di, a parte avere I I le coltivazioni devastate, ma la peste suinicola è veramente importante, sarebbe devastante per i nostri prodotti tipici. Noi ci riempiamo la bocca ai nostri prodotti tipici, però bisogna farli quei maiali. Se viene aperta suinicola, dobbiamo abbattere tutti i maiali, abbattere un maiale vuol dire ucciderlo è cioè non è che se non uccidiamo i cinghiali uccidiamo i cinghiali geniale vale 10 e il maiale coltivato da un allevatore vale 1 perché vorrebbe dire che le sue fatiche valgono zero in confronto a altre altre categorie. Non è quello, cioè il fatto che adesso nelle stalle lungo le golene di bovine hanno dovuto mettersi prendere dei maremmani, perché altrimenti i lupi li portano via i vitelli. È un dato di fatto, quindi vuol dire che abbiamo dei problemi di numero dei lupi nel nostro territorio e cos'è? Li convinciamo andare dall'altra parte. Bisognerà infatti, e anche questa legge pre considera altri animali cacciabili che possono essere anche i lupi.
I tassi carinissima i tassi. Ma se un tasso ti tira giù la golena e ti fa allagare un Paese, sei contento del tasso? Mi mi dispiace, non sono un cacciatore, ma non si può convincere psicologica. Non portiamo a portare il tasso in terapia e dirgli: falla col Collegno la casetta, invece di fare i buchi nel canale, non possiamo convincerlo. Poi anche voi avete un atteggiamento ovviamente ambientalista ecologista per salvare e gli uccellini all'interno del del del Crostolo, avete addirittura è fatto bloccare la pulizia del dell'alveo. Ma se invece di salvare gli uccellini venivano a pioggia veramente importante ed il Crostolo andava di sopra perché non avevamo finito di pulire l'alveo. Cosa succedeva grazie agli uccellini e grazie meno a noi, cioè bisogna cambiare un po' l'atteggiamento, il fatto che andiamo incontro a delle direttive comunitarie sul greening, eccetera non fa paura assolutamente. Ci han fatto ingoiare tante di quelle cavolate che vediamo anche le nostre industrie, come sono messe e e il nostro made in Italy, come è emerso, che guardate, poi noi come agricoli, ne abbiamo ingoiate così tante di cose della Comunità europea che veramente ci riempiamo la bocca di prodotti tipici di qualità del territorio e poi non ci lascia, non ci lasciano lavorare coi principi attivi che sembrano delle cose incredibili e lo dice uno che fa il biologico da 25 anni dobbiamo darci una regolata. Questo DL è di dire, è una novità e un cambio epocale è una. Abbiamo cambiato il paradigma, cerchiamo di mettere l'uovo e l'anima e la natura, non uno contro l'altro, ma uno che crea equilibrio l'1 con l'altro, la caccia e io rispetto non solo un calciatore è l'unico modo per equilibrare il numero degli animali sul nostro territorio. Ricordiamo che la parte urbanizzata e il 7 vi è piaciuto, perché fare fare così egli è urbanizzata e il 7.19 del nostro territorio. Ripeto ancora il resto foreste e territorio agricolo sono l'89 e 40, il resto si sono, i laghi, non fa 100, sono i laghi e il territorio palustre. Su questo noi dobbiamo lavorare, ma sarebbe bello lavorare insieme col buonsenso. Questa legge dal buonsenso abbatterla non sarebbe buonsenso. Noi a Reggio lo faremo niente perché non riusciamo a far niente. Poi altra cosa che si parlava di viabilità, questo e questo: quindi gli incidenti stradali anche lì ho cercato qualche numero, perché a volte i numeri allora morti purtroppo è sempre purtroppo per quanto riguarda la caccia sono 12 morti e 34 feriti. Diciamo che se uno va a caccia, si assume anche la responsabilità di girare con un'arma.
Invece nella pubblica strada questa querelle, nemmeno da scusate, dei con numero veloce, me lo dà la Polizia di Stato, allora i morti sono per animali, solo 14 morti, 254 feriti.
Vincono gli animali su di noi, grazie.
Grazie, consigliere milioni. Chiede di intervenire il consigliere Rinaldi. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Io faccio un intervento per questa e per la prossima mozione, dato che non parteciperò al voto.
Perché è un argomento che non tocca i problemi dei cittadini reggiani e credo che questa sala sia prima di tutto adibita a discutere dei tanti problemi che attanagliano la nostra città e che riguardano i nostri concittadini. Io è una battaglia che porto avanti da tempo non solo da questa consiliatura, ma sin dalla scorsa per me questo tipo di documenti non dovrebbero trovare discussione in questa sala. Lo dico proprio chiaramente capisco le diverse sensibilità. Capisco la passione con cui si dibatte su questo tema e su cui probabilmente si dibatterà nel prossimo, però noi siamo stati eletti per occuparci dei problemi della città e vi posso assicurare anche dei problemi. La città ne ha tanti. Noi dobbiamo occuparci di quello e discutere.
Di quei temi non discutere di documenti che non verranno manco inviati al Presidente del Consiglio, perché io voglio fare un accesso agli atti e sono sicuro che le risultanze di questo accesso agli atti mi daranno ragione, perché tutti questi documenti che vengono ciclicamente approvati non trovano poi attuazione in questi impegni di invio ai vari Presidenti della Comunità europea, Presidente del Consiglio, Presidente della Repubblica, chi più ne ha più ne metta. Se volete discutere di questi temi? Fate una certa parte, fate un Consiglio comunale a parte, perché non è possibile che io perda le mie giornate a parlare di mozioni che nulla hanno a che fare con quelli che sono i temi su cui dovrebbe dibattere. Questa sarà grazie.
Grazie, consigliere Rinaldi. Non chiede di intervenire il consigliere Migale Ne ha facoltà.
Sì, grazie, Presidente. Condivido il concetto del consigliere Rinaldi. Effettivamente stiamo dibattendo e discutendo in questa sala di un argomento che non tocca le problematiche della nostra città e quindi insomma, il ragionamento che fa lo condivido pienamente il consigliere Rinaldi. C'è da dire che questa è una mozione che secondo noi non sa che cosa vuole, nel senso che.
E non chiarisce se sia contro una legge o contro la caccia in quanto tale. Le premesse parlano di incidenti, di sondaggi contrari a qualsiasi ulteriore concessione di italiani favorevoli a norme ancora più restrittive. Però sono argomenti. Questi sono argomenti contro la caccia in generale, non contro il disegno di legge e poi nel dispositivo si chiede soltanto di riconsiderare questo disegno di legge senza dire quali sono gli articoli, senza proporre alcuna alternativa. Si annunciano, quindi alcuni articoli pericolosi, ma non se ne citano ovviamente, né uno e neanche il suo numero. Ogni incidente di caccia è ovvio che ha.
È una tragedia. Su questo siamo tutti d'accordo, penso che non ci sia, non ci siano dubbi, ma i numeri citati, però nella mozione riguardano.
La caccia di oggi regolata dalla legge 157 del 92 e non dimostrano nulla sugli effetti di questo disegno di legge.
Che non è appunto ancora legge la fonte, poi non è un osservatorio, ma è un'associazione, l'associazione Vittime della caccia, che è un soggetto appunto legittima, ma di parte e e i cui criteri di conteggio sono contestati, infatti la reale c'è. L'università di Urbino conta per la stagione 2025 2026 45 incidenti legati all'attività venatoria contro i 62 della stagione precedente, quindi c'è un trend anche in calo rispetto a quello che viene, che la mozione appunto non menziona e anche i sondaggi sono citati senza data campione e nel testo della domanda, quindi sono un argomento non sono un argomento, ma semplicemente uno slogan in più si cita questa infrazione che è arrivata dall'Unione europea, come se fosse colpa colpa del disegno di legge e non è così. Ovviamente solo nel 2020 nel 2023 e riguardano la normativa attuale loro connesse lo riconosce persino la LIPU. Quindi in questa mozione vi sono delle contestazioni in corso, in cui ovviamente il disegno di legge non interviene. E infine sull'incostituzionalità. Ritorno al discorso che faceva il consigliere Rinaldi. Insomma, è un argomento che questo Consiglio comunale non dovrebbe neanche dibatterne, comunque.
È lo stesso articolo 9, citato dalla mozione, affida appunto alla legge dello Stato la disciplina sulla tutela degli animali. La mozione invoca poi la biodiversità come se la caccia ne fosse il contrario, ma la carcere, la caccia è un'attività ancestrale, lo diceva anche il Consigliere Aguzzoli,
Per millenni si è cacciato per sopravvivere, per mangiare e oggi invece la si demonizza come se fosse il male assoluto. La realtà è diversa. In Italia la caccia è regolamentata dai calendari, specie e quantità definite licenze ed esami è anche uno strumento di gestione della fauna. Lo vediamo poi anche nel nostro territorio, con i cinghiali, con i cinghiali e tutti i danni che fanno l'agricoltura gli incidenti stradali e il rischio anche di peste suina. Quindi è ovvio che la caccia è un deterrente assolutamente importante e può diventare sempre più sicura se è regolamentata, quindi la sicurezza dei cittadini e la tutela della biodiversità sono temi seri molto serie e proprio per questo meritano un atto serio. E questo, purtroppo, questa mozione, purtroppo non lo è e la mescola di battaglia contro la caccia con la critica. Una legge usa dei dati di parte, attribuisce al disegno di legge e procedure europee che la che lo precedono. Quindi, se i proponenti vogliono davvero un confronto, indicano equo indichino quali sono gli articoli e che CONT che contestano e dicono che cosa chiedano allo stato attuale. Quindi per il nostro gruppo consiliare il voto sarà contrario.
Grazie, consigliere Michele. Non ci sono altre richieste di intervento, quindi dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Non ha non è riuscito e come vuole votare. Favorevole, quindi, consigliera Carbognani.
Raggiungiamo ai favorevoli.
Quindi con 18 voti favorevoli e 8 contrari, viene approvata la mozione presentata. Contrari: Bassi Claudio dopo Letizia marziani, Mattia migliori, Lorenzo migrare Carmine Paglialunga, Christian Riganò, Roberta e Tarquini Giovanni.
Passiamo alla discussione della terza mozione presentata dal consigliere Castagnetti sul tema della revisione della disciplina sull'origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari. Mozione era cui alla quale risponderà l'assessore Brandi dovrò però al consigliere Castagnetti per reintrodurre la mozione.
Sì, grazie.
Sì, grazie, Presidente. Buonasera a tutti. Rappresento volentieri questa mozione in quanto riguarda tutti noi cittadini come consumatori riguarda gli agricoltori, tutti a monte della trasformazione agricola.
Parliamo del made in Italy, perché penso sia un problema che ci deve interessare tutti quanti.
E delle sue soffice sofisticazioni, cui assistiamo purtroppo tutti i giorni.
Parliamo dell'effetto dell'alimentazione.
E delle sue eventuali ripercussioni sulla salute dei dei medesimi dei consumatori.
Voglio subito precisare:
Si sente tenuto a precisare una cosa che noi non vogliamo: con questa mozione: influenzare la libertà di scelta del consumatore. Il consumatore compra quel che vuole, copra dove vuole la cosa, però che pretendiamo e che deve sapere, deve essere consapevole di ciò che compra, deve essere consapevole che ciò che compra è prodotto in Italia o in altri Paesi. Poi la scelta è sicuramente sua. Qual è il problema? Il problema è che l'attuale disciplina doganale code, leggi europee dice che l'origine del prodotto è determinato dal Paese in cui è prodotto. Questa è un'affermazione molto semplice.
Poi però aggiunge un altro aspetto che dice oppure dal Paese in cui è avvenuta l'ultima trasformazione o lavorazione sostanziale.
Voi mi capite che questo crea molta ambiguità e molto disorientamento del consumatore.
Facciamo alcuni esempi: l'importazione di triplo concentrato di pomodoro rispetto al doppio concentrato a comunica di finalità, quella di etichettare i propri come made in Italy. Un altro esempio: i pezzi di pollo, magari provenienti dal Sudamerica, che vengono semplicemente trasformati in crocchette e vengono esportati come made in Italy.
L'altro esempio? Le cose di maiali olandesi, danesi che vengono salate e stagionate per essere esportate col Proto tricolore. Mi fermo qua, non voglio mica guastare la cena a nessuno però voglio mettere in evidenza come questi.
Classificazioni producono un danno sia il consumatore che pensa di mangiare una cosa prodotti Ict, italiano e italiana non lo è, ma anche tutta la filiera agricola per l'effetto negativo che questo comporta. Quindi, entrando nel merito della mozione.
Riteniamo fondamentale che venga modificata la disciplina d'origine del codice doganale finalizzato alla esclusione dei prodotti agricoli nell'ambito di applicazione dello stesso e, conseguentemente prevedere quale unico criterio di individuazione l'indicazione luogo di prove di produzione di provenienza.
Chiediamo quindi al Governo e alla Giunta e al Sindaco di attivarsi presso ANCI l'Associazione dei comuni italiani, affinché si faccia promotore di tutte le azioni necessarie presso le competenti sedi europee, anche tramite il Comitato europeo delle Regioni affinché sia avviata la procedura di modifica della disciplina, come sopra evidenziato prima,
Quindi, questo è quello che viene chiesto con la mozione. Preciso anche che questa mozione è stata presentata in tutti i Comuni d'Italia e tutte le regioni.
Qua da noi arriva, sappiamo i motivi con 7 mesi di ritardo rispetto agli altri, ma è importante perché questa è una battaglia non semplice. Dover modificare delle regolamenti comunitari è sicuramente una cosa semplice. Terremoti. È importante che il contributo che può totale nel nostro Comune, nel sostenere l'iniziativa, grazie.
Grazie, consigliere Castagnetti. Apriamo la fase di discussione.
Non ci sono. No, chiede di intervenire la consigliera Rigon e ne ha facoltà.
Grazie, Presidente.
In relazione a questa mozione e anche a quella precedente, Presidente e colleghi, vi do il benvenuto alla sessione europea del Consiglio comunale di Reggio Emilia. Perché se il contenuto di questa mozione l'obiettivo finale è condivisibile, chiaramente, come ha detto anche il consigliere Castagnetti, difendere il made in Italy, la produzione italiana.
L'informazione corretta e trasparente che deve avere il consumatore è totalmente condivisibile. Ovviamente è una battaglia che ci vede sullo stesso fronte anche a livello europeo, però è pur vero che la nostra competenza a livello di Consiglio comunale, cioè qualcuno me lo dovrebbe spiegare perché il tema è veramente importante, però bisogna essere anche competenti quando si parla di queste cose, perché se l'obiettivo finale è quello della trasparenza, del della consapevolezza del del consumatore, di ciò che sta consumando e se la può essere condivisibile. È condivisibile la critica del comprendere anche ai prodotti agricoli in questo articolo 60 del Regolamento, che prevede che il paese di di di TI.IT. L'ultimo Paese di trasformazione, ovviamente con determinati criteri, possa indicare l'origine doganale. È pur vero che.
Modificare l'origine doganale delle merci non porta automaticamente alla consapevolezza all'obbligo di indicare nelle etichette.
Cioè del prodotto che acquista il consumatore.
Esattamente l'origine del prodotto che dove è stato, dove è stato coltivato, dove è stato trasformato, da quale dogane passato non c'entrano niente. Queste due cose, quindi, mentre il problema è reale e deve essere affrontato. La soluzione che viene proposto in questa mozione non c'entra niente. Questo è il punto. Allora,
Io tra l'altro una cosa che apprezzo molto di questo documento e anche così questo sentimento di orgoglio nazionale che emerge dalla mozione, valutiamo positivamente le nostre produzioni e questo vuol dire anche valorizzare il lavoro, le tradizioni, la storia del nostro, del nostro territorio. Quindi io lo condivido anche.
Ripeto, il nostro dubbio è sull'efficacia dello strumento che viene proposto, quindi la modifica dell'articolo 60 del codice doganale dell'Unione europea.
È qui il problema, secondo noi.
Se stiamo cercando di risolvere il problema di trasparenza verso il consumatore intern, intervenendo su una norma che nasce per finalità doganali e commerciali, è come se noi utilizzassimo uno strumento per ottenere un risultato, mentre invece lo strumento è stato è nato ed allo scopo da uno scopo completamente diverso da quello che vogliamo raggiungere.
E visto che esiste una normativa europea che si occupa dell'informazione al consumatore, ci sono ben due regolamenti, cioè un regolamento e in più un altro regolamento applicativo, perché è evidente che evidentemente, tra l'altro, il primo era stato scritto anche male, non si capiva come doveva essere applicato e.
Se il problema appunto, è questo.
Riteniamo che la strada più diretta, più coerente e probabilmente anche più efficace e è quella di migliorare le regole sull'etichettatura, la percentuale delle materie prime che vengono da da Paesi, altri che non solo solo extraeuropei, ma anche altri Paesi europei.
Chi l'ha lavorata, chi, quindi una serie di informazioni che si potrebbero andare a a implementare nelle normative di di etichettatura.
Il problema è anche il percorso che deve seguire questa questa. Questo devono seguire queste modifiche. Immagino che lo sappiate una proposta della proposta della Commissione europea, approvazione del Parlamento e del Consiglio dell'Unione.
Se noi questa modifica la proponessimo sul sul.
Sulle normative di diritto doganale non andrebbero a influire, probabilmente anche su tutti i lati. No, probabilmente sicuramente su un sistema che, eh, eh, diciamo pilastro nella movimentazione delle merci, nell'individuazione, nel nella categorizzazione delle merci che c'è appunto è il diritto doganale.
Quindi una modifica potrebbe essere molto significativa.
Non tanto per i per i prodotti agricoli, quanto anche per tutto il resto, quindi non lo so se noi abbiamo le competenze per dire sì, è meglio modificare il regolamento sul diritto doganale. L'origine doganale delle merci, piuttosto che dire siamo, vi appoggiamo parlamentari europei italiani, vi appoggiamo nel voler migliorare e rendere più trasparente l'etichettatura dei prodotti. In questo noi vi appoggiamo. Poi io ho un dubbio: se abbia una utilità passare questa mozione in Consiglio comunale, perché io penso che ognuno di noi abbia delle relazioni, abbia dei rapporti con dei parlamentari europei e sia giusto anche rapportarsi direttamente con loro. Poi si vuole fare una mozione, però non lo so se abbiamo le competenze per discutere di questo tema. Cioè noi possiamo dire guardate che il consumatore ha bisogno di sapere cosa sta mangiando, cosa sta comprando, quindi bisogna migliorare l'etichettatura. Dopodiché ci penseranno loro ci penseranno loro a modificare le norme, una volta che noi le abbiamo detto quali sono le esigenze. Quindi io non discutere il fatto che abbiamo o meno il diritto di di di di prendere posizioni anche su temi nazionali ed europei ce l'abbiamo.
Però non so se siamo competenti per farlo e io penso che sarebbe conveniente su questo aspetto tenere una certa, chiamiamola così, un po' essere un po' prudenti, no, nell'esprimere determinate determinate posizioni, mentre invece ritengo che potremmo fare molto di più in qualità di consiglieri comunali, nel non so appoggiare tutte le iniziative affinché ci sia l'incontro tra aziende locali e consumatori ce ne sono già, però magari potremmo proporne delle altre, potremmo facilitare la partecipazione delle aziende del territorio ad iniziative alle quali normalmente non partecipano, perché a volte diciamolo, ci sono magari dei del degli organismi di mezzo che che non permettono proprio una completa rotazione di tutte queste aziende, creiamo occasioni in più, creiamo occasioni con le scuole, ci sono già, ci sono anche le fattorie aperte, però credo che noi possiamo fare questo a livello locale e e a livello di di di.
Di Consiglio puntare più sull'obiettivo che si dice che che si che si dichiara nella nella mozione, che è quello della trasparenza per il consumatore, ma non si ottiene con la con la modifica del del del regolamento delle delle normative doganale, proprio cioè come self è sbagliato lo strumento che viene individuato.
Se ritenete che.
Lo strumento sia corretto. Io vi dico convincetemi che lo strumento sia veramente questo, non siamo disponibili ad ascoltare, quindi, come vedete, anche se riteniamo.
In dubbio la competenza del Consiglio comunale di discutere di questi temi e delle conseguenze che possono avere, perché noi possiamo pensare che la modifica dell'articolo 60 porti vantaggi sui prodotti agricoli, ma magari non siamo in grado di valutare quali altre conseguenze può portare e se però voi siete veramente convinti che questo sia lo strumento, provate a convincerci, spiegateci perché questo lo strumento non è quello di modificare i regolamenti sull'etichettatura dei prodotti, indicando veramente anche le percentuali delle materie prime. Ci sono tante possibilità. Riteniamo che la difesa del made in Italy possa essere e la difesa del made in Italy debba essere perseguita da tutti e possa essere ottenuta attraverso altri strumenti che non siano andare a incidere sul su, sul sulla normativa del diritto doganale. Tra l'altro, questo è un tema che non interessa solo a noi, come Italia e quindi.
A livello europeo c'è da confrontarsi anche con gli altri Paesi che hanno anche loro.
Hanno anche loro obiettivi da questo punto di vista, di difesa dei loro prodotti.
Io ritengo che da parte nostra quello che noi possiamo fare è.
E, appunto a livello locale, muoverci, sostenere le iniziative, proporre nuove iniziative affinché venga, diciamo così, aumenti, diciamo la conoscenza, l'incontro tra domanda e of tra domanda offerta, la conoscenza della filiera corta e promuovere il chilometro zero, cioè io penso che noi possiamo fare tanto a livello locale. Credo che su questo tema.
Sia così, cioè boh un esercizio di cosiddetti di di belle parole, però che noi alla fine siamo limitati sia nel nel trovare.
La soluzione perché valutino non va, non siamo in grado di valutare tutte le conseguenze.
E perché non sia un compito nuovo vostro, quindi io dico provate a convincerci che veramente lo strumento è questo.
Grazie, consigliera Rigon.
Non ci sono altre richieste di Inter. No, chiede di intervenire il consigliere Castagnetti. Ne ha facoltà.
Grazie, grazie, Presidente.
Proverò a convincere la collega consigliera Rigon, con due cose con due battute. Prima etichettatura risponde alla porta aperta quando si parla di etichettatura, una mia mozione precedente all'inizio di questa legislatura, appunto, era Pelletier che lei non c'era. Comunque comunque, insomma, la cosa è famosa e nota e rendere obbligatorio, obbligatorio per legge l'etichettatura di tutti i prodotti agricoli e alimentari, perché la gente debba, ribadisco, deve sapere quel che consuma.
Etichette anche grandi, perché sembrano un po'.
Cioè a certe cose che si vanno, che per lei ci vuole, ci vuole microscopio per leggerla, invece vogliamo chiaramente aspetti in modo evidente ciò che c'è dentro l'altra cosa e.
E.
Il ruolo del Comune, sia è chiaro che se noi pensiamo al Comune di legge in quanto tale, siamo consapevoli dei limiti, però se pensiamo a coloro che devono operare a livello superiore i contatti con i parlamentari con a livello europeo e con le varie infrastrutture, avere dietro una pressione sia pubblica da parte del Comune delle regioni, come c'è dicevo prima in tutti i Comuni. A Reggio 42 comuni ha deliberato positivamente più la Regione, eccetera, eccetera.
Ma anche con manifestazioni che gli agricoltori Stefano, fatto avrà visto anche lei per televisione, quante manifestazioni sia da al Brennero. Poi ipotesi contro l'importazione, ma anche sullo specifico argomento. Avere questa pressione alle spalle non dico che non conti niente o che conti tanto, però penso che qualcosa possa essere possa essere utile. Dopodiché è chiaro che sul territorio possiamo fare tante iniziative, come stiamo facendo, lavoriamo con le scuole, lavoriamo con i mercati agricoli e in tutte le frazioni, credo anche nei suoi territori vengono fatti questi mercati agricoli per mettere il consumatore direttamente a contatto con il produttore che va nel mercato, vende le sue zucche, ma al momento che è il prodotto di stagione, eccetera, eccetera. Quindi ci Pangia, tante cose qua è chiaro che stiamo lavorando su un argomento molto più complesso, però penso che, come si suol dire e proverbi l'unione fa la forza che tanti comuni, tanti Regioni dicono di operare un certo modo, chi deve andare avanti sa che alle spalle qualcheduno che sta chiedendo queste cose grazie.
Grazie, consigliere Castagnetti. Chiede di intervenire il consigliere Tarquini. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Buonasera a tutti. Io intervengo.
In sostanza, per appoggiare l'iniziativa, ma anticipo subito quello che poi vado un po' a ad argomentare, ma brevemente e pensando anche che ci saranno delle risposte su questo dall'Assessore, cioè questo dell'articolo 60 e un criterio che sicuramente non è nato per il settore agricolo alimentare. E un criterio.
Scusi, un attimo, Consigliere.
È un criterio che è stato pensato ovviamente per FIS, per la cosiddetta fiscalità doganale, vale a dire per dare comunque un un valore di origine di provenienza geografica del prodotto più più che per fini ovviamente di tutela del consumatore e della salute del consumatore per una, ma una facilitazione degli scambi commerciali, quindi di quelle che sono un po' le dinamiche dello scambio commerciale internazionale a livello europeo tra l'altro il motivo per cui intervengo è che, secondo me questa mozione, pur trattando un problema che sicuramente.
In qualche modo porta a doverlo affrontare anche a livello locale, perché i cittadini sono poi i consumatori. Quindi sicuramente è giusto farsi carico di quella che è la conseguenza di questa regolamentazione europea che propone come luogo della cosiddetta nazionalità economica, il luogo in cui è avvenuta l'ultima trasformazione sostanziale. Ma questo perché? Perché c'è un tema di responsabilità. È vero che nel settore alimentare agricolo e il problema si pone a livello di.
Salute proprio perché sono sostanze che sono destinate all'alimentazione umana e quindi il prodotto nel momento in cui contiene dei comp delle componenti che non sono quelle della nazionalità economica, ma sono di altre che non figurano all'interno.
Di del, diciamo così, in quello che traspare nel momento in cui il consumatore lo acquista. È vero che si mette a rischio ovviamente la salute del consumatore, però è anche vero che l'individuazione tramite l'articolo 60 della identità nazionale del prodotto dà luogo ad una assunzione di responsabilità da parte dell'azienda che quel prodotto lo trasforma in via definitiva e lo mette in commercio. Quindi, diciamo, la contropartita rispetto al rischio per il consumatore e l'assunzione di responsabilità, tutto quello che ne deriva in termini anche di reputazione e quindi di reputazione commerciale, quindi di capacità di stare all'interno della della del mercato europeo da parte dello dell'azienda che si occupa dell'ultima trasformazione sostanziale e poi lo mette in circolazione in distribuzione. Quindi arrivo a dire che, a mio parere, questa mozione, pur affrontando un problema reale, che è quello di fare in modo che per i prodotti agricoli e alimentari ci possa essere qualcosa di più a tutela del consumatore. Credo che però sia sbagliato nel momento in cui individua l'ANCI come soggetto che si dovrebbe far carico di questa preoccupazione e quindi poi orientarla e portarla a quel livello legislativo che è una delle competenze. Purtroppo l'Europa sappiamo che di competenze ne ha poche ma buone, questa sicuramente una delle di quelle più delicate. Ecco, per fare in modo che poi ci sia la possibilità di coinvolgere soggetti che sono all'interno dei meccanismi legislativi della Comunità europea e che quindi possano intervenire su questo articolo 60, che tra l'altro è una norma datata, perché è del 2013, quindi dal 2013 ad oggi le associazioni dei consumatori più volte hanno sollevato questo problema. Mi è capitato di imbattermi in questa in questo, in questo tipo di problematica, però per prodotti che non avevano una funzione alimentare e un'origine agricola, ma il tema è sempre stato quello poi, alla fine di vedere nel soggetto che compie l'ultima trasformazione.
Okay.
In sostanza, condivido quello che ha detto la consigliera Arquà.
Tutto si può notare impegnare attraverso.
Debba controllabili.
Questa è una valutazione che.
E.
Cittadini.
E infatti mi dispiace molto, consigliere Tarquinio, abbiamo seri problemi fra l'altro il Cedat, che il nostro fornitore ci ha mandato un'analisi, individuando anche diversi interferenze che hanno provato a isolare, ma evidentemente perché noi li sentiremo piuttosto male alla fine.
Quindi allora parlo senza questo e dico solo l'ultima cosa, prego. E cioè che io credo che il problema affrontato da questa mozione sia un problema importantissimo per la salute dei cittadini e quindi un Consiglio comunale, se ne deve occupare anche a livello locale. È il soggetto che si va ad impegnare in questa mozione, come tramite tra le esigenze del consumatore e colui che legifera, cioè il Parlamento europeo, che credo che abbia poca voce in capitolo. Quindi credo che il difetto sia aver individuato l'ANCI come soggetto da impegnare attraverso l'impegno del Sindaco e dei e del e della Giunta, però sono sicuro che dall'Assessore, arriverà qualche illuminazione anche su questo aspetto?
Grazie, grazie, consigliere Tarquini. Fra l'altro, per tornare al problema dell'audio, non possiamo neanche darvi il microfono gelato perché non è collegato al alla registrazione da casa in streaming. Non sentirebbero paradossalmente lo sentiremo bene noi, ma non lo sentiremo. Sentiremo da casa e non sarebbe neanche verbalizzato, perché il verbale viene trascritto automaticamente, quindi speriamo di risolverlo il prima possibile. Sono diverse settimane che ci sia indietro va be'.
E speriamo che.
Comunque, grazie, consigliere Tarquinio per il suo intervento. Non ci sono altre richieste di intervento, quindi do la parola all'assessore Brandi, per la replica.
Grazie, Presidente. Buon pomeriggio a tutti e beh, io ringrazio per avere portato in Consiglio comunale questa questa mozione. Si è detto che competenze o non siamo competenti in realtà io vi faccio i complimenti perché avete fatto gli interventi puntuali che dimostrano tutt'altro che siete molto competenti rispetto al tema anticipo che è evidentemente un'azione di indirizzo politico, tra l'altro coerente con con il TUEL, l'articolo 42, ma anche come da voi sottolineato per la tutela, insomma, della salute dei dei cittadini, ma anche del dell'intero, diciamo così, territorio, reggiano e delle sue specialità anche agro alimentari, e anticipo che la Giunta, ma.
Ah, esprime un parere favorevole a questa mozione. È vero che si tratta di un articolo di un Regolamento doganale europeo che non è di competenza nostra, ma nemmeno regionale e nemmeno nazionale, perché la politica agricola comune è la politica principe, insomma, dell'Unione europea, ma che però tocca molto da vicino il lavoro dei nostri agricoltori, la fiducia dei consumatori e la reputazione anche di Reggio Emilia come terra di produzione agroalimentare di qualità. Oggi l'articolo 60 del codice doganale dell'Unione attribuisce una merce prodotta in più Paesi, l'origine del Paese, in cui ha subito l'ultima trasformazione sostanziale che ci è stato ricordato è una regola nata per finalità evidentemente fiscali e commerciali, serve ad applicare dazi e tariffe, non a informare chi fa la spesa. Il risultato, però, è che è un prodotto ottenuto da materie prime interamente estere, può acquisire un'origine italiana dopo una lavorazione finale nel nostro Paese di esempi ne ha citati il consigliere Castagnetti, ma ce n'è, ce ne sono molti. Il passaggio è legittimo sul piano doganale, ma il consumatore è portato a credere di acquistare un prodotto agricolo italiano che italiano non è. C'è quindi uno scarto tra l'origine doganale, la provenienza reale degli alimenti. La mozione chiede di colmarlo indicandone uno strumento, facendo sì che per i prodotti agricoli alimentari i conti il luogo di provenienza, come il già citato Regolamento 1.169 sull'informazione ai consumatori, il nostro territorio ricordo vive di filiere che hanno costruito il proprio valore proprio sul legame con il luogo di produzione del Parmigiano Reggiano Lambrusco Reggiano l'aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia, la zootecnia, la suinicoltura, il pomodoro da industria e l'ortofrutta della pianura sono produzioni in cui la qualità nasce nei campi e nelle stalle, prima ancora che negli stabilimenti. Le denominazioni tutelate hanno già i loro disciplinari, ma il danno di una regola di origine ambigua non si ferma ai singoli prodotti. Colpisce di fatto in tre modi: uno: il reddito degli agricoltori. Se è una materia prima estera a basso costo. Può diventare italiana con l'ultima lavorazione, il prezzo che viene riconosciuto a chi coltiva leva. Qui subisce una pressione al ribasso. 2 la reputazione del territorio, il sistema agroalimentare reggiano e un patrimonio di tutti collettivo. Ogni volta che un prodotto evoca un'origine che non ha, si erode la fiducia anche verso chi lavora in modo trasparente.
E poi sulla tenuta agricola del territorio. Un'agricoltura che non riesce a remunerare il proprio lavoro. È un'agricoltura che arretra meno aziende meno giovani che subentrano meno presidio delle campagne. Difendere il valore della materia prima locale significa anche difendere il paesaggio, la manutenzione del territorio e un tessuto di imprese che è parte della nostra comunità.
Voglio essere chiaro, però questa non è una battaglia contro l'INGV, l'industria alimentare reggiana, che regge proprio un pilastro dell'economia e dell'occupazione. È una battaglia per regole leali. Le imprese che scelgono di lavorare materia prima del territorio e che per questo sostengono costi più alti, oggi subiscono la concorrenza di chi può fregiarsi della stessa origine senza averne gli stessi oneri. Un'origine fondata sulla provenienza reale, premia chi investe nelle filiere locali.
Questa mozione si inserisce in un percorso molto ampio in provincia di Reggio, perché ha già coinvolto e visto l'approvazione in più di 30 Consigli comunali nei mesi scorsi, ma anche in quasi tutte le regioni italiane e direttamente con le rappresentanze parlamentari. Anche il dibattito europeo ha aperto, mentre in discussione alla più ampia riforma del codice doganale dell'Unione, è il momento, secondo noi, giusto perché anche la voce di Reggio Emilia si aggiunga attraverso i canali istituzionali che la mozione indica.
E la Giunta con questa con questa mozione si impegna, come è scritto appunto nel testo, a trasmettere alla deliberazione ad ANCI forse non la la sede diciamo più corretta dal punto di vista istituzionale, ma sicuramente la sede in cui gli oltre 8.000 comuni o quasi 8.000 comuni italiani possano trovare rappresentanza amministrativa coinvolgere i parlamentari europei eletti nella circoscrizione nord orientale, illustrando loro iniziativa e le ricadute sulle filiere reggiane universitario, regione già fatto, peraltro, perché la questione sia posta in Conferenza Stato Regioni e aprire un confronto con le organizzazioni agricole del territorio e con i consorzi di tutela per raccogliere dati ed esempi concreti utili a sostenere la richiesta, sapere da dove viene ciò che mangiamo è un diritto dei cittadini di vedere riconosciuto il valore di ciò che si produce è un diritto di chi lavora la terra. Questa mozione tiene insieme le 2 cose. Per questo siamo, diciamo, accogliamo l'istanza proposta dal consigliere Castagnetti e personalmente auspico una ULSS un sostegno da parte del Consiglio comunale. Grazie,
Grazie, assessore Brandi. Apriamo una fase delle dichiarazioni di voto.
Non ci sono richieste di intervento, quindi dichiaro aperta la votazione.
Ah, e adesso che è partita la votazione, non possiamo più tornare indietro.
Dichiaro chiusa la votazione. No, scusi sì, chiusa la votazione.
Risulta assente, vediamo se provo a chiamarla. È presente.
Allora, prima di chiudere cent vediamo se.
Consigliera Barilli.
Ha scritto nell'alzato:
Il Presidente non sono riuscito a votare, voterei favorevole se fosse favorevole. Perfetto. Grazie, Consigliere. L'abbiamo sentita.
Allora con 16 voti favorevoli, 6 contrari e 4 astenuti viene approvata la mozione presentata. Contrari: Bassi Claudio Davoli Letizia marziani Mattia migliori: Lorenzo, Paglialunga, Cristian erigono Roberta astenuti: Aguzzoli Fabrizio, De Lucia Dario Michele Carmine Tarquini Giovanni.
Passiamo ora alla all'analisi della quarta mozione presentata dal consigliere Bassi, al fine di istituire la figura del poliziotto di quartiere in via sperimentale nei quartieri della stazione ferroviaria e dei giardini pubblici a nome della Giunta interverrà l'assessore Brandi e do la parola al consigliere Bassi per introdurre la mozione. Buongiorno. Grazie, Presidente.
Con questa mozione trattiamo il problema della sicurezza della città, lo scopo di questa mozione.
È finalizzato a svolgere una assoluta attività di prevenzione e quindi attività preventiva.
Questa tematica è stata più volte affrontata nei vari lustri dalle consiliature precedenti.
In particolare, voglio richiamare l'interessamento da parte del Sindaco in campagna elettorale.
In ordine alle linee programmatiche, in occasione della sua campagna elettorale, allorquando esplicitava Sindaco Ammassari dei concetti e dei principi assolutamente da me condivisibili, quali vivere in modo sereno e sicuro la propria città e un diritto inalienabile di tutti i cittadini.
La sicurezza è un bene comune.
Io aggiungo: la sicurezza è un bisogno primario di tutti i GTT, i cittadini reggiani, dai quali abbiamo ottenuto un incarico per rappresentarli, o meglio un preciso mandato per risolvere i problemi che attanagliano gli stessi e quindi noi oggi siamo chiamati ad affrontare il problema della insicurezza e di cercare di risolverlo o meglio migliorarlo.
Vedasi alla pagina 46 di linee programmatiche del Sindaco, che ha più volte citato.
Vivere in modo sereno e sicuro alla propria città e un diritto inalienabile di tutti i cittadini.
Il tema della sicurezza viene indicato dai cittadini come una delle principali priorità da affrontare.
Dunque, occorre dare una risposta alla insicurezza diffusa nella città.
Atteso che oggi la polizia municipale conta ben 18 nuovi agenti che hanno preso possesso delle loro funzioni dalla metà di ottobre scorso. Questi nuovi agenti rappresentano una responsabilità per tutta l'Amministrazione comunale e ciò è quella di trasformare queste nuove e fresche risorse in maggiore. Presenta sul territorio.
Maggiore vicinanza alla popolazione, maggiore capacità di ascolto nei confronti dei cittadini e della città.
Atteso che nelle linee programmatiche del richiamato Sindaco Ammassari venivano così esplicitati alcuni programmi.
Potenziare gli organici della Polizia municipale, con particolare riferimento alla Polizia di zone di quartiere, pagina 50 aumentare in termini di numero e presenza temporale nel presidio dei luoghi sensibili attuato dalla Polizia municipale.
Alla luce di questi.
Esplicitazione da parte del Sindaco in sede di campagna elettorale.
O dispositivo questa mozione che tuttora valida ed efficacia, posto che tutti i giorni dobbiamo ancora assistere a fatti aventi rilevanza penale vatti che Rabano enormemente la cittadinanza.
E specialmente i PIP, i cittadini più deboli, al punto da far loro cambiare le loro abitudini di vita.
Una cronica mancanza dei cittadini critica criticano la posizione di supremazia dell'Amministrazione comunale sul loro sul loro stessi, troppo spesso ignorati e non ascoltati. Quindi vado velocemente a enunciare questa mia mozione che, nonostante le tante promesse implicita della Giunta comunale, la situazione di gravissima e sicurezza della nostra città è un dato acclarato e in particolare riguarda la zona di viale 4 novembre, in via Emilia, Ospizio Via Olimpia e la zona dei giardini pubblici che anche i si eravamo 19 aprile 26 sono avvenuti i fatti criminali nella zona dei giardini pubblici, confermando ancora una volta l'attuale, l'attualità della grave situazione di sicurezza che sta portando molti incidenti ALAS esasperazione al punto di far modificare le loro abitudini di vita, al punto da dover.
Rinunciare ad uscire di casa per l'insidia dovute alla permanenza dei soggetti particolarmente pericolosi ed ETI alla delinquenza. Al contempo, per le stesse cause molto che il MES commercianti hanno minacciato di abbandonare questi quartieri che nel documento delle linee programmatiche di mandato del Sindaco Ammassari viene testualmente citato che vivere in modo sereno e sicuro alla propria città è un diritto inalienabile di tutti i cittadini in ordine alla prevenzione e repressione dei reati attesi, si legge: aumentare in termini di numero e presenza temporanea disciplina il presidio dei luoghi sensibili attuato dalla Polizia municipale per un'efficace e concreta opera di prevenzione di reati più diffusi, più diffusione della legalità, deciso miglioramento della convivenza civile, con conseguente maggiore fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni.
Che, sempre a pagina 50 tale documento.
Si legge testualmente: potenziare gli organici gli organici della Polizia municipale, con particolare riferimento alla polizia di zona e di quartiere, atteso che i cittadini ed i commercianti hanno più volte richiesto la presenza di pattuglie appiedate per un'efficace opera di prevenzione. Tanto che un comitato di cittadini di viale 4 novembre per la sicurezza e contro il degrado hanno annunciato l'intenzione di interrompere ogni attività come conseguenza della totale indifferenza nei loro confronti e delle loro richieste che tutto inascoltate.
Valutato che risulta necessario, data la gravità della situazione di esasperazione dei cittadini, istituire i poliziotti di quartiere in via sperimentale, nel quartiere della stazione ferroviaria e nel quartiere dei giardini pubblici, tanto è posto il Consiglio comunale impegna la Giunta comunale e di signor Sindaco, ad istituire la figura del poliziotto di quartiere ed in particolar modo in via sperimentale dei quartieri della stazione ferroviaria e nel quartiere di giardini pubblici, per una efficace e concreta opera di prevenzione dei reati.
Per maggiore diffusione della legalità, per un deciso miglioramento della convivenza civile, con conseguente accrescimento della fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni che è finito grazie. Grazie, consigliere Bassi.
Apriamo una fase di discussione.
Chiede di intervenire il Consigliere Pagliaro Ngai ne ha facoltà.
Per quanto riguarda questa mozione, sicuramente riprende quelle che sono le linea che arrivano dalla locale Prefettura, la quale, proprio come si può ben vedere dai comunicati stampa emessi ogni fine del corpo più volte ha ribadito la necessità di istituire appunto la figura del carabiniere e del poliziotto dell'agente della Polizia locale a piedi, quindi sarebbe attuare in via sperimentale per vedere, ma come d'altronde hanno fatto già sia la Questura sia ai carabinieri e restituire appunto la figura del poliziotto di quartiere. Una finalizzata appunto come fanno loro a presidiare l'area le aree indicate, tant'è vero, gli indirizzi che arrivavano dalla Prefettura erano proprio per queste aree in particolare e quindi diciamo che così come è accaduto per l'ordinanza anti bivacco, così come accadrà nel prossimo futuro, con l'istituzione della dell'unità cinofila. Pensiamo che comunque sia una richiesta che arriva finalizzata a mettere in campo quelli che sono le richieste che arrivano da chi oggi è responsabile dell'ordine e la sicurezza pubblica. Il principio sulla base di quale sul quale si basa appunto questa istituzione di questa figura è legata a un'iniziativa che porta proprio a ad acquisire un rapporto di fiducia, a consolidare un rapporto di fiducia diretto tra chi vive il centro storico, tra chi vive la stazione e queste figure che diciamo che sono quelle che sono le strategie della sicurezza, come hanno detto.
Basate da parte dell'ordine e la sicurezza pubblica. Il servizio si basa su una presenza costante sul territorio riconoscibile, perché parliamo di agenti in divisa in uniforme che camminano che contattano, prendono contatti diretti facilmente avvicinabili dai cittadini capaci di instaurare un dialogo quotidiano con chi vive e chi lavora, quindi sono delle figure facilmente con cui il cittadino riesce facilmente ad interfacciarsi. Non sono quindi.
Uno non deve immaginare la figura del poliziotto di quartiere come uno che a piedi gira ed interviene. La figura è molto importante. Io vedo come si svolgono i servizi da parte dei carabinieri di quartiere. Loro sono un punto di riferimento sul territorio, che raccolgono tutte quelle che sono le problematiche di una determinata zona in cui vengono assegnati a svolgere questo fattispecie di servizio, instaurano un dialogo quotidiano con chi vive questi lavori, che o con chi vive e lavora in questi luoghi e poi le informazioni vengono successivamente rielaborate dai preposti, quindi non sono semplici, ma sono veramente una vera e propria attività di prossimità, cioè proprio andare laddove il cittadino spesso fa fatica ad arrivare. Queste figure che camminano su un marciapiede sono facilmente.
Contattabili dal la persona anziana, dal commerciante che fatica a dal andando a rivolgersi alle istituzioni, alle forze di polizia. Quindi diciamo che la prima attività che questi svolgono è un'attività vera e proprio di prossimità. Noi diciamo in tante circostanze che facciamo un'attività di prossimità per tutti i disagi sociali, per il degrado, per tutto ciò che riguarda anche questo rientra in queste, che sono le attività che il Comune dovrebbe mettere di prossimità per i cittadini, cioè laddove il cittadino fa fatica ad interagire con le forze di polizia, far sì che queste figure siano sul territorio.
Sicuramente è necessario che questi miti, che questi agenti debbano essere formati, quindi però vengono fatte in altre città e quindi non vediamo perché i nostri agenti che professionalmente non sono inferiori a nessuno, non possono farlo anche nella nostra città. Quindi diciamo che sono i primi interlocutori degli esercenti che hanno dei problemi, sono gli interlocutori spesso delle persone in difficoltà che fanno fatica a rivolgersi alle istituzioni. Sicuramente sono come io vedo un bacino di informazioni enorme, perché è una persona che ti deve dare un'informazione legata pure adito ad attività illecite. Fa fatica a partire e andare presso un comando di Polizia riferire. Io vedo che in quel io personalmente anni addietro su una situazione, quando ero responsabile dei carabinieri di quartiere, abbiamo fatto degli arresti in via Lama Golese, per tantissima cocaina, proprio partendo da un'informazione che ci venne portato da un carabiniere di quartiere in cui una signora anziana che abitava in questo stabile di via Lama coese 5, ci segnalava un via vai continuo di persone, spesso anche con allora si rubavano l'autoradio con autoradio e quant'altro fatto un servizio apposta, scoprimmo un'importante organizzazione malavitosa, quindi io dico, siamo di prossimità e una figura in fase sperimentale, come tutte le cose sperimentali, se portano, se porta i risultati si può strutturare, se non porterà i risultati, si può naturalmente a sospendere e dire: abbiamo ci abbiamo provato, però se uno non si prova a priori si poté dovesse decidere oggi di nonno.
Di non far sì che questa figura venga istituita sinceramente perse, a nostro avviso perdiamo un'occasione.
L'ultima cosa che vorrei dire su questa mozione, che io ritrovo particolarmente importante, è vicina a quelle che sono le esigenze dei cittadini. Affianco ad instaurare una la la figura del poliziotto di quartiere sarebbe importante affiancare anche un'importante attività di informazione da parte della dell'Amministrazione per incentivare, per proprio per invitare i cittadini reggiani a fornire, a collaborare con queste figure che noi mettiamo a loro disposizione, quindi di non vederle come qualcosa di.
Strano come qualcosa di pensa, ma a vederle come un punto di riferimento sul territorio ai quali rivolgersi, appunto con un'attività vera e propria di prossimità. Quindi noi lo diamo l'iniziativa del collega Bassi, che ha portato questa importante mozione oggi in Consiglio comunale. Sicuramente noi siamo favorevoli all'istituzione di questa figura, ritenendola molto importante per i cittadini reggiani.
Grazie, consigliere Paglialunga. Chiede di intervenire il consigliere Aguzzoli. Ne ha facoltà.
Grazie, grazie, Presidente. Di sicuro bisogna riconoscere al consigliere Bassi una certa caparbietà nel portare avanti le sue idee, le cose in cui crede e quindi siamo a discutere ancora di questo argomento, cercando nei limiti del possibile di portare qualche considerazione nuova che non sia stata che non sia già atterrata in quest'Aula nelle discussioni precedenti.
Partiamo da una considerazione. La considerazione che la sicurezza nei quartieri non può essere affrontata soltanto quando si verificano episodi di criminalità, né può essere ridotta a una sola questione di ordine pubblico, perché sicurezza vuol dire qualità della vita, vuol dire vivibilità degli spazi pubblici vuol dire fiducia nelle istituzioni e impossibilità e la possibilità per i cittadini di vivere serenamente il Prix, il proprio quartiere, che è quello che, secondo me dovrebbe essere il nostro principale preoccupazione e garantire. Si è sicurezza, benessere e buona vita nel proprio ambiente comunale.
Da questo punto di vista credo che la mozione ponga un problema reale e pertanto meriti attenzione le zone indicate nella mozione alla stazione ferroviaria, i giardini pubblici viale 4 novembre e le altre non possono essere liquidate come semplice percezione. Questo è stato fatto in passato e questo ha portato veramente a una situazione sempre più difficile da gestire.
Men che meno non possono essere considerate delle occasioni di strumentalizzazione politica. La proposta di istituire un presidio di quartiere con agenti che conoscano il territorio che siano sul territorio. Lo ha spiegato molto bene, non mi dilungo, consigliere Paglialunga, nell'intervento che ha preceduto, il mio è una strada che, credo ne conveniamo tutti, merita di essere approfondita, mentre.
Preparavo l'intervento su questa mozione, ha cercato di allargare lo sguardo e vedere se c'erano in letteratura.
Degli degli esperienze simili e che il risultato.
Ho trovato tre esperienze, lo prime Regno Unito, piuttosto datata, purtroppo, perché riguarda una esperienza. Il programma si chiamava Neighborhood policing valu proposto dal Ministero degli Interni appunto nel 2006, quindi 20 anni fa e.
Ri risultati positivi in termini di riduzione di alcuni fenomeni criminali, contenimento dei comportamenti antisociali, maggiore sicurezza percepita soprattutto nelle ore serali, e questo è un dato molto importante. È un indicatore molto importante. Aumento di fiducia nei confronti degli agenti.
La valutazione ha evidenziato che non basta vedere più agenti per strada sono: è importante soprattutto l'interrelazione con i cittadini di queste di questi agenti, quindi il dialogo e la capacità di affrontare la capacità di risolvere i problemi. La seconda esperienza che ho trovato è decisamente più recente ed interessante. Per questo arriva da Amsterdam uno studio pubblicato nel 2025 sul Journal of trasferimento al criminologi, che ha valutato l'intervento. Purtroppo di soli quattro mesi, quindi non particolarmente prolungato nel tempo concentrato su strade e piazze particolarmente problematiche, erano pattuglie a piedi, presenza rafforzata e collaborazione con i servizi comunali. I risultati, in questo caso spostati contrastanti. Nell'area direttamente in data dall'impegno delle forze di polizia sono diminuiti sensibilmente le segnalazioni legati alla criminalità e al disordine, ma il beneficio complessivo si è ridotto, considerando anche le zone limitrofe, cioè la criminalità, si è spostata nelle zone non direttamente controllate e soprattutto questo era un indicatore importante. Non è migliorata la percezione dei cittadini e la fiducia nei confronti delle istituzioni, quindi risultati diversi. Uno dall'altro la terza esperienza che ho trovato e invece tutta italiana, anzi tutta.
Emiliano romagnolo perché riguardo a Bologna un esperimento nel 2026 con l'inaugurazione di nuovi presìdi della Polizia di strato di Stato al pilastro e alla Bolognina,
Collaborazione con il Comune che ha messo a disposizione i locali e un'esperienza interessante, anche se ovviamente, ma è ancora presto per formulare un bilancio definitivo dei risultati. Cosa portiamo a casa da questa, da queste esperienze, che insegnamento ci può dare? Beh, il presidio di prossimità può funzionare, ma non è una soluzione miracolosa, cioè deve essere organizzato, deve essere continuativo e soprattutto deve essere inserito in una strategia più ampia, che sono due questioni che credo dobbiamo affrontare. La prima riguarda le competenze, il cosiddetto poliziotto di quartiere, e bisogna definire chi è a chi da chi dipende se è una figura della Polizia locale, sia una figura dei carabinieri sia una figura della polizia. Se una figura interdisciplinare fra i vari corpi.
Il Comune non può semplicemente istituì istituirla autonomamente. Occorre costruire un'intesa con la Prefettura, con la Questura, coinvolgendo ovviamente anche la Polizia locale. La seconda considerazione che ritengo importante è il modello operativo. Non può non deve essere semplicemente trattarsi di qualche pattuglia che occasionalmente attraversa queste strade, magari con maggior frequenza, devono essere agenti riconoscibili, localizzati sul territorio, possibilmente appiattati con una presenza programmata, capace di raccogliere le segnalazioni, conoscere le situazioni a intervenire in collaborazione con gli altri soggetti istituzionali e soprattutto occorre evitare di concentrare le risorse in un quartiere, abbandonando né altri.
Tornando nel concreto a questa proposta del consigliere Bassi, io credo che sia giusta investire in questo in questa proposta, prevedendo, ovviamente, ma come è stato detto dal consigliere Bassi, una sperimentazione di sei, meglio 12 mesi con obiettivi precisi, una verifica pubblica dei risultati numero e frequenze di Pacolli gli elementi se stabiliti segnalazioni, interventi, andamento dei fenomeni di criminalità e non meno importante la valutazione di sicurezza dei residenti, dei cittadini e dei commercianti.
Facciamo anche una considerazione politica nelle linee programmatiche di mandato di questa Amministrazione. Questa Amministrazione ha già assunto l'impegno di rafforzare la polizia di zona o di quartiere. Questa mozione ci osserva e quindi l'occasione di passare dalla dichiarazione ad atti concreti e io credo che questa sia una di quelle proposte che non devono assolutamente assumere una valenza politica e ideologica di parte. Qui il problema della sicurezza credo che lo.
Lo avvertiamo tutti, ce lo segnalano in maniera chiarissima i cittadini, i commercianti, gli abitanti di alcuni quartieri in particolare, e qui non c'è una risposta di sinistra, non c'è una risposta di destra c'è una risposta a un problema reale che questo Consiglio comunale, dal mio punto di vista e credo anche dal punto di vista di molti altri Consiglieri, deve farsi carico. Questa è una proposta.
Considero quindi condivisibile l'obiettivo della mozione. Mi interessa però che l'impegno non rimanga una dichiarazione di principio. Vorrei che diventasse un progetto concreto, concordato con le autorità competenti, Prefettura, Questura, Comando dei Carabinieri, Polizia locale in primis, dotati di risorse e di tempi e strumenti di verifica. E io qui chiudo questo intervento prima della dichiarazione di voto, rimarcando il concetto che mi è caro e che esprimo spesso in quest'aurea degli indicatori. Ogni volta che mettiamo su un progetto dei soldi pubblici, noi dobbiamo avere degli indicatori di risultato che stabiliamo prima, nonché stabiliamo in corso d'opera o addirittura alla fine e su questi andare a verificare quando facciamo un progetto, investiamo sul futuro e ogni investimento sul futuro è a rischio e il rischio di non funzionare. Ma se non stabiliamo degli indicatori di risultato vuol dire che non vogliamo essere confrontati, che questo progetto non sarà confrontato su dei dati oggettivi ed obiettivi. Io credo che questo possa essere una situazione in cui questa metodologia di lavoro possa essere fatto atterrare in questa città, a partire da questo Consiglio comunale e io credo che sia un'ottima occasione per provare a lavorare in questa maniera. Grazie.
Grazie, consigliere Aguzzoli. Chiede di intervenire il consigliere Tarquini ne ha facoltà.
Grazie, Presidente.
Allora, è chiaro che io attribuisco un pregio particolare a questa mozione del consigliere Bassi e nota quella che è la nostra posizione sul tema della sicurezza e sul tema di quelle che possono essere le iniziative da mettere in atto in modo efficace e concreto, come scrive questa mozione, è chiaro che nessuna di queste ha.
Una capacità di eliminare il problema, ma è solo mettendole insieme che si può, credo sperare in qualche risultato utile qui per di più, come ha già detto il consigliere Aguzzoli e siamo in perfettamente in linea con le linee programmatiche di questa Amministrazione e mi preme in questo senso fare solo un pensiero per punti, senza utilizzare nemmeno tutto il tempo che ho a disposizione. La istituzione del cosiddetto poliziotto di quartiere risale a una sperimentazione del 2002 da parte del Ministero dell'interno, con un modello di.
Polizia di prossimità, come è stato detto, che poi ha avuto una diffusione in varie regioni, quasi quasi in tutte le città. Si è sperimentato questo modello. Anche qui a Reggio Emilia c'era stato un periodo in cui c'erano queste figure, che avevano anche un'uniforme di prossimità, non solo un ruolo di poliziotto di quartiere, ma anche distinguibili rispetto alle altre forze di polizia che invece hanno dei compiti ordinari. Quindi credo che prima di tutto la cosa migliore sia inserire questa sperimentazione dentro a una attività di stretta collaborazione, ovviamente con le forze dell'ordine, diciamo così, di livello nazionale. I presenti sul nostro territorio. Io credo, tra l'altro anticipando quello che sarà il voto sicuramente favorevole da parte del nostro gruppo, che uscire con una approvazione da parte dell'intero Consiglio comunale di questa iniziativa, che non vuol dire istituirla domani, ma vuol dire iniziare a pensarci in modo efficace e concreto, tenendo conto anche di quelle che sono state le ultime novità: l'assunzione di altri 18 agenti della polizia municipale, la della Polizia locale, la previsione da parte di altre realtà istituzionali di creare del dei punti di riferimento di prossimità per i cittadini. Si diceva prima da parte del consigliere Paglialunga che lo si sta facendo in tema di giustizia, gli con gli Uffici di prossimità. L'ultimo che è stato aperto sempre in zona stazione, lo si sta facendo soprattutto sul tema della salute e quindi anche la esigenza di una percezione di sicurezza per quella che è la vera, il vero obiettivo di queste iniziative, che è quello di prevenire, non di andare a reprimere, ma di prevenire con delle figure che abbiano, e questo è già stato fatto cenno, ma ci tengo a dirlo anch'io che abbiano una formazione adeguata rispetto a quella che è l'attività di intervento, una formazione e soprattutto è una preparazione in quella che è una sorta di psicologia sociale, oltre che ovviamente la dimestichezza con quelle che sono le regole tipiche di chi opera come.
Appartenente alle forze dell'ordine, quindi credo che il percorso che può essere inaugurato con un'iniziativa che sicuramente tutta la città vedrebbe di buon occhio di approvazione di questa di questa mozione è un percorso che potrebbe portare a verificare se effettivamente quei modelli che diceva anche il Consigliere Aguzzoli sono o non sono utili per quella finalità che dicevo, cioè la prevenzione e la capacità di entrare in un ascolto diretto, quasi familiare, con i cittadini di una determinata zona. È noto che qui la zona che abbiamo più in difficoltà è quella della stazione e quindi anche in questo senso credo che questa mozione abbia il pregio di avere individuato il problema che a Reggio Emilia si pone con estremo rilievo ormai da tempo e che abbia il l'ulteriore pregio di essere perfettamente in linea con quelle che sono le linee programmatiche teoriche di questa Amministrazione, grazie. Grazie, consigliere Tarquini. Chiede di intervenire il consigliere Anceschi nella facoltà.
Grazie, Presidente. Buonasera, lei, le colleghe e i colleghi del Consiglio e all'assessore Brandi.
Intervengo volentieri su questa mozione, per la quale ringrazio il consigliere Bassi e credo che sia dal mio conteggio abbiamo discusso più di 50 documenti sul tema della sicurezza in questi due anni e mezzo non ricordo un dibattito così costruttivo e pacato. Credo che il merito vada anche alle parole che ha scelto per introdurre l'argomento e per.
E spiegare il suo il suo punto di vista. E dopodomani avremo in città Franco Gabrielli, che, come sapete, da poco ha scelto di entrare nell'agone politico in vista delle prossime elezioni e ha invitato dal Partito Democratico verrà a parlare anche e soprattutto credo di questo tema e prenderò spunto da alcuni dei dei suoi argomenti che nel testo contro la paura portano e lui lui porta insieme al collega con cui ha scritto alla riflessione pubblica e alla riflessione politica e vorrei partire da un pensiero molto chiaro e che riguarda proprio il tema della percezione che è stato ripreso sia dal consigliere Aguzzoli che del consigliere Tarquini. La percezione è un fatto politico su questo e credo che il nostro dibattito debba fare un passo congiunto, nel senso che giova certamente alla città a ricordare i dati statistici che non ci collocano certamente tra i posti peggiori dal punto di vista del del dato numerico dei dei reati, ma è se esiste un tema di percezione, di insicurezza a questo tema è un tema che di cui ci dobbiamo far carico tutti.
Ce ne dobbiamo fare carico, perché l'azione politica che ciascuno di noi è chiamato a svolgere e deve guardare alle alle attenzioni e alle premure dei nostri concittadini, certamente cercando di portare un dato di realtà ma soprattutto e prima di tutto, facendoci vicini alle preoccupazioni che animano la vita della nostra città.
Anche perché la sicurezza è, riguarda il diritto dei più deboli, quindi occuparsi di sicurezza non significa cedere a un dibattito che troppo spesso, almeno a livello nazionale, viene polarizzato, ma significa prenderci cura, appunto, del diritto dei più deboli e non del privilegio dei più forti.
Gabrielli ci parla di sicurezza relazionale e allora mi piacerebbe riprendere un paio di dei suoi punti, perché credo che ci aiutino anche ad affrontare questo dibattito, consapevoli che qualunque scelta politica anche su questo tema debba fare i conti con le risorse disponibili e con le modalità che la Polizia locale, in coordinamento con le altre forze e che si occupano di sicurezza, può mettere in campo. Gabrielli parla di sicurezza, situata cioè ogni quartiere e ogni area di una città alla sua grammatica, le sue specificità, per cui ci richiama l'esigenza delle risposte proporzionate. No, servono risposte proporzionate e a più livelli.
Che forse aiutino anche le forze di polizia e, come dire, personalizzare il più possibile la loro azione e a seconda delle caratteristiche dei singoli territori. E poi parla di sicurezza come responsabilità condivisa. E allora credo che anche in questo dibattito sia utile che, come dire, allarghiamo un attimo lo sguardo al tema del poliziotto di quartiere, che è un tema certamente meritorio.
E per ragionare su quello che vuol dire costruire sicurezza in città.
Vuol dire certamente lavorare di più e meglio con le Forze di polizia, con la polizia locale, ma soprattutto col nel coordinamento interforze, ma vuol dire anche presidiare i quartieri, portare nelle strade tutto ciò che l'Amministrazione e soprattutto la città nelle sue varie forme associative e del Terzo settore, può mettere a disposizione del.
Del benessere collettivo. Uno spazio pieno è uno spazio in cui ci si sente più sicuri e riempire uno spazio non significa soltanto lavorare sulle forze di polizia, ma significa prima di tutto lavorare sulle attività che in quegli spazi possono essere svolte e mi fa piacere che questo dibattito abbia preso un tono più pacato della media, appunto delle discussioni sulla sicurezza, dove insomma siamo stati già tacciati di lavorare al business del terzo settore e il business delle cooperative. Ecco, no, credo sia utile anche in questa sede e.
Riconoscere che la sicurezza della nostra città e la sicurezza nei nostri quartieri si costruisce anche lavorando con i diversi soggetti che nei quartieri fanno attività, attività non necessariamente riconducibili al al Governo dell'ordine e della sicurezza.
Ecco, allora, veniamo alla concretezza dell'azione amministrativa che giustamente deve animare questo questo dibattito, anche perché.
Il poliziotto di quartiere, che pure è una misura che è giusto, che entra in quest'Aula e che ci faccia discutere e non deve nascondere, non deve togliere la l'attenzione alle diverse azioni positive che questa Amministrazione ha messo in campo intanto un presidio permanente in zona stazione, nella nelle zone della città storica, è già stato ricordato e forse anche dall'avvocato Bassi proprio nella sua presentazione, ma è tanto ha fatto questa Amministrazione, tanto certamente dobbiamo continuare a fare, perché soprattutto le zone più calde e qui forse è opportuno ricordare non soltanto la stazione della città storica, che spesso entrano in questo dibattito, ma anche altre aree della città, che probabilmente avrebbero bisogno di un presidio anche ulteriore. Comunque questa Amministrazione, appunto, ha messo in campo i nuclei territoriali e nella città storica le si vedono, si vedono diversi agenti ultimamente occupati nell'attività di presidio quotidiano. E già sono stati ricordati i 18 nuovi agenti assunti tra l'altro dedicati all'azione sul territorio, quindi non al lavoro negli uffici, ma proprio al presidio e dei nostri quartieri, e forse non sono stati ricordati i 60 che sono entrati in graduatoria, cioè qui quelle linee di mandato che lei il consigliere Bassi ricordava nella sua presentazione e sono state AgID e sono state messe al centro dell'azione amministrativa, in un contesto che abbiamo già affrontato in tanti dibattiti e di cui conosciamo le problematicità, ma quell'impegno che il Sindaco e l'Amministrazione si sono presi e sta venendo realizzato appunto con queste assunzioni e con la e con la anche la la scelta di dedicare i nuovi agenti al presidio del delle attività sul territorio.
Si vedono, spesso, si vedono spesso in centro. Credo che se siete ecco nelle strade e nelle piazze, né soprattutto nei fine settimana ed è facile incontrarli, e questo è un segno importante, credo non soltanto per l'azione concreta che questi.
Operatori riescono a svolgere, ma anche appunto per quella prossimità, per quella e.
E quel lavoro sulla percezione, che è certamente altrettanto importante dal punto di vista politico, per far sentire ai nostri concittadini più sicuri dobbiamo passare un po' dal simbolo alla sostanza, e questo è qualcosa che anche in questo Consiglio spesso onestamente facciamo fatica a fare. Ecco, credo che l'azione che la Polizia locale e con la spinta politica dei nostri amministratori ha messo in campo vada nella direzione di lavorare su quella percezione di far sentire i nostri concittadini e noi stessi e più, come dire, più vicini, più più oggetto di attenzione, di cura.
E forse i tempi non sono ancora maturi per il poliziotto di quartiere, che prevederebbe una un modello unitario che probabilmente non si adatta neanche alle specificità delle nostre città. Però credo che in questo dibattito, per come è stato impostato e di cui ripeto credo sia. Ecco, dobbiamo essere grati e dobbiamo riconoscere che tanti passaggi sono stati fatti e che, rispetto al al ai primi mesi di questo mandato in cui il dibattito sulla sicurezza ha cominciato a essere svolto in modo anche spesso molto acceso e tanti segnali sono arrivati, ripeto, non soltanto in termini di azioni concrete e di possibilità che questi agenti hanno nel vivere il loro lavoro, ma anche nel in qualche modo iniziare una risposta a quel tema della percezione, che è un tema politico chiave. Credo che ecco se l'Amministrazione debba essere sollecitata, appunto quel modello e quelle possibilità possano essere estesi ad altri quartieri e ad altre zone della città. Abbiamo già parlato in questa sede dell'area de de di via Compagnoni, per esempio, che in diverse nostre discussioni è stata ricordata e credo che ecco con quella stessa modalità di lavoro, con il Comune che fa la sua parte e le forze di polizia che anche con il presidio e con il coordinamento del Sindaco, mettono in campo le loro alle loro forza. Ecco diverse aree della città possano beneficiare di questo nostro approccio. Grazie.
Grazie, consigliere Anceschi.
Non ci sono altre richieste di intervento, quindi do la parola all'assessore Brandi per la replica.
Grazie, Presidente. Anch'io ringrazio il consigliere Bassi per questa mozione che ci consente di parlare di di sicurezza delle attività che abbiamo messo in campo da inizio mandato.
Che per molti versi sono già state toccate da dai vostri interventi e di darne anche un quadro strategico rispetto all'impostazione di sicurezza urbana integrata che abbiamo.
Dicevo sicurezza urbana integrata, che rappresenta quello sforzo di coordinamento da molti di voi, diciamo così, menzionato proprio tra tutte le forze dell'ordine e il Comune, il Comune stesso. Ci tengo a sottolineare che ogni settimana si riunisce un un cost che con il Comitato ordine e sicurezza pubblica, coordinato appunto dal dal prefetto, al quale siedono tutte le forze dell'ordine e anche le istituzioni, proprio perché diciamo, le migliori pratiche prassi di sicurezza vengono affrontate e in questo modo e così voglio citare alcuni numeri. Il consigliere Aguzzoli parlava di indicatori e e quanto mai.
Ci piace parlare di di indicatori in questo. In questo senso, la centrale operativa di via Brigata Reggio per quanto riguarda la Polizia locale, ricordo attiva 24 ore su 24, non tutte le centrali operative in Emilia Romagna sono attive 24 ore su 24.
Garantisce non solo un servizio continuativo, ma rappresenta il cuore pulsante del del sistema di sicurezza gestito dalla Polizia locale di Reggio Emilia. Ogni anno gestisce complessivamente circa 40.000 richieste di intervento tra sinistri stradali, i controlli specifici attività di supporto e segnalazioni provenienti dai cittadini.
Dietro questi numeri vi è il lavoro quotidiano di donne e uomini che assicurano una presenza costante sul territorio. Nel corso dell'anno vengono effettuati mediamente 41.000 turni di servizio, dei quali circa 3.000 in giornate festive e oltre 8.000 nelle fasce serali e notturne, a testimonianza di un impegno che non conosce interruzioni che accompagna la vita della città in ogni momento della giornata. Particolarmente significativo è il dato relativo alla sicurezza urbana. Ogni anno vengono svolte 15.000 attività di vigilanza, comprendenti i controlli di prossimità, verifiche nei parchi e nelle aree pubbliche, interventi con l'unità, cinofila, accertamenti anagrafici e attività di prevenzione rientrano in questo ambito anche circa 2.500 accertamenti effettuati a seguito delle segnalazioni dei cittadini. A conferma di quanto la collabora, la collaborazione tra istituzioni e comunità locale si è diventato un elemento strategico dell'azione amministrativa.
In questo quadro assume un ruolo, secondo noi, anche particolarmente importante, e le esperienze dei gruppi di controllo, di vicinato o di comunità avviata ricordo già dal 2017 a Reggio Emilia, progressivamente cresciuta fino a coinvolgere oggi 65 gruppi attivi distribuiti nei diversi quartieri della città. Si tratta di una realtà che ha saputo consolidarsi nel tempo e che costituisce un prezioso strumento di partecipazione civica e di cittadinanza attiva, grazie al rapporto costante con il Comando della Polizia locale. Ricordo che ogni Gruppo di vicinato a un referente fisso nella Polizia locale, proprio per creare quel raccordo, quel rapporto di prossimità e fiducia con i il quartiere, i gruppi contribuiscono a un'efficacia e un'efficacia e conoscenza del territorio e consentono di intercettare tempestivamente situazioni potenzialmente critiche.
I tre nuclei territoriali della Polizia locale ricevono infatti ogni anno migliaia di segnalazioni dirette, circa 500 segnalazioni per il nucleo nord-est, un numero analogo per il nucleo sud-est tra 1.000 e 1.500 segnalazioni per il nucleo città storica e stazione, certamente area complessa e in fase di trasformazione.
Complessivamente, dicevo, si tratta di circa 2.500 segnalazioni annuali che si aggiungono a quelle già raccolte dalla centrale operativa e contribuiscono a orientare in modo sempre più puntuale l'attività di controllo e di prevenzione. Questo modello di sicurezza partecipata è destinata a rafforzarsi ulteriormente dopo anni particolarmente impegnativi sotto il proprio profilo del turnover e delle carenze di personale. Come è stato detto, la Polizia locale tornate infatti a contare 173 operatori attivi in organico.
Un risultato importante che consente di guardare al futuro con maggiore serenità, pur nella consapevolezza delle sfide che attendono la città. I 18 nuovi agenti.
Che sono stati recentemente assunti, stanno completando il percorso formativo regionale è obbligatorio di 260 ore, necessario per acquisire tutte le competenze professionali richieste a contribuire pienamente l'attività del corpo. Si tratta di un investimento rilevante non soltanto in termini di risorse umane, ma anche di qualità del servizio reso alla collettività. Credo il consigliere Paglialunga menzionasse il tema della formazione e della necessità di formare adeguatamente i nostri operatori della Polizia locale negli ultimi anni, e la Polizia locale ha affrontato compiti sempre più complessi e articolati, andando ben oltre alle funzioni tradizionalmente associate alla vigilanza urbana, è diventato un punto di riferimento per la gestione dello spazio pubblico, per la prevenzione dei fenomeni di degrado, per l'educazione alla legalità, per il presidio delle fragilità e per la costruzione di reti territoriali capaci di generare sicurezza e coesione. Tutto questo è stato possibile grazie alla professionalità degli operatori, è alla costante collaborazione con la Prefettura, le Forze di peluche di polizia dello Stato, l'Autorità Jiddu giudiziarie alle numerose, in realtà associative presenti sul territorio, che vorrei cogliere l'occasione in questa sede, di ringraziare ancora una volta per l'impegno profuso. La sicurezza, infatti, non è mai il risultato dell'azione di un singolo soggetto è il frutto di un lavoro condiviso fondato sulla collaborazione istituzionale, sulla partecipazione dei cittadini e sulla presenza quotidiana di operatori che agiscono con competenza, equilibro e spirito di servizio.
Per queste ragioni, ritengo appunto ancora una volta esprimere il ringraziamento dell'Amministrazione comunale a tutto il Corpo della Polizia locale, che continua a rappresentare un presidio fondamentale della legalità, prossimità e tutela della comunità reggiana.
Infine, concludendo e venendo un po' alla richiesta della più specifica della mozione, riteniamo che la risposta a questi temi di sicurezza e di percezione di sicurezza non consiste, non consista nell'istituire formalmente una nuova figura organizzativa denominata poliziotto di quartiere, bensì nel consolidare e potenziare gli strumenti che già oggi svolgono quella funzione e che stanno andando esattamente nella direzione indicata dalla mozione, strumenti, tra l'altro che ci vengono anche indicati dai professionisti della sicurezza, a partire dal prefetto e dalle forze dell'ordine, che dicono essere superato un presidio capillare e, diciamo così, statico del territorio in favore di una presenza dinamica e agile di controllo e sicurezza appunto dei quartieri. Per queste ragioni, pur condividendo le finalità generali della mozione e lo spirito con il quale è stato proposte e anch'io mi unisco al ringraziamento per il dibattito che abbiamo avuto qui oggi costruttivo e riteniamo che gli obiettivi della mozione di fatto, siano già perseguiti attraverso l'attuazione, la tua sì, l'attuale organizzazione della Polizia locale e le azioni di Raffoni. Ah, scusate, di rafforzamento del presidio territoriale che questa Giunta ha già avviato e intende proseguire con determinazione. Grazie.
Grazie, assessore Brandi.
Apriamo una fase di dichiarazioni di voto con l'assessore, con il consigliere Tarquini. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Vede, Assessore, non sono io che devo insegnarglielo, anzi devo mettermi proprio dietro a tutti, però l'uomo non è un essere perfetto, perché se riuscisse ad essere un s per un essere perfetto, probabilmente non sarebbe più l'uomo, ma sarebbe un dio, però è un essere perfettibile, perfettibile. Significa che occorre mettere in campo tutto quello che c'è a disposizione per arrivare.
A migliorare, quindi è migliorabile e tutte le iniziative che lei ha elencato e che sono venute fuori anche dagli interventi precedenti dei consiglieri dell'opposizione, sono iniziative che contribuiscono senz'altro a raggiungere un obiettivo che è quello non della assenza di insicurezza e della perfetta sicurezza, ma di migliorare le condizioni dei cittadini, che poi è lo spirito di questa mozione, ed è uno spirito che io credo che vada condiviso il riferimento.
Alla istituzione di tutti i presìdi di cui ci ha parlato e all'organizzazione attuale delle forze dell'ordine a Reggio Emilia, che chiaramente non dipendono dal Sindaco e da lei, ma dipendono dal prefetto, il riferimento alle riunioni che settimanalmente vengono fatte in Prefettura, riunioni del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica e sono quello che ci deve essere e che c'è quello che propone il consigliere Bassi è un qualcosa che è diverso, nel senso che è una cosa è la repressione, l'intervento dinamico per intervenire 15.000 volte all'anno, perché viene segnalato che c'è un furto in atto una rapina in atto, un borseggio in atto, una zuffa in atto, uno spaccio in atto. Altra cosa è istituire una figura che entri in un dialogo costante con i cittadini di una determinata zona e che entri in sintonia. Una sorta di familiarità che è quella che può essere quella ciliegina in più da mettere sul dolce sulla torta che state già preparando qui, come dice il consigliere Anceschi, c'è una situazione, diciamo anche più serena, nell'affrontare questo argomento, perché prendiamo anche noi atto che ci sono stati dei miglioramenti. Vi ricordate quando eravamo qui a parlare di come fare a fare arrivare in stazione almeno la presenza dei militari dell'esercito? Vi ricordate? Quando il consigliere Paglialunga proponeva l'istituzione e della dell'unità cinofila e tante altre cose, sicuramente quelle figure civili e militari che seguono oggi la sicurezza a Reggio Emilia sono utili, utilissime, necessarie e doverose. Qui si sta chiedendo qualcosa di più anche a livello di percezione. È una parola che piace più a voi che a noi, ma la figura, l'introduzione, la novità, la notizia che da questo Consiglio comunale esce una proposta condivisa di istituzione di un poliziotto di quartiere. Non posso pensare che voi la riteniate negativa e non posso nemmeno pensare che sia ostacolata dall'utilizzo di risorse. Prima di tutto perché è già stato fatto riferimento ai 18 nuovi assunti, che sono proprio in una fase di formazione. Allora in quella stessa fase di formazione si potrebbe fare loro formazione anche per rivestire un giorno, forse se ci saranno le risorse e poi vengo al tema delle risorse, quella figura che è una figura non di intervento repressivo, ma è una figura di conoscenza del territorio e dei cittadini che va ad aumentare quella perfettibilità che non sarà mai il rischio zero rispetto al tema della sicurezza, tutte le segnalazioni che arrivano e che danno luogo a quei numeri che lei diceva prima sono un post factum, purtroppo e sono quello che vogliamo evitare tutti, credo di qua e di là la figura che si chiede di introdurre con tutti i limiti necessari, tra l'altro è una mozione e questo è molto prudente, perché dice boh, facciamo una sperimentazione, vediamo innanzitutto se in zona stazione, che è la più critica, può servire a livello statistico, se si può ottenere dei miglioramenti senza nulla togliere a quello che c'è già, ci mancherebbe e sempre in collaborazione, perché poi l'ordine e la sicurezza sul territorio fanno capo al questore e quindi non è una iniziativa che può essere presa così in modo estemporaneo da questo Comune, ma potervi sedere al tavolo del Comitato dell'ordine e della sicurezza pubblica la prossima volta e dire con qualche agente di Polizia locale e con questa figura che ci arriva come suggerimento dal Consiglio comunale, se volete ci siamo. Io credo che sarebbe una buona cosa. Il prefetto Gabrielli, sicuramente espertissimo.
Più di tutti noi messi insieme di queste cose, ma si occupa finisco subito, Presidente, ma nella sua grande esperienza lui al macrofenomeno noi qua dobbiamo studiare la nostra realtà e la nostra realtà è quella che dice il consigliere Bassi, noi voto favorevole.
Grazie, consigliere Tarquini. Chiede di intervenire il consigliere Aguzzoli. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Credetemi anch'io apprezzo la pacatezza del dibattito, ma non posso dire che in questo caso, ad un dibattito pacato segua una mia soddisfazione, nel senso che sono rimasto un po' deluso soprattutto dagli interventi di Ancescao, da cui mi aspetto sempre molto, per cui non sempre si può essere al test di dove mettere la stanghetta e anche dell'assessore Brandi e vedete.
E qui si parlava di una proposta e ci sta benissimo che la maggioranza che ha l'onere e l'onore di dovere gestire le risorse possa dire noi le risorse le vogliamo mettere da un'altra parte le vogliamo mettere in un modo diverso. Questa era una proposta ben definita. Io stesso ho cercato di portare qualche esperienza presa da esperienze europee per cercare di.
Di di dimostrare che il poliziotto di quartiere non è sempre la soluzione miracolosa delle cose, ma voi ci avete sempre avete invece risposto con questo artificio retorico che si chiama fuori tema, che come quando eravamo a scuola. Il professore di lettere ci diceva bello, ma se è andato fuori tema qui lei ha parlato di indicatori e poi ci ha dato dei dati. I dati e gli indicatori sono cose diverse dagli indicatori scaturiscono dei dati, ma scaturiscono dopo. Certo noi sappiamo che la Polizia Municipale qui nessuno ha criticato niente e nessuno, né negli agenti di pubblica sicurezza nei Carabinieri, né gli agenti di Polizia locale. Abbiamo solo fatto una proposta operativa che può essere ritenuta necessaria in questo momento utile, procrastinabile, non utile, però non ci potete venire a dire, però abbiamo fatto tante cose, perché non è delle cose che avete fatto, che vogliamo parlare. Ne prendiamo atto. Il consigliere Tarquini ha detto che riconosciamo che sono arrivati i militari, che sono arrivati 18 17 18 agenti di Polizia Municipale in più.
Però che ci sia un problema è un dato politico. La percezione è un dato politico, la sicurezza e la percezione di insicurezza e concordo con lei, consigliere Ancescao, che affrontare il problema della sicurezza significa tutelare i soggetti più fragili, ed è quello che io mi sento di dovere fare in ogni ambito della mia vita compreso in questa fase storica della mia vita in questo ambito, qui, che è un ambito politico ma sono sempre, ho sempre cercato di difendere i più deboli e questa può essere la soluzione. Noi abbiamo proposto una sperimentazione, il consigliere Bassi ha proposto chiaramente una sperimentazione, se si vuole andare con le risorse che abbiamo a disposizione che sono risorse finite.
E da un'altra direzione va bene, lo esplicitiamo, il dibattito rimane pacato, la il rispetto rimane inalterato. Ci sta l'onere delle decisioni, di come esprimere le RSA, di come spendere le risorse, è un onere che capita a chi governa, che che è a carico di chi governa e quindi è giusto così, però non rispondiamo andando fuori tema, perché non serve alla città.
E perché serve a coprirci le spalle dalla responsabilità di dire di no a una proposta che non necessariamente è la risposta migliore e non lo sapremo mai, fino a che non la metteremo in atto a livello sperimentale, disegnando sono un rompi tore di scatole, disegnando degli indicatori prima per verificare se quei soldi che abbiamo speso lì hanno dato un risultato e allora il processo lo andò, allarghiamo ad altre realtà oppure oppure no quello che abbiamo fatto, cioè non veniteci a dire che il sociale, perché chi vi sta parlando in questo momento è assolutamente convinto che con un approccio repressivo e basta. Non risolviamo nessun problema e ci vuole l'illuminazione e la cura del quartiere. Ci vogliono il doposcuola, ci vogliono le.
Le sedi dove praticare dello sport ci vogliono tutte queste cose e che danno risultati in tempi lunghi, ma ci vuole anche un'attività di controllo del territorio e tra l'altro, guardate qui concludo, ho 10 secondi. Questa proposta è la meno repressiva che mettiamo che proponiamo di mettere in atto, perché il poliziotto di quartiere e col poliziotto e carabiniere ho finito, Presidente, è quello che cerca un rapporto con i cittadini, soprattutto con i più fragili, meno repressivo possibile, ma più collaborativo possibile. Questa è una proposta. Ritenete che non sia il momento, non sia la giusta? Basta dirlo senza andare fuori tema dire però abbiamo fatto, perché è un artificio retorico di cui ci siamo un pochino stancati. Grazie.
E il nostro voto sarà favorevole, ma tanto sappiamo come va a finire. Grazie, Consigliere Aguzzoli. Chiede di intervenire il Consigliere Paglialunga e ne ha facoltà.
Io volevo dire una cosa molto semplice: non si riesce a concludere un Consiglio comunale senza inventare qualcosa priva di alcun fondamento, come ha fatto poc'anzi l'Assessore. Io ho apprezzato il suo intervento Assessore, le dico lei sta, ha detto che ideologicamente contrario la figura del quartiere. Poi, per giustificare una dichiarazione a cui lei stesso non credeva perché si vedeva lontano un metro tra un chilometro, scusate, ha messo in mezzo il prefetto e le forze di polizia. Bene, allora, visto che ha detto che questa è quello che esce dalle forze di polizia e dal prefetto, la invito a rileggersi i comunicati stampa del costo del 15 6 del 25, del 21, quattro in cui approva il prefetto che chiede l'istituzione delle pattuglie a piedi. Lei ci viene a dire una cosa completamente il contrario. Abbiamo il Sindaco qui a fianco a cui partecipa sistematicamente a queste riunioni. Se vogliamo dare la parola all'illustrissimo, Sindaco presente in quest'Aula, se è vero o no che il prefetto in persona che durante le riunioni, come emerge dai comunicati stampa che lui stesse mette alla fine di ogni corpo che delle pattuglie a piedi nelle zone particolarmente critiche della città, tra le quali rientrano entrambe le zone a cui il consigliere Bassi.
Ha fatto riferimento nella sua mozione, ma la cosa più grottesca è che anche nei provvedimenti dell'Amministrazione comunale per giustificare le spese per E-Street Tudor parlano dell'importanza delle attività di prossimità, quindi mi viene un pochino da sorridere. Ripeto, si vedeva lontano un chilometro che anche l'Assessore era in imbarazzo a sostenere quello che stava dicendo, ma la cosa che sinceramente mi fa un po' pensare a questa situazione. Mi riferisco adesso al al consigliere Anceschi abbiamo scoperto che oltre a Gesù, l'unica figura a cui io credo abbiamo anche il dottor Gabrielli, a cui chiede a cui crede il consigliere Franceschi, con una piccola differenza, però, che quando prendiamo le interviste o le dichiarazioni di un individuo, quello che ha detto prima di fare politica, io capisco che adesso è entrato in politica e quindi per poter avere uno scanno in Parlamento da qualche parte è costretto a dire determinate cose. Che dice, di cui giustamente ha sottolineato il collega Anceschi, però io ti invito a leggere le dichiarazioni che lui ha fatto anche quando era consulente di Sala a Milano sull'importanza del poliziotto di prossimità, tant'è vero, lo ha istituito presso la Polizia locale di Milano o quando ancora era rivestiva ad altri ruoli in seno a quella che è l'amministrazione pubblica quando parlava della dell'importanza del carabiniere di quartiere, lui, ma così diceva lui diceva in qualche sua intervista è magari le è scappata un punto di riferimento stabile per il quartiere, però forse questo è scappato. Lui continuava a dire: ogni segnalazione, anche apparentemente minima, può risultare utile per prevenire episodi criminali o di interventi particolarmente difficili, per non dire poi dopo le segnalazioni che altri, se voi posso darti tutte le altre interviste quando parlava del codice rosso, degli interventi sulle donne, sulle difficoltà che hanno ad andare presso le caserme a segnalare questi queste problematiche di maltrattamenti delle informazioni sull'attività di prevenzione che poteva essere fatta legate a queste figure di prossimità, ma naturalmente, visto che adesso è del Partito Democratico, prendiamo solo ciò che dice. Adesso cancelliamo tutto quello che diceva prima era questo. Se vuoi ti do tutte le interviste di Gabrielli, perché immaginavo che oggi tirate fuori questa manfrina, come sempre accade, bisogna trovare un pretesto per trovare e bocciare questa mozione che bisogna dare atto al consigliere Bassi, giustamente porta in Consiglio comunale, ma non perché è una sua idea e perché secondo me è qualcosa che serve alla città e come tale è giusto che venga riproposta tutte le volte che è necessario, anche perché parliamoci chiaro e diciamolo aderenti. Chi decide cosa fare nella città non è né il Prefetto né l'assessore Prandina voi fortuna, cioè né il Sindaco né l'assessore Prandina voi fortunatamente, quindi, visto che abbiamo un'Autorità seria in seno alla città, così come ci avete bocciato per ideologicamente la richiesta di dotarci noi stessi di una unità cinofila. Vi chiedo: i servizi cinofili li stanno facendo nel comune di Reggio Emilia, per cui vi siete dimostrati così tanto ostili? Sì, li stanno facendo e sapete che ci costano? Ci sono costati già di più di quanto avremmo speso a prendercela ONU, una unità del cane, lo sapete questo no? Allora, così come sta accadendo con le telecamere, così come è accaduto per le unità cinofile, vedrete che la PAC, che la Polizia locale, così come ha iniziato a fare o mi smentisco, assessore Brandi, è vero che le pattuglie a piedi e abbiamo iniziato a farle su indicazione del prefetto. Non le vogliamo chiamare poliziotto di quartiere chiamatele come volete, ma le pattuglie a piedi sono iniziate e questo è l'importante che bisogna dare ai cittadini, se ideologicamente volete bocciare questa mozione, perché la ritenete scomoda per qualche gruppo elettorale che vi sostiene, abbiate almeno la decenza di non prendere in giro chi questi provvedimenti li sostiene perché oggi bocciare questa mozione e il Sindaco sia dal costo, mi farei mi farebbe, io sarei veramente con quale spirito abbiamo bocciato la poliziotto di quartiere e andrà a parlare con il prefetto. Quando il Prefetto gli dirà, caro Sindaco, lei, i poliziotti locali a piedi li devi mettere perché lo dispongo io e lei è obbligato a farli. Quindi ci troviamo in una situazione che vogliamo anche mettere in imbarazzo oggi chi è il primo cittadino della città di Reggio Emilia, perché così finisce così come, nonostante la vostra ostilità, facciamo i servizi col cane antidroga. State sicuri che, come già sta accadendo, faremo anche i servizi a piedi per la Polizia locale, grazie.
Grazie, Consigliere Paglialunga. Chiede di intervenire il consigliere Rinaldi e ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Ma innanzitutto dalla discussione che ne è scaturita emerge un'enorme contraddizione nella maggioranza, perché l'assessore Brandi poc'anzi ha detto che gli impegni della mozione del consigliere Bassi sono impegni già perseguiti dall'Amministrazione comunale che il poliziotto di quartiere.
Che il poliziotto di quartiere è un qualcosa che già è stato un percorso che è già stato avviato dal Amministrazione tramite i propri agenti di polizia locale, salvo poi dire, visto che l'abbiamo già perseguito, la mozione la bocciamo, ma vi rendete conto dell'enorme contraddizione che c'è in queste due in questa affermazione finale? Cioè se voi siete convinti che gli impegni della mozione del consigliere Bhatti siano impegni condivisibili, come poc'anzi detto dall'assessore Brandi, la mozione la dovete approvare, perché in senso tecnico, quello che risulterà all'esito di questa votazione sarà che il Partito Democratico, i partiti di maggioranza votano contro ad un impegno che però sostengono di perseguire, cioè capite l'enorme contraddizione che c'è nel merito tra quello che dite, e poi quello che fate votando per la bocciatura di questo documento in Consiglio comunale. Questo deve essere rilevato in maniera assolutamente ferma e io credo che sia veramente inaccettabile perché nasconde, come dire, un tatticismo politico che secondo me sarebbe forse ora di mettere da parte. Quanto a tutti questi fantomatici interventi che l'Amministrazione avrebbe fatto nel quartiere stazione, io mi limito a dire che l'Amministrazione ha fatto, per quanto mi riguarda tre cose, due grazie al centrodestra, una è l'arrivo dei militari che sono arrivati solo grazie ai plurimi solleciti, ai plurimi atti amministrativi che il centrodestra ha fatto in questa e nella passata consiliatura e che sono stati disposti da un ministro di centrodestra come il Ministro Piantedosi, che dovremmo ringraziare, perché comunque non era scontato che ci facesse arrivare militari e nell'ambito dell'operazione Strade sicure e la seconda è l'aumento dell'organico della polizia locale, nonché io mi voglio intestare i meriti chiaramente di questo aumento di organico. Ma quante mozioni abbiamo presentato come centrodestra per chiedere un aumento degli agenti di Polizia locale nel Comune di Reggio Emilia. Ma quanti atti quante mozioni, quanti interpellanze abbiamo presentato sulla Polizia locale e sapete che fine hanno fatto? Tutti quei documenti sono stati bocciati, per cui il consigliere Bassi stia tranquillo che, anche se le bocceranno documento, probabilmente gli impegni li potranno anche attuare in un secondo momento, ma se li intesta erano loro, si metteranno loro la bandiera della sicurezza a Reggio Emilia, loro che hanno permesso che Reggio Emilia diventasse un covo di illegalità, perché se oggi abbiamo un problema di poliziotti di quartiere, di sicurezza in generale, richiediamo interventi di un certo tipo è anche e soprattutto perché le amministrazioni comunali di centrosinistra che da sempre amministrano questa città ogni volta che sentivano parlare di sicurezza, gli veniva l'orticaria no, no, sicurezza, no, dobbiamo fare gli interventi sociali, dobbiamo mettere gli educatori di strada, dobbiamo fare altro, ma guai a parlare di polizia. Guai a parlare di agenti di polizia locale. Guai a parlare di interventi e in coordinamento con le Forze armate dei Carabinieri con la Polizia di Stato. Guai quando si parlava di aumento di organici di Polizia locale. La risposta dell'altra parte politica è sempre stata: no, ci mancherebbe altro. Noi siamo contro la repressione, ma qui non si parla di interventi repressivi di cui si parla di prevenire dei fenomeni di reato. Si tratta di tutelare una sicurezza concreta e una sicurezza percepita da parte dei nostri concittadini, di questo stiamo parlando, perché la figura del poliziotto di quartiere, una figura che conosce il quartiere che gira tra le varie vie dei quartieri reggiani, che conosce i residenti, che conosce le problematiche del territorio e non capisco perché si possa MOT bocciare una mozione che va incontro a delle esigenze concrete dei nostri concittadini, anche perché quel poliziotto di quartiere può entrare nel gruppo di comunità. Quel poliziotto di quartiere può avere e può essere la figura di riferimento per i tanti residenti che quotidianamente segnalano questi problemi. E permettetemi di dire che non è sviscerando dei dati, come dire, del tutto generici e peraltro e che sono già stati dichiarati e nella dalle dalle dal comandante della Polizia locale in occasione della loro festa, che si dimostra, come dire, questa iperattività del Comune, ma questi sono dati che di per sé singolarmente presi vogliono dire poco. 2.500 interventi, ma che cosa vuol dire? Ma qui si tratta di vedere dall'esterno com'è la situazione della sicurezza nella nostra città e la situazione è assolutamente critica. Non lo diciamo noi. Io pochi giorni fa ho ricevuto una chiamata di una mia amica dicendo: io abito in via Emilia San Pietro, non sono potute entrare in casa non ce lo facciano dovuta rientrare in macchina, rifare il giro della circonvallazione, perché non potevo entrare in caso, poiché venivo assediata da questi soggetti. E allora voi mi venite a parlare di come l'Amministrazione comunale ha risanato la sicurezza del quartiere della zona. Stazione in centro storico, ma non prendiamoci in giro. L'unica cosa che avete fatto sono: aumento organico di Polizia locale grazie al centrodestra aumento e voi, questo spazio del Comune in via Turri, in cui insegnate come differenziare i rifiuti, cioè una cosa più inutile, non potevate trovarla francamente, cioè il problema non è come pagare le bollette, come è differenziare i rifiuti? Il problema è garantire sicurezza a chi sicurezza, a chi sicurezza e non ne ha, perché in quel quartiere sicurezza non ce n'è né percepita né concreta, per cui bisogna fare di più e non veniamoci a prendere in giro facendovi fautori. Concludo concludo.
Grazie, consigliere Rinaldi. Chiede di intervenire il consigliere Anceschi. Ne ha facoltà.
Grazie, grazie, Presidente. Vede, Consigliere Rinaldin, noi non abbiamo detto che abbiamo risanato i quartieri, che abbiamo eliminato i problemi di sicurezza. No, no, no, se ascoltate le parole che sono state spese in quest'Aula questo messaggio da noi non è arrivato. Peraltro i temi di sicurezza attengono alla prefettura in coordinamento con tutte le forze disponibili, compreso compresa la Polizia locale. Quindi qui il tema di risanare la sicurezza ha ammesso che sia il vocabolo.
È certamente altro rispetto al l'impostazione che abbiamo voluto dare e il consigliere Paglialunga non stiamo inventando cose prive di fondamento che che dibattito ha ascoltato?
Che dibattito. Consigliere Longo, per favore, inventato cose prive di fondamento. Io invece ringrazio l'Assessore in cui, nelle cui parole non ho letto imbarazzo, ho letto forse un'impostazione che non le piace ma tutte le volte, tutte le volte che si parla di questi temi, si finisce con la sua parte politica che ci accusa di inventare cose, di non rispettare l'Aula, di non rispettare il dibattito politico questo non sta avvenendo. Non le piace l'impostazione che l'assessore ha dato? La risposta è illegittimo, ma la smetta di accusarci di inventare cose ogni volta che non gradisce le risposte. È inconcepibile. Avvelena il dibattito anche quando stiamo cercando di trovare in posizioni diverse, in posizioni diverse uno spazio di discussione politica.
Così come nessuno sta trovando pretesti.
Auspico che non ci sia gli elementi per fatto personale, visto che sto rispondendo alle provocazioni, non sto dicendo nulla.
Troviamo un pretesto ora che Gabrielli nel PD, a parte che non è del PD, a parte che non è il PD, sto citando un testo che credo dica cose che la maggior parte dell'Aula condivide se usciamo da questa polarizzazione forzata, consapevole, assolutamente consapevole della storia di quella figura e di quello che ha svolto prima e durante il suo impegno e a livello nazionale e nelle città. Quindi onestamente disse di prendere la lezione su come e cosa scelgo, di dire e cosa scelgo, di tralasciare, scusate, ma mi sembra veramente inopportuno.
Va beh,
E il consigliere Cuzzoni ha ragione quando dice che questo questo testo era quello di aveva l'intento di fare una proposta. Mi spiace aver deluso le sue aspettative e ma di questo che voglio dire? Prenderemo atto entrambi con con il sorriso e rispetto, però alla proposta. Quello che ci stiamo dicendo è che la Giunta qui ha la responsabilità di esecutiva rispetto alle proposte. Bocciare una proposta non significa disconoscerne il.
Il le gli obiettivi e il valore. Mi sembra che entrambi gli interventi mio e dell'assessore andassero invece nella direzione di riconoscere la non soltanto la liceità, ma anche l'opportunità di di questa di questa proposta, ci prendiamo la responsabilità politica di scegliere se approvarla o bocciarla, consapevoli, consapevoli che ricade su di noi la responsabilità di mettere a terra quello che qui dentro ci diciamo sempre che è un indirizzo politico, come a dire che si può votare tutto, ma a votare un indirizzo politico e poi non fare nulla o non poter lavorare per metterlo in pratica è prendere in giro. E allora ci prendiamo la responsabilità. Pur condividendo la gran parte delle ragioni di questo testo, ci prendiamo la responsabilità di votare contrariamente a questo, a questa proposta, consapevoli che la proposta dei degli degli elementi di valore, ma altrettanto consapevoli che il modello operativo che di cui questa Giunta irresponsabile oggi non prevede l'istituzione di quella figura che vorrebbe dire riorganizzare le forze di polizia locale in un modo diverso da quello che stiamo facendo e perdonatemi ricordare i risultati che sono stati raggiunti non significa almeno su questo mi dispiace, ma non sono d'accordo, non significa andare fuori tema, significa completare il dibattito che avete impostato in un certo modo dicendo attenzione, visto che sono oltre 50 le occasioni in cui ci avete dato addosso, a partire dalla vostra visione di sicurezza e da quello che a vostro dire non stava venendo fatto. Beh, è un'occasione per dire attenzione, forse non c'è il poliziotto di quartiere, ma si vedono, si stanno vedendo i risultati, dopodiché è legittimo, è legittimo rimanere. Sto parlando del presidio della zona della zona stazione della zona della città storica. Sto parlando del mio intervento precedente, mentre prima parlavo annuivano, quindi presumo che anche voi abbiate visto gli agenti e in in in città, quindi stiamo dicendo che quelle azioni sono state svolte, consapevoli che, come ci ha ricordato il consigliere Tarquini, tutto perfettibile, comprese queste azioni, quindi qui nessuno sta difendendo il fatto che abbiamo risolto i problemi che ci stiamo dicendo, che, visto che si parla di questo, forse vale la pena di ricordarci anche quello che questa Amministrazione ha fatto su un tema che certamente adiacente a quello del poliziotto di quartiere.
Non vedo quindi una grande contraddizione nell'impostazione che abbiamo voluto dare al dibattito e non vedo pretesti. Vedo la volontà di lavorare insieme, certamente insieme a chi ci vuole stare. Credo che questa tendenza a come dire, accendere il dibattito, non perché io non ami ami la pacatezza, non ho fatto l'elogio della pacatezza. Prima mi sembrava che avessimo impostato il confronto per dirci in che direzione, vogliamo portare la nostra città. Prendo atto che questo non è sempre un atteggiamento, è richiesto e è desiderato, ma come dire, cerchiamo di fare quello che che possiamo fare e convinti che la direzione che è stata intrapresa vada nella direzione che anche questo documento stava auspicando. Grazie. Grazie, consigliere Anceschi.
Allora, non ci sono altre richieste di intervento, quindi dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Allora con B.
Con 25 consiglieri votanti 10 voti favorevoli, 15 contrari. Viene bocciata la mozione. Proposta contraria contraria. Anceschi Giovanni, Bertucci Gianni Boni Francesca Carbognani, Luise casello Antonio castagneti Fausto Corradi, Davide Ghidoni, Riccardo Iorio, Matteo Macchi, Federico Martorana, Rosario Massari Marco medici, Nicolò Petrazzoli, Claudio e Ruozzi Cinzia.
Allora, Consigliere De Lucia, forse a una mozione d'ordine, prego.
Qua, Presidente, chiediamo di discutere gli ordini del giorno, visto che sono della stessa materia in maniera congiunta.
E allora la proposta del Consigliere De Lucia e di discutere i tre ordini del giorno tutti insieme. In realtà una domanda è rispetto all'ordine del giorno presentato dalle Consigliere.
Micale e non so se era stato firmato, perché vedo che non ci sono né il Consigliere ter se non c'è nessuno decade. No, ecco, mi chiedevo se aveva firmato anche qualcun altro no. Quindi allora questo questo decade e allora la richiesta è di discutere.
Discutere insieme gli ordini del giorno ammessi del Consigliere De Lucia e del Consigliere Melioli, vediamo se qualcuno chiede un intervento in opposizione a questa proposta.
Non ci sono richieste in opposizione, quindi si decide di unirli entrambi e di fare due presentazioni, un'unica discussione, un'unica eventuale risposta, perché la Giunta negli ordini del giorno urgenti non è mai obbligato a farlo, però deciderà se rispondere o meno e due dichiarazioni di voto e due votazioni. Quindi do la parola al Consigliere De Lucia per presentare il primo odg.
Grazie, Presidente. Intanto vi annuncio che, come nel migliore romanzo distopico 1984 su Telereggio televisione di proprietà di Legacoop, sono già uscite le dichiarazioni dell'Assessore, dicendo che c'è già stato una discussione in Aula, quindi noi siamo in realtà ancora indietro nel tempo. Ci dobbiamo avvicinare alla linea temporale di Telereggio, che ha già la dichiarazione solo del vicesindaco, nessuno dell'opposizione, ovviamente. Quindi c'è soltanto una parola e la discussione animata che ancora non c'è stata, però non lo so. Vediamo se è pacata animata.
La anime Remo non lo so, ma credo credo che saremo tutti d'accordo che la gente non deve stare al freddo, credo e spero però detto questo vi invito a pensare in che mondo meraviglioso, viviamo in cui c'è addirittura un'informazione che è davanti ai fatti compiuti. Fantastico questa cosa è cioè una sorta di metà giornalismo, è una cosa d'avanguardia. Detto questo, chiudendo un siparietto che a voi chiaramente fa gioco, ma questo mi sembra evidente, ma vi invito a pensare che non è la normalità e soprattutto non è una normalità a giocare con un quadro di sistema di questa misura. Andiamo a presentare i temi concreti, le cose serie. Noi abbiamo un condominio che si chiama Campo di Marte, situato in via Papa Giovanni, che ha 256 famiglie che hanno avuto il 29 ottobre 2026 una lettera recapitata che dice: fatto salvo che c'è una grande morosità rispetto al teleriscaldamento che viene pagato, come sapete, in maniera congiunta, incominceremo a limitare quello che è il il riscaldamento, per tutto quanto questo blocco di 256 famiglie, anche per chi chiaramente ha pagato, perché sapete che il teleriscaldamento funziona in quella maniera su questo l'abbiamo già detto prima lo ripetiamo anche adesso c'è una parte, solo 39 alloggi sono di ACER e andando a vedere i dati ACER ha fatto la sua parte, anzi ha fatto anche di più, però questo non risolve il problema. Infatti, noi pensavamo che in questi giorni, quando è uscito il fatto non più tardi di sabato, ci fosse una presa di posizione direttamente dell'amministrazione, cioè che dicessero: stiamo già lavorando tutto quanto non di trovarci qui in Consiglio comunale, non vedendo nulla, aveva presentato gli ordini urgenti, perché chiaramente siamo stati sollecitati da le famiglie che vivono lì, che chiaramente sono preoccupati. Sareste preoccupati anche voi, immagino se una persona che conoscete vive senza riscaldamento, che si anziana che sia minore o anche che sia un lavoratore in età adulta bene e cosa succede?
Succede che ci sono sicuramente delle situazioni non chiare che vanno chiarite rispetto a quello che riguarda questo grande debito, che riguarda più di 100.000 euro che sono stati accumulati e noi cosa andiamo a chiedere qui che la politica faccia la politica, quindi che non vengano in corsa agli ordini del giorno urgente, ma che venga convocato un tavolo con chi con Iren.
Iren è un ente che si occupa di energia su cui non abbiamo nessun vincolo, nessun potere no, anzi dovrebbe essere nostra.
Quindi abbiamo possibilità di dialogo con loro, non dico di decisione, ma perlomeno di convocare un tavolo tra le parti, quindi intendo tra quello che è l'amministratore condominiale, i responsabili del condominio e anche la parte di Iren per evitare il problema principale, cioè che la gente rimanga il freddo, okay? Quindi, cosa che chiediamo noi.
Intanto c'è una necessità di salvaguardare la continuità del riscaldamento delle famiglie del condominio e su questo mi sembra di essere stato chiaro, c'è poi da verificare quello che sono i debiti.
La responsabilità dei soggetti coinvolti e la tutela delle persone, soprattutto in difficoltà. Cosa chiediamo al Sindaco e la Giunta ad attivare con la massima urgenza un tavolo di mediazione promosso dal Comune tra Iren nel condominio Campo di Marte, coinvolgendo l'amministrazione, l'amministratore condominiale in carica, una rappresentanza dei residenti ACER e i servizi comunali competenti affinché il primo incontro si svolga prima della scadenza del termine indicato nella comunicazione di possibile sospensione, che sarà a breve, cioè ma stiamo parlando di giorni a chiedere immediatamente a Iren di mantenere la continuità della fornitura, promuovere nell'ambito del tavolo un accordo sostenibile per la gestione della morosità attraverso la verifica dell'importo effettivamente dovuto, dei pagamenti già effettuati, delle somme in corso di versamento, nonché la definizione di un piano di rientro con scadenze di impegni chiari. Tale percorso dovrà tutelare i residenti in regola con i pagamenti e considerare le condizioni economiche delle famiglie in difficoltà, cioè quelle che non possono pagare da attivare i servizi sociali per la valutazione delle situazioni di fragilità, verificando gli strumenti di sostegno accessibili ai nuclei interessati, favorendo l'utilizzo nel rispetto dei requisiti previsti. Quindi chiediamo al sindaco Marco Massari di venire in Commissione consiliare tre servizi sociali, sanità, assistenza e di avvisarci. Quindi noi chiediamo che questo avvenga se non a fine di questa settimana, a inizio della prossima è perché i tempi sono davvero tiranni e ci dica di come è andata questa mediazione, cioè che ci spieghi se questo dialogo con Iren e con la parte del condominio ha prodotto dei risultati, perlomeno per calmierare, per tamponare, per permettere quell'arrivo, soprattutto nella stagione più fredda. Che non ci sia il gelo all'interno di quel condominio. C'è un tema di posso definirla con tranquillità bomba sociale, perché stiamo parlando di 256 famiglie. Se questa situazione non viene presa in gestione e gestita bene, ci troveremo con delle famiglie che faranno richiesta, immagino io ai poli sociali o che verranno in Comune, perché do altro, possono andare e a quel punto noi lo sappiamo già non avremo le spalle abbastanza coperte per gestire questa bomba sociale. Quindi quello che chiediamo è di intervenire prima, anche se ormai, come dire, il fattore di rischio è molto vicino prima che arriviamo a una situazione di non ritorno, queste sono questioni che io ho già visto abbiamo visto sul tema di via Turri, per esempio, ho visto anche gli effetti catastrofici che hanno portato a non gestirla, non gestirla completamente, ovvero che c'erano persone che hanno utilizzato metodi per riscaldarsi alternativi e alcune di queste famiglie purtroppo sono morte. Quindi nessuno di noi vuole fare allarmismo e nessuno di noi vuole situazioni, però di questo tipo, perché alla fine, in un modo o nell'altro, qualcuno si deve scaldare, no?
Quindi chiediamo di prendere la situazione nella misura proprio maggiore. Ci saranno impegni già fissati, ci saranno impegni di partito, impegni politici trasferte e così via. Per favore, via tutto annullate tutto. Prendete carico questa vicenda. Se avete bisogno di aiuto. Noi chiaramente siamo a disposizione perché questo tema va affrontato. Grazie.
Grazie, Consigliere De Lucia. Prima di.
Darei la parola per un altro Djivan Miglioli. Vi informo solo che ha scritto il Capogruppo Tarquini, scusandosi, ma ha avuto un'urgenza, è dovuto andar via, quindi, insomma, chiedo scusa per l'assenza e per noi, insomma, che dovessero è dovuto andar via velocemente. Do la parola al consigliere milioni affinché possa presentare il suo ordine del giorno.
Sì, grazie. Grazie, Presidente. Grazie a tutti quelli che assistono ai colleghi. Sì, questo è un ordine del giorno veramente urgente e lo sapete perfettamente. Avete capito di cosa si tratta, perché il condominio Campo di Marte e sta affrontando un problema che proprio arriva nel periodo invernale, un problema veramente serio, perché queste 256 famiglie che, come ho detto prima presentazione, sono state avvisate con una lettera nella cassetta della posta nemmeno firmata alla fine di chi ha dichiarato questo mandata da Iren, dove si diceva che la le utenze sarebbero state staccate al più presto, visto l'enorme morosità del condominio. Ecco, questa è una cosa da prendere veramente sul serio e questa non è una cosa politica. Questa è veramente una cosa che l'Amministrazione comunale, a prescindere che sia destra, sinistra, centro gialli, verdi, rossi, blu, deve prendere in considerazione considerando poi anche un prerequisito, nel senso che sia ACER che adesso si ha pagato parte del suo debito e sicuramente ha una sensibilità diversa all'interno del condominio. Poteva anche essere lei il campanello, vero campanello d'allarme all'interno di queste, di questi 256 alloggi, visto che 39 sono i loro e quindi questo problema doveva già essere a conoscenza di ACER che in parte ha evaso il loro il loro debito, però questi ordini del giorno, queste situazioni andrebbero veramente anticipate, perché quello che fa un'Amministrazione comunale, considerando che Iren e parte di noi c'è e parte di voi, non di noi, è parte di quel mondo che delle comunali, delle municipalizzate, che vengono gestite anche dall'Amministrazione comunale, doveva dare dei campanelli d'allarme.
Più precisi, in modo che questa situazione non scaturisse in questo momento, in questa velocità e con questa, con questa, con questa violenza, perché le persone che vivono in quei condomini tantissime che pagano perfettamente le utenze e anche il condominio, anche se l'amministratore condominiale è sparito e quindi che ha lasciato anche questo problema all'interno del condominio pagano l'affitto è solo veramente terrorizzate. Noi abbiam parlato con persone anziane, con persone con famiglie con bambini, considerando, poiché quel condominio è stato anche avuto anche il 110, quindi di un gruppo di persone che a caccia, tenuto veramente e tiene veramente al luogo dove abita.
Si rischia di portare a casa un via Turri 2 la vendetta e questo non lo vuole nessuno, perché davvero dopo una un luogo dove non c'è riscaldamento, dove ci sono le utenze, è un luogo di nessuno. È un luogo che non non da non permettere l'abitazione di Nis, di Kiev, di chiunque si abiti.
E gli anziani e i bambini, come facciamo persone che hanno pagato anche le utenze e tutto? Quindi bisogna che il Comune si mobiliti intanto facendo un tavolo permanente con Eiger RNA ACER per capire l'ammontare reale, perché si parla di 131.000 euro, poi salta fuori anche 160, ma non è, potrebbero essere anche il doppio o la metà? Non conta capire come sia arrivata a questo punto quindi un tavolo di concertazione, capire e valutare chi di chi sono le morosità, quali sono le colpe, perché ricordo che ci sono qualcuno che non ha pagato e che ha portato a questa situazione. C'è quindi valutare in modo positivo e dare manforte a chi veramente ha pagato, è stato corretto come cittadino, a chi non lo è stato, se uno non lo è stato, perché dei problemi? Perché seguito agli assistenti perché dei problemi economici che vengano fuori, che vengono elencati, che si possa dare veramente una mano e lì il pubblico, il Comune può essere veramente fare la differenza, perché il nostro ruolo è questo di aiutare i cittadini e invece, se uno non ha a morosità, perché non ha voluto pagare? Ecco, quello è il Paul colpevole ed è colui che è la causa di tutto questo questo disagio, che però nasce da da prima, perché per arrivare a questa somma non è poco assolutamente poco. Poi verificare, appunto ACER.
Le le le le UTI, chi occupa rispetto ad ACER, come sono, con quali sono le le persone, quali sono le morosità e quindi valutare e verificare quello che è giusto e portare avanti come come ASP dal punto di vista del Comune e dal momento che abbiamo sia Iren chiara, ACER, che sono all'interno della nostra sfera di influenza.
Ma le cose devono essere fatte veramente in fretta, perché la prossima settimana, come ha detto anche il collega De Lucia, si Eli, è il tempo giusto perché di più non si può andare, perché non possiamo aspettare che i nostri cittadini rimangono soprattutto quelli che ha sempre pagato, rimangono, rimangano senza tempo. Se per colpa di altri qui si fa la differenza qua veramente il Comune può dire la sua, ma soprattutto può capire da questo, anche se da altre esperienze, non l'ha fatto, cioè da via Turri.
Quale quant'è rischioso abbandonare e non essere presente sul territorio? Questa è mancanza di presenza sul territorio, grazie.
Grazie, Consigliere milioni. Chiede di intervenire nella discussione il consigliere Bertucci ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Questa richiesta di odg urgente ha avuto il bello di unire De Lucia, Miglioli e Migale, che adesso non c'è comunque è drammatico, nel senso che a Roma, invece di preoccuparsi di targhe personalizzate, sarebbe bene che iniziassero a incidere su condominio, cioè STI, signori, qua.
Vorrei sapere io.
In gestione costava così tanto, perché prima o poi il coraggio di vedere che cosa sta succedendo evidentemente a qualcheduno non gli andava bene, cioè tanto in Campo di Marte non si paga, paga Pantalone. Io come Pantalone non esiste, non voglio esistere. Questo è il dato di fatto. A fine anno bisogna avere il coraggio, non di a di emettere le targhe personalizzate, di richiedere l'estratto conto del condominio della banca. Non perché Iren, secondo me di pazienza, ne ha avuta anche troppa. Anni: anni passati, congestioni da pelle d'oca, decine anni, anni e anni, senza pagare l'acqua e qualcheduno dice: tanto ci pensa Pantalone e Pantalone si è stancato: bisogna cambiare registro, bisogna avere il coraggio di dire il teleriscaldamento. Dicono che è una gran cosa, conti alla mano, non so se funziona.
Solo che c'ha alcuni limiti, i limiti più grossi sono: a come viene generato il calore. Ci sono poche strutture che danno il calore nel nord Europa a temperature molto più basse. Qui sono riusciti a fare.
Un'opera di ingegneria alta, molto alta, temperature veramente alte. Così usavano le stesse tubazioni e i 110 gradi nel nord Europa 60 70 gradi. Il riscaldamento, cioè il concetto che ha citato Melioli hanno fatto anche il 110, si sono mangiati tanti di quei soldi che la metà basta in via Campo di Marte, per cui uno potenzialmente dovrebbe dire: io ho avuto dai benefici dalla collettività e metto mano al portafoglio, perché devo andare così punto e basta non mi interessa. Il sindaco decide o determine il giorno che si accende. Se uno ha un freddo molto alla pompa di calore, un.
Condizionatore personale, lo accende quando vuole così son tutti felici e contenti fino alla trasmissione grazie.
Grazie, consigliere Bertucci.
Non ci sono altre richieste di intervento. No, chiede di intervenire il Consigliere Paglione Ne ha facoltà.
Io volevo come sono intervenuto prima. Intanto non mi dilungo nelle nude. Replica al collega Ancescao. Io mi sono limitato a dire quello che c'è scritto nero su bianco nei comunicati stampa della Prefettura, in cui che smentiscono clamorosamente quello che ha detto il Sindaco. Se sostenere questo per lei significa non accettare una dichiarazione da parte di quello che ha detto, che non è che non sono d'accordo. Io ho messo in evidenza che non è vero quello che l'assessore ha detto quando ha detto che i servizi appiedati vengono richiesti, non vengono richieste, dicono che sono inutili dal prefetto e dalle forze di polizia veniamo a quello che si discute oggi. Io vorrei partire da una dichiarazione che è stata fatta dall'ex amministratore di questi condomini in cui si dice che dallo scorso dal 2024 si ACER sia tutti i condomini erano informati della situazione debitoria e anche quindi dal bilancio 2025 la situazione debitoria era conosciuta. Allora, la mia domanda è che oggi noi qui stiamo discutendo di un fatto che non è che, come pensavamo noi erroneamente è esploso la scorsa settimana, quando Iran, giustamente prendendo atto delle morosità, ha mandato questa lettera qui c'è qualcuno che sapeva dell'esistenza di queste morosità e diciamo ha fatto esplodere il casino senza che facessero nulla, perché permettetemelo. Io ho visto sul sul sito, nonché mi è stata anche inviata la documentazione che io vedo qui presente. L'elenco dei morosi e della gravità della morosità non è che risale all'altro giorno, ma risale ormai a lo scorso 25 gennaio 2020 29 gennaio 2025, quindi stiamo parlando di circa.
Occhio e croce due anni fa. Quindi la domanda che io mi pongo è tutto pubblicato, Assessore, se vuole, ci sono gli elenchi sul Regio on line. Quindi io la domanda che io mi pongo nei 39 appartamenti gestiti da ACER, anche ACER, essendo il proprietario ha ricevuto questo documento. Hic ecco allora io mi chiedo probabilmente ACER, come ha detto l'Assessore nell'intervista rilasciata, che parlavano di una discussione animata in Consiglio comunale, che non mi sembra ancora che ci sia stata, ha pagato 50.000 euro ad agosto.
Ne parla? Ne pagherà altri 34.000 entro fine anno. La mia domanda è: in questi due anni ACER vi ha avvisato o no della situazione che c'era in questo condominio o è stata una te, una tegola che vi è caduta in testa e quindi quello che sta accadendo oggi dal nostro punto di vista, è la gravissima incapacità dimostrata per l'ennesima volta da parte di questa Amministrazione di conoscere il proprio territorio, di intercettare le criticità se non quando sono esplose e di intervenire prima che scoppino le emergenze sociali, cioè interveniamo oggi perché è venuto fuori sul giornale di questa situazione emergenziale, però bisogna dire che di questa emergenza sociale, che di cui oggi parliamo con anche in questo Consiglio comunale di una straordinaria emergenza, l'amministrazione o una partecipata dell'Amministrazione aveva contezza ben due anni fa, quindi c'è un elemento, abbiamo detto: la situazione era con era conosciuta nel 2015 15 11 anni, 11 mesi, durante i quali il problema non è stato risolto, non è stato affrontato.
E si è arrivati a mettere a rischio alle soglie dell'inverno il riscaldamento e l'acqua calda di centinaia di cittadini, tra cui tra cui persone anziane, disabili, bambini, ma soprattutto persone che hanno regolarmente pagato. Quindi non si può parlare di un'emergenza improvvisa come qualcuno la vuole vendere oggi in quest'Aula, perché ci trovavamo di fronte ad una situazione in cui l'amministrazione disponeva di tutte le informazioni, ad eccezione del fatto, se non adesso l'Assessore ci viene a dire che ACER non ha mai comunicato all'ente.
La situazione di gravità sociale che era presente all'interno di potenziale presenza all'interno di questo condominio. A questo punto l'assessore mi dispiace, ma la dovrebbe prendere con ACER, che non ha segnalato questa situazione, ma visto che la responsabilità non è mai del controllante del controllato, ma è sempre del controllante e stava una vostra incapacità di avere delle persone di fiducia in Aser, se nessuno vi ha dato questa fattispecie di informazione per permettervi di fare l'attività di amministratori pubblici, come è giusto che debba fare un'Amministrazione, perché ricordiamo che uno dei compiti principali dell'amministrazione, oltre a quello di affrontare l'emergenza quando è esplosa è quella di prevenirle l'emergenza e quindi in questa situazione è evidente come una mancata interazione tra ACER, ente ed Iren abbia portato a quella che è l'esplosione della problematica sociale che oggi ci troviamo costretti ad affrontare in emergenza.
I documenti contabili, i bilanci condominiali erano evidenti. Ripeto, c'è la convocazione dell'assemblea del 29 gennaio 2025, in cui c'è addirittura un elenco di quelli che erano i debitori per cui ci troviamo oggi ad affrontare questa situazione. Come è possibile che dopo 11 anni, questa situazione, dopo 11 mesi, questa situazione sia rimasta irrisolta e che oggi ci sono dei cittadini corretti che hanno pagato debbano affrontare questa situazione.
Se fossimo in un condominio di tutto i privati, il Comune dice: io non sapevo nulla, quindi intervengo in emergenza 2 qui ci troviamo di fronte, invece di fronte a due soggetti legati a doppia mandata al sistema pubblico, quindi una con una situazione conosciuta da anni e che oggi abbiamo deciso di creare perché si interviene in emergenza, mai prevenire l'emergenza con il rischio della ricaduta sui cittadini. Sinceramente mi pare anche grottesco, avendo visto a quando si riferiscono i debiti di queste persone che Iren se ne ricordi, non in primavera, quando andiamo incontro al periodo caldo e quindi in un certo senso un eventuale distacco, parliamo di debiti che risalgono anche al 2022, al 2023, al 2021, quindi non debiti da di ieri. Qui c'è stata forse probabilmente è un'ipotesi che l'anche lancio lì o qualcuno che ha deciso, solleviamo il problema nel momento in cui sta scoppiando l'inverno, quindi abbiamo l'emergenza caldo in nelle abitazioni, legato all'emergenza freddo se noi lo facciamo in primavera, forse lo stesso problema non riusciamo a crearlo e forse di soldi ne prendiamo un po' meno ne prendiamo. Quindi, però questo è a pensar male, come diceva qualcuno, questa è la situazione che nocività, ma la vera responsabilità della Amministrazione. Oggi parliamo di solidarietà, inclusione e attenzione alle fragilità. Interveniamo sulle famiglie, facciamo un'attività di intrecciare, di di sedere a un tavolo Iren Aser, i debitori e un piano di rientro si sentono tante belle parole. Però allora noi ci chiediamo: bisogna esserci quando i problemi stanno nascendo, non arrivare in emergenza. Mi piacerebbe capire che l'ente comunale che da dire come mai, pur avendo questa informazione ormai da anni, abbia deciso di intervenire proprio a ridosso dell'inverno per sfruttare la posizione dominante. La posizione allora lo poteva fare, lo poteva fare a marzo. Lo poteva fare ad aprile, quando si andava incontro alla bella stagione, non in prossimità dell'inverno. Non lo dice stacco il riscaldamento dell'acqua calda.
Cioè a marzo, ad aprile la situazione debitoria era migliore di questa, non mi sembra perché stanno al bilancio del 2025, la situazione era anche più grave di quella che vediamo oggi. Quindi la domanda che noi ci poniamo, è cosa hanno fatto, cosa ha fatto l'Amministrazione? A me piacerebbe sapere oggi dall'Assessore più che quello che ha intenzione di fare che tanto l'abbiam capito dall'intervista che ha fatto, quindi non abbiam bisogno nemmeno che ci faccia l'intervento, basta riascoltare l'intervista che sappiamo quali sono le intenzioni dell'Assessore. Allora la mia domanda è un'altra cosa ha fatto l'Amministrazione in questi due anni, da quando è informata da questa situazione per prevenire lo scoppio di questa emergenza che oggi ci troviamo ad affrontare perché una criticità conosciuta da 11 mesi non più non può, non può esserci presentata come un'emergenza imprevedibile.
E quando un problema minaccia servizi essenziali per centinaia di persone, è doveroso interrogarsi sull'efficacia dell'azione, del delle azioni delle istituzioni che sono state poste in essere.
Signor Sindaco, signor Assessore, ai cittadini non hanno bisogno di un'Amministrazione che arrivi quando il rischio ormai è stato fatto, quando il problema è esploso e andiamo in emergenza, hanno bisogno di un'amministrazione che sappia prevenire, governare e assumersi le proprie responsabilità, perché 11 mesi non sono un'emergenza e il tempo durante il quale questa vicenda avrebbe dovuto trovare una soluzione. Ed è quest'oggi è di questo che oggi la politica reggiana deve rendere conto del perché, nonostante fossero 11 mesi, che una controllata dell'ente fosse informata di questa situazione che ha portato oggi al problema odierno, io sarei curioso di sapere, ma sfido che l'assessore ci risponda. Che cosa ha fatto da gennaio 2025 a novembre 2026 per prevenire questa situazione. Grazie.
Grazie, Consigliere Pagliaro. Non ci sono altre richieste di intervento, quindi do la Rispo. Do la parola al vicesindaco per la risposta.
Buonasera. Allora, innanzitutto la deluderò, nel senso che era ampiamente informato, ho incontrato un paio di volte dal vivo e ci siamo sentiti alcune volte telefonicamente e mi ha fatto anche un sopralluogo. Io il Presidente di ACER amico nei condomini interessati, sia per la situazione debitoria che per la vicenda dell'incendio, che se ricorderete, cioè che forse ricorderete, era scoppiato nel condominio, devo qui parto con il ringraziare l'amministratore condominiale uscente adesso non diciamo non faccio il nome.
Il tema della seduta, eccetera, però ringrazio amministratore comunale uscente che ereditato diciamo una gestione precedente e che in questi mesi ha avuto varie interlocuzioni per cercare di venire a capo da una situazione oggettivamente complicata. Eravamo consapevoli al punto tale che ACER ad agosto ha versato 53.700 euro a per andare a ripianare tra agosto e un secondo versamento che verrà fatto nel mese di dicembre la propria parte di debito, perché.
Qui siamo in un condominio dove il Comune tramite diciamo è proprietario e gestore ACER di 138 millesimi, qui sono 39 appartamenti su 256 e di questi 39 7 sono vuoti, 32 sono assegnati di questi 32 abbiamo 11 inquilini morosi, ma, come sempre nei nei nei condomini dell'ACER ha ACER chiamata diciamo, a rispondere al debito verso il condominio, per poi rivalersi verso i propri assegnatari per recuperare, diciamo la la morosità. Quindi noi eravamo informati in dialogo con l'amministratore in una costruzione di un piano di rientro che abbiamo già in buona parte, diciamo onorato nel mese di agosto e la restante parte arriverà nel mese di dicembre e appunto il tema non è non essere informati e anzi il tema è, diciamo davvero pensate che abbia senso portare in Consiglio comunale tutte le situazioni debitorie dei condomini della città. Adesso io non so lei. Consigliere, però addirittura con l'elenco dei nomi e cognomi con le proprie situazioni debitorie che sono sul sito, perché qualcuno ha evidentemente ha dato informazioni all'esterno, ma attenzione, ecco, anche rispetto a.
Rendere le situazioni delle questioni condominiali oggetto di dibattito pubblico dell'Aula. È chiaro che qua è diventato un fatto di interesse pubblico, dal momento in cui non non perché il debito è comparso in due settimane improvvisamente, ma perché il 21 ottobre da assemblea condominiale si dimette l'amministratore condominiale precedentemente nominato? No, quindi a quel punto lì partono le lettere, perché il gestore, non potendosi più rivolgere al condominio come entità giuridica, non avendo più un amministratore titolare, scrive ai singoli, ai singoli condomini, come prevede, diciamo la la normativa. I singoli condomini ovviamente si vedono arrivare una lettera che ci mancherebbe, desta preoccupazione, ma anche prima del diciamo dibattito politico, siamo già intervenuti interloquendo con Iren Iren, avendo la gestione di teleriscaldamento, la in molte decine di migliaia di utenze, ovviamente deve diciamo agire secondo legge rispetto al recupero dei crediti, ma tranquillizziamo sul fatto che siamo in dialogo per una gestione che eviti il distacco. Qui l'obiettivo, ovviamente che nessuno resti al freddo. Facciamo presente che era già presente un piano di rateizzazione, di vecchie morosità che il condominio, pur con difficoltà, stava onorando con Iren e c'è anche un piano sul sull'utenza dell'acqua, quindi diciamo economia, sta facendo la sua parte. Ora la fase diciamo, è resa delicata dal fatto che l'amministratore condominiale precedente si è dimesso il 21 novembre c'è l'assemblea che deve nominare il nuovo amministratore nel frattempo interloquiamo noi appunto con Iren per per gestire la situazione, ma bisognerà che dopo il 21 novembre, sperando che l'Assemblea riesca diciamo a individuare un nuovo amministratori nuovo amministratore, diciamo come di consueto nei passaggi condominiali, prenda la gestione precedente, riprende i rapporti non tanto con, diciamo anche con ACER, ma soprattutto con Iren come gestore e rimetta mano a un piano di rateizzazione della morosità, per diciamo evitare ovviamente conseguenze che nessuno vuole e che stiamo cercando tutti di di evitare. Sono fiducioso che le eviteremo. Quindi quello che voglio dire che e qui c'è un tema di dimensione, ovviamente 256 appartamenti e un supercondominio enorme dal civico 18 al civico 38, un condominio problematico, nel senso che ha affrontato un 110 molto problematico con degli strascichi che erano già usciti anche sulla stampa per de dei dei problemi che c'erano state sul cantiere c'è stato l'incendio, quindi è un condominio che noi diciamo conosciamo molto bene e che stiamo trattando sia come diciamo, proprietari per i nostri 138 millesimi, ma anche, ovviamente nella tutela del della dell'interesse di tutti i cittadini, anche non nostri, assegnatari nei confronti del soggetto gestore. Teleriscaldamento, perché non vogliamo che nessuno resti il freddo e che, come ricordava il consigliere De Lucia, si creino poi quelle situazioni dove ognuno fa da sé, creando a insomma, no, uno che inizia, accendere la stufa stufetta, eccetera, cose che non vogliamo, quindi lavoriamo per questo e la cosa che però diciamo sottolineo perché non voglio che passi questo concetto e lo troverei anche sbagliato per il futuro è penso che diciamo il ruolo dell'Amministrazione comunale e dell'azienda casa Emilia Romagna, Reggio Emilia, sia quello di gestire le situazioni, i condominio in cui siamo che siano condomini misti, che siano totalmente pubblici, troverei un modus operandi scorretto, per non dire pericoloso che tutte le volte che c'è una situazione di un debito condominiale, noi dobbiamo venire qui a riferire, quindi francamente ne discutiamo, ho risposto, forse le ho dimostrato che fra virgolette siamo sul pezzo, è diventato di notizia pubblica, quindi evidentemente e ci mancherebbe, ne discutiamo qui è legittimo discuterne, ma non mi si dica che fra virgolette non abbiamo voluto esporre il caso prima che diventasse di dominio pubblico, ribadisco ACER e presenti in Provincia circa 500 condomini in città in circa 300, francamente, diciamo, possiamo fare tutte le Commissioni per approfondire le situazioni debitorie complessive, eccetera. Troverei assolutamente improduttivo per l'attività del Consiglio comunale che adesso noi in via preventiva dobbiamo venire ad avvisare i Consiglieri laddove ci sia un debito condominiale. Ribadisco il tema, il tema qua è la dimensione, perché 256 appartamenti è un supercondominio nel senso tecnico ed è anche, diciamo molto grande dal punto di vista numerico e quindi crea diciamo una situazione che che case è stata descritta e che stiamo cercando di di gestire, però ribadisco, non c'è stato nessun passaggio di informazioni. ACER ha informato l'amministratore condominiale uscente. È una persona perbene, coppia con cui abbiamo interloquito e che penso in questo anno e rotti circa in cui è stato in carica, ha cercato di rimettere in fila una situazione oggettivamente molto complicata che aveva che aveva ereditato. Non è adesso, non so, non mi ricordo più il termine che ha usato prima il consigliere migliori, ma non è che sia adesso cosiddetto. Prima, però è andato, cioè ha usato un termine che sembrava che fosse scappato. No, semplicemente sulla scia di questa assemblea di condominio, il 21 ottobre ha ritenuto non ci fossero più le condizioni per per proseguire anche condizioni di rapporto con alcuni condomini. Quindi aspettiamo il 21 novembre nuovo amministratore per rimettere, diciamo in fila queste cose. Nel frattempo, tranquillizziamo sul fatto che il dialogo con Iren è stato diciamo in simultanea e che lavoriamo perché a nessuno venga staccato il teleriscaldamento e quindi nessuno passa delle giornate al freddo, però ripeto, siamo sul pezzo la situazione delicata, ma gestibile. La stiamo accompagnando, ribadisco:
Non non penso che sarebbe stato nei nostri compiti venire in via preventiva a dire o attenzione che in quel condominio lì c'è il tal debito, l'abbiamo gestita, ripeto, ad agosto ACER ha versato 54.000 euro ha già preso l'impegno di versarne altri 34 e 35 entro il mese di dicembre. Quindi, ribadisco, stiamo cercando di fare la propria parte, la nostra parte in una situazione in cui ribadiscono e abbiamo 138 millesimi, quindi siamo diciamo, una minoranza importante, irrilevante, ma pur sempre minoranza, in un contesto in cui il grosso del debito non è ascrivibile alla proprietà pubblica, quindi né al Comune né ad ACER, ma ha una proprietà privata molto diffusa, molto parcellizzata, che è quella di un condominio con 250 appartamenti, grazie.
Grazie, vicesindaco. Apriamo ora la parte di dichiarazioni di voto sul primo ordine del giorno, ammesso, cioè quello del consigliere De Lucia, che di intervenire e ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Provo a fare un po' di ordine. Allora, la prima questione: noi siamo una minoranza rispetto a tutta la situazione. Sì, ma noi siamo il Comune di Reggio Emilia, giusto? Lo scopo dell'Amministrazione è che i propri cittadini vivono bene nel loro territorio. C'è scritto nel nostro Statuto, nel TUEL, cioè proprio il compito principale di un'Amministrazione. Il compito della politica è la mediazione delle situazioni di complessità.
Per redimere quelle che sono le divergenze, i problemi o tanto di più, quindi in realtà non c'è da sentirsi offesi, cioè è ordinaria amministrazione. Allora io qua però faccio una domanda. No, se questa cosa eravate nella giornata di tutto. Sapevate anche che arrivavano queste lettere ai condomini il 29 ottobre.
Okay, quindi non potevate sapere queste cose, quindi stavate gestendo, ma vi sfuggivano alcuni elementi che hanno destato molta, ma può succedere è che già hanno destato molta preoccupazione all'interno dei condomini, 256 famiglie che vivono quel contesto chiaramente di difficoltà, ok? Quindi qualcosa non è andato qualcosina. Posso dirlo bene, dal momento che siete così rassicuranti rispetto alla situazione e devo dire che mi fa piacere è adesso non sono contrariato, ma dal momento in cui questo fatto, cioè quindi dal 29 ottobre ad oggi che il 2 novembre non vi è venuto in mente di mandare una nota stampa, convocare un'Assemblea fa fare quello che volete per avvisare la popolazione della città di Reggio Emilia, in particolare quei cittadini che la situazione si sta gestendo.
Altrimenti probabilmente le dico come avrebbe ragionato. Coalizione civica è Coalizione civica avrebbe detto beh, no, comunque c'è una nota stampa. Adesso chiamiamo un attimo, okay, stanno gestendo la cosa. Non presentiamo un ordine urgente, non ce n'è bisogno la situazione sotto controllo. Detto questo, i numeri di 250, quindi allora non è comunicazione propria politica, secondo me andava gestita diversamente, però governate voi, okay. Seconda battuta:
È normale che ci interessiamo di questa vicenda e non la analizziamo soltanto come pers attori economici che hanno una parte di quei millesimi, ma ovvio che sì, perché appunto siamo amministratori, sennò facevamo gli immobiliaristi. No, il nostro compito è diverso. Noi, secondo noi non siamo andati a vedere che ACER ha già fatto la sua parte e anche di più. Sinceramente. In questo caso, però, rimane la situazione per tutte quelle 256 famiglie, perché dobbiamo intervenire? Perché se l'Amministrazione non interviene per tempo, queste famiglie dove andranno? Se la situazione sarà veramente critica, ci sarà freddo. Dove andranno andranno al Polo sociale est e poi verranno a chiedere l'appuntamento da lei.
Ma è chiaro che sarà così, perché è un cittadino di fronte alla situazione difficoltà dove va alla Camera dei deputati, al Governo a Roma? No, viene all'ente di prossimità amministrativo più vicino il Comune, ma è ovvio che sia così.
E quindi io non cioè non mi sento un alieno aver sollevato una questione che riguarda una parte privata, seppure abbiamo visto che comunque pubblica, che ha una ricaduta per il nostro contesto sociale come città, cioè se no, potevamo dire. Ah, beh, ma l'incendio Inalca è una situazione di aziende private. Il Comune cosa c'entra? E cavolo no?
Quello che le voglio dire l'esempio, consigliera l'esempio che vi sto dicendo che tutto riguarda la sfera del Comune porca miseria e se non vogliamo questo ruolo qui che ci stiamo a fa.
Allora vado sul sul punto, io avrei delle domande, però adesso siamo in dichiarazione di voto, perché volevo capire bene alcune questioni, sperando vivo, cioè in maniera proprio concreta che questi documenti passino, perché mi sembra di capire che state già facendo i lavori. No, quindi insomma, se siamo tutti d'accordo, vi stiamo chiedendo di lavorare alla questione. Ci dite che è tutto sotto controllo. Bene.
Una volta fatte queste mediazioni con un ente che, ripeto, non è qualcuno che passa per caso, su cui abbiamo, in teoria dell'ingerenza, del potere delle azioni, addirittura no che Iren relazionate in primo luogo ai condomini. Questo mi sembra chiaro. Relazionate anche in Commissione pubblica a tutta la città di come sta andando questa questione, perché 256 famiglie non sono poche, interessa alle persone che sono lì, ma tutti quelli che hanno i parenti che stanno lì, tutte le persone che vivono vicino a quel quel testo, quel quartiere, anche le persone che hanno dell'empatia e dell'umanità. Interessa di sapere che la gente non sta al freddo.
Io invito a fare queste riflessioni, credo che non ci siano problemi, quindi che i documenti possono essere approvati e dopodiché a portarci una soluzione, sperando e qui vi faccio tutti l'invito e noi siamo a disposizione per dare una mano che la situazione venga risolta, perché qui no, non è così, non è una questione politica, cioè noi dovremmo seriamente vedere, ma in realtà lo vorremmo vedere anche nelle altre situazioni che venga gestito tutto bene. Questo chiediamo. Ricordatevi una cosa: l'ultima è gli amministratori di Iren, decidete il sindaco e gli altri Sindaci. Chi sono? È.
Non sono attori che passano di lì.
Grazie, Consigliere De Lucia. Chiede di intervenire il consigliere Paglialunga e ne ha facoltà. Io mi riallaccio a quello che ha detto l'Assessore, ma qualcuno le ha chiesto di portarlo in Consiglio comunale, i debiti di ACER o dei problemi dei condomini. Io non mi sembra di averle chiesto questo durante il mio intervento servirà a me. Io ho soltanto detto che l'ente deve arrivare prima. Io capisco il sorrisino sempre della supponenza dalla cosa di qualche consigliere della maggioranza, cioè ma riascoltatevi. Ebbene, io capisco che l'unico modo che avete per affrontare la ma noi è quello di dover girare a vostro piacimento quello che noi abbiamo detto. Se lei è arrivato prima ha fatto solo il suo dovere, non è che è stato bravo, la pagano per questo io quello che ho detto e che è assurdo che debba arrivare un ordine del giorno urgente in Consiglio comunale che tratti questa situazione. Ho detto soltanto questo, che è ben diverso dal fatto che ha detto lei che bisogna portare in Consiglio comunale i debiti di tutti i condomini in cui è presente ASEAN. Quindi se poi dopo lei l'ha interpretata così, o io ho un problema spiegarmi probabilmente o lei capisce quello che vuole. Quindi ci troviamo di fronte ad una situazione in cui quello che ha detto, secondo me, più grave ancora, perché lei era informato della situazione grave, situazione potenziale del rischio che avevano o che vivevano queste persone 250 e o tre famiglie, di cui 39 di ACER e gli altri privati. Quindi, se lei era informato di questa situazione,
Cosa no, no, no, no, io quello che dico in maniera molto semplice, l'Amministrazione non può dire le ammi, le dimissioni ci hanno colto di sorpresa, perché nel momento in cui un'Amministrazione coglie di sorpresa una situazione così grave, che non aveva contatti con l'amministratore, che non aveva contatti con Iran, che non aveva già un tavolo di confronto con tutti sul tavolo, compreso l'amministratore mi vuole dire che l'amministratore è arrivato in sede assembleare, si è dimesso senza averlo detto preventivamente a nessuno, cioè se ha fatto una cosa del genere ed esponendo ad un rischio così tutti i cittadini.
Io mi porrei una domanda molto precisa, mi vorrei io ripeto, come ho detto prima, ma questo non lo dice. Paglia Londra e il buonsenso del padre di famiglia, che lo dice l'Amministrazione deve arrivare prima che esplodano i problemi. Nel momento in cui c'era soltanto il rischio potenziale, una buona amministrazione avrebbe dovuto mettere in conto anche la possibilità che l'Amministrazione che l'amministratore del condominio arrivasse considerando il rischio dell'Assemblea che c'era, non dico che dovevate mandare un vostro rappresentante in Assemblea a valutare la situazione, però sicuramente.
Dovevate essere informati del rischio potenziale che l'Assemblea poteva rappresentare che l'amministratore si potesse dimettere e di conseguenza tutto ciò di cui lei ha parlato prima che Iren è stata costretta a mandare queste lettere. Quindi se prima pensavo o avevo il dubbio che non foste informati adesso la certezza dell'incapacità amministrativa, dimostrarla per l'ennesima volta, qualora ce ne fosse bisogno, ci troviamo di fronte ad una situazione in cui l'Amministrazione informata della situazione informata, del rischio che correvano tutti i condomini, informata delle situazioni sociali presenti in quel condominio dove ci sono anziani ultranovantenni, ci sono bambini, ci sono disabili, si è lasciato a fregare da un amministratore che si dimette durante un'assemblea del 31 programmata da tempo. Quindi questo emerge dalla dichiarazione della dell'Assessore che 258 famiglie, l'amministrazione, che deve controllare e garantire anche le situazioni sociali di tutti i cittadini, si è lasciata fregare da un amministratore che decide di dimettersi e questo ha già detto poc'anzi. Lei lei ha detto che la situazione è esplosa perché l'amministratore sia improvvisamente dimesso nell'assemblea del 31 o l'ha detto lei allora io le ridò la parola, me la spieghi bene, perché io l'ho intesa così.
Quindi, ma chi lei faccia popolo spiritoso, faccia se io devo fare l'accesso agli atti. No, no, allora forse non ha sentito cosa ha detto che i riti idonea.
No, no, no, ha parlato prima ancora che qualcuno chiedesse la parola. Ripeto, questo atteggiamento del voler fare il saputello in tutte le situazioni, ma chi ce l'ha di continuo? Ma chi dovrebbe guardarsi un pochino aprire il proprio armadio e guardarci dentro prima di parlare col sottoscritto, comunque, lasciando questo che a me non interessa, ma chi la nullità Cosmica politicamente la nullità Bosnia Cosmica politicamente, quindi ci troviamo di fronte ad una situazione che è questa la situazione, un'Amministrazione che si è fatta fregare un'Amministrazione che si è fatta fregare da un amministratore che si è dimesso grazie.
Politicamente politicamente.
Grazie, Consigliere Paglialunga. Chiede di intervenire il Consigliere Macchi ne ha facoltà.
Grazie, grazie, Presidente. L'intervento del consigliere Paglialunga non si meritavano la mia replica. Io però intervengo perché volevo innanzitutto rubare qualche secondo del mio intervento, perché questa notte ci ha lasciato. Andrà Pala un cittadino del quartiere, il buco il signore, forse qualcuno di voi ha conosciuto perché un cittadino che è stato sempre molto attivo sia nella Consulta sia fuori per tutto il quartiere. Ho avuto la fortuna di conoscere una persona splendida e che ha veramente fatto tanto per non solo per se stesso, ma per tutta la comunità che aveva intorno e quindi mi sembrava importante ricordarlo.
Noi ovviamente apprezziamo che problematiche di questo tipo possano finire in Consiglio comunale, perché ovviamente è una situazione molto delicata, quella del Cnpr, del condominio Campo di Marte. Devo anche dire, in questi casi c'è bisogno anche di una certa delicatezza nella gestione di queste cose, perché parliamo innanzitutto della vita di persone, della casa, di persone e soprattutto quando parliamo di situazioni debitorie di questo tipo, spesso parliamo e lo sappiamo non di morosità colpevoli, ma di morosità incolpevole. Quindi c'è anche una dignità di queste persone che va preservata, cercando di non spiattellare sui giornali situazioni personali delicate che quindi possono anche creare un certo imbarazzo.
Sono contento che questo abbia portato a tra i documenti che presentate opposizione che all'apparenza dimostravano una grande attenzione per questo tema e devo dire che, sentendo alcuni degli interventi di questa discussione, mi sembra che alla delicatezza e alla loro volontà di gestire il problema si è subentrata una voglia di speculazione politica sulla questione, devo dire abbastanza sgradevole da tanti punti di vista. L'intervento del consigliere Palese longa, al di là poi di quello che ha detto su di me, che ormai sono abituato in passa sopra, è un intervento che non mi è sembrato incentrato sul voler andare a cercare di risolvere quella che è la situazione igiene 256 famiglie mi sembra che sia stato un intervento incentrato sull'inventarsi, perché di finzione, poi dobbiamo parlare. Attacchi casuale all'Amministrazione che sulla questione è stata fin dall'inizio il convocato di ACER. Il primo comunicato è del 30 ottobre in risposta alla lettera arrivata ai condomini, quindi non ci siamo sicuramente attivati dopo gli ordini del giorno presentati ma per l'appunto fin da quando la questione uscita sia prima privatamente.
Quando è ancora una questione di gestione all'interno del condominio, se quando poi la questione fin dal sui giornali e quindi era necessaria anche una risposta pubblica Acerra, il Comune non hanno nascosto nessun pezzo della storia, ma hanno subito dimostrato la loro, il loro ruolo, che il Consigliere il Consigliere Paglialunga ragioni non è assolutamente motivo di di una pacca sulla spalla e il nostro lavoro, ma il nostro lavoro lo facciamo con dignità, con rispetto e con voglia di cercare di aiutare nelle situazioni, non di strumentalizzare invece casi drammatici per farceli della mera propaganda politica sopra. E detto questo, l'Assessore credo abbia già spiegato come l'Amministrazione tende a lavorare il ricordare che ACER ha 39 appartamenti sul totale non è un volersi togliere le proprie responsabilità chiaramente quando si parla di assemblee di condominio, quindi dove contano anche i singoli privati, contano i millesimi degli appartamenti. Questo è un dato per dire che ovviamente ACER, l'Amministrazione comunale non hanno la maggioranza all'interno di questi appartamenti e che quindi in sede di amministrazione di condominio, che è già stata convocata per la metà di novembre, non avremo la maggioranza per decidere autonomamente, ma quindi ci si dovrà giustamente confrontare con tutti gli altri proprietari, però la situazione è chiara: la situazione controllata. Siamo assolutamente d'accordo che l'obiettivo principale deve essere quello di evitare che chiunque rimanga al freddo in questi giorni e che dall'altra parte si trovi anche un piano di rientro, perché giustamente ciò che non è stato pagato in termini conciliabili con quella che è la legge, con quelle che sono le condizioni delle persone, deve essere pagato e perché anche la stessa Iren ha, deve seguire delle procedure di riscossione e di notifica delle riscossioni coatte da fare, che non sono sicuramente decise di Iren, ma sono decise direttamente da ARERA. Ha detto ciò, un percorso è già in atto non è il percorso presentato né dalla mozione del Consigliere De Lucia, né dalla mozione del Consigliere Paglialunga, quindi, nonostante ovviamente siamo d'accordo sulle finalità e siamo d'accordo su quello che è l'obiettivo e lo percorreremo fino in fondo. Il nostro voto è negativo per entrambi gli ordini del giorno urgente. Grazie.
Grazie, Consigliere Macchi. Chiede di intervenire il consigliere Bertucci. Ne ha facoltà. Grazie, Presidente. Una precisazione: l'amministratore che si è dimesso è l'ultimo di una serie. Non è l'ultimo in assoluto è l'ultimo di una serie, ha capito che aria tirava, per cui ha detto: qui è meglio fare le valigie, perché qui è una situazione ingestibile che andava avanti da troppo tempo. L'importante allora Campo di Marte è stato realizzato negli anni 80.
Il teleriscaldamento individuale è partito nel 2020 anni dopo che avevo capito che l'aria era pesante e comunque sono arciconvinto che chi ha consumato deve pagare. Questo è il dato di fatto, perché lì c'era gente che ci mangiava a prescindere dagli anziani, dai bambini e tutto quanto erano tutti d'accordo, per cui in prospettiva consumare meno è stato detto anche da Melioli, che hanno fatto il 110 e ne hanno usufruito bene, perché li han girato un sacco di soldi con problematiche varie, ma dire che è colpa di alcuni personaggi non va bene, voto negativo sia a quella di De Lucia, che è quella di Melioli, che è quella che non ci son più di Migale, a prescindere da perché la sostanza della stessa galassia grazie consigliere Bertucci. Non ci sono altre richieste di voto, quindi vi chiedo: apro la votazione sul primo ordine del giorno, quello del Consigliere De Lucia,
Dichiaro chiusa la votazione.
Allora, con.
5 voti favorevoli, 15 contrari. Viene bocciato l'ordine del giorno presentato. Contrarie Anceschi, Giovanni Bertucci, Gianni Boni, Francesco e Carbognani, Luise Castagnetti, Fausto.
Ancora di Davide Ferrario, Giuliano Ghidoni, Riccardo Iorio, Matteo ma che Federico Martorana, Rosario Massari, Marco medici, Nicolò Petrazzoli, Claudio Airways licenzia.
Dichiaro aperta la discussione e la dichiarazione di voto sul secondo ordine del giorno, quello presentato dal consigliere Melioli.
Dobbiamo aspettare un attimo che.
Sono ancora le votazioni aperte.
Grazie.
Barbara.
No, dobbiamo aspettare un attimo.
Bisogna prima chiudere queste votazioni, poi aprire di dichiarazioni di voto e aprire un'altra votazione.
Qua.
Ecco, no, aspetti un attimo prima di aprire la votazione o dichiarazioni di voto. Non ci sono richieste di intervento, allora apriamo la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Con 6 voti favorevoli e 16 contrari viene bocciato anche questo ordine del giorno. Contrario. Anceschi Giovanni Barilli Cecilia Bertucci Gianni buoni francese, Carbognani, Luise, Castagnetti, Faust Corradi Davide Ferrario, Giuliano Ganassi, Nando Iorio Matteo macchie, Federico Martorana, Rosario Massari Marco medici, Nicolò Petrazzoli, Claudio e Ruozzi Cinzia. Abbiamo terminato il Consiglio Comunale. Buona serata a tutti ci vediamo lunedì prossimo.
